Source: https://www.slideshare.net/annatapessima/12-bonifica-varie
Timestamp: 2017-07-24 09:24:44+00:00

Document:
12 Bonifica Varie
3 Adr E Emergenze
Bonifiche: aspetti vari - schemi riassuntivi - differenze rispetto al 471 - procedure semplificate 2.
In sintesi: C<CSC Fonte: http://www.ecoserver.cima.unige.it 3.
CSC<C<CSR 4.
C>CSR 5.
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI Cambiamenti rispetto al 471 <ul><li>MODIFICHE CHE SODDISFANO LEGITTIME ESIGENZE DETTATE </li></ul><ul><li>DALL’ESPERIENZA PRATICA E IN SINTONIA CON </li></ul><ul><li>IL SISTEMA COMUNITARIO </li></ul><ul><li>Abbandono del criterio tabellare (CSC) </li></ul><ul><li>Introduzione dell’analisi di rischio sito specifica (CSR) </li></ul><ul><li>Più importanza agli interventi da adottare nell’immediato posti anche a carico del proprietario o gestore non responsabile </li></ul><ul><li>Più importanza alla comunicazione dell’evento da parte del responsabile la cui omissione viene sanzionata penalmente </li></ul><ul><li>Emersione del sommerso (anche le contaminazioni storiche possono far scattare la procedura d’urgenza) </li></ul><ul><li>Incentivazione degli accordi di programma </li></ul><ul><li>Maggiore impegno della P.A. nella ricerca del responsabile </li></ul><ul><li>Più tutela per il proprietario non colpevole (infruttuoso esperimento verso il colpevole e azione di rivalsa) </li></ul><ul><li>Disciplina transitoria per rimodulare gli interventi in corso </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI Cambiamenti rispetto al 471 <ul><li>MODIFICHE CHE POTREBBERO RISULTARE </li></ul><ul><li>IN CONTRASTO CON I PRINCIPI GENERALI DI DERIVAZIONE </li></ul><ul><li>COMUNITARIA </li></ul><ul><li>Gestione troppo agevolata della bonifica (M.S.O.) per i siti in attività </li></ul><ul><li>Reato legato al superamento dei soli VCSR </li></ul><ul><li>Anagrafe praticamente inutile </li></ul><ul><li>Poca importanza al ripristino ambientale </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI Cambiamenti rispetto al 471 <ul><li>OCCASIONI MANCATE </li></ul><ul><li>Ancora escluse le aree agricole </li></ul><ul><li>Mancata autorizzazione sostituiva per le opere connesse agli interventi di prevenzione e di messa in sicurezza d’emergenza </li></ul><ul><li>Mancata soluzione per la bonifica dei siti sottoposti a sequestro </li></ul><ul><li>Mancata disciplina dettagliata per le Conferenze dei siti di interesse nazionale </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 240 (1) <ul><li>DEFINIZIONI </li></ul><ul><li>Concentrazioni soglia di Contaminazione (CSC) </li></ul><ul><li>Concentrazioni soglia di Rischio (CSR) </li></ul><ul><li>Sito non contaminato </li></ul><ul><li>Sito con attività in esercizio </li></ul><ul><li>Sito dismesso </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 240 <ul><li>DEFINIZIONI </li></ul><ul><li>Misure di prevenzione </li></ul><ul><li>Misure di riparazione </li></ul><ul><li>Messa in sicurezza d’emergenza e condizioni di emergenza </li></ul><ul><li>Messa in sicurezza operativa </li></ul><ul><li>Messa in sicurezza permanente </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 240 (1) <ul><li>Aspetto controverso </li></ul><ul><li>La messa in sicurezza permanente va applicata </li></ul><ul><li>esclusivamente in caso di siti con attività </li></ul><ul><li>non in più in esercizio? </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 241 <ul><li>REGOLAMENTO AREE AGRICOLE </li></ul><ul><li>Permane l’esclusione dal sistema </li></ul><ul><li>(questa volta ‘consacrata’ in una norma specifica) </li></ul><ul><li>Rinvio al un DM </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 242 <ul><li>PROCEDURE OPERATIVE E AMMINISTRATIVE </li></ul><ul><li>Obbligo di adozione (24 h) </li></ul><ul><li>delle necessarie misure di prevenzione </li></ul><ul><li>e </li></ul><ul><li>obbligo di immediata comunicazione </li></ul><ul><li>La stessa procedura anche in caso di contaminazioni </li></ul><ul><li>storiche se potenzialmente pericolose </li></ul><ul><li>qualora ad individuare la contaminazione sia il proprietario </li></ul><ul><li>o il gestore il suo obbligo è contenuto nell’art. 245 </li></ul><ul><li>Indagine preliminare sui parametri pggetto dell’inquinamento </li></ul><ul><li>(ma per le contaminazione storiche si individuano caso per caso) </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 242 <ul><li>Aspetto controverso </li></ul><ul><li>E’ davvero possibile rispettare la tempistica per gli </li></ul><ul><li>interventi e le comunicazioni di cui </li></ul><ul><li>ai commi 1 e 2 dell’art. 242? </li></ul><ul><li>Ed invero entro 3 gg. si dovrebbe: </li></ul><ul><li>Effettuare la prima comunicazione; </li></ul><ul><li>Attuare le misure di riparazione </li></ul><ul><li>Compiere l’Indagine Ambientale Preliminare (con possibile estensione in caso di eventi pregressi) </li></ul><ul><li>Ottenere i risultati analitici </li></ul><ul><li>Se i CSC non sono superati, effettuare il ripristino </li></ul><ul><li>Comunicare con autocertificazione il mancato superamento dei CSR </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 242 (2) <ul><li>PROCEDURE OPERATIVE E AMMINISTRATIVE </li></ul><ul><li>Se a seguito dell’indagine preliminare emerge il </li></ul><ul><li>superamento di anche un solo valore di CSC </li></ul><ul><li>nuova IMMEDIATA comunicazione sulle misure di </li></ul><ul><li>prevenzione e sulla </li></ul><ul><li>messa in sicurezza d’emergenza </li></ul><ul><li>Dopo 30 gg. si presenta il </li></ul><ul><li>piano della caratterizzazione </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 242 (4) <ul><li>ASPETTO CONTROVERSO </li></ul><ul><li>L’autorizzazione costituisce assenso per tutte le opere </li></ul><ul><li>connesse alla caratterizzazione: </li></ul><ul><li>permane il problema legato alle autorizzazioni (scarichi ed </li></ul><ul><li>emissioni) per le opere connesse agli interventi di messa in </li></ul><ul><li>sicurezza d’emergenza </li></ul><ul><li>DEROGA PER LE BONIFICHE DI RIDOTTE DIMENSIONI </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 243 <ul><li>ACQUE DI FALDA </li></ul><ul><li>Ammesso lo scarico , con o senza previo utilizzo in cicli produttivi in esercizio nel sito stesso (quindi, forse, non necessariamente nella stessa azienda, il che rileva nel caso di siti di interesse nazionale) nel rispetto dei limiti di emissione per lo scarico in acque superficiali. </li></ul><ul><li>Possono essere scaricate in rete fognaria? Se sì – come sembra corretto – con quali limiti? Quelli dettati dal gestore o (sempre e comunque) quelli per lo scarico in acque superficiali </li></ul><ul><li>Ammessa la reimmissione previo trattamento </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 245 <ul><li>OBBLIGHI DI INTEREVENTO E DI NOTIFICA DA PARTE DEI SOGGETTI NON </li></ul><ul><li>RESPONSABILI DELLA CONTAMINAZIONE </li></ul><ul><li>Le procedure POSSONO essere attivate dal </li></ul><ul><li>PROPRIETARIO o ALTRO SOGGETTO INTERESSATO; </li></ul><ul><li>costoro possono anche intervenire in qualunque momento </li></ul><ul><li>per realizzare gli interventi </li></ul><ul><li>Ad ogni modo il PROPRIETARIO o il GESTORE che rilevi il </li></ul><ul><li>superamento deve darne comunicazione alle autorità competenti ed </li></ul><ul><li>attuare le sole misure di prevenzione . </li></ul><ul><li>A questo punto la Provincia si attiva </li></ul><ul><li>per individuare, assieme al Comune, il responsabile </li></ul><ul><li>In caso di attivazione da parte del proprietario o altro soggetto </li></ul><ul><li>interessato la tempistica potrà essere </li></ul><ul><li>ridefinita con la Regione caso per caso </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 245 <ul><li>OBBLIGO ANCHE PER IL PROPRIETARIO NON </li></ul><ul><li>RESPONSABILE DI ATTUARE LE MISURE DI PREVENZIONE </li></ul><ul><li>È in linea con l’orientamento più recente del Consiglio di </li></ul><ul><li>Stato che ha posto l’accento sulla materiale </li></ul><ul><li>disponibilità dell’area connessa alla effettiva possibilità (e </li></ul><ul><li>quindi obbligo ) di attivare le m.i.s.e. </li></ul><ul><li>Consiglio di Stato 16.11.05 n. 6406 e 02.04.2003 n. 1678 </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 246 <ul><li>ACCORDI DI PROGRAMMA </li></ul><ul><li>CHI PROCEDE CON LA BONIFICA PUO’ DEFINIRE MODALITA’ E </li></ul><ul><li>TEMPI MEDIANTE UN ACCORDO DI PROGRAMMA DA </li></ul><ul><li>SOTTOSCRIVERE ENTRO SEI MESI DALL’APPROVAZIONE DEL </li></ul><ul><li>DOCUMENTO DI ANALISI DI RISCHIO </li></ul><ul><li>12 MESI SE SI TRATTA DI SITI CHE INTERESSANO IL </li></ul><ul><li>TERRITORIO DI PIU’ REGIONI </li></ul><ul><li>18 MESI SE SI TRATTA DI SOGGETTI CHE HANNO PIU’ SITI </li></ul><ul><li>DISLOCATI NEL TERRITORIO NAZIONALE </li></ul><ul><li>18 MESI SE SI TRATTA DI PIU’ SOGGETTI INSEDIATI ALL’INTERNO DELLO STESSO SITO DI INTERESSE </li></ul><ul><li>NAZIONALE </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 247 <ul><li>Aspetti di rilevanza penale </li></ul><ul><li>CONFERMATO IL REATO DI OMESSA BONIFICA … </li></ul><ul><li>ma solo se sono superati i VCSR </li></ul><ul><li>E’ SANZIONATA ANCHE L’OMESSA </li></ul><ul><li>COMUNICAZIONE DI CUI ALL’ART. 242 (solo quella del primo </li></ul><ul><li>comma o anche quella del terzo?) </li></ul><ul><li>SI POTRA’ PRESENTARE </li></ul><ul><li>DOMANDA DI OBLAZIONE </li></ul><ul><li>Torna importante il tema dell’obbligo a carico del </li></ul><ul><li>proprietario non colpevole : sembra che la sanzione non lo </li></ul><ul><li>riguardi poiché il suo obbligo è contenuto nell’art. 245 (che però </li></ul><ul><li>richiama, quanto al solo procedimento, l’art. 242) </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 248 <ul><li>CONTROLLI </li></ul><ul><li>Obbligo di trasmettere tutta la documentazione a Provincia ed ARPA </li></ul><ul><li>La CERTIFICAZIONE compete alla Provincia che la rilascia sulla base di una relazione tecnica predisposta dall’ARPA </li></ul><ul><li>Con la certificazione si ha lo svincolo delle </li></ul><ul><li>garanzie finanziarie </li></ul>
Titolo V BONIFICA DEI SITI CONTAMINATI art. 250 <ul><li>BONIFICA DA PARTE </li></ul><ul><li>DELL’AMMINISTRAZIONE </li></ul><ul><li>E’ previsto l’obbligo per il Comune di </li></ul><ul><li>realizzare d’ufficio gli interventi, </li></ul><ul><li>avvalendosi di soggetti pubblici o privati </li></ul><ul><li>da selezionare </li></ul><ul><li>con procedure ad evidenza pubblica </li></ul><ul><li>(che però non sono state richiamate nell’art. </li></ul><ul><li>252 per i siti di interesse nazionale) </li></ul><ul><li>Esigenza di coordinamento con l’art. 244 </li></ul><ul><li>( interventi che risultassero necessari) </li></ul>
Procedure semplificate <ul><li>Tra le innovazioni introdotte dal D.Lgs. n. 152/06, merita di essere approfondita la nuova disciplina delle “procedure semplificate” di bonifica, prevista e regolata dall’art. 249 del T.U. </li></ul><ul><li>In precedenza, l’art. 13 del D.M. 471 prevedeva già una procedura semplificata (che non richiedeva preventiva autorizzazione) per gli interventi di bonifica e ripristino ambientale meno rilevanti. </li></ul>
Bonifiche:procedure semplificate <ul><li>Tale articolo, tuttavia, disponeva che fossero le regioni a dover individuare e regolamentare nel dettaglio gli interventi “minori” e, quindi, la norma nazionale si limitava a fissare alcuni criteri indicativi. </li></ul>
Bonifiche. Procedure semplificate <ul><li>In particolare, gli interventi di bonifica sottoposti ad disciplina semplificata dovevano riferirsi a contaminazioni non superiori a 100 metri cubi di terreno, che fossero pienamente recuperabili e i cui interventi non fossero soggetti a VIA. </li></ul>
Bonifiche. Procedure semplificate <ul><li>Soddisfatte tali condizioni, il privato poteva limitarsi a presentare un progetto di bonifica 60 giorni prima dell’inizio dei lavori. </li></ul><ul><li>Entro tale termine, il comune avrebbe potuto richiedere integrazioni, prescrizioni o bloccare l’intervento. </li></ul><ul><li>Trascorsi i 60 giorni, invece, diveniva possibile iniziare i lavori. </li></ul>
Bonifiche. Procedure semplificate <ul><li>La semplificazione, dunque, consisteva nel fatto che non era necessario ottenere alcuna autorizzazione espressa per poter iniziare i lavori di bonifica. </li></ul><ul><li>Il meccanismo studiato dal legislatore, previo recepimento da parte delle regioni, era, in sostanza, quello della DIA (denuncia di inizio attività). </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>Il D.Lgs. n. 152/06, pur mantenendo una disposizione dedicata alle procedure semplificate, stravolge la precedente disciplina. </li></ul><ul><li>L’art. 249, infatti, regola direttamente e in modo innovativo la procedura semplificata, sottraendo alla regione il compito di dare applicazione alla normativa nazionale. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>A dire il vero, tale articolo non contiene alcuna disciplina sostanziale, bensì si limita a richiamare l’Allegato 4 alla parte quarta del D.Lgs. 152/06 che regolamenta nel dettaglio la bonifica dei siti di ridotte dimensioni. </li></ul><ul><li>La prima parte dell’allegato stabilisce che la procedura semplificata sia applicabile ai siti di ridotte dimensioni, quali distributori di carburante, o a potenziali </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>La prima parte dell’allegato stabilisce che la procedura semplificata sia applicabile ai siti di ridotte dimensioni, quali distributori di carburante, o a potenziali contaminazioni accidentali che interessino aree circoscritte di superficie non superiore a 1000 mq. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>Entro 30 giorni dall'accertamento della contaminazione, è possibile effettuare una messa in sicurezza d'emergenza ripristinando il rispetto delle CSC. </li></ul><ul><li>Qualora nei trenta giorni, questo non avvenga, la ditta è tenuta a presentare un progetto operativo di bonifica. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>Ne consegue che una ditta non è legittimata ad intervenire senza autorizzazione, trascorsi 30 giorni dall'evento. </li></ul><ul><li>Un progetto operativo di bonifica va comunque presentato, in presenza di una contaminazione delle acque di falda come stabilito dall'Allegato 4 al titolo V della Parte quarta al D.Lgs. 152/2006. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>L'art. 249 e l'allegato IV tuttavia riconducono alle procedure semplificate anche tutti i siti di piccole dimensioni o gli eventi accidentali all'interno di aree più grandi che siano di dimensioni inferiori ai 1000 mq ( o almeno questa è l'interpretazione prevalente ). </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>Riguardo a “contaminazioni storiche” possono verificarsi i seguenti casi: </li></ul><ul><li>1. Siti storici che risultano inferiori ai 1000 mq; </li></ul><ul><li>2. Siti più grandi che, in seguito a piano di investigazione o caratterizzazione, rivelino il rispetto dei limiti, ad eccezione di una porzione di area inferiore ai 1000 mq, sulla quale è necessario effettuare un intervento di bonifica. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>In queste situazioni non è ammessa la messa in sicurezza d'emergenza nei 30 giorni, in quanto l'evento è accaduto da tempo. Per il resto è comunque necessario precisare le differenze fra le due situazioni: </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>1) La norma ammette che venga eseguito un piano di caratterizzazione, senza preventiva approvazione e condivisione con gli Enti. Il percorso non condiviso tuttavia può portare che in sede di sopralluogo, ARPAV trovi ulteriori sorgenti, magari non contemplate dai progettisti. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>2) E’ necessario che il piano di caratterizzazione sia approvato dal comune ed è necessario che venga presentato un progetto operativo di bonifica. In questa sede Il comune, dietro parere degli enti (ARPAV soprattutto) approva il perimetro del sito sottoposto a bonifica e quindi eventualmente conferma se è superiore o inferiore ai 1000 mq. </li></ul>
Bonifiche. Procedure semplificate <ul><li>Se invece l'inquinamento riguarda anche le acque di falda è obbligatoria la presentazione di un progetto di bonifica. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate 51.
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>La scelta dell'art. 249 di riferirsi alla superficie dell’area di intervento, invece che al volume di terreno contaminato, amplia notevolmente i casi di interesse. </li></ul><ul><li>Un’area di 1000 mq, con ogni probabilità, può corrispondere a contaminazioni anche superiori a 100 mc di terreno. </li></ul>
Bonifiche: procedure semplificate <ul><li>Inoltre mentre è difficile verificare a priori se una contaminazione riguardi più o meno 100 mc di terreno (è, infatti, necessario non solo verificare la superficie del sito contaminato, ma anche la profondità della contaminazione), è sicuramente più agevole limitarsi a perimetrare l’area di interesse, calcolandone la metratura. </li></ul>
Serbatoi interrati <ul><li>Un serbatoio di cui il detentore decide di disfarsi, a prescindere dalle motivazioni viene a configurarsi a tutti gli effetti come rifiuto (art. 183 comma 1 lettera a del D.Lgs. 152/2006) e in quanto tale non può essere lasciato nel suolo o sottosuolo, ma deve essere rimosso e inviato a smaltimento. </li></ul>
Aziende che effettuano MISE <ul><li>Le ditte che effettuano le misure di prevenzione, di cui all’art. 239 del D.Lgs. 152/2006, ovvero le operazioni di messa in sicurezza d’urgenza prevista dalle procedure semplificate, di cui all’allegato IV della parte IV titolo V del D.Lgs. 152/2006, devono essere iscritte alla categoria 9 dell’Albo gestori ambientali. </li></ul>
Bonifiche: garanzie finanziarie <ul><li>Nel caso in cui il progetto di bonifica comprenda l’autorizzazione alla gestione dei rifiuti va prevista specifica fideiussione. </li></ul><ul><li>La fideiussione versata alla Provincia ai sensi dell’art. 28 serve per garantire che la ditta effettui il ripristino dell’area dopo la chiusura dell’impianto, ovvero per garantire quelle operazioni che un progetto di bonifica ha come principali finalità. </li></ul>
2 fisiologia della visione
1 fisica della luce
19 dissipazione del calore nei led

References: art. 240
 art. 240
 art. 240
 art. 241
 art. 242
 art. 242
 art. 242
 art. 242
 art. 243
 art. 245
 art. 245
 art. 246
 art. 247
 art. 248
 art. 250