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Timestamp: 2019-12-06 05:11:26+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 11 marzo 2014, n. 11751. Rimessa alle Sezioni unite la questione circa l'effettiva possibilità di procedere, secondo il consolidato orientamento, alla equiparazione tra misure di sicurezza e misure di prevenzione patrimoniale una volta espunto dai profili costitutivi della confisca di prevenzione, il requisito della attualità - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 11 marzo 2014, n. 11751. Rimessa alle Sezioni unite la questione circa l'effettiva possibilità di procedere, secondo il consolidato orientamento, alla equiparazione tra misure di sicurezza e misure di prevenzione patrimoniale una volta espunto dai profili costitutivi della confisca di prevenzione, il requisito della attualità
10.1 Nella sentenza in questione si rimarca che la ratio della piu’ volte affermata equiparabilita’ tra misure di sicurezza e misure di prevenzione “deriva dalla presa d’atto della natura e della funzione delle seconde, da applicarsi non gia’ quale diretta conseguenza di un determinato fatto (come accade invece per le pene, da ricollegare a fatti che costituiscano reato), bensi’ avuto riguardo alla condotta di vita del proposto, tale da farne desumere quella attuale pericolosita’ sociale che e’ pacificamente il fondamento per dare corso a misure di sicurezza, ex articolo 202 c.p…. E’ dunque innegabile che, in tanto esiste una possibilita’ di equiparazione fra le due tipologie di misura, in quanto se ne individui un comune presupposto nella verifica della perdurante pericolosita’ del soggetto che ne sia destinatario: una pericolosita’ che dovra’ comunque sussistere (sia pure se affermata in base a presunzioni) nel momento in cui il giudice della prevenzione sia chiamato a provvedere, proprio perche’ e’ ad una pericolosita’ in atto che la legge eventualmente, anche sopravveniente – mira a porre rimedio”. Laddove, dunque, di quel giudizio di attuale pericolosita’ sociale si possa fare a meno, cosi’ come accade ora per le misure di prevenzione patrimoniali, viene di conseguenza posta in dubbio dalla Corte la possibilita’ di “ricavare regole formali per la disciplina di quel procedimento da una norma – l’articolo 200 c.p. – che fonda la sua ragion d’essere proprio su quell’indefettibile presupposto” giacche’ e’ in nome della dell’attualita’ della pericolosita’ sociale che la giurisprudenza, sino all’entrata in vigore della Legge 15 luglio 2009, n. 94, ha operato l’equiparazione delle misure di sicurezza e di prevenzione ai fini dell’applicabilita’ alle seconde della disciplina dell’articolo 200 c.p., dettata per le prime; ed e’ sempre sulla base del requisito dell’attualita’ della pericolosita sociale che l’articolo 200 c.p., ha superato il vaglio della Corte Costituzionale, la quale con sentenza n. 19 del 1974 prima e con ordinanza n. 392 del 1987 poi, ha chiarito che la legittimita’ dell’articolo 200 c.p., si fonda proprio su tale requisito, sicche’ inconferente e’ il richiamo alla ritenuta retroattivita’ delle misure di sicurezza attesa la correlazione delle misure alla pericolosita, che e’ situazione, per sua natura, attuale”.
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 19 novembre 2014, n. 47897....

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 202
 sentenza 
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