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Timestamp: 2019-05-27 03:11:31+00:00

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Processo penale e processo tributario | ProntoProfessionista.it
Inammissibile la richiesta di pregiudiziale penale nel processo tributario. L’efficacia della sentenza penale nel processo tributario e l’autonoma valutazione degli elementi probatori.
Ritenute fiscali: l’innalzamento delle soglie di rilevanza penale comporta la parziale abolitio criminis (Cassazione penale, sez. III, sentenza 13/07/2017 n° 34362).
Ne consegue che, "quando tra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensi dell’art. 337 cod. proc. civ." (Cass. , S.U. , 19.06.2012 n° 10027 Cass. civ., sez. III, ord. 29 agosto 2008 n. 21924).
Occorre, al riguardo, accertare se sussiste una delle condizioni che giustificano la sospensione necessaria del processo, al fine di verificare l’applicabilità della disposizione di cui all'art. 295 c.p.c., e cioè la sussistenza di un giudizio pregiudiziale "dalla cui definizione dipende la decisione della causa".
Deve, cioè, trattarsi non solo di un giudizio pregiudiziale in senso logico-giuridico, ma occorre anche un vincolo di "necessarietà", individuabile nella assoluta e imprescindibile rilevanza della causa pregiudiziale nel giudizio da sospendere, nel senso che dalla definizione del giudizio penale deve dipendere la decisione della causa tributaria.
Va, quindi, escluso il rapporto di dipendenza "necessaria" tra causa penale pregiudiziale e giudizio tributario; per tale motivo, si ritiene che non sia ammissibile la sospensione del giudizio, in caso di pendenza di giudizio penale pregiudiziale sugli stessi fatti.
Il quadro normativo, caratterizzato dalla coincidenza tra la lex generalis (codice di rito penale) e la lex specialis ( legge n. 516/1982), trova altresì conferma nel Dlgs n. 546/1992, il cui art. 39 prevede, tra le cause di sospensione del processo tributario, quella della presentazione di una "querela di falso".
Per tale motivo, a parere del giudice a quo, la scelta legislativa dell’esclusione di sospensione del processo tributario in attesa dell’esito del giudizio penale, dovrebbe essere attenuata con la previsione di una sospensione facoltativa del processo tributario per pregiudiziale penale, ove addirittura non si ritenga opportuno "obbligare la Commissione Tributaria, davanti alla quale pende il ricorso [...], a sospendere il processo sino all’esito del giudizio penale, anche al di là dei casi tassativamente previsti dalla legge, nell’ipotesi in cui si verifichino situazioni processuali analoghe a quella di cui al giudizio de quo".
In primo luogo, la Consulta mette in evidenza il fatto che se si vuole censurare la vigente disciplina dei" rapporti tra procedimento penale e processo tributario", occorre fare riferimento all’art. 20 Dlgs n.74/ 2000 che dispone: "il procedimento amministrativo di accertamento e il processo tributario non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente a oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento comunque dipende la relativa definizione".
Nella sentenza n. 9442/2017, come anzidetto, la giurisprudenza di legittimità fa proprio il precedente giurisprudenziale espresso nella sentenza n. 25102/2008, nella quale si afferma che il giudice tributario deve valutare autonomamente la sentenza penale e può fondare il suo convincimento anche sulle prove acquisite nel processo penale "secondo le regole proprie della distribuzione dell’onere della prova nel giudizio tributario", con un prudente apprezzamento "degli elementi probatori acquisiti nel processo penale, i quali possono, quantomeno, costituire fonte legittima di prova presuntiva".
Dall’altra parte, nel processo penale, gli indizi dai quali si desume "l’esistenza di un fatto" devono essere gravi, precisi e concordanti (art. 192 comma c.p.p.).
In ultimo, la trasmigrazione dei mezzi probatori da un plesso giurisdizionale ad un altro è codificata dall’art.59, comma 5, della L. n. 69/2009, il quale riferisce alla translatio actionis applicabile ai processi "in materia civile, amministrativa,contabile, tributaria o di giudici speciali"( ai sensi del comma 1 del predetto articolo).
La nuova fattispecie di reato di cui al Dlgs n. 74 del 2000, articolo 10-bis, come modificata dal Dlgs n. 158 del 2015, articolo 7, comma 1, lettera b, che ha elevato a 150.000,00 euro l'importo delle ritenute certificate non versate, ha determinato l'abolizione parziale del reato commesso in epoca antecedente che aveva ad oggetto somme pari o inferiori a detto importo".
La giurisprudenza delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 25887 del 26/03/2003) ha sostenuto che "perchè non vi sia una totale abolizione del reato previsto dalla disposizione formalmente sostituita (oppure abrogata con la contestuale introduzione di una nuova disposizione collegata alla prima) occorre che la fattispecie prevista dalla legge successiva fosse punibile anche in base alla legge precedente, rientrasse cioè nell'ambito della previsione di questa, il che accade normalmente quando tra le due norme esiste un rapporto di specialità, tanto nel caso in cui sia speciale la norma successiva quanto in quello in cui speciale sia la prima. Però se è la norma successiva ad essere speciale ci si trova in presenza di un'abolizione parziale, perchè l'area della punibilità riferibile alla prima viene ad essere circoscritta, rimanendone espunti tutti quei fatti che pur rientrando nella norma generale venuta meno sono privi degli elementi specializzanti. Si tratta di fatti che per la legge posteriore non costituiscono reato e quindi restano assoggettati alla regola dell'articolo 2 c.p., comma 2, anche se tra la disposizione sostituita e quella sostitutiva può ravvisarsi una parziale continuità. Perciò per questi fatti non opera il limite stabilito dall'ultima parte dell'articolo 2 c.p., comma 3, e quando è stata pronunciata una condanna irrevocabile il giudice dell'esecuzione deve provvedere a revocarla a norma dell'articolo 673 c.p.p.".
Lecce, 27 febbraio 2018&
di Avv. M. Villani-Avv. L. Morciano

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 39
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 10
 articolo 7