Source: http://sentenze.altervista.org/ricercatore-universitario-stipendio-trattamento-quiescenza-previdenza-carriera/
Timestamp: 2020-08-14 21:28:19+00:00

Document:
Ricercatore universitario stipendio, trattamento di quiescenza, previdenza e carriera | Sentenze
Ricercatore universitario stipendio: riconoscimento del servizio prestato in qualità di funzionario tecnico laureato presso l’Università, all’atto dell’immissione nella fascia dei ricercatori confermati, per intero ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza e per i due terzi ai fini della carriera.
…Viene in decisione l’appello proposto dall’Università degli studi di Parma per ottenere la riforma della sentenza, di estremi indicati in epigrafe, con la quale il Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna ha accolto, unitamente a quello proposto da altri quindici ricercatori, il ricorso di Omissis ed Omissis e, per l’effetto, ha riconosciuto loro, ai fini economici e di carriera, il servizio svolto in qualità di funzionario tecnico e tecnico laureato presso la stessa Amministrazione universitaria.
L’Università appellante deduce l’erroneità della sentenza impugnata per non aver distinto ai fini del riconoscimento dell’attività prestata in qualità di tecnico laureato e funzionario tecnico, i ricorrenti che sono stati inquadrati nel ruolo dei ricercatori a seguito di concorsi riservati ex art. 4, comma 1, legge n. 4/1999 da quelli che (come gli odierni appellati) sono stati inquadrati nel ruolo dei ricercatori a seguito di concorsi pubblici. Secondo l’Università, in tal modo il T.a.r. avrebbe erroneamente interpretato la sentenza della Corte costituzionale n. 191 del 2008.….
…La tesi sostenuta dall’Università appellante, sebbene trovi un apparente riscontro in un passaggio motivazionale della citata sentenza n. 191 del 2008 della Corte costituzionale, non risulta condivisibile per le seguenti ragioni.
In primo luogo, essa si traduce in una irragionevole disparità di trattamento a danno dei ricercatori che, come gli odierni appellati, sono stati inquadrati nel relativo ruolo in seguito a concorso pubblico rispetto a quelli che hanno, invece, superato un concorso riservato. Seguendo tale impostazione, il superamento di un concorso pubblico rappresenterebbe un titolo deteriore rispetto a quello offerto dalla vittoria di un concorso riservato, il che darebbe luogo a evidenti dubbi di incostituzionalità per violazione degli artt. 3 e 51, comma 1, e 97, comma 4, Cost.
In secondo luogo, tale tesi non trova riscontro nel dispositivo della citata sentenza della Corte costituzionale n. 191 del 2008, la quale non contiene alcun riferimento che legittimi, ai fini del riconoscimento del servizio pregresso, la distinzione, all’interno della categoria dei ricercatori, tra quelli che hanno sostenuto un concorso riservato e quelli che hanno superato un concorso pubblico.
La Corte costituzionale ha, infatti, dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 103, terzo comma, del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, “nella parte in cui non riconosce ai ricercatori universitari, all’atto della loro immissione nella fascia dei ricercatori confermati, per intero ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza e per i due terzi ai fini della carriera, l’attività effettivamente prestata nelle università in qualità di tecnici laureati con almeno tre anni di attività di ricerca”.
La formulazione del dispositivo della sentenza, dal quale deve effettivamente ricavarsi l’ampiezza della norma introdotta nell’ordinamento dalla Corte costituzionale, non consente di introdurre all’interno della categoria dei ricercatori la distinzione tra vincitori di concorso pubblico e vincitori di concorsi riservato sostenuta, invece, dall’Università appellante….
Altre sentenze sui concorsi universitari e sull’abilitazione scientifica dei professori:
Consiglio di Stato sentenza n. 227 19 gennaio 2017
della sentenza del T.A.R. EMILIA-ROMAGNA – BOLOGNA: SEZIONE II n. 02509/2010, resa tra le parti, concernente riconoscimento del servizio prestato in qualità di funzionario tecnico laureato c/o Università;
1. Viene in decisione l’appello proposto dall’Università degli studi di Parma per ottenere la riforma della sentenza, di estremi indicati in epigrafe, con la quale il Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna ha accolto, unitamente a quello proposto da altri quindici ricercatori, il ricorso di Omissis ed Omissis e, per l’effetto, ha riconosciuto loro, ai fini economici e di carriera, il servizio svolto in qualità di funzionario tecnico e tecnico laureato presso la stessa Amministrazione universitaria.
2. L’Università appellante deduce l’erroneità della sentenza impugnata per non aver distinto ai fini del riconoscimento dell’attività prestata in qualità di tecnico laureato e funzionario tecnico, i ricorrenti che sono stati inquadrati nel ruolo dei ricercatori a seguito di concorsi riservati ex art. 4, comma 1, legge n. 4/1999 da quelli che (come gli odierni appellati) sono stati inquadrati nel ruolo dei ricercatori a seguito di concorsi pubblici. Secondo l’Università, in tal modo il T.a.r. avrebbe erroneamente interpretato la sentenza della Corte costituzionale n. 191 del 2008.
3. Si sono costituiti in giudizio per resistere all’appello Omissis e Omissis.
4. Alla pubblica udienza del 20 ottobre 2016 la causa è stata trattenuta in decisione.
6. La tesi sostenuta dall’Università appellante, sebbene trovi un apparente riscontro in un passaggio motivazionale della citata sentenza n. 191 del 2008 della Corte costituzionale, non risulta condivisibile per le seguenti ragioni.
6.1. In primo luogo, essa si traduce in una irragionevole disparità di trattamento a danno dei ricercatori che, come gli odierni appellati, sono stati inquadrati nel relativo ruolo in seguito a concorso pubblico rispetto a quelli che hanno, invece, superato un concorso riservato. Seguendo tale impostazione, il superamento di un concorso pubblico rappresenterebbe un titolo deteriore rispetto a quello offerto dalla vittoria di un concorso riservato, il che darebbe luogo a evidenti dubbi di incostituzionalità per violazione degli artt. 3 e 51, comma 1, e 97, comma 4, Cost.
6.2. In secondo luogo, tale tesi non trova riscontro nel dispositivo della citata sentenza della Corte costituzionale n. 191 del 2008, la quale non contiene alcun riferimento che legittimi, ai fini del riconoscimento del servizio pregresso, la distinzione, all’interno della categoria dei ricercatori, tra quelli che hanno sostenuto un concorso riservato e quelli che hanno superato un concorso pubblico.
La formulazione del dispositivo della sentenza, dal quale deve effettivamente ricavarsi l’ampiezza della norma introdotta nell’ordinamento dalla Corte costituzionale, non consente di introdurre all’interno della categoria dei ricercatori la distinzione tra vincitori di concorso pubblico e vincitori di concorsi riservato sostenuta, invece, dall’Università appellante.
Sussistono i presupposti, tenuto conto della novità della questione, per compensare le spese del giudizio.
sentenza n. 227 19 gennaio 2017 trattamento ricercatori
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 art. 4
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