Source: http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2018/06/14/rubrica-csm-circolare-sulla-formazione-delle-tabelle-degli-uffici-dei-giudici-di-pace-per-il-periodo-2018-20-ed-altre-delibere-del-plenum-del-13-6-2018/
Timestamp: 2018-06-20 00:13:58+00:00

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Rubrica CSM: Circolare sulla formazione delle tabelle degli Uffici dei Giudici di Pace per il periodo 2018/20 ed altre delibere del plenum del 13/6/2018 - UDgdp - Unità' Democratica giudici di pace (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP UDgdp – Unità' Democratica giudici di pace (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP
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Rubrica CSM: Plenum del 20 giugno 2018 Delibere all’o.d.g. relative alla Magistratura Onoraria »
Rubrica CSM: Circolare sulla formazione delle tabelle degli Uffici dei Giudici di Pace per il periodo 2018/20 ed altre delibere del plenum del 13/6/2018
“Su iniziativa dell’VIII Commissione è stata approvata la circolare sulla formazione delle tabelle degli uffici del giudice di pace per il triennio 2018-2020, che disciplinano l’organizzazione dell’ufficio e i criteri oggettivi e predeterminati di assegnazione dei giudici di pace alle sezioni e degli affari ai singoli giudici di pace, i giorni di udienza, i criteri di sostituzione dei magistrati. Rappresentano quindi un essenziale presidio a tutela dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati e, per gli utenti del servizio giustizia, la garanzia del principio del giudice naturale (art. 25 Cost.).
1) – 247/VP/2014 – PRATICA SEGRETATA (relatore Consigliere CANANZI)…………………1
2) – 5/VA/2017 – Circolare relativa alla formazione delle tabelle di composizione degli Uffici del giudice di pace per il triennio 2018-2020. (relatori Consigliere CANANZI e Consigliere CLIVIO)………………………………………………………………………………………..1
3) – 399/GT/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di SANTA MARIA CAPUA VETERE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere CANANZI) ……………………………… 19
4) – 402/GT/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di NAPOLI NORD in AVERSA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere CANANZI)………………………………………………….. 21
5) 1189/GT/2017 – Dott.ssa Carola PASSERINI, già giudice onorario del Tribunale ordinario di PIACENZA. Ricorso in riassunzione al T.A.R. del Lazio per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 19 aprile 2017 e del D.M. in data 18 maggio 2017 con i quali la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di giudice onorario del Tribunale di Piacenza nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale. Istanza cautelare di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati. (relatore Consigliere FANFANI) ………………………………………………………………………………………………………………. 23
6) – 239/VP/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei vice procuratori onorari della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MATERA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere FANFANI) ………………………………………………………………………………… 35
7) – 409/GT/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di TRIESTE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere FANFANI) ………………………………………………………………………………… 36
8) – 282/VP/2018 – Dott. Alessandro GABELLONE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di ROVIGO. Dimissioni dall’incarico. (relatore Consigliere BALDUCCI)…………………………………………………………………………………………… 38
9) – 1014/GP/2017 – Dott.ssa Sabrina PRATA, già giudice onorario di pace come giudice di pace nella sede di VIGEVANO (circondario di Pavia). Ricorso al T.A.R. del Lazio, per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 13 settembre 2017 e del D.M. di recepimento con la quale è stata comunicata alla ricorrente l’irrogazione della sanzione della revoca dall’incarico di giudice onorario di pace già in servizio come giudice di pace nella sede di Vigevano, nonché di ogni atro atto presupposto, connesso e/o consequenziale. Motivi aggiunti al ricorso proposti dalla dott.ssa Sabrina PRATA per l’annullamento della deliberazione della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano del 5 dicembre 2017 nella parte relativa alla domanda di conferma nell’esercizio delle funzioni di magistrato onorario della dott.ssa Sabrina PRATA, già giudice di pace di Vigevano e della relativa comunicazione del Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2017, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ancorché non conosciuto. Ulteriori motivi aggiunti al ricorso proposti dalla dott.ssa Sabrina PRATA per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 14 febbraio 2018 relativa alla conferma quadriennale nell’incarico di giudice di pace, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale. (relatore Consigliere PONTECORVO) …………….. 38
10) – 26/CV/2016 – Nomina e conferma degli esperti del Tribunale di sorveglianza di ANCONA per il triennio 2017-2019, ai sensi della circolare consiliare prot. P-19453/2015 del 26 ottobre 2015. (relatore Consigliere APRILE) ………………………………………………………….. 65
11) – 831/VP/2017 – Dott. Davide DELL’AQUILA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di VIBO VALENTIA. Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere APRILE) ……………………… 67
12) – 175/GT/2018 – Dott. Silvio BOLLOLI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA. Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere APRILE)…………………………………………………. 69
13) – 176/GT/2018 – Dott. Narciso DIRINDIN, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA. Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92. (relatore Consigliere APRILE)…………………………………………………. 71
14) – 337/GT/2018 – Dott.ssa xxx, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di ALESSANDRIA. Nota in data 12 aprile 2018 del Presidente della Corte di Appello di Torino, con allegati atti relativi al procedimento promosso ai sensi dell’art. 42-sexies, del regio decreto n. 12/1941 (Ordinamento Giudiziario) e dell’art. 15 della circolare consiliare prot. P-793/2016 del 19 gennaio 2016, a seguito ritardi nel deposito di provvedimenti giurisdizionali. (relatore Consigliere APRILE)…………………. 73
15) – 200/GP/2018 -Dott.ssa xxx xxx, giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA. Nota in data 12 marzo 2018 con cui chiede di essere autorizzata a difendersi in proprio, in qualità di avvocato, in una causa pendente davanti al Tribunale di Roma. (relatore Consigliere CLIVIO)………………………………………………………. 79
1) – 247/VP/2014 – Pratica per la quale l’Ottava Commissione ha deliberato, ai sensi dell’art. 34 R.I., di proporre al Consiglio di escludere la pubblicità della seduta consiliare nonché di mantenere la segretazione, già disposta dalla Commissione, sugli atti del fascicolo.
2) – 5/VA/2017 – Circolare relativa alla formazione delle tabelle di composizione degli Uffici del giudice di pace per il triennio 2018-2020.
(relatori Consigliere CANANZI e Consigliere CLIVIO)
«Circolare relativa alla formazione delle tabelle di composizione degli Uffici del giudice di pace per il triennio 2018-2020.
Il decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, adottato in attuazione della legge 29 aprile 2016 n 57, ha introdotto rilevanti modifiche rispetto alla previgente disciplina in tema di magistratura onoraria.
Tra le principali novità sono certamente da evidenziarsi:
– lo statuto unico della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai
giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, inserendo le prime due figure nell’Ufficio del giudice di pace, a sua volta sottoposto a un radicale ripensamento;
– la previsione dell’oggettiva temporaneità dell’incarico;
– la riorganizzazione dell’Ufficio del giudice di pace;
– la rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari e dei vice
procuratori onorari;
– il riconoscimento della precipua natura formativa delle attività svolte presso
le rispettive strutture organizzative;
– l’individuazione dei compiti e delle attività delegabili dal magistrato
professionale al magistrato onorario;
– la regolamentazione dei compensi, in modo da delineare un quadro
– l’articolazione di un regime previdenziale e assistenziale adeguato, in ragione dell’onorarietà dell’incarico.
Tale quadro complessivo, in uno con la soppressione della figura del coordinatore dell’Ufficio del giudice di pace, le cui competenze sono immediatamente traslate, per effetto dell’articolo 5 della legge n. 57/2016, ai Presidenti di Tribunale, ha imposto una rivisitazione complessiva della precedente circolare sulle tabelle degli uffici dei giudici di pace, in linea con le nuove disposizioni normative.
Le tabelle degli uffici giudicanti costituiscono il programma organizzativo degli stessi e concorrono ad assicurare la realizzazione dei principi costituzionali del giudice naturale (articolo 25 Cost.) e di efficienza dello svolgimento della funzione giurisdizionale (articoli 97 e 111 Cost.).
La formazione delle tabelle ha una consistente rilevanza sia per quanto riguarda lo status di ciascun magistrato, anche onorario, nelle sue dimensioni d’indipendenza, inamovibilità e personalizzazione delle funzioni, sia per quanto riguarda l’efficienza e la funzionalità del servizio che deve essere assicurato, nel più puntuale rispetto del principio del giudice naturale (articolo 25 Cost.), che non può essere vanificato con sistemi discrezionali e personalistici di distribuzione degli affari.
Si tratta di meta-valori di stretta derivazione costituzionale, che costituiscono il fondamento e le linee guida dell’azione consiliare in siffatta materia.
Tale è, pertanto, l’orizzonte culturale che ha ispirato l’agire dell’Ottava Commissione, nella piena consapevolezza della centralità della figura del magistrato onorario nell’erogazione della cd. giustizia di prossimità, che tanto incide sulla complessiva credibilità dell’intero servizio giustizia.
Transitando all’esame dell’articolato normativo, si osserva che l’articolo 1 è dedicato ai criteri generali cui deve attenersi il dirigente dell’ufficio nella formulazione delle tabelle.
La proposta tabellare, per effetto della menzionata soppressione della figura del coordinatore, promana ora dal Presidente della Corte d’Appello sulla base della segnalazione del Presidente di Tribunale, previa valutazione della sua conformità alle prescrizioni di circolare.
Essa deve pervenire al Consiglio Superiore della Magistratura entro il 31 ottobre 2018.
Rimangono fermi i principi di predeterminazione dei criteri oggettivi e verificabili per la distribuzione degli affari civili e penali all’interno dell’ufficio e della necessità di garantire,
anche in ragione del perseguimento della finalità di massima efficienza e di durata ragionevole dei processi, un’efficace ripartizione del carico di lavoro tra i giudici onorari assegnati all’Ufficio del giudice di pace.
Coerentemente al rinnovato ruolo assegnato al Presidente del Tribunale, la proposta tabellare indica inter alia quali siano i magistrati togati che, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, della legge n. 57 del 28 aprile 2016, svolgono le funzioni di suo ausilio.
Delle modalità di designazione e dei compiti del magistrato ausiliario si occupa l’articolo 4, precisando, in particolare, che il magistrato collaboratore coadiuva il Presidente del Tribunale per tutte le incombenze di cui all’articolo 2, comma 1; lo coadiuva altresì nell’organizzazione dei servizi e cura che, nell’attività di ciascun settore, siano garantiti l’omogeneità nelle prassi procedurali e il necessario confronto giurisprudenziale.
Intensi, in effetti, sono i compiti che il citato articolo 2 assegna, in via esclusiva, al Presidente del Tribunale, fra i quali si segnalano quelli di gestione del personale di magistratura e amministrativo, con finalità di sorveglianza sull’andamento dei servizi di cancelleria e dei servizi ausiliari, nonché di vigilanza sull’attività dei giudici onorari assegnati agli Uffici del giudice di pace.
In considerazione della delicatezza di tali compiti, si è ritenuto opportuno dedicare l’articolo 3 ai criteri di sostituzione del Presidente, in caso di sua assenza o impedimento.
Indicativo dell’esigenza di assicurare al cittadino un’efficiente e credibile amministrazione della giustizia è l’articolo 5, con cui si attribuisce al Presidente del Tribunale il potere/dovere di organizzare riunioni periodiche trimestrali con i giudici onorari assegnati all’Ufficio del giudice di pace per l’esame delle questioni giuridiche più rilevanti, per la discussione delle soluzioni adottate e per lo scambio di esperienze giurisprudenziali e di prassi innovative.
Il successivo articolo 6 si occupa poi della ripartizione degli uffici giudiziari in sezioni, demandando al Presidente del Tribunale la valutazione di convenienza di tale ripartizione. In esso si specifica altresì che la ripartizione è consigliabile quando l’organico sia costituito da almeno dieci giudici onorari di pace e che la dimensione minima di ogni sezione è, di regola, di almeno cinque unità, salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze.
L’articolo 7 stabilisce che nelle proposte tabellari sono indicati i giorni e le ore delle udienze settimanali di ciascun giudice onorario di pace civile e delle udienze dibattimentali di ciascun giudice onorario di pace penale e che, nella divisata ottica di efficienza del servizio giustizia, il Presidente assicura che il numero di udienze settimanali complessivo e il numero di procedimenti trattato in ciascuna udienza dai singoli giudici onorari di pace siano
proporzionati al numero delle sopravvenienze e tale da assicurare comunque un’efficiente amministrazione della giustizia.
Tale articolo disciplina, inoltre, i criteri di assegnazione dei giudici onorari di pace alle sezioni o ai diversi settori nell’ambito dell’unica sezione promiscua, prevedendo che l’assegnazione dev’essere sinteticamente motivata e deve avvenire, previo interpello, sulla base dell’attitudine all’esercizio dei compiti e delle attività da svolgere.
L’attitudine è poi desunta dalla pregressa attività del magistrato onorario, anche svolta nell’ufficio del processo, dalla tipologia degli affari trattati dal medesimo e dalle esperienze professionali, anche non giurisdizionali, attestanti le specifiche competenze nelle materie trattate dalle sezioni.
Viene ancora ribadito nel medesimo articolo, sempre con finalità di trasparenza, che criteri predeterminati devono essere adottati anche per i meccanismi di sostituzione del giudice onorario di pace impedito e nei casi in cui costui debba astenersi o sia oggetto di ricusazione.
Il ricorso alla supplenza, per far fronte a casi di vacanza dell’Ufficio del giudice di pace, di assenza o di impedimento temporaneo, è normato dal successivo articolo 9, che stabilisce che il Presidente del Tribunale può assumere il relativo provvedimento, purché esso sia adeguatamente motivato – avuto riguardo anche all’impossibilità di far ricorso all’istituto della sostituzione – e costituisca applicazione di criteri oggettivi e predeterminati nel progetto tabellare.
La norma fissa, altresì, in sei mesi il termine di durata massima della supplenza, prorogabile per ulteriori sei mesi solo in caso di necessità.
Del diverso istituto dell’applicazione si occupa invece l’articolo 10, a termini del quale, fuori dei casi di cui all’articolo 9, quando in un Ufficio del giudice di pace del circondario ricorrono speciali esigenze di servizio, da esplicitarsi con adeguata motivazione, il Presidente del Tribunale può destinare in applicazione uno o più giudici onorari di pace di altro ufficio del circondario.
Tale disposizione precisa i criteri cui deve attenersi il dirigente nel provvedimento di applicazione, attribuendo rilevanza, ai fini della scelta del giudice da applicare, alle esigenze di funzionalità del Tribunale e dell’Ufficio del giudice di pace, alle attitudini del magistrato onorario, al tempo da costui trascorso nello svolgimento dei compiti e delle attività inerenti all’ufficio e alla sua collocazione nella graduatoria di ammissione al tirocinio.
Così come per la supplenza, anche per l’applicazione la norma fissa un termine di durata massima del provvedimento, determinandolo, in tal caso, in un anno, prorogabile per un ulteriore anno solo in caso di necessità.
Da segnalare che l’articolo 11 vieta supplenze e applicazioni da Uffici del giudice di pace fuori circondario.
L’articolo 12 è dedicato poi alla supplenza e all’applicazione dei giudici di pace e dei giudici onorari di tribunale in servizio alla data del 15 agosto 2017, prevedendo che costoro possono essere destinati in supplenza o in applicazione, anche parziale, in un Ufficio del giudice di pace del circondario dove sono addetti.
Le vicende del mutamento della posizione tabellare dei giudici onorari di pace nell’ambito dello stesso Ufficio e dell’assegnazione all’Ufficio per il Processo sono regolate dal successivo articolo 13.
Ferma la regola generale per cui i predetti non possono essere assegnati ad altra sezione o ad altro settore senza il proprio consenso, salva la ricorrenza di comprovate esigenze di funzionalità dell’ufficio e l’assenza di aspiranti, la norma prevede che spetta al Presidente del Tribunale stabilire quali posti pubblicare, anche non coincidenti con le vacanze, indicando le priorità dell’Ufficio e le ragioni della scelta, dandone comunicazione a tutti i giudici di pace dell’Ufficio e assegnando loro un congruo termine per proporre domanda.
Sono altresì delineati i criteri oggettivi cui il Presidente deve attenersi nella scelta, qualora concorrano più aspiranti al tramutamento.
Si evidenzia che la norma in commento regola anche lo scambio di posti, ammettendone la possibilità qualora non vi ostino esigenze di servizio e non risultino pregiudicate le posizioni degli altri giudici di pace dell’Ufficio, che avrebbero diritto a essere preferiti nell’interpello per la copertura dei posti scambiati.
È infine da rammentarsi che, fino al 15 agosto 2021, i giudici di pace in servizio alla data del 15 agosto 2017, possono essere assegnati, a domanda e secondo i criteri di cui al comma 3, all’Ufficio per il processo del Tribunale.
L’articolo 14, nel fissare i criteri per l’assegnazione degli affari, stabilisce altresì che l’individuazione dei criteri spetta al Presidente del Tribunale, che, anche con l’ausilio del magistrato collaboratore e avvalendosi, ove esistenti, di programmi informatici, assegna gli affari alle singole sezioni, se costituite, e ai giudici onorari, in base ai criteri oggettivi e predeterminati contenuti nella proposta tabellare.
Ai giudici onorari di pace sospesi a qualunque titolo (impedimento non superiore a sei mesi, gravidanza, malattia ed infortunio) non possono essere assegnati nuovi affari di immediata ed urgente trattazione.
Il Presidente promuove poi le opportune variazioni tabellari, a seguito del verificarsi di situazioni di gravidanza o di puerperio dei giudici onorari di pace.
Il progetto tabellare può prevedere deroghe ai criteri ordinari di assegnazione degli affari, ma solo in caso di comprovate esigenze di servizio, congruamente motivate. Anche le revoche di precedenti assegnazioni a una sezione o ad un determinato giudice onorario devono essere congruamente motivate e il relativo provvedimento dev’essere comunicato ai giudici onorari interessati.
Infine, nella proposta tabellare sono indicati i criteri – ancorati a parametri oggettivi e, di regola, automatici – da seguire per la sostituzione dei magistrati astenuti, ricusati o, comunque, impediti.
La perequazione dei ruoli e l’omogeneità dei carichi di lavoro dev’essere assicurata dal Presidente del Tribunale, mercé l’attivazione dei poteri conferitigli dall’articolo 15.
L’articolo 16 e l’articolo 17 sono rispettivamente dedicati alla trattazione dei procedimenti previsti dal decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e all’Ufficio del giudice di pace competente per gli atti da compiere nella fase delle indagini preliminari.
L’articolo 18 delinea il procedimento di approvazione della proposta tabellare.
Essa, come anticipato, promana dal Presidente della Corte d’Appello sulla base della segnalazione del Presidente di Tribunale, il quale, ai fini della predisposizione della proposta, procede alla consultazione di tutti i giudici onorari di pace dell’ufficio.
In ossequio al principio di leale collaborazione in vista del raggiungimento dell’obiettivo comune di efficienza della macchina giudiziaria, è previsto che il Presidente della Corte d’Appello trasmetta le proposta di tabella al Consiglio dell’Ordine degli avvocati e alla Procura della Repubblica, territorialmente competenti.
L’articolo 18 scandisce, dal suo canto, l’iter procedimentale, dettando i tempi e i ruoli del Consiglio giudiziario e chiarendo l’ambito della possibile interlocuzione fra il Presidente della Corte d’Appello e l’anzidetta articolazione distrettuale.
Il successivo articolo 20 regolamenta invece la possibile sua provvisoria esecutività in termini analoghi a quelli degli uffici giudicanti ordinari.
L’articolo 19 mantiene fermo il principio secondo cui, fino all’approvazione delle nuove tabelle da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, restano in vigore quelle in precedenza approvate.
L’articolo 21 regolamenta in dettaglio il procedimento di approvazione di eventuali modificazioni tabellari nel corso del triennio di validità.
Da ultimo, l’articolo 22, in conformità con l’articolo 24 del decreto legislativo n. 116/2017, dispone che i magistrati onorari non prestano attività durante il periodo feriale, salvo che ricorrano specifiche esigenze d’ufficio.
1.- La tabella di composizione dell’Ufficio del giudice di pace stabilisce:
a) i magistrati professionali con funzioni di ausilio del Presidente;
b) l’eventuale ripartizione dell’Ufficio in sezioni;
c) la destinazione dei giudici onorari all’interno dell’Ufficio del giudice di
d) l’assegnazione dei magistrati onorari alle sezioni e l’indicazione dell’eventuale incarico di referente di sezione;
e) i criteri obiettivi e predeterminati per l’assegnazione degli affari alle singole sezioni e ai giudici di cui al successivo articolo 14;
f) i criteri per la sostituzione del giudice astenuto, ricusato o impedito;
g) i criteri per disporre la supplenza e l’applicazione dei giudici onorari presso l’Ufficio del giudice di pace;
h) i giorni e le ore delle udienze, tenuto conto, ove possibile degli impegni dei giudici onorari di pace quali componenti della Sezione autonoma per i magistrati onorari.
2.- La proposta, predisposta dal Presidente di Corte d’appello a norma del successivo articolo18, dev’essere formulata tenendo conto delle effettive presenze, contenendo, altresì, ogni utile indicazione delle misure predisposte per far fronte alle vacanze dei posti nell’organico che, in ogni caso devono assicurare il rispetto dei criteri predeterminati e oggettivi dell’assegnazione degli affari. La proposta dev’essere funzionale alle esigenze dell’ufficio cui si riferisce e dev’essere volta al conseguimento degli obiettivi di massima efficienza.
3.- La proposta è oggetto di valutazione in sede di conferimento e conferma dell’incarico direttivo.
4.- La proposta di formazione delle tabelle deve pervenire al Consiglio Superiore della Magistratura, corredata dalle eventuali osservazioni degli interessati e dal parere del Consiglio giudiziario, entro il 31 ottobre 2018.
5.- Il Presidente del Tribunale deve comunicare al Presidente della Corte d’Appello di appartenenza il prospetto relativo all’organizzazione del lavoro per il periodo feriale entro il 15 maggio di ogni anno.
Compiti del Presidente del Tribunale
1.- Il Presidente del Tribunale provvede:
a) a tutti i compiti di gestione del personale di magistratura e amministrativo e,
in particolare, a sorvegliare l’andamento dei servizi di cancelleria e dei servizi ausiliari di concerto con il dirigente amministrativo dell’Ufficio del giudice di pace, ove presente;
b) a formulare al Presidente della Corte d’Appello la proposta della tabella di organizzazione dell’Ufficio del giudice di pace;
c) a coordinare gli Uffici del giudice di pace che hanno sede nel circondario e, in particolare, a distribuire il lavoro tra i giudici secondo criteri obiettivi e predeterminati;
previsto dall’articolo 4.
d) a vigilare sull’attività dei giudici onorari assegnati agli Uffici del giudice di
e) a esercitare ogni altra funzione di direzione prevista dalla legge.
2.- Tali atti sono di esclusiva competenza del Presidente del Tribunale, salvo quanto
Sostituzione del Presidente del Tribunale in caso di assenza o di impedimento
1.- In caso di assenza o di impedimento del Presidente del Tribunale, le sue funzioni sono esercitate dal Presidente vicario nominato ai sensi dell’articolo 94 della Circolare sulla formazione delle tabelle di organizzazione degli uffici giudicanti per il triennio 2017-2019.
2.- Quando a tale designazione non si è provveduto, le funzioni sono esercitate dal Presidente di sezione con la maggiore anzianità di servizio o, in caso di pari anzianità di servizio, con la maggiore anzianità nel ruolo.
Designazione e compiti del magistrato collaboratore per l’Ufficio del giudice di pace
1.- Il Presidente può avvalersi della collaborazione di un giudice professionale, individuato secondo i criteri previsti dall’articolo 216 della Circolare sulla formazione delle tabelle di organizzazione degli uffici giudicanti per il triennio 2017-2019.
2.- Nei circondari dei Tribunali nei quali l’organico dei giudici onorari assegnati agli uffici del giudice di pace non è, complessivamente, inferiore a 30 unità, il Presidente può nominare, osservati i criteri suddetti, due o più magistrati collaboratori, eventualmente distinti
1 per il settore civile e per il settore penale .
3.- Il magistrato collaboratore coadiuva il Presidente del Tribunale per tutte le incombenze di cui all’articolo 2, comma 1; lo coadiuva altresì nell’organizzazione dei servizi e cura che nell’attività di ciascun settore siano garantiti l’omogeneità nelle prassi procedurali e il necessario confronto giurisprudenziale.
4.- Il magistrato collaboratore può essere delegato dal Presidente a organizzare le riunioni trimestrali di cui all’articolo successivo.
Riunioni trimestrali dei giudici onorari di pace assegnati all’Ufficio del giudice di pace
1.- Il Presidente del Tribunale organizza riunioni periodiche trimestrali con i giudici onorari assegnati all’Ufficio del giudice di pace per l’esame delle questioni giuridiche più rilevanti, per la discussione delle soluzioni adottate e per favorire lo scambio di esperienze giurisprudenziali e di prassi innovative.
Ripartizione degli uffici giudiziari in sezioni
1.- Nella formulazione della proposta di tabella dev’essere verificato, sulla base dell’organico dell’Ufficio, se sia conveniente la ripartizione dello stesso in sezioni.
2.- La ripartizione in sezioni è consigliabile quando l’organico è costituito almeno da dieci giudici onorari di pace. La dimensione minima per ogni sezione, di regola, è di almeno
devoluzione effettiva della competenza in materia di espropriazione mobiliare al giudice di pace.
L’articolo 8, comma 4 del d.lgs. 116/2017 trova applicazione a decorrere dal 31 ottobre 2021, con la
cinque unità, salvo diversa soluzione che, se consigliata da esigenze specifiche, dev’essere corredata da idonea motivazione.
3.- Nei casi in cui i prevedibili carichi di lavoro lo giustifichino e l’organico lo consenta, è opportuna la distinzione tra sezioni civili e sezioni penali previa indicazione del carico quantitativo medio di lavoro per entrambe le sezioni e adottando, ove necessario, i correttivi per garantire una sostanziale equiparazione del carico di lavoro, secondo quanto previsto dall’articolo 15.
4.- Le tabelle devono individuare i giudici assegnati alle singole sezioni civili e penali e i criteri automatici di distribuzione fra gli stessi degli affari secondo le direttive di cui al successivo articolo 14.
5.- Alla divisione in sezioni può conseguire una loro specializzazione o semispecializzazione per materia nell’ambito del medesimo settore,in modo che sia, comunque, assicurata un’omogenea distribuzione quantitativa e qualitativa dei carichi di lavoro tra le diverse sezioni.
6.- Negli Uffici divisi in più di due sezioni il Presidente può eventualmente indicare un referente per ciascuna di esse, con funzioni di collaborazione, limitatamente alla sua organizzazione.
7.- Il referente di sezione è individuato, di regola, nel magistrato onorario più anziano nell’ufficio o, in caso di pari anzianità, nel più anziano avuto riguardo alla data di assunzione dell’incarico o, a parità di date, nel più anziano di età.
Calendario delle udienze.
Ripartizione dei giudici onorari di pace negli Uffici plurisezionali
1.- Presso l’Ufficio del giudice di pace l’assegnazione dei giudici onorari di pace alle sezioni o ai diversi settori nell’ambito dell’unica sezione promiscua dev’essere sinteticamente motivata e avvenire, previo interpello, sulla base dell’attitudine all’esercizio dei compiti e delle attività da svolgere. L’ attitudine è desunta dalla pregressa attività del magistrato onorario, anche svolta nell’ufficio del processo, dalla tipologia degli affari trattati dal medesimo, dalle esperienze professionali, anche non giurisdizionali, attestanti le specifiche competenze nelle materie trattate dalle sezioni.
2.- In caso di mancanza di aspiranti per i posti da coprire, le assegnazioni avvengono d’ufficio, in base ai seguenti criteri: il magistrato onorario con la minore anzianità di servizio
nell’ufficio; a parità di anzianità di servizio nell’ufficio, il magistrato onorario con la minore anzianità dalla nomina; a parità di anzianità dalla nomina, il magistrato onorario più giovane di età.
3.- Nelle proposte tabellari sono indicati i giorni e le ore delle udienze settimanali di ciascun giudice onorario di pace civile e delle udienze dibattimentali di ciascun giudice onorario di pace penale.
4. Il Presidente assicura che il numero di udienze settimanali complessivo e il numero di procedimenti trattato in ciascuna udienza dai singoli giudici onorari di pace siano proporzionati al numero delle sopravvenienze e tale da assicurare un’efficiente amministrazione della giustizia.
5.- Il Presidente, anche avvalendosi dell’ausilio del magistrato collaboratore, vigila sul rispetto dell’orario di inizio e sulla durata delle udienze in conformità alle norme vigenti.
Sostituzione del giudice nei casi di astensione, ricusazione, impedimento
1.- Nelle proposte tabellari devono essere indicati i criteri, oggettivi e predeterminati per la sostituzione del giudice onorario di pace nei casi di impedimento o di astensione e di ricusazione previsti dall’articolo 19 del D.L.vo 13 luglio 2017, n. 116.
Supplenza negli Uffici del giudice di pace
1.- Nelle ipotesi di vacanza dell’Ufficio del giudice di pace, di assenza o di impedimento temporaneo di uno o più giudici onorari di pace, cui non è possibile ovviare ai sensi dell’articolo 8, il Presidente del Tribunale può destinare in supplenza, con provvedimento motivato e in applicazione di criteri oggettivi e predeterminati nel progetto tabellare, uno o più giudici onorari di pace di altro ufficio del circondario.
2.- La supplenza cessa quando vengono meno le esigenze che l’hanno determinata. In ogni caso non può avere durata superiore a sei mesi, prorogabile nei casi di necessità dell’ufficio, per ulteriori sei mesi.
Applicazioni negli Uffici del giudice di pace
1.- Fuori dei casi di cui all’articolo 9, quando in un Ufficio del giudice di pace del circondario ricorrono speciali esigenze di servizio, da esplicitarsi con adeguata motivazione, il Presidente del Tribunale, anche in caso di integrale copertura dell’organico, può destinare in applicazione uno o più giudici onorari di pace di altro ufficio del circondario..
2.- L’applicazione è disposta, previo interpello, con decreto motivato, sentita la sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario. Copia del decreto è trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura e al Ministro della Giustizia. Il parere della sezione autonoma per i magistrati onorari è espresso, sentito previamente l’interessato in caso di mancanza di aspiranti, nel termine perentorio di dieci giorni dalla richiesta.
3.- La scelta del giudice onorario di pace da applicare avviene tenuto conto prioritariamente delle esigenze di funzionalità del Tribunale e dell’Ufficio del giudice di pace, valutando poi i seguenti criteri:
a) attitudine all’esercizio dei compiti e delle attività da svolgere, desunta dalla pregressa attività del magistrato onorario, dalla tipologia di affari trattati dal medesimo, dalle esperienze professionali anche non giurisdizionali pregresse, comprovanti le specifiche competenze in relazione all’incarico da assegnare, con preferenza per i magistrati che hanno maturato esperienze relative ad aree o materie uguali o omogenee;
b) tempo trascorso nello svolgimento dei compiti e delle attività inerenti
4.- In assenza di aspiranti, la scelta deve cadere su coloro ai quali è stato conferito l’incarico di magistrato onorario da minor tempo, anche se operanti in settori diversi da quello di destinazione, salvo che non vi ostino, sotto il profilo attitudinale od organizzativo, specifiche ragioni da indicare espressamente nella proposta di assegnazione.
5.- L’applicazione non può avere durata superiore a un anno ed è rinnovabile di un ulteriore anno nei soli casi di perduranti necessità dell’Ufficio al quale il giudice onorario di pace è applicato.
6.- L’applicazione del medesimo giudice onorario di pace non può essere disposta se non siano decorsi due anni dallo spirare del termine della precedente applicazione.
Divieto di supplenze e applicazioni da Uffici del giudice di pace fuori circondario
1.- L’applicazione e la supplenza a Uffici del Giudice di Pace posti fuori dal circondario di appartenenza sono vietate.
Supplenza e applicazione dei giudici di pace e dei giudici onorari di tribunale in servizio alla data del 15 agosto 2017
1.- I giudici di pace e i giudici onorari di tribunale in servizio alla data del 15 agosto 2017 possono essere destinati in supplenza o in applicazione, anche parziale, in un Ufficio del giudice di pace del circondario dove sono addetti.
2.- La scelta del magistrato da applicare avviene sulla base dei criteri di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 10.
Mutamento di posizione tabellare dei giudici onorari di pace nello stesso Ufficio e assegnazione all’Ufficio per il Processo
1.- Negli Uffici del giudice di pace divisi in sezioni, sia per l’eventuale potenziamento di un settore rispetto ad altri, sia in tutti i casi in cui, per esigenze di servizio o per la nuova destinazione di un magistrato all’Ufficio, è necessario disporre il mutamento di posizione tabellare dei giudici onorari di pace, il Presidente del Tribunale stabilisce quali posti pubblicare, anche non coincidenti con le vacanze, specificando le priorità dell’Ufficio e le ragioni della scelta, dandone comunicazione a tutti i giudici di pace dell’Ufficio e assegnando loro un congruo termine per proporre domanda.
2.- I magistrati non possono, senza il loro consenso, essere assegnati ad altra sezione o settore di servizio, salvo che ricorrano comprovate esigenze di funzionalità dell’Ufficio e non vi siano aspiranti.
3.- Nel caso in cui vi siano più aspiranti al tramutamento, il Presidente tiene conto, per effettuare la proposta, dei seguenti criteri:
4.- In ogni caso devono essere sinteticamente motivate le ragioni della scelta del magistrato proposto per il trasferimento.
5.- In assenza di aspiranti, la scelta deve cadere su coloro ai quali è stato conferito l’incarico di magistrato onorario da minor tempo, anche se operanti in settori diversi da quello di destinazione, salvo che non vi ostino, sotto il profilo attitudinale od organizzativo, specifiche ragioni, da indicare espressamente nella proposta di assegnazione.
6.- È possibile lo scambio di posto quando non vi ostino esigenze di servizio e non siano pregiudicate le posizioni degli altri giudici di pace dell’Ufficio che avrebbero diritto a essere preferiti nell’interpello per la copertura dei posti scambiati. A tal fine le richieste di scambio devono essere comunicate a tutti i giudici dell’Ufficio, con l’indicazione del termine per la presentazione di manifestazioni d’interesse a tali posti. Qualora emergano concorrenti aspirazioni, si procederà ai concorsi interni aperti solo a coloro che abbiano manifestato interesse all’assegnazione dei posti oggetto di richiesta.
7.- Fino al 15 agosto 2021, i giudici di pace in servizio alla data del 15 agosto 2017, possono essere assegnati, a domanda e secondo i criteri di cui al comma 3, all’Ufficio per il processo del Tribunale.
Criteri per l’assegnazione degli affari
1.- L’individuazione dei criteri di assegnazione degli affari spetta al Presidente del Tribunale.
2.- Il Presidente del Tribunale, anche con l’ausilio del magistrato collaboratore, assegna gli affari alle singole sezioni, se costituite, e ai giudici onorari, in base ai criteri oggettivi e predeterminati contenuti nella proposta tabellare. A tal fine si avvale, se disponibili, di programmi informatici che assicurino che l’assegnazione degli affari abbia luogo secondo criteri di trasparenza.
3.- Non possono essere assegnati affari, anche d’immediata e urgente trattazione, al giudice onorario di pace il cui incarico è, a qualunque titolo, sospeso.
4.- Il Presidente promuove le opportune variazioni tabellari, a seguito di situazioni di gravidanza o puerperio dei giudici onorari di pace.
5.- Sono ammissibili deroghe, purché congruamente motivate, ai criteri di assegnazione degli affari in caso di comprovate esigenze di servizio.
6.- Le revoche di precedenti assegnazioni a una sezione o a un giudice onorario devono essere congruamente motivate e il relativo provvedimento dev’essere comunicato ai giudici onorari interessati.
7.- Nella proposta tabellare sono indicati i criteri che saranno seguiti per la sostituzione dei magistrati astenuti, ricusati o, comunque, impediti. I criteri assicurano la sostituzione del magistrato in base a parametri oggettivi e, di regola, automatici.
Omogeneità dei carichi di lavoro e perequazione dei ruoli
1.- Il Presidente del Tribunale, nell’assegnazione degli affari, tiene conto della quantità e della qualità dei procedimenti per assicurare l’omogeneità dei carichi di lavoro e l’uniformità dell’indennità spettante ai giudici onorari di pace dell’Ufficio.
2.- Il Presidente del Tribunale promuove le opportune variazioni tabellari, anche attribuendo una competenza concorrente rispetto a quella di originaria assegnazione, qualora nel corso del triennio si renda necessario rimuovere significativi squilibri determinatisi nelle assegnazioni, sia tra i diversi settori, civile e penale, sia all’interno del medesimo settore.
Provvedimenti previsti dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n.286 (in materia di immigrazione)
1.- Gli affari di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di regola, sono concentrati presso un’unica sezione o in capo a determinati magistrati.
2.- La proposta tabellare deve, in ogni caso, espressamente indicare le modalità per assicurare lo scambio delle informazioni sulle esperienze giurisprudenziali tra i magistrati assegnatari della materia.
Ufficio del giudice di pace competente per gli atti da compiere nella fase delle indagini preliminari
1.- Nella formulazione della proposta tabellare relativa agli Uffici di giudice di pace ubicati nel luogo ove ha sede il Tribunale, devono essere indicati i magistrati che, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 200, n. 274, e successive modificazioni, sono competenti, oltre che per le udienze dibattimentali, anche per gli atti da compiere nella fase delle indagini preliminari.
2.- La ripartizione del lavoro all’interno dell’Ufficio di cui al citato articolo 5, comma 2, deve assicurare un giusto equilibrio tra le esigenze di specializzazione e di rotazione degli affari, allo scopo di garantire l’acquisizione di una professionalità comune a tutti i magistrati, in ogni caso individuati all’interno della sezione penale, ove prevista.
3.- Nel determinare i criteri per l’assegnazione degli affari penali ai giudici onorari di pace con funzioni di G.I.P. devono essere concentrati, ove possibile, in capo allo stesso giudice tutti i provvedimenti relativi allo stesso procedimento, salvo eventuali incompatibilità. In sede tabellare devono essere altresì indicati i criteri di individuazione del sostituto in caso di astensione, ricusazione e impedimento.
4.- I criteri di assegnazione degli affari devono assicurare che, in riferimento allo stesso procedimento, le funzioni di G.I.P e quelle dibattimentali siano svolte da due giudici onorari di pace diversi.
Procedimento di approvazione della proposta tabellare
1.- La proposta di tabella è formulata dal Presidente della Corte d’Appello sulla base della segnalazione del Presidente di Tribunale, previa valutazione della sua conformità alle prescrizioni di circolare.
2.- Ai fini della predisposizione delle proposte tabellari, il Presidente del Tribunale procede alla consultazione di tutti i giudici onorari di pace dell’ufficio. Delle riunioni o delle diverse forme di consultazione il Presidente del Tribunale dà atto nelle segnalazioni, motivando le ragioni per le quali abbia ritenuto di non condividere le indicazioni provenienti dai giudici onorari di pace degli Uffici. Il Presidente del Tribunale può consultare anche il personale amministrativo e di cancelleria.
3.- Il Presidente della Corte trasmette le proposta di tabella al Consiglio dell’Ordine degli avvocati e alla Procura della Repubblica territorialmente competenti.
4.- La proposta, corredata con l’originaria segnalazione del Presidente del Tribunale, dev’essere depositata nella cancelleria della Corte d’Appello entro il 30 settembre 2018.
5.- Copia delle tabelle riguardanti gli Uffici del giudice di pace ubicati in località diversa da quella ove ha sede la Corte d’Appello dev’essere altresì depositata, entro il predetto termine, presso la cancelleria del singolo Ufficio.
6.- Del deposito della proposta tabellare dev’essere data tempestiva comunicazione a tutti i giudici di pace dell’Ufficio, i quali possono prenderne visione e presentare le loro deduzioni al Consiglio Giudiziario entro dieci giorni dalla comunicazione del deposito.
7.- Le proposte di tabelle devono indicare i motivi delle variazioni rispetto alle tabelle precedenti già approvate e le ragioni per cui eventualmente esse si discostino dalle direttive generali della presente circolare.
8.- La proposta di tabella, trascorso il termine suindicato, è trasmessa dal Presidente della Corte al Consiglio Giudiziario, Sezione Autonoma per i magistrati onorari, il quale esprime il suo motivato parere sulla proposta e sulle eventuali osservazioni e deduzioni presentate dai giudici onorari di pace. La deliberazione è presa a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.
9.- La motivazione del parere deve risultare dal verbale della seduta del Consiglio Giudiziario, che registra, in caso di opinioni non unanimi, le ragioni delle diverse conclusioni. 10. All’esito del parere, il Presidente della Corte d’Appello può recepirlo, modificando
in tal senso l’originaria proposta tabellare.
11.- La proposta di tabella, con il parere del Consiglio Giudiziario e con allegate le
eventuali deduzioni, dev’essere trasmessa, a cura del Presidente della Corte d’Appello, al Consiglio Superiore della Magistratura entro e non oltre il 31 ottobre 2018.
12.- La tabella dell’Ufficio è formata e diviene efficace con l’adozione della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura e del decreto ministeriale che la recepisce.
Entrata in vigore dei progetti tabellari
1.- Fino all’approvazione delle tabelle da parte del Consiglio Superiore della Magistratura restano in vigore le tabelle precedentemente approvate.
Immediata esecutività del nuovo progetto tabellare
1.- Il nuovo progetto tabellare può essere dichiarato immediatamente esecutivo dal Presidente del Tribunale, qualora determini esclusivamente una diversa assegnazione dei giudici onorari di pace alle sezioni o alle diverse posizioni tabellari.
2.- Quando, fuori dall’ipotesi di cui al primo comma, il nuovo progetto comporta modifiche rispetto al previgente assetto organizzativo, l’esecutività del progetto è condizionata all’unanime parere favorevole del Consiglio Giudiziario.
Modificazioni delle tabelle di composizione degli Uffici nel corso del triennio
1.- In caso di proposte di modifica tabellare che intervengano nel corso del triennio, dev’essere seguita la medesima procedura prevista per l’iniziale approvazione. In tal caso, ove non vi siano motivi di particolare urgenza, è preferibile raggruppare le proposte in modo da indicarle ogni sei mesi, secondo organici progetti.
2.- Dell’avvenuto deposito delle proposte di variazione tabellare nelle cancellerie degli Uffici del giudice di pace è dato avviso a tutti i giudici onorari dell’Ufficio cui la variazione si riferisce.
3.- Il Presidente del Tribunale, in casi eccezionali, può adottare, in via d’urgenza, provvedimenti immediatamente esecutivi sulla assegnazione dei giudici onorari di pace, trasmettendoli alla Sezione Autonoma del Consiglio Giudiziario.
4.- La provvisoria esecutività di tali provvedimenti perdura fino alla deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura concernente la relativa variazione tabellare.
Attività dei magistrati onorari durante il periodo feriale
1. I magistrati onorari non prestano attività durante il periodo feriale di cui all’articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, salvo che ricorrano specifiche esigenze d’ufficio; in tal caso, è riconosciuto il diritto di non prestare attività nel periodo ordinario per un corrispondente numero di giorni.»
3) – 399/GT/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di SANTA MARIA CAPUA VETERE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
– rilevato che deve procedersi alla conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di SANTA MARIA CAPUA VETERE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– viste le domande di conferma presentate dai giudici onorari dott. Emilio CAPUTO, dott.ssa Giovanna CERRETO, dott.ssa Raffaelina CHIOCCARELLI, dott.ssa Alba COSTARELLA, dott.ssa Giuliana DE ANGELIS, dott. Andrea FAIELLO, dott.ssa Emilia FERRARO, dott.ssa Annamaria GALLO, dott.ssa Luisa GOLIA, dott. Bruno JOUDIOUX, dott.ssa Maria LOMBARDI, dott. Raffele MAZZUOCCOLO, dott.ssa Carla MONTANARO, dott.ssa Maddalena NATALE, dott. Carlo NAZZARO, dott.ssa Marinella POLITELLA, dott.ssa Anna RUOTOLO, dott.ssa Carmela SORGENTE, dott.ssa Chiara TORRICELLA, dott.ssa Angela VEROLLA e dott.ssa Alessandra VONA;
– visti i rapporti positivi sull’attività svolta dai suindicati giudici onorari, redatti in data 17 ottobre 2017 e 7 novembre 2017 dal Presidente del Tribunale ordinario di Santa Maria Capua V etere;
– visti i giudizi di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espressi in data 11 dicembre 2017, 22 gennaio 2018, 12 febbraio 2018 e 12 marzo 2018 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Napoli;
di confermare nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, i seguenti giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di SANTA MARIA CAPUA VETERE, a
1. dott. Emilio CAPUTO;
2. dott.ssa Giovanna CERRETO;
3. dott.ssa Raffaelina CHIOCCARELLI;
4. dott.ssa Alba COST ARELLA;
5. dott.ssa Giuliana DE ANGELIS;
6. dott. Andrea FAIELLO;
7. dott.ssa Emilia FERRARO;
8. dott.ssa Annamaria GALLO;
9. dott.ssa Luisa GOLIA;
10. dott. Bruno JOUDIOUX;
11. dott.ssa Maria LOMBARDI;
12. dott. Raffele MAZZUOCCOLO;
13. dott.ssa Carla MONT ANARO;
14. dott.ssa Maddalena NA T ALE;
15. dott. Carlo NAZZARO;
16. dott.ssa Marinella POLITELLA;
17. dott.ssa Anna RUOTOLO;
18. dott.ssa Carmela SORGENTE;
19. dott.ssa Chiara TORRICELLA;
20. dott.ssa Angela VEROLLA;
21. dott.ssa Alessandra VONA.»
4) – 402/GT/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di NAPOLI NORD in AVERSA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
– rilevato che deve procedersi alla conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di NAPOLI NORD in AVERSA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– viste le domande di conferma presentate dai giudici onorari dott.ssa Anna Rosa ABETE, dott. Roberto APONTE, dott. Carlo BUONO, dott. Antonio CARADONNA, dott. Francescantonio GERUNDO, dott. Michele LANNA, dott. Emanuele LOMBARDI, dott. Raffaele PENTANGELO, dott. Giovanni QUADRINO, dott.ssa Rossana SICILIANO, dott. Domenico VERNILLO e dott. Carlo ZANNINI;
– visti i rapporti positivi sull’attività svolta dai suindicati giudici onorari, redatti dal Presidente del Tribunale ordinario di Napoli Nord in Aversa;
– visti i giudizi di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espressi in data 6 novembre 2017, 22 gennaio 2018 e 12 marzo 2018 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Napoli; – ritenuto che dagli atti, dai rapporti redatti dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dai giudici onorari istanti in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dai giudizi espressi dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità dei giudici onorari a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie, non sussistendo altresì cause di incompatibilità previste dall’art. 5 del decreto legislativo 13 luglio 2017 n. 116 (con riserva di verificare per quelle eventualmente segnalate l’esito del procedimento ai sensi della circolare consiliare del 15 novembre 2017, prot. P-20193/2017 in data 17 novembre 2017);
di confermare nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, i seguenti giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di NAPOLI NORD in AVERSA, a decorrere dal
1. dott.ssa Anna Rosa ABETE;
2. dott. Roberto APONTE;
3. dott. Carlo BUONO;
4. dott. Antonio CARADONNA;
5. dott. Francescantonio GERUNDO;
6. dott. Michele LANNA;
7 dott. Emanuele LOMBARDI;
8. dott. Raffaele PENTANGELO;
9. dott. Giovanni QUADRINO;
10. dott.ssa Rossana SICILIANO;
11. dott. Domenico VERNILLO;
12. dott. Carlo ZANNINI.»
5) 1189/GT/2017 – Dott.ssa Carola PASSERINI, già giudice onorario del Tribunale
ordinario di PIACENZA.
Ricorso in riassunzione al T.A.R. del Lazio per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 19 aprile 2017 e del D.M. in data 18 maggio 2017 con i quali la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di giudice onorario del Tribunale di Piacenza nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.
Istanza cautelare di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati. (relatore Consigliere FANFANI)
Premesso che nella seduta del 17 gennaio 2018 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso in riassunzione proposto dalla dott.ssa Carola PASSERINI per l’annullamento della delibera consiliare del 19 aprile 2017 e del D.M. in data 18 maggio 2017 con i quali la ricorrente la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di giudice onorario del Tribunale di Piacenza, nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale, al fine di eccepire l’infondatezza della domanda di annullamento degli atti impugnati;
Vista l’istanza cautelare di sospensione degli atti impugnati, avanzata dalla ricorrente in relazione al ricorso in riassunzione pendente dinanzi al T.A.R. del Lazio;
Visto il parere dell’Ufficio Studi e Documentazione il quale, con riferimento ai singoli motivi dell’istanza cautelare, ha evidenziato quanto segue:
Il Consiglio, condiviso il parere dell’ufficio Studi e Documentazione, d el i b era
a) di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato ad eccepire, nel giudizio promosso
dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dalla dott.ssa Carola PASSERINI per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 19 aprile 2017 e del D.M. in data 18 maggio 2017 con i quali la ricorrente la ricorrente non è stata confermata nell’incarico di giudice onorario del Tribunale di Piacenza, nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale, l’infondatezza anche della domanda cautelare di sospensione degli atti impugnati;
b) di dare comunicazione della presente delibera al Ministro della Giustizia.»
6) – 239/VP/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei vice procuratori onorari della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MATERA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
– rilevato che deve procedersi alla conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei vice procuratori onorari della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MATERA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92; – viste le domande di conferma presentate dai vice procuratori onorari dott. Roberto DIGIROLAMO, dott. Vincenzo DIPALO, dott.ssa Domenica LIPPOLIS, dott. Arcangelo LOMASTRO, dott. Attilio LO MURNO, dott.ssa Rita PAVONE e dott.ssa Maria Felicia URGA;
– visti i rapporti positivi sull’attività svolta dai suindicati vice procuratori onorari, redatti dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Matera;
– visti i giudizi di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espressi in data 11 aprile 2018 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Potenza;
di confermare nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, i seguenti vice procuratori onorari della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di MATERA, a decorrere dal 1°
2016 e con scadenza il 31 maggio 2020: dott. Roberto DIGIROLAMO;
dott. Vincenzo DIPALO;
dott.ssa Domenica LIPPOLIS;
dott. Arcangelo LOMASTRO; dott. Attilio LO MURNO; dott.ssa Rita P A VONE; dott.ssa Maria Felicia URGA.»
7) – 409/GT/2018 – Procedura di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di TRIESTE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92.
– rilevato che deve procedersi alla conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, dei giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di TRIESTE, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92; – viste le domande di conferma presentate dai giudici onorari dott.ssa Paola BALDINI, dott.ssa Lara COMINI, dott. Carlo D’ANGELILLO, dott.ssa Debora DELLA DORA GULLION e dott.ssa Rita MUZJ;
– visti i rapporti positivi sull’attività svolta dai suindicati giudici onorari, redatti dal Presidente del Tribunale ordinario di Trieste;
– visti i giudizi di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espressi in data 29 marzo 2018 e 19 aprile 2018 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Trieste;
di confermare nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, i seguenti giudici onorari di pace in servizio come giudici onorari del Tribunale ordinario di TRIESTE, a decorrere dal 1° giugno 2016 e
1. dott.ssa Paola BALDINI;
2. dott.ssa Lara COMINI;
3. dott. Carlo D’ANGELILLO;
4. dott.ssa Debora DELLA DORA GULLION;
5. dott.ssa Rita MUZJ.»
8) – 282/VP/2018 – Dott. Alessandro GABELLONE, vice procuratore onorario della
Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di ROVIGO. Dimissioni dall’incarico.
– letta la nota in data 1° giugno 2018 con la quale il dott. Alessandro GABELLONE, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Rovigo, rassegna le dimissioni dall’incarico;
di accettare le dimissioni e, per l’effetto, di dichiarare la decadenza del dott. Alessandro GABELLONE dall’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica
presso il Tribunale ordinario di ROVIGO.»
9) – 1014/GP/2017 – Dott.ssa Sabrina PRATA, già giudice onorario di pace come giudice di pace nella sede di VIGEVANO (circondario di Pavia).
Ricorso al T.A.R. del Lazio, per l’annullamento, previa sospensione, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 13 settembre 2017 e del D.M. di recepimento con la quale è stata comunicata alla ricorrente l’irrogazione della sanzione della revoca dall’incarico di giudice onorario di pace già in servizio come giudice di pace nella sede di Vigevano, nonché di ogni atro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.
Motivi aggiunti al ricorso proposti dalla dott.ssa Sabrina PRATA per l’annullamento della deliberazione della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano del 5 dicembre 2017 nella parte relativa alla domanda di conferma nell’esercizio delle funzioni di magistrato onorario della dott.ssa Sabrina PRATA, già giudice di pace di Vigevano e della relativa comunicazione del Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2017, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ancorché non conosciuto.
Ulteriori motivi aggiunti al ricorso proposti dalla dott.ssa Sabrina PRA T A per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 14 febbraio 2018 relativa alla conferma quadriennale nell’incarico di giudice di pace, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.
Premesso che nella seduta del 6 dicembre 2017 è stato deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato a costituirsi nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso proposto dalla dott.ssa Sabrina PRATA per l’annullamento, previa sospensione, della delibera consiliare del 13 settembre 2017 e del D.M. di recepimento con cui è stata comunicata alla ricorrente l’irrogazione della sanzione della revoca dall’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di Vigevano, al fine di eccepire l’infondatezza del ricorso e chiedere nel merito il rigetto della domanda principale di annullamento e di quella incidentale di sospensione dei provvedimenti impugnati;
Che nella seduta del 28 febbraio 2018 è stato deliberato di prendere atto dell’ordinanza n. 6946/2017 con la quale il T.A.R. del Lazio (Sezione Prima), vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato presentata in via incidentale dalla parte ricorrente, ha fissato l’udienza del 17 ottobre 2018 per la trattazione del merito del ricorso;
Che nella seduta del 9 maggio 2018 è stato altresì deliberato di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato ad eccepire in giudizio l’inammissibilità del ricorso anche con riferimento ai motivi aggiunti proposti dalla ricorrente per l’annullamento della deliberazione della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano del 5 dicembre 2017;
Visti gli ulteriori motivi aggiunti al ricorso proposti dalla dott.ssa Sabrina PRATA per l’annullamento della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 14 febbraio 2018 relativa alla conferma quadriennale nell’incarico di giudice di pace, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale;
Visto il parere dell’Ufficio Studi e Documentazione il quale, con riferimento agli ulteriori motivi aggiunti al ricorso, ha evidenziato quanto segue:
a) di invitare l’Avvocatura Generale dello Stato ad eccepire, nel giudizio promosso dinanzi al T.A.R. del Lazio con il ricorso, con motivi aggiunti, proposto dalla dott.ssa Sabrina PRATA per l’annullamento, previa sospensione, della delibera consiliare del 13 settembre 2017 e del D.M. di recepimento con la quale è stata comunicata alla ricorrente l’irrogazione della sanzione della revoca dall’incarico di giudice onorario di pace già in servizio come giudice di pace nella sede di Vigevano e della deliberazione della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Milano del 5 dicembre 2017, l’infondatezza del ricorso anche con riferimento agli ulteriori per motivi aggiunti proposti dalla ricorrente per l’annullamento della delibera consiliare del 14 febbraio 2018 relativa alla conferma quadriennale nell’incarico di giudice di pace, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale;
10) – 26/CV/2016 – Nomina e conferma degli esperti del Tribunale di sorveglianza di ANCONA per il triennio 2017-2019, ai sensi della circolare consiliare prot. P-19453/2015 del 26 ottobre 2015.
– premesso che, con delibere del 5 ottobre 2016, 15 febbraio 2017 e 20 settembre 2017 si è provveduto alla conferma e nomina degli esperti del Tribunale di sorveglianza di Ancona, per il triennio 2017-2019;
– vista la nota in data 13 marzo 2018 del Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Ancona con la quale si chiede la copertura di tre posti di esperto del Tribunale di sorveglianza resisi vacanti, specificando che: “qualora la graduatoria dei nuovi prescelti sia terminata, si chiede di valutare la possibilità, che questo Tribunale accoglierebbe con estremo favore, di voler nominare i due esperti che hanno già ultimato tre trienni e che per questo non sono stati riproposti, ma che per bagaglio di esperienza accumulato nel corso dei nove anni in cui hanno prestato servizio presso questa sede in modo ineccepibile possono senz’altro costituire valida risorsa: la dott.ssa Anna Mandolini, la cui domanda è stata regolarmente presentata e che risulta dotata di tutti i titoli per il rinnovo della nomina – la dott.ssa Antonella Ciccarelli la cui istanza era pervenuta fuori termine e dunque era stata valutata irricevibile, ma il cui ritardo può comunque ritenersi oggettivamente giustificato dalla certificazione medica che è stata allegata alla stessa. La domanda era altresì priva di documentazione e dunque formalmente inammissibile, ma trattandosi di professionista che ha già effettuato tre trienni quale Esperto presso questo Tribunale fornendo costantemente una prestazione di elevato livello, può considerarsi sicuramente dotata delle competenze necessarie per tornare a comporre i Collegi. Inoltre […] potrebbe essere recuperata la candidatura della dott.ssa Giovanna Fenci, che è stata considerata formalmente inammissibile perché non corredata da documentazione, ma che trattandosi di professionista che aveva in precedenza già effettuato tre trienni quale Esperto presso questo Tribunale (l’ultimo concluso nel 2013) fornendo un’ottima prestazione può considerarsi anch’ella dotata delle competenze necessarie per tornare a comporre i Collegi”;
– vista la proposta formulata dalla Commissione per la valutazione degli aspiranti alla conferma e nomina di esperto del Tribunale di sorveglianza di Ancona, per il triennio 2017- 2019, di cui al verbale della riunione tenutasi in data 22 febbraio 2016;
– visto il parere formulato in data 6 aprile 2016 dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Ancona;
– rilevato che nella graduatoria redatta dalla Commissione per la valutazione istituita presso il Tribunale di sorveglianza di Ancona non vi sono più aspiranti da poter nominare, atteso che una parte degli aspiranti ivi collocati sono stati nominati in altra sede, ovvero esclusi per le motivazioni di cui alla delibera consiliare in data 5 ottobre 2016 concernente la conferma e nomina degli esperti del Tribunale di sorveglianza di Ancona;
– ritenuto di condividere le ragioni specifiche addotte dal Presidente del Tribunale sorveglianza di Ancona, contenute nella predetta nota del 13 marzo 2018, nella sola parte in cui si richiede, per il triennio 2017-2019, la conferma del candidato MANDOLINI Anna Giuseppina nell’incarico di esperto di sorveglianza. Invero, correttamente, nella prima fase della presente procedura di selezione il predetto candidato non veniva confermato nell’incarico svolto poiché nella valutazione comparativa, ex art. 3, comma 2, lettera b), del bando di concorso allegato alla circolare consiliare P-19453/2015 del 26 ottobre 2015 veniva data priorità alla nomina dei nuovi aspiranti. La sopravvenuta vacanza nell’organico degli esperti di sorveglianza e l’impossibilità di attingere, per mancanza di aspiranti, alla graduatoria dei proposti per la nomina, muta la situazione di fatto che aveva legittimato il precedente giudizio consentendo di riesaminare la citata delibera assunta in data 5 ottobre 2016 nella sola parte in cui si disponeva la non conferma del predetto magistrato onorario nell’incarico svolto, al tempo motivata, come detto, non sulla mancanza di requisiti previsti a pena di inammissibilità ma sulla valutazione comparativa con i nuovi aspiranti;
– rilevato, di contro, che non possono essere condivise le ragioni specifiche addotte dal Presidente del Tribunale sorveglianza di Ancona, contenute nella predetta nota del 13 marzo 2018, nella parte in cui si richiede, per il triennio 2017-2019, la nomina degli aspiranti CICCARELLI Antonella e FANCI Giovanna, atteso che non può essere revocata la delibera consiliare in data 5 ottobre 2016 nella parte in cui dichiara l’inammissibilità delle domande
presentate dai predetti aspiranti non essendo mutate le condizioni di fatto e di diritto che erano state poste a fondamento del provvedimento assunto;
– ritenuto, pertanto, che il candidato Giuseppina MANDOLINI, ai sensi dell’art. 3, comma 2, lettera c), del bando di concorso allegato alla citata circolare consiliare P-19453/2015 del 26 ottobre 2015, può essere confermato nell’incarico di esperto di sorveglianza, previa revoca della delibera consiliare del 5 ottobre 2016 nella sola parte in cui lo riguarda, attesa la mancanza di aspiranti collocati utilmente in graduatoria da poter nominare esperto del Tribunale di sorveglianza;
a) di confermare esperto del Tribunale di sorveglianza di ANCONA, per il triennio
2017-2019, previa revoca della delibera consiliare del 5 ottobre 2016 nella parte in cui quest’ultima ne disponeva la non conferma, il seguente aspirante:
1. Anna Giuseppina MANDOLINI;
b) il non luogo a provvedere in ordine alla richiesta di nomina degli aspiranti Antonella CICCARELLI e Giovanna FANCI, atteso che non sono mutate le condizioni di fatto e di diritto che erano state poste a fondamento del provvedimento assunto con la delibera consiliare in data 5 ottobre 2016.»
11) – 831/VP/2017 – Dott. Davide DELL’AQUILA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di VIBO VALENTIA.
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 20 giugno 2016 dal dott. Davide DELL’AQUILA, vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di VIBO VALENTIA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– visto il rapporto negativo sull’attività svolta dal vice procuratore onorario redatto in data 12 maggio 2017 dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Vibo Valentia – visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario, espresso in data 8 novembre 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Catanzaro, motivato dall’intervenuta definizione del procedimento penale (“…il procedimento penale è stato definito con archiviazione …”);
– rilevato che in data 16 gennaio 2018 la Ottava Commissione disponeva di richiedere al Procuratore della Repubblica di Salerno copia degli atti, ove ostensibili, del procedimento penale n. 4840/2015 mod. 21 a cui si riferisce il citato parere della Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Catanzaro;
– rilevato altresì che in data 27 febbraio 2018 la Ottava Commissione disponeva, ai sensi dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e dell’art. 3 della citata circolare del 1° agosto 2016, di comunicare al dott. Davide DELL’AQUILA, nell’ambito del procedimento per la conferma nell’incarico di vice procuratore onorario, il preavviso di rigetto della domanda di conferma, informandolo, altresì, della possibilità di partecipare alla seduta del 17 aprile 2018 per essere sentito personalmente anche con l’eventuale assistenza di un difensore;
– che in sede di audizione, tenutasi in data 17 aprile 2018, il dott. DELL’AQUILA compariva personalmente e depositava apposita memoria difensiva, alla quale si riportava integralmente, concludendo l’audizione con la richiesta di essere confermato nell’incarico onorario svolto;
– rilevato che questo Consiglio ritiene di condividere il giudizio di idoneità alla conferma espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario di Catanzaro atteso che l’istruttoria esperita, nonché l’audizione svolta in questa sede, hanno consentito di verificare l’insussistenza dei presupposti per disporre la non conferma nell’incarico del dott. DELL’AQUILA in quanto il procedimento penale posto a fondamento
di un eventuale provvedimento di non conferma nell’incarico de quo è stato archiviato per insussistenza degli elementi oggettivi del reato ipotizzato;
– tutto ciò premesso, il Consiglio
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Davide DELL’AQUILA nell’incarico di vice procuratore onorario della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di VIBO
VALENTIA, a decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.»
12) – 175/GT/2018 – Dott. Silvio BOLLOLI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA.
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 20 giugno 2016 dal dott. Silvio BOLLOLI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– visto il rapporto positivo sull’attività svolta dal giudice onorario, redatto dal Presidente del Tribunale ordinario di Novara;
– visto il parere formulato in data 15 novembre 2016 dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Novara;
– visto il giudizio di idoneità ai fini della conferma nell’esercizio delle funzioni di giudice onorario, espresso in data 17 luglio 2017 dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Torino;
– rilevato che in data 13 marzo 2018 è stato disposto di richiedere al Presidente del Tribunale ordinario di Novara di voler fornire ulteriori informazioni in ordine a quanto segnalato nel punto E del rapporto e nell’allegato parere formulato in data 15 novembre 2016 dal locale Ordine degli Avvocati, specificando l’eventuale persistenza delle evidenziate criticità;
– letta la nota in data 16 aprile 2018 del Presidente del Tribunale ordinario di Novara con la quale si rappresentava:
– che la criticità relativa ai ritardi nell’inizio delle udienze deve attualmente considerarsi se non totalmente superata, quanto mai limitata a sporadici episodi, essendo stato, il magistrato onorario, invitato al rispetto degli orari fissati;
– che per quanto riguarda l’episodio del ritardo riportato nel citato parere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, si tratta di un episodio del tutto isolato per il quale il magistrato onorario è stato immediatamente richiamato dalla Presidente di Sezione;
– che con riferimento al ricorso alla motivazione contestuale “La motivazione contestuale (se pure a volte foriera del protrarsi delle udienze nel pomeriggio) consente dunque al GOT, impegnato di regola in almeno due udienze monocratiche a settimana (oltre ad eventuali udienze straordinarie), di perseguire l’obiettivo di smaltire il consistente arretrato, come dimostrato dalla sua ragguardevole produttività, attestata nell’autorelazione.”;
– ritenuto, pertanto, anche a seguito dell’istruttoria esperita, che dagli atti, dal rapporto redatto dal Presidente del Tribunale sull’attività svolta dal giudice onorario istante in merito alla capacità, alla laboriosità, alla diligenza all’impegno ed ai requisiti dell’indipendenza e dell’equilibrio nonché dal giudizio espresso dalla Sezione autonoma per i magistrati onorari, e relativi allegati, non emergono elementi o fatti specifici che possano incidere negativamente sulla idoneità del giudice onorario a continuare lo svolgimento delle funzioni giudiziarie onorarie, non sussistendo altresì cause di incompatibilità previste dall’art. 5 del decreto legislativo 13 luglio 2017 n. 116 (con riserva di verificare per quelle eventualmente segnalate l’esito del procedimento ai sensi della circolare consiliare del 15 novembre 2017, prot. P- 20193/2017 in data 17 novembre 2017);
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Silvio BOLLOLI nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA, a
decorrere dal 1° giugno 2016 e con scadenza il 31 maggio 2020.»
13) – 176/GT/2018 – Dott. Narciso DIRINDIN, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA.
– vista la domanda di conferma nell’incarico, per un primo mandato di durata quadriennale, presentata in data 17 giugno 2016 dal dott. Narciso DIRINDIN, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92;
– rilevato che in data 13 marzo 2018 è stato disposto di richiedere al Presidente del Tribunale ordinario di Novara di voler fornire ulteriori informazioni in ordine a quanto segnalato in relazione all’operato del giudice onorario nell’allegato parere del locale Ordine degli Avvocati, specificando l’eventuale persistenza delle evidenziate criticità;
– che i comportamenti lamentati dal locale Consiglio dell’Ordine non sono mai stati portati formalmente a sua conoscenza né mai contestati al dott. DIRINDIN;
– che, in ogni caso, il predetto parere dell’Ordine degli Avvocati non dà affatto conto in modo oggettivo del reale comportamento tenuto dal predetto giudice onorario con riferimento alle udienze, regolarmente e puntualmente tenute nei giorni e negli orari previsti, sia pure con alcune limitate e sempre giustificabili e giustificate eccezioni;
di confermare, per un primo mandato di durata quadriennale, ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, il dott. Narciso DIRINDIN nell’incarico di giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di NOVARA, a
14) – 337/GT/2018 – Dott.ssa xxx, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di ALESSANDRIA.
Nota in data 12 aprile 2018 del Presidente della Corte di Appello di Torino, con allegati atti relativi al procedimento promosso ai sensi dell’art. 42-sexies, del regio decreto n. 12/1941 (Ordinamento Giudiziario) e dell’art. 15 della circolare consiliare prot. P-793/2016 del 19 gennaio 2016, a seguito ritardi nel deposito di provvedimenti giurisdizionali.
letti gli atti trasmessi con nota in data 12 aprile 2018 del Presidente della Corte di Appello di Torino, relativi al procedimento promosso, ai sensi dell’art. 42-sexies del regio decreto n. 12/1941 e dell’art. 15 della circolare consiliare prot. P-793/2016 approvata nella seduta del 13 gennaio 2016, nei confronti della dott.ssa Patrizia FRASCHETTI, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Agrigento, a seguito ritardi nel deposito di provvedimenti giurisdizionali;
1. Con atto del 4 novembre 2016 il Presidente del Tribunale ordinario di Alessandria
proponeva al Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Torino l’attivazione della procedura di revoca della dott.ssa xxx xxx, giudice onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di Alessandria, avendo la stessa aveva accumulato ritardi nel deposito di provvedimenti giurisdizionali come riscontrato in sede di ispezione ordinaria ministeriale.
2. Nella seduta del 17 gennaio 2017 la Sezione Autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario della Corte di Appello di Torino, letti gli atti relativi alla proposta di avvio del procedimento disciplinare, formulava nei confronti della dott.ssa xxx la seguente contestazione: “In data 04/11/2016 è pervenuta dal Presidente del Tribunale di Alessandria segnalazione ai sensi dell’art. 42 ter e sexies R.D. 12/1941 (con richiesta di procedersi ad eventuale revoca dell’incarico di giudice onorario, stante l’indicata grave violazione dei propri doveri funzionali), relativa ai ritardi maturati nel deposito delle sentenze/ordinanze della dott.ssa xxx, G.O.T. in servizio presso Tribunale di Acqui Terme e poi presso l’accorpante Tribunale di Alessandria, ritardi evidenziati dalla relazione ispettiva che ha interessato l’ufficio.
Con la segnalazione sono stati trasmessi la segnalazione del Capo dell’Ispettorato Generale in data 11/10/2016 e la relazione di segnalazione ritardi dell’Ispettore Generale in data 21/03/2016 con allegati prospetti specifici dei ritardi, mentre non risultano note della dott.ssa Fraschetti.
Dagli atti complessivamente acquisiti risultano, nel periodo di ispezione 01/01/2011- 31/12/2015, precisato che tuttavia la dott.ssa Fraschini risulta essere stata in servizio solo tra 14/09/2013 e 31/12/2015:
– n. 37 sentenze civili monocratiche depositate dopo un periodo superiore a 200 gg. (su 70 sentenze depositate il 54% portava un ritardo qualificato – ed in particolare su 37 sentenze 26 con oltre un anno di ritardo);
– n. 9 ordinanze riservate depositate oltre 200 gg dalla data di riserva.
– n. 3 ordinanze non depositate nonostante siano trascorsi oltre 200 da riserva.
– n. 1 sentenza penale depositata dopo un periodo superiore a 180 gg dalla data di
– n. 1 sentenza penale non depositata alla fine del periodo ispettivo nonostante fossero
trascorsi 180 gg. dalla data di pronuncia della sentenza (sentenza poi depositata in data 15/02/2016 con 616 gg di ritardo).
Dalle circostanze appena riportate emergono elementi tali da poter portare alla eventuale revoca dall’incarico per inosservanza dei doveri di diligenza e laboriosità gravanti sul magistrato onorario (ai sensi dell’art. 12 co. 3 Circ.).”.
3. Ricevuta la contestazione, la dott.ssa Patrizia FRASCHETTI depositava memoria difensiva, in data 3 marzo 2017, con la quale faceva presente che i ritardi accumulati presso il Tribunale ordinario di Acqui Terme erano dovuti alla inesperienza ed alla necessità di dover studiare in modo scrupoloso i procedimenti, provenienti da un vecchio ruolo, per la maggioranza già fissati per la precisazione delle conclusioni; mentre, i ritardi contestati a seguito dell’ispezione presso il Tribunale ordinario di Alessandria, si riferivano a tempi non recenti ma alla fase più critica dello smaltimento dell’arretrato. Deduceva, altresì, previa compiuta valutazione di ogni aspetto dell’attività svolta anche sotto il profilo della diligenza nello studio dei fascicoli e dei documenti sostanziali dei provvedimenti emessi, di ritenere giustificabili i ritardi e di non dar corso ad alcun provvedimento disciplinare.
In data 2 marzo 2017 Il Presidente della Corte di Appello di Torino comunicava alla dott.ssa xxx che nella seduta del 21 febbraio 2017 della Sezione Autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario aveva deliberato di procedere alla sua audizione.
Nella seduta del 28 marzo 2017 la Sezione Autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario procedeva all’audizione della dott.ssa xxx xxx, la quale esponeva le proprie difese, che sostanzialmente ribadivano gli elementi già espressi nella memoria difensiva prodotta, ed evidenziava inoltre “che i ritardi erano correlati all’assunzione a decisione di un gran numero di cause civili assegnatele all’atto della presa delle funzioni presso il Tribunale di Acqui Terme nel luglio 2012, procedimenti che erano stati già più volte rinviate per la precisazione delle conclusioni;
– che il problema era in via di soluzione residuando a quel momento (dell’audizione) soltanto una decina di sentenze trattenute per la decisione nel periodo post feriale 2016 ed ancora da depositare con termini già scaduti;
– di assumere l’impegno a trasmettere un prospetto delle sentenze penali e civili redatte e depositate.”.
4. Nella seduta dell’11 luglio 2017 la Sezione Autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario della Corte di Appello di Torino, esaminate le statistiche comparate, che la stessa sezione aveva chiesto al Presidente del Tribunale di Alessandria, deliberava di convocare per la seduta del 19 settembre 2017 il Presidente del Tribunale ordinario di Alessandria al fine di conoscere il numero di provvedimenti emessi ed udienze svolte dalla dott.ssa xxx nell’anno 2016.
In sede di audizione il Presidente del Tribunale ordinario di Alessandria riferiva che, relativamente al periodo di servizio del giudice onorario presso il Tribunale di Acqui Terme, sapeva che la situazione di detto Tribunale era estremamente problematica, pertanto le spiegazioni proposte per quel periodo potevano essere considerate ragionevoli, mentre, per il periodo di servizio svolto presso il Tribunale ordinario di Alessandria, poteva escludere che si fosse verificato un problema di sovraccarico di assegnazioni. Ribadiva, inoltre, che i provvedimenti emessi dal magistrato onorario erano, anche per opinione del presidente di sezione civile, di qualità superiore alla media.
5. Nella seduta del 16 gennaio 2018 la Sezione Autonoma per i magistrati onorari del Consiglio Giudiziario della Corte di Appello di Torino, all’esito della discussione, proponeva a maggioranza la revoca della dott.ssa xxx dall’incarico di giudice onorario atteso che: “Ancora successivamente alla contestazione risulta che la dott.ssa xxx xxx abbia posto solo in parte rimedio ai ritardi rilevati accumulandone anche di nuovi, e ciò nonostante che la Presidente del Tribunale di Alessandria l’abbia agevolata con riduzione delle assegnazioni rispetto a colleghi dello stesso Tribunale.
A titolo di esempio nel 2016
– n. 6 sentenze civili monocratiche depositate dopo un periodo superiore a 200 gg. (su 14 sentenze depositate in particolare 3 oltre un anno di ritardo);
– n. 15 ordinanze riservate depositate oltre 200 gg dalla data di riserva (di queste una depositata a 427 gg ed un’altra a 354 gg.
A titolo di esempio nel 2017 (settembre compreso)
– n. 7 sentenze civili monocratiche depositate dopo un periodo superiore a 200 gg. (su 15 sentenze depositate in particolare una a 400 gg);
– n. 13 ordinanze riservate depositate oltre 200 gg dalla data di riserva (di queste una depositata a 427 gg ed un’altra a 354 gg.
In sostanza la Got, nonostante le ripetute ammonizioni, e sebbene sia oggetto in precedenza stata destinataria di analoga procedura per revoca – poi archiviata nella speranza che sarebbe stato in grado di rimediare – evidenzia una incapacità di organizzazione e di gestione dei flussi di lavoro con violazione del dovere di laboriosità e diligenza che, visto il lasso di tempo analizzato dal 2013 al 2017, non può ritenersi eccezionale o sporadico, ma di carattere cronico.
La condotta dell’incolpata, per la reiterazione, gravità e per l’assenza di valide giustificazione dei reiterati e notevoli ritardi, si ritiene integri ipotesi di violazione dei doveri d’ufficio di gravità tale da giustificare il provvedimento di revoca ai sensi dell’art. 12 comma 3 della Circolare del CSM 25 luglio 2007 (che ha modificato la Circolare P-10358/2003 del 26 maggio 2003).
La situazione in esame è riconducibile alla previsione di cui all’art. 2.1, lett. q), del d.lgs. n.109/06 che indica, quale presupposto per la punibilità dei ritardi, la necessaria concorrenza della reiterazione, della gravità e della non giustificazione degli stessi. Sussiste il requisito della reiterazione dei ritardi, che significativamente ripetuti – nell’ultimo periodo considerato (sino al 1° trimestre 2017) 13 sentenze su un totale di 29 depositate con oltre 200 giorni di ritardo – sono, tali da far apparire abituale la violazione dei termini previsti dalla legge.
E’ ravvisabile inoltre il requisito della gravità, trattandosi come sopra evidenziato di ritardi che eccedono per taluni provvedimenti (4 sentenze e 2 ordinanze) il periodo di un anno. Non si rinvengono infine né sono state prospettate dall’interessata ragioni che giustifichino sul piano soggettivo e/o oggettivo il protrarsi di tale situazione.
Anche la non comune preparazione dell’interessata e la qualità superiore alla media dei provvedimenti depositati – elementi positivi che sono stati evidenziati dalla Presidente del Tribunale di Alessandria – si ritiene non consentono, di giustificare i gravi addebiti contestati
[reiterati ritardi nel deposito nello scioglimento delle riserve e deposito delle sentenze] che paiono sintomatici di carenza di capacità organizzative e/o di diligenza, con la conseguenza che deve ritenersi concretata la grave violazione dei doveri funzionali da parte del giudice onorario.
Ciò in quanto il protrarsi – per un periodo ormai di circa quattro anni – dei ritardi sopra indicati si pone come lesivo dell’interesse costituzionale alla ragionevole durata del processo e degli utenti del servizio giustizia a conoscere in tempi certi o prevedibili l’esito delle controversie che sono state trattenute per la decisione.
Tutto quanto sopra premesso e considerato, all’esito dell’attività istruttoria compiuta (e segnatamente dell’audizione dell’interessata oltre esame della documentazione), questo Consiglio Giudiziario ritiene che il Giudice Onorario sia venuto meno all’ impegno richiesto dal presidente del Tribunale di Alessandria e che sussistano i presupposti per disporre la revoca dall’ufficio”; mentre uno dei consiglieri della Sezione autonoma per i magistrati onorari si esprimeva contro la richiesta di revoca osservando che: “1. la normativa che dovrebbe essere applicata nel procedimento dell’avv. FRASCHETTI è illegittima perché eccedente la delega attribuita dalla legge di riforma della magistratura onoraria; 2. La normativa che dovrebbe essere applicata nel procedimento dell’Avv. FRASCHETTI risulta poi illegittima per difetto di gradualità delle “sanzioni” previste per comportamenti come quelli attribuiti al magistrato onorario in valutazione (che, a tutto concedere, potrebbero trovare risposte sanzionatorie più blande); 3. L’Avv. FRASCHETTI è poi chiamata a rispondere per ritardi maturati in un contesto di grave affanno organizzativo. Detto affanno organizzativo non è legato ad una cattiva volontà del magistrato onorario in valutazione, bensì ad un affanno organizzativo dell’Ufficio. L’ufficio presso cui lavorava la dr.ssa FRASCHETTI aveva un carico di lavoro eccessivo, con molte cause già mature per la decisione, che la dr.ssa FRASCHETFI aveva “ereditato” da giudici togati. La dr.ssa FRASCHETTI – anziché temporeggiare – ha comunque trattenuto in decisione tutte quelle cause, sovraccaricandosi oltre quanto umanamente sostenibile. Si tratta di un comportamento più ingenuo che neghittoso. È poi da verificare quanto siano affidabili e congrue le statistiche utilizzate per evidenziare e valutare la consistenza dei ritardi rispetto a tutti i parametri da tenere in considerazione. 4. Ricordo poi la giurisprudenza disciplinare del CSM e delle Sezioni unite che, in casi non dissimili da quello dell’Avv. FRASCHETTI, si sono assestati su una linea interpretativa sulla valenza da attribuire al tema dei ritardi che è diversa – e più condiscendente – rispetto a quella che questo Consiglio giudiziario vuole assumere in questa sede. Per essere più chiaro, rimando direttamente alla lettura di Cass. Sez.un., sentenza n.
14268/2015. 5. Ricordo poi che l’Avv. FRASCHETTI è magistrato che – dal punto di vista della capacità e dell’equilibrio – ha un profilo valutabile in termini molto positivi, come già evidenziato dal Presidente del Tribunale di Alessandria. 6. Ritengo pertanto che il provvedimento che la maggioranza di questo Consiglio ha deliberato di assumere non sia legata a comportamenti di scarsa diligenza dell’Avv. FRASCHETTI, ma al più ad un sovraccarico di lavoro a lei non imputabile; la decisione, poi, non si fonda su dati statistici adeguatamente affidabili; la sanzione prevista è, poi, sproporzionata rispetto al disvalore del fatto”.
6. Alla luce degli atti trasmessi, non si ritiene sussistano ragioni sufficienti per procedere alla revoca dall’incarico della dott.ssa Patrizia FRASCHETTI.
I contestati ritardi hanno trovato giustificate ragioni – addotte dal magistrato in sede di difesa – che risultano, pacificamente con riferimento al periodo di servizio presso il Tribunale di Acqui Terme, riscontrate da elementi oggettivi quali particolari profili di criticità in cui versava l’Ufficio tutto.
Quanto al restante periodo ricompreso nella contestazione i ritardi accertati non appaiono di così rilevante entità e gravità da legittimare un giudizio di inidoneità che porti alla formulazione di una proposta di revoca.
Se, invero, l’ulteriore elemento portato all’attenzione del Consiglio, relativo alla fase successiva alla contestazione – come tale non direttamente rilevante ai fini del giudizio che ci occupa – descrive una situazione di difficoltà ancora in atto (…Ancora successivamente alla contestazione risulta che la dott.ssa Patrizia Fraschetti abbia posto solo in parte rimedio ai ritardi…) – è del pari testimoniato l’impegno del magistrato nel cercare di porre rimedio ad una situazione di criticità ripetuta nel tempo e, sotto il profilo dell’idoneità allo svolgimento della funzione, una qualità dei provvedimenti emessi superiore alla media.
In altri termini, gli oggettivi residui ritardi non giustificati in cui è incorsa la dott.ssa FRASCHETTI non appaiono di rilievo e consistenza tali da legittimare un giudizio così severo sulle capacità del magistrato tali da legittimare un provvedimento di revoca a fronte dell’impegno profuso nel superamento di tali difficoltà e della qualità del lavoro sin qui svolto.
Alla luce delle su esposte considerazioni, il Consiglio Superiore della Magistratura d el i b era
l’archiviazione del procedimento promosso ai sensi dell’art. 15 della circolare consiliare prot. P-793/2016 del 19 gennaio 2016, nei confronti della dott.ssa Patrizia FRASCHETTI, giudice
onorario di pace in servizio come giudice onorario del Tribunale ordinario di ALESSANDRIA.»
15) – 200/GP/2018 -Dott.ssa xxx xxx , giudice onorario di pace in servizio come giudice di pace nella sede di ROMA.
Nota in data 12 marzo 2018 con cui chiede di essere autorizzata a difendersi in proprio, in qualità di avvocato, in una causa pendente davanti al Tribunale di Roma.
– vista la nota pervenuta in data 12 marzo 2018 con cui chiede di essere autorizzata a difendersi in proprio, in qualità di avvocato, in una causa nella quale è convenuta per motivi personali in giudizio, pendente davanti al Tribunale Civile di Roma R.G. 54217/2010 VIII Sezione;
– visto il D.lgs 13 luglio 2017 n. 116, che al comma 3 dell’art. 5 stabilisce quanto segue: < >;
– considerato che appare evidente che la ratio della norma tende a garantire l’immagine del magistrato onorario evitandone l’appannamento che si creerebbe sovrapponendo i ruoli;
– ritenuto che la norma intende evitare ogni vantaggio che può crearsi per il professionista attraverso lo svolgimento contestuale del doppio ruolo di giudice ed avvocato così che in tale ultima qualifica ci si possa procurare clientela strumentalizzando, anche involontariamente, il ruolo di magistrato, circostanza che non si verifica nel caso di specie;
– pertanto,
di rispondere alla dott.ssa xxx xxx, nel senso che può difendersi personalmente nella controversia dedotta, atteso che tale attività non comporta uno stabile e continuativo
esercizio della professione forense ai sensi dell’art. 5, comma 3, del d.lgs 13 luglio 2017 n. 116.»”(fonte:csm.it)
Questo articolo è stato pubblicato il giovedì, 14 giugno 2018 alle 17:32 e classificato in Comunicati.	È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Sia i commenti che i ping sono attualmente chiusi.

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