Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-6507-del-22-03-2011
Timestamp: 2020-07-08 05:51:17+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 6507 del 22/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6507 del 22/03/2011
Cassazione civile sez. lav., 22/03/2011, (ud. 09/02/2011, dep. 22/03/2011), n.6507
sul ricorso 13100-2009 proposto da:
R.P., T.F., elettivamente domiciliati in
rappresentato e difeso dagli avvocati VALENTE NICOLA, PATTERI
ANTONELLA, RICCIO ALESSANDRO, giusta delega in atti
avverso la sentenza n. 315/2008 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
depositata il 29/05/2008, R.G.N. 1259/04;
Con distinti ricorsi, successivamente riuniti, al Tribunale, giudice del lavoro, di Savona, regolarmente notificati, T.F. e R.P., premesso di aver lavorato per vari e distinti periodi presso la OMSAV s.p.a. di (OMISSIS), e premesso che in ragione dell’attività svolta erano stati esposti alla inalazione di fibre di amianto per un periodo comunque superiore a dieci anni, chiedevano che venisse dichiarato il loro diritto alla rivalutazione dei contributi versati, con coefficiente 1,5, ai sensi della L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8.
Procedutosi all’istruzione della causa mediante l’assunzione di prove documentali e testimoniali nonchè mediante l’effettuazione di consulenza d’ufficio tecnico – ambientale affidata ai consulenti B., V. e Va., i quali avevano confermato i risultati dell’indagine già effettuata in altro analogo procedimento su incarico della Corte d’appello di Genova assumendo – previa integrazione dell’analisi con gli specifici dati relativi alle concrete lavorazioni svolte dai ricorrenti – che l’esposizione ad amianto degli stessi durante la loro attività lavorativa svolta presso la OMSAV di (OMISSIS) era superiore a quella prevista dal D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277, artt. 24 e 31 il Tribunale adito accoglieva le domande proposte dai lavoratori suddetti e condannava l’Inps alla rivalutazione dell’anzianità contributiva della L. n. 257 del 1992, ex art. 13, comma 8 mediante l’applicazione del coefficiente dell’1,5 per i periodi espressamente indicati.
La Corte di Appello di Genova disponeva nuova consulenza tecnico – ambientale, sullo stesso quesito già formulato dal giudice di primo grado, affidandone l’incarico a diverso consulente, l’ing. G., il quale concludeva che nessuno dei lavoratori interessati era stato esposto a rischio di inalazione di fibre di amianto in concentrazione superiore alla soglia fissata dai predetti D.Lgs. n. 277 del 1991, artt. 24 e 31. Di conseguenza la Corte d’appello, aderendo alle conclusioni del nuovo CTU, con sentenza in data 21.3/29.5.2008, accoglieva il gravame rigettando la domanda originariamente proposta dai ricorrenti.
Avverso questa sentenza propongono ricorso per cassazione T. F. e R.P. con due motivi di impugnazione.
e rilevano altresì che le dedotte violazioni erano state tempestivamente eccepite dalla difesa di parte ricorrente (per come risultava dal verbale di udienza del 21.3.2008), peraltro senza esito.
Ed invero, da una lettera del consulente di parte ricorrente (datata 9.7.2007 e letta in udienza), era emerso che il CTU, nel corso delle operazioni peritali relative allo stabilimento OMSAV, aveva manifestato informalmente ai consulenti di parte la propria “preoccupazione” in ordine alle conseguenze di ordine politico – economico derivanti da un eccessivo numero di riconoscimenti dei benefici previdenziali nei confronti dei lavoratori che asserivano l’avvenuta esposizione all’amianto. Di conseguenza doveva ritenersi non più assicurata, siccome rilevato alla predetta udienza del 21.3.2008, la posizione di imparzialità del consulente rispetto alle valutazioni affidategli dal giudice.
Cass. sent. n. 10037 del 2007, 400 del 2007, 27451 del 2006 e numerose altre conformi).
In definitiva, le censure di vizio di motivazione che i ricorrenti addebitano alla sentenza impugnata non evidenziano lacune o vizi logici del suo impianto motivazionale, tali da rendere la decisione priva dì razionale giustificazione, ma si risolvono, per la gran parte, attraverso la messa in discussione dell’operato e delle conclusioni del CTU, in critiche strumentali a una revisione del merito del convincimento del giudice (che quelle conclusioni ha fatto proprie) e, per ciò stesso, devono ritenersi inammissibili, in quanto incompatibili con il sindacato di (sola) legittimità proprio del giudizio di cassazione.
Non vi è luogo a condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di cassazione ai sensi dell’art. 152 disp. att. c.p.c., nel testo anteriore alle modifiche apportate dal D.L. n. 269 del 2003 (conv. in L. n. 326 del 2003), nella specie inapplicabile ratione temporis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza