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Timestamp: 2020-05-29 14:31:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26288 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26288 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 20/12/2016, (ud. 03/11/2016, dep.20/12/2016), n. 26288
sul ricorso 22222/2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 39/2012 della COMM.TRIB.REG. di FIRENZE,
Con il primo motivo di ricorso l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 173 TUIR, e D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perchè i giudici di appello hanno erroneamente ritenuto che la cartella di pagamento notificata non fosse adeguatamente motivata in quanto mancanti gli elementi relativi all’avviso di accertamento diretto alla società-madre che la società-figlia, in qualità di coobbligata solidale, non aveva ricevuto.
Il ricorso è fondato e deve essere accolto in ordine ad entrambi i motivi. In ordine al primo motivo occorre considerare che l’art. 173 TUIR prevede la responsabilità della società scissa in funzione antielusiva senza alcun onere di avvisi od altri adempimenti da parte dell’Amministrazione. Questa Corte (sez. 5 n. 9594 del 2016, nn. 13059 e 13061 del 2015), nel far applicazione della predetta disciplina di legge, ha già affermato, con valutazione condivisa dal collegio, che anche in tema di scissione parziale (e non solo totale, come deduce la contribuente in controricorso), per i debiti fiscali della società scissa relativi a periodi d’imposta anteriori all’operazione rispondono solidalmente ed illimitatamente tutte le società partecipanti la scissione, come conferma l’art. 15, comma 2, del d.lgs. n. 472 del 1997, che, con riguardo alle somme da pagarsi in conseguenza delle violazioni fiscali commesse dalla società scissa, prevede la solidarietà illimitata di tutte le beneficiarie, differentemente dalla disciplina della responsabilità relativa alle obbligazioni civili, per la quale, invece, l’art. 2506 bis c.c., comma 2, e art. 2506 quater c.c., comma 3, prevedono precisi limiti.
Invero, fermo il cennato principio già affermato in giurisprudenza secondo cui, in base a detto art. 173, comma 13, non è necessario reiterare la notifica dell’avviso di accertamento alla società beneficiaria della scissione ai fini dell’avanzamento del procedimento di riscossione, deve precisarsi che secondo lo stesso art. 173, comma 13, per le debenze tributarie anteriori alla scissione parziale, “gli accertamenti e ogni altro procedimento … sono svolti nei confronti della società scissa” (salva, nella scissione totale, la prosecuzione presso la designata in sede di operazione societaria o, in mancanza, individuata secondo un criterio obiettivo legale), mentre le società beneficiarie, obbligate in ogni tipologia di scissione solidalmente ‘ipso iurè e assoggettate anche ai provvedimenti cautelari consequenziali, hanno meramente “facoltà di partecipare ai suddetti procedimenti e di prendere cognizione dei relativi atti”, ciò che – responsabilizzando gli organi della società beneficiaria che dalla scissa traggono la loro ragion d’essere – implica che nessuno specifico ulteriore onere di comunicazione sussiste a carico dell’ente impositore o del concessionario per la riscossione, una volta che i passaggi procedimentali previsti siano stati attuati nei confronti della scissa. In altri termini, la creazione di uno o più nuovi soggetti giuridici all’esito della scissione resta indifferente ai fini tributari, salvo che – ferma restando la responsabilità della scissa o della società beneficiaria designata – per la responsabilità delle partecipanti quali condebitrici solidali a prescindere dai limiti di cui all’art. 2506-quater e per la prosecuzione nei confronti di queste dell’accertamento e della riscossione, anche previ atti cautelari.
Può essere opportuno precisare, rispetto alle connotazioni concrete della fattispecie in cui l’avviso di accertamento è stato notificato alla scissa dopo che la scissione aveva già avuto effetto, che quel che conta ai fini dell’operare della disposizione dell’art. 173 sopra citata è il riferimento temporale all’epoca antecedente della scissione non già dell’emanazione degli atti tributari, ma della debenza cui essi si rapportano (come si evince dalla lettura congiunta dei commi 12 e 13, sopra evidenziati: “gli obblighi tributari della società scissa riferibili a periodi di imposta anteriori alla data dalla quale l’operazione ha effetto sono adempiuti in caso di scissione parziale dalla stessa società scissa o trasferiti, in caso di scissione totale, alla società beneficiaria appositamente designata … I controlli, gli accertamenti e ogni altro procedimento relativo ai suddetti obblighi sono svolti nei confronti della società scissa …” – sottolineature aggiunte); onde rettamente, nel caso di specie, l’avviso di accertamento è stato notificato alla società scissa anche dopo l’operatività della scissione, salvo a notificarsi – senza ulteriori oneri motivazionali a carico dell’apparato impositivo – la cartella successiva alla beneficiaria in quanto necessitato ai fini della riscossione in base alla solidarietà legale.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 25
 art. 2506
 art. 173
 art. 173