Source: http://adprogettovita.com/index.php?option=com_content&view=article&id=307:linfallibilita-delle-scritture&catid=31:teologia
Timestamp: 2018-07-20 06:50:02+00:00

Document:
L'infallibilità delle Scritture
Dichiarazione di Chicago 1978 sull’ inerranza biblica
Dal 26 al 28 ottobre 1978 si tenne a Chicago un congresso per chiarire il significato della totale veracità della Scrittura. Presieduto da J.M. Boice e animato dal segretario Jay H. Grimstead, esso raccolse 268 partecipanti provenienti da diverse chiese, facoltà e scuole. Dopo un ampio dibattito si giunse alla Dichiarazione che segue. Essa fu firmata da 240 partecipanti al congresso stesso ed ebbe una larga eco nel mondo teologico mondiale. La commissione che redasse la dichiarazione era formata da Edmund Clowney, James I. Packer, R.C. Sproul, Roger R. Nicole, Earl D. Radmacher, Harold W. Hoehner, Norman L. Geisler, Donald E. Hoke.
Nel nostro tempo, e in ogni tempo, l’autorità della Scrittura è stata una questione strategica per la chiesa. Coloro che dichiarano di credere in Gesù Cristo come Signore e Salvatore devono mostrare di essere veramente suoi discepoli sottomettendosi alla Parola scritta di Dio umilmente e fedelmente. Allontanarsi dalla Scrittura nella propria fede o nella propria condotta vuol dire non seguire più lealmente il Maestro. Per cogliere pienamente e confessare come si conviene l’autorità della Scrittura è necessario riconoscerla come totalmente veridica e degna di fede.
La dichiarazione che segue riafferma questa inerranza della Scrittura, spiega chiaramente il significato che noi le attribuiamo, infine avverte contro il rischio d’abbandonare questa dottrina.
Siamo convinti che negare l’inerranza biblica significa respingere la testimonianza di Gesù Cristo e dello Spirito Santo e rifiutare questa obbedienza alle asserzioni della Parola stessa di Dio che caratterizza la fede cristiana autentica. Riteniamo che sia nostro preciso dovere affermare la verità dell’inerranza nel nostro tempo: alcuni dei nostri fratelli, infatti, non la professano più e nel mondo in generale si constata una notevole incomprensione in proposito.
Questa dichiarazione comprende tre parti: un riassunto, degli articoli in cui esprimiamo la nostra convinzione in modo affermativo e negativo, un’esposizione che spiega gli articoli stessi.
Essa è stata redatta nel corso di un congresso di tre giorni a Chicago. I firmatari della dichiarazione riassuntiva e degli articoli vogliono affermare ciò che essi credono in rapporto all’inerranza della Scrittura e incoraggiarsi e stimolarsi mutuamente, come pure incoraggiare e stimolare tutti gli altri cristiani a credere nell’intelligenza di questa dottrina e nella sua importanza. Siamo coscienti dei limiti di un documento preparato in occasione di un congresso con un programma assai intenso; pertanto non proponiamo di conferire a questa dichiarazione lo statuto di una confessione di fede.
Ci rallegriamo però d’aver potuto approfondire le nostre convinzioni grazie agli scambi che abbiamo potuto avere e chiediamo a Dio d’utilizzare la dichiarazione che noi abbiamo firmato per la sua gloria, per una nuova riforma della fede, della vita e della missione della chiesa.
Presentiamo questa dichiarazione non tanto in uno spirito di contesa ma d’umiltà e amore, e in questo spirito vogliamo restare, per grazia di Dio, nel corso di tutto il dialogo che susciterà nell’avvenire. Riconosciamo con gioia che diversi di coloro che respingono l’inerranza della Scrittura non traggono da ciò le relative conseguenze per il resto della loro dottrina e del loro comportamento, mentre noi che confessiamo questa dottrina spesso la neghiamo nella nostra vita ed evitiamo di sotto mettere veramente i nostri pensieri e i nostri atti, le nostre tradizioni e le nostre usanze alla Parola di Dio. Invitiamo chiunque pensi di dover correggere questa dichiarazione sulla Scrittura, alla luce della Scrittura stessa, a risponderci poiché poniamo questa dichiarazione sotto l’autorità della Scrittura. Nella testimonianza che rendiamo non abbiamo alcuna pretesa di infallibilità; accoglieremo dunque con gratitudine ogni aiuto che ci consentirà di rinforzare questa testimonianza alla Parola del nostro Dio.
1. Dio, che è lui stesso la verità e che dice sempre il vero, ha ispirato la santa Scrittura per rivelarsi attraverso essa agli uomini perduti, per rivelarsi in Gesù Cristo come Creatore e Signore, il Redentore e il Giudice. La santa Scrittura è la testimonianza che Dio rende di se stesso.
2. La santa Scrittura, che è la Parola stessa di Dio, scritta da uomini preparati e guidati dallo Spirito Santo, ha un’autorità divina infallibile su tutti gli argomenti che tratta: noi dobbiamo crederla, come insegnamenti di Dio, in tutto ciò che prescrive; noi dobbiamo attaccarci ad essa, come impegno di Dio, in tutto ciò che ci promette.
3. Lo Spirito Santo, il suo divino autore, ci assicura della verità della Scrittura attraverso la sua testimonianza interiore e ci apre, nello stesso modo, l’intelligenza affinché noi possiamo comprendere il senso delle parole.
4. Totalmente e verbalmente ispirata da Dio, la Scrittura è esente da errori in tutto il suo insegnamento, non meno in ciò che dichiara a riguardo degli atti creativi di Dio e degli avvenimenti della storia del mondo.
5. Si lede inevitabilmente l’autorità della Scrittura se si limita o si trascura in qualunque modo questa totale inerranza divina o se 1a si sottomette ad una concezione della verità contraria alla concezione biblica; la vita dell’individuo e quella della chiesa soffrirebbero gravemente per questa mancanza.
II. ARTICOLI
Art. 1 - Affermiamo che bisogna ricevere le sante Scritture come la Parola di Dio rivestita della sua stessa autorità. Respingiamo l’opinione secondo cui le Scritture riceverebbero la loro autorità dalla chiesa, dalla tradizione o da qualunque altra fonte umana.
Art. 2 - Affermiamo che le Scritture sono la norma scritta suprema attraverso cui ogni coscienza è legata a Dio e che l’autorità della chiesa è subordinata a quella della Scrittura. Respingiamo l’opinione secondo cui le confessioni di fede della chiesa, i suoi concili o le sue dichiarazioni avrebbero un’autorità superiore o uguale all’autorità della Bibbia.
Art. 3 - Affermiamo che la Parola scritta è integralmente rivelazione che procede da Dio. Respingiamo l’opinione secondo cui la Bibbia non sarebbe che una testimonianza alla rivelazione o che diverrebbe rivelazione solo nell’avvenimento dell’incontro o che dipenderebbe, per essere efficace, dalla risposta degli uomini.
Art. 4 - Affermiamo che Dio, che ha fatto l’umanità a sua immagine, ha impiegato il linguaggio come un modo per rivelarsi. Respingiamo l’opinione secondo cui il linguaggio umano sarebbe talmente caratterizzato dalla nostra finitudine creazionale da diventare inadeguato per trasmettere la rivelazione divina. Respingiamo pure l’opinione secondo cui la corruzione del linguaggio e della cultura ad opera del peccato avrebbe reso vana l’opera divina dell’ispirazione.
Art. 5 - Affermiamo che la rivelazione di Dio nelle sante Scritture è stata progressiva. Respingiamo l’opinione secondo cui una rivelazione successiva (che può realizzare una rivelazione anteriore) potrebbe correggerla o contraddirla. Escludiamo pure che una rivelazione normativa sia stata data posteriormente alla ultimazione degli scritti del Nuovo Testamento.
Art. 6 - Affermiamo che la Scrittura nella sua totalità e nelle sue parti, anche per ciò che concerne le stesse parole dell’originale, è stata data per ispirazione divina. Respingiamo l’opinione secondo cui la Scrittura sarebbe ispirata nel suo insieme, ma non nei dettagli, o, al contrario, in certe parti, ma non nella sua totalità.
Art. 7 - Affermiamo che l’ispirazione è stata l’opera di Dio: Dio ci ha comunicato la sua Parola attraverso il suo Spirito per mezzo di uomini che l’hanno scritta. La Scrittura è di origine divina. Il modo dell’ispirazione divina rimane, per noi, in grande misura misteriosa. Respingiamo l’opinione che riduce l’ispirazione a una forma di intuizione umana o ad uno stato d’esa1tazione della coscienza.
Art. 8 - Affermiamo che Dio, nell’opera dell’ispirazione, ha utilizzato le caratteristiche della personalità propria degli autori che egli aveva scelto e preparato, come pure il loro stile personale. Respingiamo l’opinione secondo cui Dio avrebbe soffocato la loro personalità nel far loro scrivere le parole che egli aveva scelto.
Art. 9 - Affermiamo che l’ispirazione, senza conferire l'onnipotenza, ha garantito che le affermazioni degli autori biblici siano vere e degne di fiducia su tutti i soggetti di cui hanno parlato e scritto. Respingiamo l’opinione secondo cui la finitudine o la natura peccaminosa di questi autori avrebbe, necessariamente o no, introdotto qualche falsità e distorsione nella Parola di Dio.
Art. 10 - Affermiamo che l’ispirazione in senso stretto vale solo per i testi autografi, testi che i manoscritti giunti fino a noi (Dio vi ha vegliato nella sua provvidenza) permettono di stabilire con una grande esattezza. Affermiamo ancora che le copie e le traduzioni delle Scritture sono la Parola di Dio nella misura in cui rispecchiano fedelmente l’originale. Respingiamo l’opinione secondo cui l’assenza degli autografi renderebbe problematico qualche aspetto essenziale della fede cristiana. Neghiamo inoltre che questa assenza invalidi l’affermazione dell’inerranza biblica o le tolga il suo significato.
Art. 11 - Affermiamo che la Scrittura, divinamente ispirata, è infallibile in modo tale che, lungi dallo sviarci, essa è vera e sicura su tutti i punti di cui tratta. Rigettiamo l’opinione secondo cui la Bibbia potrebbe essere infallibile ed errare nello stesso tempo. Si può distinguere tra infallibilità ed inerranza, ma non separarle.
Art. 12 - Affermiamo che la Scrittura nella sua totalità è inerrante, esente da ogni falsità, frode o inganno. Respingiamo l’opinione che limita l’infallibilità e l’inerranza della Bibbia ai temi spirituali, religiosi o inerenti alla redenzione ed esclude le affermazioni relative alla storia e alle scienze. Dichiariamo inoltre illegittimo l’impiego di ipotesi scientifiche sulla storia della terra per capovolgere l’insegnamento della Scrittura intorno alla creazione e al diluvio.
Art. 13 - Affermiamo che il termine inerranza conviene, come termine teologico, per caratterizzare l’intera verità della Scrittura. Respingiamo la pratica che impone alla Scrittura dei canoni d’esattezza e di veracità estranei al suo modo e al suo scopo. Respingiamo l’opinione secondo cui l’inerranza verrebbe meno quando si incontrerebbero caratteristiche come le seguenti: assenza di precisione tecnica intesa in senso moderno, irregolarità della grammatica o dell’ortografia, riferimento ai fenomeni della natura tali quali si presentano all’osservazione, menzione di parole false ma che sono solo riportate, uso dell’iperbole e di numeri arrotondati, adattamento tematico delle cose raccontate, diversità nella selezione dei particolari quando due o più racconti sono paralleli, uso di citazioni libere.
Art. 14 - Affermiamo l’unità e l’armonia intera della Scrittura. Respingiamo l’opinione secondo cui gli elementi ritenuti erronei e le contraddizioni non ancora risolte invaliderebbero ciò che la Bibbia dice relativamente alla propria verità.
Art. 15 - Affermiamo che la dottrina dell’inerranza si fonda sull’insegnamento della Bibbia relativo alla sua ispirazione. Respingiamo l’opinione secondo cui si potrebbe trascu rare l’insegnamento di Gesù sulla Scrittura invocando da parte sua un adattamento alle idee del suo tempo o qualche limitazione naturale della sua umanità.
Art. 16 - Affermiamo che la dottrina della inerranza ha fatto parte integrante della fede della chiesa lungo tutto il corso della sua storia. Respingiamo l’opinione secondo cui l’inerranza è una dottrina inventata dalla scolastica protestante o una reazione nata dall’opposizione all’alta critica negativa.
Art. 17 - Affermiamo che lo Spirito Santo rende testimonianza alle Scritture assicurando i credenti intorno alla verità della Parola scritta di Dio. Respingiamo l’opinione secondo cui questa testimonianza dello Spirito Santo potrebbe separarsi dalla Scrittura oppure contraddirla.
Art. 18 - Affermiamo che bisogna interpretare la Scrittura per mezzo di una esegesi grammaticale e storica tenendo conto delle forme e dei procedimenti letterari e che bisogna interpretare la Scrittura attraverso la Scrittura. Respingiamo come qualcosa di illegittimo ogni utilizzazione del testo o ogni ricerca delle sue fonti che conduca a relativizzarne o negarne la storicità o che faccia rifiutare le sue indicazioni quanto agli autori umani.
Art. 19 - Affermiamo di primaria importanza per la sana ed intera comprensione della fede cristiana la confessione della piena autorità, infallibilità e inerranza della Scrittura. Affermiamo inoltre che una confessione del genere dovrebbe condurci a conformarci sempre più alla immagine di Cristo. Respingiamo l’opinione secondo cui tale confessione sarebbe necessaria alla salvezza. Tuttavia respingiamo anche l’opinione secondo cui si potrebbe negare l’inerranza senza che ne derivino gravi conseguenze sia per il credente che per la chiesa.
III. SPIEGAZIONE
La nostra comprensione della dottrina dell’inerranza deve collocarsi nel più vasto contesto dell’insegnamento della Scrittura su se stessa. La spiegazione che segue tratteggia lo schema dottrinale da cui sono derivate la dichiarazione riassuntiva e gli articoli.
Dal sito “tempo di riforma” con il permesso dal pastore Paolo Castellina.
I redattori della dichiarazione .
Segue altri vari studi…

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19