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Timestamp: 2017-06-29 06:22:23+00:00

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1 REGOLAMENTO DIDATTICO del CORSO DI MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO SECURITY MANAGEMENT Emanato con dr. rep. n. 126 /2012 prot. n.4059 /I/3 del Direttore del corso: Chiara Casadio Commissione del Corso di Master: Gianfranco Bonfante Chiara Casadio Cristiana Cattaneo Luigi Ferrara Giacomo Maurini Stefania Servalli Angelo Renoldi Giannantonio De Roni Roberto Invernizzi Art. 1 - Inquadramento tematico del Master Le problematiche della Security, intesa come tutela degli Asset materiali ed immateriali delle imprese, registrano un continuo incremento in uno scenario globale, in cui convergono e si intrecciano significativi fenomeni di instabilità sociale, di mutamenti politici ed economici, di rapido sviluppo tecnologico, di continui processi di ristrutturazione, di crescente apertura geografica alla competitività e di progressiva dematerializzazione delle attività aziendali. Pertanto tutte le imprese, pubbliche e private, si trovano permanentemente esposte ad attività illecite di ordine interno ed esterno che possono degradarne la redditività, la capacità competitiva, l immagine e il credito, oltre che incidere sul patrimonio sia materiale che immateriale Il master Security Management viene pensato in seguito a tali considerazioni e mira ad esaminare, in profondità ed in forma sistemica, l impresa in tutte le sue forme e tipologie, nelle sue funzioni essenziali ed nei suoi aspetti merceologici, per consentire al Security Manager di svolgere le proprie funzioni con conoscenza trasversale e analitica della complessa realtà del mondo aziendale e di metodologie congrue ed incisive approfondendo, inoltre, le diverse tematiche che caratterizzano questa professione al fine di fornire ai partecipanti criteri corretti e coerenti di gestione della funzione, capacità di lettura degli eventi di rischio e competenza nell analisi economica ed organizzativa delle realtà aziendali. Inoltre va messo in evidenza l importanza e l attualità della figura del Security Manager nell ambito delle Pubbliche Amministrazioni, in cui deve essere inteso come amministratore della città. Con l applicazione del principio di sussidiarietà sono sempre più delegate funzioni di sicurezza ai sindaci che si devono poter avvalere di risorse umane competenti che oggi non vi sono, demandando quindi spesso tali funzioni a risorse umane non professionalmente competenti, improvvisate o obsolete Art. 2 - Obiettivi formativi e sbocchi professionali Gli scopi del Master, progettato e attivato dall Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con il Centro Studi ItaSForum (Italian Security and Safety Forum), Associazione senza scopo di lucro per la cultura della Sicurezza, sono quindi affrontare con sistematicità ed impostazione interdisciplinare principi, metodi, tecniche che favoriscano: La conoscenza e la comprensione delle finalità e dell organizzazione di impresa analizzata nelle 12 sue funzioni fondamentali e nei suoi aspetti caratterizzanti, L analisi, la valutazione e la gestione della diversa varietà dei rischi nella logica costi benefici, La valutazione, i metodi e le tecniche per il contenimento dell impatto degli eventi negativi in ambito di una organizzazione, La valutazione e l opportunità delle sinergie che possono scaturire tra l attività di security privata e quella pubblica. I Destinatari di questo progetto formativo sono: gestori della funzione di Security Manager nei settori pubblici e privati, soggetti che esercitano attività di consulenza di Security, produttori di dispositivi e sistemi per la Security; fornitori di servizi per il mercato della Security; gestori di funzioni adiacenti a quella della Security: risk manager, responsabili degli uffici acquisti, direttori delle Risorse Umane, responsabili della pianificazione operativa e logistica; operatori della Sicurezza dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. operatori della Sicurezza di enti autonomi pubblici e privati. operatori della Sicurezza nelle Aziende ospedaliere Art. 3 - Modalità di ammissione Sono ammessi alla frequenza del corso Master di I livello i possessori di: Diploma Universitario (V.O.); Laurea (N.O.e V.O.) Titolo accademico estero riconosciuto idoneo Il numero massimo dei posti disponibili è 35. Il numero minimo dei posti disponibili per assicurare la copertura finanziaria è di 20 frequentanti. La Commissione si riserva di aumentare il numero di posti disponibili o di attivare il corso con un numero di partecipanti inferiore al minimo qualora si presentassero motivate e particolari esigenze, nel rispetto comunque del numero minimo fissato dagli organi accademici. Art. 4 - Durata del Master e misura dei crediti Un anno, per complessive 1500 ore così suddivise: 400 ore di lezione di cui: 300 ore di formazione in aula 100 ore di Formazione a Distanza FAD (esercitazioni, materiale didattico on line a disposizione sulla piattaforma dedicata dell Università di Bergamo 175 ore di tirocinio/progetto/work 850 ore di formazione individuale 75 ore di elaborazione tesi finale Stabilito un rapporto di: 1 C.F.U./25 h. di formazione, il master avrà una durata complessiva di 1500 ore per un totale di 60 crediti formativi universitari Art. 5 - Modalità relative all obbligo di frequenza La frequenza è obbligatoria. Sono ammesse assenze fino al 75% del monte ore d aula e fino al 75% del monte ore di stage Il Direttore del Master si riserva di ammettere un numero superiore di assenze, previa valutazione della giustificazione delle assenze e della loro incidenza sul percorso formativo. Il Direttore del Master può accettare l iscrizione a singoli insegnamenti, purché i candidati siano in possesso dei titoli accademici richiesti per la partecipazione al Master. Al termine di ogni singolo insegnamento occorre sostenere un esame per ottenere l attestato di profitto con relativa assegnazione dei crediti formativi. Il Direttore può autorizzare la partecipazione a uditori, a costoro verrà rilasciato un attestato di frequenza. 23 Art. 6 - Articolazione didattica del Master la Security Aziendale ai sensi delle norme Italiane UNI 10891/2000 e UNI 10459/1997 Caratteristiche e requisiti organizzativi e professionali degli istituti di vigilanza privata Ore ssd Ore fad cfu aula 56 Secs-p Il Decreto Ministeriale 1 dicembre 2010 ha introdotto i requisiti professionali minimi per i titolari di licenza, per l Institore e il direttore tecnico degli istituti di vigilanza. Il Decreto disciplina i requisiti minimi di qualità degli istituti, i requisiti professionali minimi del titolare della licenza, la qualità dei servizi di investigazione privata e di informazione commerciale, l aggiornamento delle conoscenze tecnico-professionali. Il Decreto del Ministero dell Interno n. 269 del 16/03/2011 disciplina le caratteristiche minime organizzative e di qualità degli istituti di vigilanza e di investigazione privata. Uno dei requisiti contenuti nel decreto prevede che tali Istituti si dotino obbligatoriamente della certificazione secondo la norma UNI La norma UNI è autoportante, nel senso che gli istituti di vigilanza non devono essere certificati obbligatoriamente anche secondo la norma ISO Tra i temi trattati: le caratteristiche minime organizzative e di qualità degli istituti di vigilanza e di investigazione privata. la certificazione secondo la norma UNI La norma UNI 10459: 1995 Funzioni e profilo del professionista di security aziendale La norma così sintetizza il concetto di Security: "Studio, sviluppo ed attuazione delle strategie, delle politiche e dei piani operativi volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi in prevalenza di natura dolosa e/o colposa che possono danneggiare le risorse materiali, immateriali, organizzative e umane di cui l'azienda dispone o di cui necessita per garantirsi una adeguata capacità concorrenziale nel breve, nel medio e nel lungo termine". Obbiettivo della norma è quindi accrescere la professionalità del security manager spingendo a costruire e sviluppare conoscenze, competenze e abilità nel prevenire e gestire rischi ed emergenze nel rispetto dei principi etici condivisi e in tal senso viene svolto tale modulo iniziale che è visto sia come un primo momento formativo nel disegno più complesso del master, sia come un modulo formativo in se concluso Tra i vari temi trattati: Etica e responsabilità sociale Il codice etico Elementi di discipline giuridiche La responsabilità sociale e gli strumenti per la sua diffusione in azienda Strategie, metodi e tecnologie di security Il security manager : il contenuto professionale di questa figura aziendale 48 Secs-p4 la collocazione nell organigramma aziendale di questo profilo e le interrelazioni con le altre funzioni aziendali la leadership Lo stile di direzione ed il cambiamento organizzativo Elementi di economia aziendale, Il sistema informativo contabile, Contabilità analitica, Pianificazione e Controllo di gestione Il modulo ha lo scopo di approfondire le conoscenze e le competenze su principi, elementi, tecniche e metodi relativi a problematiche riguardanti l azienda, analizzata sotto l aspetto economico gestionale, attraverso un approccio metodologico e concettuale basato su criteri manageriali per consentire di inquadrare la figura del Security Manager nella complessa realtà aziendale. Tra i temi trattati: Modelli e funzioni di un organizzazione Modelli organizzativi aziendali: dal modello taylorista al modello Qualità Totale Il Modello organizzativo insito nelle ISO9001/2000 Lo strumento Certificazione Il sistema informativo contabile Comprensione e conoscenza del significato strumentale del bilancio d esercizio Interpretazione e lettura del bilancio: Analisi per indici Analisi dei flussi Contabilità analitica, Pianificazione e Controllo di gestione La contabilità analitica nel controllo di gestione. Il ruolo della contabilità analitica nel sistema informativo economico-finanziario Il rapporto tra la contabilità analitica e contabilità generale Il Budget nel controllo di gestione Strumenti specifici del controllo di gestione Misurazione dei risultati gestionali Attività di reporting e di analisi 80 Secs-p Sistemi di indicatori Finalità dell uso degli indicatori Elementi di diritto Obbiettivo del modulo è fornire approfondimenti del Diritto Civile, Commerciale e Amministrativo utili alle finalità professionali del corso Diritto civile La responsabilità aquiliana, l esercizio delle attività pericolose. La responsabilità contrattuale e precontrattuale Principi e casi del diritto della sicurezza informatica e delle banche dati Tipologie contrattuali correnti per l acquisizione di servizi di security La sicurezza dei pagamenti Diritto commerciale La concorrenza sleale (art c.c.) La tutela di copyright, marchi e brevetti Legislazione comunitaria e nazionale di tutela della concorrenza; intese illecite, gli abusi di posizione dominante, concentrazioni. La pubblicità ingannevole; 4 48 Ius /01 Ius /04 Ius /5 Diritto amministrativo - il sistema TULPS (testo unico di pubblica sicurezza rr.dd. 773/31 e 635/40), le modifiche comunitarie e le nuove disposizioni del Ministero dell Interno. - la sussidiarietà orizzontale e verticale, - il ruolo degli Enti locali, la regolamentazione regionale. La disciplina della sicurezza privata in ambito comunitario, - l Istituto di Vigilanza, primario fornitore di servizi di sicurezza per gli Enti pubblici, privati e la tipologia dei Servizi erogabili dall Istituto. La trasformazione degli Istituti di Vigilanza in Imprese di Sicurezza. Le maggiori imprese europee ed il modello Fenomenologie criminali in campo economico 32 Ius/ Questo modulo propone una visione approfondita di parti del Diritto Penale ritenute indispensabili e propedeutiche ai diversi contenuti del corso Tra i temi trattati: Il crimine organizzato Il crimine transazionale Il terrorismo La criminalità economica I reati minori Attività illecite in danno dell azienda L incidenza dei fenomeni criminali sull economia e sull attività aziendale Security corporate e Strumenti di management 32 Secs/p Dopo aver richiamato le necessarie conoscenze teoriche il modulo analizza la figura del Security Manager nell area strategica aziendale Creazione di valore e strategia di impresa Pianificazione, programmazione e controllo Le componenti di un sistema di controllo direzionali: Il sistema di controllo direzionale formale: I sistemi informativi gestionali La perfomance aziendale Efficacia, efficienza, economicità : criteri guida della gestione Information e communication tecnology L Information and Communication Technology (ICT) costituisce un complesso interrelato di scienze, metodologie, criteri, tecniche e strumenti, atti a potenziare le attività relative alla raccolta, trasmissione ed elaborazione dei dati, alla creazione di informazioni e di conoscenza, all assunzione di decisioni, etc. L ICT rappresenta perciò un fattore innovativo che si aggiunge alle leve tradizionali di produzione costituite dal capitale e dal lavoro. E essenziale, pertanto, la conoscenza dei fondamenti basilari per consentire al Security Manager di collaborare con l IT Manager per garantire la sicurezza delle informazioni custodite nelle banche dati ed alla loro trasmissione. Tra i temi trattati: Sistemi informativi e sicurezza informatica La tutela dell'informazione Tutela del patrimonio immateriale (intangible assets), con particolare riguardo alla rilevanza delle informazioni Le reti 32 ng-inf/ Risk e crisis management Il Risk management, con le fasi fondamentali di assessment ed analisys ha come fine primario lo studio analitico del Rischio nei diversi ambiti e tipologie della prevenzione. Nella prospettiva di tutela delle risorse tangibili e intangibili d'impresa, il Crisis Management si pone come essenziale strumento 5 40 Secs/p6 delle dinamiche organizzative che devono generarsi in occasione delle crisi strutturando metodologie e tecniche idonee a far fronte ad eventi dirompenti, in tempi ristretti, minimizzandone le conseguenze. Risk management e Crisis management costituiscono la piattaforma dottrinale da cui traggono origine tutte le componenti della security che, a loro volta, ordinate in sottosistemi multifunzione, contribuiscono a realizzare un Sistema di Security Elaborazione di un articolato Progetto di Sicurezza per la protezione di un sito ad alto rischio Elementi di criminologia e psicologia lo studio di principi di psicologia è rivolto a meglio comprendere il comportamento degli individui, i loro processi mentali, le dinamiche interne, i rapporti che intercorrono tra quest'ultimo e l'ambiente, ed i processi mentali che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte; i principi di criminologia risultano fondamentali nello studio dei reati, degli autori, delle le vittime, i tipi di condotta criminale, la conseguente reazione sociale e le forme possibili di controllo e prevenzione. 32 M-PSI Tot. attività didattica frontale 300 Tot. attività Fad Stage/progetto di ricerca Elaborazione tesi di master 75 3 Attività di formazione individuale 850 Ammontare complessivo del Master 1500 Art. 7 - Modalità delle valutazioni di profitto Al termine degli insegnamenti verranno effettuate verifiche finali che accertino il profitto dello studente in riferimento alle diverse attività didattiche. Alle verifiche di profitto deve essere assegnata una votazione in trentesimi (eventualmente con lode). Per il conseguimento del titolo di Master è necessario conseguire la totalità dei crediti previsti dal piano didattico, superando con profitto (riportando una votazione di almeno 18/30simi) tutte le verifiche finali. Ai fini del calcolo della media dei voti conseguiti nelle verifiche di profitto, ogni voto con lode vale comunque 30 punti. Art. 8 - Modalità di valutazione della tesi di master La votazione della tesi viene ottenuta trasformando in centodecimi la media ponderata (rispetto ai crediti) dei voti conseguiti nelle verifiche di profitto in itinere. L elaborato di tesi deve essere esposto e discusso in seduta pubblica e al suo contenuto la Commissione Giudicatrice eventualmente assegna un voto (compreso entro i 10 punti) che concorre alla formulazione del voto finale. E possibile prevedere modalità di redazione dell elaborato di tesi come lavoro congiunto. Il voto finale viene espresso in 110mi. Per il conseguimento della lode è necessario il parere unanime della Commissione Giudicatrice La Commissione Giudicatrice è composta da min 5 membri, dei quali almeno 3 nominati tra i Professori di I e II fascia ed i Ricercatori dell Ateneo. La Commissione deve essere composta al massimo da 11 membri. Possono farne parte docenti a contratto dell Ateneo. La commissione è presieduta da un Professore di I o II fascia. 67 Art. 9 Organi del Master e loro competenze Sono organi del Master il Direttore e la Commissione del Corso di Master Spetta al Direttore: Proporre la Commissione di Selezione, ove prevista, composta dal Direttore e minimo altri 2 membri; Definire eventuali criteri di selezione; Proporre le Commissioni per le verifiche di fine insegnamento (minimo 2 membri tra i docenti del Master, di cui uno titolare dell insegnamento); Presiedere la Commissione del Corso di Master e convocarne le riunioni; Predisporre il budget del Master; Dare attuazione alle decisioni e agli indirizzi della Commissione del Corso di Master; Rappresentare il Master nei rapporti con l esterno per gli aspetti didattico-scientifici; Predisporre la relazione finale del Master; Autorizzare la frequenza ai singoli insegnamenti e proporre il relativo importo delle tasse di iscrizione Proporre la nomina del Presidente e dei membri della Commissione Giudicatrice della prova finale per il conseguimento del titolo di Master Spetta alla Commissione: Individuare gli obiettivi formativi e gli sbocchi occupazionali; Definire i requisiti curriculari per l ammissione al Master; Stabilire il numero min-max posti disponibili; Riconoscere eventuali crediti pregressi; Predisporre la programmazione didattica del Master e proporre la copertura degli insegnamenti; Stabilire i criteri per l erogazione di eventuali borse di studio. L'Università degli studi di Bergamo ha implementato un sistema di gestione per la qualità in conformità alla Norma UNI EN ISO 9001:2008 nell'ambito della progettazione ed erogazione di azioni formative e di orientamento. Bergamo IL RETTORE f.to Prof. Stefano Paleari 7 Documenti analoghi
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