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Timestamp: 2020-05-27 09:42:51+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 26322 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26322 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 02/11/2016, dep.20/12/2016), n. 26322
sul ricorso 2408-2015 proposto da:
S.F., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DI PIETRA
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MASSIMO PICCONE CASA
avverso la sentenza n. 683/4/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di GENOVA, emessa il 20/03/2014 e depositata il
1. Parte ricorrente premette che il ricorso “riguarda l’adempimento dell’onere probatorio del contribuente in base al c. d. vecchio redditometro – D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4 e D.M. 10 settembre 1992 – omessa pronuncia su l punto”, ma propone in realtà motivi di tenore affatto diverso: il primo (“nullità della sentenza o del procedimento – violazione dell’art. 112 c.p.c.”) per l’omessa pronuncia della C.T.R. “sulla specifica eccezione” di inutilizzabilità dei documenti prodotti dal contribuente solo in sede contenziosa, in ragione della quale la C.T.P. ne avrebbe accolto solo parzialmente il ricorso; il secondo (“violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 4”) per erroneo disconoscimento della “preclusione della successiva produzione, con conseguente inutilizzabilità dei dati dedotti o dei documenti prodotti nel giudizio”.
2. Il controricorrente contesta radicalmente che l’amministrazione abbia mai sollevato una simile eccezione in secondo grado, aggiungendo che la stessa C.T.P. aveva in realtà ritenuto accettabili le giustificazioni fornite dal contribuente, e quindi “ammissibile la valutazione di quanto prodotto in allegato all’atto introduttivo del giudizio”.
3. L’assunto trova riscontro nella sentenza impugnata, ove l’eccezione di inammissibilità delle produzioni tardive, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 32, viene riferita esclusivamente al giudizio di prime cure. Del resto, è decisivo che di tale eccezione non vi sia traccia nemmeno nelle controdeduzioni dell’Ufficio in appello, trascritte a pag. 5 s. del ricorso.
4. Il ricorso va quindi respinto, con condanna dell’amministrazione ricorrente alla rifusione delle spese processuali, liquidate in dispositivo.
La Corte rigetta il ricorso e condanna l’Agenzia delle entrate a rifondere al controricorrente le spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 2.500,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario del 15%, Iva e C.p. come per legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 32