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Timestamp: 2019-06-18 01:15:19+00:00

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738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
738. (Procedimento)
Codice di procedura civile Libro Quarto: DEI PROCEDIMENTI SPECIALI Titolo II: DEI PROCEDIMENTI IN MATERIA DI FAMIGLIA E DI STATO DELLE PERSONE Capo I: DELLA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI Capo II: DELL'INTERDIZIONE, DELL'INABILITAZIONE E DELL'AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO (1) Capo III: DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ASSENZA E ALLA DICHIARAZIONE DI MORTE PRESUNTA Capo IV: DISPOSIZIONI RELATIVE AI MINORI, AGLI INTERDETTI E AGLI INABILITATI Capo V: DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA I CONIUGI Capo VI: DISPOSIZIONI COMUNI AI PROCEDIMENTI IN CAMERA DI CONSIGLIO 738. (Procedimento)
Art. 738. (Procedimento)
1. Il presidente nomina tra i componenti del collegio un relatore, che riferisce in camera di consiglio.
2. Se deve essere sentito il pubblico ministero, gli atti sono a lui previamente comunicati ed egli stende le sue conclusioni in calce al provvedimento del presidente.
Il giudice puo' assumere informazioni.
Procedimenti camerali - Potere del giudice di assumere informazioni - Facoltà - Mancato esercizio - Incensurabilità in cassazione - Fattispecie in tema di equa riparazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24965 del 25/11/2011 In tema di procedimento camerale, il potere riconosciuto al giudice dall'art. 738, secondo comma, cod. proc. civ. costituisce oggetto di una mera facoltà e non di un obbligo, sicché il suo mancato esercizio non determina l'inosservanza delle norme che disciplinano il procedimento camerale e risulta incensurabile in cassazione. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso il decreto della corte di appello, che aveva dichiarato improponibile un ricorso per equa riparazione, giudicando infondata la doglianza secondo cui il giudice non aveva assunto, d'ufficio, informazioni in ordine all'effettiva pendenza del procedimento presupposto, ai fini del decorso del termine decadenziale). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24965 del 25/11/2011 ...
procedimenti speciali - in genere - Procedimento disciplinare a carico di notai - Reclamo - Mancata comparizione del reclamante - Improcedibilità - Esclusione - Decisione nel merito - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 13434 del 17/06/2011 Nel processo disciplinare a carico del notaio, la mancata comparizione del reclamante nel giudizio d'impugnazione del provvedimento sanzionatorio adottato dalla commissione disciplinare non è causa di improcedibilità del reclamo, non essendo tale conseguenza prevista da alcuna norma espressa, con la conseguenza che il giudice, verificata la ritualità degli atti finalizzata a consentire detta comparizione, deve decidere nel merito il reclamo e non dichiarare improcedibile lo stesso (o, come nella specie, "il non luogo a procedere"). Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 13434 del 17/06/2011 ...
Procedimenti in camera di consiglio - Ammissione delle prove - Provvedimento collegiale - Necessità - Ammissione con provvedimento del giudice delegato - Mancato espletamento della prova e rimessione delle parti al collegio - Nullità - Configurabilità- Esclusione - Fattispecie. Nei procedimenti in camera di consiglio è riservata al collegio ogni valutazione sulla ammissibilità e rilevanza delle prove, la cui assunzione può essere delegata ad uno dei suoi componenti; conseguentemente, non è viziato il provvedimento con cui il giudice delegato, dopo aver ammesso la prova testimoniale dedotta dalle parti, all'udienza fissata per l'assunzione non vi proceda e rimetta le parti innanzi al collegio; infatti, tale provvedimento non si sostanzia in una irrituale revoca dell'ordinanza istruttoria per motivi attinenti alla rilevanza e ammissibilità della prova, ma pone rimedio ad un precedente errore, consentendo il pieno esercizio dei poteri istruttori al giudice collegiale, cui sono attribuiti in via esclusiva e che può pertanto anche ritenere superflue le prove dedotte e in precedenza irritualmente ammesse. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10615 del 25/09/1999 ...
Famiglia - filiazione - filiazione naturale - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2742 del 27/04/1985
Dichiarazione giudiziale di paternità o maternità - ammissibilità dell'azione - procedimento relativo - intervento del pubblico ministero - comunicazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - sufficienza.* Il principio che quando la legge prevede l'intervento obbligatorio del P.m., è sufficiente che lo stesso sia informato del procedimento e posto in grado di parteciparvi, trova applicazione anche nel procedimento di ammissibilità dell'Azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale, con la conseguenza che l'anzidetta esigenza è osservata quando al P.m. sia stata data comunicazione del ricorso introduttivo e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza ancorché lo stesso non intervenga alle udienze e non formuli conclusioni. Ne' al riguardo osta il disposto dell'art. 738, secondo comma, cod. proc. civ., il quale prevede che venga sentito il P.m. (per cui il parere del P.m. è un atto doveroso che non può essere omesso), in quanto quest'ultima disposizione (al pari di quella del successivo art. 740) pur essendo compresa fra quelle comuni ai procedimenti camerali, riguarda soltanto la giurisdizione volontaria e non il procedimento camerale previsto dall'art. 274 che ha natura contenziosa. ( V 1304/83, mass n 426092; ( Conf 3407/84, mass n 435424).* Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2742 del 27/04/1985 ...

References: Art. 738
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 740
 Sentenza