Source: http://asiloineuropa.blogspot.com/
Timestamp: 2013-05-19 08:34:40+00:00

Document:
Blog indipendente sulle principali novità a livello europeo in materia di asilo.
All'interno della nostra nuova rubrica "Asylum Lottery", finalizzata ad un tentativo di avvio di una riflessione e un primo scambio di informazioni (anche con chi lavora in altri Paesi) sul tema dell'abbandono dell'Italia, pubblichiamo un primo contributo, ricevuto da alcuni operatori del progetto SPRAR di Bologna, che ovviamente ringraziamo molto. Chiediamo a chi legge di darci una mano nella diffusione di questa iniziativa e di unirsi a questo lavoro con riflessioni, opinioni, domande (anche eventualmente da non rendere pubbliche).
La Corte europea dei diritti dell'uomo valuta manifestamente infondato il ricorso contro un trasferimento in Italia dai Paesi Bassi ai sensi del Regolamento Dublino
Anche oggi ci occupiamo della Corte europea dei diritti dell'uomo e lo facciamo analizzando un'altra interessante decisione che ha a che fare con temi a noi vicini.
Stiamo parlando del ricorso n° 27725/10 di Samsam Mohammed Hussein e altri contro Paesi Bassi e Italia, dichiarato irricevibile in quanto manifestamente infondato dalla 3° Camera della Corte con una decisione del 2 aprile. Il caso in questione è poi particolarmente interessante ai nostri fini, per almeno due motivi:
- è collegato al tema della circolazione delle persone titolari di protezione internazionale all'interno dell'Area Schengen e, in particolare, al tema dell'abbandono dell'Italia (tema su cui promettiamo di tornare molto presto);
- contiene una valutazione della Corte sul sistema di asilo italiano e sulle sue mancanze; valutazione che probabilmente influenzerà future decisioni di altri Stati in merito al rinvio in Italia di persone ai sensi del Regolamento Dublino.
Il rimpatrio in Ciad di una persona sospettata di appoggiare i ribelli è in violazione della CEDU - Sentenza MO.M contro Francia
Il 18 aprile la Corte europea dei diritti dell'uomo (Quinta Camera) ha emesso una sentenza nel caso MO.M contro Francia (Ricorso n° 18372/10). Il caso riguarda un richiedente asilo del Ciad, rigettato sia in prima sia in seconda istanza dalle autorità francesi, e che lamenta che la sua espulsione verso il Ciad costituirebbe una violazione dell'art. 3 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo.
Con la sentenza di cui ci occupiamo oggi – che non è definitiva: le parti hanno 3 mesi di tempo per fare ricorso – la Corte, all'unanimità, ha dato ragione al ricorrente. Vediamo come. Continua a leggere...»
Asilo negli Stati europei. Malta - Parte 6. Contenuto della protezione internazionale
Pubblichiamo oggi la sesta (e ultima) puntata sul sistema di asilo maltese, dedicata al contenuto della protezione internazionale. Titolo di soggiorno rilasciato alle persone riconosciute titolari di protezione internazionale a Malta, ricongiungimento familiare, integrazione e acquisto della cittadinanza. Questi alcuni temi affrontati nelle prossime righe. Ricordiamo che tutte le puntate relative al sistema di asilo maltese - oltre a quelle relative agli altri Stati - si trovano alla pagina Asilo negli Stati europei.
Siamo inoltre già in grado di anticipare il prossimo Paese su cui ci concentreremo: il Belgio.
Buona lettura e grazie come sempre a chi ci farà pervenire osservazioni e commenti MALTA
L'espulsione a Kabul di afghani che hanno collaborato con la comunità internazionale non è automaticamente in violazione dell'art. 3 CEDU - Sentenza H. e B. contro Regno Unito
Il 9 aprile la IV Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo ha emesso una sentenza, non ancora definitiva (le parti hanno tre mesi di tempo per presentare un ricorso), avente ad oggetto l'espulsione a Kabul di due richiedenti asilo afghani che si erano visti rigettare le rispettive domande di protezione internazionale dalle autorità britanniche. La sentenza è molto interessante in quanto ci fornisce l'opinione attuale della Corte con riferimento ad una possibile violazione dell'art. 3 CEDU in occasione di:
- qualunque espulsione verso l'Afghanistan;
- espulsione verso Kabul di persone che hanno a vario titolo collaborato con la comunità internazionale in Afghanistan;
oltre che, ovviamente, in caso di espulsione verso Kabul dei ricorrenti.
Asilo negli Stati europei. MALTA - Parte 4. Esame della domanda di asilo
Quarta puntata della nostra scheda sul sistema di asilo maltese. Dopo aver parlato di come si avvia la procedura e dell'accoglienza riservata ai richiedenti asilo (V. la pagina Asilo negli Stati europei), oggi ci occupiamo dell'esame della domanda. Qual è l'organo incaricato a decidere e da chi è composto? Quali casi sono trattati in procedura ordinaria e quali in procedura prioritaria? Quali i possibili esiti?
4) Esame della domanda di asilo
Oggi torniamo ad occuparci di Malta. Lo facciamo con la terza puntata sul sistema di asilo maltese, dedicata all'accoglienza dei richiedenti asilo. Accoglienza "per modo di dire", se si considera che la stragrande maggioranza delle persone che chiedono asilo nel piccolo arcipelago vengono in realtà trattenute all'interno di centri di detenzione, dove le condizioni sono peraltro definite da numerose organizzazioni internazionali come in violazione dei diritti umani. E' un'analisi, quella odierna, estremamente ricca di particolari e approfondita, che siamo sicuri potrà interessare i nostri lettori. Ricordiamo che le altre puntate sul sistema di asilo maltese, così come le analisi sul sistema di asilo francese e su quello irlandese (e le prossime che pubblicheremo), si possono trovare alla pagina Asilo negli Stati europei.
I.K., russo di origine cecena, era arrivato in Austria con la madre nel 2004. Entrambi avevano chiesto asilo. Il padre di I.K., che lavorava per il leader ceceno Maskhadov, era stato ucciso nel 2001 e lo stesso ricorrente era stato più volte arrestato dai militari russi, subendo in tali occasioni pestaggi e maltrattamenti di vario tipo. Continua a leggere...»
Eurostat modifica i dati 2012 sull'Italia. Proprio ieri pubblicavamo un post con alcune riflessioni sui dati Eurostat relativi ai richiedenti asilo e agli esiti delle domande esaminate nel 2012.
Eurostat ha pubblicato pochi giorni fa un comunicato con i dati relativi ai richiedenti asilo nell'UE nel 2012, nonché quelli sulle decisioni prese dagli Stati membri in prima istanza nello stesso periodo. Oggi vediamo di analizzare questi dati, con riferimento dapprima alla situazione europea generale, quindi con un focus specifico sull'Italia. Gli spunti di interesse non mancano.
Rieccoci dopo alcuni giorni di pausa, dovuti più alla mancanza di novità di cui parlare che non alla nostra volontà. Ciò non significa naturalmente che siamo rimasti con le mani in mano, né che non sia successo proprio niente in queste ultime settimane. Sui social network infatti siamo stati molto attivi (vi invitiamo come sempre a seguirci su Twitter e Facebook) e abbiamo diffuso articoli, comunicati, risoluzioni del Parlamento europeo, video,...
Questo "stallo" ci ha dato comunque il tempo di lavorare ai primi progetti della nostra neonata associazione Asilo in Europa. Sono davvero molto interessanti e speriamo di poterne parlare presto. Inoltre, abbiamo continuato a studiare e siamo oggi in grado di pubblicare la prima puntata della nuova scheda-Paese della rubrica Asilo negli Stati europei.
Come anticipato, dopo aver affrontato Francia e Irlanda, il nuovo approfondimento riguarda Malta, un Paese piccolissimo ma di estremo interesse ai nostri fini. Buona lettura e grazie come sempre a chi ci farà pervenire riscontri e suggerimenti.
Con il post di oggi si conclude la pubblicazione della seconda "scheda-Paese" della rubrica Asilo negli Stati europei, dove descriviamo il funzionamento dei sistemi di asilo negli altri Paesi. Vi ricordiamo che le schede sui vari Paesi che via via esaminiamo si possono agevolmente trovare qui.
Con il post di oggi ci occupiamo di un progetto europeo denominato Eurema (European Relocation from Malta), finalizzato ad assistere Malta nella gestione del numero elevato di persone titolari di protezione internazionale presenti sul suo territorio. Si tratta di un progetto di reinsediamento avviato nel 2010 e tuttora in corso, nella sua seconda fase. Lo facciamo ospitando con grande piacere un intervento di Milena Pacchiotti*, che ringraziamo molto per il suo contributo, di sicuro interesse per i lettori del blog.
Procedura prioritaria per l'esame delle domande di asilo e nozione di "giudice" - Sentenza della Corte di Giustizia UE
Il 31 gennaio la Corte di Giustizia UE ha emesso la sentenza nel caso H.I..D. e B.A. (nella causa C-175/11).
Si trattava di una richiesta di pronuncia pregiudiziale, proveniente da un giudice irlandese, e avente ad oggetto l'interpretazione degli art. 23 e 39 della Direttiva Procedure.
Nello specifico, il giudice del rinvio aveva chiesto alla Corte di Lussemburgo di pronunciarsi:
1) sulla possibilità o meno per uno Stato di valutare secondo un procedimento prioritario o accelerato alcune domande di asilo sulla base della nazionalità del richiedente;
2) sul fatto se possa considerarsi o meno un mezzo di impugnazione efficace quello, previsto dalla normativa irlandese, che ha luogo davanti a un tribunale con alcune caratteristiche particolari (fra cui la nomina e la possibile revoca dei membri da parte del Ministro competente).
Nelle prossime righe seguiremo il ragionamento della Corte per arrivare a rispondere a entrambe le domande. Consigliamo a chi volesse avere una visione più completa della sentenza di leggere questo post assieme alla nostra scheda sul sistema di asilo irlandese e, in particolare, assieme alle parti 4 e 5 (Esame della domanda di asilo e Fase giurisdizionale), disponibili cliccando rispettivamente qui e qui. Continua a leggere...»
Riprendiamo oggi la pubblicazione della nostra scheda di approfondimento sul sistema di asilo irlandese, dopo esserci dedicati prima alla diffusione della notizia della nascita dell'associazione Asilo in Europa e poi alla pubblicazione della versione tradotta in inglese del post sulla credibilità nella procedura di asilo, a cura della professoressa Barbara Sorgoni, uno degli interventi più letti su questo blog. La pubblicazione delle schede sul funzionamento dei sistemi di asilo negli altri Paesi è una delle attività più importanti di Asilo in Europa e abbiamo già altri Paesi "in cantiere". L'obiettivo - come si può leggere nel messaggio di presentazione del progetto Asilo negli Stati europei - è quello di farci (e quindi restituirvi) un'idea, di base ma non superficiale, di come si lavora in altri Paesi.
Non solo e non tanto per fare confronti - spesso difficili - con la realtà italiana, quanto perché lo riteniamo un primo passo fondamentale in un'ottica di armonizzazione europea e di sempre maggiore necessità di scambi e reti fra chi lavora in diversi Paesi. Continuate dunque a seguire anche questa rubrica e a farci avere vostri commenti, segnalazioni e richieste per possibili approfondimenti o interviste.
Le puntate precedenti della scheda sul sistema di asilo irlandese si possono facilmente trovare, assieme alle altre che via via pubblicheremo (per ora si può trovare la scheda sulla Francia), alla pagina Asilo negli Stati europei. Ricordiamo infine che, anche quando siamo "silenziosi" sul blog, siamo invece sempre molto attivi sui social network. Vi invitiamo pertanto a seguirci e farci conoscere sempre più anche su facebook e twitter.
Barbara Sorgoni*
It is widely known that those who leave their country because of actual (or fear of) persecution do not necessarily carry with them documents proving their identity or the circumstances that led to their flight. And it is also known that survival is often only possible thanks to forged identity or travel documents. According to the Qualification Directive (art. 4 § 5), “where aspects of the applicant's statements are not supported by documentary or other evidence, those aspects shall not need confirmation” provided that - among other things - “the applicant has made a genuine effort to substantiate his application”; “a satisfactory explanation regarding any lack of other relevant elements has been given”; “the applicant's statements are found to be coherent and plausible”; and finally “the general credibility of the applicant has been established”. In line with the UNHCR Manual (1992), the Qualification Directive thus suggests to evaluate the general coherence, plausibility and credibility of asylum seekers’ stories as an alternative to the submission of documental evidence, when the latter is not readily available. In Italy (like in other European countries), the assessment of the coherence of applicants’ narratives has increased in importance as a means to determine international protection. In many cases, credibility assessment has become the only means, thus replacing the examination of documental evidence; as a consequence, applications are increasingly rejected solely on the ground of a “lack of credibility”. Yet, the Qualification Directive does not explain how to ascertain narratives’ plausibility or claimants’ credibility.
Il 19 gennaio scorso abbiamo costituito l’associazione Asilo in Europa, con sede a Bologna.
Siamo giovani professionisti (vedi Chi siamo) che operano da anni nel settore del diritto di asilo, in diversi Paesi dell'Unione europea. Siamo giuristi, operatori sociali, esperti di comunicazione, uniti dall'idea che occuparsi di protezione internazionale sia una necessità per l'oggi e un'opportunità per domani, non un costo.
Pensiamo che l'accesso alla protezione internazionale sia alla base di una società civile. Nessuna persona, nel terzo millennio, dovrebbe essere esposta a rischi di persecuzione a causa della sua religione, della sua origine etnica, del suo orientamento sessuale, della sua opinione politica, della sua appartenenza di genere, così come nessuna dovrebbe essere condannata a morte o sottoposta a tortura, né rischiare la propria vita a causa di conflitti.
Eppure, l'esercizio del diritto di asilo è continuamente messo in discussione.
L'asilo – cioè la protezione accordata da uno Stato alle persone che sono costrette a fuggire dal proprio Paese – è uno dei diritti fondamentali di cui l'Unione europea, recente premio Nobel per la pace, promuove l'avanzamento. E non c'è da stupirsi: ci siamo da poco lasciati alle spalle un secolo in cui, a centinaia di migliaia, sono stati gli europei a scappare verso altri mondi.
Perché questo era un teatro di guerre, dittature, persecuzioni. Ed è anche da quelle esperienze, e dalla volontà di lasciarsele alle spalle, che alcuni europei illuminati hanno voluto costruire un luogo di pace, di democrazia, di diritti umani. E' interesse di tutti noi e delle generazioni future che tale luogo e tali diritti siano preservati e difesi.
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Sociale Emilia-Romagna

References: Sentenza 
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 art. 23
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 § 5