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Legge 17 agosto 1942, n. 1150 (testo storico) | ESAME ARCHITETTO.ME
Home GLOSSARIO URBANISTICA Legge 17 agosto 1942, n. 1150 (testo storico)
Legge 17 agosto 1942, n. 1150 (G.U. 16 ottobre 1942, n. 244) L.U.N.
Art. 1 – Disciplina dell’attività urbanistica e suoi scopi
Art. 2 – Competenza consultiva del Consiglio superiore dei lavori pubblici
Art. 3 – Istituzione delle Sezioni urbanistiche compartimentali
Art. 4 – Piani regolatori e norme sull’attività costruttiva
Art. 5 – Formazione ed approvazione dei piani territoriali di coordinamento
Art. 6 – Durata ed effetti dei piani territoriali di coordinamento
Art. 7 – Contenuto del piano generale 5
Art. 8 – Formazione del piano regolatore generale 5
Art. 9 – Pubblicazione del progetto del piano generale. Osservazioni
Art. 10 – Approvazione del piano generale
Art. 11 – Durata ed effetti del piano generale
Art. 12 – Piani regolatori generali intercomunali
Art. 13 – Contenuto dei piani particolareggiati
Art. 14 – Compilazione dei piani particolareggiati
Art. 15 – Pubblicazione dei piani particolareggiati. Opposizioni
Art. 16 – Approvazione dei piani particolareggiati
Art. 17 – Validità dei piani particolareggiati 8
SEZIONE III – Norme per l’attuazione dei piani regolatori comunali 8
Art. 18 – Espropriabilità delle aree urbane 8
Art. 19 – Diritto di prelazione degli ex proprietari sulle aree urbane espropriate 9
Art. 20 – Sistemazioni edilizie a carico dei privati. Procedura coattiva 9
Art. 21 – Attribuzione ai privati di aree già pubbliche 9
Art. 22 – Rettifica di confini
Art. 23 – Comparti edificatori
Art. 24 – Aree private destinate alla formazione di vie e piazze 10
Art. 25 – Vincolo su aree sistemate a giardini privati 11
Art. 26 – Sospensione o demolizione di opere difformi dal piano regolatore 11
Art. 27 – Annullamento di autorizzazioni comunali 11
Art. 28 – Lottizzazione di aree 11
Art. 29 – Conformità delle costruzioni statali alle prescrizioni del piano regolatore comunale 11
Art. 30 – Approvazione del piano finanziario 12
CAPO IV – NORME REGOLATRICI DELL’ATTIVITÀ COSTRUTTIVA EDILIZIA 12
Art. 31 – Licenza edilizia – Responsabilità comune del committente e dell’assuntore dei lavori 12
Art. 32 – Attribuzione del Podestà per la vigilanza sulle costruzioni 12
Art. 33 – Contenuto dei regolamenti edilizi comunali 12
Art. 34 – Programma di fabbricazione per i Comuni sprovvisti di piano regolatore 13
Art. 35 – Termine per uniformare i regolamenti edilizi comunali alle norme della presente legge 13
Art. 36 – Approvazione dei regolamenti edilizi comunali 14
TITOLO III – DETERMINAZIONE DELL’INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE 14
Art. 37 – Rinvio alla legge generale sulle espropriazioni per pubblica utilità 14
Art. 38 – Valutazione dell’indennità per le aree urbane espropriabili 14
Art. 39 – Lavori di miglioramento eseguiti dopo l’approvazione del piano particolareggiato 14
Art. 40 – Oneri e vincoli non indennizzabili 14
TITOLO IV – DISPOSIZIONI GENERALI E TRANSITORIE 15
Art. 41 – Sanzioni penali 15
Art. 42 – Validità dei piani regolatori precedentemente approvati 15
Art. 43 – Servizi tecnici comunali o consorziali 15
Art. 44 – Norme integrative e di esecuzione della legge 15
Art. 45 – Disposizioni finali 15
Nelle sedi degli Ispettorati compartimentali del Genio civile e degli uffici decentrati del Ministero dei lavori pubblici sono istituite Sezioni urbanistiche rette da funzionari del ruolo architetti, ingegneri, urbanistici del Genio civile.
Le Sezioni urbanistiche compartimentali promuovono, vigilano e coordinano l’attività ur-banistica nella rispettiva circoscrizione.
b) alle località da scegliere come sedi di nuovi nuclei edilizi od impianti di particolare na-tura ed importanza;
I piani, elaborati d’intesa con le altre amministrazioni interessate e previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sono approvati per decreto reale su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per le comunicazioni, quando inte-ressino impianti ferroviari, e col Ministro per le corporazioni, ai fini della sistemazione delle zone industriali nel territorio nazionale.
Il decreto di approvazione viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno, ed allo scopo di dare ordine e disciplina anche all’attività privata, un esemplare del piano approvato deve essere depositato, a libera visione del pubblico, presso ogni Comune, il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nell’ambito del piano medesimo.
Il piano territoriale di coordinamento ha vigore a tempo indeterminato e può essere va-riato con decreto reale previa la osservanza della procedura che sarà stabilita dal rego-lamento di esecuzione della presente legge.
Art. 7 – Contenuto del piano generale
1) la rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e, laddove occorra, navigabili, concepita per la sistemazione e lo sviluppo dell’abitato, in modo da soddi-sfare alle esigenze del traffico, dell’igiene e del pubblico decoro;
4) le aree da riservare a sede della casa comunale e della casa del fascio, alla costruzio-ne di scuole e di chiese e ad opere ed impianti d’interesse pubblico in generale.
Art. 8 – Formazione del piano regolatore generale
I Comuni compresi negli elenchi di cui ai commi precedenti devono compilare il piano re-golatore generale e presentarlo al Ministro per i lavori pubblici per l’approvazione entro cinque anni dalla data del decreto ministeriale con cui è stato approvato il rispettivo elenco.
Trascorso tale termine è in facoltà del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Mi-nistro per l’interno, di disporre di ufficio la compilazione del piano.
In tal caso il Ministero dell’Interno provvede alla iscrizione d’ufficio della relativa spesa nel bilancio del Comune.
Il progetto di piano regolatore generale del Comune deve essere depositato nella Segre-teria comunale per la durata di 30 giorni consecutivi, durante i quali chiunque ha la facoltà di prenderne visione. L’effettuato deposito è reso noto al pubblico nei modi che saranno stabiliti nel regolamento di esecuzione della presente legge.
Il piano regolatore generale, previa comunicazione a tutti i Ministeri interessati ai sensi e per gli effetti del successivo articolo 45, e sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, è approvato con decreto reale su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per le comunicazioni, quando il piano stesso interessi impianti ferro-viari.
Il decreto di approvazione del piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Il de-posito del piano approvato, presso il Comune, e libera visione del pubblico, è fatto nei modi e termini stabiliti dal regolamento.
Nessuna proposta di variante al piano approvato può aver corso se non sia intervenuta la preventiva autorizzazione del Ministro per i lavori pubblici che potrà concederla, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, in vista di sopravvenute ragioni che determinano la totale o parziale inattualità del piano medesimo o la convenienza di migliorarlo.
Sono fatti salvi i poteri del Ministero delle corporazioni di autorizzare in caso di necessità nuovi impianti industriali fuori delle zone previste dai piani regolatori.
Quando per le caratteristiche di sviluppo degli aggregati edilizi di due o più Comuni con-termini si riconosca opportuno il coordinamento delle direttive riguardanti l’assetto urba-nistico dei Comuni stessi, il Ministro per i lavori pubblici può, a richiesta di una delle Am-ministrazioni interessate o di propria iniziativa, disporre la formazione di un piano regola-tore intercomunale.
Deve inoltre essere comunicato ai Podestà degli stessi Comuni perché deliberino circa la sua adozione.
– la profondità delle zone laterali a opere pubbliche, la cui occupazione serva ad inte-grare le finalità delle opere stesse ed a soddisfare prevedibili esigenze future.
Contro il decreto del Prefetto il Podestà può ricorrere, entro 30 giorni, al Ministro per i la-vori pubblici.
I piani particolareggiati, previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sono ap-provati con decreto reale, su proposta del Ministro per i lavori pubblici.
I piani particolareggiati nei quali siano comprese cose immobili soggette alla legge 1 giugno 1939-XVII, n. 1809, e alla legge 29 giugno 1939-XVII, n. 1497, dovranno essere preventivamente sottoposti al Ministro dell’educazione nazionale.
Il decreto di approvazione di un piano particolareggiato deve essere depositato nella se-greteria comunale e notificato nelle forme delle citazioni a ciascun proprietario degli im-mobili vincolati dal piano stesso entro un mese dall’annuncio dell’avvenuto deposito.
Art. 17 – Validità dei piani particolareggiati
Decorso il termine stabilito per la esecuzione del piano particolareggiato questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l’obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modi-ficazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.
Ove il Comune non provveda a presentare un nuovo piano per il necessario assetto della parte di piano particolareggiato che sia rimasta inattuata per decorso di termine, la com-pilazione potrà essere disposta dal Prefetto a norma del secondo comma dell’art. 14.
SEZIONE III – Norme per l’attuazione dei piani regolatori comunali
Art. 18 – Espropriabilità delle aree urbane
Quelle fra le dette aree che in seguito all’approvazione del piano particolareggiato in cui sono comprese, risultino destinate alla edificazione privata, e vengano richieste dai primi-tivi proprietari ai sensi del seguente art. 19, saranno dal Comune ricedute ai richiedenti, sempreché essi stessi si impegnino a costruirvi in proprio secondo le destinazioni di piano regolatore, ad un prezzo che, tenuto per base quello di esproprio, sia maggiorato solo di una quota commisurata alle spese incontrate dal Comune per le opere ed impianti di piano regolatore e all’importanza della destinazione.
Art. 19 – Diritto di prelazione degli ex proprietari sulle aree urbane espropriate
Coloro che hanno subito l’espropriazione di aree a termini dell’articolo precedente ed i loro eredi possono esercitare un diritto di prelazione sulle aree stesse quando queste, in seguito alla approvazione del piano particolareggiato in cui sono comprese, divengono di-sponibili per l’edificazione privata.
Il diritto di cui al comma precedente deve essere esercitato dagli interessati secondo le norme che saranno stabilite dal regolamento di esecuzione della presente legge, nel ter-mine di tre mesi dalla data dell’annunzio dell’avvenuto deposito nella segreteria comunale, a norma dell’art. 16, del decreto di approvazione del piano particolareggiato.
Art. 20 – Sistemazioni edilizie a carico dei privati. Procedura coattiva
Per l’esecuzione delle sistemazioni previste dal piano particolareggiato che consistano in costruzioni, ricostruzioni o modificazioni d’immobili appartenenti a privati, il Podestà in-giunge ai proprietari di eseguire i lavori entro un congruo termine.
Art. 21 – Attribuzione ai privati di aree già pubbliche
Le aree che per effetto della esecuzione di un piano particolareggiato cessino di far parte del suolo pubblico, e che non si prestino da sole ad utilizzazione edilizia, accedono alla proprietà di coloro che hanno edifici o terreni confinanti con i detti relitti, previo versa-mento del prezzo che sarà determinato nei modi da stabilirsi dal regolamento di esecu-zione della presente legge, in rapporto al vantaggio derivante dall’incorporamento dell’area.
Il Podestà ha facoltà di notificare ai proprietari delle aree fabbricabili esistenti in un de-terminato comprensorio l’invito a mettersi d’accordo per una modificazione dei confini fra le diverse proprietà, quando ciò sia necessario per l’attuazione del piano regolatore.
Formato il comparto, il Podestà deve invitare i proprietari a dichiarare entro un termine fissato nell’atto di notifica, se intendano procedere da soli, se proprietari dell’intero com-parto, o riuniti in consorzio alla edificazione dell’area e alle trasformazioni degli immobili in esso compresi secondo le dette prescrizioni.
A costituire il consorzio basterà il concorso dei proprietari rappresentanti, in base all’im-ponibile catastale, i tre quarti del valore dell’intero comparto. I consorzi così costituiti conseguiranno la piena disponibilità del comparto mediante la espropriazione delle aree e costruzioni dei proprietari non aderenti.
Per l’assegnazione di esso, con l’obbligo di provvedere ai lavori di edificazione o di tra-sformazione a norma del piano particolareggiato, il Comune indirà una gara fra i proprie-tari espropriati sulla base di un prezzo corrispondente alla indennità di espropriazione aumentata da una somma corrispondente all’aumento di valore derivante dall’approva-zione del piano regolatore.
In caso di diserzione della gara, il Comune potrà procedere all’assegnazione mediante gara aperta a tutti od anche, previa la prescritta autorizzazione, mediante vendita a trattativa privata, a prezzo non inferiore a quello posto a base della gara fra i proprietari e-spropriati.
Art. 24 – Aree private destinate alla formazione di vie e piazze
Art. 25 – Vincolo su aree sistemate a giardini privati
Art. 26 – Sospensione o demolizione di opere difformi dal piano regolatore
Art. 27 – Annullamento di autorizzazioni comunali
Le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che autorizzino opere non conformi a pre-scrizioni di piani regolatori, ovvero in qualsiasi modo costituiscano violazione delle pre-scrizioni stesse, possono essere in qualunque tempo annullati a norma dell’art. 6 del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934-XII, n. 383, mediante decreto reale, su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con quello per l’interno.
Art. 28 – Lottizzazione di aree
Fino a quando non sia approvato il piano regolatore particolareggiato è vietato di proce-dere a lottizzazione dei terreni a scopo edilizio senza la prevendita autorizzazione del Comune.
Approvato il piano particolareggiato il Podestà ha facoltà di invitare i proprietari di aree fabbricabili esistenti nei singoli isolati, che non siano stati già lottizzati nello stesso piano particolareggiato, a presentare entro un congruo termine, un progetto di lottizzazione tra loro concordato, che assicuri la razionale utilizzazione delle aree stesse. Se essi non ade-riscano, provvede alla compilazione di ufficio.
Il progetto di lottizzazione approvato con le modificazioni che l’autorità comunale abbia ritenuto di apportare è notificato per mezzo del messo comunale ai proprietari della aree fabbricabili con invito a dichiarare, entro 30 giorni dalla notifica, se l’accettino. Ove manchi tale accettazione, il Podestà ha facoltà di variare il progetto di lottizzazione in conformità alle richieste degli interessati o di procedere alla espropriazione delle aree.
Art. 29 – Conformità delle costruzioni statali alle prescrizioni del piano regolatore comunale
Art. 30 – Approvazione del piano finanziario
Il piano regolatore generale, agli effetti del primo comma dell’art. 18, ed i piani particola-reggiati previsti dall’art. 13 devono essere corredati di un piano finanziario formato dal Comune e approvato, oltre che dai normali organi di tutela, dai Ministeri dell’interno e delle finanze.
Art. 31 – Licenza edilizia – Responsabilità comune del committente e dell’assuntore dei lavori
Chiunque intenda eseguire nuove costruzioni edilizie ovvero ampliare quelle esistenti o modificarne la struttura o l’aspetto nei centri abitati ed ove esista il piano regolatore co-munale, anche dentro le zone di espansione di cui al n. 2 dell’art. 7, deve chiedere appo-sita licenza al Podestà del Comune.
Le determinazioni del Podestà sulle domande di licenza di costruzione devono essere no-tificate all’interessato non oltre il sessantesimo giorno della ricezione delle domande stes-se.
Il committente titolare della licenza e l’assuntore dei lavori di costruzioni sono entrambi responsabili di ogni inosservanza così delle norme generali di legge e di regolamento come delle modalità esecutive che siano fissate nella licenza di costruzione.
Art. 32 – Attribuzione del Podestà per la vigilanza sulle costruzioni
Qualora sia constatata l’inosservanza delle dette norme, prescrizioni e modalità esecutive, il Podestà ordina l’immediata sospensione dei lavori con riserva dei provvedimenti che ri-sultino necessari per la modifica delle costruzioni o per la rimessa in pristino. L’ordine di sospensione cesserà di avere efficacia se entro un mese dalla notificazione di esso il Po-destà non abbia adottato e notificato i provvedimenti definitivi.
Nel caso di lavori iniziati senza licenza o proseguiti dopo l’ordinanza di sospensione il Po-destà può, previa diffida e sentito il parere della Sezione urbanistica compartimentale or-dinarne la demolizione a spese del contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali.
Quando l’inosservanza si riferisca a costruzioni eseguite da Amministrazioni statali o dal Partito nazionale fascista ed organizzazioni proprie e dipendenti, il Podestà ne informa il Ministro dei lavori pubblici agli effetti del precedente articolo 29.
Art. 33 – Contenuto dei regolamenti edilizi comunali
I Comuni debbono con regolamento edilizio provvedere, in armonia, con le disposizioni contenute nella presente legge e nel testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934-XII, n. 1265, a dettare norme precipuamente sulle seguenti mate-rie, tenendo, se ne sia il caso, distinte quelle riguardanti il nucleo edilizio esistente da quelle riguardanti la zona di ampliamento e il restante territorio comunale:
8) l’aspetto dei fabbricati e il decoro dei servizi ed impianti che interessano l’estetica dell’edilizia urbana (tabelle stradali, mostre e affissi pubblicitari, impianti igienici di uso pubblico, ecc.);
13) le cautele da osservare a garanzia della pubblica incolumità per l’esecuzione delle o-pere edilizie, per l’occupazione del suolo pubblico, per i lavori nel pubblico sottosuolo, per le ribalte che si aprono nei luoghi di pubblico passaggio, ecc.;
– la lottizzazione delle aree fabbricabili e le caratteristiche dei vari tipi di costruzione previsti dal piano regolatore;
– l’osservanza di determinati caratteri architettonici e la formazione di complessi edilizi di carattere unitario, nei casi in cui ciò sia necessario per dare conveniente attuazione al piano regolatore;
– la costruzione e la manutenzione di strade private non previste nel piano regolatore.
Art. 34 – Programma di fabbricazione per i Comuni sprovvisti di piano regolatore
I Comuni sprovvisti di piano regolatore dovranno includere nel proprio regolamento edilizio un programma di fabbricazione, con l’indicazione dei limiti di ciascuna zona, secondo le delimitazioni in atto o da adottarsi, nonché con la precisazione dei tipi edilizi propri di cia-scuna zona. Potranno anche indicare le eventuali direttrici di espansione.
Art. 35 – Termine per uniformare i regolamenti edilizi comunali alle norme della presente legge
Art. 36 – Approvazione dei regolamenti edilizi comunali
I regolamenti edilizi dei Comuni compresi negli elenchi di cui all’art. 8 sono deliberati dal Podestà ed approvati con decreto del Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per l’interno, uditi i pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio supe-riore di sanità.
Art. 37 – Rinvio alla legge generale sulle espropriazioni per pubblica utilità
Art. 38 – Valutazione dell’indennità per le aree urbane espropriabili
Art. 39 – Lavori di miglioramento eseguiti dopo l’approvazione del piano partico-lareggiato
Agli effetti della determinazione della indennità di espropriazione non si tiene conto degli aumenti di valore dipendenti da lavori eseguiti nell’immobile dopo la pubblicazione del piano particolareggiato, a meno che i lavori stessi non siano stati, con le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione della presente legge, riconosciuti necessari per la conser-vazione dell’immobile e per accertate esigenze dell’igiene e della incolumità pubblica.
Art. 40 – Oneri e vincoli non indennizzabili
Art. 41 – Sanzioni penali
Salvo quanto è stabilito con l’art. 344 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con legge 27 luglio 1934-XII, n. 1265, per le contravvenzioni alle norme dei regolamenti locali d’igiene, si applica:
a) l’ammenda fino a lire diecimila per la violazione del divieto stabilito nell’art. 28, primo comma, ovvero per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive pre-vedute nell’art. 32, primo comma;
Per le contravvenzioni di cui alla lettera a) è ammessa l’oblazione con l’osservanza delle norme stabilite negli art. 107 e seguenti del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934-XII, n. 383.
Art. 42 – Validità dei piani regolatori precedentemente approvati
Trascorso tale termine, i Comuni interessati devono procedere alla revisione del piano re-golatore esistente od alla formazione di un nuovo piano regolatore secondo le norme della presente legge.
Art. 43 – Servizi tecnici comunali o consorziali
Art. 44 – Norme integrative e di esecuzione della legge
Con decreti reali su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto coi Ministri inte-ressati, saranno emanati, a termini degli articoli 1 e 3 della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100, il regolamento di esecuzione della presente legge, nonché le norme complementari ed integrative della legge stessa, che si rendessero necessarie.
Art. 45 – Disposizioni finali
Rimangono ferme le disposizioni di legge che stabiliscono la competenza anche di altri Ministeri ed organi consultivi riguardo ai piani regolatori comunali ed ai regolamenti edilizi, nonché quelle relative ai poteri del Ministero delle corporazioni in materia di impianti in-dustriali.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

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Art. 17

Art. 18

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Art. 20

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Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 7

Art. 8
 articolo 45

Art. 17

Art. 18
 art. 19

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 24

Art. 25

Art. 26

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Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32
 articolo 29

Art. 33

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Art. 37

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Art. 40

Art. 41
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Art. 42

Art. 43

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