Source: http://espertocasaclima.com/2013/04/18/coibentazione-tetto-spesa/
Timestamp: 2018-08-15 17:04:12+00:00

Document:
quali sono le voci che compongono la spesa di un tetto in legno? Se stiamo riducendo il pacchetto isolante cerchiamo di fare sempre attenzione alle prestazioni | espertoCasaClima
Non tirate fuori la scusa che il tetto ha prestazioni mediocri per la poca disponibilità economica!
Spesso chi si trova davanti al preventivo per il rifacimento completo o la costruzione del tetto in legno rinuncia allo spessore idoneo della coibentazione per abbassare la spesa.
Non c’è dubbio che qualche centimetro in meno di coibentazione, specialmente se non si tratta di eps, faccia scendere il prezzo; i pannelli costano, è naturale, però le voci che compongono un tetto sono molte: non facciamoci accecare dal prezzo del pannello.
Aggiungo che, se ho progettato con sapienza la coibentazione del tetto, non sarà ottimo solo d’inverno, in periodo di riscaldamento, ma ci tornerà utile tutto l’anno perchè ci proteggerà dal caldo dell’estate. Materiali che offrono molte ore di sfasamento sono perfetti per evitare il veloce surriscaldamento degli ambienti sottostanti. Pensate alle camere da letto, spesso proprio nel sottotetto, che si surriscaldano facilmente: che comfort possono offrire? Sbagliare la coibentazione sarebbe un peccato!
Allora, quali sono le voci che compongono la spesa di un tetto in legno?
la progettazione 🙂
il perlinato (io lo chiamo assito) o le tavelle in cotto
l’impregnante e la finitura scelta (*fate attenzione alla salubrità)
i tagli per l’assemblaggio
la numerazione e la marchiatura
la sagoma delle teste
la minuteria di fissaggio
i pannelli termoisolanti
i teli (o manti) e le guaine: freni o barriere al vapore, impermeabilizzazioni
i nastri, le sigillature e le guarnizioni
la listellatura e la controlistellatura se si tratta di un tetto ventilato
gli accessori come il colmo ventilato e il parapassero metallici se si tratta di un tetto ventilato
il trasporto e lo scarico di tutto questo materiale (senza il posizionamento)
il posizionamento della travatura
la posa dell’assito
il montaggio del pacchetto scelto
i mezzi per le elevazioni
l’assistenza muraria
il ponteggio di sicurezza
E’ certo che qualche voce l’avrò dimenticata, ma l’elenco serve a far notare che i 6 cm di materiale coibente che vogliamo risparmiare non sono LA spesa dominante. Però quei 6 cm potrebbero inficiare tutto il progetto e la funzionalità del tetto.
Se stiamo riducendo il pacchetto isolante cerchiamo di fare sempre attenzione alle prestazioni e non scendiamo sotto alcuni valori fondamentali:
il fattore di decremento, detto sfasamento [ h ] (la quantità di calore giunge all’interno con un ritardo espresso in ore) : meglio se > 12 ore
il fattore di decremento (attenuazione) [ Udyn/U ] (la quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione)): meglio bassi valori del fattore di decremento (ottimo f < 0,15)
la trasmittanza termica periodica [ Udyn ] (la capacità del pacchetto di sfasare il flusso termico nelle 24ore) : meglio se < 0,12 W/mqK
la costante di tempo termica (l’inerzia della struttura, l’indifferenza al clima esterno)
Se avete veramente deciso di risparmiare sullo spessore, fatelo! Ma con gli occhi aperti, con almeno un occhio sui numeri! mai alla cieca!
Questo articolo è stato pubblicato in coibentazione contro il caldo, isolamento tetto in legno e taggato come fattore di attenuazione, sfasamento, tetto, tetto in fibra di legno, tetto in legno il 18 aprile 2013 da Federico Sampaoli
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58 pensieri su “Una buona coibentazione del tetto non è LA spesa in più”
Federico Sampaoli Autore articolo 31 gennaio 2016 alle 10:52
la vmc è un impianto che sostituisce (o sostituisce parzialemnte) la ventilazione manuale portando con se la possibilità di recuperare il calore.
se manualmente aprendo la finsetra faccio entrare aria esterna a 0°C per ricambio, con un impianto vmc effettuo lo stesso ricambio in modo continuativo facendo entrare aria esterna preriscaldata dal recuperatore a circa 16°C.
una vmc, dunque, non abbassa la temperatura interna. aiuta ad abbassare il livello di umidità interna e la concentrazione di Co2.
ALESSANDRO 28 gennaio 2016 alle 09:22
come potrei migliorare le prestazioni del tetto senza intervenire drasticamente su tutta la struttura del tetto, inoltre la VMC che ho acquistato, che è autoregolabile, abbasserebbe di molto la temperatura interna della casa, cioè avrei un dispendio di calore eccessivo?
Federico Sampaoli Autore articolo 27 gennaio 2016 alle 21:43
una cosa sono le dispersioni termiche in periodo di riscaldamento
una cosa è il livello di umidità interno
è vero che le due cose vanno ad innescare il problema della proliferazione della muffa: troppe dispersioni termiche mantengono le temperature superficiali interne basse e dunque sono a rischio condensa superficiale interna.
migliorare la prestazione della copertura è certamente possibile, ma è un progetto delicato e su misura (non da botta e risposta via blog)
le vmc puntuali miglioreranno il livello di umidità interno solo nel periodo di riscaldamento, quindi dall’autunno prossimo se installate in primavera.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 gennaio 2016 alle 21:34
secondo me far buttare via i soldi ai condomini è una cattiva e diffusa abitudine, ma spero di sbagliare.
Luca83 27 gennaio 2016 alle 21:30
Più leggo certi commenti e più non capisco come alcuni professionisti(il geometra) diano certe informazioni strampalate.
Perché non affidarsi ad un esperto energetico??
Si ha diritto alla detrazione 65% solo per interventi su solai che dividono ambienti riscaldati da non riscaldati.Quindi certo che va isolato il pavimento del sottotetto,con fiocchi di cellulosa meglio.
Il tetto inclinato sopra avrà un tavolato grezzo,guaina impermeabile traspirante, listelli di aerazione,listelli porta tegola e tegole.
Mettere l’isotec é assolutamente inutile.Soldi buttati via davvero.
Alessandro 27 gennaio 2016 alle 21:02
salve Dott. Sampaoli, spero sia il modulo corretto dove scrivere per chiederle un consiglio.
Vivo in Calabria in un paese di montagna ai piedi della Sila, ho un problema di umidità alta nelle stanze, più o meno dal 70% al 80%, ho acquistato una VMC a singolo flusso( al quale collegherò i due bagni, la lavanderia e la cucina) e tre griglie di areazione da installare sugli infissi delle camere da letto, il tutto verrà installato in primavera, il mio dubbio è questo: la struttura della mia casa è composta da metà appartamento dove ho la soffitta sopra le stanze, l’altra metà invece è mansardata, cioè ho direttamente il tetto sopra, tetto che è in cemento su cui è stata posata una guaina bituminosa per evitare infiltrazioni di acqua, un pannello di Styrodur da 3cm e le tegole marsigliesi.
Ritiene che l’isolamento del tetto non sia sufficiente e pertanto il valore dell’umidità in casa possa dipendere da questo e che installando la sola VMC possa ovviare al problema oppure debba modificare qualcosa nella struttura del tetto?
Avrei pensato di inserire, tra le tegole e i pannelli di Styrodur, un altro pannello da 2 cm di un’altro materiale isolante, ma non so se è corretto perchè così non avrei quello spazio che rimane adesso tra le tegole e lo Styrodur, volevo inserire delle tegole di areazione ma non le trovo per quel tipo, non saprei proprio cosa fare per abbassare l’umidità che mi provoca la presenza di muffa in casa.
Grazie in anticipo per una Sua cortese risposta e se sono stato troppo lungo nella spiegazione.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 gennaio 2016 alle 14:25
proprio perchè è ambiente non riscaldato si isola l’estradosso solaio che divide appartamento riscaldato da sottotetto non riscaldato.
il manto sottotegola, che suggerisco traspirante e impermeabile, ha lo scopo di proteggere da eventuali infiltrazioni il solaio e l’eventuale coibentazione posata sopra.
MK 27 gennaio 2016 alle 09:42
Il geometra che ci segue sostiene che il sottotetto è non abitabile e non riscaldato quindi non siamo soggetti a rispettare la trasmittanza dinamica di 0.20 ma solo la trasmittanza di 0.28
Inoltre sostiene che la membrana traspirante non si mette e neppure il tavolato che servirebbe solo a sostenere la membrana. Il mio dubbio rimane sul fatto che non credo sia un lavoro regolare in quanto omettendo la membrana isolante traspirante in caso di condensa questa ricade sul solaio grezzo privo di pavimento e assorbita. Gli ultimi piani si ritroverebbero problemi di condensa e muffa sui muri.
MK 26 gennaio 2016 alle 15:03
Ho trovato anche questa ulteriore delucidazione sul sito:
http://www.edilportale.com/csmartnews/3927.asp
Dato che si tratta di una lavoro importante, il tetto deve essere anche reso a norma antisismica devono essere fatti lavori (ferro e cemento) sul perimetro per lo scarico del peso, la cosa che non ci è chiara è se siamo OBBLIGATI DI LEGGE a rispettare la trasmittanza periodica di 0,20.
A quel punto verrebbe automatica la pratica del 65%.
Federico Sampaoli Autore articolo 26 gennaio 2016 alle 13:54
un nuovo sottotetto privo di tenuta all’aria con un isolamento termico sulle falde con 8cm di pannelli tipo isotec ha poco o nessun senso:
per rispettare la normativa che riguarda la trasmittanza termica limite in zona climatica D forse lo spessore è sufficiente,
ma di certo non supererebbe la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore).
accedere agli incentivi del 65% solo per l’intervento in copertura non sarà possibile.
sarà invece possibile accedere agli incentivi del 50% visto che si tratta di straordinaria manutenzione.
chiarire subito questo aspetto con il termotecnico che prepara la pratica.
spendendo una cifra veramente irrisoria, consiglio di prevedere una coibentazione all’estradosso dell’ultimo solaio (sul pavimento della soffitta) in modo tale che l’investimento nella coibentazione vada
– a migliorare il comfort estivo degli appartamenti all’ultimo piano proteggendoli dal veloce surriscaldamento
– e a diminuire le dispersioni in periodo di riscaldamento.
sottotegola invece è consigliabile posare un manto traspirante e impermeabilizzante a protezione dell’edificio, del sottotetto e della nuova struttura lignea.
MK 25 gennaio 2016 alle 18:17
abito all’ultimo piano in un condominio costruito 70 anni fa.
Deve essere rifatto tutto il tetto che attualmente è di travi a forma di tronco d’albero, travetti, puntelli vari che scaricano nel solaio in punti un po a caso senza nessuna geometria.
La copertura è di 300mq Zona climatica D
Poichè non è a norma sismica, nel rifarlo è obbligatorio renderlo antisismico e la legge impone anche la coibentazione con polistirolo tipo Isotec se ho capito bene.
Il condominio è favorevole ad installare i pannelli di Isotec 8Cm (anche perchè sembra che la legge lo impone per questo tipo di ristrutturazione importante e soprattutto perchè permette di accedere agli incentivi del 65% su tutta l’opera).
Per risparmiare, il condominio NON vuole mettere sotto i pannelli Isotec il tavolato di abete spesso 20mm con il telo traspirante e pensano di fissare i pannelli di Isotec direttamente sulle nuove travi e travetti di legno.
Ho letto in rete che questi pannelli di Isotec possono dare problemi di condensa e umidità in caso di repentina escursione termica.
Il sottotetto (soffitta) è attualmente e rimarrà condominiale e NON abitabile.Il relativo solaio è al grezzo senza pavimento.
Procedendo con i soli pannelli di Isotec, che sono Autoportanti, senza tavolato e senza telo traspirante,
per gli appartamenti dell’ultimo piano, possono esserci problemi di condensa e umidità sui relativi soffitti? il tavolato ed il telo traspirante è indispensabile?
Federico Sampaoli Autore articolo 10 gennaio 2016 alle 15:26
sì , la tenuta all’aria del tetto è così garantita, solo che è garantita sul lato freddo anzichè sul lato caldo dove è posato il primo telo.
questo può portare a condense interstiziali in regime invernale
Valter 10 gennaio 2016 alle 11:06
Per realizzare la tenuta all’aria della copertura , dove la parete incontra il tetto, è sufficiente scaldare la guaina sormontando di 15, 20 cm. sui muri di confine? (il tetto si trova in mezzo a 2 proprietà).
Federico Sampaoli Autore articolo 6 gennaio 2016 alle 16:01
1.travi portanti
2.nuovo perlinato (in linda saranno ricollocate le tavelline pulite con i nuovi mezzi morali)
3.posa a caldo di guaina barriera vapore
4.posa di pannelli STIFERITE CLASS B (cm.8)
5.posa a caldo di guaina ardesiata
6.coppi
si deve progettare la tenuta all’aria della copertura e cioè tutta la linea dove la parete incontra il tetto.
lo sfasamento è molto scarso e il surriscaldamento estivo sarà veloce
2.nuovo perlinato
3.telo freno al vapore
4.pannello in lana di roccia (8cm.)
5.pannellatura in OSB (spessore minimo esistente)
6.posa a caldo guaina ardesiata
7.coppi
c’è il rischio di condensa interstiziale invernale perchè il pacchetto tetto è chiuso da una barriera al vapore proprio sul lato freddo
meglio posare un pacchetto in fibra di legno e prevedere uno strato di ventilazione, aggiungendo all’interno l’isolante necessario a raggiungere le prestazioni invernali ed estive progettate (o desiderate).
Valter 4 gennaio 2016 alle 17:21
Devono coibentare un tetto in legno in zona climatica “E”, e per motivi di altezze non si possono superare gli 8 cm. a disposizione.
2.mezzi morali
3.tavelline
Mi piacerebbe trovare un’alternativa riguardo al materiale isolante:
l’idea sarebbe di usare pannelli di lana di roccia.
Ma il dubbio mi sorge quando la posa di pannelli come lane di roccia o fibre di legno vanno sempre posati assieme alla ventilazione (minimo 5 cm.).
E il problema è che alla fine in 8 cm. massimo di coibentazione, se uso le fibre devo togliere 5 cm. di materiale isolante.
C’è la possibilità di poter posare i pannelli in lana di roccia con un pacchetto “chiuso” come questo?
Nell’attesa di una sua risposta, ringrazio e porgo
Federico Sampaoli Autore articolo 20 aprile 2015 alle 17:50
penso che la condizione migliori…
lasciamo pensare ai cavalli che hanno teste più grandi (dice mio suocero):
meglio calcolare la stratigrafia e poi decidere i materiali.
il freno al vapore garantisce la tenuta all’aria solo se la tenuta all’aria è stata progettata, almeno nei disegno esecutivi.
senza tenuta all’aria, il tetto in zona climatica E andrà in contro a elevati rischi di condense interstiziali.
mario 18 aprile 2015 alle 11:02
Ho rivisto la stratigrafia, che in effetti è scarsa. Per normativa mi dicono che basterebbe stiferite da 4 + fibra di legno da 8, ma ritengo che lo sfasamento sia troppo basso pertanto pensavo di prevedere:
-sopra le perline un freno al vapore Riwega USB micro strong sd =2, stiferite da 8 (isoventilato) fissato ai puntoni +fibra di legno 6 cm, telo ad alta traspirazione Riwega Elefant sd =0.02 su intera falda
-correnti in abete 6×6 per la ventilazione fissati ai correnti dell’isoventilato previa guarnizione punto chiodo
OSB da 20 mm, guaina ardesiata, coppi vecchi su schiuma + colmo ventilato
Lo sfasamento non sarà forse ancora ideale ma rispetto allo stato di fatto, aggiungendo fibra da 6 e ventilazione, penso che la condizione migliori sensibilmente.
Riguardo il quesito sulla sezione di ventilazione è dovuto al fatto di alcune contraddizioni che ho letto su diverse bibliografie:
a) in gronda sez minima 200 cm2/m (consigliata 400 cm2/m), in colmo 145 cm2/m
b) in gronda min 5 cm (consigliata 6-7 cm), in colmo non può essere sensibilmente inferiore a quella della
parete corrente pena la diminuzione dell’efficienza.
Io pensavo di impostare 6 cm in gronda e colmo ventilato con passaggio > 145 cm2/m. E’ corretto?
Un’ultima cosa riguardo alle sue opportune sottolineature:
– Il freno al vapore previsto Riwega USB micro strong sd =2 sulla scheda tecnica viene riportato come garantito per tenuta all’aria
-Il telo ad alta traspirazione Riwega Elefant sd =0.02 sulla scheda tecnica viene riportato come garantito come membrana ad alta permeabilità al vapore acque e impermeabilità all’acqua e pioggia battente.
Sono dati corretti o mi consigli altre membrane
Federico Sampaoli Autore articolo 16 aprile 2015 alle 10:32
non credo che in zona E sia sufficiente una coibentazione 6+6 in fibra di legno, anche per il surriscaldamento estivo.
è stata calcolata la prestazione di questa stratigrafia?
sia la soluzione A che la B funzionano. ovviamente in caso di listello e controlistello serve un manto impermeabile traspirante.
il freno al vapore sul lato caldo deve garantire la tenuta all’aria dell’ambiente riscaldato.
mario 14 aprile 2015 alle 23:46
mi chiamo Mario, Le avevo scritto 1 anno e mezzo fa per un consiglio su un prodotto “nano tecnologico” . Sono a chiederle cortesemente un ulteriore parere per l’intervento su parte della copertura di casa che dovrò prossimamente eseguire.
Stato di fatto: sottotetto uso cameretta e bagno a due falde di 35°, con 31 mq ad est L=6.30 m e 16 mq ad ovest L=3.70 m, compreso 1 m di linda. Il fabbricato (Zona E, UD 200 m slm) presenta la con la seguente stratigrafia di copertura: travi portanti in legno abete, perline in abete da 22 mm (le linde sono in tavelline di laterizio), pannelli in EPS (termotetto da 60 mm microventilato, mentre nelle linde da 45 mm) e manto in coppi.
-rimozione dell’esistente coibentazione danneggiata
-sopra le perline un freno al vapore Riwega USB micro strong sd =2, fibra di legno 6+6 cm sfalsati,
-mentre in linda pannello di isoventilato da 10 per raggiungere la stessa quota,
-telo ad alta traspirazione Riwega Elefant sd =0.02 su intera falda
-correnti in abete 6×6 per la ventilazione fissati ai puntoni con viti previa guarnizione punto chiodo
soluz. A: OSB da 20 mm, guaina ardesiata, coppi vecchi su schiuma + colmo ventilato
soluz. B: controlistello in abete 3.5×7, coppi vecchi fissati con ganci + colmo ventilato
Avrei piacere di avere un suo parere sul pacchetto proposto nonché sui particolari:
1) per il fissaggio dei coppi vecchi (che vorrei mantenere) con la soluz. A eviterei di dover forare tutti i
coppi per fissarli con i ganci; leggendo i suoi pareri mi pare non sia la soluzione che lei predilige (esiste
un’alternativa?)
2) l’altezza di 6 cm per l’apertura di ventilazione in gronda (può essere sufficiente 5 cm, e in colmo quale
sezione consiglia?)
3) la membrana freno al vapore che pensavo di posare solo sulle perline, viene prolungata su tutto lo spessore del muro (oltre quindi l’isolamento in styrodur da 6 cm verticale) e su esso fissato. E’ corretto?
Per intanto, un ringraziamento per l’attenzione
Federico Sampaoli Autore articolo 9 marzo 2015 alle 07:56
meglio concentrare l’investimento lì dove rende di più e costa meno l’esecuzione
Valter 9 marzo 2015 alle 07:40
Comunque, il fatto di poter isolare anche fuori dal tetto con 5cm. da qualcosa in più all’insieme? perché il sottotetto verrà adibito a ripostiglio.
Federico Sampaoli Autore articolo 8 marzo 2015 alle 18:03
se esiste un sottotetto e si può coibentare il pavimento del sottotetto all’estradosso è lì che bisogna intervenire e NON all’intradosso falde!
e certamente con materiali che offrano protezione dal caldo.
certo che poi bisogna progettare la correzione del ponte termico nell’abitazione all’ultimo piano.
Valter 8 marzo 2015 alle 17:01
In un tetto in laterocemento consigliano di isolare nell’intradosso delle 2 falde con 8 cm. di pannelli Stiferite.
Essendo una casa a schiera non è possibile alzarsi più di tanto all’esterno.
Piuttosto che isolare all’interno con 8 cm., è meglio isolare con 5 cm. all’esterno (il massimo per non avere troppe differenze con le coperture a lato) e magari andare poi a posare ulteriore isolante (magari più’ salubre) sul pavimento del sottotetto.
Federico Sampaoli Autore articolo 5 agosto 2014 alle 16:17
non tutti danno attenzione alle vocazioni dei vari materiali per coibentazione.
d’estate succede una cosa molto complessa.
una casa coibentata smaltisce malamente il caldo che per errore si è lasciato entrare (anche un trullo che si mettesse a cucinare pizze farebbe fatica a smaltire l’energia guadagnata e non voluta!)
una certa quantità di energia interna viene smaltita/accumulata dallo spessore interno della muratura protetta esternamente dalla coibentazione esterna.
è importante la ventilazione notturna
Giorgio 5 agosto 2014 alle 11:51
Grazie Federico finalmente ho capito cosa devo fare grazie alle tue indicazioni….!!!
Io non so perché solo 2 ditte su 6 mi hanno consigliato la fibra di legno. Tutte le altre, in ordine:
EPS: Styrodur
XPS: Stirodach
Neopor: Winpor + OBS
Valtech: Tech Pro multistrato riflettente
Mi viene da pensare…..sarà che di base queste ditte non sono ditte di legno e per loro posare questi prodotti è molto più facile che posare la fibra di legno?? Altrimenti non me lo spiego….!!!
Le uniche due ditte che mi hanno proposto la fibra, fanno solo legno e non costruzioni in cemento; le altre sì (perche nel mio caso devo alzare le quinte in Poroton e poi fare il tetto in legno).
Le chiedo una curiosità termica. Se d’estate apro gli infissi per far passare un po’ d’aria….entrerà il caldo. A questo punto, chiudendo gli infissi, mi conferma tuttavia che, con la coibentazione in fibra, il caldo rimane più dentro casa che non usando il polistirolo? (sto invertendo il concetto termico vedendolo dall’interno).
Federico Sampaoli Autore articolo 4 agosto 2014 alle 16:30
la densità della fibra di legno è alta: questo aiuta ad ottenere più sfasamento in meno spessore.
circa il peso per mq io non posso esprimermi. tutto il pacchetto fino alla tegola ha un peso ben definito.
i chiodi che attraversano il pacchetto ricevono delle guarnizioni quadrate sotto i listelli
Giorgio 3 agosto 2014 alle 22:26
Buonasera Federico, finalmente ieri ho ottenuto il primo preventivo con isolante in fibra di legno…
La stratigrafia che mi è stata proposta (e preventivata economicamente) è la seguente:
– perlinato 2cm
– freno vapore densità 150gr/mq
– 3 strati di fibra di legno da 150Kg/mc per un totale di 16cm sovrapposti in modo da eliminare ponti termici
– contro listellatura per la ventilazione del tetto
– telo traspirante impermeabile da 150gr/mq
– listello portategola inchiodato sul listello di ventilazione
– tegola
– sistema di ventilazione del colmo composto da staffe per il supporto dei listelli, “roll tech” composto da due strati esterni in alluminio plissettato per l’alloggiamento sulla tegola, e da una retina per permettere l’areazione del tetto
– colmi in laterizio e fine colmi fissati sul listello centrale di ventilazione
Sò che mi aveva suggerito 20cm e non 16….ma purtroppo economicamente posso arrivare a questo….l’alternativa è non fare nulla. 🙁 Nonostante tutto, l’interlocutore mi è sembrato preparato.
A valle di questa stratigrafia mi pongo due domande:
1) Siccome ho letto che per la fibra di legno non deve vedere nemmeno una goccia d’acqua, rischierei infiltrazioni con questa stratigrafia? Ad es., attraverso il chiodo che buca il telo tra listellatura e contro listellatura?
2) Una fibra di legno che pesa 150kg/mc, non mi appesantisce troppo il tetto? Di quanto si avvicinerebbe il peso rispetto al peso di un tetto in cemento con solaio? (il mio tetto è c.a 145mq cacciate e inclinazione incluse). Avrei necessità di non fare un tetto pesante…
Come sempre, grazie mille……….per la pazienza e professionalità.
Federico Sampaoli Autore articolo 2 agosto 2014 alle 09:07
la fibra di legno è salubre, e gli scarti sono anche compostabili.
internamente non respirerete mai la fibra di legno (comunque innoqua) perchè sotto all’isolante va posato un telo freno al vapore con funzione di tenuta all’aria.
la paranoia è giusta, ma verso materiali di altro tipo.
Zita Fratoni 1 agosto 2014 alle 22:53
Salve sig. Federico, una domanda sulla fibra di legno. È cancerogena?
Vorrei usarla come isolante per il mio tetto in legno a vista.
Mi riferisco ai microgranuli che potrebbero staccarsi col tempo ed essere inalati da me e dai miei familiari (vedi problema ethernit), sia fuori casa che dentro casa.
Grazie e scusi la paranoia.
Luca83 16 giugno 2014 alle 11:40
Grazie mille per il consiglio Federico.Il fatto dei pannelli in fibra di legno è perché ho diversi pezzi avanzati da un cantiere e vorrei utilizzarli.A questo punto ho deciso di utilizzare i fiocchi di cellulosa(almeno 25-30 cm) e usare i pannelli rigidi in fibra di legno per formare delle passerelle per un possibile camminamento(facendo attenzione a non danneggiarla).La botola verrà nastrata ma non potrò coibentarla purtroppo per ovvi motivi…
Federico Sampaoli Autore articolo 16 giugno 2014 alle 11:31
sì il solaio del sottotetto sarà il freno al vapore (se non ci sono fori o difetti)
tra fiocchi di cellulosa e pannelli in fibra di legno, forse userei i fiocchi per lavorare meno.
di entrambi si dovrebbe calcolare lo spessore per assicurarsi sfasamento sufficiente.
entrambi ottimi contro il surriscaldamento.
la botola va nastrata in qualche modo. nastro autoespandente è anche una soluzione ottimale.
si devono eliminare gli spifferi
Luca83 15 giugno 2014 alle 17:36
Devo coibentare il pavimento di un sottotetto in laterocemento.Superiormente ho la classica copertura inclinata in muricci e tavelloni non intonacati all’interno e all’esterno copertura a tegole senza guaina impermeabile.
Il sottotetto è accessibile solo tramite una botola e quindi non è necessario che sia pedonabile.
Sto valutando se usare fiocchi di cellulosa o pannelli rigidi in fibra di legno 3Therm.
Il solaio verrà pulito adeguatamente prima di posare il coibente.
Se decido di utilizzare la fibra di legno non è necessario un freno a vapore poiché il solaio assolve già tale funzione giusto?anche perché il vapore poi verrà smaltito all’esterno superiormente visto che non è presente una guaina impermeabile sul tetto inclinato.
Se invece utilizzo i fiocchi di cellulosa serve prima un freno a vapore?
inoltre c’è il problema della tenuta all’aria della botola, che non potrà essere coibentata per questioni di accessibilità.
Federico Sampaoli Autore articolo 25 maggio 2014 alle 17:44
leggi il nuovo articolo: http://espertocasaclima.com/2014/05/il-tetto-e-la-guaina-ardesiata/
quando il sottotetto vorrà diventare abitabile allora sarà il momento di investire bene nella stratigrafia del pacchetto sul lato interno.
fare un po’ adesso è inutile.
Valter 25 maggio 2014 alle 12:13
Il sottotetto sarà calpestabile, infatti più che sottotetto è un secondo piano con tetto a vista, un domani potrebbero benissimo farci pure un bagno o altro secondo me…
La casa è stile liberty (quindi le pareti esterne manterranno lo stato originale a livello estetico), se un domani verrà realizzata una coibentazione alle pareti perimetrali, credo che opteranno per la coibentazione dall’interno (come è già esistente al 1° piano, dove vivono).
Al committente è stato consigliato che quando sarà il momento di adibire il piano intero ad un vero e proprio appartamentino o ufficio, potrà coibentare tra un trave e l’altro con ulteriore materiale isolante.
Se poi dovrò seguire per forza questa idea, almeno avrò cercato di trovare una soluzione migliore per quanto minima.
Federico Sampaoli Autore articolo 24 maggio 2014 alle 16:52
sono anch’io per listello e controlistello per la salvaguardia del legno.
quindi la soluzione del tecnico sarebbe isolo male le falde e poi correggo con l’isolamento nel sottotetto?
il sottotetto dovrà essere calpesatabile?
il ponte termico del nodo parete-tetto?
Valter 24 maggio 2014 alle 12:58
In una zona climatica E in provincia di Udine devono sistemare un tetto in legno (approfittando di isolare un pò).
Avevo proposto un pacchetto della “Naturalia Bau”, ma per il problema di altezze e costi non è stato approvato.
Appoggiandosi ad un “tecnico”, gli è stato proposto quanto segue:
Tetto stato di fatto:
– guaina ardesiata (barriera al vapore)
– manto di copertura in coppi
Tetto proposta.
– tavolato esistente
– guaina ardesiata (barriera al vapore) esistente
– coibentazione in pannelli di Stiferite ad alta densità da cm.3
– listello in legno “reggi tegola”
– manto di copertura in tegola portoghese
Solaio proposta:
– Demolizione di caldana esistente costituita da massetto tipo “ISOCAL”
– posa di barriera al vapore autoadesiva
– posa correntini in legno 4X12
– posa coibente tipo “STYRODUR” di 12 cm.
– posa pannello trucciolare
1. Non lascerei la guaina esistente, come prima cosa la toglierei.
2. Non poserei un listello unico parallelamente alla linea di gronda per il motivo che quel poco di condensa che verrà, rischia di far marcire il legno, farei una controlistellatura piuttosto.
3. e altro ancora…
Cosa potrei proporre di meglio mantenendo un budget minimo?
Cosa ne pensa piuttosto di questo tipo:
http://www.termoisolanti.com/prodotti/isolanti-termici/isolanti-termici-ventilati/isovent-composito-fl.php
Come sempre un sentito ringraziamento.
Federico Sampaoli Autore articolo 22 febbraio 2014 alle 20:58
un discorsetto a chi ha calpestato senza proteggere sarebbe d’obbligo!
costruite una passerella con delle tavole nei punti di passaggio.
fate tenuta all’aria dell’apertura per accedere al sottotetto.
Diego 22 febbraio 2014 alle 19:05
volevo chiederle un consiglio, abbiamo eseguito una coibentazione di un sottotetto con due pannelli sovrapposti di fibra di legno per uno spessore totale di 12cm. Il sottotetto non è molto praticabile,tuttavia mi piacerebbe utilizzarlo come deposito.
Dopo pochi giorni, causa forse i lavori per l’installazione di alcuni pannelli solari e l’installazione della macchiana VMC centralizzata la superficie del pannello si sta o si è abbastanza sfaldata, perdendo qualche pezzo di fibra e generando abbastanza polvere…
Con cosa potrei rivestire la fibra per renderla più calpestabile ? Ovviamente vorrei davvero spendere poco, si tratta di circa 50mq di superfice. Lei cosa consiglia ?
Federico Sampaoli Autore articolo 29 novembre 2013 alle 20:14
chi sa se il condominio gradirebbe una mia consulenza.
a lei che se ne preoccupa direi che coibentare all’estradosso è una buona soluzione economica che per sua natura non risolve i ponti termici per esempio perimetrali.
immagino che l’edificio non abbia un cappotto esterno… per ora. e non so nemmeno se le facciate siamo in ordine e in decoro.
pannelli tipo knauf vuol dire poco. comunque si poseranno 12 cm di materiale isolante?
il getto per garantire calpestabilità mi sembra una spesa inutile e non migliorativa di nessun aspetto: per garantire la calpesatbilità sarà sufficiente una lastra di OSB sul pacchetto isolante.
ma quale pacchetto?
se io fossi incaricato da lei penserei sicuramente ai fiocchi di cellulosa, anche per il loro buon comportamento estivo.
ovviamente chi beneficerà al massimo della scelta sarà l’ultimo piano
se sana, la copertura con tetto a 2 falde e struttura in legno può rimanere com’è, senza barriera
Domenico 29 novembre 2013 alle 18:20
Dovrei far isolare il sottotetto di circa 300 mq di un condominio in provincia di Torino realizzato alla fine degli anni 60.
Lo stato di fatto è il seguente:
– ultima soletta con travi e solai in calcestruzzo armato con di spessore 16+4cm
– sottotetto vano tecnico (si accede sopo per manutenzione motori ascensori, antenna, colonne riscaldamento)
– copertura con tetto a 2 falde e struttura in legno (colmo in legno sez. 20x 20 cm, travi diam 16 cm passo 1,3 m; travicelli e listelli; tegole marsigliesi).
L’impresa propone si posare pannelli tipo knauf direttamente su estradosso (di spessore 120 mm), effettuare getto di 5 cm poco armato sopra i pannelli (per garantire calpestabilità).
Sulla copertura invece propone assito grezzo di 3 cm + barriera al vapore + listelli e listellini + marsigliesi inchiodate.
Pensa che questa possa essere una buona soluzione? Qualora non lo fosse potrebbe darmi qualche alternativa?
Federico Sampaoli Autore articolo 21 novembre 2013 alle 15:32
ogni correzione dei ponti termici è la benvenuta.
il senso è cercare di non interrompere mai la coibentazione.
Emanuele 21 novembre 2013 alle 14:47
Ho fatto i calcoli e per un tetto di 157 mq di sviluppo eliminando la perlinatura e spostando l’isolante sul solaio si risparmierebbero circa 4300 Euro. Per i ponti perimetrali pensavo di riempire di perlite sfusa il primo corso di laterizi sul solaio; questo è un costo che non so ancora valutare ma tecnicamente parlando come la vede come soluzione?
Federico Sampaoli Autore articolo 19 novembre 2013 alle 15:18
un sottotetto non riscaldato offre la possibilità di coibentare il solaio e risparmiare l’intervento sul tetto.
economicamente è un’operazione interessante, ma non permette di curare facilmente i ponti termici perimetrali e strutturali interni.
non consiglio mai di utilizzare lana di roccia, a maggior ragione dentro casa.
leggi anche http://espertocasaclima.com/2012/12/coibentare-dall-interno-con-fibra-di-legno-o-con-lana-di-roccia/
prevedere dei camminamenti per sfruttare delle scaffalature in soffitta è corretto.
Emanuele 19 novembre 2013 alle 14:59
sto chiedendo dei preventivi per una nuova costruzione in zona E (BI), con un sottotetto non abitabile e usato solo come deposito (basse altezze). Una impresa mi ha proposto di non coibentare la copertura ma il solaio, per risparmiare sulla soluzione e aumentare le prestazioni energetiche diminuendo il volume riscaldato.
– la normativa permette ancora di realizzare un solaio coibentato e un soprastante tetto a falda senza nemmeno la perlinatura o ci sono problemi per la Legge 10?
– in caso affermativo pensavo di usare lana di roccia a doppia densità per poter anche calpestare la superficie e usarla facilmente come deposito; che ne pensa?
Federico Sampaoli Autore articolo 5 novembre 2013 alle 15:09
la ventilazione smaltisce il vapore che ha trapassato il pacchetto di coibentazione. il colmo ventilato è importante
Michele 4 novembre 2013 alle 12:27
Se possibile evito di fare il secondo tavolato perché secondo me non è la ventilazione a camera chiusa che aumenta le prestazioni ma lo spessore e il tipo di isolante.
Preferisco come in questo caso mettere un telo traspirante più robusto e non avere problemi per la pedonabilità .
Poi, in caso di incendio, con la camera di ventilazione a doppio tavolato ,i pompieri devo tagliare con la motosega tutto il tetto per fermare l’effetto camino…
Federico Sampaoli Autore articolo 3 novembre 2013 alle 13:55
anch’io vedo tanta superficialità nel scegliere il materiale per coibentazione termoacustica.
eppure se i committenti fossero informati delle differenze tra le prestazioni dei materiali per isolamento credo che quasi nessuno appalterebbe la stratigrafia peggiore.
il secondo tavolato è una spesa in più. quando sopra al telo impermeabile e traspirante si posano i listelli e i controlistelli portacoppi la ventilazione del pacchetto tetto traspirante è assicurata.
ma lei che è artigiano forse trova molto pratico eseguire un secondo tavolato da impermeabilizzare con sotto lo strato di ventilazione… forse perchè pedonabile senza attenzione?
MICHELE B 3 novembre 2013 alle 12:08
Ho scritto ancora alcuni commenti ai tuoi post e mi hai dato ottime risposte!
Ho un’impresa edile e sto facendo un tetto nuovo in legno per una sopraelevazione di un fabbricato e contro il parere di geometra e termotecnico ho SOSTITUITO l’isolante della copertura da 12 cm di EPS con 14 cm di fibra di legno 6+6+2. Per fortuna il cliente si fida di me e in tal modo gli ho fatto un ottimo prezzo per la differenza dell’isolante fra EPS e FIBRA DI LEGNO.
1)questi “tecnici” che mi hanno detto che vedono poca differenza fra i 2 materiali a parte il costo, hanno mai sentito parlare di Udyn per i tetti e dell’acustica ?
2) Non sono mai riuscito a capire se serve una camera di ventilazione (doppio assito) o se con un buon isolamento è sufficiente la ventilazione creata dal listello e controlistello di supporto dei coppi…
Ho fatto il corso Casaclima per artigiani e nemmeno lì hanno dato una risposta certa!!!
Federico Sampaoli Autore articolo 14 agosto 2013 alle 09:03
la lana di vetro non è il materiale più adatto per ottenere sfasamento: leggi anche http://espertocasaclima.com/coibentazione-in-regime-estivo/protezione-dal-caldo-alta-capacita-termica-volumica/
enrico q. 14 agosto 2013 alle 00:04
buonasera, scusi il disturbo, vorrei un suo consiglio
ho realizzato una piccola coibentazione dall’interno del sottotetto, applicando tra le travi della lana di vetro che va a sfiorare le tegole esterne, all’interno ho steso un foglio di nailon di alcuni mm , ed ho chiuso sempre internamente con dei listelli da tre cm spessore di abete larghi 6 cm. ovviamente mi sono improvvisato perché era prima impossibile accedere nel sottotetto per l’elevata temperatura estiva, ora quando fuori ci sono oltre 40 gradi all’interno si raggiungono i 35, secondo lei per tamponare per alcuni anni cosa potrei applicare sui listelli di legno per evitare che penetri il caldo? ill tetto non e’ molto alto quindi ci vorrebbe una coibentazione con poco spessore ma valida, se puo’ aiutarmi le sarei grato. buonasera,
Federico Sampaoli Autore articolo 9 luglio 2013 alle 12:32
tutti i prodotti super o nano tecnologici non attirano la mia attenzione e li guardo con sospetto.
anche se i miei dubbi fossero infondati e dettati dal mio carattere credo sia difficile garantire ad un prodotto sottovuoto di mantenere le sue caratteristiche per decenni.
analizzando i dati numerici
Spessore (s)0,030 [m]
Resistenza termica [mqK/W] 6,880
Calore specifico (c) 800 [J/kgK]
Densità (?) 200 [kg/m3]
indicati nella scheda tecnica di questo materiale tecnologicamente avanzato ad altissime prestazioni isolanti composto da cellule micronizzate di polveri a base di ossidi di silice (Vacunanex viene confezionato sottovuoto per garantire più alte capacità isolanti) credo che:
Fattore di decremento (attenuazione), Ritardo fattore di decremento (sfasamento) e Capacità termica periodica lato interno siano molto scarse e perciò la prestazione energetica estiva di tale stratigrafia sia assai mediocre. Credo di non sbagliarmi.
Ho letto che l’irraggiamento attraverso il pannello di Vacunanex è schermato grazie a particolari opacizzanti che limitano fortemente la trasmissione del calore per irraggiamento, però resto scettico.
mario 8 luglio 2013 alle 23:21
mi chiamo Mario, le scrivo da S.Daniele Fr., non posso non iniziare con i complimenti (le assicuro non di rito!) per il suo interessante blog da cui traspare oltre alla competenza anche la grande passione che ci mette.
Mi permetto di chiederLe un consiglio su un prodotto che non conosco, il Vacunanex della Bifire, che mi hanno indicato per la manutenzione della copertura di parte della copertura di casa (un sottotetto uso cameretta e bagno a due falde di 30°, con 31 mq ad est e 16 mq ad ovest, compreso 1 m di linda). Il fabbricato (Zona E, 200 m slm) è stato ristrutturato 15 anni fa con la seguente stratigrafia di copertura: travi portanti in legno abete, perline in abete da 22 mm (le linde sono in tavelline di laterizio), pannelli in EPS (termotetto da 60 mm microventilato, mentre nelle linde da 45 mm)e manto in coppi. Destino ha voluto che una colonia di ratti hanno trovato confortevole l’isolamento e solo dopo estenuanti tentativi sono riuscito ad allontanarli, mi hanno però lasciato un isolamento simile alla gruviera che ora sono costretto a sostituire.
La soluzione pensata (anche per dare più sostanza al pacchetto, creare una ventilazione più accentuata e non dover rialzare la lattoneria presente)è la seguente:
sopra le perline un freno vapore Riwega USB micro sd (m)=2, pannelli di Vacunanex da 30 mm W/mk=0,005, OSB da 20 mm, lastre di isoline sottocoppo con altezza onde da 25 mm e manto in coppi.
Il dubbio è su questo nuovo prodotto “tecnologico” e le accortezze per la corretta posa (è sottovuoto pertanto serve particolare attenzione) inoltre per il fissaggio meccanico che vorrei realizzare a lastre di Isoline e OSB pensavo di fissare un correntino da 30 mm sopra i puntoni, tra un pannello e l’altro di isolante che ovviamente non posso forare).
Federico Sampaoli Autore articolo 29 maggio 2013 alle 08:51
Potreste anche decidere di risanare la copertura senza isolamento termico (il beneficio di pochi cm di xps sarà quasi nullo contro il caldo estivo) per poi posare uno strato di coibentazione all’estradosso dell’ultimo solaio (sul pavimento del sottotetto): fiocchi di cellulosa.
Con adeguato spessore di fiocchi di cellulosa si otterrà grande sfasamento estivo.
Sul lato ovest si dovrebbe piantumare per ridurre i danni del vento.
Mario 28 maggio 2013 alle 22:14
In sardegna, a 100 mt. dal mare, causa notevoli infiltrazioni, devo rifare il tetto a 2 falde, ciascuna di 25 mq., rivolte a Est e ad Ovest inclinate di circa 25-30 gradi. Attualmente la stratigrafia è la seguente: Travi-correntini-traversi-tegole marsigliesi. Il lato ovest è soggetto a forti raffiche del maestrale (nel sottotetto, parzialmente agibile, ho trovato circa mezzo un metro cubo di sabbia).
Piccoli impresari locali mi hanno proposto le seguenti soluzioni:
1)Travi attuali+perline da 25mm+accoppiato in rotolo da cm.5 di XPS inchiodato+guaina ardesiata da 4,5 kg/mq applicata a fiamma+tegole portoghesi fissate a malta+camino per fuoriuscita aria sul colmo.
2)Travi attuali-perline da 25mm-accoppiato in rotolo da cm 4 di XPS incollato-tegole portoghesi fissate a malta-camino per fuoriuscita aria sul colmo.
A me pare migliore la prima soluzione (inchiodato e ulteriore guaina applicata a fiamma) ma suggerite qualcosa di meglio ?
Federico Sampaoli Autore articolo 22 maggio 2013 alle 07:58
essendo la copertura molto piana ma Taranto poco piovosa non sarei molto preoccupato per le capacità del manto.
tornando alla permeabilità al vapore direi che la ventilazione sarà lenta per la poca pendenza. la ventilazione smaltisce il vapore che esce dalla stratigrafia.
se sostituire il telo con valore Sd pari a 3metri con un telo igrovariabile avete la certezza che d’inverno attraverso il pacchetto passerà assai poco vapore e che d’estate il vapore ancora presente verrà smaltito velocemente verso l’interno.
sfasamento: appena sufficiente
fattore di attenuazione: da migliorare. La quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione). Meglio bassi valori del fattore di decremento f (ottimo < 0,15)
Paki 21 maggio 2013 alle 21:50
la pendenza è sotto i 5 gradi (3 gradi) quindi non credo di poterlo mettere. come le dicevo vorrei sapere se i listelli devono essere tassellati sui travetti e quindi devo seguire lo stesso interasse ogni 70 cm circa e quale deve essere lo spessore della camera di ventilazione(6cm ?), poichè ho visto che di solito mettono i listelli ogni 30-50cm .
Riguardo al freno, pensa che sia sufficente il delta fol pvg sd=3m rispetto all’igrovariabile?
Le dico comunque i parametri della stratigrafia da me ipotizzata: 12,5h sfasamento, U=0,20 , Attenuazione 0,24 . Grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 21 maggio 2013 alle 15:33
investirei qualche cm in più nella fibra di legno per portarla magari a 20cm e risparmierei sul telo Dorken Delta Vents + OSB 18mm + guaina è guaina + telo riflettente
quindi sopra l’isolante poserei subito un telo permeabile al vapore
spessore d’aria equivalente alla diffusione: SD anche 0,95?m,
posto in opera a secco saldato o incollato con giunti sovrapposti di 20 cm su pannello in fibra calpestabile
per inclinazioni oltre i 5°.
con apposite guarnizioni si possono posare direttamente listelli e controlistelli per ventilazione.
Paki 20 maggio 2013 alle 21:22
Vorrei realizzare un tetto in legno ad 1 falda a Taranto(zona c) con pendenza del 6%. La falda è lunga 6.5 metri a va da sud(lato gronda) a nord. La larghezza del tetto da est a ovest è 9.5 metri.
Stratigrafia che mi hanno consigliato:travetti interasse 77cm, perlinato 2 cm, freno Dorken Delta fol pvg (sd=3m), fibra legno 18cm, traspirante Dorken delta vent s (sd=0,02), camera ventilazione (spessore 4,5cm oppure 6cm ), osb3 18mm, doppio strato guaina e termoriflettente alluminio o bianco;
Vorrei sapere se è necessaria la camera di ventilazione e in che spessore? Quale deve essere la distanza tra i listelli e la dimensione delle bocchette sul lato gronda e colmo(e l’altezza rispetto all’osb) considerando che sarà messa un rete anti insetto?
Sul perlinato consigliate un freno igrovariabile(Intesana Naturalia sd=0,25-10 m) o va bene uno tradizionale con sd=3 m ?
Ho letto inoltre che in presenza di impermeabilizzazione con guaina bituminosa, sarebbe preferibile mettere una barriera vapore anzichè il freno.

References: articolo 31
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