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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 18/12/2012Diritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 18 dicembre 2012
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 18 Dicembre 2012, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
no. 66203/10
Ivana Meirelles, cittadina brasiliana, vive in Bulgaria col compagno, cittadino bulgaro, e insieme hanno un figlio. Nel 2009
un provvedimento giudiziale la allontana dalla casa familiare, per accuse di violenze domestiche. Lei, al contrario, afferma di averle subite, e non perpetrate, quelle violenze, da parte del marito e della sua famiglia. Oggi lamenta la lentezza della giustizia bulgara – soprattutto nell’esaminare la
sua domanda di incontrare il figlio – e l’inefficacia del provvedimento che le consentiva di visitarlo, non rispettato dal padre che le impediva qualunque visita.
Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo
8 – obblighi positivi; Articolo 8-1 – Il rispetto della vita
no. 13904/07
I ricorrenti, Stjepan, Ruža, Josip e Ivana Kudra, tutti cittadini croati, sono i genitori e il fratello di Ivan Kundra. Ivan ha subito un trauma cranico mentre giocava presso un cantiere ed è morto
in ospedale. I ricorrenti lamentano l’incapacità delle autorità nazionali di accertare le responsabilità della morte di Ivan – parlano di negligenza medica nell’ospedale – e di svolgere in tempi ragionevoli il processo civile contro la società di costruzioni.
(Diritto al rispetto della vita privata e
Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (Articolo 2 – obblighi
positivi) (aspetto procedurale)
Baisuev
and Anzorov v. Georgia
no. 39804/04
Adam Baisuev e Rustam Anzorov, cittadini russi
di origine cecena, risiedevano in Georgia come rifugiati. In quanto ceceni, durante una vasta operazione di polizia, sono detenuti per 3 ore, senza
nessuna comunicazione circa i motivi. Lamentano una detenzione illegittima e
l’assenza di uno strumento interno per contestare la legittimità di quella detenzione,
§ 1, 2 e 4 (diritto alla libertà e alla sicurezza)
1 (diritto ad un equo
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 – La
privazione della libertà)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-2 –
Informazioni a pagamento)
no. 19634/07
Revaz Dvalishvili, cittadino georgiano, è condannato per violazione dell’ordine pubblico. Lamenta l’estorsione di una confessione – l’aggressione ad un tassista – da parte di tre
poliziotti, presso la stazione di polizia, l’inefficacia delle indagini
dell’autorità sull’episodio e un procedimento penale iniquo.
(divieto di tortura e di
Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo
Jeladze
no. 1871/08
Genadi Jeladze, cittadino georgiano, è condannato per omicidio e detenuto presso la prigione n.6 di Rustavi. Qui è
infettato da Epatite C. Lamenta una responsabilità dell’autorità
nell’infezione, cure mediche inadeguate, oltre a violazioni connesse al procedimento penale – illegittimità della detenzione cautelare e irregolarità formali del processo.
​​§ § 1 e 3 (diritto alla libertà e alla sicurezza)
Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti
no. 67125/01
Con sentenza del 2005, la Corte EDU aveva riconosciuto le ragioni dei ricorrenti nel denunciare una espropriazione de facto sui propri terreni, senza provvedimento legittimo né equa compensazione, ma si era riservata di pronunciarsi eventualmente, in un secondo momento, sulla soddisfazione. Oggi l’Italia, morto uno dei ricorrenti il giorno prima della pronuncia del 2005 e dato il disinteresse degli eredi alla tutela
prestata dalla CEDU, chiede la revisione della sentenza.
Čuprakovs
no. 8543/04
Aleksejs Čuprakovs, cittadino lettone, è stato detenuto presso l’ospedale carcerario di Riga per 6 mesi, perché affetto da tubercolosi polmonare. Lamenta sovraffollamento, illuminazione inadeguata, correnti d’aria nella cella, tra l’altro poco riscaldata, e un trattamento sanitario inadeguato. Inoltre denuncia una guardia carceraria di avergli
controllato la posta, leggendo una lettera proveniente dalla CEDU.
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)Articolo 8 (diritto
rispetto della vita privata e familiare e della
Violazione dell’Articolo 34 – Ricorsi individuali (Articolo 34 – ostacolare
l’esercizio del diritto di petizione)
and R.B. v. the Republic of Moldova
no. 16761/09
G.B. e R.B., marito e moglie, cittadini moldavi, hanno un figlio nel 2000. L’ostetrico rimuove, senza il consenso della sign.R.B., le ovaie e le tube di Falloppio dal suo corpo: ciò le provocherà una menopausa precoce – all’età di 31 anni – depressione e osteoporosi. Agiscono contro l’ostetrico ma, se da un lato i tribunali nazionali riconoscono la negligenza medica, dall’altro nel processo penale assolvano l’ostetrico e in quello civile fissano 600 euro di risarcimento.
Oggi lamentano una sterilizzazione illegittima e una compensazione inadeguata.
Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.
8-1 – Il rispetto della vita privata)
no. 39441/09
Zeinal Gasanov, cittadino georgiano, è condannato per frode e Violazione dell’proprietà privata. Lamenta di essere stato sottoposto, durante le indagini, a violenze da parte della
polizia – e fra queste di aver perso conoscenza dopo un colpo in testa, con un oggetto contundente – al fine di estorcergli una confessione; nonché a
indagini interne sull’episodio inefficaci.
Articolo 13 (diritto ad un ricorso
Aslakhanova
nos. 2944/06, 8300/07, 50184/07, 332/08, 42509/10
I 16 ricorrenti sono tutti cittadini russi di origine cecena. Tra il 2002 e il 2004, nel distretto di Grozny sono stati rapiti 8 loro parenti, tutti uomini: questi, con modalità simili ad operazioni militari, sono stati prelevati nelle proprie case o per strada da uomini mascherati e armati. Ad oggi qualunque indagine sulla loro scomparsa è
stata inutile, confermando – affermano i ricorrenti – una sistematica violazione del diritto CEDU all’atto delle indagini dell’autorità russe.
(forza vincolante delle sentenze della Corte)
Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (art. 2-1 – Vita) (aspetto
Violazione dell’Articolo 2 – Diritto alla vita (art. 2-1 – L’effettivo accertamento)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 –
no. 57319/10
Aleksandr Sopin, cittadino russo, è accusato di truffa aggravata e sottoposto a custodia cautelare dal 2010 al 2011, con continue proroghe. Lamenta un lunghezza eccessiva della detenzione cautelare, insieme all’assenza di ragioni che legittimassero la sua proroga.
3 (diritto alla libertà e
Nessuna Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 –
no. 74352/11
B.Z., cittadino etiope, raggiunge la Svezia nel 2006 e chiede asilo: in patria infatti era stato detenuto e sottoposto a violenti interrogatori per fornire informazioni circa i suoi figli, disertori dal servizio militare. Tuttavia nel 2011 la sua domanda è respinta e lui espulso in Etiopia.
Cancellato dalla lista (Articolo 37-1-c
– Continua zione dell’esame non giustificata)
and Others v. Sweden
no. 28774/09
I ricorrenti sono una famiglia uzbeka, il sign. F.N., sua moglie e i loro due figli minorenni. Giungono in Svezia nel 2005 e vi chiedono asilo: in particolare, il sign. F.N. sarebbe stato torturato in
patria per aver partecipato ad una manifestazione. Nel 2009 l’autorità per l’immigrazione svedese rigetta la loro domanda. Oggi lamentano che, una eventuale espulsione, li esporrebbe tutti a persecuzioni, violenze e torture in Uzbekistan e comprometterebbe le condizioni di salute, già precarie, di uno dei loro figli.
no. 68194/10
P.Z. e I suoi due figli, tutti cittadini
afgani, fanno richiesta di asilo in Svezia, per ricongiungersi con gli altri componenti della famiglia già emigrati: dichiarano infatti che i Afganistan sarebbero sottoposti a rappresaglie da parte dei Talebani. Tuttavia la loro richiesta viene rigettata e oggi rischiano l’espulsione.
di trattamenti inumani o degradanti)
Cancellato dalla lista (Articolo 37-1-c –
Continuazione dell’esame non giustificata)
Yıldırım v. Turkey
no. 3111/10
Ahmet Yıldırım, cittadino turco,
pubblica sul suo blog le proprie opinioni e il proprio lavoro accademico. Sul suo server è ospitato un altro sito, contro il quale è promossa azione penale per vilipendio alla figura di Atatürk. Come misura preventiva è bloccato il solo sito esterno, ma successivamente è impedito l’accesso a tutti i siti del servere, – e quindi anche al sito di Yıldırım – perché unico modo per impedire l’accesso al sito incriminato. Oggi Yıldırım lamenta l’impossibilità di accedere al suo sito pur non essendo coinvolto, ad alcun titolo, nel procedimento penale contro il sito estero.
Violazione dell’Articolo 10 – Libertà di espressione – {Generale} (Articolo 10-1
-Libertà di espressione; Libertà di comunicare informazioni; La libertà di
ricevere informazioni)
Taşarsu
no. 14958/07
Hacer Taşarsu, cittadina turca, partecipa ad una manifestazione: al momento di fare una dichiarazione alla stampa, vietata dalla polizia, davanti alla sede locale del partito pro-curdo DTP, è arrestata. Lamenta maltrattamenti ed indagini inefficaci sui medesimi.
Nessuna Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti
no. 19276/08
I ricorrenti dei tre ricorsi sono tutti
proprietari o possessori di immobili siti nelle regioni occupate
dall’esercito armeno e utilizzati abusivamente dagli sfollati. Lamentano la mancata esecuzione dei provvedimenti giudiziari che stabilivano lo sgombero
1 (diritto ad un equa
del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà) [No per Gurbanova v. Azerbaijan]
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – procedimenti di
Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo
1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Pacifico godimento dei beni)
no. 18005/08
no. 25315/08
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo
6-1 – l’accesso alla giustizia)
no. 59005/08
Il ricorrente, proprietario di un terreno, lamenta la mancata esecuzione di un provvedimento che definiva i confini del
Vuldzhev
no. 6113/08
Il ricorrente, detenuto, lamenta il controllo della corrispondenza coi suoi avvocati ad opera delle autorità carcerarie.
(diritto al rispetto della
8-1 – Rispetto per la corrispondenza)
no. 70800/01
I ricorrenti dei 5 ricorsi, proprietari di terreni espropriati dall’autorità amministrativa, lamentano espropriazioni illegittime, procedimenti civili irragionevolmente lunghi e un risarcimento, ex Legge Pinto, per tali ritardi inferiore rispetto a quello dovuto secondo la Giurisprudenza CEDU.
6-1 – Termine ragionevole)
Gregorio v. Italy
no. 24294/03
no. 24887/03
no. 70818/01
no. 62984/00
and Thirteen Other Applications v. Italy
nos. 10652/02, 21532/05,
37211/05, 6723/06, 12373/06, 13553/06, 23446/06, 28978/06,
29698/06, 29699/06,
29704/06, 23003/06, 25473/06, 29693/06
I ricorrenti, sottoposti a procedura
fallimentare, lamentano come illegittimo l’inserimento dei loro nominativi all’interno nel registro dei falliti senza poter accedere alla riabilitazione trascorsi cinque anni dalla dichiarazione del fallimento
Violazione dell’Articolo 2 del Protocollo n ° 4 – Libertà di movimento { generale }; Articolo
2, paragrafo 1 del Protocollo n ° 4 -. Libertà di movimento)
Violazione dell’Articolo 3 del Protocollo n ° 1 – Diritto alle elezioni-{ generale } (Articolo
3 del Protocollo n ° 1 – Stand per l’elezione; Voto)
nos. 5179/05, 14611/05, 29701/06, 9041/05, 8239/05
Violazione dell’ Articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art.
13 – ricorso effettivo)
no. 7321/05 e altri 107 ricorsi
I ricorrenti lamentano l’inefficacia di alcuni provvedimenti in loro favore per difetti strutturali del sistema giurisdizionale
no. 42969/09
no. 4255/10
no. 34567/08
Purpian
sp. z o.o. v. Poland
no. 2311/10
no. 51259/07
Tumlukolçu
no. 33621/09
Tutte le sentenze	2012-12-18
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§ 1
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 sentenza 

Articolo 13
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