Source: https://www.avvocatoandreani.it/servizi/calcolo-maggior-danno-obbligazioni-pecuniarie.php
Timestamp: 2017-09-19 18:55:09+00:00

Document:
Calcolo Maggior Danno Obbligazioni Pecuniarie
Questa applicazione calcola il maggior danno nelle obbligazioni pecuniarie confrontando gli interessi al tasso legale con quelli calcolati in base al rendimento medio dei titoli di stato di durata non superiore ai 12 mesi, oppure in base al rendistato, ovvero il rendimento medio di un paniere di titoli di stato pluriennali, oppure in base al tasso di inflazione Istat.
La data minima impostabile è 01/01/1980 e la data massima 31/08/2017.
Data Inizio: 01020304050607080910111213141516171819202122232425262728293031 GennaioFebbraioMarzoAprileMaggioGiugnoLuglioAgostoSettembreOttobreNovembreDicembre 19801981198219831984198519861987198819891990199119921993199419951996199719981999200020012002200320042005200620072008200920102011201220132014201520162017
Data Fine: 01020304050607080910111213141516171819202122232425262728293031 GennaioFebbraioMarzoAprileMaggioGiugnoLuglioAgostoSettembreOttobreNovembreDicembre 19801981198219831984198519861987198819891990199119921993199419951996199719981999200020012002200320042005200620072008200920102011201220132014201520162017
Seleziona il tasso di riferimento
rendimento medio dei BOT a 3, 6 e 12 mesi (Cass. n.19499/2008)
rendimento medio dei soli BOT annuali
rendistato (rendimento medio titoli con scadenza > 12 mesi)
tasso d'inflazione Istat (indice FOI)
Rendimenti: netti	 lordi
Sviluppo del calcolo: annuale(confronta con i tassi medi annuali)
mensile(confronta con i tassi rilevati mensilmente)
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La possibilità di ottenere come risarcimento un "maggior danno" in caso di inadempimento nelle obbligazioni pecuniarie è prevista dall' articolo 1224 del Codice Civile:
"1. Nelle obbligazioni che hanno per oggetto una somma di danaro, sono dovuti dal giorno della mora gli interessi legali, anche se non erano dovuti precedentemente e anche se il creditore non prova di aver sofferto alcun danno. Se prima della mora erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura.
2. Al creditore che dimostra di aver subito un danno maggiore spetta l'ulteriore risarcimento. Questo non e` dovuto se è stata convenuta la misura degli interessi moratori."
In altri termini il comma 2 prevede, per il creditore, il diritto di dimostrare e richiedere al debitore il "maggior danno" subìto rispetto a quanto previsto al comma 1.
Il Maggior Danno e gli Interessi Legali
Nella seconda metà degli anni 70, periodo in cui l'inflazione reale oscillava tra il 15% ed il 20%, con un tasso di interesse legale al 5% (v. tabella storica), i risarcimenti basati sul saggio legale coprivano solo una piccola parte dei danni da mancato pagamento.
Inoltre, con un divario così ampio tra inflazione e tasso legale (v. storico indici Istat), molti debitori ritenevano vantaggioso non onorare volutamente i propri debiti, potendo impiegare le somme di denaro non corrisposte in operazioni finanziare molto proficue (il rendimento dei semplici BOT all'epoca sfiorava il 20% netto annuo).
D'altra parte anche il costume tipicamente italiano delle dilazioni di pagamento ha accentuato il fenomeno delle insolvenze pecuniarie, non trovando peraltro un valido deterrente nella legge o nella giurisprudenza del momento.
La legge n.662/1996 (art. 185) ha modificato le modalità di adeguamento del tasso di interesse legale e, dal 1999, questo tasso viene aggiornato con maggior frequenza "sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso d'inflazione registrato nell'anno".
Tuttavia, nonostante quest'ultimo l'intervento legislativo in materia, il tasso legale si è nuovamente trovato, in diverse occasioni, al di sotto dell'inflazione reale.
Basti pensare alla fase macroeconomica di questi ultimi anni, determinata in parte dalla crisi economica internazionale, che in un certo qual modo sembra ripercorrere alcuni scenari storici sopra descritti: un tasso legale basso (1% nel 2010 e 1,5% nel 2011) con un'inflazione al 3% in costante crescita (doppia rispetto al tasso legale) ed i rendimenti dei BOT al 6% (i BTP sono oltre il 7%).
Dopo un periodo iniziale in cui la giurisprudenza di legittimità ha lasciato al debitore l'onere di dimostrare l'esistenza del maggior danno ex. art. 1124, la giurisprudenza di merito e l'inflazione galoppante, hanno spinto la Cassazione a prendere in considerazione, limitatamente a determinate categorie di creditori, alcuni elementi di 'presunzione', come ad esempio il differenziale tra il tasso legale e l'inflazione Istat (la quarta opzione nel nostro calcolatore).
1) Nella tabella allegata alla sentenza n. 19499/2008, dove si evidenzia il divario tra i rendimenti dei titoli di stato ed il saggio legale, sono riportati i tassi del cosiddetto rendistato, ovvero il rendimento medio di un paniere di titoli di stato pluriennali, pubblicato mensilmente dalla Banca d'Italia.
La parte dispositiva della sentenza tuttavia è molto chiara e parla di rendimenti netti dei titoli di stato di durata non superiore ai 12 mesi, ovvero tutte le tipologie di BOT emessi dallo Stato Italiano.
Alla luce di questa discrasia contenuta nella sentenza e per una maggiore completezza delle funzionalità di calcolo, abbiamo previsto la possibilità di calcolare il maggior danno anche rispetto al rendistato.
2) Talvolta, in alcuni testi che trattano del maggior danno, si fa riferimento al rendimento medio dei BOT annuali (esclusi quindi i BOT trimestrali e semestrali). questo dato è generalmente superiore rispetto al rendimento medio complessivo di tutti i BOT e pertanto, pur essendo la citata sentenza molto chiara al riguardo, abbiamo mantenuto la doppia possibilità di calcolo:
- la prima opzione (rendimento medio dei BOT a 3, 6 e 12 mesi) calcola il maggior danno applicando alla lettera il dispositivo della sentenza.
- la seconda opzione (rendimento medio dei soli BOT annuali) effettua il confronto con il rendimento dei soli BOT annuali.
3) Poichè nella citata legge del 1996, che disciplina i criteri con cui è determinato il saggio di interesse legale, si fa riferimento al rendimento lordo dei titoli di stato, abbiamo previsto, a titolo puramente indicativo, la doppia modalità di calcolo, con la possibilità di scegliere tra tassi di rendimento netti o lordi.
4) Nell'ottica di una maggiore flessibilità dello strumento, abbiamo inoltre previsto la doppia possibilità di calcolo:
- annuale: è la modalità prevista dalla sentenza 19499: per l'intero anno si confrontano gli interessi legali con un tasso di riferimento annuale, calcolato come media dei singoli tassi mensili.
- mensile: il confronto è sviluppato mese per mese, utilizzando i tassi medi rilevati mensilmente dalla Banca d'Italia o dall'Istat.
Calcolo rivalutazione monetaria e interessi legali sul capitale rivalutato
Calcolo interessi moratori nelle transazioni commerciali
Calcolo rendimento netto e lordo dei BOT
Si ringrazia l'Avv. Luciano Pinna del foro di Sassari per aver proposto la realizzazione di questa utility.
Cassazione: sentenza n. 21982/2011
Cassazione: sentenza n. 19499/2008
Il Rendistato (Banca d'Italia)
Legge n.662/1996

References: articolo 1224
 art. 1124
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