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Timestamp: 2019-08-21 01:32:50+00:00

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Observa ius: Titolo III - Delle impugnazioni - Articoli 323 - 408
Titolo III - Delle impugnazioni - Articoli 323 - 408
Art. 323.(Mezzi di impugnazione)
Art. 324.(Cosa giudicata formale)
Art. 325.(Termini per le impugnazioni)
Il termine per proporre l'appello, la revocazione e l'opposizione di terzo di cui all'art. 404, secondo comma, e' di trenta giorni. E' anche di trenta giorni il termine per proporre la revocazione e l'opposizione di terzo sopra menzionata contro le sentenze delle corti di appello. (1) Il termine per proporre il ricorso per cassazione e' di giorni sessanta.
(1) Comma da ultimo cosi' modificato dall'art. 32, Legge 21 novembre 1991, n. 374.
Art. 326.(Decorrenza dei termini)
Art. 327. (1)(Decadenza dall'impugnazione)
Art. 328. (1)(Decorrenza dei termini contro gli eredi della parte defunta)
(1) La Corte costituzionale con sentenza 3 marzo 1986, n. 41 ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale di questo articolo nella parte in cui non prevede tra i motivi di interruzione del termine di cui all'art. 325 c.p.c., la morte, la radiazione e la sospensione dall'albo del procuratore costituito, sopravvenute nel corso del termine stesso.
Art. 329.(Acquiescenza totale o parziale)
Art. 330. (1)(Luogo di notificazione della impugnazione)
Art. 331.(Integrazione del contraddittorio in cause inscindibili)
Art. 332.(Notificazione dell'impugnazione relativa a cause scindibili)
Art. 333.(Impugnazioni incidentali)
Art. 334.(Impugnazioni incidentali tardive)
Art. 335.(Riunione delle impugnazioni separate)
Art. 336.(Effetti della riforma o della cassazione)
La riforma o la cassazione parziale ha effetto anche sulle parti della sentenza dipendenti dalla parte riformata o cassata. La riforma o la cassazione estende i suoi effetti ai provvedimenti e agli atti dipendenti dalla sentenza riformata o cassata. (1)
(1) Comma cosi' sostituito dall'art. 48, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 337.(Sospensione dell'esecuzione e dei processi)
L'esecuzione della sentenza non e' sospesa per effetto dell'impugnazione di essa, salve le disposizioni degli articoli 283, 373, 401 e 407. (1) Quando l'autorita' di una sentenza e' invocata in un diverso processo, questo puo' essere sospeso se tale sentenza e' impugnata.
Art. 338.(Effetti dell'estinzione del procedimento di impugnazione)
Capo II: DELL'APPELLO
Art. 339. (Appellabilita' delle sentenze)
Possono essere impugnate con appello le sentenze pronunciate in primo grado, purche' l'appello non sia escluso dalla legge o dall'accordo delle parti a norma dell'articolo 360, secondo comma. E' inappellabile la sentenza che il giudice ha pronunciato secondo equita' a norma dell'articolo 114. Le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equita' a norma dell'articolo 113, secondo comma, sono appellabili esclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, per violazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia. (1)
Art. 340.(Riserva facoltativa d'appello contro sentenze non definitive)
Art. 341. (1)(Giudice dell'appello)
Art. 342. (1)(Forma dell'appello)
(1) Articolo cosi' sostituito dall'art. 50, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 343.(Modo e termine dell'appello incidentale)
L'appello incidentale si propone, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta, all'atto della costituzione in cancelleria ai sensi dell'articolo 166. (1) Se l'interesse a proporre l'appello incidentale sorge dall'impugnazione proposta da altra parte che non sia l'appellante principale, tale appello si propone nella prima udienza successiva alla proposizione dell'impugnazione stessa.
(1) Comma cosi' sostituito dall'art. 51, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 344.(Intervento in appello)
Art. 345. (1)(Domande ed eccezioni nuove)
Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che il collegio non li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa ovvero che la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Può sempre deferirsi il giuramento decisorio.
Art. 346.(Decadenza dalle domande e dalle eccezioni non riproposte)
Art. 347.(Forme e termini della costituzione in appello)
La costituzione in appello avviene secondo le forme e i termini per i procedimenti davanti al tribunale. (1) L'appellante deve inserire nel proprio fascicolo copia della sentenza appellata. Il cancelliere provvede a norma dell'art. 168 e richiede la trasmissione del fascicolo d'ufficio al cancelliere del giudice di primo grado.
(1) Comma cosi' sostituito dall'art. 53, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 348. (1)(Improcedibilita' dell'appello)
(1) Articolo cosi' sostituito dall'art. 54, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 349. (1)[(Nomina dell'istruttore)]
(1) Articolo abrogato dall'ar. 5 del D.P.R. 17 ottobre 1950, n. 857.
Art. 350. (1)(Trattazione)
Davanti alla corte di appello la trattazione dell'appello e` collegiale; davanti al tribunale l'appello e` trattato e deciso dal giudice monocratico.Nella prima udienza di trattazione il giudice verifica la regolare costituzione del giudizio e, quando occorre, ordina l'integrazione di esso o la notificazione prevista dall'art. 332, oppure dispone che si rinnovi la notificazione dell'atto di appello.Nella stessa udienza il giudice dichiara la contumacia dell'appellato, provvede alla riunione degli appelli proposti contro la stessa sentenza e procede al tentativo di conciliazione ordinando, quando occorre, la comparizione personale delle parti.
Art. 351. (1)(Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria)
Sull'istanza prevista dall'articolo 283 il giudice provvede con ordinanza nella prima udienza.La parte puo`, con ricorso al giudice, chiedere che la decisione sulla sospensione sia pronunciata prima dell'udienza di comparizione. Davanti alla corte di appello il ricorso e` presentato al presidente del collegio.Il presidente del collegio o il tribunale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti in camera di consiglio, rispettivamente, davanti al collegio o davanti a se`. Con lo stesso decreto, se ricorrono giusti motivi di urgenza, puo` disporre provvisoriamente l'immediata sospensione dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione della sentenza; in tal caso, all'udienza in camera di consiglio il collegio o il tribunale conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.
Art. 352. (1)(Decisione)
Esaurita l'attivita' prevista negli articoli 350 e 351, il giudice, ove non provveda ai sensi dell'articolo 356, invita le parti a precisare le conclusioni e dispone lo scambio delle comparse conclusionali e delle memorie di replica a norma dell'articolo 190; la sentenza e' depositata in cancelleria entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica. Se l'appello e` proposto alla corte di appello, ciascuna delle parti, nel precisare le conclusioni, puo` chiedere che la causa sia discussa oralmente dinanzi al collegio. In tal caso, fermo restando il rispetto dei termini indicati nell'articolo 190 per il deposito delle difese scritte, la richiesta deve essere riproposta al presidente della corte alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.Il presidente provvede sulla richiesta fissando con decreto la data dell'udienza di discussione da tenersi entro sessanta giorni; con lo stesso decreto designa il relatore.La discussione e` preceduta dalla relazione della causa; la sentenza e` depositata in cancelleria entro i sessanta giorni successivi.Se l'appello e` proposto al tribunale, il giudice, quando una delle parti lo richiede, dispone lo scambio delle sole comparse conclusionali a norma dell'articolo 190 e fissa l'udienza di discussione non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle comparse medesime; la sentenza e` depositata in cancelleria entro i sessanta giorni successivi.
Art. 353. (1)(Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione)
Art. 354.(Rimessione al primo giudice per altri motivi)
Art. 355.(Provvedimenti sulla querela di falso)
Art. 356.(Ammissione e assunzione di prove)
Ferma l'applicabilita' della norma di cui al numero 4) del secondo comma dell'articolo 279, il giudice d'appello, se dispone l'assunzione di una prova oppure la rinnovazione totale o parziale dell'assunzione gia' avvenuta in primo grado o comunque da' disposizioni per effetto delle quali il procedimento deve continuare, pronuncia ordinanza e provvede a norma degli articoli 191 e seguenti (1). Quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal n. 4 del secondo comma dell'articolo 279, il giudice d'appello non puo' disporre nuove prove riguardo alle domande e alle questioni, rispetto alle quali il giudice di primo grado, non definendo il giudizio, abbia disposto, con separata ordinanza, la prosecuzione dell'istruzione.
(1) Comma cosi' sostituito dall'art. 58, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 357. (1)[(Reclamo contro ordinanze)
Le ordinanze con le quali l'istruttore abbia dichiarato, a norma dell'articolo 350 secondo comma, la inammissibilita' o l'improcedibilita' dell'appello, ovvero l'estinzione del procedimento d'appello, e le ordinanze sulla esecuzione provvisoria previste dall'articolo 351, possono essere impugnate con reclamo al collegio nel termine perentorio di dieci giorni dalla notificazione. Il reclamo si propone con le forme previste dall'articolo 178 terzo, quarto e quinto comma. Il collegio pronuncia sul reclamo in camera di consiglio salvo che, trattandosi delle ordinanze previste dall'art. 350 secondo comma, alcuna delle parti, prima della scadenza del termine per la comunicazione della memoria di replica, proponga istanza al presidente del collegio, perche' il reclamo sia discusso in udienza. In tal caso il presidente fissa l'udienza per la discussione, con decreto che e' comunicato alle parti a cura del cancelliere. La decisione e' pronunciata con sentenza se e' respinto il reclamo contro le ordinanze previste dall'art. 350 secondo comma; negli altri casi e' pronunciata con ordinanza non impugnabile.]
(1) Articolo abrogato dall'art. 89, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 358.(Non riproponibilita' di appello dichiarato inammissibile o improcedibile)
Art. 359.(Rinvio alle norme relative al procedimento davanti al tribunale)
Nei procedimenti d'appello davanti alla Corte o al tribunale si osservano, in quanto applicabili, le norme dettate per il procedimento di primo grado davanti al tribunale, se non sono incompatibili con le disposizioni del presente capo. [Davanti al pretore si osservano anche nei procedimenti d'appello le norme del procedimento di primo grado, in quanto applicabili.] (1)
(1) Comma abrogato dall'art. 89, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 360. (1)(Sentenze impugnabili e motivi di ricorso)
Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione:1) per motivi attinenti alla giurisdizione;2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non e' prescritto il regolamento di competenza;3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;4) per nullita' della sentenza o del procedimento;5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.Puo' inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tale caso l'impugnazione puo' proporsi soltanto a norma del primo comma, n. 3.Non sono immediatamente impugnabili con ricorso per cassazione le sentenze che decidono di questioni insorte senza definire, neppure parzialmente, il giudizio. Il ricorso per cassazione avverso tali sentenze puo' essere proposto, senza necessita' di riserva, allorche' sia impugnata la sentenza che definisce, anche parzialmente, il giudizio.Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicano alle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla sentenza contro i quali e' ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge.
(1) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 360. (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso)Le sentenze pronunziate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per Cassazione:1) per motivi attinenti alla giurisdizione;2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non e` prescritto il regolamento di competenza;3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto;4) per nullita` della sentenza o del procedimento;5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile di ufficio.Puo` inoltre essere impugnata con ricorso per Cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso l'impugnazione puo` proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto."
Art. 360-bis. (1)(Inammissibilità del ricorso)
Art. 361.(Riserva facoltativa di ricorso contro sentenze non definitive)
Contro le sentenze previste dall'articolo 278 e contro quelle che decidono una o alcune delle domande senza definire l'intero giudizio, il ricorso per cassazione puo' essere differito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per la proposizione del ricorso, e in ogni caso non oltre la prima udienza successiva alla comunicazione della sentenza stessa. (1)Qualora sia stata fatta la riserva di cui al precedente comma, il ricorso deve essere proposto unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio, o con quello che venga proposto, dalla stessa o da altra parte, contro altra sentenza successiva che non definisca il giudizio. La riserva non puo' farsi, e se gia' fatta rimane priva di effetto, quando contro la stessa sentenza da alcuna delle parti sia proposto immediatamente ricorso.
Art. 362.(Altri casi di ricorso)
Art. 363. (1)(Principio di diritto nell'interesse della legge)
Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato, ovvero quando il provvedimento non e' ricorribile in cassazione e non e' altrimenti impugnabile, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione puo' chiedere che la Corte enunci nell'interesse della legge il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi.La richiesta del procuratore generale, contenente una sintetica esposizione del fatto e delle ragioni di diritto poste a fondamento dell'istanza, e' rivolta al primo presidente, il quale puo' disporre che la Corte si pronunci a sezioni unite se ritiene che la questione e' di particolare importanza.Il principio di diritto puo' essere pronunciato dalla Corte anche d'ufficio, quando il ricorso proposto dalle parti e' dichiarato inammissibile, se la Corte ritiene che la questione decisa e' di particolare importanza.La pronuncia della Corte non ha effetto sul provvedimento del giudice di merito.
(1) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 363. (Ricorso nell'interesse della legge)Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato, il procuratore generale presso la Corte di Cassazione puo` proporre ricorso per chiedere che sia cassata la sentenza nell'interesse della legge.In tal caso le parti non possono giovarsi della cassazione della sentenza."
Art. 364. (1)[(Deposito per il caso di soccombenza)]
Art. 365.(Sottoscrizione del ricorso)
Art. 366. (1)(Contenuto del ricorso)
Il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilita':1) l'indicazione delle parti;2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata;3) l'esposizione sommaria dei fatti della causa;4) i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, secondo quanto previsto dall'articolo 366-bis;5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto.6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di cassazione.Nel caso previsto nell'articolo 360, secondo comma, l'accordo delle parti deve risultare mediante visto apposto sul ricorso dalle altre parti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppure mediante atto separato, anche anteriore alla sentenza impugnata, da unirsi al ricorso stesso.Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra i difensori di cui agli articoli 372 e 390 possono essere fatte al numero di fax o all'indirizzo di posta elettronica indicato in ricorso dal difensore che cosi' dichiara di volerle ricevere, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, vigente. Si applicano le disposizioni richiamate dal secondo comma dell'articolo 176.
(1) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 366. (Contenuto del ricorso)Il ricorso deve contenere a pena d'inammissibilita`:1) l'indicazione delle parti;2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata;3) l'esposizione sommaria dei fatti della causa;4) i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano;5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto.Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di Cassazione.Nel caso previsto nell'art. 360 secondo comma, l'accordo delle parti deve risultare mediante visto apposto sul ricorso dalle altre parti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppure mediante atto separato da unirsi al ricorso stesso."
Art. 366-bis. (1)[(Formulazione dei motivi)
(1) Articolo aggiunto dal Dlgs. 40/2006 e successivamente abrogato dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69.
Art. 367.(Sospensione del processo di merito)
Una copia del ricorso per cassazione proposto a norma dell'articolo 41, primo comma, e' depositata, dopo la notificazione alle altre parti, nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa, il quale sospende il processo se non ritiene l'istanza manifestamente inammissibile o la contestazione della giurisdizione manifestamente infondata. Il giudice istruttore o il collegio provvede con ordinanza. (1) Se la Corte di cassazione dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, le parti debbono riassumere il processo entro il termine perentorio di sei mesi dalla comunicazione della sentenza.
(1) Comma cosi' sostituito dall'art. 61, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 368.(Questione di giurisdizione sollevata dal prefetto)
Nel caso previsto nell'art. 41 secondo comma, la richiesta per la decisione della Corte di cassazione e' fatta dal prefetto con decreto motivato. Il decreto e' notificato, su richiesta del prefetto, alle parti e al procuratore della Repubblica presso il tribunale, se la causa pende davanti a questo [o davanti a un pretore] (1), oppure al procuratore generale presso la Corte di appello, se pende davanti alla Corte. Il pubblico ministero comunica il decreto del prefetto al capo dell'ufficio giudiziario davanti al quale pende la causa. Questi sospende il procedimento con decreto che e' notificato alle parti a cura del pubblico ministero entro dieci giorni dalla sua pronuncia, sotto pena di decadenza della richiesta. La Corte di cassazione e' investita della questione di giurisdizione con ricorso a cura della parte piu' diligente, nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione del decreto. Si applica la disposizione dell'ultimo comma dell'articolo precedente.
(1) Le parole "o davanti a un pretore" sono state soppresse dall'art. 77 del Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 369. (Deposito del ricorso)
Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della Corte, a pena d'improcedibilita', nel termine di giorni venti dall'ultima notificazione alle parti contro le quali e' proposto. Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre a pena d'improcedibilita': 1) il decreto di concessione del gratuito patrocinio; 2) copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, se questa e' avvenuta, tranne che nei casi di cui ai due articoli precedenti; oppure copia autentica dei provvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi di cui ai nn. 1 e 2 dell'articolo 362; 3) la procura speciale, se questa e' conferita con atto separato; 4) gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda. (1)Il ricorrente deve chiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata o del quale si contesta la giurisdizione la trasmissione alla cancelleria della Corte di Cassazione del fascicolo d'ufficio; tale richiesta e` restituita dalla cancelleria al richiedente munita di visto, e deve essere depositata insieme col ricorso.
(1) Numero così modificato dal Dlgs. 40/2006.
Art. 370.(Controricorso)
Art. 371.(Ricorso incidentale)
Art. 371-bis. (1)(Deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio)
(1) Articolo aggiunto dall'art. 62, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 372.(Produzione di altri documenti)
Art. 373.(Sospensione dell'esecuzione)
Il ricorso per cassazione non sospende l'esecuzione della sentenza. Tuttavia il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata puo', su istanza di parte e qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che la esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione. L'istanza si propone con ricorso al giudice di pace, al tribunale in composizione monocratica (1) o al presidente del collegio, il quale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti rispettivamente d'innanzi a se' o al collegio in camera di consiglio. Copia del ricorso e del decreto sono notificate al procuratore dell'altra parte, ovvero alla parte stessa, se questa sia stata in giudizio senza ministero di difensore o non si sia costituita nel giudizio definito con la sentenza impugnata. Con lo stesso decreto, in caso di eccezionale urgenza puo' essere disposta provvisoriamente l'immediata sospensione dell'esecuzione. (2)
(1) La parola "pretore" è stata sostituita dalle parole "tribunale in composizione monocratica" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.(2) Comma cosi' sostituito dall'art. 63, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 374. (1)(Pronuncia a sezioni unite)
La Corte pronuncia a sezioni unite nei casi previsti nel n. 1) dell'articolo 360 e nell'articolo 362. Tuttavia, tranne che nei casi di impugnazione delle decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, il ricorso puo' essere assegnato alle sezioni semplici, se sulla questione di giurisdizione proposta si sono gia' pronunciate le sezioni unite.Inoltre il primo presidente puo' disporre che la Corte pronunci a sezioni unite sui ricorsi che presentano una questione di diritto gia' decisa in senso difforme dalle sezioni semplici, e su quelli che presentano una questione di massima di particolare importanza.Se la sezione semplice ritiene di non condividere il principio di diritto enunciato dalle sezioni unite, rimette a queste ultime, con ordinanza motivata, la decisione del ricorso.In tutti gli altri casi la Corte pronuncia a sezione semplice.
(1) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 374. (Pronuncia a sezioni unite) La Corte pronuncia a sezioni unite nei casi previsti nel n. 1 dell'art. 360 e nell'art. 362.Inoltre il primo presidente puo` disporre che la Corte pronunci a sezioni unite sui ricorsi che presentano una questione di diritto gia` decisa in senso difforme dalle sezioni semplici, e su quelli che presentano una questione di massima di particolare importanza.In tutti gli altri casi la Corte pronuncia a sezione semplice."
Art. 375. (1)(Pronuncia in camera di consiglio)
Art. 376. (1)(Assegnazione dei ricorsi alle sezioni)
Art. 377. (1)(Fissazione dell'udienza o dell'adunanza in camera di consiglio)
(1) Articolo cosi' sostituito dall'art. 65, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 378.(Deposito di memorie di parte)
Art. 379.(Discussione)
Art. 380. (Deliberazione della sentenza)
Art. 380-bis. (1)Procedimento per la decisione sull’inammissibilità del ricorso e per la decisione in camera di consiglio
(1) Articolo aggiunto dal Dlgs. 40/2006 e successivamente aggiornato con le modifiche introdotte dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69.
Art. 380-ter. (1)(Procedimento per la decisione sulle istanze di regolamento di giurisdizione e di competenza)
Nei casi previsti dall'articolo 375, primo comma, numero 4), il presidente, se non provvede ai sensi dell'articolo 380-bis, primo comma, richiede al pubblico ministero le sue conclusioni scritte.Le conclusioni ed il decreto del presidente che fissa l'adunanza sono notificati, almeno venti giorni prima, agli avvocati delle parti, che hanno facolta' di presentare memorie non oltre cinque giorni prima e di chiedere di essere sentiti, se compaiono, limitatamente al regolamento di giurisdizione.Non si applica la disposizione del quinto comma dell'articolo 380-bis.
Art. 381. (1)[(Provvedimento sul deposito)]
Art. 382.(Decisione delle questioni di giurisdizione e di competenza)
Art. 383.(Cassazione con rinvio)
Art. 384. (1)(Enunciazione del principio di diritto e decisione della causa nel merito)
La Corte enuncia il principio di diritto quando decide il ricorso proposto anorma dell'articolo 360, primo comma, n. 3), e in ogni altro caso in cui, decidendo su altri motivi del ricorso, risolve una questione di diritto di particolare importanza.La Corte, quando accoglie il ricorso, cassa la sentenza rinviando la causa ad altro giudice, il quale deve uniformarsi al principio di diritto e comunque a quanto statuito dalla Corte, ovvero decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.Se ritiene di porre a fondamento della sua decisione una questione rilevata d'ufficio, la Corte riserva la decisione, assegnando con ordinanza al pubblico ministero e alle parti un termine non inferiore a venti e non superiore a sessanta giorni dalla comunicazione per il deposito in cancelleria di osservazioni sulla medesima questione.Non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate in diritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal caso la Corte si limita a correggere la motivazione.
(1) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 384. (Enunciazione del principio di diritto e decisione della causa nel merito)La Corte, quando accoglie il ricorso per violazione o falsa applicazione di norme di diritto, enuncia il principio di diritto al quale il giudice di rinvio deve uniformarsi ovvero decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.Non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate in diritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal caso la Corte si limita a correggere la motivazione.".
Art. 385. (1)(Provvedimenti sulle spese)
[Quando pronuncia sulle spese, anche nelle ipotesi di cui all'articolo 375, la Corte, anche d'ufficio, condanna, altresi', la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma, equitativamente determinata, non superiore al doppio dei massimi tariffari, se ritiene che essa ha proposto il ricorso o vi ha resistito anche solo con colpa grave.]
(1) Comma aggiunto dal Dlgs. 40/2006 e successivamente aggiornato con le modifiche introdotte dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69.
Art. 386.(Effetti della decisione sulla giurisdizione)
Art. 387. (Non riproponibilita' del ricorso dichiarato inammissibile o improcedibile)
Art. 388. (1)(Trasmissione di copia del dispositivo al giudice di merito)
Copia della sentenza e' trasmessa dal cancelliere della Corte a quello del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, affinche' ne sia presa nota in margine all'originale di quest'ultima.La trasmissione puo' avvenire anche in via telematica.
(1) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 388. (Trasmissione di copia del dispositivo al giudice di merito)Copia del dispositivo della sentenza e` trasmessa dal cancelliere della Corte a quello del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, affinche` ne sia presa nota in margine all'originale di quest'ultima."
Art. 389.(Domande conseguenti alla cassazione)
Art. 390.(Rinuncia)
Art. 391.(Pronuncia sulla rinuncia)
Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per legge, la Corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede il presidente con decreto.Il decreto o la sentenza che dichiara l'estinzione puo' condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle parti chiede la fissazione dell'udienza nel termine di dieci giorni dalla comunicazione. (1)La condanna non e` pronunciata se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
(1) Commi così modificati dal Dlgs. 40/2006.
Art. 391-bis. (1) (2)(Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione)
Se la sentenza o l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'articolo 375, primo comma, numeri 4) e 5), (3) pronunciata dalla Corte di Cassazione e` affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'art. 287 ovvero da errore di fatto ai sensi dell'art. 395, n. 4), la parte interessata puo` chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli artt. 365 ss. da notificare entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione della sentenza, ovvero di un anno dalla pubblicazione della sentenza stessa.La Corte decide sul ricorso in camera di consiglio nell'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 380-bis. (3)Sul ricorso per correzione dell'errore materiale pronuncia con ordinanza. Sul ricorso per revocazione pronuncia con ordinanza se lo dichiara inammissibile, altrimenti rinvia alla pubblica udienza. (4)La pendenza del termine per la revocazione della sentenza della Corte di Cassazione non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza impugnata con ricorso per cassazione respinto.In caso di impugnazione per revocazione della sentenza della Corte di Cassazione non e` ammessa la sospensione dell'esecuzione della sentenza passata in giudicato, ne` e` sospeso il giudizio di rinvio o il termine per riassumerlo.
(1) Articolo aggiunto dall'art. 67, Legge 26 novembre 1990, n. 353.(2) La Corte costituzionale con sentenza 18 aprile 1996, n. 119 ha dichiarato la illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui prevede un termine per la proposizione dell'istanza di correzione degli errori materiali delle sentenze della Corte di cassazione.(3) Articolo così modificato dal Dlgs. 40/2006.Il testo precedente recitava:"Art. 391-bis. (Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione) Se la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione e` affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'art. 287 ovvero da errore di fatto ai sensi dell'art. 395, n. 4), la parte interessata puo` chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli artt. 365 ss. da notificare entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione della sentenza, ovvero di un anno dalla pubblicazione della sentenza stessa.Sul ricorso la Corte pronuncia in camera di consiglio a norma dell'art. 375La pendenza del termine per la revocazione della sentenza della Corte di Cassazione non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza impugnata con ricorso per Cassazione respinto.In caso di impugnazione per revocazione della sentenza della Corte di Cassazione non e` ammessa la sospensione dell'esecuzione della sentenza passata in giudicato, ne` e` sospeso il giudizio di rinvio o il termine per riassumerlo."(4) Comma aggiunto dal Dlgs. 40/2006.
Art. 391-ter. (1)(Altri casi di revocazione ed opposizione di terzo)
Il provvedimento con il quale la Corte ha deciso la causa nel merito e', altresi', impugnabile per revocazione per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 del primo comma dell'articolo 395 e per opposizione di terzo. I relativi ricorsi si propongono alla stessa Corte e debbono contenere gli elementi, rispettivamente, degli articoli 398, commi secondo e terzo, e 405, comma secondo.Quando pronuncia la revocazione o accoglie l'opposizione di terzo, la Corte decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto; altrimenti, pronunciata la revocazione ovvero dichiarata ammissibile l'opposizione di terzo, rinvia la causa al giudice che ha pronunciato la sentenza cassata.
Art. 392. (1)(Riassunzione della causa)
Art. 393.(Estinzione del processo)
Art. 394.(Procedimento in sede di rinvio)
In sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti al giudice al quale la Corte ha rinviato la causa. In ogni caso deve essere prodotta copia autentica della sentenza di cassazione. Le parti conservano la stessa posizione processuale che avevano nel procedimento in cui fu pronunciata la sentenza cassata. Nel giudizio di rinvio puo' deferirsi il giuramento decisorio, ma le parti non possono prendere conclusioni diverse da quelle prese nel giudizio nel quale fu pronunciata la sentenza cassata, salvo che la necessita' delle nuove conclusioni sorga dalla sentenza di cassazione.
Le sentenze pronunciate in grado di appello o in unico grado possono essere impugnate per revocazione: 1) se sono l'effetto del dolo di una delle parti in danno dell'altra; (1)2) se si e' giudicato in base a prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza;3) se dopo la sentenza sono stati trovati uno o piu' documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario; 4) se la sentenza e' l'effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. Vi e' questo errore quando la decisione e' fondata sulla supposizione di un fatto la cui verita' e' incontrastabilmente esclusa, oppure quando e' supposta l'inesistenza di un fatto la cui verita' e' positivamente stabilita, e tanto nell'uno quanto nell'altro caso se il fatto non costitui' un punto controverso sul quale la sentenza ebbe a pronunciare; (2)5) se la sentenza e' contraria ad altra precedente avente fra le parti autorita' di cosa giudicata, purche' non abbia pronunciato sulla relativa eccezione;6) se la sentenza e' effetto del dolo del giudice, accertato con sentenza passata in giudicato.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 20 febbraio 1995, n. 51 ha dichiarato la illegittimità costituzionale del numero 1) del presente articolo nella parte in cui non prevede la revocazione avverso i provvedimenti di convalida di sfratto per morosita' che siano l'effetto del dolo di una delle parti in danno dell'altra.(2) La Corte costituzionale con sentenza 30 gennaio 1986, n. 17 ha dichiarato la illegittimità di questo articolo nella parte in cui non prevede la revocazione delle sentenze della Corte di cassazione rese su ricorsi basati sull'art. 360, n. 4 del codice di procedura civile ed affette dall'errore di cui all'art. 395, n. 4, c.p.c..Con successiva sentenza 20 dicembre 1989, n. 558 la stessa Corte ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell'art. 395, n. 4 c.p.c. nella parte in cui non prevede la revocazione per errore di fatto avverso i provvedimenti di convalida di sfratto o licenza per finita locazione emessi in assenza o per mancata opposizione dell'intimato.Infine con sentenza 31 gennaio 1991, n. 36 ha dichiarato la illegittimità costituzionale dello stesso n. 4 nella parte in cui non prevede la revocazione di sentenze della Corte di cassazione per errore di fatto nella lettura di atti interni al suo stesso giudizio.
Art. 396.(Revocazione delle sentenze per le quali e' scaduto il termine per l'appello)
Art. 397.(Revocazione proponibile dal pubblico ministero)
Art. 398.(Proposizione della domanda)
La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. La citazione deve indicare, a pena d'inammissibilita', il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsita' o del recupero dei documenti. La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale. La proposizione della revocazione non sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo. Tuttavia il giudice davanti a cui e' proposta la revocazione, su istanza di parte, puo' sospendere l'uno o l'altro fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione, qualora ritenga non manifestamente infondata la revocazione proposta. (1)
(1) Comma cosi' sostituito dall'art. 68, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 399.(Deposito della citazione e della risposta)
Se la revocazione e' proposta davanti al tribunale o alla corte d'appello, la citazione deve essere depositata, a pena di improcedibilita', entro venti giorni dalla notificazione, nella cancelleria del giudice adito insieme con la copia autentica della sentenza impugnata. Le altre parti debbono costituirsi nello stesso termine mediante deposito in cancelleria di una comparsa contenente le loro conclusioni. Se la revocazione e' proposta davanti al giudice di pace il deposito e la costituzione di cui ai due commi precedenti debbono farsi a norma dell'articolo 319. (1)
(1) Comma cosi' sostituito dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 400.(Procedimento)
Art. 401.(Sospensione dell'esecuzione)
Art. 402.(Decisione)
Art. 403.(Impugnazione della sentenza di revocazione)
Non puo' essere impugnata per revocazione la sentenza pronunciata nel giudizio di revocazione. Contro di essa sono ammessi i mezzi d'impugnazione ai quali era originariamente soggetta la sentenza impugnata per revocazione.
Capo V: DELL'OPPOSIZIONE DI TERZO
Art. 404.(Casi di opposizione di terzo)
(1) La Corte costituzionale con sentenza 7 giugno 1984, n. 167 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di sfratto per finita locazione, emanata per la mancata comparizione dell'intimato o per la mancata opposizione dell'intimato pur comparso.(2) La Corte costituzionale con sentenza 25 ottobre 1985, n. 237 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di sfratto per morosità. (3) La Corte costituzionale con sentenza 20 dicembre 1988, n. 1105 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza con la quale il pretore dispone l'affrancazione del fondo ex art. 4 della legge 22 luglio 1966, n. 607. (4) La Corte costituzionale con sentenza 26 maggio 1995, n. 192 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione.
Art. 405.(Domanda di opposizione)
Art. 406.(Procedimento)
Art. 407.(Sospensione dell'esecuzione)
Art. 408.(Decisione)
Il giudice, se dichiara inammissibile o improcedibile la domanda o la rigetta per infondatezza dei motivi, condanna l'opponente al pagamento di una pena pecuniaria di € 2 se la sentenza impugnata e' del giudice di pace, [di lire quattromila se è del pretore,] (1) di € 2 se e' del tribunale e di € 2 in ogni altro caso.
(1) Le parole "di lire quattromila se è del pretore" sono state soppresse dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.

References: Art. 323

Art. 324

Art. 325

Art. 326

Art. 327

Art. 328
 sentenza 

Art. 329

Art. 330

Art. 331

Art. 332

Art. 333

Art. 334

Art. 335

Art. 336
 sentenza 
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Art. 337
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Art. 338

Art. 339
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Art. 340

Art. 341

Art. 342

Art. 343

Art. 344

Art. 345

Art. 346

Art. 347
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Art. 348

Art. 349

Art. 350
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Art. 351

Art. 352
 sentenza 
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Art. 353

Art. 354

Art. 355

Art. 356

Art. 357
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Art. 358

Art. 359

Art. 360
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Art. 360

Art. 361
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Art. 362

Art. 363
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Art. 364

Art. 365

Art. 366
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Art. 366

Art. 367

Art. 368

Art. 369
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Art. 370

Art. 371

Art. 371

Art. 372

Art. 373
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Art. 374

Art. 375

Art. 376

Art. 377

Art. 378

Art. 379

Art. 380

Art. 380

Art. 380

Art. 381

Art. 382

Art. 383

Art. 384
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Art. 385

Art. 386

Art. 387

Art. 388
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Art. 389

Art. 390

Art. 391
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Art. 391
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Art. 392

Art. 393

Art. 394
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Art. 397

Art. 398
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Art. 399
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Art. 400

Art. 401

Art. 402

Art. 403
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Art. 405

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Art. 407

Art. 408
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