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Timestamp: 2020-03-28 08:25:29+00:00

Document:
Offerta fuori sede - Diritto di recesso
Contratti di investimento - Gestione patrimoniale - Diritto di recesso - Sottoscrizione dell’investitore nella pagina del modulo contrattuale che reca il relativo avviso - Necessità
In tema di contratti di investimento (nella specie, gestione patrimoniale) e rispetto delle prescrizioni sul diritto di recesso di cui all’art. 30 D.Lgs. n. 58/1998 (TUF) è necessaria la specifica sottoscrizione dell’investitore nella pagina del modulo contrattuale che reca il relativo avviso e, ove ciò non avvenga, non potrà sostenersi che la relativa pagina, successiva al testo contrattuale, afferisca al contratto, con conseguente nullità del medesimo per violazione dell’art. 30 comma 7 TUF.
Nel nostro sistema di diritto privato la locuzione “modulo o formulario” fa riferimento al documento che racchiude il regolamento contrattuale predisposto per un’utilizzazione seriale. Il modulo o formulario di regola viene riempito con l’indicazione del nome dell’altro contraente, e comunque viene completato nelle parti destinate a calibrare la disciplina negoziale volta per volta, secondo le specificità del caso.
Il modulo o formulario coincide col documento contenente il testo contrattuale destinato alla sottoscrizione per adesione (cfr. Cass. civ. n. 7776/2014).
[Nel caso di specie, i regolamenti contrattuali dedotti in giudizio sono racchiusi in documenti qualificabili come moduli o formulari, ma la pagina di essi contenente l’indicazione sul diritto di recesso ex art. 30 comma 7 TUF non risulta sottoscritta dagli attori, dal che è stata dedotta la nullità dei contratti oggetto di lite.] (Luca Zamagni, Matteo Acciari) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 13 Febbraio 2020. Segue...
In tema di offerta fuori sede di strumenti finanziari, la funzione dell’indicazione specifica dell’art. 30, commi 6 e 7, del D.Lgs. n. 58/1998 è necessaria in funzione della tutela dell’investitore per cui, nell’esame della documentazione, il Giudice deve valutare l’effettività di detta tutela che, per essere tale deve essere evidenziata in modo che il contraente/investitore possa prendere effettiva cognizione della tutela mediante modalità obiettivamente idonee (ad es. collocazione distinta della clausola graficamente evidenziata o sottoscritta). (Luca Zamagni) (Matteo Acciari) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 02 Ottobre 2019. Segue...
Il diritto di recesso riconosciuto all’investitore ex art. 30 TUF, sesto comma, e la previsione di nullità dei contratti in cui quel diritto non è contemplato, trova applicazione anche alle vendite fuori sede che hanno avuto esecuzione in virtù di un servizio di investimento diverso da quello di collocamento, compresa l’esecuzione di ordini impartiti dal cliente in esecuzione di un contratto quadro. (Giovanni Cedrini) (Patrizia Mammone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2018, n. 3644. Segue...
Art. 30 TUF – Contratto di gestione di portafogli sottoscritto fuori sede – Forma della clausola relativa allo jus poenitendi – Nullità ex art. 30 TUF – Sussistenza
La clausola relativa al diritto di recesso deve rendere effettiva la tutela apprestata dall’art. 30, commi 6 e 7, TUF per cui deve essere inserita nel testo del contratto di gestione di portafogli con modalità tali da garantirne l’immediata cognizione come l’evidenziazione grafica, la distinta collocazione o la sottoscrizione specifica. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 04 Aprile 2017. Segue...
Non si applica ai contratti di investimento conclusi “a distanza” la disciplina di cui all’art. 30, comma 7 del D.Lgs. 24.2.1998, n. 58 (T.U. sulla finanza) per i contratti conclusi “fuori sede”, considerato che gli artt. 32 del T.U. finanza, 79 e 80 del regolamento CONSOB 16190/2007 non contengono alcun rinvio alle disposizioni speciali di cui all’art. 30, commi 6 e 7 T.U. finanza, che prevedono una particolare ipotesi di nullità relativa, la cui previsione (anche per la ratio che ne ha consigliato l’adozione, riferita all’esigenza di concedere all’investitore un rimedio contro il rischio di una negoziazione a sorpresa o poco meditata) non è estensibile ad una fattispecie diversa, in cui non ricorrono le medesime esigenze di tutela. (Paolo Bontempi) (riproduzione riservata) Lodo Arbitrale Bologna, 10 Febbraio 2017. Segue...
Piano finanziario “My Way” - Diritto di recesso ex art. 30 TUF - Caratteristiche della previsione relativa alla facoltà di recesso e rispetto del requisito di legge
La clausola di recesso inserita nel prospetto informativo dei fondi comuni di investimento, che attiene ad una parte della più ampia operazione di investimento che caratterizza il piano finanziario “My Way”, è inidonea ad informare l’investitore della facoltà di recedere ex art. 30 TUF dall’intero contratto. Considerato l’elevato livello di tutela che deve essere garantito ai consumatori, ex art. 38 della Carta dei diritti fondamentali della UE, l’avviso concernente il diritto di recesso deve essere ben visibile e di facile comprensione per l’investitore. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 13 Luglio 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Diritto di recesso ex art. 30 TUF - Oggetto - Sottoscrizione dei singoli strumenti finanziari - Applicazione alla sottoscrizione del contratto quadro - Esclusione
Tuttavia, la disciplina del recesso di cui si sta parlando non può che riguardare i singoli rapporti negoziali in base ai quali, di volta in volta, l'investitore si trovi a sottoscrivere uno strumento finanziario offertogli dall'intermediario fuori sede, e non la stipulazione del c.d. contratto-quadro, che di per sè non implica l'acquisto di strumenti finanziari ed è perciò sicuramente estranea alla nozione di "collocamento", sia pur latamente intesa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 Giugno 2016. Segue...
Offerta fuori sede – Contratto quadro e scheda di prenotazione – Collegamento funzionale e univoco – Facoltà di recesso ex art. 30 TUF – Indicazione in solo contratto quadro – E’ sufficiente
Nel caso di collegamento funzionale e univoco tra contratto quadro per i servizi di collocamento sottoscritto fuori sede e successiva scheda di prenotazione di strumenti finanziari è sufficiente, ai fini del rispetto dell’art. 30, commi 6 e 7 TUF, l’indicazione nel solo contratto quadro della facoltà di recesso entro 7 gg dalla sottoscrizione. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 21 Marzo 2016. Segue...
Offerta fuori sede – Sottoscrizione in ufficio personale promotore – Non ricorre – Previsione diritto di recesso – Non è dovuta
Non costituisce collocamento fuori sede la sottoscrizione di certificati presso l'ufficio personale di un promotore finanziario incaricato del collocamento. Ciò, a maggior ragione, nel caso in cui fuori dall'ufficio siano presenti il logo o l'insegna dell'intermediario per cui opera il promotore che rendono l'investitore ancor più consapevole di essersi recato in un ufficio preposto al collocamento di strumenti finanziari ed evitano il rischio di assumere decisioni poco meditate, così come potrebbe avvenire nel caso in cui il collocamento avvenga, ad esempio, a casa o presso l'ufficio dell'investitore. Ne consegue che il contratto sottoscritto presso l'ufficio personale del promotore non è nullo per assenza della clausola di recesso ex art. 30, commi 6 e 7 TUF. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 17 Febbraio 2016. Segue...
Contratti stipulati fuori sede - Diritto di recesso - Ius poenitendi - Mancanza - Nullità
L’art. 56 quater d.l. 21 giugno 2013 n. 69 non è una norma di interpretazione autentica così che non ha l’effetto di sanare l’eventuale nullità dei contratti di investimento relativi ad operazioni di negoziazione di titoli per conto proprio se privi dello ius poenitendi dell’investitore stipulati prima del 1° settembre 2013. Non è sufficiente che l’avviso sia contenuto nel contratto quadro, dovendo essere espresso nei singoli contratti. (Fulvio Cavallari) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 Ottobre 2015. Segue...
Contratto gestione patrimoniale – Art. 30 TUF, comma 7, D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Caratteristiche dell’informativa relativa al diritto di recesso
L’informativa di cui all’art. 30/VII t.u.f. deve essere resa in modo chiaro e trasparente, all’interno del regolamento negoziale stricto sensu inteso, e quindi non corrisponde a tali criteri la previsione che non sia personalmente sottoscritta o distintamente approvata, che sia scritta senza soluzione di continuità e con identico carattere e formato rispetto alle varie ed ulteriori previsioni contrattuali. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 22 Aprile 2014. Segue...
La prescrizione contenuta nell'articolo 30, comma 7, del D.lgs. n. 58 del 1998, secondo la quale, nei contratti stipulati fuori sede, l'informazione sulla facoltà di recesso deve essere contenuta nei "moduli o formulari", deve essere interpretata nel senso che tale informazione deve essere contenuta nel documento nel quale è consacrato il testo contrattuale quello, cioè, destinato alla sottoscrizione per adesione da parte del cliente e non semplicemente nelle condizioni generali di contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
Nell'ipotesi in cui ci si trovi di fronte ad un "servizio di investimento" consistente di più operazioni prive ciascuna di autonomia concettuale, giuridica o pratica, tra loro unite da un collegamento negoziale genetico o funzionale volto al perseguimento dello scopo finale dell'investimento, il contratto che le prevede ha natura e funzione unitaria, con la conseguenza che l'informazione sulla facoltà di recesso di cui all'articolo 30, comma 7, del D.lgs. n. 58 del 1998 deve essere contenuta nel documento contrattuale sottoscritto dal cliente riguardante il complesso dell'intera operazione e non un frammento di essa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
Il diritto di recesso previsto in favore del risparmiatore dal D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 30, comma 7, per i contratti stipulati fuori sede si applica sia nel caso di vendita di strumenti finanziari per i quali l'intermediario ha assunto un obbligo di collocamento nei confronti dell'emittente sia nel caso di mera negoziazione di titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, art. 56 quater, il quale - novellando il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 30, comma 6, - ha previsto che il diritto di recesso del risparmiatore dai contratti di investimento stipulati fuori sede spetti anche nel caso di operazioni di negoziazione di titoli per conto proprio stipulate dopo il 1 settembre 2013, non è una norma di interpretazione autentica, e non ha avuto l'effetto di sanare l'eventuale nullità dei suddetti contratti, se privi dell'avviso al risparmiatore dell'esistenza del diritto di recesso e stipulati prima del 1 settembre 2013. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratti stipulati fuori dai locali commerciali - Jus poenitendi - Facoltà di recesso del cliente - Ratio legis - Necessità di tutelare una meditata scelta di investimento.
Sulla ragion d'essere dello jus poenitendi previsto dall'articolo 30 del TUF le opinioni degli interpreti e degli studiosi sono sufﬁcientemente univoche: è la circostanza che l'operazione d'investimento si sia perfezionata al di fuori dalle sede dell'intermediario a rendere necessaria una speciale tutela per l'investitore al dettaglio (la normativa non si applica agli investitori professionali, come chiarisce il secondo comma del citato art. 30), perché ciò signiﬁca che, di regola, l'iniziativa non proviene da lui. E' logico cioè presumere che, in simili casi, l'investimento non sia conseguenza di una premeditata decisione dello stesso investitore, il quale a tale scopo si sia recato presso la sede dell'intermediario, ma costituisca invece il frutto di una sollecitazione, proveniente da promotori della cui opera l'intermediario si avvale; sollecitazione che, perciò stesso, potrebbe aver colto l'investitore impreparato ed averlo indotto ad una scelta negoziale non sufﬁcientemente meditata. Il differimento dell'efﬁcacia del contratto, con la possibilità di recedere nel frattempo senza oneri per il cliente, vale appunto a ripristinare, a posteriori, quella mancanza di adeguata riﬂessione preventiva che la descritta situazione potrebbe aver causato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 03 Giugno 2013. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratti stipulati fuori dai locali commerciali - Jus poenitendi - Facoltà di recesso del cliente - Interpretazione estensiva della disposizione di cui all'art. 30 del TUF - Necessità di assicurare la effettività della tutela del cliente - Previsione dell'art. 38 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE a garanzia di "un livello elevato di protezione dei consumatori" - Disparità di trattamento rispetto all'ipotesi di offerta fuori sede di strumenti finanziari.
A favore di un'interpretazione estensiva della disposizione di cui all'art. 30 del TUF, che sia in grado di meglio assicurare la tutela del consumatore, militano i principi generali desumibili dallo stesso testo unico, sicuramente ispirati all'esigenza di effettività dell'indicata tutela, cui dà ulteriore rinforzo la previsione dell'art. 38 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, che, nel garantire "un livello elevato di protezione dei consumatori", per ciò stesso impone d'interpretare le norme ambigue nel senso più favorevole a questi ultimi. Ma, soprattutto, milita in tal senso la difﬁcoltà di giustiﬁcare, anche sul piano costituzionale, una disparità di trattamento tra l'ipotesi di offerta fuori sede di strumenti ﬁnanziari che sia fondata sulla diversa tipologia di servizio d'investimento reso dall'intermediario, quando del tutto analoga è la situazione di maggiore vulnerabilità in cui viene comunque a trovarsi il cliente per il fatto stesso che l'offerta lo raggiunge fuori dalla sede dell'intermediario o degli altri soggetti indicati dal primo comma del citato art. 30. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 03 Giugno 2013. Segue...
Contratti di investimento stipulati fuori dai locali commerciali – Ius poenitendi – Applicabilità dell'art. 30, comma 6, d. lgs. 58/1998 – Esclusione.
Contratti di investimento – Operazioni di execution only – Inosservanza di obblighi informativi – Omessa valutazione dell'adeguatezza in concreto – Responsabilità di natura contrattuale – Sussiste.
L'intermediario è tenuto ad uniformare la propria condotta agli obblighi informativi, ed a valutare l'adeguatezza, in concreto, delle singole operazioni, anche nelle ipotesi in cui si tratti di ordini c.d. execution only, e cioè di ordine effettuato a seguito di autonoma formazione della volontà da parte dell'investitore, senza alcuna influenza da parte della banca. L'intermediario che presti servizi di investimento è tenuto ad informare la propria condotta al principio della c.d. informazione adeguata in concreto, il quale impone di valutare se le avvertenze fornite agli investitori sul tipo di rischio connesso alla singola operazione siano state tali da soddisfare le esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali ed alla situazione finanziaria dei clienti. La violazione di tale obbligo dà luogo a responsabilità di natura contrattuale, dell'intermediaria, la quale sarà tenuta a risarcire il danno, oltre agli interessi legali dalla data dell'investimento. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 06 Dicembre 2012. Segue...
Diritto di recesso ex art. 30 TUF – Ambito di applicazione – Se limitato a specifici servizi, precisamente individuati – Se per contro espressivo di un principio pure ricomprensivo delle singole operazioni di investimento, per le quali è necessario un ordine del cliente sotto forma di negoziazione o trasmissione o ricezione ordini, e fisicamente stipulate fuori della sede legale dell’intermediario – Questione discussa e di particolare importanza – Sua rimessione alle Sezioni Unite.
E’ questione alquanto discussa nell’attuale diritto vivente e di particolare importanza quella relativa all’ambito di applicazione del diritto di recesso del cliente ex art. 30 TUF, se lo stesso cioè si ponga limitatamente a singoli, specifici servizi, precisamente individuati o se, per contro, sia espressivo di una regola generale, riferibile anche alle singole operazioni di investimento, per le quali è necessario un ordine del cliente sotto forma di negoziazione o trasmissione i ricezione ordini, e sempre che si tratti di operazione «fisicamente» stipulata fuori dalla sede legale dell’intermediario. Tale questione va perciò rimessa al giudizio delle Sezioni Unite. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Giugno 2012, n. 10376. Segue...
In tanto può trovare ragionevole applicazione la disciplina del ius poenitendi, in quanto si sia verificata una stiuazione in cui il risparmiatore sia stato esposto al rischio di assumere iniziative e prendere decisioni poco meditate. Il fatto che l'acquisto non sia avvenuto per iniziativa dell'offerente, ma a seguito di un precedente accordo di carattere generale tra l'investitore e il soggetto delegato per la definizione negoziale comporta che sia ravvisabile una ipotesi di negoziazione e non di collocamento ex art. 30, comma 5, TUF. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2012, n. 2065. Segue...
Un piano finanziario con erogazione di un mutuo, con previsione dell'utilizzo della somma mutuata per l'acquisto di obbligazioni e di una quota di un fondo comune di investimento, con costituzione in pegno in favore della banca, a garanzia della restituzione del mutuo, delle obbligazioni e della quota acquistate e contestuale accensione di un conto deposito titoli e di un conto corrente, sul quale regolare la restituzione rateale del mutuo, si risolve in una combinazione di contratti aventi ad oggetto obbligazioni e quote di fondi comuni di investimento che dà vita ad una complessiva fattispecie negoziale autonoma, riconducibile alla categoria degli strumenti finanziari di cui all'art. 1, D.Lgs. n. 58 del 1998 (TUF) ed assoggetta alla relativa disciplina, anche per quanto riguarda l'offerta fuori sede di cui all'art. 30 del medesimo decreto ed, in particolare, l'obbligo a pena di nullità del contratto, di indicare nei moduli o formulari la facoltà di recesso. (Andrea Fusaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Febbraio 2012, n. 1584. Segue...
La combinazione di titoli obbligazionari e quote di un fondo comune di investimento operata nel contesto unitario di un'operazione di finanziamento garantita da pegno costituito sui medesimi strumenti finanziari e finalizzata alla restituzione del finanziamento erogato nonché alla realizzazione dell'investimento rientra nella nozione di strumento finanziario contenuta nell'articolo 1, comma 2, lett. b), c) e i), del decreto legislativo n. 58 del 1998, secondo il quale per strumenti finanziari si intendono, tra gli altri, "le obbligazioni", "le quote di fondi comuni di investimento" (lett. b e c) e "le combinazioni di contratti o di titoli indicati nelle precedenti lettere" (lett. j). (Fattispecie relativa al contratto denominato "4YOU"). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Febbraio 2012, n. 1584. Segue...
Piani finanziari 4you e Visione Europa – Natura complessa del contratto – Valutazione unitaria – Contratto concluso fuori sede – Previsione del diritto di recesso – Necessità – Clausola contenuta nel prospetto informativo dei fondi – Insufficienza.
I piani finanziari 4you e Visione Europa hanno natura di prodotto finanziario sintetico (nella specie erogazione di un finanziamento collegato e vincolato alla conclusione di ulteriori operazioni finanziarie in fondi comuni azionari e obbligazioni zero coupon) e ciò comporta specifici adattamenti delle formule con le quali deve essere resa chiara (id est indicata) all’investitore la sua facoltà di recesso dall’investimento in strumenti finanziari: il che equivale a dire che l’indicazione della possibilità di recesso per il cliente debba essere riferita al piano finanziario nel suo complesso in quanto composto da operazioni tutte funzionalmente volte al conseguimento di un organico risultato economico. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22 Gennaio 2010. Segue...
Piano finanziario (Visione Europa) – Collegamento negoziale – Offerta fuori sede – Clausola di recesso riferibile al solo contratto di acquisto delle quote dei fondi di investimento – Nullità – Sussistenza. (17/05/2010)
E’ nullo per difetto di forma il piano finanziario (nella specie denominato “Visione Europa”) che non preveda la clausola di recesso prescritta per le offerte fuori sede dall’art. 30 del d.lgs. n. 58/1998. Deve, infatti, considerarsi a tal fine insufficiente, il rinvio al prospetto informativo delle quote del fondo investimento nel quale detta clausola di recesso è inserita, sia perché il prospetto è un atto esterno al contratto, sia perché in tal modo la clausola di recesso è riferibile alla sola sottoscrizione di fondi comuni e non, come dovrebbe essere in considerazione del collegamento negoziale tra i vari contratti, all’intero piano finanziario. (mdg) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Giugno 2009, n. 0. Segue...
Collocamento fuori sede di strumenti finanziari – Omessa indicazione del diritto di recesso – Nullità del singolo ordine di negoziazione – Sussistenza.
Ove, in ipotesi di collocamento fuori sede di strumenti finanziari, non sia indicata nei moduli o formulari sottoscritti dall’investitore la facoltà di recesso prescritta dall’art. 30 del TUF, la sanzione della nullità da tale norma prevista colpisce non già il contratto quadro ma piuttosto lo specifico ordine impartito dal cliente e la conseguente esecuzione di esso, con la conseguenza che resta travolta l’idoneità della negoziazione a produrre effetti nella sfera giuridico-patrimoniale del cliente. (fb) Tribunale Bologna, 15 Aprile 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operatore qualificato – Genericità della dichiarazione di cui all’art. 31 reg. Consob 11522/98 – Contratto concluso fuori sede – Omessa indicazione del diritto di recesso – Nullità – Sussistenza.
La genericità della dichiarazione resa dal legale rappresentante di una società ai sensi dell’art. 31 del reg. Consob n. 11522/98, impedisce l’inquadramento del cliente nella categoria degli operatori qualificati, con conseguente applicabilità della sanzione della nullità del contratto di cui all’art. 30 del T.U.F. qualora il medesimo sia stato concluso fuori sede e non contenga l’indicazione del diritto di recesso. (fb) Appello Trento, 05 Marzo 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Conclusione di contratti fuori sede – Prodotti finanziari – Limitazione all’attività di collocamento – Esclusione.
L’art. 30 del T.U.F. disciplina in maniera unitaria l’offerta fuori sede di tutti i servizi di investimento previsti dall’art. 1, comma 5, e prevede, al sesto comma, uno ius poenitendi applicabile ad ogni forma di vendita di titoli mobiliari e non solo al collocamento fuori sede di strumenti finanziari. La ratio della norma in questione, al pari di tutte le altre norme nazionali adottate per dare attuazione alla direttiva europea 20 dicembre 1985 (85/577CEE) è quella di tutelare il consumatore contro il rischio derivante dalla conclusione di contratti fuori dei locali commerciali e di garantirgli la facoltà di liberarsi dall’impegno, già assunto o in corso di formazione, in un congruo spatium deliberandi. (cuz) Tribunale Forlì, 13 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Offerta fuori sede – Indicazione della facoltà di recesso – Fattispecie di contratti swap – Omissione – Nullità – Esclusione.
La nullità relativa prevista nella fattispecie dell’offerta fuori sede dall’art. 30, comma 7, d. lgs. n. 58/98, per l’omessa indicazione nel contratto della facoltà di recesso opera solo nell’ipotesi di collocamento si strumenti finanziari e di gestione di portafogli e non in quella di stipula di contratti swap. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18 Settembre 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratti conclusi fuori sede - Facoltà di recesso - Collocamento di strumenti finanziari - Nozione.
La facoltà di recesso di cui all’art. 30 del d. lgs. 58/98 è configurabile unicamente in relazione all’attività di collocamento di strumenti finanziari, intesa in senso tecnico, compiuta fuori sede. Appello Brescia, 20 Giugno 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Diritto di recesso previsto dall’art. 30 del TUF – Ambito applicativo – Negoziazione su base individuale – Esclusione.
Lo ius poenitendi di cui all’art. 30 del TUF può trovare applicazione esclusivamente ai casi di collocamento propriamente detto e non a quelli di negoziazione su base individuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 14 Maggio 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Collocamento fuori sede – Diritto di recesso – Informazione chiara ed evidente – Necessità.
E’ nullo il contratto di collocamento fuori sede di strumenti finanziari ove la clausola che consente al cliente il recesso nei sette giorni dalla sottoscrizione (art. 30 d. lgs. n. 58/98) non si ponga come oggetto di informazione chiara ed evidente. Tribunale Rimini, 18 Dicembre 2006, n. 0. Segue...
Piano finanziario 4You - Collocamento fuori sede - Disciplina di cui all’art. 30 d. lgs. 58/98 – Applicabilità.
Il piano denominato 4You è un prodotto sintetico costituito da un finanziamento finalizzato all'acquisto di obbligazioni bancarie zero coupon e di fondi azionari qualificabile come strumento finanziario alla stregua dell’art. 1 lett. j del d. lgs. 58/98 ed è stato costruito in modo tale da non consentire una autonomia funzionale delle sue singole componenti assumendo una distinta configurazione causale sicché, trovando applicazione la disciplina di cui all’art. 30 d. lgs. 58/98, nel caso di stipulazione fuori sede, il negozio deve ritenersi nullo qualora la facoltà di recesso non sia stata accordata in relazione all’intero contratto. Tribunale Mantova, 17 Ottobre 2006, n. 0. Segue...
Piano finanziario “My Way” – Contratti conclusi fuori sede – Diritto di recesso – Mancata previsione con riferimento all’intero piano – Nullità.
I contratti che compongono il piano finanziario denominato “My Way” sono tra loro causalmete collegati (il finanziamento è infatti esclusivamente finalizzato all’acquisto delle obbligazioni e delle quote dei fondi comuni) sicchè non sembra possa aversi una autonomia funzionale tra gli stessi. Da ciò consegue la nullità di tali contratti ove conclusi fuori sede in quanto non prevedono il diritto di recesso di cui all’art. 30, comma 6 del d.lgs. n. 58/1998 con riferimento all’intero piano finanziario. Tribunale Roma, 04 Settembre 2006, n. 0. Segue...
Piano finanziario “My Way” – Contratto misto - Contratti conclusi fuori sede – Diritto di recesso – Mancata previsione con riferimento all’intero piano – Nullità.
Il contratto denominato “My Way” è un contratto misto che ha come scopo principale l’acquisto di prodotti finanziari, posto che il soggetto finanziato non riceve nessuna somma di denaro della quale può disporre e che viene invece interamente utilizzata per l’acquisto di prodotti finanziari. A tale tipo di contratto deve quindi ritenersi applicabile la disciplina prevista per i contratti di collocamento si strumenti finanziari di cui all’art. 30, commi 6 e 7 del d. lgs. n. 58/1998 in base alla quale il contratto, ove concluso fuori sede, deve prevedere la facoltà di recesso a pena di nullità. Tribunale Roma, 20 Luglio 2006, n. 0. Segue...
Negoziazione di titoli obbligazionari – Offerta fuori sede – Facoltà di recesso dell’investitore – Nullità – Sussistenza.
E' nullo il contratto di negoziazione di obbligazioni stipulato fuori sede che non contempli la facoltà di recesso a favore dell'investitore. Tribunale Mantova, 10 Dicembre 2004, n. 0. Segue...

References: Cass. 
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 art. 38
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 art. 56
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