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Timestamp: 2018-11-18 03:54:03+00:00

Document:
Thursday, 13 April 2017 17:03
Il nuovo Codice degli Appalti – Approvato il decreto correttivo
Il Consiglio dei Ministri del 13 aprile ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo correttivo del Codice dei contratti pubblici, adottato a norma dell’art. 1, comma 8, della legge delega n. 11/2016, ad esito alla consultazione pubblica e visto anche il parere del Consiglio di Stato. Nelle intenzioni del Governo, palesate nel comunicato stampa diramato al termine del CdM, il decreto contiene modifiche di coordinamento ai fini di una più agevole lettura e interpretazione del testo, integrazioni volte a chiarire la portata di alcuni istituti e, infine, «limitate modifiche ad alcuni istituti rilevanti, conseguenti alle criticità evidenziate nella prima fase attuativa del Codice».
Il comunicato stampa, inoltre, ha cura di segnalare, tra le modifiche più rilevanti, quelle che riguardano i seguenti istituti:
1. appalto integrato: si introduce un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza;
2. progettazione: si introduce l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara;
3. contraente generale: si prevede una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale, per evitare che il ricorso all’istituto per soglie minimali concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato;
4. varianti: si integra la disciplina della variante per errore progettuale, specificando che essa è consentita solo entro i limiti quantitativi del de minimis;
5. subappalto: è confermata la soglia limite del 30 % sul totale dell’importo contrattuale per l’affidamento in subappalto;
6. semplificazioni procedurali: in caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni;
7. manutenzione semplificata: viene definita da un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e nel limite di importo di 2 milioni e mezzo di euro;
8. dibattito pubblico: sarà effettuato sui progetti di fattibilità tecnica economica e non sui documenti delle alternative progettuali come nel testo approvato in via preliminare;
9. costo della manodopera: se ne prevede la specifica individuazione ai fini della determinazione della base d’asta;
10. albo dei collaudatori: è stato inserito l’obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo.
Revocazione delle sentenze del Consiglio di Stato – Contrasto tra giudicato di ottemperanza e di cognizione
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 1 del 6 aprile, ha affermato che non è ammesso il ricorso per revocazione ex art. 395, n. 5, c.p.c., avverso una sentenza di ottemperanza che contrasti con una sentenza di cognizione o con altre precedenti sentenze di ottemperanza intervenute nel medesimo giudizio. In tale ipotesi di c.d. giudicato “a formazione progressiva” non è, quindi, configurabile il vizio revocatorio, difettando in radice il presupposto del contrasto tra giudicati resi in giudizi con identità di soggetti e di oggetto, tale da determinare una ontologica e strutturale concordanza degli elementi essenziali delle due decisioni. In particolare, le decisioni a confronto devono risultare fra loro incompatibili in quanto dirette a tutelare beni ed interessi di identico contenuto, nei confronti delle stesse parti, con riferimento ad identici petitum e causa petendi. Tale contrasto, per la configurabilità del vizio, deve quindi manifestarsi in relazione a sentenze aventi un contenuto decisorio di merito, suscettibili di acquistare autorità di cosa giudicata sostanziale, non essendo invece configurabile in relazione a sentenze (o ad altri provvedimenti giudiziali a queste assimilabili) a mero contenuto processuale.
ANAC – Decadenza dalle attestazioni SOA, iscrizione nel casellario informatico, inibizione dalla partecipazione alle gare
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 1552 del 4 aprile, ha dichiarato illegittimo un provvedimento dell’ANAC che, nel pronunciare nei confronti di un’impresa la decadenza dalle attestazioni di qualificazione SOA ai sensi dell’art. 40, comma 9-ter, d.lgs. n. 163/2006, oltre all’applicazione di una sanzione amministrativa, aveva disposto anche l’inserimento nel casellario informatico ai fini dell’inibitoria alla partecipazione a procedure di affidamento per un anno, ai sensi del comma 9-quater dello stesso articolo. Ai fini dell’applicazione di tale ulteriore sanzione, infatti, la norma richiede che siano ravvisabili elementi sufficienti per formulare un addebito di colpa grave o addirittura di dolo. Pertanto, qualora il comportamento della società sia stato conforme ai parametri di diligenza professionale, non la si potrà iscrivere nel casellario informatico inibendole la partecipazione alle gare per un anno.
Avvalimento – Requisiti “immateriali”, strutture organizzative e mezzi
La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 1608 del 6 aprile, ha ulteriormente chiarito, prendendo le mosse dalla recente presa di posizione dell’Adunanza Plenaria (sentenza n. 23/2016), quale debba essere il contenuto del contratto di avvalimento qualora questo abbia ad oggetto esclusivamente requisiti “immateriali” (si pensi all’iscrizione in un determinato registro o albo, al fatturato globale o specifico ovvero al patrimonio esperienziale). In tal caso, ad avviso della V Sezione, l’obbligazione che scaturisce dal contratto non è costituita dalla messa a disposizione da parte dell'impresa ausiliaria di strutture organizzative e mezzi materiali – come avviene nell’avvalimento “tradizionale” – ma più semplicemente dal suo impegno a garantire con le proprie complessive risorse economiche e di esperienza professionale l'impresa ausiliata. In siffatte ipotesi, pertanto, non è necessario che la dichiarazione negoziale contenuta nel contratto di avvalimento faccia espresso riferimento a specifici beni patrimoniali volti ad esprimere una determinata consistenza patrimoniale, essendo sufficiente che dalla dichiarazione contenuta nel contratto emerga l’espresso impegno contrattuale della società ausiliaria a prestare ed a mettere a disposizione della concorrente ausiliata la sua complessiva solidità finanziaria ed il suo patrimonio esperienziale.
ANAC – Aperte le consultazioni per la predisposizione di linee guida sul sistema di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici e del Contraente Generale
A partire dal 3 aprile e fino al 3 maggio 2017, sono aperte le consultazioni online sul sito dell’ANAC in merito all’adozione delle linee guida recanti «Sistema unico di qualificazione del contraente generale». Tali linee guida sono volte a fornire alle Società Organismo di Attestazione (SOA), deputate all’attestazione del possesso dei requisiti da parte del Contraente Generale ai sensi dell’art. 197 del Codice, le indicazioni operative per una corretta qualificazione dei soggetti interessati. Entro lo stesso termine, sono altresì aperte le consultazioni in merito all’adozione delle linee guida recanti «Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro». Al fine di garantire uniformità tra i sistemi di attestazione, per la qualificazione del contraente generale è stata adottata una procedura di qualificazione simile a quella per il conseguimento dell’attestazione per gli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150.000 euro, tenendo in debito conto le peculiarità della figura del Contraente Generale.
ANAC – Scelta dei componenti delle commissioni giudicatrici, disciplina transitoria
L’ANAC, con comunicato del Presidente del 22 marzo, ha fornito dei chiarimenti in merito alla disciplina transitoria per la scelta dei componenti delle commissioni giudicatrici delle gare di appalto, in attesa che entri in vigore l’apposito Regolamento ANAC teso a disciplinare le procedure informatiche per garantire la casualità della scelta, la corrispondenza delle professionalità richieste, la rotazione degli esperti, nonché le modalità di comunicazione tra l’Autorità, le stazioni appaltanti e i commissari di gara. L’Autorità ha, quindi, chiarito che, fino all'adozione della disciplina in materia di iscrizione all'Albo, si applicherà il regime transitorio previsto dagli artt. 77, comma 12, e 216, comma 12, d.lgs. n. 50/2016, ai sensi dei quali la commissione continua ad essere nominata dall'organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, secondo regole di competenza e trasparenza preventivamente individuate da ciascuna stazione appaltante.
DURC – Giurisdizione del giudice amministrativo, ricorsi in Cassazione ex art. 111 Cost.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 8117 del 19 marzo, decidendo un ricorso avverso una sentenza del Consiglio di Stato ex art. 111, comma 8, Cost., hanno cassato con rinvio detta sentenza, che aveva negato la giurisdizione del Giudice amministrativo in ordine all’accertamento della regolarità del DURC, omettendo così di esaminare le censure formulate dalle ricorrenti avverso la pronuncia del T.A.R. in parte qua. Con tale sentenza il Consiglio di Stato aveva, infatti, indebitamente negato la propria giurisdizione, in quanto la produzione della certificazione che attesta la regolarità contributiva dell’impresa partecipante alla gara di appalto (c.d. “DURC”) costituisce uno dei requisiti posti dalla normativa di settore ai fini dell’ammissione alla gara. In ragione di ciò, nelle controversie relative a procedure di affidamento di lavori, servizi o forniture, appartiene alla cognizione del giudice amministrativo anche la verifica della regolarità di tale certificazione.
Last Updated ( Wednesday, 19 April 2017 14:23 )

References: sentenza 
 art. 395
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 111
 sentenza 
 sentenza 
 art. 111
 sentenza