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Ricorso Blocco Stipendi Corte Costituzionale: Nessuno scatto per i dipendenti pubblici
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Con la sentenza n.310/2013 la Corte Costituzionale ha ritenuto legittimo il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici. La Consulta ha dunque bocciato il ricorso con il quale si contestava il blocco degli scatti nel pubblico impiego dal 2011 al 2014 come era stato previsto nella legge 122 del 2010 che, in sostanza, non consente l’aumento della spesa per il personale pubblico per la progressione verticale ed orizzontale di carriera. Con questa bocciatura, praticamente, i dipendenti pubblici dovranno rinunciare a qualsiasi aumentano salariale fino al 2018 così come è stato imposto dalla legge di Stabilità. Il giudizio sul ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale riguarda diverse ordinanze di legittimità che erano state sollevate da diversi Tar (Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Umbria, Puglia e Calabria) in merito all’art.9, commi 2 e 21 del decreto legge n. 78/2010 come convertito dalla legge 122/2010 e promosso da diversi docenti universitari appartenenti al personale non contrattualizzato.
Ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale: le reazioni
Finiscono in questo modo le residue speranze di chi confidava nel ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale soprattutto quando nel 2012 con la sentenza 223 la stessa Consulta aveva di fatto cancellato le norme previste dal contestato articolo 9 comma 21 della legge 122/2010 che dichiarava il blocco degli stipendi anche per i magistrati. Due pesi e due misure, verrebbe da dire, nella sentenza sul ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale. Negli ambienti sindacali si parla ora di ricorrere addirittura alla Corte europea dei diritti dell’uomo per tutti i dirigenti pubblici e il personale della scuola per la violazione della contrattazione collettiva e in quanto, a seguito di questa sentenza che salva i magistrati ma non gli altri dipendenti pubblici ci si trova nella condizione discriminatoria di avere due trattamenti diversi nei confronti di lavoratori che operano per lo stesso datore di lavoro (vale a dire lo Stato). La sentenze sul ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale scatena le ire dei sindacati: “Con questa decisione – ha dichiarato Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – , la corte ha smentito se stessa nel negare la natura contributiva già acclarata del provvedimento normativo. E pur richiamando i ‘paletti’ entro cui è possibile sospendere e non cancellare i diritti quesiti, ha concluso che sarebbe lecito sospendere definitivamente il diritto alla maturazione dello scatto di stipendio per il quadriennio 2010-2014″. Anche la Cisl – Federazione Università, sul ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale in un comunicato dichiara: “Dalla lettura della sentenza sembra evincersi che la condizione dei docenti universitari non sia minimamente paragonabile a quella dei magistrati. Purtroppo con questa decisione – almeno per ora – le speranze di un riconoscimento della peculiarità del Sistema Universitario sono svanite. Dopo il Governo anche la Corte Costituzionale non ritiene essenziale garantire l’autonomia delle Università pubbliche riservando a esse una legislazione specifica. Sorge, però, un sospetto circa la ‘vera’ motivazione della sentenza che ci porta a supporre ragioni di ordine politico come a voler ribadire una certa ‘superiorità’ di alcune sfere dello Stato rispetto a tutti gli altri comparti del settore pubblico”.
Blocco stipendi: per la Corte Costituzionale sono sacrifici gravosi ma necessari
Nella sentenza ricorso blocco stipendi Corte Costituzionale si precisa come il “contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, strumento necessario per il riequilibrio dei conti economici dello Stato, implicano sacrifici gravosi, come quello del blocco degli stipendi di dipendenti pubblici non contrattualizzati, tra i quali i docenti universitari, che trovano giustificazione nella situazione di crisi economica”. In particolare – si legge nella sentenza della Consulta – in ragione delle necessarie attuali prospettive pluriennali del ciclo di bilancio, tali sacrifici non possono non interessare periodi, certo definiti, ma più lunghi rispetto a quelli presi in considerazione dalle richiamate sentenze di questa Corte, pronunciate con riguardo alla manovra economica del 1992”.
Meno dipendenti ma cresce la spesa per stipendi, chi ha questi soldi?
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3 Commenti a “Ricorso Blocco Stipendi Corte Costituzionale: Nessuno scatto per i dipendenti pubblici”
gennaio 22nd, 2014 at 14:11
in effetti con questi stipendi da fame , fermi da anni , hanno perso il loro potere d’acquisto da molti anni , e giusto bloccare tutto , per sempre , complimenti .
Auguro a questi signori di provare a vivere con 1.000, 1.200 euro al mese , coniuge , mutuo , e quant’altro serve ad ogni famiglia , e con continui aumenti di luce , gas , assicurazione , spazzature , acqua , medicine , carburante , imprevisti familiari , ecc.ecc. e tutto .
complimenti , grazie , meglio di così si muore .
gennaio 29th, 2014 at 15:11
PROPOSTA DI AMPLIAMENTO E SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE VIGENTI IN OCCASIONE
A seguito delle dichiarazioni del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché Ministro dell’Interno
Angelino Alfano, di seguito riportate:
“Sbloccato il turnover delle Forze dell’Ordine, che subirà una deroga del 55%. Abbiamo ottenuto un
risultato importante sulle nuove assunzioni in vista di Expo 2015. Questa operazione è finalizzata a
incrementare la presenza di Forze dell’Ordine in vista dell’Esposizione universale. Expo sarà una vetrina
per l’Italia e siamo tutti in campo per fare una bella figura e per dimostrare che Milano è un’eccellenza. La
firma del protocollo “Milano Expo 2015 – Mafia free” vede schierata una squadra unita, vincente, che si
chiama Italia, Governo, Milano: una squadra che gioca sotto una stessa bandiera, senza distinzioni di
fazioni politiche. Questa squadra, questo Stato, è più forte dell’anti-Stato e di chi intende violare le sue
Si rende opportuno far presente che, un evento di tali dimensioni, richiede necessariamente un incremento
delle forze dell’ordine presenti nella città protagonista della manifestazione, senza che questa
concentrazione pregiudichi il livello di sicurezza nelle altre aree del Paese. Inoltre, le unità da assumere,
per essere effettivamente disponibili entro la data d’inizio dell’EXPO 2015, dovrebbero iniziare il corso di
Allievi Agenti entro e non oltre Aprile 2014. Ciò significa che non sussistono i normali tempi tecnici per
avviare una nuova procedura concorsuale (che terminerebbe a fine 2014 e renderebbe operativi i nuovi
agenti verso Dicembre 2015). Pertanto, bisognerebbe effettuare, immediatamente, una rettifica della
graduatoria finale ed ampliamento, in prima aliquota, di 674 posti, dei candidati risultati idonei alle prove di
efficienza fisica ed agli accertamenti dell’idoneità fisica, psichica ed attitudinale, con la relativa posizione in
graduatoria ed il voto finale risultante dalla somma dei voti della prova scritta e della valutazione titoli del
Concorso per 964 Allievi Agenti della Polizia di Stato. L’ampliamento andrebbe così predisposto: Prima
aliquota dal n. 1 al n. 1437 – Seconda aliquota dal n. 1438 al n. 1.597. Questa soluzione garantirebbe la
copertura della quota di vincitori in seconda aliquota (incorporazione prevista per Giugno 2014).
Tra l’altro, è di pochi giorni fa la notizia che l’Arma dei Carabinieri, mediante Decreto Dirigenziale ha avviato
una nuova procedura di arruolamento mediante scorrimento degli idonei della graduatoria 2012 per 1886
Allievi Carabinieri. Nella fattispecie, non solo sono stati assunti i Vincitori, ma anche 48 Idonei non vincitori
ovvero tutti i restanti idonei presenti in graduatoria e pertanto la stessa è stata esaurita. La quota dei
vincitori in seconda aliquota (vfp4 interforze) per questo concorso è stata eliminata a dimostrazione che la
presenza delle due aliquote nelle graduatorie è un problema superabile. E’ di fondamentale importanza
citare testualmente parte del Decreto:
” RAVVISATA l’esigenza di disporre, con immediatezza, di XXX Allievi Carabinieri, senza dover attendere i
tempi tecnici richiesti per portare a termine una nuova procedura di reclutamento mediante il bando di un
concorso pubblico. TENUTO CONTO dei principi di economicità e speditezza dell’azione amministrativa e
della necessità di contenere i costi gravanti sull’amministrazione per la gestione delle procedure di
In conclusione, affinché si possano ridurre i costi gravanti sull’amministrazione (Ministero dell’Interno) ed
allo stesso tempo garantire le esigenza di quest’ultima, l’operazione più logica da effettuarsi resta quella
sopra suggerita ovvero di assumere immediatamente le restanti 672 unità (160 vincitori in seconda aliquota
+ 512 idonei non vincitori) dichiarate idonee all’ultima procedura concorsuale per il concorso di Allievi
Agenti della Polizia di Stato, ricordando per l’ennesima volta che, la recentissima idoneità conseguita ,
permetterebbe l’immediata assunzione degli interessati evitando la necessità di effettuare anche le visite
mediche di controllo per il mantenimento dell’idoneità psico-fisica e pertanto sposando in pieno quanto
previsto dal Principio di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa, sancito anche dalla
Ci rivolgiamo quindi a tutti i Parlamentari, Sindacati, Amministrazioni, Organi ed Autorità competenti
affinché si occupino, con estrema urgenza, della questione al fine di garantire un risparmio per le risorse
pubbliche ed una maggior efficienza dei servizi delle Forze dell’ordine e di pubblica sicurezza.
Maria Morrone Says:
maggio 17th, 2014 at 04:22
In compenso la Corte costituzionale ha deciso che il blocco della rivalutazione per i magistrati era anticostituzionale perché si toccava il loro potere di autodichia ovvero la libertà di autodisciplinarsi per tutelare la propria indipendenza!…….Facciamo tutti il concorso in magistratura!!!!!

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 articolo 9
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