Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=2565171&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=480577551&IsCorr=False
Timestamp: 2017-09-26 09:01:30+00:00

Document:
F.S. e R.B., in proprio e quali genitori di S.S., convenivano in giudizio dinanzi al Tribunale di Firenze l'Unità Sanitaria Locale n. 18, assumendo che R.B. aveva dato alla luce S. presso l'Ospedale S. Giuseppe di Empoli. La neonata aveva subito mostrato sofferenza per cianosi e difficoltà respiratorie e il giorno successivo era stata ricoverata presso il reparto di pediatria dell'ospedale, ove la degenza si era prolungata fino al 6 dicembre 1977. La bambina aveva presento la uno sviluppo psicofisico ritardato con incapacità quasi totale del linguaggio e ritardo nell'apprendimento, tale da renderla inabile al 100%. Gli attori chiedevano quindi la condanna della USL al risarcimento dei danni, causati dalla negligente assistenza operata in occasione del parto e della fase immediatamente successiva. La USL si costituiva eccependo la propria carenza di legittimazione passiva e la prescrizione del diritto, contestando comunque il fondamento della domanda. Interveniva volontariamente la SAI - Società Assicuratrice Industriale S.p.a., impresa assicuratrice dell'ospedale, facendo proprie le eccezioni dell'USL e indicando che il massimale era di cinquanta milioni.
Il Tribunale, con sentenza non definitiva, rigettava le eccezioni di carenza di legittimazione passiva e di prescrizione. Veniva quindi dichiarata l'interruzione del processo per l'avvenuta soppressione dell'USL 18. Successivamente la causa era riassunta nei confronti della AUSL 11 di Empoli. Quest'ultima si costituiva, contestando la propria legittimazione e riportandosi a tutte le precedenti difese.
Il giudice istruttore con ordinanza ex art. 186-quater disponeva il pagamento della somma di lire 2.194.395.129, oltre interessi, e, quindi, il Tribunale con la sentenza, confermava integralmente questa ordinanza, condannando la SAI a tenere indenne l'USL, nel limite del massimale di cinquanta milioni.
1. Con il primo motivo i ricorrenti deducono la violazione e falsa applicazione di norme di diritto, l'omessa pronunzia ex art. 112 e il vizio di motivazione, censurando la sentenza impugnata per non essersi pronunziata sull'improcedibilità dell'appello: a) per difetto di valido mandato; b) per difetto di legittimazione ad impugnare. La sentenza del Tribunale vedeva quale parte soccombente unicamente l'Azienda Sanitaria locale n. 11, nella persona del direttore generale, non in proprio ma esclusivamente quale struttura organizzata dal Commissario liquidatore della cessata USL 18. L'appello era stato proposto nell'interesse del dott. V. «...non in proprio ma quale direttore generale dell'azienda USL 11 e quale Commissario liquidatore della cessata USL 18 della Bassa Val d'Elsa e del Valdarno Empolese», nonostante che il mandato risultasse conferito dal dott. V. solo nella qualità dal medesimo rivestita di direttore generale dell'Azienda USL 11.
Inoltre, all'appello doveva ritenersi legittimato solamente il direttore generale dell'Azienda Usl in qualità di commissario liquidatore, dovendo essere esclusa una legittimazione al gravame da parte del direttore generale dell'Azienda USL non in qualità di commissario liquidatore.
Dinanzi al Tribunale si è costituita la azienda USL n. 11 di Empoli in persona del direttore generale dr. V.R., non in proprio ma esclusivamente quale struttura organizzata utilizzata dal commissario liquidatore della cessata USL 18 della Bassa Val d'Elsa e del Valdarno Empolese. Come poi dedotto dagli stessi ricorrenti, la sentenza del Tribunale vedeva quale parte soccombente unicamente l'Azienda Sanitaria locale n. 11, nella persona del direttore generale, non in proprio ma esclusivamente quale struttura organizzata dal Commissario liquidatore della cessata USL 18.
Ridare BUSSOLA - Linee guida e best practices mediche (Amirante Vittoria)

References: sentenza 
 art. 186
 art. 112
 sentenza 
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