Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A6-2006-0237&language=IT
Timestamp: 2013-12-05 01:51:35+00:00

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RELAZIONE sulla conclusione di un accordo interistituzionale sotto forma di dichiarazione comune inerente alla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (nuova procedura di regolamentazione con controllo) - A6-0237/2006
Procedura : 2006/2152(ACI)Ciclo di vita in AulaCiclo del documento :
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3 luglio 2006PE 376.349v01-00 A6-0237/2006
sulla conclusione di un accordo interistituzionale sotto forma di dichiarazione comune inerente alla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (nuova procedura di regolamentazione con controllo)
(10126/1/2006) – C6-02082006 – (2006/2152(ACI))
ALLEGATO: Testi che costituiscono l'esito dei negoziati (pacchetto comitatologia)
(Procedura di accordo interistituzionale)
– visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 202, terzo trattino,
– vista la decisione del Consiglio, del 28 giugno 1999, che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(1),
– vista la proposta di decisione del Consiglio, presentata dalla Commissione, che modifica la decisione 1999/468/CE (COM(2002)0719)(2),
– vista la dichiarazione del Presidente Prodi dinanzi al Parlamento europeo del 5 febbraio 2002 ("Dichiarazione Prodi"),
– vista la sua posizione del 2 settembre 2003(3),
– vista la proposta modificata della Commissione (COM(2004)0324)(4),
– visto il progetto del Consiglio (10126/1/2006 – C6-02082006)(5),
– vista la proposta di dichiarazione comune,
– visto l'articolo 120, paragrafo 1, del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A6-0237/2006),
A. considerando che lo scorso autunno il Consiglio e la Commissione hanno concordato di avviare negoziati sulla possibilità di proseguire la riforma delle procedure di comitatologia sulla base della proposta modificata della Commissione,
B. considerando che il 10 novembre 2005 la Conferenza dei presidenti ha deciso di avviare un dialogo con il Consiglio e la Commissione sulle procedure di comitatologia, conferendo un mandato a tal fine al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione e al relatore della commissione competente per il merito, mandato che è stato prorogato il 19 gennaio 2006,
C. considerando che tale dialogo è sfociato nel progetto di una nuova procedura e nel progetto di dichiarazioni in concomitanza con la decisione da adottare riguardo alla procedura impressione,
D. considerando che la nuova procedura introdurrà nella decisione sulla comitatologia del 1999 una nuova procedura denominata "procedura di regolamentazione con controllo", in virtù della quale il Parlamento europeo e il Consiglio avranno il diritto di verificare, allo stesso titolo, le disposizioni "quasi legislative" per l'attuazione di uno strumento adottato in codecisione e di respingere tali disposizioni,
E. considerando che il trattato costituzionali firmato da tutti i capi di Stato e di governo riconosce al Parlamento il diritto di revoca della delega di poteri (articolo I-36), laddove il testo definitivo di compromesso relativo alla nuova procedura di regolamentazione con controllo non gli riconosce questo diritto; considerando che il diritto di revocare tale delega resterà pertanto una rivendicazione fondamentale del Parlamento europeo, che è stato invece possibile conseguire nel trattato costituzionale,
F. considerando che la decisione sarà corredata di una dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, di una dichiarazione della Commissione da iscrivere al processo verbale del Consiglio e da dichiarazioni della Commissione riguardo all'attuazione e all'applicazione della nuova procedura,
G. considerando che tali dichiarazioni riflettono punti di rilievo sollevati dalle tre istituzioni nell'ambito dei negoziati, senza i quali non sarebbe stato possibile giungere a un compromesso sulla nuova procedura, né assicurarne un'incidenza pratica,
1. approva la conclusione dell'accordo sotto forma di dichiarazione comune allegato alla presente decisione;
2. prende atto della dichiarazione adottata dalla Commissione in concomitanza con la dichiarazione comune, riguardo al suo impegno ad adottare provvedimenti a favore della trasparenza;
3. prende atto altresì della dichiarazione adottata dalla Commissione nella medesima occasione riguardo al regime linguistico all'inizio del periodo di controllo e all'adeguamento degli atti in vigore;
Decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
GU C 76 E del 25.3.2004, pag. 82.
Occorre ricordare che il problema insorse negli anni Sessanta e Settanta in seguito all’elaborazione di un sistema di delega delle competenze di esecuzione alla Commissione, in base a cui a quest’ultima veniva conferito il potere di agire insieme a un comitato di rappresentanti nazionali (scelti tra i funzionari). Salvo nei casi in cui il loro ruolo era puramente consultivo, tali comitati potevano bloccare la decisione della Commissione riguardo una misura esecutiva e rinviare il dossier al Consiglio.
Il Parlamento aveva criticato il fatto che solo un comitato, e non il Parlamento, potesse esercitare tale diritto e che una decisione bloccata fosse rinviata direttamente al Consiglio senza la partecipazione del Parlamento. Nel 1993, nel quadro di una nuova procedura di codecisione, le competenze legislative sono state conferite al Parlamento e al Consiglio su un piano di quasi parità. Il Parlamento ha ritenuto che gli atti di codecisione per i quali il Consiglio e il Parlamento possono delegare congiuntamente le misure esecutive implicassero che entrambe le istituzioni potessero partecipare al processo di definizione delle procedure di esercizio delle competenze delegate e che dovessero godere dei medesimi diritti riguardo al potere di opposizione o call back. Tuttavia, il Consiglio ha chiesto che l’articolo 202 del Trattato CE che prevede che sia il Consiglio (solo) a dover definire il sistema per le competenze legislative, rimanesse invariato.
Allo stato attuale, il possibile passo avanti decisivo per il Parlamento verso la riuscita dei negoziati con il Consiglio e la Commissione è rappresentato dalla possibilità per il Parlamento di bloccare l’adozione di misure esecutive “quasi-legislative” per le quali esprime parere contrario. In tal modo, la Commissione potrà presentare una nuova proposta o depositare un
progetto legislativo.
2. La strada verso il “pacchetto”
Attualmente sul tavolo si trova un testo di compromesso per una nuova “procedura di regolamentazione con controllo”, e una serie progetti di risoluzione che accompagnano il testo in esame, uno che dovrà essere presentato congiuntamente dalle tre istituzioni e uno dalla Commissione individualmente. Questo testo costituisce l’ultimo risultato di una procedura iniziata quattro anni fa con la proposta della Commissione di emendare la decisione del Consiglio del 1999 sulla “comitatologia”.(1)
In quell’occasione, la Commissione ha giustamente ricordato che il Trattato, nella sua forma attuale non fa distinzione alcuna tra la delega delle competenze legislative e l’esercizio delle competenze esecutive e che è stato necessario fare una proposta alla Convenzione europea per emendare l’articolo 202 del Trattato al fine di definire un nuovo sistema per la delega delle competenze mediante l’introduzione del concetto di “delega delle competenze legislative”. Al contempo viene riconosciuto che dovrebbe trascorrere un periodo relativamente lungo prima che qualsiasi nuova disposizione del Trattato su questo tema entri in vigore e che la decisione del Consiglio sulla comitatologia debba essere emendata ora, in quanto non prende in considerazione il fatto che nelle questioni regolate dalla procedura di codecisione la funzione legislativa è esercitata congiuntamente dalle due istituzioni, il Parlamento europeo e il Consiglio.
La Commissione ha dunque proposto una nuova procedura di regolamentazione che conferisce al Parlamento e al Consiglio il diritto di obiettare sul progetto di misure sulla comitatologia, sebbene sia limitato a “misure esecutive... concepite per attuare in larga misura gli aspetti essenziali dello strumento di base o per adattarne alcuni altri aspetti”.(2) Tale diritto non era più limitato ai casi in cui la Commissione aveva presumibilmente abusato delle proprie competenze esecutive, in quanto nel “diritto di controllo” del Parlamento sotto il regime esistente. La proposta è stata presentata come “una riforma iniziale del sistema attuale, come misura temporanea, in attesa dell’avvento di un nuovo sistema per la delega delle competenze nel nuovo Trattato...impiegando al massimo l’inclinazione giuridica del presente Trattato il quale non consente di andare oltre”.(3)
Con ciò la Commissione intende dire essenzialmente che quando “le competenze esecutive” vengono conferite alla Commissione, a quest’ultima dovrebbe spettare l’ “ultima parola”, anche se il Parlamento o il Consiglio presentano un’obiezione. Il suddetto concetto è espresso nella formula “la Commissione dovrà ritirare la sua proposta...oppure accogliere la misura proposta, emendando possibilmente la propria proposta per tener conto delle obiezioni”.(4)
Il Parlamento ha accolto la proposta in principio come “un importante passo avanti verso una possibile soluzione definitiva del vecchio problema riguardante la comitatologia”(5) ma ha anche cercato di eliminare la formula “possibilmente”. La Commissione ha rifiutato di accettare tale proposta e il dossier è stato rinviato alla commissione e il relatore Corbett a seguito a intensi dialoghi ha raggiunto miglioramenti considerevoli in merito alla proposta. Tuttavia, per quanto attiene alla questione se sia lecito che la Commissione possa sostenere o meno il proprio progetto di misure malgrado le obiezioni, non è stato possibile compiere nessun passo in avanti. In una proposta emendata la Commissione ha accordato di agire “tenendo conto delle posizioni” del Parlamento e del Consiglio e ha accettato l’impegno di “informare il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest’ultimo e dei motivi”.(6) Tale decisione come commentato dal relatore, “non è l’optimum, ma ci consentirà di andare avanti fino a quando non entrerà in vigore la nuova Costituzione”.(7) Con il trascorrere del tempo il Consiglio non ha compiuto alcun progresso in relazione alla proposta della Commissione fino a quando l’introduzione di clausole che stabilivano il conferimento delle competenze di esecuzione alla Commissione ha riaperto il contenzioso e il Parlamento ha iniziato a introdurre le cosiddette “clausole di caducità” sopratutto nei testi inerenti al settore dei mercati finanziari, limitando la delega dei poteri nel tempo.(8) La Presidenza Britannica ha risposto a tale decisione creando uno speciale gruppo di lavoro avente il compito di esplorare “soluzioni orizzontali” per evitare controversie in ogni singolo caso. La Commissione ha convenuto sul fatto che non cercherà soluzioni ad hoc in specifiche proposte legislative. La presente situazione ha aperto la via a un vero e proprio approccio interistituzionale. Il 10 novembre 2005 il Parlamento ha deciso di avviare delle discussioni sugli aspetti politici e amministrativi delle procedure relative alla comitatologia e ha stabilito che i colloqui esplorativi dovrebbero essere condotti congiuntamente dall’on. Daul, presidente della Conferenza dei presidenti e dall’on. Corbett, in qualità di rappresentante della commissione per gli affari costituzionali.(9) Il mandato esplorativo in esame è stato rinnovato il 19 gennaio 2006. Nel corso della riunione tenutasi il 23 gennaio 2006 e nelle altre riunioni successive, la commissione per gli affari costituzionali è stata informata dal relatore circa i progressi dei colloqui e dei rispettivi sviluppi prevedibili. Nel frattempo il Parlamento ha aumentato la pressione sui negoziati in quanto ramo dell’autorità di bilancio, trattenendo i fondi dei comitati di comitatologia. 3. Il “pacchetto”
Tali circostanze e condizioni hanno portato, sotto la molto impegnata Presidenza austriaca, a complessi negoziati che il 13 giugno hanno condotto al raggiungimento di un accordo sul pacchetto qui in esame.
Il 13 giugno il Consiglio ha chiesto al Parlamento un parere sul testo di compromesso finale per una nuova procedura di regolamentazione con controllo(10) che sarebbe incorporata nell’esistente decisione sulla comitatologia invece della procedura originariamente proposta dalla Commissione. Il testo in esame è stato rinviato alla commissione per gli affari costituzionali ai sensi dell’articolo 55, paragrafo 3) del Regolamento per una nuova consultazione. Sono stati trasmessi al contempo due progetti di risoluzione da approvare in relazione al presente testo di compromesso, uno del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione e l’altro della Commissione (11) insieme a due progetti di dichiarazione della Commissione non inclusi nel “pacchetto” del Consiglio, inerenti il regime linguistico e la questione dell’avvicinamento delle procedure in vigore.
La Conferenza dei presidenti, dopo aver ascoltato gli onn. Daul e Corbett, ha chiesto alla commissione per gli affari costituzionali, e successivamente alla nuova consultazione del Consiglio, di esaminare i risultati dei negoziati al fine di presentare una raccomandazione in plenaria.
3.1. La nuova procedura di regolamentazione con controllo
Il testo della nuova procedura è allegato alla presente relazione. La procedura comprende, come inizialmente proposto dalla Commissione, due fasi distinte: una cosiddetta fase esecutiva nel corso della quale la Commissione presenta il suo progetto di misure ai rappresentanti delle autorità nazionali nella commissione competente, e una cosiddetta fase di controllo, nel corso della quale il progetto sarà sottoposto al Parlamento e al Consiglio. Il campo di applicazione della procedura ora include casi in cui lo strumento di base viene adottato in codecisione e “prevede l’adozione di misure di portata generale concepite per modificare elementi non essenziali di quello strumento, tra cui l’eliminazione di taluni di quegli elementi oppure mediante l'integrazione nello strumento di nuovi elementi non essenziali...”.(12)
Gli “elementi essenziali” dell’atto legislativo rimangono di dominio del legislatore e possono essere emendati esclusivamente mediante la normale procedura legislativa. Si tratta del concetto di “misure esecutive” con una “sostanza legislativa” in precedenza menzionato nella proposta iniziale della Commissione(13) al quale ora si fa spesso riferimento come “procedure quasi legislative”, un concetto finalmente accettato dal Consiglio.
La nuova procedura deve essere selezionata nell’atto di base ogni qual volta siano presenti i criteri. Tali criteri sono pertanto vincolanti per il legislatore e di conseguenza giuridicamente applicabili.(14)
La caratteristica principale della fase di controllo è costituita dal fatto che separatamente dalle procedure sulla comitatologia esistenti, il Parlamento e il Consiglio si trovano in principio sullo stesso piano, con una differenza minore quando la commissione non esprime parere concorde con le misure previste dalla Commissione.(15) Tale differenza non è di fatto logica né tanto meno essenziale a livello pratico.
La differenza rispetto alla proposta iniziale è rappresentata dal fatto che le possibili obiezioni del Parlamento e del Consiglio devono essere motivate facendo riferimento a un numero limitato di motivi.(16) Il loro motivo d'essere non appare molto chiaro, ma sono formulate in modo così ampio che nella pratica non limitano l’esercizio del diritto da obiettare. Chiedersi se si tratti di un buon esempio di “legiferare meglio” è un’altra questione.
Il vero e più rivoluzionario successo ottenuto con la nuova procedura è l’aver abbandonato un dogma, in base al quale, ai sensi del Trattato esistente, quando le “competenze di esecuzione” vengono delegate alla Commissione, queste dovranno essere esercitate dalla stessa, senza alcuna “interferenza” da parte del legislatore e o dalle restrizioni previste dall’articolo 202 del Trattato.(17) La nuova procedura costituisce un buon esempio di sviluppo del sistema istituzionale senza emendare il Trattato con lo scopo di migliorare la governance dell’Unione. La suddetta nuova procedura verrà applicata in modo saggio, nell’interesse delle tre istituzioni e per rafforzare il carattere democratico del potere decisionale. 3.2 I progetti di risoluzione aggiuntivi
Il testo dei due progetti di risoluzione è ugualmente allegato alla presente relazione.
I due progetti di risoluzione in esame non debbono essere commentati ma riflettono punti piuttosto importanti portati nei negoziati: l'interesse del Consiglio che in futuro le clausole di caducità siano impiegate solo in via eccezionale (punto 3) e l’interesse del Parlamento circa l’adeguamento della legislazione esistente ( punti 4 e 5).
Per quanto concerne il primo dei due punti, è corretto affermare che l’esistenza di una nuova procedura dia al Parlamento garanzie sufficienti relative al suo controllo sull’impiego della delega delle competenze, in modo tale da non dover più ricorrere alle clausole di caducità sulla delega stessa. Tuttavia qualora si verifichino delle circostanze in cui ciò risultasse appropriato sarebbe sbagliato escludere interamente il diritto di cui gode indubbiamente il legislatore in virtù dei trattati di fissare un limite di tempo.
Per quando concerne il secondo dei due punti, è stata accordata una lista prioritaria contenente 25 punti della legislazione esistente. Entro la fine del 2007, la Commissione esaminerà tutti gli altri punti della legislazione e presenterà delle proposte di adeguamento. Le dichiarazioni della Commissione sono indispensabili per migliorare la circolazione di informazioni, soprattutto nel campo della legislazione dei servizi finanziari. Viene anche specificato che la procedura Lamfalussy in merito agli speciali diritti di informazione nel campo dei servizi finanziari rimane in vigore.
Le dichiarazioni aggiuntive della Commissione rivestono grande importanza per il per tempo a disposizione del Parlamento e del Consiglio al fine di poter esercitare il loro diritto di controllo. La Commissione si impegna a esaminare ulteriormente tutti gli atti in vigore adottati in codecisione in vista di adattarli alla nuova procedura e presentare le proposte necessarie prima della fine del 2007. Tuttavia, il Consiglio non ha dichiarato alcun impegno a rispettare suddetta scadenza. In assenza di tali progetti di risoluzione, non sarebbe stato possibile realizzare la nuova procedura e il suo impatto pratico non sarebbe stato assicurato. Si tratta di elementi essenziali del pacchetto che il relatore raccomanda di approvare per intero.
Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, COM 719 dell’11.12.2002.
Articolo 2bis, lettera b) della nuova procedura proposta.
Pag. 2 della motivazione.
Articolo 5bis, par. 5) come proposto dalla Commissione; considerazioni dell’autore.
Motivazione del Relatore Richard Corbett, nella relazione del comitato competente, doc. A5-0128/2003 del 29 aprile 2003.
Articolo 5bis, par. 5) nella sua versione della proposta modificata, doc. COM(2004)324 del 22 aprile 2004.
Dibattito in plenaria sulla seconda relazione (A5-0266/2003) il 2 settembre 2003.
I problemi relativi alla comitatologia sono emersi, tra l’altro, nell’ambito delle relazioni seguenti: l’on. Nassauer sulla terza direttiva sul riciclaggio di denaro, l’on. Cashman sul regolamento “Frontiere esterne e interne: codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone”, l’on. Doorn sulla revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati, e l’on. Radwan, sull’adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi.
Decisione della Conferenza dei presidenti.
Lettera SGS6/06990 del Segretario generale/Alto rappresentante.
Doc. 10125/06 del 6 giugno 2006.
Articolo 2, par. 2) nuovo.
Pagina 3 della motivazione.
“Dovrà essere adottata in conformità a” nell’articolo 2, par. 2) nuovo invece di “dovrebbe essere adottata mediante l’impiego di” nell’esistente articolo 2.
Articolo 5bis, par. 4) (ter) e (quinques).
Articolo 5bis, par. 3) (ter) e par. 4) (sexies).
Si veda la posizione della Commissione citata nella precedente nota 3.
Bruxelles, 9 giugno 2006 (13.06)
Gruppo degli Amici della Presidenza (Comitatologia)
Proposta modificata di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione
Si allega per le delegazioni un progetto di testo di compromesso definitivo per una nuova procedura, quale risulta dalla riunione del Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell'8 giugno 2006.
che modifica la decisione del Consiglio del 28 giugno 1999recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (1)
vista la proposta della Commissione,(2)
visto il parere del Parlamento europeo,(3)
(1) il Consiglio ha adottato la decisione 1999/468/CE del 28 giugno 1999 che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, tale decisione prevedeva un numero limitato di procedure per l'esercizio di tali competenze;
(2) occorre modificare la presente decisione per introdurvi un nuovo tipo di modalità d'esercizio delle competenze di esecuzione, la procedura di regolamentazione con controllo, che permetta al legislatore di opporsi all'adozione di un progetto di misure se fa presente che questo va oltre le competenze di esecuzione previste dall'atto di base, o che non è compatibile con lo scopo o il contenuto dell'atto o non rispetta i principi di sussidiarietà o di proporzionalità;
(3) è necessario seguire la procedura di regolamentazione con controllo per quanto riguarda le misure di portata generale intese a modificare elementi non essenziali di un atto di base adottato secondo la procedura di cui all'articolo 251 del TCE, anche sopprimendo taluni di questi elementi, o completandolo con l'aggiunta di nuovi elementi non essenziali;
(4) in questo stesso ambito occorre assicurare una migliore informazione del Parlamento europeo sui lavori dei comitati,
La decisione del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione è così modificata:
1) nel preambolo, alla fine del considerando 5, si aggiunga: "ad eccezione della procedura di regolamentazione con controllo".
2) Nel preambolo, dopo il considerando 7, è inserito il seguente considerando 7 bis:
"(7bis) È opportuno ricorrere alla procedura di regolamentazione con controllo per le misure di portata generale aventi lo scopo di modificare elementi non essenziali di un atto adottato secondo la procedura di cui all'articolo 251 del TCE, anche sopprimendo taluni di questi elementi, o completandolo con l'aggiunta di nuovi elementi non essenziali; tale procedura deve consentire ai due rami dell'autorità legislativa di effettuare un controllo preliminare all'adozione di siffatte misure. Gli elementi essenziali di un atto legislativo possono essere modificati solo dal legislatore in base al trattato."
3) Il considerando 10 è sostituito dal seguente:
"(10) La presente decisione mira, in terzo luogo, ad assicurare una migliore informazione del Parlamento europeo prevedendo che la Commissione informi regolarmente quest'ultimo dei lavori dei comitati, trasmetta al Parlamento europeo documenti connessi ai lavori dei comitati e informi il Parlamento europeo quando presenta al Consiglio misure o progetti di misure da adottare; sarà prestata particolare attenzione all'informazione del Parlamento europeo circa i lavori dei comitati nel quadro della procedura di regolamentazione con controllo, per fare in modo che il Parlamento europeo possa prendere una decisione entro i termini previsti."
4) All'articolo 1, ultima riga, è inserito "5bis" tra "5" e "6".
5) All'articolo 2:
i) All'inizio del primo comma sono inseriti i termini "1. Fatto salvo il paragrafo 2".
ii) È aggiunto il seguente paragrafo 2:
"2. Quando un atto di base adottato secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato prevede l'adozione di misure di portata generale aventi lo scopo di modificare elementi non essenziali di tale atto, anche sopprimendo taluni di questi elementi, o di completarlo tramite l'aggiunta di nuovi elementi non essenziali, tali misure sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo."
6) All'articolo 4, paragrafo 2 e all'articolo 5, paragrafo 2, sono inseriti i termini "e paragrafo 4" dopo "paragrafo 2".
7) Dopo l'articolo 5 è aggiunto il nuovo articolo 5bis seguente:
"Articolo 5bis
Procedura di regolamentazione con controllo 1. La Commissione è assistita da un comitato di regolamentazione con controllo composto dei rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 205, paragrafi 2 e 4 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni del comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
a) la Commissione sottopone senza indugio il progetto di misure al Parlamento europeo e al Consiglio per controllo;
b) il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, o il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, possono opporsi all'adozione di detto progetto da parte della Commissione, adducendo a motivo della loro opposizione il fatto che il progetto di misure proposto dalla Commissione eccede le competenze di esecuzione previste dall'atto di base o che il progetto non è compatibile con il fine o il contenuto dell'atto di base o non rispetta i principi di sussidiarietà o di proporzionalità;
c) se entro tre mesi a decorrere dalla data in cui è stata loro presentata la proposta, il Parlamento europeo o il Consiglio si oppongono al progetto di misure, la Commissione non adotta dette misure. In tal caso la Commissione può sottoporre al comitato un progetto di misure modificato o presentare una proposta legislativa in base al trattato.
d) se allo scadere di tale termine né il Parlamento europeo né il Consiglio si sono opposti al progetto di misure, la Commissione adotta le misure.
a) la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare e la trasmette al tempo stesso al Parlamento europeo;
b) il Consiglio delibera a maggioranza qualificata sulla proposta entro due mesi a decorrere dalla sua presentazione;
c) se entro questo termine il Consiglio si oppone a maggioranza qualificata alle misure proposte, queste ultime non sono adottate. In tal caso la Commissione può sottoporre al Consiglio una proposta modificata o presentare una proposta legislativa in base al trattato;
e) il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla trasmissione della proposta conformemente alla lettera a), può opporsi all'adozione delle misure in questione, adducendo a motivo della sua opposizione il fatto che le misure proposte eccedono le competenze di esecuzione previste dall'atto di base o che le misure non sono compatibili con il fine o il contenuto dell'atto di base o non rispettano i principi di sussidiarietà e di proporzionalità;
g) se allo scadere di tale termine il Parlamento europeo non si è opposto alle misure proposte, queste sono adottate dal Consiglio o dalla Commissione, a seconda dei casi.
a) che i termini di cui al paragrafo 3, lettera c ) e al paragrafo 4, lettere b ) ed e) del presente articolo siano prorogati di un mese qualora la complessità delle misure lo giustifichi; oppure
b) che i termini di cui al paragrafo 3, lettera c ), e al paragrafo 4, lettere b) ed e) del presente articolo siano ridotti qualora ragioni di efficienza lo giustifichino.
a) se le misure previste dalla Commissione sono conformi al parere del comitato, la Commissione adotta tali misure, che sono immediatamente messe in atto, e le comunica senza indugio al Parlamento europeo ed al Consiglio;
b) entro un mese a decorrere da detta comunicazione, il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, o il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, possono opporsi alle misure adottate dalla Commissione, adducendo a motivo della loro opposizione il fatto che le misure eccedono le competenze di esecuzione previste dall'atto di base o che le misure non sono compatibili con il fine o il contenuto dell'atto di base o non rispettano i principi di sussidiarietà o di proporzionalità;
c) in caso di opposizione del Parlamento europeo o del Consiglio la Commissione abroga le misure. Essa può tuttavia mantenere in vigore le misure a titolo provvisorio se ciò è giustificato da ragioni di tutela della salute, della sicurezza o dell'ambiente. In tal caso essa presenta senza indugio al comitato un progetto di misure modificato o una proposta legislativa in base al trattato. Le misure provvisorie restano in vigore sino alla loro sostituzione con un atto definitivo."
8) Alla fine della prima frase del paragrafo 3 dell'articolo 7, aggiungere i termini:
"con modalità che assicurano la trasparenza del sistema di trasmissione e l'identificazione delle informazioni trasmesse e delle varie fasi della procedura".
La presente decisione ha effetto il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a ..................., addì
Dichiarazione da adottare in occasione di un prossimo dialogo a tre tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione
1. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione esprimono soddisfazione per l'imminente adozione della decisione del Consiglio che modifica la decisione del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (4). L'inclusione nella decisione del 1999 di una nuova procedura, denominata "procedura di regolamentazione con controllo", consentirà al legislatore di esercitare un controllo sull'adozione delle misure "quasi legislative" di esecuzione di un atto adottato in codecisione.
2. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sottolineano che, nel quadro dell'attuale trattato, tale decisione fornisce una soluzione orizzontale che soddisfa le richieste del Parlamento europeo di controllare l'esecuzione degli atti adottati in codecisione.
3. Fatte salve le prerogative delle autorità legislative, il Parlamento europeo ed il Consiglio riconoscono che i principi di una corretta legislazione esigono che le competenze di esecuzione siano conferite alla Commissione senza limiti di durata. Tuttavia, qualora risulti necessario procedere ad un adeguamento entro un determinato termine, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione ritengono che una clausola che chiede alla Commissione di presentare una proposta di revisione o di abrogazione delle disposizioni relative alla delega delle competenze di esecuzione possa rafforzare il controllo esercitato dal legislatore. 4. La nuova procedura si applicherà, sin dalla sua entrata in vigore, alle misure quasi legislative previste in atti che saranno adottati secondo la procedura di codecisione, ivi comprese quelle previste negli atti che saranno adottati in futuro nel settore dei servizi finanziari (atti "Lamfalussy"). Per contro, affinché essa sia applicabile agli atti adottati in codecisione che sono già in vigore, questi devono essere adeguati conformemente alle procedure applicabili, al fine di sostituire la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE con la procedura di regolamentazione con controllo, ogniqualvolta si tratti di misure che rientrano nel suo campo di applicazione.
5. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione ritengono urgente adeguare i seguenti atti: a) regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale);
b) direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che rifonde la direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale);
c) direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che rifonde la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale);
d) direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva 84/253/CEE del Consiglio (GU L 157 del 9.06.2006, pag. 87);
e) regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) (GU L 105 del 13.04.2006, pag. 1);
f) direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15);
g) direttiva 2005/32/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia e recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio e delle direttive 96/57/CE e 2000/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 191 del 22.07.2005, pag. 29);
h) direttiva 2005/1/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2005, che modifica le direttive 73/239/CEE, 85/611/CEE, 91/675/CEE, 92/49/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e le direttive 94/19/CE, 98/78/CE, 2000/12/CE, 2001/34/CE, 2002/83/CE e 2002/87/CE al fine di istituire una nuova struttura organizzativa per i comitati del settore dei servizi finanziari (GU L 79 del 24.03.2005, pag. 9);
i) regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (GU L 70 del 16.03.2005, pag. 1);
j) direttiva 2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e che modifica la direttiva 2001/34/CE (GU L 390 del 31.12.2004, pag. 38); k) direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio (GU L 145 del 30.04.2004, pag. 1); l) direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, relativa al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2001/34/CE (GU L 345 del 31.12.2003, pag. 64); m) regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1);
n) direttiva 2003/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 giugno 2003, relativa alle attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali (GU L 235 del 23.09.2003, pag. 10);
o) direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato) (GU L 96 del 22.07.2005, pag. 16);
p) direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) (GU L 37 del , pag. 24); q) direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (GU L 37 del 13.02.2003, pag. 19);
r) direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 35 dell'11.02.2003, pag. 1);
s) regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali (GU L 243 dell'11.09.2002, pag. 1);
t) direttiva 2001/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 gennaio 2002, che modifica la direttiva 85/611/CEE del Consiglio concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione e i prospetti semplificati (GU L 41 del 13.02.2002, pag. 20);
u) direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67);
v) direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio (GU L 106 del 17.04.2001, pag. 1);
w) direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1);
x) direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso (GU L 269 del 21.10.2000, pag. 34);
y) direttiva 98/8/ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (GU L 123 del 24.04.1998, pag. 1).
A tale scopo, la Commissione ha annunciato la sua intenzione di presentare al più presto al Parlamento europeo ed al Consiglio proposte di modifica degli atti summenzionati, al fine di introdurre la procedura di regolamentazione con controllo e, di conseguenza, di abrogare, laddove esistano, le disposizioni di tali atti che prevedono un limite di durata per la delega delle competenze di esecuzione alla Commissione. Il Parlamento europeo ed il Consiglio si adopereranno affinché tali proposte siano adottate quanto prima.
6. Conformemente all'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" (2003/C 321/01), il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione rammentano il ruolo importante svolto dalle misure di esecuzione nella legislazione. Inoltre, ritengono che i principi generali dell'accordo interistituzionale sugli orientamenti comuni relativi alla qualità redazionale della legislazione comunitaria (1999/C 73/01) debbano comunque applicarsi alle misure di portata generale adottate secondo la nuova procedura di regolamentazione con controllo.
Dichiarazione da iscrivere al processo verbale del Consiglio
A. Dichiarazione della Commissione (articolo 7, paragrafo 3)
Allo scopo di dare piena attuazione all'articolo 7, paragrafo 3, della decisione del Consiglio recante modifica della decisione 1999/468/CE, la Commissione s'impegna ad adottare le misure di trasparenza atte ad assicurare l'informazione simultanea del Parlamento europeo sui progetti di misure di esecuzione sottoposti ai comitati. Grazie a un miglioramento delle funzionalità del registro, la Commissione dovrebbe permettere al Parlamento europeo di esercitare pienamente in suo potere di controllo, in particolare attraverso:
– una chiara identificazione dei diversi documenti che rientrano nell'ambito della stessa procedura;
– l'indicazione della fase della procedura e del calendario;
– una netta distinzione tra il progetto di misure ricevuto dal Parlamento contemporaneamente i membri del comitato in virtù del diritto d'informazione e il progetto definitivo, previo parere del comitato, trasmesso al Parlamento europeo.
Per quanto riguarda i servizi finanziari, la Commissione provvede, come da impegni assunti, a verificare che il Parlamento sia tenuto regolarmente al corrente dei lavori dei comitati. La Commissione s'impegna:
1. a garantire che il proprio funzionario che presiede le riunioni dei comitati informi il Parlamento, su richiesta di quest'ultimo e dopo ogni riunione, in merito alle discussioni relative ai progetti di misure di esecuzione sottoposti ai comitati;
2. a rispondere, oralmente o per iscritto, agli eventuali quesiti relativi alle discussioni sui progetti di misure di esecuzione sottoposti ai comitati;
3. a confermare a tal fine gli impegni di cui ai punti 1-7 della lettera del Commissario Bolkenstein, del 2 ottobre 2001, all'attenzione della presidente della commissione per i problemi economici e monetari.
Dichiarazioni della Commissione (non incluse nel pacchetto del Consiglio)
La Commissione s'impegna a mettere a disposizione in tutte le lingue officiali, nel più breve tempo possibile, le proposte formulate nell'ambito della procedura di regolamentazione con controllo. In ogni caso, per la Commissione il periodo previsto all'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettere c) ed e) decorre soltanto allorché al legislatore sarà pervenuta l'ultima versione linguistica.
La Commissione s'impegna a esaminare tutti gli atti in vigore adottati in codecisione allo scopo di adeguarli, se del caso, alla nuova procedura di regolamentazione con controllo. La Commissione formulerà quanto prima le proposte del caso, in virtù del proprio diritto d'iniziativa, e comunque entro la fine del 2007.
GU L ...
Conclusione di un accordo interistituzionale sotto forma di dichiarazione comune inerente alla proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (nuova procedura di regolamentazione con controllo)
Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2006Avviso legale

References: e contrario

Articolo 2

Articolo 5

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