Source: http://unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Convenzione-europea-per-la-salvaguardia-dei-diritti-umani-e-delle-liberta-fondamentali-1950/90
Timestamp: 2018-08-15 11:15:42+00:00

Document:
Centro di Ateneo per i Diritti Umani - Università di Padova | Strumenti internazionali :: Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali (1950)
Adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 4 novembre 1950. Entrata in vigore: 3 settembre 1953, dopo 10 ratifiche. Stati Parti al 11 giugno 2018: 47 (Testo come modificato dalle disposizioni del Protocollo n. 14 (STCE n. 194) a partire dalla sua entrata in vigore il 1° giugno 2010)
http://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/005
https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/005/signatures?p_auth=xzkOk0Js
https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/005/declarations?p_auth=xzkOk0Js
Autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzioni in Italia dati con legge n. 848 del 4 agosto 1955 (Gazzetta Ufficiale n. 221 del 24 settembre 1955). Data della ratifica: 26 ottobre 1955 (Gazzetta Ufficiale n. 255 del 5 novembre 1955). Entrata in vigore per l'Italia: 26 ottobre 1955. Il testo della Convenzione è presentato così come modificato dalle disposizioni del Protocollo n. 14 (STCE n. 194) a partire dalla sua entrata in vigore il 1° giugno 2010. Il testo della Convenzione era stato precedentemente modificato conformemente alle disposizioni del Protocollo n. 3 (STE n. 45), entrato in vigore il 21 settembre 1970, del Protocollo n. 5 (STE n. 55), entrato in vigore il 20 dicembre 1971 e del Protocollo n. 8 (STE n. 118), entrato in vigore il 10 gennaio 1990. Esso comprendeva inoltre il testo del Protocollo n. 2 (STE n. 44) che, conformemente al suo articolo 5 § 3, era divenuto parte integrante della Convenzione dal 21 settembre 1970, data della sua entrata in vigore. Tutte le disposizioni che erano state modificate o aggiunte dai suddetti Protocolli sono state sostituite dal Protocollo n. 11 (STE n. 155) a partire dalla data della sua entrata in vigore, il 10 novembre 1998. Inoltre, a partire da questa stessa data, il Protocollo n.9 (STE n. 140), entrato in vigore il 10 ottobre 1994, era stato abrogato e il Protocollo n. 10 (STE n. 146) era divenuto senza oggetto.
DGII - Direzione generale dei diritti dell’uomo del Consiglio d'Europa
Consiglio d'Europa protezione diritti umani diritti umani diritti civili e politici procedure individuali Corte europea dei diritti umani
Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali
Considerata la Dichiarazione universale dei diritti umani, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;
Articolo 1 - Obbligo di rispettare i diritti umani
Titolo I. Diritti e libertà
a. per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
c. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.
Articolo 3 - Proibizione della tortura
Articolo 4 - Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato
a. il lavoro normalmente richiesto a una persona detenuta alle condizioni previste dall’articolo 5 della presente Convenzione o durante il periodo di libertà condizionale;
b. il servizio militare o, nel caso degli obiettori di coscienza nei paesi dove l’obiezione di coscienza è considerata legittima, qualunque altro servizio sostitutivo di quello militare obbligatorio;
c. qualunque servizio richiesto in caso di crisi o di calamità che minacciano la vita o il benessere della comunità;
d. qualunque lavoro o servizio facente parte dei normali doveri civici.
Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza
b. se si trova in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento emesso, conformemente alla legge, da un tribunale o allo scopo di garantire l’esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge;
c. se è stato arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi all’autorità giudiziaria competente, quando vi sono motivi plausibili di sospettare che egli abbia commesso un reato o vi sono motivi fondati di ritenere che sia necessario impedirgli di commettere un reato o di darsi alla fuga dopo averlo commesso;
d. se si tratta della detenzione regolare di un minore decisa allo scopo di sorvegliare la sua educazione oppure della sua detenzione regolare al fine di tradurlo dinanzi all’autorità competente;
f. se si tratta dell’arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare illegalmente nel territorio, oppure di una persona contro la quale è in corso un procedimento d’espulsione o d’estradizione.
a. essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;
d. esaminare o far esaminare i testimoni a carico e ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
e. farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza.
Articolo 7 - Nulla poena sine lege
Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare
Articolo 9 - Libertà di pensiero, di coscienza e di religione
Articolo 10 - Libertà di espressione
Articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione
Articolo 12 - Diritto al matrimonio
Articolo 13 - Diritto a un ricorso effettivo
Articolo 14 - Divieto di discriminazione
Articolo 15 - Deroga in caso di stato d’urgenza
Articolo 16 - Restrizioni all’attività politica degli stranieri
Articolo 17 - Divieto dell’abuso di diritto
Articolo 18 - Limite all’applicazione delle restrizioni ai diritti
Le restrizioni che, in base alla presente Convenzione, sono poste a detti diritti e libertà possono essere applicate solo allo scopo per cui sono state previste
Titolo II. Corte europea dei diritti dell’uomo
Articolo 21 - Condizioni per l’esercizio delle funzioni
3. Per tutta la durata del loro mandato, i giudici non possono esercitare alcuna attività incompatibile con le esigenze di indipendenza, di imparzialità o di disponibilità richieste da una attività esercitata a tempo pieno. Ogni questione che sorga in applicazione di questo paragrafo è decisa dalla Corte.
Articolo 23 - Durata del mandato e revoca
Articolo 24 - Cancelleria e relatori
Articolo 25 - Assemblea plenaria
a. elegge per un periodo di tre anni il suo presidente e uno o due vicepresidenti; essi sono rieleggibili;
e. elegge il cancelliere e uno o più vicecancellieri;
f. formula le richieste previste all’articolo 26 § 2.
Articolo 26 - Composizione di giudice unico, comitati, Camere e Grande Camera
1. Per la trattazione di ogni caso che ad essa viene sottoposto, la Corte procede in composizione di giudice unico, in comitati di tre giudici, in Camere di sette giudici e in una Grande Camera di diciassette giudici. Le Camere della Corte istituiscono i comitati per un periodo determinato.
5. Fanno altresì parte della Grande Camera il presidente della Corte, i vicepresidenti, i presidenti delle Camere e altri giudici designati in conformità al regolamento della Corte. Se la controversia è deferita alla Grande Camera ai sensi dell’articolo 43, nessun giudice della Camera che ha pronunciato la sentenza può essere presente nella Grande Camera, a eccezione del presidente della Camera e del giudice che ha partecipato alla stessa Camera in relazione all’Alta Parte contraente in causa.
Articolo 27 - Competenza dei giudici unici
1. Un giudice unico può dichiarare irricevibile o cancellare dal ruolo della Corte un ricorso individuale presentato ai sensi dell’articolo 34 quando tale decisione può essere adottata senza ulteriori accertamenti.
Articolo 28 - Competenza dei comitati
a. dichiararlo irricevibile o cancellarlo dal ruolo, quando tale decisione può essere adottata senza ulteriore esame; o
b. dichiararlo ricevibile e pronunciare congiuntamente sentenza sul merito quando la questione relativa all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei suoi Protocolli all’origine della causa è oggetto di una giurisprudenza consolidata della Corte.
Articolo 29 - Decisioni delle Camere sulla ricevibilità e il merito
2. Una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilità e sul merito dei ricorsi governativi presentati in virtù dell’articolo 33. Salvo diversa decisione della Corte in casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilità è adottata separatamente.
Articolo 30 - Rimessione alla Grande Camera
a. si pronuncia sui ricorsi presentati ai sensi dell’articolo 33 o dell’articolo 34 quando il caso le sia stato deferito dalla Camera ai sensi dell’articolo 30 o quando il caso le sia stato deferito ai sensi dell’articolo 43;
b. si pronuncia sulle questioni deferite alla Corte dal Comitato dei Ministri ai sensi dell’articolo 46 § 4; e
c. esamina le richieste di pareri consultivi presentate ai sensi dell’articolo 47.
2. La Corte non accoglie alcun ricorso inoltrato sulla base dell’articolo 34, se:
b. è essenzialmente identico a uno precedentemente esaminato dalla Corte o già sottoposto a un’altra istanza internazionale d’inchiesta o di risoluzione e non contiene fatti nuovi.
a. il ricorso è incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi Protocolli, manifestamente infondato o abusivo; o
b. il ricorrente non ha subito alcun pregiudizio importante, salvo che il rispetto dei diritti dell’uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli esiga un esame del ricorso nel merito e a condizione di non rigettare per questo motivo alcun caso che non sia stato debitamente esaminato da un tribunale interno.
3. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha diritto di presentare osservazioni per iscritto e di partecipare alle udienze in tutte le cause all’esame di una Camera o della Grande Camera.
c. che per ogni altro motivo di cui la Corte accerta l’esistenza, la prosecuzione dell’esame del ricorso non sia più giustificata.
Tuttavia la Corte prosegue l’esame del ricorso qualora il rispetto dei diritti umani garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli lo imponga.
Articolo 38 - Esame in contraddittorio della causa
Articolo 39 - Composizione amichevole
c. se il collegio della Grande Camera respinge una richiesta di rinvio formulata ai sensi dell’articolo 43.
3. La decisione del Comitato dei Ministri di chiedere un parere alla Corte è adottata con un voto della maggioranza dei rappresentanti che hanno il diritto di avere un seggio in seno al Comitato.
Articolo 51 - Privilegi e immunità dei giudici
Titolo III. Disposizioni varie
Articolo 52 - Inchieste del Segretario generale
Articolo 54 - Poteri del Comitato dei Ministri
Articolo 55 - Rinuncia a strumenti alternativi di composizione delle controversie
Fatto a Roma il 4 novembre 1950 in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato presso gli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario generale ne trasmetterà copie autenticate a tutti i firmatari.

References: articolo 5
 § 3

Articolo 1

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 21

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25
 § 2

Articolo 26
 sentenza 

Articolo 27

Articolo 28
 sentenza 

Articolo 29

Articolo 30
 § 4

Articolo 38

Articolo 39

Articolo 51

Articolo 52

Articolo 54

Articolo 55