Source: https://issuu.com/evsrl/docs/271
Timestamp: 2016-12-10 10:56:38+00:00

Document:
Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 27 by E.V. Soc. Cons. a r.l. - issuu
Paolo Patta ha convocato la Commissione Randagismo per un’audizione
dei vari componenti. Presenti per
l’ANMVI Laura Torriani e per la SCIVAC Raimondo Colangeli. Al Sottosegretario è stato presentato il documento per l’implementazione della
Legge 281 prodotto dalla Commissione e considerato dai suoi componenti come valido punto di partenza
per il prosieguo dei lavori. Nuova
convocazione a settembre.
Proseguono i lavori della Commissione attivata dal Ministero della Salute
per l’analisi del nuovo regolamento
Europeo n. 1/2005. All’incontro del 4
luglio è stato convocato il Gruppo
“Normativa” per fare il punto sull’analisi degli aspetti normativi che disciplinano la protezione degli animali durante il trasporto. Per l’ANMVI ne fa
parte la Presidente di ANMVI LOMBARDIA, Marina Perri.
Le autorità sanitarie della Spagna, dopo la conferma dei test su un uccello
selvatico in territorio basco, hanno
adottato le precauzioni previste dalla
Decisione 2006/115/CE che stabilisce
le misure da adottare in ogni Paese in
cui vi siano casi sospetti o accertati di
aviare ad alta patogenicità nei selvatici a partire dall’istituzione di una zona
di protezione di 3 metri e una zona di
sorveglianza di 10 km, inclusi i 3 della
zona di protezione.
Dopo il caso della Spagna, sono 14 gli
Stati Membri della UE che hanno riportato casi di influenza aviare ad alta
patogenicità in uccelli selvatici: oltre al
caso basco, si sono registrati casi in
Grecia, Italia, Slovenia, Ungheria, Austria, Germania, Francia, Slovacchia,
Svezia, Polonia, Danimarca, Repubblica Ceca, e Regno Unito. La Commissione Europea ha inoltre elencato i
5 Paesi che hanno riscontrato l’H5N1
nel pollame: Francia, Svezia, Germania, Danimarca e Ungheria.
Non meno di cinque anni per la formazione universitaria in medicina veterinaria, maggiori potenzialità occupazionali per chi è in possesso di un
Master e nessun valore professionale
per le lauree triennali. Sono gli orientamenti adottati dalla FVE nel corso dell’ultima Assemblea, dopo un attento
esame della Dichiarazione di Bologna
in materia di formazione universitaria.
L’Assemblea ha stabilito di sostenere
a livello europeo che i “diplomi brevi”
siano riconosciuti come puramente
accademici, ma senza valore professionale.
Nel corso dell’Assemblea della FVE,
Fia Westerholm della European Medicines Evaluation Agency (EMEA) ha
sottolineato l’importanza della farmacovigilanza veterinaria e annunciato
l’adozione di un modulo di segnalazione elettronica valevole per tutti i veterinari europei. Il modulo - utilizzato
sperimentalmente da alcuni Paesi sarà presentato a settembre.
Anno 3, numero 27 dal 17 al 23 luglio 2006
Il posto della veterinaria è nel Ministero
L’On. Mantini: il DL Bersani si può correggere
’ANMVI ha incontrato a Cremona l’On. Pierluigi Mantini
(foto) per una valutazione del Decreto Bersani in corso
di conversione in legge al Senato. L’esponente della Margherita, responsabile per l’Ulivo delle professioni, ha valutato con
l’Associazione le possibilità di interventi emendativi. Nel corso
del colloquio, venerdì 14 luglio, Mantini ha accolto con attenzione la posizione della Categoria ed ha illustrato alcuni correttivi già previsti dall’Ulivo, ribadendo tuttavia l’impianto riformatore approvato dal Governo: “La manovra - ha detto l’On. Mantini - è stata certamente brusca e merita aggiustamenti ma va nella direzione giusta. Le professioni meritano di crescere e di essere più moderne”. Dei tre punti previsti dall’articolo 2 (tariffe,
pubblicità e società professionali) quello sulle società professionali e interprofessionali è il più condiviso dal mondo professionale. A questo riguardo,
Mantini ha ricordato di aver presentato come primo firmatario una proposta
di legge per la riforma delle professioni, nella quale vengono indicati “tutti i
modelli previsti dal Codice Civile e quindi anche società di capitale ma solo
tra professionisti e sotto la responsabilità di professionisti sia nella gestione
societaria sia, ovviamente, nelle prestazioni professionali”. Anche il punto
sulla pubblicità è negoziabile, “ma forse occorre precisare che non è possibile la pubblicità negativa o comparativa. Anche la questione della pubblicità sul prezzo crea grossi problemi e dovrà essere rivista”, ha rassicurato il
Il punto più caldo è quello delle tariffe minime. “Occorre però intendersi- avvisa Mantini- come Ulivo siamo favorevoli, è scritto nella proposta di legge e
nel programma di Prodi, che i minimi e massimi, sempre negoziabili dal
cliente in relazione al tempo, modalità e risultato, siano ammissibili solo per
le professioni che svolgono attività di pubblico servizio. In altri campi, ad
esempio nella consulenza e nelle attività non riservate in via esclusiva, non
ci potranno essere tariffe definite. Questa posizione è del tutto coerente con
le direttive e sentenze europee. Dunque su questo punto occorrono modifiche in sede di conversione del decreto. Su questo gli avvocati hanno già
avuto un riconoscimento della Commissione giustizia del Senato, con il voto del centrosinistra, ma occorre trovare una soluzione equilibrata anche per
altre professioni ed in particolare quelle sanitarie e nei lavori pubblici. Le tariffe consigliate hanno comunque un peso e forme pubblicitarie del prezzo
potranno essere ammesse se faranno riferimento a queste. Molte professioni non possono predeterminare a forfait le attività necessarie per il buon risultato, ad esempio gli avvocati o le professioni mediche.”
Più rigide le posizioni sull’articolo 35 del Decreto che interviene sulla gestione amministrativa e contabile delle attività professionali: “Per quanto riguarda gli aspetti antielusione - ha spiegato Mantini - non credo che il problema
possa essere il conto corrente bancario o postale dedicato, visto che quasi
tutti i professionisti oggi lo hanno per una buona gestione della propria attività. Certamente, invece, per le forti limitazioni nei sistemi di pagamento delle prestazioni professionali condivido che ci potranno essere difficoltà. Sono
ancora molti quelli che non utilizzano sistemi di pagamento alternativi al contante e certamente 100 euro sono forse una somma troppo modesta che
sarà giusto rivedere, ma la norma nella sua impostazione è condivisa proprio come strumento contro l’evasione fiscale. In altri paesi norme simili sono già normalmente applicate”.
L’ANMVI ha evidenziato che il cliente del Medico Veterinario è poco abituato ad utilizzare sistemi di pagamento alternativi ed essendo spesso cifre modeste, comunque superiori ai 100 euro, si rischia una forte incidenza di costi bancari o un forte aumento degli insoluti. La richiesta dell’ANMVI è stata
quindi, nuovamente, quella di alzare sensibilmente il limite del pagamento in
contanti, almeno a 500 euro. Secondo Mantini, 500 euro sono troppi “ma
certamente i 100 dovranno essere aumentati”.
IL FUTURO È GATTO
embra che la crescita del numero di animali da compagnia sia
fortemente rallentata negli ultimi due
anni. I motivi possono essere vari ma
certamente il principale è la crisi economica che ormai da qualche anno
ha colpito il nostro paese, senza
grandi possibilità di ripresa a breve
termine, derivando anche dai forti incrementi dei costi energetici. Tutti i
consumi sono rallentati e molte famiglie sono realmente in difficoltà. È evidente che in questa situazione, nonostante mantenere un animale da
compagnia possa costare al giorno
meno di un caffè, vi sia un freno alla
loro diffusione. Sono circa 8 milioni e
mezzo le famiglie che ospitano animali e potrebbero certamente essere
di più, visto che il numero degli anziani nel nostro paese è in forte crescita e per loro la presenza ed il rapporto con un animale hanno un significato non solo affettivo, spesso l'unico, ma anche salutare. Il problema,
quindi, non deriva da componenti
culturali, se non in minima parte, ma
principalmente economiche. È per
questo che il nuovo Governo, fra l'altro abbiamo un nuovo ministero delle
Politiche per la famiglia, se vuole es-
sere coerente con le posizioni
espresse da questa maggioranza dovrà intervenire per dare la possibilità
a tutte le famiglie di poter ospitare un
animale: riduzione dell'aliquota IVA
sulle prestazioni veterinarie e sui
mangimi, recupero fiscale delle spese veterinarie senza limiti, assistenza
veterinaria convenzionata per le famiglie indigenti, sostegno economico a
chi accoglie animali abbandonati, riconoscimento della Pet therapy, ecc.
In questo panorama poco esaltante è
però anche interessante vedere che
mentre il numero dei cani ha rallentato molto, quello dei gatti, soprattutto
di quelli che vengono portati dal veterinario, continua a crescere. In effetti, principalmente nelle grandi città,
questa tendenza è molto evidente: il
gatto costa meno mantenerlo, è autonomo e meno impegnativo. Il cane,
invece, non si sa più dove portarlo a
passeggio, è sottoposto a regole più
rigide (anagrafe, museruola o guinzaglio, paletta e sacchetto, ecc), e poi è
anche "pericoloso". Per forza il futuro
è gatto! Ed i Medici Veterinari che si
occupano solo di medicina felina incominciano ad essere una realtà anche da noi.
laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006
A colloquio con il Ministro della Salute
Una politica di salvaguardia della veterinaria
Recuperare competenze e dare visibilità alla professione. Con il Mipaaf non c'è conflitto.
L'ECM? È obbligatorio
Il MIPAF sembra aver cambiato
le sue competenze marcando
gli aspetti alimentari. Il modello
dipartimentale del Suo Ministero, invece, rivendica il suo ruolo
sulla Sicurezza Alimentare, istituendo un segretariato a modello europeo dell’EFSA di Parma.
Ci può dire, se pur a grandi linee, quali sono i progetti futuri
ed il ruolo dei veterinari pubblici e privati in questo modello?
Le competenze del Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e
forestali e quelle del Ministero della Salute, sulle produzioni alimentari, concernono rispettivamente
due aspetti chiaramente distinti
fra loro: da una parte la qualità e
dall’altra la sicurezza alimentare.
Ciascuna Amministrazione, in
virtù della propria missione, garantisce che il consumatore trovi
sul mercato alimenti sicuri da un
punto di vista igienico-sanitario e
legati all’organizzazione sanitaria
si è reputato opportuno definire,
analogamente al modello europeo, una struttura dipartimentale
in cui le funzioni scientifiche, rappresentate dal Segretariato nazionale per la valutazione del rischio,
e quelle gestionali, rappresentate
dalle Direzioni generali, siano
chiaramente definite.
Nell’ambito del Segretariato confluisce logicamente il Comitato
Nazionale per la Sicurezza alimentare, già istituito presso il Ministero
della Salute nel 2004, frutto di
un’Intesa con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con le
Regioni in materia di sicurezza alimentare. Nel prossimo futuro tale
Comitato sarà oggetto di riordino
per rispondere in maniera più efficace alle richieste comunitarie.
Il ruolo centrale della figura del
veterinario pubblico e privato nella tutela dei consumatori, in tutti
gli aspetti legati alla sicurezza alimentare, non verrà modificato
dalla nuova organizzazione che
rappresenterà invece il punto di
riferimento sia per gli aspetti
scientifici che per gli aspetti gestionali.
In tutti i paesi europei i Medici
Veterinari dipendono dal Mini-
stero dell’Agricoltura, in Italia
da quello della Salute. L’ANMVI
ha sempre difeso questo riferimento ma dobbiamo anche lamentare che essere operatori
sanitari ha spesso comportato
molti doveri, pochi diritti e scarsa considerazione rispetto ad
altre categorie. Come vede la
veterinaria nel Suo Ministero?
Quanto verificatosi negli ultimi anni in materia di sicurezza alimentare e da ultimo con l’influenza
aviaria è la dimostrazione che la
Medicina Veterinaria trova la sua
giusta collocazione all’interno dell’Amministrazione sanitaria. La
struttura dei Servizi Veterinari italiani, inseriti nel SSN, ha consentito, nei momenti caratterizzati da
crisi alimentari nei Paesi europei,
come ad esempio la contaminazione da diossina o la BSE, di
confermare l’idoneità del modello
L’organizzazione italiana ha fatto
da modello per la Commissione
Europea che, a seguito delle crisi
su accennate, ha proceduto ad
proprio per dar maggior rilevanza
agli aspetti sanitari relativi al controllo alimentare e, in modo strettamente correlato, a quello zootecnico (alimentazione animale,
identificazione animale, tracciabilità ecc). Ad oggi infatti con l’istituzione, a livello comunitario della
Direzione Generale Sanità e Tutela del Consumatore, le competenze del settore alimentare, prima ripartite tra le Direzioni Generali
dell’Agricoltura e dell’Industria,
sono confluite in tale Direzione
In linea con tale approccio è poi
stata istituita l’Autorità Europea
per la Sicurezza Alimentare la cui
sede, come è noto, è a Parma.
Anche in altri Paesi comunitari, ad
esempio Belgio e Regno Unito,
sono state istituite Agenzie per la
sicurezza alimentare che si occupano anche della zootecnia e che
hanno una forte connotazione sanitaria.
Di fatto l’approccio del controllo
“dal campo alla tavola”, trova
un’ulteriore importante conferma
ed accredita ulteriormente il modello dei Servizi Veterinari che,
come quello italiano, hanno competenze sull’intera filiera produttiva, dalle materie prime utilizzate
per la costituzione di alimenti destinati alla zootecnia al prodotto finito che va sul tavolo del consumatore.
Solo con l’influenza aviaria i
Medici Veterinari sono riusciti a
riavere il Dipartimento e la definizione contrattuale di molti
precari che svolgevano un ruolo essenziale. Per ottenere considerazione ed attenzione dob-
biamo sperare in nuove emergenze sanitarie?
La stabilizzazione dei precari e la
creazione di un Dipartimento sono stati per molto tempo obiettivi
Con la costituzione del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza
degli alimenti, si è scelto di organizzare la struttura con due Direzioni Generali dedicate alla gestione (la Direzione Generale della sanità animale e del farmaco
veterinario e la Direzione Generale della sicurezza degli alimenti e
della nutrizione), ed il Segretariato
nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare destinato alla valutazione scientifica
ed al raccordo con l’EFSA.
Sulla problematica della stabilizzazione dei precari il Dipartimento
ha lavorato senza sosta negli ultimi anni e il raggiungimento dell’obiettivo di una parificazione con i
colleghi dipendenti, anche se attualmente con contratto a tempo
determinato di durata triennale, è
solo l’ultimo, più visibile e di maggior rilievo ma non certo episodico, tassello di un impegno costante.
L’obiettivo del Ministero quindi
non è certo utilizzare le emergenze per rafforzare la struttura e le
capacità operative della veterinaria pubblica, ma, al contrario, fare
il massimo sforzo per essere
pronti a fronteggiare, proprio in
virtù delle maggiori capacità gestionali, ogni possibile emergenza
Il mondo veterinario, per il ruolo
che ricopre si trova spesso in
situazioni di conflitto con il
mondo allevatoriale. Riteniamo
che delegare funzioni di controllo o di gestione di aspetti sanitari agli allevatori o alle loro
organizzazioni di categoria, in
una evidente situazione di conflitto di interessi, non possa garantire le necessità di rintracciabilità e sicurezza alimentare.
Riteniamo che solo l’introduzione della figura del veterinario
aziendale possa risolvere questi aspetti. Come valuta Lei questa situazione?
La necessità di garantire la rintracciabilità degli alimenti, e conseguentemente la sicurezza alimentare, non esclude il coinvolgimento responsabile degli allevatori o delle loro organizzazioni in
un sistema che, sotto il controllo,
la sorveglianza e il monitoraggio
dei servizi veterinari delle Aziende
sanitarie, contribuisca a dare un
valore aggiunto in termini di salubrità degli alimenti, e quindi di sanità pubblica.
In tal senso, un ruolo specifico
può essere svolto dal veterinario
aziendale, all’interno del sistema
di epidemio-sorveglianza stabilito
dal decreto legislativo 27 maggio
2005, n. 117.
In proposito, gli Uffici del Ministero della salute stanno attivando le
necessarie consultazioni sia con
le realtà regionali che con le associazioni di categoria al fine di predisporre un apposito provvedimento che definisca adeguatamente i compiti e le responsabilità
da attribuire a tale figura professionale e individui, contestualmente, i relativi requisiti professionali e di specifica formazione, in
correlazione alle attività da svolgere.
Di fronte alla continua concorrenza di altre categorie, anche
riferite all’istituzione di nuovi
corsi di laurea brevi, consideriamo che sia urgente definire le
competenze riservate ed esclusive del Medico Veterinario. Lei
condivide questa necessità?
Sono concorde nel fissare una
politica di salvaguardia della professione che comprenda degli
obiettivi immediati ed efficaci. È
necessario ad esempio recuperare tutte le aree di competenza
“proprie” del Medico Veterinario
che con gli anni sono state trascurate e quindi occupate da altre professioni. Per far ciò sarebbe opportuno iniziare ad operare
in ambito accademico per proporre e valorizzare ai laureandi ed
agli specializzandi tutti gli spazi
occupazionali alternativi a quelli
oramai inflazionati. Questo consentirebbe di risolvere da una
parte gli aspetti di sottoccupazione che affliggono la categoria e
dall’altra il problema della concorrenza di altre figure professionali
che stanno invadendo quelle aree
di competenza in qualche modo
Bisogna poi lavorare sull’opinione
pubblica per sensibilizzarla sul
fatto che il veterinario è l’unico
professionista responsabile dell’igiene e della sanità delle materie
prime di origine animale. E proprio i veterinari monitorano costantemente tutta la filiera alimentare, rafforzando gli elevati standard igienico-sanitari presenti nel
territorio nazionale a tutela della
salute degli animali, degli operatori del settore e degli stessi consumatori.
Oggi il Medico Veterinario può
consegnare al cliente il farmaco
veterinario limitatamente all’inizio della terapia. Considerato
che il farmaco veterinario rappresenta una quota minima del
mercato del farmaco e sono pochissime le farmacie che lo detengono non sarebbe logico
darne ai veterinari la libera ge-
stione come avviene in tutti i
La gestione del farmaco veterinario ruota attorno alla figura centrale del medico veterinario che ha
modo di esprimere la sua preparazione professionale, non solo
nella diagnosi delle varie patologie animali e della terapia ma anche nella verifica della efficacia e
di eventuali reazioni avverse o indesiderate ovvero in tutto quel
complesso di azioni professionali
richieste dalla farmacovigilanza.
Inoltre, il medico veterinario ha
nell’impiego del farmaco delle importanti responsabilità anche di
salute pubblica, correlate alla tematica dei residui e dei fenomeni
di antibiotico-resistenza. In relazione a tali premesse ritengo che
la nostra normativa nazionale sulla distribuzione del farmaco veterinario abbia già fatto il massimo
possibile, permettendo al veterinario di poter consegnare, in casi
eccezionali e ove le esigenze terapeutiche lo richiedano, al proprietario dell’animale la confezione del farmaco della propria scorta già iniziata, in attesa che quest’ultimo se lo procuri regolarmente. Per quanto riguarda la disponibilità del farmaco veterinario, inoltre, il recente decreto legislativo n.
193/2006 ha inteso ampliare la reperibilità dei farmaci sul mercato,
prevedendo la vendita diretta al
pubblico da parte dei grossisti di
medicinali senza obbligo di prescrizione e di quelli presenti in
confezioni unicamente destinate
ad animali da compagnia. Detta
vendita deve però avvenire garantendo la presenza della figura
professionalmente preparata per
tale attività e cioè il farmacista.
L’Italia ha un numero di facoltà
di Medicina Veterinaria che è
pari a quello di Gran Bretagna,
Francia e Germania messe insieme. Ogni anno laureiamo un
numero di studenti che basterebbe a tutta l’Europa. La situazione dei medici è quindi di forte disoccupazione e sottoccupazione. Come può il Suo Ministero intervenire?
Dai dati presentati nel Libro bianco della professione veterinaria
italiana, commissionato dalla
FNOVI, risulta evidente che, nonostante il numero chiuso introdotto dal D.P.R. 947/86, per porre
un limite al reclutamento degli studenti da immatricolare, la cifra di
questi professionisti è cresciuta rispetto alle reali esigenze di mercato. È emersa anche l’importanza che gli attuali corsi di Laurea in
Medicina Veterinaria siano conformi ai principi stabiliti dall’organismo europeo incaricato della valutazione della qualità della formazione universitaria. Pertanto
questa attività di vigilanza sull’idoneità delle facoltà a fornire servizi
adeguati, potrebbe portare ad un
miglioramento della situazione sia
di tipo qualitativo che quantitativo.
Sarebbe opportuno dare una corretta informazione sulle concrete
possibilità occupazionali. Come
già detto, bisogna lavorare parallelamente con le università e le
istituzioni per informare gli studenti sui settori alternativi di lavoro rispetto a quelli già saturi, senza trascurare mai il ruolo del veterinario nella sicurezza alimentare,
ruolo, questo, spesso occupato
da altre figure professionali.
La visibilità di una professione è
fondamentale per aprirsi alle opportunità che offre il mondo del lavoro. È anche vero che nell’ambito della tutela della salute pubblica, i confini di competenza tra le
varie figure professionali sono talvolta poco definiti e questo determina una certa confusione nell’opinione pubblica e nelle istituzioni
pubbliche e private in merito a
“chi fa e cosa fa”. Per questo ci
adopereremo, e per tale aspetto
ritengo fondamentale la collaborazione delle Associazioni di categoria, per informare sul ruolo importante che il veterinario ha in
L’ECM è obbligatorio per gli
operatori sanitari dipendenti e
convenzionati. Non lo è per i
professionisti privati come confermato, anche recentemente,
dal Tar del Lazio, inoltre si è rivelato uno strumento esclusivamente burocratico che non ha
saputo elevare il livello dell’aggiornamento. Non sarebbe più
logico affidare questo compito
alla FNOVI con un progetto specifico per il settore veterinario?
Occorre preliminarmente chiarire
che alcune perplessità sorte sulla
obbligatorietà dell’ECM per i liberi professionisti sono derivate dal
fatto che il TAR Lazio nella sentenza n. 14062 del 2004 ha osservato che “l’ECM s’appalesa obbligatoria solo per i sanitari dipendenti dagli enti del SSN, o per
quelli che con esso collaborano in
regime di convenzione o d’accreditamento, tant’è che questo se
ne accolla i costi. Viceversa, per i
professionisti, che erogano prestazioni sanitarie non coperte dal
SSN il controllo della prestazione
connesso alla formazione e all’aggiornamento è rimesso, oltre che
al mercato, agli Ordini e ai Collegi
professionali, onde per costoro
l’ECM rappresenta un onere, non
già un obbligo”
Nell’occasione il Tar non ha affrontato il problema dell’obbligatorietà o meno dell’ECM per i liberi professionisti, ma si è limitato a
svolgere alcune considerazioni
sugli articoli 16 bis e 16 ter del decreto legislativo 502/92 al fine di
“chiarire per sommi capi il quadro
fattuale e normativo di riferimento
del decreto ministeriale impugnato (decreto 31 maggio 2004: riconoscimento giuridico delle società scientifiche).
Va escluso, pertanto, che le considerazioni svolte dal Tar possano
legittimare la interpretazione della
non obbligatorietà dell’ECM per i
In proposito, è opportuno richiamare l’attenzione su alcuni fondamentali elementi.
Il primo elemento riguarda la collocazione dei liberi professionisti
in un contesto operativo nel quale
il riferimento del diritto alla salute
è il Servizio Sanitario Nazionale. Il
Servizio interviene nella sfera più
importante del cittadino: la salute
e non può limitarsi alla propria au-
toreferenziale capacità di soddisfarla. Deve, infatti, collaborare
con le istituzioni, gli enti, le imprese e i professionisti che operano
direttamente o indirettamente in
materia di salute. Quindi un
aspetto funzionale quello che rivela la necessità di un ECM obbligatorio per i liberi professionisti
medici veterinari, ma non solo.
L’aggiornamento continuo garantisce soprattutto il cittadino sulla
qualità della prestazione sanitaria
anche attraverso la salute degli
animali che il libero professionista
medico veterinario è tenuto a soddisfare.
La Formazione continua è, infatti,
un requisito essenziale per il corretto esercizio professionale, ossia per il mantenimento nel tempo
dell’abilitazione all’esercizio professionale di ciascun operatore
sanitario e, in quanto tale, deve
essere necessariamente obbligatoria per tutti i professionisti e richiedere regole e garanzie uniformi su tutto il territorio nazionale.
Ovviamente il problema si pone
nella definizione degli obiettivi formativi che devono essere individuati in funzione dell’attività svolta. In tal senso, la Commissione
sta individuando, sulla base del
Piano Sanitario Nazionale, i nuovi
obiettivi formativi che saranno
specifici per soddisfare la domanda di partecipazione ai corsi di
aggiornamento continuo degli
operatori sanitari in generale e
quindi, anche dei medici veterinari. Un solo punto deve essere ulteriormente chiarito: i medici veterinari che si occupano del benessere degli animali domestici e che
fino ad oggi non hanno avuto
obiettivi formativi specifici sulla
materia. Sarà cura della Commissione nazionale per la formazione
continua sentite le parti sociali, le
società scientifiche e le istituzioni
determinarne i contenuti e il valore in crediti formativi.
Gli enti di selezione delle razze
fanno riferimento al MIPAF e negli ultimi anni il desiderio di crescita e di autonomia di questo
Ministero ha portato a un ridimensionamento del ruolo veterinario al loro interno trascurando gli aspetti di benessere e salute dell’animale e di garanzia
dei consumatori. Riteniamo urgente il recupero di ruoli e competenze che riguardano la veterinaria e non possono esser demandati al mondo allevatoriale.
La sensazione da Lei palesata in
buona sostanza corrisponde anche alle informazioni fornitemi,
tuttavia è mia intenzione riconsiderare questo argomento con rinnovato interesse e disporre la collocazione di qualificati funzionari
tecnici in ogni Comitato tecnico
centrale o Commissione del mondo dell’agricoltura. Detti professionisti dovranno portare avanti
con giusta determinazione e competenza, le più moderne inalienabili cognizioni ed esigenze del
settore veterinario e della cultura
veterinaria, con particolare riferimento alla salute e benessere degli animali, in sintonia con la sicurezza alimentare.
ECM, scade
il Piano 2002-2006
l primo quinquennio del programma ECM si concluderà il 31 dicembre prossimo. In proposito il Ministero della Salute ha inviato una nota ai provider ricordando che “ai fini procedurali, la
data di fine evento deve ricadere entro il 31 dicembre 2006. Le edizioni con data di fine successiva al 31 dicembre 2006 non sono accreditabili e ne verrà data comunicazione agli organizzatori contestualmente alla loro sospensione. Le motivazioni della suddetta disposizione sono le seguenti: l’obbligo dei crediti ECM, al momento, è limitato al quinquennio 2002-2006; eventuali modifiche dei termini relativi all’obbligo
dei crediti ECM ed agli obiettivi sono in attesa di valutazione della
CNFC e della Conferenza Stato-Regioni”.
Il nuovo Piano, valevole dal 2007, arriverà comunque in tempo utile a
non creare interruzioni nell’aggiornamento dei professionisti. Infatti, la
Sezione della commissione ECM incaricata di redigere il piano nazionale di aggiornamento dei sanitari si è già riunita e il documento è in
fase di avanzata elaborazione. Il nuovo piano dovrà ripartire con obiettivi formativi specifici dell’area veterinaria, già trasmessi dalla FNOVI al
Dipartimento della Qualità del Ministero della Salute, e con indicazioni
di priorità segnalate dal Dipartimento della sanità pubblica veterinaria,
la nutrizione e la sicurezza alimentare.
Priorità del Dipartimento della sanità veterinaria
1 Residui e contaminanti nei prodotti destinati all’alimentazione
2 Zoonosi ed agenti zoonotici
3 Gestione delle emergenze zoosanitarie
4 Strategie di gestione e di comunicazione del rischio
6 Patologie emergenti e riemergenti
7 Aggiornamento in tema di legislazione, normative comunitarie, apparato sanzionatorio, revisione di analisi.
Gli obiettivi tipici della veterinaria proposti dalla FNOVI:
1 Promozione e miglioramento delle attività e degli interventi di sanità pubblica veterinaria, con particolare riferimento all’igiene degli allevamenti e delle produzioni animali, alla sanità animale, all’igiene degli alimenti di origine animale.
2 Acquisizione e sviluppo di conoscenze scientifiche per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie degli animali.
3 Acquisizione e sviluppo di conoscenze scientifiche per il controllo
4 Sviluppo delle abilità pratiche nell’ambito delle discipline cliniche
e chirurgiche degli animali.
5 Aggiornamento scientifico e normativo sull’impiego dei farmaci negli animali, sulla farmaco-sorveglianza e farmaco-vigilanza veterinaria.
6 Valutazione e miglioramento dei processi di gestione delle tecnologie biomediche e dei dispositivi medici in ambito veterinario.
7 Sviluppo delle attività relative alle scienze comportamentali e all’etologia, con particolare riferimento alla tutela della salute e del benessere animale.
8 Sviluppo delle attività relative al management gestionale di allevamento degli animali nei settori produttivo e riproduttivo.
9 Acquisizione e sviluppo di conoscenze scientifiche nell’ambito
della prevenzione diagnosi e cura delle malattie trasmissibili dall’animale all’uomo.
10 Sviluppo e aggiornamento delle conoscenze in materia di salvaguardia e tutela degli ecosistemi e delle biodiversità anche in relazione al benessere della fauna selvatica, delle specie protette
nei parchi, delle specie esotiche protette e di quelle a rischio di
Le MNC rappresentano un’esigenza di aggiornamento per veterinari,
medici e farmacisti e devono essere ricomprese fra gli obiettivi formativi “trasversali” elencati nell’imminente Piano sanitario per l’aggiornamento dei sanitari.
Con una lettera a Sergio Tartaro- fra i responsabili della Commissione
ECM incaricati della stesura del Piano - il commissario ECM per la veterinaria Gaetano Penocchio ha ricordato che le mnc sono praticate da
tre rilevanti categorie medico-sanitarie e dovranno quindi trovare una
espressa menzione nel documento.
L’educazione continua in medicina è suddivisa in obiettivi generali, trasversali e tipici delle singole professioni sanitarie. Le medicine non
convenzionali non rientrano fra gli obiettivi “tipici” di una specifica professione, bensì rappresentano un ambito di aggiornamento “trasversale” per veterinari, medici e farmacisti.
Effetti del DL Bersani
Cosa resta del Codice Deontologico
n attesa di essere convertito
in legge (la scadenza parlamentare è il 2 settembre) il
Decreto-Bersani è pienamente in
vigore. Quali sono i suoi effetti immediati sull’ordinamento della professione di medico veterinario? E
sull’attività disciplinare degli Ordini? La risposta è contenuta in una
dettagliata analisi del provvedimento a cura del Presidente della
FNOVI Gaetano Penocchio, diramata agli ordini provinciali. L’articolo 2 (Disposizioni urgenti per la
tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali) del Decreto in questione interviene infatti,
con disposizioni abrogative, su: tariffe minime, pubblicità e società
professionali. Ecco come recita:
1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a
quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al
fine di assicurare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul
mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
abrogate le disposizioni legislative
e regolamentari che prevedono
con riferimento alle attività libero
professionali e intellettuali: a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse
o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti; b) il divieto, anche parziale,
di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni; c) il divieto di
fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che il medesimo professionista non può partecipare a più di
una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno
o più professionisti previamente indicati, sotto la propria personale
2. Sono fatte salve le disposizioni
riguardanti l’esercizio delle professioni reso nell’ambito del Servizio
sanitario nazionale o in rapporto
convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime
prefissate in via generale a tutela
3. Le disposizioni deontologiche e
pattizie e i codici di autodisciplina
che contengono le prescrizioni di
cui al comma 1 sono adeguate,
anche con l’adozione di misure a
garanzia della qualità delle presta-
zioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato
adeguamento, a decorrere dalla
medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle.
Sono le tariffe l’aspetto più direttamente investito dall’efficacia del
Decreto, più sfumate invece le
conseguenze sul piano della pubblicità sanitaria, mentre sono nulle
le conseguenze sull’esercizio della
professione in forma societaria.
Prima del Decreto: non è presente alcuna disposizione legislativa o
regolamentare in materia: la previsione delle tariffe minime ha valenza esclusivamente deontologica.
Dopo: “Si ritiene opportuno suggerire che l’attività di controllo affidata agli Ordini in argomento tariffe subisca una sospensione e/o
rinvio: appare questa al momento
l’inevitabile ricaduta del decreto
Bersani sui procedimenti disciplinari avviati per questa tipologia di
violazioni ed attualmente in corso.
Quanto enunciato trova giustificazione anche nella considerazione
che il decreto legge - l’atto normativo adottato in questa occasione
dal Governo - ha una validità limitata nel tempo, per cui nel caso
non fosse convertito in legge dal
Parlamento entro sessanta giorni
dalla sua emanazione decadrebbe
automaticamente, perdendo efficacia ex tunc, ossia fin dall’inizio,
Con riferimento invece all’attività
degli Ordini in materia di opinamento di parcelle si ritiene che non
conoscendosi - al momento - la
reale portata abrogativa del Decreto Bersani, si potrà continuare
legittimamente a pronunciarsi in
argomento facendo riferimento alle
tariffe approvate con gli atti deliberativi dell’assemblea dei propri
iscritti”. Questi gli articoli direttamente colpiti dal provvedimento:
Articolo 60: Il medico veterinario
non deve percepire onorari inferiori a quelli indicati nella tariffa minima o nelle convenzioni concordate
con l’Ordine; (…)
Articolo 61: (…) Sono vietati i patti
di compenso subordinato alla riuscita delle cure.
Articolo 64: Il medico veterinario
che si rechi per chiamata al luogo
in cui si trova l’animale da sottoporre a visita, ha diritto a percepire un
rimborso pari al tempo impiegato e
nella misura stabilita dal tariffario,
anche se, per cause sopravvenute,
a lui non imputabili, non riesca ad
effettuare la prestazione.
Prima del Decreto: Per i professionisti dell’area sanitaria sono in
vigore la Legge n. 175/1992 ed il
Decreto n. 657 del 16 settembre
1994 (e successive modificazioni
ed integrazioni).
Dopo: “Non ci risulta siano state
abrogate”- si legge nella circolare.
La FNOVI “valuta opportuno attendere di conoscere l’evoluzione del
Decreto Bersani stante la validità
provvisoria dello stesso”. E ancora: “Con il proprio Regolamento
sulla pubblicità sanitaria così come con gli artt. 54 e seguenti del
Codice Deontologico, la FNOVI ha
sempre sostenuto che la pubblicità è uno strumento di informazione fondamentale per i consumatori e si ribadisce la necessità che la
stessa non risulti ingannevole (...).
la FNOVI ritiene che gli Ordini dovranno continuare a vigilare nella
consapevolezza che la pubblicità
ingannevole non è solo quella che
fornisce informazioni oggettivamente non veritiere, ma anche
quella lacunosa, ambigua o che riveli una sproporzione tra affermazioni suggestive e realtà dei fatti,
tra perentorie promesse e impossibilità di mantenerle nei termini
pubblicizzati”.
Prima del Decreto: “Nulla è mai
stato emanato per l’esercizio delle
professioni sanitarie”.
Dopo: “Si ritiene che al momento
non si debbano registrare riflessi
sulle statuizioni di cui all’art. 44 del
Codice Deontologico il quale mantiene inalterata la sua portata normativa”.
Articolo 44 - I medici veterinari
iscritti all’Albo possono associarsi
per il migliore svolgimento della libera professione, a condizione
che l’associazione risulti da una
convenzione sottoscritta da tutti i
contraenti, non in contrasto con le
norme del presente Codice Deontologico e depositata presso l’Ordine di appartenenza degli associati
e presso l’Ordine sul cui territorio
di competenza gli associati svolgono abitualmente la propria attività professionale.
L’associazione tra medici veterinari non deve comunque interferire
scorrettamente con l’attività professionale di altri colleghi.
Addio al DPR Siliquini
alla relazione del Ministro dell’Università Fabio Mussi (foto) alla Commissione Cultura della Camera il 4
luglio scorso: “Ci sono anche stati rilievi degli organi giurisdizionali sul decreto Moratti relativo alle abilitazioni e all’accesso agli ordini professionali: una materia sulla quale deve logicamente far premio il recepimento della Direttiva Comunitaria sulle qualifiche professionali superiori. La Corte dei Conti, visto il ritiro del decreto
sulle classi di laurea, ci ha invitati al ritiro anche di questo”. Dunque la Corte dei Conti ha bocciato il DPR Siliquini, il Decreto messo a punto al termine della scorsa Legislatura dal Sottosegretario all’Università Maria Grazia Siliquini, che introduceva il tirocinio post-laurea finalizzato all’abilitazione professionale: 6 mesi di praticantato preparatori a sostenere l’Esame di Stato con il diretto coinvolgimento degli Ordini professionali. Il Decreto - già firmato dal Presidente della Repubblica - era approdato alla
Corte dei Conti l’11 aprile di quest’anno. Tutte le professioni interessate
dal nuovo esame di stato, tra cui quella veterinaria, ne hanno atteso invano la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Giravano già le voci di un ritiro
del provvedimento da parte del Ministro Mussi e a fine giugno il Sottosegretario all’Università Luciano Modica parlava pubblicamente di “pausa
di riflessione”, lasciando intendere che il varo del DPR Siliquini non era affatto scontato. Il CUP si era mobilitato chiedendo un tavolo ministeriale di
consultazione. Poi una smentita: l’ufficio stampa del Miur produceva una
precisazione per l’ordine dei giornalisti di Milano in cui si afferma che il Ministro non aveva pensato di chiedere al Consiglio dei Ministri una delibera propedeutica al ritiro del DPR Siliquini. Modica sarebbe incorso in una
gaffe, pronunciandosi senza essersi consultato con il suo ministro.
Quello che pensa il Ministro è stato ufficialmente depositato agli atti del
Parlamento il 4 luglio.
ochi giorni dopo, il 10 luglio, il Garante della Concorrenza, Antonio Catricalà, (foto) nella sua relazione
annuale al Parlamento, ha dichiarato di apprezzare il decreto
legge del governo Prodi sulle liberalizzazioni ma ha invitato a
fare di più. “Barriere significative all’accesso alle libere professioni e ai mestieri sono costituite da tirocini non sempre adeguati. Anche in attesa di una generale legge di riforma - ha detto Catricalà - l’Autorità intende studiare, in accordo con gli ordini, forme alternative di svolgimento del praticantato, come è accaduto con il Collegio degli Agrotecnici che ha già concluso 43 convenzioni per corsi di laurea, la frequenza
dei quali riduce e in alcuni casi elimina la necessità di tirocinio post lauream. Un’iniziativa virtuosa da estendere, senza modifiche legislative, ad
altri ordini, sfruttando al massimo le potenzialità già presenti nell’ordinamento positivo”. Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha brevemente commentato la relazione di Catricalà. «Mi ha fatto piacere che il nostro
decreto sia stato citato ripetutamente - ha detto Prodi - siamo in linea con
le esigenze italiane e con quelle europee». Anche il Ministro per lo sviluppo economico Bersani ha affermato che «questa relazione è un incoraggiamento molto forte alle politiche del Governo».
L’Autorità ha ribadito che i requisiti qualitativi all’accesso alle professioni
debbono essere tali da evitare che per loro tramite vengano surrettiziamente introdotte restrizioni di tipo quantitativo. Ciò implica che i requisiti
richiesti per l’ammissione all’esame di Stato, tra cui il tirocinio professionale obbligatorio, debbono essere proporzionati alle esigenze delle attività professionali che esso abilita ad esercitare e non debbono essere ingiustificatamente restrittivi. In tale ottica, l’Autorità non ha considerato giustificata l’introduzione di un tirocinio obbligatorio laddove attualmente non
previsto ovvero un’eccessiva durata dello stesso. Per quanto riguarda la
presenza dei rappresentanti degli Ordini professionali nelle commissioni
esaminatrici, l’Autorità ha sottolineato che il principio di imparzialità impone che, nella formazione delle stesse, il carattere esclusivamente tecnico
del giudizio debba risultare salvaguardato da ogni rischio di deviazione
verso interessi di parte o comunque diversi da quelli propri dell’esame. In
tal senso, a garanzia della effettiva terzietà dell’organo giudicante, dovrebbe essere evitato di riservare agli Ordini un ruolo dominante nella fase di accertamento del possesso dei requisiti del candidato.
Comunicato ANMVI-FIMMG
Viaggi e vacanze: la sicurezza degli alimenti
elle vacanze e nei viaggi estivi aumenta il pericolo di incorrere in
problemi legati alla alimentazione.
Quei dolori addominali, con più o
meno rialzo febbrile, diarrea o vomito, che talvolta condizionano le
nostre ferie, spesso attribuiti ad influenze intestinali o a “colpi di freddo”, possono essere in realtà dovuti a intossicazioni o tossinfezioni
causate dal consumo di alimenti
contaminati da tossine o microrganismi (batteri, virus, protozoi).
Come difendersi? Il dottor Bartolomeo Griglio, medico veterinario dell’AMNVI che si occupa di controllo
degli alimenti di origine animale,
riassume alcuni consigli riportati
dalle agenzie internazionali (OMS,
European Food Safety Information
Council, ecc…) e diffusi con la
campagna sulla sicurezza alimentare organizzata dalla stessa asl.
Il primo consiglio è quello di acquisire informazioni sul Paese dove si svolgerà la vacanza: il clima
ed il livello di sviluppo economico
spesso condizionano il livello igienico dei cibi.
In generale, le precauzioni da
adottare sono le seguenti:
• se non vi sono precise garanzie
occorre consumare bevande confezionate, aperte al momento (per
evitare la tentazione dei gestori di
allungare o riempire le bottiglie con
acqua “locale”) escludendo l’aggiunta di ghiaccio (il freddo non
uccide i batteri!) e le verdure crude; anche i denti andrebbero lavati con acqua minerale o bollita;
• evitare le carni o i prodotti ittici
crudi o poco cotti (un recente lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato anche in Italia,
nelle cozze dell’Adriatico, la presenza del virus dell’Epatite A, facilmente distrutto dalla cottura ma
pericolosissimo nei molluschi consumati crudi) e i formaggi freschi
prodotti con latte non pastorizzato;
• evitare di consumare cibi non
conservati correttamente: gli alimenti cotti devono essere tenuti
caldi (sopra i 60°C) quelli freddi
sotto i 10° C;
• valutare il livello igienico dei ristoranti: la pulizia dei locali e della
toilette, l’igiene del personale e
delle stoviglie, l’esposizione dei cibi che, nei self-services, deve avvenire a temperatura corretta ed in
banchi dotati di pareti trasparenti
ad un’altezza tale da garantire la
protezione da colpi di tosse o starnuti degli avventori, con posate,
disponibili per ogni singolo prodotto, dotate di un manico sufficientemente lungo da evitare contatti delle mani con l’alimento, sono indicatori di affidabilità; nel caso di gravi carenze, cambiare il ristorante o segnalarlo, nel caso ad
esempio di villaggi vacanze, alla
direzione ed al tour operator.
È importante inoltre porre particolare attenzione, a causa di una minor resistenza delle difese immunitarie, alla alimentazione dei
bambini, delle donne in stato di
gravidanza e degli anziani.
E se si manifestano problemi gastro-enterici?
“Nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono spontaneamente
in pochi giorni - afferma il dottor
Walter Marrocco Medico di Famiglia FIMMG - è importante, soprattutto nei bambini, prevenire la disidratazione somministrando abbondanti bevande ed eventualmente specifici integratori e probiotici (da acquistare in farmacia),
adottando una alimentazione a base di riso, fette biscottate, pane tostato, banana, mela e carni bollite.
Se i problemi si protraggono è opportuno ricorrere a strutture mediche”. Buone vacanze.
(Comunicazione a cura di ANMVIFIMMG nell’ambito del Piano di
Comunicazione Continua al Cittadino)
Rapporto Truffe a tavola 2006
Paola Picotto (MinSal): “Allertare la gente su tutto significa non allertarla su nulla”
l Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente hanno
presentato il Rapporto “Truffe a Tavola 2006”. Nel rapporto figurano i numeri e i casi del Corpo
Forestale, dei Carabinieri delle
Politiche Agricole e i dati sulle allerte comunitarie del Ministero
Ammontano a 3.227 le notifiche
sulle contaminazioni microbiologiche, chimiche e irregolarità di altro tipo pervenute al Ministero
della Salute nel 2005 sia dalla
Commissione Europea sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati della Sanità. Circa il
40% in più rispetto al 2003. Negli
ultimi tre anni si è infatti assistito
ad un aumento progressivo del
numero delle notifiche (2310 nel
2003 - 2626 nel 2004). Per quanto riguarda l’attività di vigilanza in
Italia, sono giunte 181 segnalazioni dagli Assessorati alla Sanità,
dalle ASL e dai Carabinieri per la
Sanità. Gli Uffici periferici del Ministero della salute hanno notificato, nell’anno 2005, 533 irregolarità
(494 nel 2004). Tra queste, 126
notifiche sono giunte dagli uffici di
ispezione frontaliera - PIF (23,6%),
203 dagli Uffici veterinari
per gli adempimenti Comunitari UVAC (38,1%) e 204 notifiche dagli Uffici di sanità marittima ed aerea USMA - (38,3%).
Tra i casi individuati dal Corpo
Forestale, la vicenda ITX ossia
del latte contaminato dalla sostanza chimica Isopropilthioxsanthone, che in realtà serve per
fissare l’inchiostro sulle confezioni alimentari e che è stata rintracciata in molti alimenti. “Anche se
il caso ITX - ha dichiarato Ugo
Mereu del NICAF (Nucleo centrale di polizia ambientale e forestale) - è stato sedato dall’Autorità
Europea per la Sicurezza Alimentare credo che nessuna mamma
sia stata contenta di sapere che
il proprio bambino ha bevuto del
latte contaminato da un fissatore
di inchiostro. Si tratta di un caso
particolare perché riguarda i
Per quanto riguarda le operazioni del Comando Carabinieri Politiche Agricole, il Nucleo ha
svolto, nel corso del 2005, controlli straordinari nel settore
800 aziende e verificando contributi per 57.473.612,99 euro. Nel
corso dell’anno, sono state deferite all’Autorità giudiziaria 575
persone mentre 10 sono state arrestate. I provvedimenti restrittivi
sono stati adottati per frodi perpetrate nei settori zootecnico e
L’attività operativa dei Carabinieri per la Sanità ha registrato
anche casi d’abuso d’ufficio come quello individuato dal N.A.S.
di Salerno che ha effettuato il sequestro di un caseificio poiché
abusivamente edificato in un’area
sottoposta a vincolo paesaggistico-archeologico per la presenza
delle rovine dei “templi di Paestum” nonché caratterizzato da
un elevato rischio sismico. Nella
circostanza sono state segnalate
alla stessa A.G. il funzionario capo dell’ufficio attività produttive di
ntervenuta alla conferenza stampa di presentazione di Truffe a
Tavola 2006, Paola Picotto, dirigente veterinario e responsabile
del Sistema allerta ha dichiarato: “Allertare la gente su tutto significa
non allertarla su nulla - ha affermato - Il rischio è quello di assuefare la
popolazione e quindi, nel momento del bisogno vero, non riuscire ad
attivare una risposta adeguata. Il Ministero della Salute si occupa costantemente di fornire indicazioni utili ai cittadini. Ad esempio, quando
si parlava di tonno al mercurio, abbiamo avvertito di evitare di mettere
in tavola prodotti troppo coloriti. Per quanto riguarda i controlli sui cibi
e l’attività del sistema di allerta, poi, sul sito istituzionale vengono pubblicate ogni tre mesi informazioni sulle nostre attività”.
quel Comune e un medico-veterinario ritenuti responsabili di abuso d’ufficio, falsità ideologica e
deturpamento di bellezze naturali, per aver, nell’ambito delle rispettive competenze ed in concorso con il legale responsabile
del caseificio, permesso la realizzazione ed il riconoscimento CE
del citato caseificio anche attraverso la preparazione di false
Nel capitolo carni e allevamenti il
rapporto passa in rassegna i casi di mancanza di certificazione,
etichettatura irregolare e cattiva
conservazione, ma anche di farmaci fuori controllo. I Carabinieri del Nas di Napoli con i vete-
rinari dell’Asl numero 5, durante i
controlli in un allevamento di Torre del Greco, nel napoletano,
hanno accertato la presenza di
Olaquindox, antibiotico, il cui utilizzo è vietato in Italia. L’impiego
dell’antibiotico in questione - utilizzato per accelerare l’accrescimento dei capi - importato ed acquistato clandestinamente dai
paesi dell’Est, è vietato dalla
Commissione europea perché
Durante le analisi del mangime e
dell’acqua destinata ai conigli,
eseguite dall’istituto zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno di Portici è stato accertato l’utilizzo del farmaco.
Regimi semplificati per i professionisti
li articoli 13 e 14 della
2000, n. 388, hanno introdotto due nuovi regimi fiscali
agevolati in favore delle persone
fisiche che svolgono o intraprendono un’attività di impresa, artistica o professionale:
– Regime agevolato per le nuove
iniziative (conosciuto con il nome di “forfettino”);
– Regime delle attività marginali
(conosciuto con il nome di “forfettone”).
Esamineremo il regime agevolato
per le nuove iniziative, introdotto
dall’articolo 13 della citata Legge
388/2000, esclusivamente in relazione alle attività professionali,
tralasciando tutto ciò che riguarda le attività d’impresa.
Il regime risulta così delineato:
a) riguarda il periodo d’imposta
nel corso del quale viene avviata una nuova attività ed i
due successivi;
b) prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF;
c) prevede una serie di esoneri
da obblighi contabili ed altri
d) l’accesso a tale regime si realizza solamente tramite opzione del contribuente che ne ha
Possono accedere al regime agevolato solamente le persone fisiche per le quali sussistono le seguenti condizioni:
– nei tre anni precedenti il soggetto non deve avere esercitato
attività professionale neanche
in forma associata;
– l’attività professionale che si ha
intenzione di intraprendere non
deve in alcun modo costituire la
mera prosecuzione di altra attività svolta in precedenza sotto
forma di lavoro autonomo, di lavoro dipendente o di rapporti di
In proposito la Circolare Ministeriale numero 1 del 3 gennaio 2001
ha precisato che la semplice
apertura di partita IVA (nei tre anni precedenti), non costituisce automaticamente causa di esclusione dal regime agevolato, occorrendo a tal fine l’effettivo esercizio
Il regime riguarda i contribuenti di
La norma infatti impone la seguente condizione:
– l’ammontare dei compensi professionali conseguiti nel periodo d’imposta non deve superare Euro 30.987,41.
– Come sarà detto più avanti, il
superamento del predetto limite
comporterà la decadenza dal
beneficio a partire dal periodo
d’imposta successivo o dallo
stesso periodo a seconda dell’entità dello scostamento.
I soggetti che intendono accedere al regime agevolato devono comunicarlo in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività (di cui all’art. 35, D.P.R. 633
del 26 ottobre 1972) utilizzando
un apposito modello approvato
dall’Amministrazione finanziaria e
disponibile presso tutti gli Uffici
delle Entrate, IVA, Imposte dirette.
L’agevolazione dal punto di vista
della tassazione riguarda esclusivamente l’IRPEF.
La norma infatti prevede che nei
tre periodi d’imposta di applicazione del regime agevolato, il reddito di lavoro autonomo, determinato con le regole attuali (art. 54
D.P.R. 917/86 - TUIR):
– non concorre alla formazione
del reddito complessivo del
– viene assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF
con aliquota del 10%.
La citata Circolare Ministeriale numero 1/2001 ha chiarito che come
diretta conseguenza del fatto che
il reddito in questione non concorre alla formazione del reddito
complessivo del contribuente,
non saranno applicabili al predetto reddito le addizionali IRPEF (regionali, provinciali e comunali).
La Circolare Ministeriale numero
8/E del 26 gennaio 2001 ha inoltre
precisato che i soggetti (sostituti
d’imposta) che corrispondono
compensi ai professionisti che
hanno optato per il Regime agevolato, non devono operare la ritenuta d’acconto.
A tal fine i professionisti interessati devono rilasciare al sostituto
d’imposta una dichiarazione [Vedi
facsimile riportato alla fine del
presente articolo] attestante che
le somme corrisposte saranno assoggettate ad imposta sostitutiva.
Il contribuente che per qualsivoglia motivo dovesse decadere dai
benefici del regime agevolato dovrà darne tempestiva comunicazione al sostituto d’imposta che
pertanto da quel momento dovrà
effettuare le ritenute d’acconto.
Un’ultima considerazione: il reddito di lavoro autonomo sarà assoggettato ad IRAP nei modi ordinari
ed anche l’IVA continuerà ad essere determinata, pur con le semplificazioni di cui si dirà appresso,
Dal punto di vista contabile la
scelta del regime agevolato comporta le seguenti semplificazioni:
– esonero dalla tenuta delle scrit-
ture contabili ai fini dell’IRPEF,
dell’IRAP e dell’IVA;
– esonero dalle liquidazioni periodiche ai fini IVA;
– esonero dalle liquidazioni e dai
versamenti periodici IVA;
– esonero dal versamento dell’acconto annuale dell’IVA;
– esonero dalla presentazione
delle dichiarazioni periodiche
Rimangono a carico dei predetti
soggetti i seguenti obblighi:
– fatturazione dei compensi;
– versamento dell’eventuale IVA
dovuta in base alla dichiarazione annuale IVA entro i normali
termini stabiliti per il versamento dell’IVA annuale (il 16 marzo
dell’anno successivo a quello
di riferimento);
– versamento nei modi ordinari
dell’IRAP a saldo ed in acconto;
– redazione di un prospetto relativo all’ammortamento dei beni
– conservazione, in ordine cronologico, di tutti i documenti contabili fiscali, sia emessi che ricevuti.
L’esonero formale dalla tenuta
della contabilità non evita comunque al contribuente l’elaborazione di una contabilità, seppure informale, al fine di determinare il reddito imponibile a cui
applicare l’imposta sostitutiva IRPEF, il reddito imponibile ai fini
IRAP su cui calcolare l’imposta
nei modi ordinari ed infine l’IVA
dovuta annualmente.
Come chiarito dal Provvedimento
dell’Agenzia delle Entrate del 14
marzo 2001, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 22 marzo 2001, la
scelta operata dal contribuente
per il regime agevolato lo vincola
per almeno un periodo d’imposta
e può essere revocata dandone
comunicazione ad un qualsiasi
Ufficio delle Entrate, utilizzando
l’apposito modulo predisposto
dall’Amministrazione finanziaria.
Nel caso in cui siano superati i limiti stabiliti dalla legge relativamente ai compensi percepiti nell’anno (Euro 30.987,41) il contribuente decade dall’agevolazione:
– dal periodo d’imposta successivo, nel caso in cui i compensi
percepiti non siano superiori
per oltre il 50% al limite fissato
dalla legge (in altre parole ove
non siano superiori a Euro
46.481,12);
– nello stesso periodo d’imposta,
nel caso in cui i compensi percepiti superino Euro 46.481,12.
Nel caso di decadenza nello stesso periodo d’imposta, l’IVA sarà
comunque dovuta in unica soluzione entro i normali termini stabiliti per il versamento dell’IVA annuale.
I soggetti che accedono al regime
fiscale agevolato possono avvalersi dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate per l’adempimento degli obblighi tributari derivanti dalla nuova attività.
Il ricorso all’assistenza fiscale dell’Amministrazione finanziaria non
è obbligatorio bensì una facoltà
Coloro che intendono usufruire di
tale assistenza devono inoltrare la
richiesta, su apposito modulo, ad
un Ufficio locale dell’Agenzia delle
Entrate (Uffici delle Entrate, IVA e
Imposte dirette). La richiesta può
essere presentata unitamente alla
dichiarazione di inizio attività ovvero separatamente ma entro 30
giorni dalla domanda di inizio attività.
I contribuenti che si avvalgono
dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate, al fine di effettuare la trasmissione telematica
dei dati, dovranno munirsi di un
computer corredato di modem e
Ai contribuenti che si sono dotati
delle apparecchiature informatiche
viene riconosciuto un credito d’imposta del 40% del costo sostenuto,
con un massimo di Euro 309,97. Il
credito d’imposta non concorre alla
formazione del reddito e non è rimborsabile; può solamente essere
utilizzato per il pagamento di imposte con modello F24.
assistiti e degli Uffici
I contribuenti assistiti dovranno
trasmettere con cadenza trimestrale i dati contabili delle operazioni effettuate, mediante utilizzo
di un apposito software che potrà
Il sistema informativo del Ministero elaborerà i dati ricevuti, liquiderà le imposte dovute, renderà
disponibile telematicamente ai
contribuenti il modello di pagamento delle stesse o l’eventuale
modello per la richiesta di rimborso dell’IVA a credito, elaborerà i
quadri della dichiarazione unificata relativi all’attività esercitata.
I contribuenti verificheranno i dati
elaborati dal sistema informatico
e completeranno la dichiarazione
unificata inserendo gli ulteriori
eventuali redditi posseduti, prima
di ritrasmetterla utilizzando il servizio telematico.
Esamineremo il regime delle attività marginali introdotto dall’articolo 14 della citata Legge
a) è applicabile solamente ad alcune categorie di contribuenti;
b) si rinnova automaticamente di
anno in anno a meno che non
sorgano cause ostative;
c) prevede l’applicazione di
DICHIARAZIONE PER LA NON APPLICAZIONE
DELLA RITENUTA D’ACCONTO
Cliente del contribuente
Con la presente il sottoscritto “Nome e Cognome del Contribuente”,
nato a ...................................................... il...................................
e residente in ................................................................................
Via ................................................................................................,
codice fiscale ............................ e partita IVA ..............................
che ha optato per il regime fiscale agevolato di cui all’articolo
(indicare se numero 13 o 14) della Legge 23 dicembre 2000, n.
che sui compensi non venga applicata la ritenuta d’acconto del
20%, in quanto il reddito di lavoro autonomo cui i predetti compensi afferiscono, è soggetto ad imposta sostitutiva del 10%.
un’imposta sostitutiva dell’IRPEF (e relative addizionali regionale e comunale);
d) prevede una serie di esoneri
e) l’accesso a tale regime si realizza opzione del contribuente
che ne ha interesse.
Possono accedere al regime
agevolato:
– le persone fisiche per le quali
risultano applicabili gli studi di
Soddisfano quindi il requisito i medici veterinari per i quali è applicabile lo studio di settore TK22U.
piccolissime dimensioni.
– l’ammontare dei compensi professionali conseguiti nel periodo d’imposta precedente risultino di ammontare non superiore
a determinati limiti che sono
stati indicati con appositi decreti ministeriali tenuto conto
delle dimensioni medie degli
Per lo studio di settore SK22U (poi
aggiornato con lo studio TK22U) il
limite dei compensi fissato con
Provvedimento dell’Agenzia delle
Entrate 17 aprile 2002 (pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del
4 maggio 2002) risulta pari ad Euro 3.099,00.
Potranno pertanto accedere al regime delle attività marginali solo i
contribuenti che nell’anno solare
precedente hanno realizzato
compensi non superiori al predetto limite.
I soggetti che intendono accede-
re al regime agevolato devono
presentare, direttamente o mediante raccomandata, un’apposita domanda all’Ufficio delle Entrate competente in relazione al domicilio fiscale entro il mese di
gennaio dell’anno a decorrere
dal quale intendono fruire del predetto regime.
Il modello di domanda è quello
allegato alla Circolare Ministeriale 9 marzo 2001, n. 23, che potrà
essere reperita sul sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.it.
Il regime, sussistendone le condizioni, si rinnova automaticamente
La norma infatti prevede che il
reddito da assoggettare a tassazione agevolata sia determinato
come differenza tra i compensi
(determinati in modo automatico
dal programma GERICO sugli
studi di settore) e le spese sostenute e deducibili.
Il reddito come sopra determinato:
(e relative addizionali regionale
e comunale), con aliquota del
23/E del 9 marzo 2001 ha inoltre
Il reddito di lavoro autonomo sarà
assoggettato ad IRAP nei modi
ordinari ed anche l’IVA continuerà
ad essere determinata, pur con le
semplificazioni di cui si dirà appresso, nei modi ordinari.
– esonero dalla tenuta delle scritture contabili ai fini dell’IRPEF,
La scelta per il regime in questione vincola il contribuente per almeno un periodo d’imposta e si
rinnova automaticamente di anno
in anno a meno che non vengano
meno le condizioni richieste o lo
stesso contribuente decida di rinunciarvi.
Si decade automaticamente dal
regime agevolato:
– a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i
compensi superano il limite di
Euro 3.099;
– a decorrere dallo stesso periodo d’imposta se il limite viene
superato per più del 50%; in altre parole se i compensi dell’anno superano Euro 4.648,50.
In tal caso l’intero reddito sarà
assoggettato a tassazione nei
modi ordinari.
La scelta può in ogni caso essere
revocata dal contribuente entro il
mese di gennaio dell’anno a decorrere dal quale si intende rinunciare al predetto regime.
Nel caso di decadenza nello
stesso periodo d’imposta, l’IVA
sarà comunque dovuta in unica
soluzione entro i normali termini
stabiliti per il versamento dell’IVA
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Dott. Domenico Caivano
Dipartimento di Patologia Diagnostica e Clinica Veterinaria Università di Perugia
8.45 Presentazione del corso
Prof. Franco Moriconi, Preside della Facoltà
di Medicina veterinaria di Perugia
9.00 Concetti generali di ecografia monodimensionale e bidimensionale
Tipi di echi
Prof. Rolando Arcelli
9.30 Artefatti acustici
Dott. Giovanni Angeli
9.45 Utilizzo dell’apparecchiatura ecografica:
- ottimizzazione dell’immagine
- rilevazione e programmi di misura
- scelta ed utilizzo delle sonde
10.15 Settaggio dell’apparecchio ecografico
10.45 Preparazione del paziente e finestre acustiche
11.30 Ecocardiografia:
- finestre acustiche
- visualizzazione delle camere cardiache, delle strutture muscolari e degli apparati valvolari sia in M-mode che in B-mode
12.15 Apparato genitale femminile
Prof.ssa Angela Polisca
14.30 Divisione in gruppi dei partecipanti ed inizio
16.40 Prosecuzione esercitazioni pratiche
8.30 Ecografia addominale:
- reni e vescica
10.15 Ecocardiografia:
- misurazioni lineari e studio del movimento
delle valvole in M-Modei
- studio della funzionalità ventricolare sinistra
- uso combinato con l’elettrocardiogramma
11.45 Apparato genitale maschile
Dott. Riccardo Zelli
12.45 Questionari ECM
14.00 Divisione in gruppi dei partecipanti e inizio
delle esercitazioni pratiche
16.10 Prosecuzione esercitazioni pratiche
Il corso è riservato a 24 laureati in Medicina Veterinaria. Saranno ammessi a partecipare i primi 24 richiedenti che faranno domanda di iscrizione, esclusivamente per via telefonica, a partire dal 21 Agosto 2006
a Centro Congressi Quattro Torri - Tel. 075 5171722.
La quota di partecipazione è di 180 euro + IVA ed è
– partecipazione alle sessioni teoriche e pratiche che
si articoleranno dalle 8,30 alle 18,00 dei giorni 2223 settembre 2006
– 4 pause caffè
– 2 colazioni di lavoro
Gli strumenti per l’attività pratico-applicativa sono
messi a disposizione dalla ditta TAI – divisione di
Bio98 srl di Milano, responsabile della gestione organizzativa del corso.
tale assistenza devono inoltrare
la richiesta, su apposito modulo,
ad un Ufficio locale dell’Agenzia
delle Entrate (Uffici delle Entrate,
IVA e Iposte dirette). La richiesta
può essere presentata unitamente alla dichiarazione di inizio attività ovvero separatamente ma
entro 30 giorni dalla domanda di
Via libera alla legge sul randagismo
La Regione recepisce, con 15 anni di ritardo, la legge quadro nazionale 281/91
l Consiglio Regionale ha approvato in data 11 luglio la
proposta di legge sul randagismo, frutto dell’unione della prima proposta presentata a gennaio
sull’argomento - firmata da Silvia
Ferretto Clementi, consigliere regionale di AN - e di altre proposte
di legge presentate successivamente da altri gruppi consiliari. Alcuni dei punti contenuti nella legge
“Lotta al randagismo e tutela degli
animali d’affezione”: diritto al rispetto delle esigenze fisiologiche
ed etologiche degli animali d’affezione; divieto di usarli come premio o regalo per giochi, lotterie o
sottoscrizioni; norme repressive
contro ogni tipo di maltrattamenti
compreso l’abbandono; controllo
demografico; risanamento dei canili e istituzione dei canili sanitari;
affido anche temporaneo dei randagi; divieto di destinare gli animali ospitati nei ricoveri ad alcun tipo
di sperimentazione. Per animali
d’affezione si intendono “quelli che
stabilmente od occasionalmente
convivono con l’uomo, mantenuti
per compagnia e che possono
svolgere attività utili”. Si considerano d’affezione anche quelli che vivono in libertà ma non quelli selvatici ed esotici. È fatto divieto di abbandonarli, di infliggere loro maltrattamenti, di utilizzarli in spettacoli, gare e combattimenti. Presso
le ASL viene istituita l’anagrafe canina e felina e l’identificazione dell’animale deve avvenire con metodi indolore. Ai Comuni e alle Comunità montane, singolarmente o
in forma associata, competono il risanamento dei canili, il ricovero di
animali catturati o raccolti (questo
servizio può anche essere deman-
partire dal primo di agosto sarà modificato il sistema informatico della Anagrafe
Canina per la registrazione di cani, gatti e furetti. Ne dà avviso a
tutti gli iscritti la Presidente Carla
Bernasconi attraverso le pagine
del sito web dell’Ordine dei Veterinari di Milano. L’avviso fa seguito ad una comunicazione urgente
diramata dalla Regione Lombardia: “da quanto comunicatoci scrive Carla Bernasconi agli
iscritti - vi informiamo che l’indirizzo resterà il medesimo, verrà variata la password di accesso (che
vi sarà inviata) e varieranno le
maschere per l’inserimento dei
dati nella grafica più che nei contenuti. I tempi sono molto stretti
per ragioni tecniche amministrative”. L’Ordine dei Veterinari di Milano ha annunciato in proposito
un incontro da fissarsi nei prossimi giorni per spiegare le modifiche e l’invio di un “Manuale operativo” in formato elettronico.
dato a soggetti privati con diritto di
prelazione da parte delle associazioni animaliste), la possibilità di
istituire un fondo speciale per la
sterilizzazione di cani e gatti i cui
proprietari versino in stato d’indigenza. Alle Province competono il
controllo demografico della popo-
lazione animale, la prevenzione al
randagismo, l’istituzione di corsi di
qualificazione per operatori volontari di associazioni protezionistiche. Cani, gatti e gli altri animali di
affezione possono essere soppressi solo se gravemente malati e
incurabili o in caso di loro compro-
vata pericolosità. L’eutanasia può
essere esercitata solo da medici
veterinari che devono tenere un
apposito registro sul quale annotare diagnosi e motivo della soppressione. Il pensionamento degli
animali può essere gestito anche
da soggetti privati i quali sono te-
nuti a compilare un apposito registro che permetta di identificare
l’animale, risalire alla sua provenienza, riportare la sua eventuale
destinazione. La legge prevede
per l’anno in corso un investimento
finanziario superiore a 4,7 milioni
Napoli, controlli sugli animali per alimenti sicuri
ono più di 2200 nel 2005
dal servizio veterinario
dell’Asl Napoli 2 negli allevamenti
presenti sul territorio dell’azienda
sanitaria locale. Un “segno della
nostra presenza lì dove il percorso di qualità degli alimenti inizia”
ha sottolineato il dottor Vincenzo
Zinno, direttore dell’area Sanità
Pubblica Veterinaria dell’Asl. Sono 5471 gli allevamenti a carattere industriale o artigianale presen-
ti sugli oltre 260 kmq di territorio
dell’Asl Napoli 2 e variano per dimensione e per tipologia di animali. “Il lavoro della medicina veterinaria - ha aggiunto ancora Zinno - è essenziale non solo per la
tutela della salubrità dei cibi ma,
indirettamente, anche per la promozione di criteri di qualità nelle
produzioni agroalimentari. È importante che quanti lavorano nella
filiera produttiva dell’agroalimentare intendano i nostri controlli
non come repressione, ma come
opportunità di realizzare prodotti
di qualità. Buoni alimenti possono
nascere solo da capi in buona salute’’. E proprio su questo argomento il 14 luglio scorso si è tenuto alla Fiera Agrifelix di Giugliano
un incontro sulla qualità degli alimenti ed i controlli necessari per
assicurarla. Al dibattito hanno
partecipato i veterinari dell’Asl e i
rappresentanti del mondo produttivo. Presenti anche il sindaco di
Giugliano, Francesco Taglialatela,
e il direttore generale dell’Asl Napoli 2, Raffaele Ateniese. “È compito di un’istituzione sanitaria non
solo offrire servizi finalizzati alle
terapie - ha evidenziato Ateniese ma anche e soprattutto prevenire
le patologie con appropriate politiche di prevenzione. Il controllo
sugli alimenti, in questo senso, è
un’operazione essenziale in
quanto garantisce il cittadino e,
indirettamente, può divenire stru-
mento di crescita per l’industria
agroalimentare. La buona sanità,
quando si integra bene con il territorio può divenire volano di sviluppo’’. Nell’ambito della manifestazione, allo stand dell’Asl Napoli 2 è stato possibile ricevere informazioni sui controlli realizzati dall’azienda sanitaria locale negli allevamenti e sulle attività svolte
dall’Area Sanità Pubblica Veterinaria dell’Asl e per i proprietari di
cani non registrati all’anagrafe canina effettuare la registrazione.
Aviaria, ulteriori
on decreto dell’Assessore
alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco, la Regione
Puglia ha emanato ulteriori misure di polizia veterinaria contro l’influenza aviaria. Il decreto (n.4 del
26 giugno 2006) è pubblicato sul
Puglia del 6 luglio scorso. Il pollame domestico deve essere allevato in un’area delimitata da recinzioni; non deve essere abbeverato con acqua proveniente da
serbatoi di superficie cui abbiano accesso i volatili selvatici e
deve essere alimentato in aree
coperte. Qualora l’allevatore ritenesse inopportuno eseguire gli
interventi strutturali previsti, gli
animali devono essere abbattuti
e destinati eventualmente all’autoconsumo. Le disposizioni dovranno essere applicate sino al
30 settembre 2006.
Fauna minore,
licenziata la pdl
a commissione Territorio e
Ambiente, presieduta da
Gian Carlo Muzzarelli, ha licenziato (astenuta la lega nord) il testo della legge “Disposizioni per
la tutela della fauna minore in
Emilia - Romagna ”, finalizzato a
salvaguardare le specie di animali di piccola dimensione (anfibi e rettili) minacciati dalla distruzione o dall’alterazione dei loro
habitat e siti riproduttivi.
“Giudichiamo questo testo, che
andrà al voto dell’aula nella prossima tornata consiliare - ha detto
Muzzarelli - un atto di concreta
sensibilità verso specie sempre
più rare, che sono invece di
grande interesse anche per il loro ruolo di sensori ambientali ed
indicatori biologici dello stato di
salute del nostro eco-sistema.
Con questo provvedimento quindi anche l’Emilia-Romagna, come qualche altra Regione italiana, si dota di uno strumento di tutela nei confronti di piccoli animali e del loro habitat, mostrando
così la consapevolezza del loro
valore ecologico”.
PdL per il Parlamento: MNC come atto medico
ono 12mila i medici,
odontoiatri e veterinari
rappresentati dal Comitato Permanente di Consenso e
Non Convenzionali in Italia. Dall’Emilia-Romagna arriva per loro una
proposta di legge che sarà presto
portata in Parlamento per il varo di
una legge nazionale. Il progetto
“Disciplina delle Medicine Non
Convenzionali esercitate da laureati in medicina e chirurgia,
odontoiatria e veterinaria” è una
iniziativa del consigliere regionale
Gianluca Borghi, che riconosce
l’esercizio delle terapie e delle
medicine non convenzionali, e
punta alla loro equiparazione ed
integrazione con le terapie e le
medicine convenzionali. In base
alla proposta di legge, per quanto
attiene il settore medico-veterinario, l’esercizio delle Medicine Non
Convenzionali è consentito soltanto a medici veterinari iscritti in
un apposito registro istituito presso gli Ordini dei veterinari degli
esperti nelle medicine non convenzionali, articolato per sezioni
secondo gli indirizzi elencati nel
comma 1 dell’articolo 2 (Medicina
Omeopatica; Medicina Omotossicologica; Agopuntura; Medicina
Ayurvedica; Medicina Tradizionale Cinese; Fitoterapia; Medicina
Antroposofica; Medicina Tradizionale Tibetana.). Possono iscriversi al registro i laureati in veterinaria in possesso del master di
esperto nelle MNC, rilasciato dalle Università degli studi statali o
da enti di formazione accreditati
dal Ministro dell’istruzione ai sensi
della presente legge. “I medici
veterinari sono autorizzati alla
prescrizione ed alla somministra-
Trichinellosi, Patta:
bene gli sforzi
’assessore regionale della
Sanità, Nerina Dirindin, ha
incontrato il 12 luglio a Roma il
sottosegretario alla Salute con
delega per la veterinaria, Gian
Paolo Patta, per un esame della
situazione della sanità animale
in Sardegna, con particolare riferimento alla peste suina africana e alla trichinellosi. All’incontro erano presenti anche i
della Sanità Pubblica Veterinaria e della Sicurezza Alimentare
del Ministero e dei Servizi Veterinari della Regione. “È stata
espressa da parte del Ministero
della Salute - è detto in una nota - una valutazione positiva sugli sforzi che la Regione Sardegna sta portando avanti per la
eradicazione della peste suina
africana e per il controllo della
trichinellosi e assicurato un sostegno nelle competenti sedi
comunitarie”.
zione dei prodotti medicinali non
convenzionali ad uso animale, sia
per la profilassi sia per le cure veterinarie. 2. Ai fini dell’applicazione delle prescrizioni per la profilassi e le cure veterinarie nella
produzione biologica di prodotti
agricoli e nell’allevamento biologico di cui al regolamento (CEE) n.
2092/91 del Consiglio del 24 giu-
gno 1991, come modificato dal regolamento (CE) n. 1804/1999 del
Consiglio del 19 luglio 1999, i medici veterinari sono autorizzati all’uso di terapie di agopuntura veterinaria, di medicine omotossicologiche e di medicamenti fitoterapici ad uso animale”. La proposta
di legge interviene sul percorso di
formazione e istituisce una Com-
missione permanente per le Medicine Non Convenzionali e, presso
il Ministero della salute, apposite
sottocommissioni monodisciplinari
che comprendono i rappresentanti degli ordini sanitari interessati.
Le Medicine Non Convenzionali riconosciute dalla pdl Borghi comprendono i seguenti indirizzi terapeutici:a) Medicina Omeopatica;
b) Medicina Omotossicologica; c)
Agopuntura; d) Medicina Ayurvedica; e) Medicina Tradizionale Cinese; f) Fitoterapia; g) Medicina
Antroposofica; h) Medicina Tradizionale Tibetana. Rientra tra le
MNC anche la Medicina Manuale,
che comprende i seguenti indirizzi
terapeutici: a) Osteopatia; b) Chiropratica.
La prevalenza delle malattie dermatologiche del cane e del gatto
Parassiti e infezioni batteriche le diagnosi più comuni nel cane e nel gatto. Un sondaggio inglese
n sondaggio condotto
in UK ha valutato la prevalenza, la diagnosi e il
trattamento delle malattie dermatologiche nei piccoli animali. In
3707 ambulatori osservati, 795
(21,4%) includevano animali con
un problema dermatologico.
Il segno clinico iniziale più comune nel cane e nelle specie esoti-
che era il prurito, che costituiva il
30-40% dei motivi di visita dermatologica. Nel gatto il segno iniziale più comune erano le tumefazioni cutanee (36%).
In 576 casi (72%) la diagnosi e il
trattamento erano decisi sulla
base dei soli segni clinici ed esame clinico, mentre negli altri casi
si effettuavano varie indagini dia-
gnostiche. Nel cane, le diagnosi
più frequenti erano infestazioni
parassitarie, infezioni batteriche
e neoplasie. Nel gatto erano più
comuni parassiti e infezioni batteriche.
Nelle specie esotiche i parassiti
costituivano l’80% delle diagnosi
Nel cane, le diagnosi definitive
più frequenti erano otite, piodermite, occlusione dei sacchi anali,
infestazione da pulci e dermatite
atopica. Nel gatto erano più comuni ascessi, infestazioni da pulci e otite. Nelle specie esotiche
la diagnosi più comune era
un’imprecisata infestazione da
Antibiotici sistemici venivano
prescritti in 196 casi (25%), glucocorticoidi in 163 casi (20%) e
trattamenti antiparassitari in 167
casi (21%).
esocrino del gatto
li adenomi erano diagnosticati come reperto
occasionale. La maggior parte
dei gatti affetti da adenocarcinoma presentava anoressia
(75%) e vomito (63%), mentre il
35% manifestava dolore addominale, presenza di una massa
addominale palpabile e/o ittero.
I reperti diagnostici includevano
leucocitosi, iperglicemia, aumento dell’alanino aminotrasferasi, scarso dettaglio sieroso
nelle radiografie addominali e la
presenza di una massa addominale all’ecografia.
La maggior parte dei gatti con
adenocarcinoma presentava
metastasi (soprattutto a fegato,
polmoni e piccolo intestino) e
tutti venivano soppressi o morivano entro 7 giorni dalla diagnosi. Gli autori concludono
che, clinicamente, il carcinoma
pancreatico felino può essere
difficile da distinguere dalla
pancreatite felina.
un trial controllato
n trial controllato ripetuto ha sottoposto a valutazione un programma generico
di modificazione comportamentale per il trattamento clinico dei
problemi comportamentali associati alla separazione nel cane.
Dopo 12 settimane di trattamento, il 56% dei proprietari dei cani trattati segnalava un miglioramento significativo nel comportamento del proprio cane e un
ulteriore 25% segnalava un lieve miglioramento. La maggior
parte dei cani non trattati continuava a manifestare lo stesso
grado di problema comportamentale da separazione durante le 12 settimane di osservazione. In una serie supplementare
di altri 30 casi studiati, trattati
con un programma comportamentale rivolto alle specifiche
diagnosi, tutti i proprietari segnalavano miglioramenti dopo
12 settimane di trattamento.
Vedo con piacere che vi siete
mossi sul serio sul decreto Bersani a differenza dell’Onaosi che ci
colpisce, fa alberghi e si equipara
all’ENPAV a sentire quello che leggo, ma a parte una scena di facciata da parte dei veterinari in
realtà eccetto i farmacisti che ancor oggi non la pagano perché
sono veramente contrari (ho fratello e cognata farmacisti), noi abbiamo cavalcato il toro mandando
persone in associazione favorevoli al pagamento. La stessa Fnovi
non ha mai detto il contrario, ma a
quanto mi risulta nessuno, eccetto alcuni sono favorevoli al balzello coatto, basta fare la conta tramite gli ordini e vedremmo quanti
dicono si. So bene che voi avete
fatto un documento dei contrari
che ho firmato e siamo stati tanti,
ma era anche il momento che non
si pagava ancora e pochi sapevano cosa fosse, poi hanno capito e
le voci contrarie si sono alzate,
ma di pari passo le azioni si sono
attenuate. Ma per Bersani ove
colpisce tutti, anche quelli favorevoli all’Onaosi allora si fanno anche campagne stampa, ma si potevano fare anche prima. Quando
mai si scopre adesso l’acqua calda ovvero che lavorare con i minimi si hanno standard di qualità altrettanto uguali, ma si è lasciato
alla concorrenza invece la quantificazione della parcella, con il ri-
sultato che la gente (a cui la tariffa minima è già altissima e si lamentano sempre oltre a volere gli
sconti) ha sempre guardato quanto costava la prestazione e non la
qualità della stessa, preferendo il
costo più basso a parità di prestazione finale, tanto che ne sanno o che gli importa sapere se
uso l’isofluorano al posto dell’alotano o del Rompun e Ketamina,
se ho tutti i monitoraggi per operare che costano un occhio della
testa? Perché al cliente in genere
eccetto alcune eccezioni ha sempre interessato il risultato finale,
non come lo si persegue, quindi
una sterilizzazione cosa costa?
punto e basta. Se costa meno dal
mio concorrente vanno da lui anche se opera senza una vera sala
operatoria e usa l’alotano e non
ha nessun monitoraggio, ma risparmiano soldi. Bisognava farlo
sapere già da anni al pubblico
no? Ora sono solo sensibilizzati
verso il PAGARE POCO pertanto
è troppo tardi fare manifesti sulla
qualità delle tariffe. Farete un buco nell’acqua, proprio come per
l’Onaosi, .....guarda caso.
dott. Paolo Penso
permettimi di dirti che sei perlomeno ingeneroso nei nostri confronti. L’ANMVI si attiva subito con
tutti i mezzi disponibili quando c’è
un problema che riguarda la categoria. Gli sforzi sono tanti, l’impegno è enorme se consideri anche
che tutti noi che ci dedichiamo all’ANMVI lo facciamo gratuitamente togliendo tempo al lavoro, alla
famiglia o ai nostri interessi. Non
sempre si ottengono i risultati
sperati. Non siamo il partito di
maggioranza ed il Presidente del
Consiglio non è un nostro iscritto.
Ci dispiace. La battaglia dell’Onaosi non l’abbiamo mai interrotta, abbiamo perso la prima causa
a Bologna ma aspettiamo per ottobre, se ben ricordo, la sentenza
di quella presentata a Milano.
Sappiamo benissimo che è molto
dura anche perché tutte le nostre
continuano ad essere rigettate.
Anche la FNOVI ha ancora in corso azioni per ottenere che venga
tolto l’obbligo di iscrizione. Da
quanto so anche i farmacisti, con
i quali ci sentiamo, non hanno ottenuto nulla. Nel frattempo abbiamo ritenuto corretto dire a tutti che
la scelta di non fare il versamento
era del tutto personale. Non potevamo essere responsabili di indicazioni che oltre ad essere contro
ad una legge dello Stato potrebbero portare al pagamento di interessi di mora o sovrattasse. Il nostro rappresentante nel Consiglio
dell’Onaosi, la collega Laura Torriani, non ha certo ottenuto che i
veterinari fossero esclusi, visto
che esprimiamo con i farmacisti
una piccola minoranza, però ha
portato e sostenuto richieste di riduzione delle quote ed altri vantaggi per gli iscritti che rendono
perlomeno meno sofferta questa
forzata appartenenza. È anche
giusto ricordare che noi non siamo contrari all’Onaosi, che riteniamo un istituto importante al quale
in passato avevamo sollecitato i
colleghi ad aderire, ma al colpo di
mano con il quale si è voluto rendere obbligatoria l’iscrizione. Se
da domani ritornasse tutto facoltativo non avremmo dubbi a sollecitare tutti i colleghi ad aderirvi visto
che posso testimoniare di tante situazioni difficili, se non drammatiche, che sono state almeno economicamente superate grazie all’Onaosi. Per quanto riguarda il
decreto Bersani stiamo facendo
di tutto per fare escludere i veterinari. Speriamo di riuscirci, ma non
possiamo essere certi di nulla.
La vivisezione sta alla ricerca
come la tortura alla giustizia.
Nei prossimi giorni avremo incontri decisivi a Roma ed i risultati saranno subito comunicati a tutti.
Uomini e Animali, differenti contesti e modalità
di interazione: aspetti applicativi e normativi
5-6 ottobre 2006
Per ogni informazione attinente al Corso si prega di
contattare la Segreteria Scientifica:
W. Adriani 06/49.90.2105
adriani@iss.it
A. Manciocco 06/49.90.2107
arianna.manciocco@iss.it
INCONTRO REGIONALE AIVEMP ABRUZZO IN COLLABORAZIONE
CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PESCARA
SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 19 DI ASTI
INCONTRO REGIONALE SIVAR PIEMONTE IN COLLABORAZIONE
CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CUNEO
GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SIVAR IN COLLABORAZIONE
INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC VENETO
Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it
IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - ASTI - Asl 19 - Via
Conteverde 125 - Asti - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel.
+39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it
SECONDO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTI IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it
PATOLOGIE NEONATALI DEL VITELLO - Hotel “Holiday Inn” Cherasco (Cuneo) - Str. Provinciale Cherasco, 662 ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539
CARDIOLOGIA: II PARTE - SEMEIOTICA CLINICA, PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA E RADIOLOGIA
CARDIOLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
CHIRURGIA ORTOPEDICA NEL VITELLO - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di
Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it
CORSO AVANZATO CHIRURGIA BOVINA - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di
Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica
MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Catalunya, Alghero - Via Catalogna, 20 ECM: 7 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Novotel Caserta Sud, Caserta - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria
L’OSTEOSARCOMA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it
PATOLOGIA MITRALICA NEL CANE E MALATTIE TIROIDEE - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto
Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it
APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
DECENNALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it
MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA
COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
EPATOPATIE NEL CANE E NEL GATTO: DIAGNOSI TRATTAMENTO E PROGNOSI - Hotel Campanile - Rivoli
(TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria
TECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara”,
Cepagatti - PE - C. da Buccieri, 1 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372
403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it
MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL
CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372
403502 - E-mail: info@sive.it
CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ORTOPEDICA - Hotel Leonardo da Vinci, Milano - Via Senigallia, 6 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it
RICOSTRUZIONE E DEMOLIZIONE-RICOSTRUZIONE DEL MUSO NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc.
MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL
TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI NELLE ZOPPIE DEL CANE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
INSUFFICIENZA RENALE ANURICA VERSO OLIGURICA. APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it
PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Novotel Caserta Sud, Capodrise (CE) - Strada
Statale, 87 Sannitica - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: II PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
CORSO DI METODOLOGIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
NEOPLASIE EMOPOIETICHE, LINFOIDI E NON LINFOIDI: QUALCOSA DI VECCHIO, QUALCOSA DI NUOVO Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
I FANS: PRESENTE, PASSATO E FUTURO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372
MTC E OMEOPATIA: RISULTATI CLINICI E PERCORSI COMPLEMENTARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi,
“PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA” - Sala Consiliare del Comune di Marcon (VE) - Piazza Municipio 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per
Chiuso in stampa il 17 luglio 2006
Una dermatite desquamativa in un gatto
anziano con associati sintomi respiratori
è suggestiva di:
Una sindrome paraneoplastica secondaria a neoplasia epatica
SCIVAC Campania, 2005
Risposta corretta b)
Bovina gravida di 8 mesi dislocata
a sinistra, quali fra le seguenti tecniche
non sono consigliate per la risoluzione
Laparotomia fianco destro (Dirksen)
Una sindrome paraneoplastica secondaria a neoplasia timica
Laparotomia fianco destro con piloropessi
Una sindrome paraneoplastica secondaria a
Corso base di chirurgia
del bovino SIVAR 2005
Metodo di Utrecht
Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 27

References: sentenza 

Articolo 60

Articolo 61

Articolo 64

Articolo 44
 sentenza