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Servizi al cittadino I diritti del cittadino.L’accessibilità per tutti
PubblicatoTino Piccinini Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Servizi al cittadino I diritti del cittadino.L’accessibilità per tutti"— Transcript della presentazione:
1 Servizi al cittadino I diritti del cittadino.L’accessibilità per tutti
Corso di formazione per passaggi d’area ESPERTO IN COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE Patrizia De Socio Centro serv.educativi
2 Di cosa parleremo in breve
Testi di riferimento in relazione all’accessibilità e al pubblico Accoglienza Definizione di pubblico Concetto di accessibilità Mezzi e strumenti che favoriscono la comunicazione museale
3 Testi di riferimento Atto d’indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei (art. 150, comma 6, D.L. n. 112/1998). ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’, (D. L. numero 42 del 22 gennaio 2004 e successive modifiche e integrazioni, fino alle ultime due disposizioni del marzo 2008). Carta della qualità dei servizi (D.M. 18.X.2007) D.M in G.U. 114 del ‘LINEE GUIDA PER L’ACCESSIBILITÀ AL PATRIMONIO CULTURALE’ Patrizia De Socio Centro serv.educativi
4 Carta della qualità cosa è
E’ un vero e proprio patto con gli utenti che fissa principi e regole tra chi eroga il servizio e chi ne usufruisce. Tutte le carte si ispirano ai principi fondamentali contenuti nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1994. Ma è con la direttiva Nicolais del 2007, dal titolo ‘Per una pubblica amministrazione di qualità’ che si richiede alle amministrazioni un impegno concreto per il miglioramento continuo. I principi fondamentali sono quelli dell’uguaglianza e dell’imparzialità, della continuità, della partecipazione, dell’efficienza e dell’efficacia. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
5 La Carta della qualità dei servizi un dovere di informazione
La Direttiva del Ministro,emanata il 18.X.2007, introduce l’obbligo di adozione della Carta e fornisce una serie di linee guida per ciascuna tipologia di Istituto. La “Carta della qualità dei servizi” impegna i musei, le aree e parchi archeologici, le biblioteche e gli archivi ad informare il pubblico sul livello di qualità dei servizi Patrizia De Socio Centro serv.educativi
6 La Carta della qualità dei servizi modelli di riferimento
Esistono tre modelli di riferimento della Carta Musei Archivi Biblioteche
7 La Carta della qualità dei servizi la sperimentazione
5 Archivi di Stato Palermo,Catania,Messina, Ragusa,Trapani 2 Biblioteche Nazionale “Vittorio Emanuele III” ,Napoli Biblioteca Universitaria, Sassari 6 Musei e Aree archeologiche Museo archeologico, Napoli Museo archeologico Paestum Parco archeologico Velia Museo di Capodimonte Reggia di Caserta Pinacoteca Cagliari Patrizia De Socio Centro serv.educativi
8 La Carta della qualità dei servizi standard di prestazione
Tutti gli Istituti e i luoghi della cultura che erogano servizi pubblici mettono a disposizione degli utenti la propria carta con i relativi standard di prestazione. Le Carte indicano precisi livelli e standard qualitativi cui attenersi e non possono contenere impegni indefiniti e non controllabili o peggio ancora vaghe promesse e dichiarazioni di intenti. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
9 Un primo dato risulta chiaro dalla lettura dei modelli di riferimento:
La Carta della qualità dei servizi indicatori di qualità per attenzione alle utenze Un primo dato risulta chiaro dalla lettura dei modelli di riferimento: gli indicatori sono tarati su utenze diverse Patrizia De Socio Centro serv.educativi
10 La Carta della qualità dei servizi fattori di qualità e indicatori
I fattori di qualità e gli indicatori che ne derivano, ritenuti rilevanti per la soddisfazione dell’utenza, sono: - la regolarità e la continuità del servizio - l’accoglienza del visitatore - l’ampiezza dell’offerta - i servizi per l’educazione e la didattica o per la consultazione - l’esistenza di strutture o strumenti per le persone con disabilità Patrizia De Socio Centro serv.educativi
11 per l’accoglienza l’accesso facilitato
La Carta della qualità dei servizi I fattori/indicatori di qualità per le persone con disabilità I fattori/indicatori di qualità per le persone con disabilità sui quali si prevedono impegni precisi sono per l’accoglienza l’accesso facilitato per la fruizione, la mediazione attraverso l’assistenza qualificata per le categorie svantaggiate sempre per la fruizione, la disponibilità di strumenti specifici per disabilità sia sensoriali che cognitive. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
12 Carta della qualità – Musei,Aree archeologiche– Selezione contenuti
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18 Valutare il gradimento dei servizi offerti
Il rapporto con il pubblico si basa sulla collaborazione concreta tra i soggetti interessati : istituzione e persona Patrizia De Socio Centro serv.educativi
19 Valutare il gradimento dei servizi offerti: COME ?
Segnalando con chiarezza all'ingresso della sede la possibilità per il visitatore di manifestare critiche e suggerimenti (raccolti in un apposito registro con un modello prestampato ) Ne deriva l’impegno, da parte della direzione, ad un esame periodico delle considerazioni espresse dal pubblico e, successivamente, allo studio, da parte del personale del museo, della fattibilità delle proposte e dei suggerimenti avanzati al fine di conciliare le esigenze del pubblico e la fattibilità delle richieste con le caratteristiche della sede
20 RAPPORTI DEL MUSEO CON IL PUBBLICO E RELATIVI SERVIZI
Atto d’indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei AMBITO VII tratta dei RAPPORTI DEL MUSEO CON IL PUBBLICO E RELATIVI SERVIZI (cfr. ”Gazzetta Ufficiale” n.238, 19 ottobre 2001) (Decreto del 10 maggio 2001 ) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
21 Atto d’indirizzo: i contenuti
L“Atto di Indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei” (art. 150, comma 6, D.L. n. 112/1998). è un decreto istituito nel maggio 2001 Contiene una serie di criteri tecnico scientifici e di standard minimi cui riferirsi per garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni. ( in corso di revisione) E’ diviso in Ambiti (ognuno dei quali affronta aspetti legati alla ‘vita’ del museo, dallo status giuridico alle strutture del museo, alla gestione delle collezioni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
22 Atto d’indirizzo: cosa definisce il testo
Il testo definisce i criteri e gli standard da osservare in materia di funzionamento museale. E’ opera di un gruppo di lavoro composto da studiosi,esperti, membri della Conferenza delle Regioni e di organismi internazionali come l’ICOM, l’International Council of Museums, che per statuto si occupa dei problemi connessi sia alla difesa del patrimonio che delle professionalità museali. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
23 Atto d’indirizzo Gli otto ambiti di riferimento
I	Status giuridico II	Assetto finanziario III	Strutture IV	Personale V	Sicurezza VI	Gestione delle collezioni VII	Rapporti con il pubblico e relativi servizi VIII	Rapporti con il territorio Patrizia De Socio Centro serv.educativi
24 Atto d’indirizzo Ambito VII
Gli ambiti affrontano tutti gli aspetti del problema, dallo status giuridico alle strutture del museo, alla gestione delle collezioni), il VII tratta dei rapporti del museo con il pubblico e relativi servizi. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
25 Atto d’indirizzo Sezione “Accesso al pubblico”
Nella sezione “Accesso al pubblico” è detto che il museo deve risultare accessibile e fruibile in ogni sua parte pubblica alla totalità dei visitatori, che l’eliminazione delle barriere architettoniche in prossimità dell’ingresso e dell’uscita, nonché nei percorsi interni del museo, rientra fra le norme obbligatorie, previste anche dalla normativa vigente.
26 Atto d’indirizzo: Condizioni di fruibilità
Tra le condizioni di fruibilità sono da ritenersi compresi tutti quei provvedimenti e accorgimenti che mettono anche i visitatori con svantaggi di vario genere in grado di fruire pienamente della visita e dei servizi, esperienze ed informazioni connessi, tenendo conto nell’allestimento dei problemi di vista e udito, oltre a quelli di deambulazione. Un buon esempiopuò essere è la cura da dedicare alle didascalie. C’è un esplicito riferimento all’assistenza a speciali categorie di utenti, ma senza riportare, ovviamente, strategie specifiche, così come è suggerito di prestare particolare attenzione all’aspetto della comunicazione al visitatore. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
27 Atto d’indirizzo: i contenuti
L’Ambito VII affronta anche temi connessi all’area dell’accoglienza, quali: Condizioni di accessibilità e fruibilità Orario di apertura Modalità di accesso Accoglienza e servizio informazioni Assistenza a speciali categorie di utenti Patrizia De Socio Centro serv.educativi
28 Atto d’indirizzo: i contenuti
L’Ambito affronta, come si può leggere nel testo normativo, anche aree apparentemente ‘marginali’ come: l’organizzazione di spazi custoditi a uso di guardaroba gli spazi per la sosta e il riposo le aree per la proiezione di audiovisivi Patrizia De Socio Centro serv.educativi
29 Atto d’indirizzo: i contenuti
L’accoglienza al pubblico del museo, quindi, e’ fatta di elementi indispensabili, di diverso impatto e ricaduta, cui si deve dare la massima visibilità. Qualche esempio Organizzazione di uno sportello/punto per le informazioni (ruolo chiave del personale che deve orientare gli utenti) Servizio di biglietteria Affissione del regolamento (contiene diritti e doveri dei visitatori,norme di sicurezza,fasi di accesso e uscita,eventuale fruizione di servizi nel corso della visita,quali didattica,punti vendita ecc.) Assistenza a speciali categorie di utenti Patrizia De Socio Centro serv.educativi
30 Atto d’indirizzo: i contenuti
Nelle condizioni preliminari di accessibilità e fruibilità, l’Atto si occupa, dunque, in specifico modo dell’assistenza a speciali categorie di utenti. Vediamo come, in concreto Si parte dalla raggiungibilità del sito, che deve essere garantita sia con mezzo pubblico che privato, prevedendo anche il parcheggio nelle immediate adiacenze. Successivamente si affronta il superamento delle barriere architettoniche all’entrata, all’uscita e nei percorsi. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
31 Atto d’indirizzo: i contenuti
Il concetto ricorrente è: Il museo “deve risultare accessibile e fruibile in ogni sua parte pubblica alla totalità dei visitatori”. Anche i visitatori con svantaggi di vario genere devono essere messi in grado di fruire pienamente della visita e dei servizi, con attenzione alle disabilità sensoriali nella progettazione dell’allestimento, e con un esplicito riferimento alla leggibilità delle didascalie. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
32 Atto d’indirizzo: Servizi speciali per gli utenti
Un altro aspetto interessante è affrontato nel punto 3 dell’Ambito VII, “Servizi speciali per gli utenti” in cui si ribadisce la missione educativa del museo, la funzione di studio, documentazione, produzione scientifica svolta dallo staff tecnico dell’istituto, nell’ottica di fare del museo un luogo di eccellenza per l’approccio al passato , integrativo della formazione scolastica e universitaria nonché dei percorsi culturali individuali. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
33 Atto d’indirizzo. I servizi speciali
Servizio educativo Biblioteca e Centro di documentazione Fototeca Laboratorio didattico Patrizia De Socio Centro serv.educativi
34 Atto d’indirizzo: concetto forte
Il museo, insomma, deve garantire al pubblico una fruizione agevole e una permanenza “piacevole” Il concetto forte è raggiungimento della migliore qualità del servizio che “va perseguita con ogni mezzo”. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
35 L’accoglienza del pubblico: una questione di reciproco scambio
L’ accoglienza del pubblico al museo è un segmento strategico poiché è attraverso le strutture, i materiali e i servizi che il museo mette in campo che si agevolano: la visita la comprensione del percorso espositivo la conoscenza delle opere e degli oggetti esposti e si stimola l’interesse e il desiderio di approfondimento culturale favorendo un’esperienza di visita soddisfacente e piacevole Patrizia De Socio Centro serv.educativi
36 Individuiamo il pubblico
Quale pubblico ? Patrizia De Socio Centro serv.educativi
37 Pubblico o…. pubblici ? Famiglie, scuole,anziani studenti, cultori della materia, studiosi, gruppi, turisti, insegnanti, associazioni,persone con disabilità… Patrizia De Socio Centro serv.educativi
38 Un interlocutore inesistente ?
Ma esiste anche un Non pubblico Patrizia De Socio Centro serv.educativi
39 Un interlocutore inesistente ?
Il significato del termine, stimolante e forse anche un po’ provocatorio, è chiarito con grande puntualità nelle pubblicazioni informative prodotte dai servizi educativi dei Musei Reali di Belle Arti del Belgio già dal 2003. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
40 Non pubblico La negazione di questo sostantivo indica fasce di popolazione per le quali non è poi così scontato visitare un museo! Qualche causa a) comportamenti di autoesclusione dall’evento, dovuti ad una personale percezione di inadeguatezza o alla mancanza di strumenti interpretativi b) mancanza di interesse all’evento stesso c) oggettiva impossibilità di accesso al servizio, indipendente dalla volontà degli interessati Patrizia De Socio Centro serv.educativi
41 Non pubblico: cosa nasconde questo termine
Questo gioco di parole apparentemente innocuo, maschera realtà sociali molto serie: quelle dei disabili sensoriali o psichici o di chi vive pesanti situazioni di esclusione sociale, di non partecipazione alla vita e alla cultura del paese. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
42 Non pubblico: cosa nasconde questo termine
una scarsa scolarizzazione una conoscenza ridotta della lingua madre, un processo di inserimento in un paese in cui si arriva come forza lavoro e nel quale si vive culturalmente a margine Patrizia De Socio Centro serv.educativi
43 Situazioni di difficoltà
Ecco alcune delle cause che generano una situazione di oggettiva difficoltà nella fruizione del patrimonio culturale.
44 Da non pubblico a pubblico potenziale
Creare le condizioni che permettano a questo pubblico negato il passaggio nella categoria dei frequentatori, anche sporadici, del museo è una delle attività più meritorie ed eticamente alte che il museo può intraprendere. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
45 Fruizione e valorizzazione
Titolo II del Codice Fruizione e valorizzazione Capo I Fruizione dei beni culturali Patrizia De Socio Centro serv.educativi
46 ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’,
Sono vari gli articoli che nel Codice mettono l’accento sulla fruizione pubblica, e di conseguenza sull’accessibilità, quale scopo primario della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. In particolare: art. 1: “…. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale”; Patrizia De Socio Centro serv.educativi
47 Valorizzazione cioè promozione della conoscenza
art. 6: “La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso….” Patrizia De Socio Centro serv.educativi
48 Valorizzazione cioè promozione della conoscenza
Parole chiave ‘promuovere’ la conoscenza del patrimonio culturale ‘assicurare’ le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso….” Patrizia De Socio Centro serv.educativi
49 Fruizione art. 102 comma 1: “Lo stato,le regioni, gli altri enti pubblici territoriali ed ogni altro ente ed istituto pubblico assicurano la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati all’art. 101, nel rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente codice “ Patrizia De Socio Centro serv.educativi
50 Fruizione art. 105 “Il Ministero e le regioni vigilano, nell’ambito delle rispettive competenze,affinché siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle disposizioni della presente Parte “ Patrizia De Socio Centro serv.educativi
51 Fruizione del patrimonio culturale
Il tema della fruizione del patrimonio culturale (D.L. n. 42 del 22 gennaio 2004 parte prima Art.1 punto 3), come sancito nella normativa di riferimento, è un argomento cruciale e non può essere che interpretato nella maniera più ampia possibile, in considerazione del fatto che Patrizia De Socio Centro serv.educativi
52 Fruizione del patrimonio culturale
le persone sono portatrici di bisogni
53 CONDIZIONI DI FRUIBILITA’
Tra le condizioni di fruibilità sono da ritenere compresi tutti quei provvedimenti e accorgimenti che mettono anche i visitatori con svantaggi di vario genere in grado di fruire pienamente della visita e dei servizi, (bagni,aree di sosta,bookshop,caffetteria) esperienze ed informazioni connessi, tenendo conto nell’allestimento dei problemi di vista e udito, oltre a quelli di deambulazione. Un buon esempio è la cura da dedicare alle didascalie, già sottolineata in precedenza Patrizia De Socio Centro serv.educativi
54 La missione educativa del museo
art Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole Comma 2. “Sulla base degli accordi previsti al comma 1, i responsabili degli istituti e dei luoghi della cultura di cui all’articolo 101 possono stipulare con le scuole di ogni ordine e grado, appartenenti al sistema nazionale di istruzione, apposite convenzioni per la elaborazione di percorsi didattici, la predisposizione di materiali e sussidi audiovisivi, nonché per la formazione e l’aggiornamento dei docenti. I percorsi, i materiali e i sussidi tengono conto della specificità della scuola richiedente e delle eventuali particolari esigenze determinate dalla presenza di alunni disabili” Patrizia De Socio Centro serv.educativi
55 Oggetti,pannelli,interpretazioni ANCHE QUESTA è ACCESSIBILITA’
L’allestimento dell’apparato informativo di corredo alle opere, pannelli esplicativi, schede informative,didascalie e cartellini che riportano i dati indispensabili e per così dire ‘strategici’ ai fini della presentazione delle collezioni, comporta da parte del personale del museo un’analisi molto attenta dei contenuti e un’altrettanto attenta redazione dei testi, a tutela della scientificità di cui il museo si deve fare garante e dei bisogni complessivi di un pubblico che, in realtà, è un insieme di più pubblici poiché è formato da persone di ogni tipo, età, cultura, interesse. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
56 Oggetti,pannelli,comprensione ANCHE QUESTA è ACCESSIBILITA’
L’immagine percepita del museo è fatta anche dei suoi apparati espositivi che possono respingere il pubblico se usano linguaggi troppo specifici. Il museo, cioè gli specialisti che vi lavorano, trova ancora difficoltà a semplificare l’informazione quasi a temere che una comunicazione scritta di facile e immediata comprensione possa essere interpretata come un abbassamento del livello scientifico. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
57 Per l’educazione alla conoscenza
Riprendiamo ora la lettura del Codice e leggiamo la definizione di museo art. 101: “Gli istituti ed i luoghi della cultura che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico….” (art.101) «museo», una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio; Patrizia De Socio Centro serv.educativi
58 Per l’educazione alla conoscenza
L’educazione alla conoscenza del patrimonio culturale, dunque, con un riferimento particolare soprattutto alle persone con disabilità rappresenta, da molti punti di vista, l’obiettivo prioritario del museo quale ambiente educativo Patrizia De Socio Centro serv.educativi
59 Come intendere la possibilità di accesso al patrimonio culturale ?
La possibilità di accesso al patrimonio è da intendere sia come possibilità di fruizione degli adeguati strumenti di comunicazione in loco ( pensati e realizzati dagli addetti del museo) (ambito VII - rapporto del museo con il pubblico e relativi servizi) sia come sistema complessivo dell’informazione, in cui la possibilità dell’accesso viene data ancor prima della visita al sito stesso. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
60 La comunicazione primaria del museo
Le informazioni, quindi, sono il mezzo necessario alle persone che esprimono esigenze diverse, per conoscere gli spazi e i luoghi, il loro accesso, la possibilità di muoversi disinvoltamente al loro interno e di usarli in maniera sicura ed autonoma. Esse devono essere raccolte e diffuse: tenendo conto del target dei destinatari e delle loro diverse esigenze, utilizzando metodi basati su criteri ben definiti,un linguaggio chiaro e condiviso, canali di diffusione vari e facilmente utilizzabili. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
61 La comunicazione primaria del museo
Cosa vuol dire ‘comunicazione’ nell’ambito del museo? Trasporre, secondo metodologie pedagogiche e specifiche strumentazioni didattiche, i saperi ed il patrimonio culturale museale, nelle forme di volta in volta più adatte alla diffusione della conoscenza. Le informazioni sono il mezzo più importante per mettere in condizione qualunque persona di godere del patrimonio culturale. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
62 La comunicazione primaria del museo i destinatari dell’informazione
Il patrimonio è un elemento costitutivo dell’ambiente nel quale viviamo. E’ risorsa,oggetto di studio,punto di riferimento temporale e spaziale per la comprensione della collettività e dei suoi contesti culturali e ambientali. Di qui la sua importanza nel quadro dei processi educativi, poiché dà significato umano e sociale alle conoscenze apprese, consistenza ai metodi di indagine e di studio ed efficacia alle strategie di progettazione e di attuazione. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
63 La comunicazione primaria del museo i destinatari dell’informazione
Ma le attività debbono essere diversificate a seconda del pubblico e cioè: mirate alla conoscenza consapevole del patrimonio poiché debbono Patrizia De Socio Centro serv.educativi
64 La comunicazione primaria del museo i destinatari dell’informazione
far acquisire capacità di dare senso e valore far adottare comportamenti conseguenti nei confronti delle testimonianze e dei principi costitutivi di ogni cultura Patrizia De Socio Centro serv.educativi
65 Commissione permanente cultura accessibile
Istituita nell’ estate del 2007, ripartita in 5 gruppi di lavoro per settori omogenei. Gli esiti di questo lavoro sono stati fino ad ora la stesura delle ‘Linee guida per l’accessibilità al patrimonio culturale’ dedicate a due settori di interesse: a) ‘Superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale (pubblicazione marzo 2008) coordinato dall’architetto Fabrizio Vescovo. b) ‘Linee guida per la mediazione culturale per i pubblici con disabilità sensoriali e psico cognitive’ , coordinato dalla dottoressa Maria Antonella Fusco ( Dir.Gen. B.A.S.A.E. Serv.IV) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
66 ‘Linee guida per l’accessibilità al patrimonio culturale’
Il documento è stato pubblicato con D.M in G.U. 114 del nella sua prima parte dedicata al Superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale ( Patrizia De Socio Centro serv.educativi
67 La seconda parte ‘Linee guida per la mediazione culturale per i pubblici con disabilità sensoriali e psico cognitive’ è in corso di revisione
68 Analisi dei bisogni Ogni aspetto della comunicazione, soprattutto quella relativa alla didattica e all’elaborazione di materiali di supporto a iniziative educative deve partire da l’analisi dei bisogni dei diversi pubblici e delle specifiche esigenze cognitive derivanti dalle loro disabilità Occorrerà quindi, come prima cosa: a) Individuare un focus group misto con la presenza imprescindibile di utenti disabili (meglio se organizzati in associazioni rappresentative), medici e specialisti della mediazione per le singole disabilità, e i responsabili scientifici degli Istituti coinvolti nel progetto. b) allestire una équipe di progetto snella e flessibile, basata sul dialogo tra istanze e specialisti differenti. c) pensare a iniziative di formazione e aggiornamento delle parti coinvolte, responsabile del servizio educativo, mediatori culturali, educatori museali,esperti in comunicazione Patrizia De Socio Centro serv.educativi
69 Strumenti e supporti didattici
Vediamo ora qualche tipologia di materiale didattico per persone con disabilità fisiche
70 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista
Mappe tattili e disegni a rilievo Si tratta di strumenti di lettura alternativi alla stampa in nero, grazie ai quali si possono riprodurre soggetti di vario tipo, facciate di monumenti, dettagli architettonici, piante di edifici, mappe di luoghi, itinerari urbani, percorsi museali, dislocazione di servizi e ausili. Il supporto su cui si stampano cambia a seconda delle tecniche utilizzate. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
71 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista
termoformatura a vuoto, un procedimento tecnico che fa aderire un foglio di materiale plastico riscaldato (polimero) a una matrice; il macchinario utilizzato è formato da una superficie aspirante su cui poggia la forma e un telaio che mantiene teso il foglio di plastica al di sopra della forma; stampa su carta a micro capsule, si fa passare dentro un fornetto a raggi infrarossi un foglio di carta speciale sensibile al calore sul quale in precedenza si è fotocopiata l’immagine che interessa; la reazione al calore fa sì che le micro capsule si aprano facendo uscire inchiostro nero che coincide imprimendosi sulla superficie; si ottiene un leggero rilievo che coincide con l’immagine fotocopiata; goffratura , è un procedimento di lavorazione meccanico a rilievo su materiali cedevoli come la carta, il cartoncino o la plastica ; si ottiene lavorando la superficie interna di uno stampo, dal quale si ottiene una contromatrice in plastica e da questa l’immagine su cartoncino; Patrizia De Socio Centro serv.educativi
72 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista
serigrafia, consente di stampare con un procedimento chimico, su materiali diversi che vanno dalla carta alla plastica al tessuto, un’immagine a rilievo. Uso: Tavole termoformate: adatte soprattutto ad un uso didattico. Sono associabili anche al colore che viene stampato direttamente sulla plastica. Stampe su carta a microcapsule: Sistema semplice adatto a distribuire materiale informativo di uso ‘comune’ E percepibile facilmente anche agli ipovedenti. Goffratura adatta ad un uso didattico. E’associabile anche al colore, rende discretamente anche livelli di altezza e di profondità diversi. Serigrafia Idonea a mappe e disegni semplici Criticità:ognuno di questi sussidi, se didattico,esprime al meglio i suoi contenuti se la lettura è seguita da un operatore didattico . Patrizia De Socio Centro serv.educativi
73 tutti quelli che riguardano la comunicazione con il pubblico:
Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista: i contesti applicativi tutti quelli che riguardano la comunicazione con il pubblico: pannelli informativi segnaletica interna schede di sala materiale divulgativo apparati didattici
74 Serigrafia. L’altezza del rilievo può essere poco percepibile al tatto
Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista: criticità Tavole termoformate. Sono soggette ad usura. Un lungo lavoro di progettazione al computer precede la realizzazione della matrice da cui si ottengono le tavole. La risoluzione dell’immagine dipende dalla precisione della matrice. Stampe su carta a microcapsule. Il rilievo è molto basso, la resa dell’immagine non è perfetta. Goffratura. Tempi di realizzazione della matrice. La risoluzione dell’immagine dipende dall’ accuratezza di esecuzione della matrice. Serigrafia. L’altezza del rilievo può essere poco percepibile al tatto Patrizia De Socio Centro serv.educativi
75 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Sistemi mobili di guida
Si tratta di sistemi elettronici o informatici di localizzazione di tipo diverso. Sono tutti pensati per favorire al massimo la completa mobilità e l’autonomia del fruitore. Permettono di muoversi all'interno di uno spazio aperto o chiuso non noto, senza utilizzare la vista. Ciò avviene grazie a conduttori nascosti sotto la pavimentazione oppure all’installazione di percorsi elettronici e con l’uso contestuale di piccoli personal computer palmari oppure di impianti di guida elettromagnetici, bastoni vibratili,segnalatori di tipo diverso. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
76 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Sistemi mobili di guida
In linee generali oggi questi sistemi si avvalgono di piccoli computer da tasca, (PDA ,Personal Digital Assistant) con dei software applicativi che guidano l’utente verso punti determinati di interesse. Un sistema di sensori invia tramite radiofrequenze delle istruzioni, ad esempio per raggiungere le opere selezionate dal museo all’interno del percorso di visita, attraverso traiettorie prestabilite che localizzano ostacoli e eventuali irregolarità. Arrivati al punto prefissato si attivano, con metodi che variano a seconda del sistema adottato, dei contenuti di ascolto poi trasmessi all’utente, generalmente da una cuffia auricolare.
77 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Sistemi mobili di guida
I sistemi mobili di guida consentono di compiere esperienze conoscitive del patrimonio culturale individuali. In ognuno di questi sistemi, a parte la funzionalità e la congruità di ciascuno in rapporto alle circostanze in cui trova applicazione pratica, è strategica la qualità complessiva dell’informazione proposta, l’ attenta ed esaustiva selezione delle opere, la dettagliata descrizione dei contenuti. Riferimenti e modelli Museo Tattile Statale Omero, Ancona; Galata Museo del Mare, Genova Patrizia De Socio Centro serv.educativi
78 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Sistemi mobili di guida
Criticità Si tratta di un approccio al patrimonio non mediato dalla presenza di una professionalità museale.
79 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Audio guide
Le audio guide sono dei files audio organizzati per sezioni di ascolto, che contengono informazioni relative ad un’opera o ad un percorso grazie alle quali si raggiunge, per gradi successivi e senza la presenza di un operatore, una conoscenza approfondita della o delle opere descritte. Ciò può avvenire contestualmente all’esplorazione tattile di un originale o di un modello oggetto dell’audio guida. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
80 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Audio guide
L’ascolto avviene con una cuffia auricolare collegata ad un dispositivo elettronico o ad un lettore di CD. Le informazioni possono essere strutturate per livelli di approfondimento formale, per tecniche di esecuzione, per dettagli o aspetti significativi ma sempre in modo che l’utente, completato l’ascolto, giunga ad una ricostruzione mentale quanto più possibile completa ed oggettiva.
81 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Audio guide
L’ informazione deve essere accurata ed equilibrata nell’inserire termini tecnici, proporre interpretazioni, suggerire possibili confronti, fare rimandi. Questo tipo di dati non deve mai sovrapporsi e mescolarsi alla descrizione analitica. Il redattore deve essere capace e misurato nel mediare tra la sua funzione prioritaria, che in questo caso è quella dell’abile descrittore che guida alla scoperta dell’opera, e quella del critico che fornisce, ma solo in un secondo momento e in una sezione a parte, gli strumenti o le chiavi di lettura per far apprezzare a pieno l’opera e collocarla nel suo contesto epocale. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
82 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Audio guide
Una descrizione precisa è indispensabile per un cieco, poiché gli consente di cogliere con precisione tutti i dettagli di un oggetto e di ricostruirne mentalmente la sua interezza formale. La neutralità del testo è però indispensabile: il redattore deve guidare il cieco verso un obiettivo, la ‘visione mentale dell’oggetto’ senza mescolare il piano descrittivo e quello interpretativo.
83 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Audio guide
Si potrebbe così facendo influenzare e inquinare con una eccessiva personalizzazione il lungo processo di interiorizzazione della forma da parte del cieco che lo porta alla finale rielaborazione emotiva. Nella progettazione dei testi, sarà bene diversificare il prodotto facendone due versioni, funzionali a bisogni di utenti diversi: una per l’utenza scolastica (fascia dell’obbligo), l’altra per il pubblico adulto. I testi dovranno seguire stili narrativi efficaci a seconda dei destinatari. Sono comunque consigliabili periodi brevi e distanziati l’uno dall’altro, per permettere una esplorazione attenta durante l’ascolto. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
84 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Audio guide-contesti applicativi Tutti i prodotti per i quali sia necessario sostituire, o affiancare, il canale visivo con una diversa modalità comunicativa Applicabilità:ha il vantaggio di lasciare libere le mani durante l’esplorazione tattile. L’organizzazione per sezioni o piste permette di gestire autonomamente le varie fasi di approccio all’opera, sui dettagli della quale si può tornare a piacimento. Se l’audio guida è registrata su un supporto che lo consente (CD rom) l’utente può trasferire le informazioni su carta, in Braille o a stampa Patrizia De Socio Centro serv.educativi
85 E’ proprio la neutralità narrativa dei testi, citata in precedenza..
Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Criticità E’ proprio la neutralità narrativa dei testi, citata in precedenza.. Non c’è mediazione dei contenuti da parte dell’ operatore.
86 Un possibile esempio di struttura per una audioguida
Nella stesura di un testo per un’audioguida, il file di testo deve essere scaricabile direttamente su personal computer da parte dell’utente per permettergli di raggiungere, a suo comodo e discrezione, più livelli di approfondimento. L’ascoltatore si può limitare a seguire la sola lettura tattile del modello, della replica o della tavola termoformata che sta esplorando con le indicazioni dell’audioguida oppure ampliare gradualmente la conoscenza del reperto ad altri aspetti di carattere più tecnico e scientifico, che possono spaziare dalle tecniche di esecuzione delle opere in esame ai caratteri storico stilistici, o all’inquadramento storico, alle corrispondenze letterarie e così via. La forma comunicativa del testo deve comunque facilitare, senza per questo semplificare i contenuti, la fruizione a pubblici di età, esigenze e formazione diverse. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
87 Un possibile esempio di struttura per una audioguida
Le informazioni dovrebbero essere organizzate per sezioni di lettura- ascolto,ognuna delle quali possa vivere in modo del tutto autonomo rispetto alla totalità del testo. La lettura-ascolto sistematica delle sezioni deve consentire, tuttavia, di raggiungere per gradi successivi non necessariamente sequenziali, un grado di conoscenza più approfondito che può avvenire in tutta comodità dopo l’esplorazione tattile e la percezione di ogni dettaglio formale. Le informazioni debbono essere fornite per gradi, in modo da arrivare ad una ricostruzione mentale quanto più possibile completa ed oggettiva dell’opera. I periodi della prosa debbono essere brevi con piccole pause tra l’uno e l’altro, per Dare il tempo all’utente di manipolare comodamente il modello o la tavola durante l’ascolto.
88 La descrizione è un elemento indispensabile
Per i fruitori non vedenti, la descrizione è un elemento indispensabile per cogliere con precisione tutti i dettagli dell’opera e fino a giungere alla ricostruzione mentale della sua interezza formale, attraverso l’approccio tattile. Per i fruitori vedenti, l’attenta descrizione orale accompagna e sostiene il primo, e spesso superficiale, approccio visivo dell’opera d’arte, della quale si riesce ad avere,così, una corretta e completa ‘lettura’.
89 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista I calchi
L’art. 107 del Codice dei beni culturali e del paesaggio recita: ‘Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali. 1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono consentire la riproduzione nonché l’uso strumentale e precario di beni culturali che abbiano in consegna, fatte salve le disposizioni di cui al comma 2 e quelle in materia di diritto d’autore. 2. E’ di regola vietata la riproduzione di beni culturali che consista nel trarre calchi dagli originali di sculture e di opere a rilievo in genere, di qualunque materiali tali beni siano fatti. Sono ordinariamente consentiti, previa autorizzazione del soprintendente, i calchi da copie degli originali già esistenti nonché quelli ottenuti con tecniche che escludano il contatto diretto con l’originale. Le modalità di realizzazione dei calchi sono disciplinate con decreto ministeriale.’ (comma così modificato dall’art.2,comma 1,lett.e),d.Lgs.24 marzo 2006,n.156. In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 20 aprile 2005) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
90 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista I calchi – contesti applicativi Contesti applicativi: didattica finalizzata alla conoscenza del bene attraverso l’esplorazione tattile,meglio se guidata da un operatore specializzato, o dall’utente in autonomia o contestualmente ad audioguida L’esplorazione tattile guidata di un oggetto tridimensionale consente al cieco nato di appropriarsi in maniera piena e corretta della forma riprodotta: come noto, infatti, il tatto assume il ruolo di senso vicariante rispetto alla vista. Esplorare una forma con il tatto aiuta quanti hanno perso la vista a mantenerne una memoria interna, mentre per le persone con ipovedenza, l’esplorazione tattile è sicuramente utile per rafforzare la conoscenza della forma, parzialmente acquisita con la vista. L’esplorazione tattile deve essere accompagnata da opportune strategie di comunicazione verbale per la piena ricostruzione mentale di forma, composizione, significato e finalità dell’opera. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
91 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Plastici e modelli volumetrici di monumenti Si tratta di prodotti tridimensionali realizzati in materiali diversi (legno,metallo,gesso ecc) che riproducono oggetti , edifici o parti di essi, quartieri o agglomerati urbani, in scala ridotta. Sono strumenti didattici per eccellenza, utilmente collocabili all’interno degli edifici che riproducono in scala, e lasciare alla libera esplorazione dell’utenza, o inserire in una collezione museale per proporre percorsi di conoscenza della storia dell’architettura contestualizzati o meno alla città. All’interno di una collezione custodita il plastico può essere realizzato in maniera che ne sia possibile lo smontaggio e il rimontaggio, ad esempio per singoli piani o parti congrue di edifici;così facendo si permette di far conoscere gradualmente e pienamente monumenti storicamente significativi, la cui visione mentale d’insieme, date le dimensioni è complessa da cogliere in mancanza del canale visivo, l’evoluzione degli stili architettonici o, più semplicemente, la distribuzione degli spazi in edifici pubblici. Corollario indispensabile del plastico sono le audioguide, i pannelli informativi,le schede di sala. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
92 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Plastici e modelli volumetrici di monumenti Contesti applicativi Didattica finalizzata alla conoscenza del bene attraverso l’esplorazione tattile, meglio se guidata da un operatore specializzato, o dall’utente in autonomia. L’esplorazione tattile di un modellino in scala, meglio se scomponibile per piani, consente di acquisire una messe enorme di informazioni sul piano cognitivo, facilita la costruzione di un rapporto di relazione tra singoli edifici e il loro contesto urbano, familiarizza l’utente con il tessuto cittadino di appartenenza. Riferimenti e modelli:Museo Omero Ancona, Museo Tiflologico Madrid,Museo Diocesano Pistoia
93 Tempi di progettazione ingombro spaziale costi
Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Plastici e modelli volumetrici di monumenti Criticità Tempi di progettazione ingombro spaziale costi
94 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Codice Braille
E’ un sistema di scrittura e lettura in rilievo che sfrutta il tatto, inventato nel 1825 dal francese Louis Braille. Si basa sulla combinazione di uno spazio non punteggiato e di sei puntini di forma sferica che sono stampigliati a rilievo su un foglio di carta e disposti in modo che ogni lettera dell’alfabeto,segno ortografico, cifra, annotazione musicale rientri in una piccola casella ‘virtuale’ di forma rettangolare. Le combinazioni di puntini che danno luogo a segni sono 64. Attraverso il passaggio dei polpastrelli sul foglio e avvalendosi di una serie di criteri interpretativi si può leggere il testo. Le tecniche di lettura sono diverse: la lettura a scansione verticale, fatta facendo scorrere la punta delle dita della mano dominante lungo il margine sinistro del foglio, per riscontrare subito la presenza di rientri, capoversi,tabelle; la lettura a scansione orizzontale nella quale con la mano sinistra si tiene il riferimento al rigo e con la destra si scorre sulla riga fino a ricongiungere le due mani e ricominciare; a due mani coordinate. Si può stampare in Braille su carta e su materiali plastici di vario spessore. Dà la possibilità di accedere autonomamente e direttamente a tutto ciò che è informazione scritta. Supera il bisogno della presenza di un vedente che legga per il cieco. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
95 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Codice Braille Criticità
Ogni pagina di testo sviluppa da 3 a 3,5 pagine in Braille. Ciò rende difficile, volendo predisporre su un’unica superficie un testo in Braille e un testo in nero, la piena corrispondenza fra periodi. Non tutti i ciechi lo padroneggiano perfettamente, soprattutto quanti perdono la vista in età avanzata. I volumi sono robusti,pesanti e poco comunicativi per la vista. La lettura di un testo comporta che la persona sia seduta, utilizzi tutte e due le mani e ciò impedisce, nel caso di una scheda di sala, la contemporanea esplorazione tattile di un’opera o di un modello. Le fasi di realizzazione sono abbastanza lunghe. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
96 Criticità Progettazione
Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Caratteri ingranditi Contesti applicativi Tutti quelli che riguardano la comunicazione con il pubblico: pannelli, schede di sala, materiale divulgativo,apparati didattici in forma scritta. Progettare pannelli,testi,schede di sala, pagine web in modo da agevolare la lettura dei contenuti porta ad un complessivo miglioramento del servizio offerto non solo all’utenza ipovedente, ma in generale a tutte le fasce di pubblico. Un processo di accessibilità all’informazione ottenibile senza costi eccessivi o maggiorazioni rispetto ai normali costi di produzione di un testo, un opuscolo, una scheda e così via. Criticità	Progettazione Patrizia De Socio Centro serv.educativi
97 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Illuminazione calibrata
L’Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei nell’Ambito VI, Gestione e cura delle collezioni, sottoambito 1, riferisce una serie di raccomandazioni e vincoli conservativi relativi all’esposizione a fonti luminose. Si tratta di una serie di norme conservative ‘frutto di un compromesso ragionevole tra l’azione di degrado inevitabilmente prodotta dall’esposizione alla luce dei manufatti stessi e le esigenze di fruizione’ cui si rimanda. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
98 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Illuminazione calibrata Contesti applicativi Ambienti interni museali, opere bidimensionali e tridimensionali, didascalie E’ difficile dare una definizione universale di ipovedenza, poiché questo termine in realtà comprende molte categorie diverse di minorazione visiva. La L.138 del ne cita cinque, che tengono conto di acuità e campo visivo. A questo però vanno aggiunte la comune, forte sensibilità alla luce, la diversa capacità di adattamento alla luce, le varie soglie di resistenza all’abbaglio, la capacità di percepire i contrasti e i colori. E’ noto poi che con il progredire dell’età subentra per tutti la necessità di avere a disposizione luce di diversa intensità e tipologia. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
99 Strumenti e supporti didattici per persone con disabilita’ della vista Illuminazione calibrata - Qualità della luce Si tenga presente che per un ipovedente è fondamentale non tanto la quantità di luce ma piuttosto la sua qualità. Se è difficile quindi trovare una serie di indicazioni valide ‘per tutti’, perché un ‘per tutti’ non esiste, si possono però seguire una serie di accorgimenti, nel rispetto di quanto indicato nell’Atto di indirizzo. Ad esempio evitare, per gli oggetti collocati in teche, ogni possibile rischio di riflesso provocato dalla fonte luminosa o di abbagliamento; posizionare sorgenti luminose in modo da ridurre le zone d’ombra, che pregiudicano la leggibilità dell’opera; illuminare i cartelli esplicativi in modo diretto, ad esempio con un faretto posizionato sul lato destro.
100 Qualche suggerimento Per garantire l’accesso alle informazioni scritte presenti all’interno dei musei e nei luoghi della cultura, così come nelle pagine web o in eventuali postazioni multimediali occorre utilizzare tutti gli accorgimenti necessari per favorire l’utenza. Ad esempio: Ad esempio, nel caso di un testo su un pannello didattico o informativo sarà bene usare un supporto cartaceo non riflettente o lucido per evitare problemi legati all’abbaglio; usare font di stampa senza grazie, come Verdiana o Arial, non ricorrere ai corsivi o alle sottolineature per mantenere un fondo ‘pulito’ graficamente; organizzare la pagina di testo senza sovrapporre un’immagine al testo stesso, sempre per la logica di un testo ‘pulito’, anche a scapito dell’estetica; scegliere dimensioni di carattere adeguate come 14 o 16;comporre testi in cui le singole parole non siano troppo spaziate né troppo ravvicinate. Scegliere contrasti cromatici con testo scuro su fondo chiaro come nero su fondo panna o bianco, blu su bianco. Ricordare che rosso e verde sono tinte che creano problemi a chi soffre di daltonismo e che molti anziani non riescono più a cogliere differenze di colore. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
101 Nell’approntare un percorso di conoscenza del patrimonio culturale
La selezione del materiale e l’individuazione del percorso Elementi di qualità Nell’approntare un percorso di conoscenza del patrimonio culturale è bene tenere presenti alcuni elementi di qualità: a) significatività storica, scientifica, contenutistica del percorso proposto. Selezione del materiale sulla base della rappresentatività dell’oggetto rispetto all’insieme della collezione Individuazione di un possibile percorso tattile sulla base delle opportune, periodiche verifiche sullo stato di conservazione (assunzione di responsabilità del curatore del museo) Percorsi tattili non sporadici ma sostenuti da apparati di lettura e commento Patrizia De Socio Centro serv.educativi
102 Valutare i risultati Elementi di qualità
Se tutti i progetti educativi hanno bisogno di una costante valutazione del conseguimento degli obiettivi didattici, quelli rivolti alle persone con disabilità debbono essere oggetto di un monitoraggio ancor più stretto e costante. Esso serve a una corretta analisi del rapporto tra bisogni e aspettative del pubblico e coerenza e corrispondenza delle proposte culturali approntate Patrizia De Socio Centro serv.educativi
103 Valutare i risultati Elementi di qualità
E’ consigliabile elaborare progetti articolati in fasi sintetiche e ravvicinate, facilmente sostituibili o rinnovabili all’interno di un sistema globalmente soddisfacente
104 La formazione degli addetti: elemento indispensabile
Aggiornare il proprio sistema delle conoscenze, permette di individuare strategie di comunicazione idonee. Ciò consente di arrivare all’elaborazione di percorsi di informazione e di didattica ‘integrati’, in cui debbono rientrare competenze scientifiche e culturali oltre che contenuti diversi materiali didattici e di informazione adeguati a fasce diversificate di pubblico. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
105 L’immagine percepita del museo
L’immagine percepita del museo passa anche attraverso le modalità con cui il museo si offre ai pubblici nel suo aspetto formativo: lavoriamo perché esso diventi luogo di integrazione e partecipazione alla vita culturale per tutti, con più facilità, semplicità ed efficacia.
106 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione
I sistemi web debbono seguire dei principi di progettazione che li rendano: usabili accessibili in grado di soddisfare i requisiti fisici, tecnologici e cognitivi di tutti gli utenti Patrizia De Socio Centro serv.educativi
107 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione
Cosa si intende per sito accessibile ‘Un sito accessibile è un ambiente multimediale in cui il contenuto informativo, la modalità di interazione, le procedure di navigazione e i servizi disponibili siano pienamente fruibili da qualsiasi tipo di utente indipendentemente dalle sue capacità, dalla sua abilità, dalla configurazione hardware e software disponibile’ (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
108 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione
Progettare un sito web presenta delle criticità perché l’utente finale è: difficile da determinare difficile da caratterizzare Però: Il target influenza la progettazione, l’organizzazione del contenuto, l’aspetto grafico Con target intendiamo non solo il tipo di utente ma anche i suoi scopi e le sue esigenze Patrizia De Socio Centro serv.educativi
109 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni
Problemi visivi: non vedenti, ipovedenti, daltonici le pagine devono essere “visibili” usando tecnologie assistive, devono essere ridimensionabili, etc. Problemi uditivi: impossibilità di fruire dell’audio in presentazioni multimediali, problemi sintattici e semantici linguaggio semplice, traduzione Problemi cognitivi: difficoltà di lettura, dislessia, perdita di memoria differente comprensione del contenuto Problemi motori: inabilità nell’uso della tastiera e del mouse soluzioni alternative per la navigazione (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
110 Progettazione centrata sull’utente:
Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni Progettazione universale: ogni attività di progettazione deve tenere conto della varietà di esigenze di tutti i potenziali utenti. Progettazione centrata sull’utente: Identificazione delle richieste, necessità e aspettative degli utenti. Coinvolgimento diretto degli utenti in contesti reali (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
111 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni
Comprensibilità della home page: consiste nel verificare se gli utenti capiscono il significato di tutti i link presenti, chiedendo agli utenti di identificare nomi, argomenti o sezioni poco chiare. Raggiungibilità delle pagine: consiste nel controllare se partendo dalla home page di un sito di P.A. un utente riesce a raggiungere pagine importanti, come quella del motore di ricerca interno, o la pagina delle news, o quella per interagire con i responsabili del sito. Patrizia De Socio Centro serv.educativi
112 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni
Accessibilità delle pagine: poiché è impossibile far navigare gli utenti in tutte le pagine del sito, il curatore del sito individua un campione di cui viene testata l’accessibilità. Ricerca informazioni tramite navigazione: consiste nel chiedere all’utente di trovare una particolare informazione navigando nel sito a partire dalla home page. (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
113 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni
VALUTAZIONE Il giudizio degli utenti serve allo sperimentatore per osservare la loro navigazione e registrarne le parti più significative. Viene così valutato il buon raggiungimento del compito. (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
114 Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni
La principale raccomandazione rispetto, ad esempio agli utenti sordi è che gli eventuali file audio presenti nel sito vengano trascritti. Ma il problema principale dei sordi è la scarsa conoscenza della struttura sintattica e semantica della lingua che li porta a : Vocabolario limitato Difficoltà di comprensione dei testi Difficoltà nell’uso del motore di ricerca di un sito (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
115 Usare sempre la stessa parola per indicare una singola cosa
Sistemi web e accessibilità:qualche spunto di riflessione su problemi e soluzioni Usare parole semplici Usare sempre la stessa parola per indicare una singola cosa Inserire solo testi chiari e brevi Inserire un glossario dei termini più frequenti nel sito Spiegare in modo semplice come formulare la richiesta da inserire nel motore di ricerca (fondazione Bordoni) Patrizia De Socio Centro serv.educativi
116 Bibliografia essenziale
Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei (D.M ) (art.150,comma 6,D.L.112/1998) pubblicato sulla G.U.238 dl (pp ) AA.VV. Toccare l’arte. L’educazione estetica di ipovedenti e non vedenti, Roma 2000 AA.VV. La città da toccare.Atti del Convegno Internazionale Pistoia 7giugno 2003,Pistoia 2005 Bucciarelli P., Architetture e città a portata di mano, in Vedere oltre,n.1 giugno 2004,Istituto dei Ciechi ‘F.Cavazza’, Bologna Cela Esteban M.E., Il Museo Tiflologico a Madrid:la fruizione dell’architettura da parte dei non vedenti, in Ceppi E., I minorati della vista, Roma 1992 Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.L.22 gennaio 2004 n.42) ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 Coll J., Il bambino sordo, Roma, 1984 Comune di Venezia, Questione di leggibilità. Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi-Progetto Lettura agevolata,Venezia 2005 Gualandi P., Secchi L., Tecniche di rappresentazione plastica della realtà visiva e metodologia didattica per un'educazione all'immagine rivolta a non vedenti e ipovedenti in Hatwell Y., Streri A., Gentaz E., Toucher pour connaître :psychologie cognitive, Presses Universitaires de France,2000 Patrizia De Socio Centro serv.educativi
117 Bibliografia essenziale
Maragna S., La sordità, Milano 2004 Maragna S., (a cura di ) L’Istituto Statale dei sordi di Roma. Storia di una trasformazione,Roma 2004 Marziale B., Maragna S., I diritti dei sordi,Milano 2008 MBAC, Che cos’è un manuale di base della comunicazione,2000 Montanini M., et al. ( a cura di), Dal gesto al gesto, Bologna 1979 Museo Tattile Statale Omero ( a cura di), L’ arte a portata di mano:verso una pedagogia di accesso ai beni culturali senza barriere. Atti del Convegno Portonovo di Ancona ottobre 2004,Roma 2006 Quatraro A., Ventura E., Il Braille. Un altro modo di leggere e di scrivere,Roma 1992 Russo Cardona T., Volterra V., Le lingue dei segni, Roma 2007 Secchi L., L’educazione estetica per l’integrazione, Roma 2004 Aa,Vv Linguaggio e sordità. Gesti, segni e parole nello sviluppo e nell'educazione,Bologna 2006 Zeki Semir, La visione dall’interno.Arte e cervello, Torino 2003 Patrizia De Socio Centro serv.educativi
118 Sitologia minima www2.comune.venezia.it/letturagevolata/index ;
/museoarcheologico ; Patrizia De Socio Centro serv.educativi
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References: art. 1

art. 6
 art. 102
 art. 105
 Art.1
 art. 101