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Timestamp: 2017-10-20 19:52:39+00:00

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Rifiuto prodotto da terzi ma detenuto dal committente, chi firma il FIR? - Pagina 2
Rifiuto prodotto da terzi ma detenuto dal committente, chi firma il FIR?
tsm9et2 il Mer Giu 17, 2015 11:34 am
Nella mia azienda attività le di pulizia, manutenzione, cambio lampade ecc... vengono affidate a ditte terze.
Alla luce dell'attuale formulazione dell'art. 193, dovrebbero quindi firmare loro il FIR in qualità di produttore.
Nella pratica invece i FIR vengono firmati da noi come detentori.
E' sbagliata questa prassi? come vi comportate nelle vs aziende per casi simili?
Re: Rifiuto prodotto da terzi ma detenuto dal committente, chi firma il FIR?
Supremoanziano il Gio Giu 18, 2015 12:15 pm
euclione ha scritto: ...Paola Ficco, alla quale va la mia profonda stima, fa dottrina. La Cassazione fa giurisprudenza.
Puntualizzazione per puntualizzazione, ricordo che a differenza di quello anglosassone, il nostro ordinamento non prevede che le sentenze di qualsiasi ordine e grado siano vincolanti anche per altri giudici.
Vieppiù esiste la funzione di "nomofilachia" (uniforma il Diritto) e quindi, in sostanza, dice alle altre autorità giurisdizionali come andrà applicata una certa norma di legge da quel momento in poi ma solo su casi identici e se la sentenza è stata emanata dalla Cassazione a Sezioni Unite.
Per il resto, stiamo discutendo di aria fritta.
CROCIDOLITE il Gio Giu 18, 2015 12:17 pm
isamonfroni ha scritto: Cari amici, vi quoto e vi sostengo tutti però qui ci stiamo allontanando un attimo dalla questione originaria rappresentata dall'accorato appello di ADMIN: qual è lo scopo di configurarsi come detentore
Allora è vero che a pensare male si fa peccato, però quasi sempre si dimostra di essere capaci di stare al mondo.
Dunque il nostro amico che vuole definire rifiuto il neon fintanto che sta appeso al soffitto e che incidentalmente è sparito dalla circolazione, è lo stesso di questa discussione
http://www.sistriforum.com/t11623-da-deposito-preliminare-a-recupero#134923
cioè quello del grande impianto strategico titolare di un AIA nazionale nella quale gli hanno autorizzato il deposito temporaneo come D15 in conto proprio e che già allora non sapeva come fare a mandare i rifiuti a recupero
Adesso questo dannato elettricista gli ha schiaffato i neon nel deposito temporaneo, ma siccome li ha prodotti l'elettricista e quindi sono prodotti da terzi, se non trova il modo di arrampicarsi sugli specchi dimostrando che questi maledetti neon sono suoi (appigliandosi all'elemento psicologico che tocca a lui decidere se, come e quando diventano rifiuti) corre il rischio di fare una gestione di rifiuti non autorizzata.... sai che ridere
@Isa, sei una malfidata "ipotizzatrice" di malcostume ambiento-comportamentale.
A mio avviso, il nostro amico si è fatto lasciare i neon in stoccaggio dall'elettricista per spendere meno e far bella figura davanti ai superiori, ed ora mentre l'elettricista se la ride da qualche parte qualcuno tenta la classica arrampicata sugli specchi
@ Supremo: ineccepibile
Supremoanziano il Gio Giu 18, 2015 12:32 pm
CROCIDOLITE ha scritto: ...malcostume ambiento-comportamentale.
Dico sul serio: notevole definizione.
Con il tuo permesso, la utilizzerò. Naturalmente citando la fonte.
isamonfroni il Gio Giu 18, 2015 12:57 pm
anch'io vorrei utilizzarla, sempre con il consenso dell'inclito Crocidolite
euclione il Gio Giu 18, 2015 2:39 pm
Non concordo sul fatto che per i trasferimenti di rifiuti da manutenzione di cui all'art. 266 comma 4 del TU il produttore debba essere iscritto all'Albo ai sensi del art. 2012 comma 8, in quanto non si tratta di trasporto di rifiuti ma di "trasferimento di materiali che assurgono alla categoria di rifiuti presso la sede del soggetto che ha svolto l'attività manutentiva (Paola Ficco)".
Un'osservazione al volo, senza riguardare le carte. Mi scuso quindi se ricordo male.
Premetto che Paola Ficco, alla quale va la mia profonda stima, fa dottrina. La Cassazione fa giurisprudenza. E una recente sentenza di Cassazione, pur menzionando l'orientamento dottrinario in questione (senza citare Paola Ficco), ne limita la valenza a casi particolarissimi (nei quali non rientra la fattispecie in esame). Non mi risulta che, dopo la sentenza di Cassazione, Paola Ficco abbia insistito con la sua tesi.
La sentenza in questione (certamente criticabile) è ampiamente commentata sul nostro sito e a essa rimando. Si può sostenere qualsiasi tesi, argomentandola, ma è prudente ricordare anche le tesi diverse.
Essendoci parecchie sentenze ampiamente commentate sul sito, per risponderti dovrei prima sapere a quale sentenza ti riferisci.
Trovi tre pagine di commenti qui:
http://www.sistriforum.com/t8355-sent-cass-17460-12-trasporto-di-rifiuti-da-manutenzione
CROCIDOLITE il Gio Giu 18, 2015 2:59 pm
utilizzate pure,
ma non chiedete a me permessi
che seppur "inclito",
mi manca l'aurea per tale privilegio.
euclione il Gio Giu 18, 2015 3:09 pm
Aria fritta? Posso osservare che prima della sentenza in questione eravamo tutti ragionevolmente più tranquilli? Tamquam non esset?
Per il resto, sulla valenza delle sentenze, non posso ovviamente che sottoscrivere. E ricordo bene le tre o quattro famose e fumose sentenze di Cassazione sul deposito temporaneo, ispirate alle idee di un noto magistrato ambientalista (un anno per 30 metri cubi ovvero, in alternativa, tre mesi... ecc ecc) che vennero poi sonoramente sconfessate in un'ultima sentenza della stessa Corte, che ne evidenziò, irridendole, l'illogicità. Fortunatamente, nel frattempo, furono ben pochi i controllori che le applicarono. Altrimenti si sarebbe fermata gran parte dell'industria italiana.
Andrà così anche per la sentenza sul trasporto dei rifiuti da manutenzione? Volesse il cielo.
Supremoanziano il Gio Giu 18, 2015 3:20 pm
euclione ha scritto: Aria fritta? Posso osservare che prima della sentenza in questione eravamo tutti ragionevolmente più tranquilli? Tamquam non esset?
Lo scherno (aria fritta) era rivolto al quesito iniziale.
CROCIDOLITE il Gio Giu 18, 2015 3:24 pm
è una sentenza (criticabile certamente, ma che io condivido) riferita alla gestione di rifiuti da manutenzione di infrastrutture (art. 230 comma 1), che possono essere (a determinate condizioni) ammassate in siti diversi da quello di produzione, e non di manutenzione "ordinaria" (art. 266 comma 4), ove è previsto come luogo di produzione anche la sede del "manutentore". Questa differenza è a mio avviso cogente e, sempre a mio modesto avviso non pertinente nel caso di cui a questo post.
» Rifiuto prodotto da terzi ma detenuto dal committente, chi firma il FIR?

References: sentenza 
 art. 2012
 sentenza 
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