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Timestamp: 2020-05-27 09:41:49+00:00

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Caso Garlasco, ecco la clamorosa richiesta della Cassazione che ha già spaccato in due il popolo del web | Caffeina Magazine
Caso Garlasco, ecco la clamorosa richiesta della Cassazione che ha già spaccato in due il popolo del web
11 Dicembre 2015/ Italia/
La Procura generale della Cassazione chiede di annullare la sentenza di condanna a 16 anni di reclusione nei confronti di Alberto Stasi, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto del 2007. In particolare, il pg Oscar Cedrangolo, pur non chiedendo un annullamento senza rinvio, invita i giudici della quinta sezione penale ad annullare con rinvio la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano del 17 dicembre 2014 ” in accoglimento di entrambi i ricorsi”, vale a dire sia di quello di Alberto Stasi che di quello della Procura di Milano, che per Stasi vorrebbe una condanna a 30 anni di reclusione, contestando a Stasi anche la crudeltà dell’omicidio.
Sembrerebbe una richiesta contraddittoria quella del sostituto procuratore generale Cedrangolo, ma come lui stesso spiega: “Siamo in presenza di un omicidio efferato, commesso con brutalità” e proprio per questo “non si può dare un colpo al cerchio e uno alla botte” come a suo dire ha fatto il giudice dell’Appello bis, condannando Stasi. “Se l’imputato è innocente -ha concluso Cedrangolo- va assolto altrimenti va condannato a pena adeguata per l’atrocità del delitto commesso”. Dalle prime battute della requisitoria, in ogni caso si capisce quel che pensa il pg della Cassazione che fa a pezzi la sentenza di condanna di Stasi, sottolineando “la debolezza dell’impianto accusatorio davanti a indizi non certi e non concordanti” una sentenza, che a detta della Procura di piazza Cavour, “fa un insistito tentativo di trovare un movente pur di farlo come elemento causale, ma rivelando tutta la debolezza dell’impianto accusatorio”.
Nel corso della lunga e appassionata requisitoria, Cedrangolo dice con chiarezza che ci sarebbero “i presupposti per annullare senza rinvio la sentenza di condanna per fare rivivere l’esito del primo grado” con cui Alberto Stasi venne assolto. Tuttavia, il pg in segno di “rispetto” come lui stesso dice più volte chiede un annullamento con rinvio, ma in accoglimento sia della richiesta della Procura che soprattutto del ricorso di Stasi. Quel che Cedrangolo chiede alla Cassazione è un atto di coraggio. “Se l’imputato è innocente va assolto, se no va condannato alla pena adeguata, per l’atrocità del delitto commesso”. Nel corso della requisitoria il pg ha demolito pezzo per pezzo la sentenza dell’Appello bis. “Con le ipotesi -ha sottolineato- non si fanno processi penali”. Contestate le prove: dal dispenser al Dna sui pedali della bicicletta; per il pg non regge nemmeno il movente che i giudici dell’Appello bis avrebbero imputato a Stasi. “La sentenza di rinvio -ha evidenziato Cedrangolo- si industria a costruire un movente legato alla vicenda delle immagini pornografiche sul Pc di Stasi che, secondo loro, avrebbero turbato Chiara fino al punto da distruggere l’immagine di Alberto Stasi come ragazzo perbene”.
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