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Timestamp: 2018-12-16 21:17:43+00:00

Document:
martedì 30 dicembre 2014 12:07
COMPARTO MINISTERI – Quesito su eventuale applicabilità, alle fattispecie del day surgery e del day service, della disciplina di maggior favore relativa alle ipotesi di ricovero ospedaliero o di day hospital
E’ possibile estendere alle fattispecie del day surgery e del day service, il trattamento economico previsto nelle ipotesi di ricovero ospedaliero ovvero di day hospital?
martedì 30 dicembre 2014 12:04
COMPARTO REGIONI – AUTONOMIE LOCALI – Quesito su modalità di erogazione dei compensi spettanti ai titolari di posizione organizzativa per lavoro straordinario prestato in occasione di consultazioni elettorali
Con gli orientamenti applicativi RAL 1624 e RAL 1559, l’ARAN, sulla base della disciplina dell’art.39, comma 2, del CCNL del 14.9.2000, ha evidenziato che i compensi per lavoro straordinario elettorale possono essere erogati ai titolari di posizione organizzativa corrisposti “a consuntivo” in analogia con quanto previsto per la disciplina della retribuzione di risultato (richiamata dallo stesso art.39) e in coincidenza con la relativa attribuzione, anche se non è richiesto il momento della valutazione. In sostanza viene escluso che, in questa ipotesi, tali compensi possano essere erogati con le medesime modalità, anche temporali, previste per la generalità degli altri dipendenti. In materia tuttavia, occorre considerare anche che l’art.15, comma 3, del D.L.n.8/1993, nel testo risultante dalle modifiche recate dall’art.1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, ha fissato, perentoriamente, allo scadere del quarto mese successivo al giorno delle elezioni il termine entro il quale l’ente deve presentare la richiesta delle spese elettorali, allegando, relativamente agli straordinari, la copia degli atti di liquidazione e i mandati di pagamento. In tale ambito regolativo, quale comportamento l’ente deve correttamente adottare in materia?
Con gli orientamenti applicativi RAL 1624 e RAL 1559, l’ARAN, sulla base della disciplina dell’art.39, comma 2, del CCNL del 14.9.2000, ha evidenziato che i compensi per lavoro straordinario elettorale possono essere erogati ai titolari di posizione organizzativa corrisposti “a consuntivo” in anal ... Continua a leggere
mercoledì 24 dicembre 2014 10:31
SETTORE SANITA’ – Quesito su regolamentazione del patrocinio legale dei dipendenti e dei dirigenti del settore sanitario.
In quali casi i dipendenti hanno diritto alla tutela legale? In quale momento delle procedure giudiziarie civili o penali si colloca l’assunzione dell’onere di difesa a carico dell’Azienda?
mercoledì 24 dicembre 2014 10:29
COMPARTO REGIONI – AUTONOMIE LOCALI – Quesito su aumenti stipendiali riconosciuti al personale già in godimento di progressione economica orizzontale e quantificazione delle relative risorse da portare ad incremento delle “Risorse decentrate”
In relazione alla dichiarazione congiunta n. 14 allegata al CCNL del 22.1.2004, i maggiori incrementi stipendiali riconosciuti dall’art.29, comma 2, del medesimo CCNL del 22.1.2004 al personale già in godimento di progressione economica orizzontale devono essere finanziati con oneri a carico del bilancio? E da quale data (dal 22.1.2004 data di stipulazione del CCNL di cui si tratta o dall’l’1.1.2001)?Quali sono le corrette modalità di quantificazione e di applicazione di tale particolare disciplina contrattuale?
In relazione alla dichiarazione congiunta n. 14 allegata al CCNL del 22.1.2004, i maggiori incrementi stipendiali riconosciuti dall’art.29, comma 2, del medesimo CCNL del 22.1.2004 al personale già in godimento di progressione economica orizzontale devono essere finanziati con oneri a carico del bi ... Continua a leggere
mercoledì 24 dicembre 2014 10:27
COMPARTO REGIONI – AUTONOMIE LOCALI – Quesito su possibilità di sommare le ore fruite dal dipendente per diritto allo studio con quelle di lavoro effettivamente prestate, anche ai fini del riconoscimento di eventuali prestazioni di lavoro straordinario,
Un dipendente, con orario di lavoro 9,00-13,00 e 13,30-16,30, fruisce del diritto allo studio (le 150 ore, ai sensi dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000), entrando alle ore 11,18 (quindi fruendo del permesso dalle 9 alle 11,18) e lavorando fino alle 17,00. Ha diritto di vedersi riconosciuti 30 minuti di lavoro straordinario (dalle 16,30 alle 17,00)?
Un dipendente, con orario di lavoro 9,00-13,00 e 13,30-16,30, fruisce del diritto allo studio (le 150 ore, ai sensi dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000), entrando alle ore 11,18 (quindi fruendo del permesso dalle 9 alle 11,18) e lavorando fino alle 17,00. Ha diritto di vedersi riconosciuti 30 minuti ... Continua a leggere
giovedì 18 dicembre 2014 20:13
È disponibile in modalità on line sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il testo unico, aggiornato al dicembre 2014, sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ai sensi del d.lgs. n. 81/2008. Modificati gli artt. 28 comma 3-bis e 29 comma 3 come previsto dall’art. 13 della Legge 30/10/2014, n. 161, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea - Legge europea 2013-bis”, pubblicata sulla GU n. 261 del 10/11/2014, entrata in vigore il 25/11/2014; • Sostituito il decreto dirigenziale del 22 gennaio 2014 con il decreto dirigenziale del 29 settembre 2014 riguardante il nono elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11. (avviso pubblicato nella G.U. n.230 del 3 ottobre 2014); • Inserito il Decreto interministeriale 9 settembre 2014 riguardante i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell'opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo. (avviso pubblicato nella G.U. n. 212 del 12 settembre 2014). • Inserito il decreto interministeriale 22 luglio 2014 “Disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività”; • Sostituito il decreto dirigenziale del 31 marzo 2014 con il decreto dirigenziale del 21 luglio 2014 riguardante il quarto elenco dei soggetti abilitati ad effettuare i lavori sotto tensione in sistemi di II e III categoria; • Inseriti gli interpelli dal n. 10 al n. 15 del 11/07/2014, dal n. 16 al n. 23 del 06/10/2014 e dal n. 24 al n. 25 del 04/11/2014.
domenica 14 dicembre 2014 08:26
La Sesta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza in esame esamina la questione sostanziale della controversia, consistente nella legittimità del diniego in quanto basato sul regolamento, n. 757 del 1994, per il quale sono sottratti al diritto di accesso categorie di atti "in relazione all’esigenza di salvaguardare la riservatezza delle persone fisiche, di persone giuridiche…" e, in particolare, "documenti contenenti notizie acquisite nel corso di attività ispettive, quando dalla loro divulgazione possono derivare discriminatorie o indebite pressioni o pregiudizi a carico di lavoratori o di terzi".Al riguardo il Consiglio, all’esito di un approfondimento in materia, ha definito un indirizzo (Cons. Stato, Sez. VI, n. 863 del 2014), che si condivide, per cui l’esigenza della tutela della riservatezza dei lavoratori che hanno reso dichiarazioni in sede ispettiva:a) assume una particolare rilevanza “volta sia a prevenire eventuali ritorsioni o indebite pressioni da parte del datore di lavoro, sia a preservare, in un contesto più ampio, l’interesse generale ad un compiuto controllo della regolare gestione dei rapporti di lavoro”;b) ciò alla luce della normativa costituzionale ed europea (art. 4, 32 e 36 Cost. e art. 8 CEDU), nonché in base all’art. 8 dello Statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 1970), per cui si deve ritenere “in via generale prevalente, se non assorbente, la tutela apprestata dall'ordinamento alle esigenze di riservatezza delle suddette dichiarazioni, contenenti dati sensibili la cui divulgazione potrebbe comportare, nei confronti dei lavoratori, azioni discriminatorie o indebite pressioni”;c) non essendo peraltro l’ostensione dei detti documenti indispensabile per curare o difendere gli interessi giuridicamente rilevanti dei datori di lavoro, considerato che la compiuta conoscenza dei fatti e delle allegazioni loro contestati risulta di norma assicurata dal verbale di accertamento relativo alle dette dichiarazioni, ferma la possibilità, in ultima istanza, di ottenere accertamenti istruttori in giudizio;d) costituendo “la prevalenza del diritto alla riservatezza dei lavoratori che hanno reso le dichiarazioni rispetto alla tutela garantita dall’art. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990…un principio generale che, come tale, opera a prescindere dalla circostanza che l’istante sia o meno il datore di lavoro dei soggetti che hanno reso le dichiarazioni”.Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
venerdì 12 dicembre 2014 19:23
ARANAgenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni
venerdì 12 dicembre 2014 19:21
venerdì 12 dicembre 2014 19:18
venerdì 12 dicembre 2014 19:06
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11.12.2014 il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale sui "Criteri di accesso e modalita' di utilizzo delle misure di cui all'articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, recante: "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita".Nel Decreto è previsto un contributo pari ad un importo massimo di 600 euro mensili, per un periodo complessivo non superiore a sei mesi che può essere richiesto in luogo del congedo parentale e può essere utilizzato alternativamente per il servizio di baby sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati.Per maggiori informazioni sulla modalità telematica di accesso alla richiesta e sulle esclusioni scaricare il decreto cliccando su "Accedi al Provvedimento".
venerdì 5 dicembre 2014 15:35
Volontariato - Contributi per ambulanze e beni strumentali
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noti i criteri di attribuzione delle quote di “contributo” stabilite e disponibili per l'anno 2014. Al riguardo, sono stati predisposti e resi disponibili i modelli per la domanda di detto contributo, gli allegati e le linee guida rivolti alle associazioni di volontariato ed Onlus per la relativa richiesta/domanda, finalizzato all’acquisto di beni di utilità sociale, ambulanze, beni strumentali e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche. Il modello di domanda di contributo, ai sensi dell’art. 96 della legge 21 dicembre 2000 n. 342 e del D.M. attuativo 177/2010, deve essere predisposto con relativi allegati seguendo le linee guida indicate per la compilazione. Le associazioni di volontariato ed Onlus devono opportunamente presentare le richieste in parola, entro il 31 dicembre 2014.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noti i criteri di attribuzione delle quote di “contributo” stabilite e disponibili per l'anno 2014. Al riguardo, sono stati predisposti e resi disponibili i modelli per la domanda di detto contributo, gli allegati e le linee guida rivolti al ... Continua a leggere
venerdì 5 dicembre 2014 11:27
Il Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione ha diramato la circolare n. 6 del 4 dicembre per chiarire la portata dell'art. 6 del DL n. 90/2014 convertito nella Legge n. 114/2014 che ha introdotto nuove disposizioni in materia di "incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza".Nella circolare vengono precisati sia la cadenza temporale di applicazione dei nuovi divieti, sia i soggetti interessati, nonché la tipologia di incarichi vietati, incarichi consentiti ed infine gli incarichi gratuiti.Per scaricare la circolare cliccare su "Accedi al provvedimento".
Il Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione ha diramato la circolare n. 6 del 4 dicembre per chiarire la portata dell'art. 6 del DL n. 90/2014 convertito nella Legge n. 114/2014 che ha introdotto nuove disposizioni in materia di "incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza".Ne ... Continua a leggere
martedì 2 dicembre 2014 22:52
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 2.12.2014 è stato pubblicato il decreto del MEF recante "Perequazione automatica delle pensioni per l'anno 2014 e valore definitivo per l'anno 2013". In particolare la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l'anno 2013 ... Continua a leggere
lunedì 1 dicembre 2014 22:32
Il Consiglio di Stato, Sez. III nella sentenza del 28 novembre 2014 ha precisato che rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario, sia la controversia avente ad oggetto il diritto alla stabilizzazione, che la controversia avente ad oggetto la mobilità esterna con trasferimento del dipendente pubblico tra enti del medesimo comparto o tra enti di comparti diversi. Questa ultima, secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (9 sett. 2010 n.19251), si configura come cessione del contratto di lavoro, si verifica nel corso di un rapporto di lavoro già instaurato, non determina la costituzione di un nuovo rapporto di pubblico impiego o una nuova assunzione ma la sola modificazione soggettiva del rapporto di lavoro già in atto.Analoghe considerazioni, quanto alla giurisdizione, devono essere formulate con riguardo alle procedure di stabilizzazione che non si basano su una scelta comparativa tra più aspiranti, ma sulla esigenza apprezzata a livello legislativo di consolidare, con rapporti di lavoro a tempo indeterminato, posizioni lavorative a tempo determinato a condizione che siano preventivamente verificati i requisiti previsti legislativamente, ed in specie, che il conseguimento del rapporto di lavoro a tempo determinato sia avvenuto mediante procedure selettive di natura concorsuale.(...) La Suprema Corte regolatrice della giurisdizione ha osservato che in tutti i casi in cui vengano in considerazione atti amministrativi presupposti, ove si agisca a tutela di posizioni di diritto soggettivo in materia di lavoro pubblico, è consentita esclusivamente l’instaurazione del giudizio davanti al giudice ordinario, nel quale la tutela è assicurata dalla disapplicazione dell’atto e dagli ampi poteri riconosciuti a tale giudice dal secondo co. dell’art. 63 del d.lgs. 165/ (SS.UU. ord. 5.6.2006 n.13169; idem sentenza 6.3.2009 n.5458).Carente di giurisdizione è inoltre il giudice amministrativo sulla domanda dei ricorrenti in primo grado, di declaratoria di inefficacia dei contratti a tempo indeterminato del personale precario nelle more stipulati in virtù delle procedure di stabilizzazione in quanto siffatta domanda, investendo atti estranei alla procedura concorsuale, successivi all’assunzione è attratta dalla giurisdizione del giudice ordinario.Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
venerdì 28 novembre 2014 18:28
lunedì 24 novembre 2014 22:53
Procedure concorsuali: sulla graduatorie di istituto decide il giudice amministrativo
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 24.11.2014
L’art. 63, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) prevede che sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, incluse, tra l’altro, quelle controversie concernenti il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali.Il comma 4 del medesimo art. 63 stabilisce che rimangono attribuite alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché, in sede di giurisdizione esclusiva, quelle relative ai rapporti di lavoro del personale in regime di diritto pubblico.La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha affermato che, in presenza di graduatorie permanenti ad esaurimento, non viene in rilievo una procedura concorsuale in quanto «si tratta di inserimento in graduatoria di coloro che sono in possesso di determinati requisiti, anche sulla base della pregressa partecipazione a concorsi, in una graduatoria preordinata al conferimento di posti che si rendono via via disponibili», con la conseguenza che «è esclusa comunque ogni tipologia di attività autoritativa sulla base di valutazioni discrezionali» (Cons. Stato, Ad. plen., sentenza 12 luglio 2011, n. 11).La stessa giurisprudenza amministrativa ha affermato che questi principi non operano in presenza di una graduatoria di istituto, in relazione alla quale: «ricorrono tutti gli elementi caratteristici della procedura concorsuale, da ascrivere alla giurisdizione amministrativa ai sensi dell’art. 63, comma quarto, del d.l.gs. 165 del 2001: il bando iniziale, la fissazione dei criteri valutativi dei titoli, la presenza di una commissione incaricata della valutazione dei titoli dei candidati, la formazione di una graduatoria finale» (Cons. Stato, sez. VI, 15 febbraio 2012, n. 7773).Nel caso di specie venendo in rilievo un graduatoria di istituto deve ritenersi che si è in presenza di una vera e propria procedura concorsuale, con giurisdizione del giudice amministrativo.La sentenza impugnata deve, pertanto, essere annullata con rinvio della causa al primo giudice perché la decida nel merito (art. 105 cod. proc. amm.).Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al provvedimento".
L’art. 63, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) prevede che sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle ... Continua a leggere
giovedì 20 novembre 2014 21:32
INPS: Nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (cd. sesta salvaguardia)
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell'INPS del 20.11.2014
L'Inps con comunicato del 20 novembre rende noto che a decorrere dal 6 novembre, sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica, contenute nella legge 10 ottobre 2014, n. 147. La cosiddetta “sesta salvaguardia” introduce una serie di misure che vanno ad impattare direttamente su quanto precedentemente disposto con le cd. “seconda” e “quarta” salvaguardia. Le modifiche apportate dall’articolo 1 comportano in particolare significative riduzioni dei contingenti numerici dei beneficiari e riguarda due categorie di lavoratori: quelli collocati in mobilità sulla base di quanto previsto dalla legge n. 135 del 2012 (cd. seconda salvaguardia) e quelli cessati in base a risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro di cui alla legge 124 del 2013 (cd. quarta salvaguardia). L’articolo 2 prevede l’applicazione ad ulteriori categorie di lavoratori dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima dell’entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. L’articolo 3 reca l’interpretazione autentica dell’articolo 1, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. L’articolo 4 riguarda la copertura finanziaria delle nuove disposizioni. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".
L'Inps con comunicato del 20 novembre rende noto che a decorrere dal 6 novembre, sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica, contenute nella legge 10 ottobre 2014, n. 147. La cosiddetta “sesta salvaguardia” introduce una serie di misure che vanno ad impatt ... Continua a leggere
mercoledì 19 novembre 2014 18:51
Volontariato: finanziamento dei progetti sperimentali - linee di indirizzo 2014
Il Fondo Nazionale per il Volontariato finanzia progetti sperimentali, le risorse finanziarie, nel complesso disponibili, ammontano, per l'anno 2014, ad euro 2.000.000,00. Parallelamente sono state individuate le linee di Indirizzo, di cui all'articolo 12, comma 1, lettera d), della legge n. 266 del 1991. Le suddette linee di indirizzo, a firma del Sottosegretario delegato Luigi Bobba, dello scorso 11 novembre 2014, sono state trasmesse, da ultimo, ai competenti Organi di controllo per gli adempimenti di competenza. Nello specifico dette linee di indirizzo sono state predisposte al fine di permettere la presentazione e l’implementazione di “progetti sperimentali ed innovativi di volontariato”, (con un costo complessivo, per ciascuna proposta progettuale, che non può superare l’importo di € 30.000), da parte di organizzazioni del terzo settore/volontariato legalmente costituite da almeno due anni e regolarmente iscritte nei prescritti registri regionali/provinciali di detto settore/ambito, anche attraverso la partecipazione di Amministrazioni pubbliche, istituzioni scolastiche, Università. Le specifiche richiesta di contributo, la descrizione analitica del progetto e il piano economico (contenuti nel formulario allegato alle Linee di indirizzo), devono essere compilati ed inviati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, esclusivamente attraverso la piattaforma informatica all'indirizzo: www.direttiva266.it, entro e non oltre le ore 13.00 del 10 dicembre 2014. Detta piattaforma informatica, opportunamente predisposta, con i necessari aggiornamenti tecnici, sarà attiva a partire dalle ore 17.00 del 20 novembre 2014. In allegato quindi alle linee di indirizzo è stato inserito, come detto, uno specifico formulario unico per la presentazione delle proposte progettuali che si compone: dalla istanza di contributo, del progetto descrivendo le modalità di realizzazione e del piano economico conseguente.
Il Fondo Nazionale per il Volontariato finanzia progetti sperimentali, le risorse finanziarie, nel complesso disponibili, ammontano, per l'anno 2014, ad euro 2.000.000,00. Parallelamente sono state individuate le linee di Indirizzo, di cui all'articolo 12, comma 1, lettera d), della legge n. 266 de ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 14:50
Mobbing: le coordinate giurisprudenziali per l'accertamento di una condotta mobbizzante
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 4.11.2014
Nella sentenza in esame la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto di confermare le coordinate giurisprudenziali formatesi in materia a tenore delle quali: - per mobbing, in assenza di una definizione normativa, si intende normalmente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, complessa, continuata e protratta nel tempo, tenuta nei confronti di un lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si manifesta con comportamenti intenzionalmente ostili, reiterati e sistematici, esorbitanti od incongrui rispetto all'ordinaria gestione del rapporto, espressivi di un disegno in realtà finalizzato alla persecuzione o alla vessazione del lavoratore, tale che ne consegua un effetto lesivo. A tal fine, la condotta di mobbing del datore di lavoro va esposta nei suoi elementi essenziali dal lavoratore, che non può limitarsi davanti al giudice a genericamente dolersi di esser vittima di un illecito (ovvero ad allegare l'esistenza di specifici atti illegittimi), ma deve quanto meno evidenziare qualche concreto elemento in base al quale il Giudice Amministrativo possa verificare la sussistenza nei suoi confronti di un più complessivo disegno preordinato alla vessazione o alla prevaricazione (Sez. IV, 6 agosto 2013, n. 4135; Sez. VI, 12 marzo 2012, n. 1388); - non si ravvisano gli estremi del mobbing nell'accadimento di episodi che evidenziano screzi o conflitti interpersonali nell'ambiente di lavoro e che per loro stessa natura non sono caratterizzati da volontà persecutoria essendo in particolare collegati a fenomeni di rivalità, ambizione o antipatie reciproche. In particolare nel lavoro "pubblico", per configurarsi una condotta di mobbing, è necessario un disegno persecutorio tale da rendere tutti gli atti dell'amministrazione, compiuti in esecuzione di tale sovrastante disegno, non funzionali all'interesse generale a cui sono normalmente diretti (Sez. IV, 19 marzo 2013, n. 1609; Sez. VI, 15 giugno 2011, n. 3648); - la ricorrenza di un'ipotesi di condotta mobbizzante deve essere esclusa quante volte la valutazione complessiva dell'insieme di circostanze addotte (ed accertate nella loro materialità), pur se idonea a palesare, singolarmente, elementi od episodi di conflitto sul luogo di lavoro, non consenta di individuare, secondo un giudizio di ordinaria verosimiglianza, il carattere esorbitante ed unitariamente persecutorio e discriminante nei confronti del singolo del complesso delle condotte poste in essere sul luogo di lavoro. Segue da ciò che, nel verificare l'integrazione del mobbing è necessario, anche in ragione della indeterminatezza normativa della figura, attendere ad una valutazione complessiva ed unitaria degli episodi lamentati dal lavoratore, da apprezzare per accertare tra l'altro, da un lato, l'idoneità offensiva della condotta datoriale (desumibile dalle sue caratteristiche di persecuzione e discriminazione) e, dall'altro, la connotazione univocamente emulativa e pretestuosa della condotta (Sez. VI, 17 febbraio 2012, n. 856; Sez. IV, 10 gennaio 2012, n. 14); - non si può addebitare un disegno persecutorio qualora non sia possibile desumere elementi di prova dalla illegittimità dei provvedimenti, non essendo stati, tali atti, impugnati, e non siano state provate condotte personali dei superiori del dipendente tali da manifestare il connotato della vessatorietà, delle minacce, della violenza e delle ingiurie. Di conseguenza, la domanda di risarcimento dei danni discendenti da illecito demansionamento e mobbing non può essere accolta qualora il lavoratore non abbia tempestivamente impugnato i provvedimenti organizzativi, adottati dall'Amministrazione nell'ambito della sua attività gestionale, da cui è derivata l'asserita modifica peggiorativa del rapporto lavorativo (Sez. V, 27 maggio 2008, n. 2515). Alla stregua dei predetti orientamenti giurisprudenziali, l’appello risulta destituito di fondamento e la sentenza impugnata merita conferma, essendo esente dalle censure mosse per le considerazioni nel seguito sviluppate.....3.- In punto di diritto il discorso deve muovere dal costante orientamento interpretativo sopra precisato di questo Consiglio di Stato, secondo cui per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità.....Sul punto vale rilevare, come precisato da Cassazione civile (Sez. lavoro, sentenza 5 agosto 2010, n. 18283), che, in tema di provvedimento del datore di lavoro a carattere ritorsivo, l'onere della prova grava sul lavoratore, potendo esso essere assolto con la dimostrazione di elementi specifici, tali da far ritenere con sufficiente certezza l'intento di rappresaglia, il quale deve aver avuto efficacia determinativa esclusiva della volontà del datore di lavoro, anche rispetto ad altri fatti rilevanti ai fini della configurazione del provvedimento illegittimo. Ne consegue che, in sede di giudizio di legittimità, il lavoratore che censuri la sentenza di primo grado per aver negato carattere ritorsivo al provvedimento datoriale non può limitarsi a dedurre la mancata considerazione, da parte del giudice, di circostanze rilevanti in astratto ai fini della ritorsione, ma deve indicare elementi idonei ad individuare la sussistenza di un rapporto di causalità tra le circostanze pretermesse e l'asserito intento di rappresaglia. Ad ogni modo, nel concreto, le lamentate pause lavorative sono connesse a disfunzioni o a diverse impostazioni organizzative dei superiori rispetto a quelle ritenute più valide dalla ricorrente o conseguenti agli oscillanti orientamenti giustiziali in tema di collocamento a riposo dei docenti universitari. Per caricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
Nella sentenza in esame la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto di confermare le coordinate giurisprudenziali formatesi in materia a tenore delle quali: - per mobbing, in assenza di una definizione normativa, si intende normalmente una condotta del datore di lavoro o del superiore ge ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 13:03
Nella controversia sottoposta all'esame della Quinta Sezione del Consiglio di Stato è stata ritenuta fondata l’eccezione di improcedibilità del ricorso di primo grado per omessa impugnazione delle graduatorie definitive. La graduatoria finale formata dagli Enti e dalle Province, a mezzo della quale sono stati assegnati i posti, configura un atto autonomamente lesivo della posizione dei ricorrenti, da impugnare nel termine di decadenza, la cui inoppugnabilità ha fatto divenire improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il gravame proposto contro gli atti presupposti ed intermedi. Sul punto di diritto controverso la Sezione non si è quindi discostata dai principi elaborati dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, secondo cui una volta impugnati il bando e/o l’esclusione dal concorso (o da una procedura ad evidenza pubblica), occorre poi impugnare anche l’atto conclusivo del procedimento nel frattempo intervenuto, pena l’improcedibilità del ricorso avverso l’atto presupposto (Consiglio di Stato, Sezione V, 11 agosto 2010, n. 5618, 17 settembre 2008, n. 4400, 10 maggio 2010 n. 2766, 26 agosto 2008, n. 4053). Tale conclusione trova conforto nel condiviso orientamento giurisprudenziale, secondo il quale la non necessità di impugnazione dell’atto finale, quando sia stato già contestato quello preparatorio, opera unicamente quando tra i due atti vi sia un rapporto di presupposizione-consequenzialità immediata, diretta e necessaria, nel senso che l’atto successivo si pone quale inevitabile conseguenza di quello precedente, perché non vi sono nuove ed autonome valutazioni di interessi, né del destinatario dell’atto presupposto, né di altri soggetti. Diversamente, quando l’atto finale, pur partecipando della medesima sequenza procedimentale in cui si colloca l’atto preparatorio, non ne costituisce conseguenza inevitabile perché la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, l’immediata impugnazione dell’atto preparatorio non fa venir meno la necessità di impugnare l’atto finale (Consiglio di Stato, Sezione V, 11 agosto 2010; 22 gennaio 2014, n. 329) . Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
Nella controversia sottoposta all'esame della Quinta Sezione del Consiglio di Stato è stata ritenuta fondata l’eccezione di improcedibilità del ricorso di primo grado per omessa impugnazione delle graduatorie definitive. La graduatoria finale formata dagli Enti e dalle Province, a mezzo della qual ... Continua a leggere

References: art.39
 sentenza 
 art. 8
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 sentenza 
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 sentenza 
 art. 63
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