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Timestamp: 2020-08-04 17:44:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21209 del 13/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21209 del 13/09/2017
Cassazione civile, sez. I, 13/09/2017, (ud. 24/05/2017, dep.13/09/2017), n. 21209
sul ricorso 24930/2012 proposto da:
S.S. (c.f. (OMISSIS)), S.A. (c.f. (OMISSIS)),
S.P. (c.f. (OMISSIS)), S.R. (c.f. (OMISSIS)),
S.S. (c.f. (OMISSIS)), S.V. (c.f.
(OMISSIS)), elettivamente domiciliati in Roma, Via di Porta Pinciana
n.6, presso l’avvocato Parlato Guido, che li rappresenta e difende,
Comune di Castellammare Di Stabia;
avverso la sentenza n. 3370/2011 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 03/11/2011;
24/05/2017 dal cons. SAMBITO MARIA GIOVANNA C..
Con sentenza del 10.10.2006, il Tribunale di Torre Annunziata, sezione staccata di Castellammare di Stabia, ha rigettato la domanda con la quale S.S., anche quale procuratore di V.G. nonchè di S.S., R., V., P. e B., eredi di S.P., aveva chiesto la condanna del Comune di Castellammare di Stabia al pagamento della somma di Euro 327.283,68 oltre rivalutazione ed interessi, a titolo di compenso per l’accoglienza, resa dal gennaio 1991 al novembre 1992 presso l’Hotel (OMISSIS), di nuclei familiari sinistrati a seguito del nubifragio del novembre 1987, ovvero di ingiustificato arricchimento. Il gravame proposto dal soccombente è stato rigettato dalla Corte d’Appello di Napoli, con la sentenza indicata in epigrafe, per la cassazione della quale, hanno proposto ricorso S.S. e gli altri ricorrenti indicati in epigrafe, sulla scorta di due motivi, illustrati da memoria.
2. Il primo motivo, con cui si deduce la violazione degli artt. 342 e 112 c.p.c. e artt. 1362 e 1363 c.c. e vizio di motivazione, è fondato per le seguenti considerazioni.
3. La Corte territoriale ha dichiarato inammissibile per difetto di specificità dei motivi la censura avverso la domanda contrattuale e la ha rigettata nel merito, affermando che, in base all’art. 4 della convenzione inter partes dell’8.11.1990 era stata prevista una durata annuale del rapporto. Tale statuizione è stata contrastata dai ricorrenti, i quali ne hanno sostenuto il rinnovo, insistendo per la condanna al compenso pattuito ed evidenziando che l’accoglienza dei nuclei familiari sinistrati non era cessata alla scadenza e si era protratta fino alla stipula di altra convenzione, circostanza quest’ultima che è in sè incontroversa.
4. Ora, se l’invocazione della proroga della convenzione è idonea ad incidere sulla statuizione di rigetto della domanda contrattuale per l’assenza di titolo, di talchè l’affermata inammissibilità della censura è erronea, e se la diversa ricostruzione della vicenda negoziale, su cui deducono i ricorrenti, è qui preclusa, attenendo a valutazioni di merito, sussiste ugualmente l’errore di sussunzione da parte dei giudici a quo, i quali, alla stregua dei fatti accertati, avrebbero dovuto attenersi al principio affermato da questa Corte, secondo cui nel caso di contratto di locazione o di contratto di albergo a favore di un terzo, colui che ha stipulato il contratto è il soggetto obbligato nei confronti del locatore alla restituzione della cosa locata e alla corresponsione della somma dovuta come corrispettivo fino alla data della consegna, salvo il maggior danno, in caso di ritardo, a norma dell’art. 1591 c.c. (cfr. Cass. n. 25584 del 2008, in un caso relativo a contratto di albergo a favore di terzi stipulato dall’Amministrazione comunale con una società che gestiva un albergo, in favore di famiglie senza tetto, e giurisprudenza ivi richiamata).
5. Il secondo motivo, con cui si censura la statuizione d’inammissibilità dell’azione d’ingiustificato arricchimento per violazione dell’art. 2041 c.c. e del D.L. 2 marzo 1989, n. 66, art. 23 oltre che per vizio di motivazione, resta assorbito.
6. L’impugnata sentenza va in conclusione cassata con rinvio per un nuovo esame, alla Corte d’Appello di Napoli in diversa composizione, che provvederà, anche, a regolare le spese del presente giudizio di legittimità.
Accoglie il primo motivo, assorbito il secondo, cassa e rinvia anche per le spese alla Corte d’Appello di Napoli in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 23
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