Source: https://guidomelis.wordpress.com/news/immigrazione/
Timestamp: 2020-01-18 00:06:31+00:00

Document:
Immigrazione | Guidomelis's Weblog
Interrogazione sui romeni aggrediti nel Lazio
Interrogazione a risposta orale 3-01005
presentata da GUIDO MELIS
martedì 13 aprile 2010, seduta n.305
MELIS e TOUADI. –
– come riferisce il quotidiano La Repubblica, a Roma, nella zon…a del XV Municipio (Piana del Sole), il giorno 5 aprile alcuni ragazzi italiani hanno preso di mira un giovane romeno e, con la scusa di non avere ottenuto una sigaretta, lo hanno insultato con espressioni xenofobe («romeno di m****», «tornatene al Paese tuo») e quindi lo hanno violentemente percosso con calci e pugni, costringendolo a rifugiarsi in casa di alcuni connazionali;
– due giorni più tardi la casa appena citata è stata fatta oggetto di un lancio di due bottiglie Molotov che hanno prodotto danni;
– negli stessi giorni, come riferisce il quotidiano Il Tempo, un ventunenne romeno è finito all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli con prognosi di 30 giorni per trauma cranico e fratture, essendo stato aggredito da una spedizione di baby-bulli italiani mentre passeggiava con la moglie e la figlioletta di nove mesi a Piazza della Queva a Tivoli Terme e persino la bambina, per ottenere danaro dal padre, è stata percossa nella carrozzina con schiaffi;
– tali episodi si inquadrano in un clima generale di intolleranza verso gli immigrati in genere e verso i romeni in particolare, come dimostrano molti altri casi nell’ultimo periodo;
– nei confronti di tali episodi non sembra esservi un’adeguata reazione da parte delle autorità né una condanna sufficiente sui principali media -:
quali misure concrete intenda adottare il Ministro per evitare il ripetersi di simile violenze e scongiurare quelle che potrebbero essere conseguenze anche più drammatiche. (3-01005)
“Sciolto nell’acido romeno…però rubava…la vergogna dei media italiani”
“Prendiamo la terribile notizia di queste ultime ore: a Frosinone, grazie a una esemplare indagine dei carabinieri, si scopre che ben prima del delitto Reggiani un italiano ha ucciso un romeno e lo ha sciolto nell’acido. Ci aspetteremmo unanime esecrazione, inchieste, interviste, edizioni speciali di trasmissioni TV di approfondimento. Nulla di tutto ciò. La notizia (non la si può occultare, anche se i tg di Mediaset ci riescono lo stesso) viene messa in pagina, ma ben mimetizzata. E qualche quotidiano (Il Giornale, Il Messaggero) ci aggiunge che il romeno aveva rubato del gasolio all’assassino italiano. Anche se non è neppure accertato. Ma se anche lo fosse, cosa cambierebbe?” – si chiedono i rappresentanti romeni e Melis all’unisono.
La Cassazione: via i clandestini anche se hanno figli a scuola
UNA MATERIA CONTROVERSA. Verdetto innovativo sul caso di un irregolare albanese: ribaltata un’altra sentenza della corte
Per i giudici la tutela della legalità delle frontiere prevale sul diritto allo studio dei minori. I dubbi dell’Alto commissario dell’Onu
Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: gli stranieri irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non potranno chiedere di restare nel nostro Paese adducendo la motivazione che la loro espulsione provocherebbe un trauma «sentimentale» e un calo nel rendimento scolastico dei figli. È il nuovo orientamento della Suprema corte che – smentendo una sua recente sentenza – ha deciso di far prevalere la garanzia della tutela alla legalità delle frontiere rispetto a quella del diritto allo studio dei minori.
LA SENTENZA. Con la sentenza n.5856, la prima sezione civile della Cassazione ha respinto il ricorso di un clandestino albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori residente a Busto Arsizio (Varese), che voleva l’autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto del «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini che sarebbe stato danneggiato dall’allontanamento del loro papà. I supremi giudici hanno risposto che ai clandestini è consentita la permanenza in Italia per un tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d’emergenza».
Con questa pronuncia, i giudici hanno capovolto la precedente decisione che aveva autorizzato un papà clandestino a restare, definendola come «riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore, omettendone l’inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo» della legge sull’immigrazione.
LE REAZIONI. La decisione non è piaciuta all’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, la sudafricana Navi Pillay. Al termine della sua visita di due giorni in Italia, ha sottolineato che la sentenza desta «una grande e seria preoccupazione». «Esiste una giurisprudenza sui diritti dell’infanzia e la protezione dell’infanzia», ha spiegato Pillay, «nell’incontro con il ministro degli Esteri, Frattini, quest’ultimo mi ha dato la garanzia dell’impegno dell’Italia sulla difesa dei diritti dell’infanzia. Seguiremo la questione».
Ma non sono mancate altre reazioni. «La sentenza non dovrebbe rappresentare un pericolo», ha dichiarato Oliviero Forti, responsabile dell’Immigrazione della Caritas osservando che la Cassazione «verifica caso per caso». Per il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, si tratta invece di una «sentenza inumana e indegna di un Paese civile». Il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, plaude invece alla Suprema Corte: «L’infanzia non può essere strumentalizzata e non si può fare carta straccia della legalità con la scusa dell’istruzione ai minori». «La sentenza condanna i bambini con i genitori», dicono invece i deputati del Pd Jean-Leonard Touadi e Guido Melis, mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, con delega alle politiche familiari, sottolinea che va visto «caso per caso».
Per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini la sentenza della Cassazione è «giusta». Ma aggiunge: «Il nostro sistema d’istruzione ha sempre incluso e mai escluso e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli ma allo stesso modo non si può giustificare chi strumentalizza i bambini per sanare situazioni di illegalità».
ITALIA-ROMANIA:COOPERAZIONE PARLAMENTI,PRESTO CONVEGNO ROMA
ANSA) – BUCAREST, 24 FEB – Entro estate al Parlamento italiano sara’ organizzato un convegno sulla presenza imprenditoriale italiana in Romania e quella romena in Italia. Lo ha annunciato oggi all’ANSA il deputato Guido Melis (Pd), al termine di una visita di due giorni in Romania, dove ha incontrato colleghi romeni e imprenditori italiani. Salutando la creazione del Gruppo di amicizia con la Romania nel Parlamento italiano, di cui e’ presidente, l’on. Melis ha ricordato che al momento in Italia si contano circa 25.000 imprese romene. ”Mentre in Romania sono presenti anche le grandi imprese italiane, insieme alle piccole e medie, le aziende romene in Italia sono prevalentemente di piccola dimensione”, ha detto. In Romania sono registrate ora circa 28.000 imprese italiane. Un altro progetto riguarda la collaborazione culturale, che contempla la pubblicazione di un libro per i bambini romeni e italiani, per far meglio conoscere le realta’ dei due Paesi. La cooperazione va sviluppata in tutti i campi, da cultura ed economia ai romeni in Italia e italiani in Romania, hanno sottolineato da parte loro il senatore Sorin Bota, il presidente del Gruppo di amicizia parlamentare con l’Italia del Parlamento romeno, e il deputato della minoranza italiana, Mircea Grosaru, dopo aver incontrato ieri il collega italiano, insieme agli altri deputati e senatori romeni del Gruppo. (ANSA).
Collaborazione parlamentare – il deputato Guido Melis, in visita a Bucarest 23.02.2010
Il presidente del Gruppo di amicizia con la Romania del Parlamento italiano, l’on Guido Melis, ha visitato in questi giorni la Romania, per incontrare autorità e imprenditori italiani. L’agenda ha incluso naturalmente un incontro con i colleghi deputati e senatori del Gruppo di amicizia con l’Italia del Parlamento di Bucarest. Le prospettive dei rapporti sono ottime, ha detto l’on. Melis, in un’intervista a Radio Romania Internazionale. La cooperazione bilaterale con l’Italia sarà sviluppata in tutti i campi, hanno sottolineato da parte loro il senatore Marius Sorin Bota, il presidente del Gruppo parlamentare di amicizia con l’Italia e il deputato della minoranza italiana di Romania Mircea Grosaru, membro del Gruppo.
Radio Romania International – Audio
Sondaggio-choc: il 47% dei giovani italiani odia i romeni
L’istituto demoscopico Swg di Trieste ha reso noti con crudeltà i dati di un’approfondita indagine statistica compiuta su un campione di duemila giovani italiani, rappresentativi dei loro coetanei con entrambi i genitori originari della penisola. Il 47% per cento degli intervistati afferma di odiare i rom ed i romeni, confondendo spesso gli uni con gli altri. No ai matrimoni misti ed alle amicizie con giovani originari della nazione danubiana, asserisce categorico quasi un giovane italiano su due. Il rifiuto ad intessere relazioni sociali con i romeni è trasversale e riguarda sia giovani di destra che loro coetanei di sinistra che persone politicamente completamente agnostiche. Un po’ meglio, ma in fondo non di tanto, va agli albanesi; decisamente più accettati i magrebini, i cinesi ed i neri. I più desiderati comunque rimangono i sudamericani, respinti solamente dal 7% degli intervistati. Ciò, nonostante l’esistenza nelle nostre realtà urbane di parecchie bande di “ latinos” composte da giovani, quasi sempre minorenni, ecuadoriani, domenicani e peruviani figli di quelle badanti e colf tanto ricercate che, completamente sradicati dalla loro realtà sociale d’origine ed assolutamente estranei al tessuto sociale italiano, non di rado, in preda gli effetti dell’alcol e delle droghe, rapinano, stuprano ed ammazzano come nel caso di Via Padova a Milano. I romeni, invece, stando almeno a sentire il Ministro degli Interni di Roma, il leghista Roberto Maroni dovrebbero essere la nazionalità meglio integrata in Italia. Perché allora questo accanimento, che inizia già sui banchi scolastici, contro i nuovi cittadini comunitari emigrati in Italia in cerca di lavoro? “ Perché i politici, anche e troppo spesso di sinistra, cercano attraverso l’uso della stampa, una stampa che in Italia è particolarmente servile verso chi detiene ad ogni livello il potere, amano diffondere quotidianamente lo stereotipo del romeno stupratore, assassino e dalla romena arpia, rapinatrice, sfascia- famiglie e prostituta” ci dicono gli esponenti delle Associazioni della diaspora del paese neo- comunitario. Ieri il quotidiano nazionale vicino al mondo ambientalista, e cioè Terra, ha rivelato come l’odio che parecchi esponenti politici del centro- sinistra da loro intervistati nutrono verso questa nazionalità fa il paio con l’avversione leghista anti- rom ed anti- extracomunitari. Se da una parte, infatti, vi è l’onorevole Guido Melis del Partito Democratico che combatte, anche attraverso iniziative parlamentari, la romenofobia diffusa, i cittadini di Bucarest non hanno ancora dimenticato ciò che l’allora segretario del partito di Melis, e contemporaneamente Sindaco di Roma, Walter Veltroni disse alla televisore, primo canale romeno e primo canale italiano, all’indomani del feroce omicidio della signora Reggiani a Tor di Quinto. “ Sino a che la Romania non è entrata nell’Unione europea, Roma era una delle città più sicure al mondo”, chiosò il “ democratico” Veltroni, insinuando nella mente degli italiani il tarlo che i romeni siano all’origine di tutti i nostri mali in termini di sicurezza. Se poi oggi quasi un giovane su due è razzista e li odia è solo perché ha raccolto i frutti avvelenati di tante, troppe dichiarazioni di quel tenore.
Romania. Viaggio lungo il Danubio nella Nuova Europa
Roma (TidPress) – La storia scorre lungo il fiume. E porta con sé un’alternanza di popoli, tradizioni e ricchezze culturali e naturali. Il Danubio romeno sta vivendo una nuova giovinezza e, quando nel 2011 l’Unione Europea istituirà la Regione Danubiana, tornerà a pieno titolo ad appartenere al cuore pulsante dell’Europa.
Nell’incontro “Bun venit – Benvenuto. Viaggio nella Romania occidentale e lungo il corso del Danubio, tra storia, natura e cultura dell’accoglienza ”, svoltosi l’11 febbraio a Roma presso l’Accademia di Romania si è parlato delle nuove prospettive politiche, economiche, nei trasporti e nel turismo della regione centrale danubiana, divisa prima dalla Guerra Fredda, poi dalle vicende belliche dei Balcani.
Quest’area turisticamente poco conosciuta ha grandi potenzialità di sviluppo. “La navigazione di questo tratto del Danubio offre solo un assaggio delle scoperte sorprendenti che si possono fare esplorando da vicino i siti archeologici, le grotte, i villaggi multietnici, la flora e la fauna”, ha sottolineato Paolo Gianfelici nel suo intervento. Un mondo racchiuso in parte nel Parco Naturale delle Porte di Ferro. “Un mondo che è anche un’ideale porta d’ingresso in una Romania intima e accogliente, che si offre come punto di partenza per un’esperienza di turismo caratterizzato da un coinvolgimento emotivo del visitatore”, ha aggiunto Elvira D’Ippoliti. L’idea di considerare il viaggio come un’esperienza interiore fatta di arricchimento misto a stupore, è alla base di una teorizzazione di un turismo slow. Dove slow che non significa stare fermi in un unico luogo o muoversi con lentezza, ma concedersi di vivere appieno l’esperienza turistica assimilandola nel profondo di sé.
L’Onorevole Franco Narducci, vice Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha parlato durante l’incontro di “un turismo che non può prescindere dalla sensibilità dei cittadini e dalla cultura dell’accoglienza che contraddistingue i nostri due Paesi. Il turismo contribuisce in maniera essenziale alla crescita, all’occupazione e alle nuove tecnologie di comunicazione e d’informazione e come tale è uno dei settori con maggiore potenzialità di sviluppo se si affrontano in maniera opportuna le questioni relative alla formazione e alle competenze professionali degli operatori, settori in cui l’Italia potrebbe avviare un’ottima collaborazione con la Romania grazie alla grande tradizione turistica del nostro Paese”.
I cittadini di questo territorio danubiano sono i primi strumenti di sviluppo del loro ambiente di vita per renderne partecipi i cittadini del mondo. Un auspicio che si allinea a un modello di ospitalità semplice ma efficace che è già messo in atto soprattutto negli agriturismi romeni.
Il lavoro di informazione e di documentazione sulla Romania di TidPress – Terre d’Europa è stato particolarmente apprezzato dall’Ambasciatore romeno in Italia Razvan Rusu, il quale ha anche assicurato l’impegno di Bucarest all’interno dell’asse della cooperazione europea, sull’onda dell’incontro del Consiglio Europeo del giugno 2009 e della recente Conferenza di Ulm che hanno invitato la Commissione a elaborare entro il 2011 una strategia dell’UE per la regione danubiana.
Ha presieduto l’incontro il direttore dell’Accademia di Romania Mihai Barbulescu, salutando l’iniziativa di TidPress Terre d’Europa come elemento costruttivo e trainante di un’idea di turismo destinata a diventare un reale punto di contatto tra i paesi catturati dal fascino di un grande fiume europeo.
All’incontro era presente l’On. Guido Melis, presidente dell’associazione parlamentare “Amici della Romania” che ha parlato di quest’ area danubiana come di un crogiolo di identità che confrontandosi e mescolandosi possono esaltare un grande patrimonio naturale e artistico.
La direttrice dell’Ente Nazionale della Romania in Italia, Ligia Hofnar, ha illustrato le attrattive turistiche del suo Paese in un’ottica di scoperta paesaggistica ed architettonica.
Tid Press
Romania: denuncia del deputato Guido Melis (PD) “i sindaci leghisti hanno iniziato una vera e propria persecuzione contro i romeni”.
Due amministrazioni leghiste negano le sedi ad associazioni romene.
Una nota del deputato Guido Melis (PD), presidente del Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Romania, denuncia che “in poco tempo due strutture associazionistiche romene sono state colpite dal pugno duro della Lega Nord”. Secondo quanto riportato da Melis, il 4 febbraio scorso, il sindaco leghista di Pontevico (BS) “ha chiuso con una ordinanza il circolo privato dell’associazione culturale romena Garden dopo che un’ispezione delle forze dell’ordine con identificazione di tutti i presenti, ha riscontrato che era in atto “un intrattenimento danzante con musica”.
Secondo Melis “le motivazioni dell’ordinanza sono veramente da considerarsi aberranti, oltreché futili” come “lavello sporco senza installazione di salviettine e sapone mono uso”. Per il deputato è evidente che alcune di queste contestazioni possono essere facilmente respinte “tenuto conto dell’ora dell’ispezione e del fatto che da alcune ore 300 persone sostavano nel locale consumando bevande e utilizzando i servizi igienici. Ed è ancora più evidente la fatica che ha dovuto fare il Sindaco per trovare il capello nell’uovo, quando in realtà la sua mira è palesemente tutt’altra”.
“Negli stessi giorni, – prosegue la nota – nel comune di San Giorgio in Bosco (Padova) il sindaco Renato Roberto Miatello, appartenente alla Lega Nord, ha revocato il provvedimento col quale il suo predecessore Leopoldo Marcolongo del Pd aveva concesso l’uso temporaneo per una partita settimanale del campo sportivo comunale all’Associazione Alleanza Romena, cui si riferisce una squadretta dilettantistica iscritta al campionato amatori”. Gravi e “aberranti” le motivazioni date dal Sindaco: “non capisco perché devo dare il campo dei miei concittadini a una squadra tutta di romeni. Non capisco perché fanno una squadra di sole persone che vengono dalla Romania e ogni volta che giocano piantano la bandiera del loro Paese. Sono loro che non vogliono integrarsi, ma noi non ci facciamo mettere i piedi in testa da questa gente qua. Lo sponsor della loro squadra è l’ex sindaco del Pd”. Il deputato Melis informa anche che, insieme ai colleghi, Jean-Leonard Touadi e Paolo Corsini, ha presentato un’interrogazione con la quale “speriamo di ricevere una risposta civile”.
Lavoro, Pd: Rimuovere nuove disposizioni su romeni e bulgari
Roma, 13 GEN (Velino) – “Rimuovere immediatamente le nuove disposizioni sui cittadini romeni e bulgari”. Lo chiedono con una interrogazione al ministro dell’Interno i deputati del Pd, Guido Melis e Jean Leonard Touadi’, i quali spiegano che “la Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010. In pratica – aggiungono – significa che i cittadini di queste due importanti comunita’ europee non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni ma solo ad alcune, restando per molte altre l’obbligo di una specifica autorizzazione. Questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), e’ in palese contraddizione con le promesse del nostro governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime. Non solo – continuano i due deputati – ma e’ un provvedimento assolutamente inutile perche’ non c’e’ alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Piu’ che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare – concludono Melis e Touadi’ – dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono”. (com/gas) 131854 GEN 10 NNNN
LAVORO: PD, INUTILE E DANNOSA CIRCOLARE MARONI SU ROMENI
ANSA) – ROMA, 13 GEN – ‘Rimuovere immediatamente le nuove disposizioni sui cittadini romeni e bulgari’. Lo chiedono con una interrogazione al ministro dell’Interno i deputati del PD, Guido Melis e Jean Leonard Touadi’.
‘La Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del Ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010. In pratica – spiegano – significa che i cittadini di queste due importanti comunita’ europee non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni ma solo ad alcune, restando per molte altre l’obbligo di una specifica autorizzazione.
Questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), e’ in palese contraddizione con le promesse del nostro governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime. Non solo – continuano i due deputati – ma e’ un provvedimento assolutamente inutile perche’ non c’e’ alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Piu’ che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare -concludono Melis e Touadi’ – dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono’.(ANSA).
SPA 13-GEN-10 19:11 NNNN
IMMIGRATI. PD: DANNOSA CIRCOLARE MARONI SU ROMENI E BULGARI
(DIRE) Roma, 13 gen. – “Rimuovere immediatamente le nuove disposizioni sui cittadini romeni e bulgari”. Lo chiedono con una interrogazione al ministro dell’Interno i deputati del Pd, Guido Melis e Jean Leonard Touadi’ i quali spiegano che “la Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010″. Gli esponenti democratici spiegano che “in pratica significa che i cittadini di queste due importanti comunita’ europee non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni ma solo ad alcune, restando per molte altre l’obbligo di una specifica autorizzazione. Questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), e’ in palese contraddizione con le promesse del nostro governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime”.
Non solo, continuano i due deputati, “ma e’ un provvedimento assolutamente inutile perche’ non c’e’ alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Piu’ che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare -concludono Melis e Touadi’ – dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono”.
(Com/Rai/ Dire) 19:14 13-01-10
Intervento in aula sulla cittadinanza
Grazie, Presidente. Secondo il Rapporto annuale Istat del 2008 in quell’anno la popolazione italiana ha superato, per la prima volta, la soglia fatidica dei 60 milioni di abitanti. Ciò è stato dovuto quasi esclusivamente – come ci spiega l’Istat – all’incremento del 7,3 per mille (434 mila unità nel solo 2008) della popolazione immigrata. Oggi (dato al gennaio 2009) i cittadini stranieri residenti in Italia (regolari) ammontano a circa 3 milioni di unità.
Sembra, almeno per ora, una tendenza inarrestabile.
Aggiungo che dei nuovi nati iscritti alla nostra anagrafe, circa 64 mila (cioè l’11%) sono figli di coppie di cittadini stranieri. Nel 2008 questi “nuovi italiani”, per citare il titolo di un recente libro del Mulino, cioè bambini nati in Italia con genitori e nonni stranieri, sono stati 73 mila.
I minori stranieri in Italia (non solo quelli nati, ma anche quelli giunti piccolissimi nel nostro Paese) erano al gennaio 2009 868 mila.
Insomma: in un paese come l’Italia, avviato al declino demografico, paese di vecchi sempre più vecchi, i “nuovi italiani” costituiscono una vera e propria iniezione di giovinezza. Essi infatti sono (e sempre più saranno nei prossimi anni) essenzialmente giovani, di un’età media di 31,1 anni, contro la media di oltre i 43 anni dei residenti italiani.
Gli studenti stranieri iscritti nelle università italiane sono stati (anno accademico 2008-2009) 48.885. Di loro 5 o 6 mila sono “di seconda generazione”, il 10-12% del totale.
Le previsioni Istat riprese dalla Caritas/Migrantes ci dicono che nel 2020 la popolazione in Italia ammonterà a 62 milioni e circa 769 mila persone: e gli stranieri residenti, “con quasi 7 milioni di persone, costituiranno l’11% del totale”.
Signor Presidente, chiudere gli occhi davanti alla realtà è sempre molto pericoloso. Pretendere di rispondere a un fenomeno di queste proporzioni e di questa manifesta oggettività e irreversibilità con provvedimenti asfittici e tendenzialmente punitivi lo è ancora di più. La proposta di legge della quale discutiamo è palesemente insufficiente a costituire una risposta adeguata. Anzi, costituisce una risposta sbagliata: per dilazione irragionevole dei tempi di acquisizione della cittadinanza, per le difficoltà cervellotiche che frappone al suo conseguimento, soprattutto per l’ispirazione politica di fondo che la caratterizza. Si tende in realtà a scoraggiare la richiesta di cittadinanza, cioè a ostacolare i processi naturali di inclusione, ghettizzando le comunità straniere e ricacciandole indietro, con effetti evidentemente perversi sulla stessa loro non conflittuale permanenza all’interno della nostra società nazionale.
Per questi motivi occorre respingere questa proposta, e dar luogo a misure più duttili ed inclusive, soprattutto più ragionevoli, quali sono quelle che giacciono già oggi davanti alla Camera, la proposta Sarubbi-Granata, con significative adesioni bipartisan, e la proposta Bressa.
Nel riflettere su questo importantissimo e delicatissimo tema mi viene in mente un quadro famoso, pluricitato. Quello nel quale un esponente della corrente dei divisionisti, Giuseppe Pelizza da Volpedo, raffigura agli inizi del Novecento il Quarto Stato in marcia verso l’avvenire.
Signor Presidente, io credo che se vivesse un nuovo Pellizza da Volpedo e volesse rappresentare la grande trasformazione demografica e culturale in atto in Italia dovrebbe soprattutto dipingere dei giovani: un esercito di ragazze e ragazzi di tutte le etnie e di tutte le nazionalità incamminati, pieni di speranze, verso il futuro.
Cena con i rappresentanti della comunità romena
Martedì, 15 dicembre 2009, a Roma presso il Ristorante romeno “Transilvania” ha avuto luogo una cena organizzata dalla Associazione Parlamentare “Amici della Romania” con ospiti alcuni esponenti della comunità romena.
Da parte dell’Asssociazione Parlamentare sono stati presenti: Guido Melis (PD), Alessio Bonciani (PDL), Jean Leonard Touadi (PD), Caterina Pes (PD), Giulio Calvisi (PD), Antonio Razzi (IdV), Anna Rossomando (PD), Amalia Schirru (PD), Giovanni Bachelet (PD).
La comunità romena è stata rappresentata dal Partito dei romeni in Italia con il suo presidente, Giancarlo Germani, il suo segretario, Mihai Muntean ed il vice-presidente Vicentiu Acostandei, i rappresentanti di alcune Associazioni quali Italia-Romania per l’Integrazione e lo Sviluppo con Mihaela Giurgea, Vocea Romanilor con Monica Mitrica, Noi Suntem Romani con Silviu Ciobotaru, l’Associazione Infermieri Romeni in Italia con Elena Lechea, Amici della Romania con Alina Harja, i sindacalisti della FENEAL-UIL Iulian Manta e Florin Bourita ed esponenti della stampa romena.
Un’ottima occasione per conoscere la comunità romena da vicino, scambiando domande, pareri ed opinioni con i rappresentanti della comunità. Tutto all’insegno della buona cucina tipica.
La risposta all’interrogazione sulla chiesa romena di Monterotondo
La questione segnalata dalla S.V. On.le è seguita con la massima attenzione dal Prefetto di Roma, proprio nella direzione dell’obiettivo di destinare quanto prima una parte degli immobili confiscati nel Comune di Monterotondo, in precedenza di proprietà della Sig.ra Ciarlante, alle esigenze di aggregazione e di culto della Parrocchia Ortodossa Rumena “Battesimo del Signore”.
Dopo aver dedicato diverse riunioni, appositamente convocate, alla ricerca di una soluzione, il 2 febbraio scorso il Prefetto di Roma ha esortato il Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali affinché venisse richiesto nuovamente alla Corte di Appello di Lecce – Sezione distaccata di Taranto – il dissequestro dei locali in argomento.
I! Commissario straordinario ha inoltrato tale richiesta, motivandola con la considerazione che “lafinalità della confisca penale sarebbe comunque salvaguardata atteso che permarrebbero gli effetti della confisca definitiva di prevenzione permettendo la conclusione della fase amministrativa di destinazione prevista dalla legge 11. 5-5 1965 come modificata dalla legge 11. 109/1996″.
In alternativa al dissequestro dei beni confiscati. il Commissario straordinario ha interessato la competente autorità giudiziaria pugliese affinché venga valutata l’opportunità di autorizzare comunque l’Amministratore giudiziario dei beni in parola a concedere in comodato gratuito i locali occorrenti alla Chiesa Ortodossa di Monterotondo.
In attesa degli esiti di tale interessamento, è stato richiesto al Comune di Monterotondo di valutare la possibilità di reperire idonee soluzioni alternative, anche di carattere temporaneo.
Romeni, Melis (PD): <<Razzismo in crescita: un pericolo>>
“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”.
“A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri.
Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.”
Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani.
Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”.
Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta.
Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “
“Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”
Arezzo: Giovani RoMeni ora RoPiù consapevoli
Il terzo incontro al Caffè dei Costanti di Arezzo, previsto dal progetto Da RoMeno a RoPiù Consapevole Cittadino Europeo, ha visto la presenza di due giornaliste corrispondenti in Italia di accreditate testate romene, Miruna Cajvaneanu e Alina Harja, che hanno acceso il dibattito su “Italia vista dai nuovi italiani: i lavoratori Romeni. Problemi, opportunità”.
Carceri, Melis (PD), Germani (PIR): “SORPRESA: I DETENUTI ROMENI SOGNANO LE CARCERI ROMENE”
Questa mattina l’On.Guido Melis, deputato del PD,componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, e l’Avv.Giancarlo Germani, Presidente del partito Identità Romena, hanno visitato il carcere romano di Rebibbia – Nuovo Complesso per verificare le condizioni di detenzione dei cittadini romeni ivi ristretti.
“Nel corso della visita” – da quanto dichiarato da Melis e Germani – “è emerso il diffuso desiderio dei detenuti romeni di espiare la pena nelle carceri romene, perché in Italia le condizioni di detenzione per loro risultano aggravate dalla materiale impossibilità di vedere e sentire i propri familiari per mesi se non per anni.”
“Si è però riscontrata” – continuano i due – “l’estrema difficoltà e la lentezza delle pratiche di richiesta di esecuzione della pena in Patria, fine per cui molti di loro stanno rinunciando a proporre le impugnazioni previste dalla legge a tutela dell’imputato, pur di far diventare definitiva la pena e poter così avviare la procedura per il trasferimento in Romania.”
“Inoltre diversi detenuti hanno lamentato la mancanza di medicinali e la difficoltà di accedere tempestivamente a cure mediche.
Si è registrato il caso del detenuto romeno C.F., malato di tumore, al quale sinora non sono state prestate le necessarie cure del caso. L’On. Melis si è impegnato a presentare una interrogazione specifica al Ministro della Giustizia.”
“Non è vero” – concludono Melis e Germani – “che i detenuti romeni si sentono come a casa loro o in albergo nelle carceri italiane. Anzi, è esattamente il contrario, visto che tanti di loro stanno chiedendo di poter scontare la pena in Romania. Il moltiplicarsi di queste richieste rende urgente un coordinamento italo – romeno per evitare lungaggini o rimpalli burocratici.”
“E’ ora che i media italiani smettano di alimentare errati luoghi comuni ed inizino a fare informazione serie su temi così delicati.”
VIOLENZA SESSUALE: MELIS,INDIGNATO PER LAVORO SALTATO A RACZ
(ANSA) – ROMA, 28 MAR – ‘Rimango indignato per il fatto che Karol Racz, il romeno accusato ingiustamente dello stupro della Caffarellla, non potra’ avere il lavoro che gli e’ stato offerto dallo chef Filippo La Mantia per la reazione di alcuni dipendenti e collaboratori’. Lo ha detto il deputato del Pd Guido Melis, promotore dell’associazione parlamentare ‘Amici della Romania’. ‘Prima si sbatte il mostro in prima pagina – ha spiegato Melis in una nota – poi si impedisce un minimo di recupero sociale a chi e’ stato ingiustamente accusato. L’Italia e’ oggi piena di difensori veri e presunti delle cosiddette tradizioni cattoliche e solidali che poi alla prima occasione giranno le spalle a chi chiede solo di inserirsi’.
Melis, infine, si e’ chiesto: ‘Ma i tanti garantisti della maggioranza, sempre pronti a mobilitarsi quando si parla di politici e di imputati eccellenti, non hanno nulla da dire di fronte a questa ingiustizia?’.(ANSA).
COM-DE 28-MAR-09 17:27 NNNN
Romeni, MELIS (PD): Dichiarazioni Lega – una vergogna per qualsiasi Paese civile
“Ho sentito con sconcerto oggi in aula le dichiarazioni dei miei colleghi della Lega Nord Padana, l’On.Massimo Bitonci e l’On. Alessandro Montagnoli, che hanno espresso il loro sdegno nei confronti della posizione espressa dalle autorità romene”, ha dichiarato il deputato PD, Guido Melis, cofondatore del Gruppo Parlamentare “Amici della Romania”.
“E’ la cosa più normale al mondo che un Paese difenda i suoi cittadini anche all’estero quando questi sono bersaglio di attacchi che ci ricordano un’epoca superata e che non deve tornare più. Devo purtroppo ricordare ai colleghi della Lega”, continua Melis, “un fatto scontato per qualsiasi Paese civile ed è quello che le responsabilità di un reato sono del tutto personali e non attribuibili ad un gruppo né tantomeno ad un etnia”.
“La Lega Nord”, conclude Melis, “fa di tutto per metterci in imbarazzo non solo con la Comunità Europea ma con il Mondo interro, divulgando delle vere e proprie istigazioni all’odio verso lo straniero e proponendo delle misure del tutto vergognose come quello delle classi ponte, delle tasse sui permessi di soggiorno e delle denuncie degli stranieri irregolari che si recano al pronto soccorso”.
Continua la battaglia per la chiesa di Monterotondo – Guido Melis presenta un’interrogazione a risposta scritta
Interrogazione a risposta scritta 4-02075
mercoledì 21 gennaio 2009, seduta n.118
MELIS. –
nel comune di Monterotondo (Roma) e nelle aree circostanti esiste una vasta comunità rumena facente capo dal punto di vista religioso alla Chiesa Greco-Ortodossa di Monterotondo, la quale esercita il suo ministero, esteso anche ai comuni limitrofi, con considerevole numero di fedeli (stimati intorno alle 6.000 unità) e svolge altresì un importante ruolo quale centro di coesione della comunità dal punto di vista spirituale, sociale e ricreativo;
tale comunità religiosa è dal giugno 2008 priva di una propria sede ove riunire i fedeli, celebrare messa e svolgere in genere le normali funzioni religiose, in quanto sfrattata dai locali a suo tempo occupati, oggi inibiti al culto per obiettive ragioni strutturali; attualmente, pertanto, tali funzioni religiose sono esercitate forzatamente a cielo aperto, con gli immaginabili gravi disagi per sacerdoti e fedeli e con grave detrimento della dignità stessa dell’intera comunità;
a fronte di questo stato di emergenza, nel comune di Monterotondo esiste un ragguardevole complesso di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (locali ex proprietà Ciarlante Matilde), beni in una sezione dei quali avrebbe potuto trovare idonea collocazione stabile la Chiesa Greco-Ortodossa, ma che – pur individuati da tempo dalle autorità cittadine (specificatamente dal comune) per essere destinati anche a tale scopo, e come tali sottoposti all’attenzione del Tavolo istituzionale permanente per la destinazione e l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità presso la prefettura di Roma – non sono attualmente disponibili per l’insistere su di essi di un impedimento giuridico relativo alla loro assegnazione;
tale impedimento giuridico consiste, più specificamente, nel fatto che tali immobili, già confiscati con provvedimento del tribunale di Roma reso definitivo con sentenza n. 3542 della Corte di cassazione in data 8 ottobre 2002, risultano però sottoposti a sequestro anche nell’ambito di altro procedimento penale – cosiddetto CAHORS-620/01, pendente presso la Sezione dislocata di Taranto della Corte d’appello di Lecce, per cui, ai sensi dell’articolo 2-ter della legge n. 575 del 1965, si è ritenuto non potersi procedere alla immediata assegnazione;
il comune di Monterotondo, in data 15 settembre 2005, a firma del sindaco Antonino Lupi, ha sottoposto all’Agenzia del demanio filiale di Roma una propria motivata memoria, avversa alla interruzione della procedura di assegnazione, e che in generale su tale contenzioso e in definitiva sulla disponibilità dei beni si attende il giudizio della Corte d’appello di Lecce, giudizio che purtroppo ritarda;
negli ultimi giorni di dicembre il comune di Monterotondo ha provvisoriamente assegnato fino al mese di giugno alla Chiesa Greco-Ortodossa un locale, peraltro assolutamente insufficiente ed inadatto, ove celebrare messa la domenica, locale comunque inidoneo a soddisfare le esigenze della comunità religiosa;
è interesse pubblico manifesto, come del resto più volte espresso dalle autorità di Monterotondo ed anche ribadito autorevolmente dal prefetto di Roma, conferire alla Chiesa Greco-Ortodossa una dignitosa sede per l’esercizio del culto, allo scopo – per quel che riguarda l’interesse delle istituzioni italiane – di favorire l’aggregazione sociale della comunità romena sull’intero territorio ed di agevolarne l’integrazione nella società civile -:
se i Ministri interrogati siano al corrente dei fatti suesposti e, in caso affermativo, quali iniziative intendano assumere con riferimento ai fatti ricordati in premessa;
se non intendano assumere determinazioni, per tramite degli organi della prefettura di Roma o in altri modi, onde consentire alla Chiesa Greco-Ortodossa di Monterotondo e ai cittadini prevalentemente comunitari che ad essa si riferiscono, il diritto all’esercizio delle pratiche religiose;
se, più specificamente, in attesa che siano espletate con la dovuta celerità le attività giudiziarie connesse all’assegnazione dei beni sequestrati, non intenda il Governo impegnarsi, in accordo con il comune di Monterotondo, nell’individuare e rendere rapidamente operative in via provvisoria o definitiva adeguate soluzioni alternative del problema oppure destinare gli stessi locali a suo tempo individuati in comodato d’uso od in altre forme di possesso provvisorio. (4-02075)
48 deputati aderiscono all’Associazione parlamentare “Amici della Romania”
L’Associazione parlamentare “Amici della Romania”, fondata alla Camera nel luglio scorso per iniziativa di Guido Melis (Pd) ed Alessio Bonciani (Pdl), a seguito del convegno promosso nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati dall’omonima Associazione culturale, presieduta dalla Dott.ssa Alina Harja, ha raggiunto in pochi mesi il lusinghiero risultato di 48 adesioni, raccogliendo l’interesse e il consenso di deputati appartenenti a tutti i gruppi e settori dell’assemblea. L’Associazione ha in progetto diverse iniziative a carattere culturale e politico volte a migliorare i rapporti tra le istituzioni dei due Paesi, favorendo in particolare la conoscenza della cultura romena sotto i suoi diversi aspetti nell’ambito del Parlamento italiano, e specialmente a realizzare una sempre più stretta integrazione tra la comunità romena e la società italiana.
Presto una chiesa per i romeni ortodossi di Monterotondo
ROMA – Il prefetto di Roma, Carlo Mosca ha ricevuto alcuni rappresentanti della comunità romena, accompagnati da Guido Melis, parlamentare del Pd e fra i fondatori del gruppo interparlamentare “Amici della Romania”. All’incontro, dedicato ai problemi della chiesa ortodossa di Monterotondo, hanno partecipato Diana Alina Harja, presidente dell’Associazione “Amici della Romania”; padre Petre Bogdan, parroco della chiesa ortodossa di Monterotondo; i diacono Tudor Cristian Chelaru; Mihai Muntean, vice-segretario del partito Identità Romena e Cristiano Acquaroli, segretario dell’associazione “Amici della Romania.
Il 15 giugno scorso, la chiesa in uso dalla comunità romena di Monterotondo è stata chiusa per problemi strutturali. Da allora la messa domenicale viene celebrata in piazza, all’aperto. per i rappresentanti della comunità romena “è una vergogna che una comunità di 10.000 persone non abbia nemmeno un posto per pregare”. Il prefetto Mosca, già a conoscenza della situazione, ha espresso la sua solidarietà alla comunità e si è impegnato a trovare al più presto una soluzione.
Sicurezza: Melis (Pd), misure governo aberranti
«I gravissimi fatti di criminalità che hanno visto per protagonisti cittadini romeni, spesso in stato di permanenza illegale, hanno dato vita a una campagna dei media non sempre controllata e razionale. La giusta condanna e la richiesta altrettanto legittima della punizione dei colpevoli si è spesso accompagnata a generalizzazioni ingiuste, che hanno investito l?intera comunità romena nel suo insieme: il che, piuttosto che risanare il male, ha minacciato e minaccia di aggravarlo». Lo ha detto Guido Melis, deputato del Partito democratico, intervenendo a un dibattito sul decreto sicurezza svoltosi ieri a Roma, e denunciando l?inasprimento di quella che ha definito «la questione romena» in Italia. Secondo Melis il Pd, «intransigente sul tema della sicurezza dei cittadini, non può però sottoscrivere norme come quelle contenute nel recente decreto sicurezza, che violano le disposizioni europee a tutela dei cittadini provenienti da paesi dell?Unione e introducono nel nostro ordinamento principi aberranti, quale quello per cui l?aggravante, invece di riguardare le modalità dell?esecuzione del reato, si applica in base all?eventuale irregolarità del titolo di soggiorno». Melis ha concluso schierandosi contro la rilevazione delle impronte digitali dei bambini rom, che ha definito «una misura inutile, umiliante e discriminante. E ha criticato con forza l?impiego dell?esercito in compiti di polizia, denunciando come, parallelamente, il governo riduca risorse e uomini impegnati in attività di ordine pubblico rendendo più insicuri città e territori».

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