Source: https://www.tine.it/NormativaBBCC/convenzione.htm
Timestamp: 2017-11-22 21:51:29+00:00

Document:
Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale (Parigi,1972)
DISPOSIZIONI GENERALI CONCERNENTI LA PROTEZIONE Art. 1
Art. 6 Segnalamento dei beai culturali
Art. 7 1Vlis are di ordine militare
DELLA PROTEZIONE SPECIALE Art. 8
1. Godono dell'immunità dal sequestro, dalla cattura e dalla presa: a) i beni culturali posti sotto la protezione prevista dall'articolo 12 o di quella prevista dall'articolo 13; b) i mezzi di trasporto esclusivamente adibiti al trasferimento di tali beni.
DEL PERSONALE Art. 15
DEL CONTRASSEGNO Art. 16
Art. 1 7 Uso del contrassegno
1. Il contrassegno ripetuto tre volte non può essere impiegato che per: a) i beni culturali immobili sotto protezione speciale;
b) i trasporti di beni culturali, nelle condizioni previste dagli articoli 12 e 13; c) i rifiuti improvvisati, nelle condizioni previste dal Regolamento di esecuzione. 2. Isolatamente il contrassegno può essere impiegato soltanto per:
.Le Alte Parti Contraenti s'impegnano a diffondere il più largamente possibile, in tempo di pace e in tempo di conflitto armato, h testo della presente Convenzione e del suo Regolamento di esecuzione
nei loro paesi rispettivi. Esse s'impegnano specialmente ad incorporarne lo studio nei programmi di istruzione militari e, se possibile, civile, in modo tale che i principi possano esserne conosciuti dall'insieme della popolazione, in particolare dalle forze armate e dal personale addetto alla protezione dei beni culturali.
Art 39 Recisione della Convenzione e del suo o Regolamento di esecuzione.
a) se Esse desiderano che sia convocata una conferenza per studiare l'emendamento proposto; b) o se Esse sono di avviso di accettare l'emendamento proposto senza che una conferenza si riunisca; c) o se Esse sono di avviso di respingere l'emendamento proposto senza la convocazione di una conferenza.
Nel 1969 gli stati membri del Consiglio d'Europa approvarono la Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico, stipulata a Londra il 6 maggio 1969 (in lingua francese ed inglese). Il documento, composto da quattordici articoli, mirava a promuovere studi e ricerche da condursi con metodologia scientifica e ad impedire gli scavi clandestini. Definito il concetto di "patrimonio archeologico" ("le vestigia, gli oggetti e qualsiasi altra traccia di esistenza umana, costituenti una testimonianza di epoche e civiltà di cui la principale o una delle principali fonti d'informazione scientifica è costituita da scoperte o scavi archeologici"), forniva suggerimenti riguardo alla delimitazione e alla protezione dei siti archeologici (articoli 2‑3), circa l'impegno a rendere noti i risultati delle ricerche e a istituire un catalogo scientifico del patrimonio archeologico nazionale pubblico e privato (art. 4), a favorire gli scambi d'informazione e di pezzi archeologici a scopo scientifico,a promuovere un'azione educativa,"alfine di risvegliare e sviluppare in seno all'opinione pubblica la conoscenza del valore del patrimonio archeologico perla conoscenza della storia della civiltà e del pericolo che gli scavi incontrollati rappresentano per tale patrimonio" (art. 5). La Convenzione impegnava, infine, ad evitare acquisti illeciti (art.6)e a cooperare per l'identificazione o l'autentificazione dei beni archeologici (art.7) e si concludeva dettando alcune norme disciplinari (articoli 9‑14).
1. Dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione: a) ogni Stato non membro del Consiglio d'Europa che sia Parte Contraente alla Convenzio­ne culturale europea, firmata a Parigi il 19 dicembre 1954, potrà aderire alla presente Convenzione;
Art. 1 Ai fini della presente Convenzione sono considerati "patrimonio culturale":
Art. 2 Ai fini della presente Convenzione sono considerati "patrimonio naturale":
Spetta a ciascuno Stato ‑ parte della presente Convenzione ‑ definire e delimitare i diversi beni, situati sul suo territorio e previsti dagli articoli 1 e 2 di cui sopra.
Art. 35 1. Ogni Stato parte della presente Convenzione ha la facoltà di denunciare la Convenzione.
Essi presentano, infatti, degli ambienti adatti allo sviluppo di una larga gamma di attività. In passato essi hanno generalmente consentito ad evitare la segregazione delle classi sociali. Possono di nuovo facilitare una buona distribuzione delle funzioni e l'integrazione più ampia delle popolazioni. 5 ‑ Il patrimonio architettonico presenta un valore educativo determinante.
urbanistica cerca di ritrovare gli spazi chiusi, la dimensione umana, l'interpretazione delle funzioni e la varietà socio‑culturale che caratterizzano i tessuti urbani antichi. Ma si scopre pure che la conservazione degli edifici esistenti favorisce h risparmio delle risorse e la lotta contro lo spreco, una delle grandi preoccupazioni della società contemporanea. Bisogna aggiungere che la conservazione ricorre ad artisti ed artigiani particolarmente qualificati, il cui talento e la cui abilità devono essere conservati e tramandati. Infine, la riabilitazione dell'habitat esistente contribuisce a ridurre le invasioni di terre agricole e permette di evitare o di ridurre sensibilmente gli spostamenti della popolazione, il che costituisce un notevole vantaggio sociale della politica di conservazione.
- essere attenti al fatto che gli studi prospettivi sull'evoluzione dei servizi pubblici (educativi, amministrativi, medici) dimostrano che il gigantismo è sfavorevole alla loro qualità ed efficacia; ‑ dedicare una parte adeguata del bilancio a questa politica. In tale contesto essi dovrebbero chiedere ai governi lo stanziamento di fondi specifici. Le sovvenzioni ed i prestiti concessi a privati e a vari gruppi dagli enti locali debbono incitare il loro impegno morale e finanziario;
In questo senso dovrebbero diventare una pratica corrente il ricorso alle riunioni pubbliche, alle esposizioni, ai sondaggi d'opinione, ai mass‑media ed a tutti gli altri mezzi idonei.
- la delimitazione delle zone periferiche di protezione e i servizi di pubblica utilità da insediarvi; ‑ la definizione di programmi di conservazione integrata e l'inserimento delle esposizioni di tali programmi nei piani di assetto;
L e possibilità di qualificazione, le condizioni di lavoro, le retribuzioni, la sicurezza del lavoro e lo statuto sociale dovrebbero essere abbastanza attraenti per incitare i giovani a dirigersi verso le discipline connesse al restauro ed a rimanere in questo settore d'attività.

References: Art. 1

Art. 6

Art. 7
 Art. 8
 Art. 15
 Art. 16

Art. 1

Art. 1

Art. 2

Art. 35