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Timestamp: 2020-04-02 22:30:42+00:00

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Home Redditi Esteri Quadro RW Mancata compilazione del quadro RW: il ravvedimento operoso
Il ravvedimento operoso come strumento per sanare le violazioni legate alla ritardata, irregolare od omessa presentazione del quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all'estero.
Quadro RW per le Attività Patrimoniali e Finanziarie Estere
La Mancata Compilazione del Quadro RW del modello Redditi
Sanzioni in caso di Detenzione di Attività Finanziarie Estere in Paesi Black List
Mancata Compilazione del Quadro RW: le casistiche di Ravvedimento Operoso
Sanzioni Quadro RW in caso di Dichiarazione dei Redditi Tardiva
Sanzioni Quadro RW in caso di Dichiarazione dei Redditi Integrativa nei 90 giorni
Codice Tributo per il versamento di sanzioni derivanti dal monitoraggio fiscale e Quadro RW
Quadro RW: Dichiarazione Integrativa presentata entro i due anni
Dichiarazione dei redditi omessa e ravvedimento operoso
Esempi di Ravvedimento Operoso del Quadro RW
Termini decadenziali di accertamento
Attività estere/investimenti detenuti in paradisi fiscali
Casi in cui il ravvedimento operoso è inopportuno o impossibile
Delegato nei conti correnti
Mancata compilazione del Quadro RW: consulenza fiscale
Se non sono dovute imposte – Sanzione di €. 25,00 (1/10 di €. 250,00 con ravvedimento operoso, applicando il troncamento). Art. 1, co. 1, secondo periodo D.Lgs. n. 471/97;
Sanzione per omessa compilazione quadro RW e modello Redditi presentato: Sanzione di €. 25,00 (1/10 di €. 250,00- con ravvedimento operoso).
La fattispecie si applica nel caso in cui la presentazione avvenga nel termine successivo ai 90 giorni dalla scadenza originaria ma entro la data di presentazione della dichiarazione per l’anno successivo rispetto a quello in cui è stata commessa la violazione (30 novembre dell’anno “x+1“).
Se sono dovute imposte da redditi in Paesi Black List – Sanzione del 30% (sanzione base del 180% (sanzione raddoppiata rispetto alla precedente, articolo 12 D.L. n. 78/2009 in quanto reddito derivante da Paese Black List) dell’imposta dovuta, aumentata di 1/3 in quanto redditi prodotti all’estero, ridotta a 1/8 con ravvedimento) se i redditi esteri sono prodotti in un paese Black List oltre al pagamento dell’imposta dovuta e interessi di mora.
Si tratta del caso in cui venga presentata una nuova dichiarazione dei redditi (integrativa rispetto a quella già presentata), entro la data di presentazione della dichiarazione del secondo anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione (30 novembre dell’anno “x+2”), legata alla mancata compilazione del quadro RW.
Quindi (30 novembre degli anni “x+3” “+4” “…”), e fino al termine del periodo di accertamento.
Tuttavia, se la dichiarazione omessa viene inviata entro i termini di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo la sanzione minima applicabile (il 120% è ridotta alla metà) è del 60%.
Compilazione del quadro RW senza versamento di IVIE
Mancata compilazione del quadro RW inviando la dichiarazione entro i 90 giorni dalla scadenza
Mancata compilazione del quadro RW inviando la dichiarazione la dichiarazione oltre i 90 giorni dalla scadenza
Vediamo adesso i termini a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per notificare un avviso per violazioni sul monitoraggio fiscale e quadro RW.
In relazione alla natura giuridica dell’operazione essendoci connessione tra omessa/irregolare compilazione del modulo RW ed evasione, in coerenza con quanto sancito da Cass. 23.10.2013 n. 24009 e Cass. 18.12.2014 n. 26848, opererebbe l’art. 43 del DPR n. 600/73, secondo cui:
Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui e’ stata presentata la dichiarazione
art. 43, comma 1 DPR n. 600/73
Per approfondire: “Termini di accertamento delle imposte sui redditi”
L’art. 43 del DPR n. 600/73 stabilisce che l’accertamento può essere notificato entro il termine decadenziale raddoppiato quando la violazione fiscale integra gli estremi dell’obbligo di denuncia per uno dei reati previsti dal DLgs. n. 74/2000.
A prescindere dal discorso circa la natura connessa all’evasione delle sanzioni sul modulo RW, a nostro avviso il raddoppio dei termini non può mai essere applicato nel caso dell’art. 5 del D.L. n. 167/90, in quanto le violazioni concernenti il monitoraggio fiscale non hanno rilevanza penale.
Lo stesso dicasi per la notifica degli atti relativi all’accertamento dell’IVIE e dell’IVAFE, le cui violazioni non hanno mai rilievo penale.
Ai sensi dell’art. 12 del DL n. 78/2009, se gli investimenti/attività non dichiarati sono detenuti in un paradiso fiscale, i termini di cui agli artt. 43 del DPR n. 600/73 e 20 del D.Lgs. n. 472/97 sono raddoppiati.
Il raddoppio dei termini dovrebbe applicarsi a decorrere dalle dichiarazioni relative all’anno 2009, in cui il D.L. n. 194/2009, che ha introdotto il raddoppio modificando il D.L. n. 78/2009, è entrato in vigore.
Detto raddoppio non può applicarsi per IVIE ed IVAFE, in quanto imposte patrimoniali e non sul reddito.
Per approfondire: “Raddoppio dei termini per violazioni in paradisi fiscali“
L’art. 1 co. 640 della L. 190/2014 ha stabilito che, se viene presentata una dichiarazione integrativa ai sensi degli artt. 2 co. 8 del DPR n. 322/98 e 13 del D.Lgs. n. 472/97, i termini di decadenza dal potere di accertamento, in merito agli elementi “rigenerati“, sono computati prendendo come riferimento l’integrativa medesima, e non la dichiarazione originaria, per cui, di fatto, vengono postergati.
Le sanzioni di cui all’art. 5 del D.L. n. 167/90 possono essere oggetto di definizione agevolata ai sensi degli artt. 16 e 17 del D.Lgs. n. 472/97, e su ciò non dovrebbero esservi dubbi, visto che tali istituti riguardano tutte le sanzioni.
Del pari, dovrebbero essere applicabili senza particolari problemi la mediazione e la conciliazione giudiziale60.
Il discorso è più complesso per l’accertamento con adesione, posto che il D.Lgs. n. 218/97 stabilisce, all’art. 1 co. 1, che possono formare oggetto di adesione le imposte sui redditi, e all’art. 2 co. 5 che la riduzione delle sanzioni riguarda quelle “per le violazioni concernenti i tributi oggetto dell’adesione commesse nel periodo d’imposta, nonché per le violazioni concernenti il contenuto delle dichiarazioni relative allo stesso periodo“. La locuzione “violazioni concernenti il contenuto delle dichiarazioni relative allo stesso periodo“, valorizzando quanto detto dalle sentenze Cass. 23.10.2013 n. 24009 e 18.12.2014 n. 26848, potrebbe essere idonea a comprendere non solo le sanzioni da inesatta dichiarazione ex art. 8 del D.Lgs. n. 471/97, ma anche quelle in oggetto.
Le medesime considerazioni effettuate per l’accertamento con adesione valgono per l’adesione al “PVC”, l’adesione agli inviti al contraddittorio e l’acquiescenza.
Vi sono dei casi in cui il ravvedimento operoso appare impossibile, o comunque, oltremodo sconsigliabile per una serie di ragioni. Si tratta, in particolare, delle seguenti ipotesi:
Soggetto delegato sui conti correnti.
Se la dichiarazione dei redditi è omessa il ravvedimento operoso non risulta la strada percorribile. Tuttavia, se la presentazione della dichiarazione avviene entro un anno dalla scadenza, il ravvedimento operoso appare ancora possibile (si applica la sanzione base del 60%, ovvero la sanzione base del 120% ridotta della metà).
In presenza di delegati nei conti correnti il ravvedimento operoso risulta oltremodo costoso in quanto porta alla moltiplicazione delle sanzioni. Infatti, ciascun delegato deve autonomamente monitorare il conto corrente nel proprio quadro RW.
L’unica eccezione all’obbligo di compilazione del quadro RW da parte del delegato è costituita dai delegati nei conti correnti dei frontalieri. Per tali soggetti l’esonero si applica con riferimento dal conto corrente estero per l’accredito degli stipendi derivanti dalle attività lavorative ivi svolte, anche al coniuge ed ai familiari di primo grado eventualmente cointestatari.
Se hai letto questo articolo molto probabilmente è perché ti trovi in una situazione in cui non hai correttamente dichiarato le tue attività estere. Tieni conto che l’Agenzia delle Entrate ogni anno invia lettere di compliance sulle attività estere non dichiarate dai contribuenti.
Se ti trovi in questa situazione, il consiglio che mi sento di darti è quello di parlare con un dottore Commercialista esperto in questo ambito.
Utilizzare il ravvedimento operoso, ove possibile, permette di ridurre notevolmente sanzioni ed interessi. Per questo può essere conveniente sfruttarlo, ma occorre farlo nel modo corretto.
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Giuliano 26 Febbraio, 2020 at 19:42
ho lavorato per parecchi anni comeespatriato in un paese UE ed ho sempre fatto regolarmente la mia dichiarazione dei redditi!
Rientrato, per ignoranza, non ho più compilato il quadro RW (proprietario di appartamento, conto corrente, assicurazione sulla vita)
pur presentando sempre la mia dichiarazione per i redditi italiani!!! Domanda: rientro nel caso si tardiva presentazione del quadro RW dopo un anno, dopo due anni e oltre due anni???? Ad oggi é prescritta la dichiarazione dei redditi 2015 per redditi 2014?
Arturo 27 Febbraio, 2020 at 17:08
Sono cittadino italiano attualmente impegato come funzionario presso un’agenzia della Commissione Europea ed avente come unico reddito lo stipendio da funzionario, che mi viene accreditato su di un conto corrente presso una banca estera.
Ad oggi non compilo alcuna dichiarazione dei redditi in Italia in quanto in Italia non percepisco alcun reddito e – per il conto corrente estero – rientro nei casi di esonero dalla compilazione del quadro RW previsti dalla circolare dell’agenzia n. 38/E del 23 Dicembre 2013 (“persone fisiche che lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia (ad esempio, ONU, NATO, Unione Europea, OCSE) la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dall’articolo 2 del TUIR, in base ad accordi internazionali ratificati”).
Ritengo che la mia situazione mi esoneri anche dal pagamento dell’IVAFE, pero’ volevo conferma.
Nel caso non fosse cosi’ qual’e’ il regime sanzionatorio applicabile ed eventuali modalita’ di regolarizzatione per mancati versamenti pregressi?
Federico Migliorini 28 Febbraio, 2020 at 8:39
Chi rientra nell’esonero dal monitoraggio fiscale ha anche e di conseguenza esonero dal pagamento delle imposte patrimoniali legate al monitoraggio fiscale.
Federico Migliorini 28 Febbraio, 2020 at 13:20
Giuliano deve regolarizzare la sua posizione attraverso le dichiarazioni integrative di tutte le annualità ancora accertabili usufruendo dei vantaggi del ravvedimento operoso.

References: Art. 1
 articolo 12
 Cass. 
 Cass. 

art. 43
 Cass. 
 art. 8