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Timestamp: 2017-01-19 00:25:16+00:00

Document:
Agevolazioni ai fini dell�'imposta di registro e
ipotecaria per l�'acquisto di fondi rustici da parte di cooperative e società
forestali  Articolo 7, comma 4, lett. b) della legge 27 dicembre 1977, n. 984
 Orientamento della Corte di Cassazione
2. GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE
1. Premessa Nell�'ambito delle funzioni di indirizzo e
coordinamento delle attività riguardanti il contenzioso tributario sono state
individuate diverse controversie riguardanti la revoca delle agevolazioni, ai
fini dell�'imposta di registro e ipotecaria, concesse ai sensi dell�'articolo
7, comma 4, lett. b), della legge 27 dicembre 1977, n. 984.
Detta norma prevede che Le cooperative e le società
forestali sono ammesse al beneficio del pagamento delle imposte di registro ed
ipotecarie in misura fissa per i seguenti atti:  b) atti di acquisto in
proprietà di fondi rustici idonei ad aumentare l'efficienza dell�'azienda ed
il relativo reddito attraverso il miglioramento quantitativo e qualitativo delle
colture forestali;.
Il successivo articolo 10, comma 7, della medesima
legge, dispone: I proprietari ed i possessori di terreni rimboschiti o
migliorati ai sensi della presente legge debbono compiere le operazioni di
gestione e di utilizzazione delle colture in base ad un piano di coltura e
conservazione formato ed approvato secondo quanto stabilito dalle leggi
regionali, o, in mancanza, dalla legge 30 dicembre 1923, n. 3267. In sede di
approvazione dei relativi piani di coltura sono stabiliti i tempi ed i modi di
utilizzazione delle colture a rapido accrescimento anche in deroga a quanto
previsto dalle norme di legge vigenti. In sede di applicazione delle disposizioni sopra
richiamate, alcuni Uffici dell�'Agenzia delle Entrate hanno ritenuto che il
beneficio del pagamento delle imposte di registro e ipotecaria in misura fissa
fosse condizionato all�'effettivo incremento dell�'efficienza dell�'azienda
attraverso il miglioramento quantitativo e qualitativo delle colture forestali,
da realizzarsi mediante effettivi interventi di forestazione sul fondo
acquisito, così come progettati e individuati dal piano di coltura e
conservazione redatto ai sensi del citato articolo 10, comma 7, della legge n.
984 del 1977. Al fine di evitare la revoca dell�'agevolazione,
inoltre, detto piano avrebbe dovuto essere non solo approvato, ma anche posto in
esecuzione nel termine triennale dalla stipula del rogito notarile d�'acquisto.
Conclusivamente, in assenza dei predetti interventi di
forestazione, gli Uffici hanno disconosciuto il beneficio fiscale di cui all�'articolo
7, comma 4, lett. b), della legge n. 984 del 1977, applicando agli atti di
acquisto posti in essere dalle cooperative e società forestali le imposte di
registro e ipotecarie in misura ordinaria.
Con ordinanza 13 maggio 2009, n. 11169, la Corte di
Cassazione ha affermato che In materia di agevolazioni tributarie, il
presupposto per usufruire della tassazione agevolata prevista dalla Legge 27
dicembre 1977, n. 984, articolo 7, comma 4, lettera b), è l�'idoneità dei
fondi rustici oggetto di acquisto ad aumentare l�'efficienza dell�'azienda ed
il relativo reddito attraverso il miglioramento qualitativo e quantitativo delle
colture forestali, non richiedendosi l�'effettiva realizzazione di interventi
di forestazione, ai sensi della Legge 27 dicembre 1977, n. 984, articolo 10.
(in senso conforme, anche ordinanza 1° settembre 2009, n. 19075).
In merito alla relazione tra l�'articolo 7 e l�'articolo
10 della legge n. 984 del 1977, la Suprema Corte ha evidenziato che si tratta di
due dati legislativi che si prefiggono finalità propedeutiche diverse; infatti,
l�'art. 7 consente la concessione di soli benefici finanziari  ivi
compreso quello sotteso all�'acquisto del fondo rurale che sia idoneo <ad
aumentare l�'efficienza dell�'azienda ed il relativo reddito attraverso il
miglioramento quantitativo e qualitativo delle colture forestali>, mentre l�'art.
10 specifica <gli indirizzi generali per il settore della forestazione, riguardo
alle esigenze dell�'incremento della produzione legnosa> ed impone ai
<proprietari ed ai possessoridei terreni rimboschiti o migliorati di
compiere le operazioni di gestione e di utilizzazione delle colture in base ad
un piano di coltura e conservazione formato ed approvato secondo quanto
stabilito dalle leggi regionali> (v. sentenza 20 giugno 2008, n.
16832). Sulla base del suddetto orientamento, la tesi secondo
cui, al fine di evitare la revoca dell�'agevolazione in parola, il piano di
coltura e conservazione di cui all�'articolo 10, comma 7, della legge n. 984
del 1977 non solo dovrebbe essere approvato, ma anche in corso di esecuzione nel
termine triennale dalla stipula del rogito notarile, a giudizio della Suprema
Corte, è da ritenere del tutto erronea stante l�'assenza di richiami nell�'art.
7 agli artt. 3 e 10 che disciplinano il procedimento di valutazione e
approvazione dei piani colturali (v. sentenza 12 giugno 2009, n.
13656). In definitiva, secondo la giurisprudenza di
legittimità la concessione dei citati benefici fiscali non è correlata alla
sussistenza del piano di coltura di cui all�'articolo 10, comma 7, della legge
n. 984 del 1977, ma esclusivamente alla idoneità del fondo rustico acquisito
dalle cooperative e società forestali ad aumentare l�'efficienza dell�'azienda
ed il relativo reddito attraverso il miglioramento quantitativo e qualitativo
delle colture forestali. 3. Gestione del contenzioso pendente
Preso atto del consolidato orientamento della
giurisprudenza di legittimità, si reputa non ulteriormente sostenibile la tesi
degli Uffici che nega la spettanza delle agevolazioni in argomento motivando
tale disconoscimento con la mancata realizzazione di interventi di forestazione,
disciplinati dall�'organo competente in materia attraverso l�'approvazione di
un piano di coltura e forestazione di cui al citato articolo 10 della legge n.
984 del 1977.
Alla luce dei principi di diritto affermati dalla Corte
di Cassazione, infatti, l�'idoneità dei fondi rustici  ad aumentare l�'efficienza
dell�'azienda ed il relativo reddito attraverso il miglioramento quantitativo e
qualitativo delle colture forestali di cui al citato articolo 7, comma 4,
lett. b) non può in alcun modo essere collegata al suddetto articolo 10,
fondandosi esso su condizioni e presupposti giuridici di differente
natura. In conclusione, si ritiene che la pretesa tributaria
debba essere abbandonata laddove la motivazione del recupero si fondi
esclusivamente sull�'assenza di concreti interventi di forestazione secondo il
dettato dell�'articolo 10 della legge n. 984 del 1977, pur in presenza dell�'idoneità
del fondo ad incrementare l�'efficienza dell�'azienda ed il relativo reddito,
secondo le previsioni dell�'articolo 7, comma 4, lett. b), della legge 27
dicembre 1977, n. 984. Per completezza, si fa presente che il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, con nota prot. n. 13590 del 17 giugno
2010  in risposta ad una richiesta di parere della scrivente  ha affermato
che le condizioni che escludono in modo assoluto la possibilità di
riconoscere l�'idoneità ad aumentare l�'efficienza dell�'azienda ed il
relativo reddito sono quelle che impediscono la coltivazione in generale: cioè
che il fondo nel quale insiste il terreno oggetto di compravendita sia situato
al di sopra del limite degli alberi (quel limite altitudinale al di sopra del
quale non crescono gli alberi che varia da area ad area); altre condizioni
riguardano quei tipi di suoli (salsi, calanchiferi, dunali, ecc.) sui quali di
solito non è possibile alcuna coltivazione né erbacea né arborea, ma solo
eventuale vegetazione spontanea. Sarà cura delle strutture territoriali proseguire,
invece, nel giudizio instaurato qualora la pretesa tributaria attenga alla
mancata ricorrenza dei presupposti oggettivi e soggettivi previsti dalla norma
agevolativa in esame (quali, a titolo meramente esemplificativo, la natura di
fondo rustico del terreno acquisito in proprietà, la qualifica di cooperativa o
società forestale del beneficiario dell�'agevolazione, etc.), ovvero in
presenza di altre questioni di carattere processuale.
Si invitano, pertanto, le strutture territoriali a
riesaminare le controversie pendenti concernenti la materia in esame e ad
abbandonare la pretesa tributaria  con le modalità di rito, tenendo conto
dello stato e grado del giudizio  qualora ricorrano le condizioni sopra
evidenziate dal consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte di
Cassazione. Si ricorda, infine, che nel caso di abbandono della
controversia e di richiesta di cessazione della materia del contendere, occorre
prendere motivatamente posizione anche sulle spese di giudizio fornendo al
giudice elementi che possano giustificarne la compensazione.
osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici locali.

References: Articolo 7
 articolo 10
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 sentenza 
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