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Timestamp: 2019-12-07 06:47:31+00:00

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MANNINO, TERZONI, GRILLO, PARENTELA, DE ROSA, DE
LORENZIS, NUTI e LOREFICE. Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare. Per sapere premesso che:
con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 stata data attuazione alla direttiva 2008/50/CE
relativa alla qualit dell'aria ambiente e per un'aria pi pulita in Europa che ha abrogato, a partire
dall'11 giugno 2010, le direttive 96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE;
con il citato decreto legislativo 155 del 2010 sono state abrogate le norme con le quali l'Italia aveva
recepito e dato attuazione alle citate direttive europee in special modo i decreti legislativi n. 351
del 1999, n. 183 del 2004 e n. 152 del 2007 stabilendo, all'articolo 19, apposite norme transitorie e
prevedendo delle regioni e delle province autonome e del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di provvedere al riesame e all'aggiornamento degli atti adottati in base alla
l'articolo 3 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che per il riesame della zonizzazione del
territorio nazionale in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto, il progetto di
zonizzazione e di classificazione di competenza delle regioni e delle province autonome deve
essere trasmesso, per l'adozione, al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare
entro i successivi quattro mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, unitamente agli esiti
dell'attivit di monitoraggio e valutazione, in base ai quali vengono classificati le zone e gli
l'articolo 4 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la classificazione, in base alla
presenza e ai livelli di inquinanti nell'aria ambiente, delle zone e degli agglomerati di competenza
delle regioni e delle province autonome deve essere riesaminata almeno ogni cinque anni e,
comunque, ogni volta che si registrino eventi che incidono sulle concentrazioni nell'aria ambiente
degli stessi inquinanti;
l'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome
trasmettono al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, all'ISPRA e all'ENEA
entro otto mesi dall'entrata in vigore del decreto un progetto di adeguamento delle reti di misura,
in conformit alla zonizzazione e alla classificazione risultanti dal primo riesame previsto dal citato
articolo 3, che deve indicare anche la data prevista per l'adeguamento e il programma di valutazione
da attuare nelle zone e negli agglomerati individuati;
l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un
piano per la qualit dell'aria che assicuri il rispetto dei cosiddetti valori limite, quantificati
nell'allegato XI dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria
ambiente, nel caso in cui all'interno di una o pi aree comprese negli agglomerati o nelle zone
classificati gli stessi valori limite vengano superati;
l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure
che assicurino il raggiungimento entro il 31 dicembre 2012 dei cosiddetti valori obiettivo
relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XIII dello stesso decreto, nel caso
in cui si registrino scostamenti rispetto agli stessi valori obiettivo;
l'articolo 9 ha stabilito, altres, l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare
misure che assicurino il rispetto dei cosiddetti livelli critici relativi alle diverse sostanze inquinanti,
quantificati nell'allegato XI dello stesso decreto, nel caso in cui gli stessi livelli critici vengono
in base all'articolo 9 del decreto legislativo 155 del 2010, al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, spetta il compito di curare la procedura finalizzata ad ottenere, dalla
Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente
al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in determinate zone e
agglomerati presenti nel territorio nazionale;
l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle
province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve
termine per prevenire il superamento delle cosiddette soglie di allarme, quantificate nell'allegato XII
dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso
in cui all'interno di una o pi aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il
rischio che le stesse soglie di allarme vengano superate;
termine per prevenire il superamento dei cosiddetti valori limite o dei valori obiettivo, quantificati
negli allegati XI e XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti
nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o pi aree comprese negli agglomerati o nelle
zone classificati si presenti il rischio che gli stessi valori vengano superati, per effetto di specifiche
circostanze contingenti che non siano strutturali e ricorrenti;
l'articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle
province autonome, di adottare un piano da integrare con i piani di qualit dell'aria di cui
all'articolo 9 che contenga le misure idonee a raggiungere, nei termini previsti, i cosiddetti valori
obiettivo, di cui all'allegato XV dello stesso decreto, rispetto alla presenza di ozono nell'aria
lo stesso articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni
e delle province autonome, di adottare misure idonee a raggiungere gli obiettivi a lungo termine
concernenti la presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o pi aree
comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, i livelli dell'ozono superano gli stessi obiettivi
a lungo termine, pur essendo inferiori o uguali ai cosiddetti valori obiettivo;
l'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che, nel caso in cui i livelli degli
inquinanti superino la cosiddetta soglia di informazione o la soglia di allarme, le regioni e le
province autonome informano il pubblico e trasmettono informazioni circa i livelli misurati e la
durata del superamento al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne da
l'articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle
province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
per l'approvazione e il successivo invio alfa Commissione l'elenco delle zone e degli
agglomerati in cui, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i
rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, corredato delle
informazioni circa i livelli registrati e delle prove del contributo delle stesse fonti naturali;
lo stesso articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni
e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione l'elenco delle zone e degli
agglomerati in cui, i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della
risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione
l'articolo 18 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito gli obblighi, a carico di tutti delle
amministrazioni e degli enti che applicano lo stesso Decreto, concernenti l'informazione del
pubblico prevedendo, tra le altre cose, che i piani per la qualit dell'aria e i piani di azione e un
documento riepilogativo delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome in base
all'articolo 9 comma 2 e all'articolo 13 comma 2 debbono essere, in tutti i casi, pubblicato su
l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome,
per le zone nelle quali si registri dei cosiddetti valori limite, trasmettono al Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:
a) i livelli degli inquinanti superiori ai valori limite che sono stati misurati, le date o i periodi in cui
stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di
b) i piani per la qualit dell'aria, entro diciotto mesi dalla fine dell'anno durante il quale stato
rilevato il superamento dei valori limite;
c) le modifiche, le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani per la qualit dell'aria entro due mesi
dalla relativa adozione;
d) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali vengono superati i valori
limite e per i quali vengono adottati i piani per la qualit dell'aria, e di quelli nei quali i livelli degli
inquinanti rispettano i valori limite e i valori obiettivo, per i quali le regioni adottano misure per la
preservazione della qualit dell'aria;
per le zone e gli agglomerati nei quali si registra il superamento dei cosiddetti valori obiettivo di cui
all'allegato XIII, l'articolo 19 del decreto legislativo 165 del 2010 ha stabilito che le regioni e le
province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le
a) l'elenco di tali zone e agglomerati, con l'individuazione delle aree di superamento, i livelli di
concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione, le informazioni sui motivi dei superamenti,
con particolare riferimento alle fonti, e le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti,
con cadenza annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono;
b) la documentazione relativa all'istruttoria effettuata al fine di individuare le misure necessarie a
perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui all'allegato XIII e di individuare, tra le
stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla
regione o provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo 9, comma 2;
per quel che concerne la presenza dell'ozono, l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010
stabilisce che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente della tutela
del territorio e del mare le seguenti informazioni:
a) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati, per i quali si rende necessario
adottare piani per la gestione della, qualit dell'aria rispetto all'ozono, entro 6 mesi dalla fine di
b) i livelli dell'ozono superiori al valore obiettivo e all'obiettivo a lungo termine che sono stati
misurati, le date o i periodi in cui stato rilevato il Superamento, e i motivi di ciascun superamento,
entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;
c) i livelli dell'ozono superiori che hanno superato le soglie di informazioni e di allarme, le date in
cui stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di
d) le informazioni sulla presenza dell'ozono e dei relativi precursori, relative a tutte le zone e gli
agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;
lo stesso articolo 19 prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
comunica alla Commissione europea le informazioni acquisite dalle regioni e dalle province
autonome, in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di
informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualit dell'aria, i piani di azione e le
misure adottati per assicurare la qualit dell'aria ambiente;
l'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che i provvedimenti di zonizzazione e
di classificazione, la rete di misura, i piani e le misure di qualit dell'aria approvati in base alla
normativa previgente devono essere adeguati alle disposizioni dello stesso decreto 155 del 2010,
in base alle procedure e secondo i termini fissati, e che, in caso di mancato adeguamento trova
applicazione i poteri sostitutivi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e
all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131;
lo stesso articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la reiterata violazione da
parte delle regioni e delle province autonome degli obblighi di predisporre e di trasmettere
informazioni e di adeguare i piani e le misure alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, determina la mancata erogazione di finanziamenti previsti all'interno di
provvedimenti ministeriali, e che lo stesso Ministero deve provvedere all'inserimento di una
clausola analoga anche con riferimento a provvedimenti generali vigenti in materia;
all'interno del portale del Ministero dell'ambiente, nella pagina dedicata alla gestione della qualit
dell'aria, pubblicato il link al Piano regionale di coordinamento per a qualit dell'aria ambiente
approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007 dalla regione siciliana;
all'interno della banca dati Misure di risanamento della qualit dell'aria pubblicata all'interno del
sito dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale che costituisce un archivio
delle informazioni trasmesse dalle regioni e dalle province autonome a partire dal 2005 in
ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea in materia di Piani di
risanamento della qualit dell'aria non sono reperibili informazioni concernenti le situazioni di
superamento dei livelli stabiliti e le misure di risanamento dell'aria adottate dalla regione Siciliana;
disattendere gli obblighi di comunicazione alla Commissione europea di cui in premessa pu
costituire circostanza idonea e sufficiente perch si realizzi la violazione del diritti comunitario
esponendo cos l'Italia ad ulteriori e gravose procedure di infrazione;
come denunciato dall'associazione ambientalista Legambiente Sicilia, sin dal 2007, il Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualit dell'aria ambiente approvato con decreto
assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007 il frutto di un lavoro di copiatura del Piano regionale del
Veneto che era stato approvato in precedenza;
l'operazione di plagio provata dal fatto che nel testo del Piano regionale di coordinamento per la
tutela della qualit dell'aria ambiente della Sicilia si faceva riferimento al sistema aerologico
padano, alla rigidit del clima, alla realizzazione di piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei
canali presenti all'interno delle citt siciliane;
con decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, l'assessore pro-tempore Interlandi ha provveduto ad
eliminare dal testo le parti che risultavano palesemente copiate senza provvedere a una revoca
integrale del Piano;
a partire dalla fine del 2012, sono pervenute alla competente Regione Siciliana richieste di revoca
del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualit dell'aria ambiente del 2007, da parte
di Legambiente, dalla CGIL e dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente,
Italia Nostra e WWF Palermo;
nel mese di gennaio 2013, il tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n.5455
del 2012 con la quale l'allora responsabile del Servizio 3 del dipartimento ambiente, nonch
coordinatore del Piano, stato condannato per diffamazione in relazione alle dichiarazioni rese nei
confronti del presidente regionale di legambiente che aveva scoperto e reso pubblica la notizia delle
vistose copiature contenute nel pieno regionale del 2007 :
se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente del territorio e del
mare il progetto di zonizzazione e l'individuazione delle zone e degli se risulta che la Regione
Sicilia abbia provveduto avvero stia provvedendo al riesame della classificazione delle zone e degli
agglomerati, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;
se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e dei mare, il progetto di adeguamento delle reti di misura dei livelli degli inquinanti
nell'aria ambiente, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;
se, e in quali occasioni, risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare informazioni in merito al superamento della soglia di
informazione o della soglia di allarme, come stabilito dall'articolo 14 del decreto legislativo 155 del
territorio e del mare, per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione, l'elenco delle zone
e degli agglomerati nei quali, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti
superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, e di quelli
nei quali i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della nuova sospensione
del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;
se e quando risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare le comunicazioni e le informazioni richieste, relativamente alle zone e agli
agglomerati nei quali si sia registrato il superamento dei valori limite e dei valori obiettivo degli
inquinanti rilevati nell'aria ambiente, e dei valori obiettivo e degli obiettivi di lungo termine relativi
all'ozono, come previsto dall'articolo 15 decreto legislativo 155 del 2010;
se e quando abbia provveduto a trasmettere alla Commissione europea le informazioni acquisite
dalla regione siciliana in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di
se qualora tali dati non siano stati trasmessi si sia provveduto a comunicare alla Commissione
europea l'impossibilit di trasmissione di detti dati stante la non collaborazione della regione
Siciliana, o se la Commissione europea abbia sollecitato e/o chiesto informazioni sul mancato invio
delle informazioni ambientali relative alla qualit dell'aria siciliana;
quale sia lo stato di avanzamento della procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione
europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al
superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in zone e agglomerati presenti
se il Governo non intenda attivare, con la necessaria urgenza e determinazione, la procedura di cui
all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e a (l'articolo 8, della legge 5 giugno
2003, n. 131, come previsto dall'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010, in considerazione
del fatto che la Regione Siciliana non ha provveduto ad adeguare i piani e le misure per la qualit
dell'aria, ovvero sia venuta meno agli altri obblighi stabiliti dal decreto e richiamati nel citato
se, e in quanti casi, sia stata sospesa l'erogazione di risorse previste da programmi del Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a beneficio della regione siciliana, in relazione
alla mancata ottemperanza agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, cos come
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 articolo 15
 articolo 19
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