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Timestamp: 2020-08-05 14:07:25+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10099 del 21/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10099 del 21/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 21/04/2017, (ud. 30/03/2017, dep.21/04/2017), n. 10099
sul ricorso iscritto al n. 14041/2013 R.G. proposto da:
M.G., rappresentata e difesa dagli Avv.ti Edoardo
Melli e Vania Romano, elettivamente domiciliata presso lo studio di
quest’ultima in Roma alla via Mazzini n. 6, per procura a margine
Lombardia n. 86/14/12 depositata il 24 luglio 2012.
– In relazione ad acquisto fondiario del 1997, M.G. decadeva dall’agevolazione fiscale per la piccola proprietà contadina, avendo affittato i terreni nel 2001, prima del quinquennio di legge; notificato nel 2009, l’avviso di liquidazione a recupero dell’ordinaria imposta di registro era annullato in primo grado per decadenza triennale del potere di accertamento.
– La Commissione tributaria regionale della Lombardia accoglieva parzialmente l’appello erariale, escludendo la decadenza dell’azione di recupero, e tuttavia rideterminando l’aliquota nella misura agevolata dell’8% prevista per gli imprenditori agricoli, in luogo della misura ordinaria del 15%.
– Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate e la contribuente propone ricorso incidentale; quest’ultimo deve essere esaminato per primo, in quanto potenzialmente assorbente.
– Il ricorso incidentale denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, per aver il giudice d’appello escluso la decadenza triennale del potere di accertamento.
– Il ricorso incidentale è infondato; nel prevedere un termine ventennale di prescrizione per il recupero delle imposte in materia di piccola proprietà contadina, la L. n. 604 del 1954, art. 7, costituisce lex specialis, cosicchè, mancando un’espressa previsione di richiamo, in tale settore non si applica il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, norma generale sull’imposta di registro (Cass. 28 febbraio 2008, n. 5223, Rv. 602573; Cass. 11 febbraio 2014, n. 3079, Rv. 629278).
– Il ricorso principale denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 1, tariffa 1, D.P.R. 131 del 1986, L. n. 153 del 1975, art. 12, per aver il giudice d’appello riconosciuto alla contribuente un’agevolazione diversa e ulteriore rispetto a quella chiesta e revocata.
– Il ricorso principale è fondato; la L. n. 604 del 1954, art. 7, dispone espressamente che l’acquirente il quale abbia subito la revoca dell’agevolazione a favore della piccola proprietà contadina è tenuto a pagare i tributi “ordinari” e che nei suoi confronti l’amministrazione finanziaria agisce per il recupero delle imposte “nella misura ordinaria”; inoltre, la sottoposizione di un atto a tassazione di registro col trattamento agevolato chiesto dal contribuente determina l’impossibilità di invocare un’altra agevolazione in caso di decadenza dal primo beneficio, giacchè il potere di accertamento del tributo si esaurisce nel momento della tassazione (Cass. 1 ottobre 2003, n. 14601, Rv. 567256; specificamente, per l’aliquota ridotta dell’8%, Cass. 5 aprile 2013, n. 8409, Rv. 626568).
– Il ricorso principale deve essere accolto, l’incidentale respinto e la sentenza cassata in relazione al ricorso accolto; non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito, con rigetto dell’impugnazione dell’avviso di liquidazione.
– La peculiarità della fattispecie impone di compensare le spese di ogni fase e grado.
Accoglie il ricorso principale e rigetta l’incidentale; cassa la sentenza in relazione al ricorso accolto e – decidendo nel merito respinge l’impugnazione dell’avviso di liquidazione; dichiara compensate le spese di ogni fase e grado.

References: Sentenza 
 art. 76
 art. 7
 art. 76
 Cass. 
 art. 12
 art. 7
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza