Source: https://tutto-normativa.blogspot.com/2018/07/
Timestamp: 2019-05-20 18:39:01+00:00

Document:
Normativa: luglio 2018
Assoambiente: un quadro normativo omogeneo, certo e stabile per il settore della gestione rifiuti - COMUNICATO STAMPA
Nell'ambito degli incontri istituzionali programmati con tutte le nuove rappresentanze parlamentari, l'Associazione ha illustrato ai Senatori di Forza Italia le priorità del settore.
FISE Assoambiente: "un quadro normativo omogeneo, certo e stabile e un mercato libero e concorrenziale per il settore della gestione rifiuti"
Roma, luglio 2018 – Una delegazione di FISE Assoambiente- l'Associazione Imprese Servizi Ambientali è stata ricevuta dall'ufficio di presidenza del gruppo di Forza Italia al Senato,ove sono state esposte le priorità per il settore della gestione rifiuti.
L'iniziativa si iscrive in un ciclo di incontri promossi dall'Associazione con tutte le nuove rappresentanze parlamentari.
Elisabetta Perrotta - Direttore dell'Associazione che rappresenta le imprese che svolgono attività di igiene urbana, gestione, recupero e riciclo di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica, ha evidenziato come: "la nostra esigenza primaria è avere un quadro normativo di riferimento certo e stabile, un modello di mercato regolato in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, capace di rispondere coerentemente con le indicazioni europee".
"La diffusione di una corretta cultura impiantistica, scevra da falsi preconcetti", ha aggiunto il Direttore, "è un investimento che, oltre a determinare importanti vantaggi ambientaliproprio nella direzione dell'economia circolare, può garantire un valido apporto anche in termini occupazionali. Necessitiamo di risposte immediate per consentire alle nostre aziende di fare impresa, di rimanere sul mercato, di continuare a garantire con le proprie esperienze e con le proprie strutture una concreta opportunità di rilancio dell'economia generale e specifica del Paese".
La presidente Anna Maria Bernini, a nome del Gruppo di senatori, ha espresso grande interesse verso le problematiche, le esigenze e le richieste di un settore strategico per l'economia del Paese, confermando il suo impegno a promuovere in ambito parlamentare una semplificazione del quadro normativo che regolamenta il settore ambientale e per garantire al Paese un sistema di impianti moderni ed ecologicamente sostenibili, come hanno già fatto i principali paesi europei.
Pubblicato da Unknown alle ore 18:05 0 commenti
SILB: Voucher, l'utilizzo sia esteso ai pubblici esercizi
SILB-FIPE: "VOUCHER, L'UTILIZZO SIA ESTESO AI PUBBLICI ESERCIZI"
Roma, 30 luglio 2018 – "I voucher costituiscono una soluzione legale per garantire i lavoratori e le imprese del settore dell'intrattenimento, reintrodurli escludendo questo settore sarebbe gravissimo"ha dichiarato Maurizio Pasca presidente nazionale SILB-FIPE, l'Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di Spettacolo.
Nell'aula della Camera oggi comincia la discussione generale sul decreto legge Dignità: SILB-FIPE esprime la sua forte perplessità riguardo alla possibilità della reintroduzione dei voucher limitataalle sole strutture ricettive del turismo escludendo le attività di pubblico esercizio come discoteche e sale da ballo.
"A nome di SILB-FIPE segnalo la nostra totale contrarietà e il nostro stupore di fronte alla reintroduzione dei voucher nel DL Dignità, lasciando fuori la componente principale del turismo" continua Pasca. "Il settore da noi rappresentato conta all'incirca 3.000 strutture su tutto il territorio italiano e più di 50.000 addetti ai lavori. Sono aziende del tutto particolari: spesso in esercizio solo 1 o 2 giorni a settimana e, alcune, solo stagionalmente, come quelle in località di mare. Tra gli addetti di queste aziende sono moltissimi i giovani, gli studenti o i lavoratori saltuari che, in cerca di un piccolo reddito, conciliano la vita e gli studi svolgendo lavori come barman, PR, guardarobieri. Reintrodurre i voucher limitandone l'utilizzo, ed escludendo questo settore sarebbe a mio avviso un grave sbaglio, si creerebbe una situazione paradossale e discriminante negli effetti. La restrizione sul lavoro a tempo determinato da un lato, e la negazione dell'uso dei voucher dall'altro comporterebbero l'irrigidimento di un settore che di per sé è fluido. Il timore di abusi è del tutto ingiusto e anzi, mi sento di poter affermare che il voucher rappresenta uno strumento di regolarizzazione per i lavoratori e un incentivo alla legalità per gli esercenti".
Aumenti di stipendio dei dirigenti scolastici: di che si parla?
Legge 107/2015, la buona scuola, ad oggi praticamente smantellata nei sui punti cardine, poneva 35 milioni di euro a carico del fun della dirigenza scolastica per riequilibrare la posizione fortemente vessata dei dirigenti scolastici sul piano economico.
L'Aran durante la fase di discussione ha proposto un approccio legato esclusivamente alle risorse contrattuali, escludendo quindi qualsiasi possibilità di ampliamento delle risorse presenti per una corretta e vera ridistribuzione del significato economico della professione del DS rispetto ai suoi meglio pagati colleghi della dirigenza pubblica.
Infatti, l'aumento medio previsto è di 125 euro mese, mentre ai dirigenti scolastici andrebbero circa 10 euro mese, lasciando il rimanente nella retribuzione di risultato, che normalmente viene erogata con ritardi biblici.
Altra cosa molto significativa è che l'attuale contratto ha valenza fino al 2108, per cui una parte delle somme stanziate ancora non sono definibili nella parte di distribuzione.
Pubblicato da Unknown alle ore 15:19 0 commenti
ACQUA PUBBLICA: DAGA ( M5S) , PRONTO IL TESTO DI LEGGE
ROMA 30 LUGLIO - "Saluto positivamente l'iniziativa sull'acqua promossa dal Presidente della Camera Roberto Fico, una tavola rotonda che vedrà la partecipazione dei comitati promotori del Referendum 2011. Quello dell'acqua pubblica è un tema che seguo e seguiamo come Movimento 5 Stelle ormai da oltre un decennio, oggi protagonista quale primo punto del contratto di Governo. Infatti il mio primo atto della XVIII Legislatura è stato depositare la proposta di legge AC 52, testo che si basa sulla legge di iniziativa popolare del 2007 opportunamente rivista e aggiornata." lo dichiara la deputata della Commissione Ambiente Federica Daga (Movimento 5 Stelle) .
" É giunto finalmente il momento di avviare una seria discussione parlamentare sul tema, e ci tengo a segnalare che città come Roma e Torino hanno avviato un percorso di studio sulla ripubblicizzazione della gestione dell'acqua, sottolineo quanto sia un processo unico nel suo genere quello attivato su Roma dove ci troviamo di fronte ad una società quotata in borsa" spiega Daga.
"Quindi auspico di discutere a breve in commissione Ambiente il testo sulla gestione pubblica e partecipata dell'acqua dopo lo scempio che ne aveva fatto il PD durante la scorsa legislatura e i governi che in questi anni hanno approvato norme che andavano in direzione ostinata e contraria a quella espressa dai cittadini con il referendum del 2011." continua la parlamentare pentastellata.
"Lavoreremo insieme al Governo perché il primo punto del contratto di governo divenga realtà con i tempi e le modalità giuste. Il nostro Paese ha bisogno di una legge quadro che si occupi di organizzare in maniera uniforme il servizio idrico integrato, riportandolo sotto il controllo pubblico e fuori da logiche di mercato, così come di tutelare la risorsa garantendone l'accesso alle attuali e future generazioni." continua Daga che conclude."Si scrive acqua e si legge democrazia, lo ripetiamo da anni con i movimenti in tutto il mondo, continueremo il nostro impegno sul tema affinché la gestione dell'acqua torni pubblica".
Pubblicato da Unknown alle ore 14:43 0 commenti
Agricoltura, Aste al doppio ribasso, Cenni (PD): “Fermare questa pratica che penalizza agricoltura e lavoratori”
La vicepresidente della commissione agricoltura presenta un'interrogazione al Governo
Aste al doppio ribasso, Cenni (PD): "Fermare questa pratica che penalizza agricoltura e lavoratori"
"Doppio ribasso, sottocosto. Dietro queste parole si nasconde, spesso, una pratica, quella delle aste on line che è contraria ai principi di trasparenza, equità, legalità, rispetto dei diritti dei lavoratori. Una pratica che avvantaggia fenomeni come il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura". Susanna Cenni, vicepresidente della Commissione agricoltura alla Camera interviene così in merito alla denuncia dell'associazione "Terra!" secondo cui il gruppo Eurospin avrebbe acquisito 20 milioni di bottiglie di passata di pomodoro a 31,5 centesimi l'una tramite un'asta online al doppio ribasso. La deputata dem ha presentato un'interrogazione al Ministro dell'agricoltura, Gian Marco Centinaio, per sapere se il Governo è a conoscenze di episodi relativi a questa pratica sleale e se sono in programma interventi per contrastarla in maniera rapida ed efficace.
"Il caso Eurospin – prosegue Cenni – se confermato, sarebbe un altro episodio legato al fenomeno delle aste on line al doppio ribasso. Un meccanismo che consiste nell'assegnare il contratto di fornitura all'azienda che offre il prezzo inferiore dopo due gare, in cui la base d'asta della seconda è il prezzo minore raggiunto durante la prima. Si tratta di un circolo vizioso che porta al ribasso non solo il prezzo del prodotto per la Gdo, ma anche la qualità del lavoro in agricoltura, favorendo caporalato e illegalità".
"Un anno fa circa – continua Cenni - il Mipaaf aveva promosso un patto di impegno con Federdistrubuzione e Ancd Conad per promuovere un codice etico di pratiche commerciali leali lungo l'intera filiera agroalimentare. E c'è una direttiva europea, in via di approvazione, che vieterà le pratiche più aggressive della Gdo. Queste sono le strade da seguire. Intanto però bisogna tenere alta la guardia e la mia interrogazione al Governo va in questa direzione. Perché dobbiamo sapere cosa sta facendo e cosa intende fare l'esecutivo per contrastare una pratica che colpisce l'agricoltura e chi vi lavora".
Pubblicato da Unknown alle ore 15:53 0 commenti
CNESC SULLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE "UN IMPULSO ALLA REALIZZAZIONE DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE"
DALLA CORTE COSTITUZIONALE UN IMPULSO ALLA SUA REALIZZAZIONE
La CNESC esprime soddisfazione per questa pronuncia della Corte che ha confermato la validità dell'impianto giuridico e normativo del nuovo servizio civile universale, precisando che anche gli aspetti organizzativi e procedurali devono essere ricondotti alla potestà statale.
In sostanza le due Regioni contestavano lo scarso coinvolgimento da parte dello Stato centrale nelle attività di programmazione e nell'adozione dei piani operativi, in quanto questi interferirebbero con le competenze delle Regioni senza rispettare il principio di leale collaborazione tra i vari livelli istituzionali.
Con la sua sentenza la Corte ha ribadito che il servizio civile è una forma di difesa civile e non armata della Patria sancita dall'art. 52 della Costituzione (concetto, questo, espresso per la prima volta nel lontano 1985, ma che ancora fa fatica ad essere accettato da tutti) e pertanto rientra tra le materie di esclusiva potestà statale.
La Corte ha inoltre affermato che in tale esclusiva potestà statale rientrano anche gli aspetti organizzativi e procedurali del servizio mentre quelli concernenti i vari settori materiali restano soggetti alla disciplina regionale, nel rispetto però delle linee d'indirizzo nazionali in modo da garantire uniformità a tutti i progetti di servizio civile.
Insomma, allo Stato il compito di assicurare l'unitarietà del servizio, che per sua natura non può che essere "nazionale", alle Regioni e alla P.A. la leale collaborazione. Rispetto alla legislazione precedente, anzi, la Corte rileva un deciso avanzamento nel senso del coinvolgimento regionale.
Non è la prima volta che ci si trova di fronte a questo conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni in materia di servizio civile. Era già successo all'indomani della legge del 2001 che introduceva il servizio civile su base volontaria, dopo la sospensione dell'obbligo di leva ed anche allora la Corte Costituzionale si era espressa con due sentenze, nel 2004, confermando l'impianto della legge.
La nuova legge del SCU ha inteso superare le criticità emerse in 15 anni e, riassegnando alcune funzioni allo Stato centrale, ha previsto una programmazione unitaria e coordinata degli interventi, un unico sistema di valutazione, monitoraggio e controllo, in grado di assicurare omogeneità di trattamento e d'intervento su tutto il territorio nazionale.
Ora la Cnesc si attende che, proprio nello spirito di leale collaborazione, tutti i soggetti istituzionali che ricoprono un ruolo nel sistema del servizio civile collaborino per il buon funzionamento della legge, a cominciare da una coerente istruttoria per passare dalla progettazione alla programmazione.
Un'istruttoria nella quale le organizzazioni del Terzo Settore e i giovani devono essere pienamente coinvolti. A oltre due anni dall'approvazione della nuova legge, molti passi devono essere ancora fatti per garantire che il nuovo servizio civile sia veramente "universale", aperto cioè a tutti i giovani che intendono farlo.
Roma, 24 luglio 2018​​​​​​​​​​
La CNESC - Conferenza Nazionale Enti Servizio Civileraggruppa alcuni dei principali Enti accreditati con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile. Le sue sedi sono presenti in 3.557 Comuni, 108 province e 101 Stati esteri. Rappresenta 7.171 organizzazioni senza scopo di lucro e 247 Enti pubblici, con 17.859 sedi di attuazione.
Alla CNESC aderiscono: Acli, Aism, Anpas, Arci Servizio Civile, Anspi, Avis Nazionale, Caritas Italiana, Cesc, Cnca, Comitato Italiano UNICEF, Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia, Cong.P.S.D.P.Ist.don Calabria, Diaconia Valdese, Federazione SCS/CNOS - Salesiani per il sociale, Federsolidarietà / CCI, Focsiv, INAC, Legacoop, MCL, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Shalom, Telefono Azzurro, UILDM, UNITALSI, UNPLI.
Osservatori: Movimento Nonviolento.
DL DIGNITA': M5S, SCIENZA BATTE LOBBY, BASTA 'LUDOPATIA' SI CHIAMA ' DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO' !
M5S: nuova stretta in nome della scienza per contrastare il marketing semantico delle lobby azzardo. Norme più severe sul 'Gratta e Vinci' e su internet.
ROMA 27 LUGLIO - " La scienza batte il marketing delle lobby dell'azzardo. Da oggi con una rivoluzione culturale che mette la scienza al centro chiamiamo il dramma generato dall'azzardo con il suo giusto nome scientifico: disturbo da gioco d'azzardo DGA non più "ludopatia" la parola sulla quale il marketing delle lobby dell'azzardo ha costruito negli ultimi anni le loro fortune abbinandola al concetto positivo del 'ludum' cioè semplice gioco " lo dichiara Massimo Baroni primo firmatario dell'emendamento approvato oggi in Commissione Finanze. A favore tutti le forze politiche meno Forza Italia che ha votato contro. "Se qualche giornalista vuole accorciare il termine la chiami quindi 'azzardopatia' perché di ludico c'è ben poco in questo dramma sociale ed economico" aggiunge Baroni. "A tal proposito ricordo le parole di Simone Feder importante psicologo impegnato da anni nel contrastare la diffusione di questa piaga sociale e curare i malati "La proposta di sostituire la parola 'ludopatia', chiaramente derivante da 'ludum' – gioco e quindi concettualmente profondamente sbagliato, con la definizione 'disturbo da gioco d'azzardo' appare oggi come un'importante conquista" spiega Baroni citando lo psicologo lombardo.
"Con l'emendamento inoltre si definisce meglio il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni su internet, declinato in 'canali informatici digitali e telematici inclusi i social media'" .
"Sempre per contrastare il marketing illusorio e ingannevole creato negli anni dalle aziende del settore è stabilito che dal 1 gennaio 2019 nelle lotterie istantanee come il Gratta e Vinci ' i premi uguali o inferiori al costo della giocata non sono ricompresi nelle indicazioni della probabilità di vincita." Conclude il capogruppo in commissione Affari Sociali del Movimento 5 Stelle.
Pubblicato da Unknown alle ore 17:48 0 commenti
DL DIGNITA’: M5S, EMENDAMENTO SU SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA SALVAGUARDIA CONTINUITA’ DIDATTICA
DL DIGNITA': M5S, EMENDAMENTO SU SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA SALVAGUARDIA CONTINUITA' DIDATTICA
ROMA 25 LUGLIO "Con l'emendamento proposto dal Governo sulla scuola d'infanzia e primaria si è salvaguardata la continuità didattica nelle nostre scuole, ed è stata rispettata la sentenza del Consiglio di Stato pronunciata in adunanza plenaria in data 20.12.2017 e la Costituzione art. 97" lo spiegano il presidente della Commissione Cultura della Camera Luigi Gallo e la parlamentare Lucia Azzolina. "Le maestre che avevano stipulato contratti a tempo determinato li avranno prorogati sino al 30 giugno 2019, si trasformeranno anche i contratti stipulati a tempo indeterminato a tempo determinato sino al 30 giugno 2019" dichiarano Gallo e Azzolina.
"Nel frattempo si bandirà un concorso straordinario al quale potranno partecipare i diplomati magistrale e i laureati in scienze della formazione primaria che hanno maturato 24 mesi di servizio negli ultimi 8 anni anche non continuativi" spiegano i due parlamentari pentastellati. "Per tutti coloro i quali non hanno prestato servizio per 24 mesi si bandirà un concorso ordinario" concludono Gallo e Azzolina.
Pubblicato da Unknown alle ore 12:29 0 commenti
Normativa. Rete IRENE sulla bozza del decreto interministeriale con cui dovrebbero essere calcolati i nuovi limiti di spesa per l'Ecobonus
RETE IRENE ANALIZZA E FA SENTIRE LA PROPRIA VOCE IN MERITO ALLA BOZZA DEL DECRETO INTERMINISTERIALE CON CUI DOVREBBERO ESSERE CALCOLATI
I NUOVI LIMITI DI SPESA PER L'ECOBONUS
Milano, 26 luglio 2018 – "A fronte della lettura della bozza in via di definizione da parte del MISE, MEF e MIT e Ministero dell'Ambiente ci siamo purtroppo resi conto di quanto le istituzioni siano distaccate dalla realtà imprenditoriale, sociale e ambientale del nostro Paese. Il contenuto del decreto che potrebbe essere varato rappresenta infatti un danno irreparabile per la nostra economia e pone l'Italia in pieno contrasto con le strategie e le politiche concordate a livello europeo. Il nostro non è un grido d'allarme, ma un profondo invito alle istituzioni affinché rivedano quanto stanno per emanare".
Questa è la dichiarazione di Manuel Castoldi – Presidente di Rete IRENE, a seguito della visione della bozza del decreto interministeriale di cui si sta parlando tanto nelle ultime ore. Un provvedimento con tante buone intenzioni, ma che rischia di azzerare il mercato delle riqualificazioni energetiche.
"Il nuovo testo contiene una serie di aspetti positivi, come uno stimolo maggiore a favore degli interventi di riqualificazione integrata che coinvolgano l'involucro e gli impianti, o la precisazione che tutti i soggetti IRES possono accedere agli incentivi per ogni tipo di immobile anche se non direttamente detenuto" afferma Virginio Trivella – Coordinatore del comitato tecnico scientifico di Rete IRENE. "A fronte di questi aspetti positivi, però, i nuovi massimali specifici per categoria di intervento, che si affiancano ai massimali complessivi, sono fissati a livelli del tutto incompatibili con i reali costi che devono essere sostenuti per il compimento delle opere. Le nostre stime mostrano che, a fronte di detrazioni nominali del 70% per interventi condominiali, l'applicazione dei nuovi limiti di spesa condurrebbe alla fruizione effettiva di detrazioni difficilmente superiori al 35-40% del costo degli interventi, che si ridurrebbero ulteriormente computando anche gli oneri finanziari in caso di cessione dei crediti fiscali e di indebitamento per l'anticipazione della quota non coperta dagli incentivi (che a sua volta risulterebbe di gran lunga superiore a quella nominale del 30%)".
A queste condizioni, l'efficacia dell'ecobonus subirebbe una gravissima menomazione e risulterebbe compromesso l'obiettivo di indurre la diffusione su larga scala delle attività di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e la possibilità di centrare uno degli obiettivi principali della Strategia energetica nazionale, oltre che un punto importante del Contratto per il Governo del Cambiamento.
Rete IRENE ancora una volta si posiziona in prima linea nella campagna di sensibilizzazione e informazione a favore di una concreta diffusione della cultura della Riqualificazione Energetica, portando avanti al contempo azioni di stimolo al fine di realizzare un contesto normativo più favorevole ed efficace, in collaborazione con gli attori dell'intera filiera.
Nbt come gli Ogm. Slow Food: «Storica sentenza UE, ma vigilare affinché il livello nazionale la rispetti» - Ne parliamo a Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 20 al 24 settembre
Francesco Sottile, Slow Food Italia: «Storica sentenza sulle Nbt, ma dobbiamo vigilare affinché il livello nazionale la rispetti per garantire la biodiversità e la sovranità degli agricoltori di piccola scala che tutelano l'ambiente»
«Quella di oggi è una sentenza storica sulla quale però dobbiamo vigilare a livello nazionale affinché anche in Italia ci sia un allineamento tra Nbt e Ogm e non si creino scappatoie dovute a interpretazioni discutibili. Tuttavia, se non fossero state equiparate agli Ogm sarebbe stato devastante per la trasparenza nei confronti dei cittadini e l'agricoltura di piccola scala rispettosa dell'ambiente e della biodiversità» dichiara Francesco Sottile del Comitato esecutivo di Slow Food Italia, commentando la sentenza di poche ore fa della Corte di Giustizia Europea a proposito della controversa questione sulle cosiddette Nbt, la nuova generazione di tecniche di manipolazione genetica.
«Nel momento in cui usciamo dai campi per andare in laboratorio, dando vita a nuovi vegetali diffusi indipendentemente dalla vocazione del territorio in cui tradizionalmente sono coltivati, togliamo ai contadini il loro ruolo tradizionale, entrando in un ambito che non garantisce sicurezza. C'è anche un altro aspetto: un conto è affidarsi alla ricerca pubblica che opera nell'interesse di tutti i cittadini e non produce brevetti e un altro è ragionare a partire dall'operato di multinazionali che investono il loro budget e intervengono nel dibattito pubblico per il loro tornaconto economico. La sentenza lancia un chiaro segnale politico che fa ben sperare non solo per le sorti dell'agricoltura contadina rispettosa della biodiversità in Europa ma in tutto il mondo» conclude Sottile.
Sicurezza stradale: M5S, TRASPARENZA SU MULTE E VIA PATENTE PER CHI GUIDA CON SMARTPHONE
MOBILITA': M5S, TRASPARENZA SU MULTE E VIA PATENTE PER CHI GUIDA CON SMARTPHONE
Le proposte dei parlamentari M5S in occasione del prossimo provvedimento del Governo
ROMA 23 LUGLIO - "In Parlamento proporremo tramite emendamenti misure come trasparenza sui proventi delle multe, aumento delle sanzioni per l'uso di smartphone alla guida prevedendo il ritiro della patente, l' introduzione del doppio senso ciclabile e nuove norme per il controllo della velocità in città" lo annunciano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Diego De Lorenzis, vice presidente della Commissione Trasporti della Camera ed Emanuele Scagliusi capogruppo pentastellato in Commissione commentando quanto sta emergendo al convegno "Sicuri in Città" in corso alla Camera.
"Sono queste le principali proposte parlamentari che lanceremo come gruppo del Movimento 5 Stelle in occasione della prossima discussione del ddl annunciato dal Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli dedicato alla sicurezza stradale in ambito urbano" continuano De Lorenzis e Scagliusi.
"Serve trasparenza vera sui proventi delle multe, che vanno realmente destinati per il 50% ad illuminazione, piste ciclabili, messa in sicurezza strade, manutenzione stradale , segnaletica e prevenzione" spiegano gli esponenti pentastellati.
"Altra misura fondamentale è l'aumento delle sanzioni per l'uso di smart phone alla guida prevedendo il ritiro della patente come già proposto e approvato nella scorsa legislatura in un ramo del parlamento. E' una misura fondamentale richiesta da chi opera ogni giorno sulla strada per garantire la nostra sicurezza" continuano i parlamentari pentastellati della Commissione Trasporti. "Per garantire ancora più sicurezza e una mobilità dolce in ambito urbano va infine rivista la normativa sul controllo della velocità in ambito cittadino, oggi la norma vieta l'installazione di autovelox in aree urbane dove spesso molti conducenti di auto mettono a rischio l'incolumità propria e altrui non rispettando i limiti di velocità che garantiscono sicurezza." spiegano De Lorenzis e Scagliusi. "Tramite un nostro emendamento proporremo poi una norma sul doppio senso ciclabile, questo dopo che tante città, italiane e estere, hanno già introdotto con successo questa modalità" spiegano i pentastellati. "Siamo certi che su questi provvedimenti troveremo un'ampia maggioranza parlamentare che andrà a migliorare il già ottimo testo annunciato da Toninelli" concludono De Lorenzis e Scagliusi.
Pubblicato da Unknown alle ore 16:40 0 commenti
Roma, 22 LUG – "La farsa che dovevano tornare tra la gente è durata meno di due settimane. Il Pd getta definitivamente la maschera e conferma di aver escluso i lavoratori dal proprio orizzonte politico. Segno che con Renzi o senza Renzi non è cambiato nulla: ormai è il partito della demolizione dei diritti dei lavoratori". Così Davide Tripiedi, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera e vicepresidente della commissione Lavoro, commenta la notizia dell'emendamento Pd che intende abolire l'aumento d'indennità in caso di licenziamento ingiusto.
"È scandaloso che tentino di emendare il Decreto dignità addirittura nella parte in cui riconosce un aumento del risarcimento in caso di licenziamento senza giusta causa: non solo è segno che il Partito democratico ha abbandonato la classe lavoratrice, ma anche che sta con chi licenzia senza che ci siano motivi importanti per farlo" conclude il deputato M5S.
Pubblicato da Unknown alle ore 20:48 0 commenti
NEXIVE ACCOGLIE CON PLAUSO IL DECRETO MINISTERIALE PER IL RILASCIO DELLE LICENZE POSTALI: “Finalmente il provvedimento aprirà un mercato del valore di circa 360 milioni di euro alla libera concorrenza"
NEXIVE ACCOGLIE CON PLAUSO IL DECRETO MINISTERIALE PER IL RILASCIO DELLE LICENZE POSTALI PER IL SERVIZIO DI NOTIFICA DEGLI ATTI GIUDIZIARI E DELLE VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA
L'AD Luciano Traja: "Finalmente il provvedimento aprirà un mercato del valore di circa 360 milioni di euro alla libera concorrenza e gli operatori privati potranno competere per offrire servizi in grado di ottimizzare l'efficienza della PA italiana e dimezzare i costi a vantaggio dei cittadini"
Milano, 20 Luglio 2018 – Nexive, primo operatore privato del mercato postale in Italia, accoglie con favore la firma a cura del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio del decreto ministeriale, che definisce le procedure per il rilascio delle licenze speciali per i servizi postali relativi alle notifiche degli atti giudiziari e delle multe. Il principale operatore privato italiano, che a margine dell'ultima relazione AGCM aveva caldeggiato un'accelerazione del decreto attuativo a circa un anno di distanza dal DDL Concorrenza, si dichiara ora soddisfatta di questo importante passo avanti nel processo di liberalizzazione del settore postale.
"Attendevamo da qualche mese questo decreto, che è l'ultimo atto amministrativo per portare a compimento la liberalizzazione del settore, e ci teniamo a ringraziare il Ministro Luigi Di Maio e il Senatore Vito Crimi che hanno proceduto con solerzia a finalizzare questo decreto", dichiara Luciano Traja, Amministratore Delegato di Nexive. "Si tratta di una notizia molto importante per le aziende che come noi, quotidianamente, si cimentano nelle sfide di un mercato molto complicato, quale quello postale, in cui un operatore è ancora dominante. Ci faremo adesso parte attiva per diffondere presso i Comuni e le pubbliche amministrazioni questa innovazione normativa che potrà ridurre i costi della notifica di una raccomandata, cresciuti esponenzialmente in questi anni di monopolio. Siamo molto fiduciosi rispetto alla strada che stanno intraprendendo questo Governo e Parlamento, anche in relazione ad un altro segmento ancora ingessato da una regolamentazione poco market-friendly, ovvero il settore delle tariffe agevolate editoriali, dove vige un sistema poco premiante per la competizione e la libera concorrenza".
Nexive è il primo operatore privato del mercato postale nazionale. Con sede principale a Milano, nasce come TNT Post nel 1998 in seguito a successive acquisizioni di agenzie private di recapito e altre società di produzione e servizi del settore, tra cui lo storico marchio milanese Rinaldi L'Espresso. Nel 2014, TNT Post diventa Nexive: un cambio di nome che esprime la vision aziendale di essere la piattaforma per eccellenza nel recapito della posta e dell'e-commerce. Nexive raggiunge ogni giorno circa l'80% delle famiglie italiane attraverso 450 milioni di buste movimentate all'anno e il 100% delle famiglie con la sua rete di distribuzione parcel che nel 2017 ha movimentato circa 8 milioni di pacchi. Nexive impiega oltre 8.000 addetti e presidia il territorio italiano con una rete capillare di circa 1.700 punti tra filiali dirette, indirette e retail points.
Pubblicato da Unknown alle ore 13:17 0 commenti
PIÙ LAVORO, PIÙ DIGNITÀ. LA FISASCAT CISL SICILIA LANCIA L'ALLARME PER I LAVORATORI STAGIONALI E DEL TURISMO. «SI RISCHIA SERIO PROBLEMA OCCUPAZIONALE. LA SOLUZIONE NON È IL RICORSO AI VOUCHER»
19 luglio '18 – La Fisascat Cisl Sicilia lancia l'allarme legato alle modifiche previste nel Decreto Dignità, che rischiano di penalizzare ancora una volta i lavoratori del turismo ed in particolare gli stagionali. Oggi si è riunito a Pergusa il Consiglio generale regionale Fisascat Cisl Sicilia con all'ordine del giorno della riunione il tema "Più lavoro, Più dignità" e l'emergenza legata al Decreto dignità".
"Non si spiega ed è chiaramente inaccettabile - evidenzia il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo - la logica dei "due pesi e due misure" posta in essere dal Governo Lega-M5S e ci riferiamo in particolare alle valutazioni fatte dal Ministro Centinaio, che ha delega all'Agricoltura e quella al Turismo. Ci chiediamo come mai vengano penalizzati oltremodo i lavoratori stagionali per i quali con il taglio effettuato sulla prima bozza del Decreto dignità salterebbe, in pratica, l'auspicato reinserimento del contributo dell'aliquota aggiuntiva Aspi (ora Naspi) del 1,40% che il datore di lavoro avrebbe versato per finanziare la disoccupazione. Diversamente, invece, il settore dell'agricoltura è salvaguardato con la vecchia Aspi (Fornero). E allora se il ministro è lo stesso, per quale motivo e sulla base di quali logiche il settore turismo dovrebbe essere penalizzato in questo modo? La prossima settimana si voterà alla Camera e chiediamo un passo indietro su questa scelta che rischia di mettere in grave difficoltà i lavoratori stagionali".
"Molte professionalità - aggiunge Di Leo - stante il quadro che si delinea all'orizzonte, lasceranno il settore turismo o andranno all'estero, avendo maggiori garanzie ed una migliore remunerazione. Parliamo di una questione che interessa diverse migliaia di siciliani, basti pensare che solo in Provincia di Messina sono oltre 16 mila i lavoratori precari, e si possono contare ben 10 mila stagionali nel primo polo turistico dell'isola, nella zona di Taormina. Chiediamo un intervento strutturale per aumentare la stagione e dare continuità al lavoro, non possiamo accettare riforme che mortificano la dignità dei lavoratori e li privano persino dell'indennità di disoccupazione nei mesi invernali, riducendola ai minimi storici".
"Con il testo attuale del Decreto dignità si rischia di creare un serio problema occupazionale e sociale - afferma Mimma Calabrò, segretario regionale della Fisascat Cisl Sicilia -. Se così fosse, cioè senza copertura finanziaria i lavoratori stagionali, anziché sei mesi di sussidio, continuerebbero a percepire il 50% dei mesi lavorati e, in mancanza di una stagione turistica lunga, non riuscirebbero ad avere una copertura economica e contributiva dell'intero anno solare. Senza dimenticare l'altrettanto preoccupante fenomeno del possibile o probabile ripristino dei voucher di cui nel passato molte aziende hanno abusato per coprire lavoro precario o sommerso".
Vera Carasi, componente della segreteria regionale della Fisascat Cisl Sicilia ha rimarcato come "la stagionalità nel settore del turismo e dell'indotto commerciale generato è un fenomeno strutturale del comparto e pertanto necessita di politiche strutturali di sostegno anche considerato l'importante apporto al Pil del nostro Paese".
"La stagionalità nel turismo – evidenziano ancora i rappresentanti della Fisascat - non può essere gestita con i voucher ma deve fare riferimento agli istituti dedicati già presenti nella contrattazione nazionale del settore che disciplina, tra gli altri, anche il trattamento economico del lavoro extra e di surroga. Si ragioni, piuttosto, su come favorire l'allungamento dei rapporti di lavoro nel settore del turismo, tra quelli esclusi dai trattamenti ordinari di sostegno al reddito, e su un eventuale riforma della Naspi più favorevole alla stagionalità".
Pubblicato da Unknown alle ore 22:25 0 commenti

References: SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 97
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza