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Timestamp: 2019-03-21 00:09:09+00:00

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﻿ News | ilfallimentarista.it
La responsabilità dei sindaci e degli amministratori di S.p.a. nel reato di bancarotta
20.03.2019 | di La Redazione
Banche in crisi: l’intervento del consorzio di diritto privato non è un aiuto di Stato
Ripartizione dell’attivo
Procedimento di ripartizione: l’interpretazione offerta dal Tribunale di Modena al comma 1 dell’art. 110 l.fall.
19.03.2019 | di Stefano Morri, Francesca Giovannardi
L'estensione della dichiarazione di fallimento al socio accomandatario di fatto
08.03.2019 | di Vincenzo Palladino
Il concordato liquidatorio: le novità introdotte dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
18.03.2019 | di Michele Petriello
L’obbligo di preservazione dei limiti occupazionali nel concordato in continuità indiretta
14.03.2019 | di Angela Petrosillo, Francesca Ruggiero
I rischi di eterogenesi dei fini nell'attività degli OCRI
15.03.2019 | di Fabio Cesare
Corte d’Appello di Bologna
Società di persone in concordato: gli effetti per i creditori
07.03.2019 | di La Redazione
La vendita degli asset aziendali nel concordato
18.03.2019 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin
Esecuzione del concordato
Esecuzione del concordato: gli adempimenti del liquidatore giudiziale
27.02.2019 | di Alberto Molgora
Revocatoria di rimesse bancarie: lo scoperto del conto non basta per provare la scientia decoctionis della Banca
20 Novembre 2013 | di La Redazione
Ai fini della revocatoria di rimesse bancarie ex art. 67, comma 2, l. fall., la prova della scientia decoctionis della Banca, incombente sul curatore, non può considerarsi raggiunta solo sulla base della costante scopertura del conto corrente della fallita, perché si tratta di circostanza equivoca, che potrebbe indicare una fiducia della banca nelle capacità economiche del proprio cliente. È il principio espresso dall’ordinanza n. 25952 della Cassazione, depositata il 19 novembre.
Decreto di convocazione del debitore: in attesa della Pec, le invalidità nel vecchio sistema delle notificazioni
19 Novembre 2013 | di La Redazione
Comunicazioni PEC nelle procedure concorsuali
La Cassazione si è più volte occupata, negli anni, delle problematiche relative alla validità della notifica del decreto di convocazione del debitore e dei creditori istanti per il fallimento, ex art. 15 l. fall.
L.c.a.: il rimedio contro il silenzio del commissario sulle istanze dei creditori è l’opposizione al passivo
13 Novembre 2013 | di La Redazione
Nella procedura di liquidazione coatta amministrativa la presentazione, da parte del preteso creditore, di domande ai sensi dell'art. 208 l. fall., o di osservazioni o istanze, ai sensi dell'art. 207 l. fall., comporta l'obbligo del commissario liquidatore di provvedere su di esse; ne consegue che, nel caso in cui il credito non sia contemplato, in tutto o in parte, nell'elenco dei crediti ammessi o respinti, il "silenzio" assume il valore di implicito rigetto, contro il quale, per evitare il formarsi di una preclusione, il creditore deve proporre opposizione allo stato passivo. E’ questo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione, con la sentenza n. 25301, dell’11 novembre.
Per evitare la revocatoria il cessionario di un credito IVA deve provare l’inscientia decoctionis
12 Novembre 2013 | di La Redazione
La cessione di un credito in funzione solutoria costituisce un mezzo anormale di pagamento, come tale soggetto a revocatoria fallimentare ex art. 67, comma 1, l. fall.: la conoscenza dello stato di insolvenza si presume, e per vincere tale presunzione il cessionario deve provare circostanze tali da far ritenere che l’imprenditore versasse in una situazione di normale esercizio dell’impresa. Questo principio di diritto, più volte ribadito dalla Cassazione, è stato ora riferito in particolare alla cessione di crediti IVA con la sentenza n. 25284, depositata l’11 novembre.
Spesometro: c’è tempo fino al 31 gennaio 2014 per comunicare le operazioni rilevanti IVA
11 Novembre 2013 | di La Redazione
Operazioni esenti IVA
Operazioni rilevanti IVA con Pos: proroga al 31 gennaio 2014. L’Agenzia delle Entrate, con Provvedimento direttoriale n. 130406 del 7 novembre, proroga al 31 gennaio 2014 il termine entro cui gli operatori finanziari devono inviare all’Anagrafe tributaria la comunicazione dei dati rilevanti ai fini IVA, di importo pari o superiore a € 3.600, nei casi in cui i pagamenti siano stati effettuati via Pos, con carte di credito, di debito e prepagate.
Dilazione e falcidia dell’Iva, con o senza transazione fiscale: il punto della Cassazione penale e gli orientamenti dei tribunali
07 Novembre 2013 | di La Redazione
Nel concordato preventivo il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale ex art. 182-ter l. fall., perché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale. E’ questo il principio che anche la Cassazione penale riafferma con la sentenza n. 44283, depositata il 31 ottobre scorso.
Il curatore negligente risponde del danno cagionato da una procedura troppo lunga
04 Novembre 2013 | di La Redazione
Se l’eccessiva durata della procedura fallimentare è dovuta alla negligenza del curatore questi, quale organo deputato alla gestione del fallimento, ne dovrà rispondere personalmente.
Ritardata richiesta di fallimento: per la bancarotta va provata la colpa grave
29 Ottobre 2013 | di La Redazione
La condotta di ritardata richiesta di fallimento è punibile, ai sensi dell’art. 217 l. fall., solo quando connotata da colpa grave: l’elemento soggettivo non si può presumere, ma va accertato in concreto, non essendo sufficiente il dato oggettivo del ritardo nella richiesta di dichiarazione di fallimento che abbia accentuato il dissesto societario. E’ questo il principio espresso dalla V Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza n. 43414 del 24 ottobre.
Il fallimento della capogruppo fa risolvere il mandato per un contratto d’appalto
24 Ottobre 2013 | di La Redazione
In caso di fallimento di una società capogruppo, costituita quale mandataria di un gruppo di società per eseguire un appalto di lavori pubblici, il mandato si risolve automaticamente ex art. 78 l. fall. e la fallita è legittimata a riscuotere dal committente solo la quota corrispondente a quella parte dei lavori la cui esecuzione era di sua spettanza. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23894 del 22 ottobre.
Il nesso causale tra condotta distrattiva e dissesto è estraneo al reato di bancarotta fraudolenta
21 Ottobre 2013 | di La Redazione
A pochi mesi di distanza dall’importante pronuncia n. 47502/2012 (in IlFallimentarista, con nota di Lanzi, Il ruolo dell'insolvenza e della declaratoria di fallimento nell'ambito dei reati di bancarotta prefallimentare. Sul tema si veda anche l’Esperto in video, sempre di Lanzi, dal titolo: La bancarotta societaria), la Cassazione penale torna a occuparsi dei rapporti tra il reato di bancarotta fraudolenta e il sottostante fallimento della società.
Codice di diritto bancario
Schemi e tabelle a cura di Antonio Volanti

References: art. 67
 art. 15
 sentenza 
 art. 67
 sentenza 
 art. 182
 sentenza 
 sentenza 
 art. 78
 sentenza