Source: http://paperzz.com/doc/5249722/atto-di-citazione-proposto-dinanzi-al-tribunale-di
Timestamp: 2016-10-26 19:18:53+00:00

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Atto di citazione proposto dinanzi al Tribunale di
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3 OOTT. 20 4
OGGETTO: atto di citazione proposto dinanzi al Tribunale di Marsala, promosso dalla
sig.ra Calcara Samanta I Comune di Castelvetrano.
Costituzione in giudizio e nomina
difensore Avv. Daniela Grimaudo. Udienza del 22/0112015 .
L'anno duemila~iJ.AfiO~Dlel il giorno IREtJlA
OTtO 6R.{:.&quot;'
in Castelvetrano e nella
delle adunanze, si &egrave; riunita, la Giunta Comunale convocata nelle forme di legge.
Aw Felice
JU.&quot;IiOf
Presiede l'adunanza il
eJ sono
rispettivamente presenti e assenti i seguenti sigg.:
ERRANTE Felice Junior
CASTELLANO Maria Rosa
CAMPAGNA Marco Salvatore
CENTONZE Antonino
&middot; - Sindaco
&middot; - Assessore
. - Assessore
-Assessore
X&shy;
Con la partecipazione del Segretario Generale dott. Livio Elia Maggio. Il Presidente, constatato che gli intervenuti sono in numero legale, dichiara aperta la riunione e invita a deliberare sull'oggetto sopraindicato. LA GIUNTA COMUNALE
Premesso che sulla proposta di deliberazione re}ativa all'oggetto:
- il responsabile del servizio interessato, per quanto concerne la responsabilit&agrave; tecnica
ed in ordine alla regol&agrave;rit&agrave; e alla correttezza dell'pione ammInistrativa;
- il responsabile di Ragioneria, per quanto &amp;oncerne l/responsabilit&agrave; contabile e la copertura
ai sensi degli artt. 53 e 55 della legge n.142/90, recepita con L.R. n.48/91 , modificata con
L.R. n. 3012000 hanno espresso parere FAVOREVOLE.
VISTO l'atto di citazione notificato il 23/09/2014 al Comune di Castelvetrano, in
persona del Suo Sindaco pro tempore, ad istanza della sig.ra Calcara Samanta,
rappresentata e difesa dall' Avv. Giovanni Agate, con il quale si cita il Comune di
Castelvetrano a comparire all'udienza del 22/01/2015, innanzi al Tribunale di Marsala,
con invito a costituirsi ai sensi e nelle forme di legge;
VISTA la relazione del 22/10/2014 prot. n. 1631/Leg. a firma dell'Avv. Daniela
Grimaudo;
RITENUTA l'opportunit&agrave; di costituirsi ritualmente in giudizio, per difendere le ragioni
del Comune di Castelvetrano;
CHE, per quanto sopra, si ritiene necessario, nominare difensore di fiducia del
Comune l'Avv. Daniela Grimaudo, Legale del Comune, per costituirsi in giudizio per
rappresentare e difendere il Comune di Castelvetrano nel procedimento di cui sopra;
RILEVATO che si prescinde dal parere del responsabile di Ragioneria, in quanto il
presente atto non comporta alcun impegno di spesa;
Per i mot&igrave;vi di cui in narrativa:
1) - COSTITUIRSI, nel giudizio civile pendente presso il Tribunale di Marsala, giusto
atto di citazione notificato al Comune di Castelvetrano 23/09/2014 ad istanza della
sig .ra Calcara Samanta, rappresentata e difesa dali' Avv. Giovanni Agate.
2) - NOMINARE a tal uopo Legale di questo Comune l'Avv. Daniela Grimaudo, per
rappresentare e difendere il Comune di Castelvetrano nel giudizio di cui sopra
attribuendo alla stessa ogni facolt&agrave; di legge ivi compreso transigere e quietanzare,
chiamare un terzo in causa, proporre domanda riconvenzionale ovvero appello
incidentale, farsi sostituire ed eleggere domicilio.
3) - DARE ATTO che il presente provvedimento non comporta alcuna autorizzazione
di spesa e si potr&agrave; provvedere alle spese vive di acquisto di marche da bollo e di
eventuali missioni tramite il servizio di Economato.
~ ........ , ,,:J::
con S€p&eacute;lrr::ta vot&middot;-:lzicnc unanime la presente
deliL;J.:r&eacute;'. : . ~; L L. Voi
L. R. n. 4 /.. /91.
:':'611::1 Ut.l ~rt.
12 11&deg; comma del '&quot;
(&quot;;itt&agrave; di Castelvetrano Piazza Umbelio I
Castelvetrano (Tp) T81. 0924-909210/0924-909257
Telefax: 0924-904244 Apertura al pubblico: luned&igrave; e mercoled&igrave; dalle ore 12.00 alle 14.00 e.mail: [email&#160;protected] Fun:&gt;:ion,Hio: Avv. Daniela Grimaudo
Oggetto; - FIRICA.NO Salvatore cl Comunedi Castelvetrano - sinistro de11'1.04.2012 - atto di citazione dinanzi al G.d.P. di Castelvetrano notificato il 17.10.2014; - CALCARA Samanta cl Comune di Castelvetrano - sinistro del
4.02.2013 - atto di citazione dinanzi al :Tribunale di Marsala,
notificato il 23.09.2014;
- FAVARA Maria Giovanna cl Comune di Castelvetrano - sinistro
dcI 5.10.2012 - atto di citazione dinanzi al Tribunale di Marsala
notificato il 22.09.2014.
.&quot; i &middot; .'&quot; . ...,
Al Dirigente del Settore AA.GG.
ptr\\1,1&middot;&lt;.&Igrave; Ui O
norc prot. nn . 1630/ leg, 1631/lcg e 1633/leg tutte dci 22.10.2014, qucst'Ufficio ha
,I rc!azionare in merito all'opportunit&agrave; di costituirsi nei giudizi in oggetto.
J,(' note suddette oltre che a] Sindaco sono state inviate ai Dirigenti di Settore interessati
fln (l ltenere informazioni integrati\rc a sostegno della difesa del Comune.
In dara 2.1 .10.2014 le note sono state resti tuite dal Sindaco munite della dicitura
I1P,'ocedere in l'oJ?-forn1.it&agrave;&quot;.
. \ dire il n :w, nella nota prot. 1663 / leg il Sindaco si &egrave; limitato ad apporre la sua firma e la
J~l.l;1 ~c n!.;J
b scritta di cui sopra.
In data 27 .10.2014 l'Ufficio ha trasmesso le proposta di dcliberazione della G.i\J.,
pcr la costituzione in giudizio, affinch&egrave; Ella apponesse la firma atte stante la &quot;n:go /[/I&Ugrave;l&igrave;
nUT.:;;;a[lC
/,'J'Ii&lt;
&quot;/I I.:
l /I'a:':folJe
&middot; ClIIJIIJllllxt/'tltll.'[/
&middot; &middot; &middot; &quot;.
1I.: ~{)IIIIt.ta t' (()I/'etteZ:Ztl ({{}
:~c ll()n c h(~
in data 2&lt;J.1O.2014 le proposte sono statc rcstituite bre\'i manu alla Sig.a (;razia
Di :\ L&ugrave;o, con la t11oti\-azion&eacute; verbale che le stesse non crano accompagnate da relazione in
me nti&gt; ;: Ihl
llc ccss it~
di costjruirsi in giudizio.
[Jnich&egrave; ritengo cbe la dicitura &quot;Dovendo costituirsi in giudiZio per d!fendere le ragioni
I&Ugrave;1 /! !F;;t(!If,
s&Igrave;f:rni
fichi in lin\!ua
italiana cbc ('llcst'Ufficio
riticne necesaria tale costituzione c che la
(kitU ! lI I1p p os ta dal Sinuaco
&quot;Procedere in conformit&agrave;&quot; significhi che lo stesso concorda con
rale o pp o rtunit&agrave;, atteso anche che detta valutazione di opportunit&agrave; non compete ad Ella quale
Di ri ge1l(T del Settore l\AGG., cui il Regolamento Comunale dell'Avvocatura non attribuisce
;t! cLlna compctcn7.a
sindacare in merito, si inviano nuovamente in allegato le proposte di cui
~.; ()p ra affinch&egrave;: \'cnga apposto il visto o altri~cnti vengano restituite con adeguata mouva%ionc
:;ni tln .
Dis tinti saluti.
n(~ g rone $~(;Hja .na
,&quot;' r,:,w \\ic i~,
Regionale di Trapani
Citt&agrave; di Castelvetrano Piazza Umberto I
Tei. 0924-909210 10924-909257
Telefax: 0924-904244
Apertura al pubblico: luned&igrave; e mercoled&igrave; dalle ore 12.00 alle 14.00
hmziollario: Avv. Daniela Grimaudo
Oggetto: CALCARA Samanta cl Comune di Castelvetrano - sinistro del 4.02.2013 - atto di citazione dinanzi al Tribunale di Marsala notificato il 23.09.2014 - ud. 22.01.2015 Al Di.rigente del Settore P.M.
Al DIrigente del Settore Uffici Tecnici
_ _ __ ) Al Sindaco
Con l'MIO di citazione indicato in oggetto, che fa seguito alla richiesta risarciroria
j&igrave;CIYCnllta al prot. geo. al nO 11278 del 21.02.2013, la Sig.CI Samanta calcarCI chiede al
\obunalc (li I\Jarsala. di condannare il Comune a risarcir/o dci danni subiti a causa
dc))'infonunio in aggetto, per avere urtarolln cane a suo dire randagio, mentre con la
pn&gt;Plia /tuto percorreva la S.S.119 all'inrersezione della via Tagliata .
Con nota prot. l 822/P.i'vI.. del 7.(n.2013 il Dirigente del Settore P .i\1. aveva
im&ugrave;lto il rapporto di incidente stradale redatto dagli agenti intetvenuti sul luogo.
J ,,1 richiesta stragiudiziale era stata cos&igrave; rigettata con la fondamentale
!lwl.i\'&eacute;lziol1c della visibilit&agrave; dell'ostacolo posta a causa dci sinistro e dell'imprudenza
\.lcJLt
danneggiat~\
C'lmuntjUC
che, in situazione di piena visibilit&agrave; non era riuscita ad evirarlo c,
mantenete il controllo del mezzo.
Nella relazione non &egrave; stata per&ograve; indicata la segnaletica presente sui luoghi, con
particolare riferimento al limite di velocit&agrave; vigente.
DO\&quot;Cl1do costituirsi in giudizio per difendere le ragioni dell'Ente, &egrave; necessario
che la d elta relazione venga integrata con li clementi sopra detti.
l ':' necessario altresl che si comunichi, anche dii parte del Dirigente del Settore
\1~:;~G ci
'l'c&egrave;nici, se siano stati fatti accertamenti sulla propriet&agrave; del cane, definito randat,rio
c.Ldl',utTicc c anche dagli agenti di P.I\J. intervenuti.
:)i aUega copia dell'atto di citazione e si rimane in attesa di riscontro, onde
C( H)scntirc alla scrivente di predisporre per tempo i necessari atti difensivi clel Comune.
&quot;\1 Sindaco si chiede di adottare comu11C.Juc gli atti amministrativi necessari alla
C():,(&quot;&Igrave;IL1zione in giudizio.
,/&quot;--'
/ Avv.
COMi NE DI COPli
CASTELVETRANO 2 &quot;J.J
~&quot;;T '&igrave;r'\ 1
~ \; l 1),1 1 I
UNALE DI MARSALA
1.(.~
n''--:,() tV....................
0&quot;' ..
PrOl. .~...... . .. CaL.. :':':':':'.:.:':.:: &ccedil;l. .. ,.......... F ie.. ......... .. Atto di Citazione
La Sig.ra CALCARA. SAMANTA, nata a Castelvetrano (TP) il 30.03.199t?edl.~goda rappresen!
hen ermI In ognI
stato e grado del pre
ed ivi residente in Via Quasimodo n. 29, C.F. CLCSNT92C70C2860), ai fini d~iudizio l'Avv. Gio,
Agate, conferendo
presente giudizio elettivamente domiciliata in Castelvetrano, Via IV Novembr~tesso?gni e pi&ugrave; a
racolt&agrave; di Legge com
al mandato. Dichiar
14, presso lo studio dell' Avv. Giovanni Agate (GTAGNN73M21 C2860 - peceleggere domicilio, pl
avv!:!&Igrave;ovanniagate(a),pec.it - fax 0924.1934540), che la rappresenta e difende i!i?astelvetrano, Via
Novembre 14.
virt&ugrave; di mandato a margine del presente atto,
dell'art 4 co. 3&deg;
28/2010 della possi!
Il COMUNE DI CASTELVETRANO m persona del smdaco pro tempor&lt;1nediazione ivi previ~
dei benefici fiscali d
domiciliato per la carica in Castelvetrano, Piazza Umberto I, a comparire dinam9 1 medesimo de(
come da atto allegato.
. d'manzI. a l G ..
I d e l T'b
d'l, nedei
a l a comparITe
n una1e d'l M arsa la, S ez. e G ..
eSlgnan
sensi e per gli effetti
locali delle sue ordinarie sedute, all'udienza del 22.1.2015 ore di rito, con invit&lt;Jj).lgs. 19612003
(-' ,
a costituirsi nel tennine di gg. 20 prima della suddetta udienza, ~~k&gt;,
l'avvertimento che la costituzione oltre i tennini suddetti implica le decadenze di .,&shy;
(bQ CD
i {}.
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. V\~
cui agli arti. 38 e 167 C.p.c. e che non comparendo si proceder&agrave; in
per ivi sentir far diritto alle seguenti domande alle quali si premette,
In data 4 febbraio 2013, alle ore 15:30 circa, l'odierna attrice alla glU
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dell'autovettura Mercedes Smart, targata CA440CA, in propriet&agrave; alla
Talluto Anna Maria, assicurata per la RCA con la compagnia Carige, proveni a da Santa-Ninfa e
percorr~va
la S.S. 119 in direzione Castelvetrano.
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14.5'2,
~~~, SE r. 2014 .
grossa taglia, color miele, in misura improvvisa e repentina attraversava la strada,
~~.~;' ~ G ) '...,::;) / . .
Sennonch&egrave;, immediatamente dopo l'intersezione della S.S. 119 con la V~&eacute;ibr,,' . '.
Tagliata, in prossimit&agrave; del centro commerciale &quot;Paghi Poco&quot;,un cane randagio
portandosi dal terrapieno posto a destra della carreggiata, verso il lato sinistro di
A causa del repentino attraversamento, la Sig.ra Calcara non riusciva ad evitare
l'impatto con l'animale.
In seguito all'urto violento, il cane randagio perdeva la vita, rimanendo
esalllme sulla linea di mezzena della S.S. 119, come inoppugnabilmente
testimoniato dalla documentazione fotografica
a~legata
al rapporto di incidente
stradale redatto dal U.O. Infortunistica Stradale del Comando di Polizia
Municipale della Citt&agrave; di Castelvetrano intervenuto sui luoghi del sinistro.
Inoltre, l'impatto con l'animale faceva si ch&egrave; la Signora Samanta Calcara
perdesse irrimediabilmente il controllo del mezzo, che continuava la marcia ancora
per diversi metri dopo l'impatto, urtava il cordolo della banchina e tenninava la
sua corsa, ribaltandosi e posizionandosi con la parte laterale destra sul manto
stradale in posizione trasversale rispetto all' asse della carreggiata.
A seguito della collisione, l'odierna attrice riportava rilevanti lesioni personali
che rendevano necessaria una immediata assistenza della stessa presso una
struttura di Pronto Soccorso.
Castelvetrano, velllva sottoposta a visita ali 'esito della quale i sanitari
riscontravano &quot;Ferita lacero contusa con perdita di sostanza all 'avambraccio
destro, polso e mano destra&quot;; venivano altres&igrave; applicati dei punti di accostamento
ed effettuati -accertamenti radiologici all'arto superiore destro, ecografia addome e
TC encefalo.
Se ne disponeva, quindi, il ncovero presso il reparto di Chirurgia plastica e
In data 5.02.2013 l'odierna attrice veniva sottoposta ad intervento chirurgico
per la revisione delle ferite e contestuale rimozione di corpi estranei (vetro) con
successiva sutura delle stesse.
Veniva dimessa il giorno 7.02.2013 con prescrizione di controlli periodici da
effettuare presso la medesima struttura ospedaliera, al fine della prosecuzione
dell' iter diagnostico-terapeutico richiesto dal caso, protrattisi di fatto sino al
16.04.2013 come da cartella clinica che si allega in copia.
Ad oggi, come attestato dalla relazione di consulenza medico legale redatta dal
Dott. Francesco Conte, Specialista in Chirurgia plastica ed estetica, le lesioni
riportate dalla attrice
una menomazione dell'integrit&agrave;
psicofisica della medesima tale da incidere profondamente sulla propria qualit&agrave; di
vita in tutte le sue manifestazioni.
La Sig.ra Calcara infatti, subito dopo i fatti di cui &egrave; causa, non &egrave; stata pi&ugrave; in
grado di riprendere le stesse normali occupazioni che rappresentavano il
tenore/stile di vita condotto dalla medesima immediatamente prima del sinistro in
oggetto, di talch&egrave;, in considerazione di quanto sopra, il CTP ha ritenuto di poter
quantificare come segue le diverse poste di danno, delle quali si chiede il
1) Danno biologico, che, come da consulenza di parte allegata, quantificato
in misura del 10%, pari a €. 36.807,00, oltre ai giorni di ITT ed ITP;
2)Danno patrimoniale, consistente nella quantificazione delle spese
mediche sostenute e quelle che si renderanno necessarie per gli interventi di
chirurgia estetica da eseguirsi, come attesta la relazione del Dott. Conte, pari ad €.
12.000,00 circa;
L'esposizione dei fatti non consente di revocare in dubbio la circostanza che la
responsabilit&agrave; del sinistro occorso all'istante in epigrafe sia da ascrivere totalmente
al Comune di Castelvetrano odierno convenuto, per le motivazioni infra spiegate
Sul quadro normativo-giurisprudenziale di riferimento.
Il perimetro normativo di riferimento all' interno del quale ricondurre la
fattispecie oggetto del presente giudizio &egrave; disegnato dalla Legge quadro n. 281 del
14.08.1991, quale fonte di regolamentazione primaria in tema di animali di
affezione e prevenzione del randagismo che, agli artt. 2, comma 2, 3, comma 2 e 4,
commi l e 2, delinea con estrema chiarezza la competenza dei Comuni nella
costruzione, sistemazione, gestione dei canili comunali e dei rifugi per cani; ogni
Regione ha successivamente emanato proprie norme d'attuazione.
In particolare, per la Regione Siciliana, dispone, in subiecta materia, la Legge
3.7.2000 n. '15 che, all'art. 14 pone esclusivamente in capo ai comuni (singoli o
associati, direttamente o in convenzione con enti privati o associazioni
protezionistiche o animalistiche) la cattura dei cani vaganti, con sistema indolore e
senza ricorrere all'uso di tagliole, bocconi avvelenati o pungoli. Analogamente
dispongono le successive Linee Guida Regionali per il controllo del randagismo,
emanate con Decreto dell'Assessore alla Sanit&agrave; 13.12.2007 pubblicato sulla
G.U.R.S. n. 4 del 25.l.08, nelle quali viene riaffermato che sono i comuni che
debbono provvedere, con le modalit&agrave; sopra indicate, alla cattura dei cani vanganti
o al prelievo di cani incidentati, feriti e/o malati.
Atteso, pertanto, che le statuizioru appena sopra richiamate costituiscono il
quadro normativo di riferimento, alla luce delle summenzionate disposizioni la pi&ugrave;
recente giurisprudenza di legittimit&agrave;, ha confermato, ribadendo orientamenti gi&agrave;
precedentemente espressi, che &quot;la
violazione delle norme di legge sul
randagismo, che impongono ai Comuni di assumere provvedimenti per evitare
che gli animali randagi arrechino disturbo alle persone, nelle vie cittadine &egrave;
fonte dell'obbligo dei Comuni di risarcire i danni che tali animali abbiano
causato agli utenti delle strade &quot;.
Lo ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione nella sentenza
28 aprile 20 l O, n. lO 190, proprio in considerazione della circostanza che la Legge
nazionale del 14 agosto 1991 n. 281, demanda , alle Regioni l' emanazione di
proprie leggi per l'istituzione dell'anagrafe canina e per l'adozione di programmi
contro il randagismo, affidando altres&igrave; ai Comuni il compito di vigilare tramite
le A.S.L. sul comportamento degli animali.
Assume, quindi, la S.c. che nel casus decisus, va ascritta al Comune, in solido
con la ASL, la responsabilit&agrave; dell'accaduto, in quanto spetta al Comune provvedere
alla vigilanza del territorio ed alla cattura, alla custodia ed al mantenimento dei
cani randagi; &quot;le norme di legge sul randagismo, infatti, impongono ai Comuni
di assumere provvedimenti per evitare che gli animali randagi arrechino
disturbo alle persone, nelle vie cittadine&quot;;Cass. Civ. Sez. III, 28 aprile 20 l O, n.
In misura esattamente confonne a quanto sopra si &egrave; nuovamente espressa la III
Sez. della S.C. di Cassocon la pronunciano 17528 del 23 agosto 20 Il , nella quale &egrave;
tornata a ribadire la responsabilit&agrave; del Comune in ordine ai dalU1j (patrimoruali e
non patrimoniali) provocati dai cani randagi, confennando l'orientamento adottato
summenzionata
lO 190/20 l O,
condalU1ato
l'amministrazione comunale a risarcire i dalU1i arrecati agli utenti delle strade da
tali animali.
Sulla base della normativa nazionale e regionale, infatti,
(nella speCIe, SI
trattava della legge regionale Campania n. 36/1993 , successivamente abrogata
dalla L. n. 16/2001), i Comuni sono chiamati a svolgere compiti di organizzazione,
prevenzione e controllo dei cani, anche di quelli randagi, insieme agli altri soggetti
indicati dalla medesima disciplina - che, ai sensi della Legge regionale 1512000
con riguardo alla Regione Siciliana coinvolge Regione, province regionali,
comuni, singoli o associati, e leaziende unit&agrave;
sanita~ie
locali, ognuno nell'ambito
delle rispettive competenze, avvalendosi della collaborazione delle associazioni
protezionistiche o animaliste -
al fine di &laquo;adottate concrete iniziative e assumere
provvedimenti volti ad evitare che animali randagi possano arrecare danni alle
persone nel territorio di competenza&raquo;.
Nella su richiamata pronuncia, pertanto, la S.C. di Cassazione, evidenziando
come dal combinato disposto della Legge quadro nazionale e di quella della
Regione Campania risultasse assolutamente pacifico che, &quot;entro i rispettivi ambiti
di competenza degli enti locali ed USL, in collaborazione con enti ed
protezionistiche,
animalistiche&quot;,
organizzazione, prevenzione, e controllo (anche) dei cani vaganti (siano essi
&laquo;tatuati&raquo;, e cio&egrave; scomparsi o smarriti dai proprietari, ovvero &laquo;non tatuati&raquo;)
spettano (pure) ai Comuni ( non pu&ograve; pertanto condividersi quanto affermato da
Cass., 7/12/2005, n. 27001 ), tenuti anch'essi, in correlazione con gli altri
soggetti pubblici (e non) indicati dalla legge, ad adottare concrete iniziative e
assumere provvedimenti volti ad evitare che animali randagi possano arrecare
danni alle persone nel territorio di competenza (cfr. Cass., 28/4/2010, n. 10190)&quot;,
e che quindi, &quot;in caso di ravvisata integrazione dell'ipotesi generale di
responsabilit&agrave; aquiliana non pu&ograve; prescindersi dal rilievo che, come da questa
Corte anche recentemente precisato, la P.A. &egrave; responsabile per i danni
causalmente riconducibili alla violazione dei comportamenti dovuti, i quali
costituiscono limiti esterni alla sua attivit&agrave; discrezionale e integrano la norma
primaria del neminem laedere di cui all'art. 2043 c.c. (cfr., con riferimento a
diversa ipotesi, Cass., 27/4/2011, n. 9404)&quot; , cosich&egrave; &quot;in presenza di obblighi
normativi la discrezionalit&agrave; amministrativa invero si arresta, e non pu&ograve; essere
nel peculiare
considerazione&quot;, va ''posto in rilievo che il modello di condotta cui la P.A. &egrave;
tenuta postula l'osservanza di un comportamento informato a diligenza
particolarmente qualificata, specificamente in relazione all'impiego delle misure
e degli accorgimenti idonei aifini del relativo assolvimento, essendo essa tenuta
ad evitare o ridurre i rischi connessi all'attivit&agrave; di attuazione della funzione
attribuitale.
Comportamento cui la P.A. &egrave; d'altro canto tenuta gi&agrave; in base all'obbligo di
buona fede o correttezza, quale generale principio di solidariet&agrave; sociale -che
trova applicazione anche in tema di responsabilit&agrave; extracontrattuale- in base al
quale il soggetto &egrave; tenuto a mantenere nei rapporti della vita di relazione un
comportamento leale, specificantesi in obblighi di informazione e di avviso
nonch&eacute; volto alla salvaguardia dell'utilit&agrave; altrui -nei limiti dell'apprezzabile
sacrificio-, dalla cui violazione conseguono profili di responsabilit&agrave; in ordine ai
falsi affidamenti anche solo colposamente ingenerati nei terzi (cfr. Cass. ,
20/2/2006,.n. 3651; Cass. , 27/1 0/2006, n. 23273; Cass. , 15/212007 , n. 3462; Cass. ,
13/412007, n. 8826 ; Cass., 24/7/2007, n. 16315; Cass. , 30/1 0/2007, n. 22860;
Cass., Sez. Un., 25/11/2008, n. 28056. Da ultimo cfr. Cass. , 27/4/2011, n. 9404 ).
Condotta che ove tardiva, carente o comunque inidonea provoca o non
impedisce la lesione di quei diritti ed interessi la cui tutela &egrave; propriamente
rimessa al corretto e tempestivo esercizio dei poteri attribuiti per l'assolvimento
della funzione (cfr. Cass., 25/2/2009, n. 4587. V. anche Cass., Sez. Un.,
2717/1998, n. 7339).
A tale stregua, in caso di concretizzazione del risc/lio che la norma violata
tende a prevenire, la considerazione del comportamento dovuto e della condotta
mantenuta assume allora decisivo rilievo, e il nesso di causalit&agrave; che i danni
conseguenti a quest'ultima astringe rimane invero presuntivamente provato
(Cfr. Cass. , Sez. Un. , 11/1/2008, n. 584; Cass., Sez. Un., 11/1/2008, n. 582. E, da
ultimo, Cass., 27/4/20 Il, n. 9404; Casso Civ. Sez. III, n. 17528 del 23 agosto
20 Il).
L'estensione dei summenzionati principi giurisprudenziali al caso
determina, per conseguenza,
l'indubbia declaratoria di
responsabilit&agrave; del
convenuto Comune di Castelvetrano, eventualmente in solido con la ASL di
Trapani per i danni , patrimoniali e non patrimoni ali soffelii dall 'odierna istante a
seguito del sinistro occorso le.
Responsabilit&agrave; ulteriormente acclarata dalla Legge regionale 15/2000, stante
che l'art. 14 della medesima, rubricato &quot;Cattura e custodia dei cani vaganti o
randagi&quot;,impone ai comuni singoli o associati, direttamente o in convenzione
con enti, privati o associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all'Albo
regionale di provvedere alla cattura dei cani vaganti con sistema indolore e
senza ricorrere all'uso di tagliole, di bocconi avvelenati o di pungoli. Non &egrave;
consentitala cattura di cani vaganti o randagi a soggetti diversi dagli addetti
a tale servizio.
Sulla dinamica del sinistro in oggetto.
Dalla ricostruzione del sinistro oggetto di causa, s&igrave; come operata dall'HO.
Infortunistica Stradale del Comando di Polizia Municipale della Citt&agrave; di
Castelvetrano, non residuano dubbi in ordine al fatto che circostanza da sola
sufficiente a determinare il sinistro medesimo, sia stata l'attraversamento
improvviso e repentino del cane randagio.
La circostanza poi, che alla Sig.ra Calcara non SIa stata contestata alcuna
infrazione alle norme del Codice della strada, e quindi, la assenza di qualsivoglia
rilievo in ordine ad una condotta di guida non conforme alle norme dello stesso
codice, induce a ritenere oltremodo acclarata laresponsabilit&agrave; del Comune
convenuto per i danni tutti dalla stessa patiti in conseguenza del sinistro de quo.
Del resto &egrave; dato di fatto tristemente noto, per l'attenzione che lo stesso ha
suscitato negli organi di stampa e sui siti di informazione locali, che il fenomeno
del randagismo nel Comune di Castelvetrano ha assunto, negli ultimi anni,
proporzioni tali che le stesse ne hanno impedito e ne ostacolano tutt'ora una rapida
ed efficace soluzione.
A conferma di quanto sopra, la testata giornalistica online &quot;Giornale di
Sicilia.itlTrapani&quot; nello stesso mese di aprile
dava altres&igrave; conto del fatto che
&quot;Il randagismo, per&ograve;, in citt&agrave;, non riguarda solo il parco archeologico. Triscina e
altri quartieri di Castelvetrano ne ospitano ancora tanti. Secondo le associazioni
animaliste ci sarebbero oltre 700 cani randagi in tutto l'abitato cittadino &quot;.
Per quanto sin qui esposto, pertanto, non residuano dubbi in ordine alla
sussumibilit&agrave; della fattispecie di cui &egrave; causa sia al dettato dell'art. 2043 c.c. che
della ipotesi speciale di cui all'art. 2051 c.c. con conseguente ascrivibilit&agrave; del
sinistro de quo alla esclusiva responsabilit&agrave; del Comune convenuto, stante che
risultano inoppugnabilmente provati tanto
presupposti dell 'una quanto quelli
dell ' altra delle norme sopra richiamate.
Infatti, risulta accertato, avuto riguardo al rapporto di incidente stradale redatto
dalla Polizia municipale della Citt&agrave; di Castelvetrano, che solo l' attraversamento
improvviso e repentino del randagio abbia avuto efficacia causale esclusiva nella
determinazione dell' occorso sinistro, mentre, per contro, all ' odierna attrice non
pu&ograve; imputarsi alcun fatto, ovvero nessuna condotta passibile d' essere ritenuta
quale concausa dell ' evento di danno.
Cosicch&egrave;, &quot;La responsabilit&agrave; per danni causati da un cane randagio deve
ascriversi unicamente ali 'Amministrazione Comunale, la quale ha il potere di
controllo e di vigilanza sul territorio e deve provvedere alla cattura, al ricovero,
alla custodia ed al mantenimento dei cani randagi sotto il controllo sanitario del
servizio veterinario dell 'ASL.
Rientra nei poteri del Comune la vigilanza ed il controllo del fenomeno del
randagismo, mentre la ASL &egrave; essenzialmente un organo tecnico del Comune, alla
quale viene affidata da quesl 'ultimo un preciso compito di natura specialistica,
con la conseguenza che, non agendo in via autonoma, non pu&ograve; essere direttamente
responsabile nei confronti del cittadino&quot;.
In un caso analogo, la summenzionata pronuncIa stabiliva l' inequivocabile
responsabilit&agrave; ex art. 2043 e 2051 c.c. della convenuta amministrazione comunale
H •••
in q Ulfn to, l'evento dannoso va ricollegato unicamente ad IIna condotta
omissiva della stessa Amministrazione Comunale o degli organi ad essa preposti,
nella Sila qualit&agrave; di proprietaria-custode della rete stradale comunale.
:1.,0
L'Amministrazione Comunale, oltre a provvedere alla manutenzione delle
strade, deve eliminare le situazioni di pericolo che non siano chiaramente
evitabili e percepibili dall'utente con l'uso della normale prudenza; il principio
del neminen laedere impone all'amministrazione il dovere di tenere le strade in
condizioni tali da non costituire per l'utente, che regolarmente confida nello
stato apparente di transitabilit&agrave;, un 'insidia o trabocchetto (Cass. 24/1/ 95
n.809). &quot;
Ci&ograve; posto, non appare, infine, pleonastico ricordare come la responsabilit&agrave; per i
danni cagionati da cose in custodia prevista dall'art. 2051 cod. civ. ha carattere
oggettivo ed affinch&egrave; possa configurarsi in concreto &egrave; sufficiente che sussista il
nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato, senza che rilevi al
riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno di un obbligo di vigilanza,
in quanto la nozione di custodia nel caso rilevante non presuppone n&eacute; implica uno
specifico obbligo di custodire analogo a quello previsto per il depositario, e
funzione della norma &egrave;, d'altro canto, quella di imputare la responsabilit&agrave; a chi si
trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa.
Infatti, l'art. 2051 c.c., nello stabilire che ciascuno &egrave; responsabile del danno
cagionato dalle cose che ha in custodia salvo che provi il caso fortuito, richiede,
per la sua applicabilit&agrave; al caso di specie afferente all'attraversamento di un animale
della sede stradale, che il danno si sia verificato, se non nell'ambito del dinamismo
connaturato alla cosa, quantomeno per l'insorgenza in questa di un processo
dannoso provocato da elementi esterni (giurisprudenza granitica sul punto),ed &egrave;
indiscutibile che la presenza di un cane randagio sulla sede stradale medesima,
incidendo in termini significativamente negativi sulla sua utilizzabilit&agrave;, faceva
assumere alla cosa una condizione assolutamente pericolosa e potenzialmente
lesiva per i fruitori della stessa, in quanto, mediante essa, era ostacolata in modo
imprevedibile la carreggiata e si produceva un turbamento emotivo incontrollabile
nella conducente che si vedeva improvvisamente davanti l'animale.
Con lettere raccomandate AIR del 18 febbraio 2013 e del 21.10 .2013, la
odierna attrice invitava la Amministrazione convenuta a voler provvedere
all' integrale risarcimento dei danni tutti patiti dall'odierna attrice a causa del
sinistro occorsole.
Tuttavia le superiori richieste ad OggI sono rimaste mevase, ritenendo la
medesima Amministrazione essere esente da qualsiasi responsabilit&agrave; m ordine
all' accaduto.
Per quanto premesso e rappresentato, pertanto, ritenuto sussistente tuttora il
diritto dell'odierna attrice ad ottenere l'integrale risarcimento dei danni patiti, la
Sig.ra Calcara Samanta rappresentata e difesa come sopra, chiede che
VOGLIA L'ONOREVOLE TRIBUNALE
Respinta ogni contraria istanza, eccezione e difesa
Nel merito: Ritenere e dichiarare che il sinistro stradale avvenuto nelle
circostanze di tempo e di luogo gi&agrave; indicate in premessa &egrave; da addebitare alla
esclusiva responsabilit&agrave; del Comune di Castelvetrano in persona del sindaco pro
tempore, per le ragioni esposte in narrativa.
Conseguentemente condannare il Comune di Castelvetrano alla rifusione
integrale Cii tutti i danni sofferti dalla Sig.ra Calcara Samanta, quantificati in
misura pari ad €. 48.0000,00, e/o in quell 'altra misura che sar&agrave; stabilita dal
Giudice all' esito delle risultanze istruttorie, con condanna agli interessi dall'epoca
del sinistro sino all'effettivo soddisfo.
Con vittoria di spese e competenze del presente giudizio e con distrazione in
favore del Procuratore antistario ex art. 93 C.p.c.
Come mezzo al fine, si chiede sin d'ora ammettersi:
Prova per testi a mezzo la Signora Paola Zuccarello nata a Erice il 27.7.1983 e
residente in Castelvetrano Via C. Colombo n. 6/9, per dire:
I) Vero &egrave; che il 4 febbraio 2013, alle ore 15:30 ,circa, la Signora Samanta Calcara
alla giuda dell'autovettura Mercedes Smart, targata CA440CA, provenIva
Santa Ninfa e percorreva la S.S. 119 in direzione Castelvetrano.
2) Vero &egrave; che immediatamente dopo l' intersezione della S.S . 119 con la Via Tagliata,
in prossimit&agrave; del centro commerciale &quot;Paghi Poco&quot;, un cane randagio di grossa
taglia, color miele attraversava la strada, portandosi dal terrapieno posto a destra
della carreggiata, verso il lato sinistro di quest'ultima.
3) Vero &egrave; che a causa del repentino attraversamento, la Sig.ra Calcara non riusciva ad
evitare l'impatto con l'animale.
4) Vero &egrave; che in seguito all ' urto violento, il cane randagio perdeva la vita, rimanendo
esanime sulla linea di mezzeria della S.S. 119;
all ' urto
irrimediabilmente il controllo del mezzo, che continuava la marcia ancora per
diversi metri dopo l'impatto.
6) Vero &egrave; che la Signora Samanta Calcara riportava rilevanti lesioni personali che
rendevanb necessaria una immediata assistenza della stessa presso una struttura di
Pronto Soccorso ed in particolare riportava una Ferita lacero contusa con perdita di
sostanza ali ' avambraccio destro, polso e mano destra;
CTU medico-legale al fine di determinare la natura e l'entit&agrave; delle lesioni riportate
dalla Sig.ra Calcara Samantanel sinistro in oggetto; l'entit&agrave; e durata dei
conseguenti postumi permanenti, con particolare riferimento al danno estetico
riportato; l'incidenza degli stessi sulla capacit&agrave; psicofisica e di relazione, nonch&eacute;
sulla capacit&agrave; lavorativa specifica dell 'attrice.
Con riserva di indicare ulteriori mezzi istruttori nei termini di cui all'art.
183 VI comma c.p.c.
Ai fini e per gli effetti della Legge 488/1999 si dichiara che il vcalore della
presente controversia &egrave; compreso tra €. 25.000,00 ed €. 50.000,00.
Si offrono in comunicazione atti e documenti come da separato indice.
Ad istanza della Signora Samanta Calcara, rappresentata e difesa dall' Avv.
Giovanni Agate, lo sottoscritto Ufficiale Giudiziario addetto all'Ufficio Unico
Notifiche presso il Tribunale di Marsala, ho notificato e lasciato copia del su
esteso atto a:
COMUNE DI CASTELVETRANO in persona del sindaco pro
tempore, domicilitato per la carica in Castelvetrano, Piazza Umberto I,
con~andoJ~~
, 15 Author
7 914 Кб

References: sentenza

 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 2043
 art. 93