Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.it/2013/04/
Timestamp: 2017-07-21 18:42:47+00:00

Document:
On. Orlando: da una discussione della scorsa estate ad un piano di lavoro per il neo Ministro dell’Ambiente. La
scorsa estate durante la Ecofesta del PD a Spezia sul mio profilo, poi ripreso dalle
amiche di LaSpeziaoggi (vedi
QUI) e
anche nel mio blog (vedi QUI) si
sviluppò un dibattito tra me e l’ON. Andrea Orlando che alla luce dell’importante incarico di
Ministro dell’Ambiente che l’On andrà a ricoprire può essere interessante
riprodurre oggi. Il
tema era l’ambiente strettamente legato a quello della democrazia, e quindi del
coinvolgimento dei cittadini sin dalla impostazione delle decisioni strategiche
per un territorio e non quando tutto è già deciso nelle segrete stanze. Una
discussione utile per capire il profilo di cultura politica del neo ministro ma
soprattutto per rimettere al centro
della discussione pubblica due visioni ancora lontane su cosa voglia dire
impostare una politica ambientale che rispetti i territori, la salute di
cittadini e quindi la democrazia. Riporto
quindi in corsivo quella discussione per poi aggiungere una seconda parte che costituisce una sorta di promemoria per il neo Ministro dell'Ambiente sia su questioni nazionali che su questioni della nostra provincia. Continua a leggere...»
Le note che seguono sono in continuazione con una
analisi che sto conducendo da tempo su come i principali Comuni della nostra
Provincia hanno regolamentato sia il diritto di accesso ai loro atti che l’informazione
e la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche che partono dalle Amministrazioni che governano questi enti. Ho trattato in precedenza:
1. principi e
indirizzi generali di riforma dell’ente locale in chiave di trasparenza e partecipazione del pubblico alle decisioni : QUI; 2. la trasparenza e la partecipazione nel Comune di Spezia: QUI e QUI; 3. la trasparenza e la partecipazione nel Comune di Sarzana: QUI. In questo post affronto criticamente il modello di regolamentazione
della trasparenza e della partecipazione nel Comune di Porto Venere …..
Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria ha risposto
ai quesiti e alle contestazioni contenute nell'Esposto del Comitato contro il
progetto di rifacimento di P.za Verdi. Le
affermazioni del nuovo documento costituiscono un tentativo della
Soprintendenza di dimostrare la correttezza anche sotto il profilo della
legittimità (quindi della coerenza con il Codice dei Beni Culturali) della
istruttoria svolta in relazione al progetto approvato dalla Amministrazione Comunale su una delle
piazze storiche della nostra città. Vediamo se è così….
Corte di Giustizia con una sentenza recentissima (dello
scorso 11 aprile, vedi QUI) interviene
su una questione di grande rilievo nelle vertenze a tutela dell’ambiente. La questione
è come devono essere interpretate le norme di diritto comunitario che
favoriscono l’accesso alla giustizia dei cittadini, comitati, associazioni
ambientaliste e non contro le decisioni a rilevanza ambientale con particolare
riferimento a quelle sulla Valutazione
di Impatto Ambientale (di seguito VIA) dei progetti e delle opere e quelle sulla Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA). Si pensi a progetti come quelli relativi a
centrali termoelettriche, impianti di gestione rifiuti, industrie con emissioni
inquinanti potenzialmente rilevanti etc.
sentenza al di la del caso specifico affrontato, relativo ad una vicenda
inglese, costituisce un indirizzo rilevante anche e soprattutto per la
giurisprudenza nazionale italiana.
Approvata dal Parlamento europeo una
nuova Direttiva sulla pianificazione degli ambienti costieri integrata con le
politiche marittime (vedi QUI)
Si tratta di una Direttiva che ha per compito una
pianificazione sostenibile non solo degli ambienti naturali marittimi e
costieri ma anche degli usi di questi
ambienti a cominciare ovviamente dal
trasporto marittimo e dai porti commerciali e per la nautica da diporto.
Non solo ma, obbligo interessante per il golfo di
Spezia, anche le attività relative alla Difesa dovranno rispettare principi e
finalità della Direttiva, sia pure nella autonomia lasciata agli organi responsabili, in Italia
la Marina Militare ovviamente. Continua a leggere...»
La Corte di Giustizia e la VAS sui piani urbanistici su aree minori La
Corte di Giustizia della UE (sentenza 18
aprile 2013 causa C463-11 , vedi QUI) torna
sulla rilevante questione relativa alla applicazione della Valutazione
Ambientale Strategica (di seguito VAS) ai piani
urbanistici su scala locale limitati a piccole aree (quindi per usare un gergo italiano aree
nettamente inferiori al territorio di un Comune) ma che potrebbero avere
comunque un rilevante impatto ambientale.
della sentenza è quali effetti giuridici può produrre la mancata applicazione
della VAS ad un piano urbanistico. Il
riferimento è ai piani di costruzione della legislazione tedesca che
assomigliano ai nostri piani attuativi e si distinguono quindi dai piani generali
che disciplinano l’uso delle superfici nell’urbanistica tedesca. Ma
la sentenza è interessante e farà diritto applicabile anche per molti casi
della nostra Provincia: outlet di Brugnato, Progetto Botta di Sarzana,
ampliamento Ipercoop di Sarzana, attuazione del Piano Regolatore del Porto di Spezia e numerose altre
situazioni a cominciare, come vedremo alla fine di questo post, dalla legge
ligure sulla VAS oggetto peraltro di un ricorso alla Corte Costituzionale che
quasi sicuramente ne dichiarerà la parziale incostituzionalità.
Una recente sentenza del Consiglio di Stato (la n.1202 del 27 febbraio
2013, per il testo integrale vedi QUI), relativa alla procedura di approvazione di una variante al
piano di fabbricazione finalizzata alla realizzazione di una media struttura di
vendita alimentare-misto, conferma un indirizzo già suffragato dalla
Corte di Giustizia della UE secondo cui le grandi e medie strutture di vendita
possono essere limitate , attraverso la pianificazione urbanistica, al fine di proteggere l’ambiente, garantire la razionale gestione
del territorio. Di questo indirizzo della Corte di Giustizia ne ho parlato
QUI. Indirizzo confermato dalla aricolo 31 della legge di liberalizzazione del commercio
(Legge 214/2011) secondo il quale l’attività commerciale è liberalizzata ma nel
rispetto della tutela dell’ambiente e dell’ambiente urbano, concetto nel quale
è ricompreso anche la razionale gestione del territorio citata anche dalla
giurisprudenza comunitaria. Continua a leggere...»
Come cambiare il Comune di Spezia a partire dai suoi dirigenti apicali Fino a quando non si allontaneranno dai loro posti i dirigenti apicali del Comune non cambierà nulla nelle politiche dell'ente locale spezzino.....a chi mi riferisco? eccoli qui: ARCHITETTO ERARIO, INGEGNERE CANNETI, DOTTORE FUSONI, DOTT.SA MARZIA RATTI.... Quindi, la discussione su chi sarà il prossimo assessore alla cultura o come sarà il prossimo rimpasto di giunta è puro politichese, se non si smantella il sistema di potere parallelo fuori dal circuito democratico che i personaggi sopra citati hanno creato da tempo! Si possono allontanare o devono stare li per diritto divino?
Come? Ecco……. Continua a leggere...»
RIUNIONE DEL TAVOLO DI CONCERTAZIONE SUL PRP
Tavolo tecnico sul controllo della attuazione del Piano Regolatore del Porto (di seguito PRP) si è riunito per l’ennesima
riunione farsa. Il Tavolo secondo questo comunicato (vedi
QUI) ha: “….deliberato
di prendere in esame i singoli progetti di realizzazione delle opere previste
del PRP al fine di elaborare suggerimenti e osservazioni per garantire la
migliore rispondenza di tali progetti alle eventuali prescrizioni della Regione
Liguria, del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Infrastrutture.”
Presidente della Autorità Portuale (A.P.) in questa intervista (vedi QUI), spiega
le importanti “decisioni”, prese dall’Ente
da lui presieduto, per la tutela
dell’ambiente dagli impatti della attività portuale. Come
avevo già dimostrato nel post precedente relativamente alla attuazione del
Piano Regolatore del Porto (vedi QUI) anche
per la tutela ambientale si tratta in gran parte di piccole iniziative mentre
le vere decisioni ed il rispetto delle leggi in materia sono ancora lontano da
Autorità Portuale spezzina in una intervista (vedi QUI) impazza su
ambiente e pianificazione portuale producendosi in affermazioni facilmente
smontabili come dimostrerò di seguito. Continua a leggere...»
Nel territorio comunale spezzino nonostante le proteste di movimenti ambientalisti, comitati
di cittadini si continua a non fornire dati attendibili sullo stato reale del
rapporto tra emissioni inquinanti (porto, centrale enel ad esempio) e la salute
dei cittadini. Le Autorità preposte ai controlli continuano: 1. ad interpretare, nella migliore delle ipotesi, in modo formale i limiti di legge, senza tener conto delle
specificità ambientali 2. si continuano produrre indagini parziali che non
arrivano mai a chiarire la reale situazione sanitaria della popolazione sotto
il profilo della eziologia delle malattie di origine ambientale, 3. si continuano a dare incarichi (vedi QUI) che
non affrontano i problemi dell’inquinamento in maniera preventiva.
La Corte Costituzionale conferma l’obbligo della VAS nei piani urbanistici attuativi E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica una importantissima sentenza
della Corte Costituzionale (vedi QUI), che conferma quanto sostenuto da tempo in questo blog: i
piani urbanistici attuativi di Piani urbanistici generali (in Liguria i PUC)
devono essere sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica (di seguito VAS).
Per chi ha bisogno di capire il significato
della VAS in generale rinvio QUI e, in modo più approfondito, QUI. La sentenza riguarda la legge regionale del
Veneto ma afferma principi assolutamente
condivisibili e applicabili alla Regione Liguria sia dal punto di vista
della attuale legge regionale ligure in materia di VAS, sia su come la Regione
e gli enti locali liguri ( spezzini in particolari) la stanno applicando in
concreto ai vari piani urbanistici generali ed attuativi. Vediamo
di seguito i principi affermati dalla sentenza dela Corte Costituzionale……..
ho spiegato nel mio post precedente (vedi QUI), esiste
tutt’ora un progetto presentato da Enel per bruciare alcune tipologie di
rifiuti nella centrale spezzina. Dei
rischi e dei limiti di questa opzioni a normativa vigente ho trattato in quel
post. Ma
è entrato in vigore da pochi giorni un nuovo decreto ministeriale che facilita
notevolmente la possibilità di bruciare rifiuti di origine urbana o comunque
assimilabili agli urbani, nelle centrali termoelettriche come quella spezzina (sezioni sopra i 50 MW) e nei cementifici. Si
tratta del Decreto n.22 del 14 febbraio
2013 (per il testo integrale vedi QUI). Continua a leggere...»
Emissioni da navi da crociera: bugie e reticenze di Autorità Portuale, Capitaneria, Comune! Il dibattito
apertosi in città sulla prossima apertura del molo Garibaldi alle navi da
crociera sconta come al solito la superficialità e il pressapochismo con il
quale in questa città chi amministra fa le scelte strategiche per il nostro
Comunale spezzina, attraverso uno dei suoi assessori più confusi e
pressapochisti, ha tentato di
minimizzare l’allarme inquinamento da navi da crociera lanciato dall’associazione
Medici per l’Ambiente. Peccato che non abbia saputo rispondere ad una domanda
molto semplice che in questo blog ho sollevato da tempo e che qui ripropongo: le navi che attraccano nel nostro porto
rispettano e rispetteranno i limiti di emissioni e gli altri obblighi di legge
in materia di prevenzione dall’inquinamento?
recente sentenza della Corte di Giustizia della Unione Europea (vedi QUI) ha
precisato ulteriormente i diritti dei cittadini ad:
1. accedere alle
informazioni ambientali ed urbanistiche 2. a partecipare ai
processi decisionali a rilevanza ambientale e urbanistiche
3. a ricorrere contro le
decisioni a rilevanza ambientale ed urbanistiche prese dalle Pubbliche
sentenza fa in particolare riferimento alle procedure di Valutazione di Impatto
Ambientale – VIA (vedi QUI) e di autorizzazione integrata ambientale – AIA (vedi QUI), ma
afferma principi validi per tutti gli atti e per tutti i processi decisionali a
rilevanza ambientale e territoriale.
mi è spesso accaduto di sentire o leggere: gli enti spezzini preposti ai
controlli ambientali (Arpal , ASL), di fronte ad emissioni odorigene fastidiose
per i cittadini residenti, originate da attività di vario genere (industrie,
attività artigianali, discariche, attività di bonifica come quella dell’ex area
IP), affermavano e affermano: non ci sono limiti di legge per gli odori e
quindi non è facile stabilire la pericolosità di dette omissioni, di
conseguenza non è facile stabilire prescrizioni o divieti per tutelare la
salute pubblica da dette emissioni. Premesso che in realtà in alcune Regioni italiane limiti ci sono (Lombardia e Puglia ad es.) e quindi semmai è la nostra Regione ad essere in difetto, le affermazioni degli enti spezzini rimuovono anche la migliore giurisprudenza in materia. Si veda, peraltro sul punto TAR Emilia Romagna, sentenza n.4454/2008, ha ritenuto applicabili i limiti di un altra Regione, la Lombardia: "Linee guida per la costruzione e l'esercizio degli impianti di compostaggio" approvate con Dgr 16 aprile 2003 n. 7/12764 che ha fissato il limite per le emissioni di sostanze odorigene in 300 u.o./m3. Come ho spiegato QUI e QUI, la
giurisprudenza amministrativa (es. TAR
Veneto Sez. III n. 741 del 3 maggio
2011) e penale (es. Cassazione n. 37037 del 26 settembre 2012) avevano da tempo
spiegato che:
1. per dimostrare la pericolosità delle emissioni odorigene sono
sufficienti: "le dichiarazioni di testi, specie se ...... consistano nei
riferimenti a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti"; 2. per ridurre/eliminare le
emissioni odorigene si possono utilizzare le migliori tecnologie/tecniche
disponibili per ottenere
le massime performance ambientali esigibili. Non solo ma il TAR Toscana con sentenza 187/2010 aveva cercato di applicare, alle emissioni di un impianto di compostaggio rifiuti, i limiti del Decreto del Ministero del
lavoro delle politiche sociali 26 febbraio 2004 che stabilisce i “valori limite
indicativi di esposizione professionale agli agenti chimici"; deducendo che se erano superati tali limiti all'interno dell'impianto: "“appare del tutto
logico inferire che anche le emissioni che si propagavano all’esterno
dell’impianto esorbitavano il limite della tollerabilità in relazione alle
caratteristiche dell’attività svolta”. Ma
ora con la sentenza del TAR Friuli ( n.
2 del 2 gennaio 2013, vedi QUI) si
fa un salto di qualità nella prevenzione contro gli odori di origine
industriale. In altri termini se anche in precedenza era possibile intervenire, di
fronte alle emissioni odorigene intollerabili, applicando i due principi sopra rilevati, ora cade anche l’ultimo alibi
per i controllori “gaudenti” del nostro territorio quello della mancanza dei
limiti di emissioni odorigene nel nostro ordinamento giuridico applicabili su scala nazionale e quindi a prescindere dalla esistenza o meno di norme o linee guida regionali.
PREMESSA Il presente post costituisce una analisi puntuale dello Statuto e dei regolamenti del Comune di Sarzana finalizzato a dimostrare il grado di trasparenza e coinvolgimento del pubblico nel coinvolgimento attivo dei cittadini alla conoscenza degli atti e nei processi /procedimenti decisionali a rilevanza strategica interessanti il territorio di questo rilevante Comune della nostra Provincia che a breve vedrà una nuova tornata elettorale amministrativa. Continua a leggere...»

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