Source: https://www.laleggepertutti.it/393518_debiti-banca-prescrizione
Timestamp: 2020-08-06 16:29:29+00:00

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La banca non può chiedere il pagamento di un debito se si è prescritto sia se si tratta di un mutuo sia se si tratta di un finanziamento o di un fido.
Capita di frequente di avere un debito con una banca e di non riuscire a onorarlo. In tal caso diventa di vitale importanza sapere entro quanto tempo il proprio istituto di credito può pretenderne il pagamento e come si calcolano correttamente i termini per la prescrizione. Infatti, se il debito non viene richiesto in un periodo ben preciso si estingue per prescrizione [1]. Ciò vuol dire che la banca non può più esigere il denaro neanche iniziando una causa in tribunale o con un pignoramento.
Più precisamente, per i debiti con la banca, la prescrizione quando decorre? Per rispondere in maniera esatta alla domanda bisogna sapere che per ciascun tipo di debito è stato previsto dalla legge un lasso di tempo specifico per la prescrizione, che varia in base alla sua diversa natura.
1 Quali sono i termini per la prescrizione di un debito
2 Quando si ha la prescrizione di un debito
3 Come si interrompe la prescrizione di un debito
4 Come si calcola la prescrizione di un debito
5 Come avviene la prescrizione di un debito bancario
6 Come avviene la prescrizione di un mutuo o di un finanziamento
7 Come avviene la prescrizione di un fido bancario
Quali sono i termini per la prescrizione di un debito
Il codice civile prevede un termine ordinario di prescrizione di dieci anni, che si applica a quei debiti per i quali non è diversamente stabilito.
Vi sono, poi, alcuni tipi di debiti che si prescrivono in tempi più brevi ed altri per i quali opera la cosìdetta prescrizione presuntiva, cioè quelli che per legge si assumono pagati entro un determinato lasso di tempo, variabile da sei mesi ad un anno. In tal caso spetta al creditore dimostrare che il debitore è stato inadempiente mentre quest’ultimo deve semplicemente rilevare l’avvenuto decorso del termine di prescrizione.
In generale, valgono due regole:
per gli obblighi che nascono dalla stipula di un contratto o che derivano da atti leciti, la prescrizione è decennale [2];
per gli obblighi che derivano da atti illeciti, la prescrizione è quinquennale [3].
Quando si ha la prescrizione di un debito
Vediamo in concreto qualche esempio di prescrizione di un debito. Si prescrivono in 10 anni i debiti con le banche e le finanziarie così come il diritto al pagamento del risarcimento in caso di assicurazione sulla vita.
La prescrizione è di 5 anni:
per le spese condominiali;
per il canone di affitto di un appartamento;
per il diritto al pagamento dello stipendio per un lavoratore dipendente;
per il diritto al pagamento del Tfr (Trattamento di fine rapporto) e di tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro.
E’ di 3 anni per:
il pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni a termini più lunghi di un mese;
il pagamento dei compensi dei professionisti, per l’opera prestata e per il rimborso delle spese vive sostenute;
il pagamento di un notaio [4].
E’ di 2 anni per:
i debiti derivanti dalla bollette della luce, dell’acqua e del gas, a partire dalla data di scadenza della bolletta [5]. Per tutte le altre bollette, comprese quelle telefoniche, invece, la prescrizione è di 5 anni;
i danni provocati da un sinistro stradale [6].
E’ ancora più breve, e più precisamente è di 1 anno, per:
i diritti derivanti da un contratto di spedizione e di trasporto [7];
il pagamento del premio di una polizza assicurativa [8];
il pagamento ai farmacisti delle medicine acquistate [9].
Infine, è di 6 mesi per il pagamento di un pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere e bed & breakfast [10].
Come si interrompe la prescrizione di un debito
La prescrizione si interrompe se il creditore presenta una richiesta formale di pagamento al debitore come succede ad esempio quando gli invia una diffida o un’ingiunzione. Ne consegue che dal momento in cui il debitore riceve la richiesta, il tempo per la prescrizione si considera azzerato e comincia nuovamente a decorrere secondo i termini previsti dalla legge.
Tuttavia, l’estinzione di un debito per prescrizione non avviene automaticamente ma deve essere fatta valere dal debitore. Infatti, il decorso del tempo previsto dalla legge non impedisce al creditore di agire in giudizio per ottenere il pagamento delle somme dovute. In tal caso, spetterà al debitore fare valere la prescrizione davanti al giudice, dimostrando che i tempi necessari per la prescrizione sono realmente decorsi. Pertanto, se il giudice accerterà l’avvenuta prescrizione, dichiarerà l’estinzione del debito scaduto.
Come si calcola la prescrizione di un debito
La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui può essere fatto valere il diritto e termina con lo spirare dell’ultimo giorno. I giorni si calcolano includendo anche quelli festivi e il sabato ed escludendo quello nel quale inizia a decorrere la prescrizione. Se il temine cade in un giorno festivo, ad esempio di domenica, viene prorogato al primo giorno utile non festivo.
Come avviene la prescrizione di un debito bancario
Abbiamo già visto in precedenza che il termine ordinario decennale si applica ai debiti bancari. Se durante questo periodo la banca invia una richiesta di pagamento al proprio cliente, il termine si interrompe ed inizia a decorrere nuovamente per altri dieci anni.
In proposito, è opportuno evidenziare che delle semplici telefonate da parte di un call center per il recupero del credito non sono idonee ad interrompere la prescrizione. Ciò che serve è un atto iscritto nel quale sia riportata l’intimazione al pagamento; peraltro, l’atto deve essere effettivamente ricevuto dal debitore.
Se l’istituto di credito agisce per vie legali contro il debitore inadempiente, ad esempio, tramite un ricorso per decreto ingiuntivo o con un pignoramento, la prescrizione si interrompe per tutta la durata del procedimento ed il termine inizia a decorrere quando lo stesso si conclude.
Come avviene la prescrizione di un mutuo o di un finanziamento
Nel caso di un mutuo o di un finanziamento può sorgere spontaneo domandarsi quale sia il termine per la prescrizione, se decennale o cinquennale, considerato che il codice civile prevede che i pagamenti periodici si prescrivono in cinque anni.
A tal proposito, molti hanno sostenuto la tesi secondo la quale la prescrizione deve considerarsi quinquennale e con decorrenza da ogni singola rata. Più semplicemente il mutuo o il finanziamento si restituiscono a rate semestrali o mensili e, quindi, trattandosi di prestazioni periodiche, si prescrivono in cinque anni. Tale teoria si è scontrata con la Suprema Corte di Cassazione [11], la quale ha precisato che il frazionamento del debito previsto per il mutuo non modifica la natura unitaria del contratto. In virtù di ciò, la prescrizione è unica e non va riferita ad ogni singola rata rispetto alla scadenza.
Pertanto, si applica il termine ordinario decennale di prescrizione. Ciò significa che non si avranno tante prescrizioni quante sono le rate da versare ma tutte le rate saranno soggette ad un unico termine di prescrizione. Inoltre, la prescrizione decennale delle rate insolute decorre dalla data di scadenza prevista per la restituzione dell’ultima rata [12].
Nella pratica, dunque, se il mutuo stipulato è ventennale, la prescrizione delle rate insolute inizia a decorrere solo una volta trascorsi tutti i venti anni del piano di rateizzazione.
Come avviene la prescrizione di un fido bancario
Parimenti, la prescrizione è decennale nell’ipotesi di un fido bancario. Il termine inizia a decorrere dalla revoca del fido ovvero dal momento in cui il contratto si scoglie ed al debitore viene richiesto di pagare la somma dovuta.
Il termine per la prescrizione si applica anche all’affidatario il quale entro dieci anni, potrà agire nei confronti della banca per le somme illegittimamente addebitategli.
[3] Art. 2947, 1° comma, cod. civ.
[4] Art. 2956 cod. civ.
[5] Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205, G.U. n. 302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62).
[6] Art. 2947 co. 2 cod. civ.
[7] Art. 2951 cod. civ.
[8] Art. 2952 cod. civ.
[9] Art. 2955 cod. civ.
[10] Art. 2954 cod. civ.
[11] Cass. civ. sent. n. 18951/2013.
[12] Cass. civ. sent. n. 17798/2011.

References: Art. 2947
 Art. 2956
 Art. 2947
 Art. 2951
 Art. 2952
 Art. 2955
 Art. 2954
 Cass. 
 Cass.