Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2399-del-31-01-2017
Timestamp: 2020-04-05 04:39:31+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2399 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2399 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/01/2017, (ud. 07/07/2016, dep.31/01/2017), n. 2399
AL GILA’ S.R.L. elettivamente domiciliata in Roma, via delle Quattro
Fontane, n. 15, nello studio dell’avv. Giuseppe Tinelli, che la
avverso la sentenza n. 49/16/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di Palermo. Sez. Dist. di Siracusa, depositata in data 23
Sentito per la controricorrente l’avv. Ridolfi Massimo, munito di
1 – Con sentenza n. 146/01/2007 la CTP di Siracusa accoglieva il ricorso proposto dalla S.r.l. Al Gilà avverso l’avviso di liquidazione con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva richiesto a titolo di imposta suppletiva il pagamento, oltre alle sanzioni, delle maggiori imposte di registro, catastali e ipotecarie relative all’atto di compravendita di un immobile urbano, per il quale erano state applicate le agevolazioni, poi disconosciute dall’Ufficio, ai sensi della L. n. 168 del 1982, art. 5, in quanto interessato dal Piano Particolareggiato del centro storico di Ortigia.
1.2. Per la cassazione di tale decisione l’Agenzia delle Entrate propone ricorso, affidato a motivo, cui la società resiste con controricorso.
2 – Con il proprio ricorso l’Amministrazione denuncia violazione o falsa applicazione della L. n. 168 del 1982, art. 5 e la L. n. 457 del 1978, art. 34, per aver la CTR erroneamente affermato l’applicabilità delle agevolazioni previste da dette norme.
3.1. Vale bene premettere che l’applicazione dell’imposta di registro e di quelle ipotecarie e catastali in misura fissa, prevista dalla L. 22 aprile 1982, n. 168, art. 5, per gli atti di trasferimento di immobili compresi nei piani di recupero di cui alla L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 27, pone una norma di natura eccezionale, da interpretarsi restrittivamente con riferimento alla finalità di agevolare sul piano tributario lo sviluppo dell’ edilizia abitativa (Cass., 5 giugno 2013, n. 14152).
3.2. Tanto premesso, deve rilevarsi che la censura merita piena condivisione, anche alla luce della giurisprudenza di questa Corte proprio in ordine allo strumento urbanistico relativo al recupero del quartiere di Ortigia.
3.3. Sulla base di tale orientamento (Cass. n. 8800/2010, n. 8801/2010), che il Collegio condivide ed al quale intende dare continuità, deve affermarsi che va negato il beneficio previsto dalla normativa invocata, allorquando il rogito venga stipulato dopo l’intervenuta scadenza di tale strumento urbanistico. Ciò nella considerazione che, spettando l’agevolazione fiscale solo in presenza di tutti i relativi indefettibili presupposti, essa non può essere riconosciuta allorquando, uno di essi, – appunto la realizzazione del Piano Particolareggiato – non sia più attuale, essendo venuto meno, per decorso dei termini di validità (Cass. 11786/2008, n. 17061/2010). L’orientamento richiamato è stato peraltro ribadito da successive pronunce (Cass. n. 27102/2014, n. 12515/2013, 7046/2014), nelle quali la Corte ha avuto modo di precisare che “il piano dopo il decorso del termine stabilito per la sua esecuzione, diventa inefficace per la parte in cui non ha avuto attuazione, disposizione che interpretata nel senso che l’intervento di restauro e di ristrutturazione che sia stato realizzato su immobili già inclusi nelle zone di recupero, ma in epoca successiva alla scadenza del Piano, non possa ritenersi effettuato in attuazione del Piano stesso, ormai inefficace, ed esula, pertanto, dall’ambito della disposizione agevolativa”.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 5
 art. 34
 art. 5
 art. 27