Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/111
Timestamp: 2018-12-11 11:57:17+00:00

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I. Se nel corso del processo si trasferisce il diritto controverso per atto tra vivi a titolo particolare, il processo prosegue tra le parti originarie.
II. Se il trasferimento a titolo particolare avviene a causa di morte, il processo è proseguito dal successore universale o in suo confronto.
III. In ogni caso il successore a titolo particolare può intervenire o essere chiamato nel processo e, se le altre parti vi consentono, l'alienante o il successore universale può esserne estromesso.
IV. La sentenza pronunciata contro questi ultimi spiega sempre i suoi effetti anche contro il successore a titolo particolare ed è impugnabile anche da lui, salve le norme sull'acquisto in buona fede dei mobili e sulla trascrizione.
Reclamo ai sensi dell’art. 2674 bis codice civile avverso la riserva apposta dal Conservatore dei Registri Immobiliari alla trascrizione ai sensi dell’art. 2653 codice civile della domanda giudiziale avente ad oggetto beni immobili - Accoglimento - Trascrivibilità.
La domanda giudiziale di accertamento dell’avvenuta usucapione di beni immobili può essere trascritta nei registri immobiliari, non presentando l’istituto dell’usucapione profili intrinseci che appalesino un antagonismo logico rispetto alla trascrivibilità, la quale garantisce anzi l’operatività della regola generale della opponibilità della sentenza avverso i successori a titolo particolare del diritto controverso, ai cui fini la trascrizione della domanda (anteriormente a quella dell’atto di acquisto derivativo) si profila come esigenza ineludibile.
Tale formalità, infatti, consente all’usucapiente di utilizzare la stessa nei confronti dei successori a titolo particolare del diritto controverso, senza che l’omissione della detta trascrizione possa incidere pregiudizialmente il piano sostanziale inficiando la portata della fattispecie acquisitiva, la quale, secondo una logica sostanziale, conserva impregiudicata ed intatta la propria tenuta. (Roberta Beretta) (Andrea Gorgoni) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 22 Ottobre 2018. Segue...
Banche venete – Operazioni “baciate” (finanziamento per acquisto azioni proprie) – Cessione dei crediti – Chiamata in causa della cessionaria SGA.
Nel giudizio promosso dal socio verso l’Istituto, per declaratoria di nullità dell’operazione di finanziamento concesso dalla Banca per l’acquisto di azioni proprie (cd. “baciata”), va autorizzata la chiamata in causa della società cessionaria dei crediti SGA. (Pietro Adami) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Luglio 2018. Segue...
Improcedibilità ex art. 83 T.U.B. – Successione del rapporto a titolo particolare – Chiamata in causa ex art. 111, comma 3, c.p.c. – Applicabilità dell’art. 2560/2 c.c..
L’art.3 del D.L. n. 99/2017, che disciplina l’ambito della cessione di azienda definendone l’oggetto ed escludendo dal medesimo eventuali obblighi risarcitori, non prevede tuttavia alcuna espressa deroga all’art. 2560 comma 2 c.c., sicché quest’ultima norma continuerebbe a regolare i rapporti tra il cessionario ed i soggetti terzi, sommandosi ex lege alla responsabilità del cedente quella solidale del cessionario e determinandosi così la “strutturale dissociazione” tra l’oggetto del negozio di cessione, come designato dall’accordo contrattuale, ed il regime di responsabilità verso i terzi, derivando una limitazione di responsabilità per i debiti pregressi solo nei rapporti tra le parti del negozio e non già nei confronti dei terzi creditori (neppure quelli espressamente esclusi dal perimetro della cessione dall’art. 3 comma 1 lett. b) del D.L. 99/2017).
In base a quanto disposto dall’art. 111, comma 1, c.p.c., se nel corso del processo si trasferisce il diritto controverso per atto tra vivi a titolo particolare, il processo prosegue tra le parti originarie, ma a tale prosecuzione osta l’art. 83, comma 3, del T.U.B. In ogni caso, però, secondo quanto disposto dal terzo comma del medesimo articolo, il successore a titolo particolare può intervenire o essere chiamato nel processo. (Emanuela Marsan) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 14 Marzo 2018. Segue...
Fallimento - Contratto preliminare relativo ad immobile abusivo sottoposto a confisca ex l. n. 47 del 1985 - Scioglimento ex art. 72 l.fall. - Legittimazione del fallimento - Esclusione - Fondamento.
Non sussiste la legittimazione attiva della curatela fallimentare allo scioglimento del contratto preliminare stipulato dalla società “in bonis” avente ad oggetto un immobile abusivo sottoposto a confisca ex l.n. 47 del 1985 ed acquisito al patrimonio del Comune, atteso che, stante la natura originaria e non derivativa dell’acquisto da parte dell’ente pubblico, è solo quest’ultimo il soggetto avente diritto alla restituzione del bene, con conseguente inapplicabilità dell’art. 111 c.p.c., non ricorrendo il fenomeno della successione a titolo particolare nel diritto controverso e competendo i diritti, di natura reale e patrimoniale, inerenti al bene non alla curatela ma all’ente pubblico beneficiario del provvedimento acquisitivo, essendo in ogni caso irrilevante l’eventuale godimento da parte del possessore dell’immobile nonostante la condizione di irregolarità urbanistica dello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2017, n. 23583. Segue...
Pendenza del processo esecutivo - Successione a titolo particolare nel diritto del creditore procedente - Legittimazione del cedente a proseguire nell’esecuzione - Sussistenza - Limiti.
In pendenza del processo esecutivo, la successione a titolo particolare nel diritto del creditore procedente non ha effetto sul rapporto processuale che, in virtù del principio stabilito dall'art. 111 c.p.c. - dettato per il giudizio contenzioso ma applicabile anche al processo esecutivo - continua tra le parti originarie; pertanto, in caso di cessione del diritto di credito per il quale è stato promossa espropriazione forzata, il cedente mantiene la legittimazione attiva (“ad causam”) a proseguire il processo, salvo che il cessionario si opponga. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Giugno 2017, n. 15622. Segue...
Assicurazione - Veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - Risarcimento del danno - Azione diretta nei confronti dell'assicurato - Procedimenti concorsuali a carico dell'assicuratore (effetti) - Società di assicurazione posta in liquidazione coatta amministrativa - Impresa designata - Successione a titolo particolare nel processo - Conseguenze - Possibilità di avvalersi della prescrizione già eccepita dalla prima - Sussistenza.
In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, la successione "ope legis" dell'impresa designata dal Fondo di garanzia vittime della strada alla società assicuratrice posta in liquidazione coatta amministrativa determina una successione a titolo particolare nel diritto controverso, ex art. 111, comma 3, c.p.c., per effetto della quale l'impresa designata può avvalersi anche dell'eccezione di prescrizione già proposta dalla società assicuratrice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 Ottobre 2016, n. 21454. Segue...
Azione revocatoria fallimentare - Pagamenti - Diritto controverso - Inefficacia dell'atto - Diritto di credito - Subentro del cessionario nel diritto controverso ex articolo 111 c.p.c. - Esclusione.
Nell'azione revocatoria fallimentare che abbia ad oggetto un pagamento, il diritto controverso va identificato con la inefficacia dell'atto e non con il diritto di credito che venga eventualmente fatto oggetto di cessione, con la conseguenza che il cessionario non può subentrare nel diritto controverso ai sensi dell'articolo 111 c.p.c.. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2014, n. 25660. Segue...
Azione revocatoria fallimentare - Revocatoria di contratto di locazione stipulato anteriormente al fallimento - Vendita forzata dell'immobile locato - Intervento dell'aggiudicatario - Inammissibilità - Fondamento - Interesse del curatore alla prosecuzione del giudizio - Sussistenza - Ragioni.
Il trasferimento dell'immobile oggetto di contratto di locazione stipulato in epoca antecedente alla dichiarazione di fallimento, e per la cui revoca il curatore abbia agito nei confronti del conduttore, non determina una successione ex art. 111 cod. proc. civ. dell'aggiudicatario, atteso che con la vendita forzata dell'immobile si trasferisce la locazione (nei limiti di opponibilità previsti dall'art. 2923 cod. civ.), ma non anche il diritto di farne dichiarare l'inefficacia. Ne consegue l'inammissibilità dell'intervento dell'aggiudicatario nel giudizio promosso dal curatore ex art. 67 legge fall., dovendosi ritenere che l'interesse di quest'ultimo a proseguire il giudizio non venga meno poiché la pronuncia di inefficacia (i cui effetti retroagiscono al momento della proposizione della domanda giudiziale, rendendo inopponibile alla massa il contratto di locazione ed il canone pattuito) costituisce il presupposto perché la curatela possa pretendere il riconoscimento, a titolo di danni, del pagamento di una somma idonea a compensare il fallimento del mancato godimento del bene, senza alcuna necessaria correlazione con il canone pattuito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2014, n. 16652. Segue...
Espropriazione per pubblica utilità – Mancato utilizzo del bene espropriato – Retrocessione – Efficacia..
La domanda di retrocessione del bene espropriato per pubblica utilità, che presuppone che l’opera pubblica non sia stata realizzata nel termine di legge, con ciò facendo sorgere in capo al soggetto che ha subito l’espropriazione un diritto potestativo alla restituzione del bene, va trascritta ai sensi dell’art. 2652 n. 2 c.c., con gli effetti di cui all’art. 2644 c.c., giacché mira ad ottenere una sentenza, in luogo del consenso non prestato dalla PA, che realizzi la causa del contratto di trasferimento della proprietà non stipulato dalla pubblica amministrazione. Ne consegue che, qualora in pendenza del giudizio di retrocessione il terzo estraneo al processo abbia acquistato il diritto di proprietà e abbia trascritto il proprio titolo, la sentenza che accoglie la domanda di retrocessione non è opponibile al terzo se essa domanda di retrocessione non sia stata trascritta, in virtù del disposto dell’art. 111 c.p.c., il quale, nel disciplinare la successione a titolo particolare nel diritto controverso, fa salve le norme sulla trascrizione. (Stefano De Luca Musella) (riproduzione riservata) Appello Roma, 08 Novembre 2012. Segue...
Processo civile – Procedura esecutiva – Applicabilità dell'art. 111 c.p.c. – Esclusione – Processo civile – Procedura esecutiva – Cessione del credito – Difetto di legittimazione e tempestività dell'eccezione – Sussistenza..
L'art. 111 c.p.c. è inapplicabile alla procedura esecutiva e, in caso di cessione del credito e di tempestiva eccezione sollevata dal debitore esecutato, il procedimento esecutivo deve essere sospeso per carenza di legittimazione attiva del cedente anche in caso di tardiva costituzione (ossia successiva al sollevamento di detta eccezione) del cessionario (conforme Cass. 9211/2001). (cdr) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 11 Settembre 2009. Segue...

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 83
 art. 111
 art. 72
 art. 111
 articolo 111
 art. 111
 art. 67
 sentenza 
 Cass.