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Timestamp: 2019-04-24 19:54:42+00:00

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Denuncia / Querela / Esposto / Referto: Differenze e Modulistica - Certifico Srl
Denuncia / Querela / Esposto / Referto: Differenze e Modulistica
ID 7445 | 31 Gennaio 2019 | Visite: 359 | News generali Permalink: https://www.certifico.com/id/7445
La denuncia da parte dei privati è l'atto con il quale ogni persona porta a conoscenza dell'autorità - pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria (e non anche un agente) - un reato perseguibile d'ufficio del quale ha notizia.
La denuncia può essere presentata in forma orale o scritta. Nel primo caso l'ufficiale di polizia giudiziaria - o il pubblico ministero - redige verbale, mentre nel secondo l'atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto.
La denuncia è obbligatoria, e la sua omissione comporta l'applicazione di sanzioni penali, nei seguenti casi:
2. Querela
La querela è la dichiarazione con la quale - personalmente o a mezzo di procuratore speciale - la persona offesa dal reato o il suo legale rappresentante chiede espressamente che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato (ossia fa richiesta di punizione) per il quale non debba procedersi d'ufficio o dietro richiesta o istanza. La querela configura una condizione di procedibilità, ma contestualmente contiene l'informazione sul fatto-reato.
L'Autorità che riceve la querela deve provvedere all'attestazione della data e del luogo della presentazione, alla identificazione della persona che propone la querela ed alla trasmissione degli atti all'ufficio del pubblico ministero (art. 347 c.p.p.).
Non sono dettate regole particolari in ordine al contenuto dell'atto di querela. E' sufficiente, ma anche essenziale, che oltre ad essere indicato il fatto-reato (con ulteriori eventuali notizie circa il suo autore e le fonti di prova) risulti dalla querela la manifestazione non equivoca del querelante affinché si proceda in ordine al fatto-reato medesimo e se ne punisca il colpevole.
Anche chi presenta la querela ha diritto di ottenerne l'attestazione di ricezione (art. 107 att.).
Eccezionalmente, in caso di flagranza di delitto che impone o consente l'arresto (artt. 380 comma 3 e 381 comma 3), la querela può essere proposta (anche con dichiarazione orale) ad un agente - anziché ad un ufficiale di polizia giudiziaria - presente nel luogo. Nel verbale di arresto va dato atto della dichiarazione di querela.
Il diritto di querela deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. Il termine è di sei mesi quando si tratta di delitti contro la libertà sessuale (violenza sessuale non di gruppo poiché, per questa, si procede d'ufficio - o atti sessuali con minorenne: artt. 609-bis, ter, quater del c.p., art. 609 septies comma 2 c.p.).
La remissione è, dunque, l'atto con cui la persona offesa o chi la rappresenta propone la revoca della querela.
Per essere efficace (e produrre l'estinzione del reato - art. 152 c.p.), la remissione deve però essere accettata. Anche per questo motivo la remissione si differenzia dalla denuncia che invece è un atto unilaterale. Poiché la persona querelata ha interesse, se innocente, a dimostrare attraverso il processo, la sua completa estraneità al fatto-reato che le è stato addebitato, la remissione non produce effetto se il querelato l'ha espressamente o tacitamente ricusata (art. 155 c.p.).
Cassazione penale Sezione V sentenza del 15/02/2016 n. 15166
Ai fini della validità della querela, è necessario che la manifestazione della volontà di perseguire l'autore del reato emerga chiaramente dal suo contenuto, anche senza la necessità di utilizzare formule sacramentali, non potendo ritenersi sufficiente l'intestazione dell'atto come "querela" da parte degli agenti verbalizzanti.
Cassazione penale Sezione V sentenza del 16/10/2015 n. 23030
Non è ammissibile la revoca della remissione di querela, dato che si tratta di atto giuridico unilaterale che si perfeziona con la sua manifestazione e non necessita di accettazione da parte del querelato. Cassazione penale Sezione V sentenza del 18/09/2015 n. 41037
E' valida la querela sottoscritta dalla persona offesa e, in calce, dal difensore che l'ha depositata in Procura, considerato che in forza di quanto dispone l'art. 337, comma 1, c.p.p. la querela presentata da un incaricato deve essere munita dell'autenticazione della sottoscrizione da soggetto a ciò legittimato e, quindi, ai sensi dell'art. 39 disp. att. c.p.p., anche dal difensore, nominato formalmente o tacitamente, fermo restando che ai fini della validità dell'atto di querela non è necessario che la sottoscrizione del querelante sia contestualmente autenticata dal difensore.
L'istanza di procedimento è la domanda, presentata al P.M. o alla P.G. o anche ad un agente consolare all'estero, con la quale la persona offesa di taluni delitti comuni (cioè non politici: art. 8 c. 3 c.p.) commessi all'estero dal cittadino o dallo straniero (e che se fossero stati commessi nel territorio dello Stato sarebbero perseguiti d'ufficio: artt. 9 co. 2 e 10 co. 1 c.p.) chiede che si proceda nei confronti dell'autore del fatto.
L'istanza è irrevocabile e rappresenta una condizione di procedibilità: in sua assenza infatti per quel reato non potrebbe celebrarsi alcun processo.
L'istanza può essere presentata entro 3 mesi dalla ricezione della notizia del fatto-reato ed entro tre anni dalla presenza del colpevole sul territorio dello Stato.
3. Esposto
L'esposto è l'atto col quale si richiede l'intervento dell'Autorità di Pubblica Sicurezza per mediare dissidi privati tra le parti in contesa.
Alla composizione bonaria della lite, l'Autorità di P.S. provvede a mezzo degli Ufficiali di P.S. (appartenenti al ruolo dei dirigenti e dei commissari della Polizia di Stato ed Ufficiali dei Carabinieri), i quali redigono verbale che può essere prodotto in giudizio con valore di scrittura privata riconosciuta.
Qualora dai fatti si configuri un reato, l'Ufficiale di P.S., se il fatto è perseguibile d'ufficio, deve informare l'Autorità giudiziaria, mentre se trattasi di delitti perseguibili a querela può, a richiesta, esperire un preventivo componimento della vertenza, senza che ciò pregiudichi il successivo esercizio del diritto di querela
4. Referto
E’ normato dall’art. 334 C.P.P. e dall’art. 365 del Codice Penale, e si sostanzia per essere una denuncia da parte dell’esercente una professione sanitaria nell’esecuzione di prestazioni di assistenza od opera con cui lo stesso porti a conoscenza l’A.G. del verificarsi un evento che si configuri come un reato perseguibile d’ufficio. L’obbligo di trasmissione del referto, che deve avvenire entro 48 ore, presuppone un nesso tra la consapevolezza di trovarsi in presenza di un delitto perseguibile d’ufficio e l’intervento medico, bastando il solo sospetto e anche se l’Autorità giudiziaria ne fosse già al corrente, perchè rimane pur sempre, in capo ad ogni sanitario intervenuto, questo obbligo di trasmissione all’ A.G.. Il referto deve contenere gli elementi essenziali “del fatto”, e l’identità della persona assistita, includendo la descrizione del quadro sintomatologico nonché la formulazione della diagnosi e l’enunciazione della prognosi. L’omissione di referto è un reato punito solo con una multa di circa 500 €. Occorre precisare che il referto non è obbligatorio quando l’atto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale; tale esclusione è prevista al fine di garantire la tutela della salute (art. 32 Costituzione) rispetto all’interesse al perseguimento dei reati, altrimenti un individuo potrebbe sentirsi costretto a non ricorrere alle cure dei sanitari.
Fac simile atto di denuncia - querela IT 19 kB (72 Downloads)
Fac simile di esposto IT 17 kB (53 Downloads)
Fac simile atto di querela IT 19 kB (43 Downloads)
Mercoledì, 24 Aprile 2019 21:54

References: art. 609
 art. 152
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8