Source: http://docplayer.it/1987576-S-e-n-a-t-o-d-e-l-l-a-r-e-p-u-b-b-l-i-c-a-x-v-i-i-l-e-g-i-s-l-a-t-u-r-a.html
Timestamp: 2018-05-20 10:22:25+00:00

Document:
1 S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A X V I I L E G I S L A T U R A n. 82 RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI (Pervenute dal 22 al 29 aprile 2015) I N D I C E BARANI: sulla tutela sanitaria dei cittadini italiani in viaggio negli USA ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) Pag BIANCONI, CHIAVAROLI: sul progetto di realizzazione del nuovo ospedale pediatrico "Salesi" di Ancona ( ) (risp. LO- RENZIN, ministro della salute) 3018 BILARDI: sulla vicenda lavorativa di un giornalista in servizio presso l'azienda sanitaria provinciale di Cosenza ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3022 BUCCARELLA ed altri: sulla tutela del convento e della chiesa di Santa Maria del Tempio di Lecce ( ) (risp. BAR- RACCIU, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali ed il turismo) 3025 BUEMI, LONGO: sull'attività di "bagarinaggio" all'ingresso del Colosseo ( ) (risp. BARRACCIU, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali ed il turismo) 3033 sulla tutela e la valorizzazione del sito archeologico di Crotone ( ) (risp. FRAN- CESCHINI, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo) 3037 DE PETRIS: sul riconoscimento dell'acufene come patologia invalidante ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3045 DE POLI: sulla tutela del prosecco italiano contro frodi e contraffazioni ( ) (risp. MARTINA, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali) 3048 sul trattamento giuridico ed economico dei dirigenti delle aziende sanitarie venete ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3051 ESPOSITO: sull'attuazione di un progetto di screening oncologico presso la Asl Salerno 2 ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3053 ESPOSITO ed altri: sull'apposizione di un vincolo di tutela monumentale sul parco divertimenti Edenlandia a Napoli ( ) (risp. BARRACCIU, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali ed il turismo) 3056
2 LIUZZI ed altri: sullo scorrimento della graduatoria relativa al concorso per allievi vice ispettori del Corpo forestale dello Stato bandito nel 2011 ( ) (risp. MARTI- NA, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali) 3060 LO GIUDICE ed altri: sulla reperibilità nelle farmacie italiane di farmaci a base di cannabis ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3062 MANCONI: sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il console Daniele Bosio ( ) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale) 3064 PEGORER, SONEGO: sulla tutela del patrimonio storico-artistico della città di Palmanova (Udine) ( ) (risp. BARRAC- CIU, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali ed il turismo) 3067 PETRAGLIA, DE CRISTOFARO: sulla riduzione drastica dei posti letto per abitante presso la ASL di Salerno ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3071 PETRAGLIA ed altri: sulla tutela del museo "Richard-Ginori della manifattura di Doccia" a Sesto fiorentino ( ) (risp. BARRACCIU, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali ed il turismo) 3076 PIGNEDOLI: sulla tutela dei vini DOP e IGP italiani, con particolare riguardo al Lambrusco ( ) (risp. MARTINA, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali) 3078 SERAFINI: sul riconoscimento dell'acufene come patologia invalidante ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3080 SERRA ed altri: sullo sfruttamento delle lavoratrici agricole straniere nel territorio di Ragusa ( ) (risp. MANZIONE, sottosegretario di Stato per l'interno) 3083 STEFANI: sul riconoscimento dell'acufene come patologia invalidante ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3089 STEFANI, TOSATO: sulla gestione dell'ospitalità agli immigrati in Veneto ( ) (risp. MANZIONE, sottosegretario di Stato per l'interno) 3092 TAVERNA ed altri: sulla nomina del nuovo direttore generale dell'ismea, ( ) (risp. MARTINA, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali) 3094 VICECONTE: sulla mancata costituzione del collegio sindacale dell'azienda sanitaria provinciale di Palermo ( ) (risp. LORENZIN, ministro della salute) 3097
3 Senato della Repubblica 3015 XVII Legislatura BARANI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e della salute. - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nel mese di aprile 2014, dal 6 al 13, 3 nostri connazionali, Paolo Bassignani, la moglie Maria Adele Barbieri e la figlia Elisa, si sono recati a New York per un viaggio di piacere; mercoledì 9 aprile, giorno feriale, la signora ha avvertito un malessere fisico dovuto ad un forte mal di gola e ad una rinite che le provocava qualche difficoltà respiratoria; misurata la temperatura corporea, questa è risultata essere superiore ai 39 gradi, il che induceva i turisti italiani, verso le ore 15 locali, a contattare la reception dell'hotel "Four points by Sheraton" dove alloggiavano, al fine di richiedere una visita medica in camera; dopo pochi minuti, è stato loro chiesto se fossero effettivamente interessati a ricevere una visita medica domiciliare. Alla risposta affermativa dei coniugi, sono stati loro richiesti gli estremi di una carta di credito in corso di validità; dopo aver fornito telefonicamente quanto richiesto, ai turisti italiani è stata data conferma della visita medica domiciliare che avrebbe avuto luogo entro le ore 19; conclusa la telefonata, verificando on line la movimentazione della carta di credito, i coniugi italiani hanno constatato un addebito pari a euro; alle ore 18 circa il medico è giunto nella camera effettuando una rapida visita (durata circa 15 minuti), alla signora Barbieri, alla quale ha prescritto 3 compresse di antibiotico ed alcuni farmaci da banco per poi rilasciare una parcella di dollari, circa euro; si sono recati in farmacia ottenendo dietro esibizione della ricetta medica i farmaci prescritti dal dottore alla cifra di 60 dollari; dalla parcella si evincerebbero 5 voci di spesa, per un ammontare totale pari alla cifra, cui corrispondono relativi codici tutti riconducibili ad interventi per attività svolte al di fuori dello studio medico e dopo l'orario di lavoro dello stesso;
4 Senato della Repubblica 3016 XVII Legislatura i turisti italiani avevano stipulato regolare polizza assicurativa per un ammontare massimo e complessivo per tutti e tre pari a euro in caso di necessità di visita medica. L'esosità della parcella medica ha però fatto in modo che la polizza non coprisse la parcella rilasciata dal professionista statunitense, risultata pertanto totalmente a loro carico; considerato che: la signora Barbieri era affetta da un semplice stato influenzale che ha comportato l'episodio di malessere e l'innalzamento della temperatura corporea. Tale diagnosi è stata confermata da un medico italiano cui i coniugi si sono rivolti appena rientrati in Italia; il medico statunitense nel corso della visita domiciliare nulla ha fatto se non prescrivere i farmaci di cui la turista italiana necessitava per contrastare lo stato influenzale; per il rilascio dei farmaci era indispensabile la ricetta medica di un professionista del settore, circostanza che non lasciava alternativa alcuna se non quella di contattare un medico; alla luce di quanto esposto appare oggettivamente spropositata la parcella del medico che per una visita domiciliare durata circa 15 minuti, nel corso della quale ha semplicemente constatato uno stato influenzale da trattare con i farmaci prescritti, ha ottenuto un corrispettivo di dollari; considerato che, a giudizio dell'interrogante: si dovrebbe verificare attraverso l'ambasciatore e le istituzioni americane, anche alla luce delle ultime dichiarazioni dell'ex ministro USA Timothy Geithner che ha rilevato una sorta di golpe a livello internazionale ai fini di ottenere la sostituzione del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore italiano, Silvio Berlusconi, se i rapporti intergovernativi tra Italia e USA comprendessero, oltre alla sudditanza militare anche quella sanitaria; ci si può chiedere se i nostri concittadini debbano ancora pagare e per quanto tempo, anche sotto il profilo sanitario alla luce di tutto quanto esposto, i fatti di Sigonella avvenuti nell'ottobre 1985 che gli Usa considerano uno screzio indigesto e che invece rappresenta per gli italiani uno dei momenti di più alto orgoglio nazionale avutosi grazie al coraggio, alla tenacia ed al peso internazionale del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Bettino Craxi; si dovrebbe agire al fine di rivedere i codici medici applicati ai concittadini che, presenti sul suolo statunitense, necessitano di cure sanitarie, codici nel piccolo paragonabili ai parametri di Maastricht applicati all'i-
5 Senato della Repubblica 3017 XVII Legislatura talia per consentire l'ingresso nell'area euro. Entrambi meritano rinegoziazione, i primi a tutela dei turisti italiani in visita negli USA, i secondi a garanzia di tutti gli italiani che, a seguito dell'adozione del nuovo conio, nel corso degli anni hanno puntualmente visto avverarsi la "profezia" di Craxi secondo il quale per l'italia l'europa sarebbe stato nel migliore dei casi un limbo e nel peggiore un inferno, se non fossero stati rivisti gli accordi relativi all'unità monetaria, si chiede di sapere: quali interventi di competenza il Governo intenda attuare per tutelare i cittadini italiani che a vario titolo si trovino negli USA quindi potenzialmente esposti a episodi esagerati ed eclatanti simili a quello descritto che appaiono come delle vere e proprie truffe legalizzate; se intenda verificare la possibilità di permettere l'accesso alle urgenze mediche per i turisti italiani sul suolo statunitense senza la necessità di procedere esclusivamente attraverso la carta di credito; se non ritenga opportuno stipulare una sorta di accordo di reciprocità riguardante la materia sanitaria tra lo Stato italiano e gli USA a tutela di turisti e avventurieri che necessitino di interventi sanitari a qualsiasi livello; quali altre iniziative intendano prendere per tutelare i nostri altri connazionali presenti sul territorio statunitense. (15 maggio 2014) ( ) RISPOSTA. - Come è noto il sistema sanitario statunitense è basato su principi assicurativi i cui costi sono determinati a livello federale; si tratta pertanto di un tipo di assistenza in cui la copertura dai rischi sanitari assume un carattere prevalentemente volontario. Il Ministero della salute, così come il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, consiglia mediante i siti istituzionali, in caso viaggio in USA, il ricorso ad una copertura sanitaria tramite la stipula di una polizza assicurativa. Si ritiene che il caso descritto dal senatore interrogante vada, pertanto, riportato alla tipologia di copertura offerta dalla polizza assicurativa che presumibilmente non avrebbe consentito il rimborso totale delle spese sanitarie sostenute.
6 Senato della Repubblica 3018 XVII Legislatura Si precisa, inoltre, che il Ministero della salute si fa carico delle spese sanitarie sostenute all estero solo in caso di soggiorno per motivo di lavoro o di studio e che, pertanto, in caso di viaggio turistico non è prevista alcuna forma di intervento economico da parte dello Stato. Tutto ciò premesso, il Ministero della salute, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili ed in considerazione dell attuale situazione economica, si rende disponibile a collaborare con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per la valutazione di eventuali iniziative in merito ai possibili interventi da attuare sulle questioni segnalate. (17 aprile 2015) Il Ministro della salute LORENZIN BIANCONI, CHIAVAROLI. - Ai Ministri della salute, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: l'ospedale "Salesi", polo pediatrico di eccellenza di Ancona, riferimento di tanti piccoli pazienti delle Marche e delle Regioni limitrofe, è nato grazie alla disponibilità di privati e negli anni è divenuto una struttura pubblica che gode dell'assistenza di numerose volontarie (Patronesse del salesi). Da diversi anni ha ormai perso la propria autonomia amministrativa ed è sottoposto alla direzione generale dell'azienda ospedaliera universitaria per adulti; in questi mesi si è molto discusso sulla costruzione del nuovo Salesi, ospedale pediatrico per il quale il Ministero della salute ha già stanziato una cifra considerevole che supera i 20 milioni di euro. Non a caso, l'attuale struttura ospedaliera sarebbe in condizioni precarie, determinate dalla reiterata mancanza di manutenzione degli impianti a seguito del passaggio all'azienda Ospedali riuniti di Ancona. L'ospedale viene ritenuto carente e incapace di soddisfare le richieste di prestazioni, considerati anche gli spazi angusti che caratterizzano l'edificio; considerato che: il progetto del direttore generale Galassi, sostenuto dall'assessore regionale alla Sanità, consiste nel trasferire il Salesi presso l'ospedale di Torrette, collocando, di fatto, i reparti di accoglienza per i piccoli pazienti in aree attigue a quelli per gli adulti e costituendo un pronto soccorso unico per tutte le esigenze del polo ospedaliero;
7 Senato della Repubblica 3019 XVII Legislatura in attesa della costruzione del nuovo ospedale pediatrico, per il quale sarebbe stimato un costo di oltre 50 milioni di euro, le funzioni dell'ospedale Salesi verrebbero così limitate nell'ambito di 2 corsie dell'ospedale di Torrette. La cittadinanza anconetana e marchigiana osserva con diffidenza questo progetto di sistemazione provvisoria del Salesi per una pluralità di motivi; in un periodo in cui la Regione Marche ha difficoltà a garantire il pareggio di bilancio, con la fine del mandato alle porte, il Governatore a- vrebbe bisogno del trasferimento provvisorio del polo pediatrico, il cui onere è quantificato in oltre 5 milioni di euro, per poter iscrivere successivamente a bilancio la eventuale vendita del complesso Salesi, operazione immobiliare che potrebbe avvenire solo dopo la variante d'uso votata dal Consiglio comunale di Ancona; in merito a tale operazione, l'amministrazione ed il Consiglio comunale hanno già manifestato la rispettiva mancanza di disponibilità ad a- vallare l'intera operazione, per la scarsa trasparenza della stessa; l'amministrazione comunale, pertanto, ha chiesto che il polo pediatrico resti presso l'ospedale Salesi e che nella struttura di Torrette vengano trasferiti solo i reparti di Maternità e Ginecologia, in modo tale che le spese originariamente destinate al trasferimento vengano utilizzate per mettere a norma la struttura fatiscente del Salesi, il cui decadimento è stato preso come pretesto per perseguire il progetto di chiusura (con conseguente risparmio sui costi di personale e gestione), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario disporre un'indagine ispettiva per approfondire l'esame di tutta la documentazione relativa al progetto del nuovo ospedale pediatrico, con particolare riferimento: alla relazione geologica sull'area prescelta per la costruzione e agli atti tecnici previsti; alle formalità svolte per l'affidamento al gruppo di progettazione designato, trattandosi di un'opera dal costo di oltre 50 milioni di euro, e agli atti per il conferimento; alla documentazione sulle verifiche di rispondenza tecnica effettuate sull'attuale Salesi; alla relazione ed analisi per la verifica dell'idoneità sismica dell'attuale Salesi; alla documentazione costituente supporto e fondamento dei costi tecnici e di gestione contenuti nella relazione a firma degli assessori regionali Mezzolani e Marcolini, inviata all'amministrazione comunale il 23 luglio 2014, distinta al protocollo Reg. Marche (18 dicembre 2014) ( )
8 Senato della Repubblica 3020 XVII Legislatura RISPOSTA. - In data 14 maggio 2010 è stato sottoscritto un accordo di programma integrativo con la Regione Marche. In tale accordo, nell ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, è previsto, tra gli altri, il finanziamento dell intervento denominato A.O. Riuniti Ancona - Nuovo Salesi, per la realizzazione di un centro di riferimento regionale per la medicina del bambino, della donna e della coppia, in integrazione con la struttura dell azienda ospedaliera ospedali riuniti di Ancona, per un importo complessivo a carico dello Stato di ,76 euro. Tale intervento, in attuazione delle procedure e dei requisiti previsti dall accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano del 28 febbraio 2008, è stato ammesso a finanziamento con decreto dirigenziale del 31 maggio Ai sensi dell art. 1, comma 310, della legge n. 266 del 2005, la Direzione generale della programmazione sanitaria ha autorizzato, in data 5 marzo 2014, una proroga di dodici mesi per l aggiudicazione dei lavori. Ad essa spetta il compito di monitorare lo stato di attuazione dell accordo, promuovendo eventuali azioni ed iniziative necessarie a garantire l attuazione delle opere programmate. La verifica della conformità ambientale, della documentazione tecnica progettuale e della rispondenza ai dettati normativi sugli appalti pubblici dei presidi ospedalieri, riguarda i competenti organi regionali deputati all autorizzazione, alla messa in esercizio delle opere e a livello centrale all Autorità preposta alla vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Per gli aspetti di specifica competenza, dalla Prefettura di Ancona è stato chiarito che l ospedale pediatrico "Salesi" è un presidio monospecialistico dell azienda ospedali riuniti di Ancona a valenza regionale. Il presidio è dotato di 175 posti letto e garantisce più di ricoveri l anno, di cui circa il 3 per cento sono relativi ad interventi chirurgici di alta complessità. Alla degenza ordinaria, in linea con gli standard nazionali, si accompagna un attività diurna con 17 posti letto che produce prestazioni ambulatoriali ogni anno. La necessità del trasferimento dell ospedale pediatrico presso il blocco dell ospedale di Torrette, nell attesa della realizzazione della nuova palazzina che all ospedale pediatrico sarà interamente dedicata, nasce dal fatto che l attuale edificio che ospita il "Salesi", vecchio più di 100 anni, presenta problemi strutturali non più superabili con le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie, periodicamente eseguite nel corso degli anni.
9 Senato della Repubblica 3021 XVII Legislatura I reparti che dovranno accogliere i bambini e le donne nel blocco di Torrette non sono in aree attigue a quelle per gli adulti, ma sono tutti collocati su un unico piano, il sesto del plesso, cui si accede da ingressi separati. Solo la struttura ospedaliera dipartimentale di Neuropsichiatria infantile sarà collocata al quinto piano, attesa la necessità di forte integrazione con la Neurologia e la Neurochirurgia con collegamento verticale al piano superiore, ma sempre in perfetta autonomia. Inoltre, è stato chiarito che per quanto riguarda il pronto soccorso è in via di realizzazione un ampliamento destinato al reparto pediatrico che comprenderà triage, sala di attesa, box visite, OBI e servizi completamente separati. Restano in comune con la parte degli adulti solo la camera calda esterna e le tecnologie radiologiche (TAC) in quanto un loro utilizzo autonomo non sarebbe giustificato dal limitato numero di casi pediatrici. Complessivamente, quindi, si avranno a disposizione per il presidio Salesi metri quadri a fronte degli attuali Gli atti salienti che hanno caratterizzato il percorso di trasferimento dell ospedale Salesi al blocco di Torrette sono: 1) delibera di Giunta della Regione Marche n. 292 del 2006 con la quale la Regione ha approvato un protocollo d'intesa tra la Regione stessa, il Comune di Ancona e l azienda ospedaliera universitaria ospedali riuniti di Ancona per trovare idonea ubicazione al "Salesi", individuandola nell ospedale di Torrette; 2) determina del direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria n. 388 del 21 dicembre 2007 che approva il "Piano di prefattibilità, di sviluppo e di adeguamento edilizio del complesso Ospedali Riuniti di Ancona"; 3) delibera di Giunta della Regione Marche n. 174 del 1 febbraio 2010 e n. 149 del 7 febbraio 2011 con le quali la Regione ha approvato uno schema di accordo per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera "Salesi", ribadendone la localizzazione presso l ospedale di Torrette ed ha indetto un concorso di i- dee a livello europeo per la progettazione della nuova opera. Per quanto concerne, infine, l ipotesi di ristrutturazione dell attuale sede del "Salesi" è stato rappresentato che tale ipotesi, pur presa in considerazione, è stata subito accantonata, sia perché antieconomica, sia perché difficilmente praticabile soprattutto sotto il profilo dell adeguamento sismico dell edificio, particolarmente oneroso.
10 Senato della Repubblica 3022 XVII Legislatura L intervento complessivo comporterebbe una spesa di 20 milioni di euro. Mentre, le opere di sistemazione necessarie al trasferimento presso il blocco di Torrette si attestano sui 5 milioni di euro e, al contempo, il trasferimento provvisorio consentirà di liberare risorse economiche annue pari a circa di euro, da utilizzare per compensare i costi del trasferimento stesso. (17 aprile 2015) Il Ministro della salute LORENZIN BILARDI. - Ai Ministri della salute e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. - Premesso che: la legge n. 296 del 2006 e la legge n. 244 del 2007 prevedono la stabilizzazione del personale avente determinati requisiti nella pubblica amministrazione; con risposta del 25 giugno 2009 all'atto di sindacato ispettivo del senatore Antonio Gentile, il Ministro pro tempore per la pubblica amministrazione e l'innovazione, in merito alla richiesta di stabilizzazione del giornalista dottor Mario Campanella, per anni capo ufficio stampa dell'azienda sanitaria provinciale (Asp) di Cosenza, affermò che lo stesso avrebbe avuto diritto allo strumento giuridico ove mai fosse stato dimostrato il suo rapporto di subordinazione con l'azienda medesima; il 2 dicembre 2014, dinanzi al giudice del lavoro del tribunale di Cosenza, e a seguito della sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Roma, sezione lavoro, del 19 giugno 2014 nel procedimento Inpgi/Asp di Cosenza, è divenuta esecutiva la conciliazione legale tra lo stesso Campanella e la Asp; a seguito di tale conciliazione l'asp ha riconosciuto al giornalista la subordinazione professionale per il periodo che va dal 2000 al giugno 2005; pertanto, lo stesso ha rinunciato ad ogni pretesa economica nei confronti dell'ente; nella conciliazione è previsto che il giornalista possa effettuare selezione riservata, ai sensi delle citate leggi dello Stato, in coincidenza con lo sblocco del turnover della Regione Calabria, tuttora sottoposta ai vincoli del piano di rientro finanziario;
11 Senato della Repubblica 3023 XVII Legislatura ai sensi della normativa vigente, il dottor Mario Campanella dovrebbe essere chiamato in servizio in attesa del concorso, così come accaduto per altri precari; il 12 dicembre il direttore generale pro tempore dell'asp di Cosenza ha inoltrato all'inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani) la comunicazione di rinuncia all'appello fissato a Roma per marzo 2016, essendo del tutto inutile sopportare ulteriori spese legali alla luce della conciliazione del 2 dicembre scorso, ormai divenuta sentenza; nella missiva si dava incarico all'avvocato Giuseppe Brogno dell'ufficio legale interno "di predisporre gli atti consequenziali", cioè la rinuncia per rito da notificare all'inpgi. Tale comunicazione veniva reiterata tramite posta elettronica certificata nei giorni 30 e 31 dicembre 2014 a tutti gli uffici Inpgi; da allora nessun atto è stato predisposto dal dirigente pubblico, e tale condotta, a giudizio dell'interrogante negligente, potrebbe causare un danno erariale per ulteriori e inutili spese legali, a discapito della posizione del dottor Mario Campanella, che non può accedere alle erogazioni dell'indennità di disoccupazione dell'inpgi a causa della mancanza di un mero atto di ufficio; a quanto risulta all'interrogante il dottor Campanella non può ancora godere del diritto di servizio a fronte della immissione in ruolo di 140 precari, assunti senza procedura selettiva e senza bando sulla scorta di una legge regionale approvata a ridosso della campagna elettorale, si chiede di sapere: quali azioni i Ministri in indirizzo intendano intraprendere nell'ambito delle rispettive attribuzioni, alla luce di quanto premesso, affinché il dottor Mario Campanella possa essere immesso in servizio in attesa della procedura selettiva; se non ravvisino in questa vicenda un'aperta violazione del principio di non discriminazione dei lavoratori e dei cittadini; quali provvedimenti intendano intraprendere per evitare che l'asp di Cosenza incorra in un ulteriore aggravio di spese legali per l'inottemperanza delle disposizioni di servizio dell'avvocato Giuseppe Brogno. (17 febbraio 2015) ( )
12 Senato della Repubblica 3024 XVII Legislatura RISPOSTA. - Con riferimento alla vicenda del dottor Mario Campanella, relativamente alla mancata ammissione dello stesso, da parte dell azienda sanitaria provinciale di Cosenza, alle procedure selettive per la stabilizzazione del personale, di cui alle leggi n. 296 del 2006 e n. 244 del 2007, si rappresenta quanto segue. Preliminarmente, corre l obbligo di evidenziare che il Ministero della salute non è titolare di competenze in materia di gestione del personale delle aziende sanitarie le quali, com è noto, godono di autonomia normativamente riconosciuta e sono titolari di propria personalità giuridica di diritto pubblico. Le aziende sanitarie, inoltre, sono enti strumentali delle Regioni e non già dello Stato. E pur vero che la Regione Calabria è sottoposta a piano di rientro dal disavanzo sanitario, per la cui attuazione è stato nominato un Commissario ad acta, quale organo straordinario di governo; tuttavia, il commissariamento della regione non implica l'esautoramento dei poteri gestionali propri dei datori di lavoro (ovvero, nel caso di specie, le aziende sanitarie) in ordine ai singoli casi e alle singole vicende lavorative. Ciò premesso, nel merito della questione si osserva che la sussistenza della subordinazione del rapporto di lavoro del dottor Campanella, condizione necessaria perché possano ritenersi integrati i requisiti richiesti dalla leggi citate ai fini della possibilità di partecipazione alle procedure selettive per la stabilizzazione del personale, è stata dapprima riconosciuta, ancorché incidenter tantum, nell ambito di un contenzioso instauratosi, dinanzi al giudice del lavoro, tra l azienda sanitaria provinciale di Cosenza e l INPGI, e avente ad oggetto l opposizione della prima al decreto ingiuntivo sulla base del quale le era stato ingiunto, su ricorso dello stesso INPGI, il pagamento di una somma di denaro, per omesso versamento di contributi, relativi al periodo di lavoro svolto dal dottor Campanella dal marzo 2004 al giugno Da ultimo, la predetta subordinazione è stata espressamente riconosciuta anche all esito di una procedura conciliativa conclusa direttamente tra l'azienda sanitaria e lo stesso dottor Campanella. In particolare, secondo quanto riferito dall interrogante, nell ambito della conciliazione l azienda sanitaria avrebbe riconosciuto la subordinazione del rapporto di lavoro del dottor Campanella nel periodo che va dal 2000 al giugno 2005; la medesima conciliazione avrebbe, inoltre, previsto che il dottor Campanella possa partecipare alla selezione riservata, ai sensi delle richiamate leggi n. 296 del 2006 e n. 244 del Sempre secondo quanto riportato dall interrogante, a tutt'oggi, il dottor Campanella non sarebbe stato riammesso in servizio, a causa delle mancata notificazione all INPGI della rinuncia, da parte dell azienda sanita-
13 Senato della Repubblica 3025 XVII Legislatura ria, al ricorso in appello avverso la pronuncia relativa al predetto contenzioso tra l azienda medesima e l INPGI. A tal riguardo, è da ritenere che la conclusione del contenzioso pendente tra l azienda sanitaria e l INPGI non possa avere alcun effetto sulla posizione del dottor Campanella, con riferimento ai suoi rapporti con l azienda sanitaria. La posizione del dottor Campanella rispetto a quest ultima, infatti, è stata definita nella conciliazione citata, la quale ha riconosciuto la subordinazione del suo rapporto di lavoro per il periodo compreso tra il 2000 e il Tale conciliazione ha effetti del tutto autonomi rispetto al contenzioso pendente tra l azienda sanitaria e l INPGI, al cui esito, pertanto, non può in alcun modo restare condizionata la riammissione in servizio del dottor Campanella, ai fini della successiva partecipazione alle procedure di stabilizzazione del personale. Tale mancata riammissione, peraltro, sembra suscettibile di determinare ulteriori spese legali, per l azienda sanitaria, in quanto, impedendo al dottor Campanella di acquisire uno dei requisiti richiesti per partecipare alle procedure selettive riservate, espone l azienda medesima a possibili nuovi contenziosi. Impregiudicate le autonome decisioni dell azienda sanitaria, dunque, dalla ricostruzione che precede si può sostenere che la richiamata conciliazione, avendo riconosciuto la subordinazione del rapporto di lavoro del dottor Campanella per il periodo che va dal 2000 al 2005, possa costituire motivo sufficiente per ammettere lo stesso alle procedure selettive per la stabilizzazione del personale, previste dalla normativa vigente. (23 aprile 2015) Il Ministro della salute LORENZIN BUCCARELLA, CAPPELLETTI, FUCKSIA, SERRA, MOLI- NARI, SIMEONI, BLUNDO, BERTOROTTA, CATALFO, GAETTI, COTTI, MORONESE, MONTEVECCHI, TAVERNA, PUGLIA, PAGLI- NI, MORRA, MANGILI, LUCIDI, CIOFFI, DONNO. - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. - Premesso che: nel 1971 l'amministrazione comunale di Lecce, nonostante il parere contrario della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, demolì l'ex convento francescano di Santa Maria del Tempio di Lecce, fondato nel 1432, ricostruito e ampliato a partire dal 1508 e poi trasformato nel 1872 in caserma,
14 Senato della Repubblica 3026 XVII Legislatura denominata dapprima "Tempio" e successivamente nel 1905 intitolata "Oronzo Massa"; dopo una lunghissima gestazione politica il Comune di Lecce, con avviso pubblico del 14 giugno 2005, ha reso nota la sua volontà di ricevere eventuali proposte relative alla concessione, realizzazione e gestione di un "Parcheggio sull'area denominata ex caserma Massa e recupero urbano", ai sensi degli art. 37-bis e seguenti della legge n. 109 del 1994 e successive modificazioni; con deliberazione di Giunta n. 178 del 3 aprile 2007 il Comune ha individuato quale promotore per la realizzazione dell'intervento la ditta "Ing. De Nuzzo & C. Costruzioni Srl", con sede in Casarano, ed ha approvato il progetto preliminare, poi approvato a sua volta dal Consiglio comunale con delibera n. 46 dal 12 aprile 2007; dopo varie vicissitudini, nonché a seguito di un contenzioso in sede giudiziaria, in data 6 dicembre 2010 è stata sottoscritta la convenzione tra l'amministrazione comunale di Lecce e la predetta ditta, la quale, il 14 aprile 2011, ha presentato un progetto definitivo per la realizzazione dell'intervento; solo successivamente alla redazione del progetto definitivo, nel marzo-aprile 2011 sono stati effettuati dalla ditta De Nuzzo Costruzioni Srl gli scavi archeologici sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologica (dottor Arcangelo Alessio) e dell'università del Salento. La relazione preliminare a firma del professor F. D'Andria fu consegnata in data 14 aprile 2011; in data 9 giugno 2011 la Soprintendenza beni architettonici e paesaggistici di Lecce (BAP), in esito alla trasmissione del progetto definitivo e della relazione sulle indagini archeologiche effettuate, evidenziava la necessità che l'indagine conoscitiva si estendesse all'intera area occupata dal complesso monastico; dopo varie richieste di approfondimenti di indagine da parte della Soprintendenza archeologica (prot del 26 luglio 2011, prot del 30 settembre 2011, del 25 novembre 2011) nonché della Soprintendenza BAP di Lecce (prot dell'8 novembre 2011), la Direzione regionale per i Beni culturali paesaggistici della Puglia in data 29 maggio 2012 prot trasmetteva il parere "favorevole a condizione", con prescrizioni relative alla tutela architettonica e con nota n del 6 luglio 2012 le prescrizioni relative al restauro della tettoia liberty; con delibera di Giunta comunale di Lecce n. 4 del 15 gennaio 2013 veniva approvato il progetto definitivo relativo all'intervento "Parcheggio interrato nell'area denominata ex caserma Massa e recupero urba-
15 Senato della Repubblica 3027 XVII Legislatura no" redatto dal concessionario, che prevede quindi la realizzazione nell'area ex caserma Massa (oggi Piazza Tito Schipa di Lecce) di un centro direzionale e commerciale con 500 posti auto interrati proprio nell'area ove sono emersi i resti del quattrocentesco convento e chiesa di Santa Maria del Tempio; in data 13 settembre 2013 la ditta, nell'operare all'interno del cantiere per la bonifica richiesta dalla Soprintendenza, tranciava un tubo adduttore di gas e tutta l'area circostante veniva interessata da una copiosa fuoriuscita di gas metano e da quel giorno il cantiere è fermo; in data 1 aprile 2014 un'ispezione del Ministero rilevò la necessità di chiedere alla ditta la sovrapposizione delle planimetrie dello scavo archeologico con quelle del parcheggio; attualmente è in corso presso il Comune di Lecce il procedimento di verifica di assoggettabilità a V.I.A. (valutazione impatto ambientale) ai sensi e per gli effetti dell'art. 20 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e della legge regionale n. 11 del 12 aprile 2001; considerato che: la necessità o meno di predisporre strumenti di tutela del patrimonio archeologico e la natura di essi è, sin dal 2005, regolamentata nelle sue modalità anche operative dal decreto-legge n. 63 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2005, n. 109 (artt. 2-ter, 2-quater, 2- quinquies), recepita dagli artt. 95 e 96 del decreto legislativo 12 aprile 2006 (nuovo codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) che istituisce la procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico. Essa è definita nei dettagli operativi dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 (Regolamento di esecuzione del codice) e dalla circolare n. 10 del 2012 del Ministero per i beni culturali. Tale normativa si applica sempre e comunque in tutto il territorio nazionale per tutte le opere che rientrano nel suo campo di applicazione come esposto in dettaglio nella stessa circolare 10/2012, all. 2.; nel caso dell'opera in questione sarebbe stato obbligo della stazione appaltante predisporre, prima dell'approvazione del progetto preliminare, un documento di valutazione archeologica preliminare redatto da un soggetto idoneo (ovvero dotato dei titoli previsti dall'art. 95 decreto legislativo n. 163 del 2006) iscritto all'elenco nazionale istituito ai sensi dello stesso art. 95 (l'iscrizione al quale è obbligatoria ai sensi del decreto ministeriale n. 60 del 2009, art. 10, comma 2 e 3, per poter procedere a tale attività); il documento avrebbe dovuto essere trasmesso alla Soprintendenza ai beni archeologici competente per il territorio, che avrebbe dovuto di-
16 Senato della Repubblica 3028 XVII Legislatura sporre ad integrazione della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, ulteriori approfondimenti diagnostici, propedeutici all'approvazione definitiva del progetto stesso ed alla sua esecuzione; solo al termine dell'intero iter, come definito dal successivo art. 96, comma 1, lettere a) e b) del citato decreto legislativo n. 163 del 2006, la verifica preventiva dell'interesse archeologico può dirsi conclusa. La mancanza di tali adempimenti costituisce un caso di grave omissione progettuale perseguibile ai sensi dell'art. 53 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010; in ogni caso spetta al Soprintendente per i beni archeologici competente per il territorio esprimere un parere finale (detto relazione archeologica definitiva) da inoltrare per via gerarchica in merito al destino dei resti archeologici individuati attraverso la procedura di verifica preventiva. La stessa normativa (decreto legislativo n. 163 del 2006, art. 96, comma 2) specifica in maniera chiara le fattispecie tra cui il Soprintendente è chiamato a scegliere: a) contesti in cui lo scavo stratigrafico esaurisce direttamente l'esigenza di tutela; b) contesti che non evidenziano reperti leggibili come complesso strutturale unitario, con scarso livello di conservazione per i quali sono possibili interventi di reinterro oppure smontaggio - rimontaggio e musealizzazione in altra sede rispetto a quella di rinvenimento; c) complessi la cui conservazione non può essere altrimenti assicurata che in forma contestualizzata mediante l'integrale mantenimento in sito; la circolare n. 10 del 2012 a sua volta fornisce alcuni utili chiarimenti a supporto della potestà decisionale del Soprintendente, individuando 3 tipologie di esiti di procedura: la fattispecie a) contempla il caso in cui lo scavo integrale del deposito archeologico "esaurisca le esigenze di tutela". La stessa circolare tuttavia richiama la necessità, qualora si debba procedere ad interventi di rimozione/demolizione di strutture nel corso dello scavo stesso, di una autorizzazione ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del decreto legislativo n. 42 del Qualora si sia optato per tale modalità, la stessa circolare raccomanda che la relazione archeologica definitiva contenga ampie motivazioni a sostegno. Si tratta infatti di assunzioni di responsabilità molto precise da parte di funzionari e tecnici; la fattispecie b) prevede che le strutture eventualmente individuate possano essere "reinterrate e/o smontate/rimontate/musealizzate". Lo stesso art. 96 del decreto legislativo n. 163 del 2006 precisa che tali insiemi devono essere in condizioni di "scarsa conservazione" e non devono esservi "reperti leggibili come complesso strutturale unitario". Di conseguenza la relazione archeologica definitiva deve descrivere i beni rinvenuti con particolare riferimento al loro stato di conservazione e contenere ampie motivazioni e giustificazioni relativamente alla "non unitarietà" degli insiemi;
17 Senato della Repubblica 3029 XVII Legislatura la fattispecie c) è ovviamente la più complessa e, poiché incide pesantemente sull'opera imponendo varianti anche sostanziali o al limite mettendo in discussione la sua stessa fattibilità, in merito ad essa la circolare n. 10 del 2012 ricorda l'importanza di predisporre una relazione definitiva che sia "ampiamente motivata e sostenuta da valutazioni puntuali relativamente allo stato di conservazione, alla rilevanza scientifica dei beni nell'ambito del contesto territoriale e all'effettiva possibilità di valorizzazione, fruizione pubblica e gestione stabile "; il quadro legislativo è dunque assolutamente chiaro e sarà necessario verificare la congruità della documentazione fornita a supporto delle decisioni del Soprintendente, oltre alla conformità delle sue risoluzioni al dettato normativo ed alle indicazioni fornite dalla Direzione generale; considerato inoltre che, a parere degli interroganti: i dati a supporto sono insufficienti per stabilire tale conformità della documentazione alle disposizioni di legge, in particolare va verificato se: 1) la relazione archeologica allegata al progetto definitivo consegnato in data 14 aprile 2011 è conforme al format rilasciato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; 2) le relazioni archeologiche trasmesse in data 3 febbraio 2012 prot contengono elementi sufficienti all'espressione di un parere da parte del Soprintendente ai beni archeologici; va inoltre tenuto presente che il parere "favorevole a condizione" rilasciato in data 29 maggio 2012 conteneva prescrizioni inerenti l'ultimazione degli scavi archeologici e la documentazione delle strutture messe in luce relative alla chiesa di Santa Maria del Tempio. Tale indagine è stata condotta a termine in quanto il volume "Il complesso di S. Maria del Tempio. Lecce (scavi ), Galatina", nelle planimetrie riportate alle pag e 43, mostra la pianta pressoché integrale delle strutture stesse. Le foto allegate mostrano in particolare un notevole stato di conservazione dei muri con elevati leggibili per almeno un metro (pag , foto 31-35); va quindi verificato se, a seguito di questi ultimi rinvenimenti, il Soprintendente ai beni archeologici abbia espresso un ulteriore parere ai sensi del decreto legislativo n. 163 del 2006 art. 96, comma 2, tenuto conto che difficilmente le strutture evidenziate dall'équipe che ha eseguito e documentato gli scavi archeologici possono essere definite in condizioni di "scarsa conservazione" e prive di unitarietà, in quanto le planimetrie edite e le foto pubblicate a corredo mostrano invece una completa organicità delle strutture in oggetto ed un grado di conservazione notevole. In assenza di ampie e motivate giustificazioni da parte dei funzionari preposti alla tutela (e solo da parte di essi in quanto a loro, solo a loro e non a terzi, per quanto autorevoli, compete l'espressione del parere) la compromissione di questi resti archeologici può configurarsi come distruzione del patrimonio archeologico, bene pubblico costituzionalmente tutelato;
18 Senato della Repubblica 3030 XVII Legislatura va inoltre accertato se nell'eventuale parere che dichiari l'insussistenza dell'interesse archeologico di tale complesso non agisca il pregiudizio che strutture di età moderna non determinino l'interesse archeologico stesso a causa della loro cronologia troppo recente. Tale ipotesi è totalmente estranea allo stato dell'arte corrente delle discipline archeologiche, che attraverso la cosiddetta archeologia dell'età moderna e archeologia industriale hanno ormai da oltre un ventennio esteso il loro campo fino all'età contemporanea. Il ricorrere di tale circostanza legittimerebbe, nel caso, la richiesta di rimozione dall'incarico dei funzionari stessi, si chiede di sapere quali azioni intenda porre in essere il Ministro in indirizzo affinché venga tutelato un bene archeologico consistente nelle fondamenta del convento e chiesa di Santa Maria del Tempio, che oggi appaiono organiche e in buono stato di conservazione e che verrebbero irrimediabilmente distrutte dalla realizzazione del project financing. (29 maggio 2014) ( ) RISPOSTA. - Successivamente al parere della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia (protocollo n del 29 maggio 2012), richiamato anche nell'atto di sindacato ispettivo, il comune di Lecce ha trasmesso alla Direzione regionale ulteriori elaborati, integrativi al progetto in argomento, con nota n del 15 aprile La Direzione regionale, esaminati gli elaborati integrativi e acquisiti i pareri della Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia e della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, ha ritenuto di dover rilasciare prescrizioni, al fine di assicurare la tutela dei manufatti rinvenuti durante l attività di scavo effettuata per la realizzazione del parcheggio interrato (nota n del 30 giugno 2014). Nel merito, la Direzione regionale ha rilevato nella nuova fase progettuale un certo approfondimento, che consente di coniugare attraverso un percorso conoscitivo, sotto il profilo storico e archeologico, la conservazione dei resti di parte delle strutture della chiesa di Santa Maria del Tempio e la valorizzazione della preesistenza con l allestimento di un museo archeologico. Infatti, la proposta avanzata dal Comune prevede la conservazione in situ, a vista, della parte anteriore della chiesa di Santa Maria del Tempio e la realizzazione di un camminamento pedonale lungo il perimetro degli scavi in grado di raccordare le diverse quote rispetto alle quali si sviluppa la nuova piazza.
19 Senato della Repubblica 3031 XVII Legislatura La Direzione ha ritenuto tale soluzione certamente. apprezzabile, in quanto tiene conto dei vari aspetti di interesse che sono maturati nel tempo con il prosieguo e l avanzamento degli scavi archeologici, i quali hanno riportato in luce l intero impianto funerario sottostante l edificio religioso, composto da tombe a fossa e soprattutto da numerosi ossari scavati nel banco di roccia, provvisti di scale di accesso, nicchie, eccetera; ha, però, evidenziato come la porzione delle strutture da lasciare a vista appaia poco significativa per la comprensione dell impianto planimetrico ad aula con cappelle laterali e che, a conclusione della campagna di scavi, sia importante ampliare l area da conservare in situ comprendendo così le restanti parti delle strutture murarie, assicurandone la massima conservazione e leggibilità. Pertanto, a conferma della prima ipotesi formulata nel precedente parere n del 29 maggio 2012, nel quale si indirizzava la progettazione verso la "riproposizione della planimetria delle strutture conventuali e/o parziale mantenimento delle strutture murarie della chiesa", la Direzione ha comunicato al Comune che "appare preferibile conservare l intera fabbrica religiosa così da renderla pienamente comprensibile nella sua articolazione ipogea e in modo da dare un senso compiuto all intervento conservativo". Ha prescritto, inoltre, di far precedere il prosieguo e l ultimazione dell attività di scavo ancora da condursi, insieme all attività di rimozione archeologica (smontaggio) delle strutture conventuali, secondo le indicazioni della Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, da un accurato rilievo (ad esempio del tipo laser-scanner) al fine di effettuare una opportuna documentazione storica dei resti conventuali. La Direzione ha rilevato, infine, carenze negli elaborati progettuali sotto vari profili: per ciò che concerne la sistemazione della piazza, prescrivendo un approfondimento progettuale che tenga conto delle tracce della storia e che preveda la ricostruzione del colonnato delle strutture conventuali con riproposizione in situ degli elementi architettonici rinvenuti, un uso del verde più marcato in luogo delle superfici pavimentate (anche ricorrendo alla tecnica del tetto vegetale a copertura delle strutture di progetto sottostanti) e l installazione in numero adeguato di pannelli didattici; per quanto riguarda gli aspetti di tutela, la Direzione ha evidenziato la mancanza di un progetto conservativo e di protezione dei resti archeologici emersi, richiedendo una proposta progettuale esecutiva delle strutture di protezione degli scavi che preveda adeguate parti che consentano l aerazione dei resti e moduli rimovibili per l ispezione e le operazioni di manutenzione; per ciò che attiene, infine, alla valorizzazione storico-archeologica dei reperti, ha ritenuto che l ipotesi avanzata, peraltro molto generica, dovesse essere discussa a fronte di uno specifico progetto scientifico di allestimento. E' stata da ultimo, evidenziata l opportunità di individuare percorsi alternativi alle condutture esistenti (cavi alta tensione, condutture gas) che attraversano l area in esame, al fine di bonificare e riqualificare la stessa.
20 Senato della Repubblica 3032 XVII Legislatura Successivamente, anche a seguito di tavoli tecnici tra il comune di Lecce e le competenti soprintendenze, cui sono seguiti approfondimenti progettuali, il Comune ha elaborato una proposta progettuale relativa alla sistemazione della piazza con estensione dell area di scavo da salvaguardare e valorizzazione archeologica dei reperti. In merito a tale proposta, la Direzione regionale, ricevute le prescrizioni tecniche delle competenti soprintendenze e condividendone le argomentazioni favorevoli alla suddetta proposta, incentrate soprattutto sull estensione dell area di scavo da salvaguardare e sulla chiara volontà dell'amministrazione di garantire la gestione e la manutenzione dell area archeologica, ha autorizzato, con nota n. 393 del 14 gennaio 2015, i lavori con le seguenti prescrizioni: i punti di appoggio delle nuove strutture sulle murature antiche dovranno essere verificati in situ dalle soprintendenze di settore; qualunque opera di finitura riguardante il progetto architettonico nel suo complesso (passerelle, recinzioni, terrapieni, pavimentazioni, eccetera) e quello conservativo dei resti murari in situ e dei reperti rinvenuti durante la campagna di scavo (pulitura, risarciture, eventuali stilature, eccetera), dovrà essere opportunamente campionata e sottoposta al parere delle soprintendenze, comprendendo inoltre, sia un adeguato progetto illuminotecnico in grado di sottolineare l ambientazione dell intera piazza e dei singoli reperti, sia la scelta dei singoli corpi illuminanti da inserire nella piazza nel rispetto della figuratività delle preesistenze. Con analoghe modalità dovranno essere selezionate le specie botaniche, di cui si è prescritto un netto incremento, soprattutto al fine di mitigare gli ingressi alle aree commerciali; il posizionamento dei reperti architettonici emersi dall attività di scavo, sia quelli erratici sia quelli da collocare nell area espositiva, dovrà essere concordato in corso d'opera con le Soprintendenze di settore, secondo le rispettive competenze di tutela; per ciò che concerne il progetto scientifico finalizzato all allestimento dell area destinata alla musealizzazione dei reperti rinvenuti e alla fruizione e valorizzazione dell area archeologica attraverso i percorsi di visita esterni, la Direzione ha ritenuto necessario l individuazione di un gruppo di lavoro comprendente le soprintendenze di settore e l Università.

References: art. 1
 sentenza 
e contrario
 art. 37
 art. 95
 art. 10
 art. 96
 art. 96
 art. 96
 art. 96