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Gianfranco Valeri
1 Page 1 of 11 Opuscolo informativo FERIE Istruzioni per l uso
2 Page 2 of 11 SOMMARIO Premessa... pag. 3 Durata e maturazione... pag. 3 Fruizione delle ferie... pag. 4 Irrinunciabilità e monetizzazione delle ferie... pag. 5 Ferie e malattia... pag. 5 Maturazione... pag. 6 Comporto... pag. 6 Malattia intervenuta prima delle ferie... pag. 7 Malattia intervenuta durante le ferie... pag. 7 Ferie e part time... pag. 8 Ferie e preavviso... pag. 8 Ferie e periodo di prova... pag. 8 APPENDICE... pag. 9 Quesiti Aran Agenzia... pag. 9 Legittimo rendersi irreperibili per le ferie... pag. 11 NORMATIVA DI RIFERIMENTO L. 23 dicembre 1977, n. 937 Codice Civile art CCNL 01/09/95 art. 19 Art. 36 Costituzione Italiana D.Lgs. 66/2003 CCNL 01/09/95 art. 11 CCNL 01/09/95 art. 12 Cassazione Sezioni Unite n /2001 CCNL 01/09/95 art. 23 Cassazione Sentenza N /2008 Cassazione Sentenza N. 5078/2009 Corte Costituzionale N. 616 del 30/12/1987 Cassazione Sentenza N. 8016/2006 Cassazione Sezioni Unite n. 1947/98 Circolare INPS n. 109 del 17/5/99 Cassazione Sentenza N. 8408/1999 Cassazione Sentenza n del 21/11/2001 Corte Giustizia UE n. C-277/08 del 10/09/2009 Circolare Ministero del Lavoro n. 24/2000 Codice Civile art Tribunale di Torino 19/03/1991 Corte Costituzionale Sentenza n. 189 del 22/12/1980 Cassazione Sentenza n. 9304/1996
3 Page 3 of 11 Premessa Il presente opuscolo informativo rappresenta una raccolta di norme riguardanti l istituto delle ferie. Esso ci consente di fugare tutti quei dubbi e incertezze dovute alla cattiva informazione trasmessa da diverse persone a diversi livelli nella nostra Azienda. Durata e maturazione La durata delle ferie è di 32 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dall articolo 1, comma 1, lettera a", della L. 23 dicembre 1977, n. 937 (Ai dipendenti civili e militari delle pubbliche amministrazioni centrali e locali, anche con ordinamento autonomo, esclusi gli enti pubblici economici, sono attribuite, in aggiunta ai periodi di congedo previsti dalle norme vigenti due giornate al congedo ordinario). I dipendenti neo assunti nelle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale hanno diritto, limitatamente al primo triennio di servizio, a 30 giorni lavorativi di ferie. In caso di distribuzione dell orario settimanale di lavoro su cinque giorni, il sabato è considerato non lavorativo ed i giorni di ferie spettanti sono ridotti, rispettivamente, a 28 e 26. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo da fruire nell anno solare ai sensi ed alle condizioni previste dalla menzionata legge n. 937/77. È altresì considerata giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente in giorno lavorativo. Dipendenti con almeno 3 anni di servizio Neo assunti con meno di 3 anni di servizio Orario settimanale su 6 giorni 32 gg di ferie spettanti 30 gg di ferie spettanti Tabella 1 Giorni di ferie nell anno Orario settimanale su 5 giorni 28 gg di ferie spettanti 26 gg di ferie spettanti Tutti dipendenti i 4 giorni di permesso Giorni da fruire entro l anno solare Tabella 2 Permessi spettanti per festività soppresse
4 Page 4 of 11 Nell anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata in proporzione dei dodicesimi di servizio prestato (cioè si maturano 2,66 giorni di ferie ogni mese). La frazione di mese superiore a quindici giorni è considerata a tutti gli effetti come mese intero. Il dipendente che ha usufruito dei permessi retribuiti di cui all art. 21 (8 gg per aggiornamento, 3gg per lutto, 3 gg per motivi personali, 15 gg per matrimonio) conserva il diritto alle ferie. CAUSALE Malattia Maternità Malattia del bambino Ferie Sciopero Congedo matrimoniale Preavviso non lavorato Incarichi presso i seggi elettorali MATURA FERIE? per astensione obbligatoria e congedo di paternità NO per astensione facoltativa Si, fino ad 8 anni di età, solo nel caso di ricovero ospedaliero NO NO Permessi sindacali esami concorsi lutto studio tutela dell'handicap riposi compensativi donazione sangue per gravi e documentati motivi come previsto dai CCNL Infortunio Tabella 3 - Assenza dal lavoro ed effetti sulle ferie Fruizione delle ferie Il periodo dell anno entro cui collocare le ferie spettanti è determinato dal datore di lavoro, tenendo conto delle esigenze di servizio e degli interessi del lavoratore. Il periodo di ferie dev essere possibilmente continuativo (art cod. Civile). Compatibilmente con le oggettive esigenze del servizio, il dipendente può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà avvenire nel rispetto dei turni di ferie prestabiliti, assicurando comunque al dipendente
5 Page 5 of 11 che ne abbia fatto richiesta il godimento di almeno quindici giorni continuativi di ferie nel periodo 1 giugno - 30 settembre. Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di eventuale ritorno al luogo di svolgimento delle ferie, nonché all indennità di missione per la durata dei medesimi viaggi. Il dipendente ha inoltre diritto al rimborso delle spese anticipate e documentate per il periodo di ferie non goduto. (art. 19 CCNL 1/9/95) Irrinunciabilità e monetizzazione delle ferie Sono vietati accordi finalizzati alla rinuncia delle ferie spettanti (art. 36 Costituzione; art cod. Civ.) e alla loro monetizzazione. La regola generale, rafforzata dal D.Lgs. 66/2003, è che il lavoratore deve godere delle ferie riducendo a casi eccezionali sia la mancata fruizione che la monetizzazione del periodo di riposo. La monetizzazione delle ferie è un eccezione legata alle seguenti condizioni: Cessazione del rapporto di lavoro rispetto alle ferie residue maturate e non godute a tale data; Nell ipotesi di mancata fruizione per esigenze di servizio com impossibilità di fruizione in altro momento successivo; Nell ipotesi di contratti a tempo determinato di durata inferiore all anno. In caso di indifferibili esigenze di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell anno, le ferie dovranno essere fruite entro il primo semestre dell anno successivo.(art. 11 CCNL 1/9/95) In caso di motivate esigenze di carattere personale e compatibilmente con le esigenze di servizio, il dipendente dovrà fruire delle ferie residue al 31 dicembre entro il mese di aprile dell anno successivo a quello di spettanza. (art. 12 CCNL 1/9/95) Ferie e malattia I tre aspetti legati al rapporto tra ferie e malattia riguardano: 1. la maturazione delle ferie in presenza della malattia; 2. l incidenza delle ferie maturate ai fini dell interruzione del periodo di comporto; 3. il sopraggiungere della malattia durante le ferie.
6 Page 6 of 11 1 Maturazione - Per la Cass., sez. unite, n /2001 le assenze dovute a malattia del lavoratore sono parificate ai periodi di servizio e di conseguenza permettono la maturazione del periodo feriale. 2 Comporto - La questione che lega le ferie al periodo di comporto (Tutte le volte in cui un lavoratore dipendente è assente dal lavoro per malattia ha diritto a non esser licenziato per un periodo definito dai C.C.N.L. o dagli usi, detto periodo di comporto ) durante la malattia del lavoratore è la seguente: le ferie (eventualmente maturate) fruite possono allungare il periodo di comporto una volta che questi giunga a scadenza e spostare in là il termine di licenziamento? Il lavoratore ammalato ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo determinato dal contratto collettivo (L'art. 23 del CCNL del 1 settembre 1995 prevede un periodo di 18 mesi retribuito al 100% per i primi 9 mesi di assenza, al 90% per i successivi 3 mesi ed al 50% per gli ulteriori 6 mesi, mentre il periodo massimo di conservazione del posto può essere di 36 mesi). Superato questo periodo il datore di lavoro può procedere, tempestivamente, al licenziamento con il solo obbligo di dare il preavviso. Diventa quindi importante calcolare esattamente il periodo di comporto proprio al fine di evitare possibili impugnative di recessi per non essere stato superato completamente il termine massimo previsto contrattualmente. Dopo una prima fase caratterizzata da soluzioni diametralmente opposte (il lavoratore non può fruire delle ferie in un primo orientamento, il lavoratore può mettersi in ferie automaticamente dopo la fine del comporto), da ultimo la giurisprudenza si è assestata su posizioni equilibrate. La Cassazione (sent. n /2008) ha infatti precisato che il datore di lavoro non ha l obbligo: di convertire d ufficio, al raggiungimento del periodo di comporto, l assenza per malattia in ferie; di avvertire il lavoratore che il periodo di conservazione del posto sta per scadere. Ha quindi la facoltà di rifiutare la concessione delle ferie che devono essere chieste dal lavoratore e dunque di impedire l interruzione del comporto, anche se il diniego delle ferie richieste al lavoratore è illegittimo qualora non sia giustificato da particolari esigenze aziendali o da interessi del datore di lavoro (Cass., n. 5078/2009).
7 Page 7 of 11 3a Malattia intervenuta prima delle ferie - La malattia prosegue regolarmente fino ad avvenuta guarigione e determina la mancata fruizione delle ferie che verranno godute successivamente. 3b Malattia intervenuta durante le ferie - La malattia intervenuta durante il periodo di ferie ne sospende il decorso in quanto viene compromessa la possibilità del recupero delle energie psico-fisiche (Corte Cost., n. 616, 30 dicembre 1987). Tuttavia la malattia ha una valenza sospensiva delle ferie solo in relazione alla specificità della malattia e cioè solo se la stessa ne pregiudichi la finalità (recupero delle energie psico-fisiche) (Cass., n. 8016, 6 aprile 2006; Cass., sez. unite, n. 1947, 23 febbraio 1998). Tale situazione deve essere provata dal datore di lavoro attraverso i previsti controlli sanitari mediante richiesta all INPS. Nella richiesta dovrà essere specificato che il controllo è mirato a verificare se lo stato di malattia è tale da consentire la sospensione delle ferie (INPS, circ. n. 109, 17 maggio 1999). L accertata compatibilità che esclude l interruzione delle ferie permette al datore di lavoro di rifiutare la conversione da ferie a malattia (Cass., n. 8408/1999). La Corte di Giustizia della UE ha stabilito che, qualora il lavoratore non sia stato in grado di godere del periodo di ferie annuali a causa di malattia, il diritto alla loro fruizione retribuita non si estingue al termine del periodo previsto dal diritto nazionale o dalla contrattazione collettiva. Ciò comporta che il lavoratore ha comunque diritto a fruire delle ferie maturate una volta terminato il periodo di malattia (Corte Giust. UE, n. C-277/08, 10 settembre 2009), anche successivamente al periodo di riferimento. Il lavoratore in ferie comunica al datore di lavoro la malattia ed invia la certificazione Il lavoratore rimane soggetto all obbligo di rispetto delle fasce di reperibilità per le visite di controllo Effetti La sospensione delle ferie decorre dalla data in cui il datore ne viene a conoscenza (tramite telefono, telegramma, certificato medico, ecc.) e non dal primo giorno di malattia (Cass. Sez. Unite, n. 1947, ; Cass. N. 8016, )
8 Page 8 of 11 Ferie e part time In materia di maturazione nel part time orizzontale la situazione è equiparata ai rapporti a tempo pieno, mentre nei part time verticali occorre riproporzionare il periodo spettante in base alla seguente formula (Ministero del lavoro, circ. n. 24/2000): n. giorni di ferie in base al CCNL per il tempo pieno n. giorni di lavoro del lavoratore PT n. giorni annui lavorativi previsti per i lavoratori a tempo pieno Ferie e preavviso Il periodo di preavviso non può essere computato nelle ferie (art cod. civ.). Ciò significa che il periodo di preavviso non può essere considerato periodo di ferie. L uno è da tenere distinto dall altro. Le ferie fruite durante il preavviso prolungano lo stesso per un periodo pari a quello delle ferie o determinano il pagamento dell indennità sostitutiva del preavviso da parte del lavoratore (Trib. Torino 19 marzo 1991). In applicazione del principio secondo cui al preavviso è da attribuire efficacia reale (durante il suo decorso proseguono gli effetti del contratto), si ricava che il lavoratore ha diritto di godere delle ferie anche durante il preavviso e che lo stesso periodo di preavviso, se lavorato, comporta la maturazione del diritto al numero proporzionalmente correlato di giorni di ferie, e quindi lo spostamento del termine finale del preavviso avviene ope legis (Cass., n , 21 novembre 2001). Naturalmente in caso di rinuncia alla prosecuzione delle prestazioni durante il preavviso, non sarebbe possibile far coincidere le ferie con il preavviso non lavorato, cosicché, ma soltanto in tale ipotesi, il diritto alle ferie verrebbe a mutarsi in quello all indennità sostitutiva. Ferie e periodo di prova Il diritto alle ferie spetta anche ai lavoratori in prova, anche se vi è stato recesso durante la prova stessa (Corte Cost., n. 189, 22 dicembre 1980). Il diritto al godimento delle ferie può essere rifiutato dal datore di lavoro opponendo la presenza di esigenze aziendali tra cui si può inserire l esigenza di valutare la prestazione del lavoratore durante la prova. Ciò comporta, in caso di mancata conferma, l erogazione della relativa indennità sostituiva.
9 Page 9 of 11 Il godimento delle ferie annuali può essere idoneo a interrompere il periodo di prova che dovrà essere ripreso al termine delle ferie (Cass., n. 9304/1996). APPENDICE Quesiti Aran Agenzia Il periodo di ferie può essere interrotto nel caso in cui insorgano malattie? Le ferie possono essere fruite ad ore? Le ferie possono essere interrotte in caso di malattia secondo quanto previsto dall'art. 19, comma 13, del CCNL 1 settembre Un analogo effetto interruttivo non è riconosciuto alle malattie insorte durante i periodi di assenza a qualsiasi titolo effettuate (aspettative incluse). Per quanto concerne le modalità di fruizione delle ferie, si precisa che le stesse non possono essere fruite ad ore. Ai fini dell'applicazione dell'art. 19, comma 3, del CCNL del 1 settembre 1995, qual è il significato da attribuire all'espressione 'dipendenti neoassunti'? L'art. 19 del CCNL del 1 settembre 1995, nel prevedere che i dipendenti neo assunti nelle aziende ed enti del comparto dopo la stipulazione del CCNL hanno diritto, limitatamente al primo triennio di servizio, a 30 giorni lavorativi di ferie, fa riferimento al personale assunto al suo primo impiego nella pubblica amministrazione. Per il personale con rapporto di lavoro a termine, invece, le ferie sono disciplinate dall'art. 17, comma 6, del medesimo CCNL, in base al quale i giorni maturati spettano in relazione al servizio prestato. Come deve essere definito il periodo di ferie? Al dipendente su richiesta - devono essere assicurati almeno quindici giorni continuativi di ferie nel periodo 1 giugno 30 settembre, e ciò nel rispetto dei turni prestabiliti. Il periodo di ferie deve essere definito tenendo conto dei giorni lavorativi come derivanti dalla distribuzione dell orario settimanale di lavoro su cinque o sei giorni, senza conteggiare le festività ed i riposi compensativi in esso ricadenti. Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale misto (orizzontale e verticale), come si quantificano le ferie e le altre assenze dal servizio previste dal contratto di lavoro e dalla legge? Le ferie e le altre assenze si quantificano proporzionalmente ai periodi di lavoro part - time e secondo le regole stabilite per ciascuno di essi, tenendo conto del trattamento economico spettante nelle giornate di part time orizzontale all'interno del sistema misto. In ogni caso dall'applicazione del sistema misto non può derivare al dipendente un beneficio maggiore rispetto a quello previsto per ciascuna tipologia di part time, ove questa fosse singolarmente applicata.
10 Page 10 of 11 E possibile la fruizione delle ferie durante il periodo di preavviso? Il periodo di preavviso viene computato quale anzianità di servizio? L art. 39, comma 6, del CCNL 1 settembre 1995 esclude espressamente la fruizione delle ferie durate il predetto periodo. Pertanto, con esclusione del caso in cui la mancata fruizione delle ferie sia dovuta a comprovate esigenze di servizio - fattispecie disciplinata dall'art. 19, comma 15 del medesimo CCNL-, la mancata fruizione delle ferie da parte del dipendente, che abbia presentato la DOMANDA di recesso dal rapporto di lavoro comporta la perdita del diritto alla fruizione delle stesse. Il termine di preavviso, inoltre, è da considerarsi anzianità di servizio solo se lavorato, con esclusione, quindi, delle ipotesi in cui vi sia stato il decesso del dipendente. Qual è la base di calcolo della monetizzazione delle ferie non godute e dell indennità di mancato preavviso? In particolare: va inserita l indennità di vacanza contrattuale in detta base di calcolo? Ferme restando le previsioni dell art. 5, comma 8, del d.l. n. 95/2012 convertito nella legge n. 135/2012 in ordine al divieto di ogni forma di corresponsione di trattamenti economici sostitutivi per il caso di mancato godimento delle ferie, in materia di ferie maturate e non fruite (al di là di quelle maturate nell ambito del periodo di preavviso, che per definizione non possono essere fruite nel corso dello stesso) ed alla possibilità di procedere alla monetizzazione delle stesse, si ritiene opportuno ricordare che: a) in materia di monetizzazione delle ferie, la regola generale sancita dalla contrattazione collettiva è che essa può aver luogo solo all atto della cessazione del rapporto di lavoro ed esclusivamente con riferimento a quelle non godute dal dipendente per rilevanti ed indifferibili ragioni di servizio (nell anno di maturazione o nel semestre successivo), risultanti da atto formale avente date certa (comprovante la richiesta del dipendente di fruizione delle ferie e l impossibilità di assegnazione delle stesse da parte del datore di lavoro per le ragioni di servizio di cui si è detto); b) il divieto di monetizzazione è anche contenuto nel D.Lgs.n.66/2003; c) è possibile la monetizzazione delle ferie non godute all atto della cessazione del rapporto solo in casi quali quelli del licenziamento del dipendente per superamento del periodo di comporto (assenze per malattia) e tutti quelli nei quali comunque il mancato godimento delle ferie non è in alcun modo imputabile alla volontà del dipendente ma ad eventi oggettivi di carattere impeditivo, come il collocamento a riposo per assoluta e permanente inidoneità o il decesso del dipendente; d) l impossibilità di assegnazione delle ferie, secondo quanto sopra detto, si può accertare con qualunque atto formale, di data certa, dell ente comprovante la richiesta del dipendente di fruizione delle ferie e l impossibilità di assegnazione delle stesse da parte del datore di lavoro per rilevanti e perciò indifferibili esigenze di servizio è sufficiente ai fini dell applicazione della disciplina contrattuale (utili indicazioni si possono ritrovare nella sentenza del CDS, sez. V, n.7989/2001). La mancanza dei requisiti contrattuali non consente, pertanto, la monetizzazione delle ferie. Pertanto, qualora in presenza dei requisiti sopra indicati, si potrà procedere, anche per quanto riguarda l indennità sostitutiva per mancato preavviso, ad inserire nella base di calcolo anche l indennità di vacanza contrattuale la quale rientra nel trattamento tabellare, come anche disposto dall art. 6, comma 4, del CCNL del 31 luglio 2009 del comparto Sanità.
11 Page 11 of 11 Legittimo rendersi irreperibili per le ferie La Corte di Cassazione, con sentenza n del 3 dicembre 2013, ha affermato sì il diritto del datore di lavoro di modificare il periodo feriale in base soltanto a una riconsiderazione delle esigenze aziendali ma ha al contempo ritenuto che le modifiche debbano essere comunicate al lavoratore con congruo preavviso. Il caso preso in esame dai giudici di legittimità vede come protagonista un lavoratore licenziato per non aver adempiuto, durante un periodo di ferie, a due ordini di riprendere servizio. Il datore di lavoro sosteneva che il lavoratore era tenuto, da una precisa norma del contratto collettivo, ad essere reperibile ed il fatto che non vi avesse provveduto rendeva automaticamente conosciute tutte le comunicazioni inviategli al domicilio inizialmente dichiarato, benché non ritirate affermando che il datore di lavoro manteneva sempre il potere di revocare le ferie già concesse e il non aver adempiuto all'obbligo di presentarsi al lavoro rendeva illegittima la condotta contestata. Evidenziava il datore che l'art. 23 del c.c.n.l. di comparto prevedeva tra i doveri del dipendente quello di "comunicare all'amministrazione la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora temporanea nonché ogni successivo mutamento delle stesse". Ne conseguiva che il dipendente in ferie fosse tenuto a comunicare la sua dimora temporanea ed i successivi eventuali mutamenti. La norma contrattuale invocata - precisa la Suprema Corte - "tutela il diritto del datore di lavoro di conoscere il luogo ove inviare comunicazioni al dipendente nel corso del rapporto di lavoro e non già, stante la natura costituzionalmente tutelata del bene, ivi comprese le connesse esigenze di privacy, durante il legittimo godimento delle ferie (che il lavoratore è libero, salvo diverse pattuizioni, di godere secondo le modalità e nelle località che ritenga più congeniali al recupero delle sue energie psicofisiche), risolvendosi l'opposta interpretazione in una compressione del diritto alle ferie, costringendo il lavoratore in viaggio non solo a far conoscere al datore di lavoro i luoghi e tempi dei suoi spostamenti, ma anche ad una inammissibile e gravosa attività di comunicazione formale, magari giornaliera, dei suoi spostamenti." In merito, poi, al fatto che il datore aveva il diritto di richiamare dalle ferie il dipendente con ordine per quest'ultimo vincolante, permanendo, anche durante il godimento delle ferie, il potere del datore di lavoro di modificare il periodo feriale anche a seguito di una riconsiderazione delle esigenze aziendali, come previsto dall'art. 18 del c.c.n.i. che prevede la possibilità per il datore di lavoro di interrompere o sospendere il periodo feriale già in godimento, i giudici di Piazza Cavour, evidenziano che non vi è, nell'art. 18 del CCNL invocato dal datore di lavoro, alcuna norma che preveda un potere totalmente discrezionale del datore di lavoro di interrompere o sospendere II periodo feriale già in godimento, risultando allo scopo insufficiente il generico inciso di cui al comma 11 "Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio", che nulla dice circa le modalità con cui l'interruzione o la sospensione possa essere adottata e debba essere comunicata.
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References: art. 19
 Art. 36
 art. 11
 art. 12
 art. 23
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 articolo 1
 art. 21
 Cass. 
 art. 39
 art. 5
 sentenza 
 art. 6
 sentenza