Source: http://www.sindacatofsi.it/2017/03/03/concorsi-a-pubblici-impieghi-prove-desame-definizione-normativa-candidato-verifica-capacita-e-abilita-prova-pratica-conformita-al-dettato-normativo-consiglio-di-stato-sez-iii-sentenza-2111/
Timestamp: 2017-11-23 14:33:00+00:00

Document:
Concorsi a pubblici impieghi, prove d’esame, definizione normativa, candidato, verifica capacità e abilità, prova pratica, conformità al dettato normativo Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 21/11/2016 n° 4864 | Sindacato FSI
Home » Circolari e Sentenze » Concorsi a pubblici impieghi, prove d’esame, definizione normativa, candidato, verifica capacità e abilità, prova pratica, conformità al dettato normativo Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 21/11/2016 n° 4864
← Corte dei Conti: 2,2 milioni costi errori medici, 95 milioni frodi europee, record istruttorie assenteismo
Stranieri, permesso di soggiorno, diniego di rinnovo, impugnazione, legittimità dell’atto Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 06/09/2016 n° 3821 →
Concorsi a pubblici impieghi, prove d’esame, definizione normativa, candidato, verifica capacità e abilità, prova pratica, conformità al dettato normativo Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 21/11/2016 n° 4864
Sentenza 21 novembre 2016, n. 4864
sul ricorso numero di registro generale 6279 del 2015, proposto da:
Azienda Usl N. 2 Lanciano Vasto Chieti, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Rodolfo Giungi C.F. (…), con domicilio eletto presso Vincenzo Scordamaglia in Roma, via della Conciliazione, n. 10;
L.O., rappresentata e difesa dall’avvocato Giuseppe Gialloreto C.F. (…), con domicilio eletto presso Severino D’Amore in Roma, viale Parioli, n. 76;
sul ricorso numero di registro generale 6588 del 2015, proposto da:
Marco Piattelli, rappresentato e difeso dall’avvocato Germano Belli C.F. (…), con domicilio eletto presso Ida Di Domenica in Roma, via Susa, n. 1;
L.O., rappresentata e difesa dall’avvocato Giuseppe Gialloreto C.F. (…), con domicilio eletto presso Severino D’Amore in Roma, viale Parioli, n.76;
Asl N. 2 Lanciano-Vasto-Chieti, Commissione Esaminatrice Concorso, non costituiti in giudizio;
G.S., rappresentato e difeso dagli avvocati Rolando Roffi C.F. (…), Massimo Letizia C.F. (…), con domicilio eletto presso Massimo Letizia in Roma, via Monte Santo. N. 68;
L.B. non costituito in giudizio;
per entrambi i ricorsi
della sentenza del T.A.R. ABRUZZO – SEZ. STACCATA DI PESCARA: SEZIONE I n. 00151/2015, resa tra le parti, concernente la graduatoria relativa al concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente medico di medicina legale (area della medicina diagnostica e dei servizi).
Visti gli atti di costituzione in giudizio di L.O. e di G.S.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 novembre 2016 il Cons. Carlo Deodato e uditi per le parti gli avvocati Germano Belli, su delega di Rodolfo Giungi, Giuseppe Gialloreto e Massimo Letizia;
Con la sentenza impugnata il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo annullava, in accoglimento del ricorso proposto dalla Dott.ssa L.O., quarta classificata, la graduatoria pubblicata in data 11 luglio 2014 relativa al concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalla Azienda Sanitaria Locale n.2 Lanciano-Vasto-Chieti (d’ora innanzi Azienda) per la copertura di un posto di dirigente medico di medicina legale.
Avverso la predetta decisione proponevano appello, con due distinti ricorsi, il Dott. Marco Piattelli, vincitore della predetta selezione, e l’Azienda, censurando il giudizio di illegittimità pronunciato dal TAR e concludendo per la riforma della sentenza appellata e per la conseguente reiezione del ricorso di primo grado.
Nel ricorso R.G. n.6588 del 2015 si costituiva in giudizio anche il Dott. G.S., che concludeva per l’accoglimento dell’appello.
1.- Occorre preliminarmente provvedere alla riunione dei due appelli indicati in epigrafe, ai sensi dell’art.96, comma 1, c.p.a., siccome rivolti avverso la medesima sentenza.
4.- Con riferimento alla prova orale, deve premettersi, in via generale, che la scelta dei quesiti su cui concentrare l’esame resta riservata a una sfera di discrezionalità piuttosto ampia, che, come tale, deve intendersi sindacabile dal giudice amministrativo negli stretti limiti in cui siano configurabili ipotesi di sviamento o di manifesta irragionevolezza (cfr. ex multis Cons. St., sez. VI, 8 febbraio 2016, n.506).
4.1- Ne consegue che, nel caso in esame, la dedotta concentrazione della prova orale su temi afferenti alla responsabilità medica deve ritenersi immune, di per sé, da profili di palese illogicità, tenuto conto che le funzioni oggetto dell’incarico dirigenziale oggetto del concorso risultano per lo più attinenti alla valutazione della correttezza dell’operato dei medici dell’azienda (sotto il peculiare profilo della violazione delle relative regole tecniche) e che, quindi, la prova orale contestata si rivela legittimamente incentrata, in coerenza con il paradigma normativa di riferimento, “sui compiti connessi alle funzioni da conferire” (art.26, coma 1 lett. c, d.P.R. 10 dicembre 1997 , n.483). 4.2- Né vale obiettare, come sintomo di sviamento, che i quesiti della prova orale sarebbero stati ricavati da una pubblicazione riferibile, come coautore, a un altro candidato (il Dott. G.S., classificatosi secondo), atteso che le domande in questione non risultano in alcun modo riconducibili al tema trattato dallo S. nel capitolo dell’opera collettiva da lui redatto e che, comunque, il carattere generale delle domande controverse impedisce qualsivoglia puntuale riferibilità a studi o contributi di singoli candidati.
5.- Quanto, invece, alla prova pratica, si rileva che la definizione normativa dell’oggetto della prova pratica come afferente a “tecniche e manualità peculiari della disciplina messa a concorso” (art.26, comma 1, lett. b, d.P.R. cit.) dev’essere intesa come significativa di un esame che non implica necessariamente l’esecuzione di operazioni materiali, ma che serva a verificare “la capacità e l’abilità del candidato nel risolvere casi o problemi pratici che possono presentarsi al suo esame nel corso del lavoro per cui viene reclutato” (Cons. St., sez. III, 29 novembre 2012, n.6087).
6.- L’accoglimento degli appelli riuniti, sulla base delle considerazioni che precedono, impone l’esame dei motivi assorbiti dal TAR e tempestivamente riproposti dall’appellata Dott.ssa O..
6.1- Il primo motivo riproposto, con cui si deduce la violazione del termine dilatorio della prova orale, dev’essere disatteso, sulla base dell’assorbente considerazione che il termine asseritamente violato serve a preavvertire con un congruo anticipo il candidato circa la data di svolgimento della prova, e non ad assegnare un tempo maggiore per la preparazione dell’esame, sicchè, se il candidato partecipa alla prova orale senza contestare la tardività della comunicazione, non può successivamente contestarne la illegittimità, posto che, in ogni caso, la stessa ha assolto la funzione a cui risulta preordinata (Cons. St., sez. VI, 17 aprile 2009, n.2315).
6.2- Quanto alla dedotta illegittimità della contestualità dello svolgimento della prova pratica e di quella orale, è sufficiente osservare che non consta alcuna disposizione che ne vieta l’espletamento nello stesso giorno, purchè i due esami, restino, come nel caso di specie, distinti.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza