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Timestamp: 2019-12-07 14:11:24+00:00

Document:
Commercio - Panificazione: CCNL, 23 aprile 1980
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Data firma: 23 aprile 1980
Validità: 01.05.1980 - 31.12.1982
Parti: Federazione italiana panificatori, panificatori-pasticceri e affini, Sindacato nazionale panificatori e Filia (Filziat-Cgil, Fulpia-Cisl, Uilias-Uil)
Settori: Commercio, Panificazione
Informazioni e confronto
Art. 6 - Composizione delle squadre nella panificazione
Art. 7 - Disciplina dei turnisti panettieri
Art. 8 - Trattamento economico
Art. 9 - Trattamento economico per i minori - Personale retribuito a provvigioni
Art. 10 - Panifici industriali
Art. 11 - Indennità di contingenza
Art. 13 - Lavoro straordinario, notturno, festivo e domenicale
Art. 14 - Mancanza di energia elettrica
Art. 17 - Festività nazionali ed infrasettimanali
Art. 18 - Tredicesima mensilità
Art. 19 - Quattordicesima mensilità
Art. 20 - Trattamento di malattia, di infortunio e di assicurazioni sociali
Art. 21 - Casse mutue per l’integrazione del trattamento economico in caso di malattia e infortunio
Art. 22 - Gravidanza e puerperio
Art. 23 - Disciplina del lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti Art. 24 - Chiamata alle armi
Art. 25 - Richiamo alle armi
Art. 26 - Assenze
Art. 27 - Preavviso per licenziamento
Art. 28 - Indennità di anzianità
Art. 29 - Diritti e doveri
Art. 30 - Sanzioni disciplinari
Art. 31 - Trapasso di azienda
Art. 32 - Indumenti di lavoro
Art. 33 - Permessi sindacali
Art. 34 - Aspettative per cariche sindacali e pubbliche elettive
Art. 35 - Distribuzione di materiale sindacale e contatti con i lavoratori
Art. 36 - Contributi sindacali
Art. 37 - Disciplina del lavoro in panificazione nei giorni precedenti la chiusura degli esercizi
Art. 38 - Stipulazione contratti integrativi
Art. 39 - Reclami e controversie
Art. 40 - Condizioni di miglior favore
Art. 41 - Decorrenza e durata
Allegato 1 - Aumento contrattuale
Allegato 2 - Una tantum
Allegato 3 - Contributo sindacale straordinario
Allegato 4 - Attuazione art. 36 del contratto
Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale comunque dipendente da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari
Addì 23 aprile 1980, tra la Federazione italiana panificatori, panificatori-pasticceri e affini e la Federazione italiana lavoratori industrie alimentari Filia (Filziat-Cgil, Fulpia-Cisl, Uilias-Uil)
Addì 23 aprile 1980, tra il Sindacato nazionale panificatori aderente alla Fiesa-Confesercenti
e la Federazione italiana lavoratori industrie alimentari si è stipulato l’allegato contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale comunque dipendente da imprese di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari, costituito da 41 articoli e 4 allegati i quali letti ed approvati sono stati sottoscritti dai rappresentanti in premessa delle Organizzazioni stipulanti.
Le parti contraenti concordano sull’opportunità di reciproche informazioni riguardanti le strutture, i metodi di lavoro e l’occupazione nel settore.
Ferme restando l’autonomia di iniziativa delle imprese e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Associazioni sindacali, le Organizzazioni contraenti si scambieranno, di norma annualmente, nel primo quadrimestre a livello nazionale e territoriale (regionale e/o provinciale) informazioni globali sulle condizioni del settore e sul suo stato produttivo-commerciale ed occupazionale, con particolare riferimento ai seguenti argomenti:
1) conseguimento di una più qualificata espressione della panificazione italiana, in termini di professionalità degli addetti e di qualità e genuinità del pane; esame e verifica delle strutture produttive e commerciali e delle caratteristiche di naturalità e di pregio delle materie prime e dei prodotti finiti, anche ai fini della tutela occupazionale e della salute nel settore;
2) informazioni ai fini di garantire il pieno rispetto delle norme e dei regolamenti di disciplina produttiva e commerciale nel settore, contro qualsiasi forma di abusivismo;
3) informazioni sul numero delle aziende, sulle loro variazioni, sulle loro tipologie, in rapporto anche alle forze di lavoro del settore ed esame delle condizioni strutturali delle medesime;
4) realizzazioni di razionali ambienti di lavoro, nonché di tutele igienico sanitarie;
5) iniziative tese a favorire la formazione, la qualificazione e la riqualificazione professionale dei lavoratori del settore;
6) misure di tutela dell’orario di inizio del lavoro in sede produttiva per garantire nello spirito delle leggi il pieno rispetto dei precetti di divieto del lavoro notturno e domenicale, con ferma opposizione a qualsiasi forma di deroga non giustificata da conforme e motivato parere delle organizzazioni sindacali del settore;
7) studio delle possibilità di realizzo, anche a titolo sperimentale, di un diverso orario di inizio della produzione che tenda a valorizzare sotto l’aspetto umano il lavoro della panificazione e a favorire l’incentivazione occupazionale della stessa;
8) esame della necessaria interdipendenza tra orario di inizio della produzione e orari commerciali per un loro razionale coordinamento ai fini della tutela delle rispettive esigenze, e conseguentemente del lavoro nell’ambito delle imprese, considerando che il prevalente interesse del consumatore nei confronti di un prodotto essenziale quale il pane richiede condizioni di disciplina di orari di vendita specifiche per il settore;
9) esame della situazione in materia di collocamento allo scopo di favorire nelle imprese l’inserimento di lavoratori e di lavoratrici con tutela di parificazione in termini di diritti e di prestazioni, avendo anche riguardo all’incentivazione dell’assunzione di giovani e al soddisfacimento di esigenze specifiche riguardanti i turnisti;
10) programmi a carattere generale di investimenti nel settore con esame delle conseguenze occupazionali che ne possono derivare.
In relazione a queste informazioni e verifiche, a richiesta di una delle parti, seguirà un confronto sulle materie oggetto delle informazioni stesse.
Il presente contratto nazionale disciplina il rapporto di lavoro del personale comunque dipendente da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari, annessi o comunque collegati al laboratorio di panificazione con il quale debbono, tuttavia, avere titolarità comune o ristretta nell’ambito dei gradi di parentela o di affinità previsti per l’impresa familiare, qualunque sia il sistema produttivo, l’orientamento e l’inquadramento delle aziende: artigiane, commerciali, industriali e cooperative.
All’atto dell’assunzione il dipendente è tenuto a consegnare i seguenti documenti:
c) libretto sanitario o documento equivalente;
Le parti si richiamano alle norme di legge. L’apprendistato ha la durata massima di anni 3 e la durata minima di anni 2.
L’apprendista deve essere unicamente adibito a coadiuvare la produzione o la vendita e i lavori interni ausiliari dell’azienda.
Il numero degli apprendisti nei panifici industriali è fissato nei contratti integrativi.
Per gli apprendisti in possesso di certificato di promozione da parte in una scuola professionale, il periodo di apprendistato viene ridotto di un terzo.
Ai fini dell’apprendistato, vale anche il tirocinio effettuato dai giovani presso altra azienda del settore.
Salvo quanto disposto per i panifici industriali, le squadre di lavorazione devono essere organicamente composte - per qualità e numero di lavoratori - in base alle esigenze tecniche della produzione del pane. Comunque in ogni panificio, qualunque sia l’entità della produzione, deve esistere un operaio specializzato.
Qualora la produzione non sia tale da richiedere la presenza di un secondo operaio specializzato, l’infornatore o l’impastatore può essere coadiuvato da un operaio qualificato.
È implicito che per operaio specializzato o qualificato deve intendersi anche il datore di lavoro o suo familiare, quando questi partecipi, in via normale e continuativa, alla produzione con le mansioni proprie della qualifica che ha assunto.
La squadra di lavorazione deve intendersi un tutto organico per cui ogni componente deve essere capace di svolgere le operazioni di produzione inerenti alla sua classifica, e, poiché le varie operazioni di produzione del pane sono strettamente connesse fra di loro e coinvolgono quindi unitariamente il lavoro di tutti i componenti la squadra, questi hanno l’obbligo di dispiegare una vicendevole collaborazione agli effetti della continuità del lavoro e della migliore qualità del pane.
Entro il 30 settembre sarà definito il trattamento economico e normativo nonché la sfera di applicazione per i lavoratori dei forni industriali tenendo presente la realtà contrattuale del settore alimentare.
A tal fine viene costituito un gruppo di lavoro tecnico che dovrà predisporre il materiale per concretizzare la definizione del trattamento economico e normativo di cui sopra.
Ai soli fini contrattuali l’orario settimanale di lavoro in base a 6 giornate lavorative, è fissato in 40 ore.
Nell’azienda dovrà essere affissa in modo ben visibile la tabella normativa con l’indicazione dell’orario di lavoro del personale e del riposo settimanale.
Per la pratica attuazione dell’orario di lavoro di cui al primo comma del presente articolo, nei contratti integrativi saranno stabiliti i sistemi per far fruire ad ogni dipendente non addetto alla produzione riposi compensativi nel corso della settimana, oltre al normale giorno di riposo settimanale, in base ad accordi a livello di azienda, tenute presenti le esigenze e gli orari di apertura al pubblico di quest' ultima.
Ai fini legali il lavoro straordinario è quello eseguito oltre le 8 ore giornaliere e le 48 ore settimanali. Esso potrà essere consentito solo in caso di comprovata necessità per un massimo di due ore al giorno.
Le ferie sono irrinunciabili ed ogni patto contrario è nullo.
Il dipendente deve essere assicurato secondo le norme di legge nei confronti:
Art. 23 - Disciplina del lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti
L’assunzione al lavoro e le condizioni di lavoro da applicarsi alle donne, ai fanciulli ed agli adolescenti sono disciplinate dalle relative disposizioni di legge (legge 9-12-1977, n. 903 e legge 17-10-1967, n. 977).
Ai sensi dell’art. 1 della legge 17-10-1967, n. 977 ed agli effetti della stessa, per fanciulli si intendono i minori che non abbiano compiuto i 15 anni di età, per adolescenti si intendono i minori di età compresa tra i 15 e i 17 anni compiuti.
Ai sensi dell’art. 3 della succitata legge, l’età minima per l’ammissione al lavoro, anche degli apprendisti, è fissata a 15 anni compiuti, salvo quanto stabilito nell’art. 5 della stessa legge.
Circa i limiti entro i quali, i fanciulli, gli adolescenti e le donne possono essere adibiti al sollevamento ed al trasporto dei pesi, si fa richiamo alle norme di legge.
Il personale dipende dal datore di lavoro, o da chi ne fa le veci, che regola, distribuisce ed assegna il lavoro.
Il lavoratore deve osservare le disposizioni del datore di lavoro o di chi ne fa le veci e conservare rapporti di cordialità con i compagni di lavoro.
Deve osservare l’orario di lavoro ed avere la massima cura per la conservazione e la pulizia delle macchine, degli utensili e di quanto gli viene affidato per l’adempimento del suo lavoro.
Dovrà attenersi alle disposizioni di legge o di regolamenti annonari, igienici e sanitari in quanto portati a sua conoscenza.
È vietato fumare sul luogo di lavoro.
Il lavoratore risponderà delle perdite e degli eventuali danni che siano imputabili a sua colpa o dolo.
Fermo restando quanto previsto dalla legge 20-5-1970, n. 300, le infrazioni al presente contratto od alle altre norme interne di lavoro possono essere punite:
1) con il rimprovero verbale o scritto;
2) con la multa fino al massimo di un terzo della paga giornaliera;
3) con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo massimo di due giorni;
4) con il licenziamento senza preavviso, ma con indennità.
La multa potrà essere inflitta al lavoratore che:
a) ritardi nell’inizio del lavoro senza giustificato motivo, lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza autorizzazione;
b) abbandoni senza permesso o senza giustificato motivo il proprio posto di lavoro;
c) commetta ogni altra mancanza contraria alla disciplina e all’igiene;
d) fumi sul luogo di lavoro.
La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione potrà essere inflitta per i seguenti motivi:
a) sia recidivo nella stessa mancanza punita per due volte con multa nei sei mesi precedenti;
c) dia disposizioni contrarie o agisca in contrario, senza giustificato motivo, a quanto stabilito dal datore di lavoro;
d) si presenti al lavoro in stato di ubriachezza manifesta.
Il licenziamento senza preavviso, ma con le altre indennità, potrà essere inflitto per i seguenti motivi:
b) recidiva in mancanze punite con la sospensione nei sei mesi precedenti;
d) rissa o vie di fatto verso i compagni o dipendenti di lavoro;
e) insubordinazione accompagnata con atti delittuosi verso il datore di lavoro;
f) furto, frode, falso o danneggiamento volontario al materiale dell’azienda.
- operai panettieri:
2 paia di calzoni (uno lungo e uno corto);
2 canottiere di lana;
1 grembiule;
- altro personale:
2 giacche o due camici o due tute, a seconda dell’attività svolta.
Fermo restando quanto previsto dalla legge 20-5-1970, n. 300, le Organizzazioni dei panificatori ed i Sindacati dei lavoratori in sede locale concorderanno le modalità per consentire ai dirigenti sindacali di avere contatti con i lavoratori e di distribuire il materiale sindacale, il tutto subordinatamente alle necessità dell’azienda e senza intralcio per l’attività di quest' ultima.
Salvo quanto previsto per il trattamento economico secondo i nuovi criteri del presente contratto, il lavoro svolto in panificazione nei giorni precedenti la chiusura degli esercizi, deve essere considerato, a tutti gli effetti, come altra giornata di lavoro, e pertanto, al fine di far riposare i lavoratori fissi per due giornate intere nella settimana, si dovrà procedere ugualmente all’adozione del riposo settimanale ed alla conseguente sostituzione dell’operaio fisso con il turnista.
Nelle province dove si verifichi una grave indisponibilità di mano d’opera le Organizzazioni provinciali di categoria possono concordare la non adozione della seconda giornata di riposo settimanale.
I relativi accordi dovranno essere sottoposti all’approvazione delle Organizzazioni nazionali stipulanti il presente Contratto collettivo nazionale dei lavoratori.
Allo scopo di non creare disagi alla panificazione per l’interdipendenza che si ha fra comune e comune e fra provincia e provincia, le parti si impegnano a negare ogni possibilità di deroga alla chiusura domenicale degli esercizi che non sia fondata su motivi strettamente aderenti alle norme di legge, e non trovi consenzienti tanto la parte rappresentante i lavoratori quanto la parte rappresentante i datori di lavoro.
La produzione anticipata di pane non può superare quella afferente alle esigenze di consumo di due giorni. Del pari non si ritengono possibili più prestazioni di doppie panificazioni nel corso della stessa settimana, comunque a carattere continuativo. Pertanto le parti escludono panificazioni eccedenti tali limiti ed assumono impegno di contestare collegialmente nelle adeguate sedi, oltre che sul piano sindacale, possibili iniziative e provvedimenti legislativi e regolamentari, a qualsiasi livello, che vogliano obbligare i lavoratori dipendenti ed autonomi a prestazioni non sopportabili e comunque non consone ai principi generali della disciplina del lavoro.
Entro 6 mesi dalla firma del presente contratto, in ogni provincia o regione dovranno essere stipulati i contratti provinciali o regionali integrativi per regolamentare quanto ad essi è demandato per competenza dal presente contratto, tenendo conto delle esigenze e degli usi locali.
Per l’esame e la risoluzione di tutte le controversie inerenti l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto e dei contratti integrativi le parti convengono che, prima di adire le vie giudiziarie, dovrà in ogni caso essere tentata la conciliazione tramite le Organizzazioni di categoria.

References: Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23
 Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41
 art. 36

Art. 23