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Timestamp: 2019-02-20 11:54:03+00:00

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(Attività in materia ambientale e culturale)
1. Per la realizzazione, a cura del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del progetto Scegli-Italia è autorizzata la spesa di 4,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006.
2. Per l'utilizzazione delle risorse da assegnare alla Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo Arcus Sp.a. - ai sensi del comma 4 dell'articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per l'anno 2005, continuano ad applicarsi, fino all'entrata in vigore del regolamento ivi previsto, le disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto legge 22 marzo 2004, n. 72 convertito, con modificazioni dalla legge 21 maggio 2004, n. 128.
3. Il Ministero dell'ambiente della tutela del territorio, per lo svolgimento delle attività in materia di difesa del' suolo, di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, al decreto legislativo 12 aprile 1948, n. 1010, al decreto del Presidente della Repubblica 1 gennaio 1955, n. 1534 e alle leggi 1 gennaio 1963, n366, 3 agosto 1998, n. 267, 18 maggio 1989, n. 183 e 28 dicembre 2001, n. 448, e, in particolare, per il superamento delle situazioni di dissesto idrogeologico sul territorio nazionale, si avvale di Società per azioni già esistente, controllata direttamente o indirettamente dallo Stato, con la quale stipula apposita convenzione.
4. Al fine di ottimizzare: le risorse finanziarie destinate allo svolgimento delle attività di cui al comma 3, e di uniformare le relative procedure di spesa, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell'ambiente e della tutela del tem. tono e dell'economia e delle finanze, con uno o più decreti da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta apposite procedure per l'utilizzo delle predette risorse finanziarie.
Art. 28 (Gestioni liquidatorie)
1. Gli immobili di cui all'art. 9 comma I bis, lett. a) del decreto legge 15 aprile 2002 n. 63 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112 - ivi compresi quelli individuati dal Decreto Dirigenziale del 10 giugno 200-3, pubblicato sulla G.U. n. 150 dell'1 luglio 2003 - possono essere alienati anche nell'ambito dell'attività di gestione della liquidazione già affidata a società direttamente controllata dallo Stato ai sensi di quanto previsto dall'art. 9, comma 1-bis, lett. c) del medesimo decreto legge.
2. All'art. 9 del. decreto legge 15 aprile 2002 n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 1-bis lett. c), all'inizio del secondo periodo, dopo il termine "La società", la locuzione "si avvale ..." è sostituita con "può avvalersi anche ..."; b) nel comma 1-bis lett. c), dopo il secondo periodo è inserito il seguente: "E' altresì, facoltà della società di procedere alla revoca dei mandati già conferiti.".
3. Con riguardo a tutte le liquidazioni di cui al comma 1-ter dell'art. 9 del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, la società, direttamente controllata dallo Stato, di cui al comma 1-bis lett. e) del medesimo art. 9 del già citato decreto legge 632/02, convertito, con modificazioni, dalla legge 112102, esercita ogni potere finora attribuito all'Ispettorato Generale per la liquidazione degli Enti Disciolti.
4. L'Ufficio stralcio di cui all'art 119 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 e del D.P.C.M. 24 marzo 1979 è soppresso; le residue funzioni passano definitivamente alle Regioni interessate.
Art. 30 (Disposizioni in materia di conservazione dei beni culturali e Museo della Shoah)
1. I beni culturali immobili e mobili dello Stato, per l'uso dei quali attualmente non è corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro, possono essere, dati in uso a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dal competente organo periferico preposto alla tutela. Il concessionario si impegna a realizzare a proprie spese gli interventi di restauro 'e conservazione indicati dal predetto ufficio.
2. Dal canone di concessione vengono detratte le spese sostenute dal concessionario dello stesso canone per il restauro entro il limite massimo del canone stesso. Il concessionario è obbligato a rendere fruibile il bene da parte del pubblico con le modalità e i tempi stabiliti nell'atto di concessione o in apposita convenzione unita all'atto stesso.
3. I beni culturali che possono formare oggetto di tali concessioni sono individuati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali su proposta del Direttore regionale competente. L'individuazione del concessionario avviene mediante procedimento ad evidenza pubblica.
4. E' autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l'anno 2005 per la realizzazione della sede del Museo della Shoah di cui alla legge 17 aprile 2003, n. 91.
ART. 35 (Demanio e patrimonio pubblico)
1. Nell’ambito delle attività volte al riordino, alla razionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, l’agenzia del Demanio è autorizzata, con decreto dirigenziale del ministero dell’Economia e delle finanze, a vendere a trattativa privata, anche in blocco, le quote indivise di beni immobili, i fondi interclusi nonché i diritti reali su immobili, dei quali lo Stato è proprietario ovvero comunque è titolare. Il prezzo di vendita è stabilito secondo criteri e valori di mercato, tenuto conto della particolare condizione giuridica dei beni e dei diritti. Il perfezionamento della vendita determina il venir meno dell’uso governativo, delle concessioni in essere nonché di ogni altro eventuale diritto spettante a terzi in caso di cessione.
2. Le aree che appartengono al patrimonio e al demanio dello Stato, sulle quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni hanno realizzato le opere di urbanizzazione di cui all’articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, sono trasferite in proprietà, a titolo oneroso, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, al patrimonio indisponibile del comune che le richiede, con vincolo decennale di inalienabilità.
3. La richiesta di trasferimento di cui al comma 2 è presentata alla filiale dell’agenzia del Demanio territorialmente competente, corredata dalle planimetrie e dagli atti catastali che identificano le aree oggetto di trasferimento.
4. Il corrispettivo del trasferimento di cui al comma 2 è determinato secondo i parametri fissati nella tabella A allegata alla presente legge. I parametri sono aggiornati annualmente, a decorrere dal 1º gennaio 2006, nella misura dell’8 per cento.
5. Le somme dovute dai comuni per l’occupazione delle aree di cui al comma 2, non versate fino alla data di stipulazione dell’atto del loro trasferimento, sono corrisposte, contestualmente al trasferimento, in misura pari a un terzo degli importi di cui alla tabella A allegata alla presente legge, per ogni anno di occupazione, nei limiti della prescrizione quinquennale.
Con il trasferimento delle aree si estinguono i giudizi pendenti, promossi dall’amministrazione demaniale e comunque preordinati alla liberazione delle aree di cui al comma 2, e restano compensate fra le parti le spese di lite.
6. I beni immobili che non formano oggetto delle procedure di dismissione disciplinate dal decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, di valore non superiore ai 200mila euro, individuati con i decreti di cui all’articolo 1, comma 1, dello stesso decreto legge n. 351 del 2001, possono essere alienati direttamente dall’agenzia del Demanio a trattativa privata, se non aggiudicati in vendita, al prezzo più alto, a seguito di procedura di invito pubblico a offrire, di durata non inferiore al mese, esperito telematicamente attraverso il sito Internet della medesima Agenzia.
7. Le alienazioni di cui al comma 6 non sono soggette alla disposizione di cui al comma 113 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, concernente il diritto di prelazione degli enti locali territoriali. Non sono altresì soggette alla disposizione di cui al periodo precedente le alienazioni effettuate direttamente dalla agenzia del Demanio a trattativa privata, a seguito di asta pubblica deserta, aventi a oggetto immobili di valore inferiore a 500 mila euro; in caso di valore pari o superiore al predetto importo, il diritto di prelazione è esercitato dall’ente locale entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione della determinazione a vendere, e delle relative condizioni, da parte dell’agenzia del Demanio.
8. Relativamente agli immobili di cui al comma 6 è fatto salvo il diritto di prelazione in favore dei concessionari, dei conduttori nonché dei soggetti che si trovano comunque nel godimento dell’immobile oggetto di alienazione, a condizione che gli stessi abbiano soddisfatto tutti i crediti richiesti dall’amministrazione competente.
9. Le disposizioni agevolative previste dalla normativa vigente in favore di enti locali territoriali e di enti pubblici e privati, in materia di utilizzo di beni immobili di proprietà statale sono applicate in regime di reciprocità in favore delle amministrazioni dello Stato che a loro volta utilizzano, per usi governativi, immobili di proprietà degli stessi enti.
10. Il regio decreto legge 10 settembre 1923, n. 2000, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 273, è abrogato.
11. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli alloggi di cui all’articolo 2 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, sono trasferiti in proprietà, a titolo gratuito e nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano al momento del loro trasferimento, ai comuni nel cui territorio gli stessi sono ubicati. I comuni procedono, entro 120 giorni dalla data della volturazione, all’accertamento di eventuali difformità urbanistico-edilizie. Le disposizioni del presente comma non trovano applicazione agli alloggi realizzati in favore dei profughi, ai sensi dell’articolo 18 della legge 4 marzo 1952, n. 137.
12. Dopo il comma 13-bis dell’articolo 27 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono inseriti i seguenti:
"13-ter. In sede di prima applicazione dei commi 13 e 13-bis, il ministero delle Difesa, direzione generale dei lavori e del Demanio, di concerto con l’agenzia del Demanio, individua entro il 30 aprile 2005 beni immobili comunque in uso all’amministrazione della Difesa, non più utili ai fini istituzionali, da dismettere e, a tal fine, consegnare al ministero dell’Economia e delle finanze e, per esso, all’agenzia del Demanio.
13-quater. Gli immobili individuati e consegnati ai sensi del comma 13-ter entrano a far parte del patrimonio disponibile dello Stato per essere assoggettati alle procedure di valorizzazione e di dismissione di cui alla legge 23 novembre 2001, n. 410, e di cui ai precedenti commi dal 6 all’8.
Gli immobili individuati sono stimati a cura dell’agenzia del Demanio nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano.
13-quinquies. Una quota fino al 50 per cento del valore determinato ai sensi del comma 13-quater è finalizzata al soddisfacimento delle esigenze del ministero della Difesa. A tal fine, la Cassa depositi e prestiti può essere autorizzata, con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, a concedere al ministero della Difesa, nell’anno 2005, anticipazioni finanziarie della quota come sopra determinata e comunque per un importo complessivo non superiore a 954 milioni di euro con oneri a carico dello Stato.
Il decreto di autorizzazione stabilisce anche le condizioni generali ed economiche delle anticipazioni, in conformità alle condizioni praticate sui finanziamenti della gestione separata di cui all’articolo 5, comma 8. Il ministro dell’Economia e delle finanze provvede al rimborso delle somme anticipate e dei connessi oneri finanziari a valere sui proventi delle dismissioni degli immobili.
13-sexies. Le anticipazioni concesse dalla Cassa depositi e prestiti, entro il limite di anzidetto, in relazione al valore degli immobili conferiti all’agenzia del Demanio dal ministero della Difesa, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Dicastero su appositi fondi relativi ai consumi intermedi e agli investimenti fissi lordi, da ripartire, nel conto della gestione sui capitoli interessati, con decreto del ministro della Difesa da comunicare, anche con evidenze informatiche al ministero dell’Economia e delle finanze, tramite l’Ufficio centrale del bilancio, nonché alle commissioni parlamentari competenti e alla Corte dei Conti.".
13. Le finalità di cui all’articolo 29 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, possono essere conseguite anche attraverso il ricorso alla locazione, anche finanziaria, con l’utilizzo delle risorse non ancora impegnate alla data del 31 dicembre 2004.
14. Il comma 65 dell’articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, è abrogato.
15. Per conseguire obiettivi di contenimento, razionalizzazione, ottimizzazione e programmazione della spesa pubblica destinata a interventi edilizi sul patrimonio immobiliare dello Stato, fermo restando il quadro normativo vigente, e in particolare le competenze del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, le amministrazioni dello Stato e le Agenzie fiscali, a eccezione degli organi costituzionali e degli organismi di sicurezza, provvedono, ai fini del coordinamento, del monitoraggio e della ottimale gestione del patrimonio dello Stato a comunicare all’agenzia del Demanio:
a) entro il 30 ottobre di ogni anno, gli schemi di programma triennali e gli elenchi annuali redatti ai sensi dell’articolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, e del decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 22 giugno 2004, n. 898/IV, pubblicato nella "Gazzetta Ufficiale" n. 151 del 30 giugno 2004, relativi all’esecuzione di interventi edilizi di cui all’articolo 3, lettere b), c), d) ed el) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, su immobili di proprietà dello Stato; b) i programmi triennali e gli elenchi annuali definitivi, di cui al precedente punto a), entro un mese dalla data della loro approvazione da parte dei competenti organi, secondo i rispettivi ordinamenti.
Identica comunicazione è dovuta in tutti i casi di variazione apportata ai programmi triennali e agli elenchi annuali dei lavori; c) ogni tre mesi, il consuntivo relativo allo stato di realizzazione degli interventi previsti negli elenchi annuali nonché ai lavori di importo inferiore alla soglia prevista dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, eventualmente eseguiti nell’anno considerato; d) entro il 31 ottobre di ogni anno, le previsioni in ordine ai fabbisogni annuali di nuovi spazi allocativi, necessari allo svolgimento delle proprie attività istituzionali, nonché le previsioni in ordine alle superfici il cui utilizzo è ritenuto non più necessario all’esecuzione delle predette finalità.
16. L’agenzia del Demanio elabora linee guida tecnico operative per la formazione o l’aggiornamento dei programmi triennali degli interventi, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi indicati dal Governo, e fornisce alle amministrazioni di cui al comma 15, il supporto informatico per la redazione e la trasmissione dei programmi triennali e degli elenchi annuali.
17. L’agenzia del Demanio, entro il 30 aprile di ogni anno, presenta al ministero dell’Economia e delle finanze una relazione sulle attività svolte in attuazione delle disposizioni di cui al comma 16.
18. I piani di investimento immobiliare, deliberati dall’Inail, sono approvati dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, e gli investimenti sono orientati alle finalità annualmente individuate con decreto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, sentito il ministro della Salute e il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.
19. Il ministro dell’Economia e delle finanze, con uno o più decreti, avvia programmi di dismissioni immobiliari da realizzare tramite cartolarizzazioni, costituzioni di fondi immobiliari o cessioni dirette. In coerenza con quanto previsto dal primo periodo del presente comma, con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, possono essere trasferiti, a prezzo di mercato, a società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, tratti della rete stradale nazionale di cui all’articolo 7, comma 1-bis, del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, suscettibili di assoggettamento a tariffa. Il prezzo è fissato con le modalità concordate tra il ministero dell’Economia e delle finanze e le società interessate.
Si applicano il secondo e il terzo periodo dell’articolo 7, comma 1-bis del citato decreto legge n. 138 del 2002.
Art. 36 Regimi speciali e disposizioni varie
1. Fermo restando quando disposto dall’articolo 6, commi 1, 2 e 3 del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, l’articolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904, non si applica alle società cooperative e loro consorzi a mutualità prevalente di cui al Libro V, Titolo VI, Capo I, Sezione I, del Codice civile, e alle relative disposizioni di attuazione e transitorie, e che sono iscritti all’Albo delle cooperative sezione cooperative a mutualità prevalente di cui all’articolo 223-sexiesdecies delle disposizioni di attuazione del Codice civile:
a) per la quota del 20% degli utili netti annuali delle cooperative agricole e loro consorzi di cui al Dlgs 228 del 2001, delle cooperative della piccola pesca e loro consorzi;
b) per la quota del 30% degli utili netti annuali delle altre cooperative e loro consorzi.
2. L’articolo 10 del decreto Presidente della Repubblica 29 ottobre 1973, n. 601, non si applica limitatamente alla precedente lettera a), del comma 1.
3. L’articolo 11 del decreto Presidente della Repubblica 29 ottobre 1973, n. 601, si applica, limitatamente al reddito imponibile derivante dall’indeducibilità dell’imposta regionale sulle attività produttive.
4. Le previsioni di cui ai commi precedenti non si applicano alle cooperative sociali e loro consorzi di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 3 8 1.
5. Resta, in ogni caso, l'esenzione da imposte e la deducibilità delle somme previste dall'articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59.
6. Per le società cooperative e loro consorzi diverse da quelle a mutualità prevalente resta ferma l'applicabilità dell'articolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904, esclusivamente con riferimento alla quota di utili netti annuali destinata a riserva minima obbligatoria, a condizione che lo statuto preveda la indivisibilità delle riserve.
7. Gli interessi sulle somme che complessivamente i soci persone fisiche versano alle società cooperative e loro consorzi alle condizioni previste dall'articolo 13 del decreto Presidente della Repubblica 29 ottobre 1973, n. 601, sono indeducibili per la parte che supera l'ammontare complessivo calcolato con riferimento alla misura minima degli interessi spettanti ai detentori dei buoni postali fruttiferi, aumentata dello 0,90.
8. Le disposizioni dei commi da 1 a 7 si applicano a decorrere dai periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2003.
9. A decorrere dall'1 gennaio 2005, le disposizioni che disciplinano le modalità di liquidazione e di versamento dell'imposta sul valore aggiunto contenute nei decreti ministeriali del 24 ottobre 2000, n.. 370 e n. 366, non si applicano ai soggetti che nell'anno solare precedente hanno versato imposta sul valore aggiunto per un importo superiore a 2 milioni di euro.
10. I soggetti di cui al comma 1 hanno facoltà di eseguire le annotazioni relative alle operazioni effettuate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.
11. Le riserve e i fondi in sospensione di imposta, anche se imputati al capitale sociale o al fondo di dotazione, esistenti nel bilancio o nel rendiconto dell'esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2004, possono essere assoggettati, in tutto o in parte, ad imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive, nella misura del 10 per cento. La disposizione del precedente periodo non si applica alle riserve per ammortamenti anticipati.
12. Per i saldi attivi di rivalutazione costituiti ai sensi delle leggi 29 dicembre 1990, n. 408, 30 dicembre 1991 n 413 e 21 novembre 2000 n 342 compresi quelli costituiti ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 342 del 2000, l'imposta sostitutiva di cui al comma 1 è ridotta al 4 per cento.
13. Le riserve e i fondi di cui al comma 1 e i saldi attivi di cui al comma 2, assoggettati all'imposta sostitutiva, non concorrono a formare il reddito imponibile dell'impresa ovvero della società e dell'ente e in caso di distribuzione dei citati saldi attivi non spetta il credito d'imposta previsto dall'articolo 4, comma 5, della legge 29 dicembre 1990, dall'articolo 26, comma 5, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 e dell'articolo 13, comma 5, della legge 21 novembre 2000, n. 342.
14. L'imposta sostitutiva è liquidata nella dichiarazione dei redditi relativa all'esercizio di cui al comma 11 ed è versata, in unica soluzione, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi di tale esercizio.
15. L'imposta sostitutiva è indeducibile e può essere imputata, in tutto o in parte, alle riserve iscritte in bilancio o rendiconto. Se l'imposta sostitutiva è imputata al capitale sociale o fondo di dotazione, la corrispondente riduzione è operata, anche in deroga all'articolo 2365 del codice civile, con le modalità di cui all'articolo 2445, secondo comma, del medesimo codice.
16. Per la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
17. Per l'anno 2005, con provvedimento direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è aumenta l'aliquota di base della tassazione dei tabacchi lavorati, di cui all'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, al fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 500 milioni di euro.
18. Per il perseguimento di obiettivi di tutela e di difesa della salute pubblica, con provvedimento direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, tenuto conto anche dell'andamento del mercato e delle variazioni dei prezzi di vendita al dettaglio delle sigarette, possono essere individuati criteri e modalità di determinazione di un loro prezzo minimo di vendita al pubblico.
Al fine di una tendenziale armonizzazione della misura del prelievo erariale sul Lotto a quella vigente per altri tipi di gioco, le percentuali delle ritenute previste dagli articoli 2, comma 9, della legge 6 agosto. 1967, n. 699, e successive modificazioni e 17, comma 4, della legge 29 gennaio 1986, n. 25, sono sostituite con una ritenuta unica del dieci per cento.
20. E' istituita una ulteriore estrazione settimanale del concorso Enalotto, anche non abbinato all'estrazione del Lotto; con provvedimento direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono stabilite le disposizioni attuative occorrenti per l'eventuale estrazione non abbinata a quella del Lotto.
21. Con provvedimento direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato possono essere istituite ulteriori estrazioni settimanali del gioco del Lotto.
22. All'articolo 110, comma 7, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, la lettera b) è abrogata.
23. All'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, secondo periodo, le parole "non possono consentire il prolungamento o la ripetizione della partita e," sono abrogate.
24. All'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dopo il comma 7-bis è aggiunto il seguente:
"7-ter. La sanzione di cui alla lettera c) è applicata al gestore di apparecchi da intrattenimento di cui all'articolo 110, comma 7, lettere a) e c), del regio decreto 18 giugno 193 1, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, in tutti i casi nei quali i predetti apparecchi, installati presso esercizi pubblici, risultino non conformi alle prescrizioni normative ed alle regole tecniche definite ai sensi dell'articolo 22, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.".
25. All'articolo 38 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, al comma 3 ed al comma 4 le parole "comma 6" sono sostituite dalle parole "commi 6 e 7.
26. All'articolo 38 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i commi 1 e 2 sono abrogati.
27. Il Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato definisce i requisiti tecnici dei documenti attestanti il rilascio dei nulla osta di cui all'articolo 38 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, commi 3 e 4, tali da assicurarne la controllabilità a distanza. Gli eventuali costi di rilascio dei predetti documenti sono a carico dei richiedenti.
28. All'articolo 30, comma. 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole: "31 dicembre 2004" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2005".
29. All'articolo 2, comma 11, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, le parole: "Per l'anno 2003 e per l'anno 2004" sono sostituite dalle seguenti: "Per gli anni 2003, 2004 e 2005".
30. Per l'anno 2005 il limite di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente, relativamente ai contributi di assistenza sanitaria, di cui all'articolo 5 1, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, è fissato in euro 3.615,20.
31. All'articolo 11 del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 313, concernente il regime speciale per gli imprenditori agricoli, come modificato dall'articolo 19, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, primo e secondo periodo, le parole: "anni dal 1998 al 2004 sono sostituite dalle seguenti: "anni dal 1998 al 2005";
b) al comma 5-bis, le parole: "1 gennaio 2005" sono sostituite dalle seguenti: "1 gennaio 2006".
32. Il termine previsto dall'articolo 43, comma 3, della legge l' agosto 2002, n. 166, prorogato, da ultimo, al 31 dicembre 2004 dall'articolo 2, comma 19 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2005. All'onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede nel limite massimo di spesa di 1,5 milioni di euro per il 2005.
33. All'articolo 19, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, le parole: "31 dicembre 2004" sono sostituite dalle seguenti: '31 dicembre 2005".
34. All'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, le parole da: "per i cinque periodi d'imposta successivi" fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "per i sei periodi d'imposta successivi l'aliquota è stabilita nella misura dell'1,9 per cento; per il periodo d'imposta in corso al 11 gennaio 2005 l'aliquota è stabilita nella misura del 3,75 per cento.".
35. Il termine del 31 dicembre 2004, di cui al comma 3 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, concernente le agevolazioni tributarie per la formazione e l'arrotondamento della proprietà contadina, è prorogato al 31 dicembre 2005.
36. Per l'anno 2005 sono prorogate le disposizioni di cui all'articolo 11 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
37. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre 2005, si applicano:
b) le disposizioni in materia di aliquota di accisa sul gas metano per combustione per uso industriale di cui all'articolo 4 del decreto-legge 1 ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n. 418;
c) le disposizioni in materia di accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle zone montane ed in altri specifici territori nazionali, di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1° ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001, n. 418;
d) le disposizioni in materia di agevolazione per le reti di teleriscaldamento alimentate con biomassa ovvero con energia geotermica, di cui all'articolo 6 del decreto-legge 1 ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 0 novembre 200 1, n. 418;
f) le disposizioni in materia di accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle frazioni parzialmente non metanizzate di comuni ricadenti nella zona climatica E, di cui al comma 2 dell'articolo 13 della legge 28 dicembre 2001, n. 408;
g) le disposizioni in materia di accisa concernenti il regime agevolato per il gasolio per autotrazione destinato al fabbisogno della provincia di Trieste e dei comuni della provincia di Udine, di cui al comma 6 dell'articolo 21 della legge 27 dicembre 2002, n. 289;
38. Per l'anno 2004 noti si fa luogo all'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dall'articolo 8, comma 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. La presente disposizione entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
39. E' abrogato il comma 4 dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
40. A decorrere dal I' gennaio 2004 e fino al 31 dicembre 2004, l'aliquota prevista nell'allegato 1 al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, per il gasolio per autotrazione utilizzato dagli esercenti le attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva superiore a 3,5 tonnellate è. ridotta di euro 33,21391 per -mille litri. Per i soggetti che si avvalgono del beneficio di cui all'articolo 7, comma 15, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, la riduzione di aliquota di cui al periodo precedente è limitata ad euro 16,03656 per mille litri.
41. La riduzione prevista al comma 33, primo periodo, si applica altresi ai seguenti soggetti:
42. Per ottenere il rimborso di quanto spettante, anche mediante la compensazione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, i destinatari del beneficio di cui ai commi 40 e 41 presentano, entro il 30 giugno 2005, apposita dichiarazione ai competenti uffici dell'Agenzia delle dogane,
secondo le modalità e con gli effetti previsti dal regolamento recante disciplina dell'agevolazione fiscale a favore degli esercenti le attività di trasporto merci, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 9 giugno 2000, n. 277. Tali effetti, anche per l'agevolazione fiscale di cui al predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 277 del 2000, rilevano altresi ai fini delle disposizioni di cui al titolo 1 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
43. A decorrere dal 1 luglio 2004 il comma 6 dell'articolo 21 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, è sostituito dai seguenti: "6. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche al biodiesel (codice NC 3824 90 99) usato come carburante, come combustibile, come additivo, ovvero per accrescere il volume finale dei carburanti e dei combustibili. La fabbricazione o la miscelazione con oli minerali del biodiesel è effettuata in regime di deposito fiscale. Nell'ambito di un programma della durata di sei anni, a decorrere dal 1° luglio 2004 fino al 30 giugno 2010, il biodiesel, puro o miscelato con oli minerali, è esentato dall'accisa nei limiti di un contingente annuo di 300.000 tonnellate. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri delle attività produttive, dell'ambiente e della tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali, sono determinati i requisiti che gli operatori, ed i rispettivi impianti di produzione, nazionali e comunitari, devono possedere per partecipare al programma pluriennale, nonché le caratteristiche fiscali del prodotto con i relativi metodi di prova, le percentuali di miscelazione con gli oli minerali consentite, le modalità di distribuzione e di assegnazione dei quantitativi esenti agli operatori. Nelle more dell'entrata in vigore del suddetto decreto trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al regolamento adottato con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con i Ministri delle attività produttive, dell'ambiente e della tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali 25 luglio 2003, n. 256. Per il trattamento fiscale del biodiesel destinato al riscaldamento valgono, in quanto applicabili, le disposizioni dell'articolo 61.
6. 1. Entro il 1 marzo di ogni anno di validità del programma di cui al comma 6, i Ministeri delle attività produttive e delle politiche agricole e forestali comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze i costi industriali medi del biodiesel e delle materie prime necessarie alla sua produzione, rilevati nell'anno solare precedente. Sulla base delle suddette rilevazioni, al fine di evitare la sovra compensazione dei costi addizionali legati alla produzione, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri delle attività produttive, dell'ambiente e della tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali, da emanare entro il 30 aprile di ogni anno di validità del programma di cui al comma 6, è eventualmente rideterminata la misura della agevolazione di cui al medesimo comma 6.
6.2 Per ogni anno di validità del programma di cui al comma 6, i quantitativi del contingente che risultassero, al termine del medesimo anno, non immessi in consumo, sono ripartiti tra gli operatori proporzionalmente alle quote loro assegnate per l'anno in questione, purché vengano immessi in consumo entro il successivo 31 dicembre. In caso di rinuncia, totale o parziale, delle quote risultanti dalla predetta ripartizione da parte di un beneficiario, le stesse sono ridistribuite, proporzionalmente alle relative assegnazioni, fra gli altri beneficiari.".
44. L'efficacia delle disposizioni di cui al comma 36 è subordinata, ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea.
45. All'articolo 11, comma 1, lettera a), del regolamento recante nonne per l'elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 come modificata dall'articolo 3 1, comma 2 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le parole: "cinque anni" sono sostituite dalle seguenti: "sei anni".
Art. 37 (Fondi speciali e tabelle)
1 Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all'articolo 11 -bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall'articolo 6 della legge 23 agosto 1988, n. 362, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2005-2007, restano determinati, per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, nelle misure indicate , nelle Tabelle A e B, allegate alla presente legge, rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.
2. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione del bilancio 2005 e triennio 2005-2007, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge.
3. Ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituita dall'articolo 2, comma 16, della legge 25 giugno 1999, n. 208, gli stanziamenti di spesa per il rifinanziamento di norme che prevedono interventi di sostegno dell'economia classificati fra le spese di conto capitale restano determinati, per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, nelle misure indicate nella Tabella D allegata alla presente legge.
5. Gli importi da iscrivere in. bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale restano determinati,
per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, nelle misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge.
6. A valere sulle autorizzazioni di spesa in conto capitale recate da leggi a carattere pluriennale, riportate nella tabella di cui al comma 5, le Amministrazioni e gli enti pubblici possono assumere impegni nell'anno 2005, a carico di esercizi futuri nei limiti massimi di impegnabilità indicati per ciascuna disposizione legislativa in apposita colonna della stessa tabella, ivi compresi gli impegni già assunti nei precedenti esercizi a valere sulle autorizzazioni medesime.
7. In applicazione dell'articolo 11, comma 3, lettera i-quater della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni ed integrazioni, le misure correttive degli effetti finanziari di leggi di spesa sono indicate nell'allegato n. 1 alla presente legge. A tali misure non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3.
8. In applicazione dell'articolo 46, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, le autorizzazioni di spesa e relativi stanziamenti confluiti nei fondi per gli investimenti dello stato di previsione di ciascun Ministero interessato sono indicati nell'allegato 2.
Art. 38 (Copertura finanziaria ed entrata in vigore)
l. La copertura della presenta legge per le nuove o maggiori spese correnti, per le riduzioni di entrata e per le nuove finalizzazioni nette da iscrivere nel Fondo speciale di parte corrente viene assicurata, ai sensi dell'articolo 11, comma 5, della legge 5. agosto 1978, n.. 468, e successive modificazioni, secondo il prospetto allegato.
3. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2005.

References: Art. 28
 art. 9

Art. 30

ART. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38