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Timestamp: 2017-05-28 06:21:05+00:00

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«Il Nuovo Amico» n. 11 del 17 marzo 2013 by Il Nuovo Amico - issuu
www.ilnuovoamico.itAntifurto - Antincendio
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0721 - 851005 Fanoil amico
•settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro • fano • urbinofondato nel 1903COPIA OMAGGIO17 marzo 2013 • Anno 110 • N. 11 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00Antifurto - Antincendio
0721 - 851005 FanoFrancesco
HL’arte dell’accoglienza
www.arpaitalia.comwww.arpaitalia.comabemus Papam.
La grande e felice
sorpresa non è
stata quella di averlo,
ma di averlo così come
si è presentato, nella
semplicità e soprattutto
nella novità tanto
corrispondente alla
‘Nuova Evangelizzazione’.
Il suo nome è Francesco
che rimanda al saio del
Santo di Assisi e alla
virtù di ‘Sorella povertà’.
“Sono il vostro vescovo”,
il vescovo della Chiesa
di Roma che, in unione
a tutte le Chiese sorelle
del mondo, è in cammino
nell’unità. Prima di
benedire ha voluto
essere benedetto dai
suoi fedeli ed ha esteso
la benedizione a tutte
le Chiese del mondo,
con un certo impaccio
sentendone forse la
responsabilità ed anche la
volontà di sentirsi servo.
Don Raffaele MazzoliL’arte dell’accoglienzaArpa Italia Srl - Via delle Betulle, 6 - 61122 Pesaro ( PU )
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il• amico
nuovoChiesa e Mondo17 marzo 2013Le chiavi nelle
di Cristiana Dobner13 MARZO 2013 - L’ARGENTINO JORGE MARIO BERGOGLIO E’ IL NUOVO PAPA«Preghiamo sempre
per noi, l’uno per l’altro»Il volto sereno e sorridente, il drappo
rosso che abbraccia l’affaccio
della Loggia, la banda che suona
l’inno nazionale e lui che ascolta
commosso in piedi. Otto anni dopo il
suo predecessore, Papa Francesco I - il
266° Romano Pontefice della storia della
Chiesa, primo Papa gesuita della storia
- alle 20.21 si è affacciato per la prima
volta dalla Loggia delle Benedizioni per
ricevere il saluto della folla, un oceano
festante in piazza san Pietro che ha atteso
più di un’ora sotto la pioggia per vedere il
nuovo Papa. “Fratelli e sorelle buonasera”,
le sue prime, semplici, parole.LE PRIME PAROLE“Sembra che mi dobbiate sopportare come
nuovo vescovo di Roma”, ha proseguito il
nuovo Papa: “Sembra che i fratelli cardinali
siano andati a prenderlo quasi alla fine
del mondo”, ha scherzato sulle sue origini
argentine, “ma siamo qui”. “Vi ringrazio
dell’accoglienza”, ha poi detto riferito allacittà di Roma. Il primo pensiero al suo
predecessore: “Preghiamo innanzitutto per
il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI”,
ha detto Francesco I: “Preghiamo insieme
per lui, perché il Signore lo benedica e la
Madonna lo custodisca”. Poi la recita del
Padre Nostro e dell’Ave Maria, insieme
alla piazza. “E adesso cominciamo questo
cammino”, ha detto subito dopo il Papa,
definendo già da oggi il suo pontificato “un
cammino di fratellanza, di amore, di fiducia”.
“Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro”,
il primo impegno chiesto e preso insieme ai
fedeli. Poi l’orizzonte si è allargato: “Perché
ci sia una grande fratellanza”. Quindi il
primo augurio, sempre rivolto alla piazza:
“Vi auguro che questo cammino di Chiesa
che oggi cominciamo sia fruttuoso per
‘evangelizzazione di questa bella città”.QUELLA BENEDIZIONE INEDITAPrima di impartire la benedizione “Urbi
et Orbi”, il nuovo Papa ha fatto un gestoSCHEDA BIOGRAFICAIL a Parola di Dio
La buona e bella notizia di oggi celebra il perdono! E la conversione che nasce dal sentirsi amati, serviti nel condono. Non
una misericordia a buon prezzo, nemmeno giudizio inflessibile. Essere giusti non equivale a non peccare, altrimenti
non lo sarebbe nessuno; significa piuttosto affidarsi sempre e
comunque all’amore giustificante di Dio.
Gv 8,1-11. Un tranello per il Maestro. Anche lui incriminato.
E’ in trappola. E corre il rischio di essere lapidato. Pacato scrive
per terra silenzioso, come per far calmare gli animi. Ma forse
li agita di più. Chino attira su di sé l’attenzione, distogliendo la
rabbia e dando sollievo alla disgraziata che davanti a lui gli è
stata posta, raddrizzata! Mentre nessuno ha più fiducia in lei,
Lui offre possibilità di cambiamento.
Quando Gesù rimane solo in compagnia solo dell’infedele
peccatrice, diventa lui giudice di perdono misericordioso. La
fragilità umana e la grandezza dell’amore di Dio. Ma siccomeABBONAMENTI
Ordinario € 39 - Amico € 50 - Sostenitore € 100
Da versare sul c/c 12522611 intestato a: “IL NUOVO AMICO”
- Via del Seminario 4 / 61121 PESARO - www.ilnuovoamico.it© RIPRODUZIONE RISERVATAREDAZIONE CENTRALE:
Raffaele Mazzoli – Direttore - Ernesto
Preziosi - Direttore Responsabile
Roberto Mazzoli - Caporedatt. Centrale
Gastone Mosci – Incaricato dei rapporti
con la Regione Marche
Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU)
- Tel. 0721/64052 Fax 0721/69453
e-mail: info@ilnuovoamico.it© RIPRODUZIONE RISERVATAMiseria e misericordial’amore è soltanto riabilitativo, sempre generativo, anche in
quella donna rinasce la vita.
Isaia 43,16-21. La nostra umanità è segnata da sbagli e fallimenti. Il perdono ricrea, non si limita a riaggiustare le cose.
Non equivale a chiudere un occhio, semmai li spalanca ancora
di più; non sull’abisso del male, ma sull’immensità dell’amore.
Fil 3,8-14. La vita cristiana non è una perfezione da conquistare, è piuttosto lasciarsi conquistare dall’amore, sentirsi afferrati
dal vangelo anche nelle proprie fragilità e nello stesso peccato.
Così ci si lascia alle spalle ciò che è vecchio e si va verso ciò che
• La misericordia non si scrive sulla materia dura e nemmeno
può essere fissata sulla carta. La misericordia si traccia sulla
superficie delicata di un cuore di carne, significata dalla morbida polvere della terra.
• E’ necessario acquisire ‘uno sguardo nuovo’. Uno sguardo
capace di “sospettare” che ogni individuo, sotto le incrostazioni
degli errori, dei difetti, dell’infamia, o anche soltanto delleAut. n. 83/85 Trib. di Pesaro
IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE.
STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.settimanalE d’informazione diocesi di:
pesaro • fano, fossombrone, cagli, pergola •
urbino, s. Angelo in vado, Urbaniainedito e già indicativo del modo in cui
concepisce il servizio del ministero petrino:
“Prima vi chiedo un favore”, ha detto
rivolgendosi direttamente alla folla che lo
ha ascoltato in religioso silenzio, “che voi
pregate il Signore, che il popolo chieda una
benedizione per il suo vescovo. Facciamo
in silenzio questa preghiera di voi su di me”.
E così, sulla piazza è sceso un minuto di
intenso silenzio, di vera preghiera, seguito
da un applauso. Poi la benedizione “Urbi et
Orbi”, in latino. Una benedizione rivolta “a
voi e a tutto il mondo, a tutto gli uomini e
le donne di buona volontà”, ha proseguito il
Papa in italiano, e dalla folla si è levato un
altro applauso. “Pregate per me e a presto”,
il semplice saluto finale, che ha richiamato
il primo con cui si era rivolto alla folla dalla
Loggia. Infine, una confidenza ai fedeli
sul giorno dopo: “Domani voglio andare a
pregare la Madonna perché custodisca tutta
Roma”.quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove
è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come
direttore spirituale e confessore. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo
ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27
giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires
l’ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del
Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di MercedesLuján, Monsignor Emilio Ogñénovich. Il 3 giugno 1997 è stato nominato
Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di
Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino.
È autore dei libri: «Meditaciones para religiosos» del 1982, «Reflexiones
sobre la vida apostólica» del 1986 e «Reflexiones de esperanza» del
1992. È Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che
non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere
dell’Università Cattolica Argentina. Relatore Generale aggiunto alla 10ª
Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001). Dal
novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza
Episcopale Argentina. Dal B. Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale
nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.
- delle Congregazioni: per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per
il Clero; per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica;
- della Pontificia Commissione per l’America Latina.l Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires
(Argentina), Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina
e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17
dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma
poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11
marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto
studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito
la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo «San
José» di San Miguel. Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura
e di psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha
insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires. Dal
1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio
massimo «San José», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13
dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo
probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la
sua professione perpetua. È stato maestro di novizi a Villa Barilari, San
Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore
della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato
eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni.
Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà
di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del
Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel.
Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale;Quinta Domenica di Quaresima Anno CNon è troppo difficile intuire
lo stato d’animo del prescelto,
il cardinale Bergoglio,
argentino, senza per questo cadere
in funambolismi romantici, anche
se conosciamo la sua tempra umana,
messa alla prova da una lunga vita
spesa al servizio di Dio, dall’annuncio
della Sua Parola, dalla custodia del
gregge, tuttavia un salto al vertice, avrà
suscitato “timore e tremore”.
Ringraziamo Papa Francesco per aver
accettato, magari avendo compiuto
dentro di sé lo stesso percorso di
Giona, ma avendo poi aperto le mani
per accogliere e stringere quelle chiavi.
Abitualmente le chiavi a noi servono
per tutelare la nostra casa, una cassetta
di sicurezza, la nostra vettura. Le
teniamo come saldo possesso, da cui
non ci distacchiamo. Così facendo
chiudiamo l’accesso a tutti, tranne a
chi noi vogliamo e con cui vogliamo
compartecipare i nostri beni.
Il nostro Papa Francesco, fresco di
nomina e di grandi emozioni interiori,
con il con-clave, che si è espresso
eleggendolo, ha quelle chiavi che, da
Pietro nel lungo inanellarsi dei Papi
nei secoli, è giunto fino a noi. Non
chiudono dimore, cassette con beni
preziosi, vetture di lusso, sono chiavi
la cui origine è divina, chiavi che
schiudono il Regno dei cieli e già,
da qui, dalla nostra storia, vogliono
richiamarci non a quanto la tignola e
la ruggine consumano ma a quanto è
imperituro: il Volto di Dio.
Ora l’attesa è compiuta, conosciamo il
nome d’origine e il nome che ha voluto
scegliere per qualificare tutto il tempo
che gli è donato per il suo pontificato,
nel simbolo quindi ritroviamo il
grande messaggio di Francesco: pace
e unità, nella Chiesa, nell’umanità, nei
cuori di tutti. Le chiavi sono nelle sue
Che cosa ci attendiamo dal Papa?
Semplicemente tutto. Senza eccezioni.
Tutto e integro l’ascolto della Parola.
Tutto e integro l’annuncio della Buona
Tutto e integro il desiderio di salvezza
Tutto e integro l’impegno per la pace
fra i popoli.
Tutto e integro il sollievo al grido dei
poveri, degli emarginati, degli oppressi.
Quali che siano gli eventi che
segneranno il pontificato di Papa
Francesco, la barca di Pietro non
mancherà di un nocchiero che si sa
secondo, perché il primo è, sempre e
comunque, Cristo Signore, Risorto.Redazione di Pesaro:
e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it
Alvaro Coli – Responsabile diocesano.Redazione di Urbino: Via Beato
Mainardo, 4 - 61029 URBINO (PU)
Tel. e Fax 0722/378395
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Giancarlo Di Ludovico – Responsabile
diocesanoRedazione di Fano: Via Roma 118 61032 FANO (PU) - Tel. 0721/802742 (dir.)
- 803737 - Fax 0721/825595
e-mail: fano@ilnuovoamico.itEDITORE: Cooperativa Comunicare - Via
del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU). Tel.
0721/64052 - Fax 0721/69453.
Amministratore Unico: Marco Farina
Presidente Cooperativa Comunicaredebolezze, conserva una
zona intatta, “vergine”,
dove il suo essere più autentico coltiva il desiderio
di aprirsi a qualcuno
che è capace di amarlo.
Questo territorio segreto
si apre solo all’amore.
• E’ necessario, ogni mattina, purificare lo sguardo. Svincolarlo
da ogni istinto di possesso, disarmarlo dagli elementi di ostilità,
aggressività, durezza, malignità; ringiovanirlo, restituendogli la
capacità di stupore e di meraviglia; renderlo sensibile all’altro,
ossia capace dio vedere l’altro come io vorrei essere veduto.
Solo l’amore può dire all’altro: “Io ti riconosco il diritto di
essere quello che sei. Desidero che tu sia tutto quello che puoi
essere” (Agnese Baggio).
Armando Trasarti, Vescovo
di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
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La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei
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7 agosto 1990, n. 250.
PUBBLICITà Uffici della Redazione
centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani
L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta
di PESARO presso la Camera di
commercio al n. 98100Questo settimanale
è iscritto alla FISC
Periodica ItalianaQuesto numero è stato chiuso in redazione
mercoledì 13 marzo 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 14 marzo•
nuovoDonna quale Festa?CAMPAGNA DI AVVENIRE
La petizione per liberare la giovane donna cristiana ha superato le 30mila firme. Il direttore
Tarquinio: ‘’Abbiamo consegnato gli scatoloni con le lettere cartacee e in formato digitale.
L’ambasciatore pakistano si è impegnato con noi a farle avere alle autorità del suo Paese’’Luce sulla vicenda
di Asia Bibi1.359 giorni, 32.616 ore dietro le sbarre del
carcere pakistano di Sheikhupura, nella
provincia del Punjab, una delle terre più
fertili del pianeta. Per Asia Bibi, giovane
donna cristiana accusata di aver offeso
il profeta islamico Maometto, si sono
aperte dal giugno del 2009 le porte di una
cella senza finestre nell’attesa impietosa
che si compia la sua condanna a morte.
Dal penitenziario, però, non ha smesso
di sperare: “Vivo con il ricordo di mio
marito e dei miei figli e chiedo a Dio
misericordioso che mi permetta di tornare
da loro”. Per sostenere la liberazione di
Asia Bibi, il quotidiano “Avvenire” ha
lanciato una petizione che ha superato le
30mila sottoscrizioni. Impacchettate in due
scatoloni, le firme sono state consegnate
il 6 marzo alla signora Tehmina Janjua,
ambasciatore della Repubblica Islamica
del Pakistan in Italia. Per fare il punto della
situazione Riccardo Benotti, per il Sir, ha
intervistato Marco Tarquinio, direttore di
Com’è nata l’idea della raccolta firme?
“Già da due anni e mezzo abbiamo scelto di
porre un ‘bollo’ nella pagina degli editoriali
e sul sito internet con lo slogan ‘Salviamo
Asia’, per ricordare a tutti una vicendache stenta a trovare
la luce dei riflettori.
L’8 dicembre 2012
come editoriale della
prima pagina la lettera
scritta dal carcere
ai suoi familiari:
intensità, bellezza e
dolore. Questo editoriale
ha suscitato numerose
lettere di risposta. La
campagna è partita quasi da sola, perché
abbiamo ritenuto che valesse la pena dare
un seguito a questo movimento dal basso.
Ci siamo offerti come punto di raccolta”.
“Avvenire” continuerà a tenere accesa la luce
sulla vicenda di Asia Bibi?
“Certamente. L’attenzione non si sospende
e ci auguriamo che diventi contagiosa. I
media cattolici sono tutti mobilitati: c’è
stata un’iniziativa parallela alla nostra di
Tv2000, che si è sviluppata in questi anni,
ma anche Radio Vaticana e la stampa del
territorio hanno sempre tenuto al centro
dell’interesse casi come quelli di Asia Bibi
che non è l’unica cristiana perseguitata acausa della sua fede, in questo mondo senza
pace. Basti pensare a ciò che sta accadendo
in Africa del Nord, in quelle comunità
cristiane strette d’assedio tra speranza e
regressione apparentemente rivoluzionaria.
Ci auguriamo che il resto del circo
mediatico sia più attento a queste tematiche:
è più facile che la stampa internazionale si
mobiliti per il caso senz’altro importante
di persone condannate per adulterio alla
pena di morte, piuttosto che per quello di
una donna cristiana che in Pakistan rischia
la vita a causa della sua fede. È un dato
drammatico sul quale bisogna riflettere”.
©riproduzione riservataIlse cantava ninne nanne...RApe 50 TopTante, troppe, sono ancora oggi le donne
che devono fare i conti con l’arroganza del
potere che dilaga in una società sempre più
stressata e sempre più insoddisfatta. Ce lo
scandiscono le cronache di questi ultimi
Qualche settimana fa, il dolore si è fatto
ancora una volta musica ed ha abbracciato
le donne di tutto il mondo in un flash mob
che ha coinvolto intere generazioni.
“Quando avrà fine la sofferenza?” si chiedeva
Ilse Weber. Una domanda a cui ancora oggi
non sappiamo dare una risposta certa. NéViaggio
donneL’DA AUSCHWITZ NON FECE RITORNOacconta storie fantastiche, scandisce
le parole di versi dal sapore antico e
intona le dolci melodie che invitano
al riposo. Quelle ninne nanne, Ilse, le canta
al suo bambino e agli altri quattordici
piccoli ricoverati nel reparto pediatrico
dell’ospedale di Theresienstadt, nell’allora
Cecoslovacchia. Quei bambini sono
diventati tutti un po’ suoi figli.
Ilse conosce la forza di quelle manciate
di note, sa che quelle parole sussurrate
con dolcezza sono come la più dolce delle
medicine, capace di scacciare - seppure per
poco - la paura e il dolore.
Ilse non smette di cantare quelle ninne
nanne nemmeno in quella tragica notte
dell’ottobre 1944, quando lei, suo figlio
e i piccoli pazienti del reparto vengono
prelevati a forza per essere trasferiti ad
Auschwitz. Da dove - come centinaia di
migliaia di altre persone - non avrebbero
più fatto ritorno.
Nei giorni scorsi quelle melodie, rimaste
a lungo nascoste in una valigia a
Theresienstadt, sono tornate a risuonare a
Merano, proposte dal trio “Arsrosa”.
Un omaggio in vista della festa della donna,
quello che le tre musiciste meranesi hanno
voluto fare a Ilse Weber, autrice di fiabe
e valente musicista, che per amore seppe
rispondere alla cieca e insensata violenza
che stava vivendo, intonando note di
Tante, troppe, sono ancora oggi le donne
che sperimentano il sapore amaro del
dolore, vedono riflessa nei loro occhi la
cecità della violenza, che si consuma spesso
tra le mura di casa. Là dove si pensa di
essere al sicuro.317 marzo 2013mai, forse, saremo in grado di darla. Ma
alla sofferenza si può comunque rispondere,
come ha fatto Ilse e come hanno fatto tante
donne (molte delle quali sono sconosciute
alle cronache) percorrendo strade di
speranza, rispondendo all’arroganza con la
pazienza. Perché anche nel buio della notte,
la pazienza e la speranza ci permettono
di guardare con fiducia all’aurora che ci
annuncia l’arrivo di un nuovo giorno.
direttore ‘’Il Segno’’Altissimo, quando creò
l’uomo, Adam, e la donna, le
fece un dono speciale, tutto
suo: il silenzio in cui Adam era
colto dal sonno ed Egli creava la
donna in una teofania a lei solo
nota, donandole quella libertà
che, nella relazione della fede, può
restituirsi realmente.
La risposta della donna, allora,
si rivolge alla creazione di una
cultura dell’interiorità fattiva per,
che si rifiuti di ridurre la persona
a trama di relazioni storiche,
qualificazione di forza-lavoro e
La donna oggi avverte di poter dare
- nei simboli della vita quotidiana;
- nell’universo mentale femminile,
in chiave di una frequentazione
sapienziale che riesca a coniugare
la ricerca della verità con il sapore
- nell’immediato che si fa
spiritualmente sensibile, quale
risonanza del sentimento,
dell’emozione sensibile, della
vibrazione del desiderio;
- nel sapere e nel sensibile, in gioco
di rimando continuo;
- nella creazione continua di gesti
inediti o antichi, radicati in un
pensiero diverso che genera un
linguaggio diverso, che non si
rinchiuda nell’espressività delle
cure materne e della generazione
ma da qui si dilati;
- nell’interscambio di amore,
pensiero, arte, linguaggio, nel
combinato culturale.
C’è una donna che, con la
sessuazione del discorso, tipico
di una donna, diventa icona
del porsi femminile dinanzi a
quanto ineludibilmente gli eventi
manifestano: Miriam di Nazaret.
È scritto che “conservava e
confrontava”, pensava in proprio,
su di sé, sul Figlio, sulla storia
che si stava svolgendo, nella sua
mente, nel suo animo, nella sua
coscienza, giocava la libertà, con
cui disponeva di sé, orientando
verso un fine determinato tutta la
propria intelligenza, affettività e
Conservava e confrontava:
cammino pensante, tracciato
dalla donna, come desiderio
di spiegazione, di ricerca, di
cambiamento, di libertà; cammino
che evidenzia un umanesimo e
l’apertura all’ulteriore, declinato
al femminile, una coscienza
femminile nella costruzione di sé,
quale creatrice di vita, che consente
di passare da una carica negativa
a una positiva, quando diviene
porta per la coscienza vera.
Un’intelligenza agapica, cosciente
di ricevere il dono dello Spirito e
di lasciarsene riplasmare fino a
divenire dono vivente, agape stessa,
mistero dell’amore, ritmo segreto di
una cultura dell’interiorità fattiva
per, forza donna trasformante. Il
misterioso pianeta donna!
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gabellinimoto@libero.it4Conclave17 marzo 2013•
nuovoNOVITÀ SIGNIFICATIVE PRIMA E DOPO IL CONCLAVELa preghiera
del nuovo PapaIl nuovo Papa, appena eletto, mentre esce dalla Cappella Sistina
dopo l’atto di omaggio dei cardinali, per andare alla Loggia passa
alla Cappella Paolina e fa “una breve preghiera personale, silenziosa
davanti al Santissimo Sacramento”. Poi riprende il cammino e si
affaccia alla Loggia delle Benedizioni per dare alla folla in Piazza San
Pietro il suo saluto e impartire la prima benedizione “Urbi et Orbi”. In
quest’occasione il protodiacono annuncia anche l’indulgenza, come
si fa a Pasqua e a Natale. Una volta raggiunto il quorum per l’elezione
canonicamente valida del nuovo Papa, il cardinale decano - in questo
caso il presidente dell’assemblea, che è il cardinale Re - si rivolge a lui
con la domanda: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”
E, dopo la risposta, l’altra domanda: “Con quale nome vuoi essere
chiamato?”.La Stanza delle lacrime e l’ossequio dei cardinali.
Dopo questa “breve cerimonia” nella Sistina, avviene la bruciatura
delle schede e la fumata, che è bianca se l’accettazione è avvenuta. Il
Pontefice nuovo va nella cosiddetta “Stanza delle lacrime” per indossare
le vesti papali. Fa ritorno nella Sistina, dove si svolge un’altra piccola
cerimonia con una preghiera, la lettura di un passo del Vangelo
“tipicamente legato al ministero petrino”, e una preghiera in cui - ha
spiegato padre Lombardi - “entrano come attori il primo dell’Ordine
dei diaconi, il primo dell’Ordine del presbiteri, il primo dell’Ordine
dei vescovi”. Poi c’è l’atto di ossequio e di obbedienza dei cardinali al
nuovo Papa, sempre nella Sistina. Dalla fumata bianca all’annuncio
del nuovo Papa passano circa quarantacinque minuti, “ma con la
sosta di preghiera alla Paolina potrebbero diventare di più”. Un’altra
informazione importante data ai giornalisti riguarda la messa di
inaugurazione del Pontificato, che “può essere celebrata anche in giorno
feriale, non necessariamente di domenica, a seconda di quanto è durato
il Conclave e di quanto tempo è opportuno dare anche alle delegazioni
straniere che vogliano intervenire”.©riproduzione riservataTorna la Sindone, questa volta non solo
per Torino ma per il mondo intero.
L’ostensione televisiva di sabato 30
marzo si presenta come un grande “evento
multimediale”, destinato a catturare
l’attenzione degli spettatori italiani e
di tutte le reti tv che saranno collegate
con l’emissione di Rai Uno. In questi
ultimi decenni l’interesse per la Sindone
è cresciuto, in ogni senso. Durante le
ostensioni pubbliche e solenni (1978, 1998,
2000, 2010) Torino ha accolto milioni di
pellegrini e anche di “curiosi”, richiamati da
un enigma che non è solo scientifico. Ma è
cresciuto anche il dibattito degli scienziati
(veri) per conoscere meglio un oggetto che
sembra svelare, più che le contraddizioni
della religione, le incertezze della “scienza”,
come notò Giovanni Paolo II nella sua
riflessione del 1998. È cresciuto ancora,
ma era inevitabile, il “mercato sindonico”,
fatto d’improbabili scoop giornalistici ed
editoriali, d’impropri collegamenti tra il
Lenzuolo di Torino e tutte le possibili sette
religiose che hanno popolato i venti secoli
di cristianità... In questo speciale “campo
del vasaio”, la Sindone è diventata un
oggetto quasi mitologico, come il Graal...
Il vero mistero, è altrove. Come ha
ricordato mons. Cesare Nosiglia,
arcivescovo di Torino, custode pontificioEVENTO MULTIMEDIALE IN UN CONTESTO DI FEDETorna la SindoneSabato Santo, su Rai Uno, la prima ostensione
televisiva del nuovo millenniodella Sindone, è attraverso i segni della
sofferenza impressi nel corpo dell’Uomodella Sindone che si manifesta la gloria
del Signore. E dunque saranno i malati adLIBERALIZZAZIONE DELLA COMMERCIALIZZAZIONENon bruciamo la domenicaGli orari e i giorni di apertura (o chiusura)
degli esercizi commerciali sono un tema
che non cessa di interessare e anche
dividere l’opinione pubblica, il mondo politico
nonché la stessa Chiesa, soprattutto per gli
aspetti legati al riposo festivo, alla celebrazione
cristiana della domenica, alla vita comunitaria,
alla dimensione dei legami familiari.
Recentemente la Corte Costituzionale italiana
si è pronunciata sulla materia, prendendo in
considerazione numerosi ricorsi presentati da
diverse Regioni italiane, in forma e con modalità
e contenuti diversi, ma tutti accomunati
dall’intento di salvaguardare, in qualche modo,
la domenica come giorno festivo e di riposo
oltre che di armonia familiare e sociale. La
Corte Costituzionale ha di fatto rigettato tutti
i ricorsi regionali variamente motivati a difesa
dei piccoli esercizi (Piemonte), del riposo
settimanale (Friuli e Toscana), del rispetto delle
peculiarità socio-culturali (Lombardia) e altre. La
Consulta ha così sancito, a quanto sembra unavolta per tutte, la prevalenza del principio di
“tutela della concorrenza” e del valore superiore
della liberalizzazione, “rimuovendo vincoli e
limiti alle modalità di esercizio delle attività
economiche”. Tutto ciò - sostiene la Corte - va “a
beneficio dei consumatori” creando “un mercato
più dinamico e più aperto all’ingresso di nuovi
operatori”.
Comunque, afferma mons. Casile direttore
dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro):
“Per noi cristiani, la domenica è il giorno
della Chiesa, il giorno dell’uomo e il giorno
della famiglia. È un giorno speciale perché
rappresenta l’oasi in cui fermarsi per assaporare
la gioia dell’incontro e dissetare la nostra sete
di Dio. Certo occorre crederci, coltivare questo
profondo significato, riempirlo di contenuti,
occasioni, incontri. Ma ricordiamo il momento
centrale della domenica: la Messa festiva, in cui
la comunità si stringe intorno al proprio Signore.
È questione di fede e di amore reciproco”.
©riproduzione riservataessere “protagonisti” di questa ostensione
televisiva, la prima multimediale del nuovo
millennio. Anche perché la sofferenza
di queste persone (le poche che saranno
in duomo, e i milioni di uomini e donne
provati dal dolore del corpo) è in qualche
modo il contrappeso estremamente
concreto, fisico, a quel mondo virtuale che
pure ci attira e ci coinvolge.
L’ostensione attraverso la televisione
(tenutasi finora una sola volta, nel 1973),
prima e più che un evento mediatico, o
una presentazione scientifica, si colloca
completamente in un contesto di fede
e di Chiesa. È nell’Anno della fede e
“per” l’Anno della fede che si propone
l’ostensione. Proprio perché il carattere più
vero e profondo di quell’immagine rimane
il suo richiamo fortissimo al Signore,
alla sua Passione e allo straordinario,
misterioso silenzio del Sabato Santo,
un giorno intero in cui “Dio è morto”,
ma in cui proprio la Sindone ci aiuta a
ricordarne la presenza solenne, misteriosa,
direttore “La Voce del Popolo” (Torino)
Commissione diocesana per la Sindone
©riproduzione riservataSocio Politico•
nuovo17 marzo 20135KENYA – Kenyatta è il nuovo premier eletto pacificamente dal popoloAuna settimana dal voto, che si è svolto il 4 marzo,
è Uhuru Muigai Kenyatta il nuovo presidente del
Kenya, uscito vincente dalla sfida contro il rivale
Raila Amolo Odinga, con uno scarto di circa 800 mila voti
(50,07%). Odinga ha già denunciato irregolarità nei conteggi
e annunciato che ricorrerà alla Corte suprema. Kenyatta è
il figlio di Mzee Jomo Kenyatta, il primo presidente nella
storia del Kenya post-coloniale. Ma una ombra nera sulla
vittoria di Kenyatta è l’accusa formulata dal Procuratore
della Corte penale internazionale Luis Moreno Ocampo, per
aver fomentato, insieme ad altre cinque persone, le violenze
e gli scontri dopo le elezioni del 2007-2008, che causarono
la morte di oltre mille persone e centinaia di migliaia di
sfollati. Kenyatta dovrà comparire davanti alla Corte dell’Aja
il prossimo mese di luglio. Compiacimento nei confronti
del popolo kenyano è stato espresso da Stati Uniti e Unione
europea, che hanno auspicato una soluzione pacifica delle
controversie postelettorali. Ma nessuna delle cancellerieSe ci avessero avvertito che le
elezioni politiche sarebbero
state un referendum sui
partiti e sulla forma partito
ci saremmo attrezzati alla bisogna.
Ma così non è stato, anche se una
lettura deformata e interessata
dei risultati elettorali sembra
dare ragione a quanti hanno fatto
dell’antipolitica la bandiera con
la quale dare l’assalto ai Palazzi
romani. Un’analisi più lucida e
realistica, invece, ci riconsegna
una realtà molto più chiara.
Sicuramente da valutare a mente
Innanzitutto va detto che sette
elettori su dieci hanno votato i
partiti tradizionali (Pd-Pdl) o un
partito nuovo di zecca (Scelta
civica). Due elettori e mezzo
hanno scelto un non partito
come il Movimento Cinque
Stelle (M5S), forte di un risultato
elettorale persino migliore della
Lega Nord post Mani pulite.
La realtà, dunque, ci dice che
nonostante il forte risentimento
popolare verso una classe politica
alla quale si attribuiscono
pesanti responsabilità per la crisi
finanziaria e il mancato sviluppo
che angustiano il Paese, ai partiti
tradizionali viene affidato, dalla
maggioranza assoluta degli
elettori, l’onere di governare.
Spetta dunque a questi tre partiti,
largamente rinnovati nelle loro
compagini parlamentari, di trovare
una via di uscita. Se gli elettori
hanno un torto, si fa per dire, è
quello di non aver dato a uno
dei tre partiti una maggioranza
assoluta, ma avrebbero dovuto
fare il miracolo di neutralizzare
gli esiti nefasti del “porcellum”
che, per la terza volta consecutiva,
ha condannato il Paese
all’ingovernabilità.
Ma quegli stessi elettori hanno‘Soccidentali, in imbarazzo per la vicenda della Corte penale
internazionale, ha inviato messaggi di congratulazioni al
neo presidente. La Chiesa cattolica del Kenya, nei giorni
scorsi ha lanciato appelli per invitare la popolazione alla
calma e così è stato, finora. per il Sir, secondo Boniface Lele,
arcivescovo di Mombasa, (dove prima delle elezioni ci sono
stati alcuni scontri con una quindicina di vittime, tra cui
poliziotti e sei membri del gruppo secessionista “Mombasa
republic council”)
“Uhuru Muigai Kenyatta viene dalla Provincia Centrale. È
una zona molto popolosa e non siamo sorpresi che abbia
vinto. Qui le persone votano secondo la loro appartenenza
tribale. Sono però preoccupato perché Kenyatta deve dare
delle risposte alla Corte penale internazionale dell’Aja e
temo che questo possa interferire con la sua elezione o con
Kenyatta ha annunciato che si occuperà di tutti i cittadini,
di qualsiasi appartenenza politica siano. In realtà potrebbeessere una persona neutrale e potrebbe far avanzare il
Paese. Ma ribadisco: sono preoccupato per ciò che potrebbe
succedere all’Aja. Ma i fondamentalisti islamici hanno
ucciso alcuni militari anche prima delle elezioni. Non so
cosa vogliano. Non sembrano accettare la democrazia.
Stavolta le elezioni si sono svolte in un clima pacifico, non
ci sono stati scontri come nel 2007-2008. Un importante
segno di maturità da parte della popolazione. Le persone
hanno votato molto bene e non c’è stata violenza, tranne gli
scontri a Mombasa. È un notevole passo in avanti. La gente
non vuole rivivere le violenze del 2007-2008.
Non so cosa succederà all’Aja, ma spero che Kenyatta sarà il
nostro presidente per almeno cinque anni. Intanto i cattolici
del Kenya si aspettano che il presidente sia uno di loro. La
Chiesa cattolica si aspetta che non ci sia violenza e che
sappia guidare tutti i keniani”.
©riproduzione riservataLI HANNO VOTATI SETTE ITALIANI SU DIECIEppure non sanno dare
un governo al Paesedetto alcune cose molto chiare.
Innanzitutto hanno chiesto di
dare un governo al Paese per
affrontare l’emergenza e per non
dilapidare i sacrifici fatti durante il
governo Monti, peraltro sostenuto
esattamente dai Pd-Pdl-Montiani.
In secondo luogo, hanno ribadito
in grado di rimettere in moto
l’economia del Paese, magari
ricontrattando le politiche di
austerity concordate con l’Europa.
In terzo luogo, hanno sollecitato
l’adozione di una legge elettorale
in grado di determinare una
maggioranza in grado di governare.
Infine, hanno chiesto all’intero
sistema politico-amministrativo
una salutare cura dimagrante, in
linea con i sacrifici del popolo.
Tutto ciò richiede che i tre
partiti riconoscano la gravità
del momento e sappiano, con il
sostegno del Capo dello Stato,
individuare una strada realistica e
percorribile verso la governabilità.
Pd, Pdl e Scelta civica hanno
pagato un prezzo pesantissimo
per sostenere i sacrifici chiesti
dal governo tecnico agli italiani.
Ma la responsabilità dimostrata
ieri non può infrangersi contro
le timidezze, le pregiudiziali
e gli egoismi di oggi. Occorre
tempo e guadagnarlo non è unconcerto” per il duplice omicidio
avvenuto ieri nel palazzo del
“Broletto” della Regione Umbria,
terminato con il suicidio dell’uomo che,
poco prima, aveva fatto fuoco sulle due
donne. Questo il sentimento della Chiesa
umbra, della quale si è fatto portavoce
l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve,
monsignor Gualtiero Bassetti. A Francesco
Rossi, per il Sir, l’arcivescovo affida le sue
riflessioni sulla vicenda, che è al tempo
stesso un caso “molto particolare”, ma
denuncia come una “cultura di morte”
possa avere “conseguenze devastanti” sui
soggetti più deboli.
Qual è stata la reazione della diocesi e
della Chiesa umbra alla notizia?
“Quanto è accaduto ha portato sconcerto
e dolore in tutta la regione: le due vittimepeccato politico. Aspettando
che il movimento di Grillo
si costituzionalizzi, occorre
rispondere subito all’emergenza
Sosteneva Aldo Moro che
non bisogna mai augurarsi
l’annientamento dell’avversario
politico. In democrazia, una
forza politica ha sempre bisogno
di un avversario in grado di
contrastarla, di contenderle il
potere e di limitarne lo strapotere.
È la sostanza della democrazia
rappresentativa. Sempre affinabile,
ma democrazia vera. Ecco perché
non riusciamo a sorridere quando
Beppe Grillo chiede il 100 per
cento dei voti per distruggere i
partiti, con la promessa di non
costituirsi in partito e di sciogliere
il suo movimento. Tenersi stretta
la democrazia parlamentare e
rappresentativa è un bene comune
che passa anche attraverso le
scelte responsabili dei partiti che
sono in campo. Nelle loro mani
è principalmente il destino della
nostra democrazia. Speriamo
che ne abbiano piena e avvertita
coscienza. E non si lascino
paralizzare dalla paura di rischiare
un’alleanza per costruire un
governo di salute nazionale.
Domenico Delle Foglie©riproduzione riservataCRISI ECONOMICA - VIOLENZE E… MORTEUmbria sotto chocprovenivano dalle diocesi di Orvieto-Todi
e Città di Castello, mentre l’uomo che ha
sparato e poi si è ucciso era di Perugia.
Nel messaggio diffuso appena appresa la
notizia della tragedia lei ha parlato di crisi
dei “valori morali”, ribadendo “che il valore
della vita rimane assolutamente intangibile
e che nessun fratello può alzare la mano
contro un altro fratello….
Sono convinto che il momento che stiamo
vivendo abbia influito, anche se bisogna
ricordare che il soggetto che ha compiuto il
gesto era seguito dai servizi pubblici e aveva
problemi psichiatrici. È preoccupante laLa cartaBCC
i tuoi acquisti.condizione in cui oggi ci troviamo a vivere.
Vediamo affermarsi una cultura di morte,
un senso negativo verso quelli che sono
i valori fondanti della vita. Ogni giorno
si respira una continua violenza – sulla
stampa, in televisione, su internet – che su
un soggetto più fragile e debole può avere
conseguenze devastanti”.
Dobbiamo interrogarci, come società
e anche come operatori dei media, su
quello che succede e su nostre eventuali
“Sì. È vero che viviamo anche una crisi
economica che pare non avere precedenti,ma ormai ci siamo resi conto che le sue
radici sono nella crisi morale, in una
concezione nichilistica della vita. Se la
vita di una mosca vale quanto quella di un
uomo – come qualcuno afferma – viene
meno l’intangibilità di chi mi sta accanto.
Si afferma un concetto falso di libertà
che non ha fondamento su valori etici, né
barriere. Questa è, in un certo modo, la
visione antropologica che si è costruita
oggi. Bisogna ripartire da quelli che sono
i valori di fondo, cominciando dal senso
di Dio. Quando questo è distrutto nulla ha
più senso, nulla è più proponibile perché
manca l’elemento fondamentale della scala
dei valori. Decaduto il senso di Dio tutto il
resto si sgretola”.
Agenzia Sir©riproduzione riservata•
nuovoRegione ProvinciaLa polemica innescata la scorsa
settimana dalla CGIL circa la
presenza di soli medici obiettori
in alcuni ospedali delle Marche e lo
scarso numero di aborti con la pillola
RU486, si è trasformata in una querelle
mediatica nella quale, in pochi giorni, si
sono spese tante parole per affermare
la sussistenza di diritti – veri o presunti
– perdendo però di vista l’argomento
centrale che avevamo voluto segnalare,
quando abbiamo posto pubblicamente
le domande: “quali e quante risorse sono
state investite per mettere la donna in
condizioni di non dover abortire? Quali
aiuti economici – specie in questo tempo
di crisi – vengono offerti concretamente
alle donne affinché possano davvero
essere libere di scegliere se proseguire la
gravidanza o rinunciare al bambino che
portano in grembo?”.
Oggi vogliamo riproporre qui, con
altre parole, la medesima questione:
nel territorio della nostra Provincia nel
2012 oltre 400 donne hanno fato ricorso
all’aborto volontario in ospedale, benSempre più numerose le coppie in difficoltà, che decidono di separarsi o di divorziare e che si rivolgono allo sportello
di Mediazione Familiare attivato
da cinque mesi a Pesaro nei locali
delll’InformaFamiglia del Comune. E‘ promosso dall’assessorato
alle Politiche per la Famiglia del
Comune di Pesaro, in collaborazione con il Cif - Centro Italiano
femminile provinciale. Si avvale
di professionisti esperti di mediazione familiare e composizione
dei conflitti della coppia in fase
separazione o divorzio. “Vorrei
ringraziare l’Assessore Giuseppina Catalano per la sua sensibilità
ai problemi della famiglia e per
aver creduto e realizzato un aiuto17 marzo 20137QUERELLE MEDIATICA CGIL/EMBRIONEQuali alternative all’aborto volontario?più di una al giorno!!! Che cosa si sta
facendo per aiutare ciascuna donna,
come dice l’art. 5 della legge 194, a
“rimuovere le cause che la porterebbero
alla interruzione della gravidanza”?
Cosa si fa per “metterla in grado di far
valere i suoi diritti di lavoratrice e di
madre?” Cosa per “promuovere ogni
opportuno intervento atto a sostenere la
donna, offrendole tutti gli aiuti necessari
sia durante la gravidanza sia dopo il
Non sembrino – queste – domande
retoriche o, peggio, peregrine. La
concretezza della vita, le sue difficoltà,
le sue amarezze, i suoi travagli ci
impongono di guardare alla realtà
sociale in cui viviamo, e ci interrogano
come cittadini, prima ancora che come
Le forze dell’impegno civile e sociale,storicamente ben presenti nel nostro
territorio, hanno l’obbligo morale di
porsi gli interrogativi che qui abbiamo
suggerito, e di esaminare in maniera
serena, ma onesta, quale sia stato finora
e quale dovrà essere in futuro l’impegno
necessario a favore della fragilità delle
donne, qualunque sia la appartenenza
e la provenienza “ideologica”: non si
può infatti negare che la decisione
di interrompere la gravidanza sia
comunque una soluzione tragica, oltre
che per il bambino, anche per la madre
che spesso vi è costretta da circostanze
che nulla hanno a che vedere con il suo
desiderio di maternità, anche quando
questa non sia stata preventivamente
“programmata”.
Ci piacerebbe che la sfida venisse
raccolta – oltre che da quel variegato
mondo del “popolo della vita” (perdirla con il Beato Giovanni Paolo II)
che già oggi offre, nel nostro territorio,
numerosi esempi di questo impegno e
di questa attenzione – anche da altre
realtà che, nel desiderio di promuovere
l’universo femminile, sappiano proporre
modi nuovi per valorizzare la donna
senza negare il diritto alla vita del
bambino non ancora nato.
È una sfida che lasciamo aperta,
dichiarandoci fin d’ora disponibili al
confronto costruttivo con tutti coloro
che vorranno accoglierla, per progettare
insieme un futuro migliore per le donne
e per i figli che portano in grembo.
Paolo Marchionni – Associazione
“Scienza&Vita” Pesaro, Fano e Urbino
SUL TEMA VEDI ANCHE PAGINA 6
© RIPRODUZIONE RISERVATAUN AIUTO PER LE COPPIE IN FASE DI SEPARAZIONESportello di mediazione familiare
concreto alle coppie in crisi” dice le decisioni riguardanti la crescita
Elena Sormani, presidente del e il benessere dei propri figli senCif provinciale. Qui le coppie in za delegarle ad altri.
difficoltà si possono rivolgere ad “Lo sportello per la mediazione
esperti di problematiche familia- familiare – precisa l’assessore ai
ri, per ricostruire un dialogo, per Servizi sociali Giuseppina Catatrovare gli accordi più adeguati lano - si colloca nell’ambito delle
sulla cura condivisa dei figli e altre politiche a favore delle famiglie,
questioni relative alla separazione. inserendosi nel quadro di un‘amIl servizio, totalmente gratuito, in pia offerta di sostegno alle risorse
alcuni casi, si è tradotto in percor- e alle competenze genitoriali. Non
si di mediazione familiare attra- vanno dimenticati il progetto Carverso 8-10 incontri quindicinali, ta Bimbi, i corsi di formazione per
per far prendere in prima persona genitori ed altri progetti in cantie-re”. I casi trattati finora riguardano
situazioni di conflittualità di coppia e familiare, aggravati spesso
da disagi lavorativi, economici e
relazionali. Un quadro eterogeneo
e complesso, che fotografa bisogni vari e articolati e presenta una
domanda di sostegno non sempre
colmabile.
L’eterogeneità delle richieste, infatti, mette in luce la necessità di
promuovere sul territorio la conoscenza del servizio di mediazione
familiare e delle sue applicazioni.Per questo l’attività verrà presentata alle scuole e in particolare ai
docenti, perché siano un tramite
informato e qualificato.
Lo sportello è aperto il lunedì (dalle 15.30 alle 19.00) e il sabato mattina (dalle ore 9.30 alle 13.00) nei
locali dell’InformaFamiglia sotto
le logge del palazzo Comunale in
piazza del Popolo. Per maggiori
informazione telefonare negli orari (giorni) di apertura dello sportello al numero 0721 387384.
© RIPRODUZIONE RISERVATAFNP-CISL PESARO PER LA FESTA DELLA DONNAFiori alle donne anzianeIl Coordinamento Donne della FNP-CISL di
Pesaro, condividendo la condanna unanime
del femminicidio e di ogni violenza perpetrata
ai danni delle donne, ha voluto rendere partecipi
della festività dell’8 marzo, le proprie associate
più anziane. Una delegazione del Coordinamen-to Donne e della
Segreteria Territoriale della FNPCISL Pesaro si è
recata presso i rispettivi domicili,
(alcune degenti in
case di cura) per
consegnare un
omaggio floreale.
Il gesto è stato
gradito dalle anziane signore, che
si sono sentite integrate e ancora
partecipi della società civile, ma è
stato apprezzato
anche dai relativi
familiari, che trovano nel sindacato FNP- CISL un fermo sostegno alle politiche
per gli anziani, specie quelli non autosufficienti.
Rita Luccardini
Coordinatrice Territoriale Donne FNP -CISL
© RIPRODUZIONE RISERVATAUN MERCATINO PER CASA FIDUCIAIn difesa della vitaPesaro - Loretta Luzi, impiegata dell’Inps, insieme ad altre 30 colleghe, ha organizzato per
l’8 marzo, un’iniziativa in difesa della Vita.
Loretta Luzi ci parla di questa idea umanitaria,
voluta espressamente nel giorno della Donna.
“Inizialmente, ho pensato di realizzare con altre
15 colleghe, un mercatino con oggetti artigianali e soprammobili che avevamo in casa, per
devolvere il ricavato ad altre donne in difficoltà.
A queste si sono aggiunte altre 15 colleghe, che
hanno voluto sostenere la nostra iniziativa. Grazie al Cral dell’Inps, abbiamo avuto per il giorno
8 marzo, l’ex farmacia Zongo. E’ stata mia figlia,
che aveva fatto uno stage del Liceo Classico Mamiani come volontaria a Casa Fiducia, gestita
dalle suore del Sacro Cuore, a lanciare l’idea di
devolvere l’incasso, per queste ragazze madri.
L’iniziativa è stata proficua, perché in un gior-PER INFORMAZIONI
Centro di Aiuto alla Vita di Pesaro – 0721/33044 - 335/5392680, centroaiutovita.ps@libero.it
Centro di Aiuto alla Vita di Fano – 0721/803765 – 346/6093869, cav.fano@alice.it
Movimento per la Vita di Fano – 0721/899002 - mariapia.ambrosini@email.it
Movimento per la Vita di Urbino – 0722/329076 – 338/1914873, volponimassimo@alice.itno abbiamo incassato 410 euro, che sono stati
subito portati a Casa Fiducia. Inoltre molte mie
colleghe, che non conoscevano Casa Fiducia, si
sono ripromesse, di voler aiutare personalmente questa struttura, che accoglie donne che
spesso hanno avuto dalla vita tanti problemi’’.
© RIPRODUZIONE RISERVATAA PESARO E’ POSSIBILE FIRMARE (MODULO CARTACEO) PRESSO LE LIBRERIE “BUONA
STAMPA”, IN VIA ROSSINI, E “BONALI”, IN VIALE DELLA REPUBBLICA. La firma deve essere
corredata dai dati di un documento di identità personale: sono accettati solo la carta di
identità o il passaporto. E’ assolutamente esclusa la patente.
In collaborazione con8Regione Provincia17 marzo 2013QUANDO SI STRAPPAVANO LE TESSERE DI PARTITOLe ferrovie dimenticateLa VI Giornata Nazionale delle
Ferrovie Dimenticate, evento
FVM, dal Circolo Legambiente
Urbino e dal FAI di Pesaro, dal titolo
”La ferrovia Metaurense: un profondo
legame con storia tecnologia e paesaggio” ha ottenuto un notevole successo.
Oltre un centinaio di persone, molte
provenienti anche dall’Emilia Romagna, hanno partecipato all’escursione
sulla ferrovia, ripulita dalla vegetazione da FVM, presso San Lazzaro di
Si è raggiunto il luogo della frana del
1934, dove lo storico Renzo Savelli ha
rievocato il tragico evento che causò
11 vittime e che, assieme ad altri casi
in molte zone d’Italia, spinse il governo dell’epoca ad approvare una legge
che prevedeva la possibilità di chiedere sussidi.
E’ seguita la visita al canyon delle
Marmitte dei Giganti, particolari cavità scavate nella roccia dall’azione
levigante dell’acqua che trascina con
sé pietre o piccoli massi, ed infine all’impianto idroelettrico della diga di
San Lazzaro, serbatoio artificiale che
alimenta la centrale elettrica di Ponte degli Alberi - 10 MWatt di energia
PESARO – L’8^ edizione della
rassegna “Dio s’è fatto fanciullo”,
proposta dall’Associazione musicale “I Cantori della città futura”
dell’Unione dei Comuni di Pian
del Bruscolo, è stata confortata da
un lusinghiero successo. Come già
in passato i proventi della manifestazione vengono destinati al Movimento Africa Mission – Cooperazione e sviluppo per dare più
forza ai vari progetti a favore della
popolazione ugandese.
Più che legittima la soddisfazione di Franco Bezziccheri che, da
sempre, pilota l’iniziativa: “Sento
il dovere di ringraziare sentitamente le famiglie, le ditte, i gruppi
corali partecipanti ed il pubblico
che ha dimostrato grande sensibilità affollando le sedi che hanno
ospitato, dall’8 dicembre scorso al
31 gennaio 2013, i sei concerti in
programma a Borgo Santa Mariarinnovabile.
Nel pomeriggio, nella Sala Conferenze
della chiesa di Sant’Agostino a Fossombrone, il prof. Oscar Mei ha tenuto una conferenza sulla vicenda della
sventata dismissione della tratta Fano
Fermignano nel 1938.
Questo sconosciuto episodio è venuto
alla luce grazie al ritrovamento casuale di documenti storici salvati da sicura perdita proprio dallo stesso Prof.
Si è così venuto a sapere che, allora, la
popolazione di Fossombrone lamentava la chiusura e la probabile perdita della ferrovia come già avvenuto
per altri opifici e strutture dello Stato
quali prefettura, ufficio delle entrate,
filande, mercato dei bachi ecc.
L’assoluta convinzione dell’allora Podestà, l’ingegnere Getulio Emanuelli,
sull’assurdità di una tale perdita spinse
questo illustre personaggio a scrivere
alle più alte cariche istituzionali, fino
al Capo del Governo Benito Mussolini
con grave rischio di eventuali provvedimenti disciplinari.
L’Ing. Emanuelli presentò anche calcoli sui conti economici per la riattivazione della linea prevedendo che il
movimento dei viaggiatori avrebbeconsentito di compensare le spese;
evidenziò come la popolazione della Valle del Metauro aveva lottato ed
accettato di compiere sacrifici pur di
vedere la costruzione della ferrovia.
Perdere questa struttura avrebbe significato un regresso civile e una demoralizzazione generale.
Ma tutto questo non servì a molto fino
a quando accadde un episodio particolare che fu volutamente sottaciuto:
molti cittadini, per protesta, giunsero
a stracciare le tessere nella sede del
partito alla presenza dei gerarchi locali.
I provvedimenti di smantellamento,
che sembrava imminente, furono ritirati ed il Duce dispose che la ferrovia
Fano - Fermignano rimanesse dov’era
in attesa di riprendere il servizio.
Oggigiorno tale rischio è, invece, altamente probabile!
Con questa rievocazione storica, presentata impeccabilmente dal Prof.
Mei e piena di straordinarie analogie
con le vicende attuali, si è conclusa la
VI Giornata Nazionale delle Ferrovie
Associazione Ferrovia
© RIPRODUZIONE RISERVATA•
nuovoil peperoncinoI pentitiUn amico in vena di confessioni, mi racconta:
- Stavolta ho proprio sbagliato. Non volevo
andare nemmeno a votare, ma sono stato
aggredito verbalmente da amici e familiari. “C’è gente
che è morta per questo diritto, non puoi sprecare i loro
sacrifici”. Rassegnato ho preso la scheda elettorale e
di fronte a quella lenzuolata di partiti ho cercato il
destinatario del mio voto. Intanto non c’erano nomi,
solo simboli. Non ho votato Pdl perché il Cavaliere non
mi ha mai invitato alle sue feste ad Arcore. Non ho
votato Pd perché, pur sembrandomi Bersani una brava
persona non mi convincono quelli che stanno attorno
a lui. Avrei votato Magdi Allam (tanto per cambiare)
ma sarebbe stato un voto perso, infatti ha preso lo 0,0
qualcosa. Mi era simpatico quel giornalista che veste
in maniera strana, Oscar Giannino, ma saputo che
raccontava bugie (due lauree ed un master) ho pensato
chissà cosa ci racconterà una volta eletto. Avrei votato
il prof. Monti ma visto che aveva proclamato che non si
sarebbe mai candidato e sarebbe tornato ad insegnare
ho voluto accontentarlo. C’era poi una serie di partiti
oscillanti fra l’insulso e lo sconosciuto. Per protesta e
per disperazione mi è caduta la matita sul Movimento
a 5 stelle. – Benissimo, hai espresso la tua opinione
politica. – Ma nemmeno per idea, volevo esprimere
la mia ribellione per una legge elettorale che non mi
permette di votare persone, ma solo dei simboli. Ma ci
si può fidare di un capo popolo che non ha nemmeno il
coraggio di candidarsi in prima persona? Ho davvero
sbagliato, ma tanto che importa, presto torneremo a
votare e allora …
Alvaro ColiSOLIDARIETÀ IN … CANTOCon l’Uganda nel cuoredi Pesaro, Osteria Nuova di Montelabbate, Morciola di Colbordolo,
Acqualagna, Cagli e Casinina diAuditore. La rassegna ha coinvolto ben undici formazioni corali
con un organico di circa 400 ele-menti. Doveroso citarle tutte: San
Carlo di Pesaro, Ensemble onde
medie di Riccione, Polifonico Du-NASCITA DI PADRE GIUSEPPE BOCCI 15 MARZO 1885Un seme che produsse molti fruttiNell’ormai lontano 1885 Dio
nel suo amore per l’umanità
e per la Chiesa, in particolare per i frati cappuccini e i Pesaresi, il 15 marzo gettò nel mondo
un seme, ricco del Suo DNA. In
verità tutti i grani che Lui semina
sono ricchi del Suo DNA! E nacque
al mondo, in Sant’Elpidio a Mare,
una stupenda pianticella: GiulioBocci. Il nuovo germoglio accolse
tutto l’amore che il Seminatore gli
manifestava nella sua crescita e si
lasciò sarchiare, nutrire, concimare… e la pianticella divenne… Padre Giuseppe Cappuccino, poi….
Servo di Dio. Ma… tutto ha avuto
origine dal quel seme di Dio, gettato nella terra dell’umanità!
Nel giorno della nascita di una
persona inizia un progetto, una
storia, un futuro ricco di tutta la
Creatività, la Sapienza e l’Amore di
Dio. Per questo vogliamo ricordare con tanta gratitudine e senso di
riconoscenza quel giorno: perché
nel seme c’era un futuro grande e
bello, ricco di santità e di amore.
La pianticella di Giulio Bocci sarà
poi arricchita con altri grandi segni e doni dell’Amore divino: il 17
marzo riceve il battesimo che lorende Suo figlio prediletto, il 20
giugno 1901 il Signore lo consacra
a sé sulle orme di Francesco, il 21
dicembre 1907 gli elargisce il dono
del Sacerdozio facendolo ministro
della Parola e del Suo Amore per
il popolo di Dio. La piccola pianta
cresce e si infoltisce di rami ricchi
della Grazia di Dio. Quel DNA che
il Signore ha impresso in Giulio
nel giorno della sua nascita manifesta tutta la ricchezza di un dono
immenso per la Chiesa e l’umanità! La pianticella – ormai cresciuta
- comincia a portare frutti preziosi
che alimentano tante vite umane,
e i suoi rami offrono sollievo a
quanti si fermano alla loro ombra.
Chiare testimonianze confermano
che molti fratelli e sorelle hanno
usufruito del ministero sacerdotale di padre Giuseppe, hanno in-contrato Cristo attraverso la sua
parola e ricevuto il perdono divino
attraverso la sua serena accoglienza. Quanti giovani hanno ricevuto
consigli per scoprire la bellezza
della vita attraverso l’incontro con
lui o attraverso quello che il futuro
Servo di Dio ha lasciato scritto per
loro! Tante ragazze hanno incrociato Cristo Sposo e hanno trovato
la loro pienezza entrando nell’Istituto delle Volontarie Francescane
delle Vocazioni, da lui fondato!
Tanti “fratini” hanno attinto dalla
vicinanza con lui esempio e sprone per vivere pienamente la loro
vocazione di cappuccini. Senza alcun dubbio, da Padre Giuseppe innumerevoli fedeli hanno imparato
a supplicare il Padrone della mèsse per ottenere buone vocazioni
sacerdotali e di vita consacrata! AlDitta Poggioli StefanoOfficina meccanica specializzata per incastellatura,
ceppi, battenti per campane ed elettrificazione.
Orologi da torre - Impianti antifulmine
Sopralluoghi, progettazioni e preventivi gratuitiVia Case Popolari, 5 - 61020 Auditore (PU) Tel. 0722/362528 - Cell. 339/7247642© RIPRODUZIONE RISERVATArantino di Urbania, Piccolo coro e
Coro Santa Maria Annunziata di
Morciola, Polifonico Santa Maria
Immacolata di Gallo di Petriano,
Santa Lucia di Acqualagna, Città di Cagli, La Bottega delle voci
di Cattolica, Santa Maria Pian
del Monte di Casinina nonché il
gruppo promotore de I Cantori”.
La somma raccolta permetterà a
120 giovani ugandesi di partecipare, per tutto il 2013, alla vita del
Centro di Moroto offrendo loro
l’opportunità di vivere e studiare
in un ambiente altamente formativo ed alle volontarie Franchina
ed Ersilia, della sede regionale di
Morciola di Colbordolo, di dare
continuità al progetto “Taglio e
cucito” di Loputuk.
Nella foto il Coro polifonico de “I
Cantori della città futura”.
© RIPRODUZIONE RISERVATAPadre Bocci si possono applicare
le parole che il Vangelo dice del
granello di senape, diventato una
grande pianta: “gli uccelli del cielo
possono ripararsi alla sua ombra”
(Mc 4,32) per trovare ristoro.
Il 15 marzo 1885 il Signore ha gettato un seme nel campo del mondo: in quel seme era contenuto
tutto quello che Padre Giuseppe
Bocci è stato con la sua vita, la sua
Opera, con la sua santità! Straordinaria è stata la generosità del
Signore con il nostro Servo di Dio;
ma anche lui ha fatto bene la sua
parte: la Grazia di Dio in lui non
è stata vana! (cf. 1Cor 15,10). Ha
consentito che quel seme crescesse e divenisse un albero rigoglioso.
Così molti fratelli e sorelle hanno
potuto trovare refrigerio alla sua
ombra; hanno tratto ristoro, sostegno e crescita spirituale, gustando i suoi deliziosi frutti di vita
Fr. Gianni Pioli
nuovo17 marzo 2013Pesaro
PESARO - Il Convegno diocesano
del 2010 sulla Carità non è stato
un evento isolato e concluso in
se stesso, ma si è rivelato, com’era
negli auspici, il punto di partenza di un cammino condiviso, i
cui frutti più recenti sono stati la
nascita di alcune Caritas parrocchiali e la realizzazione del primo
“Corso di formazione per animatori pastorali” di tali Caritas.
Proprio a conclusione di questo
Corso, i partecipanti (106 iscritti, con una media di 70 presenze
ad ogni incontro e 24 parrocchie
rappresentate) si sono riuniti in
Assemblea, il 5 marzo scorso, con
l’Arcivescovo Piero Coccia e con
don Marco Di Giorgio - rispettivamente presidente e direttore
della Caritas diocesana - per un
giudizio sull’esperienza vissuta ed
un confronto sui passi futuri da
compiere. Dopo una breve introduzione di don Marco e del dott.
Giorgio Filippini, che hanno contestualizzato il Corso all’interno
del cammino della diocesi, S. E.
Mons. Coccia, riferendosi anche
al “Motu proprio” di Benedetto
XVI sul servizio della carità (pubblicato l’11 novembre 2012), ha
ribadito gli aspetti fondamentali
di questa dimensione costitutiva
della Chiesa. Presupposto fondamentale, ha detto, è che il servizio
della carità non vada confuso con
una attività assistenziale - sempre
purtroppo inadeguata per quanto generosa possa essere - né con
una mera raccolta e distribuzione
di fondi: esso trova radice, alimento e speranza in Colui che è
la vera Carità, la vera risposta, la
vera vicinanza ai bisogni dell’uomo. Senza un rapporto continuo
con Cristo dentro la comunità
della Chiesa, ogni nostro sforzo finisce per essere impotente e deludente. Da ciò derivano importantiAndrea Parri ConsultingRedazione di Pesaro:
Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro
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E-mail: pesaro@ilnuovoamico.itV. Leopardi n°20
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Web www.andreaparri.comCONCLUSO IL CORSO DI FORMAZIONE PER ANIMATORI PASTORALI CARITASUn piccolo esercito
conseguenze a livello di contenuto
e di metodo.
Chi opera nella pastorale caritativa è chiamato a dare testimonianza di fede, oltre che di generosità
e di concretezza; è chiamato cioè
a vivere la dimensione della carità
in stretta connessione con quella
dell’annuncio della Parola (catechesi) e della celebrazione dei
Sacramenti (liturgia), ricordando
che la carità, come ha affermato
don Giovanni Nicolini, “non è una
virtù da esercitare, ma un tentativo di restituire l’immenso bene
che con Cristo ci è stato donato”.
Il “ministro” della carità, inoltre,
nel rapportarsi alle persone, non
può non tener presente la “globalità” dei loro bisogni, perché lapovertà materiale (del cibo, dei
vestiti, della salute, della casa, del
lavoro) si accompagna spesso
a una povertà relazionale (solitudine, abbandono) e culturale
(senso di vuoto, di insignificanza, di inutilità della propria vita)
che denuncia una fragilità umana
profonda, a cui solo Cristo può
dare speranza. Per queste ragioni è importante che gli operatori
della carità, da un lato, provvedano alla propria formazione teologica e pastorale, utilizzando gli
strumenti e i percorsi messi a disposizione dalla diocesi; dall’altro
svolgano essi stessi una funzione
formativa nella comunità parrocchiale, mettendo in atto una pedagogia dei “fatti”, cioè di azioni egesti che favoriscano l’educazione
alla condivisione e alla testimonianza evangelica.
Venendo quindi all’indicazione
di scelte precise, l’Arcivescovo ha
sollecitato a continuare sulla strada, già avviata, dell’istituzione delle “Caritas” parrocchiali e a prevedere, sulla base ovviamente di una
valutazione realistica delle singole
situazioni, la creazione di Centri di Ascolto vicariali nei quali
coinvolgere e responsabilizzare
la presenza dei laici: tali obiettivi
si rivelano sempre più necessari a
causa della grave crisi in atto, che
appesantisce enormemente il carico di lavoro degli operatori della Caritas e del Centro di Ascolto
diocesani.LA CONSEGNA DA PARTE DELLA FIGLIA CAMILLALa collezione Falcioni al Museo DiocesanoI9l Museo Diocesano di Pesaro è stato arricchito di una donazione testamentaria
di Nino Domenico Falcioni, noto collezionista d’arte e di antiquariato scomparso
una anno fa. La figlia Camilla ha donato il
corredo di oggetti liturgici in argento, più
una pianeta con stola e copricalice di cui suo
padre aveva dotato la cappella della villa settecentesca di Candelara: una cappella moderna, fatta costruire per il battesimo dellabambina, avvenuto alla presenza del vescovo
mons. Gaetano Michetti, di don Gino Rossini e di don Nicola Alegi parroco di Candelara, nel 1976.
E’ stata particolarmente toccante questa consegna a don Stefano Brizi, Vicario Generale
e Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi, anche perché alcuni
oggetti di grande significato “privato” passavano definitivamente nel contesto pubbli-GASTRONOMIA«del
COMPRESO I FESTIVI
LUNEDI CHIUSOPesaro - Via A. Cecchi, 16 - Tel. 0721.371262co, vario e ricchissimo del Museo Diocesano
La pianeta settecentesca in seta verde, ricamata con motivi policromi e bordata di pizzi e passamanerie, andrà ad aggiungersi alla
splendida serie di quelle esposte provenienti
per lo più dal Capitolo della Cattedrale, già
accostate in modo che le cromie esprimano
tutte le varie funzioni liturgiche.
Gli oggetti in argento e argento dorato, consistenti in un calice, due patene e una pisside,
unite a due ampolline in vetro con vassoio,
costituiranno una preziosa presenza di oreficeria “moderna” del Novecento accanto agli
oggetti liturgici già esposti per lo più settecenteschi: un tassello finora mancante nel
racconto liturgico museale.
Una donazione privata come questa, oltre ad
arricchire il Museo, continua ad esprimere
la generosità, l’amore per la Bellezza, il desiderio di essere utile alla comunità religiosa
e civile che chi ha conosciuto Nino Falcioni
può testimoniare, e che si è espresso anche
con altre donazioni come quella di ceramiche settecentesche con rosa di Pesaro alla
Fondazione Cassa di Risparmio, per fare un
solo esempio.
G. Calegarire la vera
a, vieni
lla Giannina
alla©riproduzione riservataPizza al Piatto
Con un minimo di 20€ una bibita in omaggio
(bottiglia da 1,5 Lt. o birra da 66 cl.)L’Arcivescovo, infine, rispondendo alle domande dei presenti, ha
invitato non solo a guardare il
futuro, ma anche a valorizzare
quanto è già stato fatto (perché
la chiesa di Pesaro si è sempre
impegnata seriamente nel campo della carità) e quanto oggi, in
una situazione completamente
nuova, si sta realizzando sia a livello di formazione che di opere.
Ha poi consegnato ai presenti gli
attestati di partecipazione al Corso, raccomandando di mantenere
un rapporto stretto tra loro e di
presentarsi ai parroci per comunicare la propria disponibilità a
©riproduzione riservataAgenda
Venerdì 22 marzo alle ore 21 Via
Crucis Diocesana. Quest’anno l’itinerario riguarderà le vie della Città:
partirà da Piazzale Europa (Zona Baia
Flaminia) e si concluderà in Cattedrale. Per l’occasione verrà consegnato
il Messaggio del Papa in vista della
Giornata mondiale della Gioventù che,
come ogni anno, coincide con la celebrazione della Domenica delle Palme
DALLE SUORE DI GINESTRETO
DOMENICA 17 MARZO 2013 le
suore di Ginestreto invitano tutti gli
amici ad un incontro di riflessione e di
preghiera in preparazione alla Pasqua,
dalle ore 15 alle ore 19,30 con la possibilità di fermarsi a cena. L’incontro:
“Pasqua, evento di straordinaria bellezza, rivelazione di un grande amore”.
sarà condotto da don Tonino Falcone
- Salesiano di Roma. Per prenotazione
e adesione tel. 0721- 482153Pizza al taglio...La qualità il nostro piatto forte!
•Porchetta di nostra produzione
• Polenta al capriolo, cinghiale e lepre
servizio a domicilioSi accettano buoni pasto-card10Essere fedeli al proprio carisma
“oggi”, dentro la “chiesa marchigiana”, perché la fede è una “vita” che
si incarna sempre in un preciso
Questo è il motivo fondamentale
per cui l’Arcivescovo Piero Coccia
(domenica 10 marzo, presso l’Istituto delle Maestre Pie Venerini)
ha presentato alle Religiose – in
occasione del loro ritiro spirituale
– il secondo Convegno Ecclesiale
Marchigiano, che si svolgerà, prima ad Ancona poi a Loreto, dal
prossimo 22 novembre al 24 novembre (giorno della Festa di Cristo Re e della conclusione ufficiale
dell’Anno della fede) con la partecipazione delle 13 delegazioni
diocesane della Regione.
Non è un caso, ha detto l’Arcivescovo, che il titolo del Convegno
contenga proprio questa precisazione: Vivere e trasmettere “oggi”
la fede “nelle Marche” .
Tale precisazione implica, da una
parte, che ci si chieda che cosa
è accaduto nella società e nella
chiesa marchigiane nei venti anni
trascorsi dal primo Convegno del
1993; dall’altra che si guardi a questo pezzetto di storia come a un
tempo in cui si sta realizzando il
Regno di Dio e quindi non con lo
scetticismo di chi non vede altro
che irreversibile declino religioso,
ma con la fede di chi sa rintracciare, dentro questo tempo, la
ricchezza, le risorse, la vitalità di
cui la Chiesa ancora gode, perché
il Signore, come ha ricordato Benedetto XVI, non lascia affondare
la sua barca.
E così le stesse sfide che l’attualità lancia (dalla crisi economica e
sociale al capovolgimento radicale della concezione della vita, delVERSO IL SECONDO CONVEGNO ECCLESIALE REGIONALEVivere e trasmettere oggi
la fede nelle Marche
sistema di valori, dei comportamenti, della prassi educativa
ecc.) vanno considerate, ha detto
l’Arcivescovo, come delle opportunità per i cattolici di crescere
nella consapevolezza di sé e nella
E’ vero che ci sono elementi di
preoccupazione (calo della frequenza alle messe domenicali, crisi delle vocazioni, invecchiamento
del clero), ma ci sono anche tanti segnali positivi: molti laici, ad
esempio (catechisti, operatori pastorali impegnati in diversi ambiti) stanno assumendo sempre più
nella comunità ecclesiale il ruolo
di corresponsabili, non di sempli-ci esecutori o di collaboratori dei
Anche le famiglie, che pure risentono di spinte sociali fortemente
disgreganti, continuano ad essere
una risorsa importantissima per
la chiesa: insieme a quelle che vivono dolorose esperienze di separazione e divorzio (per le quali la
diocesi di Pesaro sta realizzando
iniziative di accoglienza e vicinanza) ne esistono altre che hanno
una fede solida e si rivelano soggetti indispensabili per la trasmissione della vita cristiana alle nuove generazioni.
Gli stessi giovani non vanno giudicati solo come “un problema”,CINEFORUM ALLA MULTISALA GIOMETTIDetachment: “solo per audaci”PESARO - Martedì 19 marzo il centro culturale Città Ideale di Pesaro organizza la proiezione del film Detachment (USA 2011 di Tony Kaye) alle
ore 21,15 presso il Cinema Multisala Giometti - piazza Stefanini - a Pesaro.
Con questo film il cineforum “Solo per audaci” giunge al terzo e al penultimo appuntamento per questa stagione. Detachment non è un film
solo sulla scuola american , che tra l’altro ha ormai molti fattori in comune con quella italiana, non è un film solo sugli adulti che non sono
in grado di educare, non è un film solo sulla gioventù in crisi, ma può
essere letto anche come un tentativo di mettere in luce il “di più” che
ogni uomo desidera.Breviario di notizie pesaresi•
nuovoPesaro17 marzo 2013A cura di Vittorio Cassiani
“I LIMONI DELL’AMICIZIA” – Vengono distribuiti all’ingresso delle
chiese. Pro Africa Mission – Cooperazione e sviluppo.
CON IL CAI – Escursione ai monti
Eugubini: da Madonna della Spella
a Gubbio. Accompagnatori: Fattori
(347/7401475) e Bardeggia.
STRADOMENICA – La città si apre
allo shopping, alla cultura, agli incontri ed al tempo libero. Mercato
in piazzale Carducci e mercatini
dell’antiquariato in piazza del Popolo, via Rossini e piazzale Collenuccio.
RITIRO DIOCESANO PER FIDANZATI – Con l’Arcivescovo mons. Piero
Coccia a Loreto Marche. Partenza
alle ore 8.30 da San Decenzio. Ritorno alle 19 circa.
VISITE A PALAZZO DUCALE – Previsti due turni: alle ore 9.45 e alle
11.15. Prenotazioni: 338.2629372.
Costo euro 5.
– In mostra la “Storia della Palestina 1888-1948”. Palazzo Gradari, via
Rossini 24. Fino al 21 marzo. Orario: oggi 10-12.30 e 16-19.30. Feriale 16-19.30.
AL POZZO DI SICAR – Oggetto di
approfondimento: “Chiamati ad un
incontro d’amore. Vocazione”. Villa
Borromeo, via Avogadro 40. Info:
Margherita Di Giorgio, via Monti 10
(tel. 0721/32392).
PRESENTAZIONE LIBRO – “Funambole” d Isabel Farah. A cura di Jacopo Nacci. Biblioteca San Giovanni,
TEATRO COMICO – La Compagnia
“I Cumediant” di Fano presenta: “Lasteca vien dal legn” di Paola Magi.
Regia di Marco Lucertini. Sala polivalente del Centro civico Vismara
(via Basento). Ore 17. Ingresso libero.
PER FIDANZATI – Alle ore 21, presso il Cinema Solaris, replica dello
spettacolo. “Con l’infinto nel cuore”.
L’amore nell’arte, nella musica, nella poesia.
CINEVISIONI – Sullo schermo:
“Preferisco il rumore del mare” di
M. Calopresti (1999). Auditorium
dell’Università dell’Età Libera (Campus scolastico, via Nanterre). Ore 21.
NELL’UNILIT – Incontro con Santino Ciuffolini (“Viaggio dentro
una importante componente della
ricchezza faunistica del nostro Appennino…”) e Della Valle Beltrami
(“La ricerca di Dio nel cuore dell’uomo…”). Sala San Terenzio, ore 16.
GIOVANI AUTORI ITALIANI – Sullo
schermo: “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu. Cinema Solaris, ore
21. Ingresso euro 6.
“SOLO PER AUDACI” – Al “Metropolis” (5 Torri) viene proiettato il film:
“Detachment”, regia di Tony Kaye
con Adrien Brody. Ore 21.15.
NELLA SEDE DEL CIF – In via Branca 29. “Dolci” auguri per la Santa
Pasqua con simpatico scambio di
ricette della tradizione. Ore 17.
AGGIORNAMENTO DEL CLERO – A
Villa Borromeo, ore 9.30.perché ce ne sono tanti che stanno compiendo positivi cammini
educativi in oratori, associazioni,
Nelle Marche, inoltre, vivono
comunità religiose maschili e
femminili che, nonostante la crisi
vocazionale, stanno offrendo un
grandissimo servizio alla Chiesa
e alla società: basti pensare al loro
impegno nella scuola, nel mondo dei malati, degli anziani, delle
carceri, delle ragazze madri, della
promozione e difesa della vita. E’
importante che tali comunità testimonino la specificità del loro
carisma in comunione con il cammino della chiesa locale, come delresto sta già avvenendo a Pesaro:
le parrocchie più grandi della diocesi, infatti, sono affidate alla direzione o alla collaborazione dei
Sacramentini, dei Cappuccini, dei
Conventuali, dei Comboniani.
Certo bisogna pregare perché il
Signore doni nuove vocazioni e
indichi la strada per superare le
frammentazioni ancora presenti all’interno delle diocesi e tra le
diocesi marchigiane. Affinché i
carismi suscitati dallo Spirito siano vissuti, pur nella loro specificità e autonomia, come un dono e
una ricchezza per tutti.
©riproduzione riservataMOSTRA ALLA EX CHIESA DELLA MADDALENA… dal filo alla tramaPesaro- Prosegue con successo di pubblico e di critica presso l’ex chiesa della Maddalena la
II edizione della mostra dedicata ai manufatti del gentil sesso. Il titolo di questa edizione è:
“dal filo alla trama:opere d’arte tessute,ricamate e dipinte’’. L’iniziativa culturale è curata da Lorenzo Fattori dell’associazione turistica Pro Loco di Candelara. Nella seconda sezione della mostra sono protagoniste le opere di sei artiste contemporanee: Anna Rosa Basile, Elvia Bertuccioli
(Bertu), Alessandra Bonci, Piera Corinaldesi, Eufemia Rampi e Irina Kuksova. Anna Rosa Basile
partecipa con le sue bellissime eroine fantastiche che fuoriescono dai fondi blu. I movimenti
dinamici e sinuosi dei personaggi onirici della Basile, trovano una location meravigliosa nella
struttura interna della Maddalena.
©riproduzione riservataPROGETTO GARTEN – Incontro letterario con Alessandro Forlani. Introduce Federica Campi. Biblioteca
San Giovanni, ore 16.
NELLA SEDE DEL “MARA ROSSI”
– Torneo di burraco comune. Dalle
INCONTRARE LA VITA – La dottoressa Sara Pagnini, psicologa e
psicoterapeuta, propone l’argomento: “Conseguenze psicologiche
dell’aborto”. Nei locali della 2^ Circoscrizione (5 Torri), ore 20.45.
“GENITORI E FIGLI” – “Essere madre, essere padre oggi”. Conversazione di Margherita Vitali, psicologa, psicoterapeuta, didatta del
Centro studi terapia familiare di
Urbino. Nella sede del CIF, in via
Branca 29. Ore 21.
“LA FEDE DI MARIA” – Incontro di
preghiera e adorazione. Nella chiesa parrocchiale San Martino. Ore
“GIALL IN FAMEJA” – La commedia
di Franco Andruccioli viene presentata nel Salone “Snaporaz” di Cattolica (ore 21.15) nell’ambito della
stagione di teatrale.
NELLA GALLERIA ART 65 – In via
Giordano Bruno 65. Espone, fino al
7 aprile, Marco Ambrosini.
ANGELO CHIARETTI ALL’UNILIT
- Conversazione su: “La genesi dantesca della pascoliana poetica del
fanciullino”. Sala San Terenzio, ore
IL LIBRO DI MASSIMO CONTI
– Viene presentato, presso la Biblioteca San Giovanni, alle ore 17:
“Traversine – 50 chilometri a piedi
da Fano a Urbino lungo la ferrovia
Metaurense”.AD HONOREM – La giornalista
Ivana Baldassarri ricorda Marcello
Cocco. Nell’Auditorium dell’Accademia internazionale di canto, in
Largo Aldo Moro 12. Ore 17.30.
PER OPERATORI PASTORALI – Incontro per il percorso diocesano
di formazione. Villa Borromeo, ore
CONCERTISTICA AL CONSERVATORIO – Si esibisce (ore 21) il pianista
Behzod Abduraimov. All’ascolto
brani di Scarlatti, Beethoven, Chopin e Liszt.
IL MUSEO INVISIBILE – Ultimo
giorno di mostra. Biblioteca Olive-riana, via Mazza 97. Orario: 9.30-13.
CONVIVIO DEL “MARIA ROSSI”
– Presso il ristorante “La testa del
re”. Ore 12.30.
“LETTORI DI CLASSE” – Incontro finale della gara di lettura tra le classi degli istituti superiori di Pesaro.
Biblioteca San Giovanni, ore 16.
“GOCCIA DOPO GOCCIA” – Racconto proposto dai lettori volontari
della Biblioteca San Giovanni (Area
ragazzi) per bambini partire dai 5
anni. Ore 16.45.
NELLA SALA BEI DLLA PROVINCIA
– Concerto della scuola di composizione: Ensemble strumentale del
Conservatorio. Ore 18.Pesaro•
nuovoIl Comune di Pesaro sollecita
idee per una riprogettazione
del porto. Lo ha specificato il
sindaco Ceriscioli informando che sono stati investiti circa
18,5 mln di Euro e che entro un
mese la ditta appaltatrice Idresia,
consegnerà il primo stralcio. I due
moli saranno allungati e alcune
banchine risanate. Una seconda
fase vedrà il dragaggio dalla sabbia
della darsena, che verrà effettuato
a settembre. Ne risulterà un porto
nuovo per dimensioni e qualità.
Chiarito preliminarmente che bisognerà attendere i risultati della
prossima asta fallimentare per
sapere se vi saranno offerte congrue, Ceriscioli ha spiegato che
il Comune ha nel frattempo lanciato un’operazione, denominata
“Smart Harbor” (“Porto intelligente”), in collaborazione con l’Università di Bologna e con lo studio
di progettazione “Young Architect
Competitions” (YAC). I rappresentanti di YAC presenti, gli ingegneri Alessandro Liuti e Alessandro Cecchini, hanno illustrato la
concezione: nel presupposto che
la crisi economica abbia messo in
ginocchio la cantieristica navale,
lo studio ha bandito un concorso
diretto a ricevere progetti origina-17 marzo 2013PIATTAFORME ACQUATICHE, RESIDENZE E PERSINO RUOTE PANORAMICHEUn concorso per
riprogettare il porto
COMPETITIONSli per una ri-destinazione turistica
dello spazio del porto. Si sollecita-no così progetti per una utilizzazione “ludico-ricreativa” di tuttal’area dell’ex-cantiere: si sono fatti
gli esempi di giardini artificiali suSUCCESSO PER LO SPETTACOLO “QUELLO CHE PRENDE A SCHIAFFI”Glauco Mauri lezione di teatro e di vitaDa sx: Glauco Mauri e Roberto SturnoDOMENICA 24 MARZO A VILLA BORROMEOIncontro per separati,
divorziati e conviventiDopo il primo incontro che si è tenuto a Villa Borromeo domenica 24/02/2013, si è deciso di incontrarsi
dalle ore 16,30 alle ore 18,30 ogni terza domenica
del mese sempre a Villa Borromeo.
Pertanto si ricorda a tutti i Parroci che domenica
24/03/2013 ci sarà il secondo incontro rivolto alle
persone separate, divorziate e conviventi.
Certi della vostra collaborazione si ringrazia per la
diffusione che farete del suddetto messaggio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA1903-1923L’11offensiva italiana che fece ritirare l’esercito austriaco
al di là del Piave venne lanciata nel giugno 1918. Nei
mesi seguenti gli italiani sarebbero avanzati rapidamente in Veneto, Friuli e Cadore. L’Idea del 28 giugno riferiva che la notizia della ritirata del nemico al di là del Piave
fu accolta con viva gioia da tutta la cittadinanza. “Si è subitoPESARO – Una lezione di teatro
e di vita. Ad impartirla sono stati Glauco Mauri (Papà Briquet)
e Roberto Sturno nel ruolo di
“Quello che prende gli schiaffi”,
protagonista dell’omonimo spettacolo. C’è una significativa sintonia fra l’inquietudine e il disagio di
vivere che il drammaturgo Leonid
Nicolaevic Andreev esprimeva nei
suoi testi agli inizi del Novecento
e i sentimenti di oggi. Affinità che
non è sfuggita a Glauco Mauri che
rileggendo ed interpretando liberamente gli scritti dell’autore
russo ha trovato materia per il
suo teatro. Un teatro impegnato
che Mauri, in compagnia del fido
Roberto Sturno, porta in scena da
oltre 30 anni. Nato a Pesaro nel
1930, da 62 anni Mauri si dedica
al mestiere di teatrante con rigore e passione, alla instancabile ricerca della qualità poetica e dellalibertà degli intenti artistici. Lo
spettacolo “Quello che prende gli
schiaffi” ruota attorno alla favola dell’uomo che vuole cambiare
il mondo arido e crudele attraverso il potere dei propri sogni,
dell’onestà, della bontà d’animo.
Un mondo che egli identifica con
quello dell’arte e dell’umorismo,
in particolare con la dimensione
circense, nella quale si muovono
Papà Briquet, il direttore, la figlia
domatrice, un acrobata, una ballerina muta e alcuni clown musicisti. Le prove dello spettacolo vengono interrotte da uno spettatore
che chiede di entrare a far parte
della compagnia perché non riesce più a vivere la vita di prima ed
ha un desiderio disperato di comprendere il significato dell’esistenza. Vuole diventare un clown per
poter nascondere sotto le lacrime
finte quelle vere. E’ la favola di unpiattaforme acquatiche, residenze
turistiche, negozi, poli culturali
polivalenti e persino ruote panoramiche. Idealmente il concorso
si rivolge a giovani professionisti
– non necessariamente tutti architetti - “under 35”.
L’idea è quella di stimolare un dibattito creativo, ma non solo; i
lavori presentati – il concorso si
chiude il 24 giugno – saranno valutati da una giuria, membro della
quale sarà da parte del Comune
l’architetto Nardo Goffi; il progetto che sarà giudicato il migliore
riceverà un premio in denaro, e
sarà esposto presso il Municipio e
le Università di Bologna, Santa Fè
e Shangai.
© RIPRODUZIONE RISERVATAuomo che abbandona il mondo
reale per uno immaginario, sperando che mutando la prospettiva
cambino anche le regole del gioco.
Ma è solo un’illusione: “quello che
prende gli schiaffi”, ancora un volta immerso nella meschinità del
mondo, diviene preda della follia
e protagonista di un tragico finale.
La recitazione degli interpreti, capeggiati magistralmente da Mauri
e Sturno, è stata appassionata ed
elegante, i costumi, di Odette Nicoletti, sofisticati e divertenti, le
musiche di Germano Mazzocchetti delicatamente suonate dal vivo,
la scena di Mauro Carosi semplice
e funzionale. Impeccabile la regia
di Mauri, che ancora una volta ha
portato in scena “l’arte per la vita”.
“Io sento che la speranza è lì che ci
aspetta – afferma Briquet - Mauri. Dipende da noi. Per questo ora
noi appenderemo i nostri costumi,
laveremo i nostri visi, ma domani
nonostante tutto ricomincerà il
nostro lavoro, il nostro gioco..”.
© RIPRODUZIONE RISERVATAL’ ANNUNCIO DI RABACHÈNEcco i biglietti vincenti della Lotteria di CarnevalePesaro – Nella mattinata di lunedì 11 marzo 2013 sono
stati estratti, nell’ambito della 56^ edizione del Carnevale
dei Ragazzi, i biglietti della Lotteria.
Serie	Numero	Premio
B	372	1	SCOOTER MALAGUTI BLOG 125
A	953	2	BICICLETTA ELETTRICA
C	469	3	CLIMATIZZATORE
C	890	4	ABB. PARCHEGGIO CURVONE 6 MESI
A	348	5	TELEVISORE LCD 20”
E	951	6	VIDEOCAMERA DIGITALE
A	340	7	CELLULARE CON FOTOCAMERA
690	8	FOTOCAMERA DIGITALE
B	321	9	MACCHINA DA CAFFE’C	619	10	DECODER DIGITALE
H	072	11	GRATTUGIA ELETTRICA
A	806	12	SET COMPLETO ASCIUGAMANI
G	629	13	ASPIRAPOLVERE
B	824	14	BILANCIA PESA PERSONE
B	295	15	FERRO DA STIRO
A	246	16	CORDLESS
D	231	17	BILANCIA DA CUCINA
H	235	18	PLAID
E	648	19	RADIO AM/FM
H	246	20	LETTORE MP3
I premi dovranno essere ritirati entro il 12 aprile 2013.
Per accordi telefonare al numero 0721-55783 (dalle 14.30
in poi).Pesaro e la prima guerra mondiale
(l’arrivo dei feriti)
formato in Piazza V. Emanuele un corteo di bandiere italiane, americane, inglesi, francesi e belghe che via via è andato
ingrossandosi fino ad assurgere a imponente manifestazione
cittadina. Esso si recò dapprima al monumento a Giuseppe
Garibaldi, quindi agli ospedali militari Perticari e Carducci,
ed alla borgata Andrea Costa ove fra entusiastici applausi
parlarono ripetutamente il Prof. Donazzolo ed i Mutilati di
guerra Tenente Moggi e Prof. Altan.” Anche il giorno dopo la
cittadinanza tributò gli onori ai combattenti, all’Italia e agli
alleati. “Il Municipio aveva pubblicato un nobilissimo patriottico manifesto annunziante lo splendido successo riportato dalle nostre armi.” Il Circolo San Terenzio aveva spedito alla Brigata Pesaro un telegramma con cui si esprimevala partecipazione dei concittadini alle lotte patriottiche dei
pesaresi. Il giornale diocesano riferiva, fra l’altro, che il pesarese Angelo Bracci, Tenente nel Battaglione Bersaglieri
Ciclisti, era stato ferito ad entrambe le gambe da schegge
di granata. Il 25 giugno era giunto nella nostra città un treno attrezzato dalla Croce Rossa con 300 feriti provenienti dai fatti d’arme del Grappa e del Piave. Le operazioni di
trasporto dei feriti furono eseguite dai Giovani Esploratori,
dalla Croce Verde e da una squadra della Giovane Italia. Il
Patronato Profughi inviò un telegramma al Generale Diaz
che interpretava i sentimenti patriottici di questi feriti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA12•
nuovoPesaro17 marzo 2013necrologiARCIDIOCESI DI PESARO
PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE✞19 marzo 2013
Solennità di S. Giuseppe
PROGRAMMAVenerdì 8 Marzo
all’età di anni 79gilia
della Solennità
GiuseppeTRIDUO DI PREPARAZIONE
ore 18,30 - Santo Rosario e Litanie di San Giuseppe
ore 19,00 - S. Messa festivaMartedì 19 marzo
ore 8,30 e 10,00 Sante Messe
ore 18,30 - Secondi Vespri della
ore 19,00 - Santa Messa Solenne
con la partecipazione delle Parrocchie
dell’Unità Pastorale CentroDomenica 17 marzo
ore 10,00 - Santa Messa festiva
ore 18,30 - Primi Vespri della Solennità di San Giuseppe
ore 19,00 - Santa Messa nella vi-Comune di PesaroPUBBLICAZIONI fino al 20 marzoOggi sposi!a cura di
Caterina TaniCricelli Francesco (35 anni) e Angeli Lucia (31 anni)
Matteini Gianluca (39 anni) e Grassi Angela (35 anni)
Ottaviani Marco (45 anni) e Piccinini Giulia (33 anni)
Cecchini Marco (52 anni) e Catalano Simona (38 anni)
Magnani Omar (35 anni) e Beretta Francesca (30 anni)
Giangolini Alberto (51 anni) e Filippi Sabina (44 anni)
Tasini Alessandro (35 anni) e Marcucci Elisa (32 anni)
Menghetti Paolo Giovanni Luca (44 anni)
e Panzieri Elisabetta (42 anni)
Durante Henry Domenico (30 anni) e Del Pivo Silvia (28 anni)LUCIA BOLDRIN
Uldino, Doriano e Claudio, le nuore,
i nipoti, i parenti tutti.
Il funerale ha avuto luogo Sabato
9 Marzo nella Chiesa parrocchiale
di S. Maria di Loreto. È seguito l’accompagno al Cimitero Centrale.
O.F. EUROSERVICE S.N.C. di Poderi Tonelli
Ricci – Via Flaminia 287 - tel 0721/392425Domenica 3 marzo Marzo è mancata all’affetto
dei suoi cariUniti nella vita, per sempre nell’eternitàNe danno il triste annuncio il marito
Roberto, i figli Andrea e Federico, i
genitori Giancarlo e Diana, i parenti tutti. l funerale ha avuto luogo
mercoledì 6 Marzo nella Chiesa
parrocchiale di S. S. Terenzio in Cattabrighe. È seguito l’accompagno al
Cimitero Centrale.
Ricci – Via Flaminia 287 - tel 0721/392425ondina iottI
EZIO E GISELDA GIANGOLINI
La vostra immagine, sempre viva nei nostri cuori, ci illumina e ci protegge nel
cammino della nostra vita. – I famigliari
In loro ricordo sarà celebrata una S. Messa Domenica 17 marzo alle ore 11.15
presso la Chiesa parrocchiale di Montelabbate.Ne danno il triste annuncio i figli
Marcello, Antonella e Susanna, la
sorella Adriana, i generi, la nuora, i
nipoti, il cognato, i parenti tutti.
Il funerale ha avuto luogo mercoledì
6 Marzo nella Chiesa parrocchiale
di S. Maria di LoretoLaura Sino in Imperato
nata il 08/07/1959 - morta il 11/03/2013
“Ecco la dimora di Dio… Egli sarà il Dio con loro. E tergerà ogni lacrima dai loro
occhi”. (Ap. 21)
La Redazione partecipa al dolore della famiglia e del figlio Agostino, da tempo collaboratore del Nuovo Amico.
O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania - via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100A Laura ‘grande mamma’
Cara mamma, sai già che con le parole non sono tanto bravo e poi mi emoziono,
così quello che ti volevo dire oggi, a cui ho pensato tanto, me lo sono scritto, così
non perdo i pezzi.
Mamma, mi mancano un bel po’ le nostre litigate. Sì, quando litigavamo e dopo
mezz’ora uno dei due si metteva a ridere e si faceva subito pace.
Io assomiglio molto a te, siamo testardi uguale, vogliamo sempre avere ragione
e vogliamo sempre essere e fare il contrario di tutti e tutto. Mi è sempre piaciuto
questo spirito ‘rivoluzionario’ che ci accomuna. Dei tanti insegnamenti di cui più ti
sono grato, sono la tua semplicità, l’onestà e il fatto che mi dicevi sempre “se credi
in una cosa o vuoi qualcosa te la devi conquistare mettendoci impegno e amore”.
Ti ringrazio per avermi aiutato a coltivare il dono della preghiera che, in questi
giorni dove la mia fede è messa a dura prova, mi sta aiutando tantissimo, e per
quanti amici che credo tu abbia benedetto le loro azioni e messo a mia disposizione.
Ricordi, ti ho letto il brano delle Beatitudini, la parabola del Seminatore, l’Inno alla
carità della Lettera di S. Paolo ai Corinzi. Sono loro che mi hanno suggerito questi
brani e mi stanno aiutando a superare questo smarrimento.
Mamma, tu sei una grande mamma, hai voluto esserlo, hai combattuto per essere
mamma, mia mamma, a rischio della tua vita, della tua salute, per mettere al
mondo me, tuo figlio. Ti ringrazio anche perché non solo hai voluto bene a me ma
hai amato tanto anche papà.
Agostino✞Martedì 5 Marzo,
munito dei conforti religiosi, è
mancato all’età
di anni 53Sabato 9 Marzo munita dei conforti
religiosi è mancata all’affetto dei
suoi cari all’età di anni 95Ne danno il triste annuncio la moglie SAVINA LINDA, la mamma MARIA, i fratelli STEFANO e MARCO, le
cognate IVANA, SILVIA e BARBARA
con FABRIZIO, lo zio VALTER, la suocera FRANCA amici e parenti tutti.
Il funerale ha avuto luogo Mercoledì 6 Marzo nella Chiesa di Borgo S.
Maria. Dopo la S. Messa la tumulazione è avvenuta presso il Cimitero
di Pozzo Alto.
Ag. Funeb. Marinelli –Via Del Governatore, 4
tel. 336/284055 – 337/635960Teresa Costantini
ved. PaolucciLo annunciano con profondo dolore
i figli EMMA, ROSANNA, AGOSTINO e
ANASTASIA, i generi, gli adorati nipoti e pronipoti, i fratelli, la sorella
e parenti tutti. Il funerale ha avuto
luogo il 12 Marzo presso la Chiesa parrocchiale di Borgo S. Maria.
Dopo la funzione religiosa la tumulazione è avvenuta presso il Cimitero di Montelabbate.
IROF Funeral Services - Pesaro
via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444✞O.F. S. PIETRO di Giombetti Marco
Via Fastiggi 105- tel. 0721/282549✞Lo scorso 8 marzo nella chiesa S.
si sono svolti i funerali di✞
Le famiglie ZANCA-FABBRICA nell’impossibilità di farlo singolarmente,
ringraziano commosse quanti hanno
partecipato al loro dolore per la perdita del caro PAOLO ZANCA
tel. 336/284055 – 337/635960Lo scorso
marzo presso la
si sono svolti i
funerali diRINALDO MARINELLI
la moglie LINA, la figlia ROSELLA con
MARCO, gli adorati nipoti DANILO e
AURORA, la sorella DINA, i cognati
e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo lunedì 11 Marzo presso la
Chiesa parrocchiale di S. Maria di
Loreto. Dopo la S. Messa la tumulazione è avvenuta presso il Cimitero
Centrale.✞Lo scorso 6 Marzo alle ore 18 è
mancata all’affetto dei suoi carirosa Orciani
in Di Cecco
Ne danno il doloroso annuncio
il marito ELIO, i figli SILVANA con
OSCAR, DANIELE con PAOLA e gli
adorati nipoti LUCA, LUCIA e GIACOMO. Si unisce nel ricordo la fedele
TANIA. Giovedì 7 Marzo nella Chiesa
parrocchiale di S. Maria di Loreto, è
stata celebrata la S. Messa di commiato.
via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444✞Olga Tamanti
nata il 03/02/1926
morta il 07/03/2013ANNIVERSARIO
Domenica 17 marzo ricorre il secondo anniversario della scomparsa
della caraO.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania
via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100✞Lo scorso 11
chiesa Cappuccini si sono svolti i
funerali diGaspard CoppolaFernando Tonellinato il 07/03/1920
morto il 04/03/2013nato il 22/08/1924
morto il 08/03/2013O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania
via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100Giovedì 7 Marzo è tornato
alla Casa del
PadreIROF Funeral Services - Pesaro
via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444pina tonucci
in Tallevi
Eliseo e Rosalba, la nuora, il genero,
i nipoti Andrea, Davide e Milena e
i parenti tutti. Il funerale ha avuto
luogo lunedì 11 Marzo nella Chiesa
parrocchiale dei Cappuccini. È seguito l’accompagno al Cimitero di
Villa Fastiggi.Domenica 10
Marzo alle
ore 9 è mancata all’affetto dei suoi
cari, munita
dei conforti
religiosi, all’età di anni
89Paolo Zanca✞
✞✞Ag. Funeb. Marinelli –Via Del Governatore, 4
tel. 336/284055 – 337/635960O.F. EUROSERVICE S.N.C. di Poderi Tonelli
Ricci – Via Flaminia 287 - tel 0721/392425Agenzia Funebre Marinelli –Via Del Governatore, 4 – tel. 336/284055 – 337/635960Lo scorso 13 marzo presso la chiesa S. Giuseppe si sono svolti i funerali diNe danno il triste annuncio la sorella CLARA, il cognato MICHELE, i
nipoti e parenti tutti.
Il funerale ha avuto luogo Giovedì 7
Marzo partendo da Casa Padre Damiani nella Chiesa parrocchiale di S.
Maria del Porto. Dopo la S. Messa la
tumulazione al Cimitero Centrale.✞PATRIZIA BRENTADomenica 3 Marzo munita dei
conforti religiosi,
all’età di anni 65anniversarioBruna Gambini
ved. Gennari✞✞
✞✞Martedì 5 Marzo
alle ore 2, munita dei conforti religiosi, è mancata
all’età di anni 85O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania
via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100ANNA LORENZI
in Barilari
La ricordano con amore e rimpianto
il marito, i figli, le nuore, i nipoti, il
fratello, le sorelle, i cognati e parenti tutti.
Una S. Messa in suffragio sarà celebrata Domenica 17 marzo alle ore
11 nella Chiesa parrocchiale di Borgo S. Maria.
Si ringraziano quanti si uniranno
tel. 336/284055 – 337/635960•
nuovo17 marzo 2013Fano13Redazione di Fano:
Via Roma, 118 - 61032 Fano
Tel. 0721 802742 dir. 803737
E-mail: fano@ilnuovoamico.itFossombrone Cagli Pergola
Quarto Quaresimale guidato dal Vescovo nella Basilica di San Paterniano“Nulla è impossibile a Dio”: la fede fiduciosa
FANO - Non poteva che essere questo il passaggio: dall’eccomi di Abramo e di Mosè all’eccomi fiducioso e
germinante di Maria. Una catechesi
ampia che unisce alla profondità
dei contenuti un rimando biblico
di grande ricchezza. Partendo dallo spessore della verità mariologica,
mons. Trasarti è passato ad una lettura del messaggio mariano con gli
occhi rivolti al presente, alle situazioni vissute nella realtà, con la semplicità di una traduzione comprensibile a tutti. Maria non è una figura
aleatoria, lontana da noi, come spesso ci è stata mostrata, ma una presenza viva e vicinissima alla nostra
quotidianità. E’ una donna “feriale”
e i suoi gesti hanno come soggiorno
obbligato i perimetri delle cose concrete. In questa ferialità germoglia e
cresce la sua fede. Una fede fiduciosa, umile, appresa nella sinagoga di
Nazareth, formata e informata dallaluce della parola di Dio. Seguendo
il Vangelo di Luca, il contrassegno
iniziale con cui il pennello del Vescovo identifica la fede di Maria è il
suo essere salda nel turbamento. E’
fede autentica: l’angelo annuncia e
la fanciulla, promessa a Giuseppe, è
turbata dall’impossibile, ma non c’è
spavento o dubbio.La sua è una fede
che sa ascoltare (questo è il secondoaffresco). L’inviato le illustra il piano
di Dio e in lei, attenta e informata,
riemergono le profezie bibliche. Maria riflette, medita, crede. E ancora in
sequenza: la sua mente fiduciosa interroga, non si accontenta del mistero. Quale senso ha il saluto? “Come
avverrà questo, poiché non conosco
uomo?” “Anche tua cugina Elisabetta…Nulla è impossibile a Dio” Ma-ria ora pronuncia il suo ‘sì’. Questa
fede obbediente dove intelligenza e
cuore sono chiamati in causa ci interpella, perché generatrice e rispettosa della libertà. Non ha nulla a che
fare, infatti, con l’azzeramento della
volontà, col supino atteggiamento
del rinunciatario. Si è in presenza
di una completa identificazione con
l’altro a cui si vuol bene tanto che si
rende possibile la sovrapposizione
delle volontà. Questa è l’obbedienza
di Maria. Questa deve essere la nostra obbedienza. Maria, splendida
Creatura, ha ascoltato ‘in piedi’, ‘di
fronte’ (ob-audire), ma, dicendo ‘sì’,
si è abbandonata a Dio Padre liberamente, entrando nell’orbita della
Storia della salvezza. Altro passaggio pittorico è quello della fede che
rimane fiduciosa anche quando
Maria non comprende. Gesù viene
smarrito e ritrovato dopo tre giorni. Maria e Giuseppe lo interroga-no, ma non afferrano la risposta. Il
Figlio di Dio deve compiere la sua
missione. La madre capirà, e questo
è il contrassegno più sconvolgente,
quando vedrà il figlio patire, morire,
risorgere. Il dolore di Maria ai piedi
della Croce di Gesù è lo specchio
del Dio crocifisso: dolore composto
con un’eloquenza d’infinito amore,
unione perfetta di lei alla volontà del
Padre. L’ultima delicatissima immagine che il vescovo tratteggia, sempre sulla scia del vangelo di Luca, è
il posto decisivo che Maria ricopre
nella Chiesa e in ciascuno di noi. Rimane con i discepoli nella riflessione e nella preghiera. Come il Figlio,
che è anche il suo Signore, vive con
la chiesa, nella chiesa e per la Chiesa. Chiesa umile, chiesa del servizio,
cenacolo al piano superiore in attesa
© RIPRODUZIONE RISERVATAAl Centro Pastorale la relazione di Don Dario Vitali sul Concilio Vaticano II“Uno sguardo sulla Chiesa con la Lumen Gentium”
FANO – Si è tenuto, mercoledì 6
marzo al Centro Pastorale, l’incontro con don Dario Vitali, docente di
Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, sul Conclio Vaticano II.
Don Dario ne ha approfondito alcuni aspetti riscattandone la storia e
ha messo in evidenza l’importanza
della “Lumen Gentium”, costituzione dogmatica emessa il 16 novembre del 1964 e promulgata da
papa Paolo VI il 21 novembre dello
stesso anno. Se prima si pensava alla
Chiesa soprattutto come Istituzione
visibile, gerarchica dopo il Vaticano
II la si riscopre come Mistero, Comunione, Popolo di Dio che deriva
la sua unità dall’unità del Padre,del
Figlio e dello Spirito Santo. La chiesa
quindi, secondo il testo conciliare, è
fatta da uomini, nasce dal basso maproviene contemporaneamente dal- mulazione di riforma nell’800 con la
l’alto, discende dalla Trinità, mostra Scuola cattolica di Tubinga la quale
la Trinità e torna alla Trinità.
presenta la Chiesa come Corpo di
“Questo documento – ha spiegato Cristo. Ciò che si predica dell’umadon Dario – costituisce un riferi- no si predica del divino come affermento nuovo, non nega l’istituzione, ma in maniera davvero bella ed eloma la risalda con il mistero, non con- quente la Costituzione dogmatica:
traddice la struttura ma la presenta “Ma la società costituita di organi
nella sua profondità, complessità, gerarchici e il corpo mistico di Cribellezza e ragione d’essere che non sto, l’assemblea visibile e la comunidipendono dagli uomini ma da Dio. tà spirituale, la Chiesa terrestre e la
La Lumen Gentium – ha proseguito Chiesa arricchita di beni celesti, non
don Vitali – seppure assemblata a si devono considerare come due cose
pezzi, frutto di mediazione tra po- diverse; esse formano piuttosto una
sizioni diverse, mostra una sua indi- sola complessa realtà risultante di
scutibile e profonda coerenza, rag- un duplice elemento, umano e divino.
giunge una bellezza formale davvero Per una analogia che non è senza vaimpressionante perché, a monte, vi è lore, quindi, è paragonata al mistero
un grande lavoro di intelaiatura, di del Verbo incarnato. Infatti, come la
paziente dialogo e approfondimento. natura assunta serve al Verbo divino
Questo testo è il frutto di un lungo da vivo organo di salvezza, a lui incammino che trova la sua prima for- dissolubilmente unito, così in modoDomenica 17 marzo, alle ore 17, al Centro PastoraleAgenda del vescovoFANO - Il terzo incontro della Cattedra del dialogo si
terrà domenica 17 marzo alle ore 17 presso la Sala riunioni del Centro Pastorale di Fano (ex seminario), via
Roma 118.
Luisella Battaglia (Università di Genova) e Sergio Belardinelli (Università di Bologna/Forlì) si confronteranno
sul tema: L’eredità del Concilio e le sfide dell’etica contemporanea. Verranno prese in considerazione le aperture del Vaticano 2° in ordine al rapporto della chiesa
coi problemi dell’uomo e i contributi della scienza all’etica. Riteniamo l’incontro di particolare interesse per
tutti coloro che, credenti e non, desiderano arricchirsi
di un valido apporto, per tentare di leggere e orientarsi
nella variegata e difficile realtà odierna.venerdì 15 marzo
udienze in sede
ore 21, incontro con i genitori dei ragazzi che si preparano a ricevere il sacramento della Confermazione a Pergola
ore 8.30, celebra l’Eucaristia nella chiesa
di San Tommaso
ore 18, celebra l’Eucaristia in Cattedrale
ore 11, inaugurazione di “Padri Sempre”,
la casa di accoglienza per padri separati
ore 11.30, celebra l’Eucaristia presso la
ore 16, celebra l’Eucaristia presso la
chiesa di San Liberio in occasione del
primo anniversario della morte di donTERZO APPUNTAMENTO CON
LA “CATTEDRA DEL DIALOGO”non dissimile l’organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di Cristo
che la vivifica, per la crescita del
corpo (cfr. Ef 4,16)” (LG, 8).
“La chiesa militante – ha proseguito
il professore - si deve comprendere
allora come realtà voluta da Dio, inserita da sempre nel disegno del Padre realizzato dal Figlio nello Spirito
Santo e che si manifesta come realtà
di salvezza, come popolo di Dio radunato, popolo tutto sacerdotale che
noi chiamiamo sacerdozio comune”.Mario Guidi
ore 20.30, quinto Quaresimale presso la
in occasione della visita pastorale, visita
le suore di Pergola
ore 16, celebra l’Eucaristia al Santuario
di San Giuseppe in Spinello in occasione della Festa di San Giuseppe
ore 18, celebra l’Eucaristia presso la parrocchia di San Giuseppe al Porto in occasione del centenario della chiesa
ore 11, celebra l’Eucaristia in Cattedrale
in occasione del Precetto Pasquale InterforzeIn conclusione, attraverso la storia
degli ultimi secoli e con tantissimi esempi tratti dall’esperienza di
professore presso la Pontificia Università Gregoriana il relatore ci ha
fatto riscoprire questa visione della
Chiesa che nell’ottica del Concilio
vaticano II non viene più percepita e
vissuta semplicemente come società
e corpo mistico di cristo, ma anche
e primariamente come sacramento
e mistero trinitario.
© RIPRODUZIONE RISERVATAore 21, incontra la comunità di Calcinelli
le suore di San Lorenzo in Campo
ore 8.30, presso la Sala Riunioni del
Centro Pastorale diocesano saluta i partecipanti al convegno “Cure palliative
pediatriche nelle Marche”
ore 21, Via Crucis cittadina – GMG diocesana
a cura della Segreteria Vescovile14Fano Fossombrone Cagli Pergola17 marzo 2013LUCREZIA - Benedetto XVI durante l’Agorà dei giovani Italiani nel 2007 denominò la città di
Loreto “Nazaret d’Italia”. Proprio
qui sabato 2 marzo, circa ottanta
giovani della parrocchia di Lucrezia hanno voluto, come Maria,
rinnovare il loro Sì. Un Sì che ci
ha chiesto di continuare ad appartenere alla Chiesa come una vera
casa, luogo in cui trovare sicurezza e sollievo.
Un Sì che ci ha invitati ad essere
apostoli dei giovani, testimoni
di speranza ed amore tra i nostri coetanei ed infine un Sì per
essere fin da adesso il presente
della Chiesa per poi un giorno
esserne il futuro. Tutto questo
nella casa di Maria, una giovane
e umile donna che disse il suo Sì
e ha messo la sua vita nelle mani
di Dio: ha accolto la Sua chiamata nel silenzio di una povera casa,
lontano dai rumori e dal mormorio del paese in cui viveva, ed è
proprio in questa quiete, in questa
tranquillità lei ha detto il suo Sì
a Dio. Un Dio quindi che si rivela nella nostra vita, ogni giorno,
nel silenzio del nostro cuore, nelDALLA PARROCCHIA DI LUCREZIA A LORETO PER RINNOVARE IL LORO SÌIl nostro futuro inizia da quimomento e nel luogo che meno
ci aspettiamo. Dobbiamo allora
essere pronti, attenti a percepire
la sua presenza ed a rinnovargli
ogni giorno il nostro coraggioso
Sì. Un’esperienza alternativa, una
proposta che va al di là dei soliti sabati sera. Ritrovarsi prima a
Montorso, luogo che, come ci ha
ricordato don Francesco Pierpaoli
responsabile del centro Giovanni
Paolo II, è stato voluto proprio
da quest’ultimo come casa dei
giovani e per i giovani, luogo di
incontro e di confronto. Un luogo
che, fin da subito ti dà l’occasione
di respirare l’aria di quella Chiesa
ancora giovane, bella ed affascinante di cui oggi non si parla più
ma che ancora c’è.
Essere lì, poi, nella Santa Casa,
riuniti in preghiera, nel silenzio, nella penombra della casa diMaria e aver avuto l’occasione di
riflettere, di interrogarsi di poter
ci ha permesso di entrare nei no-QUATTRO INCONTRI PER RISPONDERE ALLE DOMANDE DEI GIOVANIIn chiesa con o senza testa?
LUCREZIA - “Giovani sì, ma con
gli attributi”. Ma gli attributi ce li
aveva anche l’interlocutore.
Mercoledì 27 febbraio si è svolto il primo dei quattro incontri
del progetto “Giovani sì, ma con
gli attributi” la tematica affrontata era giovani e Chiesa, il titolo
sviluppato all’interno delle serata è stato “In chiesa: con o senza
testa ?”. A rispondere agli interrogativi dei giovani era presente
dom Salvatore Frigerio monaco
della comunità di Monte Giove.
Il progetto nasce dal desiderio di
un gruppo di giovani di Lucrezia
di voler far sentire la propria voce
e avere l’occasione di poter esprimere la loro opinione su diversi
argomenti. Infatti, i prossimi appuntamenti avranno come tema
futuro, società e Dio. “Siamo tutti
là fuori in attesa di vivere un sogno incredibile.” È risuonata questa strofa, nella chiesa di Lucrezia,
prima di lasciare la parola ai giovani che sono intervenuti e al relatore, dom Salvatore Frigerio.
Si è voluto porre l’accento su tutto
ciò che il mondo adulto, o più in
generale la società, spesso pensa
dei giovani. Giovani, che come si
sente continuamente dire sono
giovani stanchi, sbandati, nulla
facenti, mentre invece aspettano•
nuovosolo che qualcuno gli dia fiducia,
che qualcuno li faccia ancora sognare e non gli tagli continuamente le ali. Il mondo giovanile, che
oggi più che mai ha un bisogno
enorme di essere ascoltato, ha bisogno di un mondo adulto che instauri con i giovani una relazione
di dialogo, un confronto, occasione di crescita per entrambi.
I giovani hanno oggi bisogno di
punti di riferimento, qualcuno
che per loro sia disposto a rimettersi in discussione. Dobbiamoavere il coraggio di dubitare, poiché il dubbio apre le nostre menti, ci apre al ragionamento e di
conseguenza ci dà occasione di
crescere, maturare. A volte, capita
che il mondo degli adulti, le istituzioni, taglino fuori i giovani con
l’alibi di non volerli “rovinare”, di
lasciarli nella loro “innocenza”, dimenticando però che per i giovani
ancora oggi il progredire, il cadere, lo sbucciarsi le ginocchia non
è che un ulteriore occasione per
entrare in contatto con il mondo.
I giovani sono creatività, hanno
bisogno di creatività ed hanno bisogno di poter esprimere questa,
all’interno del mondo in cui vivono, negli ambienti che frequentano, chiesa, parrocchia, scuola,
politica: la creatività nei giovani
deve emergere, non dobbiamo
arrenderci anche se essa costa
sacrificio. Per concludere siamo
uomini, donne, giovani e bambini
che dobbiamo fuggire dall’individualismo, non siamo soli, siamo
circondati da persone, adulti capaci di ascoltarci, uomini capaci
di darci fiducia, individui pronti
ad investire su di noi e perché no,
sul nostro futuro che oggi sembra
sempre più precario.
Giovanni Pezzolesi
© RIPRODUZIONE RISERVATAstri cuori, di far luce nelle nostre
vite e da lì poter rincominciare.
Non è cosa di tutti i giorni vedere un gruppo di giovani riuniti lì,nella casa di Maria, donna e sposa
di Dio, mamma di tutti.
Giovanni Nicotra© RIPRODUZIONE RISERVATANOTIZIE IN BREVE
◆ SFALCIO DELLE AREE VERDI
FANO - Il Servizio Verde Pubblico informa che a breve inizierà l’operazione
di sfalcio delle aree verdi pubbliche. Verranno prioritariamente sfalciate le
aree verdi più sensibili (ad esempio le scuole) e poi via via tutte le rimanenti
aree verdi pubbliche. Il servizio verrà svolto in tutte le aree verdi attrezzate
di gestione comunale, nessuna esclusa, con un calendario dipendente dalla
valutazione di priorità effettuata dal servizio Verde Pubblico in base alla loro
posizione, fruizione e pericolosità.
◆ ALLA MEMO “UNO SPAZIO TUTTO DA... SCOPRIRE!”
FANO - All’interno delle sue attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, la Mediateca Montanari organizza “Uno spazio tutto da... SCOPRIRE! Storie e laboratori
sui pianeti del sistema solare e i miti greci” una rassegna per bambini dai 9 ai
12 anni. Gli appuntamenti si terranno ogni mercoledì fino al 17 aprile 2013 secondo il seguente programma: Mercoledì 20 marzo, Mercurio e Venere - Mercoledì 27 marzo, Terra e Luna - Mercoledì 3 aprile, Marte e Giove - Mercoledì
10 aprile, Saturno e Urano - Mercoledì 17 aprile, Nettuno e Plutone
Gli incontri si terranno sempre nell’aula didattica della Mediateca Montanari
alle ore 17:00. Gli incontri sono a numero chiuso (massimo 30 posti), per questo è necessaria la prenotazione telefonando al numero 0721/887343.
◆ “LA POTENZA E LA GRAZIA” ILDEGARDA DI BINGEN
TAVERNELLE – Lunedì marzo, alle ore 21 presso la sala parrocchiale “La Barca”
di Tavernelle, l’assessorato alle Pari Opportunità del comune di Serrungarina
organizza un incontro con Lucia Tancredi, scrittrice e insegnante di letteratura,
su Ildegarda di Bingen, mistica, musicista, medichessa del XII sec, proclamata
Santa e Dottore della Chiesa da Benedetto XVI nel 2012. Le sue opere i suoi
scritti continuano ancora oggi a narrare la semplice e geniale straordinarietà
di una donna che sembra nata nel nostro tempo.“PREPARIAMOCI ALLA RISURREZIONE”CAGLI - Con la Pasqua sempre più vicina, le confraternite e le parrocchie di
Cagli hanno organizzato due incontri per vivere meglio e insieme questo tempo di Quaresima. Entrambi alle 21, il primo è venerdì 15 nella sacrestia della
cattedrale, con don Mirco Ambrosini a fare da relatore. Giovedì 21, invece,
sarà don Marco Presciutti a incontrare i confratelli e quanti vorranno partecipare all’incontro nella chiesa di San Giuseppe.INAUGURAZIONE DOMENICA 17 MARZO ALLA PRESENZA DEL NOSTRO VESCOVOI pellegrinaggi dell’Unitalsi Fano Una casa di accoglienza per padri separatiFANO – Tanti sono i pellegrinaggi sezionali e
nazionali che Unitalsi Fano propone. Riportiamo, di seguito, date e mete:
Pellegrinaggio regionale a Lourdes da lunedì 15 a domenica 21 luglio (in treno)
da martedì 16 a sabato 20 luglio (in aereo)
Scadenza iscrizioni: lunedì 13 maggio
Da venerdì 2 a lunedì 5 agosto (in pullman)
Scadenza iscrizioni: lunedì 15 luglio
Pellegrinaggio nazionale a Lourdes
da martedì 23 a lunedì 29 settembre (in treno)
da mercoledì 24 a domenica 28 sett. (in aereo)
Ricordiamo, anche, alcuni momenti culturali, di
aggregazione e di festa:SOLENNITA’ DI
SAN GIUSEPPE 2013SPICELLO – Martedì 19 marzo, il santuario di Spinello celebrerà la Solennità di
Nel Santuario le Sante Messe saranno
alle ore re 9,00 - 11,00 - 16,00 - 18,30 21,00.
Il vescovo Mons. Trasarti presiederà
quella delle ore 16,00.martedì 26 marzo, alle ore 19.30, presso il
Santuario del Pelingo si terrà un momento di
preghiera in preparazione alla Santa Pasqua. A
seguire cena pasquale ebraica.
Sabato 4 maggio, alle ore 20, festa del socio
unitalsiano
domenica 5 maggio è in programma il pellegrinaggio mariano ad Assisi o Chiampo alla Grotta di Lourdes ricostruita in misura originale da
Fra Claudio Granzotto (prenotazioni entro il 22
La sede dell’Unitalsi Fano è aperta al pubblico:
tutti i lunedì dalle ore 17.30 alle ore 19
tutti i giovedì dalle ore 10.30 alle ore 12
tel. 0721.803110 – email: unitlasifano@libero.itFANO - Domenica 17 marzo, alle ore 11,
alla presenza del vescovo Trasarti, si inaugura la nuova casa di accoglienza “Padri
sempre” adiacente alla Chiesa di San Cristoforo. La Parrocchia, dopo l’inaugurazione dell’Oratorio nel 2008, con questa nuova
casa di accoglienza vuole porre un nuovo
segno di fede nel territorio.
La casa di accoglienza vuole essere un nuovo segno di attenzione ai padri separati che,
da quanto emerso da recenti osservazioni,
risultano essere i nuovi poveri. Un’opera-segno, che vuole invitare altre realtà ecclesiali
e civili ad avere più attenzioni ai padri separati che si trovano in situazioni di soffe-renza, solitudine e disagio economico.
Questa scelta è stata preferita ad altre
perché, nel nostro territorio cittadino,
esistono già strutture di accoglienza per
indigenti che vivono in strada, per ragazze madri, per madri con minori, per
minori con disagi, per anziani.
Siamo convinti che la fede cristiana
deve farsi compagna di strada per infondere speranza e per farsi prossimi,
quindi questa casa diventa segno di
fede della comunità parrocchiale, affinché ogni parrocchiano, ogni cristiano
fanese, possa essere stimolato ad aprire
il suo cuore al povero che incarna il volto di
La nuova costruzione avrà una disponibilità
di quattro posti letto, con i relativi servizi ed
uno spazio comune con cucina e soggiorno. Certamente non risolverà il problema
dei padri separati nel nostro territorio, ma
vuole essere un segno di attenzione a queste
nuove povertà, con il proposito di sollecitare le istituzioni pubbliche e private a porre
attenzione a questo nuovo disagio sociale.
Don Mauro Bargnesi
FANO – “Un laboratorio sociale ed economico a cielo aperto”.
Così è stata definita l’agricoltura
sociale, una nuova opportunità
di lavoro e di sostegno sociale che
nasce dall’incontro fra la cooperazione sociale e quella agricola
di cui si è parlato nel seminario
“Cooperazione e agricoltura sociale”, organizzato da Agci, Confcooperative e Legacoop Marche a “Il
Giardino del Cante” di Fenile di
Fano (Pu). E proprio da qui parte
un’esperienza innovativa in questo settore, che nelle Marche si è
sviluppato negli ultimi due anni e
annovera una trentina d’imprese
attive, quella della creazione del
Gruppo Paritetico Cooperativo,
che si è costituito lunedì 11 marzo con l’obiettivo di progettare e
gestire servizi sociali in ambito
rurale, produrre, trasformare e
commercializzare prodotti agricoli. Il Gruppo è composto da
otto cooperative del territorio, le
sociali T41b, Irs L’Aurora, L’Elicriso, Alpha, Il posto delle viole,
il Consorzio Terre Alte, le coop
sociali agricole De Rerum Naturae e Progetto Terra, come hanno
spiegato Danilo Marchionni, consulente, e Nicola Denti, presidente T41. È un gruppo che conta già
300 dipendenti, gestisce interventi sociali a favore di un migliaio di
utenti e che punta ad allargare le
proprie attività anche nell’agricoltura sociale organizzando reti imprenditoriali e sociali. Un’azione
che trae spunto anche da quantoFano Fossombrone Cagli Pergola17 marzo 201315IL GRUPPO COOPERATIVO PARITETICO COMPOSTO DA OTTO COOPERATIVELaboratorio sociale ed
economico a cielo apertogià realizzato con il “Progetto Fenile”, nella sede de’ “Il Giardino
del Cante”, gestito dall’Irs Aurora, dalla T41b e dalla Fondazione
agraria “Cante di Montevecchio”,
di cui ha parlato il presidente di
quest’ultima, Gianfranco Mazzanti. A Fenile di Fano (Pu), ci
sono un negozio e un vivaio, e,
insieme agli utenti della comunità terapeutica, si fanno attività
di giardinaggio, orticoltura, frutticoltura, si forniscono servizi di
prevenzione primaria, di socialità,
educazione e sport. Fra le azioni
da sviluppare in futuro, ci sono la
trasformazione dei prodotti coltivati, la pet therapy, la formazione,
eventi culturali, sociali ed enogastronomici. Un modello, secondo
Teodoro Bolognini, responsabile
settore Agroalimentare di Legacoop Marche, “che può essere
riprodotto per sviluppare le potenzialità offerte dall’agricoltura
sociale, con le sue funzioni con
finalità terapeutiche, riabilitative,
formative e d’inserimento lavo-rativo, che saranno fra le azioni
sostenute della nuova programmazione 2014-2020 della Politica
agricola comune”. Per questo, ha
detto Bolognini, “le Centrali cooperative stanno promuovendo sul
territorio incontri su questo tema
e stanno realizzando una pubblicazione su quanto fatto finora in
quest’area nelle Marche”, in fase
di elaborazione da parte di San-dro Buatti, agronomo. Francesca
Severini, Servizio regionale Agricoltura, ha ricordato l’impegno
della Regione Marche in questo
campo che viene sostenuto da un
articolo della legge regionale 7 del
2005 per la cooperazione agricola
che, per il 2013, prevede un fondo di 250 mila euro, mentre Ugo
Testa, responsabile censimento
agricoltura sociale dell’Agenziaservizi settore agroalimentare
delle Marche, ha raccontato delle iniziative già messe in campo
dall’Assam all’interno delle carceri marchigiane, in collaborazione
con il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, dove
sono stati impiantati degli uliveti,
come a Barcaglione di Ancona, e
©riproduzione riservataSUCCEDE A MASSIMO SERI ALLA GUIDA DELL’AVIS FANOGiuliana Peroni nuovo presidente
FANO – In occasione della Festa
della Donna, venerdì 8 marzo Avis
Fano ha presentato il nuovo consiglio direttivo che vede proprio una
presenza femminile alla guida dell’associazione.
Si tratta di Giulia Peroni che succede a Massimo Seri per 8 anni
alla presidenza di Avis Fano.
“E’ un consiglio eterogeneo – spiega la presidente Peroni - dove ciascuno potrà mettere in campo leproprie esperienze e offrire il proprio contributo volto ad elevare,
giorno dopo giorno, il numero dei
donatori, rafforzando la costituzione di gruppi di lavoro tematici quali sport, gruppi aziendali, attività
sociali, promozionali, scuole senza
dimenticare il mondo giovanile
con il quale sono stati già avviati
incontri con gli istituti scolastici
superiori”. La presidente ha, infatti, messo in evidenza l’importanza
dei giovani come continuità con il
futuro. E’ quindi di fondamentale
importanza sensibilizzare questa
realtà alla donazione di sangue,
l’unico farmaco salvavita che non
può essere costruito in laboratorio.
“Vogliamo coinvolgere – prosegue
Giulia Peroni - il maggior numero
di persone sui principi di solidarietà, fratellanza, attraverso un’asso-ciazione di volontariato che vuole cabile attività di sensibilizzazione
essere aperta a tutta la cittadinanza alla donazione.
fanese, comprese le persone stra- “Per rendere tangibili i risultati delniere residenti nel nostro comune. la donazione vorremmo – sottoliLa partecipazione al “punto Avis”, nea la presidente - richiedere effetcostituito presso il Centro Trasfu- tive testimonianze a coloro che per
sionale, testimonia come anche i necessità hanno incontrato l’Avis.
cittadini vicini all’associazione che, Inoltre sarà realizzato un sito ad
per qualche motivo, non possono hoc dell’associazione, quale vetridonare, si sentono comunque par- na informativa di eventi avisini e
te integrante della famiglia avisina informative sulla modalità per dorendendosi disponibili a fornire in- nare. Già da ora tutti possono aveformazioni e supporto ai donatori re il nostro contatto su facebook.
che per la prima volta incontrano Dulcis in fundo vorrei sottolineare
Avis Fano”.
che una parte importante della
L’associazione, oggi, conta oltre nostra attività sarà svolta in stretta
4.450 donazioni con oltre 240 sinergia con i medici ed operatori
nuove iscrizioni nel 2012. Numeri del Centro Trasfusionale che con
importanti che testimoniano come, tanta dedizione e professionalità
nel corso degli anni, Avis si sia svolgono il loro lavoro. Purtropsempre più radicata nel territorio po, in questo periodo, sono sotto
grazie anche alla costante e instan- personale: vi è un medico in menoIL NUOVO LAVORO DEL PROFESSOR URBANO URBINATI“La riconquista dell’otium”
CAGLI – In testa ne ha già ben
chiari altri due. E un altro si sta
delineando. Intanto, però, Urbano Urbinati ha dato alle stampe
il suo terzo libro. “La Riconquista
dell’otium” è in distribuzione per
QuattroVenti, diretto alle librerie
di tutta Italia in un formato tascabile e snello, da rileggere anche
Il professor Urbinati lo ha scritto di getto (un capitolo nasceva
chiaro in testa mentre l’altro si
stava per concludere), lasciandosi
guidare dalla memoria in un viaggio che passa per persone e personaggi della letteratura e pure dellaBibbia. Ecco l’otium, non l’ozio, il colo spazio quotidiano dedicato
bighellonare senza scopo e senza ad ascolto e riflessione.
meta della traduzione italiana. Ma Un libro chiaro e ben scritto, quelse gironzolare deve essere, allora lo che Urbinati offre al suo lettore,
sia tra frasi, deduzioni e commen- che inizia con una frase di Marai:
ti dai quali la vita frenetica aveva “Occorre molto tempo per improvato a distogliere. L’ascolto è parare che in realtà non si ha un
il punto di partenza dell’autore e bel niente da fare. E quasi sempre
di arrivo del lettore, spesso im- è proprio allora che si comincia a
pegnato a elencare la quantità di fare qualcosa”.
cose che deve fare, di rado impe- L’illustrazione in copertina è del
gnato nella ricerca, quella vera. pittore Stelio Meschini: il disegno,
Ritrovare se stesso è il senso di ideato ad hoc per il titolo, è ispiraquesta ricerca da riscoprire, for- to dalla contemplazione.
se più facile al termine di una vita
dedicata a lavoro e famiglia, ma
possibile ricavando per sé un pic-che ancora non è stato integrato. Quindi la nostra vicinanza è di
fondamentale importanza”.
Presenti alla conferenza stampa,
oltre al consiglio direttivo, anche
il presidente uscente Massimo Seri
il quale ha sottolineato che, da volontario e donatore, continuerà a
dare il proprio contributo affinché
la famiglia avisina possa continuare a crescere nel proprio servizio
e il vice presidente Andrea Vitali il
quale ha sottolineato l’intensa attività di promozione alla donazione
di sangue in programma da qui
all’estate 2013 ad iniziare proprio
dal 27 marzo giorno in cui il consiglio direttivo si presenterà alla città
proprio con una donazione di sangue collettiva.
©riproduzione riservataCORSO PER LETTORI VOLONTARISANT’IPPOLITO - Un corso per lettori volontari prenderà il via martedì 2 aprile presso la BiblioS Sant’Ippolito. L’iniziativa, promossa e realizzata grazie al
contributo della Provincia di Pesaro e Urbino Assessorato alle politiche culturali e valorizzazione beni storici e artistici, si rivolge ad adulti volontari ed è
gratuita. Con l’iscrizione i partecipanti si impegnano a rendere disponibili 15
ore del proprio tempo per attività di lettura organizzate dalle biblioteche del
sistema CoMeta per il progetto Nati per Leggere. Gli incontri si svolgeranno
dalle ore 20.30 alle 23.00, presso la BiblioS di Sant’Ippolito e presso la Biblioteca Comunale di Montemaggiore al Metauro, nel centro civico di Villanova.
Saranno condotti da Alessia Canducci, attrice e responsabile del progetto Librillo, il virus della lettura ad eccezione del secondo incontro tenuto da Valeria Patregnani referente NPL Marche, insieme ai bibliotecari CoMeta.
Programma: Martedì 2 aprile - “I colori della voce” - Martedì 9 aprile - Biblioteca di Montemaggiore “Il Progetto Nati per Leggere” - Martedì 16 aprile - BiblioS Sant’Ippolito “Leggere e raccontare gli albi illustrati” - Lunedì 22
aprile - Biblioteca di Montemaggiore “Gesti, azioni e spazi della lettura”
Iscrizioni presso le biblioteche di Fossombrone, Saltara, Sant’Ippolito, Serrungarina, Montemaggiore al Metauro, oppure chiamando i bibliotecari:
Fabio 3498407312 Laura 33395173821617 marzo 2013Fano Fossombrone Cagli Pergola•
nuovoLa giornata della donna
al Circolo “A. Bianchini”FANO - E’ bello avere un’occasio- “Giornata della donna” deve essere
ne di parlare, di dire quello che si soprattutto questo: stare insieme,
desidera e ci sta a cuore, di con- parlare di ciò che ciascuna vuodividere con le amiche l’emozione le, sapendo in anticipo che quello
di una lettura, la nostalgia di un che dirà non sarà oggetto di criricordo, la gioia di essere insieme. tiche malevole, ma sarà amicheIl Circolo Culturale “A. Bianchini” volmente apprezzato e condiviso.
è riuscito a realizzare tutto questo, È stato un percorso lungo e vario,
in un piacevole pomeriggio, mer- a cominciare dal culto neolitico
coledì 6 marzo, in una sala ralle- della Grande Madre, dea delgrata da tante primule multicolori. la vita, connotato da un periodo
Molte socie sono andate al micro- di pace, prima che il matriarcato
fono per leggere poesie o prose fosse sostituito dal patriarcato,
di cui erano autrici, o per leggere portato dagli indoeuropei pastori
composizioni di altri autori, che e guerrieri, dominato da divinità
avevano apprezzato in modo par- violente che sostituirono il culto
ticolare, riscuotendo approvazio- pacifico della Grande Madre. La
ne e sincera partecipazione. La prima poetessa di cui abbiamo ri-cordo, Saffo, ci dà testimonianza
del lungo e faticoso cammino percorso dalla donna per riemergere,
acquistando via via coscienza della propria personalità e del valore
delle proprie scelte. Dante con
il sonetto “Tanto gentile e tanto
onesta pare” ci rappresenta una
dolcissima visione della donna
angelo, portatrice di ciò che c’è di
più bello e gentile nella vita umana
per gli uomini del Medioevo. Un
contratto di matrimonio, ritrovato
tra i documenti di un notaio medioevale, ci dice con chiarezza che
alla donna spetta di fare tutto ciò
che vuole il marito, senza che a lei
venga riconosciuta alcuna dignitào volontà autonoma. La lirica dedicata alla violenza sulle donne,
argomento purtroppo doloroso e
attualissimo, ci mette di fronte ad
una realtà sempre viva, senza tempo e per ora senza rimedio. Struggenti sono stati i ricordi personali
rivolti alla nonna o alla mamma
delle amiche che le hanno perdute,
suscitando commossa partecipa-zione di fronte alle figure rievocate di persone che non ci sono più.
Molto bella e commovente è la
II con cui ringrazia le donne per la
loro esistenza nel mondo e per i
valori di cui si sono sempre fatte
Leda Pedinotti
©riproduzione riservataTRE GENERAZIONI A CONFRONTO SU LAVORO – FAMIGLIA - MARITIPresentato il nuovo saggio del medico fanese AgostiniFANO - Uomini che hanno aiutato con decisione le loro compagne
nella loro avventura imprenditoriale; altri che con scetticismo le
hanno seguite ma mai appoggiate;
altri ancora che magari le hanno
in qualche modo ostacolate pensando che questa attività le avrebbe allontanate dalla famiglia. Hanno dovuto vedersela anche con i
propri compagni, oltre che con la
diffidenza delle banche, dei fornitori ed in generale di un mondo
ancora tutto orientato al maschile,
le donne che negli anni SessantaSettanta hanno aperto un’attività
artigianale e commerciale. Storie
che ancor prima che economiche
sono state pezzi interi di vita che
hanno coinvolto sentimenti, emozioni, rapporti familiari. Sono le
storie che le donne imprenditrici
coraggiose hanno deciso di raccontare nella Sala della Concordia del Comune di Fano nel corso
dell’incontro “Donne e Lavoro”
organizzato da CNA Impresa
Donna. Dopo una visita guidata
alla Chiesa di San Pietro in Valle
condotta dalla restauratrice Gio-FANO – Il mistero di Maria Mad- tate d’importanti accezioni simbodalena – Dai vangeli gnostici ai liche ed iconografiche. Il prof. Bat“rex deus”: così s’intitola il contro- tistelli ha poi esposto il contenuto
verso ed intrigante libro pubblica- del saggio: un’opera di ricerca che
to dalla casa editrice Grapho 5 e affronta e rielabora con acume
scritto dal medico fanese Massimo vari argomenti storici ed esoterici
Agostini, appassionato di storia, fi- connessi fra di loro. L’autore del
losofia ed esoterismo. La presen- libro, infatti, analizza ed illustra
tazione del volume si è svolta nella la presunta dottrina sapienziale
serata di venerdì 8 marzo, presso delle prime comunità cristiane, i
la sala di rappresentanza della postulati gnostici presenti nei vanFondazione Cassa di Risparmio geli apocrifi, il supposto rapporto
di Fano. Oltre all’autore del saggio, d’intimità fra Gesù di Nazareth
erano presenti all’appuntamento: e Maria Maddalena, la leggenda
Fabio Tombari, presidente della concernente il santo Graal, …, ecFondazione; Franco Battistelli, sto- cetera. In particolare la Maddalerico ed ex direttore della Bibliote- na, secondo le tesi formulate da
ca Federiciana; ed Alberto Berar- Massimo Agostini, eserciterebbe
di, ex assessore alla Cultura del una funzione fondamentale in tale
comune di Fano e della Provincia contesto storico e religioso. «Madi Pesaro e Urbino. «Siamo lieti ria Maddalena ha svolto un ruolo
d’ospitare questa presentazione, estremamente importante nella
riguardante l’ultima fatica lettera- vita e nella spiritualità del Cristo,
ria di Agostini»: con queste parole – ha sottolineato l’autore – ella
ha esordito il presidente della Fon- era infatti definita l’apostola degli
dazione, Fabio Tombari. È inter- apostoli». Svelare altro potrebbe
venuto, successivamente, Alberto sembrare inopportuno. Sarà lo
Berardi. L’ex assessore ha illustrato stesso libro di Agostini a guidare il
al pubblico presente le principali lettore attraverso un affascinante
leggende agiografiche extraevan- percorso iniziatico gravido di sigeliche riguardanti Maria Madda- gnificati e saperi esoterici.
lena: delle narrazioni mirabolanti,
prive di attinenze storiche, ma do-L’importanza dell’imprenditoria femminile “Il mistero di Maria Maddalena”IL LICEO “TORELLI”
CAMPIONE DI SCACCHIFANO - La squadra del Liceo
Scientifico Torelli si è aggiudicata il Campionato provinciale
studentesco di scacchi per la categoria allievi.
Nella foto, insieme al dirigente
scolastico Samuele Giombi, gli
studenti campioni provinciali: Antognoni Nicola (capitano),
Ameri keivan, Consoli Luca,
Francesco. Ora gli studenti rappresenteranno la provincia di
Pesaro alla fase regionale che,
quest’anno, si terrà a Fano.vanna Macchi, l’incontro della
CNA ha proposto storie di donne
della nostra provincia che hanno
saputo coniugare la loro attività
di imprenditrici ai figli, alla famiglia. Artigiane di ieri e di oggi
come la magliaia Gina Magrini
ed Emilia Esposito e la sua ditta
di meccanica di Montemaggiore
al Metauro; l’estetista Milena Carlotto di Pesaro e Laura Tarsi e la
sua gastronomia di Acqualagna.
Ed ancora Ramona Roccheggiani
e la sua ditta di bioedilizia di Fano,
Caterina Pagnini e le sue lavanderie di Pesaro; Giada Pascucci
giovane estetista di Calcinelli. Insomma donne che hanno raccontato al folto pubblico presente in
sala non solo la loro avventura
nel mondo dell’impresa ma anche
il loro percorso attraverso la vita
quotidiana e dunque la difficoltà
nel conciliare lavoro e famiglia;
impresa e figli; incombenze professionali e rapporto con il proprio
partner. Sullo sfondo le questioni
che attanagliano da sempre la vita
di ogni impresa: la burocrazia, la
difficoltà nel reperire credito, ledifficoltà nelle riscossioni, le tasse,
L’incontro, aperto dal vicesindaco
ed assessore alle pari opportunità
del Comune di Fano Maria Antonia Cucuzza, è stato l’occasione
per un confronto tra generazioni;
tra modi di tradurre in progetti
concreti sogni, aspirazioni, passioni. Ha concluso l’incontro, organizzato da Alessandra Benvenuti, il neo segretario provinciale
della CNA, Moreno Bordoni. Nel
corso del suo intervento Bordoni
ha ricordato l’importanza dell’imprenditoria femminile nella nostra provincia, dove operano oltre
9.600 imprese (su 42mila totali).
Questo significa che un’impresa
su quattro è a conduzione femminile. E che sono proprio le imprese rosa a resistere meglio delle altre ai colpi della crisi. “Questo - ha
concluso Bordoni - ci incoraggia
a sperare nel futuro e continuare
ad investire molto sulle donne, risorsa fondamentale non solo per
la nostra economia ma per le famiglie e tutta la società”.
©riproduzione riservataL’OPERA COMICA DI VERDI ISPIRATA A SHAKESPEAREAtteso debutto di “Falstaff”FANO - Dopo lo splendido allesti- per allestire “Falstaff” nel 2013.Tra gabbati” cantano infatti gli
mento di “Don Giovanni”, diretto i 150 artisti (provenienti da tutto interpreti nel fugato finada Francesco Esposito, andrà pre- il mondo) che vi parteciparono, a le).
sto in scena al Teatro della For- conquistare i ruoli da interpretare “Falstaff” fu rappresentata
tuna (venerdì 22 marzo alle ore sono stati: Sergio Vitale (Falstaff ), per la prima volta al Teatro
20,30 e domenica 24 marzo alle Valeriu Caradja (Ford), l’argentino alla Scala di Milano il 9 febore 17), una nuova produzione di Pablo Karaman che abbiamo re- braio 1893, con la direzio“Falstaff” di Giuseppe Verdi su li- centemente applaudito a Fano nel ne di Edoardo Mascheroni
bretto di Arrigo Boito, la seconda “Don Giovanni” (Fenton), Matteo e suscitò subito interesse,
e ultima opera inserita nel cartel- Mezzaro (Dr. Cajus), Cosimo Vas- anche tra gli addetti ai lalone del “Fortuna Opera Festival” sallo (Bardoflo), Emanuele Corda- vori. Quest’anno ricorrono quindi
(avrebbe dovuto esserci anche ro (Pistola), Zhala Ismailova (Mrs. 120 anni da quel lontano debutto
“Simon Boccanegra”, ma è stato Alice Ford), Maria Elena Loren- ed anche i 200 anni dalla nascita
annullato per motivi di bilancio). zini (Nannetta), Hye Young Choi del grande musicista di Busseto. Il
Un evento questo, che vedrà pro- (Mrs. Quickly) e Anna Konovalo- libretto di Arrigo Boito fu tratto
tagonisti tanti giovani interpreti, va (Mrs. Page).
da “Le allegre comari di Windsor”
in quanto si dà compimento al Falstaff è l’ultima opera composta di W. Shakespeare, ma alcuni pasprogetto iniziato nel maggio 2012, da Verdi ed è l’unica sua opera si furono ricavati anche da “Enriquando sotto la direzione artisti- comica, se si esclude l’esperimen- co IV, il dramma storico (ugualca di Virginio Fedeli (oggi dimis- to giovanile di “Un giorno di Re- mente di Shakespeare) nel quale
sionario), è stato organizzato, al gno”; viene perciò considerata il per la prima volta era apparsa la
Teatro della Fortuna, il 2° Concor- suo congedo dal teatro: un addio figura di Sir John Falstaff. La regia
so Internazionale di Canto Lirico disincantato al mondo e alla vita, di questo atteso lavoro è affidata a
“Marcello Giordani”, finalizzato non senza un filo di malinconia Ivan Stefanutti (nativo di Udine e
proprio alla selezione di cantanti (“Tutto nel mondo è burla ...tutti laureato in architettura a Venezia),la cui attività è rivolta soprattutto all’opera lirica, dove spazia dal
grande repertorio a titoli meno
frequentati, ma si è parallelamente
avvicinata anche al teatro leggero,
al musical ed all’operetta. Sul podio, a dirigere l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, ci sarà Roberto Parmeggiani, direttore musicale della
Fondazione Teatro della Fortuna,
mentre maestro del Coro del Teatro della Fortuna Mezio Agostini
è Andrea Bizzarri.
Mariella Polverari
©riproduzione riservata2017 marzo 2013•
nuovoUrbino Urbania Sant’Angelo in Vado
“LA FLAGELLAZIONE” DI ANDREA AROMATICOIl romanzo, i codici, il misteroURBINO. Sabato 16 marzo 2013,
alle ore 17.00, nel Giardino d’Inverno del Palazzo Ducale di Urbino si tiene la presentazione del
libro di Andrea Aromatico «La
Flagellazione – Il romanzo, i codici, il mistero» (Petruzzi Editore). L’iniziativa è organizzata dal
Comune di Urbino insieme alla
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici
delle Marche – Urbino. Nel corso
dell’incontro l’autore del volumepresenterà la sua affascinante tesi
riguardante i significati, i perso-naggi raffigurati, il committente
e l’originale collocazione del fa-mosissimo dipinto di Piero della Francesca. Al Soprintendente
Maria Rosaria Valazzi sarà invece affidato il ruolo di «avvocato
del diavolo». Andrea Aromatico
mostrerà una serie di documenti, riferimenti iconografici, ricostruzioni storico-urbanistiche e
scoperte storiografiche che non
mancheranno di sorprendere il
La presentazione del libro è anche l’occasione per illustrare in
anteprima l’appuntamento del 30
marzo 2013, organizzato dall’Assessorato comunale al Turismo:
di Urbino alla scoperta dei luoghi
della Flagellazione (partenza ore
15.00 da Piazza Duca Federico). In
quel caso i partecipanti “entreranno” in prima persona negli spazi
che ispirarono Piero e sarannocoinvolti nella narrazione di vicende che secoli fa condizionarono le sorti dei Montefeltro.
Il libro di Andrea Aromatico è
stato pubblicato alla fine del 2012,
e arriva dopo che si era giunti a
ben 42 diverse interpretazioni
del significato della Flagellazione
di Piero della Francesca. Il nuovo
volume però non è semplicemente «uno dei tanti» riguardanti la
celebre tavola custodita nel Palazzo Ducale di Urbino. Aromatico
contestualizza l’opera in modo
del tutto nuovo, e incasella ogni
dettaglio nel complesso mosaico
del Rinascimento alla Corte dei
Montefeltro. Partendo dal dipinto,
l’autore intreccia vicende umane,
personaggi straordinari, potere
politico, congiure e unicità proprie della cultura urbinate.Nemours (1479 - 1516). Giuliano
l’aveva commissionato a Leonardo
per il figlio, che non aveva conosciuto la madre, ma muore prima
di poterlo ritirare; sicché l’artista
lo porta, con altri due quadri, in
Francia”. Leonardo, come altri
artisti – insistono la Borchia e la
Nesci – “conosceva per altro bene
quella porzione di paesaggio in
quanto la Valmarecchia era la via
di accesso verso il nord, per Bolo-gna, Ferrara, Milano e il maestro
aveva certamente percorso, osservato e documentato con metodo
scientifico questi luoghi”. La conferenza si è tenuta nell’ambito della rassegna “Conserva il paesaggio”
che, come ha spiegato Marianna
Bruscoli nell’introduzione, “è promossa da Urbino Resort al fine di
contribuire alla valorizzazione del
territorio nel rispetto dell’ambiente e delle sue radici storiche”.© riproduzione riservataAUTRICI ROSETTA BORCHIA E OLIVIA NESCIIl reale paesaggio della GiocondaUrbino. Ottima affluenza di
pubblico ad Urbino Resort, Tenuta Ss. Giacomo e Filippo, per
la conferenza di Rosetta Borchia
e Olivia Nesci su “La scoperta del
paesaggio della Gioconda nei territori dell’antico Ducato di Urbino”. Le autrici del volume “Codice
P. atlante illustrato del reale paesaggio della Gioconda”, edito da
Electa, hanno raccontato le loro
affascinanti scoperte di “cacciatrici
di paesaggi” (Rosetta, pittrice-fotografa di paesaggi, e Olivia, geomorfologa dell’Università di Urbino) coinvolgendo il pubblico in un
interessante dibattito. Le studiose
hanno puntualmente spiegato
come Leonardo “abbia utilizzato
il metodo della compressione sopra un’estesa veduta del Montefeltro per poterla contenere tutta
in una tela ridotta e soprattutto
come i particolari dello sfondo
della Gioconda corrispondano in
modo sorprendente a dettagli del
paesaggio reale”. Attraverso una
metodologia scientifica di analisi
del territorio e di comparazione
con disegni dello stesso Leonardo, “hanno riconosciuto questidettagli come corrispondenti ad
una vista ‘a volo di uccello’ sulla
Valmarecchia e sul fiume omonimo nel punto di incontro con il
torrente Senatello, che si vede sulla destra del quadro di Leonardo,
fino ai Sassi Simone e Simoncello,
individuabili sulla sinistra”. Curiosità e desiderio di conoscere
sugli sguardi sgranati dei presenti.
Ma perché sullo sfondo di Monna Lisa c’è un paesaggio urbinatee non toscano come si è a lungo
sostenuto? Una recente scoperta
dello studioso romano Roberto
Zapperi spiega che “il dipinto più
famoso al mondo non ritrae Lisa
Gherardini, moglie del mercante
di Firenze Francesco del Giocondo, bensì Pacifica Brandani da Urbino, morta poco dopo aver dato
alla luce il futuro cardinal Ippolito
de’ Medici, figlio illegittimo avuto nel 1511 da Giuliano, duca di© riproduzione riservataLA CITTÀ DIVISATelecamere e polemiche
URBINO. Doveva essere una partenza scontata. In
fondo, le telecamere sono già installate da mesi ai
quattro varchi della città: Santa Lucia, il Monte, via
Matteotti e via delle Mura. E da tempo controllano
il movimento degli autoveicoli in entrata ed uscita
per verificare il numero delle macchine, la frequenza dei passaggi, i momenti di maggior traffico e le
trasgressioni da parte dei non autorizzati, anche se
fino a domenica 10 marzo non ci sono state contravvenzioni. L’entrata in funzione delle telecamere ai
fini del rispetto della zona a traffico limitato, la registrazione delle targhe delle auto in entrata ed il rispetto dell’itinerario indicato sui permessi da seguire
all’interno del centro storico, e la conseguente penalizzazione delle infrazioni ha determinato però delle
reazioni contrastanti. Da una parte ci sono coloro
che avrebbero preferito una chiusura totale al traffico del centro storico: «Tanto è questione – dicono
alcuni – di poche centinaia di metri», non tenendo
conto, forse, che in città ci sono dei residenti, molti
dei quali anziani; che ci sono dei servizi e degli uffici
pubblici cui molti cittadini hanno bisogno di accedere con tempestività e urgenza; che c’è un’attività
commerciale che richiede tutta una serie di forniture
Dall’altra ci sono quelli che lamentano le difficoltà
ed i disagi che la limitazione del traffico comporta. A
parte il discorso dei residenti, degli uffici e del commercio cui si è fatto cenno sopra, c’è chi fa osservare
che una città per vivere e sopravvivere come tale non
può essere resa inaccessibile. È vero che sono state
rilasciate delle autorizzazioni, ma Urbino – come città – ha bisogno che entrino coloro che possono dare
un contributo alla sua economia: clienti ai negozi,È IMPEGNATO A TRAMANDARE LE SUE CONOSCENZEMario Rovidati,
artigiano del tessile
utenti agli studi professionali e ai servizi che, come
i fatti dimostrano, stanno lasciando il centro storico
per le aree periferiche. Col tempo si rischia la museificazione e questo è proprio quello che bisogna
temere di più, perché Urbino non sarebbe più una
città ma un grande museo.
Anche l’eventuale apertura dei varchi per particolari
eventi non appare risolutiva, in quanto pur sempre
affidata ad una particolare circostanza e non sempre
prevedibile da parte degli interessati. La Confcommercio ha proposto delle fasce orarie per consentire
l’accesso in tempi determinati sia al mattino, sia al
pomeriggio. Ciò faciliterebbe sia il lavoro degli operatori commerciali, sia dei cittadini che hanno necessità di accedere al centro.
Naturalmente non c’è nulla di immodificabile: il dibattito, la verifica dei risultati di questo esperimento,
i punti di vista degli urbinati offriranno nel prossimo
futuro elementi per decidere eventuali modifiche.Fermignano. Mario Rovidati, 1937. Qualcuno direbbe classe di ferro. Lui, il mago del
telaio, indica l’anno di nascita come quella della “classe del tessile”. E’ il personaggio di
Fermignano. Se non altro si è battuto strenuamente per avere degli spazi, dalle istituzioni, perché certi valori artigianali, “scriva poesia”, non si perdessero nelle profondità dei
ricordi in bianco e nero. Eccolo, allora, che si è accontentato di uno scantinato di viale
Martiri della Libertà che ha abbellito con intensità e piacere per dar vita al Laboratorio
Tessile Didattico ‘Aurelio Cariaggi’. “Il momento più importante della mia vita è arrivato
quando sono passato a fare il direttore tecnico alla ditta Cariaggi di Cagli con l’amico
Aurelio. Lì ho trascorso gli ultimi trent’anni di lavoro. Sono grato e riconoscente alla famiglia Cariaggi, tutt’ora una grande azienda produttrice di tessuti di pregio, che esporta in
tutto il mondo. Dopo la pensione sono rimasto in ottimi rapporti con tutti loro”. Biellese
d’origine, ha iniziato a lavorare a 14 anni come artigiano tessile. Sempre un telaio tra le
mani. Come ora che illustra ai ragazzi delle scuole (“mi sono venuti a trovare almeno 300
studenti”) il magico cammino della lana: dal lavaggio alla cardatura, dalla filatura alla
ritorcitura, dalla trama all’ordito. Tutto quanto attraverso macchine fatte da sé con cura
ed altrettanta dedizione magistrale. “Un omaggio al lavoro manuale e la dimostrazione
come si possa arrivare ad un prodotto finito estremamente elegante ed utile. Ho un sogno nel cassetto, volevo dire telaio: che un giovane sui 300 studenti che mi sono venuti a
trovare possa ereditare le mie conoscenze e le tramandi negli anni a venire”.
eg© riproduzione riservata© riproduzione riservata•
amico17 marzo 2013musicasport22paginaVista attraverso la fabbrica Benucci e Latti, una delle tante,
raccontate da Luciano Baffioni Venturi nel libro “Cento
strade per cento percorsi” (Volume II - Edizioni Metauro di
Pesaro con il contributo della Banca di Pesaro in vendita,
assieme al primo volume, nelle librerie della città).Via PIETRO LATTI (1774-1834)
è a Borgo S. Maria. Il ceramista
pesarese Antonio Benucci e il
romano Pietro Latti aprirono nel
1814 una fabbrica di maiolica e terraglia
della quale Latti fu direttore fino alla
morte nel 1834. Il marchio fu dapprima
“BC” (Benucci e Compagni) poi, attorno
al 1823, “BL” (“Benucci e Latti”) o “BL
Pesaro”, normalmente impresso in pasta
senza contorno o con un sigillo a triangolo,
oppure con un’ancora o una croce. La
sede fu in via del Porto (oggi via Cavour)
al n. 2027 (la numerazione all’epoca
riguardava non le vie, ma l’intera città)
nel caseggiato della già “Reggiani & C.”,
di proprietà del nobile sig. Mazzolari e vi
lavoravano nel 1824 ben ventotto operai.
Ne erano soci anche Giuseppe Reggiani e
Ippolito Casali. La fabbrica di maioliche
Reggiani e Compagni, a sua volta aveva
ereditato i locali e le attrezzature della
“Vincenzo Rizzoli” quando nel 1803 i
fratelli Vincenzo e Aurelio Donati assieme
a Francesco Mazzolari e a Giuseppe
Reggiani, prestatori di capitale, ne
acquisirono le attrezzature lasciando il
Rizzoli come direttore. Nel 1808 Donati
licenziò Rizzoli e chiamò, a dirigere la
ditta, il romano Pietro Latti, allievo del
ceramista e incisore Giovanni Trevisan di
Bassano, più noto con lo pseudonimo di
Volpato. Latti era un valente pittore venuto
a Pesaro all’inizio dell’Ottocento da Roma
ed era aggiornato su materiali, tecniche
e mode del momento. Il marchio della
“Reggiani & C.”, fu “RC” e la produzione,
oltre che nelle terraglie marmorate e
bronzate, iniziò a interessarsi anche di
oggetti decorativi e figurativi plastici, come
già si faceva nelle fabbriche di porcellana
nordiche. Nel 1814, dunque, avvenne la
cessione per 1600 scudi romani, cifra che
comprendeva le attrezzature, i materiali
e tutte le maioliche e terraglie “di nuova
lavorazione diretta del Latti”, presenti
sia nella sede di Pesaro sia negli spacci di
Ancona e Rimini (Anp, Antonio Mancini,
30.9. 1814). Latti sposò Michelina Rizzoli,
figlia di Vincenzo (i maiolicari da secoli
erano consorterie familiari, dove i “segreti”
dell’arte erano tramandati strettamente
ai soli parenti e discendenti), e introdusse
nella fabbrica una novità per Pesaro: lalavorazione delle terraglie dure
all’uso inglese (in effetti, anche
presso la “Casali e Calegari” già
alla fine del ‘700 si era iniziata
la produzione della terraglia,
ma come produzione minore
rispetto alla “maiolica fina”).
Inoltre applicò la decorazione
a smalto al “terzo fuoco” anche
sulla terraglia, smalto che fino
allora era applicato soltanto sulla
maiolica. La ditta si specializzò
nell’oggettistica: sottobicchieri,
portasale, portabottiglie,
ampolliere e portastecchini e
altre suppellettili, tutto quel
corredo di elegante semplicità
che impreziosiva le mense della
prima metà dell’Ottocento.
Nel 1826 il Latti a Roma richiese,
senza ottenerla, una “privativa”,
cioè un brevetto o un’esclusiva,
da parte di papa Leone XII per la
produzione di terraglia dorata e
argentata a imitazione di quella
inglese sostenendo di conoscerne
il segreto (ASP, f Camerlengato
di Roma, busta 990, 1827, fasc.
3). I campioni non ebbero
l’approvazione dell’esperto
pontificio cardinale Galeffi, ma il
Latti ottenne di prepararne altri a
Pesaro con più calma e con mezzi
più adeguati. Per la difficoltà
a reperire le materie prime
(caolino, silice) Latti si adoprò
a fabbricare vasi “coi soli generi
nazionali” e preparò dei campioni
simili agli antichi vasi etruschi e
altre buone terraglie da inviare a
Roma, in grado di contrastare la
forte concorrenza inglese nel campo delle
stoviglie fini da tavola. Il Legato Apostolico
di Pesaro-Urbino, monsignor Benedetto
Cappelletti, ne appoggiò poi la supplica,
sostenendo che la ditta “tiene in continuo
lavoro trenta individui che traggono il
sostentamento per le loro famiglie”, ma
solo nel 1834 un editto pontificio tassò di
cinque scudi ogni 100 libbre i manufatti
stranieri di “terracotta fina” favorendo
le produzioni locali (PS A.S.P. f Del.
Apo. Titolo APC, b. 18, 1834, fasc. 2).
L’importanza economica della ditta èdi Luciano Baffioni Venturitestimoniata anche dalla presenza del Latti
fin dal 1826 come consigliere del Tribunale
di Commercio di Pesaro, del quale poco
dopo divenne presidente.
La decorazione più utilizzata sulle
ceramiche della Benucci e Latti degli
inizi fu quella “a paesaggini” policromi,
con alberi e edifici color manganese in
primo piano, su uno sfondo di montagne
in azzurrino, ripresi dai dipinti di Marco
Ricci, o con scene della campagna romana,
copiati dalle incisioni del Volpato. In
altri casi si predilesse il paesaggio in
monocromo azzurro, bruno o rosso, conun decoro semplice, sempre a gran fuoco
sottovernice. Pure comuni i servizi da
tavola decorati con piccoli fiorellini in
rosso-ruggine e azzurro, sparsi su tutta la
superficie della terraglia. Dopo la morte
del Latti, la fabbrica fu diretta da Pietro
Gai fino al 1866, anno della morte, poi
nel 1880, dopo un periodo di stallo, fu
rilevata da Vincenzo Molaroni (1859-1912)
nipote di Pietro Latti, che rilanciò la ditta
in particolare nel settore della maiolica
istoriata a uso antico, a imitazione di quella
del Cinquecento.©riproduzione riservataUrbani a quanti, soprattutto ragazzi, non
hanno avuto modo ancora di scoprirlo:
ragazzi che magari frequentano scuole
a lui dedicate e leggono questo nome
sulle targhe di un’aula magna o di una
biblioteca, ma non sanno chi sia Carlo
Urbani. Carlo, prima medico di base nel
suo paese, poi infettivologo negli ospedali
di Ancona e Macerata, sin da giovane
ha alternato questi impegni con viaggi e
missioni all’estero, accettando poi ruoli di
responsabilità in Medici Sen­za Frontiere,
di cui è stato presidente per l’Italia, e in
seguito nell’Organizzazione Mon­diale
della Sanità, per cui lavorava, in Vietnam,
quando, a 47 anni, è morto.
Arricchito dalla presentazione della
moglie Giuliana e dalla prefazione di
Kostas Moschochoritis, direttore generale
di Medici senza frontiere Italia, il volume
di Vincenzo Varagona raccoglie decine
di testimonianze, di familiari, amici,
medici, dirigenti, funzionari, diplomatici,
molti dei quali parlano per la prima volta,
raccontan­do un Carlo Urbani spessodiverso da quello finora conosciuto.
Storie, aned­doti che tentano di superare
un’agiografia in questi casi inevitabile, per
of­frire le tracce di un’esperienza capace
di destare, ancora, entusiasmi e speranze.
Non a caso il volume si conclude con un
capitolo dedicato all’AICU, l’Associazione
Italiana Carlo Urbani, che da dieci anni
si propone di continuare l’opera iniziata
da Carlo perseguendo una serie di
obiettivi di solidarietà sociale nei Paesi
in via di sviluppo. In quarta di copertina
alcune righe tratte dal discorso di carlo
Urbani a Oslo, quando ritirò il Nobel
per Medici senza Frontiere: ’Questo
premio è per l’idea di salute e dignità che
rap­presentiamo, è un impegno a restare
vicini alle vittime, tutelandone i diritti. (…)
Vorremmo che oggi vi sentiste tutti un po’
Nobel per la Pace, per averci permesso
l’indipendenza e l’ingerenza negli affari di
Paesi dove la vita umana non vale niente.
Lasciamo che i riflettori illuminino gli
scenari dimenticati, affinché il domani sia
migliore e i benefici del premio vadano aIL MEDICO DELLA SARSIl medico di Castelplanio che fermò la SARSI23paginaL’arte della maiolica
e della terraglia nei primi
decenni dell’800 a PesaroIL LIBRO DI VINCENZO VARAGONA RACCOGLIE DECINE DI TESTIMONIANZEl prossimo 29 marzo ricorreranno dieci
anni dalla scomparsa, a Bangkok, di
Carlo Urbani, medico di Castelplanio,
vittima di quella stessa sindrome, la
Sars, che aveva contribuito a individuare
e sconfiggere. Urbani era in Vietnam
in missione per conto dell’Onu, dopo
essere stato in missione in Cambogia.
Accettando la trasferta ad Hanoi, con
la sua famiglia, Carlo si era dimesso da
Presidente di ‘Medici senza frontiere’,
responsabilità che nel 1999 lo aveva
portato anche a Oslo, a ritirare il Premio
Nobel.Ebbene, l’Aicu (Associazione
Italiana Carlo Urbani), nata pochi mesi
dopo la scomparsa di Carlo, celebrerà la
ricorrenza con una serie di iniziative nel
primo week end di aprile. Esce, intanto, in
questi giorni, per iniziativa delle ‘Edizioni
Paoline’, un volume: “Il medico della
Sars, Carlo Urbani raccontato da quanti
lo hanno conosciuto” che ospita decine
di testimonianze raccolte dal giornalista
Vincenzo Varagona. “Il volume – spiega
l’autore – vuol fare conoscere CarloA Gabicce
e stampelleIntervista al
Ubaldo Fabbridi arte cultura sport21VINCENZO VARAGONA“Sono cresciuto inseguendo i sogni ed ora credo di esserci riuscito.”- “Non so come ringraziare Dio per ciò che mi ha concesso”.IL MEDICO DELLASARSCARLO URBANI
raccontato da quanti
lo hanno conosciutoloro, alle vittime.”
(Edizioni Paoline - IL MEDICO DELLA
SARS – di VINCENZO VARAGONA Collana Uomini e donne n. 140 / pagine
256 euro 17,00).22Grande successo di pubblico per
il concerto lirico svoltosi nella
sala Bei della Provincia di Pesaro
e Urbino. Il concerto rientra
nell’ambito de “I Concerti del Sabato’’,
promossi dal Conservatorio Rossini con il
patrocinio della Provincia. Ala Ganciu e
Samantha Pagnini soprani, Luca Narcisi
tenore, della classe di canto di Daniela
Broganelli, accompagnati al pianoforte
da Ubaldo Fabbri, hanno dato vita ad
un concerto magico, che ha avuto come
tema “la nostalgia’’. Abbiamo intervistato
il maestro Ubaldo Fabbri, docente
accompagnatore al pianoforte e direttore
del laboratorio teatrale del Conservatorio
Maestro Fabbri, perchè avete scelto il
tema della nostalgia?
“Avremo potuto chiamare questo concerto
“Sehnsucht’’ (nostalgia). Ogni brano
musicale presentato è caratterizzato
dall’anelito di qualcosa d’antico o di un
altrove. In Messiaen, di cui sono state
eseguite “Vocalise e Trois Mélodies’’,
la nostalgia si realizza verso il futuro.
Un’aspirazione che non si poteva realizzare
nel Romanticismo. In Messiaen, vi è poi
una costante trascendenza musicale. Tanto
che viene definito uno dei più importanti
compositori spiritualisti della storia
della musica. Partendo da Debussy, e dal
movimento impressionista, Messiaen, va
verso quest’altrove che si fonda sui modi
gregoriani e la tonalità, in un nuovo sistema
che lui ha chiamato modi a trasposizione
limitata e che aveva come immagine le
vetrate delle chiese gotiche e l’arcobaleno.’’
Ma il viaggio musicale è continuato•
nuovoarte cultura sport17 marzo 2013CONSERVATRIO ROSSINI - INTERVISTA AL MAESTRO UBALDO FABBRI“I Concerti del Sabato”
dedicati alla nostalgia
attraverso pagine di Cajkovskij, Delibes,
Donizetti, Debussy, Tosti e Bernstein. Ci
spieghi i passaggi della nostalgia nei vari
“In “Nur wer die sehnsucht kent op,6
n.6’’, Cajkovskji, la nostalgia viene ripresa
dalla canzone di Goethe di “Mignon’’, in
cui la protagonista ha il desiderio del suo
amato lontano. Lo strazio d’amore che
si svilupperà in tutto il Romanticismo.
Dunque nostalgia rivolta al passato e alla
sofferenza d’amore. In Delibes, di cui è stato
eseguito il meraviglioso “Viens Mallika’’, a
due voci, la nostalgia va verso l’oriente e
ricrea un mondo lontanissimo. In Donizetti,
di cui è stata presentata una delle più belle
pagine del “Don Pasquale’’, la nostalgia è
una componente di un’epoca fuori moda,
l’opera buffa. In Debussy, la nostalgia è
una componente impressionista e post
come in Turner e si rifà ad una maniera
onirica del Settecento. E questi elementi
sono presenti in “Fètes galantes’’. In Tosti,
la destinazione della nostalgia si sviluppa
in maniera luminosa. Infine in Bernsteincon “Glitter and be gay’’ da Candide, la
nostalgia è già nel futuro. Il personaggio di
Voltaire si coniuga al periodo americano delmaccartismo’’.a cura di Paolo Montanari©riproduzione riservataL’OPERA PITTORICA DI SARA FORTE“I dieci Mondi” all’Hotel Alexander MuseumVictor Hugo scrisse: “Si può resistere
alla forza di un esercito, non si può
resistere alla forza di un’idea’’. Questa
citazione si adatta all’opera pittorica
dell’artista lombarda Sara Forte, che sta
esponendo il suo progetto pittorico “I dieci
mondi’’ all’Hotel Alexander Museum. Nei
suoi quadri dal fondo monocromatico,
balza agli occhi del visitatore, la forza della
sua idea artistica, legata al dinamismo post
futurista. Da una prima lettura delle opere
di Sara Forte si scorge quanto i quadri siano
stati concepiti interiormente e studiati neiminimi dettagli. Due elementi caratterizzano
le sue composizioni: da una parte lo studio
accademico delle geometrie, legate al
concetto del dinamismo occidentale e
dall’altra il colore, che rilascia la sua forza
nella tela. “In”I dieci mondi’’, ha sottolineato
Sara Forte, ho voluto fare una catalogazione
degli stati vitali. Riprendendo le filosofie
orientali, che ho evidenziato nella staticità
monocromatica dei miei quadri, ho voluto
fare un percorso attraverso i sentimenti e le
passioni umane: combattere i demoni che
sono dentro di noi. I colori nero,blu, rosso,indicano questa sfida infernale. Poi si arriva
al bianco, al trascendente, perché nonostante
la crisi artistica, morale, culturale che investe
l’uomo, io ho una speranza verso l’Assoluto,
che è rappresentato dal bianco, simbolo di
purezza. Artista che è partita dal figurativo,
Sara Forte, ha sentito di intraprendere il
percorso informale e figurativo. I suoi ultimi
quadri, che compongono questo nuovo
percorso, sono stati realizzati dal 2011 fino a
metà febbraio 2013.come Gesù che per amore dell’uomo,
ha accettato il suo Calvario.
Sia fatta la Tua, non la mia volontà,
per il bene della comunità cristiana.
E allora quell’atto di estremo coraggio,
quel riaffermare con forza il Mistero
nella Sua testimonianza.
Il trono è ormai vuoto.
Il silenzio è calato.Cristo trionfa,
mentre un uomo solo,
esce per sempre dalla scena del mondo
e riceve nella preghiera la dolce carezza
Paola Lucia Marcucci Pìnoli©riproduzione riservataL’angolo della poesia
Benedetto XVIIl coraggio.
Il coraggio di essere un umile servitore
nella vigna del Signore.
la coscienza del limite umano
e la potenza di Dio.Ai bei tempi dell’Università, quando
gli scrittori di lingua inglese erano
il mio pane quotidiano, mi colpì
molto un passaggio di E.M.Forster nel
suo fondamentale saggio sul Romanzo
dove il famoso autore di Passaggio
in India raccomandava al lettore di
visualizzare gli scrittori mentre, seduti
attorno a un tavolo in una stanza circolare,
erano intenti a scrivere le loro opere
contemporaneamente, uniti anzi mezzoipnotizzati da un’unica passione, l’atto
della creazione. Ebbene, nella “circular
room”, seduto insieme a quegli uomini
“per tutte le stagioni”, tra Shakespeare e
T.S.Eliot, oppure tra Milton e Virginia Woolf,
io ci vedo Charles Dickens, che il professor
Roberto Bertinetti, docente di Letteratura
Inglese all’Università di Trieste, nella sua
lezione all’Auditorium Montani Antaldi
(organizzata dagli Amici della Biblioteca
Oliveriana con l’Ente Olivieri), ha definito
“la celebrity dell’Ottocento”, come si
direbbe oggi per il calciatore famoso o per
la rock star del momento. Popolarissimo
in vita grazie ai suoi romanzi a puntate,
ciascun fascicolo dei quali era atteso con
ansia frenetica da lettori di ogni ceto,
in patria come in tutto il vasto mondo
toccato dal colonialismo britannico, il fatto
che ancor oggi Charles Dickens (1812-1870)
continui ad essere considerato una gloriaServire il Signore,
allora vuol dire farsi da parte,
se il Signore lo chiede,
e superare sé stessi,
il limite umano, tirandosi indietro.
un uomo solo raccolto in preghiera
ha donato tutto sé stesso a Dio,
e si è annullato per amore della Chiesa©riproduzione riservataCONFERENZA AL MONTANI ANTALDIDickens, una celebrity dell’ottocentodella letteratura inglese lo dimostra la
portata dei festeggiamenti tributatigli
nell’intero 2012 per il bicentenario della
“A tale of two cities”, nella versione italiana
“Le due città”, pubblicato nel 1859, il
meno letto dei suoi romanzi in Italia ma
conosciutissimo in patria e non solo, è
stato presentato dal docente per la sua
trattazione con il sottotitolo già comparso
nell’edizione della Bur uscita di recente
con la sua prefazione, “Istruzioni su
come evitare la rivoluzione francese. E
non solo.” Il quale sottotitolo rivela un
sottaciuto intento, più profondo di quanto
non si possa pensare: in altre parole,
questo romanzo dickensiano così serio e
pesante rispetto a tanti altri più popolari e
d’intrattenimento è stato scelto non tanto,
o non solo, come “chicca” del Cabinet
des Merveilles, come lo ha definito in
apertura Salvatore Siena, Presidente
dell’Associazione, quanto per l’attualità del
tema e le implicazioni di carattere sociale
e politico, che un pubblico preparato e
attento poteva percepire dietro i fatti
che si snodano tra Londra e Parigi sullosfondo della Rivoluzione francese e del
periodo del Terrore. Cosa Dickens vuole
comunicare con questo duplice raffronto?
Che l’Inghilterra ha già avuto la sua prima
rivoluzione cruenta con tanto di testa
regale decapitata, e ha già avuto la sua
seconda rivoluzione questa volta pacifica
( la “bloodless revolution”) che le ha
regalato una monarchia costituzionale e
la sua lunga storia di riformismo e pace
Dunque attenzione, sembra dire ai suoi
lettori e fans, non cadiamo nella trappola
della rabbia di una folla impazzita,
quella “madding crowd” che in Francia
ha prodotto turbolenze, violenze,
sconvolgimento degli assetti istituzionali
che potrebbero contagiare il nostro
Paese, visto che c’è una strada più giusta
e pacifica da seguire sulla traccia della
nostra storia. Impariamo dal presente
e dal nostro passato, continua a dire il
regista Dickens mentre scorrono le scene
del suo romanzo-fiume. E all’ascoltatore
attento ciò risuona come un monito per
i nostri tempi: perché anche oggi, anche
da noi, c’è molta rabbia in giro, tanta dafarci sentire come sospesi su un baratro,
e se non si esercitano prudenza e buon
senso, se non ci si orienta verso l’accordo
sulle riforme, si rischia anche oggi,
anche da noi, di cadere in un regime già
sperimentato con conseguenze disastrose.
Dickens ci continua a dire questo
attraverso il suo romanzo “per tutte le
stagioni”, e alle due città ne possiamo
aggiungere una terza: Roma. Pensando
questo, l’ascoltatore attento in fondo
non ha fatto che applicare il metodo
che Forster raccomandava ai lettori, di
accostarsi cioè alla migliore letteratura
godendone nel presente, comprendendola
nel suo passato, in un percorso circolare
che corrisponde alla visione della grande
sala rotonda. In virtù di ciò, sono certa
che al termine dell’interessante convegno
la maggior parte del pubblico ha lasciato,
come me, la sala con l’impressione di aver
incontrato un suo geniale contemporaneo,
e magari di avergli potuto stringere
la mano, e forse anche chiedergli un
autografo. Meditate gente, meditate.
©riproduzione riservata•
nuovoarte cultura sportGabicce mare - Ragazzi disabili in campo
con le stampelle per la Nazionale di calcio per
amputati. L’incontro é stato un confronto di
possibilità potenziali e reali che migliora le
sensibilità. La squadra di giovanissimi e più
grandi è stata presentata in Assisi l’8 dicembre
2011, presto giocherà in Francia ed, aprendosi
all’Europa, è stata invitata in Inghilterra e poi
Il team ha trascorso il fine settimana nel
grand’hotel Michelacci, ringraziando
l’ospitalità dell’albergatrice Paola Michelacci.
Nel pomeriggio di sport ha prevalso il dialogo
e la soddisfazione dei giocatori disabili,
incontrando il sogno di ciascuno di loro che
ha superato la condizione di marginalità con
l’attività fisico competitiva. L’arrivo della
nazionale di calcio amputati e giocatori per
il raduno e l’allenamento è stato promosso
dalla sezione del Centro cultura di Cattolica
“Rimbalzi fuori campo” e l’ha accolto Gabicce
mare calcio, i due comuni, la Bcc di Gradara,
il Comitato commercianti “Conchiglia d’oro”.
Il Csi Centro sportivo italiano di Luigi Gedda,
nato nel 1944 ha radici cattoliche, lavora
per la promozione sociale, ed ha mandato
all’incontro la referente Annamaria Manara.
“E’ un mondo che dà emozioni e che si guarda
da lontano - ha detto il sindaco Corrado Curti.
L’esperienza ha mandato messaggi diretti al
cuore, per riprendere con energia le loro e le
nostre iniziative di vita sociale. Il dovere delle
Istituzioni è quello di promuovere i valori”.
“Il messaggio é che sport e disabilità possano
incontrarsi per cambiare le mentalità, per
una vera rivoluzione sociale, perché tutti17 marzo 201323INIZIATIVA DEL CENTRO CULTURA “RIMBALZI FUORI CAMPO”A Gabicce la nazionale
di calcio e stampelle
gli sportivi sognano allo stesso modo”, ha
spiegato il presidente di Rimbalzi fuori campo,
l’ing. Terenzio Bernardi.
La nazionale di gioco del calcio è stata riunita
e costruita dal giovane Francesco Messori
di Cremona, attraverso Facebook, che ha unsogno: Partecipare alle Paraolimpiadi. Con
lui il nostro giovane fanese di 11 anni, quinta
elementare, Lorenzo Marcantognini, Lollo per
gli amici sui campi e casa sua.
Per la Figc ha partecipato il presidente
regionale Paolo Cellini e il calciatoreprofessionista Eraldo Pecci.
Sul campo c’é stata la prova di schemi,
l’allenamento in 13 e la partitella vinta per 4-3
contro i giovanissimi del Gabicce 2000. (Foto).
Claudio Vincenzetti© RIPRODUZIONE RISERVATAIL 30 MARZO SCADONO LE ISCRIZIONIConcorso di enigmistica «Un rebus per AMICO» - 2ª edizioneIl settimanale
“Il Nuovo Amico”
con il contributo della BCC di Gradara, in collaborazione
con Leone Pantaleoni, da un’idea di Carmine Russo, bandisce il secondo concorso di
enigmistica dal titolo: «Un Rebus per AMICO». Quest’anno il tema riguarderà l’ambito della culinaria in tutte le sue possibili
“ricette”. In questa pagina pubblichiamo gli
schemi ideati dai partecipanti della prima
edizione sul tema “la tua città”. Sulle prossime uscite del Nuovo Amico continueremo
con questa carrellata inedita di rebus…
ART.1 – Il Concorso, aperto a tutti, prevede una sezione di gara riservata agli alunni
delle scuole di Pesaro e provincia che potranno partecipare come singoli o gruppifino alla intera classe. Il concorrente non
può presentare più di 5 lavori. Il gioco dovrà corredarsi di relativa descrizione, perché del disegno se ne farà carico la Redazione.
ART.2 - Gli elaborati dovranno riportare in
forma leggibile nome, cognome, residenza,
telefono, e indirizzo di posta elettronica
del singolo autore o di quello che rappresenta il gruppo o la classe di appartenenza;
i lavori, inoltre, dovranno essere consegnati o spediti alla libreria Buona Stampa di
Via Rossini n. 68 (61121 Pesaro) con la dicitura “ UN REBUS PER AMICO, 2a edizione
” sulla busta.
ART 3 – Il tema del presente concorso è “
IL REBUS E’ SERVITO” e riguarda l’ambito
della culinaria in tutte le sue possibili raffigurazioni e applicazioni.
Esso dovrà comparire in almeno uno dei
tre elementi costitutivi del rebus: illustra-zione, chiave risolutiva e frase risultante.
Nella illustrazione:
UN GESTO ASTUTO - (Unge S toast UTO)
Nella chiave risolutiva:
TURPI ATTI - (TUR, piatti)
Nella frase risultante:
MANGIARE SALATO - (MAN, giare; S, alato)
ART. 4 – Qualora gli esaminatori dovessero constatare che il gioco non è originale,
anche se ciò non implica la mala fede del
concorrente, il Rebus dovrà essere scartato. E sarà scartato anche nel caso che contenga riferimenti politici, espressioni dialettali e, peggio ancora, volgarità; i lavori
dovranno pervenire ai sopra citati punti di
raccolta entro e non oltre la data di sabato
ART. 5 – A insindacabile giudizio della
Commissione Esaminatrice, tra tutti i lavori pervenuti verranno scelti quelli ritenutivincenti. Ai partecipanti verrà tempestivamente comunicata la data della pubblica
ART. 6 – Impreziositi di lapidario commento di Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli
della Settimana Enigmistica, ai vincitori
verranno consegnati i propri elaborati su
pergamena. I Rebus vincenti verranno pubblicati sul Nuovo Amico e, nel caso, inviati
alla Settimana Enigmistica.
Per eventuali approfondimenti dei punti di
cui al presente bando, contattare il seguente indirizzo e-mail: info@ilnuovoamico.it
SPONSORonto
i giochi di Leone PantaleonI da cagli Un buono scUN PREMIO PER UN REBUSin omaggioFrase: 5, 3, 7, 6, 9
I vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un buono sconto del 20% presso la libreria “LA Buona Stampa” di Pesaro (Via Rossini 68)
La chiave risolutiva del rebus di Leone da
COLLA GENTE -Vince il BUONO SCONTO
Cagli pubblicato a pag. 22 del n. 10 del
PRESSO LA LIBRERIA “BUONA STAMPA” DI
“Nuovo Amico” di domenica 10 marzo era:
(Frase: 4 5 5 5) Chiave risolutiva: ‘U, sarta;
TTO, collage; N, tè’ Soluzione: - USAR TATTO
SILVANO TURCHIE’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19
presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito
800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.IL NUOVO AMICO
È nelLE EDICOLE DI fano• ferlito giuseppe v. le XII Settembre 1
• A.F. News s.n.c. p.za Amiani
• Edicola di Simona Garoffolo
v. Nolfi
• Rivendita Giornali e riviste
di Palazzi Augusto v. Roma 8/aPER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA
CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2013 O REGOLARIZZARE
LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIOIL NUOVO AMICO È IN TUTTE
LE EDICOLE DI PESAROMarZoFARMACIE
TURNO 18 - 24 MARzO 2013
Lunedì	18	ViLLa San Martino V. Solferino, 68/2 0721-45335924 hMartedì	19	roSSini V. Recanati, 150721-22230Mercoledì	20	MuragLia V. Commandino, 380721-5429624 hgiovedì	21	ruggeri C.so XI Settembre, 30721-3320624 hVenerdì	22	San SaLVatore L.go Aldo Moro, 10721-3313524 hSabato	0721-45479624 h0721-33257Ausil.23 ViLLa	andrea CoSta V. Giolitti, 167
Centro Str.da Adriatica, 48domenica	24	Zongo V. Rossi, 17
Soria V. Laurana, 4
Il turno 24 h va dalle ore 8,30 alle ore 8,30 del giorno successivo. Il turno AUSILIARIO nei giorni feriali va dalle ore
15.30-19.30. Il turno AUSILIARIO nei giorni festivi effettua
orario di normale apertura.24 h0721-41613424 h0721-24790Ausil.18
24TURNI DEllE FARMACIE TRAMITE SMS
E’ sufficiente inviare un messaggio SMS al 320-2649186 scrivendo farmacie PESARO farmacie FANO farmacie URBINO
per ottenere un SMS di risposta con l’indicazione del nome
delle farmacie di turno nel giorno della richiesta.2417 marzo 2013L'anima, L'ABBRACCI .
NASCE BenEssere, IL NUOVO MENSILE DI SALUTE.
Tutti i mesi consigli e risposte per aiutarti a vivere meglio sotto tutti i punti
di vista. PerchĂŠ, per stare bene, bisogna prendersi cura del proprio
corpo, ma anche mantenere un equilibrio interiore ed essere
in armonia con se stessi e con gli altri.DA GIOVEDĂ&#x152;
21 MARZOIN EDICOLAAll pages:1234567891011121314151617181920InfoSaveLikeShareDownloadMore«Il Nuovo Amico» n. 11 del 17 marzo 2013 Published on Mar 15, 2013 «Il Nuovo Amico» n. 11 del 17 marzo 2013ilnuovoamicoFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

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