Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/articolo.asp?articolo=5237
Timestamp: 2019-07-19 08:12:38+00:00

Document:
Violenza di gruppo, il comunicato della Corte di Cassazione
Di Loredana Morandi (del 04/02/2012 @ 11:58:59, in Magistratura, linkato 1363 volte)
Violenza di gruppo, la Cassazione spiega
"La nostra interpetazione è doverosa"
La precisazione della Corte dopo le polemiche sulla sentenza. "Tutto nasce da un verdetto della Consulta"
ROMA - La sentenza della Corte di Cassazione sullo stupro di gruppo - per il quale non sarebbe obbligatorio il carcere - contiene una "interpretazione doverosa" di una sentenza della Corte Costituzionale. L'alternativa sarebbe stata sollevare una questione di incostituzionalità, che avrebbe portato verosimilmente alla scarcerazione degli indagati per scadenza dei termini di custodia cautelare.
Lo precisa, in una nota, l'ufficio stampa della Corte di Cassazione a proposito della sentenza con la quale è stato stabilito, con effetto estensivo di una pronuncia della Corte Costituzionale, che le persone accusate di violenza sessuale di gruppo possano beneficiare, se sussistono i requisiti, anche di misure cautelari alternative rispetto alla detenzione in carcere. Una sentenza che ha suscitato polemiche e scatenato una ridda di critiche.
"La sentenza della Corte di Cassazione (n. 4377/12 della Terza Sezione penale) - dice la nota - non ha determinato alcuna conseguenza immediata sullo stato detentivo degli imputati. Essi restano in carcere fintanto che non si sarà concluso il giudizio di rinvio davanti al Tribunale del riesame di Roma, che potrebbe anche confermare la precedente valutazione di necessità della misura carceraria".
La Corte di Cassazione nella nota giustifica e conferma la propria decisione che è avvenuta per insufficenza di prove di colpevolezza e per la mancanza di dati sulla comprovata violenza sessuale degli indagati. Solo secondariamente è stata effettuata l'intrepretazione della sentenza n.265 del 2010 della Corte Costituzionale che prevede per i reati a sfondo sessuale, esclusi quelli di natura mafiosa, altri provvedimenti cautelari oltre la carcerazione.
Relativamente a questo secondo aspetto l'alternativa era quella di "investire la Corte Costituzionale", ovvero di dichiarare incostituzionale la sentenza del 2010. Ma la sospensione del procedimento fino alla decisione della Consulta avrebbe potuto determinare la scarcerazione degli imputati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Caso che non si è verificato proprio per la decisone della Corte di Cassazione.(03 febbraio 2012)
19/07/2019 @ 10.12.36

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