Source: http://www.pariopportunitaduino.it/en/component/content/article/24-per-lavorare/per-le-imprese/153-la-flessibilita-di-accesso-al-lavoro-dopo-l-intervento-fornero.html
Timestamp: 2020-05-29 00:29:16+00:00

Document:
La presente legge dispone misure e interventi intesi a realizzare un mercato di lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantità e qualità, alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione.
Contratto a tempo determinato senza causale
Contratto a P.IVA
Associazione in parteciapzione
I contratti di lavoro a termine configurano un’eccezione alla regola generale della durata indeterminata del rapporto di lavoro.
Ieri: “Il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato”.
Oggi: “ Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che costituisce la forma comune di rapporto di lavoro.”
Direttiva 99/77/CE”… i contratti a tempo determinato rispondono, in alcune circostanze, sia alle esigenze dei datori di lavoro sia a quella dei lavoratori. Il presente accordo stabilisce i principi generali e i requisiti minimi… riconoscendo che la loro applicazione dettagliata deve tener conto delle realtà specifiche delle situazioni nazionali, settoriali e stagionali”.
La stipulazione di un contratto di lavoro a termine è ammessa solo in presenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Dette ragioni devono essere specificate, a pena di nullità, in apposito atto scritto.
Incombe sul datore di lavoro l’onere di indicarle nel contratto in modo circostanziato e puntuale, al fine di assicurarne la trasparenza e la vericidità, nonché la loro immodificabilità nel corso del rapporto.
Art.1 – bis dlgs 368/01 – ammessa la possibilità di poter stipulare un contratto a termine senza causale per una sola volta e per un massimo di 12 mesi e ciò vale anche per la prima missione in caso di somministrazione
c.1 bis “Il requisito di cui al comma 1 non è richiesto nell’ipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata non superiore a dodici mesi, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nel caso di prima missione di un lavoratore nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dell’articolo 20 dlgs n. 276/03.”
“2-bis. Il contratto a tempo determinato di cui all’articolo 1, comma I-bis, non può essere oggetto di proroga”;
I contratti collettivi stipulati dalle OOSS (Organizzazioni Sindacali) dei lavoratori e dei datori di lavoro possono prevedere, in via diretta a livello interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ai livelli decentrati che in luogo dell’ipotesi di cui al precedente periodo il requisito di cui comma 1 non sia richiesto nei casi in cui l’assunzione a tempo determinato o la missione nell’ambito del contratto di somministrazione a tempo determinato avvenga nell’ambito di un processo organizzativo determinato dalle ragioni di cui all’art. 5, comma 3 (segue la specificazione), nel limite del complessivo 6% del totaledei lavoratori occupati nell’ambito dell’unità produttiva.
Art. 5, comma 3:
rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente;
“Ai fini del computo del periodo massimo di 36 mesi si tiene altresì conto dei periodo di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti.
Il che significa che verranno conteggiati anche i periodi di lavoro somministrato svolti tra il lavoratore ed il medesimo datore di lavoro al fine di raggiungere il tetto dei 36 mesi.
Non è previsto nessun periodo massimo di computo dei 36 mesi pertanto va considerata tutta la vita lavorativa.
PROROGA - CONDIZIONI
sia adeguatamente motivata da cause oggettive. La proroga infatti non dovrà essere intesa come un semplice atto di volontà promanato dal datore di lavoro, solo allo scopo di prolungare la durata del rapporto di lavoro a termine, ma dovrà scaturire da una reale esigenza di prosecuzione del contratto non prevista al tempo della stipulazione;
si riferisca alla medesima attività lavorativa per la quale il contratto è stato a suo tempo stipulato, ma non sarà necessario che il lavoratore debba esercitare esattamente le stesse mansioni che svolgeva inizialmente;
le durata complessiva del rapporto di lavoro a tempo determinato, cumulando quella iniziale e la proroga non superi i 3 anni;
NON possibile per contratti tempo determinato di avvio art. 1 c.1bis (quelli senza causale).
Il rapporto di lavoro può continuare ancora per 30 giorni (per adesso solo 20 giorni) in caso di contratto di durata inferiore a 6 mesi o se la sommatoria di tutti i contratti precedenti hanno raggiunto 36 mesi, nonché fino a 50 giorni (per adesso solo 30 giorni) nel caso di contratto con durata maggiore.
Il datore di lavoro ha l’onere di comunicare al Centro per l’impiego, entro la scadenza del termine inizialmente fissato, che il rapporto continuerà oltre tale termine, indicando altresì la durata della prosecuzione.
Modificati termini art. 5 dlgs 368/01:
Durata del contratto che termina fino a 6 mesi = interruzione minima 60 giorni
Durata del contratto che termina sup. a 6 mesi = interruzione minima 90 giorni
In caso di mancato rispetto di detti termini ovvero nel caso in cui si susseguano due assunzioni a termine, senza alcuna soluzione di continuità, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato.
Reiterazione contratti (eccezioni)
I contratti collettivi stipulati dalle OOSS (Organizzazioni Sindacali) dei lavoratori e dei datori di lavoro possono prevedere, in via diretta a livello interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ai livelli decentrati, riduzione dei periodi intercorrenti tra un contratto a TD e l’altro fino a 20 e 30 giorni (il riferimento è sempre alla durata del primo contratto a TD inferiore o superiore a 6 mesi) nei casi in cui l’assunzione avvenga nell’ambito di un processo organizzativo determinato da:
Lancio di nuovo prodotto o di un servizio innovativo;
Prosecuzione di un progetto di ricerca;
Rinnovo o proroga di commesse di lavoro consistente.
Conversione contratto:
In caso di nullità della clausola del termine il giudice condanna alla ricostituzione del rapporto di lavoro ed al pagamento di una indennità risarcitoria, compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, che ristora l’intero pregiudizio subito dal lavoratore, ivi comprese le conseguenze retributive e contributive.
Impugnativa contratti a tempo determinato
In caso di contestazione avente come richiesta la questione della nullità del termine apposto al contratto, il terminedell’impugnativa, che decorre dalla cessazione del medesimo contratto, è fissato in 120 (fino ad oggi 60) giorni, mentre il termine di deposito del ricorso presso cancelleria tribunale è fissato in 180(fino ad oggi 270) giorni.
I nuovi termini si applicano in relazione alle cessazioni di contratti a tempo determinato verificatesi a decorrere dal 1° gennaio 2013.
E’ prevista infatti una aliquota aggiuntiva del 1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato a decorrere dal 1 gennaio 2013. L’incremento contributivo non si applica:
Ai lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali;
Ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
Incremento contributivo per ASPI:
Lavoratori stagionali e assunzioni per ragioni sostitutive
1,4% retribuzione imponibile
Tutta la durata del contratto a termine
Max ultimi 6 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato o successiva assunzione nel termine di sei mesi dalla scadenza del contratto. In quest’ultimo caso sono decurtati dalle somme recuperabili i mesi di non lavoro tra scadenza e assunzione a tempo indeterminato.
A partire dal 18 luglio 2012 la stipulazione dei contratti di lavoro è possibile per le attività previste dai contratti collettivi e quelle elencate dal R.D. 2657 del 1923, più le ipotesi soggettive legate all’età del lavoratore, ossia lavoratori con più di 50 anni d’età o con meno di 24 anni (quindi il lavoratore deve avere al massimo 23 anni e 364 giorni) fermo restando che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il 25° anno d’età (ossia fino a 24 anni e 364 giorni).
Prima dell’inizio della prestazione lavorativa o di una serie di prestazioni di durata non superiore a 30 giorni il datore di lavoro è tenuto a comunicarne la durata (si aggiunge alla ordinaria CO prima dell’inizio rapporto (Unilav) con modalità semplificate alla Direzione territoriale del lavoro competente per il territorio, mediante pec, sms, e-mail e web (sanzione amministrativa da €400,00 a €2.400,00 x ogni lavoratore. Non trova applicazione la procedura di diffida).
Ultravigenza contratti in essere:
I contratti di lavoro intermittente già sottoscritti alla data di entrata in vigore della presente legge, che non siano compatibili con le disposizioni di cui comma 21, cessano di produrre effetti decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Il contratto d’inserimento viene definitivamente abrogato a partire dal 1° gennaio 2013.
Nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31/12/2012 continuano a trovare applicazione le disposizioni degli artt. 54,55,56,57,58 e 59 del D. Lgs 276/2003.
I contratti collettivi dovranno stabilire condizioni e modalità per consentire al lavoratore di richiedere l’eliminazione o la modifica di clausole elastiche e flessibili.
E’ riconosciuta al lavoratore la facoltà di revoca del consenso ( precedentemente espresso) con il riferimento alle clausole elastiche e flessibili nei casi di convivenza con figli di età non superiore a 13 anni, di presenza di patologie oncologiche che comportino una riduzione della capacità lavorativa, o di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore, o familiari conviventi.
Co.co.pro. 8 punti di modifica
Il progetto deve essere funzionalmente collegato ad un determinato risultato finale e non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente ed indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa.
Il progetto non può comportare lo svolgimento dei compiti meramente esecutivi o ripetitivi.
Viene eliminato il riferimento al programma o fase di esso.
La mancanza di uno specifico progetto comporta la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (presunzione ASSOLUTA)
Se l’attività di collaboratore viene svolta con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dall’impresa committente, fatte salve le prestazioni di elevata professionalità e salvo prova contraria a carico del committente ( presunzione RELATIVA), i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sono considerati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto.
Le parti possono recedere prima della scadenza del contratto per giusta causa.
Il committente può recedere prima della scadenza del termine anche qualora siano emersi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto.
Il collaboratore può recedere prima della scadenza del termine, con preavviso, solo dove tale facoltà sia prevista nel contratto individuale del lavoro.
Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito.
Il compenso minimo deve essere stabilito dalla contrattazione collettiva specifica per i collaboratori.
In assenza di contrattazione collettiva specifica, il compenso non può essere inferiore alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria per i lavoratori subordinati applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto.
Per i contratti di collaborazione stipulati prima dell’entrata in vigore della riforma trova applicazione la normativa previgente.
Co.co.pro.: e i professionisti?
La disposizione concernente le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in albi professionali, di cui al primo periodo del comma 3 dell’articolo 61 dlgs 276/03, si interpreta nel senso che l’esclusione dal campo di applicazione del lavoro a progetto riguarda le sole co.co.co. il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali.
In caso contrario, l’iscrizione del collaboratore ad albi professionali non è circostanza idonea di per sé a determinare l’esclusione dal campo di applicazione delle disposizioni relative al progetto!!!!
1.Introduzione di tre criteri presuntivi di parasubordinazione del rapporto di lavoro a Partita IVA (almeno 2 su 3):
che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore ad almeno 8 mesi annui nell’arco di due anni consecutivi;
che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisca più del 80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di 2 anni solari consecutivi;
2. Applicazione delle disposizioni relative alla Collaborazione Coordinata e Continuativa per le Partite IVA trasformate in rapporto di parasubordinazione, con conseguente trasformazione in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in caso di mancanza di progetto nella Co.Co.Co/Pro
Contratto a P.IVA presenza di 2 dei 3 punti di criticità – presunzione legale relativa (prevista prova contraria) riqualificato come Co.Co.Co/Pro… assenza di progetto - presunzione legale assoluta (non è prevista prova contraria) riqualificato come lavoratore subordinato
3.Qualora venga dichiarato che si tratta di collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributivi che derivano dall’obbligo di iscrizione alla Gestione sono a carico per 1/3 del collaboratore e per 2/3 del committente. Ove l’obbligo di pagamento sia posto da parte dell’INPS direttamente a carico del collaboratore, questi ha il diritto di rivalsa pro quota nei confronti del committente.
4.Esenzione dall’applicazione dei criteri presuntivi per quelle collaborazioni a Partita IVA:
Attività che prevedono elevate capacità teoriche acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico – pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività e pratiche;
Attività professionali richiedenti l’iscrizione ad un Albo (individuati con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), o Ordine Professionale:
Attività con reddito annuale non inferiore a € 18.663 per l’anno 2012.
Contratto compartecipativo regolamentato da art. 2549 cc e segg:
Solo all’associante spetta la gestione dell’impresa o dell’affare (art. 2552 c.c.) e solo verso questo i terzi assumono diritti e obbligazioni (art. 2551 c.c.)
All’associato viene corrisposto una quota degli utili dell’impresa in cambio di un determinato apporto di lavoro (art. 2554 c.c.)
All’associato viene riconosciuto un potere di controllo sulla gestione dell’associante, potere che si formalizza con l’obbligo dell’associante di consegnare periodicamente un rendiconto di gestione sull’attività o sull’affare compiuto (2552 c.c.)
Salvo patto contrario, l’associato si assume parte del rischio di impresa, partecipando alle perdite nella stessa misura in cui partecipa agli utili, nel limite del proprio apporto (2553 c.c.)
nel rapporto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro si introduce una limitazione del numero di associati (massimo 3) per la medesima attività;
il rapporto con tutti gli associati si considera di lavoro subordinato a tempo determinato, in caso di violazione del limite indicato;
esenzione dell’applicazione della presunzione di subordinazione per gli associati legati all’associante da rapporto di coniugio, parentela entro il 3° e affinità entro il 2°;
In caso all’associato non venga riconosciuta un’effettiva partecipazione agli utili o non venga consegnato il rendiconto sulla gestione, si presume l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, salvo prova contraria da parte dell’associante e salvo il caso in cui l’attività oggetto della prestazione lavorativa si caratterizza per elevate competenze teoriche o capacità tecnico – pratiche.
Viene abrogata la disciplina antielusiva art. 86, comma 2, D.lgs.n.276/2003, perché sostituita con le disposizioni della Riforma.
Si prevede un aumento progressivo dell’ 1% annuo delle aliquote contributive per arrivare al 33% nel 2018
Sono fatti salvi, fino alla loro cessazione, i contratti in essere che, alla data di entrata in vigore della presente legge, siano stati certificati.

References: Art.1

Art. 5
 art. 1
 art. 5
 art. 2549
 art. 86