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Timestamp: 2020-07-10 11:06:24+00:00

Document:
Lawbrary | LParl - Legge federale sull'Assemblea federale
Disposizioni generali(1 - 5)
Membri dell'Assemblea federale
Diritti e doveri(6 - 13)
Incompatibilità(14 - 15)
Immunità e garanzia di partecipazione alle sessioni(16 - 21)
Responsabilità per danni(21 - 21)
Compiti dell'Assemblea federale(22 - 30)
Organizzazione dell'Assemblea federale
Disposizioni generali(31 - 33)
Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati(34 - 38)
Assemblea federale plenaria(39 - 41)
Disposizioni generali(42 - 49)
Commissioni delle finanze(50 - 51)
Commissioni della gestione(52 - 53)
Relazione alla Camera (54 - 55)
Commissione di redazione(56 - 59)
Delegazioni in assemblee internazionali e per la cura delle relazioni bilaterali(60 - 60)
Gruppi parlamentari(61 - 62)
Intergruppi parlamentari(63 - 63)
Amministrazione parlamentare(64 - 70)
Procedura nell'Assemblea federale
Disposizioni procedurali generali(71 - 82)
Procedura bicamerale
Cooperazione delle Camere(83 - 88)
Divergenze tra le Camere(89 - 95)
Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione federale(96 - 96)
Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale
a. Disposizioni comuni(97 - 99)
b. Iniziativa popolare elaborata(100 - 102)
c. Iniziativa popolare generica(103 - 104)
d. Proroga e decadenza dei termini(105 - 106)
Procedura in caso di iniziative parlamentari(107 - 114)
Procedura in caso di iniziative cantonali(115 - 117)
Procedura in caso di interventi parlamentari
Disposizioni generali(118 - 119)
Mozione(120 - 122)
Postulato(123 - 124)
Interpellanza e interrogazione(125 - 125)
Procedura in caso di petizioni e di domande concernenti la gestione
Petizioni (126 - 128)
Domande concernenti la gestione (129 - 129)
Procedura in caso di reclamo contro trattati intercantonali o contro trattati conclusi dai Cantoni con l'estero(129 - 129)
Elezioni, conferma di elezioni e accertamento dell'incapacità
Disposizioni generali relative alle elezioni (130 - 131)
Elezione del Consiglio federale(132 - 134)
Elezione dei tribunali della Confederazione(135 - 138)
Altre elezioni(139 - 139)
Conferma di elezioni(140 - 140)
Accertamento dell'incapacità di un membro del Consiglio federale o del cancelliere della Confederazione di esercitare la carica(140 - 140)
Relazioni tra l'Assemblea federale e il Consiglio federale
Testi del Consiglio federale(141 - 149)
Relazioni delle commissioni con il Consiglio federale(150 - 158)
Rappresentanza del Consiglio federale nell'Assemblea federale(159 - 161)
Relazioni tra l'Assemblea federale e i tribunali della Confederazione nonché l'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (162 - 162)
Commissione parlamentare d'inchiesta(163 - 171)
Disposizioni finali(172 - 174)
Disposizione transitoria della modifica del 5 ottobre 2007
Disposizione transitoria degli art. 109 cpv. 2 e 3 e 116 cpv. 3 secondo la modifica del 21 giugno 2013
del 13 dicembre 2002 (Stato 26 novembre 2018)
visto l'articolo 164 capoverso 1 lettera g della Costituzione federale1; visto il rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 1° marzo 20012; visto il parere del Consiglio federale del 22 agosto 20013,
i di­rit­ti e i do­ve­ri dei mem­bri dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
i com­pi­ti e l'or­ga­niz­za­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
le pro­ce­du­re nell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
i rap­por­ti tra l'As­sem­blea fe­de­ra­le e il Con­si­glio fe­de­ra­le;
i rap­por­ti tra l'As­sem­blea fe­de­ra­le e i tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
1Il Con­si­glio na­zio­na­le e il Con­si­glio de­gli Sta­ti si riu­ni­sco­no pe­rio­di­ca­men­te in ses­sio­ni or­di­na­rie.
2Cia­scu­na Ca­me­ra può de­ci­de­re di riu­nir­si in ses­sio­ni spe­cia­li qua­lo­ra le ses­sio­ni or­di­na­rie non ba­sti­no per far fron­te ai la­vo­ri par­la­men­ta­ri.
3Un quar­to dei mem­bri di una Ca­me­ra o il Con­si­glio fe­de­ra­le pos­so­no esi­ge­re la con­vo­ca­zio­ne del­le Ca­me­re o dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria in ses­sio­ne straor­di­na­ria per la trat­ta­zio­ne dei se­guen­ti og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne:
di­se­gni del Con­si­glio fe­de­ra­le o pro­get­ti di una com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re di un at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
mo­zio­ni di ugual te­no­re pre­sen­ta­te nel­le due Ca­me­re;
ele­zio­ni;
di­chia­ra­zio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le o pro­get­ti di di­chia­ra­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le e del Con­si­glio de­gli Sta­ti di ugual te­no­re pre­sen­ta­ti nel­le due Ca­me­re.1
4Di nor­ma le Ca­me­re si riu­ni­sco­no in ses­sio­ne or­di­na­ria o in ses­sio­ne straor­di­na­ria nel cor­so del­le stes­se set­ti­ma­ne.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
1Pri­ma di en­tra­re in fun­zio­ne cia­scun mem­bro dell'As­sem­blea fe­de­ra­le pre­sta giu­ra­men­to o pro­mes­sa so­len­ne.
2Ad ele­zio­ne av­ve­nu­ta e sem­pre che la leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti, le per­so­ne elet­te dall'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria pre­sta­no giu­ra­men­to o pro­mes­sa so­len­ne din­nan­zi all'As­sem­blea me­de­si­ma.
3Chi si ri­fiu­ta di pre­sta­re giu­ra­men­to o pro­mes­sa so­len­ne ri­nun­cia al man­da­to.
4La for­mu­la del giu­ra­men­to è la se­guen­te:
«Giu­ro din­nan­zi a Dio on­ni­po­ten­te di os­ser­va­re la Co­sti­tu­zio­ne e le leg­gi e di adem­pie­re co­scien­zio­sa­men­te gli ob­bli­ghi ine­ren­ti al mio man­da­to.»
5La for­mu­la del­la pro­mes­sa è la se­guen­te:
«Pro­met­to di os­ser­va­re la Co­sti­tu­zio­ne e le leg­gi e di adem­pie­re co­scien­zio­sa­men­te gli ob­bli­ghi ine­ren­ti al mio man­da­to.»
1Le se­du­te del­le Ca­me­re e dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria so­no pub­bli­che. I di­bat­ti­ti so­no pub­bli­ca­ti in­te­gral­men­te nel Bol­let­ti­no uf­fi­cia­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. I par­ti­co­la­ri del­la pub­bli­ca­zio­ne so­no re­go­la­ti in un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
2Per tu­te­la­re im­por­tan­ti in­te­res­si in ma­te­ria di si­cu­rez­za o per mo­ti­vi ine­ren­ti al­la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà, può es­se­re chie­sta la de­li­be­ra­zio­ne se­gre­ta. Han­no di­rit­to di chie­de­re la de­li­be­ra­zio­ne se­gre­ta:
un se­sto dei mem­bri di una Ca­me­ra, ri­spet­ti­va­men­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria;
la mag­gio­ran­za di una Com­mis­sio­ne;
il Con­si­glio fe­de­ra­le.
3La de­li­be­ra­zio­ne sul­la pro­po­sta stes­sa è pu­re se­gre­ta.
4Chiun­que par­te­ci­pi a una de­li­be­ra­zio­ne se­gre­ta de­ve ser­ba­re il se­gre­to sul con­te­nu­to del­la me­de­si­ma.
1Le Ca­me­re e i lo­ro or­ga­ni in­for­ma­no tem­pe­sti­va­men­te e esau­rien­te­men­te sul­la lo­ro at­ti­vi­tà, sem­pre che in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti pre­pon­de­ran­ti non vi si op­pon­ga­no.
2Le tra­smis­sio­ni so­no­re o vi­deo dal­le sa­le di se­du­ta non­ché l'ac­cre­di­ta­men­to di ope­ra­to­ri dei me­dia so­no di­sci­pli­na­ti da un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
Titolo secondo: Membri dell'Assemblea federale
1I mem­bri dell'As­sem­blea fe­de­ra­le (par­la­men­ta­ri) han­no il di­rit­to di pre­sen­ta­re ini­zia­ti­ve, in­ter­ven­ti e can­di­da­tu­re.
2Pos­so­no pre­sen­ta­re pro­po­ste in me­ri­to a og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne e in me­ri­to a que­stio­ni pro­ce­du­ra­li.
3Il di­rit­to di pa­ro­la e il tem­po di pa­ro­la pos­so­no es­se­re li­mi­ta­ti dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
4Se un'ini­zia­ti­va, una mo­zio­ne o un po­stu­la­to so­no con­tro­ver­si, una vo­ta­zio­ne può es­se­re ef­fet­tua­ta sol­tan­to se l'au­to­re ha avu­to la pos­si­bi­li­tà di espor­re oral­men­te le pro­prie mo­ti­va­zio­ni. Ha inol­tre di­rit­to di pa­ro­la al­me­no chi per pri­mo ha pro­po­sto la reie­zio­ne dell'in­ter­ven­to.1
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
Art. 7 Diritti d'informazione
1I par­la­men­ta­ri han­no il di­rit­to di es­se­re in­for­ma­ti dal Con­si­glio fe­de­ra­le e dall'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le cir­ca qual­sia­si af­fa­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e di con­sul­ta­re la re­la­ti­va do­cu­men­ta­zio­ne, sem­pre che sia ne­ces­sa­rio per l'eser­ci­zio del man­da­to par­la­men­ta­re.
2Il sin­go­lo par­la­men­ta­re non ha di­rit­to a in­for­ma­zio­ni:
ine­ren­ti al­le pro­ce­du­re di co­rap­por­to e al­le de­li­be­ra­zio­ni del­le se­du­te del Con­si­glio fe­de­ra­le;
clas­si­fi­ca­te co­me con­fi­den­zia­li o se­gre­te nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li;
che de­vo­no es­se­re trat­ta­te in mo­do con­fi­den­zia­le per ra­gio­ni ine­ren­ti al­la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà.1
3Se tra un par­la­men­ta­re e il Con­si­glio fe­de­ra­le non vi è una­ni­mi­tà di ve­du­te cir­ca l'esten­sio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne, il par­la­men­ta­re può ap­pel­lar­si al­la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne. La pre­si­den­za cer­ca di me­dia­re tra il par­la­men­ta­re e il Con­si­glio fe­de­ra­le.
4La pre­si­den­za del­la Ca­me­ra de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te nel ca­so in cui tra un par­la­men­ta­re e il Con­si­glio fe­de­ra­le sia con­tro­ver­so se le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste sia­no ne­ces­sa­rie per l'eser­ci­zio del man­da­to par­la­men­ta­re.
5Qua­lo­ra ri­ten­ga che un par­la­men­ta­re non ab­bia di­rit­to al­le in­for­ma­zio­ni se­con­do il ca­po­ver­so 2 e la me­dia­zio­ne del­la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra sia riu­sci­ta in­frut­tuo­sa, il Con­si­glio fe­de­ra­le, in­ve­ce di con­sen­ti­re al par­la­men­ta­re la con­sul­ta­zio­ne dei do­cu­men­ti, può pre­sen­tar­gli un rap­por­to.
6Per pre­pa­ra­re la me­dia­zio­ne, la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra può pren­de­re in­con­di­zio­na­ta­men­te vi­sio­ne dei do­cu­men­ti del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Pre­ci­sa­zio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za), in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 4537; FF 2011 1683 1705).
Art. 8 Segreto d'ufficio
I par­la­men­ta­ri so­no vin­co­la­ti al se­gre­to d'uf­fi­cio in quan­to, nell'am­bi­to del­la lo­ro at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le, ven­ga­no a co­no­scen­za di fat­ti che de­vo­no es­se­re te­nu­ti se­gre­ti o trat­ta­ti in mo­do con­fi­den­zia­le a tu­te­la di in­te­res­si pre­pon­de­ran­ti pub­bli­ci o pri­va­ti, se­gna­ta­men­te per la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà o per ri­guar­do a un pro­ce­di­men­to in cor­so.
I par­la­men­ta­ri so­no re­tri­bui­ti dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne per la lo­ro at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le e ri­ce­vo­no dal­la stes­sa un con­tri­bu­to a co­per­tu­ra del­le re­la­ti­ve spe­se. I par­ti­co­la­ri so­no re­go­la­ti dal­la leg­ge del 18 mar­zo 19881 sul­le in­den­ni­tà par­la­men­ta­ri.
I par­la­men­ta­ri so­no te­nu­ti a par­te­ci­pa­re al­le se­du­te del­le Ca­me­re e del­le Com­mis­sio­ni.
Art. 11 Indicazione delle relazioni d'interesse
1All'en­tra­ta in fun­zio­ne e all'ini­zio di ogni an­no, cia­scun par­la­men­ta­re in­for­ma per scrit­to l'Uf­fi­cio su:
le sue at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­li;
le sue at­ti­vi­tà in or­ga­ni di di­re­zio­ne e di sor­ve­glian­za, non­ché in or­ga­ni di con­su­len­za e si­mi­li, di en­ti, isti­tu­ti e fon­da­zio­ni sviz­ze­ri ed este­ri, di di­rit­to pub­bli­co e pri­va­to;
le sue at­ti­vi­tà di con­su­len­za o pe­ri­zia per ser­vi­zi fe­de­ra­li;
le sue at­ti­vi­tà di di­re­zio­ne o con­su­len­za per grup­pi di in­te­res­se sviz­ze­ri ed este­ri;
la sua par­te­ci­pa­zio­ne a com­mis­sio­ni o ad al­tri or­ga­ni del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2I Ser­vi­zi del Par­la­men­to com­pi­la­no un re­gi­stro pub­bli­co del­le in­di­ca­zio­ni for­ni­te dai par­la­men­ta­ri.
3I par­la­men­ta­ri che han­no un in­te­res­se per­so­na­le di­ret­to in un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne so­no te­nu­ti ad in­di­car­lo quan­do si espri­mo­no nel­la Ca­me­ra o in una Com­mis­sio­ne.
4È fat­to sal­vo il se­gre­to pro­fes­sio­na­le ai sen­si del Co­di­ce pe­na­le1.
Art. 11a Ricusazione
1Nell'eser­ci­zio dell'al­ta vi­gi­lan­za se­con­do l'ar­ti­co­lo 26, i mem­bri di com­mis­sio­ni o di de­le­ga­zio­ni si ri­cu­sa­no in qual­sia­si og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne in cui ab­bia­no un in­te­res­se per­so­na­le di­ret­to op­pu­re qua­lo­ra la lo­ro im­par­zia­li­tà ri­schi di es­se­re mes­sa in dub­bio per al­tri mo­ti­vi. La di­fe­sa di in­te­res­si po­li­ti­ci, in par­ti­co­la­re a no­me di en­ti pub­bli­ci, par­ti­ti o as­so­cia­zio­ni, non co­sti­tui­sce mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne.
2Nei ca­si con­tro­ver­si la com­mis­sio­ne in­te­res­sa­ta o la de­le­ga­zio­ne de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te sul­la ri­cu­sa­zio­ne do­po aver sen­ti­to il mem­bro in­te­res­sa­to.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Pre­ci­sa­zio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za), in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 4537; FF 2011 1683 1705).
I par­la­men­ta­ri non pos­so­no eser­ci­ta­re fun­zio­ni uf­fi­cia­li per uno Sta­to este­ro né ac­cet­ta­re ti­to­li o ono­ri­fi­cen­ze da par­te di au­to­ri­tà este­re.
1Se, no­no­stan­te ri­chia­mo for­ma­le o in ca­so di re­ci­di­va, un par­la­men­ta­re con­trav­vie­ne al­le nor­me di­sci­pli­na­ri e pro­ce­du­ra­li del­le Ca­me­re, il pre­si­den­te può:
to­glier­gli la pa­ro­la; o
espel­ler­lo, ma al mas­si­mo per il tem­po ri­ma­nen­te del­la se­du­ta.
2Se un par­la­men­ta­re con­trav­vie­ne gra­ve­men­te al­le nor­me di­sci­pli­na­ri e pro­ce­du­ra­li o vio­la il se­gre­to d'uf­fi­cio, l'Uf­fi­cio com­pe­ten­te può:
am­mo­nir­lo; o
esclu­der­lo fi­no a sei me­si dal­le Com­mis­sio­ni del­la Ca­me­ra.
3La Ca­me­ra de­ci­de sul­le op­po­si­zio­ni del par­la­men­ta­re in­te­res­sa­to.
Art. 14 Motivi d'incompatibilità
Non pos­so­no far par­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le:
le per­so­ne da es­sa elet­te o con­fer­ma­te in ca­ri­ca;
i giu­di­ci da es­sa non elet­ti dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
il per­so­na­le dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le cen­tra­le e de­cen­tra­liz­za­ta, dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to, dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del­la se­gre­te­ria dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, non­ché i mem­bri del­le com­mis­sio­ni ex­tra­par­la­men­ta­ri con com­pe­ten­ze de­ci­sio­na­li, sem­pre che leg­gi spe­cia­li non di­spon­ga­no al­tri­men­ti;
i mem­bri del­la di­re­zio­ne dell'eser­ci­to;
i mem­bri de­gli or­ga­ni di­ret­ti­vi di or­ga­niz­za­zio­ni o per­so­ne di di­rit­to pub­bli­co o pri­va­to ester­ne all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le al­le qua­li so­no af­fi­da­ti com­pi­ti am­mi­ni­stra­ti­vi, sem­pre che la Con­fe­de­ra­zio­ne vi ab­bia una po­si­zio­ne do­mi­nan­te;
le per­so­ne che rap­pre­sen­ta­no la Con­fe­de­ra­zio­ne in or­ga­niz­za­zio­ni o per­so­ne di di­rit­to pub­bli­co o pri­va­to ester­ne all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le al­le qua­li so­no af­fi­da­ti com­pi­ti am­mi­ni­stra­ti­vi, sem­pre che la Con­fe­de­ra­zio­ne vi ab­bia una po­si­zio­ne do­mi­nan­te.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
1Se su­ben­tra un mo­ti­vo d'in­com­pa­ti­bi­li­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 14 let­te­ra a, l'in­te­res­sa­to di­chia­ra per qua­le del­le due ca­ri­che op­ta.
2Se su­ben­tra un mo­ti­vo d'in­com­pa­ti­bi­li­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 14 let­te­ra b-f, il man­da­to par­la­men­ta­re dell'in­te­res­sa­to de­ca­de sei me­si do­po l'ac­cer­ta­men­to dell'in­com­pa­ti­bi­li­tà, sem­pre che nel frat­tem­po non ab­bia ces­sa­to di eser­ci­ta­re l'al­tra fun­zio­ne.
I par­la­men­ta­ri non pos­so­no es­se­re chia­ma­ti a ri­spon­de­re in giu­di­zio per quan­to da lo­ro espres­so nel­le Ca­me­re e ne­gli or­ga­ni del Par­la­men­to.
Art. 17 Immunità relativa: definizione e competenze
1Con­tro un par­la­men­ta­re non può es­se­re pro­mos­so al­cun pro­ce­di­men­to pe­na­le per un rea­to di­ret­ta­men­te con­nes­so con la sua con­di­zio­ne o at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le, se non con l'au­to­riz­za­zio­ne del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re. Il re­go­la­men­to di cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te.
2Se sem­bra giu­sti­fi­ca­to dal­le cir­co­stan­ze del ca­so, le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti pos­so­no af­fi­da­re al­le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio di un rea­to sot­to­stan­te al­la giu­ri­sdi­zio­ne can­to­na­le.
3L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria può eleg­ge­re un pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le straor­di­na­rio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
3bisDi co­mu­ne in­te­sa, i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti pos­so­no rin­via­re all'au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le, per­ché le com­ple­ti, le ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà non suf­fi­cien­te­men­te mo­ti­va­te.2
4Le ri­chie­ste ma­ni­fe­sta­men­te in­fon­da­te pos­so­no es­se­re di­ret­ta­men­te li­qui­da­te, di co­mu­ne in­te­sa, dai pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti. Que­sti ne in­for­ma­no pre­via­men­te le com­mis­sio­ni. Se la mag­gio­ran­za di una com­mis­sio­ne chie­de che si de­li­be­ri sul­la ri­chie­sta, la stes­sa è trat­ta­ta se­con­do la pro­ce­du­ra or­di­na­ria di cui all'ar­ti­co­lo 17a.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
Art. 17a Immunità relativa: procedura
1La ri­chie­sta di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà è trat­ta­ta dap­pri­ma dal­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne il par­la­men­ta­re in­da­ga­to.
2Se le de­ci­sio­ni del­le due com­mis­sio­ni cir­ca l'en­tra­ta nel me­ri­to del­la ri­chie­sta o la sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà di­ver­go­no, si svol­ge una pro­ce­du­ra di ap­pia­na­men­to del­le di­ver­gen­ze tra le com­mis­sio­ni. La se­con­da de­ci­sio­ne di reie­zio­ne da par­te di una com­mis­sio­ne è de­fi­ni­ti­va.
3Le com­mis­sio­ni de­li­be­ra­no va­li­da­men­te al­la pre­sen­za del­la mag­gio­ran­za dei ri­spet­ti­vi mem­bri. Il quo­rum de­ve es­se­re espres­sa­men­te ac­cer­ta­to.
4Le com­mis­sio­ni sen­to­no il par­la­men­ta­re in­da­ga­to. Que­sti non può far­si né rap­pre­sen­ta­re né ac­com­pa­gna­re.
5La de­ci­sio­ne del­le com­mis­sio­ni è de­fi­ni­ti­va.
6Co­mu­ni­ca­ta la sua de­ci­sio­ne al par­la­men­ta­re in­te­res­sa­to, cia­scu­na com­mis­sio­ne in­for­ma sen­za in­du­gio l'opi­nio­ne pub­bli­ca. In­for­ma nel con­tem­po per scrit­to i mem­bri del­le due Ca­me­re.
7Se è mem­bro di una del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti, il par­la­men­ta­re in­da­ga­to si ri­cu­sa.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
1Per to­glie­re il se­gre­to po­sta­le o il se­gre­to del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 321ter del Co­di­ce pe­na­le1 è ne­ces­sa­ria un'au­to­riz­za­zio­ne del­le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re se:
si trat­ta di per­se­gui­re un rea­to com­mes­so da un par­la­men­ta­re;
si de­vo­no pren­de­re prov­ve­di­men­ti nei con­fron­ti di un par­la­men­ta­re per sor­ve­glia­re un ter­zo con cui egli è in re­la­zio­ne in vir­tù del suo man­da­to uf­fi­cia­le.
2Il ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca per ana­lo­gia an­che nei ca­si in cui, per un pri­mo chia­ri­men­to dei fat­ti o per as­si­cu­ra­re le pro­ve, si ren­da­no ne­ces­sa­ri al­tri prov­ve­di­men­ti in­ve­sti­ga­ti­vi o d'istru­zio­ne pe­na­le nei con­fron­ti di un par­la­men­ta­re.
3Ap­pe­na ese­gui­ti i prov­ve­di­men­ti au­to­riz­za­ti dal­le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re, de­ve es­se­re ri­chie­sta, per il pro­ce­di­men­to pe­na­le, l'au­to­riz­za­zio­ne del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 17, sal­vo che la pro­ce­du­ra ven­ga so­spe­sa.2
4L'in­car­ce­ra­zio­ne è inam­mis­si­bi­le sen­za l'au­to­riz­za­zio­ne del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re.3
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
Art. 19 Procedura d'autorizzazione da parte delle presidenze delle Camere
1Le pre­si­den­ze del­le due Ca­me­re de­li­be­ra­no con­giun­ta­men­te e in se­gre­to. La con­ces­sio­ne dell'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 18 ri­chie­de il con­sen­so di al­me­no cin­que mem­bri.
2L'au­to­riz­za­zio­ne di to­glie­re il se­gre­to po­sta­le o il se­gre­to del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni può es­se­re da­ta sol­tan­to se l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ap­pro­va l'or­di­ne di ef­fet­tua­re la sor­ve­glian­za con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 7 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 6 ot­to­bre 20001 con­cer­nen­te la sor­ve­glian­za del­la cor­ri­spon­den­za po­sta­le e del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni.
1Du­ran­te la ses­sio­ne, nes­sun par­la­men­ta­re può, sen­za il suo con­sen­so scrit­to o pre­ven­ti­va au­to­riz­za­zio­ne del­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne, es­se­re per­se­gui­to pe­nal­men­te per cri­mi­ni o de­lit­ti non di­ret­ta­men­te con­nes­si con la sua con­di­zio­ne o at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le. Il re­go­la­men­to di cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te.1
2Ri­ma­ne sal­vo l'ar­re­sto pre­ven­ti­vo in ca­so di pe­ri­co­lo di fu­ga o, se si trat­ta di cri­mi­ne, in ca­so di fla­gran­te rea­to. En­tro 24 ore, l'au­to­ri­tà che ha or­di­na­to l'ar­re­sto de­ve chie­de­re di­ret­ta­men­te il be­ne­pla­ci­to del­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne il par­la­men­ta­re in cau­sa, sal­vo che que­sti non lo dia egli stes­so per scrit­to.2
3Il par­la­men­ta­re che, all'aper­tu­ra di una ses­sio­ne, ri­sul­ta già og­get­to di un pro­ce­di­men­to pe­na­le per un rea­to men­zio­na­to nei ca­po­ver­si 1 o 2 può do­man­da­re al­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne che ven­ga­no so­spe­si sia l'ar­re­sto sia le ci­ta­zio­ni ad udien­ze. La do­man­da non ha ef­fet­to so­spen­si­vo.3
4Il di­rit­to di par­te­ci­pa­re al­le ses­sio­ni non può es­se­re in­vo­ca­to quan­do si trat­ta di una pe­na de­ten­ti­va pro­nun­cia­ta con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to la cui ese­cu­zio­ne è sta­ta or­di­na­ta già pri­ma del­la ses­sio­ne.
Art. 21 Contestazione circa la necessità dell'autorizzazione
Se la ne­ces­si­tà dell'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 17-20 è con­tro­ver­sa, la de­ci­sio­ne spet­ta all'or­ga­no com­pe­ten­te per l'au­to­riz­za­zio­ne me­de­si­ma.
Capitolo 4: Responsabilità per danni
1La re­spon­sa­bi­li­tà pa­tri­mo­nia­le dei par­la­men­ta­ri nell'eser­ci­zio del­le lo­ro fun­zio­ni è di­sci­pli­na­ta dal­la leg­ge del 14 mar­zo 19581 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà.
2In me­ri­to al­la re­spon­sa­bi­li­tà dei par­la­men­ta­ri se­con­do gli ar­ti­co­li 7 e 8 del­la leg­ge del 14 mar­zo 1958 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà de­ci­de la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
3Il par­la­men­ta­re può im­pu­gna­re con ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le la de­ci­sio­ne del­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
Titolo terzo: Compiti dell'Assemblea federale
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le ema­na sot­to for­ma di leg­ge fe­de­ra­le tut­te le di­spo­si­zio­ni im­por­tan­ti che con­ten­go­no nor­me di di­rit­to.
2Può ema­na­re sot­to for­ma di leg­ge fe­de­ra­le an­che al­tre di­spo­si­zio­ni con­te­nen­ti nor­me di di­rit­to o, sem­pre che au­to­riz­za­ta dal­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le o dal­la leg­ge, ema­nar­le sot­to for­ma di or­di­nan­za.
3Se lo ri­chie­do­no, le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ven­go­no con­sul­ta­te pri­ma che il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­ni di­spo­si­zio­ni con­te­nen­ti nor­me di di­rit­to, sem­pre che l'ur­gen­za del­le stes­se lo con­sen­ta.
4Con­ten­go­no nor­me di di­rit­to le di­spo­si­zio­ni che, in for­ma di­ret­ta­men­te vin­co­lan­te e in ter­mi­ni ge­ne­ra­li ed astrat­ti, im­pon­go­no ob­bli­ghi, con­fe­ri­sco­no di­rit­ti o de­ter­mi­na­no com­pe­ten­ze.
L'As­sem­blea fe­de­ra­le sot­to­po­ne le mo­di­fi­che del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le al vo­to del Po­po­lo e dei Can­to­ni sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le se­gue l'evo­lu­zio­ne in­ter­na­zio­na­le e coo­pe­ra al­la for­ma­zio­ne del­la vo­lon­tà in me­ri­to al­le que­stio­ni fon­da­men­ta­li e al­le de­ci­sio­ni im­por­tan­ti di po­li­ti­ca este­ra.
2Ap­pro­va i trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li nel­la mi­su­ra in cui il Con­si­glio fe­de­ra­le non sia au­to­riz­za­to a con­clu­der­li au­to­no­ma­men­te in vir­tù di una leg­ge fe­de­ra­le o di un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le da es­sa ap­pro­va­to.
3Ap­pro­va me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le i trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum. Ap­pro­va gli al­tri trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
4Col­la­bo­ra nel­le as­so­cia­zio­ni par­la­men­ta­ri in­ter­na­zio­na­li e cu­ra le re­la­zio­ni con i Par­la­men­ti este­ri.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le spe­se e le usci­te per in­ve­sti­men­ti nel pre­ven­ti­vo e nel­le re­la­ti­ve ag­giun­te.1 Stan­zia ed even­tual­men­te rin­no­va cre­di­ti d'im­pe­gno e li­mi­ti di spe­sa nel pre­ven­ti­vo e nel­le re­la­ti­ve ag­giun­te ov­ve­ro me­dian­te de­cre­ti spe­cia­li. Ap­pro­va il con­sun­ti­vo.
2A tal fi­ne si av­va­le del­la for­ma del de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
3Nei de­cre­ti di stan­zia­men­to, l'As­sem­blea fe­de­ra­le spe­ci­fi­ca lo sco­po e l'am­mon­ta­re dei cre­di­ti. Vi può inol­tre pre­ci­sa­re le con­di­zio­ni qua­dro d'im­pie­go, i tem­pi d'at­tua­zio­ne del pro­get­to e le mo­da­li­tà di re­so­con­to da par­te del Con­si­glio fe­de­ra­le.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 65 n. 1 del­la LF del 7 ott. 2005 sul­le fi­nan­ze del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2006 (RU 2006 1275; FF 2005 5).
2 In­tro­dot­to dall'art. 65 n. 1 del­la LF del 7 ott. 2005 sul­le fi­nan­ze del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2006 (RU 2006 1275; FF 2005 5).
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e di al­tri en­ti in­ca­ri­ca­ti di com­pi­ti fe­de­ra­li.1
2Eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne fi­nan­zia­ria nell'am­bi­to dell'ar­ti­co­lo 8 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 28 giu­gno 19672 sul con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze.
3L'As­sem­blea fe­de­ra­le eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za at­te­nen­do­si ai se­guen­ti cri­te­ri:
le­ga­li­tà;
con­for­mi­tà all'or­di­na­men­to vi­gen­te;
ade­gua­tez­za;
ef­fi­ca­cia;
eco­no­mi­ci­tà.
4L'al­ta vi­gi­lan­za non in­clu­de la com­pe­ten­za di abro­ga­re o mo­di­fi­ca­re de­ci­sio­ni. È esclu­so il con­trol­lo di me­ri­to del­le de­ci­sio­ni giu­di­zia­rie e del­le de­ci­sio­ni del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3
3 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
Art. 27 Verifica dell'efficacia
Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le de­si­gna­ti dal­la leg­ge prov­ve­do­no af­fin­ché sia ve­ri­fi­ca­ta l'ef­fi­ca­cia dei prov­ve­di­men­ti del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. A tal fi­ne pos­so­no:
chie­de­re che il Con­si­glio fe­de­ra­le fac­cia svol­ge­re ve­ri­fi­che dell'ef­fi­ca­cia;
esa­mi­na­re i con­trol­li dell'ef­fi­ca­cia svol­ti su man­da­to del Con­si­glio fe­de­ra­le;
far svol­ge­re es­si stes­si ve­ri­fi­che dell'ef­fi­ca­cia.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le coo­pe­ra:
al­le pia­ni­fi­ca­zio­ni im­por­tan­ti dell'at­ti­vi­tà del­lo Sta­to;
al­la de­ter­mi­na­zio­ne de­gli obiet­ti­vi stra­te­gi­ci del­le uni­tà re­se au­to­no­me di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 5 del­la leg­ge del 21 mar­zo 19971 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.2
1bisEs­sa coo­pe­ra:
in­for­man­do­si me­dian­te i rap­por­ti che le sot­to­po­ne il Con­si­glio fe­de­ra­le sul­le at­ti­vi­tà di cui al ca­po­ver­so 1 o pren­den­do at­to di ta­li rap­por­ti;
im­par­ten­do al Con­si­glio fe­de­ra­le il man­da­to di:
in­tra­pren­de­re una pia­ni­fi­ca­zio­ne o di mo­di­fi­car­ne le prio­ri­tà, o
de­fi­ni­re gli obiet­ti­vi stra­te­gi­ci del­le uni­tà re­se au­to­no­me o di mo­di­fi­ca­re ta­li obiet­ti­vi;
pren­den­do de­ci­sio­ni di prin­ci­pio o pro­gram­ma­ti­che. 3
2Le de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che so­no de­ci­sio­ni pre­li­mi­na­ri che in­di­ca­no co­me de­ter­mi­na­ti obiet­ti­vi deb­ba­no es­se­re per­se­gui­ti, de­ter­mi­na­ti prin­ci­pi e cri­te­ri os­ser­va­ti o de­ter­mi­na­te mi­su­re pia­ni­fi­ca­te.
3Le de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che so­no ema­na­te sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce. Per le de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che di am­pia por­ta­ta può es­se­re scel­ta la for­ma del de­cre­to fe­de­ra­le.
4Qua­lo­ra si sco­sti da man­da­ti o de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ve in­di­car­ne i mo­ti­vi.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 17 dic. 2010 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le al­la de­ter­mi­na­zio­ne dell'orien­ta­men­to stra­te­gi­co del­le uni­tà re­se au­to­no­me, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5859; FF 2010 2933 2969).
3 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 17 dic. 2010 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le al­la de­ter­mi­na­zio­ne dell'orien­ta­men­to stra­te­gi­co del­le uni­tà re­se au­to­no­me, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5859; FF 2010 2933 2969).
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le ema­na sin­go­li at­ti non sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
2Sin­go­li at­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le per i qua­li non sus­si­ste la ne­ces­sa­ria ba­se giu­ri­di­ca né nel­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le né in una leg­ge fe­de­ra­le so­no sot­to­po­sti al re­fe­ren­dum me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le.
L'As­sem­blea fe­de­ra­le adem­pie gli al­tri com­pi­ti che le so­no at­tri­bui­ti dal­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e dal­la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le.
Titolo quarto: Organizzazione dell'Assemblea federale
Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le so­no:
il Con­si­glio na­zio­na­le;
il Con­si­glio de­gli Sta­ti;
l'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria;
le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re;
gli Uf­fi­ci;
la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to e la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va;
le Com­mis­sio­ni e le lo­ro sot­to­com­mis­sio­ni e de­le­ga­zio­ni;
i grup­pi par­la­men­ta­ri.
Art. 32 Sede dell'Assemblea federale
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le si riu­ni­sce in Ber­na.
2Con de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce può de­ci­de­re di riu­nir­si ec­ce­zio­nal­men­te al­tro­ve.
1Il Con­si­glio na­zio­na­le e il Con­si­glio de­gli Sta­ti so­no con­vo­ca­ti dai ri­spet­ti­vi Uf­fi­ci.
2L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria è con­vo­ca­ta dal­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to.
3Il pre­si­den­te del Con­si­glio na­zio­na­le o, se im­pe­di­to, il pre­si­den­te del Con­si­glio de­gli Sta­ti è te­nu­to a con­vo­ca­re le Ca­me­re se la si­cu­rez­za del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li è in pe­ri­co­lo o se il Con­si­glio fe­de­ra­le non è in gra­do di agi­re.
La pre­si­den­za di cia­scu­na Ca­me­ra con­sta del pre­si­den­te non­ché del pri­mo e del se­con­do vi­ce­pre­si­den­te.
1Cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna un Uf­fi­cio per la pro­pria di­re­zio­ne e per al­tre in­com­ben­ze in­ter­ne.
2L'Uf­fi­cio di cia­scu­na Ca­me­ra con­sta del­la pre­si­den­za del­la me­de­si­ma e di al­tri mem­bri de­si­gna­ti dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
3I di­rit­ti e i do­ve­ri che la pre­sen­te leg­ge as­se­gna al­le com­mis­sio­ni val­go­no an­che per gli Uf­fi­ci.
Cia­scu­na Ca­me­ra ema­na un pro­prio re­go­la­men­to con­te­nen­te le di­spo­si­zio­ni ese­cu­ti­ve per la pro­pria or­ga­niz­za­zio­ne e pro­ce­du­ra.
1L'Uf­fi­cio del Con­si­glio na­zio­na­le e l'Uf­fi­cio del Con­si­glio de­gli Sta­ti co­sti­tui­sco­no la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to.
2La Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to ha i com­pi­ti se­guen­ti:
sta­bi­li­sce le set­ti­ma­ne in cui si svol­go­no le ses­sio­ni or­di­na­rie e le ses­sio­ni straor­di­na­rie;
cu­ra le re­la­zio­ni tra le due Ca­me­re e tra que­ste e il Con­si­glio fe­de­ra­le;
può im­par­ti­re istru­zio­ni per l'as­se­gna­zio­ne di per­so­na­le e di mez­zi fi­nan­zia­ri agli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
eleg­ge il se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. L'ele­zio­ne va con­fer­ma­ta dall'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria;
ap­pro­va la co­sti­tu­zio­ne di nuo­vi grup­pi par­la­men­ta­ri se­con­do i cri­te­ri di cui all'ar­ti­co­lo 61.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le può par­te­ci­pa­re al­le se­du­te con vo­to con­sul­ti­vo.
4Le de­ci­sio­ni del­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to ri­chie­do­no l'ap­pro­va­zio­ne de­gli Uf­fi­ci del Con­si­glio na­zio­na­le e del Con­si­glio de­gli Sta­ti. L'ele­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 2 let­te­ra d av­vie­ne a mag­gio­ran­za as­so­lu­ta dei mem­bri vo­tan­ti.
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, con ef­fet­to dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1La De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va con­sta di tre mem­bri di cia­scun Uf­fi­cio del­le Ca­me­re no­mi­na­ti dal­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to. Es­sa de­si­gna un pro­prio mem­bro in ve­ste di de­le­ga­to. Si co­sti­tui­sce da sé.
2La De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va è in­ca­ri­ca­ta del­la di­re­zio­ne su­pre­ma dell'am­mi­ni­stra­zio­ne par­la­men­ta­re.
3Le sue de­ci­sio­ni so­no pre­se a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
Art. 39 Ufficio dell'Assemblea federale plenaria
1L'Uf­fi­cio dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria con­sta del­le pre­si­den­ze del­le due Ca­me­re.
2Le se­du­te so­no di­ret­te dal pre­si­den­te del Con­si­glio na­zio­na­le o, se que­sti è im­pe­di­to, dal pre­si­den­te del Con­si­glio de­gli Sta­ti.
3L'Uf­fi­cio pre­pa­ra le se­du­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria.
4Può isti­tui­re com­mis­sio­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria. Que­ste com­mis­sio­ni con­sta­no di do­di­ci mem­bri del Con­si­glio na­zio­na­le e di cin­que mem­bri del Con­si­glio de­gli Sta­ti.
1La Com­mis­sio­ne del­le gra­zie e dei con­flit­ti di com­pe­ten­za esa­mi­na pre­li­mi­nar­men­te le do­man­de di gra­zia e le de­ci­sio­ni in me­ri­to a con­flit­ti di com­pe­ten­za tra le su­pre­me au­to­ri­tà fe­de­ra­li.
2Eleg­ge co­me pre­si­den­te, a tur­no, un mem­bro del Con­si­glio na­zio­na­le o del Con­si­glio de­gli Sta­ti.
3Tra­smet­te le do­man­de di gra­zia al Con­si­glio fe­de­ra­le af­fin­ché pre­sen­ti un rap­por­to cor­re­da­to di pro­po­sta.
4Può pren­de­re vi­sio­ne del­le do­man­de non­ché de­gli at­ti istrut­to­ri, giu­di­zia­ri ed ese­cu­ti­vi.
Art. 40a Commissione giudiziaria
1La Com­mis­sio­ne giu­di­zia­ria è com­pe­ten­te per la pre­pa­ra­zio­ne dell'ele­zio­ne e del­la de­sti­tu­zio­ne:
dei giu­di­ci dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
dei mem­bri dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
del pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.2
2Met­te a pub­bli­co con­cor­so i po­sti di giu­di­ce va­can­ti e i po­sti di pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Nel ban­do di con­cor­so è in­di­ca­to il gra­do di oc­cu­pa­zio­ne, per quan­to la leg­ge con­sen­ta l'eser­ci­zio a tem­po par­zia­le del­la fun­zio­ne.3
3La Com­mis­sio­ne giu­di­zia­ria sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria le pro­prie pro­po­ste di ele­zio­ne e di de­sti­tu­zio­ne.
4Sta­bi­li­sce in det­ta­glio il rap­por­to di la­vo­ro dei giu­di­ci, del pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.4
5In se­no al­la Com­mis­sio­ne, ogni grup­po ha di­rit­to ad al­me­no un seg­gio.
6Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne e la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze co­mu­ni­ca­no al­la Com­mis­sio­ne giu­di­zia­ria i lo­ro ac­cer­ta­men­ti che met­to­no se­ria­men­te in dub­bio l'ido­nei­tà pro­fes­sio­na­le o per­so­na­le dei giu­di­ci, del pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.5
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° ago. 2003 (RU 2003 2119; FF 2001 3764, 2002 1073).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
Art. 41 Procedura nell'Assemblea federale plenaria
1Per quan­to non di­sci­pli­na­to al­tri­men­ti dal­la pre­sen­te leg­ge, al­la pro­ce­du­ra nell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del re­go­la­men­to del Con­si­glio na­zio­na­le.
2Gli scru­ta­to­ri e gli scru­ta­to­ri sup­plen­ti di am­bo le Ca­me­re ac­cer­ta­no i ri­sul­ta­ti del­le ele­zio­ni e vo­ta­zio­ni
3Per quan­to non sia ap­pli­ca­bi­le il re­go­la­men­to del Con­si­glio na­zio­na­le, l'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria può do­tar­si di un pro­prio re­go­la­men­to.
1Cia­scu­na Ca­me­ra isti­tui­sce al pro­prio in­ter­no le com­mis­sio­ni per­ma­nen­ti pre­vi­ste dal­la leg­ge e dal pro­prio re­go­la­men­to.
2In ca­si ec­ce­zio­na­li le Ca­me­re pos­so­no isti­tui­re com­mis­sio­ni spe­cia­li.
1I mem­bri e le pre­si­den­ze (pre­si­den­te e vi­ce­pre­si­den­te) del­le com­mis­sio­ni so­no elet­ti dal ri­spet­ti­vo Uf­fi­cio.
2Le pre­si­den­ze del­le com­mis­sio­ni con­giun­te del­le due Ca­me­re e del­le com­mis­sio­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria so­no no­mi­na­te dal­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to, sem­pre che la leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti. Il pre­si­den­te e il vi­ce­pre­si­den­te non pos­so­no ap­par­te­ne­re al­la stes­sa Ca­me­ra.
2bisLa Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to prov­ve­de af­fin­ché i pre­si­den­ti del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne del­le due Ca­me­re non fac­cia­no par­te del­lo stes­so grup­po par­la­men­ta­re.1
3La com­po­si­zio­ne del­le com­mis­sio­ni e l'as­se­gna­zio­ne del­le pre­si­den­ze si im­pron­ta­no al­la for­za dei grup­pi par­la­men­ta­ri all'in­ter­no di ogni Ca­me­ra. Per quan­to pos­si­bi­le, è te­nu­to ade­gua­ta­men­te con­to del­le lin­gue uf­fi­cia­li e del­le re­gio­ni del Pae­se.
4La du­ra­ta del man­da­to dei mem­bri del­le com­mis­sio­ni per­ma­nen­ti è de­ter­mi­na­to dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
1Nell'am­bi­to del­le com­pe­ten­ze at­tri­bui­te lo­ro dal­la leg­ge o dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re, le com­mis­sio­ni:
esa­mi­na­no pre­li­mi­nar­men­te, a de­sti­na­zio­ne del­la ri­spet­ti­va Ca­me­ra, gli og­get­ti lo­ro at­tri­bui­ti;
de­li­be­ra­no e de­ci­do­no su­gli og­get­ti che la leg­ge as­se­gna lo­ro per de­li­be­ra­zio­ne de­fi­ni­ti­va;
se­guo­no gli svi­lup­pi so­cia­li e po­li­ti­ci nei lo­ro set­to­ri di com­pe­ten­za;
ela­bo­ra­no pro­po­ste nei lo­ro set­to­ri di com­pe­ten­za;
prov­ve­do­no al con­trol­lo dell'ef­fi­ca­cia nei set­to­ri di lo­ro com­pe­ten­za. Sot­to­pon­go­no pro­po­ste agli or­ga­ni com­pe­ten­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o con­fe­ri­sco­no man­da­ti al Con­si­glio fe­de­ra­le;
ten­go­no con­to dei ri­sul­ta­ti dei con­trol­li dell'ef­fi­ca­cia.
2Le com­mis­sio­ni fan­no rap­por­to al­la ri­spet­ti­va Ca­me­ra su­gli og­get­ti lo­ro at­tri­bui­ti e pre­sen­ta­no pro­po­ste in me­ri­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Di­rit­to par­la­men­ta­re. Di­ver­se mo­di­fi­che), in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1Per l'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti, le com­mis­sio­ni pos­so­no:
pre­sen­ta­re ini­zia­ti­ve, in­ter­ven­ti e pro­po­ste non­ché ela­bo­ra­re rap­por­ti;
far ca­po a pe­ri­ti ester­ni;
sen­ti­re rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni e del­le cer­chie in­te­res­sa­te;
pro­ce­de­re ad ispe­zio­ni.
2Le com­mis­sio­ni pos­so­no isti­tui­re al pro­prio in­ter­no sot­to­com­mis­sio­ni. Le sot­to­com­mis­sio­ni pre­sen­ta­no rap­por­to al­la com­mis­sio­ne cor­re­dan­do­lo di una pro­po­sta. Più com­mis­sio­ni pos­so­no isti­tui­re sot­to­com­mis­sio­ni con­giun­te.
1Nel­le com­mis­sio­ni si ap­pli­ca­no le nor­me pro­ce­du­ra­li del­la ri­spet­ti­va Ca­me­ra, sem­pre che la leg­ge o i re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re non pre­ve­da­no al­tri­men­ti.
2Le de­ci­sio­ni del­le com­mis­sio­ni con­giun­te ri­chie­do­no l'ap­pro­va­zio­ne del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti di cia­scu­na Ca­me­ra, sem­pre che la leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti.
3Di nor­ma, le per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne pre­sen­ta­no al­le Com­mis­sio­ni i do­cu­men­ti scrit­ti e il ma­te­ria­le per le pre­sen­ta­zio­ni in due lin­gue uf­fi­cia­li. Nell'in­vi­to a una se­du­ta di com­mis­sio­ne si ren­do­no at­ten­ti i pe­ri­ti ester­ni, non­ché i rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni e del­le cer­chie in­te­res­sa­te al fat­to che de­vo­no, per quan­to pos­si­bi­le, te­ne­re con­to del plu­ri­lin­gui­smo in se­no al­la com­mis­sio­ne.1
1Le de­li­be­ra­zio­ni del­le com­mis­sio­ni so­no con­fi­den­zia­li; in par­ti­co­la­re non vie­ne di­vul­ga­ta la po­si­zio­ne as­sun­ta dai sin­go­li par­te­ci­pan­ti, né re­so no­to co­me es­si han­no vo­ta­to.
2Le com­mis­sio­ni pos­so­no de­ci­de­re di pro­ce­de­re ad au­di­zio­ni pub­bli­che.
Art. 48 Informazione dell'opinione pubblica
Le com­mis­sio­ni in­for­ma­no l'opi­nio­ne pub­bli­ca sui ri­sul­ta­ti del­le lo­ro de­li­be­ra­zio­ni.
1Le com­mis­sio­ni di cia­scu­na Ca­me­ra coor­di­na­no le at­ti­vi­tà tra di lo­ro non­ché con le com­mis­sio­ni dell'al­tra Ca­me­ra che trat­ta­no le stes­se o ana­lo­ghe que­stio­ni.
2La rac­col­ta di in­for­ma­zio­ni o il chia­ri­men­to di una que­stio­ne può av­ve­ni­re in se­du­te con­giun­te od es­se­re af­fi­da­to a un'uni­ca com­mis­sio­ne.
3Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne e le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze pos­so­no pro­ce­de­re con­giun­ta­men­te all'esa­me pre­li­mi­na­re del rap­por­to di ge­stio­ne e del con­sun­ti­vo.
4In ca­so di af­fa­ri in­ter­set­to­ria­li, al­tre com­mis­sio­ni pos­so­no pre­sen­ta­re rap­por­ti al­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze (CdF) si oc­cu­pa­no del­la ge­stio­ne fi­nan­zia­ria del­la Con­fe­de­ra­zio­ne; esa­mi­na­no pre­li­mi­nar­men­te la pia­ni­fi­ca­zio­ne fi­nan­zia­ria, il pre­ven­ti­vo e le re­la­ti­ve ag­giun­te, non­ché il con­sun­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Eser­ci­ta­no l'al­ta vi­gi­lan­za sull'in­te­ra ge­stio­ne fi­nan­zia­ria se­con­do l'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­so 2, sem­pre che la leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti.
2In me­ri­to ai di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi che ri­ve­sto­no im­por­tan­za sot­to il pro­fi­lo del­la po­li­ti­ca fi­nan­zia­ria pos­so­no pre­sen­ta­re rap­por­ti al­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re. Ta­li di­se­gni pos­so­no es­se­re lo­ro sot­to­po­sti per co­rap­por­to o at­tri­bui­ti per esa­me pre­li­mi­na­re.1
3Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze so­no in­vi­ta­te a pre­sen­ta­re un co­rap­por­to in me­ri­to ai di­se­gni di cre­di­ti d'im­pe­gno e li­mi­ti di spe­sa che non so­no lo­ro at­tri­bui­ti per esa­me pre­li­mi­na­re. Per di­fen­de­re le lo­ro pro­po­ste nel­le Ca­me­re han­no gli stes­si di­rit­ti del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re.2
2 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
1Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze no­mi­na­no al pro­prio in­ter­no tre mem­bri cia­scu­na qua­li mem­bri del­la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze (Del­Fin) e un sup­plen­te per­ma­nen­te per ogni mem­bro. La De­le­ga­zio­ne si co­sti­tui­sce da sé.1
2La De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze è in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me di det­ta­glio e del­la sor­ve­glian­za dell'in­te­ra ge­stio­ne fi­nan­zia­ria.
3Le re­la­zio­ni del­la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze con il Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze so­no ret­te da­gli ar­ti­co­li 14, 15 e 18 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 28 giu­gno 19672 sul con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze.
4La De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze fa rap­por­to al­la Com­mis­sio­ne del­le fi­nan­ze, cor­re­dan­do­lo di pro­po­ste.
5Può oc­cu­par­si di al­tri og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne e sot­to­por­re per co­no­scen­za i suoi ac­cer­ta­men­ti al­le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze o ad al­tre com­mis­sio­ni.
6De­ci­de a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 17 dic. 2010 con­cer­nen­te la sal­va­guar­dia del­la de­mo­cra­zia, del­lo Sta­to di di­rit­to e del­la ca­pa­ci­tà di agi­re in si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, in vi­go­re dal 1° mag. 2011 (RU 2011 1381; FF 2010 1393 2473).
1Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne (CdG) eser­ci­ta­no l'al­ta vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­si 1, 3 e 4.
2Im­po­sta­no la lo­ro at­ti­vi­tà di con­trol­lo sui cri­te­ri di le­ga­li­tà, ade­gua­tez­za ed ef­fi­ca­cia.
1Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne no­mi­na­no al pro­prio in­ter­no tre mem­bri cia­scu­na qua­li mem­bri del­la De­le­ga­zio­ne del­la ge­stio­ne (Del­CG). La De­le­ga­zio­ne si co­sti­tui­sce da sé.
2La De­le­ga­zio­ne sor­ve­glia l'at­ti­vi­tà nel set­to­re del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to e dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve ed esa­mi­na l'azio­ne del­lo Sta­to nei set­to­ri che de­vo­no ri­ma­ne­re se­gre­ti poi­ché la lo­ro co­no­scen­za da par­te di per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li.1
3Svol­ge gli al­tri in­ca­ri­chi spe­cia­li che le so­no con­fe­ri­ti da una Com­mis­sio­ne del­la ge­stio­ne.
3bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma la De­le­ga­zio­ne al più tar­di 24 ore do­po ave­re ema­na­to una de­ci­sio­ne a sal­va­guar­dia de­gli in­te­res­si del Pae­se o del­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na.2
4La De­le­ga­zio­ne pre­sen­ta al­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne un pro­prio rap­por­to cor­re­da­to di pro­po­ste.3
5De­ci­de a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 17 dic. 2010 con­cer­nen­te la sal­va­guar­dia del­la de­mo­cra­zia, del­lo Sta­to di di­rit­to e del­la ca­pa­ci­tà di agi­re in si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, in vi­go­re dal 1° mag. 2011 (RU 2011 1381; FF 2010 1393 2473).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 17 dic. 2010 con­cer­nen­te la sal­va­guar­dia del­la de­mo­cra­zia, del­lo Sta­to di di­rit­to e del­la ca­pa­ci­tà di agi­re in si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, in vi­go­re dal 1° mag. 2011 (RU 2011 1381; FF 2010 1393 2473).
Sezione 4: Relazione alla Camera
Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze e del­la ge­stio­ne ri­fe­ri­sco­no una vol­ta all'an­no al­la pro­pria Ca­me­ra sui ri­sul­ta­ti prin­ci­pa­li dei lo­ro la­vo­ri.
1 Abro­ga­ta dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1La Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne (CdR) è una com­mis­sio­ne con­giun­ta del­le due Ca­me­re.
2Con­sta di tre sot­to­com­mis­sio­ni, una per ogni lin­gua uf­fi­cia­le.
3La Com­mis­sio­ne si co­sti­tui­sce da sé.
4Pren­de le sue de­ci­sio­ni a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
1La Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne ve­ri­fi­ca i te­sti de­gli at­ti le­gi­sla­ti­vi e ne sta­bi­li­sce la ver­sio­ne de­fi­ni­ti­va per la vo­ta­zio­ne fi­na­le.
1bisAp­por­ta inol­tre le ret­ti­fi­che re­da­zio­na­li agli at­ti le­gi­sla­ti­vi che non so­no po­sti in vo­ta­zio­ne fi­na­le.1
2Prov­ve­de af­fin­ché i te­sti sia­no chia­ri e con­ci­si e si as­si­cu­ra che sia­no con­for­mi al­la vo­lon­tà dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. Ba­da af­fin­ché vi sia con­cor­dan­za del­le ver­sio­ni nel­le tre lin­gue uf­fi­cia­li.
3La Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne non pro­ce­de a mo­di­fi­che ma­te­ria­li. Se ac­cer­ta la­cu­ne, im­pre­ci­sio­ni o con­trad­di­zio­ni ma­te­ria­li, ne in­for­ma i pre­si­den­ti del­le Ca­me­re.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1Se, do­po la vo­ta­zio­ne fi­na­le, in un at­to le­gi­sla­ti­vo si ac­cer­ta­no er­ro­ri for­ma­li o for­mu­la­zio­ni che non ri­spec­chia­no l'esi­to dei di­bat­ti­ti par­la­men­ta­ri, la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne or­di­na le ne­ces­sa­rie ret­ti­fi­che pri­ma del­la pub­bli­ca­zio­ne nel­la Rac­col­ta uf­fi­cia­le del­le leg­gi fe­de­ra­li. Ta­li ret­ti­fi­che de­vo­no es­se­re in­di­ca­te co­me ta­li.
2Do­po la pub­bli­ca­zio­ne nel­la Rac­col­ta uf­fi­cia­le del­le leg­gi fe­de­ra­li, la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne può or­di­na­re ret­ti­fi­che sol­tan­to di er­ro­ri ma­ni­fe­sti, non­ché mo­di­fi­che di me­ra tec­ni­ca le­gi­sla­ti­va. Ta­li ret­ti­fi­che e mo­di­fi­che de­vo­no es­se­re in­di­ca­te co­me ta­li.
3I par­la­men­ta­ri ven­go­no in­for­ma­ti del­le ret­ti­fi­che im­por­tan­ti.
Art. 59 Disposizioni d'esecuzione
Un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le di­sci­pli­na in det­ta­glio la com­po­si­zio­ne e i com­pi­ti del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne, non­ché la pro­ce­du­ra di esa­me dei te­sti pri­ma del­la vo­ta­zio­ne fi­na­le e la pro­ce­du­ra per or­di­na­re le ret­ti­fi­che do­po la vo­ta­zio­ne fi­na­le e do­po la pub­bli­ca­zio­ne.
L'or­ga­niz­za­zio­ne, i com­pi­ti e la pro­ce­du­ra di de­le­ga­zio­ni che rap­pre­sen­ta­no l'As­sem­blea fe­de­ra­le in as­sem­blee par­la­men­ta­ri in­ter­na­zio­na­li o nel­le re­la­zio­ni bi­la­te­ra­li con par­la­men­ti di Sta­ti ter­zi so­no di­sci­pli­na­ti in un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1I grup­pi con­sta­no dei par­la­men­ta­ri di uno stes­so par­ti­to.
2I sen­za par­ti­to e i mem­bri di par­ti­ti di­ver­si pos­so­no unir­si in grup­po se so­no di ana­lo­go orien­ta­men­to po­li­ti­co.
3Un grup­po può es­se­re co­sti­tui­to se vi ade­ri­sco­no al­me­no cin­que mem­bri di una Ca­me­ra.
4I grup­pi an­nun­cia­no al Se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le la lo­ro co­sti­tu­zio­ne, l'elen­co dei mem­bri, la com­po­si­zio­ne del­la pre­si­den­za e il no­me del se­gre­ta­rio.
1I grup­pi esa­mi­na­no in via pre­li­mi­na­re gli og­get­ti sot­to­po­sti al­le Ca­me­re.
2Han­no il di­rit­to di pre­sen­ta­re ini­zia­ti­ve, in­ter­ven­ti, pro­po­ste e can­di­da­tu­re.
3I re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re pos­so­no pre­ve­de­re al­tri di­rit­ti per i grup­pi.
4I grup­pi pos­so­no isti­tui­re se­gre­te­rie. Que­ste ot­ten­go­no gli stes­si do­cu­men­ti dei par­la­men­ta­ri e sot­to­stan­no al se­gre­to d'uf­fi­cio giu­sta l'ar­ti­co­lo 8.
5I grup­pi ri­ce­vo­no un con­tri­bu­to a co­per­tu­ra del­le spe­se di se­gre­te­ria. I par­ti­co­la­ri so­no di­sci­pli­na­ti dal­la leg­ge del 18 mar­zo 19881 sul­le in­den­ni­tà par­la­men­ta­ri.
1I par­la­men­ta­ri che si in­te­res­sa­no a un da­to set­to­re pos­so­no riu­nir­si in in­ter­grup­pi par­la­men­ta­ri. Gli in­ter­grup­pi de­vo­no es­se­re aper­ti a tut­ti i par­la­men­ta­ri.
2Gli in­ter­grup­pi an­nun­cia­no la pro­pria co­sti­tu­zio­ne e i pro­pri mem­bri ai Ser­vi­zi del Par­la­men­to, i qua­li ten­go­no un re­gi­stro pub­bli­co de­gli in­ter­grup­pi.
3Per quan­to pos­si­bi­le, gli in­ter­grup­pi ot­ten­go­no age­vo­la­zio­ni am­mi­ni­stra­ti­ve e sa­le di riu­nio­ne per i lo­ro la­vo­ri.
4Gli in­ter­grup­pi non pos­so­no agi­re in no­me dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1I Ser­vi­zi del Par­la­men­to coa­diu­va­no l'As­sem­blea fe­de­ra­le nell'adem­pi­men­to dei suoi com­pi­ti.
2Es­si:
pia­ni­fi­ca­no e or­ga­niz­za­no le ses­sio­ni e le se­du­te del­le com­mis­sio­ni;
sbri­ga­no i la­vo­ri di se­gre­ta­ria­to, di tra­du­zio­ne e di ver­ba­liz­za­zio­ne del­le de­ci­sio­ni e dei di­bat­ti­ti del­le Ca­me­re, dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria e del­le com­mis­sio­ni;
ge­sti­sco­no un cen­tro di do­cu­men­ta­zio­ne e of­fro­no ser­vi­zi nel set­to­re del­la do­cu­men­ta­zio­ne e del­le tec­no­lo­gie dell'in­for­ma­zio­ne;
ge­sti­sco­no si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne per va­lu­ta­re i da­ti ai fi­ni dell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, dei suoi or­ga­ni e dei par­la­men­ta­ri; il trat­ta­men­to dei da­ti può ri­guar­da­re an­che da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne; un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le fon­ti uti­liz­za­te a ta­le sco­po e di­sci­pli­na le au­to­riz­za­zio­ni d'ac­ces­so e la co­mu­ni­ca­zio­ne di ta­li da­ti;
pre­sta­no con­su­len­za ai par­la­men­ta­ri, in par­ti­co­la­re al­le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re e al­le com­mis­sio­ni, in que­stio­ni tec­ni­che e pro­ce­du­ra­li;
in­for­ma­no l'opi­nio­ne pub­bli­ca sull'As­sem­blea fe­de­ra­le e sul­le sue at­ti­vi­tà;
coa­diu­va­no l'As­sem­blea fe­de­ra­le nel­la cu­ra del­le sue re­la­zio­ni in­ter­na­zio­na­li;
fat­te sal­ve le com­pe­ten­ze de­gli or­ga­ni del­le Ca­me­re, sbri­ga­no tut­ti gli al­tri com­pi­ti dell'am­mi­ni­stra­zio­ne par­la­men­ta­re.
1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 16 mar. 2018 (Of­fer­te d'in­for­ma­zio­ne e di do­cu­men­ta­zio­ne del Par­la­men­to al pas­so con i tem­pi), in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3547; FF 2017 5885 5897).
1I Ser­vi­zi del Par­la­men­to sot­to­stan­no al­la vi­gi­lan­za del­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
2So­no di­ret­ti dal se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
3Quan­do ope­ra­no per or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, le uni­tà am­mi­ni­stra­ti­ve dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to si at­ten­go­no al­le istru­zio­ni tec­ni­che dei me­de­si­mi.
Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e il se­gre­ta­rio del­la me­de­si­ma so­no au­to­riz­za­ti per or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ad as­su­me­re il per­so­na­le dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to.
Art. 67 Diritti d'informazione
Le uni­tà am­mi­ni­stra­ti­ve dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to di­spon­go­no de­gli stes­si di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne de­gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le per cui ope­ra­no.
Art. 68 Collaborazione dell'Amministrazione federale
1Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e, su lo­ro man­da­to, i Ser­vi­zi del Par­la­men­to pos­so­no far ca­po, per l'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti, ai ser­vi­zi dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le.
2Le mo­da­li­tà di col­la­bo­ra­zio­ne so­no sta­bi­li­te d'in­te­sa con il di­par­ti­men­to com­pe­ten­te o la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le.
3In ca­so di di­ver­gen­ze de­ci­de la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, sen­ti­to il Con­si­glio fe­de­ra­le.
1Nel­le sa­le del­le Ca­me­re il di­rit­to di po­li­zia è eser­ci­ta­to dai pre­si­den­ti del­le Ca­me­re; ne­gli al­tri lo­ca­li dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to, dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
2I par­la­men­ta­ri pos­so­no far­si ri­la­scia­re per due per­so­ne da lo­ro de­si­gna­te una tes­se­ra cia­scu­na che, per una du­ra­ta de­ter­mi­na­ta, au­to­riz­za ad ac­ce­de­re al­le par­ti non aper­te al pub­bli­co del Pa­laz­zo del Par­la­men­to. I no­mi e le fun­zio­ni di que­ste per­so­ne de­vo­no es­se­re iscrit­ti in un re­gi­stro pub­bli­ca­men­te con­sul­ta­bi­le.
Art. 70 Disposizioni d'esecuzione
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le ema­na me­dian­te or­di­nan­za le di­spo­si­zio­ni nor­ma­ti­ve ese­cu­ti­ve cir­ca l'am­mi­ni­stra­zio­ne par­la­men­ta­re.
2Le di­spo­si­zio­ni nor­ma­ti­ve ese­cu­ti­ve che si ap­pli­ca­no all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, ema­na­te dal Con­si­glio fe­de­ra­le o da ser­vi­zi che gli so­no su­bor­di­na­ti, so­no ap­pli­ca­te an­che nel set­to­re dell'am­mi­ni­stra­zio­ne del Par­la­men­to sem­pre che un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le non di­spon­ga al­tri­men­ti.
3Le com­pe­ten­ze che si­mi­li di­spo­si­zio­ni con­fe­ri­sco­no al Con­si­glio fe­de­ra­le o a ser­vi­zi che gli so­no su­bor­di­na­ti so­no in tal ca­so eser­ci­ta­te dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va o dal se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
Titolo quinto: Procedura nell'Assemblea federale
L'As­sem­blea fe­de­ra­le de­li­be­ra se­gna­ta­men­te su:
pro­get­ti del­le com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri o di­se­gni del Con­si­glio fe­de­ra­le in me­ri­to ad at­ti le­gi­sla­ti­vi par­la­men­ta­ri;
ini­zia­ti­ve par­la­men­ta­ri e in­ter­ven­ti di par­la­men­ta­ri, di grup­pi par­la­men­ta­ri o di com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri, non­ché ini­zia­ti­ve can­to­na­li;
rap­por­ti del­le com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri o del Con­si­glio fe­de­ra­le;
can­di­da­tu­re e pro­po­ste di con­fer­ma di no­mi­ne;
pro­po­ste pro­ce­du­ra­li di par­la­men­ta­ri, di grup­pi par­la­men­ta­ri, di com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri o del Con­si­glio fe­de­ra­le;
di­chia­ra­zio­ni del­le Ca­me­re o del Con­si­glio fe­de­ra­le;
pe­ti­zio­ni e do­man­de con­cer­nen­ti la ge­stio­ne;
ri­cor­si, do­man­de e op­po­si­zio­ni.
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne pro­po­sti da par­la­men­ta­ri o da or­ga­ni del­le Ca­me­re so­no iscrit­ti nel ruo­lo quan­do so­no de­po­si­ta­ti pres­so la se­gre­te­ria del­la Ca­me­ra.
2Le ini­zia­ti­ve po­po­la­ri non­ché le do­man­de dei Can­to­ni di con­fe­ri­re la ga­ran­zia fe­de­ra­le al­le lo­ro co­sti­tu­zio­ni so­no iscrit­te nel ruo­lo quan­do so­no de­po­si­ta­te pres­so la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le.
3Gli al­tri og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne so­no iscrit­ti nel ruo­lo in am­bo le Ca­me­re quan­do so­no de­po­si­ta­ti pres­so l'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne pos­so­no es­se­re ri­ti­ra­ti dai lo­ro au­to­ri fin­ché la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria non ab­bia de­ci­so in me­ri­to.
2Un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re o can­to­na­le non può più es­se­re ri­ti­ra­ta se una com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re le ha da­to se­gui­to.
3Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne pro­po­sti dal Con­si­glio fe­de­ra­le non pos­so­no da que­sto es­se­re ri­ti­ra­ti.
1Cia­scu­na Ca­me­ra de­li­be­ra e de­ci­de dap­pri­ma se in­ten­de en­tra­re in ma­te­ria su un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo (di­bat­ti­to di en­tra­ta in ma­te­ria).
2Se de­ci­de l'en­tra­ta in ma­te­ria, de­li­be­ra sul di­se­gno di leg­ge ar­ti­co­lo per ar­ti­co­lo (de­li­be­ra­zio­ne di det­ta­glio).
3L'en­tra­ta in ma­te­ria è ob­bli­ga­to­ria se si trat­ta di ini­zia­ti­ve po­po­la­ri, pre­ven­ti­vi, rap­por­ti di ge­stio­ne, con­sun­ti­vi, re­cla­mi sol­le­va­ti con­tro trat­ta­ti in­ter­can­to­na­li o con­tro trat­ta­ti con­clu­si dai Can­to­ni con l'este­ro, con­fe­ri­men­to del­la ga­ran­zia a co­sti­tu­zio­ni can­to­na­li, pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e pia­no fi­nan­zia­rio.1
4Ter­mi­na­ta la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne di det­ta­glio, nel­la Ca­me­ra si pro­ce­de al­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so. Non vi è vo­ta­zio­ne sul com­ples­so se l'en­tra­ta in ma­te­ria è ob­bli­ga­to­ria, ec­cet­to in ca­so di pre­ven­ti­vi e con­sun­ti­vi.
5La reie­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so equi­va­le a una non en­tra­ta in ma­te­ria. La reie­zio­ne di pre­ven­ti­vi e con­sun­ti­vi com­por­ta rin­vio al Con­si­glio fe­de­ra­le.
6Un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo su cui si è de­ci­sa l'en­tra­ta in ma­te­ria può es­se­re tol­to dal ruo­lo, su pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re o del Con­si­glio fe­de­ra­le, se è di­ve­nu­to pri­vo di og­get­to.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
1Una Ca­me­ra può rin­via­re al Con­si­glio fe­de­ra­le o al­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re, per rie­sa­me o mo­di­fi­ca, un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo sul qua­le es­sa è en­tra­ta in ma­te­ria ov­ve­ro un al­tro og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne.
2Sin­go­le se­zio­ni o di­spo­si­zio­ni pos­so­no es­se­re rin­via­te an­che in se­con­da let­tu­ra.
3Le pro­po­ste di rin­vio in­di­ca­no che co­sa deb­ba es­se­re rie­sa­mi­na­to, mo­di­fi­ca­to o com­ple­ta­to.
1Cia­scun par­la­men­ta­re può pre­sen­ta­re pro­po­ste al­la Ca­me­ra e al­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re in me­ri­to a un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne. Può pro­por­re al­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te di pre­sen­ta­re un'ini­zia­ti­va o un in­ter­ven­to par­la­men­ta­re.
1bisUn pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo può es­se­re pre­sen­ta­to in for­ma di pro­po­sta sol­tan­to se me­dian­te lo stes­so:
un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo pen­den­te è sud­di­vi­so in va­rie par­ti;
un con­tro­pro­get­to ver­ten­te sul­la stes­sa que­stio­ne co­sti­tu­zio­na­le è con­trap­po­sto a un'ini­zia­ti­va po­po­la­re (art. 101).1
2Di nor­ma, le pro­po­ste con­cer­nen­ti la pro­ce­du­ra (mo­zio­ni d'or­di­ne) de­vo­no es­se­re trat­ta­te im­me­dia­ta­men­te.
3Me­dian­te mo­zio­ne d'or­di­ne si può chie­de­re di ri­ve­ni­re su una de­ci­sio­ne fin­tan­to che una Ca­me­ra non ab­bia con­clu­so le de­li­be­ra­zio­ni su un og­get­to.2
3bisUna mo­zio­ne d'or­di­ne non può chie­de­re di ri­ve­ni­re sul­la de­ci­sio­ne di en­tra­ta in ma­te­ria.3
3terUna mo­zio­ne d'or­di­ne che chie­de di ri­pe­te­re la vo­ta­zio­ne con cui la Ca­me­ra con­clu­de la de­li­be­ra­zio­ne su un og­get­to può es­se­re pre­sen­ta­ta sol­tan­to im­me­dia­ta­men­te do­po ta­le vo­ta­zio­ne.4
4Le pro­po­ste re­spin­te dal­la mag­gio­ran­za del­la com­mis­sio­ne pos­so­no es­se­re pre­sen­ta­te co­me pro­po­ste di mi­no­ran­za.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
Art. 77 Clausola d'urgenza
1In ca­so di di­se­gni di leg­ge fe­de­ra­le ur­gen­te, la clau­so­la d'ur­gen­za è ec­cet­tua­ta dal­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
2Sul­la clau­so­la d'ur­gen­za si de­ci­de sol­tan­to do­po l'ap­pia­na­men­to del­le di­ver­gen­ze.
3Se la clau­so­la d'ur­gen­za è re­spin­ta, la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne met­te a pun­to il te­sto del­le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti il re­fe­ren­dum e l'en­tra­ta in vi­go­re do­po aver con­sul­ta­to i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1Su ri­chie­sta, le que­stio­ni scin­di­bi­li so­no de­ci­se in vo­ta­zio­ni se­pa­ra­te.
2Le pro­po­ste che si ri­fe­ri­sco­no al­la stes­sa par­te di te­sto o che si esclu­do­no re­ci­pro­ca­men­te so­no con­trap­po­ste nel­la vo­ta­zio­ne.
4Le pro­po­ste non con­tro­ver­se non ven­go­no po­ste in vo­ta­zio­ne.
5I vo­ti so­no sem­pre con­teg­gia­ti:
nel­le vo­ta­zio­ni sul com­ples­so;
nel­le vo­ta­zio­ni sul­le pro­po­ste di con­ci­lia­zio­ne;
nel­le vo­ta­zio­ni su di­spo­si­zio­ni che ri­chie­do­no il con­sen­so del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri di cia­scu­na Ca­me­ra (art. 159 cpv. 3 Co­st.);
nel­le vo­ta­zio­ni fi­na­li.2
1Se in me­ri­to a uno stes­so og­get­to in vo­ta­zio­ne si è in pre­sen­za di più di due pro­po­ste, que­ste van­no va­glia­te per mez­zo di una vo­ta­zio­ne even­tua­le, fin­tan­to che si pos­sa­no con­trap­por­re due so­le pro­po­ste.
2Si vo­ta dap­pri­ma sul­le pro­po­ste che pre­sen­ta­no la più pic­co­la di­ver­gen­za con­te­nu­ti­sti­ca e poi, pro­gres­si­va­men­te, sul­le ri­ma­nen­ti, in mo­do da ri­sa­li­re a quel­le con la di­ver­gen­za mag­gio­re.
3Se non si può de­ter­mi­na­re un chia­ro or­di­ne di vo­ta­zio­ne se­con­do i cri­te­ri di cui al ca­po­ver­so 2, me­dian­te vo­ta­zio­ne even­tua­le si vo­ta dap­pri­ma, con­trap­po­nen­do­le, sul­le pro­po­ste dei par­la­men­ta­ri, poi su quel­le del­le mi­no­ran­ze di com­mis­sio­ne ed in­fi­ne su quel­la del Con­si­glio fe­de­ra­le. L'esi­to dell'ul­ti­ma vo­ta­zio­ne è con­trap­po­sto al­la pro­po­sta del­la mag­gio­ran­za del­la com­mis­sio­ne.
4Il de­po­si­to di una pro­po­sta su­bor­di­na­ta non mo­di­fi­ca l'or­di­ne di vo­ta­zio­ne.1
1Il pre­si­den­te non par­te­ci­pa al­la vo­ta­zio­ne. In ca­so di pa­ri­tà di vo­ti, de­ci­de.
2Se è ne­ces­sa­rio il con­sen­so del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri di cia­scu­na Ca­me­ra, il pre­si­den­te par­te­ci­pa al­la vo­ta­zio­ne.
1Si pro­ce­de al­la vo­ta­zio­ne fi­na­le su:
le leg­gi fe­de­ra­li;
le or­di­nan­ze dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
i de­cre­ti fe­de­ra­li sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum ob­bli­ga­to­rio o fa­col­ta­ti­vo.1
1bisSi pro­ce­de al­la vo­ta­zio­ne fi­na­le non ap­pe­na le Ca­me­re ab­bia­no pre­so de­ci­sio­ni con­cor­dan­ti sull'at­to le­gi­sla­ti­vo e ap­pro­va­to il te­sto mes­so a pun­to dal­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne. Le due Ca­me­re pro­ce­do­no al­la vo­ta­zio­ne fi­na­le lo stes­so gior­no.2
2Se am­bo le Ca­me­re ap­pro­va­no il te­sto co­sì ela­bo­ra­to, l'at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le è con­si­de­ra­to va­li­da­men­te adot­ta­to.
3Se una od am­bo le Ca­me­re re­spin­go­no il te­sto, l'at­to le­gi­sla­ti­vo è con­si­de­ra­to non adot­ta­to.
Art. 82 Pubblicazione dell'esito della votazione
I re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re sta­bi­li­sco­no in qua­li ca­si l'esi­to del­la vo­ta­zio­ne è pub­bli­ca­to sot­to for­ma d'elen­co no­mi­na­ti­vo.
1Le de­ci­sio­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ri­chie­do­no con­cor­dan­za tra le due Ca­me­re.
2Non oc­cor­re una de­ci­sio­ne con­cor­dan­te per le pe­ti­zio­ni e per i rap­por­ti pre­sen­ta­ti uni­ca­men­te af­fin­ché le Ca­me­re ne pren­da­no at­to.
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne che de­vo­no es­se­re trat­ta­ti se­pa­ra­ta­men­te dal­le due Ca­me­re so­no at­tri­bui­ti a una Ca­me­ra per la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne (Ca­me­ra prio­ri­ta­ria).
2I pre­si­den­ti si ac­cor­da­no sull'at­tri­bu­zio­ne. Se non giun­go­no a un'in­te­sa, de­ci­de la sor­te.
1I di­se­gni di mo­di­fi­che co­sti­tu­zio­na­li e di leg­gi fe­de­ra­li non ur­gen­ti so­no di re­go­la di­scus­si per la pri­ma vol­ta dal­le due Ca­me­re in ses­sio­ni di­stin­te.
2Su pro­po­sta del Con­si­glio fe­de­ra­le o di una com­mis­sio­ne la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to può de­ci­de­re che un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 1 ven­ga ec­ce­zio­nal­men­te di­scus­so per la pri­ma vol­ta in am­bo le Ca­me­re nel­la stes­sa ses­sio­ne.
Art. 86 Inoltro degli oggetti in deliberazione all'altra Camera
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne che de­vo­no es­se­re di­scus­si dal­le due Ca­me­re e sui qua­li una Ca­me­ra ha già de­ci­so ven­go­no tra­smes­si per de­li­be­ra­zio­ne all'al­tra Ca­me­ra.
2Una Ca­me­ra può ini­zia­re la di­scus­sio­ne sol­tan­to quan­do l'al­tra ab­bia già de­ci­so.
3Se all'As­sem­blea fe­de­ra­le ven­go­no sot­to­po­sti con un mes­sag­gio o un rap­por­to più di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi, ognu­no di es­si può es­se­re tra­smes­so al­la se­con­da Ca­me­ra do­po la ri­spet­ti­va vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
4Il de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te un con­tro­pro­get­to a un'ini­zia­ti­va po­po­la­re è tra­smes­so all'al­tra Ca­me­ra in­sie­me al de­cre­to con­cer­nen­te l'ini­zia­ti­va in que­stio­ne.1
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1Se una Ca­me­ra rin­via in bloc­co al Con­si­glio fe­de­ra­le un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne, la de­ci­sio­ne di rin­vio è sot­to­po­sta all'esa­me dell'al­tra Ca­me­ra.
2Se l'al­tra Ca­me­ra non ac­cet­ta la de­ci­sio­ne di rin­vio, il rin­vio è non­di­me­no ef­fi­ca­ce qua­lo­ra la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria lo ri­ba­di­sca.
3La stes­sa pro­ce­du­ra si ap­pli­ca an­che nel ca­so in cui una Ca­me­ra de­ci­da di so­spen­de­re la trat­ta­zio­ne di un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne per un pe­rio­do pro­ba­bil­men­te su­pe­rio­re a un an­no (so­spen­sio­ne).
1Ec­ce­zio­nal­men­te, un di­se­gno vo­lu­mi­no­so di at­to le­gi­sla­ti­vo può es­se­re sud­di­vi­so me­dian­te de­ci­sio­ne con­cor­de del­le due Ca­me­re e tra­smes­so per par­ti al­la se­con­da Ca­me­ra già pri­ma del­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
2I par­la­men­ta­ri pos­so­no, si­no al­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so, pro­por­re di ri­ve­ni­re su di­spo­si­zio­ni dell'in­te­ro di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo.
3Se le de­ci­sio­ni del­le due Ca­me­re di­ver­go­no per quan­to con­cer­ne la sud­di­vi­sio­ne del di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e se la Ca­me­ra che ha re­spin­to la sud­di­vi­sio­ne con­fer­ma la pro­pria de­ci­sio­ne, il di­se­gno è tra­smes­so al­la se­con­da Ca­me­ra sol­tan­to do­po la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
1Se do­po la de­li­be­ra­zio­ne su un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo sus­si­sto­no di­ver­gen­ze tra le Ca­me­re, le de­ci­sio­ni di­scor­dan­ti di una Ca­me­ra ri­tor­na­no per de­ci­sio­ne all'al­tra Ca­me­ra, fin­tan­to che sia rag­giun­ta un'in­te­sa.
2Do­po la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne in cia­scu­na Ca­me­ra, l'ul­te­rio­re de­li­be­ra­zio­ne si re­strin­ge esclu­si­va­men­te al­le que­stio­ni per le qua­li non è sta­ta rag­giun­ta un'in­te­sa.
3Una Ca­me­ra può ri­ve­ni­re su al­tre que­stio­ni sol­tan­to se ne­ces­sa­rio in se­gui­to a nuo­ve de­ci­sio­ni ov­ve­ro se le com­mis­sio­ni del­le due Ca­me­re in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re pro­pon­go­no con­giun­ta­men­te di ri­ve­ni­re sul­le me­de­si­me.
Art. 90 Stralcio di un disegno di atto legislativo
Su pro­po­sta con­giun­ta del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re, le Ca­me­re pos­so­no to­glie­re dal ruo­lo un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo du­ran­te la pro­ce­du­ra di ap­pia­na­men­to del­le di­ver­gen­ze o al ter­mi­ne del­la stes­sa.
1Se do­po tre de­li­be­ra­zio­ni di det­ta­glio in cia­scu­na Ca­me­ra sus­si­sto­no an­co­ra di­ver­gen­ze, vie­ne isti­tui­ta una con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne. La con­fe­ren­za de­ve cer­ca­re di con­se­gui­re un'in­te­sa.
2Le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re in­via­no ognu­na 13 mem­bri nel­la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne. Se la com­mis­sio­ne di una del­le Ca­me­re an­no­ve­ra me­no di 13 mem­bri, es­sa è com­ple­ta­ta fi­no a rag­giun­ge­re que­sto nu­me­ro di mem­bri. La com­po­si­zio­ne del­le de­le­ga­zio­ni del­le due com­mis­sio­ni è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 43 ca­po­ver­so 3.
3La con­fe­ren­za è di­ret­ta dal pre­si­den­te del­la com­mis­sio­ne del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria. La sup­plen­za in ca­so d'im­pe­di­men­to del pre­si­den­te e dei mem­bri del­la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne è ret­ta dal­le per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni con­te­nu­te nei re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.1
1 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
1La con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne de­li­be­ra va­li­da­men­te al­la pre­sen­za del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri di ognu­na del­le de­le­ga­zio­ni. Il quo­rum de­ve es­se­re espres­sa­men­te ac­cer­ta­to.
2La con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne de­ci­de a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti. Il pre­si­den­te par­te­ci­pa al­la vo­ta­zio­ne. In ca­so di pa­ri­tà di vo­ti, de­ci­de.
3La con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne pre­sen­ta una pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne che ap­pia­ni glo­bal­men­te tut­te le di­ver­gen­ze ri­ma­ste.
1La pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne è tra­smes­sa dap­pri­ma al­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria e poi, sem­pre che que­sta ab­bia ap­pro­va­to la pro­po­sta nel com­ples­so, all'al­tra Ca­me­ra.
2Se la pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne è re­spin­ta da una Ca­me­ra, l'in­te­ro di­se­gno è tol­to dal ruo­lo.
Se per il de­cre­to fe­de­ra­le sul pre­ven­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o su un'ag­giun­ta al me­de­si­mo vie­ne re­spin­ta una pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne, pre­va­le la de­ci­sio­ne del­la ter­za de­li­be­ra­zio­ne che pre­ve­de l'im­por­to più bas­so.
Art. 94a Appianamento delle divergenze in materia di programma di legislatura e di piano finanziario
1Per il de­cre­to fe­de­ra­le sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra si fa ca­po al­la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne qua­lo­ra sus­si­sta­no di­ver­gen­ze do­po la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne nel­le due Ca­me­re.
2Per il de­cre­to fe­de­ra­le sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e il de­cre­to fe­de­ra­le sul pia­no fi­nan­zia­rio la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne pre­sen­ta una pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne ri­guar­do a ogni di­ver­gen­za. Su ogni pro­po­sta si vo­ta se­pa­ra­ta­men­te.3
3Se una pro­po­sta è re­spin­ta, la re­la­ti­va di­spo­si­zio­ne è stral­cia­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 22 giu. 2007 (Pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra), in vi­go­re dal 1° dic. 2007 (RU 2007 5231; FF 2006 1715 1735).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
Se le de­ci­sio­ni di­ver­gen­ti del­le due Ca­me­re si ri­fe­ri­sco­no a un og­get­to nel suo com­ples­so, la se­con­da de­ci­sio­ne di reie­zio­ne da par­te di una Ca­me­ra è de­fi­ni­ti­va. Ciò va­le in par­ti­co­la­re per:
l'en­tra­ta in ma­te­ria su un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo;
l'ac­cet­ta­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so;
l'ap­pro­va­zio­ne di un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le;
il con­fe­ri­men­to del­la ga­ran­zia a una co­sti­tu­zio­ne can­to­na­le;
il pa­re­re su un'ini­zia­ti­va po­po­la­re pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­po­sta ge­ne­ri­ca;
la clau­so­la d'ur­gen­za;
la de­ci­sio­ne di dar se­gui­to o me­no a un'ini­zia­ti­va can­to­na­le;
l'ap­pro­va­zio­ne di or­di­nan­ze del Con­si­glio fe­de­ra­le;
il man­te­ni­men­to di un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne di cui è sta­to pro­po­sto lo stral­cio dal ruo­lo.
2 Abro­ga­ta dal n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), con ef­fet­to dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
Se un'ini­zia­ti­va po­po­la­re di­chia­ra­ta for­mal­men­te riu­sci­ta chie­de la re­vi­sio­ne to­ta­le del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le, l'As­sem­blea fe­de­ra­le la sot­to­po­ne al vo­to del Po­po­lo.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le pre­sen­ta all'As­sem­blea fe­de­ra­le:
il più tar­di un an­no do­po il de­po­si­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re for­mal­men­te riu­sci­ta, il mes­sag­gio con il di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le per il pa­re­re dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
il più tar­di un an­no do­po l'ap­pro­va­zio­ne da par­te del Po­po­lo o dell'As­sem­blea fe­de­ra­le di un'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta in for­ma ge­ne­ri­ca, il mes­sag­gio con il di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le per la re­vi­sio­ne par­zia­le del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2Se il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ci­de di ela­bo­ra­re un di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te un con­tro­pro­get­to op­pu­re un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo stret­ta­men­te con­nes­so all'ini­zia­ti­va po­po­la­re, il ter­mi­ne è pro­ro­ga­to a di­ciot­to me­si.1
3Se il Con­si­glio fe­de­ra­le non sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le il mes­sag­gio con il di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le en­tro il ter­mi­ne, una com­mis­sio­ne com­pe­ten­te può ela­bo­ra­re il ne­ces­sa­rio pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo.2
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le di­chia­ra to­tal­men­te o par­zial­men­te nul­la l'ini­zia­ti­va po­po­la­re che non adem­pia le esi­gen­ze dell'ar­ti­co­lo 139 ca­po­ver­so 3 del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2Se le de­ci­sio­ni del­le due Ca­me­re cir­ca la va­li­di­tà di un'ini­zia­ti­va o di par­ti del­la stes­sa di­ver­go­no e se la Ca­me­ra che si è pro­nun­cia­ta per la va­li­di­tà con­fer­ma la sua de­ci­sio­ne, l'ini­zia­ti­va o la sua par­te con­tro­ver­sa è ri­te­nu­ta va­li­da.
3Se la pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne con­cer­nen­te la rac­co­man­da­zio­ne di vo­to è re­spin­ta, in de­ro­ga all'ar­ti­co­lo 93 ca­po­ver­so 2 è stral­cia­ta so­lo la di­spo­si­zio­ne re­la­ti­va.1
1L'ini­zia­ti­va de­ve es­se­re po­sta in vo­ta­zio­ne po­po­la­re in tut­te le sue par­ti va­li­de, nel lo­ro te­no­re ori­gi­na­le.1
2È fat­ta sal­va la com­pe­ten­za del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne di ret­ti­fi­ca­re er­ro­ri di tra­du­zio­ne ma­ni­fe­sti e di prov­ve­de­re agli ade­gua­men­ti for­ma­li ne­ces­sa­ri al fi­ne di in­se­ri­re nel­la Co­sti­tu­zio­ne la mo­di­fi­ca pro­po­sta. La Com­mis­sio­ne dà al co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si.2
En­tro tren­ta me­si dal de­po­si­to di un'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­get­to ela­bo­ra­to, l'As­sem­blea fe­de­ra­le de­ci­de se rac­co­man­dar­ne al Po­po­lo e ai Can­to­ni l'ac­cet­ta­zio­ne o il ri­fiu­to.
Art. 101 Controprogetto
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le può sot­to­por­re al Po­po­lo e ai Can­to­ni, con­tem­po­ra­nea­men­te all'ini­zia­ti­va, un con­tro­pro­get­to ver­ten­te sul­la stes­sa que­stio­ne co­sti­tu­zio­na­le.
2Il de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te il con­tro­pro­get­to dell'As­sem­blea fe­de­ra­le è esa­mi­na­to dal­le Ca­me­re pri­ma che que­ste de­ci­da­no sul­la rac­co­man­da­zio­ne di vo­to da in­se­ri­re nel de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te l'ini­zia­ti­va.
3La vo­ta­zio­ne fi­na­le sul de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te il con­tro­pro­get­to ha luo­go al più tar­di ot­to gior­ni pri­ma del­la fi­ne del­la ses­sio­ne pre­ce­den­te la sca­den­za del ter­mi­ne di trat­ta­zio­ne dell'ini­zia­ti­va. Se una del­le Ca­me­re re­spin­ge il de­cre­to fe­de­ra­le in vo­ta­zio­ne fi­na­le, la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne pro­po­ne una rac­co­man­da­zio­ne di vo­to da in­se­ri­re nel de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te l'ini­zia­ti­va. Non è in tal ca­so più pos­si­bi­le pro­por­re un con­tro­pro­get­to.
Art. 102 Procedura decisionale per la raccomandazione di voto e il controprogetto
1Se l'As­sem­blea fe­de­ra­le sot­to­po­ne con­tem­po­ra­nea­men­te al Po­po­lo e ai Can­to­ni un'ini­zia­ti­va po­po­la­re e un con­tro­pro­get­to, può:
rac­co­man­da­re di re­spin­ge­re l'ini­zia­ti­va e di ac­cet­ta­re il con­tro­pro­get­to; o
rac­co­man­da­re di ac­cet­ta­re sia l'ini­zia­ti­va che il con­tro­pro­get­to.
2Se rac­co­man­da di ac­cet­ta­re sia l'ini­zia­ti­va che il con­tro­pro­get­to, rac­co­man­da pu­re di da­re la pre­fe­ren­za al con­tro­pro­get­to in ri­spo­sta al­la do­man­da ri­so­lu­ti­va.
Art. 103 Parere dell'Assemblea federale e votazione popolare
1En­tro due an­ni dal de­po­si­to di un'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­po­sta ge­ne­ri­ca l'As­sem­blea fe­de­ra­le de­ci­de se la con­di­vi­de o me­no.
2Se non la con­di­vi­de, la sot­to­po­ne al vo­to del Po­po­lo.
Art. 104 Elaborazione di una modifica costituzionale da parte dell'Assemblea federale
1Se l'As­sem­blea fe­de­ra­le con­di­vi­de l'ini­zia­ti­va op­pu­re se il Po­po­lo ap­pro­va l'ini­zia­ti­va, l'As­sem­blea fe­de­ra­le ela­bo­ra en­tro due an­ni una re­vi­sio­ne par­zia­le del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2Nell'ela­bo­ra­zio­ne del pro­get­to, l'As­sem­blea fe­de­ra­le si at­tie­ne al con­te­nu­to e agli sco­pi dell'ini­zia­ti­va.
3Se, nell'ela­bo­ra­zio­ne del­la re­vi­sio­ne par­zia­le, le Ca­me­re non rie­sco­no ad ac­cor­dar­si su un per­ti­nen­te pro­get­to ov­ve­ro se que­st'ul­ti­mo è re­spin­to da una o da am­bo le Ca­me­re, le de­ci­sio­ni del­le Ca­me­re ri­sul­tan­ti dall'ul­ti­ma de­li­be­ra­zio­ne so­no sot­to­po­ste al vo­to del Po­po­lo e dei Can­to­ni sot­to for­ma di va­rian­ti.
1Se una Ca­me­ra si pro­nun­cia per un con­tro­pro­get­to o per un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo stret­ta­men­te con­nes­so all'ini­zia­ti­va, l'As­sem­blea fe­de­ra­le può pro­ro­ga­re di un an­no il ter­mi­ne di trat­ta­zio­ne.
2Se le de­ci­sio­ni del­le Ca­me­re in me­ri­to al­la pro­ro­ga del ter­mi­ne di­ver­go­no, la pro­ro­ga è con­si­de­ra­ta non riu­sci­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), con ef­fet­to dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
Se una de­ci­sio­ne con­cor­de del­le Ca­me­re non è con­se­gui­ta en­tro il ter­mi­ne le­ga­le, il Con­si­glio fe­de­ra­le in­di­ce la vo­ta­zio­ne po­po­la­re.
Art. 107 Oggetto e forma
1Me­dian­te un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re si può pro­por­re che una com­mis­sio­ne ela­bo­ri un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
2L'ini­zia­ti­va va mo­ti­va­ta. La mo­ti­va­zio­ne de­ve con­tem­pla­re in par­ti­co­la­re gli obiet­ti­vi dell'at­to le­gi­sla­ti­vo.
3Una com­mis­sio­ne può pre­sen­ta­re al­la pro­pria Ca­me­ra un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo per mez­zo di un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re.
L'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta da un par­la­men­ta­re o da un grup­po par­la­men­ta­re è inam­mis­si­bi­le qua­lo­ra sia for­mu­la­bi­le co­me pro­po­sta di emen­da­men­to re­la­ti­vo a un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo già sot­to­po­sto all'As­sem­blea fe­de­ra­le. Sul­le ec­ce­zio­ni de­ci­de l'Uf­fi­cio del­la Ca­me­ra.
Art. 109 Procedura dell'esame preliminare
1Le ini­zia­ti­ve pre­sen­ta­te da un par­la­men­ta­re o da un grup­po par­la­men­ta­re, non­ché le pro­po­ste pre­sen­ta­te in se­de di com­mis­sio­ne e vol­te all'ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va di com­mis­sio­ne sot­to­stan­no a un esa­me pre­li­mi­na­re.
2La com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra in cui è sta­ta de­po­si­ta­ta l'ini­zia­ti­va de­ci­de, en­tro un an­no dall'at­tri­bu­zio­ne dell'ini­zia­ti­va, se dar­le se­gui­to o se pro­por­re al­la Ca­me­ra di non dar­le se­gui­to. Se la Ca­me­ra ap­pro­va la pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne, l'ini­zia­ti­va è li­qui­da­ta.1
3La de­ci­sio­ne di da­re se­gui­to all'ini­zia­ti­va o di ela­bo­ra­re un'ini­zia­ti­va di com­mis­sio­ne ri­chie­de il con­sen­so del­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la se­con­da Ca­me­ra. Que­sta com­mis­sio­ne in­vi­ta la com­mis­sio­ne del­la pri­ma Ca­me­ra a far di­fen­de­re la sua de­ci­sio­ne da una de­le­ga­zio­ne. Se que­sta com­mis­sio­ne non dà il pro­prio con­sen­so, la de­ci­sio­ne di da­re se­gui­to all'ini­zia­ti­va ri­chie­de l'ap­pro­va­zio­ne del­le due Ca­me­re. Se la se­con­da Ca­me­ra non dà il pro­prio con­sen­so, l'ini­zia­ti­va è con­si­de­ra­ta de­fi­ni­ti­va­men­te re­spin­ta.2
3bisLa com­mis­sio­ne dell'al­tra Ca­me­ra e, in man­can­za di una de­ci­sio­ne con­cor­de, le com­pe­ten­ti com­mis­sio­ni del­le Ca­me­re di­spon­go­no di un an­no a par­ti­re dall'ul­ti­ma de­ci­sio­ne pre­sa da una com­mis­sio­ne o da una Ca­me­ra in me­ri­to all'ini­zia­ti­va, per pren­de­re la de­ci­sio­ne di cui al ca­po­ver­so 3 o per sot­to­por­re la lo­ro pro­po­sta al­la lo­ro Ca­me­ra.3
4Se non è mem­bro del­la com­mis­sio­ne, l'au­to­re dell'ini­zia­ti­va o il de­pu­ta­to che ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va ha il di­rit­to di par­te­ci­pa­re con vo­to con­sul­ti­vo al­le se­du­te del­la com­mis­sio­ne del­la pro­pria Ca­me­ra in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re.4
5Se l'au­to­re dell'ini­zia­ti­va non fa più par­te del­la Ca­me­ra e nes­sun al­tro par­la­men­ta­re la ri­pren­de nel­la pri­ma set­ti­ma­na del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va, l'ini­zia­ti­va è tol­ta dal ruo­lo sen­za de­ci­sio­ne del­la Ca­me­ra, sal­vo che la com­mis­sio­ne non le ab­bia già da­to se­gui­to.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
2 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
Art. 110 Oggetto dell'esame preliminare
1Si dà se­gui­to a un'ini­zia­ti­va o a una pro­po­sta di ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va se in li­nea di prin­ci­pio si ri­tie­ne ne­ces­sa­rio di­sci­pli­na­re la ma­te­ria e se l'ul­te­rio­re iter par­la­men­ta­re è ri­te­nu­to ap­pro­pria­to.
2L'iter di un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re è con­si­de­ra­to ap­pro­pria­to se­gna­ta­men­te se:
l'ini­zia­ti­va pro­po­ne un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo nel set­to­re del di­rit­to par­la­men­ta­re; o
l'ela­bo­ra­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo chie­sta da mo­zio­ni tra­smes­se al Con­si­glio fe­de­ra­le non è av­ve­nu­ta tem­pe­sti­va­men­te; o
l'ela­bo­ra­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo può ve­ro­si­mil­men­te es­se­re con­se­gui­ta in mo­do più tem­pe­sti­vo di quan­to con­sen­ti­to dal­la via del­la mo­zio­ne.
3La com­mis­sio­ne esa­mi­na co­me un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo pos­sa es­se­re ela­bo­ra­to tem­pe­sti­va­men­te e cor­ret­ta­men­te da una com­mis­sio­ne con i mez­zi a di­spo­si­zio­ne.
1 Cor­re­zio­ne del 17 feb. 2016 (RU 2016 657).
1Se si dà se­gui­to all'ini­zia­ti­va, la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra in cui è sta­ta de­po­si­ta­ta l'ini­zia­ti­va ela­bo­ra en­tro due an­ni un pro­prio pro­get­to.
2Se non è mem­bro del­la com­mis­sio­ne, l'au­to­re dell'ini­zia­ti­va o il de­pu­ta­to che ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va ha il di­rit­to di par­te­ci­pa­re, du­ran­te l'ela­bo­ra­zio­ne del pro­get­to, al­le se­du­te del­la com­mis­sio­ne del­la pro­pria Ca­me­ra con vo­to con­sul­ti­vo.1
3Il rap­por­to che com­men­ta il pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo de­ve cor­ri­spon­de­re al­le esi­gen­ze po­ste ai mes­sag­gi del Con­si­glio fe­de­ra­le (art. 141).
Art. 112 Collaborazione con il Consiglio federale e con l'Amministrazione federale
1La com­mis­sio­ne può av­va­ler­si del­la col­la­bo­ra­zio­ne del di­par­ti­men­to com­pe­ten­te per ot­te­ne­re tut­te le in­for­ma­zio­ni giu­ri­di­che e tec­ni­che ne­ces­sa­rie per l'ela­bo­ra­zio­ne di un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo.
2Po­ne in con­sul­ta­zio­ne il pro­get­to pre­li­mi­na­re e il re­la­ti­vo rap­por­to espli­ca­ti­vo se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge del 18 mar­zo 20051 sul­la con­sul­ta­zio­ne.2
3Tra­smet­te il suo rap­por­to e il suo pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo che sot­to­po­ne al­la Ca­me­ra si­mul­ta­nea­men­te al Con­si­glio fe­de­ra­le, in­vi­tan­do­lo ad espri­me­re il pro­prio pa­re­re en­tro con­gruo ter­mi­ne; so­no fat­te sal­ve le mo­di­fi­che di ca­rat­te­re or­ga­niz­za­ti­vo o pro­ce­du­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le che non so­no sta­bi­li­te nel­la leg­ge e non con­cer­no­no di­ret­ta­men­te il Con­si­glio fe­de­ra­le.3
4Se il Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ne una mo­di­fi­ca, la com­mis­sio­ne la esa­mi­na pri­ma del­la trat­ta­zio­ne del pro­get­to nel­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 12 n. 1 del­la L del 18 mar. 2005 sul­la con­sul­ta­zio­ne, in vi­go­re dal 1° set. 2005 (RU 2005 4099; FF 2004 453).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
1Se la com­mis­sio­ne non pre­sen­ta en­tro due an­ni il pro­prio pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo, la Ca­me­ra, su pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne stes­sa o dell'Uf­fi­cio, de­ci­de se pro­ro­ga­re il ter­mi­ne o to­glie­re dal ruo­lo l'ini­zia­ti­va.
2La com­mis­sio­ne può pro­por­re al­la Ca­me­ra di to­glie­re dal ruo­lo l'ini­zia­ti­va se:
l'ini­zia­ti­va ri­sul­ta già adem­piu­ta da un al­tro di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo; op­pu­re
non ri­sul­ta ne­ces­sa­rio man­te­ne­re l'in­ca­ri­co con­fe­ri­to al­la com­mis­sio­ne.
1Se la Ca­me­ra ac­co­glie il pro­get­to del­la sua com­mis­sio­ne nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so, l'ini­zia­ti­va è tra­smes­sa all'al­tra Ca­me­ra e trat­ta­ta se­con­do la pro­ce­du­ra or­di­na­ria pre­vi­sta per i pro­get­ti di at­ti le­gi­sla­ti­vi.1
1bisSe la Ca­me­ra de­ci­de di non en­tra­re in ma­te­ria sul pro­get­to del­la sua com­mis­sio­ne o lo re­spin­ge nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so, l'ini­zia­ti­va è con­si­de­ra­ta li­qui­da­ta.2
2Nel­la com­mis­sio­ne del­la se­con­da Ca­me­ra, il pro­get­to è di­fe­so da un mem­bro del­la com­mis­sio­ne del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria.
Art. 115 Oggetto e forma
1Qual­sia­si Can­to­ne può pro­por­re per mez­zo di un'ini­zia­ti­va che una com­mis­sio­ne ela­bo­ri un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
Art. 116 Procedura dell'esame preliminare
1Le ini­zia­ti­ve can­to­na­li sot­to­stan­no a un esa­me pre­li­mi­na­re.
2All'esa­me pre­li­mi­na­re si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 110.
3La de­ci­sio­ne di da­re se­gui­to all'ini­zia­ti­va ri­chie­de il con­sen­so del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re. Se una com­mis­sio­ne non dà il pro­prio con­sen­so, la de­ci­sio­ne spet­ta al­la Ca­me­ra. Se an­che la Ca­me­ra non dà il pro­prio con­sen­so, l'ini­zia­ti­va è tra­smes­sa all'al­tra Ca­me­ra. La se­con­da de­ci­sio­ne di ri­fiu­to da par­te di una Ca­me­ra è de­fi­ni­ti­va.
3bisPer le com­mis­sio­ni si ap­pli­ca­no i ter­mi­ni di cui all'ar­ti­co­lo 109 ca­po­ver­si 2 e 3bis.1
4Nell'am­bi­to dell'esa­me pre­li­mi­na­re, la com­mis­sio­ne del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria sen­te una rap­pre­sen­tan­za del Can­to­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
1Se le è da­to se­gui­to, l'ini­zia­ti­va è nuo­va­men­te at­tri­bui­ta a una del­le Ca­me­re per pri­ma trat­ta­zio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 84.
2Il se­gui­to del­la pro­ce­du­ra è ret­to per ana­lo­gia da­gli ar­ti­co­li 111-114. Lo stral­cio dal ruo­lo di un'ini­zia­ti­va ri­chie­de il con­sen­so dell'al­tra Ca­me­ra. Vi è stral­cio dal ruo­lo an­che quan­do la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria de­ci­de di non en­tra­re in ma­te­ria sul pro­get­to del­la com­mis­sio­ne o lo re­spin­ge nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
1So­no in­ter­ven­ti par­la­men­ta­ri:
la mo­zio­ne;
il po­stu­la­to;
l'in­ter­pel­lan­za;
l'in­ter­ro­ga­zio­ne.
2Gli in­ter­ven­ti so­no di nor­ma ri­vol­ti al Con­si­glio fe­de­ra­le.
3So­no ri­vol­ti all'Uf­fi­cio del­la Ca­me­ra in cui so­no sta­ti pre­sen­ta­ti, se con­cer­no­no il set­to­re del di­rit­to par­la­men­ta­re.
4So­no ri­vol­ti ai tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne se si ri­fe­ri­sco­no al­la lo­ro ge­stio­ne o al­le lo­ro fi­nan­ze; le mo­zio­ni so­no esclu­se.
4bisSo­no ri­vol­ti all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne se si ri­fe­ri­sco­no al­la ge­stio­ne o al­le fi­nan­ze del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e del­la sua au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za; le mo­zio­ni so­no esclu­se.1
5In ca­so di in­ter­ven­ti ri­vol­ti agli Uf­fi­ci del­le Ca­me­re e al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 120-125.2
2 La cor­re­zio­ne del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'AF del 15 feb. 2018, pub­bli­ca­ta il 27 feb. 2018, con­cer­ne sol­tan­to il te­sto fran­ce­se (RU 2018 935).
1Gli in­ter­ven­ti pos­so­no es­se­re pre­sen­ta­ti dal­la mag­gio­ran­za di una com­mis­sio­ne non­ché, du­ran­te la ses­sio­ne, da un grup­po o da un par­la­men­ta­re.
2Se un in­ter­ven­to è scin­di­bi­le ma­te­rial­men­te, i sin­go­li pun­ti pos­so­no es­se­re di­scus­si e vo­ta­ti se­pa­ra­ta­men­te.
3Il te­sto di un in­ter­ven­to de­po­si­ta­to non può più es­se­re mo­di­fi­ca­to; è fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 121 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b.1
5Un in­ter­ven­to di un par­la­men­ta­re o di un grup­po par­la­men­ta­re è tol­to dal ruo­lo sen­za de­ci­sio­ne del­la Ca­me­ra se:
la Ca­me­ra non lo ha trat­ta­to de­fi­ni­ti­va­men­te en­tro due an­ni dal­la sua pre­sen­ta­zio­ne; o
il suo au­to­re non fa più par­te del­la Ca­me­ra e nes­sun al­tro par­la­men­ta­re lo ri­pren­de nel­la pri­ma set­ti­ma­na del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va.3
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Di­rit­to par­la­men­ta­re. Di­ver­se mo­di­fi­che), in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
4 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1La mo­zio­ne in­ca­ri­ca il Con­si­glio fe­de­ra­le di pre­sen­ta­re un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o di pren­de­re un prov­ve­di­men­to.
2Se è com­pe­ten­te per pren­de­re il prov­ve­di­men­to ri­chie­sto, il Con­si­glio fe­de­ra­le vi prov­ve­de di­ret­ta­men­te o sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo che con­sen­ta di con­se­gui­re lo sco­po del­la mo­zio­ne.
3La mo­zio­ne è inam­mis­si­bi­le se si in­ten­de in­flui­re su una de­ci­sio­ne am­mi­ni­stra­ti­va o una de­ci­sio­ne su ri­cor­so da pren­de­re in una pro­ce­du­ra di­sci­pli­na­ta dal­la leg­ge.
Art. 121 Trattazione nelle Camere
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le si pro­nun­cia di nor­ma pro o con­tro una mo­zio­ne al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria suc­ces­si­va al­la sua pre­sen­ta­zio­ne. Se si trat­ta di una mo­zio­ne di com­mis­sio­ne pre­sen­ta­ta me­no di un me­se pri­ma dell'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria se­guen­te, si pro­nun­cia pro o con­tro la mo­zio­ne al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va.
2La mo­zio­ne ri­fiu­ta­ta da una Ca­me­ra è con­si­de­ra­ta li­qui­da­ta. Se è ac­col­ta dal­la Ca­me­ra in cui è sta­ta pre­sen­ta­ta, la mo­zio­ne pas­sa all'al­tra Ca­me­ra.
3Se la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria ha ac­col­to una mo­zio­ne, la se­con­da Ca­me­ra può:
ac­co­glier­la o re­spin­ger­la de­fi­ni­ti­va­men­te;
mo­di­fi­car­la, su pro­po­sta del­la mag­gio­ran­za del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re o su pro­po­sta del Con­si­glio fe­de­ra­le.
4Se la se­con­da Ca­me­ra pro­ce­de a una mo­di­fi­ca, la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria può ac­con­sen­ti­re al­la mo­di­fi­ca in se­con­da let­tu­ra op­pu­re re­spin­ge­re de­fi­ni­ti­va­men­te la mo­zio­ne.
5Una mo­zio­ne ac­col­ta dal­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria è ac­col­ta de­fi­ni­ti­va­men­te sen­za es­se­re tra­smes­sa al­la se­con­da Ca­me­ra:
se si ri­fe­ri­sce a que­stio­ni or­ga­niz­za­ti­ve e pro­ce­du­ra­li del­la Ca­me­ra in cui è sta­ta pre­sen­ta­ta; o
se si trat­ta di una mo­zio­ne di com­mis­sio­ne e una mo­zio­ne di com­mis­sio­ne di ugual te­no­re è ac­col­ta dal­la se­con­da Ca­me­ra.
Art. 122 Trattazione delle mozioni accolte
1Se una mo­zio­ne non è an­co­ra adem­piu­ta do­po due an­ni, il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce an­nual­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le su quan­to ha in­tra­pre­so per l'adem­pi­men­to del man­da­to e su co­me in­ten­da adem­pier­lo. Que­sto rap­por­to è tra­smes­so al­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti.
2Una com­mis­sio­ne o il Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ne di to­glie­re dal ruo­lo le mo­zio­ni che ri­sul­ta­no adem­piu­te. La pro­po­sta è in­di­riz­za­ta al­le due Ca­me­re, tran­ne che la mo­zio­ne si ri­fe­ri­sca a que­stio­ni or­ga­niz­za­ti­ve e pro­ce­du­ra­li di una sin­go­la Ca­me­ra.
3Lo stral­cio dal ruo­lo può es­se­re pro­po­sto an­che qua­lo­ra non sia più giu­sti­fi­ca­to man­te­ne­re un man­da­to ina­dem­piu­to. I mo­ti­vi del­la pro­po­sta so­no espo­sti in:
un ap­po­si­to rap­por­to; o
un mes­sag­gio a so­ste­gno di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ma­te­rial­men­te con­nes­so con la mo­zio­ne.
4Se le de­ci­sio­ni del­le due Ca­me­re in me­ri­to al­la pro­po­sta di stral­cio di­ver­go­no, si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 95.
5Se le due Ca­me­re re­spin­go­no la pro­po­sta di stral­cio, il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ve adem­pie­re il man­da­to con­fe­ri­to­gli dal­la mo­zio­ne en­tro un an­no o en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to­gli dal­le Ca­me­re all'at­to del­la reie­zio­ne del­la pro­po­sta di stral­cio.
6Qua­lo­ra il Con­si­glio fe­de­ra­le non ri­spet­ti il ter­mi­ne fis­sa­to, nel cor­so del­la suc­ces­si­va ses­sio­ne or­di­na­ria le due Ca­me­re de­ci­do­no, su pro­po­sta del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti, se pro­ro­ga­re nuo­va­men­te il ter­mi­ne o to­glie­re dal ruo­lo la mo­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 5 ott. 2007 (Ef­fet­to vin­co­lan­te del­la mo­zio­ne), in vi­go­re dal 26 mag. 2008 (RU 2008 2113; FF 2007 1359 1969). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
Il po­stu­la­to in­ca­ri­ca il Con­si­glio fe­de­ra­le di esa­mi­na­re l'op­por­tu­ni­tà di pro­por­re un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o di pren­de­re un prov­ve­di­men­to, non­ché di pre­sen­ta­re un rap­por­to in me­ri­to. Un rap­por­to può es­se­re chie­sto an­che su qual­sia­si al­tro og­get­to.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le si pro­nun­cia di nor­ma pro o con­tro un po­stu­la­to al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria suc­ces­si­va al­la sua pre­sen­ta­zio­ne. Se si trat­ta di un po­stu­la­to di com­mis­sio­ne pre­sen­ta­to me­no di un me­se pri­ma dell'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria se­guen­te, si pro­nun­cia pro o con­tro il po­stu­la­to al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va.1
2Il po­stu­la­to è ac­col­to se una Ca­me­ra lo ap­pro­va.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le adem­pie un po­stu­la­to ri­fe­ren­do­ne in un rap­por­to spe­cia­le, nel rap­por­to di ge­stio­ne o in un mes­sag­gio a so­ste­gno di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
4Se un po­stu­la­to non è an­co­ra adem­piu­to do­po due an­ni, il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce an­nual­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le su quan­to ha fi­no­ra in­tra­pre­so per l'adem­pi­men­to del man­da­to e su co­me in­ten­da adem­pier­lo. Que­sto rap­por­to è tra­smes­so al­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti.
5Su ri­chie­sta mo­ti­va­ta del Con­si­glio fe­de­ra­le o di una com­mis­sio­ne, i po­stu­la­ti ven­go­no tol­ti dal ruo­lo se so­no sta­ti adem­piu­ti o se non de­vo­no più es­se­re man­te­nu­ti. Lo stral­cio dal ruo­lo ri­chie­de il con­sen­so del­la Ca­me­ra che ha ac­col­to il po­stu­la­to.
1Con un'in­ter­pel­lan­za o un'in­ter­ro­ga­zio­ne il Con­si­glio fe­de­ra­le è in­vi­ta­to a da­re in­for­ma­zio­ni su af­fa­ri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­spon­de di nor­ma en­tro la ses­sio­ne suc­ces­si­va.
3L'in­ter­pel­lan­za e l'in­ter­ro­ga­zio­ne pos­so­no es­se­re di­chia­ra­te ur­gen­ti.
4Un'in­ter­pel­lan­za è li­qui­da­ta se la di­scus­sio­ne chie­sta dall'in­ter­pel­lan­te è av­ve­nu­ta nel­la Ca­me­ra o se que­st'ul­ti­ma ha ri­fiu­ta­to la di­scus­sio­ne.
5Le in­ter­ro­ga­zio­ni non so­no trat­ta­te nel­la Ca­me­ra; so­no li­qui­da­te con la ri­spo­sta del Con­si­glio fe­de­ra­le.
Capitolo 7: Procedura in caso di petizioni e di domande concernenti la gestione
Sezione 1: Petizioni
Art. 126 Disposizioni generali
1La com­mis­sio­ne com­pe­ten­te di ogni Ca­me­ra de­ci­de se da­re se­gui­to a una pe­ti­zio­ne o se pro­por­re al­la pro­pria Ca­me­ra di non dar­le se­gui­to.
2Se una pe­ti­zio­ne può es­se­re for­mu­la­ta co­me pro­po­sta re­la­ti­va a un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne già pen­den­te di­nan­zi all'As­sem­blea fe­de­ra­le, la com­mis­sio­ne ri­fe­ri­sce al­la Ca­me­ra sul­la pe­ti­zio­ne nell'am­bi­to del­la trat­ta­zio­ne di ta­le og­get­to. La com­mis­sio­ne de­ci­de se pre­sen­ta­re una pro­po­sta re­la­ti­va all'og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne. La pe­ti­zio­ne è tol­ta dal ruo­lo sen­za de­ci­sio­ne del­la Ca­me­ra quan­do l'og­get­to è li­qui­da­to.
3Al ter­mi­ne del­la trat­ta­zio­ne del­la pe­ti­zio­ne, i Ser­vi­zi del Par­la­men­to in­for­ma­no i pe­ten­ti del mo­do in cui è sta­to te­nu­to con­to del­la lo­ro ri­chie­sta.
4i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re pos­so­no ri­spon­de­re di­ret­ta­men­te al­le pe­ti­zio­ni:
il cui obiet­ti­vo non può es­se­re rea­liz­za­to con un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re, un in­ter­ven­to o una pro­po­sta;
dal con­te­nu­to ma­ni­fe­sta­men­te fuor­vian­te, que­ru­lo­ma­ne o of­fen­si­vo.
Art. 127 Decisione della commissione di dare seguito alla petizione
Se dà se­gui­to al­la pe­ti­zio­ne, la com­mis­sio­ne re­ce­pi­sce in un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re o un in­ter­ven­to quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne.
Art. 128 Proposta della commissione di non dare seguito alla petizione
1La com­mis­sio­ne pro­po­ne al­la Ca­me­ra di non da­re se­gui­to al­la pe­ti­zio­ne se:
re­spin­ge la pe­ti­zio­ne;
con­sta­ta che un'al­tra au­to­ri­tà com­pe­ten­te già si ado­pe­ra a fa­vo­re di quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne;
ri­tie­ne adem­piu­to quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne.
2Se, con­tra­ria­men­te al­la pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne, dà se­gui­to al­la pe­ti­zio­ne, la Ca­me­ra rin­via la pe­ti­zio­ne al­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­can­do­la di re­ce­pi­re in un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re o un in­ter­ven­to quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne.
Sezione 2: Domande concernenti la gestione
Le do­man­de con­cer­nen­ti la ge­stio­ne ge­ne­ra­le o fi­nan­zia­ria del Con­si­glio fe­de­ra­le, dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, dei Tri­bu­na­li fe­de­ra­li e di al­tri en­ti in­ca­ri­ca­ti di com­pi­ti fe­de­ra­li so­no tra­smes­se per ri­spo­sta di­ret­ta al­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne o del­le fi­nan­ze.
Capitolo 8: Procedura in caso di reclamo contro trattati intercantonali o contro trattati conclusi dai Cantoni con l'estero
1Se sol­le­va re­cla­mo con­tro un trat­ta­to in­ter­can­to­na­le o con­tro un trat­ta­to con­clu­so dai Can­to­ni con l'este­ro, il Con­si­glio fe­de­ra­le pre­sen­ta all'As­sem­blea fe­de­ra­le un di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce con­cer­nen­te l'ap­pro­va­zio­ne.
2Se un Can­to­ne sol­le­va re­cla­mo, la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria pre­sen­ta al ple­num del­la Ca­me­ra il pro­get­to di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce con­cer­nen­te l'ap­pro­va­zio­ne.
Titolo sesto: Elezioni, conferma di elezioni e accertamento dell'incapacità
Capitolo 1: Disposizioni generali relative alle elezioni
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le eleg­ge a scru­ti­nio se­gre­to.
2Ri­sul­ta­no elet­ti i can­di­da­ti il cui no­me fi­gu­ra su più del­la me­tà del­le sche­de va­li­de.
3Per la de­ter­mi­na­zio­ne del­la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta non ven­go­no con­si­de­ra­te le sche­de bian­che e nul­le.
4Se il nu­me­ro dei can­di­da­ti che ot­ten­go­no la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta è su­pe­rio­re a quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, ven­go­no eli­mi­na­ti i can­di­da­ti che han­no ot­te­nu­to me­no vo­ti.
1So­no nul­le le sche­de con­te­nen­ti espres­sio­ni in­giu­rio­se o con­tras­se­gni ma­ni­fe­sti.
2I suf­fra­gi da­ti a per­so­ne ine­leg­gi­bi­li, già elet­te o eli­mi­na­te dal bal­lot­tag­gio, non­ché a per­so­ne non uni­vo­ca­men­te iden­ti­fi­ca­bi­li ven­go­no can­cel­la­ti.
3Se il no­me di un can­di­da­to fi­gu­ra più di una vol­ta sul­la sche­da, le ri­pe­ti­zio­ni ven­go­no can­cel­la­te.
4Se la sche­da con­tie­ne un nu­me­ro di no­mi su­pe­rio­re a quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, i no­mi in so­pran­nu­me­ro so­no stral­cia­ti a co­min­cia­re dal­la fi­ne del­la li­sta.
5Se il nu­me­ro del­le sche­de rien­tra­te su­pe­ra quel­lo del­le sche­de di­stri­bui­te, il tur­no di scru­ti­nio è an­nul­la­to e va ri­pe­tu­to.
1I mem­bri del Con­si­glio fe­de­ra­le so­no elet­ti dall'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria nel­la ses­sio­ne suc­ces­si­va al rin­no­vo in­te­gra­le del Con­si­glio na­zio­na­le.
2I seg­gi so­no as­se­gna­ti sin­go­lar­men­te e in vo­ta­zio­ni suc­ces­si­ve, se­con­do l'or­di­ne di an­zia­ni­tà di ser­vi­zio dei con­si­glie­ri fe­de­ra­li uscen­ti. Ven­go­no as­se­gna­ti dap­pri­ma i seg­gi per i qua­li so­no can­di­da­ti i con­si­glie­ri fe­de­ra­li in ca­ri­ca.
3I pri­mi due tur­ni di scru­ti­nio so­no li­be­ri. In quel­li suc­ces­si­vi non so­no più am­mes­si nuo­vi can­di­da­ti.
4È eli­mi­na­to dall'ele­zio­ne il can­di­da­to che:
ot­tie­ne me­no di 10 vo­ti dal se­con­do tur­no in poi;
ot­tie­ne il mi­nor nu­me­ro di vo­ti dal ter­zo tur­no in poi, sal­vo che al­tri can­di­da­ti ot­ten­ga­no il suo stes­so nu­me­ro di vo­ti.
1I seg­gi va­can­ti so­no di nor­ma as­se­gna­ti nel­la ses­sio­ne suc­ces­si­va al­la ri­ce­zio­ne del­la let­te­ra di di­mis­sio­ni, al­la da­ta in cui il seg­gio è di­ve­nu­to im­pre­ve­di­bil­men­te va­can­te o all'ac­cer­ta­men­to dell'in­ca­pa­ci­tà di un mem­bro del Con­si­glio fe­de­ra­le di eser­ci­ta­re la ca­ri­ca.1
2Il neoe­let­to en­tra in fun­zio­ne il più tar­di due me­si do­po l'ele­zio­ne.
3Se de­vo­no es­se­re as­se­gna­ti più seg­gi va­can­ti, è de­ter­mi­nan­te l'or­di­ne di an­zia­ni­tà di ser­vi­zio del con­si­glie­re fe­de­ra­le uscen­te.
Il pre­si­den­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e il vi­ce­pre­si­den­te so­no elet­ti per un an­no, sin­go­lar­men­te e in vo­ta­zio­ne suc­ces­si­ve, fra i mem­bri del Con­si­glio fe­de­ra­le.
1L'ele­zio­ne dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne si svol­ge pri­ma dell'ini­zio del nuo­vo pe­rio­do am­mi­ni­stra­ti­vo se­pa­ra­ta­men­te per i di­ver­si tri­bu­na­li non­ché per i giu­di­ci e i giu­di­ci sup­plen­ti.
2Il rin­no­vo av­vie­ne me­dian­te la rie­le­zio­ne dei ma­gi­stra­ti che si ri­pre­sen­ta­no op­pu­re, in ca­so di seg­gi va­can­ti o di man­ca­ta rie­le­zio­ne di un giu­di­ce, me­dian­te ele­zio­ne com­ple­men­ta­re.
1Fun­ge da sche­da una li­sta no­mi­na­ti­va dei ma­gi­stra­ti che si ri­pre­sen­ta­no, elen­ca­ti se­con­do l'or­di­ne di an­zia­ni­tà di ser­vi­zio.
2Gli elet­to­ri pos­so­no can­cel­la­re i no­mi di sin­go­li can­di­da­ti. I no­mi ag­giun­ti non so­no con­si­de­ra­ti. Le sche­de su cui tut­ti i no­mi so­no sta­ti can­cel­la­ti ri­man­go­no va­li­de e con­ta­no per la de­ter­mi­na­zio­ne del­la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta.
3L'ele­zio­ne av­vie­ne in un so­lo tur­no. I can­di­da­ti che non ot­ten­go­no la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta pos­so­no es­se­re can­di­da­ti nell'ele­zio­ne com­ple­men­ta­re.
1Si pro­ce­de a un'ele­zio­ne com­ple­men­ta­re in ca­so di seg­gi va­can­ti o di man­ca­ta rie­le­zio­ne di un giu­di­ce.
2Se fi­no al gior­no pre­ce­den­te quel­lo dell'ele­zio­ne il nu­me­ro dei can­di­da­ti an­nun­cia­ti all'Uf­fi­cio dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria non su­pe­ra quel­lo dei seg­gi va­can­ti e se l'ele­zio­ne di con­fer­ma non pro­vo­ca nuo­ve va­can­ze, fun­ge da sche­da una li­sta no­mi­na­ti­va do­ve i can­di­da­ti so­no elen­ca­ti in or­di­ne al­fa­be­ti­co, al­tri­men­ti una li­sta non com­pi­la­ta con un nu­me­ro di li­nee pa­ri a quel­lo dei seg­gi da as­se­gna­re.
3I pri­mi due tur­ni so­no li­be­ri. In quel­li suc­ces­si­vi non so­no più am­mes­si nuo­vi can­di­da­ti.
ot­tie­ne me­no di 10 vo­ti dal se­con­do tur­no in poi; o
ot­tie­ne il mi­nor nu­me­ro di vo­ti, dal ter­zo tur­no in poi, sem­pre­ché il nu­me­ro del­le can­di­da­tu­re su­pe­ri quel­lo dei seg­gi va­can­ti e al­tri can­di­da­ti non ot­ten­ga­no il suo stes­so nu­me­ro di vo­ti.
Il pre­si­den­te e il vi­ce­pre­si­den­te di un tri­bu­na­le so­no elet­ti per un bien­nio. So­no elet­ti si­mul­ta­nea­men­te, ma su due sche­de di­stin­te.
L'As­sem­blea fe­de­ra­le pro­ce­de al­le al­tre ele­zio­ni pre­vi­ste dal­la Co­sti­tu­zio­ne o dal­la leg­ge at­te­nen­do­si al­le nor­me ap­pli­ca­bi­li all'ele­zio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le pro­ce­de al­le con­fer­me di ele­zio­ni de­man­da­te­le per leg­ge.
2Una com­mis­sio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria dà il pro­prio pre­av­vi­so sull'ele­zio­ne, ec­cet­tua­ta quel­la del se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. La com­mis­sio­ne può a tal fi­ne sen­ti­re la per­so­na in­te­res­sa­ta e una rap­pre­sen­tan­za dell'or­ga­no che l'ha elet­ta. La com­mis­sio­ne pro­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria di con­fer­ma­re o no l'ele­zio­ne.
3L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria de­ci­de a scru­ti­nio se­gre­to, a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti, cir­ca la con­fer­ma o non con­fer­ma dell'ele­zio­ne. In ca­so di man­ca­ta con­fer­ma, l'or­ga­no eleg­gen­te de­ve pro­ce­de­re a una nuo­va ele­zio­ne.
Capitolo 6: Accertamento dell'incapacità di un membro del Consiglio federale o del cancelliere della Confederazione di esercitare la carica
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le de­ci­de in me­ri­to al­le pro­po­ste di ac­cer­ta­men­to dell'in­ca­pa­ci­tà di un mem­bro del Con­si­glio fe­de­ra­le o del can­cel­lie­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di eser­ci­ta­re la ca­ri­ca.
2La pro­po­sta di ac­cer­ta­men­to può es­se­re pre­sen­ta­ta so­lo dall'Uf­fi­cio dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria e dal Con­si­glio fe­de­ra­le.
3L'in­ca­pa­ci­tà è pre­sun­ta se so­no adem­piu­te le tre con­di­zio­ni se­guen­ti:
la per­so­na in­te­res­sa­ta non è ma­ni­fe­sta­men­te più in gra­do di eser­ci­ta­re la ca­ri­ca per gra­vi pro­ble­mi di sa­lu­te o per­ché im­pos­si­bi­li­ta­ta a tor­na­re al po­sto di la­vo­ro;
que­sto sta­to è de­sti­na­to ve­ro­si­mil­men­te a du­ra­re a lun­go;
la per­so­na in­te­res­sa­ta non ha ras­se­gna­to va­li­da­men­te le di­mis­sio­ni en­tro un con­gruo ter­mi­ne.
4L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria de­ci­de al più tar­di nel­la ses­sio­ne suc­ces­si­va al­la pre­sen­ta­zio­ne del­la pro­po­sta.
5L'ac­cer­ta­men­to dell'in­ca­pa­ci­tà pro­du­ce la va­can­za del seg­gio.
Titolo settimo: Relazioni tra l'Assemblea federale e il Consiglio federale
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne i suoi di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi all'As­sem­blea fe­de­ra­le cor­re­dan­do­li di un mes­sag­gio espli­ca­ti­vo.
2Nel mes­sag­gio il Con­si­glio fe­de­ra­le mo­ti­va il di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e, per quan­to ne­ces­sa­rio, com­men­ta le sin­go­le di­spo­si­zio­ni. Inol­tre, per quan­to sia­no pos­si­bi­li in­di­ca­zio­ni so­stan­zia­te, il­lu­stra in par­ti­co­la­re:
la ba­se giu­ri­di­ca, le ri­per­cus­sio­ni sui di­rit­ti fon­da­men­ta­li, la com­pa­ti­bi­li­tà con il di­rit­to di ran­go su­pe­rio­re e il rap­por­to con il di­rit­to eu­ro­peo;
co­me ha uti­liz­za­to il mar­gi­ne di ma­no­vra di cui di­spo­ne la Sviz­ze­ra nel re­ce­pi­re il di­rit­to in­ter­na­zio­na­le;
l'os­ser­van­za del prin­ci­pio di sus­si­dia­rie­tà nell'as­se­gna­zio­ne e nell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti sta­ta­li non­ché le ri­per­cus­sio­ni del di­se­gno per i Co­mu­ni, le cit­tà, gli ag­glo­me­ra­ti ur­ba­ni e le re­gio­ni di mon­ta­gna;
aqua­ter.3
l'ana­li­si del­la ne­ces­si­tà di li­mi­ta­re nel tem­po la va­li­di­tà dell'at­to;
le de­le­ghe di com­pe­ten­za pre­vi­ste nel di­se­gno di leg­ge;
i pun­ti di vi­sta e le al­ter­na­ti­ve di­scus­se nel­la pro­ce­du­ra pre­par­la­men­ta­re, non­ché il re­la­ti­vo pa­re­re dell'Ese­cu­ti­vo;
la pre­vi­sta rea­liz­za­zio­ne del di­se­gno, la pre­vi­sta va­lu­ta­zio­ne del­la rea­liz­za­zio­ne me­de­si­ma e l'esa­me dell'ido­nei­tà all'at­tua­zio­ne nel­la pro­ce­du­ra pre­par­la­men­ta­re;
la com­pa­ti­bi­li­tà tra i com­pi­ti e le fi­nan­ze;
le ri­per­cus­sio­ni del di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e del­la sua ese­cu­zio­ne a li­vel­lo fi­nan­zia­rio e di ef­fet­ti­vo del per­so­na­le per la Con­fe­de­ra­zio­ne, i Can­to­ni e i Co­mu­ni, non­ché le mo­da­li­tà di co­per­tu­ra dei co­sti e il rap­por­to co­sti-be­ne­fi­ci;
le ri­per­cus­sio­ni sull'eco­no­mia, sul­la so­cie­tà, sull'am­bien­te e sul­le fu­tu­re ge­ne­ra­zio­ni;
la sal­va­guar­dia del­la re­spon­sa­bi­li­tà in­di­vi­dua­le e del mar­gi­ne di ma­no­vra dei pri­va­ti in­te­res­sa­ti da una de­ter­mi­na­ta nor­ma­ti­va;
le ri­per­cus­sio­ni sul fab­bi­so­gno in ter­mi­ni di tec­no­lo­gie dell'in­for­ma­zio­ne e del­la co­mu­ni­ca­zio­ne e le spe­se che ne de­ri­va­no;
il rap­por­to tra il di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e il pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra non­ché il pia­no fi­nan­zia­rio;
le ri­per­cus­sio­ni sul­la pa­ri­tà dei ses­si;
le ri­per­cus­sio­ni del di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo per gli Sviz­ze­ri all'este­ro.
1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Di­rit­to par­la­men­ta­re. Di­ver­se mo­di­fi­che), in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
6 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
7 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
9 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le:
il di­se­gno di pre­ven­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
i di­se­gni di ag­giun­te or­di­na­rie al pre­ven­ti­vo e cre­di­ti ag­giun­ti­vi, due me­si pri­ma del­la ses­sio­ne in cui de­vo­no es­se­re trat­ta­ti;
il con­sun­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, ogni an­no due me­si pri­ma del­la ses­sio­ne in cui de­ve es­se­re trat­ta­to.
2Ri­pren­de nel suo di­se­gno di pre­ven­ti­vo e nel con­sun­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, sen­za mo­di­fi­car­li, i pro­get­ti di pre­ven­ti­vo e i con­sun­ti­vi dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze, del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.2
3Il Tri­bu­na­le fe­de­ra­le di­fen­de i pro­get­ti di pre­ven­ti­vo e il con­sun­ti­vo dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne din­nan­zi all'As­sem­blea fe­de­ra­le. Per l'As­sem­blea fe­de­ra­le que­sto com­pi­to è as­sun­to dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, per il Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze dal­la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze, per l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e per il Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne dall'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le fa al­le­sti­re en­tro il 30 giu­gno e il 30 set­tem­bre di ogni an­no un cal­co­lo ap­pros­si­ma­ti­vo del ri­sul­ta­to pre­ve­di­bi­le dell'eser­ci­zio. Ne ri­fe­ri­sce al­le com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze.4
4 In­tro­dot­to dall'art. 65 n. 1 del­la LF del 7 ott. 2005 sul­le fi­nan­ze del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2006 (RU 2006 1275; FF 2005 5).
Art. 143 Piano finanziario
1Il pia­no fi­nan­zia­rio si ri­fe­ri­sce ai tre an­ni se­guen­ti a quel­lo del pre­ven­ti­vo.
2L'ar­ti­co­la­zio­ne e il con­te­nu­to del pia­no fi­nan­zia­rio as­si­cu­ra­no la con­nes­sio­ne tra pia­ni­fi­ca­zio­ne dei com­pi­ti e pia­ni­fi­ca­zio­ne fi­nan­zia­ria (pia­no in­te­gra­to dei com­pi­ti e del­le fi­nan­ze).
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le il pia­no fi­nan­zia­rio sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce, in­sie­me al di­se­gno di pre­ven­ti­vo, af­fin­ché ne pren­da at­to.
4L'As­sem­blea fe­de­ra­le può com­ple­ta­re il de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce con man­da­ti di mo­di­fi­ca del pia­no fi­nan­zia­rio.
5Di nor­ma, il Con­si­glio fe­de­ra­le adem­pie ta­li man­da­ti con il di­se­gno di pre­ven­ti­vo per il se­con­do an­no suc­ces­si­vo.
1Pri­ma che ini­zi l'ul­ti­ma ses­sio­ne or­di­na­ria dell'an­no, il Con­si­glio fe­de­ra­le co­mu­ni­ca i suoi obiet­ti­vi per l'an­no suc­ces­si­vo. Ta­li obiet­ti­vi de­vo­no es­se­re con­for­mi al pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le i rap­por­ti con­cer­nen­ti la sua ge­stio­ne nell'an­no pre­ce­den­te due me­si pri­ma del­la ses­sio­ne in cui de­vo­no es­se­re trat­ta­ti.
3Il rap­por­to di ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma sui pun­ti sa­lien­ti dell'at­ti­vi­tà go­ver­na­ti­va nell'an­no con­si­de­ra­to. In­for­ma al­tre­sì sul con­se­gui­men­to de­gli obiet­ti­vi de­ter­mi­nan­ti nell'an­no in que­stio­ne, sull'at­tua­zio­ne del pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e del pro­gram­ma le­gi­sla­ti­vo, non­ché sul­lo sta­to de­gli in­di­ca­to­ri ri­le­van­ti ai fi­ni del­la va­lu­ta­zio­ne ge­ne­ra­le del­la si­tua­zio­ne e ai fi­ni del­la ve­ri­fi­ca del con­se­gui­men­to de­gli obiet­ti­vi. Even­tua­li de­ro­ghe, non­ché pro­get­ti non pia­ni­fi­ca­ti de­vo­no es­se­re mo­ti­va­ti.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 22 giu. 2007 (Pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra), in vi­go­re dal 1° dic. 2007 (RU 2007 5231; FF 2006 1715 1735).
1Il pre­si­den­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di­fen­de din­nan­zi al­le Ca­me­re il rap­por­to di ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le, sem­pre che i re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re non pre­ve­da­no al­tri­men­ti.1
2L'As­sem­blea fe­de­ra­le ap­pro­va que­sto rap­por­to me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Rap­por­to di ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 697; FF 2008 1939 949).
Art. 146 Programma di legislatura
1All'ini­zio del­la le­gi­sla­tu­ra, il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le un mes­sag­gio sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra, con re­la­ti­vo di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
2Il de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce de­fi­ni­sce gli in­di­riz­zi po­li­ti­ci e gli obiet­ti­vi del pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e in­di­ca per cia­scu­no di es­si i pre­vi­sti at­ti le­gi­sla­ti­vi dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e al­tri prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per con­se­guir­li.
3Nel mes­sag­gio sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra so­no spe­ci­fi­ca­ti gli in­di­ca­to­ri che con­sen­to­no di ve­ri­fi­ca­re il con­se­gui­men­to de­gli obiet­ti­vi. Il mes­sag­gio con­tie­ne al­tre­sì un'ana­li­si del­la si­tua­zio­ne in ba­se a ta­li in­di­ca­to­ri. For­ni­sce inol­tre un com­pen­dio di tut­ti i di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi che il Con­si­glio fe­de­ra­le pre­ve­de di sot­to­por­re all'As­sem­blea fe­de­ra­le nel cor­so del­la le­gi­sla­tu­ra (pro­gram­ma le­gi­sla­ti­vo).
4Nel mes­sag­gio è il­lu­stra­to an­che il pia­no fi­nan­zia­rio di le­gi­sla­tu­ra. Que­sto sta­bi­li­sce il fab­bi­so­gno fi­nan­zia­rio per la le­gi­sla­tu­ra e mo­stra in che mo­do si pre­ve­de di co­prir­lo. Gli obiet­ti­vi e i prov­ve­di­men­ti del pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e il pia­no fi­nan­zia­rio di le­gi­sla­tu­ra so­no coor­di­na­ti quan­to a ma­te­ria e du­ra­ta.
Art. 147 Trattazione del programma di legislatura
1Le due Ca­me­re de­li­be­ra­no sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra in due ses­sio­ni con­se­cu­ti­ve.
2I re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re pos­so­no pre­ve­de­re che:
nel trat­ta­re il pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra, la Ca­me­ra de­li­be­ri sol­tan­to sul­le pro­po­ste, una­ni­mi o di mag­gio­ran­za e di mi­no­ran­za, del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re; e
le al­tre pro­po­ste deb­ba­no es­se­re pre­sen­ta­te a ta­le com­mis­sio­ne pri­ma che que­sta ini­zi la de­li­be­ra­zio­ne di det­ta­glio sul de­cre­to fe­de­ra­le.
1Ol­tre al­le pia­ni­fi­ca­zio­ni e ai rap­por­ti pre­vi­sti dal­la leg­ge, il Con­si­glio fe­de­ra­le può sot­to­por­re all'As­sem­blea fe­de­ra­le, per in­for­ma­zio­ne o per­ché ne pren­da at­to, al­tre pia­ni­fi­ca­zio­ni e rap­por­ti.
2Può pre­sen­ta­re all'As­sem­blea fe­de­ra­le sot­to for­ma di di­se­gni di de­cre­ti fe­de­ra­li, sem­pli­ci o me­no, gli obiet­ti­vi o le con­clu­sio­ni di im­por­tan­ti pia­ni­fi­ca­zio­ni o rap­por­ti.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne pe­rio­di­ca­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le un rap­por­to sul­la po­li­ti­ca este­ra del­la Sviz­ze­ra.
3bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce pe­rio­di­ca­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le sul rag­giun­gi­men­to de­gli obiet­ti­vi stra­te­gi­ci fis­sa­ti per le uni­tà re­se au­to­no­me di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 5 del­la leg­ge del 21 mar­zo 19971 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.2
4Su al­tre pia­ni­fi­ca­zio­ni e rap­por­ti im­por­tan­ti l'As­sem­blea fe­de­ra­le può pren­de­re de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce o me­no.
2 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 17 dic. 2010 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le al­la de­ter­mi­na­zio­ne dell'orien­ta­men­to stra­te­gi­co del­le uni­tà re­se au­to­no­me, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5859; FF 2010 2933 2969).
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le tra­smet­te ai Ser­vi­zi del Par­la­men­to i suoi mes­sag­gi e rap­por­ti il più tar­di quat­tor­di­ci gior­ni pri­ma del­la se­du­ta del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re.
2I Ser­vi­zi del Par­la­men­to inol­tra­no ai par­la­men­ta­ri la do­cu­men­ta­zio­ne che il Con­si­glio fe­de­ra­le e l'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le in­di­riz­za­no all'As­sem­blea fe­de­ra­le o al­le sue com­mis­sio­ni.
Art. 150 Diritti d'informazione generali
1Le com­mis­sio­ni e le sot­to­com­mis­sio­ni da es­se isti­tui­te so­no au­to­riz­za­te, per l'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti, a:
in­vi­ta­re il Con­si­glio fe­de­ra­le al­le pro­prie se­du­te per ot­te­ne­re in­for­ma­zio­ni, ed esi­ge­re rap­por­ti dal me­de­si­mo;
esi­ge­re che il Con­si­glio fe­de­ra­le met­ta a lo­ro di­spo­si­zio­ne do­cu­men­ti;
d'in­te­sa con il Con­si­glio fe­de­ra­le, in­ter­ro­ga­re per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2Le com­mis­sio­ni e le sot­to­com­mis­sio­ni non han­no di­rit­to di esi­ge­re in­for­ma­zio­ni:
clas­si­fi­ca­te co­me se­gre­te nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li.1
3Es­se pren­do­no prov­ve­di­men­ti ap­pro­pria­ti per tu­te­la­re il se­gre­to. Pos­so­no in par­ti­co­la­re pre­ve­de­re che le in­for­ma­zio­ni sot­to­stan­ti al se­gre­to d'uf­fi­cio con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 8 per­ven­ga­no uni­ca­men­te a una sot­to­com­mis­sio­ne.
4Se tra una com­mis­sio­ne e il Con­si­glio fe­de­ra­le non vi è una­ni­mi­tà di ve­du­te cir­ca l'esten­sio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne, la com­mis­sio­ne può ap­pel­lar­si al­la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne. La pre­si­den­za cer­ca di me­dia­re.
5La pre­si­den­za del­la Ca­me­ra de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te se tra la com­mis­sio­ne e il Con­si­glio fe­de­ra­le è con­tro­ver­so se le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste ser­va­no all'adem­pi­men­to dei com­pi­ti del­la com­mis­sio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 1.
6Qua­lo­ra ri­ten­ga che la com­mis­sio­ne non ab­bia di­rit­to al­le in­for­ma­zio­ni se­con­do il ca­po­ver­so 2 e la me­dia­zio­ne del­la pre­si­den­za sia ri­ma­sta in­frut­tuo­sa, il Con­si­glio fe­de­ra­le, in­ve­ce di con­sen­ti­re la con­sul­ta­zio­ne dei do­cu­men­ti, può pre­sen­ta­re al­la com­mis­sio­ne un rap­por­to.
7Per pre­pa­ra­re la me­dia­zio­ne, la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra può pren­de­re in­con­di­zio­na­ta­men­te vi­sio­ne dei do­cu­men­ti del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le.
1La com­mis­sio­ne com­pe­ten­te può esi­ge­re che le sia sot­to­po­sto per pa­re­re il di­se­gno di un'im­por­tan­te or­di­nan­za del Con­si­glio fe­de­ra­le.
2Se un'or­di­nan­za dev'es­se­re ema­na­ta o mo­di­fi­ca­ta im­me­dia­ta­men­te a com­ple­men­to di un at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, nel vo­to sul com­ples­so dell'at­to le­gi­sla­ti­vo la com­mis­sio­ne de­ci­de se in­ten­da es­se­re con­sul­ta­ta.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma l'As­sem­blea fe­de­ra­le sul­la pre­pa­ra­zio­ne di or­di­nan­ze.
Art. 152 Informazione e consultazione nell'ambito della politica estera
1Le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra e il Con­si­glio fe­de­ra­le cu­ra­no il con­tat­to re­ci­pro­co e lo scam­bio di opi­nio­ni.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma re­go­lar­men­te, tem­pe­sti­va­men­te e in mo­do com­ple­to le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re e le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra su­gli svi­lup­pi im­por­tan­ti del­la po­li­ti­ca este­ra. Le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra tra­smet­to­no que­ste in­for­ma­zio­ni al­le al­tre com­mis­sio­ni in­te­res­sa­te.
3In ca­so di pro­get­ti es­sen­zia­li e di mo­di­fi­che pia­ni­fi­ca­te nel­la re­te di rap­pre­sen­tan­ze di­plo­ma­ti­che e con­so­la­ri sviz­ze­re all'este­ro, non­ché pri­ma di sta­bi­li­re o mo­di­fi­ca­re le di­ret­ti­ve e li­nee di­ret­tri­ci con­cer­nen­ti il man­da­to per ne­go­zia­ti in­ter­na­zio­na­li im­por­tan­ti, il Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra. Le in­for­ma al­tre­sì sul­lo sta­to di rea­liz­za­zio­ne dei pro­get­ti e sul pro­se­gui­men­to dei ne­go­zia­ti.1
3bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti pri­ma di ap­pli­ca­re a ti­to­lo prov­vi­so­rio un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le la cui ap­pro­va­zio­ne è di com­pe­ten­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. Ri­nun­cia all'ap­pli­ca­zio­ne prov­vi­so­ria se vi si op­pon­go­no le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re.2
4In ca­si ur­gen­ti il Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra. I pre­si­den­ti in­for­ma­no im­me­dia­ta­men­te le lo­ro com­mis­sio­ni.
5Le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra o al­tre com­mis­sio­ni in­te­res­sa­te pos­so­no esi­ge­re che il Con­si­glio fe­de­ra­le le in­for­mi o con­sul­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. III 1 dell'all. al­la L del 26 set. 2014 su­gli Sviz­ze­ri all'este­ro, in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 3857; FF 2014 1723 2379).
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF dell'8 ott. 2004 sull'ap­pli­ca­zio­ne prov­vi­so­ria di trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li (RU 2005 1245; FF 2004 665 883). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 26 set. 2014 sul­la com­pe­ten­za di con­clu­de­re trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li di por­ta­ta li­mi­ta­ta e sull'ap­pli­ca­zio­ne prov­vi­so­ria dei trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li, in vi­go­re dal 1° mag. 2015 (RU 2015 969; FF 2012 969).
Art. 153 Diritti d'informazione delle commissioni di vigilanza
1Ol­tre ai di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 150, le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za han­no il di­rit­to di cor­ri­spon­de­re di­ret­ta­men­te con tut­te le au­to­ri­tà, ser­vi­zi uf­fi­cia­li e al­tri ti­to­la­ri di com­pi­ti fe­de­ra­li, non­ché di ot­te­ne­re da es­si, in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 156, qual­sia­si do­cu­men­to e in­for­ma­zio­ne uti­le ai lo­ro la­vo­ri. Es­se pos­so­no in­ca­ri­ca­re la lo­ro se­gre­te­ria di chia­ri­re sin­go­li fat­ti.
2Pos­so­no rac­co­glie­re in­for­ma­zio­ni e ri­ce­ve­re do­cu­men­ti da per­so­ne e ser­vi­zi ester­ni all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, sem­pre­ché ciò sia ne­ces­sa­rio all'eser­ci­zio dell'al­ta vi­gi­lan­za. L'ar­ti­co­lo 156 è pa­ri­men­ti ap­pli­ca­bi­le al­le per­so­ne ester­ne all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le che so­no sta­te pre­ce­den­te­men­te al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. È ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia il di­rit­to di ri­fiu­ta­re la te­sti­mo­nian­za in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 42 del­la leg­ge del 4 di­cem­bre 19472 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
3In ap­pli­ca­zio­ne ana­lo­gi­ca de­gli ar­ti­co­li 49, 50 e 201-209 del Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le3, le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za pos­so­no ci­ta­re, su de­ci­sio­ne del pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne, per­so­ne sog­get­te all'ob­bli­go di in­for­ma­re e, in ca­so di as­sen­za in­giu­sti­fi­ca­ta, sot­to­por­le ad ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo da par­te di or­ga­ni di po­li­zia fe­de­ra­li e can­to­na­li.
4Le de­ci­sio­ni re­la­ti­ve al­le ci­ta­zio­ni e all'ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te me­dian­te op­po­si­zio­ne en­tro die­ci gior­ni di­nan­zi al pre­si­den­te del­la Ca­me­ra a cui ap­par­tie­ne il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne che ha pre­so la de­ci­sio­ne. L'op­po­si­zio­ne non ha ef­fet­to so­spen­si­vo. Se con­sta­ta che la de­ci­sio­ne è il­le­ga­le o spro­por­zio­na­ta, il pre­si­den­te del­la Ca­me­ra può ac­cor­da­re all'op­po­nen­te una ri­pa­ra­zio­ne. La de­ci­sio­ne su op­po­si­zio­ne è de­fi­ni­ti­va.
5Pri­ma di in­ter­ro­ga­re un mem­bro del Con­si­glio fe­de­ra­le, le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za lo in­for­ma­no esau­rien­te­men­te sull'og­get­to dell'in­ter­ro­ga­to­rio. In­for­ma­no pre­ven­ti­va­men­te il Con­si­glio fe­de­ra­le su­gli in­ter­ro­ga­to­ri di per­so­ne che gli so­no o gli era­no su­bor­di­na­te. Sen­to­no il Con­si­glio fe­de­ra­le, a sua ri­chie­sta, pri­ma di rac­co­glie­re in­for­ma­zio­ni pres­so per­so­ne o pri­ma di far­si con­se­gna­re do­cu­men­ti.
6Le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za de­ci­do­no de­fi­ni­ti­va­men­te sull'eser­ci­zio dei lo­ro di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne. Non han­no al­cun di­rit­to di far­si con­se­gna­re:
i ver­ba­li del­le se­du­te del Con­si­glio fe­de­ra­le;
i do­cu­men­ti clas­si­fi­ca­ti co­me se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li.
7Pren­do­no prov­ve­di­men­ti ap­pro­pria­ti a tu­te­la del se­gre­to giu­sta l'ar­ti­co­lo 150 ca­po­ver­so 3. A ta­le sco­po, non­ché per il ca­so in cui i lo­ro di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne non fos­se­ro suf­fi­cien­ti per eser­ci­ta­re l'al­ta vi­gi­lan­za, pos­so­no in­ca­ri­ca­re le lo­ro de­le­ga­zio­ni di chia­ri­re una que­stio­ne con­cre­ta. Ema­na­no istru­zio­ni sul­la tu­te­la del se­gre­to ap­pli­ca­bi­li nel lo­ro set­to­re di com­pe­ten­za. A tal fi­ne li­mi­ta­no in par­ti­co­la­re l'ac­ces­so ai co­rap­por­ti.
Art. 154 Diritti d'informazione delle delegazioni delle commissioni di vigilanza
1Al­le de­le­ga­zio­ni del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za non può es­se­re sot­ta­ciu­ta al­cu­na in­for­ma­zio­ne.
2Per adem­pie­re i lo­ro com­pi­ti, le de­le­ga­zio­ni del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za han­no, ol­tre ai di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne di cui agli ar­ti­co­li 150 e 153, il di­rit­to di:
far­si con­se­gna­re:
i ver­ba­li del­le se­du­te del Con­si­glio fe­de­ra­le,
i do­cu­men­ti clas­si­fi­ca­ti co­me se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li;
in­ter­ro­ga­re per­so­ne in ve­ste di te­sti­mo­ni; per la ci­ta­zio­ne e l'ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo l'ar­ti­co­lo 153 ca­po­ver­si 3 e 4 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.1
3La De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze e la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne ri­ce­vo­no co­stan­te­men­te tut­te le de­ci­sio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le, pro­po­ste e co­rap­por­ti in­clu­si. Sta­bi­li­sco­no con­giun­ta­men­te i det­ta­gli del­la lo­ro tra­smis­sio­ne, con­sul­ta­zio­ne e con­ser­va­zio­ne.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Pre­ci­sa­zio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za), in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 4537; FF 2011 1683 1705).
Art. 154a Ripercussioni delle inchieste della Delegazione delle Commissioni della gestione su altri procedimenti o indagini
1In­chie­ste di­sci­pli­na­ri o am­mi­ni­stra­ti­ve del­la Con­fe­de­ra­zio­ne ri­guar­dan­ti fat­ti o per­so­ne che so­no og­get­to di un'in­chie­sta del­la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne pos­so­no es­se­re av­via­te o pro­se­gui­te uni­ca­men­te con l'au­to­riz­za­zio­ne di que­st'ul­ti­ma.
2 La De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne de­ci­de sull'au­to­riz­za­zio­ne do­po aver sen­ti­to il Con­si­glio fe­de­ra­le.
3Se è con­tro­ver­sa la ne­ces­si­tà dell'au­to­riz­za­zio­ne, de­ci­de in me­ri­to, a mag­gio­ran­za dei due ter­zi di tut­ti i mem­bri, la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne.
4Un'in­chie­sta del­la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne non im­pe­di­sce l'ese­cu­zio­ne di pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri ci­vi­li e am­mi­ni­stra­ti­vi né di istru­zio­ni pre­pa­ra­to­rie e pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri in ma­te­ria pe­na­le.
1 In­tro­dot­to dal I n. I del­la LF del 17 dic. 2004, in vi­go­re dal 1° mag. 2005 (RU 2005 4793; FF 2004 1271 1279).
1Pri­ma di qual­sia­si in­ter­ro­ga­to­rio, va ac­cer­ta­to se una per­so­na deb­ba es­se­re sen­ti­ta a ti­to­lo di per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti o di te­sti­mo­ne.
2L'esa­me for­ma­le dei te­sti­mo­ni è or­di­na­to sol­tan­to se una fat­ti­spe­cie non può es­se­re suf­fi­cien­te­men­te chia­ri­ta in al­tro mo­do. Ogni per­so­na è te­nu­ta a de­por­re.
3Una per­so­na con­tro cui è di­ret­ta in­te­ra­men­te o pre­va­len­te­men­te un'in­chie­sta può es­se­re in­ter­ro­ga­ta sol­tan­to in ve­ste di per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti.
4I te­sti­mo­ni de­vo­no es­se­re re­si at­ten­ti al lo­ro ob­bli­go di de­por­re e di di­re la ve­ri­tà; le per­so­ne in­for­ma­te sui fat­ti, sul lo­ro di­rit­to di non ri­spon­de­re. È fat­to sal­vo il di­rit­to di non de­por­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 42 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 4 di­cem­bre 19471 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
5Gli in­ter­ro­ga­to­ri so­no re­gi­stra­ti su un sup­por­to del suo­no ai fi­ni del­la ver­ba­liz­za­zio­ne. I ver­ba­li so­no pre­sen­ta­ti per fir­ma al­le per­so­ne in­ter­ro­ga­te.
6Al­la pro­ce­du­ra e ai di­rit­ti de­gli in­te­res­sa­ti so­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 166-171.
1Le per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne so­no te­nu­te a da­re qual­sia­si in­for­ma­zio­ne in ma­nie­ra ve­ri­di­ca e com­ple­ta, non­ché a in­di­ca­re qual­sia­si do­cu­men­to uti­le.
2È ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia il di­rit­to di non de­por­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 42 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 4 di­cem­bre 19471 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
3Al­le per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne non può de­ri­va­re al­cun pre­giu­di­zio da quan­to ab­bia­no ve­ri­di­ca­men­te di­chia­ra­to a una com­mis­sio­ne. Pos­so­no es­se­re og­get­to di un pro­ce­di­men­to in se­gui­to al­le di­chia­ra­zio­ni da lo­ro fat­te a una com­mis­sio­ne sol­tan­to pre­vio pa­re­re del­la com­mis­sio­ne me­de­si­ma.
4So­no per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne a te­no­re del­la pre­sen­te leg­ge il per­so­na­le fe­de­ra­le non­ché le per­so­ne di­ret­ta­men­te in­ca­ri­ca­te di com­pi­ti fe­de­ra­li di di­rit­to pub­bli­co. Il rap­por­to di im­pie­go non è de­ter­mi­nan­te.
Art. 157 Parere dell'autorità interessata
All'au­to­ri­tà in­te­res­sa­ta è da­ta la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si pri­ma che una com­mis­sio­ne di vi­gi­lan­za o una sua de­le­ga­zio­ne ri­fe­ri­sca su la­cu­ne nel­la ge­stio­ne ge­ne­ra­le o fi­nan­zia­ria.
Art. 158 Raccomandazione all'autorità responsabile
1Nell'am­bi­to dell'al­ta vi­gi­lan­za, una com­mis­sio­ne di vi­gi­lan­za o una sua de­le­ga­zio­ne può ri­vol­ge­re rac­co­man­da­zio­ni all'au­to­ri­tà re­spon­sa­bi­le.
2L'au­to­ri­tà re­spon­sa­bi­le in­for­ma la com­mis­sio­ne di vi­gi­lan­za o la sua de­le­ga­zio­ne sul­la rea­liz­za­zio­ne di ta­li rac­co­man­da­zio­ni.
3Le rac­co­man­da­zio­ni me­de­si­me e i pa­re­ri dell'au­to­ri­tà re­spon­sa­bi­le ven­go­no pub­bli­ca­ti se non vi si op­pon­go­no in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne.

References: art. 109

Art. 7

Art. 8

Art. 11

Art. 11

Art. 14

Art. 17

Art. 17

Art. 19

Art. 21

Art. 27

Art. 32

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 48

Art. 59

Art. 67

Art. 68

Art. 70

Art. 77

Art. 82

Art. 86

Art. 90

Art. 94

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 107

Art. 109

Art. 110

Art. 112

Art. 115

Art. 116

Art. 121

Art. 122

Art. 126

Art. 127

Art. 128

Art. 143

Art. 146

Art. 147

Art. 150

Art. 152

Art. 153

Art. 154

Art. 154

Art. 157

Art. 158