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Timestamp: 2020-07-05 01:14:09+00:00

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Mandato d'arresto europeo: ai fini del rifiuto della consegna per il pericolo di violazione del diritto a un equo processo, l'interessato deve allegare circostanze specifiche e concrete tali da giustificare anche solo un mero sospetto di iniquità
Permalink - Posted on 2020-07-03 15:00
Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 21 maggio 2020, n. 15924 (depositata il 26 maggio 2020)
In tema di mandato d'arresto europeo, ai fini del rifiuto della consegna in ragione del pericolo di violazione del diritto a un equo processo, è necessario che la persona interessata alleghi circostanze specifiche e concrete, tali da giustificare anche solo un mero sospetto di iniquità, non essendo sufficiente la generica denunzia di carenze del sistema giudiziario dello Stato di emissione (fattispecie relativa a una richiesta di consegna proveniente dalla magistratura polacca).
Responsabilità medica: un'importante pronuncia della Cassazione su imperizia e gravità della colpa
Permalink - Posted on 2020-07-03 13:30
Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 11 febbraio 2020, n. 15258 (depositata il 18 maggio 2020)
In tema di responsabilità medica: 1) la perizia è connotato di attività che richiedono competenze tecnico-scientifiche o che presentano un grado di complessità più elevato della norma per le particolari situazioni del contesto; l'agire dei professionisti, e quindi anche dei sanitari, propone in via elettiva errori determinati da imperizia, sicché l'eventuale negligenza o imprudenza deve essere accertata specificamente, in base a pertinenti dati fattuali che ne attestano la ricorrenza; 2) nell'apprezzamento del grado della colpa del sanitario, deve tenersi conto della natura della regola cautelare la cui inosservanza gli si rimprovera, avendo incidenza sulla maggiore o minore esigibilità della condotta doverosa che egli possa limitarsi a conoscere la regola e applicarla o, al contrario, sia chiamato a riconoscere previamente le condizioni che permettono di individuare le direttive comportamentali sulla cui base si rende necessaria l'adozione di una data misura (v. anche, in questa Rivista: Cass. pen., sez. un., sent. n. 8770/2017; sez. IV, sentt. nn. 39733/2018, 50078/2017 e 28187/2017).
Permalink - Posted on 2020-07-03 07:00
In tema di sostanze stupefacenti e psicotrope: 1) pur a seguito della riforma introdotta dal d.l. 20 marzo 2014, n. 36 («Disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali»), convertito, con modificazioni, dalla l. 16 maggio 2014, n. 79, mantengono validità i criteri fissati dalla sentenza delle Sezioni unite penali n. 36258 del 24 maggio 2012, Biondi, per l'individuazione della soglia oltre la quale è configurabile la circostanza aggravante dell'ingente quantità prevista dall'art. 80, comma 2, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 («Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza»); 2) con riferimento alle c.d. droghe leggere, la soglia rimane fissata in 2 kg. di principio attivo.
Reati tributari: la presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo non esclude, di per sé, il reato di omesso versamento di ritenute (art. 10-bis d.lgs. 74/2000)
Permalink - Posted on 2020-07-02 13:30
Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 20 febbraio 2020, n. 13628 (depositata il 5 maggio 2020)
In tema di reati tributari, la mera presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, anche con riserva, non impedisce il pagamento dei debiti tributari che scadano successivamente alla stessa e, pertanto, non vale ad escludere la sussistenza del reato [nella specie, quello di omesso versamento di ritenute dovute o certificate, previsto dall'art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 («Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205»)], salvo che, prima della scadenza, il tribunale abbia vietato o non autorizzato il pagamento dei crediti, configurandosi in tal caso la scriminante dell'adempimento di un dovere imposto da un ordine legittimo dell'autorità di cui all'art. 51 c.p., a tutela di interessi, anche di rilievo pubblicistico, equivalenti a quelli di carattere tributario.
Appalti pubblici: il bando di gara per l'affidamento di servizi legali non può prevedere la corresponsione di un corrispettivo fisso indipendentemente dal numero delle controversie
Permalink - Posted on 2020-07-02 12:30
TAR Lombardia, sezione I, sentenza 17 giugno 2020, n. 1084
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittima la lex specialis relativa all'affidamento di servizi legali la quale: a) preclude la partecipazione agli avvocati che in passato non abbiano avuto tra i loro clienti pubbliche amministrazioni, ben potendo essi aver ugualmente maturato la necessaria esperienza, anche difendendo soggetti privati nei giudizi amministrativi; b) richiede prestazioni indeterminate ed eterogenee, impedendo così la formulazione di un'offerta ponderata; c) stabilisce la corresponsione di un corrispettivo fisso indipendentemente dal numero dei contenziosi assegnati, in violazione del principio dell'equo compenso sancito dalla legge professionale; d) prevede l'assegnazione di un punteggio preferenziale in favore degli avvocati che hanno patrocinato giudizi conclusi con esito positivo per le amministrazioni, atteso che la relativa attività non dà luogo a obbligazioni di risultato.
Accesso ai documenti amministrativi: il parlamentare ha diritto di accedere ex lege 241/1990 agli atti del gestore di un servizio pubblico
Permalink - Posted on 2020-07-02 07:00
TAR Abruzzo, sentenza 15 giugno 2020, n. 225
Il soggetto che ricopre la carica di parlamentare è legittimato ad accedere, ai sensi degli artt. 22 e ss. della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), ad atti e documenti relativi a servizi pubblici che, a prescindere dalla sussistenza di una lesione, siano direttamente o indirettamente collegati o collegabili alla sua funzione (nel caso di specie, un deputato aveva richiesto di accedere agli atti della società gestrice di un impianto di potabilizzazione dell'acqua).
Diritto amministrativo: il provvedimento privo di sottoscrizione è nullo
Permalink - Posted on 2020-07-01 13:30
TAR Abruzzo, Pescara, sentenza 8 giugno 2020, n. 174
Ai sensi dell'art. 21-septies della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), è nullo il provvedimento amministrativo privo di sottoscrizione (autografa o equipollente), essendo questa un elemento essenziale dell'atto.
Immigrazione: la domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale può essere presentata anche dopo la scadenza del titolo
Permalink - Posted on 2020-07-01 12:30
TAR Lazio, Latina, sentenza 8 giugno 2020, n. 176
Il ritardo nella presentazione della domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale ex art. 24 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), non costituisce, di per sé, fatto ostativo al rilascio del titolo, atteso che la legge non prevede alcun termine decadenziale.
Diritto amministrativo: il provvedimento può essere sottoposto a condizione
Permalink - Posted on 2020-07-01 07:00
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 16 giugno 2020, n. 3869
L'apposizione di elementi accidentali al provvedimento amministrativo è, in linea generale, consentita, purché essa non determini una violazione del principio di legalità (e dei connessi corollari) e non distorca la finalità per la quale il potere è stato attribuito all'Amministrazione (fattispecie riguardante un provvedimento disciplinare sottoposto a condizione sospensiva) (conferma TAR Emilia-Romagna, sez. I, sent. n. 1019/2015).
Sanzioni amministrative: sulla sospensione dell'attività imprenditoriale per violazione delle norme a tutela dei lavoratori (art. 14 d.lgs. 81/2008) decide il giudice amministrativo
Permalink - Posted on 2020-06-30 13:00
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 15 giugno 2020, n. 3832
Appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie riguardanti i provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale previsti dall'art. 14 del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 («Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro») (annulla con rinvio, ex art. 105 c.p.a., TAR Puglia, sez. III, sent. n. 1215/2019).
Processo amministrativo: ai fini della decorrenza del termine per proporre ricorso, la «piena conoscenza» ex art. 41, comma 2, c.p.a. si ha quando la parte interessata è in grado di percepire l'esistenza e la lesività del provvedimento
Permalink - Posted on 2020-06-30 12:00
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 11 giugno 2020, n. 3731
Ai fini della decorrenza del termine per proporre ricorso, la «piena conoscenza» cui fa riferimento l'art. 41, comma 2, c.p.a. si ha quando la parte interessata percepisce l'esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della propria sfera giuridica, e in tal modo l'attualità e la concretezza dell'interesse ad agire contro di esso, vale a dire quando individua l'atto e i suoi elementi essenziali (autorità amministrativa emanante, data, contenuto dispositivo ed effetto lesivo) (riforma TAR Campania, sez. VIII, sent. n. 2094/2016).
Processo civile: l'art. 38, comma 3, c.p.c. si applica anche nel caso di regolamento di competenza richiesto d'ufficio dal giudice d'appello ex art. 45 c.p.c.
Permalink - Posted on 2020-06-30 07:00
Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza 18 giugno 2020, n. 11866
La disciplina di cui all'art. 38, comma 3, c.p.c. si applica anche nel caso di regolamento di competenza promosso d'ufficio dal giudice di secondo grado ai sensi dell'art. 45 c.p.c.; con la conseguenza che tale regolamento, dovendo immediatamente seguire al rilievo dell'incompetenza, va richiesto entro il termine di esaurimento delle attività di trattazione contemplate dall'art. 350 c.p.c., ossia prima che il giudice del gravame provveda all'eventuale ammissione delle prove a norma dell'art. 356 c.p.c., ovvero, allorché non occorra espletare attività istruttoria, prima che esso inviti le parti a precisare le conclusioni, dando così ingresso alla fase propriamente decisoria.
Circolazione stradale: il verbale di contravvenzione per eccesso di velocità non deve specificare le modalità di segnalazione della presenza dell'autovelox
Permalink - Posted on 2020-06-29 13:30
Corte di cassazione, sezione VI civile, ordinanza 18 giugno 2020, n. 11792
In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada: 1) nel caso di infrazione accertata mediante autovelox, non è affetto da nullità il verbale di contestazione nel quale non sia indicato se la presenza dell'apparecchio fosse preventivamente segnalata mediante apposito cartello, sempreché di detta segnaletica venga comunque accertata l'esistenza; 2) nel giudizio di opposizione a verbale di contravvenzione per superamento del limite di velocità, grava sull'opponente l'onere di provare la concreta inidoneità della segnaletica ad assolvere la funzione di avviso della presenza di postazioni di controllo.
Circolazione stradale: la regolarità dell'autovelox non può essere attestata dagli agenti che hanno elevato la contravvenzione per eccesso di velocità
Permalink - Posted on 2020-06-29 07:30
Corte di cassazione, sezione VI civile, ordinanza 18 giugno 2020, n. 11776
In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, qualora nel giudizio di opposizione si contesti l'affidabilità dell'autovelox utilizzato dall'Amministrazione, il giudice deve accertare se l'apparecchiatura sia stata sottoposta a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, ancorché i verbalizzanti abbiano attestato che la stessa era "debitamente omologata e revisionata", non essendo tale annotazione coperta da fede privilegiata (v. anche, in questa Rivista: Corte cost., sent. n. 113/2015; Cass. civ., sez. II, ordd. nn. 8060 e 1661/2019).
Permalink - Posted on 2020-06-29 07:00
Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 giugno 2020, n. 10747
Terzo settore: non è incostituzionale («nei sensi di cui in motivazione») la legge della Regione Umbria sulle cooperative di comunità
Permalink - Posted on 2020-06-26 12:30
Corte costituzionale, sentenza 26 giugno 2020, n. 131
Non è fondata, «nei sensi di cui in motivazione», la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. - della legge della Regione Umbria (n. 2/2019) sulle cooperative di comunità.
Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la legge della Regione Siciliana che prevede l'erogazione, nell'ambito della spesa sanitaria, di un'indennità vitalizia agli assistiti affetti da gravi forme di talassemia
Permalink - Posted on 2020-06-26 12:00
Corte costituzionale, sentenza 26 giugno 2020, n. 130
È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica») - la legge della Regione Siciliana (n. 24/2018) che prevede l'erogazione, nell'ambito della spesa sanitaria, di un'indennità vitalizia agli assistiti affetti da gravi forme di talassemia, trattandosi di spesa ulteriore rispetto a quella che essa Regione deve destinare all'adeguato finanziamento delle prestazioni sanitarie essenziali.
Protezione internazionale: il giudice chiamato a pronunciarsi sul trattenimento dello straniero irregolare può ricevere una domanda di protezione internazionale e deve informare l'interessato circa le modalità di inoltro della domanda
Permalink - Posted on 2020-06-26 07:30
Corte di giustizia UE, quarta sezione, sentenza 25 giugno 2020
La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 6, § 1, secondo comma, della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, dev'essere interpretato nel senso che un giudice istruttore chiamato a pronunciarsi sul trattenimento di un cittadino di un paese terzo in situazione irregolare ai fini del suo respingimento rientra nel novero delle «altre autorità» contemplate da tale disposizione, preposte a ricevere domande di protezione internazionale, ma non competenti, a norma del diritto nazionale, per la registrazione; 2) l'art. 6, § 1, secondo e terzo comma, della direttiva 2013/32 dev'essere interpretato nel senso che un giudice istruttore, in qualità di «altra autorità», ai sensi di tale disposizione, deve, da un lato, informare i cittadini di paesi terzi in situazione irregolare delle modalità di inoltro di una domanda di protezione internazionale e, dall'altro, qualora un cittadino abbia manifestato la volontà di presentare una siffatta domanda, trasmettere il fascicolo all'autorità competente ai fini della registrazione di detta domanda affinché tale cittadino possa beneficiare delle condizioni materiali di accoglienza e dell'assistenza sanitaria previste all'art. 17 della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; 3) l'art. 26 della direttiva 2013/32 e l'art. 8 della direttiva 2013/33 devono essere interpretati nel senso che un cittadino di un paese terzo in situazione irregolare che abbia manifestato la volontà di chiedere la protezione internazionale dinanzi a un'«altra autorità», ai sensi dell'art. 6, § 1, secondo comma, della direttiva 2013/32, non può essere trattenuto per un motivo diverso da quelli previsti all'art. 8, § 3, della direttiva 2013/33.
Ambiente: un'ordinanza e una circolare che stabiliscono le condizioni generali delle autorizzazioni urbanistiche per l'installazione e la gestione di impianti eolici devono essere sottoposte a valutazione ambientale
Permalink - Posted on 2020-06-26 07:15
Corte di giustizia UE, grande sezione, sentenza 25 giugno 2020
La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 2, lett. a), della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, dev'essere interpretato nel senso che rientrano nella nozione di «piani e programmi» un'ordinanza e una circolare, adottate dal governo di un ente federato di uno Stato membro, contenenti entrambe diverse disposizioni riguardanti l'installazione e la gestione di impianti eolici; 2) l'art. 3, § 2, lett. a), della direttiva 2001/42 dev'essere interpretato nel senso che costituiscono piani e programmi che devono essere sottoposti a valutazione ambientale, in forza di tale disposizione, un'ordinanza e una circolare, entrambe contenenti diverse disposizioni riguardanti l'installazione e la gestione di impianti eolici, tra cui misure relative alla proiezione d'ombra, alla sicurezza e alle norme sul rumore; 3) qualora risulti che una valutazione ambientale, ai sensi della direttiva 2001/42, avrebbe dovuto essere realizzata prima dell'adozione dell'ordinanza e della circolare sulle quali si fonda un'autorizzazione relativa all'installazione e alla gestione di impianti eolici contestata dinanzi al giudice nazionale, cosicché tali atti e tale autorizzazione non sarebbero conformi al diritto dell'Unione, tale giudice può mantenere gli effetti dei citati atti e di tale autorizzazione solo qualora il diritto interno glielo consenta nell'ambito della controversia di cui è investito, e qualora l'annullamento di detta autorizzazione possa avere significative ripercussioni sull'approvvigionamento di energia elettrica dell'intero Stato membro interessato, e unicamente per il lasso di tempo strettamente necessario per rimediare a tale illegittimità.
Lavoro: il lavoratore ha diritto, per il periodo compreso fra il licenziamento illegittimo e la reintegrazione, alle ferie annuali retribuite o, cessato il rapporto, a un'indennità sostitutiva di tali ferie non godute
Permalink - Posted on 2020-06-26 07:00
Corte di giustizia UE, prima sezione, sentenza 25 giugno 2020
La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) l'art. 7, § 1, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, dev'essere interpretato nel senso che esso osta a una giurisprudenza nazionale (nella specie, quella bulgara) in forza della quale un lavoratore illegittimamente licenziato e successivamente reintegrato nel suo posto di lavoro, conformemente al diritto nazionale, a seguito dell'annullamento del suo licenziamento mediante una decisione giudiziaria, non ha diritto a ferie annuali retribuite per il periodo compreso tra la data del licenziamento e la data della sua reintegrazione nel posto di lavoro, per il fatto che, nel corso di detto periodo, tale lavoratore non ha svolto un lavoro effettivo al servizio del datore di lavoro; 2) l'art. 7, § 2, della direttiva 2003/88 dev'essere interpretato nel senso che esso osta a una giurisprudenza nazionale (nella specie, quella bulgara) in forza della quale, in caso di cessazione di un rapporto di lavoro verificatasi dopo che il lavoratore interessato sia stato illegittimamente licenziato e successivamente reintegrato nel suo posto di lavoro, conformemente al diritto nazionale, a seguito dell'annullamento del suo licenziamento mediante una decisione giudiziaria, tale lavoratore non ha diritto a un'indennità pecuniaria a titolo delle ferie annuali retribuite non godute nel corso del periodo compreso tra la data del licenziamento illegittimo e quella della sua reintegrazione nel posto di lavoro.

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 24
 sentenza 
 sentenza 
 art. 105
 art. 41
 sentenza 
 art. 45
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 § 1
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 § 3
 sentenza 
 § 2
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