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Timestamp: 2020-03-28 18:04:12+00:00

Document:
Il Commercialista in Rete: Prima casa
Iscritti Aire e benefici prima casa.
Le agevolazioni prima casa sono fruibili anche dai cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nell’apposita anagrafe, che hanno intenzione di acquistare un'abitazione in Italia. In questo caso, non è necessario spostare la residenza entro 18 mesi nel comune in cui è situato l’immobile (circolare 19/E del 2001). La condizione di emigrato all'estero non deve necessariamente essere documentata con un certificato di iscrizione all’Aire, ma può essere autocertificata dall'interessato con una dichiarazione resa nell'atto di acquisto (circolare 38/E del 2005). Restano in ogni caso fermi gli altri requisiti di legge (assenza di altri diritti reali su immobili ubicati nello stesso comune, novità nel godimento dell'agevolazione).
Sono un cittadino italiano, residente all'estero, iscritto all'Aire. Non ho immobili in Italia, ma vorrei acquistarne uno con i bene...
Etichette: Aire, Prima casa
alle giovedì, marzo 17, 2016
Agevolazione prima casa: permuta box.
Non opera la decadenza dal beneficio prima casa qualora, entro un anno dall'alienazione infraquinquennale di un immobile, si proceda ad acquistarne un altro da adibire a propria abitazione principale (comma 4 della nota II-bis, articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al Tur). L’ipotesi di vendita e di riacquisto di un bene diverso dalla casa da destinare ad abitazione principale non soddisfa, però, le condizioni poste dalla norma per la conferma dell'agevolazione prima casa (risoluzione 30/E del 2008). Pertanto, in caso di cessione di un box auto prima del decorso del quinquennio, è prevista la decadenza dell'agevolazione fruita. Sarà quindi dovuto il pagamento della differenza tra le imposte pagate in forza delle agevolazioni e quelle che sarebbero state dovute in loro assenza. Si dovrà, inoltre, corrispondere una sanzione pari al 30% su tale differenza, nonché gli interessi legali.
Ho intenzione di permutare con il mio vicino di casa i nostri box auto, con conguaglio a mio favore. Il mio l’ho acquistato da meno di cinqu...
Aliquota agevolata prima casa.
Non si può, inoltre, sostenere che il cedente (impresa costruttrice) sia responsabile dell’Iva non riscossa, in quanto l’applicazione dell’aliquota inferiore da parte del venditore dell’immobile è derivata da una dichiarazione mendace dell’acquirente.
Questi i principi espressi dalla Corte di cassazione nell’ordinanza n. 21908 del 27 ottobre 2015.
I contribuenti avevano chiesto, ritenendo l’immobile non di lusso, l’applicazione dell’Iva con aliquota del 4%, ai sensi del disposto del n. 21) della Tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/1972, in luogo di quella ordinaria del 20% (ndr, oggi del 22%), usufruendo in tal modo dell’agevolazione “prima casa”.
L’Agenzia delle Entrate, ritenendo l’abitazione di lusso, data la presenza di una piscina, procedeva al recupero della maggiore Iva, in conseguenza della decadenza delle agevolazioni fiscali fruite indebitamente.
I giudici sia in primo che in secondo grado, con sentenze favorevoli al contribuente, verificato che l’immobile non raggiungeva la superficie di 240 mq, né la cubatura di 2000 mc, hanno dichiarato assenti, nel caso in esame, le caratteristiche delle abitazioni di lusso previste dal Dm 2 agosto 1969. In realtà, hanno considerato unicamente le dimensioni (89 mq) dell’immobile oggetto dell’acquisto agevolato e non anche la presenza della piscina a servizio esclusivo dello stesso.
Hanno aggiunto, altresì, che, nel caso di decadenza delle agevolazioni in relazione all’assenza dei presupposti di legge, il responsabile non era l’acquirente ma il cedente/venditore, che erroneamente ha fatturato l’operazione commerciale applicando un’aliquota inferiore.
L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, articolandolo in tre motivi: in primo luogo, ha dedotto violazione del Dpr 131/1986, in particolare della nota II-bis; con il secondo motivo, ha dedotto il difetto di motivazione della sentenza per non aver esaminato, la Ctr, tutti i profili connessi al carattere di lusso degli immobili richiamati nell’avviso di accertamento nel quale erano stati indicati una serie di requisiti che rendevano l’abitazione di lusso (nello specifico, ciascuna villa era dotata di piscina); con il terzo motivo, infine, ha eccepito l’erroneità della decisione nella parte in cui aveva affermato che il responsabile non era l’acquirente ma il cedente, dovendosi, al contrario, ricondurre all’acquirente del bene il recupero dell’Iva indebitamente calcolata nell’atto di compravendita.
I giudici di legittimità hanno accolto i motivi di ricorso e cassato la sentenza, con rinvio ad altra sezione della Ctr.
In primo luogo, hanno ribadito che la piscina è un elemento “in astratto idoneo a configurare il carattere di lusso dell’abitazione ai sensi del DM 2.8.1969 art. 4” e tale elemento è stato “totalmente pretermesso dalla CTR che si è unicamente incentrata, per escludere il carattere lussuoso dei beni, sulla superficie dell'immobile e sulla sua cubatura”.
Hanno altresì evidenziato che, in forza del comma 4 della nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa, parte I, allegata al Tur, in caso di dichiarazione mendace, l’ufficio dell’Agenzia presso cui sono stati registrati i relativi atti deve recuperare nei confronti degli acquirenti la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota ordinaria e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata.
Quindi, i giudici della Ctr hanno errato nel ritenere responsabile il cedente. Infatti, secondo un consolidato orientamento di legittimità, nel caso in cui la cessione di una casa di abitazione di lusso venga assoggettata a Iva con aliquota del 4% in luogo di quella ordinaria, l’ufficio emette l’avviso di liquidazione della maggiore imposta dovuta direttamente nei confronti dell’acquirente dell’immobile medesimo, “in quanto l’applicazione dell’aliquota inferiore da parte del venditore dell’immobile è derivata da una dichiarazione mendace dell’acquirente, la quale istituisce - ai sensi dell’art. 1 della nota II-bis (…) un rapporto diretto tra l’acquirente stesso e l’Amministrazione Finanziaria”.
Osservazioni in merito all’applicazione dell’articolo 1 della Tariffa, parte I, allegata al Tur
La nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa, parte I, allegata al Tur, prevede l’applicazione dei benefici fiscali agli “atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso ed agli atti traslativi o costituivi della nuda proprietà, nell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse”.
Per i trasferimenti immobiliari soggetti a Iva, è il n. 21) della Tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/1972, in presenza delle condizioni previste dalla citata nota II-bis, a prevedere l’applicazione di un’aliquota ridotta ai trasferimenti aventi a oggetto case di abitazione “non di lusso”.
Per quanto riguarda la definizione degli immobili di lusso, si ricorda che, fino al 31 dicembre 2013, occorreva fare riferimento alle caratteristiche individuate dal decreto del ministro dei Lavori pubblici 2 agosto 1969. Tuttavia, a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 10 del Dlgs 23/2011, l’agevolazione “prima casa” risulta applicabile ai trasferimenti di case di abitazione “ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8, e A9”. Di conseguenza, con decorrenza dal 1° gennaio 2014, per l’individuazione dell’immobile agevolabile, occorre fare riferimento unicamente alla categoria catastale di appartenenza dell’immobile stesso.
Anche con riferimento all’Iva, il Dlgs 175/2014 (decreto “semplificazioni fiscali”) ha modificato i criteri per l’individuazione degli immobili per i quali è possibile fruire dell’agevolazione ‘‘prima casa”, allineando la disciplina Iva a quella già modificata per l’imposta di registro e stabilendo, pertanto, che le abitazioni sono ammesse all’agevolazione quando non rientrano nelle categorie catastale A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
A ogni modo, per gli atti stipulati in costanza della precedente disciplina, occorre far riferimento al citato Dm 2 agosto 1969, che indica le caratteristiche che consentono di qualificare “di lusso” le abitazioni, e tra queste, relativamente al caso di specie, sono previste, all’articolo 4, “le abitazioni unifamiliari dotate di piscina di almeno 80 mq. di superficie o campi da tennis con sottofondo drenato di superficie non inferiore a 650 mq”.
Ai fini della fruizione dell’agevolazione “prima casa”, l’immobile sito in un complesso residenziale con piscina a servizio esclusivo dell’a...
Etichette: Aliquota agevolata, Prima casa
Bonus prima casa: senza condono, termini di accertamento allungati.
La proroga di due anni dei termini di accertamento, prevista dalla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 11, comma 1, in caso di mancata o inefficace presentazione della domanda di condono nei termini, si applica anche alle ipotesi di liquidazione delle imposte dovute in conseguenza al recupero fiscale per la violazione di norme in tema di agevolazioni tributarie, in quanto la L. n. 289 cit., art. 11, comma 1 bis, ne consente la condonabilità (Sez. 5, Sentenza n. 21280 del 18/09/2013). In riferimento alla medesima questione Sez. 5, sentenza n. 1248 del 22/01/2014 più recentemente ha affermato in ordine al termine di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, comma 1 bis, ed alla proroga biennale L. n. 289 del 2002, ex art. 11, comma 1, che: “La proroga di due anni, L. 27 dicembre 2002, n. 289, ex art. 11, comma 1, del termine, di cui al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 76, comma 1 bis, per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni, nonché sull’incremento di valore degli immobili, non è preclusa dalle previsioni della L. 27 luglio 2000, n. 212 (c.d. Statuto del contribuente), atteso che queste ultime, pur costituendo criteri guida per il giudice nell’interpretazione ed applicazione delle norme tributarie, anche anteriori, non hanno rango superiore alla legge ordinaria, sicché ne è ammessa la modifica o la deroga, purché espressa e non ad opera di leggi speciali, non potendosi, conseguentemente, disporre la disapplicazione di una disciplina con esse in asserito contrasto”.
Sentenza n. 21582 del 23 ottobre 2015 (udienza 5 giugno 2015)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Merone Antonio – Est. Meloni Marina – Pm. Sorrentino Federico
Imposta di registro – Agevolazioni – Decadenza – Proroga termini accertamento – L 27 dicembre 2002, n. 289, art. 11
La proroga di due anni dei termini di accertamento, prevista dalla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 11, comma 1, in caso di mancata o ineff...
alle venerdì, novembre 06, 2015
Ufficio di proprietà e benefici prima casa.
Sono proprietario, nel mio comune, di un immobile accatastato come ufficio (A/10), in realtà adibito ad abitazione. Se acquisto un appartamento, posso usufruire delle agevolazioni prima casa?
Un contribuente, già titolare di un immobile classificato in catasto nella categoria A/10 (ufficio) ma utilizzato come abitazione, può comunque godere dei benefici prima casa qualora acquisti un appartamento; non rileva, infatti, l'utilizzazione di fatto diversa dalla classificazione catastale. Analogamente, in senso opposto, l'agevolazione non spetta se l'acquirente è titolare, nel comune dove acquista, di un altro immobile classificato o classificabile come abitazione, indipendentemente dall'utilizzazione di fatto (circolare 19/E del 2001, paragrafo 2.2.5).
Sono proprietario, nel mio comune, di un immobile accatastato come ufficio (A/10), in realtà adibito ad abitazione. Se acquisto un appartame...
Dovrei trasferire la mia residenza all'estero per motivi di lavoro. Posso continuare a usufruire della detrazione degli interessi sul mu...
Nel 2006, al momento del riacquisto della nostra abitazione principale entro un anno dalla vendita della precedente, il notaio non ha indica...
Etichette: Credito d'imposta, Prima casa
alle mercoledì, giugno 17, 2015
Militari e "prima casa": acquisto in comproprietà.
Sono un poliziotto. Ho acquistato un'abitazione "prima casa" con mia moglie. Considerato che lei non può trasferire la residenza presso l'immobile acquistato, a cosa andiamo incontro?
Ai fini della fruizione dell’agevolazione “prima casa”, gli appartenenti alle forze di polizia e alle forze armate sono esonerati dalla necessità di avere la residenza (o di trasferirla entro diciotto mesi) nel comune ove è ubicato l'immobile. Tuttavia, in caso di acquisto in comproprietà con il coniuge (non appartenente a forze armate o di polizia), quest’ultimo è tenuto ad avere la residenza (o a stabilirla entro 18 mesi dalla conclusione dell’atto di compravendita) nel territorio del comune in cui è situato l’immobile (articolo 1, tariffa parte I, nota II-bis, Dpr 131/1986). In caso contrario, è prevista la decadenza pro quota dai benefici di legge.
Sono un poliziotto. Ho acquistato un'abitazione "prima casa" con mia moglie. Considerato che lei non può trasferire la residen...
La residenza è elemento costitutivo per il beneficio fiscale “prima casa”.
In tema di agevolazioni per l’acquisto della prima casa, la realizzazione dell’impegno di trasferire la residenza rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto e provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell’atto e costituisce un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, il cui mancato assolvimento comporta la decadenza dell’agevolazione, salvo, tuttavia, che ricorra un’ipotesi di caso fortuito o di forza maggiore (cfr Cassazione 28401/2013 e 26674/2013). Né integra l’evento inevitabile ed imprevedibile la mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, atteso che, in assenza di specifiche disposizioni, non vi è ragione di differenziare il regime fiscale di un siffatto acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato (cfr Cassazione 7067/2014).
Sentenza n. 5015 del 12 marzo 2015 (udienza 5 febbraio 2015)
Cassazione civile, sezione VI - 5 - Pres. Cicala Mario - Est. Perrino Angelina Maria
Articolo 1, comma 1, tariffa parte prima, nota II-bis, allegata al Dpr 131/1986 – Imposta di registro – Decadenza delle agevolazioni fiscali se il contribuente non trasferisce la residenza entro i diciotto mesi dalla stipula del rogito nel Comune dove è ubicato l’immobile
In tema di agevolazioni per l’acquisto della prima casa, la realizzazione dell’impegno di trasferire la residenza rappresenta un elemento co...
alle mercoledì, aprile 01, 2015
Posso usufruire delle agevolazioni prima casa anche se nella sentenza dichiarativa dell’usucapione non sono state rese le necessarie dichiar...
alle giovedì, gennaio 29, 2015
Posso detrarre gli interessi passivi su un mutuo contratto per l’acquisto di una casa da accorpare alla mia abitazione principale, per la quale già detraggo gli interessi passivi sul mutuo?
È possibile fruire della detrazione anche per gli interessi passivi relativi al mutuo contratto per l'acquisto di un’unità immobiliare adiacente alla propria abitazione principale, dopo che sia stato realizzato l’accorpamento, che deve risultare anche dalle variazioni catastali (risoluzione n. 117/2009). Il limite di detraibilità di 4.000 euro - previsto dall’articolo 15, comma 1, lettera b), del Tuir - deve essere riferito all’ammontare complessivo degli interessi e oneri accessori relativi ai due mutui accesi per l’acquisto delle unità immobiliari accorpate. Anche il secondo mutuo deve essere stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale; tale condizione deve risultare dal contratto di acquisto dell'immobile, dal contratto di mutuo o da altra documentazione rilasciata dalla banca ovvero, in mancanza, deve essere attestata dal contribuente mediante apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (risoluzione n. 147/2006). Devono inoltre essere rispettate le altre condizioni di legge, quali il limite temporale che deve intercorrere tra l’accensione del mutuo, l’acquisto e la destinazione ad abitazione principale; in pratica, l'immobile va adibito ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto, che deve avvenire nell'anno antecedenete o in quello successivo alla stipula del mutuo (circolare 11/2014).
Posso detrarre gli interessi passivi su un mutuo contratto per l’acquisto di una casa da accorpare alla mia abitazione principale, per la qu...
alle giovedì, gennaio 22, 2015
Io e mio fratello acquisteremo un immobile al 50% ciascuno. Per lui è prima casa, per me no. Le agevolazioni sono applicabili? Per l’intero immobile o per quota parte?
Se due persone acquistano un immobile in comproprietà e una non ha i requisiti prima casa, l'altra può godere comunque delle agevolazioni, per la sua quota di comproprietà, tranne che si tratti di coniugi in comunione di beni. In quest’ultima ipotesi, l’immobile posseduto dal coniuge, acquisito con le agevolazioni, impedisce di riottenere le stesse in sede di nuovo acquisto. Infatti, per i benefici prima casa, l’acquirente non deve essere titolare, neppure pro quota o in comunione di beni, in tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, nuda proprietà, abitazione, usufrutto, uso, abitazione su un immobile acquistato con le agevolazioni; inoltre, non deve essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, abitazione, usufrutto e uso nel territorio del comune dove s’intende acquistare fruendo dei benefici (articolo 1, nota II-bis, lettera b, della Tariffa, parte I, allegata al Dpr 131/1986).
Io e mio fratello acquisteremo un immobile al 50% ciascuno. Per lui è prima casa, per me no. Le agevolazioni sono applicabili? Per l’intero ...
Etichette: Comproprietà, Prima casa
alle mercoledì, gennaio 07, 2015
Posso detrarre gli interessi passivi su un mutuo contratto per l'acquisto, a titolo di nuda proprietà, della “prima casa”? L'immobile sarà utilizzato, come dimora abituale, da un parente entro il terzo grado.
Per usufruire della detrazione degli interessi passivi e oneri accessori pagati in relazione a un contratto di mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa, è necessario che la stessa sia adibita ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto (articolo 15, comma 1, lettera b, del Tuir). Si considera abitazione principale l’unità immobiliare dove dimorano abitualmente il contribuente ovvero i suoi familiari. Ai fini delle imposte sui redditi, sono familiari: il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado (articolo 5, comma 5, del Tuir). Per beneficiare della detrazione, è necessario che chi ha sottoscritto il mutuo acquisti la proprietà o almeno la nuda proprietà dell'immobile.
Posso detrarre gli interessi passivi su un mutuo contratto per l'acquisto, a titolo di nuda proprietà, della “prima casa”? L'immobil...
Ho intenzione di ampliare la mia abitazione, acquistata come prima casa, comprando una stanza di un appartamento adiacente. Potrò fruire dei benefici anche per quest'ultima?
L’ampliamento di un immobile - acquistato usufruendo dei benefici riservati alla "prima casa" - tramite l'acquisto di una stanza a esso contigua rientra tra le ipotesi cui è possibile applicare lo stesso regime di favore, purchè sussistano i requisiti e le condizioni previste dalla norma agevolativa (risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 25/E del 2005).
Ho intenzione di ampliare la mia abitazione, acquistata come prima casa, comprando una stanza di un appartamento adiacente. Potrò fruire dei...
alle venerdì, novembre 21, 2014

References: articolo 1
 sentenza 
 art. 4
 art. 11
 art. 11
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 76
 art. 11
 art. 11
 art. 76

Sentenza 
 art. 11
 art. 11

Sentenza 

Articolo 1
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