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Timestamp: 2017-05-26 02:00:57+00:00

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Zona Franca Bim Bum Bam
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4 aprile 2013 07:1314 commentiViews: 21
Ce l’abbiamo fatta: l’Unione Europea, per bocca del commissario europeo Heinz Zoureck, Direttore GeneraleFiscalità e unione doganale della Commissione Europea, ci ha mandati al diavolo sulla comunicazione altisonante di istituzione unilaterale della Zona Franca. Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna che, in stile rivoluzionario, aveva comunicato all’UE di aver preso atto della ‘volontà popolare’ e pertanto aveva delimitato la Zona Franca sarda in modo da farla coincidere con i confini della Sardegna, l’austriaco Zoureck ha risposto con una lettera che dice alla Regione ciò che già gli avevo detto io sul ruolo degli stati membri e non delle regioni, e in più Zoureck ha aggiunto questa considerazione finale: “Or la bimba è grandicella, le han comprato la cartella, e comincia a far la spola: scuola e casa, casa e scuola. Senza andar troppo lontano, va imparando piano, piano, con la buona volontà, mille cose che non sa!”.
Perché Zoureck ci tratta così? Perché a giocare su temi complicati a far del diritto polpette al sugo da far piovere dal cielo ci si espone al ridicolo. L’indipendentismo eversivo che inventa il perimetro normativo e lo manipola a proprio uso e consumo fino ad indurre gli ingenui ad andare alle pompe di benzina a pretendere il carburante al netto delle accise, sta alla costruzione dell’indipendenza della Sardegna come l’Eta sta alla costruzione dell’indipendenza nei Paesi Baschi. La rivoluzione non ha prodotto un grammo di sovranità in questi luoghi; la Scozia sta crescendo, in termini di sovranità, con la competenza, con l’impegno, con la legalità, non con gli strappi patrocinati da pseudo-esperti o da agitazioni para-rivoluzionarie. A giocare con la propaganda si finisce come la Corea del Nord: scherza scherza sulla guerra si è costretti a farla.
Il vero problema della Sardegna in materia fiscale è da un lato l’insufficienza della macchina burocratica regionale che, anche nella vertenza entrate, non è stata e non è all’altezza della situazione, dall’altra la debolezza della nostra delegazione in Commissione Paritetica. Le altre regioni hanno ottenuto, ex lege 42, politiche di fiscalità di vantaggio, negoziandole nelle sedi giuste con alti e diversificati livelli di competenza, appropriati ai singoli temi. Noi, nonostante un ordine del giorno del Consiglio, non sappiamo nulla di ciò che sta accadendo in Commissione paritetica e non sappiamo se essa sia mai stata rinforzata con l’ausilio di competenze in materia fiscale e doganale che sono indispensabili. Inoltre, ancora non si vede un grammo di attuazione della risoluzione della Prima Commissione sulla Zona Franca. Tutto ciò che è in nostro potere non lo facciamo, tutto ciò che è nelle mani altrui lo rivendichiamo: un nuovo supplizio di Tantalo il quale, benché circondato da cibo e acqua, non poteva né mangiare né bere.
Riporto, rispetto all’errata posizione della Regione verso l’UE, ciò che avevo già detto qualche settimana fa:
“Le deliberazioni della Giunta risultano viziate sotto molteplici profili:
a) violano la competenza esclusiva dello Stato nella materia doganale ( Statuto speciale, art. 12; Costituzione, articolo 117, comma secondo, lettera q) ) e quella esclusiva nella materia “rapporti dello Stato con l’Unione europea” (Costituzione art. 117, comma secondo, lettera a) ); violano inoltre l’articolo 155 del citato Regolamento (CE) 450/2008 nella parte in cui riserva solo agli Stati membri – non all’UE – la potestà di destinare talune parti del territorio doganale della Comunità a zona franca.
La Regione intende contestare la sovranità dello Stato e la sua competenza costituzionale in queste materie? Ma allora apra il conflitto sulla sovranità e non usi strumentalmente questi argomenti, perché non facendo la prima cosa e facendo la seconda, si svilisce la seconda a pretesto della prima e non si ottiene assolutamente niente né in un campo né nell’altro;
b) Confondono i “territori non inclusi nel territorio doganale” e le “zone franche doganali”, proponendo delle iniziative illogiche e contraddittorie: se da un lato, infatti, comunicano agli uffici della Commissione europea l’attivazione della zona franca nell’intero territorio della Sardegna (ricordiamo che ai sensi del citato articolo 155 del regolamento (CE) 450/2008 le Zone Franche fanno parte del territorio doganale della Comunità), dall’altro, richiedono contestualmente ai medesimi uffici una modifica dell’art. 3 del medesimo regolamento al fine di inserire nello stesso articolo “il territorio dell’Isola della Sardegna e delle sue isole minori circostanti quale territorio extradoganale dell’Italia”. Le due richieste, che andrebbero eventualmente incanalate nelle apposite procedure, sono inconciliabili : le zone franche doganali, infatti, fanno parte a tutti gli effetti del territorio doganale, sono soggette al codice doganale comunitario e a tale titolo beneficiano di particolari agevolazioni.
c) L’iniziativa per l’”attivazione” delle zone franche sarde, istituite dalla norma di attuazione del 1998 nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili, e della loro delimitazione è di esclusiva competenza della Regione che la propone al Governo che poi adotta il relativo decreto. La Commissione europea non ha alcuna competenza in merito. Chiaro? Si faccia questo e non si inseguano sirene e lepri.
d) La Giunta dovrebbe valorizzare quanto disposto dall’art.1 della L.R. 10/2008 alla lettera d) che recita: “d) promuovere l’attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 75 (Norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna concernente l’istituzione delle zone franche), attivando idonea procedura per l’istituzione di una zona franca in ciascuno degli ambiti previsti dal predetto decreto legislativo e promuovere analoga iniziativa perché tali disposizioni siano estese per l’istituzione di una zona franca nelle aree di competenza di tutti i consorzi industriali provinciali di cui all’articolo 3″. La norma venne così integrata in Commissione, su mia richiesta (una delle poche volte in cui mi si diede retta nella scorsa legislatura) e costituisce un nucleo di delimitazione, non impugnato dal Governo, che oggi può essere molto utile.
Fiscalità di vantaggio (Zona Franca fiscale)
Diverso è il discorso per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio. La questione va esaminata sotto il duplice profilo nazionale ed europeo.
Dal punto di vista comunitario l’introduzione di fiscalità di vantaggio in un determinato territorio europeo è considerato aiuto di Stato. La fiscalità agevolata va quindi concordata con le istituzioni europee.
Qualsiasi percorso finalizzato al riconoscimento di una fiscalità di vantaggio per la Sardegna va negoziato con lo Stato il quale deve farsi parte attiva affinché l’Unione Europea autorizzi tale regime fiscale “speciale”.
Le argomentazioni a sostegno di tale regime fiscale “speciale” sono sicuramente forti e legate sostanzialmente all’applicazione delle previsioni dell’articolo 174 del Trattato di Lisbona nel quale vengono previsti interventi concreti volti a compensare gli elementi di debolezza socio economica di tipo strutturale legati all’insularità.
La sostenibilità di tale richiesta sul piano europeo trova conferma nella sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2006 (cosiddetta Sentenza Azzorre) che riguarda l’adeguamento del sistema fiscale nazionale portoghese alle specificità della Regione autonoma delle Azzorre in materia di riduzione delle aliquote dell’imposta sul reddito.
Sul piano nazionale italiano, invece, l’introduzione di una fiscalità agevolata è percorribile attraverso la modifica del titolo III dello Statuto (attraverso una legge ordinaria statale) ovvero con l’inserimento di tale prerogativa nella norma di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto ancora in fase di discussione (questa grande opportunità mi pare non venga colta negli ambienti della Giunta).
A tale proposito occorre ricordare che il legislatore statale italiano, nel modificare il regime finanziario del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, ha riconosciuto alle Province autonome di Trento e Bolzano e alla Regione Friuli Venezia Giulia la competenza a istituire forme di fiscalità agevolata sui tributi statali, attribuendo a tali enti territoriali la potestà di “modificare aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni purché nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale”.
Paradossalmente anche le regioni a statuto ordinario sono su questo tema “più avanti” della nostra regione. Infatti, la legge 5 maggio 2009, n. 42 in materia di federalismo fiscale, all’articolo 7, nel dettare i principi e i criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, riconosce alle regioni ordinarie, in relazione ai tributi propri derivati istituiti e regolati da leggi statali il cui gettito è attribuito alle regioni, la possibilità di modificare le aliquote e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti e secondo criteri fissati dalla legislazione statale e nel rispetto della normativa comunitaria. Successivamente il decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, attribuisce alle Regioni ordinarie la potestà di aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF nonché di ridurre le aliquote IRAP fino ad azzerarle concedendo la possibilità di disporre deduzioni dalla base imponibile. Conclusioni? Basterebbe una Regione unita, competente e autorevole che desse attuazione a tutto ciò che è scritto nella risoluzione della Prima Commissione e la Sardegna avrebbe sia le sue zone franche doganali (utili come starter di un processo, piuttosto che in sé e per sé) e la sua fiscalità di vantaggio, magari iscritta proprio in quelle zone (e questo sì che è indispensabile per riprendere a produrre qualcosa in questa benedetta regione)”.
Silvia Lidia Fancello	5 aprile 2013 21:37
Per Orrù Renato,
Corrado Guzzanti ti avrebbe risposto: “La seconda che hai detto”. “Bravo!”
Bandeirante	5 aprile 2013 18:30
Orru Renato	5 aprile 2013 11:39
… Concordo Pienamente con quanto scrive Maestrale… Tranne che sul sospetto di polpetta avvelenata : E’ una polpetta avvelenata , il dramma e’ che, a mio avviso, Capellaci sapeva perfettamente che lo era, ma era anche costretto ad ingoiarla facendo finta che era pure buona … In campagna elettorale e’ tutto buono . Quando mai farsi sfuggire un nutrito gruppo eterogeneo di volenterosi amici della Zona Franca Qualchecosa ?… Son voti !!!
Adesso però le cose sono due … Se l’ avv. Scifo (portavoce dei Movimenti pro ZF ieri su Monitor) ha ragione, Capellaci Ugo in qualità di Governatore (?) lunedì, dopo un fine settimana di duro lavoro, promulga la Zona Franca ( nella versione che più gli piace )… Altrimenti o ha veramente ” sbagliato indirizzo ” dopo NON aver ascoltato quanti in questi anni ( mica mesi) hanno cercato di spiegargli di cosa si stava parlando , o sta prendendo in giro Tutti (Movimenti inclusi ) per soli fini elettoralistici ….
Guffetto Sovranista ha ragione quando scrive su Capellacci diventato indipendentista…nel senso che pensa e fa indipendentemente dal buon senso e dalla competenza …. E cercherà di scaricare le colpe del suo pressapochismo su qualcun altro… Già ieri, ha abbastanza chiaramente piazzato il mirino sul PSDAZ… certo, anche Diana ci ha messo del Suo ( del PD) e ora Ugone può tranquillamente fare di tutti un fascio … Certo però che questa figuraccia internazionale poteva evitarcela …
Gufetto Sovranista	4 aprile 2013 23:59
mi pare di essere su scherzi a parte. Alla fine dello scherzo qualcuno svela ai malcapitati di essere in televisione, e che non è vero niente di quello che è stato. Cappellacci, alias Sciffo danno l’impressione di venditori di patacche. Oggi il Presidente è diventato indipendentista!! (videolina Dentro la notizia). “Poverità sa Sardinna e poveritos sos sardos de tennere zertos rappresentantes. ohi!! ite disisperu.” Andiamo in fretta a votare. si faccia una nuova legge elettorale e subito al voto. prima è, meglio è!
Emanuele Cabras	4 aprile 2013 21:19
salcan	4 aprile 2013 21:12
siamo in piena campagna elettorale, e le regole sono di fare promesse, avendo già presente a chi dare le colpe perchè non si è riusciti a mantenerle.
forse sono stato poco attento, ma non ho ancora sentito una risposta del presidente sulla bocciatura da bruxelles
carlo carboni	4 aprile 2013 19:20
Ma perchè va sempre tutto al contrario di quello che dovrebbe essere? Ma perchè in questa benedetta Isoletta non si riesce a far lavorare le persone giuste? Perchè ci ritroviamo ad essere ridicolizzati dai governanti dello stivale e d’europa e facciamo la figura degli analfabeti? Non ce lo meritiamo per la miseria….sarebbe ora di partire con questo benedetto “Tsunami” del partito dei sardi e di essere guidati da chi ci crede e ci tiene veramente alla nostra Isola.
(PS. ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale)
Maestrale	4 aprile 2013 19:08
L’esito della richiesta guascona sulla zona Franca era scontato. Al di là di un pò di propaganda e di titoli in prima pagina si è al punto di partenza.I mali stanno nella professionalità dell’apparato burocratico che , tronfio di presunzione , ha fatto rimediare al Presidente una magra figura a Bruxelles. Ciò che manca è la professionalità e la competenza specifica dei ” consiliori ” sia interni che esterni, che col principio ” sappiamo tutto noi ” rifiutano sistematicamente chi ha esperienza e professionalitàin in argomenti del genere, ovvero Leggi e Normative europee. I nostri esperti , e ne abbiamo, fanno i consulenti in altre Regioni che ottengono risultati concreti, mentre in casa sono rifiutati ed esclusi. La verità è che i consulenti in carica , per questo e in altri campi, hanno la tessera in tasca di alcuni Partiti e la logica delle loro nomine sta nel parcheggio politico più che nella vera professionalità . Viene il sospetto che al Presidente sia stata rifilata una “polpetta avvelenata” per fargli rimediare una brutta figura comunitaria.
Sulla fiscalità di vantaggio il discorso può essere diverso, ma viene spontanea una domanda: chi dovrà veramente avvantaggiarsene? I soliti furbi continentali sponsorizzati, intendi Cooperative di diversi colori o Compagnie di affari o pseudo industriali fortemente targati, o i sardi? Gli uni saranno agevolati dal servilismo burocratico della nostra amministrazione, vedi per esempio coloro che di recente sono calati per l’eolico e il fotovoltaico e quelli che nel passato hanno fatto gli sfaceli di Ottana, Sulcis, Porto Torres, Tossilo ecc. oppure si favorirà la nascita di piccoli e medi imprenditori sardi? Senza una visione concreta e di regole certe di ciò che significa la Fiscalità di vantaggio corriamo il rischio di costruire un triste futuro alle prossime generazioni che diventeranno operai appiatiti alle logiche di produzione e schiavi industriali dell’ennesima colonizzazione della Sardegna.
francesco	4 aprile 2013 17:46
Qualche volta si ha l’impressione che in Sardegna la zona franca sia
già operativa ma solo per alcuni.
Leggiamo sulla stampa che i grossi impianti eolici si possono fare
grazie all’intervento dei cosiddetti facilitatori.
E’ chiaro che queste figure ci sono perché la burocrazia gli crea l’ambiente giusto per sguazzarci.
Probabilmente questi poveri pastori che cercano disperatamente di realizzare qualche iniziativa nel settore delle rinnovabili non hanno capito il meccanismo e continuano a presentarsi con la solita ricotta o formaggio.
Sono più mafiosi i mafiosi o quelli che facilitano i mafiosi.?
Natalino Melis	4 aprile 2013 14:41
Siamo governati da una masnata di microcefali……vergogna.
Pierpaolo Carta	4 aprile 2013 14:38
Però dice bene Signor Paolo,cito le sue parole. Basterebbe una Regione unita, competente e autorevole che desse attuazione a tutto ciò che è scritto nella risoluzione della Prima Commissione e la Sardegna avrebbe sia le sue zone franche doganali (utili come starter di un processo, piuttosto che in sé e per sé) e la sua fiscalità di vantaggio, magari iscritta proprio in quelle zone (e questo sì che è indispensabile per riprendere a produrre qualcosa in questa benedetta regione)”. Allora cosa state aspettando? Dov’è questa Regione unita quando non siete uniti neanche in casa Vostra? Avete l’opportunità di fare la cosa giusta, fattela ora. Questo è una critica sul Partito non sulla sua persona. Ringrazio per il buon lavoro che fa, ma ora più che mai abbiamo bisogno di tutti e tutti uniti, ma forse contano più i colori di partito che il bene del popolo.
Automezzo	4 aprile 2013 11:39
La Sardegna è in mano a praticoni e millantatori.
Quest’articolo ad ulteriore conferma della bontà delle tue argomentazioni.
http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2003
Mariposa	4 aprile 2013 11:17
Mi chiedo sommessamente
ma chi è il consulente in materia di Zona Franca del presidente Cappellacci?
Una iena!
la solita grande figura…..
ma la TV regionale di riferimento arriva per salvarlo!
Chissa cosa ci racconterà.
Altre favole!
EC	4 aprile 2013 08:38
Come quando uno dei concorrenti al gioco della morra prende il punto
all’avversario:”a iscola”!

References: art. 12
 articolo 117
 art. 117
 articolo 155
 sentenza 
 Sentenza