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1 La Normativa REGIONALE Decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R Riproduzione Vietata 0
2 La Normativa Regionale REGIONE TOSCANA Decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R Regolamento di attuazione dell articolo 82, comma 15, della legge regionale 3 gennaio 200 5, n. 1 (Norme per il governo del territorio ). Abrogazione dl del regolamento approvato con DPGRT D.P.G.R.T. 62/R/20 05 REGIONE SICILIA DECRETO 5 settembre Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall alto da predisporre negli edifici per l esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza. Regione Veneto DGR N. 97 del 31 gennaio 2012 Approvazione note di indirizzo per l'applicazione dell'art. 79 bis della L.R. 61/85, come modificata dalla L.R. n. 4/2008, aggiornamento delle istruzioni tecniche per la predisposizione delle misure preventive e protettive per l'accesso, il transito e l'esecuzione dei lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza. Regione Umbria Legge regionale 28 ottobre 2011 n Approvazione Linee di indirizzo per la prevenzione delle cadute dall alto. Finalità del documento è quella di proporre criteri, metodi di intervento e controllo da seguire durante la progettazione e realizzazione di un lavoro edile al fine di prevenire i rischi di infortunio a seguito di caduta dall alto o di sprofondamento. Non vengono quindi riproposti unicamente i dettami normativi, già di per se obbligatoriamente noti, ma piuttosto un esempio concreto della loro applicazione anche per gli addetti ad interventi di piccola entità o di manutenzione leggera. Regione Liguria Legge regionale 15 febbraio 2010 n. 5 Norme per la prevenzione delle cadute dall'alto nei cantieri edili Bollettino Ufficiale della Regione Liguria n. 2 del 17 febbraio 2010 Regione Lombardia Decreto 119 del 14 gennaio 2009 (Direzione generale di sanità atto 1368) Disposizioni concernenti la prevenzione dei rischi di caduta dall alto Regione Veneto DGR n del Istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive da predisporre negli edifici per l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza (art. 79 bis L.R. 61/85). Bollettino Ufficiale della Regione Veneto Regione Veneto Allegato al DGR n del Allegato A Bollettino Ufficiale della Regione Veneto Regione Emilia Romagna Legge regionale 02 marzo 2009, n. 2 (LR ER ) Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile Bollettino Ufficiale i n. 33 del 2 marzo 2009 della Regione Emilia Romagna Provincia Autonoma di Trento Legge Provinciale 9 febbraio 2007, n.3 Prevenzione delle cadute dall'alto e promozione della sicurezza sul lavoro Bollettino Ufficiale della Provincia Autonoma di Trento n. 8 del 20 febbraio 2007 Riproduzione Vietata 1
3 Art. 82 Disposizioni generali LRT. 1/ Per le opere ricadenti nell ambito di applicazione del titolo IV, capo I, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), l efficacia del permesso di costruire o della SCIA è sospesa in caso di inosservanza, da parte del committente o del responsabile dei lavori, degli obblighi a loro derivanti dagli articoli 90, 93, 99 e 101 del decreto legislativo medesimo. Il permesso di costruire o la SCIA riacquistano efficacia dopo l ottemperanza agli obblighi. La notifica preliminare, oltre a contenere quanto disposto dall allegato XII del d.lgs. 81/2008, dà atto dell avvenuta redazione del piano di sicurezza e di coordinamento, quando previsto, certificato dal professionista abilitato, e del rispetto della legge regionale 23 dicembre 2003, n. 64 (Norme per la prevenzione delle cadute dall alto nei cantieri edili. Modifiche alla legge regionale 14 ottobre 1999, n. 52 concernente la disciplina delle attività edilizie). Dlgs. 81/08 At Art. 90 Obblighi del committente o del responsabile dei lavori Art. 93 Responsabilità dei dicommittenti ti e dei diresponsabili dei di lavori Art. 99 Notifica preliminare Art. 101 Obblighi di trasmissione Riproduzione Vietata 2
4 Art. 82 Disposizioni generali LRT. 1/ Nel caso di inizio dei lavori in mancanza dei piani di sicurezza di cui agli articoli 100, comma 1, e 101, comma 1, del d.lgs. 81/2008, l organo preposto alla vigilanza ai sensi dell articolo l 13 dl del medesimo decreto legislativo ordina l immediata sospensione dei lavori fino all adempimento degli obblighi di cui alle citate disposizioni. l organo lorgano preposto alla vigilanza ordina l immediata sospensione dei lavori fino all adempimento. Dlgs. 81/08 Art. 100 Piano di sicurezza e di coordinamento Art. 101 Obblighi di trasmissione Riproduzione Vietata 3
5 Dlgs 81/08 Articolo 90 Obblighi del committente o del responsabile dei lavori 9. Il committente t o il responsabile dei ilavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un unica impresa o ad un lavoratore autonomo c) trasmette all amministrazione concedente, prima dell inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all articolo 99, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall articolo 16 bis, comma 10, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b). 10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all articolo 100 o del fascicolo di cui all articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all articolo 99, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, é sospesa l efficacia del titolo abilitativo. L organo di vigilanza comunica l inadempienza all amministrazione concedente. Sospensione dell efficacia del titolo abilitativo 1. Assenza del dldurc 2. Assenza di PSC 3. Assenza Fascicolo 4. Assenza di Notifica Riproduzione Vietata 4
6 Dlgs 81/08 Articolo 14 Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori 1. Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, FERME RESTANDO LE ATTRIBUZIONI DEL COORDINATORE PER L ESECUZIONE DEI LAVORI DI CUI ALL ARTICOLOARTICOLO 92, COMMA 1, LETTERA E), gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell attività imprenditoriale interessata dalle violazioni quando riscontrano l impiego di personale non risultante dalla dll documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate d con decreto del dlministero del dllavoro, della dll salute e delle dll politiche sociali, adottato sentito il Ministero dell interno e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l adozione del provvedimento di sospensione dell attività imprenditoriale sono quelle individuate nell Allegato I. (omissis). Sospensione attività imprenditoriale l d ll l d ll i l l h i i il 1. Impiego di personale non regolare 2. Allegato I Riproduzione Vietata 5
7 ALLEGATO I GRAVI VIOLAZIONI AI FINI DELL ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE Violazioni che espongono a rischi di carattere generale Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi; Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione; Mancata formazione edaddestramento; Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile; Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS); Violazioni che espongono al rischio di caduta dall alto Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall alto; Mancanza di protezioni verso il vuoto. Violazioni che espongono al rischio di seppellimento Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza dl del terreno. Violazioni che espongono al rischio di elettrocuzione Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi; Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi; Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale). Violazioni che espongono al rischio d amianto Mancata notifica all organo di vigilanza prima dell inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione ii ad amianto. Riproduzione Vietata 6
8 RT.. 82 DISPOSIZIONI GENERALI LRT. 1/2005 ART 13. I progetti relativi ad interventi che riguardano le coperture di edifici di nuova costruzione oppure le coperture di edifici già esistenti, prevedono l applicazione di idonee misure preventive e protettive che consentano, nella successiva fase di manutenzione degli edifici l ACCESSO, il TRANSITO e l ESECUZIONE dei lavori in quota in condizioni di sicurezza., l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza. 14. La mancata previsione delle misure di cui al comma 13 costituisce causa ostativa al rilascio del permesso di costruire ed impedisce altresì l efficacia della SCIA di cui all articolo I comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle norme regolamentari regionali recanti istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive di cui al comma 14. Tali norme sono direttamente applicabili anche in caso di mancato adeguamento e prevalgono su eventuali disposizioni difformi dei regolamenti edilizi comunali. Riproduzione Vietata 7
9 ART. 86 ULTIMAZIONE DEI LAVORI. CERTIFICATO DI CONFORMITÀ. CERTIFICATO DI ABITABILITÀ O AGIBILITÀ. INIZIO DI ESERCIZIO DI ATTIVITÀ PRODUTTIVE 3. Nei casi di cui al comma 2, una volta ultimati i lavori e certificata la conformità di cui al comma 1, ovvero applicate le sanzioni pecuniarie nei casi previsti al titolo VIII, capo I e certificata la conformità di cui al comma 1, l'abitabilità o agibilità dei locali è attestata da un professionista abilitato unitamente alla conformità con le norme igienico sanitarie, nonché alle norme sulle barriere architettoniche e alle istruzioni i itecniche ih di cui all'articolo l 82, comma 16. Al momento dell'attestazione, il professionista abilitato consegna al comune copia del fascicolo di cui all'articolo 91 comma 1, lettera b) del d.lgs. 81/2008, ove ai sensi del medesimo decreto legislativo ne sia prevista la formazione. L'abitabilità o agibilità decorrono dalla data in cui l'attestazione perviene al comune. Nei casi di cui al comma 2, una volta ultimati i lavori e certificata la conformità di cui al comma 1, ovvero applicate le sanzioni pecuniarie nei casi previsti al titolo VIII, capo I e certificata la conformità di cui al comma 1, l abitabilità o agibilità dei locali è attestata da un professionista abilitato unitamente alla conformità con le norme igienico sanitarie, nonché alle norme sulle barriere architettoniche e alle istruzioni tecniche di cui all articolo 82, comma 16. Al momento dell attestazione, il professionista abilitato consegna al comune, copia del fascicolo di cui all articolo 91, comma 1, lettera b) del d.lgs 81/2008 ove, ai sensi del medesimo decreto legislativo ne sia prevista la formazione. L abitabilità bilità o agibilità decorrono dalla data in cui l attestazione t perviene al comune. Riproduzione Vietata 8
10 ART. 86 ULTIMAZIONE DEI LAVORI. CERTIFICATO DI CONFORMITÀ. CERTIFICATO DI ABITABILITÀ O AGIBILITÀ. INIZIO DI ESERCIZIO DI ATTIVITÀ PRODUTTIVE 3. Nei casi di cui al comma 2, una volta ultimati i lavori e certificata t la conformità di cui al comma 1, ovvero applicate le sanzioni pecuniarie nei casi previsti al titolo VIII, capo I e certificata la conformità di cui al comma 1, l'abitabilità o agibilità dei locali è attestata da un professionista abilitato unitamente alla conformità con norme igienico sanitarie, nonché alle norme sulle barriere architettoniche e alle istruzioni tecniche di cui all articolo 82, comma 16. Al momento dell attestazione, il professionista abilitato consegna al comune, copia del fascicolo di cui all'articolo 91 comma 1, lettera b) del d.lgs. 81/2008, ove ai sensi del medesimo decreto legislativo ne sia prevista la formazione. L'abitabilità o agibilità decorrono dalla data in cui l'attestazione perviene al comune. 4. Entro centottanta giorni dalla data in cui è pervenuta l'attestazione di cui al comma 3, il comune, tramite l'azienda USL, dispone ispezioni, anche a campione, al fine di verificare i requisiti di abitabilità e agibilità delle costruzioni. A tal fine fornisce periodicamente all'azienda USL le informazioni necessarie. Sonocomunque soggette a controllo ai fini dell'applicazione della r. 47/1991, le opere relative agli edifici e locali di cui all' articolo 2, comma 2, lettere a), c) e d) della stessa l.r. 47/1991. Riproduzione Vietata 9
11 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 2 Ambito di Applicazione a) Si rimarca come l ambito di applicazione avviene già al 1. Il presente regolamento si applica nella progettazione e realizzazione di qualsiasi intervento t edilizio i ed impiantistico che interessi coperture di nuove costruzioni o di edifici esistenti ai sensi dell articolo 1. momento della progettazione mentre l omissione di qualsiasi tipologia e destinazione d uso è dovuta al ftt fatto che comunque sono comprese b) Viene introdotto che l intervento t a cui si riferisce i non è solo di TIPO EDILIZIO ma anche di tipo IMPIANTISTICO Riproduzione Vietata 10
12 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 2 Ambito di Applicazione Sono esclusi dall ambito di applicazione del presente regolamento: a) gli interventi di manutenzione ordinaria che riguarda no le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza i gli impianti tecnologici esistenti; b) i pergolati e le coperture di manufatti aventi carattere temporaneo riconducibili alle fattispecie di cuiall articolo articolo 80, comma 2, lettera b) della l.r. 1/2005; c) le coperture che non espongono ad un rischio di caduta dall alto da un altezza maggiore di 2 metri misurata dal punto più elevato rispetto al piano sottostante ; d) gli interventi impiantistici diversi da quelli definiti all articolo 3, comma 1, lettera d). Diversamente dal precedente regolamento non si parla più di manutenzione straordinaria come tipologia di intervento su cui si applica il regolamento, non ha più importanza la tipologia di intervento in quanto si applica a tutte le tipologie di intervento edilizio ed impiantistico precisando i casi di esclusione. articolo 80, comma 2, lettera b) della lr1/2005 l.r. b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità, comunque entro un termine non superiore a novanta giorni Riproduzione Vietata 11
13 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 2 Ambito di Applicazione INTERVENTI IMPIANTISTICI A CUI SI APPLICA IL REGOLAMENTO d) per interventi impiantistici, l installazione, la trasformazione, l ampliamento e la straordinaria manutenzione di: 1. impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell energia elettrica, compresi impianti da fonti di energia rinnovabili (FER); 2. impianti di protezione contro le scariche atmosferiche; 3. impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento, refrigerazione di qualsiasi natura o specie, compresi impianti da fonti di energia rinnovabili (FER), comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense. Sono esclusi in questo caso gli impianti di messa in opera o trasformazione di antenne televisive Sono però compresi non solo la nuova realizzazione ma anche la trasformazione, l ampliamento e la straordinaria manutenzione. Riproduzione Vietata 12
14 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 2 Ambito di Applicazione 4. Le coperture prive di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia, in cui il dislivello tra il punto più elevato della copertura ed il piano di campagna naturale o artificiale sottostante non sia superiore a 4 metri, non necessitano di misure preventive e protettive fisse o permanenti. In tali casi dovrà comunque essere redatto l elaborato tecnico della copertura di cui all articolo 5 indicante le misure sostitutive a quelle fisse o permanenti, da adottarsi per le successive manutenzioni dll della copertura. L eventuale successiva installazione di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia comporta l adozione di misure preventive e protettive fisse o permanenti. PUR NECESSITANDO DI UN ELABORATO TECNICO DELLA COPERTURA Sono state escluse tutta una serie di coperture di modesta altezza per il cui intervento è Possibile il ricorso a soluzioni non permanenti o fisse (quali i ponteggi o guardacorpi) Purchè PRIVE DI IMPIANTI TECNOLOGICI (per impianti si intendono quelli indicati precedentemente) Riproduzione Vietata 13
15 Esempio Riproduzione Vietata 14
16 Esempio Riproduzione Vietata 15
17 Decreto del Presidente della Giunta regionale Oggetto dell intervento in copertura Art. 2 Ambito di Applicazione g) per transito ed esecuzione di lavori sulla copertura, la possibilità di spostamento e di lavoro in sicurezza sulla porzione di copertura oggetto dell intervento, atta a garantire la raggiungibilità di tutte le sue componenti a fini manutentivi; Negli interventi sull esistente, le misure di protezione si applicano alla SOLA porzione di copertura oggetto di intervento. Pertanto se la progettazione richiede un intervento solo su una parte della copertura è solo a questa che è richiesto di disporre dei sistemi anticaduta, di un punto di accesso e di un percorso sicuro verso quest ultima Per le coperture interessate esistenti da interventi impiantistici si può ritenere minima l area della copertura oggetto di intervento quella che consente il raggiungimento dell area in cui sono collocati gli impianti realizzati, trasformati o ampliati. Riproduzione Vietata 16
18 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 2 Ambito di Applicazione Dlgs. 81/08 5. In relazione ai lavori da effettuare le misure progettate ed installate ai sensi del presente regolamento devono essere adottate ed utilizzate nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 15, 111 e 115 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). Articolo 15 Misure generali di tutela Articolo 111 Obblighi del datore di lavoro nell uso di attrezzature per lavori in quota Articolo 115 Sistemi di protezione contro le cadute dall alto alto SI E VOLUTO RICORDARE COME QUALUNQUE ATTIVITA CHE ESPONE AD UN RISCHIO CADUTA DALLALTO DALL ALTO COMPORTI IL RISPETTO DELLE NORMATIVA SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO ED IN PARTICOLARE VENGONO RICORDATI GLI ARTICOLI SPECIFICI Riproduzione Vietata 17
19 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 2 Ambito di Applicazione 6. Le opere e i manufatti costituenti i componenti essenziali del sistema anticaduta, nella misura strettamente necessaria a garantire l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza, non sono considerate nelleverifiche di conformità urbanistico edilizia riferite a parametri quali il volume, la superficie utile o l altezza massima dll delle costruzioni. i QUESTO COMMA CONSENTE DI REALIZZARE INTERVENTI VOLTI A RENDERE SICURO IL TRANSITO, L ACCESSO LACCESSO E LESECUZIONE L ESECUZIONE DEI LAVORI SU COPERTURE SENZA PREGIUDIZIO DI COMPUTO URBANISTICO AD ESEMPIO SI POSSONO REALIZZARE ABBAINI CON CARATTERISTICHE DI PUNTO DI ACCESSO SENZA COMPUTARE LA VOLUMETRIA E I RELATIVI ONERI O REALIZZARE PARAPETTI DI PROTEZIONE IN COPERTURA SENZA COMPUTARE L ALTEZZA DELL EDIFICIO ALL ALTEZZA DEL PARAPETTO Riproduzione Vietata 18
20 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale a) per copertura, la delimitazione superiore di un edificio, o di altro manufatto edilizio comunque denominato, provvisto o meno di tamponamenti laterali, atta ad assicurare protezione dagli agenti atmosferici, costituita da una struttura portante e da un manto superficiale esterno. La copertura assume diverse denominazioni in ragione della sua configurazione strutturale e morfotipologica, ovvero in relazione al materiale usato per la struttura o per il manto superficiale; Questa nuova definizione di copertura è molto più chiara rispetto alla precedente versione dove veniva definita come Delimitazione superiore dell involucro edilizio l eliminazione del riferimento all involucro edilizio e l inciso provvisto o meno di tamponamenti laterali non lascia spazio ad una interpretazione riduttiva, tutte le coperture in senso ampio rientrano all interno della definizione (Pensiline, tettoie tt ecc. ecc) Riproduzione Vietata 19
21 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale b) per copertura calpestabile, la porzione di copertura, accessibile in caso di manutenzione, calcolata per carichi di esercizio minimi in grado di sostenere sia il peso delle persone che degli eventuali materiali depositati, conformi a quelli indicati nel decreto 14 gennaio 2008 del Ministero delle Infrastrutture (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni tabella 3.1.II, categoria H); Vengono definiti quali siano i requisiti minimi per concepire la possibilità di una copertura di sostenere il carico di una persona per svolgere operazioni di manutenzione. Attualmente si ricorda che per le coperture definite accessibili per opere di manutenzione si hanno i seguenti valori minimi. Coperture e e sottotetti Cat. H1 Coperture e sottotetti accessibili per sola manutenzione qk = 0,50 [kn/m 2 ] carico unif. distribuito Qk = 1,20 [kn] carico concentrato Hk = 1,00 [kn/m] carico al metro lineare Riproduzione Vietata 20
22 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale c) per superficie vetrata antisfondamento, quella realizzata in vetro stratificato classificato come vetro anticaduta nel vuoto secondo la UNI EN rispondente alla classe minima 1 (B)1 Vengono definiti ai sensi del regolamento quale debba essere il requisito tecnico per concepire una vetrata calpestabile con funzione antisfondamento classe 1(B)1 deve resistere alla caduta dell impattatore da un altezza di mm (anticaduta nel vuoto). si tratta di una vetrata stratificata di spessore generalmente > 12 mm con un peso di circa 30 Kg/m 2 ) Riproduzione Vietata 21
23 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale c) per superficie vetrata antisfondamento, quella realizzata in vetro stratificato classificato come vetro anticaduta nel vuoto secondo la UNI EN rispondente alla classe minima 1 (B)1 Vengono definiti ai sensi del regolamento quale debba essere il requisito tecnico per concepire una vetrata calpestabile con funzione antisfondamento le vetrate non rispondenti a questo requisito devono considerarsi sfondabili e quindi da proteggere classe 1(B)1 deve resistere alla caduta dell impattatore da un altezza di mm (anticaduta nel vuoto). si tratta di una vetrata stratificata di spessore generalmente > 12 mm con un peso di circa 30 Kg/m 2 ) Riproduzione Vietata 22
24 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale s) per elemento fisso, un elemento inamovibile stabilmente ancorato all edificio, che non può essere rimosso se non intervenendo con una demolizione parziale o totale della struttura a cui viene fissato; t) per elemento permanente, un elemento costituente dotazione stabile dell edificio che può essere rimosso e posizionato al momento della sua effettiva utilizzazione quale una scala, un parapetto, un dispositivo di ancoraggio o altro dispositivo di protezione collettiva non fisso; Vengono introdotte, specificandole, anche soluzioni non permanenti assieme a quelle fisse Riproduzione Vietata 23
25 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale u) per progettista, il tecnico abilitato incaricato della progettazione dell intervento edilizio soggetto a SCIA o a permesso di costruire; per gli interventi costituenti attività edilizia libera e per gli interventi impiantistici di cui alla lettera d), il tecnico abilitato alla progettazione incaricato degli adempimenti di cui al presente regolamento. Oltre al COORDINATORE, che è la figura di riferimento per gli adempimenti progettuali legati all ETC, ma che non necessariamente è sempre presente, viene definito anche chi possa essere il PROGETTISTA. Da questa definizione deriva che il progetto non può essere redatto da un tecnico di una impresa installatrice ma deve essere un soggetto direttamente incaricato dal committente, senza vincoli di subordinazione con la ditta installatrice, che si occupa della parte tecnica. Si rimarca che l ETC debba essere redatto indipendentemente dal tipo di pratica edilizia che si vada a realizzare. Riproduzione Vietata 24
26 Art. 3 Definizioni Decreto del Presidente della Giunta regionale Percorso di accesso alla copertura Il tragitto che un operatore deve coprire internamente od esternamente al fabbricato fbbi per raggiungere il punto di accesso alla copertura. Accesso alla copertura Ilpunto punto, raggiungibile mediante un percorso, in grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura. Transito e lavori su coperture Possibilità di spostamento e di lavoro in sicurezza su tutta la superficie delle coperture oggetto di progettazione. sulla porzione di copertura oggetto dell intervento intervento, atta a garantire la raggiungibilità di tutte le sue componenti a fini manutentivi; Transito in Copertura esistente con intervento localizzato Transito in Nuova Copertura Riproduzione Vietata 25
27 Decreto del Presidente della Giunta regionale Come definito precedentemente Art. 4 Adempimenti Art. 3 lett. u 1. La conformità dell elaborato tecnico della copertura alle misure preventive e protettive indicate nella sezione II è attestata dal COORDINATORE DELLA SICUREZZA o, in sua assenza, dal PROGETTISTA all atto di inoltro della seguente documentazione: a) istanze di permesso di costruire, anche riferite a varianti in corso di opera che comportano la sospensione dei relativi lavori; b) segnalazioni certificate di inizio attività edilizia (SCIA), anche riferite a varianti in corso d opera che comportano la sospensione di dei relativi ltiilavori; c) varianti in corso d opera che non comportano la sospensione dei relativi lavori, ai sensi dell articolo 83 bis della l.r. 1/2005 Concessioni SCIA Anche per Varianti Con sospensione Lavori Senza sospensione Lavori (art. 83 bis LR 1/2005) Riproduzione Vietata 26
28 Art. 4 Adempimenti Decreto del Presidente della Giunta regionale 2. Nel caso di interventi di manutenzione straordinaria costituenti attività edilizia libera e di interventi impiantistici di cui all articolo 3, comma 1, lettera d), la conformità dell elaborato tecnico della copertura alle misure preventive e protettive indicate nella sezione II è attestata al committente dal coordinatore della sicurezza o, in sua assenza, dal progettista. Copia dell elaborato e dell attestazione è prodotta all amministrazione comunale solo su espressa richiesta di quest ultima nell ambito delle attività istituzionali di vigilanza e controllo. Anche in assenza di un intervento che non necessita di una pratica edilizia in quanto attività libera comunque L ETC deve essere redatto anche se non deve essere depositato. Può essere depositato solo su espressa richiesta ihi degli organi di vigilanza iil Riproduzione Vietata 27
29 Art. 4 Adempimenti Decreto del Presidente della Giunta regionale 3. Nel caso di interventi edilizi per i quali debba essere certificata L ABITABILITÀ O L AGIBILITÀ ai sensi della vigente normativa regionale, il professionista abilitato, al momento del deposito dell attestazione di cui all articolo 86, comma 3 della l. r. 1/2005, allega la certificazione di conformità delle opere eseguite sulla copertura alle misure preventive e protettive ttti di cui alla sezione II. SI CONFERMA IL PRECEDENTE IMPIANTO La certificazione di abitabilità o di agibilità delle unità immobiliari è necessaria, oltre che per le nuove costruzioni, anche: 1. in conseguenza dell esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia o di ampliamento, che riguardino parti strutturali degli edifici; 2. in conseguenza dell esecuzione di lavori di restauro o ristrutturazione edilizia o di ampliamento contestuali a mutamento di destinazione d uso. Riproduzione Vietata 28
30 Art. 4 Adempimenti Decreto del Presidente della Giunta regionale 4. Per gli immobili e le aree soggetti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n.137) sono fatte salve le disposizioni ivi previste. I Beni culturali e del Paesaggio sonosoggetti soggetti a normativa Statale che in questo caso ha il sopravvento sulle norme regionali pertanto la soprintendenza può disciplinare diversamente in merito all obbligatorietà di soluzioni rivolte alla futura manutenzione delle coperture Riproduzione Vietata 29
31 Precedentemente La differenza era tra Il PERMANENTE (inteso come fisso) e PROVVISORIO DPGR 23 novembre 2005, n.62/r Criteri generali diprogettazione Nei casi di cui al capitolo 2 (Campo di Applicazione), devono essere progettate e realizzate misure preventive e protettive al fine di poter eseguire successivi lavori di manutenzione sulla copertura in condizioni di sicurezza. Tali misure preventive e protettive ttti sono finalizzate a mettere in sicurezza: il percorso di accesso alla copertura; l accesso alla copertura; il transito e l esecuzione dei lavori sulla copertura. Percorsi ed accessi devono essere di tipo PERMANENTE, fatta salva la possibilità di adottare misure di tipo PROVVISORIO, purché di pari efficacia. Il transito e l esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture oggetto di progettazione devono essere garantiti attraverso elementi protettivi PERMANENTI. Riproduzione Vietata 30 A seguito della nuova definizione di permanente e fisso vengono a definirsi le possibili soluzioni in FISSE O PERMANENTI DPGR 18 dicembre 2013, n. 75/R 1) Nei casi di cui all articolo 2, sono progettate e realizzate, nel rispetto dei criteri di cui al presente articolo, misure preventive e protettive al fine di poter eseguire successivi interventi impiantistici o di manutenzione sulla copertura in condizioni i i di sicurezza. Tali misure preventive e protettive sono finalizzate a mettere in sicurezza: a) il percorso di accesso alla copertura; b) l accesso alla copertura; c) il transito e l esecuzione dei lavori sulla copertura. 2) I percorsi devono essere di tipo FISSO O PERMANENTE e gli accessi devono essere di tipo FISSO. 3) Il transito e l esecuzione degli interventi impiantistici o di manutenzione sulle coperture devono essere garantiti attraverso elementi protettivi di tipo FISSO O PERMANENTE.
32 Decreto del Presidente della Giunta regionale Art. 7 Criteri generali di Progettazione 4) Nei casi di interventi su coperture esistenti, nei quali non sia possibile adottare misure di tipo fisso o permanenteaa causa di caratteristiche strutturali insufficienti a garantire l ancoraggio dei sistemi anticaduta, o per contrasto con prescrizioni regolamentari o con norme di tutela riguardanti l immobile interessato dall intervento, nella relazione tecnica di cui all articolo 5, comma 4, lettera ltt b), devono essere specificate le motivazioni i i per le quali tali misure risultano non realizzabili. Devono altresì essere indicate le idonee misure di TIPO PROVVISORIO PREVISTE IN SOSTITUZIONE, tali comunque da garantire l esecuzione degli interventi impiantistici o di manutenzione della copertura in condizioni di sicurezza. 5) (OMISSIS) 6) Negli interventi impiantistici comportanti l installazione sulle coperture calpestabili di PANNELLI SOLARI devono essere reperiti appositi spazi di dimensioni sufficienti a consentire l installazione e l uso di un sistema anticaduta garantendo la manutenzione in sicurezza della copertura e delle sue dotazioni. Tale disposizione non si applica nei casi di adozione di dispositivi di protezione collettiva permanenti. IL COMMA 4 NELLE COPERTURE ESISTENTI (E SOLO IN QUESTE) QUALORA NON SIA POSSIBILE REALIZZARE MISURE NE DI TIPO FISSO NE DI TIPO PERMANENTE E CONSENTITO. PREVIA RELAZIONE TECNICA IN CUI SI SPIEGANO LE MOTIVAZIONI UTILIZZARE MISURE DI TIPO PROVVISORIO L ARTICOLO SUGGERISCE CHE LE MOTIVAZIONI CHE POSSONO ESSERE ADOTTATE SONO O DI NATURA STRUTTURALE O DI NATURA NORMATIVA (IN CASO DI PARTICOLARI TUTELE QUALI BENI PAESAGGISTICI O SOGGETTI A PARERE O NULLA OSTA DI SOPRINTENDENZE AD ESEMPIO) Priorità alle misure FISSE O PERMANENTI, nell impossibilità oggettiva di realizzarne si può adottarne di TEMPORANEE PURCHE DEBITAMENTE MOTIVATE IL COMMA 6 ESPLICITA CHIARAMENTE NELLE COPERTURE DOVE SI ISTALLANO PANNELLI SOLARI DEVONO ESSERE LASCIATI IDONEI SPAZI IN GRADO DI CONSENTIRE LA MESSA IN OPERA DI UN SISTEMA ANTICADUTA NEL CASO DI ASSENZA DI PARAPETTI PROTETTIVI Riproduzione Vietata 31
33 Art. 8 Decreto del Presidente della Giunta regionale accesso alla Percorsi di accesso alla copertura 1) I percorsi di accesso alla copertura possono essere interni o esterni. La loro configurazione deve consentire il passaggio degli operatori, dei loro utensili da lavoro e dei materiali in condizioni di sicurezza. 2) Lungo l intero sviluppo dei percorsi è necessaria l adozione delle seguenti misure: a) gli ostacoli fissi, che per ragioni tecniche non possono essere eliminati, devono essere chiaramente segnalati e, se del caso, protetti in modo da non costituire pericolo; b) ove sia prevedibile un utilizzo del percorso in condizioni di scarsa o assente illuminazione naturale, deve essere garantito un illuminamento conforme alla norma UNI EN e UNI EN I corpi illuminanti devono essere installati in modo da prevenire i rischio d urto; c) deve essere previsto un dimensionamento in relazione ai carichi di esercizio, tenendo conto dei L altezza minima di un percorso di accesso alla copertura deve essere > 1.80 m prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare, con una larghezza non inferiore a 0,60 metri per il solo transito dell operatore; 3) deve essere garantita un altezza libera superiore a 1,80 metri rispetto al piano di calpestio. In presenza di vincoli costruttivi non eliminabili, tale altezza può essere ridotta limitatamente ad un unico e breve tratto; 4) i percorsi orizzontali o inclinati devono essere protetti contro il rischio di caduta nei lati prospicienti il vuoto o esposti verso superfici sfondabili; Riproduzione Vietata 32
34 SONO IDENTIFICATI SOLO TRE TIPOLOGIE DI PERCORSI VERTICALI Art. 8 Decreto del Presidente della Giunta regionale Percorsi di accesso alla copertura f) i percorsi verticali devono essere realizzati tramite le seguenti strutture: 1) scale per il trasferimento in quota opportunamente vincolate alla zona di sbarco; 2) apparecchi di sollevamento certificati anche peril trasferimentodi persone inquota; 3) ponteggi; g) i percorsi verticali costituiti da scale fisse devono essere predisposti secondo il seguente ordine di priorità: 1) scale fisse a gradini a rampe con sviluppo rettilineo; 2) scale retrattili fisse a gradino; 3) scale fisse a chiocciola; 4) scale fisse a pioli con inclinazione minore o uguale a 75 ; 5) scale fisse a pioli con inclinazione superiore a 75. Riproduzione Vietata 33
35 Art. 8 Decreto del Presidente della Giunta regionale Percorsi di accesso alla copertura 3) Per particolari e documentate esigenze di natura tecnica, ovvero al fine di garantire il rispetto di eventuali norme di tutela riguardanti l immobile, è ammesso il ricorso ad apposite scale portatili, costituenti dotazione permanente dell edificio, solidamente vincolabili alla zona di sbarco e di altezza tale da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, salvo che altri dispositivi garantiscano una presa sicura all operatore. In tali casi nell elaborato tecnico della copertura è indicato il vano dell edificio nel quale dette scale portatili sono custodite. 4) Nei casi in cui sussistano dimostrati impedimenti alla realizzazione di percorsi fissi o permanenti, ovvero laddove la realizzazione dei medesimi risulti in contrasto con norme di tutelariguardantil immobile l immobile, devono essere individuati spazi in grado di ospitare le soluzioni provvisorie prescelte. Soluzioni Permanenti Con scale portatili Minimo: individuare un luogo dove siano custodite Soluzioni Provvisorie Minimo: individuazione un area libera dove poter installare la soluzione prescelta Riproduzione Vietata 34
36 Art. 8 Decreto del Presidente della Giunta regionale Percorsi di accesso alla copertura 5) Per il raggiungimento g di accessi interni ed esterni comportante il superamento di un dislivello inferiore a 2 metri è ammissibile il ricorso ad idonee soluzioni temporanee. 6) I percorsi verticali con esclusiva funzione di accesso alla copertura devono essere muniti di sbarramento che ne impedisca l utilizzo ai soggetti non autorizzati. Riproduzione Vietata 35
37 Art. 9 Decreto del Presidente della Giunta regionale p Accessi alla copertura 1. La copertura deve essere dotata almeno di un accesso, interno od esterno, in grado di garantire il passaggio ed il trasferimento di un operatore e di materiali ed utensili in condizioni di sicurezza. 2. Un accesso interno deve possedere le seguenti caratteristiche: a) ove sia costituito da una apertura verticale, la stessa deve avere una larghezza libera minima di 0,70 metri ed un altezza libera minima di 1,20 metri. Limitatamente agli interventi da eseguirsi su edifici esistenti, qualora per dimostrati impedimenti di natura tecnica ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l immobile non sia possibile garantire il Per gli edifici esistenti possibilità di derogare ai minimi dimensionali rispetto delle dimensioni minime prescritte e vi siano altresì dimostrati impedimenti alla realizzazione di un accesso esterno conforme alle disposizioni di cui al presente regolamento, sono ammesse aperture di dimensioni inferiori, nel rispetto dei limiti dimensionali di cui alla lettera b) e tali comunque da garantire il passaggio di persone e materiali; b) ove sia costituito da una apertura orizzontale od inclinata, la stessa deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; se di forma rettangolare, l apertura deve avere una superficie libera di passaggio non inferiore a 0,50 metri quadrati, con lato inferiore di larghezza minima di 0,70 metri; Riproduzione Vietata 36
38 La luce di passaggio deve Decreto del Presidente della Giunta regionale essere facile e libera da impedimenti Accessi alla copertura Art. 9 a) i serramenti delle aperture di accesso non devono presentare parti taglienti o elementi sporgenti ed il sistema di apertura dell anta deve essere agevole e sicuro; b) l accesso da aperture orizzontali o inclinate non deve comportare la rimozione dell anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite; il sistema di connessione dell anta allo stipite it deve essere tale da impedire il distacco accidentale dell anta in posizione di apertura; l anta deve inoltre essere provvista di meccanismo tale da evitare l investimento improvviso ed incontrollato del soggetto che la apre. Coperture Piane: Cancelletto Coperture Inclinate: Ancoraggio facilmente raggiungibile 3. Un accesso esterno deve essere inequivocabilmente riconoscibile per il raggiungimento g di sistemi di accesso fissi, permanenti o mobili. Nelle coperture piane, esso deve essere adeguatamente protetto da parapetti con cancelletto apribile verso l interno. Nelle coperture inclinate, esso deve essere dotato di un ancoraggio facilmente raggiungibile al quale l operatore, prima di accedere alla copertura, possa agganciare il dispositivo di protezione individuale e collegarsi ad un sistema di ancoraggio presente sul tetto. Riproduzione Vietata 37
39 Art. 10 Decreto del Presidente della Giunta regionale Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture 1. Al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza durante il transito e la sosta sulla copertura, a partire dal punto di accesso, devono essere previsti elementi fissi di protezione ed elementi che favoriscono l utilizzo di dispositivi di sicurezza nonché la posa in opera di eventuali ulteriori dispositivi. 2. Il transito sulle coperture deve garantire, a partire dal punto di accesso, il passaggio e la sosta in sicurezza per interventi impiantistici o di manutenzione mediante elementi protettivi quali: 1. parapetti; p 2. linee di ancoraggio; 3. dispositivi di ancoraggio; 4. ganci di sicurezza da tetto; 5. reti di sicurezza anticaduta; 6. impalcati; 7. passerelle o andatoie per il transito di persone e materiali; 8. scalini i posapiede; 9. piani di camminamento Per la definizione e i requisiti dei vari dispositivi si rimanda all art. 3 in cui vengono fornite tutte le indicazioni e gli eventuali riferimenti normativi che individuano i requisiti prestazionali Riproduzione Vietata 38
40 Art. 10 Decreto del Presidente della Giunta regionale Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture 3. Nella scelta degli elementi protettivi di cui al comma 2 deve essere considerata la frequenza degli interventi di manutenzione previsti, privilegiando i sistemi collettivi di protezione rispetto a quelli individuali. 4. L impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche dimensionali, strutturali o morfologiche delle coperture, ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l immobile interessato dall intervento. 5. Laddove le caratteristiche della copertura lo consentano, in attuazione dei principi generali di tutela di cui all art. 15 del D.Lgs 81/08 e della necessità di eseguire eventuali operazioni di salvataggio, assistenza e recupero in caso di caduta, la scelta dei dispositivi di ancoraggio deve essere rivolta verso quelle tipologie di dispositivi che consentono l utilizzo contemporaneo da parte di più persone. Riproduzione Vietata 39 a) Priorità ai Dispositivi di Protezione Collettiva b) Si precisano i casi è ammesso il ricorso a ancoraggi puntuali: Piccole dimensioni Strutture non idonee ad ospitare sistemi in linea Norme di tutela e vincoli normativi Dispositivi in grado di consentire l uso contemporaneo di più soggetti Le caratteristiche citate della copertura sono quelle descritte pocanzi
41 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture 1. L elaborato tecnico della copertura è redatto in fase di progettazione. A tale adempimento provvede, nei casi di cui all articolo 90, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il coordinatore per la progettazione avente gli obblighi di cui all articolo 91 del d.lgs. 81/2008. Nei casi in cui tale figura non sia prevista, provvede il progettista dell intervento. 2. L elaborato tecnico della copertura è aggiornato e completato, ai sensi del comma 4, lettere c), d), e), f), g), ed h) entro la fine dei lavori. A tali adempimenti provvede il coordinatore per l esecuzione dei lavori avente gli obblighi di cui dell articolo 92 del d.lgs. 81/2008 oppure, nei casi in cui tale figura non sia prevista, il direttore dei lavori. 3. Per i lavori affidati dai soggetti di cui all articolo 2 del d.lgs. 163/2006 l elaborato tecnico della copertura fa parte del progetto esecutivo ai sensi dell articolo 93, comma 5, del d.lgs. 163/2006 a) L ETC costituisce elemento indispensabile dei documenti di progetto redatto dal Coordinatore alla progettazione o, in sua assenza da l Progettista (come definito precedentemente) a) Aggiornamento a cura del Coordinatore alla Esecuzione o, in sua assenza dal Direttore dei Lavori. Riproduzione Vietata 40
42 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture (contenuti) a) ELABORATI GRAFICI IN SCALA ADEGUATA, IN CUI SIANO INDICATI: 1. l area di intervento; 2. l ubicazione e le caratteristiche dimensionali dei percorsi e degli accessi; 3. il posizionamento degli elementi protettivi e dei dispositivi anticadutaperil il transito e l esecuzione dei lavori in copertura; 4. i dispositivi di protezione collettiva e/o individuali previsti; 5. l altezza libera di caduta su tutti i lati esposti ad arresto caduta; 6. i bordi e le aree di lavoro soggetti a trattenuta, ad arresto caduta, a manutenzione operata dal basso; 7. le aree della copertura non calpestabili; 8. le aree libere in grado di ospitare le soluzioni provvisorie prescelte; 9. le misure relative al recupero in caso di caduta. Riproduzione Vietata 41
43 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture (contenuti) b) RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA delle soluzioni progettuali nella quale sia evidenziato in modo puntuale il rispetto delle misure preventive e protettive di cui alla sezione II; nel caso di adozione di misure preventive e protettive di tipo provvisorio di cui all articolo 7, comma 4, la relazione esplicita le motivazioni che impediscono l adozione di misure di tipo fisso o permanente, nonché le caratteristiche delle soluzioni alternativepreviste nel progetto; Riproduzione Vietata 42
44 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture (contenuti) c) PLANIMETRIA DI DETTAGLIO della copertura in scala adeguata (allegato 3 ), nella quale siano evidenziati gli elementi di cui al comma 4, lettera a), specificando per ciascuno dei dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio o ganci di sicurezza da tetto utilizzati, la norma UNI di riferimento, il tipo di appartenenza, il modello, il fabbricante ed il numero massimo di utilizzatori contemporanei, nonché la manutenzione periodica prevista; Riproduzione Vietata 43
45 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture (contenuti) d) RELAZIONE DI CALCOLO, redatta da un professionista abilitatoalcalcolo al strutturale, contenentela verifica del sistema di fissaggio e l accertamento della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle massime sollecitazioni trasmesse dal dispositivo di ancoraggio in caso di caduta, comprensive del coefficiente di sicurezza desunto dalle relative norme tecniche. e) CERTIFICAZIONE DEL FABBRICANTE dei dispositivi di ancoraggio installati secondo le norme UNI di riferimento. Sono installabili i dispositivi di ancoraggio appositamente progettati peril collegamento di componenti di un sistema di protezione individuale contro le cadute in conformità alla UNI EN 363 (es. linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto, ancoraggi puntuali, ecc.) che siano realizzatisecondo le norme tecniche UNI di riferimento. Viene definito quello che deve essere l oggetto della verifica nella relazione di calcolo consistente la verifica del sistema di fissaggio per gli elementi strutturali non si chiede la verifica ma l accertamento della loro capacità in riferimento i alle sollecitazioni i i prevedibili aumentate del coefficiente di sicurezza previsto dalle norme tecniche di riferimento Riproduzione Vietata 44
46 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture (contenuti) f) DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ dell installatore, riguardantela corretta installazione di dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto, che deve contenere almeno le seguenti informazioni: 1. installazione secondo le istruzioni fornite dal fabbricante; 2. effettuazione dell installazione secondo il progetto di cui alle lettere c) e d); 3. fissaggio alla struttura di supporto secondo le modalitàindicate indicate dal progettista (es. numero di bulloni, materiali corretti, corretto posizionamento); 4. messa in esercizio secondo le informazioni fornite dal fabbricante; 5. documentazione fotografica dei particolari del fissaggio al supporto di fondo, qualora il fissaggio non risultasse più visibile dopo aver completato l'installazione. Questi dati sono da considerarsi come dati MINIMI al Coordinatore compete LA VERIFICA DELLA DOCUMENTAZIONE Riproduzione Vietata 45
47 Art. 5 Decreto del Presidente della Giunta regionale L Elaborato Tecnico delle Coperture (contenuti) g) MANUALE D USO DI DISPOSITIVI di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati, con eventuale documentazione fotografica; h) PROGRAMMA DI MANUTENZIONE dei dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati. Riproduzione Vietata 46
48 Elaborato Tecnico della Copertura Decreto del Presidente della Giuntaregionale 1. L elaborato tecnico della copertura è redatto in fase di PROGETTAZIONE. A tale adempimento provvede, nei casi di cui all articolo 90, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il COORDINATORE PER LA PROGETTAZIONE avente gli obblighi di cui all articolo l 91 dl del d.lgs. 81/2008. Nei casi in cui tale figura non sia prevista, provvede il progettista dell intervento. 2. L elaborato tecnico della copertura è aggiornato e completato, ai sensi dl del comma 4, lettere c), d), e), f), g), ed h) entro la fine dei lavori. A tali adempimenti provvede IL COORDINATORE PER L ESECUZIONE DEI LAVORI avente gli obblighi di cui dell articolo 92 del d.lgs. 81/2008 oppure, nei casi in cui tale figura non sia prevista, il direttore dei lavori. La figura del progettista e del direttore dei lavori in questo caso è veramente residuale in quanto tutti i lavori edili che in cui vi sia la presenza anche non contemporanea di più imprese (indipendentemente dal numero di uomini giorno) comportano la necessità di un PSC Riproduzione Vietata 47

References: articolo 82
 Art. 82
 articolo 1
 Art. 90
 Art. 93
 Art. 99
 Art. 101
 Art. 82
 Art. 100
 Art. 101
 Articolo 90
 articolo 99
 articolo 16
 articolo 100
 articolo 91
 articolo 99
 Articolo 14
 ART. 86
 articolo 82
 articolo 91
 ART. 86
 articolo 82
 articolo 2
 Art. 2
 articolo 1
 Art. 2
 articolo 80
 articolo 3
 articolo 80
 Art. 2
 Art. 2
 articolo 5
 Art. 2
 Art. 2
 articolo 1
 Articolo 15
 Articolo 111
 Articolo 115
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 3
 articolo 83
 Art. 4
 articolo 3
 Art. 4
 articolo 86
 Art. 4
 articolo 10
 articolo 2
 Art. 7
 articolo 5
 Art. 8
 Art. 8
 Art. 8
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 10
 art. 3
 Art. 10
 art. 15
 Art. 5
 articolo 90
 articolo 91
 articolo 92
 articolo 2
 articolo 93
 Art. 5
 Art. 5
 articolo 7
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 5
 articolo 90
 articolo 92