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Il direttivo della Camera Penale della Romagna - PDF
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1 Il direttivo della Camera Penale della Romagna In conformità alla deliberazione resa dalla assemblea dei soci data in Ravenna il 21 ottobre 2016, cui la presente si richiama integralmente, premesso - Che con provvedimento 10 agosto 2016 il Procuratore della Repubblica di Forlì, disponeva l interdizione al pubblico ed ai professionisti legali, a far data dal 5 settembre 2016 di area definita riservata tra l altro sede dell ufficio del dibattimento, dell ufficio ex art. 415 bis, delle segreterie dei sostituti; - Che il capo dell ufficio vi consentiva eccezionalmente l ingresso ai professionisti legali, esclusivamente per eventuali colloqui, autorizzati, con i magistrati della Procura; - Che per le richieste di visione e di estrazione copia degli atti (sia all ufficio dibattimento che ad altre segreterie, anche a seguito di avvisi ex art. 408 e 415 bis c.p.p.) veniva istituito in area c.d. front office un ufficio copie ad accesso pubblico, tra lo sportello dell Ufficio Relazioni con il Pubblico e gli Uffici del Casellario Giudiziale e dell ufficio Ricezione Atti; - Che tanto veniva giustificato in ragione di vacanze in pianta organica (7 su 31 unità) di peculiari situazioni di talune unità del personale di segreteria (taluni fruenti di permessi ex L. 104/92, altro applicato a Perugia, altri tre menomati da infortuni e malattia) oltre che della imminenza di ispezione ministeriale; - Che a seguito di interlocuzione in data 8 settembre con il Presidente del COA e della CPR venivano stabilite integrazioni dell ordine di servizio di cui a nota congiunta COA e CPR del 8 settembre 2016; - Che decorso oltre un mese dalla esecuzione del deliberato con nota congiunta del 13 ottobre 2016 il Presidente del COA e della CPR chiedevano al Procuratore della Repubblica di riconsiderare la decisione precedente, e di ripristinare il regime previgente per la consultazione dei fascicoli e per l accesso agli uffici; - Che tanto veniva giustificato in ragione sia dei crescenti disagi della avvocatura tutta nel vedersi interdetta ogni interlocuzione col personale amministrativo (in particolare i segretari dei sostituti) sia di frequenti segnalazioni di criticità attinenti i servizi appena istituiti di front office; - Che il Procuratore della Repubblica con nota del 17 ottobre 2016 precisato di avere, in spirito di leale collaborazione, immediatamente chiesto informazioni rimetteva risposta dei responsabili amministrativi di segreteria a tenore della quale salvo casi eccezionali il fascicolo di interesse viene posto a disposizione del difensore nel giorno successivo al deposito della richiesta ; - Che del pari dopo aver assicurato continuo monitoraggio del servizio e il continuo ascolto dell avvocatura, e dopo aver ribadito la disponibilità a stipulare convenzioni volte a migliorarlo- il Procuratore della Repubblica non dava conto della richiesta riapertura degli uffici di segreteria; Rilevato 1
2 - che la cortesia e la disponibilità verso l avvocatura di cui va dato merito al capo dell ufficio di Procura, in una con i notevoli progressi nei servizi di digitalizzazione, si palesano purtroppo insufficienti ad esaudire istanze costituenti precondizione del diritto di difesa e del decoro dell avvocatura; - che nel caso di specie come più oltre considerato vengono in giuoco temi ben più generali di cui l ordine di servizio in discussione costituisce segnale non trascurabile di grado avanzato, e per quanto è dato di sapere allo stato unico o quasi nel panorama degli uffici giudiziari del territorio nazionale (tutti chi più chi meno gravati da vacanze di organico); - che costituisce diritto fondamentale di ogni difensore di qualsiasi parte processuale sia quello di avere visione in tempo reale dei fascicolo ritualmente a disposizione (specie là dove penda un termine, lungo o breve che sia) sia (e soprattutto) quello di interloquire con le segreterie deputate, ora del singolo magistrato, ora del singolo ufficio; - che opinare diversamente comporterebbe nel primo caso l inutile consumazione di almeno un giorno del termine da fruirsi e nel secondo caso la frustrazione non soltanto della soluzione di quelle spiccie criticità che stanno a monte di una agile esplicazione del diritto di difesa ma anche degli stessi scopi del codice di rito, cui è connaturale l esercizio di proficue e anche frequenti interlocuzioni tra avvocatura e segreterie di procura, spesso produttive di risparmio di tempo e lavoro sia per l ufficio che per il singolo magistrato; - che ancor più l immagine del degrado della dignità della avvocatura viene rimandata dalle incresciose situazioni lamentate da ignari colleghi di fuori foro venuti a trovarsi in occasione dell esercizio del proprio mandato presso gli uffici della Procura della Repubblica di Forlì; considerato - che va in ogni caso denunciata al competente Ministero di Giustizia destinatario della presente la carenza di organico che grava sulla Procura di Forlì; - che le carenze di organico endemiche e ingravescenti e causa di una politica da lustri impegnata in misure inefficienti o inutili da anni vengono fronteggiate da diversi capi degli uffici con provvedimenti che, ora in modo strisciante, ora in modo espresso, si risolvono in disagio per l utenza e per l avvocatura talvolta anche troppo tollerato; - che tuttavia la nobiltà dei fini perseguiti in termini di efficienza deve sempre arrestarsi di fronte all esigenza di assicurare piena esplicazione sia ai diritti e alle facoltà del difensore, sia alla norma di legge che prevede l apertura al pubblico di tutte e segreterie e di tutte e cancellerie (art.162 L.1896/1960); - che con riguardo a tale ultimo aspetto l avvocatura dissente in radice rispetto ad interpretazioni della norma che si risolvono in interclusione a macchia di leopardo dei singoli uffici, tanto più quando vengono assicurate (come nel caso della Procura di Forlì) efficaci funzioni di filtro già preesistenti al provvedimento qui considerato in capo ai presidi di front office; - che l avvocatura deve insorgere e dare un forte segnale che richiami sia il Governo della giustizia che i capi degli uffici a misure generali e speciali di impiego di 2
3 risorse umane e materiali a salvaguardia della vocazione di apertura al pubblico di tutti gli uffici e di leale e proficua interlocuzione con l avvocatura; - che lo stesso decoro dell avvocato e della funzione difensiva (ultimo ma non per ultimo) deve essere salvaguardato non altrimenti che con un azione che richiami sia gli organi centrali che quelli periferici di amministrazione della giustizia a prevenire ogni deriva rispetto alle linee sopra richiamate; - che nel caso di specie così come in tutti quelli consimili- la dignità degli interessi in giuoco impone lo studio di misure di razionalizzazione sempre e comunque volte a farne salvaguardia; - che l avvocatura deve essere ferma nella rivendicazione del proprio ruolo e del proprio decoro; auspicato - che i principi di cui sopra continuino a costituire patrimonio comune non negoziabile neppure a fronte di situazioni di necessità pur degne della massima attenzione ad ogni livello della amministrazione della Giustizia; tenuto conto di quanto previsto dal Codice di autoregolamentazione delle astensioni dall attività giudiziaria degli avvocati, adottato da UCPI, ANF, AIGA, UNCC e OUA, che ai sensi della L.146/1990, come modificata dalla L.83/2000 e delle relative procedure- è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla commissione di garanzia dell attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, mediante la pubblicazione sulla G.U. n.3 del 04/01/2008, proclama l astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria del settore penale, per i giorni 14, 15, 16, 17 e 18 novembre 2016 nell ambito del circondario del Tribunale di Forlì-Cesena, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto dell art.2 del Codice di autoregolamentazione delle astensioni dall attività giudiziaria degli avvocati e dell art.2 L.146/1990, come modificata dalla L.83/2000, garantendo le prestazioni indispensabili in materia penale prevista dall art.4 del codice di autoregolamentazione. Delibera lo stato di agitazione permanente fin dalla data di diffusione della presente deliberazione durante il quale si augura proficue interlocuzioni con i colleghi, con gli Ordini, e con gli uffici giudiziari destinatari della presente comunicazione. Dispone che la presente delibera sia comunicata: - alla Commissione di garanzia dell attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali P.za del Gesù n Roma Fax
4 - al Ministro della Giustizia Via Arenula n Roma Fax All Unione delle Camere Penali Via del Banco S.Spirito n Roma Fax: Al Consiglio Nazionale Forense Via del Governo n Roma Fax Al Primo Presidente della Corte di Appello di Bologna P.za dei Tribunali n Bologna Fax Al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Bologna P.za dei Tribunali n Bologna Fax Al Presidente del Tribunale di Forlì-Cesena P.za Beccaria n Forlì Fax Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Forlì-Cesena P.za Beccaria n Forlì Fax Al Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Forlì-Cesena P.za Beccaria n Forlì Fax: Al Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Ravenna Viale Falcone n Ravenna Fax
5 Per doverosa conoscenza: - Alla Camera Penale Distrettuale Franco Bricola di Bologna - Alla Camera Penale di Modena - Alla Camera Penale di Reggio Emilia - Alla Camera Penale di Parma - Alla Camera Penale di Piacenza - Alla Camera Penale di Rimini - Alla Camera Penale di Ferrara Ravenna-Forlì,li 21/10/2016 Per il consiglio direttivo della Camera Penale della Romagna Il Presidente Avv. MarcoMartines 5
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 art. 408
 art.2
 art.2
 art.4
 art. 3