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Timestamp: 2018-02-20 11:13:16+00:00

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Circolare N.128 del 30 settembre Partite IVA inattive: per la chiusura agevolata l appuntamento è al 4 ottobre - PDF
Circolare N.128 del 30 settembre Partite IVA inattive: per la chiusura agevolata l appuntamento è al 4 ottobre
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1 Circolare N.128 del 30 settembre 2011 Partite IVA inattive: per la chiusura agevolata l appuntamento è al 4 ottobre
2 Partite IVA inattive: per la chiusura agevolata l appuntamento è al 4 ottobre Gentile cliente, con la presente, desideriamo ricordarle che la Manovra di ferragosto - comma 22 del D.L. 98/2011, convertito dalla Legge 111/2011, ha introdotto il comma 15-quinquies nell art. 35 del DPR 633/72, contenente disposizioni atte a regolamentare le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività, al fine di prevedere la revoca della partita IVA nel caso in cui, per tre annualità successive, il titolare non abbia esercitato attività di impresa e/o di lavoro autonomo ovvero non abbia provveduto all obbligo di presentazione della dichiarazione. Il successivo comma 23 ha, inoltre, introdotto la possibilità per tali contribuenti di sanare la violazione di omessa presentazione della dichiarazione di cessata attività tramite il versamento della sanzione indicata nell art.5 c.6 del D.Lgs. 471/97, ridotta ad 1/4 e cioè pari a 129 euro. Il versamento va effettuato, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, vale a dire entro il 4 ottobre Al fine di realizzare una maggiore semplificazione degli adempimenti nonché di evitare di richiedere informazioni già in possesso dell Agenzia delle entrate, non sono posti a carico del contribuente ulteriori adempimenti. In particolare, non è richiesta la presentazione della copia del pagamento effettuato agli uffici dell Agenzia delle entrate, considerato che i dati dei pagamenti effettuati con il modello F24-Elementi identificativi (sia che vengano effettuati in modo telematico, sia presso banche o uffici postali) vengono acquisiti nel sistema informativo dell Anagrafe Tributaria. Parimenti, non è richiesta la presentazione della dichiarazione di cessazione attività con il modello AA7/10 (per i soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9/10 (per le imprese individuali e i lavoratori autonomi) in quanto l effettuazione del versamento nelle forme descritte sostituisce la presentazione della dichiarazione di cui all articolo 35 del DPR n. 633 del
3 Come anticipato in premessa, la manovra di ferragosto con l articolo 23, commi 22 e 23 dispone la cancellazione d ufficio delle partite IVA inattive da tre anni, prevedendo, altresì, una sanatoria per l ipotesi di mancata dichiarazione di cessazione attività. In particolare, il comma 22 inserisce il comma 15-quinquies all articolo 35 del DPR n. 633/1972, stabilendo che l attribuzione del numero di partita IVA è revocata qualora per tre annualità consecutive il titolare: non abbia esercitato l attività d impresa o di arti e professioni; o, se obbligato alla presentazione della dichiarazione annuale in materia di IVA, non abbia adempiuto a tale obbligo. Il comma 23, invece, introduce una sanatoria per i titolari di partita IVA che, sebbene obbligati, non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione attività. La disposizione intende agevolare l adempimento spontaneo dei contribuenti, i quali devono versare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, vale a dire entro il 4 ottobre 2011, un importo pari alla sanzione minima indicata nell articolo 5, comma 6, primo periodo, del DLgs. n. 471/1997, ridotta a un quarto. In pratica: si versa una sanzione pari a 129 euro utilizzando il modello F.24 elementi identificativi, il codice tributo 8110, istituito con la risoluzione n.72/e/2011 indicando la partita IVA da chiudere e l anno di cessazione dell attività. Non è possibile accedere alla sanatoria qualora la violazione sia già stata constatata con atto portato a conoscenza del contribuente. La chiusura delle partite IVA inattive Nel dettaglio, il comma 22 inserisce il comma 15-quinquies all articolo 35 del DPR n. 633/1972, stabilendo che l attribuzione del numero di partita IVA è revocata qualora per tre annualità consecutive il titolare: non abbia esercitato l attività d impresa o di arti e professioni. In tal caso è necessario che il contribuente non abbia posto in essere alcuna attività, né attiva né passiva, durante le tre annualità; oppure, se obbligato alla presentazione della dichiarazione annuale in materia di IVA, non abbia adempiuto a tale obbligo. L'inadempimento dell'obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale protratto per un triennio determina la revoca d'ufficio della partita IVA, in quanto fa presumere che il contribuente obbligato, in tale periodo, non abbia compiuto 3
4 operazioni rilevanti ai fini dell'imposta e, quindi, non abbia effettivamente svolto l'attività. Non sono quindi interessati da tale casistica i soggetti esonerati dalla presentazione del modello IVA in base all attività esercitata o al regime applicato (ad esempio, agricoltori in regime di esonero e contribuenti con attività esente IVA). Affinché l'amministrazione finanziaria possa procedere alla chiusura della partita IVA occorre che l'attività non sia stata esercitata per un triennio. Al riguardo non è stato chiarito cosa debba intendersi per mancato esercizio dell'attività. Per una parte della dottrina sarebbe necessaria la totale assenza di operazioni per tutte e tre le annualità, senza soluzione di continuità e fino alla data della revoca, mentre, a parere di altri Autori, potrebbe essere sufficiente la mancata emissione di fatture attive, oppure la mancanza di operazioni passive, ipotesi che potrebbe verificarsi in caso di liquidazione della società. sulla questione, quindi, sarebbero necessari ulteriori chiarimenti. Il provvedimento di revoca è impugnabile davanti le Commissioni tributarie. La sanatoria per le partite IVA inattive cosa fare Il comma 23 del DL 98/2011, invece, introduce una sanatoria per i titolari di partita IVA che, sebbene obbligati, non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione attività. La disposizione intende agevolare l adempimento spontaneo dei contribuenti, i quali devono versare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, vale a dire entro il 4 ottobre 2011, un importo pari alla sanzione minima indicata nell articolo 5, comma 6, primo periodo, del DLgs. n. 471/1997, ridotta a un quarto. Tardiva o omessa comunicazione di cessata attività che comporta la chiusura della posizione fiscale ai fini IVA 4 ottobre 2011 termine entro cui il contribuente deve versare la sanzione nella misura ridotta di 129 euro 4
5 In pratica si versa una sanzione pari a 129 euro utilizzando il modello F.24 elementi identificativi (quindi senza possibilità di compensazione con eventuali crediti disponibili), riportando nella sezione Erario ed altro : nel campo tipo il codice R (regolarizzazione); nel campo elementi identificativi il numero di partita IVA da cessare; nel campo codice il codice tributo 8110 ; nel campo anno di riferimento l anno di cessazione dell attività nel formato AAAA ; nel campo importi a debito versati la somma dovuta appunto pari a 129. ESEMPIO Ipotizzando di regolarizzare la cessazione dell attività nel 2009 di un contribuente (partiva IVA ) il modello va così compilato: Si osserva che se dall omessa presentazione della dichiarazione di fine attività è trascorso meno di un anno, potrebbe risultare più conveniente utilizzare il ravvedimento operoso che consente di sanare la violazione con il versamento della sanzione ridotta a 1/10 del minimo (per le violazioni commesse fino al ), ossia 51 o 1/8 del minimo (per le violazioni commesse dall ) ossia 64. Ricordiamo, inoltre, che non è ammessa la definizione agevolata qualora la violazione sia già stata constatata con atto portato a conoscenza del contribuente. Nell'ottica della semplificazione non è necessaria la presentazione: della copia del pagamento effettuato agli uffici dell Agenzia delle Entrate (i dati dei pagamenti effettuati con il modello F24-Elementi identificativi, sia che vengano effettuati in modo telematico, sia presso banche o uffici postali, vengono acquisiti nel sistema informativo dell Anagrafe tributaria); della dichiarazione di cessazione attività con il modello AA7/10 (previsto per i soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9/10 (previsto per le imprese individuali e lavoratori autonomi). 5
6 Per poter fruire della sanatoria, è necessario che il soggetto, nei periodi successivi all anno di effettiva cessazione dell attività: non abbia esercitato attività d impresa o di arti e professioni; non abbia effettuato alcuna operazione. La regolarizzazione in esame non riguarda le dichiarazioni di cessazione attività presentate nei termini, ma in forma incompleta o inesatta. In tal caso, secondo l art. 5 comma 6 ultimo periodo del DLgs. 471/97, la sanzione è ridotta a 103,20 euro (pari a un quinto di 516 euro) se il soggetto provvede alla regolarizzazione della dichiarazione presentata entro 30 giorni dall invito dell Ufficio. Gli effetti della definizione agevolata Con il versamento della sanzione sono sanate anche le irregolarità derivanti dalla mancata presentazione della dichiarazione annuale IVA e dei redditi di impresa e/o lavoro autonomo di importo pari a zero, per i periodi d imposta successivi all anno di effettiva cessazione indicato nel modello F24 con il quale viene corrisposta all Erario la sanzione prevista. Oltre alla riduzione delle sanzioni prevista esplicitamente dalla manovra di ferragosto, quindi, il contribuente potrà beneficiare anche della sanatoria per la mancata presentazione della dichiarazione annuale IVA e dei redditi. Soggetti che non si avvalgono della sanatoria Va rilevato, infine, che nei confronti dei contribuenti che hanno omesso di presentare la dichiarazione di cessazione attività, benché vi fossero obbligati e non sanano la violazione con il versamento della sanzione ridotta, l'agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d'ufficio della partita IVA, qualora ne ricorrano le condizioni, irrogando, nel contempo, la sanzione di cui all'art. 5 co. 6 primo periodo del DLgs. 471/97 in misura piena, vale a dire da 516 a euro. Evidenziamo in ogni caso come meglio specificato sopra - la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso in alternativa alla definizione agevolata prevista per le infrazioni commesse al massimo entro un anno. 6
Compensazioni in F24 solo in via telematica; limite per visto di conformità a Euro. Approfondimento Intrastat
9.2017 Maggio Compensazioni in F24 solo in via telematica; limite per visto di conformità a 5.000 Euro. Approfondimento Intrastat Sommario Comunicazione trimestrale liquidazioni IVA, anche per soggetti

References: art. 35
 art.5
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 articolo 23
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