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Timestamp: 2018-02-22 02:48:17+00:00

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Caccia - Notizie sull'attività - Dalle Regioni | Sergio Berlato | VENETO - Il Consiglio Regionale del Veneto approva la Legge sulle deroghe
VENETO - Il Consiglio Regionale del Veneto approva la Legge sulle deroghe
Relatrice in aula della legge è stata la Consigliera Regionale Elena Donazzan che ha sempre agito in stretta collaborazione con l'on. Sergio Berlato.
Grande soddisfazione ha espresso l'on. Sergio Berlato, Deputato al Parlamento Europeo, che vede così coronato un sogno iniziato già qualche anno fa quando, ancora da Assessore Regionale, aveva combattuto per veder riconosciuto un diritto sacrosanto di decine di migliaia di cacciatori veneti di poter esercitare l'attività venatoria come nel resto d'Europa.
In quel tempo però non esisteva una legge statale che potesse tutelare i provvedimenti regionali che finivano inevitabilmente per essere impugnati dalle varie organizzazioni animal-ambientaliste davanti al Tribunale Amministrativo Regionale.
Inevitabilmente le delibere sulle cacce in deroga fatte approvare dall'allora Assessore Regionale Berlato, finivano per venire sospese dopo pochi giorni dal TAR , lasciando l'amaro in bocca al mondo venatorio veneto.
I tempi sono cambiati e la Regione del Veneto ha potuto approvare la propria legge grazie alla presa di posizione del Governo Nazionale che ha esplicitamente manifestato la propria intenzione di permettere alle regioni italiane di attivare il regime di deroga, per tutelare il patrimonio faunistico ma anche per salvaguardare le colture agricole pesantemente danneggiate dall'eccessiva presenza di alcune specie di uccelli (come passeri, storni, fringuelli, peppole, tortore ecc....) sul territorio nazionale.
In qualità di Consigliere Particolare del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, on. Giovanni Alemanno, l'on. Sergio Berlato ha seguito personalmente l'iter del Disegno di Legge statale che, dopo l'adozione da parte del Governo in data 30 agosto u.s., è stato approvato al Senato della Repubblica in data 6 febbraio u.s., dando il via libera a tutte le regioni italiane.
La coalizione di centro destra ha così dato un segnale di forte cambiamento rispetto al passato, tornando ad affrontare le questioni legate alla corretta gestione del patrimonio faunistico ed ambientale con obiettività e seguendo dati scientifici, cominciando ad abbandonare quella visione settaria ed integralista propria dei Governi di centro sinistra ricattati dall'ideologia animal-ambientalista.
Adesso l'attenzione del mondo venatorio è puntata sulla nuova legge regionale di cui la regione del Veneto si deve dotare per recepire le competenze conferitele dallo Stato: un'occasione importante per permettere ai cacciatori veneti di sentirsi a tutti gli effetti cacciatori europei!
Ecco il testo integrale della nuova legge regionale approvata:
61ª Seduta pubblica - Martedì 26 febbraio 2002
OGGETTO: PROGETTO DI LEGGE RELATIVO A "APPLICAZIONE DEL REGIME DI DEROGA PREVISTO DALL'ARTICOLO 9 DELLA DIRETTIVA N. 79/409/CEE DEL CONSIGLIO DEL 2 APRILE 1979 CONCERNENTE LA CONSERVAZIONE DEGLI UCCELLI SELVATICI".
(Progetti di legge nn. 173, 189 e 190)
VISTO il testo unificato del progetto di legge relativo a "Applicazione del regime di deroga previsto dall'articolo 9 della direttiva n. 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici" elaborato dalla Quarta Commissione consiliare sulla base dei seguenti progetti:
- progetto di legge n. 173: proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Flavio Tosi, Bizzotto, Caner, Conte, Manzato e Stival relativa a "Attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE del 2 aprile 1979";
- progetto di legge n. 189: proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Fontana, Mazzon, Canella, Donazzan, Gerolimetto e De Boni relativa a "Applicazione del regime di deroga previsto dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE";
- progetto di legge n. 190: proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Tiozzo, Zanonato, Marchese, Rizzato, Campion e Gallo relativa a "Applicazione del regime di deroga in materia di caccia ai sensi dell'articolo 9 della direttiva comunitaria 79/409/CEE";
UDITA la relazione della Quarta Commissione consiliare, relatore il consigliere Elena DONAZZAN, nel testo che segue:
in materia venatoria una delle problematiche che da più tempo attendono di essere portate a soluzione è senza dubbio quella relativa ai prelievi cosiddetti in deroga, da realizzare in applicazione della Direttiva comunitaria n. 79/409 del 2 aprile 1979 (denominata "Direttiva Uccelli").
Tale fonte di diritto comunitario, nel tracciare le linee applicative per la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico sul territorio dell'Unione Europea, introduce due distinti regimi giuridici in materia di gestione venatoria:
- da una parte essa prevede che alcune specie possano essere "normalmente" cacciate nel quadro della legislazione nazionale dei singoli Paesi membri, e ciò in relazione allo status delle relative popolazioni, alla distribuzione geografica ed al tasso di riproduzione;
- dall'altra riconosce la necessità di prevedere deroghe alle misure di conservazione in relazione all'importanza economica, sociale ed anche ricreativa che possono avere talune utilizzazioni particolari.
Emerge quindi la consapevolezza del legislatore comunitario in ordine all'esigenza, fatto salvo il preminente ed irrinunciabile obiettivo di conservazione, di prevedere la possibilità di attuare "prelievi in deroga" di soggetti appartenenti a specie che non sono "ordinariamente cacciabili", al fine -più in particolare- di contenere il livello delle rispettive popolazioni poiché potenzialmente "dannose" in campo agricolo, o di salvaguardare -beninteso in termini di compatibilità- esigenze di tipo scientifico, culturale e sociale.
A tal fine l'articolo 9 della Direttiva 79/409/CEE prevede esplicitamente che ogni Stato membro dell'Unione europea abbia il diritto, in certe circostanze, di concedere una deroga specifica rispetto al regime di protezione fissato per una determinata specie selvatica.
Nello specifico, il comma 1), lettera a) dell'articolo 9 espressamente prevede che si possa derogare al regime di conservazione per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca ed alle acque, mentre le successive lettere b) e c) contemplano i casi in cui è necessario tutelare la salute e la sicurezza pubblica, la sicurezza aerea, la ricerca e le tradizioni locali.
A livello comunitario, il quadro legislativo lascia ampie possibilità d'azione ai singoli Paesi membri, configurando nel prelievo in deroga, in buona sostanza, uno strumento di difesa rispetto a pericoli di carattere ecologico, economico e sanitario, nonché di salvaguardia dei valori culturali delle tradizioni venatorie proprie della collettività europea.
Da altro punto di vista il disegno di legge in esame conferisce compiutezza ed organicità al complessivo regime venatorio vigente in ambito regionale, che giunge così a ricomprendere l'applicazione delle deroghe previste dall'ordinamento comunitario, pur con tutte le doverose cautele che la specifica materia certamente impone in sede applicativa.
É bene evidenziare che l'esercizio venatorio oggetto del presente provvedimento è riconducibile al concetto di "sfruttamento giudizioso" elaborato dalla Direttiva in esame quale termine obbligato di riferimento ed implicante un impiego di soggetti misurato, riconducibile ad utilizzazioni espressamente ammesse nonché subordinato all'assenza di pericoli in termini di sopravvivenza delle popolazioni considerate, e ciò in quanto non sussiste alcun rischio per le popolazioni stesse in relazione alle specifiche modalità applicative assunte, coniugandosi in modo perfettamente soddisfacente il concetto di "piccola quantità" con quello di "sfruttamento giudizioso" in sede di definizione dei limiti del prelievo, atteso che la consistenza delle popolazioni interessate risulta stabile all'interno dell'areale del "Paleartico Occidentale", così come riportato nella più recente letteratura scientifica.
Si consideri inoltre che il regime di deroga é ormai acquisito negli Stati membri dell'Unione Europea come si evince dal recente rapporto (febbraio 2000) della Commissione UE, mentre tale recepimento, peraltro obbligatorio, non è ancora avvenuto da parte dello Stato italiano. Orbene, la mancata attuazione del diritto comunitario rappresenta fonte di responsabilità per le Amministrazioni cui tale comportamento può essere imputato, ed i danni causati ai singoli da violazioni del diritto comunitario imputabili ad una Amministrazione nazionale è in grado, così come sancito a livello di Trattato, di generare obblighi in capo agli Stati membri (giurisprudenza comunitaria costante; vedasi, al riguardo, la sentenza della Corte di Giustizia 19/9/1991, cause riunite C-6/90 e C-9/90). Accanto all'eventuale responsabilità dello Stato può inoltre configurarsi una diretta responsabilità dell'Amministrazione pubblica alla quale, secondo il diritto dello Stato membro, è affidata la competenza della materia (cfr. Corte di Giustizia, sentenza 4/7/2000, causa C-424/97).Ne consegue che alla Regione Veneto, costituzionalmente competente in materia di caccia (articolo 117 Cost.), non può non essere riconosciuta la potestà di assunzione delle iniziative previste dalla normativa comunitaria (nel caso, dalla Direttiva CEE 79/409), e che, in caso di perdurante inerzia dello Stato nel disciplinare quanto di propria competenza, la Regione stessa ha l'obbligo di assumere le decisioni in tema di deroghe ex Direttiva CEE n.79/409, e ciò anche al fine di prevenire situazioni di responsabilità extracontrattuale a proprio carico, secondo le indicazioni scaturenti dalla citata giurisprudenza comunitaria e dalle sentenze Corte di Giustizia 1° giugno 1999, causa C-302/97 e 23.5.1996, causa C-178-94.
Illuminante, nella sua valenza di autorevole attestazione confermativa, appare poi la recente sentenza del Consiglio di Stato del 12 dicembre 2000 -- VI Sez. -- Pres. De Roberto, Est. Piscitello (Regione Umbria / WWF ed altri n.c.), recentemente depositata, che ha evidenziato come in materia di caccia la Regione sia competente ad esercitare le deroghe previste all'articolo 9 della Direttiva del Consiglio della CEE n. 79/409.
Quanto sin qui premesso consente di cogliere da una parte le esigenze gestionali specifiche, dall'altra i presupposti giuridici che danno supporto e giustificazione al disegno di legge qui sottoposto all'adozione della Giunta regionale.
L'allegato schema legislativo, facente parte integrante del presente provvedimento, è composto da otto articoli e due allegati; il primo dei quali provvede a definire le finalità perseguite dal disegno di legge mentre gli articoli secondo e terzo stabiliscono limiti rigorosi per l'esercizio dei prelievi in deroga autorizzati, che hanno per oggetto esclusivamente le specie storno, passero, passera mattugia e tortora dal collare (specie a cui vengono attribuiti danni consistenti in campo agricolo), nonché le specie peppola e fringuello (specie per le quali si pone l'esigenza di salvaguardare in ambito regionale, sia pure in limiti oltremodo contenuti, la relativa tradizione venatoria).
Il quarto articolo, a sua volta, dispone in ordine alle modalità di annotazione e rendicontazione dei prelievi nonché alle forme di vigilanza, mentre il quinto affida al Presidente della Giunta regionale il compito di disporre eventuali limitazioni o sospensioni dei prelievi.
Il sesto articolo affida alla Giunta regionale le azioni di promozione in ordine al monitoraggio, alla ricerca e alla divulgazione.
Il settimo articolo richiama le sanzioni penali ed amministrative applicabili per i casi di violazione alle disposizioni fissate dal disegno di legge, mentre l'ottavo ed ultimo articolo provvede alla dichiarazione d'urgenza in relazione alla vicinanza temporale dei periodi fissati per i prelievi.
L'articolato seguente, approvato a maggioranza nella seduta della commissione del 10 ottobre 2001, risulta dall'abbinamento dei testi relativi ai PDL n. 173, avente come primo firmatario il consigliere Flavio Tosi, PDL n. 189, avente come primo firmatario il consigliere Gaetano Fontana e il PDL n. 190, avente come primo firmatario il consigliere Lucio Tiozzo.";
ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compresi i relativi emendamenti, il progetto di legge composto di n. 7 articoli;
Voti contrari n. 5
Presenti n. 38
Presenti n. 37
Astenuti n. 8
VISTI gli emendamenti approvati in Aula, nonché la soppressione dell'articolo 8;
1. Nel corso della stagione venatoria i prelievi in deroga di cui all'articolo 9, comma 1, lettere a) e c) della direttiva n. 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, da attuarsi nell'ambito di applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 3 e 4, e nell'articolo 9 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", nonché dell'articolo 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86 "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo comunitario e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari" e successive modificazioni e dell'articolo 9 della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva con legge 5 agosto 1981, n. 503 "Ratifica ed esecuzione della convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa", vengono attuati nella Regione del Veneto secondo le disposizioni della presente legge.
Art. 2 - Attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera a) della direttiva n. 79/409/CEE.
1. In considerazione dell'accertata necessità di prevenire gravi e permanenti danni alle colture agricole, all'itticoltura e della comprovata impraticabilità di altre soluzioni soddisfacenti é autorizzato, in attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera a) della direttiva n. 79/409/CEE e con le modalità ed i limiti fissati dal presente articolo, il prelievo in deroga di soggetti appartenenti alle specie storno (Sturnus vulgaris), passero (Passer italiae), passera mattugia (Passer montanus), cormorano (Phalacrocorax carbo) e tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto).
2. Il prelievo può essere realizzato da appostamento fisso, temporaneo o in forma vagante da parte dei cacciatori iscritti agli ambiti territoriali di caccia o comprensori alpini del Veneto o che esercitano la caccia nelle aziende faunistico-venatorie del Veneto. Per l'esercizio dell'attività di prelievo è consentito l'utilizzo dei mezzi di cui all'articolo 13 della legge n. 157/1992 e dell'articolo 14, comma 2 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio".
3. I limiti massimi giornaliero e stagionale di soggetti prelevabili nonché gli archi temporali nei quali possono essere effettuati i prelievi sono previsti dall'allegato A).
4. Ulteriori modalità di prelievo sono disciplinate dal vigente calendario venatorio regionale.
Art. 3 - Attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della direttiva n. 79/409/CEE.
1. É autorizzato, in attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della direttiva n. 79/409/CEE e con le modalità ed i limiti fissati dal presente articolo, il prelievo in deroga di soggetti appartenenti alle specie peppola (Fringilla montifringilla) e fringuello (Fringilla coelebs).
2. Il prelievo può essere realizzato esclusivamente da appostamento fisso, temporaneo o in forma vagante da parte dei cacciatori iscritti agli ambiti territoriali di caccia o comprensori alpini del Veneto o che esercitano la caccia nelle aziende faunistico-venatorie del Veneto. Per l'esercizio dell'attività di prelievo è consentito l'utilizzo dei mezzi di cui all'articolo 13 della legge n. 157/1992 e dell'articolo 14, comma 2 della legge regionale n. 50/1993.
3. I limiti massimi giornaliero e stagionale di soggetti prelevabili nonché gli archi temporali nei quali possono essere effettuati i prelievi sono previsti dall'allegato B). Sono consentite tre giornate di caccia settimanali a libera scelta del cacciatore. L'orario della giornata di caccia è quello fissato dal vigente calendario venatorio regionale.
Art. 4 - Condizioni e controlli.
1. Gli abbattimenti dovranno essere annotati sul tesserino venatorio regionale secondo le vigenti disposizioni. Entro il 31 marzo di ogni anno i tesserini dovranno essere restituiti alle province competenti, le quali provvederanno entri i successivi sessanta giorni ad inviare alla Regione del Veneto e all'Istituto nazionale per la fauna selvatica i dati riassuntivi relativi a tutti gli abbattimenti effettuati ai sensi degli articoli 2 e 3, al fine degli opportuni controlli e valutazioni.
2. La vigilanza è delegata alle province ai sensi dell'articolo 34 della legge regionale n. 50/1993.
3. L'Istituto nazionale per la fauna selvatica è individuato quale autorità abilitata a dichiarare che le condizioni previste dall'articolo 9, comma 2, della direttiva n. 79/409/CEE sono realizzate.
Art. 5 - Limitazione dei prelievi.
1. Il Presidente della Giunta regionale, sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, adotta provvedimenti di limitazione o sospensione dei prelievi autorizzati dalla presente legge in relazione all'insorgere di variazioni negative dello stato delle popolazioni oggetto del prelievo in deroga di cui agli articoli 2 e 3.
Art. 6 - Azioni di promozione.
1. La Giunta regionale promuove attività di monitoraggio, ricerca e divulgazione aventi per oggetto le specie di cui agli articoli 2 e 3.
1. Per le violazioni alle disposizioni della presente legge si applicano le sanzioni previste dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 e dalla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50.
f.to Franco Prior IL PRESIDENTE
f.to Angelo Pietro Fiorin
Art. 1 - Finalità. 6
Art. 2 - Attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera a) della direttiva n. 79/409/CEE. 6
Art. 3 - Attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della direttiva n. 79/409/CEE. 6
Art. 4 - Condizioni e controlli. 7
Art. 5 - Limitazione dei prelievi. 7
Art. 6 - Azioni di promozione. 7
Art. 7 - Sanzioni. 7
Limiti e archi temporali per il prelievo in attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera a) della direttiva n. 79/409/CEE
SPECIE Limite massimo di prelievo giornaliero
per cacciatore Limite massimo di prelievo per stagione venatoria per cacciatore
N. uccelli
N. uccelli Stagione venatoria 2002/2003 e 2003/2004
20 per giorno
100 per stagione
Dalla terza domenica di settembre fino al 31 dicembre
50 per stagione
Limiti e archi temporali per il prelievo in attuazione dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della direttiva n. 79/409/CEE
40 per stagione

References: sentenza 
 sentenza 
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