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Timestamp: 2020-01-27 12:57:16+00:00

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12 dicembre 2019: Progetto di legge in Polonia estremamente pericoloso per l’indipendenza della giustizia e per la libertà di espressione degli attori giuridici - Observatoire international des Avocats 12 dicembre 2019: Progetto di legge in Polonia estremamente pericoloso per l’indipendenza della giustizia e per la libertà di espressione degli attori giuridici - Observatoire international des Avocats
12 dicembre 2019: Progetto di legge in Polonia estremamente pericoloso per l’indipendenza della giustizia e per la libertà di espressione degli attori giuridici
I conservatori polacchi hanno depositato un progetto di legge il 12 dicembre che consente di sanzionare i giudici che rimettono in discussione le riforme controverse adottate dal potere.
La legislazione proposta è qualificata dall’opposizione come un “tentativo di imbavagliare” i giudici che contestano alcune leggi.
Il disegno di legge contrasta efficacemente il dissenso di giudici, pubblici ministeri ed avvocati che criticano i cambiamenti nel sistema giudiziario ed i provvedimenti giudiziari che la maggioranza al governo ha adottato dopo il 2015. Prevede inoltre una forte repressione, fino alla destituzione dei giudici e pubblici ministeri “provocatori”.
Il 28 novembre 2019, il Presidente dell’Ordine di Varsavia,
Mikolaj Pietrzak, è stato invitato dall’Ordine di Parig ad intervenire durante una conferenza sullo Stato di diritto e le libertà fondamentali in Europa. Avvocato difensore dei diritti dell’uomo, il Presidente ha denunciato con forza, dopo il 2016, sia a livello nazionale che internazionale, le violazioni dello Stato di diritto in Polonia, l’indebolimento della separazione dei poteri e gli attacchi all’indipendenza della magistratura. Durante la conferenza ha espresso la sua preoccupazione per le procedure disciplinari adottate nei confronti di 200 magistrati e ha ricordato che gli avvocati rischiano di essere le prossime vittime delle riforme.
La decisione del CGUE del 19 novembre 2019 [i]
Il progetto di legge, che vincola la figura del giudice al Ministero della Giustizia di Zbigniew Ziobro, è la risposta del governo alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE). Quest’ultima si è pronunciata sulla legittimità, ai sensi della legge europea, del nuovo Consiglio Nazionale della magistratura Polacco (KRS), istituzione responsabile della nomina dei giudici, nonché sull’istituzione di una nuova Camera disciplinare presso la Corte suprema. Dal punto di vista delle associazioni dei magistrati, entrambe le istituzioni sono state oggetto di politicizzazione da parte dell’attuale potere, non rispettando più le garanzie d’indipendenza.
Il 19 novembre 2019, la CGUE si è rifiutata di elaborare un parere definitivo e lo ha deferito alla Corte suprema Polacca (giudice del rinvio) per verificare l’indipendenza dei due nuovi tribunali. In particolare, la Corte suprema deve determinare se la Camera disciplinare può occuparsi di controversie relative al pensionamento dei giudici della Corte suprema o se tali controversie devono essere esaminate “da un altro organismo che sia indipendente”.[ii]
I giudici della CGUE ritengono comunque che la riforma includa degli «elementi che possano determinare la mancanza di indipendenza o di imparzialità dell’istituzione [ la Camera disciplinare della Corte Suprema] che rischia di minare la fiducia che la giustizia deve ispirare ai ricorrenti in una società democratica».
A seguito di questa sentenza, i giudici della Corte suprema hanno cominciato ad esaminare la legalità della KRS, che si compone principalmente di giudici che hanno lavorato in precedenza con il Ministro della Giustizia. All’inizio di dicembre, una sentenza della Corte Suprema polacca ha considerato che il Consiglio non offre delle garanzie d’indipendenza dal potere politico poiché i dieci giudici da cui è composto sono stati designati dal Consiglio nazionale della magistratura, che è sotto l’influenza del potere politico.
I giudici sono stati oggetto di diverse procedure disciplinari. Il Presidente del Consiglio della magistratura ha già rigettato il verdetto della Corte suprema, dichiarando che non avrà nessuna influenza sul funzionamento attuale dei due organi incriminati. Il Vice-ministro della giustizia ha concordato con questo parere.
Libertà d’espressione e libertà d’associazione
Un altro colpo duro per l’indipendenza della giustizia è correlato alla regolamentazione che restringe la libertà d’associazione e il diritto di parlare in un dibattito pubblico sull’amministrazione della giustizia.
I giudici ed i pubblici ministeri dovranno fare delle dichiarazioni in cui divulgheranno le suddette informazioni:
A quali associazioni e fondazioni appartengono, quali funzioni vi esercitano e da quanto tempo:
A quale partito appartenevano prima di essere nominati giudici, soprattutto prima del 1989 ;
Su quali portali, siti web, o portali del servizio pubblico possono accedere ed inserire commenti.
Queste dichiarazioni saranno trasmesse al Ministro della Giustizia e pubblicate nel bollettino di informazione pubblica. Le informazioni potranno essere utilizzate soprattutto Per fare pressione sui giudici ed i pubblici ministeri.
L’OIAD esprime la sua profonda preoccupazione per il progetto di legge depositato dal governo, che rischia di colpire fortemente l’indipendenza del potere giudiziario senza il quale gli attori della giustizia non possono effettivamente svolgere le loro funzioni.
L’OIAD ricorda che secondo il Relatore speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati “gli attori della giustizia dovrebbero essere ritenuti responsabili in caso di colpa professionale grave ed ingiustificata, poiché ciò danneggia l’immagine della magistratura. Tuttavia, perché possano esercitare le loro funzioni nella massima indipendenza, non dovranno essere oggetto di procedure o di sanzioni disciplinari in ragione del contenuto delle loro decisioni, verdetti o opinioni legali, errori giudiziari o critiche formulate dal tribunale »[iii].
L’OIAD invita tutti gli Stati membri dell’Unione europea ad esortare la Polonia a interrompere tutti gli attacchi al principio di indipendenza del potere giudiziario.
[i] Sentenza della CGUE (Grande Camera), sentenza dei casi congiunti C-585/18, C-624/18 et C-625/18 du 19 novembre 2019 :
[ii] CGUE, Comunicato stampa n°145/19 del 19 novembre 2019, sentenza dei casi congiunti jointes C-585/18, C-624/18 et C-625/18 : https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2019-11/cp190145fr.pdf
[iii] Rapporto del Relatore speciale sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati, Gabriela Knaul, 28 avril 2014, A/HRC/26/32 :
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