Source: https://issuu.com/andreablarasin/docs/formalavoron7
Timestamp: 2017-07-28 05:17:18+00:00

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formalavoron7 by Andrea Blarasin - issuu
Nuovo Piano Provinciale per la Formazione Professionale e le Politiche del LavoroL’ANALISI DEL PRESIDENTEE’ sempre più importante per le diverse organizzazioni locali, istituzionali e sociali,
potenziare la propria capacità di ascolto e individuare nuove strategie
Il nuovo Piano Provinciale per la Formazione
Professionale e per le Politiche del Lavoro è stato predisposto dopo una attenta analisi dell’attuale contesto maceratese, per renderlo il più aderente possibile
alle esigenze del nostro territorio. Infatti, di fronte
alla crescente complessità dei fenomeni che caratterizzano l’andamento del
lavoro e degli scenari
professionali, è sempre
più importante per le
locali, istituzionali e
sociali, potenziare la
propria capacità di
ascolto e individuare
nuove strategie. In questo momento, in particolare, la programmazione
degli interventi in materia di formazione e politiche per il lavoro non
può non tener conto del
mutato, in modo sostanziale, scenario economico
internazionale di questi ultimi due anni che, purtroppo, sta proiettandosi in maniera pesante anche sul
sistema produttivo marchigiano e sul suo mercato
del lavoro. Per quanto riguarda la provincia di
Macerata, fino al 2008 gli indicatori, ancora in gran
parte positivi, non lasciavano intravedere gli effetti
della crisi in atto sull’imprenditoria e sulla occupazione che, invece, si sono fortemente evidenziati durante il corso del 2009. Dai dati in nostro possesso riferiti ai primi mesi del 2010 il trend di alcuni tra i principali settori produttivi dimostra, sia pure in maniera piuttosto flebile e limitata a pochi segmenti, che
questo 2010 si prospetta come un anno di ripresa, o
quanto meno di “arresto” della crisi. E’ vero che nella
maggior parte dei casi il recupero si riferisce a settori di “nicchia”, come produzione di energia, informatica e ricerca, informazione e comunicazione, che
sono tuttavia emblematici della modifica dei sistemi
produttivi, proiettati sempre di più verso il risparmio
energetico, l’economia della conoscenza e i servizi
immateriali. A fronte del protrarsi della crisi dell’agricoltura, che continua ad aggravarsi per l’insiste-re delle complesse problematiche economico-finanziarie su un insieme di problemi strutturali riguardanti le ridotte dimensioni aziendali, l’invecchiamento degli addetti, la forte incidenza delle imprese parttime e per autoconsumo, mentre altre problematiche
sorgono da politiche economiche scarsamente
locale. Un segnale concreto di ottimismo e
speranza è costituito da
una leggera crescita del
manifatturiero. Invece
il calo di settori quali le
costruzioni, il commercio, la ricettività e la
ristorazione può essere
letto come un riflesso
diretto della crisi occupazionale che, inevitabilmente, va ad abbattere i consumi. Una
nota positiva viene dall’andamento del mercato del lavoro dove i licenziamenti nel primo bimestre del 2010 sono scesi del
27% rispetto al 2009, attestandosi sullo stesso valore
del 2008, anno antecedente la crisi.
Franco CapponiFORMAZIONE DEI GIOVANI
Una delle principali criticità riguarda la formazione dei giovani, che entrano troppo tardi nel
mondo del lavoro, spesso con conoscenze poco
spendibili e ne restano perciò ai margini per
mansioni e stipendi. Il futuro occupazionale dei
giovani dipende principalmente da un più efficiente raccordo e dalla integrazione tra i percorsi
d’istruzione e formazione da rinnovare e il mercato del lavoro.
Andrea BlarasinSostegno alla Formazione professionale
e alle Politiche del lavoroFONDO SOCIALE
EUROPEOProgrammi Operativi RegionaliPOR MARCHE
Per superare le criticitàIl regolamento di gestione del Fse prevede che questo operi attraverso Programmi Operativi Regionali
(Por). Questi, per ciascun territorio, individuano le
attività più rispondenti al superamento delle criticità.
Gli interventi si sviluppano in sei assi finalizzati al
raggiungimento di obiettivi sia globali che specifici.Asse 1 – Adattabilità
Accrescere l’adattabilità di lavoratori, imprese e
imprenditori; sviluppare i sistemi di formazione continua e di sostegno all’adattabilità dei lavoratori;
favorire l’innovazione e la produttività attraverso
una migliore organizzazione e qualità del lavoro; sviluppare politiche e servizi per anticipazione e gestione dei cambiamenti; promuovere competitività e
imprenditorialità.Gli obiettivi
Le attività portate avanti in materia di Formazione
Professionale e di Politiche per il Lavoro sono sostenute in maniera preponderante, sia a livello regionale che provinciale, dalle risorse attivate dal Fse
(Fondo Sociale Europeo). Questo è uno dei fondi
strutturali europei, uno strumento strategico e finanziario della politica regionale con la quale l’Unione
Europea intende rafforzare la coesione economica,
sociale e territoriale riducendo le disparità di sviluppo fra le regioni e gli Stati membri. Con la programmazione 2007-2013 il Fse ha come obiettivi il conseguimento della piena occupazione, il miglioramento
della qualità e della produttività del lavoro, la promozione dell’integrazione sociale e la valorizzazione
delle risorse umane. Il nuovo regolamento per la
gestione del Fse sottolinea principi di equità e di integrazione sociale, attraverso la promozione di misure
finalizzate a favorire la parità di genere e le pari
opportunità.Priorità d’intervento
1 – Adattabilità dei lavoratori, delle imprese e degli
2 – miglioramento dell’accesso all’occupazione e
inserimento sostenibile nel mercato del lavoro;
3 – inclusione sociale delle persone svantaggiate e
lotta alla discriminazione nel mondo del lavoro;
4 – potenziamento del capitale umano;
5 – partenariati e patti per la promozione delle riforme e dell’inclusione nel mondo del lavoro.Asse 2 – Occupabilità
Ampliare la partecipazione e l’accessibilità al mercato del lavoro e migliorare la crescita sostenibile dell’occupazione; aumentare efficienza, efficacia e qualità delle Istituzioni del mercato del lavoro; attuare
politiche del lavoro attive e preventive, attenti ai
migranti nel mercato del lavoro, all’invecchiamento
attivo, al lavoro autonomo e all’avvio d’imprese;
migliorare l’accesso delle donne all’occupazione e
ridurre le disparità di genere.Asse 3 – Inclusione sociale
Potenziare l’inclusione sociale delle persone svantaggiate e combattere le discriminazioni sul lavoro, sviluppando percorsi integrativi e migliorando l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati.Asse 4 – Capitale umano
Alzare la qualità delle risorse umane e l’efficacia del
sistema di istruzione e formazione; rafforzare la competitività attraverso la conoscenza. Elaborazione e
introduzione delle riforme dei sistemi d’istruzione,
formazione e lavoro per migliorarne l’integrazione e
sviluppare l’occupabilità, con particolare attenzione
all’orientamento. Aumentare la partecipazione alle
opportunità formative lungo tutto l’arco della vita e
innalzare i livelli di apprendimento e di conoscenza.
Creare reti tra università, centri tecnologici di ricerca,
mondo produttivo e istituzionale, attenti alla promozione della ricerca e dell’innovazione.Asse 5 – Transnazionalità, interregionalità
Ampliare e rafforzare la rete nazionale e transnazionale di relazioni del sistema regionale di istruzione,
formazione e lavoro, promuovendo la realizzazione e
lo sviluppo di iniziative e di reti su base interregionale e transnazionale, con particolare attenzione allo
scambio delle buone pratiche. Questo Asse è a completa titolarità della Regione Marche, che coinvolge
di volta in volta le Province.Asse 6 – Assistenza tecnica
Migliorare la governance e l’attuazione del
Programma Operativo, migliorandone l’efficacia e
l’efficienza con azioni di supporto.PIANO PROVINCIALE
LINEE DI SVILUPPOIn conformità con gli indirizzi europei e nazionali
si possono indicare tre linee di sviluppo nel Piano
provinciale del biennio 2010-2011:
1 – Il lavoro deve essere considerato parte essenziale
di tutto il percorso educativo della persona;
2 – l’impresa e l’ambiente produttivo sono il contesto
più idoneo per lo sviluppo della professionalità;
3 – la certificazione formale (attestato) deve interessare la reale verifica di conoscenze, competenze ed
esperienze, a prescindere da corsi, ore e materie frequentate. Piuttosto che concentrarsi sui fattori burocratici dei percorsi formativi (durata, procedure ecc.)
l’attenzione deve essere diretta alle conoscenze, competenze e abilità acquisite che si è in grado di dimostrare.PIANO PROVINCIALE
RISORSE DISPONIBILIAsse I7.980.565.66Asse II4.547.999.00Asse III2.019.163.59Asse IV2.297.027.55Asse VI414.259.85Totale17.259.015.65Il contesto della Provincia di MacerataANALISI SWOTDai dati dell’Analisi Swot risulta che, allo stato
attuale, nel territorio maceratese non ci sono
gravi tensioni occupazionali, anche se la situazione risulta sicuramente preoccupante. Alcuni
parametri, comunque, sono lontani dai limiti fissati a livello europeo.Opportunità1 – forte possibilità di crescita nei settori alternativi al manifatturiero, quali turismo, energia, terziario, tutela ambientale;
2 – numero dei laureati in sensibile aumento;
3 – elevato livello di scolarizzazione della popolazione;
4 – costante crescita dell’utilizzo degli stage ai fini
della conoscenza e della successiva assunzione;Minacce1 – elevata specializzazione produttiva dell’industria manifatturiera in settori esposti alla concorrenza;
2 – flessione del 27,6% della richiesta di laureati a
fronte di un aumento del dato nazionale;
3 – tassi di mortalità delle Piccole e Medie Industrie
locali potenzialmente elevati, legati nel prossimo
futuro a problemi connessi con il ricambio generazionale;
4 – aumento delle assunzioni a tempo determinato;
5 – ruolo dei Ciof marginale nelle modalità di
assunzione;Punti di forza1 – tasso di occupazione complessiva superiore al
dato nazionale;
2 – tasso di disoccupazione femminile al minimo
storico, inferiore sia al dato nazionale che europeo;
3 – tasso di disoccupazione maschile inferiore sia al
dato nazionale che europeo;
4 – previsione di assunzione delle imprese maceratesi più elevata rispetto al dato regionale e nazionale;Punti di debolezza1 – tasso complessivo di occupazione inferiore
rispetto al dato europeo;
2 – tasso di occupazione maschile in calo;
3 – saldo occupazionale negativo con aumento
della mobilità e riduzione delle assunzioni;
4 – indebolimento del sistema produttivo: saldo
negativo per l’Aumento delle cessazioni e per le
riduzioni delle iscrizioni di nuove imprese.Piano Provinciale: la programmazione 2010-2011FORMAZIONE PROFESSIONALE
L’analisi dell’Assessore Andrea BlarasinE’ motivo di soddisfazione e politicamente
rilevante che il nuovo
Piano sia stato approvato all’unanimità, con
una sola astensione e
con l’apprezzamento
Abbiamo agito con un
metodo partecipato,
predisponendo tutta
una serie d’incontri per
conoscere, analizzare e
venire incontro alle esigenze del territorio. E’ un Piano strategico biennale
che guarda al futuro, in una ottica di rilancio a mediolungo termine, concepito anticipando quelle che
saranno le strategie dell’Unione Europea dopo il 2013,
che prevedono la istituzione di macro territori, dove
avranno valore la qualità propositiva e progettuale, e
la capacità di interagire con gli altri territori.Nuova strategia
Relativamente alla Formazione Professionale la
Provincia, da gestore ed erogatore unico dei servizi
formativi, deve diventare (attraverso confronto, programmazione, autorizzazione, finanziamento e controllo dell’efficacia) il soggetto che favorisce, regola e
orienta la crescita e lo sviluppo sul territorio dei servizi formativi stessi, in una ottica di sussidiarietà e di
aumento delle opportunità per tutta la collettività. La
intenzione è di contribuire a diffondere ed estendere
il concetto di “rete” dei servizi formativi che coinvolga, integri e raccordi, le Università, i Centri Formativi
pubblici e privati accreditati, le scuole e tutti gli altri
soggetti coinvolti nel settore.“Percorso di lavoro”
L’effettivo accesso all’apprendimento e alle opportunità di formazione ha una rilevanza strategica per le
persone, il cui continuo aggiornamento è indispensabile per fronteggiare i rapidi mutamenti dell’economia, in un mondo del lavoro che, inevitabilmente, passerà sempre più dal “lavoro fisso” al “percorso di lavoro”, che può svolgersi in settori diversi e con mansioni e tipologie contrattuali anche molto differenziate.
Nei momenti di transizione le persone devono poter
essere accompagnate da un sistema di servizi di riqualificazione, ricollocazione e sostegno al reddito con
una formazione che sia mirata e per gli obiettivi dipositivo incrocio tra domanda e offerta. Una formazione che sia continua non solo per i disoccupati, gli
inoccupati, gli svantaggiati ma anche per le aziende e
per i loro collaboratori e dipendenti.Corretto uso dei fondi
dinamismo, diversificazione, semplificazione, sburocratizzazione e informatizzazione, occorre preparare
le persone anche per affrontare il corrispondente cambiamento culturale. In un contesto generale sempre
più povero di risorse pubbliche, il settore della formazione, sostenuto dalle risorse europee, non manca di
fondi: vanno usati bene, in maniera utile, mirata ed
efficace.Opera di controllo
Per risolvere il problema della attendibilità dei fabbisogni formativi occorre mettere in campo strumenti
di controllo sull’operato dei soggetti che hanno il compito di analizzare i fabbisogni stessi, confrontando
analisi svolte a più livelli: regionale, provinciale e
camerale. Deve risultare sempre più evidente e controllato che la formazione venga attuata per le effettive esigenze dei beneficiari e non per logiche legate
alla specializzazione e ad esigenze degli Enti formativi. Formazione non per gli Enti formativi ma per creare professionalità.Cambiare in provincia
Il tradizionale sistema di formazione consolidato in
provincia va cambiato e rinnovato affinché migliori
l’effettiva capacità di incremento delle competenze,
l’utilità per il territorio e per l’impresa, l’efficacia, il
rapporto tra spesa e resa. Il sistema di istruzione e formazione deve adattarsi ai bisogni individuali e ai fabbisogni formativi e occupazionali espressi dal territorio, e rafforzare l’integrazione con il mercato del lavoro. Vanno pensati piani di ricollocazione per i cassaintegrati, progetti mirati di incrocio domanda/offerta a
occupazione garantita, per un nuovo approccio al
mercato del lavoro, non più di attesa.Flessibilità non è precarietà
Oggi flessibilità non deve significare precarietà. Il
lavoro va creato e cercato anche inventando nuove
frontiere e nuove strategie per incentivare la creazione di ditte, società e cooperative, momenti di cooperazione tra aziende, tra Enti e aziende ma anche tra lavoratori, tra disoccupati che possano mettersi insieme e
pensare alla creazione di opportunità di lavoro. La
Provincia deve finanziare il possibile e ciò che merita
di essere finanziato, incentivando correlazioni, sperimentando interventi nuovi e alternativi.Esempio di imprenditoria artigianaPAOLO RASCHIONIQuando la passione si trasforma in mestiere:
“ la fioriera dei monti Azzurri”
Quando si visitano
officine e botteghe
capita di trovare
veri tesori di tradizioni e competenze di cui gli stessi
artefici non sono
del tutto consapevoli. E capita di trovare la persona che
meno ti aspetti in
una falegnameria:
un ragazzo di 23
anni chino a levigare un pezzo di
legno. E’ Paolo
Raschioni, titolare de “La fioriera dei monti Azzurri”,
azienda artigiana che produce fioriere e soluzioni
d’arredo con tronchetti in legno di castagno lavorati
interamente a mano. Paolo non ha ereditato nessuna
azienda di famiglia, ha creato una impresa artigiana
dal niente, seguendo solo un’idea e l’idea è diventata
realtà. La storia di Paolo è un esempio per tutti i giovani che credono in qualcosa, che non si affidano alla
sorte per decidere il proprio futuro: semplicemente
lo sognano e con determinazione lo realizzano, perché non c’è potere più grande della volontà. Ogni traguardo è il risultato di passione e perseveranza, la
fortuna, se c’è, è quella che ti fa incontrare, durante il
cammino, persone che credono in te e decidono di
portare avanti insieme lo stesso progetto, anche
quando la scuola non incoraggia a seguire le proprie
inclinazioni. Paolo ha frequentato l’Istituto Statale
d’Arte “G.Cantalamessa” di Macerata e, terminata la
scuola, nessun professore, accertata l’evidenza del
talento di Paolo, ha pensato di segnalarlo a qualche
azienda o avviarlo a un corso di formazione. Ma questa è un’altra storia. Paolo ha scelto e ha saputo presentare in maniera nuova e convincente un mestiere
antico, quello del falegname, dove servono capacità
manuali, pazienza, precisione e soprattutto passione.
Passione per il legno che Paolo fin da bambino ha
potuto sperimentare realizzando, all’età di 13 anni,
un castello medievale alto tre metri, interamente in
legno. La singolarità de “La fioriera dei monti
Azzurri” sta nell’usare, per la realizzazione dei prodotti, non il comune legno di pino ma il castagno chevanta un maggior pregio e durata. Il legno viene dai
castagni dei monti Sibillini, dai boschi di Sarnano o
dalla zona della Salaria che va verso Ascoli, luoghi
dove il castagno cresce in abbondanza. Il merito maggiore è quello di usare non alberi disboscati bensì le
potature dei castagni, rami di varia grandezza che
altrimenti andrebbero macerati o bruciati. Prima
della richiesta di Paolo il legno di questi alberi veniva abbandonato o utilizzato solo per legna da ardere.
I boscaioli infatti commercializzano solamente i
tronchi di grosse dimensioni per l’edilizia. “La fioriera dei monti Azzurri” ha quindi incrementato il lavoro dei montanari, oggi divenuti esperti dei vari procedimenti di potatura idonei a soddisfare le esigenze di
Paolo. L’azienda è completamente eco-sostenibile
anche nell’impermeabilizzazione dei suoi prodotti:
per proteggere gli oggetti da fattori esterni, si fa uso
solo di sostanze naturali a differenza della maggior
parte delle produzioni seriali che, per l’impermeabilizzazione, subiscono trattamenti chimici come quello in autoclave che “uccidono” il legno. Precisa Paolo:
“Il legno è materia viva, che può venire attaccato dai
parassiti, si ammala e se i tronchi appoggiati al muro
non venissero spostati spesso dalle loro posizioni originarie rischierebbero di atrofizzarsi, come un uomo
che non cammina da tempo”. Il trattamento in autoclave, qui assolutamente bandito, rende l’oggetto in
legno come svuotato dalla sua materia, in altre parole diventa simile a un pezzo di plastica. Paolo spiega
la differenza tra una fioriera prodotta in serie e la fioriera da lui realizzata: “Usiamo il legno di castagno
mentre i prodotti in serie vengono fatti in pino quando va bene, altrimenti viene usato il truciolare. Poi c’è
la bellezza di possedere un oggetto unico, poiché
ogni pezzo è fatto interamente a mano in tutte le fasi
della lavorazione e il suo valore è accresciuto anche
dai piccoli difetti che sono lì per attestarne l’autenticità”. Viene da chiedersi come mai un’azienda così
virtuosa non abbia la meritata visibilità. “Non facciamo molta pubblicità – spiega Paolo – per mancanza
di tempo e perché mancano le risorse umane ed economiche per partecipare alle fiere, alle quali farebbe
seguito senza dubbio un notevole aumento della produzione”. L’impresa sta crescendo solo con il passaparola e con la partecipazione a una sola fiera: “La fiera
del verde” di Villa Potenza. In tutti i casi simili a questo, degli incentivi mirati da parte delle Istituzioni
non solo favorirebbero lo sviluppo di piccole aziende
artigiane come quella di Paolo ma incoraggerebbero
altri giovani ad aprire nuove imprese.
Nazzarena LuchettiLa nuova riforma del lavoro collegata alla Finanziaria del 2010COLLEGATO LAVOROCome cambia la gestione dei rapporti di lavoro e delle relative controversieLa nuova Riforma del Lavoro, o
“collegato lavoro”, relativo alla
Finanziaria 2010, contiene diverse
novità che ridisegnano per diversi
aspetti il quadro normativo di
numerosi istituti contrattuali e del
lavoro. Vengono perfezionate alcune regole in materia di accesso
ispettivo e potere di diffida.
Vengono riformati importanti istituti che disciplinano le controversie di lavoro come la conciliazione,
la certificazione e l’arbitrato. Le
modifiche riguardano anche le
disposizioni in materia di licenziamenti e cessazione dei rapporti di
lavoro. Cambia inoltre la disciplina sanzionatoria in materia di orario e vengono introdotte nuove
misure contro il lavoro sommerso.
Novità anche in materia di permessi, congedi e aspettative, certificati di malattia. Alcune modifiche riguardano poi la “legge Biagi”,
in particolare la disciplina dell’ap-prendistato che permetterà di
assolvere agli obblighi scolastici.
La nuova disciplina potenzia i controlli per evitare frodi contributive
e viene affrontato il problema
delle competenze in materia di
Ecco una sintesi delle principali
novità del Pacchetto Lavoro introdotto con la nuova riforma.
Articolo 1 - Revisione della disciplina in tema di lavori usuranti
che prevede norme di favore per i
lavoratori che hanno svolto lavori
Articolo 4 - Nuovo regime sanzionatorio per il lavoro sommerso.
Viene ridefinito il campo di applicazione della maxi-sanzione per
lavoro nero. Prevista una riduzione delle sanzioni per i soggetti
che, dopo aver usufruito di lavoroirregolare, abbiano successivamente regolarizzato il lavoratore
in tal modo impiegato.
Articolo 7 - Nuovo regime sanzionatorio per l’orario di lavoro. Le
novità riguardano le violazioni
relative alla durata massima dell’orario settimanale, il riposo settimanale, le ferie annuali, il riposo
Articolo 18 - Aspettativa. E’ prevista la possibilità per i dipendenti
pubblici di essere collocati in
aspettativa non retribuita per un
anno anche per avviare attività
professionali e imprenditoriali.
Articolo 23 - Riorganizzazione
Delega al Governo per congedi,
aspettativa e permessi spettanti
ai lavoratori dipendenti, sia del
settore pubblico che privato.Articolo 24 - Permessi per l’assistenza a portatori di handicap in
situazione di gravità e vengono
delineati i potenziali beneficiari
del permesso di tre giorni mensili
retribuiti.impugnazione del licenziamento
entro 60 giorni dalla sua comunicazione, ma nei successivi 180
giorni il lavoratore ha l’onere di
proporre ricorso davanti al giudice
del lavoro (altrimenti decade
l’azione).nare la disciplina degli ammortizzatori sociali, del servizio per l’impiego, incentivi all’occupazione,
all’apprendistato e all’occupazione
femminile.Articoli 33 - Il nuovo processo
ispettivo. Particolare attenzione
viene posta sul verbale ispettivo di
primo accesso che diventa determinante per la stesura del verbale
Articolo 25 - Certificati di malattia. A decorrere dal 1° gennaio
2010, è introdotto il sistema di trasmissione della documentazione
della malattia per via telematica.
Articolo 30 - Certificazione contratti di lavoro. Le modifiche
hanno l’intento di dare maggiore
slancio all’istituto di certificazione
dei contratti di lavoro per un corretto inquadramento del rapporto
con clausole compromissorie al
contratto di lavoro, al fine di evitare possibili liti future.
Articolo 31 - Le nuove procedure
di conciliazione e arbitrato.
Lavoratore e datore di lavoro, al
momento della stipula del contratto, possono decidere di affidare
eventuali controversie lavorative a
un arbitrato, invece che al giudice
Articolo 32 - L’impugnazione dei
licenziamenti perde di efficacia se
il ricorso non è depositato in tribunale, o non è comunicata alla controparte la richiesta di tentativo di
conciliazione o arbitrato, entro
180 giorni dalla data del deposito
del ricorso nella cancelleria, o dalla
comunicazione alla controparte
della richiesta di tentativo della
conciliazione. Resta fermo l’obbligo, per il lavoratore licenziato, diArticolo 35 - Indennizzi per cessazione di attività commerciale o
aziende in crisi.Articolo 36 - Interventi di formazione professionale per sostenere
il reddito dei lavoratori disoccupati o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.
Articolo 38 - Conciliazione monocratica. Il relativo verbale è dichiarato esecutivo con decreto dal giudice competente, su istanza della
parte interessata.Articolo 48 - Novità per le tipologie contrattuali di lavoro: ritorna
lo staff leasing, ovvero il contratto
di somministrazione. Apprendisti
a 15 anni. Sarà possibile assolvere
all’ultimo anno di obbligo di istruzione attraverso contratti di più
Articolo 50 - Altre novità riguardano le collaborazioni coordinate e
continuative. In caso di trasformazione del contratto a tempo
determinato in assunzione a
tempo indeterminato, il datore di
lavoro è tenuto solo a indennizza-Articolo 39 - Omesso versamento
delle ritenute previdenziali: reato
anche per il committente.
Articoli 40 – 45 - Disposizioni in
materia di contribuzione figurativa e per periodi di malattia.
Articolo 46 - Deleghe in materia
di riforma del welfare: il Governo,
entro trentasei mesi dalla entrata
in vigore della legge, dovrà revisio-re il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra
un minimo di 2,5 e un massimo di
6 mensilità di retribuzione.ATTIVI DUE BANDI PROVINCIALI
FONDI QUASI ESAURITILa Provincia ha in corso due Avvisi Pubblici tesi a sostenere e rilanciare l’occupazione: uno prevede agevolazioni finanziarie per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro “atipici”, l’altro per la creazione di
nuovi posti di lavoro. Fino a oggi sono state finanziate 25 domande
per il primo (134.904 euro) e 4 per il secondo (27.510 euro). Sono
ancora in istruttoria 13 domande, con i fondi Fse assegnati ai due progetti in via di esaurimento.POLTRONA FRAUECCELLENZA ITALIANA A SHANGHAI
La Poltrona Frau rappresenterà l’Italia all’Expo di Shanghai. Gli artigiani dell’azienda tolentinate sotto gli occhi dei visitatori produrranno 12 prodotti realizzandoli in tutte le loro fasi costruttive, dal taglio
dei pellami alla cucitura, dal rivestimento all’apposizione del marchio
a fuoco di Poltrona Frau.CALZATURE IN ASCESAPREVISTO UN + 8,9% PER IL 2011
Sprazzi di luce per i calzaturieri del settore fermano-maceratese.
Secondo uno studio congiunto di Banca Monte dei Paschi e di
Nomisma nel corso del 2010 la crescita dell’export sarà dello 0,3%, un
segnale modesto, comunque positivo in quanto si inverte un trend
negativo che aveva causato un calo del 20 % negli anni 2007 e 2008.
Meglio andrà nel 2011, quando è previsto un aumento delle vendite
all’estero dell’8,9%. Tra le novità nel mondo della calzatura c’è l’apertura a Pechino di una esposizione interamente dedicata ai prodotti
marchigiani.COOPERATIVA PIERUCCI
MIGLIOR CREDITO PER LE PMILa Cooperativa di garanzia Pierucci ha recentemente ottenuto l’iscrizione all’art. 107 del Testo Unico Bancario. Della circostanza beneficeranno le piccole e medie industrie associate alla cooperativa che
avranno un più facile accesso al credito e a tassi più competitivi.
Questo perché, secondo le norme emanate da “Basilea II”, le banche
avranno meno necessità di accantonare riserve a fronte degli impegni
economici assunti per l’erogazione dei finanziamenti.formaLavoro
Anno 2010, n° 7
Tribunale di Macerata n°491
Commerciale Business Macerata
Tipografia San GiuseppeDiffusione gratuita
il numero 0733.248314
Per gli ultimi aggiornamenti e per
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andrea.blarasin@provincia.mc.itRAPPORTO ALMALAUREASettore Formazione, Scuola
Tel. 0733.248840
Fax 0733.248331/5
Dirigente dott. Graziella Gattafoni
formazione@provincia.mc.itPiù della metà dei neolaureati, secondo il rapporto Almalaurea, per
prepararsi a un lavoro futuro scelgono di fare esperienza, durante gli
studi universitari, attraverso stage aziendali o tirocini professionali.
Chi sul curriculum segnala tali esperienze ha il 6% in più di possibilità di trovare un lavoro.Settore Politiche del Lavoro
Tel. 0733.248850
Dirigente dott. Antonella Garbuglia
lavoro@provincia.mc.itSTAGE E TIROCINIAll pages:12345678InfoSaveLikeShareDownloadMoreformalavoron7 Published on Dec 21, 2010 Nuovo Piano Provinciale per la Formazione Professionale e le Politiche del Lavoro E’sempre più importante per le diverse organizzazioni loca...See MoreandreablarasinFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

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