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Timestamp: 2020-08-03 18:46:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25464 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25464 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.12/12/2016), n. 25464
D.G., dom.ta in Roma, presso la Cancelleria della
calce al ricorso dall’avv. Luca Morelli che indica per le
comunicazioni relative al processo il fax n. 019.692699 e la p.e.c.
luca.morelli-ordineavvocatisv.it;
avv. M.R., curatore speciale del minore D.D.;
E.H.;
P.G. presso la Corte di Cassazione;
avverso la sentenza n. 92/2015 della Corte di appello di Genova,
emessa il 28 maggio 2015 e depositata il 17 settembre 2015, n. R.G.
239/2015 e 278/2015.
1. Il Tribunale per i minorenni di Genova, con sentenza del 1 dicembre 2014 – 29 gennaio 2015, ha dichiarato lo stato di adottabilità del minore D.D. nato l'(OMISSIS).
2. Ha proposto appello la madre del minore D.G. censurando la sentenza e il procedimento di primo grado in quanto il T.M. aveva interrotto qualsiasi rapporto fra lei, il figlio e la sua famiglia di origine rendendo così inattuabile la sua volontà di continuare a frequentarlo nella prospettiva di potere in futuro occuparsi pienamente di lui. Ha contestato di aver avuto un comportamento genitoriale inadeguato o dismissivo per il fatto di essersi trasferita in Germania dove aveva cercato una migliore situazione lavorativa e di vita da offrire al figlio.
3. Ha proposto appello anche il padre del minore E.H. lamentando di essere stato pretermesso dal procedimento e di non aver potuto prospettare la sua volontà di occuparsi del figlio e ha quindi eccepito la nullità del procedimento e della sentenza impugnata.
4. Si è costituito il curatore speciale del minore avv. M.R. che ha concluso per il rigetto degli appelli.
5. La Corte di appello di Genova, con sentenza n. 92/2015, ha respinto le impugnazioni. Ha ritenuto infondata l’eccezione sollevata da E.H. in quanto quest’ultimo, sebbene autorizzato al riconoscimento del piccolo D.D. con provvedimento del T.M. di Napoli del 14 luglio 2010 vi aveva provveduto soltanto il 12 marzo 2015 senza nel frattempo interessarsi minimamente al figlio. La Corte distrettuale ha rilevato come il lungo svolgimento del procedimento ha dimostrato l’incapacità e il difetto di motivazione degli appellanti a prendersi cura di D. e la assenza di possibili alternative temporanee valide all’interno del nucleo familiare sia della D. che dell’ H..
6. Ricorre per cassazione D.G. che deduce: a) omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio; b) violazione e falsa applicazione della L. n. 184 del 193, art. 12.
7. Il ricorso è infondato. Come la stessa D. riconosce nel ricorso ella non è ancora in grado, a distanza di oltre otto anni dalla nascita del figlio, di prendersi cura di lui. Nè si vede quando tale possibilità possa realizzarsi. Per quanto riguarda la possibilità di un affidamento del minore alla sorella della D. che vive a (OMISSIS) (in provincia di (OMISSIS)) deve rilevarsi come nessun rapporto sia mai intercorso fra il piccolo Davide e la zia che non è intervenuta nel presente giudizio nè ha preso contatto con i servizi sociali per poter instaurare un rapporto con il nipote. Non appare pertanto censurabile la motivazione della Corte di appello secondo cui è palese l’assenza di rapporti significativi fra D. e la zia D.C. cui, già in passato, l’odierna ricorrente ha affidato il suo primogenito Francesco dimostrando un comportamento dismissivo determinato dall’incapacità di assumere il ruolo genitoriale. Nè può ritenersi censurabile l’ulteriore affermazione della Corte distrettuale secondo cui tale affidamento, prospettato nuovamente con il secondo motivo di ricorso, ma mai richiesto dalla persona che dovrebbe attuarlo, non possa rappresentare una soluzione corrispondente all’interesse del minore.
La Corte condivide la relazione sopra riportata e pertanto ritiene che il ricorso debba essere respinto senza alcuna statuizione sulle spese processuali.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 12