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Timestamp: 2015-07-06 15:58:59+00:00

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Art. 39 codice di procedura civile - Litispendenza e continenza di cause - Brocardi.it
Sezione V - Del difetto di giurisdizione, >
Articolo 39 Codice di Procedura Civile
Dispositivo dell'art. 39 Codice di Procedura Civile
Sezione V - Del difetto di giurisdizione,
Se una stessa causa (1) è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito (2), in qualunque stato e grado del processo, anche d'ufficio, dichiara con ordinanza (3) la litispendenza [42, 43] e dispone con ordinanza la cancellazione della causa dal ruolo [279].
Nel caso di continenza di cause, se il giudice preventivamente adito è competente anche per la causa proposta successivamente, il giudice di questa dichiara con ordinanza la continenza e fissa un termine perentorio [153] entro il quale le parti debbono riassumere la causa [50; disp. att. 125] davanti al primo giudice. Se questi non è competente anche per la causa successivamente proposta, la dichiarazione della continenza e la fissazione del termine sono da lui pronunciate [42, 44].
La prevenzione è determinata dalla notificazione della citazione [137, 163] (4) ovvero dal deposito del ricorso.
(1) La litispendenza si verifica nel caso in cui la stessa causa penda di fronte a giudici appartenenti ad uffici giudiziari. Diversamente, se la stessa causa pendesse di fronte a giudici appartenenti ad un unico ufficio giudiziario si parla di riunione di giudizi identici avanti allo stesso giudice (v. 273).
(2) Il criterio per stabilire quando una causa è stata promossa prima di un'altra, c.d. criterio della prevenzione, consiste principalmente nell'anteriorità della notifica della citazione a prescindere dalla validità della stessa e dal regolare instaurarsi del contraddittorio. Nel caso in cui la notifica sia avvenuta nello stesso giorno, si ha riguardo alla data di comparizione più vicina. Inoltre, nell'ipotesi di giudizio promosso mediante ricorso, si deve avere riguardo alla data del deposito del ricorso stesso ai sensi della modifica operata dalla l. 69/2009.
Se si tratta del procedimento per decreto ingiuntivo ex artt.633 e ss. c.p.c., rileva la data della notifica del ricorso e del decreto ingiuntivo in calce al primo.
(3) Il provvedimento in oggetto che assume la forma dell'ordinanza, per quanto meramente ricognitivo di una situazione di diritto ed incidente sui soli aspetti di rito della causa (è una pronuncia di improcedibilità), è impugnabile col regolamento di competenza di cui all'art. 42, in quanto implicitamente presupponente la competenza di entrambi i giudici aditi.
(4) Nel caso in cui venga individuata la litispendenza e la continenza, le cause saranno riunite ed il giudizio proseguirà non necessariamente davanti al giudice adìto per primo o quello della causa contenente, ma quello che risulterà competente a decidere entrambe.
La norma sancisce il c.d. principio della prevenzione, in base al quale la competenza spetta al giudice adito per primo. Pertanto, serve a fornire un rimedio per l'anomalo caso in cui una sola causa abbia dato origine a due distinti giudizi ed a far rispettare il principio del ne bis in idem processuale. Infatti, il giudice adito per secondo deve dichiarare la litispendenza con ordinanza, in ogni stato e grado del giudizio, e disporre la cancellazione della causa dal ruolo.
Cass. n. 8170/2013
La sussistenza di un rapporto di continenza tra cause, in quanto oggetto di eccezione in senso lato, pu� essere rilevata anche di ufficio dal giudice, e deve, altres�, essere decisa con riguardo alla situazione processuale esistente al momento della pronuncia della relativa statuizione.
Cass. n. 13161/2012
Ai sensi dell'art. 39, comma secondo, cod. proc. civ., sussiste il rapporto di continenza quando due cause, pendenti contemporaneamente davanti a giudici diversi, hanno ad oggetto una questione comune, quale quella diretta a stabilire chi dei contraenti, nell'ambito dell'unico rapporto controverso, sia creditore dell'altro, essendo una domanda volta ad ottenere l'accertamento dell'inadempimento della controparte e la conseguente condanna al risarcimento dei danni, e l'altra volta all'esecuzione del medesimo contratto.
Cass. n. 8188/2012
Sussiste un rapporto di continenza, ai sensi dell'art. 39 c.p.c., e non di connessione, tra la domanda di adempimento proposta dal creditore cedente nei confronti del debitore, e quella proposta, nei confronti del medesimo debitore, dal cessionario del credito azionato nel primo giudizio.
Cass. n. 6511/2012
Nel caso di continenza tra una causa introdotta col rito ordinario ed una introdotta col rito monitorio, ai fini dell'individuazione del giudice preventivamente ad�to, il giudizio introdotto con ricorso per decreto ingiuntivo deve ritenersi pendente alla data di deposito di quest'ultimo, trovando applicazione il criterio di cui all'ultimo comma dell'art. 39 cod. proc. civ., come modificato dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, senza che rilevi la circostanza che l'emissione del decreto e la sua notifica siano avvenuti successivamente, agli effetti dell'art. 643, terzo comma, cod. proc. civ..
Cass. sez. un. n. 12411/2011
In tema di litispendenza internazionale, ai sensi dell'art. 27 del Regolamento CE n. 44/01 del Consiglio del 22 dicembre 2000, spetta al giudice preventivamente adito accertare la sussistenza o meno della propria giurisdizione. Se, pertanto, per primo sia ad�to il giudice italiano, nel corso del relativo giudizio � possibile proporre il regolamento preventivo di giurisdizione nei confronti del convenuto domiciliato all'estero.
Cass. n. 24376/2010
Il giudice successivamente adito, al fine di stabilire se sussista la litispendenza, deve fare riferimento alla situazione processuale esistente al momento della sua pronuncia e deve respingere la relativa eccezione allorquando a tale data il giudizio preventivamente instaurato non sia pi� pendente per intervenuta estinzione. Tale situazione si verifica nel caso in cui nel primo giudizio sia intervenuta rinuncia agli atti prima ancora che la controparte si sia costituita, cos� da determinare l'estinzione del giudizio medesimo - che, in quanto operante di diritto ai sensi dell'art. 306 c.p.c., pu� essere incidentalmente accertata dal giudice - giacch�, in siffatta ipotesi, la rinuncia non � condizionata dalla relativa accettazione. (Fattispecie in tema di identico credito azionato in via monitoria in due diverse sedi).
Cass. n. 19411/2010
Le sezioni distaccate di tribunale costituiscono articolazioni interne del medesimo ufficio giudiziario di tribunale e, in quanto tali, prive di rilevanza esterna, con la conseguenza che i rapporti tra sede principale e sezione distaccata non possono mai dare luogo a questioni di competenza. Ne consegue che, qualora, in relazione alla pendenza di identico giudizio avanti a sezione distaccata del medesimo tribunale, sia dichiarata la litispendenza, versandosi fuori dallo schema legale previsto dall'art. 39 c.p.c., va dichiarata la nullit� della sentenza impugnata con regolamento di competenza, senza necessit� di indicare il giudice competente, sia perch� la pronunzia di litispendenza non � assimilabile ad una pronunzia di competenza, sia perch� in caso di insussistenza della litispendenza o di nullit� della relativa sentenza il processo prosegue (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, comma 1, c.p.c.).
Cass. n. 17037/2010
Sussiste litispendenza, e non continenza n� connessione, tra una opposizione a precetto, proposta ai sensi dell'art. 615, comma primo, c.p.c., ed un'opposizione all'esecuzione, successivamente proposta ai sensi dell'art. 615, comma secondo, c.p.c., avverso il medesimo titolo esecutivo e fondate su fatti costitutivi dell'inesistenza del diritto di procedere all'esecuzione forzata identici. (Nella specie, la nullit� del titolo esecutivo costituito da un contratto di mutuo stipulato per atto pubblico).
Cass. n. 26977/2007
N� la litispendenza n� la continenza di cause possono configurarsi tra un procedimento per l'adozione di provvedimenti d'urgenza a norma dell'art. 700 c.p.c. ed un giudizio ordinario di merito, in quanto l'insuscettibilit� dei richiamati provvedimenti d'urgenza di costituire giudicato � essendo essi idonei ad assicurare �provvisoriamente� gli effetti della decisione sul merito e presentandosi l'introduzione del relativo giudizio solo come successiva ed eventuale � esclude la ragione stessa di una pronuncia di litispendenza o di continenza di cause.
Cass. sez. un. n. 20600/2007
Ai sensi dell'art. 39, comma secondo, c.p.c., la continenza di cause ricorre non solo quando due cause siano caratterizzate da identit� di soggetti (identit� non esclusa, peraltro, dalla circostanza che in uno dei due giudizi sia presente anche un soggetto diverso) e di titolo e da una differenza quantitativa dell'oggetto, ma anche quando fra le cause sussista un rapporto di interdipendenza, come nel caso in cui sono prospettate,

References: Articolo 39

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