Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/riforme_organiche_di_settore_d
Timestamp: 2019-05-22 07:37:10+00:00

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Nel corso della XVII legislatura sono state realizzate dal Parlamento alcune riforme organiche nel settore agricolo e agroalimentare, che si sono espresse - in particolare - con l'approvazione delle seguenti leggi:
legge n. 141 del 2015 (in materia di agricoltura sociale);
legge n. 194 del 2015 (di tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Al riguardo, vedi Tema: Biodiversità agricola);
legge n. 154 del 2016 (cosiddetto collegato agricolo);
legge n. 238 del 2016 (cosiddetto testo unico sul vino)
legge n. 199 del 2016 (di contrasto al fenomeno del cosiddetto caporalato);
legge n. 168 del 2017 (in materia di domini collettivi).
L'attività delle Camere, si è poi indirizzata anche verso altri settori, come le riforme dell'Agea, dei controlli sull'agricoltura biologica e del settore forestale, in particolare con l'espressione - da parte delle Commissioni parlamentari competenti - di pareri su schemi di decreti legislativi concernenti tali materie.
Il legislatore è inoltre intervenuto, più volte, per la tutela e la valorizzazione di diverse filiere agroalimentari. Ci si riferisce, in particolare, ai seguenti ambiti:
prodotti lattiero caseari e zootecnia;
settore bieticolo-saccarifero;
prodotti derivati dal pomodoro.
Una particolare disciplina legislativa, a tutela sia di singoli settori agricoli - come quello zootecnico - sia dell'intero comparto agricolo, è stata introdotta dopo gli eventi sismici che hanno interessato le regioni dell'Italia centrale nel 2016 e 2017.
La legge 18 agosto 2015, n. 141 , reca norme in materia di agricoltura sociale, quale aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, allo scopo di facilitare l'accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate.
Tali attività, che devono essere esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile , in forma singola o associata, e dalle cooperative sociali, sono dirette a realizzare:
inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;
Le tipologie di attività b), c) e d) sopra indicate, esercitate dall'imprenditore agricolo, costituiscono attività connesse ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile , e altre agevolazioni sono comunque previste - a talune condizioni - per tutte le suddette attività, in particolare se esercitate dalle cooperative sociali.
Si ricorda poi che il Governo ha presentato alle Camere, nel mese di gennaio 2018, uno schema di decreto ministeriale sui requisiti minimi e le modalità relativi all'agricoltura sociale (atto del Governo n. 503 ), ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della predetta legge n. 141 del 2015 , composto di 8 articoli, ai fini dell'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti.
In materia agroalimentare, nel corso della XVII legislatura è stata approvata la legge 28 luglio 2016, n. 154 (cosiddetto collegato agricolo), recante deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale.
Per quanto concerne l'attuazione - da parte del Governo - delle deleghe legislative previste nella suddetta legge, si rileva quanto segue:
relativamente alla delega di cui all'art. 5, sono stati presentati tre schemi di decreti legislativi, uno in materia di riforma dei controlli sull'agricoltura biologica (atto del Governo n. 474 ), che ha dato luogo all'emanazione del decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20, uno recante il testo unico in materia di foreste e filiere forestali (atto del Governo n. 485 ), approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri, ed un terzo concernente le piante officinali (atto del Governo n. 490), di contenuto pressochè equivalente rispetto alla proposta di legge C. 3864 , discussa nel corso della XVII legislatura dalla XIII Commissione agricoltura della Camera;
con riferimento alla delega contenuta all'art. 6 - relativa all'affiancamento dei giovani agricoltori a quelli più anziani - questa non è stata attuata, ma è stata riproposta nei contenuti - sostanzialmente - da alcune disposizioni della legge di bilancio 2018 (art. 1, commi 119 e 120 della legge n. 205 del 2017 );
a) atto del Governo n. 484 di riorganizzazione dell'AGEA e del sistema dei controlli nel settore agroalimentare (parere favorevole con osservazioni espresso dalla Commissione agricoltura del Senato il 24 gennaio 2018);
b) atto del Governo n. 505 sulla riproduzione animale;
4. con riferimento alla delega di cui all'art. 21, questa ha dato luogo al seguente schema di decreto legislativo: atto del Governo n. 491 di riforma della legge n. 102 del 2004, relativa al sostegno finanziario delle imprese agricole, il cui testo è stato approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri;
5) relativamente alla delega contenuta nell'art. 31, questa ha dato luogo al seguente schema di decreto legislativo: atto del Governo n. 425 , di riforma del mercato interno del riso, poi divenuto il decreto legislativo 4 agosto 2017, n. 131 .
Nel corso della XVII legislatura è stata approvata la legge 12 dicembre 2016, n. 238 , che reca il cosiddetto testo unico sul vino. Essa raccoglie, in parte modificandola, la normativa nazionale in materia di coltivazione della vite e produzione e commercio del vino.
Quanto agli a dempimenti amministrativi", viene previsto che gli operatori che inseriscono i dati nel sistema informatico SIAN siano assolti dal rispetto dei termini di registrazione prescritti, purché i sistemi informatici siano in grado di rispettare le prescrizioni contenute nel D.M. 20 marzo 2015 . Per i titolati di stabilimenti enologici con produzione annua pari o inferiore a 50 ettolitri, l'obbligo di tenuta dei registri si considera assolto con la presentazione della dichiarazione di produzione e la dichiarazione di giacenza.
Si segnala, poi, che la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017 ), ha introdotto, all'art. 1, commi 502-505, disposizioni in materia di enoturismo, prevedendo, in particolare, l'estensione a coloro che svolgono tale attività della determinazione forfetaria del reddito imponibile, con un coefficiente di redditività del 25 per cento.
Il Parlamento ha poi approvato, nel corso della XVII legislatura, la legge 29 ottobre 2016, n. 199 , recante "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo", che mira a garantire una maggiore efficacia all'azione di contrasto del c.d. caporalato, introducendo significative modifiche al quadro normativo penale e prevedendo specifiche misure di supporto dei lavoratori stagionali in agricoltura.
La legge 20 novembre 2017, n. 168 , reca norme in materia di domini collettivi (beni collettivi oggetto del diritto di uso civico).
Essi sono soggetti alla Costituzione, con particolare riferimento agli articoli 2 , 9, 42, secondo comma e 43 della Costituzione, sono dotati di capacità di produrre norme vincolanti valevoli sia per l'amministrazione soggettiva e oggettiva, sia per l'amministrazione vincolata e discrezionale, hanno la gestione del patrimonio naturale, economico e culturale che coincide con la base territoriale della proprietà collettiva,si caratterizzano per l'esistenza di una collettività che è proprietaria collettivamente dei beni e che esercita, individualmente o congiuntamente, i diritti di godimento sui terreni sui quali insistono tali diritti. Il Comune svolge di norma funzioni di amministrazione di tali terreni salvo che la comunità non abbia la proprietà pubblica o collettiva degli stessi.
Con il decreto legislativo n. 165 del 1999 è stata istituita l'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per lo svolgimento delle funzioni di Organismo di coordinamento e di Organismo pagatore degli aiuti dell'Unione europea all'agricoltura italiana. In particolare, ai sensi dell'art. 3, comma 1 del predetto decreto, l'Agenzia è responsabile nei confronti dell'Unione europea degli adempimenti connessi alla gestione degli aiuti derivanti dalla politica agricola comune, nonché degli interventi sul mercato e sulle strutture del settore agricolo, finanziate dal FEOGA (Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia). Successivamente, l'art. 12 del decreto-legge n. 95 del 2012 (legge n. 135 del 2012 ) ha disciplinato ulteriormente le competenze dell'AGEA e ha dettato la disciplina dei suoi organi (direttore dell'Agenzia e collegio dei revisori dei conti). L'AGEA svolge anche altre funzioni, come la gestione del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, istituito dall'art. 58 del decreto-legge n. 83 del 2012 e la gestione delle cosiddette quote latte (in attuazione dell'art. 1 del decreto-legge n. 51 del 2015 , così come modificato - nel corso della XVII legislatura - dall'art. 23, comma 6-quater del decreto-legge n. 113 del 2016 ).
Nel corso della XVII legislatura, si è inoltre intervenuti sulle competenze dell'Agea, principalmente, con i provvedimenti che seguono:
a) il comma 295 dell'art. 1, della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013 ) ha riformato le sue funzioni rispetto alla riforma precedentemente approvata con il citato articolo 12, commi 7-18 del decreto-legge n. 95 del 2012 .
E' stato, infatti, nuovamente attribuito all'Agenzia il ruolo di coordinamento degli organismi pagatori – che eseguono i pagamenti connessi all'attuazione della politica agricola comune - e di responsabile nei confronti della Commissione europea per tutte le questioni relative ai finanziamenti del FEAGA (Fondo europeo di garanzia) e del FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale).
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha mantenuto, invece, la competenza in ordine all'attività di monitoraggio della spesa relativa ai finanziamenti europei in ambito PAC (politica agricola comune) e alle fasi inerenti la decisione di liquidazione dei conti.
b) la presentazione alle Camere di uno schema di decreto legislativo (atto del Governo n. 484) che riordina integralmente l'AGEA (abrogando la gran parte della disciplina legislativa che la riguarda) e il sistema dei controlli nel settore agroalimentare, al fine dell'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti prima della sua emanazione. Il provvedimento non è stato ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento di caratterizza per meglio definire la la separazione tra funzioni di organismo di coordinamento e organismo pagatore che fanno capo ad Agea e per prevedere la soppressione di Agecontrol Spa con il conseguente rasferimento delle funzioni ad Agea.
Il Governo - come accennato in precedenza nel paragrafo dedicato al cosiddetto collegato agricolo - ha presentato alle Camere, nel mese di novembre 2017, uno schema di decreto legislativo recante disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica (atto del Governo n. 474 ), sul quale le Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato hanno espresso il loro parere nel mese di dicembre 2017. Successivamente, a febbraio 2018, il Governo ha ritrasmesso il testo - che teneva conto delle condizioni e osservazioni formulate dalle predette Commissioni - per l'espressione del parere definitivo da parte delle Camere (atto del Governo n. 474-bis ). E' stato quindi emanato il decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 2018), composto di 17 articoli.
Sono poi disciplinati i casi di sospensione e revoca dell'autorizzazione. La sospensione ha durata da tre a nove mesi e comporta per l'organismo il divieto di acquisire nuovi operatori; permane la sola facoltà di eseguire le visite di sorveglianza e il rinnovo delle certificazioni precedentemente rilasciate. La revoca dell'autorizzazione è disposta - in particolare - in caso di: perdita dei requisiti da parte degli organismi di controllo; mancato espletamento o gravi inadempienze dell'attività di controllo; mancato espletamento delle funzioni di valutazione, di riesame e di decisione; inadempimento delle prescrizioni impartite dall'autortà competente; emanazione di tre provvedimenti di sospensione; raggiungimento di un periodo comulativo di sospensione superiore a nove mesi; o - infine - altri casi previsti dall'art. 27, paragrafo 9, lettera d) del regolamento (CE) n. 834/2007 , come la mancata comunicazione al MIPAAF del risultato dei controlli effettuati (art. 7).
Altra riforma scaturita dall'esercizio della delega di cui all'art. 5 del cosiddetto collegato agricolo (legge n. 154 del 2016 ) è quella che ha dato luogo alla presentazione alle Camere - da parte dell'Esecutivo - dello schema di decreto legislativo (atto del Governo n. 485) in materia di foreste e filiere forestali, sul quale le Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato hanno espresso il loro parere nel mese di gennaio 2018. In particolare, la disposizione di delega prevede che la revisione e armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali avvenga in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale, di cui al comma 1082 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 , la normativa europea e gli impegni assunti in sede europea e internazionale, con conseguente aggiornamento o con l'eventuale abrogazione del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 .
La delega ha quindi indicato dettato la procedura per l'adozione dei decreti legislativi in parola, stabilendone l'invarianza finanziaria.
Tra le finalità del decreto , quelle di garantire la salvaguardia delle foreste nella loro estensione, distribuzione, ripartizione geografica, diversità ecologica e bio-culturale e, al tempo stesso, promuovere la gestione attiva e razionale del patrimonio forestale nazionale, promuovendo le relative filiere produttive e lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali anche attraverso il recupero produttivo delle proprietà fondiaria frammentate e dei terreni incolti o abbandonati con lo sviluppo di forme di gestione associata delle proprietà forestali pubbliche e private.
Al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sentita la Conferenza Stato-regioni e province autonome, è attribuita la competenza ad adottare gli atti di indirizzo ed assicurare il coordinamento delle attività volto a garantire il perseguimento unitario e su tutto il territorio nazionale delle finalità previste. Tale funzione è svolta in coordinamento, per quanto di rispettiva competenza, con il Ministero dell'ambiente e con il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo.
Lo schema di decreto prevede la promozione di accordi, intese istituzionali e progetti di valenza interregionale e internazionale da parte di Stato, regioni e province autonome, prevedendosi una clausola di invarianza finanziaria.
Sono, quindi, introdotte alcunedefinizioni valevoli a livello nazionale. Particolare rilievo assume in tal senso la definizione di bosco, di aree assimilate a bosco" e di "aree escluse dalla definizione di bosco" ; le regioni potranno adottare una diversa definizione purché non venga diminuito il livello di tutela ambientale.
Viene, quindi, displinata la programmazione e pianificazione forestale, prevedendo l'approvazione della Strategia forestale nazionale, documento che ha validità trentennale e che è soggetto a revisione ad adeguamento quinquenale. Le Regioni adottano poi i programmi forestali regionali . Con i piani forestali di indirizzo territoriale le regioni individuano gli strumenti di pianificazione forestale; con i piani di gestione forestali viene garantita la tutela e la gestione attiva delle proprietà foresali pubbliche e private. Con disposizioni quadro saranno definiti i criteri minimi nazionali di elaborazione dei piani in esame.
Quanto alla attività di gestione forestale, le regioni sono chiamate a definire l'ambito ( il divieto della pratica del taglio a raso nei boschi può essere derogato solo per esigenze di difesa fitosanitaria, di ripristino post-incendio o per motivi di interesse pubblico, a condizione che sia assicurata la rinnovazione naturale o artificiale del bosco). Lo stesso divieto vale per la pratica del taglio a raso nei boschi ad alto fusto e nei boschi cedui, salvi gli interventi previsti dai paini di gestione forestale.
Nella trasformazione del bosco rientra ogni intervento finalizzato ad attività diverse dalla gestione forestale che comporta l'eleiminazione della vegetazione arborea e arbustiva esistente. E' vietata tale attività quando comporti un danno ambientale e che non sia stata previamente autorizzata. Anche se autorizzata, la trasformazione deve essere comunque compensata a cura e a spese del destinatario dell'autorizzazione.
L a promozione e l'esercizio delle attività selvicolturali di gestione, è demandata alle regioni e alle province autonome, che potranno avvalersi delle imprese che operano nei seguenti settori:
gestione, difesa, tutela del territorio;
delle sistemazioni idraulico-forestali.
Con la legge europea 2013-bis (articolo 17 della legge 30 ottobre 2014, n. 161 ) è stato previsto che le bevande analcoliche a base di succo di arancia vendute in Italia debbano avere un contenuto di succo di arancia non inferiore a 20 grammi per 100 centilitri o pari all'equivalente quantità di succo di arancia concentrato o disidradato in polvere. L'obbligo riguarda esclusivamente le bevande commercializzate nel mercato nazionale, mentre ne sono escluse quelle destinate al mercato degli altri Stati dell'Unione europea o degli altri Stati contraenti l'Accordo sullo spazio economico europeo, nonché quelle verso Paesi terzi. La norma è stata notificata alla Commissione europea, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2017 e sarà applicabile dal 6 marzo 2018.
Il Parlamento ha poi approvato la legge per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici (legge 25 luglio 2017, n. 127 ), ubicati prevalentemente nella riviera ionica della Sicilia, nella riviera ionica e tirrenica della Calabria, nella penisola sorrentina, nella costiera amalfitana e nelle isole del Golfo di Napoli, nel Gargano ed intorno al lago di Garda.
Si segnala, poi, che la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017 ) ha istituito - all'art. 1, comma 131 - un Fondo per il miglioramento della qualità e della competitività delle imprese agrumicole, con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2018 e 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 (cap. 7051 del MIPAAF).
Sono diverse le disposizioni legislative che, in maniera puntuale, hanno inciso - nel corso della XVII legislatura - sul settore lattiero caseario (compresa la gestione delle cosiddette quote latte) e, in generale - sul settore zootecnico.
l'articolo 1 del decreto-legge n. 51 del 2015 ha poi previsto la rateizzazione in tre anni dei pagamenti ancora dovuti in base al regime delle cosiddette quote latte (regime, introdotto nel 1984, che - dal 1° aprile 2015 - è cessato), per la campagna lattiera 1° aprile 2014- 31 marzo 2015; il medesimo decreto-legge ha disciplinato il rispetto di corrette relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari (art. 2), e ha dato attuazione al regolamento (UE) n. 1308/2013 in materia di organizzazioni interprofessionali nel settore agricolo (art. 3);
l'articolo 21 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 (così come convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 ), ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2016, per il finanziamento di misure di sostegno dei produttori di latte e di prodotti lattiero-caseari interessati alla stipula di accordi misti volontari e ad adottare decisioni comuni sulla pianificazione del volume di latte prodotto, prevedendo che un milione di euro venisse destinato aziende zootecniche ubicate nei Comuni terremotati (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria);
l'articolo 15 del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 (così come convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45 ) ha autorizzato la spesa di 20.942.300 euro, per il 2017, in favore del comparto bovino, ovino e suino delle regioni colpite dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, per effetto dell'incremento dal 100 al 200 per cento della quota nazionale del sostegno supplementare per le misure adottate ai sensi del regolamento delegato (UE) n. 2016/1613 della Commissione. Ha autorizzato, inoltre, sempre per il 2017, la spesa di 2 milioni di euro per il settore equino nelle medesime zone;
la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017 ), ha, poi, esteso al settore zootecnico le risorse del Fondo per la competitività della filiera e il miglioramento della qualità dei prodotti cerealicoli e lattiero caseari (istituito dall'art. 23-bis del decreto-legge n. 113 del 2016 ), stanziando 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 destinati a sostenere la zootecnia estensiva praticata nelle zone montane e, limitatamente ai comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017, nelle zone svantaggiate (art.1, comma 130); ha istituito, inoltre, nello stato di previsione del MIPAAF, il Fondo per l'emergenza avicola, con una dotazione di 15 milioni di euro per il 2018 e 5 milioni di euro per il 2019 (art. 1, commi 507-510); ha, infine, previsto l'innalzamento delle percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, rispettivamente, in misura non superiore al 7,7% e all'8% per ciascuna delle annualità 2018, 2019 e 2020 (art. 1, comma 506).
Diverse disposizioni legislative sono state introdotte - nel corso della XVII legislatura - a sostegno dei settori cerealicolo e bieticolo-saccarifero.
Con riferimento alle risorse destinate al settore cerealicolo, l'art. 23-bis del decreto-legge n.113 del 2016 (cap. 7825) ha istituito il Fondo per la qualità e la competitività delle produzioni delle imprese agricole cerealicole e dell'intero comparto cerealicolo, anche attraverso il sostegno ai contratti e agli accordi di filiera, alla ricerca, al trasferimento tecnologico e agli interventi infrastrutturali, dotandolo inizialmente di 3 milioni di euro per l'anno 2016 e 7 milioni di euro per l'anno 2017.Con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016 ) ha destinato a tale Fondo 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.
Le disposizioni attuative sono state disposte, per gli anni 2016 e 2017, con il D.M. 2 novembre 2016 e, per gli anni 2018 e 2019, con il D.M. 16 novembre 2017 . Quest'ultimo ha previsto che alle imprese agricole che abbiano già sottoscritto direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, contratti di filiera di durata almeno triennale o che sottoscrivano contratti di filiera di durata almeno triennale, direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, entro il 31 dicembre 2017, è concesso un aiuto di 200 euro per ogni ettaro coltivato a grano duro nel periodo autunno/inverno 2017-2018, oggetto del contratto.
Per quanto concerne il settore bieticolo-saccarifero, l'art. 30-ter del decreto-legge n. 91 del 2014 , modificando l'articolo 29 del decreto-legge n. 5 del 2012 , ha previsto che i progetti di riconversione del comparto bieticolo saccarifero rivestano carattere strategico e costituiscano priorità a carattere nazionale; essi rientrano nell'ambito dei progetti di riconversione industriale che interessano la produzione di energia da fonti rinnovabili e sono finalizzati anche al reimpiego dei lavoratori dipendenti delle imprese saccarifere italiane dismesse. Il Comitato interministeriale appositamente istituito è chiamato a nominare un Commissario ad acta qualora i procedimenti autorizzativi non risultino ultimati e siano decorsi infruttuosamente i termini di legge per la conclusione di tali procedimenti, nonché per dare esecuzione agli accordi per la riconversione industriale sottoscritti.
In relazione alle risorse destinate recentemente al settore, la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016 ) ha disposto uno stanziamento di 5 milioni di euro per l'anno 2017 a favore del settore (cap. 7370).
Un successivo rifinanziamento di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018-2021 è stato disposto dall'art. 56-bis del decreto-legge n. 50 del 2017 (legge n. 96 del 2017 ) e destinato all'apposito Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera di cui all'articolo 1, comma 1063 della legge n. 296 del 2006 ,
La legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017 ) ha ulteriormente incrementato la dotazione del suddetto Fondo di 4 milioni di euro per il 2018, di 5 milioni di euro per il 2019 e di 6 milioni di euro per il 2020 (art. 1, comma 1178).
Altre filiere agroalimentari (olive, riso, pomodoro, etc.)
Alcuni interventi legislativi della XVII legislatura hanno avuto come oggetto anche altri specifici prodotti agroalimentari.
La legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017 ) è intervenuta - tra l'altro - sul Fondo cosiddetto cerealicolo, per estenderlo al settore olivicolo nelle aree colpite dal batterio Xylella fastidiosa, al fine di superare l'emergenza derivata dallo stesso; conseguentemente, il medesimo Fondo è stato incrementato di 1 milione di euro per ciascuna delle annualità 2018, 2019 e 2020, da destinare al reimpianto con piante tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa nella zona infetta sottoposta a misure di contenimento del batterio (art. 1, comma 128).
riso, per il quale è stata prevista una delega al Governo per regolamentare il mercato interno di tale prodotto (art. 31): tale delega è stata esercitata e ha dato luogo al decreto legislativo 4 agosto 2017, n. 131 , che ha previsto, tra l'altro, che la denominazione dell'alimento è costituita dal nome di uno dei gruppi indicati e può essere accompagnata dal nome di tutte le varietà di riso greggio, elencate e descritte nel registro di cui all'articolo 6, da cui il riso è ottenuto, che non siano le varietà tradizionali. Presso l'Ente Nazionale Risi è istituito un registro contenente l'elenco delle varietà del riso greggio.
La legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017 ) ha poi previsto che, al fine di promuovere l'apicoltura, quale strumento di tutela della biodiversità e di integrazione del reddito nelle aree montane, non concorrano alla formazione della base imponibile, ai fini IRPEF, i proventi dell'apicoltura condotta da apicoltori con meno di venti alveari e ricadenti nei comuni classificati come montani (art. 1, comma 511). Ha inoltre rideterminato l'aliquota di accisa sulla birra in 3,00 euro per ettolitro e per grado-Plato a decorrere dal 1° gennaio 2019 (art. 1, comma 514).
Diversi sono i provvedimenti legislativi - soprattutto d'urgenza - che si sono succeduti nel corso della XVII legisatua per affrontare gli eventi sismici verificatisi, nell'Italia centrale, tra agosto 2016 e gennaio 2017. Di seguito, se ne riporta la sintesi normativa, con riferimento specifico al settore agroalimentare e zootecnico.
Il decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 (così come convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 ), recante "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016" ha recepito nel corso del suo iter anche le disposizioni dell'art. 3 del successivo decreto-legge n. 205 del 2016 (emanato a seguito di ulteriori eventi sismici, ma abrogato prima della sua conversione) e presenta, in relazione al settore agricolo, agroalimentare e zootecnico - all'art. 21 - il contenuto che si espone di seguito.
Ai sensi del comma 1, sono fatti salvi gli effetti delle azioni poste in essere prima dell'entrata in vigore del decreto e, allo scopo di garantirne la continuità operativa, restano in vigore fino al 31 dicembre 2018 le disposizioni di cui all'articolo 7 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 13 settembre 2016, n. 393 .
Tali risorse saranno utilizzate per abbattere, fino all'intero importo, le commissioni per l'accesso alle garanzie dirette che l'ISMEA può concedere a fronte di prestiti partecipativi e partecipazioni nel capitale delle imprese, assunte da banche, da intermediari finanziari, nonché da fondi chiusi di investimento mobiliari. Nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato, l'abbattimento avverrà secondo il metodo di calcolo di cui alla decisione della Commissione europea C(2015) 597 final del 5 febbraio 2015: esso è volto a calcolare l'elemento di aiuto nelle garanzie statali dirette - di cui all' articolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 (Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma dell' art 1, comma 2, lett. i) della legge n. 38 del 2003 ) - tra le categorie di aiuti nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali compatibili con il mercato interno (ai sensi del regolamento di esenzione per categoria nel settore agricolo, detto "ABER") e tra le categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione del regolamento generale di esenzione per categoria, detto "GBER").
Il comma 4 è volto al pronto ripristino del potenziale produttivo danneggiato dal sisma, nonché a valorizzare e promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari ed a sostenere un programma strategico condiviso dalle Regioni interessate e dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. A tali fini, l'intera quota del cofinanziamento regionale dei programmi di sviluppo rurale 2014 - 2020 delle Regioni interessate dal sisma è assicurata dallo Stato attraverso le disponibilità del fondo di rotazione di cui all' articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183 . Nel corso dell'esame parlamentare è stato esteso l'ambito territoriale di applicazione a tutte le aree terremotate del 2016; inoltre, il carico dello Stato viene assunto per le annualità 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.
Mediante commi aggiuntivi allo stesso art. 21 si sono inseriti nel testo convertito del decreto-legge n. 189 del 2016 - come anticipato - contenuti già recati dall'articolo 3 del successivo decreto-legge n. 205 del 2016 .
Le risorse economiche necessarie sono attinte - ai sensi del comma 4- ter - dal Fondo di investimento nel capitale di rischio previsto dal decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 22 giugno 2004, n. 182, e successive modificazioni, per gli interventi di cui all' articolo 66, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 : esse, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 205/2016 , sono versate da ISMEA all'entrata del bilancio dello Stato, nel limite di 10.942.300 euro, per essere riassegnate ad apposito capitolo di spesa.
A seguito del verificarsi di ulteriori eventi sismici, è stato emanato il decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 , recante "Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017", che è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45 .
L'articolo 15 autorizza la spesa di 20.942.300 euro, per il 2017, in favore del comparto bovino, ovino e suino delle regioni colpite dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, per effetto dell'incremento dal 100 al 200 per cento della quota nazionale del sostegno supplementare per le misure adottate ai sensi del regolamento delegato (UE) n. 2016/1613 della Commissione (che è stato – medio tempore - modificato in tal senso dal regolamento delegato (UE) n. 2017/286 del 17 febbraio 2017). Autorizza inoltre, sempre per il 2017, la spesa di 2 milioni di euro per il settore equino nelle medesime zone ( comma 1). Gli oneri derivanti dall'attuazione di quanto sopra sono anticipati dall'AGEA a valere sulle risorse disponibili del fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie, e successivamente reintegrate, entro il 31 dicembre 2018, alla stessa AGEA dalle Regioni Abruzzo, Marche, Lazio ed Umbria ( comma 2). Il predetto termine – inizialmente previsto per il 31 dicembre 2017 - è stato posticipato di un anno dalla Commissione di merito della Camera dei deputati nel corso dell'esame in sede referente in prima lettura. Si prevede inoltre che, per gli anni 2017 e 2018, la concessione delle agevolazioni in favore dello sviluppo dell'imprenditorialità in agricoltura e del ricambio generazionale (disposta ai sensi dell'articolo 10- quater, comma 1, del decreto legislativo n. 185 del 2000 ) sia rivolta prioritariamente alle imprese localizzate nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016 ( comma 3). Le imprese agricole ubicate nelle suddette Regioni nonché nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che hanno subito danni a causa delle avversità atmosferiche di eccezionale intensità avvenute nel periodo dal 5 al 25 gennaio 2017, e che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi, possono accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva di cui all' articolo 5 del decreto legislativo n. 102 del 2004 ( comma 4). I tre commi aggiuntivi 4- bis, 4- ter e 4- quater - introdotti nel testo del decreto dalla Camera dei deputati - recano provvidenze in favore delle imprese agricole danneggiate dalle avversità atmosferiche di eccezionale intensità del gennaio 2017, per la riduzione degli interessi creditizi maturati a debito nell'anno 2017, nel limite di un milione di euro. Viene quindi prolungato il termine per deliberare la declaratoria di eccezionalità degli eventi ( comma 5) e incrementato, per il 2017, il Fondo di solidarietà nazionale di 15 milioni di euro per finanziare gli interventi compensativi ivi indicati ( comma 6).
Il titolo III del suddetto decreto-legge n. 50 del 2017 (legge n. 96 del 2017 ) reca "Ulteriori interventi in favore delle zone terremotate e di messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico" ed è composto degli articoli 41-46-novies.

References: articolo 12
 articolo 17
 articolo 5
 art. 21
 articolo 66
 articolo 5