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Timestamp: 2018-02-19 08:35:57+00:00

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Cesarina Antonelli
1 Fondazione Luca Pacioli BASILEA 2 ACCORDO PER LA TUTELA DELL ADEGUATEZZA PATRIMONIALE DELLE BANCHE 4. Sistemi di mitigazione del rischio di credito Documento n. 3 del 3 marzo 2006 CIRCOLARE Via G. Paisiello, Roma tel.: 06/ (fax 06/ ) C.F.:
2 INDICE Premessa Pag Generalità 4 2. Le garanzie reali Condizioni di ammissibilità delle garanzie reali Metodi di calcolo dell'incidenza delle garanzie reali sui requisiti di capitale Garanzie reali ammesse Ponderazione delle garanzie reali Compensazione di posizioni in bilancio Le garanzie personali Condizioni di ammissibilità delle garanzie personali Metodi di calcolo dell'incidenza delle garanzie personali sui requisiti di capitale e relativa ponderazione Garanzie personali ammesse I derivati su crediti Condizioni di ammissibilità dei contratti derivati Tipologie di garanzia ammesse Ponderazione dei finanziamenti garantiti attraverso i derivati creditizi Le conseguenze dell'accordo di Basilea 2 sul ruolo e sulla operatività dei consorzi fidi I consorzi fidi Le innovazioni La riforma dei Confidi Le iniziative della Banca d'italia 19 Allegato 22 Fondazione Luca Pacioli II
3 BASILEA 2 ACCORDO PER LA TUTELA DELL ADEGUATEZZA PATRIMONIALE DELLE BANCHE 4. Sistemi di mitigazione del rischio di credito Premessa Questa circolare è dedicata alle modifiche introdotte dal nuovo accordo di Basilea 2 in merito alle garanzie e agli altri strumenti che le banche usano per controllare, gestire e ridurre il rischio di credito. Le garanzie hanno sempre avuto un ruolo, diretto alla riduzione del rischio, estremamente importante, ed anche in questo ambito il Basilea 2 interviene a modificare la situazione pregressa in maniera rilevante, dando al loro ruolo ed alle modalità del loro trattamento un ulteriore rilievo. Per inquadrare al meglio l argomento, è utile ricordare che le spinte prodotte dal nuovo accordo sul sistema bancario, ed indirettamente su tutto il sistema economico, verso sistemi gestionali sempre piú avanzati, sono dovute non già ad obblighi normativi diretti, ma a regole che assicurano la convenienza dei comportamenti virtuosi. Come abbiamo visto nei precedenti documenti, le aziende che evidenzieranno le caratteristiche di una buona gestione otterranno una buona valutazione di merito creditizio (buon rating), e le aziende con una buona valutazione di merito creditizio avranno maggiore possibilità di ottenere credito e/o godranno di migliori condizioni per il credito accordato. Questa possibilità di accesso al credito (altrimenti negata per aziende con cattive valutazioni), e/o di condizioni finanziarie favorevoli, dipende dal meccanismo che regola gli obblighi imposti alle banche relativi ai requisiti minimi di capitale. Tale meccanismo ha come conseguenza che per la banca il denaro impiegato in ciascun finanziamento viene ad avere un costo diverso a seconda della ponderazione di rischio assegnata al finanziamento stesso. In pratica è come se la banca pagasse di piú il denaro utilizzato per i finanziamenti piú rischiosi, e va sottolineato che questa differenza di costo è molto significativa. Per esempio, guardando alle classi di rating, si calcola che per ottenere lo stesso margine finanziario lo spread 1 sul costo medio della raccolta da applicare ad una azienda della classe peggiore dovrebbe essere circa doppio di quello applicato ad una azienda della classe immediatamente precedente, che a sua volta dovrebbe esse- 1 Lo spread è in sostanza il ricarico che la banca applica rispetto ad un tasso di riferimento, che in questo caso é il costo del denaro. Il costo del denaro naturalmente può essere calcolato solo in media, perché alle differenti fonti dei fondi si applicano rendimenti diversi. Fondazione Luca Pacioli 1
4 re oltre 1,5 volte quello da applicare alla classe ancora migliore e cosí via. L effetto è tale che, per le classi peggiori, i tassi che dovrebbero essere applicati, per risultare remunerativi per la banca, sarebbero fuori legge. Per affidare una azienda appartenente a tali classi, la banca sarebbe costretta a lavorare in perdita o, come di fatto fará, sarà costretta a declinare l operazione 2. La ponderazione di rischio è quindi elemento critico per l impresa ai fini dell ottenimento del credito e, in questa ottica, è opportuno ripetere, le variabili che intervengono a dimensionare la ponderazione del rischio sono quattro: la probabilità di inadempienza (default), la percentuale di perdita in caso di inadempienza, la esposizione in caso di inadempienza e la scadenza. Di queste quattro variabili, quelle che hanno il maggiore impatto sono le prime due: la probabilità di inadempienza (PD = Probability of default), che dipende direttamente dalla valutazione di affidabilità assegnata al cliente finanziato, e della quale ci siamo occupati nei precedenti documenti dedicati ai sistemi di rating 3 ; la percentuale di perdita in caso di inadempienza (LGD = Loss given default), che dipende da vari fattori, alcuni indipendenti dalle caratteristiche dell operazione e magari addirittura esterni alla banca (per esempio la efficienza del sistema giudiziario), altri connessi alle specifiche caratteristiche dell operazione. Tra questi fattori è importante la eventuale presenza di garanzie che può intervenire a ridurre tale percentuale di perdita in maniera determinante. Alla luce di principi richiamati, è evidente l importanza del ruolo di supporto che le garanzie possono offrire ai fini del perfezionamento del rapporto di finanziamento. Va però tenuto presente che, affinché le garanzie possano espletare appieno tali loro potenzialità, devono possedere precise caratteristiche, descritte puntualmente nel nuovo accordo. Da un punto di vista strettamente formale, le banche non sono obbligate a recepire tutte le caratteristiche oggettive e soggettive delle garanzie fissate dal Basilea 2, tuttavia le garanzie che non rispettano tali caratteristiche non sono idonee ai fini del calcolo dei requisiti minimi di capitale. Da questo punto di vista, garanzie prive delle caratteristiche richieste sono come non rilasciate. Questi condizionamenti inducono le aziende a modifiche di comportamento significative e sostanziali. Come abbiamo appena ricordato, l impatto del capitale minimo necessario alla operatività è direttamente correlato al margine finanziario che la banca può realizzare con le risorse a sua disposizione. Quindi, acquisire strumenti di mitigazione del rischio di credito accreditati dalla normativa del nuovo accordo è altrettanto redditizio per la banca che avere a che fare con aziende con un elevato rating 4. 2 L effetto è stato evidenziato fin dal primo documento pubblicato sulla materia (vedi circolare della Fondazione Luca Pacioli, documento n. 5 del 1 febbraio 2005). 3 Vedi circolari della Fondazione Luca Pacioli, documento n. 8 del 4 marzo 2005 e documento n. 20 del 20 giugno Naturalmente in questa sede si considera in particolare l impatto correlato al mondo delle imprese e soprattutto al mondo delle piccole e medie imprese. Fondazione Luca Pacioli 2
5 Si è detto volutamente strumenti di mitigazione del rischio di credito (in luogo di garanzie ) in quanto il Basilea 2, riconoscendo che il rischio connesso con una esposizione creditizia può essere controllato e ridotto con soluzioni diverse dalle garanzie classiche, prende in esame una gamma di strumenti piú vasta e piú sofisticata. L obiettivo dell accordo di Basilea 2, infatti, è di promuovere pragmaticamente la riduzione del rischio e quindi se una soluzione assicura una riduzione di tale rischio, significativa, concreta e misurabile, non solo ne prende atto nel calcolo dei requisiti minimi di capitale, ma cerca di favorirne l utilizzo e di promuoverne la diffusione. In questo senso, il nuovo accordo inserisce tra gli strumenti di mitigazione del rischio non solo le classiche garanzie reali e personali (quelle considerate dal codice civile), ma anche quegli innovativi strumenti di trasferimento del rischio che sono genericamente compresi sotto il nome di derivati creditizi. Si tratta di strumenti complessi che in qualche modo incorporano una sorta di assicurazione a favore del prestatore di fondi, una specie di scommessa concertata in maniera che si viene ripagati se le cose vanno male cosí che il danno di una cattiva evoluzione degli eventi viene limitato. Di seguito avremo quindi necessità di ricordare brevemente le formule dei derivati previste dal mercato finanziario e prese in esame dal nuovo accordo. Ciò tuttavia sarà fatto in maniera molto semplificata perché la norma è molto articolata e complessa e cercare di riportarla in maniera rigorosa e sufficientemente esaustiva comporterebbe una complicazione eccessiva tenuto presente lo scopo divulgativo della presente circolare. Inoltre, poiché tra le forme di garanzie piú diffuse nel mondo delle piccole e medie imprese c è il sostegno dato dai Consorzi Fidi alle aziende consorziate, una parte della circolare si soffermerà ad illustrare la evoluzione del ruolo e dell operatività dei Consorzi Fidi a seguito del dettato del nuovo accordo. Infatti le caratteristiche oggettive e soggettive richieste alle garanzie personali per essere riconosciute valide ai fini del calcolo dei requisiti di capitale delle banche impone ai consorzi stessi una serie di importanti cambiamenti, come previsto da recenti provvedimenti legislativi. Concludendo gli argomenti di cui ci occuperemo sono i seguenti: il trattamento delle garanzie reali il trattamento delle garanzie personali il trattamento dei derivati creditizi le conseguenze delle nuove norme inerenti agli strumenti di mitigazione del rischio sulla evoluzione richiesta al ruolo, organizzazione ed operatività dei Consorzi Fidi. Fondazione Luca Pacioli 3
6 1. GENERALITÁ Prima di analizzare i singoli strumenti di mitigazione del rischio di credito, rammentiamo alcuni aspetti del nuovo accordo di Basilea 2 già esposti nelle precedenti circolari. Sarà utile per meglio inquadrare il trattamento dei singoli strumenti, a seconda della opzione scelta dalla banca in merito al sistema di calcolo del capitale minimo da destinare a copertura del rischio di credito. Com è noto, le banche possono optare tra 3 diverse opzioni: Il metodo standard: in questo caso la ponderazione del rischio di credito nelle varie situazioni viene stabilita direttamente dalla norma, in base a criteri fondati sulla natura giuridica o sulle dimensioni del prenditore dei fondi e sulla natura della transazione. Fa eccezione il caso in cui il cliente finanziato (o, come vedremo meglio in seguito, nel caso della eventuale presenza di garanzie personali, il garante) sia in possesso di un rating esterno assegnato da una agenzia di rating accreditata dall Istituto di controllo. In questo particolare caso la ponderazione tiene conto del rating secondo uno schema di ponderazione definito dalla norma in una apposita tabella. Il metodo IRB Base: in questo caso la variabile PD (Probability of default)- che è una delle quattro variabili che intervengono nella formula di calcolo del coefficiente di ponderazione del rischio di credito è calcolata sulla base del processo di rating elaborato dalla stessa banca e validato, per l Italia, dalla Banca d Italia. Le altre 3 variabili sono invece elaborate sulla base delle caratteristiche del cliente finanziato e della tipologia dell operazione secondo uno schema simile a quello previsto per la PD nel sistema standard. Il metodo IRB avanzato: in questo caso anche le altre variabili (ed in particolare è importante nel contesto del presente documento la LGD, ovvero la percentuale di perdita che si realizza in caso di inadempienza) sono elaborate dalla stessa banca, sulla base di sistemi interni di valutazione. Questa possibilità di stimare internamente la LGD ha, come vedremo meglio nel seguito, un impatto che diviene molto importante in particolari situazioni. Preso atto di questi vari sistemi di calcolo, è opportuno premettere alcune regole di carattere generale che riguardano il trattamento delle garanzie. a) una prima regola è che un credito garantito (ovvero la quota parte garantita di un credito) non può avere una ponderazione di rischio piú sfavorevole dello stesso credito in assenza di garanzie. Ciò appare ovvio e ci si aspetterebbe che un tale effetto non rischi mai di verificarsi, ma le regole previste dal Basilea 2 sono cosí articolate e complesse che non si possono escludere casi eccezionali in cui, applicando la casistica prevista, un finanziamento garantito dovrebbe avere un trattamento peggiore dello stesso finanziamento non garantito. Fondazione Luca Pacioli 4
7 Un esempio potrebbe essere dato, nel metodo standard, da un finanziamento garantito da ipoteca su beni residenziali a favore di una azienda con un rating pari ad AA- o superiore. Infatti, come detto nelle circolari pertinenti, il finanziamento garantito da ipoteca su beni immobili residenziali ha di norma una ponderazione di rischio pari al 35%, mentre i crediti a favore di aziende in possesso di un rating uguale o superiore ad AA- vengono trattati con una ponderazione di rischio pari al 20%. Nel caso si verificasse una tale evenienza, quindi, sulla base di questa prima regola, il finanziamento garantito sarebbe trattato alla stessa stregua di un finanziamento non garantito, cioè con una ponderazione di rischio del 20%, in luogo di quella del 35% prevista per i prestiti ipotecari su immobili residenziali (cfr. successivo paragrafo 2.4. Ponderazione delle garanzie reali ). In questo caso, quindi, al finanziamento garantito da ipoteca su immobili residenziali si applicherà un coefficiente di ponderazione del 20%, in luogo del 35% come sarebbe ordinariamente previsto; b) una seconda regola è che, in accordo con i principi generali del Basilea 2, quando ad una banca sono offerte diverse opzioni (ad esempio, la possibilità di scegliere tra metodo semplificato e metodo integrale vedi seguito per i dettagli sul contenuto e significato di tali opzioni), la banca deve operare la scelta una volta per tutte, non potendo scegliere il metodo da applicare di volta in volta in funzione dei singoli casi, e ciò per evitare il rischio di una scelta della opzione di volta in volta piú favorevole (cosiddetto cherry picking 5 ); c) una terza norma prevede che, in ossequio all obiettivo di tutela della libera concorrenza, quando l Organo di Sorveglianza, nell ambito di eventuali facoltà esplicitamente previste dall accordo, decida di consentire un tasso di ponderazione piú favorevole di quello che emergerebbe dalla applicazione della norma così come ordinariamente applicata (per esempio, l Organo di Sorveglianza può decidere, per le garanzie rilasciate da enti pubblici o banche di un determinato paese estero, di allineare il rating a quello del governo dello stesso paese 6 ), tale decisione deve essere portata a conoscenza di tutto il sistema bancario ed estesa a tutte le banche. Tutte beneficeranno quindi di analoga facilitazione; d) la presenza di diverse forme di garanzia a tutela di una stessa esposizione, cosí come la eventuale presenza di una quota non garantita, vengono pragmaticamente risolte attraverso la scomposizione della esposizione stessa in diversi finanziamenti, ciascuno garantito dal proprio specifico strumento, oppure non garantito. Cioè, se per esempio un finanziamento di 100 è garantito da denaro per 40 e da 5 Letteralmente raccolta delle ciliegie, con riferimento alla abitudine di selezionare, con la vista ed il tatto, le migliori. 6 La norma prevede invece che enti pubblici o banche abbiano un rating inferiore di una classe rispetto a quella del governo, ma appunto lascia la facoltà all Organo di Sorveglianza di allineare il rating alla stessa classe superiore. Fondazione Luca Pacioli 5
8 ipoteca di primo grado per 50, tale finanziamento viene trattato come la somma di un finanziamento di 40 garantito da denaro, uno di 50 garantito da ipoteca di primo grado e uno di 10 non garantito. 2. LE GARANZIE REALI Esporre il trattamento delle garanzie reali in maniera rigorosa sarebbe eccessivamente articolato e complesso. Ci limiteremo ad una esposizione di carattere generale, sufficiente a fornire la sensibilità sulla materia. In estrema sintesi possiamo osservare che: 1. le garanzie reali conservano la loro capacità di favorire l accesso al credito a condizioni particolarmente favorevoli, a patto che siano verificate le condizioni (legali, organizzative, ecc.) per la loro ammissibilitá ai fini del calcolo dei requisiti di capitale; 2. la gamma delle garanzie ammesse (oltre che il tipo di trattamento ai fini della riduzione dei requisiti minimi di capitale) dipende anche dalla opzione scelta dalle banche: nel metodo IRB sono ammesse alcune forme di garanzia non considerate nel metodo standard; nel metodo IRB avanzato sono previste forme di calcolo piú sofisticate (e potenzialmente piú convenienti per la banca) di quelle statuite per il metodo IRB base. 2.1 Condizioni di ammissibilità delle garanzie reali L accordo di Basilea 2 fissa una serie di condizioni per la ammissibilità delle garanzie nel calcolo dei requisiti di capitale della banca, condizioni che sono comuni a tutti i tipi di garanzia reale, in quanto applicabili. Tali condizioni di ammissibilità si riferiscono ad aspetti e principi molto restrittivi (ancorché di buonsenso se si entra nell ordine di idee che l obiettivo è la limitazione del rischio). Si tratta di condizioni già note al sistema bancario ma, allo stato, non sempre rispettate da tutte le banche e in tutte le situazioni. Tali condizioni sono le seguenti: 1. i documenti di costituzione del bene in garanzia devono essere di piena ed indiscussa validità dal punto di vista giuridico e giurisprudenziale, in tutte le giurisdizioni in cui ci si potrà trovare ad operare ai fini della escussione della garanzia stessa; 2. la banca deve possedere sistemi e procedure in grado di assicurare il mantenimento della validità delle garanzie nel tempo, la attivazione tempestiva delle Fondazione Luca Pacioli 6
9 azioni di recupero ed il corretto e puntuale seguito delle procedure legali di recupero, fino al completamento della pratica; 3. nel caso che le garanzie siano conservate presso un terzo depositario, deve essere assicurata la netta ed oggettiva separazione dei beni in garanzia da quelli del patrimonio del depositario; 4. non devono sussistere elementi di correlazione tra la evoluzione della capacità di restituzione da parte del debitore originario ed il valore del bene posto a garanzia (per esempio non sono ammessi alla funzione di garanzia reale titoli di partecipazione o di credito emessi a carico dallo stesso debitore principale); 5. la durata residua della garanzia deve essere allineata con la scadenza del debito garantito. Sono ammesse alcune eccezioni nell ambito di alcune specifiche condizioni e comunque solo per garanzie di durata residua superiore ad un anno (quindi, in ogni caso, durante l ultimo anno di validità della garanzia il debito, ove la sua scadenza sia successiva, figura come non garantito); 6. devono essere tenuti presenti i rischi connessi alla possibile perdita della garanzia (distruzione per eventi calamitosi, incendi, deterioramento strutturale, etc.; furto, nei casi di beni mobili), così come possibili imputazioni per danni a terzi con riferimento ai beni avuti in garanzia (in particolare danni ambientali, oltre ad effetti indiretti di deterioramenti strutturali come fughe di gas, crolli di cornicioni etc.). Di conseguenza devono essere assunte opportune misure per prevenire tali tipi di rischi o almeno devono essere stipulate adeguate assicurazioni a tutela di tali evenienze, ove possibili; 7. le garanzie di regola devono essere di primo grado. Garanzie di grado superiore al primo, cioè postergate rispetto a precedenti garanzie, sono ammesse solo nella misura in cui esse conservano chiaramente una capacità di copertura del rischio dopo la escussione della prima garanzia, tenuto conto di tutti gli oneri finanziari connessi al ritardo di incasso ed i costi diretti ed accessori, incluse le spese figurative dovute alla procedura di escussione Metodi di calcolo dell incidenza delle garanzie reali sui requisiti di capitale Per le banche che hanno scelto la opzione standard sono previste due possibilità: il metodo semplificato ed il metodo integrale. Le banche che hanno scelto l opzione IRB devono invece utilizzare sempre il metodo integrale. Vediamo ora in cosa differiscono i due metodi. Nel metodo semplificato la operazione garantita ha una sua ponderazione di rischio, specificamente dipendente dalla tipologia e dalle caratteristiche della garanzia (vedi, per esempio, il trattamento dei prestiti ipotecari di cui al seguente paragrafo). Nel metodo integrale, invece, il beneficio della garanzia, nell ipotesi dell eventuale escussione, viene calcolato come minore esposizione a rischio. In altre parole, se la stima del danno cui si va incontro in caso di inadempienza Fondazione Luca Pacioli 7
10 ( default ) del debitore principale è, poniamo, pari al 30% del finanziamento concesso (perché il 70% dello stesso sarà recuperato attraverso la escussione della garanzia), ai fini del calcolo dei requisiti di capitale sarà preso in considerazione solo il 30% sottoposto a rischio. In pratica, il 70% integralmente coperto dalla garanzia viene del tutto ignorato nel calcolo del totale delle attività ponderate, mentre il residuo 30% viene trattato alla stregua di finanziamento non garantito, con ponderazione dipendente dal soggetto garantito. Nella valutazione della copertura offerta dalla garanzia però, devono essere valutate una serie di importanti considerazioni di rischio: 1. il capitale complessivamente a rischio, dal quale andrà dedotta la quota del capitale integralmente garantito, dovrebbe incorporare interessi, spese e commissioni varie fino alla data di default, oltre le spese legali e accessorie di recupero del debito; 2. il valore della garanzia (che deve essere periodicamente aggiornato - di regola almeno ogni sei mesi - per tener presenti possibili fluttuazioni di mercato) dovrebbe tener conto del rischio di svalutazioni; 3. a tutela di questi margini di rischio aggiuntivi, quindi, al valore del debito, quando del caso (per esempio nei casi di finanziamento in valuta o a tasso fisso), va aggiunto un adeguato scarto cautelare, mentre al valore della garanzia va sottratto un altrettanto adeguato scarto che tenga conto della volatilitá dei mercati coinvolti (valute, valori mobiliari, tassi finanziari, etc.). Lo scarto sul valore della garanzia è sempre richiesto, con la sola eccezione dei casi di garanzie costituite da pegno in denaro, quando il denaro sia espresso nella valuta di conto della banca creditrice. Le banche che usano il sistema IRB avanzato possono prevedere propri sistemi di valutazione degli scarti 7. Questi sistemi devono dimostrare di soddisfare alcuni requisiti minimi circa la capacità di stimare la volatilitá massima che si può manifestare nel particolare mercato coinvolto dalla transazione in un determinato lasso di tempo (si cerca cosí di prevenire le svalutazioni che possono intercorrere tra i momenti di revisione del valore della garanzia). Nel caso delle altre banche, gli scarti minimi da applicare sono previsti dalla norma secondo una articolata scaletta che per brevitá non riportiamo. Ci limitiamo a titolo di esempio a riportare lo scarto standard richiesto per rischi di cambio a fronte di garanzie reali denominate in valute diverse: 8% (cfr. paragrafo 152 del documento contenente il nuovo accordo di Basilea: Convergenza Internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali 8 ). 7 Per essere precisi va ricordato che sistemi di valutazione interna di tipo VaR (si tratta di sistemi, fondati su metodologie statistiche, idonei a stimare la massima volatilitá che si può manifestare nei valori del bene in analisi entro ragionevoli limiti di probabilità), sono ammessi anche per le altre banche che usano il sistema integrale nei casi di operazioni PcT (pronti contro termine) o di netting nei confronti di controparti bancarie. 8 Il documento è reperibile anche nel sito della Fondazione Luca Pacioli, Fondazione Luca Pacioli 8
11 2.3. Garanzie reali ammesse Sono previste le seguenti garanzie: ipoteca su immobili residenziali e commerciali. Nel metodo standard la garanzia ipotecaria non figura tra quelle ammissibili, ma è una esclusione solo apparente perché le operazioni garantite da ipoteca sono disciplinate come categoria di operazione a sé stante, la cui ponderazione di rischio già incorpora la valutazione della garanzia. Per queste operazioni quindi, le banche che usano il metodo standard non hanno la scelta fra il metodo semplificato ed integrale, perché di fatto vengono sempre trattate secondo il metodo semplificato. In questo contesto é interessante osservare come il trattamento destinato a tali operazioni evidenzia l alta volatilitá associata agli immobili non residenziali. Infatti i prestiti ipotecari su immobili residenziali hanno una ponderazione di rischio del 35% mentre per i prestiti ipotecari su immobili non residenziali viene proposta dal Comitato una ponderazione del 100% (cioè pari a quella di prestiti non garantiti. Tuttavia le autorità di vigilanza locali possono decidere di ridurre tale ponderazione fino alla soglia minima del 50%, nel rispetto di alcune condizioni accessorie). Nel metodo IRB (base e avanzato) sono ammesse a garanzia le ipoteche su immobili residenziali e commerciali. Esse utilizzano anche per questi strumenti il metodo integrale 9 ; pegno su strumenti finanziari idonei. Tali strumenti idonei sono: contante, compresi i certificati di deposito e strumenti assimilabili emessi dalla banca creditrice; oro; titoli di debito con rating adeguato 10 (il rating minimo richiesto varia a seconda della categoria dell emittente. Per gli emittenti ordinari è richiesto un minimo di BBB-); azioni comprese in uno dei principali indici di borsa. Limitatamente alle banche che usano il metodo IRB sono ammessi a garanzia i crediti commerciali acquistati (purchased receivables). 9 Ricordiamo che, come esposto nel precedente paragrafo, tale metodo consente di detrarre dalla esposizione di rischio il valore della garanzia, opportunamente ridotto di adeguato scarto che tenga conto delle oscillazioni del mercato. [Per la precisione, nei confronti delle banche che usano il sistema IRB, la norma specifica che non si deve ridurre il valore della EAD, ma sostituire alla LGD un valore corretto in base alla proporzione tra la esposizione corrente e la esposizione corretta in base al valore della garanzia (sempre tenuto conto degli scarti di cui detto in precedenza). Si tratta di una precisazione di dettaglio che non cambia la sostanza del principio di riferimento.] 10 Anche titoli di debito senza rating, ma solo in casi particolari di emissione da parte di banche. Non scendiamo nei dettagli che non sono importanti ai nostri fini. Fondazione Luca Pacioli 9
12 2.4. Ponderazione delle garanzie reali Secondo quanto finora anticipato, la ponderazione dei vari titoli a garanzia può variare in maniera anche consistente a seconda del sistema usato dalla banca e, nell ambito di questo, del metodo prescelto. Tra l altro, va ricordato che, nell ambito del metodo integrale (obbligatorio, come detto, per tutte le banche che usano il sistema IRB, e facoltativo per le altre), parlare di ponderazione può risultare fuorviante, in quanto può far pensare ad una ponderazione di rischio da applicare alla intera operazione, mentre come sappiamo, il beneficio della garanzia si esplica nel fatto che la parte del finanziamento interamente ed integralmente coperto dalla garanzia (nel rispetto dei requisiti piú volte richiamati in precedenza) ha una ponderazione pari allo 0%, mentre la parte residua mantiene la sua ponderazione come se fosse non garantito. La casistica in cui vengono suddivise le garanzie reali include vari pegni in danaro e titoli, ed inserisce nella classe delle garanzie pignoratizie le operazioni di pronti contro termine. Il trattamento delle operazioni, quando assistite da pegno su strumenti finanziari (operazioni che costituiscono la maggioranza di questa categoria), dipendono dalla valuta e dal tipo di emittente con una casistica molto articolata. Non è possibile quindi dare una scaletta puntuale del trattamento delle singole garanzie ma possiamo fare riferimento qui di seguito ad alcuni esempi significativi per fornire una sensibilità sul beneficio che i vari tipi di garanzia possono fornire. Nel caso delle garanzie ipotecarie abbiamo già visto l esempio della ponderazione proposta nel metodo standard per le ipoteche su immobili residenziali e non residenziali: per gli immobili residenziali la ponderazione è il 35% mentre per i non residenziali è di norma il 100%. Nel caso delle garanzie costituite da pegno abbiamo già ricordato che il pegno in denaro o titoli emessi dalla stessa banca finanziatrice e nella sua stessa valuta di conto hanno una ponderazione nulla. Quando si parla di titoli obbligazionari o con caratteristiche corrispondenti, la ponderazione è sottoposta a una soglia minima del 20%, con la eccezione dei titoli emessi da governi dei paesi di primario rating e delle istituzioni finanziarie internazionali (es. Banca Mondiale e FMI), che godono di una ponderazione dello 0%. Nel caso delle operazioni PcT (pronti contro termine), lo scarto dello 0% è ammesso anche se la controparte non è un governo o una istituzione di cui sopra ma è un operatore primario del mercato, a patto che siano soddisfatte le condizioni minime: che la esposizione reale e la garanzia siano denominate nella stessa valuta; che la operazione PcT sia di tipo overnight 11 ; 11 Con un giorno lavorativo di intervallo tra l acquisto e la vendita. Fondazione Luca Pacioli 10
13 che l adeguamento dei margini (scarti) sul valore della garanzia sia giornaliero o che in caso contrario che il tempo tra l ultima valutazione e la escussione del credito non superi i 4 giorni; che la operazione sia coperta da adeguata documentazione contrattuale che dia diritto ad effettuare l escussione della garanzia ed il conseguente sequestro immediato dei titoli qualora si verifichino situazioni a rischio Compensazione di posizioni in bilancio Nel corpo del documento, tra il capitolo dedicato alle garanzie reali e quello dedicato alle garanzie personali, il Basilea 2 riserva uno spazio alle compensazioni di posizioni in bilancio (cfr. paragrafo 139). Si tratta degli accordi che le Banche possono avere con singole controparti, di regola piú facilmente altre banche o grandi aziende finanziarie, per regolare i reciproci rapporti di debito e credito sulla base del semplice saldo. In teoria anche una PMI può concordare con la banca un accordo di netting, ma in genere con tali tipologie di aziende sussiste una contemporaneità di posizioni a debito e a credito solo nel caso che la posizione a credito sia vincolata (peraltro in genere da terze parti) a garanzia dei fidi concessi. Quale che sia la situazione, la norma tiene in considerazione il fatto che le facoltà di compensare posizioni di debito e di credito possono essere soggette a specifici vincoli di legge. Per esempio, in assenza di forme contrattuali e tempistiche idonee e documentate con data certa, nel nostro paese la compensazione potrebbe venire ripresa in sede di procedura concorsuale. Affinché si possa operare la compensazione, viene quindi richiesto che le procedure di stipula dell accordo di compensazione, e di eventuale rinnovo, assicurino la ottemperanza di tutti i requisiti di legge atti ad evitare qualsiasi rischio di revocatoria della compensazione medesima. 3. LE GARANZIE PERSONALI L accordo di Basilea 2 accomuna in un unico trattamento le garanzie personali ed i derivati creditizi. In effetti molti dei requisiti di ammissibilità sono comuni ed i principi generali di trattamento sono sicuramente gli stessi. Tuttavia nella presunzione che la dimestichezza del nostro lettore-tipo con i derivati sia piuttosto limitata, dedicheremo ai derivati creditizi un apposito paragrafo (vedi successivo paragrafo 4.). In allegato inoltre é fornita una trattazione, non sofisticata ma sufficientemente diffusa, di tali strumenti. Fondazione Luca Pacioli 11
14 3.1. Condizioni di ammissibilità delle garanzie personali Le garanzie personali sono ammesse esclusivamente se rispettano le seguenti caratteristiche: esse devono essere: a) dirette: la garanzia deve essere assunta contrattualmente direttamente dal garante; b) esplicite: la garanzia deve menzionare esplicitamente le posizioni di debito e/o le specifiche operazioni del garantito verso le quali il garante assume obbligo di tutela. Ciò esclude la ammissibilitá, per esempio, di fideiussioni omnibus ; c) irrevocabili: non sono ammesse opzioni a favore del garante che consentano la revoca della garanzia né, nel caso di garanzie assunte a titolo oneroso, la possibilità di revisione unilaterale del corrispettivo (fee) periodico eventualmente necessario al rinnovo della garanzia 12 ; d) incondizionate: il soddisfacimento della obbligazione assunta a garanzia non può essere soggetta a condizioni, con la sola eccezione del caso in cui la garanzia sia assunta a titolo oneroso 13 e che quindi preveda il pagamento periodico di un corrispettivo(fee) a favore del garante, e che tale corrispettivo alla data dell ultima scadenza periodica non sia stato regolarmente pagato; e) esenti da obbligo di preventiva escussione del debitore principale; f) estese alla totalità degli obblighi di pagamento a carico del debitore principale, cioè devono coprire, per la documentazione della inadempienza e la eventuale escussione, non solo il debito nozionale, ma anche interessi e costi accessori. Nel caso questa ultima condizione non sia soddisfatta, la esposizione in questione deve essere scomposta nella parte relativa al capitale nominale, da considerarsi garantita, e nella parte relativa ad interessi ed oneri legali, vari ed accessori, da considerarsi non garantita Metodi di calcolo dell incidenza delle garanzie personali sui requisiti di capitale e relativa ponderazione Il metodo di calcolo dell incidenza delle garanzie personali è in linea di principio molto semplice e condivisibile secondo buonsenso: se un prestito è assistito da garanzia personale di un terzo e se sono rispettate le condizioni di ammissibilità di cui al precedente paragrafo, il rating del garante si sostituisce al rating del garantito. Per poter fornire una garanzia, inoltre si richiede al fornitore della copertura di possedere un rating pari ad almeno A- (paragrafo 195 del documento contenente il nuovo accordo di Basilea: Convergenza Internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali ). 12 Caso che riguarda di regola i derivati creditizi, come vedremo meglio trattando di tale categoria di strumenti. 13 Vedi nota precedente. Fondazione Luca Pacioli 12
15 Naturalmente ciò comporta che le garanzie personali, per essere valide ai fini del calcolo dei requisiti di capitale, devono rispettare le seguenti condizioni: 1. il garante deve essere un soggetto dotato di rating e ciò esclude le persone fisiche; 2. il garante non solo deve possedere un rating migliore del garantito, altrimenti la operazione conserva la stessa ponderazione del prestito non garantito (vedi paragrafo 1) ma deve possedere un rating minimo, che è appunto stabilito nella misura di A- (ovvero la classe di rating corrispondente nel particolare sistema di valutazione utilizzato) Garanzie personali ammesse Sono ammesse tutte le forme tipiche di garanzia, che possono variare leggermente a seconda dell ordinamento giuridico interessato: per l Italia sono comprese, naturalmente, fideiussione e avallo. Oltre le forme tipiche, come abbiamo già detto, sono prese in considerazione anche le tipologie di contratto che rappresentano una effettiva forma di mitigazione del rischio e tra queste sono stati individuati i derivati creditizi, nelle forme dedicate appunto alla copertura del rischio (vedi paragrafo successivo) 4. I DERIVATI SU CREDITI Gli strumenti finanziari derivati sono contratti il cui valore e i cui diritti derivano dalle dinamiche dei prezzi di altre attività che sono sottostanti il contratto. Possono essere legati sia al valore di beni di natura reale, ad esempio oro, caffè, etc., che a strumenti finanziari tipici: azioni obbligazioni etc.. Questa caratteristica consente loro di essere usati per scopi molteplici, per speculazione o arbitraggio dei prezzi, per la copertura dei rischi connessi alle attività sottostanti. Ai fini del Basilea 2 interessa ovviamente l uso dei derivati a fini della riduzione del rischio di credito per la banca. Il raggiungimento di questo obiettivo viene assicurato con modalità diverse, a seconda del contratto utilizzato: 1. con un contratto a termine la banca può garantirsi dall eventuale deprezzamento dei titoli avuti in garanzia, vendendo a termine i titoli stessi, con scadenza coincidente a quella della operazione garantita. Alla scadenza dell operazione la banca avrà comunque la certezza della copertura, sia che i titoli si siano apprezzati sia che essi si siano deprezzati. La controparte del contratto a termine si accolla il rischio del caso che i titoli si deprezzino e beneficia invece del guadagno nel caso che i titoli si apprezzino; Fondazione Luca Pacioli 13
16 2. con l acquisto di una opzione put (put option) la banca acquisisce il diritto di vendere i titoli avuti in garanzia ad un prezzo predeterminato, conseguendo sia il beneficio dell eventuale aumento del prezzo degli stessi (perché in questo caso si asterrà dalla vendita) che la copertura della garanzia qualora i titoli si deprezzino. Il venditore dell opzione put, e quindi della copertura, si assume il rischio contro il pagamento di un compenso (fee), che costituisce il suo guadagno nel caso in cui i titoli non si deprezzino. Tale compenso è tanto piú alto quanto probabile viene considerato il rischio di un deprezzamento. Nella pratica, avendo fini di sola copertura dal deprezzamento, il compenso di una opzione put risulta eccessivamente oneroso e si preferisce il contratto a termine; 3. con i contratti di cui si è detto la banca si garantisce dal deprezzamento delle eventuali garanzie ricevute. La banca può però acquisire direttamente la garanzia del finanziamento concesso con un contratto swap. Questo contratto copre il rischio dell eventuale inadempienza del debitore principale. Per fare un esempio, se la banca ha concesso un finanziamento per il quale sia previsto un rimborso rateale, la banca può stipulare un credit default swap, ovvero un total return swap (cfr. l allegato per una presentazione degli strumenti in questione). Con tali contratti la banca scambia con il fornitore della garanzia il flusso di fondi rinveniente dal suo credito con un flusso di fondi predeterminato: per esempio, se il suo credito è a tasso fisso può concordare un rendimento che segua le evoluzioni dei tassi del mercato finanziario. Il venditore della garanzia incassa ad ogni scadenza le rate di rimborso del finanziamento mentre paga alla banca le rate calcolate al tasso variabile sul valore nominale concordato (di solito lo stesso valore del finanziamento). La cosa importante è che, nelle formule dei contratti swap sopra menzionati (credit default swap e total return swap), la controparte del contratto swap sopporta anche il rischio della inadempienza. Cioè, se si realizza la inadempienza (default) del debitore principale, il venditore della garanzia paga alla banca il valore nominale concordato e subentra nel credito, accollandosene la eventuale perdita. Come evidente, gli effetti dei contratti menzionati sono diversi. Ai fini del Basilea 2, solo il contratto da ultimo menzionato fornisce una copertura piena. Gli altri contratti derivati (nn. 1 e 2) vanno valutati nei loro effetti e possono servire a ridurre o ad eliminare lo scarto che deve essere calcolato sul valore della garanzia, ai fini del calcolo della LGD (perdita in caso di inadempienza). Fermo rimanendo che, ai fini dell Accordo di Basilea 2, assumono rilievo soltanto i derivati idonei ad eliminare o ridurre il rischio creditizio (che nella fattispecie sono stati identificati dal Comitato in una delle forme già più volte citate di credit default swap o di total return swap ), per una breve illustrazione generale sugli strumenti derivati vedi l allegato al presente documento. Fondazione Luca Pacioli 14
17 4.1. Condizioni di ammissibilità dei contratti derivati Ai fini della mitigazione del rischio di credito, l accordo di Basilea 2 prende in considerazione solo i derivati creditizi (che hanno come attività sottostante un credito), vale a dire i soli contratti derivati idonei a garantire la banca anche dall eventuale inadempienza del debitore principale. Per la loro ammissibilità i derivati devono avere alcuni requisiti minimi: innanzi tutto le caratteristiche già citate a proposito delle garanzie personali (le coperture devono essere esplicite, irrevocabili, ed incondizionate, con la sola eccezione già citata al riguardo); in secondo luogo, gli altri requisiti specificamente riferiti ai contratti derivati. Tra essi ricordiamo: il contratto derivato deve assicurare la copertura di un insieme minimo predefinito di eventi relativi al credito (credit events), tra cui: il mancato pagamento della obbligazione sottostante, il fallimento dell obbligato, la ristrutturazione della obbligazione; il contratto derivato non deve estinguersi prima del termine necessario a coprire la eventuale inadempienza; la eventuale possibilità di regolamento del solo differenziale (cash settlement) (si tratta sostanzialmente di un regolamento attraverso compensazione dei valori del sottostante e della obbligazione in denaro prevista. Approfondimenti possono essere trovati nell allegato) è riconosciuta solo in presenza di robuste procedure di valutazione del valore del sottostante e di immediato aggiustamento della posizione complessiva dopo il regolamento; se il regolamento è previsto alla consegna (on delivery), non devono essere presenti limiti di alcun genere alle possibilità di trasferimento dell obbligazione sottostante (underlying obligation); sono richiesti criteri qualitativi minimi in caso di disallineamento (mismatch) tra underlying asset e reference obligation (ossia l obbligazione impiegata per determinare il valore di regolamento per contante), a tutela della costante copertura del valore del finanziamento garantito. 4.2 Tipologie di garanzia ammesse Come già detto, ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali, sono ammessi come strumenti di mitigazione del rischio di credito solo le forme di derivati credit default swap e total return swap. Inoltre, il garante/fornitore della protezione (seller) deve essere compreso tra i fornitori idonei e cioè: Fondazione Luca Pacioli 15
18 governi, istituzioni pubbliche, banche e società di intermediazione mobiliare con ponderazione di rischio inferiore a quella della controparte garantita; altre entità con rating pari o superiore ad A Ponderazione dei finanziamenti garantiti attraverso i derivati creditizi In coerenza con i principi generali, alla parte di finanziamento protetta con un contratto derivato è assegnata la ponderazione di rischio del fornitore della garanzia. La parte di finanziamento non protetta viene considerata alla stregua di un finanziamento non garantito: ad essa è assegnata la ponderazione del debitore principale. 5. LE CONSEGUENZE DELL ACCORDO DI BASILEA 2 SUL RUOLO E SULLA OPERATIVITÀ DEI CONSORZI FIDI L accordo di Basilea 2 dà un risalto maggiore del precedente accordo alle garanzie, nella misura in cui esse sono riconosciute valide ai fini della determinazione dei requisiti patrimoniali delle banche finanziatrici. D altra parte, le innovazioni previste determineranno una penalizzazione per i clienti con un alto profilo di rischio, penalizzazione che non potrà essere mitigata da quelle forme di garanzia che non siano ammesse nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche I consorzi fidi Alla luce di tali principi, merita di essere approfondita la particolare posizione dei Consorzi fidi, considerato che le garanzie da essi tradizionalmente prestate non sarebbero considerate forme ammesse di mitigazione del rischio di credito. I Consorzi Fidi hanno tradizionalmente prestato le loro garanzie in una delle due seguenti forme alternative: il fondo di garanzia del consorzio viene posto a garanzia dei fidi concessi agli aderenti al consorzio stesso. In questo caso, il fondo di garanzia del consorzio costituisce un pegno irregolare; il fondo di garanzia del consorzio dà copertura patrimoniale alla fideiussione rilasciata dal consorzio, a garanzia dei fidi concessi dalle banche ai consorziati. Ebbene, ai fini della definizione dei requisiti minimi di capitale delle banche, il pegno irregolare non è garanzia reale idonea alla mitigazione del rischio e la forma fideiussoria risulta carente dei requisiti per il riconoscimento della garanzia. Fondazione Luca Pacioli 16
19 Per quanto riguarda la prima forma di intervento, i consorzi fidi hanno sempre prestato una garanzia sussidiaria a copertura della perdita sostenuta dalla banca. In sostanza, la banca doveva attivare le procedure di recupero e sostenere l onere del processo di escussione contro il debitore principale prima di poter attingere al patrimonio del fondo a garanzia (per coprire la perdita residua che era rimasta a suo carico). L accordo di Basilea 2 richiede invece che la garanzia sia escutibile a prima richiesta. Per quanto riguarda l intervento nella forma della fideiussione, secondo l accordo di Basilea 2, l ente che rilascia la copertura o la garanzia, 14 deve essere classificato con un rating pari almeno ad A- (o equivalente nei sistemi di rating che utilizzano scale diverse da quella Standard & Poors) e la mancanza di questo requisito escluderebbe di fatto tutti i Confidi 15. Ne conseguirebbe che, nel nuovo panorama normativo, i Consorzi Fidi avrebbero una difficile collocazione, con possibilità di operare molto modeste. È vero infatti che le banche non sono obbligate ad accettare solo garanzie valide ai fini del calcolo dei loro requisiti patrimoniali, ma acquisendo eventualmente anche garanzie non accreditate a tali fini, si troverebbero per motivi di equilibri reddituali a dover applicare ai finanziamenti cosí garantiti condizioni più onerose; condizioni che non potrebbero allontanarsi piú di tanto da quelle applicabili al cliente finanziato in assenza del sostegno del Confidi. Tenuto conto della classe di rating dei soggetti richiedenti (e sappiamo che in generale le classi di rating dei clienti assistiti dalla garanzia dei Consorzi Fidi risultano piuttosto modeste), la situazione degli aderenti al consorzio rischierebbe di risultare difficile: essi dovrebbero pagare la quota di iscrizione al consorzio, pur ottenendo dalle banche condizioni finanziarie onerose, con un costo complessivo forse non sostenibile Le innovazioni In relazione alla situazione prospettata, vanno registrate con interesse le iniziative assunte per adeguare l attività dei Confidi alla nuova disciplina dell accordo di Basilea 2. Si segnalano in proposito: la nuova disciplina dell attività di garanzia collettiva dei fidi dettata con l art. 13 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, conv. dalla legge 24 novembre 2003, n Sono stati previsti una serie di vincoli e di condizioni che meglio identificano l at- 14 Se non si tratta di uno stato sovrano o di una banca. 15 In mancanza di adeguate conoscenze circa le classi di rating assegnate ai consorzi di garanzia fidi, una recente ricerca si è basata sulle classi di rating assegnate alle BCC Banche di Credito Cooperativo, stimandole come istituzioni che hanno una certa vicinanza nell oggetto sociale e missione mutualistica, ma che presentano certamente una struttura organizzativa e patrimoniale di migliore qualità. Tale ricerca ha dimostrato che nessuna BCC italiana raggiungerebbe la classe di rating A- e quindi a maggior ragione tale classe di rating sarebbe una barriera insormontabile alla operatività dei Consorzi Fidi. Fondazione Luca Pacioli 17
20 tività di garanzia collettiva dei fidi e preparano e promuovono un rafforzamento patrimoniale e strutturale dei consorzi fidi; le ulteriori disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2006, nell ambito della nuova disciplina sui distretti produttivi, con le quali si dà mandato al Ministro dell economia e delle finanze di adottare le misure più idonee ad assicurare il riconoscimento della garanzia prestata dai Confidi 16 ; l annunciato ricorso da parte della Banca di Italia ad alcune specifiche opzioni concesse dal nuovo accordo agli organi di controllo 17 e volte a consentire l ammissibilità della garanzie concesse dai Confidi ai fini del calcolo dei requisiti di capitale. Il mutato quadro normativo e regolamentare, in parte ancora in evoluzione (per esempio, l esercizio delle sopracitate opzioni da parte della Banca d Italia potrebbe condurre alla necessità di regolamentare in maniera più stringente ed analitica il reporting mensile che le aziende vigilate devono inviare mensilmente all Organi di controllo), richiede ai Confidi di adeguare, effettuando i necessari investimenti, sia le strutture di capitale, che lo status giuridico e la qualità della organizzazione interna e dei processi di gestione. Si tratta di investimenti complessi, ma in questo modo i Confidi vedranno il proprio ruolo non solo salvaguardato ma potenzialmente esaltato La riforma dei Confidi La riforma dei Confidi è stata disciplinata con l art. 13 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, conv. dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, che detta disposizioni per razionalizzare il sistema attuale, contrassegnato da eccessiva frammentazione ed eterogeneità. Si prevede una chiara ed univoca definizione del ruolo e del campo di attività dei Consorzi Fidi, indirizzandone l evoluzione attraverso la trasformazione in intermediari finanziari o in banche di credito cooperativo al fine di favorire l accesso al credito e il finanziamento dei distretti e delle imprese che ne fanno parte il Ministro dell economia e delle finanze adotta o propone le misure occorrenti per: 5.1) assicurare il riconoscimento della garanzia prestata dai confidi quale strumento di attenuazione del rischio di credito ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali degli enti creditizi, in vista del recepimento del Nuovo accordo di Basilea; 5.2) favorire il rafforzamento patrimoniale dei confidi e la loro operatività; anche a tal fine i fondi di garanzia interconsortile di cui al comma 20 dell articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, possono essere destinati anche alla prestazione di servizi ai confidi soci ai fini dell iscrizione nell elenco speciale di cui all articolo 107 del testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385; 5.3) agevolare la costituzione di idonee agenzie esterne di valutazione del merito di credito dei distretti e delle imprese che ne fanno parte, ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche nell ambito del metodo standardizzato di calcolo dei requisiti patrimoniali degli enti creditizi, in vista del recepimento del Nuovo accordo di Basilea;..] (cfr. art. 1, comma 368, lett. c), punto 5, della legge 23 dicembre 2005, n. 266). 17 In sostanza la più importante di queste opzioni che il Basilea 2 concede e che la Banca d Italia ha deciso di esercitare é quella di equiparare, ai fini della concessione di garanzia personali, il trattamento degli intermediari vigilati a quello delle banche. Ciò significa che i Confidi che si iscriveranno nell elenco degli intermediari vigilati ex art. 107 T.U.B. scavalcheranno l obbligo di appartenere ad una classe di rating non inferiore ad A- per poter rilasciare garanzie personali idonee. C è da osservare, però, che la Banca di Italia sta ancora verificando con il Comitato se questo non configuri l obbligo di un controllo più stringente di quello attuale a carico di detti intermediari vigilati, fatto questo che potrebbe conseguire da una interpretazione prudenziale della norma relativa alla opzione in oggetto. Fondazione Luca Pacioli 18

References: art. 13
 art. 13
 articolo 13
 articolo 107
 art. 1
 art. 107