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Timestamp: 2020-06-01 06:20:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27436 del 29/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27436 del 29/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 29/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.29/12/2016), n. 27436
sul ricorso 10013/2016 proposto da:
J.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE CARSO 23,
avverso la sentenza n. 1112/2015 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
emessa il 22/07/2015 e depositata il 02/11/2015;
“1. – La Corte d’appello di Ancona ha rigettato l’appello del sig. J.M., cittadino pakistano, avverso la decisione del Tribunale di rigetto del suo ricorso avverso il diniego di riconoscimento di qualsiasi forma di protezione internazionale da parte della competente Commissione territoriale.
La Corte ha negato il riconoscimento dello status di rifugiato in quanto:
a) il racconto del richiedente non era credibile, non avendo egli avuto cura di circostanziare adeguatamente i fatti;
b) comunque i fatti da lui narrati (gravi minacce da parte di appartenenti a un gruppo terroristico, che avevano compiuto una rapina nel negozio di gioielliere di suo padre e, dopo essere stati arrestati dalla polizia, avevano ferito gravemente il richiedente stesso ed ucciso suo fratello perchè si rifiutavano di ritrattare il riconoscimento effettuato degli autori della rapina) non integravano gli estremi della persecuzione per motivi politici, razziali, religiosi o di appartenenza a un particolare gruppo sociale;
c) in ogni caso, non era possibile ricavare la prova che le autorità locali di polizia in concreto non potessero o volessero garantire adeguata protezione al richiedente.
Ha inoltre negato il riconoscimento:
d) della protezione sussidiaria, non ricorrendone i presupposti di cui al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 14;
e) della protezione umanitaria, difettandone il presupposto dei seri motivi di carattere umanitario, nonostante la complessità della situazione politica del Pakistan;
d) del diritto di asilo (ai sensi dell’art. 10 Cost.), sostanziandosi tale diritto in nient’altro che gli istituti di protezione internazionale già menzionati.
2. – Il il sig. J. ha proposto ricorso per cassazione con due motivi. L’amministrazione intimata non ha svolto difese.
3. – Con il primo motivo di ricorso, denunciando violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 e del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 8, comma 3, si censura la ratio decidendi sopra sintetizzata sub a).
3.1. – Il motivo è inammissibile perchè la decisione della Corte d’appello è sorretta, quanto alla diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, anche dalle alternative ed autonome rationes decidendi sub b) e c), che non sono fatte oggetto di censura.
4. – Con il secondo motivo, denunciando violazione di norme di diritto, si censura la ratio decidendi sopra indicata sub d), sostenendosi che in Pakistan sussiste una situazione di insicurezza integrante gli estremi del grave pericolo di cui del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) cit..
4.1. – Il motivo è inammissibile perchè solleva questioni del tutto nuove, che il ricorrente neppure afferma di aver dedotto nel giudizio di appello”;
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente alle spese processuali, liquidate in Euro 2.000,00 per compensi di avvocato, oltre spese prenotate a debito e accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 14
 art. 3
 art. 8
 art. 14