Source: http://emanuelabeacco.blogspot.com/2008/05/
Timestamp: 2017-07-22 08:44:47+00:00

Document:
Emanuela Beacco: maggio 2008
Finite le pause di riflessione, risollevati gli animi, il Circolo del Partito Democratico si presenterà, con un incontro pubblico, alla cittadinanza.
L’appuntamento è per il prossimo Venerdì 13 giugno, alle ore 21.00, presso
la sala Consiliare (p.zzale A. Moro) del Comune di Giussano (qui il programma).
27 maggio 2008 17° Anniversario della ratifica da parte dell'Italia della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
La giovanissima di Haiti dormiva per strada quando “un gruppo di persone ha
deciso di guadagnare qualcosa portandola a un uomo che lavora per un’organizzazione internazionale” “L’uomo ha dato alla ragazza un dollaro e lei era felice di avere
del denaro. Erano le due del mattino. Lui l’ha presa e l’ha stuprata. Il giorno dopo lei non riusciva neppure a camminare”
Non è il testo di un romanzo, di una storia partorita dalla fantasia di uno scrittore amante dei particolari scabrosi, bensì l’agghiacciante denuncia di Save the Children, che accusa gli operatori umanitari di terribili (e disumani) abusi sessuali perpetrati ai danni di bambini e ragazzi; mostruosità commesse da aguzzini ai quali era stato, invece, affidato il compito di proteggere quelle piccole vite (qui la versione originale del rapporto).Neppure la condizione in cui vivono molti bambini e ragazzi nel nostro paese appare tanto rosea: il 4° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della "Convenzione
sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Italia” , dossier che viene pubblicato ogni anno in occasione dell’anniversario della ratifica della citata Convenzione, denuncia la preoccupante crescita della povertà minorile (in Italia è esposto a rischio di deprivazione il 24% dei minori, quasi uno su quattro); segnala la drammatica situazione in cui vivono bambini e ragazzi migranti, ex bambini soldato, per strada, in case o fabbriche abbandonate. Minori ai margini della società, ai quali è negato il diritto all'istruzione, all’assistenza sanitaria, esposti a forme di sfruttamento e devianza.
Il rapporto denuncia la crescente diffusione della prostituzione minorile, soprattutto maschile, sempre più risorsa economica per il proprio mantenimento e per quello del proprio nucleo familiare; la tratta dei minori, sfruttati in attività illegali, i traffici di organi...
Le violenze sui minori e il loro sfruttamento mi inorridiscono, sono atti intollerabili.
L'infanzia va tutelata perchè rappresenta il futuro della nostra società: i bambini di oggi saranno gli adulti di domani. Come ricorda Jean Shinoda Bolen, psicoanalista e docente di psichiatria presso la University of California di San Francisco “La maggior parte degli oppressori che cercano di intimidire o di dominare gli altri si sono sentiti a loro volta umiliati e sono stati spesso traumatizzati, nell’infanzia” “Un bambino disagiato e seviziato diventa ben presto adulto e, in veste di adulto rabbioso dotato del potere di far soffrire gli altri, potrebbe comportarsi nello stesso modo.” Lo Stato, le istituzioni, il mondo degli adulti hanno il dovere di garantire ai bambini ed agli adolescenti un'infanzia serena, aiutandoli a sviluppare le loro potenzialità: solo così potremo costruire una società più equa e giusta, nella quale non vi sia più spazio per la sopraffazione, le molestie, le umiliazioni, gli stupri. Dalla quale sia bandita ogni forma di violenza.
Solone, Salomone (giudice equo) e Alì Ben Mohamed.
L’immigrazione clandestina diventerà un reato punibile dai sei mesi ai quattro anni di carcere.
Ecco il rimedio che il nuovo Governo ha previsto - nel disegno di legge che presto verrà sottoposto alle Camere - per rispondere a quel bisogno di sicurezza che tutti noi, che ci muoviamo nelle nostre città, avvertiamo. Questa la “cura” approntata dall’esecutivo per contrastare l’aumento della criminalità (percepita o reale che sia) che la stragrande maggioranza degli italiani ( tra il 70 e l’80%) imputa (lo rivelano i sondaggi) alla crescita dell’immigrazione.
Ma quali potrebbero esserne gli effetti? L’introduzione di una norma che punisce con la privazione della libertà personale la condizione di “immigrato clandestino” oltre al rischio di una serie di problemi di illegittimità costituzionale (per violazione di alcuni principi cardine del diritto penale come il cd. principio di materialità o di tassatività della fattispecie penale o di personalità della pena sancito dall’art. 27 della Costituzione per le cui valutazioni occorrerà vederne la concreta formulazione ) determinerà, in primo luogo, la crisi irreversibile del sistema carcerario, già messo a dura prova.
Le carceri sono nuovamente sovraffollate: è questo, infatti, il grido di allarme che ormai da mesi lanciano il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Ettore Ferrara, il provveditore regionale all’amministrazione penitenziaria, Luigi Pagano e la direttrice di San Vittore, Gloria Manzelli, che denunciano una situazione di sovraffollamento critica simile al quella che ha preceduto l’indulto (che vorremmo non si ripetesse), con strutture penitenziarie sull'orlo del collasso per il peso di 49 mila 442 detenuti (6 mila e 200 in più rispetto a quelli previsti dal regolamento).
E’ chiaro che tale situazione è destinata a peggiorare in modo irreversibile ove il reato di clandestinità venisse approvato dal Parlamento: le carceri dovrebbero, infatti, prepararsi ad accogliere altri 650.000 detenuti, reclutati tra badanti e lavoratori "in nero" (è questo, infatti, il numero stimato degli irregolari presenti nel nostro paese).Inoltre, l’introduzione del reato rischia non solo di rendere impraticabile l'espulsione dello straniero, per lo meno fino al terzo grado di Giudizio ma anche di paralizzare (come efficacemente spiega la vignetta) la macchina della giustizia penale. I giudici, oberati di lavoro (visto l'enorme numero di immigrati irregolari), non avrebbero più tempo di occuparsi dei mafiosi, degli assassini, degli stupratori… Ma passiamo ai costi: il clandestino, in quanto nullatenente (se lavora in nero, non sarà facile dimostrarne il reddito), chiederà l’ammissione al gratuito patrocinio (detto in altri termini, i costi del suo avvocato dovranno essere sostenuti dallo Stato). Ai costi del processo, andranno aggiunti quelli della reclusione. Si stima che l’operazione graverebbe sulle casse dello Stato dai 45 ai 50 miliardi di euro, che ci piacerebbe sapere dove il nuovo governo pensa di andare a reperire.
Senza contare i costi sociali...
Il problema della sicurezza e della lotta alla criminalità è serio, reale e deve essere al centro dell'agenda politica. Del pari va affrontato il tema dell'immigrazione non regolare, che non deve, tuttavia, essere fatto coincidere con la causa dell'aumento della criminalità.I mali sono chiari, ... ma siamo sicuri, che la cura prevista dal Governo non sia, in qualche modo, peggiore della malattia?
p.s. Il vero problema è quello di consentire l’identificazione degli immigrati clandestini per disporne il rimpatrio.. ma di questo ne parleremo un’altra volta.
costi paralisi giustizia,
Arriva anche a Giussano il latte alla spina.Il distributore automatico di latte, sarà attivo 24 ore su 24 ed erogherà latte rigorosamente crudo (ossia intero ma non pastorizzato), certificato dal produttore al consumatore.
Basta una moneta.
La sua introduzione è stata una grande idea: promuove la “filiera corta” (l'acquisto dei prodotti del territorio) e il “consumo virtuoso” (solo l'acquisto del necessario). Puoi andare a prendere il latte con la tua bottiglia in vetro, lavabile e riutilizzabile per infinite volte; il riuso del vuoto aiuta a ridurre la produzione dei rifiuti e la vicinanza con il luogo di produzione limita il consumo di carburante per il trasporto e la lavorazione. Costa anche meno del latte che trovi nei supermercati e decidi tu quanto acquistarne, così oltre a rispettare l’ambiente, dai una mano al tuo portafoglio. L'inaugurazione ufficiale sarà sabato, in piazza Aldo Moro (sul piazzale del Comune eccovi la locandina) Per saperne di più clicca qui. qui o - per conoscere la mappa dei distributori - qui.
Quello di disquisire sulle quote rosa. Se ne fa un gran parlare, si continuano a snocciolare i dati sul divario tra la presenza maschile e femminile nel mondo del lavoro, della politica, delle istituzioni.
I politici propongono e rincorrono (ma sarà vero?..inizio a dubitarne) soluzioni: promettono il 30% delle donne elette in parlamento (qui) e si inventano nuovi e fantasiosi rimedi (qui).
Nonostante i grandi proclami, mi sembra che i risultati non siano dei più confortanti: 4 donne ministro su 21 e presenza femminile in Parlamento tutt'altro che incoraggiante (come dimostrano i dati delle ultime elezioni).
Adesso, sotto la lente di ingrandimento sono le quote rosa nelle public company, dove siamo messi peggio di Kenia, Indonesia, Tagikistan, Uruguay, Mongolia, Ghana, Cipro, Venezuela, Vietnam, Russia, Portogallo, Estonia, Bulgaria, Sri Lanka.
Ci superano anche Paesi di cultura spiccatamente conservatrice per quanto riguarda il ruolo nella società dell’altra parte dell’universo, come il Kuwait e l’Oman. Leggere per credere.
E in terra Brianzola, nel cuore della Lombardia produttiva, come ce la caviamo?
Mi sono dilettata ad andare a spulciare, qua e là, i componenti dei Consigli di Amministrazione di alcune società a partecipazione pubblica e di qualche consorzio di Giussano (il mio comune) e dintorni: Alto Lambro Servizi Idrici S.P.A., Sviluppo Brianza - Agenzia per la qualità produttiva e del territorio società consortile a r.l., CTNM Compagnia Trasporti Nord Milano S.P.A., Brianza Ambiente Energia S.p.A., BrianzAcque s.r.l., Gruppo Aeb/Gelsia (Gelsia Reti, Gelsia Ambiente, Gelsia Calore, Gelsia Energia ), consorzio del Parco Regionale della Valle del Lambro.
Ebbene, indovinate cosa ho scoperto? Che su qualcosa come 69 posti nei diversi Consigli di Amministrazione solo 7 sono ricoperti da donne... credo che i numeri si commentino da sé.
Non sono mai stata una gran sostenitrice delle quote rosa, anche perché diciamocela tutta, gli esemplari (pre)scelti dalla "riserva indiana" non sempre ci hanno fatto fare bella figura, tanto da far tristemente pensare che sarebbe stato, talvolta, meglio (ahimè) “puntare sugli uomini”
Devo, pertanto, ammettere che più della scarsa presenza femminile – di cui, a mio avviso anche le donne hanno qualche responsabilità- mi scoccia che se ne faccia tutto questo inconcludente gran parlare.
..per dirla con i latini ... Facta non verba!
p.s. Angolo della pettegola:
Se poi volete sbirciare i compensi dei cda citati.. eccovi accontentati (cliccare su pdf incarichi)
p.s. i dati sono quelli tratti dai rispettivi siti, per cui non si risponde di eventuali errori ad essi imputabili!
aeb. consorzio lambro,
gelsia,
Le raccoglitrici della noce di cocco babassu,' una storia di donne e di lotta per la conquista dei diritti e la preservazione della foresta nel cuore del Brasile.
Se volete saperne di più, non perdetevi quest'appuntamento.
detersivi Lympha,
Giovanni Spinozzi,
macondo Giussano
Né pietismo né permissivismo: buon senso. Solo buon senso.
La politica, dunque, come strumento di suprema affermazione personale. Ed io che l'ho sempre intesa come servizio, come passione civile, come impegno per promuovere l’uguaglianza, la giustizia, la pace, la solidarietà.
Grazie onorevole Carfagna, Le sarò riconoscente in eterno per il suo prezioso insegnamento.
1) Il fatto: Consiglio Comunale del 9.5.2008 Venerdì scorso, per la prima volta, in oltre 9 anni di lavori consiliari ho votato – insieme al Capogruppo di Giussano Democratica, Elli Pierluigi (che si è astenuto) - in palese dissenso della maggioranza cui appartengo. Una scelta difficile, meditata e molto sofferta, che viene da lontano.
2) L’antefatto All'inizio di ottobre 2007, esaminando la documentazione relativa all’adozione di un piano attuativo (P.A 9) iscritto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, mi è sorto il dubbio (anche in virtù di una recente pronuncia del Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2007, sent. n. 3637) che il piano non prevedesse "la dovuta cessione di aree per le opere di urbanizzazione secondaria".
Al di là dei termini tecnici...che significa? 3) La cessione di aree per le opere di urbanizzazione e la loro monetizzazione. La normativa urbanistica vigente (art. 46 della L. R. Lombardia, del’11 marzo 2005, n. 12, art. 28 della L. 17 agosto 1942, n. 1150) impone all’operatore che lottizza un’area (cioè a chi costruisce), di cedere, gratuitamente, all’amministrazione comunale:
a) le aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria (ai sensi dell'art. 44 comma 3 LR/12 strade, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, cavedi multiservizi e cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato) b) nonché le aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico
o generale vale a dire le aree sulle quali localizzare i servizi dei quali una
comunità necessita che, ai sensi dell'art. 9 della L.R. 12, devono
essere pari a 18 mq per abitante ( salvo maggiori e diverse previsioni nei piani di ogni singolo comune) e che l’art. 28 della legge urbanistica 1150/1942 chiama aree per opere di urbanizzazione secondaria.
L'art 44 comma 4 della L.R. 12/2005 ne contiene un nutrito elenco: asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo e strutture e complessi per l’istruzione
superiore all’obbligo, mercati di quartiere, presidi per la sicurezza pubblica,
delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere,
aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie, cimiteri. La stessa classificazione la ritroviamo nell'art. 16 (commi 7 ed 8) del Testo Unico sull'edilizia D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. La differenza ontologica tra le opere di urbanizzazione primaria e quelle di urbanizzazione secondaria è data dagli effetti della loro presenza sul territorio e dagli scopi cui sono preposte queste grandi categorie di infrastrutture e servizi. Infatti, mentre le prime hanno una funzione sostanzialmente servente rispetto ai singoli organismi edilizi, in quanto ne garantiscono le condizioni minime di fruibilità ed assicurano i servizi indispensabili alla civile convivenza (strade, parcheggi, fognature) le seconde, mirano ad assicurare migliore vivibilità ad un ambito territoriale più vasto di quello oggetto dell’intervento da realizzare e sono a servizio dell’intera comunità. Quando l'acquisizione di tali aree non risulta possibile o non sia ritenuta, per le più svariate ragioni, opportuna dal comune, la legge ne consente la “monetizzazione” ovvero riconosce all'ente locale la possibilità di chiedere ai soggetti obbligati, in alternativa totale o parziale alla cessione delle aree, una somma di denaro.
4) Tema caldo e complesso quello della monetizzazione degli standard intrinsecamente correlato al problema delle risorse finanziarie comunali, alla progressiva riduzione dei trasferimenti statali, alla necessità per gli enti locali di reperire nuove fonti "per far quadrare i conti" ed a quello che gli ambientalisti denunciano come "consumo di suolo".In modo semplice ed efficace, non più di una settimana fa, Report,
la trasmissione di inchiesta condotta da Milena Gabanelli (eccovi qui l’intero testo originale,
ve ne consiglio la lettura..) spiegava, infatti, che: “La pubblica amministrazione incapace di ridurre la spesa, per far quadrare i conti, ha tagliato i trasferimenti ai comuni e i comuni, per sopravvivere, hanno cominciato ad elargire
licenze edilizie e monetizzato le aree verdi, cioè chiedono a chi costruisce contanti, in cambio di standard edilizi, ovvero tutto quello
che fa la differenza fra un quartiere normale e un quartiere dormitorio” Il problema, non nuovo, (e che non potrà che peggiorare con la promessa abolizione dell'ICI), è emerso con forza anche durante la campagna elettorale appena conclusa (qui e anche qui)
5) Ma torniamo a Giussano ed all’ottobre 2007. Come sopra premesso, poiché il piano adottato (citato al punto 2) mi aveva lasciato qualche dubbio, ho effettuato nei giorni successivi i necessari approfondimenti. Sono state anche intavolate discussioni giuridiche ... dei cui esiti ho, alla fine, – formalmente - aggiornato tutti i consiglieri comunali (con una lettera del dicembre 2007).
Il “nocciolo della questione”? Questo: nel piano attuativo in oggetto (p.a. 9) si prevede la cessione di un’area da destinare a parcheggi ed alla realizzazione di una pista ciclabile. Come vanno qualificate queste opere? Sono primarie o secondarie?
Ora la distinzione tra opere di urbanizzazione primaria e secondaria non è una mera disquisizione giuridica, come potrebbe apparire. Essa nasconde un problema sostanziale: quello di chiarire quanti metri quadrati, quante aree chi costruisce deve dare all’amministrazione, perché il comune vi possa realizzare il verde, i servizi, tutte quelle attrezzature pubbliche e di interesse pubblico necessarie alla cittadinanza, cui si è fatto sopra cenno. Se considero i parcheggi (le piste ciclabili, il verde di piccole dimensioni) opere primarie, allora al privato posso imporre di cedere al comune ulteriori aree, sì da raggiungere quei famosi 18 mq per abitante ( 26,5 a Giussano) di cui si parlava sopra (ad esempio se costruisco 5.000 mc al comune dovrò cedere, oltre alle aree sulle quali realizzare i parcheggi necessari alle abitazioni e la pista ciclabile, un'area ulteriore pari a 1325 mq ... 26,5 mq/abitante ... eccovi "l'astruso" calcolo mc. 5.000 /100 (mc./ab.) = n. 50 abitanti mq. 26,50 mq./abitante x n. 50 ab. = mq. 1325); se, invece, le considero secondarie … il lottizzante che mi ha ceduto 1325 mq per realizzare parcheggi e piste ciclabili ha già interamente assolto il proprio onere (… questo, in termini molto, molto semplificati, il problema che è in realtà più complesso, perchè ci sono pure le Norme Tecniche di Attuazione del p.r.g.... Ma per capire la mia posizione credo basti).
p.s. A mio avviso, parcheggi, piste ciclabili e piccole aiuole a verde sono primarie .... Sembrano, del resto pensarla così anche:la Legge Urbanistica Regionale Lombarda n. 15 del 12 marzo 2005: che all'art. 44 include tra le opere di urbanizzazione primaria: strade, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, cavedi multiservizi e cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato;la legge nazionale (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) che al comma 7 dell'art. 16 precisa che "Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi ai seguenti interventi: strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato," mentre al successivo, colloca tra gli interventi di urbanizzazione secondaria "gli asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo nonché strutture e complessi per l’istruzione superiore all’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie. Nelle attrezzature sanitarie sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate."i giudici amministrativi (Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2007, n. 3637)
6) Non sono una Signora cantava la Bertè negli anni 80, Non sono Mastella, mi tocca, precisare oggi
Normalmente si dice che "Excusatio non petita, accusatio manifesta" ("Scusa non richiesta, accusa manifesta") Visto che le accuse sono – più o meno velatamente - arrivate, anticipo l'arringa della mia difesa!
Battute a parte, mi sembrano doverose due puntualizzazioni: Punto 1. Non ho sollevato perplessità interpretative per manie di protagonismo. Sono assolutamente consapevole del fatto di avere il complesso della prima donna (da sempre... e chi mi conosce, ben lo sa), ma da qui a decidere di votare contro la maggioranza cui appartengo, per fini meramente personali ce ne passa (conosco metodi ben più efficaci per ottenere visibilità) .
A dire la verità avevo anche proposto di chiedere un parere alla Corte dei Conti, ma l'ipotesi non è piaciuta molto.
Ma allora come uscirne? 7) La mozione del gennaio 2008 Per superare l'empass interpretativo sopra prospettato, durante la seduta del Consiglio
comunale del 14 gennaio 2008, il consigliere Elli Pierluigi, capogruppo di Giussano Democratica, presentava una mozione nella quale chiedeva di elaborare e poi sottoporre all'assemblea un atto d’indirizzo che desse chiaramente, e definitivamente, una univoca definizione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, standard, aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale (così, giusto per avere un criterio uguale per tutti...)
Mozione che il consiglio comunale ha approvato all’unanimità (dei 18 consiglieri comunali presenti) 8) Consiglio avvisato…
L’ordine del Giorno del consiglio comunale del 14 gennaio prevedeva anche l’adozione di un secondo piano attuativo (il P.A. 15) (quello di settembre - il P.A. 9 -, momentaneamente congelato, attendeva nel frattempo di essere pubblicato Ricordo per i non tecnici - che avessero avuto l'ardire di giungere fin qui nella lettura - che l’iter dei piani prevede quattro fasi: l'adozione da parte del Consiglio Comunale, la sua pubblicazione per consentire ai cittadini di presentare eventuali osservazioni, la votazione dell’osservazione (tramite la proposta di controdeduzione) da parte del C.C., e la sua approvazione definitiva). Ma torniamo a noi, durante la discussione del Piano Attuativo 15 (14 gennaio u.s.) dichiaravo pubblicamente che avrei espresso - in attesa dei criteri chiesti con la mozione - un voto favorevole alla sua adozione, riservandomi, tuttavia, nel caso in cui non avessi concordato con l’interpretazione offerta dalle redigende linee guida …. di votare conseguentemente in sede di "approvazione definitiva” Il voto aveva una precisa ragione: una volta chiarito il "quantum" dei mq che il lottizzante avrebbe dovuto cedere, la parte del piano che non mi convinceva avrebbe potuto essere facilmente sistemata con un'osservazione.
9) Le osservazioni e l’approvazione definitiva del piano attuativo adottato lo scorso ottobre Venerdì 9 maggio il piano attuativo adottato lo scorso ottobre (il P.A. 9 - temporaneamente accantonato in attesa di una risoluzione della questione interpretativa), dopo essere stato regolarmente pubblicato nei termini di legge, è tornato in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva.
Le linee interpretative chieste con la mozione non sono, invece, mai state elaborate (ad essere sinceri io qualche indicazione su come predisporle l'avevo pure data...) Con il piano è approdata in Consiglio Comunale anche un’osservazione, firmata da una cittadina, nella quale si chiedeva all’Amministrazione Comunale di imporre ai lottizzanti la cessione di un’area ulteriore, rispetto a quelle previste nel piano attuativo, ovvero, in alternativa la monetizzazione di quella superficie. Che meraviglia...l'osservazione rispecchiava, possiamo dirla così, i criteri cui avevo in qualche misura pensato. Se la maggioranza l'avesse accolta, i lottizzanti avrebbero dovuto cedere qualche area in più rispetto a quelle già previste ed io non avrei avuto ragioni per non approvare il piano. 10) L’epilogo. Come è finita in Consiglio comunale? Come raccontano i giornali, e cioè così:
il consigliere Elli si è astenuto (e del resto che altro avrebbe potuto fare? Gli erano rimasti tutti quei dubbi che i criteri chiesti con la mozione di gennaio vrebbero potuto chiarire..). L’osservazione è stata respinta dai consiglieri comunali di maggioranza. Al momento dell'approvazione definitiva del piano attuativo ho abbandonato l’aula, mentre il Consigliere Elli si è astenuto … il piano (P.A. 9) è stato approvato (appena pronta la delibera la linko, ed il tutto sarà più chiaro …).
Il Pomo della discordia, nel prossimo post le ragioni
Noci? No, ahimè, rifiuti di ogni tipo e dei più fantasiosi: bottiglie di vetro e di plastica, barattoli di alluminio, cartacce ed imballaggi dei più disparati materiali (oggetti , tutto sommato, semplici da gettare dal finestrino), e poi interi sacchi - direbbero a Napoli - di “monnezza” casalinga (piatti e bicchieri di plastica, con tanto di uova alla choc ...il resto ve lo risparmio), latte di vernice, ferraglia varia, pezzi di auto (dal paraurti alla targa, a brandelli del motore), e ancoracassette, tubi di plastica, tegole, addirittura un estintore ed una enorme e pesante catena. E poi capi di abbigliamento dalla borsa, alle scarpe.. giusto per non farsi mancare nulla.
Bene, ieri pomeriggio - “Giornata del VERDE PULITO” organizzata dall’Assessorato all’ecologia del Comune di Giussano - in circa tre ore, grazie al prezioso lavoro dei volontari della Protezione Civile, di quelli dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri e degli operatori dell'Econord il noceto di Birone e le aree ad esso adiacenti sono stati completamente ripuliti dai rifiuti abusivamente abbandonati. Abbiamo riempito dagli 8 ai 10 camion dell’immondizia per un totale di quasi 400 sacchi. Provare, per credere!Evidentemente qualche concittadino non sa che esistono le discariche … o forse, più semplicemente, manca di totale senso civico, non ha alcun rispetto per la propria città, per un bene che è patrimonio di tutti e che come tale va tutelato e salvaguardato!
Giornata verde pulito Giussano
Per tutti i gusti. Mentre a Seveso debutterà l'Associazione Fanteatro con "letture drammatizzate e canzoni partigiane sulla Resistenza",a Giussano (Paina) la Compagnia Associazione Culturale ARIEL di Magenta presenterà domenica 11 maggio alle ore 21.00 presso la Sala Polifunzionale il “Giallo Moro” di Mauro Colombo … e poi a Milano, al Carcano in scena fino all'11 maggio "Sostiene Pereira" (dall'omonimo libro di Antonio Tabucchi, uno dei miei libri preferiti)… bel match! a
Un premier nuovo ma anche vecchio, il compagno di banco di "er Patata",
l'ala pragmatica del leghismo, i fedelissimi del Berlusca e
poi la Rossella O'Hara e la Melania Hamilton di Via col Silvio, laex showgirl e molte altre soprese...
Tagliente ed efficace. Da leggere a
E come nella più consolidata delle tradizioni: uomo batte donna 21 a 4!
Vi segnalo un evento che mi sembra interessante. HOMO FABER: un incontro
per spiegare ai giovani e al grande pubblico il rapporto tra la filosofia e il lavoro
e i due aspetti rispetto ad essi complementari: il pensare e il fare.
Lunedì 12 maggio alle ore 21 - Teatro Franco Parenti
Intervengono: MASSIMO CACCIARI, GIULIO GIORELLO, MARCELLO LIPPI, MANUELE SEVERINO, FRANCO TATO’ Modera: ARMANDO TORNO
Accomunati dallo stesso nome, uniti nell’ultimo atto di generosità. Da un lato Nicola Tommasola, il ventinovenne barbaramente aggredito e pestato a morte per una sigaretta negata; dall'altro Nicholas Green, il bimbo di 7 anni ucciso nel 1994, al km 356 della Salerno – Reggio Calabria, da un colpo di pistola che ne ha drammaticamente spezzato i sogni.
Due vite interrotte da ingiusti, efferati e inaccettabili atti criminali. Per i quali non potrà mai esserci alcun alibi. Violenze alle quali le loro vittime hanno risposto, non con altri atti di violenza, ma con coraggio e generosità. I genitori di Nicola Tommasola (come 14 anni fa quelli di Nicholas) hanno autorizzato, nel momento di drammatico e straziante dolore per la perdita del figlio, il prelievo dei suoi organi. Grazie a Nicola, brutalmente ucciso da dei delinquenti (nè può essere definito altrimenti chi si macchia di tali azioni), grazie al suo fegato, ai suoi reni ed al suo pancreas, altri potranno tornare a sperare, vivere e sorridere. Qualche anno fa ho avuto l’onore (in occasione di una manifestazione promossa dall’Aido di Giussano) di conoscere personalmente il Sig. Reginald Green. Del papà di Nicholas mi ha soprattutto colpita la grande umanità, la capacità di trasformare il proprio dolore (che non scompare, mai) in generosità. Invece di disprezzare il nostro Paese, che gli ha strappato un figlio in così tenera età, Reginald Green torna in Italia, ogni anno, per promuovere la cultura della donazione. Ieri i Green, oggi i Tommasola.
Anche i genitori di Nicola alla rabbia ed all’odio (reazioni che sarebbero parse legittime, quasi naturali) hanno preferito la vita. E’ una grande lezione di altruismo. Solo una smisurata nobiltà d'animo può , in un momento così difficile, spingerTi, vincendo l'egoismo, a donare una parte del corpo di quel figlio che è stato così crudelmente sottratto al Tuo affetto, perché altri continuino a vivere.
Forse dovremmo ricordarci di ringraziare pubblicamente i genitori Tommasola per il loro estremo atto di amore e generosità.
Forse, accanto alla ferma condanna degli assassini di Verona, dovremmo parlare ai nostri ragazzi, a scuola e in famiglia, degli organi di Nicola.
Forse, questa silenziosa testimonianza dei Sigg.ri Tommasola di enorme rispetto per la vita (nonostante quella del loro figlio gli sia stata così violentemente strappata ) potrebbe far desistere altri ragazzi “di buona famiglia” dall’assumere comportamenti violenti; potrebbe convincerli che aggredire, pestare a morte per una sigaretta negata è “male”; potrebbe aiutarli a comprendere la gravità che vi è nell’offendere il compagno disabile, che merita di essere aiutato e non deriso.
Forse se i politici (troppo impegnati a discutere dell'ordine gerarchico di gravità in cui collocare i fatti, troppo preoccupati di strumentalizzare i drammi e di attribuire rilevanza politica ad azioni che sono semplicemente criminali) fossero capaci di lanciare il chiaro e semplice messaggio che “la violenza è violenza, sempre e comunque, e che non esistono reati.. meno gravi”, i comportamenti delinquenziali, gli atti di bullismo sempre più frequenti nelle nostre scuole, gli atteggiamenti violenti e prevaricatori volti ad intimidire chi è più debole, indifeso o solo diverso, diminuirebbero. Forse si contrasterebbe la deriva xenofoba, che appare affascinare tanto i più giovani. Ma, forse, il problema è che a nessuno interessa parlarne. a
Non pagare il pizzo. Per una madre, un figlio, un imprenditore...è una questione di onore e di dignità.L'usura e l'estorsione, insieme alla gestione degli appalti pubblici ed al traffico di droga, sono i campi d'azione privilegiati della mafia. La forza delle intimidazioni ed il controllo violento del territorio fondato sulla paura, creano sudditanza psicologica, disillusione, senso di abbandono e garantiscono l'impunità ai mafiosi, determinando pesanti ricadute sul tessuto economico. Per educare alla legalità e contrastare il potere mafioso con la sottocultura che lo alimenta e lo sorregge, occorre l'aiuto di tutti: dello Stato e della Società ( .. formata da ciascuno di noi) che devono sostenere quei commercianti ed imprenditori che, rischiando la propria vita e quella dei loro cari, si oppongono al racket delle estorsioni. E' il forte messaggio che vuol lanciare questo video realizzato dalla Fondazione Progetto Legalità. Realizzazione : Fondazione Progetto Legalità, Questura di Palermo, Dipartimento Pubblica Istruzione, Union camere
Produzione : Zerocento - Palermo
Regia : Simona Lianza
Tutti lo vogliono, ma nessuno se lo piglia!
E, poi, tutti quei casini (sic!) con i suoi, in gran fuga verso il PDL. Eh sì, Povero Pierferdy!
Bella cecilia,
" Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (omissis) Art. 3. (omissis) È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Art. 35. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. (omissis)
Art. 36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. (omissis) Art. 37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione. Art. 38. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale." La Costituzione della Repubblica Italiana E' tutto scritto, c'è solo da darvi completa attuazione. Buon Primo Maggio a tutti!
Festa del lavoro; 1° maggio
Quella dell’istituzione del Gruppo Volontario di Ausilio Territoriale (qui) Interessante perché non risponde all'istinto della "giustizia fai da te", ma si appella al principio della solidarietà sociale. Interessante perchè non si tratta di poliziotti privati, né di “giustizieri”, ma di volontari - cui è fatto assoluto divieto di portare strumenti atti ad offendere l'incolumità altrui, anche se in possesso del relativo porto d'armi - che con lealtà, senso civico, responsabilità e spirito di collaborazione, si mettono a servizio della comunità locale, offrendo il loro prezioso contributo per controllare e sorvegliare il territorio, per presidiare le manifestazioni, in collaborazione con la Polizia Locale, per offrire servizi di soccorso, per intervenire in situazioni di emergenza territoriale causata da eventi atmosferici; per collaborare in servizi di pubblica utilità (quali il controllo del traffico in prossimità delle scuole, ecc.). Utile all’Amministrazione Comunale: il costante monitoraggio del patrimonio pubblico da parte del corpo G.V.A.T avrebbe l’effetto di sollecitare e potenziare l’intervento sul territorio dei dipendenti comunali addetti alla sua manutenzione.
Non “essendo dotati del dono dell’ubiquità” gli operai e i funzionari comunali non possono essere presenti sempre, in tutte le vie, di un territorio così vasto, come invece potrebbe esserlo un folto gruppo di volontari, in grado, quindi, di meglio segnalare agli uffici, la presenza di una buca particolarmente pericolosa, un cestino pieno da svuotare, un palo o un cartello divelto da rimuovere... Si tratta di attività, che apparentemente semplici o inutili, possono contribuire a migliorare in modo decisivo l’aspetto della nostre Città.
E si sa che una città più bella, più pulita e ordinata, viene percepita anche come più sicura!Suggerimento "ad meliorandum": prevedere nel Regolamento un’adeguata attività formativa al corpo G.V.A.T., per fornire loro quelle nozioni basilari indispensabili all’esercizio delle loro funzioni (ad. es. corso di primo intervento (sulla falsariga di quelli della Croce Bianca), qualche nozione giuridica di diritto penale ...).
gruppo volontario di ausilio territoriale,

References: art. 28
 Art. 1
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 35

Art. 36
 Art. 37
 Art. 38