Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/riviste/IT/ultime_pubblicate
Timestamp: 2018-04-21 18:50:36+00:00

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Responsabilità dell’internet provider per la funzione 'autocomplete'.
Internet provider – Responsabilità per la funzione “auto complete” – Presupposti.
Perché possa ravvisarsi una responsabilità dell’internet provider è necessario che lo stesso sia reso edotto dal singolo utente del contenuto ritenuto lesivo dell’associazione compiuta attraverso il servizio autocomplete, qualora all’esito della query le generalità dell’utente siano associate con termini ritenuti offensivi. E’, infatti, chiaro che seppure responsabile della individuazione dell’algoritmo che associa i dati, l’internet provider non provvede ad inserire il dato, e non potrebbe essere ritenuto compatibile con i principi della responsabilità aquiliana ricondurre una sua responsabilità al mero verificarsi dell’evento, poiché così argomentando sussisterebbe una responsabilità oggettiva. L’internet provider non sarebbe, infatti, in grado di verificare preventivamente i contenuti delle interrogazioni formulate da tutti gli utenti della rete, e delle conseguenti associazioni compiute dal servizio di autocomplete. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 March 2017.
L’inserimento di foto dei figli minori sui social network avvenuto con l’opposizione di uno dei genitori integra violazione della norma di cui all’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine), del combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché degli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989 ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 991 n. 176, sicché va vietata la pubblicazione di tali immagini e disposta la rimozione di quelle già inserite. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 July 2017.
Pubblicazione sul web e diritto all’oblio.
Pubblicazione sul sito web di un quotidiano di articolo contenente notizie potenzialmente lesive della reputazione di società commerciale - Difetto di attualità della notizia - Diritto all’oblio - Sussistenza - Fattispecie.
Sussiste il diritto c.d. all’oblio e cioè a che non vengano ulteriormente divulgate informazioni (potenzialmente) lesive della reputazione (nel caso si specie commerciale) in quanto divenute prive di interesse rispetto alla collettività, sia pure locale, stante il lasso di tempo intercorso dall'accadimento del fatto che ne costituisce l'oggetto sicché il relativo trattamento viene a risultare non più giustificato (nel caso di specie erano decorsi oltre tre anni fra la richiesta di cancellazione dell’articolo giornalistico dal sito web del quotidiano e il fatto in esso riferito). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 October 2016.
Vendita di lettore multimediale con Estensioni ('add-ons') e Pubblicazione di opere senza l’autorizzazione del titolare.
Rinvio pregiudiziale – Proprietà intellettuale e industriale – Direttiva 2001/29/CE – Armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi – Articolo 3, paragrafo 1 – Comunicazione al pubblico – Nozione – Vendita di un lettore multimediale – Estensioni (“add-ons”) – Pubblicazione di opere senza l’autorizzazione del titolare – Accesso a siti web di streaming – Articolo 5, paragrafi 1 e 5 – Diritto di riproduzione – Eccezioni e limitazioni – Utilizzo legittimo.
Le disposizioni dell’articolo 5, paragrafi 1 e 5, della direttiva 2001/29 devono essere interpretate nel senso che atti di riproduzione temporanea, su un lettore multimediale come quello di cui al procedimento principale, di un’opera tutelata dal diritto d’autore ottenuta via streaming su un sito web appartenente a un terzo che offre tale opera senza l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore non soddisfano i requisiti indicati nelle menzionate disposizioni. Corte Giustizia UE, 26 April 2017, n. .
Il trasporto pubblico tramite app fa concorrenza sleale ai radiotaxi.
Concorrenza – Servizio di trasporto offerto tramite applicazione software – Carattere di trasporto non di linea – Sussiste – Analogia col servizio radio-taxi – Sussiste – Gestione del servizio in violazione delle norme di regolamentazione – Concorrenza sleale con gli esercenti il servizio taxi e radio-taxi – Sussiste.
I conducenti devono ritenersi tutti compartecipi del comportamento di concorrenza sleale, ma anche l gestore della piattaforma informatica, che si comporta né più né meno come una qualsiasi entità di radio-taxi, viola i principi della correttezza tra imprenditori, in misura anche maggiore di quanto possa dirsi per i singoli conducenti abusivi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 February 2017.
Sul diritto all’oblio, decidono gli Stati Membri.
Rinvio pregiudiziale – Dati personali – Tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento di tali dati – Direttiva 95/46/CE – Articolo 6, paragrafo 1, lettera e) – Dati soggetti a pubblicità nel registro delle imprese – Prima direttiva 68/151/CEE – Articolo 3 – Scioglimento della società interessata – Limitazione dell’accesso dei terzi a tali dati.
L’articolo 6, paragrafo 1, lettera e), l’articolo 12, lettera b), e l’articolo 14, primo comma, lettera a), della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, in combinato disposto con l’articolo 3 della prima direttiva 68/151/CEE del Consiglio, del 9 marzo 1968, intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell’articolo 58, secondo comma, del Trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei terzi, come modificata dalla direttiva 2003/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, devono essere interpretati nel senso che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, spetta agli Stati membri determinare se le persone fisiche di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettere d) e j), della direttiva da ultimo citata possano chiedere all’autorità incaricata della tenuta, rispettivamente, del registro centrale, del registro di commercio o del registro delle imprese di verificare, in base ad una valutazione da compiersi caso per caso, se sia eccezionalmente giustificato, per ragioni preminenti e legittime connesse alla loro situazione particolare, decorso un periodo di tempo sufficientemente lungo dopo lo scioglimento della società interessata, limitare l’accesso ai dati personali che le riguardano, iscritti in detto registro, ai terzi che dimostrino un interesse specifico alla loro consultazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 09 March 2017, n. .
Vendita di computer con programmi informativi preinstallati.
Rinvio pregiudiziale – Tutela dei consumatori – Pratiche commerciali sleali – Direttiva 2005/29/CE – Articoli 5 e 7 – Offerta congiunta – Vendita di un computer provvisto di programmi informatici preinstallati – Informazione rilevante relativa al prezzo – Omissione ingannevole – Impossibilità per il consumatore di ottenere lo stesso modello di computer sprovvisto di programmi informatici.
2) Nell’ambito di un’offerta congiunta consistente nella vendita di un computer provvisto di programmi informatici preinstallati, la mancata indicazione del prezzo di ciascuno dei programmi informatici preinstallati non costituisce una pratica commerciale ingannevole ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 4, lettera a), e dell’articolo 7 della direttiva 2005/29. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 07 September 2016, n. .
Privacy e conservazione dei dati personali da parte di un fornitore di servizi internet.
Rinvio pregiudiziale – Trattamento dei dati personali – Direttiva 95/46/CE – Articolo 2, lettera a) – Articolo 7, lettera f) – Nozione di “dati personali” – Indirizzi di protocollo Internet – Conservazione da parte di un fornitore di servizi di media online – Normativa nazionale che non consente di prendere in considerazione l’interesse legittimo perseguito dal responsabile del trattamento.
L’articolo 7, lettera f), della direttiva 95/46 dev’essere interpretato nel senso che osta a una normativa di uno Stato membro ai sensi della quale un fornitore di servizi di media online può raccogliere e impiegare dati personali di un utente di tali servizi, in mancanza del suo consenso, solo nella misura in cui detta raccolta e detto impiego siano necessari per consentire e fatturare l’effettiva fruizione dei suddetti servizi da parte dell’utente in questione, senza che l’obiettivo di assicurare il funzionamento generale dei medesimi servizi possa giustificare l’impiego di tali dati dopo una sessione di consultazione degli stessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 19 October 2016, n. .
Illegittima l’analisi dei programmi informatici altrui per commercializzarne di simili.
Tutela del diritto d’autore – Applicazioni per piattaforma di social network – Sviluppo di programma concorrenziale basato sull’analisi dell’applicazione altrui – Violazione del diritto d’autore – Sussiste – Concorrenza sleale – Sussiste.
[Nella fattispecie, la convenuta aveva invitato gli sviluppatori ad iscriversi al suo sito, fornendo loro gli strumenti per lo sviluppo di applicazioni originali che potessero essere utilizzate dai suoi utenti, per poi elaborare il programma dell’attrice sviluppando un’applicazione simile in concorrenza con la prima, così appropriandosi parassitariamente degli investimenti altrui.] (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 March 2016.
Illegittimità del recesso ad nutum contrario alla buona fede.
[Nella fattispecie, la parte aveva esercitato il recesso ad nutum senza alcuna specifica contestazione, senza preavviso né giustificazione, trattenendo illecitamente una rilevante somma dal corrispettivo spettante alla controparte, cui di fatto aveva impedito di continuare ad operare: tale condotta è stata qualificata dal Tribunale come abuso del diritto e come abuso di dipendenza economica ai sensi dell’art.9 L.192/1998, anch’esso ritenuto un’estrinsecazione della clausola di buona fede, essendosi determinato un rilevante squilibrio di diritti e obblighi tra le parti contraenti.] (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 05 May 2016.
Tutela del marchio con riferimento alle inserzioni pubblicitarie online (Google ADWords).
Inserzioni pubblicitarie su internet – Servizio ADWords – Utilizzo, come parola chiave, del marchio altrui – Contraffazione del marchio – Sussiste – Concorrenza sleale – Sussiste.
[Nella fattispecie, il convenuto aveva utilizzato, come parola chiave per indirizzare le ricerche degli utenti ai propri siti aziendali, il marchio di una ditta concorrente]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 April 2016.

References: Articolo 3
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 3
 Articolo 2
 Articolo 7