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Decreto 24 luglio 1996 n. 503 - ClickCase.it
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Decreto 24 luglio 1996 n. 503
Di ClickCase del	 15 gennaio 2006 Condominio
Vista la legge 30 marzo 1971, n. 118, recante conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e in particolare l’art. 27 concernente le barriere architettoniche e trasporti pubblici;
Articolo 1. Definizioni e oggetto.
3. Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione, ancorchè di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di intervento edilizio suscettibile di limitare l’accessibilità e la visibilità, almeno per la parte oggetto dell’intervento stesso. Si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all’uso pubblico, nonchè ai servizi speciali di pubblica utilità di cui al successivo titolo VI.
6. Agli edifici di edilizia residenziale pubblica e agli edifici privati compresi quelli aperti al pubblico si applica il decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
Articolo 2. Contrassegni.
Articolo 3. Aree edificabili.
Articolo 4. Spazi pedonali.
Articolo 5. Marciapiedi.
Articolo 6. Attraversamenti pedonali.
Articolo 7. Scale e rampe.
Articolo 8. Servizi igienici pubblici.
1. Per i servizi igienici valgono le norme contenute ai punti 4.1.6. e 8.1.6. del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236. Deve essere prevista l’accessibilità ad almeno un w.c. e un lavabo per ogni nucleo di servizi installato.
Articolo 9. Arredo urbano.
1. Gli elementi di arredo nonchè le strutture, anche commerciali, con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi pubblici devono essere accessibili, secondo i criteri di cui all’art. 4 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
2. Le tabelle e i dispositivi segnaletici devono essere installati in posizione tale da essere agevolmente visibili e leggibili.
3. Le tabelle e i dispositivi segnaletici di cui al comma 2, nonchè le strutture di sostegno di linee elettriche, telefoniche, di impianti di illuminazione pubblica e comunque di apparecchiature di qualsiasi tipo, sono installate in modo da non essere fonte di infortunio e di intralcio, anche a persone su sedia a ruote.
Articolo 10. Parcheggi.
Articolo 11. Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone disabili.
1. Alle persone detentrici del contrassegno di cui all’art. 12 viene consentita, dalle autorità competenti la circolazione e la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purchè ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare, ovvero quando siano stati stabiliti obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo, oppure quando sia stata vietata o limitata la sosta.
Articolo 12. Contrassegno speciale.
Articolo 13. Norme generali per gli edifici.
Articolo 14. Modalità di misura.
Articolo 15. Unità ambientali e loro componenti.
Articolo 16. Spazi esterni di pertinenza dell’edificio e loro componenti.
Articolo 17. Segnaletica.
Articolo 18. Raccordi con la normativa antincendio.
Articolo 19. Deroghe e soluzioni alternative.
3. Per gli edifici soggetti al vincolo di cui all’art. 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e all’art. 2 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, la deroga è consentita nel caso in cui le opere di adeguamento costituiscono pregiudizio per valori storici ed estetici del bene tutelato, in tal caso il soddisfacimento del requisito di accessibilità è realizzato attraverso opere provvisionali ovvero, in subordine, con attrezzature d’ausilio e apparecchiature mobili non stabilmente ancorate alle strutture edilizie. La mancata applicazione delle presenti norme deve essere motivata con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio.
5. Sono ammesse eventuali soluzioni alternative, così come definite all’art. 7.2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, purchè rispondenti ai criteri di progettazione di cui all’art. 4 dello stesso decreto.
Articolo 20. Elaborati tecnici.
2. Al fine di consentire una più chiara valutazione di merito, gli elaborati tecnici devono essere accompagnati da una relazione specifica contenente la descrizione delle soluzioni progettuali e delle opere previste per la eliminazione delle barriere architettoniche, degli accorgimenti tecnico-strutturali e impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo.
Articolo 21. Verifiche.
Articolo 22. Aggiornamento e modifica delle prescrizioni.
1. Sono attribuiti alla commissione permanente istituita ai sensi dell’art. 12 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, la soluzione dei problemi tecnici derivanti dall’applicazione della presente normativa, l’esame o l’elaborazione delle proposte di aggiornamento e modifica, nonchè il parere per le proposte di aggiornamento delle normative specifiche di cui all’art. 13. Gli enti locali, gli istituti universitari, i singoli professionisti possono proporre soluzioni alternative alla commissione la quale, in caso di riconosciuta idoneità, può utilizzarle per le proposte di aggiornamento del presente regolamento.
Articolo 23. Edifici scolastici.
Articolo 24. Tranvie, filovie, linee automobilistiche, metropolitane.
Articolo 25. Treni, stazioni, ferrovie.
1. Le principali stazioni ferroviarie devono essere dotate di passerelle, rampe mobili o altri idonei mezzi di elevazione al fine di facilitare l’accesso alle stesse ed ai treni alle persone con difficoltà di deambulazione. In relazione alle specifiche esigenze tecniche degli impianti ferroviari è consentito il superamento, mediante rampe inclinate, anche di dislivelli superiori a m. 3,20. In assenza di rampe, ascensori, o altri impianti necessari per un trasferimento da un marciapiede ad un altro, il disabile su sedia a ruote può utilizzare i passaggi di servizio a raso purchè accompagnato da personale di stazione appositamente autorizzato, ad integrazione di quanto previsto dall’art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753.
6. Il Ministero dei trasporti, sulla base delle indicazioni fornite dal dipartimento per la famiglia e la solidarietà sociale definisce d’intesa con quest’ultimo e tenute presenti le peculiarità dell’esercizio ferroviario, gli interventi e la loro pianificazione, le relative modalità di finanziamento nonchè i criteri di copertura dei maggiori oneri derivanti dall’attuazione delle norme di cui al presente articolo, entro i limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.
Articolo 26. Servizi di navigazione marittima: navi nazionali.
3. La zona di ponte ove si accede a bordo deve permettere il passaggio fino all’area degli alloggi destinati alle persone con impedita capacità motoria o sensoriale con percorso sullo stesso ponte, ovvero fino all’ascensore od alla rampa, nel caso che gli alloggi siano su altro ponte. In tal caso la zona antistante l’ascensore o la rampa deve avere dimensioni tali da permettere lo sbarco della persona con impedita capacità motoria o sensoriale dall’autovettura, e il trasferimento su sedia a ruote, nonchè la manovra di essa.
Articolo 27. Servizi di navigazione interna.
1. Le passerelle e gli accessi alle navi devono essere larghi almeno metri uno, essere idonei al passaggio delle sedie a ruote e avere pendenza modesta, e comunque non superiore all’8 per cento, salvo che non siano adottati speciali accorgimenti per garantirne la sicura agibilità per l’incolumità delle persone.
Articolo 28. Aerostazioni.
Articolo 29. Servizi per viaggiatori.
Articolo 30. Modalità e criteri di attuazione.
Articolo 31. Impianti telefonici pubblici.
a) nei posti telefonici pubblici ubicati nei capoluoghi di provincia, deve essere installato in posizione accessibile almeno un apparecchio posto ad una altezza massima di 0,90 m dal pavimento e convenientemente isolato sotto il profilo acustico. Negli uffici anzidetti, con un numero di cabine non inferiori a 10, una delle cabine deve essere strutturata e attrezzata come segue: 1) il dislivello massimo tra il pavimento interno della speciale cabina telefonica e il pavimento esterno non deve essere superiore a cm. 2,5; la porta di accesso deve avere una luce netta minima di 0,85 m; l’apparecchio telefonico deve essere situato ad un’altezza minima di 0,90 m dal pavimento; sulla parete ove è applicato l’apparecchio deve prevedersi un sedile ribaltabile a scomparsa avente piano di appoggio ad una altezza di 0,45 m; la mensola porta elenchi deve essere posta ad una altezza di 0,80 m; eventuali altre caratteristiche sono stabilite con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni;
c) il 5 per cento delle cabine di nuova installazione poste a disposizione del pubblico deve essere rispondente ai requisiti di cui alla lettera a); il 5 per cento degli apparecchi posti a disposizione del pubblico deve essere installato ad un’altezza non superiore a 0,90 m. I predetti impianti sono dislocati secondo le esigenze prioritarie segnalate da parte dei singoli comuni interessati.
Articolo 32. 1.
Sono abrogate, dalla data di entrata in vigore del presente decreto le disposizioni di cui al decreto del Presidente della repubblica 27 aprile 1978, n. 384.
Si omettono gli allegati contenenti rispettivamente:

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32