Source: https://www.anffascorigliano.it/blog/page/91/
Timestamp: 2020-07-06 19:18:10+00:00

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Superando.it – È possibile spendere quasi 5.000 parole sulla scuola italiana senza dedicarne neanche una agli alunni con disabilità? Pare proprio di sì. Il 5 settembre, infatti, «la Repubblica» ha pubblicato un’inchiesta sull’avvio del nuovo anno scolastico, alla luce delle promesse e degli impegni annunciati dal Governo Renzi con l’approvazione e l’avvio della riforma della cosiddetta Buona Scuola (Legge 107/15).
L’inchiesta riguarda tutti, o quasi, gli aspetti della riforma; è un pezzo ben scritto e documentato che affronta le diverse questioni sul tappeto: le recenti bocciature al concorso per i docenti, l’ampio numero di cattedre che rimarranno scoperte e quindi la persistenza del fenomeno dei supplenti, le polemiche connesse al bonus insegnanti, l’alto numero di adempimenti richiesti ai dirigenti scolastici, la questione dei vicari (e del loro esonero), con approfondimenti puntuali sui temi dell’alternanza scuola-lavoro, del precariato, dell’edilizia scolastica e delle chiamate dirette.
Ebbene, lo stato dell’arte dell’inclusione scolastica in Italia, anche alla luce di quanto previsto dalla citata Legge sulla Buona Scuola, non viene né citato né affrontato.
«Uffa, ma è possibile che si debba parlare sempre di disabilità?». La domanda potrebbe essere lecita se posta da persone che conoscono poco e superficialmente il mondo della scuola, ma è del tutto fuori luogo, quando chi parla di scuola dimostra di essere competente, come l’inchiesta di “Repubblica” dimostra. La domanda posta correttamente, invece, dovrebbe essere questa: «Ma è possibile effettuare una ricognizione sullo stato di salute della scuola italiana, senza affrontare il tema dell’inclusione scolastica?». La risposta è chiaramente «No».
L’inclusione scolastica di tutti i bambini e ragazzi con disabilità è uno degli elementi che caratterizzano la scuola italiana: nonostante difficoltà e incertezze, è sicuramente uno – forse l’unico? – elemento di eccellenza a livello mondiale. Quasi il 3% degli alunni italiani (circa 220.000) convivono con una situazione di disabilità. Le risorse dedicate a garantire il diritto allo studio sono notevoli (insegnanti di sostegno, educatori, specialisti…), ma tutta la struttura scolastica è impegnata nel garantire condizioni di vera inclusione a questi bambini e ragazzi. Con la Buona Scuola, poi, il Governo si è impegnato ad affrontare i tanti problemi che riguardano il rispetto dei diritti di questi studenti, ridefinendo il ruolo e la formazione dell’insegnate di sostegno, favorendone la continuità didattica, migliorando le competenze di tutto il personale scolastico, stabilendo i livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali, prevedendo la revisione dei sistemi e criteri di certificazione ecc.
Quell’inchiesta, dunque, avrebbe potuto verificare come gran parte di queste previsioni non abbiano avuto ancora tempo e modo di essere attuate e che anche quest’anno la scuola inizierà con maggiori difficoltà per gli studenti con disabilità. Oltre a condividere i problemi di tutti gli altri studenti, infatti, essi dovranno fare i conti con la mancanza di insegnanti di sostegno, ma spesso anche del servizio di trasporto, dell’assistenza educativa e di quella alla comunicazione.
Almeno uno studente con disabilità su due frequenterà in una scuola non adeguata alle sue esigenze fondamentali, per via della persistenza di barriere di diverso tipo. E da ultimo, ma non certo ultimo, gran parte dei docenti curricolari non avranno avuto l’obbligo e la possibilità di avviare un percorso formativo che li metta in condizione di raccogliere la sfida dell’inclusione.
Se tuttavia l’inchiesta di «Repubblica» è stata certamente un’occasione persa, crediamo sia anche un campanello d’allarme perché è il segnale, la spia che le questioni affrontate ogni giorno a scuola dai bambini e dai ragazzi con disabilità non sono ancora considerate come un problema generale, ma come una questione a parte: a loro verrà certamente dedicata una inchiesta ad hoc, separata. Ma i nostri ragazzi non frequentano una scuola a parte, ma sono parte della scuola di tutti, sono presenti in quasi tutte le classi e l’inclusione è ormai un aspetto ineliminabile e strutturale del nostro sistema di istruzione: tutti dati dato che vorremmo dare per scontati, ma che cosi scontati evidentemente non sono.
Ma in fondo sono passati solo 39 anni dall’approvazione della prima Legge che affermò il diritto dei bambini con disabilità di frequentare la scuola comune, la scuola di tutti [Legge 517/77, N.d.R.]. Il lavoro da fare non ci manca.
CARTA SIA: COME RICHIEDERE IL CONTRIBUTO DI SOSTEGNO PER FAMIGLIE DI PERSONE CON DISABILITÀ
Disabili.com – Dal 2 settembre scorso è possibile, per le famiglie italiane in condizioni economiche disagiate, e che rispondano a determinati requisiti, presentare richiesta per ottenere SIA, uno sussidio economico il cui acronimo sta per Sostegno per l’Inclusione Attiva. Tra i beneficiari, anche le famiglie nelle quali sia presente un componente con disabilità.
Si tratta di una delle misure di contrasto alla povertà inserite nell’ultima legge di stabilità (decreto attuativo 26 maggio 2016), che intende dare un supporto economico a quanti, rispetto a particolari condizioni familiari, si trovino in condizioni economiche molto precarie, aiutando le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquastare gradualmente l’autonomia.
Va detto infatti che l’erogazione del contributo, oltre a essere riservata a famiglie che rispondano a determinati (e molto ristretti) requisiti, è subordinata all’accettazione di un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni . Me vediamo nel dettaglio requisiti, criteri, beneficiari e funzionamento del SIA.
Requisiti di accesso. Un componente del nucleo familiare può fare richiesta del SIA al Comune mediante la compilazione di un modulo predisposto dall’Inps con il quale si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l’accesso al programma, che devono essere:
– presenza nella famiglia di almeno un componente minorenne oppure di un figlio con disabilità, oppure di una donna in stato di gravidanza accertata
Per quanto riguarda nello specifico una famiglia con figlio disabile, ciò significa che, stante il criterio dell’ISEE inferiore a 3000 euro e la presenza nel nucleo familiare di un figlio con disabilità (attenzione: figlio e non coniuge, genitore, etc), se si percepisce un qualsiasi contributo assistenziale (es. accompagnamento, contributo per non autosufficienza etc) che superi i 600 euro mensili, si è fuori.
– Assenza di beni durevoli di valore: ovvero nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda;
A questo punto il richiedente che rientri in ciascuno dei precedenti parametri, dovrà ottenere un punteggio uguale o superiore a 45 punti rispetto ad una scala di valori chiamata valutazione multidimensionale del bisogno. Questa si ottiene incrociando alcuni valori che tengono conto di
carichi familiari, situazione economica e situazione lavorativa. Sono favoriti i nuclei con il maggior numero di figli minorenni, specie se piccoli (età 0-3); in cui vi è un genitore solo; in cui sono presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti.
– Dal 2 settembre 2016 (45 giorni dopo l’entrata in vigore del Decreto interministeriale del 26 maggio 2016) il cittadino può presentare la richiesta per il SIA
– Entro due mesi verrà erogato il beneficio economico
– Entro 60 giorni dall’accreditamento del primo bimestre (90 giorni per le richieste presentate fino al 31 ottobre 2016) devono essere attivati i progetti personalizzati (in fase di prima applicazione obbligo di attivazione per il 50% dei beneficiari).
Il beneficio economico. Il beneficio è concesso bimestralmente e viene erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta SIA) rilasciata dalle Poste con la quale si possono effettuare acquisti in supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard. La Carta può essere anche utilizzata presso gli uffici postali per pagare le bollette e dà diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati nei negozi e nelle farmacie convenzionate, con l’eccezione degli acquisti di farmaci e del pagamento di ticket. Con la Carta, inoltre, si può accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata, a condizione di aver compilato l’apposita sezione presente nel modulo di domanda. Non è possibile prelevare contanti o ricaricare la Carta.
Progetti di attivazione sociale e lavorativa. Questo intervento ha l’obiettivo di sostenere le famiglie in stato di “povertà” a riconquistare gradualmente l’autonomia. Per questo, un requisito di accesso al beneficio economico è la accettazione, da parte del richiedente, di un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa che verrà costruito insieme al nucleo familiare e attivato dai Comuni Entro 60 giorni dall’accreditamento del primo bimestre. I beneficiari si impegnano a svolgere specifiche attività, nelle aree
Si rimanda la lettura completa del regolamento del SIA (qui scaricabile il pdf) e si suggerisce anche la lettura di un interssante approfondimento in merito, a cura del sito specializzato Handylex.
V CONFERENZA SULLE POLITICHE IN MATERIA DI DISABILITÀ. AL VIA LA CAMPAGNA INFORMATIVA
Lavoro.gov.it – Venerdì 16 e sabato 17 settembre si svolgerà a Firenze la “V Conferenza Nazionale per le Politiche della Disabilità” alla quale parteciperanno Istituzioni, Enti del Terzo settore e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
La Conferenza è organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Obiettivo dell’incontro è favorire il confronto e lo scambio di buone prassi e metodologie a favore del settore, affinché dalla conoscenza reciproca possano emergere soluzioni e servizi utili da replicare.
In occasione di tale evento, il Ministero ha predisposto una campagna informativa per portare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della disabilità.
“Diritti delle persone con disabilità: semplicemente gli stessi diritti di tutti”. Questo il claim della campagna che si pone l’obiettivo di promuovere e rafforzare una “cultura inclusiva”, in grado di accogliere e integrare le diversità, in applicazione dei principi di pari opportunità richiamati nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Le politiche e le azioni poste in essere possono concretamente cambiare la vita delle persone disabili in tutti i livelli dell’organizzazione della vita sociale: la salute, l’istruzione, il lavoro, la vita quotidiana, fatta di possibilità di muoversi, di fare sport di godere del tempo libero.
PARALIMPIADI. “SONO ABBASTANZA BRAVO, PERCHÉ NON POSSO COMPETERE?”
Change.org – “Gli atleti come me vengono esclusi dalle Paralimpiadi. Sono un corridore da 100 e 200 metri. Mi sono allenato per tutta la vita per competere ai più alti livelli. Ho anche una difficoltà di apprendimento. Sfortunatamente, questo significa che non sono in grado di competere nelle discipline nelle quali sono più forte. Sapevate che le Paralimpiadi escludonole persone con difficoltà di apprendimento in più di tre quarti degli sport? Su 23 sport dei giochi paralimpici estivi, gli atleti con una disabilità di apprendimento possono competere soltanto in tre: atletica, nuoto e tennis da tavolo. Sono un atleta da quando avevo 15 anni. Mi alleno 4/5 giorni alla settimana e competo circa 3 o 4 volte al mese. Ho cercato di allenarmi per competere nei 400 metri così realizzare il mio sogno, di gareggiare alle Paralimpiadi. È stato purtroppo davvero difficile. La difficoltà maggiore è stata nella preparazione. Duecento sessantaquattro atleti gareggeranno a Rio 2016. Soltanto sette di loro hanno una disabilità di apprendimento ovvero 3% dei partecipanti. Sono davvero entusiasta di guardare le Paralimpiadi e augurare a tutti gli atleti, specialmente quelli in Team GB tutta la fortuna del mondo. Ma, è anche frustrante sapere che atleti come me vengono esclusi dalle Paralimpiadi perdendo questa incredibile opportunità di dimostrare al mondo che cosa possiamo farcela anche noi. È troppo tardi per quegli atleti che sono stati esclusi, ma possiamo fare in modo che le cose cambino per i prossimi giochi del 2020 e oltre. Per questo mi rivolgo al Comitato Paralimpico Internazionale per realizzare una maggiore uguaglianza e dare agli atleti con disabilità di apprendimento il sostengo l’opportunità che meritano. Unitevi a me e Mencap per promuovere il cambiamento!”È questo il messaggio che si legge sul sito Change.org a pochi giorni dall’inizio delle Paralimpiadi 2016. Mencap, una delle principali associazioni che si occupa di persone con disabilità intellettiva in Gran Bretagna, ha infatti attivato una petizione online affinché dalle prossime Paralimpiadi tutti gli atleti con disabilità possano partecipare.
Per maggiori informazioni e firmare la petizione di Mencap cliccare qui
COM’È LA RELAZIONE TRA SIBLINGS IN PRESENZA DI DISABILITÀ INTELLETTIVA O DISAGIO PSICHICO?
Disabili.com – Il Laboratorio di Psicosomatica e Clinimetria, Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna ha avviato una ricerca alla quale sono invitati a partecipare, informa del tutto anonima e online, attraverso la compilazione di questionario, fratelli o sorelle di persone con disabilità intellettiva e disagio psichico.
Lo scopo dell’indagine è migliorare la conoscenza in merito ad aspetti inerenti alla tematica della relazione fraterna, in particolare nella disabilità e nel disagio psichico. Nello specifico, lo studio si propone di valutare la relazione tra siblings, il benessere psicologico, gli stati emotivi e il funzionamento familiare, in particolare prendendo in esame la relazione fraterna nella disabilità e nel disagio psichico
Lo studio prevede la compilazione di alcuni questionari del tutto anonimi e la raccolta di informazioni sociodemografiche. I dati verranno elaborati in forma anonima ai soli fini di ricerca, e resi pubblici unicamente in maniera aggregata, nel rispetto della disciplina di protezione dei dati personali, e delle norme etiche della ricerca in psicologia dell’A.I.P. Sarà inoltre possibile, facendone richiesta al promotore, consultare i risultati conclusivi della ricerca.
Per qualsiasi informazione inerente lo studio è possibile contattare Martina Mosca all’indirizzo di posta elettronica martina.mosca4@studio.unibo.it
ISEE E DISABILITÀ. UN DOSSIER AGGIORNATISSIMO SU HANDYLEX
Handylex.org – La presentazione dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) viene richiesta per l’accesso a prestazioni sociali agevolate cioè servizi o aiuti economici rivolti a situazioni di bisogno o necessità (solo a titolo di esempio: dalle prestazioni ai non autosufficienti ai servizi per la prima infanzia, dalle agevolazioni economiche sulle tasse universitarie a quelle per le rette di ricovero in strutture assistenziali, alle eventuali agevolazioni su tributi locali, all’accesso agli asili nido).
Ricorsi, sentenze e modifiche normativi
Come si calcola l’ISEE?L’indicatore della situazione reddituale (ISR)
Domande e risposte in sintesi
L’origine normativa dell’ISEE
La Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (nota come manovra Salva-Italia) ha previsto, all’articolo 5, un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Questo decreto dovrà rivedere sia le modalità di determinazione che i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
Si tratta di un intervento che interessa milioni di famiglie italiane: l’ISEE è idealmente uno strumento per ponderare il reddito di un nucleo familiare. Già prima della revisione in atto dei criteri di calcolo, considerava tutti i redditi IRPEF dei componenti, il 20% del patrimonio della famiglia e sottopone la somma risultante ad una scala di equivalenza: quanto più numeroso è il nucleo, tanto più basso sarà l’ISEE.
È uno strumento che ha la sua razionalità, ma che è stato viene usato negli anni solo per alcune prestazioni sociali agevolate, non per tutte. Per altre ci si riferisce al reddito IRPEF (ad esempio per le pensioni di invalidità); per altre ancora al reddito dell’interessato e del coniuge (assegno sociale).
La determinazione dell’ISEE era in precedenza disciplinata dal Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (e successive modificazioni e regolamentazioni).
Intervenire sull’ISEE significa, innanzitutto, modificare i suoi tre elementi costitutivi e cioè:
Inoltre significa ridefinire i campi di applicazione (a quali servizi prestazioni si applica) e decidere se, in taluni casi, anziché all’ISEE dell’intero nucleo ci si debba riferire alla sola situazione del singolo cittadino che richiedere prestazioni agevolate.
Come già detto, la riforma dell’ISEE è stata fissata dalla Legge 214/2011 il cui l’articolo 5 citato fissa i seguenti principi ispiratori del successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri:
adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonché dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico;
migliorare la capacità selettiva dell’indicatore, valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale, sita sia in Italia sia all’estero, al netto del debito residuo per l’acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;
Rispetto invece ai campi di applicazione, il secondo periodo dell’articolo 5 rimanda al medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale che a decorrere dal 1° gennaio 2013 (termine ovviamente superato), non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.
La norma originaria rimanda alla successiva approvazione di un regolamento avvenuta con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”). È questo il riferimento normativo più rilevante poiché fissa nel dettaglio i nuovi criteri congruenti con la norma originaria.
Il DPCM citato, per rendere effettivamente applicabili le nuove disposizioni al DPCM 159/2013, ha previsto un provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta dell’INPS, sentita l’Agenzia delle entrate e il Garante per la protezione dei dati personali – che fissa le caratteristiche e le istruzioni per la redazioni del modello di Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), cioè il modello su cui vengono inseriti i dati per il calcolo dell’ISEE.
Questo modello è stato approvato con Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 7 novembre 2014 (Approvazione del modello tipo della Dichiarazione Sostitutiva Unica a fini ISEE, dell’attestazione, nonchè delle relative istruzioni per la compilazione ai sensi dell’articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159.).
Entro la stessa data (17 dicembre 2014) è fissato l’obbligo per gli enti che disciplinano l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate (Comuni, Università ecc.) l’emanazione degli atti anche normativi necessari all’erogazione stessa delle nuove prestazioni in conformità con le disposizioni del DPCM 159/2013. Questo significa che devono fissare le nuove soglie di accesso alle prestazioni sociali agevolate di loro competenza ed eventuali criteri aggiuntivi.
Ricorsi, sentenze e modifiche normative
Una lunga vicenda di ricorsi e modifiche normative ha distinto la fase successiva dell’entrata in vigore del DPCM 159/2013.
Le sentenze del TAR Lazio, avevano respinto molti elementi sollevati dai ricorrenti, ma avevano invece accolto due contestazioni centrali nell’impianto di calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale, cioè di una delle due componenti dell’ISEE (l’altra è quella patrimoniale). I tre dispositivi TAR, letti in modo combinato, stabilivano:
Contro le tre sentenze del TAR, la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell’economia e delle finanze hanno proposto ricorso presso il Consiglio di Stato. Il Consiglio di Stato, con le tre sentenze citate all’inizio, ha respinto i ricorsi confermando le tesi della I sezione del TAR del Lazio.
A fronte di queste Sentenze vi è stato un intervento normativo con la legge 26 maggio 2016, n. 89 (art. 2 sexies) che ha modificato l’impianto di calcolo dell’ISEE per le persone con disabilità in attesa di una più complessiva riforma dello strumento.
non siano più computate nell’ISRE tutte le provvidenze assistenziali o previdenziali anche indennitarie che siano esenti da IRPEF; tale esclusione vale solo per le provvidenze assistenziali connesse alla disabilità;
che siano soppresse le franchigie per disabilità media, grave e non autosufficienza precedentemente previste;
che sia soppressa la possibilità di detrarre dall’ISR le spese effettivamente sostenute e dimostrabili per l’assistenza personale o l’ammontare della retta versata per l’ospitalità alberghiera per il ricovero in strutture residenziali nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria;
che sia applicata per ogni persona con disabilità presente nel nucleo familiare una maggiorazione della scala di equivalenza pari allo 0,50.
INPS, con sue disposizioni, ha fornito indicazioni operative per l’applicazione dei nuovi criteri, rilasciando anche i nuovi modelli di dichiarazione e previsto il ricalcolo di tutte le dichiarazioni precedentemente emesse entro il 10 settembre 2016 (Circolare INPS 25/07/2016 n. 13)
Nell’ISEE vigente le componenti “logiche” generali rimangono del tutto simili a quelle su cui era incardinato il precedente ISEE.
ciò che va considerato nell’Indicatore della Situazione Reddituale
ciò che va considerato nell’Indicatore della Situazione Patrimoniale
Ma la novità è anche più generale. Uno dei maggiori problemi applicativi fino ad oggi, e che peraltro hanno generato non poco contenzioso, risiede nel fatto che le Regioni e i Comuni operano con notevole discrezionalità nel definire i limiti e condizioni di compartecipazione alla spesa per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate.
La volonta è di fissare nuovamente un criterio unico di calcolo e di applicazione validi su tutto il territorio nazionale: questo è chiaramente indicato nel nuovo decreto: l’applicazione dell’ISEE costituisce livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, lettera m), della Costituzione. Quindi diventa vincolante per tutte le Regioni.
Come detto sopra, in seguito alle correlate Sentenze del Conisglio di Stato e alle conseguenti modifiche legislative, sono sstati esclusi dal computo dell’ISR i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari erogati per la disabilità.
Come già detto, le più recenti modifiche legislative hanno abrogato le franchigie differenziate, oltre che minore o maggiore età, a seconda della gravità. Tuttavia l’indicazione rimane e viene richiesta nei vigenti moduli di dichiarazione per finalità statistiche e di monitoraggio, ma anche come fonte per eventuali successive programmazione di servizi o politiche in ambito nazionale o regionale.
È però necessario spiegare cosa intenda il Legislatore per disabilità media, disabilità grave, non autosufficienza, poiché le diverse condizioni comportano un diverso trattamento. Il Ministero, nel tentare di elaborare una non facile definizione, si è “scontrato” con il ben noto marasma degli inquadramenti vigenti delle diverse invalidità.
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 65 anni Invalidi 67>99% (D.Lgs. 509/88) Inabili totali (L. 118/71, artt. 2 e 12) Cittadini di età compresa tra 18 e 65 anni con diritto all’indennità di accompagnamento (L. 508/88, art. 1, comma 2, lettera b)
Invalidi civili minori di età Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (L. 118/71, art. 2 – diritto all’indennità di frequenza) Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30 Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento ( L. 508/88, art. 1)
Invalidi civili ultrasessantacinquenni Ultrasessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67>99%(D. Lgs. 124/98, art. 5, comma 7) Ultrasessantacinquenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età , inabili 100%(D.Lgs. 124/98, art. 5, comma 7) Cittadini ultrasessantacinquenni con diritto all’indennità di accompagnamento (L. 508/88, art. 1, comma 2, lettera b)
Ciechi civili Art 4 L.138/2001 Ciechi civili parziali (L. 382/70 – L. 508/88 – L. 138/2001) Ciechi civili assoluti (L. 382/70 – L. 508/88 – L. 138/2001)
Sordi civili Invalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesica (DM 27/8/1999, n. 332) Sordi pre-linguali, di cui all’art. 50 L. 342/2000
INPS Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8) Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8) Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (L. 222/84, art. 5)
INAIL Invalidi sul lavoro 50>79% (DPR 1124/65, art. 66 )Invalidi sul lavoro 35>59 % (D.Lgs 38/2000, art.13 – DM 12/7/2000 – L. 296/2006, art 1, comma 782) Invalidi sul lavoro 80>100% (DPR 1124/65,art. 66)Invalidi sul lavoro >59%(D.Lgs 38/2000, art. 13 – DM 12/7/2000 – L. 296/2006, art 1, comma 782) Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (DPR 1124/65 – art. 66)Invalidi sul lavoro con menomazioni dell’integrità psicofisica di cui alla L.296/2006, art 1, comma 782, punto 4
INPS gestione ex INPDAP Inabili alle mansioni (L. 379/55, DPR 73/92 e DPR 171/2011) Inabili (L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 (71>80%) Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 (81>100%) Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità(Tabella E allegata al DPR 834/81)
Merita un’annotazione il criterio individuato per i minori con disabilità grave. Vi si prevede che per essere considerati tali gli interessati siano titolari di indennità di frequenza e in aggiunta ricorrano le condizioni di cui a L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30. La prima norma (che si riferisce alle agevolazioni fiscali sui veicoli) indica una ridotta o impedita capacità motoria ed esclude quindi le persone con menomazioni che non siano fisiche (sensoriali o intellettive). La seconda norma (che vale sempre in materia di agevolazioni fiscali) si riferisce invece alle disabilità “psichiche e mentali) con handicap grave (art. 3 comma 3 della legge 104/1992) tali da aver determinato il diritto all’indennità di accompagnamento. Mentre il primo riferimento è praticamente superfluo, il secondo è del tutto inutile, poiché se una persona con disabilità intellettiva minorenne è titolare dell’indennità di accompagnamento ricade sotto la terza categoria e cioè quello della non autosufficienza.
Nel decreto la definizione di patrimoni immobiliari (abitazioni, edifici, terreni) e mobiliari (depositi, conti correnti, titoli di stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, azioni ecc) è molto più precisa e circostanziata di quella vigente. L’obiettivo è di fare in modo che alcuni patrimoni (in particolare mobiliari) non sfuggano al calcolo dell’ISEE. Rispetto all’ISEE precedente è stata ridotta la franchigia sulla componente mobiliare e considerato il patrimonio all’estero. Sul patrimonio mobiliare è prevista una franchigia massima di 6.000 euro, accresciuta di 2000 euro per ciascun componente del nucleo fino ad un massimo di 10.000 euro
L’articolo 5 della Legge 214/2011 indica la volontà di intervenire sui “pesi dei carichi di famiglia” e cioè di favorire le famiglie numerose e quelle in cui sia presente una persona con disabilità. Riferendosi all’ISEE, questo significa anche una modificazione delle scale di equivalenza, cioè di quei parametri applicati a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (es.: tre componenti, 2,04; quattro componenti, 2,46; ecc.).
Nel decreto (DPCM 159/2013) la tabella rimane uguale a quella vigente dal 1998, ma vengono modificati i parametri aggiuntivi e cioè:
incremento di 0,35 per ogni ulteriore componente;
maggiorazioni per nuclei familiari con figli minorenni:
b) 0,2 per nuclei familiari con figli minorenni, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro e di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. L’agevolazione spetta anche nel caso di genitore solo non lavoratore con figli minorenni.
La legge 26 maggio 2016, n. 89 (art. 2, sexies) ha stabilitp che sia applicata la maggiorazione dello 0,5 al parametro della scala di equivalenza per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente.
Ciò significa, ad esempio, che per un nucleo di tre persone in cui sia presente una persona con disabilità, il parametro è di 2,54 (2,04 + 0,5) e non di 2,04, restituendo, quindi, un risultato più favorevole al nucleo.
Applicazione “antielusiva” prevista per le prestazioni relative al diritto allo studio univesitario.
In questo caso il calcolo dell’ISR è potenzialmente diverso perchè non vengono ammesse le deduzioni di spesa per l’assistenza personale (badanti).
Il figlio (non convivente) non viene considerato come componente aggiuntiva nel caso in cui quando egli (oppure un componente del suo nucleo) sia una persona con disabilità o nel caso in cui risulti accertata in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità del figlio in termini di rapporti affettivi ed economici.
Il DPCM introduce anche una disposizione per certi versi antielusiva che riguarda le donazioni.
La donazione di cespiti parte del patrimonio immobiliare del beneficiario avvenute successivamente alla prima richiesta delle prestazioni di ricovero continuano ad essere valorizzate nel patrimonio del donante. Allo stesso modo sono valorizzate nel patrimonio del donante, le donazioni effettuate nei 3 anni precedenti, se in favore di persone tenute agli alimenti ai sensi dell’articolo 433 del codice civile (figli, fratelli, coniuge ecc.)
Esempio: un genitore anziano fa richiesta di ricovero in istituto, e successivamente effettua una donazione della propria abitazione al figlio (magari confidando di abbassare il proprio ISEE); la rendita dell’immobile continua a pesare sul proprio ISEE e, visto che la donazione è avvenuta nei confronti del figlio, continuerebbe a pesare anche se l’avesse effettuata tre anni prima di richiedere il ricovero.
Queste disposizioni relative al calcolo per le prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo sono particolarmente severe e colpiscono in particolare le persone anziane non autosufficienti e i loro familiari diretti. Rischiano di spingere inoltre verso l’alienazione immobiliare per poter contare su fonti di copertura delle spese di ricovero.
Appliazione da parte dei Comuni e degli enti erogatori
Il DPCM 159/2013 impone che trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione dei nuovi modelli, le DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) possono essere rilasciate solo con i nuovi criteri. Conseguentemente anche le prestazioni sociali agevolate richieste successivamente a quella data, sono erogate sulla base dell’ISEE rivisto ai sensi del DPCM 159/2013. Entro la stessa data gli enti che disciplinano l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate (Comuni, Università ecc.) devono emanare gli atti anche normativi necessari all’erogazione delle nuove prestazioni in conformità con le disposizioni del nuovo decreto. Questo significa che devono fissare le nuove soglie di accesso alle prestazioni sociali agevolate di loro competenza. Di fatto il limite temporale è già superato essendo i moduli approvati il 7 novembre 2014.
Di fatto molti Comuni devono ancora provvedere a fissare i nuovi criteri (soglie e limiti). Si tratta di una decisione politica e organizzativa piuttosto delicata.
Non è infatti solo una decisione che riguardi le soglie (confermare le precedenti o meno) ma che interessa anche l’accesso ai servizi e l’eventuale quantificazione della partecipazione alla spesa da parte dei cittadini.
Che cosa viene considerato nel nuovo ISEE?
Vengono considerati i redditi di varia natura e tutte le prestazioni monetarie erogate dallo Stato o da enti pubblici con finalità assistenziale anche se sono esenti da tassazione. Sono escluse le prestazioni assistenziali o previdenziali erogate per disabilità. Viene poi sommato il 20% del patrimonio mobiliare o immobiliare. Sono previste alcune franchigie e detrazioni.
La somma viene poi divisa per parametri diversi a seconda della composizione del nucleo familiare.
Nel nuovo ISEE sono conteggiate anche le pensioni e l’indennità di accompagnamento?
No. Dopo le più recenti Sentenze e modifiche legislative non vengono più conteggiate
Vengono conteggiati anche gli eventuali ausili concessi alle persone con disabilità?
Assolutamente no. Si tratta di una ipotesi destituita da ogni fondamento.
Sono previste agevolazioni per le persone con disabilità?
Dopo le più recenti Sentenze e modifiche legislative viene prevista una maggiorazione dello 0,5 nei parametri della scala di equivalenza per ogni persone con diabilità presente nel nucleo.
No, l’ISEE familiare o (estratto), previsto molto confusamente dalla normativa precedente non esiste più. Solo per le prestazioni sociosanitarie agevolate è previsto di far riferimento, per i disabili maggiorenni, ad un nucleo familiare più “ristretto” e cioè al solo coniuge e ai figli. Nel caso questi non siano presenti, si conteggia il solo beneficiario. Ne beneficiano i disabili maggiorenni non coniugati e/o senza figli.
Quali saranno i limiti ISEE per le prestazioni agevolate?
Il decreto prevede che gli enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate, entro 30 giorni dall’entrata in vigore dei nuovi modelli di dichiarazione DSU, rivedano i propri criteri di calcolo e i limiti ISEE precedentemente fissati. Riteniamo che, visto l’ampliamento della base reddituale e patrimoniale considerata i limiti debbano essere superiori.
Il nuovo ISEE sarà applicato anche all’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento viene attualmente erogata a prescindere dal reddito del beneficiario. Il decreto non prevede alcuna novità in questo senso. L’indennità di accompagnamento continua ad essere erogata a prescindere dal reddito.
Il nuovo ISEE sarà applicato anche pensioni di invalidità civile, cecità sordità?
Il decreto non prevede questa ipotesi. Le pensioni assistenziali per invalidità civile attualmente sono erogate riferendosi a limiti reddituali personali. Per applicare l’ISEE è necessaria un’altra specifica disposizione di legge.
In linea generale – fermo restando la valutazione sul limite ISEE ipoteticamente adottato – non è detto che questa soluzione sarebbe negativa per tutti. In alcuni casi sarebbe sicuramente motivo di perdita della provvidenza economica; in altri casi non produrrebbe variazioni; il altri casi potrebbe consentire l’accesso a prestazioni precedentemente negate (si pensi all’invalido con 17.000 euro di reddito e una moglie a carico, attualmente escluso).
Circolare INPS 25 luglio 2016 n. 137
Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, 7 novembre 2014
Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (articolo 5)
Superando.it – Rapido e doveroso riepilogo introduttivo: fu la Legge 162/98 (articolo 1, comma d) a stabilire lo svolgimento, «ogni tre anni», della «Conferenza Nazionale sulle Politiche dell’Handicap». In realtà, le Conferenze da allora sono state quattro, la prima a Roma, nel dicembre del 1999, la seconda a Bari, nel febbraio del 2003, la terza a Torino, nell’ottobre del 2009 e la quarta a Bologna nel luglio del 2013.
Ma come si avvicina a tale appuntamento un’organizzazione quale la FISH* (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), cui aderiscono numerose tra le più importanti Associazioni italiane di persone con disabilità e delle loro famiglie, e che vede alcuni dei suoi principali esponenti concretamente impegnati nei lavori dell’Osservatorio Nazionale? La redazione di Superando.it l’ha chiesto al presidente Vincenzo Falabella.

References: art. 1
 art. 2
 art. 8
 art. 30
 art. 1
 art. 5
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 art. 5
 art. 66
 art.13
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