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Timestamp: 2018-05-22 21:44:40+00:00

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D. Leg.vo 31/03/1998, n. 114 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN3703
G.U. 24/04/1998, n. 95
- L. 10/04/1996, n. 296
- L. 13/04/1999, n. 108
- L. 28/12/1999, n. 496
- L. 30/09/2003, n. 269
- L. 11/11/2005, n. 231
- D. Leg.vo 06/08/2012, n. 147
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Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
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Art. 1. - Oggetto e finalità
2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono a quanto disposto dal presente de
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Art. 2. - Libertà di impresa e libera circolazione delle merci
1. L'attività commerciale si fonda sul principio della libertà di iniziativa economica
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Art. 3. - Obbligo di vendita
1. In conformità a quanto stabilito dall'articolo 1336 del codice civile, il titolare dell'att
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Art. 4. - Definizioni e ambito di applicazione del decreto
e) per medie strutture
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Titolo II - Requisiti per l'esercizio dell'attività commerciale
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Art. 5. - Requisiti di accesso all'attività
a) N28
d) coloro che hanno riportato due o p
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Titolo III - Esercizio dell'attività di vendita al dettaglio sulle aree private in sede fissa
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Art. 6. - Programmazione della rete distributiva
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Art. 7. - Esercizi di vicinato
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Art. 8. - Medie strutture di vendita
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Art. 9. - Grandi strutture di vendita
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Art. 10. - Disposizioni particolari
1. La regione prevede disposizioni per favorire lo sviluppo della rete commerciale nelle aree montane, rurali e insulari, per riqualificare la rete distributiva e rivitalizzare il tessuto economico sociale e culturale nei centri storici, nonché per consentire una equilibrata e graduale evoluzione delle imprese esistenti nelle aree urbane durante la fase di prima applicazione del nuovo regime amministrativo. In particolare, prevede:
a) per i comuni, le frazioni e le altre aree con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, nonché nelle zone montane e insulari, la facoltà di svolgere congiuntamente in un solo esercizio, oltre all'attività commerciale, altri servizi di particolare interesse per la collettività, eventualmente in convenzione con soggetti pubblici o privati. Per queste aree le regioni possono prevedere l'esenzione di tali attività da tribu
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Titolo IV - Orari di vendita
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Art. 11. - Orario di apertura e di chiusura
1. Gli orari di apertura e di chiusura al pubblico degli esercizi di vendita al dettaglio sono rimessi alla libera determinazione degli esercenti nel rispetto delle disposizioni del presente articolo e dei criteri emanati dai comuni, sentite le organizzazioni locali dei consumatori, delle imprese del commercio e dei lavoratori dipendenti, in esecuz
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Art. 12. - Comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte
1. Nei comuni ad economia prevalentemente turistica, nelle città d'arte o nelle zone del territorio dei medesimi, gli esercenti determinano liberamente gli orari di apertura e di chiusura e possono derogare dall'ob
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Art. 13. - Disposizioni speciali
1. Le disposizioni del presente titolo non si applicano alle seguenti tipologie di attività: le rivendite di generi di monopolio; gli esercizi di vendita interni ai campeggi, ai villaggi e ai complessi turistici e alberghieri; gli esercizi di vendita al dettagli
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Titolo V - Offerta di vendita
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Art. 14. - Pubblicità dei prezzi
1. I prodotti esposti per la vendita al dettaglio nelle vetrine esterne o all'ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell'esercizio o su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, debbono indicare, in modo
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Art. 15. - Vendite straordinarie
2. Le vendite di liquidazione sono effettuate dall'esercente dettagliante al fine di esitare in breve tempo tutte le proprie merci, a seguito di: cessazione dell'attività commerciale, cessione dell'azienda, trasferimento dell'azienda in altro locale, trasformazi
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Titolo VI - Forme speciali di vendita al dettaglio
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Art. 16. - Spacci interni
1. La vendita di prodotti a favore di dipendenti da enti o imprese, pubblici o privati, di militari, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché la vendita ne
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Art. 17. - Apparecchi automatici
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Art. 18 - Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione
2. &Egra
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Art. 19. - Vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori
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Art. 20. - Propaganda a fini commerciali
1. L'esibizione o illustrazione di cataloghi e l'effettuazione di qualsiasi altra forma di propaganda
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Art. 21. - Commercio elettronico
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Titolo VII - Sanzioni
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Art. 22. - Sanzioni e revoca
1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8, 9, 16, 17, 18 e 19 del presente decreto “e le disposizioni di cui agli articoli 65, 66, 67, 68 e 69 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59,” N19 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 5.000.000 a lire 30.000.000.
2. In caso di particolare gravità o di recidiva il sindaco può inoltre disporre la sospensione della attività di vendita per un periodo non superiore a venti giorni. La recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa v
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Titolo VIII - Organismi associativi
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Art. 23. - Centri di assistenza tecnica
1. Al fine di sviluppare i processi di ammodernamento della rete distributiva possono essere istituiti centri di assistenza alle imprese costituiti, anche in forma consortile, dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative de
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Art. 24. - Interventi per i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi
1. I consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi di cui all'articolo 9, comma 9, del decreto-legge 1 ottobre 1982, n. 697, convertito dalla legge 29 novembre 1982, n. 887, e successive modifiche, possono costituire società finanziarie aventi per finalità lo sviluppo delle imprese operanti nel commercio, nel turismo e nei servizi.
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Titolo IX - Disposizioni transitorie e finali
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Art. 25. - Disciplina transitoria
1. I soggetti titolari di autorizzazione per l'esercizio dell'attività di vendita dei prodotti appartenenti alle tabelle merceologiche di cui all'allegato 5 al decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, e all'articolo 2 del decreto ministeriale 16 settembre 1996, n. 561, hanno titolo a porre in vendita tutti i prodotti relativi al settore merceologico corrispondente, fatto salvo il rispetto dei requisiti igienicosanitari, e ad ottenere che l'autorizzazione sia modificata d'ufficio con l'indicazione del settore medesimo a partire dalla data di pubblicazione del presente decreto, ad eccezione dei soggetti in possesso delle tabelle speciali riservate ai titolari di farmacie di cui all'allegato 9 del decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375, “nonché quella riservata ai soggetti titolari di rivendite di generi di monopolio di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 17 settembre 1996, n. 561” N24.
2. A partire
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Art. 26. - Disposizioni finali
2. Nel caso di esercizio promiscuo nello stesso locale dell'attività di vendita all'ingrosso e al dettaglio, l'intera superficie di vendita è presa
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Titolo X - Commercio al dettaglio su aree pubbliche
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Art. 27. - Definizioni
1. Ai fini del presente titolo si intendono:
a) per commercio sulle aree pubbliche, l'attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo o sulle aree private delle quali il comune abbia la disponibilità, attrezzate o meno, coperte o
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Art. 28. - Esercizio dell'attività
N12 “2. L'esercizio dell'attività di cui al comma 1 è soggetto ad apposita autorizzazione rilasciata a persone fisiche, a società di persone, a società di capitali regolarmente costituite o cooperative.”
N4 “2-bis. Le regioni, nell’esercizio della potestà normativa in materia di disciplina delle attività economiche, possono stabilire che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cui al comma 1 sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente del documento unico di regolarità contributiva (DURC), di cui all’articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In tal caso, possono essere altresì stabilite le modalità attraverso le quali i comuni, anche avvalendosi della collaborazione gratuita delle associazioni di categoria riconosciute dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, possono essere chiamati al compimento di attività di verifica della sussistenza e regolarità della predetta documentazione. L’autorizzazione all’esercizio e in ogni caso rilasciata anche ai soggetti che hanno ottenuto dall’INPS la rateizzazione del debito contributivo.
Il DURC, ai fini del presente articolo, deve essere rilasciato anche alle imprese individuali”.
3. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di vendita sulle aree pubbliche mediante l'utili
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Art. 29. - Sanzioni
1. Chiunque eserciti il commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione o fuori dal territorio previsto dalla autorizzazione stessa, nonché senza l'autorizzazione o il permesso di cui all'articolo 28, commi 9 e 10, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 5.000.000 a lire 30.000.000 e con la confisca delle attrezzature e della merce.
2. Chiunque violi le limitazioni e i divieti stabiliti per l'esercizio del commercio sulle ar
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Art. 30. - Disposizioni transitorie e finali
1. I soggetti che esercitano il commercio sulle aree pubbliche sono sottoposti alle medesime disposizioni che riguardano gli altri commercianti al dettaglio di cui al presente decreto purché esse non contrastino con specifiche disposizioni del presente titolo.
2. Fino all'emanazione delle disposizioni attuative di cui all'articolo 28 continuano ad applicarsi
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Titolo XI - Inadempienza delle regioni
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Art. 31. - Intervento sostitutivo
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, R qualora le regioni non esercitino le funzioni amministrative ad esse conferite dal presente decreto nei tempi dal medesimo previsti, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato richiede l'adempimento ponendo un termine non inferiore a sessanta giorni. Qualora la regione inadempiente non provveda nel termine assegnato, provvede il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la regione
Articolo 4, comma 4.
Articolo 2, commi 89, 90
D. Leg.vo 06/08/2012, n. 147
Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno.
Articoli 22, commi 1, 4, lett. c), 5, lett. b); 26, comma 2
Articoli 24, commi 4, ,5, 6; 25, comma 7
Articoli 5, commi 2, 4, 5; 7, commi 1; 16, commi 1, 2; 17, commi 1, 2; 18, comma 1; 19, commi 1, 2
Articoli 18, comma 3; 19, commi 3, 4; 28, commi 2, 4, 13
Articoli 28, comma 2-bis; 29, comma 4-bis
Articoli 28, comma 2-bis, lett. a); 29, comma 4. lett. c-bis)
Disposizioni integrative e correttive al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonché al decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5, in materia di disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa, ai sensi dell'articolo 1, commi 5, 5-bis e 6, della legge 14 maggio 2005, n. 80.
Articolo 5, comma 2, lett. a)
Articolo 24, comma 4, lett. a)
D.L. 09/09/2005, n. 182
Interventi urgenti in agricoltura e per gli organismi pubblici del settore, nonche' per contrastare andamenti anomali dei prezzi nelle filiere agroalimentari.
Articolo 28, comma 15
Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229.
Articoli 18, comma 7; 19, comma 9
Il decreto reca il «Codice del Consumo», che armonizza e riordina le norme concernenti i processi di acquisto e consumo, con la finalità di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti, e dei loro diritti fondamentali.
In particolare, il Capo I del Titolo IV della Parte III si occupa dei contratti relativi all’acquisizione di un diritto di godimento ripartito di beni immobili (cosiddetta «multiproprietà»). Segnaliamo inoltre gli artt. da 33 a 38, relativi alle clausole vessatorie inserite in contratti conclusi tra un professionista ed un consumatore, e da 45 a 49, relativi ai contratti stipulati tra un professionista ed un consumatore al di fuori dei locali commerciali.
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004).
Articolo 6, comma 1, lett. g)
D.L. 29/10/1999, n. 383
Disposizioni urgenti in materia di accise sui prodotti petroliferi e di accelerazione del processo di liberalizzazione del relativo settore.
Articolo 25, comma 1
L. 13/04/1999, n. 108
Nuove norme in materia di punti vendita per la stampa quotidiana e periodica.
Articolo 26, comma 4
Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo.
Articolo 24, comma 4, lett. c-bis)
Delib.C.R. Calabria 18/01/2000, n. 409
Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del D. Leg.vo n. 114/98 e della L.R. 17/99 art. 1, comma 2.
L.R. Campania 07/01/2000, n. 1
Direttive regionali in materia di distribuzione commerciale.
L.R. Molise 27/09/1999, n. 33
Disciplina regionale del commercio in attuazione del D.Leg.vo 31.3.1998, n. 114, recante: Riforma della disciplina relativa al Settore del Commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4 della L. 18.3.1997, n. 59.
Circ. Dirig.R. Sicilia 21/04/2015, n. 8
Articolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Esercizio del commercio in aree di valore culturale. Disposizioni.
Circ. R. Lombardia 10/02/2014, n. 3
Circolare in materia di dimensionamento di medie e grandi strutture di vendita e di commercio al dettaglio su area pubblica.
Risoluz. Ag. Entrate 05/06/2008, n. 227/E
Interpello- Hotel Alfa - Articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Deducibilità dal reddito d’impresa dei costi per efficienza energetica - articolo 1, comma 354, lettera a) della L. 27 dicembre 2006, n. 296.
L'Agenzia delle Entrate chiarisce che le attività alberghiere non possono beneficiare della deduzione dal reddito d'impresa pari al 36% dei costi per interventi di efficienza energetica per l'illuminazione sostenuti nei due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31/12/2006, come previsto dal comma 354, art. 1 della L. 296/2006.
L'esclusione delle attività alberghiere da detto beneficio fiscale è dovuta alla formulazione del comma in oggetto, che indica espressamente come soggetti beneficiari i soli soggetti esercenti attività d'impresa rientrante nel settore del commercio.
Si ricorda infatti che il citato comma 354 ha introdotto un'ulteriore deduzione dal reddito d'impresa in favore dei soggetti esercenti attività d'impresa nel settore commercio pari al 36% dei costi sostenuti per gli interventi elencati al medesimo comma, e consistenti in linea di massima nella sostituzione degli elementi illuminanti installati negli ambienti interni con altri ad alta efficienza energetica.
A tal proposito l'Agenzia precisa che la norma in questione ha natura agevolativa, in deroga al regime ordinario del Testo Unico delle imposte sui Redditi, ed è pertanto oggetto di stretta interpretazione, in quanto non può prestarsi, in aderenza ad un consolidato indirizzo in ambito amministrativo e giurisprudenziale, ad interpretazioni di tipo estensivo o analogico. Sempre per la sua natura di favore, tale norma richiede che l'attività sia effettivamente svolta e non soltanto ipotetica e potenziale.
Pertanto, alla luce di quanto argomentato, si puntualizza che le società che svolgono un'attività tipica di servizi, quale quella alberghiera, individuata dal codice ATECO 5510, non possono fruire dell'agevolazione in commento.
Circ.Ass.R. Sicilia 19/03/2007, n. 7
D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella L. 4 agosto 2006, n. 248. Artt. 3, 4, 5 e 11. Circolare esplicativa.
Circ.P.G.R. Veneto 05/09/2005, n. 4
L.R. 13.8.2004, n. 15 "Norme di programmazione per l’insediamento di attività commerciali nel Veneto". Circolare esplicativa.
Circ.Ass.R. Sicilia 09/10/2003, n. 8
L.R. 22.12.1999, n. 28. Riforma della disciplina del commercio.
Circ.Min. Industria, Comm. e Lav. 01/06/2000, n. 3487
Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Disciplina della vendita di beni tramite mezzo elettronico. Commercio elettronico.
Circ. Min. Industria, Comm. e Art. 15/11/1999, n. 530971
Accordo sull’adeguamento degli strumenti urbanistici di cui all’art. 6, del decreto decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
Circ.Min. Industria, Comm. e Lav. 15/06/1998, n. 3446
Decreto Legislativo 31.3.1998, n. 114 recante «Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'art. 4, quarto comma, lettera c), della legge 15.3.1997, n. 59». Art. 25, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6. Disciplina transitoria.
Liguria: contributi botteghe dell'entroterra (Bando 2018 - Termine iniziale)
La strada di campagna non esclude l'uso pubblico da Italia Oggi

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Articolo 4

Articolo 2

Articolo 5

Articolo 24

Articolo 28

Articolo 6

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 24
 art. 1

Articolo 52
 Articolo 11
 articolo 1
 art. 1
 Art. 15
 Art. 25