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Comune di Forlì Progetti Europei e Relazioni Internazionali
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1 Comune di Forlì Progetti Europei e Relazioni Internazionali Numero speciale/1 2007: ANNO EUROPEO DELLE PARI OPPORTUNITÀ PER TUTTI 1. A mo di presentazione Introduzione all Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti Un po di storia Gli obiettivi dell iniziativa Gli attori Le azioni previste Le azioni a lungo termine: il Programma Progress Il lancio dell Anno: il Primo vertice sull uguaglianza L Anno europeo a livello nazionale La normativa comunitaria di riferimento Link utili Pubblicazioni chiave... 29
2 1. A mo di presentazione La tutela comunitaria del principio di parità di trattamento tra uomini e donne risale alla stessa nascita della Comunità tanto da poter affermare che esso costituisce uno dei principi fondamentali del diritto comunitario. Gli obiettivi dell'unione europea in materia di parità fra uomini e donne consistono, da un lato, nel garantire la parità di opportunità e di trattamento fra donne uomini e, dall'altro, nella lotta contro qualsiasi discriminazione fondata sul sesso. Nel corso degli anni e dello sviluppo del processo di integrazione una simile tutela è stata allargata ad altri settori, allo scopo di offrire una tutela quanto più vasta contro qualsiasi forma di discriminazione anch essa, almeno in parte, affermata nei trattati del In particolare, mentre gli articoli 2 e 3 del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea (TCE), soprattutto dopo la sua modifica apportata nel 1997 con il Trattato di Amsterdam, prevede la promozione della parità tra uomini e donne, l articolo 13 TCE prevede la possibilità da parte del Consiglio UE di adottare i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso. Allo stesso tempo il principio della parità fra uomini e donne è affermato anche nelle disposizioni sociali del Trattato CE, per quanto riguarda le opportunità sul mercato del lavoro, il trattamento sul lavoro e le retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, agli articoli 137 e 141. La Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, proclamata a Nizza nel dicembre 2000, ha riaffermato il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, in particolare quella fondata sul sesso, e il dovere di garantire la parità fra uomini e donne in tutti i campi. Infine, la parità fra uomini e donne è stata incluso fra i valori dell'unione all'articolo I-2 del trattato che istituisce una Costituzione per l'europa. Per quanto riguarda la tutela contro ogni forma di discriminazione anch essa trova una sua prima forma di affermazione all interno del Trattato del 1957, all articolo 6 (ora articolo 12), che mirava però ad evitare solo il caso di discriminazione in base alla nazionalità. Con il Trattato di Amsterdam è stata così aumentata la portata di tale tutela prevedendo, all articolo 13, la possibilità da parte del Consiglio di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali. Ad esse si aggiungono poi gli articoli 136 e 137, che perseguono in particolare pag.2
3 la lotta contro l'emarginazione; l'articolo 141, che sancisce la completa parità tra uomini e donne nella vita lavorativa. È giusto comunque rilevare come la lotta contro ogni forma di discriminazione è stata, ancor prima della definizione di una più precisa base giuridica, al centro di diverse iniziative comunitarie. Tra queste ricordiamo l adozione da parte del Consiglio UE, nel 1996, di un'azione comune per lottare contro il razzismo e la xenofobia, e la conseguente decisione di creare, nel giugno 1997, a Vienna, un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, allo scopo di scambiare informazioni ed esperienze in questo campo e, quindi, la proclamazione dello stesso 1997 come Anno europeo contro il razzismo. Infine il Capo III della Carta dei diritti fondamentali è interamente dedicato al tema dell uguaglianza è infatti l articolo 21 che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali. Per quanto riguarda la normativa comunitaria il divieto di ogni discriminazione diretta o indiretta basata sulla razza o l origine etnica, la religione o le convinzioni, l handicap l età o l orientamento sessuale è stato affermato in due direttive adottate nel In particolare, mentre la Direttiva 2000/43 del 29 giugno 2000 da attuazione al principio di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall origine etnica, la Direttiva 2000/78 istituisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Nel 2004, l adozione della Direttiva 2004/113 ha esteso la tutela dell attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne all'accesso ai beni e servizi e alla loro fornitura. Più di recente la tutela normativa comunitaria è stata ulteriormente rafforzata attraverso l adozione della Direttiva 2006/54 del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, con cui è stata ampliata la tutela contro ogni forma di discriminazione diretta ed indiretta subita per ragioni di sesso, le molestie, sessuali e morali, riconoscendo anche la possibilità di ricorrere al giudice per tali violazioni e ammette l intervento in giudizio delle associazioni per la tutela della parità di trattamento. pag.3
4 Infine la stessa Direttiva impone la comminazione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive. L apertura dell Anno europeo è stato anticipata dalla pubblicazione di un numero speciale di Eurobarometro 1 dedicato proprio al tema della discriminazione nell Unione europea. La ricerca ha messo in luce come ancora oggi sia molte forte, da parte degli stessi cittadini europei, la percezione di una discriminazione diffusa nei loro paesi in base: all origine etnica, gli handicap, all orientamento sessuale, all età, alla fede o al sesso. 1 Eurobarometro è un servizio di analisi dell opinione pubblica istituito dalla Commissione nel 1973 che ne monitora l evoluzione negli Stati Membri sulle principali questioni facenti parte dell agenda politica e del processo decisionale dell UE come ad esempio: l allargamento, la situazione sociale, la sanità, la cultura, la ricerca, l ambiente, l euro, la difesa e altri pag.4
5 2. Introduzione all Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti 2.1 Un po di storia La proposta di dichiarare il 2007 Anno europeo delle pari opportunità per tutti risale al 2005, quando la Commissione ne fece l asse portante di un iniziativa più vasta costituita dalla definizione di una strategia quadro per la non discriminazione e le pari opportunità (COM(2005)224, Bruxelles, ) che era stata, a sua volta, il risultato delle reazioni e delle osservazioni raccolte dalla Commissione durante la fase di consultazione pubblica seguita alla pubblicazione del Libro verde Uguaglianza e non discriminazione nell Unione europea allargata, adottato il 28 maggio Il piano proposto dalla Commissione nel 2005 prevedeva, in primis, il rafforzamento della protezione giuridica offerta contro le discriminazioni, non solo a livello comunitario, ma soprattutto a livello nazionale, anche attraverso la creazione di organismi appositi. L individuazione di alcuni settori prioritari d azione come: 1) la formazione e il rafforzamento delle capacità degli organismi specializzati nelle questioni relative alla parità, ai giudici, ai giuristi alle ONG e alle parti sociali; 2) il collegamento in rete e lo scambio di esperienze tra i diversi soggetti interessati; 3) la sensibilizzazione e la divulgazione di informazioni relative alle disposizioni legislative comunitarie e nazionali in materia di lotta alla discriminazione. In questo quadro la dichiarazione del 2007 come Anno europeo delle pari opportunità per tutti aveva, secondo la Commissione, lo scopo di garantire una conoscenza quanto più vasta del programma delineato nella Comunicazione n. 224 del 2005 e quindi un approccio più positivo nei confronti dell uguaglianza. 2.2 Gli obiettivi dell iniziativa Gli obiettivi dell Anno europeo delle pari opportunità per tutti sono fissati all articolo 2 della Decisione n. 771/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006 che l ha istituito. Si tratta di quattro finalità che corrispondono ai quattro settori di attività del programma promosso in tale ambito: pag.5
6 a) Diritti: sensibilizzare sul diritto alla parità e alla non discriminazione nonché sulla problematica delle discriminazioni multiple. L anno europeo permetterà di informare i cittadini che tutti hanno diritto alla parità di trattamento, e ciò indipendentemente dal sesso, dalla razza o dalle origini etniche, dalla religione o dalle convinzioni personali, da eventuali handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali. L'anno europeo dovrà consentire ai gruppi che rischiano discriminazioni di conoscere meglio i loro diritti e la legislazione europea esistente in materia di non discriminazione. b) Rappresentatività: stimolare il dibattito sulle possibilità di incrementare la partecipazione alla vita sociale dei gruppi vittime di discriminazioni nonché una partecipazione equilibrata alla vita sociale di uomini e donne. L anno europeo favorirà la riflessione e la discussione sulla necessità di una maggiore partecipazione di tali gruppi alla vita sociale e di un loro coinvolgimento nelle azioni volte a combattere le discriminazioni in tutti i settori e a tutti i livelli. c) Riconoscimento: favorire e valorizzare la diversità e la parità. L anno europeo permetterà di sottolineare, evidenziando i benefici della diversità, il contributo positivo che tutti, indipendentemente dal sesso, dalla razza e dall origine etnica, dalla religione, dalle convinzioni personali, da eventuali handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali, possono dare alla società nel suo complesso. d) Rispetto: promuovere una società più solidale. L anno europeo permetterà di sensibilizzare i cittadini sull importanza di eliminare gli stereotipi, i pregiudizi e la violenza, di favorire buone relazioni tra tutti i membri della società, in particolare tra i giovani, e di promuovere e diffondere i valori che sottendono la lotta contro le discriminazioni. A ciò va aggiunto poi l obiettivo generale di rimuovere gli ostacoli e le ineguaglianze di cui, ancora oggi, sono vittime alcune comunità che si cercherà di raggiungere favorendo le relazioni tra comunità diverse e la fiducia e la comprensione reciproca, allo scopo di realizzare una società più coesa e solidale. 2.3 Gli attori Uno dei principi su cui si fonda la struttura dell Anno europeo delle pari opportunità per tutti è quello del decentramento. A guidare gli ideatori dell iniziativa verso questa scelta è stata principalmente l idea che solo attraverso un efficace integrazione delle situazioni pag.6
7 esistenti a livello di Stati membri sarà possibile raggiungere gli obiettivi fissati. Infatti, la diversità esistente all interno dell Unione e più in generale dell Europa -visto che vi hanno aderito anche in Paesi membri dello Spazio Economico Europeo (SEE): Islanda, Liechtenstein e Norvegia- sia in materia di tutela offerta dall ordinamento e dalla normativa nazionale contro la discriminazione, che di sensibilità sul tema, soprattutto a livello di opinione pubblica e società civile. È così previsto che la Commissione abbia un compito di coordinamento delle azioni attuate a livello europeo (con un budget previsto di 7 milioni di euro) allo scopo, in particolar modo, di garantire la complementarietà di tali azioni con le altre svolte in settori prossimi come: i fondi strutturali, lo sviluppo rurale, l istruzione e la formazione, la cultura, il dialogo interculturale, i giovani, i diritti relativi alla cittadinanza, l occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. A ciò si aggiungono poi gli Organismi di Coordinamento Nazionale (OCN) istituti o designati, nel caso di organismi già esistenti- a livello di Stato membro (o partecipante) cui spetta il compito di organizzare la partecipazione all Anno. In particolare l organismo è responsabile della definizione della strategia nazionale e delle priorità per l'anno europeo, nonché della selezione delle azioni individuali da proporre per il finanziamento comunitario. È la stessa Decisione n. 771/2006 che, all articolo 6, prevede che allo scopo di eseguire i propri compiti, l'organismo nazionale di attuazione consulta su base regolare e coopera in maniera stretta con la società civile, incluse le organizzazioni che difendono o rappresentano gli interessi di persone potenzialmente esposte alla discriminazione e all'ineguaglianza di trattamento con le altre parti rilevanti. Il terzo e forse più rilevante livello degli attori coinvolti nell attuazione, ma anche nella definizione, dell iniziative previste dall Anno è infatti rappresentato dalla società civile. Per questo la Commissione ha coinvolto tali soggetti sin dalle primissime fase di elaborazione dell iniziativa, chiedendo, in particolare, alle ONG di identificare i temi più importanti nell ambito della discriminazione di cui esse si occupano e di condividere le loro aspettative per l Anno europeo riguardo i suoi quattro obbiettivi chiave diritti, rappresentanza, riconoscimento e rispetto. Le principali ONG coinvolte sono: - La Piattaforma europea degli anziani (AGE) che rappresenta e promuove gli interessi degli anziani nell Unione europea e sensibilizza sui temi che li riguardano più da vicino; pag.7
8 - Il Forum europeo della disabilità (EDF), organizzazione ombrello che rappresenta più di 50 milioni di disabili in Europa. Il suo obiettivo è quello di assicurare ai cittadini disabili il pieno godimento dei diritti umani e fondamentali per mezzo di una partecipazione attiva allo sviluppo e all attuazione di politiche all interno dell Unione Europea. - La Rete europea contro il razzismo (ENAR) i cui obiettivi sono: combattere il razzismo, la xenofobia, l antisemitismo e l islamofobia, promuovere la parità di trattamento tra cittadini dell UE e dei paesi terzi e collegare le iniziative locali, regionali e nazionali con quelle europee. - La Lobby europea delle donne (EWL), la più grande organizzazione ombrello di associazioni di donne nell Unione Europea. Il segretariato dell EWL ha sede a Bruxelles ma questa ONG ha organizzazioni aderenti in tutti i 27 Stati Membri dell UE. La Lobby europea delle donne si propone di promuovere i diritti delle donne e l uguaglianza tra uomo e donna nell Unione Europea. - L Associazione internazionale gay e lesbiche (ILGA-Europe), un organizzazione non governativa che rappresenta a livello europeo i suoi membri, in particolare la comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender. - Il Forum europeo della gioventù (EYF) che opera per conferire Autorità ai giovani affinché essi possano partecipare attivamente sia alla costruzione dell Europa e della società in cui vivono sia allo sviluppo delle loro condizioni di vita, in quanto cittadini europei del mondo odierno. Il Forum europeo della gioventù difende gli interessi di tutti i giovani in Europa. Per quanto concerne i cosiddetti partner sociali, i principali attori coinvolti sono le organizzazioni che hanno, tra le loro finalità, la difesa o che rappresentanza degli interessi delle persone potenzialmente esposte alla discriminazione o alla disparità di trattamento. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di organizzazioni o ONG che rappresentano datori di lavoro e dipendenti cioè i cosiddetti partner sociali europei- e che hanno particolare interesse nella realizzazione delle pari opportunità e nella promozione delle diversità, in particolare sul luogo di lavoro. I soggetti partecipanti sono: - La Confederazione degli industriali europei (UNICE), composta da 39 membri in rappresentanza di 33 paesi, che da voce alle imprese in Europa e si pone i seguenti obiettivi: rilascio di energia imprenditoriale, sostegno all innovazione, formazione del pag.8
9 potenziale del mercato interno, sviluppo del funzionamento del mercato del lavoro, miglioramento della politica ambientale affinché sia più efficace ed efficiente, potenziamento degli investimenti commerciali internazionali. - La Confederazione europea dei sindacati (ETUC) che rappresenta gli interessi comuni dei lavoratori. Il suo obiettivo primario è la promozione del modello sociale europeo e la creazione di un Europa unita di pace e stabilità, dove i lavoratori e le loro famiglie possano godere di pieni diritti umani e civili e di elevati standard di vita. - Il Centro europeo delle imprese a partecipazione pubblica e delle imprese di interesse economico generale (CEEP) di Bruxelles che dà voce alle aziende singole ed associate e agli impiegati che lavorano nel settore dei servizi pubblici. - L Associazione europea dell artigianato e delle piccole e medie imprese (UEAPME) che rappresenta a livello comunitario gli interessi delle piccole e medie imprese (PMI) e di quelle artigiane e commerciali europee. L UEAPME è un importante partner sociale europeo e agisce in nome delle PMI e delle imprese artigiane nel dialogo sociale europeo e nelle discussioni con le istituzioni dell UE. Si tratta di un organizzazione senza scopo di lucro e apolitica. Completano il quadro dei soggetti coinvolti nell organizzazione e nell attivazione dell Anno altre istituzioni e organismi comunitari come: il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni, il Comitato Economico e Sociale e L Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (prima conosciuta col nome di Osservatorio Europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi). 2.4 Le azioni previste L Anno europeo delle pari opportunità per tutti prevede, per la sua attuazione, un ampio ventaglio di iniziative, suddivise in: incontri e manifestazioni; campagne promozionali, informative ed educative; indagini e studi a livello comunitario o nazionale. Queste verranno svolte sia a livelle comunitario, sia a livello nazionale e locale. Il budget totale ammonta a 15 milioni di euro. Per quanto riguarda le azioni su scala comunitaria la Commissione ha organizzato e organizzerà incontri e manifestazioni finalizzate alla sensibilizzazione in merito agli obiettivi dell anno europeo, comprese le conferenze di apertura e di chiusura dell anno pag.9
10 europeo, tramite il sostegno concesso agli Stati membri che esercitano la Presidenza dell UE in quei periodi e l'organizzazione del primo vertice annuale sulle parità. Sempre la Commissione ha organizzato e organizzerà campagne d'informazione e promozionali comprendenti: la creazione del logo dell iniziativa da usare per le attività che rientrano nell anno europeo; una campagna d'informazione su scala comunitaria; l adozione di misure adeguate per evidenziare i risultati ed aumentare la visibilità delle azioni e delle iniziative comunitarie che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi dell'anno europeo; l organizzazione di competizioni europee che evidenzino i risultati e le esperienze relative ai temi dell anno europeo. Inoltre grazie al servizio Eurobarometro la Commissione svolgerà indagini e studi su scala comunitaria riguardanti una serie di quesiti per valutare l'impatto dell'anno europeo, cui si affiancherà anche una relazione di valutazione dell'efficacia e dell'impatto dell'anno europeo. Per quanto riguarda il livello nazionale le azioni previste verranno finanziate dal bilancio dell'unione europea fino ad un massimo del 50 % dei costi complessivi per Stato membro. In particolare, dopo la pubblicazione della Decisione istitutiva dell Anno (n. 771/2006), la Commissione ha trasmesso agli organismi competenti per l attuazione dell Anno a livello nazionale, un invito a presentare proposte cui ognuno di essi ha riposto indicando la strategia e le priorità nazionali per l'anno europeo, le azioni proposte per il finanziamento nello Stato membro in questione, nonché le organizzazioni responsabili dell'attuazione di ogni singola azione. Per quanto riguarda le azioni a livello locale, regionale o nazionale, queste possono comprendere: incontri e manifestazioni collegati agli obiettivi dell anno europeo, tra cui una manifestazione di apertura dell iniziativa; campagne di informazione ed educative ed altre misure a livello nazionale atte a divulgare i principi ed i valori che sottendono l anno europeo, compresa l'organizzazione di premi e competizioni; sondaggi e studi, con finalità diverse da quelli svolti nel quadro delle azioni su scala comunitaria. Infine, la decisione istitutiva dell Anno prevede che la Comunità possa offrire il suo sostegno morale, compresa l'autorizzazione scritta di utilizzare il logo e altro materiale in relazione con l'anno europeo, a iniziative intraprese da organismi pubblici o privati, se questi ultimi possono dimostrare, in misura soddisfacente per la Commissione che le pag.10
11 iniziative in questione si svolgono o si svolgeranno durante l anno europeo e possono contribuire in modo significativo al conseguimento di uno o più obiettivi dell'anno europeo. 2.5 Le azioni a lungo termine: il Programma Progress Allo scopo di garantire l'efficacia a lungo termine dell'anno europeo delle pari opportunità per tutti la Commissione ha lanciato il nuovo programma Progress per l'occupazione e la solidarietà, che coprirà il periodo In particolare Progress, istituito con la Decisione n. 1672/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 2006, mira a garantire continuità alle idee migliori sviluppate durante l'anno: nuovi approcci, nuove idee e soluzioni introdotte per rafforzare l'impegno dell'ue nel campo della parità e della non discriminazione. Gli obiettivi generali di Progress sono: - migliorare la conoscenza e la comprensione della situazione degli Stati membri e degli altri paesi partecipanti mediante l analisi, la valutazione e l attento controllo delle politiche; - appoggiare lo sviluppo di strumenti e metodi statistici e di indicatori comuni suddivisi, se del caso, per sesso e gruppo di età, nei settori contemplati dal programma; - sostenere e seguire, se del caso, l attuazione della legislazione e degli obiettivi strategici della Comunità negli Stati membri e valutarne l'efficacia e l impatto; - promuovere la creazione di reti, l apprendimento reciproco, l identificazione e la diffusione di buone prassi e di impostazioni innovative a livello europeo; - sensibilizzare maggiormente le parti interessate e il grande pubblico alle politiche e agli obiettivi comunitari attuati nel quadro di ciascuna delle cinque sezioni. Il programma si articola poi in cinque sezioni: I. Occupazione. Nel quadro dell attuazione della strategia europea per l occupazione (SEO) le azioni finanziate mirano a: - migliorare la comprensione della situazione nel settore dell'occupazione, segnatamente attraverso la realizzazione di analisi e di studi e l'elaborazione di statistiche e di indicatori; - seguire e valutare l'attuazione delle linee di orientamento e delle raccomandazioni europee per l'occupazione ed analizzare l'interazione fra la strategia europea per l'occupazione ed altri settori politici; pag.11
12 - organizzare scambi riguardanti politiche e processi e promuovere l'apprendimento reciproco nell'ambito della strategia europea per l'occupazione; - sensibilizzare, diffondere informazioni e sollecitare il dibattito segnatamente fra gli operatori regionali e locali e le parti sociali. II. Protezione sociale e integrazione. La sezione è finalizzata a: - migliorare la comprensione delle questioni attinenti alla povertà e delle politiche in materia di protezione sociale e di inserimento, segnatamente tramite la realizzazione di analisi e di studi, nonché tramite l'elaborazione di statistiche e di indicatori; - seguire e valutare l'attuazione del metodo aperto di coordinamento nel settore della protezione sociale e dell'inserimento ed analizzare l'interazione fra tale metodo e altri settori politici; - organizzare scambi su politiche e processi e promuovere l'apprendimento reciproco nel quadro della strategia in materia di protezione sociale e di inserimento; - sensibilizzare, diffondere informazioni e sollecitare dibattiti, segnatamente fra le organizzazioni non governative e gli operatori regionali e locali; - sviluppare la capacità delle principali reti dell'unione (come, ad esempio, degli esperti nazionali o delle organizzazioni non governative) di perseguire gli obiettivi politici dell'unione. III. Condizioni di lavoro. Questa sezione ha per oggetto il sostegno al miglioramento dei luoghi e delle condizioni di lavoro, ivi compresi gli aspetti sanitari e di sicurezza sul lavoro, attraverso i seguenti strumenti: - favorire una migliore comprensione della situazione relativa alle condizioni di lavoro, segnatamente tramite la realizzazione di analisi e di studi e tramite l'elaborazione di statistiche e di indicatori, nonché valutare l'incidenza della legislazione, delle politiche e delle procedure in vigore; - sostenere l'applicazione del diritto del lavoro dell'unione attraverso il miglioramento dei controlli, la formazione degli operatori, l'elaborazione di guide e la creazione di reti riunenti organismi specializzati; - avviare azioni preventive e favorire la cultura della prevenzione nel settore della sanità e della sicurezza sul lavoro; pag.12
13 - sensibilizzare, diffondere informazioni e sollecitare dibattiti sulle principali sfide e sulle questioni politiche riguardanti le condizioni di lavoro. IV. Diversità e lotta contro la discriminazione. Obiettivo di questa sezione è quello di offrire un sostegno all'applicazione effettiva del principio di non discriminazione, nonché la promozione dell'integrazione di tale principio nelle politiche dell'unione tramite: - una maggiore comprensione della situazione relativa al settore della discriminazione, attraverso la realizzazione di analisi e di studi e l'elaborazione di statistiche e di indicatori, ma anche per mezzo dell analisi dell'incidenza della legislazione, delle politiche e delle procedure in vigore; - il sostegno all'applicazione della legislazione "antidiscriminazione" dell'unione, attraverso il miglioramento dei controlli, la formazione degli operatori e la creazione di reti riunenti organismi specializzati nel campo della lotta contro la discriminazione; - la sensibilizzazione, la diffusione delle informazioni sulle principali sfide e questioni politiche riguardanti la discriminazione e l'integrazione della lotta contro la discriminazione nelle politiche dell'unione; - lo sviluppo della capacità delle principali reti dell'unione (come, ad esempio, degli esperti nazionali o delle organizzazioni non governative) di perseguire gli obiettivi politici dell'unione. V. Parità tra donne e uomini. La sezione si propone di sostenere l'applicazione effettiva del principio di uguaglianza fra donne e uomini, nonché la promozione dell'integrazione della dimensione del "genere" nelle politiche dell'unione: - favorendo una migliore comprensione della situazione, per quanto riguarda le questioni attinenti all'uguaglianza fra donne e uomini e l'integrazione della dimensione del "genere", per mezzo della realizzazione di analisi e di studi e tramite l'elaborazione di statistiche e di indicatori, nonché attraverso la valutazione dell'incidenza della legislazione, delle politiche e delle procedure in vigore; - sostenendo l'applicazione della legislazione dell'unione in materia di uguaglianza fra donne e uomini tramite il potenziamento dei controlli, la formazione degli operatori e la creazione di reti riunenti organismi specializzati nelle questioni attinenti all'uguaglianza; pag.13
14 - sensibilizzando, diffondendo informazioni e sollecitando dibattiti sulle principali sfide e questioni politiche riguardanti l'uguaglianza fra donne e uomini, nonché l'integrazione della dimensione del "genere"; - sviluppando la capacità delle principali reti dell'unione (come, ad esempio, degli esperti nazionali o delle organizzazioni non governative) di perseguire gli obiettivi politici dell'unione. Le azioni finanziate sono quindi molteplici: Il programma finanzia azioni transnazionali, quali: a) attività analitiche: i) raccolta, elaborazione e diffusione di dati e statistiche; ii) elaborazione e diffusione di metodologie e, se del caso, di indicatori o criteri di riferimento; iii) realizzazione di studi, analisi e indagini e diffusione dei risultati; iv) realizzazione di valutazioni e analisi dell impatto e diffusione dei risultati; v) elaborazione e pubblicazione di guide, relazioni e materiale didattico tramite Internet o altri supporti mediatici; b) attività di apprendimento reciproco, sensibilizzazione e diffusione: i) identificazione e scambio di buone prassi, impostazioni ed esperienze innovative, organizzazione di valutazioni a pari livello e apprendimento reciproco mediante riunioni/workshop/seminari a livello nazionale, transnazionale o europeo, tenendo presenti, se possibile, circostanze specifiche nazionali; ii) organizzazione di conferenze/seminari della presidenza; iii) organizzazione di conferenze/seminari a sostegno dello sviluppo e dell attuazione della normativa e degli obiettivi politici della Comunità; iv) organizzazione di campagne e manifestazioni nei mezzi di comunicazione; v) raccolta e pubblicazione di materiali al fine di diffondere informazioni e risultati del programma; c) sostegno ai principali operatori: i) sostegno alle spese di funzionamento delle principali reti di livello europeo le cui attività sono collegate all'attuazione degli obiettivi del programma; pag.14
15 ii) organizzazione di gruppi di lavoro costituiti da funzionari nazionali per seguire l applicazione del diritto comunitario; iii) finanziamento di seminari specializzati destinati a coloro che sono attivi nel settore, ai principali funzionari e ad altri operatori pertinenti; iv) creazione di reti fra organismi specializzati a livello europeo; v) finanziamento di reti di esperti; vi) finanziamento di osservatori a livello europeo; vii) scambio di personale fra amministrazioni nazionali; viii) cooperazione con istituzioni internazionali. I destinatari sono: gli Stati membri; i servizi pubblici per l'occupazione; le Autorità locali e regionali; gli organismi specializzati previsti dalla legislazione dell'unione; le parti sociali; le organizzazioni non governative organizzate a livello dell'unione; le università e gli istituti di ricerca; gli esperti in valutazioni; gli istituti nazionali di statistica; i media. Infine, Il budget proposto è di milioni di euro per il periodo , ripartiti tra le varie sezioni secondo i seguenti minimali: occupazione 23%; protezione sociale e integrazione 30%; condizioni di lavoro 10%; diversità e lotta contro la discriminazione e 23%; parità tra donne e uomini 8%. 2.6 Il lancio dell Anno: il Primo vertice sull uguaglianza L inaugurazione dell Anno europeo delle pari opportunità per tutti si è tenuta a Berlino nelle giornate del 30 e 31 gennaio 2007, in occasione del primo vertice sull uguaglianza, organizzato congiuntamente dalla Commissione Europea e dalla Presidenza tedesca dell UE, cui hanno partecipato 450 delegati provenienti da tutta Europa, tra cui Ministri dell UE, organismi antidiscriminazione, sindacati, imprenditori e organizzazioni non governative. Obiettivi principali dell iniziativa erano, oltre all inaugurazione dell Anno, anche: l identificazione di provvedimenti ad hoc per fare delle pari opportunità una realtà europea; la condivisione di buone pratiche per massimizzare i vantaggi della diversità sia per i singoli che per la totalità delle società europee. I lavori si sono svolti su due sessioni plenarie e quattro workshop. La prima sessione, intitolata Fare dell uguaglianza una realtà, ha avuto come scopo pag.15
16 l identificazione dei fattori chiave del cambiamento, allo scopo di permettere all UE di compiere, nel breve termine, passi in avanti sostanziali nella lotta alla discriminazione e nella realizzazione delle pari opportunità. La seconda sessione, dal titolo Massimizzare i vantaggi della diversità, era finalizzata all individuazione di buone pratiche, di sviluppi basilari e di provvedimenti da attuare per massimizzare i vantaggi della diversità, sia per il singolo che per le società europee. I workshop hanno invece costituito un momento di approfondimento di alcuni argomenti di discussione affrontati durante le due sessioni. Nel suo intervento di apertura Vladimír Špidla, Commissario europeo all occupazione, affari sociali e pari opportunità, ha sottolineato come la designazione del 2007 come Anno europeo delle pari opportunità per tutti sia stata voluta per farlo coincidere con il Cinquantesimo anniversario delle Comunità e per affermare come l uguaglianza per tutti e il diritto a non essere discriminati siano un valore fondante della Comunità. Proprio per tale motivo, ha ribadito il Commissario Špidla, la normativa comunitaria nel settore rappresenta, allo stato attuale, una delle maggiori garanzie offerte da qualsiasi ordinamento a tutela di tali diritti fondamentali. A partire dalla Cerimonia di Berlino si sono susseguite, in molti degli Stati membri, altre manifestazioni di lancio. pag.16
17 3. L Anno europeo a livello nazionale In Italia l attuazione e il coordinamento delle attività previste nel quadro dell Anno europeo delle pari opportunità per tutti sono state affidate al Dipartimento per i Diritti e le Pari opportunità, coadiuvato dall Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR). Il Piano Nazionale d intervento, elaborato dal Dipartimento prevede la realizzazione di iniziative e progetti incentrati sulla lotta contro ogni tipo di discriminazione. Il primo di questi è la proposta, da parte del Governo, di un patto ai cittadini allo scopo di rendere la libertà, la giustizia sociale e la piena cittadinanza i vettori della crescita economica e della civile convivenza. A sua volta il Patto rappresenterà la base per la costruzione di un Masterplan Nazionale per il quinquennio con finanziamenti a totale carico dello Stato, per il coordinamento delle politiche pubbliche italiane di contrasto alle discriminazioni e di promozione di una reale eguaglianza sociale, cui sono chiamati a concorrere le Amministrazioni centrali, regionali e locali, tutti i soggetti del partenariato economico e sociale, le associazioni e le organizzazioni che rappresentano i soggetti a rischio di discriminazione. Gli obiettivi specifici del Piano corrispondo a quelli dell Anno europeo, mentre le aree prioritarie di intervento individuate sono: - Regole, norme e diritti umani - Inclusione, lavoro ed impresa - Innovazione, formazione, ricerca - Comunicazione, cultura e sport - Salute ed ambiente - Sistemi di rete. Per quanto concerne l attuazione, il Piano d Azione prevede la creazione di sei reti di progetto, ognuna delle quali dedicata ad una delle aree prioritarie individuate dal Piano Nazionale Network di progetto n. 1: Regole, norme e diritti umani Le azioni intervengono su alcune condizioni particolarmente gravi di violazione dei diritti della persona con strumenti di misurazione dello stato di attuazione della normativa, Eliminato: in Eliminato:? Eliminato: Nazionale Eliminato: ognuna delle quali incentrata su un fattore di discriminazione: età, orientamento sessuale ed identità di genere, religione, razza ed etnia, disabilità. Formattato: Non Evidenziato pag.17
18 di assistenza legale per le vittime di discriminazione per orientamento sessuale, età, razza, etnia, religione, identità di genere e disabilità e di informazione su contesti a rischio di discriminazione, come, nel caso di specie, quello familiare. Capofila delle azioni è il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, per l azione sulla violenza familiare insieme al Dipartimento per le Politiche della famiglia. a) Azione n. 1 (Osservatorio antidiscriminazioni e sportelli di assistenza legale) L azione è finalizzata ad agevolare la creazione di un osservatorio sullo stato di attuazione della normativa nazionale e sul recepimento delle direttive comunitarie per il contrasto alle discriminazioni di cui all art. 13, per l implementazione delle misure di prevenzione e contrasto e la costruzione di una rete nazionale di sportelli di assistenza legale per le vittime di discriminazione. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto all UNAR e a tutto il Dipartimento, sarà composto da: Autorità nazionali: Ministero dell Interno, Ministero della Giustizia; Autorità regionali: Regione: Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, Piemonte, Puglia, Marche, Friuli Venezia Giulia,Toscana; Autorità locali: Provincia di Parma, Consigliera di Parità della provincia di Parma, Comune di Roma; partner sociali: CGIL-Politiche Immigrazione, UIL; rete delle ONG: ENAR Italy, Italian Coordination of European Network Against Racism, Arcigay, membro dell ILGA, 50&Più Fenacom, Arcilesbica, membro dell ILG, SOS Razzismo Italia, Consiglio Nazionale sulla Disabilità (CND), membro del European Disability Forum, Ente Nazionale Sordomuti, CIDUE NGO. Formattato: Non Evidenziato b) Azione n. 2 (Seminario Violenza di genere e per orientamento sessuale: l istituzione dell Osservatorio Nazionale come buona pratica esportabile a livello europeo ) Soggetto attuatore è il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, cui si riconnette l iniziativa nazionale di costituzione dell Osservatorio. Il Seminario, della durata di un giorno, si pone l obiettivo di sensibilizzare ed informare sul fenomeno della violenza qualificata dall intento discriminatorio, diffondendo gli strumenti di analisi e di contrasto alla pag.18
19 violenza di genere, per orientamento ed identità sessuale, anche al fine di esportare a livello europeo l esperienza dell organismo come buona pratica. E attivato il partenariato delle Regioni, di ANCI ed UPI, della rete nazionale dei centri antiviolenza. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Autorità regionali: Regione Lazio, Regione Calabria, Regione Piemonte, Regione Puglia, Regione Abruzzo, Regione Sardegna, Regione Marche, Regione Friuli Venezia Giulia, Commissioni di Parità; Autorità locali: Provincia di Trento, UPI, Comune di Roma, Comune di Napoli Assessorato alle Pari Opportunità; partner della società civile: CGIL, UIL; rete delle ONG: Rete Nazionale dei centri antiviolenza; ONG: Arcigay, Arcilesbica, Disabilità. c) Azione n. 3 (La strada dei diritti. Azioni contro la discriminazione e per la promozione dei minori di strada stranieri e rom) L azione è attuata dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità e prevede: la elaborazione di un modello di intervento per il recupero e la inclusione dei minori di strada sfruttati e/o coinvolti in attività illegali, sulla base di best practices nazionali ed europee; la sperimentazione del modello a livello locale e su aree pilota. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Autorità nazionali: Ministero della Solidarietà Sociale; Autorità regionali: Regione Lombardia, Regione Liguria, Regione Abruzzo, Regione Sardegna, Regione Marche, Regione Friuli Venezia Giulia; Autorità locali: Comune di Roma, ANCI, UIL; ONG: Save the children. d) Azione n. 4 (Convegno su: La violenza nell ambito familiare ) Soggetti attuatori sono il Dipartimento per le politiche per la Famiglia e il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità. Il progetto prevede l organizzazione di un convegno nazionale sul tema della violenza in ambito familiare, con la preventiva pag.19
20 definizione di un tavolo tecnico con amministrazioni centrali e regionali, Asl, consultori familiari, associazioni non profit, università e magistratura. E prevista la pubblicazione degli atti. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Autorità nazionale: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità; Autorità regionali: Regione Lombardia, Regione Sardegna, Regione Friuli Venezia Giulia; Autorità locali: UPI, Comune di Roma; partner sociali: CGIL-Politiche Immigrazione, UIL; ONG: Arcilesbica. Network di progetto n. 2: Inclusione, lavoro, impresa Si intende affrontare il tema del contrasto alle discriminazioni di genere, razza ed etnia, religione, età, disabilità, orientamento sessuale nel rapporto con il mercato del lavoro, trattando, in particolare, i profili della regolarità del lavoro, del lavoro nero, della promozione del lavoro non marginale e dell innovazione e creazione d impresa. a) Azione n. 5 ( La difficile transizione verso la parità: superare i differenziali salariali di genere e la precarizzazione del lavoro delle donne, di gay, lesbiche e transgender ) L azione è condotta dal Ministero del Lavoro ed intende sviluppare l analisi sull occupazione femminile con riguardo al tema dei differenziali salariali, identificare buone pratiche ed avviare un ciclo di seminari sul territorio nazionale per la presentazione del tema. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Autorità nazionali: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero dell Ambiente e tutela del Territorio Consigliera nazionale di parità e rete delle Consigliere di Parità; Autorità regionali: Regione Piemonte, Regione Lombardia, Regione Sicilia, Regione Formattato: Non Evidenziato pag.20
21 Campania, Regione Marche, Regione Friuli Venezia Giulia; partner della società civile: Confartigianato, CGIL Pari opportunità, CISL, UIL, UGL; rete di ONG: Arcigay membro dell ILGA, Arcilesbica. b) Azione n. 6 (Donne sommerse) Capofila dell azione è il Dipartimento per i diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L azione è particolarmente rivolta a monitorare il fenomeno del lavoro sommerso nel mercato del lavoro dei servizi domiciliari che vede prevalentemente coinvolte donne immigrate, donne over 45 a rischio di espulsione dal mercato del lavoro, e a definire un prototipo di modello di intervento per far portare all emersione posti di lavoro in nero, contrastando fenomeni illegali come il racket ed il caporalato. Gli esiti della ricerca saranno diffusi attraverso l organizzazione di un seminario di presentazione dei risultati ottenuti. E prevedibile la sperimentazione del prototipo di intervento su aree urbane pilota. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Autorità nazionali: Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale, Ministero dell Interno, Ministero della Solidarietà Sociale, Ministero della Salute, Ministero per lo Sviluppo Economico, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero dell Ambiente e tutela del Territorio, Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Politiche per la Famiglia; Autorità regionali: Regione Lombardia, Regione Puglia, Regione Campania, Regione Abruzzo, Regione Sicilia, Regione Piemonte, Regione Marche, Regione Friuli Venezia Giulia; Autorità di reti locali: ANCI, ANCI Ideali parti sociali: CISL, UGL, CGIL, UIL, Confartigianato, Confcommercio. Network di progetto n. 3: Innovazione, formazione e ricerca a) Azione n. 7: (Sensibilizzare sull integrazione delle seconde generazioni di migranti) L azione è a titolarità del Ministero della Solidarietà Sociale e prevede iniziative di carattere seminariale ed informative per sensibilizzare riguardo alla situazione delle Eliminato: c pag.21
22 seconde generazioni di migranti, nel rapporto con la società cui appartengono e con riferimento al dialogo intergenerazionale (con priorità: ob. Riconoscimento, Rispetto). Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Autorità nazionali: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità; Ministero della Pubblica Istruzione; Autorità regionale: Regione Lombardia, Regione Campania, Regione Puglia, Regione Piemonte parte sociali: CGIL-Politiche Immigrazione, CISL Anolf, UGL SEI. Network di progetto n. 4: Comunicazione, cultura e sport b) Azione n. 8: Organizzazione Eventi Nazionali di apertura e di chiusura dell Anno Europeo 2007 e coordinamento dell attività di comunicazione Eliminato: d c) Azione n. 9 Conferenza di lancio e in ulteriori iniziative di comunicazione in ordine alla Fiera dei diritti e delle Pari Opportunità per Tutti L azione è realizzata dalla Regione Piemonte e consiste in una Conferenza di lancio e in ulteriori iniziative di comunicazione in ordine alla Fiera dei diritti e delle Pari Opportunità, è realizzata a Torino, utilizzerà le strutture realizzate dalle Olimpiadi sulla neve 2005 e costituisce uno degli eventi più significativi che si terranno per la celebrazione dell Anno Europeo Alla Fiera parteciperanno tutti i partner del Piano. Eliminato: e d) Azione n. 10 Le pari opportunità nello sport: un Seminario internazionale all interno dei Mondiali Antirazzisti Capofila è la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Giovanili e dello Sport. I Mondiali giovanili, previsti dal 4 all 8 luglio 2007, con iniziative sul tema della lotta alle discriminazioni, utilizzano modalità di incontro non competitivo tra squadre di supporter di tutto il mondo, tra minoranze etniche, associazioni di volontariato, organizzazioni antirazziste, l azione prevede un seminario di lancio dell iniziativa. Eliminato: f Network di progetto n. 5: Salute ed ambiente a) Azione n. 11: Riduzione delle disuguaglianze e approccio di genere nelle politiche pag.22 Eliminato: g
23 sanitarie. Piano di azione interministeriale per la promozione e tutela delle donne, delle immigrate, gay, lesbiche e transgender Capofila è il Ministero della Salute e l azione consiste in un Seminario che si terrà in concomitanza con la Conferenza nazionale sulla salute delle donne, nel corso della quale verrà presentato il primo Piano di azione interministeriale per la promozione e tutela delle donne, delle immigrate, gay, lesbiche e transgender. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità e da tutte le principali associazioni operanti nell ambito di riferimento. b) Azione n. 12: La nuova classificazione sulla funzionalità e la disabilità (ICF) e l amministratore di sostegno: un nuovo approccio culturale e nuovi strumenti di supporto nel campo della disabilità (Il Dopo di Noi ) Capofila è il Ministero della Solidarietà Sociale. L azione sviluppa due ambiti tematici con iniziative a carattere informativo e divulgativo sui nuovi sistemi di classificazione delle disabilità; prevede, inoltre, un Seminario sulla tutela giuridica delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle nuove opportunità offerte dalla legge 6/2004. Eliminato: h Network di progetto n. 6: Reti a) Azione n. 13: La Rete delle reti L azione è realizzata da UPI. Il progetto è finalizzato a sostenere le pari opportunità nelle amministrazioni locali, per lo sviluppo di reti di rappresentanze (ob. Diritti e rappresentatività). Viene realizzato un osservatorio permanente sulla presenza femminile e maschile, nelle cariche elettive di comuni, province e nei CDA di società ed enti pubblici ed un portale a supporto del progetto. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità; tutte le Regioni; Comune di Napoli-Assessorato alle Pari Opportunità, Comune di Roma. Eliminato: i b) Azione n. 14: Progetto Rete del Mediterraneo Eliminato: j pag.23
24 Amministrazione capofila è il Ministero della Ricerca Scientifica con AFAM ('alta formazione artistica e musicale), in partenariato con diversi soggetti (indicati nella scheda specifica). E prevista la costituzione di una rete europea, attraverso l uso di sistemi informatici, tra istituzioni di indirizzo artistico e musicale impegnate nel favorire l incontro tra culture ed etnie diverse e promuovere iniziative concrete sui temi delle pari opportunità. Concerto dell orchestra dei conservatori di musica italiani, composta da giovani di ogni nazionalità che studiano in Italia. Il partenariato, che sarà chiamato a svolgere funzioni di consultazione e supporto, sarà composto da: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, Regione Campania, Regione Abruzzo, Regione Sicilia, Regione Piemonte, Regione Lazio, Regione Marche, Regione Sardegna, CGIL, CISL, UIL, UGL, ENAR SOS Razzismo Italia - Ente Nazionale Sordomuti, CIDUE Formattato: Non Evidenziato c) Azione n. 15: Rete italiana delle istituzioni locali contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere Capofila dell azione è la Regione Toscana, in partenariato con il Comune di Torino e la rete europea delle città antidiscriminazioni. Iniziativa a carattere informativo e divulgativo sulle attività della rete degli enti locali antidiscriminazioni per l orientamento sessuale e l identità di genere. Diffusione di buone pratiche in tema di pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Eliminato: k I risultati attesi dal Piano sono: 1) Aumentare il livello di conoscenza attorno ai fattori di discriminazione, ai contesti discriminanti ed agli strumenti di contrasto. 2) Sensibilizzare l opinione pubblica e promuovere una cultura condivisa verso forme di comunità accoglienti ed inclusive. 3) Monitorare lo stato di attuazione della normativa antidiscriminazioni, favorire la formazione di prassi e di giurisprudenza sul tema, sostenere il legislatore nei processi di revisione e di riforma. 4) Favorire la formazione di scelte innovative e di comportamenti inclusivi ai vari livelli della governance. 5) Promuovere azioni positive di nuovi attori. pag.24
25 6) Sostenere la capacity building istituzionale. Il progetto di Strategia nazionale elaborato dal Dipartimento, in collaborazione con i principali Ministeri coinvolti, prevede la realizzazione di 15 progetti, il cui bilancio complessivo ammonta a euro finanziati, per metà dalla Commissione e per metà dallo stesso Dipartimento per i Diritti e le Pari opportunità. Per quanto concerne le attività di monitoraggio e valutazione sui progetti innovativi di contrasto ai sei fattori di discriminazione di cui all art. 13 del TCE, verranno elaborati ed i risultati presentati nel corso dell evento di dicembre 2007, in occasione della conclusione dell Anno Europeo. In rapporto anche alla esigenza di rendere permanenti sedi e forme di valutazione sullo stato delle discriminazioni di genere, razza ed etnia, età, orientamento sessuale ed identità di genere, saranno previsti audit periodici con il partenariato di programma per condividere le valutazioni in itinere. A tal fine sarà costituito un comitato di monitoraggio e pilotaggio cui parteciperanno: - Il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità. - Le Amministrazioni centrali interessate. - La Conferenza unificata Stato Regioni e Città. - Il partenariato sociale. - Le principali ONG nazionali che si occupano di discriminazione. La gestione degli interventi, unitamente al controllo sulla regolare esecuzione delle attività, sarà curata direttamente dal Capo del Dipartimento, responsabile dell Organismo Nazionale di Attuazione. È giusto ricordare come, ancor prima della cerimonia di lancio, tenutasi a Roma il 3 maggio 2007, il tema delle pari opportunità sia stato al centro di numerose iniziative pubbliche. La prima di queste è stata rappresentata dal riferimento al 2007 come Anno europeo delle pari opportunità per tutti che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto nel consuetudinario discorso di fine anno alla nazione. È spettato poi alla Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, On. Barbara Pollastrini, presentare, il 1 marzo 2007, un francobollo celebrativo dell Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, emesso da Poste Italiane. In tale occasione la Ministra Pollastrini ha pag.25
26 affermato che «Il 2007 sarà un officina di innovazione democratica, e segnerà una nuova tappa di uguaglianza per tutti. L emissione di un francobollo testimonia l interesse del Paese a tutelare, garantire e valorizzare ogni diversità, a scardinare i fattori strutturali scatenanti le discriminazioni». Il Francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane Sempre nel quadro dell attuazione dell Anno è stato previsto un intenso calendario di manifestazioni che, a partire dal mese di marzo, ha visto l organizzazione di alcune interessanti iniziative. Tutte le attività previste in Italia sono presenti in un apposita sezione del sito ufficiale dell Anno al seguente indirizzo: RY&country_code=IT pag.26
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References: articolo 13
 articolo 6
 articolo 12
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 articolo 21
 articolo 2
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 art. 13
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