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Timestamp: 2020-04-04 17:52:09+00:00

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Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare Legge Gelli in Gazzetta Ufficiale. Cosa dobbiamo sapere – Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
Legge Gelli in Gazzetta Ufficiale. Cosa dobbiamo sapere
by sviluppo / Thursday, 30 March 2017 / Published in Archivio, Blog, News
E’ stata pubblicata il 17 marzo sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 la legge 8 marzo 2017, n. 24 intitolata “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie“, approvata dal Parlamento il 28 febbraio.
Vediamo in poche parole le novità principali. Per il testo completo rimandiamo all’allegato.
Articolo 1. La sicurezza delle cure è parte integrante del diritto alla salute e si realizza mediante tutte le attività di prevenzione e gestione del rischio relativo alle prestazioni sanitarie e mediante l’utilizzo appropriato delle risorse.
Articolo 2. Viene istituito in ogni Regione il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, che raccoglie i dati regionali sugli eventi avversi e sul contenzioso e li trasmette annualmente all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche.
Articolo 3. Viene istituito presso Agenas l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità. L’Osservatorio deve individuare misure efficaci, anche con l’ausilio delle società scientifiche e delle associazioni delle professioni sanitarie, per la prevenzione e gestione del rischio sanitario e per il monitoraggio delle buone pratiche e per la formazione e aggiornamento del personale sanitario.
Articolo 4. Trasparenza dei dati e delle prestazioni erogate dalle strutture. La direzione sanitaria di ogni struttura fornisce la documentazione sanitaria disponibile relativa al paziente entro sette giorni dalla presentazione della richiesta. Le strutture sanitarie pubblicano sul proprio sito Internet i dati relativi ai risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio.
Articolo 5. I professionisti sanitari si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate da enti e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, iscritte in apposito elenco istituito e disciplinato con decreto del Ministro della Salute da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge (17 marzo 2017) e da aggiornare con cadenza biennale. In mancanza delle suddette raccomandazioni bisogna attenersi alle buone pratiche clinico-assistenziali. Il tutto va nel Sistema nazionale per le linee guida (Snlg) disciplinato con decreto del Ministro della salute da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) deve pubblicare sul proprio sito Internet gli aggiornamenti e le linee guida indicati dal Snlg, verificando la conformità della metodologia adottata nelle linee guida con gli standard pubblicati dallo stesso ISS.
Articolo 6. Se i fatti per omicidio colposo o lesioni personali colpose (colpa lieve o grave) sono commessi nell’esercizio della professione sanitaria, si applicano le pene in caso di condotta negligente o imprudente del medico. Solo se l’evento si sia verificato a causa di imperizia la punibilità è esclusa, purchè risultino rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida o, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni risultino adeguate alle specificità del caso. Rispetto alla legge Balduzzi le novità riguardano:
• la mancata distinzione tra i gradi di colpa con soppressione del riferimento alla colpa lieve;
• la punibilità dell’omicidio colposo e delle lesioni colpose causate per negligenza o imprudenza indipendentemente dalla gravità quindi anche per negligenza o imprudenza lieve.
Articolo 7. La struttura sanitaria che si avvale dell’opera di professionisti, anche se scelti dal paziente e anche se non dipendenti dalla struttura, risponde delle loro condotte dolose e colpose, anche se il professionista é in regime di libera professione intramuraria o per attività di sperimentazione e di ricerca. In ogni caso l’esercente la professione sanitaria risponde ai sensi del codice civile, salvo che abbia agito nell’adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente. Nella determinazione del risarcimento del danno il giudice tiene conto del rispetto delle buone pratiche e delle raccomandazioni delle linee guida. Viene comunque previsto un regime di doppia responsabilità civile:
• responsabilità extra-contrattuale (per illecito, nota di chi scrive) per il professionista sanitario – con onere della prova a carico del soggetto che si ritiene leso e termine di prescrizione di cinque anni.
Articolo 8. E’ previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione. Si procede oltre solo se la conciliazione non riesce o il relativo procedimento non si conclude entro il termine di sei mesi dal deposito del ricorso. La mancata partecipazione delle parti (comprese le assicurazioni) al procedimento di consulenza tecnica preventiva obbliga il giudice a condannarle al pagamento delle spese di consulenza e di lite, a prescindere dall’esito del giudizio. E’ prevista una pena pecuniaria in favore della parte che è comparsa alla conciliazione.
Articolo 9. Ai fini della quantificazione del danno il giudice tiene conto delle situazioni di fatto di particolare difficoltà, anche di natura organizzativa, della struttura sanitaria. Per l’importo della condanna (con esclusione dei casi di dolo) si prevede un limite, per singolo evento, pari al valore maggiore della retribuzione lorda (o del corrispettivo convenzionale) nell’anno di inizio della condotta causa dell’evento non superiore al triplo. Per i tre anni successivi al passaggio in giudicato della decisione di accoglimento della domanda di risarcimento proposta dal danneggiato, il professionista non può essere preposto ad incarichi professionali superiori rispetto a quelli ricoperti. Se è accolta la domanda del danneggiato nei confronti della struttura sanitaria o sociosanitaria privata, o nei confronti dell’impresa di assicurazione titolare di polizza con la medesima struttura, la misura della rivalsa e quella della surrogazione richiesta dall’impresa di assicurazione, in caso di colpa grave, non possono superare una somma pari al valore maggiore del reddito professionale, conseguita nell’anno di inizio della condotta causa dell’evento, moltiplicato per il triplo.
Articolo 10. Si prevede:
l’obbligo di assicurazione, per la responsabilità contrattuale verso terzi e verso i prestatori d’opera, a carico delle strutture sanitarie pubbliche e private; l’obbligo concerne anche per prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria ovvero in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, nonché attraverso la telemedicina;
l’obbligo, per le strutture, di stipulare altresì una polizza assicurativa per la copertura della responsabilità extracontrattuale verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie (con riferimento all’ipotesi in cui il danneggiato esperisca azione direttamente nei confronti del professionista);
l’obbligo di assicurazione a carico del professionista sanitario che svolga l’attività al di fuori di una delle strutture o che presti la sua opera all’interno della stessa in regime libero-professionale.
l’obbligo che le strutture rendano note, mediante pubblicazione sul proprio sito internet, informazioni analitiche concernenti la copertura assicurativa prescelta;
con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da emanarsi di concerto con il Ministro della Salute, che siano definiti i criteri e le modalità di vigilanza e controllo che l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) è tenuto ad effettuare sulle compagnie assicuratrici che intendano contrarre polizze con le strutture e con gli esercenti la professione sanitaria;
inoltre, sentiti l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, l’ANIA, le Associazioni nazionali rappresentative delle strutture private che erogano prestazioni, la FNOMCEO, le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e le organizzazioni sindacali, le associazioni di tutela dei cittadini e dei pazienti, che siano determinati i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture e per gli esercenti le professioni sanitarie, prevedendo l’individuazione di classi di rischio a cui far corrispondere massimali differenziati;
Articolo 11. La garanzia assicurativa deve prevedere una copertura : a) per gli eventi accaduti nei dieci anni antecedenti la conclusione del contratto assicurativo, purché denunciati all’impresa di assicurazione durante la vigenza temporale della polizza; b) per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti verificatisi nel periodo di efficacia della polizza.
Articolo 12. L’esercizio dell’azione, subordinato comunque al fallimento del tentativo di conciliazione obbligatorio, potrà portare al massimo al riconoscimento delle somme per le quali la struttura o il sanitario hanno stipulato il contratto di assicurazione. Si prevede, inoltre, che l’impresa di assicurazione abbia diritto di rivalsa verso l’assicurato nel rispetto dei requisiti minimi delle polizze assicurative.
Articolo 13. Le strutture sanitarie e le compagnie di assicurazione devono comunicare all’esercente la professione sanitaria l’instaurazione del giudizio promosso nei loro confronti dal danneggiato, entro dieci giorni dalla ricezione della notifica dell’atto introduttivo. Il suddetto obbligo comprende anche la comunicazione dell’avvio di trattative stragiudiziali con il danneggiato, comunicazione che deve recare l’invito a prendervi parte.
Articolo 14. E’ prevista l’istituzione di un Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria, alimentato dal versamento di un contributo annuale dovuto dalle imprese autorizzate all’esercizio delle assicurazioni. Il Ministero della Salute affida alla CONSAP spa (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) la gestione delle risorse del Fondo di garanzia. Con decreto del Ministro della Salute, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge (17 marzo 2017), sono definiti a) misura del contributo dovuto dalle imprese assicurative, b) modalità di versamento dello stesso, c) modalità di intervento, di funzionamento e di regresso del Fondo di garanzia nei confronti del responsabile del sinistro. Il Fondo di garanzia concorre al risarcimento del danno nei limiti delle disponibilità finanziarie. Il Fondo di garanzia risarcisce i danni nei seguenti casi:
a) il danno sia di importo eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti assicurativi;
b) la struttura sanitaria ovvero l’esercente la professione sanitaria risultino assicurati presso un’impresa che al momento del sinistro si trovi in stato di insolvenza;
c) la struttura sanitaria ovvero l’esercente la professione sanitaria siano sprovvisti di copertura assicurativa per recesso unilaterale dell’impresa assicuratrice.
Articolo 15. Si disciplina la nomina dei CTU (consulenti tecnici d’ufficio) in ambito civile e dei periti in ambito penale. Sono verificate le competenze e resi trasparenti i conflitti d’interesse rendendo di fatto disponibili al giudice tutti gli albi presenti a livello nazionale, da aggiornare ogni 5 anni. L’autorità giudiziaria deve affidare la consulenza e la perizia a un collegio costituito da un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti aventi specifica e pratica conoscenza.
Caduto il mito del colesterolo HDL

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15