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Timestamp: 2018-10-21 21:38:29+00:00

Document:
#PA: 2010
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 11:13 AM mercoledì 29 dicembre 2010 Etichette: Conferenza di servizi, SUAP
L'articolo 4 comma 10 del DPR 160/2010 ha fissato in centoventi giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del regolamento il termine entro il quale i Comuni attestano,secondo le modalità previste dall'articolo 4, comma 2, dell'Allegato tecnico, la sussistenza in capo ai SUAP del proprio territorio dei requisiti di cui all'articolo 38, comma 3, lettera a), e a-bis), del decreto-legge e all'articolo 2, comma 2, del presente regolamento, trasmettendola al Ministero per lo sviluppo economico che cura la pubblicazione dell'elenco dei SUAP sul portale.
Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha pubblicato il modulo attraverso cui attestare il possesso dei requisiti in questione da parte degli Sportelli Unici per le Attività Produttive.
Il modulo è disponibile all'indirizzo http://www.studiospallino.it/doc/suap_modulo.pdf.
Codice del processo amministrativo: primi profili di incostituzionalità
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 3:38 PM mercoledì 22 dicembre 2010 Etichette: Codice processo amministrativo
Con ordinanza 18 novembre 2010, n. 800, il TAR Campania, Napoli, sezione I, ha rimesso alla Corte Costituzionale l'art. 135, co. 1, lett. e), dell’art. 16, co. 1, e l’art. 15, co. 5, del codice del processo amministrativo.
In base all’art. 135, co. 1, lett. e), in relazione all’art. 14, co. 1, del codice del processo amministrativo approvato con d. lgs. n. 104 del 2010, è devoluta alla competenza funzionale inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, la cognizione delle controversie di cui all’art. 133, co. 1, lett. p), in materia di giurisdizione esclusiva con riferimento a “… le controversie comunque attinenti alla complessiva azione di gestione del ciclo dei rifiuti …”. Ad avviso del TAR Campania, la disposizione appare in conflitto con il principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 Cost. sotto il profilo della ragionevolezza della legge, nella misura in cui la deroga agli ordinari canoni di riparto tra i diversi tribunali amministrativi regionali, fondati sulla efficacia territoriale dell’atto e sulla sede dell’autorità emanante, non appare sorretta da alcun adeguato fondamento giustificativo e si risolve, perciò, in una manifesta violazione di quel principio di ragionevolezza che costituisce limite alla discrezionalità legislativa in materia di determinazione della competenza territoriale.
L'ordinanza del TAR Campania é disponibile sul sito della Camera Amministrativa di Como a questo indirizzo.
Distanze ex art. 9 D.M. 1444/1968: valgono anche per le luci, non solo per le finestre
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 6:39 PM martedì 21 dicembre 2010 Etichette: D.M. 1444/1968, Distanze
Con sentenza breve n. 4374 depositata il 2 dicembre 2010, il TAR Piemonte, sezione prima, ha statuito che la disposizione contenuta nelle NTA del Comune di Almese (Torino), nella parte in cui prescrive che “non s’intenderanno come pareti finestrate quelle in cui siano praticate esclusivamente luci (art. 901 c.c.)”, è illegittima per violazione dell'art. 9, comma 1, del D.M 02.04.1968 n. 1444, il quale, correttamente interpretato nei termini esposti in sentenza, non consente di escludere dal concetto di “pareti finestrate” le ipotesi in cui nella parere siano presenti esclusivamente “luci”.
La sentenza consolida l'orientamento dello stesso TAR Piemonte espresso con la sentenza n. 2565 del 2008.
La decisione n. 4374/2010 é disponibile sul sito del TAR Piemonte a questo indirizzo.
Pubblicato da Alice Galbiati a 9:13 AM sabato 18 dicembre 2010 Etichette: Regione Lombardia, VAS
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 9:33 AM mercoledì 1 dicembre 2010 Etichette: Piano Casa, Regione Lombardia
Con sentenza n. 1840 depositata il 14 giugno 2010 il TAR Lombardia, Milano, sezione II, ha fissato il principio secondo cui con l'espressione “volume esistente” contenuta nella legge regione Lombardia 16 luglio 2009 n. 13 (cd. Piano Casa) non può che intendersi il volume fisicamente riscontrabile al momento della presentazione della d.i.a. (cd. volumetria di piano), e non la volumetria massima realizzabile in base all’indice di edificabilità fondiaria stabilito dallo strumento urbanistico. Un'interpretazione estensiva della norma regionale nel senso invocato dallo stesso Comune interessato (Segrate) in una sua circolare interpretativa, non soltanto, afferma il TAR, sarebbe in contrasto col tenore letterale della norma, e dunque col criterio cardine di ogni operazione ermeneutica, ma anche con la ratio della normativa in esame, che non intende in nulla sovrapporsi d’autorità al pianificatore comunale "attribuendo indiscriminatamente volumetrie ulteriori rispetto a quelle previste dagli strumenti urbanistici locali".
La sentenza n. 1840/2010 del TAR Lombardia é disponibile sul sito del TAR all'indirizzo http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Milano/Sezione%202/2010/201001220/Provvedimenti/201001840_20.XML
Dissertazioni sulla SCIA: convegno ^La babele normativa^
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 5:53 PM martedì 30 novembre 2010 Etichette: SCIA
Sul sito http://tv.architettiroma.it è possibile accedere ai video del Convegno nazionale sulla semplificazione delle procedure edilizie, tenutosi martedì 05.10.2010, dall'eloquente titolo ^La babele normativa^.
Suggeriamo di ascoltare l'intervento del Cons. Chinè, capo ufficio legislativo Ministero per la semplificazione normativa. Intervento che non solo ignora le problematiche giuridiche sollevate da più parti (ANCI in prima linea) sulla correttezza dell'interpretazione dell'articolo 19 l. 241/1990 fornita dal Ministero, ma che rivela l'affanno e l'imbarazzo del Ministero (minuto 20:30) nel momento in cui la platea ne contesta la posizione.
Segnaliamo che, a seguito dell'incontro con il Ministero della Semplificazione, il Consiglio Nazionale Architetti ha richiesto la riscrittura del testo legislativo sulla materia della SCIA, tenuto conto della "diffusa incertezza da parte degli operatori professionali, imprenditoriali nonché degli Enti locali nell'applicazione della nuova disciplina, oltre che della possibile disomogeneità interpretativa sul territorio nazionale". Si ascolti, altresì, la replica sempre del Cons. Chiné a fronte di alcuni quesiti formulati in sala.
Intervento dr. Chiné: http://tv.architettiroma.it/notizie/12820.aspx
Replica dr. Chiné: http://tv.architettiroma.it/notizie/12823.aspx
Ancora sulla SCIA: la Regione Liguria dice no all'applicazione all'edilizia, soprattutto in ambiti vincolati
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 10:06 AM giovedì 25 novembre 2010 Etichette: SCIA
Il 4 novembre 2010 la Regione Liguria ha trasmesso alle amministrazioni locali la nota 28 ottobre 2010 a firma del Vice Presidente della Giunta Regionale e Assessore alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica con allegato il parere reso al Comune di Genova relativamente alla applicabilità in materia di attività edilizia del nuovo istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Oltre a ricordare di aver proposto ricorso alla Corte Costtuzionale con altre otto regioni, la Regione ha evidenziato che la procedura pare essere circoscritta alle attività di Impresa, maggiormente bisognose di "semplificazione", escludendone in ogni caso l'applicazione in casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.
Il parere della Regione Liguria è disponibile sul portale del Collegio dei Geometri della Provincia di Imperia all'indirizzo http://www.geometri.im.it/portals/geometriim/images/default/doc%20home/regione%20liguria%20-%20attivit%EF%BF%BD%20edilizia.pdf
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 12:31 PM venerdì 19 novembre 2010 Etichette: Appalti pubblici, Codice degli appalti, Codice processo amministrativo
SCIA: considerazioni di ordine applicativo [Sondrio, 16.11.2010]
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 10:39 AM giovedì 18 novembre 2010 Etichette: SCIA
Sono disponibili le slide dell'intervento tenuto all'incontro del 16 novembre 2010 a Sondrio,patrocinato dall'Ordine degli Ingegneri di Sondrio e dalla sezione Como-Lecco di UNITEL.
Ancora sulla SCIA: profili di incostituzionalità e determine di improcedibilità
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 12:00 PM mercoledì 10 novembre 2010 Etichette: SCIA
Come i commentatori più attenti non hanno mancato di evidenziare, non é certo con lo scambio di corrispondenza tra D.G. Territorio della Regione Lombardia e Ministero della Semplificazione che la questione della applicabilità, o meno, della SCIA all'edilizia può dirsi esaurita. Il sistema di avvisi di Google Alert rimette oggi - alla voce ^scia segnalazione certificata inizio attività^ - due importanti segnalazioni.
La prima proviene dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia, dove è disponibile il parere reso il 5.11.2010 dal Servizio per gli affari istituzionali e il sistema delle autonomie locali sul quesito "Si può ritenere che il c. 4-ter dell'art. 49 travalichi la competenza legislativa statale, violando le attribuzioni regionali riconosciute dallo Statuto di autonomia?" La risposta è: sì, anche se la norma troverà, tuttavia, applicazione fino all'eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale.
La seconda é inveca la determina n. 94 del 5.11.2010 con cui il Comune di Mulazzano (Lo), ha disposto la “non applicabilità della SCIA in materia edilizia”.
Il parere 5.11.2010 del Servizio affari istituzionali della Regione Friuli Venezia Giulia é disponibile sul sito Autonomie Locali a questo indirizzo.
La determina n. 94/2010 del Comune di Mulazzano è disponibile a questo indirizzo sul sito del Comune di Mulazzano a questo indirizzo.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 10:02 AM lunedì 16 agosto 2010 Etichette: Codice processo amministrativo
Pubblicato da Dott. Ing. Marco Scaramellini a 5:26 PM venerdì 6 agosto 2010 Etichette: Appalti pubblici, Attività edilizia libera, Testo Unico Edilizia
Scompare la Dichiarazione di inizio attività, arriva la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia)
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 11:34 AM giovedì 22 luglio 2010 Etichette: Legge 241/1990, SCIA
Non ha vita facile l'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di liberalizzazione delle attività private. Sostituito prima dall'articolo 2 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e poi dall'articolo 3 del d.l. 14 marzo 2005, n. 35 (convertito, con modificazioni, in legge 14 maggio 2005, n. 80), interessato dalla legge 18 giugno 2009, n. 69 (articolo 9), la norma è stata fatta oggetto di un'ulteriore modifica in sede di conversione del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (manovra economica straordinaria per il 2010-2011) emendato come approvato dal Senato con voto di fiducia e trasmesso alla Camera dei deputati (articolo 49, comma 4-bis, legge n. 122 del 2010).
Pubblicato da Dott. Ing. Marco Scaramellini a 9:53 AM giovedì 24 giugno 2010 Etichette: Edilizia, Strutture, Testo Unico Edilizia
Estratto dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia
L'obbligo in questione é stato recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione Penale, sezione III, 7 maggio 2010, sentenza n.17539, secondo cui spetta al costruttore l'obbligo di denunciare le opere in conglomerato cementizio armato, con la conseguenza che solo a carico di questi è configurabile il reato. Pertanto, si tratta di un reato omissivo proprio del costruttore non essendo destinatario dell'obbligo di denuncia nessun altro soggetto, per cui neanche il committente è tenuto a rispondere di detto reato. (Cass. sez. III, 14.12.1998 n. 13097; Cass. sez. III, 11.3.1998 n. 3027, Chiarenza).
TAR Lombardia: gara per l'affidamento del PGT e rinnovazione delle procedure.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 11:02 AM lunedì 21 giugno 2010 Etichette: Gare pubbliche, Incarichi professionali, PGT
Con sentenza n. 1853 del 16 giugno 2010, la sezione prima del TAR Lombardia, Milano, ha fissato alcuni importanti principi in tema di affidamento di incarichi per la redazione dei Piano di Governo del Territorio (PGT).
D.L. n. 78/2010: novità in tema di conferenza di servizi
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 3:26 PM venerdì 18 giugno 2010 Etichette: Autorizzazione paesaggistica, Beni paesaggistici, Conferenza di servizi, Legge 241/1990
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2010, n. 115 – Suppl. Ord. n.114, il decreto-legge del 31 maggio 2010, n.78 ^Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica^, che contiene non poche novità in tema di conferenza di servizi. La più nota é quella secondo cui si considera acquisito favorevolmente il parere delle Soprintendenze "il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la volontà dell'amministrazione rappresentata" (nuovo comma 7 dell'articolo 14ter, come sostituito dall'articolo 49, comma 2, lettera e, d.l. 78/2010). Fermo restando il (nuovo) procedimento per la rimessione della "questione" (un tempo, della "decisione") al Consiglio dei Ministri nel caso in cui venga espresso un parere ^definitivamente^ negativo, cosa succede se il parere é sì negativo ma non definitivo? Ossia quando, immaginiamo, la Soprintendenza - anche per evitare di esporsi a iniziative di natura giurisdizionale -emetta sì un parere negativo, ma questo contenga, ad esempio, le prescrizioni che - se assolte -. potrebbero indurre la stessa a rivedere il proprio orientamento? Tipologia non inusuale e messa a regime dallo stesso legislatore, secondo cui il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del permesso di costruire sia necessario apportare "modifiche di modesta entità" al progetto originario, può farlo, illustrandone le ragioni (art.20, c. 4, D.P.R. 380/2001). Ciò che rileva in prima battuta non é cosa avvenga in una tale ipotesi, ma che tale fattisepecie sia stata - se pure implicitamente - considerata dal legislatore.
D.L.78/2010 [su Bosetti e Gatti]
D.P.R. 380/2001 [su Bosetti e Gatti]
TAR Lombardia: rapporti tra pianificazione urbanistica e vincoli paesaggistici.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 2:56 PM lunedì 14 giugno 2010 Etichette: Beni paesaggistici, PGT, strumenti urbanistici
Con sentenza n. 1654 depositata il 24 maggio 2010 (estensore, dr. Di Mario), la sezione quarta del TAR Lombardia, Milano, ha ribadito alcuni importanti principi in materia di rapporti tra pianificazione urbanistica e vincoli paesaggistici, di particolare interesse nel momento in cui le amministrazioni lombarde si accingono a rilasciare i nuovi strumenti urbanistici (PGT), anche alla luce del recente Piano Territoriale Paesistico Regionale.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 3:11 PM sabato 5 giugno 2010 Etichette: manutenzione straordinaria, Regione Lombardia, Testo Unico Edilizia
Dopo aver contrastato la prima versione del d.l. 40 in materia di regime degli interventi edilizi minori (comunicato 31 marzo 2010), la Regione Lombardia si adegua all'intervento del legislatore nazionale. Nel comunicato 3 giugno 2010 pubblicato sul sito della D.G. Territorio, la Regione evidenzia come l'entrata in vigore la legge 22 maggio 2010, n. 73 - conversione del D.L. n. 40/2010 - con quanto contenuto in termini di novella dell’art. 6 del T.U. dell’edilizia, abbia portato ad una
disciplina uniforme dell’attività edilizia libera, finalizzata a definire un livello minimo di semplificazione non derogabile in senso restrittivo dalla Regione, alla quale è consentito solo di integrare e adattare la normativa statale.
Stupisce, conoscendo l'attenzione della Regione Lombardia per le proprie prerogative, la chiusura del comunicato, secondo cui
Una tale lettura del nuovo art. 6 del D.P.R. n. 380/2001 non consente di considerare "di dettaglio" le disposizioni ivi previste; queste ultime, pertanto, non potranno più ritenersi disapplicate per effetto dell’art. 103, comma 1, della L.R. n. 12/2005, legge per il Governo del Territorio. Pertanto, anche in Regione Lombardia, trova immediata applicazione il regime semplificato delineato a livello statale per gli interventi di manutenzione straordinaria e per gli altri normativamente individuati.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 7:31 PM giovedì 3 giugno 2010 Etichette: L.R. Lombardia 12/2005, Regione Lombardia, ristrutturazione
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 11:24 AM Etichette: Distanze
Su indicazione dello Studio legale Carrara e Luzzi di Sondrio, segnaliamo una interessante sentenza della Corte di Cassazione in materia di distanze tra fabbricati. Afferma la Corte che, ferma la distinzione dei caratteri tra potere privato e potere pubblico, deve ritenersi ammissibile l'acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dalle norme del codice civile o da quelle dei regolamenti e degli strumenti urbanistici locali. Non sono di ostacolo a questa concezione - afferma la Corte - le possibili frodi prospettate dalla giurisprudenza. Si tratta, infatti:
di un inconveniente (dipendente comunque da un congegno macchinoso e precario) che non giustifica un inquadramento incoerente dei principi vigenti sui modi di acquisto dei diritti reali e sulla disciplina dei limiti legali della proprieta. Tantomeno questo inconveniente vale a giustificare la illogica dicotomia tra tutela delle distanze di fonte codicistica e di fonte regolamentare. Non sarebbero neppure configurabili le temibili diseconomie esterne (conseguenze negative sul piano della salute e delllambiente) che gli studiosi di analisi economica del diritto rinvengono nella deroga pattizia alle distanze. Altro è infatti incidere sui poteri pubblici, o consentire una generalizzata derogabilità, il che può cagionare effetti lesivi permanenti delltinteresse generale tutelato; altro è ammettere che operi il fenomeno delllusucapione. Esso vale soltanto a riportare il meccanismo di contemperamento dei diritti soggettivi nelllalveo ordinario previsto dal legislatore, escludendo la sussistenza, nel circoscritto ambito della proprietà immobiliare, di diritti soggettivi a tutela rafforzata
La decisione è scaricabile in formato pdf a questo indirizzo:
www.studiospallino.it/doc/giur/cassazione_4240_2010.pdf
Si ringrazia lo Studio Carrara e Luzzi per la collaborazione.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 8:56 AM sabato 13 marzo 2010 Etichette: Condono edilizio
Il 17 febbraio scorso i senatori Sarro e Nespoli, coadiuvati dai senatorio Fasano, Izzo, Giuliano, Vetrella, Compagna, Calabrò, Lauro, Pontone, De Gregorio, Esposito, Coronella e Sibilia, hanno depositato il disegno di legge n. 2020, finalizzato - ma non solo - a riaprire i termini per la presentazione di domande di condono edilizio del 2003, che a sua volta riapriva i termini del condono del 1985 consentendone l'accesso alle opere ultimate entro il 31 marzo 2003.
Il disegno di legge è scaricabile a questo indirizzo.
La scheda del d.l. sul sito del Senato é disponibile qui.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 11:45 AM lunedì 8 marzo 2010 Etichette: VIA
Con legge 2 febbraio 2010, n. 5, pubblicata sul BURL n. 5, 2° suppl. ord. del 4 febbraio 2010, la Regione Lombardia ha integralmente rinnovato la propria legislazione in materia di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), abrogando la L.R. 20/1999, nonché l'articolo 3, comma 6, della L.R. 3/2001 e l'articolo 3, comma 2, della L.R. 3/2003. Le procedure avviate prima dell'entrata in vigore della legge si concludono secondo le disposizioni vigenti al momento del loro avvio (art. 14, comma 1).
La l.r. 5/2010 è disponibile in formato pdf a questo indirizzo.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 5:51 PM martedì 2 marzo 2010 Etichette: Corte Costituzionale, Interpretazione delle leggi, L.R. Lombardia 12/2005, Sottotetti
Grazie allo studio legale associato Fontana Ferrari di Brescia e a Battista Bosetti, diamo notizia dell'ordinanza con cui il Tribunale civile di Brescia, sezione terza, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell'articolo 64, comma 2, della legge regionale n. 12 del 2005, nella parte in cui, autorizzando ampliamenti degli edifici esistenti in deroga ai limiti e alle prescrizioni dei piani urbanistici al di fuori delle ipotesi di deroga legittime ex art. 9 u.c. D.M. 1444/1968, si pone in insanabile contrasto con il principio fondamentale dettato dall'articolo 3 del T.U. dell'Edilizia in tema di definizioni degli interventi edilizi e, quindi, con l'articolo 117, comma 3, della Costituzione. In breve: non è vero, come afferma il TAR Lombardia nella decisione 153/2009, che la lettura comparata delle disposizioni regionali e nazionali deve suggerire una interpretazione delle prime conforme a legittimità a scapito di una non di legittimità, poichè nella fattispecie il legislatore regionale ha intenzionalmente qualificato il recupero dei sottotetti come ristrutturazione, al fine di sottrarli alla applicazione delle disposizioni di rango superiore.
L'ordinanza 11 febbraio 2010 del Tribunale di Brescia é scaricabile in formato pdf a questo indirizzo.
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 3:54 PM martedì 19 gennaio 2010 Etichette: Autorizzazione paesaggistica, Incontri di studio
In collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sondrio , lo Studio di Ingegneria e Consulenza Scaramellini e lo Studio legale Carrara e Luzzi, lo studio Spallino organizza un incontro di formazione sul regime dell'autorizzazione paesaggistica, come in vigore dall'1 gennaio 2010.
La partecipazione all'incontro è gratuita. È necessario iscriversi via email all'indirizzo news@studiospallino.it o all'indirizzo marco.scaramellini@fastwebnet.it, indicando:
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 5:50 PM mercoledì 13 gennaio 2010 Etichette: d.l. 112/2008
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 8:48 AM venerdì 8 gennaio 2010 Etichette: Piano Casa, Regione Lombardia
Da http://www.sateliosnews.it/
Aler ricorre in Tribunale. Il Comune ci danneggia
Giovedì 07 Gennaio 2010 10:16
Varese, la riduzione delle aree verdi utilizzabili per edilizia popolare scatena la guerra dentro il PdL.
VARESE - Centotrentacinquemila metri cubi di cemento, vetri e tetti. E’ la cubatura che Aler – l’azienda di edilizia popolare – poteva realizzare in base alla normativa regionale se il Comune di Varese non avesse ristretto, con propria delibera, la percentuale di spazio verde disponibile per nuove costruzioni.
Una decisione – quella comunale – che ha scatenato le ire della stessa Aler che ha fatto ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, per ottenerne l’annullamento. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. E che ha messo in evidenza come i rapporti fra palazzo Estense e Azienda siano ormai ai ferri corti.
Tutto nasce da una decisione dell’amministrazione comunale varesina che riduce dal 40% al 5% la percentuale di terreno verde disponibile per l’edilizia abitativa.
Il 40 per cento, nell’ambito del piano casa, l’aveva fissato la Regione. Varese, ritenendo troppo alto il valore, tanto da mettere a rischio le ultime aree verdi del territorio comunale, aveva fissato un limite ben più restrittivo.
Paolo Galli, area PdL e presidente di Aler, non ha perso tempo, inoltrando ricorso al Tar. E così la ruggine che già covava è diventata scontro aperto.
A sostenere a spada tratta la scelta della Giunta è Fabio Binelli, ex segretario cittadino leghista e assessore all’urbanistica. Scelta ragionevole, secondo Binelli, perché in altro caso, le ultime porzioni di verde varesino sarebbero finite in pasto alle operazioni immobiliari. Ipotesi che fa inorridire la Lega. Ma che crea anche un caso politico.
Un caso, perché Galli è considerato uomo del Popolo della Libertà. E non solo. Caso politico lo diventa dal momento in cui il presidente dell’Azienda decide – pare senza ascoltare neppure il Consiglio di amministrazione – di proporre ricorso al Tribunale amministrativo della Lombardia contestando la legittimità del ricorso del Comune. A sostenere la motivazione del ricorso, la considerazione che la decisione del Comune finisce per provocare danni materiali enormi ad Aler stessa.
Nella battaglia, una volta tanto, Binelli non resta solo. Si schiera con l’assessore il sindaco, Fontana, ma contro Paolo Galli, si schiera anche il vertice del Popolo della Libertà. Perché – spiegano dal centrodestra – i vincoli decisi dalla Giunta sono stati approvati anche in Consiglio con un voto pressoché unanime.
Sarà. Ma intanto Paolo Galli il ricorso l’ha presentato. Perché – sostiene in buona sostanza il presidente Aler varesino – la decisione della Giunta e il voto del Consiglio rappresentano un danno economico per l’Ente.
Chi ha ragione? Ai posteri, anzi, al Tar, la (ardua) sentenza. Intanto dall’assessore all’Urbanistica arriva una richiesta precisa. “Galli si dimetta”.
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 Cass. sez. 
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