Source: http://www.andu-universita.it/2005/07/21/ddl-devastante-entro-luglio/
Timestamp: 2020-06-04 08:03:42+00:00

Document:
DDL DEVASTANTE ENTRO LUGLIO | ANDU
DDL DEVASTANTE ENTRO LUGLIO
by ANDU • 21 luglio 2005 • 0 Comments
Tutti chiedono al ministro Moratti di fermarsi, ma lei invece continua per la sua strada, puntando all’approvazione definitiva del DDL entro luglio, mese dei ‘golpe’ parlamentari sull’Università. Questo ha minacciato di fare il Ministro nella sua replica nella seduta del 12.7.05 della Commissione Istruzione del Senato (nota 1), dove ha difeso tutti i contenuti del DDL approvato alla Camera.
Da parte sua il Relatore sta presentando alcuni emendamenti (nota 2). Gli
emendamenti del Relatore e degli altri Senatori agli articoli 1 e 2 sono stati già formalizzati e illustrati nelle sedute del 13 (nota 3) e 14 (nota 4) luglio della Commissione Istruzione. La discussione degli emendamenti agli altri articoli e la votazione di tutti gli emendamenti è prevista per il 19-21 luglio.
Gli emendamenti del Relatore sostanzialmente prevedono:
1. messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori a partire dal 2013 (comma
2 bis, art. 3 del testo del DDL con gli emendamenti del Relatore);
2. cancellazione del comma 11, art. 4 che attribuiva ‘a tutti’ il titolo di
“professore aggregato”;
3. possibilità per gli attuali ricercatori “che hanno svolto tre anni di
insegnamento” di tenere, a domanda, corsi e moduli (comma 3 bis, art. 4);
4. attribuzione ai ricercatori del “titolo di professore aggregato per il
periodo di durata degli stessi corsi e moduli.” (comma 3 bis, art. 4);
5. conferimento di incarichi pluriennali anche gratuiti (comma 3, art. 4);
6. durata fino a quattro anni dei contratti di ricercatore a termine, rinnovabili per una durata complessiva di otto anni (comma 6, art. 4);
7. possibilità di “istituzione di una Autorità indipendente per la valutazione del sistema universitario” (comma 2, art. 2).
Alla luce degli emendamenti del Relatore al DDL approvato dalla Camera, si
possono evidenziare le caratteristiche del provvedimento che si vorrebb fare approvare in via definitiva entro questo mese di luglio:
1. si va nella direzione dell’abolizione dello stato giuridico nazionale dei docenti. Infatti si prevede che i singoli Atenei disciplinino “con propri regolamenti” le procedure per il reclutamento dei professori e, al momento della chiamata, stabiliscano “il trattamento economico iniziale” (comma 1, art. 4). Per la prima volta le modalità di reclutamento in ruolo saranno differenziate ateneo per ateneo e la retribuzione sarà ‘personalizzata’ per ogni singolo professore;
2. si introduce l'”idoneità scientifica nazionale”, una sorta di ‘libera docenza’ a numero chiuso (lettera a del comma 1, art. 3), prerequisito per partecipare all’ulteriore “valutazione comparativa” per il reclutamento vero e proprio nei ruoli di professore ordinario e di professore associato (comma 1, art. 4);
3. si reintroducono i “professori incaricati”, anche non retribuiti, senza limiti di tempo (comma 3, art. 4);
4. si introduce la figura del professore ordinario a termine in convenzione, anche privo di idoneità scientifica nazionale. Quest’ultimo può anche diventare direttore di dipartimento e presidente di CCS (comma 4, art. 4);
5. non si elimina l’attuale giungla di oltre 50.000 precari (compresi assegnisti e borsisti) e si aggiunge la figura del “contrattista di diritto privato” di durata fino a quattro anni, rinnovabile per complessivi otto anni (comma 6, art. 4). In tal modo si ha un periodo medio di precariato di oltre 11 anni (assegno più contratto) dopo i 3 anni di dottorato;
6. il bando di nuovi posti di professore è sospeso fino all’emanazione dei decreti delegati (commi 1 e 2, art. 3);
7. l’attuale ruolo dei ricercatori è messo ad esaurimento a partire dal 2013 (comma 2 bis, art. 3), con la ‘spinta’ a preferire da subito, rispetto ai posti in ruolo, il bando dei contratti di ricercatore a tempo determinato, per i quali “sono previsti appositi incentivi” (comma 6, art. 4);
8. per gli attuali ricercatori che abbiano già svolto almeno tre anni di insegnamento e per i nuovi ricercatori è previsto il titolo di “professore aggregato” solo per il periodo dell’insegnamento (comma 3 bis, art. 4). Una non-novità, dato che già tanti anni fa il Consiglio di Stato ha chiarito che durante l’insegnamento si ha il titolo di “professore”
9. si ipotizza la costituzione di un'”Autorità indipendente” per valutare il Sistema nazionale delle Università, proprio nel momento in cui si sta facendo approvare la controriforma del CUN con la quale si priverebbe per sempre il Sistema di un Organismo nazionale di autogoverno, rappresentativo dell’intero mondo universitario. Un Organismo democratico, non corporativo e non parcellizzato, capace di difendere il Sistema dai poteri forti trasversali accademico-politici di cui l’Autorità ‘indipendente’ potrebbe diventare strumento.
Nessuna delle richieste emerse dalla protesta del mondo universitario e avanzate dalle Organizzazioni unitarie della docenza è stata accolta:
1. si continua a non distinguere il reclutamento (che dovrebbe svolgersi con concorsi nazionali) dall’avanzamento nella carriera docente (con idoneità nazionali a numero aperto), mantenendo così la cooptazione personale e l’attuale mercato dei finti concorsi (per l’avanzamento di carriera), che rimarranno comunque locali finché sarà dato alla Facoltà il potere di scegliere se e chi chiamare. La sovrapposizione tra reclutamento e avanzamento nella carriera docente rappresenta peraltro il principale ostacolo ad una valutazione non finalizzata al controllo gerarchico;
2. si aumenta il già intollerabile periodo di precariato aggiungendo mediamente altri otto anni, con l’introduzione dei ricercatori a tempo determinato. Tale periodo di precariato potrà proseguire senza limiti come professore incaricato, figura che non ha obbligo di ricerca;
3. non si trasforma il ruolo dei ricercatori in terza fascia permanente di professore, non riconoscendo così agli attuali ricercatori il ruolo docente effettivamente svolto. Anzi ai ricercatori, con il comma 15 dell’art. 4, si tolgono le mansioni docenti riconosciute con l’art. 12 della legge 19 novembre 1990, n. 341. Questo articolo, che si vuole abrogare, prevede, tra l’altro, che i ricercatori “possono essere
componenti delle commissioni di esame di profitto” e “relatori di tesi di laurea.”
Il Ministro è determinato ad andare avanti, nonostante si sia espressa contro il suo DDL tutta l’Università: CRUI, Conferenze dei Presidi, Senati Accademici e Consigli di Amministrazione, Consigli di Facoltà e di Dipartimento, Assemblee di Docenti e di Studenti, Organizzazioni della docenza (ora anche l’AIDU, un’Associazione di docenti universitari che si ispira “ai principi del Vangelo e della Costituzione repubblicana”, nota 5). Eppure di fronte a tutto ciò lo stesso Ministro arriva a sostenere “che da più parti della comunità accademica e del mondo produttivo pervengono manifestazioni di sostegno alla riforma, giudicata necessaria e improcrastinabile”, come ha dichiarato il 12.7.05 in Commissione. Si vuole imporre, contro tutti e contro tutto, in qualsiasi modo e a ogni costo, l’approvazione di un DDL che completa la demolizione dell’Università statale, lasciando campo libero ai poteri forti accademici trasversali che vogliono gestire in maniera privatistica le risorse pubbliche per l’Università e la Ricerca. Con la cancellazione dell’Università statale si distrugge la principale risorsa del nostro Paese e si demolisce uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia.
La partita in gioco è enorme e, per impedire l’approvazione di un provvedimento devastante, va aumentata la protesta del mondo universitario e delle forze politiche e sociali. Coerentemente con le loro nette posizioni assunte contro il DDL, i Rettori e i Presidi dovrebbero dimettersi, analogamente a quanto accaduto l’anno
scorso in Francia contro un provvedimento che si ‘limitava’ a trasformare 1000 (mille) posti in ruolo in altrettanti posti a tempo determinato.
Nota 1. V. il resoconto sommario della seduta del 12.7.05 della Commissione
Istruzione del Senato nella quale è intervenuto il Ministro:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/fr ame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=14&id=1
Nota 2. V. nuovo testo del DDL con gli emendamenti concordati dal Ministro con il Relatore:
http://www.crui.it//data/allegati/links/2310/T ESTO%20A%20FRONTE%20%2013%20LU
GLIO%202005.doc
Nota 3. V. il resoconto sommario della seduta del 13.7.05 della Commissione
Istruzione del Senato con in allegato gli emendamenti all’art. 1:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame .jsp?tipodoc=SommComm&leg=14&id=1
Nota 4. V. il resoconto sommario della seduta del 14.7.05 della Commissione
Istruzione del Senato con in allegato gli emendamenti all’art. 2:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp ?tipodoc=SommComm&leg=14&id=1
Nota 5. V. “L’Aidu su Ddl Moratti” del 3.7.05:
http://cnu.cineca.it/notizie05/aidu.htm
← INTERVENTO DI NUNZIO MIRAGLIA (coordinatore nazionale dell’ANDU) sullo “Scandalo dei concorsi universitari”
A SETTEMBRE MOBILITAZIONE PER IL RITIRO DEL DDL →
Gabriele Di Lorenzo su PER L’UNIVERSITA’ BRICIOLE, ALTRO CHE RILANCIO
Edvige Cambiaghi su PER L’UNIVERSITA’ BRICIOLE, ALTRO CHE RILANCIO
Associazione Mentinfuga su L’INCONTRO A PERUGIA SU “VALUTAZIONE E ANVUR”
Clara Prof BERTOLINI CESTARI su “La ricerca precaria nella pandemia”
Dai promotori dell'Appello all'ANDU su “La ricerca precaria nella pandemia”

References: art. 3
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 2
 art. 4
 art. 3
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 3
 art. 3
 art. 4
 art. 4