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Timestamp: 2017-12-12 00:34:45+00:00

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Legge 4 maggio 1983 n.184:Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori	- Sos Affido
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LEGGE 4 maggio 1983 n. 184 ( indice )
Il minore ha diritto di essere educato nell'ambito della propria famiglia. Tale diritto é disciplinato dalle disposizioni della presente legge e dalle altre leggi speciali.
Il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato ad un'altra famiglia, possibilmente con figli minori, o ad una persona singola, o ad una comunità di tipo familiare, al fine di assicurargli il mantenimento, l'educazione e l'istruzione.
Ove non sia possibile un conveniente affidamento familiare, é consentito il ricovero del minore in un istituto di assistenza pubblico o privato, da realizzarsi di preferenza nell'ambito della regione di residenza del minore stesso.
L'istituto di assistenza pubblico o privato esercita i poteri tutelari sul minore ricoverato o assistito, secondo le norme del capo i del titolo x del libro i del codice civile, fino a quando non si provveda alla nomina di un tutore, ed in tutti i casi nei quali l'esercizio della potestà dei genitori o della tutela sia impedito. All'istituto di assistenza spettano i poteri e gli obblighi dell'affidatario di cui all' articolo 5 .
L'affidamento familiare é disposto dal servizio locale, previo consenso manifestato dai genitori o dal genitore esercente la potestà, ovvero dal tutore, sentito il minore che ha compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche di età inferiore. Il giudice tutelare del luogo ove si trova il minore rende esecutivo il provvedimento con decreto.
Ove manchi l'assenso dei genitori esercenti la potestà o del tutore, provvede il tribunale per i minorenni. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile .
Nel provvedimento di affidamento familiare debbono essere indicate specificatamente le motivazioni di esso, nonché i tempi e i modi dell'esercizio dei poteri riconosciuti all'affidatario. Deve inoltre essere indicato il periodo di presumibile durata dello affidamento ed il servizio locale cui é attribuita la vigilanza durante l'affidamento con l'obbligo di tenere costantemente informati il giudice tutelare od il tribunale per i minorenni, a seconda che si tratti di provvedimento emesso ai sensi del primo o del secondo comma.
L'affidatario deve accogliere presso di sé il minore e provvedere al suo mantenimento e alla sua educazione e istruzione, tenendo conto delle indicazioni dei genitori per i quali non vi sia stata pronuncia ai sensi degli articoli 330 e 333 del codice civile, o del tutore, ed osservando le prescrizioni eventualmente stabilite dall'autorità affidante.
Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell' articolo 316 del codice civile .
L'adozione é permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare.
(si veda la Sent. Corte Costituzionale n.303/96 che dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, secondo comma, della legge 4 maggio 1983, n. 184 , nella parte in cui non prevede che il giudice possa disporre l'adozione, valutando esclusivamente l'interesse del minore, quando l'età di uno dei coniugi adottanti superi di oltre quaranta anni l'età dell'adottando, pur rimanendo la differenza di età compresa in quella che di solito intercorre tra genitori e figli,
se dalla mancata adozione deriva un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore.)
( si veda la Sent. Corte Costituzionale n. 349 del 28 settembre-9 ottobre 1998)
(si veda la Sent. Corte Costituzionale n. 283/99 che dichiara l'illegittimità costituzionale
dell'art. 6, secondo comma, della legge 4 maggio 1983, n. 184
(Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori), nella parte in cui non prevede che il giudice possa disporre l'adozione, valutando esclusivamente l'interesse del minore, quando l'età dei coniugi adottanti superi di oltre quaranta anni l'età dell'adottando, pur rimanendo la differenza di età compresa in quella che di solito intercorre tra genitori e figli, se dalla mancata adozione deriva un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore.)
L'adozione é consentita a favore dei minori dichiarati in stato di adottabilità ai sensi degli articoli seguenti.
Il minore, il quale ha compiuto gli anni quattordici, non può essere adottato se non presta personalmente il proprio consenso, che deve essere manifestato anche quando il minore compia l'età sopraindicata nel corso del procedimento. Il consenso dato può comunque essere revocato sino alla pronuncia definitiva della adozione.
Sono dichiarati anche d'ufficio in stato di adottabilità dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori in situazione di abbandono perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio.
Chiunque ha facoltà di segnalare alla autorità pubblica situazioni di abbandono di minori di età.
L'omissione della segnalazione può comportare la decadenza dalla potestà sul figlio a norma dell' articolo 330 del codice civile e l'apertura della procedura di adottabilità.
Il presidente del tribunale per i minorenni, o un giudice da lui delegato, ricevute le informazioni di cui all'articolo precedente, dispone di urgenza tramite i servizi locali e gli organi di pubblica sicurezza approfonditi accertamenti sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore, sull'ambiente in cui ha vissuto e vive ai fini di verificare se sussiste lo stato di abbandono.
Il tribunale provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, i genitori, il tutore, il rappresentante dell'istituto presso cui il minore é ricoverato o la persona cui egli é affidato e tenuto conto di ogni altra idonea informazione. Deve inoltre essere sentito il minore che ha compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore. I provvedimenti adottati debbono essere comunicati al pubblico ministero ed ai genitori.
Quando dalle indagini previste nell'articolo precedente risultano deceduti i genitori del minore e non risultano esistenti parenti entro il quarto grado, il tribunale per i minorenni provvede a dichiarare lo stato di adottabilità, salvo che esistano istanze di adozione ai sensi dell' articolo 44 . In tal caso il tribunale per i minorenni decide nell'esclusivo interesse del minore.
Il presidente o il giudice delegato può, altresì, chiedere al pubblico ministero di promuovere l'azione per la corresponsione degli alimenti a carico di chi vi é tenuto per legge e, al tempo stesso, dispone, ove d'uopo, provvedimenti temporanei ai sensi del secondo comma dell' articolo 10 .
Il tribunale per i minorenni può disporre, prima della dichiarazione di adottabilità, la sospensione del procedimento, quando da particolari circostanze emerse dalle indagini effettuate risulta che la sospensione può riuscire utile nell'interesse del minore. In tal caso la sospensione é disposta con decreto motivato per un periodo non superiore ad un anno, eventualmente prorogabile.
La sospensione é comunicata ai servizi locali competenti perché adottino le iniziative opportune.
A conclusione delle indagini e degli accertamenti previsti dagli articoli precedenti, ove risulti la situazione di abbandono di cui all' articolo 8 lo stato di adottabilità del minore é dichiarato dal tribunale per i minorenni quando:
La dichiarazione dello stato di adottabilità del minore é disposta dal tribunale per i minorenni in camera di consiglio con decreto motivato, sentito il pubblico ministero, nonché il rappresentante dell'istituto presso cui il minore é ricoverato o la persona cui egli é affidato. Deve essere, parimenti, sentito il tutore, ove esista, ed il minore che abbia compiuto i dodici anni e, se opportuno, anche il minore di età inferiore.
Il decreto é notificato per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti indicati nel primo comma dell' articolo 12 , al tutore, con contestuale avviso agli stessi del loro diritto di proporre reclamo nelle forme e nei termini di cui all' articolo 17 .
Il tribunale per i minorenni nomina, se necessario, un tutore provvisorio ed adotta i provvedimenti opportuni nell'interesse del minore.
Il tribunale per i minorenni, esaurita la procedura prevista nei precedenti articoli e qualora ritenga che non sussistano i presupposti per la pronuncia dello stato di adottabilità, dichiara che non vi é luogo a provvedere.
Si applicano gli ultimi due commi dell' articolo 15 .
Il pubblico ministero, i genitori, i parenti indicati nell' articolo 12 , primo comma, il tutore possono proporre ricorso avverso il provvedimento sullo stato di adottabilità dinanzi allo stesso tribunale che lo ha pronunciato, entro trenta giorni dalla notificazione.
A seguito della opposizione, il presidente del tribunale per i minorenni nomina un curatore speciale al minore e fissa con decreto l'udienza di comparizione dinanzi al tribunale da tenersi entro trenta giorni dal deposito del ricorso, disponendo la notifica del decreto di comparizione al ricorrente ed al curatore speciale del minore nonché la convocazione per l'udienza fissata delle persone indicate nel penultimo comma dell' articolo 15 .
Avverso la sentenza della corte d'appello é ammesso ricorso per cassazione per violazione di legge entro trenta giorni dalla notificazione.
La dichiarazione definitiva dello stato di adottabilità é trascritta, a cura del cancelliere del tribunale per i minorenni, su apposito registro conservato presso la cancelleria del tribunale stesso.
La trascrizione deve essere effettuata entro il decimo giorno successivo a quello della comunicazione che il decreto di adottabilità é divenuto definitivo. A questo effetto, il cancelliere del giudice della impugnazione deve inviare immediatamente apposita comunicazione al cancelliere del tribunale per i minorenni.
Lo stato di adottabilità cessa altresì per revoca, nell'interesse del minore, in quanto siano venute meno le condizioni di cui all' articolo 8 , successivamente alla pronuncia del decreto di cui all' articolo 15 .
La revoca é pronunciata dal tribunale per i minorenni d'ufficio o su istanza del pubblico ministero, oppure dei genitori.
I coniugi che intendono adottare devono presentare domanda al tribunale per i minorenni, specificando l'eventuale disponibilità ad adottare più fratelli. É ammissibile la presentazione di più domande anche successive a più tribunali per i minorenni, purché in ogni caso se ne dia comunicazione. I tribunali cui la domanda é presentata possono richiedere copia degli atti di parte ed istruttori, relativi ai medesimi coniugi, agli altri tribunali; gli atti possono altresì essere comunicati d'ufficio. La domanda decade dopo due anni dalla presentazione e può essere rinnovata.
Il tribunale per i minorenni, accertati previamente i requisiti di cui all' articolo 6 , dispone l'esecuzione delle adeguate indagini di cui al comma seguente e sceglie fra le coppie che hanno presentato domanda quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore.
Il decreto é comunicato al pubblico ministero ed al tutore.
Il provvedimento di affidamento preadottivo, divenuto definitivo, é trascritto a cura del cancelliere entro dieci giorni sul registro di cui all' articolo 18 .
L'affidamento preadottivo é revocato dal tribunale per i minorenni d'ufficio o su istanza del pubblico ministero o del tutore o di coloro che esercitano la vigilanza di cui all'ultimo comma dell'articolo precedente, quando si rivelano gravi difficoltà di idonea convivenza.
Il provvedimento relativo alla revoca é adottato dal tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, con decreto motivato.
Il decreto é comunicato al pubblico ministero, al presentatore dell'istanza di revoca, agli affidatari ed al tutore.
Il decreto che dispone la revoca dell'affidamento preadottivo, divenuto definitivo, é annotato a cura del cancelliere entro dieci giorni sul registro di cui all' articolo 18 .
In caso di revoca, il tribunale per i minorenni adotta gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell' articolo 10 .
Il tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, decorso un anno dall'affidamento, sentiti i coniugi adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore, il pubblico ministero, il tutore, il giudice tutelare ed i servizi locali, se incaricati della vigilanza, verifica che ricorrano tutte le condizioni previste dal presente capo e, senza altra formalità di procedura, provvede sull'adozione con decreto motivato in camera di consiglio, decidendo di fare luogo o di non fare luogo all'adozione. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all'adozione nei confronti della coppia prescelta.
Nell'interesse del minore il termine di cui al primo comma può' essere prorogato di un anno, d'ufficio o su domanda dei coniugi affidatari, con ordinanza motivata.
Il decreto che decide sull'adozione é comunicato al pubblico ministero, ai coniugi adottanti ed al tutore.
Nel caso di provvedimento negativo viene meno l'affidamento preadottivo ed il tribunale per i minorenni assume gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell' articolo 10 .
Il pubblico ministero, i coniugi adottanti ed il tutore possono impugnare il decreto del tribunale relativo all'adozione entro trenta giorni dalla comunicazione, con reclamo alla sezione per i minorenni della corte d'appello.
La corte d'appello, sentiti il ricorrente, il pubblico ministero e, ove occorra, le persone indicate nell' articolo 25 , primo comma, effettuato ogni altro accertamento e indagine opportuni, decide in camera di consiglio, con decreto motivato.
Avverso il decreto della corte d'appello é ammesso, entro trenta giorni, ricorso in cassazione per violazione di legge.
Il provvedimento che pronuncia l'adozione, divenuto definitivo, é trascritto a cura del cancelliere del tribunale per i minorenni, entro il decimo giorno successivo a quello della relativa comunicazione, sul registro di cui all' articolo 18 e comunicato all'ufficiale di stato civile per l'annotazione a margine dell'atto di nascita dell'adottato. A questo effetto, il cancelliere del giudice dell'impugnazione deve inviare immediatamente apposita comunicazione al cancelliere del tribunale per i minorenni.
Se l'adozione é disposta nei confronti della moglie separata, ai sensi dell' articolo 25 , quinto comma, l'adottato assume il cognome della famiglia di lei.
Qualunque attestazione di stato civile riferita all'adottato deve essere rilasciata con la sola indicazione del nuovo cognome e con l'esclusione di qualsiasi riferimento alla paternità e alla maternità del minore e della annotazione di cui all'ultimo comma dell' articolo 26 .
Dell'adozione di minori stranieri ( sostituito dalla legge 476/98 )
fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 36, comma 4,
é competente il tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo
della loro ultima residenza; in mancanza, é competente il tribunale per i minorenni di Roma.
3. Il tribunale per i minorenni, se non ritiene di dover pronunciare immediatamente
decreto di inidoneità per manifesta carenza dei requisiti, trasmette, entro quindici
giorni dalla presentazione, copia della dichiarazione di disponibilità ai servizi
4. I servizi socio-assistenziali degli enti locali singoli o associati,
anche avvalendosi per quanto di competenza delle aziende sanitarie locali e ospedaliere,
a) informazione sull'adozione internazionale e sulle relative procedure,
sugli enti autorizzati e sulle altre forme di solidarietà nei confronti
dei minori in difficoltà, anche in collaborazione con gli enti autorizzati
di cui all'articolo 39-ter;
c) acquisizione di elementi sulla situazione personale,
familiare e sanitaria degli aspiranti genitori adottivi, sul loro ambiente sociale,
sulle motivazioni che li determinano, sulla loro attitudine a farsi carico
di un'adozione internazionale, sulla loro capacità di rispondere in modo adeguato
alle esigenze di più minori o di uno solo, sulle eventuali caratteristiche
particolari dei minori che essi sarebbero in grado di accogliere,
nonché acquisizione di ogni altro elemento utile per la valutazione da parte
del tribunale per i minorenni della loro idoneità all'adozione.
1. Il tribunale per i minorenni, ricevuta la relazione di cui all'articolo 29-bis, comma 5,
sente gli aspiranti all'adozione, anche a mezzo di un giudice delegato,
dispone se necessario gli opportuni approfondimenti e pronuncia, entro i due mesi successivi,
decreto motivato attestante la sussistenza ovvero l'insussistenza dei requisiti per adottare.
2. Il decreto di idoneità ad adottare ha efficacia per tutta la durata della procedura,
che deve essere promossa dagli interessati entro un anno dalla comunicazione del provvedimento.
Il decreto contiene anche indicazioni per favorire il migliore incontro tra gli aspiranti
all'adozione ed il minore da adottare.
3. Il decreto é trasmesso immediatamente, con copia della relazione e
della documentazione esistente negli atti, alla Commissione di cui all'articolo 38 e,
se già indicato dagli aspiranti all'adozione, all'ente autorizzato di cui all'articolo 39-ter.
4. Qualora il decreto di idoneità, previo ascolto degli interessati, sia
revocato per cause sopravvenute che incidano in modo rilevante sul giudizio di idoneità,
il tribunale per i minorenni comunica immediatamente il relativo provvedimento alla
Commissione ed all'ente autorizzato di cui al comma 3.
5. Il decreto di idoneità ovvero di inidoneità e quello
di revoca sono reclamabili davanti alla corte d'appello, a termini degli
articoli 739 e 740 del codice di procedura civile, da parte del pubblico
ministero e degli interessati.
In tal caso il minore che abbia compiuto gli anni 14 deve sempre esprimere il consenso circa i provvedimenti da assumere; se ha raggiunto gli anni 12 deve essere personalmente sentito; se di età inferiore puo' essere sentito ove sia opportuno e ove cio' non alteri il suo equilibrio psico-emotivo, tenuto conto della valutazione dello psicologo nominato dal tribunale.
4. I componenti della Commissione rimangono in carica quattro anni. Con regolamento adottato dalla Commissione é assicurato l'avvicendamento graduale dei componenti della Commissione stessa allo scadere del termine di permanenza in carica. A tal fine il regolamento puo' prorogare la durata in carica dei componenti della Commissione per periodi non superiori ad un anno.
2. La decisione dell'ente autorizzato di non concordare con l'autorità straniera l'opportunità di procedere all'adozione é sottoposta ad esame della Commissione, su istanza dei coniugi interessati; ove non confermi il precedente diniego, la Commissione puo' procedere direttamente, o delegando altro ente o ufficio, agli incombenti di cui all'articolo 31.
Qualora sia in corso nel territorio dello stato un procedimento di adozione di un minore affidato a stranieri, o a cittadini italiani residenti all'estero, non puo' essere reso esecutivo un provvedimento di adozione dello stesso minore pronunciato da autorità straniera.
Le disposizioni di cui al sesto, settimo e ottavo comma dell' articolo 9 si applicano anche ai cittadini italiani residenti all'estero.
I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al primo comma dell' articolo 7 :
L'adozione, nei casi indicati nel precedente comma, é consentita anche in presenza di figli legittimi.
Nei casi di cui alle lettere a) e c) l'adozione é consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non é coniugato.
Se l'adottante é persona coniugata e non separata, il minore deve essere adottato da entrambi i coniugi.
(si veda la Sent. Corte Costituzionale n.44/90 che dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 44, quinto comma, della legge 4 maggio 1983, n. 184, nella parte in cui, limitatamente al disposto della lett. b) del primo comma, non consente al giudice competente di ridurre, quando sussistano validi motivi per la realizzazione dell'unità familiare, l'intervallo di età di diciotto anni.)
Se l'adottando non ha compiuto i quattordici anni il consenso é dato dal suo legale rappresentante.
L'adozione produce i suoi effetti dalla data del decreto che la pronuncia. Finché il decreto non é emanato, tanto l'adottante quanto l'adottando possono revocare il loro consenso.
Se l'adozione é ammessa, essa produce i suoi effetti dal momento della morte dell'adottante.
Se l'adottato ha beni propri, l'amministrazione di essi, durante la minore età dell'adottato stesso, spetta all'adottante, il quale non ne ha l'usufrutto

References: articolo 5
 articolo 316
 articolo 330
 articolo 44
 articolo 10
 articolo 8
 articolo 12
 articolo 17
 articolo 15
 articolo 12
 articolo 15
 sentenza 
 articolo 8
 articolo 15
 articolo 6
 articolo 18
 articolo 18
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 25
 articolo 18
 articolo 25
 articolo 26
 articolo 9
 articolo 7