Source: https://cobasterni.blogspot.it/2013/09/
Timestamp: 2018-01-19 07:32:23+00:00

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martedì 24 settembre 2013 · Posted in ccop centro italia, cobas, elezioni rsu 2013, Terni
Alle elezioni per le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) dell’Ipercoop di Terni tira una forte aria di cambiamento, che ha rotto lo storico monopolio confederale e CGIL: infatti alle elezioni delle RSU un terzo dei lavoratori e delle lavoratrici hanno votato per la lista dei Cobas eleggendo Andrea Leonardi, del reparto chimica-liquidi.
Questi i numeri delle elezioni tenutesi il 20,21 e 23 settembre 2013. Su 172 votanti, tra lavoratori e quadri hanno votato in 149, l’87% dell’elettorato. Un dato alto che testimonia la partecipazione dei lavoratori.
Questi i risultati delle votazioni: 45 voti, pari al 30,2%, sono stati espressi per i Cobas, presenti per la prima volta, nati dall’autorganizzazione dei lavoratori e critici verso la gestione filoaziendalista della CGIL, che eleggono 1 RSU; la CGIL ottiene 79 voti (pari al 53%) ed elegge 3 RSU, la UIL ottiene 22 voti, pari al 14,7 % ed elegge 1 RSU. Poi grazie al “porcellum sindacale”, il meccanismo truffaldino della ripartizione del 30% dei seggi, 3 RSU aspettano di ufficio ai sindacati concertativi firmatari di contratto per cui alla fine i cobas eleggono RSU Andrea Leonardi, la CGIL ottiene 5 RSU e la UIL 2. Alla faccia della democrazia sindacale e di chi la invoca solo quando riguarda la sua sigla.
Il nuovo RSU Andrea Leonardi ricordando la nascita del comitato di base, le numerose assemblee tenute dopo l’orario di lavoro, il divieto di affiggere materiale sindacale in bacheca e la forte partecipazione di tanti ha affermato che questa è una vittoria collettiva. Si è rammaricato del fatto che con soli 3 voti in più i cobas avrebbero avuto 2 RSU, ma ha dichiarato la sua felicità per aver ottenuto un’importante rappresentatività, che garantirà ai lavoratori autorganizzati l’uso della bacheca sindacale e la partecipazione alla contrattazione integrativa, con la totale trasparenza verso i lavoratori garantita dai cobas. Ha inoltre sottolineato la necessità di indire immediatamente assemblee in orario di lavoro per sondare ed ascoltare le esigenze e le priorità dei lavoratori. Ha infine ricordato che oltre l’ottimo risultato elettorale del 30% dei voti, il 10 % dei lavoratori Ipercoop Terni si sono già iscritti ai Cobas.
Franco Coppoli, referente provinciale della confederazione Cobas prende atto del risultato assolutamente positivo: qualche mese fa i cobas non esistevano in Ipercoop, queste elezioni sono una chiara risposta a quei sindacati concertativi che ormai troppo spesso fanno gli interessi dell’azienda invece di quelle dei lavoratori, come è accaduto per la vicenda delle domeniche lavorative, imposte ai lavoratori COOP, senza adeguato riconoscimento economico, attraverso un accordo integrativo firmato dai sindacati confederali di categoria con COOP senza aver sentito prima i lavoratori. In ogni caso si apre una nuova stagione per i lavoratori dell’Ipercoop di Terni all’insegna dell’autorganizzazione, della trasparenza e dell’impegno diretto.
lunedì 23 settembre 2013 · Posted in formazione coatta, invalsi, scuola
18 OTTOBRE 2013 SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 10, INFO 3286536553
· Posted in formazione coatta, invalsi, scuola
Questo non è un paese per insegnanti. di Marina Boscaino
· Posted in Amnistia per le lotte sociali
Oggi ci è inibito da larga parte delle sinistre.È inutile precisare,con argomenti e scienza giuridica che Berlusconi non potrebbe fruire delle nostre proposte di amnistia. Ha ragione Bascetta: nel nome del cosiddetto «antiberlusconismo» il merito di ogni questione, ogni principio può essere sacrificato,lasciando campo libero al giustizialismo populista e all'ipertrofia punitiva in un carcere diventato sempre più una struttura classista.
Sento, allora, il dovere di aggiungere la mia modesta testimonianza alle argomentazioni di Pepino, Gianni, Corleone, Gonnella, Romeo. Forse possiamo cogliere l'occasione per squarciare ipocrisie,per aprire, dopo anni di rimozione istituzionale, finalmente, un «dibattito sul diritto penale che vogliamo e sulle modalità di gestione del conflitto sociale». Terreni su cui le sinistre hanno fatto bancarotta e che ritengo, invece, fondativi per la costruzione di una sinistra alternativa. Non sono temi collaterali, da specialisti marginali, così come, ad esempio, non lo è l'organizzazione dei migranti. Ritengo, anzi, che il contesto, con la connessione tra crisi del liberismo, recessione, postdemocrazia (il capitale pretende, e ottiene dalle maggiori forze politiche, una ex democrazia costituzionale) ci induca ad assumere la centralità della campagna per l'«amnistia sociale» (bene illustrata da Romeo sul manifesto qualche giorno fa. Parlo della guerra che il potere ha aperto contro migranti, movimenti, settori sindacali, militanti politici, grumi di resistenza sociale. Vengono applicati spesso, contro ragazze e ragazzi, figure di reato (devastazione,saccheggio) inusuali, che Mussolini pretese per gli oppositori del regime. Correttamente Pepino scrive di un'amnistia che guarda al futuro «perché sia l'anticipazione di un sistema penale diverso che includa i reati che stigmatizzano le persone ma escludendo quelli che destano allarme sociale. Come i reati fiscali». Va combattuto il paradigma impostosi negli anni del «diritto del nemico» (il «nemico migrante clandestino» ne è metafora, per le legislazioni emergenzialiste, ma anche per le ordinanze di tanti sindaci, anche del Pd). Ho vissuto di persona l'amnistia (che Pepino descrive) del'70. Essa da un lato proiettò la sua forza politica sul miglioramento della generale condizione carceraria (è sempre cosi: i provvedimenti di clemenza preparano ed agevolano riforme strutturali), dall'altro lato ricostruì un equilibrio sociale che era stato rotto dalla repressione di stato contro conflitto operaio, agrario, studentesco. Proprio qui siamo ora. Denunce di attivisti sociali, condanne, penalizzazione e carcerizzazione di circa ventimila persone (in quotidiana crescita), colpevoli di lotta di classe, a cui viene impedito il già aspro percorso lavorativo, con applicazione di misure dettate da una logica strisciante, anche negli apparati statali, di «stato di eccezione», di «stato penale» (fogli di via, sorveglianze speciali, ecc.). La Val Susa e tutte le zone di insediamento di discariche, inceneritori, grandi abnormi impianti sono diventate «zone rosse» (a controllo e disciplina militare); e il diritto di resistenza,anche il più aspro, contro la militarizzazione è dentro i principi della legalità internazionale. Le fabbriche in lotta (da Pomigliano alla Irisbus) sono militarmente presidiate. Le lotte per il diritto all'abitare diventano associazioni sovversive. E così via. La guerra giudiziaria contro la critica del potere agita concretamente i mille rivoli carsici nei territori. Con la proposta di «amnistia sociale» ci richiamiamo a diritti costituzionali vissuti, non solo proclamati. Posso permettermi di proporre che anche questo tema sia assunto all'interno dell'importante «via maestra» del 12 ottobre?
- Francesco Romeo, “Serve un’amnistia sociale per difendere i movimenti e sconfiggere i giustizialismi”
- Marco Bascetta, Chi ha paura dell’amnistia? L’antiberlusconismo che sacrifica tutto sull’altare del nemico
- Livio Pepino, “Serve un’amnistia anche per i reati politici che vada oltre i delitti bagatellari
- Un appello di resistenza alla repressione del conflitto sociale
- Vincenzo Guagliardo, “Siamo di fronte alla pervasività di un sistema penale eretto contro ogni manifestazione del conflitto sociale”
- No Tav, No Muos, sindacati di base e centri sociali lanciano la campagna per l’amnistia sociale
- Luciano Muhlbauer, G8 Genova, Marina, Alberto e Gymmi siamo noi
· Posted in scuola, sicurezza scuola
lunedì 16 settembre 2013 · Posted in assunzioni sostegno, scuola
Resoconto dell'incontro di informazione
da parte dell'Amministrazione nei confronti delle OO.SS.
Il Dott. Chiappetta ha relazionato sui principali aspetti del decreto mettendo in rilievo in più occasioni che l'intervento di altri ministeri (MEF e FP) ha modificato nella sostanza parti del testo originario proposto dal MIUR.
Il DL introduce, sempre per la dirigenza, l'equiparazione delle procedure concorsuali con quelle degli altri comparti della P.A. per superare i gravi problemi che hanno contraddistinto le attuali procedure concorsuali. Per la Lombardia, regione dove il concorso per i dirigenti è ancora oggetto di ritardi e contenzioso, si applica una sorta di norma salvalombardia autorizzando esoneri per i collaboratori dei dirigenti al fine di evitare il ricorso molto problematico alle reggenze.
Per il sostegno le assunzioni dovrebbero essere circa 27.000 nel corso del triennio, comprendendo l'anno in corso (2013-14 4.447 assunzioni, 2014-15 13.342 assunzioni, 2015-16 8.895 assunzioni).Per consentire l'assunzione nella prima trance 2013-14 le operazioni di reclutamento devono terminare entro 20 gg. dall'inizio delle lezioni calcolate sull'ultima data di inizio lezioni a livello regionale (il termine ultimo sarà quindi il 7 ottobre). Il calcolo dell'organico di diritto di sostegno alla fine del triennio dovrebbe essere di 90.032, in organico di fatto circa 102.000.
E' prevista solo 1 ora nel biennio tecnici e professionali nei percorsi dove non era inserita a livello curricolare. Le iniziali proposte di inserire almeno 1 ora per anno nel primo biennio in tutte le scuole secondarie sono state cassate per mancanza di risorse. Si tratta adesso di scegliere in che anno mettere l'ora di geografia (in prima o in seconda??). Si tratta, per la delegazione FGU-Gilda di un provvedimento che, se da un lato riconosce che la geografia (come altre discipline) sono state pesantemente penalizzate dalla riforma Gelmini, offre una soluzione assolutamente insufficiente e inadeguata.
Percorsi di orientamento per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di cui all'art. 8: la norma interviene unilateralmente sul dispositivo del CCNL facendo rientrare nelle 40 + 40 ore di attività funzionali "percorsi di orientamento" per le due classi terminali dei corsi della secondaria di secondo grado. Nel dispositivo non si fa distinzione tra le attività previste dall'art. 29 CCNL al punto 3 a) (partecipazione a riunioni del Collegio dei Docenti, ecc.) e 3 b) (partecipazione a riunioni dei consigli di classe, ecc.) demandando il tutto a d una presumibile deliberazione del Collegio dei Docenti. Essendo attività inerente non tutte le classi ma solo le due classi terminali dovrebbero, ad avviso della delegazione FGU, rientrare nel computo delle ore del punto b) fatto stante che già l'attività di orientamento viene normalmente attuata nelle scuole superiori. Il testo proposto evidentemente è stato scritto da chi non conosce la realtà scolastica. Inoltre si fa riferimento al fatto che, nel caso di superamento delle ore funzionali, l'art.8 punto a) le attività di orientamento "possono essere remunerate con il Fondo delle Istituzioni Scolastiche nel rispetto della disciplina in materia di contrattazione collettiva".E' inaccettabile che si utilizzi il termine e "possono": ogni attività accessoria oltre l'orario di lavoro deve essere remunerata. E' altresì inaccettabile che si faccia ancora ricorso al Fondo di Istituto per il pagamento delle ore aggiuntive, mentre al comma 2 si prevedono 1.6 mil per il 2013 e 5 mil a decorrere dal 2014 per le spese di organizzazione e programmazione.
Nella sostanza le risorse aggiuntive sono date non ai docenti, ma ad enti, fondazioni, università che dell'orientamento hanno fatto business.
Art. 16 Formazione del personale scolastico: i commi 1 e 2 dell'articolo devono essere, ad avviso della Gilda, radicalmente rivisti e corretti. Si prevede infatti la formazione obbligatoria dei docenti laddove non esiste obbligo di formazione nel vigente CCNL, anzi la formazione rimane oggetto di contrattazione integrativa nazionale e regionale. Inaccettabile è collegare l'obbligo di formazione ai risultati delle prove invalsi e alle rilevazioni OCSE-PISA laddove essi siano inferiori alle media nazionali. Risulta ambiguo il rimando ai 10 milioni di stanziamento per il 2014 (l'effetto della norma secondo Chiappetta avebbe valore solo annuale...) con il presumibile rischio che essi servano non per riconoscere le ore di aggiornamento dei docenti, ma per pagare le solite agenzie di formazione e le solite università.
Per la FGU la formazione deve rimanere atto volontario e deve essere riconosciuta in termini remunerativi certi. La delegazione della FGU-Gilda ha ribadito le sue critiche nei confronti dell'invasività dei test Invalsi e ritiene che il dispositivo così come definito dall'art.16 generi comportamenti di ancor più diffuso rigetto del sistema di valutazione incardinato da Invalsi anche perché l'Istituto diventa di fatto, al posto del MIUR, l'ente certificatore degli standard e dei livelli di apprendimento "oggettivi".
La camminata del gambero La migliore per essere in forma e salute
sabato 14 settembre 2013 · Posted in DECRETO SCUOLA, inidonei, scuola
venerdì 13 settembre 2013 · Posted in DECRETO LEGGE 12.09.2013, N. 104, scuola
Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. (G.U. 12.09.2013, n. 214)
1. Al fine di favorire il raggiungimento dei più alti livelli negli studi nonché il conseguimento del pieno successo formativo, incrementando l'offerta di servizi per facilitare l'accesso e la frequenza dei corsi nell'anno scolastico 2013-2014, è autorizzata la spesa di euro 15 milioni per l'anno 2014 per l'attribuzione di contributi e benefici a favore degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in possesso dei requisiti di cui al comma 2.
3. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono ripartite tra le regioni, sulla base del numero degli studenti, le risorse di cui al comma 1 e sono definiti la tipologia dei benefici e i requisiti per l'accesso agli stessi. nonché le modalità di monitoraggio dei risultati ottenuti. Nei successivi 30 giorni ciascuna Regione pubblica un bando per l'erogazione dei benefici agli studenti, nel quale sono indicati la natura e l'entità dei benefici, le modalità per la presentazione delle domande, anche in via telematica, nonché i criteri per la formazione delle graduatorie. Le risorse sono attribuite sulla base delle graduatorie regionali fino a esaurimento delle risorse stesse.
Art. 3 - Borse di studio per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica
1. Al fine di sostenere la formazione artistica presso le Istituzioni di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, promuovendone l'eccellenza, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca bandisce, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, borse di studio a favore degli studenti iscritti, nell'anno accademico 2013-2014, presso le suddette Istituzioni. Il bando stabilisce l'importo delle singole borse di studio nei limiti delle risorse disponibili, nonché le modalità per la presentazione delle domande, anche in via telematica, per la formazione delle commissioni e per la valutazione dei candidati.
4. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 3 del presente articolo, inflitte da organi statali, sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero della salute, per il potenziamento dell'attività di monitoraggio sugli effetti derivanti dall'uso di sigarette elettroniche, nonché per la realizzazione di attività informative finalizzate alla prevenzione del rischio di induzione al tabagismo.
2. Al fine di promuovere la formazione continua dei docenti della scuola e la consapevole fruizione del patrimonio culturale, con particolare riferimento agli studenti delle scuole, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, fermo restando quanto previsto nell'articolo 119 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e ferma restando la possibilità di concludere convenzioni con le Regioni per coordinare le rispettive iniziative in materia, bandisce un concorso per la realizzazione di progetti didattici nei musei, nei siti di interesse archeologico, storico e culturale o nelle fondazioni culturali. Al concorso possono partecipare le università, le accademie di belle arti e le istituzioni scolastiche, le quali elaborano i progetti acquisendo l'assenso dei musei interessati, che partecipano alla progettazione mediante i rispettivi servizi didattici, ed eventuali cofinanziamenti da parte di fondazioni di origine bancaria o di altri enti pubblici o privati. Gli enti e le istituzioni che ricevono finanziamenti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per la diffusione della cultura possono cofinanziare i progetti. Non può essere finanziato più di un progetto per ogni museo. I criteri e le modalità di selezione, tali da assicurare il finanziamento di un congruo numero di progetti e la loro adeguata distribuzione sul territorio nazionale, sono definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali. Il concorso è bandito entro il 30 ottobre 2013. I progetti sono realizzati dai docenti delle università, delle accademie di belle arti o delle istituzioni scolastiche, con la partecipazione degli studenti, e possono riguardare l'organizzazione di mostre all'interno dei musei, l'elaborazione di guide e percorsi per i visitatori, la realizzazione di aule o laboratori multimediali, l'elaborazione di libri o di materiale illustrativo relativi al museo. I progetti devono includere tutte le spese per la loro realizzazione senza determinare oneri diretti o riflessi ai musei in cui si svolgono i progetti medesimi.
3. Per l'anno scolastico 2013-2014 non può essere escluso l'uso da parte dei singoli studenti di libri nelle edizioni precedenti, purché conformi alle Indicazioni nazionali.
Art. 7 - Apertura delle scuole e prevenzione della dispersione scolastica
2. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengono indicati gli obiettivi, compreso il rafforzamento delle competenze di base, i metodi didattici, che contemplano soluzioni innovative e percorsi specifici per gli studenti maggiormente esposti al rischio di abbandono scolastico, nonché i criteri di selezione delle scuole in cui realizzare il Programma di cui al comma 1. Con il medesimo decreto sono definite altresì le modalità di assegnazione delle risorse alle istituzioni scolastiche, che possono avvalersi di associazioni e fondazioni private senza scopo di lucro tra le cui finalità statutarie rientrino l'aiuto allo studio, l'aggregazione giovanile e il recupero da situazioni di disagio, all'uopo abilitate dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché le modalità di monitoraggio sull'attuazione e sui risultati del Programma.
Art. 8 - Percorsi di orientamento per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado
a) all'articolo 2, dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. Le attività inerenti ai percorsi di orientamento sono ricomprese tra le attività funzionali all'insegnamento non aggiuntive e riguardano l'intero corpo docente. Ove siano necessarie attività ulteriori, che eccedano l'orario d'obbligo, queste possono essere remunerate con il Fondo delle istituzioni scolastiche nel rispetto della disciplina in materia di contrattazione collettiva.";
d) all'articolo 3, dopo il comma 3 è inserito il seguente: "3-bis. Nel Piano dell'offerta formativa e sul sito istituzionale delle istituzioni scolastiche vengono indicate le iniziative di orientamento poste in essere.".
Art. 10 - Mutui per l'edilizia scolastica e detrazioni fiscali
1. Al fine di favorire interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza, efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all'istruzione scolastica, nonché costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici, per la programmazione triennale 2013-2015, le Regioni interessate possono essere autorizzate dal Ministero dell'economia e finanze, d'intesa con il Ministero dell'istruzione e della ricerca e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a stipulare appositi mutui trentennali, con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa, la Cassa Depositi e Prestiti, e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria, ai sensi del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385. A tal fine sono stanziati contributi pluriennali per euro 40 milioni annui per la durata dell'ammortamento del mutuo, a decorrere dall'anno 2015. Le modalità di attuazione della presente disposizione e del successivo comma 2 sono stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con-il Ministro- dell'istruzione e della ricerca e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
3. Al fine di promuovere iniziative di sostegno alle istituzioni scolastiche, alle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e alle università, fermo restando quanto già previsto dall'articolo 15, comma 1, lettera i-octies), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, alla medesima lettera i-octies), dopo le parole: "successive modificazioni" sono inserite le seguenti: ", nonché a favore delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università", e dopo le parole "edilizia scolastica" sono inserite le seguenti: "e universitaria". Le disposizioni del presente comma si applicano a partire dall'anno di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Art. 12 - Dimensionamento delle istituzioni scolastiche
c) dopo il comma 5-bis è aggiunto il seguente: "5-ter. I criteri per l'individuazione delle istituzioni scolastiche ed educative sede di dirigenza scolastica e di direttore dei servizi generali e amministrativi sono definiti con accordo in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis, come modificati dalla legge 12 novembre 2011, n. 183, su proposta del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Fino al termine dell'anno scolastico nel corso del quale è adottato l'accordo di cui al periodo precedente si applicano le regole di cui ai commi 5 e 5-bis.".
Art. 13 - Integrazione delle anagrafi degli studenti
1. Per garantire continuità nell'erogazione del servizio scolastico ed educativo e conferire il maggior grado possibile di certezza nella pianificazione degli organici della scuola, in esito a una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, che assicuri l'invarianza finanziaria, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica, nell'ambito delle risorse rese disponibili per effetto della predetta sessione negoziale, è definito un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA, per gli anni 2014-2016, tenuto conto dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale e degli effetti del processo di riforma previsto dall'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni. dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, fatto salvo quanto previsto in relazione all'articolo 2, comma 414, della legge 24 dicembre 2007, n 244. Il piano è annualmente verificato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, ai fini di eventuali rimodulazioni che si dovessero rendere necessarie. fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all'articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni.
9. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 14, comma 14, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95. convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, anche nell'anno scolastico 2013-2014 al relativo personale è consentito di transitare su altra classe di concorso docente per la quale sia abilitato o in possesso di idoneo titolo, purché non sussistano condizioni di esubero nella relativa provincia.
2. Il decreto di cui all'articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal precedente comma 1, è adottato entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Art. 18 - Dirigenti tecnici per il sistema nazionale di valutazione
Art. 19 - Alta formazione artistica, musicale e coreutica
2. I contratti a tempo determinato in essere nell'anno accademico 2012-2013, stipulati con il personale docente delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) che abbia maturato almeno 3 anni accademici in incarichi di insegnamento, possono essere rinnovati per il solo anno accademico 2013-2014, nelle more dell'adozione del regolamento di cui all'articolo 2, comma 7 lettera e) della legge 21 dicembre 1999, n. 508, per la copertura di posti che risultino vacanti e disponibili. in subordine agli incarichi di cui al comma 1.
3. Al fine di dare attuazione alle linee programmatiche degli organi di governo delle Istituzioni di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, le funzioni di direttore amministrativo di cui all'articolo 13, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, sono attribuite. con incarico deliberato dal Consiglio di amministrazione, a personale dell'area "Elevata professionalità" del comparto Afam in possesso di laurea magistrale nello specifico ambito professionale dell'incarico da ricoprire o, in assenza di detto personale, a personale con profilo equivalente di altre pubbliche amministrazioni collocato in posizione di comando o in aspettativa, a valere sulle facoltà assunzionali di cui all'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Dall'applicazione del presente comma non possono derivare maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 22 - Organizzazione dell'Anvur e degli enti di ricerca
1. La ripartizione del fondo ordinario per gli enti di ricerca finanziati dal Ministero. di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, è effettuata sulla base della programmazione strategica preventiva di cui all'articolo 5, e considerando la specifica missione dell'ente nonché tenendo conto, per la ripartizione di una quota non inferiore al 7 per cento del fondo e soggetta ad incrementi annuali, della valutazione della qualità della ricerca scientifica (VQR), in quanto rilevante, e di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti. I criteri e le motivazioni di assegnazione della predetta quota sono disciplinati con decreto avente natura non regolamentare del Ministro.
4. Gli enti di ricerca di cui all'articolo comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 possono procedere al reclutamento per i profili di ricercatore e tecnologo, nei limiti delle facoltà assunzionali, senza il previo espletamento delle procedure di cui all'articolo 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Art. 25 - Disposizioni tributarie in materia di accisa
Art. 26 - Modifiche alle imposte di registro, ipotecaria e catastale
3. Le disposizioni del comma 2 hanno effetto dal 1° gennaio 2014 e, in particolare, hanno effetto per gli atti giudiziari pubblicati o emanati, per gli atti pubblici formati, per le donazioni fatte e per le scritture private autenticate a partire da tale data, per le scritture private non autenticate e per le denunce presentate per la registrazione dalla medesima data, nonché per le formalità di trascrizione, di iscrizione, di rinnovazione eseguite e per le domande di annotazione presentate a decorrere dalla stessa data.
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 è incrementata di 3 milioni di euro per l'anno 2014, di 50 milioni di euro per l'anno 2015 e di 15 milioni di euro decorrere dall'anno 2016.
2. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 2, 3, comma 4, 5, commi 1 e 3, 6, comma 2, 7, comma 3, 8, comma 2, 10, commi 1 e 3, 11, 15, 16, commi 1 e 3, 17, commi 1 e 8, 19, comma 4, 24, comma 1, e 25 e dal comma 1 del presente articolo, pari a 13 milioni di euro per l'anno 2013, a 326,256 milioni di euro per l'anno 2014, a 450,094 milioni di euro per l'anno 2015 e a 471,545 milioni di euro per l'anno 2016, a 473,545 milioni di euro per l'anno 2017 e 475,545 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede:
a) quanto a 13 milioni di euro per l'anno 2013, a 315,539 milioni di euro per l'anno 2014, a 411,226 milioni di euro per l'anno 2015 e a 413,243 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dagli articoli 25 e 26;
b) quanto a 8,717 milioni di euro per l'anno 2014, a 34,868 milioni di euro per l'anno 2015 e a 52,302 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92.
c) quanto a 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2014, mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti rimodulabili di parte corrente iscritti nel bilancio del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, programma "Iniziative per lo sviluppo del sistema istruzione scolastica e per il diritto allo studio" della missione "Istruzione scolastica";
d) quanto a euro 1 milione euro a decorrere dall'anno 2014 mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti destinati all'edilizia e alle attrezzature didattiche e strumentali, di cui all'articolo 1, comma 131, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, iscritti nel programma "Istituti di alta cultura" della missione "Istruzione universitaria";
e) quanto a euro 1,4 milioni a decorrere dall'anno 2015, mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti rimodulabili di parte corrente iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, programma "Sistema universitario e formazione post-universitaria" della missione "Istruzione universitaria";
f) quanto a 0,6 milioni di euro per l'anno 2015, a 2,6 milioni di euro per l'anno 2016, a 4,6 milioni di euro per l'anno 2017 e a 6,6 milioni di euro a decorrere dal 2018 mediante corrispondete riduzione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica di cui all'articolo 1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

References: Art. 16

Art. 3

Art. 7

Art. 8

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 18

Art. 19

Art. 22

Art. 25

Art. 26