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Timestamp: 2019-08-18 01:12:13+00:00

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2059. Danni non patrimoniali.
Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo IX: DEI FATTI ILLECITI Art.2059. Danni non patrimoniali.
1. Il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge.
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10445 del 15/04/2019 (Rv. 653583 - 02)
Responsabilità del padrone o del committente - Fatto del commesso o servitore - Mancata individuazione dell'autore materiale del danno - Configurabilità della responsabilità - Fondamento. La responsabilità del padrone o del committente per il fatto del commesso o servitore, prevista dall'art. 2049 c.c., sussiste anche quando difetti una identificazione precisa dell'autore materiale del fatto illecito, quando sia comunque certo che questo sia da attribuirsi ad un incaricato o preposto del padrone o committente suddetto. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10445 del 15/04/2019 (Rv. 653583 - 02) Cod_Civ_art_2049, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059...
Procedimento civile - domanda giudiziale - citazione - contenuto - determinazione del "petitum" - Erronea qualificazione del danno di cui si chiede il ristoro - Conseguenze - Irrilevanza del "nomen iuris" assegnato dalla parte - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) In genere. La circostanza che l'attore abbia erroneamente qualificato il tipo di pregiudizio non patrimoniale di cui chiede il risarcimento non è ostativa all'accoglimento della domanda, se di quel pregiudizio, intrinsecamente connesso alla situazione data, abbia comunque allegato e provato gli elementi costitutivi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito che, in un caso di risoluzione del contratto preliminare, ha risarcito il pregiudizio derivante dal mancato godimento dell'immobile anticipatamente consegnato ai promissari acquirenti, benché la parte avesse lamentato un danno da mancato adempimento). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7868 del 20/03/2019 Cod_Civ_art_2059, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_1226...
Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Violazione del dovere di fedeltà tra i coniugi - Risarcibilità dei danni ex art. 2059 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6598 del 07/03/2019
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Violazione del dovere di fedeltà tra i coniugi - Risarcibilità dei danni ex art. 2059 c.c. - Configurabilità - Condizioni - Autonomia dell'azione rispetto alla domanda di separazione e di addebito - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. La natura giuridica del dovere di fedeltà derivante dal matrimonio implica che la sua violazione non sia sanzionata unicamente con le misure tipiche del diritto di famiglia, quale l'addebito della separazione, ma possa dar luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c., senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia a ciò preclusiva, sempre che la condizione di afflizione indotta nel coniuge superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, quale, in ipotesi, quello alla salute o all'onore o alla dignità personale. (Nella specie, la S.C ha confermato la sentenza che aveva escluso non solo, in radice, che la violazione del dovere di fedeltà fosse stata causa della separazione, avendo la moglie svelato al marito il tradimento solo mesi dopo la separazione, ma anche che il tradimento, per le sue modalità, avesse recato un apprezzabile pregiudizio all'onore o alla dignità del coniuge, in quanto non noto neppure nell'ambiente circostante e di lavoro e comunque non posto in essere con modalità lesive della dignità della persona). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6598 del 07/03/2019 Cod_Civ_art_0143_1, Cod_Civ_art_0151, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie. Il danno non patrimoniale subito dai congiunti della vittima primaria dell'illecito, in conseguenza della grave invalidità riportata da quest'ultima, non può dirsi sussistente "in re ipsa", e pertanto deve essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva negato qualsivoglia risarcimento ai fratelli della vittima di un incidente stradale, rimasta invalida all'85%, in mancanza della prova dell'intensità della relazione affettiva con la stessa). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2697 risarcimento ai fratelli della vittima di un incidente stradale...
Trasporti marittimi ed aerei - trasporto aereo - di cose (rinvio alle norme sul trasporto marittimo) - responsabilita' del vettore - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4996 del 21/02/2019
Trasporti - marittimi ed aerei - trasporto aereo - di cose (rinvio alle norme sul trasporto marittimo) - responsabilita' del vettore - Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 sul trasporto aereo - Danno da ritardo nella consegna del bagaglio - Limitazioni della responsabilità - Portata - Danno non patrimoniale - Inclusione - Disciplina applicabile. Ai sensi della Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 in materia di trasporto aereo internazionale, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge n. 12 del 2004, ove il vettore aereo internazionale si renda responsabile del ritardo nella consegna al passeggero del proprio bagaglio, la limitazione della responsabilità risarcitoria dello stesso vettore, fissata dall'art. 22, n. 2, della Convenzione nella misura di mille diritti speciali di prelievo per passeggero, opera in riferimento al danno di qualsiasi natura patito dal passeggero medesimo e, dunque, non solo nella sua componente meramente patrimoniale, ma anche in quella non patrimoniale, da risarcire, ove trovi applicazione il diritto interno, ai sensi dell'art. 2059 c.c., quale conseguenza seria della lesione grave di diritti inviolabili della persona costituzionalmente tutelati. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4996 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_2059...
Obbligazioni in genere - cessione dei crediti - cedibilità dei crediti - Risarcimento del danno non patrimoniale - Credito relativo - Divieto di cessione - Esclusione. Il diritto di credito relativo al risarcimento del danno non patrimoniale, così come risulta trasmissibile "iure hereditatis", può anche formare oggetto di cessione per atto "inter vivos", non presentando carattere strettamente personale. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4300 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_1260...
Diffamazione, ingiurie ed offese - diffamazione a mezzo email - Contestualità dell'inoltro - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 06/02/2019
Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - diffamazione a mezzo email - Contestualità dell'inoltro - Necessità - Insussistenza – Ragioni - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 06/02/2019 In tema di diffamazione a mezzo email, non è necessario il contemporaneo inoltro ad una pluralità di destinatari, posto che l'attitudine lesiva dell'onore è insita nell'idoneità del mezzo prescelto ad un'ampia diffusività e prescinde dalla contestualità della ricezione del messaggio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 06/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059 diffamazione a mezzo email...
Onore (reputazione) - risarcimento del danno - lesione dell’onore e della reputazione
Personalità (diritti della) - onore (reputazione) - risarcimento del danno - lesione dell’onore e della reputazione - danno non patrimoniale “in re ipsa” - esclusione - onere di allegazione e prova - necessità - liquidazione giudiziale - presupposti – fattispecie - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31537 del 06/12/2018 In tema di responsabilità civile derivante da pregiudizio all'onore ed alla reputazione, il danno risarcibile non è "in re ipsa" e va pertanto individuato, non nella lesione del diritto inviolabile, ma nelle conseguenze di tale lesione, sicché la sussistenza di tale danno non patrimoniale deve essere oggetto di allegazione e prova, e la sua liquidazione deve essere compiuta dal giudice sulla base, non di valutazioni astratte ma del concreto pregiudizio presumibilmente patito dalla vittima, per come da questa dedotto e provato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva accolto la domanda di risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protesto di un assegno sulla base dell'astratta affermazione che tale illecito avrebbe potuto "verosimilmente" pregiudicare la stima e la reputazione di cui gli attori godevano, senza precisare quale fosse tale stima, in quali ambienti fosse goduta e se in essi si fosse propagata la notizia del protesto). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31537 del 06/12/2018 &nbsp...
Denunce infondate - proscioglimento o assoluzione dell'imputato - responsabilità per danni a carico del denunciante
Responsabilità civile - denunce infondate - proscioglimento o assoluzione dell'imputato - responsabilità per danni a carico del denunciante - condizioni - sussistenza degli elementi (oggettivo e soggettivo) del reato di calunnia – necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018 La denuncia di un reato perseguibile d'ufficio o la proposizione di una querela per un reato così perseguibile, possono costituire fonte di responsabilità civile a carico del denunciante (o querelante), in caso di successivo proscioglimento o assoluzione del denunciato (o querelato), solo ove contengano gli elementi costitutivi (oggettivo e soggettivo) del reato di calunnia, poiché, al di fuori di tale ipotesi, l'attività del pubblico ministero titolare dell'azione penale si sovrappone all'iniziativa del denunciante-querelante, interrompendo ogni nesso causale tra denuncia calunniosa e danno eventualmente subito dal denunciato (o querelato). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - liquidazione - criteri - integralità del risarcimento - duplicazioni risarcitorie - divieto - conseguenze - congiunta attribuzione del risarcimento per il danno esistenziale e per il danno da perdita del rapporto parentale - ammissibilità - esclusione - fondamento- fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30997 del 30/11/2018 In virtù del principio di unitarietà e onnicomprensività del risarcimento del danno non patrimoniale, deve escludersi che al prossimo congiunto di persona deceduta in conseguenza del fatto illecito di un terzo possano essere liquidati sia il danno da perdita del rapporto parentale che il danno esistenziale, poiché il primo già comprende lo sconvolgimento dell'esistenza, che ne costituisce una componente intrinseca. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia di merito che aveva negato il riconoscimento di un'ulteriore posta risarcitoria, a titolo di danno esistenziale, in favore della moglie della vittima di un incidente sul lavoro, in mancanza di qualsivoglia allegazione, da parte della ricorrente, delle circostanze di fatto relative al suo rapporto con la vittima primaria, che valessero a rendere il pregiudizio concreto più grave di quello già riconosciutole). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30997 del 30/11/2018 &nbsp...
Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere - liquidazione dell'indennizzo a titolo di danno non patrimoniale - valutazione equitativa - valore di precedente delle sentenze della cedu in casi simili - configurabilità - limiti - onere di allegazione della parte che contesti la liquidazione - contenuto. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27352 del 29/10/2018 >>> In tema di equa riparazione da irragionevole durata del processo ai sensi della l. n. 89 del 2001, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, il giudice nazionale deve, in linea di principio, uniformarsi ai parametri elaborati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per i casi simili, salvo il potere di discostarsene, in misura ragionevole, qualora, avuto riguardo alle peculiarità della singola fattispecie, ravvisi elementi concreti di positiva smentita di detti criteri, dei quali deve dare conto. La parte che si dolga in sede di legittimità della inadeguatezza della liquidazione del danno non patrimoniale in termini di irragionevole divario rispetto ai criteri adottati dalla giurisprudenza della Corte europea ha, comunque, l'onere di allegare sia i fatti ritenuti rilevanti per fondare la censura di malgoverno della valutazione equitativa da parte del giudice di merito sia i concreti elementi di analogia con i casi consimili in cui, in sede europea, sono stati applicati i parametri più favorevoli. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27352 del 29/10/2018 &nbsp...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione - danni derivanti da demansionamento e dequalificazione del lavoratore dipendente - prova - onere del lavoratore - presunzioni- ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25743 del 15/10/2018 >>> Il danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, ma può essere provato dal lavoratore anche ai sensi dell'art. 2729 c.c., attraverso l'allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tal fine essere valutati la qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25743 del 15/10/2018...
Liquidazione secondo il sistema tabellare - risarcimento
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - danno alla persona - sentenza di primo grado - liquidazione secondo il sistema tabellare - variazione delle tabelle intervenuta nelle more del giudizio di appello secondo principi di diritto enunciati dalla ss. uu. con la sentenza n. 26972/2008 – legittimazione all’impugnazione - sussistenza - specifico motivo di gravame - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) in genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24155 del 04/10/2018 >>> In tema di risarcimento del danno non patrimoniale, quando, all'esito del giudizio di primo grado, l'ammontare del danno alla persona sia stato determinato secondo tabelle successivamente modificate nel corso del giudizio di appello, il danneggiato è legittimato a proporre impugnazione per ottenere la liquidazione di un maggiore importo risarcitorio, purché deduca, con specifico motivo di gravame, la differenza tra i valori minimi o massimi tra le tabelle (ante e post 2008) ed alleghi che l'applicazione dei nuovi valori-punto nel minimo comporterebbe per ciò stesso un risultato più favorevole della liquidazione del danno attribuitagli con la sentenza impugnata. (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha ritenuto inidonea, la mera deduzione in appello della non adeguatezza della somma liquidata per la mancata personalizzazione del danno, senza alcuna contestazione relativa all'omessa applicazione delle variazioni tabellari intervenute medio - tempore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24155 del 04/10/2018...
Disciplina ex art. 844 c.c.
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - immissioni - in genere - Disciplina ex art. 844 c.c. - Contemperamento fra esigenze della proprietà e della produzione - Rilevanza solo per le propagazioni rientranti nella normale tollerabilità - Immissioni realizzate al di fuori di tale ambito - Illecito extracontrattuale - Determinazione del danno - Irrilevanza del contemperamento - Fondamento - Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 21554 DEL 03/09/2018 L'art. 844 c.c. impone, nei limiti della normale tollerabilità e dell'eventuale contemperamento delle esigenze della proprietà con quelle della produzione, l'obbligo di sopportazione di quelle inevitabili propagazioni attuate nell'ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l'esercizio. Viceversa, l'accertamento del superamento della soglia di normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c. comporta, nella liquidazione del danno da immissioni, l'esclusione di qualsiasi criterio di contemperamento di interessi contrastanti e di priorità dell'uso poiché, venendo in considerazione, in tale ipotesi, unicamente l'illiceità del fatto generatore del danno arrecato a terzi, si rientra nello schema dell'azione generale di risarcimento danni ex art. 2043 c.c. e specificamente, per quanto concerne il danno non patrimoniale risarcibile, in quello dell'art. 2059 c.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata per avere applicato, ai fini dell'ammontare del risarcimento, pure il criterio della "priorità dell'uso" in un caso in cui le immissioni provenienti da un'officina superavano la soglia di normale tollerabilità). &nbsp...
Danno non patrimoniale – Liquidazione forfetizzata dei pregiudizi “ordinari” attraverso i meccanismi tabellari – Ulteriori pregiudizi “peculiari” al caso concreto – Personalizzazione della liquidazione forfettaria – Ammissibilità – Condizioni - Oneri motivazionali del giudice – Contenuto. In tema di liquidazione del danno non patrimoniale, ai fini della c.d. "personalizzazione" del danno forfettariamente individuato (in termini monetari) attraverso i meccanismi tabellari cui la sentenza abbia fatto riferimento (e che devono ritenersi destinati alla riparazione delle conseguenze "ordinarie" inerenti ai pregiudizi che qualunque vittima di lesioni analoghe normalmente subirebbe), spetta al giudice far emergere e valorizzare, dandone espressamente conto in motivazione in coerenza alle risultanze argomentative e probatorie obiettivamente emerse ad esito del dibattito processuale, specifiche circostanze di fatto, peculiari al caso sottoposto ad esame, che valgano a superare le conseguenze "ordinarie" già previste e compensate dalla liquidazione forfettizzata assicurata dalle previsioni tabellari; da queste ultime distinguendosi siccome legate all'irripetibile singolarità dell'esperienza di vita individuale nella specie considerata, caratterizzata da aspetti legati alle dinamiche emotive della vita interiore o all'uso del corpo e alla valorizzazione dei relativi aspetti funzionali, di per sé tali da presentare obiettive e riconoscibili ragioni di apprezzamento (in un'ottica che, ovviamente, superi la dimensione "economicistica" dello scambio di prestazioni), meritevoli di tradursi in una differente (più ricca e, dunque, individualizzata) considerazione in termini monetari, rispetto a quanto suole compiersi in assenza di dette peculiarità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 21939 del 21/09/2017 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18327 del 25/07/2017
Danno non patrimoniale conseguente a minaccia estorsiva - Sussistenza - Criterio di riferimento - Grado di resistenza di un soggetto medio - Sufficienza - Specifica capacità di reazione del singolo individuo - Irrilevanza - Ragioni. Una minaccia estorsiva può cagionare un danno non patrimoniale risarcibile se è idonea a provocare uno stato di paura, sofferenza o turbamento in una persona dotata di normale cultura e forza d'animo, senza che assuma rilievo la specifica capacità di reazione della vittima, giacché si deve escludere che l’ordinamento tuteli la persona in misura diversa a seconda del grado di resistenza che la stessa possiede in presenza di una minaccia, determinando un effetto paradossale in danno dei soggetti più coraggiosi. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18327 del 25/07/2017 &nbsp...
Violazione dell’obbligo di informazione del paziente - Danni risarcibili - Oneri di allegazione e prova - Contenuto. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, l'acquisizione del consenso informato del paziente, da parte del sanitario, costituisce prestazione altra e diversa rispetto a quella avente ad oggetto l'intervento terapeutico, dal cui inadempimento deriva - secondo l’"id quod plerumque accidit" - un danno conseguenza costituito dalla sofferenza e dalla contrazione della libertà di disporre di se stesso, psichicamente e fisicamente, patite dal primo in ragione dello svolgimento sulla sua persona di interventi non assentiti, danno che non necessità di specifica prova, ferme restando la possibilità di contestazione della controparte e quella del paziente di allegare e provare fatti a sé ancor più favorevoli di cui intenda giovarsi a fini risarcitori. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16503 del 05/07/2017 &nbsp...
Risarcimenti “punitivi” - Ontologica compatibilità con l’ordinamento italiano - Sussistenza - Riconoscibilità di sentenza straniera recante una siffatta pronuncia - Condizioni - Principio enunciato ex art. 363, comma 3, c.p.c. Nel vigente ordinamento, alla responsabilità civile non è assegnato solo il compito di restaurare la sfera patrimoniale del soggetto che ha subìto la lesione, poiché sono interne al sistema la funzione di deterrenza e quella sanzionatoria del responsabile civile, sicché non è ontologicamente incompatibile con l’ordinamento italiano l’istituto, di origine statunitense, dei risarcimenti punitivi. Il riconoscimento di una sentenza straniera che contenga una pronuncia di tal genere deve, però, corrispondere alla condizione che essa sia stata resa nell’ordinamento straniero su basi normative che garantiscano la tipicità delle ipotesi di condanna, la prevedibilità della stessa ed i suoi limiti quantitativi, dovendosi avere riguardo, in sede di delibazione, unicamente agli effetti dell’atto straniero ed alla loro compatibilità con l’ordine pubblico. (Principio di diritto enunciato dalle S.U. ai sensi dell’art. 363, comma 3, c.p.c. in relazione all’inammissibilità del motivo di ricorso involgente la relativa questione di particolare importanza, ancorché all’esito di una pronuncia di complessivo rigetto del ricorso). Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16601 del 05/07/2017 &nbsp...
Diffamazione a mezzo stampa - Danno alla reputazione - Prova - Ricorso al notorio e a presunzioni - Ammissibilità - Parametri. In tema di risarcimento del danno causato da diffamazione a mezzo stampa, la prova del danno non patrimoniale può essere fornita con ricorso al notorio e tramite presunzioni, assumendo, come idonei parametri di riferimento, la diffusione dello scritto, la rilevanza dell’offesa e la posizione sociale della vittima, tenuto conto del suo inserimento in un determinato contesto sociale e professionale. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017 &nbsp...
Diffamazione a mezzo stampa - Danno non patrimoniale da lesione della reputazione - Liquidazione - Valutazione equitativa - Necessità - Censurabilità in Cassazione - Condizioni. In tema di risarcimento del danno causato da diffamazione a mezzo stampa, la liquidazione del danno non patrimoniale presuppone una valutazione necessariamente equitativa, la quale non è censurabile in Cassazione, sempre che i criteri seguiti siano enunciati in motivazione e non siano manifestamente incongrui rispetto al caso concreto, o radicalmente contraddittori, o macroscopicamente contrari a dati di comune esperienza, ovvero l’esito della loro applicazione risulti particolarmente sproporzionato per eccesso o per difetto. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017 &nbsp...
Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) - In genere - Corte di Cassazione Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10220 del 26/04/2017 In materia di responsabilità civile, in caso di concorso della condotta colposa della vittima di un illecito mortale nella produzione dell’evento dannoso, il risarcimento del danno, patrimoniale e non, patito “iure proprio” dai congiunti della vittima deve essere ridotto in misura corrispondente alla percentuale di colpa ad essa ascrivibile; peraltro, non commettendo alcun illecito nei confronti dei propri congiunti non sorge una responsabilità verso di loro in capo alla vittima e, quindi, al suo assicuratore della r.c.a. Corte di Cassazione Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10220 del 26/04/2017 &nbsp...
Danno biologico – Criteri di liquidazione - Applicazione delle tabelle predisposte dal Tribunale di Milano - Necessità - Possibilità per il giudice di discostarsene - Limiti. Il danno alla salute, temporaneo o permanente, in assenza di criteri legali va liquidato in base alle cosiddette tabelle diffuse del tribunale di Milano, salvo che il caso concreto presenti specificità, che il giudice ha l’onere di rilevare, accertare ed esporre in motivazione, tali da consigliare o imporre lo scostamento dai valori standard. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9950 del 20/04/2017 &nbsp...
Condotta generativa - Commissione di uno specifico reato a protezione dell'ambiente - Necessità - Esclusione. La condotta generativa del danno ambientale, come configurata sia dall’art. 18 della l. n. 349 del 1986 che dall’art. 311 del d.lgs. n. 152 del 2006, non si identifica necessariamente nella commissione di uno specifico reato a protezione dell'ambiente, potendo la stessa consistere nella violazione di una qualunque prescrizione riferita ad attività umana da cui possa derivare un'alterazione di quest'ultimo, desumibile dall’insieme delle regole dell’ordinamento, tra le quali rientrano sicuramente quelle relative all’illecito aquiliano ed alla responsabilità derivante dall’esercizio di attività pericolose. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8662 del 04/04/2017 &nbsp...
Nozione ex artt. 18 della l. n. 349 del 1986 e 298-bis del d.lgs. n. 152 del 2006 - Alterazione del bene ambiente - Inclusione - Portata migliorativa dell'alterazione realizzata - Irrilevanza. La nozione di danno ambientale ai sensi dell'art. 18 della l. n. 349 del 1986, così come quella dell'art. 298-bis del d.lgs. n. 152 del 2006, comprende, oltre alla perdita definitiva (distruzione) ed al deterioramento (peggioramento qualitativo) di una risorsa ambientale, anche l'alterazione del bene ambiente, consistente nella modificazione definitiva dell'equilibrio ecologico, biologico e sociologico del territorio con una visibile modificazione degli assetti precedenti, senza che assuma rilievo la realizzazione di un intervento migliorativo della situazione antecedente. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8662 del 04/04/2017 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8662 del 04/04/2017
Danno non patrimoniale derivante da condotta corruttiva di dipendenti e funzionari comunali - Pregiudizio alla funzionalità dell'ente e danno all'immagine - Differenze - Risarcimento di entrambi i danni - Doppia liquidazione di un medesimo danno - Configurabilità - Esclusione. In materia di danno non patrimoniale derivante da condotta corruttiva di dipendenti e funzionari comunali, il pregiudizio arrecato alla funzionalità dell'ente pubblico, consistente nella sottrazione di risorse da destinare al perseguimento dei suoi scopi e, più in generale, nella lesione dell'interesse alla legalità, al buon andamento ed alla trasparenza ed imparzialità dell'attività amministrativa ai sensi dell'art. 97 Cost., è distinto dal danno procurato all'immagine ed alla credibilità dell'ente, determinato dal discredito e dal sentimento di sfiducia verso l'amministrazione per effetto dell'ampia diffusione del fenomeno e della identificazione dell'ente stesso con gli amministratori corrotti. Ne consegue che il risarcimento di entrambi i pregiudizi non dà luogo ad una doppia liquidazione del medesimo danno non patrimoniale, trattandosi di lesioni di diversi beni giuridici. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8662 del 04/04/2017 &nbsp...
Nozione ed accertamento della responsabilità del danneggiante - Fonti normative di riferimento - Criteri di liquidazione del relativo risarcimento - Disciplina utilizzabile - Individuazione. In tema di disciplina applicabile nei giudizi relativi alla materia ambientale, per la definizione di danno ambientale e l'identificazione dell'attività idonea a determinare la responsabilità dell'agente deve farsi riferimento alla normativa vigente al momento in cui si sono verificati i fatti, mentre per i criteri di liquidazione del danno si applica, anche ai giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della legge n. 97 del 2013, l'art. 311, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006, nel testo modificato, da ultimo, dall'art. 25 della legge n. 97 citata, come da espressa previsione normativa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8662 del 04/04/2017 &nbsp...
Responsabilita' civile - diffamazione, ingiurie ed offese - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5005 del 28/02/2017
Diffamazione – Esercizio del diritto di critica politica – Contenuto – Individuazione – Vincolo di obiettività – Necessità – Esclusione. In materia di diffamazione a mezzo stampa, costituisce esercizio del diritto di critica politica l’esposizione di fatti in parte ormai storici e in parte già di pubblica diffusione e tali da essere di pubblico interesse per la loro idoneità ad incidere sulla reputazione di un soggetto avente ampie aspirazioni politiche, nonché di altri fatti la cui fonte di apprendimento, sebbene non svelata, sia comunque ricostruibile, laddove ciascuno di essi sia utilizzato non al limitato fine di offrirne una rassegna, bensì come elementi sulla base dei quali costruire una valutazione, tutta politica, di inadeguatezza del soggetto coinvolto ad assumere cariche pubbliche (nella specie, a candidarsi alla guida del governo di un Paese), non essendo, peraltro, la critica politica soggetta ad alcun vincolo di obiettività. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5005 del 28/02/2017 &nbsp...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - immissioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. U - , Sentenza n. 2611 del 01/02/2017
Immissioni intollerabili - Assenza di pregiudizio alla salute - Risarcibilità - Sussistenza - Condizioni - Fondamento - Prova presuntiva - Ammissibilità - Fattispecie. L'assenza di un danno biologico documentato non osta al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare all'interno della propria abitazione ed il diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, quali diritti costituzionalmente garantiti, nonché tutelati dall'art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la prova del cui pregiudizio può essere fornita anche con presunzioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva riconosciuto sussistente una turbativa della vita domestica degli originari attori, conseguente alle immissioni sonore e luminose provenienti da un palco montato ad un metro di distanza dalla relativa abitazione, realizzato per i festeggiamenti del Santo Patrono e, successivamente, non rimosso per tutto il periodo estivo). Corte di Cassazione Sez. U - , Sentenza n. 2611 del 01/02/2017...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - immissioni – Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2611 del 01/02/2017
In genere Immissioni intollerabili - Assenza di pregiudizio alla salute - Risarcibilità - Sussistenza - Condizioni - Fondamento - Prova presuntiva - Ammissibilità - Fattispecie. Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) In genere. L'assenza di un danno biologico documentato non osta al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare all'interno della propria abitazione ed il diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, quali diritti costituzionalmente garantiti, nonché tutelati dall'art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, la prova del cui pregiudizio può essere fornita anche con presunzioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva riconosciuto sussistente una turbativa della vita domestica degli originari attori, conseguente alle immissioni sonore e luminose provenienti da un palco montato ad un metro di distanza dalla relativa abitazione, realizzato per i festeggiamenti del Santo Patrono e, successivamente, non rimosso per tutto il periodo estivo). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2611 del 01/02/2017 &nbsp...
Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21230 del 20/10/2016
Danno "da uccisione" - Pretesa azionata "iure proprio" dai congiunti dell'ucciso - Azione proposta dai nipoti per decesso del nonno - Presupposto necessario - Rapporto di convivenza - Esclusione - Ragioni. In caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale "da uccisione", proposta "iure proprio" dai congiunti dell'ucciso, questi ultimi devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l'ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l'azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno; infatti, non essendo condivisibile limitare la "società naturale", cui fa riferimento l'art. 29 Cost., all'ambito ristretto della sola cd. "famiglia nucleare", il rapporto nonni-nipoti non può essere ancorato alla convivenza, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, escludendo automaticamente, nel caso di non sussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare in concreto l'esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21230 del 20/10/2016 &nbsp...
Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - responsabilità - del datore di lavoro e dei dipendenti del datore di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20807 del 14/10/2016
Danno biologico cd. differenziale - Criteri di liquidazione - Detrazione della rendita INAIL - Limitazione alla quota capitale relativa al danno biologico - Necessità - Fondamento. In tema di liquidazione del danno biologico cd. differenziale, di cui il datore di lavoro è chiamato a rispondere nei casi in cui opera la copertura assicurativa INAIL in termini coerenti con la struttura bipolare del danno-conseguenza, va operato un computo per poste omogenee, sicché, dall'ammontare complessivo del danno biologico, va detratto non già il valore capitale dell'intera rendita costituita dall'INAIL, ma solo il valore capitale della quota di essa destinata a ristorare, in forza dell'art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000, il danno biologico stesso, con esclusione, invece, della quota rapportata alla retribuzione ed alla capacità lavorativa specifica dell'assicurato, volta all'indennizzo del danno patrimoniale. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20807 del 14/10/2016 &nbsp...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17678 del 07/09/2016
Danno alla persona - Liquidazione - Applicazione di tabelle diverse da quelle predisposte dal Tribunale di Milano - Deducibilità come violazione di legge - Ammissibilità - Condizioni - Riproduzione in giudizio delle tabelle - Necessità. In tema di danno non patrimoniale, il riferimento a tabelle diverse da quelle elaborate dal Tribunale di Milano, comportante una liquidazione di entità inferiore a quella risultante dall'applicazione di queste ultime, può essere fatta valere in sede di legittimità, come vizio di violazione di legge, soltanto ove la questione sia stata già posta nel giudizio di merito ed il ricorrente abbia versato in atti le tabelle milanesi, anche a mezzo della loro riproduzione negli scritti difensivi conclusionali. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17678 del 07/09/2016 &nbsp...
Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - in genere – Sez. 3, Sentenza n. 14694 del 19/07/2016
Siti "internet" accessibili al pubblico - Divulgazione di dati personali - Lesione del diritto alla riservatezza - Sussistenza - Condizioni. La divulgazione di dati personali effettuata direttamente o per interposta persona, mediante la gestione di siti "Internet" accessibili al pubblico, e tra loro collegati, lede il diritto alla riservatezza garantito dall'art. 2 Cost. ed è idonea a produrre danni risarcibili ai sensi dell'art. 2043 c.c., quando manchino il consenso degli interessati, l'interesse pubblico alla diffusione dei dati e la pertinenza della divulgazione rispetto al tema trattato. Sez. 3, Sentenza n. 14694 del 19/07/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - immissioni - normale tollerabilità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14180 del 12/07/2016
Immissioni acustiche superiori alla normale tollerabilità - Illiceità - Esigenze della produzione - Elevazione della soglia di tollerabilità - Incisione del diritto alla salute - Esclusione. In tema di immissioni acustiche (nella specie provenienti da circolazione stradale), viene in rilievo l'art. 844 c.c., che detta una regola concepita per risolvere i conflitti di interesse tra usi diversi di unità immobiliari contigue qualora le immissioni superino la normale tollerabilità e che, solo in caso di svolgimento di attività produttive, consente l'elevazione della soglia di tollerabilità, sempre che non venga in gioco il diritto fondamentale alla salute, da considerarsi valore comunque prevalente rispetto a qualsiasi esigenza della produzione, in quanto funzionale al diritto ad una normale qualità della vita. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14180 del 12/07/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - immissioni - azione contro le immissioni illecite - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14180 del 12/07/2016
Controversia sull'inosservanza da parte della P.A. del "neminem laedere" nella gestione dei propri beni - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fattispecie in tema di immissioni acustiche. L'inosservanza da parte della P.A. delle regole tecniche o dei canoni di diligenza e prudenza nella gestione dei propri beni può essere denunciata dal privato davanti al giudice ordinario non solo per conseguire la condanna della P.A. al risarcimento dei danni, ma anche per ottenerne la condanna ad un "facere", tale domanda non investendo scelte ed atti autoritativi della P.A., ma un'attività soggetta al principio del "neminem laedere". (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza di merito, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda di condanna della Autostrada del Brennero s.p.a. alla realizzazione di una barriera antirumore). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14180 del 12/07/2016 &nbsp...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - immissioni - azione contro le immissioni illecite - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 14180 del 12/07/2016
Controversia sull'inosservanza da parte della P.A. del "neminem laedere" nella gestione dei propri beni - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fattispecie in tema di immissioni acustiche. L'inosservanza da parte della P.A. delle regole tecniche o dei canoni di diligenza e prudenza nella gestione dei propri beni può essere denunciata dal privato davanti al giudice ordinario non solo per conseguire la condanna della P.A. al risarcimento dei danni, ma anche per ottenerne la condanna ad un "facere", tale domanda non investendo scelte ed atti autoritativi della P.A., ma un'attività soggetta al principio del "neminem laedere". (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza di merito, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda di condanna della Autostrada del Brennero s.p.a. alla realizzazione di una barriera antirumore). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 14180 del 12/07/2016 &nbsp...
previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - responsabilità - del datore di lavoro e dei dipendenti del datore di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 777 del 19/01/2015
Responsabilità del datore di lavoro - Esonero dalla responsabilità civile - Limiti - Risarcimento del danno alla salute o biologico - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 777 del 19/01/2015 In tema di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l'esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per i danni occorsi al lavoratore infortunato, e la limitazione dell'azione risarcitoria di questi al cosiddetto danno differenziale, nel caso di esclusione di detto esonero per la presenza di responsabilità di rilievo penale a norma dell'art. 10 del d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, riguarda, secondo una interpretazione costituzionalmente orientata, soltanto l'ambito della copertura assicurativa, ossia il danno patrimoniale collegato alla riduzione della capacità lavorativa generica e non anche il danno alla salute, o biologico, e il danno morale di cui all'art. 2059 cod. civ., entrambi di natura non patrimoniale, al cui integrale risarcimento il lavoratore ha diritto ove sussistano i presupposti della responsabilità del datore di lavoro. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 777 del 19/01/2015 &nbsp...
Danno biologico - Sopravvenuto decesso del danneggiato per cause indipendenti dal sinistro - Liquidazione del danno - Riferimento al tempo intercorso tra il sinistro e il decesso - Necessità - Fondamento. In tema di risarcimento del danno biologico, la liquidazione va parametrata alla durata effettiva della vita, se questa è più breve - per cause indipendenti dal sinistro oggetto del giudizio - rispetto a quella attesa o corrispondente alla vita media (sebbene occorra tenere conto della maggiore intensità del patema d'animo nei primi tempi successivi all'evento), assumendo esclusiva rilevanza la sofferenza effettivamente patita per il residuo tempo di durata della vita, nel rispetto del fondamentale principio di contenimento di qualunque forma di risarcimento all'effettivo pregiudizio arrecato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10897 del 26/05/2016 &nbsp...
domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica - Domande proposte prima della sentenza delle Sezioni Unite n. 26972 del 2008 - Richiesta di condanna al risarcimento del "danno morale" - Qualificazione - Criteri. Corte di Cassazione Sez. 3
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Domande proposte prima della sentenza delle Sezioni Unite n. 26972 del 2008 - Richiesta di condanna al risarcimento del "danno morale" - Qualificazione - Criteri. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13179 del 16/06/2011 La domanda di risarcimento del danno aquiliano proposta prima che la corte di cassazione, pronunciandosi a Sezioni Unite, adottasse una nuova ed omnicomprensiva nozione di "danno non patrimoniale" (con la sentenza 11 novembre 2008 n. 26972), e contenente la richiesta di risarcimento del "danno morale da liquidarsi in via equitativa", è suscettibile di essere interpretata come comprensiva anche dei pregiudizi non patrimoniali diversi dalla mera sofferenza interiore, quando dal contesto dell'atto risulti evidente the l'istante non abbia inteso riferirsi esclusivamente a quest'ultima. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13179 del 16/06/2011 &nbsp...
Applicazione delle tabelle milanesi - Variazione prima della pubblicazione della sentenza - Valore di "ius superveniens" - Esclusione - Ragioni. In tema di applicazione delle cd. tabelle milanesi di liquidazione del danno, qualora dopo la deliberazione della decisione e prima della sua pubblicazione, sia intervenuta una loro variazione, deve escludersi che l'organo deliberante abbia l'obbligo di riconvocarsi e di procedere ad una nuova operazione di liquidazione del danno in base alle nuove tabelle, la cui modifica non integra uno "jus superveniens" né in via diretta né in quanto e possano assumere rilievo, ai sensi dell'art. 1226 c.c., come parametri doverosi per la valutazione equitativa del danno non patrimoniale alla persona. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9367 del 10/05/2016 &nbsp...
Personalità (diritti della) - riservatezza - immagine - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8709 del 03/05/2016
Diritto all'immagine professionale - Natura - Diritto fondamentale - Configurabilità - Conseguenze - Fattispecie in tema di demansionamento. Lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione – In genere. Il diritto all'immagine professionale del lavoratore rientra tra quelli fondamentali tutelati dall'art. 2 Cost. la cui risarcibilità va riconosciuta anche in presenza di lesioni di breve durata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto il risarcimento del danno all'immagine professionale ad un lavoratore, privato della funzione di coordinamento, sebbene le mansioni dequalificanti fossero state esercitate per poco tempo, date anche le numerose assenze per malattia). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8709 del 03/05/2016 &nbsp...
Personalità (diritti della) - riservatezza - immagine - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8709 del 03/05/2016
Diritto all'immagine professionale - Natura - Diritto fondamentale - Configurabilità - Conseguenze - Fattispecie in tema di demansionamento. Il diritto all'immagine professionale del lavoratore rientra tra quelli fondamentali tutelati dall'art. 2 Cost. la cui risarcibilità va riconosciuta anche in presenza di lesioni di breve durata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto il risarcimento del danno all'immagine professionale ad un lavoratore, privato della funzione di coordinamento, sebbene le mansioni dequalificanti fossero state esercitate per poco tempo, date anche le numerose assenze per malattia). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8709 del 03/05/2016 &nbsp...
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3181 del 14/02/2006
Uccisione di un congiunto - Lesione di valori personali costituzionalmente garantiti - Danno non patrimoniale - Risarcibilità - Qualificazione del fatto illecito come reato - Necessità - Esclusione - Fondamento costituzionale della protezione giuridica dell'interesse alla intangibilità della sfera degli affetti e della reciproca solidarietà nell'ambito della famiglia. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3181 del 14/02/2006 L'uccisione di un congiunto provoca una lesione dell'interesse, di rilievo costituzionale, alla intangibilità della sfera degli affetti e della reciproca solidarietà nell'ambito della famiglia. Il danno non patrimoniale, e non suscettibile di una valutazione monetaria di mercato, conseguente alla ingiusta lesione di un interesse inerente alla persona, costituzionalmente garantito, non è soggetto, ai fini della risarcibilità, al limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 cod. pen., e non presuppone, pertanto, la qualificabilità del fatto illecito come reato, giacché il rinvio ai casi in cui la legge consente la riparazione del danno non patrimoniale ben può essere riferito, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, anche alle previsioni della Legge fondamentale, ove si consideri che il riconoscimento, nella Costituzione, dei diritti inviolabili inerenti alla persona non aventi natura economica implicitamente, ma necessariamente, ne esige la tutela, ed in tal modo configura un caso determinato dalla legge, al massimo livello, di riparazione del danno non patrimoniale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3181 del 14/02/2006 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8037 del 21/04/2016
Convivente "more uxorio" - Uccisione del figlio unilaterale del partner - Danno non patrimoniale risarcibile al convivente - Condizioni. La sofferenza provata dal convivente "more uxorio", in conseguenza dell'uccisione del figlio unilaterale del partner, è un danno non patrimoniale risarcibile soltanto se sia dedotto e dimostrato che tra la vittima e l'attore sussistesse un rapporto familiare di fatto, il quale non si esaurisce nella mera convivenza, ma consiste in una relazione affettiva stabile, duratura, risalente e sotto ogni aspetto coincidente con quella naturalmente scaturente dalla filiazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8037 del 21/04/2016 &nbsp...
Convivente "more uxorio" - Uccisione del figlio unilaterale del partner - Danno non patrimoniale risarcibile al convivente - Condizioni. La sofferenza provata dal convivente "more uxorio", in conseguenza dell'uccisione del figlio unilaterale del partner, è un danno non patrimoniale risarcibile soltanto se sia dedotto e dimostrato che tra la vittima e l'attore sussistesse un rapporto familiare di fatto, il quale non si esaurisce nella mera convivenza, ma consiste in una relazione affettiva stabile, duratura, risalente e sotto ogni aspetto coincidente con quella naturalmente scaturente dalla filiazione. &nbsp...
Danno alla salute - Liquidazione - Mancata applicazione delle "tabelle di Milano" quale vizio di violazione di legge - Sopravvenienza giurisprudenziale del principio in corso di causa - Richiesta di applicazione del sistema tabellare per la prima volta in sede di precisione delle conclusioni - Ammissibilità. In materia di danno alla salute, quando in corso di causa (ivi compresa la fase di gravame) sia sopravvenuto il principio giurisprudenziale - enunciato dalla S.C. con sentenza n. 12408 del 2011 - secondo cui la mancata adozione delle cd. "tabelle" di Milano integra un vizio di violazione di legge, deve ritenersi consentito, a chi agisce per il risarcimento del danno, chiederne l'applicazione, per la prima volta, anche in fase di precisazione delle conclusioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016 &nbsp...
Circolazione stradale - Lesione di lieve entità (micropermanenti) - Danno morale - Condizioni - Accertamento in concreto - Meccanismi semplificativi di tipo automatico - Esclusione - Oneri di allegazione e probatori del danneggiato - Presunzioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 339 del 13/01/2016 In caso di incidente stradale, va liquidato anche il danno morale, ancorché conseguente a lesioni di lieve entità (micropermanenti), purchè si tenga conto della lesione in concreto subita, non sussistendo alcuna automaticità parametrata al danno biologico, e il danneggiato è onerato dell'allegazione e della prova, eventualmente anche a mezzo di presunzioni, delle circostanze utili ad apprezzare la concreta incidenza della lesione patita in termini di sofferenza e turbamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 339 del 13/01/2016 &nbsp...
Danno esistenziale - Autonoma voce di danno - Esclusione - Ragioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 336 del 13/01/2016 In tema di risarcimento del danno, non è ammissibile nel nostro ordinamento l'autonoma categoria del "danno esistenziale", in quanto, ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono già risarcibili ai sensi dell'art. 2059 c.c., sicché la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una non consentita duplicazione risarcitoria; ove, invece, si intendesse includere nella categoria i pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, la stessa sarebbe illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili alla stregua del menzionato articolo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la decisione del giudice di merito di non liquidare, con voce autonoma, il danno esistenziale da morte del congiunto, per essere stato già liquidato il relativo danno non patrimoniale comprensivo sia della sofferenza soggettiva che del danno costituito dalla lesione del rapporto parentale e del conseguente sconvolgimento dell'esistenza). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 336 del 13/01/2016 &nbsp...
Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6787 del 07/04/2016
Esercizio del diritto di satira - Impiego di un detto popolare di carattere scatologico - Configurabilità - Valutazione del giudice di merito - Censurabilità in sede di legittimità - Limiti e condizioni. Non è censurabile in sede di legittimità la valutazione del giudice del merito sul legittimo esercizio del diritto di satira, posto in essere attraverso l'impiego di un detto popolare avente ad oggetto una facezia di carattere scatologico, se contestualizzata e riconosciuta sorretta da un intento di esasperazione grottesca ed iperbolica dell'impraticabilità di un ipotizzato paragone od accostamento della condotta tenuta dalla persona attinta dalla satira, o da essa pubblicamente ammessa o riconosciuta, rispetto ad altra vicenda storica. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6787 del 07/04/2016 &nbsp...
Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6784 del 07/04/2016
Esimente - Critica storica - Condizioni e limiti - Fattispecie. In materia di diffamazione a mezzo stampa, non può riconoscersi l'esimente del diritto di critica storica se la ricostruzione dei fatti, contrastante con quella ufficialmente riconosciuta, si fondi su fonti anonime o non riscontrabili, ovvero su voci correnti. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito che aveva ritenuto lesivo della reputazione di un partigiano, decorato con medaglia d'argento al valor militare e morto in uno scontro a fuoco con truppe naziste, la pubblicazione di uno scritto - fondato su fonti anonime o non verificabili - che attribuiva, invece, l'uccisione al "fuoco amico", ed interessato, di altro partigiano). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6784 del 07/04/2016 &nbsp...
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4025 del 01/03/2016
responsabilità - del datore di lavoro e dei dipendenti del datore di lavoro – Responsabilità del datore di lavoro - Liquidazione del danno differenziale - Regime anteriore al d.lgs. n. 38 del 2000 - Decurtazione degli importi percepiti a titolo di rendita INAIL - Esclusione - Fondamento. In tema di infortuni sul lavoro, il datore di lavoro risponde dei danni occorsi al lavoratore infortunato nei limiti del cd. danno differenziale che non comprende le componenti del danno biologico coperte dall'assicurazione obbligatoria, sicché, per le fattispecie anteriori all'ambito temporale di applicazione dell'art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000, il datore risponde dell'intero danno non patrimoniale, non potendo essere decurtati gli importi percepiti a titolo di rendita INAIL, corrispondenti, nel regime allora vigente, solo al danno patrimoniale legato al pregiudizio alla capacità lavorativa generica. &nbsp...
Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015
Falso riconoscimento della paternità poi disconosciuto - Successiva impugnazione dell'atto - Risarcimento dei danni - Prescrizione - Decorrenza - Dal giorno dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento dei danni conseguenti ad un riconoscimento di paternità consapevolmente falso e, come tale, in seguito disconosciuto, decorre dal giorno dell'azione di impugnazione dell'atto per difetto di veridicità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015
Danno non patrimoniale - Liquidazione - Criteri equitativi - Applicabilità - Incensurabilità in cassazione - Fattispecie in tema di danni conseguenti ad un falso riconoscimento di paternità successivamente disconosciuto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - In genere. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 La liquidazione del danno non patrimoniale in via equitativa resta affidata ad apprezzamenti discrezionali del giudice di merito, non sindacabili in sede di legittimità purché la motivazione della decisione dia adeguatamente conto del processo logico attraverso il quale si è pervenuti alla liquidazione, indicando i criteri assunti a base del procedimento valutativo. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto correttamente motivata la sentenza di merito che ha liquidato i danni conseguenti ad un falso riconoscimento di paternità, poi disconosciuto, in base ai parametri utilizzati in materia di perdita del rapporto parentale e di pregiudizi intrafamiliari) Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 &nbsp...
Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum damno" – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015
Danno derivante da un falso riconoscimento di paternità poi disconosciuto - "Compensatio lucri cum damno" con i benefici ricevuti dal danneggiato per l'adempimento degli obblighi di mantenimento - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 In sede di liquidazione del danno inferto al figlio da un falso riconoscimento di paternità, poi disconosciuto, non si può tenere conto, a titolo di "compensatio lucri cum damno", dei benefici ricevuti dal danneggiato in conseguenza dell'adempimento, da parte del falso padre, degli obblighi di mantenimento, non potendosi configurare un effetto lucrativo derivante da prestazioni dovute da chi, a seguito del riconoscimento, seppur falso, abbia assunto lo "status" di genitore. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015 &nbsp...
Lesioni di non lieve entità - Danno morale - Autonomia rispetto al danno biologico - Conseguenze - Separata liquidazione - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11851 del 09/06/2015 Nel caso di lesioni di non lieve entità e, dunque, al di fuori dell'ambito applicativo delle lesioni cd. micro permanenti di cui all'art. 139 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, il danno morale costituisce una voce di pregiudizio non patrimoniale, ricollegabile alla violazione di un interesse costituzionalmente tutelato, da tenere distinta dal danno biologico e dal danno nei suoi aspetti dinamico relazionali presi in considerazione dall'art. 138 del menzionato d.lgs. n. 209 del 2005, con la conseguenza che va risarcito autonomamente, ove provato, senza che ciò comporti alcuna duplicazione risarcitoria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11851 del 09/06/2015 &nbsp...
Pregiudizio della capacità lavorativa generica - Natura di danno patrimoniale ulteriore rispetto alla lesione della capacità lavorativa specifica - Perdita di "chance" - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12211 del 12/06/2015 In tema di danni alla persona, l'invalidità di gravità tale (nella specie, del 25 per cento) da non consentire alla vittima la possibilità di attendere neppure a lavori diversi da quello specificamente prestato al momento del sinistro, e comunque confacenti alle sue attitudini e condizioni personali ed ambientali, integra non già lesione di un modo di essere del soggetto, rientrante nell'aspetto del danno non patrimoniale costituito dal danno biologico, quanto un danno patrimoniale attuale in proiezione futura da perdita di "chance", ulteriore e distinto rispetto al danno da incapacità lavorativa specifica, e piuttosto derivante dalla riduzione della capacità lavorativa generica, il cui accertamento spetta al giudice di merito in base a valutazione necessariamente equitativa ex art. 1226 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12211 del 12/06/2015 &nbsp...
Nascita di feto morto - Liquidazione equitativa del danno non patrimoniale - Criteri - Applicazione delle tabelle predisposte dal tribunale di Milano - Parametri previsti per la perdita del rapporto parentale - Applicazione automatica - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12717 del 19/06/2015 In materia di liquidazione equitativa del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale, non è adeguatamente motivata la sentenza del giudice di merito che, facendo applicazione dei parametri previsti al riguardo dalle tabelle elaborate dal tribunale di Milano, abbia liquidato, per il pregiudizio subito dai genitori in ragione della nascita di un feto morto, una somma pari ai valori più elevati della forbice risarcitoria ivi contemplata, senza considerare che essa, in quanto dichiaratamente calcolata in ragione della qualità e quantità della relazione affettiva con la persona perduta, non è di per sé utilizzabile nel caso del figlio nato morto, dove tale relazione è solo potenziale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12717 del 19/06/2015 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13085 del 24/06/2015
Danno non patrimoniale - Risarcibilità - Condizioni - Sussistenza in concreto di un reato o condanna passata in giudicato - Necessità - Esclusione - Sua astratta configurabilità - Sufficienza - Accertamento del giudice civile - Ammissibilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13085 del 24/06/2015 La risarcibilità del danno non patrimoniale a norma dell'art. 2059 cod. civ., in relazione all'art. 185 cod. pen., non richiede che il fatto illecito integri in concreto un reato, né occorre una condanna penale passata in giudicato (nella specie, per accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico protetto, quale comportamento integrativo di concorrenza sleale), ma è sufficiente che il fatto stesso sia astrattamente previsto come reato, sicché la mancanza di una pronuncia del giudice penale non costituisce impedimento all'accertamento, da parte del giudice civile, della sussistenza dei suoi elementi costitutivi. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13085 del 24/06/2015 &nbsp...
Navigazione (disciplina amministrativa) - navigazione da diporto – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13224 del 26/06/2015
Responsabilità civile - Danno da circolazione di natante da diporto - Rapporto tra norme del codice della navigazione e norme del codice della nautica da diporto - Specialità delle seconde - Conseguenze nella responsabilità verso terzi - Applicazione dell'art. 424 cod. nav. - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13224 del 26/06/2015 Trasporti - contratto di trasporto (diritto civile) - di persone - responsabilità del vettore - danni alle persone - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13224 del 26/06/2015 Il carattere speciale della normativa sulla navigazione da diporto rispetto al codice della navigazione comporta che le norme generali del secondo trovino applicazione residuale solo per gli aspetti e le materie non disciplinate dalla prima, sicché, ai fini dell'accertamento della responsabilità verso terzi, è ininfluente la regola prevista dall'art. 414 del codice della navigazione, secondo cui è il danneggiato a dover provare il dolo o la colpa grave del vettore o dei suoi dipendenti nel trasporto amichevole di persone o bagagli, trovando invece applicazione l'art. 47 della legge 11 febbraio 1971, n. 50 (la cui previsione è stata successivamente ribadita dall'art. 40 del d.lgs. 18 luglio 2005, n. 171 sulla nautica da diporto), secondo cui, per espresso rinvio all'art. 2054 cod. civ., è il conducente di natanti e imbarcazioni da diporto il responsabile dei danni verso terzi, se non prova di avere fatto tutto il possibile per evitarli. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13224 del 26/06/2015 &nbsp...
Danno da perdita del rapporto parentale - Autonoma configurabilità - Sussistenza - Condizioni - Sconvolgimento delle abitudini di vita - Necessità - Nozione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015 Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015 Il pregiudizio da perdita del rapporto parentale, da allegarsi e provarsi specificamente dal danneggiato ex art. 2697 c.c., rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale, distinto dal danno morale e da quello biologico, con i quali concorre a compendiarlo, e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell'esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, nella quale, pur dandosi atto che, dalla vicenda della tragica morte del giovane figlio, la madre ne era uscita distrutta nel corpo, trascinando la propria successiva esistenza tra mille difficoltà e problemi nel solo ricordo, quasi ossessivo, del defunto, aveva, poi, sulla base di tali circostanze, riconosciuto alla medesima il solo danno morale, negandole, però, quello da perdita del rapporto parentale). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16992 del 20/08/2015 &nbsp...
Stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17211 del 27/08/2015
Diritti di critica e cronaca giornalistica - Condizioni legittimanti - Continenza - Nozione - Fattispecie in tema di servizio televisivo concernente il fenomeno del "turismo sessuale" femminile. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17211 del 27/08/2015 Il legittimo esercizio dei diritti di cronaca e di critica giornalistica è condizionato dal limite, oltre che della verità e dell'interesse pubblico, della continenza, intesa come correttezza formale dell'esposizione e non eccedenza da quanto strettamente necessario per il pubblico interesse, sì da garantire cronaca e critica non si manifestino tramite strumenti e modalità lesivi dei diritti fondamentali all'onore ed alla reputazione, sicché, con riguardo ad una trasmissione televisiva, assumono rilievo le modalità di comunicazione utilizzate, ove sia stata realizzata una peculiare combinazione di immagini e sonoro tra loro, tale da risultare trasmodante il suddetto limite. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esorbitante un reportage televisivo sul fenomeno del turismo sessuale femminile in Giamaica, nel corso del quale l'immagine dell'attrice, che non era neppure un personaggio pubblico, era stata accostata ad un sonoro tale da avvalorare l'illazione che la sua presenza "in loco" fosse finalizzata alla ricerca di facili incontri sessuali). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17211 del 27/08/2015 &nbsp...
Stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17207 del 27/08/2015
Diffamazione a mezzo stampa - Destinatario dell'offesa - Indicazione specifica e nominativa - Necessità - Esclusione - Individuazione sulla base di tutti gli elementi della fattispecie concreta - Sufficienza - Dati desumibili da fonti informative diverse - Rilevanza - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17207 del 27/08/2015 In tema di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa, non è necessario che il soggetto passivo sia precisamente e specificamente nominato, purché la sua individuazione avvenga, in assenza di una esplicita indicazione nominativa, attraverso tutti gli elementi della fattispecie concreta (quali le circostanze narrate, oggettive e soggettive, i riferimenti personali e temporali e simili), desumibili anche da fonti informative di pubblico dominio al momento della diffusione della notizia offensiva diverse da quella della cui illeicità si tratta, se la situazione di fatto sia tale da consentire al pubblico di riconoscere con ragionevole certezza la persona cui la notizia è riferita. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17207 del 27/08/2015 &nbsp...
Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17234 del 27/08/2015
Diritto di cronaca giudiziaria - Condizioni per il legittimo esercizio - Verità del fatto - Diffusione di dichiarazioni rese da un "pentito" di mafia) - Accertamento della verità intrinseca delle dichiarazioni - Necessità - Esclusione - Ragioni - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17234 del 27/08/2015 In tema di azione di risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo stampa, quando la notizia abbia ad oggetto una dichiarazione resa in sede giudiziaria da un "pentito", poiché le indagini sull'attendibilità del dichiarante e sulla veridicità di quanto dallo stesso dichiarato sono rimesse alla competenza esclusiva dell'autorità giudiziaria, ai fini del legittimo esercizio del diritto di cronaca, sotto il profilo della verità del fatto riferito, il giornalista deve soltanto accertare che la dichiarazione sia stata effettivamente resa ed in quale contesto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la responsabilità del giornalista per non aver verificato che la dichiarazione resa dal pentito, sul sostegno assicurato dalla mafia alla candidatura del ricorrente alle elezioni politiche dell'anno 1987, era positivamente smentita dalla circostanza che costui non si era candidato in quella consultazione elettorale). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17234 del 27/08/2015 &nbsp...
Sordità infantile causata da intempestiva diagnosi di meningite - Neutralizzazione del deficit mediante applicazione di protesi - Idoneità ad escludere il danno futuro da riduzione della capacità lavorativa - Esclusione - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015 Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015 L'accertamento, in un minore in età infantile, che lo stato di invalidità permanente (nella specie, sordità causata da intempestiva diagnosi di meningite con esiti invalidanti stimati nel 30 per cento) sia rimediabile mediante applicazione di protesi, non è ragione sufficiente ad escludere - integrando una violazione dell'art. 1223 c.c. - il danno futuro da riduzione della capacità lavorativa del minore, attesa l'incidenza negativa sull'esplicazione di qualsiasi attività di lavoro derivante dalla costante percezione e consapevolezza della necessità di sopperire al deficit. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18305 del 18/09/2015 &nbsp...
Danno non patrimoniale - Liquidazione - Unitarietà - Nozione - Danno alla salute - Invalidità permanente e inabilità temporanea - Autonoma monetizzazione - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 In tema di responsabilità civile, non è consentito né liquidare più volte il medesimo danno non patrimoniale, chiamandolo con nomi diversi, né negare il risarcimento di plurimi danni quando diversi. Ne consegue che il giudice chiamato a liquidare il danno non patrimoniale alla salute, quando sia allegata e provata l'esistenza di un'invalidità permanente e di un'inabilità temporanea, deve monetizzare tanto l'una quanto l'altra, avendo effetti e contenuti diversi, a nulla rilevando l'identità della loro natura giuridica. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 &nbsp...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - Danno biologico - Permanente - Liquidazione - Modalità - Articolazione in due fasi - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 In tema di danno biologico permanente, la relativa liquidazione va distinta concettualmente in due fasi, la prima, volta a individuare le conseguenze "ordinarie" inerenti al pregiudizio, cioè quelle che qualunque vittima di lesioni analoghe subirebbe, la seconda, le eventuali conseguenze "peculiari", cioè quelle che non sono immancabili, ma che si sono verificate nel caso specifico. Le prime vanno monetizzate con un criterio uniforme; le seconde con criterio "ad hoc" scevro da automatismi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 &nbsp...
Risarcimento del danno biologico - Criterio del punto variabile - Oneri motivazionali del giudice di merito - Contenuto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 In tema di risarcimento del danno biologico, il giudice di merito che proceda alla liquidazione secondo il criterio cd. "a punto variabile", nel motivare la propria decisione non può limitarsi a generici richiami alle relative "tabelle", dovendo, invece, specificare il valore monetario di base del punto e il grado di invalidità permanente, il coefficiente di abbattimento in funzione dell'età della vittima e le ragioni per cui ha ritenuto di variare o non variare il risarcimento standardizzato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16788 del 13/08/2015 &nbsp...
Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – morte di congiunti (parenti della vittima) Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9320 del 08/05/2015
Danno non patrimoniale - Liquidazione - Omnicomprensività - Necessità - Illecito plurioffensivo - Pluralità di liquidazioni - Ammissibilità - Fattispecie in tema di danno da morte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9320 del 08/05/2015 In materia di responsabilità civile, il principio della "omnicomprensività" della liquidazione del danno non patrimoniale comporta l'impossibilità di duplicazioni risarcitorie del medesimo pregiudizio, ma non esclude, in caso di illecito plurioffensivo, la liquidazione di tanti danni quanti sono i beni oggetto di autonoma lesione, seppure facenti capo al medesimo soggetto. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito aveva liquidato unitariamente il danno non patrimoniale patito dai familiari delle vittima di un sinistro stradale, non attribuendo autonomo rilievo al danno da perdita del rapporto parentale e a quello alla salute psichica dagli stessi pure subito in conseguenza della morte del proprio congiunto).Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9320 del 08/05/2015...
Associazioni e fondazioni - associazioni non riconosciute - ordinamento ed amministrazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23401 del 16/11/2015
Associazione non riconosciuta - Denominazione - Usurpazione - Tutela risarcitoria patrimoniale e non patrimoniale - Ammissibilità – Fattispecie - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - In genere. L'associazione non riconosciuta, quale centro di imputazione di situazioni giuridiche e, come tale, soggetto di diritto distinto dagli associati, beneficia della tutela della propria denominazione, che si traduce nella possibilità di chiedere la cessazione di fatti di usurpazione (cioè di indebita assunzione di nomi e denominazioni altrui quali segni distintivi), la connessa reintegrazione patrimoniale, nonché il risarcimento del danno ex art. 2059 c.c., comprensivo di qualsiasi conseguenza pregiudizievole della lesione dei diritti immateriali della personalità, compatibile con l'assenza di fisicità e costituzionalmente protetti, quali sono il diritto al nome, all'identità ed all'immagine dell'ente. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva riconosciuto il risarcimento del danno all'Associazione italiana contro le leucemie ed alla sua affiliata locale di Pescara, ritenendo usurpativa la protrazione dell'utilizzo della denominazione "AIL" effettuato dalla sezione regionale abruzzese nonostante la pregressa esclusione). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23401 del 16/11/2015 &nbsp...
Danno non patrimoniale di ente collettivo - Pregiudizio risarcibile - Lesione dell'interesse diffuso o collettivo del quale è portatore - Sufficienza - Ragioni. In tema di danno non patrimoniale, il pregiudizio risarcibile nei confronti di un ente collettivo si identifica con la lesione dell'interesse, diffuso o collettivo, del quale esso è portatore e garante e coincide, sul piano obiettivo, con la violazione delle norme poste a tutela dell'interesse medesimo, senza che si possa distinguere, a tali fini, tra l'evento lesivo e la conseguenza negativa, in quanto dall'attività di tutela degli interessi coincidenti con quelli lesi o posti in pericolo deriva, in capo all'ente esponenziale, una posizione di diritto soggettivo che lo legittima all'azione risarcitoria. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22885 del 10/11/2015 &nbsp...
Poteri del giudice di merito - Considerazione del contenuto sostanziale della domanda - Necessità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21087 del 19/10/2015 Il giudice del merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto ad uniformarsi al tenore letterale degli atti nei quali esse sono contenute, ma deve, per converso, avere riguardo al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante. (Nella specie, la S.C. ha escluso che il giudice d'appello avesse violato l'art. 112 c.p.c. nell'interpretare il motivo di gravame, che assumeva il danno biologico come base di calcolo del danno morale, come riferito, in realtà, alla quantificazione di quest'ultimo a prescindere dal criterio di liquidazione adoperato, attesa l'impostazione difensiva dell'appellante intesa ad ottenere una riduzione del "quantum" riconosciuto, a tale titolo, dal giudice di prime cure). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21087 del 19/10/2015 &nbsp...
Personalità (diritti della) - riservatezza - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20890 del 15/10/2015
Lesione del diritto alla riservatezza - Giudizio risarcitorio - Integrazione del contraddittorio nei confronti del Garante per la protezione dei dati personali - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20890 del 15/10/2015 Nel giudizio risarcitorio conseguente all'illecita lesione del diritto alla riservatezza il Garante per la protezione dei dati personali, quale estraneo alla pretesa, non riveste il ruolo di litisconsorte necessario, diversamente dal caso del giudizio che consegue all'impugnazione di un proprio provvedimento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20890 del 15/10/2015 &nbsp...
Interrogatorio formale - Dichiarazioni offensive dell'altrui reputazione - Valutazione - Apprezzamento rimesso al giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16786 del 13/08/2015 In tema di risarcimento del danno, la valutazione sull'offensività e sulla lesività dell'altrui reputazione dell'espressione usata in sede di interrogatorio formale, nonché l'apprezzamento della stessa espressione come rientrante nell'ambito dell'esercizio del diritto di difesa, costituiscono accertamenti in fatto riservati al giudice di merito ed insindacabili in sede di legittimità se sorretti da argomentata motivazione, esente da vizi logici ed errori di diritto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16786 del 13/08/2015 &nbsp...
Pronuncia della Corte di cassazione - Vizio revocatorio - Condizioni - Mancata considerazione di tabelle ancora "in fieri" per la liquidazione del danno biologico - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12655 del 18/06/2015 Ai fini della revocazione delle sentenze di cassazione per errore di fatto revocatorio, previsto dall'art. 395, n. 4, cod. proc. civ., i requisiti consistenti nell'affermazione o supposizione dell'esistenza o inesistenza di un fatto, la cui verità risulti invece indiscutibilmente esclusa o accertata, e nell'esclusione che il fatto medesimo abbia costituito un punto controverso su cui la Corte si sia pronunciata, debbono presentare anche i caratteri della evidenza e della obiettività, sicché non sussistono i presupposti per la revocazione quando la Corte, in tema di liquidazione del danno biologico, non abbia tenuto conto di una tabella "in fieri" del Tribunale di Milano, pur richiamata dalla parte, trattandosi di tabella ancora inesistente e per la quale, pertanto, la sentenza impugnata ha valutato assolutamente incongruo attivare il contraddittorio in relazione alla sua applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12655 del 18/06/2015 &nbsp...
circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - solidarietà - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22228 del 20/10/2014
Persona trasportata su veicolo a motore - Danni patiti in conseguenza di sinistro ascrivibile a colpa concorsuale del vettore e di un terzo - Obbligo di ciascun corresponsabile di risarcire il danno integralmente - Sussistenza - Fondamento - Diversa gravità delle rispettive colpe (o diseguale efficienza causale delle stesse) - Irrilevanza. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22228 del 20/10/2014 Il trasportato su un veicolo a motore, che abbia patito danni in conseguenza di un sinistro ascrivibile a responsabilità tanto del vettore, quanto del titolare di un terzo veicolo, può pretendere il risarcimento integrale da uno qualsiasi tra i due responsabili (e dai loro assicuratori della r.c.a.), in virtù del principio generale della solidarietà tra i coautori di un fatto illecito, di cui all'art. 2055 cod. Civ., senza che rilevi, ai fini della riduzione del risarcimento, la diversa gravità delle rispettive colpe dei corresponsabili o la diseguale efficienza causale di esse trattandosi di circostanze destinate a rilevare soltanto ai fini della ripartizione interna dell'obbligazione risarcitoria.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22228 del 20/10/2014...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12205 del 12/06/2015
Mancata acquisizione del consenso informato del paziente all'esecuzione di un intervento chirurgico - Risarcibilità - Fondamento - Esito favorevole dell'atto medico - Rilevanza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12205 del 12/06/2015 In tema di attività medico-chirurgica, è risarcibile il danno cagionato dalla mancata acquisizione del consenso informato del paziente in ordine all'esecuzione di un intervento chirurgico, ancorché esso apparisse, "ex ante", necessitato sul piano terapeutico e sia pure risultato, "ex post", integralmente risolutivo della patologia lamentata, integrando comunque tale omissione dell'informazione una privazione della libertà di autodeterminazione del paziente circa la sua persona, in quanto preclusiva della possibilità di esercitare tutte le opzioni relative all'espletamento dell'atto medico e di beneficiare della conseguente diminuzione della sofferenza psichica, senza che detti pregiudizi vengano in alcun modo compensati dall'esito favorevole dell'intervento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12205 del 12/06/2015 &nbsp...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12205 del 12/06/2015
Mancata acquisizione del consenso informato del paziente all'esecuzione di un intervento chirurgico - Risarcibilità - Fondamento - Esito favorevole dell'atto medico - Rilevanza - Esclusione. In tema di attività medico-chirurgica, è risarcibile il danno cagionato dalla mancata acquisizione del consenso informato del paziente in ordine all'esecuzione di un intervento chirurgico, ancorché esso apparisse, "ex ante", necessitato sul piano terapeutico e sia pure risultato, "ex post", integralmente risolutivo della patologia lamentata, integrando comunque tale omissione dell'informazione una privazione della libertà di autodeterminazione del paziente circa la sua persona, in quanto preclusiva della possibilità di esercitare tutte le opzioni relative all'espletamento dell'atto medico e di beneficiare della conseguente diminuzione della sofferenza psichica, senza che detti pregiudizi vengano in alcun modo compensati dall'esito favorevole dell'intervento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12205 del 12/06/2015 &nbsp...
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2370 del 04/02/2014
Danno non patrimoniale - Risarcibilità nei casi previsti dalla legge - Lesioni di diritti inviolabili della persona - Condizioni - Gravità della lesione e non futilità del danno - Fattispecie relativa ad illegittimo fermo amministrativo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2370 del 04/02/2014 Nella ipotesi di illegittimo fermo amministrativo il danno non patrimoniale, pur lamentato per supposta lesione di diritti costituzionalmente protetti, non è meritevole di tutela risarcitoria quando inquadrabile nello sconvolgimento della quotidianità della vita, che si traduca in meri disagi, fastidi, disappunti, ansie e ogni altra espressione di insoddisfazione, costituenti conseguenze non gravi ed insuscettibili di essere monetizzate perché bagatellari. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2370 del 04/02/2014 &nbsp...
risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) –Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1361 del 23/01/2014 bis
Danno non patrimoniale - Nozione - Danno da lesione di interessi personali non connotati da valore di scambio - Natura composita - Articolazione in danno morale, biologico ed esistenziale - Possibile ricorrenza cumulativa - Rilevanza in sede di liquidazione - Sussistenza - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1361 del 23/01/2014 La categoria generale del danno non patrimoniale - che attiene alla lesione di interessi inerenti alla persona non connotati da valore di scambio - presenta natura composita, articolandosi in una serie di aspetti (o voci) aventi funzione meramente descrittiva, quali il danno morale (identificabile nel patema d'animo o sofferenza interiore subìti dalla vittima dell'illecito, ovvero nella lesione arrecata alla dignità o integrità morale, quale massima espressione della dignità umana), quello biologico (inteso come lesione del bene salute) e quello esistenziale (costituito dallo sconvolgimento delle abitudini di vita del soggetto danneggiato), dei quali - ove essi ricorrano cumulativamente - occorre tenere conto in sede di liquidazione del danno, in ossequio al principio dell'integralità del risarcimento, senza che a ciò osti il carattere unitario della liquidazione, da ritenere violato solo quando lo stesso aspetto (o voce) venga computato due (o più) volte sulla base di diverse, meramente formali, denominazioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1361 del 23/01/2014 &nbsp...
personalità (diritti della) - riservatezza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15240 del 03/07/2014
Protezione di dati personali - Illegittimità del trattamento di dati sensibili - Danno "in re ipsa" - Esclusione - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15240 del 03/07/2014 L'illegittimo trattamento di dati sensibili ex art. 4 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 193, configurabile come illecito ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., non determina un'automatica risarcibilità del danno poiché il pregiudizio (morale e/o patrimoniale) deve essere provato secondo le regole ordinarie, quale ne sia l'entità e la difficoltà di assolvere l'onere probatorio, trattandosi di un danno-conseguenza e non di un danno-evento, senza che rilevi in senso contrario il suo eventuale inquadramento quale pregiudizio non patrimoniale da lesione di diritti costituzionalmente garantiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15240 del 03/07/2014 &nbsp...
responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014
Responsabilità medica - Trattamento non consentito dal paziente - Diritto al risarcimento del danno - Prescrizione - Configurabilità del reato di lesioni volontarie - Applicazione dell'art. 2947, terzo comma, cod. civ. - Esclusione - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014 In tema di responsabilità civile da trattamento sanitario ed ai fini dell'individuazione del termine prescrizionale per l'esercizio dell'azione risarcitoria, non è ipotizzabile il delitto di lesioni volontarie gravi o gravissime nei confronti del medico che sottoponga il paziente ad un trattamento da questi non consentito (anche se abbia esito infausto e anche se l'intervento venga effettuato in violazione delle regole dell'arte medica), se sia comunque rinvenibile nella sua condotta professionale una finalità terapeutica ovvero la terapia sia inquadrabile nella categoria degli atti medici, dovendosi escludere, in tali evenienze, che la condotta sia diretta a ledere, sicché, ove l'agente cagioni lesioni al paziente, è, al più, ipotizzabile il delitto di lesioni colpose se l'evento sia riconducibile alla violazione di una regola cautelare. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014 &nbsp...
responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - in genere. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6341 del 19/03/2014 In tema di responsabilità medica, allorché un paziente, già affetto da una situazione di compromissione dell'integrità fisica, sia sottoposto ad un intervento che, per la sua cattiva esecuzione, determini un esito di compromissione ulteriore rispetto alla percentuale che sarebbe comunque residuata anche in caso di ottimale esecuzione dell'intervento stesso, ai fini della liquidazione del danno con il sistema tabellare, deve assumersi come percentuale di invalidità quella effettivamente risultante, alla quale va sottratto quanto monetariamente indicato in tabella per la percentuale di invalidità comunque ineliminabile, e perciò non riconducibile alla responsabilità del sanitario. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6341 del 19/03/2014 &nbsp...

References: Art.2059
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 art. 2059
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 art. 844
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 art. 2043
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 art. 363
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 art. 1226
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 art. 2697
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 art. 2059
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 art. 4
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