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Timestamp: 2018-07-18 04:42:54+00:00

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D.L. 24/06/2014, n. 91 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN13037
G.U. 24/06/2014, n. 144
Stralcio. In vigore dal 25/06/2014.
- L. 11/08/2014, n. 116, legge di conversione (in corsivo)
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Capo I - DISPOSIZIONI URGENTI PER IL RILANCIO DEL SETTORE AGRICOLO
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Art. 1 - (Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese agricole, istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole e potenziamento dell'istituto della diffida nel settore agroalimentare)
1. Al fine di assicurare l'esercizio unitario dell'attività ispettiva nei confronti delle imprese agricole e l'uniformità di comportamento degli organi di vigilanza, nonché di garantire il regolare esercizio dell'attività imprenditoriale, i controlli ispettivi nei confronti delle imprese agricole sono effettuati dagli organi di vigilanza in modo coordinato, tenuto conto del piano nazionale integrato di cui all'articolo 41 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, e delle Linee guida adottate ai sensi dell'articolo 14, comma 5, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, evitando sovrapposizioni e duplicazioni, garantendo l'accesso all'informazione sui controlli. I controlli sono predisposti anche utilizzando i dati contenuti nel registro di cui al comma 2. I controlli ispettivi esperiti nei confronti delle imprese agricole sono riportati in appositi verbali, da notificare anche nei casi di constatata regolarità. Nei casi di attestata regolarità, ovvero di rego
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Art. 1 bis. - Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni
1. Ai fini dell'applicazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, gli imprenditori agricoli che utilizzano depositi di prodotti petroliferi “e di olio di oliva” N14 di capienza non superiore a 6 metri cubi, anche muniti di erogatore, ai sensi dell'articolo 14, commi 13-bis e 13-ter, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, non sono tenuti agli adempimenti previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente d
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Art. 1-ter - Istituzione del sistema di consulenza aziendale in agricoltura
1. È istituito il sistema di consulenza aziendale in agricoltura in conformità al titolo III del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, e secondo le disposizioni quadro definite a livello nazionale dal presente articolo.
2. Il sistema di consulenza contempla almeno gli ambiti di cui all'articolo 12, paragrafi 2 e 3, del citato regolamento (UE) n. 1306/2013 e gli aspetti relativi alla competitività dell'azienda agricola, zootecnica e forestale “, nonché l’innovazione tecnologica ed informatica, l’agricoltura di precisione e i
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Art. 3 - Interventi per il sostegno del Made in Italy
1. Alle imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché alle piccole e medie imprese, come definite dal regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura non ricompresi nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, è riconosciuto, nel limite di spesa di cui al comma 5, lettera a), un credito d'imposta nella misura del 40 per cento delle spese per nuovi investimenti sostenuti, e comunque non superiore a 50.000 euro, nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi, per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico.
2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo
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Art. 4 - Misure per la sicurezza alimentare e la produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP
1. La produzione della «Mozzarella di Bufala campana» DOP, registrata come denominazione di origine protetta (DOP) ai sensi del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione del 12 giugno 1996, deve avvenire in uno spazio in cui è lavorato esclusivamente latte proveniente da allevamenti inseriti nel sistema di controllo della DOP Mozzarella di Bufala Campana. In tale spazio può avvenire anche la produzione di semilavorati e di altri prodotti purché realizzati esclusivamente con latte proveniente da allevamenti inseriti nel sistema di controllo della DOP Mozzarella di Bufala Campana. La produzione di prodotti realizzati anche o esclusivamente con latte differente da quello da allevamenti inseriti nel sistema di controllo della DOP Mozzarella di Bufala Campana deve essere effettuata in uno spazio differente, secondo le disposizioni del decreto di cui al comma 3.
2. Al fine di assicurare la più ampia tutela degli interessi dei consumatori e di garantire la concorrenza e la trasparenza del mercato del latte di bufala, gli allevatori bufalini, i trasformatori e gli intermediari di latte di bufala sono obbligati ad adottare, nelle rispettive attività, secondo le disposizioni del decreto di cui al comma 3, sistemi idonei a garantire la rilevazione e la tracciabilità del latte prodotto quo
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Art. 5 - Disposizioni per l'incentivo all'assunzione di giovani lavoratori agricoli e la riduzione del costo del lavoro in agricoltura
2. Ai fini dell'erogazione degli incentivi di cui al comma 1, è istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il fondo per gli incentivi all'assunzione dei giovani lavoratori agricoli, con una dotazione pari a 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. N10
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Art. 6 bis - Disposizioni per i contratti di rete
1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo il comma 361, è inserito il seguente:
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Art. 7 - Detrazioni per l'affitto di terreni agricoli ai giovani e misure di carattere fiscale
«1-quinquies.1. Ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di età inferiore ai trentacinque anni, spetta, nel rispetto
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Art. 7 bis - Interventi a sostegno delle imprese agricole condotte da giovani
«Capo III - MISURE IN FAVORE DELLO SVILUPPO DELL'IMPRENDITORIALITÀ IN AGRICOLTURA E DEL RICAMBIO GENERAZIONALE
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Art. 7 ter - Esercizio del diritto di prelazione o di riscatto agrari
1. L'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto di cui all'
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Art. 8 - Disposizioni finanziarie
2. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, commi 1 e 3, 5, commi 2 e 13, 7, commi 1 e 2, e dal comma 1 del presente articolo, pari a 5 milioni d
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Capo II - DISPOSIZIONI URGENTI PER L'EFFICACIA DELL'AZIONE PUBBLICA DI TUTELA AMBIENTALE, PER LA SEMPLIFICAZIONE DI PROCEDIMENTI IN MATERIA AMBIENTALE E PER L'ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DALL'APPARTENENZA ALL'UNIONE EUROPEA
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Art. 8 bis - Contributo per il recupero di pneumatici fuori uso
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Art. 9 - Interventi urgenti per l'efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari pubblici e della segnaletica luminosa stradale
1. A valere sul Fondo di cui all'articolo 1, comma 1110, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nel limite di trecentocinquanta milioni di euro, possono essere concessi finanziamenti a tasso agevolato ai soggetti pubblici competenti ai sensi della normativa vigente in materia di immobili di proprietà pubblica adibiti all'istruzione scolastica e all'istruzione universitaria, nonché di edifici dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), al fine di realizzare interventi di incremento dell'efficienza energetica degli edifici scolastici, ivi inclusi gli asili nido, e universitari negli usi finali dell'energia, avvalendosi della Cassa depositi e prestiti S.p.A. quale soggetto gestore del predetto fondo. La Cassa depositi e prestiti S.p.A. eroga i finanziamenti tenuto conto di quanto stabilito dal decreto di cui comma 8 del presente articolo, seguendo l'ordine cronologico di presentazione delle domande.
2. I finanziamenti a tasso agevolato di cui al comma 1 sono concessi in deroga all'
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Art. 10 - Misure straordinarie per accelerare l'utilizzo delle risorse e l'esecuzione degli interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio nazionale e per lo svolgimento delle indagini sui terreni della Regione Campania destinati all'agricoltura
2-bis. Fermo restando quanto disposto dal comma 2, in tutti i casi di cessazione anticipata, per qualsiasi causa, dalla carica di Presidente della regione, questi cessa anche dalle funzioni commissariali eventualmente conferitegli con specifici provvedimenti legislativi. Qualora normative di settore o lo statuto della regione non prevedano apposite modalità di sostituzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, è nominato un commissario che subentra nell'esercizio delle funzioni commissariali fino all'insediamento del nuovo Presidente. Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli incarichi commissariali, conferiti ai sensi di specifici provvedimenti legislativi, per i quali è già intervenuta l'anticipata cessazione dalla carica di Presidente della regione.
2-ter. Per l'espletamento delle attività previste nel presente articolo, il Presidente della regione può delegare apposito soggetto attuatore il quale opera sulla base di specifiche indicazioni ricevute dal Presidente della regione e senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica. Il soggetto attuatore, se dipendente di società a totale capitale pubblico o di società dalle stesse controllate, anche in deroga ai contratti collettivi nazionali di lavoro delle società di appartenenza, è collocato in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio dalla data del provvedimento di conferimento dell'incarico e per tutto il periodo di svolgimento dello stesso. Dall'attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
3. Gli adempimenti di cui all'
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Art. 11 - Misure urgenti per la protezione di specie animali, il controllo delle specie alloctone e la difesa del mare, l'operatività del Parco nazionale delle Cinque Terre, la riduzione dell'inquinamento da sostanze ozono lesive contenute nei sistemi di protezione ad uso antincendio e da onde elettromagnetiche, nonché parametri di verifica per gli impianti termici civili
2-bis. All'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, le parole: «A decorrere dal sessantesimo giorno dall'emanazione dei decreti di natura non regolamentare di cui al comma 2» sono soppresse.
3. All'articolo 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Nei casi in cui l'amministrazione fa eseguire le misure necessarie ai sensi del secondo e terzo comma, le spese sostenute sono recuperate, nei limiti del valore del carico anche nei confronti del proprietario del carico stesso quando, in relazione all'evento, si dimostri il dolo o la colpa del medesimo.».
4. Al fine di conseguire con immediatezza i necessari livelli di operatività e consentire lo svolgimento stabile delle primarie funzioni attribuite al Parco nazionale delle Cinque Terre in tema di salvaguardia degli ecosistemi naturali e di promozione della sostenibilità, nella specifica cornice di vulnerabilità territoriale messa a rischio da ricorrenti eventi alluvionali, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con proprio decreto da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, ne nomina il direttore, scegliendolo in una terna motivatamente proposta dal Presidente dell'Ente all'esito di una procedura pubblica di selezione effettuata avuto riguardo alle attitudini, alle competenze e alle capacità professionali necessarie per l'attribuzione dello specifico incarico. Alla selezione possono partecipare dirigenti pubblici, funzionari pubblici con almeno dieci anni di anzianità nella qualifica nonché esperti anche tra coloro che abbiano già svolto funzioni di direttore di parchi nazionali o regionali per almeno due anni. Il presidente dell'ente parco stipula col direttore cos&
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Art. 12 - Misure urgenti per garantire l'alta qualificazione e la trasparenza degli organi di verifica ambientale e per accelerare la spesa per la programmazione unitaria 2007/2013
1-3. N17
4. Al fine di consentire l'immediato ed efficiente util
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Art. 12 bis - Soppressione della Commissione prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n. 459, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario
1. È soppressa la Commissione prevista agli articoli 4, comma 6, e 5, comma 4, del regolamento di cui al
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Art. 13 - Procedure semplificate per le operazioni di bonifica e di messa in sicurezza, per la caratterizzazione dei materiali di riporto e per il recupero di rifiuti anche radioattivi. Norme urgenti per la gestione dei rifiuti militari e per la bonifica delle aree demaniali destinate ad uso esclusivo delle forze armate. Norme urgenti per gli scarichi in mare
1. Dopo l'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono inseriti i seguenti:
«Art. 242-bis. - (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica). - 1. L'operatore interessato a effettuare, a proprie spese, interventi di bonifica del suolo con riduzione della contaminazione ad un livello uguale o inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, può presentare all'amministrazione di cui agli articoli 242 o 252 uno specifico progetto completo degli interventi programmati sulla base dei dati dello stato di contaminazione del sito, nonché del cronoprogramma di svolgimento dei lavori. L'operatore è responsabile della veridicità dei dati e delle informazioni forniti, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Per il rilascio degli atti di assenso necessari alla realizzazione e all'esercizio degli impianti e attività previsti dal progetto di bonifica l'interessato presenta gli elaborati tecnici esecutivi di tali impianti e attività alla regione nel cui territorio ricade la maggior parte degli impianti e delle attività, che, entro i successivi trenta giorni, convoca apposita conferenza di servizi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, o delle discipline regionali applicabili in materia. Entro novanta giorni dalla convocazione, la regione adotta la determinazione conclusiva che sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato. Non oltre trenta giorni dalla comunicazione dell'atto di assenso, il soggetto interessato comunica all'amministrazione titolare del procedimento di cui agli articoli 242 o 252 e all'ARPA territorialmente competente, la data di avvio dell'esecuzione della bonifica che si deve concludere nei successivi diciotto mesi, salva eventuale proroga non superiore a sei mesi; decorso tale termine, salvo motivata sospensione, deve essere avviato il procedimento ordinario ai sensi degli articoli 242 o 252.
4. La validazione dei risultati del piano di campionamento di collaudo finale da parte dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente territorialmente competente, che conferma il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione nei suoli, costituisce certificazione dell'avvenuta bonifica del suolo. I costi dei controlli sul piano di campionamento finale e della relativa validazione sono a carico del soggetto di cui al comma 1. Ove i risultati del campionamento di collaudo finale dimostrino che non sono stati conseguiti i valori di concentrazione soglia di contaminazione nella matrice suolo, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente territorialmente competente comunica le difformità riscontrate all'autorità titolare del procedimento di bonifica e al soggetto di cui al comma 1, il quale deve presentare, entro i successivi quarantacinque giorni, le necessarie integrazioni al progetto di bonifica che è istruito nel rispetto delle procedure ordinarie ai sensi degli articoli 242 o 252 del presente decreto.
3. I procedimenti di approvazione degli interventi di bonifica e messa in sicurezza avviati prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006, n 152, la cui istruttoria non sia conclusa alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti secondo le procedure e i criteri di cui alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n 152.
3-bis. Alla tabella 1 dell'allegato 5 al titolo V della parte quar
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Art. 14 - Ordinanze contingibili e urgenti, poteri sostitutivi e modifiche urgenti per semplificare il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Smaltimento rifiuti nella Regione Campania - Sentenza 4 marzo 2010 - C 27/2010
1. Al fine di prevenire procedure d'infrazione ovvero condanne della Corte di giustizia dell'Unione europea per violazione della normativa dell'Unione europea, e in particolare delle direttive 1999/3l/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, e 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, in materia di rifiuti, per motivi di eccezionale ed urgente necessità ovvero di grave e concreto pericolo per la tutela della salute pubblica e dell'ambiente, il presidente della Giunta regionale del Lazio ovvero il sindaco di uno dei comuni presenti nel territorio della regione Lazio possono, in attuazione dell'articolo 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, adottare, nei limiti delle rispettive competenze, ordinanze contingibili e urgenti, con le quali disporre forme, anche speciali, di gestione dei rifiuti, compresa la requisizione in uso degli impianti e l'avvalimento temporaneo del personale che vi è addetto, senza costituzione di rapporti di lavoro con l'ente pubblico e senza nuovi o maggiori oneri a carico di quest'ultimo.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, il sistema di tracciabilità dei rifiuti è semplificato, ai sensi dell'articolo 188-bis, comma 4-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in via prioritaria, con l'applicazione dell'interoperabilità e la sostituzione dei dispositivi token usb, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2-bis. All'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 8, le parole: «3 marzo 2014» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2014»;
«9-bis. Il termine finale di efficacia del contratto, come modificato ai sensi del comma 9, è stabilito al 31 dicembre 2015. Fermo restando il predetto termine, entro il 30 giugno 2015 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare avvia le procedure per l'affidamento della concessione del servizio nel rispetto dei criteri e delle modalità di selezione disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e dalle norme dell'Unione europea di settore, nonché dei principi di economicità, semplificazione, interoperabilità tra sistemi informatici e costante aggiornamento tecnologico. All'attuale società concessionaria del SISTRI è garantito l'indennizzo dei costi di produzione consuntivati sino al 31 dicembre 2015, previa valutazione di congruità dell'Agenzia per l'Italia digitale, nei limiti dei contributi versati dagli o
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Art. 15 - Disposizioni finalizzate al corretto recepimento della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, in materia di valutazione di impatto ambientale. Procedure di infrazione n. 2009/2086 e n. 2013/2170
«g) progetto: la realizzazione di lavori di costruzione o di altri impianti od opere e di altri interventi sull'ambiente naturale o sul paesaggio, compresi quelli destinati allo sfruttamento delle risorse del suolo. Ai fini della valutazione ambientale, gli elaborati del progetto preliminare e del progetto definitivo sono predisposti con un livello informativo e di dettaglio almeno equivalente a quello previsto dall'articolo 93, commi 3 e 4, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163»;
c) all'articolo 6, comma 7, lettera c), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; per tali progetti, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i profili connessi ai progetti di infrastrutture di rilevanza strategica, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono definiti i criteri e le soglie da applicare per l'assoggettamento dei progetti di cui all'allegato IV alla procedura di cui all'articolo 20 sulla base dei criteri stabiliti nell'allegato V. Tali disposizioni individuano, altresì, le modalità con cui le regioni e le province autonome, tenuto conto dei criteri di cui all'allegato V e nel rispetto di quanto stabilito nello stesso decreto ministeriale, adeguano i criteri e le soglie alle specifiche situazioni ambientali e territoriali. Fino alla data di entrata in vigore del suddetto decreto, la procedura di cui
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Art. 16 - Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Procedura di infrazione 2014/2006, Caso EU-Pilot 4634/13/ENVI, Caso EU-Pilot 5391/13/ENVI - Modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32, recante attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea. Caso EU-Pilot 4467/13/ENVI. Disposizioni in materia di partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani o programmi in materia ambientale. Caso EU Pilot 1484/10/ENVI)
1. - 3-bis. Omissis
e) all'articolo 2, comma 1, dopo la lettera i) è inserita la seguente:
«i-bis) terzi: qualsiasi persona fisica o giuridica diversa da un'autorità pubblica»;
f) all'articolo 4, comma 1, dopo le parole: «i metadati» sono inserite le seguenti: «in conformità con le disposizioni di esecuzione adottate a livello europeo e»;
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Art. 17 - Modifiche al decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190, recante attuazione della direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino - Procedura d'infrazione 2013/2290 - Modifiche alla Parte Terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, - Procedura d'infrazione 2007/4680
0a) all'articolo 5:
«5-bis. Il Comitato delibera a maggioranza dei componenti presenti»;
«6. Il Comitato, per semplificare il proprio funzionamento, adotta un regolamento interno»;
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Art.- 17-bis Omissis
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Capo III - DISPOSIZIONI URGENTI PER LE IMPRESE
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Art. 18 - Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi
2. Il credito d'imposta si applica anche alle imprese in attività alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, anche se con un'attività d'impresa inferiore ai cinque anni. Per tali oggetti la media degli investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO da considerare è quella risultante dagli investimenti realizzati nei periodi d'imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge o a quello successivo, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore. Per le imprese costituite successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge il credito d'imposta si applica con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d'imposta.
4. Il credi
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Art. 18 - Art. 19 Omissis
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Art. 19 bis - Nuove disposizioni in materia di Agenzia per le imprese
1. Con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono dettate disposizioni correttive e integrative dell'articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, conver
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Art. 20 - Misure di semplificazione a favore della quotazione delle imprese e misure contabili
3. All'articolo 2437-ter, terzo comma, del codice civile la parola: «esclusivo» è soppressa e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Lo statuto delle società con azioni quotate in mercati regolamentati può prevedere che il valore di liquidazione sia determinato secondo i criteri indicati dai commi 2 e 4 del presente articolo, fermo restando che in ogni caso tale valore non può essere inferiore al valore che sarebbe dovuto in applicazione del criterio indicato dal primo periodo del presente comma.».
4. Al secondo comma dell'articolo 2343-bis del codice civile, dopo le parole: «di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società», sono aggiunte le seguenti: «ovvero la documentazione di cui all'articolo 2343-ter primo e secondo comma»; al terzo comma dell'articolo 2343-bis del codice civile dopo le parole «dell'esperto designato dal tribunale» so
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Art. 21 - Art. 21-bis Omissis
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Art. 22 - Misure a favore del credito alle imprese
«5-bis. La ritenuta di cui al comma 5 non si applica agli interessi e altri proventi derivanti da finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese erogati da enti creditizi stabiliti negli Stati membri dell'Unione europea, imprese di assicurazione costituite e autorizzate ai sensi di normative emanate da Stati membri dell'Unione europea o organismi di investimento collettivo del risparmio che non fanno ricorso alla leva finanziaria, ancorché privi di soggettività tributaria, costituiti negli Stati membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.».
2. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601
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Art. 22-bis - Omissis
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Art. 22 ter - Modifica all'articolo 31 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201
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Art. 22 quater - Misure a favore del credito per le imprese sottoposte a commissariamento straordinario e per la realizzazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria
1. All'articolo 12, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Anche a prescindere dalla predisposizione dei piani di cui al periodo precedente, l'impresa commissariata di cui all'articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 61 del 2013, può contrarre finanziamenti, prededucibili a norma dell'articolo 111 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, funzionali a porre in essere le misure e le attività di tutela ambientale e sanitaria ovvero funzionali alla continuazione dell'esercizio dell'impresa e alla gestione del relativo patrimonio. La funzionalità di cui al periodo precedente è attestata dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro dello sviluppo economico, relativamente alle misure e alle attività di tutela ambientale e sanitaria. In caso di finanziamenti funzionali alla continuazione dell'esercizio dell'impresa e alla gestione del relativo patrimonio, l'attestazione è di competenza del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. L'attestazione può riguardare anche finanziamenti individuati soltanto per tipologia, entità e condizioni essenziali, sebbene non ancora oggetto di trattative».
2. All'articolo 1 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61,
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Art. 22 quinquies - Regime fiscale delle operazioni di raccolta effettuate dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A.
a) al comma 24, è aggi
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Art. 23 - Riduzione delle bollette elettriche a favore dei clienti forniti in media e bassa tensione
1. Al fine di pervenire a una più equa distribuzione degli oneri tariffari fra le diverse categorie di consumatori elettrici, i minori oneri per l'utenza derivanti dagli articoli da 24 a 30 del presente decreto-legge, laddove abbiano effetti su specifiche componenti tariffarie, sono destinati alla riduzione delle tariffe elettriche dei clienti di energia elettrica in media tensione e di quelli in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 16,5 kW, diversi dai clienti residenziali e dall'illuminazione pubblica.
2. Alla ste
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Art. 24 - Disposizioni in materia di esenzione da corrispettivi e oneri del sistema elettrico per reti interne e sistemi efficienti di produzione e consumo
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Art. 25 - Modalità di copertura di oneri sostenuti dal Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A.
1. Gli oneri sostenuti dal GSE per lo svolgimento delle attività di gestione, di verifica e di controllo, inerenti i meccanismi di incentivazione e di sostegno, sono a carico dei beneficiari delle medesime attività, ivi inclu
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Art. 25 bis - Disposizioni urgenti in materia di scambio sul posto
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con effetti decorrenti dal 1° gennaio 2015, l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico pro
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Art. 26 - Interventi sulle tariffe incentivanti dell'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici
1. Al fine di ottimizzare la gestione dei tempi di raccolta ed erogazione degli incentivi e favorire una migliore sostenibilità nella politica di supporto alle energie rinnovabili, le tariffe incentivanti sull'energia elettrica prodotta da impianti solari fotovoltaici, riconosciute in base all'articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, sono erogate secondo le modalità previste dal presente articolo.
b) fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa è rimodulata prevedendo un primo periodo di fruizione di un incentivo ridotto rispetto all'attuale e un secondo periodo di fruizione di un incentivo incrementato in ugual misura. Le percentuali di rimodulazione sono stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, da emanare entro il 1º ottobre 2014 in modo da cons
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Art. 27 - Rimodulazione del sistema tariffario dei dipendenti del settore elettrico
1. A decorrere dal 1° luglio 2014, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas esclude dal
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Art. 28 - Riduzione dei costi del sistema elettrico per le isole minori non interconnesse
1. Nelle more dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 1, comma 6-octies, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2
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Art. 29 - Rimodulazione del sistema tariffario elettrico delle Ferrovie dello Stato
1. Il regime tariffario speciale al consumo della società RFI-Rete ferroviaria italiana Spa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 19
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Art. 30 - Semplificazione amministrativa e di regolazione a favore di interventi di efficienza energetica del sistema elettrico e impianti a fonti rinnovabili
01. Al comma 5 dell'articolo 7 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole: «fonti rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, ivi incluse le pompe di calore destinate alla produzione di acqua calda e aria o di sola acqua calda con esclusione delle pompe di calore geotermiche,»;
b) dopo le parole: «diversi da quelli di cui ai commi da 1 a 4» e prima delle parole: «, realizzati negli edifici esistenti» sono inserite le seguenti: «e dagli interventi di installazione di pompe di calore geotermiche,».
«Art. 7-bis. (Semplificazione delle procedure autorizzative per la realizzazione di interventi di efficienza energetica e piccoli impianti a fonti rinnovabili.) — 1. Dal 1° ottobre 2014, la comunicazione per la realizzazione, la connessione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, soggetti alla previsione del comma 11 dell'articolo 6 e la comunicazione per l'installazione e l'esercizio di unità di microcogenerazione, come definite dall'articolo 2, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, disciplinata dal comma 20 dell'articolo 27 della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono effettuate utilizzando un modello unico approvato dal Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed il sistema idrico, che sostituisce i modelli eventualmente adottati dai Comuni, dai gestori di rete e dal GSE SpA. Con riferimento alle comunicazioni di competenza del Comune, di cui agli articoli 6, comma 11, e 7, commi 1, 2 e 5, il modulo contiene esclusivamente:
b) la dichiarazione del proprietario di essere in possesso della documentazione rilasciata dal prog
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Art. 30 bis - Interventi urgenti per la regolazione delle gare d'ambito per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale
1. All'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, e successive modificazioni, dopo le parole: «calcolato nel rispetto di quanto stabilito nelle convenzioni o nei contratti» sono inserite le seguenti: «, purché stipulati prima della data di entrata in vigore del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per i rappo
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Art. 30 ter - Misure urgenti di semplificazione per l'utilizzo delle fonti rinnovabili nell'ambito della riconversione industriale del comparto bieticolo-saccarifero
1. All'articolo 29 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «rivestono carattere di in
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Art. 30 quater - Modifica all'articolo 11-bis del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35
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Art. 30 quinquies - Modifica all'articolo 45 della legge 23 luglio 2009, n. 99
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Art. 30 sexies - Disposizioni in materia di biocarburanti
1. Con il decreto di cui all'articolo 1, comma 15, quarto periodo, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla
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Art. 32 bis - Modifica al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633
1. Il numero 16) del primo comma dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Re
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Art. 33 - Semplificazione e razionalizzazione dei controlli della Corte dei conti
1. All'articolo 148 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Le sezioni regionali della Corte dei conti, con cadenza annuale, nell'ambito del controllo di legittimità e regolarità delle gestioni, verificano il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell'equilibrio di bilancio di ciascun ente locale. A tale fine, il sindaco, relativamente ai comuni con popolazione superiore
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Art. 34 - Abrogazioni e invarianza finanziaria
1. Con decorrenza 1° gennaio 2015 sono abrogati:
b) il primo periodo del comma 2 dell'arti
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Art. 34 bis - Disposizioni interpretative
1. Al fine di favorire l'accesso al mercato dei prodotti della pesca in condizioni di equità
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Allegato 1 (Articolo 11, comma 5, lettera a)
Via Cristoforo Colombo, 44 - 00147 Roma (RM)
Divisione XV - Politiche ambientali
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Allegato 2 (Articolo 26, comma 3)
Articolo 1, commi 7 e 347
Oneri gestionali e relative modalità di versamento al Gestore dei servizi energetici S.p.A. per l’effettuazione delle competenze operative e gestionali in materia di biocarburanti, ai sensi dell’articolo 33, comma 5-sexies, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e successive modificazioni.
L'abrogazione decorre dal 01/01/2015.
Il provvedimento determina l'entità e le modalità di versamento al GSE degli oneri a carico dei soggetti sottoposti all'obbligo di immissione di una quota minima di biocarburanti, per l'esercizio delle competenze operative e gestionali che la normativa affida al medesimo GSE.
D. Leg.vo 13/09/2013, n. 108
Articolo 5, comma 2-bis; Allegato I.
Articolo 1, comma 11-quinquies; Articolo 2.
Il provvedimento contiene disposizioni volte a disciplinare - in via generale (all'art. 1) e con specifico riguardo allo stabilimento ILVA di Taranto (all'art. 2) - il commissariamento straordinario di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale la cui attività produttiva comporti pericoli gravi e rilevanti all'ambiente e alla salute a causa dell'inottemperanza alle disposizioni dell'AIA.
In particolare, ai sensi del comma 5 dell'art. 1 del D.L. 61/2013, contestualmente alla nomina del commissario straordinario, il Ministro dell'ambiente è tenuto a nominare un comitato di tre esperti, scelti tra soggetti di comprovata esperienza e competenza in materia di tutela dell'ambiente e della salute, nonché di ingegneria impiantistica. Tale comitato, sentito il commissario straordinario, entro 60 giorni dalla nomina, propone al Ministro il Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria. Il Piano deve altresì prevedere le azioni ed i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell'AIA, la cui contestata violazione ha determinato il commissariamento dell'ILVA. Nel medesimo comma vengono dettate norme per garantire la necessaria pubblicità dello schema di Piano e la partecipazione di tutti gli interessati alla sua elaborazione, nei tempi indicati.
Entro il termine di 30 giorni dal decreto di approvazione del piano di tutela ambientale e sanitaria, il comma 6 dell'art. 1 del D.L. 61/2013 stabilisce che il commissario straordinario - comunicato il piano industriale ai responsabili dell'impresa, e acquisite e valutate le eventuali osservazioni pervenute entro i successivi dieci giorni - predispone il Piano industriale di conformazione delle attività produttive, che consente la continuazione dell'attività produttiva nel rispetto delle prescrizioni di tutela ambientale, sanitaria e di sicurezza.
Incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni.
Il decreto disciplina l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, realizzati a partire dal 03/01/2013, data di entrata in vigore del provvedimento. Il budget di spesa annua cumulata prevista è pari complessivamente a 900 milioni di euro così suddivisi:
200 milioni riservati alle pubbliche amministrazioni;
700 milioni ai privati.
L’incentivo sarà corrisposto in rate annuali costanti (2 o 5 anni a seconda del tipo di intervento) e arriverà a coprire fino al 40% del costo dell’investimento stesso.
Per i soli soggetti pubblici, le tipologie di intervento ammesse sono: isolamento termico dell’involucro, sostituzioni di chiusure trasparenti, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore a condensazione, installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di alcune chiusure trasparenti. Le tipologie di intervento ammesse sia per le amministrazioni pubbliche che per i soggetti privati sono invece: sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore elettriche o a gas, sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompe di calore, installazione di collettori solari termici, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre con generatori alimentati da biomassa.Potranno accedere agli incentivi anche gli impianti a fonte rinnovabile termica che soddisfano gli obblighi di integrazione delle stesse nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni rilevanti (vedasi art. 11 D.Lgs. 28/2011), ma limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto dell’obbligo.
Tra le spese ammissibili rientrano anche le prestazioni professionali per la redazione di diagnosi energetiche e di attestati di certificazione energetica che vanno allegati alla richiesta di incentivo relativa a determinate tipologie di intervento.
La domanda per l’accesso all’incentivo deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di effettuazione dell’intervento o di ultimazione dei lavori.
Le amministrazioni pubbliche, per accedere all’incentivo, possono avvalersi anche di un FTT o di un EPC ovvero un contratto servizio energia, tramite l’intervento di un fornitore di servizi energetici.
Articolo 1, comma 512
Articolo 1; Articolo 6, comma 4.
Articolo 21, commi 2, 3, 4, 5 e 6 (l'abrogazione decorre dal 01/01/2015).
Il provvedimento, in attuazione dell’art. 24 del D. Leg.vo 28/2011:
- ha definito le modalità attuative dei criteri di incentivazione stabiliti dall’art. 24 del D. Leg.vo 28/2011, con particolare riguardo agli impianti da fonte eolica, idraulica, oceanica, geotermica, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, biogas, biomasse, bioliquidi sostenibili. Formano oggetto degli incentivi di cui al D.M. 06/07/2012 gli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di intervento di potenziamento o di rifacimento, aventi potenza non inferiore a 1 kW ed entrati in esercizio a partire dal 01/01/2013;
- ha introdotto modifiche alla disciplina degli incentivi per impianti alimentati da fonte solare solari termodinamica, contenuti nel D. Min. Sviluppo Econ. 11/04/2008 (decreto che a sua volta era attuativo dell’art. 7 del D. Leg.vo 29/12/2003, n. 387, articolo in seguito abrogato ad opera del D. Leg.vo 28/2011);
- ha introdotto (art. 30 del D. Min. Sviluppo Econ. 06/07/2012) un regime transitorio per gli impianti già rientranti nel precedente regime di incentivazione (certificati verdi e tariffe onnicommprensive) di cui al D. Min. Sviluppo Econ. 18/12/2008 (decreto che a sua volta era attuativo dell’art. 2 della L. 24/12/2007, n. 244, commi 143-150, commi in seguito abrogati ad opera del D. Leg.vo 28/2011).
Articolo 10, commi 1\, 2, 3, 4 e 6 (l'abrogazione decorre dal 01/01/2015).
D. Leg.vo 13/10/2010, n. 190
Attuazione della direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino.
Articolo 5; Articolo 6, comma 1; Articolo 8, comma 3; Articolo 9, comma 3; Articolo 10, comma 2; Articolo 11; Articolo 12, comma 2.
D. Leg.vo 23/02/2010, n. 49
Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni.
Articolo 7, comma 8; Articolo 9, comma 1-bis.
Il provvedimento, emanato sulla base di quanto previsto dalla L. 88/2009 (Comunitaria 2008), risponde all'esigenza di adeguare alla disciplina comunitaria (direttiva 2007/60/CE) la normativa nazionale in materia di valutazione e di gestione di alluvioni.
In estrema sintesi il provvedimento, ferme restando le disposizioni contenute nella Parte III del D. Leg.vo 152/2006, relativa tra l'altro alla difesa del suolo e alla gestione delle risorse idriche, e nella relativa normativa di protezione civile, prevede che le Autorità di bacino distrettuale effettuino la valutazione preliminare del rischio di alluvione, individuando le zone a significativo rischio potenziale di alluvioni e predisponendo mappe della pericolosità e del rischio, facendo salvi gli strumenti già predisposti nell'ambito della pianificazione di bacino e delle disposizioni del citato D. Leg.vo 152/2006.
È inoltre introdotta una deroga in base alla quale le Autorità di bacino possono non predisporre la valutazione preliminare del rischio qualora le stesse abbiano stabilito di elaborare mappe del rischio e di redigere piani di gestione prima del 22/12/2010, sempre che tali mappe siano adeguate al soddisfacimento dei requisiti contenuti nell'art. 6.
Sulla base delle mappe di rischio, le Autorità di bacino devono poi redigere i Piani di gestione, coordinati a livello di distretto idrografico e predisposti nell'ambito delle attività di pianificazione di bacino. Le Regioni predispongono, in coordinamento reciproco e con la Protezione civile, la parte dei piani relativa al sistema di allertamento ai fini di protezione civile, mentre gli enti territoriali interessati si conformano alle disposizioni contenute nei piani di gestione in materia di urbanistica nonché predisponendo o adeguando i piani urgenti di emergenza.
Per i distretti idrografici ricadenti sul territorio condiviso con altri Stati comunitari o per quelli che si estendono oltre i confini comunitari, le amministrazioni interessate predispongono uno o più Piani coordinati a livello di distretto internazionale.
Le Autorità di bacino e le Regioni interessate mettono a disposizione del pubblico la valutazione preliminare del rischio di alluvioni, le mappe di pericolosità e del rischio di alluvioni nonché i piani di gestione.
Sono inoltre disposti dall'art. 12 i termini per il riesame della valutazione preliminare del rischio di alluvioni (22/09/2018 e successivamente ogni sei anni), delle mappe di pericolosità e del rischio di alluvioni (22/09/2019 e successivamente ogni sei anni), nonché dei piani di gestione (22/09/2021 e successivamente ogni sei anni).
D. Leg.vo 27/01/2010, n. 32
Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE).
Articolo 1, commi 3, 5 e 7; Articolo 2, comma 1; Articolo 4, commi 1 e 4; Articolo 6, commi 1-bis e 3; Articolo 7, commi 4 e 5; Articolo 8, comma 3; Articolo 9, commi 4, 5 e 8; Articolo 10, commi 3 e 3-bis; Articolo 12, comma 5.
Articolo 3-sexies; Articolo 5, comma 1; Articolo 6, commi 7 e 9; Articolo 12, comma 5; Articolo 17, comma 1; Articolo 20, comma 2; Articolo 24, comma 3; Articolo 32, comma 1; Articolo 117, comma 2-ter; Articolo 166, comma 4-bis; Articolo 182, comma 6-bis; Articolo 183, comma 1; Articolo 184, comma 5-bis; Articolo 184-quater; Articolo 187, comma 2; Articolo 188, comma 3; Articolo 190, comma 1-quinquies; Articolo 191; Articolo 216; Articolo 216-bis, comma 2; Articolo 228, comma 2; Articolo 234, comma 2; Articolo 241-bis; Articolo 242, comma 13-bis; Articolo 242-bis; Articolo 256-bis, comma 6; Articolo 271, commi 5-bis, 5-ter e 16; Articolo 285; Parte II, sezione 4, lettera b-bis, dell'Allegato II alla Parte V; Tabella 1 dell'Allegato 5 al Titolo V della Parte IV; Allegato D alla Parte IV; Tabella 3 dell'Allegato 5 alla Parte III; Allegato II alla Parte II; Allegato IV alla Parte II; Allegato 1 alla Parte III.
Articolo 12, comma 4-bis (la modifica viene disposta tramite l'introduzione del nuovo art. 8-bis del D. Leg.vo 28/2011, che la contiene).
Il provvedimento concerne l'attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità, e persegue gli obiettivi di: promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità nel mercato italiano e comunitario; promuovere misure per il perseguimento degli obiettivi indicativi nazionali di cui all'articolo 3, comma 1 del decreto stesso; concorrere alla creazione delle basi per un futuro quadro comunitario in materia; favorire lo sviluppo di impianti di microgenerazione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, in particolare per gli impieghi agricoli e per le aree montane.
Articolo 1-sexies
L’art. 1 del D.L. 239/2003 consente, fino al 30.6.2005, che sia autorizzato l’esercizio temporaneo di centrali termoelettriche di potenza termica superiore a 300MW, anche in deroga ai limiti di emissione in atmosfera e di qualità dell’aria fissati nei provvedimenti di autorizzazione ovvero derivanti dall’applicazione del D.P.R. 203/1988, recante “Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell' aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell' art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183” o dal D.M. 2.4.2002, n. 60.
Fino allo stesso termine può essere determinato il limite relativo alla temperatura degli scarichi termici di cui alla nota 1 della tabella 3, allegato 5, del D. Leg.vo 152/1999, recante “Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole”, come modificato ed integrato dal D. Leg.vo 258/2000, relativamente agli scarichi derivanti dall'esercizio delle centrali termoelettriche di cui sopra. La disposizione sopra citata non si applica alla laguna di Venezia.
Capo III del Titolo I; Articolo 24, comma 1.
Regolamento recante norme di esecuzione dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario.
Articolo 4, comma 6; Articolo 5, comma 4.
Istituzione dell'albo professionale degli agrotecnici.
Articolo 11, comma 1, lettera c)
Articolo 6, commi 1, lettere a), b), c-bis) e c-ter), 1-bis, 2, 4, lettere c-bis) e c-ter), 4-bis, 4-ter, 4-quater, 7-bis e 8
Articolo 11, commi 7, 8
Articolo 30-bis, comma 4
D. P.C.M. 05/12/2016
Approvazione dell'indicatore di riparto su base regionale delle risorse finalizzate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Articolo 10, comma 11
Il provvedimento - in attuazione dell’art. 10, comma 11, del D.L. 91/2014 - definisce l’indicatore di distribuzione delle risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico fra le diverse Regioni, in modo da ripartire in modo equo, trasparente ed efficiente le risorse disponibili fra le diverse regioni, in base alla differente distribuzione del rischio idrogeologico sul territorio.
L’indicatore - che sarà aggiornato annualmente - è stato calcolato sulla base dei dati di rischio elaborati da ISPRA. Il criterio di ripartizione che consente l’avvio delle procedure di finanziamento del Fondo per la progettazione, tiene conto della superficie territoriale e della popolazione residente in ciascuna Regione e si fonda su un indicatore sintetico di rischio, calcolato sulla base di 4 sub-indicatori relativi a frane, alluvioni, erosione costiera e valanghe.
D. Min. Politiche Agricole, Alim. e Forest. 22/07/2015
Istituzione del registro unico dei controlli ispettivi sulle imprese agricole.
Articolo 1, commi 1 e 2
Con il presente provvedimento, in attuazione dell'art. 1, commi 1 e 2, del D.L. 91/2014, viene istituito il registro unico dei controlli ispettivi (RUCI) integrato nell'anagrafe nazionale delle aziende agricole attraverso il SIAN (Servizio Igiene Alimenti Nutrizione).
Il RUCI è costituito da un archivio informatico attraverso il quale sono rese disponibili alle pubbliche amministrazioni le informazioni sui singoli controlli ispettivi, costituendo così uno strumento di ausilio e semplificazione.
D. P.C.M. 28/05/2015
Criteri e modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Con il presente provvedimento - in attuazione dell'art. 10, comma 11, del D.L. 91/2014 - vengono indicati i criteri, le modalità e la procedura per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse destinate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Con successivo provvedimento, verranno individuati gli interventi, selezionati con i criteri e secondo le modalità previste dal presente decreto, che potranno essere ammessi a finanziamento sulla base delle risorse disponibili.
Articolo 9, comma 8.
D. Min. Sviluppo Econ. 20/01/2015
Sanzioni amministrative per il mancato raggiungimento dell’obbligo di immissione in consumo di una quota minima di biocarburanti, ai sensi del comma 2, dell’articolo 30-sexies del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito in legge 11 agosto 2014, n. 116.
Articolo 30-sexies, comma 2
Il provvedimento è emanato in attuazione dell'art. 30-sexies, comma 2, del D.L. 91/2014 (conv. L. 116/2014), che ha demandato ad un successivo decreto la fissazione di sanzioni amministrative pecuniarie, proporzionali e dissuasive, per il mancato raggiungimento degli obblighi di immissione in consumo di una quota minima di biocarburanti.
Si rammenta in proposito che gli obblighi di immissione in consumo nel territorio nazionale delle quote minime di biocarburanti sono stati definiti con il D.M. 10/10/2014, che ha stabilito l'abrogazione del precedente D.M. 29/04/2008, n. 110, il quale peraltro continua ad applicarsi ai biocarburanti immessi in consumo nel 2014 ed agli obblighi derivanti dall'immissione in consumo nel 2013. Conseguentemente, le sanzioni di cui al decreto in esame si applicano per i biocarburanti immessi in consumo nel 2015.
Garanzia dello Stato sull'esposizione di Cassa depositi e prestiti S.p.a. per i finanziamenti bancari a favore dei beneficiari della tariffa incentivante di cui all'articolo 26, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
Articolo 26, comma 5
Il provvedimento regola le modalità per la concessione della garanzia dello Stato in favore della Cassa depositi e prestiti, per l’esposizione che quest’ultima debba contrarre in relazione ai finanziamenti erogati ai sensi dell’art. 26 del D.L. 24/06/2014, n. 91 (conv. L. 116/2014).
Detto articolo ha disposto rimodulazioni, riduzioni e modifiche alle modalità di pagamento delle tariffe incentivanti per l’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici ai sensi dell’art. 25, comma 10, del D. Leg.vo 28/2011 (Conto energia), introducendo per gli imprenditori la possibilità di accedere di accedere a finanziamenti bancari, per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo già spettante al 31/12/2014 e l’incentivo rimodulato.
Tali finanziamenti possono beneficiare sulla base di apposite convenzioni con il sistema bancario di provvista dedicata e di garanzia concessa, cumulativamente o alternativamente, da Cassa depositi e prestiti S.p.A..
Articolo 25, commi 1 e 2
Deliberaz. AEEGIS 11/12/2014, n. 612
Attuazione delle disposizioni del decreto legge 91/14 in materia di scambio sul posto.
Con il provvedimento viene data attuazione alle disposizioni in tema di scambio sul posto, di cui all'art. 25-bis, del D.L. 91/2014 (conv. L. 116/2014), il quale ha demandato all'Autorità per l'energia elettrica e il gas la revisione, con effetto a partire dal 01/01/2015, della disciplina dello scambio sul posto (meccanismo che consente di immettere in rete l'energia prodotta da un impianto privato di produzione di energia elettrica, ma non immediatamente autoconsumata, per poi prelevarla in seguito per soddisfare i propri consumi elettrici).
D. Min. Sviluppo Econ. 17/10/2014
Modalità per la rimodulazione delle tariffe incentivanti per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, in attuazione dell’articolo 26, comma 3, lett. b) del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
Articolo 26, comma 3, lettera b).
Il provvedimento attua la previsione di cui all’art. 26, comma 3, lettera b), del D.L. 91/2014, il quale ha individuato, tra le varie opzioni a scelta del produttore per la rimodulazione delle tariffe incentivanti, il mantenimento del periodo di erogazione ventennale, a fronte di:
una riduzione dell’incentivo per un primo periodo;
un corrispondente aumento dello stesso per un secondo periodo.
D. Min. Sviluppo Econ. 16/10/2014
Approvazione delle modalità operative per l’erogazione da parte del Gestore Servizi Energetici S.p.A. delle tariffe incentivanti per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, in attuazione dell’articolo 26, comma 2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazione, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
Il provvedimento attua la previsione di cui all’art. 26, comma 2, del D.L. 91/2014 - il quale ha previsto che a partire dal secondo semestre 2014 il GSE eroghi il 90% dell’importo complessivo annuale della tariffa, calcolato sulla base della producibilità media annua stimata di ciascun impianto, in rate mensili costanti, ed il successivo conguaglio, da calcolarsi sulla base della produzione effettiva, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui la produzione di energia è stata registrata - dettando le modalità operative e per il ricalcolo degli incentivi, sia in acconto che a conguaglio.
Articolo 30-sexies, comma 1
dell'art. 1, comma 15, del D.L. 145/2013 (conv. L. 9/2014), che ha spostato al 2015 il termine entro il quale conseguire la quota minima di carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa che i soggetti - che immettono in consumo benzina e gasolio, prodotti a partire da fonti primarie non rinnovabili e destinati ad essere impiegati per autotrazione - hanno l'obbligo di immettere in consumo nel territorio nazionale, calcolata sulla base del tenore energetico, prevedendo altresì di stabilire con decreto ministeriale gli incrementi annui per il raggiungimento della quota minima al 2020 e disponendo che che, a decorrere dal 01/01/2015, la predetta quota minima sia determinata in una quota percentuale di tutto il carburante, benzina e gasolio, immesso in consumo nello stesso anno solare, calcolata sulla base del tenore energetico;
D. Pres.R. Sicilia 08/09/2014
Nomina del Soggetto Attuatore cui viene delegato il sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico da effettuarsi nel territorio della Regione siciliana.
Regolazione dei servizi di connessione, misura, trasmissione, distribuzione, dispacciamento e vendita nel caso di sistemi semplici di produzione e consumo.
Articolo 24; Articolo 25-bis.
Con il presente provvedimento vengono definite le modalità per la regolazione dei servizi di connessione, misura, trasmissione, distribuzione, dispacciamento e vendita nel caso di configurazioni impiantistiche rientranti nella categoria dei sistemi semplici di produzione e consumo (SSPC), ivi inclusi i sistemi efficienti d'utenza (SEU).
Il provvedimento è stato pubblicato sul sito dell'Autorità il 13/12/2013 ed entra in vigore dal 01/01/2014.
Circ. Ag. Entrate 10/03/2017, n. 29/E
Interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi - Articolo 18, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91.
La Risoluzione fornisce chiarimenti sulle cause di revoca del credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi (ATECO 28) recata dall'art. 18 del D.L. 91/2014. In particolare, la Risoluzione precisa che, in caso di cessione di un carrello e non della relativa attrezzatura magnetica, dovrà essere restituita solo la quota di credito relativa a tale carrello, nel caso in cui l'attrezzatura magnetica, oltre che dotata di propria funzionalità rispetto al carrello ceduto, rispetti tutti i requisiti fissati dalla norma. In tal caso, infatti, la predetta attrezzatura magnetica va considerata, a tutti gli effetti, come un bene autonomo rispetto al carrello elevatore medesimo.
Circ. R. Lombardia 01/09/2016, n. 17
Circolare esplicativa circa la definizione univoca del termine «Regolazione» per la categoria progettuale di cui alla lettera 7.o) di allegato B alla l.r. 5/2010: «Opere di canalizzazione e di regolazione dei corsi d’acqua».
Circ. P.G.R. Piemonte 16/03/2015, n. 1/AMB
Circ. Ag. Entrate 19/02/2015, n. 5/E
Articolo 18 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 - Credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.
La Circolare reca chiarimenti sulla disciplina del credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi recata dall'art. 18 del D.L. 24/06/2014, n. 91 (conv. L. 11/08/2014, n. 116): vengono individuati i soggetti interessati e l'efficacia temporale dell'agevolazione, nonché precisati gli ambiti di applicazione dell'incentivo, le modalità di calcolo e di fruizione, le ipotesi di cumulo con altre agevolazioni e le cause di revoca del credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.
Questo articolo tratta delle novità in tema di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale introdotte dal D.L. 91/2014 (L. 116/2014), cui ha fatto seguito il D.M. 30/03/2015 che - con riguardo ai progetti di competenza delle Regioni e delle Province autonome di cui all’Allegato IV alla Parte II del D. Leg.vo 152/2006 - reca nuovi criteri e soglie per ciascuna tipologia di progetto ai fini dell’assoggettamento alla procedura di screening (verifica di assoggettabilità). I nuovi criteri sono integrativi di quelli già definiti dall’Allegato IV. Consultabili in allegato all’articolo anche i documenti per la gestione della fase transitoria precedente all’entrata in vigore del nuovo provvedimento 26/04/2015
Rimodulazione tariffe incentivanti per il fotovoltaico: i decreti attuativi del D.L. 91/2014
Il MiSE detta i criteri per la revisione delle modalità di pagamento delle tariffe incentivanti, e per la rimodulazione delle tariffe stesse. Pagamento acconto con cadenza variabile in base alla potenza dell’impianto, saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo. Pubblicate dal GSE le tabelle con i coefficienti percentuali per il ricalcolo degli incentivi ed il documento contenente le istruzioni operative.

References: Art. 1

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Art. 4

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Art. 6

Art. 7

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Art. 8

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Art. 9

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Art. 13

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 Sentenza 

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Art. 21
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Articolo 5

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 Articolo 2
 art. 11

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 Articolo 6

Articolo 21

Articolo 10

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 Articolo 9
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 Articolo 17
 Articolo 20
 Articolo 24
 Articolo 32
 Articolo 117
 Articolo 166
 Articolo 182
 Articolo 183
 Articolo 184
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 Articolo 187
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 Articolo 190
 Articolo 191
 Articolo 216
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 Articolo 228
 Articolo 234
 Articolo 241
 Articolo 242
 Articolo 242
 Articolo 256
 Articolo 271
 Articolo 285

Articolo 12
 art. 8

Articolo 1
 art. 15
 Articolo 24

Articolo 4
 Articolo 5

Articolo 11

Articolo 6

Articolo 11

Articolo 30

Articolo 10

Articolo 1

Articolo 9

Articolo 30

Articolo 26

Articolo 25

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Articolo 30

Articolo 24
 Articolo 25
 ART.11
 Articolo 18

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