Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/02/09/colpa-medica-penale-e-statuizioni-civili-lassoluzione-delle-imputate-per-colpa-lieve-travolge-la-condanna-al-risarcimento-del-danno-pronunciata-con-la-sentenza-di-primo-grado/
Timestamp: 2020-05-25 02:01:27+00:00

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Colpa medica penale e statuizioni civili: l’assoluzione delle imputate per colpa lieve travolge la condanna al risarcimento del danno pronunciata con la sentenza di primo grado – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Colpa medica penale e statuizioni civili: l’assoluzione delle imputate per colpa lieve travolge la condanna al risarcimento del danno pronunciata con la sentenza di primo grado.
Si segnala ai lettori la sentenza di legittimità n.5892/2019 (depositata il 07.02.2019) in materia di responsabilità penale degli esercenti professioni sanitarie, ove vengono approfonditi interessanti profili di diritto sostanziale inerenti la responsabilità civile del sanitario connessa all’accertamento della colpa, quale elemento costitutivo della fattispecie e profili processuali relativi ai rapporti tra formula assolutoria e risarcimento del danno in favore delle costituite parti civili.
La vicenda processuale in sintesi: la Corte di Appello di Bologna, in riforma della sentenza di condanna resa dal Tribunale di Modena, nei confronti di due medici e dell’ASL di Modena (quanto al risarcimento danni quale responsabile civile) per il reato di omicidio colposo contestato a seguito del decesso di una paziente, assolveva le imputate con la formula perché il fatto non costituisce reato, confermando le statuizioni civili già pronunciate dal giudice di prime cure nei confronti delle medesime imputate e la struttura ospedaliera.
Sul tema della colpevolezza la Corte distrettuale, per giungere alla pronuncia assolutoria di sanitari tratti a giudizio, evidenziava che l’omessa esecuzione di accertamenti diagnostici, suggeriti dalla specifica storia personale e familiare della paziente, ma non indicati in nessuna linea guida, configurava un profilo di colpa di grado lieve, come tale non punibile.
Avverso la predetta sentenza resa in grado di appello proponeva ricorso per cassazione la sola Azienda Sanitaria, quale responsabile civile deducendo la violazione degli artt. 538 e 605 cod. proc. pen., denunciando vizio di legge processuale per avere, la Corte territoriale, ritenuto le imputate tenute al risarcimento dei danni in solido con il responsabile civile, malgrado l’esito assolutorio della sentenza di secondo grado.
La Suprema corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al profilo delle statuizioni civili, riformando il relativo capo di sentenza per i seguenti motivi:
“Il legislatore è intervenuto sul tema della responsabilità penale colposa in ambito sanitario con l’art. 3, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189, ove è stabilito: “L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”.
La Corte di Cassazione ha chiarito che la novella del 2012 esclude la rilevanza penale della colpa lieve, rispetto a quelle condotte lesive che abbiano osservato linee guida o pratiche terapeutiche mediche virtuose, purché esse siano accreditate dalla comunità scientifica. In particolare, si è evidenziato che la norma ha dato luogo ad una “abolitio criminis” parziale degli artt. 589 e 590 cod. pen., avendo ristretto l’area penalmente rilevante individuata dalle predette norme incriminatrici, giacché oggi vengono in rilievo unicamente le condotte qualificate da colpa grave (Sez. 4, Sentenza n. 11493 del 24/01/2013, dep. 11/03/2013, Rv. 254756; Sez. 4, Sentenza n. 16237 del 29/01/2013, dep. 09/04/2013, Rv. 255105).
Il tema della responsabilità dell’esercente la professione sanitaria, per i reati di omicidio colposo e di lesioni colpose, è stato oggetto di un ulteriore intervento normativo, con il quale il legislatore ha posto mano nuovamente alla materia della responsabilità sanitaria, anche in ambito penale. Il riferimento è alla legge 8 marzo 2017, n. 24, recante Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata in G.U. Serie Generale n. 64 del 17.3.2017, entrata in vigore in data 01.04.2017. L’art. 590 -sexies cod. pen., introdotto dall’art. 6 della legge n. 24 del 2017, prevede che qualora l’evento lesivo si sia verificato in ambito sanitario, a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida ovvero le buone partiche clinico-assistenziali, sempre che risultino adeguate alle specificità del caso concreto.
Componendo un contrasto insorto all’indomani dell’entrata in vigore della novella del 2017, le Sezioni Unite hanno chiarito che l’art. 590 -sexies cod. pen., prevede una causa di non punibilità applicabile ai fatti inquadrabili nel paradigma dell’art. 589 o di quello dell’art. 590 cod. pen., operante nei soli casi in cui l’esercente la professione sanitaria abbia individuato e adottato linee guida adeguate al caso concreto e versi in colpa lieve da imperizia nella fase attuativa delle raccomandazioni previste dalle stesse. In particolare, secondo diritto vivente la suddetta causa di non punibilità non è applicabile ai casi di colpa da imprudenza e da negligenza, né in ipotesi di colpa grave da imperizia nella fase attuativa delle raccomandazioni previste dalle stesse (Sez. U, n. 8770 del 21/12/2017, dep. 22/02/2018, Mariotti, Rv. 27217401).
Nel caso di giudizio, alle imputate sono stati contestati profili di colpa per «imprudenza, imperizia e negligenza», in riferimento al reato di cui all’art. 589, 4 /2 cod. pen., per aver omesso di procedere ad accertamenti diagnostici più approfonditi, così determinando l’aumento del grado di malignità ed aggressività della neoplasia che affliggeva la paziente, come si legge nel capo di imputazione. Il fatto di reato si è verificato in data 8 .06.2011.
Nel mandare assolte le imputate, con la formula il fatto non costituisce reato, la Corte di Appello non ha chiarito se ha ritenuto applicabile il citato decreto Balduzzi, in quanto norma più favorevole, se pure abrogata dalla legge n. 24 del 2017; né ha indicato il profilo di colpa generica riferibile alle prevenute: la Corte si è limitata a chiarie che si trattava di una colpa di grado lieve. E bene: osserva il Collegio che la formula assolutoria indicata nel dispositivo (il fatto non costituisce reato) e la stessa mancata specificazione della natura del profilo di colpa generica riferibile alla condotta omissiva delle imputate, sono evenienze che inducono a ritenere che la Corte di Appello abbia inteso applicare ultrattivamente, in bonam partem, il citato art. 3, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189, disposizione che aveva dato luogo ad una abolitio criminis parziale degli artt. 589 e 590 cod. pen., come sopra chiarito.
Tutto quanto sopra considerato, rileva il Collegio che la sentenza in esame non può che essere qualificata come sentenza assolutoria di merito: la Corte di Appello, in ragione del lieve grado di colpa accertato in giudizio, ha reputato che la condotta delle imputate rientrasse nell’ambito applicativo dell’esonero di responsabilità, per colpa lieve, sancito dall’art. 3, legge n. 189 del 2012”.
Art. 3, comma 1, D.L del 13/09/2012 – N. 158.Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie (abrogato l. 24/2017)
[1. L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attivita’ si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunita’ scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo.]
Art. 6 L. del 08/03/2017 – N. 24. Responsabilità penale dell’esercente la professione sanitaria
Dopo l’articolo 590-quinquies del codice penaleè inserito il seguente:
All’articolo 3 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, il comma 1 è abrogato.
Quadro giurisprudenziale delle più recenti pronunce di legittimità in tema di responsabilità penale del medico-chirurgo:
Cassazione penale, sez. IV , 16/10/2018 , n. 49884
In tema di responsabilità medica, poiché con la legge 8 marzo 2017, n. 24 , il legislatore ha inteso costruire un sistema istituzionale, pubblicistico, di regolazione dell’attività sanitaria, che ne assicuri lo svolgimento in modo uniforme e conforme ad evidenze scientifiche controllate, rappresentate dalle linee guida, è viziata la motivazione della sentenza che abbia recisamente escluso la rilevanza di queste ultime per non aver l’imputato soddisfatto il relativo onere di allegazione.
Cassazione penale, sez. IV , 19/07/2018 , n. 39733
La causa di non punibilità di cui all’ art. 590-sexies c.p. non è applicabile in caso di negligenza esecutiva per disattenzione nell’assolvimento dei compiti dell’attività assegnati, in seno all’equipe chirurgica.
Cassazione penale sez. IV 26/04/2018 n. 24384
Cassazione penale sez. IV 15/02/2018 n. 24068
Cassazione penale sez. un. 21/12/2017 n. 8770
Cassazione penale sez. IV 21/12/2017 n. 2354
Cassazione penale sez. IV 13/12/ 2017 n. 7667
Cassazione penale sez. IV 19/10/ 2017 n. 50078
Tenuto conto che il Legislatore con la l. 24/17 , innovando rispetto alla legge Balduzzi , ha abrogato l’intero comma 1 dell’art. 3 della previgente normativa ( legge Balduzzi ) relativa alla depenalizzazione della colpa lieve, viene meno il rilevo precedentemente attribuito al grado della colpa, di tal che, nella prospettiva del novum normativo, alla colpa grave non potrebbe più attribuirsi un differente rilievo rispetto alla colpa lieve, in quanto entrambe ricomprese nell’ambito d’operatività della causa di non punibilità.
Cassazione penale sez. IV 06/06/ 2017 n. 33770
Cassazione penale sez. IV 09/05/ 2017 n. 42282
Reati tributari e confisca di prevenzione ex D.Lgs.159/2011: nessuna eccezione... Nullo il sequestro preventivo delle quote sociali della “società di comodo”...

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