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Timestamp: 2020-05-27 00:38:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7643 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7643 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 24/03/2017, (ud. 19/01/2017, dep.24/03/2017), n. 7643
sul ricorso 12235-2012 proposto da:
DITTA INDIVIDUALE G.M.L., G.M.L.;
avverso la sentenza n. 13/2011 della COMM. TRIB. REG. di VENEZIA,
1. Con ricorso per cassazione fondato su un motivo l’Agenzia delle entrate impugna la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto n. 13/25/11, depositata il 22.03.2011 e non notificata, che aveva confermato la decisione di primo grado che, in parziale accoglimento dell’impugnazione avverso l’avviso di accertamento emesso ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), nei confronti di G.M.L., esercente attività alberghiera con ristorante, aveva rideterminato in via equitativa i ricavi in Euro 23.000,00.
2. In merito alla rideterminazione equitativa dei ricavi la CTR aveva affermato che ciò era legittimato dal fatto che l’Ufficio, a fronte di maggiori ricavi, non aveva considerato che questi implicavano anche maggiori uscite.
1. Con un unico motivo l’Agenzia si duole della omessa e, per altro profilo, contraddittoria motivazione della sentenza circa fatti decisivi e controversi (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), della violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, e degli artt. 112, 113, 132 e 156 c.p.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nonchè denuncia la nullità della sentenza (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4), lamentando che la soluzione equitativa non soddisfaceva gli oneri motivazionali in merito ai criteri ed alle ragioni che avevano indotto il giudice di appello a ridurre i ricavi ed i corrispettivi accertati, si trasfondeva in una carenza assoluta di motivazione e non era consentita al giudice tributario.
3. Va premesso che, dalla natura del processo tributario – il quale non è annoverabile tra quelli di impugnazione – annullamento, ma tra i processi di impugnazione – merito, in quanto non è diretto alla sola eliminazione giuridica dell’atto impugnato, ma alla pronuncia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione resa dal contribuente che dell’accertamento dell’Ufficio – discende che ove il giudice tributario ritenga invalido l’avviso di accertamento per motivi non formali, ma di carattere sostanziale, non può limitarsi ad annullare l’atto impositivo, ma deve esaminare nel merito la pretesa tributaria e, operando una motivata valutazione sostitutiva, eventualmente ricondurla alla corretta misura, entro i limiti posti dalle domande di parte (Cass. 15825/06, 17127/07, 19079/2009, 16686/016).
4. Nel caso di specie il giudice tributario, riconosciuta l’incongruenza dell’accertamento dell’Ufficio, non offre tuttavia alcuna verificabile motivazione riguardo ai criteri ed alle ragioni che lo hanno indotto a ridurre forfettariamente i ricavi ed i corrispettivi accertati, poichè il rinvio alle maggiori uscite è astratto e generico.
5. Il ricorso va accolto, la sentenza impugnata va cassata e va rinviata alla CTR del Veneto in altra composizione per il riesame e la compiuta motivazione, oltre che per la liquidazione sulle spese del presente grado di giudizio.
accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la controversia alla Commissione tributaria regionale del VENETO in diversa composizione per il riesame, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 sentenza 
 art. 36
 sentenza 
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