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Timestamp: 2018-09-22 19:43:10+00:00

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Art. 2477 codice civile: Sindaco e revisione legale dei conti
Codice civile Art. 2477 codice civile: Sindaco e revisione legale dei conti
L’atto costitutivo (1) può prevedere, determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti (2), la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo (3).
COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 GIUGNO 2014, N. 91, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 11 AGOSTO 2014, N. 116
La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria (4) se la società:
c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis (5).
Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni (6) (7).
L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato (8).
Atto costitutivo: [v. 2295].
Sindaci: membri del collegio sindacale, organo di controllo interno della società [v. 2335]; il sistema dei controlli interni della s.r.l. è stato semplificato con l’introduzione dell’organo monocratico di controllo (sindaco unico).
Revisore: in generale, è il soggetto che, avendo le competenze richieste, controlla l’osservanza della legge o dell’atto costitutivo riguardo alla gestione da parte degli amministratori e in sede di decisione dei soci.
Esercizio (sociale): periodo di tempo, generalmente di dodici mesi, cui si fa riferimento per evidenziare i risultati della gestione relativamente alle attività svolte dalla società.
(1) Nelle s.r.l., di norma, la nomina dell’organo di controllo (collegiale o monocratico) è facoltativa in quanto affidata alle previsioni dell’atto costitutivo.
(2) Nella nuova disciplina è previsto che la revisione legale dei conti venga affidata all’organo di controllo o al revisore (alternativamente, in base al tenore letterale della norma) le cui competenze e poteri sono determinati dall’atto costitutivo (e riguardano sia il controllo di gestione [v. 2403] che la revisione legale dei conti [v. 2409bis]).
(3) L’organo di controllo è inderogabilmente monocratico solo se lo statuto non dispone diversamente. Di conseguenza è previsto che lo statuto possa nominare un collegio sindacale come per le s.p.a.
(4) Restano ferme le altre ipotesi di nomina obbligatoria. Nell’attuale formulazione dell’articolo l’organo di controllo può essere monocratico, salvo diversa previsione dello statuto.
(5) Cioè quando per due esercizi consecutivi il totale dell’attivo dello stato patrimoniale è superiore ai 4.400.000 euro, i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono superiori ai 8.800.000 euro, i dipendenti occupati in media durante l’esercizio sono superiori a 50 unità. In sostanza, l’obbligatorietà dell’organo di controllo si ha nelle società di dimensioni più grandi, dal momento che un’impresa che non superi i limiti precedentemente indicati si presume che sia di medie o piccole dimensioni.
(6) Le disposizioni sulle s.p.a. si applicano a tutti i casi di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, lasciando all’interprete il compito di individuare quali siano in concreto le norme applicabili, in quanto compatibili con la natura monocratica.
(7) L’atto costitutivo determina le competenze e i poteri dell’organo di controllo, compresa la revisione dei conti. Anche l’art. 2463 stabilisce che sia l’atto costitutivo ad indicare l’eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti.
(8) È espressamente previsto che l’assemblea, in sede di approvazione del bilancio in cui vengono superati i limiti che rendono obbligatoria la nomina, debba provvedere, entro trenta giorni; in caso di inerzia, provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato (la concreta individuazione dei soggetti interessati, che manca nella norma, porta a ritenere che possano essere, tra gli altri, i creditori sociali). Non sono previste sanzioni per il caso di mancata nomina.
L’introduzione di un organo monocratico di controllo, pur se derogabile dallo statuto, è motivata dall’esigenza di semplificare e ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese; la revisione legale dei conti è prevista a tutela dei soci e dei terzi che entrano in rapporto con la società, nonché per il corretto funzionamento della società stessa. In concreto bisogna verificare se dalla concentrazione di competenze e poteri in capo ad una sola persona non derivino ulteriori ostacoli all’attività di impresa che ci si propone, invece, di semplificare e rilanciare.
L'estensione della legittimazione ai sindaci di società a responsabilità limitata obbligata alla nomina del collegio sindacale a promuovere la denunzia al tribunale di gravi irregolarità trova fondamento nel rinvio contenuto nell'art. 2477 c.c. alla disciplina del collegio sindacale prevista per le società per azioni.
Tribunale Trieste 21 gennaio 2011
È ammissibile il ricorso presentato dai sindaci di nomina obbligatoria di una società a responsabilità limitata (art. 2477 comma 2 c.c.) ai sensi dell'art. 2409 c.c. essendo connaturato al controllo sugli atti sociali tipico dei sindaci, il potere di suscitare i provvedimenti della norma da ultimo richiamata al fine di poter ovviare alle "gravi irregolarità" riscontrate durante i loro compiti, dei quali, altrimenti dovrebbero restare impotenti spettatori.
Tribunale Milano 26 marzo 2010
Il procedimento previsto dall'art. 2409 c.c. per il controllo giudiziario della società per azioni non è applicabile alla società a responsabilità limitata, in tal senso deponendo, oltre alla diversità dei connotati attribuiti a tale tipo di società dalla riforma organica di cui al d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, la formulazione letterale dell'art. 2488 c.c. (nel testo introdotto dal d.lg. n. 6 cit.) e dell'art. 92 disp. att. c.c., nonché, per le ipotesi in cui sia obbligatoria la costituzione del collegio sindacale, la genericità del rinvio alla disciplina delle società per azioni contenuto nell'art. 2477 c.c., il quale va pertanto riferito ai soli requisiti professionali ed alle cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dei sindaci previste dagli art. 2397 e ss. c.c., conformemente all'intento manifestato dal legislatore di privatizzare il controllo societario in favore dei singoli soci.
Cassazione civile sez. I 13 gennaio 2010 n. 403
La Corte ha affermato l’inammissibilità del controllo giudiziario di cui all’art. 2409 c.c. nella società a responsabilità limitata, sia pure allorché il ricorso sia proposto dal collegio sindacale obbligatorio costituito ai sensi dell’art. 2477 c.c.
Il rinvio alle disposizioni in tema di società per azioni dettato dall'art. 2477 comma ultimo c.c. in tema di società a responsabilità limitata, va interpretato come richiamo ai requisiti professionali, alle cause di ineleggibilità, decadenza ed incompatibilità dei sindaci stabilite dagli art. 2397 ss. c.c., nonché alle rispettive funzioni e ai poteri indicati dagli art. 2403 ss. c.c., ma non può certamente valere ad assegnare loro il potere di sollecitare il controllo giudiziario in relazione a ravvisate irregolarità gestionali, a ciò ostando la formulazione letterale delle disposizioni vigenti, l'intenzione del legislatore, i diversi connotati attribuiti alle dette società rispetto a quelle per azioni, con la riforma organica delle società di capitali di cui al d.lg. n. 6 del 2003. (Conferma Trib. Lecce, ord. 27 ottobre 2008 n. 711).
I componenti del collegio sindacale di una società a responsabilità limitata sono legittimati ad esperire il rimedio di cui all'art. 2409 c.c. nei casi in cui la loro nomina sia obbligatoria per legge ex art. 2477 commi 2 e 3 c.c.
Tribunale Napoli sez. VII 14 maggio 2008
I componenti del collegio sindacale di una società a responsabilità limitata sono legittimati ad esperire il rimedio di cui all’art. 2409 c.c. nei casi in cui la loro nomina sia obbligatoria per legge ex art. 2477, commi 2 e 3, c.c.
Sono infondate le q.l.c. degli art. 2409 comma 3 e 2477 comma 4 c.c. per eccesso di delega, in quanto il d.lg. n. 6 del 2003, escludendo con tali norme il ricorso al controllo giudiziario sulla gestione delle s.r.l., non ha ecceduto la delega conferita dalla l. n. 366 del 2001.
Corte Costituzionale 29 dicembre 2005 n. 481
È fondata l'"exceptio compromissi", con conseguente improponibilità della domanda giudiziale eventualmente proposta, laddove lo statuto sociale devolve alla cognizione arbitrale ogni atto e rapporto derivante dallo stesso statuto, o comunque riferibile alla vita sociale. In tale previsione, rientra anche la controversia che derivi dalla vendita forzata operata dalla società ex art. 2477 c.c., e la conseguente pretesa del forzato alienante di ottenere il corrispettivo di tale vendita. Per tale ragione, va allora rigettata l’eccezione di inapplicabilità della clausola compromissoria in arbitrato, in presenza di una volontà negoziale espressa nella suddetta clausola, volta a deferire agli arbitri ogni insorgenda controversia che, comunque, tragga la propria fonte da un rapporto derivante dallo statuto, o comunque riferibile alla vita sociale.
Tribunale Bari sez. IV 01 febbraio 2008 n. 278

References: Art. 2477
 art. 2397
 art. 2397
 art. 2403
 art. 2477
 art. 2477
 art. 2409
 art. 2477