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disegno di legge C. 4565 / C. 4565 EPUB Disegno di legge presentato il 25 giugno 2017 - OpenParlamento
C. 4565 EPUB Disegno di legge presentato il 25 giugno 2017
N. 4565
DISEGNO DI LEGGE presentato dal presidente del consiglio dei ministri (GENTILONI SILVERI) e dal ministro dell'economia e delle finanze (PADOAN) Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. Presentato il 25 giugno 2017
Onorevoli Deputati! – Con il presente disegno di legge, il Governo chiede alle Camere la conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A., al fine di consentire l'adozione di misure pubbliche a sostegno dell'ordinata fuoriuscita dal mercato della Banca popolare di Vicenza Spa e della Veneto Banca Spa (di seguito denominate «Banche») nel contesto di una speciale procedura d'insolvenza.
In data 23 giugno 2017, la Banca centrale europea ha accertato che le Banche versano in situazione di rischio di dissesto ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014. A questa decisione ha fatto seguito, nella medesima data, la decisione del Comitato di risoluzione unico che ha accertato l'assenza di misure alternative che permettano di superare la situazione di rischio di dissesto in tempi adeguati ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera b), del citato regolamento (UE) n. 806/2014 e che l'avvio della risoluzione nei confronti delle Banche non sarebbe necessario nell'interesse pubblico ai sensi dell'articolo 18, paragrafi 1, lettera c), e 5, del medesimo regolamento.
Pertanto, per effetto di queste decisioni le Banche devono essere poste in liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell'articolo 80 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1&#176; settembre 1993, n. 385 (di seguito denominato «testo unico bancario»). Tuttavia, l'ordinaria procedura di liquidazione in
forma atomistica determinerebbe gravissimi pregiudizi per l'economia: è quindi opportuno individuare una soluzione che consenta di gestire la crisi dei due gruppi con strumenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal testo unico bancario. Infatti, in assenza di misure pubbliche di sostegno, la sottoposizione delle Banche a liquidazione coatta amministrativa potrebbe comportare una distruzione del valore delle aziende bancarie coinvolte, con conseguenti gravi perdite per gli operatori non professionali creditori chirografari, che non sono protetti né preferiti, e imporrebbe un'improvvisa cessazione dei rapporti di affidamento creditizio per imprese e famiglie, con conseguenti forti ripercussioni negative sul tessuto produttivo e sociale nonché occupazionali.
In questo contesto, l'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea consente agli Stati membri di effettuare interventi pubblici ritenuti «aiuti compatibili con il mercato interno» quando questi siano volti a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro. Affinché l'intervento sia ritenuto compatibile, nel caso di banche in liquidazione, la comunicazione della Commissione europea del 30 luglio 2013 (2013/C 216/01), relativa all'applicazione, dal 1° agosto 2013, delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria, impone il rispetto delle seguenti condizioni: (i) i costi della liquidazione sono ridotti al minimo necessario, (ii) le distorsioni alla concorrenza sono limitate, (iii) sono previste misure di condivisione degli oneri a carico di azionisti e creditori subordinati, (iv) in caso di acquisizione del compendio aziendale da parte di un soggetto terzo, l'operazione non pregiudica la capacità di quest'ultimo di operare sul mercato.
L'articolo 1 del decreto-legge individua l'ambito di applicazione del provvedimento, precisando che lo stesso disciplina l'avvio e lo svolgimento della liquidazione coatta amministrativa delle Banche, nonché le modalità e le condizioni delle misure a sostegno delle stesse, in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.
L'articolo 2 consente al Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della Banca d'Italia, di (i) sottoporre le Banche a liquidazione coatta amministrativa, (ii) disporre la continuazione dell'esercizio dell'impresa, (iii) prevedere la cessione dell'azienda bancaria o di rami di essa ad un acquirente e (iv) attuare misure di intervento pubblico a sostegno della cessione.
In base all'articolo 3, i commissari liquidatori provvedono a disporre la cessione dell'azienda bancaria a uno o più soggetti selezionati sulla base di una procedura aperta, concorrenziale e non discriminatoria di selezione dell'offerta di acquisto più conveniente. Sono previste norme speciali per garantire l'immediata efficacia della cessione nei confronti dei terzi, anche in considerazione della necessità di assicurare la continuità dell'esercizio dell'impresa per evitare la risoluzione dei contratti conseguente all'avvio della procedura concorsuale.
Ai sensi dell'articolo 4, gli interventi pubblici che il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad effettuare a sostegno dell'operazione sono i seguenti:
a) concessione della garanzia dello Stato, autonoma e a prima richiesta, sull'adempimento, da parte del soggetto in liquidazione: i) degli obblighi derivanti dal finanziamento erogato dal cessionario o da società che, al momento dell'avvio della liquidazione coatta amministrativa, appartenevano al gruppo bancario di una delle Banche a copertura dello sbilancio di cessione; la garanzia può essere concessa per un importo massimo di euro 5.351 milioni elevabile fino a euro 6.351 milioni a seguito della due diligence di cui al comma 4 del medesimo articolo 4; ii) degli obblighi di riacquisto dei crediti ad alto rischio non classificati come attività deteriorate di cui al comma 5, lettera b), per un importo massimo di euro 4.000 milioni;
b) erogazione di un supporto finanziario al cessionario, a fronte del fabbisogno di capitale generato dall'operazione di cessione, per un importo massimo di euro 3.500 milioni;
c) concessione della garanzia dello Stato, autonoma e a prima richiesta, sull'adempimento
degli obblighi a carico del soggetto in liquidazione derivanti da impegni, dichiarazioni e garanzie concesse dal soggetto in liquidazione nel contratto di cessione, per un importo massimo pari alla somma dell'importo di euro 1.500 milioni e del risultato della differenza tra il valore dei contenziosi pregressi dei soggetti in liquidazione, come indicato negli atti di causa, e il relativo accantonamento a fondo rischi, per un importo massimo di euro 491 milioni;
d) erogazione al cessionario di risorse a sostegno di misure di ristrutturazione aziendale in conformità agli impegni assunti dal cessionario necessari ai fini del rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, per un importo massimo di euro 1.285 milioni.
Per identificare con chiarezza il perimetro delle attività e passività cedute, il contratto di cessione deve prevedere l'effettuazione di una perizia (due diligence) e la possibilità di retrocedere singoli cespiti alle Banche in liquidazione.
Ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, prevede che i commissari liquidatori cedano alla Società per la Gestione di Attività Spa (di seguito «SGA») crediti deteriorati e altri attivi non ceduti ai sensi dell'articolo 3 o retrocessi ai sensi dell'articolo 4, unitamente ad eventuali altri beni, contratti e rapporti giuridici accessori o connessi ai crediti ceduti alla SGA. Il corrispettivo è rappresentato da un credito della liquidazione coatta amministrativa nei confronti della SGA. La SGA può costituire uno o più patrimoni destinati esclusivamente all'esercizio dell'attività di amministrazione dei crediti e degli altri beni e rapporti giuridici acquistati ai sensi del medesimo articolo 5. È altresì previsto che la costituzione dei patrimoni destinati possa essere disposta anche con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
Si prevede, infine, che alla SGA si applichi la disposizione ai sensi della quale il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'esercizio dei propri diritti di azionista, provvede a nominare i nuovi consigli, che devono essere composti da tre membri, di cui due dipendenti dell'amministrazione economico-finanziaria e il terzo con funzioni di amministratore delegato.
L'articolo 6 detta misure di ristoro a favore degli investitori. In particolare, si prevede che gli investitori che al momento dell'avvio della liquidazione coatta amministrativa detenevano strumenti finanziari di debito subordinato emessi dalle Banche e acquistati nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le medesime Banche emittenti possono accedere alle prestazioni del Fondo di solidarietà istituito dalla legge di stabilità per il 2016 (articolo 1, comma 855, della legge n. 208 del 2015). Si precisa altresì che la disposizione si applica solo quando gli strumenti finanziari di cui trattasi sono stati sottoscritti o acquistati prima del 12 giugno 2014.
L'articolo 7 introduce apposite norme in materia fiscale.
L'articolo 9 reca disposizioni finanziarie. In particolare, si prevede che le misure introdotte dal decreto-legge siano adottate a valere e nei limiti delle disponibilità del Fondo istituito dall'articolo 24, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15, recante «Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio».
Si prevede, inoltre, che alla compensazione degli eventuali effetti finanziari derivanti dall'esito della due diligence di cui all'articolo 4, comma 4, e dalla retrocessione al soggetto in liquidazione di ulteriori attività, passività o rapporti ai sensi dell'articolo 4, comma 5, si provveda nel limite massimo di 300 milioni di euro a valere sul Fondo per le esigenze indifferibili.
L'articolo 10 prevede che il provvedimento entri in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 25 giugno 2017 Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Viste le decisioni del Comitato di Risoluzione Unico n. SRB/EES/2017/11 e n. SRB/EES/2017/12 del 23 giugno 2017, con le quali il
Comitato di Risoluzione Unico ha accertato che non si prospettano misure alternative che permettono di superare la situazione di dissesto o di rischio di dissesto in tempi adeguati ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2014/806 e che l'avvio della risoluzione nei confronti di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. non sarebbe necessario nell'interesse pubblico ai sensi dell'articolo 18, paragrafi 1, lettera c), e 5, del medesimo regolamento, in tal modo rilevando la sussistenza del presupposto previsto dall'articolo 17, comma 1, lettera b), e l'insussistenza del presupposto previsto dall'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, anche ai fini di cui all'articolo 80, comma 1, del Testo unico bancario;
emana il seguente decreto-legge: Articolo 1. (Ambito di applicazione).
1. Il presente decreto disciplina l'avvio e lo svolgimento della liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A.
e di Veneto Banca S.p.A. (ciascuna singolarmente, la «Banca» o, collettivamente, le «Banche») nonché le modalità e le condizioni delle misure a sostegno di queste ultime in conformità con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato. Ai fini del presente decreto per «soggetti sottoposti a liquidazione» si intendono le Banche poste in liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell'articolo 2.
3. Il Ministero dell'economia e delle finanze («Ministero»), sulla base degli elementi forniti dalla Banca d'Italia, presenta alla Commissione Europea, sino al termine della procedura, una relazione annuale contenente informazioni dettagliate riguardo agli interventi dello Stato effettuati ai sensi del presente decreto. Articolo 2. (Liquidazione coatta amministrativa).
3. L'efficacia dei decreti adottati ai sensi del comma 1 decorre, relativamente a quanto previsto in base alle lettere b), c) e d) del
medesimo comma, secondo quanto previsto all'articolo 83, comma 1, del Testo unico bancario. Per ogni aspetto non disciplinato dal presente decreto, alle liquidazioni coatte amministrative di cui al comma 1 si applica la disciplina contenuta nel Testo unico bancario e nelle disposizioni da esso richiamate. Articolo 3. (Cessioni).
2. Le disposizioni del contratto di cessione hanno efficacia verso i terzi a seguito della pubblicazione da parte della Banca d'Italia sul proprio sito della notizia della cessione, senza necessità di svolgere altri adempimenti previsti dalla legge, anche a fini costitutivi, di pubblicità notizia o dichiarativa, ivi inclusi quelli previsti dagli articoli 1264, 2022, 2355, 2470, 2525, 2556 e 2559, primo comma, del codice civile e dall'articolo 58, comma 2, del Testo unico bancario. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 58, comma 3, del Testo unico bancario, il cessionario effettua gli adempimenti eventualmente richiesti a fini costitutivi, di pubblicità notizia o dichiarativa, così come l'indicazione di dati catastali e confini per gli immobili trasferiti, entro 180 giorni dalla pubblicazione sul sito. Restano fermi gli obblighi di comunicazione previsti dall'articolo 120 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Nei confronti dei debitori ceduti la pubblicazione sul sito produce gli effetti indicati dall'articolo 1264 del codice civile. Non si applicano i termini previsti dall'articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428. Il cessionario risponde solo dei debiti ricompresi nel perimetro della cessione ai sensi del comma 1. Il cessionario non è
obbligato solidalmente con il cedente ai sensi dell'articolo 33 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Al cessionario si applica l'articolo 47, comma 9, del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180. Quando la cessione ha ad oggetto beni culturali ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, ai fini dell'esercizio della prelazione, la denuncia prevista dall'articolo 59 del medesimo decreto legislativo è effettuata dal cessionario entro trenta giorni dalla conclusione del contratto di cessione; la condizione sospensiva prevista dall'articolo 61, comma 4, del medesimo decreto legislativo si applica alla sola clausola del contratto di cessione relativa al trasferimento dei beni culturali; non si applica il comma 6 del medesimo articolo. Al contratto di cessione nella parte in cui esso ha ad oggetto il trasferimento di beni immobili, fermo che il cessionario subentra nella medesima situazione giuridica del cedente:
4. Se la concentrazione che deriva dalla cessione non è disciplinata dal regolamento (UE) n. 139/2004 del Consiglio del 20 gennaio 2004,
essa si intende autorizzata in deroga alle procedure previste dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287, per rilevanti interessi generali dell'economia nazionale.
5. Se la cessione include titoli assistiti da garanzia dello Stato ai sensi del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15, il corrispettivo della garanzia è riconsiderato e, se necessario, rivisto in applicazione dei criteri indicati dall'articolo 6 del citato decreto per tener conto della rischiosità del soggetto garantito. Il cessionario può altresì rinunciare, in tutto o in parte, alla garanzia dello Stato per i titoli da esso acquistati; in questo caso, la garanzia si estingue e, in relazione alla rinuncia, non è dovuto alcun corrispettivo. Articolo 4. (Interventi dello Stato).
d) dispone l'erogazione al cessionario di cui all'articolo 3 di risorse a sostegno di misure di ristrutturazione aziendale in conformità agli impegni assunti dal cessionario necessari ai fini del rispetto della
disciplina europea sugli aiuti di Stato, per un importo massimo di euro 1.285 milioni.
Articolo 5. (Cessione di crediti deteriorati).
4. La SGA può costituire, con deliberazione dell'organo di amministrazione, uno o più patrimoni destinati esclusivamente all'esercizio dell'attività indicata al comma 3. I patrimoni destinati possono essere costituiti per un valore anche superiore al 10 per cento del patrimonio netto della società. La deliberazione dell'organo di amministrazione determina i beni e i rapporti giuridici compresi nel patrimonio destinato. La deliberazione è depositata e iscritta ai sensi dell'articolo 2436 del codice civile. Si applica il secondo comma dell'articolo 2447-quater del codice civile. Decorso il termine di cui al secondo comma dell'articolo 2447-quater del
codice civile ovvero dopo l'iscrizione nel registro delle imprese del provvedimento del tribunale ivi previsto, i beni e i rapporti giuridici individuati sono destinati esclusivamente al soddisfacimento del credito indicato al comma 2 e costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della SGA e dagli altri patrimoni destinati eventualmente costituiti. Salvo che la deliberazione dell'organo di amministrazione non disponga diversamente, per le obbligazioni contratte in relazione al patrimonio destinato la SGA risponde nei limiti del patrimonio stesso. Si applicano il secondo, terzo e quarto comma dell'articolo 2447-quinquies del codice civile. I beni e i rapporti compresi nel patrimonio destinato sono distintamente indicati nello stato patrimoniale della società. Si applica l'articolo 2447-septies, commi secondo, terzo e quarto, del codice civile. Il rendiconto separato è redatto in conformità ai princìpi contabili internazionali. Per quanto non diversamente disposto nel presente articolo, ai patrimoni destinati si applicano le disposizioni del codice civile qui espressamente richiamate.
6. Alla società S.G.A. s.p.a. si applicano le disposizioni di cui agli ultimi due periodi dell'articolo 23-quinquies, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. Articolo 6. (Misure di ristoro).
1. Gli investitori che siano persone fisiche, imprenditori individuali, nonché imprenditori agricoli o coltivatori diretti o i loro successori mortis causa che, al momento dell'avvio della liquidazione coatta amministrativa di cui al presente decreto, detenevano strumenti finanziari di debito subordinato emessi dalle Banche e acquistati nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le medesime Banche emittenti, possono accedere alle prestazioni del Fondo di solidarietà previsto dall'articolo 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, secondo quanto stabilito dall'articolo 1, commi 856, 857, 858, 859, 860 e 861, e successive modificazioni, della medesima legge. Ai fini di cui al periodo precedente si intendono per investitori anche il coniuge, il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado in possesso dei predetti strumenti finanziari a seguito di trasferimento con atto tra vivi. Il presente comma si applica solo quando gli strumenti finanziari di debito subordinato sono stati sottoscritti o acquistati entro la data
del 12 giugno 2014; in caso di acquisto a titolo gratuito si fa riferimento al momento in cui lo strumento è stato acquistato dal dante causa.
2. Agli investitori di cui al comma 1 si applicano le disposizioni in materia di accesso al Fondo di solidarietà con erogazione diretta di cui all'articolo 9 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119. L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfettario di cui al comma 6 del citato articolo 9 deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 30 settembre 2017. Articolo 7. (Disposizioni fiscali).
Articolo 8. (Disposizioni di attuazione).
Articolo 9. (Disposizioni finanziarie).

References: articolo 4
 articolo 5
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4

Articolo 5
 Articolo 6
 articolo 9
 Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9