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Timestamp: 2020-08-12 11:27:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13496 del 30/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13496 del 30/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 30/06/2016, (ud. 19/05/2016, dep. 30/06/2016), n.13496
sul ricorso 28602-2014 proposto da:
ANZIANO, SAMUELA PISCHEDDA, giusta procura speciale a margine del
BANCA INTESA SAN PAOLO SPA;
avverso la sentenza n. 2559/2014 del TRIBUNALE di SALERNO del
16/05/2014, depositata il 20/05/2014;
” Con la sentenza impugnata, il Tribunale di Salerno, ha accolto l’opposizione agli atti esecutivi proposta dall’avv. A.F. nei confronti dell’INPS e del Banco di Napoli s.p.a., avverso l’ordinanza di assegnazione emessa dal G.E. del tribunale di Salerno in data 03 agosto 2007 nell’ambito della procedura esecutiva presso terzi n. 1621/007 R.G.E.. Il Tribunale ha ritenuto errata la mancata liquidazione in favore del creditore procedente avv. A., da parte del Giudice dell’esecuzione, delle spese di registrazione dell’ordinanza di assegnazione. Ha perciò accolto il corrispondente motivo di opposizione dell’opponente avv. A. ed ha dichiarato dovuto in suo favore l’importo ulteriore di Euro 176,00 a titolo di spese di registrazione; ha dichiarato non ripetibili le spese del giudizio di opposizione, ritenendo la carenza di qualsivoglia responsabilità per l’emissione del provvedimento contestato in capo agli opposti, per di più rimasti contumaci.
Il ricorso per Cassazione è svolto con due motivi. La resistente INPS si difende con controricorso.
1.- 3.- Con il primo motivo, è dedotta violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. (vecchia e nuova formulazione), in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto secondo il ricorrente, il Tribunale salernitano, disponendo per la compensazione delle spese di giudizio, ha fatto un cattivo uso del potere a lui concesso dall’art. 92 c.p.c., fornendone anche una motivazione illogica e contraddittoria.
Trattandosi di giudizio introdotto con ricorso depositato prima del 4 luglio 2009, il testo dell’art. 92 c.p.c., comma 2, applicabile è quello risultante dalla modifica apportata al testo originario dalla L. n. 263 del 2005, art. 2, comma 1, lett. a), ai sensi del quale il giudice può compensare le spese se “concorrono altri giusti motivi esplicitamente indicati nella motivazione” (cfr., da ultimo, Cass. n. 11284/15).
Il testo di legge, che è stato introdotto, in sostituzione di quello appena riportato, dalla L. n. 69 del 2009, art. 45, comma 11, si applica infatti ai giudizi introdotti dopo il 4 luglio 2009, data di entrata in vigore di tale ultima legge (L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 1). Non sono perciò pertinenti le considerazioni ed i richiami giurisprudenziali riferibili esclusivamente a quest’ultimo testo (come la decisione di cui a Cass. S.U. n. 2752/12, a sua volta richiamata da Cass. n. 21808/14 riportata in ricorso).
Dato ciò, il riferimento, oltre che alla particolarità della vicenda, alla “carenza di qualsivoglia responsabilità” da parte degli opposti (a causa della riferibilità ad un errore del giudice della mancata liquidazione delle spese di registrazione dell’ordinanza) ed alla contumacia degli stessi opposti (si da poter essere considerata espressione di un atteggiamento conciliativo: cfr.
Cass. n. 17868/09) dà luogo ad una motivazione più che idonea a supportare la valutazione della sussistenza dei giusti motivi di compensazione.
2.- Col secondo motivo, è dedotta violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, nonchè violazione dell’art. 112 c.p.c. e nullità della sentenza, in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4.
Non vi è affatto omessa pronuncia sul regolamento delle spese poichè, come detto, queste sono state regolate mediante compensazione, lasciando quindi a carico della pane. pur vittoriosa, le spese anticipate.
2.2.- Non vi è violazione del principio della soccombenza espresso dall’art. 91 c.p.c., poichè questa si ha soltanto qualora la parte vittoriosa sia condannata a rimborsare le spese della parte soccombente, non anche quando il giudice addivenga ad una decisione di compensazione – che, per definizione, presuppone che la parte le cui spese vengono compensate sia quella infine vittoriosa, in tutto o in parte.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 Cass. 
 art. 45
 art. 58
 Cass. 
 Cass. 

Cass.