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Timestamp: 2015-03-02 03:26:04+00:00

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Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 104 Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo. (GU n. 156 del 7-7-2010 - Suppl. Ordinario n. 148) AmbienteDiritto.it Legislazione Giurisprudenza
(GU n. 156 del 7-7-2010 - Suppl. Ordinario n. 148) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76, 87 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione; Vista la legge 18 giugno 2009, n. 69, ed in particolare l'articolo 44, recante delega al Governo per il riassetto della disciplina del processo amministrativo, nel quale, al comma 4, e' previsto che il Governo puo' avvalersi della facolta' di cui all'articolo 14, numero 2), del testo unico sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054; Vista la nota in data 8 luglio 2009 con la quale il Governo, avvalendosi della facolta' di cui all'articolo 14, numero 2), del citato testo unico n. 1054 del 1924, ha commesso al Consiglio di Stato la formulazione del progetto del suddetto decreto legislativo; Visto il decreto del Presidente del Consiglio di Stato in data 23 luglio 2009, con il quale la formulazione di detto progetto e' stata deferita ad una commissione speciale e ne e' stata stabilita la composizione; Visto il progetto del decreto legislativo recante il �codice del processo amministrativo� e le relative norme di attuazione, transitorie, di coordinamento e di abrogazione, redatto da detta commissione speciale e trasmesso al Governo con nota del Presidente del Consiglio di Stato in data 10 febbraio 2010; Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 aprile 2010; Acquisito il parere reso dalle competenti Commissioni parlamentari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 giugno 2010; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Approvazione del codice e delle disposizioni connesse 1. E' approvato il codice del processo amministrativo di cui all'allegato 1 al presente decreto. 2. Sono altresi' approvate le norme di attuazione di cui all'allegato 2, le norme transitorie di cui all'allegato 3 e le norme di coordinamento e le abrogazioni di cui all'allegato 4. Art. 2 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il 16 settembre 2010. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma addi' 2 luglio 2010 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto:il Guardasigilli Alfano INDICE GENERALE Allegato 1 - Codice del processo amministrativo Allegato 2 - Norme di attuazione Allegato 3 - Norme transitorie Allegato 4 - Norme di coordinamento e abrogazioni INDICE SOMMARIO ALLEGATO 1 Codice del processo amministrativo LIBRO PRIMO DISPOSIZIONI GENERALI Titolo I - Principi e organi della giurisdizione amministrativa Capo I - Principi generali Capo II - Organi della giurisdizione amministrativa Capo III - Giurisdizione amministrativa Capo IV - Competenza Capo V - Astensione e ricusazione Capo VI - Ausiliari del giudice Titolo II - Parti e difensori Titolo III - Azioni e domande Capo I - Contraddittorio e intervento Capo II - Azioni di cognizione Titolo IV - Pronunce giurisdizionali Titolo V - Disposizioni di rinvio LIBRO SECONDO PROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADO Titolo I - Disposizioni generali Capo I - Ricorso Sezione I - Ricorso e costituzione delle parti Sezione II - Abbreviazione, proroga e sospensione dei termini Titolo II - Procedimento cautelare Titolo III - Mezzi di prova e attivita' istruttoria Capo I - Mezzi di prova Capo II - Ammissione e assunzione delle prove Titolo IV - Riunione, discussione e decisione dei ricorsi Capo I - Riunione dei ricorsi Capo II - Discussione Capo III - Deliberazione Titolo V - Incidenti nel processo Capo I - Incidente di falso Capo II - Sospensione e interruzione del processo Titolo VI - Estinzione e improcedibilita' Titolo VII - Correzione di errore materiale dei provvedimenti del giudice Titolo VIII - Udienze Titolo IX - Sentenza LIBRO TERZO IMPUGNAZIONI Titolo I - Impugnazioni in generale Titolo II - Appello Titolo III - Revocazione Titolo IV - Opposizione di terzo Titolo V - Ricorso per cassazione LIBRO QUARTO OTTEMPERANZA E RITI SPECIALI Titolo I - Giudizio di ottemperanza Titolo II - Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi Titolo III - Tutela contro l'inerzia della pubblica amministrazione Titolo IV - Procedimento di ingiunzione Titolo V - Riti abbreviati relativi a speciali controversie Titolo VI - Contenzioso sulle operazioni elettorali Capo I - Disposizioni comuni al contenzioso elettorale Capo II - Tutela anticipata avverso gli atti di esclusione dai procedimenti elettorali preparatori per le elezioni comunali, provinciali e regionali Capo III - Rito relativo alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo LIBRO QUINTO NORME FINALI ALLEGATO 2 Norme di attuazione Titolo I - Registri - Orario di segreteria Titolo II - Fascicoli di parte e d'ufficio Titolo III - Ordine di fissazione dei ricorsi - Udienze Titolo IV - Processo amministrativo telematico Titolo V - Spese di giustizia ALLEGATO 3 Norme transitorie Titolo I - Definizione dei ricorsi pendenti da piu' di cinque anni alla data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo Titolo II - Ulteriori disposizioni transitorie ALLEGATO 4 Norme di coordinamento e abrogazioni INDICE SISTEMATICO ALLEGATO 1 Codice del processo amministrativo LIBRO PRIMO DISPOSIZIONI GENERALI Titolo I - Principi e organi della giurisdizione amministrativa Capo I - Principi generali Art. 1 - Effettivita' Art. 2 - Giusto processo Art. 3 - Dovere di motivazione e sinteticita' degli atti Capo II - Organi della giurisdizione amministrativa Art. 4 - Giurisdizione dei giudici amministrativi Art. 5 - Tribunali amministrativi regionali Art. 6 - Consiglio di Stato Capo III - Giurisdizione amministrativa Art. 7 - Giurisdizione amministrativa Art. 8 - Cognizione incidentale e questioni pregiudiziali Art. 9 - Difetto di giurisdizione Art. 10 - Regolamento preventivo di giurisdizione Art. 11 - Decisione sulle questioni di giurisdizione Art. 12 - Rapporti con l'arbitrato Capo IV - Competenza Art. 13 - Competenza territoriale inderogabile Art. 14 - Competenza funzionale inderogabile Art. 15 - Rilievo dell'incompetenza e regolamento preventivo di competenza Art. 16 - Regime della competenza Capo V - Astensione e ricusazione Art. 17 - Astensione Art. 18 - Ricusazione Capo VI - Ausiliari del giudice Art. 19 - Consulente tecnico Art. 20 - Obbligo di assumere l'incarico e ricusazione del consulente
Art. 21 - Commissario ad acta Titolo II - Parti e difensori Art. 22 - Patrocinio Art. 23 - Difesa personale delle parti Art. 24 - Procura alle liti Art. 25 - Domicilio Art. 26 - Spese di giudizio Titolo III - Azioni e domande Capo I - Contraddittorio e intervento Art. 27 - Contraddittorio Art. 28 - Intervento Capo II - Azioni di cognizione Art. 29 - Azione di annullamento Art. 30 - Azione di condanna Art. 31 - Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullita' Art. 32 - Pluralita' delle domande e conversione delle azioni Titolo IV - Pronunce giurisdizionali Art. 33 - Provvedimenti del giudice Art. 34 - Sentenze di merito Art. 35 - Pronunce di rito Art. 36 - Pronunce interlocutorie Art. 37 - Errore scusabile Titolo V - Disposizioni di rinvio Art. 38 - Rinvio interno Art. 39 - Rinvio esterno LIBRO SECONDO PROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADO Titolo I - Disposizioni generali Capo I - Ricorso Sezione I - Ricorso e costituzione delle parti Art. 40 - Contenuto del ricorso Art. 41 - Notificazione del ricorso e suoi destinatari Art. 42 - Ricorso incidentale e domanda riconvenzionale Art. 43 - Motivi aggiunti Art. 44 - Vizi del ricorso e della notificazione Art. 45 - Deposito del ricorso e degli altri atti processuali Art. 46 - Costituzione delle parti intimate Art. 47 - Ripartizione delle controversie tra tribunali amministrativi regionali e sezioni staccate Art. 48 - Giudizio conseguente alla trasposizione del ricorso straordinario Art. 49 - Integrazione del contraddittorio Art. 50 - Intervento volontario in causa Art. 51 - Intervento per ordine del giudice Sezione II - Abbreviazione, proroga e sospensione dei termini Art. 52 - Termini e forme speciali di notificazione Art. 53 - Abbreviazione dei termini Art. 54 - Deposito tardivo di memorie e documenti e sospensione dei termini Titolo II - Procedimento cautelare Art. 55 - Misure cautelari collegiali Art. 56 - Misure cautelari monocratiche Art. 57 - Spese del procedimento cautelare Art. 58 - Revoca o modifica delle misure cautelari
collegiali e riproposizione della domanda cautelare respinta Art. 59 - Esecuzione delle misure cautelari Art. 60 - Definizione del giudizio in esito all'udienza cautelare Art. 61 - Misure cautelari anteriori alla causa Art. 62 - Appello cautelare Titolo III - Mezzi di prova e attivita' istruttoria Capo I - Mezzi di prova Art. 63 - Mezzi di prova Capo II - Ammissione e assunzione delle prove Art. 64 - Disponibilita', onere e valutazione della prova Art. 65 - Istruttoria presidenziale e collegiale Art. 66 - Verificazione Art. 67 - Consulenza tecnica d'ufficio Art. 68 - Termini e modalita' dell'istruttoria Art. 69 - Surrogazione del giudice delegato all'istruttoria Titolo IV - Riunione, discussione e decisione dei ricorsi Capo I - Riunione dei ricorsi Art. 70 - Riunione dei ricorsi Capo II - Discussione Art. 71 - Fissazione dell'udienza Art. 72 - Priorita' nella trattazione dei ricorsi vertenti su un'unica questione Art. 73 - Udienza di discussione Art. 74 - Sentenze in forma semplificata Capo III - Deliberazione Art. 75 - Deliberazione del collegio Art. 76 - Modalita' della votazione Titolo V - Incidenti nel processo Capo I - Incidente di falso Art. 77 - Querela di falso Art. 78 - Deposito della sentenza resa sulla querela di falso Capo II - Sospensione e interruzione del processo Art. 79 - Sospensione e interruzione del processo Art. 80 - Prosecuzione o riassunzione del processo sospeso o interrotto
Titolo VI - Estinzione e improcedibilita' Art. 81 - Perenzione Art. 82 - Perenzione dei ricorsi ultraquinquennali Art. 83 - Effetti della perenzione Art. 84 - Rinuncia Art. 85 - Forma e rito per l'estinzione e per l'improcedibilita' Titolo VII - Correzione di errore materiale dei provvedimenti del giudice Art. 86 - Procedimento di correzione Titolo VIII - Udienze Art. 87 - Udienze pubbliche e procedimenti in camera di consiglio Titolo IX - Sentenza Art. 88 - Contenuto della sentenza Art. 89 - Pubblicazione e comunicazione della sentenza Art. 90 - Pubblicita' della sentenza LIBRO TERZO IMPUGNAZIONI Titolo I - Impugnazioni in generale Art. 91 - Mezzi di impugnazione Art. 92 - Termini per le impugnazioni Art. 93 - Luogo di notificazione dell'impugnazione Art. 94 - Deposito delle impugnazioni Art. 95 - Parti del giudizio di impugnazione Art. 96 - Impugnazioni avverso la medesima sentenza Art. 97 - Intervento nel giudizio di impugnazione Art. 98 - Misure cautelari Art. 99 - Deferimento all'adunanza plenaria Titolo II - Appello Art. 100 - Appellabilita' delle sentenze dei tribunali amministrativi regionali Art. 101 - Contenuto del ricorso in appello Art. 102 - Legittimazione a proporre l'appello Art. 103 - Riserva facoltativa di appello Art. 104 - Nuove domande ed eccezioni Art. 105 - Rimessione al primo giudice Titolo III - Revocazione Art. 106 - Casi di revocazione Art. 107 - Impugnazione della sentenza emessa nel giudizio di revocazione Titolo IV - Opposizione di terzo Art. 108 - Casi di opposizione di terzo Art. 109 - Competenza Titolo V - Ricorso per cassazione Art. 110 - Motivi di ricorso Art. 111 - Sospensione della sentenza LIBRO QUARTO OTTEMPERANZA E RITI SPECIALI Titolo I - Giudizio di ottemperanza Art. 112 - Disposizioni generali sul giudizio di ottemperanza Art. 113 - Giudice dell'ottemperanza Art. 114 - Procedimento Art. 115 - Titolo esecutivo e rilascio di estratto del provvedimento giurisdizionale con formula esecutiva Titolo II - Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi Art. 116 - Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi Titolo III - Tutela contro l'inerzia della pubblica amministrazione Art. 117 - Ricorsi avverso il silenzio Titolo IV - Procedimento di ingiunzione Art. 118 - Decreto ingiuntivo Titolo V - Riti abbreviati relativi a speciali controversie Art. 119 - Rito abbreviato comune a determinate materie Art. 120 - Disposizioni specifiche ai giudizi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera a) Art. 121 - Inefficacia del contratto in caso di gravi violazioni Art. 122 - Inefficacia del contratto negli altri casi Art. 123 - Sanzioni alternative Art. 124 - Tutela in forma specifica e per equivalente Art. 125 - Ulteriori disposizioni processuali per le controversie relative a infrastrutture strategiche e alle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale Titolo VI - Contenzioso sulle operazioni elettorali Capo I - Disposizioni comuni al contenzioso elettorale Art. 126 - Ambito della giurisdizione sul contenzioso elettorale Art. 127 - Esenzione dagli oneri fiscali Art. 128 - Inammissibilita' del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Capo II - Tutela anticipata avverso gli atti di esclusione dai procedimenti elettorali preparatori per le elezioni comunali, provinciali e regionali Art. 129 - Giudizio avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali Capo III - Rito relativo alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo Art. 130 - Procedimento in primo grado in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo Art. 131 - Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province e regioni Art. 132 - Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e del Parlamento europeo LIBRO QUINTO NORME FINALI Art. 133 - Materie di giurisdizione esclusiva Art. 134 - Materie di giurisdizione estesa al merito Art. 135 - Competenza funzionale inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma Art. 136 - Disposizioni sulle comunicazioni e sui depositi informatici
Art. 137 - Norma finanziaria ALLEGATO 2 Norme di attuazione Titolo I - Registri - Orario di segreteria Art. 1 - Registro generale dei ricorsi Art. 2 - Ruoli e registri particolari, collazione dei provvedimenti e forme di comunicazione Art. 3 - Registrazioni in forma automatizzata Art. 4 - Orario Titolo II - Fascicoli di parte e d'ufficio Art. 5 - Formazione e tenuta dei fascicoli di parte e d'ufficio. Surrogazione di copie agli originali mancanti e ricostituzione di atti
Art. 6 - Ritiro e trasmissione dei fascicoli di parte e del fascicolo d'ufficio Art. 7 - Rilascio di copie Titolo III - Ordine di fissazione dei ricorsi - Udienze Art. 8 - Ordine di fissazione dei ricorsi Art. 9 - Calendario delle udienze Art. 10 - Toghe e divise Art. 11 - Direzione dell'udienza Art. 12 - Polizia dell'udienza Titolo IV - Processo amministrativo telematico Art. 13 - Processo telematico Titolo V - Spese di giustizia Art. 14 - Commissione per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato
Art. 15 - Devoluzione del gettito delle sanzioni pecuniarie Art. 16 - Misure straordinarie per la riduzione dell'arretrato e per l'incentivazione della produttivita' ALLEGATO 3 Norme transitorie Titolo I - Definizione dei ricorsi pendenti da piu' di cinque anni alla data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo Art. 1 - Nuova istanza di fissazione d'udienza Titolo II - Ulteriori disposizioni transitorie Art. 2 - Ultrattivita' della disciplina previgente Art. 3 - Disposizione particolare per il giudizio di appello ALLEGATO 4 Norme di coordinamento e abrogazioni Art. 1 - Norme di coordinamento e abrogazioni in materia di elezioni politiche e del Parlamento europeo Art. 2 - Norme di coordinamento e abrogazioni in materia di elezioni amministrative Art. 3 - Ulteriori norme di coordinamento Art. 4 - Ulteriori abrogazioni ALLEGATO 1 Codice del processo amministrativo LIBRO PRIMO DISPOSIZIONI GENERALI Titolo I Principi e organi della giurisdizione amministrativa Capo I Principi generali Art. 1 Effettivita' 1. La giurisdizione amministrativa assicura una tutela piena ed effettiva secondo i principi della Costituzione e del diritto europeo.
Art. 2 Giusto processo 1. Il processo amministrativo attua i principi della parita' delle parti, del contraddittorio e del giusto processo previsto dall'articolo 111, primo comma, della Costituzione. 2. Il giudice amministrativo e le parti cooperano per la realizzazione della ragionevole durata del processo. Art. 3 Dovere di motivazione e sinteticita' degli atti 1. Ogni provvedimento decisorio del giudice e' motivato. 2. Il giudice e le parti redigono gli atti in maniera chiara e sintetica. Capo II Organi della giurisdizione amministrativa Art. 4 Giurisdizione dei giudici amministrativi 1. La giurisdizione amministrativa e' esercitata dai tribunali amministrativi regionali e dal Consiglio di Stato secondo le norme del presente codice. Art. 5 Tribunali amministrativi regionali 1. Sono organi di giurisdizione amministrativa di primo grado i tribunali amministrativi regionali e il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino - Alto Adige. 2. Il tribunale amministrativo regionale decide con l'intervento di tre magistrati, compreso il presidente. In mancanza del presidente, il collegio e' presieduto dal magistrato con maggiore anzianita' nel ruolo.
3. Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino - Alto Adige resta disciplinato dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione. Art. 6 Consiglio di Stato 1. Il Consiglio di Stato e' organo di ultimo grado della giurisdizione amministrativa. 2. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decide con l'intervento di cinque magistrati, di cui un presidente di sezione e quattro consiglieri. In caso di impedimento del presidente, il collegio e' presieduto dal consigliere piu' anziano nella qualifica. 3. Salvo quanto previsto dalle norme di attuazione richiamate al comma 6, l'adunanza plenaria e' composta dal presidente del Consiglio di Stato che la presiede e da dodici magistrati del Consiglio di Stato, assegnati alle sezioni giurisdizionali. 4. In caso di impedimento, il presidente del Consiglio di Stato e' sostituito dal presidente di sezione giurisdizionale piu' anziano nel ruolo; gli altri componenti dell'adunanza plenaria, in caso di assenza o di impedimento, sono sostituiti dal magistrato piu' anziano nella stessa qualifica della rispettiva sezione. 5. Per gli appelli avverso le pronunce della sezione autonoma di Bolzano del Tribunale regionale di giustizia amministrativa si applicano anche le disposizioni dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione. 6. Gli appelli avverso le pronunce del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia sono proposti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, nel rispetto delle disposizioni dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione. Capo III Giurisdizione amministrativa Art. 7 Giurisdizione amministrativa 1. Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le controversie, nelle quali si faccia questione di interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, di diritti soggettivi, concernenti l'esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all'esercizio di tale potere, posti in essere da pubbliche amministrazioni. Non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanati dal Governo nell'esercizio del potere politico.
2. Per pubbliche amministrazioni, ai fini del presente codice, si intendono anche i soggetti ad esse equiparati o comunque tenuti al rispetto dei principi del procedimento amministrativo. 3. La giurisdizione amministrativa si articola in giurisdizione generale di legittimita', esclusiva ed estesa al merito. 4. Sono attribuite alla giurisdizione generale di legittimita' del giudice amministrativo le controversie relative ad atti, provvedimenti o omissioni delle pubbliche amministrazioni, comprese quelle relative al risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi e agli altri diritti patrimoniali consequenziali, pure se introdotte in via autonoma.
5. Nelle materie di giurisdizione esclusiva, indicate dalla legge e dall'articolo 133, il giudice amministrativo conosce, pure ai fini risarcitori, anche delle controversie nelle quali si faccia questione di diritti soggettivi. 6. Il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie indicate dalla legge e dall'articolo 134. Nell'esercizio di tale giurisdizione il giudice amministrativo puo' sostituirsi all'amministrazione. 7. Il principio di effettivita' e' realizzato attraverso la concentrazione davanti al giudice amministrativo di ogni forma di tutela degli interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, dei diritti soggettivi. 8. Il ricorso straordinario e' ammesso unicamente per le controversie devolute alla giurisdizione amministrativa. Art. 8 Cognizione incidentale e questioni pregiudiziali 1. Il giudice amministrativo nelle materie in cui non ha giurisdizione esclusiva conosce, senza efficacia di giudicato, di tutte le questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti, la cui risoluzione sia necessaria per pronunciare sulla questione principale.
2. Restano riservate all'autorita' giudiziaria ordinaria le questioni pregiudiziali concernenti lo stato e la capacita' delle persone, salvo che si tratti della capacita' di stare in giudizio, e la risoluzione dell'incidente di falso. Art. 9 Difetto di giurisdizione 1. Il difetto di giurisdizione e' rilevato in primo grado anche d'ufficio. Nei giudizi di impugnazione e' rilevato se dedotto con specifico motivo avverso il capo della pronuncia impugnata che, in modo implicito o esplicito, ha statuito sulla giurisdizione. Art. 10 Regolamento preventivo di giurisdizione 1. Nel giudizio davanti ai tribunali amministrativi regionali e' ammesso il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione previsto dall'articolo 41 del codice di procedura civile. Si applica il primo comma dell'articolo 367 dello stesso codice. 2. Nel giudizio sospeso possono essere chieste misure cautelari, ma il giudice non puo' disporle se non ritiene sussistente la propria
giurisdizione. Art. 11 Decisione sulle questioni di giurisdizione 1. Il giudice amministrativo, quando declina la propria giurisdizione, indica, se esistente, il giudice nazionale che ne e' fornito. 2. Quando la giurisdizione e' declinata dal giudice amministrativo in favore di altro giudice nazionale o viceversa, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo e' riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato. 3. Quando il giudizio e' tempestivamente riproposto davanti al giudice amministrativo, quest'ultimo, alla prima udienza, puo' sollevare anche d'ufficio il conflitto di giurisdizione. 4. Se in una controversia introdotta davanti ad altro giudice le sezioni unite della Corte di cassazione, investite della questione di
giurisdizione, attribuiscono quest'ultima al giudice amministrativo, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda, se il giudizio e' riproposto dalla parte che vi ha interesse nel termine di tre mesi dalla pubblicazione della decisione delle sezioni unite. 5. Nei giudizi riproposti, il giudice, con riguardo alle preclusioni e decadenze intervenute, puo' concedere la rimessione in termini per errore scusabile ove ne ricorrano i presupposti. 6. Nel giudizio riproposto davanti al giudice amministrativo, le prove raccolte nel processo davanti al giudice privo di giurisdizione possono essere valutate come argomenti di prova. 7. Le misure cautelari perdono la loro efficacia trenta giorni dopo la pubblicazione del provvedimento che dichiara il difetto di giurisdizione del giudice che le ha emanate. Le parti possono riproporre le domande cautelari al giudice munito di giurisdizione. Art. 12 Rapporti con l'arbitrato 1. Le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto. Capo IV Competenza Art. 13 Competenza territoriale inderogabile 1. Sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni e' inderogabilmente competente il tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione territoriale esse hanno sede. Il tribunale amministrativo regionale e' comunque inderogabilmente competente sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni i cui effetti diretti sono limitati all'ambito territoriale della regione in cui il tribunale ha sede. 2. Per le controversie riguardanti pubblici dipendenti e' inderogabilmente competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale e' situata la sede di servizio. 3. Negli altri casi e' inderogabilmente competente, per gli atti statali, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma e, per gli atti dei soggetti pubblici a carattere ultra regionale, il tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il soggetto. 4. La competenza territoriale del tribunale amministrativo regionale non e' derogabile. Art. 14 Competenza funzionale inderogabile 1. Sono devolute funzionalmente alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, le controversie indicate dall'articolo 135 e dalla legge. 2. Sono devolute funzionalmente alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, sede di Milano, le controversie relative ai poteri esercitati dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. 3. La competenza e' funzionalmente inderogabile altresi' per i giudizi di cui agli articoli 113 e 119, nonche' per ogni altro giudizio per il quale la legge o il presente codice individuino il giudice competente con criteri diversi da quelli di cui all'articolo 13. Art. 15 Rilievo dell'incompetenza e regolamento preventivo di competenza 1. Il difetto di competenza e' rilevato in primo grado anche d'ufficio. Nei giudizi di impugnazione esso e' rilevato se dedotto con specifico motivo avverso il capo della pronuncia impugnata che, in modo implicito o esplicito, ha statuito sulla competenza. 2. Finche' la causa non e' decisa in primo grado, ciascuna parte puo' chiedere al Consiglio di Stato di regolare la competenza. Non rilevano, a tal fine, le pronunce istruttorie o interlocutorie di cui all'articolo 36, comma 1, ne' quelle che respingono l'istanza cautelare senza riferimento espresso alla questione di competenza. Il regolamento e' proposto con istanza notificata alle altre parti e depositata, unitamente a copia degli atti utili al fine del decidere, entro quindici giorni dall'ultima notificazione presso la segreteria del Consiglio di Stato. 3. Il Consiglio di Stato decide in camera di consiglio con ordinanza, con la quale provvede anche sulle spese del regolamento. La pronuncia sulle spese conserva efficacia anche dopo la sentenza che definisce il giudizio, salvo diversa statuizione espressa nella sentenza. Al procedimento si applicano i termini di cui all'articolo 55, commi da 5 a 8. 4. La pronuncia del Consiglio di Stato vincola i tribunali amministrativi regionali. Se viene indicato come competente un tribunale diverso da quello adito, il giudizio deve essere riassunto nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione dell'ordinanza che pronuncia sul regolamento, ovvero entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione. 5. Quando e' proposta domanda cautelare il tribunale adito, ove non riconosca la propria competenza ai sensi degli articoli 13 e 14, non decide su tale domanda e, se non ritiene di provvedere ai sensi dell'articolo 16, comma 2, richiede d'ufficio, con ordinanza, il regolamento di competenza, indicando il tribunale che reputa competente.
6. L'ordinanza con cui e' richiesto il regolamento e' immediatamente trasmessa d'ufficio al Consiglio di Stato a cura della segreteria. Della camera di consiglio fissata per regolare la competenza ai sensi del comma 4 e' dato avviso, almeno dieci giorni prima, ai difensori che si siano costituiti davanti al Consiglio di Stato. Fino a due giorni liberi prima e' ammesso il deposito di memorie e documenti e sono sentiti in camera di consiglio i difensori che ne facciano richiesta. 7. Nelle more del procedimento di cui al comma 6, il ricorrente puo' riproporre le istanze cautelari al tribunale amministrativo regionale indicato nell'ordinanza di cui al comma 5 il quale decide in ogni caso sulla domanda cautelare, fermo quanto previsto dal comma 8. 8. Le pronunce sull'istanza cautelare rese dal giudice dichiarato incompetente perdono comunque efficacia dopo trenta giorni dalla data di pubblicazione dell'ordinanza che regola la competenza. 9. Le parti possono sempre riproporre le istanze cautelari al giudice dichiarato competente. 10. La disciplina dei commi 8 e 9 si applica anche alle pronunce sull'istanza cautelare rese dal giudice privato del potere di decidere il ricorso dall'ordinanza presidenziale di cui all'articolo 47, comma 2.
Art. 16 Regime della competenza 1. La competenza di cui agli articoli 13 e 14 e' inderogabile anche in ordine alle misure cautelari. 2. Il difetto di competenza e' rilevato, anche d'ufficio, con ordinanza che indica il giudice competente. Se, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione di tale ordinanza, la causa e' riassunta davanti al giudice dichiarato competente, il processo segue davanti al nuovo giudice. 3. L'ordinanza con cui il giudice adito dichiara la propria competenza o incompetenza e' impugnabile nel termine di trenta giorni dalla notificazione, ovvero di sessanta giorni dalla sua pubblicazione, con il regolamento di competenza di cui all'articolo 15. Il regolamento puo' essere altresi' richiesto d'ufficio, con ordinanza, dal giudice dinanzi al quale il giudizio e' stato riassunto ai sensi del comma 2; in tale caso si procede ai sensi dell'articolo 15, comma 6. 4. Durante la pendenza del regolamento di competenza, il ricorrente puo' sempre proporre l'istanza cautelare al tribunale amministrativo regionale indicato nell'ordinanza di cui al comma 2 o in quella di cui all'articolo 15, comma 5, il quale decide in ogni caso sulla domanda cautelare, fermo restando quanto previsto dall'articolo 15, comma 8. Capo V Astensione e ricusazione Art. 17 Astensione 1. Al giudice amministrativo si applicano le cause e le modalita' di astensione previste dal codice di procedura civile. Art. 18 Ricusazione 1. Al giudice amministrativo si applicano le cause di ricusazione previste dal codice di procedura civile. 2. La ricusazione si propone, almeno tre giorni prima dell'udienza designata, con domanda diretta al presidente, quando sono noti i magistrati che devono prendere parte all'udienza; in caso contrario, puo' proporsi oralmente all'udienza medesima prima della discussione.
3. La domanda deve indicare i motivi ed i mezzi di prova ed essere firmata dalla parte o dall'avvocato munito di procura speciale. 4. Proposta la ricusazione, il collegio investito della controversia puo' disporre la prosecuzione del giudizio, se ad un sommario esame ritiene l'istanza inammissibile o manifestamente infondata. 5. In ogni caso la decisione definitiva sull'istanza e' adottata, entro trenta giorni dalla sua proposizione, dal collegio previa sostituzione del magistrato ricusato, che deve essere sentito. 6. I componenti del collegio chiamato a decidere sulla ricusazione non sono ricusabili. 7. Il giudice, con l'ordinanza con cui dichiara inammissibile o respinge l'istanza di ricusazione, provvede sulle spese e puo' condannare la parte che l'ha proposta ad una sanzione pecuniaria non superiore ad euro cinquecento. 8. La ricusazione o l'astensione non hanno effetto sugli atti anteriori. L'accoglimento dell'istanza di ricusazione rende nulli gli atti compiuti ai sensi del comma 4 con la partecipazione del giudice ricusato. Capo VI Ausiliari del giudice Art. 19 Verificatore e consulente tecnico 1. Il giudice puo' farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o piu' verificatori, ovvero, se indispensabile, da uno o piu' consulenti. 2. L'incarico di consulenza puo' essere affidato a dipendenti pubblici, professionisti iscritti negli albi di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, o altri soggetti aventi particolare competenza tecnica. Non possono essere nominati coloro che prestano attivita' in favore delle parti del giudizio. La verificazione e' affidata a un organismo pubblico, estraneo alle parti del giudizio, munito di specifiche competenze tecniche. 3. Il verificatore e il consulente compiono le indagini che sono loro affidate dal giudice e forniscono anche oralmente i chiarimenti richiesti. Art. 20 Obbligo di assumere l'incarico e ricusazione del consulente 1. Il verificatore e il consulente, se scelto tra i dipendenti pubblici o tra gli iscritti negli albi di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, hanno l'obbligo di prestare il loro ufficio, tranne che il giudice riconosca l'esistenza di un giustificato motivo. 2. Il consulente, o il verificatore, puo' essere ricusato dalle parti per i motivi indicati nell'articolo 51 del codice di procedura civile. Della ricusazione conosce il giudice che l'ha nominato. Art. 21 Commissario ad acta 1. Nell'ambito della propria giurisdizione, il giudice amministrativo, se deve sostituirsi all'amministrazione, puo' nominare come proprio ausiliario un commissario ad acta. Si applica l'articolo 20, comma 2. Titolo II Parti e difensori Art. 22 Patrocinio 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 23, nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali e' obbligatorio il patrocinio di avvocato. 2. Per i giudizi davanti al Consiglio di Stato e' obbligatorio il ministero di avvocato ammesso al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori. 3. La parte o la persona che la rappresenta, quando ha la qualita' necessaria per esercitare l'ufficio di difensore con procura presso il giudice adito, puo' stare in giudizio senza il ministero di altro difensore. Art. 23 Difesa personale delle parti 1. Le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore nei giudizi in materia di accesso, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell'Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Art. 24 Procura alle liti 1. La procura rilasciata per agire e contraddire davanti al giudice si intende conferita anche per proporre motivi aggiunti e ricorso incidentale, salvo che in essa sia diversamente disposto. Art. 25 Domicilio 1. Nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali, la parte, se non elegge domicilio nel comune sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata dove pende il ricorso, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata. 2. Nei giudizi davanti al Consiglio di Stato, la parte, se non elegge domicilio in Roma, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del Consiglio di Stato. Art. 26 Spese di giudizio 1. Quando emette una decisione, il giudice provvede anche sulle spese del giudizio, secondo gli articoli 91, 92, 93, 94, 96 e 97 del codice di procedura civile. 2. Il giudice, nel pronunciare sulle spese, puo' altresi' condannare, anche d'ufficio, la parte soccombente al pagamento in favore dell'altra parte di una somma di denaro equitativamente determinata, quando la decisione e' fondata su ragioni manifeste o orientamenti giurisprudenziali consolidati. Titolo III Azioni e domande Capo I Contraddittorio e intervento Art. 27 Contraddittorio 1. Il contraddittorio e' integralmente costituito quando l'atto introduttivo e' notificato all'amministrazione resistente e, ove esistenti, ai controinteressati. 2. Se il giudizio e' promosso solo contro alcune delle parti e non si e' verificata alcuna decadenza, il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle altre entro un termine perentorio. Nelle more dell'integrazione del contraddittorio il giudice puo' pronunciare provvedimenti cautelari interinali. Art. 28 Intervento 1. Se il giudizio non e' stato promosso contro alcuna delle parti nei cui confronti la sentenza deve essere pronunciata, queste possono intervenirvi, senza pregiudizio del diritto di difesa. 2. Chiunque non sia parte del giudizio e non sia decaduto dall'esercizio delle relative azioni, ma vi abbia interesse, puo' intervenire accettando lo stato e il grado in cui il giudizio si trova. 3. Il giudice, anche su istanza di parte, quando ritiene opportuno che il processo si svolga nei confronti di un terzo, ne ordina l'intervento.
Capo II Azioni di cognizione Art. 29 Azione di annullamento 1. L'azione di annullamento per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere si propone nel termine di decadenza di sessanta giorni. Art. 30 Azione di condanna 1. L'azione di condanna puo' essere proposta contestualmente ad altra azione o, nei soli casi di giurisdizione esclusiva e nei casi di cui al presente articolo, anche in via autonoma. 2. Puo' essere chiesta la condanna al risarcimento del danno ingiusto derivante dall'illegittimo esercizio dell'attivita' amministrativa o dal mancato esercizio di quella obbligatoria. Nei casi di giurisdizione esclusiva puo' altresi' essere chiesto il risarcimento del danno da lesione di diritti soggettivi. Sussistendo i presupposti previsti dall'articolo 2058 del codice civile, puo' essere chiesto il risarcimento del danno in forma specifica. 3. La domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi e' proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si e' verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo. Nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l'ordinaria diligenza, anche attraverso l'esperimento degli strumenti di tutela previsti. 4. Per il risarcimento dell'eventuale danno che il ricorrente comprovi di aver subito in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, il termine di cui al comma 3 non decorre fintanto che perdura l'inadempimento. Il termine di cui al comma 3 inizia comunque a decorrere dopo un anno dalla scadenza del termine per provvedere. 5. Nel caso in cui sia stata proposta azione di annullamento la domanda risarcitoria puo' essere formulata nel corso del giudizio o, comunque, sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza. 6. Di ogni domanda di condanna al risarcimento di danni per lesioni di interessi legittimi o, nelle materie di giurisdizione esclusiva, di diritti soggettivi conosce esclusivamente il giudice amministrativo. Art. 31 Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullita' 1. Decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo, chi vi ha interesse puo' chiedere l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere. 2. L'azione puo' essere proposta fintanto che perdura l'inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. E' fatta salva la riproponibilita' dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti. 3. Il giudice puo' pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo quando si tratta di attivita' vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della discrezionalita' e non sono necessari adempimenti istruttori che debbano essere compiuti dall'amministrazione. 4. La domanda volta all'accertamento delle nullita' previste dalla legge si propone entro il termine di decadenza di centottanta giorni. La nullita' dell'atto puo' sempre essere opposta dalla parte resistente o essere rilevata d'ufficio dal giudice. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle nullita' di cui all'articolo 114, comma 4, lettera b), per le quali restano ferme le disposizioni del Titolo I del Libro IV. Art. 32 Pluralita' delle domande e conversione delle azioni 1. E' sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto dai Capi I e II del Titolo V del Libro IV. 2. Il giudice qualifica l'azione proposta in base ai suoi elementi sostanziali. Sussistendone i presupposti il giudice puo' sempre disporre la conversione delle azioni. Titolo IV Pronunce giurisdizionali Art. 33 Provvedimenti del giudice 1. Il giudice pronuncia: a) sentenza quando definisce in tutto o in parte il giudizio; b) ordinanza quando assume misure cautelari o interlocutorie, ovvero decide sulla competenza; c) decreto nei casi previsti dalla legge. 2. Le sentenze di primo grado sono esecutive. 3. Le ordinanze e i decreti, se non pronunciati in udienza o in camera di consiglio e inseriti nel relativo verbale, sono comunicati alle parti dalla segreteria nel termine di cui all'articolo 89, comma 3. 4. L'ordinanza che dichiara l'incompetenza indica in ogni caso il giudice competente. Art. 34 Sentenze di merito 1. In caso di accoglimento del ricorso il giudice, nei limiti della domanda: a) annulla in tutto o in parte il provvedimento impugnato; b) ordina all'amministrazione, rimasta inerte, di provvedere entro un termine; c) condanna al pagamento di una somma di denaro, anche a titolo di risarcimento del danno, all'adozione delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio e dispone misure di risarcimento in forma specifica ai sensi dell'articolo 2058 del codice civile; d) nei casi di giurisdizione di merito, adotta un nuovo atto, ovvero modifica o riforma quello impugnato; e) dispone le misure idonee ad assicurare l'attuazione del giudicato e delle pronunce non sospese, compresa la nomina di un commissario ad acta, che puo' avvenire anche in sede di cognizione con effetto dalla scadenza di un termine assegnato per l'ottemperanza. 2. In nessun caso il giudice puo' pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 30, comma 3, il giudice non puo' conoscere della legittimita' degli atti che il ricorrente avrebbe dovuto impugnare con l'azione di annullamento di cui all'articolo 29. 3. Quando, nel corso del giudizio, l'annullamento del provvedimento impugnato non risulta piu' utile per il ricorrente, il giudice accerta l

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