Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_civile/2112
Timestamp: 2020-07-05 04:58:03+00:00

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I. In caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
II. Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile il lavoratore può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.
III. Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario. L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello.
IV. Ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all'articolo 2119, primo comma.
V. Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento d'azienda qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato ivi compresi l'usufrutto o l'affitto di azienda. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì al trasferimento di parte dell'azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento .
VI. Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore opera un regime di solidarietà di cui all'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
La decadenza di cui all’art. 32, 4° c., lett. c), insuscettibile di interpretazione analogica, riguarda il caso in cui si impugna la novazione contrattuale insita nel trasferimento d’azienda, intendendo permanere presso il cedente; non quindi il caso in cui si intenda far accertare il diritto a proseguire il rapporto presso il cessionario.(Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 Ottobre 2019. Segue...
Siffatti requisiti di autonomia organizzativa e operativa e di discontinuità sussistono – e deve di conseguenza ravvisarsi mero obbligo di assunzione di lavoratori anziché l’ipotesi di trasferimento d’azienda prevista dall’art. 2112 del codice civile - allorquando il nuovo appaltatore eserciti i servizi oggetto di affidamento adottando mezzi e beni strumentali propri, organizzati in funzione dell’attività economica e dotati di identità autonoma, e compiendo investimenti per l’acquisto di attrezzature, strumenti e materiale di vario genere da destinare ai servizi appaltati, in un’ottica di valorizzazione degli stessi in termini di fruibilità ed efficienza, e non consti quindi il trasferimento, tra l’impresa cessante e quella subentrante, di non trascurabili strutture materiali o altro carattere idoneo a conferire autonoma capacità operativa a maestranze stabilmente coordinate e organizzate tra loro. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 02 Agosto 2018. Segue...
Azienda – Cessione – Lavoratore dipendente – Consenso del contraente ceduto – Esclusione – Facoltà di recesso.
Nelle ipotesi di cessione d'azienda si realizza, con riferimento alla posizione del lavoratore, una successione legale nel contratto che non richiede il consenso del contraente ceduto, il quale potrà successivamente esercitare il proprio diritto di recesso nei termini sanciti dal comma quarto dell'art.2112 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 23 Maggio 2017, n. 12919. Segue...
Trasferimento d'azienda o di un ramo di azienda – Successione nell'appalto di un servizio – Configurabilità – Passaggio di beni di non trascurabile entità – Valutazione complessiva – Necessità – Attività si fonda essenzialmente sulla mano d'opera – Trasferimento di gruppo di lavoratori.
In accordo con il giudice europeo deve precisarsi, quanto all'elemento del trasferimento dei mezzi di produzione, che l'accertamento dell'avvenuto trasferimento non è subordinato al trasferimento della proprietà degli elementi materiali (cfr. Corte di Giustizia, sez. III 15 dicembre 2005 Nurten Gliney-Górres e altri, punti 37-42 e giurisprudenza ivi richiamata) ed ancora, quanto al trasferimento del personale, che quando un'entità economica sia in grado, in determinati settori, di operare senza elementi patrimoniali significativi la conservazione della sua identità, al di là dell'operazione di cui essa è oggetto, non può dipendere dalla cessione di tali elementi sicchè, nei settori in cui l'attività si fonda essenzialmente sulla mano d'opera, un gruppo di lavoratori— costituente parte essenziale, in termini di numero e di competenza, del personale specificamente destinato dal predecessore alla attività— può corrispondere ad un'entità economica (cfr. Corte di giustizia sez. VI, 24 gennaio 2002, Temco Service Industries SA; 14 aprile 1994, Schmidt; 11 marzo 1997, Suzen; 10 dicembre 1998, Hernàndez Vidal e a.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 15 Marzo 2017, n. 6770. Segue...
Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda - Responsabilità solidale ex articolo 2112 c.c. - Retrocessione dell’azienda.
Concordato preventivo - Deroga all'articolo 2112 c.c. - Limiti.
Diritto comunitario - Prevalenza - Diritto interno - Vincolo interpretativo - Sussistenza - Vincolo applicativo - Sussistenza - 2112 c.c. - Obbligo solidale dell'acquirente per i crediti dei lavoratori - Configurabilità - Conoscenza o conoscibilità dei crediti stessi - Non necessità..
In applicazione del principio di prevalenza del diritto comunitario sul diritto interno, l’art. 2112 c.c., nella sua formulazione previgente, deve essere interpretato e, se necessario, integrato, già prima della novella, in senso conforme alle previsioni imperative della Direttiva Cee n. 187/77, in quanto dotata di immediata e diretta applicabilità, nella parte in cui (art. 3, punto 1 prima parte) sancisce l’obbligo solidale dell'acquirente per i crediti dei lavoratori al tempo del trasferimento, a prescindere dalla conoscenza o conoscibilità dei crediti stessi. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 26 Aprile 2013. Segue...
Trasferimento di azienda - Acquirente - Responsabilità solidale - Obbligazione risarcitoria del danno non patrimoniale subito dal lavoratore che abbia contratto malattia professionale - Configurabilità..
Va affermata la responsabilità solidale dell’acquirente di azienda in relazione a tutte le obbligazioni dell’alienante verso i lavoratori (per quanto non conosciute né conoscibili), compresa quella avente ad oggetto il risarcimento del danno non patrimoniale subito dal lavoratore che abbia contratto malattia professionale, a cagione di violazioni, poste in essere dall’alienante, degli obblighi imposti dall’art. 2087 c.c.. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 26 Aprile 2013. Segue...
Previgente art. 2112 c.c. - Conoscenza o conoscibilità del rapporto obbligatorio - Configurabilità..
Anche a voler obliterare il profilo relativo all’impatto della disciplina comunitaria nel diritto interno, deve ritenersi integrato il disposto del previgente art. 2112 c.c., nella parte in cui richiedeva la conoscenza o conoscibilità del rapporto obbligatorio, dovendosi ritenere che l’efficienza cancerogena del cloruro di vinile, concretamente utilizzato dai dipendenti, alle dipendenze dei precedenti datori di lavoro, era circostanza ben nota alla cessionaria M. s.r.l., al momento del suo subingresso nella gestione dell’azienda. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 26 Aprile 2013. Segue...
Trasferimento d’azienda – Continuità del rapporto di lavoro – Mantenimento dei diritti dei lavoratori – Art. 2112 c.c. – Assunzione anteriore al trasferimento – Anzianità di servizio maturata dall’originaria assunzione – Inquadramento aziendale – Pagamento delle differenze retributive maturate per il superiore inquadramento..
In caso di trasferimento d’azienda il presupposto di fatto per l’operatività delle disposizioni dell’art. 2112 c.c. a favore del lavoratore è che egli sia stato assunto alle dipendenze dell’imprenditore cedente in un momento anteriore al trasferimento, cosicché il cessionario abbia acquisito, quale successore nella titolarità dell’azienda, la qualità di nuovo datore di lavoro. La ratio sottesa all’art. 2112 c.c. è ravvisabile nella necessità di assicurare il trasferimento del rapporto di lavoro dal cedente al cessionario dell’azienda o del suo ramo al fine di preservarne, in linea quantomeno tendenziale, il contenuto sostanziale originario.
Ne consegue il diritto del lavoratore al riconoscimento dell’anzianità di servizio sin dall’originaria assunzione, il diritto al corrispondente inquadramento aziendale e al pagamento delle differenze retributive maturate in conseguenza del superiore inquadramento. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Dicembre 2012. Segue...
Rapporto di lavoro subordinato – Trasferimento di ramo di azienda – Normativa comunitaria e legislazione nazionale – Nozione di ramo d’azienda.
Rapporto di lavoro subordinato – Trasferimento di ramo di azienda – Validità della cessione di ramo – Art. 2112 c.c. – Necessità di continuazione dell’attività produttiva – Onere del cedente di verificare le capacità e potenzialità imprenditoriali del cessionario – Irrilevanza. .
In materia di trasferimento di parte (c.d. ramo) d’azienda, tanto la normativa comunitaria (direttive CE nn.9850 e 200123) quanto la legislazione nazionale (art. 2112 comma quinto cod. civ., sostituito dall’art.32 del d. lgs. 10 settembre 2003 n. 276) perseguono il fine di evitare che il trasferimento si trasformi in semplice strumento di sostituzione del datore di lavoro, in una pluralità di rapporti individuali, con altro sul quale i lavoratori possano riporre minore affidamento sul piano sia della solvibilità sia dell’attitudine a proseguire con continuità l’attività produttiva.
La citata direttiva del 1998 richiede, pertanto, che il ramo d’azienda oggetto del trasferimento costituisca un’entità economica con propria identità, intesa come insieme di mezzi organizzati per un’attività economica, essenziale o accessoria e analogamente l’art. 2112 quinto comma cod. civ. si riferisce alla “parte d’azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata”.
Deve, quindi, trattarsi di un’entità economica organizzata in modo stabile e non destinata all’esecuzione di una sola opera (cfr. Corte di Giustizia CE, sentenza 24 gennaio 2002, C.510) ovvero di un’organizzazione quale legame funzionale che renda le attività dei lavoratori interagenti e capaci di tradursi in beni o servizi determinati, là dove infine il motivo del trasferimento ben può consistere nell’intento di superare uno stato di difficoltà economica. (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata)
L’evento della cessione di azienda è certamente in grado di incidere sui diritti dei lavoratori, sicchè il legislatore con l’art. 2112 c.c. e la L. 4281990 art. 47, hanno predisposto una serie di cautele che vanno dalla previsione della responsabilità solidale del cedente con il cessionario, in relazione ai crediti maturati dai dipendenti, all’intervento delle organizzazioni sindacali, non ponendo alcun limite nel rispetto dell’art. 41 della Costituzione. Ne consegue che la validità della cessione non è condizionata alla prognosi della continuazione dell’attività produttiva e di conseguenza all’onere del cedente di verificare le capacità e potenzialità del cessionario. (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 26 Gennaio 2012, n. 1085. Segue...

References: articolo 2112
 art. 2112
 art. 2112
 Art. 2112
 Art. 2112
 sentenza 
 art. 47