Source: http://docplayer.it/18727853-La-sezione-regionale-di-controllo-per-il-piemonte-composta-dai-magistrati.html
Timestamp: 2019-01-20 16:11:21+00:00

Document:
La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: - PDF
Download "La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati:"
1 CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 28/2014/SRCPIE/VSGF La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: Dott. Mario PISCHEDDA Dott. Giancarlo ASTEGIANO Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Dott. Alessandra OLESSINA Dott. Massimo VALERO Dott. Adriano GRIBAUDO Dott. Cristiano BALDI Presidente f.f. Consigliere relatore Primo Referendario Primo Referendario Primo referendario Primo referendario Referendario Nell adunanza del 29 gennaio 2014 Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la legge 23 dicembre 2005, n.266, art.1, comma 173; Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, commi da 54 a 57; Visto l art. 46 del DL. 25 giugno 2008 n. 112, convertito nella legge del 6 agosto 2008 n. 133; Visti i provvedimenti trasmessi dalla Regione Piemonte Direzione Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia ai fini del controllo previsto dall art. 1, co. 173, della citata legge n. 266 del 2005, con nota in data 5 settembre 2013, prot /08.00; Vista l ordinanza con la quale il Presidente f.f. della Sezione ha convocato l odierna adunanza; Udito il relatore Giancarlo Astegiano; 1
2 Premesso in FATTO In data 26 febbraio 2013 è stata trasmessa alla Sezione dall Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari AreSS - della Regione Piemonte, ai fini del controllo previsto dall art. 1, co. 173 della legge 23 dicembre 2006, n. 266, la Deliberazione n. 2 del 18 gennaio 2013, avente ad oggetto Affidamento allo Studio Legale Gamba Torino per la redazione di parere scritto su disamina e studio contratti. A seguito dell esame del provvedimento, il Magistrato istruttore ha effettuato una specifica istruttoria con la quale ha acquisito copia del parere redatto dal consulente incaricato di valutare le modalità attuative dell art. 24 della l.r. n. 18/2012 che aveva abrogato l art. 24 della l.r. n. 10 del 16 marzo 1998 che aveva istituito l AReSS. A seguire, dopo aver trasmesso all Amministrazione una scheda di sintesi contenente l indicazione delle questioni oggetto di esame, ha deferito alla Sezione la decisione in ordine alle criticità emerse dall esame della citata deliberazione n. 2, in data 18 gennaio Con nota in data 15 gennaio 2014, il Commissario Liquidatore dell AreSS ha fornito le deduzioni dell Amministrazione in relazione alla scheda di sintesi. Considerato in DIRITTO 1. Il comma 173 dell art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006), ha stabilito che gli atti di spesa di importo superiore a euro relativi ai provvedimenti indicati ai commi 9, 10, 56 e 57 dello stesso articolo, devono essere trasmessi alla Corte dei conti per l'esercizio del controllo successivo sulla gestione. Le norme richiamate dal co. 173 sono riferite agli incarichi di studio e di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione ovvero a pubblici dipendenti (co. 9, 56 e 57), alle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza (co. 10). Il legislatore ha previsto, quindi, che la trasmissione di alcuni atti, analiticamente individuati, sia finalizzata a favorire il controllo successivo 2
3 sulla gestione in relazione ad una categoria di spesa che i co. 9, 10, 56 e 57 dell art. 1, della legge n. 266 del 2005 hanno inteso contenere entro limiti predeterminati. La tendenza alla necessità del contenimento di questa categoria di spesa è stata rafforzata nella legislazione successiva. In sostanza, il controllo successivo sulla gestione previsto dal citato co. 173 dell art. 1 della legge finanziaria per il 2006 non si esercita in relazione a tutti gli atti della Regione ma solo su alcune categorie, stabilite dallo stesso legislatore Con delibera n. 97 in data 20 dicembre 2010, nell ambito dei propri poteri di programmazione selettiva di controllo (art. 3, co. 4 della legge 14 gennaio 1994, n. 20), la Sezione di controllo del Piemonte della Corte aveva stabilito che nell esercizio 2011, come nei precedenti, il controllo riguardasse anche agli incarichi di studio e ricerca e delle consulenze esterne, con riguardo all incidenza sulla spesa pubblica. Il controllo successivo sulla gestione verterà sugli atti di spesa di cui al comma 9 (consulenze, studi, ricerche) ed al comma 10 (spese per relazioni, rappresentanza, mostre, convegni, pubblicità) dell art.1 della Legge n.266/2005, ai sensi del comma 173; all art.7, commi 6, 6-bis, 6- ter del Decreto Legislativo n.165/2001 e s.m.i. ed art.110, comma 6, T.U. n.267/2000 (incarichi alta professionalità di collaborazione, occasionali o coordinate e continuative). Le delibere n. 283, in data 15 dicembre 2011 e n. 12, in data 28 gennaio 2013, con le quali la Sezione ha approvato, rispettivamente, il programma dell attività di controllo per l anno 2012 e per l anno 2013 non hanno più riproposto la previsione riferita all estensione del controllo sulla gestione anche agli atti individuati dall art.7, commi 6, 6-bis, 6- ter del Decreto Legislativo n.165/2001 e s.m.i. e dall art. 110, comma 6, T.U. n.267/2000 (incarichi alta professionalità di collaborazione, occasionali o coordinate e continuative). Conseguentemente, a partire dall anno 2012 il controllo previsto dall art. 1, co. 173 si esercita solo in relazione agli atti che rientrano nella categoria degli incarichi di consulenza, ricerca e studio, così come definiti dalla giurisprudenza contabile (sul punto si rinvia a Corte dei conti, sez. riun. 15 febbraio 2005, n. 6), nonché agli atti con i quali sono disposte spese per relazioni, rappresentanza, mostre, convegni, pubblicità (co. 9 e 10). Analogamente, le Amministrazioni sono tenute ad inviare alla Sezione i soli atti che rientrano nelle categorie indicate sopra In data In data 26 febbraio 2013 l Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari AreSS - della Regione Piemonte ha trasmesso alla Sezione la Deliberazione n. 2 del 18 gennaio 2013, avente ad oggetto Affidamento allo 3
4 Studio Legale Gamba Torino per la redazione di parere scritto su disamina e studio contratti, ai fini del controllo previsto dall art. 1, co. 173 della legge 23 dicembre 2006, n L atto trasmesso riguarda il conferimento di un incarico ad un legale affinchè, a seguito dell entrata in vigore dell art. 24 della legge regionale n. 18 del 28 dicembre 2013 che aveva previsto l abrogazione della legge istitutiva dell AReSS, predisponesse, in relazione ai rapporti di lavoro e di collaborazione in essere, un parere scritto sulla configurazione della disciplina giuridica applicabile in caso di risoluzione ante tempus, dei contratti in essere, individuando le eventuali conseguenze sul piano del contenzioso giudiziale e i possibili rimedi. Si tratta di un incarico esterno che rientra nella nozione di contratti di consulenza e che, quindi, è sottoposto al controllo successivo sulla gestione disciplinato dall art. 1, co. 173, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Corte conti, sez. contr. Autonomie, n. 6 del 2008). 2. L esame della deliberazione n. 2 del 2013, trasmessa dall AreSS, svolto secondo le indicazioni normative e le successive elaborazioni della giurisprudenza contabile ha condotto all individuazione di alcune criticità La scelta del consulente al quale è stato affidato l incarico è avvenuta per affidamento diretto e non a seguito dello svolgimento di una procedura selettiva. In proposito la giurisprudenza contabile - anche di questa Sezione - ed amministrativa ha reiteratamente precisato che le Amministrazioni pubbliche sono sempre tenute ad effettuare procedure comparative per l affidamento di incarichi esterni, ad eccezione dei casi risultanti da specifiche disposizioni legislative, così come definite dalla giurisprudenza (sez. contr. Piemonte,, n. 69/2011; Sez. giurisd. App. I, 1 ottobre 2013, n. 747; Cons. Stato, sez. V, 25 novembre 2010, n. 8228). L obbligo di adottare procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione è stabilito nel comma 6-bis dell art. 7 D.Lgs. n. 165 del Tale obbligo deve ritenersi generalizzato, in ossequio ai principi generali di trasparenza, pubblicità e massima partecipazione, poiché l'affidamento di incarichi di consulenza e/o di collaborazione da conferire a soggetti esterni alla Pubblica amministrazione non può prescindere dal preventivo svolgimento di una selezione comparativa adeguatamente pubblicizzata (Cons. Stato, V, 28 maggio 2010, n. 3405). Il ricorso a procedure comparative adeguatamente pubblicizzate può essere derogato con affidamento diretto nei limitati casi individuati dalla giurisprudenza: a) procedura comparativa andata deserta; b) unicità della 4
5 prestazione sotto il profilo soggettivo; c) assoluta urgenza determinata dalla imprevedibile necessità della consulenza in relazione ad un termine prefissato o ad un evento eccezionale, ricordando che la particolare urgenza deve essere connessa alla realizzazione dell attività discendente dall incarico (Sez. Contr. Lombardia n. 67 del 2012). Non può ritenersi legittima, quindi, la previsione di affidamenti di incarichi senza procedura comparativa al di sotto di una soglia individuata in valore monetario (o di un numero massimo di ore della prestazione richiesta al collaboratore), poiché la materia è del tutto estranea a quella degli appalti di lavori, di beni o servizi, pertanto non può farsi ricorso neppure per analogia a detti criteri, in particolare agli affidamenti in economia (Sez. contr. Reg. Lombardia, n. 37 del 2009; Sez. contr. Prov. Trento, n. 2 del 2010 e n. 8 del 2010). In proposito, con la nota del 15 gennaio 2015, il Commissario Liquidatore dell AreSS ha rilevato che la consulenza richiesta aveva natura legale e che, quindi, doveva ritenersi prevalente l intuitu personae rispetto alla necessità di effettuare procedure concorsuali, cosicchè gli incarichi di consulenza legale potrebbero essere affidati direttamente, senza l espletamento di procedura selettiva. Tuttavia, occorre sottolineare che la giurisprudenza contabile ha esaminato la peculiarità degli incarichi riferiti ad attività di tipo legale, distinguendo fra quelli che hanno ad oggetto il patrocinio in giudizio e le attività di studio, ricerca e consulenza extragiudiziale ritenendo che solo i primi siano affrancati dall obbligo di affidamento previa procedura concorsuale attesa la peculiarità del collegamento con la difesa in giudizio, diritto costituzionalmente garantito La tipologia della consulenza richiesta - parere scritto sulla configurazione della disciplina giuridica applicabile in caso di risoluzione ante tempus, dei contratti in essere, individuando le eventuali conseguenze sul piano del contenzioso giudiziale e i possibili rimedi non sembra trovare giustificazione in relazione alla situazione nella quale si trovava l Agenzia a seguito della soppressione deliberata dal Consiglio regionale con l art. 24 della legge regionale n. 18 del Infatti, ogni scelta e decisione in ordine alle eventuali questioni che fossero insorte in ordine alla definizione dei rapporti di lavoro in essere sarebbe stata di competenza degli organi della liquidazione e dal contenuto della deliberazione n. 2 del 2013 non si evince alcuna ragione idonea a giustificare una consulenza quale quella in esame L esame della delibera ed i successivi chiarimenti istruttori hanno evidenziato che prima di procedere all affidamento della consulenza l Ente non ha effettuato una preliminare verifica all interno della Regione, che 5
6 dispone di un Avvocatura, in ordine alla possibilità di ottenere i chiarimenti (eventualmente) necessari, senza ricorrere all ausilio di un consulente esterno. Considerata la natura di Ente strumentale della Regione, la circostanza che la legge regionale aveva disposto la soppressione dell Agenzia e che, quindi, le funzioni della stessa ed i suoi rapporti pendenti sarebbero finiti in capo alla Regione, sarebbe risultato oltremodo necessario che le verifiche eventualmente necessarie in ordine alle conseguenze sui rapporti di lavoro in essere fossero compiute all interno della Regione Da ultimo occorre sottolineare che la richiesta di consulenza esterna presentava anche profili di conflitto di interesse poiché l incarico di esaminare i rapporti pendenti concerneva anche quelli degli organi di vertice dell Agenzia, ivi compreso quello del Direttore Generale che ha adottato la delibera. P.Q.M. La Sezione regionale di controllo per il Piemonte: all esito del controllo effettuato ai sensi dell art. 1, co. 173 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in relazione alla deliberazione n. 2 del 18 gennaio 2013 accerta le criticità indicate in motivazione. Così deliberato in Torino, nell adunanza del 29 gennaio Il Relatore F.to Giancarlo ASTEGIANO Il Presidente f.f. F.to Mario PISCHEDDA Depositato in Segreteria il 5/02/2014 Il Funzionario preposto F.to Federico Sola 6
CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Deliberazione n. 194/2014/SRCPIE/VSGO La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nell adunanza del 23 settembre 2014, composta dai
CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Deliberazione n. 91/2014/SRCPIE/VSGO La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nell adunanza del 6 maggio 2014, composta dai Magistrati:
Lombardia/715/2010/REG REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua dott. Antonio Caruso dott. Angelo Ferraro dott.

References: art.1
 art. 3
 art. 46
 art. 1
 art. 1
 art. 24
 art. 24
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art.1
 art.7
 art.110
 art.7
 art. 110
 art. 1
 art. 1
 art. 24
 art. 1
 art. 7
 art. 24
 art. 1