Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:C:2007:068:FULL&from=LT
Timestamp: 2020-02-27 04:46:21+00:00

Document:
Gazzetta ufficiale C 68/2007
2007/C 068/01
Risoluzione del Consiglio, del 22 marzo 2007, su una strategia per una società dell'informazione sicura in Europa
2007/C 068/02
2007/C 068/03
2007/C 068/04
Comunicazione interpretativa della Commissione sulle procedure per l'immatricolazione degli autoveicoli originari di un altro Stato membro ( 1 )
2007/C 068/05
2007/C 068/06
Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 — Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale: Portogallo, Cipro ( 1 )
su una strategia per una società dell'informazione sicura in Europa
(2007/C 68/01)
ADOTTA LA SEGUENTE RISOLUZIONE E
ACCOGLIE CON FAVORE
la comunicazione della Commissione del 31 maggio 2006 al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Una strategia per una società dell'informazione sicura — «Dialogo, partenariato e responsabilizzazione».
della comunicazione della Commissione, del 15 novembre 2006, al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, sulla lotta contro le comunicazioni commerciali non richieste (spam), i programmi spia (spyware) e i software maligni.
la risoluzione del Consiglio del 28 gennaio 2002 relativa ad un approccio comune e ad azioni specifiche nel settore della sicurezza delle reti e dell'informazione (1);
la Risoluzione del Consiglio del 18 febbraio 2003 su un approccio europeo per una cultura della sicurezza delle reti e dell'informazione (2);
le conclusioni del Consiglio dell'8 e 9 marzo 2004 sulle comunicazioni commerciali non richieste o «spam »e le conclusioni del Consiglio del 9 e 10 dicembre 2004 sulla lotta contro gli spam;
le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2005 che rilanciano la strategia di Lisbona e le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2006 che invitano la Commissione e gli Stati membri ad attuare con vigore la nuova strategia i2010;
il quadro normativo UE per le comunicazioni elettroniche (3), in particolare le disposizioni relative alla sicurezza della comunicazione, alla vita privata e alla riservatezza che hanno contribuito a garantire un livello elevato di protezione dei dati personali e della vita privata e l'integrità e la sicurezza delle reti di comunicazione pubbliche;
il regolamento (CE) n. 460/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 marzo 2004 che istituisce l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (4);
l'agenda di Tunisi e l'impegno di Tunisi del vertice mondiale sulla società dell'informazione (WSIS) che mettono in evidenza la necessità di continuare la lotta contro la cibercriminalità e gli spam, garantendo al tempo stesso la protezione della vita privata e la libertà di parola, nonché di promuovere, sviluppare ed attuare, in cooperazione con tutti i soggetti interessati, una cultura globale della cibersicurezza;
le conclusioni formulate dalla presidenza nella conferenza annuale sulla società europea dell'informazione «i2010 — Verso una società dell'informazione europea onnipresente», svoltasi il 27 e 28 settembre 2006 a Espoo in Finlandia.
SOTTOLINEA PERTANTO CHE
la nostra società sta passando rapidamente ad una nuova fase di sviluppo «verso una società dell'informazione onnipresente», in cui le attività quotidiane dei cittadini ricorrono sempre più alle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) e alle reti di comunicazioni elettroniche. La sicurezza delle reti e dell'informazione dovrebbe essere ritenuta un importante catalizzatore dello sviluppo suddetto e del suo successo;
la fiducia è un elemento fondamentale del successo della nuova società dell'informazione. È anche connessa alle esperienze degli utilizzatori finali e alla necessità di rispettarne la vita privata, pertanto la sicurezza delle reti e dell'informazione non dovrebbe essere considerata una questione meramente tecnica;
la sicurezza delle reti e dell'informazione è una componente essenziale della creazione di uno spazio europeo dell'informazione come parte dell'iniziativa i2010, contribuendo in tal modo al successo della rinnovata strategia di Lisbona. Le TIC costituiscono inoltre una componente fondamentale dell'innovazione, della crescita economica e dell'occupazione in ogni settore dell'economia;
già si sviluppano le nuove tecnologie che ci porteranno alla società dell'informazione onnipresente. L'avvento di tecnologie innovative (ad esempio reti senza filo ad alta velocità, dispositivi di identificazione a radiofrequenza (RFID, reti di sensori) e di servizi innovativi, ricchi di contenuti (ad esempio televisione su protocollo internet (IPTV), voice over IP (VoIP), televisione mobile ed altri servizi mobili) richiede adeguati livelli di sicurezza delle reti e dell'informazione fin dall'inizio della fase di sviluppo per raggiungere reale valore commerciale. La tempestiva adozione delle recenti innovazioni promettenti riveste grande importanza per lo sviluppo della società dell'informazione e la competitività dell'Europa. Gli organi e le imprese governativi dovrebbero adottare quanto prima possibile le tecnologie e i servizi nuovi, sicuri ed emergenti per accelerarne l'adozione massiccia;
è d'importanza strategica che l'industria europea sia al tempo stesso un utilizzatore esigente e un fornitore competitivo di reti e di prodotti e servizi di sicurezza. La diversità, l'apertura e l'interoperabilità sono parti integranti della sicurezza ed è opportuno promuoverle;
la conoscenza e le competenze in materia di sicurezza delle reti e dell'informazione devono inoltre divenire parte integrante della vita quotidiana di ogni persona e parte interessata della società; una serie di campagne di sensibilizzazione è stata lanciata sia a livello nazionale sia a livello di UE, ma in questo settore molto resta ancora da fare, specialmente per quanto riguarda gli utenti finali e le piccole e medie imprese (PMI); occorre prestare particolare attenzione agli utenti con esigenze speciali o poco sensibilizzati alle questioni della sicurezza delle reti e dell'informazione; tutti gli interessati dovrebbero essere consapevoli del fatto di essere parti della catena della sicurezza globale e dovrebbero poter operare in quanto tali; le questioni della sicurezza delle reti e dell'informazione dovrebbero essere prese in considerazione in ogni tipo di istruzione e formazione in materia di TIC;
l'istituzione dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione ha costituito un importante passo in avanti negli sforzi dell'UE volti a rispondere alle sfide connesse con la sicurezza delle reti e dell'informazione; campo d'azione, obiettivi, compiti e durata dell'Agenzia sono definiti dal regolamento n. 460/2004;
le risorse impegnate nelle attività di ricerca e sviluppo (R&S) e di innovazione a livello sia nazionale che di UE costituiscono uno degli elementi chiave nel miglioramento del livello della sicurezza delle reti e dell'informazione di nuovi sistemi, applicazioni e servizi; gli sforzi a livello di UE dovrebbero essere potenziati nei settori della ricerca e dell'innovazione connessi con la sicurezza, in particolare attraverso il settimo programma quadro (EP7) e il programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP); gli sforzi dovrebbero inoltre rivolgersi a misure per divulgare e incoraggiare lo sfruttamento commerciale dei risultati ottenuti, compresa la valutazione della loro utilità per la comunità più ampia; in tal modo si rafforzerà la capacità dei fornitori europei di elaborare soluzioni in materia di sicurezza che soddisfino le esigenze specifiche del mercato europeo;
la società dell'informazione universale reca grandi vantaggi, ma pone anche sfide significative creando un nuovo panorama di rischi potenziali; le minacce alla sicurezza e alla vita privata, anche attraverso l'intercettazione e l'utilizzazione illecita di dati, stanno diventando sempre più gravi, mirate e chiaramente finalizzate all'ottenimento di vantaggi economici; per le minacce emergenti o già esistenti si dovrebbero trovare in modo innovativo nuove risposte, che dovrebbero riguardare anche problemi derivanti dalla complessità del sistema, da errori, incidenti o orientamenti non chiari; la creazione e lo sviluppo di organismi nazionali di pronto intervento informatico rivolti a vari attori e la cooperazione tra detti organismi nonché con altri interessati dovrebbero essere incoraggiati e ulteriormente promossi;
la standardizzazione e la certificazione di prodotti, servizi e sistemi di gestione, forniti in particolare da istituzioni esistenti, meritano particolare attenzione nell'ambito della politica dell'UE in materia di sicurezza delle reti e dell'informazione in quanto costituiscono un mezzo per la diffusione di buone prassi e professionalità nel campo della sicurezza delle reti e dell'informazione; dalla tempestiva adozione di eventuali norme aperte e interoperabili emergenti trarrebbero beneficio specialmente nuove tecnologie emergenti come la RFID (identificazione a radiofrequenza) e la televisione mobile; il funzionamento degli organismi europei di normalizzazione in questo settore dovrebbe essere incoraggiato;
dato che i sistemi elettronici delle reti e dell'informazione svolgono un ruolo vieppiù cruciale nel funzionamento globale delle infrastrutture critiche, la loro disponibilità e integrità diventano indispensabili per la sicurezza e la qualità della vita di amministrazioni, imprese e cittadini nonché per il funzionamento globale delle società;
cooperazione e approcci pratici sono necessari più che mai; i vari interessati dovrebbero identificare e riconoscere i loro rispettivi ruoli, responsabilità e diritti.
E PERTANTO INVITA GLI STATI MEMBRI A
sostenere i programmi di formazione e migliorare la sensibilizzazione della pubblica opinione ai temi della sicurezza delle reti e dell'informazione, per esempio organizzando campagne d'informazione sulle questioni della sicurezza delle reti e dell'informazione, rivolgendosi a tutti i cittadini/utenti e settori dell'economia, specialmente le PMI e gli utenti finali con particolari esigenze o poco sensibilizzati; entro il 2008 potrebbe essere scelta una data comune come giornata per il miglioramento della sensibilizzazione a livello europeo (per es. «Giornata della sicurezza delle reti e dell'informazione») da celebrare su base annuale e volontaria in ogni Stato membro;
aumentare il contributo alle attività di R&S connesse con la sicurezza e migliorare l'uso e la divulgazione dei relativi risultati; incoraggiare lo sviluppo di partenariati innovativi per potenziare la crescita dell'industria europea delle TIC in materia di sicurezza e incrementare la rapida utilizzazione di nuove tecnologie e nuovi servizi nel settore della sicurezza delle reti e dell'informazione onde stimolarne la commercializzazione;
prestare la dovuta attenzione alla necessità di prevenire e combattere minacce nuove o esistenti alla sicurezza di reti di comunicazione elettronica, comprese l'intercettazione e l'utilizzazione illegale di dati, riconoscere i rischi connessi e farsene carico e incoraggiare, se necessario in cooperazione con l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione, uno scambio di informazioni e una cooperazione efficaci tra organizzazioni e agenzie pertinenti a livello nazionale; impegnarsi nella lotta contro gli spam, programmi spia e software maligni, in particolare attraverso il miglioramento della cooperazione tra le autorità competenti a livello nazionale e internazionale;
rafforzare la cooperazione nel quadro dell'iniziativa i2010 allo scopo di individuare prassi efficaci e innovative per migliorare la sicurezza delle reti e dell'informazione e diffondere la conoscenza di tali prassi nell'UE su base volontaria;
incoraggiare il costante miglioramento degli organismi nazionali di pronto intervento informatico;
promuovere un contesto che incoraggi i fornitori di servizi e gli operatori di rete a fornire servizi validi ai loro clienti e a garantire ai consumatori elasticità e scelta nei servizi e nelle soluzioni che offrono in materia di sicurezza; incoraggiare gli operatori di rete e i fornitori di servizi a garantire ai rispettivi clienti un livello adeguato di sicurezza delle reti e dell'informazione o, se necessario, esigerlo dagli stessi;
continuare una discussione strategica in sede di Gruppo ad alto livello «Iniziativa i2010», tenendo conto allo stesso tempo degli sviluppi in atto nella società dell'informazione, e assicurare un approccio coerente tra le dimensioni di regolamentazione, coregolamentazione, R&S e eGovernment unitamente a comunicazione e istruzione;
conformemente al piano d'azione eGovernment iniziativa i2010 prevedere la realizzazione di servizi di eGovernment a copertura ininterrotta, promuovere soluzioni interoperabili di gestione dell'identità e intraprendere ogni opportuna modifica nell'organizzazione del settore pubblico; governi e pubbliche amministrazioni dovrebbero servire da esempio in materia di migliori prassi promuovendo servizi sicuri di eGovernment per tutti i cittadini.
ACCOGLIE CON FAVORE L'INTENZIONE DELLA COMMISSIONE DI
portare avanti l'elaborazione di una strategia completa e dinamica a livello comunitario per la sicurezza delle reti e dell'informazione. L'approccio globale proposto dalla Commissione riveste speciale importanza;
ritenere la sicurezza delle reti e dell'informazione come uno degli obiettivi nel riesame del quadro normativo delle comunicazioni elettroniche dell'UE;
continuare a svolgere il proprio ruolo così da poter raggiungere maggiore consapevolezza dell'esigenza di un impegno politico generale nella lotta agli spam, ai programmi spia e ai software maligni; rafforzare il dialogo e la cooperazione con i paesi terzi, in particolare tramite gli accordi con i paesi terzi che includono la tematica della lotta allo spam, ai programmi spia e ai software maligni;
rafforzare il coinvolgimento dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione nel sostegno alla strategia per una società dell'informazione sicura in Europa, come indicato nella presente risoluzione, in linea con gli obiettivi e i compiti fissati nel regolamento (CE) N. 460/2004, nonché in una collaborazione più stretta e in relazioni di cooperazione più forti con gli Stati membri e le parti interessate;
sviluppare nel contesto dell'iniziativa i2010, in cooperazione con gli Stati membri e tutte le parti interessate, specialmente con gli esperti di statistica e di sicurezza dell'informazione degli Stati membri, gli indicatori opportuni per le inchieste comunitarie sugli aspetti relativi alla sicurezza e alla fiducia;
incoraggiare gli Stati membri ad esaminare, per mezzo di un dialogo con tutte le parti interessate, i fattori economici, commerciali e societari allo scopo di sviluppare una politica specifica per il settore delle TIC per migliorare la sicurezza e la resistenza delle reti e dei sistemi informatici, quale potenziale contributo al previsto programma europeo per la protezione delle infrastrutture critiche;
continuare gli sforzi, in coordinamento con gli Stati membri, per promuovere il dialogo con i partner e le organizzazioni internazionali pertinenti al fine di favorire una cooperazione globale sulla sicurezza delle reti e dell'informazione, segnatamente tramite l'attuazione delle linee d'azione elaborate dal vertice mondiale sulla società dell'informazione (WSIS) e la presentazione di relazioni al Consiglio su base regolare.
l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione a continuare a operare in stretta collaborazione con gli Stati membri, la Commissione e le altre pertinenti parti interessate, al fine di realizzare compiti e obiettivi che sono definiti nel regolamento (CE) n. 460/2004 e di assistere la Commissione e gli Stati membri nei loro sforzi tesi a rispettare i requisiti della sicurezza delle reti e dell'informazione, contribuendo così all'attuazione e allo sviluppo ulteriore della strategia per una società dell'informazione sicura in Europa come indicato nella presente risoluzione;
tutte le parti interessate a migliorare la sicurezza dei software e la sicurezza e resistenza delle reti e dei sistemi informatici in linea con la strategia per una società dell'informazione sicura in Europa come indicato nella presente risoluzione, nonché a impegnarsi in un dibattito strutturato tra tutte le parti interessate sulla migliore modalità di utilizzare gli strumenti generali e normativi esistenti;
le imprese ad assumere un atteggiamento positivo nei confronti della sicurezza delle reti e dell'informazione al fine di creare prodotti e servizi più evoluti e sicuri, e a considerare un vantaggio competitivo gli investimenti in tali prodotti e servizi;
i produttori e i fornitori di servizi a inserire, se opportuno, requisiti di sicurezza, riservatezza e segretezza nella progettazione dei loro prodotti e servizi e nella diffusione dell'infrastruttura delle reti, delle applicazioni e dei software, a ad attuare e controllare soluzioni di sicurezza;
le parti interessate a cooperare e ad avviare contesti sperimentali per testare e indirizzare le tecnologie e i servizi nuovi in maniera sicura; ad adottare tempestivamente le nuove tecnologie sicure e i nuovi servizi sicuri dopo che ne è stata avviata la commercializzazione;
tutte le parti interessate ad impegnarsi ulteriormente nella lotta agli spam e agli altri abusi informatici e a cooperare attivamente con le autorità competenti a livello nazionale e internazionale;
i fornitori di servizi e l'industria delle TIC a concentrarsi sul miglioramento della sicurezza, della riservatezza e dell'utilizzabilità dei prodotti, dei processi e dei servizi in modo da risultare affidabili, e impedire e combattere il furto di identità e altre minacce alla vita privata;
gli operatori della rete, i fornitori di servizi e il settore privato a condividere e attuare le buone prassi di sicurezza e a favorire una cultura di analisi e gestione del rischio nelle organizzazioni e nel settore commerciale tramite il sostegno a opportuni programmi di formazione e lo sviluppo di un piano di emergenza, nonché mettendo a disposizione dei loro clienti soluzioni di sicurezza come parte dei loro servizi.
(2) GU C 48 del 28.2.2003, pag. 1.
(3) Direttiva 2002/58/CE (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche), direttiva 2002/20/CE (direttiva autorizzazioni), direttiva 2002/22/CE (direttiva servizio universale) (nell'ordine:GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37; GU L 108 del 24.4.2002, pag. 21 e GU L 108 del 24.4.2002, pag. 51).
(2007/C 68/02)
N 147/06
Fritagelse for affaldsafgift for forbrænding af fiberfraktioner der stammer fra afgasning og separering af husdyrgødning
Affalds- og råstofafgiftsloven (forslag til lov om ændring af affalds- og råstofafgiftsloven J nr. 2005-231-0051)
Riduzione dell'aliquota fiscale
Spesa annua prevista: 20 milioni DKK; Importo totale dell'aiuto previsto: 200 milioni DKK
4.1.2007-31.12.2016
Nikolai Eigtveds Gade 28
DK-1402 København K
N 222/06
Piano d'azione per il superamento del digital divide in Sardegna — Telecom Italia
Deliberazione della giunta regionale n. 50/2 del 30.11.2004, n. 54/15 del 22.11.2005 e n. 62/65 del 27.12.2005
Importo totale dell'aiuto previsto: 6,1 milioni EUR
N 501/06
Élargissement de la taxe fiscale affectée «matériaux de construction»
Loi de finance pour 2007 portant modification de l'article 71F de la loi de finances n. 2004-1312 du 30 décembre 2003
Tributo parafiscale
Spesa annua prevista: 1,6 milioni EUR; Importo totale dell'aiuto previsto: 10 milioni EUR
19.2.2007-31.12.2012
N 515/06
Steun aan ondernemingen voor ecologie-investeringen in het Vlaams Gewest
Decreet 31 januari 2003 betreffende het economisch ondersteuningsbeleid (Belgisch Staatsblad van 25 maart 2001)
Spesa annua prevista: 54 milioni EUR; Importo totale dell'aiuto previsto: 378 milioni EUR
1.1.2004-31.12.2013
Vlaamse Overheid — Agentschap Economie
Date di adozione della decisione
NN 14/06
Decreto del ministero delle Attività produttive del 13.12.2005
Consentire la prosecuzione delle attività della società attualmente in difficoltà fino a quando non sia stato messo a punto il programma di ristrutturazione
Garanzia su prestito
Importo globale: 5 milioni di EUR
Nome e indirizzo dell'autorità erogatrice dell'aiuto
Le autorità italiane metteranno fine alla garanzia a favore di Ottana Energia entro 15 giorni dalla ricezione della lettera inviata dopo l'adozione della decisione
(2007/C 68/03)
NN 18/06
Farming Connect Advisory Service (East Wales Cattle)
22,64 milioni GBP (33,6 milioni EUR)
1.9.2002-31.10.2006
Cartiff CF103NQ
N 109/06
Modifica del piano agrumicolo della Campania
Delibera di giunta regionale n. 40 del 21.1.2005
Investimenti nelle aziende agricole, promozione della produzione e della commercializzazione di prodotti di qualità
1 330 924,40 EUR
N 757/06
Interventi nelle zone agricole colpite da calamità naturali (grandinate del 3 e 4 luglio 2006 — provincia di Cuneo)
Interventi compensativi dei danni alla produzione agricola dovuti ad avversità atmosferiche
Si fa riferimento al regime approvato (NN 54/A/04)
Fino al 100% dei danni alla produzione agricola
Fino al termine dei pagamenti
Provvedimento di applicazione del regime approvato dalla Commissione nell'ambito del fascicolo di aiuto di Stato NN 54/A/04 (Lettera della Commissione C(2005) 1622 fin, del 7 giugno 2005)
N 759/06
Interventi nelle zone agricole danneggiate (piogge alluvionali il 22 e il 23 ottobre 2005 nella provincia di Bari)
Interventi compensativi dei danni alle strutture aziendali agricole dovuti ad avversità atmosferiche
N 769/06
Marketing e promozione di generi alimentari ad opera dell'An Bord Bia (organismo irlandese per l'alimentazione). Modifica dell'aiuto N 362/2000
Government Decision (National Development Plan)
Prodotti di qualità, assistenza tecnica, pubblicità
Nuova dotazione del regime di aiuto: 68 Mio EUR (aumento di 18,5 Mio EUR)
Clanwilliam Cort
N 795/06
3/2003. (I. 24.) FVM rendelet az agrárgazdasági és vidékfejlesztési célok 2003. évi költségvetési támogatásáról, 271-275. §
A földművelésügyi és vidékfejlesztési miniszter …/2006. ( ) FVM rendelet-tervezete a birtokfejlesztési hitel kamattámogatásáról
Spesa annua: 436 milioni di HUF
Stanziamento totale: 2 000 milioni di HUF
Fino a un massimo del 24,06%
N 796/06
Birtok-összevonási célú termőföld vásárlás támogatása
A 2004. évi nemzeti hatáskörben nyújtott agrár- és vidékfejlesztési támogatások igénybevételének feltételeiről szóló FVM rendelet
25/2004. FVM rendelet 34. §; 39§-42. §
A földművelésügyi és vidékfejlesztési miniszter …/2006. ( ) FVM rendelet-tervezete a birtok-összevonási célú termőföldvásárlás támogatásáról
Spesa annua: 300 milioni di HUF
Stanziamento totale: 600 milioni di HUF
Fino a un massimo del 20%
N 807/06
Programma di lotta contro la tristeza degli agrumi della regione Puglia
Legge regionale n. 20 del 30.12.2005
Interventi preventivi e compensativi relativi ad una fitopatia
da 5 a 25 EUR a pianta, per compensare le perdite
A — Agricoltura
Lungomare N. Sauro, 47
Si tratta di una modifica del regime di aiuto N 603/05 approvato dalla Commissione, con cui la Regione Puglia apporta una somma aggiuntiva di 500 000 EUR all'importo iniziale di 803 090,45 EUR erogato a livello nazionale. Questa somma aggiuntiva sarà utilizzata per finanziare interventi compensativi in caso di estirpazione di piante infette
N 831/06
Aiuti regionali in agricoltura. Articolo 23 legge regionale n. 7/2000
Legge regionale n. 7 del 7.2.2000
Interventi a sostegno dell'agricoltura in montagna
Si tratta della proroga fino al 31.12.2007 di una delle misure approvate dalla Commissione nell'ambito del regime N 49/2000 e in particolare di quella prevista dall'articolo 23 della legge regionale 7 febbraio 2000, n. 7: «Interventi a sostegno dell'agricoltura in montagna»
N 834/06
Wijziging van de parafiscale heffing voor levende eenden ter financiering van dierziektebestrijding
Verordening van het Productschap voor Pluimvee en Eieren die vorige verordeningen wijzigt inzake parafiscale heffingen in de sectoren pluimvee en eieren, konijnen, pelsdieren en vossen
Pagamenti successivi al manifestarsi di una malattia contagiosa
Lo stanziamento totale resta identico a quello della misura N 352/04 che viene modificata dalla presente misura. Esso dipenderà dai costi futuri effettivi sostenuti per la lotta contro le epizoozie nei vari settori
I vari dispositivi nazionali di omologazione sono stati sostituiti dal Sistema generale di omologazione per tipo di veicolo CE (Whole Vehicle Type-Approval System — WVTA) (1) che è obbligatorio applicare alla maggior parte degli autoveicoli e dei motocicli, rispettivamente da gennaio 1998 e da giugno 2003. Per essere commercializzati, i veicoli a motore appartenenti a queste categorie devono perciò conformarsi a tutte le direttive CE relative all'omologazione e gli Stati membri non possono vietare la vendita, l'immatricolazione o la circolazione di tali veicoli. Il Parlamento europeo e il Consiglio stanno attualmente studiando la proposta di una nuova «direttiva quadro» (2). In seguito alla sua adozione, anche i veicoli commerciali (autobus e pullman, furgoni e autocarri) rientreranno nel Sistema generale di omologazione per tipo di veicolo CE. Un'omologazione CE per tipo, uniforme per l'intera Unione Europea, renderebbe più celeri e facili le immatricolazioni in tutti gli Stati membri.
Il nuovo regolamento di esenzione per categoria sull'applicazione delle regole di concorrenza alle vendite e alla manutenzione degli autoveicoli (3), ha ancora migliorato la possibilità dei consumatori europei di trarre beneficio dal mercato unico: ora essi possono approfittare delle differenze di prezzo tra i vari Stati membri. Per esempio, i consumatori possono ora ricorrere senza limiti ai servizi di intermediari o di appositi agenti per acquistare un autoveicolo dove convenga loro. I distributori possono operare al di fuori del loro territorio nazionale con maggior libertà e vendere veicoli a consumatori di altri Stati membri («vendite attive», diverse dalle «vendite passive »in cui sono i consumatori ad avvicinare il distributore).
La Comunità europea (CE) ha introdotto una carta di circolazione armonizzata per gli autoveicoli (4). Essa è destinata a facilitare la libera circolazione dei veicoli in uno Stato membro diverso da quello in cui sono immatricolati nonché la reimmissione in circolazione dei veicoli in precedenza immatricolati in un altro Stato membro.
La presente comunicazione mira a fornire una panoramica completa e aggiornata sui principi del diritto CE che disciplinano l'immatricolazione dei veicoli a motore in uno Stato membro diverso da quello d'acquisto e il trasferimento dell'immatricolazione da uno Stato membro a un altro, alla luce dei recenti progressi della legislazione europea e della giurisprudenza della Corte di giustizia. Essa tuttavia non è un compendio dei principi della legislazione comunitaria applicabile alle imposte di immatricolazione e di circolazione dei veicoli (6), attualmente disciplinate dagli articoli 25 o 90 del trattato CE (7).
La presente comunicazione sostituisce in tutti i suoi elementi la comunicazione della Commissione 96/C 143/04 (8). Si noti tuttavia che la Corte di giustizia delle Comunità europee è la sola ad avere l'autorità di pronunciarsi definitivamente sull'interpretazione del diritto comunitario.
La presente comunicazione affronta la prima immatricolazione degli autoveicoli nonché quella degli autoveicoli nuovi o usati, già immatricolati in un altro Stato membro, ai fini della presente comunicazione:
Un «autoveicolo »è
qualsiasi veicolo a motore destinato a circolare su strada, completo o incompleto, munito di almeno 4 ruote, capace di una velocità di progetto massima superiore a 25 km/h, e i suoi rimorchi, esclusi i veicoli che circolano su rotaie, i trattori agricoli e forestali, tutti i macchinari mobili e veicoli commerciali pesanti (9); oppure
qualsiasi veicolo a motore a 2 o 3 ruote, gemellate o no, destinato a circolare su strada (10).
Un autoveicolo è «già immatricolato in un altro Stato membro »quando ha ottenuto l'autorizzazione amministrativa a circolare su strada, comportante la sua identificazione e il rilascio di un numero di immatricolazione. La presente comunicazione riguarda perciò sia gli autoveicoli soggetti a un'immatricolazione temporanea o di breve durata che quelli soggetti a un'immatricolazione professionale.
La durata del periodo durante il quale un veicolo è stato immatricolato in uno Stato membro, prima del suo trasferimento in un altro, è irrilevante.
Secondo la Corte di giustizia, l'immatricolazione è il corollario naturale all'esercizio dei poteri fiscali nel campo degli autoveicoli. Essa agevola i controlli allo Stato membro di immatricolazione, e agli altri Stati membri, poiché prova il pagamento delle tasse sugli autoveicoli in tale Stato (11).
Ogni cittadino deve immatricolare il proprio veicolo nello Stato membro in cui risiede normalmente. L'articolo 7 della direttiva 83/182/CEE (12) e l'articolo 6 della direttiva 83/183/CEE (13) fissano regole precise per stabilire quale sia la residenza normale degli interessati che vivono in modo temporaneo o, rispettivamente, permanente in uno Stato membro diverso dal loro e in esso guidano. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia tuttavia, il criterio quantitativo cui si riferisce l'articolo (vivere più di 185 giorni l'anno in un determinato luogo) non è il criterio principale quando esistano altri fattori che modificano la situazione.
Secondo la Corte di giustizia, se una persona ha dei legami, personali e professionali in due Stati membri, la sua residenza normale, stabilita nell'ambito una valutazione globale di tutti i fatti pertinenti, è quella in cui si trova il centro permanente degli interessi di tale persona; se la valutazione globale non permette tale individuazione, va data preminenza ai legami personali (14).
l'omologazione delle caratteristiche tecniche dell'autoveicolo, che in molti casi sarà l'omologazione CE per tipo. Alcuni tipi di autoveicoli sono però ancora soggetti a procedure d'omologazione nazionali.
il controllo tecnico dei veicoli usati che, al fine di salvaguardare la salute e la vita delle persone, verifica se lo stato di manutenzione di un determinato autoveicolo al momento dell'immatricolazione è effettivamente buono;
l'immatricolazione dell'autoveicolo, cioè l'autorizzazione amministrativa a circolare su strada, comportante la sua identificazione e il rilascio di un numero di immatricolazione.
In genere, tutte le autovetture prodotte in serie omologate dal 1996, i motocicli omologati dal maggio 2003 e i trattori omologati dal 2005, sono soggetti all'omologazione CE per tipo. Con tale procedura uno Stato membro certifica che un certo tipo di veicolo risponde a tutti i pertinenti requisiti di sicurezza e di protezione dell'ambiente, decisi a livello europeo. L'omologazione CE per tipo è valida in tutti gli Stati membri.
Quando il costruttore dell'autoveicolo presenta, ai sensi della direttiva 70/156/CEE, la domanda di omologazione CE alla competente autorità di uno Stato membro, che la rilascerà se il veicolo soddisfa tutti i requisiti delle pertinenti direttive (15), l'autorità di omologazione di tale Stato membro invia alle autorità omonime degli altri Stati membri copia del certificato di omologazione del veicolo per ogni tipo di veicolo da essa omologato o la cui omologazione essa abbia rifiutato o ritirato.
Il costruttore, in quanto titolare dell'omologazione CE, rilascia un certificato di conformità CE indicante che il veicolo è stato fabbricato conformemente al tipo di veicolo omologato. Il certificato di conformità CE accompagnerà ogni nuovo veicolo munito dell'omologazione CE per tipo. Inoltre, secondo le norme europee di concorrenza, i costruttori devono rilasciare i certificati di conformità CE in modo tempestivo, non discriminatorio e indipendente dalla destinazione e/o dall'origine del veicolo (a prescindere cioè dal fatto che il veicolo sia venduto a un consumatore in un altro Stato membro o acquistato dal commerciante presso un distributore di un altro Stato membro).
Gli Stati membri possono immatricolare e permettere la vendita o la messa in circolazione di veicoli nuovi muniti di omologazione CE per motivi attinenti alla loro fabbricazione e funzionamento, solo se accompagnati da un certificato di conformità CE valido.
La legislazione europea non richiede che il certificato di conformità rimanga con il veicolo dopo l'immatricolazione. Una volta immatricolato il veicolo, nella maggior parte degli Stati membri, il certificato di conformità CE viene trattenuto dalle autorità.
Le caratteristiche tecniche dei veicoli nuovi muniti di omologazione CE per tipo, accompagnati da un certificato di conformità valido, non devono subire una nuova omologazione o soddisfare requisiti tecnici supplementari attinenti alla loro costruzione e funzionamento purché, ovviamente, non siano stati modificati dopo avere lasciato la fabbrica del costruttore. Sono perciò vietate normative nazionali, secondo cui autoveicoli, muniti di un certificato di omologazione CE valido, non possono essere immatricolati se privi di un certificato nazionale attestante la loro conformità a requisiti nazionali, come ad esempio le emissioni dei gas di scarico (16).
veicoli commerciali (autobus, pullman, furgoni e autocarri) e loro rimorchi;
veicoli fabbricati in piccola serie;
veicoli omologati su base individuale.
Prima di essere immatricolato, un autoveicolo nuovo privo di omologazione CE può essere soggetto all'omologazione nazionale dello Stato membro ricevente. L'omologazione nazionale darà luogo a un certificato di conformità nazionale che servirà, tra l'altro, all'immatricolazione dell'autoveicolo.
L'omologazione nazionale può essere per tipo o singola:
l'omologazione nazionale per tipo, e per tipo in piccola serie, sono destinate a garantire la conformità del tipo di veicolo ai relativi requisiti tecnici nazionali. Essa dà luogo a un certificato nazionale di conformità del tipo, rilasciato dal costruttore, attestante che il veicolo è stato fabbricato conformemente al tipo di veicolo omologato.
l'omologazione nazionale singola certifica la conformità di un particolare veicolo (unico o no) ai pertinenti requisiti nazionali. Questa procedura si applica soprattutto a veicoli importati singolarmente da paesi terzi, che non soddisfanno i requisiti d'omologazione europei, e a veicoli unici.
Le procedure di omologazione nazionale, per tipo e singola, per autoveicoli da usare o da immatricolare per la prima volta nell'UE, non rientrano normalmente nel campo d'applicazione della legislazione CE.
Le procedure d'omologazione nazionale per autoveicoli già muniti di omologazione nazionale di un altro Stato membro e per gli autoveicoli già immatricolati in un altro Stato membro, devono però rispettare gli articoli 28 e 30 del trattato CE. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, l'esistenza di siffatte procedure nazionali non è, in quanto tale, necessariamente contraria ai suddetti articoli.
Ma, queste omologazioni devono soddisfare almeno le seguenti condizioni procedurali per soddisfare gli articoli 28 e 30 del trattato CE (17):
Le procedure d'omologazione nazionale devono, in ogni caso, fondarsi su criteri oggettivi, non discriminatori e noti in anticipo, in modo da circoscrivere la discrezionalità delle autorità nazionali e da evitare che sia usata in modo arbitrario.
Tali procedure non devono ripetere controlli già effettuati nel contesto di altre procedure, nello stesso Stato membro o in un altro. Le autorità nazionali non possono perciò chiedere prove tecniche quando siano state già effettuate in un altro Stato membro e i loro risultati siano noti alle autorità o possano essere messi a loro disposizione, appena ne facciano richiesta. Ciò richiede un approccio attivo da parte dell'ente nazionale cui viene inoltrata la domanda d'omologazione di un autoveicolo o di riconoscimento, in tale contesto, dell'equipollenza di un certificato d'omologazione rilasciato dall'ente omologante di un altro Stato membro. Anche quest'ultimo ente deve eventualmente adottare un approccio attivo e, in proposito, spetta agli Stati membri far sì che gli enti omologanti competenti collaborino tra loro e snelliscano le procedure necessarie ad accedere al mercato nazionale dello Stato membro importatore (18).
La procedura deve poter essere effettuata in modo spedito, deve potersi concludere in tempi ragionevoli e un suo eventuale esito negativo deve poter essere impugnato in tribunale. Essa deve essere esplicitamente prevista in un atto normativo generale, vincolante per le autorità nazionali. Una procedura di omologazione nazionale è inoltre contraria ai principi della libera circolazione dei beni se la sua durata ed eventuali costi sproporzionati trattengono il proprietario dell'autoveicolo dal chiedere l'omologazione di quest'ultimo.
I requisiti tecnici dello Stato membro ricevente non devono prescrivere modifiche superflue dell'autoveicolo. Il fatto di essere già stato immatricolato in un altro Stato membro significa che, per le autorità competenti di quest'ultimo, l'autoveicolo risponde ai requisiti vigenti in tale Stato. Le autorità nazionali competenti possono rifiutare l'omologazione di un autoveicolo già omologato in un altro Stato membro, immatricolato o no che fosse, solo se l'autoveicolo rappresenta un pericolo effettivo per la sanità pubblica. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, gli Stati membri devono attenersi, nell'esercizio dei loro poteri discrezionali a tutela della sanità pubblica, al principio di proporzionalità. A tal fine, essi si limiteranno a quanto effettivamente necessario per salvaguardare la sanità pubblica o per soddisfare esigenze inderogabili, per esempio, di sicurezza stradale, purché proporzionato all'obiettivo così perseguito, che non avrebbe potuto essere ottenuto da misure meno restrittive di commercio intracomunitario (19). Poiché l'articolo 30 del trattato CE prevede un'eccezione alla regola della libera circolazione dei beni all'interno della Comunità, che va rigorosamente interpretata (20), spetta in ogni caso alle autorità nazionali, che la invocano, dimostrare la necessità di applicare norme proprie per tutelare efficacemente gli interessi di cui all'articolo 30 del trattato CE e, in particolare, il rischio reale, per la salute umana o la sicurezza stradale, che l'omologazione dell'autoveicolo in questione comporta.
innanzitutto, valutare, alla luce delle norme tecniche in vigore nello Stato membro ricevente, le caratteristiche tecniche dell'autoveicolo già omologato e immatricolato in un altro Stato membro. Ciò deve avvenire non in base alle norme in vigore al momento di tale valutazione, ma in base a quelle in vigore (nello Stato membro ricevente) al momento dell'omologazione nello Stato membro d'origine.
devono tener conto delle prove e dei certificati rilasciati dalle autorità competenti degli altri Stati membri e dal costruttore (21). Si possono imporre prove supplementari solo se necessarie per fornire alle autorità competenti informazioni altrimenti irreperibili sui certificati.
stabiliscono così sotto quale profilo il veicolo a motore non risponda alle norme tecniche applicabili nello Stato membro ricevente al momento della prima omologazione del veicolo nell'UE.
applicano poi solo norme tecniche nazionali proporzionate, alla luce di uno dei motivi inderogabili riconosciuti dalla Corte come requisiti obbligatori o citate nell'articolo 30 del trattato CE. Si noti che l'applicazione al veicolo a motore specifico di norme tecniche nazionali sproporzionate viola il diritto comunitario che, in ogni caso, prevale sulla legislazione nazionale.
Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia (22), gli Stati membri possono perciò imporre ad autoveicoli già immatricolati nello stesso o in un altro Stato membro il controllo tecnico prima dell'immatricolazione, purché tale ispezione sia sempre necessaria per trasferire la proprietà di autoveicoli simili o per sostituire il titolare della carta di circolazione, indipendentemente dal fatto che l'autoveicolo sia stato immatricolato nello stesso o in un altro Stato membro. Il controllo tecnico prima dell'immatricolazione deve soddisfare almeno le stesse condizioni procedurali dell'omologazione delle caratteristiche tecniche dell'autoveicolo, e cioè:
deve fondarsi su criteri oggettivi, non discriminatori e noti in anticipo, in modo da circoscrivere la discrezionalità delle autorità nazionali e da evitare un suo uso arbitrario.
Il controllo tecnico non deve ripetere controlli già effettuati nel contesto di altre procedure, nello stesso Stato membro o in un altro. Quando un veicolo ha subito il controllo tecnico in uno Stato membro, il principio d'equivalenza e di riconoscimento reciproco di cui all'articolo 3, paragrafo 2 della direttiva 96/96/CE del Consiglio (23)impone a tutti gli altri Stati membri di riconoscere il certificato rilasciato in tale occasione; essi possono però esigere le prove supplementari di solito effettuate per le immatricolazioni sul loro territorio, se non risultano dal suddetto certificato (24).
La Commissione ritiene che la procedura del controllo tecnico deve poter essere effettuata in modo spedito e concludersi in tempi ragionevoli. Un controllo tecnico sui veicoli importati effettuato solo presso siti specifici, all'uopo separatamente designati, può costituire un ostacolo al commercio tra Stati membri.
Per gli autoveicoli nuovi muniti di omologazione CE, acquistati in un altro Stato membro, lo Stato membro d'immatricolazione deve esigere, oltre ai dati personali specifici della persona o dell'ente che chiede l'immatricolazione nell'ambito del codice comunitario armonizzato C (25), il certificato di conformità CE (26).
La Commissione ritiene che al momento dell'immatricolazione gli Stati membri possano controllare se l'IVA sia stata correttamente pagata.
Quando un commerciante professionista in un altro Stato membro vende un autoveicolo, deve rilasciare una fattura. Ai fini dell'IVA, esistono due possibilità:
L'autoveicolo è «nuovo »se ceduto entro i 6 mesi successivi alla data della prima ammissione alla circolazione oppure se ha percorso non più di 6 000 km. L'IVA sarà dovuta nello Stato membro verso il quale il veicolo viene trasferito, ai sensi dell'articolo 2 della direttiva 2006/112/CE, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (27) («Direttiva IVA»). La cessione di mezzi di trasporto nuovi è esente nello Stato membro d'origine in cui ha sede il commerciante (articolo 138, paragrafo 2, lettera a) della direttiva IVA). Secondo questa disposizione, per ottenere l'esenzione, si accerterà che il venditore o il cliente, o terzi in loro vece, spediscano o trasportino al cliente il nuovo mezzo di trasporto, a una destinazione fuori dello Stato membro d'origine ma all'interno della Comunità.
L'autoveicolo non è «nuovo»: se un privato acquista l'autoveicolo in un altro Stato membro e lo trasporta (o lo fa trasportare), l'acquisto avviene all'aliquota IVA dell'imposta al punto di vendita, cioè paga l'imposta all'origine. L'IVA sarà versata nello Stato membro in cui ha sede il commerciante. Se questi ha acquistato il veicolo da un acquirente che, in particolare, non ha dedotto l'IVA inclusa nel prezzo d'acquisto del veicolo, si applicherà il regime particolare per i beni di seconda mano («regime del margine »— articolo 312 e succ. della direttiva IVA).
«veicolo nuovo »(per la definizione di veicolo nuovo, v. punto (a) precedente). In tal caso l'IVA sarà versata nello Stato membro verso cui viene trasferito il veicolo (articolo 2 della direttiva IVA). Per evitare le doppia tassazione, la persona fisica che ha venduto il «veicolo nuovo »può dedurre o essere rimborsato dell'IVA inclusa nel prezzo d'acquisto nello Stato membro d'origine, per un importo non superiore all'IVA che dovrebbe versare se la cessione fosse stata tassata nello Stato membro d'origine (articolo 172 della direttiva IVA).
Veicolo «non nuovo». La transazione non rientra nel campo d'applicazione dell'IVA. L'IVA non va versata.
l'originale o una copia della carta di circolazione non armonizzata rilasciata in un altro Stato membro: molti veicoli immatricolati prima del 2004 sono ancora muniti della carta di circolazione non armonizzata. Per il diritto comunitario non esiste l'obbligo di sottoporre alle autorità nazionali d'immatricolazione dello Stato membro di destinazione l'originale o la copia di tale certificato, rilasciato in un altro Stato membro. La Commissione ritiene invece che la legge nazionale, per evitare controlli amministrativi doppi o ridurre il traffico di veicoli rubati, può obbligare l'acquirente a presentare copia della carta di circolazione rilasciata nello Stato membro d'origine prima di immatricolare l'autoveicolo.
La carta di circolazione armonizzata: La carta di circolazione armonizzata rilasciata da uno Stato membro, deve essere riconosciuta dagli altri Stati membri ai fini della reimmatricolazione del veicolo in un altro Stato membro (28). L'acquirente di un autoveicolo munito della carta di circolazione armonizzata, avrà ricevuto la parte I della precedente carta di circolazione e la parte II, se è stata rilasciata. La parte I della precedente carta di circolazione e la Parte II (se rilasciata) vanno trasmesse alle autorità d'immatricolazione dello Stato membro di destinazione affinché queste possano ritirare la/le parte/i della precedente carta di circolazione. Entro 2 mesi, esse informeranno del ritiro della carta le autorità dello Stato membro che l'ha rilasciata. Esse restituiranno inoltre a tali autorità la carta che hanno ritirato se queste lo chiedono entro 6 mesi dal ritiro. Se la carta di circolazione si compone delle parti I e II (29) ma manca la parte II, le autorità competenti dello Stato membro in cui è stata chiesta la nuova immatricolazione possono, in casi eccezionali, reimmatricolare il veicolo ma solo dopo aver ottenuto la conferma, scritta o elettronica, dalle autorità competenti dello Stato membro in cui il veicolo era stato immatricolato in precedenza, che il richiedente ha diritto a reimmatricolare il veicolo in un altro Stato membro (30).
il certificato di conformità CE o nazionale:
Le autorità nazionali non possono chiedere il certificato di conformità CE per i veicoli già immatricolati in un altro Stato membro, se la carta di circolazione precedente del veicolo è del tutto conforme al modello di cui alla direttiva 1999/37/CE. Secondo l'articolo 4 della direttiva, la carta di circolazione rilasciata da uno Stato membro deve essere riconosciuta dagli altri Stati membri ai fini della reimmatricolazione dell'autoveicolo in uno di tali Stati.
Le autorità nazionali possono però chiedere il certificato di conformità CE per i veicoli già immatricolati in un altro Stato membro, se la carta di circolazione non armonizzata dell'altro Stato membro non permette loro di identificare l'autoveicolo con sufficiente precisione.
Se l'autoveicolo non è munito di nessun certificato di conformità CE, le autorità nazionali possono chiedere un certificato di conformità nazionale;
l'attestato dell'avvenuto pagamento dell'IVA, se il veicolo è nuovo ai fini dell'IVA (v. sezione 3.5.1.);
un certificato di assicurazione;
un certificato dell'avvenuto controllo tecnico, se il controllo tecnico è obbligatorio per tutte le nuove immatricolazioni degli autoveicoli già immatricolati nello stesso o, rispettivamente, in un altro Stato membro.
Un autoveicolo può ovviamente essere messo su un rimorchio o su un autocarro e trasportato in un altro Stato membro. In altri casi sarà il proprietario, o chi per lui, a guidarlo verso lo Stato membro di destinazione.
Come regola generale, per la maggior parte degli Stati membri, un autoveicolo non può circolare senza una targa con un numero di matricola. Normalmente, l'autoveicolo in circolazione ha le targhe dello Stato membro d'origine o quelle dello Stato membro di destinazione.
È inoltre obbligatorio coprire la responsabilità civile con un'assicurazione (31) ed è perciò consigliabile che gli automobilisti, quando usano il veicolo, abbiano con loro la «carta verde», cioè il certificato internazionale di assicurazione (32). In seguito alla firma dell'Accordo Multilaterale (33) da parte di tutti gli Stati membri (nonché di Andorra, Croazia, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera), la targa di immatricolazione del veicolo equivale comunque a un certificato d'assicurazione. Ciò permette gli autoveicoli muniti di una targa di immatricolazione di uno di questi paesi di circolare liberamente nell'area da essi coperta, senza la necessità di controllare alle frontiere la presenza dell'assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore.
L'articolo 35, paragrafo 1, lettera a) della Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale (34) precisa che le Parti contraenti non possono proibire il movimento di autoveicoli immatricolati da un'altra parte contraente, se il conducente è munito di una carta di circolazione. Le Parti contraenti devono anche riconoscere le carte di circolazione rilasciate da altre Parti contraenti conformemente alla convenzione. Non esistono comunque disposizioni della Convenzione che impongano, o permettano, alle Parti contraenti di proibire la libera circolazione dei veicoli non conformi alla convenzione.
Data la libertà di transito dei beni all'interno della Comunità (35), il movimento intracomunitario di autoveicoli muniti di un numero di targa professionale rilasciato in un altro Stato membro è disciplinato dal trattato CE (36), in particolare dall'articolo 28. Le possibili restrizioni devono essere giustificate ai sensi dell'articolo 30 CE o con uno dei requisiti obbligatori accettati dalla Corte di Giustizia.
Ai veicoli muniti di targhe professionali si applica di solito anche il principio che ogni Stato membro deve far sì che la responsabilità civile per i veicoli normalmente stazionati nel suo territorio sia coperta da assicurazione. I danni coperti e le modalità dell'assicurazione sono stabiliti dalle misure a tal fine adottate. Gli Stati membri possono però escludere da tale obbligo i veicoli muniti di targhe professionali (derogare cioè dalla suddetta disposizione), se le targhe rientrano in un elenco stilato dallo Stato membro interessato e inviato agli altri Stati membri e alla Commissione. In tal caso, gli altri Stati membri hanno il diritto di chiedere che la persona responsabile del veicolo in questione sia munita di una carta verde valida o stipuli un contratto assicurativo alla frontiera tale da soddisfare i requisiti dello Stato membro interessato (37). Tuttavia, una nuova modifica apportata alla direttiva 72/166/CEE dalla 5a direttiva «assicurazione autoveicoli »2005/14/CE (38) afferma che i veicoli esenti dall'obbligo assicurativo per la targa speciale di cui sono muniti vanno trattati come veicoli non assicurati. Le vittime di infortuni causati da tali veicoli possono chiedere di essere risarcite all'organismo di indennizzo del paese in cui è avvenuto l'infortunio. Tale organismo dovrà poi rivalersi sul fondo di garanzia del paese in cui il veicolo è di solito stazionato.
Gli Stati membri possono rilasciare una carta di circolazione temporanea che non differisca o si discosti poco dal modello di cui alla direttiva 1999/37/CE. In tal caso, se il conducente è munito della parte I della carta di circolazione di cui all'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva (39), gli altri Stati membri devono riconoscere la carta di circolazione temporanea rilasciata da uno Stato membro per l'identificazione del veicolo nel traffico internazionale.
Altrimenti, la carta di circolazione temporanea può essere sostanzialmente diversa dal modello di cui alla direttiva 1999/37/CE. Gli altri Stati membri sono tenuti in generale a riconoscere tale carta ai sensi degli articoli 28 e 30 del trattato CE.
Si raccomanda inoltre agli automobilisti di portare con sé la «carta verde »che conferma la copertura assicurativa almeno al livello minimo obbligatorio imposto dalle leggi del paese visitato. Durante il viaggio, e fino alla sua immatricolazione definitiva nello Stato membro di destinazione, il veicolo deve essere coperto da una polizza d'assicurazione rilasciata da un assicuratore autorizzato a operare nello Stato d'origine del veicolo. Tuttavia, una nuova norma (40), che gli Stati membri dovranno recepire entro l'11 giugno 2007, precisa che, se un veicolo è spedito da uno Stato membro a un altro, lo Stato membro in cui si colloca il rischio viene considerato, per 30 giorni dall'accettazione della consegna da parte dell'acquirente, Stato membro di destinazione anche se il veicolo in questione non è stato in esso formalmente immatricolato. Ciò consente all'acquirente del veicolo di ottenere la copertura assicurativa nel suo Stato membro di residenza anche se il veicolo è ancora munito di targa straniera (targa temporanea del paese d'origine). In pratica, ciò significa che l'assicurazione va stipulata nel paese di destinazione. Tale assicurazione può essere offerta da imprese d'assicurazione, stabilite nello Stato membro di destinazione o in altri Stati membri, che forniscano servizi nello Stato membro di destinazione grazie alla libera prestazione di servizi o alla libertà di stabilimento.
Qualsiasi decisione delle autorità nazionali che rifiuti l'omologazione per tipo dell'autoveicolo o la sua immatricolazione va comunicata all'interessato che sarà contestualmente informato delle vie di ricorso, e delle scadenze da esse comportate, in base della legislazione dello Stato membro interessato (41).
Oltre alle possibilità formali di ricorso a livello nazionale, la persona che chiede l'immatricolazione, i cittadini e le imprese possono cercare una soluzione ai problemi di omologazione o di immatricolazione degli autoveicoli tramite il sistema SOLVIT (42). L'uso del sistema SOLVIT è gratuito.
È anche possibile denunciare uno Stato membro rivolgendosi direttamente alla Commissione europea. La Commissione, se ritiene che uno Stato membro non abbia ottemperato agli obblighi che gli derivano dal trattato CE, può avviare una procedura d'infrazione contro di esso ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE.
(1) Direttiva 70/156/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (GU L 42 del 23.2.1970, pag. 1). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 161 del 14.6.2006, pag. 12).
(2) Proposta della Commissione per una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli, COM(2003) 418, modificata da COM(2004) 738.
(3) Regolamento (CE) n. 1400/2002 della Commissione, del 31 luglio 2002, relativo all'applicazione dell'articolo 81, paragrafo 3, del trattato a categorie di accordi verticali e pratiche concordate nel settore automobilistico (GU L 203 dell'1.8.2002, pag. 30) Regolamento modificato da ultimo dall'atto di adesione del 2003.
(4) Direttiva 1999/37/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli (GU L 138 dell'1.6.1999, pag. 57). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/103/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 344).
(6) I principi della legislazione comunitaria attualmente applicabili alle imposte di immatricolazione e di circolazione dei veicoli sono illustrati in un opuscolo informativo della Commissione sui diritti e gli obblighi del cittadino europeo e riguardante la tassazione dei trasferimenti intracomunitari delle autovetture e del loro utilizzo transfrontaliero, pubblicato al seguente indirizzo:
(7) La Commissione ha adottato una proposta in materia di tasse relative alle autovetture [COM(2005) 261 del 5.7.2005]. Tale proposta prevede la graduale abolizione delle imposte di immatricolazione nel corso di un periodo di transizione di 5/10 anni e l'introduzione di un sistema di rimborso per le imposte automobilistiche residue se un autoveicolo immatricolato in uno Stato membro viene trasferito in modo definitivo in un altro, per esservi immatricolato.
(8) GU C 143 del 15.5.1995, pag. 4.
(9) Cfr. articolo 1 della direttiva 70/156/CEE.
(10) Qualsiasi motociclo, cioè, che rientri nel campo d'applicazione (articolo 1) della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE del Consiglio (GU L 124 del 9.5.2002, pag. 1). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/30/CE della Commissione (GU L 106 del 27.4.2005, pag. 17).
(11) Sentenza della Corte di giustizia del 21 marzo 2002, Cura Anlagen GmbH contro Auto Service Leasing GmbH (ASL), causa C -451/99, Racc. 2002, pag. I-03193 (http://curia.europa.eu/en/content/juris/index.htm).
(12) Direttiva 83/182/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, relativa alle franchigie fiscali applicabili all'interno della Comunità in materia d'importazione temporanea di taluni mezzi di trasporto (GU L 105 del 23.4.1983, pag. 59). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/98/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 129).
(13) Direttiva 83/183/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, relativa alle franchigie fiscali applicabili alle importazioni definitive di beni personali di privati provenienti da uno Stato membro (GU L 105 del 23.4.1983, pag. 64). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 92/12/CEE (GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1).
(14) Sentenza della Corte di giustizia del 12 luglio 2001, Paraskevas Louloudakis contro Elliniko Dimosio, causa C-262/99, Racc. 2001, pag. I-05547.
(15) Le direttive applicabili sono elencate nell'allegato IV, parte I della direttiva 70/156/CEE.
(16) Sentenza della Corte di giustizia del 29 maggio 1997, atti amministrativi di VAG Sverige AB, causa C-329/95, Racc. 1997, pag. I-02675.
(17) Sentenza della Corte di giustizia del 22 gennaio 2002, Canal Satélite Digital SL contro Adminstración General del Estado e Distribuidora de Televisión Digital SA (DTS), causa C-390/99, Racc. 2002, pag. I-00607.
(18) Sentenza della Corte di giustizia del 10 novembre 2005, Commissione delle Comunità Europee contro Repubblica portoghese, causa C-432/03, Racc. 2005, pag. I-09665.
(19) Sentenza della Corte di giustizia del 5.febbraio.2004, Commissione delle Comunità Europee contro Repubblica francese, causa C-24/00, Racc. 2004, pag. I-01277.
(20) Sentenza della Corte di giustizia del 5 febbraio 2004, procedure penali contro John Greenham e Léonard Abel, causa C-95/01, Racc. 2004, pag. I-01333.
(21) Sentenza della Corte di giustizia del 16 ottobre 2003, Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana, causa C-455/01, Racc. 2003, pag. I-12023.
(22) Sentenza della Corte di giustizia del 12 giugno 1986, Bernhard Schloh contro Auto contrôle technique SPRL, causa C-50/85, Racc. 1968, pag. 01855, paragrafi 14-16. causa C-451/99, paragrafi 62, 63 e 64.
(23) GU L 46 del 17.2.1997, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
(24) Causa C-451/99.
(25) Cfr. allegati I e II della direttiva 1999/37/CE.
(26) Articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 70/156/CEE.
(27) GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2007/133/CE (GU L 57 del 24.2.2007, pag. 12).
(28) Articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 1999/37/CE.
(29) Secondo il considerando 7 della direttiva 1999/37/CE, gli Stati membri usano una carta di circolazione composta di un'unica parte o di due parti distinte e «attualmente è opportuno che entrambi i sistemi continuino a coesistere». Pertanto, cfr. articolo 3, paragrafo 1 della direttiva, la carta di circolazione comporta una sola parte, secondo l'allegato I, o due parti, secondo gli allegati I e II. Il riferimento alla parte II si applica solo agli Stati membri che adottano una carta di circolazione composta di due parti separate (parte I e parte II)
(30) Articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 1999/37/CE.
(31) Direttiva 72/166/CEE del Consiglio, del 24 aprile 1972, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e di controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità (GU L 103 del 2.5.1972, pag. 1). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 149 dell'11.6.2005, pag. 14).
(32) Ogni automobilista può ottenere una carta verde dalla compagnia che gli ha rilasciato l'assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore. Il sistema della carta verde è stato introdotto nel 1953 per impulso della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite ed è gestito dal Consiglio dei Bureaux. La carta verde certifica che l'automobilista ha almeno la copertura assicurativa obbligatoria minima per i terzi richiesta dalle leggi dei paesi visitati (per maggiori informazioni, cfr. http://www.cobx.org/public/NXhomeEng-Public.htm).
(33) Convenzione tra gli Uffici nazionali di assicurazione degli Stati membri dello Spazio economico europeo, firmata il 30 maggio 2002, di cui all'allegato alla decisione 2003/564/CE della Commissione, del 28 luglio 2003, relativa all'applicazione della direttiva 72/166/CEE del Consiglio per quanto riguarda i controlli sull'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli (GU L 192 del 31.7.2003, pag. 23).
(34) United Nations — Economic Commission for Europe, 8 novembre 1968, e successive modifiche.
(35) Sentenza della Corte di Giustizia del 23 ottobre 2003, Administration des douanes et droits indirects contro Rioglass SA e Transremar SL, causa C-115/02, Racc. 2003, pag. I-12705, paragrafo 18.
(36) Cfr. sentenza della Corte di Giustizia del 2 ottobre 2003, procedura penale contro Marco Grilli, causa C-12/02, Racc. 2003, pag. I-11585.
(37) Articolo 4, lettera b), della direttiva 72/166/CEE.
(38) Articolo 1, paragrafo 3), lettera b), da recepire da parte degli Stati membri entro e non oltre l'11 giugno 2007.
(39) La direttiva 1999/37/CE si applica anche alle carte di circolazione temporanee che devono essere riconosciute dagli Stati membri, fondate sull'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), e sull'articolo 4 della direttiva.
(40) Si tratta del nuovo articolo 4 bis, inserito nella terza direttiva 90/232/CEE del Consiglio (GU L 129 del 19.5.1990, pag. 33) relativa all'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, dalla direttiva 2005/14/CE.
(41) Articolo 12 della direttiva 70/156/CEE.
C 68/25
(2007/C 68/05)
10,4103
9,6281
34,6730
Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 — Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale: Portogallo, Cipro
(2007/C 68/06)
N 727/2006 — PORTOGALLO
Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale 1.1.2007-31.12.2013
(Approvata dalla Commissione il 7.2.2007)
Massimale per gli aiuti a finalità regionale agli investimenti (1)
(applicabile alle grandi imprese)
Regioni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE per l'intero periodo 2007- 2013
Regioni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE fino al 31.12.2010 (2)
Regioni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE per l'intero2007- 2013
Vila Franca de Xira (Alhandra, Alverca do Ribatejo, Castanheira do Ribatejo, Vila Franca de Xira)
P. de Setúbal
Regioni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE per il periodo 1.1.2007- 31.12.2008 a un massimale di aiuto del 10%
Vila Franca de Xira (Cachoeiras, Calhandriz, Póvoa de Santa Iria, São João dos Montes, Vialonga, Sobralinho, Forte da Casa)
N 814/2006 — CIPRO
(Approvata dalla Commissione il 24.1.2007)
Massimali per gli aiuti a finalità regionale agli investimenti (3)
(applicabili alle grandi imprese)
Comuni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE per l'intero periodo 2007-2013 con un'intensità di aiuto del 15%
1012 Δήμος Στροβόλου, 1023 Δήμος Λατσιών (Λακκιά), 1024 Γέρι, 1100 Σιά, 1101 Μαθιάτης, 1102 Αλάμπρα, 1103 Αγία Βαρβάρα, 1104 Κοτσιάτης, 1105 Νήσου, 1106 Πέρα Χωριό, 1107 Δήμος Ιδαλίου, 1108 Λύμπια, 1109 Λυθροδόντας & Μονή Προφήτη Ηλία, 1120 Ποταμιά, 1121 'Αγιος Σωζόμενος, 1200 Καμπί, 1201 Φαρμακάς, 1202 Απλίκι, 1203 Λαζανιάς (Περιλ. Μονή Μαχαιρά), 1204 Γούρρη, 1205 Φικάρδου (Περιλ. Οικ. Πύργου), 1206 'Αγιος Επιφάνιος (Ορεινής), 1207 Καλό Χωριό (Ορεινής), 1208 Μαλούντα, 1209 Κλήρου, 1210 Αρεδιού, 1211 'Αγιος Ιωάννης (Μαλούντας), 1212 Αγροκηπιά, 1213 Μιτσερό (Περ. Μονή Αγ. Παντελ.), 1220 Καπέδες, 1221 Καταλιόντας, 1222 Αναλιόντας (Περ. Μονή Αρχ.Μιχ.), 1223 Καμπιά, 1224 Μαργί, 1225 Τσέρι, 1226 Πολιτικό -Μονή Αγ.Ηρακλ.&Φιλάνι, 1227 Πέρα, 1228 Επισκοπειό, 1229 Ψιμολόφου, 1230 Εργάτες, 1240 'Αγιοι Τριμιθιάς, 1241 Παλαιομέτοχο, 1243 Κοκκινοτριμιθιά, 1244 Μάμμαρη, 1300 Παλαιχώρι Μόρφου, 1301 Ασκάς, 1302 'Αλωνα, 1303 Φτερικούδι, 1304 Πολύστυπος, 1305 Λαγουδερά, 1306 Σαράντι, 1307 Λιβάδια, 1308 Αληθινού, 1309 Πλατανιστάσα, 1310 Παλαιχώρι Ορεινής, 1320 Ξυλιάτος, 1321 'Αγιος Γεώργιος Καυκάλλου, 1322 Νικητάρι (Περιλ. Ασίνου), 1323 Βυζακιά, 1324 Αγία Μαρίνα (Ξυλιάτου), 1325 Άγιοι Ηλιόφωτοι, 1326 Κάτω Μονή, 1327 Ορούντα, 1328 Πάνω Κουτραφάς, 1329 Κάτω Κουτραφάς (Περιλ. Μάνδρες), 1330 Ποτάμι, 1361 Περιστερώνα, 1362 Αστρομερίτης, 1368 Μένικο, 1400 Σπήλια, 1402 Αγία Ειρήνη, 1403 Καννάβια (Περιλ. Καπουρά), 1404 Κακοπετριά -Πλατάνια,Αγ.Νικ.Στ., 1405 'Αγιος Θεόδωρος (Σολέας), 1406 Γαλάτα, 1407 Σινάορος, 1408 Καλιάνα, 1409 Τεμβριά, 1410 Κοράκου (Περιλ. Αργολάδου), 1411 Ευρύχου, 1412 Φλάσου, 1414 Άγιος Επιφάνιος (Σολέας), 1415 Ληνού, 1416 Κατύδατα, 1417 Σκουριώτισσα (Φουκάσα), 1420 Πεδουλάς, 1421 Μυλικούρι, 1422 Μουτουλλάς, 1423 Οίκος, 1424 Καλοπαναγιώτης-Ορκόντας,Ι.Λαμπ., 1425 Γερακιές, 1426 Τσακίστρα (Περιλ. Μονή Κύκκου), 1427 Κάμπος, 1430 Άγιος Νικόλαος (Λέυκας), 1456 Πάνω Πύργος, 1457 Κάτω Πύργος, 1458 Σελλάδι του Άππη, 1459 Αλεύγα, 1460 Πηγένια (Περιλ. Χαλέρι), 1461 Παχύαμμος, 1465 Φροδίσια (Βροδίσια), 1462 'Αγιος Θεόδωρος (Τιλλιρίας), 3100 Δήμος Αγίας Νάπας -& Αγία Θέκλα, 3101 Δήμος Παραλιμνίου, 3102 Δήμος Δερύνειας-Στροβίλ.&Α.Νικ., 3103 Σωτήρα, 3104 Λιοπέτρι, 3105 Φρέναρος, 3110 Αυγόρου (& Μονή 'Αγιος Κενδέας), 4010 Δήμος Αραδίππου, 4011 Λιβάδια, 4012 Δρομολαξιά, 4013 Μενεού, 4100 Κελλιά, 4102 Bορόκληνη(Ορόκληνη), 4103 Αβδελλερό, 4110 Κίτι, 4111 Περιβόλια, 4112 Τερσεφάνου, 4113 Σοφτάδες, 4120 Μαζωτός, 4121 Αλαμινός, 4122 Αναφωτίδα, 4123 Απλάνταn, 4124 Κιβισίλι, 4125 Αλεθρικό, 4126 Κλαυδιά, 4127 Αγγλισίδες, 4128 Μενόγεια, 4202 Δήμος Αθιένου, 4210 Καλό Χωριό, 4211 Αγία 'Αννα, 4212 Μοσφιλωτή, 4213 Ψευδάς, 4214 Πυργά-Μονή Σταυροβ.&Αγ.Βαρβάρας, 4215 Κόρνος(Περιλ.Μονή Αγίας Θέκλας), 4216 Δελίκηπος, 4217 Κόχη, 4300 Ζύγι, 4301 Μαρί (Περιλ. Βασιλικό), 4302 Καλαβασός, 4303 Τόχνη, 4304 Χοιροκoιτία, 4305 Ψεματισμένος, 4306 Μαρώνι, 4307 'Αγιος Θεόδωρος, 4308 Σκαρίνου, 4309 Κοφίνου, 4310 Κάτω Λεύκαρα, 4311 Δήμος Πάνω Λευκάρων, 4312 Κάτω Δρυς, 4313 Βάβλα (Περιλ. Νονή Αγίου Μηνά), 4314 Λάγεια, 4315 Ορά (Περιλ. Δράπια και Παρσάτα), 4316 Μελίνη, 4317 Οδού, 4318 'Αγιοι Βαβατσινιάς, 4319 Βαβατσινιά, 5011 Δήμος Μέσα Γειτονιάς, 5012 Δήμος Αγίου Αθανασίου, 5020 Πάνω Πολεμίδια, 5021 'Υψωνας, 5022 Δήμος Κάτω Πολεμιδιών, 5100 Παλόδεια, 5101 Παραμύθα-& Μονή Παναγίας Ευαγγ., 5102 Σπιτάλι, 5103 Φασούλα, 5104 Μαθικολώνη, 5105 Γεράσα, 5106 Αψιού, 5107 Απεσιά, 5108 Κορφή, 5109 Λιμνάτης, 5110 Καπηλειό, 5120 Μουτταγιάκα, 5121 Αρμενοχώρι, 5122 Φοινικάρια, 5123 Ακρούντα, 5124 'Αγιος Τύχων, 5125 Παρεκκλησιά, 5126 Πεντάκωμο, 5127 Μοναγρούλλι, 5128 Μονή, 5129 Πύργος, 5130 Ασγάτα (Περ.Μεταλλεία Πλατείες), 5131 Βάσα (Κελλακίου), 5132 Σανίδα, 5133 Πραστιό (Κελλακίου), 5134 Κλωνάρι, 5135 Βίκλα, 5136 Κελλάκι -& Μονή Ζωοδόχου Πηγής, 5137 Ακαπνού, 5138 Επταγώνεια, 5140 Διερώνα, 5141 Αρακαπάς, 5142 'Αγιος Παύλος, 5143 'Αγιος Κωνσταντίνος, 5144 Συκόπετρα, 5145 Λουβαράς, 5146 Καλό Χωριό (Περιλ. 'Αθρακος), 5147 Ζωοπηγή, 5223 Πλατανίστεια, 5224 'Αγιος Θωμάς, 5225 Αλέκτορα, 5226 Ανώγυρα, 5227 Πισσούρι, 5302 'Αλασσα, 5305 'Αγιος Αμβρόσιος, 5306 'Αγιος Θεράπων, 5307 Λόφου, 5308 Πάχνα, 5310 'Αγιος Γεώργιος, 5311 Δωρός, 5312 Λάνεια, 5313 Σιλίκου, 5314 Μονάγρι-& Μονή Παναγίας Αμασγού, 5315 Τριμήκληνη, 5316 'Αγιος Μάμας, 5317 Κουκά, 5318 Μονιάτης-Μέσα Ποτ.,Σαϊττάς,Φυλ., 5320 Δωρά, 5321 Γεροβάσα, 5322 'Αρσος, 5323 Κισσούσα, 5324 Μαλιά, 5325 Βάσα (Κοιλανίου), 5326 Βουνί, 5327 Πέρα Πεδί, 5328 Μανδριά, 5329 Ποταμιού, 5330 'Ομοδος, 5331 Κοιλάνι, 5340 'Αγιος Δημήτριος, 5341 Παλαιόμυλος, 5342 Πρόδρομος (Περιλ. Τρικουκκιά), 5343 Καμινάρια, 5344 Τρεις Ελιές, 5345 Λεμίθου, 5350 Κάτω Πλάτρες (Toρναρίδες), 5351 Πάνω Πλάτρες (Περιλ. Τροόδος), 5352 Φοινί (Περ. Μονή Τροοδίτισσας), 5353 Πάνω Αμίαντος, 5354 Κάτω Αμίαντος, 5360 'Αγιος Θεόδωρος, 5361 'Αγιος Ιωάννης, 5362 Κάτω Μύλος, 5363 Ποταμίτισσα, 5364 Δύμες, 5365 Πελένδρι (Περιλ. Κάρδαμα), 5366 Αγρός, 5367 Αγρίδια, 5368 Χανδριά, 5369 Κυπερούντα, 6010 Δήμος Γεροσκήπου, 6011 Κονιά, 6012 Αγία Μαρινούδα, 6013 Κολώνη (Περιλ. Μονή Ανατολικό), 6014 Αχέλεια, 6022 'Εμπα, 6023 Τρεμιθούσα, 6024 Μέσα Χωριό, 6025 Μεσόγη, 6026 Τάλα (Περ. Μονή Αγίου Νεοφύτου), 6100 Κούκλια, 6101 Μανδριά, 6102 Νικόκλεια, 6103 Σουσκιού, 6104 Τίμη, 6106 'Αγία Βαρβάρα, 6107 Αναρίτα, 6108 Φοίνικας, 6110 Μαραθούντα, 6111 'Αρμου, 6112 Επισκοπή, 6113 Νατά, 6114 Χολέτρια, 6115 Αξύλου, 6116 Ελεδιό, 6120 Τσάδα, 6121 Κοίλη, 6122 Στρουμπί, 6123, Πολέμι, 6124 Καλλέπεια (Περιλ. Μορόνερο), 6125 Λετύμβου, 6126 Πιταργού, 6127 Κούρδακα, 6128 Λεμώνα, 6129 Χούλου, 6130 Ακουρσός, 6132 Κάθικας, 6200 Πάνω Aρχιμανδρίτα-& Κάτω Αρχιμ., 6201 Φασούλα, 6202 Μούσερε, 6203 Μάρωνας, 6204 Μαμώνια, 6205 'Αγιος Γεώργιος, 6206 Σταυροκόννου, 6207 Πραστιό, 6208 Τραχυπέδουλα, 6210 Κελοκέδαρα, 6211 Σαλαμιού, 6212 Κιδάσι, 6213 Κέδαρες, 6214 Μέσανα, 6215 Πραιτώρι, 6216 Φιλούσα (Κελοκεδάρων), 6217 Αρμίνου, 6218 'Αγιος Νικόλαος (Περ. Πέραβασα), 6219 'Αγιος Ιωάννης (Περ. Μαλούντα), 6220 Αμαργέτη, 6221 Αγία Μαρίνα (Κελοκεδάρων), 6222 Πενταλιά, 6223 Φάλεια, 6224 Γαλαταριά, 6225 Κοιλίνεια, 6226 Βρέτσια, 6227 Στατός-'Αγιος Φώτιος-&Αμπελίτης, 6228 Λαπηθιού, 6229 Μαμουντάλη, 6230 Πάνω Παναγιά-&Μονή Χρυσορ.&Αγιά, 6231 Ασπρογιά, 6300 Ψάθι, 6301 'Αγιος Δημητριανός, 6302 Κανναβιού (Περιλ. Μελαμιού), 6303 Θρίνια (Δρίνια), 6304 Μηλιά, 6305 Κρίτου Μαρόττου, 6306 Φύτη, 6307 Λάσα, 6308 Δρύμου, 6310 Σίμου, 6311 Αναδιού, 6312 Σάραμα, 6313 Ευρέτου, 6314 Τριμιθούσα, 6315 Φιλούσα (Χρυσοχούς), 6316 Κιός, 6317 Ζαχαριά, 6318 Μελαδειά, Λυσός -Αγ. Μερκούρ & Σταυρός της Ψώκας, 6319 Μελάνδρα, 6320 Λυσός-&Αγ.Μερκούρ.&Σταυρός Ψώκ., 6321 Περιστερώνα, 6330 Θελέτρα, 6331 Γιόλου, 6332 Πάνω Ακουρδάλεια, 6333 Μηλιού -& Μονή Αγίων Αναργύρων, 6334 Κάτω Ακουρδάλεια, 6335 Τέρα, 6336 Κρίτου Τέρα, 6337 Σκούλλη, 6338 Χόλη, 6339 Λουκρουνού, 6340 Καραμουλλήδες, 6341 Χρυσοχού, 6343 Δήμος Πόλεως Χρυσοχούς, 6344 Νέο Χωριό (Περ.Λουτρά Αφροδίτης), 6345 Γουδί, 6350 Κάτω Αρόδες, 6351 Πάνω Αρόδες, 6352 'Ινεια, 6353 Δρούσεια (Περιλ. Πιττόκοπος), 6354 Φασλί, 6355 Ανδρολίκου, 6360 Πελαθούσα -& Μύρμιγκωφ & Λίμνη, 6361 Κυνούσα, 6362 Μακούντα, 6363 Αργάκα, 6364 Γιαλιά, 6365 Αγία Μαρίνα (Χρυσοχούς), 6366 Νέα Δήμματα, 6367 Πομός (Περιλ. Παλιάμπελα), 6368 Στενή, 6369 Άγιος Ισίδωρος, 6370 Λιβάδι.
Comuni ammissibili alla copertura transitoria a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato CE per il periodo 1.1.2007-31.12.2008 con un'intensità di aiuto del 10%
1000 Δήμος Λευκωσίας, 1010 Δήμος Αγίου Δομετίου, 1011 Δήμος 'Εγκωμης, 1013 Δήμος Αγλαντζιάς (Αγλαγγιά), 4101 Τρούλλοι, 4104 Πύλα, 5013 Δήμος Γερμασόγειας, 6020 Χλώρακας, 6021 Λέμπα, 6027 Κισσόνεργα, 6133 Δήμος Πέγειας & Αγ. Γεωργίου Πέγειας.
(1) Per i progetti di investimento con spese ammissibili non superiori a 50 milioni di EUR tale massimale è aumentato di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti percentuali per le piccole imprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36). Per i grandi progetti di investimento con spesa ammissibile superiore a 50 milioni di EUR, tale massimale è soggetto a correzione ai sensi del punto 67 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013.
(2) Una o più di queste regioni potrebbero rimanere ammissibili agli aiuti ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e il massimale per il periodo 1.1.2011-31.12.2013 verrà aumentato del 30% se una revisione, da effettuare nel 2010, dimostrerà che il PIL pro capite della regione interessata è sceso sotto il 75% della media UE-25.
(3) Per i progetti di investimento con spese ammissibili non superiori a 50 milioni di EUR tale massimale è aumentato di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti percentuali per le piccole imprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36). Per i grandi progetti di investimento con spesa ammissibile superiore a 50 milioni di EUR, tale massimale è soggetto a correzione ai sensi del punto 67 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013.

References: Articolo 23
 articolo 312
 articolo 1
 Sentenza 
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 Articolo 7
 Articolo 4
 articolo 3
 Articolo 5
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 Articolo 4
 Articolo 1
 articolo 4
 Articolo 12