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Timestamp: 2019-01-17 13:43:19+00:00

Document:
Legge 08 marzo 1989, n. 101
Data: 8 marzo 1989
Argomento: Assistenza spirituale, Beni culturali, Cimiteri e sepolture, Comunità ebraica, Divieto di discriminazione, Edilizia di culto, Enti ecclesiastici e patrimonio, Famiglia, Festività religiose, Finanziamento confessioni religiose, Forze armate, Giuramento, Istruzione religiosa, Lavoro, Libertà religiosa, Matrimonio, Mezzi di comunicazione, Ministri di culto, Nomina e revoca, Obiezione di coscienza, Ospedali e case di cura, Prevenzione e pena, Rapporti Stato - Confessioni religiose, Regime tributario, Regole alimentari religiose, Scuole confessionali, Tutela penale
Dossier: Cibo, Religione e Diritto, Lavoro e Religione, Libertà religiosa, Scuola e Religione
Parole chiave: Unione Comunità ebraiche, Ministri di culto, Riposo sabbatico, Festività religiose, Giuramento, Assistenza religiosa, Insegnamento, Matrimonio, Sepolture, Edifici di culto
Art. 1. - 1. I rapporti tra lo Stato e l’Unione delle Comunità israelitiche italiane, la quale, ai sensi dell’articolo 19, assume la denominazione di Unione delle Comunità ebraiche italiane, sono regolati dalle disposizioni degli articoli che seguono, sulla base dell’intesa stipulata il 27 febbraio 1987, allegata alla presente legge.
Art. 2. - 1. In conformità ai principi della Costituzione, è riconosciuto il diritto di professare e praticare liberamente la religione ebraica in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto e i riti.
Art. 3. - 1. Ai ministri di culto nominati dalle Comunità e dall’Unione a norma dello Statuto dell’ebraismo italiano è assicurato il libero esercizio del magistero. Essi non sono tenuti a dare a magistrati o altre autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero.
Art. 4. - 1. La Repubblica italiana riconosce agli ebrei il diritto di osservare il riposo sabbatico che va da mezz’ora prima del tramonto del sole del venerdì ad un’ora dopo il tramonto del sabato.
Art. 5. - 1. Alle seguenti festività religiose ebraiche si applicano le disposizioni relative al riposo sabbatico di cui all’articolo 4:
Art. 6. - 1. Agli ebrei che lo richiedano è consentito prestare a capo coperto il giuramento previsto dalle leggi dello Stato.
Art. 7. - 1. L’appartenenza alle forze armate, alla polizia o ad altri servizi assimilati, la degenza in ospedali, case di cura o di assistenza pubbliche, la permanenza negli istituti di prevenzione e pena non possono dar luogo ad alcun impedimento nell’esercizio della libertà religiosa e nell’adempimento delle pratiche di culto.
Art. 8. - 1. L’assistenza spirituale ai militari ebrei è assicurata dai ministri di culto designati a tal fine sulla base di intese tra l’Unione e le autorità governative competenti.
Art. 9. - 1. L’assistenza spirituale ai ricoverati ebrei negli istituti ospedalieri, nelle case di cura o di riposo è assicurata dai ministri di culto di cui all’articolo 3.
Art. 10. - 1. Negli istituti penitenziari è assicurata l’assistenza spirituale dai ministri di culto designati dall’Unione.
Art. 11. - 1. Nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado l’insegnamento è impartito nel rispetto della libertà di coscienza e di religione e della pari dignità dei cittadini senza distinzione di religione, come pure è esclusa ogni ingerenza sulla educazione e formazione religiosa degli alunni ebrei.
Art. 12. - 1. Alle Comunità, alle associazioni e agli enti ebraici, in conformità al principio della libertà della scuola e dell’insegnamento e nei termini previsti dalla Costituzione, è riconosciuto il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione.
Art. 13. - 1. Sono riconosciuti la laurea rabbinica e il diploma di cultura ebraica rilasciati al termine di corsi almeno triennali dal Collegio Rabbinico Italiano di Roma, dalla Scuola Rabbinica Margulies-Disegni di Torino e dalle altre scuole rabbiniche approvate dall’Unione, a studenti in possesso del titolo di studio di scuola secondaria superiore.
Art. 14. - 1. Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni celebrati in Italia secondo il rito ebraico davanti ad uno dei ministri di culto di cui all’articolo 3 che abbia la cittadinanza italiana, a condizione che l’atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale.
Art. 15. - 1. Gli edifici destinati all’esercizio pubblico del culto ebraico, anche se appartengono a privati, non possono essere sottratti alla loro destinazione, neppure per effetto di alienazione, fino a che la destinazione stessa non sia cessata con il consenso della Comunità competente o dell’Unione.
Art. 16. - 1. I piani regolatori cimiteriali prevedono su richiesta della Comunità competente per territorio reparti speciali per la sepoltura di defunti ebrei.
Art. 17. - 1. Lo Stato, l’Unione e le Comunità collaborano per la tutela e la valorizzazione dei beni afferenti al patrimonio storico e artistico, culturale, ambientale e architettonico, archeologico, archivistico e librario dell’ebraismo italiano.
Art. 18 18. - 1. Le Comunità ebraiche, in quanto istituzioni tradizionali dell’ebraismo in Italia, sono formazioni sociali originarie che provvedono, ai sensi dello Statuto dell’ebraismo italiano, al soddisfacimento delle esigenze religiose degli ebrei secondo la legge e la tradizione ebraiche.
Art. 19. - 1. L’Unione delle Comunità israelitiche italiane conserva la personalità giuridica di cui è attualmente dotata e assume la denominazione di Unione delle Comunità ebraiche italiane.
Art. 20. - 1. Le modifiche apportate allo Statuto dell’ebraismo italiano sono depositate a cura dell’Unione presso il Ministero dell’interno entro trenta giorni dalla loro adozione.
Art. 21. - 1. Altre istituzioni ed enti ebraici aventi sede in Italia possono essere riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili, in quanto abbiano fini di religione o di culto, ai sensi dell’articolo 26, comma 2, lettera a), e siano approvati dalla Comunità competente per territorio e dall’Unione. Il loro riconoscimento ha luogo con decreto del Presidente della Repubblica, udito il parere del Consiglio di Stato.
Art. 22. - 1. Ogni mutamento sostanziale nel fine, nella destinazione dei beni e nel modo di esistenza degli enti ebraici civilmente riconosciuti acquista efficacia civile mediante riconoscimento con decreto del Presidente della Repubblica, udito il parere del Consiglio di Stato.
Art. 23. - 1. Con l’entrata in vigore della presente legge sono soppressi i seguenti enti:
Art. 24. - 1. L’Unione delle Comunità, le Comunità e gli altri enti ebraici civilmente riconosciuti devono iscriversi, agli effetti civili, nel registro delle persone giuridiche entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 25. - 1. L’attività di religione e di culto della Unione, delle Comunità e degli altri enti ebraici civilmente riconosciuti si svolge a norma dello Statuto dell’ebraismo italiano e degli statuti dei predetti enti, senza ingerenze da parte dello Stato, delle regioni e degli altri enti territoriali.
Art. 26. - 1. La Repubblica italiana prende atto che secondo la tradizione ebraica le esigenze religiose comprendono quelle di culto, assistenziali e culturali.
Art. 27. - 1. Agli effetti tributari l’Unione, le Comunità e gli enti ebraici civilmente riconosciuti aventi fine di religione o di culto, come pure le attività dirette a tali scopi, sono equiparati a quelli aventi fini di beneficenza o di istruzione.
Art. 28. - 1. Gli impegni finanziari per la costruzione di edifici di culto e delle relative pertinenze destinate ad attività connesse sono determinati dalle autorità civili competenti secondo le disposizioni delle leggi 22 ottobre 1971, n. 865, e 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modifiche e integrazioni.
Art. 29. - 1. L’assistenza da parte delle istituzioni ebraiche che svolgono attività assistenziale e sanitaria non pregiudica per gli ebrei ivi assistiti il godimento dei diritti riconosciuti dalle leggi civili nella specifica materia.
Art. 30. - 1. La Repubblica italiana prende atto che le entrate delle Comunità ebraiche di cui all’articolo 18 sono costituite anche dai contributi annuali dovuti, a norma dello Statuto, dagli appartenenti alle medesime.
Art. 31. - 1. Nulla è innovato quanto al regime giuridico e previdenziale dei rapporti di lavoro dei dipendenti dell’Unione e delle Comunità in atto alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 32. - 1. Le autorità competenti, nell’emanare norme di attuazione della presente legge, terranno conto delle esigenze fatte loro presenti dall’Unione e avvieranno, se richieste, opportune consultazioni.
Art. 33. - 1. Le parti sottoporranno a nuovo esame il contenuto dell’allegata intesa al termine del decimo anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 34. - 1. Con l’entrata in vigore della presente legge sono abrogati il regio decreto 30 ottobre 1930, n. 1731, e il regio decreto 19 novembre 1931, n. 1561, sulle Comunità israelitiche e sull’Unione, ed ogni altra norma contrastante con la legge stessa.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34