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Timestamp: 2019-10-14 12:21:04+00:00

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RS 817.022.111 Ordinanza del DFI del 23 novembre 2005 sulle bevande analcoliche (in particolare tè, tè di erbe, caffè, succhi, sciroppi, gazose)
817.022.111 Ordinanza del DFI del 23 novembre 2005 sulle bevande analcoliche (in particolare tè, tè di erbe, caffè, succhi, sciroppi, gazose)
[817.022.111]
visti gli articoli 4 capoversi 2, 26 capoversi 2 e 5 e 27 capoverso 3 dell'ordinanza del 23 novembre 20051 sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso (ODerr),
1 La presente ordinanza definisce le seguenti bevande analcoliche e derrate alimentari contenenti caffeina, stabilisce i requisiti e ne disciplina la particolare caratterizzazione:
succo di frutta, nettare di frutta;
sciroppo, sciroppo di frutta e sciroppo d'acero;
bevanda da tavola con succo di frutta;
gazosa;
bevanda da tavola con latte, latticello, scotta o altri prodotti di latte;
polvere e concentrato per la preparazione di bevande analcoliche;
bevande istantanee e bevande pronte a base di ingredienti quali il caffè, i surrogati di caffè, il tè, le erbe, i frutti o il guaranà nonché bevande pronte contenenti caffeina;
vermut analcolico, aperitivo analcolico, bitter analcolico, sidro analcolico, birra senz'alcol, vino analcolico, spumante analcolico;
caffè, surrogati di caffè;
tè, mate, tè di erbe e di frutti;
bevanda di soia e bevanda di cereali.
2 La presente ordinanza non si applica all'acqua per il consumo umano; quest'ultima è disciplinata dall'ordinanza del DFI del 23 novembre 20055 concernente l'acqua potabile, l'acqua sorgiva e l'acqua minerale.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 15 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4975).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 15 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4975).
4 Introdotta dal n. I dell'O del DFI del 15 nov. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4975).
5 RS 817.022.102
Art. 2 Tenore di alcool etilico
1 Il tenore di alcool etilico delle bevande analcoliche non deve superare lo 0,5 per cento in volume.
2 Per lo sciroppo è determinante la diluizione pronta al consumo.
Capitolo 2: Succo di frutta, nettare di frutta
Sezione 1: Succo di frutta
1 Il succo di frutta è un succo non fermentato ma fermentescibile, ottenuto dalla parte commestibile di frutti sani e maturi, freschi o conservati mediante refrigerazione, appartenenti a una o più specie. Il succo di frutta possiede il colore, l'aroma e il sapore caratteristici dei frutti dai quali proviene.
2 È succo di frutta anche il succo ottenuto mediante ricostituzione del succo di frutta concentrato con acqua potabile.
3 Il succo di frutta concentrato (concentrato di succo di frutta) è succo di frutta di una o più specie di frutta, al quale è stata sottratta per via fisica una determinata percentuale dell'acqua naturale.
4 Il succo di frutta disidratato (succo di frutta in polvere) è succo di frutta di una o più specie di frutta, al quale è stata sottratta per via fisica quasi tutta l'acqua naturale.
5 Il succo di frutta diluito è una bevanda fabbricata mediante diluizione di succo di frutta, succo di frutta concentrato, purea di frutta, purea di frutta concentrata oppure di una miscela di tali prodotti con acqua potabile.
6 Il succo di frutta estratto ad acqua è succo di frutta ottenuto per estrazione ad acqua (diffusione) di:
7 La purea di frutta è il prodotto non fermentato ma fermentescibile, ottenuto mediante processi fisici adeguati, quali la setacciatura, triturazione o macinazione della parte commestibile dei frutti interi o sbucciati, senza eliminazione del succo.
8 La purea di frutta concentrata è il prodotto ottenuto dalla purea di frutta mediante l'eliminazione fisica di una determinata percentuale dell'acqua naturale. Alla purea di frutta concentrata possono essere restituiti aromi. Gli aromi da restituire ai succhi devono essere ottenuti esclusivamente da frutti della stessa specie mediante processi fisici adeguati secondo l'allegato 1.
9 La polpa o le cellule sono i prodotti ottenuti a partire dalle parti commestibili del frutto della stessa specie, senza eliminazione di succo. Nel caso di agrumi, per polpa o per cellule si intendono gli agglomerati di succo ottenuti dall'endocarpo.
10 In deroga all'allegato 3 numero 24 dell'ordinanza del DFI del 23 novembre 20052 sulla caratterizzazione e la pubblicità delle derrate alimentari (OCDerr), gli aromi da restituire ai succhi si ottengono durante la trasformazione del frutto mediante processi fisici adeguati. Tali processi fisici possono essere applicati per trattenere, conservare o stabilizzare la qualità dell'aroma e includono in particolare la spremitura, l'estrazione, la distillazione, il filtraggio, l'assorbimento, l'evaporazione, il frazionamento e la concentrazione. L'aroma è ottenuto dalle parti commestibili del frutto; tuttavia, esso può anche provenire da olio spremuto a freddo dalla scorza di agrumi e da composti di noccioli.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
Art. 3a1Trattamenti e sostanze ammessi
Per le derrate alimentari di cui all'articolo 3 capoversi 1-4 e 6 sono ammessi i trattamenti e le sostanze previsti nell'allegato 1.
1 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 7 mar. 2008 (RU 2008 1021). Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
per fabbricare succo di frutta, è ammessa la miscelazione di succo di frutta con purea di frutta. Per fabbricare succo di frutta da concentrato di succo di frutta, è consentita la miscelazione di succo di frutta o succo di frutta concentrato con purea di frutta o purea di frutta concentrata;
i seguenti succhi possono contenere:
il succo d'arancio, al massimo il 10 per cento in massa di succo di mandarino oppure la quantità corrispondente di concentrato;
sono ammesse l'aggiunta al succo di frutta e al concentrato di succo di frutta di aroma, polpa e cellule restituiti nonché l'aggiunta al succo di uva di sali di acido tartarico restituiti;
l'aggiunta di zuccheri è vietata;
l'aroma, la polpa e le cellule ottenuti mediante processi fisici adeguati dalle stesse specie di frutta possono essere restituiti al succo di frutta e al concentrato di succo di frutta;
il contenuto di solidi solubili del succo di frutta da concentrato corrisponde al valore Brix minimo per il succo ricostituito secondo l'allegato 3. Se un succo di frutta da concentrato è ottenuto da un frutto non menzionato nell'allegato 3, il valore Brix minimo del succo ricostituito è quello del succo estratto dal frutto utilizzato per ottenere il concentrato;
nel caso degli agrumi, il succo di frutta deve provenire dall'endocarpo. Fa eccezione il succo di limetta; quest'ultimo può essere ottenuto dal frutto intero;
al succo di frutta, al succo di frutta da concentrato e al succo di frutta estratto ad acqua possono essere aggiunti fino a 3 g per litro di succo di limone o di limetta o succo concentrato di limone o di limetta, espresso in acido citrico anidro, per correggerne il gusto acido;
l'aggiunta di anidride carbonica è permessa.1
l'aroma, la polpa e le cellule ottenuti mediante processi fisici adeguati da frutti della stessa specie possono essere restituiti al succo di frutta concentrato;
essi possono contenere fino a 3 g per litro di succo di limone o di limetta o succo concentrato di limone o di limetta, espresso in acido citrico anidro, per correggerne il gusto acido;
3 Introdotta dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
Art. 5 Denominazione specifica
1 Se un succo di frutta contiene due o più sorte di succo di frutta, ciò deve risultare evidente dalla denominazione specifica (p. es. «miscela di succhi di frutta», «succo di più specie di frutta»). È pure permessa l'indicazione delle singole sorte di succhi di frutti in ordine decrescente di volume in base all'elenco degli ingredienti (p. es. «succo di arancia e di albicocca»).1
1bis Il capoverso 1 non si applica in caso di aggiunta di succo di limone o di limetta per correggere il sapore acido di un succo di frutta.2
2 I succhi di mela e di pera o le loro mescolanze possono essere designati come «succo di frutti a granelli», «succo di frutti» oppure «sidro dolce».3
4 Se nella denominazione specifica è menzionata una sorta di frutta (p. es. «succo di mele Gravenstein»), il suo contenuto di succo nel prodotto finito deve essere almeno dell'80 per cento in massa.
5 Per il succo di frutta disidratato il termine «disidratato» o «essiccato» può essere sostituito con «in polvere» e completato o sostituito con l'indicazione del trattamento speciale applicato (p. es. «liofilizzato»).
6 Nella preparazione di succo di frutta e purea di frutta designati con la denominazione specifica o il nome comune del frutto utilizzato devono essere utilizzate le specie di frutta corrispondenti ai nomi botanici che figurano nell'allegato 3. Per le specie di frutta non incluse nell'allegato 3 si applica il nome botanico o comune corretto.5
2 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 7 mar. 2008, in vigore il 1° apr. 2008 (RU 2008 1021).
4 Abrogato dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, con effetto dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
5 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
Art. 6 Ulteriore caratterizzazione
Oltre alle indicazioni secondo l'articolo 2 OCDerr1 vanno aggiunti:2
una menzione «contiene anidride carbonica» accanto alla denominazione specifica per i prodotti che contengono più di 2 g di anidride carbonica per litro;
per il succo di frutta diluito, il tenore minimo di succo di frutta, di polpa di frutta oppure di una mescolanza di tali componenti, accanto alla denominazione specifica.
Sezione 2: Nettare di frutta
1 Il nettare di frutta è un prodotto non fermentato ma fermentescibile, ottenuto con l'aggiunta di acqua, con o senza l'aggiunta di zuccheri o miele, a succo di frutta, succo di frutta da concentrato, succo di frutta estratto ad acqua, succo di frutta concentrato, purea di frutta o purea di frutta concentrata o una loro miscela.1
2 Per la fabbricazione sono ammessi i trattamenti e le sostanze secondo l'allegato 1.2
2 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 7 mar. 2008, in vigore il 1° apr. 2008 (RU 2008 1021).
Art. 8 Requisiti
1 I prodotti finiti devono presentare, secondo la loro specie, i contenuti minimi di succo di frutta o di polpa di frutta di cui all'allegato 2.1
2 Sono ammesse l'aggiunta di zuccheri o miele fino al 20 per cento in massa del prodotto finito nonché l'aggiunta di aroma, polpa e cellule restituiti.2
3 È permesso miscelare nettari di frutti di una o più specie di frutti, eventualmente con aggiunta di succo di frutta o di polpa di frutta,. In tal caso la somma dei singoli quozienti (quota di succo di frutta e di polpa divisa per il tenore minimo del frutto corrispondente secondo l'all. 2) deve essere almeno 1.3
4 L'aggiunta di anidride carbonica è permessa.
5 L'aroma, la polpa e le cellule ottenuti mediante processi fisici adeguati da frutti della stessa specie possono essere restituiti al nettare di frutta.4
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 7 mar. 2008, in vigore il 1° apr. 2008 (RU 2008 1021).
4 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
1 Per la denominazione specifica del nettare di frutta è applicabile per analogia l'articolo 5 capoverso 1.
2 Nella preparazione di nettare di frutta designato con la denominazione specifica o il nome comune del frutto utilizzato devono essere utilizzate le specie di frutta corrispondenti ai nomi botanici che figurano nell'allegato 3. Se la specie di frutta non è inclusa nell'allegato 3, si applica il nome botanico o comune corretto.1
1 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
1 Oltre alle indicazioni secondo l'articolo 2 OCDerr1 devono figurare:
una menzione come «contiene anidride carbonica» accanto alla denominazione specifica per i prodotti che contengono più di 2 g di anidride carbonica per litro;
il tenore minimo di componenti del frutto accanto alla denominazione specifica.
2 L'indicazione che al nettare di frutta non sono stati aggiunti zuccheri e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto non contiene monosaccaridi o disaccaridi aggiunti o ogni altra derrata alimentare utilizzata per le sue proprietà dolcificanti.2
3 Se il nettare di frutta contiene naturalmente sorte di zuccheri, oltre all'avvertenza di cui al capoverso 2 sull'etichetta deve figurare anche l'avvertenza «contiene naturalmente sorte di zuccheri».3
3 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
Capitolo 3: Sciroppo, sciroppo di frutta e sciroppo d'acero2
Art. 111Definizioni
3 Lo sciroppo di frutta è un prodotto liquido denso, preparato con succo di frutta o suoi concentrati con aggiunta di sorte di zuccheri, secondo il procedimento di solubilizzazione all'ebollizione o a freddo.
4 Lo sciroppo d'acero è un succo ottenuto dalla linfa addensata dell'acero da zucchero (Acer saccharum) o di un'altra sorta idonea di acero.
1 La sostanza secca solubile dello sciroppo, dello sciroppo di frutta e dello sciroppo d'acero deve costituire almeno il 60 per cento della massa.1
2 Abrogato dal n. I dell'O del DFI del 15 nov. 2006, con effetto dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4975).
Art. 13 Denominazione specifica
1 Se uno sciroppo di frutta contiene parecchie specie di frutti, ciò deve risultare chiaramente dalla denominazione specifica (p. es. «sciroppo di frutta misto»). È ammessa l'indicazione delle singole specie di succhi di frutta in ordine decrescente di quantità (p. es. «sciroppo di arance-albicocche»).
2 Allo sciroppo secondo l'articolo 11 capoverso 1 è applicabile per analogia il capoverso 1.1
Capitolo 4: Bevanda da tavola con succo di frutta
Art. 141Definizione
La bevanda da tavola con succo di frutta (bevanda con succo di frutta) è una bevanda fabbricata mediante diluizione con acqua potabile o con acqua minerale naturale di succo di frutta, succo di frutta concentrato o sciroppo di frutta a cui possono eventualmente essere aggiunte sorte di zuccheri.
Art. 15 Requisiti
1 La parte di succo di frutta nel prodotto finito deve essere almeno del 10 per cento in massa.
2 Le bevande da tavola preparate esclusivamente con succo di limone devono contenere nel prodotto finito almeno il 6 per cento in massa di succo di limone.
3 L'aggiunta di anidride carbonica è permessa.
Art. 16 Denominazione specifica
1 Se una bevanda da tavola contiene parecchie specie di succhi di frutta, ciò deve risultare chiaramente dalla denominazione specifica (p. es. «bevanda da tavola con succhi di frutta»). È anche permessa l'indicazione delle specie di succhi di frutta utilizzate in ordine decrescente di quantità (p. es. «bevanda da tavola con succo di arance e albicocche»).1
1bis Il capoverso 1 non si applica per l'aggiunta di succo di limone o di limetta per correggere il sapore acido di un succo di frutta.2
2 Se nella fabbricazione del prodotto è utilizzata acqua minerale naturale, nella denominazione specifica può essere menzionata l'origine dell'acqua minerale corrispondente. È vietato indicare l'analisi dettagliata dell'acqua minerale.
Art. 17 Ulteriore caratterizzazione
Le indicazioni secondo l'articolo 2 OCDerr1 vanno completate con:
a. l'indicazione della parte di succo di frutta nel prodotto finito, in per cento in massa, accanto alla denominazione specifica;
b. una menzione come «contiene anidride carbonica» accanto alla denominazione specifica per i prodotti che contengono più di 2 g di anidride carbonica per litro.
Capitolo 5: Gazosa
La gazosa (bevanda rinfrescante) è una bevanda con o senza anidride carbonica fabbricata diluendo succo di frutta o aromi con acqua potabile o acqua minerale naturale, con o senza aggiunta di sorte di zuccheri, caffeina o chinina.
1 La gazosa con anidride carbonica deve contenere almeno 2 g di anidride carbonica per litro.
2 Le gazose con caffeina non devono contenere più di 250 mg di caffeina per litro.
3 Le gazose con chinina non devono contenere più di 80 mg di chinina per litro, calcolata come chinina cloridrato.
Art. 20 Denominazione specifica
1 Se la parte di succo di frutta è almeno del 4 per cento in massa, nella denominazione specifica si può indicare il tenore di succo di frutta (p. es. «gazosa con succo di limone»). Il tenore di succo di frutta nel prodotto finito va indicato in per cento in massa accanto alla denominazione specifica.
2 Se la parte di succo è inferiore al 4 per cento in massa la denominazione specifica è per esempio «gazosa con aroma di limone»; in tal caso tutta la denominazione specifica deve figurare in caratteri di uguale grandezza.
3 Se per la fabbricazione è stata usata acqua minerale naturale invece di acqua potabile, il prodotto può essere designato come «acqua da tavola» (p. es. «acqua da tavola con succo di limone» o «con aroma di limone»); può essere menzionata l'origine dell'acqua minerale in questione. È vietato indicare l'analisi dettagliata dell'acqua minerale.
4 Se il prodotto contiene diverse specie di succo di frutta o aromi, ciò deve risultare chiaramente dalla denominazione specifica (p. es. «gazosa con succhi di frutti» rispettivamente «gazosa con aromi di frutti»). È anche permessa l'indicazione delle singole specie di succhi di frutti o aromi in ordine decrescente di quantità (p. es. «gazosa con succo di arancio e di limone» rispettivamente «gazosa con aroma di arancia e di limone»).
5 La gazosa senza anidride carbonica deve essere caratterizzata come tale.
Art. 21 Ulteriore caratterizzazione
Oltre alle indicazioni secondo l'articolo 2 OCDerr1 devono figurare:
per quanto concerne il tenore di caffeina:
per i prodotti con un tenore di caffeina superiore a 30 mg/l e massimo di 150 mg/l: la menzione «contiene caffeina»,
per i prodotti con un tenore di caffeina superiore a 150 mg/l: la menzio-ne «elevato tenore di caffeina. Non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza e l'allattamento»; la menzione deve figurare nello stesso campo visivo della denominazione della bevanda seguita, tra parentesi, dall'indicazione del tenore di caffeina in mg/100 ml,
per una bevanda che abitualmente contiene caffeina, il cui tenore di caffeina tuttavia è inferiore a 1 mg/l: la menzione che la bevanda non contiene caffeina (p. es. con la menzione «senza caffeina»); la menzione deve figurare accanto alla denominazione specifica;
b. una menzione come «contiene chinina» accanto alla denominazione specifica per le bevande che contengono chinina;
c. una menzione come «contiene anidride carbonica» accanto alla denominazione specifica per l'acqua da tavola che contiene anidride carbonica in quantità superiore a 2 g per litro.
Capitolo 6: Bevanda da tavola con latte, siero di latte, scotta o altri prodotti di latte
Le bevande da tavola con latte, siero di latte, scotta o altri prodotti di latte sono prodotti fabbricati diluendo latte fermentato o non fermentato, latte parzialmente scremato, latte magro, latticello, siero di latte o scotta con acqua potabile oppure acqua minerale naturale e con eventuale aggiunta di altri ingredienti come sorte di zuccheri, succo di frutta o estratti vegetali. Essi possono essere limpidi o torbidi.
Art. 23 Requisiti
1 La parte di latte di tutte le categorie di tenori di grasso e di latticello deve essere almeno del 10 per cento in massa, quella di siero di latte almeno del 20 per cento in massa e quella di scotta almeno del 25 per cento in massa.
2 L'aggiunta di anidride carbonica è permessa.
Art. 24 Denominazione specifica
1 La denominazione specifica deve essere completata con l'indicazione dell'ingrediente di base impiegato (p. es. «bevanda da tavola con latticello»).
2 Se per la fabbricazione del prodotto è impiegata acqua minerale naturale, può essere menzionata nella denominazione specifica l'origine della corrispondente acqua minerale. È vietato indicare l'analisi dettagliata dell'acqua minerale.
Art. 25 Ulteriore caratterizzazione
a. l'indicazione della parte dell'ingrediente di base impiegato nel prodotto finito, accanto alla denominazione specifica (p. es. «25% di scotta»);
b. una menzione come «contiene anidride carbonica» accanto alla denominazione specifica se al prodotto è stata addizionata anidride carbonica in quantità superiore a 2 g per litro.
Capitolo 7: Polvere e concentrato per la preparazione di bevande analcoliche
Art. 26 Definizione
1 La polvere per la preparazione di bevande analcoliche è un prodotto secco, che con aggiunta di acqua dà una bevanda analcolica di cui agli articoli 3 capoversi 5, 7, 14, 18 o 22.
2 Il concentrato per la preparazione di bevande analcoliche è un prodotto semiliquido o liquido in forma concentrata, che con aggiunta di acqua dà una bevanda analcolica di cui agli articoli 3 capoversi 5, 7, 14, 18 o 22.
Le polveri per la preparazione di bevande analcoliche possono contenere idrogencarbonato di potassio o di sodio per produrre anidride carbonica.
Invece della denominazione specifica «polvere per la preparazione di gazosa» oppure «concentrato per la preparazione di gazosa» possono essere usate anche combinazioni di parole come «polvere effervescente» oppure «polvere per gazosa».
Capitolo 8: Succo di verdura
1 Il succo di verdura è un succo non diluito, non fermentato ma fermentescibile o che ha subito una fermentazione acidolattica, ottenuto mediante procedimento meccanico o metodi enzimatici e susseguente estrazione da verdura sana e pulita, e destinato alla consegna ai consumatori.
2 Succo di verdura è anche il succo ottenuto da succo concentrato puro o da polpa di verdura, che è stato ricostituito nel contenuto originale con acqua potabile.
4 Il succo di verdura concentrato è un succo di verdura al quale è stata sottratta acqua per via fisica.
5 Il succo di verdura essiccato è un succo di verdura al quale è stata sottratta per via fisica praticamente tutta l'acqua.
succo di pomodoro: 4,5
succo di sedano: 6,5
succo di carote: 7,0
i succhi ottenuti per ricostituzione mediante diluizione devono presentare un tenore minimo superiore al tenore minimo di cui alle lettere a o b dell'1 per cento in massa;
sorte di zuccheri o miele fino a un totale di 50 g per kg
spezie, erbe ed estratti derivati
siero di latte o scotta che hanno subito una fermentazione acidolattica, fino a 100 g per kg.
per un concentrato di succo di verdura il tenore di sostanza secca solubile totale derivante dalla verdura deve essere almeno il doppio di quello del succo. Per il concentrato di succo di pomodoro esso deve essere almeno dell'8 per cento in massa;
il concentrato del succo di verdura ricostituito deve soddisfare i requisiti per il corrispondente succo di verdura;
1 I succhi di verdura che hanno subito una fermentazione acidolattica, devono essere caratterizzati come tali nella denominazione specifica (p. es. come «succo di carote da fermentazione acidolattica» o «concentrato di succo di carote da fermentazione acidolattica»).
2 Se un succo di verdura contiene diverse specie di succhi di verdura, ciò deve risultare evidente dalla denominazione specifica (p. es. «cocktail di succhi di verdura»). È permessa l'indicazione delle specie di verdure impiegate in ordine decrescente di quantità.
3 Se un succo di verdura contiene ingredienti di cui all'articolo 30 capoverso 1 lettera e, la denominazione specifica deve essere completata, ad esempio con l'indicazione «con aggiunta di zucchero» oppure «zuccherato».
4 Le disposizioni dei capoversi 1-3 sono applicabili per analogia alle miscele di succhi di verdura e di succhi di frutta.
Art. 32 Ulteriore caratterizzazione
1. «semplice concentrato»
per almeno il 12 per cento in massa di sostanza secca
2. «doppio concentrato»
per almeno il 24 per cento in massa di sostanza secca
3. «triplo concentrato»
per almeno il 36 per cento in massa di sostanza secca ;
per il succo di verdura diluito: l'indicazione della parte di succo di verdura nel prodotto finito, in per cento in massa, accanto alla denominazione specifica.
Capitolo 9: Bevande istantanee e bevande pronte
Sezione 1: Bevande istantanee e bevande pronte a base di ingredienti quali il caffè, i surrogati di caffè, il tè, le erbe, i frutti o il guaranà3
Art. 331Definizione
1 Le bevande istantanee e le bevande pronte (p. es. «ice-tea», «bevanda rinfrescante con estratto di tè») sono bevande pronte alla preparazione o al consumo, a base di ingredienti quali il caffè, i surrogati di caffè, il tè, le erbe, i frutti, il guaranà oppure di loro estratti o concentrati.
2 Le bevande istantanee e le bevande pronte o i loro ingredienti possono essere fermentati con microorganismi per uso alimentare innocui per la salute.
3 Le bevande istantanee e le bevande pronte possono contenere ingredienti come zuccheri, maltodestrina, latte in polvere o anidride carbonica.
Art. 33a1Requisiti
Nel prodotto finito devono essere stati inattivati i microorganismi utilizzati per la fermentazione.
Sezione 2:4Bevande pronte contenenti caffeina
Art. 33b Definizione
1 Le bevande pronte contenenti caffeina sono bevande pronte energetiche contenenti caffeina oppure derrate alimentari contenenti caffeina, con o senza l'aggiunta di taurina, glucuronolattone e inositolo.
2 Possono contenere ingredienti come zuccheri, maltodestrina, succo di frutta o anidride carbonica.
Art. 33c Requisiti
1 Le bevande pronte contenenti caffeina devono presentare un valore energetico di almeno 190 kJ o di 45 kcal/100 ml. L'energia deve provenire soprattutto da carboidrati.
2 Le bevande pronte contenenti caffeina devono presentare un tenore di caffeina superiore a 25 mg/100 ml e massimo 160 mg/razione giornaliera.
3 Se sono aggiunti taurina, glucuronolattone, inositolo, niacina, vitamina B6, acido pantotenico e vitamina B12, in deroga all'ordinanza del DFI del 23 novembre 20051 sull'aggiunta di sostanze essenziali o fisiologicamente utili a derrate alimentari si applicano le quantità massime di cui all'allegato 4. Le quantità massime si riferiscono al tenore al momento della consegna.
Sezione 3: Caratterizzazione5
Art. 34 ...1
1 Oltre alle indicazioni ai sensi dell'articolo 2 OCDerr2 devono figurare: 3
l'indicazione della parte di estratto in per cento in massa oppure, nel caso dei prodotti pronti per essere bevuti, in g per litro;
una menzione come «contiene anidride carbonica» accanto alla denominazione specifica se il prodotto contiene più di 2 g per litro di anidride carbonica;
una menzione del tenore di caffeina, ad eccezione dei prodotti a base di caffè, tè o estratto di caffè o di tè che menzionano la presenza di caffè o tè nella denominazione specifica:
per i prodotti con un tenore di caffeina superiore a 150 mg/l: la menzione «elevato tenore di caffeina. Non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza e l'allattamento»; la menzione deve figurare nello stesso campo visivo della denominazione specifica seguita, tra parentesi, dall'indicazione del tenore di caffeina in mg per 100 ml;
per le bevande pronte contenenti caffeina di cui all'articolo 33b deve inoltre figurare:
una menzione che a causa dell'elevato tenore di caffeina la bevanda dovrebbe essere consumata con moderazione,
la caratterizzazione del valore nutritivo secondo gli articoli 22-29 OCDerr; deve figurare il tenore di vitamine al momento della consegna,
il tenore di taurina e glucuronolattone in mg per 100 ml o la relativa quota percentuale,
la razione giornaliera raccomandata.
2 Per le bevande pronte contenenti caffeina di cui all'articolo 33b sono ammesse le denominazioni specifiche «bevanda rinfrescante contenente caffeina», «Energydrink» o «Energy Drink» e per le bevande pronte contenenti caffeina in porzioni inferiori a 100 ml la denominazione «Energy Shots».6
1 Abrogata dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, con effetto dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
4 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
5 Introdotta dal n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
6 Introdotto dal n. I dell'O del DFI del 15 nov. 2006 (RU 2006 4975). Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
Capitolo 10: Vermut analcolico, aperitivo analcolico. bitter analcolico, sidro analcolico, birra senz'alcol, vino analcolico, spumante analcolico6
Sezione 1: Vermut analcolico
Art. 35 Definizione
Il vermut analcolico è una bevanda fabbricata con acqua potabile, sorte di zuccheri, estratto di artemisia ed eventualmente di altre piante aromatiche o di parti di esse.
Art. 36 Requisiti
L'estratto senza zuccheri deve essere di almeno 10 g per litro.
Art. 37 a 401
1 Abrogati dal n. I dell'O del DFI del 15 nov. 2006, con effetto dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4975).
Sezione 3:7Aperitivo analcolico, bitter analcolico
1 L'aperitivo analcolico è una bevanda fabbricata con acqua potabile ed estratti di piante aromatiche o aromi.
2 Il bitter analcolico è una bevanda secondo il capoverso 1 con un sapore amaro.
1 L'aperitivo analcolico e il bitter analcolico possono contenere ingredienti quali sorte di zuccheri, miele o vino analcolico.
2 L'estratto senza zuccheri deve essere di almeno 10 g per litro.
Art. 42a Denominazioni specifiche
1 La denominazione specifica per aperitivo analcolico è «aperitivo analcolico» o «aperitivo senz'alcol».
2 La denominazione specifica per bitter analcolico è «bitter analcolico» o «bitter senz'alcol».
3 Se all'aperitivo analcolico o al bitter analcolico è addizionata anidride carbonica in quantità superiore a 2 g per litro, accanto alla denominazione specifica deve figurare una menzione come «contiene anidride carbonica».
Art. 43 a 461
Sezione 5: Sidro analcolico
Art. 47 Definizione
Il sidro analcolico è sidro, al quale è stato sottratto l'alcool mediante un procedimento fisico oppure la cui fermentazione è stata condotta in modo da non formare alcool.
Art. 48 Requisiti
1 Il sidro analcolico può essere addizionato di anidride carbonica.
2 Il succo di mele o quello di pere oppure i loro concentrati possono essere aggiunti in forma pura oppure ricostituita.
3 Le componenti volatili naturali possono essere nuovamente aggiunte in quantità uguali a quelle che in precedenza erano state sottratte al sidro.
Art. 49 Denominazione specifica
La denominazione specifica è «sidro analcolico» oppure «sidro senz'alcool» oppure «sidro dealcolizzato».
Art. 50 Ulteriore caratterizzazione
Se la bevanda è stata addizionata di più di 2 g/l di anidride carbonica, accanto alla denominazione specifica deve figurare una menzione come «contiene anidride carbonica».
Sezione 6: Birra senz'alcool
La birra senz'alcool è birra alla aule è stato sottratto l'alcool o della quale si è fatto fermentare il mosto in modo da non produrre alcool.
Art. 52 Requisiti
1 La birra senz'alcool può essere ricostituita mediante diluizione partendo dal concentrato.
2 Alla birra senz'alcool sono applicabili per analogia i requisiti dell'articolo 41 dell'ordinanza del DFI del 23 novembre 20051 sulle bevande alcoliche.
1 RS 817.022.110
La denominazione specifica è «birra analcolica», «birra senz'alcool» oppure «birra dealcolizzata».
Sezione 7:8Vino analcolico, spumante analcolico
Art. 53a Definizione
Il vino o lo spumante analcolici sono vini ai quali è stato sottratto l'alcol mediante un procedimento fisico oppure la cui fermentazione è stata condotta in modo da non formare alcol.
Art. 53b Requisiti
1 Il vino analcolico può essere addizionato con anidride carbonica. Lo spumante analcolico deve avere un tenore di anidride carbonica almeno pari a 4 g per litro.
2 L'aggiunta di mosto d'uva, mosto d'uva concentrato rettificato o saccarosio è ammessa.
3 Le componenti volatili che risultano durante la dealcolizzazione possono essere nuovamente aggiunte al vino analcolico nella medesima quantità in cui erano state sottratte.
4 Per il resto, al vino e allo spumante analcolici sono applicabili per analogia i requisiti posti al vino secondo l'articolo 6 dell'ordinanza del DFI del 23 novembre 20051 sulle bevande alcoliche.
Art. 53c Caratterizzazione
1 La denominazione specifica è «vino (spumante) analcolico» o «vino (spumante) senz'alcol» o «vino (spumante) dealcolizzato».
2 La denominazione specifica può essere completata con l'indicazione della sorta d'uva utilizzata per la preparazione del vino purché questo ne sia costituito almeno per l'85 %.
3 L'indicazione dell'origine o dell'anno di produzione non è ammessa.
4 L'aggiunta di aromi in misura maggiore alla quantità di componenti volatili deve essere dichiarata.
5 Se al vino o allo spumante analcolici è addizionata anidride carbonica in quantità superiore a 2 g per litro, accanto alla denominazione specifica deve figurare una menzione come «contiene anidride carbonica».
Capitolo 11: Caffè, surrogati di caffè
Art. 56 Definizione
Art. 57 Requisiti
1 Il caffè torrefatto non deve contenere più dell'1 per cento in massa di semi carbonizzati e più del 5 per cento in massa di acqua.
1 Al caffè possono essere aggiunte unicamente sostanze, che sono state involontariamente sottratte con l'estrazione. I quantitativi aggiunti non devono superare i quantitativi sottratti.
Art. 60 Definizione
Il caffè trattato si differenzia all'analisi o nei suoi effetti fisiologici, dal caffè di cui agli articoli 54-57 per il fatto che gli sono state sottratte sostanze diverse dalla caffeina oppure che esso è stato in altro modo modificato essenzialmente nelle sue proprietà.
Art. 61 Requisiti
1 Le disposizioni degli articoli 54-57 sono applicabili per analogia.
2 Per il caffè decaffeinato trattato sono applicabili per analogia gli articoli 58 e 59.
Art. 62 Definizione
L'estratto di caffè (estratto di caffè solubile, caffè solubile, caffè istantaneo) è il prodotto, più o meno concentrato, ottenuto unicamente mediante estrazione acquosa del caffè torrefatto.
Art. 63 Requisiti
1 L'estratto di caffè può contenere, oltre alle sostanze insolubili inevitabili, unicamente i componenti solubili e aromatici del caffè.
per l'estratto di caffè in forma solida (polvere, tavolette ecc.): almeno 95 per cento in massa;
per l'estratto di caffè in pasta: 70-85 per cento in massa;
per l'estratto di caffè liquido: 15-55 per cento.
4 L'estratto di caffè in forma solida o in pasta non deve contenere sostanze diverse da quelle provenienti dalla sua estrazione.
5 L'estratto di caffè liquido può contenere sorte di zuccheri, caramellizzate o meno, fino a un massimo del 12 per cento in massa.
6 L'estratto di caffè senza caffeina non deve contenere più dello 0,3 per cento in massa di caffeina, riferito alla sostanza secca.
7 Agli estratti di caffè trattato sono applicabili per analogia gli articoli 60 e 61.
Art. 64 Definizione
Art. 65 Requisiti
Art. 66 Definizione
L'estratto di cicoria (estratto di cicoria solubile, cicoria solubile, cicoria istantanea) è un estratto ottenuto unicamente mediante estrazione acquosa della cicoria torrefatta.
Art. 67 Requisiti
per l'estratto di cicoria in forma solida (polvere, tavolette ecc.): almeno 95 per cento in massa;
per l'estratto di cicoria in pasta: 70-85 per cento in massa;
per l'estratto di cicoria liquido: 25-55 per cento in massa.
2 L'estratto di cicoria in forma solida o in pasta non deve contenere sostanze diverse da quelle provenienti dalla sua estrazione.
3 Il contenuto di sostanze non derivanti dalla cicoria non deve essere superiore all'1 per cento in massa.
4 L'estratto di cicoria liquido può contenere sorte di zuccheri fino al 35 per cento in massa.
Art. 69 Requisiti
1 L'estratto in forma solida deve avere un tenore di sostanza secca almeno del 95 per cento in massa.
Art. 70 Denominazione specifica
La denominazione specifica può essere completata dall'indicazione «concentrato» nei casi seguenti:
per l'estratto di caffè liquido, il cui contenuto di sostanza secca proveniente dal caffè è superiore al 25 per cento in massa;
per l'estratto di cicoria liquido, il cui contenuto di sostanza secca proveniente dalla cicoria è superiore al 45 per cento in massa.
Art. 71 Ulteriore caratterizzazione
1 Per gli estratti di caffè e di cicoria, le indicazioni secondo l'articolo 2 OCDerr1 devono essere completate con:
il contenuto minimo di sostanza secca proveniente dal caffè o dai surrogati di caffè, espresso in per cento in massa del prodotto finito, per l'estratto in forma liquida o in pasta;
2 Per le miscele di caffè con surrogati di caffè nonché per le miscele di estratti di caffè con estratti di surrogati di caffè, il tenore di caffè nella miscela di partenza deve figurare in per cento in massa sull'imballaggio e sui testi pubblicitari.
Capitolo 12: Tè, mate, tè di erbe e di frutti
Sezione 1: Tè
Art. 72 Definizione
Per tè (tè verde e nero) si intendono le gemme fogliari e le foglie giovani della pianta di tè (Camellia sinensis L.).
Art. 73 Requisiti
1 A seconda della sua provenienza, il tè può contenere quantità più o meno rilevanti di parti di gambi
2 Il tenore di acqua del tè non deve superare il 12 per cento in massa.
Sezione 2: Tè decaffeinato
Il tè decaffeinato o tè senza caffeina è tè con un tenore di caffeina non superiore allo 0,1 per cento in massa.
Sezione 3: Mate
Art. 75 Definizione
Per mate (yerba, tè del Paraguay) si intendono le foglie contenenti caffeina, leggermente torrefatte e sminuzzate grossolanamente, di certe specie di Ilex, in particolare di Ilex paraguayensis.
Art. 76 Requisiti
1 Il tenore di acqua del mate non deve superare il 10 per cento in massa.
2 Il tenore di caffeina deve essere almeno dello 0,6 per cento in massa.
3 Il tenore di estratto idrosolubile deve essere almeno del 36 per cento in massa.
Art. 77 Mate torrefatto
Il mate torrefatto deve corrispondere ai requisiti del mate.
Sezione 4: Tè di erbe, tè di frutti
Art. 78 Definizione
I tè di erbe e di frutti sono costituiti di parti di piante, di frutti o di loro estratti, i quali per infusione in acqua danno una bevanda aromatica, destinata al rinfresco o al piacere del palato.
Art. 79 Requisiti
1 Per la preparazione di tè di erbe sono autorizzate, oltre alle verdure e alle erbe per cucina o alle spezie, unicamente erbe non velenose e che non presentano un effetto farmacologico prevalente.
2 Per la preparazione di tè di frutti si possono usare unicamente i frutti menzionati all'articolo 2 dell'ordinanza del DFI del 23 novembre 20051 sulla frutta, la verdura e i prodotti con esse fabbricati. Invece dei frutti interi possono essere usate anche parti di essi (p. es. la buccia).
3 Sono autorizzate le mescolanze di tè di erbe, tè di frutti e tè nero. È permessa la colorazione con succhi di frutta e di verdura oppure con i loro concentrati.
1 RS 817.022.107
Sezione 5: Caratterizzazione
1 Se il tè di erbe o il tè di frutti è fatto di una miscela di parecchie specie di piante o di frutti, ciò deve risultare evidente dalla denominazione specifica (p. es. «miscela di tè di erbe»). È ammessa l'indicazione delle singole specie di piante in ordine decrescente di quantità (p. es. «tè di menta, melissa e buccia di mela»).
2 Per il tè nero, il tè di erbe o il tè di frutti aromatizzato, la denominazione specifica è «tè aromatizzato (di erbe o di frutti)» oppure «tè (di erbe o di frutti) aromatizzato».
1 Abrogato dal n. I dell'O del DFI dell'11 mag. 2009, con effetto dal 25 mag. 2009 (RU 2009 2023).
Capitolo 13: Guaranà
Art. 811Definizione
Per guaranà si intende il seme della liana Paullinia cupana Kunth ex H. B. K. con un contenuto di caffeina almeno del 3 per cento in massa. Esso può essere sbucciato ed essiccato, nonché torrefatto o macinato.
Art. 82 Requisiti
Il tenore di acqua della polvere di guaranà non deve essere superiore al 10 per cento in massa.
Art. 83 Caratterizzazione
1 Accanto alla denominazione specifica deve figurare la menzione «contiene caffeina" e va indicato il tenore di caffeina in mg per 100 g.
2 Per le derrate alimentari che contengono guaranà (p. es. gomme da masticare, dolciumi, barrette, bevande) deve essere apposta la menzione «contiene caffeina» se il tenore di caffeina è superiore a 30 mg per razione giornaliera.
Capitolo 13a:9Bevanda di soia e bevanda di cereali
Art. 83a1Bevanda di soia
La bevanda di soia («sojadrink») è l'estratto acquoso dei fagioli di soia ammollati e macinati che viene filtrato o decantato e cotto. La bevanda di soia può essere acidificata con adeguati microorganismi innocui per la salute, eventualmente con l'aggiunta di sorte di zuccheri come substrato di fermentazione.2
2 Nuovo testo del per. giusta il n. I dell'O del DFI dell'11 mag. 2009, in vigore dal 25 mag. 2009 (RU 2009 2023).
Art. 83b Bevanda di cereali
1 La bevanda di cereali è fabbricata con acqua e prodotti di macinazione, con o senza saccarificazione enzimatica, in cui gli enzimi sono disattivati prima della commercializzazione. Essa può essere filtrata o decantata e può contenere ulteriori ingredienti come olio commestibile, sale commestibile, maltodestrine e amido. La bevanda di cereali può essere acidificata con adeguati microorganismi innocui per la salute.1
2 La denominazione specifica è «bevanda di x», «bevanda di cereali a base di x» o «bevanda a base di x», dove x sta per la sorta di cereale. Se una bevanda di cereali è prodotta con numerose sorte di cereali, le sorte di cereali utilizzate possono essere indicate in successione discendente a seconda della quantità presente (p. es. «bevanda di riso e avena» o «bevanda di cereali a base di riso e avena»).
Capitolo 14:10Adeguamento degli allegati
L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria adegua regolarmente gli allegati della presente ordinanza allo stato attuale della scienza e della tecnica nonché al diritto dei più importanti partner commerciali della Svizzera.
Capitolo 15: Entrata in vigore
Disposizione finale della modifica del 15 novembre 200611
Disposizione transitoria della modifica del 7 marzo 200812
Disposizioni transitorie della modifica del 25 novembre 201313
1 Le derrate alimentari che non corrispondono alla modifica del 25 novembre 2013 della presente ordinanza possono essere fabbricate, importate e caratterizzate secondo il diritto anteriore fino al 31 dicemnre 2015.
2 Esse possono essere consegnate ai consumatori secondo il diritto anteriore fino a esaurimento delle scorte.
(art. 3 cpv. 8, 3a, 7 cpv. 2)
Per le derrate alimentari di cui all'articolo 3 capoversi 1-4, 6 e 8 nonché all'articolo 7 sono ammessi i seguenti trattamenti e sostanze:
procedimento di estrazione meccanico,
gli abituali processi fisici e i processi di estrazione ad acqua (processo «in line») della parte commestibile dei frutti, eccetto l'uva, destinati alla fabbricazione di succhi di frutta concentrati, sempre che i succhi di frutta ottenuti soddisfino i requisiti di cui all'articolo 3 capoverso 1; per le uve non è ammessa l'estrazione ad acqua della parte commestibile dei frutti,
per i succhi di uva, se l'uva è stata trattata con biossido di zolfo, la desolfitazione tramite processi fisici è ammessa, sempre che la quantità totale di biossido di zolfo presente nel prodotto finito non superi 10 mg/1.
enzimi amiolitici,
coadiuvanti di filtrazione e agenti precipitanti chimicamente inerti (perlite, diatomite lavata, cellulosa, poliammide insolubile, polivinilpolipirolidone, polistirene), conformi al regolamento (CE) n. 1935/2004, del 27 ottobre 20042, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari,
coadiuvanti di assorbimento chimicamente inerti conformi al regolamento (CE) n. 1935/2004, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, utilizzati per ridurre il tenore di limonoidi e naringina del succo di agrumi senza incidere in modo rilevante sul tenore di glucosidi dei limonoidi, acido, zuccheri (compresi gli oligosaccaridi) o minerali.
1 Introdotto dal n. II cpv. 2 dell'O del DFI del 7 mar. 2008 (RU 2008 1021). Aggiornato dal n. II cpv. 1 dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
2 GU L 338/4 del 13.11.2004, pag. 4; il testo di questo regolamento può essere consultato o ordinato contro fattura presso l'Ufficio federale della sanità pubblica, 3003 Berna.
(art. 8 cpv. 1 e 3)
Frutta con succo acido non idoneo al consumo immediato:
Vaccinium myrtillus L., Vaccinium corymbosum L., Vaccinium angustifolium Aiton
Citrus limon (L.)Burm.f. e Citrus aurantiifolia (Christm. et Panz.) Swingle
Frutta con bassa acidità o molta polpa oppure frutti molto aromatici con succo non idoneo al consumo immediato:
Malpighia sp
Frutta con succo idoneo al consumo immediato:
1 Originario all. Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
(art. 4 cpv. 1 lett. g, 5 cpv. 6, 9 cpv. 2)
Mele (*)
Albicocche (**)
Musa x paradisiaca (escluse le banane «plantains»
Ribes neri (*)
Pompelmi (*)
Guaiave o Guave (**)
Limoni (*)
Manghi (**)
Arance (*)
Frutti di passiflora (*)
Pesche (**)
Pere (**)
Lamponi (*)
Amarene (*)
Fragole (*)
Mandarini (*)
Questi valori Brix minimi si riferiscono al succo di frutta ricostituito o alla purea di frutta ricostituita, senza gli ingredienti facoltativi aggiunti (compresi gli additivi).
Per i prodotti contrassegnati da un asterisco (*), che sono prodotti come succo, viene determinata una densità relativa minima rispetto all'acqua a 20/20 °C.
Per i prodotti contrassegnati da due asterischi (**), che sono prodotti come purea, viene determinato solo un valore Brix minimo non corretto (senza correzione dell'acidità).
1 Introdotto dal n. II cpv. 2 dell'O del DFI del 13 ott. 2010 (RU 2010 4645). Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).
(art. 33c cpv. 3)
Bevande pronte contenenti caffeina in porzioni≤ 100 ml (Energy Shots)
1 Introdotto dal n. II cpv. 3 dell'O del DFI del 25 nov. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 5017).

References: Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 111

Art. 13

Art. 141

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 20

Art. 21

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 32

Art. 331

Art. 33

Art. 33

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 42

Art. 43

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 52

Art. 53

Art. 53

Art. 53

Art. 56

Art. 57

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 811

Art. 82

Art. 83

Art. 83

Art. 83