Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-25-del-30012009.html
Timestamp: 2016-10-25 15:41:40+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 25 del 30.01.2009
Istanza di interpello - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. ALFA spa
- Rilevanza Irap delle somme corrisposte a titolo risarcitorio- Articolo 5
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
dell'articolo 5, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è stato esposto il seguente
In sede di redazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2006, la
società istante, ALFA spa, provvedeva ad accantonare prudenzialmente in bilancio alla voce B12) del Conto Economico ("accantonamenti per rischi")
con contropartita la voce B3) dello Stato patrimoniale ("altri fondi per
rischi e oneri") un determinato importo stimato in considerazione delle
richieste di risarcimento danni rivendicate in sede giudiziaria dai
familiari di un dipendente deceduto sul lavoro e da un altro dipendente che,
invece, sul luogo di lavoro, aveva contratto una malattia infettiva.
Tali accantonamenti, in sede di Unico 2007, sono stati portati come
variazione in aumento della base imponibile IRES ai sensi dell'articolo 107,
comma 4, del Tuir, e sono stati considerati indeducibili dalla base
imponibile IRAP nel rispetto della disposizione dettata per il periodo d'imposta 2006 dal comma 1 dell'articolo 11-bis del D.Lgs. n. 446/97
(vigente nel periodo di imposta 2006).
Nel corso dell'anno 2007, è stata emessa la sentenza della Corte di
Appello di ... che condannava l'istante al risarcimento del danno morale
sofferto dai familiari del primo dipendente per la morte del congiunto, nonché la sentenza del Tribunale di ... che condannava la
società ALFA al
pagamento di un importo a titolo di equo indennizzo a favore del secondo
La società ha quindi provveduto a risarcire i ricorrenti per gli
importi stabiliti nelle sentenze.
Sotto il profilo contabile, la società ha stornato dal fondo iscritto
nello Stato Patrimoniale le somme accantonate l'anno precedente. Le somme
erogate ai familiari del dipendente defunto nonché all'altro dipendente non
sono quindi transitate fra i costi del Conto Economico relativo
all'esercizio 2007; tuttavia ai sensi dell'articolo 107, comma 4, lettera
a), del Tuir gli utilizzi del fondo rischi ed oneri sono da ritenersi, in
linea generale, costi deducibili ai fini fiscali nell'anno 2007 mediante una
variazione in diminuzione della base imponibile da assoggettare a tassazione
ai fini dell'IRES.
Si chiede se, anche ai fini dell'Irap possa essere effettuata, in sede
di dichiarazione una variazione in aumento dei costi ai sensi dell'articolo 11-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, in vigore fino al
periodo d'imposta 2007.
A parere del contribuente istante, il pagamento dei predetti
risarcimenti ai soggetti lesi nella misura stabilita dalle sentenze della
Corte di Appello di Napoli e dal tribunale di ... assume rilevanza anche ai
fini della determinazione della base imponibile Irap e pertanto in sede di dichiarazione deve essere effettuata una variazione in aumento dei costi.
L'istante ritiene, infatti, che le somme pagate nell'anno 2007 non
siano assimilabili ad oneri straordinari classificabili nella voce E21) del Conto Economico e nemmeno a spese per il personale classificabili nella voce
B9) o B14) del Conto Economico, ma che si identifichino in costi
classificabili per natura fra gli oneri diversi di gestione iscrivibili
nella voce B14) del Conto Economico (diversi da quelli classificabili come spese per il personale).
I Principi Contabili (Documento Interpretativo n. 1 del principio n.
12) ricomprendono nella voce "oneri straordinari" le plusvalenze e minusvalenze e le sopravvenienze attive e passive derivanti da fatti per i
quali la fonte del provento o dell'onere è estranea alla gestione ordinaria dell'impresa e, a parere
dell'istante, le controversie giudiziarie sorte per effetto della morte del dipendente e della contrazione della malattia
dell'altro dipendente non possono essere considerati tali.
Il medesimo documento interpretativo annovera tra le componenti
straordinarie gli "Oneri da cause e controversie di natura straordinaria non pertinenti alla normale gestione dell'impresa. Ad esempio quelle relative ad
immobili civili ceduti, a rami aziendali ceduti, a ristrutturazioni e
riconversioni aziendali, operazioni sociali straordinarie come fusioni e
scissioni, ecc.".
Il Principio Contabile n. 29, chiarisce, inoltre, che "non sono invece
da considerarsi eventi o operazioni straordinarie le seguenti fattispecie: -definizione di controversie se di natura ricorrente e/o pertinenti
alla ordinaria gestione dell'impresa.".
Nel caso di specie potrebbero sussistere per entrambe le controversie
oggetto della presente istanza i presupposti dell'eccezionalità ma non anche dell'assoluta
estraneità all'attività ordinaria, così come la
definizione delle stesse controversie è assolutamente pertinente
all'ordinaria gestione dell'impresa della stessa ALFA, in quanto, afferma
l'istante è "ormai una consuetudine invalsa che i familiari di un
dipendente adiscano le vie legali per vedersi riconosciuto il danno morale
derivante dalla morte di un loro congiunto ovvero che gli stessi dipendenti
adiscano le vie legali per rivendicare diritti sorti a seguito della contrazione di malattie sul luogo di lavoro".
Pertanto, gli oneri sostenuti per il risarcimento dei danni morali
riconosciuti ai familiari del dipendente morto sul luogo di lavoro nonché per l'equo indennizzo riconosciuto all'altro dipendente per la malattia
contratta non possono che rientrare tra i componenti ordinari del Conto
L'istante segnala, inoltre, che per entrambe le controversie va
affermato il mancato riconoscimento del relativo costo sostenuto fra le
spese per il personale classificabili nella voce B9) o B14) del Conto
Economico. Nel caso del risarcimento erogato agli eredi del dipendente viene
esplicitamente riportato in sentenza che si tratta di risarcimento del danno
morale sofferto dagli eredi e non di danno patrimoniale da lucro cessante;
la sentenza, infatti, relativamente al danno patrimoniale da lucro cessante
per i mancati futuri redditi del dipendente defunto, afferma che "deve
rilevarsi come esso sia stato versato ai parenti del defunto dall'Ente previdenziale".
Anche con riferimento all'equo indennizzo riconosciuto all'altro
dipendente non si ravvede nessun nesso con i costi per lavoro dipendente in
quanto la causa non ha avuto ad oggetto la rivendicazione di differenze
retributive per il periodo in cui il dipendente danneggiato ha lavorato.
Tra l'altro, i costi di entrambe le controversie non rientrano fra le
spese per prestazioni di lavoro individuate nell'articolo 95 del Tuir.
In definitiva, le somme pagate nell'anno 2007 mediante utilizzo del
fondo precedentemente costituito nell'anno 2006 rappresentano, a parere
della società istante, un costo integralmente deducibile ai fini dell'IRAP
nell'anno 2007, in quanto le stesse non sono assimilabili ad oneri straordinari classificabili nella voce E21) del Conto Economico e nemmeno a
spese per il personale classificabili nella voce B9) o BI4) del Conto Economico, ma si riferiscono a costi classificabili per natura fra gli oneri
diversi di gestione iscrivibili nella voce B14) del Conto Economico (diversi
dal quelli classificabili come spese per il personale) o comunque in una
delle voci di conto economico rilevanti ai fini della base imponibile IRAP.
L'articolo 5 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, nella
formulazione vigente fino al 31 dicembre 2007, individuava la base IRAP delle
società commerciali (diverse dalle banche, altri enti e società
finanziarie e dalle imprese assicuratrici) nella "differenza tra la somma
delle voci classificabili nel valore della produzione di cui al primo comma,
lettera A), dell'articolo 2425 del codice civile e la somma di quelle
classificabili nei costi della produzione di cui alla lettera B) del
medesimo comma, ad esclusione delle perdite su crediti e delle spese per il
personale dipendente".
Le componenti positive e negative di conto economico individuate dal
riportato articolo 5 venivano assunte, agli effetti del valore della produzione, secondo le regole previste per la determinazione del reddito
d'impresa, in ordine alla quantificazione, imputazione temporale e inerenza.
Pertanto, i proventi e gli oneri rilevavano, ai fini dell'Irap, apportando
ad essi le variazioni in aumento o in diminuzione previste per le imposte
Appare evidente che tali variazioni potevano essere operate, ai fini
dell'Irap, a condizione che il componente oggetto di variazione per le
imposte sui redditi fosse rilevante anche ai fini della determinazione del
valore della produzione.
Con riferimento al quesito in esame, al fine di stabilire se la
variazione in diminuzione del reddito da assoggettare a tassazione ai fini dell'Ires per effetto dell'utilizzo di somme iscritte in precedenti esercizi
in fondi rischi debba assumere rilevanza anche ai fini dell'Irap occorre
stabilire, in via preliminare, se l'onere sostenuto per la corresponsione di
somme a titolo di risarcimento danno dovute per la morte di un dipendente o
per la circostanza che un altro dipendente abbia contratto una malattia
infettiva attenga o meno allo svolgimento dell'attività principale o accessoria dell'impresa e in quanto tale iscrivibile nelle lettere A o B del
Per effetto della previsione recata dal citato articolo 5, infatti, i
proventi e gli oneri che non sono imputabili nelle lettere A e B del Conto
economico, ed in particolare quelli imputabili nella lettera E dello schema
di conto economico, avendo natura straordinaria, non influenzano il valore
della produzione netta e non assumono, quindi rilevanza ai fini dell'imposta
regionale. Fanno eccezione quelle componenti straordinarie che sono comunque
da computare nella base imponibile IRAP per effetto di espresse disposizioni
normative, anche in applicazione di quanto previsto dal principio di
correlazione temporale.
Proprio in considerazione della rilevanza, per la determinazione della
base imponibile Irap, della corretta classificazione contabile delle
componenti positive e negative, l'articolo 11, comma 4, del decreto
legislativo n. 446 del 1997 (nella formulazione vigente fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007) stabiliva che: "indipendentemente
dalla collocazione nel conto economico, i componenti positivi e negativi
sono accertati in ragione della loro corretta classificazione".
Le componenti reddituali rilevanti ai fini del calcolo del valore
della produzione netta sono quindi individuate attraverso il riferimento
alle voci del conto economico redatto in conformità a corretti principi
In merito alla individuazione dei proventi e oneri straordinari
iscrivibili nella lettera E del conto economico, i principi contabili chiariscono che rientrano in tale categoria, tra gli altri, i proventi e gli
oneri la cui fonte è estranea all'attività ordinaria dell'impresa. Nella Relazione ministeriale al decreto legislativo n. 127 del 1991,
disposizione che ha recepito in Italia la IV Direttiva CEE del 25 luglio
1978, viene, infatti, chiarito che "l'aggettivo straordinario, riferito a
proventi e oneri, non allude all'eccezionalità o anormalità dell'evento, bensì
all'estraneità della fonte del provento e dell'onere, alla attività
ordinaria". Non è tanto l'eccezionalità (a livello temporale) o l'anormalità (a livello quantitativo) dell'evento il criterio cui riferirsi
per classificare una componente reddituale tra le componenti straordinarie,
quanto, piuttosto l'estraneità rispetto alla gestione ordinaria della fonte
del provento o dell'onere.
Sulla base di tale chiarimento fornito dalla relazione ministeriale
appare corretto affermare che l'onere sopportato dalla società istante per
la corresponsione dei predetti risarcimenti attiene alla gestione
straordinaria dell'azienda in quanto la fonte dalla quale tale componente
negativo trae origine appare estranea all'attività ordinaria e
caratteristica svolta dall'azienda.
Si fa, infatti, presente che se, come rileva l'azienda istante,
essere considerata consuetudine e quindi ordinaria la circostanza che
l'azienda venga chiamata in giudizio per la corresponsione di risarcimenti
danni, non può in alcun modo ritenersi afferente alla gestione ordinaria la
fonte che ha dato origine a tali risarcimenti e cioè la morte di un
dipendente e l'infermità di un altro dipendente.
A parere della scrivente risulta quindi corretto individuare
nell'aggregato E (proventi e oneri straordinari) del conto economico, la
corretta classificazione contabile del componente negativo costituito dal
risarcimento danni collegato ai suddetti eventi.
La corresponsione di tali risarcimenti ai soggetti lesi non assume,
quindi, rilevanza ai fini della determinazione del valore della produzione
netta da assoggettare a tassazione ai fini dell'Irap.
- Prato, 1 ora e 32 minuti fa	Assegnazione e cessione agevolata immobili ai soci (analisi di convenienza 2016)
- Prato, 1 ora e 32 minuti fa	Assegnazione agevolata immobili – Tassazione soci
- Prato, 1 ora e 32 minuti fa	Calcolo previsionale IRPEF 2016 (redditi 2016)

References: Articolo 11
 Articolo 5
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 5
 articolo 5