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MOLESTIE, MOLESTIE SESSUALI NEL MONDO DEL LAVORO - PDF
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1 MOLESTIE, MOLESTIE SESSUALI NEL MONDO DEL LAVORO Corso Universitario CORSO UNIVERSITARIO DONNE, POLITICA, ISTITUZIONI III EDIZIONE (2012) Avv. Rita Mazzanti Ferrara, 24 novembre 2012 VIOLENZA SULLE PERSONE : AZIONE VOLONTARIA COERCITIVA ESERCITATA DA UN SOGGETTO SU UN ALTRO IN MODO DA DETERMINARLO AD AGIRE CONTRO LA SUA VOLONTA * VIOLENZA MORALE VIOLENZA ECONOMICA VIOLENZA FISICA VIOLENZA SESSUALE * Fonte: Dizionario della Lingua Italiana, G. Devoto - G.C. Oli Molestia : PUNGENTE SENSAZIONE DI DISAGIO, TALE DA ALTERARE LE NORMALI CARATTERISTICHE DI UNO STATO, DI UN AZIONE O DI UN COMPORTAMENTO, PROVOCATA DA FATTORI O AGENTI SENTITI PER LO PIÙ COME OSTILI * DEFINIZIONE CHE PERO MUTA A SECONDA DEL CONTESTO IN CUI LA CONSIDERIAMO: LAVORO, VITA DI RELAZIONE, DIRITTO CIVILE, DIRITTO PENALE * Fonte: Dizionario della Lingua Italiana, G. Devoto - G.C. Oli 1
2 COME RICONOSCERE LE MOLESTIE E LE MOLESTIE SESSUALI I SUL LUOGO DI LAVORO? DAL 2005, * IN RECEPIMENTO DI UNA DIRETTIVA EUROPEA ANCHE NEL NOSTRO ORDINAMENTO GIURIDICO È STATA INTRODOTTA LA NOZIONE DI MOLESTIA COSIDDETTA DI GENERE E DI MOLESTIA SESSUALE IN PRECEDENZA, LE IPOTESI DI MOLESTIE SESSUALI ERANO TUTELATE MA SENZA UNA PRECISA NOZIONE, LA DIFESA ERA CERTAMENTE ANCOR PIU DIFFICOLTOSA *D.LGVO. N 145/2005 CHE MODIFICA L ART. 4 DELLA LEGGE 125/1991 Dlgs 198/06 art. 26 Molestie e molestie sessuali 1. Sono considerate come discriminazioni anche le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l effetto di violare la dignità di una/un lavoratrice/ore e di creare un clima intimidatorio, Avv. Rita Mazzanti ostile, Ferrara 24novembre 2012 degradante, umiliante o offensivo. 5 Dlgs 198/06 art. 26 Molestie e molestie sessuali 2. Sono, altresì, considerate come discriminazione le molestie sessuali, ovvero quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l effetto di violare la dignità di una/o lavoratrice/tore e di creare un Avv. Rita Mazzanti Ferrara 24novembre 2012 clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o 6 2
3 Dlgs 198/06 art. 26 Molestie e molestie sessuali Gli atti, i patti o i provvedimenti concernenti il rapporto di lavoro dei lavoratori o delle lavoratrici vittime dei comportamenti di cui al comma 1 e 2 sono nulli se adottati in conseguenza del rifiuto o della sottomissione ai comportamenti medesimi. Avv. Rita Mazzanti Dlgs 198/06 art. 26 Molestie e molestie sessuali Sono considerati, altresì, discriminazioni quei trattamenti sfavorevoli da parte del datore di lavoro che costituiscono una reazione ad un reclamo o ad un azione volta ad ottenere il rispetto del principio di parità di trattamento tra uomini e donne. COME RICONOSCERE LE MOLESTIE E MOLESTIE SESSUALI ALLE DONNE NEL MONDO DEL LAVORO: VIOLENZE MOLESTIE MOLESTIE SESSUALI RICATTI A SFONDO SESSUALE RICHIESTE DI DISPONIBILITA SESSUALE DISCRIMINAZIONI MOBBING 3
4 COME RICONOSCERE LE MOLESTIE E MOLESTIE SESSUALI ALLE DONNE NEL MONDO DEL LAVORO: MA ANCHE. le insinuazioni e i commenti equivoci sull aspetto esteriore di dipendenti,.. le CONSIDERAZIONI BASATE SU CARATTERISTICHE SESSUALI,... Le CONSIDERAZIONE BASATE SUL comportamento e orientamento sessuale, l esposizione di materiale pornografico, le aggressioni sessuali, ed altre ancora ENTITA DEL FENOMENO SECONDO L INDAGINE ISTAT EFFETTUATA DALL ISTAT NEL 2008/2009:La metà delle donne tra i 14 e i 65 anni ( pari al 51,8%) hanno subito nell arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie anche in altri ambiti, come pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche. Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio DISTRIBUZIONE: Nord-Ovest: 57,2 % Nord-Est: 54,3 % (56,3 % in Emilia Romagna) Centro: 52,4 % Sud: 47;3 % Isole: 44,1 % Ma negli ultimi tre anni il fenomeno è più diffuso al Sud Fascia più a rischio nel lavoro14/24 anni 38,6 % negli ultimi tre anni Fascia più colpita nel corso della vita: 24/44 anni LE DONNE CHE DENUNCIANO SONO QUELLE RESIDENTI AL NORD Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio 4
5 FORME DI MOLESTIE SESSUALI PIU DIFFUSE, NEL CORSO DELLA VITA IN TUTTI GLI AMBITI: VERBALI (26,6 %) PEDINAMENTI (21,6 % ESIBIZIONISMO (20,4%) MOLESTIE FISICHE (19%) TELEFONATE OSCENE (18,2 %) Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio AUTORI DELLE MOLESTIE FISICHE NEL CORSO DELLA VITA ED IN TUTTI GLI AMBITI: ESTRANEE : 59,4 % CONOSCENTI DI VISTA :14,1%) AMICI: 7 % COLLEGA: 5,1 % DATORE DI LAVORO: 4,7 % COMPAGNO DISCUOLA: 1,4 % NEGLI ULTIMI TRE ANNI IL LUOGO DI LAVORO E QUELLO PIU A RISCHIO (17,2 %) Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio Se consideriamo solo il mondo del lavoro l 8,5% delle lavoratrici attuali o passate, incluse quelle in cerca disoccupazione, hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro ( )il 2,4 % Negli ultimi tre anni ( ) MOLESTIE: 31,2 % RICATTI: E RICHIESTE DI DISPONIBILITA : 68,8 % ( DI CUI IL 35,00 DENUNCIA DISPONIBILITA SESSUALE) IN EMILIA ROMAGNA IL DATO è 9,5 % TRA I PIU ALTI PER QUANTO RIGUARDA IL CORSO DELLA VITA MENTRE PER QUANTO RIGUARDA GLI ULTIMI TRE ANNI LA SITUAZIONE E MIGLIORATA,1,8, SOPRATTUTTO FACENDO UN CONFRONTO CON IL DATO DI ALTRE REGIONI SOPRATTUTTO DEL CENTRO E DEL SUD (3,7 CAMPANIA CM)MOLISE) Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio 5
6 QUANDO SI CERCA LAVORO O SI CHIEDE LA PROMOZIONE E PIU FACILE ESSERE VITTIMA DI RICATTI SESSUALI I RICATTI SESSUALI COLPISCONO DI PIU LE DONNE CON UN TITOLO DI STUDIO PIU ELEVATO I RICATTI SONO MENO FREQUENTI AL NORD EST E SULLE ISOLE E PIU FREQUENTI AL SUD IL DATO GRAVE CHE EMERGE E CHE LA STESSA LAVORATRICE O ASPIRANTE LAVORATRICE E VITTIMA DI PIU RICATTI NEL CORSO DELLA SUA VITA LAVORATIVA Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio INOLTRE GLI EPISODI DI RICATTO SESSUALE SI RIPETONO FINO A CONFIGURARE IL FENOMENO DEL MOBBING SI TRATTA, INFATTI, DI FORME DI VIOLENZA MORALE I SETTORI PIU A RISCHIO, NELGI ULTIMI TRE ANNI, SONO IL SETTORE DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI PER QUANTO RIGUARDA L ASSUNZIONE NEL CORSO DELLA VITA LAVORATIVA I SETTORI PIU A RISCHIO SONO QUELLI IMMOBILIARE ED INFORMATICO L 81,7 % DELLE DONNE NON SOLO NON DENUNCIA MA ADDIRITTURA NON NE PARLA CON NESSUNO CHI NE PARLA NE PARLA SOPRATTUTTO A I COLLEGHI QUASI NESSUNA HA DENUNCIATO L EPISODIO ALLE FORZE DELL ORDINE. RIFLESSIONI: L EPISODIO NON E RITENUTO GRAVE SI PENSA DI POTERSELA CAVARE DA SOLE O CON L AIUTO FAMIGLIARE MANCANZA DI FIDUCIA NELLE FORZE DELL ORDINE O LORO IMPOSSIBILITA AD AGIRE GIUDIZIO Fonte: ISTAT Indagine effettuata grazie alla convenzione stipulata tra l Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio MA SE NON SI DENUNCIA QUAL E LA REAZIONE DELLA DONNA: LASCIA IL POSTO DI LAVORO RINUNCIA ALLA CARRIERA SI DIMETTE E COSTRETTA AD ASSENTARSI PER MALATTIA CHIEDE IL TRASFERIMENTO SE SI DENUNCIA L EPISODIO E L AUTORE E UN COLLEGA. SPESSO NON SI VIENE CREDUTE ALTRE SI VIENE ADDIRITTURA DENUNCIATE DAL MOLESTATORE IN POCHISSIMI CASI VERRA TRASFERITO IL MOLESTATORE. SE QUALCUNO VIENE TRASFERITO SARA QUASI SEMPRE LA DONNA SALVO CASI ECLATANTI IL MOLESTATORE NON VIENE MAI LICENZIATO IL DATO E DIMINUITO MA E DIMINUITA ANCHE OCCUPAZIONE 6
7 QUANDO IL MOLESTATORE E UN COLLEGA IL DATORE DI LAVORO E COMUNQUE RESPONSABILE EX ART DEL CODICE CIVILE CHE PREVEDE: L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. sapere e se non ha adottato le misure atte a tutelare lavoratrici e lavoratori si veda anche l Art. 28 del Decreto Legislativo n. 81 del 9/4/2008, e successive modifiche o integrazioni che prevede per il datore di lavoro l obbligo di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.. Compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolare, tra cui quelli collegati allo stress lavoro-correlato,.. alle differenze di genere rappresentate dal raggiungimento della prova - I casi denunciati ed arrivati a buon fine con la condanna del molestatore sono in genere casi di molestia subita da più lavoratrici nel medesimo luogo di lavoro... o ipotesi in cui la molestia aveva rilievo anche penale - Raccomandazione europea : ci sono lavori a rischio? - Codici di condotta. Conseguenze delle molestie: stress, ansia, lesione dell integrità psico fisica, perdita di fiducia e di autostima 7
8 LA PROVA DI AVER SUBITO MOLESTIE E ARDUA IN QUANTO DIFFICILMENTE VI SONO TESTIMONI MA NON IMPOSSIBILE.. COSA SI PUO CONSIGLIARE DI FARE In taluni casi è possibile anche un tutela penale: Non in tutti i casi Art. 572: maltrattamenti in famiglia Art 610 violenza privata Violenza sessuale per i casi più gravi CASI PRATICI Avv. Rita Mazzanti Ferrara, 24 novembre
9 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 settembre 2012, n IL PRIMO CASO RIGUARDA UN DATORE DI LAVORO DICHIARATO ( NDR IN PRIMO E SECONDO GRADO) RESPONSABILE DEL DELITTO DI TENTATA VIOLENZA PRIVATA, COSI RIQUALIFICATA UN'IPOTESI DI TENTATA ESTORSIONE ORIGINARIAMENTE CONTESTATA, COMMESSO NELL'OTTOBRE 2003, PERCHÉ, PROSPETTANDO A XXXXXX, AL RIENTRO DAL PERIODO DI ASTENSIONE OBBLIGATORIA PER MATERNITÀ, DI FARLA LAVORARE IN CONDIZIONI INVIVIBILI IN UN POSTO DEGRADATO - DOVE IN UN'OCCASIONE L'AVEVA LASCIATA SOLA SENZA ALCUNCHÉ DA FARE - AVREBBE COMPIUTO ATTI IDONEI E UNIVOCAMENTE RIVOLTI A FARLE ACCETTARE LE CONDIZIONI DELLA SOCIETÀ PRESSO LA QUALE LAVORAVA, IN SOSTANZA, O LE DIMISSIONI O IL PROLUNGAMENTO CONTRO LA SUA VOLONTÀ DEL PERIODO DI MATERNITÀ, RETRIBUITO SOLO AL 30% DELLO STIPENDIO CORRISPOSTO DALL'ENTE PREVIDENZIALE. PROPONE RICORSO PER CASSAZIONE L'IMPUTATO SULLA BASE DI DUE MOTIVI. CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 settembre 2012, n La Corte ha ritenuto che.. convocare in un locale fatiscente e abbandonato, anche se sede formale della società, l'unica dipendente che non aveva accettato di dare le dimissioni, rimasta alla società che i titolari avevano intenzione di far cessare per proseguire nella medesima attività sotto una nuova veste societaria, ma con lo stesso complesso aziendale e con gli stessi dipendenti licenziati e assunti nuovamente; -- avvertirla che quello sarebbe stato il suo luogo di lavoro, con nulla da fare in una stanza dotata di scrivania impolverata, perché solo quello meritava per la sua ostinazione a non volersi dimettere (non essendo licenziabile in quanto ancora nel periodo di puerperio) o a non voler proseguire nell'astensione facoltativa, ma al 30% della retribuzione, CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 settembre 2012, n erano stati atti che avevano prospettato una situazione lavorativa e personale deteriore per la xxxxxx., e quindi ingiusta nell'ambito del rapporto di lavoro, avendo la stessa manifestato l'intenzione di riprendere la propria normale attività non appena terminata l'astensione obbligatoria, del tutto idonei ed inequivocabilmente diretti ad orientarne la volontà ad accettare le nuove condizioni che la società dal prevenuto rappresentata voleva imporre. 9
10 GRAZIE A TUTTI E TUTTE GRAZIE A TUTTI E A TUTTE Avv. Rita Mazzanti - - Ferrara 24 novembre
Centro interdipartimentale Studi e Ricerche Donne e Differenze di Genere Consigliera di Fiducia dell Università di Milano, Avv. Laura De Rui Lid -Laboratorio Indagini Demoscopische Università degli Studi

References: ART. 4
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 art. 26
 Art. 28
 Art. 572
 Sentenza 
 Sentenza 
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