Source: http://www.fondazionesolidarietaecultura.it/home/carta-dei-servizi/
Timestamp: 2019-05-25 18:03:49+00:00

Document:
CARTA DEI SERVIZI - FONDAZIONE SOLIDARIETA' E CULTURA ONLUS
CARTA SERVIZI CENTRO DIURNO SOCIO RIABILITATIVO “MARATONDA”
Il Centro Diurno si configura come una struttura con funzioni occupazionali e di socializzazione che opera a favore di soggetti con handicap psicofisico, fisico, sensoriale o plurimo di età superiore all’obbligo scolastico, al fine di promuovere l’integrazione sociale, le capacità relazionali e i legami che l’individuo instaura con la società.
ART. 1 FINALITA’ DEL CENTRO DIURNO
Il Centro Diurno in ottemperanza alle normative vigenti ha come finalità:
aiutare la famiglia per mantenere il disabile nel proprio ambiente;
attuare interventi personalizzati assistenziali, di socializzazione, educativi, atti all’acquisizione c/o mantenimento di capacità cognitive, relazionali e comportamentali, facendo leva sulle potenzialità e capacità della persona;
sostenere la famiglia nell’opera socio-educativa per evitare l’istituzionalizzazione del disabile.
favorire l’integrazione nel contesto sociale esterno. Le attività interne ed esterne programmate dal Centro dovranno tener conto dei singoli progetti individuali e del progetto più complessivo che coinvolge tutto il gruppo. Saranno inoltre mirate alla realizzazione degli interventi di:
* ospitalità,
* accudimento alla persona,
* servizio mensa,
* attività di orientamento mirate all’educazione del soggetto all’autonomia personale,
* mantenimento dell’utente delle capacità psichiche, sensoriali, motorie e manuali residue,
* miglioramento e sviluppo delle sue competenze,
* inserimento nel contesto territoriale,
* programmi individualizzati con obbiettivi a breve e lungo termine,
* rapporti di gruppo per la verifica delle dinamiche relazionali,
* trasporto,
* sensibilizzazione della comunità locale sulle specifiche problematiche della disabilità,
* manifestazioni e mostre per far conoscere le attività svolte all’interno del Centro,
* educazione alla fruizione di strutture e servizi presenti nel territorio,
* inserimento degli utenti in iniziative culturali, sportive, di tempo libero del territorio,
* organizzazione di brevi soggiorni vacanza rivolti a piccoli gruppi di utenti, in diversi periodi dell’anno e/o durante i mesi estivi per rendere maggiormente autonomi i partecipanti nella gestione e programmazione del tempo libero
ART. 2 TIPOLOGIA DI UTENZA
Al Centro Diurno possono accedere fino a 25 soggetti residenti nel Comune di Montalto di Castro o nei comuni del comprensorio ASL Vt2(possono essere ammessi anche soggetti provenienti da altri comuni, previa deroga motivata del CDA),le cui disabilità rendano impraticabili i percorsi scolastici, formativi e lavorativi. Gli ospiti inseriti al Centro devono avere un’età superiore ai 15 anni ed avere assolto l’obbligo scolastico.
Il limite massimo di età previsto per la permanenza è, di norma, fissato a 55 anni.
ART. 3 MODALITA’ DI AMMISSIONE ED INSERIMENTO NEL CENTRO
La domanda di ammissione, redatta su apposito modulo inviata alla Fondazione Solidarietà e Cultura, via Tirrenia,11 Montalto di Castro e successivamente trasmessa alla USL Vt2 dall’Assistente Sociale competente per territorio, deve essere sottoscritta dall’interessato o da chi ne esercita la tutela.
Per l’accoglimento della richiesta presso il Centro è necessario che i richiedenti siano in possesso dei seguenti requisiti:
Abbiano compiuto il 15° anno di età e non superato il 55°;
Presentino una disabilità non grave;
Appartengano a famiglie disponibili a sostenere un progetto di progressiva autonomia personale e sociale e che condividano i percorsi e le attività del Centro.
Non possono essere ammessi al Centro portatori di handicap bisognosi di cure sanitarie continue o con manifestazioni comportamentali anche psichiatriche pericolose per se o per gli altri ospiti.
Alla domanda dovrà, di norma, essere allegato il certificato di accertamento della condizione di handicap, ai sensi della L.104/92; possono tuttavia essere previste delle deroghe per quei soggetti per i quali si ritenga indispensabile, a discrezione dei Servizi Territoriali, un periodo preliminare di osservazione.
La eventuale valutazione dell’urgenza dovrà inoltre essere relativa all’accertamento di una o più delle seguenti condizioni:
assenza dei genitori o di uno di questi;
mancanza di supporti familiari in grado di garantire un’adeguata assistenza;
presenza di più disabili all’interno del nucleo familiare.
L’ammissione c/o il Centro é disposta dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, sentito il Dirigente del Servizio Assistenza sociale del Comune di Montalto di Castro, ed i rappresentanti del secondo distretto della Asl Vt2 a cui viene trasmessa la documentazione dall’Assistente sociale competente per territorio e previo accertamento di quanto definito dall’iter sopra descritto. I1 Dirigente del Servizio Assistenza Sociale verificata la disponibilità della struttura alla ricezione del nuovo inserimento, provvederà ad inviare una nota indicante la data da cui lo stesso potrà aver luogo.
Il percorso di inserimento dovrà avvenire con le seguenti modalità:
incontro tra gli operatori socio-sanitari Asl Vt2, gli operatori territoriali e gli operatori del Centro per l’esame del caso;
stesura del piano operativo individualizzato da parte degli operatori Asl e degli operatori della struttura (educatori) dove sono indicati gli obbiettivi da raggiungere e le attività da svolgere per promuovere la crescita personale a diversi livelli di autonomia ( personale, formativa, lavorativa) partendo dal rispetto di capacità e traguardi già raggiunti dall’individuo.
rincontro tra i familiari, operatori del Centro e operatori della Asl per una conoscenza reciproca tesa ad instaurare un clima di fiducia e di collaborazione;
Gli Operatori Asl effettueranno incontri di verifica periodici con gli operatori del Centro Diurno; in particolare, dopo i primi sei mesi di inserimento deve essere indetto un incontro per una verifica più approfondita del progetto precedentemente individuato ed una sua messa a punto in base alle osservazioni fatte e agli elementi acquisiti durante il primo periodo di osservazione .
ART. 4 REGOLAZIONE DELLE ASSENZE
Per assenze superiori ai 5 giorni causate da problemi di salute, la riammissione è subordinata alla presentazione del certificato medico, mentre le assenze relative ai periodi di vacanza superiori dovranno essere giustificate da una dichiarazione scritta da parte dei familiari dell’utente e comunicate con un anticipo di almeno 10 giorni al fine di consentire le opportune variazioni alla organizzazione del lavoro;
La dimissione dal Centro avverrà per i seguenti motivi: raggiungimento limiti di età;
ripetute e/o prolungate ed ingiustificate assenze;
esplicita rinuncia;
avvenuta realizzazione del progetto ed individualizzazione di altro ambiente di integrazione;accertamento dell’inadeguatezza o incompatibilità ambientale del Centro Diurno rispetto alle necessità dell’utente
esplicita non condivisione della famiglia dei percorsi e delle attività del Centro.
L’amministrazione può dimettere l’ospite con proprio provvedimento per morosità e/o per comportamenti non conformi alle regole di convivenza del Centro Diurno.
Per quanto concerne i punti 2) 4) e 5), gli accertamenti devono essere effettuati dagli operatori Asl e dagli operatori del centro. In particolare in relazione ai punti 4) e 5) dovrà essere effettuato un incontro con gli Operatori del Centro e con gli Assistenti Sociali di riferimento sul territorio per studiare modalità, tempi, strategie per l’eventuale allontanamento dal Centro stesso o eventuali alternative alla permanenza in esso. Per quanto concerne il punto 6) sulla base di atti e/o comportamenti probanti.
ART. 6 FUNZIONAMENTO DELLA STRUTTURA
Il Centro Diurno è aperto per almeno 11 mesi all’anno. L’attività è svolta in 5 o 6 giorni alla settimana esclusa la domenica con gli orari che il CdA stabilirà annualmente, in base alle attività ed ai programmi da attuare. Ogni utente potrà usufruire della struttura per le ore e per le attività previste in base al piano individuale d’intervento.
Gli operatori socio-sanitari della Asl Vt2 e gli operatori del Centro Diurno dovranno prevedere delle riunioni periodiche di verifica con l’obbiettivo di promuovere e sostenere il lavoro educativo eventualmente riabilitativo e di integrazione sociale della persona.
Art. 7 CARATTERISTICHE STRUTTURALI E LABORATORI DEL CENTRO
La struttura adibita a Centro Diurno per disabili deve osservare ogni disposizione prevista dalla normativa vigente in materia di urbanistica, edilizia, tipologia di costruzione, barriere architettoniche, sicurezza antincendio, impianti elettrici e di approvvigionamento idrico, illuminazione interna ed esterna, smaltimento dei rifiuti, igiene e sicurezza sul luogo del lavoro.
La struttura deve consentire all’utente, che vi soggiorna buona parte della giornata, di usufruire dei seguenti spazi diversificati:
Laboratori per le attività manuali, creative ed espressivo relazionali con le proprie caratteristiche di funzionalità ed attrezzature necessarie in relazione alla specificità del laboratorio stesso e nel rispetto della normativa vigente. Ad ogni laboratorio può accedere un numero limitato di utenti per volta.
Saletta da destinare a lavori individuali o colloqui o attività di relazione.
Sala da pranzo di ampiezza proporzionata, come da normativa vigente al numero degli utenti fruitori del servizio.
Cucina dovrà rispondere per costruzione, arredi e impianti usati ai criteri igienici previsti dalla normativa vigente riguardante i luoghi dove avviene la preparazione e la somministrazione dei pasti e delle bevande, al fine di assicurare che le sostanze manipolate siano idonee sotto il profilo igienico-sanitario. Se la cucina è utilizzata come laboratorio per attività educative è necessario che abbia spazi adeguati e organizzativi tali da promuovere la più ampia partecipazione degli utenti alla preparazione del menù e dei cibi, ed al servizio a tavola.
Spazi per guardaroba arredati con armadietti per gli utenti e gli operatori.
Spazi per gli operatori con locali adeguati per le riunioni d’equipe e ufficio, spogliatoio e relativo servizio igienico.
Servizi igienici almeno due per ogni dieci utenti di cui almeno uno dei quali attrezzato per consentire l’uso ad utenti con disabilità. I laboratori proposti dovranno essere :
Sperimentali di formazione e/o indirizzo pre-lavorativo:
Di espressione creativa:
* laboratorio musicale,
* attività motorie e/o psicomotorie,
* attività grafico-pittoriche,
* attività espressive,
* uso didattico del computer.
Di sperimentazione dell’autonomia:
* cura della persona,
* educazione igienico-sanitaria,
* educazione alimentare,
* educazione affettiva e gestione dei conflitti,
* educazione ambientale,
* organizzazione e gestione positiva del tempo libero,
* sistemi di comunicazione alternativa.
Senza l’autorizzazione del Presidente, del Coordinatore Tecnico e di un suo delegato, non è assolutamente consentito l’ingresso al Centro di estranei, di genitori, di rappresentanti di vendita, etc.
ART. 8 PERSONALE E PRESTAZIONI – art.11 l.r.41/2003
Le prestazioni svolte dal personale del Centro Diurno sono caratterizzate da un aspetto assistenziale e da uno educativo complementari tra di loro, il rapporto utenza/personale deve essere previsto come omnicomprensivo delle prestazioni.
Ciò comporta un rapporto utenti/operatori variabile, in relazione alla specificità delle problematiche di cui sono portatori le persone inserite.
Il Centro Diurno può accogliere fino a n. 25 utenti, nonché delle variabili dipendenti dalla gravità dell’utenza, per garantire una corretta gestione, si stima che debba essere previsto un numero complessivo di personale variabile da 10 a 20 unità.
I compiti di direzione del Centro e di raccordo con i vari servizi del Comune e dell’Azienda ASL dovranno essere svolti da un coordinatore tecnico anche a par-time
Tutto il personale dovrà adottare modalità operative di gruppo improntate al massimo rispetto dell’utente per favorire il raggiungimento delle finalità del Centro Diurno e degli obbiettivi programmatici. Il personale impiegato sarà costituito da:
Responsabile coordinatore tecnico svolge le mansioni di coordinamento della struttura, cura la presentazione dei programmi settimanali di attività e dei programmi generali verificandoli. Partecipa all’attività dell’èquipe, riceve ogni comunicazione esterna da parte dell’Amministrazione e dei genitori degli utenti. Tiene i contatti con l’Istituzione per i problemi di gestione del personale e della struttura. E’ responsabile della gestione e direzione del personale del Centro. Si rapporta con i genitori o i familiari degli utenti del Centro e cura la documentazione relativa ai singoli utenti e di quella prevista dal successivo art.10, nel rispetto delle norme della privacy. Relaziona annualmente al Consiglio d’Amministrazione circa il raggiungimento dei risultati nella realizzazione del programma, sulle attività svolte, sulle problematiche incontrate e sul raggiungimento degli obiettivi.
Educatore Professionale che cura la programmazione delle attività educative, ricreative ed occupazionali, sulla base dei piani individualizzati d’intervento definiti dall’Equipe multidisciplinare di cui all’art.11 comma 3, in un rapporto educatore/utente di 1 a l’Educatore partecipa agli incontri per la programmazione e verifica dell’attività, nella visione globale dei problemi della persona e della vita del Centro. Conduce direttamente i propri interventi secondo le linee scelte collegialmente, sia nei confronti degli utenti che dei loro familiari e dell’ambiente di contatto esterno. Ha rapporti continuativi con il coordinatore della struttura per consulenza e indicazioni di lavoro, oltre che per controllo delle prestazioni erogate. Cura il registro delle presenze, il diario giornaliero, le cartelle personali degli utenti al fine di una metodica osservazione. I modi, i tempi e la tipologia delle prestazione da fornire, sono subordinate ad una valutazione di ogni singolo caso che focalizzi le reali capacità e le risorse residue dei portatori di handicap e del nucleo familiare di appartenenza.
I profili professionali da assumere a riferimento sono quelli definiti dalle normative nazionali e regionali, e dai contratti di comparto. Per le attività di socializzazione positivo sarà l’inserimento, a tempo parziale, di volontari e del servizio civile
Per le prestazioni sanitarie non previste presso il C.D. gli utenti e le loro famiglie, debbono seguire i percorsi di routine (medico di famiglia, specialista individuato dai servizi Asl, ecc..)
Per le prestazioni socio-assistenziali e per qualsiasi tipo di emergenza gli utenti debbono rivolgersi all’Assistente Sociale di riferimento che provvederà a riportare le prestazioni effettuate nei servizi sociali comunali e della Asl.
Inoltre la struttura dovrà garantire l’osservanza delle prescrizioni mediche, provvedendo alla somministrazione delle terapie orali, terapie iniettive e quant’altro, tramite l’intervento dell’Infermiere Professionale in proiezione dal Distretto per fasce orarie programmate.
ART. 9 PAGAMENTO RETTA:
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione fissa e stabilisce, per la partecipazione al CSA, il pagamento di una retta variabile a seconda del piano finanziario.
– la retta sociale è a carico dell’utente e della sua famiglia e comunque di quei parenti tenuti agli alimenti ai sensi dell’art.433 del C.C., salvo integrazioni da parte dell’Ente Locale di residenza.
La retta sociale verrà adeguata ogni anno in rapporto agli effettivi costi di gestione sostenuti dalla Fondazione
Ogni variazione di retta sarà comunicata ai familiari .
La retta che l’ospite corrisponderà sarà calcolata in riferimento alle giornate di presenza stabilite nel programma individuale. Eventuali assenze giustificate per malattia, per vacanze inferiori a 20 giorni o per cure sanitarie non comportano la corresponsione della retta e neppure la dimissione dalla struttura.
La retta sociale deve essere pagata tramite l’apposito bollettino entro il decimo giorno del mese successivo e consegnata ricevuta di pagamento al personale del Centro diurno.
Alle famiglie potranno essere richiesti contributi straordinari e volontari per il finanziamento di particolari esigenze, anche individuali, iniziative non programmate o programmi non previsti nel programma annuale delle attività.
Il Centro Diurno dovrà tenere la seguente documentazione:
– registro giornaliero delle presenze degli ospiti;
– cartelle personali degli utenti, con inseriti: la scheda personale, l’anamnesi del soggetto, la copia del certificato di invalidità, la copia del certificato anagrafico attestante la residenza e la composizione del nucleo familiare, progetto educativo individualizzato;
– il diario del Centro Diurno.
– il registro giornaliero degli operatori con l’indicazione dei turni di lavoro, degli orari e delle mansioni svolte;
– il registro delle terapie individuali, nei riguardi dei soggetti che durante la frequenza del Centro Diurno debbono assumere dei farmaci prescritti dal proprio medico di fiducia.. A tale scopo il familiare dovrà chiedere formalmente la somministrazione, fornendo al Centro il prodotto farmaceutico in confezione integra con la prescrizione del farmaco, la posologia, l’orario di somministrazione e la durata della prescrizione.
– la tabella dietetica;
– il regolamento interno;
– ogni altro documento o attestato previsto da11e vigenti leggi in materia di vigilanza igienico- sanitaria e Amministrativo – contabile.
– Polizze assicurative.
ART.11 RAPPORTI CON LE FAMIGLIE DEGLI UTENTI E SERVIZI DISTRETTUALII
Le famiglie svolgono un ruolo basilare e costituiscono quindi un punto di riferimento molto importante al fine del raggiungimento degli obbiettivi prefissati nei piani educativi individuali.
Il Coordinatore Tecnico di concerto con gli operatori del Centro quindi, convocheranno periodicamente degli incontri con i familiari degli utenti, al fine di dare, agli uni, una concreta possibilità di partecipazione attiva agli interventi educativi e agli altri una visione più ampia della realtà di vita dell’utente . Qualora la famiglia abbia da proporre osservazioni e/o modifiche delle attività e dei trattamenti o formulare dei reclami, dovrà farlo al Presidente della Fondazione, per iscritto spiegandone analiticamente le motivazioni e proponendo le eventuali soluzioni. Il Presidente sottoporrà le istanze all’esame del Coordinatore Tecnico, degli operatori Asl e del centro per le opportune valutazioni. Gli operatori del Centro Diurno lavorano con gli operatori territoriali comunali e AUSL VT per una continuità del progetto educativo individualizzato.
− le informazioni e la documentazione sul soggetto relativamente agli interventi
educativi effettuati prima dell’ingresso al centro vengono condivise con gli operatori
del centro stesso;
− il progetto di intervento viene formulato e verificato in sede integrata (psicologo,
assistente sociale, educatore professionale e operatori del centro);
− gli interventi di indirizzo, consulenza e sostegno rivolti alla famiglia sono di
competenza degli operatori socio-sanitari territoriali mentre gli aspetti tecnico operativi relativi all’attuazione del progetto individualizzato sono a carico della struttura;
− gli operatori distrettuali partecipano in maniera finalizzata ad alcune
iniziative educative/formative del centro (attività a tempo e a tema)
ART. 12 LABORATORIO CUCINA
Presso il Centro può funzionare una moderna cucina, ove programmare un laboratorio che consenta, con appositi corsi, l’informativa agli utenti, su come preparare dei pasti e determinare, di conseguenza, una autonomia volta a soddisfare esigenze alimentari, anche in assenza di assistenza. Il relativo costo è da comprendersi nella quota – retta giornaliera così come individuata al precedente art. 9 del presente regolamento.
La somministrazione dei pasti preparati nel laboratorio sarà effettuata dal personale del Centro Diurno.
Il personale del centro che intendesse avvalersi di tale tipo di servizio dovrà farne esplicita richiesta.
ART. 13 ORGANISMO DI RAPPRESENTANZA
Al fine di garantire il diritto alla partecipazione degli utenti, delle famiglie, e del terzo settore anche per la verifica dei livelli di qualità delle prestazioni, viene costituito un Organismo di rappresentanza composto da:
1 rappresentanti delle ASLVT2 Assistente Sociale referente per l’handicap;
n.1 rappresentanti delle Associazioni delle Famiglie dei portatori di handicap;
n.1 operatore rappresentante del centro;
n.1 rappresentante dell’Amministrazione Comunale, Assistente Sociale referente per l’handicap;
Il coordinatore tecnico del Centro;
Il coordinatore della Fondazione;
Il consiglio d’Amministrazione della Fondazione.
L’organismo di rappresentanza si riunisce in via ordinaria tre volte l’anno, in occasione della elaborazione del programma annuale, della redazione del bilancio e per la verifica delle attività svolte.
Tale organismo dovrà relazionare annualmente al Presidente della Fondazione, ai rappresentanti dell’ Asl e della Amministrazione comunale.
ART. 14 VOLONTARIATO E TIROCINANTI
E’ previsto l’apporto delle Associazioni di Volontariato regolarmente iscritte negli appositi albi professionali, fermo restando la preventiva autorizzazione della Fondazione Solidarietà & Cultura..
I volontari debbono perseguire e condividere le finalità e gli obbiettivi del Centro e rispondono per le attività svolte al Comune di Montalto di Castro, che provvederà al rimborso delle eventuali spese sostenute dai volontari.
Il Centro accoglie tirocinanti degli Istituti scolastici con indirizzo socio-sanitario, nonché studenti dell’Università, a seguito di apposita richiesta e dopo preventivo colloquio con il rappresentante della Fondazione Solidarietà e Cultura all’interno dell’organismo di rappresentanza del Centro stesso, il quale dovrà esprimere il proprio parere. Quest’ultimo sarà trasmesso, ai fini dell’autorizzazione, al Dirigente del Servizio Assistenza Sociale del Comune e della Asl
I tirocinanti debbono attenersi alle finalità, agli obiettivi del Centro e rispettare gli obblighi deontologici – professionali.

References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 6

Art. 7

ART. 8
 art.11
 art.10

ART. 9

ART.11

ART. 12
 art. 9

ART. 13

ART. 14