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I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI - PDF
I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI
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1 Le politiche di filiera-agroalimentari 315 I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI Sono obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico: raccolta e trasporto di rifiuti (eccetto trasporto dei propri rifiuti); i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione; chi svolge le operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti; i consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuto; produttori iniziali di rifiuti pericolosi e produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g); i consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuto I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI Sono obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico: i produttori di rifiuti non pericolosi: derivanti da lavorazioni industriali e artigianali; derivanti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti; costituiti da fanghi prodotti da: potabilizzazione e altri trattamenti delle acque; depurazione delle acque reflue; abbattimento di fumi
2 316 Modulo 4B I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI L articolo 190, comma 7, del D.Lgs 152/06 prevede che la disciplina relativa ai registri di carico e scarico venga definita con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della parte quarta del decreto stesso. Nelle more della sua emanazione continuano ad applicarsi: il decreto del Ministro dell'ambiente 1 aprile 1998, n. 148, relativo all approvazione del modello dei registri in attuazione dell articolo 12, del previgente D.Lgs 22/97; la circolare del Ministro dell'ambiente e del Ministro dell industria del 4 agosto I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI Con il DM n. 148/98 sono stati approvati i seguenti modelli di registro di carico e scarico: modello A destinato ai produttori, trasportatori di rifiuti, recuperatori e smaltitori; modello B destinato agli intermediari e commercianti non detentori di rifiuti
3 Le politiche di filiera-agroalimentari 317 I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI Il registro di carico e scarico è composto da fogli numerati e può essere tenuto anche mediante strumenti informatici. Il D.Lgs 152/06 ha stabilito che gli obblighi connessi alla tenuta dei registri di carico e scarico si intendono correttamente adempiuti anche qualora sia utilizzata carta formato A4, regolarmente numerata I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI I registri sono tenuti presso: ogni impianto di produzione, di stoccaggio, di recupero e di smaltimento di rifiuti; la sede delle imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto; la sede dei commercianti e degli intermediari; il luogo di produzione dei rifiuti derivanti dalle attività di manutenzione delle infrastrutture effettuata direttamente dal gestore dell infrastruttura a rete e degli impianti per l erogazione di forniture e servizi di interesse pubblico o tramite terzi, come definito dall articolo 230, comma 1, del DLG n. 152/
4 318 Modulo 4B I REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI Conservazione dei registri: i registri, integrati con i formulari di trasporto dei rifiuti, devono essere conservati per cinque anni dalla data dell'ultima registrazione; i registri relativi alle operazioni di smaltimento dei rifiuti in discarica devono essere invece conservati a tempo indeterminato e, al termine dell attività, devono essere consegnati all'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione; le informazioni contenute nei registri devono essere rese disponibili in qualunque momento all autorità di controllo che ne faccia richiesta IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI L articolo 193, del D.Lgs 152/06, prevede che i rifiuti durante i trasporti effettuati da enti e imprese siano accompagnati da un formulario di identificazione, individua i casi di esenzione e quelli nei quali il formulario può essere sostituito da altri documenti. Il modello uniforme del formulario di identificazione deve essere approvato con decreto del Ministro dell ambiente. Fino alla sua emanazione continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 1 aprile 1998, n
5 Le politiche di filiera-agroalimentari 319 IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI Non è previsto l obbligo di formulario per : i trasporti di rifiuti urbani effettuati dal soggetto che gestisce il servizio pubblico di raccolta; i trasporti di rifiuti non pericolosi che non eccedano la quantità di 30 Kg/giorno o 30 l/giorno effettuati dal produttore degli stessi, in modo occasionale e saltuario; la raccolta e il trasporto di rifiuti effettuati da soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI Il formulario è da ritenersi validamente sostituito dai documenti di accompagnamento previsti da specifiche normative: per gli operatori soggetti all'obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico dal documento commerciale di cui all'articolo 7, del regolamento (Ce) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano; per i rifiuti oggetto di spedizioni transfrontaliere, dai documenti previsti dal regolamento (CEE) n. 259/
6 320 Modulo 4B IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI Il formulario si compone di quattro esemplari e deve essere: compilato, datato e firmato dal produttore/detentore e controfirmato dal trasportatore, prima dell inizio del trasporto; una copia del formulario rimane al produttore/detentore; le altre tre copie sono consegnate dal trasportatore al destinatario, il quale provvede alla controfirma e ad apporre la data in arrivo IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI Successivamente: una copia viene trattenuta dal destinatario; una copia viene trattenuta dal trasportatore; una delle copie firmate e datate dal destinatario (la quarta) deve essere consegnata, a cura del trasportatore, al produttore/detentore entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti. A conclusione del trasporto, il produttore/detentore deve essere in possesso di due esemplari del formulario, di cui una firmata anche dal destinatario
7 Le politiche di filiera-agroalimentari 321 IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI Nel caso in cui alla scadenza del termine di tre mesi il produttore/detentore non sia venuto in possesso della quarta copia del formulario, deve provvedere senza indugio a darne comunicazione alla Provincia ai fini dell esclusione della responsabilità per il corretto recupero o smaltimento dei rifiuti affidati a trasportatore autorizzato (Art. 188, D.Lgs 152/06) IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI - SANZIONI Articolo 258, comma 4, D.Lgs 152/06 dispone che in caso di: trasporto di rifiuti senza il formulario di identificazione, di dati incompleti o inesatti indicati nel formulario, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600,00 a 9.300,00 Euro. Nel caso di trasporto di rifiuti pericolosi è prevista anche la pena di cui all articolo 483 del c.p. (arresto fino a 2 anni) che si applica anche a chi, nella predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, fornisce false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti e a chi fa uso di un certificato falso durante il trasporto. Se le indicazioni contenute nel formulario sono incomplete o inesatte ma contengono tutti gli elementi per ricostruire le informazioni dovute per legge e nel caso di mancato invio alle autorità competenti e di mancata conservazione del formulario si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 260,00 a 1.550,00 Euro
8 322 Modulo 4B LA GESTIONE DEI RIFIUTI decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 modificato con decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 Parte IV Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati in attuazione di direttive comunitarie. La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata al fine di assicurare un'elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi LOGISTICA URBANA (CITY LOGISTICS) Logistica urbana -detta anche Urban Logistics- ciò che si interessa delle distribuzione urbana delle merci e dei relativi problemi (congestione, inquinamento, ecc.) cercando soluzioni migliorative. Ad oggi sono ben pochi i casi di soluzioni valide sia sul piano funzionale che economico mentre sono infiniti i convegni sull argomento. Il trasporto urbano delle merci (rappresenta il 20% del totale del traffico mezzi che percorrono, quotidianamente le strade delle nostre città), rappresenta una delle fonti di inquinamento
9 Le politiche di filiera-agroalimentari 323 LOGISTICA URBANA (CITY LOGISTICS) Flussi di veicoli merci che percorrono, ogni giorno, le strade cittadine: il traffico che alimenta il commercio, per servizi ai negozi, ai centri commerciali, ai supermercati, agli ipermercati, ecc.; i trasporti per l industria, che, utilizzando mezzi di grande portata, contribuiscono non poco alla congestione del traffico; i trasporti generati dalle attività edili destinate alla costruzione e/o restauro di edifici, di strutture e di strade; gli spostamenti degli artigiani che, per trasportare gli strumenti di lavoro, utilizzano per lo più mezzi di piccole dimensioni, ma sono molto numerosi LOGISTICA URBANA (CITY LOGISTICS) I trasferimenti effettuati dalle aziende di servizio come le società di assistenza e manutenzione, di catering, le lavanderie o le imprese delle pulizie; la raccolta dei rifiuti solidi urbani che determina un traffico regolare, ma in costante crescita; i servizi postali e di trasporto valori che generano un traffico regolare e caratterizzato da trasporti frequenti, rapidi e ben organizzati; il traffico di attraversamento, costituito da tutto quel traffico che attraversa la città senza sostarvi
10 324 Modulo 4B CITYPORTO Il Cityporto di Padova è Operativo dal 21 aprile 2004; le parole d'ordine di questo progetto che rivolge una profonda attenzione alla qualità degli ambienti urbani sono: Trasporto Sostenibile, Intermodalità, Riduzione e Moderazione del Traffico CITYPORTO Si tratta di un servizio che si propone di ridurre il numero dei viaggi, raggiungere un livello più alto di riempimento dei veicoli e che prevede l'esclusivo utilizzo di mezzi ecologici (principalmente a metano). Il Comune di Padova ha posto in essere tutti quegli incentivi tali da favorire l'utilizzo del Cityporto da parte degli operatori (ingresso h24 in centro, utilizzo corsie preferenziali, predisposizione di eventuali piazzole di sosta specifiche). È un servizio per gli operatori del trasporto merci in città, destinato a migliorare costantemente i flussi di consegna e a rendere contemporaneamente la città più sana e più vivibile
11 Le politiche di filiera-agroalimentari 325 CITYPORTO Il modello su cui si basa il Cityporto di Padova è di estrema semplicità: gli operatori (tipicamente corrieri), consegnano le merci in una piattaforma logistica (Interporto) a ridosso della città; da qui partono i mezzi ecologici a basso impatto ambientale (metano) per la distribuzione in centro ( ultimo miglio ) e l area inizialmente interessata dal progetto è costituita dalla cosiddetta Z.T.L CITYPORTO 82 82
12 326 Modulo 4B EcoCity Ecocity è un nuovo servizio di consegna merci in centro, messo a disposizione dal Centro Agroalimentare e Logistica di Parma e dal Comune di Parma. Il servizio è basato sull utilizzo della piattaforma logistica del CAL in via dei Mercati per il consolidamento dei carichi diretti in centro, con servizi navetta effettuati tramite veicoli eco-compatibili (a metano ed elettrici). Obiettivo del progetto è quello di razionalizzare l attuale processo distributivo delle merci a Parma, contribuendo così alla riduzione dell inquinamento e della congestione stradale EcoCity Al Centro Agroalimentare e Logistica è stata sviluppata una piattaforma telematica per la gestione ottimizzata della logistica urbana. Questo consentirà di condividere e trasferire dati e informazioni in tempo reale tra i diversi soggetti coinvolti nella consegna delle merci. La piattaforma telematica sovrintenderà a tutte le operazioni e i processi di tracciamento e localizzazione delle merci, alla gestione degli ordini, alla pianificazione dei tragitti e ad altri servizi a valore aggiunto
13 Le politiche di filiera-agroalimentari 327 EcoCity Finalità principali del progetto 1. Riduzione delle emissioni inquinanti: il 55% dell inquinamento veicolare attualmente deriva da veicoli commerciali, il 40% delle consegne avviene in centro storico; 2. riduzione della congestione del traffico urbano, miglioramento della circolazione veicolare e pedonale e della sosta; 3. riduzione dell occupazione degli spazi urbani; 4. aumento dell efficienza del sistema distributivo delle merci (con maggior efficienza degli approvvigionamenti e minor necessità di spazi-magazzino) EcoCity Dopo quanto tempo le merci sono consegnate a destinazione? Tutta la merce che viene portata al terminal entro le 9.00 verrà consegnata nell arco della stessa giornata (salvo particolari disposizioni del mittente o esigenze del destinatario). La merce che viene portata dopo le 9.00 potrebbe andare in consegna lo stesso giorno. In caso contrario verrà consegnata tassativamente la mattina del giorno successivo (salvo particolari disposizioni del mittente o esigenze del destinatario)
14 328 Modulo 4B EcoCity Come vengono calcolate le tariffe? Le tariffe sono calcolate con un fisso a consegna, più un importo al chilogrammo a scalare. La tariffazione è comunque personalizzata in base al numero delle spedizioni, dei colli, al peso per spedizione, al volume
15 Modulo 5A Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte Coordinatore Scientifico: Prof. Rocco Giordano
17 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 331 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Comitato Centrale per l Albo degli Autotrasportatori Progetto Formazione di esperti tecnico-logistici Modulo 5A Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte Coordinatore Scientifico: Prof. Rocco Giordano 1 ARGOMENTO Amministrazione Magazzino Merci 2
18 332 Modulo 5A AMMINISTRAZIONE MAGAZZINO MERCI Agenda 3 Classificazione dei magazzini; unità di carico; scaffalature; mezzi di movimentazione; i sistemi di picking; criteri di progettazione dei magazzini; picking per ordine e picking per codice; sistemi informativi di supporto; monitoraggio delle prestazioni di magazzino; gestione delle scorte; indicazioni sui fabbricati. Approvvigionamenti Gestione dei materiali Gestione scorte LOGISTICA Programmazione produzione 4 Distribuzione fisica Magazzini Trasporti
19 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 333 Evoluzione del concetto di MAGAZZINO Anni Anni 60 Anni 70 Anni 80 Anni 90 Anni 2000 AREE A TERRA MALE NECESSARIO MERCE DIMENTICATA MGLIORIAMO LA PRODUZIONE MDO PIÙ COSTOSA DIMINUIAMO I MAGAZZINI LE CATTEDRALI NEL DESERTO W I ROBOT JIT O STOCK IL MAGAZZINO FLESSIBILE L INFORMATICA IN MAGAZZINO OUTSOURCING DIVENTIAMO COSÌ BRAVI CHE... 5 CLASSIFICAZIONE DEI MAGAZZINI Possibili classificazioni dei magazzini 6
20 334 Modulo 5A SISTEMI DI HANDLING Unità di carico Scaffalature Mezzi di movimentazione 7 DIMENSIONAMENTO DELL UNITÀ DI CARICO TIPO: IL PALLET IMBALLO PRIMARIO (CONFEZIONE DI VENDITA) IMBALLO SECONDARIO 8 IMBALLO TERZIARIO (PALLET)
21 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 335 CLASSIFICAZIONE DELLE UNITÀ DI CARICO Unità di carico primaria (confezione) Unità di carico secondaria (imballo o collo) Astucci; blister; fusti; scatole; sacchi; casse di legno Cartone; stecca; contenitore di plastica o acciaio; cassa di legno; termoretraibile 9 CLASSIFICAZIONE DELLE UNITÀ DI CARICO Unità di carico Terziaria (pallet) Livello 4 Container Livello 5 Mezzo Pallet; gabbie; culle; carton pallet; cassa di legno; roll container Container; casse mobili; vagoni ferroviari Camion; convoglio ferroviario; nave; aereo 10
22 336 Modulo 5A PROGETTAZIONE DEGLI IMBALLI (PRIMARIO) REQUISITI PROGETTO IMBALLO PRIMARIO (confezione di vendita) N pezzi dimensionamento e peso, tipo di confezione problemi ecologici normative MARKETING PRODUZIONE VERIFICA LOGISTICA 11 PROGETTAZIONE DEGLI IMBALLI (SECONDARIO) REQUISITI PROGETTO IMBALLO SECONDARIO (collo o master) Dimensioni; peso; manipolazione; pallettizzazione LOGISTICA PRODUZIONE 12 VERIFICA MARKETING
23 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 337 PROGETTAZIONE DEGLI IMBALLI (TERZIARIO) PROGETTO PALLET (unità di carico pallettizzata) REQUISITI Dimensioni in pianta; altezza; schema di pallettizz.; stabilità; saturazione superf.; saturaz. Volumetrica; standardizzazione dimens.; impilabilità; regolarità sbordi LOGISTICA 13 SCAFFALATURE TRADIZIONALI altezza uomo a ripiani con passerella a grande altezza cantilever a mensole testate per pallet per contenitori (traslo) media altezza porta pallet grande altezza autoportanti 14
24 338 Modulo 5A SCAFFALATURE SPECIALI a gravità per cartoni per pallet drive in profondità multipla slide in dis satellite 15 dinamiche compattabili caroselli rotanti (paternoster) per pallet a ripiani automatici verticali CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DEI MEZZI DI MOVIMENTAZIONE Mezzi senza vincoli di mobilità Carrelli Movimentazione orizzontale Movimentazione orizzontale e verticale Mezzi vincolati a specifici percorsi operativi Trasloelevatori; trasportatori a rulli, a catena, a nastro; trasportatori aerei; elevatori, ascensori, montacarichi; AGV; navette Mezzi ausiliari di handling localizzati presso stazioni operative Dispositivi di alimentazione; dispositivi di posizionamento; robot 16 Mezzi vincolati a specifiche aree operative Carroponti; gru a portale; paranchi; manipolatori bilanciati
25 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 339 MEZZI SENZA VINCOLI DI MOBILITÀ Mezzi di sollevamento senza via di corsa fissa (carrelli) uomo a terra movimentazione pallet transpallet per prelievi frazionati commissionatore a bassa elevazione ad alta elevazione a contrappeso con uomo a bordo per movimentazione pallet a razze a montante retrattile A grande elevazione per corridoi stretti a forche trilaterali a slitte telescopiche per movimentazione carichi lunghi per movimentazione pallet e prelievi frazionati 17 PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO I dati necessari per procedere alla progettazione del magazzino possono essere così schematizzati. 1. Caratteristiche generali Settore merceologico; collocazione nella rete logistica; tipologia del magazzino (deposito centrale, deposito periferico, transit point, ecc.) ; localizzazione; vincoli urbanistici; caratteristiche del fabbricato; espansione futura; turni lavorativi. 18
26 340 Modulo 5A PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO 2. Caratteristiche del prodotto Densità del prodotto; durabilità (shelf life); esigenze di climatizzazione-refrigerazione; infiammabilità; tossicità; aggressività Unità di carico Tipo e dimensioni del pallet; dimensioni e peso dell unità di carico; dimensioni e peso dei colli; numero di colli per pallet; ripartizione colli pallettizzati-colli sciolti; sovrapponibilità dei cartoni o dei pallet. PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO 4. Potenzialità ricettiva Numero di voci a magazzino; giacenza minima, media, massima (espressa in unità di carico) per voce; potenzialità ricettiva richiesta per le diverse classi di materiali; previsioni di inserimento-eliminazione di prodotti. 5. Entità dei flussi di materiali Flussi IN e OUT; ripartizione degli items per tipologia di materiali; incidenza di ciascuna classe sul flusso complessivo di materiali; dimensioni e frequenza dei lotti in arrivo; media e punte massime del flusso complessivo dei materiali. 20
27 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 341 PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO 6. Picking Caratteristiche degli ordini; ordini-giorno; incidenza dei prelievi frazionati; colli per ordine; incidenza percentuale di ordini urgenti. 7. Ricevimento merci Numero medio e massimo di unità di carico in arrivo per giorno; controlli, collaudi o trattamenti richiesti; incidenza delle operazioni di ripalletizzazione; tipologia imballi; eventuale controllo doganale; entità del flusso dei materiali utilizzati per l imballaggio. 21 PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO 8. Spedizione Tipo di unità di carico usate per la spedizione; numero medio e massimo di unità di carico spedite nell unità di tempo; dimensione e portata degli automezzi; ripartizione degli ordini per classi dimensionali (in termini di percentuale del carico completo) ; ripartizione carichi completi-carichi misti; incidenza operazioni di pallettizzazione e imballaggio; tipologia imballi; eventuale controllo doganale; entità del flusso dei materiali per l imballaggio. 9. Servizi ausiliari Uffici; officina di manutenzione; magazzino imballi e materiale pubblicitario; pesatura autocarri; area di carica per batterie carrelli. 22
28 342 Modulo 5A Parametri quantificabili Caratteristiche merceologiche Selettività Rotazione (movimentazione) Volumi Voci (referenze) Valutazioni economiche Flessibilità Affidabilità Qualità del servizio 23 INDICI COLLEGATI ALLA MOVIMENTAZIONE DI UN PRODOTTO (O CLASSE DI PRODOTTI) Indice di rotazione (IR) = Flusso in uscita Giacenza media (in un periodo determinato) Indice di movimentazione (IM) = Unità di carico movimentate in un periodo determinato 24 Selettività = n di movimenti utili n di movimenti necessari
29 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 343 ANALISI ABC DELLA GIACENZA Viene analizzata la quantità giacente per codice. Ci dice quali e quanti sono i codici che hanno maggiori scorte con riferimento all unità di misura adottata per la giacenza. L analisi ABC della giacenza ci fornisce indicazioni per progettare le strutture fisse del magazzino (che tipo di scaffali?). 25 ANALISI ABC DEI PRELIEVI Viene analizzato il numero di righe per codice. Ci dice quali e quanti sono i codici che hanno maggiori prelievi in termini di righe (in pratica è il numero di volte che si va a prendere quel codice). Permette di scegliere dove posizionare i codici all interno del magazzino e come effettuare i prelievi. 26
30 344 Modulo 5A CRITERI DI SCELTA PER LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI In funzione del n di pallet in stock per codice e della capacità di stoccaggio BASSO ALTO N pallet in stock per codice DRIVE IN o INTENSIVO con SATELLITE e RETRATTILE PORTA PALLET con RETRATTILE o FRONTALE INTENSIVO con TRILATERALE o TRASLOELEVATORE e SATELLITE PORTA PALLET con TRILATERALE o TRASLOELEVATORE 27 BASSA ALTA Capacità di stoccaggio (richiesta) CRITERI DI SCELTA PER LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI In funzione del n di pallet in stock per codice e del coefficiente di picco BASSO ALTO N pallet in stock per codice INTENSIVO con TRASLOELEVATORE e SATELLITE PORTA PALLET con TRASLOELEVATORE INTENSIVO con RETRATTILE e SATELLITE PORTA PALLET con TRILATERALE o RETRATTILE 28 BASSO Coefficiente di picco dei movimenti ALTO
31 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 345 I CRITERI DI ALLOCAZIONE DEI MATERIALI Le prestazioni di un un sistema di stoccaggio sono legate, tra l altro, alla scelta dei criteri di allocazione fisica delle unità di carico all interno del magazzino. Tra i diversi criteri disponibili, noi analizzeremo i seguenti: UBICAZIONE PER CLASSI DI PRODOTTO; UBICAZIONE RANDOM; UBICAZIONE FISSA. 29 UBICAZIONE FISSA Un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto Si assegna un determinato scaffale o una determinata collocazione a un determinato prodotto. La scelta di quali vani dedicare ad ogni articolo può essere effettuata in base: a criteri storici alle classi merceologiche VANTAGGI: facilità della ricerca manuale dei prodotti SVANTAGGI: basso sfruttamento dei volumi massimi di stoccaggio 30
32 346 Modulo 5A UBICAZIONE RANDOM Non mi importa che cosa, non mi importa dove Consiste nell utilizzare lo spazio libero al momento in cui si deve collocare il prodotto. VANTAGGI: massimo guadagno di spazio: si utilizza ogni spazio disponibile in funzione degli arrivi 31 SVANTAGGI: necessita di indirizzi precisi degli articoli, per facilitarne la ricerca (eventuale uso di supporti di tipo informatico) OTTIMIZZAZIONE DELLE ALLOCAZIONI Per tutte e tre le tipologie viste in precedenza si utilizzano, al fine di ottimizzare le allocazioni, i seguenti criteri: FIFO Primo entrato primo uscito Consiste nel prelevare gli articoli nell ordine della loro entrata in stoccaggio. Questo si rende necessario, ad esempio, per le derrate deperibili o prodotti soggetti ad una alterazione qualsiasi per invecchiamento. 32 INDICE DI ROTAZIONE L importanza dei movimenti in un magazzino può essere caratterizzata dal prodotto peso x distanza. Il peso è una quantità sulla quale non si può agire. È invece possibile diminuire la distanza, avvicinando i prodotti a forte rotazione ai magazzinieri.
33 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 347 OTTIMIZZAZIONE DELLE ALLOCAZIONI MAGAZZINO STOCCAGGIO MAGAZZINO PICKING Ubicazione fissa + Ubicazione per classe di prodotti Ubicazione random + 33 CLASSIFICAZIONI DEI SISTEMI DI PICKING SI MUOVE. Operatore Materiale.VERSO una stazione di picking n stazioni di picking OPERATORE A piedi A bordo di carrelli A bordo trasloelevatore con possibilità di sorpasso senza possibilità di sorpasso ALTEZZA DI PRELIEVO Picking a tutta altezza Picking ad altezza d uomo 34
34 348 Modulo 5A CLASSIFICAZIONI DEI SISTEMI DI PICKING PICKING con dispositivi automatici (dispenser, robot, ecc.) manuale con documenti cartacei senza documenti cartacei (Picking guidato) senza segnalazioni luminose con segnalazioni luminose 35 PRELIEVO PER. ordine codice.si SMISTA manualmente Con impianti automatici di smistamento CLASSIFICAZIONI DEI SISTEMI DI PICKING mag. di stoccaggio PICKING NEL mag. di picking inserito nel mag. stoccaggio mag. di picking separato dal mag. stoccaggio scaffali a ripiani pallets PICKING DA scaffali FIFO serbatoi automatici verticali scaffali rotanti orizzontalmente 36 L ORDINE È COMPLETATO DA da un solo operatore da n operatori in serie in parallelo
35 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 349 CRITERI DI SCELTA DEI SISTEMI DI PICKING Capacità di stoccaggio Alta Bassa Volume unità di prelievo Alto Basso N righe Alto Basso Mag. di picking separato da mag. stoccaggio Picking nel magazzino di stoccaggio Mag. di picking nel mag. stoccaggio (piani bassi) Picking nel magazzino di stoccaggio Indice di rotazione Alto Basso Pallet Pallet FIFO Da ripiani 37 PICKING PER ORDINE Fattori operativi favorevoli all'esecuzione del picking per ordine: basso numero di righe per referenza (indice di sovrapposizione) ; elevato numero di righe/ordine; quantità per riga elevate; ricezione ordini irregolare; numero elevato di codici a magazzino; presenza marcata di ordini voluminosi; presenza di articoli pesanti. 38
36 350 Modulo 5A PICKING PER RIEPILOGO/BATCH Il prelievo avviene per articolo (necessità di smistamento a valle del prelievo). Fattori operativi favorevoli all'esecuzione del picking per riepilogo:» elevato numero di righe per referenza (alto indice di sovrapposizione) ;» basso numero di righe/ordine;» ridotte quantità per linea d ordine/ per ordine;» bassa numerosità codici a magazzino;» tempi di consegna accettabilmente lunghi. Nel caso del batch (riepilogo parziale) la merce può essere eventualmente inserita direttamente nel contenitore cliente. 39 La dimensione del batch é in funzione dei vincoli fisici (caso uomo alla merce; caso merce all uomo). PRESTAZIONI DI MAGAZZINO INDICI DI UTILIZZO NELLO STOCCAGGIO (SATURAZIONE) Misurano il grado di utilizzo: delle superfici I US = superficie utilizzata superficie destinata allo stoccaggio dei volumi I UV = volume occupato da scaffali o da materiale volume disponibile dei posti disponibili I UPD = posti occupati posti disponibili 40 dei vani I UVA = volume occupato da U.D.C. volume del vano
37 Amministrazione del magazzino merci ed il controllo e la gestione delle scorte 351 INDICI DI PRODUTTIVITÀ PICKING Occorre innanzitutto valutare l incidenza del picking I PCOD = n codici oggetto di picking o I PF = n righe frazionate n codici totali n righe totali e la composizione degli ordini da prelevare I PRO = righe ordine I PPR = pezzi/cartoni riga Indici più significativi: I PR = righe prelevate ore totali lavorate I PC = pezzi/cartoni prelevati ore totali lavorate 41 INDICI DI QUALITÀ DEL SERVIZIO I parametri da misurare rientrano in due categorie: TEMPORALI ACCURATEZZA (errori) Preparazione ordini Tp = tempo di esecuzione del picking Imballo Ti = tempo esecuzione imballo Spedizione Tsp = tempo carico mezzi I SQPO = righe errate (di quantità/di codice) righe totali I SQIMB = operazioni errate (trascurabili) operazioni totali svolte I SQSP = operazioni errate (trascurabili) operazioni totali svolte 42
38 352 Modulo 5A IL SISTEMA INFORMATIVO Nel corso degli anni l'importanza del sistema informativo per la gestione fisica del magazzino è via via aumentata. Oggi il ruolo dell'informatica in magazzino è cruciale, e per certi versi ha superato come importanza l'automazione dei sistemi di handling. L'evoluzione è stata la seguente: anni 70 nessun sistema informativo contabile anni 80 sistemi informativi di tipo 43 anni 90 fine anni 90 inizio 2000 sistemi per la gestione fisica studio di nuove tecnologie OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI CON L INTRODUZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO Eliminazione degli errori in termini di referenza grazie all utilizzo dei barcode; aumento della produttività nel ricevimento e stoccaggio merce; ottimizzazione delle strutture di magazzino e loro grado di riempimento grazie alla mappatura real time del magazzino; controllo delle evadibilità in considerazione della giacenza effettiva per prodotto (eliminazione dei disallineamenti fisico-contabili) ; diminuzione dei tempi di prelievo grazie al controllo radiofrequenza 44 degli operatori; tracciabilità lotti/prodotti.
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