Source: http://docplayer.it/500159-Camp-for-company-un-nuovo-paradigma-per-nuovi-apprendimenti.html
Timestamp: 2017-05-22 17:32:24+00:00

Document:
Camp for Company. Un nuovo paradigma per nuovi apprendimenti - PDF
Camp for Company. Un nuovo paradigma per nuovi apprendimenti
Download "Camp for Company. Un nuovo paradigma per nuovi apprendimenti"
Daniella Giordani
1 Camp for Company Un nuovo paradigma per nuovi apprendimenti2 La sfida: elaborare una strategia, didattica, operativa, gestionale e sostenibile per la promozione e la diffusione della cultura dell innovazione e dell imprenditorialità all interno del sistema d istruzione nelle scuole superiori e di formazione valida per ogni gruppo linguistico dell Alto Adige. Camp for Company intende mettere a sistema una nuova visione nel passaggio scuola-lavoro e fungere da catalizzatore d idee, competenze, capacità e risorse. Il metodo: identificare una metodologia, attuarla sul campo attraverso una fase di sperimentazione in maniera organica e consequenziale. La ricerca: individuare le buone pratiche esistenti, cooptare partner strategici ed operativi rappresentativi sia a livello nazionale che internazionale; analizzare, adottare e/o produrre ex-novo strumenti di lavoro (ad oggi sette) e contenuti (ad oggi più di cinquanta). L azione: allestire un team di lavoro (didattico e organizzativo) plurilingue, organizzare incontri, realizzare workshop, allestire un sito di riferimento (www. viva.bz.it). Attuare azioni di sostegno e consulenza a favore di studenti e docenti. Le finalità: adeguare l offerta del sistema formativo altoatesino alle esigenze del territorio, rispondere a quanto raccomandato dall Unione Europea, inserire nei curricula nuove competenze trasversali. Il risultato: ad oggi 350 alunni/e di quattordici istituti d ogni indirizzo partecipano al progetto, decine d idee imprenditoriali prodotte. COLOPHON COORDINAZIONE: Mario Farias TESTI: Renzo Roncat (cap. 1 e 5) Mario Farias (cap. 2, 3, 4 e 5) Luca Guarnieri (cap. 2 e 4) Simone Sprea (cap. 2) Massimo Andriolo (cap. 2) Carla Arcieri (cap. 4) Elena Farias (cap. 4) Marco Fontana (revisione dei testi) FOTO: Mattia Rizzi, Elena Farias, Carla Arcieri, istockphoto kirin_photo, pixel107 STAMPA: Tezzele by Esperia Bolzano-Bozen GRAFICA: communication & design 20143 Camp for Company Un nuovo paradigma per nuovi apprendimenti4 L Intendenza Scolastica per le scuole in lingua italiana attraverso il Servizio Innovazione e Buone Pratiche ha avviato una sistematica azione di ideazione, sostegno e proposta di progetti che abbiano come obiettivo l occupazione giovanile. Nel 2012 il Servizio ha sottoscritto con le principali organizzazioni del mondo economico e dell impresa un protocollo d intesa per il sostegno di tutte le iniziative atte ad avvicinare istituzioni scolastiche e mondo del lavoro. Nel 2013 è stato avviato il progetto Camp for Company che la presente pubblicazione illustra sia per gli aspetti di teoria degli apprendimenti che per gli aspetti di documentazione dei processi e dei contenuti adottati. Il progetto ha coinvolto nella sua progettazione e realizzazione una rete di soggetti altamente qualificati nel settore dell educazione all imprenditorialità e all innovazione e ha trovato sostegno nelle imprese del territorio, ora si tratta di procedere, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, alla sua introduzione nei curricola di studio. NICOLETTA MINNEI Sovrintendente scolastica - Provincia autonoma di Bolzano RENZO RONCAT Direttore della ripartizione Intendenza scolastica in Lingua italiana Provincia autonoma di Bolzano La nostra scuola deve necessariamente cambiare e giá da alcuni anni abbiamo puntato la nostra attenzione sull importante binomio scuola-lavoro. Essere bravi a scuola non basta più perché lo studio da solo non garantisce più un occupazione: sbagliato considerare scuola e lavoro come percorsi completamente diversi e distanti. Proprio il mondo del lavoro deve essere la guida per acquisire nuove conoscenze e nuove competenze nel percorso formativo dei nostri ragazzi. Diventa strettamente necessario entrare nel mondo del lavoro già in fase scolastica e continuare a studiare una volta acquisita un occupazione. Ogni singolo studente deve trasformarsi in imprenditore di se stesso cercando di costruirsi la propria carriera professionale guardando non al presente, ma al mondo come sarà tra 5 o 10 anni e noi dobbiamo dare ai nostri studenti gli strumenti adatti per fare questo. La scuola deve riuscire a trasmettere non solo la tradizionale preparazione accademica, ma deve aiutare a sviluppare tutte quelle capacità trasversali quali ad esempio la capacità di risolvere i problemi, lavorare in gruppo o essere orientati al risultato, che sono necessarie per il mondo occupazionale che attende i nostri ragazzi. Visto il momento economico difficile che stiamo attraversando, è essenziale ambire ad una forza lavoro qualificata per sviluppare un economia che riesca ad essere competitiva, sostenibile e innovativa. Con questi obiettivi si è sviluppato Camp for Company con l intento di sviluppare e promuovere tra i banchi della scuola una cultura dell imprenditorialità e dell innovazione e ci auguriamo possa a breve essere considerato fondamentale e una reale possibilità per migliorare il futuro dei nostri studenti. CHRISTIAN TOMMASINI Vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano Assessore alla cultura, scuola e formazione in lingua italiana5 Come trasmettere ai giovani lo spirito imprenditoriale? Fargli vivere in prima persona le gioie e i dolori che si incontrano quando ci si mette in proprio e far toccare loro con mano le sfide che si devono affrontare in questo percorso è una strategia vincente per riuscirci. Il progetto Camp for Company va esattamente in questa direzione, ed è già stato coronato dal successo in altri Paesi europei. Il TIS innovation park, in quanto sostenitore dei pionieri dell innovazione, ha partecipato con gioia alla definizione di una strategia per la promozione della cultura dell innovazione e dell imprenditorialità nella scuola secondaria in Alto Adige: partire dai giovani è infatti l unico modo per attuare il cambio di mentalità necessario che permetterà all Alto Adige di giocare un ruolo di primo piano tra i motori economici europei dei prossimi decenni. NIKOLAUS TRIBUS Presidente del TIS innovation park La Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano si occupa di sostenere attività socioculturali e, come recita il suo statuto, promuove e sostiene misure innovative, d eccellenza, rilevanti dal punto di vista sociale e progetti che abbiano un effetto duraturo. Camp for Company ha tutte queste caratteristiche, anzi nè il prototipo. Investire nei giovani, dar loro una possibilità (in più) di formazione e interazione con il mondo del lavoro e con quello economico è per noi motivo di grande soddisfazione, specialmente in un momento come quello attuale nel quale i giovani devono confrontarsi con una realtà lavorativa molto incerta. Dar loro strumenti, contenuti, nuove competenze, lavorare con loro per sviluppare nuove idee imprenditoriali, trasmettere proprio quello spirito imprenditoriale così importante per completare la loro formazione e il loro curriculum assume anche un significato civile e sociale. La Fondazione sostiene e sosterrà quindi con grande passione questa iniziativa che si augura possa diventare una attività sistematica nell ambito di tutti gli indirizzi scolastici. GERHARD BRANDSTÄTTER Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano6 Introduzione Camp for Company. Un nuovo paradigma per nuovi apprendimenti Camp for Company (CfC) nasce facendo rete tra soggetti istituzionali impegnati a sostenere lo sviluppo sia delle persone sia del sistema e si connota come un Progetto-intervento volto alla promozione della cultura dell innovazione e dell imprenditorialità in Alto Adige. A livello teorico-metodologico, CfC si colloca nell alveo dell approccio della teoria dell azione e interattivo-costruttivista; a livello prasseologico, fa riferimento alle raccomandazioni e direttive dell Unione Europea, ad esempi di politiche pubbliche per l adozione di tali direttive e a buone pratiche a livello sovranazionale. Il Progetto, che si rivolge alle classi IV e V della scuola secondaria, si configura come un processo di co-costruzione d impresa che tiene a riferimento: modelli d apprendimento ancorati nella pratica, esperienze di testimoni privilegiati, creazione di student companies. Si dà la finalità di formare e sostenere l imprenditorialità e l autoefficacia a livello individuale e di gruppo, e soprattutto la motivazione per il transfer di competenze. La metodologia didattica si caratterizza come un percorso di tutoring che fornisce il debito aiuto nella forma di workshop, strumenti e tecniche coerenti con l approccio scelto per costruire, presentare, difendere e realizzare modelli di Business multilingui. L auspicio è quello di continuare a lavorare secondo tale approccio e con queste finalità, perché questo è il modo migliore per fare imprenditorialità e progettazione esistenziale, quindi educazione permanente dalle prime scuole fino all Università. LILIANA DOZZA Vice preside della facoltà di scienze della formazione Libera Università di Bolzano7 Capitolo 1 Un paradigma nuovo per i nuovi bisogni d'apprendimento8 9 Capitolo 1 Un paradigma nuovo per i nuovi bisogni d'apprendimento 1.1 I nuovi bisogni d apprendimento 1.2 Il paradigma della divisione del lavoro 1.3 Alla ricerca di un paradigma nuovo 1.4 Il lavoro come agire collettivo 1.5 Lo spazio d azione in Provincia di Bolzano 1.6 Le progettazioni già in atto 1.7 Il nuovo paradigma e i curricoli scoiastici 1.8 L agire collettivo come gruppo d impresa: l imprenditorialità 1.9 L impresa basata sulla cooperazione10 1.1 I nuovi bisogni di apprendimento E noto che, tra le stagioni dell età evolutiva, l adolescenza riveste un carattere straordinario: ricerca del sé, processi di identificazione di genere, sperimentazione dell io sociale, affettivo, relazionale assorbono quantità enormi di energia psichica condizionando potentemente i processi di apprendimento dei giovani. In un arco temporale di circa sei anni si concentrano esperienze, prove, appuntamenti, decisioni che possono condizionare profondamente gli orizzonti di vita, gli atteggiamenti e le aspettative individuali. La delicatezza di questa fase dell età evolutiva è accentuata dalla complessità delle dinamiche storico-sociali in cui oggi essa è immersa. La ricerca pedagogica e la progettazione educativa sono chiamate a fornire paradigmi nuovi che possano ispirare la concretezza dell azione delle istituzioni formative ed educative a partire dalla consapevolezza e conoscenza dei nuovi contesti e dei nuovi bisogni. In questa sede siamo costretti a limitarci al solo contesto del progetto professionale del giovane in formazione tentando però di trarre da questa problematica anche alcune indicazioni generali che possano fungere da paradigma di riferimento in merito alla valutazione dei curricoli, dei saperi e degli approcci didattici. Orientamento e progettazione professionale costituiscono da sempre un passaggio chiave dell età adolescenziale, i nuovi contesti determinati dalla rivoluzione digitale e dalla globalizzazione connotano però oggi tale passaggio di aspetti di imprevedibilità e indeterminatezza un tempo sconosciuti. E necessario interrogarsi sui nuovi profili che la scolarizzazione deve perseguire e formare ben sapendo che il desiderio di sperimentazione di sé e l istanza di individuazione del sè propri dell età adolescenziale esigono e richiedono modelli ed esempi che concretamente siano in grado di orientare e indirizzare i percorsi e i progetti di vita. 1.2 Il paradigma della divisione del lavoro 8 La scolarizzazione, in età moderna, ha rappresentato lo strumento con cui gli Stati nazionali hanno perseguito le esigenze di omologazione proprie della nascente società di massa, le strutture portanti dei sistemi scolastici denunciano ancora oggi chiaramente la loro derivazione dai modelli della grande industria. Alcuni postulati del modello taylorista permangono tutt ora visibili nella struttura ordinamentale, nei curricola, nelle culture professionali delle istituzioni scolastiche. La concezione del lavoro come attività sezionabile in funzioni che individuano e separano i momenti della progettazione e della decisione da quelli della realizzazione operativa si palesano anche sul piano degli ordinamenti laddove è evidente la previsione di indirizzi di studio deputati a formare le funzioni dirigenziali e indirizzi deputati a formare competenze tecniche o professionali. I curricola proseguono l operazione applicando il paradigma taylorista alla definizione dei contenuti e dei metodi di apprendimento e la divisione rigida dei saperi entro le coordinate impermeabili delle discipline; la dislocazione delle11 discipline nei curricoli ripropongono a livello culturale la logica della catena di montaggio e della separazione tra processi cognitivi astratti e processi cognitivi concreti gli uni e gli altri affidati a categorie diverse di individui. Anche le culture professionali presenti nel mondo dell istruzione e formazione restano fortemente condizionate dal presupposto che la teoria si apprende con la teoria e la pratica si apprende con la pratica, di qui la grande difficoltà di individuare percorsi curricolari che, nel rompere questa distinzione, mettano al centro quella particolare e attuale forma di sapere chiamata competenza. Il paradigma taylorista si giustifica, ad un certo grado dello sviluppo storico, soprattutto in ragione della ancora ridotta complessità del sistema socioeconomico. La produzione di conoscenza è di pertinenza di poche istituzioni, la produzione di beni materiali punta più ad abbassare i costi che a innovare i prodotti, il controllo dei mercati è fortemente esercitato con strumenti politico-militari, le posizioni di monopolio e il protezionismo tutelano gli assetti consolidati, la governance del sistema è garantita da una classe dirigente ristretta e da un funzionale sistema burocratico, tutto ciò consente al paradigma della divisione del lavoro di garantire il ricambio generazionale e la continuità dei processi. In quel sistema il cardine del profilo di cittadinanza è l accesso al lavoro, attraverso di esso si ottiene collocazione stabile nel sistema dei diritti e dei doveri e un ruolo sociale dalle caratteristiche ben individuate. L accesso al lavoro, d altronde, risponde a condizioni e requisiti che il sistema è in grado di definire e formalizzare in percorsi formativi standardizzabili ispirati al paradigma fondativo della divisione del lavoro. Quel contesto, caratterizzato da orizzonti professionali molto delineati e stabili, varcati da direttrici nitide che separavano i settori economici, le figure professionali, i ruoli, le funzioni, le mansioni e consentivano ai sistemi formativi di tracciare le precise coordinate dei percorsi formativi, è venuto via via perdendosi. 1.3 Alla ricerca di un paradigma nuovo I processi di scolarizzazione e i sistemi a cui fanno riferimento sono chiamati oggi ad una funzione storica in gran parte mutata che va ricondotta a quella società post-moderna i cui connotati sono venuti chiarendosi in modo distinto negli ultimi anni. Lo scambio e la produzione di conoscenza grazie al web ha raggiunto gli strati sociali e i luoghi un tempo più lontani da questi processi, i saperi si sono rapidamente mescolati generando nuovi ambiti disciplinari, nuovi prodotti culturali, una rapidità inaudita di nuove produzioni, nuovi saperi, nuove scoperte. La produzione ha visto rivoluzionati i propri canoni e i propri sistemi, il primato dell investimento innovativo ha determinato la richiesta di profili professionali totalmente rivoluzionati rispetto al passato. La globalizzazione ha rotto il sistema della divisione politica dei mercati consentendo a nuovi soggetti di inserirsi come global player nella competizione economica. Le funzioni di deliberazione e di direzione sono andate decentrandosi, il governo dei processi oggi è possibile solo con il coinvolgimento di tutti gli attori. Forte è l esigenza di riconvertire la burocrazia che da strumento di gestione dei 912 processi separato dagli stessi tende sempre più a ridefinirsi come funzione di servizio inclusa nei processi e integrata negli stessi. Il concetto stesso di classe dirigente come nucleo ristretto di funzioni a cui sono demandate le decisioni e le iniziative si riconverte in un concetto nuovo di direzione meglio ricompreso in espressioni quali governance diffusa, principio di sussidiarietà, accordo di rete, co-decisione. Nel sistema sommariamente illustrato la divisione del lavoro esercita un ruolo residuale, non scompare ma non è più l architrave su cui poggia il sistema stesso, è necessario individuare le conseguenze, sul versante dei percorsi di scolarizzazione, del cambio di paradigma cui stiamo assistendo. Proviamo ad analizzare alcune manifestazioni del nuovo paradigma: siamo di fronte a processi che erodono, fino a farle scomparire, le distinzioni rigide tra settori economici e, dentro questi, tra compiti e funzioni professionali. Si fa strada in ogni settore la compenetrazione tra competenze e saperi provenienti da ambiti differenti, nei project team è richiesta la presenza di specializzazioni da aree disciplinari molto distanti e dunque l abitudine a farsi carico della dialettica tra linguaggi e strumenti interpretativi molto difformi. Nelle imprese ha sempre più peso la richiesta di governare processi sconosciuti rispetto a quella di implementare processi conosciuti. In ogni contesto professionale cresce la rilevanza delle competenze organizzative, comunicative, relazionali, competenze per loro natura acquisibili solo in situazione e in presenza. La predisposizione ad osservare con occhio critico i processi e i prodotti e a cogliere modalità innovative per gli stessi costituisce probabilmente l abito mentale più aderente ai nuovi contesti. Tale abito mentale si fonda su una varietà di componenti che vanno da aspetti di organizzazione consapevole della percezione (attenzione ai particolari, percezione sin-estetica, abitudine al decentramento prospettico, ecc.), ad aspetti di natura logica (trovare creativamente delle soluzioni a problemi apparentemente insolubili e paradossali, applicare prospettive e linguaggi provenienti da ambiti disciplinari un tempo distanti e incomunicanti,ecc.), per arrivare a componenti di natura culturale (concezione del lavoro, concezione del collettivo, rappresentazione etica e valoriale) e relazionale (abitudine al dialogo, alla ricerca, all inclusione, all organizzazione e alla valorizzazione degli altri). Dovendo raccogliere in un unica espressione il nuovo paradigma lo potremmo chiamare azione collettiva. In team 1013 1.4 Il lavoro come agire collettivo Il profilo nuovo assunto dal lavoro al tempo della rivoluzione digitale e della globalizzazione si identifica in una caratteristica che tende sempre a crearsi qualunque sia il rapporto di lavoro, il ramo di attività, la natura del soggetto economico preso in considerazione. Questa caratteristica è la tendenza del lavoro ad essere azione inclusiva che interroga e chiama al coinvolgimento decisionale molto più di quanto non divida e parcellizzi. Ciò non significa che non esistano più le specializzazioni ma che esse non risolvono di per sé i ruoli e i compiti dei singoli attori; la parte di gran lunga prevalente consiste nelle capacità espresse dal gruppo di coinvolgere, mobilitare energie, generare nuovi saperi. Il paradigma dell azione collettiva implica nuovi assetti organizzativi, nuove modalità di comunicazione, nuove modalità di gestione delle risorse umane ma anche nuove strategie di impresa, nuove forme societarie, nuove modalità di inclusione del lavoro nei processi decisionali. Questo quadro di analisi necessariamente sintetico è lo sfondo per comprendere la portata della pressione che si esercita oggi sui sistemi di istruzione e formazione affinché aggiornino le loro coordinate. Le raccomandazioni dell U.E, l introduzione di progetti internazionali di valutazione delle competenze delle alunne e degli alunni, l istituzione di un quadro europeo delle competenze linguistiche con relativa certificazione, l individuazione di competenze chiave e l insistenza con cui se ne raccomanda la cura, sono solo alcuni esempi dell attenzione con cui si guarda, soprattutto in Europa, al ruolo della scolarizzazione come primo fondamentale laboratorio della nuova cittadinanza. La cittadinanza, intesa come condizione di esistenza integrata nel sistema di relazioni sociali, in grado di valorizzare le qualità e competenze individuali e di fornire al singolo adeguati spazi di realizzazione politica, professionale e umana, resta la finalità più alta dei processi di scolarizzazione. Si tratta però di individuare cosa è indispensabile oggi all individuo per il suo esercizio libero e consapevole e successivamente di capire quali esperienze di apprendimento coerenti a questo fine la scuola debba fornire. Una scolarizzazione che non prendesse in considerazione la dimensione nuova assunta dal lavoro nei nuovi contesti e che non si interrogasse sugli strumenti necessari ai giovani per poter realmente realizzare sé stessi nell ambito della vita reale sarebbe una scolarizzazione fasulla, un tradimento della funzione di emancipazione umana che la scuola ha storicamente ricoperto. 1.5 Lo spazio d azione in Provincia di Bolzano Numerosi sono i riferimenti normativi che orientano il sistema d istruzione e formazione della Provincia di Bolzano verso una crescente apertura alle problematiche del lavoro, dell impresa e dell imprenditorialità. Grazie agli art. 8 e 9 del DPR 31 agosto 1972, n. 670 (testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino- Alto Adige) e al DPR 10 febbraio 1983, n. 89 la Provincia di Bolzano dispone di un ampia autonomia legislativa 1114 in materia di ordinamento scolastico. In particolare l art.9 del citato DPR 10 febbraio 1983, n. 89 consente alla Provincia di adottare con propria legge le modifiche dei programmi e degli orari di insegnamento e di esame, ivi compresa l introduzione di nuovi insegnamenti, per le scuole di ciascun gruppo linguistico. La Provincia può dunque individuare, sulla base delle ricerche di settore, i percorsi didattici più idonei e rispondenti alle esigenze culturali e linguistiche dei gruppi residenti sul territorio e adottare, sentito il parere del CNPI, tutti i provvedimenti normativi necessari alla realizzazione degli stessi. 12 La Legge provinciale 24 settembre 2010, n.11 disciplina l ordinamento del secondo ciclo d istruzione e formazione della Provincia autonoma di Bolzano; all art. 1 comma 3 la legge affida ai percorsi del secondo ciclo il compito di promuovere lo sviluppo di specifici interessi e talenti, assicurare il successo scolastico e le pari opportunità formative anche ai fini dell inserimento nel mondo del lavoro. La medesima legge all art.7 prevede che le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo favoriscano scelte adeguate in relazione al proseguimento degli studi attraverso azioni di orientamento realizzate in collaborazione tra loro. Tali azioni comuni debbono mirare alla promozione della formazione e dello sviluppo della personalità delle studentesse e degli studenti nonché alla prevenzione della dispersione scolastica. Alle istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo è affidato il compito di realizzare azioni di orientamento volte al sostegno di scelte adeguate al proseguimento degli studi d ordine superiore e all inserimento nel mondo del lavoro. Alle scuole è anche richiesta la collaborazione sinergica con il mondo del lavoro, con la realtà produttiva del territorio, con gli istituti educativi e di ricerca locali e con le associazioni giovanili nonché lo scambio di studenti con scuole in Italia e all estero. Le Indicazioni Provinciali per la definizione dei curricoli del secondo ciclo d istruzione prevedono che già durante il primo biennio (Delibera GP n 2041 del 13 dicembre 2010) le scuole dispongano di spazi di autonoma gestione del curricolo allo scopo di articolare le aree di indirizzo fino al 40% dell orario annuale delle lezioni per corrispondere alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni. Gli spazi di flessibilità possono essere utilizzati per realizzare specifici percorsi all interno di un preciso profilo culturale in risposta alle vocazioni del territorio, ai bisogni dell utenza e nel rispetto dell equilibrio dell offerta formativa territoriale. Per il secondo biennio le Indicazioni provinciali per la definizione dei curricoli prevedono l approfondimento di nuclei tematici funzionali all orientamento e alla scelta tra prosecuzione degli studi o entrata nel mondo del lavoro anche mediante attività di mobilità studentesca, di stage o di tirocinio. (Delibera GP n del Indicazioni provinciali per il secondo ciclo di istruzione (2 biennio e 5 anno). Le azioni d orientamento, finalizzate allo studio post-diploma, alle professioni e al lavoro, diventano attività istituzionali per tutti gli istituti di istruzione secondaria superiore, statali e paritari. Esse si inseriscono strutturalmente nel Piano dell offerta formativa del secondo biennio e del quinto anno, per essere modulate allo scopo di assecondare i talenti e gli interessi degli studenti. Le azioni di orientamento sono intese come attività didattiche che mettano in grado le/gli studentesse/i di: valutare le proprie capacità, i propri interessi e le proprie aspirazioni (bilancio delle competenze) nei confronti dello studio post-diploma o del lavoro; sviluppare competenze metodologiche finalizzate ad assumere decisioni;15 riconoscere i cambiamenti intervenuti nel sistema della formazione e del mercato del lavoro; utilizzare strumenti per la ricerca attiva delle opportunità formative e lavorative (redazione e diffusione del CV, accesso a banche dati ecc.). La norma richiama a questo riguardo l attenzione dei dirigenti e dei docenti sulla necessità di utilizzare metodologie didattiche attive e di avvalersi di organici collegamenti con il mondo esterno alla scuola: gli altri Enti formativi, compresi il mondo del lavoro, il volontariato e il privato sociale. In tutti gli istituti del secondo ciclo d istruzione e in tutti gli indirizzi sono introdotti gli stage e i tirocini come esplicitazione di un preciso indirizzo pedagogico che concepisce il luogo di lavoro come luogo di apprendimento. L ente/organizzazione/impresa che ospita lo studente assume il ruolo di contesto di apprendimento complementare a quello dell aula e del laboratorio. Attraverso la partecipazione diretta al contesto operativo, quindi, si realizza quella socializzazione e permeabilità tra i diversi ambienti, nonché quello scambio reciproco delle esperienze che concorre alla formazione della persona. Le componenti di base 1.6 Le progettazioni già in atto Riguardo alla tematica della cultura d impresa e dell imprenditorialità nelle scuole secondarie di secondo grado in lingua italiana della provincia di Bolzano si possono riscontrare a grandi linee tre tipi di atteggiamento. Dall analisi dei piani dell offerta formativa si può evincere che alcune scuole hanno scelto di mettere in particolare risalto le attività destinate a promuovere la cultura d impresa e il collegamento con il mondo del lavoro, altre hanno scelto invece di darne una indicazione più sintetica e generale, altre ancora hanno scelto di dare poco spazio a questo tipo di aspetti. Va tuttavia sottolineato che non sempre vi è una corrispondenza o equivalenza fra lo spazio dedicato nei POF all esposizione delle iniziative e l effettiva attività svolta dalle scuole in collaborazione con le aziende e gli enti presenti nel territorio. Le attività e i progetti in questo settore si concentrano soprattutto negli istituti 1316 tecnici e professionali e seguono soprattutto la tipologia dell alternanza scuolalavoro e dello stage di orientamento al lavoro. Per realizzare questo genere di attività le istituzioni scolastiche hanno incaricato un docente referente e costituito una rete di contatti e rapporti con soggetti sia pubblici che privati promuovendo accordi, intese, convenzioni. In alcuni istituti tecnici e professionali si realizzano anche percorsi secondo la tipologia dell azienda simulata. Da un punto di vista quantitativo circa 300 studenti degli Istituti di istruzione secondaria superiore della provincia di Bolzano nell anno scolastico sono stati protagonisti di un esperienza di stage o tirocinio, questo tipo di esperienza è principalmente rivolta agli studenti delle classi quarte, tranne che per gli Istituti di Istruzione professionale che la propongono agli studenti a partire dalla classe terza; la cifra rappresenta circa un terzo degli studenti frequentanti il quarto anno. Da questa sintetica indagine risultano confermate alcune linee di tendenza: l esperienza del lavoro e dell incontro con l economia è progettata prevalentemente negli istituti tecnico-professionali; le tipologie di esperienza proposte rispondono ancora fortemente al parametro del lavoro alle dipendenze; a due terzi circa degli studenti questa opportunità non viene offerta. Nel curricolo prevale ancora fortemente il medium verbale e il trasferimento di strutture concettuali che vedono il docente nel ruolo di emittente e il discente nel ruolo di destinatario, l operatività resta incardinata sulle strutture dei linguaggi formali e per loro tramite solo evocativa di fenomeni reali. L introduzione nel curricolo di esperienze capaci di richiamare situazioni problematiche della vita reale e che richiedono competenze autentiche rappresenta una condizione sine qua non per dare alle/ai giovani adolescenti un contesto di scolarizzazione adeguato alle sfide socio-professionali cui saranno a breve chiamate/i. Abbiamo più sopra evocato il paradigma dell azione collettiva, intorno ad esso si sviluppa la proposta di un nuovo curricolo delle competenze. La consapevolezza delle proprie attitudini 1417 1.7 Il nuovo paradigma e i curricoli scoiastici Abbiamo già visto più sopra che la legislazione scolastica ha recepito le sollecitazioni verso un avvicinamento dei curricoli al versante dell agire e dell operare e conseguentemente all ambito della formazione di competenze spendibili nei contesti della vita reale. Non si deve tuttavia dissimulare la condizione ancora marginale e a tratti para-scolastica che ancora occupano queste problematiche e queste progettualità nei curricoli delle istituzioni scolastiche. Relegate in un arco di tempo molto ridotto - perlopiù durante il quarto annoesse sono, anche in questa forma ridotta, comunque totalmente assenti nel curricolo di due studenti su tre. L agire collettivo come modalità di attivazione dei processi di apprendimento è ancora fenomeno piuttosto raro presso le istituzioni scolastiche dove invece resta prevalente la separazione tra apprendere ed agire. L apprendere continua ad essere interpretato come restituzione da parte di un discente di quanto comunicato da un docente e l agire continua ad essere demandato a situazioni straordinarie e comunque collocate per lo più nell extrascuola. Se indaghiamo brevemente la fenomenologia dell agire collettivo e la rapportiamo ai processi di apprendimento scopriamo quale potenziale va perso ogniqualvolta i percorsi formativi trascurano questa modalità nei loro percorsi. L azione collettiva è attività in primo luogo deliberativa, l individuo accede ad una dimensione politica e sperimenta i meccanismi del dialogo, della ricerca, della decisione e della responsabilità. Si tratta del più rilevante processo di identificazione e del più formidabile veicolo di autostima ed auto-efficacia a disposizione dei sistemi formativi. La partecipazione a processi deliberativi orientati ad avviare un azione comune proietta l adolescente nella dimensione adulta e gli fornisce le competenze politiche (politeia ovvero l agire collettivo attraverso patti e promesse) necessarie alla vita attiva che oggi è fusa con la vita lavorativa. L azione collettiva è attività ideativa con sperimentazione dei vincoli di realtà e insieme dei processi del ragionamento ipotetico e di quello congetturale; nella deliberazione delle finalità dell agire e dei suoi obiettivi si attivano processi cognitivi di logica applicata che consentono la fusione di orizzonti; infine nell azione collettiva la dimensione politico/morale (cosa è giusto fare) si fonde con quella tecnico/funzionale (come si può fare). L azione collettiva è organizzazione del lavoro e consapevolezza delle sue molteplici implicazioni (negoziazione, valorizzazione, comunicazione, valutazione, ecc.), si tratta di passare dalle procedure del soggetto individuale a quelle del soggetto collettivo affrontando in situazione le complesse problematiche della leadership, del coinvolgimento, della governance dei sistemi e dei processi. Il soggetto collettivo deve essere in grado di gestire la varietà delle linee di intervento (ricerca e progettazione, gestione finanziaria, produzione, logistica, marketing, clienti, ecc.) assicurando il pieno coinvolgimento e insieme efficienza, efficacia, economicità. L azione collettiva è uso funzionale e consapevole della rete e dei social network: infatti le potenzialità del web si dislocano in una dimensione inedita 1518 in quanto grazie all operatività e intenzionalità propria del soggetto collettivo può generarsi il nuovo abito mentale proprio della cittadinanza digitale: il glocal. Solo l azione collettiva dispone delle competenze necessarie per intersecare il globale e il locale in modo che sia l uno che l altro possano realmente arricchirsi. E necessario dunque entrare nei curricoli di istituto con la chiarezza dell obiettivo: il paradigma della divisione del lavoro (antinomie docentediscente, teoria-pratica, scienze umane-scienze naturali, conoscere-agire, ecc.) non ha la necessaria efficacia per fornire quel tipo nuovo di intelligenza richiesto dal nuovo paradigma dell agire collettivo. Il principio di responsabilità sociale del sistema di istruzione e formazione deve muovere verso l introduzione nei curricoli di forti momenti di innovazione ispirati al nuovo paradigma. 1.8 L agire collettivo come gruppo d impresa: l imprenditorialità L agire collettivo nei sistemi di apprendimento può darsi solo a patto di aprire, nel curricolo di istituto, uno spazio nuovo non condizionato dalle antinomie della divisione del lavoro. Molti sono dunque gli aspetti che non possono essere riproposti, ecco alcuni tra i più rilevanti: non può essere una disciplina da insegnare, non può fondarsi sulla separazione della teoria dalla prassi, non può basarsi sulla divisione tra chi sa (docente) e chi non sa (discente), non può mantenere la divisione dei saperi e tanto meno la separatezza disciplinaristica, non può mantenere la divisione degli spazi e dei tempi, non può mantenere la divisione tra chi valuta e chi è valutato. 16 Spazio di investimento culturale, relazionale, affettivo, l agire collettivo non può essere una simulazione ma deve essere invece un occasione di immersione reale in una identità individual-collettiva con i rischi e le opportunità che questa comporta. Spazio di scoperta e di invenzione, l agire collettivo deve misurarsi con la fenomenologia autentica della sfida che impegna, responsabilizza e sollecita passione conoscitiva. Spazio di gestione di processi complessi, l agire collettivo non deve occultarne la dimensione problematica, situazionale, spesso caotica e comunque sempre elenctica rispetto agli stereotipi dell agire burocratico funzionale. Aprire il curricolo a questa dimensione significa allora non tanto portare nelle aule problemi della vita reale ma piuttosto portare nelle aule lo strumento di azione della vita reale e interfacciare questo strumento con la sua dimensione naturale: la produzione di beni e servizi. Sono l imprenditorialità e l impresa a divenire nel curricolo il quadro di riferimento funzionale al nuovo paradigma dell agire collettivo; non è, si badi bene, una scelta aziendalista né tanto meno l abdicazione della pedagogia a favore dell economia. E piuttosto lo sforzo di affrontare con concretezza il nodo teorico dei nuovi saperi e delle nuove forme di apprendimento ben sapendo quanto oggi i profili di scolarizzazione richiedano una intelligenza dal baricentro fortemente allungato sul versante dell iniziativa, dello spirito creativo,19 dell istanza collaborativa e relazionale. L imprenditorialità fecondata dal nuovo paradigma dell agire collettivo assume un abito mentale inedito, l impresa diventa cifra dell agire nella società della globalizzazione e del cyberspazio. Non ci sono altre strade per formare i nuovi profili di scolarizzazione se non quella di accompagnare gli adolescenti nell esperienza della messa a frutto dell intelligenza collettiva dentro i contesti del fare impresa e del mercato. Un imprenditorialità che dilata la sua funzione pedagogica in quanto è la risposta all adolescente che chiede di mettersi alla prova, è l offerta di spazio e tempo per agire, comunicare, confrontarsi, ideare,confutare, calcolare, programmare, organizzare, valutare, il tutto sempre a partire da un team che è il vero e unico soggetto d impresa. 1.9 L impresa basata sulla cooperazione Proprio per accentuare il primato del collettivo e la rilevanza che il principio isonomico comincia a rivestire nelle moderne forme di organizzazione, lo strumento imprenditoriale che si propone è quello dell impresa organizzata e gestita con metodi cooperativi. L impresa orizzontale è in grado di associare l istanza funzionalistica (nuovi profili cognitivi, nuove competenze) con l istanza etica (il lavoro come risorsa sociale della comunità) consentendo ai giovani di fare insieme l esperienza del mercato e quella della comunità. L esperienza del mercato è necessaria per saldare il progetto d impresa ai vincoli di realtà e alle condizioni reali del suo esercizio, misurarsi con un business plan non come semplice esercitazione scolastica ma come veicolo di un azione reale è la condizione imprescindibile per mobilitare e appassionare il gruppo. L esperienza di comunità è necessaria ai giovani per uscire da impostazioni individualistiche e narcisistiche del comportamento. L impresa basata sul principio cooperativo consente l esperienza della costruzione di una corporate identity nella garanzia che ciascuno sia chiamato a fare la propria parte entro regole del gioco che esaltano la discussione e il principio di isonomia. L impresa basata sul principio cooperativo innesta il paradigma dell azione collettiva entro le coordinate della storia del movimento dei lavoratori, questo consente ai giovani di riscoprire anche la continuità con il passato e il riproporsi in versione aggiornata delle antiche istanze del modo del lavoro. La distribuzione ineguale dei mezzi di produzione e del capitale è il tratto distintivo che separa chi può agire e intraprendere da chi non ha i mezzi per agire e deve dunque mettersi al servizio, l emancipazione attraverso l impresa cooperativa riafferma anche nei contesti educativo/formativi il proprio orizzonte di senso. I giovani che si misurano con un azione collettiva e la intraprendono fondando un impresa cooperativa assumono, rispetto al nodo dell orientamento e dell occupabilità una posizione completamente differente rispetto ai giovani che non hanno modo di fare esperienze di questo tipo. Per definire il valore aggiunto, il guadagno di questa esperienza non è infatti sufficiente fare riferimento alla mobilitazione di energie e di motivazioni e non basta nemmeno aggiungervi le molte competenze, non ultime quelle sociali, relazionali, comunicative, organizzative che vengono messe in gioco. Il vero guadagno è probabilmente la fusione di tutto questo, fusione che permette la conquista di una nuova prospettiva da cui osservare il proprio futuro, una prospettiva da condividere con gli altri con l identico desiderio di agire. 1720 Vedere altro
Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di Dettagli REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE
REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE Premessa Impresa in azione è il programma didattico dedicato agli studenti degli ultimi anni della Scuola Superiore e pensato per valorizzare la creatività e lo spirito imprenditoriale Dettagli PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CORTILE SCOLASTICO Plesso di C.so Soleri
I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati Dettagli 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter
2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI Dettagli ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.
La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici Laura Mengoni Milano, 24 febbraio 2011 Seminario di formazione per i dirigenti scolastici sui temi della Dettagli RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:
Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori Dettagli RESPONS.In.City - Methodology
RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare Dettagli CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013
Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di Dettagli SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco
Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano, Dettagli LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto
LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni, Dettagli INTRODUZIONE 17. Introduzione
INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti Dettagli Il master è in collaborazione con
Il Master in Turismo Sostenibile e Responsabile - Imprenditorialità e Management ideato dal Centro Studi CTS, giunto alla XII edizione, in collaborazione con Scuola di Comunicazione IULM e AITR - Associazione Dettagli PREMESSA QUADRO NORMATIVO
Master in 2013 10a edizione 18 febbraio 2013 MANAGEMENT internazionale Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Durata Dettagli qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('
qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~ Dettagli PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia
PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia Nel mondo ci sono 150 milioni di Italici: sono i cittadini italiani d origine, gli immigrati di prima e seconda generazione, i nuovi e vecchi emigrati e i loro discendenti, Dettagli INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI
Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola... Dettagli MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale.
Università Commerciale Luigi Bocconi Graduate School MEMIT Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture X Edizione 2013-2014 MEMIT Master in Economia e management Dettagli PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1
ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL Dettagli J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it Dettagli LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali
LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere Dettagli SERVIZI E ATTIVITA INTEGRATIVE
SERVIZI E ATTIVITA INTEGRATIVE PREMESSA 1 SERVIZIO ORIENTAMENTO E RIORIENTAMENTO 2 C.I.C. (Centro di Informazione e Consulenza) 4 SERVIZIO PSICOLOGICO 7 LA BIBLIOTECA 8 ATTIVITA CULTURALI 8 ATTIVITÀ EXTRACURRICOLARI Dettagli INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA
INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA L epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla velocità e dall informazione, vede limitate le nostre capacità previsionali. Non siamo più in grado Dettagli Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof.
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CESARE BECCARIA ISTITUTO TECNICO - SETTORE ECONOMICO - ISTITUTO PROFESSIONALE per l AGRICOLTURA e l AMBIENTE Sedi associate di - SANTADI e VILLAMASSARGIA VERBALE N. SCRUTINIO Dettagli CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO
CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per Dettagli Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali
Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta Dettagli Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende
Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo Dettagli Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei
Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché Dettagli Formazione Su Misura
RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare Dettagli all'italia serve una buona scuola,
all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale. Dettagli ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3)
ISTITUTI PROFESSIONALI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, n. 87, articolo 8, comma 6) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere Dettagli (adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione)
Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulla Carta del Consiglio d Europa sull educazione per la cittadinanza democratica e l educazione ai diritti umani * (adottata Dettagli Linee guida per le Scuole 2.0
Linee guida per le Scuole 2.0 Premesse Il progetto Scuole 2.0 ha fra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllabile di casi, come l introduzione Dettagli PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI
Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare Dettagli dall introduzione dell Assessore Luppi
Presenti: Giulia Luppi Assessore alla scuola Alessandra Caprari pedagogista Maurizia Cocconi insegnante Scuola Primaria De Amicis Giuliana Bizzarri insegnante Scuola d infanzia A.D Este Tondelli Rita insegnante Dettagli IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail: Dettagli Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese
Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, Dettagli Prof. Luigi d Alonzo
La complessità in classe Prof. Luigi d Alonzo Università Cattolica Ordinario di Pedagogia Speciale Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità Presidente della Società Italiana di Pedagogia Dettagli La Carta di Montecatini
La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005. Dettagli LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014
LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI La formazione delle classi e l assegnazione delle risorse di organico deve essere coerente: - con gli interventi Dettagli Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)
Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che Dettagli Tre Ires e tre progetti comuni
IRESQUARE N.7 Tre Ires e tre progetti comuni Elaborazione: indagine tra i lavori cognitivi in Italia I distretti industriali e lo sviluppo locale I Servizi Pubblici Locali in -Romagna, Toscana e Veneto Dettagli ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI
ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI Via Pietro Maroncelli 33 59013 Montemurlo (Prato) tel. +39 0574 683312 fax +39 0574 689194 email pois00300c@istruzione.it pec pois00300c@pec.istruzione.it Dettagli Accademia Beauty and Hair
INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico Dettagli Possono iscriversi.. tutti i lavoratori stabilmente o temporaneamente occupati, coloro che sono in attesa di lavoro, i disoccupati, le casalinghe.
Che cos'è il Progetto SIRIO? Il PROGETTO SIRIO (IGEA) è un corso serale per il conseguimento del Diploma di Ragioniere che riteniamo di particolare interesse per quanti non abbiano conseguito un diploma Dettagli MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
D.R. n.1035/2015 Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT In collaborazione con CONFAPI MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE Dettagli Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza
COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza Presentazione Con questa comunicazione (Bruxelles 05.02.2003 COM(203) 58 def.) la Commissione si propone di dare Dettagli La mobilità sociale tra Stato e mercato
La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione Dettagli INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO
INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato Dettagli SPAI di Puclini Carlo
CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico Dettagli IL PROGETTO MINDSH@RE
IL PROGETTO MINDSH@RE Gruppo Finmeccanica Attilio Di Giovanni V.P.Technology Innovation & IP Mngt L'innovazione e la Ricerca sono due dei punti di eccellenza di Finmeccanica. Lo scorso anno il Gruppo ha Dettagli Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1
Nutrire il pianeta: qual è il contributo delle tecnologie, e in particolare di quelle meccaniche, elettroniche, digitali realizzate in Emilia-Romagna? Idee per un progetto di ricerca economica sui sistemi Dettagli Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa
Allegato 1. Carta dei servizi scolastici Patto educativo di corresponsabilita Premessa Il patto educativo di corresponsabilità ribadisce i contenuti presenti nella Carta dei Servizi dei P.O.F. precedenti. Dettagli LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: LA PROSPETTIVA IN BASE AL MODELLO ICF LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Ins. Stefania Pisano CTS I.C. Aristide Dettagli Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI
MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio: Dettagli VIAGGIANDO CON LA NATURA
VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale. Dettagli La fattoria delle quattro operazioni
IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo Dettagli Presentazione ai Dirigenti Scolastici
Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering ( MODIFICATO IL 29 giugno 2009) Classe 31/S Politecnico di Bari I A Facoltà Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA. Dettagli Facciamo scuola consapevolmente
SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO Progettazione e realizzazione di laboratori sull educazione al Consumo consapevole - Anno scolastico 2011/2012 BANDO 2011 ATTENZIONE La scheda progettuale, divisa in una parte Dettagli ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA
P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/ Dettagli Funzioni Strumentali a.s. 2008/09
Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti Dettagli generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove
Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove generazioni. Nell aprile 2010 il Consiglio di Legislazione del Rotary International ha stabilito che le Nuove Dettagli PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ALCUNI DATI L Istituto Trento 5 comprende 3 scuole primarie e 2 scuole secondarie di I grado. Il numero totale di alunni Dettagli LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE
LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE Volume VIII manuali campi volontariato Il fare e il dire di Legambiente nei campi Dal 1991 ad oggi sono stati oltre 3.000 i campi di volontariato che Legambiente Dettagli CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee
CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE Associazione delle Università Europee Copyright 2008 della European University Association Tutti i diritti riservati. I testi possono essere Dettagli Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi
Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO Dettagli CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE
Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema Dettagli IL BIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE AI TEMPI DELLA GELMINI
Commento Nel biennio tra le materie di base non compaiono Musica, Geografia, Storia dell Arte, Fisica, Chimica e Diritto, mentre materie come Italiano al Liceo classico, Matematica e Scienze al Liceo scientifico Dettagli QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?
FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto Dettagli I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro. Divergenze e convergenze con genitori e imprese
I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro EXECUTIVE SUMMARY 2 Executive Summary La ricerca si è proposta di indagare il tema del rapporto Giovani e Lavoro raccogliendo il punto di vista di Dettagli FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.
Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano Dettagli COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN
COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della Dettagli La didattica personalizzata: utopia o realtà?
La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se Dettagli L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale
CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della Dettagli Master in Fundraising e Project Management
Master in Fundraising e Project Management Il Master in Fundraising e Project Management, in collaborazione con l Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è volto a formare esperti di raccolta fondi Dettagli Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE
Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al Dettagli 15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza Dettagli Codice di autoregolamentazione Polite Pari Opportunità nei Libri di Testo (testo integrale)
Codice di autoregolamentazione Polite Pari Opportunità nei Libri di Testo (testo integrale) Premesso che A) IL CONTESTO POLITICO - CULTURALE 1. Col Quarto Programma d azione (1996-2000) la politica europea Dettagli REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04

References: art. 8
 art.9
 art. 1
 art.7
 articolo 8
 articolo 8