Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/10/novita-fiscali-del-6-ottobre-2009-diligenza-degli-amministratori-di-societa-negli-atti-di-gestione-sas-deducibili-per.html
Timestamp: 2018-05-25 06:50:08+00:00

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Novità fiscali del 6 ottobre 2009: diligenza degli amministratori di società negli atti di gestione; SAS: deducibili per l’accomandante anche le perdite eccedenti il capitale sociale? I.C.I.: il giardino di pertinenza del fabbricato va dichiarato, pena la perdita delle agevolazioni; altre di fisco
1) Diritto societario: Scelte gestionali e diligenza degli amministratori
2) Sas: Deducibili per l’accomandante anche le perdite eccedenti il capitale sociale
3) Ici: Il giardino di pertinenza del fabbricato va dichiarato altrimenti si perdono le agevolazioni
Gli amministratori per andare esenti da responsabilità devono dimostrare di avere adottato in concreto una condotta diligente.
Lo ha evidenziato l’Assonime nel documento del 02.10.2009.
In particolare, ciò è contenuto nel caso n. 7 del 2009, il quale è scaturito da una recente sentenza della Corte di Cassazione (del 12.08.2009), che ha fornito l’occasione per riconfermare i principi di responsabilità degli amministratori delineati nel codice civile dopo la riforma del diritto societario e per esaminare un caso concreto di negligenza (fidi concessi senza adeguate garanzie).
Più in dettaglio é emersa la distinzione tra obblighi che hanno un contenuto specifico, già determinato dalla legge o dallo statuto, e l’obbligo generale di amministrare con diligenza.
Alla luce dei principi vigenti, qualsiasi scelta di gestione può essere fonte di responsabilità degli amministratori se questi l’abbiano adottata senza predisporre misure e cautele necessarie ad evitare un pregiudizio alla società.
Ne consegue che, per essere esenti da responsabilità, gli amministratori non possono limitarsi a provare di non aver violato uno specifico obbligo di legge o di statuto, ma devono provare di aver adottato in concreto una condotta diligente.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15161/2009, ha evidenziato che il socio che si intromette nell’amministrazione della società subisce una perdita della responsabilità ma parimenti ne consegue dei vantaggi imprevisti.
Infatti, ha osservato la Suprema corte, il socio accomandante che si intromette nell’amministrazione della società diviene sì illimitatamente responsabile, ma può dedurre integralmente le perdite conseguite dalla Sas, anche quelle eccedenti il capitale sociale.
Le regole civilistiche producono effetti anche in ambito fiscale, attenuando le conseguenze negative in capo al socio.
Nel caso di specie, il fatto è scaturito da un avviso di accertamento emesso dall’Ufficio imposte, che ha rettificato la dichiarazione dei redditi di due soci accomandanti, che avevano portato in deduzione dai propri imponibili perdite conseguite dalla Sas in misura superiore alle rispettive quote di capitale sociale.
Ciò in violazione del disposto dell’art. 8 comma 2 del Tuir, che prevede una limitazione alla deduzione delle perdite dei soci accomandanti, i quali possono fruire fino a concorrenza dell’ammontare del capitale sociale.
In base alle disposizioni del codice civile, le perdite eccedenti il capitale sociale non sono infatti deducibili dal reddito del socio accomandante, giacché questi risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti della quota conferita.
In presenza di un’area fabbricabile utilizzata come giardino di pertinenza di un’abitazione, se il contribuente non ha denunciato tale situazione (cioè che detta area si di pertinenza) nella dichiarazione ICI originaria, il terreno deve essere considerato imponibile ai fini ICI come area fabbricabile.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19638 del 11.09.2009.
In particolare, la Suprema Corte ha esaminato la fattispecie che riguarda un bene su cui si applica ICI giacché edificabile secondo uno strumento urbanistico generale, qual è il piano regolatore generale (PRG) di un Comune, ma che cessa di esserne imponibile se sia pertinenziale rispetto a un fabbricato, di cui viene a costituire parte integrante e la cui imponibilità ai fini ICI viene ad essere assorbita dall’imponibilità del fabbricato.
Per tale finalità, la Corte di Cassazione ha ritenuto applicabile l’art. 2, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 504/1992 che (diversamente dalla successiva lettera b, che prevede l’imponibilità ai fini ICI dell’area fabbricabile quale regola generale) prevede, in via derogatoria, la non imponibilità ICI dell’area pertinenziale anche se edificabile.
Inoltre, la stessa ha ritenuto applicabile anche il principio di diritto già statuito in precedenza a riguardo, secondo cui «in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’art. 2, comma primo, lettera a), del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, del 1992, fornendo, ai fini dell’imposta, la nozione di fabbricato ed escludendo l’autonoma tassabilità della relativa area pertinenziale, assoggettata al regime del bene principale, presuppone l’accezione di pertinenza di cui all’art. 817 cod. civ., rendendo irrilevante il regime di edificabilità che lo strumento urbanistico a quell’area attribuisca, di guisa che, quando nella medesima porzione immobiliare coesistano accessorietà ed edificabilità, l’effetto attrattivo che discende dal vincolo di asservimento rende ininfluente l’altra “destinazione”, siccome attinente a fini estranei al rapporto con la cosa principale considerata dalla norma tributaria».
– Non è reato prelevare gli utili prima dell’approvazione del bilancio:
Se i soci sono d’accordo il prelievo degli utili è legittimo
Non commette reato colui che dalla S.n.c., in perfetto accordo con gli altri soci, preleva gli utili prima dell’approvazione del rendiconto.
Infatti, non risponde di bancarotta per distrazione.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 38529 del 02.10.2009.
– Provvedimenti anticrisi: D.L. contenente misure correttive Convertito in Legge n. 141 del 03.10.2009 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale
Convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78/2009.
E’ stata modificata la disciplina sullo scudo fiscale introdotta dall’art. 13-bis del D.L. n. 78/2009.
In particolare, ha subito modifiche il comma 3 del citato art. 13-bis ai sensi del quale il rimpatrio o la regolarizzazione non possono costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria in via autonoma o addizionale.
Le modifiche introdotte dispongono che la inutilizzabilità non opera per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del medesimo decreto legge n. 78 (5 agosto 2008).
Inoltre, sono state introdotte ulteriori modifiche:
– In merito ai dati e alle informazioni fornite ai fini dell’adesione alle operazioni di emersione dei capitali, è stato specificato che la sede giudiziaria nella quale tali dati non possono essere utilizzati a sfavore del contribuente è quella civile, amministrativa e tributaria;
– in merito agli effetti penali, si rinvia alle disposizioni contenute nell’art. 8 della legge n. 289/2002, recante “Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi”;
– in merito all’arco temporale entro il quale aderire alla emersione, il termine finale è stato anticipato dal 15 aprile 2010 al 15 dicembre 2009;
– in merito all’ambito di applicazione, è stato operato un ampliamento diretto ad includere anche i redditi realizzati da soggetti che detengono partecipazioni di controllo o di collegamento in società estere.
(Legge n. 141 del 03.10.2009 in G.U. n. 230 del 03/10/2009).
– Comunicazione Unica dal 01.10.2009 anche per l’ INPS
Per adesso sono operativi i servizi di iscrizione per imprese con sistema DM, agricole con dipendenti e per titolari e soci delle imprese del terziario.
Operativi i servizi di iscrizione delle imprese che operano con il sistema DM, delle imprese agricole con dipendenti e dei titolari e soci delle imprese del settore “Terziario”.
Variazioni e cessazioni saranno attivati solo in un secondo tempo.
L’Inps, con l’emanazione del messaggio del 1 ottobre n. 21952 del 01.10.2009, ha fatto sapere che verranno fornite le istruzioni operative per la gestione dei flussi informativi delle imprese agricole provenienti dal canale telematico della “Comunicazione unica per la nascita dell’impresa”.
I primi sei mesi di applicazione della nuova disciplina (1 ottobre 2009 – 31 marzo 2010), le imprese, direttamente o tramite gli intermediari abilitati, potranno continuare ad operare gli adempimenti utilizzando le modalità attualmente esistenti.
Saranno resi operativi in una fase successiva i servizi di variazione dati anagrafici e di cessazione, previsti dalla disciplina della Comunicazione Unica.
– Rimborsi a seguito della deducibilità del 10% dell’Irap: Attesi i provvedimenti amministrativi volti a ripartire la distribuzione dei fondi disponibili
Entro fine mese dovrebbero essere varati i provvedimenti amministrativi volti a ripartire la distribuzione dei fondi disponibili.
Si intensificano i contatti tra i tecnici dell’Agenzia e i rappresentanti del mondo professionale e delle categorie imprenditoriali.
In discussione attualmente vi sarebbero due alternative: una liquidazione “orizzontale” per annualità o una distribuzione proporzionale che accontenti tutti i richiedenti.
Nel primo caso verrebbe predisposto un clik day “parziale” al fine di operare una ripartizione di fondi per annualità ed eventualmente uno “scaglionamento” per regioni o per orario delle istanze.
Nella seconda ipotesi viceversa si vorrebbe garantire un rimborso proporzionale a tutti i contribuenti che presenteranno l’istanza.
– Segnalazioni di operazioni sospette: attenzione ai rapporti con soggetti in difficoltà
Dalla Banca d’Italia sono arrivati gli schemi operativi per le singole valutazioni.
A seguito della sottoscrizione del protocollo tra Consiglio Nazionale ed Uif (Unità di Informazione Finanziaria) per l’inoltro certificato delle segnalazioni relative all’antiriciclaggio, l’UIF richiama i professionisti a valutare con la massima attenzione sia l’evoluzione dei rapporti intrattenuti con soggetti in difficoltà economica e finanziaria che risultano maggiormente esposti ad infiltrazioni criminali, sia l’operatività riconducibile a ipotesi di illegale erogazione di prestiti.
L’operatività connessa all’azione della criminalità nei confronti di imprese in difficoltà economica o finanziaria, soprattutto in periodi di crisi e l’operatività connessa al rischio di usura sono state analizzate nel documento sia sotto il profilo oggettivo, sia sotto quello soggettivo.
– Corte Ue: Niente imposta di registro sul trasferimento di azioni
Il tributo complementare non si applica nell’ambito di un servizio di compensazione delle transazioni.
L’articolo 11, lettera a), della direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/Cee, in materia di imposte indirette sulla raccolta di capitali, come modificata dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/Cee, nonché gli articoli 43, 49 e 56 del trattato Ce, ostano all’imposizione di una tassa dell’1,5% a fronte dell’atto di emissione di azioni in un servizio di compensazione.
E’ la conclusione a cui sono pervenuti gli eurogiudici con la sentenza del 1° ottobre 2009 nel procedimento C-569/07.
Per servizio di compensazione si deve intendere un sistema di detenzione di titoli e di gestione delle operazioni su tali titoli in base ad accordo scritto.
Titoli che possono essere detenuti senza limite di tempo, nell’ambito del sistema ovviamente, anche a seguito di avvicendamento dei soggetti proprietari.
I titoli detenuti dalla società che gestisce il sistema di compensazione possono essere negoziati anche in assenza di un atto di trasferimento della proprietà.
– No Tosap fermata dell’autobus: manca presupposto impositivo
Manca il presupposto impositivo per assoggettare al tributo la pensilina di protezione dei passeggeri in attesa.
Niente Tosap sulla pensilina collocata alla fermata dell’autobus di linea, laddove nel giudizio di merito sia stato accertato che la stessa non sottrae superficie al godimento della collettività ma, al contrario, agevola lo sfruttamento del suolo pubblico.
E’ quanto ha deciso la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20076/2009.

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 art. 13
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