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Timestamp: 2020-01-23 20:30:13+00:00

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I COSTI DELLA SICUREZZA E GLI ADEMPIMENTI DEL COMMITTENTE - LE AZIONI NECESSARIE.
Di Luca Perricone
In un precedente articolo abbiamo puntato l’attenzione sull’obbligo del Committente (o chi per lui, s’intende) previsto dall'art. 100 comma 6-bis del D.Lgs 81/08 in merito alla corretta imputazione e corresponsione dei costi della sicurezza definiti nel Piano di Sicurezza e Coordinamento, di un cantiere edile. Ora riprendiamo il discorso e approfondiamo l’analisi in modo da schematizzare il sistema configurato dalla norma e individuare i punti nodali in cui si evidenzia la responsabilità del committente e quali sono le azioni da compiere per essere conformi alla norma, con particolare riferimento ai subappalti.
CONDOMINIO E MODALITA' DI RECUPERO DEL CREDITO DAL PROPRIETARIO MOROSO.
commento alla sentenza Cassazione 22856 del 29 Settembre 2017.
La sentenza in commento affronta un caso sempre più frequente nella pratica: un terzo creditore del condominio, chiede ed ottiene, un titolo esecutivo, nella specie un decreto ingiuntivo, nei confronti del condominio e si ritrova a dover precettare il credito ai condomini, i quali si oppongono con successo all’esecuzione, sostanzialmente eccependo che dall’intimazione non emergeva in modo chiaro la quota di spettanza di ciascuno portando di fatto ad equipararli a dei condebitori in solido.
La Cassazione si pronuncia nuovamente in materia di parziarietà e disciplina il recupero di credito nei confronti del condomino moroso.
APPARTAMENTO AFFITTATO: CHI DEVE RISARCIRE IN CASO DI DANNI A TERZI?
Quando si conclude un contratto di locazione di un appratamento in condominio le parti, oltre ad accordarsi sulla parte economica del contratto, vedono il passaggio di altri diritti e doveri.
In particolare, ed è l'oggetto del presente approfondimento, il locatario on la presa del possesso si assume anche determinate responsabilità verso il proprietario stesso e i terzi.
Tribunale di Genova n. 3484 del 24 Novembre 2016
Il cosiddetto condominio parziale non possiede una propria autonomia perfetta, distinta e separata da quella relativa al condominio avente ad oggetto l’intero fabbricato, ma costituisce null’altro che una situazione configurabile per la semplificazione dei rapporti gestori interni alla collettività condominiale, in ordine a determinati beni o servizi appartenenti soltanto ad alcuni condomini (cfr. 2363/12, che difatti ne ha escluso l’autonoma legittimazione in giudizio) (Cass. 1680/2015).
LOCAZIONE E CONDOMINIO: INCONTRI PUBBLICI E DIBATTITO.
7 e 14 Ottobre 2017 Villorba (TV)
COMPENSI EXTRA DELL'AMMINISTRATORE NON DOVUTI.
Sul compenso riconosciuto all’amministratore la legge di Riforma 220/2012 all’art.1129 sancisce che “L'amministratore all'atto dell'accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l'importo dovuto a titolo di compenso per l'attività svolta”.
LOCAZIONE DELLA CASA PER LE VACANZE E LIMITI IMPOSTI DAL REGOLAMENTO CONDOMINIALE.
La Cassazione, con la sentenza numero 22711 del 28 settembre 2017, ribadisce alcuni importanti principi in materia di diritto condominiale.
In particolare, nel caso in questione alcuni condomini avevano impugnato il regolamento condominiale in ragione del fatto che questo vietava loro di affittare le proprie abitazioni ai turisti nella stagione estiva.
Cassazione Civile n. 22711 del 28 Settembre 2017
Nulla la clausola del regolamento che impedisce di locare l'appartamento ai turisti per le vacanze.
LEGITTIMI I PARCHEGGI NEL CORTILE SE TUTTI I CONDOMINI NE POSSONO DISPORRE.
L'assemblea può deliberare a semplice maggioranza l'uso a parcheggio di spazi comuni. In particolare, è valida la delibera di destinare il cortile condominiale a parcheggio di autovetture dei singoli condomini in quanto diretta a disciplinare le modalità di uso e di godimento del bene comune.
L’assemblea può legittimamente individuare un posto auto nei cortili per ogni condomino senza assegnazione specifica, purché non vengano pregiudicate le proprietà esclusive e che tutti i condomini siano posti in grado di esercitare la facoltà concessa.
Cassazione Civile n. 19651 del 4 Agosto 2017
L'amministratore di condominio, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell'assemblea, può resistere all'impugnazione di una deliberazione assembleare e può gravare la relativa decisione del giudice, giacché l'esecuzione e la difesa delle delibere dell'assembleari rientra nell'ambito delle sue attribuzioni ex art. 1130 c.c. Inoltre, l'amministratore di condominio può conferire procura al difensore al fine di costituirsi in giudizio nelle cause che rientrano nell'ambito delle proprie attribuzioni.
IL SINGOLO CONDOMINO HA DIRITTO AD INNALZARE LE SCALE E L'ASCENSORE AL PROPRIO PIANO A SUE SPESE.
Commento a sentenza n. 2145/2017.
La vicenda nasce a seguito d’impugnazione di una delibera assembleare che aveva inibito al proprietario dell’ultimo piano – reso abitabile in un secondo momento – di compiere opere d’innovazione per innalzare la scala interna e l’impianto ascensore al fine di poter raggiungere direttamente il suo appartamento senza l’utilizzo della scala di servizio; la delibera condominiale, infatti, aveva disatteso la richiesta corredata da relativo progetto esecutivo poiché ritenuta lesiva del decoro architettonico e della staticità del complesso condominiale ed il Tribunale di Milano ne aveva dichiarato la nullità con conseguente proposizione di gravame del Condominio sia per motivi processuali sia per motivi di merito.
Corte d'Appello di Milano n. 2145 del 18 Maggio 2017
Ogni proprietario ha diritto di effettuare interventi edilizi su scale e ascensore innalzandoli al proprio piano a sue spese.
OCCORRE PAGARE UNA QUOTA DEL VALORE ATTUALE DELL'ASCENSORE PER DIVENTARNE COMPROPRIETARIO.
Commento a sentenza n. 20713/2017.
La sentenza Cass. II° Sez. Civile n. 20713/2017 pubblicata il 4 Settembre 2017 ritorna sulla casistica riguardante la possibilità d’installare l’impianto d’ascensore in un immobile che risulta esserne privo .
La stessa Corte conferma l’orientamento consolidato ed in particolare:
L’installazione dell’impianto d’ascensore costituisce innovazione che può essere deliberata dall’assemblea condominiale con le maggioranze prescritte dall’art. 1136 c.c. e che le spese , a differenza di quelle relative alla manutenzione e ricostruzione dell’ascensore già esistente, vanno ripartite non ai sensi dell’art. 1124 c.c., ma secondo l’art. 1123 c.c. ossia in base la valore proporzionale della proprietà di ciascun condomino.
Trattandosi di impianto suscettibile di utilizzazione separata, proprio quando l’innovazione non sia approvata ( lo stesso art. 1121 c.c. comma 2, parla di maggioranza dei condomini che abbia deliberata o accettata l’innovazione), essa può essere attuata anche a cura e spese di uno o taluni condomini soltanto, salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e manutenzione dell’opera ( Cass. Sez.2 18/08/1993 n. 8746).
Tale situazione da luogo ad una particolare forma di comunione parziale dei proprietari dell’ascensore, la quale è distinta dal condominio stesso, fino a quando tutti i condomini non abbiamo deciso di parteciparvi.
Come determinare l’importo che gli altri condomini devono versare per usufruire dell’ascensore?
La quota che ciascun condomino è tenuto a versare deve tenere in considerazione del costo d’allora delle spese di esecuzione dell’opera ragguagliate al valore attuale della moneta, onde evitare arricchimento in danno dei condomini che avevano assunto l’iniziativa.
Nel caso in cui non si riesca a documentare le spese sostenute nella realizzazione dell’opera è facoltà del giudice di merito di avvalersi di una C.T.U che consente di determinare il valore.
Tribunale di Genova n. 3577 del 26 Novembre 2016
15/09/2017 PARTI COMUNI E ALLOGGIO DEL PORTIERE.
Cassazione Civile n. 14796 del 14 Giugno 2017
Cassazione Civile n. 16163 del 28 Giugno 2017

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1130
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1121
 Cass.