Source: http://www.ilcaso.it/famiglia/indice-persfam-tutto.php?id_cont=arch-fam-cass-2009
Timestamp: 2018-06-24 06:44:54+00:00

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Separazione personale dei coniugi - Procedimento - Intervento P.M. - Provvedimenti - Modificabilita' - Provvedimenti adottati dal giudice istruttore, ex art. 709, ultimo comma, c.p.c. di revoca o modifica di quelli presidenziali - Reclamabilità - Esclusione - Fondamento
Nell'ambito del procedimento di separazione personale dei coniugi, i provvedimenti adottati dal giudice istruttore, ex art. 709, ultimo comma, c.p.c., di modifica o di revoca di quelli presidenziali, non sono reclamabili poiché è garantita l'effettività della tutela delle posizioni soggettive mediante la modificabilità e la revisione, a richiesta di parte, dell'assetto delle condizioni separative e divorzili, anche all'esito di una decisione definitiva, piuttosto che dalla moltiplicazione di momenti di riesame e controllo da parte di altro organo giurisdizionale nello svolgimento del giudizio a cognizione piena. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 maggio 2018, n.11279.
Famiglia - Separazione coniugi - Spese straordinarie - Obbligo preventivo di informazione - Esclusione - Fattispecie
Non è configurabile a carico del coniuge affidatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l'altro, in ordine alla determinazione delle spese straordinarie, costituente decisione "di maggiore interesse" per il figlio, sussistendo, di conseguenza, a carico del coniuge non affidatario un obbligo di rimborso, qualora il medesimo non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso (Cass., 26/09/2011, n. 19607; Cass., 30/07/2015, n. 16175; Cass., 08/02/2016, n. 2467).
Ebbene, nel caso concreto, la Corte d'appello ha accertato che si trattava di spese per trattamenti estetici necessari a rimuovere la peluria sul viso della ragazza, "anomala per un soggetto di sesso femminile" e fonte di notevole imbarazzo, e di spese per l'iscrizione in una scuola privata i cui orari si erano rivelati maggiormente compatibili con le esigenze lavorative del genitore affidatario. Trattasi - all'evidenza di esborsi non prevedibili, poichè sopraggiunti nel corso del tempo, al momento della determinazione dell'assegno di mantenimento a carico del padre. Talchè, una volta accertatane - da parte del giudice di merito - la natura di spese straordinarie ed utili alla figlia, ed in assenza della dimostrazione di un tempestivo e valido dissenso da parte dell'altro coniuge, quest'ultimo è da considerarsi senz'altro tenuto a corrispondere genitore la quota di sua spettanza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 marzo 2018, n.5490.
Giudizio di separazione personale tra coniugi – Audizione del minore – Obbligo di motivare con rigore la decisione di disattendere la volontà del minore – Necessità di preservare la conservazione del rapporto tra fratelli e sorelle
Nel giudizio di separazione personale tra coniugi il giudice non è tenuto a recepire, nei suoi provvedimenti, le dichiarazioni di volontà che emergono dall’ascolto del minore o le conclusioni dell’indagine peritale. Tuttavia, qualora intenda disattendere tali dichiarazioni e tali conclusioni, ha l’obbligo di motivare la sua decisione con particolare rigore e pertinenza.
La tutela del diritto fondamentale di sorellanza e fratellanza impone la necessità di preservare nelle separazioni tra coniugi la conservazione del rapporto tra fratelli e sorelle e di non adottare provvedimenti di affidamento che comportino la loro separazione se non per ragioni ineludibili e, comunque, sulla base di una motivazione rigorosa che evidenzi il contrario interesse del minore alla convivenza. (Annamaria Varini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 maggio 2018, n.12957.
L’abbandono del tetto coniugale è giustificato dalla violazione degli obblighi di fedeltà da parte del marito, intento alla ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet. Ciò costituisce una circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 aprile 2018, n.9384.
Matrimonio Misto – Matrimonio contratto all’estero da cittadino italiano e da cittadino straniero – Trascrizione – Downgrading (trascrizione del matrimonio come unione civile) – Chiarimenti
Gli atti di matrimonio e le unioni omoaffettive concluse con istituti analoghi, all’estero, producono senz’altro effetti giuridici nell’ordinamento italiano, secondo il regime della convertibilità. In particolare, si applica l’articolo 32-bis della legge n. 218 del 1995 che comporta la preminenza del modello adottato nel diritto interno, dell’unione civile. Il matrimonio contratto da coppia omoaffettiva all’estero, formata da cittadino italiano e da cittadino straniero, non è trascrivibile come tale, bensì come unione civile, in adesione al modello legislativo applicabile nel nostro ordinamento. L’articolo 32-bis cit. non trova invece applicazione diretta nell’ipotesi in cui venga richiesto il riconoscimento di un’unione coniugale contratta all’estero da due cittadini stranieri. Il procedimento di cd. downgrading non può essere giudicato discriminatorio dal momento che la scelta del modello di unione riconosciuta tra persone dello stesso sesso negli ordinamenti facenti parte del Consiglio d’Europea è rimessa al libero apprezzamento degli Stati Membri, salva la definizione di uno standard di tutele coerenti con l’interpretazione del diritto alla vita familiare ex art. 8 fornita dalla Corte EDU. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 maggio 2018, n.11696.
Adottabilità – Valutazione della idoneità dei parenti – Mancanza di rapporti significativi
Il requisito, espressamente previsto dalla L. n. 184 del 1983, articolo 12 della significatività dei rapporti con i parenti fino al quarto grado al fine di verificarne l’idoneità soggettiva e la sussistenza delle condizioni oggettive ai fini dell’affidamento dei minori è valutabile anche sotto il profilo potenziale, quando sia stata constatata l’impossibilità incolpevole di stabilire rapporti con i minori da parte dei parenti indicati dal citato articolo 12. In particolare, la mancanza di rapporti significativi pregressi può non essere assunta come elemento di valutazione dell’idoneità dei parenti ad assicurare l’assistenza e la crescita del minore in modo adeguato quando quest’ultimo sia stato allontanato subito dopo la nascita e la richiesta dei parenti sia stata ragionevolmente tempestiva. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 aprile 2018, n.9021.
Separazione – Divorzio – Separazione con addebito – Condotta violenta
Nonostante la conflittualità risalente nel tempo e i comportamenti esasperanti e istigatori della moglie, la separazione va addebitata al marito che tiene una condotta violenta e lesiva dell’incolumità della suddetta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 21 marzo 2018, n.6997.
La legge prevede che, ai fini del riconoscimento del diritto all’attribuzione di una quota della pensione di reversibilità, sia intervenuta la pronuncia della sentenza che riconosce all’istante il diritto alla percezione dell’assegno divorzile; non richiedendo che, al momento in cui tale domanda è proposta, sia intervenuto l’accertamento della spettanza dell’assegno divorzile in favore della ricorrente, mediante pronuncia avente efficacia di giudicato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 febbraio 2018, n.4107.
Divorzio – Assegno di mantenimento – Giudizio di adeguatezza dei mezzi economici del coniuge richiedente – Possibilità concreta di lavoro – Rilevanza – Affermazione
Misura dell’assegno – Criteri – Rilevanza della durata del matrimonio – Affermazione
È legittima la decisione di porre a carico del coniuge un assegno di mantenimento a favore dell’altro, ove i mezzi economici a disposizione di quest’ultimo risultino inadeguati ai fini di consentirne l’indipendenza o l’autosufficienza economica, tenuto conto della sua limitata capacità e possibilità effettiva di lavoro personale e di reddito, nonché della mancata fruizione di trattamenti pensionistici. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La congruità della misura dell’assegno va valutata anche tenendo in considerazione la durata del matrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 marzo 2018, n.7342.
Separazione dei coniugi – Affidamento dei figli minori – Affidamento condiviso – Criteri di scelta del genitore collocatario – Genitore contrario a vaccini e medicina convenzionale
L’individuazione del genitore collocatario deve avvenire all’esito di un giudizio prognostico che il giudice compie, nell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, in merito alle capacità dei genitori di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione determinata dalla disgregazione dell’unione, tenendo conto, in base ad elementi concreti, del modo in cui il padre e la madre hanno in precedenza svolto i loro compiti, delle rispettive capacità di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilità ad un assiduo rapporto, nonché della personalità di ciascun genitore, delle sue consuetudini di vita e dell’ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al minore. [Nella fattispecie, la Corte ha confermato la decisione dei giudici dei due precedenti gradi di giudizio i quali avevano disposto la collocazione dei figli minori presso il domicilio paterno “in quanto più tutelante per gli interessi dei minori, dato che la madre non aveva dimostrato di essere in grado di assumere i comportamenti più adeguati nei loro confronti”. In particolare, la Corte d’Appello aveva estromesso la madre dall’esercizio dell’affidamento in ordine alle scelte per le cure mediche e l’alimentazione in ragione dei convincimenti da lei espressi in merito alla non opportunità di sottoporre i figli a vaccinazione e all’utilità di trattamenti omeopatici e di cure di patologie mediante la regolamentazione del regime dietetico.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 febbraio 2018, n.3913.

References: art. 709
 art. 709
 art. 8
 articolo 12
 articolo 12
 sentenza 
e contrario