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Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 27074 del 11 luglio 2007
Giovanni d'Ammassa 11 Luglio 2007
1. Il principio di non interferenza vigente nella materia del diritto d’autore – trasposto nella legge n. 633/1941 con la formula “salvi i diritti spettanti all’autore” – prevede che il riconoscimento e la regolamentazione di diritti connessi non costituisce deroga ai diritti riconosciuti agli autori. 2. La copia tecnica effettuata dalle emittenti radiofoniche consiste nella riproduzione dei fonogrammi contenenti i brani musicali al fine di sistemarli l’uno di seguito all’altro e di trasmetterli in sequenza; essa rientra nell’esclusiva dell’autore e dei titolari di diritti connessi, essendo a tal fine irrilevante il fatto che la copia non esca dalla disponibilità del legittimo detentore e non venga messa in circolazione. 3. L’iscrizione alla SIAE degli autori dell’opera è del tutto volontaria e non condiziona la protezione delle opere prodotte. La Società, quindi, non ha il monopolio della gestione dei diritti spettanti indistintamente a tutti gli autori, ma tutela soltanto quelli che, in base alle norme statutarie e regolamentari vigenti, le abbiano conferito specifico mandato. 4. L’attività di intermediazione esclusiva svolta dalla SIAE investe esclusivamente l’esercizio dei diritti spettanti agli autori e agli editori e – per quanto concerne i diritti connessi – l’unico caso di affidamento esclusivo in capo alla Società si rinviene nell’art. 180bis l.a. con riferimento alla ritrasmissione via cavo. Per i diritti connessi diversi da quelli eccezionalmente disciplinati, le attività di intermediazione rimangono in regime di libera concorrenza ed i titolari dei relativi diritti possono decidere di agire o individualmente o collettivamente, per il tramite dei enti collecting (come, appunto, la SCF) ovvero hanno facoltà di demandare la tutela di quei diritti alla SIAE.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 14792 del 26 giugno 2007
Giovanni d'Ammassa 26 Giugno 2007
Nel contratto di edizione "per edizione" deve essere indicato, a pena di ità, il numero di edizioni e il numero di esemplari per ogni edizione; trattandosi di disciplina a tutela del contraente debole, cioè l'autore, l'editore non è legittimato ad eccepire la mancata indicazione del numero delle edizioni ed a far valere l'inapplicabilità del contratto alle edizioni successive.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 20410 del 12 settembre 2006
Giovanni d'Ammassa 12 Settembre 2006
Una rassegna stampa riproducente, abusivamente e a scopo di lucro, gli articoli di una rivista costituisce atto di concorrenza sleale ex art. 101 l.a., e violazione del diritto di riproduzione spettante al direttore e organizzatore dell'opera e/o all'editore. Il diritto si estende alle singole parti dell'opera. L'eccezione al diritto di autore ex art. 65 l. a. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lg. n. 68 del 2003, applicabile nella specie " ratione temporis") non è applicabile.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 752 del 4 luglio 2006
Giovanni d'Ammassa 4 Luglio 2006
1. L’obbligo di usare la lingua italiana, tranne che per le minoranza linguistiche, di cui all’art. 109 Cpp concerne solo gli atti da compiersi nel procedimento e non gli atti già formati altrove ed acquisiti nel medesimo i quali, se redatti in lingua straniera, devono essere tradotti a sensi dell’art. 143 c. 2 Cpp. 2. La nozione di documento fornita dall’art. 234 c. 1 Cpp, in relazione al diffondersi della tecnologia, è solo in parte sovrapponibile con quella del diritto sostanziale. Essa comprende, oltre ai tradizionali documenti in senso stretto caratterizzati dalla scrittura, i documenti in senso lato intesi come oggetti rappresentativi di un fatto ed aventi la attitUdine, a costituire il fondamento sia di una prova storica sia di una prova critica; tra le cose preesistenti al processo e considerate prove documentali acquisibili, l’art. 234 c. 1 cpp annovera le riprese cinematografiche. Pertanto un filmato relativo ad un evento calcistico è da considerarsi documento rientrante tra le prove documentali acquisibili, ex art. 234 c. 1 cpp , nella sua interpretazione in senso lato inteso come oggetto rappresentativo di un fatto ed avente la attitUdine, a costituire il fondamento sia di una prova storica sia di una prova critica. 3. La messa a disposizione degli utenti delle informazioni ed i mezzi tecnici attraverso i quali era possibile installare sul proprio personal computer tutto il software necessario alla visione delle partite di calcio è una condotta rilevante sotto il profilo penale. Chi agevola, attraverso un sistema di guida on line, la connessione e facilita la sincronizzazione con l’evento sportivo, offrendo le informazioni sui link e sulle modalità per la visione delle partite in Italia, inoltrandole agli utenti in epoca antecedente alle immissione delle trasmissioni in via telematica, pone in essere, in base alle generali norme sul concorso nel reato, una condotta consapevole avente efficienza causale sulla lesione del bene tutelato. 4. L’attività costitutiva del concorso può essere individuata in qualsiasi comportamento che fornisca un apprezzabile contributo alla ideazione, organizzazione ed esecuzione del reato; non è necessario un previo accordo diretto alla causazione dell’evento, ben potendo il concorso esplicarsi in una condotta estemporanea, sopravvenuta a sostegno della azione di terzi anche alla insaputa degli altri agenti.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 4723 del 12 gennaio 2006
Giovanni d'Ammassa 12 Gennaio 2006
Corte di Cassazione penale, sezioni unite, Sentenza n. 47164 del 20 dicembre 2005
1. È ammissibile il concorso delle condotte di acquisto o ricezione punite dall’art. 648 c.p. con le successive condotte di immissione in commercio punite dall’art. 171 ter legge 22 aprile 1941, n. 633. 2. Nel vigore della legge n. 248 del 2000 la condotta di acquisto di supporti audiovisivi fonografici o informatici o multimediali non conformi alle prescrizioni legali, ove non avesse costituito concorso ex art. 110 c.p. in uno dei reati previsti dagli artt. 171 - 171 octies legge 22 aprile 1941, n. 633, integrava l'illecito amministrativo di cui all'art. 16 della stessa legge, che in virtù del principio di specialità previsto dall'art. 9 legge 24 novembre 1981, n. 689, prevaleva in ogni caso sull’art. 648 c.p., che punisce lo stesso fatto, anche se l’acquisto fosse destinato al commercio. 3. Sopravvenuto il d. lgs. 9 aprile 2003, n. 68, che ha abrogato l’art. 16 della legge n. 248 del 2000 (art. 41) e l’ha sostituito con il nuovo testo dell’art. 174 ter legge n. 633 del 1941 (art. 28), è possibile il concorso tra il reato di ricettazione e quello di cui all'art. 171 ter della legge 22 aprile 1941 n. 633, e successive modificazioni, quando l'agente, oltre ad acquistare supporti audiovisivi fonografici o informatici o multimediali non conformi alle prescrizioni legali, li detenga a fine di commercializzazione; configurandosi l'illecito meramente amministrativo previsto dall’art. 174 ter legge n. 633 del 1941 soltanto quando l’acquisto o la ricezione siano destinati a uso esclusivamente personale. 4. La situazione normativa così ricostruita non è mutata con il decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito nella legge 14 maggio 2005, n. 80, perché l’incauto acquisto di cose provenienti da taluno dei reati previsti dalla legge n. 633 del 1941 può integrare gli estremi della contravvenzione prevista dall’art. 712 c.p.; mentre solo l’incauto acquisto di cose di provenienza altrimenti illecita, vale a dire di cose non provenienti da reato, può integrare gli estremi dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 1 comma 7 del citato decreto legge.
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza 23 novembre 2005, n. 24594
Giovanni d'Ammassa 23 Novembre 2005
Il carattere creativo e la novità dell’opera sono elementi costitutivi del diritto d'autore sull’opera dell’ingegno, con la conseguenza che, prima ancora di verificare se un’opera possa costituire plagio di un'altra, la Corte di merito deve verificare verificare se quest’ultima ha i requisiti per beneficiare della protezione richiesta sia sotto il profilo della compiutezza espressiva, della sua attitudine ad essere considerata autonomo apporto creativo, sia sotto il profilo della novità.
Corte di Cassazione penale, sez. II, Sentenza n. 3995 del 18 gennaio 2005
Giovanni d'Ammassa 18 Gennaio 2005
La condotta di acquisto di musicassette prive del contrassegno della S.I.A.E. è stata depenalizzata dall’art. 16 della l. 248/00. Il comportamento dell'acquirente, in una ipotesi siffatta, integra un semplice illecito amministrativo, salve le ipotesi di concorso nei reati ivi indicati. E altrettanto evidente appare che la disposizione di legge in questione si pone come speciale rispetto a quella della ricettazione, giacché presenta nella sua struttura tutti gli elementi propri di quest'ultima, oltre a quelli caratteristici della specializzazione, consistenti nella particolare natura dei beni acquistati dall'agente. Da ciò deriva, avuto riguardo al principio di specialità stabilito dall'articolo 9 della legge numero 689 del 1981, che l'applicabilità della sanzione amministrativa esclude che la medesima condotta possa essere punita a titolo di ricettazione.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 6339 del 16 dicembre 2004
Giovanni d'Ammassa 16 Dicembre 2004
La semplice detenzione a fini di noleggio di originali, copie, o supporti lecitamente ottenuti di opere tutelate dal diritto di autore non rientra nella fattispecie tipica di cui all’art. 171 quater legge 22 aprile 1941, n. 633, in quanto la disposizione punisce il comportamento di chi, abusivamente e a fini di lucro, concede in noleggio o comunque concede in uso a qualunque titolo le dette opere.
Corte di Cassazione penale, Sentenza n. 38723 del 1 luglio 2004
Giovanni d'Ammassa 1 Luglio 2004
La fattispecie di cui all’art. 171 ter, lett. a) L. 633/41, costituisce una figura autonoma di reato rispetto alle ipotesi di cui al primo comma in ordine alla quale la norma citata non indica in modo esplicito il fine di lucro e l’uso non personale, quali elementi costitutivi del reato. Il fine di lucro e l’uso non personale sussistono in re ipsa, anche nella fattispecie ex art. 171, comma 2, lett. a) L. 633/41 come si ricava in modo certo dalla materialità del fatto, ossia l’elevato numero di copie contraffatte, superiore a 50.
Corte di Cassazione penale, sez. III, Sentenza n. 893 del 1 luglio 2004
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 13664 del 6 aprile 2004
Giovanni d'Ammassa 6 Aprile 2004
Corte di Cassazione civile, sezione lavoro, Sentenza n. 1585 del 28 gennaio 2004
Giovanni d'Ammassa 28 Gennaio 2004
Il datore di lavoro del lavoratore dello spettacolo, responsabile del pagamento dei contributi all'ENPALS a sensi degli artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 1420 del 1971, è l'agente o manager che, avendo acquisito per contratto l'esclusiva dell'attività professionale dell'artista, debba provvedere direttamente a corrispondergli il compenso per le sue prestazioni, che l'agente abbia ceduto a terzi. Non sono soggetti a contribuzione previdenziale i corrispettivi dovuti per contratto al lavoratore dello spettacolo per la cessione dei diritti di immagine o connessi al diritto d'autore per la qualità di esecutore o interprete in registrazioni audiovisive, non costituendo esse compensi differiti per l'attività di spettacolo, che è solo quella dal vivo, ma corrispettivo della cessione di diritti assoluti riconosciuti dagli artt. 10 e 2579 c.c. e disciplinati dagli artt. 73, 80-85 e 96 della legge n. 633 del 1941 e successive modificazioni sul diritto d'autore
Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 16919 del 11 novembre 2003
Giovanni d'Ammassa 11 Novembre 2003

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 101
 art. 65
 Sentenza 
 art. 234
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 110
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 171
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza