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Timestamp: 2020-08-12 04:46:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26788 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26788 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. II, 22/12/2016, (ud. 20/10/2016, dep.22/12/2016), n. 26788
sul ricorso 18785-2012 proposto da:
H.R., C.F. (OMISSIS), TITOLARE DELL’OMONIMA IMPRESA
INDIVIDUALE, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA ADRIANA 20,
presso lo studio dell’avvocato MARTIN HARTNER, rappresentato e
difeso dall’avvocato ALBERTINA GAVAZZI;
DITTA INDIVIDUALE ANDAL DI A.C., C.F. (OMISSIS), IN
PERSONA DEL TITOLARE LEGALE RAPP.TE, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA A.BERTOLONI 3, presso lo studio dell’avvocato MANUELA
PATRONO, che lo rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 1051/2012 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
udito l’Avvocato Gavazzi Albertina difensore del ricorrente che ha
udito l’Avv. Patrono Manuela difensore del controricorrente che ha
1. – Il Tribunale di Busto Arsizio rigettò l’opposizione, proposta da H.R., avverso il decreto ingiuntivo a lui notificato su istanza di A.C. (titolare della ditta individuale Andal), relativo al pagamento del corrispettivo per la fornitura di merci.
2. – Sul gravame proposto dallo H., la Corte di Appello di Milano confermò la pronuncia di primo grado.
3. – Per la cassazione della sentenza di appello ricorre H.R. sulla base di cinque motivi.
Resiste con controricorso A.C., nella qualità.
1. – Col primo motivo di ricorso, si deduce la “omessa motivazione in ordine alla mancata ammissibilità della nuova prova documentale” (così, letteralmente, il motivo); lamenta che la Corte territoriale abbia ammesso, nel giudizio di appello, alcuni documenti prodotti da esso ricorrente e non ne abbia ammesso altri.
Il motivo è inammissibile, perchè generico, in quanto il ricorrente non deduce il contenuto dei documenti di cui lamenta la mancata ammissione in appello, al fine di consentire a questa Corte di svolgere il proprio sindacato.
Va peraltro ricordato che, in tema di ammissibilità di nuove prove nel giudizio d’appello, a norma dell’art. 345 c.p.c., comma 3, il collegio è tenuto a motivare esclusivamente l’indispensabilità che ne giustifica l’ammissione, in deroga alla regola generale che invece ne prevede il divieto, ma non anche la mancata ammissione delle prove ritenute non indispensabili, che si conforma alla predetta regola generale (Sez. 1, Sentenza n. 16971 del 21/07/2009, Rv. 609757).
2. – Col secondo motivo, si deduce la violazione e la falsa applicazione dell’art. 345 c.p.c., comma 3, per non avere la Corte di Milano ritenuto indispensabili, ai fini del decidere, e non avere ammesso, una parte dei documenti prodotti in grado di appello e non ammessi.
Anche questa censura è inammissibile per le medesime ragioni evidenziate in relazione al primo motivo. Il ricorrente, peraltro, omette del tutto di argomentare in ordine alla decisività e indispensabilità dei documenti di cui lamenta la mancata ammissione.
3. – Col terzo motivo (erroneamente numerato come quarto), si deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 1362 c.c. e segg., per avere la Corte di Appello applicato erroneamente i canoni di interpretazione dei contratti, facendo ricorso a regole interpretative sussidiarie pur essendo certa la comune volontà delle parti (in particolare avrebbe fatto ricorso ai criteri di lealtà e correttezza, pur risultando che gli ordini e le fatture erano stati intestati alla società ” H. Moden GmbH”).
La Corte territoriale ha interpretato il contenuto dei contratti sulla base di una pluralità di elementi, tenuti in conto e valutati nel loro complesso, che giustificano le conclusioni cui è pervenuta. La Corte di Appello ha ricostruito la volontà contrattuale innanzitutto sulla base dei criteri generali di cui all’art. 1361, 1362 e 1366.
La motivazione è coerente, completa ed esente da errori logici e giuridici.
4. – Col quarto motivo (erroneamente numerato come quinto), si deduce la insufficiente motivazione della sentenza impugnata, per avere la Corte territoriale omesso di spiegare le ragioni per le quali alcune fatture erano intestate allo H. personalmente ed altre alla società ” H. Moden GmbH”.
Il motivo è inammissibile, perchè sottintende una censura alla ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di merito e propone lettura alternativa degli elementi probatori acquisiti, che non può trovare ingresso in sede di legittimità.
5. – Col quinto motivo (erroneamente numerato come sesto), si deduce la contraddittorietà della motivazione della sentenza impugnata relativamente alla ritenuta prevalenza del codice comunitario di identificazione fiscale sulla denominazione del soggetto.
Erroneamente il ricorrente denuncia il vizio della motivazione, pur non essendo la questione sottoposta afferente alla ricostruzione del fatto e della volontà dei contraenti. In realtà, la doglianza sembra afferire ad una questione di diritto, tuttavia non dedotta, in quanto il ricorrente non denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, una violazione o una falsa applicazione di norme di diritto.

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