Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13989-del-08-07-2016
Timestamp: 2020-08-08 04:04:46+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13989 del 08/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13989 del 08/07/2016
Cassazione civile sez. trib., 08/07/2016, (ud. 21/06/2016, dep. 08/07/2016), n.13989
sul ricorso 15950/2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 54/2011 della COMM. TRIB. REG. della LIGURIA,
DECISIONE 1. L’Agenzia delle Entrate ricorre, affidandosi a due motivi, per la cassazione della sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale di Genova, rigettando sia l’appello principale dell’Agenzia sia quello incidentale del contribuente S.A., ha confermato la decisione di primo grado che aveva parzialmente accolto il ricorso proposto dal contribuente, ex dipendente Consorzio Autonomo Porto di Genova (CAP), avverso il silenzio-rifiuto formatosi sull’istanza presentata il 28.3.2008 ed intesa ad ottenere il rimborso delle ritenute fiscali indebitamente effettuate dall’INPS per gli anni dal 1997 al 2007 sul trattamento previdenziale integrativo previsto dal D.Lgs. n. 124 del 1993; nello specifico la CTP di Genova aveva dichiarato la decadenza, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, del diritto del contribuente al rimborso delle maggiori somme trattenute dal sostituto di imposta per gli anni dal 1997 al 2002 e, con esclusivo riferimento agli importi maturati tra il 2003 ed il 2007, aveva dichiarato l’Agenzia tenuta a rimborsare le somme versate a titolo di IRPEF oltre il limite dell’87,50%.
Osservavano i giudici di appello che l’eccezione di inammissibilità del ricorso, svolta dall’Agenzia delle entrate e basata sul fatto che il contribuente aveva impugnato non già il provvedimento di diniego del rimborso a lui comunicato ma il silenzio rifiuto, era infondata poichè il contribuente aveva contestato l’illegittimità del mancato rimborso, sia che esso fosse costituito da rifiuto espresso o tacito.
Inoltre il trattamento pensionistico complementare era assoggettato a tassazione sull’importo dell’87,50%, in forza del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, che lo aveva assimilato ai redditi da lavoro dipendente.
2. Con il primo motivo di ricorso la ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, in quanto l’ufficio aveva comunicato al contribuente il provvedimento motivato di diniego del rimborso in data 28.7.2008 sicchè il contribuente stesso avrebbe dovuto impugnare il provvedimento stesso e non già il silenzio rifiuto che non si era mai formato.
3. Con il secondo motivo deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.Lgs 21 aprile 1993, n. 124, artt. 7 bis, 13 e 14 e del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48 bis, comma 1, ratione temporis applicabile. Sostiene la ricorrente che le prestazioni pensionistiche erogate dal fondo CAP istituito presso l’Inps non potevano fruire del regime della tassazione nella misura dell’87,50% in quanto la tassazione sulla ridotta base imponibile dell’87,50% riguardava solo i fondi di previdenza relativi agli enti di cui alla L. n. 70 del 1975, mentre, per gli altri fondi preesistenti (c.d. vecchi fondi), tra i quali rientrava anche quello per il personale dell’ex consorzio autonomo del Porto di Genova, la tassazione agevolata sulla base dell’87,50% doveva riconoscersi solo per quelli inquadrati nel settore della previdenza complementare disciplinato dal D.Lgs. n. 124 del 1993; di conseguenza, occorreva verificare, caso per caso, se detti fondi esercitavano l’attività sulla base della preventiva autorizzazione della COVIP e se i medesimi erano iscritti nell’albo tenuto dallo stesso Comitato ed erano sottoposti alla sua vigilanza; pertanto, poichè il Fondo per il personale dell’ex consorzio autonomo del Porto di Genova gestito dall’INPS non era iscritto all’albo anzidetto nè risultava soggetto alla vigilanza COVIP, lo stesso non era sottoposto al regime agevolato indicato dalla CTR. 4. Osserva la Corte che il primo motivo di ricorso è inammissibile per difetto di autosufficienza non avendo la ricorrente trascritto nel ricorso il provvedimento di rigetto e, precludendo, così, al giudice di legittimità ogni valutazione sulla natura e sugli effetti del provvedimento stesso.
5. In ordine al secondo motivo, osserva la Corte che il trattamento pensionistico erogato dal Fondo del consorzio autonomo del Porto di Genova (CAP), confluito nell’Inps a decorrere dal 1 gennaio 1987, ha natura complementare in quanto costituisce una prestazione in forma di rendita realizzata in modo volontario con lo scopo di integrare la pensione pubblica al fine di garantire all’avente diritto un adeguato tenore di vita nell’età pensionabile. Ne consegue che l’erogazione da parte dell’INPS di una unica somma comprensiva dell’assicurazione generale obbligatoria e della previdenza complementare non incide sulla natura integrativa del trattamento complementare, posto che si tratta di due titoli giuridici differenti. Quanto al fatto che il fondo in parola non sarebbe soggetto alla vigilanza Covip, mette conto osservare che dal sito internet della Covip emerge che, nella sezione ” Albo fondi pensione”, sono annoverati i “Fondiimps”. Ciò posto, il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, comma 7 bis, come introdotto dalla L. n. 335 del 1995, art. 11, comma 8, entrato in vigore il 17 agosto 1995, ha disposto che le prestazioni periodiche indicate nell’art. 47, comma 1, lett. h bis, stesso D.P. costituiscono reddito per l’87,5 dell’ammontare corrisposto e non per il loro intero ammontare.
Successivamente, la disposizione di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48 bis, lett. d (introdotta, con effetto dal 1 gennaio 1998, dal D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314, art. 4), ha stabilito che le prestazioni periodiche richiamate all’art. 47, comma 1, lett. h bis, stesso D.P., non sono più soggette alle disposizioni dell’art. 48, stesso D.P. (nel testo sostituito, con effetto dal 1 gennaio 1998, del D.Lgs. n. 314 del 1997, art. 3), ma continuano a costituire reddito per l’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto. La disciplina è stata in seguito ancora modificata dal D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, art. 10, comma 1, lett. f), entrato in vigore il 26 maggio 2001 con effetto decorrente però dal 1 gennaio 2001, come disposto dall’art. 19, comma 1, stesso D.Lgs., modificato dal D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168, art. 13, con il quale si è previsto che le prestazioni pensionistiche di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 47, comma 1, lett. h bis, si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta, ovverosia sono tassabili non già solo sull’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto, come sostenuto dalla CTR sulla scorta dell’originario testo normativo, sebbene sull’intero, quel testo non egsendo più in vigore al momento dell’erogazione assoggettata al prelievo fiscale (Cass. n. 9996 del 15.5.2015; Cass. n. 14310 del 20.4.2009). A tale principio non si è conformata la CTR nella sentenza qui impugnata, avendo riconosciuto al contribuente il diritto alla liquidazione dei tributo sul minore importo dell’87,50% degli emolumenti corrisposti dall’INPS. Alla luce di tali considerazioni va, pertanto, accolto il ricorso dell’Agenzia, attenendo la controversia (in seguito alla decadenza del contribuente al rimborso per gli anni dal 1997 al 2002, affermata dalla CTR nell’impugnata sentenza, non oggetto sul punto di alcuna doglianza) a prestazioni pensionistiche erogate successivamente al 31 dicembre 2000; non ricorrendo la necessità di nuovi accertamenti, la causa va decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., con il rigetto del ricorso introduttivo anche con riferimento all’istanza relativa agli importi maturati dal 2003 al 2007.
La Corte dichiara inammissibile il primo motivo di ricorso;
pronunciando sul secondo motivo, cassa l’impugnata sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario del contribuente;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 48
 art. 19
 art. 48
 art. 48
 art. 11
 art. 48
 art. 4
 art. 3
 art. 10
 art. 13
 art. 47
 Cass. 
 sentenza 
 art. 384
 sentenza