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Norme del Documento di Piano - PDF
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1 Norme del Documento di Piano
2 SOMMARIO: ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI... 3 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO... 4 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE... 5 ART. 4. EFFICACIA DEL DOCUMENTO DI PIANO PRESCRIZIONI, DIRETTIVE, INDIRIZZI 5 ART. 5. PRESCRIZIONI GENERALI PER I PIANI ATTUATIVI, I PIANI DI SETTORE E OGNI ALTRO INTERVENTO SUL TERRITORIO... 5 ART. 6. INDIVIDUAZIONE DI AREE ED AMBITI ASSOGGETTATI A PIANO ATTUATIVO... 7 ART. 7. APPLICAZIONE DELLA PEREQUAZIONE E TRASFERIMENTO DI VOLUMETRIE... 7 ART. 8. CRITERI E PROCEDURE DI NEGOZIAZIONE... 9 ART. 9. PRESCRIZIONI PER LE AREE DI TRASFORMAZIONE - SCHEDE NORMATIVE ART. 10. IL PIANO DEI SERVIZI ART. 11. PRESCRIZIONI E DIRETTIVE PER IL PIANO DEI SERVIZI ART. 12. IL PIANO DELLE REGOLE ART. 13. PRESCRIZIONI E DIRETTIVE PER IL PIANO DELLE REGOLE ART. 14. OSSERVATORIO PER IL MONITORAGGIO DELL ATTUAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO Norme del Documento di Piano
3 ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI 1. Il (PGT) è un progetto urbanistico unitario per il territorio comunale che si pone quali obiettivi: - promuovere politiche per lo sviluppo economico e sociale dei residenti - mantenere e risanare i caratteri paesistico-ambientali e di abitabilità del territorio; - organizzare la rete di mobilità urbana e intercomunale; - migliorare i servizi a carattere locale, urbano e sovracomunale; - valorizzare le risorse ambientali, storiche, economiche del territorio; 2. Il Piano di Governo del territorio, ai sensi della l.r. 11 marzo 2005, n. 12, è costituito dal Documento di Piano, dal Piano dei Servizi e dal Piano delle Regole. 3. Il : - ha contenuti compatibili e coerenti con i Piani Territoriali Sovracomunali, e in particolare con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia e il Piano Territoriale Paesistico della Regione; - esplica la propria efficacia disciplinando, anche attraverso le norme dei Piani Settoriali allegati, interventi di completamento, trasformazione urbanistica ed edilizia e vincoli sia di natura strategica, a carattere paesistico, sia operativa a breve e medio termine; - in conformità all art. 4, l.r. 11 marzo 2005, n. 12, è redatto con riferimento alle risultanze della procedura di Valutazione Ambientale Strategica tramite la quale ne è stata valutata la sostenibilità ambientale; - definisce, attraverso il Documento di Piano, lo scenario di piano con l individuazione dei sistemi ambientali, agricoli e urbani da sottoporre a interventi di trasformazione; - individua e norma, attraverso il Piano delle Regole, le destinazioni private del suolo e degli edifici, le modalità di intervento sulle parti edificate e le aree a destinazione agricola; - individua e norma, attraverso il Piano dei Servizi le destinazioni pubbliche per programmare la dotazione di aree e opere per servizi pubblici e di interesse pubblico, locale, urbano e territoriale. Tra esse sono comprese le aree a verde pubblico che costituiscono corridoi ecologici di valore paesistico, per la fruizione da parte della popolazione e per la tutela della presenza di specie vegetali ed animali. 4. Nella normativa che segue ed in quella relativa agli altri elaborati del PGT, di cui al comma 3, la dizione assume il significato di tutti i documenti che costituiscono il (Documento di Piano, Piano dei Servizi e Piano delle Regole). 5. All interno del PGT le varie parti del territorio comunale sono designate con lettere seguite o meno da numeri; tali designazioni sono puramente convenzionali e non hanno riferimento alcuno rispetto alla classificazione delle Zone omogenee operata dal D.M. 2 aprile 1968, n Una apparente coincidenza tra le designazioni attuali e quelle riferite alle citate Zone omogenee è giustificato dalla circostanza che l utilizzo di una designazione già ampiamente nota e condivisa, derivante dalle disposizioni del previgente P.R.G., facilita la comprensione del contenuto del PGT. Norme del Documento di Piano - 3 -
4 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO 1. Il Documento di Piano definisce: a) il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune, anche sulla base delle proposte dei cittadini singoli o associati e tenuto conto degli atti di programmazione provinciale e regionale. Può inoltre eventualmente proporre le modifiche o le integrazioni della programmazione provinciale e regionale che si ravvisino necessarie; b) il quadro conoscitivo del territorio comunale, come risultante dalle trasformazioni avvenute, individuando i grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilità, le aree a rischio o vulnerabili, le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storicomonumentale, e le relative aree di rispetto, i siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario, gli aspetti socio-economici, culturali, rurali e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l assetto tipologico del tessuto urbano e ogni altra emergenza del territorio che vincoli la trasformabilità del suolo e del sottosuolo; c) l assetto geologico, idrogeologico e sismico anche mediante rinvio ad appositi studi. 2. Sulla base degli elementi di cui al comma 1, il presente Documento di Piano: a) individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione che abbiano valore strategico per la politica territoriale, determinati sulla base del principio assunto di non consumare nuovo suolo in territorio agricolo e di migliorare la funzionalità del sistema urbano esistente, anche verificata la coerenza con le previsioni di livello sovracomunale; b) determina gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT; nella definizione di tali obiettivi il Documento di Piano tiene conto della riqualificazione del territorio, della minimizzazione del consumo del suolo, della definizione dell assetto viabilistico e della mobilità, nonché della possibilità di utilizzazione e di miglioramento dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche a livello sovracomunale; c) determina, in coerenza con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, le politiche di intervento per la residenza, le disponibilità ed opportunità di edilizia convenzionata nonché le eventuali politiche per l edilizia residenziale pubblica, le attività produttive primarie, secondarie e terziarie, comprese quelle della distribuzione commerciale, evidenziando le scelte di rilevanza sovracomunale; d) individua gli ambiti oggetto di intervento, rimandando al piano delle Regole e al piano dei Servizi la puntuale definizione delle modalità d intervento, da approntarsi sulla base dei criteri fissati dagli articoli che seguono del presente Documento, finalizzati alla tutela ambientale, paesaggistica, storico-monumentale, ecologica, geologica, idrogeologica e sismica, quando in tali ambiti siano comprese aree che presentano nella documentazione conoscitiva aspetti rilevanti sotto quei profili; e) determina, in conformità a quanto disposto dalla l.r. 12/2005, art. 8, lett. f), le modalità di recepimento delle previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovracomunale e l eventuale proposizione, a tali livelli, di obiettivi di interesse comunale. 3. Il Documento di Piano non contiene previsioni che producano effetti diretti sul regime giuridico dei suoli; tutte le previsioni relative ad aree private in esso contenute acquistano efficacia, sotto il profilo del consolidamento di diritti privati, o nelle previsioni del Piano dei Servizi o del Piano delle Regole, ovvero nei contenuti degli Strumenti attuativi del PGT, una volta approvati ai sensi di legge. 4. Il Documento di Piano ha validità quinquennale ed è sempre modificabile, previa procedura di valutazione ambientale di ogni variante del medesimo, in conformità all art. 4, comma 2, l.r. 12/2005. Norme del Documento di Piano - 4 -
5 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE 1. Le disposizioni legislative statali e regionali, in caso di incompatibilità, prevalgono su quelle del PGT; sono altresì prevalenti su quelle del PGT le prescrizioni, ovunque contenute, in attuazione di disposizioni di leggi statali o regionali. 2. Per quanto non esplicitamente previsto dalle presenti norme, si rinvia alle disposizioni statali e regionali e, in quanto compatibili, alla regolamentazione comunale in materia edilizia, dei lavori pubblici ed ambientale. Per il superamento delle barriere architettoniche si rinvia alla legislazione vigente. 3. In caso di difformità tra gli elaborati grafici di PGT e le presenti norme, prevalgono queste ultime. 4. In caso di difformità tra previsioni di eguale cogenza contenute in elaborati appartenenti a documenti diversi del PGT prevale la previsione contenuta nel Piano dei Servizi nel caso di contrasto con ciascuno degli altri due documenti o con entrambi, stante il carattere di pubblica utilità delle previsioni in esso contenute; prevale la previsione del Piano delle Regole in caso di contrasto tra questo ed il Documento di Piano, in considerazione del valore conformativo delle previsioni in esso contenute. 5. In caso di difformità tra previsioni del PGT e quelle di eguale cogenza contenute in Piani di Settore, per determinarne la prevalenza si deve applicare il principio di specialità. 6. Le prescrizioni del PGT hanno valore prevalente rispetto ai Piani attuativi: le direttive e gli indirizzi del PGT hanno, rispetto ai Piani attuativi, valore orientativo. 7. Sono ammesse deroghe alle presenti norme di attuazione solo nei casi consentiti dalla legislazione vigente. ART. 4. EFFICACIA DEL DOCUMENTO DI PIANO PRESCRIZIONI, DIRETTIVE, INDIRIZZI 1. La normativa seguente si articola in norme a carattere generale, ed in norme rivolte agli altri documenti del PGT, agli strumenti attuativi ed ai Piani di Settore. 2. Prescrizioni: sono le norme vincolanti a cui i piani attuativi, i Piani di Settore nonché gli altri documento del PGT devono attenersi e che riguardano quantità, localizzazioni specifiche cui il Documento di Piano annette importanza strategica; la modificazione di queste norme comporta variante al Documento di Piano. 3. Direttive e Indirizzi: indicano in termini generali le politiche che i piani attuativi, i Piani di Settore nonché gli altri documenti del PGT devono porre in atto, anche provvedendo ad integrazioni o adattamenti che traggono motivazioni dalle analisi di dettaglio a supporto del Documento di Piano. ART. 5. PRESCRIZIONI GENERALI PER I PIANI ATTUATIVI, I PIANI DI SETTORE E OGNI ALTRO INTERVENTO SUL TERRITORIO 1. Il presente articolo riguarda: a) Interventi di trasformazione in aree private; b) Interventi di trasformazione in aree destinate a servizi pubblici; Norme del Documento di Piano - 5 -
6 2. Gli interventi pubblici e privati contenuti in strumenti attuativi devono essere preceduti, nei modi e nelle forme previste dalla legislazione vigente, da esame di impatto paesistico del progetto ai fini della determinazione della sensibilità paesistica del sito interessato e dell incidenza paesistica del progetto. 3. Gli elaborati relativi sia ad interventi pubblici sia privati devono documentare: - la contestualizzazione con le preesistenze ai fini della compatibilità e della qualità architettonica dell intervento; - la sistemazione delle superfici scoperte di pertinenza; - la fattibilità geologica; - l accessibilità veicolare e ciclopedonale, nonché la presenza di servizi pubblici di trasporto; - la dotazione dei servizi di parcheggio e di urbanizzazione primaria e, per i piani attuativi, secondaria; - la compatibilità acustica. 4. Nei casi di ristrutturazione urbanistica l intervento è sempre accompagnato da documentazione che dimostri non essere necessaria la bonifica dell area preliminare all intervento, o, in sua assenza, dal piano di bonifica preliminare del sito. In caso di dismissione di attività produttive nel tessuto urbano l Amministrazione Comunale richiede che vengano presentate, entro 12 mesi dalla dismissione stessa, una relazione sulle caratteristiche storiche dell insediamento e delle lavorazioni, sullo stato dei suoli, anche attraverso prove geognostiche o simili, delle condizioni del sottosuolo e gli eventuali necessari provvedimenti di bonifica, salvo che le attività in tale periodo non siano state riprese. Gli interventi dovranno inoltre dimostrare il rispetto delle norme cogenti contenute nei piani settoriali allegati al PGT. 5. Quanto previsto al precedente comma 4 è da intendersi obbligatorio anche nei casi di trasferimento delle volumetrie esistenti e relativa cessione delle aree alla pubblica amministrazione, come disposto ai successivi articoli. Le aree dovranno essere pertanto cedute già bonificate o corredate da documentazione che dimostri non essere necessaria la bonifica. 6. Per le aree e gli interventi ricadenti in fasce di classificazione del Rischio Idraulico si applica quanto previsto dalla Zonizzazione del rischio idraulico ai sensi della DGR 11 dicembre 2001, n. 7/7365, parte B, paragrafo Per l attuazione degli interventi pubblici e privati, il PGT si avvale e fa riferimento anche ai seguenti Piani di Settore: - Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (P.U.G.S.S.), redatto ai sensi della Regolamento Regionale 15 febbraio 2010 n. 6 e parte integrante del Piano dei servizi. - Classificazione Acustica del territorio comunale, redatta ai sensi della l. 447/95 e della l.r. 13/2001; - Alle disposizioni e indirizzi regionali in materia commerciale; - Indagini geologico ambientali a supporto della redazione del P.G.T secondo le indicazioni dell art. 57 della legge 12/2005 in qualità di parte integrante del Piano. 8. Le indicazioni del Piano Paesistico Comunale così come individuate nella Relazione e nella Normativa del Piano delle Regole sono da considerare parte integrante del Documento di Piano. 9. Le trasformazioni previste all interno delle presenti norme, nonché ogni altro intervento previsto all interno di tutti i Documenti costituenti il PGT, hanno come elemento sovraordinato le prescrizioni e gli indirizzi della relazione geologica e dovranno ad essa riferirsi per la determinazione della vulnerabilità del territorio e le potenzialità di intervento. Norme del Documento di Piano - 6 -
7 ART. 6. INDIVIDUAZIONE DI AREE ED AMBITI ASSOGGETTATI A PIANO ATTUATIVO 1. Ai fini dell applicazione delle presenti norme sono definite sul territorio comunale, nella Tavola A 20, mediante un perimetro grafico le aree di trasformazione; si intende genericamente per comparto l insieme delle aree incluse all interno di ciascun perimetro. 2. La Tavola A20 di cui al comma 1 individua: a) aree di trasformazione di iniziativa pubblica conformate o da conformare nel Piano dei Servizi; b) aree di trasformazione di iniziativa privata non conformate. 3. Nella Tavola A20 sono altresì individuati i Piani attuativi già previsti dal precedente PRG e non attuati, con o senza modifiche normative. 4. Si tratta di aree già conformate dal previgente PRG, del quale conservano le destinazioni d uso nonché le disposizioni urbanistiche ed edilizie, fatte salve le prescrizioni e le specifiche disposizioni edilizie contenute nell elaborato C10 Schede dei Piani attuativi oltre che nel Piano delle Regole. 5. La tavola A 20 ne riporta le perimetrazioni solo allo scopo di fornire un quadro riepilogativo dell insieme degli interventi previsti e sottoporli alla procedura di VAS. 6. Gli interventi edilizi ed urbanistici nelle aree di trasformazione di cui al comma 1 sono subordinati all'approvazione di Piani Attuativi. 7. Le aree di trasformazione di cui al comma 2, lettera a) sono quelle in cui si applicano le disposizioni contenute nel Piano dei Servizi oltre che quanto previsto al successivo ART. 7. Esse si attuano previa approvazione di progetto preliminare di opere pubblica ovvero studio di fattibilità, in relazione alla dimensione dell intervento previsto. 8. Le aree di trasformazione di cui al comma 2, lettera b) sono quelle in cui si applicano le disposizioni contenute ai successivi ART. 7. E ART. 8. In particolare dette aree si conformano esclusivamente con l approvazione del Piano attuativo in coerenza con quanto contenuto nelle presenti norme e nelle schede normative di cui al successivo all ART. 9. ART. 7. APPLICAZIONE DELLA PEREQUAZIONE E TRASFERIMENTO DI VOLUMETRIE 1. In ottemperanza a quanto previsto dall art. 11 della legge 12/2005, le aree potranno essere sviluppate attraverso l applicazione della perequazione. 2. La perequazione si applica attribuendo alle aree destinate a servizi TRP2, TRP3, TRP4 un indice edificatorio teorico pari a 0,07 mq/mq, che si genera al momento della cessione delle aree stesse alla pubblica amministrazione. 3. I privati proprietari, detentori dei diritti volumetrici di cui al precedente comma 2, hanno facoltà di conferire gli stessi, traducendoli in beneficio economico, alle aree di trasformazione indicate nella Tavola delle aree di trasformazione A 20 e nella Tavola della Perequazione A Le volumetrie consentite in applicazione di tale indice saranno poi realizzate all interno delle aree di trasformazione così come disciplinato nei successivi commi. 5. Al fine di mitigare l impatto dell autostrada sulle attività umane in aree residenziali e polifunzionali, e migliorare la qualità paesistica del contesto, è inoltre previsto il trasferimento delle volumetrie ovvero delle superfici lorde di pavimento delle aree TR3, TR6, CP20, PAI9. Norme del Documento di Piano - 7 -
8 6. Le volumetrie, ovvero le superfici lorde di pavimento, a destinazione residenziale, troveranno collocazione in aree residenziali, mentre le volumetrie, ovvero le superfici lorde di pavimento, a destinazione polifunzionale, troveranno collocazione all interno di aree polifunzionali. 7. Al fine di favorire il trasferimento delle volumetrie delle aree sopra indicate, oltre che delle volumetrie generate dalla cessione delle aree a servizi, secondo quanto previsto nei precedenti commi, le aree di trasformazione di seguito specificate dovranno attenersi alle seguenti indicazioni: a) Le aree TR1 e TR4 dovranno concentrare le volumetrie consentite nel 50% dell area, e cedere gratuitamente alla pubblica amministrazione il restante 50%. A sua volta la pubblica amministrazione destinerà la totalità delle nuove aree di cui è entrata in possesso all atterraggio delle volumetrie produttive generatesi nelle aree TR3, TR6 e PAI 9; b) L area TR5 dovrà concentrare le volumetrie consentite nel 50% dell area, e cedere gratuitamente alla pubblica amministrazione il restante 50%. A sua volta la pubblica amministrazione destinerà la totalità delle nuove aree di cui è entrata in possesso all atterraggio delle volumetrie residenziali generatesi nelle aree CP20, TRP2, TRP3, TRP4. 8. L indice di edificazione delle aree destinate alla ricollocazione delle volumetrie ovvero delle SLP è composto da: un indice destinato all edificazione diretta da parte dei proprietari dell area stessa pari a 0,15 mq/mq da calcolare sull intera area e da concentrare all interno del 50% come sopra specificato; un indice destinato all atterraggio di volumetrie ovvero SLP generatesi altrove, pari a 0,15, da calcolare sull intera area ma da realizzare all interno del 50% dell area come sopra specificato. 9. L indice delle aree di trasformazione le cui volumetrie ovvero SLP sono da ricollocare, come sopra specificato, è pari a 0,15 mq/mq. Tale indice si genera esclusivamente con la cessione dell area stessa alla pubblica amministrazione, che le attrezzerà a verde filtro per l edificato. 10. L attività produttiva in essere nelle aree interessate dalle previsioni di trasferimento delle volumetrie è in ogni caso confermata senza limitazioni a riguardo, comprese le potenzialità edificatorie già attribuite con la normativa del PGT nelle zone DP, da realizzarsi attraverso permesso di costruire o titolo equipollente. E viceversa stabilito l obbligo di trasferimento, o comunque il rispetto del limite di 60 metri dall autostrada, nei casi di cambio di destinazione d uso, per il quale dovrà essere fatto ricorso alla predisposizione di Piano attuativo, con gli indici e le modalità stabilite dal presente Documento di Piano. 11. Per l area PAI9, in quanto PA già approvato e non ancora realizzato, qualora venisse confermata la volontà di realizzare le volumetrie previste all interno dell area originaria, dovrà comunque essere rispettata la prescrizione di inedificabilità della fascia di 30 metri dal ciglio dell autostrada, come previsto dal codice della strada. 12. L applicazione delle perequazione di cui ai precedenti commi ha valore prescrittivo da valutare in sede di negoziazione come previsto al successivo ART L Amministrazione Comunale può valutare di utilizzare il 50% delle aree a standard previste nei Piani Attuativi già conformati superiori a mq, per la collocazione di volumetrie generatesi con il processo di riqualificazione del centro storico. 14. In alternativa può inoltre richiedere la cessione di una quota pari a circa 180 mq di SLP, per alloggi da destinare all edilizia sovvenzionata, a scomputo della quota di aree a standard prevista. 15. Sono escluse da tale opportunità le zone a destinazione esclusivamente commerciale e gli ambiti minimi da destinare a parcheggio nelle aree industriali, artigianali o miste. Norme del Documento di Piano - 8 -
9 16. Per consentire la procedura sopra indicata non saranno consentite monetizzazioni all interno delle aree di trasformazione di ogni tipo, siano esse di nuova previsione o previste all interno del previgente PRG. ART. 8. CRITERI E PROCEDURE DI NEGOZIAZIONE 1. Dati i limiti che, in forza di quanto disposto dall art. 8 comma 2, lett.e) e comma 3 della L.r. n. 12 dell 11 marzo 2005, sono da riconoscere alle previsioni del presente documento di Piano relative alle aree di trasformazione e data l esigenza di approfondimenti preordinati alla definizione delle scelte di massima relative agli ambiti stessi (necessaria perché si configuri la loro conformazione edificatoria), si prevede che, di norma, prima della redazione del progetto di un piano attuativo di iniziativa privata relativo ad una delle aree di trasformazione, venga avviata una procedura di negoziazione in applicazione delle disposizioni di cui ai commi successivi. 2. Le negoziazioni di cui al precedente comma dovranno trovare svolgimento e giungere, ove possibile, a conclusione, in applicazione dei criteri di cui al successivo comma, in parte prescrittivi, in parte orientativi. 3. Il confronto pubblico-privato dovrà valere, infatti, al fine di verificare le concrete potenzialità di raggiungimento degli indici edificatori massimi indicati nelle schede delle aree di trasformazione, sulla base dei seguenti criteri: a) Migliorare l integrazione col contesto urbano e ridurre l impatto indotto sull ambiente e sul paesaggio dai nuovi interventi e dai relativi nuovi carichi insediativi dando attuazione alle linee di indirizzo e prescrizioni indicate nelle schede delle aree di trasformazione e nelle presenti norme. b) Partecipare al miglioramento della qualità urbana, con particolare riferimento alla realizzazione di una fascia verde inedificata per la mitigazione dell impatto dell autostrada sul contesto urbano, attraverso l applicazione della perequazione come disciplinata al precedente ART. 7. c) Dimostrare gli effetti positivi che i Piani attuativi relativi alle schede delle aree di trasformazione sono in grado di apportare al contesto, attraverso la partecipazione alla realizzazione della città pubblica e alla buona qualità degli edifici dal punto di vista delle prestazioni energetiche e della progettazione in generale. d) Concordare, per le aree di trasformazione interessate, possibilità e modi di rilancio delle attività produttive, anche attraverso la ricollocazione delle attività produttive esistenti e/o dismesse. e) Valutare l effetto cumulativo della progressiva attuazione delle previsioni, considerando l effettiva destinazione delle funzioni da insediare all interno delle aree di trasformazione, con particolare riferimento a: - Livello di attrattività delle funzioni da insediare e relativa stima delle presenze giornaliere in grado di generare; - Impatto indotto sul contesto urbano in termini ambientali, dei servizi e della mobilità; - Livello di funzionalità della rete stradale e dei trasporti, in grado di assorbire la movimentazione generata; - Interventi di attenuazione degli effetti generati che il proponente è in grado di proporre; - Contenuto di innovazione della funzione stessa e/o delle condizioni di attuazione e di realizzazione (buone pratiche, certificazioni di qualità, condizioni di sicurezza e di lavoro altre condizioni). Norme del Documento di Piano - 9 -
10 f) Tenuto conto delle condizioni del contesto e con riferimento alle priorità dell Amministrazione e all area oggetto di trasformazione, l Amministrazione potrà concordare una strategia di azione insieme ai soggetti interessati. 4. I proponenti potranno proporre anche una articolazione della proposta di piano suddivisa in due Piani attuativi, ognuno dei quali dovrà recepire le indicazioni edilizie ed urbanistiche contenute nella relativa scheda delle aree di trasformazione di cui all elaborato A27, oltre che ai contenuti delle presenti norme. A loro volta i Piani potranno essere attuati per lotti successivi programmati, nel rispetto delle indicazioni di occupazione del suolo libero adiacente ai margini urbani. 5. A tale fine i soggetti interessati, prima della formale presentazione dei Piani Attuativi, richiederanno all Amministrazione Comunale un incontro preliminare nel corso del quale individuare le questioni prioritarie che dovranno essere oggetto di confronto, accludendo all istanza una o più ipotesi di definizione delle scelte di massima che si propone di assumere. 6. All incontro potranno prendere parte consulenti di fiducia dell Amministrazione e dei soggetti proponenti oltre a rappresentanti di enti pubblici interessati, quali Comuni confinanti etc. In questo ambito verrà definita la tempistica orientativa di consolidamento delle decisioni. 7. Detta proposta diventerà piano d inquadramento vincolante per la successiva pianificazione attuativa, per quanto riguarda la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e degli standard urbanistici. A riguardo dovrà essere comunque garantita la realizzazione di dette opere per lotti funzionali. 8. La negoziazione si concluderà con l individuazione puntuale degli elementi essenziali del progetto da presentare, nel rispetto delle condizioni sopra indicate oltre che nel rispetto dei limiti edificatori massimi indicati per le stesse aree di trasformazione nelle schede ad esse relative. 9. La negoziazione può avere anche esito negativo, in caso di mancato accordo, senza che questo determini rivalsa o richiesta di danni da parte dei proponenti, ovvero può concludersi con l applicazione di indici edificatori minori rispetto a quelli massimi indicati nelle schede. ART. 9. PRESCRIZIONI PER LE AREE DI TRASFORMAZIONE - SCHEDE NORMATIVE 1. Le zone residenziali di trasformazione sono aree destinate ad interventi di completamento del tessuto residenziale esistente e/o di ristrutturazione urbanistica oltre che di espansione, con specifica destinazione d'uso residenziale e funzioni compatibili, le cui regole di intervento sono specificate, oltre che nella presente normativa, nelle schede delle aree di trasformazione di cui all elaborato A Le zone produttive, polifunzionali e commerciali di trasformazione sono aree destinate alla nuova costruzione o a interventi di completamento e ristrutturazione urbanistica, con specifica destinazione d'uso produttiva, polifunzionale e commerciale e funzioni compatibili, le cui regole di intervento sono specificate, oltre che nella presente normativa, nelle schede delle aree di trasformazione di cui all elaborato A Fatto salvo quanto disciplinato nel Piano delle Regole e nel Piano dei servizi, l individuazione di una zona di cui ai comma 1 e 2 nelle tavole del Documento di Piano non comporta la conformazione dei suoli e non costituisce, conseguentemente, alcun presupposto di diritto edificatorio sulla stessa. 4. Entro i limiti specificati nella presente normativa e nel Piano delle Regole, nelle zone residenziali sono consentite le funzioni attinenti la produzione di beni e servizi, sia pubblici che privati, purché le attività svolte o previste non siano tali da costituire fonte di inquinamento Norme del Documento di Piano
11 atmosferico, del suolo o sonoro, e il loro insediamento sia compatibile con l'azzonamento acustico e le condizioni generali della viabilità e del traffico della zona. 5. Nelle aree di trasformazione residenziale di cui al precedente comma 1, da sottoporre a pianificazione attuativa o a permesso di costruire convenzionato, è prevista una dotazione di aree a servizi pari a 26,5 mq per abitante teorico, qui inteso come corrispondente a 150 mc di nuova edificazione. 6. Nelle aree di trasformazione produttiva di cui al precedente comma 2 da sottoporre a pianificazione attuativa, è prevista una dotazione di aree a servizi pari al 20% della SLP da realizzare. 7. Nelle aree di trasformazione commerciale di cui al precedente comma 1, da sottoporre a pianificazione attuativa, è prevista una dotazione di aree a standard pari a 100% della SLP per funzioni direzionali, commerciali di vicinato, ricettive in genere e per le Medie Strutture di Vendita; la quota è elevata al 200% della SLP per le Grandi Strutture di Vendita. 8. Le aree sottoposte all obbligo di cessione del 50% dell area alla pubblica amministrazione per la messa in atto del meccanismo della perequazione, possono ottemperare alla dotazione di standard utilizzando le aree lungo l autostrada le cui volumetrie siano state trasferite, fatte salve le previsioni obbligatorie in materia di parcheggi. 9. Gli interventi nelle aree di trasformazione devono essere sottoposti: a. a verifica con riferimento alla preesistenza di vincoli ai sensi del D.lgs 42/2004 art. 136 e 142 che interessano in tutto o in parte le aree interessate, e che determinano i relativi adempimenti procedurali (autorizzazione paesaggistica e vincolo di inedificabilità), b. all identificazione del reticolo idrico minore ai sensi della d.g.r. del 25 gennaio 2002 n. 7/7868 e successive modifiche ed integrazioni c. a quanto prescritto dallo studio geologico redatto ai sensi dell art. 57 della legge regionale 12/2005, parte integrante del presente Piano. Le trasformazioni previste, nonché ogni altro intervento previsto all interno di tutti i Documenti costituenti il PGT, hanno infatti come elemento sovraordinato, le prescrizioni e gli indirizzi della relazione geologica e dovranno ad essa riferirsi per la determinazione della vulnerabilità del territorio e le potenzialità di intervento, con particolare riferimento al capitolo relativo alle Norme geologiche di Piano che riguarda la fattibilità degli interventi. d. alle indicazioni del Piano Paesistico Comunale così come individuate nella Relazione e nella Normativa del Piano delle Regole, da considerare parte integrante del Documento di Piano, oltre che nelle tavole C6 Beni costitutivi del paesaggio e C7 Carta della Sensibilità. Dovranno inoltre tenere conto di quanto contenuto nella tavola A28 Linee di indirizzo paesistico e ambientale. e. alle disposizioni previste dalla vigente normativa in materia forestale (L. R. 31/2008 e s.m.i.) e pertanto soggetto a specifica autorizzazione da parte degli Enti competenti. 10. I nuovi interventi dovranno necessariamente prevedere l allaccio alla fognatura comunale, dove dovranno recapitare le sole acque reflue domestiche, previa verifica con il gestore della stessa dei punti di scarico e della compatibilità idraulica della portata di progetto, e gestire in loco le acque meteoriche nel rispetto delle disposizioni di cui alla DCR 402/2002 e DGR 8/2244 del Programma di tutela ed uso delle acque. 11. Gli interventi di nuova edificazione o di ristrutturazione dovranno pertanto verificare la possibilità di assumere gli accorgimenti tecnici finalizzati al risparmio dell acqua potabile e al contenimento del consumo delle risorse idriche come indicato dal Regolamento regionale 24 marzo n. 2. In particolare, per quanto concerne la gestione delle acque meteoriche Norme del Documento di Piano
12 dovranno effettuare la raccolta delle acque di seconda pioggia funzionale ad un utilizzo successivo a scopo irriguo per il verde condominiale o per il lavaggio delle aree esterne presso i fabbricati. 12. E richiesto il ricorso alle diverse forme di risparmio energetico e l utilizzo di fonti rinnovabili di energia quali i sistemi di riscaldamento a basse emissioni, il solare passivo e gli accumulatori termici; è prevista la realizzazione di edifici di classe A. Nei casi di recupero di strutture esistenti dovrà essere garantito il miglioramento delle performance energetiche dell edificio nelle sue condizioni originarie. 13. Il nuovo Regolamento edilizio disciplinerà a riguardo le modalità e le tecniche considerate più idonee, comprese le altre misure di efficientamento energetico utilizzabili in campo industriale, oltre che le eventuali premialità conseguibili. 14. Gli impianti di illuminazione esterni ai fabbricati pubblici e privati dovranno rispettare quanto contenuto all articolo 9 della L.R. 17/2000 e nei criteri aggiuntivi previsti nella DGR 6162/ I corsi d acqua naturali ricedenti nelle aree di trasformazione dovranno essere tenuti in buono stato, garantendo il mantenimento dell alveo naturale. All interno dei centri abitati le tombinature degli stessi sarà ammessa esclusivamente per ragioni di incolumità ed igiene pubblica così come previsto dal D.Lgs. 152/ I Piani attuativi dovranno garantire una quota di superficie verde filtrante pari ad almeno il 20% per le aree residenziali e il 10% per quelle produttive, così come disposto dal regolamento locale d igiene. 17. La quantificazione delle aree di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo e dei relativi volumi o SLP è da intendersi come indicativa. La definizione esatta delle dimensioni delle aree sarà determinata esclusivamente con rilievo strumentale all interno dei Piani Attuativi. ART. 10. IL PIANO DEI SERVIZI 1. Il Piano dei Servizi assume quale finalità quella di assicurare, a supporto delle funzioni insediate e previste, una dotazione globale di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale superiore ai minimi di legge, ritenendo inoltre che la salvaguardia delle aree agricole, la preservazione dei corridoi ecologici e del sistema del verde di connessione tra territorio rurale e quello edificato oltre che la formazione del PLIS debbano svolgere una importante funzione di servizio per la cittadinanza e che, come tali, debbano essere considerati dal Piano dei Servizi come elementi strutturali del Piano dei Servizi stesso. 2. Esso valuta l insieme delle attrezzature al servizio delle funzioni insediate nel territorio comunale, anche con riferimento a fattori di qualità, fruibilità e accessibilità, individua le modalità di intervento e quantifica i costi per il loro adeguamento. Analogamente il Piano indica, con riferimento agli obiettivi di sviluppo individuati nel Documento di Piano, le modalità di sviluppo e integrazione dei servizi esistenti. 3. Fermo restando il valore prescrittivo degli obiettivi strategici indicati, il Piano dei Servizi ha piena autonomia di previsione, dovendosi attenere in fase attuativa, per quanto riguarda gli aspetti morfologici degli interventi, alle indicazioni normative del Piano delle Regole. ART. 11. PRESCRIZIONI E DIRETTIVE PER IL PIANO DEI SERVIZI 1. Il Piano dei Servizi articola le sue previsioni su due categorie di aree: Norme del Documento di Piano
13 - servizi pubblici; - strutture lineari (strade, corsi d acqua, ecc ); 2. Il Piano dei Servizi: a) Definisce e norma le aree per servizi, in coerenza con quanto contenuto nel Documento di Piano e nel Piano delle Regole e disciplina le modalità di esecuzione/attuazione delle aree per il completamento della dotazione complessiva di servizi; b) Individua le aree a standard previste dal previgente PRG da confermare e quelle di nuova previsione; c) definisce le aree destinate alla realizzazione delle infrastrutture e viabilità; d) indica le funzioni ecologiche svolte dalle aree agricole e dagli ambiti di interesse ambientale precisandone gli elementi di interesse ai fini della fruizione; e) indica, anche recependo specifiche prescrizioni del Regolamento di Attuazione del P.U.G.S.S., di cui all ART. 5, comma 6, le finalità e modalità di attuazione degli interventi di sottosuolo in relazione agli obblighi e competenze degli interventi pubblici e privati in attuazione del PGT. 3. Il Piano verifica la rispondenza alle esigenze degli utenti dei servizi già realizzati, disponendo eventuali provvedimenti migliorativi degli aspetti rilevati come non adeguatamente rispondenti ad una loro completa funzionalità. 4. Il Piano dei Servizi, nel provvedere alla localizzazione di eventuali nuovi servizi di progetto, dovrà procedere con il criterio del minor consumo possibile di nuovi suoli. In particolare eviterà di prevedere interventi su aree agricole che svolgono già una loro funzione ecologica con effetti positivi sulla qualità ambientale e conseguentemente sulla vita dei cittadini. ART. 12. IL PIANO DELLE REGOLE 1. Il Piano delle Regole: a) definisce, sull intero territorio comunale, gli ambiti del tessuto urbano consolidato, in quanto insieme delle parti di territorio su cui è già avvenuta l edificazione o la trasformazione dei suoli, comprendendo in essi le aree libere intercluse o di completamento e ne disciplina le modalità di attuazione; b) disciplina gli interventi all interno dei Piani attuativi già conformati e confermati nel Documento di Piano; c) indica gli immobili assoggettati a tutela in base alla normativa statale e regionale; d) individua le aree e gli edifici a rischio di compromissione o degrado e a rischio di incidente rilevante; e) contiene, in ordine alla componente geologica, idrogeologica e sismica: 1. il recepimento e la verifica di coerenza con gli indirizzi e le prescrizioni del PTCP e del piano di bacino; 2. l individuazione delle aree a pericolosità e vulnerabilità geologica, idrogeologica e sismica, nonché le norme e le prescrizioni a cui le medesime aree sono assoggettate in ordine alle attività di trasformazione territoriale e gli interventi di trasformazione urbana. f) individua: 1. le aree destinate all agricoltura; 2. le aree di valore paesaggistico-ambientale ed ecologiche; Norme del Documento di Piano
14 3. le aree non soggette a trasformazione urbanistica. ART. 13. PRESCRIZIONI E DIRETTIVE PER IL PIANO DELLE REGOLE 1. Il Piano delle Regole detta la disciplina relativa alle aree di intervento nel tessuto urbano consolidato e ai Piani attuativi in corso. 2. In particolare il Piano delle Regole individua le prescrizioni, le norme e i parametri edilizi relativi alle aree di cui al precedente comma 1 così identificate: Piani attuativi in corso; Aree di completamento del tessuto edificato esistente da attuarsi tramite intervento diretto o con permesso di costruire convenzionato con indici e parametri edilizi omogenei al contesto urbano entro il quale sono inserite; Aree dei Piani attuativi già conformati con o senza modifiche normative 3. Il Piano delle Regole detta inoltre indirizzi e norme di tutela per le aree appartenenti al sistema agricolo e ambientale anche attraverso il Piano Paesistico Comunale, recependo le indicazioni contenute negli strumenti di pianificazione sovraordinati (PTR, PTPR, PTCP della Provincia di Varese, PTC del Parco del Ticino). 4. Per la definizione dei caratteri architettonici degli interventi (con particolare attenzione alle zone di valore storico ambientale), di funzionalità edilizia, di qualità e salubrità dei materiali edili, di compatibilità ambientale e paesistica, di promozione di energie alternative, il Piano delle Regole si avvale del Regolamento Edilizio che detta norme e indirizzi per procedure e modalità di presentazione delle richieste di intervento. 5. Il Piano delle Regole si avvale inoltre di apposita deliberazione (di norma assunta nel contesto del Bilancio Comunale) tramite la quale determina oneri e contributi, valore delle aree, al fine della determinazione delle indennità di esproprio, delle indennità conseguenti alla decadenza dei vincoli ed al fine della monetizzazione di standard, incentivi inerenti la qualità degli interventi. 6. Il Piano delle Regole definisce le attività rientranti nelle destinazioni d uso commerciali ed in quelle ad esse equiparate (somministrazione di alimenti e bevande e attività paracommerciali), ne individua eventuali categorie o sottocategorie omogenee, recependo le prescrizioni di legge nazionali e regionali sul commercio, ed individua le categorie ammesse o escluse nelle varie zone, salvo indicazioni di maggior dettaglio. ART. 14. OSSERVATORIO PER IL MONITORAGGIO DELL ATTUAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO 1. È costituito l osservatorio per il monitoraggio dell attuazione del, nell ambito della procedura permanente di Valutazione Ambientale Strategica, avente le seguenti finalità: - verificare periodicamente l attuazione del Piano e valutare l incidenza positiva o negativa delle singole realizzazioni sul quadro del sistema ambientale esistente ed il grado di realizzazione di quello previsto dal Piano. - indirizzare l attuazione del Piano sulla base delle priorità derivanti dalla realizzazione del piano triennale delle opere pubbliche. - utilizzare le dotazioni volumetriche del Documento di Piano in funzione degli interessi generali della città. Norme del Documento di Piano
luglio 2013 SOMMARIO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI, ATTUAZIONE E GESTIONE DEL PGT... 5 Art. 1. Oggetto e obiettivi del PGT... 5 Art. 2. Contenuto del Documento di Piano... 6 Art. 3. Criteri e procedure
TITOLO I. PRINCIPI E CARATTERISTICHE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
INDICE TITOLO I. PRINCIPI E CARATTERISTICHE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO Capo 1. Principi e norme generali pag. 1 Art. 1. Principi e finalità del Piano di Governo del Territorio pag. 1 Art. 2. Ambiti

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
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 ART. 12
 ART. 13
 ART. 14
 ART. 1
 art. 4
 ART. 2
 art. 8
 art. 4
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 art. 57
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 7
 art. 11
 ART. 8
 art. 8
 ART. 7
 ART. 9
 art. 136
 art. 57
 articolo 9
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 5
 ART. 12
 ART. 13
 ART. 14
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 Art. 3
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