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Piano d Azione Italiano per l Efficienza Energetica 2011
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1 Piano d Azione Italiano per l Efficienza Energetica 2011 Luglio 20112 INDICE 1 Contesto generale Aspetti specifici del calcolo dell obiettivo nazionale Caratteristiche principali del PAEE Il risparmio energetico nel contesto nazionale Rassegna degli obiettivi e risultati relativi al risparmio energetico Impatto del PAEE 2011 su energia primaria ed emissioni di CO Risparmio energetico in energia primaria Obiettivi e strategie di riduzione dei consumi di energia primaria Stima del risparmio conseguibile con l efficientamento delle reti di distribuzione e trasmissione dell elettricità Risparmio energetico nei settori degli usi finali Rassegna degli obiettivi di risparmio energetico negli usi finali Ulteriori azioni con un impatto sulla domanda finale di energia Presentazione e stima delle misure per il miglioramento dell efficienza energetica negli usi finali - PAEE Settore pubblico Diffusione e informazione Obblighi delle società energetiche per favorire il risparmio energetico negli usi finali Mercato dei servizi energetici Strategia per l'aumento di edifici Nearly Zero Emission Istituzione di organismi e autorità competenti BOZZA Luglio3 5 Proposte integrative per il miglioramento dell efficienza energetica Efficienza energetica nelle aree urbane Efficienza energetica dei centri elaborazione dati (CED) Efficientamento energetico nel settore dei trasporti Appendice A - Analisi preliminare per la predisposizione di nuove schede tecniche standardizzate per il riconoscimento dei Certificati Bianchi Appendice B Bandi di finanziamento predisposti dalle Regioni per il miglioramento dell efficienza energetica Appendice C Definizione dei criteri minimi del Green Pubblic Procurement Appendice D Reti di teleriscaldamento Appendice E Creazione di un fondo nazionale per l efficienza energetica- ECO PRESTITO Appendice F Comunicazioni ai sensi degli articoli 10, paragrafo 2, 14, paragrafo 4 e 15, paragrafo 4, della direttiva 2010/31/CE BOZZA Luglio4 INDICE DELLE FIGURE Figura Domanda d energia primaria (Mtep) per singola fonte in Italia (Fonte REA2009) Figura Consumi finali d energia (Mtep) nei settori d uso (Fonte Istat 2009) Figura 1.3 Riduzione di energia finale, totale e per settore, anni 2016 e 2020 (Mtep) Figura 1.4 Riduzione di energia primaria per fonte, anno 2020 (Mtep) Figura 1.5 Contributo all abbattimento di CO 2 per settore al Figura 3.1 Stime al 2020 superfici nuovi alloggi costruiti Figura 3.2 Proiezione dei rendimenti medi di impianto negli alloggi nuovi e/o integralmente ristrutturati, nel caso di applicazione del dpr 412/93 e del d.lgs 192/ Figura 3.3 Stima della domanda di calore negli alloggi nuovi e/o integralmente ristrutturati, nel caso di applicazione del dpr 412/93 e del d.lgs 192/05 (GWh) Figura 3.4 Consumi finali di energia negli alloggi nuovi/integralmente ristrutturati, nel caso di applicazione del dpr 412/93 e del d.lgs 192/05, anni (GWh) Figura 3.5 Evoluzione delle prestazioni energetiche delle diverse classi tecnologiche Figura 3.6 Percorrenza (km) annuale dei veicoli in funzione dell età Figura 5.1 Schema funzionale di un esempio di server virtuale Figura Consumi energetici per i settori economici: industria, trasporti, civile Figura 5.3 Composizione consumi dei trasporti per alimentazione Figura 5.4 Composizione consumi dei trasporti dal pozzo alla ruota per modalità Figura 5.5 Intensità energetica trasporto passeggeri in ambito urbano per modalità trasporto Figura 5.6 Correlazione tra domanda procapite su TPL e km di metro (RM, MI e NA) Figura 5.7 Intensità energetica trasporto passeggeri e merci Figura 5.8 Andamento passeggeri e merci (base 2001) del trasporto ferroviario (Fonte: Elaborazione dati CNIT) Figura 5.9 Andamento tariffe, domanda e offerta treni media e lunga percorrenza FS (Fonte elaborazione daticnit) BOZZA Luglio5 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1.1 PAEE 2011: interventi di miglioramento dell efficienza energetica Tabella 1.2 Risparmio energetico annuale complessivo conseguito al 2010 e atteso al 2010 e 2016 (FEC) Sintesi settoriale Tabella 1.3 PAEE 2007: risparmio energetico annuale conseguito al 2010, atteso al 2010 e 2016 (FEC) Tabella 1.4 Risparmio energetico annuale conseguito al 2010 (FEC) Dettaglio per singolo intervento non previsto dal PAEE Tabella 1.5 Riduzioni dei consumi finali di energia attesi al 2016 e Tabella 2.1 Possibile ripartizione tra diverse fonti/tecnologie e produzione Tabella 3.1 Risparmi energetici conseguiti dal recepimento della Direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05 (FEC) Tabella 3.2 Risparmi energetici conseguiti dal riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti (FEC) Tabella 3.3 Risparmi energetici conseguiti da detrazioni fiscali (20%) per l installazione di motori elettrici ad alta efficienza e di regolatori di frequenza (inverter) (FEC) Tabella 3.4 Risparmi energetici conseguiti da misure di incentivazione al rinnovo ecosostenibile del parco autovetture (FEC) Tabella 3.5 Risparmi energetici conseguiti da Certificati Bianchi al 30/09/2010- Schede Standardizzate e Analitiche (FEC) Tabella 3.6 Risparmi energetici conseguiti da Certificati Bianchi al 30/09/2010 Progetti a Consuntivo (FEC) Tabella 3.7 PAEE 2007: Risparmio energetico annuale conseguito al 2010 e attesi al 2010 e 2016 (FEC) Dettaglio per singolo intervento Tabella 3.8 Risparmio energetico annuale conseguito al 2010 (FEC) Dettaglio per singolo intervento non previsto dal PAEE Tabella 3.9 Interventi di miglioramento dell efficienza energetica del PAEE Tabella 3.10 Stime superfici di nuovi alloggi costruiti dal 2005 al Tabella 3.11 Limiti imposti dal DPR 412 e dal D.Lgs Tabella 3.12 Evoluzione dei consumi finali (Mtep) al BOZZA Luglio6 Tabella 3.13 Consumi per il riscaldamento degli edifice considerati: scuole, direzionale e alberghi Tabella 3.14 Ipotesi dell andamento del consumo specifico medio del venduto auto nello scenario di riferimento ([gep/km] Tabella 3.15 Stima dei risparmi energetici e di CO2 apparecchi elettrici e elettronici per CED Tabella 5.1 Consumi elettrici nel settore ICT in Europa Tabella 5.2 Consumi elettrici nel settore ICT in Italia Tabella 5.3 Livelli di riferimento per il fattore PUE e il fattore DCiE Tabella 5.4 Evoluzione dello sviluppo della dotazione dilinee tranviarie e metropolitane Tabella 5.5 Finanziamenti e costi opere di trasporto pubblico di massa da realizzare entro il Tabella 5.6 Finanziamenti e costi opere di trasporto pubblico di massa da realizzare nel periodo Tabella 5.7 Finanziamenti e costi opere di trasporto pubblico di massa da realizzare entro il Tabella 5.8 Riduzione energetica per realizzazione di linee metropolitane nelle città di Roma, Milano e Napoli Tabella 5.9 Linee metropolitane da realizzare nel periodo Tabella 5.10 Linee metropolitane da realizzare entro nel periodo Tabella 5.11 Share modale del trasporto erroviario sul totale del trasporto di medio-lunga distanza dal 2001 al BOZZA Luglio7 Elenco delle abbreviazioni e degli acronimi ACS: Acqua Calda Sanitaria AEEG: Autorità per l Energia Elettrica e il Gas AIRU: Associazione Italiana Riscaldamento Urbano ANIE: Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche ASSOTERMICA: Associazione produttori di apparecchi e componenti per impianti termici AV: rete ferroviaria ad Alta Velocità BAT: Best Available Technology BAU: scenario Business As Usual BEMS: Building Energy Management System BRT: Bus Rapid Transit BT: Bassa Tensione BUR: Bollettino Ufficiale Regionale CAR: Cogenerazione ad Alto Rendimento CB: Certificati Bianchi CE: Comunità Europea CED: Centri Elaborazione Dati CEI: Comitato Elettrotecnico Italiano CEMEP: European Committee of Manufacturers of Electrical Machines and Power Electronics CEN: Comitè Europèen de Normalisation CFL: Consumi Finali Lordi CFL: Lampada Fluorescente Compatta CI: motore a Combustione Interna CNIT: Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti COP: Coefficient Of Performance CRB: Centro di Ricerca sulle Biomasse CRESME: Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l Edilizia e il Territorio CSA: Capitolato Speciale d Appalto CTI: Comitato Termotecnico Italiano DGR.: Delibera Giunta Regionale DL: Decreto Legge D.Lgs: Decreto Legislativo DM o DD.MM.: Decreto Ministeriale DPR: Decreto del Presidente della Repubblica EBF: Erogatori acqua a Basso Flusso EEF: Energy Efficiency Services, Servizi di Efficienza Energetica (EN 15900:2010) EER: Energy Efficiency Ratio ELENA: European Local Energy Assistance facility EGE: Esperto in Gestione dell Energia (UNI CEI 11339:2009) EPC: Energy Performance Contracting EPDB: Energy Performance of Buildings Directive (Direttiva 2002/91/CE nel documento EPBD 1 e Direttiva 2010/31/CE nel documento EPBD 2) ESCo: Energy Service Company, Società di Servizi Energetici (UNI CEI 11352:2010) ESD: Energy Saving Directive (Direttiva 2006/32/CE) ESL: Equivalente Sovvenzione Lorda ETP: Energy Technology Perspectives (Rapporto della IEA) ETS: Emission Trading System ENAC: Ente Nazionale per l Aviazione Civile ENEA: Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologia, l Energia e lo Sviluppo Economico sostenibile EUP: Energy Using Products Directive FEC: Final Energy Consumption FER: Fonti Energetiche Rinnovabili FESR: Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FIRE: Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia FM: Forza Motrice FTT: Finanziamento Tramite Terzi FV: Fotovoltaico GD: Generazione Distribuita GPL: Gas di Petrolio Liquefatto GPP: Green Public Procurement BOZZA Luglio8 GME: Gestore dei Mercati Energetici GSE: Gestore dei Sevizi Energetici GURI: Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana JRC: Joint Research Centre ICT: Information and Communication Technology IEA: International Energy Agency IND: Industriale IRE: Indice di Risparmio Energetico IRPEF: Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche IRES: Imposta sul Reddito delle Società ISFOL: Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori ISTAT: Istituto centrale di Statistica ITABIA: Italian Biomass Association LCCA: Life Cycle Cost Analysis LED: Light Emitting Diodes LT: Limite Termico MATTM: Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare MEF : Ministero dell Economia e delle Finanze MIBAC: Ministero per i Beni e le Attività Culturali MIUR: Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca MIT: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti MSE o MiSE: Ministero dello Sviluppo Economico MT: Media Tensione NZE: edifici Nearly Zero Emission PA: Pubblica Amministrazione PAEE: Piano d Azione Nazionale per l Efficienza Energetica PAES: Piano di Azione per l Energia Sostenibile PAN: Piano d Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili PES: Primary Energy Saving PEV: Plug-in Electric Vehicle PHEV: Plug-in Hybrid Electric Vehicle PIL: Prodotto Interno Lordo PMI: Piccole e Medie Imprese POI o POIn: Programma Operativo Interregionale POR: Programma Operativo Regionale RE: Risparmio Energetico REA: Rapporto Energia Ambiente ENEA RENAEL: Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali RES: Residenziale RMV: Ricompressione Meccanica del Vapore RSE: Ricerca sul Sistema Energetico RSU: Rifiuti Solidi Urbani SEE: Sustainable Energy for Europe campaign SET Plan: Strategic Energy Technology Plan SGE: Sistema di Gestione dell Energia (EN UNI CEI 16001:2009, in futuro ISO 50001:2011) s.m.i.: successive modifiche e integrazioni SPF: Seasonal Performance Factor ONG: Organizzazione Non Governativa TEE: Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi) TEP: Tonnellate Equivalenti di Petrolio TER: Terziario TPL: Trasporto Pubblico Locale T5 T8 e T12: tipologie di lampade fluorescenti lineari UE: Unione Europea UNCEM: Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani UNI: Ente Nazionale Italiano di Unificazione UNRAE: Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri UPS: Uninterruptible Power Supply UR: Umidità Relativa USC: Ultra Super Critico UTEE: Unità Tecnica Efficienza Energetica ENEA BOZZA Luglio9 VAS: Valutazione Ambientale Strategica VIA: Valutazione di Impatto Ambientale BOZZA Luglio10 1 CONTESTO GENERALE L Italia ha posto la promozione dell efficienza energetica tra le priorità della sua politica energetica nazionale, alla quale associa il perseguimento della sicurezza dell approvvigionamento energetico, della riduzione dei costi dell energia per le imprese e i cittadini, della promozione di filiere tecnologiche innovative e della tutela ambientale, anche in relazione alla riduzione delle emissioni climalteranti. Il primo Piano d Azione Nazionale per l Efficienza Energetica (PAEE 2007), presentato a luglio del 2007 in ottemperanza della Direttiva 2006/32/CE, ha individuato gli orientamenti che il Governo Italiano ha inteso perseguire per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento dell efficienza energetica e dei servizi energetici. Il Piano d Azione Europeo per l Efficienza Energetica 2011 rimarca il ruolo dell efficienza energetica come strumento imprescindibile di riduzione dei consumi nell ambito dei Paesi Membri, nel raggiungimento dell obiettivo più ambizioso del - 20% al 2020 e al fine di avviare un uso efficiente delle risorse. In parallelo, il Piano d Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (PAN), emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell Ambiente, in conseguenza della Direttiva 2009/28/CE recepita attraverso il D. Lgs.. 28/2011, fornisce ulteriori indicazioni a favore dell efficienza energetica, come presupposto indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili e riduzione della CO2, inducendo quindi a valutare l attuazione della Direttiva 2006/32/CE in un contesto strategico anche al di fuori del proprio ambito settoriale. Conseguentemente nella redazione del PAEE 2011 sono stati debitamente considerati sia gli elementi programmatici sia quelli puntuali introdotti dal D. Lgs.. 28/2011 e dalla correlata normativa di attuazione in qui emanata. In effetti, la riduzione del consumo finale lordo di energia al 2020, conseguita mediante programmi e misure di miglioramento dell'efficienza energetica, agevolerà il conseguimento efficiente dell obiettivo di produzione di energia da fonti rinnovabili. Analogamente, le misure di miglioramento dell efficienza energetica incluse nel presente Piano d Azione Nazionale per l Efficienza Energetica (PAEE2011) considerano anche tecnologie rinnovabili in grado di ridurre il fabbisogno di energia primaria; per esempio, i meccanismi dei Certificati Bianchi e delle detrazioni fiscali del 55%, destinati ad interventi che adottano tecnologie energetiche efficienti per il risparmio energetico, permettono l adozione di tecnologie rinnovabili per usi termici, fra i quali: collettori solari per la produzione di acqua calda, pompe di calore ad alta efficienza ovvero impianti geotermici a bassa entalpia o alimentati da prodotti vegetali e rifiuti organici e inorganici, ecc. Il PAEE 2011, pertanto, pone le basi per la predisposizione di una pianificazione strategica delle misure e per il reporting su tutti i risparmi energetici, non solo in termini di energia finale. Dalla data d emissione del Piano 2007 ad oggi sono state emanate alcune nuove disposizioni legislative, norme attuative e atti di indirizzo che si collocano sul percorso che porta al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tra i diversi provvedimenti si segnalano in particolare: BOZZA Luglio11 - il D.Lgs. 115/2008 attuativo della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici, che tra l altro istituisce l Unità Tecnica per l Efficienza Energetica-UTEE nell ambito della struttura di ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologia, l Energia e lo Sviluppo Economico sostenibile), con il compito di svolgere attività di supporto tecnico-scientifico e consulenza per lo Stato, le Pubbliche Amministrazioni (Regioni ed Enti locali); - il DPR 59/09, il DM 26 giugno 2009 e le Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli Edifici per l attuazione del D. Lgs. 192/2005, che recepisce la direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell' edilizia ; - il Dlgs 28/2011, in attuazione della direttiva 2009/28/CE, che prevede provvedimenti immediatamente operativi e altri di medio e lungo periodo; - il Fondo Rotativo istituito con la Legge Finanziaria del 2007 destinato al finanziamento di interventi nel settore delle rinnovabili, dell efficienza enegetica e della gestione forestale; - il Piano d Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili, predisposto in base a quanto previsto dalla Direttiva 2009/28/CE. Secondo le previsioni delle istituzioni europee l introduzione di politiche, che favoriscano massimamente la sperimentazione e la diffusione di nuove tecnologie, contribuisce in maniera diretta all incremento del risparmio energetico. Consapevole di ciò il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha elaborato diversi programmi di promozione e sostegno alla ricerca in questo settore: il Programma Industria 2015 che ha avuto come principale obiettivo il rilancio della competitività del sistema industriale, ha lanciato nel 2007 il Progetto di Innovazione Industriale Efficienza Energetica per la competitività e lo sviluppo sostenibile; il finanziamento del Fondo per la ricerca di sistema elettrico ha assicurato un finanziamento pubblico (circa 40 milioni di euro nel periodo ) a programmi di ricerca sull argomento specifico, la cui intensità può variare dal 100% per progetti di ricerca svolti nell ambito di accordi di programma con enti di ricerca, fino al 25-50% per i progetti di ricerca pre-competitiva e industriale. 1.1 Aspetti specifici del calcolo dell obiettivo nazionale La Direttiva 2006/32/CE stabilisce che gli Stati Membri devono redigere un Piano d Azione per l Efficienza Energetica che mira a conseguire un obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico al 2016, pari al 9 % per il nono anno di applicazione, da conseguire tramite servizi energetici e altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica. La modalità di calcolo dell obiettivo prescrive che questo si valuti sull'ammontare medio annuo del consumo degli Stati membri come la media della quantità di energia distribuita o venduta ai clienti finali durante anni , non adattata ai gradi/giorno né ai cambiamenti strutturali o della produzione, con esclusione dei consumi energetici ottenuti in attività coperte dalla Direttiva Emission Trading (ETS) 1. 1 Attività energetiche (termoelettrico e altri impianti di combustione), produzione e trasformazione materiali ferrosi, industria dei prodotti minerali (cemento, calce, vetro, prodotti ceramici e laterizi), carta e cartoni. BOZZA Luglio12 L'obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico: a) consiste nel 9 % dell'ammontare medio annuo del consumo di cui sopra; b) è misurato al 2016; c) è il risultato del somma dei risparmi energetici annuali conseguiti 2 nell'intero periodo di nove anni di applicazione della presente direttiva; d) è da conseguire tramite servizi energetici e altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica. Il risparmio energetico nazionale, a fronte dell'obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico, è misurato a decorrere dal 1 gennaio 2008, ma è consentito portare in conto l effetto di cosidette early actions, ovvero attività effettuate prima di questa data. Nel PAEE 2011 la metodologia di calcolo dell obiettivo è rimasta inalterata rispetto all edizione 2007, così come il valore totale di risparmi energetici attesi al Per questo motivo le tipologie d intervento sono rimaste sostanzialmente le stesse, anche se all interno del documento sono elencate, in maniera non esaustiva, altre aree di intervento che potrebbero integrare i risparmi al 2016 già stabiliti. Il PAN, emanato nel 2010 in recepimento della Direttiva 2009/28/CE con specifiche tecniche e orizzonti temporali diversi dal PAEE, fissa obiettivi vincolanti al 2020 per ciò che riguarda la quota di energia da fonti energetiche rinnovabili (FER). La Direttiva stabilisce che ogni Stato membro deve adottare un piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (PAN), e: fissa gli obiettivi settoriali (elettricità, riscaldamento e raffrescamento, trasporti) di consumo di energia da fonti rinnovabili; stabilisce le misure adottate e da adottare per raggiungere gli obiettivi e per rispettare le disposizioni della direttiva. In particolare, il calcolo dell obiettivo complessivo del PAN si basa sul fatto che la quota d energia da FER, ovvero il rapporto tra consumi finali lordi di energia rinnovabile (elettricità, calore, trasporti) e i consumi finali lordi totali-cfl TOTALI 3 (prodotti energetici forniti a scopi energetici all industria, ai trasporti, alle famiglie, ai servizi, all agricoltura,alla silvicoltura e alla pesca, servizi ausiliari per la generazione di elettricità e calore, perdite di distribuzione di elettricità e calore) sia maggiore o uguale al 17%; analogo approccio nei trasporti con una quota da mantenere al di sopra del 10%. A tal proposito, è stato realizzato (Primes 2009) uno scenario che tiene conto dell effetto della crisi economica, delle misure di contenimento dei consumi programmate nel PAEE (vedi pag. 21) e che stima per l Italia al 2020 un consumo finale lordo di Mtep. Come si legge dal PAN per formulare l ipotesi di consumo finale lordo al 2020, si è supposto uno sforzo supplementare sull efficienza energetica, in coerenza con quanto previsto dalla Legge 99/2009. Nelle ipotesi di 2 L unità di misura in cui sono espressi i dati è il GWh ed il fattore di conversione dei consumi in energia finale corrisponde alla seguente equivalenza: 1 GWh= 86 tep (nel caso di energia termica). 3 Nel presente documento tutti risparmi energetici sono calcolati intermini di Consumi Finali Lordi (CFL). BOZZA Luglio13 mantenere la quota di FER intorno al 17% e che i CFL TOTALI al 2020 per l Italia siano effettivamente pari a 133Mtep, come indicato nel PAN, l ulteriore riduzione dei consumi finali sarà intorno ai 12Mtep, come mostrato nel seguente grafico. Nel capitolo 5 e in appendice A sono evidenziate aree di intervento e, relative proposte, rispetto alle quali agire per armonizzare gli obiettivi di efficienza energetica del PAEE 2011 con quelli più ampi del PAN. Le iniziative identificate per coprire la suddetta differenza sono relative alla definizione di un piano di riqualificazione energetica dell edilizia pubblica e dell edilizia sociale, alla stabilizzazione del quadro incentivante in una prospettiva di medio periodo, al rafforzamento del Green Procurement, all efficienza dei centri di elaborazione dati, ad interventi per lo sviluppo delle reti elettriche (modello Smart Grids) e di efficientamento delle aree urbane. Per il settore trasporti saranno predisposte misure di miglioramento dell efficienza del parco veicoli circolante, di diffusione di veicoli a propulsione alternativa (elettrici e biocarburanti) e di finanziamento di linee di trasporto rapido di massa nelle aree metropolitane, anche valorizzando le iniziative di Regioni ed Enti Locali. 1.2 Caratteristiche principali del PAEE 2011 Il presente PAEE 2011, intende dare seguito, in modo coerente e continuativo, ad azioni ed iniziative già previste nel PAEE 2007 e si propone di presentare proposte di medio-lungo termine basate su scenari innovativi e affidabili. In quest ottica nel PAEE 2011sono illustrati i risultati conseguiti con le misure presenti nel primo Piano in relazione agli obiettivi di risparmio energetico al 2010, che sono stati abbondantemente raggiunti, e sono in parte aggiornate le misure per il conseguimento dell obiettivo generale al 2016, che viene mantenuto pari al 9,6%. In particolare, oltre alle misure relative ai Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica) e agli incentivi agli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, sono considerati anche gli effetti del D. Lgs. 192/2005, che recepisce la direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico in edilizia. Questo decreto ha apportato forti novità, rispetto al quadro legislativo preesistente, nella metodologia progettuale, nelle prescrizioni minime e nell ispezione BOZZA Luglio14 degli impianti oltre ad aver introdotto la certificazione energetica degli edifici. Il decreto, già autosufficiente per la parte relativa alla climatizzazione invernale, prevedeva anche provvedimenti attuativi, tra i quali risultano emanate le seguenti norme: il decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile 2009, n. 59 e il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2009 relativi alle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Per quanto riguarda i principali risultati del PAEE 2007, risulta, dal monitoraggio effettuato che l obiettivo dei risparmi da conseguire entro il 2010 sia stato raggiunto ( GWh/a contabilizzati sui GWh/a preventivati). Nel dettaglio si nota come alcune misure siano state più efficaci di altre: il settore residenziale ha fornito il maggiore contributo in termini di risparmi con GWh/a, mentre risultati più contenuti si sono avuti sul fronte del settore terziario e dei trasporti. Un analisi dettagliata dei risultati raggiunti sarà svolta al Paragrafo 3.1). L articolazione del PAEE 2011 è stata sostanzialmente mantenuta inalterata rispetto al PAEE 2007 ad eccezione di qualche modifica rivolta all ottimizzazione delle misure e dei relativi meccanismi di stimolo nonché, in qualche caso, alla revisione della metodologia di calcolo. Nello specifico, per quanto riguarda il settore residenziale, la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi e l installazione di pannelli solari termici per acqua calda hanno avuto un ottimo riscontro, mentre la coibentazione delle superfici opache degli edifici residenziali ha raggiunto risultati inferiori alle attese, probabilmente a causa dei costi più elevati che caratterizzano questa tipologia di opere. Saranno pertanto studiate e messe in atto nuove forme di incentivazione per stimolare gli interventi sull involucro opaco, parte del sistema edificioimpianto che presenta il più alt o potenziale di risparmio energetico. Nel PAEE2011 l intervento di coibentazione di pareti opache è stato sostituito con le prescrizioni del D. Lgs. 192/2005 (RES-1). Sono state introdotte due nuove tipologie di interventi (RES-10, RES-11) non presenti nel precedente PAEE, relativi all installazione di erogatori a basso flusso (compresi i kit idrici), alla decompressione del gas naturale e agli impianti fotovoltaici,(per la parte non compresa nel conto energia) che erano stati inseriti nel meccanismo dei certificati bianchi (tipo I e II). Nel settore terziario è stata introdotta la misura relativa al recepimento della direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05. Nel settore industria si è, invece, riscontrato un risultato negativo della misura relativa alla compressione meccanica del vapore. Infine, nel settore dei trasporti è stata apportata una variazione sostanziale nell algoritmo di valutazione dei potenziali, anche in considerazione dei risultati del monitoraggio e delle nuove normative entrate in vigore. Tale variazione ha determinato la necessità di rivedere l insieme delle misure da attuare e ha reso necessario l introduzione di altre misure, come riportato nella tabella seguente. Le modifiche apportate nel PAEE 2011 comportano che la numerazione del codice relativo a ciascuna tipologia di intervento può differire da quella riportata nel PAEE2007. Tabella 1.1 PAEE 2011: interventi di miglioramento dell efficienza energetica BOZZA Luglio15 Interventi di miglioramento dell'efficienza energetica Risparmio energetico annuale conseguito al 2010 Risparmio energetico annuale atteso al 2016 Emissioni CO 2 evitate al 2016 Interventi Settore residenziale: [GWh/anno] [GWh/ann o] [MtCO 2 ] RES 1 Interventi adeguamento alla direttiva 2002/91/CE e attuazione D.Lgs. 192/ ,51 RES 2 Sostituzione lampade ad incandescenza (GLS) con lampade a fluorescenza (CFL) * ,11 RES 3 Sostituzione lavastoviglie con apparecchiature in classe A ,03 RES 4 Sostituzione frigoriferi e congelatori con apparecchiature in classe A+ e A ,93 RES 5 Sostituzione lavabiancheria con apparecchiature in classe A superlativa ,18 RES 6 Installazione di pannelli solari termici per acqua calda ,97 RES 7 Impiego di condizionatori efficienti ,24 RES 8 Impiego di impianti di riscaldamento efficienti ,66 RES 9 Camini termici e caldaie a legna ,83 RES 10 Decompressione gas naturale, imp. FV ,13 RES 11 Erogatori acqua Basso Flusso (EBF) ,60 Totale Settore Residenziale ,18 Settore terziario: TER 1 Riqualificazione energetica del parco edifici esistente ,90 TER 2 Incentivazione all'impiego di condizionatori efficienti ,10 TER 3 Lampade efficienti e sistemi di controllo ,89 TER 4 Lampade efficienti e sistemi di regolazione del flusso luminoso (illuminazione pubblica) ,57 TER 5 Erogatori acqua Basso Flusso (EBF) ,11 TER 6 Recepimento della direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05 sul nuovo costruito dal ,30 Totale Settore Terziario Settore industria: IND 1 Lampade efficienti e sistemi di controllo ,60 IND 2 Installazione di motori elettrici a più alta efficienza ,14 IND 3 Installazione di inverter su motori elettrici ,13 IND 4 Cogenerazione ad alto rendimento ,26 IND 5 Refrigerazione. inverter su compressori, sostituzione caldaie, recupero cascami termici ,08 Totale Settore Industria Settore trasporti: TRA 1 Incentivi statali in favore del rinnovo ecosostenibile del parco autovetture ed autocarri fino a 3.5 tonnellate ,59 TRA 2 Applicazione del Regolamento Comunitario CE 443/2009 che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove nell ambito dell approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei ,30 veicoli leggeri Totale Settore Trasporti ,89 Totale risparmio energetico ,16 (*Il presente valore risulta ridotto al 50% di quello contabilizzato, nell ipotesi conservativa che il numero di lampadine efficienti effettivamente installate e almeno la metà del totale di quelle vendute/distribuite con il sistema dei TEE; la misura RES1 sostituisce le seguenti indicate nel PAEE2007: coibentazione superfici opache edifici residenziali ante 1980; sostituzione di vetri semplici con doppi vetri; recepimento della direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05; il FV compreso nella RES10 corrisponde alla quota parte non incentivata dal Conto Energia ed contribuisce alla cifra totale per soli 43GWh/a; alla misura TER1 corrisponde un valore basso del monitoraggio, che non prende in considerazione l entrata in vigore della nuova normativa;** rispetto al PAEE2007 la definizione della presente misura è stata modifica ta per maggiore chiarezza). BOZZA Luglio16 Per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi di risparmio d energia primaria al 2020, stabiliti dal pacchetto Energia dell Unione Europea, il secondo Piano, come richiesto dalla Commissione Europea, si indirizza anche verso il raggiungimento del target della riduzione del 20% della domanda di energia primaria al 2020, anche se per il raggiungimento di un obiettivo così ambizioso, ulteriori sforzi devono essere messi in campo. In merito al raggiungimento del target intermedio al 2010, a suo tempo definito, il primo Piano ha permesso il superamento degli obiettivi stabiliti per il 2010 (3,6% di risparmio contro il 3% atteso) e, per quanto alcune misure siano state più efficaci di altre (si veda il paragrafo 1.3), nel complesso l andamento dei risparmi di energia negli usi finali è in linea con gli obiettivi previsti dalla Direttiva 2006/32/CE al Relativamente agli elementi di criticità riscontrati, bisogna rilevare come una parte consistente delle misure previste dal Piano d Azione siano legate a meccanismi di incentivazione non strutturali. Per questo motivo sono in fase di studio schemi di incentivazione stabili ed economicamente sostenibili (es. revisione del sistema dei certificati bianchi con variazione degli obiettivi al rialzo e conto energia termico ) per potere raggiungere gli obiettivi ambiziosi di efficienza energetica che la strategia energetica europea indica al Considerato che la gran parte degli interventi di efficienza energetica comportano come ricaduta una riduzione dei livelli di emissione di CO2 e dunque un contributo al relativo obiettivo, nella tabella 1.1 è stata inserita una colonna che indica per ciascun intervento la quantità di CO 2 evitata; tale valore è stato calcolato considerando opportuni fattori di emissione 5 e laddove il contenuto energetico non proviene da una sola fonte (ad es. RES1, RES8, RES9, ecc. ) considerando per ciascun intervento un mix energetico con opportune percentuali (ad es. 22% elettrico, 10% gasolio, 68% metano per RES1). 1.3 Il risparmio energetico nel contesto nazionale Nel periodo la domanda di energia primaria in Italia è passata da 194,5 a 185,2 Mtep soddisfatta per l 83% da combustibili fossili, petrolio 39 %, gas naturale 37% e carbone e altri solidi 7%, e per la parte rimanente da fonti rinnovabili e dalle importazioni di energia elettrica (rispettivamente 12% e 5%). Tale riduzione è stata determinata dalla minore domanda del settore industriale generata della crisi economica, i cui effetti hanno pesato sia sulle esportazioni sia sui consumi interni, causando un incremento del costo del credito ed una rarefazione dei flussi di finanziamento e contribuendo alla caduta, nel 2009, del prodotto interno lordo ed alla diminuzione dei livelli occupazionali. 4 Decreto legislativo: Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE attuativo della direttiva 2009/28/CE. 5 Fattori di emissione: benzina gco 2 /kwh, gasolio gco 2 /kwh, GPL gco 2 /kwh, metano 201 gco 2 /kwh, elettrico 440 gco 2 /kwh. BOZZA Luglio17 In tale contesto, l intensità energetica del PIL nell ultimo quadriennio si è ulteriormente ridotta dopo la stabilità degli anni A tale riduzione hanno concorso sia l effettivo miglioramento dell efficienza, ma soprattutto una progressiva dematerializzazione dell economia italiana, con la continua crescita del settore dei servizi, meno energivori, a scapito dell industria La domanda di energia finale I consumi energetici nei settori d uso finale sono passati dai 139,3 Mtep del 2007 ai 137,5 Mtep del 2010 (dati provvisori), mostrando un andamento decrescente particolarmente rilevante dal 2008 al 2009 (-5,6 per cento). Complessivamente gli usi finali di energia sono aumentati dell'8,7 per cento nel periodo e sono diminuiti del 9,2 per cento negli anni Tale riduzione è da attribuirsi principalmente al settore industriale e agli usi non energetici, mentre si osserva un aumento dei consumi nel settore civile (residenziale e terziario) e una leggera diminuzione nel settore trasporti. L'analisi dei consumi per singola fonte (fig. 1.1) indica un trend diversificato nell utilizzo delle fonti energetiche. Nello specifico, si evidenzia una diminuzione nel 2008 (-3,4 per cento) e nel 2009 (-5,5 per cento) del ricorso ai prodotti petroliferi, che in ogni caso rappresentano la fonte energetica principale incidendo complessivamente sul consumo energetico all incirca del 47% (sia nel 2008 che nel 2009). Figura Domanda d energia primaria (Mtep) per singola fonte in Italia (Fonte REA ) Nel 2010, invece, ancorché i dati siano ancora provvisori possiamo osservare una riduzione dell utilizzo di tale fonte nei settori trasporti (- 0,3%), industria (-0,1%) e usi civili (-4,8%). Inoltre, nel 2010 sono aumentati gli impieghi di fonti rinnovabili (14,5% rispetto al 2009),. Il ricorso al gas naturale ha avuto un recupero del 7% rispetto al 2009, soprattutto grazie ai settori industria (+7,1%), trasporti (+13,2%) e usi civili (+7,1%). 6 ENEA, Rapporto Energia Ambiente, Analisi e Scenari, Novembre BOZZA Luglio18 Nel triennio , la ripartizione fra i diversi settori è rimasta pressoché invariata (fig.1.2), con gli usi civili ed i trasporti che assorbono ciascuno il 31,5 % degli usi finali, il settore industriale il 26,50%, mentre il 5,7 % è destinato ad usi non energetici, in particolare nell industria petrolchimica. La parte rimanente è impiegata dal settore agricolo e per i bunkeraggi. Nel settore industriale emerge il predominio di gas ed energia elettrica (circa il 70% sul totale dei consumi. Tale settore nel 2010 ha recuperato in parte (+5,5%) la rilevante contrazione dei propri consumi registratasi nel 2009 in linea con la forte flessione della produzione industriale che aveva confermato il trend negativo del triennio a seguito di un rallentamento dovuto alle dinamiche dei prezzi dei prodotti energetici, all introduzione di più severe norme ambientali ed a fattori strutturali come il calo dell incidenza dell industria pesante. Figura Consumi finali d energia (Mtep) nei settori d uso (Fonte Istat 2009) Per quel che riguarda la domanda finale d energia nel settore trasporti, essa rappresenta il 31,5% del totale ed è cresciuta dal 1990 ad un tasso medio annuo dell 1,5%. Il 90% della domanda è legata al trasporto su strada di persone e di merci. L Italia presenta un elevato numero di vetture per abitante (nel 2007, 598 per abitanti, a fronte di 464 della media UE) che sono caratterizzate da un livello contenuto di consumi energetici unitari (nel 2007 il 17,5 per cento in meno della media europea). I veicoli industriali sono molto diffusi, ma relativamente poco efficienti dal punto di vista energetico. L 86 % delle merci (73% nella UE) è trasportato su gomma da una flotta di veicoli con un età media superiore a quella riscontrata nei principali paesi europei e movimentati con livelli di carico inferiori Le politiche nazionali dopo il 2007 Dalla data di emissione del Piano 2007 ad oggi sono state emanate nuove disposizioni legislative, norme attuative e atti di indirizzo che si collocano all interno del percorso per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tra i vari provvedimenti si segnalano in particolare il D.Lgs.115/08, il DM 26 giugno 2009 contenente le Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli Edifici per l attuazione del D. Lgs. 192/2005, la Legge 99/2009, il D.lgs 28/2011. BOZZA Luglio19 Decreto lgs.115/2008 Il D.lgs. 115 emanato nel 2008 attua la direttiva 2006/32/CE, intervenendo sull'efficienza negli usi finali e sui servizi energetici. Il decreto è di grande rilievo poiché affronta a largo spettro diversi aspetti di interesse per il settore energetico. Di seguito si riporta una sintesi delle principali novità: sono adottate misure di armonizzazione e distribuzione delle funzioni fra Stato e Regioni relativamente all'efficienza energetica; sono previste evoluzioni del meccanismo dei certificati bianchi; sono previste una serie di semplificazioni amministrative ed autorizzative; si assegna un ruolo importante al settore pubblico, che è chiamato ad utilizzare al meglio gli strumenti tecnici, economici e finanziari per realizzare interventi di miglioramento dell'efficienza e per promuovere azioni sul territorio; si promuovono la qualificazione e la certificazione delle competenze dei soggetti coinvolti nell'offerta di servizi energetici; viene definito il contratto servizio energia e si specifica l'importanza per il settore pubblico di dotarsi della figura dell'energy manager; sono definiti i criteri per i soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici; viene assegnato a ENEA-UTEE il ruolo di Agenzia Nazionale per l Efficienza Energetica a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, di monitoraggio, di rafforzamento dell'azione legislativa; viene fornita una chiara definizione delle ESCo. Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2011 n.59 Il regolamento 59/2011, attuativo del D. Lgs. 19 agosto 2005 n. 192 (Direttiva 2002/91/CE) contiene le metodologie di calcolo ed i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici relativamente alla climatizzazione invernale ed estiva (limitatamente all involucro) e alla preparazione dell acuqa calda per usi igienici sanitari. Questo provvedimento disciplina anche l installaione, esercizio, manutenzione e ispezione degli impianti termici DM del 26 giugno 2009 Il DM del 26 giugno 2009 contenente le Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli Edifici rende operativo un elemento chiave della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo, riguardante la certificazione energetica nell'edilizia. Legge 23 luglio 2009 n.99 BOZZA Luglio20 Al fine di creare una strategia globale di lungo termine per lo sviluppo del settore energetico nazionale che sia coerente con i principi che regolano un mercato energetico liberalizzato, l Italia ha emanato nel 2009 la legge n. 99 che fornisce la base normativa per la formulazione di una nuova politica energetica. In essa è fra l altro previsto che il Ministero dello Sviluppo Economico organizzerà una conferenza nazionale sull energia e l ambiente in collaborazione con il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il MSE avrà poi il compito di redigere un piano da includere nel documento sul bilancio previsionale triennale del Governo. Decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28 Il Piano d Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili, fornisce indicazioni e requisiti nel settore dell efficienza energetica inducendo a valutare gli obiettivi della Direttiva 2006/32/CE in un contesto strategico anche al di fuori dei propri ambiti settoriali. Più dettagliatamente, il Decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28, volto all attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, integra disposizioni sull efficienza energetica a quelle relative all uso delle rinnovabili. Relativamente all Informazione e formazione, il TITOLO III, all art. 14, indica che deve essere realizzato un portale informatico recante informazioni di varia natura relative alla produzione energetica da fonti rinnovabili insieme a quelle relative all efficienza energetica (incentivi, benefici, orientamenti, buone pratiche, procedimenti autorizzativi ecc.) Quanto ai Regimi di sostegno, nel TITOLO V, se ne ridefinisce la disciplina non solo per l energia prodotta da fonti rinnovabili ma anche per l'efficienza energetica, attraverso il riordino ed il potenziamento dei vigenti sistemi di incentivazione. In particolare il Decreto legislativo prevede provvedimenti immediatamente operativi e provvedimenti di medio e lungo periodo. Per il medio periodo sono previste misure transitorie e una serie di decreti attuativi a scadenze ravvicinate. Per altre misure di lungo periodo sono previsti decreti attuativi, di cui alcuni senza scadenza. Nell art. 23 si parla di nuova disciplina stabilisce un quadro generale volto alla promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica in misura adeguata al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 3, attraverso la predisposizione di criteri e strumenti che promuovano l'efficacia, l'efficienza, la semplificazione e la stabilità nel tempo dei sistemi di incentivazione perseguendo nel contempo l'armonizzazione con altri strumenti di analoga finalità e la riduzione degli oneri di sostegno specifici in capo ai consumatori., in considerazione dei meccanismi del mercato e dell'evoluzione delle tecnologie delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. Inoltre: l Art. 27 prevede l incentivazione delle misure e degli interventi di incremento dell'efficienza energetica, insieme con la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, mediante contributi a valere sulle tariffe del gas naturale per gli interventi di piccole dimensioni e BOZZA Luglio Vedere altro
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