Source: http://www.regione.molise.it/web/crm/lr.nsf/0/D27A5B8179C9506DC12576A2002D547E?OpenDocument
Timestamp: 2020-02-27 08:37:03+00:00

Document:
Titolo Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica.
Oggetto Edilizia - Misure straordinarie per il sostegno del settore - Destinatari - Procedure
Bollettino BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE N. 30 del 16 dicembre 2009
Abrogazioni Abrogato art. 14 dalla legge n. 7/2015 art. 15
Abrogato art. 14-ter dalla legge n. 13/2015 art. 1
Modifiche Modificato art. 2 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 3 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 11 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 14 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 16 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 2 dalla legge n. 6/2010 art. 1
Modificato art. 8 dalla legge n. 6/2010 art. 1
Modificato art. 11 dalla legge n. 6/2010 art. 1
Modificato art. 16, comma 1-bis dalla legge n. 6/2010 art. 1
Modificato art. 1 dalla legge n. 21/2011 art. 1
Modificato art. 2 dalla legge n. 21/2011 art. 2
Modificato art. 3 dalla legge n. 21/2011 art. 3
Modificato art. 4 dalla legge n. 21/2011 art. 4
Modificato art. 6 dalla legge n. 21/2011 art. 5
Modificato art. 11 dalla legge n. 21/2011 art. 6
Modificato art. 13 dalla legge n. 21/2011 art. 7
Modificato art. 14 dalla legge n. 21/2011 art. 8
Modificato art. 16 dalla legge n. 21/2011 art. 9
Modificato art. aggiunto 7-bis dalla legge n. 2/2012 art. 61
Modificato art. 9 dalla legge n. 2/2012 art. 61
Modificato art. 14 dalla legge n. 2/2012 art. 61
Modificato art. 3 dalla legge n. 4/2013 art. 26
Modificato art. 4 dalla legge n. 4/2013 art. 27
Modificato art. 4 dalla legge n. 4/2013 art. 28
Modificato art. 1 dalla legge n. 7/2015 art. 1
Modificato art. 2 dalla legge n. 7/2015 art. 2
Modificato art. aggiunto 2-bis dalla legge n. 7/2015 art. 3
Modificato art. 3 dalla legge n. 7/2015 art. 4
Modificato art. aggiunto 3-bis dalla legge n. 7/2015 art. 5
Modificato art. aggiunto 3-ter dalla legge n. 7/2015 art. 6
Modificato art. 4 dalla legge n. 7/2015 art. 7
Modificato art. 6 dalla legge n. 7/2015 art. 8
Modificato art. 7 dalla legge n. 7/2015 art. 9
Modificato art. sostituito 7-bis dalla legge n. 7/2015 art. 10
Modificato art. 8 dalla legge n. 7/2015 art. 11
Modificato art. sostituito art. 9 dalla legge n. 7/2015 art. 12
Modificato art. 11 dalla legge n. 7/2015 art. 13
Modificato art. 13 dalla legge n. 7/2015 art. 14
Modificato art. aggiunto 14-bis dalla legge n. 7/2015 art. 16
Modificato art. aggiunto 14-ter dalla legge n. 7/2015 art. 17
Modificato art. 2 dalla legge n. 13/2015 art. 1
Modificato art. 3 dalla legge n. 13/2015 art. 1
Modificato art. 6 dalla legge n. 13/2015 art. 1
Modificato art. 11 dalla legge n. 24/2017 art. 3
Modificato art. 2 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 2-bis dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 3 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 3-ter dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 6 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 8 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 7 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 4 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 9 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 11 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 13 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 15 dalla legge n. 1/2018 art. 7
Modificato art. 4 dalla legge n. 1/2018 art. 8
Modificato art. 6 dalla legge n. 1/2018 art. 22
(Interventi edilizi su singole unità immobiliari)
1. Al fine di migliorare la condizione abitativa, la sicurezza sismica dei fabbricati e la prestazione energetica e comunque per le finalità di cui all'articolo 1, in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali, è consentito l'ampliamento degli edifici esistenti e di quelli in costruzione che abbiano completato le strutture portanti come certificato dal direttore dei lavori, nei limiti del 20 per cento del volume, se destinati ad uso residenziale, e del 20 per cento della superficie coperta, se adibiti ad uso diverso. Le volumetrie e le superfici di riferimento sono calcolate, rispettivamente, sulle distinte tipologie edificate o con struttura completata esistenti al 29 giugno 2009.
5. L'ampliamento di cui ai commi 1 e 2 può essere realizzato in sopraelevazione, in contiguità o nell'ambito dell'area di pertinenza del fabbricato esistente. Gli ampliamenti in sopraelevazione degli edifici esistenti non configurano la fattispecie di nuova costruzione, al fine del calcolo delle distanze tra edifici ovvero dell'osservanza delle fasce di rispetto.
9. Gli interventi di cui al presente articolo possono essere accompagnati anche dal mutamento della destinazione d'uso, totale o parziale, delle unità immobiliari interessate, a condizione che esso garantisca il rispetto degli standard urbanistici di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale n. 1444/1968 ed i parametri minimi imposti dalla legge.
10. Anche in zona agricola, in alternativa all'ampliamento degli edifici esistenti e di quelli in costruzione che abbiano completato la struttura, è consentito mutare la destinazione d'uso dei locali non destinati alla civile abitazione in destinazione d'uso residenziale, a condizione che detti locali abbiano caratteristiche tali da risultare idonei alla civile abitazione secondo quanto previsto dai regolamenti edilizi vigenti. Detta variazione di destinazione d'uso deve realizzarsi senza alcun aumento di volume edificato, a salvaguardia degli aspetti paesaggistici ed ambientali del territorio, ed a condizione che vengano eseguiti sull'edificio esistente - anche limitatamente ai locali interessati dalla variazione della destinazione d'uso - interventi atti a garantire la salubrità e la vivibilità dei locali ed a migliorare la prestazione energetica dell'edificio riducendo le dispersioni termiche in maniera sufficiente per passare dalla classe energetica obbligatoria a quella superiore ed a ridurre il consumo idrico.
(Interventi per favorire il rinnovamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente)
1. Per l'efficace perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, la Regione promuove la sostituzione e il rinnovamento del patrimonio edilizio mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti, anche come sola struttura portante o in corso di demolizione e ristrutturazione, alla data del 29 giugno 2009.
8. Gli Istituti autonomi case popolari possono avvalersi delle norme del presente articolo per interventi edilizi da realizzarsi su edifici anche parzialmente di propria competenza, costruiti con normative tecniche antecedenti alla classificazione sisma dei Comuni avvenuta nel 1981, usufruendo della percentuale di cui al comma 5. Agli Istituti autonomi case popolari e agli altri soggetti interessati possono essere concessi, sulle aree già destinate dagli strumenti urbanistici vigenti ad edilizia economica e popolare, sovvenzionata o convenzionata, aumenti ai limiti di copertura,di altezza, di densità edilizia, quest'ultimo fino ad un massimo del 35 per cento dell'indice fissato, in variante al piano regolatore generale ed ai piani di fabbricazione previa deliberazione di consiglio comunale. Con la stessa deliberazione vengono fissati, in conformità alle normative vigenti, i rapporti massimi degli spazi pubblici, riservati alle attività collettive, a verde pubblico ed a parcheggio.
(Interventi a favore del turismo e delle attività sportive)
(Interventi diretti a favorire la rimozione dell'amianto)
(Interventi straordinari per la realizzazione di edilizia sociale e ricettivo-complementare)
2. I programmi costruttivi di cui al comma 1 sono localizzati, oltre che nelle zone e sottozone C ed F (destinate a servizi), anche nelle zone agricole, ricomprese nei singoli territori comunali e vicine alle zone residenziali esistenti, mediante piani planovolumetrici, corredati da precise disposizioni volumetriche, tipologiche, formali, costruttive, comprensivi della verifica dei parametri urbanistici di cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, e con il limite volumetrico di 2 mc./mq. per le zone e sottozone C, e di 1,50 mc./mq. per le zone agricole, presentati da imprese, consorzi o privati riuniti in cooperativa, che saranno valutati ed approvati con la procedura del programma integrato di intervento, previa convocazione di conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni, alla quale partecipano tutti gli enti ed organi interessati previsti dalle normative in materia e dalle procedure di cui alla legge regionale 11 giugno 1999, n. 17.
4. Al fine di promuovere e rilanciare l'edilizia ricettivo-complementare e l'edilizia turistico-residenziale, in via straordinaria, gli indici di cubatura già previsti dagli strumenti urbanistici vigenti nei singoli territori comunali possono essere aumentati dalle amministrazioni comunali fino ad un massimo dello 0,6 mc./mq., anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, per quanto riguarda il rapporto di copertura, così come disposto dall'articolo 2, comma 8.
5. Le unità immobiliari all'interno di strutture turistico-ricettive possono essere oggetto di frazionamento o di concessione del diritto di superficie o di qualsiasi altra forma di cessione a singoli ed associati, senza determinare mutamento della destinazione d'uso, a condizione che le parti comuni, le strutture mobili, le strutture commerciali e le strutture destinate a servizi restino nella gestione unitaria.
(Interventi per favorire l'installazione di impianti solari e/o fotovoltaici)
(Titolo edilizio e relativo procedimento)
2. La denuncia di inizio attività deve essere presentata allo sportello unico o al competente ufficio del Comune, corredata dalla seguente documentazione:
3. Entro il termine di trenta giorni deve essere rilasciata o negata, ove previsto, l'autorizzazione ambientale subdelegata ai Comuni ai sensi della legge regionale n. 16/1994. Decorso tale termine si applica il principio del silenzio assenso.
4. Per l'applicazione della presente legge, al fine di non vanificare gli obiettivi che la stessa intende raggiungere, quando necessario, la commissione sismica regionale rilascia il relativo parere nel termine massimo improrogabile di 60 giorni. Decorso inutilmente tale termine si applica il principio del silenzio assenso.
6. Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sussiste l'obbligo di reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nella misura prevista dalla normativa vigente, per la parte ampliata e per le modifiche di destinazione d'uso. Nell'ipotesi di cui all'articolo 2, qualora sia dimostrata l'impossibilità per mancanza di spazi idonei di assolvere tale obbligo, gli interventi sono consentiti previo versamento al Comune di una somma calcolata secondo il costo di costruzione per edilizia residenziale pubblica agevolata, recepito dalla Regione, per metro quadrato di spazio dei parcheggi da reperire. Tale somma deve essere destinata alla realizzazione di parcheggi da parte del Comune.
7. Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3, ove dovuto, vi è l'obbligo di provvedere al reperimento delle aree da destinare a standard nella misura minima disposta dal decreto ministeriale n. 1444/1968, per la sola parte ampliata. Qualora sia dimostrata l'impossibilità per mancanza di spazi idonei di assolvere tale obbligo, gli interventi sono consentiti previo versamento al Comune di una somma calcolata in base ai costi correnti di esproprio all'interno dell'area interessata dall'intervento. La relativa somma deve essere destinata alla realizzazione, da parte del Comune, delle infrastrutture di cui al decreto ministeriale n. 1444/1968.
2. Le disposizioni di cui alla presente legge, fatto salvo quanto previsto ai successivi commi, si applicano anche agli edifici soggetti a specifiche forme di tutela, a condizione che gli interventi siano espressamente autorizzati dall'autorità competente alla relativa tutela, in conformità della normativa statale, regionale o degli strumenti urbanistici e territoriali, salvo il caso di inadempienza di cui all'articolo 8, comma 3, per il quale l'interessato può richiedere direttamente l'autorizzazione ambientale alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise. In questo caso l'autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza sostituisce anche quella subdelegata ai Comuni ai sensi della legge regionale n. 16/1994.
3. I Comuni, con motivata deliberazione del consiglio comunale da assumere entro il termine perentorio di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, possono escludere l'applicabilità delle norme di cui agli articoli 2, 3 e 6 in relazione a singole zone urbanistiche del proprio territorio sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale. Con la stessa deliberazione i consigli comunali possono individuare ambiti di aree degradate da riqualificare e da assoggettare a piani esecutivi nei quali gli interventi possono essere favoriti con le premialità fissate nell'articolo 3 purché vengano reperite, individuate per intero e gratuitamente cedute al Comune le aree per standard così come imposte dal decreto ministeriale n. 1444/1968, oltre alla previsione della corretta viabilità principale. Negli stessi ambiti, il Comune, compatibilmente con i propri programmi costruttivi e su richiesta dei proprietari, può disporre di riservare una percentuale del 20 per cento della nuova volumetria ad edilizia convenzionata con le conseguenti ulteriori agevolazioni previste dalla legislazione vigente in materia. In tali ambiti gli ampliamenti consentiti dalla presente legge possono essere realizzati con corpi edilizi separati purché conformi ai parametri dettati dallo strumento urbanistico.
7. È fatto salvo quanto stabilito dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per gli immobili aventi valore culturale o paesaggistico.
(Interventi per favorire l'edilizia scolastica e l'edilizia delle strutture sanitarie pubbliche)
2. La Regione, d'intesa con gli enti interessati, può promuovere sui cespiti e sulle aree destinate dallo strumento urbanistico a scuola un programma di interventi di cui agli articoli 2 e 3. Detti interventi possono essere attuati anche con il ricorso agli istituti di cui agli articoli 53, comma 6, e 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche ed integrazioni, della disciplina degli accordi di programma di cui alla legge regionale n. 17/1999 o di altri istituti negoziali previsti dalla normativa vigente.
3. Gli interventi di cui all'articolo 3, che interessano cespiti immobiliari che complessivamente eccedano i 20.000 metri cubi, sono autorizzati ad una ulteriore premialità in cubatura fino al 20 per cento, a condizione che la stessa sia destinata a finanziare interventi per il conseguimento delle finalità di realizzazione ex-novo o di adeguamento sismico di immobili scolastici o case dello studente, anche attraverso il cofinanziamento tra enti e l'attivazione del percorso degli accordi di programma di cui alla legge regionale n. 17/1999.
4. Gli interventi di cui all'articolo 3 che interessano cespiti immobiliari di proprietà pubblica sono autorizzati ad un ulteriore incremento di cubatura fino al 50 per cento, a condizione che lo stesso sia destinato a realizzare interventi per il conseguimento delle finalità di realizzazione ex-novo o di adeguamento sismico di immobili scolastici o case dello studente, anche attraverso il cofinanziamento tra enti e l'attivazione del percorso degli accordi di programma di cui alla legge regionale n. 17/1999.
(Disciplina del mutamento di destinazione degli immobili)
b) restino assicurate le quantità minime di spazi pubblici riservate alle attività collettive, a verde pubblico, a parcheggi previsti per la nuova destinazione dal decreto ministeriale n. 1444/1968 e dallo strumento urbanistico vigente nel Comune interessato dall'intervento.
(Recupero degli insediamenti abusivi)
1. I Comuni, entro il termine di 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, dovranno obbligatoriamente approvare la disciplina per il recupero urbanistico degli insediamenti edilizi abusivi perimetrati in ottemperanza ai criteri stabiliti dall'articolo 5 della legge regionale 14 maggio 1985, n. 17, approvando le varianti di cui agli articoli 10, 11 e 12 della medesima legge regionale e classificando le aree perimetrate come zone omogenee di tipo B e C di cui al decreto ministeriale n. 1444/1968, in base alle caratteristiche dell'insediamento stesso.
(Completamento delle opere di cui alla legge regionale 4 agosto 1998, n. 14)
(Definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi, degli interventi edilizi, delle destinazioni d'uso degli immobili)
(Modifica dell'art. 2 della legge regionale n. 16/1994)
"i) i pareri di cui all'art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, qualora vi sia aumento di volumetria".

References: art. 14
 art. 15
 art. 14
 art. 1
 art. 2
 art. 20
 art. 3
 art. 20
 art. 11
 art. 20
 art. 14
 art. 20
 art. 16
 art. 20
 art. 2
 art. 1
 art. 8
 art. 1
 art. 11
 art. 1
 art. 16
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 3
 art. 3
 art. 4
 art. 4
 art. 6
 art. 5
 art. 11
 art. 6
 art. 13
 art. 7
 art. 14
 art. 8
 art. 16
 art. 9
 art. 61
 art. 9
 art. 61
 art. 14
 art. 61
 art. 3
 art. 26
 art. 4
 art. 27
 art. 4
 art. 28
 art. 1
 art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 3
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 4
 art. 7
 art. 6
 art. 8
 art. 7
 art. 9
 art. 10
 art. 8
 art. 11
 art. 9
 art. 12
 art. 11
 art. 13
 art. 13
 art. 14
 art. 16
 art. 17
 art. 2
 art. 1
 art. 3
 art. 1
 art. 6
 art. 1
 art. 11
 art. 3
 art. 2
 art. 7
 art. 2
 art. 7
 art. 3
 art. 7
 art. 3
 art. 7
 art. 6
 art. 7
 art. 8
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 4
 art. 7
 art. 9
 art. 7
 art. 11
 art. 7
 art. 13
 art. 7
 art. 15
 art. 7
 art. 4
 art. 8
 art. 6
 art. 22