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Timestamp: 2018-07-20 07:40:46+00:00

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Notizie dall’INPGI, Circolare n. 9 del 22/12/2015 (pagina 15) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagine 16) DPCM 10 novembre 2015 - Gazzetta ufficiale n. 4 del 7 gennaio 2016
FONDO STRAORDINARIO PER L’EDITORIA, PUBBLICATO IL DECRETO DI RIPARTIZIONE
IVA AGEVOLATA AL 4% PER I QUOTIDIANI E PERIODICI ON LINE, NECESSARIO IL CODICE ISSN
6,5 milioni per rifinanziare i contratti di solidarietà e la cassa integrazione, per gli sgravi per le nuove assunzioni e gli investimenti in informatica
Il periodico online deve munirsi di un proprio codice ISSN, autonomo da quello della eventuale pubblicazione cartacea anche se il titolo resta invariato Solo le riproduzioni effettuate allo scopo di sostituire la pubblicazione originale (facsimili) conservano l’ISSN della pubblicazione originale (vedi FAQ 5)
Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del presidente del Consiglio (dpcm) che ripartisce le risorse a sostegno del Fondo straordinario all’editoria: oltre 6 milioni per rifinanziare i contratti di solidarietà e la cassa integrazione, per gli sgravi per le nuove assunzioni e gli investimenti in informatica La Gazzetta ufficiale ha, infatti, pubblicato il dpcm che sancisce la “ripartizione delle risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, per l’anno 2015”. Questo il titolo del decreto del presidente del Consiglio che suddivide il capitale a sostegno delle imprese editoriali. Sono 6,5 i milioni messi sul piatto per rifinanziare i contratti di solidarietà e la cassa integrazione, per gli sgravi per le nuove assunzioni e per nuovi investimenti in informatica. Il dpcm stabilisce, infatti, che questo teso-
Il periodico online deve munirsi di un proprio codice ISSN, autonomo da quello della eventuale pubblicazione cartacea anche se il titolo resta invariato - Solo le riproduzioni effettuate allo scopo di sostituire la pubblicazione originale (facsimili) conservano l’ISSN della pubblicazione originale (vedi FAQ 5) Il comma 637, dell’articolo 1, della Legge 208/2015 estende l’aliquota IVA super–ridotta al 4 per cento, già prevista per gli e-book, ai giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, e periodici online. Come già ampiamente illustrato sul numero di dicembre di questo Notiziario, a cui si rimanda, la 6 2 norma modifica l’articolo 1, comma 667,
Documento pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e Finanza (MEF)
“Un giornale che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere”.
FOCUS SULLA LEGGE DI STABILITA’ 2016 Joseph Pulitzer giornalista, editore e politico ungherese naturalizzato statunitense (Makó - H , 10 aprile 1847 – Charleston - USA, 29 ottobre 1911)
Non solo editoria… Sintetizzate le principali norme contenute nella nuova legge di stabilità
Il Premier, Matteo Renzi ed il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alla conferenza di presentazione della Legge di stabilità 2016
Sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2015 e sono in vigore dal primo gennaio la legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208/2015) e il bilancio di previsione dello Stato per 10
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 52° - MENSILE - 11 NUMERI - 1 gennaio 2016 Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
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retto (che fa riferimento all’anno che si è appena concluso) venga ripartito sulla base di una serie di interventi delle aziende editoriali. Si tratta, ad esempio, di incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale, o ancora di parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali per giornalisti disoccupati o interessati da processi di riduzione dell’attività lavorativa (per cassa integrazione o contratti di solidarietà). Ma il dpcm intende anche coprire gli oneri del 2015 per quanto riguarda le assunzioni a tempo determinato effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2015. Fondo straordinario editoria - risorse 2015 per incentivi imprese di Angela Lamboglia, su www.fasi.biz.it, 8 gennaio 2016 In Gazzetta il DPCM che ripartisce i 6,5 milioni di euro della dotazione 2015 del Fondo straordinario a sostegno all’editoria Le risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria sono destinate a: •la concessione di incentivi a favore degli investimenti in innovazione tecnologica e digitale; •il parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali erogati in favore dei giornalisti disoccupati o interessati da processi di riduzione dell’attività lavorativa per collocamento in cassa integrazione guadagni straordinaria o dalla stipula di contratti di solidarietà difensiva; •la copertura degli oneri, per l’anno 2015, delle assunzioni a tempo determinato effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2015. Sono escluse dall’accesso alle risorse del Fondo le imprese editoriali presso le quali si verifichi almeno una delle fattispecie indicate: •mancata iscrizione nell’elenco di cui all’art. 2, comma 3, lett. b) della legge n. 233 del 31 dicembre 2012 per un periodo superiore a sei mesi; NOTA: L’art. 2, comma 3, lett. b) della legge n. 233 del 31 dicembre 2012 (c.d. “Legge sull’equo compenso” prevede che l’apposita Commissione rediga un elenco dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle 2
agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità sui mezzi di comunicazione e sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. La Commissione provvederà al costante aggiornamento dell’elenco stesso. La norma non ha avuto ancora applicazione. •introduzione, dalla data di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ripartisce i fondi e per la durata delle misure finanziate, di bonus, stock option ed ogni altra forma di premio non strettamente legato alla dinamica retributiva contrattualmente stabilita, e direttamente collegata a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei dirigenti delle imprese editoriali che accedono agli ammortizzatori sociali. Incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale In base al DPCM, una quota pari a 3 milioni e 435mila euro è diretta a sostenere gli investimenti in innovazione tecnologica e digitale nel settore dell’editoria, attraverso la sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese destinata a garantire i finanziamenti erogati alle imprese editoriali. NOTA: Fondo Garanzia PMI: operativa Sezione speciale Informazione ed Editoria La Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria” del Fondo di garanzia per le PM è dedicata alle piccole e medie imprese editoriali che realizzano investimenti in innovazione tecnologica e digitale. La Sezione speciale, istituita il 5 febbraio 2015, prevede la concessione di garanzie dirette, controgaranzie e cogaranzie per la copertura di operazioni finanziarie relative alla realizzazione di investimenti in innovazione tecnologica e digitale. Lo strumento è stato reso operativo con l’approvazione della circolare n. 5-2015 di MedioCredito Centrale, che stabilisce i settori di attività ammessi all’agevolazione e l’ammontare delle risorse disponibili. Beneficiari Lo strumento è destinato alle PMI editoriali che si occupano di: •Edizione di libri (J.58.11)
in questo numero Fondo straordinario per l’editoria, pubblicato il decreto di ripartizione (pagine, 1, 2, 4, 5, 13) IVA agevolata al 4% per i quotidiani e periodici online, necessario il Codice ISSN (pagine 1, 6, 8, 9, 13) Focus sulla Legge di stabilità 2016 (pagine 1, 10, 11) Assemblea elettiva ordinaria dei Soci USPI, anno 2016 (pagina 3) Le quote associative USPI per l’anno 2016 (pagina 7) Dialogando…: «la Vita Cattolica» di Udine, 90 anni con lo sguardo al futuro (pagine 12, 13) Notizie dall’INPGI: Circolare n. 9 del 22/12/2015 (pagine 14, 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 16) Convenzione USPI-SDA Express Courier (pagina 16)
Donna che legge, Pablo Picasso
•Edizione di quotidiani (J.58.13) •Edizione di riviste e periodici (J.58.14) •Trasmissioni radiofoniche (J.60.10) •Attività di programmazione e trasmissioni televisive (J.60.20) •Attività delle agenzie di stampa (J.63.91). Le piccole e medie imprese editoriali che non rientrano nelle finalità previste dalla Sezione speciale, ma sono ammissibili in base alle disposizioni generali del Fondo centrale di garanzia, possono comunque essere garantite a valere sulle sole risorse ordinarie del Fondo. Risorse Alla dotazione iniziale di 7.418.394 euro messa a disposizione dal Governo per l’attivazione della Sezione speciale si aggiunge la compartecipazione al 4 Notiziario USPI n° 1/2016
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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2016 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 21 aprile 2016, alle ore 9 in prima ed alle ore 10 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Nomina della Commissione per la verifica dei poteri; 3. Costituzione dei seggi elettorali; 4. Relazione del Presidente; 5. Relazione del Segretario Generale; 6. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 7. Approvazione del rendiconto esercizio 2015; 8. Approvazione esercizio preventivo 2016; 9. Elezione del Consiglio Nazionale per il triennio 2016-2018; 10. Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2016-2018; 11. Elezione del Collegio dei Probiviri per il triennio 2016-2018; 12. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali avranno inizio alle ore 12 e si concluderanno alle ore 15, ora in cui i seggi elettorali inizieranno lo spoglio delle schede. Tutte le procedure elettorali si svolgeranno secondo le modalità deliberate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 19 dicembre 2002. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2016. Il rendiconto 2015 ed il preventivo 2016 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 4 aprile, alle ore 12 del 18 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 7 gennaio 2016 IL PRESIDENTE (Antonio Barbierato)
-- - -- -- --- - --- - - -- - ---------------------------- - - -- - -DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 21 aprile 2016 a Roma per l’approvazione dei bilanci, delle modifiche statutarie e l’elezione delle cariche sociali per il triennio 2016-2018 come da Ordine del Giorno . ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
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50% delle risorse ordinarie del Fondo, per un totale di 14.836.788 euro. Links http://www.fondidigaranzia.mcc.it/allegati/circolari/circolare-mcc-5-150331.pdf http://www.fondidigaranzia.it/editoria.html In più, un milione di euro è riservato a un bando di prossima emanazione per il riconoscimento di contributi a sostegno di progetti innovativi delle imprese editoriali di nuova costituzione. Ammortizzatori sociali Per quanto riguarda i trattamenti di sostegno al reddito erogati dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani a seguito di Cassa integrazione guadagni straordinaria e di stipula di contratti di solidarietà difensivi, il contributo del Fondo per l’editoria non può superare l’importo di due milioni di euro ed è subordinato all’attivazione di un intervento di almeno pari ammontare da parte delle imprese editoriali. Sgravi per le assunzioni Infine, gli oneri relativi agli sgravi contributivi per le assunzioni di giornalisti con contratto a tempo determinato effettuate tra il 1° gennaio ed il 30 aprile 2015 sono coperti dal Fondo fino a un massimo di 65mila euro. ******* DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 novembre 2015 Ripartizione delle risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, per l’anno 2015. (15A09823) (GU n.4 del 7-1-2016) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI di concerto con IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ED IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE …Visto l’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per l’anno 2014) che ha istituito il «Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria» per il triennio 2014-2016, con la finalità di «incentivare, in conformità con il regolamento (CE) n. 4
1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis), gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali»; Preso atto che il citato art. 1, comma 261, prevede che la ripartizione delle risorse sia definita annualmente con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria, di concerto con i ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze; Visto l’art. 1-bis introdotto nel decretolegge 24 giugno 2014, n. 90 dalla legge di conversione 11 agosto 2014, n. 114, recante norme sul rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti; Considerato che, in virtù della citata disposizione, gli oneri derivanti dal rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti sono coperti attraverso corrispondenti riduzioni della dotazione del Fondo straordinario istituito dall’art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, in data 30 settembre 2014, con il quale sono state ripartite le risorse del Fondo per l’anno 2014, individuando specifiche misure finalizzate a sostenere gli investimenti delle imprese editoriali in innovazione tecnologica e digitale, ad incentivare l’assunzione di giornalisti, e a finanziare gli ammortizzatori sociali erogati in favore dei giornalisti disoccupati o interessati da processi di riduzione dell’attività lavorativa per collocamento in cassa integrazione guadagni straordinaria o dalla stipula di contratti di solidarietà difensiva di cui alla legge 19 dicembre 1984, n. 863; Vista la delibera adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto di previ-
denza per i giornalisti italiani in data 25 settembre 2014, n. 50, approvata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, con nota n. MA004.A007.11433.PG-L-67 del 10 dicembre 2014; Considerato il permanere della situazione di difficoltà del settore dell’editoria, e in particolare l’elevato numero di richieste di accesso alle misure di sostegno ai programmi di ristrutturazione aziendale, l’andamento negativo del saldo occupazionale fra entrate ed uscite dal lavoro, l’incremento del ricorso agli ammortizzatori sociali; Considerato quindi che non sono venute meno le ragioni che hanno condotto all’individuazione delle misure di attuazione del Fondo straordinario contenute nel citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 settembre 2014, e che si rende opportuno reiterarle per l’anno 2015; Sentite le parti sociali, nelle riunioni del 12 e del 19 gennaio 2015 , e tenuto conto delle proposte ed osservazioni pervenute da parte delle diverse associazioni di categoria; …Tenuto conto, pertanto, che le somme stanziate per il Fondo ammontano complessivamente, per l’anno 2015, ad € 24.817.691;
Considerato che, a norma del citato art. 1bis, comma 4, lettera b) della legge 11 agosto 2014, n. 114, a valere sulla dotazione del Fondo per l’anno 2015, devono essere versati 11 milioni di euro su apposita contabilità speciale, per essere destinati al rifinanziamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti; Visto l’art. 1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità per l’anno 2015) che, al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ha riconosciuto ai datori di lavoro privati, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, per un periodo massimo di trentasei mesi, l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali; Ritenuto che la finalità dell’incentivazione alle assunzioni dei giornalisti sia più adeguatamente assicurata e finanziata dalla misura generale in materia di sgravi contributivi prevista dalla citata disposizione della legge di stabilità per l’anno 2015, e che pertanto non debba gravare sulle risorse del Fondo straordinario; Notiziario USPI n° 1/2016
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Ritenuto che vadano coperti, a carico delle risorse del Fondo, gli oneri relativi agli sgravi contributivi per le assunzioni con contratto a tempo determinato effettuate tra il 1° gennaio ed il 30 aprile 2015, nella vigenza della delibera n. 50 del 25 settembre 2014, adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto di previdenza per i giornalisti italiani, in coerenza con le misure di incentivazione disciplinate dall’art. 4 del D.P.C.M. di ripartizione del Fondo del 30 settembre 2014, per un ammontare complessivo non superiore ad € 65.000, così come stimato dal predetto Istituto;
all’art. 1, comma 261, della legge dicembre 2013, n. 147.
ARTICOLO 2 Oggetto e finalità 1. Il presente decreto disciplina i criteri e le modalità di concessione ed erogazione, per l’anno 2015, delle risorse del Fondo, per un ammontare pari a 6.500.000,00 di euro ripartiti nelle misure definite ai sensi dei successivi articoli, per gli interventi operanti nei seguenti ambiti: a) incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale;
Considerato, quindi, che con il presente decreto si provvede alla ripartizione di una quota delle risorse del Fondo, pari ad € 6.500.000,00, destinata a finanziare il sostegno agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale, la parziale copertura degli ammortizzatori sociali e la copertura degli sgravi contributivi, per l’anno 2015, relativi alle predette assunzioni a tempo determinato;
b) parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali erogati in favore dei giornalisti disoccupati o interessati da processi di riduzione dell’attività lavorativa per collocamento in cassa integrazione guadagni straordinaria o dalla stipula di contratti di solidarietà difensiva di cui alla legge 19 dicembre 1984, n. 863.
Considerato che le residue disponibilità del Fondo vanno destinate ad altre finalità di sostegno all’editoria;
c) copertura degli oneri, per l’anno 2015, delle assunzioni a tempo determinato effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2015, nella vigenza della delibera INPGI n. 50 del 25 settembre 2014.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 28 febbraio 2014, con il quale l’on. Luca Lotti è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri;
ARTICOLO 3 Incentivi agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale
omissis Decreta: ARTICOLO 1 Definizioni 1. Ai fini delle disposizioni contenute nel presente decreto si intendono per: a) «imprese editoriali»: le imprese operanti nel settore dell’editoria e dell’informazione che editano libri e pubblicazioni giornalistiche, anche in via telematica, a carattere quotidiano o periodico, le agenzie di stampa a carattere nazionale o locale, le imprese esercenti attività di emittenza radiotelevisiva nazionale o locale che diffondono servizi e programmi di informazione giornalistica, nonché le imprese che ad esse forniscono prodotti giornalistici; b) «giornalisti»: gli iscritti agli albi professionali tenuti dall’Ordine dei Giornalisti ai sensi della legge 3 febbraio 1969, n. 63 che svolgono attività lavorativa di natura giornalistica; c) «Fondo»: il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, di cui Notiziario USPI n° 1/2016
1. Al fine di sostenere gli investimenti in innovazione tecnologica e digitale nel settore dell’editoria, la sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, destinata alla concessione della garanzia sui finanziamenti erogati alle imprese editoriali, istituita con convenzione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia e delle finanze, è ulteriormente finanziata con risorse pari ad euro 3.435.000, a carico del Fondo. 2. Nel limite di una quota del Fondo pari a 1 milione di euro, può essere riconosciuto un contributo alle imprese editoriali di nuova costituzione per progetti innovativi da sottoporre alla valutazione di apposita commissione. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato il relativo bando ed è nominata la commissione. ARTICOLO 4 Sostegno agli ammortizzatori sociali 1. Al fine di attenuare l’impatto sociale
dei processi di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese editoriali attraverso il rafforzamento degli strumenti di tutela e garanzia della coesione sociale, l’onere complessivo dei trattamenti di sostegno al reddito erogati dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani in favore dei giornalisti assicurati presso la propria Gestione sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria, in conseguenza dell’intervento della Cassa integrazione guadagni straordinaria di cui all’art. 35 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e della stipula di contratti di solidarietà difensivi di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con legge 19 dicembre 1984, n. 863, è posto a carico delle risorse del Fondo, per l’anno 2015, per la parte eccedente l’onere complessivo sostenuto dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani nell’anno 2014, e comunque per un importo non superiore a 2 milioni di euro, a condizione che vi sia un intervento di almeno pari ammontare da parte delle imprese editoriali. ARTICOLO 5 Incentivi alle assunzioni dei giornalisti a tempo determinato 1. Sono altresì a carico del Fondo, per il solo anno 2015, gli oneri relativi agli sgravi contributivi per le assunzioni con contratto a tempo determinato effettuate tra il 1° gennaio ed il 30 aprile 2015 nella vigenza della delibera n. 50 del 25 settembre 2014, adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto di previdenza per i giornalisti italiani, per un ammontare complessivo non superiore ad € 65.000, così come stimato dal predetto Istituto. ARTICOLO 6 Condizioni generali di accesso ai finanziamenti e ai benefici di natura economica erogati dal Fondo 1. L’accesso ad ogni beneficio di natura economica, il cui onere è posto direttamente o indirettamente a carico del Fondo, è precluso nei confronti delle imprese presso le quali si verifichi almeno una delle seguenti fattispecie: a) la mancata iscrizione nell’elenco di cui all’art. 2, comma 3, lett. b) della legge 31 dicembre 2012, n. 233, per un periodo superiore a sei mesi e fino all’eventuale successiva iscrizione nel predetto elenco; b) l’introduzione dalla data di emanazione del presente decreto e per la durata delle misure finanziate, di bonus, stock option ed ogni altra forma di premio non strettamente legato alla dinamica retributiva contrattualmente stabilita, e diret13 5
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Il rilascio del codice ISSN è gratuito. APPROFONDIMENTO – LE PRINCIPALI FAQ 1. Cos’è una pubblicazione in serie
della legge di stabilità 2015, il 1 quale ha assoggettato anche gli e-book ad aliquota agevolata del 4 per cento mediante interpretazione autentica alla Tabella A, parte II, numero 18), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. In particolare, il comma 667 citato ha previsto che sono da considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica. Il comma in esame estende tale interpretazione, prevedendo che sono da considerare ”giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici” tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN o ISSN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica. In sostanza, si assoggetta ad un regime IVA agevolato la circolazione dei giornali e periodici online, oltre che dei cd. e-book, la cui tassazione passa dal 22 per cento (aliquota ordinaria) al 4 per cento (aliquota super-ridotta). Riportiamo il testo della norma: LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilitaà2016). (15G00222) (su GU n.302 del 30-12-2015 – Supplemento Ordinario n. 70) ARTICOLO 1, comma 637: All’articolo 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la parola: «libri» è sostituita dalle seguenti: «giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici»; b) dopo le parole: «codice ISBN» sono inserite le seguenti: «o ISSN». La norma ha subìto dure critiche, per la possibilità di incorrere un una procedura di infrazione europea (vedi il parere della14ª Commissione politiche dell’Unione europea , pubblicata sul numero di novembre di questo Notiziario), ma Il Governo ha difeso, con forza, il provvedimento, Ma vediamo cos’è, a quali pubblicazioni si 6
applica e come si richiede il codice ISSN: CENTRO ITALIANO ISSN (http://bice.cnr.it/centro-issn) L’ISSN è la sigla di “International Standard Serial Number”, o Numero internazionale normalizzato delle pubblicazioni in serie; identifica periodici, riviste, giornali, annuari, collane monografiche e tutte le altre tipologie di pubblicazioni in serie. Risulta di fondamentale utilità per chi ricerca l’informazione nei cataloghi bibliografici, per gli editori e i distributori. La norma ISO istitutiva del sistema risale al 1975; in vigore attualmente è la ISO 3297:2007 Information and documentation — International standard serial number (ISSN), adottata dall’UNI Ente italiano per l’unificazione come UNI ISO 3297:2010 Informazione e documentazione – Sistema internazionale unificato per la numerazione delle pubblicazioni in serie (ISSN).
Secondo la precisa definizione, basata sulla norma ISO 3297 (UNI ISO 3297:2010), che permette anche di definire l’esatto campo di applicazione dell’ISSN, pubblicazione in serie è una “Pubblicazione registrata su qualsiasi supporto, edita in parti successive, generalmente dotata di designazione numerica o cronologica, che si intende pubblicare senza limite di tempo”. Questa definizione esclude tutte le opere destinate a essere pubblicate in un numero definito di parti e con durata temporale predeterminata. L’ISSN si applica alla totalità delle pubblicazioni in serie, siano esse passate, presenti o che saranno pubblicate in un prevedibile futuro. Le pubblicazioni in serie includono periodici, quotidiani, pubblicazioni con cadenza annuale (quali i rapporti, gli annuari, i repertori), riviste, collane, serie monografiche, memorie, relazioni, atti di società.
Il Centro Italiano ISSN è stato istituito presso il CNR nel 1975; a partire dal 1 novembre 2005 il Centro opera nell’ambito della Biblioteca Centrale del CNR, di cui costituisce un’Unità Funzionale.
I seriali pubblicati su supporti fisici differenti (p.e.: carta, DVD, online...) devono essere identificati da ISSN differenti.
Il Centro Italiano ISSN è nodo della Rete internazionale ISSN e - in accordo con le direttive della Rete - ha il compito di:
In alcuni Paesi tutte le pubblicazioni in serie sottoposte a deposito legale devono essere dotate di ISSN e gli editori devono assicurare che esso venga stampato su ogni fascicolo. In Italia l’identificazione di un seriale tramite codice ISSN non è requisito di legge per la pubblicazione.
- identificare le pubblicazioni in serie edite in Italia, individuandone gli elementi bibliografici essenziali per l’identificazione internazionale, e verificando la conformità delle pubblicazioni ai requisiti editoriali e di contenuto richiesti dal sistema ISSN per il rilascio del codice identificativo; - assegnare il codice identificativo ISSN alle pubblicazioni conformi, come indicato sopra; - alimentare e gestire la base dati nazionale dell’ISSN, che è parte integrante della base dati internazionale, trasmettendo in tempo reale le informazioni alla Rete ISSN; - effettuare attività di controllo e manutenzione dei dati bibliografici registrati, anche in tempi successivi al rilascio del codice identificativo;
2. L’ISSN è obbligatorio?
L’obbligatorietà per legge dell’utilizzo del codice a barre - contenente il codice ISSN per tracciare la distribuzione commerciale (edicole, librerie e punti non esclusivi – ndr) di quotidani e periodici (prevista dal DL 18 maggio 2012 n. 63, art. 4 comma 1) - è stata prorogata alla data del 31/12/2016 (come stabilito dal DL 30 dicembre 2015 n. 210, art. 12 Credito d’imposta per promuovere la tracciabilità delle vendite dei giornali e la modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica, comma 1). 3. Tipologie editoriali alle quali non si applica l’ISSN Il codice ISSN non si applica a:
- promuovere in generale il sistema ISSN e stabilire contatti con gli editori e gli organismi bibliografici nazionali.
- libri o pubblicazioni monografiNotiziario USPI n° 1/2016
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IVA AGEVOLATA AL 4% PER I QUOTIDIANI E PERIODICI ON LINE, NECESSARIO IL CODICE ISSN 6
che in sé concluse ad essi assimilabili, anche se commercializzati sequenzialmente in parti staccate (come nel caso dei libri a puntate, o dei capitoli di libro venduti separatamente); edizioni successive di libri; collane, o opere monografiche in più volumi pubblicati successivamente, la cui conclusione sia già palesemente predeterminata; - pubblicazioni on demand; singoli articoli o contributi pubblicati all’interno di periodici o collane; estratti; pubblicazioni che si autodichiarano “numeri unici”; - pubblicazioni che, pur destinate nell’intento dell’editore o degli autori a divenire periodiche o a produrre altre uscite in futuro (come nel caso degli atti di convegni o eventi per i quali si prevedano successive ripetizioni), non riportino indicati chiaramente nelle pagine editoriali gli elementi bibliografici idonei a individuarne la prosecuzione in serie (indicazione esplicita di periodicità o aggiornamento; indicazione di serie cronologica; numerazione progressiva delle singole uscite, ecc.); pubblicazioni che nella loro serie di uscite non presentino sempre il titolo significativamente identico (come nel caso degli atti di convegni iterati nel tempo, nei quali ad una identità sostanziale di materia o di ente promotore non corrisponde un’identità formale di titolo che consenta l’individuazione della serie sotto il profilo strettamente bibliografico); - prodotti editoriali prevalentemente destinati ad utilizzi di cancelleria o cartoleria (come agende, diari scolastici, calendari, ecc.); figurine e/o bustine contenenti figurine; materiale pubblicitario; cartoline, stampe grafiche; materiale didattico composito (giochi, kit formati da più componenti, ecc.); scatole o confezioni sorpresa, ecc. - prodotti editoriali nei quali, a scopo di ricommercializzazione, sono assemblate pubblicazioni seriali o monografiche già edite precedentemente, e nei quali perciò il packaging o la rilegatura complessivi (copertina, confezione, cellophane, cartonato, custodia, busta, scatola, fascetta, sovracoperta, ecc., compresi gli eventuali fogli pubblicitari/dépliant illustrativi di accompagno) costituiscano l’unico elemento editoriale o tipografico innovativo; - prodotti in cui la pubblicazione in serie sia costituita principalmente o esclusivamente: dalle componenti di confezionamento (p.e. copertina, cartonato, cellophane, busta, 8
bustina, custodia, ecc.) che supportano fisicamente o contengono altro tipo di prodotto editoriale o non editoriale, che costituisce il contenuto principale del packaging o della rilegatura complessivi; da uno o più fogli illustrativi di accompagnamento (dépliant, pieghevoli, brochure, poster, ecc.) che presentano o illustrano le caratteristiche di uno o più prodotti, editoriali o non editoriali, che costituiscono il contenuto principale del packaging o della rilegatura complessivi. - siti web di natura esplicitamente commerciale o pubblicitaria; siti web istituzionali / di ente / di comunità; blog o siti web di carattere esclusivamente personale; i siti web con finalità effimera (cioè la cui conclusione temporale è implicita nella loro ideazione). 4. Quando occorre cambiare un ISSN? Viene assegnato un nuovo ISSN quando viene modificato il titolo della pubblicazione, oppure quando viene modificato il supporto fisico di pubblicazione (p.e.: passaggio da carta a online). Non sono prese in considerazione altre modifiche riguardanti la pubblicazione quali cambiamento di editore, di luogo di pubblicazione, di periodicità, di politica editoriale, etc. Tuttavia, nei casi di fusione con altri titoli, di supplementi, di altre edizioni, etc. occorre consultare il Centro nazionale ISSN che decide se sia necessario attribuire nuovi codici ISSN.
Sì, la registrazione su più supporti determina l’assegnazione di più ISSN, uno per ciascun supporto, anche se il titolo resta invariato. Solo le riproduzioni effettuate allo scopo di sostituire la pubblicazione originale (facsimili) conservano l’ISSN della pubblicazione originale. Nel caso di pubblicazioni online viene assegnato un solo ISSN per identificare tutte le differenti versioni di un seriale pubblicate con il medesimo titolo (versione digitalizzata dell’edizione a stampa; versione nativa digitale; versioni disponibili contemporaneamente in differenti formati di codifica come PDF o HTML; versioni per apparecchi come telefoni cellulari, lettori di ebooks, ecc.). 6. Ha qualche significato l’ISSN? A differenza dell’ ISBN (per i libri), l’ISSN è solo un numero di identificazione: le cifre contenute al suo interno non servono ad identificare - come nel caso di ISBN - né l’area geografica/linguistica di appartenenza, né l’editore della pubblicazione. I numeri ISSN sono assegnati in modo progressivo, dai Centri nazionali ISSN , secondo una sequenza unica per tutti i Centri. 7. E’ possibile ottenere un numero ISSN prima della pubblicazione del primo numero di una nuova pubblicazione in serie? Sì, nel caso di pubblicazioni su supporto fisico statico (carta, CD, DVD ecc.): si tratta della cosiddetta pre-assegnazione, che rilascia il codice ISSN in modalità provvisoria.
L’assegnazione di un nuovo ISSN, in caso di cambio di titolo, deriva dal principio sul quale è basato il sistema ISSN e cioè sull’unicità di ciascuno degli elementi che compongono l’insieme ISSN/titolo chiave. Infatti, qualora un medesimo ISSN corrispondesse a titoli diversi, non solo si causerebbero ambiguità ed equivoci ma verrebbe anche negato il principio della corrispondenza univoca ISSN/titolo chiave.
La pre-assegnazione viene effettuata in base a criteri identificativi specifici, e l’editore è comunque sempre tenuto a fornire, unitamente alla richiesta di ISSN, tutta la documentazione editoriale richiesta dal Centro nazionale di riferimento; successivamente alla pubblicazione dovrà inviare al Centro ISSN competente un esemplare del primo numero pubblicato. Senza la ricezione e la verifica sul primo numero effettivamente pubblicato non è possibile per il Centro ISSN convalidare definitivamente l’assegnazione del codice provvisorio.
Si attribuiscono ISSN diversi anche per differenti edizioni linguistiche o geografiche di uno stesso seriale.
Nel caso di pubblicazioni online, invece, non è possibile ottenere un numero ISSN prima della effettiva pubblicazione.
5. Vengono assegnati diversi numeri ISSN per le diverse versioni di una pubblicazione (a stampa, in linea, su supporto magnetico, su CD-ROM, su microfiche...)?
8. Esiste una lista di tutti gli ISSN assegnati? Sì, tutti gli ISSN assegnati attraverso la rete ISSN vengono registrati, unitamente alle Notiziario USPI n° 1/2016
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relative informazioni bibliografiche, nel Registro ISSN, la base di dati gestita dal Centro internazionale ISSN. Tale base di dati è consultabile, alle condizioni commerciali previste dalla Rete internazionale, al sito: http://portal.issn.org/cgi-bin/gw/chameleon 9. Qual è la differenza fra ISSN e ISBN? Gli ISSN sono attribuiti alle pubblicazioni in serie; gli ISBN sono attribuiti alle monografie. Un ISSN può essere attribuito ad un insieme di monografie quando queste siano organizzate in collana; in questo caso in aggiunta all’ISSN identificante il titolo della collana sarà attribuito a ciascun volume ad essa appartenente un codice ISBN. L’ISBN e l’ISSN sono gestiti in modo diverso. Infatti, mentre a ciascun editore viene assegnato un determinato codice ISBN che lo identifica unitamente ad un insieme di numeri ISBN che lo stesso editore provvederà poi ad attribuire ai propri libri, i numeri ISSN sono attribuiti dai Centri nazionali dell’ISSN coordinati nell’ambito della Rete. Ogni pubblicazione in serie, infatti, deve essere identificata senza ambiguità rispetto ad altre eventuali pubblicazioni aventi titoli simili od addirittura identici. 10. E’ possibile usare l’ISSN per creare un codice a barre ? Sì, l’ISSN viene utilizzato come codice di identificazione da inserire nell’EAN 13, la principale simbologia di codici a barre usata a livello mondiale. Il Centro ISSN non predispone né rilascia codici a barre. Per informazioni sui codici a barre rivolgersi all’organismo internazionale GS1 che li gestisce, www.gs1.org. 11. A che cosa serve l’ISSN? L’ISSN non è “un altro numero amministrativo”. Per una pubblicazione in serie l’ISSN è un elemento fondamentale tanto quanto il titolo. Come codice di identificazione numerico standardizzato, l’ISSN trova applicazione nelle procedure automatizzate destinate ad aggiornare e relazionare archivi nonché nel recupero e trasmissione di dati. Come codice leggibile ad occhio nudo, consente a studenti, ricercatori, specialisti dell’informazione e bibliotecari di riferirsi in maniera precisa ad una determinata pubblicazione in serie. Nelle biblioteche l’ISSN è usato per identificare il titolo di un periodico, per fare ordiNotiziario USPI n° 1/2016
ni, verificare gli arrivi e chiedere i fascicoli mancanti, per il prestito inter-bibliotecario, per i cataloghi collettivi, etc. L’ISSN, pertanto, è uno strumento fondamentale per un’efficiente gestione della acquisizione e fornitura dei documenti. Inoltre l’ISSN è anche uno strumento di comunicazione tra editori e distributori utile e economico, poiché rende i sistemi di distribuzione commerciale più rapidi ed efficienti, grazie soprattutto all’utilizzazione dei codici a barre e allo scambio di dati elettronici ( Electronic Data Interchange , EDI). 12. E’ necessario l’ISSN per il fascicolo di una pubblicazione? No, l’ISSN identifica la pubblicazione nella sua totalità; esso viene cambiato solo nel caso in cui vi sia un mutamento nel titolo della pubblicazione in serie. 13. Dove e come viene stampato l’ISSN? Nelle pubblicazioni in serie a stampa l’ISSN compare preferibilmente nell’angolo superiore destro della copertina. Il numero deve essere sempre preceduto dalla sigla ISSN. Altre corrette collocazioni sono: la pagina editoriale, la pagina del copyright, e le note editoriali. Se la pubblicazione in serie è registrata su supporto non cartaceo, l’ISSN comparirà possibilmente su una fonte interna quale ad es. la schermata del titolo o l’home page. Altre collocazioni consigliate per questi formati sono le fonti esterne quali le intestazioni delle microfiches; le etichette delle cassette o dei dischi, etc. Nel caso di pubblicazioni accompagnate da (o contenute in) cartonato o fascette pubblicitarie, copertine, custodie, buste o altri involucri esterni di qualsiasi tipo il codice ISSN deve essere stampato sul fascicolo/numero della pubblicazione effettiva; la stampa del codice soltanto sul materiale esterno di accompagnamento - destinato per sua natura ad una rapida eliminazione - non è sufficiente a garantire l’identificazione della pubblicazione. Nel caso in cui un medesimo seriale venga pubblicato su differenti supporti fisici (per esempio: versione a stampa e versione online) è opportuno pubblicare su ciascuna versione ogni ISSN assegnato per identificare i diversi supporti fisici, aggiungendo il termine descrittivo appropriato per distinguerli. Ad esempio: ISSN 1562-6865 (Online) ISSN 1063-7710 (Print) oppure
Pubblicazione online: ISSN 1562-6865 Pubblicazione a stampa: ISSN 1063-7710 14. Un titolo che abbia avuto l’ISSN è protetto da copyright? No, più pubblicazioni in serie possono avere dei titoli simili o identici. Tuttavia, in diversi Paesi, l’ISSN viene usato dagli enti preposti al coordinamento dei diritti di riproduzione per gestire la copertura dei diritti di autore degli articoli pubblicati all’interno della pubblicazioni in serie. 15. L’ISSN garantisce la qualità delle pubblicazioni in serie? Quando una pubblicazione in serie (a stampa, online, o su altro supporto fisico; di qualsiasi livello o ambito disciplinare) viene identificata da un codice ISSN significa che è una pubblicazione rispondente ai requisiti di attribuzione del sistema ISSN, ed è quindi identificabile come ‘seriale’ (pubblicazione in serie). L’ISSN non fornisce nessun tipo di garanzia relativamente al contenuto del seriale, né alcuna valutazione in merito ad esso. Si noti che il codice ISSN può essere assegnato anche precedentemente all’uscita del primo numero del seriale (preassegnazione). 16. Quali attività di verifica o controllo competono al Centro ISSN? In base alle politiche e alle regole stabilite dalla Rete internazionale ISSN il Centro ISSN identifica e attesta l’esistenza delle pubblicazioni, tramite registrazione dei loro dati bibliografici essenziali e conseguente rilascio del codice identificativo, destinato ad utilizzi pubblici. Nel caso di richieste di preassegnazione del codice - cioè presentate prima della effettiva pubblicazione del seriale - non sufficientemente documentate, o la cui richiesta o documentazione presenti errori, anomalie, difformità o ambiguità, che non consentano al Centro ISSN di attestare attendibilmente la prossima esistenza della pubblicazione, il Centro ISSN si riserva il diritto di subordinare il rilascio del codice al ricevimento della documentazione autentica della pubblicazione (copia della prima uscita o fascicolo effettivamente pubblicati, da inviarsi a cura dell’editore tramite posta cartacea al Centro ISSN). Il Centro ISSN ha facoltà di non rilasciare il codice identificativo nei casi in cui la pubblicazione per la quale è stata presentata la richiesta non risulti conforme ai requisiti bibliografici previsti dal siste13 9
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FOCUS SULLA LEGGE DI STABILITA’ 2016 1
l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 (legge n. 209/2015) approvati definitivamente dal Senato il 22 dicembre. I provvedimenti, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, erano stati approvati dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre scorso e contestualmente il documento programmatico di bilancio per il 2016 (in inglese Draft Budgetary Plan) era stato trasmesso alle istituzioni europee. La legge di stabilità definisce la politica di bilancio per il 2016 e gli anni successivi, che si associa strettamente al processo di attuazione delle riforme strutturali. Essa si propone di ricondurre stabilmente l’economia italiana su un sentiero di crescita sostenuta e favorire l’occupazione. Si fonda su una graduale e incisiva riduzione del carico fiscale, volta a incoraggiare l’offerta di lavoro e gli investimenti in capitale fisico e umano e a sostenere i consumi delle famiglie. Numerosi interventi sono finalizzati a sostenere strutturalmente la competitività del sistema economico del Paese. Nel corso dell’esame in Parlamento, la legge di stabilità si è arricchita di importanti novità che ne hanno potenziato gli effetti espansivi con l’obiettivo di accelerare la crescita, come gli ulteriori interventi per favorire gli investimenti nel Mezzogiorno. Inoltre, in considerazione dei gravi fatti di terrorismo, per rafforzare l’apparato di sicurezza nazionale è stato approvato un pacchetto di misure che si muove lungo due direttrici: contrastare il rischio che si possano verificare episodi di terrorismo attraverso l’ammodernamento delle dotazioni strumentali in uso alle forze di sicurezza e di difesa, il potenziamento delle loro capacità di sorveglianza e della sicurezza informatica, l’incremento del trattamento economico del personale dei due comparti; rafforzare 10
ulteriormente la difesa dei valori culturali che sono i pilastri della nostra società con interventi che vanno dalla riqualificazione urbana delle periferie alle iniziative per accrescere il patrimonio culturale da parte dei giovani. Alle nuove misure per la sicurezza e la cultura si è fatto fronte utilizzando gli spazi finanziari previsti nelle Risoluzioni parlamentari approvate l’8 ottobre 2015 che consentono di portare il rapporto indebitamento/pil per il 2016 al 2,4%. Resta confermato al 2018 il raggiungimento del pareggio di bilancio strutturale. Le principali misure Clausole di salvaguardia - vengono rimossi i previsti aumenti dell’IVA e delle accise che sarebbero dovuti scattare all’inizio del 2016 (16,8 miliardi, circa 1 punto percentuale del PIL). Tasi e Imu - si abolisce la Tasi sugli immobili residenziali adibiti ad abitazione principale (ad esclusione degli immobili di particolare pregio, ville e castelli), che interessano circa l’80 per cento dei nuclei familiari. Lo sgravio fiscale complessivo ammonta a circa 3,5 miliardi. Si elimina l’Imu sui terreni agricoli (405 milioni) e sui macchinari d’impresa cosiddetti ‘imbullonati’ (sgravio di 530 milioni). La Tasi viene abolita anche per gli inquilini che detengono un immobile adibito a prima casa. Sugli immobili locati a canone concordato i proprietari verseranno Imu e Tasi ridotta del 25%. I Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la conseguente perdita di gettito. Irap - dal 2016 viene azzerata per i settori dell’agricoltura e della pesca. Accertamenti fiscali - sono allungati di un anno i termini per l’accertamento dell’IVA e delle imposte sui redditi. Si passa quindi dal 31 dicembre del quarto anno al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione contestata. Nel caso di dichiarazione IVA nulla i termini per l’accertamento diventano gli stessi di quelli già previsti per la mancata dichiarazione: l’accertamento può essere effettuato fino all’ottavo anno successivo.
Viene abolita la norma che raddoppia i termini per l’accertamento dell’IVA e delle imposte dirette nel caso in cui la violazione comporti l’obbligo di denuncia per reato tributario. Edilizia – per favorire il rilancio del settore delle costruzioni, vengono prorogate le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni immobiliari (detrazione del 50%) e finalizzate al risparmio energetico (65%). Nella stessa direzione si muove la possibilità concessa ai Comuni di utilizzare una parte degli avanzi di cassa per effettuare investimenti in deroga alla regola che impone loro il pareggio del bilancio. Nel complesso, si delinea un insieme di interventi che, congiuntamente all’azione di accelerazione dei tempi di realizzazione delle infrastrutture e dei progetti cofinanziati, dovrebbe porre termine alla stagnazione che da vari anni caratterizza il settore delle costruzioni. Investimenti privati – si introduce il cosiddetto ‘superammortamento’, ossia una maggiorazione del 40 per cento del costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisizione (dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016) di nuovi beni strumentali, in modo da consentire l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e canoni di locazione finanziaria più elevati. Questa misura, immediatamente attiva e di semplice applicazione è direttamente mirata ad incentivare le imprese a crescere ed investire per il futuro. Sud - Il Governo ritiene che nel Mezzogiorno sia necessario migliorare l’implementazione delle politiche nazionali. In questo quadro, analogamente alla misura del Superammortamento valida sull’intero territorio nazionali, si introducono benefici fiscali aggiuntivi nella forma di un credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo) dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019. La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alle dimensioni aziendali: 20 per cento per le piccole imprese, 15 per cento per le medie imprese, 10 per cento per le grandi imprese. Il tetto massimo per ciascun progetto di investimento agevolabile è di 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, di 5 milioni per le medie imprese e di 15 milioni per le grandi imprese. La norma vale 617 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019. Notiziario USPI n° 1/2016
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Sarà un provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate a definire le modalità di richiesta del credito da parte dei soggetti interessati. A favore del Mezzogiorno sono anche le misure della Legge di Stabilità volte a superare il patto di stabilità interno e ad attivare meccanismi di gestione del bilancio che consentono di disporre complessivamente di risorse pari a 11 miliardi per investimenti pubblici, di cui più di 7 per il Sud. Sono poi previsti specifici interventi per la Terra dei Fuochi e l’area di Bagnoli. Avviamento attività - Si stabiliscono incentivi alle aggregazioni aziendali per favorire la crescita della dimensione delle imprese, consentendo ai contribuenti di ridurre il periodo di ammortamento previsto per l’avviamento e i marchi d’impresa da 10 a 5 quote. Ires - Il percorso di alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese continuerà nel 2017 anche attraverso la riduzione dell’aliquota d’imposta sui redditi delle società (IRES). Dal 1° gennaio 2017 quest’ultima viene ridotta dal 27,5 al 24%. Q u e s t o provvedimento, che fa seguito alla detassazione dal 2015 della componente del costo del lavoro assoggettata all’IRAP, mira a condurre il prelievo sui risultati di impresa verso i livelli medi europei. Canone Rai - si riduce da 113,500 euro a 100 euro e si pagherà con la bolletta elettrica. Sgravi fiscali sulle assunzioni - si agisce con la prosecuzione, in forma ridotta (al 40%), degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, che nel 2015 ha prodotto effetti importanti e ha accompagnato le riforme introdotte nel mercato del lavoro con il c.d. Jobs act. A queste misure si affiancherà la detassazione del salario di produttività, volta a favorire la negoziazione salariale di secondo livello. Istruzione - La manovra di bilancio include importanti interventi per l’istruzione, la ricerca e il sistema della cultura. Si intende Notiziario USPI n° 1/2016
premiare il merito e accrescere il livello delle nostre università. Questi interventi completano lo sforzo in favore della creazione di capitale umano effettuato con la Buona Scuola, operante dall’anno scolastico 2015-16. Pensioni – la legge di stabilità interviene per tutelare alcune fasce di soggetti prossimi al pensionamento in condizioni di disoccupazione. In particolare, in chiave di flessibilità, si garantiscono misure di salvaguardia per una quota residua di ‘esodati’ e si prevedono misure agevolative per le donne che intendano lasciare il lavoro con 35 anni di contributo a fronte di una decurtazione del trattamento pensionistico (“opzione donna”). Si introduce inoltre una misura volta a favorire il ricambio generazionale attraverso l’utilizzo della leva del part time per i lavoratori vicini al pensionamento. Va rilevato che non viene modificato l’assetto del sistema pensionistico e che le misure sono finanziate nell’ambito del sistema previdenziale, in parte estendendo l’intervento sull’indicizzazione delle pensioni introdotto nel 2013. In tema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici viene stabilito il principio secondo cui, nel caso si registrasse per un dato anno un tasso di inflazione negativo, comunque le prestazioni previdenziali e assistenziali in sede di adeguamento nell’anno successivo non potranno subire riduzioni. No-tax area – per i pensionati viene anticipato al 2016 l’innalzamento della soglia di reddito al di sotto della quale non si paga l’Irpef. Nel dettaglio, per gli ultrasettantacinquenni la soglia sale da 7.750 euro a 8.000 euro, per i pensionati sotto i 75 anni la soglia sale da 7.500 a 7.750 euro. Tutela lavoratori - viene prorogata al 2016 l’indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto iscritti alla gestione separata INPS (c.d. DIS-COLL), al fine di garantire una protezione in caso di perdita del lavoro per i giovani precari. Infanzia – sono estese al 2016 le misure di congedo di paternità e il riconoscimento di voucher per l’acquisto di servizi di babysitting, ovvero per fare fronte agli oneri per l’accesso a servizi per l’infanzia, con estensione della possibilità di beneficiare di voucher anche alle lavoratrici autonome. Sicurezza - sono stanziati 300 milioni di euro per l’ammodernamento delle strumentazioni e delle attrezzature dei comparti difesa e sicurezza e per gli investimenti volti ad adeguare le capacità di contrasto al
terrorismo. Per rafforzare la cyber security è prevista una dotazione di 150 milioni. Al personale delle forze di polizia e delle forze armate, per il riconoscimento dell’impegno profuso per fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, viene corrisposto un contributo straordinario pari a 80 euro netti al mese. Persegue l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini anche il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana, per il quale sono stanziati 500 milioni. Il programma include anche lo sviluppo di pratiche per l’inclusione sociale, la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, l’adeguamento delle infrastrutture legate ai servizi sociali. Cultura - vengono resi immediatamente utilizzabili dai Comuni 500 milioni per interventi di edilizia scolastica. Ai giovani che nel 2016 compiono 18 anni si attribuisce una Carta elettronica di importo di 500 euro, da utilizzare per l’ingresso a musei, teatri, cinema, mostre. Viene inoltre incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per la concessione di borse di studio. Carta famiglia - la card, istituita a partire dal 2016, è rivolta alle famiglie che ne fanno richiesta, costituite da cittadini italiani o stranieri regolarmente residenti in Italia con almeno tre figli minori a carico. La carta, emessa dai Comuni secondo criteri fissati con un successivo decreto ministeriale, viene erogata in base all’ISEE e consente l’accesso a sconti o tariffe agevolate per l’acquisto di beni e servizi. La card può essere utilizzata anche per costituire gruppi di acquisto familiare, gruppi di acquisto solidale o per usufruire di biglietti o abbonamenti familiari a servizi di trasporti, culturali, sportivi, turistici. I partner potranno valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali o pubblicitari. 11
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Associata all’USPI dal 1974 «La vita cattoLica» di udine, 90 anni con Lo sguardo aL futuro
dialogando dialogando Il 10 gennaio 1926 nasceva il settimanale diocesano, al servizio del Friuli, la sua terra e la sua gente. Oggi come allora Una voce che non teme l’andare controcorrente quando ciò significa seguire la verità, essere stimolo, impulso ed espressione del Friuli e della sua gente. Oggi, come 90 anni fa, la missione de «la Vita Cattolica» è la stessa: annunciare la «lieta novella», un impegno perseguito con la medesima passione delle origini. E con lo sguardo rivolto al futuro. Un giornale così era sicuramente necessario e atteso in quel lontano 10 gennaio del 1926 quando il primo numero uscì, ma è altrettanto necessario oggi. All’alba del 1926, sulla diocesi di Udine, incombeva quello scontro di ideologie che avrebbe funestato tutto il resto del «secolo breve». Oggi il tema fondamentale è quello di come il Friuli può porsi nell’era della globalizzazione, che livella e annulla culture, lingue, valori, identità. E anche su questo fronte il settimanale diocesano riveste un ruolo fondamentale, come sottolinea nell’ editoriale pubblicato sul numero del 4 gennaio, il direttore Roberto Pensa. Un progetto concepito 90 anni fa può essere ancora d’attualità oggi, quando uno dei verbi più di moda è «rottamare»? Se guardiamo alla storia de «la Vita Cattolica» dobbiamo rispondere senza dubbio di sì. Un giornale così era sicuramente necessario e atteso in quel lontano 10 gennaio del 1926 quando il primo numero uscì (appena 4 pagine, ma il primo passo di una avventura che ha cambiato la storia del Friuli), ma è altrettanto necessario per l’oggi del popolo friulano. Tempi difficili, sia quelli di ieri che quelli di oggi. All’alba del 1926, sulla diocesi di Udine 12
che cercava di lasciarsi alle spalle le conseguenze della terribile Grande Guerra, incombeva quello scontro di ideologie che avrebbe funestato tutto il resto del «secolo breve». Ai primi fermenti Il direttore socialisti nelle campagne e nelle fabbriche Roberto Pensa faceva da contrappunto la rapida ascesa dell’ideologia fascista. Un manipolo di laici (il nostro settimanale diocesano, infatti, non nasce come espressione della Curia o del clero, ma dall’intuizione dell’Azione Cattolica diocesana) decise che, in quel frangente (e in quelli ben più tragici che sarebbero venuti, e che i più intellettualmente accorti già presentivano), non si poteva lasciare campo libero alla propaganda dei ben finanziati mass media liberali e massonici, e nemmeno al movimentismo fascista e socialista. Non poteva mancare la voce dei cattolici friulani. E questi due aggettivi, nell’intuizione dei fondatori, andavano necessariamente a braccetto. Così vedeva, infatti, «la Vita Cattolica», il suo primo direttore, don Olivo Comelli: «Una rassegna dei più importanti avvenimenti religiosi, sociali e politici dal punto di vista cattolico, avuto riguardo di quelli che più interessano il nostro Friuli». Occorreva certo una voce cattolica, ma era altrettanto necessario che ciò si realizzasse «da friulani», a partire dalle peculiarità della nostra cultura, della nostra lingua friulana, della struttura sociale di un Friuli legato alla terra e ad un tessuto di piccole comunità e paesi. C’erano molti dubbi sul fatto che l’impresa potesse riuscire. Ma il giornale andò e divenne protagonista nell’opinione pubblica friulana. Oggi possiamo dire che «la Vita Cattolica» ha tenuto fede con onore per 90 anni al suo mandato fondativo. Tenne testa come si poteva al fascismo; lanciando messaggi di umanità e di speranza nel futuro preparò, sotto il tallone del Terzo Reich, il momento della liberazione; difese nel dopoguerra la libertà dal pericolo di una
nuova ideologia totalitaria; seguì la rinascita del Friuli ma anche il dramma e le esigenze dei tanti emigranti; denunciò l’emarginazione e l’arretratezza delle campagne e della montagna. Le grandi battaglie per una ricostruzione post-terremoto rispettosa della cultura e della storia delle comunità coinvolte, per la nascita dell’Università del Friuli, per la tutela della lingua e della cultura friulana, per una informazione Rai meno triestinocentrica, per difendere il territorio da progetti di mero sfruttamento economico sono le grandi perle di questa lunga storia. Senza dimenticare il quotidiano impegno per far emergere nelle cronache la vivace vita delle comunità cristiane e delle «periferie», come direbbe Papa Francesco, a partire dalla montagna e dai piccoli paesi. Battaglie, queste ultime, tutte ancora attuali. Anche le grandi conquiste del ‘900 per i friulani, sono oggi minacciate da orientamenti culturali, economici e politici che le mettono costantemente in discussione. Una visione prevalente sostiene che alla globalizzazione si può rispondere solo con l’accentramento verticistico dei poteri decisionali, la riduzione dell’autonomia decisionale dei poteri locali, siano essi politici che economici. Le riforme istituzionali in atto, che diminuiscono la rappresentanza democratica e cancellano il Friuli suddividendolo in 17 entità amministrative e privandolo di una unitaria espressione istituzionale, e quelle economiche che vanno all’attacco di ciò che resta dell’autonomia finanziaria locale (le Banche di credito cooperativo), ne sono una efficace espressione. L’autonomia dell’Università del Friuli e la sua rispondenza all’originaria missione di riscatto dopo le distruzioni del terremoto, la promozione e la tutela della lingua e delle cultura friulana, il tema dell’informazione pubblica Rai sbilanciata verso Trieste, la difesa delle comunità locali alle quali si deve il «miracolo» di una vincente ricostruzione post-terremoto, sono tutte sfide apertissime. E accanto ad esse altri grandi nodi stanno arrivando al pettine: la pesante denatalità, che rischia di far letteralmente scomparire il popolo friulano; l’eclisse della famiglia, da sempre culla e motore dell’identità friuNotiziario USPI n° 1/2016
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lana, sempre più fragile e confusa con altre forme di convivenza caratterizzate da ben minore forza progettuale e stabilità; la nuova emigrazione, che vede la nostra gioventù (spesso il fior fiore, la parte meglio formata e più motivata) prendere la strada di qualche paese estero, privando il Friuli di forze e intuizioni essenziali; la desertificazione della montagna, una parte tanto rilevante per gli equilibri del Friuli, non solo per incidenza geografica ma anche culturale e sociale. Per tutte queste sfide, e per tante altre, garantiamo ai friulani il nostro impegno. Tutto ciò è ispirato e rafforzato dal nostro essere settimanale della Chiesa Udinese, dalla nostra prima missione: far sì che il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo, che ha permeato così a fondo la storia e la cultura del Friuli, continui ad operare in mezzo a noi e ad orientare le scelte della nostra società. Si potrebbe obiettare che, nell’era di internet, c’è un sufficiente pluralismo di opinioni da rendere superfluo questo impegno informativo della Chiesa Udinese. Ma ciò solo in apparenza e superficialità: i numeri dell’informazione in provincia di Udine parlano di un sostanziale duopolio (il quotidiano del gruppo Espresso e i notiziari della Rai), ma che a causa della tendenza dell’informazione pubblica ad accodarsi alle gerarchie di notizie scelte da «Piccolo» e
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ma identificativo ISSN, oppure nei casi in cui la richiesta presentata sia risultata palesemente non corretta, fuorviante o falsa. Il Centro ISSN non accoglie richieste di codice ISSN da parte di editori che non abbiano correttamente completato una precedente procedura di richiesta omettendo di inviare il primo fascicolo con ISSN pubblicato oppure omettendo di comunicare, nel caso di seriale online, l’avvenuta pubblicazione online del fascicolo e dell’ISSN. Il Centro ISSN, oltre a svolgere verifiche nella fase preliminare dell’identificazione del seriale - allo scopo di stabilire la conformità del prodotto editoriale ai requisiti bibliografici indicati dalla Rete ISSN - effettua attività di controllo e manutenzione dei dati bibliografici registrati anche successivamente al rilascio del codice identificativo. Il Centro può quindi richiedere agli editori l’invio di un fascicolo/uscita del seriale corrente anche successivamente alla ricezione del primo fascicolo con ISSN pubblicato, per verificare il permanere delle caratteristiche bibliografiche della pubblicazione Notiziario USPI n° 1/2016
«Messaggero Veneto», somiglia spesso a un monopolio. Chi vuole leggere qualcosa «fuori dal coro», sia sulla carta stampata che sul web, ha a disposizione «la Vita Cattolica» e non molto altro. Sempre meno, perché la gravissima crisi dell’editoria ha spento molte voci e altre rischiano di dover tacere nel breve periodo. Anche la nostra voce ha bisogno più che mai del sostegno dei suoi lettori, economico tramite gli abbonamenti e gli acquisti in edicola, ma ancor di più attraverso un costante confronto di idee, che oggi ha a disposizione nuovi canali sul web e sui social network. Il Friuli ha bisogno de «la Vita Cattolica» e il settimanale diocesano, in questi tempi difficili, ha bisogno più che mai di lettori attenti e partecipi. Come fu in quel lontano e difficile 1926. ******* Per l’occasione “la Vita Cattolica” ha proposto uno speciale di quattro pagine ed ha chiesto a diversi “testimoni” quale può essere il suo ruolo. Di “posizioni coragLa Vita Cattolica giose e mai compia-
centi” e di “valore aggiunto per la crescita di cittadini consapevoli ”parla Debora Serracchiani, presidente della Regione. Richiamando il ruolo del giornale per l’istituzione dell’Università del Friuli, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini esprime l’augurio che “sappia continuare” ad essere incisivo “nella difesa degli interessi del Friuli”. Nello speciale anche le voci degli ex direttori. Tra questi monsignor Duilio Corgnali, per il quale il giornale è stato indispensabile per la ricostruzione dopo il terremoto. Ezio Gosgnach ne sottolinea l’indipendenza da “potentati politici ed economici”. Continuare ad “essere il giornale della gente, in mezzo alla gente”, è l’augurio di Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici. La storia del settimanale viene ripercorsa “in pillole”: ventennio, seconda guerra mondiale, dopoguerra, Concilio, terremoto, sinodo diocesano, Rai autonoma, istituzione dell’Università del Friuli, tutela del friulano. Tra le “battaglie” per il futuro il neocentralismo crescente, l’impegno per la lingua e la cultura friulana e l’impegno per la piena applicazione del Concilio. (Agensir.it, 7 gennaio 2016)
che giustifichino l’identificazione tramite il FONDO codice già assegnato. STRAORDINARIO Qualora il Centro riscontri modifiche sostanziali nelle caratteristiche del perioditamente collegata a risparmi sul co originariamente individuate può rilascia- 5 costo del lavoro giornalistico, in favore dei re un nuovo codice identificativo anche in dirigenti delle imprese editoriali che acceassenza di richiesta esplicita da parte deldono agli ammortizzatori sociali. l’editore (c.d. “assegnazione d’ufficio”). Può altresì annullare un ISSN già rilasciato qualora riscontri che le caratteristiche editoriali o bibliografiche della pubblicazione non siano effettivamente tali da farla rientrare tra le categorie trattate dal sistema ISSN, oppure quando risulti che chi ha presentato la richiesta originaria del codice ISSN ha intenzionalmente fornito informazioni non corrette, fuorvianti o false. Eventuali reclami nei confronti delle decisioni assunte dal Centro ISSN in relazione alla soppressione del codice possono essere inoltrati - da parte di chi ha ricevuto la comunicazione della decisione - al Centro stesso, che risponderà motivatamente entro trenta giorni lavorativi dalla ricezione del reclamo. Ulteriore reclamo nei confronti della risposta motivata può essere inoltrato direttamente al Centro internazionale ISSN, www.issn.org.
ARTICOLO 7 Disposizioni attuative 1. Lo scambio dei flussi informativi necessari per l’attuazione delle misure previste dal presente provvedimento e per il monitoraggio sul progressivo utilizzo delle risorse del Fondo restano disciplinati dall’apposita convenzione stipulata tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria e l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. 2. Sulla base del monitoraggio di cui al comma precedente, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria può, con proprio decreto, modificare la ripartizione, per l’anno in corso, delle risorse del Fondo finalizzate con il presente provvedimento, al fine di renderne più efficiente l’utilizzo. Roma, 10 novembre 2015 13
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TIPO DI CONTRIBUZIONE
ALIQUOTE GIORNALISTA
F.do Garanzia TFR e crediti di lavoro
Frondo Integrativo “ex-fissa”
Addizionale al Fondo Integrativo “ex-fissa
Contributo per Ammortizzatori sociali
Addizionale contributo per Ammortizzatori sociali
Sono esclusi i soli dipendenti della Pubblica Amministrazione ai quali è garantita la stabilità d’impiego (tempo indeterminato di ruolo). Il contributo è ridotto all’1,31% per le Agenzie per il lavoro nel caso di giornalisti con contratto di somministrazione; Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81 (aziende editrici di giornali quotidiani, giornali periodici e agenzie di stampa a carattere nazionale), anche con meno di 15 dipendenti. (vedi circolari INPGI n. 1 e n. 2 del 2007) Sono esclusi i dipendenti della Pubblica Amministrazione, per i quali l’Assegno per il Nucleo Familiare è posto a carico del datore di lavoro. 8.69 %
Calcolato su eventuali contribuzioni a favore dei Fondi integrativi assistenziali e/o previdenziali a carico del Datore di Lavoro (legge 166/91).
Dovuto soltanto i giornalisti professionisti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato regolato dal CNLG FIEG/FNSI (Vedi Circolare INPGI n. 4 del 19/02/2015)
Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81, anche con meno di 15 dipendenti (vedi Circolare INPGI n. 9 del 2/09/2009).
Contributo di perequazione
Contributo infortuni
Dovuto fino al 31/12/2016 dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81, anche con meno di 15 dipendenti (vedi Circolare INPGI n. 5 del 17/10/2014). Q.ta fissa mensile dovuta soltanto in caso di applicazione del CNLG FIEG/FNSI - Non dovuto per i rapporti di lavoro ex Artt. 2, 12 e 36 del predetto CNLG, se la retribuzione è inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi.(vedi Circolare INPGI n. 3 del 13/04/2010). Q.ta fissa mensile dovuta da tutti i giornalisti iscritti, a prescindere dal CCNL applicato. Ridotta a 6,00 euro per rapporti di lavoro ex Artt. 2 e 12 CNLG con retribuzione inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi.(vedi Circolare INPGI n. 7 del 26/06/2009).
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Circolare n. 9 del 22/12/2015 OGGETTO: 1. Variazione aliquota IVS a decorrere dal 1° gennaio 2016. 2. Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito di cui all’art. 3 legge n. 92/2012. 3. Sgravio per l’incentivazione della contrattazione di II livello 2014 (Legge 24 dicembre 2007 n. 247). 1. Variazione aliquota IVS a decorrere dal 1 gennaio 2016. Facendo seguito alla Circolare INPGI n. 9 del 10/11/2011, si ricorda che l’INPGI - con atto del Consiglio di Amministrazione n. 58/2011, tenuto conto ai sensi del D.lgs. 509/94 delle determinazioni assunte dalle parti sociali nell’accordo sottoscritto il 13 luglio 2011 dalla FIEG e dalla FNSI - ha fissato l’aliquota contributiva per l’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti posta a carico del datore di lavoro nelle seguenti misure: •21,28 per cento della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2012; •22,28 per cento della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2014; •23,28 per cento della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2016. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 36/0003294/MA004.A007/PG-L-52,53,54 dell’8 novembre 2011 ha approvato la suddetta delibera. Pertanto, verificati i risultati del bilancio tecnico-attuariale, a decorrere dal periodo di paga riferito al mese di gennaio 2016 dovrà essere applicata l’aliquota IVS a
carico del datore di lavoro nella misura del 23,28%. Per comodità, si riportano, di seguito, le aliquote contributive INPGI in vigore a decorrere dal 1/01/2016: VEDI TABELLA A PAGINA 14 2 Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito di cui all’art. 3 della legge n. 92/2012. A seguito di varie richieste di chiarimento da parte di aziende con personale assicurato presso l’INPGI, si ricorda che le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale non hanno provveduto alla costituzione di Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito per il personale giornalistico, previsto dall’art. 3 della legge n. 92/2012. Di conseguenza, i giornalisti dipendenti da aziende non rientranti nel campo di applicazione della CIGS, in assenza della costituzione del Fondo di settore, dovrebbero essere assicurati al Fondo di solidarietà residuale costituito presso l’INPS ai sensi della suddetta legge. Si ricorda che per quanto riguarda i giornalisti, rientrano nel campo di applicazione della CIGS ex lege 416/81 le sole aziende editoriali, editrici di giornali quotidiani e/o periodici e le agenzie di stampa a carattere nazionale e – in base all’art. 16, comma 1, del D.L. n. 149/2013 - i partiti e movimenti politici di cui alla legge n. 157/1999 e le loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali. La normativa è stata illustrata dall’INPS con circolare n. 99 dell’8/08/2014. 3. Sgravio per l’incentivazione della con-
trattazione di II livello 2014 (Legge 24 Dicembre 2007 n.247) L’INPS ha completato le operazioni per l’ammissione allo sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello 2014 (Art.1, comma 67, della legge 24 Dicembre 2007 n.247 e Decreto interministeriale 8 aprile 2015). Le aziende richiedenti lo sgravio sulla contribuzione INPGI che sono state ammesse hanno già ricevuto dall’INPS la relativa comunicazione. L’INPGI, sulla base degli elenchi forniti dall’INPS, ha già inoltrato una apposita nota ai datori di lavoro interessati, con indicate le condizioni e le modalità per usufruire della agevolazione contributiva in questione. Si invitano, pertanto, le aziende interessate ad operare la decontribuzione attenendosi alle istruzioni fornite. Quei datori di lavoro che per diversi motivi, quali, ad esempio, la sospensione e/o cessazione dell’attività dell’impresa o semplicemente per in capienza del debito contributivo, non siano in grado di fruire del beneficio mediante compensazione, potranno avanzare all’Istituto - entro e non oltre il 16/2/2016 - apposita istanza di rimborso. Si ricorda che all’atto del conguaglio dello sgravio, il datore di lavoro dovrà provvedere alla restituzione al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza. Si invitano le aziende che non abbiano ricevuto la suddetta comunicazione da parte dell’INPGI, prima di operare eventuali compensazioni, a voler verificare presso l’Istituto l’avvenuta autorizzazione. IL DIRIGENTE Augusto Moriga
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DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata.
re la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2015); - che pubblicano QUATTRORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2015). ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA E MARCHE
ENTRO IL MESE DI GENNAIO Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettua-
- che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2015); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2015).
Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2016. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato.
Il n. 1 gennaio 2016 è stato stampato il 27 gennaio 2016
Notiziario USPI Edizione Gennaio 2016

References: art. 3
 art. 1
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ARTICOLO 2

ARTICOLO 3
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 ARTICOLO 4
 ARTICOLO 5
 ARTICOLO 6
 ARTICOLO 1
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 art. 12

ARTICOLO 7