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L'efficacia della Clausola Compromissoria: Cassazione 19182 del 2013
2013-11-07 NEW: Appunta - Stampa · modifica · cancella · pdf
Cassazione Sez. Lavoro del 19 agosto 2013 n. 19182
Clausola Compromissoria e l`efficacia della sentenza: Cassazione sez. lavoro, n.19182, 19 agosto 2013
Abogado/ Avv. Stab. Raffaella Vignotto. raffaella.vignotto@libero.it
La procedura arbitrale, è nata e si è sviluppata con l`entrata in vigore della L.23 marzo 1981 n.91 intitolata ` norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti`. [Ricordiamo alcuni articoli della citata legge;
Art. 3 `la prestazione a titolo oneroso dell`atleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato`;
Art. 4 `nello stesso contratto potrà essere prevista una clausola compromissoria con la quale le controversie concernenti l`attuazione del contratto e insorte tra la società sportiva e lo sportivo sono deferite ad un collegio arbitrale.
La stessa clausola dovrà contenere la nomina degli arbitri oppure stabilire il numero degli arbitri e il modo di nominarli`.
La clausola compromissoria, in ambito sportivo,inserita all`interno dello statuto o del regolamento federale, non è sottoposta né alle condizioni generali di contratto ( art.1341 c.c.) predisposte da una delle parti, che dispongono che tali clausole non hanno effetto se non sono specificatamente approvate per iscritto né alla disciplina dei contratti conclusi (art.1342 c.c.) mediante la sottoscrizione di moduli o formulari ma è una adesione di entrambi i contraenti all`organizzazione sportiva e ai suoi vincoli.
Altra cosa è il vincolo di giustizia. Questo consiste nell` obbligo statutario per tutti i tesserati e affiliati di rivolgersi solo ed esclusivamente agli organi di giustizia federali previsti all`interno di ogni Federazione Sportiva, per la risoluzione delle controversie nascenti dall`attività sportiva, pena l`irrogazione di sanzioni e adozione di provvedimenti disciplinari (radiazione per gli atleti, revoca dell`affiliazione per le società) da parte della Federazione stessa .Il vincolo di giustizia ha suscitato non pochi dubbi circa la sua legittimità costituzionale poichè esso stesso risulta illecito in quanto configura una rinunzia preventiva e generale del diritto di azione del tesserato e dell`affiliato dinanzi agli organi appartenenti alla magistratura statale. Un orientamento questo continuamente ribadito non solo dalla dottrina e dalla giurisprudenza ma anche dalla stessa Corte di Cassazione la quale afferma che `..la rinuncia nel nostro ordinamento giuridico, quale espressione tipica dell`autonomia negoziale privata, può avere ad oggetto ogni diritto, di carattere sostanziale o processuale , anche futuro od eventuale con l`unico limite che non osti un preciso divieto di legge , ovvero che si tratti di un diritto irrinunciabile o indisponibile` (sent. N.649 del 09 marzo 1971, in Rep. Foro it.,1971,c.2640).
Altra differenza essenziale è quella tra vincolo di giustizia e arbitrato. Occorre ravvisare una differenza tra arbitrato rituale e arbitrato irrituale. Entrambi hanno natura privata. Nell`arbitrato rituale le parti vogliono che si pervenga ad un lodo suscettibile di essere reso esecutivo e di produrre gli effetti di cui all`art.825 c.p.c. , con l`osservanza delle regole del regime formale di cui agli artt. 816 e ss. c..p.c.. Nell`arbitrato irrituale esse intendono affidare all`arbitro (o agli arbitri) la soluzione di controversie (insorte o che possono insorgere in relazione a determinati rapporti giuridici) soltanto attraverso lo strumento negoziale, mediante una composizione amichevole o un negozio di accertamento riconducibile alla volontà delle parti stesse, le quali si impegnano a considerare la decisione degli arbitri come espressione della loro volontà ( Cass. 12 ottobre 2009 n.21585. Vedi per tutte Cass. 1 aprile 2011 n.7574; Cass. 19 agosto 2013 n.19182).
L`arbitrato instaurato fra società e tesserati per il rapporti di lavoro previsto dall`art.4, sopra citato, L.23 marzo 1981 n.91 e dalle norme interne delle Federazioni ha natura irrituale.
La diversità tra le due forme di arbitrati sta nella terzietà ed imparzialità del soggetto giudicante, Collegio arbitrale, rispetto alle parti. Infatti, nel caso di arbitrato rituale gli arbitri ,che compongono il Collegio arbitrale,sono soggetti terzi ed imparziali rispetto alle parti processuali ; nell`arbitrato irrituale invece l`aspetto di terzietà ed imparzialità,manca, poichè il Collegio arbitrale, quale organo competente a dirimere la controversia, è nominato, dalla stessa Federazione, parte del procedimento. Sono, dunque, le Federazioni Sportive che disciplinano al proprio interno le regole, le sanzioni ed i ricorsi nei confronti di tutti i propri tesserati ed affiliati.
Poniamo un esempio di una clausola compromissoria inserita all`interno di uno Statuto federale (Federazione Italiana Pallacanestro)
Art.50 - Clausola compromissoria (Statuto F.I.P.)
`Le Affiliate e i tesserati si impegnano a devolvere ad un giudizio arbitrale irrituale, secondo quanto previsto dall`art.59 le controversie tra essi insorte, che siano originate dalla loro attività sportiva od associativa sempre che trattasi di controversie per le quali la Legge non escluda la compromettibilità in arbitri.
[2"> I modi, i termini e la procedura arbitrale sono fissati nel Regolamento di Giustizia, garantendo che le parti concorrano in maniera paritaria alla nomina degli arbitri o che gli stessi siano nominati da un terzo imparziale.
[3"> Tutte le controversie tra Affiliate professionistiche e sportivi professionisti, sono devolute all`esclusiva competenza dei Collegi Arbitrali nominati ai sensi della clausola compromissoria prevista nel contratto di lavoro stipulato ai sensi della Legge 23 marzo 1981, n. 91, art. 4, e, in assenza della stessa, sono devoluti all`arbitrato federale di cui al comma [1">. [4"> L`inosservanza della presente disposizione comporta l`adozione di provvedimenti disciplinari fino alla radiazione. `
Possiamo evidenziare, già ad una prima lettura,come nel comma 3 del citato articolo si ipotizzi anche `in assenza della stessa ..` clausola compromissoria. .In caso di controversie originate dal contratto di lavoro le parti potrebbero e/o dovrebbero adire l`Autorità Giudiziaria Ordinaria senza che la Federazione ostacoli tale azione.
La stessa, invece, stabilisce, sempre nel comma 3 che , pur `in assenza..` le controversie `.. sono devolute all`arbitrato federale` quasi come se sussistesse un arbitrato `forzato`. Non solo ma nell`art.59 del citato statuto ,comma 3, gli `esperti `, chiamati a dirimere le controversie , sono scelti dalla Commissione Vertenze Arbitrali (C.V.A.) e nominati dal Consiglio federale, ponendo un dubbio ulteriore sull`imparzialità degli stessi vista la mancata possibilità delle parti circa la scelta degli arbitri.
I provvedimenti adottati dagli organi della Federazione hanno piena e definitiva efficacia, nell`ambito dell`ordinamento federale, nei confronti di tutte le Affiliate e tutti i tesserati (art.52 St. comma 1 ).
Ora ,in merito ai lodo arbitrali irrituali, si ravvisa la necessità di evidenziare una recente pronunzia della Corte di Cassazione(sezione Lavoro, n. 19182 del 19 agosto 2013) che stabilisce che `il lodo arbitrale irrituale è impugnabile soltanto per vizi che possono vulnerare ogni manifestazione di volontà negoziale , come l`errore, la violenza, il dolo e l`incapacità delle parti che hanno conferito l`incarico o dell`arbitro stesso. In particolare, l`errore rilevante attinente alla formazione della volontà degli arbitri è esclusivamente quello che si configura quando questi abbiano avuto una falsa rappresentazione della realtà per non aver preso visione degli elementi della controversia o per averne supposti altri inesistenti, ovvero per aver dato come contestati fatti pacifici (o viceversa) , mentre è preclusa ogni impugnativa per errori di diritto, sia in ordine alla valutazione delle prove che in riferimento alla idoneità della decisione adottata a comporre la controversia` (Cass.civ. sez.I 18 settembre 2001 n.11678). La Corte di Cassazione , sezione Lavoro, è intervenuta,dunque, nuovamente su tre principi;
1) sul riconoscimento della natura irrituale della procedura arbitrale, prevista da una clausola compromissoria inserita nello Statuto e nel regolamento federale, per la risoluzione delle controversie relative ai rapporti fra società sportive e professionisti tesserati ribadendo che deve configurarsi come strumento alternativo e volontario al giudizio ordinario e non determinando una rinunzia assoluta alla giurisdizione (rif. Cass. 1 agosto 2003 n.11751):
2) l`applicabilità come unico regime di impugnazione quello previsto dall`art. 412-quater X comma cod. proc. civ. (vedi Cass. 2 febbraio 2009, n. 2576):
3) Non applicabilità dell`art. 825 c.p.c. quale strumento di impugnazione del solo lodo rituale arbitrale dinanzi alla Corte d` Appello.
In relazione al 2) l`art. 412 quater c.p.c. nel comma X sancisce che `…sulle controversie aventi ad oggetto la validità del lodo arbitrale irrituale , ai sensi dell`art.808 ter decide in un unico grado il tribunale , in funzione del giudice del lavoro, nella cui circoscrizione è la sede dell`arbitrato..`.
Il ricorso,secondo quanto stabilisce la norma, deve essere depositato entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del lodo. In caso contrario il lodo è reso esecutivo previo accertamento dei seguenti elementi:
1) inutile decorso del termine di trenta giorni per la relativa impugnazione ;
2) intervenuta accettazione scritta della decisione arbitrale da parte degli interessati;
3) intervenuto rigetto dell`impugnativa del lodo.
In quest`ultimo caso si prevede l` ammissibilità del ricorso per cassazione avverso la sentenza pronunciata in primo (ed unico) grado dal tribunale che rigetti l`impugnativa del relativo lodo arbitrale.(rif. Corte di Cass. Sez. civ., sez. lavoro, 02 febbraio 2009 , n.2576) .
Alla luce degli effetti di questa novella legislativa, a parere dello scrivente, non si può non sostenere in maniera positiva l`evoluzione giurisprudenziale, sopra citata, in merito all`applicabilità dell`art.412 quater comma X c.p.c. e della sua legittimità in ambito sportivo .E` un mezzo di impugnazione utile,forse unico strumento di tutela che, pur se limitato ai vizi , garantisce ai tesserati professionisti di tutelare l`esercizio di un diritto riconosciuto dall`ordinamento dinanzi ad un organo terzo ed imparziale. Si spera ,dunque, che ci sia un`apertura da parte dell`Ordinamento sportivo nei confronti della normativa , con l`aggiornamento degli statuti federali ,al fine di garantire trasparenza , correttezza e tutela nei confronti dei tesserati ed affiliati.
Abogado/ Avv. Stab. Raffaella Vignotto
raffaella.vignotto@libero.it
testo della sentenza della Cassazione Sez. Lavoro del 19 agosto 2013 n. 19182:
2013-11-07 - Fonte: Raffaella Vignotto
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