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Timestamp: 2020-01-28 15:43:55+00:00

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Art. 1731 codice civile - Nozione - Brocardi.it
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Articolo 1731 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1731 Codice civile
Il contratto di commissione (1) è un mandato [1703] che ha per oggetto l'acquisto o la vendita [1470] di beni (2) per conto del committente e in nome del commissionario [78 l.f.] (3).
(1) La commissione è un contratto consensuale ad effetti obbligatori (1376 c.c.) ed a forma libera (1325 c.c.), salvo che abbia ad oggetto beni immobili (1350, 1351 c.c.).
(2) La commissione non può avere ad oggetto incarichi diversi. Un esempio di tale contratto è costituito dalle compravendite (1470 c.c.) stipulate dai commissionari delle case automobilistiche.
(3) Si tratta, quindi, di un mandato senza rappresentanza (v. 1705, 1706 c.c.).
Poichè la commissione è un tipo particolare di mandato, essa riceve una disciplina a sè stante.
Spiegazione dell'art. 1731 Codice civile
La nozione della commissione
Il contratto di commissione è un mandato che ha per oggetto operazioni di compera e di vendita: un mandato dall'oggetto speciallizzato. Una delle parti (il commissionario) si obbliga a compiere in nome proprio uno o più atti giuridici per conto dell'altra (il committente); gli atti giuridici debbono consistere nell'acquisto o nella vendita di beni.
Si applicano pertanto alla commissione le regole del mandato e quelle dettate espressamente per essa, tenuto presente in ordine alle prime che alla commissione è del tutto estranea la rappresentanza.
Essa fa parte del diritto dell'impresa di commercio
L'art. 380 dell'abrogato codice di commercio statuiva che la commissione "ha per oggetto la trattazione di affari commerciali".
L'art. 1731 del codice vigente detta che la commissione "ha per oggetto l'acquisto o la vendita dei beni".
Di qui il quesito se la commissione è rimasta un rapporto proprio dell'impresa commerciale ovvero può costituirsi anche per rapporti di natura civile.
Il quesito si risolve nel primo senso: la commissione è anche ora rapporto che inerisce all'impresa commerciale.
Difatti: a) la commissione emerse proprio dalla necessità di superare le difficoltà che ostacolavano il commercio tra mercati lontani. Negando la ragione storica del rapporto diventerebbe difficile dare allo stesso un adeguato fondamento; b) l'art. 1731 specificando l'oggetto della commissione ha taciuto degli affari commerciali non per estendere il rapporto agli affari civili ma per adeguare la disposizione alle linee generali del sistema, per il quale la materia di commercio si determina con riguardo all'oggetto dell'impresa; c) la commissione s'inquadra nelle "altre attività sussidiarie" indicate dall'art. 2195, n. 5; costituisce attività ausiliaria a quella intermediaria nella circolazione dei beni indicata nel n. 3 del medesimo articolo e può a sua volta dar luogo a un'impresa commerciale se esercitata a impresa; d) la commissione in materia civile non si distinguerebbe dal mandato, posto che è fuor di dubbio che anche il mandato può avere per oggetto l'acquisto o la vendita di beni in nome del mandatario e per conto del mandante.
Massime relative all'art. 1731 Codice civile
Cass. civ. n. 8512/2004
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 8512 del 5 maggio 2004)
Cass. civ. n. 11683/1997
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 11683 del 22 novembre 1997)
Cass. civ. n. 1996/1981
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1996 del 8 aprile 1981)
Cass. civ. n. 1025/1981
Nel contratto di commissione avente ad oggetto cose mobili, l'eventuale consegna di queste al commissionario per il compimento della sua attività fa nascere in capo allo stesso un obbligo di custodia, strumentale rispetto a quello di compiere l'attività giuridica necessaria per la loro vendita in nome proprio e nell'interesse del committente — nel che si realizza la causa tipica del contratto di cui all'art. 1731 c.c. — con la conseguenza che, per determinare il grado di diligenza nella custodia del commissionario, e la conseguente responsabilità per perdita ed avaria della cosa, non devono adoperarsi i criteri validi per il contratto di deposito — del quale la custodia costituisce l'oggetto della prestazione del depositario, la cui diligenza deve essere adeguata alla funzione tipica, caratterizzante tale contratto — ma occorre commisurare quella diligenza alla funzione precipua del contratto di commissione, sicché i modi di conservazione delle cose ricevute sono solo quelli necessari per l'adempimento dell'obbligazione principale di vendita di esse, con conseguente applicabilità non dell'art. 1768, o degli artt. 1787 e 1789 (deposito nei magazzini generali), bensì della norma generale dell'art. 1176 c.c.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1025 del 19 febbraio 1981)
Cass. civ. n. 1323/1977
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1323 del 6 aprile 1977)

References: Articolo 1731

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Cass. 
 sentenza 

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