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LE CIRCOLARI DELL INPS/INPDAP SULLE PENSIONI PIETRO PERZIANI. (Marzo 2012) - PDF
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Ilario Pepe
1 LE CIRCOLARI DELL INPS/INPDAP SULLE PENSIONI DI PIETRO PERZIANI (Marzo 2012) Dopo le Circolari della F.P. e del MIUR, sono uscite quelle dell Inps/Inpdap, la n. 35 e la n. 37 del 2012; la prima è diretta a tutti, la seconda alle gestioni ex INPDAP, noi teniamo conto delle indicazioni di ambedue le circolari. Prendiamo qui in esame solo le novità e le puntualizzazioni rispetto a quanto da noi finora detto nei precedenti articoli; dedicheremo invece il prossimo numero della Rivista, in uscita lunedì 2 Aprile, ad una trattazione sistematica della materia pensionistica, alla luce naturalmente delle molte novità intervenute nel corso del Analizziamo quattro argomenti: l estensione del contributivo pro rata a tutti, il pagamento della buonuscita, la possibilità di scelta tra vecchia e nuova normativa, le finestre mobili. IL CONTRIBUTIVO PRO RATA Come noto, a partire dal primo gennaio 2012 il sistema contributivo pro rata è stato esteso a tutti, anche a coloro che in precedenza rientravano nel sistema retributivo; ne parlano sia la Circolare n. 35 che la n. 37, al punto 4; la prima però è più chiara, per cui ne riportiamo il testo: 1 / 6
2 Con riferimento a tali soggetti, la quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate dal 1 gennaio 2012 è calcolata secondo il sistema contributivo anziché quello retributivo previsto dalla previgente normativa. Pertanto la pensione è calcolata secondo le regole del sistema misto e quindi l importo è determinato dalla somma: a) della quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, calcolata secondo il sistema retributivo; b) della quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate dal 1 gennaio 2012, calcolata secondo il sistema contributivo. Coloro che usufruivano del sistema retributivo, entrano nel sistema misto, per cui il totale della pensione sarà dato dalla somma di due quote: -una prima quota, corrispondente a quanto maturato fino al 31/12/2011, con il sistema retributivo -una seconda quota, corrispondente a quanto maturato dal 01/01/2012 fino al momento della pensione, calcolato con il sistema contributivo Forse non tutti lo sanno, ma già adesso il totale della pensione è determinato dalla somma di due quote, ambedue però calcolate con il sistema retributivo; con il nuovo sistema ne avremo quindi addirittura tre, due con il retributivo ed una con il contributivo: -prima quota con il sistema retributivo: dall inizio della contribuzione fino al 1992, calcolata sull ultimo stipendio 2 / 6
3 -seconda quota con il sistema retributivo: dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla retribuzione media del periodo -quota con il sistema contributivo: dal 01/01/2012 al pensionamento. Quanto appena detto fa emergere con chiarezza uno dei pochi vantaggi della riforma. Nel sistema retributivo, con 40 anni di contribuzione si raggiungeva il massimo, tanto più perché gli anni più favorevoli erano i primi, essendo la pensione calcolata sull ultimo stipendio, come appena detto. Detto in altri termini: con il retributivo, avere anni di contributi non cambiava niente, per cui non c era alcun vantaggio a rimanere in servizio, salvo naturalmente gli aumenti della retribuzione. Adesso quanto già maturato con il retributivo viene riconosciuto come prima quota della pensione, ma a questa quota se ne aggiunge un altra, corrispondente a quanto verrà maturato con il sistema contributivo a partire dal 01/01/2012 fino al momento della pensione. IL PAGAMENTO DELLA BUONUSCITA La Circolare n. 37, al punto 16, affronta anche la questione del pagamento della buonuscita, che nessuno finora aveva affrontato, come più volte da noi evidenziato. La Legge 214/2011 non ha detto niente in merito al pagamento della buonuscita, per cui rimane in vigore il D.L. 138/2011, convertito nella Legge 148/2011; all art. 21, comma 22, si stabilisce che la buonuscita venga pagata: 3 / 6
4 - dopo due anni in via ordinaria - dopo sei mesi in caso raggiungimento dei limiti massimi di età o di contribuzione previsti dai rispettivi ordinamenti, nel caso della scuola 65 anni di età o 40 anni di contributi, come a tutti noto. Ora, il concetto di anzianità massima contributiva con la Legge 214/2011 non esiste più, per cui la buonuscita verrà pagata dopo sei mesi solo in caso di raggiungimento dei limiti per la pensione di vecchiaia, cioè 66 anni a partire dal 2012, più l adeguamento alle aspettative di vita: Pertanto, per il personale interessato dalle nuove regole di accesso e calcolo della pensione e che cessa dal servizio senza aver raggiunto i limiti di età previsti dal proprio ordinamento di appartenenza, i trattamenti di fine servizio e fine rapporto non possono essere messi in pagamento prima di 24 mesi dall interruzione del rapporto di lavoro. Questo vuol dire che a chi andrà in pensione anticipata la buonuscita verrà pagata dopo due anni, come se si trattasse della vecchia pensione di anzianità. La norma è in vigore dal 13 agosto 2011, data di promulgazione del decreto legge; anche in questo caso sono stati fatti salvi i diritti acquisiti, a norma dell art.1, comma 23 del citato Decreto legge; la Circolare n. 35 prevede: Non sono interessate dai termini sopra indicati le seguenti tipologie di dipendenti per i quali continua a trovare applicazione la disciplina previgente all art. 1, comma 22, del decreto legge 13 agosto 2011, convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148: - lavoratori che hanno maturato i requisiti contributivi ed anagrafici per il pensionamento, sia di anzianità che di vecchiaia (raggiunti limiti di età o di servizio) prima del 13 agosto 2011; - personale del comparto scuola che matura i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011; Citiamo ambedue le disposizioni, perché i Dirigenti possono avvalersi sia delle norme generali che di quelle specifiche del comparto scuola; a seconda della loro scelta, si applicherà la prima 4 / 6
5 o la seconda fattispecie. POSSIBILITA DI SCELTA TRA VECCHIA E NUOVA NORMATIVA Le due circolari ribadiscono quanto già noto in merito ai diritti acquisti; la Circolare n.35, al punto 7.1 afferma: I lavoratori che entro il 31 dicembre 2011 hanno maturato i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla previgente normativa, ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, conseguono il diritto a detti trattamenti secondo la previgente normativa e possono chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale diritto. Fin qui, niente di nuovo; la Circolare però così continua: Detti lavoratori possono comunque accedere alla pensione di vecchiaia ed alla pensione anticipata sulla base dei requisiti richiesti dall art. 24, commi da 6 a11, qualora possano conseguire il trattamento pensionistico anticipatamente per effetto della mancata applicazione della disciplina delle decorrenze di cui all art. 12 del decreto legge n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del La Circolare dice che anche chi gode dei diritti acquisiti può scegliere di avvalersi della nuova normativa, qualora naturalmente questa risulti più favorevole all interessato; viene fatto il caso di un lavoratore che chiedendo l applicazione della nuova normativa potrebbe accedere anticipatamente alla pensione, poiché in tal caso non si applicano le finestre mobili rimaste invece in vigore per chi accede alla pensione sulla base della vecchia normativa, come vedremo a breve. Quanto appena detto è molto importante non per il merito, ma per il principio affermato: è il singolo che sceglie tra vecchia e nuova normativa, sceglie quella più favorevole, perché stiamo parlando di diritti, non di obblighi. La Funzione Pubblica, nella Circolare n.2 che abbiamo commentato la scorsa settimana, ha affermato esattamente il contrario, traendone la conseguenza che a chi gode dei diritti acquisiti si applica la vecchia normativa anche in materia di pensionamento coatto, trasformano un diritto in una condanna. 5 / 6
6 Noi abbiamo detto con chiarezza che questa posizione della F.P. non ha fondamento giuridico e l INPS/INPDAP ci dà ragione. FINESTRE MOBILI La Circolare n. 37, ai punti 4 e 5, regolamenta la questione delle cosiddette finestre mobili ; per chi rientra nella nuova normativa, le finestre mobili non si applicano più, mentre si continuano ad applicare per chi rientra nella vecchia. Questa è l interpretazione che l Inps/Inpdap dà delle disposizioni di cui all art. 24, comma 5 della Legge 214/2011; chi scrive aveva qualche dubbio, perché anche le precedenti leggi prevedevano la salvaguardia dei diritti acquisiti, ma in effetti la legge stabilisce che le finestre non si applicano esclusivamente per chi rientra nella nuova normativa. Va detto che la cosa ha effetti pratici solo per chi ha maturato i diritti tra il 1 settembre e il 31 dicembre 2011, che dovrà aspettare un altro anno, mentre per chi li ha maturati in precedenza il posticipo di un anno, scolastico o solare per i soli dirigenti, ha già avuto effetto. 6 / 6

References: art. 21
 art.1
 art. 1
 art. 24
 art. 12
 art. 24