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Timestamp: 2019-05-26 13:06:23+00:00

Document:
Protocollo 11 – Studio Legale – Avv. Antonio Nardone
RECANTE RISTRUTTURAZIONE DEL MECCANISMO DI CONTROLLO STABILITO DALLA CONVENZIONE
(Strasburgo, 11. V. 1994)
Gli Stati membri del Consiglio d.Europa, firmatari del presente Protocollo alla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata “la Convenzione”),
Considerando la necessità e l’urgenza di ristruttura­re il meccanismo di controllo stabilito dalla Conven­zione per mantenere e rafforzare l’efficacia della pro­tezione dei Diritti dell.Uomo e delle Libertà fondamentali prevista dalla Convenzione, in ragione principalmente dell.aumento dei ricorsi e del nume­ro crescente dei Membri del Consiglio d.Europa;
Considerando che conviene di conseguenza emen­dare alcune disposizioni della Convenzione in vista, tra l.altro, di sostituire le esistenti Commissione e Corte Europea dei Diritti dell.Uomo con una nuova Corte permanente;
Vista la Risoluzione n°1 adottata nella Conferenza ministeriale europea dei Diritti dell.Uomo, tenutasi a Vienna il 19 e 20 marzo 1985;
Vista la Raccomandazione 1194 (1992) adottata dall.’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa del 6 ottobre 1992;
Vista la decisione adottata sulla riforma del mecca­nismo di controllo della Convenzione dai Capi di Stato e di Governo degli Stati membri del Consiglio d.Europa nella Dichiarazione di Vienna del 9 ottobre 1993,
Il testo dei titoli da II a IV della Convenzione (articoli da 19 a 56) ed il Protocollo n°2 che attribuisce alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo competen­za a fornire pareri consultivi sono sostituti dal Titolo II della Convenzione (articoli da 19 a 51), come segue:
Per assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte Parti Contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi pro­tocolli, è istituita una Corte Europea dei Diritti dell.Uomo, di seguito denominata “la Corte”. Essa funziona in manie­ra permanente.
Articolo 21 – Condizioni per l.esercizio delle funzioni
1. I giudici devono godere della più alta considerazione mora­le e possedere i requisiti richiesti per l.esercizio delle più alte funzioni giudiziarie, o essere dei giurisconsulti di ricono­sciuta competenza.
3. Per tutta la durata del loro mandato, i giudici non posso­no esercitare alcuna attività incompatibile con le esigenze di indipendenza, di imparzialità o di disponibilità richieste da una attività esercitata a tempo pieno. Ogni problema che sorga nell.applicazione di questo paragrafo è deciso dalla Corte.
1. I giudici sono eletti dall’Assemblea parlamentare a titolo di ciascuna Alta Parte Contraente, a maggioranza dei voti espressi, su una lista di tre candidati presentata dall. Alta Parte Contraente.
2. La stessa procedura è seguita per completare la Corte nel caso in cui altre Alti Parti Contraenti aderiscano e per prov­vedere ai seggi divenuti vacanti.
1. I giudici sono eletti per un periodo di sei anni. Essi sono rie­leggibili. Tuttavia, per quanto concerne i giudici designati alla prima elezione, i mandati di una metà di essi scadran­no al termine di tre anni.
2. I giudici il cui mandato scade al termine del periodo inizia­le di tre anni sono estratti a sorte dal Segretario Generale del Consiglio d.Europa, immediatamente dopo la loro elezione.
3. Al fine di assicurare, nella misura del possibile, il rinnovo dei mandati di una metà dei giudici ogni tre anni, l.As­semblea parlamentare può, prima di procedere ad ogni ulteriore elezione, decidere che uno o più mandati dei giudici da eleggere abbiano una durata diversa da quella di sei anni, senza tuttavia che questa durata possa eccedere nove anni o essere inferiore a tre anni.
4. Nel caso in cui si debbano conferire più mandati e l.Assemblea parlamentare applichi il paragrafo precedente, la ripartizione dei mandati avviene mediante estrazione a sorte effettuata dal Segretario Generale del Consiglio d.Europa immediatamente dopo l’elezione.
6. Il mandato dei giudici termina quando essi raggiungono l.età di 70 anni.
La Corte dispone di un ufficio di cancelleria i cui compiti e la cui organizzazione sono stabiliti dal regolamento della Corte. Essa è assistita da referendari.
Articolo 27 -Comitati, Camere e Grande Camera
1. Per la trattazione di ogni caso che le viene sottoposto, la Corte si costituisce in un comitato di tre giudici, in una Camera composta da sette giudici ed in una Grande Came­ra di diciassette giudici. Le Camere della Corte istituiscono i Comitati per un periodo determinato.
2. Il giudice eletto a titolo di uno Stato parte alla controver­sia è membro di diritto della Camera e della Grande Came­ra; in caso di assenza di questo giudice, o se egli non è in grado di svolgere la sua funzione, lo Stato parte nomina una persona che siede in qualità di giudice.
3. Fanno altresì parte della Grande Camera il presidente dalla Corte, i vice-presidenti, i presidenti delle Camere e altri giu­dici designati in conformità con il regolamento della Corte. Se la controversia è deferita alla Grande Camera ai sensi dell.articolo 43, nessun giudice della Camera che ha pro­nunciato la sentenza può essere presente nella Grande Camera, ad eccezione del presidente della Camera e del giudice che siede a titolo dello Stato parte interessato.
Articolo 28 – Dichiarazioni di irrecevibilità da parte dei Comitati
Un comitato può, con voto unanime, dichiarare irricevibile o cancellare dal ruolo un ricorso individuale presentato ai sensi dell.articolo 34 quando tale decisione può essere adottata senza un esame complementare. La decisione è definitiva.
Articolo 29 – Decisioni delle Camere sulla ricevibilità ed il merito
1. Se nessuna decisione è stata adottata ai sensi dell.articolo 28, una delle Camere si pronuncia sulla irrecevibilità e sul merito dei ricorsi individuali presentati ai sensi dell.articolo 34.
2. Una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilità e sul meri­to dei ricorsi governativi presentati in virtù dell.articolo 33.
3. Salvo diversa decisione della Corte in casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilità è adottata separatamente.
Articolo 30 – Dichiarazione d.incompetenza a favore della Grande Camera
Se la questione oggetto del ricorso all.esame di una Came­ra solleva gravi problemi di interpretazione della Conven­zione o dei suoi protocolli, o se la sua soluzione rischia di condurre ad una contraddizione con una sentenza pro­nunciata anteriormente dalla Corte, la Camera, fino a quan­do non abbia pronunciato la sua sentenza, può spogliarsi della propria competenza a favore della Grande Camera a meno che una delle parti non vi si opponga.
a. si pronuncia sui ricorsi presentati ai sensi dell.articolo 33 o dell.articolo 34 quando il caso le sia stato deferito dalla Camera ai sensi dell.articolo 30 o quando il caso le sia stato deferito ai sensi dell.articolo 43; e
b. esamina le richieste di pareri consultivi presentate ai sensi dell.articolo 47.
1. La competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti l.interpretazione e l.applicazione della Con­venzione e dei suoi protocolli che siano sottoposte ad essa nelle condizioni previste dagli articoli 33, 34 e 47.
2. In caso di contestazione sulla questione della propria com­petenza, è la Corte che decide.
Ogni Alta Parte Contraente può deferire alla Corte ogni inosservanza delle disposizioni della Convenzione e dei suoi protocolli che essa ritenga possa essere imputata ad un.al­tra Alta Parte Contraente.
La Corte può essere investita di un ricorso fatto pervenire da ogni persona fisica, ogni organizzazione non governa­tiva o gruppo di privati che pretenda d.essere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi protocolli. Le Alte Parti Contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura l.effettivo esercizio efficace di tale diritto.
1. La Corte non può essere adita se non dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne, qual.è inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva.
2. La Corte non accoglie nessun ricorso avanzato sulla base dell.articolo 34, se:
b. è essenzialmente identico ad uno precedentemente esaminato dalla Corte o già sottoposto ad un.altra istanza internazionale d.inchiesta o di regolamentazione e non con­tiene fatti nuovi.
3. La Corte dichiara irricevibile ogni ricorso avanzato in base all.articolo 34 quand.essa giudichi tale ricorso incompatibi­le con le disposizioni della Convenzione o dei suoi protocolli, manifestamente infondato o abusivo.
4. La Corte respinge ogni ricorso che consideri irricevibile in applicazione del presente articolo. Essa può procedere in tal modo in ogni fase della procedura.
1. Per qualsiasi questione all.esame di una Camera e o della Grande Camera, un.Alta Parte Contraente il cui cittadino sia ricorrente ha diritto di presentare osservazioni per iscrit­to e di partecipare alle udienze.
2. Nell.interesse di una corretta amministrazione della giustizia, il presidente della Corte può invitare ogni Alta Parte Contraente che non è parte in causa o ogni persona interessata diversa dal ricorrente a presentare osservazioni per iscritto o a partecipare alle udienze.
1. In ogni momento della procedura, la Corte può decidere di cancellare un ricorso dal ruolo quando le circostanze con­sentono di concludere:
c. che non è più giustificato, per ogni altro motivo di cui la Corte accerta l.esistenza, proseguire l.esame del ricorso.
Tuttavia la Corte prosegue l’esame del ricorso qualora ciò sia richiesto dal rispetto dei Diritti dell.Uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi protocolli.
2. La Corte può decidere una nuova inscrizione al ruolo di un ricorso quando ritenga che ciò è giustificato dalle circo­stanze.
Articolo 38 – Esame in contraddittorio del caso e procedura di regolamento amichevole
1. Quando dichiara che il ricorso è ricevibile, la Corte:
a. procede all.esame della questione in contraddittorio con i rappresentanti delle Parti e, se del caso, ad un.inchiesta per la quale tutti gli Stati interessati forniranno tutte le faci­litazioni necessarie ai fini della sua efficace conduzione;
b. si mette a disposizione degli interessati per pervenire ad un regolamento amichevole della controversia sulla base del rispetto dei diritti dell.uomo come riconosciuti dalla Con­venzione e dai suoi protocolli.
2. La procedura descritta al paragrafo 1.b è riservata.
In caso di regolamento amichevole, la Corte cancella il ricor­so dal ruolo mediante una decisione che si limita ad una breve esposizione dei fatti e della soluzione adottata.
1. L.udienza è pubblica a meno che la Corte non decida diver­samente a causa di circostanze eccezionali.
Se la Corte dichiara che vi è stata violazione della Con­venzione o dei suoi protocolli e se il diritto interno dell.Al­ta Parte contraente non permette che in modo incomple­to di riparare le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, quando è il caso, un.equa soddisfazione alla parte lesa.
Le sentenze delle Camere divengono definitive in confor­mità con le disposizioni dell.articolo 44, paragrafo 2.
2. Un collegio di cinque giudici della Grande Camera accoglie la domanda quando la questione oggetto del ricorso solle­va gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o anche una grave que­stione di carattere generale.
2. La sentenza della Grande Camera diviene definitiva:
a. quando le parti dichiarano che non richiederanno il rinvio del caso innanzi alla Grande Camera; oppure
c. se il Collegio della Grande Camera respinge una richie­sta di rinvio formulata secondo l.articolo 43.
2. Se la sentenza non esprime in tutto o in parte l.opinione unanime dei giudici, ogni giudice avrà diritto di unirvi l.e­sposizione della sua opinione individuale.
1. Le Alte Parti Contraenti s.impegnano a conformarsi alle sen­tenze definitive della Corte nelle controversie nelle quali sono parti.
2. La sentenza definitiva della Corte è trasmessa al Comitato dei Ministri che ne sorveglia l.esecuzione.
1. La Corte può, su richiesta del Comitato dei Ministri, forni­re pareri consultivi su questioni giuridiche relative all.inter­pretazione della Convenzione e dei suoi protocolli.
2. Tali pareri non devono riguardare questioni inerenti al con­tenuto o alla portata dei diritti e liberta definiti nel Titolo I della Convenzione ed nei protocolli, né su altre questioni che la Corte o il Comitato dei Ministri si troverebbero a dover giudicare in seguito alla presentazione di un ricorso previsto dalla Convenzione.
3. La decisione del Comitato dei Ministri di chiedere un pare­re alla Corte è adottata con un voto della maggioranza dei rappresentanti che hanno il diritto di avere un seggio al Comitato.
La Corte decide se la domanda di parere consultivo pre­sentata dal Comitato dei Ministri è di sua competenza secondo l.articolo 47.
Articolo 49 .Motivazione dei pareri consultivi
2. Se il parere non esprime in tutto o in parte l’opinione una­nime dei giudici, ogni giudice avrà diritto di unirvi l.esposi­zione della sua opinione individuale.
I giudici beneficiano, durante l.esercizio delle loro funzioni, dei privilegi e delle immunità previste all.articolo 40 dello Statuto del Consiglio d’Europa e negli accordi conclusi in base a questo articolo.”
1. Il titolo V della Convenzione diviene il titolo III della Convenzione; l.articolo 57 della Convenzione divie­ne l.articolo 52 della Convenzione; gli articoli 58 e 59 della Convenzione sono soppressi e gli articoli da 60 a 66 della Convenzione divengono rispettiva­mente gli articoli da 53 a 59 della Convenzione.
2. Il titolo I della Convenzione s.intitola “Diritti e Libertà” ed il nuovo titolo III “Disposizioni varie”. I titoli che compaiono nell.allegato al presente Proto­collo sono stati attribuiti agli articoli da 1 a 18 ed ai nuovi articoli da 52 a 59 della Convenzione.
3. Nel nuovo articolo 56, al paragrafo l, inserire la frase “con riserva del paragrafo 4 del presente articolo”, dopo l.espressione “si applicherà”; al paragrafo 4, il termine “Commissione” e la frase “in conformità con l.articolo 25 della presente Convenzione” sono rispettivamente sostituiti dal termine “Corte” e dalla frase “come previsto dall.articolo 34 della Conven­zione”. Nel nuovo articolo 58, paragrafo 4, i termi­ni “l.articolo 63” sono sostituiti con i termini “l.arti­colo 56”.
4. Il Protocollo addizionale alla Convenzione è emendato come segue:
a. gli articoli sono presentati con i titoli enumerati nell.allegato al presente Protocollo; e
b. all.articolo 4, ultima frase, i termini “dell.artico­lo 63” sono sostituiti con i termini “dell.articolo 56”.
5. Il Protocollo n°4 è emendato come segue:
a. gli articoli sono presentati con i titoli enumerati nell.allegato al presente Protocollo;
b. all.articolo 5, paragrafo 3, i termini “dell.artico­lo 63” sono sostituiti con i termini “dell.articolo 56”; un nuovo paragrafo 5 è aggiunto; esso deve leggersi come segue: “Ogni Stato che ha reso una dichiarazione in conformità con il paragrafo 1 o 2 del presente arti­colo può, in qualsiasi momento successivo, dichiara­re relativamente ad uno o più dei territori indicati in tale dichiarazione, che accetta la competenza della Corte a giudicare i ricorsi di persone fisiche, di orga­nizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dall.articolo 34 della Convenzione, secondo gli articoli da 1 a 4 del presente Protocollo o di alcuni tra di essi”;
c. è soppresso il paragrafo 2 dell.articolo 6.
6. Il Protocollo n°6 è emendato come segue:
b. all.articolo 4, la frase “ai sensi dell.articolo 64” è sostituita con la frase “ai sensi dell.articolo 57”.
7. Il Protocollo n°7 è emendato come segue:
a. gli articoli sono presentati con i titoli enumera­ti nell.allegato al presente Protocollo;
b. all.articolo 6, paragrafo 4, i termini “dell.artico­lo 63” sono sostituiti con i termini “dell.articolo 56”; un nuovo paragrafo 6 è aggiunto, esso deve leggersi come segue: “Ogni Stato che ha reso una dichiarazione in conformità con il paragrafo 1 o 2 del presente arti­colo, può in qualsiasi momento successivo, dichiarare relativamente ad uno o più dei territori indicati in tale dichiarazione, che accetta la competenza della Corte a giudicare i ricorsi di persone fisiche, di orga­nizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dall.articolo 34 della Convenzione secondo gli articoli da 1 a 5 del presente Protocollo”;
c. è soppresso il paragrafo 2 dell.articolo 7.
8. E’ abrogato il Protocollo n°9.
1. Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa firmatari della Con­venzione, i quali possono esprimere il loro consenso ad essere vincolati mediante:
a. firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione; oppure
b. firma con riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione seguita da ratifica, da accettazione o da approvazione.
2. Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di appro­vazione saranno depositati presso il Segretario Gene­rale del Consiglio d’Europa.
Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo gior­no del mese successivo allo scadere di un periodo di un anno dopo la data alla quale tutte le Parti alla Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo in conformità con le disposizioni dell.articolo 3. L’elezione di nuovi giudi­ci dovrà avvenire, ed ogni altra misura necessaria per l.insediamento della nuova Corte potrà essere presa, secondo le disposizioni del presente Protocollo, a par­tire dalla data in cui tutte le Parti alla Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincola­te dal Protocollo.
1. Fatte salve le disposizioni dei paragrafi 3 e 4 di segui­to, il mandato dei giudici, membri della Commissio­ne, del cancelliere e del vice-cancelliere scade alla data di entrata in vigore del presente Protocollo.
2. I ricorsi all.esame della Commissione e non ancora dichiarati ricevibili alla data di entrata in vigore del presente Protocollo saranno esaminati dalla Corte in conformità con le disposizioni del presente Protocollo.­
3. I ricorsi dichiarati ricevibili alla data di entrata in vigo­re del presente protocollo continueranno ad essere trattati dai membri della Commissione nell.anno suc­cessivo. Tutte le cause il cui esame non sia stato com­pletato durante questo periodo saranno trasmesse alla Corte che le esaminerà alla stregua di ricorsi rice­vibili, in conformità con le disposizioni del presente Protocollo.
4. Per quanto riguarda i ricorsi per i quali la Commis­sione ha adottato, dopo l.entrata in vigore del pre­sente Protocollo, una decisione secondo l.ex artico­lo 31 della Convenzione, tale decisione sarà trasmessa alle parti che però non hanno la facoltà di pubblicarla. In conformità con le disposizioni appli­cabili prima dell.entrata in vigore del presente Pro­tocollo, un ricorso può essere deferito alla Corte. Il collegio della Grande Camera decide se una delle Camere o la Grande Camera deve pronunciarsi sulla questione. Quando una Camera si pronuncia sulla questione, la sua decisione è definitiva. I ricorsi non deferiti alla Corte sono esaminati dal Comitato dei Ministri che agisce in conformità con le disposizioni dell.ex articolo 32 della Convenzione.
5. I ricorsi pendenti dinnanzi alla Corte il cui esame non è stato ancora completato alla data di entrata in vigo­re del presente Protocollo, sono trasmessi alla Gran­de Camera della Corte che si pronuncia sulla que­stione in conformità con le disposizioni del presente Protocollo.
6. I ricorsi pendenti dinnanzi al Comitato dei Ministri il cui esame in virtù dell.ex articolo 32 non è stato ancora completato alla data di entrata in vigore del presente Protocollo, sono risolti dal Comitato dei Ministri che agisce in conformità con il presente articolo.
Se un.Alta Parte contraente riconosce, con la dichia­razione prevista all.ex articolo 25 o all.ex articolo 46 della Convenzione, la competenza della Commissio­ne o la giurisdizione della Corte unicamente per casi posteriori o fondati su fatti posteriori a tale dichiara­zione, tale restrizione continuerà ad applicarsi alla giurisdizione della Corte ai sensi del presente Protocollo.
Il Segretario Generale del Consiglio d.Europa notificherà agli Stati membri del Consiglio:
b. il deposito di ogni strumento di ratifica, di accet­tazione o di approvazione;
c. la data di entrata in vigore del presente Proto­collo o di alcune sue disposizioni secondo l.articolo 4;
d. ogni altro atto, notifica o comunicazione relati­va al presente Protocollo.
Fatto a Strasburgo, l.11 maggio 1994 in francese ed in inglese, i due testi facendo egualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archi­vi del Consiglio d.Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d.Europa ne comunicherà copia certificata conforme a ciascuno degli Stati membri del Consi­glio d’Europa.
Titoli degli articoli da inserire nel testo della Con­venzione di Salvaguardi dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e dei suoi protocolli1
Articolo 1 Obbligo di rispettare i diritti dell’uomo
Articolo 3 Divieto della tortura
Articolo 4 Divieto di schiavitù e del lavoro forzato
Articolo 5 Diritto alla libertà ed alla sicurezza
Articolo 6 Diritto ad un processo equo
Articolo 7 Nessuna pena senza legge
Articolo 9 Libertà di pensiero, di coscienza e di religione
Articolo 10 Liberta di espressione
Articolo 11 Liberta di riunione e di associazione
Articolo 13 Diritto ad un ricorso effettivo
Articolo 15 Deroga in caso di stato di urgenza
Articolo 16 Restrizioni all’attività politica di stranieri
Articolo 17 Divieto dell’abuso del diritto
Articolo 18 Restrizione dell’uso di restrizioni ai diritti
Articolo 52 Indagini del Segretario Generale
Articolo 53 Salvaguardia dei diritti del l.uomo rico­nosciuti
Articolo 54 Poteri del Comitato dei Ministri
Articolo 55 Rinuncia ad altri modi di regolamen­tazione delle controversie
Articolo 56 Applicazione territoriale
Articolo 57 Riserva
Articolo 59 Firma e ratifica
Articolo 1 Protezione della proprietà
Articolo 2 Diritto all.istruzione
Articolo 3 Diritto a libere elezioni
Articolo 4 Applicazione territoriale
Articolo 5 Relazioni con la Convenzione
Articolo 6 Firma e ratifica
Protocollo n°4
Articolo 1 Divieto di imprigionamento per debiti
Articolo 2 Libertà di circolazione
Articolo 3 Divieto di espellere i cittadini
Articolo 4 Divieto di espulsioni collettive di stra­nieri
Articolo 5 Applicazione territoriale
Articolo 6 Relazioni con la Convenzione
Articolo 7 Firma e ratifica
Protocollo n°6
Articolo 1 Abolizione della pena di morte
Articolo 2 Pena di morte in tempo di guerra
Articolo 3 Divieto di deroghe
Articolo 4 Divieto di riserve
Articolo 9 Funzioni del depositario
Protocollo n°7
Articolo 1 Garanzia procedurali in caso di espulsioni di stranieri
Articolo 2 Diritto ad un doppio grado di giurisdizione in materia penale Articolo 3 Diritto di risarcimento in caso di errore giudiziario
Articolo 4 Diritto a non essere giudicato o punito due volte
Articolo 5 Uguaglianza degli sposi
Articolo 6 Applicazione territoriale
Articolo 7 Relazioni con la Convenzione
Articolo 8 Firma e ratifica
Articolo 9 Entrata in vigore
Articolo 10 Funzioni del depositano
1 I titoli dei nuovi articoli da 19 a 51 della Convenzione già figurano nel presente Protocollo.

References: Articolo 21

Articolo 27
 sentenza 

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30
 sentenza 

Articolo 38
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 49
 articolo 56
 articolo 58
 articolo 32
 articolo 32
 articolo 25
 articolo 46

Articolo 1

Articolo 3

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Articolo 10

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Articolo 13

Articolo 15

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