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Timestamp: 2020-03-30 18:30:39+00:00

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Criptovalute – trattamento fiscale in Bulgaria | Tayros Consulting
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Tassazione delle criptovalute in Bulgaria
Secondo l’Agenzia delle Entrate Bulgara ai fini della tassazione, il reddito derivante dalla vendita di criptovalute è trattato come un ricavo dalla vendita di attività finanziarie.
La base imponibile in questi casi è data dalla somma dei profitti realizzati durante l’anno per ogni transazione, meno l’ammontare delle perdite realizzate nel corso dell’ anno per ogni specifica operazione.
L’ utile, o la perdita realizzata, e’ determinato dal prezzo di acquisto ridotto dal costo dell’attività finanziaria.
Ciò equivale a equiparare le transazioni in criptovalute a quelle che avvengono nel mercato Forex (Foreign exchange market).
Ma sui costi c’è una differenza significativa.
Secondo l’art. 33 della legge sull’Imposta sul reddito il costo di acquisizione è zero ” ove non esiste un costo documentato di acquisizione.
Le criptovalute si possono comprare, ma più spesso derivano da un’attività di “mining” legata a costi energetici ed all’ammortamento delle attrezzature informatiche. E’ discutibile su come come NAP guarderà, a questi costi.
Le istruzioni del NAP (Agenzia delle Entrate Bulgara) non tengono conto di questa differenza significa.
Per es., se avete acquistato Bitcoin per $ 250 e li avete venduti per $ 500, la vostra posizione sarà migliore di quella di chi vende allo stesso prezzo i propri Bitcoin.
Infatti, quale costo di acquisizione, probabilmente, il NAP accetterà zero.
Questo crea disuguaglianza.
La nostra considerazione è che, comunque, i costi anzidetti, energetici ed di ammortamento, vanno ricompresi nei costi dell’attività d’impresa.
Per analogia con le transazioni in valuta estera, il commercio dovrebbe essere tassato su base commerciale.
L’acquisizione di proventi da cessione di attività finanziarie è correlata alla data del trasferimento e non al suo pagamento (articolo 11, paragrafo 2 del Legge sulle tasse sul reddito delle persone fisiche).
Non è chiaro come si applica l’imposta nei casi in cui con criptovalute sono direttamente pagati presso albeghi o negozi on-line.
Per es., il Bitcoin, è già accettato come mezzo di pagamento, anche se limitato., in Bulgaria. Non è ancora chiaro come il NAP possa monitorare questi flussi.
Il reddito derivante dalla vendita di criptovalute deve essere dichiarato nella tabella 5 dell’allegato 5 alla dichiarazione annuale.
La legge non prevede documenti specifici che dimostrino il reddito realizzato da allegare al modulo fiscale.
Trattamento ai fini IVA delle Criptovalute – Parere 53-04-431 / 07.08.2017 – Agenzia Nazionale delle Entrate della Bulgaria
DIREZIONE “RICORSO/APPELLO E PRATICA DI ASSICURAZIONE FISCALE” SOFIA
N. 53-04-431 / 07.08.2017
Nella Direzione dell’ Ricorso e pratica assicurazione fiscale, abbiamo ricevuto una richiesta scritta, il N. 53-04-431 / 07.08.2017 in riferimento alle disposizioni della legge sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) e della Legge sulla contabilità.
Nella richiesta non e’stata esposta una situazione di fatto, ma le questioni relative al trattamento fiscale l’acquisizione e il trading delle Valute Virtuali :
Sono riconosciuti i costi per l’acquisto di configurazioni del computer assemblate e dispositivi specializzati, necessari per l acquisizione della VV?
Sono riconosciuti i costi dell’acquisito di VV ?
Gli affari con VV sono soggette alla legge sull’IVA?
Il fatturato realizzato dal commercio con VV partecipa nella formazione del fatturato imponibile ai sensi dell’art. 96, comma.1 della Legge IVA ?
Se gli importi in valuta estera che entrano nel conto del beneficiario del reddito dal commercio con VV, vengono ricalcolati in BGN al tasso di cambio della Banca nazionale bulgara (BNB)?
Per quanto riguarda le questioni e la legislazione pertinente, esprimo il seguente parere:
Sull’applicazione delle Legge dell’IVA:
In riferimento al mining di una VV.
Nella richiesta manca l informazione su come viene generata la VV, quali sono i calcoli, a favore di chi, quale rapporto esiste tra la società che acquisisce ed eventualmente altre persone legate al processo di produzione di VV. In considerazione della situazione di fatto non sufficientemente chiarita, il parere espresso prima sul trattamento della legge di IVA e il processo di acquisizione della VV è in linea di principio.
Il processo di acquisizione di VV attraverso il lavoro di calcolo è chiamato “estrazione”acquisizione/.
Nella misura in cui le attività di “estrazione”/ acquisizione della VV possono essere definite come attività di elaborazione dati o di informazione, occorre valutare se esista una prestazione di servizi ai sensi della Legge IVA.
Secondo l’interpretazione della Corte di giustizia dell’Unione europea obiettata al punto 13 della sentenza della Corte di giustizia nella causa T-16/93, Tolsma, il concetto di fornitura di servizi a titolo oneroso ai sensi dell’art. 2, n. 1, della sesta direttiva presuppone l’esistenza di una rapporto tra i servizi forniti e il pagamento ricevuto.
Secondo il Tibunale, una prestazione di un servizio viene ricompensata solo se esiste una relazione giuridica tra il fornitore e il destinatario in cui vengono scambiati benefici reciproci, la remunerazione ricevuta dal fornitore è la contropartita efficace per il servizio del destinatario.
Dato quanto precede, si deve notare che se c’è un legame diretto tra il servizio prestato – eseguito lavoro computazionale e il corrispettivo ricevuto sotto la forma di VV nel rapporto tra prestatore e del destinatario, attività “estrattive” di VV potrebbero essere definiti come la consegna servizio. Dato che la fornitura di tale servizio non rientra nell’ambito di applicazione delle esenzioni e acquisizioni di IVA capitolo Quattro’, ci sarebbe stata una cessione imponibile, ai sensi dell’art. 12, par. 1 della legge sull’IVA, quando viene eseguita da un soggetto passivo ai sensi della presente legge e ha luogo di esecuzione sul territorio nazionale.
A condizione che non vi sia alcun legame diretto tra i servizi forniti e la remunerazione ricevuta e non esista alcuna relazione giuridica tra il fornitore e il destinatario nel quale si scambiano benefici reciproci, le attività di “estrazione” di VV sarebbero fuori dall’ambito dell’applicazione dell’IVA.
Su gli affari con VV
Secondo una decisione della Corte di giustizia europea nella causa C-264/14 Skatteverket contro David Hedqvist, operazioni in valute non tradizionali, cioè con valute diverse dalle unità monetarie che sono strumenti legali di pagamento in uno o più paesi in quanto tali monete sono state accettate dalle parti in un’operazione come mezzo di pagamento, alternative agli strumenti legali di pagamento e non hanno altro scopo oltre ad essere utilizzati come mezzo di pagamento, sono operazioni finanziarie.
Come risulta dalla citata decisione della Corte di giustizia, le forniture che la società intende effettuare sono esenti dall’IVA e rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 46, para. 1, comma 4 della legge sull’IVA, come transazioni o contratti relativi alla valuta. Ecco perché. sulla base dell’art. 96, par. 2, comma 2 della Legge IVA, il fatturato realizzato da tali operazioni partecipa alla formazione del fatturato di cui all’art. 96, par. 1 della legge sull’IVA.
Viste dettagliate su questi temi sono espresse dal direttore esecutivo dell’Agenzia delle Entrate e il vice direttore esecutivo alla stessa con due lettere e i numeri in uscita rispettivamente № 24-34-50 / 08.07.2014 e №94-C-8 / 17.02.2015, disponibile nel sistema ‘’ Domande e risposte’’ sul sito web dell’Agenzia.
Trattamento fiscale delle Criptovalute – Parere 53-04-273/7.8.2014 – Agenzia Nazionale delle Entrate della Bulgaria
N -53-04-273/7.8.2014
Nella direzione della pratica fiscale e assicurativa abbiamo ricevuto una richiesta scritta, N. 53-04-273 / … .2014 in riferimento alle disposizioni della legge sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) e della legge sul reddito delle società.
Nella richiesta non e’stata esposta una situazione di fatto ma le questioni relative al trattamento fiscale delle fatture di criptovalute.
Come dovrebbero essere tassate le transazioni digitali delle criptovalute? Esistono particolarità nel trattamento di questa attività ai fini della legge di IVA?
Esistono norme o particolari per la formazione, la valutazione corrente o periodica del risultato finanziario, compreso il reddito imponibile ai sensi Legge sul reddito delle società ?
Alla luce delle domande e della legislazione in materia, si esprime il seguente parere:
Sull’applicazione dell’IVA:
Non esiste alcuna legge sulla legge sull’IVA sule cosiddette valute virtuali come bitcoin, litecoin o simili. Per quanto riguarda lo stato delle cosiddette ” valute virtuali, la loro acquisizione e lo scambio, non sono state stabilite regole specifiche e le regole generali di diritto e di pratica della Corte di giustizia EUROPEA dovrebbero essere affrontate quando si discute le questioni sollevate.
Siamo ufficialmente consapevoli che la creazione di bitcoin (monete digitali) avviene tramite sistemi informatici specializzati calcolando determinati algoritmi. Nella domanda non è stato specificato esattamente come avvenga la generazione, quali calcoli sono fatti a beneficio di chi, quali rapporti ci sono tra l’azienda e eventualmente, gli altri appartenenti al processo di produzione / estrazione / di bitcoin. Data la situazione di fatto non sufficientemente chiarita, il parere sul trattamento del processo di estrazione del bitcoin è in linea di principio.
Il processo di acquisizione di bitcoin tramite lavoro informatico è chiamato “mining”. Definendo le attività di “mining” di bitcoin come attività relative all’elaborazione di dati o alla fornitura di informazioni, si dovrebbe considerare se esiste un’offerta di servizi ai sensi dell’IVA.
Come interpretato dalla Corte di giustizia EUROPEA, sentenza della Corte di giustizia nella causa C-16/93, Tolsma il concetto di prestazione di servizi effettuati a titolo oneroso ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, della sesta direttiva presuppone l’esistenza di un legame diretto tra i servizi forniti e il pagamento ricevuto. Secondo il giudice, un servizio è da considerare ai fini IVA solo se esiste tra il prestatore e il destinatario di un rapporto giuridico, con scambio di reciproci vantaggi, come il corrispettivo ricevuto dal fornitore, corrispettivo effettivo del servizio prestato all’utente.
Alla luce di quanto precede, va osservato che se esiste un collegamento diretto tra il servizio fornito – il lavoro svolto e il corrispettivo ricevuto in forma di unità di pagamento bitcoin nel contesto di una relazione tra il fornitore e il destinatario, le attività di estrazione del bitcoin potrebbe essere definito come un servizio di consegna. Dato che la fornitura di questo servizio non rientra nel campo di applicazione del capitolo quarto “Esenzione dalle acquisizioni e acquisizioni di IVA”, sarebbe prevista una fornitura imponibile, ai sensi dell’art. 12, par. 1 della legge sull’IVA, quando viene eseguita da un soggetto passivo ai sensi della presente legge e ha luogo di esecuzione nel territorio del paese.
Nel caso non esiste alcun legame diretto tra i servizi forniti e il pagamento ricevuto e non esiste alcuna relazione giuridica tra il fornitore e il destinatario nel quale si scambiano benefici reciproci, le attività di mining di bitcoin non rientrano nell’ambito dell’IVA.
Per quanto riguarda la questione del trattamento IVA della vendita di bitcoin, occorre tener conto delle caratteristiche giuridiche ed economiche di tale valuta virtuale (v., In tal senso, sentenza Commissione – Germania, C 427/98, EU: C: 2002: 581, punto 57).
La valuta virtuale Bitcoin non esiste in forma diversa da quella digitale e viene venduto al cosiddetto ” scambi privati, in quanto il venditore non ha informazioni sul compratore finale. Secondo l’art. 8 della legge sull’IVA ai sensi della legge servizio è tutto ciò che ha valore e diverso dalla merce, dal denaro in circolazione e dalla valuta estera utilizzata come mezzo di pagamento. A questo proposito, le transazioni in valuta virtuale bitcoin dovrebbero essere considerate come un’offerta di servizi ai fini dell’IVA e si dovrebbe valutare se esista un’offerta esente.
Secondo i concetti della Corte utilizzati in riferimento alle esenzioni di cui all’articolo 13 della sesta direttiva costituiscono concetti indipendenti del diritto dell’Unione europea che mirano di evitare le differenze nell’applicazione dell’IVA negli Stati membri (decisione Nordea Pankki Suomi, C 350/10, UE: C: 2011: 532, punto 22 e la pratica guridica citata), e devono essere interpretati restrittivamente, poiché le esenzioni sono un’eccezione al principio generale che ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo, soggetta ad IVA (decisioni Stichting Uitvoering Financiële Acties, 348/87, UE: C: 1989: 246, punto 13 e Skandinaviska Enskilda Banken, C 540/09, UE: C: 2011: 137, punto 20).
A questo proposito, occorre stabilire, se tali attività rientrano nel campo del concetto di «altri strumenti negoziabili» di cui all’art. 13, parte B, lett. D), nn. 5 e 3, della sesta direttiva.
Ai sensi dell’articolo 13, parte B, lettera d), punto 3, della sesta direttiva, gli Stati membri esentano dall’imposta operazioni IVA che interessano in particolare i “conti di deposito e correnti, pagamenti, giroconti, ai crediti, agli assegni e ad altri effetti commerciali.” La norma dell’art. 46, para. 1, punto 3 della legge sull’IVA corrisponde a quello dell’art. 13, parte B, lett. D), punto 3, della sesta direttiva, rispettivamente dall’art. 135, par. 1, b. “D” della direttiva 2006/112 / CE. In base a tale disposizione, gli Stati membri esentano le operazioni, compresa la negoziazione, relative ai depositi di conti correnti, pagamenti, giroconti, ai crediti, agli assegni e ad altri effetti commerciali, ad esclusione di recupero crediti.
Per determinare se la valuta virtuale bitcoin rientra nell’ambito del concetto di «altri strumenti trasferibili» di cui all’art. 13, parte B, lett. D), della sesta direttiva, occorre esaminare in particolare la formulazione di tale disposizione, il contesto in cui (v., in tal senso, Merck, 292/82, EU: C: 1983: 335, punto 12, ebookers.com Deutschland, C 112/11 , EU: C: 2012: 487, paragrafo 12, e RVS Levensverzekeringen, C 243/11, EU: C: 2013: 85, punto 23).
In termini di contesto di questa disposizione dovrebbe essere notato la Corte, in base al quale fornisce esenti da IVA ai sensi dell’articolo 13 B, lettera d), della sesta direttiva, per sua natura, una prestazione di servizi finanziari. Nonostante il fatto che tali servizi, che sono determinati dalla natura del servizio prestato, sono effettuati da banche o istituti finanziari, tutti appartengono al settore della prestazione di servizi finanziari (v., In tal senso, sentenza Velvet & Steel Immobilien , C 455/05, EU: C: 2007: 232, punti 21 e 22 e giurisprudenza citata). Nella sua sentenza nella causa C-461/12, la GECE precisa che «l’art. 13, parte B, lett. D), terzo comma, della sesta direttiva riguarda in particolare gli strumenti di pagamento come i controlli».
Per quanto riguarda la questione se si deve ritenere che i bitcoin, moneta virtuale, sono “altri strumenti trasferibili” ai sensi dell’articolo 13 B, lettera d), punto 5, della sesta direttiva, si deve rilevare se può essere definito come uno strumento di pagamento e il suo modo di operare prevede il trasferimento di somme di denaro simili a pagamenti, trasferimenti. Anche se la cosiddetta valuta virtuale non ha valore nominale, può essere sostituita da denaro o merci. In queste circostanze, la vendita di tale moneta virtuale con la consegna natura dei servizi finanziari sotto la Corte, ai sensi dell’articolo 13 B, lettera d), della sesta direttiva (v In questo senso soluzioni Velvet & Steel Immobilien, UE:. C: 2007: 232, paragrafi 22 e 23, e Nordea Pankki Suomi, EU: C: 2011: 532, paragrafi 24-27). Se la valuta virtuale può essere rivenduta a un certo prezzo, il suo modo di operare prevede il trasferimento di somme di denaro simili a pagamenti, traduzioni e controlli. Dato che la moneta virtuale diventa un diritto a una certa quantità di denaro, dovrebbe essere considerata rientrante nell’ambito del concetto di “altri strumenti trasferibili”. La base imponibile di un’operazione in valuta virtuale come tipo di transazione che rappresenta la consegna di “altri strumenti trasferibili” è il prezzo pagato dagli utenti quando acquista bitcoin di valuta virtuale.
Per quanto riguarda la questione se vi sia un diritto a un credito d’imposta per i beni acquistati per produrre un BITCOIN , si dovrebbe tenere presente che il diritto a un credito d’imposta per dispositivi e / o software acquistati necessari per acquisire unità di valute virtuali possono sorgere per la società solo se sono soddisfatte le disposizioni generali della legge sull’IVA
Se le attività acquistate devono essere utilizzate per attività non soggette all’IVA e / o alle forniture esenti, la società non avrà diritto ad un credito d’imposta.
Come tassa sistemata dalla legislazione dell’UE, il trattamento IVA della bitcoin virtuale di valuta deve essere riconciliato con il trattamento che può essere applicato in tutta l’UE. Finora, i problemi relativi al trattamento IVA per fini IVA sono stati presentati in considerazione dal Comitato IVA della Commissione Europea. In considerazione di ciò, oltre alla natura evolutiva della moneta virtuale, il parere espresso può essere rivisto alla luce della posizione IVA del Comitato della Commissione europea e non sarà applicata in modo retrospettivo.
All Implementazione della Legge sull’approccio fiscale delle società:
A causa del fatto che secondo la legge sul reddito delle società il risultato finanziario fiscale è determinato dalla trasformazione a fini fiscali del bilancio contabile e la Legge sull approccio fiscale delle società e che non regola un trattamento fiscale speciale sui redditi contabili generati dalla vendita di una valuta virtuale, ad esempio. la corazzata, il lightton e simili, questi ultimi sono generalmente riconosciuti a fini fiscali, cioè, non convertono il risultato finanziario contabile.
Nella misura in cui la valuta virtuale può essere definita come attività finanziaria ai sensi dei principi contabili applicabili di cui al § 1, comma 3 della Legge sul reddito delle società, è necessario tener conto delle disposizioni di questa legge che disciplinano un trattamento fiscale specifico per quanto riguarda alcune operazioni commerciali relative a attività finanziarie.
Va notato che la disposizione dell’art. 34, para. 2 della Legge non si applica in considerazione del fatto che la valuta virtuale non è legata al tasso di cambio centrale della Banca nazionale bulgara.
Nel caso in cui la vostra società rappresentata sia un’istituzione finanziaria ai sensi del § 1, punto 26, lettera a) della Legge è opportuno prendere in considerazione le disposizioni del capitolo 16 “Istituzioni finanziarie” della stessa legge.
Tale parere, in linea di principio, non ha conclusive categoriche dell’attività di valuta virtuale in corso con la valuta virtuale, in quanto nessun contratto o altri documenti sono stati presentati alla richiesta. Una valutazione specifica a questo proposito può essere fatta da un’autorità reddituale in una procedura di verifica o revisione, tenendo conto di tutti i fatti e le circostanze rilevanti per le transazioni commerciali.

References: sentenza 
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 § 1
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