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Timestamp: 2020-08-14 05:07:22+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3130 del 11/02/2010 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3130 del 11/02/2010
Cassazione civile sez. lav., 11/02/2010, (ud. 16/12/2009, dep. 11/02/2010), n.3130
sul ricorso 21347-2006 proposto da:
DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI AVELLINO in persona del Direttore
sul ricorso 23591-2006 proposto da:
avverso la sentenza n. 744/2005 del TRIBUNALE di AVELLINO, depositata
il 30/05/2005 r.g.n. 1287/03;
Con ricorso depositato in data 24 marzo 2003 la s.a.s. Nazzaro Immobiliare ed il legale rappresentante della stessa società N.G. hanno proposto tempestiva opposizione avverso le ordinanze ingiunzioni numero 264 e 265 del 2003 notificate il 4 marzo 2003 dalla Direzione provinciale del lavoro di Avellino con cui era stato ingiunto a ciascuno di loro di pagare la sanzione amministrativa di Euro 83,05 per avere omesso di consegnare il prescritto prospetto paga alla lavoratrice C.R., all’atto della corresponsione della retribuzione. A fondamento dell’opposizione hanno dedotto che ricevuta la notificazione della contestazione dell’illecito amministrativo avevano inviato note difensive ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 18 e che le ordinanze ingiunzioni erano state adottate oltre il termine di 30 giorni dalla ricezione delle predette note difensive, in violazione cioè dalla L. n. 241 del 1990, art. 2 e senza per di più dare contezza dei motivi per i quali le eccezioni e le deduzioni contenute nelle note erano state disattese.
Nel merito sostenevano che la società non aveva instaurato alcun rapporto di lavoro subordinato con la C., avendo la stessa operato sempre in piena autonomia e senza essere vincolata ad orari di lavoro o assoggettata alla disciplina aziendale.
Dopo la costituzione del contraddittorio, il Tribunale di Avellino, con sentenza del 30 maggio 2005, annullava le ordinanze ingiunzioni opposte e compensava tra le parti le spese del giudizio. Nel pervenire a tale conclusione il Tribunale osservava – per quanto interessa ancora in questa sede di legittimità – che le suddette ordinanze-ingiunzioni andavano annullate perchè la loro motivazione risultava del tutto generica e non aveva tenuto in alcun conto delle note difensive con le quali si censurava la legittimità della sanzione avente ad oggetto la contestata infrazione.
2. Con il ricorso principale la Direzione Provinciale del lavoro deduce violazione e falsa applicazione della L. 689 del 1981, art. 18 nonchè vizio della motivazione rilevando che l’obbligo della motivazione dell’ordinanza ingiunzione – desumibile dalla L. n. 689 del 1991, art. 18, comma 2 – doveva reputarsi soddisfatto con la sola dichiarazione dell’autorità di avere preso in esame gli scritti difensivi, non essendo l’intimante tenuto ad esplicitare le ragioni per le quali le tesi difensive delle parti obbligate non vengono condivise.
2.5. In una diversa direzione volta ad assegnare una diversa, ed in certa misura maggiore, portata contenutistica alla motivazione si è statuito che l’ordinanza ingiunzione irrogativa di una sanzione amministrativa deve essere dotata di una motivazione pure succinta, sempre che essa però, oltre a dare conto delle ragioni di fatto della decisione, evidenzi anche l’avvenuto esame degli eventuali rilievi difensivi formulati dal ricorrente (Cass. 13 aprile 2006 n. 8649, e negli stessi sensi successivamente : Cass. 23 gennaio 2007 n. 1393).
ed hanno altresì aggiunto che le doglianze svolte nel ricorso hanno anche il compito di rappresentare all’amministrazione difese che l’interessato potrà svolgere in sede giurisdizionale e valutarle, in sede amministrativa, per evitare liti lunghe e rischiose per gli stessi interessi pubblici” anche con riferimento alle spese per possibili soccombenze giudiziarie (cfr. in tali sensi in motivazione;
6.1. Si verificherebbe se tale fosse la portata da assegnarsi sull’iter procedurale di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 18 un caso di eterogenesi dei fini in quanto risulterebbe priva di ogni utilità ed anzi avrebbe ricadute negative una disposizione voluta dal legislatore per limitare – come si è già ripetutamente affermato – il contenzioso consentendo di pervenire ad esiti non giudiziari delle opposizioni alle ordinanze ingiunzioni attraverso un esame tra le parti della ricorrenza dei presupposti di fatto e di diritto dell’infrazione contestata; esame che per essere seguito da un provvedimento motivato dell’ente irrogante, seppure in maniera succinta sui punti contestati dalla controparte, è di certo pure utile in sede giudiziaria a delimitare il thema decidendum.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 art. 2
 sentenza 
 art. 18
 art. 18
 Cass. 
 art. 18