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Timestamp: 2019-10-18 22:47:20+00:00

Document:
RS 0.632.317.581 Accordo di libero scambio del 17 dicembre 2004 tra gli Stati dell’AELS e la Repubblica Tunisina (con prot. e all.)
Accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e la Repubblica Tunisina
Concluso a Ginevra il 17 dicembre 2004
Dichiarazione di applicazione provvisoria depositata dalla Svizzera il 6 aprile 2005
Applicato provvisoriamente dalla Svizzera dal 1° giugno 20052
(Stato 1° giugno 2005)
La Repubblica d'Islanda, il Principato del Liechtenstein, il Regno di Norvegia, la Confederazione Svizzera in qualità di Membri dell'Associazione europea di libero scambio (qui di seguito: gli Stati dell'AELS) e la Repubblica Tunisina (qui di seguito: la Tunisia),
considerata l'importanza dei legami che esistono tra gli Stati dell'AELS e la Tunisia, in particolare la Dichiarazione di cooperazione firmata nel dicembre 1995 a Zermatt, e riconosciuto il desiderio delle Parti di consolidare questi legami al fine di stabilire relazioni strette e durevoli,
richiamata la loro intenzione di partecipare attivamente al processo di integrazione economica nella regione euromediterranea e all'istituzione di una vasta e armonica zona di libero scambio tra i Paesi europei e del bacino mediterraneo e coscienti degli obiettivi d'integrazione fra i Paesi del Maghreb,
considerata l'importanza che le Parti attribuiscono all'osservanza dei principi dello Statuto delle Nazioni Unite3 e, in particolare, al rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà politiche ed economiche che sono il fondamento stesso di una cooperazione fra gli Stati dell'AELS e la Tunisia,
animati dal desiderio di creare condizioni propizie allo sviluppo e alla diversificazione dei loro scambi commerciali nonché alla promozione della cooperazione commerciale ed economica in zone di comune interesse, sulla base dei principi di equità, mutuo vantaggio e non discriminazione e sulla base del diritto internazionale,
richiamati gli impegni assunti riguardo all'osservanza dei diritti e degli obblighi che risultano dall'Accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio4 (qui di seguito: l'OMC), nonché da ulteriori strumenti della cooperazione multilaterale e bilaterale,
determinati ad applicare il presente Accordo, prefiggendosi l'obiettivo di preservare e proteggere l'ambiente e di assicurare un impiego ottimale delle risorse naturali, in virtù del principio dello sviluppo sostenibile,
preso atto dell'intenzione degli Stati dell'AELS di sostenere gli sforzi atti a liberalizzare l'economia tunisina e di contribuire in tal modo al miglioramento delle condizioni economiche e sociali in Tunisia,
disposti a esaminare la possibilità di sviluppare e approfondire le loro relazioni economiche allo scopo di estenderle a settori non contemplati dal presente Accordo,
persuasi che il presente Accordo crei condizioni in grado di incoraggiare le loro relazioni nei settori dell'economia, del commercio e degli investimenti,
convinti che il presente Accordo realizzi condizioni favorevoli al consolidamento delle relazioni bilaterali nonché multilaterali tra le Parti nei settori economico, finanziario, scientifico, tecnico, sociale e culturale,
hanno deciso, nell'intento di raggiungere tali obiettivi, di stipulare il seguente Accordo (qui di seguito: il presente Accordo):
1. Gli Stati dell'AELS e la Tunisia instaurano una zona di libero scambio, conformemente alle disposizioni del presente Accordo, allo scopo di incentivare le attività economiche nei rispettivi territori e, conseguentemente, di aumentare il livello di vita, migliorare le condizioni dell'occupazione e contribuire all'integrazione economica euromediterranea.
2. Il presente Accordo, che si fonda su relazioni commerciali fra economie di mercato, si prefigge di:
realizzare la liberalizzazione degli scambi conformemente all'art. XXIV dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio1 (qui di seguito: GATT 1994);
sviluppare progressivamente un contesto favorevole all'incremento dei flussi d'investimento e del commercio di servizi;
prevedere condizioni di equa concorrenza negli scambi tra le Parti al presente Accordo e garantire una protezione adeguata ed efficace dei diritti della proprietà intellettuale;
sostenere lo sviluppo armonico delle relazioni economiche tra le Parti mediante l'estensione degli scambi, della cooperazione economica e dell'assistenza tecnica.
1 R 0.632.20, All. 1A.1
Il presente Accordo si applica alle relazioni commerciali tra i diversi Stati dell'AELS, da un lato, e la Tunisia, dall'altro, ma non alle relazioni commerciali fra i differenti Stati dell'AELS, salvo disposizioni contrarie del presente Accordo.
Il presente Accordo è applicabile al territorio delle Parti, fatte salve le disposizioni dell'Allegato I.
1. Il presente capitolo si applica ai seguenti prodotti originari di uno Stato dell'AELS o della Tunisia:
tutti i prodotti contemplati nei capitoli 25-97 del Sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci1 (SA), esclusi i prodotti elencati nell'Allegato II;
i prodotti agricoli trasformati che figurano nel Protocollo A, tenuto conto delle modalità particolari previste in tale Protocollo;
i pesci e gli altri prodotti del mare che figurano nell'Allegato III.
2. Gli accordi bilaterali sul commercio di prodotti agricoli conclusi fra la Tunisia ed ognuno degli Stati dell'AELS rappresentano una parte degli strumenti che istituiscono una zona di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e la Tunisia.
Art. 5 Regole d'origine e metodi di cooperazione in materia di amministrazione doganale
Il Protocollo B stabilisce le regole d'origine e i metodi di cooperazione amministrativa.
Art. 6 Dazi d'importazione e gravami con effetto equivalente
1. Negli scambi commerciali tra gli Stati dell'AELS e la Tunisia non viene introdotto alcun nuovo dazio di importazione né alcun gravame con effetto equivalente.
2. Al momento dell'entrata in vigore del presente Accordo gli Stati dell'AELS aboliscono tutti i dazi di importazione e tutti i gravami con effetto equivalente.
3. La Tunisia abolisce gradualmente i suoi dazi di importazione e tutti i gravami con effetto equivalente, fatte salve le disposizioni contenute nell'Allegato IV.
1. Il dazio applicabile alle importazioni fra le Parti è il dazio consolidato OMC o, se inferiore, il dazio applicabile valido al 1° gennaio 2004. Se prima, durante o dopo l'entrata in vigore del presente Accordo una qualsiasi riduzione tariffaria è applicata erga omnes, sarà applicato il dazio ridotto.
2. Al momento dell'entrata in vigore del presente Accordo le Parti si comunicano le rispettive aliquote di dazio applicabili.
Le disposizioni dell'articolo 6 sono applicabili anche ai dazi fiscali.
Art. 9 Dazi e restrizioni quantitative delle esportazioni
Fatte salve le disposizioni del GATT 1994, gli Stati dell'AELS e la Tunisia non applicano alle loro esportazioni reciproche dazi o gravami con effetto equivalente né tanto meno restrizioni quantitative o misure con effetto equivalente.
Art. 10 Restrizioni quantitative delle importazioni e provvedimenti con effetto equivalente
1. Fatte salve le disposizioni del GATT 1994:
negli scambi commerciali tra gli Stati dell'AELS e la Tunisia non è introdotto alcun nuovo dazio di importazione né alcun gravame con effetto equivalente;
a partire dall'entrata in vigore del presente Accordo, gli Stati dell'AELS e la Tunisia aboliscono nei loro scambi commerciali le restrizioni quantitative delle importazioni e i provvedimenti con effetto equivalente.
2. Le disposizioni del capoverso 1(b) non si applicano ai prodotti della categoria D dell'Allegato IV. Il regime applicabile a questi prodotti è riesaminato dal Comitato misto quattro anni dopo l'entrata in vigore dell'Accordo.
Art. 11 Imposizione e regolamenti interni
1. Le Parti si impegnano ad applicare qualsiasi imposta interna, provvedimento o pratica fiscale in conformità all'articolo III del GATT 1994 e agli altri accordi pertinenti dell'OMC.
2. Per i prodotti esportati nel territorio di una Parte, gli esportatori non possono beneficiare di un rimborso delle imposte interne superiore all'importo dell'imposta diretta o indiretta applicata a tali prodotti.
1. I diritti e gli obblighi delle Parti in materia di regolamenti tecnici, di norme e di procedure di valutazione della conformità sono retti dalle disposizioni dell'Accordo dell'OMC sugli ostacoli tecnici agli scambi1.
2. Le Parti rafforzano la loro cooperazione nel settore dei regolamenti tecnici, degli standard e delle procedure di valutazione della conformità al fine di migliorare la comprensione reciproca dei rispettivi sistemi e di facilitare l'accesso ai rispettivi mercati preparando contemporaneamente il terreno per accordi di riconoscimento reciproco. Le Parti si consultano reciprocamente nel quadro del Comitato misto in vista della concretizzazione di questi obiettivi.
3. Fatto salvo il capoverso 1, le Parti convengono di organizzare consultazioni immediate in seno al Comitato misto se la Tunisia o uno Stato dell'AELS ritengono che uno o più Stati dell'AELS o la Tunisia abbiano adottato provvedimenti che potrebbero creare, o che hanno già creato, un ostacolo al commercio, al fine di trovare una soluzione appropriata conforme alle disposizioni dell'Accordo dell'OMC sugli ostacoli tecnici agli scambi.
I diritti e gli obblighi delle Parti in materia sanitaria e fitosanitaria sono disciplinati dall'Accordo dell'OMC sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie1.
1. Fatti salvi i diritti e gli obblighi del GATT 1994, gli Stati dell'AELS e la Tunisia si adoperano affinché i monopoli di Stato a carattere commerciale siano strutturati in modo che, al momento dell'entrata in vigore del presente Accordo, non esista alcuna forma di discriminazione tra i cittadini degli Stati dell'AELS e della Tunisia per quanto riguarda le condizioni di approvvigionamento e di commercializzazione.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutti gli enti mediante i quali le autorità competenti degli Stati Parte al presente Accordo de jure o de facto supervisionano, determinano o condizionano in maniera notevole, direttamente o indirettamente, le importazioni o le esportazioni tra gli Stati Parte al presente Accordo. Queste disposizioni si applicano anche ai monopoli delegati dallo Stato ad altri organismi.
1. I diritti e gli obblighi delle Parti relativi alle sovvenzioni sono retti dagli articoli VI e XVI del GATT 1994, dall'Accordo dell'OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative1 e dall'Accordo dell'OMC sull'agricoltura2.
2. Qualora ritenga che le sovvenzioni accordate incidano sugli scambi con un'altra Parte, uno Stato Parte al presente Accordo può adottare provvedimenti adeguati sulla base degli Accordi summenzionati e dei pertinenti regolamenti interni d'applicazione.
3. Prima di iniziare una procedura d'inchiesta per determinare l'esistenza, il grado e l'effetto di una presunta sovvenzione in Tunisia o in uno Stato dell'AELS conformemente alle disposizioni dell'articolo 11 dell'Accordo dell'OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative, la Parte che intende iniziare tale procedura lo notifica per scritto alla Parte le cui merci sono sospettate di essere state oggetto di sovvenzioni e fissa un termine di trenta giorni per trovare una soluzione mutuamente accettabile. Le consultazioni si svolgono in seno al Comitato misto se una delle Parti ne fa domanda entro dieci giorni dalla data di ricevimento della notifica.
1. I diritti e gli obblighi delle Parti quanto all'applicazione delle misure antidumping sono retti dall'articolo VI del GATT 1994 e dall'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI del GATT 19941.
2. Dopo che uno Stato dell'AELS o la Tunisia ha ricevuto una domanda debitamente documentata e prima dell'apertura di un'inchiesta conformemente alle disposizioni dell'Accordo di cui al capoverso 1, detta Parte lo notifica per scritto alla Parte le cui merci sono sospettate di essere l'oggetto di una pratica di dumping e permetterà l'avvio di consultazioni al fine di trovare una soluzione accettabile per entrambe. Il risultato delle consultazioni è comunicato alle altre Parti.
3. Le Parti si impegnano, su domanda di una delle Parti, a riunirsi in seno al Comitato misto per rivedere il contenuto del presente articolo.
1. Sono incompatibili con il buon funzionamento del presente Accordo in quanto suscettibili di ostacolare gli scambi tra uno Stato dell'AELS e la Tunisia:
gli accordi tra aziende, le decisioni d'associazione di aziende e le pratiche concertate tra aziende che hanno lo scopo o l'effetto di ostacolare, ridurre o falsare la libera concorrenza;
2. Le disposizioni del capoverso 1 si applicano pure alle attività delle aziende pubbliche e delle aziende alle quali le Parti hanno concesso privilegi speciali o esclusivi, per quanto l'applicazione di tali disposizioni non ostacoli, de iure o de facto, l'adempimento dei compiti pubblici ad esse impartiti.
3. Le disposizioni dei capoversi 1 e 2 non posso essere interpretate in modo da creare eventuali obblighi diretti per le aziende.
4. Se una delle Parti ritiene che una determinata pratica sia incompatibile con le disposizioni dei capoversi 1 e 2, le Parti implicate devono offrire al Comitato misto tutta l'assistenza necessaria per esaminare la pratica ed eventualmente abolirla. Qualora la Parte implicata non ponga fine alla pratica incriminata entro il termine fissato dal Comitato misto o qualora quest'ultimo non raggiunga un accordo al termine delle consultazioni o entro un periodo di trenta giorni dal deposito della domanda delle consultazioni, la Parte implicata può adottare provvedimenti adeguati al fine di rimediare alle difficoltà causate dalla pratica incriminata. L'applicazione e la revoca di queste misure sono disciplinate dalle disposizioni dell'articolo 37.
Art. 18 Misure d'urgenza applicabili all'importazione di prodotti specifici
1. Qualora, in seguito all'applicazione del presente Accordo, le importazioni di un determinato prodotto originario di una Parte e destinato al territorio di un'altra Parte aumentino in proporzioni e a condizioni che causano o rischiano di causare un pregiudizio grave ai produttori nazionali di prodotti simili o direttamente concorrenziali nel territorio della Parte importatrice, o gravi distorsioni in un settore qualsiasi dell'economia o difficoltà che possono condurre ad un deterioramento grave della situazione economica di una regione della Parte importatrice, quest'ultima può adottare misure di salvaguardia in virtù dell'articolo XIX del GATT 1994 e dell'Accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia1.
2. Prima di applicare misure di salvaguardia in virtù dell'articolo XIX del GATT 1994 e dell'Accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia, le Parti che intendono adottare tali misure devono fornire al Comitato misto tutte le informazioni richieste per un esame completo della situazione al fine di giungere ad una soluzione accettabile per le Parti.
3. Nell'intento di trovare una soluzione, le Parti si impegnano ad avviare immediatamente consultazioni in seno al Comitato misto. Qualora le consultazioni intese ad evitare l'applicazione delle misure di salvaguardia si concludano senza che sia stato raggiunto un accordo entro il termine di trenta giorni dal loro avvio, la Parte che intende adottare le misure di salvaguardia può provvedervi conformemente all'articolo XIX del GATT 1994 e all'Accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia.
4. La Parte che sottopone l'importazione di prodotti suscettibili di provocare le difficoltà descritte nel presente articolo a una procedura amministrativa avente lo scopo di fornire rapidamente informazioni sulle tendenze dei flussi di scambio, deve informare l'altra Parte.
5. In circostanze critiche, le misure di cui al capoverso 1 possono essere applicate senza una consultazione preventiva per evitare che un ritardo causi difficoltà alle quali sarebbe difficile rimediare. Una consultazione dovrà aver luogo immediatamente dopo l'adozione delle misure.
6. La selezione dei provvedimenti di salvaguardia in virtù del presente articolo va fatta dando la priorità ai provvedimenti meno pregiudizievoli per il funzionamento del presente Accordo.
7. Le misure di salvaguardia sono notificate senza indugio al Comitato misto e sono oggetto di consultazioni periodiche in seno al Comitato, in particolare allo scopo di definire un calendario per la loro revoca non appena le circostanze lo consentono.
1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 6, la Tunisia può adottare, eccezionalmente e per una durata limitata, provvedimenti intesi ad aumentare i dazi doganali.
2. Tali provvedimenti possono essere adottati soltanto se favoriscono la creazione di nuove industrie o promuovono alcuni settori in via di ristrutturazione o confrontati con gravi difficoltà che sono all'origine di importanti problemi sociali.
3. I dazi all'importazione introdotti tramite questi provvedimenti e applicabili in Tunisia ai prodotti provenienti dagli Stati dell'AELS non possono eccedere il 25 per cento ad valorem e devono inglobare un elemento preferenziale nei confronti dei prodotti provenienti dagli Stati dell'AELS. Il valore complessivo delle importazioni di prodotti gravati da tali provvedimenti non può superare il 15 per cento delle importazioni totali di prodotti industriali dagli Stati dell'AELS, come definiti all'articolo 4 capoverso 1 lettera a, realizzate durante l'ultimo anno per il quale si dispone di dati statistici.
4. La Tunisia informa il Comitato misto sui provvedimenti straordinari che intende adottare e, prima della loro entrata in vigore, si terranno consultazioni in seno al Comitato misto, su domanda degli Stati dell'AELS, per definire tali provvedimenti e stabilire i settori nei quali sono applicati. Se adotta tali provvedimenti, la Tunisia comunica al Comitato misto le scadenze previste per l'abolizione dei dazi doganali introdotti in virtù del presente articolo. Questo calendario prevede l'abolizione di detti dazi secondo un tasso decrescente annuale, al più tardi due anni dopo la loro entrata in vigore, salvo che il Comitato misto fissi un calendario diverso.
5. I provvedimenti eccezionali specificati nel presente articolo sono applicabili per un periodo non superiore a cinque anni. Tutti i provvedimenti eccezionali di adeguamento strutturale possono essere mantenuti tuttalpiù per tre anni dopo lo scadere del periodo transitorio massimo di cui è fatta menzione nell'allegato IV. Il Comitato misto può decidere di fissare scadenze diverse da quelle indicate nel presente capoverso.
1. Qualora l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 9 comporti:
la riesportazione verso uno Stato terzo, nei confronti del quale la Parte esportatrice applica per tale prodotto restrizioni quantitative all'esportazione, dazi all'esportazione, provvedimenti o gravami con effetto equivalente, oppure
la penuria grave di un prodotto essenziale per la Parte esportatrice o il rischio di una simile penuria;
e qualora le situazioni precitate causino o rischino di causare gravi difficoltà alla Parte esportatrice, quest'ultima può adottare provvedimenti adeguati.
2. La Parte che intende adottare provvedimenti in virtù del presente articolo è tenuta a notificarlo senza indugio alle altre Parti nonché al Comitato misto. Il Comitato misto esamina la situazione e adotta la decisione più opportuna per porvi fine. In assenza di una tale decisione entro trenta giorni dalla data in cui la situazione è stata notificata al Comitato misto, la Parte implicata può adottare provvedimenti adeguati al fine di rimediare al problema. I provvedimenti sono immediatamente notificati al Comitato misto. La selezione dei provvedimenti va fatta dando la priorità ai provvedimenti meno pregiudizievoli per il buon funzionamento del presente Accordo.
3. Qualora circostanze eccezionali e gravi impongano un intervento immediato che esclude, a seconda dei casi, la possibilità di procedere all'informazione preventiva o a un esame, la Parte implicata può applicare immediatamente i provvedimenti temporanei necessari per far fronte alla situazione. Essa deve informarne immediatamente le altre Parti e il Comitato misto.
4. I provvedimenti adottati sono oggetto di consultazioni periodiche in seno al Comitato misto allo scopo di definire un calendario per la loro revoca non appena le circostanze lo consentono.
Il presente Accordo non si oppone a divieti o restrizioni d'importazione, d'esportazione o di transito di merci giustificati per ragioni di moralità pubblica, di ordine pubblico, di sicurezza pubblica, di protezione della salute e della vita delle persone e degli animali, di preservazione dei vegetali e dell'ambiente, di protezione dei tesori nazionali con valore artistico, storico o archeologico, di protezione della proprietà intellettuale, di regolamentazione dell'oro e dell'argento, di conservazione di risorse naturali non rinnovabili. Tali divieti o restrizioni non devono tuttavia costituire un mezzo di discriminazione arbitraria o di restrizione mascherata nel commercio tra le Parti.
relativi al commercio d'armi, munizioni o materiale bellico, sempre che tali provvedimenti non arrechino pregiudizio alle condizioni di concorrenza fra prodotti non destinati ad usi specificamente militari, nonché al commercio di altre merci, materiali o servizi praticato direttamente o indirettamente per garantire l'approvvigionamento di uno stabilimento militare; o
relativi alla non proliferazione di armi biologiche e chimiche, dell'armamento nucleare o di altri ordigni esplosivi atomici; o
adottati in tempo di guerra in caso di gravi tensioni internazionali.
1. Le Parti accordano e assicurano una protezione adeguata, effettiva e non discriminatoria dei diritti relativi alla proprietà intellettuale adottando anche provvedimenti atti a tutelare tali diritti da infrazioni, contraffazione e pirateria, conformemente alle disposizioni del presente articolo, dell'Allegato V del presente Accordo e degli accordi internazionali da questi menzionati.
2. Le Parti accordano ai cittadini delle altre Parti un trattamento non meno favorevole di quello riservato ai propri cittadini. Le deroghe a tale obbligo devono essere conformi alle disposizioni materiali dell'articolo 3 dell'Accordo dell'OMC sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio1 (qui di seguito: ADPIC).
3. Le Parti accordano ai cittadini delle altre Parti un trattamento non meno favorevole di quello riservato ai cittadini di qualsiasi altro Stato. Le deroghe a tale obbligo devono essere conformi alle disposizioni materiali dell'Accordo sugli ADPIC, in particolare agli articoli 4 e 5.
4. Le Parti convengono di modificare le disposizioni relative alla protezione dei diritti della proprietà intellettuale contenuti nel presente articolo e nell'Allegato V, su domanda di una di esse e d'intesa con tutte le Parti, al fine di migliorare il livello di protezione e di promuovere lo sviluppo degli scambi fra le Parti.
1. Le Parti creano condizioni stabili, favorevoli e trasparenti per le società delle altre Parti che investono o intendono investire nei loro territori.
2. Gli investimenti degli investitori di una Parte beneficiano sul territorio delle altre Parti della massima protezione e sicurezza e godono in qualunque momento di un trattamento equo e giusto conforme al diritto internazionale.
Le Parti riconoscono l'importanza della promozione reciproca dei flussi di investimento e delle tecnologie per realizzare la crescita e lo sviluppo economico. A tal fine, la cooperazione comprende:
mezzi adeguati che consentano di individuare le possibilità d'investimento e i canali d'informazione riguardanti le regole dell'investimento;
la fornitura di informazioni sulle misure di promozione dell'investimento all'estero adottate dalle Parti (assistenza tecnica, sostegno finanziario, assicurazione degli investimenti, ecc.);
la creazione di un quadro giuridico idoneo ad aumentare i flussi di investimento anche attraverso la conclusione di accordi internazionali; e
l'elaborazione e la messa a punto di progetti di sviluppo anche in vista della partecipazione di investitori stranieri.
1. Le Parti si adoperano per giungere a una liberalizzazione graduale e all'apertura reciproca dei mercati nell'ambito degli scambi di servizi sulla base delle disposizioni dell'Accordo generale sugli scambi di servizi1 (qui di seguito: AGSS), tenendo conto dei lavori compiuti sotto l'egida dell'OMC. A tal fine, le Parti si impegnano a vagliare congiuntamente le evoluzioni nell'ambito dei servizi e a prendere in considerazione l'adozione di misure di liberalizzazione tenendo conto l'articolo V AGSS.
2. Ove, dopo l'entrata in vigore del presente Accordo, una Parte conceda ad una Parte non contraente benefici supplementari in materia di accesso al proprio mercato dei servizi, essa si dichiara disposta a sottoporre la questione a consultazioni in seno al Comitato misto, alla luce degli obiettivi di cui al capoverso 1.
VI Pagamenti correnti e movimento di capitali
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 29, le Parti si impegnano a consentire che tutti i pagamenti per le transazioni correnti siano fatti in valuta liberamente convertibile.
Per quanto attiene alle transazioni riguardanti il conto capitale della bilancia dei pagamenti, gli Stati dell'AELS e la Tunisia assicurano, a partire dall'entrata in vigore del presente Accordo, che i capitali connessi a investimenti diretti in Tunisia, in società costituite in conformità con le leggi correnti, possano circolare liberamente e che il rendimento di tali investimenti e tutti i benefici che ne derivano possano essere convertiti e rimpatriati.
La Tunisia o uno o più Stati dell'AELS che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà inerenti la bilancia dei pagamenti possono adottare, conformemente alle condizioni previste dal GATT 1994 e agli articoli VIII e XIV dell'Accordo sul Fondo monetario internazionale1, restrizioni sulle transazioni correnti che abbiano una durata limitata e che non superino la portata strettamente necessaria per rimediare alla situazione della bilancia dei pagamenti. Gli Stati dell'AELS o la Tunisia informano immediatamente le altre Parti e, appena possibile, comunicano il calendario per la revoca delle misure in questione.
VII Appalti pubblici
Art. 30 Appalti pubblici
1. Le Parti si prefiggono la liberalizzazione reciproca e graduale dei rispettivi appalti pubblici.
2. Ove una Parte conceda ad una Parte non contraente l'accesso ai propri appalti pubblici, essa si impegna a sottoporre la questione alle consultazioni in seno al Comitato misto, alla luce degli obiettivi di cui al capoverso 1.
VIII Cooperazione economica e assistenza tecnica
Art. 31 Obiettivi e campo d'applicazione
1. Gli Stati dell'AELS dichiarano la propria disponibilità a impegnarsi in materia di cooperazione economica e ad accordare assistenza tecnica alla Tunisia nel rispetto degli obiettivi della loro politica nazionale in vista di:
sostenere gli sforzi della Tunisia finalizzati ad uno sviluppo economico e sociale sostenibile.
2. La cooperazione e l'assistenza saranno incentrate sui settori confrontati a difficoltà interne o coinvolti nel processo di liberalizzazione dell'economia tunisina, nonché sui settori suscettibili di avvicinare le economie degli Stati dell'AELS e della Tunisia, in particolare quelli che generano crescita e occupazione.
Art. 32 Metodi e mezzi
1. La cooperazione e l'assistenza si realizzano o su base bilaterale, o mediante programmi dell'AELS o ancora combinando la cooperazione bilaterale ai programmi dell'AELS.
2. Le Parti cooperano nell'intento di identificare e impiegare i metodi e i mezzi più efficaci per l'applicazione del presente capitolo. A tal fine, esse possono coordinare i propri sforzi con le organizzazioni internazionali competenti.
3. L'obiettivo della preservazione dell'ambiente è tenuto in debita considerazione nell'ambito dell'assistenza nei vari settori interessati.
4. I mezzi della cooperazione e dell'assistenza possono includere:
l'assistenza tecnica e amministrativa;
la cooperazione finanziaria sotto forma, ad esempio, di mutui preferenziali e fondi di sviluppo.
Art. 33 Ambiti di cooperazione
La cooperazione e l'assistenza riguardano tutti gli ambiti identificati congiuntamente dalle Parti che possono servire a migliorare la capacità della Tunisia di beneficiare dell'aumento degli scambi e degli investimenti internazionali e comprendono in particolare:
la promozione e l'agevolazione degli scambi nonché la promozione delle opportunità di mercato;
le questioni doganali e d'origine, compresa la formazione professionale in ambito doganale;
la modernizzazione di settori economici quali la pesca, l'acquacoltura, la manifattura, l'industria alimentare, i servizi finanziari, il turismo;
le regolamentazioni tecniche e le misure sanitarie e fitosanitarie, comprese la standardizzazione e la certificazione; e
l'assistenza in ambito regolamentare e l'applicazione delle leggi in ambiti quali la proprietà intellettuale e gli appalti pubblici.
IX Disposizioni istituzionali e procedurali
Art. 34 Il Comitato misto
1. L'esecuzione del presente Accordo è sorvegliata e gestita da un Comitato misto. Nel Comitato misto tutte le Parti sono rappresentate.
2. Per garantire un'esecuzione ottimale del presente Accordo, le Parti si scambiano informazioni e, su domanda di una di esse, si consultano in seno al Comitato misto. Quest'ultimo vaglia ogni possibilità di ulteriori soppressioni di ostacoli al commercio fra gli Stati dell'AELS e la Tunisia.
3. Il Comitato misto può prendere decisioni nei casi previsti dal presente Accordo. In merito ad altre questioni, il Comitato misto può formulare raccomandazioni.
Art. 35 Procedure del Comitato misto
1. Per garantire un'esecuzione ottimale del presente Accordo, il Comitato misto si riunisce, su domanda di una delle Parti, ogni volta che lo reputa necessario, ma almeno una volta ogni due anni.
2. Il Comitato misto si pronuncia all'unanimità.
3. Qualora in seno al Comitato misto un rappresentante di una Parte accetti una decisione con riserva della sua conformità con le disposizioni costituzionali, tale decisione entra in vigore il giorno in cui è notificata la revoca della riserva, salvo se non è menzionata esplicitamente un'altra data.
4. Ai fini del presente Accordo il Comitato misto stabilisce il proprio regolamento interno che deve disciplinare, fra l'altro, la convocazione delle riunioni, nonché la designazione del presidente e la durata del suo mandato.
5. Il Comitato misto può decidere di costituire sottocomitati o gruppi di lavoro che ritiene necessari per assisterlo nell'adempimento dei suoi compiti.
Art. 36 Adempimento degli obblighi e consultazioni
1. Le Parti adottano tutti i provvedimenti necessari a garantire l'adempimento degli obblighi risultanti dal presente Accordo. In caso di divergenza circa l'interpretazione e l'applicazione del presente Accordo, le Parti si adoperano, mediante la cooperazione e le consultazioni, per giungere a una soluzione mutuamente soddisfacente.
2. Una parte può chiedere per scritto all'altra Parte che siano svolte consultazioni su qualsiasi provvedimento in vigore o proposto o su qualsiasi questione che ritiene possa pregiudicare l'applicazione del presente Accordo. La Parte che chiede le consultazioni ne informa nel contempo le altre Parti, fornendo tutte le indicazioni utili.
3. Le consultazioni si svolgono in seno al Comitato misto se una delle Parti ne fa domanda entro trenta giorni dalla data di ricevimento della notifica di cui al capoverso 2, al fine di trovare una soluzione accettabile per tutti.
Art. 37 Provvedimenti provvisori
Se uno Stato dell'AELS ritiene che la Tunisia sia venuta meno a un obbligo che le incombe in virtù del presente Accordo, o viceversa, e se il Comitato misto non è giunto ad una soluzione mutuamente accettabile entro tre mesi, la Parte interessata può adottare provvedimenti provvisori adeguati e strettamente necessari per riequilibrare la situazione. La priorità deve essere data ai provvedimenti meno pregiudizievoli per il buon funzionamento del presente Accordo. I provvedimenti adottati sono immediatamente notificati alle Parti e al Comitato misto, che tiene consultazioni periodiche in vista della loro revoca. I provvedimenti devono essere revocati quando le condizioni non giustificano più il loro mantenimento o quando, nel caso in cui la controversia sia soggetta all'arbitrato, è stata pronunciata ed eseguita una sentenza arbitrale.
Art. 38 Arbitrato
1. Qualora una controversia tra le Parti riguardo all'interpretazione dei propri diritti e obblighi risultanti dal presente Accordo non sia stata composta mediante consultazioni dirette o nel quadro del Comitato misto entro un termine di 90 giorni dal ricevimento della domanda di consultazioni, una o più Parti alla controversia possono ricorrere all'arbitrato indirizzando una notifica scritta all'altra Parte. Una copia di tale notifica è fatta pervenire a tutte le Parti. Ove più Parti ricorrano a una procedura d'arbitrato per una controversia con la stessa Parte e riguardante la stessa questione, dovrà essere costituito, ogni qualvolta ciò risulti possibile, un unico tribunale arbitrale con il compito di giudicare la controversia.
2. La costituzione e il funzionamento del tribunale arbitrale sono disciplinati dall'Allegato VI. La sentenza del tribunale arbitrale è definitiva e obbligatoria per le Parti alla controversia.
Art. 39 Clausola evolutiva
1. Le Parti si impegnano a riesaminare il presente Accordo in funzione degli sviluppi futuri in materia di relazioni economiche internazionali, segnatamente nel quadro dell'OMC, e a studiare, in tale contesto e alla luce di tutti i fattori pertinenti, la possibilità di sviluppare e approfondire la cooperazione sancita dal presente Accordo, estendendola ad ambiti non contemplati dallo stesso. Le Parti possono affidare al Comitato misto l'incarico di esaminare tale possibilità e, se necessario, di presentare alla loro attenzione eventuali raccomandazioni, in particolare in vista dell'apertura di negoziati.
2. Gli accordi raggiunti secondo la procedura definita nel capoverso 1 sono sottoposti a ratifica o ad approvazione delle Parti secondo le loro procedure.
Art. 40 Allegati e Protocolli
Gli Allegati e Protocolli del presente Accordo sono parte integrante dello stesso. Il Comitato misto può decidere di modificarli.
1. Gli emendamenti al presente Accordo, approvati dal Comitato misto, sono sottoposti alle Parti per accettazione, ratifica o approvazione.
2. Se le Parti non decidono diversamente, gli emendamenti entrano in vigore il primo giorno del terzo mese successivo al deposito dell'ultimo strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
Art. 42 Relazioni con altri accordi internazionali
1. Il presente Accordo non ostacola il mantenimento o l'istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio, convenzioni relative al commercio frontaliero e altri accordi preferenziali, sempre che gli stessi non arrechino pregiudizio al regime delle relazioni commerciali istituito dal presente Accordo.
2. Le Parti confermano i diritti e gli obblighi risultanti dall'Accordo OMC, dagli accordi negoziati sotto la sua egida e da altri accordi internazionali di cui sono parti contraenti.
3. Ove una delle Parti aderisca a un'unione doganale o a un accordo di libero scambio con una terza parte, essa deve essere disposta, su richiesta di una qualunque Parte, ad entrare in consultazione con la Parte richiedente.
1. Qualsiasi Stato membro dell'Associazione europea di libero scambio può decidere di aderire al presente Accordo, a condizione che il Comitato misto ne approvi l'adesione, che deve essere negoziata tra lo Stato candidato e le Parti interessate, alle condizioni e con le modalità fissate nella decisione. Lo strumento di adesione è depositato presso il Governo depositario.
2. Per lo Stato che decide di aderire, il presente Accordo entra in vigore il primo giorno del terzo mese successivo al deposito dello strumento d'adesione o, laddove intervenga più tardi, alla data dell'approvazione dei termini e delle condizioni d'adesione da parte delle Parti esistenti.
Art. 44 Ritiro e scadenza
2. Qualsiasi Stato membro dell'AELS che si ritira dalla Convenzione istitutiva dell'Associazione europea di libero scambio cessa ipso facto di essere parte al presente Accordo il giorno stesso in cui il suo ritiro diventa effettivo.
1. Il presente Accordo è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione devono essere depositati presso il Governo depositario.
2. Il presente Accordo entra in vigore il 1° giugno 2005 per i firmatari che entro tale data avranno depositato i loro strumenti di ratifica o di accettazione presso il Governo depositario, a condizione che la Tunisia abbia anch'essa depositato il suo strumento di ratifica o di accettazione.
3. Se non entra in vigore il 1° giugno 2005, il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica da parte della Tunisia e di almeno uno Stato dell'AELS.
4. Per lo Stato dell'AELS che deposita il suo strumento di ratifica dopo l'entrata in vigore del presente Accordo, l'Accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito del suo strumento di ratifica.
5. Qualunque Stato dell'AELS può applicare il presente Accordo a titolo provvisorio se le sue regole costituzionali lo consentono. L'applicazione provvisoria del presente Accordo in virtù del presente capoverso deve essere notificata al Governo depositario.
Art. 46 Governo depositario Lista degli allegati
Fatto a Ginevra, il 17 dicembre 2004, in due esemplari originali in inglese e in francese, ciascun testo facente parimente fede. In caso di conflitto, la versione inglese prevale. Un esemplare originale in ciascuna delle due lingue sarà depositata presso il Governo di Norvegia.
Applicazione territoriale Art. 3
Campo d'applicazione Art. 4
Regole d'origine e metodi di cooperazione in materia di amministrazione doganale Art. 5
Dazi d'importazione e gravami con effetto equivalente Art. 6
Dazi e restrizioni quantitative delle esportazioni Art. 9
Restrizioni quantitative delle importazioni e provvedimenti con effetto equivalente Art. 10
Imposizione e regolamenti interni Art. 11
Misure d'urgenza applicabili all'importazione di prodotti specifici Art. 18
Pagamenti per transazioni correnti Art. 27
Movimenti di capitale Art. 28
Difficoltà nella bilancia dei pagamenti Art. 29
Appalti pubblici Art. 30
Obiettivi e campo d'applicazione Art. 31
Metodi e mezzi Art. 32
Ambiti di cooperazione Art. 33
Il Comitato misto Art. 34
Procedure del Comitato misto Art. 35
Adempimento degli obblighi e consultazioni Art. 36
Provvedimenti provvisori Art. 37
Arbitrato Art. 38
Clausola evolutiva Art. 39
Allegati e Protocolli Art. 40
Emendamenti Art. 41
Relazioni con altri accordi internazionali Art. 42
Adesione Art. 43
Ritiro e scadenza Art. 44
Entrata in vigore Art. 45
Governo depositario Art. 46
Referred to in Article 38 - Constitution and functioning of the arbitral tribunal
Table V to Protocol A - Tunisia
Referred to in Article 5 - Concerning the definition of the concept of «originating products» and methods of administrative co-operation
Annex V to Protocol B - List of countries or territories participating in the Euro-Mediterranean partnership
Annex VI to Protocol B - Supplier's declaration
Annex VII to Protocol B - Long-term supplier's declaration
RU 2005 5387; FF 2006 1663
2 Il campo d'applicazione relativo al presente Accordo sarà pubblicato in occasione della sua entrata in vigore.
5 Questi doc. non sono pubblicati né nella RU né nella RS. Sono disponibili in inglese e francese e possono essere consultati sul sito Internet dell'AELS, all'indirizzo seguente: http://www.efta.int/free-trade/free-trade-agreements/tunisia/
RU 2005 5387
Accordo di libero scambio del 17 dicembre 2004 tra gli Stati dell’AELS e la Repubblica Tunisina (con prot. e all.)

References: Art. 5

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 18

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37
 sentenza 

Art. 38
 sentenza 

Art. 39

Art. 40

Art. 42

Art. 44

Art. 46
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 18
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46