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Timestamp: 2020-04-02 23:59:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14242 del 07/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14242 del 07/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 07/06/2017, (ud. 19/05/2017, dep.07/06/2017), n. 14242
sul ricorso 9253-2015 proposto da:
BAROCCI LAURA, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE rappresentata e difesa FABIO BAJETTO, PAOLA
ELISA CECI; (AMESSA G.P.);
avverso il decreto n. R.G. 273/20214 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
depositato l’11/12/2014;
– che la parte ricorrente ha proposto ricorso, fondato su due motivi, avverso il decreto della Corte d’appello di Genova dell’11 dicembre 2014, il quale, dopo aver respinto l’eccezione di tardività del reclamo, in accoglimento del medesimo ha ridotto da Euro 450,00 ed Euro 350,00 l’assegno di mantenimento già disposto per il figlio minore;
– che il primo motivo, il quale censura la violazione e la falsa applicazione degli artt. 292, 325 e 739 c.p.c., oltre al vizio di omesso esame ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (come sostituito dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, comma 1, lett. b), conv. dalla L. 7 agosto 2012, n. 134), è manifestamente fondato;
– che, infatti, la corte del merito – dopo avere rilevato, nella narrativa dei fatti processuali, come il M. fosse rimasto contumace in primo grado – ha poi respinto l’eccezione di decadenza del reclamo, dalla B. sollevata e fondata sull’avvenuta notificazione, da parte della stessa, del decreto di prime cure, in forma esecutiva, personalmente al resistente presso il suo domicilio, e non, invece, al domicilio eletto presso il procuratore costituito;
– che costituisce principio consolidato quello secondo cui, nell’ipotesi in cui il giudizio si sia svolto nella contumacia di una parte, la sentenza che lo conclude deve essere notificata alla parte personalmente ai sensi dell’art. 292 c.p.c., u.c., anche al fine della decorrenza del termine breve per impugnare, nè tale prescrizione può trovare deroga quando la notifica della sentenza sia avvenuta in forma esecutiva ai sensi dell’art. 479 c.p.c., non avendo rilevanza il fine processuale per il quale essa sia stata effettuata (fra le altre, Cass. 14 marzo 2013, n. 6571; 18 aprile 2000, n. 4975);
– che il secondo motivo è meramente apparente, limitandosi esso a chiedere una diversa pronuncia sulle spese del reclamo;
– che il decreto impugnato va dunque cassato senza rinvio, ai sensi dell’art. 382 c.p.c., con condanna alle spese anche del giudizio di reclamo, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 2.
La Corte cassa senza rinvio il decreto impugnato e condanna M.S. al pagamento delle spese dei giudizi di legittimità e di reclamo, liquidate, quanto al secondo grado, in Euro 800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre alle spese forfetarie ed agli accessori di legge, e, quanto alla presente fase, in Euro 900,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre alle spese forfetarie al 15% ed agli accessori di legge.

References: Sentenza 
 art. 360
 art. 54
 sentenza 
 sentenza 
 Cass.