Source: http://sax.iasf-milano.inaf.it/~lucio/WWW/Opinions/inaf-add-apr10.html
Timestamp: 2018-01-22 23:47:56+00:00

Document:
Commenti sulla incombente ririforma dell'INAF (addendum)
Addendum primaverile alle Ulteriori riflessioni prenatalizie sull'ennesima riforma dell'INAF
Lucio Chiappetti - IASF Milano - aprile 2010
Cliccare sul titolo o qui per avere accesso alle " Ulteriori riflessioni ..."
In data 8 marzo 2010 un gruppo di ricercatori dello IASF-BO (INAF che vogliamo) ha circolato sulla mailing list discussioni una proposta di partecipazione alla stesura degli statuti tramite dei "referenti di struttura" da identificarsi.
In data 25 marzo 2010 il CdA ha indicato alcune linee per gli statuti [ref. CDA] e ha coinvolto il "Gruppo di Raccordo dei Direttori".
In data 15 aprile 2010 tale gruppo ha circolato una sua scaletta [ref. GDR] ai Direttori in vista di una loro riunione. Tale scaletta in quasi tutti i punti espande le linee proposte dal CdA, piuttosto che introdurre nuovi punti.
Nel frattempo quelli del gruppo INAF che vogliamo stanno preparando una loro scaletta [ref. Icv] da circolare.
Nel medesimo contesto altre sedi (OA Trieste, IFSI e IASF Roma, OA Bologna ed infine OA Napoli) stanno parimenti preparando delle loro liste [refs. OTS, IIR, OBO, ONA] di punti (non mere scalette, ma che includono a volte una posizione di merito).
Da ultimo tramite OA Trieste ci e' stata resa nota la posizione della RIAA universitaria [ref. RIA].
Infine e' pervenuto un documento [ref. Dir] preparato da 5 Direttori e sottoscritto almeno da altri 3 (raccolta di firme in progress).
Dopo di che il 30 aprile 2010 il gruppo INAF che vogliamo ha circolato pubblicamente una versione in 10 punti [ref. Icv2] che riassume i punti generali e condivisi di quanto sopra, senza pero' scendere in dettagli,
Ritengo opportuno estrarre (tutti) i punti dalle varie scalette e riordinarle (ed eventualmente raggrupparle) per categoria secondo la struttura degli articoli dello Statuto (esistente e bozza 2007) in modo da costituire un punto di partenza organico per una discussione pubblica.
I punti delle varie scalette sono presentati itemizzati (riportandoli alla lettera) con un codice di referenza che ne indica la fonte, preso dall'elenco sottostante.
Trattandosi di materiale che in una forma o nell'altra e' stato reso pubblico entro qualche subset dell'INAF, ritengo di non compiere alcuna violazione della privacy mettendo disponibili dei link (con questo look) ai testi dei vari documenti listati nelle "Referenze" (link accessibili solo dai dominii INAF).
Le mie personali opinioni appaiono su sfondo di questo colore e possono essere fatte
clickando sull'apposito bottone :
Se siete interessati alla lista di punti e non alle mie misere idee, fatele sparire !
Questo lavoro si e' concretato in un documento con oltre 200 firme inviato alla commissione redigente lo statuto il 28 maggio 2010.
Esso e' stato seguito da un sollecito con quasi 600 firme il 14 giugno 2010, ed alla fine di giugno il presidente ha fatto circolare per commenti una bozza della prima parte dello statuto.
Il resto e' work in progress.
Tali attivita' sono state perturbate da quelle legate alla manovra finanziaria del governo
[LC] mia pagina web e sinossi degli statuti
[CDA] riunione CDA 25 Mar 10 (estratto)
[GDR] scaletta del Gruppo di Raccordo (istituzione e composizione) (testo pdf)
[Icv] scaletta del gruppo "autoconvocato" INAF che vogliamo (bozza, txt)
[OTS] punti dal documento dell'Osservatorio di Trieste (nato nel contesto INAF che vogliamo (testo pdf)
il riassunto e' mio - fare riferimento al documento originale per dettagli
[IIR] punti dal documento IASF/IFSI Roma (anticipato nel contesto INAF che vogliamo (testo ppt)
il riassunto e' mio - come sopra)
[OBO] punti identificati come "proposte di intervento" nel documento dell'Osservatorio di Bologna (anticipato nel contesto INAF che vogliamo (testo ppt)
[ONA] desiderata specifici Osservatorio di Napoli (testo pdf)
il riassunto e' mio - ho omesso alcune affermazioni generalissime che non riesco ad associare a un punto specifico dello statuto
[RIA] punti estratti dal documento della RIAA (testo doc)
(circolato da OA TS: ho riassunto schematicamente i punti propositivi, con una lieve modifica terminologica ("strutture" invece di "istituti di ricerca"); i commenti generali sono riportati in calce)
[Dir] punti operativi estratti dal documento dei 5 direttori (testo pdf)
il riassunto e' mio - il documento e' molto discorsivo, ho estratto solo i punti piu' immediati
[Icv2] Documento distribuito dal gruppo "autoconvocato" INAF che vogliamo (documento 10 punti, txt)
[LC] Gli Organi (CdA e CS, Art. 7-8)
[Icv] Ridefinizione statutaria delle funzioni del CdA, riconducendone le competenze alle funzioni di programmazione e indirizzo strategico
[ONA] riportare il CdA alle funzioni esclusive di indirizzo strategico generale, eventualmente rendendo obbligatoria per ogni sua delibera la preventiva acquisizione del parere della Giunta
[Dir] ruolo del CdA che dovrebbe avere compiti di indirizzo strategico generale
[Icv2] Affidamento al CdA esclusivamente delle decisioni [...] di carattere generale dell'Ente come previsto dalla legge
ossia si chiede di agire sull'Art.7 dello Statuto
Sinceramente non ho mai compreso bene queste elucubrazioni bancarie tipo dual governance, consiglio di sorveglianza e di amministrazione e affini.
Che cosa si vuole dire ? Di ridistribuire le funzioni a scapito del CdA e a favore del CS ? Non credo sia il problema, purche' l'uno o l'altro o entrambi i due organi siano adeguatamente rappresentativi della comunita' interna. E va sicuramente evitato di creare conflitti artificiosi tra i due organi.
Se si vuol dire di snellire l'attivita' del CdA alleggerendola da tutte quelle funzioni formali di firme e delibere, potrei anche essere d'accordo in linea di principio (e magari sarebbero i consiglieri i primi a essere d'accordo) ma ... da una parte ho il sospetto che tante funzioni formali siano richieste dalla legge ... e dall'altra se non le fa il CdA chi le farebbe ? il solo Presidente ? (potrebbe anche starmi bene) o qualche funzionario amministrativo ? (stante le attuali lungaggini non sono certo che non sarebbe un ulteriore passaggio dalla padella alla brace)
[IIR] Ridimensionamento del ruolo del CDA e costituzione di eventuali organismi decisionali paralleli (giunta?)
[OBO] Riportare il CdA alle funzioni esclusive di indirizzo ...
[OBO] Attribuire la funzione direttiva centrale a un organo collegiale, Giunta Esecutiva ...
[RIA] ...CdA affiancato da membri di una Giunta del Consiglio Direttivo [dei direttori]
[ONA] Giunta Esecutiva, che quindi potrebbe includere il DA, il presidente del CD e quello del CS;
[Dir] [menziona il modello INFN con la] Giunta Esecutiva
Sinceramente vedo poche possibilita' di introdurre una giunta esecutiva stile INFN dato i limiti di legge sulla natura e composizione (giua' numericamente limitata) del CdA. Diverso sarebbe stato se il CdA fosse potuto essere composto da membri esecutivi ex-officio (tipo i due Direttori di Dipartimento o figure analoghe) e membri eletti senza membri esterni.
Tecnicamente/legalmente qualsiasi cosa si proponga oltre CdA e CS non puo' essere un organo perche' secondo il decreto di riordino (o la sua mentalita' ragionieristica) questi vanno ridotti, semmai un organismo.
Va presentata furbamente come una riduzione di costi (p.es. se sono tutti interni, se non sono retribuiti, se sostituiscono i direttori di dipartimento ...)
Non mi e' chiaro comunque se la ipotetica Giunta debba essere emanazione del solo collegio dei direttori, o di entrambe le "linee" (strutture e progetti). Meglio la seconda.
E nemmeno se i membri della Giunta debbano essere estratti dai membri ex-officio degli organi od organismi sottostanti, oppure da essi nominati e cooptati. Mi parrebbe p.es. problematico se un direttore, in quanto membro ex-officio del CD, fosse anche "piu' bello degli altri" ed entrasse nella Giunta.
[CDA] meccanismi consultivi e di elezione che garantiscano le opportune rappresentativita' dei costituendi organismi
[GDR] Un opportunita' da sfruttare
Indubbiamente!! I dettagli sono trattati nei due punti Icv poco piu' sotto
[GDR] Sviluppo della rappresentanza a partire dal livello locale (Direttori, consiglio di osservatorio ...) non esplicitata nel decreto di riordino.
[OBO] Attribuire alla comunita' poteri di intervento ... rose per la scelta dei Direttori di struttura, e dei componenti della Giunta, oltre che poteri elettivi per il CS e per le macroaree
[RIA] che i Direttori [delle Strutture] siano nominati dal CdA, nell'ambito di un insieme (per es. una terna) di candidati eletti dal personale
[ONA] da discutere: creazione di un consiglio locale di tipo elettivo,
[Dir] [menziona il modello INFN] con i consigli di sezione [e le] consultazioni preventive dei ricercatori [per gli incarichi direttivi]
E' abbastanza vero che la rappresentanza non e' esplicitata e potrebbe anche non essere sempre opportuna.
In realta' per quanto riguarda i direttori di struttura l'art. 12 del Decreto impone il ricorso a "procedure comparative" (concorsi ?), il che sinceramente mi sembra eccessivo visto il ruolo che hanno e che secondo me sta bene che abbiano. Avrei preferito una possibilita' di dover indicare il direttore di una struttura preferibilmente tra il personale di livello adeguato della struttura stessa o eventualmente quello associato alla struttura stessa, magari con una rapida turnazione.
Ma forse una commissione di selezione come quella attualmente in uso ai sensi dell'Art. 19 del ROF (magari che prevedesse anche una consultazione del "gradimento" del personale come facevano i membri vigilanti del Comitato Fisica ai tempi del CNR) potrebbe essere consistente col Decreto di riordino.
Quanto detto sopra sul personale interno, dovrebbe fare eccezione per le strutture temporanee operative all'estero dove la scelta andrebbe fatta puramente in base a competenze tecniche.
Per quanto riguarda eventuali consigli di struttura, non ho una forte opinione in materia, ma un arrangiamento simile a quello che esisteva al CNR con i consigli scientifici di istituto potrebbe essere accettabile.
[GDR] Meccanismi elettivi
Vedi i due punti Icv immediatamente successivi
[GDR] Serve rivedere l'attuale forma di associatura ?
Vedi parte sull'universita'
[IIR] Maggiore rappresentativita' del personale ...
Vedi i due punti Icv immediatamente successivi e altrove
[Icv] introduzione di un processo elettorale per l'individuazione dei due membri espressione diretta della Comunita' scientifica
Le mie personali proposte sono contenute dove parlo di art. 7bis e 7ter nella sinossi degli statuti ossia in un meccanismo simile a quello attuale per il CS che coinvolga dipendenti e personale associato.
Insisterei sull'avere comunque un minimo di due membri del CdA interni all'ente (che siano tutti e soli i membri eletti, oppure uno eletto e uno nominato, dipende dal peso che si da' agli associati tra i membri nominati)
Inviterei inoltre a non sottovalutare la presenza di membri interni all'ente nel comitato di selezione per i membri nominati (c.d. art. 7bis)
[Icv] Maggiore partecipazione del personale alle scelte strategiche dell'Ente riguardo alla programmazione scientifica e alle scelte strategiche a lungo termine. Il Consiglio Scientifico deve essere composto, almeno per la maggioranza assoluta dei sui membri, da esponenti individuati direttamente dal personale dell'Ente.
[IIR] Maggiore peso decisionale del Consiglio Scientifico
[OBO] Ridefinire il ruolo del Consiglio Scientifico, rendendolo indipendente dal Presidente e dal CdA, inserendo i coordinatori di macroarea come membri ex officio, e affidandogli anche il compito di proporre i piani ...
[ONA] rafforzamento delle funzioni di indirizzamento strategico del Consiglio Scientifico, espressione diretta delle varie Commissioni Scientifiche e Tecnologiche
[Icv2] Conferimento al Consiglio Scientifico dell'elaborazione della strategia scientifica dell'Ente e del controllo della sua implementazione
Qui per fortuna il decreto di riordino lascia carta bianca (anche su come esperire la consultazione della comunita').
Direi che vanno separati due fatti, ossia la provenienza e la nomina.
La provenienza puo' essere interna (personale dell'ente), semi-interna (personale attivamente associato all'ente) o esterna. Tenderei ad escludere assolutamente una componente esterna, mentre bilancerei quella tra interni e associati a favore dei primi.
La nomina puo' avvenire per elezione (e mi sembra che le modalita' dell'attuale CS vadano piu' o meno bene e per il nuovo CS e per i due del CdA di cui sopra) ma potrebbero anche esserci membri di diritto, p.es. se si ripescassero le macroaree ed i relativi coordinatori.
Pero' (soprattutto se le macroaree venissero ad avere un ruolo nel CS, ma anche in generale) eviterei di avere l'obbligo di voto entro la macroarea di appartenenza (ossia gli elettori possono votare qualunque candidato).
se i 7 membri del CS sono i 5 coordinatori di macroarea ex officio piu' 2 membri eletti, questi ultimi vanno scelti liberamente
ma anche se i membri venissero tutti eletti, oppure 2 nominati in qualche modo, e 5 eletti, e questi dovessero rispettare delle proporzioni tra le macroaree, gli elettori dovrebbero poter votare chiunque. Poi si prenderebbero i 5 piu' votati in ciascuna macroaree (uno per area) e i 2 seguenti, se non nominati altrimenti, tra i successivi piu' votati indipendentemente dalla macroarea.
La proposta di Napoli aggiunge 2 macroaree tecnologiche e quindi porta a zero il numero di consiglieri "indifferenziati" che non mi pare ideale
[OTS] garantire la rappresentativita' di tutte le componenti di personale dell'Ente, anche nelle scelte degli organi decisionali
[Icv2] Maggiore rappresentativita' del personale all'interno degli organi, degli organismi e delle strutture dell'Ente, da ottenersi anche attraverso meccanismi elettivi diretti e/o indiretti [; ... regolamentazione del] numero di mandati e di incarichi cumulabili.
Mi sembrano coperti dai punti precedenti
[LC] Le strutture (e i Dipartimenti, e l'amministrazione, Art. 11-12-13)
[GDR only] Quale INAF ? INAF dei progetti o INAF delle strutture (nel contesto di mancanza di risorse interne)
Secondo me e' assolutamente da evitare una cosa del tipo "confederazione delle strutture indipendenti".
L'attuale dicotomia nei due dipartimenti (Strutture e Progetti) e' indubbiamente un po' artificiosa (e secondo me discende da un misunderstanding ai tempi del Decreto Moratti che impose, copiando improvvidamente dal CNR, "un massimo di due dipartimenti"), ma nella pratica e' venuta ad avere un suo senso.
La pura scomparsa del Dipartimento Progetti lasciando un solo Dipartimento Strutture rischierebbe di creare quelle situazioni conflittuali tra due ruoli (tipo presidente e direttore generale) che in tanti altri contesti (p.es. ASI ma anche non scientifici, si pensi alla RAI) non ha mai dato esiti positivi.
Secondo me le strutture territoriali (permanenti) sono la sede di lavoro tipica che fornisce l'infrastruttura di base per il lavoro di tutti i giorni (a queste si aggiungono le strutture operative tipicamente all'estero, TNG, LBT ma forse anche ASDC ?), ma i grossi progetti (tipicamente i payload di satelliti o gli strumenti di piano focale di un telescopio) dovrebbero avere una autonomia finanziaria e amministrativa "structure-like" ... nel senso che il PI dovrebbe firmare (telematicamente) tutti gli ordini (anche se il personale scientifico fosse in diverse strutture) appoggiandosi a personale ammistrativo, anche dedicato a tempo parziale, della struttura tipicamente di appartenenza.
Dei ruoli centrali di coordinamento tra le strutture, e di coordinamento della distribuzione delle risorse tra i progetti (ed anche di una scelta preventiva tra vari progetti), sulla linea di quelli degli attuali dipartimenti, andrebbero mantenuti.
Pero' eviterei una eccessiva "progettificazione". Per me un progetto e' tipicamente un grosso progetto strumentale (un payload, un telescopio, uno strumento di piano focale, un data centre). Non e' un progetto un proposal di osservazione o una survey o qualunque altra piccola o media attivita', che dovrebbe fare parte della routine quotidiana della ricerca di base.
In questo ambito invece andrebbe riconsiderato se resuscitare le macroaree ed i relativi comitati, e se legarli in qualche modo con degli automatismi alla composizione del CS ed eventualmente a un dipartimento (progetti ?).
[GDR only] Modello organizzativo. Aggiustare quello che abbiamo oppure un INFN (sic!) piu snello (vincoli del decreto di riordino)
E se rispondessi snellire quello che abbiamo ?
Sarei decisamente per evitare l'ennesima "riforma rivoluzionaria" (o magari "riforma rivoluzionario-conservatore" per aumentare l'ossimoro), che vuol dire un periodo di transizione in cui non funziona quasi piu' niente, perche' sono cambiate tutte le regole.
Quindi sarei per aggiustare l'esistente (che mi sembra nella linea della "bozza 2007"), e ove possibile cercare anche di prevedere norme transitorie "smooth". Magari nella mia proposta di Art. 22 nella mia sinossi degli statuti ho esagerato contra legem ma io terrei in carica tutti gli organi (dal presidente ai direttori a una quota di CdA e CS) fino alla naturale scadenza e li rinnoverei secondo il nuovo statuto solo dopo !
Per snellire l'esistente intendo solo dare poche norme chiare e non cercare di fotografare, seppur accuratamente, tutte le cose come vengono fatte (che mi sembra l'errore che e' stato fatto nel nuovo Regolamento del Personale, quello deliberato dal CdA e messo in mora dal Ministero).
Snellimenti piu' concreti e piu' utili alle cose concrete e operative (dai DURC ai tempi per nominare una commissione o emettere un bando, ai cavilli sollevati dai revisori dei conti) sarebbero indubbiamente belli, ma dubito molto che gli Statuti siano il modo per ovviare a questi problemi !
[Dir] riprodurre la struttura organizzativa e gestionale dell'INFN [Macroaree e Strutture equivalenti a Commissioni e Sezioni/Laboratori]
[OTS] una struttura che scientificamente si basi sul modello INFN
[...] accanto a CdA e CS [...] vi siano, da un lato, il Consiglio Direttivo (composto principalmente dai direttori delle Strutture), [...] e dall'altro le Macroaree, [...] con il potere di gestire direttamente il finanziamento dei progetti scientifici.
[IIR] Introduzione di organismi "tematici" (tipo le vecchie macroaree) [...]
[OBO] Formalizzare il ruolo del Collegio dei Direttori ...
[RIA] venga istituito un Consiglio Direttivo (CD), presieduto dal Presidente INAF e composto dai Direttori degli Istituti di Ricerca INAF ...
[OBO] Formalizzare il ruolo delle macroaree ...
[RIA] data una funzione centrale [...] alle vecchie Macroaree [...] che chiameremo Gruppi [cui] afferisca il personale delle Strutture (staff INAF e universitari) e che i Gruppi eleggano i loro Coordinatori
[ONA] Costituzione di un Consiglio Direttivo (composto dai Direttori delle strutture) [... piu'] rappresentanti di altri Enti [ASI, INFN Gruppo II, FIS/05]
[Icv2] Istituzione dei comitati di Macroarea, a maggioranza elettivi, con compiti di pianificazione e coordinamento [...]
Se capisco e ricordo bene, questo tipo di cose vanno nello spirito della "bozza 2007"
Per quanto riguarda i rappresentanti di altri enti questo non puo' essere deciso in modo unilaterale, ma andrebbe concordato con le altre commissioni costituenti degli altri enti. Inoltre il ministero potrebbe non gradire (il decreto taglia gli esterni all'INFN) a meno di farla passare come a costo zero ...
[IIR] Importazione del modello INFN [...] organismi interni [...] di tipo elettivo [...] cariche di durata breve, non prorogabile [...] non cumulabile
[ONA] Concedere ai Direttori la possibilita' di partecipare alle commissioni di concorso per posti relativi alla loro struttura [...]
In molti casi durata e numero di mandati sono fissati dal decreto di riordino e non c'e' spazio di manovra. La non-cumulabilita' e' gia' prevista nello statuto corrente.
In quanto alla totale elettivita', separarei il discorso della rappresentativita' (provenienza interna) da quello della elettivita', a favore del primo.
Per quanto riguarda la deroga alla incompatibilita' dei direttori di sedere in commissione non ne sono convinto, dato che, nei casi di reale interesse locale per un progetto specifico, possono comunque nominare il responsabile locale.
[ONA] Le macroaree, ridefinite in Commissioni Scientifiche, dovrebbero essere estese, [...] creando apposite Commissioni Tecnologiche [Calcolo e Reti, Trasferimento Tecnologico]
Non sono certo che le aree tecnologiche proposte siano ottimali (mi paiono piu' uffici di natura operativa), ed inoltre hanno una sovrapposizione con la attuale macroarea 5 che andrebbe ridefinita. Altrimenti la componente tecnologica avrebbe un peso eccessivo e risulterebbe troppo slegata dalle linee scientifiche
[Icv] Favorire l'integrazione delle strutture ex-osservatori e ex-CNR
[IIR] anche IFSI/IASF Roma notano "la dicotomia ancora esistente"
Non mi e' ben chiaro cosa si voglia dire con questa frase.
Da un lato ormai sono tutte strutture uguali, e giustamente gia' la bozza 2007 ne prendeva atto rimuovendo tutte le diciture separate dello statuto/decreto originario.
Se poi volesse dire una unificazione vera (in una unica sede) laddove nella stessa citta' esistono piu' strutture, che magari fanno lavori affini, e per cui non esistano controindicazioni di "dimensione eccessiva", credo che la cosa sarebbe benvenuta, ma non e' materia in cui gli Statuti servono granche' ... per fare queste unificazioni serve una sede, per una sede servono dei soldi (tanti anche se una tantum) e statuta non dant panem.
Per cui al massimo gli statuti potrebbero limitarsi a non vietare, o incoraggiare, la futura fusione di strutture. Un po' pochino ...
[Icv2] Istituzione, in ciascuna struttura, di un organismo collegiale anch'esso eletto, che affianchera' il direttore nella gestione scientifica
[CDA] organizzazione e funzionamento ente (strutture di ricerca, dipartimenti, amministrazione).
[GDR] Guida o coordinamento delle strutture, dei progetti e delle infrastrutture nazionali
Non mi e' chiaro cosa significhi questo punto. Si vuole parlare di chi guida o coordina (ossia dei direttori), o si vuole parlare di come coordinare ossia di dipartimento progetti e dipartimento strutture ? In entrambi i casi le cose sono discusse altrove nel presente documento.
[GDR] Provvedere adeguata rappresentanza nazionale/internazionale
Non capisco cosa voglia dire ? Che l'INAF deve nominare dei rappresentanti che so negli organi ESO ed ESA o IAU oppure ASI e che questo va scritto negli statuti ? O che certi organi INAF debbono prevedere una membership per rappresentanti di altri enti italiani o internazionali ?
[GDR] Competizione e/o sinergia fra le strutture
Qui invece ho una idea abbastanza decisa. Non sono favorevole alla "Confederazione delle Strutture Indipendenti" e quindi vorrei evitare la competizione e soprattutto la contesa tra le strutture. Tanto piu' tra strutture co-locate nella stessa citta' (per cui auspico l'unificazione in tutti i casi ove abbia senso).
Diversa e' la cosa per quanto riguarda i progetti (i grossi progetti, come detto sopra). Qui da un certo punto di vista una selezione competitiva, soprattutto in scarsita' di risorse, avrebbe il suo senso ... salvo che in molti casi le selezioni de facto avvengono altrove (ESA, ESO o ASI). Potrebbe pero' essere opportuno avere un parere preliminare dell'ente, nel senso di garantire o negare una lettera di intenti o di supporto in una fase precedente.
Ma i progetti sarebbero generalmente multi-struttura (anche se la "struttura del PI" (o del project office) dovrebbe essere in qualche modo "piu' bella"). In un mondo ideale dovrebbe anche essere possibile incentivare (economicamente) il trasferimento temporaneo del personale da una struttura all'altra per il supporto di un progetto.
[GDR] L'amministrazione: centralizzazione/decentramento: come garantire un ruolo di servizio e supporto alla ricerca
La questione primaria non e' avere tanto personale di amministrazione, ma avere norme semplici e non farraginose in modo da poterne avere il meno possibile.
Dopo di che sarei per un centralismo distribuito. Sono poche le cose (routine amministrativa) che richiedono di essere fatte localmente. Tutte le altre possono essere fatte in un posto solo. Ma questo posto non deve necessariamente essere Roma. Potrebbe benissimo essere presso una Struttura (una diversa per ufficio o servizio).
Pero' mi pare una materia di natura pratica che esula dall'iperuranio degli Statuti.
[Icv] Maggiore efficienza dell'Amministrazione, per permettere ai ricercatori di svolgere piu' efficientemente il loro ruolo istituzionale
Vero, ma come dicevo appena sopra, come scriverlo negli Statuti e come far si' che queste cose si mettano in pratica ?
Ed ancora ... l'organigramma con uffici e servizi, del tipo di quello riportato a INAF one click, va scritto negli statuti, o no ? Al momento non lo e' ... e forse e' meglio.
[Icv] Strutturare le funzioni dirigenziali in modo distribuito, in modo da evitare l'accentramento di ruoli e funzioni e permettere una chiara linea di responsabilita' nei processi decisionali.
Non capisco bene a che "funzioni dirigenziali" si faccia riferimento. Che io sappia, dalla Anagrafica INAF, INAF ha solo 3 "dirigenti a contratto" e 1 "collaboratore equiparato dirigente" ... e penso che bastino per quanto riguarda l'amministrazione.
O si vuole invece parlare della dirigenza scientifica, ossia di direttori di dipartimento, direttori di struttura, e PI di progetto ?
Fermo restando che il resto dei dirigenti di ricerca (ed equiparati), e tanto meno il resto di graduati e truppa, sono ... burocraticamente diri-niente.
[OTS] maggiore attenzione all'organizzazione amministrativo/gestionale delle strutture
[...] la sede centrale si occupi di coordinare l'attivita' amministrativa con circolari e linee guida aggiornate e snelle, e le strutture di ricerca si occupino della gestione operativa,
[...] potenziamento del personale gestionale nelle sedi [...]
[Icv2] Conferimento di maggiore autonomia amministrativa alle strutture, che diverrebbero centri primari di spesa
Si veda il mio commento sopra in materia di decentramento o meno
[IIR] Maggiore autonomia locale e minor peso sulle strutture decentrate di una parte del carico amministrativo. Una parte di esso potrebbe essere svolto totalmente dall'amministrazione centrale (sull'esempio del vecchio CNR).
[Icv2] Coordinamento e potenziamento per tutte le procedure amministrative comuni
Questa proposta (che e' conforme con la nostra storia ex CNR ed in linea di principio mi troverebbe favorevole) e' in parziale contrasto con quella [OTS] sopra, evidentemente per la diversita' delle storie di provenienza.
Forse il centralismo distribuito di cui sopra potrebbe essere un compromesso.
[ONA] delega ai Direttori di struttura di stipulare convenzioni con altri enti [...] di tipo locale
[ONA] delega ai Direttori delle Strutture per autorizzazione [...] a richieste di finanziamenti [...] fino ad un tetto massimo [...oppure...] prevedano la possibilita' di mettere a cofinanziamento gli stipendi e le spese generali
Attenzione a non buttare via il bambino con l'acqua sporca. Va bene ridurre la burocrazia e i suoi tempi, ma il "centro" va comunque informato in modo che abbia un quadro completo e uniforme, ed andrebbe evitato il realizzarsi di squilibri tra strutture
[LC] Il personale (e i regolamenti, Art. 18-19)
[CDA] gestione del personale INAF con particolare riguardo alle diverse norme che disciplinano il personale astronomo e il personale contrattualizzato
[GDR] Rinforzare il principio di uguaglianza del personale in materia di accesso ai concorsi
Credo sia necessaria una premessa importante: molte materie legate al personale sono regolamentate (purtroppo) dai contratti (CCNL), e qui e' grande l'incertezza su quello che succedera' a causa di altre incombenti iniziative legislative: da un lato la scomparsa del "comparto ricerca" per finire in chissa' quale calderone, e dall'altro la riforma universitaria che modifichera' il quadro di riferimento degli attuali 3 fasce di astronomi "ad esaurimento" (o creera' anche degli "universitari ad esaurimento" ?).
Il timore e' quindi che gli statuti possano legalmente fare ben poco in una materia non loro riservata, e addirittura che facciano riferimento a un modello (p.es. le tre fasce) che ci cambiera' sotto i piedi.
Detto questo se si vuole dire che tutto il personale indipendentemente dalla provenienza possa partecipare a concorsi interni tipo art. 15 o 64 (o quel che sara' e ammesso che tale cosa continui a essere supportata dai CCNL), al limite anche al di la' di una eventuale riserva di fondi dal monte stipendi, cio' sta bene, e potrebbere essere che una opportuna norma transitoria negli statuti possa sbloccare cio' che finora non si e' osato fare.
Personalmente preferirei che in materia generale di concorsi, sfruttando la autonomia, si mettesse da parte la diatriba CNR/osservatori e anche quella concorsi liberi vs riservati, e si trovasse il modo di prevedere concorsi a budget fisso e numero di posti variabili : partecipano interni di qualsiasi ruolo di provenienza ed esterni anche dall'estero, e si prendono secondo graduatoria fino ad esaurimento del budget.
Magari introducendo una clausola "according to age and experience" per cui la commissione possa proporre un livello stipendiale di inquadramento in un range variabile.
Ricordiamo comunque che il modello universitario potrebbe cambiare, separando la fase di valutazione (abilitazione) da quella di assunzione nel nuovo livello.
[GDR] riconoscimento anzianita' di servizio nel caso di transito verso EdR
Non vedo nulla che osti a cio' (anche in spirito di continuita' con le opzioni come regolamentate fino a qui). Anche se da ex-CNR devo dire che vedrei volentieri delle garanzie analoghe se si dovesse pensare a passaggi INAF->Universita' ... ma dubito che i nostri Statuti possano unilateralmente dire alcunche' o averne la competenza
[GDR] eliggibilita' (sic!) per commissioni e cariche istituzionali,
Non sono a conoscenza che esistano delle differenze tra personale ex-CNR ed ex-Osservatori in materia (internamente all'ente). Semmai potrebbero esisterne a sfavore del personale ex-CNR (o di tutto il personale INAF tout court) a livello universitario.
E forse potrebbero aggravarsi con la nuova riforma universitaria.
Oppure questo punto non si riferisce a ex-CNR vs ex-Osservatori ma solo alle norme di incompatibilita' tra essere direttore e membro di commissione ? Personalmente mi pare che quanto previsto dagli attuali statuti stia bene.
Preferirei invece, in materia di commissioni, vederle definire a livello statutario (p.es. nel Regolamento del Personale) e non in un disciplinare subordinato, e contestualmente che venisse a cessare la maggioranza di esterni (universitari o di altri enti) nelle commissioni stesse.
[GDR] accesso ai fondi formazione limiti eta' pensionabile
Non sono a conoscenza di differenza in materia pensionistica (che sarebbero deprecabili) ma dubito che gli statuti possano legalmente intervenire.
L'altra faccenda non la capisco (di che cosa si tratta ? dei corsi sindacali d'inglese ? ne abbiamo davvero bisogno ?).
[CDA] eventuali modalita' di riapertura del diritto di opzione
[GDR] L'accesso ai concorsi (riservati o meno) deve essere garantito a tutti.
I concorsi sono trattati in un punto simile piu' sopra
[GDR] Ci saranno progressioni interne in futuro (col nuovo statuto) ?
Non vedo come lo statuto possa limitare queste cose. Semmai e' un problema di risorse (soldi) e statuta non dant panem.
Mi preoccuperei molto di piu' e della scomparsa di un autonomo comparto ricerca nella contrattazione, previsto dal decreto Brunetta, e del cambiamento nelle progressioni di carriera universitarie (l'abilitazione) previsto dalla riforma universitaria.
Noi scriviamo pensando alle tre fasce e al comparto ricerca, e poi spariscono il comparto e anche le fasce dall'universita'...
[GDR] Riapertura diritto di opzione .... perche', per risolvere quali problemi, relazione con le norme del decreto Brunetta in vigore dal 1.1.2010.
Sinceramente speravo che su questa questione ci fosse stata messa una pietra sopra.
Concordo con le domande: perche' ?
Non capisco il riferimento al decreto Brunetta in questo contesto (esso ignora del tutto le nuances dell'esistenza degli EPR, salvo rinviare,al suo Art. 74, a un futuro DPCM le limitazioni della sua applicazione agli EPR), mentre per i problemi generali e del decreto Brunetta e del disegno di legge Gelmini sull'universita' - riduzione del numero comparti e modifica delle carriere universitarie "di riferimento" - se ne parla altrove).
[Icv] Integrazione effettiva nello Statuto e nei regolamenti delle raccomandazioni della Carta Europea dei Ricercatori e del codice di condotta per il reclutamento del personale, con particolare attenzione alle prospettive del personale precario.
[OTS] adottare i principi fondamentali della Carta Europea dei ricercatori [...]
[IIR] Adozione dei principi fondamentali della Carta Europea dei ricercatori [...]
In particolare citano una bozza 2007 a proposito di "[equiparazione del] personale non strutturato e strutturato per quanto riguarda l'inserimento nell'attivita' scientifica e il diritto di voto attivo e passivo"
[Icv2] Adozione dei principi fondamentali della Carta Europea dei ricercatori [...]
In particolare [...] ricercatori provenienti da diversi comparti, [...] personale in fase iniziale di carriera, [...] personale non strutturato
I testi della Carta e del Codice si trovano sul sito della UE in un unico documento.
Si tratta ovviamente di documenti di validi principi generali, tuttavia non pare immediato tradurli positivamente nel concreto e specifico dei regolamenti, mentre sarebbe decisamente piu' facile dire se un dato punto di un regolamento sia in contrasto con Carte e/o Codice (a me non pare immediato rilevare nelle norme attuali dei punti in contrasto).
In ogni caso si individua qui come degno di interesse il Regolamento del Personale e le norme per i concorsi.
Non mi e' chiaro quanto spazio ci sia, stante la recente approvazione da parte del CdA di un nuovo Regolamento del Personale che potrebbe venire ripresentato al Ministero insieme ai nuovi statuti, per delle reali modifiche a tale testo (che comunque non e' inaccettabile).
Tuttavia, tanto per parlare magari a vuoto, ecco una personalissima posizione anche piuttosto estremista in materia di reclutamento e concorsi.
INAF non dovrebbe offrire borse di studio proprie, eccettuato quelle per il dottorato di ricerca, nell'ammontare di legge; quelle su lasciti esterni dedicati (con ammontare minimo pari agli assegni di ricerca); quelle per soggiorni all'estero per motivi di studio di proprio personale o per il soggiorno in Italia di personale con affiliazione estera (in entrambi questi ultimi casi cumulandole alla retribuzione corrente).
INAF potrebbe offrire assegni di ricerca post-doc o per laureati, di ammontare compreso in un range di legge, su fondi esterni o su fondi propri, con una durata massima (3-4 anni) e divieto assoluto di rinnovo, e con un contingentamento annuo per quelli su fondi propri.
INAF potrebbe offrire contratti da ricercatore e tecnologo nel livello e fascia stipendiale iniziale, a tempo determinato, su fondi esterni o su fondi propri, tramite concorso pubblico, con l'obbligo della clausola tenure track, che comporta la valutazione dell'attivita' svolta e la rescissione del rapporto di lavoro o l'assunzione in ruolo a tempo indeterminato.
Altrimenti detto, se vogliamo eliminare il precariato, dobbiamo essere pronti ad avere meno posti ma pagati meglio, a coprire le necessita' di manodopera dei nuovi progetti con personale di ruolo, e a non partecipare a troppi progetti che non si possono sostenere.
INAF potrebbe offrire contratti a tempo determinato da ricercatore o tecnologo in qualsiasi livello (anche primo ricercatore o dirigente di ricerca) e fascia stipendiale, "according to age and experience" in un range prefissato dal bando, per chiamata diretta o colloquio, per scopi legati a particolari progetti, per una durata limitata e non rinnovabile (tipicamente intesi per "esperti stranieri" nello stile degli antichi Art. 36) e con uno stretto contingentamento annuo.
La forma preferenziale di reclutamento di nuovo personale ricercatore e tecnologo sarebbe il concorso pubblico per un contratto a tempo indeterminato nel livello iniziale, e per una fascia stipendiale "according to age and experience" in un range prefissato dal bando e su proposta della commissione.
La forma preferenziale di avanzamento di carriera sarebbe il concorso pubblico per posizioni a tempo indeterminato di II e I livello, per una fascia stipendiale "according to age and experience" in un range prefissato dal bando e su proposta della commissione con un minimo che tenga conto della anzianita' pregressa. La possibilita' di bandire a budget fisso e numero di posti variabile dovrebbe consentire un mix di progressioni interne di carriera e assunzioni di personale che rientra dall'estero o ev. dall'universita'
Sarebbero inoltre possibili in casi eccezionali e strettamente contingentati assunzioni per chiamata diretta "per chiara fama" ai massimi livelli.
Non sarebbero possibili altre forme di contratto.
I concorsi di reclutamento nel livello iniziale dovrebbero ordinariamente avvenire in aree disciplinari e tecnologiche prefissate nei regolamenti, e su profili abbastanza specifici e assegnati a una data struttura. Nel caso dei concorsi tenure track i profili e le competenze richieste potrebbero essere rese ancora piu' specifiche.
Viceversa i concorsi di avanzamento di carriera sarebbero in genere aperti per competenza disciplinare e per sede (fatta eccezioni per particolari posizioni a supporto di un progetto a lungo termine che richiedano una competenza molto specifica e un concorso dedicato), fatto salvo il fatto che si possa valutare i lavori separatamente per area disciplinare.
Resta da valutare per il futuro, con l'evolvere della situazione universitaria, ed in particolare l'introduzione della abilitazione, se non sia opportuna una modalita' differente, in cui periodicamente il personale interno abbia l'obbligo, e quello esterno la facolta', di sottoporre i propri lavori e la propria attivita' a una o piu' commissioni permanenti specifiche per area disciplinare. Tale valutazione sarebbe separata dall'effettivo bando per ricoprire le posizioni di avanzamento (dipendente dal budget e che dovrebbe obbligatoriamente considerare la valutazione periodica).
Le posizioni da tecnologo dovrebbero coprire attivita' di supporto alla ricerca e alle altre attivita' istituzionali dell'ente e non attivita' di natura amministrativa o dirigenziale.
Le commissioni andrebbero costituite da 3 o 5 membri di livello superiore o uguale a quello bandito, con la maggioranza di membri interni e il resto composto ordinariamente da associati INAF.
Sulla parte del punto conclusivo [IIR] che non riguarda questo item ma le norme elettorali, non sono d'accordo. Preferisco il modello attuale. Elettorato attivo ampio, elettorato passivo legato a posizioni permanenti, o quanto meno di durata superiore al mandato.
[OTS] maggiore trasparenza e informazione da parte del'Ente su questioni interne
[IIR] Maggiore trasparenza e circolazione di informazioni da parte dell'amministrazione centrale verso su (sic!) questioni interne ...
[Icv2] Maggiore trasparenza e circolazione di informazioni da parte dell'amministrazione centrale su questioni interne all'Ente stesso.
Per quanto non sia convinto che la attuale viscosita' sia dovuta a malafede e non semplicemente a disorganizzazione, e' possibile che si possa far introdurre qualcosa negli statuti:
dei principi generali di trasparenza e informazione
un obbligo a rendere noti gli atti di CdA, CS e altri organi sul sito istituzionale e entro tempi certi e brevi
eventualmente la creazione di un "ufficetto" ad hoc (l'INGV ho appreso ha un Ufficio Relazioni Scientifiche Istituzionali)
[OTS] [...] dati al personale INAF la possibilita' e il tempo per poter studiare e valutare la prima versione dello Statuto e dei Regolamenti [...]
La richiesta non e' infondata, e ricordo che in una delle passate riforme CNR era stato possibile al personale, come gruppi e come singoli, far pervenire proposte di emendamento.
Addirittura si potrebbe introdurre il meccanismo nello statuto stesso per le future modifiche a statuti e regolamenti
[LC] Rapporti con universita' (Art. 20)
[CDA] rapporti con le universita'
(punto ripescato da sopra)
[RIA] [alle Strutture] afferiscano sia il personale di staff INAF, sia gli associati INAF universitari. E` importante che gli associati INAF universitari si "associno" [alle Strutture locali]
[Dir] associazione con pieni diritti dei ricercatori universitari a una data struttura INAF che laddove le possibilita' logistiche lo consentissero potrebbe anche configurarsi come sezione INAF all'interno di un dipartimento universitario
Si', andrebbe formalmente distinta l'associatura a una struttura dalla generica associatura all'INAF. Innanzitutto per motivi pratici (alcuni dei queli sono emersi p.es. in fase di creazione del CRIS INAF per la statistica della produzione scientifica dell'ente e il suo breakdown per strutture).
Penso che andrebbe distinta una associatura di tipo "onorario" di chi, tipicamente all'estero ma anche in una universita' italiana, voglia mantenere un lasco legame generico con INAF, e quella di chi lavora quotidianamente con le strutture INAF (quale personale non strutturato, o quale collaboratore universitario o industriale).
Chi lavora solo o quasi solo presso una struttura INAF dovrebbe venire contato come INAF e potrebbe avere voce in capitolo anche per la gestione quotidiana delle strutture, ma chi ha un legame sporadico e' un caso diverso. Puo' servire per incarichi piu' o meno onorifici, quali visiting committee o commissioni, ma difficilmente dovrebbe (e potrebbe) "mettere il becco" nella gestione ordinaria.
Una diversa considerazione si potrebbe avere per i membri di intere strutture universitarie in qualche modo associate all'INAF, descritto sotto alla voce "Sezioni"
[GDR] Basta la rappresentanza che si esprime attraverso l'attuale forma di associatura ovvero serve altro
Sostanzialmente si', con le correzioni descritte appena sopra, e fatto salvo quanto descritto sotto alla voce "Sezioni".
[GDR] Riserve per esterni in CdA (oggi 100%) e CS
Sinceramente, dal punto di vista delle riserve, tenderei a ribaltare il punto di vista dal lato degli interni assoluti (ossia i dipendenti INAF), e poi degli associati alle strutture (non-strutturati e collaboratori universitari) e solo dopo degli associati-at-large e minimizzando gli esterni assoluti.
Vedere i punti sopra sulla riserva per interni nel CdA e nel CS
[GDR] Serve individuare un interlocutore istituzionale CRUI, RIAA, altro ?
Forse ma non credo che lo statuto dell'ente possa dettare unilateralmente norme in materia.
Probabilmente puo' limitarsi a suggerire che in particolari materie vengano presi degli accordi quadro (p.es. in materia di dottorati) con un interlocutore istituzionale, dai quali discendano accordi specifici tra strutture INAF e universita'.
Per chi non sapesse cosa sono ecco i siti CRUI e RIAA. Confesso che mentre conoscevo la Conferenza dei Rettori, ho appreso dalla esistenza della RIAA leggendo la scaletta del GDR. Questo forse la dice lunga sullo stato dei rapporti ...
Comunque dal sito RIAA appare che essi hanno ricevuto dalla CRUI una delega ad agire quale interfaccia con INAF
PS che brutto nome, mi ricorda i RAEE :-)
[GDR] Problema delle eventuali sezioni universitarie
[RIA] possibilita` di accorpamenti e/o istituzione di [nuove Strutture] con sede Universitaria
Prima di apprendere come detto sopra della esistenza della RIAA, avrei considerato di distinguere due casi:
a) quello di medio-grossi dipartimenti universitari di astronomia, in genere co-locati con una struttura (osservatorio) INAF (Padova, Trieste, Bologna, Firenze, Catania, Palermo)
b) quello di piccoli gruppi universitari situati in citta' sedi di strutture INAF oppure prive di strutture INAF
Una curiosita' se non vi e' sfuggita. Non esistono sezioni RIAA a Bologna, pur in presenza di un dipartimento e di un osservatorio, ne' a Cagliari. Mentre esistono in sedi universitarie non vicine ad alcuna struttura INAF.
La mia opinione sarebbe stata che nel caso (a) sarebbe ovvio avere degli accordi locali di collaborazione (anche per edilizia e logistica oltre che per ricerca, alta formazione e didattica), e mi immagino esistano gia'. In questo caso si sarebbe potuto immaginare che tali accordi prevedessero una forma di associatura reciproca automatica del personale tra dipartimento e struttura INAF e viceversa. Qualcosa tipo un "socio istituzionale".
Mentre nei casi (b) sarebbe stata piu' ovvia una associatura personale del personale universitario a una delle strutture INAF piu' prossime, oppure una associatura onorifica at-large.
Avrei anche detto che, ferma restando la scarsita' di risorse proprie dell'INAF a disposizione delle proprie strutture, ed i problemi esistenti dovuti al numero a volte sovrabbondante di strutture INAF nella stessa citta' o area (ma dove la non-colocazione non facilita la collaborazione quotidiana), non fosse ne' auspicabile ne' praticabile la creazione di un ulteriore tipo di strutture INAF quali delle sezioni universitarie.
Per dirla molto chiaramente, non credo che ci possiamo permettere (non essendo una Agenzia e non avendo abbastanza soldi per noi) di dare finanziamenti ad altri, ne' tantomeno di procurare personale tecnico di supporto o distaccare personale TI, TD o non strutturato presso altri.
Al massimo avrei pensato a una "associatura istituzionale", ossia che tutto il personale di una struttura universitaria co-locata o prossima a una struttura INAF ottenesse ex-officio l'associatura.
E a forme di accordi per la alta formazione (tesi magistrali e tesi di dottorato), oltre ovviamente a collaborazioni scientifiche libere o entro particolari progetti.
La scoperta della esistenza delle Sezioni RIAA mi indica che "gli universitari (o parte di essi) si sono gia' arrangiati a coordinarsi tra loro", e quindi mi conferma nelle idee di cui sopra.
[RIA] coinvolgimento del personale INAF nell'attivita` didattica universitaria, non solo come docenti di Scuole di Dottorato, ma anche a livello di Corsi di Laurea
[RIA] Il personale di staff INAF [...] potrebbe essere associato ai Dipartimenti universitari
[RIA] l personale INAF associato ai Dipartimenti [...] potrebbe [...] avere come sede principale di lavoro il Dipartimento
Personalmente manterrei una distinzione tra la didattica specialistica (dottorati, relatore di tesi di laurea magistrale, al limite corsi del secondo triennio) ma escluderei una funzione di supplenza da parte del personale INAF in corsi istituzionali di base, soprattutto la' dove non esistono corsi di laurea specifici.
Inoltre, per evitare che si traduca in un vantaggio unilaterale per cui il personale INAF colma dei buchi per le Universita', andrebbe trovato un meccanismo di valutazione e di mobilita' che sia effettivamente bilaterale, senza ricreare i problemi del "doppio status" (astronomi vs EPR) che INAF ha recentemente sperimentato.
[OTS] maggiore sinergia con Universita' ed Enti di ricerca nazionali ed internazionali
[OBO] Aumentare la sinergia con il mondo Universitario e con altri Enti ... in particolare con l' ASI
[Dir] [inserire nello statuto clausole] "si avvale in via prioritaria della collaborazione con le Universita' regolata da apposite convenzioni" e "si avvale della collaborazione con ASI regolata da un'apposita convenzione quadro"
[Icv2] Chiara definizione dei rapporti dell'INAF con le Universita' e gli altri enti di ricerca (ASI, CNR, INFN).
Per i rapporti con l'universita' si veda sopra.
Per altri enti e enti internazionali non vedo bene cosa si possa fare a livello di statuti se non mantenere le diciture "di principio" che credo gia' esistano. Fra l'altro i rapporti con ESA e ESO mi paiono soddisfacenti, a livello istituzionale e a livello di progetti.
Vi e' inoltre un punto legale, non credo che lo statuto INAF possa prevedere unilateralmente qualcosa che leghi anche un altro ente senza il preventivo accordo di questo. Anche se si trattasse di descrivere della relazioni de facto tipo nomine di membri ai vari council e working group di ESA, ESO e IAU.
Per quanto riguarda enti italiani (ASI, INFN e la RIAA di cui sopra ?) direi che in certi contesti potrebbe anche essere auspicabile uno "scambio di rappresentanti" in qualche struttura (mi pare il CD INFN avesse ex-officio un membro CNR e uno ENEA) ma ho il sospetto che questa cosa "marchi male" per il governo (per ignoranza loro, credo che pensino che un membro abbia emolumenti o gettoni di presenza e quindi sia un costo da tagliare). Bisognerebbe salvarsi con qualche clausola "no exchange of funds".
Infine potrebbe essere bello prevedere il coinvolgimento di stranieri in cose tipo Visiting Committee (ma ancora occhio ai costi) ma non mi e' chiaro come questo vada in conflitto con i dettami della legge in materia di valutazione (ANVUR etc.).
Considerazioni personali generali
Non sara' una riforma degli statuti a risolvere uno dei principali problemi dell'ente, ossia la carenza o irregolarita' di risorse (fondi ordinari e rapporti con ASI)
Vedo difficile (a meno forse di saperli scrivere molto bene - o forse di agire sul regolamento di contabilita' - molto meglio di quanto mi sento capace) che una riforma degli statuti riesca a incidere sull'altro dei principali problemi (ossia della inefficienza della burocrazia della sede centrale e delle normative)
Detto questo e dato per scontato di fare il "Mutamento Minimo Necessario" (nello spirito della bozza 2007), i punti principali su cui agire sono i seguenti.
quote interni/esterni e norme elettorali per CdA (Art.7) e CS (Art. 8)
ruolo delle macroaree e del dipartimento progetti (Art. 10/2007 e Art. 12)
strutture e semplificazioni/unificazioni (Art. 13)
ruoli del personale e concorsi (Art. 19 e Regolamento del Personale)
accordi chiari con universita' su aree di interesse comune (Art. 20)
transizione smooth (Art. 22)
Commenti personali al documento RIAA
Dopo avere letto il documento della RIAA che e' piuttosto articolato (ed immagino, sedendo il presidente RIAA tra i 5 esperti ministeriali, trovera' attenzione nella commissione costituente), devo dire che lo trovo piuttosto sensato, anche nel descrivere oggettivamente vantaggi e differenze con la situazione INFN, ed in genere scevro da "invasioni di campo".
Tuttavia temo che alcune affermazioni (purtroppo vere) come quelle sul finanziamento ASI piuttosto che interno e l'auspicio (condivisibilissimo) di un meccanismo di finanziamento che ne garantisca l'autonomia progettuale ed amministrativa e che il nuovo INAF non sia piu` condizionato sostanzialmente dalla presenza o dall'assenza di finanziamenti provenienti da altri Enti o Agenzie restino wishful thinking e non trovino possibilita' concrete nelle modalita' della scrittura degli statuti "a costo zero".

References: Art. 7
 art. 7
 art. 7
 Art. 11
 Art. 22
 Art. 18
 art. 15
 Art. 74
 Art. 36
 Art. 12