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Timestamp: 2020-07-13 15:56:01+00:00

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Cassazione, Sezione Terza Penale, sentenza n.27469/2008 - testo integrale Sentenza
Cassazione, Sezione Terza Penale, sentenza n.27469/2008
Lavoro · mobbing · penale · civile
il reato di cui al capo a) va qualificato come tentativo. Di conseguenza la sentenza va annullata con rinvio limitatamente a tale punto. Il giudice del rinvio, ferma restando l'affermazione di responsabilità per gli altri reati contestati e per lo stesso tentativo di abuso sessuale, così qualificato il delitto di cui al capo a), dovrà limitarsi a rideterminare la pena.
La corte d'appello di Caltanisetta, con sentenza del 5 giugno del 2007, confermava quella resa dal Tribunale di Enna il 13-12-2005, con la quale l'imputato era stato dichiarato colpevole dei reati di violenza sessuale e di maltrattamenti, in quest'ultimo reato assorbito quello di tentata violenza sessuale contestato al capo B) e, ritenuta l'attenuante del fatto di minore gravità e concesse le attenuanti generiche, dichiarate prevalenti sull'aggravante contestata, ritenuta la continuazione tra i predetti reati, condannato alla pena di anni uno e mesi due di reclusione, oltre alle sanzioni accessorie ed pagamento delle spese processuali. Con la medesima sentenza era condannato anche al risarcimento del danno, da liquidarsi in separato giudizio, ed alla rifusione delle spese processuali in favore della parte civile I.E.; assegnava alla predetta una provvisionale di € 10.000,00; concedeva il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinandolo al pagamento, entro il termine di giorni 30 dal passaggio in giudicato della sentenza, della somma liquidata a titolo di provvisionale. Il D.V. era stato ritenuto responsabile dei seguenti reati:
- del reato p. e p. dall'art. 609 bis c.p. per avere, bloccando la vittima tra una sedia e il muro della stanza ove entrambi si trovavano e, profittando di tale situazione volutamente creata, toccando - malgrado il chiaro dissenso dell'interessata - la gamba sinistra, compiuto atti di violenza sessuale nei confronti della dipendente I.E.,con l'aggravante (art. 61 n. 11 c.p.) di avere commesso il fatto con abuso della sua qualità di datore di lavoro; fatto ritenuto compiuto in Enna in un giorno imprecisato degli ultimi mesi dell'anno 2002;
- del reato p. e p. dagli arti 56,81,609 bis c.p. per avere, mediante minacce consistite nel ripetuto rifiuto di regolarizzare la posizione lavorativa della vittima, sua dipendente, se prima costei non avesse ceduto alle sue avance, tentato più volte di ottenere da I.E. rapporti sessuali non riuscendo nel suo intento per cause indipendenti dalla sua volontà, con l'aggravante (art. 61 n. 11 c.p.) di avere commesso il fatto con abuso di relazioni di prestazioni d'opera; in Enna fino al maggio 2003;
Con il primo motivo il ricorrente ripropone l'eccezione di tardività della querela: assume che questa era stata presentata il 13 luglio del 2002 per un presunto abuso sessuale ,quello di cui al capo a) , che inizialmente era stato riferito come accaduto alla fine del 2001 e che non v'è alcuna connessione sostanziale con il delitto di cui all'articolo 572 [1], peraltro insussistente;
DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 7 LUGLIO 2008
Lavoro Mobbing Penale Civile

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