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Timestamp: 2019-10-15 17:48:05+00:00

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Omicidio colposo: ultime sentenze
Le ultime sentenze su: omicidio colposo; circostanza attenuante; rapporto di causalità tra omissione ed evento; sentenza di condanna per omicidio colposo; infortuni sul lavoro; omicidio colposo plurimo; prevedibilità dell’evento dannoso; risarcimento del danno; incidente stradale mortale.
1 Attenuante delle condotte riparatorie: è applicabile all’omicidio colposo?
2 Reato colposo omissivo improprio
3 Responsabilità del datore di lavoro
4 Calamità naturali
5 Omicidio colposo: quando non si applica l’attenuante?
6 Omicidio colposo e circolazione stradale
7 Interruzione colposa della gravidanza e omicidio colposo
8 Incidente stradale e indagini per omicidio colposo
10 Violazione di una norma sulla circolazione stradale
11 Sinistro stradale mortale
Attenuante delle condotte riparatorie: è applicabile all’omicidio colposo?
La circostanza attenuante prevista dall’art. 62, comma 1, n. 6, c.p., implicando che le condotte riparatorie siano efficaci e che quindi concretamente elidano o attenuino le conseguenze dannose o pericolose del reato, non può essere applicata al reato di omicidio colposo, produttivo della irreversibile distruzione del bene giuridico protetto dalla norma.
Cassazione penale sez. IV, 11/04/2019, n.18802
Nel reato colposo omissivo improprio, il rapporto di causalità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, che a sua volta deve essere fondato, oltre che su un ragionamento di deduzione logica basato sulle generalizzazioni scientifiche, anche su un giudizio di tipo induttivo elaborato sull’analisi della caratterizzazione del fatto storico e sulle particolarità del caso concreto.
(Fattispecie relativa al decesso di un calciatore durante una partita di calcio, in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per omicidio colposo nei confronti dei medici intervenuti in soccorso per il mancato impiego del defibrillatore in presenza di una crisi cardiaca in soggetto affetto da cardiomiopatia aritmogena, per non avere i giudici di appello effettuato la concreta valutazione della valenza salvifica da assegnare all’uso del defibrillatore nel quadro patologico presentato dal paziente).
In tema di infortuni sul lavoro, perché possa ritenersi che il comportamento negligente, imprudente e imperito del lavoratore, pur tenuto in esplicazione delle mansioni allo stesso affidate, costituisca concretizzazione di un “rischio eccentrico”, con esclusione della responsabilità del garante, è necessario che questi abbia posto in essere anche le cautele che sono finalizzate proprio alla disciplina e governo del rischio di comportamento imprudente, così che, solo in questo caso, l’evento verificatosi potrà essere ricondotto alla negligenza del lavoratore, piuttosto che al comportamento del garante.
(Fattispecie in tema di omicidio colposo, in cui la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità del datore di lavoro in quanto la mancata attuazione delle prescrizioni contenute nel Pos e la mancata informazione del lavoratore avevano determinato l’assenza delle cautele volte a governare anche il rischio di imprudente esecuzione dei compiti assegnati al lavoratore infortunato).
Nel caso di calamità naturali, il giudizio di prevedibilità dell’evento dannoso – necessario perché possa ritenersi integrata la colpa – non può fondarsi esclusivamente sull’essersi in passato già verificati eventi analoghi, in quanto tale giudizio va compiuto “ex ante” e in concreto.
(Fattispecie in tema di responsabilità di un Sindaco per omicidio colposo plurimo, verificatosi a causa di un intenso nubifragio che aveva causato frane e colate detritiche che avevano devastato centri abitati, in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva, nonostante la verificazione negli anni precedenti di fenomeni con caratteristiche simili, escluso la prevedibilità in concreto dell’evento, in ragione della genericità degli avvisi della protezione civile sul rischio idrogeologico e sulle condizioni metereologiche).
Cassazione penale sez. IV, 28/02/2019, n.16029
Omicidio colposo: quando non si applica l’attenuante?
In tema di omicidio colposo, il risarcimento del danno, cagionato a terzi dalla circolazione stradale di veicolo, intervenuto per effetto di contratto assicurativo concluso dal soggetto titolare della automobile diverso dal conducente, non integra la circostanza attenuante di cui all’art. 62, n.6, prima parte, cod. pen. giacché l’intervento risarcitorio non è ricollegabile all’operato dell’imputato.
Cassazione penale sez. III, 19/02/2019, n.25326
Omicidio colposo e circolazione stradale
In tema di circolazione stradale, il conducente di un veicolo, nell’impegnare un crocevia, deve prefigurarsi anche l’eccessiva velocità da parte degli altri veicoli che possono sopraggiungere, onde porsi nelle condizioni di porvi rimedio, atteso che tale accadimento rientra nella normale prevedibilità.
(Fattispecie di omicidio colposo in cui la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità dell’imputato per aver effettuato una svolta repentina senza fermarsi e controllare che non stessero sopraggiungendo altri veicoli, nonostante la vittima del sinistro procedesse su un motoveicolo a velocità superiore al consentito).
Cassazione penale sez. IV, 19/02/2019, n.20823
Interruzione colposa della gravidanza e omicidio colposo
Cassazione penale sez. IV, 30/01/2019, n.9447
Incidente stradale e indagini per omicidio colposo
In tema di prova, un accertamento che sia volto ad una semplice descrizione oggettiva e statica di una cosa non costituisce esperimento giudiziale ne’ perizia ne’ accertamento tecnico non ripetibile comportante la necessità dell’intervento della difesa ma un accertamento sulle cose e sui luoghi, cioè un’osservazione immediata e diretta che può essere compiuta anche dalla polizia giudiziaria.
(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che costituisse accertamento di polizia giudiziaria e non esperimento giudiziale la mera verifica da seduti della visibilità laterale da un veicolo compiuta nell’ambito di indagini per omicidio colposo da incidente stradale).
Cassazione penale sez. IV, 29/01/2019, n.18338
In tema di prescrizione, nel caso di condotta interamente posta in essere sotto il vigore di una legge penale più favorevole e di un evento intervenuto nella vigenza della legge più sfavorevole, trova applicazione la disciplina vigente al momento della cessazione della condotta.
(Fattispecie in tema di omicidio colposo plurimo con inosservanza della normativa antinfortunistica in materia di amianto, in cui, essendo intervenuto il decesso delle persone offese nella vigenza della meno favorevole disciplina sulla prescrizione introdotta dalla l. 5 dicembre 2005, n. 251, la Corte ha ritenuto applicabile la normativa di cui al previgente art. 157 c.p.).
Cassazione penale sez. IV, 23/01/2019, n.13582
Violazione di una norma sulla circolazione stradale
La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, prevista dall’art. 222 cod. strada, trova applicazione in tutti i casi in cui vi è un danno alla persona derivante dalla violazione delle regole sulla circolazione stradale, anche se non contenute nel codice della strada.
(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva applicato tale sanzione amministrativa in relazione al reato di omicidio colposo, commesso nel 2013, con violazione delle norme sulla circolazione stradale di cui agli artt. 16, comma 2, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, e 15, commi 1 e 1-bis, d.m. 18 luglio 1997, relative al trasporto di carichi eccezionali).
Cassazione penale sez. IV, 22/01/2019, n.6410
In tema di omicidio colposo, ove in un sinistro stradale si verifichi il decesso del conducente di un veicolo in conseguenza dell’impatto con un albero posto a meno di sei metri dal confine stradale, la responsabilità penale del proprietario è configurabile solo se tale albero è stato piantato dopo l’entrata in vigore degli artt. 16 cod. strada e 26 regolamento di esecuzione e di attuazione del cod. strada, in quanto il divieto previsto da tali norme non comporta l’obbligo di rimozione delle piante già esistenti a tale data nella fascia di rispetto.
Cassazione penale sez. IV, 15/01/2019, n.10850

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 157
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