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sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; - PDF
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1 sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; sentenza Brasserie du Pecheur: 1) le condizioni fissate per il risarcimento del danno a livello statale non possono essere meno favorevoli di quelle che riguardano reclami analoghi di natura interna, e neppure possono essere tali da rendere impossibile o eccessivamente difficile ottenere il risarcimento ; 2) il principio della responsabilità dello Stato per danni causati ai singoli da violazioni del diritto comunitario [ ] ha valore in riferimento a qualsiasi ipotesi di violazione[ ],qualunque sia l organo di quest ultimo [dello Stato] la cui azione od omissione ha dato origine alla trasgressione
2 sentenza Kobler: (Corte di Giustizia 30 settembre 2003, causa C-224/01) configurabilità della responsabilità dello Stato anche per il caso in cui la violazione del diritto comunitario provenga da un organo giurisdizionale di ultimo grado. Condizioni: il grado di chiarezza e di precisione della norma violata, il carattere intenzionale della violazione, la scusabilità o l inescusabilità dell errore di diritto, la posizione adottata eventualmente da un istituzione comunitaria nonché la mancata osservanza, da parte dell organo giurisdizionale di cui trattasi, del suo obbligo di rinvio pregiudiziale [ ] sentenza Traghetti del Mediterraneo: (Corte di Giustizia 13 Giugno 2006, causa C-173/03) afferma l incompatibilità della l. n. 117/88 in quanto: 1) esclude la responsabilità dello Stato per manifesta violazione del diritto comunitario commessa nell esercizio dell attività interpretativa; 2) limita alle sole ipotesi di colpa grave la responsabilità dello Stato.
3 sentenza del 24 novembre 2011, resa in una procedura di infrazione intrapresa dalla Commissione, trascorsi due anni dalla pronuncia Traghetti del Mediterraneo: l Italia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del principio generale di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto dell Unione da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado : 1) escludendo qualsiasi responsabilità dello Stato italiano per i danni arrecati ai singoli a seguito di una violazione del diritto dell Unione imputabile ad un organo giurisdizionale nazionale di ultimo grado, qualora tale violazione risulti da interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall organo giurisdizionale medesimo ; 2) limitando tale responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave, per come definiti dalla l. n. 117/88.
4 CHE COSA CHIEDEVA L EUROPA? Adeguamento della legislazione interna attraverso l introduzione: a) della responsabilità dello Stato( e non del magistrato); b) per violazione del diritto eurounitario anche derivante dall interpretazione delle norme ( e non del diritto interno); c) da parte dei giudici di ultimo grado. Salvaguardia dell indipendenza del magistrato ( sentenza Kobler: il principio di responsabilità di cui trattasi riguarda non la responsabilità personale del giudice, ma quella dello Stato. Ora, non sembra che la possibilità che sussista, a talune condizioni, la responsabilità dello Stato per decisioni giurisdizionali incompatibili con il diritto comunitario comporti rischi particolari di rimettere in discussione l indipendenza di un organo giurisdizionale di ultimo grado.
5 LE PRINCIPALI MODIFICHE DELLA L. N. 18/2015 Le modifiche più rilevanti, rispetto alla precedente disciplina, possono sintetizzarsi come segue: A) Risarcibilità del danno anche in casi diversi dalla privazione della libertà personale. B) Estensione delle ipotesi di colpa grave: 1) la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell Unione europea tenendosi conto, in particolare, del grado di chiarezza e di precisione delle norme violate nonché dell inescusabilità e della gravità della inosservanza e, in caso di violazione manifesta del diritto dell Unione europea, della mancata osservanza dell obbligo del rinvio pregiudiziale, nonchè del contrasto dell atto o del provvedimento con l interpretazione espressa della Corte di Giustizia dell Unione europea; 2) il travisamento del fatto o delle prove. C) Abrogazione del filtro di ammissibilità: l art 5 della legge n. 117/1988 prevedeva che il tribunale, sentite le parti, deliberasse in camera di consiglio sull ammissibilità della domanda, che veniva dichiarata inammissibile quando non erano stati rispettati i termini o i presupposti di cui agli articoli 2, 3 e 4, ovvero quando questa era manifestamente infondata.
6 D) Modifica della c.d. clausola di salvaguardia: l art. 2, L. n. 117/88 escludeva che, nell esercizio delle funzioni giudiziarie, potesse dar luogo a responsabilità l attività d interpretazione di norme di diritto e quella di valutazione del fatto e delle prove; nella nuova disciplina è previsto che tale attività interpretativa o valutativa possa costituire fonte di responsabilità, oltre nei casi di dolo, anche nei casi previsti dai commi 3 e 3-bis dell art. 2. E) Innalzamento del termine di decadenza da due a tre anni per la proposizione dell azione risarcitoria è innalzato da due ai tre anni. F) Obbligo per il Presidente del Consiglio dei Ministri di esercitare l azione di rivalsa nei confronti del magistrato nel caso di diniego di giustizia, ovvero nei casi in cui la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell Unione europea ovvero il travisamento del fatto delle prove, di cui agli art.2, commi 2, 3 e 3-bis, siano stati determinati da dolo o negligenza inescusabile. G) Innalzamento della misura della rivalsa da un terzo ad un mezzo dello stipendio annuale.
7 VECCHIO TESTO LEGGE 13 APRILE 1988, N. 117 NUOVO TESTO LEGGE 13 APRILE 1988, N. 117 Responsabilità per dolo o colpa grave. 1. Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto, di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. 2. Nell esercizio delle funzioni giudiziarie non può dar luogo a responsabilità l attività d interpreazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove. Responsabilità per dolo o colpa grave 1. Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto, di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. 2. Fatti salvi i commi 3, 3-bis ed i casi di dolo, nell esercizio delle funzioni giudiziarie non può dar luogo a responsabilità l attività d interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove.
8 3. Costituiscono colpa grave: a) La grave violazione di legge determinata da negligenza inescusabile, b) l affermazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento; c) la negazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento; d) l emissione di provvedimento concernente la libertà della persona fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione. 3. Costituisce colpa grave la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell Unione Europea, il travisamento del fatto o delle prove, ovvero l affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento o la negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento, ovvero l emissione di un provvedimento cautelare personale o reale fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione.
9 3. bis. Fermo restando il giudizio di responsabilità contabile di cui al decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1996, n. 639, ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell Unione Europea si tiene conto, in particolare, del grado di chiarezza e precisione delle norme violate nonché dell inescusabilità e della gravità dell inosservanza. In caso di violazione manifesta del diritto dell Unione Europea si deve tener conto anche della mancata osservanza dell obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell art. 27, terzo paragrafo, del T.F.U.E, nonché del contrasto dell atto o del provvedimento con l interpretazione espressa dalla Corte di Giustizia dell Unione europea.
10 LE NUOVE FATTISPECIE DI COLPA GRAVE DEL MAGISTRATO 1) Si allargano le ipotesi in cui è configurabile la colpa grave: manifesta violazione della legge e del diritto dell Unione europea Oltre all inosservanza del diritto dell Unione europea, non è più richiesta la grave violazione della legge interna, essendo reputata sufficiente quella manifesta, a prescindere dall elemento soggettivo della negligenza inescusabile; 2) Si introduce l ipotesi del travisamento del fatto o delle prove; 3) Quanto al c.d. errore revocatorio si prescinde dalla negligenza inescusabile (l affermazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento; la negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento) 4) Viene estesa alla misura reale la responsabilità per emissione di un provvedimento cautelare fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione.
11 LA MANIFESTA VIOLAZIONE DI LEGGE E DEL DIRITTO DELL UNIONE EUROPEA -Concetto di manifesta violazione di legge : per essere manifesta deve avere un evidenza tale da non richiedere un attività interpretativa; la violazione deve essere contraria alla lettera della disposizione nel suo significato linguistico. Vi deve essere un travisamento linguistico della disposizione. -Presupposti per la sussistenza della manifesta violazione di legge (art.2 comma 3 bis): - ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell Unione Europea si tiene conto, in particolare del grado di chiarezza e precisione delle norme violate nonché dell inescusabilità e della gravità dell inosservanza. In caso di violazione manifesta del diritto dell Unione Europea si tiene conto anche della mancata inosservanza dell obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell art.267, terzo paragrafo, del trattato sul funzionamento dell Unione Europea nonché del contrasto dell atto o del provvedimento con l interpretazione espressa della Corte di Giustizia dell Unione Europea; - necessità di conoscenza della normativa europea e della giurisprudenza delle Corti sovranazionali; - problematiche connesse alla proliferazione di leggi nel diritto interno ed alla relazione con diritto dell Unione oltre che alle diverse interpretazioni da parte delle Corti sovranazionali.
12 LE ALTRE IPOTESI DI COLPA - travisamento del fatto e delle prove Il travisamento della prova ricorre, facendo riferimento all art. 606 c.p.p., nel caso in cui il giudice abbia tratto il proprio convincimento da una prova che non esiste o su un risultato di prova obiettivamente ed incontestabilmente diverso da quello reale. Si ha travisamento della prova quando si utilizzi un informazione inesistente o si ometta l esame di elementi probatori offerti dalle parti. Il travisamento della prova non tocca il livello della valutazione ma si arresta alla fase antecedente dell errata percezione di quanto riportato nell atto istruttorio. Il travisamento del fatto in sede civile implica la valutazione di un complesso di circostanze che comportano una rivalutazione del fatto ( es: l errore revocatorio che legittima la revocazione della sentenza ex art.395 c.p.c. o, dopo la modifica dell art.360 c.p.c. l omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti). In sede penale, il travisamento del fatto, intanto può inficiare di nullità la sentenza in quanto concorrono due condizioni: l ammissione da parte del giudice di merito di un fatto manifestamente escluso dagli atti del processo, o viceversa; l incidenza di esso su un punto decisivo del giudizio. -Esclusione dell inescusabilità dell errore nelle altre ipotesi di cui all art.3: affermazione del fatto incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento e negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento. - Problemi connessi all attività di interpretazione in caso di travisamento del fatto e rischio di confusione dell azione di responsabilità con i mezzi di impugnazione.
13 LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA L art. 2 della L. 117/88 prevedeva che nell esercizio delle funzioni giudiziarie non può dar luogo a responsabilità l attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove. La modifica inserisce l inciso fatti salvi i commi 3, 3 bis ed i casi di dolo. Il riferimento alle ipotesi disciplinate dai commi 3 e 3 bis determina invece l inapplicabilità della salvaguardia a tutte le ipotesi di colpa grave, ed in particolare, al caso della violazione manifesta della legge o del diritto dell Unione europea. La clausola di salvaguardia rimarrebbe così applicabile, in teoria, alle sole violazioni della legge e del diritto dell Unione europea che non debbano considerarsi manifeste, ovvero fuori dai casi di colpa grave.
14 FILTRO DI AMMISSIBILITA - Orientamento della giurisprudenza costituzionale: 1) sentenza n. 18 del 1989: la previsione del giudizio di ammissibilità della domanda [ ] garantisce adeguatamente il giudice dalla proposizione di azioni manifestamente infondate, che possano turbarne la serenità, impedendo, al tempo stesso, di creare con malizia i presupposti per l astensione e la ricusazione ; 2) sentenza n. 468 del 1990: un controllo preliminare della non manifesta infondatezza della domanda, portando ad escludere azioni temerarie e intimidatorie, garantisce la protezione dei valori di indipendenza e di autonomia della funzione giurisdizionale, sanciti negli artt.da 101 a 113 della Costituzione. -Orientamento in controtendenza rispetto alla proliferazione di strumenti deflattivi; - rimedi processuali: -questione di legittimità costituzionale; -immediata delibazioni delle cause manifestamente infondate e pretestuose da parte del Giudice Istruttore e tempestiva rimessione della causa al collegio; -applicazione dell art. 96 c.p.c. per le domande temerarie; - rimedi organizzativi ed ordinamentali: creazione di una corsia preferenziale per le cause di responsabilità dei magistrati; individuazione dei carichi esigibili.
15 AZIONE DI RIVALSA - Obbligatoria nel caso di diniego di giustizia, ovvero nei casi in cui la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell Unione europea ovvero il travisamento del fatto o delle prove, di cui all articolo 2, commi 2, 3 e 3 bis, sono stati determinati da dolo o negligenza inescusabile ; - facoltativa negli altri casi: affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento; negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento; emissione di un provvedimento cautelare e reale fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione ; -presupposto: errore inescusabile; - limite della rivalsa: innalzamento da 1/3 ad ½ dello stipendio annuale; - non opponibilità al magistrato dell accertamento dei fatti nel giudizio contro lo Stato.
16 L EUROPA TRA IMMUNITA DEI GIUDICI ( The King can do not wrong ) E RESPONSABILITA
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 art. 2
 art. 2
 art.2
 art. 27
 art.267
 art. 606
 sentenza 
 art.395
 art.360
 sentenza 
 art.3
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 96
 articolo 2