Source: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Documentazione/Contenzioso/ricorso+tributario
Timestamp: 2015-11-30 22:25:44+00:00

Document:
Agenzia delle Entrate - Documentazione - Il ricorso tributario
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Va ricordato che, per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro e relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, il ricorso deve essere preceduto dall'istanza di mediazione.
Esito del ricorso e applicazione della sentenza
in primo grado, dinanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente, si può ricorrere contro gli atti emessi dagli Uffici (delle Agenzie) delle Entrate, delle Dogane, dagli Enti locali e contro le cartelle di pagamento e i provvedimenti emessi dagli agenti della riscossione;
Dinanzi alla Commissione tributaria centrale (soppressa dalla riforma del 1992, entrata in vigore il 1º aprile 1996) continuano ad essere decisi i giudizi già proposti alla data del 1° aprile 1996, fino ad esaurimento delle liti pendenti. Le sezioni della Commissione tributaria centrale hanno sede presso ciascuna Commissione tributaria regionale e presso le Commissioni tributarie di secondo grado di Trento e di Bolzano.
Tramite una banca dati, il contribuente ha la possibilità di utilizzare una procedura telematica per verificare lo stato di lavorazione del ricorso presentato, conoscere la data fissata per le udienze e la composizione del collegio giudicante.
L’accesso alla banca dati è consentito ai cittadini e ai Comuni per i ricorsi in cui sono parte in causa, nonché ai soggetti abilitati (professionisti, associazioni) al servizio telematico “Entratel”. I cittadini possono accedere alle informazioni se in possesso degli estremi di identificazione (codice fiscale, password e codice Pin), che consentono l’abilitazione al servizio telematico Fisconline. L’avvio del processo tributario
Il processo tributario inizia con la proposizione del ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale, che va notificato all’ufficio che ha emanato l’atto impugnato entro 60 giorni dalla data in cui il contribuente ha ricevuto il medesimo atto.
I termini per la proposizione del ricorso sono sospesi nel periodo feriale dal 1º agosto al 31 agosto dal 2015. La sospensione non si applica per le controversie relative ad atti di recupero degli aiuti di Stato. Per le domande di rimborso alle quali l’Amministrazione non ha dato risposta, il ricorso si può produrre dopo 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Il ricorso deve essere notificato innanzitutto all’ufficio che ha emesso l’atto contestato, mediante:
per posta, con plico raccomandato senza busta e con l’avviso di ricevimento;
Entro 30 giorni dalla data in cui ha provveduto alla notifica del ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio, cioè deve depositare o trasmettere alla Commissione tributaria copia del ricorso, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.
All’atto di costituzione in giudizio va allegata la nota di iscrizione a ruolo del ricorso tributario nel registro generale dei ricorsi, nella quale devono essere indicate tutte le informazioni utili a identificare la controversia modelli Il nuovo obbligo di depositare anche la nota di iscrizione a ruolo è stato introdotto dalla manovra di Ferragosto (articolo 2, comma 35-quater, lettera c del dl 138/2011)
Il ricorso non esenta dal versamento, anche se provvisorio e in alcuni casi parziale, delle somme richieste con l’atto impugnato (ad esempio, per le imposte dirette e per l’Iva è prevista l’iscrizione a ruolo di un terzo delle somme).
Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della Commissione deve essere rimborsato d’ufficio, con i relativi interessi, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza. Con la Legge n. 148 del 14/9/2011 è stato introdotto l’obbligo di indicare nel ricorso la Pec (Posta elettronica certificata) del ricorrente Per effetto delle disposizioni del Dl n. 98 del 2011, ai ricorsi tributari notificati successivamente al 6 luglio, si applica il contributo unificato in sostituzione dell’imposta di bollo.
Tuttavia, il ricorrente ha facoltà di chiedere alla Commissione tributaria competente la sospensione dell’atto impugnato (ad esempio avviso di accertamento o cartella di pagamento), mediante la proposizione di un’apposita istanza, qualora ritenga che dall’atto gli possa derivare un danno grave e irreparabile.
La richiesta motivata può essere contenuta nel medesimo ricorso oppure può essere presentata con atto separato. In quest’ultimo caso l’istanza va notificata alle altre parti e depositata, con la prova dell’avvenuta notificazione, presso la segreteria della Commissione tributaria.
Se la Commissione concede la sospensione gli effetti permangono fino alla data di pubblicazione della sentenza di primo grado. Se la sospensione riguarda un atto di recupero di aiuti di Stato, gli effetti cessano dopo sessanta giorni, salvo conferma da parte della Commissione, su istanza di parte, per altri sessanta giorni.
Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 2.582,28 euro è indispensabile l’assistenza di un difensore abilitato. Il Presidente della Commissione (o della Sezione) o il Collegio possono ordinare alla parte di munirsi dell’assistenza tecnica, anche nei casi in cui questa non è obbligatoria.
La controversia è trattata di norma in “Camera di consiglio” (senza la presenza delle parti). Se una delle parti vuole che il ricorso sia discusso in udienza pubblica deve farne richiesta alla Commissione con istanza da depositare in segreteria e da notificare alle altre parti costituite nei 10 giorni liberi prima della data di trattazione. L’istanza di pubblica udienza può anche essere proposta contestualmente al ricorso o ad altri atti processuali.
Alla segreteria della Commissione spetta il compito di comunicare alle parti costituite il dispositivo della sentenza.
Alla notifica della sentenza possono invece provvedere le parti (sarà la parte che vi ha interesse a notificare la sentenza alle altre). La parte che ha provveduto alla notifica dovrà depositare nella segreteria della Commissione l’originale (o copia autentica) della sentenza notificata. Se l’esito del ricorso non è favorevole al ricorrente, nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata del tributo oggetto del giudizio, le somme dovute con i relativi interessi devono essere pagate come indicato nel prospetto seguente.
dopo la notifica dell’accertamento
- imposte dirette, Iva, imposta di registro- sanzioni Rispettivamente:
per un terzo della maggiore imposta,
dopo la decisione della Commissione tributaria provinciale*
- sentenza sfavorevole
al contribuente - sentenza parzialmente
sfavorevole al contribuente
Rispettivamente: per i due terzi**,
per l’ammontare risultante dalla decisione
(e comunque non oltre i due terzi)**
dopo la decisione della Commissione tributaria regionale*
sentenza sfavorevole al contribuente
per il residuo ammontare
indicato nella sentenza
(a seguito delle novità introdotte dal decreto legge n. 40 del 25 marzo 2010, le disposizioni di cui all’articolo 68 del decreto legislativo n. 546 del 31/12/1992, relative alle sentenze delle Commissioni tributarie regionali, si intendono applicabili alle decisioni della Commissione tributaria centrale).
* Lo stesso trattamento si applica alle sanzioni.
** Gli importi devono essere diminuiti di quanto già corrisposto.
Quando si giunge alla sentenza definitiva del processo tributario, e la stessa si pronunci a favore del contribuente, l’ufficio deve attivarsi tempestivamente, nei termini previsti, (o, in mancanza di un termine, entro 30 giorni dalla messa in mora mediante ufficiale giudiziario) per eseguire gli obblighi stabiliti dalla sentenza stessa. Se l’ufficio non ottempera a quanto stabilito, il contribuente può presentare un ulteriore ricorso per chiedere l’esecuzione della sentenza (giudizio di ottemperanza).
Il ricorso va presentato al Presidente della Commissione che ha emesso la sentenza passata in giudicato e di cui si chiede l’ottemperanza.
Con la sentenza che definisce il giudizio, la Commissione tributaria decide anche l’ammontare delle spese processuali a carico della parte soccombente. In casi particolari la Commissione tributaria può decidere di compensare le spese tra le parti del giudizio.
Il ricorso in appello La sentenza della Commissione provinciale può essere appellata alla Commissione regionale competente. Il termine per impugnare la sentenza della Commissione tributaria provinciale è di sessanta giorni, decorrente dalla notificazione ad istanza di parte.
Se la sentenza della Commissione tributaria provinciale non è stata notificata, il termine per proporre appello è più lungo. Dal 4 luglio 2009, tale termine, che prima era di un anno, è stato ridotto a sei mesi dalla pubblicazione della stessa sentenza (deposito). Trova sempre applicazione la sospensione dei termini feriali.
Il nuovo termine di sei mesi si applica a tutti i processi tributari iniziati dopo il 4 luglio 2009 (facendo riferimento alla data di notifica all’Ufficio del ricorso alla Commissione tributaria provinciale).
Il ricorso in appello è proposto (nelle stesse forme del ricorso alla Commissione tributaria provinciale), nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado e deve essere depositato, entro trenta giorni dalla proposizione, nella segreteria della Commissione tributaria regionale adita.
Nel caso sia stato impugnato un atto di recupero degli aiuti di Stato, tutti i termini del giudizio di appello, ad eccezione di quello stabilito per la proposizione dell’appello stesso, sono ridotti alla metà.
Il decreto legislativo “semplificazioni fiscali” (175/2014) ha soppresso l’obbligo prima esistente in base al quale l’appellante doveva – a pena di inammissibilità - depositare copia dell'appello presso l'ufficio di segreteria della Ctp che aveva pronunciato la sentenza impugnata, nei casi in cui il ricorso non veniva notificato a mezzo di ufficiale giudiziario
Il ricorso in cassazione Le sentenze pronunciate in grado d’appello possono essere impugnate con ricorso per Cassazione solo per i seguenti motivi:
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