Source: https://fiscomania.com/triangolazioni-iva-intra-comunitarie/?amp
Timestamp: 2019-07-20 00:44:47+00:00

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Triangolazioni Iva Intra/Extracomunitarie: casi pratici – Fiscomania
Uno degli aspetti più critici, ma anche di maggiore interesse nell’ambito dell’Imposta sul valore aggiunto riguarda le c.d. triangolazioni IVA.
Si tratta di operazioni che hanno a che vedere con tre soggetti diversi. Uno dei quali può essere un soggetto residente in un Paese UE (triangolazioni Iva comunitarie), o in un Paese Extra-UE (triangolazioni Iva Extracomunitarie).
Per poter dar luogo ad una triangolazione IVA comunitaria il presupposto indispensabile è che tutti e tre gli operatori siano soggetti passivi IVA e iscritti al Vies.
Si chiama cessione intracomunitaria la cessione di un bene da un Paese UE ad altro Paese UE.
si chiama esportazione (o importazione) la cessione di un bene da un paese UE ad un paese Extra-UE (o viceversa nel caso di importazione).
Di seguito chiameremo IT1 l’operatore (cliente o fornitore) italiano.
Gli altri operatori europei o extraeuropei sono identificati, ad esempio, come GER1 (operatore tedesco), FR1 (operatore francese), Svizzera1 (operatore svizzero), UE1 (un qualsiasi operatore UE), ExtraUE1 (un soggetto passivo extraUE), ecc.
La triangolazione è utile in quanto consente la non imponibilità IVA delle due cessioni:
Articolo 58, comma 1 DL n 331/93, articolo 41, comma 1, lettera a) DL n 331/93, nel caso di operazioni intracomunitarie
Articolo 8, comma 1, lettera a) DPR n 633/72 nel caso di esportazioni.
Il trasporto deve risultare effettuato a cura o a nome del primo soggetto (A), anche per incarico del promotore della triangolazione (B). Tuttavia, se il primo cedente A trasporta i beni a GER1 per conto del promotore B, A può venire a conoscenza dei prezzi e del nome del cliente di B, cosa che B vorrebbe evitare.
Per evitare questo B può incaricare un vettore terzo di effettuare il trasporto (es. un corriere).
Attenzione!: deve risultare che il trasporto sia stato effettuato, se non a nome, almeno a cura di A.
Può essere sufficiente provare ciò con una lettera, un fax in cui A incarica il vettore del trasporto in Germania, poi B preciserà il luogo esatto. Il promotore può anche, per mantenere la segretezza commerciale, far sì che il vettore italiano consegni i beni in Germania ad un vettore tedesco di sua fiducia.
L’articolo 13, comma 1, Legge n 413/91 ha precisato che non importa che la fattura del trasporto dei beni all’estero sia emessa al primo cedente (A) ovvero al secondo cedente (B).
La cosa importante è che il primo cedente dimostri di essersene occupato, magari con una lettera o un fax indirizzati al vettore.
Inoltre, secondo la Risoluzione n. 35/E/2010, B può anche stipulare direttamente col vettore il contratto di trasporto e ricevere e pagare la sua fattura, purché lo faccia su mandato ed in nome di A.
Facendo un esempio, nel caso in cui IT1 venda a IT2 che vende a FR1, con la merce che va da IT1 a FR1, IT1 deve avere un primo visto dell’ufficio doganale interno sulla fattura emessa nei confronti di IT2.
Questo con gli estremi del DAU emesso, oltre a copia del DAU col timbro “Visto uscire” apposto dalla dogana di uscita e dalla copia del documento doganale che attesti l’uscita del bene dalla UE.
IT2 deve provare l’esportazione con la dichiarazione doganale DAU col timbro “Visto uscire“.
Al posto del DAU oggi ci sono procedure doganali telematiche, chiamate ECS (Export Control System) e per il promotore della triangolazione (IT2) la prova dell’esportazione è costituita dal messaggio che la Dogana di uscita invia alla Dogana di esportazione.
MOMENTO DI FATTURAZIONE NELLE TRIANGOLAZIONI
E’ importante individuare il momento in cui la cessione intracomunitaria di beni si considera effettuata perché è da tale momento scattano gli obblighi.
In particolare mi riferisco agli obblighi di fatturazione, registrazione della fattura e redazione del modello Intrastat.
Normalmente è il momento di inizio del trasporto o della spedizione all’acquirente o a terzi per suo conto dal territorio dello Stato UE di partenza.
Quindi un acquisto intra partito dalla Spagna il 20 giugno e arrivato in Italia il 1 luglio è un acquisto intracomunitario relativo al mese di giugno.
Per le cessioni effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad un mese, il momento è al termine di ciascun mese solare.
Per le cessioni con effetti traslativi differiti (es.: beni in c/visione), è il momento in cui si producono gli effetti traslativi o costitutivi e comunque dopo un anno dalla consegna. E’ ricordarsi di effettuare le annotazioni nel Registro articolo 50 DL n 331/93.
Si precisa che la fornitura di un bene con posa in opera (montaggio, assiemaggio, collaudo) è sempre considerata cessione di bene. Questosempre che il servizio svolto non sia preponderante rispetto al valore del bene.
In caso di presentazione di un modello Intrastat con dati incompleti o inesatti, le modalità di rettifica e ravvedimento variano.
Questo in relazione alla natura della violazione o della circostanza che la stessa interessi la comunicazione relativa alle cessioni ed acquisti di beni o quella riguardante i servizi resi o ricevuti.
La sanzione applicabile per l’irregolare presentazione dei modelli è la stessa prevista per l’omissione e varia da € 516 a € 1.032, salvo riduzioni in caso di spontaneo ravvedimento.
Non sono tuttavia sanzionate la correzione dei dati inesatti e l’integrazione dei dati mancanti. Questo purché ciò avvenga spontaneamente o, comunque, entro il termine di 30 giorni dalla richiesta degli uffici.
Si tratta di un contratto di fornitura di beni ad effetti traslativi sospesi con cliente estero.
È un contratto in base al quale il fornitore italiano spedisce al deposito del cliente una certa quantità di merce. Tali beni rimangono di proprietà dle fornitore fino al momento in cui il cliente non li preleva.
Il momento di effettuazione dell’operazione è posticipato al momento del prelievo.
Questo con il limite di un anno dalla consegna dei beni. Fermo restando il rispetto degli obblighi di annotazione previsti dall’articolo 50 del D.L. n. 331/93 (annotazione su apposito registro Iva dei beni ceduti (o acquistati) ma con effetti traslativi differiti).
All’atto del prelievo dei beni dal deposito si dovrà registrare lo scarico nel registro tenuto ai sensi dell’articolo 50 ed emettere fattura “Non Imponibile articolo 41 D.L. n. 331/93“. Nonché compilare l’Intrastat cessioni.
FIERE ED ESPORTAZIONI
La movimentazione di beni per esposizioni, fiere e mostre non dà luogo ad un acquisto/vendita intracomunitaria (articolo 41, comma 3, D.L. n. 331/93).
Di conseguenza non si è tenuti ad identificarsi ai fini IVA direttamente, ex articolo 35-ter del DPR n 633/1972, ovvero per mezzo di un rappresentante fiscale.
Nel caso di Fiera estera alla quale IT1 partecipa con propri beni, occorrerà intanto compilare il Registro articolo 50 D.L. n. 331/93 per i beni temporaneamente all’estero.
Nel caso poi di vendita in Fiera del bene a UE1, ai sensi dell’articolo 21, comma 6-bis lettera a) DPR n. 633/1972, IT1 deve emettere fattura indicando, in luogo dell’imposta, che si tratta di operazione soggetta ad “inversione contabile“.
Questo con l’eventuale indicazione della norma comunitaria o nazionale (art. 41 DL 331/93), compilando l’Intrastat cessioni.
TRIANGOLAZIONE IVA TRAMITE UTILIZZO DI RAPPRESENTANTE FISCALE IN ALTRO PAESE UE
In ambedue i casi il fornitore deve possedere una Partita Iva italiana.
Se UE1 vende un bene a IT1, può farlo direttamente: in tal caso effettua una cessione intracomunitaria e IT1 integra normalmente la fattura ricevuta compilando l’Intra acquisti.
Tuttavia, UE1 può anche vendere indirettamente tramite il suo Rappresentante Fiscale (purché non trasporti il bene direttamente da UE1 a IT1). In quest’ultimo caso la cessione intra avviene tra UE1 ed il suo Rappresentante Fiscale in Italia. Il bene perciò risulta già nazionalizzato e il Rappresentante Fiscale fatturerà a IT1 senza applicazione dell’IVA, essendo tenuto IT1 ad integrare la sua fattura.
La compilazione dell’Intra2-bis acquisti sarà a carico del Rappresentante Fiscale in Italia di UE1 e non di IT1.
In altre parole non siamo in presenza di un acquisto intracomunitario ma di un normale acquisto interno italiano, con la particolarità di assolvere l’IVA italiana tramite integrazione della fattura.
Se la fattura viene emessa da UE1 occorrerà integrare con Iva italiana questa fattura.
MAGAZZINI IN ITALIA DI SOGGETTI EXTRA-UE
Le triangolazioni IVA nazionali si caratterizzano per il fatto che due soggetti coinvolti sono enti residenti in Italia.
Soltanto uno dei soggetti coinvolti nella triangolazione è un soggetto estero (solitamente residente UE).
Vediamo, di seguito le casistiche che si possono presentare.
TRIANGOLAZIONE IVA NAZIONALE: CASO 1
Triangolazione IVA nazionale
Nel caso proposto IT2 è il promotore della triangolazione. Questi acquista la merce da IT1 e la vende ad UE1.
La prima cessione da IT1 ad IT2 è una operazione Non Imponibile IVA, ex articolo 58, comma 1, DL n 331/93. La non imponibilità dell’operazione è legata al fatto che IT1 effettui il trasporto della merce (a sua cura o spese).
A sua volta, IT2 emette fattura Non Imponibile IVA, ex articolo 41, comma 1 del DL n 331/93.
Questa procedura anche nel caso in cui IT1, per conto di IT2 o UE1, fa fare una lavorazione alla merce.
Se UE1 fosse un privato è necessario, in ogni caso, applicare l’IVA italiana in fattura.
Operazione Triangolare e Plafond IVA
In questo caso IT1 dispone di plafond IVA pari all’importo della sua cessione.
IT2, invece, dispone di un plafond solo per la differenza tra l’importo della sua fattura e quello della fattura ricevuta da IT1.
In realtà, IT1 può disporre anche di un particolare plafond vincolato, pari all’importo della fattura ricevuta da IT1. Plafond usufruibile unicamente per poter acquistare beni da esportare nello stato originario entro 6 mesi.
TRIANGOLAZIONE IVA NAZIONALE: CASO 2
In questo caso UE1 è il promotore della triangolazione.
IT1 emette fattura ad UE1 applicando IVA italiana. Questa triangolazione può essere riportata, infatti, ad una cessione interna dei beni.
UE1 emette fattura ad IT2 senza applicazione dell’imposta. Siamo nel caso previsto dall’articolo 7 del DPR n 633/72.
Quando IT2 riceve il documento da parte del soggetto estero, è chiamata:
Ad integrare la fattura ricevuta, nel caso in cui la controparte (UE1) sia residente UE;
Ad emettere autofattura, nel caso in cui la controparte (UE1) sia residenza extra-UE.
In questo caso UE1 si trova in una situazione particolare, in quanto si trova a pagare IVA italiana ad IT1. UE1 ha facoltà di chiedere il rimborso di questa IVA alla sua amministrazione fiscale.
Per evitare questa casistica è opportuno che UE1 si identifichi ai fini IVA in Italia per detrarsi l’IVA.
TRIANGOLAZIONE IVA NAZIONALE: CASO 3
In questo caso la merce arriva da UE1 direttamente ad IT2.
UE1 deve emettere fattura non imponibile ex articolo 41 DL n 331/93 ad IT1. Trattasi di cessione intracomunitaria di beni.
IT1 integra la fattura ricevuta da UE1 e la registra in acquisto ed in vendita. E’ necessaria la compilazione del modello Intrastat.
IT1 emette fattura ad IT2 applicando IVA italiana ordinaria.
Si parla di triangolazioni IVA nello stesso Stato quando due soggetti coinvolti nella triangolazione sono residenti nello stesso Paese.
Anche in questo caso vi possono essere diverse casistiche che andiamo ad affrontare di seguito.
TRIANGOLAZIONI IVA NELLO STESSO STATO: CASO 1
Triangolazione IVA nello stesso stato
In questa operazione triangolare intervengono due soggetti residenti nello Stesso Paese (la Francia). FR1 promotore della triangolazione e FR2 cliente finale sono Francesi.
IT1 deve emettere fattura a FR1, non imponibile IVA ex articolo 41 del DL n 331/93, trattasi di cessione intracomunitaria.
FR1 integra la fattura di IT1 e la registra nel registro acquisti e vendite.
IT1 consegna la merce ad FR2.
FR1 emette poi fattura a FR2 con IVA francese. A questo punto, infatti, l’operazione è diventata una cessione interna.
TRIANGOLAZIONI IVA NELLO STESSO STATO: CASO 2
In questa triangolazione il fornitore ed il cliente sono francesi, mentre il soggetto promotore è italiano. La merce va da FR1 a FR2.
FR1 deve emettere fattura con IVA francese a IT1. La merce, infatti, rimane in territorio francese.
IT1 registra la fattura francese negli acquisti (non si detrae IVA francese). Emette fattura fuori campo IVA articolo 7 DPR n 633/72. Non deve compilare intrastat.
Se IT1 non vuole rimetterci l’IVA francese deve nominare un rappresentante fiscale in Francia o ivi identificarsi direttamente.
TRIANGOLAZIONI IVA NELLO STESSO STATO: CASO 3
La prima cessione da FR1 ad FR2 è una operazione Non Imponibile IVA, ex articolo 58, comma 1, DL n 331/93. La non imponibilità dell’operazione è legata al fatto che FR1 effettui il trasporto della merce (a sua cura o spese).
A sua volta, FR2 emette fattura Non Imponibile IVA, ex articolo 41, comma 1 del DL n 331/93.
La merce viaggia da FR1 a IT1.
IT1 fa un acquisto Intracomunitario ex articolo 38 DL n 331/93. Per questo riceve fattura da FR1 che integra e registra sia in acquisti che in vendite. IT1 compila il modello Intrastat acquisti.
Le triangolazioni IVA comunitarie sono operazioni ove i soggetti coinvolti sono enti residenti in Paesi UE.
Anche le triangolazioni nello stesso stato sono una particolare tipologia di triangolazione comunitaria. Tuttavia, ho preferito trattarla a parte e singolarmente, considerata la sua semplicità, propedeutica a capire situazioni come quelle che vedrai di seguito.
Vediamo, quindi, alcuni esempi di triangolazioni IVA comunitarie.
TRIANGOLAZIONE IVA COMUNITARIA TIPICA
Triangolazione IVA comunitaria
L’ipotesi di questa triangolazione prevede che IT1 acquista un bene da un Paese UE (Germania), incaricando il fornitore di consegnare il bene al cliente UE (Francia).
Questo è uno schema tipico di triangolazione IVA comunitaria. La merce viaggia da GER1 a FR1. L’operazione ha come promotore IT1.
GER1 emette fattura non imponibile ex articolo 41 DL n 331/93, specificando che la merce va con destinazione Francia. Compila Intrastat indicando come destinazione non Italia ma Francia.
IT1 riceve la fattura da GER1, la integra senza IVA ai sensi dell’articolo 40, comma 2, DL n 331/93. Compila Intrastat acquisti indicando come codice ISO la Germania. In colonna 6 (natura della transazione) indicazione A (operazione triangolare).
IT1 emette fattura a FR1 non imponibile ex articolo 41 DL n 331/93. Compila Intrastat vendite indicando in colonna 2 e 3 la Francia e la Partita IVA di FR1. In colonna 5 si indica il codice A. Non si compila mai la parte statistica del modello (colonne da 7 a 13 per le cessioni e da 8 a 15 per gli acquisti).
FR1 riceve la fattura da IT1, la integra con IVA francese e compila il modello Intrastat indicando come Paese la Germania (e non l’Italia).
IT1 dispone di un plafond IVA solo per la differenza tra l’importo della sua fattura e quello della fattura ricevuta da GER1.
TRIANGOLAZIONE IVA INTRACOMUNITARIA CASO 2
La triangolazione ricalca la casistica precedente, ma con parti diverse.
IT1 in qualità di fornitore emette fattura non imponibile IVA ex articolo 41 del DL n 331/93 (cessione intra). La merce va da IT1 a GER1.
IT1 compila Intrastat vendite indicando alle col. 2 e 3 codice Iso Francia e la partita IVA di FR1. Come natura transazione indica il codice numerico 1. Se mensile compila la parte statistica dell’Intra indicando a col. 12 – paese di destinazione – il codice Iso di GER1.
FR1 riceve la fattura di IT1 e la integra, senza apporvi IVA.
A sua volta FR1 emette fattura non imponibile IVA ex articolo 41 del DL n 331/93. FR1 compila il modello Intrastat vendite.
GER1 riceve la fattura di FR1 e la integra con IVA.
TRIANGOLAZIONE IVA INTRACOMUNITARIA CASO 3
In questa casistica di triangolazione IVA comunitaria IT1 è il cliente finale dei beni.
FR1 vende a GER1 che vende a IT1; la merce va da FR1 a IT1.
GER1 emette fattura non imponibile IVA ex articolo 41 DL n 331/93 e designa responsabile del pagamento dell’IVA IT1.
IT1, a sua volta, integra la fattura di GER1con IVA registrandola in acquisti ed in vendita. IT1 compila il modello Intrastat acquisti indicando alle colonne 2 e 3 GER1 e la sua Partita IVA. Come natura della transazione indicare il codice 1. Se intrastat mensile indicare a colonna 13 (Paese di provenienza) la Francia.
TRIANGOLAZIONE IVA INTRACOMUNITARIA CASO 4
Triangolazione con esportazione
Si tratta di operazione triangolare con esportazione dei beni.
SVE1 vende ad IT1, che a sua volta vende a UK1, ma con destinazione della merce in Cile.
E’ la Svezia che fa l’esportazione, quindi che fa dogana per il Cile. Il bene non si sposta nella UE.
SVE1 emette fattura ad IT1 di esportazione, non imponibile ex articolo 8 del DPR n 633/72. SVE1 deve fornire prova dell’esportazione dei beni (timbro doganale sulla fattura).
IT1 mette fattura a UK1 fuori campo IVA ex articolo 7 del DPR n 633/72. IT1 non compila il modello Intrastat in quanto non c’è operazione intracomunitaria.
In questi casi molto spesso si commette l’errore di emettere fattura non imponibile ex articolo 41. In questi casi, è necessario annullare la Fattura e cambiare la causale. La cosa importante è che non vi sia IVA italiana e che ai fini Intrastat nulla si compili.
TRIANGOLAZIONI IVA CON 2 SOGGETTI ITALIANI: CASO 1
TRIANGOLAZIONE TRA ITALIANO E EXTRA UE1 E EXTRA UE2
TRIANGOLAZIONE TRA ITALIANO E EXTRA UE: CASO 1
TRIANGOLAZIONE TRA ITALIANO E EXTRA UE: CASO 2
TRIANGOLAZIONE TRA ITALIANO E EXTRA UE: CASO 3
TRIANGOLAZIONE TRA IT1 – UE1 – EXRTA UE1
TRIANGOLAZIONE TRA IT1 – UE1 – EXTRAUE1: CASO 1
TRIANGOLAZIONE TRA IT1 – UE1 – EXTRAUE1: CASO 2
IT1 emette fattura a ExtraUE1 con Iva italiana 22%, non essendo né un’esportazione né una cessione intracomunitaria. ExtraUE1 non può recuperare questa Iva. ExtraUE1 per risparmiare l’Iva italiana può nominare un Rappresentante Fiscale in Italia (e allora diventa come una triangolazione con IT1 che emette fattura N.I. art. 58 e il Rappr. Fiscale che effettua cessione Intra), ovvero nel paese UE1 (in tal caso IT1 emette fattura N.I. art. 41) ovvero in un altro paese UE (e allora diventa una triangolazione classica con IT1 che effettua una cessione intracomunitaria).
TRIANGOLAZIONE TRA IT1 – UE1 – EXTRAUE1: CASO 3
TRIANGOLAZIONE TRA IT1 – UE1 – EXTRAUE1: CASO 4
TRIANGOLAZIONE TRA IT1 – UE1 – EXTRAUE1: CASO 5
TRIANGOLAZIONI IVA UE ED EXTRA UE: CONSULENZA
Se sei arrivato sino al termine di questo report, ti faccio i miei complimenti. L’IVA in ambito comunitario non è materia semplice. Soprattutto se si eseguono operazioni triangolari o quadrangolari.
Per questo motivo ti consiglio sempre di avvalerti di un esperto in questo ambito. Solo così potrai avere certezza di operare correttamente.
Compila il form presente al seguente link, descrivendo in dettaglio la situazione riguardante operazioni triangolari che non riesci a risolvere.
CONSULENZA FISCALE ONLINE TRIANGOLAZIONI IVA
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Nell'ordine originario merce e servizi di montaggio e trasporto erano compresi .
il fornitore Belga ci ha emesso ad oggi tre fatture di acconto sull'ordine; la fattura di saldo verra' emessa a fine lavori di montaggio e collaudo.
La merce oggetto dell'ordine e' arrivata in questi giorni in dogana perché la spedizione e' avvenuta dal Marocco poiché il nostro fornitore Belga ha incaricato un loro fornitore Marocchino di spedirci la merce ( Belga ha acquistato il materiale da questa societa' Marocchina).
il valore dichiarato in dogana della merce e' compreso anche di trasporto. Abbiamo pagato l'iva anche sul trasporto.
secondo Voi e' giusto considerare solo il valore della merce arrivato in dogana come importazione e il residuo dell'ordine come prestazione CEE? considerate che abbiamo gia' ricevuto tre fatture su quest' ordine ma non so quantificare quanto e' materiale e quanto e' prestazione perché sono acconti
L'operazione è unica ed un acquisto di bene. Così deve essere trattata. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.
io ditta italiana fatturo mio lavoro ad altra ditta italiana che mi chiede esenzione iva con lettera d'intento in quanto esportatore.
Altrimenti mi trovo continuamente a credito di iva ed essendo società di persone non riesco a "scontare" il credito, con una notevole mancanza di liquidità.
Se non ci sono situazioni particolari, non ha facoltà di chiedere l'acquisto senza applicazione dell'Iva.
moradei says:
Maggio 9, 2018 at 16:48
avrei bisogno di sapere questo:
io ditta italiana compro merce dal mio fornitore Cinese, questa merce è per il mio cliente italiano con resa cif, questo cliente italiano mi chiede di non consegnare qui in italia ma presso la sua ditta sempre in Cina , quindi la merce che ho comprato dal mio fornitore non la faccio nemmeno partire, incarico il mio spedizioniere di organizzare il trasporto dal mio fornitore cinese fino alla ditta in Cina del cliente italiano, come procedo doganalmente e fiscalmente in italia e in cina?
E' impossibile fornire una risposta, la situazione deve essere studiata in dettaglio, per poter fornire una risposta valida e certa.
Marzo 8, 2018 at 21:33
Complimenti per l'articolo!Riesce a darmi indicazioni sul seguente caso:
IT1 vende a UE1 ma la merce (macchinario) rimane in Italia a IT2 (la merce va da IT1 a IT2).
n.b.: UE1 non vende nulla a IT2, la merce è solo in prova presso IT2.
IT1 fattura a UE1 includendo iva italiana?
Marzo 8, 2018 at 22:15
Salve Daniele, grazie per i complimenti. L'operazione che descrive è imponibile IVa in Italia.
Febbraio 22, 2018 at 20:06
Grazie per questo bell’articolo. Io ho una situazione che non riesco a trovare negli esempi riportati. Nel caso in cui un paese extra UE (fornitore) vende ad un paese UE (promotore) il quale vende all'Italia (cliente) come si deve comportare il promotore UE per il pagamento dell’Iva? La merce viene direttamente trasportata dal fornitore extra UE al cliente italiano. Grazie molte.
Febbraio 23, 2018 at 7:47
Il promotore UE riceve bolletta doganale e fattura dal fornitora extra-UE. Si registra la fattura e la bolletta doganale. Dal lato attivo ci sarà fattura da emettere al cliente italiano. Ci sarà da trattare l'Iva a seconda che il cliente finale sia un privato o un'azienda. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.
Febbraio 5, 2018 at 7:01
Salve. Questo l’articolo è molto utile.
Però ve IT1 vende a IT2, e IT2 vende a EXTRAUE1, la merce viaggia da IT1 a EXTRAUN1. Questa è triangolazione?
Grazigeng
Febbraio 5, 2018 at 8:35
Quella che descrive non è una vera triangolazione.
francesca urgeghe says:
Dicembre 15, 2017 at 11:27
ho letto velocemente l'articolo ben scritto ma non ho visto nessun esempio che consideri un IT1 che compra in UE1 e vende a IT2. Come viene gestita l'IVA che sia un privato o un tenente P.IVA.
Dicembre 15, 2017 at 11:59
L'articolo parla di triangolazioni Iva. Quella che mi descrive non è una triangolazione, ma un'operazione interna soggetta ad Iva nazionale.
Dicembre 6, 2017 at 16:57
buongiorno avrei bisogno di un chiarimento
Cliente EXTRAUE (USA) compra da cliente ITALIANO un macchinario che deve essere inoltrato da IT in GERMANIA per delle prove tecniche. una volta che queste prove tecniche sono state fatte il macchinario da DE viene spedito in USA. Come si devono comportare i clienti/fornitori? è possibile fare questo tipo di operazione oppure la merce una volta inviata in DE deve essere riportata in IT e da qui essere poi spedita in USA ?
Dicembre 6, 2017 at 17:40
Il macchinario può essre venduto anche dalla Germania, e si tratterà sempre di esportazione.

References: Articolo 58
 articolo 41

Articolo 8
 articolo 50
 articolo 41
 articolo 35
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 articolo 58
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 articolo 7
 articolo 58
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 articolo 38
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 articolo 8
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 art. 58
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