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Timestamp: 2020-07-14 18:46:26+00:00

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Bond Cirio: violazione degli obblighi informativi e nullità del contratto di acquisto
Il Tribunale di Novara torna sulla questione titoli Cirio. E ribadisce che non c’è nullità del contratto di acquisto del titolo.
Chiamati dagli attori ad esprimersi sull’acquisto di obbligazioni Cirio Spa 8% e quindi sulla richiesta di condanna alla restituzione della somma da loro investita in tale acquisto, lamentando invero il mancato rispetto, da parte della banca negoziatrice, di obblighi informativi posti dalla legge – specificamente l’art. 21 T.U.F. e gli art. 28 del regolamento Consob 11522/1998 - , i giudici novaresi hanno rigettato la domanda di nullità.
“Come infatti questo Tribunale ha già avuto modo di rilevare in proprie precedenti pronunzie, trovando da ultimo il significativo avallo della Corte di cassazione – hanno dichiarato in motivazione di sentenza - la nullità del contratto per contrarietà a norme imperative ex art. 1418 co. 1° cod. civ. postula che tale violazione attenga ad elementi intrinseci della fattispecie negoziale, relativi cioè alla struttura o al contratto; l’illegittimità della condotta tenuta nel corso delle trattative per la formazione del contratto ovvero nella sua esecuzione, non determina la nullità del contratto, indipendentemente dalla natura delle norme con le quali sia in contrasto, a meno che tale più radicale sanzione non sia espressamente prevista anche in riferimento a detta ipotesi (come accade nel caso disciplinato dal combinato disposto degli art. 1469 ter co 4° e 1469 quinques co. 1° cod. civ.)”.
Quindi, hanno sostenuto che “va pertanto escluso che l'inosservanza degli obblighi informativi stabiliti dall'art. 21 co. 1. T.U.F. (come già di quelli, di contenuto del tutto analogo, previsti dall'abrogato art. 6 della legge n. 1/1991), concernente i contratti aventi ad oggetto la compravendita di valori mobiliari, possa determinare la nullità o anche solo l'annullabilità del negozio, dal momento che essi riguardano elementi utili per la valutazione della convenienza dell’operazione e che la loro violazione neppure dà luogo a mancanza del consenso in senso proprio”.
Aggiungendo inoltre che “la violazione da parte dell'intermediario finanziario dell’obbligo di agire, nel caso di operazioni in cui abbia un interesse conflittuale con quello del cliente, in modo da assicurare comunque trasparenza ed equo trattamento alla controparte (sancito in via generale dall'art. 21 co. 1° lett. c T.U.F. e specificato nella normativa regolamentare di attuazione), non determina infine la nullità del contratto di compravendita di strumenti finanziari successivamente stipulato, ma può al più -sussistendone i presupposti- dare luogo al suo annullamento ai sensi degli artt. 1394 o 1395 cod. civ. (cfr. Cass. n. 19024 del 29/9/2005)”.
In conseguenza, tali violazioni “non possono comunque assurgere a causa di nullità del contratto che gli attori si dolgono d'aver concluso”.
La domanda degli attori è quindi stata rigettata.
nella causa civile iscritta al numero di ruolo generate n. 1359/2005, promossa con citazione notificata in data 14.4.2005 a ministero dell’ufficiale giudiziario addetta all'ufficio unico Notifiche del Tribunale di Novara (…)
A seguito dell'istanza di fissazione dell’udienza notificata dagli attori via
come da istanza di fissazione dell'udienza del 14.11.2005 che di seguito si
- accertare e dichiarare la nullità, l’annullamento e, in ogni caso, l'illegittimità del contratto concluso in data 15 dicembre 2000 tra (…), (…), (…) e (…) (FiIiale di (…) un tempo (…), poi (…)), avente ad oggetto l'acquisto da parte degli attori di obbligazioni Cirio S.p.A, con tasso d'interesse dell'8%, per un ammontare complessivo di Euro 206.000,00;
- per l'effetto, condannare (…) a fare restituzione ai (…), (…) e (…) della somma di Euro 206.000,00 oltre interessi lega1i dal 15 dicembre 2000 al saldo;
- condannare (…) al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti da parte attrice per i fatti di cui in narrativa, da liquidarsi anche in via equitativa; con vittoria di spese, diritti e onorari di causa.
ciò possa comportare alcuna inversione dell'onere della prova che, ai sensi dell'art. 23, n. 6, TUF, incombe sulla banca convenuta - i (…) deducono i seguenti mezzi istruttori.
- descrivere natura dei titoli oggetto di controversia, nonché tempistica e modalità del loro collocamento presso gli investitori italiani, specificando se la banca convenuta, ovvero suoi danti causa, abbiano partecipato al collocamento sul mercato dei bond. Cirio oggetto di giudizio e verificando 1a sussistenza e l’estensione di un conflitto di interessi tra banca e investitore;
- verificare se, aI momento dell'operazione per cui è causa, ossia alla data del 15 dicembre 2000, a tali obbligazioni fosse stato attribuito un rating e, comunque, una valutazione da parte del mercato circa i1 loro grado di rischio;
- accertare se tali titoli fossero destinati unicamente a determinate categorie di investitori;
- in ogni caso, individuare i soggetti e illustrare le modalità attraverso cui è stato effettuato il collocamento delle obbligazioni Cirio di cui è causa, precisando: a) se la banca abbia venduto titoli già presenti nel proprio portafoglio ovvero se li abbia acquistati da altri operatori per soddisfare l’ordine impartito dagli attori; b) se ed a quale prezzo tali titoli fossero, da altri operatori, offerti sul mercato il giorno delle operazioni per cui è causa.
Il presente atto viene notificato a (…) e a (…) anche nei modi e nelle forme di cui all'art. 137 cod. proc. civ. e segg.
Milano - Novara, 14 novembre 2005.
(…) rappresentata e difesa come precisato in atti nel richiamarsi integralmente alle proprio deduzioni, allegazioni, produzioni, istanze e difese tutte già svolte in atti, e nel ribadire quindi tra l’altro anche le proprie contestazioni in relazione alle avverse deduzioni in fatto ed in diritto, anche per quanto ribadite ed integrate nell’ultima avversa istanza (la quale anche l'esponente contesta integralmente), e con salvezza di ogni proprio diritto, cosi formula le proprie
- in via preliminare: dichiarare l'estinzione del presente giudizio nei riguardi di (…) o comunque la cessazione della materia del contendere, anche per ciò che concerne la richiesta di estensione delle domanda proposta dagli attori nei confronti di (…) (per la denegata ipotesi di ritenuta sua ammissibilità) con rifusione a favore dell’esponente ed a carico degli attori di spese, diritti ed onorari di causa; in subordine nel merito, respingere ogni avversa con rifusione all'esponente di spese, diritti ed onorari di causa;
- in via istruttoria - previo rigetto di ogni avversa istanza istruttoria anche in quanto inammissibile ed esplorativa, respinta ogni eventuale contraria istanza e senza alcuna inversione dell'onere della prova gravante su controparte,
a) ammettersi all'occorrenza prova per testi sui seguenti capitoli, con i testi
1. “vero che il signor (…) ha preso servizio presso la filiale di (…) dell'allora (…) soltanto nel 2000 quale addetto all'esecuzione degli ordini impartiti dai clienti in materia di servizi di investimento, e vero che nel prendere servizio egli ha ricevuto dal personale della filiale le informazioni in relazione al signor (…), che era cliente delta filiate stessa e che gli è stato descritto come un cliente importante, con una buona conoscenza dei mercati finanziari e solito ad effettuare operazioni di investimento di un certo rilievo anche in considerazione della consistenza del suo patrimonio che risultava dalla posizione titoli e del conto corrente";
4. “vero che il signor (…) quale impiegato nell’ufficio titoli della filiale di Trecate era in rapporto di subordinazione gerarchica rispetto alla signora (…) la quale era consulente per le imprese e vicedirettrice della Filiale di (…) al tempo dell'operazione di acquisto dei titoli Cirio S.p.A. 8% da parte del signor (…)”;
8. “vero che ha gli obiettivi posti dall'allora (…) nel sistema di incentivazione delle proprie filiali anche relativamente agli anni 1999,2000 e 2001 è sempre stata esclusa la negoziazione di obbligazioni non bancarie quali i bond Cirio di cui è causa';
- (…) ed (…) entrambi domiciliati presso (…);
- (…) domiciliato presso (…);
9. “Vero che (…) (e, prima della fusione le singole banche in essa confluite (…)", (…) e (…)”) negli anni 2000, 2001 e 2002 ha negoziato su base individuale con la clientela in acquisto e in vendita a seconda delle richieste della clientela dalla data di rispettivo lancio sul mercato fino al default i titoli obbligazionari emessi da società del gruppo Cirio (ivi compresi i titoli Cirio s.pa 8% di cui è causa) a prezzi diversi a seconda dell'andamento del titolo e quali anche risultanti, per i titoli di cui è causa dai prospetti di fonte Bloomberg di cui al doc. 8 del fascicolo di
12. “Vero che negli anni 2000, 200I e 2002 i titoli di cui ai prestiti obbligazionari emessi dalle società del gruppo Cirio (ivi compresi i titoli Cirio 8% di cui è causa) sono stati trattati da (…) (e, prima della fusione dalle singole banche in essa confluite (…), (…) e (…) all'interno di propri panieri o sistemi di scambi organizzati regolarmente comunicati alla Consob ed inseriti nell'elenco tenuto da essa Consob ai sensi dell'art 78 del D. Lgs. n. 58/98";
16. “Vero che in data 11.12.2000 (…) ha sottoscritto la quota di  ¬  1 . 0 0 0 . 0 0 0 , 0 0   d e l   b o n d   C i r i o   8 %   ( d a t a   d i   s c a d e n z a   2 l   d i c e m b r e   2 0 0 5 ,   c o d .   I s i n   ( & ) )   e   v e r o   c h e ,   i n   r e l a z i o n e   a l   p r e d e t t o   t i t o l o ,   n e l l a   m e d e s i m a   d a t a   ( & )   h a   v e n d u t o   ¬  1 . 5 0 0 . 0 0 0 , 0 0   a   ( & )   e   ¬  7 9 . 0 0 , 0 0   a   ( & )   d e l l e   ( & ) " ;   
 1 7 .   " V e r o   c h e   ( & )   ( e   c i a s c u n a   d e l l e   b a nche in essa confluite (…), (…) e (…)) negli anni 2000, 2001 e 2002 metteva a disposizione dei dipendenti delle proprie filiali, anche tramite collegamento informatico, informazioni inerenti le caratteristiche (emittente, codice titolo, data di scadenza, tasso di interesse, ecc.) dei titoli da essa banca negoziati, ivi compresi i titoli Cirio oggetto di causa";
18. “Vero che le schede con 'copyright Bloomberg' di cui al doc. 8 del fascicolo di parte convenuta che si rammostrano al teste sono estratte dall'information provider Bloomberg e riportano le caratteristiche ed i valori di mercato storici ed duali dei diversi titoli cui ciascuna delle schede stesse si riferisce";
- (…) (…) (…) tutti domiciliati presso (…)
- (…) domiciliato presso (…) limitatamente al capitolo di prova n. 11;
b) per la sola denegata ipotesi di ammissione in tutto o in parte di alcuna delle prove testimoniali dedotte dagli attori, ammettere l'esponente a prova contraria con tutti i testi di patte convenuta (…) sopra indicati sub a).
l) Con atto notificato in data 14.4.2005 (…), (…) e (…) (d'ora in poi brevius, ‘i (…)’) hanno convenuto in giudizio, nelle forme del rito speciale di cui al decreto legislativo 17.1.2003 n. 5 (d'ora in avanti, per brevità di scrittura, P(rocesso)S(ocietario)) la (…), deducendo di essere contestatari presso la filiale di (…) della convenuta -che questa aveva rilevato da (…), nella quale si era fusa la (…) originaria titolare dello sportello e dei relativi
1).1 In punto di fatto gli attori, premesso di aver intrattenuto frequentissimi rapporti con la banca (con cui avevano tra l'altro stipulato nel periodo 1992/1999 un contratto di gestione patrimoniale e diversi contratti di investimento), hanno precisato che proprio in virtù della fiducia nutrita nei confronti dei responsabili della filiale le avevano affidato gran parte dei propri risparmi; tanto che, a mo' di esempio, avevano investito nel 1997 in bond della Repubblica argentina e di quella turca solo dopo aver ricevuto dal funzionario di riferimento 'i necessari chiarimenti su caratteristiche e rischi connessi a tali operazioni' .
Apprese queste intenzioni, i responsabili della filiale avevano proposto telefonicamente ai (…) di investire parte dei risparmi in bond emessi dalla CIRIO s.p.a., caratterizzati a loro dire da scarsissimo rischio di insolvenza e dotati di piena garanzia di rimborso per il prestigio e la solidità della emittente. Pertanto (…) aveva impartito telefonicamente il 16.12.2000 l'ordine di acquistare bond della CIRIO s.p.a. 8% per un ammontare di euro 206.000,00 (cfr. doc. 2 att.).
Dopo l'acquisto, la banca non aveva fornito agli attori informazioni sull’andamento dell'investimento; tanto che solo nel novembre del 2002 i (…) avevano appreso con sgomento dalla stampa che il trustee inglese Law Debenture aveva dichiarato il default delle emissioni obbligazionarie del gruppo ClRlO, e solo nell'estate del 2003 -sempre a mezzo stampa- che le obbligazioni acquistate erano sfornite di rating, erano state negoziate dalla banca nella fase di mercato precedente alla loro emissione ufficiale (avvenuta nel gennaio 2001) ed erano destinate esclusivamente ad investitori professionali.
Quando il 29.1.2004 (…) si era rivolto sia a (…) (titolare della filiale all'epoca dell'investimento) che a (…) (cessionaria della filiale) chiedendo la restituzione del capitale investito ed il risarcimento dei danni, era iniziato un palleggio di responsabilità fra i due istituti (cfr. docc. 4-8 att.); ed a fronte dell'espresso rifiuto di (…) -alla quale il legale degli attori aveva denunziato ancora il 1°.2.2005 la nullità dell'investimento- di definire bonariamente la vertenza (cfr. docc. 9-12 ibidem), non era rimasta altra scelta che adire autorità giudiziaria.
capitale investito con gli interessi legali da tale data al saldo e di risarcimento dai danni subiti per i fatti esposti, i (…) hanno richiamato -denunciandone la violazione- gli artt. 21 co. 1° del decr. legsl. n. 58 del 24.2.1998 (d'ora in avanti, TUF) e 28-29 del regolamento di attuazione n. 11522/1998 emesso dalla CONSOB, deducendo in particolare:
- che al momento della conclusione dell'affare la banca (in allora. la (…)) aveva taciuto il conflitto di interessi in cui versava per esser parte del comitato di collocamento dell'emissione obbligazionaria de qua;
- che non aveva fornito la completa informazione dovuta circa i rischi dell’operazione, ed in particolare circa l'assenza di rating e di prospetto informativo;
- che la banca non si era comunque astenuta dall'effettuare l'operazione nonostante essa fosse manifestamente inadeguata ai (…) -evidentemente, non investitori professionali- per tipologia e dimensione;
- che infine, alla luce di quanto precedeva, il rifiuto della banca di farsi carico della richiesta attorea era pretestuoso poiché essa, in quanto cessionaria dei rapporti giuridici già facenti capo a (…) in relazione alla filiale di (....), doveva ritenersi responsabile in via esclusiva ex art. 58 decr. lgsl. n. 385/1993.
2)(…). s'è costituita osservando che il contratto di negoziazione titoli oggetto della domanda attorea di nullità era stato concluso anteriormente alla cessione -intervenuta per atto pubblico in data 17/7/2001 (cfr. doc. 1 conv.)- dall'allora (…) ad essa del ramo d'azienda comprensivo dell'agenzia di (…); atto in base ai cui artt. 7.2. 7.4 e 7.5 la banca cedente si era impegnata a tenerla indenne da pretese e responsabilità per fatti anteriori alla data di efficacia della cessione e sino al 30.9.2006 (cfr. docc. 2-4 ibidem).
Premesso di non disporre della documentazione relativa all'affare contestato, risalente al dicembre del 2000. ha comunque evidenziato come i primi segnali dell'insolvenza del gruppo CIRIO fossero emersi soltanto nel novembre del 2002.
Ne conseguiva che, non essendo stata la dante causa (…) in possesso di informazioni riservate o privilegiate sull'andamento del Gruppo CIRIO (con il quale non aveva mai intrattenuto rapporti), la pretesa dei (…) di riportare indietro di oltre due anni la situazione di defautt era manifestamente infondata.
Ha quindi sostenuto che la specifica attività di negoziazione impugnata -diversa dalla gestione o dal mandato- si era svolta nel pieno rispetto della normativa in materia di sollecitazione, e senza che sussistesse alcun obbligo della banca di informare i clienti di eventi successivi alla compravendita; e si era caratterizzata, come ogni investimento finanziario, per l'assunzione da parte del cliente di un rischio inversamente proporzionale al reddito atteso.
in principalità per il suo 'difetto di legittimazione' e comunque per l'obbligo di (…) di garantirla e totalmente manlevarla.
Ha pertanto contestualmente chiamato in causa (…) -cui l'atto 6 stato notificato il 20.6.2005- per sentirla condannare a rimborsarle qualsiasi somma essa chiamante fosse stata a sua volta eventualmente condannata a sborsare ai (…).
3) Gli attori hanno replicato alla comparsa di (…) ribadendo --con memoria depositata il 29.9.2005- che l'atto di cessione del ramo d'azienda invocato dalla convenuta era per essi res inter alios acta, e che (…) era responsabile 'in via immediata ed esclusiva, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 58 T.U.B., per tutti i fatti dedotti in giudizio dagli attori'.
Hanno tuttavia dedotto che la chiamata di (…) aveva prodotto ben precise conseguenze processuali, poiché aveva determinato l'automatica estensione all'istituto chiamato -sul fondamento di un orientamento della giurisprudenza di legittimità che hanno richiamato- della domanda originariamente svolta nei confronti di (…).
cui era causa doveva ritenersi nullo anche perché concluso in epoca anteriore all'emissione dei titoli, avvenuta nel gennaio del 2001, e quindi per mancanza dell'elemento essenziale del suo oggetto, ovvero per la sua

References: art. 28
 sentenza 
 art. 1418
 art. 1469
 art. 6
 Cass. 
 art. 58