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Timestamp: 2018-12-10 08:50:22+00:00

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Prodotti pericolosi, quali garanzie post vendita? | ProntoProfessionista.it
GARANZIE POST VENDITA CON PARTICOLARE RIGUARDO AI PRODOTTI POTENZIALMENTE PERICOLOSI
Nella nostra esperienza professionale abbiamo riscontrato una scarsa attenzione da parte delle aziende produttrici e/o distributrici di prodotti (soprattutto macchine) in ordine a quelle che sono le loro responsabilità giuridiche e su quanto sia necessario approntare, a livello ad es. anche di modulistica e di procedura operativa, per rispettare la normativa in materia e per garantire tanto il consumatore, quanto l’azienda stessa, che, se avrà operato correttamente, potrà più facilmente andare esente da responsabilità.
Questa trattazione, che non ha pretesa alcuna di esaustività, vuol essere solamente un supporto, peraltro realizzato in modo molto schematico, da cui prendere spunto per successivi approfondimenti.
Ai nostri fini la normativa di riferimento, oltre al codice civile, è il Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2006, n. 206), che è andato a sostituire ed integrare la direttiva comunitaria 25.7.85 n. 374 in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi (attuata in Italia con il D.P.R. 24.5.88 n. 224) e la direttiva comunitaria 2001/95/CE sulla sicurezza dei prodotti (che a sua volta sostituiva la precedente direttiva 95/59/CEE sulla sicurezza generale di prodotti).
Nello specifico, le parti del predetto Codice che andremo a trattare sono quella relativa alla "Sicurezza dei prodotti" (artt. da 102 a 113), "Responsabilità per danno da prodotti difettosi" (artt. 115 127) e quella sulle "Garanzie legali di conformità e garanzie per i beni di consumo" (artt. da 128 a 135).
Altra normativa che va considerata è la c.d. Direttiva macchine 2006/42/CE (sostitutiva della precedente direttiva 98/37/CE), entrata in vigore in Italia con D.lgs. n. 17/10.
Va preliminarmente specificato che il Codice del Consumo si applica solo quando da un lato vi è il "consumatore o utente", ossia la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale e dell’altro il "professionista", ovvero la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale.
Quindi, al di fuori di questo ambito, ad esempio quando si tratti di rapporti tra due operatori professionali, non si applicherà il codice del consumo, ma si applicheranno le norme del codice civile, che in ogni caso, rimangono sempre alternative ed integrative rispetto alla tutela prevista dal Codice del consumo, potendo il consumatore decidere di agire anche sulla base dei rimedi approntati dal codice civile in tema di responsabilità, risarcimento danni, vizi, ecc.
Al fine di addivenire ad una illustrazione più chiara vale la pena riprendere alcune precise definizioni contenute nel predetto Codice del consumo:
- produttore: è il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto; il rappresentante del fabbricante se quest’ultimo non è stabilito nella Comunità o, qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunità, l’importatore del prodotto; gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza del prodotto.
Tali soggetti sono stati individuati ad esempio nei rivenditori professionali ai quali il produttore delega espressamente un controllo o una messa a punto del prodotto prima della sua consegna oppure la sua messa in opera o ai prestatori d’opera che prima dell’applicazione del prodotto (cosmetici e simili) sono tenuti ad eseguire un test per scoprire eventuali allergie ed effetti collaterali.
- distributore: qualsiasi operatore professionale della catena di commercializzazione, la cui attività non incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti.
- prodotto sicuro: qualsiasi prodotto, che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, compresa la durata e, se del caso, la messa in servizio, l'installazione e la manutenzione, non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi, compatibili con l'impiego del prodotto e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone in funzione, in particolare, dei seguenti elementi:
- prodotto pericoloso: qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro
- prodotto difettoso: quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui:
Il difetto, quindi, è strettamente connesso al concetto di sicurezza. Così come concepito dalla normativa, il difetto implica un’insidia, un pericolo per il soggetto che ne fa uso e per i terzi che si trovano a contatto con esso. In tale prospettiva il difetto non coincide con la nozione di vizio, che si identifica in una imperfezione del bene e che può anche non comportare un’insicurezza del prodotto.
RESPONSABILITA’ QUALE PRODUTTORE - NORME
La norma fondamentale è l’art. 104 del Codice del consumo (Obblighi del produttore e del distributore) che così recita:
"1. Il produttore immette sul mercato solo prodotti sicuri.
9. Nei limiti delle rispettive attività, produttori e distributori collaborano con le Autorità competenti, ove richiesto dalle medesime, in ordine alle azioni intraprese per evitare i rischi presentati dai prodotti che essi forniscono o hanno fornito".
Altre disposizioni rilevanti ai nostri fini sono le disposizioni del Codice del Consumo di cui appresso;
Art. 96 (Prova):
2. Il produttore deve provare i fatti che possono escludere la responsabilità secondo le disposizioni dell'articolo".
Art. 121 (Pluralità di responsabili):
"1. Se più persone sono responsabili del medesimo danno, tutte sono obbligate in solido al risarcimento.
2. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro gli altri nella misura determinata dalle dimensioni del rischio riferibile a ciascuno, dalla gravità delle eventuali colpe e dalla entità delle conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio la ripartizione avviene in parti uguali".
Art. 122 (Colpa del danneggiato):
"1. Nelle ipotesi di concorso del fatto colposo del danneggiato il risarcimento si valuta secondo le disposizioni dell'articolo 1227 del codice civile.
3. Nell’ipotesi di danno a cosa, la colpa del detentore di questa è parificata alla colpa del danneggiato".
Art. 123 (Danno risarcibile):
"1. E' risarcibile in base alle disposizioni del presente titolo:
2. Il danno a cose è risarcibile solo nella misura che ecceda la somma di euro trecentottantasette".
Art. 124 (clausole di esonero da responsabilità):
E’ nullo qualsiasi patto che escluda o limiti preventivamente, nei confronti del danneggiato, la responsabilità prevista dal presente titolo"
Art. 127 (Responsabilità secondo altre disposizioni di legge):
1. Le disposizioni del presente titolo non escludono né limitano i diritti attribuiti al danneggiato da altre leggi......"
Oltre alle disposizioni contenute nel Codice del Consumo, c’è da tenere presente anche la Direttiva Macchine 2006/42/CE, in particolare sono attinenti le seguenti norme dell’allegato I:
Art. 1.1.2 (Principi di integrazione della sicurezza) lettera b), che prevede, fra le altre cose, di "informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all’incompleta efficacia delle misure di protezione adottate, indicare se è richiesta una formazione particolare e segnalare se è necessario prevedere un dispositivo di protezione individuale".
Art. 1.7.4 (Istruzioni):
"Ogni macchina deve essere accompagnata da istruzioni per l'uso nella o nelle lingue comunitarie ufficiali dello Stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa in servizio.
Le istruzioni che accompagnano la macchina devono essere "Istruzioni originali" o una
"Traduzione delle istruzioni originali"; in tal caso alla traduzione deve essere allegata una copia delle istruzioni originali.
Le istruzioni devono essere elaborate secondo i principi elencati qui di seguito".
Art. 1.7.4.1. (Principi generali di redazione):
"a) Le istruzioni devono essere redatte in una o più lingue ufficiali della Comunità. Il fabbricante o il suo mandatario si assume la responsabilità di tali istruzioni apponendovi la dicitura "Istruzioni originali".
d) In caso di macchine destinate all'utilizzazione da parte di operatori non professionali, la redazione e la presentazione delle istruzioni per l'uso devono tenere conto del livello di formazione generale e della perspicacia che ci si può ragionevolmente aspettare da questi operatori".
Art. 1.7.4.2. (Contenuto delle istruzioni):
"Ciascun manuale di istruzioni deve contenere, se del caso, almeno le informazioni seguenti:
u) - omissis -
v) se la macchina può emettere radiazioni non ionizzanti che potrebbero nuocere alle persone, in particolare se portatrici di dispositivi medici impiantabili attivi o non attivi, le informazioni riguardanti le radiazioni emesse per l'operatore e le persone esposte".
Art. 1.7.4.3. (Pubblicazioni illustrative o promozionali):
"Le pubblicazioni illustrative o promozionali che descrivono la macchina non possono essere in contraddizione con le istruzioni per quanto concerne gli aspetti relativi alla salute e alla sicurezza. Le pubblicazioni illustrative o promozionali che descrivono le caratteristiche delle prestazioni della macchina devono contenere le stesse informazioni delle istruzioni per quanto concerne le emissioni".
RESPONSABILITA’ QUALE VENDITORE - NORME
Un apposito titolo del Codice del Consumo è dedicato alla "Garanzia legale di conformità e garanzie commerciali per i beni di consumo".
Di seguito si riportano le disposizioni di maggior interesse.
Art. 129 (Conformità al contratto)
2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze: a) sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo; b) sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello; c) presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull'etichettatura; d) sono altresì idonei all'uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi 99 portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.
Art. 130 (Diritti del consumatore)
5. Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della 100 natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.
9. Dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti: a) qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma 5, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto (177); b) qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.
Art. 131 (Diritto di regresso)
Art. 132 (Termini)
Art. 133 (Garanzia convenzionale)
2. La garanzia deve, a cura di chi la offre, almeno indicare: a) la specificazione che il consumatore è titolare dei diritti previsti dal presente paragrafo e che la garanzia medesima lascia impregiudicati tali diritti; b) in modo chiaro e comprensibile l'oggetto della garanzia e gli elementi essenziali necessari per farla valere, compresi la durata e l'estensione territoriale della garanzia, nonché il nome o la ditta e il domicilio o la sede di chi la offre.
Art. 135 (Tutela in base ad altre disposizioni)
2. Per quanto non previsto dal presente titolo, si applicano le disposizioni del codice civile in tema di vendita.
Focalizzando la nostra attenzione proprio sull’aspetto delle istruzioni e di quant’altro necessario acchè l’utente possa utilizzare il bene in sicurezza, si può senza ombra di dubbio affermare che la normativa nel suo complesso attribuisce grande rilevanza, anche alla questione delle informazioni, delle istruzioni e, per estensione, della formazione.
In effetti, l’informazione (intesa in senso molto lato) del produttore agli utenti sulle modalità di uso del prodotto è certamente da annoverare tra i mezzi mediante i quali rendere sicuro l’uso del prodotto medesimo.
Proprio dalla disamina di cui sopra, appare evidente che l’azienda produttrice ha l’onere, non solo di stilare il libretto delle istruzioni secondo tutte le specifiche previste dalla legge, ma ha altresì l’obbligo di fare qualcosa in più per andare esente da responsabilità (ad esempio facendosi carico della anche della "formazione" degli operatori professionali che andranno a vendere il prodotto, qualora per l’utilizzo dello stesso sia necessario un apposito addestramento).
Ancona, 2 settembre 2017.
di Paola Mazzocchi e Alessio Stacchiotti

References: Art. 96

Art. 121

Art. 122

Art. 123

Art. 124

Art. 127

Art. 1

Art. 1

Art. 1

Art. 1

Art. 1

Art. 129

Art. 130

Art. 131

Art. 132

Art. 133

Art. 135