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Timestamp: 2019-05-23 14:09:17+00:00

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Norme di Etica adottate dal Consiglio dell'Ordine nella seduta del 16 gennaio 1970, modificate nelle sedute del 15 dicembre 1982, del 9 novembre 1993 e del 1° agosto 1995.
Art.1 - La professione dell'ingegnere va esercitata nel rispetto, oltreché delle leggi e disposizioni regolamentari, anche della dignità, del decoro della categoria professionale, la cui tutela è affidata al Consiglio dell'Ordine a termini dell'art. 5 capoverso 4 della legge 24 giugno 1923, n. 1935 e dell'art. 37 capoversi 1 e 2 e art. 43 R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537. Al suindicato scopo sono dettate le norme che seguono, le quali rappresentano un orientamento di carattere generale, soggetto ai particolari adattamenti del caso concreto in sede di applicazione da parte dei competenti Organi Disciplinari.
Art.2 - Il prestigio ed il decoro della professione, che gli Ordini debbono tutelare. sono fondati sulla condotta morale, sulla correttezza professionale nei confronti dei committenti, dei colleghi e dei terzi, nonché sulla coscienziosa preparazione tecnica.
Art.3 - L'ingegnere è tenuto all'osservanza del segreto professionale.
Art.4 - L'incarico professionale obbliga il professionista allo svolgimento completo delle prestazioni indicate nella tariffa professionale, salvo intese limitative concordate col committente.
Art.5 - Non è consentito all'ingegnere, in alcun caso, di prestare la propria firma a professionisti diplomati o abbinarla a quella di tecnici diplomati, se non per compiti chiaramente definiti e compresi nei limiti delle competenze fissate da legge e regolamenti. E così pure l'ingegnere non deve accettare la direzione dei lavori o altre prestazioni inerenti ad opere incluse in progetti in cui manchi la firma del progettista. Né può svolgere compiti professionali, anche parziali, attinenti ad opere progettate da professionisti a ciò non abilitati dalle leggi e regolamenti vigenti.
Art.6 - L'ingegnere non deve accettare l'incarico di Consulente Tecnico del Giudice o assumere funzioni di terzo arbitrio o di arbitrio unico in vertenze riguardanti un suo abituale cliente o per le quali egli abbia espresso in precedenza un suo giudizio o parere.
Art.7 - E' dovere di Ogni iscritto all'Albo Professionale di Collaborare con gli Organi direttivi dell'ordine e di fornire i chiarimenti e la documentazione che gli venissero richiesti dal Consiglio dell'ordine.
Art.8 - Su ogni richiesta di parere per parcella compilata dall’ingegnere deve risultare chiara ed evidente l'indicazione della sua occupazione abituale di libero professionista o di dipendente da Amministrazioni pubbliche, da Enti o da ditte private. Nel caso che il rapporto di dipendenza, per legge o per contratto, vieti l'esercizio della libera professione, e che pur tuttavia sia ammesso, previa autorizzazione, il compimento di singoli atti di libera professione, l'ingegnere deve dichiarare sulla richiesta di parere di essere stato a ciò autorizzato dall'Amministrazione, Ente o ditta da cui dipende.
Art.9 - Ove sorgano dubbi di deontologia professionale, dovrà essere consultato il Consiglio dell'Ordine.
Art.10 - Nei rapporti con i colleghi l’ingegnere, sia libero professionista o non, deve sempre ispirarsi alla massima lealtà, cordialità e correttezza.
Art.11 - Costituisce violazione della correttezza professionale presentare con la propria firma progetti od elaborati concettualmente sviluppati da altri, senza il proprio intervento personale o direttivo. Qualora l'incarico venisse affidato ad un Collegio professionale non possono venire presentati elaborati singolarmente senza la firma del capo gruppo o di tutti i componenti il Collegio stesso.
Art.12 - Non é consentito all'ingegnere il cercare di sostituirsi ad altri colleghi che stiano per ricevere un incarico.
Art.14 - Quando l'ingegnere sia esso libero professionista o dipendente da Enti pubblici o privati, sia chiamato ad esprimere giudizi professionali sull'opera di un collega, deve astenersi dg qualificazioni di carattere denigrativo, limitandosi ad oggettive valutazioni.
Art.15 - L'ingegnere deve mantenere con i committenti rapporti di lealtà e correttezza, svolgendo in modo diligente il proprio compito e contenendolo nei limiti dell’incarico commessogli. Dovrà tutelare nel miglior modo l'interesse del Committente col rispetto però della rettitudine e del decoro professionale. L'ingegnere è tenuto a non subire la volontà del committente eludendo l'applicazione corretta dl norme legislative e regolamentari ed in contrasto con norme tecniche o norme etiche professionali.
Art.16 - Se nel corso della prestazione professionale il committente intendesse imporre la collaborazione con altro professionista l'ingegnere incaricato potrà rifiutarla.
Art.17 - L'ingegnere non deve essere economicamente interessato in forniture e procedimenti costruttivi che vengano da lui proposti, salvo che egli ne dia preventiva comunicazione al committente e ne abbia l'assenso.
Art.18 - L'ingegnere non deve avere, né può entrare in rapporti professionali con l'impresa chiamata ad eseguire l'opera da lui progettata o diretta per conto del committente, durante l'esecuzione dell'opera stessa, salvo il caso in cui questi ne sia preventivamente a conoscenza e vi abbia dato l'assenso.
Art.19 - L'ingegnere non può accettare da terzi compensi diretti od indiretti ed avere altri utili attinenti alle prestazioni professionali che egli sta per svolgere per il proprio committente.
Art.20 - L'ingegnere consulente di nti banditori o membro di commissione giudicatrice di concorso senza esito conclusivo, deve rifiutare l'incarico di progettazione dell’opera oggetto del concorso parimenti deve rinunciare a tal genere di incarico qualora egli abbia fatto parte di commissioni di studio o disamina. L'ingegnere che esegue per incarico di pubblica amministrazione un piano regolatore generale, deve, fino alla avvenuta approvazione del piano di fabbricazione astenersi da prestazioni professionali con privati ricadenti nell'area oggetto del piano.
Art.21 - L'ingegnere non deve partecipare a concorsi di opere pubbliche o private quando le condizioni del bando di concorso siano state dichiarate inaccettabili dal Consiglio dell'Ordine.
Art.22 - Non è ammessa la pattuizione di onorari in misura inferiore alla tariffa professionale poiché ciò costituisce atto di sleale concorrenza. (L'art. 6 del Decreto di Grazia e Giustizia del 21-8-1958 (Gazz. Uff. n.211 del 2-9-1958) recita: "I compensi stabiliti dalla tariffa professionale costituiscono minimi inderogabili".)
Art.23 - L'ingegnere che compie scorrettezze a danno dell'ufficio da cui dipende contravviene alle norme di etica.
Art.24 - Le sanzioni per coloro che contravvengono alle presenti norme saranno comunicate in conformità delle sanzioni disciplinari previste dall’ordinamento professionale.
Art.25 - Le presenti norme, approvate dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, vengono adottate dai Consigli Provinciali degli Ordini.
Comportamento degli ingegneri membri di commissioni edilizie comunali
L'ingegnere iscritto all'Albo degli Ingegneri della Provincia di AV Si impegna al rispetto delle seguenti norme di comportamento nell'ambito della partecipazione quale componente a qualsiasi i titolo in C.E.C.:
L'incarico di componente può essere accettato dall'iscritto se e solo se:
non è stato componente della medesima Commissione, a qualsiasi titolo, in una delle precedenti tre composizioni;
non è componente, a qualunque titolo, di altra Commissione Edilizia;
non è segnalato dall'ordine in una terna per C.E.C. ancora non evasa;
ritiene di avere il tempo disponibile e la possibilità di poter assolvere ai compito assegnatogli con la massima serietà e coscienza, unite ad un sensibile e responsabile impegno tecnico culturale in modo tale da affermare la sua qualificante presenza in seno alla Commissione;
L'iscritto membro, nell'espletamento del suo mandato, deve:
improntare la propria attività al massimo impegno e svolgere una funzione finalizzata alla realizzazione di interessi collettivi che si identificano nella stessa attività dell'Amministrazione chiamata ad osservare ed a far osservare norme, regolamenti e leggi;
Adoperarsi per il controllo della qualità degli interventi per ottenere risultati migliori nel settore edilizio o impiantistico, in quello dell'uso e dell'assetto del territorio e di qualunque attività dell'ingegneria, impegnandosi ad esprimere all'occorrenza, motivati pareri anche se minoritari;
Verificare che l'Amministrazione garantisca: la permanente disponibilità per la Commissione dei documenti, norme e regolamenti vigenti; la regolarità della composizione della Commissione; l'esame delle domande secondo prestabiliti criteri di priorità in relazione al numero di protocollo di presentazione, con esclusiva precedenza per le OO.PP.; una esauriente istruttoria tecnica preventiva in relazione alla conformità della richiesta alla normativa vigente; la presentazione tecnica a corredo della domanda in assenza di prescrizioni in merito da parte del Regolamento.
Esercitare il diritto di pubblicizzare il proprio dissenso qualora intervenga, da parte del Sindaco o quant'altri, una decisione in contrasto con il parere della Commissione stessa;
Proporre una interpretazione autentica al Presidente della Commissione qualora vi siano dubbi sull'interpretazione dei regolamenti e sulle norme di attuazione o quant'altro;
Rassegnare le proprie dimissioni, comunicandolo preventivamente all'Ordine, su invito del Consiglio o qualora riscontri, nell'andamento dei lavori, gravi irregolarità tali da non poter essere ovviate con l'azione propria o con quella del Consiglio dell'ordine e per eventuali altri fondati motivi. Alla scadenza del mandato fissato dal Regolamento deve dimettersi, per permettere il rinnovo della Commissione, dandone tempestiva comunicazione all'ordine;
Segnalare al Consiglio dell'Ordine l'avvenuta nomina, come rappresentante dell'ordine ed i nominativi dei componenti la Commissione, entro 10 giorni dalla comunicazione dell'Amministrazione;
Esercitare la funzione di far osservare norme, regolamenti e leggi ove occasionalmente coincida con gli interessi connessi all'esercizio delle funzioni del Consiglio dell'Ordine, e cioè, ad esempio, allorché all'esame della Commissione siano sottoposti progetti e/o elaborati redatti da tecnici in ordine ai quali si ponga un problema di limite di competenza professionale. In tal caso infatti, la Commissione non deve limitare il proprio esame agli aspetti tecnici del progetto e/o elaborato, ma ha anche il dovere di accertare che questo risponda a tutti i requisiti voluti dalla legge, ivi compreso il rispetto della competenza professionale in materia (per tutte: Consiglio di Stato - Sez. V-13 ma/o 1978 n. 373), in particolare accertando se il progetto è stato affidato ad un professionista iscritto all'Albo e se questi sia competente alla progettazione (Consiglio di Stato - Sez. V-12 febbraio 1965 n. 120);
Collaborare con il Consiglio dell'Ordine in tutte le indagini che venissero compiute nel territorio di competenza della Commissione e comunicando tempestivamente tutte le interpretazioni, vecchie e nuove, della Commissione Edilizia su norme, regolamenti e quant'altro;
Essere presente, salvo gravi motivi, a tutte le sedute ed ai lavori che la Commissione terrà;
Partecipare a riunioni organizzate dall'ordine quali occasioni di dibattito e di confronto sulle esperienze e sui problemi inerenti al mandato ricevuto, riferendo, almeno ogni tre mesi all'ordine, di persona o con circostanziata relazione sullo svolgimento dei lavori.

References: Art.1
 art. 43

Art.2

Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art.8

Art.9

Art.10

Art.11

Art.12

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art.18

Art.19

Art.20

Art.21

Art.22

Art.23

Art.24

Art.25