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Timestamp: 2018-03-20 18:18:29+00:00

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1 ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO IN MATERIA DI SOSTEGNO A DISTANZA FRA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI E GLI ENTI AUTORIZZATI ALLO SVOLGIMENTO DI PROCEDURE DI ADOZIONE DI MINORI STRANIERI PER CONTO DI TERZI LETTO LETTA VISTO VISTA VISTA VISTA VISTA l articolo 2, comma 203 della legge 23 dicembre 1996, n 662 e successive modificazioni ed integrazioni, che disciplina la programmazione negoziale; la lettera c. del sopraindicato comma 203, che delinea le caratteristiche dell Accordo di Programma Quadro - quale strumento di programmazione per la definizione e realizzazione di un programma esecutivo di interventi, di interesse comune o funzionalmente collegati - e specifica gli elementi essenziali che l Accordo di Programma Quadro deve contenere; il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n 29 e successive modificazioni ed integrazioni, recante Razionalizzazione dell organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisioni della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n 421 ; la legge 7 agosto 1990, n 241 e successive modificazioni ed integrazioni, recante Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi ; la legge 8 giugno 1990, n 142 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente Ordinamento delle autonomie locali ; la legge 15 marzo 1997, n 59 e successive modificazioni ed integrazioni, recante Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni e agli Enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa ; la legge 15 maggio 1997, n 127 e successive modificazioni ed integrazioni, recante Misure urgenti per lo snellimento delle attività amministrative e dei procedimenti di decisione e di controllo ; 1
2 LETTA VISTO VISTO VISTA VISTO LETTI LETTA la delibera CIPE 21 marzo 1997, concernente la disciplina della programmazione negoziata e, in particolare, il punto 1.3 lettera b), ove si prevede che gli Accordi di Programma Quadro dovranno coinvolgere nel processo di negoziazione gli organi dello Stato, gli Enti locali, gli Enti sub-regionali, gli Enti pubblici e ogni altro soggetto pubblico e privato interessato al processo e contenere tutti gli elementi di cui alla sopra citata lettera c. del comma 203 dell articolo 2 della legge 662/1996; il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n 367 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente Regolamento recante semplificazione e accelerazione delle procedure di spese contabili ; il decreto legislativo 30 luglio 1999, n 286, recante Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n 59 ; la legge 31 dicembre 1998, n 476, recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L Aja il 29 maggio Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n 184, in tema di adozione di minori stranieri ; il Decreto del Presidente della Repubblica 1 dicembre 1999, n 492, contenente il Regolamento recante norme per la costituzione, l organizzazione e il funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali, a norma dell articolo 7, commi 1 e 2, della legge 31 dicembre 1998, n 476 ; in particolare gli articoli 38 e 39 della legge 4 maggio 1983, n 184, come modificata dalla legge 31 dicembre 1998, n 476, recante Disciplina dell adozione ed affidamento dei minori, che regolamentano l istituzione, la composizione ed i compiti della Commissione per le adozioni internazionali, quale Autorità Centrale, costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell articolo 6 della sopra indicata Convenzione de L Aja; in particolare la lettera f) del sopraindicato articolo 39, in cui si stabilisce che la Commissione per le adozioni internazionali promuove la cooperazione fra i soggetti che operano nel campo dell adozione internazionale e della protezione dei minori ; CONSIDERATO che gli Stati firmatari della Convenzione de L Aja del 29 maggio 1993 si sono impegnati a promuovere e realizzare idonee politiche per consentire a tutti i bambini del mondo lo sviluppo armonico della propria personalità ed a far sì che ogni bambino possa crescere in un ambiente familiare idoneo ed in un contesto sociale rispettoso della sua persona; 2
3 CONSIDERATO peraltro che, nel preambolo della sopraindicata Convenzione, si prevede che ciascuno Stato firmatario o aderente debba assumere prioritariamente quei provvedimenti idonei a consentire al bambino di rimanere affidato alle cure della propria famiglia di origine e che l adozione internazionale è l istituto finalizzato a garantire una famiglia permanente al bambino per il quale nello Stato di origine non sia stato possibile individuare una famiglia adeguata al suo mantenimento, istruzione e cura; PREMESSO che il SOSTEGNO A DISTANZA costituisce certamente una metodologia di intervento efficace per la prevenzione dell abbandono dell infanzia e per la promozione di politiche e di azioni coordinate di cooperazione e di sussidiarietà nei Paesi economicamente e socialmente svantaggiati, da cui provengono i bambini, in quanto supera decisamente l ottica meramente assistenziale, muovendosi nel quadro della promozione e dello sviluppo; RITENUTO che il SOSTEGNO A DISTANZA si è sviluppato in tutti i Paesi del mondo, in modo spontaneo e con spirito solidaristico e che, in Italia, esso costituisce un forte richiamo per i cittadini di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali, perché viene vissuto come una testimonianza di solidarietà e come diretta partecipazione alle iniziative di sostegno in favore dei soggetti deboli nei Paesi in via di sviluppo; CONSIDERATO che gli Enti autorizzati allo svolgimento di procedure di adozione internazionale per conto terzi, ai sensi dell articolo 39 ter della legge 4 maggio 1983, n 184, come modificata dalla legge 31 dicembre 1998, n 476, sono soggetti capaci di offrire prospettive significative e socialmente rilevanti ai Paesi in cui operano, in termini di sviluppo e di organizzazione sociale; CONSIDERATO inoltre, che i sopra indicati Enti autorizzati hanno ottenuto, in Italia, il riconoscimento dalla Commissione per le adozioni internazionali e, all estero, l accreditamento, in quanto hanno la capacità di proporsi come possibile veicolo per la soddisfazione dei bisogni che la Comunità esprime e dei servizi utili al contesto di riferimento; CONSIDERATO che i medesimi Enti autorizzati e le coppie italiane da essi assistite per l adozione offrono alle istituzioni pubbliche e private dei Paesi di provenienza dei bambini l opportunità di vedere riconosciuta una nuova propria rilevanza sociale e di assumere un diverso approccio al soddisfacimento dei bisogni socio-economici, in particolare di quelli che più strettamente riguardano l infanzia e l adolescenza in difficoltà; CONSIDERATO che la cooperazione fra tutte le Autorità competenti sul territorio dello Stato è uno specifico obbligo posto dall articolo 7 della Convenzione alle Autorità Centrali istituite per l esecuzione della medesima, e che gli Enti autorizzati sono organismi chiamati a concorrere alla piena attuazione della Convenzione; 3
4 RAVVISATA l opportunità di ampliare, in Italia, la collaborazione fra tutte le Amministrazioni centrali e territoriali e fra tutti i soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, agiscono per la promozione dei diritti dell infanzia, al fine di promuovere politiche ed interventi coordinati, ottimizzando le risorse disponibili e sensibilizzando tutti coloro che possono mettere a disposizione nuove risorse economiche per l implementazione di moderne politiche di sussidiarietà nei Paesi in via di sviluppo; CONSIDERATO che la promozione del SOSTEGNO A DISTANZA, mediante piani di azione diversificati, realizzabili per il tramite degli Enti autorizzati, in tutte le aree di loro operatività, consente alla Commissione per le adozioni internazionali di intervenire anche in Paesi diversi da quelli ove sono in corso di realizzazione progetti di sussidiarietà da essa finanziati negli anni 2001 e 2002; CONSIDERATO inoltre, che fra tutti gli Enti autorizzati - iscritti all Albo di cui all articolo 39, comma 1, lettera c, della legge 184/83 come modificata dalla legge 476/98 soltanto alcuni hanno esperienza pluriennale nel campo del SOSTEGNO A DISTANZA, dispongono di una rete capillare in più aree geografiche e di una struttura organizzativa in grado di realizzare progetti in favore di singoli minori, di famiglie in difficoltà e di strutture destinate ai bambini; CONSIDERATO infine, che il ricorso alla programmazione negoziale per la definizione di un Accordo di Programma Quadro nel campo della cooperazione internazionale e dell adozione di minori, costituisce un innovazione nell ambito delle strategie finora seguite dall Italia e che, pertanto, è stato necessario individuare un numero ristretto di Enti autorizzati, quali partners degli interventi programmati, secondo i criteri e le modalità di cui alla delibera n 70/2003 del 25 luglio 2003 assunta dalla Commissione per le adozioni internazionali, TUTTO CIO PREMESSO La Presidente della Commissione per le adozioni internazionali e gli Enti autorizzati: Ai.Bi. - ASSOCIAZIONE AMICI DEI BAMBINI A.M.I - AMICI MISSIONI INDIANE A.I.P.A.- ASSOCIAZIONE ITALIANA PRO ADOZIONI ONLUS ERGA A.V.S.I. - ASSOCIAZIONE VOLONTARI PER IL SERVIZIO INTERNAZIONALE C.I.A.I. - CENTRO ITALIANI AIUTI ALL INFANZIA ONLUS C.I.F.A. ONLUS -CENTRO INTERNAZIONALE PER L INFANZIA E LA FAMIGLIA-ONLUS GVS - GRUPPO DI VOLONTARIATO SOLIDARIETA ISTITUTO LA CASA 4
5 CONCORDANO QUANTO SEGUE: Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente Accordo di Programma Quadro è finalizzato alla prevenzione dell abbandono, alla deistituzionalizzazione, al reinserimento in famiglia dei bambini e dei ragazzi in stato di disagio familiare e sociale, alla valorizzazione delle risorse umane ed organizzative presenti nei Paesi di origine, nonché all apertura di nuovi canali di collaborazione con Istituzioni pubbliche ed organismi privati esistenti nelle aree destinatarie degli interventi programmati. 2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite mediante un programma pluriennale di interventi in grado di incidere positivamente: - sulla qualificazione delle risorse paese disponibili, - sulla formazione degli educatori e degli operatori socio-sanitari, - sulla fornitura di materiali e strumenti operativi necessari ad un efficace azione di sostegno, - sul miglioramento della fruizione dell ambiente da parte dei bambini, - sulla valorizzazione, nel rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche, - sulla informazione e sensibilizzazione delle famiglie e dei cittadini italiani che spontaneamente aderiscono al programma. La realizzazione di tali finalità contribuirà a migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle famiglie nei Paesi di origine. 3. L accordo è costituito da n 22 piani di intervento, indicati nell elenco di cui all allegato A e nelle schede illustrative dei singoli piani di cui all allegato B e connessi allegati da 1 a 29, che ne costituiscono parte integrante; tali piani si attuano in correlazione con altri analoghi interventi già programmati dai soggetti sottoscrittori. Articolo 2 Piani di intervento e Comitato Paritetico 1. Per la realizzazione degli obiettivi di cui all articolo 1 i soggetti sottoscrittori costituiranno un Comitato Paritetico con il compito di: - realizzare un indagine a fini conoscitivi delle aree di intervento, per l individuazione dei soggetti singoli e collettivi meritevoli di essere sostenuti; 5
6 - individuare aree ed istituzioni destinatarie dei piani di intervento; - definire le risorse umane, organizzative e finanziarie dell Ente autorizzato; - definire i programmi nel dettaglio e la periodicità dei finanziamenti; - ricercare altri aderenti pubblici e privati; - verificare semestralmente i traguardi raggiunti e la validità degli obiettivi individuati nei Piani di intervento; - valutare i risultati e l impatto sociale; - presentare periodicamente i risultati all Autorità di Governo competente e presso le altre sedi istituzionali ritenute opportune. Articolo 3 Impegno dei soggetti sottoscrittori 1. I sottoscrittori del presente Accordo di Programma Quadro, nello svolgimento delle attività di propria competenza, si impegnano a: a. rispettare i termini concordati ed indicati; b. utilizzare forme di immediata collaborazione e di stretto coordinamento, con il ricorso, in particolare, a strumenti di semplificazione dell attività amministrativa e di snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo; c. procedere periodicamente alla verifica dell Accordo e, se necessario, proporre gli eventuali aggiornamenti ai responsabili dell attuazione; d. attivare ed utilizzare a pieno, in tempi rapidi, tutte le risorse finanziarie e non, individuate nel presente accordo per la realizzazione delle diverse attività e tipologie di intervento descritte nei Piani, di cui all allegato B; e. rimuovere ogni ostacolo procedurale in ogni fase procedimentale di realizzazione degli interventi, individuando, in caso di inerzia, ritardo od inadempienza, l intervento sostitutivo dell autorità competente, accertandone la fattibilità; f. favorire, nella realizzazione degli interventi, il coinvolgimento di soggetti pubblici o privati, la cui azione sia significativa e rilevante per il perseguimento degli obiettivi individuati. 6
7 Articolo 4 Copertura finanziaria degli interventi 1. Il quadro finanziario strumentale e delle risorse umane individuate per la realizzazione del presente Accordo ammonta ad Euro ,42 così suddiviso: Esercizio finanziario Commissione Adozioni , , ,14 Internazionali AMI - AMICI MISSIONI IN , ,00 DIANE Ai.Bi. - ASSOCIAZIONE , , ,00 AMICI DEI BAMBINI ASSOCIAZIONE ITALIANA 2.000, , ,00 PRO ADOZIONI (AIPA) AVSI - ASSOCIAZIONE VO , ,00 LONTARI PER IL SERVIZIO INTERNAZIONALE GVS - GRUPPO DI VOLONTA , , ,00 RIATO SOLIDARIETA CIFA ONLUS - CENTRO IN , , ,00 TERNAZIONALE PER L INFANZIA E LA FAMIGLIA ONLUS ISTITUTO LA CASA 2.500, , ,00 CIAI - CENTRO ITALIANO , , ,00 AIUTI ALL INFANZIA TOTALE , , ,14 2. La Commissione per le adozioni internazionali si obbliga ad assicurare, per gli impegni rispettivamente assunti dai sottoscrittori, la necessaria copertura finanziaria, facendo ricorso ad ogni possibile intervento di natura amministrativa prevista. 3. Nel caso in cui, per ragioni sopravvenute, uno o più degli interventi previsti dal presente Accordo non siano realizzabili, si procederà alla riprogrammazione, revoca e/o modulazione degli interventi secondo le disposizioni vigenti in materia di Intese istituzionali di programma. 4. La gestione finanziaria degli interventi si attua di norma secondo le procedure e le modalità previste dal D.P.R. 20 aprile 1994, n 367. Articolo 5 Comitato responsabile dell attuazione dell Accordo 1. Ai fini del coordinamento della vigilanza sugli interventi, con decreto del Ministro per le Pari Opportunità viene costituito il Comitato responsabile dell attuazione dell Accordo. 7
8 2. Il comitato responsabile dell attuazione dell Accordo ha il compito di: a. rappresentare in modo unitario gli interessi dei soggetti sottoscrittori; b. governare il processo complessivo di realizzazione degli interventi compresi nell Accordo, attivando le risorse tecniche ed organizzative necessarie alla sua attuazione; c. promuovere, di concerto con i responsabili dei singoli Piani o dei singoli interventi, le eventuali azioni ed iniziative necessarie a garantire il rispetto degli impegni e degli obblighi dei soggetti sottoscrittori dell Accordo; d. garantire il monitoraggio semestrale sullo stato di attuazione dell Accordo, trasmettendo al Comitato Paritetico le schede di monitoraggio relative a ciascun intervento; e. le schede saranno accompagnate da una relazione contenente l indicazione di ogni ostacolo amministrativo o tecnico che si interponga alla realizzazione degli interventi e le eventuali proposte correttive da assumere per il superamento delle difficoltà; f. presentare al Comitato Paritetico una relazione semestrale sullo stato di attuazione dell Accordo evidenziando i risultati e le azioni di verifica svolte. Nella relazione sono, tra l altro, individuati gli interventi non attivabili o non completabili e la conseguente dichiarata disponibilità delle risorse non utilizzate, ai fini della riprogrammazione, revoca e/o rimodulazione degli interventi. Articolo 6 Soggetto responsabile del singolo Piano e/o del singolo intervento 1. Le parti, per ogni intervento previsto dai singoli Piani allegati al presente Accordo, hanno indicato nelle schede, di cui all allegato B, il responsabile della sua attuazione. 2. Il responsabile di cui al comma 1 ha il compito di: a. pianificare il processo operativo teso alla completa realizzazione dell intervento attraverso la previsione dei tempi, delle fasi e delle modalità; b. organizzare e controllare l attivazione e messa a punto del processo operativo teso alla completa realizzazione dell intervento; c. monitorare costantemente l attuazione degli impegni assunti dai soggetti che hanno sottoscritto la singola scheda di intervento, ponendo in essere tutte le azioni opportune e necessarie al fine di garantire la completa realizzazione dell intervento nei tempi previsti e segnalando ai responsabili dell Accordo gli eventuali ritardi e/o ostacoli tecnicoamministrativi che ne dilazionano e/o impediscono la realizzazione; 8
9 d. compilare, con cadenza semestrale, la scheda di monitoraggio dell intervento, comprensiva di ogni informazione utile a definire lo stato di attuazione dello stesso e trasmetterla ai responsabili dell Accordo, unitamente ad una relazione esplicativa contenente la descrizione dei risultati conseguiti e le azioni di verifica svolte, l indicazione di ogni ostacolo amministrativo, finanziario o tecnico che si frapponga alla realizzazione dell intervento e la proposta delle relative azioni correttive, l individuazione dei progetti non più attivabili o non completabili, e la conseguente disponibilità di risorse non utilizzate, ai fini dell assunzione di eventuali iniziative correttive, di revoca e/o rimodulazione degli interventi. 3. Il responsabile dell Ente destinatario del sostegno ogni sei mesi, unitamene alla relazione di cui all art. 6, dovrà comunicare il numero dei sostenitori e l ammontare complessivo delle adesioni. Articolo 7 Procedimento di Conciliazione 1. In caso di insorgenza di conflitti fra i soggetti partecipanti all Accordo, il Comitato paritetico di attuazione, su segnalazione dei responsabili dell Accordo o su istanza di uno dei soggetti interessati dalla controversia o anche d ufficio, convoca le parti in conflitto per l esperimento di un tentativo di conciliazione, delegando uno o più componenti. 2. Qualora in tale sede si raggiunga un intesa idonea a comporre il conflitto si redige processo verbale nel quale sono riportati i termini dell avvenuta conciliazione. La sottoscrizione del verbale impegna i firmatari all osservanza dell accordo raggiunto.. Articolo 8 Poteri sostitutivi in caso di inerzia, ritardo ed inadempienza 1. Nel caso di ingiustificato ritardo, inerzia o inadempimento degli impegni assunti, i responsabili dell Accordo devono esperire ogni possibile tentativo per il superamento degli ostacoli rilevati. A tal fine invitano il soggetto al quale il ritardo, l inerzia o l inadempimento è imputabile ad assicurare che la struttura da esso dipendente adempia entro un termine prefissato. 2. Il soggetto cui è imputabile il ritardo, l inerzia o l inadempimento è tenuto a far conoscere, entro il termine prefissato, le iniziative assunte e i risultati conseguiti. 3. Nel caso di mancato superamento degli ostacoli rilevati, i responsabili dell Accordo ne riferiscono al Comitato Paritetico per i successivi adempimenti a cura dei responsabili dell attuazione e della gestione che, individuate le misure da adottare, provvederanno, ai sensi della vigente normativa in materia, all esercizio di poteri sostitutivi. 9
10 4. Ove le azioni di cui ai precedenti commi non garantiscano il risultato dell adempimento o lo garantiscano in modo insufficiente, il Comitato Paritetico assume la determinazione di attivare le procedure per la revoca immediata del finanziamento, in ragione della titolarità dei fondi, senza pregiudizio per le eventuali azioni nei confronti del soggetto, cui sia imputabile l inadempimento, e per l esercizio di eventuali pretese risarcitorie. 5. Le risorse revocate possono essere riprogrammate nell ambito del presente Accordo. Articolo 9 Adesioni successive alla firma dell Accordo da parte di altri soggetti pubblici e/o privati - Agevolazioni fiscali 1. I soggetti che possono chiedere di aderire al presente Accordo di Programma Quadro sono: - enti pubblici, - organismi del terzo settore, - aziende private. 2. Ai fini dell adesione i soggetti di cui al comma 1: - nel caso intendano sostenere o finanziare Piani di intervento allegati al presente Accordo, debbono comunicare alla Commissione per le adozioni internazionali ed all Ente autorizzato incaricato dell attuazione del Piano prescelto, l ammontare e l obiettivo del finanziamento disposto, indicando gli estremi della delibera o decisione del proprio organo competente; - nel caso, invece, intendano aderire con un proprio piano di intervento, debbono presentare alla Commissione per le adozioni internazionali un progetto contenente: le finalità i destinatari gli obiettivi specifici le tipologie e le metodologie di intervento i finanziamenti stanziati la durata. 3. I cittadini od i soggetti non rientranti fra le categorie indicate al punto 1, che scelgono di sostenere uno o più interventi previsti dai singoli Piani, allegati al presente Accordo, sono tenuti ad informare la Commissione per le adozioni internazionali dell eventuale adesione; nella comunicazione vanno indicati i destinatari, la durata dell impegno assunto e la somma versata all ente attuatore dell intervento prescelto. 10
11 4. Ai finanziamenti erogati per il sostegno dei Piani di intervento di cui ai punti 1., 2. e 3., si applicano le agevolazioni fiscali previste dalla legge n 49/87, dalla legge n 266/91 e dal Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n 460 e successive modificazioni ed integrazioni. Articolo 10 Disposizioni generali 1. Il presente Accordo di Programma Quadro è vincolante per tutti i soggetti sottoscrittori. I controlli sugli atti e sulle attività poste in essere in attuazione dell Accordo stesso sono successivi. 2. Il presente Accordo dispone per il periodo e mantiene la sua validità fino alla completa attuazione degli interventi in esso previsti. Per concorde volontà dei sottoscrittori, esso può essere prorogato, modificato o integrato, in conformità con le procedure di verifica e aggiornamento di cui agli articoli 2 e Qualora l inadempienza di una o più delle parti sottoscrittrici comprometta l attuazione di un intervento previsto nell Accordo, sono a carico del soggetto inadempiente le spese sostenute dalle altre parti per studi, piani, progetti e attività inerenti l intervento medesimo. 4. Previa approvazione del Comitato Paritetico, possono aderire all Accordo altri soggetti pubblici e privati rientranti tra quelli individuati alla lettera b) del punto 1.3 della delibera Cipe 21 marzo 1997, la cui partecipazione e azione siano ritenute opportune per la piena realizzazione delle attività e degli interventi previsti dal presente Accordo. 5. Alla scadenza dell Accordo i soggetti responsabili sono incaricati delle eventuali incombenze relative alla definizione dei rapporti pendenti e delle attività non ultimate. Il presente Accordo di Programma Quadro è corredato dell allegato A e dell allegato B che si compone di 22 allegati che ne fanno parte integrante. Roma, 27 nov letto e sottoscritto da: Per la COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI (Presidente: Cons. Carmela Cavallo) 11
12 Per gli Enti - AMI -AMICI MISSIONI INDIANE (Presidente: Dr. Silvano Caldana)... - Ai.Bi. -ASSOCIAZIONE AMICI DEI BAMBINI (su delega del Presidente Dr Marco Griffini: Dr. Alessandro Baldo) - AIPA- ASSOCIAZIONE ITALIANA PRO ADOZIONI - AVSI - ASSOCIAZIONE VOLONTARI PER IL SERVIZIO INTERNAZIONALE - GVS -GRUPPO VOLONTARIATO SOLIDARIETA (Presidente: Dr.ssa Miriam Ramello). (Presidente: Dr. Alberto Piatti) (su delega del Presidente don Francesco Corbo: dr.ssa Annalisa Giordano) - CIFA ONLUS - CENTRO INTERNAZIONALE PER L INFANZIA E LA FAMIGLIA-ONLUS (Presidente: Dr. Gianfranco Arnoletti).. - ISTITUTO LA CASA (Presidente: dr.ssa Alice Calori).. - CIAI - CENTRO ITALIANO AIUTI ALL INFANZIA (su delega del Presidente dr.ssa Valeria Rossi Dragone: dr.ssa Maria Luisa Faraoni Quaranta).. SI APPROVA: IL MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA ON.LE STEFANIA PRESTIGIACOMO 12
A. P. Q. progetto per la realizzazione di un sistema di apprendimento su rete tecno-educativa (progetto M.A.R.T.E.) PREMESSE
A. P. Q. progetto per la realizzazione di un sistema di apprendimento su rete tecno-educativa (progetto M.A.R.T.E.) PREMESSE VISTO l articolo 2, comma 203 della legge 1996, n. 662 e successive modificazioni

References: articolo 2
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 articolo 11
 articolo 7
 articolo 6
 articolo 39
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 Articolo 1
 Articolo 2
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 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
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 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
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