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Timestamp: 2017-07-24 09:16:14+00:00

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Costituzione della Repubblica italiana by Peter G - issuu
REPUBBLICA ITALIANAFonte: www.cortecostituzionale.it1INDICECOSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA ..................................................3
NOTE ..............................................................................................................................38
LEGGI DI REVISIONE DELLA COSTITUZIONE E ALTRE LEGGI
COSTITUZIONALI ........................................................................................................52
ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE INCISI DA LEGGI COSTITUZIONALI........562COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
(Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298).*IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO
Vista la deliberazione dell’Assemblea Costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha
approvato la Costituzione della Repubblica Italiana;
La Costituzione della Repubblica Italiana nel seguente testo:PRINCIPÎ FONDAMENTALIArt. 1.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili
di solidarietà politica, economica e sociale.Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano
effettivo questo diritto.
3Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività
o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.Art. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi
che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi
della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.Art. 7.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle
due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. 1Art. 8.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri
statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative
rappresentanze. 2Art. 9.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.Art. 10.
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale
generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà
democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica,
secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. 3Art. 11.
4L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come
mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri
Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra
le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande
verticali di eguali dimensioni.PARTE I
D I R I T T I E D O V E R I DEI CITTADINITITOLO I
RAPPORTI CIVILIArt. 13.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né
qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e
nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di
pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro
quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore,
si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.Art. 14.
Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi
stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.
Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini
economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.Art. 15.5La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono
inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le
garanzie stabilite dalla legge.Art. 16.
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio
nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli
obblighi di legge.Art. 17.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono
vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.Art. 18.
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non
sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi
politici mediante organizzazioni di carattere militare.Art. 19.
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma,
individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché
non si tratti di riti contrari al buon costume.Art. 20.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione
non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua
costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione.
6La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di
delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle
norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento
dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di
polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia
all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro
s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di
finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie
al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.Art. 22.
Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza,
del nome.Art. 23.
Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.Art. 24.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti
ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.Art. 25.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.Art. 26.
L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista
dalle convenzioni internazionali.
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici. 4Art. 27.
7La responsabilità penale è personale.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere
alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte. 5Art. 28.
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili,
secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi
la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.TITOLO II
RAPPORTI ETICO-SOCIALIArt. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti
stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.Art. 30.
È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale,
compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della
famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
8Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per
disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
persona umana.Art. 33.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli
ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità,
deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello
degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la
conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti
autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.Art. 34.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed
altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.TITOLO III
RAPPORTI ECONOMICIArt. 35.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e
regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse
generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo
lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
9Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può
rinunziarvi.Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che
spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua
essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di
lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.Art. 38.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze
di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati
L’assistenza privata è libera.Art. 39.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici
locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento
interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in
proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti
gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.Art. 40.
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. 6Art. 41.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla
sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica
e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
10Art. 42.
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di
acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo,
espropriata per motivi d’interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti
dello Stato sulle eredità.Art. 43.
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante
espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti
determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti
di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.Art. 44.
Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali,
la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione
secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione
del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.Art. 45.
La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e
senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.Art. 46.
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della
produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti
stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.Art. 47.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e
controlla l’esercizio del credito.
11Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà
diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del
Paese.TITOLO IV
RAPPORTIPOLITICIArt. 48.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini
residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per
l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma
costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. 7
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di
sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo
democratico a determinare la politica nazionale.Art. 50.
legislativi o esporre comuni necessità.Art. 51.
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle
cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la
Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.8
La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai
cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al
loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.Art. 52.
12La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento
non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.
L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.Art. 54.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina
ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.P A R T E II
IL P A R L A M E N T OSezione I
L e C a m e r e.Art. 55.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi
stabiliti dalla Costituzione.
Art. 56. 9
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i
venticinque anni di età.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla
circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta
13dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in
proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti
Art. 57. 10
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la
Valle d’Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla
circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in
proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla
base dei quozienti interi e dei più alti resti.
I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il
venticinquesimo anno di età.
Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.Art. 59.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno
illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.Art. 60.
La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. 11
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso
di guerra.Art. 61.
Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle
precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.Art. 62.
Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente
o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.
14Art. 63.
Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l’Ufficio di presidenza
sono quelli della Camera dei deputati.Art. 64.
Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere
riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la
maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la
Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti
obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.Art. 65.
La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato o di
Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.Art. 66.
Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause
sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.Art. 67.
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza
vincolo di mandato.
Art. 68. 12
I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse
e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento
può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti
privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza
irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è
previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
15Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad
intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di
corrispondenza.Art. 69.
I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.Sezione II
La formazione delle leggi.Art. 70.
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.Art. 71.
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli
organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno
cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.Art. 72.
Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento,
esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con
votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono
deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei
gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il
disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o
un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che
sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina
le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre
adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione
legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e
consuntivi.Art. 73.
16Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano
l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo
giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.Art. 74.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato
alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o
di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto,
di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la
maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum. 13Art. 76.
L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con
determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.Art. 77.
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di
legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua
responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la
conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro
I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta
giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici
sorti sulla base dei decreti non convertiti.Art. 78.
17Art. 79. 14
L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei
componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
In ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi
successivamente alla presentazione del disegno di legge.Art. 80.
Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura
politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od
oneri alle finanze o modificazioni di leggi.Art. 81.
Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi
non superiori complessivamente a quattro mesi.
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove
Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.Art. 82.
A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da
rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli
esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.TITOLO II
IL PRESIDENTEDELLAREPUBBLICAArt. 83.
All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in
modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.
L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di
due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.Art. 84.
18Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta
anni d’età e goda dei diritti civili e politici.
L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.Art. 85.
Trenta giorni prima che scada il termine il Presidente della Camera dei deputati convoca in
seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della
Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha
luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri
del Presidente in carica.Art. 86.
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle,
sono esercitate dal Presidente del Senato.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della
Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della
Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o
manca meno di tre mesi alla loro cessazione.Art. 87.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa,
quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito
secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche
una sola di esse.
19Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi
coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. 15Art. 89.
Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri
proponenti, che ne assumono la responsabilità.
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche
dal Presidente del Consiglio dei ministri.Art. 90.
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue
funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza
assoluta dei suoi membri.Art. 91.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di
fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.TITOLO III
IL GOVERNOSezione I
Il Consiglio dei ministri.Art. 92.
Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che
costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta
di questo, i ministri.Art. 93.
Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano
giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.20Art. 94.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa
obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della
Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.Art. 95.
Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è
responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando
l’attività dei ministri.
I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e
individualmente degli atti dei loro dicasteri.
La legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le
attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri.
Art. 96. 16
Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono
sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa
autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite
con legge costituzionale.Sezione II
La Pubblica Amministrazione.Art. 97.
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano
assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.
Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le
responsabilità proprie dei funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi
stabiliti dalla legge.Art. 98.
21Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.
Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i
magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti
diplomatici e consolari all’estero.Sezione III
Gli organi ausiliari.Art. 99.
Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge,
di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro
importanza numerica e qualitativa.
È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni
che gli sono attribuite dalla legge.
Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e
sociale secondo i principî ed entro i limiti stabiliti dalla legge.Art. 100.
Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della
giustizia nell’amministrazione.
La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e
anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme
stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via
ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.
La legge assicura l’indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo.TITOLO IV
LAMAGISTRATURASezione I
Ordinamento giurisdizionale.Art. 101.
22Art. 102.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme
Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi
presso gli organi giudiziarî ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la
partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.
La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all’amministrazione
della giustizia.Art. 103.
Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la
tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie
indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre
specificate dalla legge.
I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo
di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate.Art. 104.
Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti
alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di
università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente
Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del
Parlamento o di un Consiglio regionale.Art. 105.
Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento
giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti
disciplinari nei riguardi dei magistrati.Art. 106.
23Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.
La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di
magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.
Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati
all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie
giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le
giurisdizioni superiori.Art. 107.
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né
destinati ad altre sedi o funzioni 17 se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della
magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario
o con il loro consenso.
Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme
sull’ordinamento giudiziario.Art. 108.
La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico
ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all’amministrazione della giustizia.Art. 109.
L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.Art. 110.
Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della
giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.Sezione II
Art. 111. 18
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a
giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
24Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve
tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico;
disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti
al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di
ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni
dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete
se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova.
La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per
libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per
consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata
condotta illecita.
Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi
giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge.
Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è
ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.Art. 112.
Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.Art. 113.
Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale
dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di
impugnazione o per determinate categorie di atti.
La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica
amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.TITOLO V 19
Art. 114. 20
La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle
Regioni e dallo Stato.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri
statuti, poteri e funzioni secondo i principî fissati dalla Costituzione.
25Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.
Abrogato. 21Art. 116. 22
Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle
d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i
rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo
comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere
l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre
Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel
rispetto dei principî di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza
assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
Art. 117. 23
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,
nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione
europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema
valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento
26l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e
informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con
l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione,
salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione
professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del
territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della
comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza
complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza
pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e
organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere
regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione
concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principî
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente
riservata alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro
competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e
provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le
modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva
delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le
Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina
dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e
delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e
uomini alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio
delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con
enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.
27Art. 118. 24
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio
unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principî di
sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative
proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui
alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e
coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa
dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del
Art. 119. 25
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di
entrata e di spesa.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome.
Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i
principî di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di
compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i
territori con minore capacità fiscale per abitante.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle
Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche
loro attribuite.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere
gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per
provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse
aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio,
attribuito secondo i principî generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere
all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui
Art. 120. 26
La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni,
né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e
delle cose tra le Regioni, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e
dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa
comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo
richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali
28dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano
esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.
Art. 121. 27
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni
conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere.
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è
responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative
delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.
Art. 122. 28
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri
componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della
Regione nei limiti dei principî fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce
anche la durata degli organi elettivi.
Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e
ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al
I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e
dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è
eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della
Art. 123. 29
Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma
di governo e i principî fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola
l’esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della
Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a
maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo
non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l’apposizione del visto da parte del
Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità
costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro
Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua
pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei
componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è
approvato dalla maggioranza dei voti validi.
In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di
consultazione fra la Regione e gli enti locali.
29Art. 124.
Abrogato. 30
Art. 125. 31
Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo
l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal
capoluogo della Regione.
Art. 126.32
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del
Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari
alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere
disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati
e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.
Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta
mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per
appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non può essere messa in
discussione prima di tre giorni dalla presentazione.
L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a
suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le
dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del
Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza
Art. 127. 33
Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione,
può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro
sessanta giorni dalla sua pubblicazione.
La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di
un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità
costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge
o dell’atto avente valore di legge.Art. 128.
Abrogato. 34Art. 129.
30Abrogato. 35Art. 130.
Abrogato. 36
Art. 131. 37
Art. 132.38
Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni
esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando ne
facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni
interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle
Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con
legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne
facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.Art. 133.
Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell’ambito
d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa
31La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio
territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.TITOLO VI
GARANZIE COSTITUZIONALISezione I
La Corte costituzionale.Art. 134.
sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza
di legge, dello Stato e delle Regioni;
sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione. 39Art. 135. 40
La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente
della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme
magistrature ordinaria ed amministrative.
I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle
giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie
giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d’esercizio.
I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di
essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.
Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall’esercizio delle
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente,
che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza
dall’ufficio di giudice. 41
L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un
Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio
indicati dalla legge. 42
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici
ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per
l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse
modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari. 4332Art. 136.
Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente
forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali
interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali. 44Art. 137.
Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei
giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d’indipendenza dei giudici della Corte. 45
Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il
funzionamento della Corte. 46
Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione.Sezione II
Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.Art. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da
approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro
pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila
elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è
approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da
ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. 47Art. 139.
La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALII
Con l’entrata in vigore della Costituzione il Capo provvisorio dello Stato esercita le
attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo.
Se alla data della elezione del Presidente della Repubblica non sono costituiti tutti i
Consigli regionali, partecipano alla elezione soltanto i componenti delle due Camere.III
Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto
del Presidente della Repubblica, i deputati dell’Assemblea Costituente che posseggono i requisiti di
legge per essere senatori e che:
hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna
del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.
Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del
disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale.
Al diritto di essere nominati senatori si può rinunciare prima della firma del decreto di
nomina. L’accettazione della candidatura alle elezioni politiche implica rinuncia al diritto di nomina
a senatore.IV
Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come Regione a sé stante, con il
numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione. 48V
La disposizione dell’art. 80 della Costituzione, per quanto concerne i trattati internazionali
che importano oneri alle finanze o modificazioni di legge, ha effetto dalla data di convocazione
delle Camere.VI
Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli
organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato,
della Corte dei conti e dei tribunali militari.
Entro un anno dalla stessa data si provvede con legge al riordinamento del Tribunale
supremo militare in relazione all’articolo 111.
VII 4934Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità
con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell’ordinamento vigente.
Fino a quando non entri in funzione la Corte costituzionale, la decisione delle controversie
indicate nell’articolo 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all’entrata in
vigore della Costituzione.VIII
Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali
sono indette entro un anno dall’entrata in vigore della Costituzione.
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio
delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e
alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali restano alle Provincie ed ai
Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l’esercizio.
Leggi della Repubblica regolano il passaggio alle Regioni di funzionari e dipendenti dello
Stato, anche delle amministrazioni centrali, che sia reso necessario dal nuovo ordinamento. Per la
formazione dei loro uffici le Regioni devono, tranne che in casi di necessità, trarre il proprio
personale da quello dello Stato e degli enti locali.IX
La Repubblica, entro tre anni dall’entrata in vigore della Costituzione, adegua le sue leggi
alle esigenze delle autonomie locali e alla competenza legislativa attribuita alle Regioni.X
Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all’art. 116, si applicano provvisoriamente le norme
generali del Titolo V della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in
conformità con l’art. 6.XI
Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi
costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui all’art. 131, anche senza il
concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’articolo 132, fermo rimanendo tuttavia
l’obbligo di sentire le popolazioni interessate. 50XII
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata
in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi
responsabili del regime fascista.
35I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei
loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui
beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.
L’Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla
La legge regola la soppressione della Consulta araldica.XV
Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo
luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull’ordinamento provvisorio dello Stato. 52XVI
Entro un anno dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione e al
coordinamento con essa delle precedenti leggi costituzionali che non siano state finora
esplicitamente o implicitamente abrogate.XVII
L’Assemblea Costituente sarà convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31
gennaio 1948, sulla legge per la elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali
e sulla legge per la stampa.
Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l’Assemblea Costituente può essere
convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli
articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo
1946, n. 98. 53
In tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle legislative rinviano
al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con eventuali osservazioni e proposte di
L’Assemblea Costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, è
convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del Governo o di almeno duecento deputati.XVIII
La presente Costituzione è promulgata dal Capo provvisorio dello Stato entro cinque giorni
dalla sua approvazione da parte dell’Assemblea Costituente, ed entra in vigore il 1° gennaio 1948.
Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della
Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto l’anno 1948, affinché ogni cittadino possa
prenderne cognizione.
36La Costituzione, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle
leggi e dei decreti della Repubblica.
La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della
Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.
Data a Roma, addì 27 dicembre 1947ENRICO DE NICOLA
ALCIDE DE GASPERIV: il Guardasigilli GRASSI37NOTE
*Il testo della Costituzione italiana con le modifiche successivamente intervenute, qui
riprodotto, è in tutto conforme a quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (del 1947 e degli anni
1(Nota all’art. 7, secondo comma).
I Patti Lateranensi sono stati modificati dall’Accordo concordatario del 18 febbraio 1984, reso
esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121 (G.U. 10 aprile 1985, n. 85, suppl.).
2(Nota all’art. 8, terzo comma).
A regolare tali rapporti sono intervenute le leggi 11 agosto 1984, n. 449, 22 novembre 1988,
n. 516, 22 novembre 1988, n. 517 e 8 marzo 1989, n. 101 (G.U. 13 agosto 1984, n. 222; 2 dicembre
1988, n. 283; 23 marzo 1989, n. 69), emesse sulla base di previe «intese» intercorse,
rispettivamente, con la Tavola valdese, le Chiese cristiane avventiste, le Assemblee di Dio e le
Comunità ebraiche, e più di recente le leggi 5 ottobre 1993, n. 409 (G.U. 11 ottobre 1993, n. 239),
12 aprile 1995, n. 116 (G.U. 22 aprile 1995, n. 94), 29 novembre 1995, n. 520 (G.U. 7 dicembre
1995, n. 286), 20 dicembre 1996, nn. 637 e 638 (G.U. 21 dicembre 1996, n. 299), per la
regolamentazione dei rapporti con altre confessioni o per la modifica delle precedenti intese.
3(Nota all’art. 10, quarto comma).
A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 (G.U. 3 luglio
1967, n. 164), «l’ultimo comma dell’art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di
genocidio».
4(Nota all’art. 26, secondo comma).
A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 «l’ultimo comma
dell’art. 26 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio». Cfr. art. 10.
5(Nota all’art. 27, quarto comma).
L’art. 27 è stato modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1.
Cfr. Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali - «Protocollo n. 6 sull’abolizione della pena di morte» (adottato a Strasburgo il 28
aprile 1983), reso esecutivo con legge 2 gennaio 1989, n. 8 (G.U. 16 gennaio 1989, n. 12, suppl.
ord.), nonché legge 13 ottobre 1994, n. 589 sull’«Abolizione della pena di morte nel codice penale
militare di guerra» (G.U. 25 ottobre 1994, n. 250).
6(Nota all’art. 40).
V. legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei
servizi pubblici essenziali» (G.U. 14 giugno 1990, n. 137).
387(Nota all’art. 48, terzo comma).
Comma inserito con l’art. 1 della legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1 (G.U. 20 gennaio
2000, n. 15).
8(Nota all’art. 51, primo comma, secondo periodo).
Il periodo è stato aggiunto con l’art. 1 della legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1 (G.U.
12 giugno 2003, n. 134).
9(Nota all’art. 56).
Articolo così sostituito dapprima con l’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2,
recante «Modificazioni agli artt. 56, 57 e 60 della Costituzione» (G.U. 12 febbraio 1963, n. 40) e
poi modificato, nei commi secondo e quarto, con l’art. 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001,
n. 1, recante «Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e
senatori in rappresentanza degli italiani all’estero» (G.U. 24 gennaio 2001, n. 19). Si vedano,
inoltre, le disposizioni transitorie nell’art. 3 della legge n. 1 del 2001.
L’art. 56, nel testo originario e nella successiva revisione del 1963 cosí dettava:
«La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato
per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.
venticinque anni di età».
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti
della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per
seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla
base dei quozienti interi e dei più alti resti».
10(Nota all’art. 57).
Articolo così sostituito dapprima con l’art. 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2,
e, successivamente, modificato nel terzo comma dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3,
istitutiva della Regione Molise (G.U. 4 gennaio 1964, n. 3) nonché nel primo, secondo e quarto
comma con l’art. 2 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1 recante «Modifiche agli articoli
56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli
italiani all’estero» (G.U. 24 gennaio 2001, n. 19). V., altresì, legge costituzionale 9 marzo 1961, n. 1
per l’assegnazione in via transitoria di seggi alla Regione Friuli-Venezia Giulia (G.U. 1° aprile
1961, n. 82).
Il testo dell’art. 57, nelle formulazioni originaria e anteriori alla legge costituzionale del 2001,
disponeva:
A ciascuna Regione è attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per frazione
superiore a centomila.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d’Aosta ha un
solo senatore».
39Art. 57
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette. La Valle d’Aosta ha un
solo senatore.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente
comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo
censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti».
11(Nota all’art. 60, primo comma).
Comma così sostituito con l’art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante
«Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione».
di guerra».
12(Nota all’art. 68).
Articolo così sostituito con la legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3 (G.U. 30 ottobre
1993, n. 256).
Il testo anteriore dell’art. 68 recitava:
«I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati
nell’esercizio delle loro funzioni.
può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere arrestato, o altrimenti privato della
libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell’atto
di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro
del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile».
Per l’immunità dei giudici della Corte costituzionale, cfr. art. 3 della legge cost. 9 febbraio
1948, n. 1.
13(Nota all’art. 75, quinto comma).
V. art. 2 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1 e Titolo II della legge 25 maggio
1970, n. 352.
14(Nota all’art. 79).
40Articolo così sostituito con la legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1 (G.U. 9 marzo 1992, n.
Il testo originario dell’art. 79 disponeva:
«L’amnistia e l’indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione
delle Camere.
15(Nota all’art. 88, secondo comma).
Comma così sostituito con la legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1 (G.U. 8 novembre
1991, n. 262).
Nella formulazione anteriore, il secondo comma dell’art. 88 recitava:
«Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato».
16(Nota all’art. 96).
Articolo così sostituito con l’art. 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. V., altresì,
legge 5 giugno 1989, n. 219.
Il testo originario dell’art. 96 disponeva:
«Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal
Parlamento in seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni».
17(Nota all’art. 107, primo comma).
Nel testo pubblicato nella edizione straordinaria della G.U. 27 dicembre 1947, per errore
tipografico, in luogo di «funzioni» compariva la parola «funzionari»: cfr. errata-corrige in G.U. 3
gennaio 1948, n. 2.
18(Nota all’art. 111).
I primi cinque commi sono stati introdotti con l’art. 1 della legge costituzionale 23 novembre
1999, n. 2 (G.U. 23 dicembre 1999, n. 300).
«1. La legge regola l’applicazione dei principî contenuti nella presente legge costituzionale ai
procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore».
19(Nota al Titolo V).
Questo titolo è stato modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al
titolo V della parte seconda della Costituzione), in G.U. 24 ottobre 2001, n. 248. Di seguito,
vengono riportate le disposizioni incise dalle modifiche e, in nota, i testi previgenti. Di tale legge si
riproducono qui anche le disposizioni finali contenute negli artt. 10 e 11.
1. Sino all’adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge
costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento
e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già
attribuite».
1. Sino alla revisione delle norme del titolo I della parte seconda della Costituzione, i
regolamenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono prevedere la
partecipazione di rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla
Commissione parlamentare per le questioni regionali.
412. Quando un progetto di legge riguardante le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117
e all’articolo 119 della Costituzione contenga disposizioni sulle quali la Commissione parlamentare
per le questioni regionali, integrata ai sensi del comma 1, abbia espresso parere contrario o parere
favorevole condizionato all’introduzione di modificazioni specificamente formulate, e la
Commissione che ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, sulle corrispondenti
parti del progetto di legge l’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti».
20(Nota all’art. 114).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 1 della legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (G.U. 24 ottobre 2001, n. 248).
21(Nota all’art. 115).
Con l’art. 9, comma 2, della legge costituzionale n. 3 del 2001, supra cit.
Il testo abrogato così recitava:
«Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principî
fissati nella Costituzione».
22(Nota all’art. 116).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 2 della legge cost.
n. 3 del 2001, supra cit.
«Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle
d’Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali
adottati con leggi costituzionali».
V. inoltre legge cost. 26 febbraio 1948, n. 2 (per lo Statuto siciliano), legge cost. 26 febbraio
1948, n. 3 (per lo Statuto della Sardegna), legge cost. 26 febbraio 1948, n. 4 (per lo Statuto della
Valle d’Aosta), legge cost. 26 febbraio 1948, n. 5 e d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (per lo Statuto del
Trentino-Alto Adige), legge cost. 31 gennaio 1963, n. 1 (per lo Statuto del Friuli-Venezia Giulia).
V., anche, legge cost. 9 maggio 1986, n. 1, concernente modifica dell’art. 16 dello Statuto della
Sardegna (G.U. 15 maggio 1986, n. 111), legge cost. 12 aprile 1989, n. 3, recante modifiche ed
integrazioni alla legge cost. 23 febbraio 1972, n. 1, concernente la durata in carica dell’Assemblea
regionale siciliana e dei consigli regionali delle regioni a statuto speciale (G.U. 14 aprile 1989, n.
87), nonché legge cost. 23 settembre 1993, n. 2, recante modifiche e integrazioni agli statuti speciali
per la Valle d’Aosta, per la Sardegna, per il Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige
(G.U. 25 settembre 1993, n. 226).
23(Nota all’art. 117).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 3 della legge cost.
«La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principî fondamentali
stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse
nazionale e con quello di altre Regioni:
42circoscrizioni comunali;
Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro
attuazione».
24(Nota all’art. 118).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 4 della legge cost.
«Spettano alla Regione le funzioni amministrative per le materie elencate nel precedente
articolo, salvo quelle di interesse esclusivamente locale, che possono essere attribuite dalle leggi
della Repubblica alle Provincie, ai Comuni o ad altri enti locali.
La Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole alle
Provincie, ai Comuni o ad altri enti locali, o valendosi dei loro uffici».
25(Nota all’art. 119).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 5 della legge cost.
«Le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della
Repubblica, che la coordinano con la finanza dello Stato, delle Provincie e dei Comuni.
Alle Regioni sono attribuiti tributi propri e quote di tributi erariali, in relazione ai bisogni
delle Regioni per le spese necessarie ad adempiere le loro funzioni normali.
Per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le
Isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali.
La Regione ha un proprio demanio e patrimonio, secondo le modalità stabilite con legge
della Repubblica».
26(Nota all’art. 120).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 6 della legge cost.
43Il testo originario era il seguente:
Non può adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione
delle persone e delle cose fra le Regioni.
Non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio
nazionale la loro professione, impiego o lavoro».
27(Nota all’art. 121).
Articolo così modificato, nel secondo e quarto comma, con la legge cost. 22 novembre 1999,
n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
«Sono organi della Regione: Il Consiglio regionale, la Giunta e il suo presidente».
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative e regolamentari attribuite alla Regione e
le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; promulga le leggi ed i regolamenti
regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle
istruzioni del Governo centrale».
28(Nota all’art. 122).
Articolo risultante dalla sostituzione operata con l’art. 2 della legge costituzionale 22
novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
All’art. 5, recante «disposizioni transitorie», la stessa legge costituzionale ha così disposto:
«1. Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti regionali e delle nuove leggi elettorali
ai sensi del primo comma dell’articolo 122 della Costituzione, come sostituito dall’articolo 2 della
presente legge costituzionale, l’elezione del Presidente della Giunta regionale è contestuale al
rinnovo dei rispettivi Consigli regionali e si effettua con le modalità previste dalle disposizioni di
legge ordinaria vigenti in materia di elezione dei Consigli regionali. Sono candidati alla Presidenza
della Giunta regionale i capilista delle liste regionali. E’ proclamato eletto Presidente della Giunta
regionale il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Il
Presidente della Giunta regionale fa parte del Consiglio regionale. E’ eletto alla carica di consigliere
il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti
validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente. L’Ufficio
centrale regionale riserva, a tal fine, l’ultimo dei seggi eventualmente spettanti alle liste
circoscrizionali collegate con il capolista della lista regionale proclamato alla carica di consigliere,
nell’ipotesi prevista al numero 3) del tredicesimo comma dell’articolo 15 della legge 17 febbraio
1968, n. 108, introdotto dal comma 2 dell’articolo 3 della legge 23 febbraio 1995, n. 43; o,
altrimenti, il seggio attribuito con il resto o con la cifra elettorale minore, tra quelli delle stesse liste,
in sede di collegio unico regionale per la ripartizione dei seggi circoscrizionali residui. Qualora tutti
i seggi spettanti alle liste collegate siano stati assegnati con quoziente intero in sede
circoscrizionale, l’Ufficio centrale regionale procede all’attribuzione di un seggio aggiuntivo, del
quale si deve tenere conto per la determinazione della conseguente quota percentuale di seggi
spettanti alle liste di maggioranza in seno al Consiglio regionale.
2. Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti regionali si osservano le seguenti
a) entro dieci giorni dalla proclamazione, il Presidente della Giunta regionale nomina i
componenti della Giunta, fra i quali un Vicepresidente, e può successivamente revocarli;
44b) nel caso in cui il Consiglio regionale approvi a maggioranza assoluta una mozione motivata
di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale, presentata da almeno un quinto dei
suoi componenti e messa in discussione non prima di tre giorni dalla presentazione, entro tre mesi si
procede all’indizione di nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta. Si procede
parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta in caso di dimissioni
volontarie, impedimento permanente o morte del Presidente».
«Il sistema d’elezione, il numero e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri
regionali sono stabiliti con legge della Repubblica.
Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e ad una delle
Camere del Parlamento o ad un altro Consiglio regionale.
voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Il Presidente ed i membri della Giunta sono eletti dal Consiglio regionale tra i suoi
componenti».
29(Nota all’art. 123).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata dall’art. 3 della legge cost.
22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299) e dall’aggiunta dell’ultimo comma
disposta con l’art. 7 della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit.
«Ogni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della
Repubblica, stabilisce le norme relative all’organizzazione interna della Regione. Lo statuto regola
Lo statuto è deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti,
ed è approvato con legge della Repubblica».
Ai sensi dello stesso articolo, secondo comma, gli statuti regionali sono stati approvati con
leggi della Repubblica del 22 maggio 1971 (nn. 338, 339, 340, 341, 342, 343, 344, 345, 346, 347,
348, 349, 350), del 22 luglio 1971 (n. 480) e del 28 luglio 1971 (n. 519) (pubblicate in G.U. 14
giugno 1971, n. 148, suppl.; 28 luglio 1971, n. 190, suppl.; 3 agosto 1971, n. 195) e,
successivamente, modificati con leggi 9 novembre 1990, n. 336 (G.U. 21 novembre 1990, n. 272,
suppl. ord.), 31 maggio 1991, n. 180 (G.U. 18 giugno 1991, n. 141), 23 gennaio 1992, n. 44 (G.U.
1° febbraio 1992, n. 26, suppl. ord.).
30(Nota all’art. 124).
Con l’art. 9, comma 2, della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit.
Il testo abrogato così disponeva:
«Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle
funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla Regione».
31(Nota all’art. 125).
Il primo comma dell’art. 125 è stato abrogato con l’art. 9, comma 2, della legge cost. n. 3 del
2001, supra cit.
45«Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma
decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La
legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con
richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale».
32(Nota all’art. 126).
Articolo risultante dalla sostituzione del testo originario operata con l’art. 4 della legge
costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
Nella formulazione originaria, l’art. 126 così recitava:
«Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrari alla Costituzione o
gravi violazioni di legge, o non corrisponda all’invito del Governo di sostituire la Giunta o il
Presidente, che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Può essere sciolto quando, per dimissioni o per impossibilità di formare una maggioranza,
non sia in grado di funzionare.
Lo scioglimento è disposto con decreto motivato del Presidente della Repubblica, sentita una
Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con
legge della Repubblica.
Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al
Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all’ordinaria amministrazione
di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo
Consiglio».
33(Nota all’art. 127).
Articolo risultante dalla sostituzione operata con l’art. 8 della legge cost. n. 3 del 2001, supra
Il testo dell’articolo nella formulazione originaria era il seguente:
«Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata al Commissario che, salvo il
caso di opposizione da parte del Governo, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla
La legge è promulgata nei dieci giorni dalla apposizione del visto ed entra in vigore non
prima di quindici giorni dalla sua pubblicazione. Se una legge è dichiarata urgente dal Consiglio
regionale, e il Governo della Repubblica lo consente, la promulgazione e l’entrata in vigore non
sono subordinate ai termini indicati.
Il Governo della Repubblica, quando ritenga che una legge approvata dal Consiglio
regionale ecceda la competenza della Regione o contrasti con gli interessi nazionali o con quelli di
altre Regioni, la rinvia al Consiglio regionale nel termine fissato per l’apposizione del visto.
Ove il Consiglio regionale la approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti,
il Governo della Repubblica può, nei quindici giorni dalla comunicazione, promuovere la questione
di legittimità davanti alla Corte costituzionale, o quella di merito per contrasto di interessi davanti
alle Camere. In caso di dubbio, la Corte decide di chi sia la competenza».
34(Nota all’art. 128).
Il testo dell’articolo abrogato era il seguente:
«Le Provincie e i Comuni sono enti autonomi nell’ambito dei principî fissati da leggi generali
della Repubblica, che ne determinano le funzioni».
4635(Nota all’art. 129).
Le circoscrizioni provinciali possono essere suddivise in circondari con funzioni
esclusivamente amministrative per un ulteriore decentramento».
36(Nota all’art. 130).
«Un organo della Regione, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita,
anche in forma decentrata, il controllo di legittimità sugli atti delle Provincie, dei Comuni e degli
altri enti locali.
In casi determinati dalla legge può essere esercitato il controllo di merito, nella forma di
richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione».
37(Nota all’art. 131).
Articolo così modificato con l’art. 1 della legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3, che ha istituito
la Regione «Molise». Cfr. art. 57 e XI delle disposizioni transitorie e finali.
Nella formulazione originaria, l’art. 131 sotto la dizione «Abruzzi e Molise» individuava
un’unica regione.
38(Nota all’art. 132).
Il secondo comma di questo articolo è stato così modificato dall’art. 9, comma 1, della legge
cost. n. 3 del 2001, supra cit.
«Si può, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire
che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad
un’altra».
Per la disciplina dei referendum previsti in questo articolo, v. Titolo III della legge 25 maggio
39(Nota all’art. 134).
L’ultimo capoverso è stato così modificato con l’art. 2 della legge cost. 16 gennaio 1989, n. 1.
Il testo originario di tale capoverso recitava:
«sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed i Ministri, a norma della
Cfr. ora art. 96, nella attuale formulazione, dopo la modifica apportata con l’art. 1 della legge
cost. n. 1 del 1989.
40(Nota all’art. 135).
Articolo così sostituito con l’art. 1 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, e
successivamente modificato, nell’ultimo cpv., dalla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
V. l’art. 10 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1 (abrogato dalla legge n. 2 del 1967).
Il precedente testo dell’art. 135 recitava:
Art. 13547«La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente
I giudici sono nominati per dodici anni, si rinnovano parzialmente secondo le norme stabilite
dalla legge e non sono immediatamente rieleggibili.
L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento o d’un
Consiglio regionale, con l’esercizio della professione d’avvocato, e con ogni carica ed ufficio
indicati dalla legge.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono,
oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all’inizio di ogni legislatura, dal
Parlamento in seduta comune tra i cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore».
41(Nota all’art. 135, quinto comma).
V., altresì, art. 6 della legge 11 marzo 1953, n. 87, e art. 7 del regolamento generale della
42(Nota all’art. 135, sesto comma).
Per l’incompatibilità con la carica di consigliere regionale v. art. 4 della legge 23 aprile 1981,
n. 154. L’articolo 11 della legge 11 aprile 1990, n. 74 stabilisce per i componenti del Consiglio
superiore della magistratura l’incompatibilità con l’ufficio di Giudice costituzionale.
43(Nota all’art. 135, settimo comma).
Cfr. regolamento parlamentare 7-28 giugno 1989 e, inoltre, leggi cost. 22 novembre 1967, n.
2, 11 marzo 1953, n. 1, legge 11 marzo 1953, n. 87 e, in ispecie, legge 2 gennaio 1962, n. 20 e
Norme integrative per i giudizi di accusa 27 novembre 1962.
44(Nota all’art. 136, secondo comma).
45(Nota all’art. 137, primo comma).
46(Nota all’art. 137, secondo comma).
47(Nota all’art. 138).
Per la disciplina relativa al referendum previsto in questo articolo, v. Titolo I della legge 25
maggio 1970, n. 352.
48(Nota alla IV delle disposizioni transitorie e finali).
49(Nota alla VII delle disposizioni transitorie e finali).
Il terzo comma di questa disposizione è stato abrogato con l’art. 7 della legge cost. 22
novembre 1967, n. 2. Esso disponeva:
48«I giudici della Corte costituzionale nominati nella prima composizione della Corte stessa
non sono soggetti alla parziale rinnovazione e durano in carica dodici anni».
50(Nota alla XI delle disposizioni transitorie e finali).
Il termine, previsto in questo articolo, è stato prorogato al 31 dicembre 1963, con legge
costituzionale 18 marzo 1958, n. 1 (G.U. 1° aprile 1958, n. 79), ed entro lo stesso termine è stata
istituita la Regione Molise (cfr. art. 131).
51(Nota alla XIII delle disposizioni transitorie e finali).
A’ termini della legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1 (G.U. 26 ottobre 2002, n. 252),
«i commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione esauriscono
i loro effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale».
XIII disp. trans. e fin.
«I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici
pubblici né cariche elettive.
Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati
l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale».
52(Nota alla XV delle disposizioni transitorie e finali).
Il decreto, emanato come «decreto legge luogotenenziale», del 25 giugno 1944, n. 151
intitolato «Assemblea per la nuova Costituzione dello Stato, giuramento dei membri del Governo e
facoltà del Governo di emanare norme giuridiche» (G.U. 8 luglio 1944, n. 39, serie speciale),
conteneva le seguenti disposizioni:
Art. 1 - «Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte
dal popolo italiano che a tal fine eleggerà, a suffragio universale diretto e segreto, una Assemblea
Costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato.
Art. 2 - «E’ abrogata la disposizione concernente la elezione di una nuova Camera dei
Deputati e la sua convocazione entro quattro mesi dalla cessazione dell’attuale stato di guerra,
contenuta nel comma terzo dell’articolo unico del R. decreto-legge 2 agosto 1943, n. 175, con cui
venne dichiarata chiusa la sessione parlamentare e sciolta la Camera dei fasci e delle
corporazioni».
Art. 3 - «I Ministri e Sottosegretari di Stato giurano sul loro onore di esercitare la loro
funzione nell’interesse supremo della Nazione e di non compiere, fino alla convocazione
dell’Assemblea Costituente, atti che comunque pregiudichino la soluzione della questione
Art. 4 - «Finché non sarà entrato in funzione il nuovo Parlamento, i provvedimenti aventi
forza di legge sono deliberati dal Consiglio dei Ministri.
Tali decreti legislativi preveduti nel comma precedente sono sanzionati e promulgati dal
Luogotenente Generale del Regno con la formula:
«Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;
«Sulla proposta di ...
«Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: ...».
49Art. 5 - «Fino a quando resta in vigore la disposizione dell’art. 2, comma primo, del R.
decreto-legge 30 ottobre 1943, n. 2/B, i decreti relativi alle materie indicate nell’art. 1 della legge
31 gennaio 1926, n. 100, sono emanati dal Luogotenente Generale del Regno con la formula:
«Sentito il Consiglio dei Ministri;
«Abbiamo decretato e decretiamo...».
Art. 6 - «Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale del Regno - serie speciale - e sarà presentato alle Assemblee legislative per la
conversione in legge.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, proponente, è autorizzato a presentare il relativo
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare come
legge dello Stato».
53(Nota alla XVII delle disposizioni transitorie e finali).
Il testo del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, recante «Integrazioni
e modifiche al decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, relativo all’Assemblea
per la nuova costituzione dello Stato, al giuramento dei membri del Governo ed alla facoltà del
Governo di emanare norme giuridiche» (G. U. 23 marzo 1946, n. 69), conteneva le seguenti
Art. 1 - «Contemporaneamente alle elezioni per l’Assemblea Costituente il popolo sarà
chiamato a decidere mediante referendum sulla forma istituzionale dello Stato (Repubblica o
Monarchia)».
Art. 2 - «Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della
Repubblica, l’Assemblea, dopo la sua costituzione, come suo primo atto, eleggerà il Capo
provvisorio dello Stato, che eserciterà le sue funzioni, fino a quando sarà nominato il Capo dello
Stato a norma della Costituzione deliberata dall’Assemblea.
Per l’elezione del Capo provvisorio dello Stato è richiesta la maggioranza dei tre quinti dei
membri dell’Assemblea. Se al terzo scrutinio non sarà raggiunta tale maggioranza, basterà la
Avvenuta l’elezione del Capo provvisorio dello Stato il Governo in carica gli presenterà le
sue dimissioni e il Capo provvisorio dello Stato darà l’incarico per la formazione del nuovo
Nella ipotesi prevista dal primo comma, dal giorno della proclamazione dei risultati del
referendum e fino alla elezione del Capo provvisorio dello Stato, le relative funzioni saranno
esercitate dal Presidente del Consiglio dei Ministri in carica nel giorno delle elezioni.
Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Monarchia,
continuerà l’attuale regime Luogotenenziale fino alla entrata in vigore delle deliberazioni
dell’Assemblea sulla nuova Costituzione e sul Capo dello Stato».
Art. 3 - «Durante il periodo della Costituente e fino alla convocazione del Parlamento a
norma della nuova Costituzione il potere legislativo resta delegato, salva la materia costituzionale,
al Governo, ad eccezione delle leggi elettorali e delle leggi di approvazione dei trattati
internazionali, le quali saranno deliberate dall’Assemblea.
50Il Governo potrà sottoporre all’esame dell’Assemblea qualunque altro argomento per il
quale ritenga opportuna la deliberazione di essa.
Il rigetto di una proposta governativa da parte dell’Assemblea non porta come
conseguenza le dimissioni del Governo. Queste sono obbligatorie soltanto in seguito alla votazione
di un’apposita mozione di sfiducia, intervenuta non prima di due giorni dalla sua presentazione e
adottata a maggioranza assoluta dei Membri dell’Assemblea».
Art. 4 - «L’Assemblea Costituente terrà la sua prima riunione in Roma, nel Palazzo di
Montecitorio, il ventiduesimo giorno successivo a quello in cui si saranno svolte le elezioni.
L’Assemblea è sciolta di diritto il giorno dell’entrata in vigore della nuova Costituzione e
comunque non oltre l’ottavo mese dalla sua prima riunione. Essa può prorogare questo termine per
non più di quattro mesi.
Finché non avrà deliberato il proprio regolamento interno l’Assemblea Costituente
applicherà il regolamento interno della Camera dei deputati in data 1° luglio 1900 e successive
modificazioni fino al 1922».
Art. 5 - «Fino a quando non sia entrata in funzione la nuova Costituzione le attribuzioni
del Capo dello Stato sono regolate dalle norme finora vigenti, in quanto applicabili».
Art. 6 - «I provvedimenti legislativi che non siano di competenza dell’Assemblea
Costituente ai sensi del primo comma dell’art. 3, deliberati nel periodo ivi indicato, devono essere
sottoposti a ratifica del nuovo Parlamento entro un anno dalla sua entrata in funzione».
Art. 7 - «Entro il termine di trenta giorni dalla data del decreto Luogotenenziale che indice
le elezioni dell’Assemblea Costituente i dipendenti civili e militari dello Stato devono impegnarsi,
sul loro onore, a rispettare e far rispettare nell’adempimento dei doveri del loro stato il risultato
del referendum istituzionale e le relative decisioni dell’Assemblea Costituente.
Nessuno degli impegni da essi precedentemente assunti, anche con giuramento, limita la
libertà di opinione e di voto dei dipendenti civili e militari dello Stato».
Art. 8 - «Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dei
Ministri, saranno emanate le norme relative allo svolgimento del referendum, alla proclamazione
dei risultati di esso e al giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste ed i reclami relativi alle
operazioni del referendum, con facoltà di variare e integrare, a tali fini, le disposizioni del decreto
legislativo Luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74, per l’elezione dei deputati all’Assemblea
Costituente e di disporre che alla scheda di Stato, prevista dal decreto anzidetto, siano apportate le
modificazioni eventualmente necessarie.
Art. 9 - «Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale del Regno.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta
ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare come legge dello Stato».51LEGGI DI REVISIONE DELLA COSTITUZIONE E ALTRE LEGGI
Legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1. - Norme sui giudizi di legittimità costituzionale e sulle garanzie
d’indipendenza della Corte costituzionale
Legge cost. 26 febbraio 1948, n. 2. - Conversione in legge costituzionale dello Statuto della
Legge cost. 26 febbraio 1948, n. 3. - Statuto speciale per la Sardegna
Legge cost. 26 febbraio 1948, n. 4. - Statuto speciale per la Valle d’Aosta
Legge cost. 26 febbraio 1948, n. 5. - Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige1953
Legge cost. 11 marzo 1953, n. 1. - Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte
costituzionale1958
Legge cost. 18 marzo 1958, n. 1. - Scadenza del termine di cui alla XI delle «Disposizioni
transitorie e finali» della Costituzione1961
Legge cost. 9 marzo 1961, n. 1. - Assegnazione di tre senatori ai comuni di Trieste, Duino Aurisina,
Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico1963
Legge cost. 31 gennaio 1963, n. 1. - Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia
Legge cost. 9 febbraio 1963, n. 2. - Modificazione agli artt. 56, 57 e 60 della Costituzione
Legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3. - Modificazione agli artt. 131 e 57 della Costituzione e
istituzione della Regione «Molise»1967
52Legge cost. 21 giugno 1967, n. 1. - Estradizione per i delitti di genocidio
Legge cost. 22 novembre 1967, n. 2. - Modificazione dell’art. 135 della Costituzione e disposizioni
sulla Corte costituzionale1971
Legge cost. 10 novembre 1971, n. 1. - Modificazioni e integrazioni dello Statuto speciale per il
Trentino-Alto Adige1972
Legge cost. 23 febbraio 1972, n. 1. - Modifica al termine stabilito per la durata in carica
dell’Assemblea regionale siciliana e dei Consigli regionali della Sardegna, della Valle
d’Aosta, del Trentino-Alto Adige, del Friuli-Venezia Giulia
D.P.R. 31 agosto 1972, n. 670. - Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti
lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige1986
Legge cost. 9 maggio 1986, n. 1. - Modifica dell’articolo 16 dello statuto speciale per la Sardegna,
approvato con la legge cost. 26 febbraio 1948, n . 3, concernente la definizione del numero
dei consiglieri regionali1989
Legge cost. 16 gennaio 1989, n. 1. - Modifiche degli articoli 96, 134 e 135 della Costituzione e
della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, e norme in materia di procedimenti per i reati
di cui all’articolo 96 della Costituzione
Legge cost. 3 aprile 1989, n. 2. - Indizione di un referendum di indirizzo sul conferimento di un
mandato costituente al Parlamento europeo che sarà eletto nel 1989
Legge cost. 12 aprile 1989, n. 3. - Modifiche ed integrazioni alla legge costituzionale 23 febbraio
1972, n. 1, concernente la durata in carica dell’assemblea regionale siciliana e dei consigli
regionali della Sardegna, della Valle d’Aosta, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia
Giulia. Modifica allo statuto speciale per la Valle d’Aosta1991
Legge cost. 4 novembre 1991, n. 1. - Modifica dell’articolo 88, secondo comma, della Costituzione1992
53Legge cost. 6 marzo 1992, n. 1. - Revisione dell’articolo 79 della Costituzione in materia di
concessione di amnistia e indulto1993
Legge cost. 6 agosto 1993, n. 1. - Funzioni della Commissione parlamentare per le riforme
istituzionali e disciplina del procedimento di revisione costituzionale
Legge cost. 23 settembre 1993, n. 2. - Modifiche ed integrazioni agli statuti speciali per la Valle
d’Aosta, per la Sardegna, per il Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige
Legge cost. 29 ottobre 1993, n. 3. - Modifica dell’articolo 68 della Costituzione1997
Legge cost. 24 gennaio 1997, n. 1. - Istituzione di una Commissione parlamentare per le riforme
costituzionali1999
Legge cost. 22 novembre 1999, n. 1 - Disposizioni concernenti l’elezione diretta del Presidente
della Giunta regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni.
Legge cost. 23 novembre 1999, n. 2 - Inserimento dei princìpi del giusto processo nell’articolo 111
della Costituzione.2000
Legge cost. 17 gennaio 2000, n. 1 - Modifica all’articolo 48 della Costituzione concernente
l’istituzione della circoscrizione Estero per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani
residenti all’estero.2001
Legge cost. 23 gennaio 2001, n. 1 - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il
numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all’estero.
Legge cost. 31 gennaio 2001, n. 2 - Disposizioni concernenti l’elezione diretta dei presidenti delle
regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano.
Legge cost. 18 ottobre 2001, n. 3 - Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione.2002
54Legge cost. 23 ottobre 2002, n. 1 - Cessazione degli effetti dei commi primo e secondo della XIII
disposizione transitoria e finale della Costituzione.2003
Legge cost. 30 maggio 2003, n. 1 - Modifica dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 51 della Costituzione.2007
Legge cost. 2 ottobre 2007, n. 1 - Modifica dellâ&#x20AC;&#x2122;articolo 27 della Costituzione.55ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE INCISI DA LEGGI COSTITUZIONALI
ARTICOLIMODIFICHE E INTEGRAZIONI SUCCESSIVEArt. 10legge costituzionale21 giugno 1967, n. 1Art. 26legge costituzionale21 giugno 1967, n. 1Art. 27legge costituzionale2 ottobre 2007 n. 1Art. 48legge costituzionale17 gennaio 2000, n. 1Art. 51legge costituzionale30 maggio 2003, n. 1Art. 56legge costituzionale
legge costituzionale9 febbraio 1963, n. 2
23 gennaio 2001, n. 1Art. 57Art. 60legge costituzionale
legge costituzionaleArt. 68legge costituzionale29 ottobre 1993, n. 3Art. 75legge costituzionale11 marzo 1953, n. 1Art. 79legge costituzionale6 marzo 1992, n. 1Art. 88legge costituzionale4 novembre 1991, n. 1Art. 96legge costituzionale16 gennaio 1989, n. 1Art. 111legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2Titolo Vlegge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 114legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 115legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 116legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 117legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 118legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 119legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 120legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 121legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1Art. 122legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1Art. 123legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1
legge costituzionale 18 ottobre 20019 marzo 1961,
9 febbraio1963,
27 dicembre 1963,
23 gennaio 2001,
9 febbraio 1963,n. 1
n. 256n. 3
Art. 124legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 125legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 126legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1Art. 127legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 128legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 129legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 130legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 131legge costituzionale27 dicembre 1963, n. 3Art. 132legge costituzionale18 ottobre 2001, n. 3Art. 134legge costituzionale16 gennaio 1989, n. 1Art. 135legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2
legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1disp. trans. VIIlegge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2“
“XIlegge costituzionale18 marzo 1958, n. 1XIIIlegge costituzionale23 ottobre 2002, n. 157Copyright
I contenuti del sito - codice di script, grafica, testi, tabelle, immagini, suoni, e ogni altra informazione disponibile in
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References: sentenza 

Art. 56

Art. 57

Art. 68
 sentenza

Art. 96

Art. 111

Art. 114

Art. 117

Art. 119

Art. 120

Art. 121

Art. 122

Art. 123

Art. 125

Art. 126

Art. 127

Art. 131

Art. 132
 art. 10
 sentenza 
 art. 3
 art. 2
e contrario
 art. 57
 art. 96

Art. 13547
 art. 6
 art. 7
 art. 4
 art. 131

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 124