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Timestamp: 2020-08-14 18:02:25+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18872 del 28/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18872 del 28/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/07/2017, (ud. 21/06/2017, dep.28/07/2017), n. 18872
L.D., rappresentata e difesa dagli avv.ti Roberto
Carapelle e Cinzia De Micheli, elettivamente domiciliata presso lo
studio di quest’ultima, sito in Roma, via Tacito 23;
avverso la sentenza n. 1446/2013 della Corte di appello di Torino,
depositata l’11 marzo 2014.
la Corte di Appello di Torino ha respinto l’appello proposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca avverso la sentenza del giudice di primo grado nella parte in cui aveva riconosciuto il diritto di L.D. – assunta come supplente con una successione di contratti a termine – alla medesima progressione stipendiale spettante ai dipendenti di ruolo secondo la contrattazione collettiva nazionale in base all’anzianità di servizio complessivamente maturata, con conseguente condanna dell’amministrazione alla corresponsione delle relative differenze retributive;
per la cassazione di tale decisione il Ministero propone ricorso articolato in due motivi, cui resiste la L. con controricorso;
la controricorrente ha deposito memoria.
con il primo motivo il Ministero denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526,nonchè violazione della direttiva 99/70/CE, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, sul rilievo che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e sussistono dunque “ragioni oggettive” idonee a giustificare il diverso trattamento economico, considerato che il ricorso ai contratti a termine per il reclutamento del personale scolastico risponde ad esigenze obiettive di gestione del rapporto di lavoro e non è maliziosamente finalizzato ad evitare maggiori oneri ovvero ad eludere disposizioni a favore del lavoratore;
con il secondo motivo di ricorso si censura la violazione dell’art. 2947 c.c. e dell’art. 2948 c.c., n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la Corte territoriale respinto l’eccezione di prescrizione quinquennale, reputando applicabile quella decennale;
il motivo è inammissibile, in conformità alla valutazione espressa sul punto da questa Corte in controversia in tutto analoga a quella in esame (Cass. 07/04/2017, n. 9057), perchè non indica la rilevanza della questione prospettata rispetto alla concreta fattispecie in esame (vale a dire se ed in quale misura la pretesa della controparte possa essere contrastata dalla eccepita prescrizione quinquennale), tanto più che nella sentenza impugnata non vi è alcun accenno alla prescrizione;
pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore, il ricorso va respinto quanto al primo motivo e dichiarato inammissibile quanto al secondo motivo;
non trova applicazione nei confronti delle Amministrazioni dello Stato D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 – quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, atteso che le stesse, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. 14/03/2014, n. 5955; Cass. 29/01/2016, n. 1778).
Rigetta il primo motivo di ricorso e dichiara inammissibile il secondo. Compensa le spese del giudizio di legittimità.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 9
 art. 1
 art. 4
 art. 526
 sentenza 
 art. 13
 art. 1
 Cass. 
 Cass. 
 art. 13
 art. 13