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Timestamp: 2018-08-18 22:17:41+00:00

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Barriere Architettoniche: Corte di Cassazione sentenza n. 12847 del 1 giugno 2007
SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE N. 12847
Rimane l'impossibilità di violare il diritto di utilizzo delle scale come bene comune a tutti i condomini disabili e non.
Sentenza Corte di Cassazione n. 12847 del 1 giugno 2007 in materia di Barriere Architettoniche
Data pubblicazione relazione: 18 aprile 2013
Deborah - Testo coperto da diritti - Vietata la riproduzione
La Corte di Cassazione della Liguria con una sentenza emessa nel giugno del 2007 dichiara che l'installazione di un ascensore in una costruzione già esistente può essere effettuata solo ed esclusivamente se non si lede il diritto di utilizzo delle regioni comuni, cosiddetti pianerottoli, da parte dei condomini e il passaggio per le scale deve essere di almeno m. 1,20. (D.M. n. 236 del 1989, sezione 8.1.10 Scale - dove è chiaramente scritto che le rampe di scale devono avere una larghezza minima di 1.20 ).
Andando ad esaminare la controversia nel particolare, i condomini si lamentavano del fatto che l'ausilio per salire e scendere le scale, avrebbe limitato lo spazio per il normale passaggio delle altre persone.
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Corte di Cassazione n. 12847 del 1 giugno 2007
In questo caso il montascale a cingoli avrebbe risolto il problema
Riconosciuto dalla legge come ausilio mobile adatto per l'abbattimento delle barriere architettoniche, il montascale a cingoli risolve il problema di accessibilità per la persona disabile nel caso di scale strette. Infatti passa perfettamente anche da rampe molto strette e non crea problemi di spazio durante la salita e la discesa da parte di altre persone perchè può essere riposto in una stanza, senza occupare permanentemente le scale.
Riconosciuto come ausilio adeguato per il superamento delle barriere architettoniche, grazie alla Circolare n. 1669/U.L. del 22 giugno 1989 Circolare esplicativa della Legge 9 gennaio 1989 n. 13 dove si sancisce (punto 3.2) che il disabile può apportare innovazioni sulle parti comuni o di uso comune dell'edificio, quali strutture mobili e facilmente rimovibili.
Infine il DPR n. 503 del 24/07/1996, “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici” nel suo articolo 19 comma 3, ricorda che in presenza di immobili di valore artistico - storico è possibile risolvere problema delle barriere architettoniche grazie a " attrezzature d'ausilio e apparecchiature mobili non stabilmente ancorate alle strutture edilizie."
Approfondimenti: La sentenza della Corte di Cassazione
In dettaglio il caso specifico
Nonostante la costruzione di un ascensore sia un beneficio apportato al palazzo, è allo stesso tempo una violazione o una limitazione del diritto di utilizzo delle zone in comune tra i condomini stessi.
Questa discussione è andata avanti per molti anni tra i condomini e la persona disabile. Dopo i primi due gradi di giudizio, dove la ragione passa da una parte all'altra, si arriva in terzo grado ad una decisione definitiva che va a vantaggio dei condomini che si sono opposti all'istallazione dell'ascensore.
La normativa vigente ha sostenuto la tesi dei condomini contrari alla suddetta opera in quanto la rampa di scale avrebbe avuto la larghezza di soli cm 0,85 e non di m 1,20 come delibera la norma stessa ; quindi la scala subiva una menomazione e impediva il passaggio di due persone o di due oggetti di grosse dimensioni.
Si può, quindi, concludere che la sentenza è favorevole e permette la costruzione di ascensori per abbattere le barriere architettoniche ma punto fermo rimane l'impossibilità di violare il diritto di utilizzo delle scale come bene comune a tutti i condomini disabili e non.

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 articolo 19
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