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Timestamp: 2020-06-05 00:16:58+00:00

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Società in Bulgaria, lavorare in Italia: è possibile?
avv.bertaggia 9 Aprile 2020	Societario Internazionale 23 Commenti 11,080 visualizzazioni
SOCIETA’ IN BULGARIA, LAVORARE IN ITALIA: E’ POSSIBILE?
Società in Bulgaria lavorare in Italia, lecito, possibile? No a meno di non effettuare fenomeni di esterovestizione.
Per internazionalizzare l’azienda e diminuire la fiscalità, questa la risposta alla domanda “Società in Bulgaria, lavorare in Italia: è possibile?”, vi sono maniere lecite che presuppongono soluzioni legali, non il fatturare dall’Italia con un’azienda bulgara, comportamento evidentemente illegale.
Nel video la spiegazione del perchè non è possibile lavorare in Italia con una società Bulgara, a meno di non avere creato una stabile organizzazione della società Bulgara in Italia.
Per domande e richieste in ambito di costituzione di società estere: +390532240071
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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo Società in Bulgaria, lavorare in Italia: è possibile?- in www.avvocatobertaggia.com/blog
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19 Dicembre 2018 at 09:03
Buongiorno Avvocato. E’ possibile che per non aver pagato tasse di circa 9.000 euro, vengano bloccati conti e non si puo entrare in bulgaria prima di aver saldato. Credo che sono stato oggetto di truffa
24 Dicembre 2018 at 17:59
Gentile Sig. Cristiano: per risponderle dovremmo sapere se si tratta di un provvedimento preso dallo stato italiano o da un’altra giurisdizione. Ci risponda poi le faremo sapere con celerità.
I migliori Auguri di Felici Festività 2018/2019
26 Ottobre 2018 at 18:20
Salve Avvocato .
Io vorrei lavorare in italia facendo prestazione di manodopera , aprendo una srl in bulgaria .
27 Ottobre 2018 at 18:57
Gentile signor Marco, detta così assolutamente no. Comunque sul canale you tube dello Studio, ed anche nel blog, vi sono numerosi articoli in tema di esterovestizione da cui potrà trarre spunto.
Salve. Sono socia da qualche mese di una società con sede legale in Bulgaria. Vorrei uscirne. Può dirmi come fare? Serve per forza la mia presenza in Bulgaria, premettendo che ovviamente io non parlo il bulgaro. Grazie mille
12 Ottobre 2018 at 09:08
Occorre valutare diversi fattori, tra cui la composizione sociale e l’amministrazione, nonché lo statuto della società per capire come agire.
Senza leggere i documenti societari e lo statuto è impossibile rispondere, se vuole una consulenza in merito siamo a Sua disposizione, previa consegna dei documenti che occorrono per effettuare uno studio della pratica, ovvero visure statuto ed atto costitutivo in Inglese.
Se vuole procedere ci scriva a info@avvocatobertaggia.com per gli opportuni accordi. A disposizione per qualsiasi chiarimento, i migliori saluti
29 Agosto 2018 at 10:53
Buongiorno, vorrei gentilmente porle un quesito:
Una società Bulgara, che ha sede e conto corrente in una banca bulgara, può acquistare un’immobile (da un privato), tramite agenzia immobiliare in Italia?
come fa l’agenzia immobiliare ad avere la certezza e verificare la documentazione che sia realmente autentica?
Che documentazione deve richiedere l’agente immobiliare in fase di proposta?
30 Agosto 2018 at 17:03
Gentile Signora: si, una società estera (non importa che sia bulgara, può essere di qualunque stato)può comprare senza problemi un immobile in Italia, non deve avere nessun requisito particolare, se non l’iscrizione alla Camera di Commercio bulgara, e l’identificazione in Italia, con codice fiscale e rappresentante fiscale (persona fisica). La documentazione dovrà essere resa autentica da un Notaio bulgaro, con traduzione giurata in italiano, legalizzata tramite l’ambasciata. Tenga presente che il notaio italiano (e prima di lui voi-l’agenzia immobiliare) dovrà identificare il (o i) beneficiary owners, oltre che il legale rappresentante della società.
Quindi i reali proprietari della società bulgara saranno identificati in Italia, per cui gli stessi dovranno essere (se italiani) in assoluta regola sia con le tasse (atte a dimostrare come si sono accumulati i soldi necessari all’acquisto) che con il monitoraggio fiscale estero e la dichiarazione nel quadro RW, da verificare a vostra cura come obbligo antiriciclaggio.
Comunque visto che voi siete un’agenzia immobiliare, è consigliabile, al fine di evitare problemi, una consulenza privata con i nostri esperti.
10 Febbraio 2018 at 10:47
salve vorrei gentilmente alcuni chiarimenti….vorremmo aprire una società in bulgaria che si occupi di vendita online di autoveicoli volendo potremmo anche cambiare residenza per trasferirla in bulgaria ma vivendo prevalentemente in italia
Gentili signori, così come ribadito nel blog più e più volte, NON è possibile effettuare delle esterovestizioni sia societarie che della persona fisica e pretendere di essere in regola. Nel blog ci sono decine di articoli che trattano dell’argomento, vi invito a leggerli
accuratamente. Se poi voi desiderate commettere reati, noi come studio legale non possiamo avvallare tali comportamenti. Se al contrario, come auspichiamo, volete realmente internazionalizzare la vostra attività, esistono modi leciti e legali, che non sono sicuramente quelli da voi prospettati. Potete contattarci a info@avvocatobertaggia.com
30 Gennaio 2018 at 10:28
ho un amico che vuole aprire un e-commerce con sede in Bulgaria ma lavorando in Italia.
Vorrei sapere se fosse possibile effettuare tale tipo di operazione e le chiedo se può allegare i link delle leggi o di altro materiale a sostegno di quanto viene da lei affermato.
30 Gennaio 2018 at 11:35
Gentile Sig. Lucchese, il suo amico è una delle tante vittime di fake news e mala informazione che, in rete, circolano, veicolate da soggetti non professionali né professionisti, bensì improvvisati “venditori” di strumenti societari che non comprendono né capiscono. Come ampiamente spiegato nel blog (non ultimo nel video) non è legalmente possibile lavorare dall’Italia e fatturare dall’estero, tali tentativi sono solo volgari episodi di “esterovestizione”. La norma regolamentante la materia altro non è che il Decreto del Presidente della Repubblica – 22/12/1986, n.917 altrimenti detto T.U.I.R., i.e. Testo Unico Imposte Redditi) art. 73 che, fra l’altro, recita. ” Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le società e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato“. La sede dell’amministrazione è l’Italia (atteso che l’amministratore di fatto sarà l’Italiano e non il prestanome bulgaro), così come l’oggetto principale atteso che l’attività viene espletata dall’Italia ed anche la reale sede legale, visto che in Bulgaria vi è soltanto una sede fittizia senza radicamento territoriale ed esistenza autonoma.
A proposito poi di società bulgare fittizie, la Comm. trib. reg., (Toscana), sez. XXV, 23/06/2015, n. 1154 ha così determinato: ” L’esterovestizione consiste nella fittizia localizzazione all’estero di una società (o ente commerciale), sostanzialmente situata nel territorio dello Stato, al fine di beneficiare di un’imposizione più favorevole. Una società bulgara, anche se disponga di stabilimenti attrezzati e di duecento dipendenti, deve considerarsi fiscalmente residente in Italia, ove risulti provato che qui hanno concreto svolgimento le attività di direzione della società, in vista del compimento degli affari e della propulsione dell’attività dell’ente stesso.”
Un consiglio, si rivolga sempre a dei professionisti per trattare il diritto societario internazionale, diversamente subirà solo delle problematiche che potranno avere risvolti anche di rilevanza penale.
1 Febbraio 2018 at 09:12
Buongiorno, Gentile Avv. le ricordo che siamo in UNIONE EUROPEA , forse prima quando eravamo solo ITALIA si doveva far rispettare le leggi italiane, o sbaglio?
Gentile Sig. Andrea, il fatto che l’Italia appartenga alla UE non significa che lo stato abbia rinunciato alla potestà impositiva fiscale sui redditi prodotti all’estero in manuera fraudolenta dai residenti fiscali nello stato. Credo che sia meglio che lei, se vuole evitare problemi fiscali e penali, si applichi a comprendere al meglio le norme di fiscalità internazionale ed italiana (anche in ambito comunitario) e si informi adeguatamente sul concetto di esterovestizione (nel blog troverà molte sentenze relative a partire dalla stringa di ricerca). Tutte le attività fittiziamente locate all’estero sono destinate ad essere scoperte e sanzionate: non si tratta di domandarsi se saranno scoperte dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza, ma quando. Poi chiaramente uno può decidere di lavorare comunque nell’illegalità più totale (e magari non essere neppure mai scoperto) ma non può pretendere che il lavoro svolto in difformità ad ogni norma nazionale e comunitaria sia regolare. Così non è.
Le consigliamo la lettura di: Cassazione penale sez. III 22 gennaio 2015 n. 19007, e di Cassazione penale sez. III 21 febbraio 2013 n. 32091: “L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dall’art. 5 d.lg. 10 marzo 2000 n. 74, sussiste se l’impresa abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano nel territorio nazionale la gestione amministrativa, le decisioni strategiche, industriali e finanziarie, nonché la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi.”
Questo è quello che accade a tutte le attività falsamente estere ma gestite ed amministrate in Italia da residenti fiscali italiani.
4 Febbraio 2018 at 10:27
E se la gestione amministrativa viene svolta in Bulgaria? Le cose cambiano? Grazie
4 Febbraio 2018 at 18:57
Gentilissimo: se la gestione amministrativa, ovvero le decisioni strategiche e decisionali inerenti l’andamento aziendale sono realmente ( e bisogna fornirne prova ) espletate, tramite amministratore reale, competente e stipendiato, in Bulgaria; ciò costituisce un ottimo indizio probatorio volto alla dimostrazione dell’esistenza della società bulgara.
16 Maggio 2018 at 08:21
Buongiorno, mi intrometto se possibile in quanto vorrei fare la stessa cosa, vorrei pertanto capire se il sito e-commerce e’ bulgaro,la sede dell srl creata e’ in Bulgaria e io prendo residenza in Bulgaria non posso lavorare gestendo il mio e commerce dall’ Italia o da qualsiasi altra parte del mondo?? Sono confuso pensavo fosse possibile gestire il proprio sito da dove si voleva
16 Maggio 2018 at 13:42
Gentile Sig. Emanuele: la legge è molto chiara e precisa. L’attività come da lei descritta contrasta in pieno con la normativa fiscale, civile e penale dello Stato e non può assolutamente essere espletata in questo modo, si tratta infatti di esterovestizione. Le fonti normative da cuii desumere il tutto sono il combinato disposto degli artt. 2, 73 e (nel caso della Bulgaria) 167 del T.U.I.R., Decreto del Presidente della Repubblica – 22/12/1986, n.917, che fra l’altro, recita: “ARTICOLO N.2
OMISSIS 3. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le società e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato. Si considerano altresì residenti nel territorio dello Stato gli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia e, salvo prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’ articolo 168-bis, in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. Si considerano, inoltre, residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in uno Stato diverso da quelli di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’ articolo 168-bis, quando, successivamente alla loro costituzione, un soggetto residente nel territorio dello Stato effettui in favore del trust un’attribuzione che importi il trasferimento di proprietà di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonché vincoli di destinazione sugli stessi (10).
5-bis. Salvo prova contraria, si considera esistente nel territorio dello Stato la sede dell’amministrazione di società ed enti, che detengono partecipazioni di controllo, ai sensi dell’ articolo 2359, primo comma, del codice civile , nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1, se, in alternativa:
a) sono controllati, anche indirettamente, ai sensi dell’ articolo 2359, primo comma , del codice civile , da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
b) sono amministrati da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri residenti nel territorio dello Stato (11).
5-ter. Ai fini della verifica della sussistenza del controllo di cui al comma 5-bis, rileva la situazione esistente alla data di chiusura dell’esercizio o periodo di gestione del soggetto estero controllato. Ai medesimi fini, per le persone fisiche si tiene conto anche dei voti spettanti ai familiari di cui all’ articolo 5 , comma 5 (12).
5-quater. Salvo prova contraria, si considerano residenti nel territorio dello Stato le societa’ o enti il cui patrimonio sia investito in misura prevalente in quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari, e siano controllati direttamente o indirettamente, per il tramite di societa’ fiduciarie o per interposta persona, da soggetti residenti in Italia. Il controllo e’ individuato ai sensi dell’ articolo 2359 , commi primo e secondo, del codice civile, anche per partecipazioni possedute da soggetti diversi dalle società. (13).
5-quinquies. I redditi degli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia, diversi dagli organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari, e di quelli con sede in Lussemburgo, gia’ autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, di cui all’ articolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512 , convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649 , e successive modificazioni, sono esenti dalle imposte sui redditi purche’ il fondo o il soggetto incaricato della gestione sia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale. Le ritenute operate sui redditi di capitale sono a titolo definitivo. Non si applicano le ritenute previste dai commi 2 e 3 dell’ articolo 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti e depositi bancari, e le ritenute previste dai commi 3-bis e 5 del medesimo articolo 26 e dall’articolo 26-quinquies del predetto decreto nonche’ dall’ articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, e successive modificazioni.
ARTICOLO N.167
Disposizioni in materia di imprese estere controllate.
1. Se un soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite societa’ fiduciarie o per interposta persona, il controllo di un’impresa, di una societa’ o altro ente, residente o localizzato in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al comma 4, diversi da quelli appartenenti all’Unione europea ovvero da quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, i redditi conseguiti dal soggetto estero controllato sono imputati, a decorrere dalla chiusura dell’esercizio o periodo di gestione del soggetto estero controllato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da essi detenute. Tale disposizione si applica anche per le partecipazioni di controllo in soggetti non residenti relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni assoggettati ai predetti regimi fiscali privilegiati .
2 . Le disposizioni del comma 1 si applicano alle persone fisiche residenti e ai soggetti di cui agli articoli 5 e 87, comma 1, lettere a ), b ) e c ).
3 . Ai fini della determinazione del limite del controllo di cui al comma 1, si applica l’art. 2359 del codice civile, in materia di società controllate e società collegate.
4. I regimi fiscali, anche speciali, di Stati o territori si considerano privilegiati laddove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia.
Se desidera saperne di più in tema di esterovestizione guardi gli articoli scritti nel blog cercando esterovestizione nell’apposita stringa di ricerca.
Operando come vorrebbe lei (società bulgara inoperante in Bulgaria-finto residente estero-sede legale solo virtuale e non operativa-attività svolta in Italia) non si tratta di capire se subirà dei controlli, ma quando.
Se desidera internazionalizzare la sua attività in maniera legale, lo Studio è a sua disposizione.
29 Dicembre 2017 at 13:38
Buongiorno , porgo un quesito : sono italiano risiedo in bulgaria e fatturo prevalentemente in italia come mi devo comportare per l’ iva circa 60000 euro annui
29 Dicembre 2017 at 15:50
Gentile Sig. Francesco, con gli scarni elementi fornitici (60.000 di cosa? IVA, fatturato-attività svolta concretamente dove? Stabile organizzazione o sede reale? dipendenti in Bulgaria?, acquisti in Bulgaria? attività svolta in Italia? amministratore residente in Bulgaria o in Italia? soci?, etc..) non è possibile risponderle professionalmente. Ci invii una richiesta di consulenza a info@avvocatobertaggia.com e le forniremo una consulenza professionale in merito.
21 Settembre 2017 at 12:54
Ascolti, un consulente mi propone di aprire una società in Bulgaria, amministratore fiduciario, io lavoro in Italia (commercio di mobili) e fatturo tutto con la società Bulgara, in esenzione IVA visto che la bulgara ha la partita IVa Europea. Le tasse le pago in Bulgaria e gli utili me li prendo dalla società come prestito che poi non restituisco. Il consulente mi ha detto che è tutto legale e di non dare retta a chi dice il contrario che vogliono solo rubare soldi con difficoltà inutili. Fra l’altro spendo 350 €, anche un buon prezzo. Sentendo quello che dice lei mi sono venuti dei dubbi, può spiegarmi se è giusto così? Grazie in anticipo.
23 Settembre 2017 at 18:55
Gentile Sig. Andrea, purtroppo non è possibile fare come dice il suo “consulente”. Se naviga nel nostro blog troverà ampie spiegazioni sul perchè tali comportamenti, oltre che demenziali, sono illeciti.
Pingback: SOCIETÀ IN BULGARIA LAVORARE IN ITALIA PARTE 2 - Studio Avvocato Bertaggia Blog

References: art. 73
 articolo 168
 articolo 168
 articolo 2359
 articolo 2359
 articolo 5
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 articolo 11
 articolo 26
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 articolo 10