Source: http://www.jusdicere.it/Ragionando/ciascuno-dei-comproprietari-di-un-immobile-e-legittiamato-ad-azionarsi-in-giudizio-per-il-rilascio/
Timestamp: 2019-10-17 23:53:42+00:00

Document:
Ciascuno dei comproprietari di un immobile è legittimato ad azionarsi in giudizio per il rilascio | Redazione Jd
CASS. CIV., SEZ. III, 04/07/2019, N. 17933
«In caso di pluralità di locatori, ciascuno di essi gode di pieni poteri gestori e presumendosi, in difetto di prova contraria, il consenso degli altri locatori – può agire al fine di ottenere il rilascio dell’immobile, dovendosi pertanto escludere la necessità di integrazione del contraddittorio» (Massima non ufficiale)
[Omissis], unitamente alla figlia [Omissis], concesse in locazione e [Omissis] un immobile con circostante terreno alberato.
A fronte del mancato pagamento dei canoni dovuti per il periodo successivo al 1° marzo 2011, la [Omissis] intimò al [Omissis] sfratto per morosità.
Il Tribunale di [Omissis], Sezione Specializzata Agraria (cui la causa era stata rimessa dalla Sezione Dist. di [Omissis] a seguito di eccezione di incompetenza sollevata dal [Omissis]) accolse la domanda della [Omissis], dichiarando la risoluzione del contratto per grave inadempimento del conduttore e ordinando il rilascio del compendio.
In accoglimento del gravame del [Omissis], la Corte di Appello di [Omissis], Sez. Specializzata Agraria ha rimesso la causa al giudice di primo grado ritenendo sussistente un difetto di integrità del contraddittorio per mancata partecipazione al giudizio degli eredi dell’altra parte concedente ([Omissis]).
Avverso tale pronuncia, la [Omissis] ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo, con cui ha denunciato la violazione o falsa applicazione dell’articolo 102 c.p.c.; l’intimato non ha svolto attività difensiva.
1. Il ricorso è fondato alla luce del consolidato orientamento di legittimità – cui il Collegio intende dare continuità – secondo cui “il comproprietario può agire in giudizio per ottenere il rilascio dell’immobile per finita locazione, trattandosi di un atto di ordinaria amministrazione della cosa comune per il quale si deve presumere che sussista il consenso degli altri comproprietari o quanto meno della maggioranza dei partecipanti alla comunione, sicché non ricorre la necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri partecipanti” (Cass. n. 7416/1999; conformi Cass. n. 3175/1989, Cass. n. 537/2002, Cass. n. 19929/2008) Cass. n. 14530/2009, Cass. n. 1986/2016 e Cass. n. 12386/2016).
né risulta conferente il richiamo della Corte territoriale a Cass. n. 9951/1997, secondo cui “in tema di locazione di immobili urbani, l’azione di accertamento della entità del canone (…), mirando a determinare un mutamento nell’ambito del rapporto locativo, ha natura costitutiva e, pertanto, in caso di pluralità di locatori, dà luogo, tra i medesimi, sul piano processuale, ad una situazione di litisconsorzio necessario”; tale pronuncia concerne, infatti, un’ipotesi di litisconsorzio passivo fra i locatori – evocati in giudizio dai conduttori per sentir dichiarare l’illegittimità dell’aumento del canone, con un’azione costitutiva volta a determinare un mutamento del rapporto locativo – in relazione alla quale si impone la partecipazione necessaria al giudizio di tutti i locatori, ma che si pone del tutto al di fuori dell’ambito dell’esercizio dei poteri gestori “pieni” spettanti – dal lato attivo – a ciascun locatore, che viene in rilievo laddove l’iniziativa giudiziaria sia assunta dalla parte locatrice;
egualmente non pertinente è il richiamo al principio enunciato da Cass. n. 2925/1986 (sulla necessaria partecipazione di tutte le parti di un contratto al giudizio volto alla risoluzione dello stesso, dato che la sentenza costitutiva sarebbe inutiliter data se non pronunciata nei confronti di tutti gli interessati) giacché, ancorché condivisibile in termini generali, non tiene conto della peculiarità del rapporto locativo con pluralità di locatori in cui è presumibile – fino a prova contraria – che il singolo locatore, che gode della pienezza dei poteri gestori, agisca anche con il consenso degli altri;
la sentenza va dunque cassata, con rinvio alla Corte territoriale, in diversa composizione, perché rivaluti la vicenda alla luce dei principi sopra richiamati;
La Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, alla Corte di Appello di [Omissis], in diversa composizione.
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