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Timestamp: 2018-12-15 08:44:13+00:00

Document:
Blocco dei CCNL del Pubblico Impiego
LA CONSULTA È STATA NUOVAMENTE CHIAMATA A PRONUNCIARSI
SUL BLOCCO DEI CCNNLL DEL PUBBLICO IMPIEGO
Un altro Tribunale ordinario dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale riguardante il mancato rinnovo dei Contratti Collettivi di Lavoro nell'ambito del Pubblico Impiego
Il Tribunale ordinario di Ravenna, in funzione di Giudice del Lavoro, a seguito di ricorso ordinario presentato da colleghi dei ruoli del Ministero della Giustizia, ha rimesso ai giudici della Corte costituzionale la questione riguardante il mancato rinnovo dei Contratti collettivi nazionali di lavoro per gli anni 2010 – 2014. Si tratta della seconda Ordinanza di remissione del genere, dopo quella pronunciata dal Tribunale ordinario di Roma in relazione ai profili collettivi ed alle prerogative sindacali.
ORDINANZA DEL 1° MARZO 2014 PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE - 1a SERIE SPECIALE - CORTE COSTITUZIONALE, N.35 DEL 20 AGOSTO 2014
Riportiamo, per facilità di lettura, solo alcune parti estratte dall'Ordinanza che potrà essere consultata per intero al seguente indirizzo: www.gazzettaufficiale.it/
Principi di uguaglianza e di solidarietà:
"Art. 3, l e 2 commi Cost.
Il «blocco» contrattuale e conseguentemente stipendiale colpisce soltanto una categoria di cittadini (i pubblici dipendenti contrattualizzati) e neppure tutte le categorie appartenenti al pubblico impiego.
La censura di costituzionalità è dunque plurima: il d.lgs. 165 del 2001 equipara i pubblici dipendenti ai dipendenti privati, ma per quanto riguarda il blocco in oggetto ai secondi non è stato applicato (tantomeno la proroga).
D'altra parte tra gli stessi pubblici dipendenti alcune categorie sono state esentate dal blocco essendone espressamente esclusi gli appartenenti al comparto scuola pur privatizzati, le forze armate, i prefetti, gli ambasciatori, ecc.
Il legislatore non ha imposto perciò a tutti i lavoratori gli onerosi sacrifici imposti ad alcuni dipendenti pubblici, sicché' il blocco e l'ulteriore proroga è lesiva dell'art. 3 della Costituzione poiché' contrario ai principi di uguaglianza formale e sostanziale e di ragionevolezza della legge
E' noto come, secondo la stessa giurisprudenza costituzionale, normative siffatte ancorché' emanate «in un momento delicato della vita nazionale», avente «la finalità di realizzare, con immediatezza, un contenimento della spesa pubblica», possano essere riconosciute legittime in quanto eccezionali, sicché' il blocco esaurisca «i suoi effetti nell'anno considerato, limitandosi a impedire erogazioni per esigenze di riequilibrio del bilancio» (Corte Cost. sentenza 18 luglio 1997 n. 245)......a condizione che i suddetti sacrifici siano eccezionali, transeunti, non arbitrari e consentanei allo scopo prefisso."
Esse non sono nemmeno coerenti allo scopo prefisso in quanto hanno inciso su dipendenti a reddito più basso, esentando quelli a reddito alto (es. prefetti o ambasciatori).
Tutto ciò si evince anche dal parere favorevole (richiamato nel contenuto del ricorso introduttivo) espresso dalle Commissioni parlamentari riunite I e IX sul testo legislativo, nell'iter della approvazione della normativa, parere che appariva espressamente condizionato al fatto che «alla luce dei richiamati principi costituzionali le misure adottate devono avere un carattere del tutto eccezionale e provvisorio rendendo, per il futuro, non ipotizzabile un ulteriore allungamento temporale, che rischierebbero di trasformare un meccanismo che doveva essere una tantum limitato nel tempo in una vera e propria deroga al meccanismo medesimo da valutare attentamente rispetto alle previsioni costituzionali, con particolare riguardo a quelle recate dagli articoli 3, 36, 39 e 97 della Costituzione»"
Principi di solidarietà e progressività contributiva
"Art. 2 e 53 Cost.
Le disposizioni indicate sono inoltre contrarie ai principi costituzionali di gradualità dei sacrifici imposti ex art.53 ed al principio di solidarietà ex art. 2; in quanto proprio i dipendenti pubblici con stipendi più bassi vengono colpiti a scapito di soggetti con più elevato reddito, come per esempio accade ai dirigenti dei medesimi uffici giudiziari dove lavorano i ricorrenti.
Inoltre a titolo esemplificativo: al Ministero degli esteri i diplomatici sono esentati dal blocco mentre il semplice impiegato vede lo stipendio bloccato. Al Ministero degli interni i prefetti non hanno il blocco stipendiale ed i semplici dipendenti sì. Per quanto riguarda poi il settore del pubblico impiego non contrattualizzato come i magistrati si ricorda che questi hanno visto rimosso il blocco retributivo disposto dalla medesima normativa, in virtù della sentenza della Corte Cost. n.223 del 2012 (richiamata in ricorso insieme a quella n. 116/2013 relativa al prelievo sulle pensioni superiore ad un tetto elevato); mentre esso ancora permane per i lavoratori appartenenti allo stesso comparto giustizia come i ricorrenti"
Principi della giusta retribuzione e della progressività contributiva
"Art. 36 e 53 Cost.
Il blocco contrattuale e stipendiale - senza alcuna possibilità di recupero (art. 9 comma 17 cit.) - incide sui principi di adeguatezza e proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto dai ricorrenti, anche in ragione di altri due fattori: anzitutto perché' la perdita del potere di acquisto dovuta al c.d. costo della vita ed all'inflazione reca pregiudizio ai lavoratori che non vedono dal 2010 adeguati gli stipendi. Inoltre, il c.d. blocco del turn over (art. 66 D.L.112/08 convertito in legge 133/2008; art.3, comma 102, della legge n. 244/2007 - Legge Finanziaria 2008 - aveva previsto limitazioni in tema di assunzione di personale a tempo indeterminato per l'anno 2010; art.9, comma 5, del D.L, 78/2010; art. 16 D.L.98/2011 - L.111/2011) fa sì che dal 2010 in avanti ii lavoratore del settore giustizia sopporti un lavoro superiore a quello ante blocco stipendiale. Infatti il blocco del turn over costringe tutta la PA a non assumere da anni nemmeno per coprire i posti vacanti a causa dei pensionamenti.
Pertanto il medesimo lavoro giudiziario (in realtà accresciuto in modo consistente negli anni in considerazione) viene svolto da un minor numero di dipendenti."
Principi della tutela dei lavoratori e della libertà sindacali
"Art. 35 e 39 Cost.
La sospensione della possibilità di negoziare, anche solo in ordine ad incrementi retributivi, viene a determinare, indirettamente, un'anomala interruzione dell'efficacia. Delle disposizioni vigenti in materia (artt. 40, comma 1, art. 43, comma e art. 45, comma 1°, d.lgs. n. 165/2001) e, quindi, del valore dell'autonomia negoziale e della libertà sindacale riservata alle parti nell'ambito della contrattazione collettiva, interruzione determinata a causa della esclusiva ed affatto peculiare posizione dello Stato-datore di lavoro..(...)..conseguentemente, l'inibizione prolungata della contrattazione in ordine all'adeguamento dei trattamenti retributivi rafforza il dubbio di una conseguente - violazione del principio di proporzionalità e sufficienza della retribuzione . .(...) non solo rimane inibita la contrattazione sui trattamenti retributivi, con gli effetti già sopra delineati, ma viene ulteriormente ribadita l'esclusione del recupero, con ciò evidenziando il carattere definitivo della limitazione imposta a prescindere dalla attuale situazione emergenziale posta a fondamento della decretazione d'urgenza."
Siamo il COMITATO LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA (costituito con atto registrato presso il Tribunale di Cassino ed al quale hanno aderito dipendenti di molti altri uffici e molti altri stanno aderendo e che ha quali fini il contrasto alla campagna denigratoria e mortificante che subiscono i Dipendenti di Ruolo del Ministero di Giustizia (assunti a seguito di regolare concorso) e per cercare di chiarire e di informare chiunque su quanto sta veramente accadendo relativamente alla vicenda del "TIROCINANTI NEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA" ed alla perdurante inadempienza del Ministero sulla RIQUALIFICAZIONE DEL SUO PERSONALE nonché difendere i propri diritti in tutte le sedi necessarie anche giudiziarie .
Siamo testimoni dell’ennesima ma più mediatica delle operazioni illegittime ed incostituzionali che da decenni ormai si svolgono presso le amministrazioni pubbliche incluso il Ministero della Giustizia.
Attualmente circa 3400 tirocinanti che si autodefiniscono “precari della Giustizia” stanno manifestando in tutta Italia (come avevano già fatto altre 2 volte in precedenza) per ottenere dal Ministero della Giustizia la “stabilizzazione” in spregio delle regole della Costituzione ( art. 3 , 51 e 97) che impone il Concorso Pubblico aperto a tutti i cittadini in condizione di uguaglianza.
Chi sono i tirocinanti:
Si tratta di persone, disoccupati e inoccupati che hanno partecipato a Progetti Regionali per la formazione al lavoro (da qui tirocinanti o stagisti e NON PRECARI DELLA GIUSTIZIA COME SI FANNO CHIAMARE ) della durata di 12 mesi presso varie Regioni con fondi stanziati dalla Comunità Europea . Le Regioni le hanno poi "cedute" agli Uffici Giudiziari ove svolgono servizio di ausilio al personale di ruolo (fotocopiatura degli atti , indicizzazione degli atti , sistemazione archivi).
RESOCONTO DELL'INCONTRO AVUTO IL 04.09.14 CON IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA dr. Cosimo Ferri
Dopo vari rinvii davanti ai quali non abbiamo desistito, finalmente siamo riusciti a parlare con il sottosegretario dr. Cosimo Ferri a cui il Ministro ha conferito la "delega al personale".
Abbiamo spiegato a lui e al suo staff tecnico la situazione che viviamo da anni e quella che ci minaccia nell'immediato futuro (il passaggio negli organici del DOG di personale proveniente da altre amministrazioni con i loro avanzamenti di carriera già acquisiti e spesso con stipendi superiori ai nostri, quindi con posizioni professionali medio-alte).
Abbiamo chiesto quali fossero le intenzioni del Ministro e cosa intendesse quando parla di "riqualificazione", termine eccessivamente generico che potrebbe produrre equivoci sulla reale portata del significato cui il Governo intende porre attenzione. Ciò potrebbe dare luogo anche e semplicemente a un cambio delle mansioni a "parametro zero" (senza alcuna progressione di carriera effettiva) che non rispecchierebbe le aspettative riposte dal personale.
Abbiamo chiesto spiegazioni circa il mancato avvio della mobilità interna e la stabilizzazione del personale in distacco che, inspiegabilmente, ancora non ha beneficiato di tale facoltà.
Ci è sembrato che da parte dei sindacati non ci fosse alcuna proposta per la progressione e che l'unica operazione che verrà attuata nell'immediato e con certezza è la mobilità esterna: sono già pronti i bandi per gli idonei di un concorso per Assistenti Contabili - Ministero Interno e di non vincitori di un concorso al Istituto per il Commercio con l'Estero, come già pubblicato sul sito del Ministero . Sembra inoltre confermato che potrebbero trovare sbocco assunzionale, senza procedere mediante pubblico concorso, i cd "tirocinanti extracurriculari".
Abbiamo "educatamente" comunicato che i dipendenti di questo Ministero sono pronti ad iniziative di protesta a partire dal rifiuto di formare i nostri "futuri capi" e colleghi, ad assumere iniziative di piazza e che siamo pronti a denunciare e pubblicare ogni notizia relativa alle illegittime assunzioni di personale senza selezione pubblica qualora, prima di ogni altra operazione di "riempimento " delle vacanze in organico, non verrà attuata la nostra PROGRESSIONE DI CARRIERA .
Abbiamo chiarito che non accettiamo di sentirci dire che non ci sono i fondi, visto che il Fondo Unico Giustizia è stato utilizzato negli scorsi due anni per finanziare dei tirocini formativi e che il prossimo anno, lo stesso FUG, verrà utilizzato per assumere gli stessi tirocinanti senza alcuna selezione, alla faccia dell'art. 97, co. 4 Cost.!!
Abbiamo parlato della nostra idea diretta a riprendere i percorsi di progressione interrotti nel 2001, chiedendo in primis un intervento legislativo ma il percorso sarebbe veramente lungo e probabilmente privo di una maggioranza in Parlamento.
In buona sostanza abbiamo avuto la sensazione molto netta che che il Ministero voglia risolvere il problema della carenza degli organici con urgenza acquisendo dipendenti da ogni dove. A quanto pare, nessuna sigla sindacale ha portato proprie idee, né ha messo al corrente l'Amministrazione giudiziaria dell'esistenza di propri progetti in merito....
Allo stato, resterebbe solo la nostra. E ci è sembrato che il sottosegretario fosse ben disposto nei confronti dei dipendenti.
Vogliamo continuare a dialogare con l'Amministrazione.
E' importante però raggiungere ogni collega e cominciare a pensare ad una mobilitazione autonoma.
E' indispensabile, vista l'inerzia dei sindacati, far sentire direttamente la nostra voce e informare ogni collega chiedendogli di aderire alle nostre iniziative, nonché a questo Comitato e continuando a registrarsi su questo sito. Riunire tutti i dipendenti del Ministero della Giustizia significa avere la forza per trattare ed esigere. Sosteneteci!
LETTERA AL GOVERNO, CAPO DOG, ANM e MD
Dodicesimo punto delle "Linee Guida" presentate dal Governo sulla Riforma della Giustizia
Atto costitutivo reg.to n.3074 - serie 3 del 18/11/13
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sito web : www.dipendentigiustizia.org
Ad ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
IL GRANDE BLUFF DELLA PROGRESSIONE DI CARRIERA
Quanto ancora dobbiamo attendere per avere il giusto riconoscimento della nostra professionalità?
Abbiamo taciuto per anni mentre alle nostre spalle si consumava ogni sorta di ingiustizia circa le progressioni di carriera, prima attuate poi bloccate e successivamente annullate grazie al meraviglioso connubio tra sindacati inefficaci e amministrazione "distratta".
Mentre noi eravamo lì, in quegli Uffici Giudiziari a stringere i denti ed assicurare il Servizio Giustizia sempre e comunque. Noi siamo stati lì , dietro e dentro le aule di udienza senza guardare l'ora , sacrificando un tempo che nessuno ci avrebbe mai retribuito perché non ci sono mai abbastanza soldi ma nessuno di noi si è mai alzato e abbandonato quei luoghi che abbiamo contribuito ad evitare che affondassero .
Abbiamo svolto mansioni con onore senza badare a ciò che potevamo "astenerci dal compiere perché non di nostra competenza" secondo il contratto.
Abbiamo oltrepassato oceani di "vacanze in pianta organica" ed abbiamo imparato a conviverci mentre ognuno di noi produceva per tre fino a sembrarci normale.
Abbiamo sostenuto ognuna delle loro riforme a "costo zero" , formandoci giuridicamente , autonomamente e silenziosamente.
Abbiamo assicurato il passaggio all'informatizzazione imparando da soli tutto quel che avrebbero dovuto insegnarci , tacendo pur davanti all'indifferenza dell'Amministrazione.
Abbiamo atteso il nostro turno mentre ogni collega di altra amministrazione progrediva di carriera anche due volte in questi 24 anni e ora ?
Ora solo parole. Ancora altre parole.
DALLA BASE AI SINDACATI
pubblichiamo la mail da inviare ai sindacati di cui è promotore un nostro collega aderente al Comitato
Buongiorno colleghi di seguito la mail inviata stamattina ai sindacati.
Se potete sollecitate anche voi e diffondete il messaggio Buon lavoro a tutti.
In attesa della riunione che il Ministero ha fissato per il 12 settembre per parlare NON DEL FUA 2013 e 2014 NON DELLA RIQUALIFICAZIONE NON DELL'INTERPELLO!!! ma per lo stato di attuazione del processo civile telematico!! dalla base giungono le seguenti sollecitazioni!!!
- immediato esito INTERPELLO NAZIONALE prima dell'arrivo di dipendenti da altre amministrazioni!!!
- RIQUALIFICAZIONE prima dell'arrivo di dipendenti da altre amministrazioni!!! altrimenti i posti non saranno più disponibili!!!
- immediata sottoscrizione dei criteri per il FUA 2013 e 2014!!!
Ecco le prime richieste che arrivano dalla base!!!!
Rimaniamo in attesa di riscontro e insieme a tutti i colleghi d'Italia vi auguro buon lavoro!!!
Live il nuovo sito
Finalmente live il nuovo sito del Comitato Lavoratori della Giustizia.

References: sentenza 
 art.53
 art. 2
 sentenza 
 art.3
 art.9
 art. 16
 art. 43
 art. 45
 art. 3