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Timestamp: 2013-05-21 07:09:18+00:00

Document:
EUR-Lex - 32011R0492 - IT
GU L 141 del 27.5.2011, pagg. 1–12 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
HR.ES capitolo 05 tomo 002 pag. 264 - 275
di entrata in vigore: 16/06/2011; entrata in vigore data della pubblicazione +20 vedi art. 42
mercato interno, libera circolazione dei lavoratori
procedura legislativa ordinaria decisione Consiglio; reso 21/03/2011
posizione Parlamento europeo; reso 07/09/2010
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2010/0204 Def
parere Comitato economico e sociale; GU C 2011/44 P 170
12010E046 12010E294 Seleziona i documenti che hanno per base giuridica il presente atto
31968R1612 abrogazione 11972BN07/7 modifica abrogazione parziale 31976R0312 abrogazione 11979H045 abrogazione 11985I056 abrogazione 11985I216 abrogazione 11985I217 abrogazione 31992R2434 abrogazione 52010PC0204 approvazione Atto interessato dalla pronuncia:
articolo 03 P1 constatazione di inadempimento richiesta da 62011CN0641 articolo 07 P1 interpretazione richiesta da 62012CN0514 Atti citati:
32005L0036 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
(1) Il regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità [3], ha subito numerose e sostanziali modificazioni [4]. È opportuno, a fini di chiarezza e razionalizzazione, procedere alla codificazione di tale regolamento.
(2) La libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione deve essere realizzata. Il conseguimento di tale obiettivo implica l’abolizione, fra i lavoratori degli Stati membri, di qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro, nonché il diritto di detti lavoratori di spostarsi liberamente all’interno dell’Unione per esercitare un’attività subordinata, fatte salve le limitazioni giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica.
(3) Occorre prevedere disposizioni che permettano di raggiungere gli obiettivi fissati dagli articoli 45 e 46 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di libera circolazione.
(4) La libera circolazione costituisce per i lavoratori e per le loro famiglie un diritto fondamentale. La mobilità della manodopera nell’Unione deve essere uno dei mezzi che garantiscano al lavoratore la possibilità di migliorare le sue condizioni di vita e di lavoro e di facilitare la sua promozione sociale, contribuendo nel contempo a soddisfare le necessità dell’economia degli Stati membri. Occorre affermare il diritto di tutti i lavoratori degli Stati membri di esercitare l’attività di loro scelta all’interno dell’Unione.
(5) Tale diritto dovrebbe essere riconosciuto indistintamente ai lavoratori "permanenti", stagionali e frontalieri o a quelli che esercitino la loro attività in occasione di una prestazione di servizi.
(6) Il diritto di libera circolazione richiede, perché esso possa essere esercitato in condizioni obiettive di libertà e di dignità, che sia assicurata, in fatto e in diritto, la parità di trattamento per tutto ciò che si riferisce all’esercizio stesso di un’attività subordinata e all’accesso all’alloggio, e che siano anche eliminati gli ostacoli che si oppongono alla mobilità dei lavoratori, specie per quanto riguarda le condizioni d’integrazione della famiglia del lavoratore nella società del paese ospitante.
(7) Il principio di non discriminazione fra i lavoratori dell’Unione implica il riconoscimento a tutti i cittadini degli Stati membri della stessa priorità nel collocamento riconosciuta ai lavoratori nazionali.
(8) I meccanismi di contatto e di compensazione, specie mediante la collaborazione diretta tra i servizi centrali per l’impiego e tra i servizi regionali, nonché mediante un a coordinata azione di informazione assicurano in generale una migliore trasparenza del mercato del lavoro. I lavoratori che desiderano spostarsi dovrebbero anche essere informati regolarmente in merito alle condizioni di vita e di lavoro.
(9) Esistono stretti legami fra la libera circolazione dei lavoratori, l’occupazione e la formazione professionale, nella misura in cui quest’ultima è tesa a mettere i lavoratori in grado di rispondere ad offerte concrete di lavoro provenienti da altre regioni dell’Unione. Tali legami rendono necessario lo studio dei problemi inerenti a queste materie non più isolatamente, ma nei loro rapporti d’interdipendenza, tenendo altresì conto dei problemi dell’occupazione sul piano regionale. È pertanto necessario orientare gli sforzi degli Stati membri nel senso del coordinamento delle loro politiche in materia di occupazione,
a) rendono obbligatorio il ricorso a procedure di reclutamento di manodopera speciali per gli stranieri;
b) limitano o subordinano a condizioni diverse da quelle applicabili ai datori di lavoro che esercitano la loro attività sul territorio di detto Stato l’offerta di impiego per mezzo della stampa o con qualunque altro mezzo;
c) subordinano l’accesso all’impiego a condizioni d’iscrizione agli uffici di collocamento, od ostacolano il reclutamento nominativo di lavoratori, quando si tratta di persone che non risiedono sul territorio di detto Stato.
2. Quando in uno Stato membro l’attribuzione di qualsiasi vantaggio a talune imprese è subordinata all’impiego di una percentuale minima di lavoratori nazionali, i cittadini degli altri Stati membri sono considerati come lavoratori nazionali, fatta salva la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali [5].
2. La Commissione fissa la maniera in cui sono redatte le informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, tenendo nella massima considerazione il parere del comitato tecnico di cui all’articolo 29 (di seguito "comitato tecnico").
a) le offerte di lavoro suscettibili di essere soddisfatte da cittadini di altri Stati membri;
b) le offerte di lavoro trasmesse ai paesi terzi;
c) le richieste di lavoro presentate da persone che hanno formalmente dichiarato di volere lavorare in un altro Stato membro;
d) alcune informazioni, per regione e settore di attività, riguardanti i richiedenti lavoro che abbiano dichiarato di essere effettivamente disposti ad occupare un posto di lavoro in un altro paese.
a) i servizi regionali dell’impiego degli Stati membri:
i) in base a alle informazioni di cui all’articolo 13, cui faranno seguito le opportune operazioni, mettono in contatto e compensano direttamente le offerte e le domande di lavoro;
ii) stabiliscono relazioni dirette di compensazione:
- nel caso di offerte nominative,
- nel caso di domande di lavoro individuali rivolte a un servizio per l’impiego determinato o a un datore di lavoro che eserciti la sua attività nella circoscrizione di tale servizio,
- quando le operazioni di compensazione riguardano manodopera stagionale il cui reclutamento debba essere effettuato con la massima sollecitudine;
b) i servizi territorialmente responsabili per regioni limitrofe di due o più Stati membri si scambiano regolarmente i dati relativi alle offerte e alle domande di lavoro al loro livello e procedono direttamente fra loro, secondo le stesse modalità applicabili nelle relazioni con gli altri servizi per l’impiego del proprio paese, mettono in contatto e compensano direttamente le offerte e le domande di lavoro.
- agli utenti il maggior numero possibile di informazioni pratiche sui vari aspetti della mobilità, e
- alle parti sociali ed economiche, ai servizi sociali (enti pubblici, privati o di pubblica utilità) e all’insieme delle istituzioni interessate, un quadro di misure coordinate in materia di mobilità;
c) i servizi ufficiali per l’impiego specializzati per determinate professioni e per determinate categorie di persone stabiliscono tra loro una cooperazione diretta.
L’Ufficio europeo per il coordinamento della compensazione delle domande e delle offerte di lavoro (di seguito "Ufficio europeo di coordinamento"), istituito in seno alla Commissione, ha in generale il compito di favorire, a livello di Unione, l’azione volta a mettere in contatto o a compensare le domande e le offerte di impiego. In particolare, esso è incaricato di tutti i compiti tecnici attribuiti in materia alla Commissione a norma del presente regolamento e segnatamente di prestare assistenza ai servizi nazionali per l’impiego.
a) coordinare le operazioni pratiche necessarie, a livello dell’Unione, per compensare le domande e le offerte di lavoro, e analizzare i conseguenti movimenti di lavoratori;
b) contribuire, in collaborazione col comitato tecnico a mettere in atto a tal fine, sul piano amministrativo e su quello tecnico, i mezzi di azione comune;
c) mettere in contatto, qualora si manifesti una particolare necessità, d’intesa con i servizi specializzati, le domande e le offerte di lavoro la cui compensazione sarà attuata da tali servizi.
a) esaminare i problemi della libera circolazione e dell’occupazione nell’ambito delle politiche nazionali della manodopera, ai fini di un coordinamento della politica dell’occupazione degli Stati membri che contribuisca allo sviluppo delle economie e ad un migliore equilibrio del mercato del lavoro nell’Unione;
b) studiare, in generale, gli effetti dell’applicazione del presente regolamento e delle eventuali disposizioni complementari;
c) presentare eventualmente alla Commissione proposte motivate di revisione del presente regolamento;
d) formulare, su richiesta della Commissione o di propria iniziativa, pareri motivati su questioni di ordine generale o di principio, in particolare, sugli scambi d’informazioni relative all’evoluzione del mercato del lavoro, sui movimenti di lavoratori tra gli Stati membri, sui programmi o provvedimenti atti a migliorare l’orientamento professionale e la formazione professionale, al fine di aumentare le possibilità di libera circolazione e di occupazione, nonché su ogni forma di assistenza a favore dei lavoratori e delle loro famiglie, ivi comprese l’assistenza sociale e l’assistenza per l’alloggio dei lavoratori.
a) promuovere e migliorare la collaborazione tra le amministrazioni interessate degli Stati membri in merito a tutte le questioni tecniche relative alla libera circolazione e all’occupazione dei lavoratori;
b) elaborare le procedure relative all’organizzazione delle attività comuni delle amministrazioni interessate;
c) facilitare la raccolta delle informazioni utili alla Commissione e l’esecuzione degli studi e delle ricerche previsti nel presente regolamento, come pure favorire gli scambi di informazioni e di esperienze tra le amministrazioni interessate;
d) studiare, sul piano tecnico, l’armonizzazione dei criteri in base ai quali gli Stati membri valutano la situazione del proprio mercato del lavoro.
I regolamenti interni dei Comitati consultivo e tecnico in vigore all’ 8 novembre 1968 continuano ad essere applicabili.
3. Il presente regolamento non pregiudica gli obblighi degli Stati membri derivanti da relazioni particolari o da accordi futuri con taluni paesi o territori non europei fondati su vincoli istituzionali esistenti l’ 8 novembre 1968, o derivanti da accordi esistenti l’ 8 novembre 1968 con taluni paesi o territori non europei in virtù di vincoli istituzionali precedentemente esistiti tra di loro.
[1] GU C 44 dell’11.2.2011, pag. 170.
[2] Posizione del Parlamento europeo del 7 settembre 2010 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 21 marzo 2011.
[3] GU L 257 del 19.10.1968, pag. 2.
[4] Cfr. allegato I.
Regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio (GU L 257 del 19.10.1968, pag. 2). | |
Regolamento (CEE) n. 312/76 del Consiglio (GU L 39 del 14.2.1976, pag. 2). | |
Regolamento (CEE) n. 2434/92 del Consiglio (GU L 245 del 26.8.1992, pag. 1). | |
Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77) | limitatamente all’articolo 38, paragrafo 1 |
Regolamento (CEE) n. 1612/68 | Presente regolamento |
Prima parte | Capo I |
Titolo I | Sezione 1 |
Articolo 3, paragrafo 1, primo comma | Articolo 3, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 3, paragrafo 1, primo comma, primo trattino | Articolo 3, paragrafo 1, primo comma, lettera a) |
Articolo 3, paragrafo 1 primo comma, secondo trattino | Articolo 3, paragrafo 1, primo comma, lettera b) |
Articolo 3, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 3, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 3, paragrafo 2 | Articolo 3, paragrafo 2 |
Titolo II | Sezione 2 |
Articolo 8, paragrafo 1 | Articolo 8 |
Titolo III | Sezione 3 |
Articolo 12 | Articolo 10 |
Seconda parte | Capo II |
Articolo 13 | Articolo 11 |
Articolo 15 | Articolo 13 |
Articolo 16 | Articolo 14 |
Articolo 17 | Articolo 15 |
Articolo 18 | Articolo 16 |
Articolo 19 | Articolo 17 |
Titolo IV | Sezione 4 |
Articolo 21 | Articolo 18 |
Articolo 22 | Articolo 19 |
Articolo 23 | Articolo 20 |
Terza parte | Capo III |
Articolo 24 | Articolo 21 |
Articolo 25 | Articolo 22 |
Articolo 26 | Articolo 23 |
Articolo 27 | Articolo 24 |
Articolo 28 | Articolo 25 |
Articolo 29 | Articolo 26 |
Articolo 30 | Articolo 27 |
Articolo 31 | Articolo 28 |
Articolo 32 | Articolo 29 |
Articolo 33 | Articolo 30 |
Articolo 34 | Articolo 31 |
Articolo 36 | Articolo 33 |
Articolo 37 | Articolo 34 |
Quarta parte | Capo IV |
Titolo I | — |
Articolo 38 | — |
Articolo 39 | Articolo 35 |
Articolo 40 | — |
Articolo 41 | — |
Titolo II | — |
Articolo 42, paragrafo 1 | Articolo 36, paragrafo 1 |
Articolo 42, paragrafo 2 | Articolo 36, paragrafo 2 |
Articolo 42, paragrafo 3, primo comma, primo e secondo trattino | Articolo 36, paragrafo 3, primo comma |
Articolo 42, paragrafo 3, secondo comma | Articolo 36, paragrafo 3, secondo comma |
Articolo 43 | Articolo 37 |
Articolo 44 | Articolo 38 |
Articolo 45 | — |
Articolo 46 | Articolo 39 |
Articolo 47 | Articolo 40 |
— | Articolo 41 |
Articolo 48 | Articolo 42 |

References: art. 42

articolo 03
 articolo 07

Articolo 3
 Articolo 3

Articolo 3
 Articolo 3

Articolo 3
 Articolo 3

Articolo 3
 Articolo 3

Articolo 3
 Articolo 3

Articolo 8
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Articolo 12
 Articolo 10

Articolo 13
 Articolo 11

Articolo 15
 Articolo 13

Articolo 16
 Articolo 14

Articolo 17
 Articolo 15

Articolo 18
 Articolo 16

Articolo 19
 Articolo 17

Articolo 21
 Articolo 18

Articolo 22
 Articolo 19

Articolo 23
 Articolo 20

Articolo 24
 Articolo 21

Articolo 25
 Articolo 22

Articolo 26
 Articolo 23

Articolo 27
 Articolo 24

Articolo 28
 Articolo 25

Articolo 29
 Articolo 26

Articolo 30
 Articolo 27

Articolo 31
 Articolo 28

Articolo 32
 Articolo 29

Articolo 33
 Articolo 30

Articolo 34
 Articolo 31

Articolo 36
 Articolo 33

Articolo 37
 Articolo 34

Articolo 38

Articolo 39
 Articolo 35

Articolo 40

Articolo 41

Articolo 42
 Articolo 36

Articolo 42
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Articolo 42
 Articolo 36

Articolo 42
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 Articolo 37

Articolo 44
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Articolo 47
 Articolo 40
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Articolo 48
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