Source: http://docplayer.it/2247453-Scheda-n-10-l-azione-di-classe-in-antitrust-a-cura-della-redazione-dell-osservatorio-arc-di-giorgio-afferni-universita-degli-studi-di-genova.html
Timestamp: 2017-03-28 18:00:40+00:00

Document:
Scheda n. 10 L'azione di classe in antitrust a cura della redazione dell Osservatorio ARC di Giorgio Afferni (Università degli Studi di Genova) - PDF
Download "Scheda n. 10 L'azione di classe in antitrust a cura della redazione dell Osservatorio ARC di Giorgio Afferni (Università degli Studi di Genova)"
1 Scheda n. 10 L'azione di classe in antitrust a cura della redazione dell Osservatorio ARC di Giorgio Afferni (Università degli Studi di Genova) 1. A cosa servono le azioni di classe? 2. Quali soggetti possono avvalersi di questo strumento processuale? 3. Che cosa devono fare i consumatori per partecipare alla classe? 4. Quali sono i requisiti perché l azione di classe sia ammissibile? 5. Quali sono i presupposti perché sia soddisfatto il requisito dell identità dei diritti individuali? 6. Quali sono gli effetti della sentenza nei confronti dei singoli membri della classe? 7. Chi deve sostenere i costi dell azione e quali sono i mezzi di finanziamento? 8. L azione di classe italiana tutela in modo effettivo il diritto dei consumatori ad ottenere il risarcimento del danno per violazioni del diritto antitrust? Appendice Tabella sinottica delle azioni di classe incardinate in Italia (elaborata sulla base delle informazioni pubbliche disponibili) Piccola Bibliografia Essenziale Premessa Il 1 gennaio 2010 è entrato in vigore il nuovo art. 140-bis del Codice del consumo (cod. cons.), il quale prevede una nuova azione di classe a favore dei consumatori. L azione di classe potrà essere promossa anche per ottenere il risarcimento del danno subito dai consumatori a causa di una violazione del diritto antitrust nazionale o comunitario [v. art. 140-bis, comma 2, lett. c), cod. cons.]. 1. A cosa servono le azioni di classe? Le azioni di classe svolgono molteplici funzioni. Da una parte, esse favoriscono l accesso alla giustizia delle vittime di danni di scarsa entità (cd. funzione compensativa). Dall altra parte, esse favoriscono l applicazione della sanzione civile ai soggetti che hanno causato un danno ingiusto2 (cd. funzione deterrente). Infine, le azioni di classe consentono di realizzare delle economie processuali, dal momento che consentono di risolvere in un unico processo un numero anche molto elevato di controversie. Le azioni di classe sono particolarmente desiderabili per le violazioni del diritto antitrust. Si può dire anzi che esse siano necessarie affinché sia garantita una tutela effettiva del diritto al risarcimento del danno a favore di tutte le vittime di queste violazioni. Infatti, certe violazioni del diritto antitrust (ad esempio, i cartelli mediante i quali si fissano i prezzi di vendita) hanno proprio la caratteristica, da una parte, di consentire agli autori dell illecito di realizzare ingenti guadagni e, dall altra parte, di causare alle numerose vittime un danno individuale relativamente insignificante. E intuitivo quindi che in assenza di un meccanismo processuale che consenta di aggregare le loro pretese, le vittime di queste violazioni non avrebbero interesse ad agire in giudizio individualmente, con la conseguenza che violazioni anche molto gravi del diritto antitrust rimarrebbero sostanzialmente prive di sanzione civile. Significativamente, la stessa Commissione europea, nel recente Libro bianco in materia di azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme antitrust comunitarie (v. SCHEDA n. 2), ha proposto l adozione a livello comunitario di diversi tipi di azioni collettive o di gruppo, riconducibili per certi versi alla azione di classe italiana. 2. Quali soggetti possono avvalersi di questo strumento processuale? In Italia, in base all art. 140-bis, comma 1, cod. cons. solamente i consumatori sono legittimati a promuovere un azione di classe. Diversamente, in altri ordinamenti l azione di classe può essere promossa anche da professionisti ed imprese. Questa ad esempio è la soluzione adottata negli Stati Uniti. Nel Libro bianco, la Commissione europea propone che le azioni collettive siano disponibili per chiunque vi abbia interesse, e non solo per i consumatori, sul presupposto che esse potrebbero essere utili anche per i professionisti e le piccole o medie imprese. Per quanto riguarda la legge italiana, si deve ritenere in particolare che le azioni di classe possano essere proposte, sia dai consumatori che siano stati danneggiati direttamente dalla violazione del diritto antitrust, essendo acquirenti diretti del bene o servizio illecitamente monopolizzato, sia dai consumatori che siano stati danneggiati indirettamente dalla violazione, avendo acquistato un bene o servizio da un acquirente intermedio che abbia trasferito sugli stessi il sovrapprezzo anticompetitivo (v. SCHEDA n. 4). 3. Che cosa devono fare i consumatori per partecipare alla classe? In base alla legge italiana i consumatori che intendono partecipare alla classe hanno l onere di aderire alla stessa (cd. azione di classe con modalità opt-in). In altre parole, in assenza di una Pagina 2 di 73 adesione espressa, i consumatori, che pure avrebbero avuto i requisiti indicati dal Tribunale per essere parte della classe, non possono avvantaggiarsi di una eventuale sentenza favorevole (art bis, commi 3 e 14, cod. cons.). Negli USA invece i consumatori che intendono partecipare alla classe non devono fare nulla. Sono i consumatori che non vogliono partecipare alla classe (e quindi non essere vincolati da una eventuale sentenza sfavorevole) che hanno l onere di chiamarsi fuori dalla classe (cd. azione di classe con modalità opt-out). L esperienza americana ha messo in luce come, in caso di danni di scarsa entità, quali sono normalmente i danni antitrust subiti dai consumatori, le vittime, non solo non hanno un interesse economico sufficiente ad agire individualmente, ma non hanno neanche un interesse sufficiente a chiamarsi fuori dalla classe. Addirittura, si è osservato che, in molti casi, le vittime di danni di scarsa entità non hanno neppure un interesse economico sufficiente a raccogliere i fondi messi a loro disposizione da una eventuale transazione tra i proponenti dell azione ed i convenuti. Si parla a questo proposito di apatia razionale. E prevedibile quindi che l azione di classe italiana sarà scarsamente efficace nei confronti delle violazioni del diritto antitrust che abbiano causato danni di scarsa entità, dal momento che è prevedibile che in molti casi la generalità del consumatori non avrà subito un danno sufficientemente elevato da giustificare le complicazioni dell adesione alla classe. Significativamente, la Commissione europea propone un sistema complesso di strumenti processuali di gruppo fondato su tre diversi tipi di azioni. Un azione collettiva con modalità opt-in analoga all azione di classe introdotta nell ordinamento italiano. Un azione rappresentativa con modalità opt-out che può essere esercitata solamente dalle associazioni maggiormente rappresentative nell interesse di tutti i componenti della classe, anche se non membri dell associazione e non singolarmente individuati. Una seconda azione rappresentativa che può essere esercitata da qualunque associazione nell interesse dei soli propri membri. In questo modo, la Commissione europea prende atto del fatto che, al fine di consentire una tutela effettiva dei diritti dei soggetti lesi da una violazione del diritto antitrust comunitario, la sola azione di classe con modalità opt-in non è sufficiente. 4. Quali sono i requisiti perché l azione di classe sia ammissibile? La legge italiana prevede per le azioni di classe un giudizio preliminare sull ammissibilità della domanda in occasione della prima udienza. L azione di classe deve essere dichiarata inammissibile (a) quando è manifestamente infondata, (b) quando sussiste un conflitto di interessi tra i membri della classe ed i proponenti l azione, oppure tra i diversi membri della classe, (c) quando il giudice non ravvisa l identità dei diritti individuali dei membri della classe, ed infine (d) quando il Pagina 3 di 74 proponente non appare in grado di curare adeguatamente l interesse della classe (art. 140-bis, comma 6, cod. cons.). A differenza del legislatore federale americano, il legislatore italiano ha previsto una valutazione preliminare sul merito, seppure sommaria. In questo modo, il nostro legislatore ha inteso eliminare il rischio che il convenuto, in assenza di un filtro contro le azioni manifestamente infondate, da una parte, sia spinto a transigere un azione infondata, al solo scopo di evitare una possibile condanna dagli esiti catastrofici per la propria azienda, e dall altra parte, sia esposto ingiustamente alla pubblicità negativa che può conseguire alla ammissione di una azione di classe. 5. Quali sono i presupposti perché sia soddisfatto il requisito dell identità dei diritti individuali? Il requisito dell identità dei diritti individuali dei singoli membri della classe rappresenta certamente la questione più complessa nell ambito del giudizio preliminare di ammissibilità della domanda, anche nel caso di violazione del diritto antitrust. Al fine di soddisfare questo requisito, il proponente deve dimostrare, già nell atto introduttivo, di essere in grado di fornire nel corso del processo prove comuni a tutti i membri della classe relativamente a tutte le questioni che dovranno essere risolte per la definizione del giudizio. Pertanto, in caso di violazione del diritto antitrust, il proponente deve essere in grado di provare, mediante mezzi comuni a tutti i membri della classe, (a) il fatto della violazione del diritto antitrust e (b) il fatto che la stessa violazione ha causato un qualche danno ad ogni membro della classe (cd. fact of injury). Il proponente invece non deve essere in grado di provare mediante un unico mezzo comune a tutti i membri della classe il quantum del danno sofferto da ciascun membro, dal momento che l art. 140-bis, comma 12, cod. cons. prevede espressamente che il danno risarcibile possa essere valutato secondo equità e che il giudice possa limitarsi ad individuare un criterio omogeneo per la sua quantificazione (ad esempio, una certa percentuale del prezzo pagato da ciascun consumatore). In certi casi, il proponente potrà avvalersi di presunzioni semplici, sia al fine di provare il fatto della violazione, sia al fine di provare che la violazione ha causato un qualche danno a tutti i membri della classe. Ad esempio, quando il fatto della violazione sia già stato accertato in via definitiva da una decisione della AGCM, il proponente potrà limitarsi ad allegare la decisione stessa perché il fatto della violazione debba ritenersi provato, salvo prova contraria del convenuto (v. da ultimo Cass. n. 3640/ Est. Tavassi). Quando invece la violazione sia stata accertata in via definitiva da una decisione della Commissione europea, il convenuto non potrà cercare di dare la prova contraria, operando in questo caso un presunzione assoluta (v. art. 16 Reg. 1/2003/CE). Inoltre, relativamente alle violazioni che abbiano come unico scopo quello di determinare un aumento dei Pagina 4 di 75 prezzi praticati ai consumatori (ad esempio, i cartelli mediante i quali si fissa il prezzo di vendita), il giudice potrà presumere, salvo prova contraria, la sussistenza del nesso di causalità, ovvero che la violazione abbia determinato un qualche aumento del prezzo pagato da ciascun membro della classe, secondo il principio espresso dalla massima id quod plerumque accidit (v. Cass. n. 2305/2007). In altri casi, invece, la possibilità che il proponente si avvalga del meccanismo delle presunzioni semplici al fine di provare la sussistenza del nesso di causalità tra violazione e danno dovrà essere esclusa, a causa di una eccessiva eterogeneità dei prodotti acquistati dai singoli membri della classe, oppure a causa di una eccessiva eterogeneità dei mercati territoriali interessati dalla violazione e sui quali siano stati effettuati gli acquisti, oppure ancora a causa di una eccessiva eterogeneità della politica di prezzo praticata dallo stesso convenuto o dai diversi convenuti nei confronti dei singoli membri della classe. In ogni caso, è chiaro che, al fine della valutazione della sussistenza del requisito della identità dei diritti dei singoli membri della classe, e al fine della possibilità di avvalersi di presunzioni semplici circa la sussistenza del nesso di causalità, sarà determinante la definizione della classe fatta propria dal proponente nell atto introduttivo del processo, nel senso che, quanto maggiore sarà l estensione della classe, tanto maggiore sarà il rischio che il giudice dichiari la classe inammissibile per mancanza del requisito dell identità dei diritti, o escluda la possibilità di avvalersi di presunzioni semplici per tutti i membri della classe. Infine, è anche chiaro che le classi composte da consumatori acquirenti indiretti, ovvero da consumatori i quali non hanno acquistato direttamente dal convenuto o dai convenuti, avranno maggiori difficoltà a soddisfare il requisito dell identità dei diritti o ad avvalersi di una presunzione semplice circa la sussistenza del nesso di causalità, dal momento che ad ogni passaggio della catena produttiva o distributiva aumenta la possibilità che vi siano eterogeneità di prodotto, di mercato geografico, o di politica di prezzo. 6. Quali sono gli effetti della sentenza nei confronti dei singoli membri della classe? I consumatori che hanno aderito alla classe non possono agire individualmente per ottenere il risarcimento dal danno causato dalla stessa violazione del diritto antitrust. Essi sono vincolati dalla sentenza, sia nel caso in cui essa sia loro favorevole, sia nel caso opposto in cui essa sia loro sfavorevole (art. 140-bis, comma 14, cod. cons.). I consumatori che hanno aderito alla classe riacquistano il diritto ad agire individualmente in caso di estinzione del giudizio o di chiusura anticipata del processo. In particolare, i consumatori che hanno aderito alla classe riacquistano il loro diritto ad agire individualmente nel caso in cui l azione sia dichiarata inammissibile, oppure nel caso in cui essi decidano di non aderire ad una eventuale transazione intervenuta tra i proponenti Pagina 5 di 76 l azione ed i convenuti (art. 140-bis, comma 15, cod. cons.). La legge non chiarisce invece se il consumatore che abbia aderito alla classe possa in seguito chiamarsi fuori dalla stessa prima della pronuncia definitiva, perché ad esempio non è soddisfatto del modo in cui l azione è condotta dal proponente e dai suoi avvocati. I consumatori che non hanno aderito alla classe, invece, non sono vincolati dalla sentenza che conclude il giudizio. Essi conservano il loro diritto ad agire individualmente, ma non possono proporre una nuova azione di classe dopo che è scaduto il termine per l adesione a quella proposta per prima. Le azioni di classe proposte prima di questo termine sono riunite d ufficio se pendenti davanti allo stesso tribunale, oppure devono essere riassunte davanti al primo giudice entro un certo termine (cd. unicità o consumazione dell azione di classe: art. 140-bis, comma 14, cod. cons.). 7. Chi deve sostenere i costi dell azione e quali sono i mezzi di finanziamento? Le azioni di classe hanno costi molto elevati. In particolare, chi propone un azione di classe deve sostenere costi che possono essere notevoli per dare pubblicità alla classe, secondo quanto disposto dal giudice nell ordinanza che ammette l azione, e costi anche essi notevoli per raccogliere le adesioni dei consumatori interessati a partecipare alla classe. A questo proposito, occorre considerare che l esecuzione della pubblicità è condizione di procedibilità dell azione (v. art bis, comma 9, cod. cons.). Pertanto, il proponente, se vuole procedere con l azione, deve necessariamente sostenere i relativi costi. D altra parte, siccome un azione di classe può essere intentata una sola volta per ciascun illecito, il legislatore ha inteso creare i presupposti affinché chiunque abbia interesse di partecipare all azione collettiva possa avere conoscenza della sua esistenza. I costi relativi alla pubblicità ed alla raccolta delle adesioni sono a carico del proponente. La legge italiana non ha previsto che nei casi in cui sia particolarmente evidente la fondatezza della domanda (ad esempio quando l AGCM o la Commissione europea abbiano già accertato una grave violazione del diritto antitrust), il giudice possa disporre che almeno i costi della pubblicità siano a carico dell impresa convenuta. Nel caso in cui il proponente abbia dato mandato ad una associazione dei consumatori, questa potrà eventualmente sostenere i costi dell azione mediante i contributi degli associati. Nel caso in cui il proponente non abbia dato mandato ad una associazione, ma sia assistito direttamente da uno studio legale, è anche ipotizzabile che i costi siano sostenuti dallo stesso studio, il quale stipula con il proponente e con i singoli aderenti un patto di quota lite. In ogni caso, nulla vieta al proponente di un azione di classe di chiedere ai consumatori che decidono di aderire alla stessa di versare una somma di denaro al momento dell adesione. D altra parte, è chiaro che una simile richiesta Pagina 6 di 77 ridurrebbe ulteriormente l attrattiva dell azione di classe come possibile strumento di tutela dei propri diritti. 8. L azione di classe italiana tutela in modo effettivo il diritto dei consumatori ad ottenere il risarcimento del danno per violazioni del diritto antitrust? L introduzione di un azione di classe per i consumatori costituisce certamente un progresso significativo sotto il profilo della effettività della tutela del diritto al risarcimento del danno per violazione del diritto antitrust nazionale e comunitario. Tuttavia, come si è già avuto occasione di dire, questo strumento processuale non garantisce che tutte le violazioni del diritto antitrust siano adeguatamente sanzionate mediante l obbligo a risarcire il danno causato. In primo luogo, questo strumento non sarà disponibile per i professionisti e per le imprese. In secondo luogo, relativamente a molte violazioni del diritto antitrust, i consumatori non avranno interesse ad aderire alla classe a causa dello scarso valore del danno subito. In terzo luogo, relativamente ad altre numerose violazioni del diritto antitrust, i consumatori non potranno aderire alla classe non avendo conservato la prova dell acquisto effettuato (v. art. 140-bis, comma 3, cod. cons.). Infine, qualora l azione di classe promossa dovesse avere successo, i consumatori che non hanno aderito all azione non avranno la possibilità di promuovere una nuova azione di classe contro gli stessi convenuti e per la stessa violazione del diritto antitrust. Appendice Tabella sinottica delle azioni di classe incardinate in Italia (elaborata sulla base delle informazioni pubbliche disponibili). [disponibile solo nella versione on line] Piccola Bibliografia Essenziale ASSONIME, La nuova disciplina dell azione di classe, Circolare N. 38/2009; Bruzzone G. e Di Noia C., Il sistema <<opt-in>> italiano, in Analisi giuridica dell economia, 2008, 51; Caponi R., Il nuovo volto della class action, in Foro italiano, 2009, V, 383; Giussani A., Azioni collettive risarcitorie nel processo civile, Bologna, Il Mulino, 2008; Lopatka J. E. e Page W. H., Indirect purchaser suits and the consumer interest, in Antirust Bullettin, 2003, 531; Miller G. P., Punti fermi in tema di <<class action>> negli Stati Uniti e in Italia, in Analisi giuridica dell economia, 2008, 211; Scuffi M., Tutela antitrust del consumatore e azione di classe, in Il diritto industriale, 2009, 341. Osservatorio Permanente sull'applicazione delle Regole di Concorrenza. Università degli Studi di Trento, Pagina 7 di 7 Documenti analoghi
Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi Dettagli RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,
Sent. Cron. Rep. Oggetto: prelazione agraria Sentenza ex art. 281 sexies REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Il Tribunale di Matera, in persona del Giudice Unico Raffaele VIGLIONE, ha emesso la Dettagli Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte
Corte Europea dei Diritti dell Uomo Domande e Risposte Domande e Risposte COS È LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO? Queste domande e le relative risposte sono state preparate dalla cancelleria e non Dettagli 4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti.
IL RISARCIMENTO DEL DANNO Il risarcimento del danno. Ma che cosa s intende per perdita subita e mancato guadagno? Elementi costitutivi della responsabilità civile. Valutazione equitativa. Risarcimento Dettagli Art. 54 decreto legge
LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in Dettagli TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.
BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro Dettagli ISTANZA PER L AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER PROCEDIMENTI CIVILI E AMMINISTRATIVI
ISTANZA PER L AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER PROCEDIMENTI CIVILI E AMMINISTRATIVI D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 T.U. delle disposizioni legislative regolamentari in materia di spese di Dettagli Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.
Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore Dettagli Ministero dello Sviluppo Economico
Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico Dettagli Legge federale sul Tribunale federale dei brevetti
Legge federale sul Tribunale federale dei brevetti (Legge sul Tribunale federale dei brevetti; LTFB) Avamprogetto del... L Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l articolo 191a capoverso Dettagli DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO
Il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia ed onnicomprensiva, all interno della quale non è possibile ritagliare ulteriori sotto-categorie. Pertanto il c.d. danno esistenziale, inteso quale Dettagli Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero.
Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero Milano, 31/1/13 1. Premessa - 2. L art. 32 L. 183/10-3. La riforma Fornero - L art. 28 DL 179/12. 1. Premessa Il contratto a termine detiene un Dettagli ART. 1 (Modifiche al codice penale)
ART. 1 (Modifiche al codice penale) 1. Dopo l articolo 131 del codice penale, le denominazioni del Titolo V e del Capo I sono sostituite dalle seguenti: «Titolo V Della non punibilità per particolare tenuità Dettagli Struttura giuridica e sede del Tribunale
Bundesgericht Tribunal fédéral Benvenuti! Visita del Tribunale federale Tribunale federale Tribunal federal Vista della facciata frontale, Tribunale federale Losanna Foto: Philippe Dudouit L organizzazione Dettagli Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di Dettagli CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI
PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 Il Tribunale di Imperia, la Procura della Repubblica sede, l Ufficio Esecuzione Penale Esterna Sede di Imperia, l Ordine degli avvocati Dettagli le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario:
Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. - Dettagli Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14
Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione Dettagli Indice sommario. PARTE PRIMA Il contratto e le parti
Indice sommario Presentazione (di PAOLOEFISIO CORRIAS) 1 PARTE PRIMA Il contratto e le parti Capitolo I (di CLAUDIA SOLLAI) 13 Le fonti del contratto di agenzia 1. La pluralità di fonti. Il codice civile Dettagli CONVENZIONE DELL'AJA DEL 25.10.1980 SUGLI ASPETTI CIVILI DELLA SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORI
INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------ Dettagli STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA
STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA ABILITATO AL BILINGUISMO TEDESCO - ITALIANO DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO IDONEO ALL ESAME DI STATO DI COMPETENZA LINGUISTICA CINESE Dettagli IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale Dettagli Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08)
Il mio ricorso alla CEDU: Come presentarlo e in che modo lo stesso viene gestito La Corte dichiara inammissibili la maggior parte dei ricorsi senza esaminarli nel merito, a causa del mancato rispetto dei Dettagli CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni
Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS. [Testo consolidato con le modifiche apportate Dettagli ha pronunciato la presente
N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul Dettagli La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea
Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 20/15 Lussemburgo, 26 febbraio 2015 Stampa e Informazione Sentenza nella causa C-472/13 Andre Lawrence Shepherd / Bundesrepublik Deutschland Dettagli Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001
Programma di Compliance Antitrust Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 febbraio 2015 Rev 0 del 19 febbraio Dettagli Principi d Azione. www.airliquide.it
Principi d Azione Codice Etico www.airliquide.it Il bene scaturisce dall'onestà; l'onestà ha in sè la sua origine: quello che è un bene avrebbe potuto essere un male, ciò che è onesto, non potrebbe essere Dettagli Consiglio Nazionale del Notariato
Consiglio Nazionale del Notariato REGOLAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI AGLI ARTT. 21 E 22 DELLA LEGGE 16 FEBBRAIO 1913, N. 89 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Capo I Istituzione e finalità del Fondo di garanzia Dettagli Arkema France Condizioni generali di vendita
Arkema France Condizioni generali di vendita Ai fini delle presenti Condizioni Generali di Vendita (di seguito CGV ), il termine Venditore indica Arkema France, Acquirente indica la persona a cui il Venditore Dettagli LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO
CORSO BASE SULLE PROCEDURE GIUDIZIARIE DELL AUTUNNO 2006 LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO AVV. ALESSANDRO CAINELLI INDICE PREMESSA p. 3 I. LA NULLITÀ DELLA RELAZIONE p. 4 1. Cause di nullità formale Dettagli DIRITTI DEI CONSUMATORI
La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile Dettagli Regolamento di arbitrato della Camera di Commercio Internazionale
Regolamento di arbitrato della Camera di Commercio Internazionale In vigore dal gennaio 0 Camera di Commercio Internazionale (ICC) Corte Internazionale di Arbitrato 8, Cours Albert er, 7008 Paris/Parigi, Dettagli Note e informazioni legali
Note e informazioni legali Proprietà del sito; accettazione delle condizioni d uso I presenti termini e condizioni di utilizzo ( Condizioni d uso ) si applicano al sito web di Italiana Audion pubblicato Dettagli Le novità per gli appalti pubblici
Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici. Dettagli IFRS 2 Pagamenti basati su azioni
Pagamenti basati su azioni International Financial Reporting Standard 2 Pagamenti basati su azioni FINALITÀ 1 Il presente IRFS ha lo scopo di definire la rappresentazione in bilancio di una entità che Dettagli IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE
N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE Dettagli REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente Dettagli L abuso edilizio minore
2_7.qxd 30/06/2010 14.34 Pagina 2 CONTRATTO A TERMINE Proroga e continuazione di fatto di Geppino Tocci - Funzionario INPS Una delle principali finalità della direttiva europea 28 giugno 1999, n. 1999/70, Dettagli INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI
1. IDENTITÀ E CONTATTI DEL FINANZIATORE/ INTERMEDIARIO DEL CREDITO Finanziatore/Emittente CartaSi S.p.A. Indirizzo Corso Sempione, 55-20145 Milano Telefono 02.3488.1 Fax 02.3488.4115 Sito web www.cartasi.it Dettagli INDICE GENERALE. Allegato 1 Codice del processo amministrativo. Allegato 2 Norme di attuazione. Allegato 3 Norme transitorie
STRALCIO DI ALTRE LEGGI IN CUI, SEMPRE INGRASSETTO, SONO EVIDENZIATI ALTRI BENEFICI VIGENTI A FAVORE DELLE VITTIME DEL TERRORISMO.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo Dettagli CAPITOLO XVII LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE NEGLI APPALTI PUBBLICI
CAPITOLO XVII LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE NEGLI APPALTI PUBBLICI SOMMARIO: 1. Le riserve dell appaltatore e l accordo bonario. 2. La transazione. 3. L arbitrato. - 4. La tutela giurisdizionale. - Dettagli RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro
N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al Dettagli REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.
Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE Dettagli LA NUOVA TUTELA DEI CONSUMATORI COSA CAMBIA DAL 14 GIUGNO 2014
LA NUOVA TUTELA DEI CONSUMATORI COSA CAMBIA DAL 14 GIUGNO 2014 Più tutele per i consumatori italiani ed europei: è l effetto della direttiva europea recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio Dettagli Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione
Documento di riflessione della Corte di giustizia dell Unione europea su taluni aspetti dell adesione dell Unione europea alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà Dettagli Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa
PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Dettagli CONVENZIONE SUGLI ACCORDI DI SCELTA DEL FORO
CONVENZIONE SUGLI ACCORDI DI SCELTA DEL FORO Gli Stati contraenti della presente convenzione, desiderosi di promuovere gli scambi e gli investimenti internazionali attraverso una migliore cooperazione Dettagli Diritto Processuale Civile. L Appello
Diritto Processuale Civile L Appello L'appello nell'ordinamento civile è un mezzo di impugnazione ordinario, disciplinato dagli Artt. 339 e ss c.p.c,, e costituisce il più ampio mezzo di impugnazione, Dettagli 10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera
10. di Mauro Soldera La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) interviene in maniera significativa sulla disciplina dei licenziamenti individuali regolamentati dall art. 18 della Legge n. 300/1970 (Statuto Dettagli COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267
COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981, Dettagli CONTRATTO DI PROCACCIAMENTO D AFFARI
Regolamento (CEE) n. 2137/85 del Consiglio del 25 luglio 1985 Istituzione di un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) EPC Med - GEIE Via P.pe di Villafranca 91, 90141 Palermo tel: +39(0)91.6251684 Dettagli Tizio, residente in, ed elettivamente domiciliato in, presso lo studio dell avv., che lo rappresenta e difende per mandato in atti
74 Quesito n. 9 n., rappresentati, assistiti e difesi dall avv., c.f., presso il cui studio in, elettivamente domiciliano per mandato in calce al presente atto, il quale, ai sensi e per gli effetti dell Dettagli La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere).
CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA L'Università degli Studi di Parma con sede in Parma, via Università n. 12 codice fiscale n. 00308780345 rappresentata dal Dettagli per gli attori-intimanti: "come da memorie integrative autorizzate" per il convenuto-intimato: "come da memoria integrative autorizzate"
Locazione - Procedimento Concessione di termine per pagamento somme non contestate Ottemperanza - Convalida di sfratto Insuscettibilità Cognizione ordinaria ai fini della risoluzione del contratto per Dettagli Programma Mini-Bond AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE
Programma Mini-Bond AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE 1 aprile 2014 1 PREMESSA Il Consorzio camerale per il credito e la finanza, in accordo con Unioncamere Lombardia, intende individuare professionalità da Dettagli Art. 1. Art. 2. Art. 3.
L. 20-3-1865 n. 2248. Legge sul contenzioso amministrativo (All. E) (2) (3). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 aprile 1865. (2) Vedi, anche, la L. 6 dicembre 1971, n. 1034. (3) Con riferimento al presente Dettagli ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI
1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico Dettagli Offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.
COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA Ufficio Mercati Alla cortese attenzione del dott. Salini Telefax n. 06 8477 757 Ufficio OPA Alla cortese attenzione della dott.sa Mazzarella Telefax n. 06 Dettagli COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI. Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca. Giovanardi Dott.
121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità Dettagli Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della
Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno Dettagli DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO
Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Il preliminare espletamento del procedimento di mediazione, disciplinato dal Dettagli TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL REGNO DEL MAROCCO SULLA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI
TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL REGNO DEL MAROCCO SULLA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI Il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo del Regno del Marocco (qui Dettagli Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego
Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo Dettagli PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA
Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18 Dettagli STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro

References: sentenza 
 art. 140
 art. 140
 art. 140
 sentenza 
 sentenza 
 art. 140
 Cass. 
 art. 16
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 140
 art. 140
 Sentenza 
 art. 281
 Art. 54
 SENTENZA 
 ART. 281
 art. 186
 articolo 191
 art. 32
 art. 28
 ART. 1

ART. 1
 articolo 131
 sentenza 
 Articolo 1
 SENTENZA 
 Sentenza 
 Articolo 1
 Articolo 1
 art. 18
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3