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Timestamp: 2019-06-18 17:30:26+00:00

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Chi sono | La scuola in soffitta
Mi chiamo Daniela. Abito a Milano e sono mamma di due bambini: di 10 e 5 anni. La SCUOLA IN SOFFITTA è uno spazio che ci siamo inventati in casa, dove facciamo tutto ciò che ci piace: coltiviamo le passioni, troviamo modi divertenti per imparare, per fare i compiti, per crescere felici insieme.
Il blog è il diario della nostra esperienza di homeschooling parziale, i libri che leggiamo, i viaggi, i giochi e le idee che inventiamo per stimolare i nostri bambini a crescere curiosi e creativi.
In tutto questo io sono semplicemente una mamma, con un lavoro fuori casa, che cerca di conciliare tutto (quando ci riesco!).
Ho parlato del nostro progetto qui
Nel 2013 il blog è diventato un libro:
“Mamma, la scuola! Divertirsi in famiglia imparando
di Daniela Poggi, edito da Armando Editore.
Maggiori dettagli sugli argomenti che contiene, le interviste e le recensioni di chi lo ha letto sono raccolti nella pagina “il mio libro”.
Collaboro con i siti internet:
Lisciani Group – il blog
La mia mail: lascuolainsoffitta@gmail.com
valentina 11 ottobre 2010 alle 09:35
Cara Daniela, benvenuta nel fantastico mondo della scuola dove funziona poco o niente e si deve dire anche grazie.
Mio figlio ha 8 anni ed in terza ogni giorno per me è una scoperta sulla idiozia e la disfunzione del mondo scolastico.
Per quanto riguarda il “tuo programma” ti confesso che anche per pigrizia, ho lasciato perdere alcune cose p.e. la televisione ne vede abbastanza però è limitata ai cartoni animati (anche se spesso sono discutibili). Gli altri programmi non gli interessano proprio forse perchè anche noi non li vediamo. Il problema è quello di non lasciarlo fuori dal mondo ma dargli gli strumenti necessari per interpretarlo.
buona fortuna…..
Caffenero Autore articolo 11 ottobre 2010 alle 09:58
Forse io sono ancora in una fase tra l’entusiasmo di aiutarlo a crescere e l’arrabbiatura per tutto quello che sento sulla scuola, per cui spero che la pigrizia non mi tagli le gambe troppo presto. Leggendoti però mi sembri piuttosto serena, per quanto hai sentito tu (almeno nella tua scuola) le lacune che lascia indietro la scuola primaria verranno recuperate alle medie?
valentina 11 ottobre 2010 alle 14:31
Non lo so, ho un paio di amiche i cui figli hanno appena iniziato le medie e non mi sembra che ci sia una grossa differenza, però forse è ancora presto.
Mi riallaccio a quanto detto sopra per aggiungere che sempre mio figlio che è un “anticipatario” ed è proprio il più piccolo della classe perchè di aprile in italiano prende sempre voti altissimi sia scritto che orale, ovviamente senza sforzi semplicemente perchè a causa sua si parla in un italiano “corretto”.
Insomma il lavoro a casa è importante ma penso che si sviluppi su un piano paralello a quello della scuola e a volte per fortuna si incrocia. Quello che ti sembre una lacuna spesso non rientra nel programma e perciò non è importante ai fini scolastici serve “solo”a far crescere tuo figlio.
Spero di essere stata chiara, perchè ho messo insieme vari pensieri non so se logici….
Caffenero Autore articolo 12 ottobre 2010 alle 07:07
Valentina, il tuo interevento è charissmo!
C’è una discussione molto interessante tra i commenti al post “E’ giusto anticipare il programma!”.
Mi piacerebbe conoscere anche la tua opinione.
Mammavolipindarici 4 novembre 2010 alle 09:53
ho appena conosciuto questo blog di cui sono entusiasta!
Sono un po’ in anticipo per mettermi in discussione (mio figlio ha un anno e mezzo) ma siamo partiti (mio marito ed io) alla ricerca di altre famiglie per portare avanti un progetto di scuola familiare.
Scottati dalla scuola (lasciata da relativamente poco tempo – ho 24 anni -), vogliamo seguire un percorso differente in pieno e totale rispetto delle scelte che nostro figlio vorrà prendere (a lui la facoltà di scelta strada facendo).
Per ora mi godo le giornate insieme a lui, procedendo con varie e molte scoperte.
E’ bello ed interessante ciò che fai!
Caffenero Autore articolo 4 novembre 2010 alle 10:34
Ciao, Mammavolipindarici.
Grazie e ben arrivata su questo blog.
Ho un bimbo di due anni (che compirà tra poco), seguimi perchè voglio andare a sfoderare le idee usate con il fratello. Per te è il primo figlio, per me il secondo, quindi credimi capiscono tutto già così piccoli e sono delle spugne.
Mammavolipindarici 4 novembre 2010 alle 13:11
Oh si me ne rendo ben conto per questo sono sempre a caccia di idee, non riesco a stargli al passo!
Francesca Sanzo - Panzallaria 4 novembre 2010 alle 13:30
ti ringrazio per essere passata da me perché così mi hai dato modo di venire qui. Ma è bellissimo questo sito e quanto ce n’è bisogno!!!! ti rilancio subito su fb e magari prossimamente scrivo un post su panz. c’è tanto bisogno di parlare di scuola e sensibilizzare sulla gravità dell’attuale momento
che se no i nostri figli finiscono davvero al Liceo Tampax 😉
Caffenero Autore articolo 4 novembre 2010 alle 13:49
Grazie! Ti verrò a chiedere dei consigli, ho trovato molte idee sul tuo sito.
Rosa 5 novembre 2010 alle 13:08
Ciao a tutti!Complimenti innanzitutto a te Daniela per il sito e per l’idea (Ps sto lavornado anche io ad un blog che parla di istruzione ed educazione permanente).Sin da quando abbiamo scoperto di essere “incinti”, mio marito ed io ci siamo posti il problema della istruzione per nostro figlio. Oggi che Francesco ha 14 mesi e frequenta l’asilo nido stiamo per capitolare alla decisione di mandarlo a studiare in un istitituto gestito dai gesuiti. A dire il vero abbiamo ancora un pò di tempo prima di iscriverlo alla scuola materna, tuttavia dalle nostre indagini gran parte delle scuole di quartiere tra il Municipio in cui viviamo e quello in cui lavoro (siamo a Roma), non soddisfano abbastanza le nostre esigenze.
In primis una istruzione di base in linea ed a passo con le esigenze della nostra società ma in generale con gli standard europei=> gran parte delle scuole pubbliche sono lontante da tali obiettivi.
2-continuità didattica tra i tre ordini di scuola fondamentali:infanzia, primaria, secondaria di I grado => solo pochissimi istituti compresivi la adottano efficacemente
3-un team di docenti di ruolo e non precari che poveracci vengono spostati di continuo da una scuola all’altra
In realtà ne ho molti altri di punti ma mi fermo qui perchè intaserei il blog.
Parlo da pedagogista, ex insegnante, insegnante precaria sulla carta, impiegata delle TCL per ICT da circa 10 anni.A malincuore opterei per la scuola privata ma credetemi il livello di “d-istruzione” della scuola pubblica è tale da farmi preoccupare e non poco per il futuro di mio figlio. Viviamo da più di un quarto di secolo in piena emergenza educativa!!!!Dovremmo fare qualcosa in più noi genitori e pretendere dai Provveditori /Governo centrale un maggiore rispetto per gli insegnanti, i genitrori ma soprattutto per gli “utenti finali” ,i nostri figli, il “futuro” del paese, ma quelli pensano a far quadrare i conti tra bunga bunga e scappatelle….
Saluti a tutti, Rosa
Caffenero Autore articolo 5 novembre 2010 alle 13:23
Ben arrivata su questo blog e grazie per i complimenti.
Io non conosco la realtà di Roma, a Milano ho trovato delle scuole statali valide e continuo a sostenere la scuola pubblica.
La continuità c’è sempre stata: dal nido alla materna, dalla materna alla scuola elementare, ma ti posso dire che non è quello che conta. Te lo dico come mamma e contando sull’esperienza dei bambini che conosco: anche solo questi tre livelli di scuole (nido, materna, primaria) corrispondono a tre diversi momenti di crescita e di maturazione dei bambini. Li puoi accompagnare quanto vuoi a vedere la nuova scuola, ma quello che conta è come ci si troveranno una volta dentro e che sostegno troveranno a casa. Ripeto, questa la mia esperienza, quindi prendila come semplice conversazione e basta.
Riguardo ai contratti degli insegnanti, non avere dei precari nella privata, anche qui non so se sia una vera discriminante. Proprio perchè tu hai un figio di 14 mesi ti posso dire che i miei sono andati entrambi in un nido privato, hanno cambiato insegnanti non so più quante volte, ma a loro non è mai importato molto: contavano di più i giochi e gli amici. Questo è successo per il grande anche alla materna. Nel privato possono essere assunti, ma non è detto che siano felici. Qui a Milano le scuole spesso assumono con contratti a progetto, quindi appena trovano un posto nello statale i migliori se ne vanno. Proprio ieri ho incotnrato una ex maestra del nido che ha tenuto il mio primo figlio. Il nido era privato, lei avava un contratto a progetto, appena ha trovato nello statale è andata via. Adesso lavora meno però ha ferie, assicurazioni, contributi ecc. La prima maestra della materna ha fatto la stessa cosa. Le private vicono come aziende: pagano poco e quindi prendono insegnanti giovani che accettano poco. La mestra del pre-scuola alla materna aveva 19 anni, le è stato offerto un posto in privata per prendere una prima elementare ed è andata. Io se pago una retta non voglio una ragazza di 19 anni che non ha mai insegnato e nemmeno gestito bambini di 6 anni (ed era una scuola religiosa).
Ovviamente non lo dico per criticare la tua scelta, ma solo per spiegarti la situazione che ho vissuto io.
Rosa 5 novembre 2010 alle 13:51
in effetti come dicevo abbiamo ancora tempo per scegliere e decidere..seppure la scuola gesuitica con cui stiamo in contatto ci sembra molto valida. Noi non siamo di Roma e quindi non abbiamo un vissuto forte nel nostro quartiere e ci stiamo basando molto anche sulle esperienze di amici e vicini che ci vivono da molto più tempo di noi. Il problema maggiore che stiamo affrontando e che domani sarà anche più critico, è l’assenza prolungata da casa. Il nostro lavoro ci porta a stare anche più di 12 ore filate lontano da bambino. Per carità è un nostro problema, ma nel momento in cui si verificherebbero con frequenza casi di discontinuità nell’operato della scuola, ci ritroveremmo nei guai. Non posso permettermi di lasciare il lavoro per seguire il bambino negli studi, a meno di non vincere il superenalotto :-), e quindi dovrò sforzarmi di farlo nei ritagli di tempo ma dietro di me deve esserci una scuola che funzioni a tutto tondo o quanto meno ci prova…E’ un’utopia, me ne rendo conto, ma vorrei che un pochino fosse così..Per ora cerco di essere mamma, imparando a mia volta la responsabilità ed il privilegio di questa scelta!
Caffenero Autore articolo 5 novembre 2010 alle 13:56
Sai, Rosa, anch’io avevo le tue paure, ma per fortuna ho trovato la scuola giusta per noi.
Sarei curiosa di sapere perchè ti piace questa scuola gesuitica, ti va di raccontarmi come te l’hanno presentata?
patrizia 23 novembre 2010 alle 22:45
ti ho scoperta per caso questa sera incuriosita dal nome visto su di un altro blog che non ricordo!!!
sono proprio contenta di averti “incontrata” perchè sono un’insegnante e mamma in crisi!!! sì sono la mamma di Federico che come il tuo piccolo ha iniziato a settembre la scuola primaria e sono un’insegnante della scuola frequentata da Federico … non sono la sua insegnante!!!
ero convinta che i bambini nel primo anno di scuola dovessero imparare a leggere e a scrivere, ma ultimamente non ne sono più convinta e sto mettendo in discussione anche il mio modo di insegnare … la collega-maestra di Federico ha detto una settimana fa ai bambini che non sanno leggere che sono indietro!!!
qui da te ho già trovato delle cose interessanti per aiutare Federico anche perchè amiamo i libri e mi spiacerebbe molto dovesse odiare la lettura per un approccio sbagliato … continuerò a seguirti e a guardare quanto già scritto …
grazie e scusa per le parole confuse, ma sono tanti i pensieri che vorrei esprimere … a presto Patrizia
Caffenero Autore articolo 24 novembre 2010 alle 07:48
Ciao. Mi fa piacere sapere che la situazione è più o meno tutta uguale, ma è una magra consolazione, perchè ovviamente vorrei che si parlasse di una scuola eccelsa.
Come mamma e maestra sono convinta che mi aiuterai molto provando a leggere qualcosa che ho scritto e dicendomi la tua opinione.
Silvia 15 gennaio 2011 alle 10:58
Ciao Daniela! Sono Silvia,mamma di Nahele , 6 anni compiuti il 5 nov., e insegnante elem nella sc.pubblica con un amore smodato per per il mio lavoro e la pedagogia Waldorf -che cerco di applicare a casa e a scuola. Ti ho trovata passando da Sara di Freshisland, che seguo abitualmente ormai, e ne sono felice perchè da quando ho scoperto(l’aprile scorso)la potenzialità di internet, imparo un sacco di cose semplicemente condividendo ciò che sono e che faccio. Quindi grazie anche a te, per il tuo blog!Abbiamo tanto di cui parlare… Ma un po’ per volta.
Per ora grazie di esserci.
mariangela 4 febbraio 2011 alle 15:19
Ciao Daniela, innanzi tutto complimenti per il tuo sito e per cio’ che fai per rafforzare il lavoro della scuola pubblica. Io sono Mariangela alias elefanteapois e come te sono molto impegnata nel seguire il progresso di mio figlio (7 anni) facendo un parellelo di cio’ che fa a scuola anche a casa in inglese tramite l’attivita’ ludica e creativa. Sul mio blog propongo idee gioco e esercizi per i bambini in eta’ prescolare e scolare per l’approfondimento della lingua inglese e da poco ho iniziato il carnevale dell’alfabeto inglese. Ogni venerdi’ c’e’ una lettera a tema per la quale rappresentiamo alcune parole inglesi che iniziano con essa. L’iniziativa vuole coinvolgere altri genitori a partecipare con le loro idee e condividerle con noi postando i link. Sarei lieta se venissi a trovarmi a dare un’occhiata.
Caffenero Autore articolo 7 febbraio 2011 alle 08:23
Verrò sicuramente, grazie. Ciao
Mamma (quasi) green 15 febbraio 2011 alle 12:04
Ciao Daniela, mi piace questo tuo progetto! Passerò spesso!
Mammachegiochi 17 febbraio 2011 alle 21:03
Il tuo progetto è molto bello, ti seguirò molto volentieri. Sono una mamma di due bambine 2 e 5 anni, e insegnante della scuola dell’infanzia.
Emilio 2 maggio 2011 alle 07:22
ciao navigando ho visitato il tuo sito interessante e con buone idee ti invio li mio dinosauridisasso.altervista.org Emilio
Caffenero Autore articolo 2 maggio 2011 alle 07:35
Ciao, dov’è questo parco?
Susy 1 dicembre 2011 alle 11:54
ciao, sono Susy mamma di un bambino di 7 anni e frrequenta la 2° elementare, ha un po di problemi con italiano e non so cosa fare…. le maestre chiedono collaborazione e poi quando ne hai bisogno tu tutto svanisce. Non ama leggere e di conseguenza errori a più non posso nei dettati. Aiutami ti prego! grazie ciao
Caffenero Autore articolo 1 dicembre 2011 alle 12:52
Ciao, Susy. Anche uno dei figli è in seconda elementare, quindi dovrei essere abbastanza preparata sul livello di dettati. Vediamo di capire dove potrebbe essere il problema, quindi ti chiedo:
1) è sempre andato male in italiano o ha iniziato solo da qualche tempo?
2) cosa sbaglia di solito quando scrive? Le dobbie, l’uso dell’H, i suoni (magari scrive una lettera al posto di un’altra)?
3) dal punto di vista proprio grafico, scrive bene in corsivo?
Susy 2 dicembre 2011 alle 17:16
ciao Daniela, il problema è che forse ha una leggerissima dislesia, che però è venuta fuori quando ha incominciato a leggere non più parole o piccole frasi, ma quando siamo passati a leggere pagine più o meno lunghe.Una mia amica Logopedista mi dice che ha una motorietà intellettiva più vivace del movimento labbiale. Comunque il problema è solo dall’inizio di questo anno scolastico,quando scrive fa gli stessi errori di lettura, poche doppie,confonde la lettera d con la b la g con la c e se c’è il lo legge li, in quanto alla calligrafia una gallina scrive meglio e io con il gioco della sfida sono sempre a cancellare e fargli riscrivere quello che aveva fatto. Menomale che lui non si lamenta mai, perchè la scuola gli piace!
Caffenero Autore articolo 5 dicembre 2011 alle 08:08
Se il problema di fondo ha a che vedere con la dislessia, prima di qualunque altra cosa, ti consiglio di guardare questo blog:
http://ascuolaconmatilde.wordpress.com/
Gianfranco De Marco 20 marzo 2012 alle 15:58
che bell’dea
Joelle 2 maggio 2012 alle 13:03
ciao, sono finita qui oggi perché da qualche giorno mi frullano strane idee.. La mia bimba ha 4 anni e frequenta il primo anno di materna. Abitiamo in un piccolo paesino e i bimbi in tutta la materna sono in 8! quindi una specie di homeschooling, anche se con i programmi ministeriali però molto seguiti. Il problema è che la nostra scuola è a rischio chiusura e facendo un po’ di conti sembra che tra 2 anni (quando se ne andranno i 5 bimbi coetanei della mia) l’asilo probabilmente chiuderà.. Proprio quell’anno dovrebbe entrare il mio secondo bimbo che tra l’altro è solo e lo sarà anche per l’anno dopo (nel senso che tra il 2011 e 2012 c’è solo lui). Quindi dovrebbero recarsi nella scuola del paese vicino che però è una scuola molto più grande e io non voglio!!!!! Secondo voi fare una homeschooling a tempo pieno, sperando di riuscire a coinvolgere altre mamme) è troppo pretenzioso? dovremmo adattarci noi a fare le maestre? se è una cosa privata nessuno ci può chiedere certificazioni apposite vero? aiutooo!!!!
Caffenero Autore articolo 3 maggio 2012 alle 09:37
Ciao, Joelle.
Nessuno ti può chiedere certificazioni perchè sarebbe come condividere lo spazio di casa con degli amichetti.
Una domanda vorrei farti, quanti altri bambini puoi coinvolgere se non ci sono iscritti all’asilo?
Se preferisci, puoi scrivermi: lascuolainsoffitta@gmail.com
Susy 28 maggio 2012 alle 10:04
Ciao Daniela, ti ri-contatto dopo gli accertamenti fatti a Valentino, il mio bimbo che frequenta la 2° elementare. Non ha nessuna forma di dislessia, calligraficamente è molto migliorato, ma per la lettura proprio non riusciamo a leggere sopratutto se il brano è molto lungo. Si impressiona! Il suo blocco, ho scoperto, che è dovuto a dei rimproveri fatti molto in malo modo e lui ora ha timore della maestra. Come posso aiutarlo ad innamorarsi della lettura? quali libri mi consigli di fargli leggere per le vacanze? Grazie per i tuoi preziosi consigli!
Caffenero Autore articolo 28 maggio 2012 alle 12:23
Ciao, Susy! Brava che mi hai fatto avere gli sviluppi.
Rispondo a te a altre mamme che chiedono consigli di lettura, riproponendo qualche gioco: vedrai il post sulla home page.
Il problema è la scorrevolezza nella lettura (velocità) o la comprensione?
Susy 1 giugno 2012 alle 15:58
ciao, il problema è la scorrevolezza, quando c’è una parola un pò più lunga o difficile,si ferma per leggerla sottovoce per paura di sbagliare. E sottovoce la legge benissimo! A casa abbiamo una marea di libri ma vorrei trovare da fargli leggere qualcosa che lo aiuti.
Caffenero Autore articolo 6 giugno 2012 alle 09:13
Ciao, Susy.
Ti ho risposto con un post apposito, fammi sapere se ti è stato d’aiuto.
Jessica 22 giugno 2012 alle 10:52
Ciao Daniela, bellissima la Casetta delle paure, come tutto il resto! Ho condiviso!
Caffenero Autore articolo 22 giugno 2012 alle 10:58
Anonimo 15 luglio 2012 alle 08:22
Ciao daniela, sto seguendo i tuoi consigli per la lettura con Valentino e stiamo avendo buoni risultati. In questo momento stiamo leggendo 2 libri di barzellette di Geronimo Stilton, uno io e uno lui, che leggiamo assieme una baezelletta io e poi una lui. In questo modo Valentino legge non accorgendosi che si stà esercitando. Grazie per i tuoi cosigli, SONO D’ORO!!!
Caffenero Autore articolo 16 luglio 2012 alle 08:31
Commenti come questi mi fanno proprio iniziare bene la settimana. Sono molto contenta. Seguimi, perchè arriverà presto un altro post sulla lettura. ciao
Elisabetta C. 6 giugno 2013 alle 13:43
Ciao Daniela, molto carino e non banale il tuo blog, cui sono arrivata per caso (forse cercando qualcosa di relativo al cinema? Può essere).
Sono mamma (di 3 figli, dai 16 mesi agli 11 anni) e anche io sono blogger (per diletto). Il mio blog è http://www.educazioneglobale.com
Anche io sono un pò “homeschooler part time”..o forse lo ero perchè da ultimo, le figlie più grandi sfuggono a qualsiasi cosa somigli all’impegno…ma a questo punto dell’anno scolastico è anche comprensibile.
Daniela Autore articolo 6 giugno 2013 alle 13:57
Complimenti! tre figli dai 16 mesi agli 11 anni sono un bell’impegno! Grazie per avermi segnalato il tuo blog: vado sempre volentieri a imparare dalle mamme più grandi!
IlMondodiStella 4 luglio 2014 alle 17:02
Ciao, sono Stella. Ti ho scoperta da poco e ti seguirò davvero volentieri. Non sono ancora una mamma anche se spero di diventarlo. Sono educatrice di piccole pesti. Piacere!

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