Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A8-2017-0394&language=IT
Timestamp: 2018-09-25 18:54:41+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005 - A8-0394/2017
Ciclo del documento : A8-0394/2017
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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione e che abroga il regolamento (CE) n. 1889/2005
Relatori: Mady Delvaux, Juan Fernando López Aguilar
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0825),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e gli articoli 33 e 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0001/2017),
– visti i contributi presentati dalla Camera dei deputati ceca e dal Parlamento spagnolo sul progetto di atto legislativo,
– vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0394/2017),
(2 bis) I criminali contrabbandano denaro contante nell'Unione ma non esistono stime precise sulla portata e il valore delle somme oggetto di contrabbando a livello transfrontaliero. La responsabilità di rilevare e registrare i movimenti di denaro contante nonché di indagare sugli stessi è frammentata tra gli Stati membri e le autorità nazionali potrebbero incontrare ostacoli di natura giuridica che impediscono alle autorità doganali di controllare o segnalare i movimenti di denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione. Alcuni strumenti al portatore di elevato valore diversi dal denaro contante, quali l'oro, i diamanti, le carte prepagate, i portafogli elettronici e le azioni al portatore vengono raramente segnalati in quanto sono difficili da rilevare o non rientrano attualmente nel campo di applicazione della regolamentazione in materia di denaro contante della maggior parte degli Stati membri.
(4) Per evitare il rischio che la sua applicazione portasse ad un aumento dei movimenti di denaro contante a fini illeciti che avrebbe potuto rappresentare una minaccia per il sistema finanziario e per il mercato interno, la direttiva 91/308/CEE è stata integrata dal regolamento (CE) n. 1889/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio20. Detto regolamento mira a prevenire e individuare le attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo istituendo un sistema di controlli applicabili alle persone fisiche in entrata o in uscita dall'Unione che recano con sé denaro contante o strumenti negoziabili al portatore di importo pari o superiore ai 10 000 EUR, ovvero il controvalore in altre valute.
(4) Per evitare il rischio che la sua applicazione portasse ad un aumento dei movimenti di denaro contante a fini illeciti che avrebbe potuto rappresentare una minaccia per il sistema finanziario e per il mercato interno, la direttiva 91/308/CEE è stata integrata dal regolamento (CE) n. 1889/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio20. Detto regolamento mira a prevenire e individuare le attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo istituendo un sistema di controlli applicabili alle persone fisiche in entrata o in uscita dall'Unione che recano con sé denaro contante o strumenti negoziabili al portatore di importo pari o superiore ai 10 000 EUR, ovvero il controvalore in altre valute. Il termine "in entrata o in uscita dall'Unione" dovrebbe essere definito in riferimento al territorio dell'Unione ai sensi dell'articolo 355 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine di garantire che il presente regolamento goda del campo di applicazione più ampio possibile e che nessuna zona, come ad esempio le zone franche, le zone internazionali di transito o zone simili, sia esente dal suo ambito di applicazione od offra la possibilità di eludere i controlli applicabili.
20 Regolamento (CE) n. 1889/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativo ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa (GU L 309 del 25.11.2005, pag. 9).
(4 bis) L'importanza di controllare i movimenti di denaro contante in entrata e in uscita dall'Unione è messa in luce dalle anomalie segnalate da Europol, secondo il quale, nonostante un aumento costante dell'impiego di metodi di pagamento diversi dai contanti e una leggera diminuzione dell'uso del contante nei pagamenti, il valore complessivo delle banconote in euro in circolazione continua a crescere oltre al tasso di inflazione e la domanda di banconote di grosso taglio, non comunemente associate ai pagamenti, è sostenuta, circostanza che potrebbe indicare un collegamento con le attività criminose, come indicato nella relazione Europol del 2015 "Why cash is still king?" (Perché il contante la fa ancora da padrone?).
(6) La direttiva (UE) 2015/849 definisce e descrive una serie di attività criminose i cui proventi possono essere oggetto di riciclaggio o possono essere utilizzati per finanziare il terrorismo. Per poter essere riciclati o utilizzati per finanziare il terrorismo, i proventi di queste attività criminose passano spesso attraverso le frontiere esterne dell'Unione. Il presente regolamento dovrebbe tener conto di tale situazione e stabilire un sistema di norme che, oltre a contribuire alla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo in quanto tali, facilitino l'individuazione delle attività criminose identificate dalla direttiva (UE) 2015/849 e la conseguente conduzione di indagini.
(6) La direttiva (UE) 2015/849 definisce e descrive una serie di attività criminose i cui proventi possono essere oggetto di riciclaggio o possono essere utilizzati per finanziare il terrorismo. Per poter essere riciclati o utilizzati per finanziare il terrorismo, i proventi di queste attività criminose passano spesso attraverso le frontiere esterne dell'Unione. Il presente regolamento dovrebbe tener conto di tale situazione e stabilire un sistema di norme che, oltre a contribuire alla prevenzione del riciclaggio di denaro, inclusi i reati presupposto quali i reati fiscali, e del finanziamento del terrorismo in quanto tali, facilitino l'individuazione delle attività criminose identificate dalla direttiva (UE) 2015/849 nonché di quelle che riguardano la sicurezza dell'Unione e degli Stati membri, e la conseguente conduzione di indagini.
(8 bis) Il presente regolamento non ha come effetto di modificare l'obbligo di rispettare i diritti fondamentali e i principi giuridici fondamentali enunciati all'articolo 6 del trattato sull'Unione europea e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta").
(9 bis) Un insieme armonizzato di norme dell'Unione in grado di consentire i controlli dei movimenti di denaro contante all'interno dell'Unione faciliterebbe notevolmente gli sforzi intesi a prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
(11) Considerando la loro presenza alle frontiere esterne dell'Unione, la loro competenza nell'effettuare controlli su passeggeri e merci che attraversano tali frontiere e l'esperienza acquisita nell'applicare il regolamento (CE) n. 1889/2005, le autorità doganali dovrebbero continuare ad operare in quanto autorità competenti ai fini del presente regolamento. Al tempo stesso gli Stati membri dovrebbero mantenere la possibilità di designare, quali autorità competenti, altre autorità nazionali presenti alle frontiere esterne.
(11) Considerando la loro presenza alle frontiere esterne dell'Unione, la loro competenza nell'effettuare controlli su passeggeri e merci che attraversano tali frontiere e l'esperienza acquisita nell'applicare il regolamento (CE) n. 1889/2005, le autorità doganali dovrebbero continuare ad operare in quanto autorità competenti ai fini del presente regolamento. Al tempo stesso gli Stati membri dovrebbero mantenere la possibilità di designare, quali autorità competenti, altre autorità nazionali presenti alle frontiere esterne. Il personale delle autorità doganali e di altre autorità nazionali dovrebbe ricevere una formazione specifica sulle modalità per individuare il riciclaggio di denaro contante e gli Stati membri dovrebbero stanziare le risorse in funzione di un'analisi dei rischi e non dovrebbero trascurare i controlli necessari su aeromobili e panfili privati in entrata e uscita dal proprio territorio.
(12) Uno dei concetti chiave utilizzati dal presente regolamento è la definizione di "denaro contante", che dovrebbe comprendere quattro categorie di prodotti: valuta, strumenti negoziabili al portatore, beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore e alcuni tipi di carte prepagate. Per le loro stesse caratteristiche, alcuni tipi di strumenti negoziabili al portatore, di beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore e di carte prepagate non collegate a conti correnti potrebbero essere utilizzati al posto della valuta quali mezzi anonimi per trasferire valore attraverso le frontiere esterne, non tracciabili con il sistema classico di controllo da parte delle autorità pubbliche. Il presente regolamento dovrebbe definire quali sono i prodotti essenziali rientranti nella definizione di "denaro contante", permettendo nel contempo alla Commissione di modificare quelli non essenziali, in risposta ai tentativi dei soggetti criminali e dei loro complici di aggirare una misura di controllo relativa ad un unico tipo di riserva altamente liquida di valore trasferendone un altro tipo attraverso le frontiere esterne. Qualora vi siano prove di simile condotta su scala diffusa è indispensabile adottare tempestivamente misure che possano porre rimedio a tale situazione.
(12) Uno dei concetti chiave utilizzati dal presente regolamento è la definizione di "denaro contante", che dovrebbe comprendere quattro categorie di prodotti: valuta, strumenti negoziabili al portatore, beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore e alcuni tipi di carte prepagate anonime. Per le loro stesse caratteristiche, alcuni tipi di strumenti negoziabili al portatore, di beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore e di carte prepagate anonime non collegate a conti correnti potrebbero essere utilizzati al posto della valuta quali mezzi anonimi per trasferire valore attraverso le frontiere esterne, non tracciabili con il sistema classico di controllo da parte delle autorità pubbliche. Oggi le autorità doganali incorrono in difficoltà tecniche quando devono verificare in tempi brevi l'importo di denaro depositato su carte prepagate. Il presente regolamento dovrebbe pertanto definire quali sono i prodotti essenziali rientranti nella definizione di "denaro contante", permettendo nel contempo alla Commissione di modificare quelli non essenziali, in risposta ai tentativi dei soggetti criminali e dei loro complici di aggirare una misura di controllo relativa ad un unico tipo di riserva altamente liquida di valore trasferendone un altro tipo attraverso le frontiere esterne. Qualora vi siano prove di simile condotta su scala diffusa è indispensabile adottare tempestivamente misure che possano porre rimedio a tale situazione. Nonostante l'elevato livello di rischio rappresentato dalle valute virtuali, quale evidenziato nella relazione della Commissione del 26 giugno 2017 sulla valutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo che incidono sul mercato interno e sono connessi ad attività transfrontaliere1bis, le autorità doganali non dispongono di risorse sufficienti per esercitare un controllo su tali valute.
1bis (COM(2017)340 final e SWD(2017)241 final).
(15) Le carte prepagate sono carte non nominative non collegate a un conto corrente, contenenti valore in moneta o liquidità, che possono essere usate per operazioni di pagamento, per l'acquisto di beni o servizi o per la restituzione di valuta. Sono ampiamente utilizzate per una serie di scopi legittimi e alcuni di questi strumenti presentano anche un chiaro interesse sociale. In quanto tali, le carte prepagate sono facilmente trasferibili e possono essere utilizzate per trasferire ingenti quantità di valore attraverso le frontiere esterne. È pertanto necessario includere le carte prepagate nella definizione di denaro contante. Ciò consentirà di estendere le misure previste a taluni tipi di carte prepagate, se giustificato dall'evidenza dei fatti e tenendo debitamente conto della proporzionalità e dell'applicabilità dal punto di vista pratico.
(15) Le carte prepagate anonime sono carte non nominative non collegate a un conto corrente, contenenti valore in moneta o liquidità o in grado di fornire accesso a tale valore in moneta o liquidità, che possono essere usate per operazioni di pagamento, per l'acquisto di beni o servizi o per la restituzione di valuta. Sono ampiamente utilizzate per una serie di scopi legittimi e alcuni di questi strumenti presentano anche un chiaro interesse sociale. In quanto tali, le carte prepagate anonime sono facilmente trasferibili e possono essere utilizzate per trasferire ingenti quantità di valore attraverso le frontiere esterne. È pertanto necessario includere tali carte prepagate nella definizione di denaro contante, in particolare se possono essere acquistate senza che vengano espletate procedure di adeguata verifica della clientela. Ciò consentirà di estendere le misure previste a taluni tipi di carte prepagate anonime, se giustificato dall'evidenza dei fatti e tenendo debitamente conto della proporzionalità e dell'applicabilità dal punto di vista pratico, in base alla tecnologia disponibile.
(16) Per prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo è opportuno imporre alle persone fisiche in entrata o in uscita dall'Unione l'obbligo di presentare una dichiarazione. Per non limitare indebitamente la libertà di circolazione, né oberare i cittadini e le autorità con formalità burocratiche, l'obbligo dovrebbe essere subordinato a una soglia di 10 000 EUR o al suo controvalore in beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore, strumenti negoziabili al portatore, carte prepagate o altra valuta. Dovrebbe applicarsi alle persone fisiche che recano detto importo con sé, nel proprio bagaglio o nel mezzo di trasporto con cui attraversano la frontiera esterna. Tali persone dovrebbero essere tenute a mettere il denaro contante a disposizione delle autorità competenti a fini di controllo.
(16) Per prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo è opportuno imporre alle persone fisiche in entrata o in uscita dall'Unione l'obbligo di presentare una dichiarazione. Per non limitare indebitamente la libertà di circolazione, né oberare i cittadini e le autorità con formalità burocratiche, l'obbligo dovrebbe essere subordinato a una soglia di 10 000 EUR o al suo controvalore in beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore, strumenti negoziabili al portatore, carte prepagate anonime o altra valuta. Dovrebbe applicarsi ai portatori, che ai fini del presente regolamento è opportuno definire quali persone fisiche che recano detto importo con sé, nel proprio bagaglio o nel mezzo di trasporto con cui attraversano la frontiera esterna. Tali persone dovrebbero essere tenute a mettere il denaro contante a disposizione delle autorità competenti a fini di controllo. La definizione di "portatore" dovrebbe essere intesa in modo tale da escludere i trasportatori professionali che effettuano il trasporto professionale di merci o persone.
(17) Per quanto concerne i movimenti di denaro contante non accompagnato dal suo proprietario, mittente, destinatario previsto o da un loro rappresentante, ad esempio il denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione in pacchi postali, con spedizioni di merci, in bagagli non accompagnati o in container, le autorità competenti alla frontiera esterna dovrebbero poter esigere dal mittente, dal destinatario o dal loro rappresentante una dichiarazione a scopo informativo. Tale dichiarazione dovrebbe riguardare una serie di elementi, quali l'origine, la destinazione, la provenienza economica e l'uso previsto del denaro, non contemplati dalla documentazione presentata generalmente alla dogana, ad esempio i documenti di trasporto e le dichiarazioni doganali. In tal modo le autorità competenti potranno effettuare analisi di rischio, concentrandosi sulle spedizioni a loro avviso più rischiose, senza imporre sistematicamente l'adempimento di ulteriori formalità. Per tale obbligo di informativa dovrebbe essere prevista una soglia identica a quella contemplata per il denaro contante trasportato da persone fisiche.
(17) Per quanto concerne i movimenti di denaro contante non accompagnato dal suo portatore, ad esempio il denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione in pacchi postali, con spedizioni di merci, in bagagli non accompagnati o in container, le autorità competenti dovrebbero poter esigere dal mittente, dal destinatario o dal loro rappresentante una dichiarazione a scopo informativo. Tale dichiarazione dovrebbe riguardare una serie di elementi, quali l'origine, la destinazione, la provenienza economica e l'uso previsto del denaro, non contemplati dalla documentazione presentata generalmente alla dogana, ad esempio i documenti di trasporto e le dichiarazioni doganali. In tal modo le autorità competenti potranno effettuare analisi di rischio, concentrandosi sulle spedizioni a loro avviso più rischiose, senza imporre sistematicamente l'adempimento di ulteriori formalità. Per tale obbligo di informativa dovrebbe essere prevista una soglia identica a quella contemplata per il denaro contante trasportato da persone fisiche.
(20) Nel caso in cui, pur in presenza di importi di denaro contante inferiori alla soglia, vi siano indizi di una probabile correlazione tra il denaro e attività criminose quali quelle definite nel presente regolamento, le autorità competenti dovrebbero poter registrare le informazioni essenziali sulle persone che trasportano tale denaro, ad esempio i dettagli sulla loro identità e cittadinanza, nonché i dati relativi al mezzo di trasporto utilizzato, quali il tipo di mezzo e il luogo di partenza e di destinazione.
(20) Nel caso in cui, pur in presenza di importi di denaro contante inferiori alla soglia, vi siano indizi di una probabile correlazione tra il denaro e attività criminose quali quelle definite nel presente regolamento, le autorità competenti dovrebbero poter registrare, nel caso di denaro contante accompagnato, le informazioni essenziali sul portatore, sul proprietario e sul destinatario previsto, ad esempio i dettagli sulla loro identità, i loro recapiti e la loro cittadinanza, i dati relativi alla provenienza economica e all'uso previsto del denaro contante, nonché i dati relativi al mezzo di trasporto utilizzato, quali il tipo di mezzo e il luogo di partenza e di destinazione. Nel caso di denaro contante non accompagnato, le autorità competenti dovrebbero essere in grado di registrare le suddette informazioni sul mittente, sul proprietario e sul destinatario previsto del denaro contante.
(21) Tali informazioni dovrebbero essere trasmesse all'Unità di informazione finanziaria dello Stato membro interessato. Si tratta di organismi che, fungendo da unità centrali nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, ricevono ed elaborano informazioni provenienti da varie fonti, ad esempio gli istituti finanziari, e le analizzano per stabilire se vi sono fondati motivi per un'ulteriore indagine, non evidenti agli occhi delle autorità competenti che raccolgono le dichiarazioni e attuano i controlli nel quadro del presente regolamento.
(21) Tali informazioni dovrebbero essere trasmesse all'Unità di informazione finanziaria dello Stato membro interessato, la quale dovrebbe immediatamente metterle a disposizione delle Unità di informazione finanziaria degli altri Stati membri. Si tratta di organismi che, fungendo da unità centrali nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, ricevono ed elaborano informazioni provenienti da varie fonti, ad esempio gli istituti finanziari, e le analizzano per stabilire se vi sono fondati motivi per un'ulteriore indagine, non evidenti agli occhi delle autorità competenti che raccolgono le dichiarazioni e attuano i controlli nel quadro del presente regolamento. A tal fine, è opportuno prevedere un'interconnessione tra i sistemi di scambio di informazioni impiegati rispettivamente dalle autorità competenti e dalle Unità di indagine finanziaria.
(21 bis) Al fine di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria, la Commissione dovrebbe valutare l'opportunità di istituire un'Unità di informazione finanziaria dell'Unione e, se del caso, presentare una proposta legislativa.
(23) Considerando che i movimenti di denaro contante soggetti ai controlli nel quadro del presente regolamento avvengono alle frontiere esterne e tenuto conto della difficoltà di agire una volta che il denaro ha lasciato il punto di ingresso o di uscita e del rischio correlato anche in caso di utilizzo illecito di importi modesti, le autorità competenti dovrebbero poter confiscare e trattenere temporaneamente tale denaro in talune circostanze, ma con le opportune ponderazioni e tutele: in primo luogo, nel caso in cui l'obbligo di dichiarazione o di informativa non è stato assolto e, in secondo luogo, qualora vi siano indizi di attività criminosa, indipendentemente dall'importo o dal fatto che il denaro contante sia trasportato da una persona fisica o sia non accompagnato. Tenuto conto della natura di tale confisca e trattenimento temporanei e dell'impatto che essi possono avere sulla libertà di circolazione e sul diritto di proprietà, la durata del trattenimento dovrebbe essere limitata al minimo necessario, in termini assoluti, affinché altre autorità competenti possano stabilire se vi sono fondati motivi per un ulteriore intervento, quali un'indagine o la confisca del denaro contante sulla base di altri strumenti giuridici. È opportuno che la decisione di trattenere temporaneamente il denaro contante nel quadro del presente regolamento sia accompagnata da motivazioni e descriva adeguatamente gli elementi specifici che hanno dato luogo all'intervento. Se entro il limite di tempo stabilito non è assunta alcuna decisione in merito ad un'ulteriore azione, ovvero se l'autorità competente decide che non vi sono motivi per trattenere ulteriormente il denaro contante, esso dovrebbe essere rimesso immediatamente a disposizione del dichiarante.
(23) Considerando che i movimenti di denaro contante soggetti ai controlli nel quadro del presente regolamento avvengono alle frontiere esterne e tenuto conto della difficoltà di agire una volta che il denaro ha lasciato il punto di ingresso o di uscita e del rischio correlato anche in caso di utilizzo illecito di importi modesti, le autorità competenti dovrebbero poter confiscare e trattenere temporaneamente tale denaro in talune circostanze, ma con le opportune ponderazioni e tutele: in primo luogo, nel caso in cui l'obbligo di dichiarazione o di informativa non è stato assolto e, in secondo luogo, qualora vi siano indizi di attività criminosa. Tenuto conto della natura di tale confisca e trattenimento temporanei e dell'impatto che essi possono avere sulla libertà di circolazione e sul diritto di proprietà, la durata del trattenimento dovrebbe essere limitata al minimo necessario, in termini assoluti, affinché altre autorità competenti possano stabilire se vi sono fondati motivi per un ulteriore intervento, quali un'indagine o la confisca del denaro contante sulla base di altri strumenti giuridici. È opportuno offrire alle persone fisiche colpite dalla confisca e dal trattenimento temporanei del loro denaro contante, nella misura in cui ciò arrechi loro un pregiudizio eccessivo, la possibilità di tenere un importo minimo di denaro contante, laddove ciò sia possibile alla luce del tipo di contante confiscato e trattenuto, affinché possano permettersi cibo, acqua e un alloggio. È opportuno che la decisione di trattenere temporaneamente il denaro contante nel quadro del presente regolamento sia accompagnata da motivazioni e descriva adeguatamente gli elementi specifici che hanno dato luogo all'intervento. Se entro il limite di tempo stabilito non è assunta alcuna decisione in merito ad un'ulteriore azione, ovvero se l'autorità competente decide che non vi sono motivi per trattenere ulteriormente il denaro contante, esso dovrebbe essere consegnato immediatamente alla parte interessata.
Emendamento16
(24) È essenziale che le autorità competenti che raccolgono informazioni a norma del presente regolamento le trasmettano tempestivamente all'Unità di informazione finanziaria nazionale, in modo che questa possa analizzarle ulteriormente e confrontarle con altri dati come previsto dalla direttiva (UE) 2015/849.
(24) È essenziale che le autorità competenti che raccolgono informazioni a norma del presente regolamento le trasmettano tempestivamente all'Unità di informazione finanziaria nazionale, la quale dovrebbe metterle tempestivamente a disposizione delle Unità di informazione finanziaria degli altri Stati membri, in modo da consentire alle Unità di informazione finanziaria di analizzarle ulteriormente e confrontarle con altri dati, come previsto dalla direttiva (UE) 2015/849.
(25) Qualora registrino un'omessa dichiarazione o un'omessa informativa o rilevino indizi di attività criminose, le autorità competenti dovrebbero poter scambiare tale informazione, tramite canali appropriati, con le autorità competenti in materia di contrasto all'attività criminosa in questione. Lo scambio di dati in tal caso risulta proporzionato, poiché chi contravviene all'obbligo di dichiarazione ed è stato smascherato in un dato Stato membro potrebbe sceglierne un altro, per entrare o uscire dall'Unione, in cui le autorità competenti non sono a conoscenza delle sue precedenti infrazioni. Lo scambio di questo tipo di informazioni dovrebbe essere obbligatorio al fine di garantire un'applicazione coerente in tutti gli Stati membri. Qualora vi siano indizi di attività criminose legate al denaro contante che potrebbero arrecare pregiudizio agli interessi finanziari dell'Unione, tali informazioni dovrebbero essere messe anche a disposizione della Commissione. Per poter meglio conseguire gli obiettivi di prevenzione e dissuasione dall'inosservanza dell'obbligo di dichiarazione previsti dal presente regolamento, è inoltre opportuno prevedere lo scambio obbligatorio di informazioni anonime riguardanti eventuali rischi, unitamente ai risultati delle analisi di rischio, tra gli Stati membri e la Commissione.
(25) Qualora registrino un'omessa dichiarazione o un'omessa informativa o rilevino indizi di attività criminose, le autorità competenti dovrebbero poter scambiare senza indugio tale informazione, tramite canali appropriati, con le autorità degli altri Stati membri competenti in materia di contrasto all'attività criminosa in questione. Lo scambio di dati in tal caso risulta proporzionato, poiché chi contravviene all'obbligo di dichiarazione ed è stato smascherato in un dato Stato membro potrebbe sceglierne un altro, per entrare o uscire dall'Unione, in cui le autorità competenti non sono a conoscenza delle sue precedenti infrazioni. Lo scambio di questo tipo di informazioni dovrebbe essere obbligatorio al fine di garantire un'applicazione coerente in tutti gli Stati membri. Qualora vi siano indizi di attività criminose legate al denaro contante che potrebbero arrecare pregiudizio agli interessi finanziari dell'Unione, tali informazioni dovrebbero essere messe anche a disposizione della Commissione e della Procura europea. Per poter meglio conseguire gli obiettivi di prevenzione e dissuasione dall'inosservanza dell'obbligo di dichiarazione previsti dal presente regolamento, è inoltre opportuno prevedere lo scambio obbligatorio di informazioni anonime riguardanti eventuali rischi, unitamente ai risultati delle analisi di rischio, tra gli Stati membri e la Commissione, in conformità delle norme di cui agli atti di esecuzione da adottare ai sensi del presente regolamento.
(25 bis) Onde garantire che le Unità di informazione finanziaria abbiano accesso immediato alle informazioni necessarie per lo svolgimento delle relative indagini, è opportuno incoraggiare l'interconnessione tra il Sistema informativo doganale e la rete informatica decentralizzata FIU.net.
(26) Uno scambio di informazioni dovrebbe essere possibile anche tra l'autorità competente di uno Stato membro, o la Commissione, da un lato, e le autorità di un paese terzo, dall'altro, purché con le opportune garanzie. Tale scambio dovrebbe essere consentito solo a condizione che si rispettino le disposizioni, a livello nazionale e dell'Unione, applicabili in materia di diritti fondamentali e di trasferimento dei dati personali e previa autorizzazione da parte delle autorità che hanno ottenuto l'informazione. La Commissione dovrebbe essere informata di qualunque scambio di informazioni con i paesi terzi a norma del presente regolamento.
(26) Uno scambio di informazioni dovrebbe essere possibile anche tra l'autorità competente di uno Stato membro, o la Commissione, da un lato, e le autorità di un paese terzo, dall'altro, purché con le opportune garanzie. Tale scambio dovrebbe essere consentito solo a condizione che si rispettino le disposizioni, a livello nazionale e dell'Unione, applicabili in materia di diritti fondamentali e di trasferimento dei dati personali e previa autorizzazione da parte delle autorità che hanno ottenuto l'informazione. La Commissione dovrebbe essere informata di qualunque scambio di informazioni con i paesi terzi a norma del presente regolamento e dovrebbe riferire in merito al Parlamento europeo su base annua.
(27) Vista la natura delle informazioni raccolte e la legittima aspettativa dei dichiaranti che i loro dati personali e le informazioni sulle somme di denaro contante introdotte o fatte uscire dall'Unione siano trattati con riservatezza, le autorità competenti dovrebbero offrire garanzie sufficienti quanto al rispetto del segreto professionale da parte degli agenti che chiedono di accedere alle informazioni, proteggendole adeguatamente dall'accesso, dall'uso o dalla comunicazione non autorizzati. Salvo disposizione contraria del presente regolamento o della legislazione nazionale, in particolare nel contesto di eventuali procedimenti giudiziari, le informazioni non dovrebbero essere divulgate senza il permesso dell'autorità che le ha raccolte. La raccolta, la divulgazione, la trasmissione, la comunicazione e qualunque altro tipo di trattamento dei dati personali rientrante nel campo di applicazione del presente regolamento dovrebbero essere soggetti alle disposizioni della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio22.
(27) Vista la natura delle informazioni raccolte e la legittima aspettativa dei portatori e dei dichiaranti che i loro dati personali e le informazioni sul valore del denaro contante introdotto o fatto uscire dall'Unione siano trattati con riservatezza, le autorità competenti dovrebbero offrire garanzie sufficienti quanto al rispetto del segreto professionale da parte degli agenti che chiedono di accedere alle informazioni, proteggendole adeguatamente dall'accesso, dall'uso o dalla comunicazione non autorizzati. Salvo disposizione contraria del presente regolamento o della legislazione nazionale, in particolare nel contesto di eventuali procedimenti giudiziari, le informazioni non dovrebbero essere divulgate senza il permesso dell'autorità che le ha raccolte. La raccolta, la divulgazione, la trasmissione, la comunicazione e qualunque altro tipo di trattamento dei dati personali rientrante nel campo di applicazione del presente regolamento dovrebbero essere soggetti alle disposizioni della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio22.
21 Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31).
22 Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
(28) Ai fini dell'analisi condotta dalle Unità di informazione finanziaria e per consentire alle autorità di altri Stati membri di controllare e far rispettare l'obbligo di dichiarazione, in particolare per quanto riguarda i dichiaranti che non vi abbiano precedentemente adempiuto, è necessario che i dati contenuti nella dichiarazione siano conservati per un periodo di tempo sufficientemente lungo che permetta alle autorità competenti di effettuare indagini in modo efficace. Il trattamento dei dati personali di cui al presente regolamento persegue le stesse finalità stabilite dalla direttiva (UE) 2015/849. Nel quadro di quest'ultima, le Unità di informazione finanziaria conservano i dati che sono stati loro comunicati dai "soggetti obbligati" per un periodo di cinque anni. Per controllare e far rispettare l'obbligo di dichiarazione in modo efficace, il periodo di conservazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni dovrebbe coincidere con quello previsto dalla direttiva (UE) 2015/849.
(28) Ai fini dell'analisi condotta dalle Unità di informazione finanziaria e per consentire alle autorità di altri Stati membri di controllare e far rispettare l'obbligo di dichiarazione, in particolare per quanto riguarda le persone che non vi abbiano precedentemente adempiuto, è necessario che i dati contenuti nella dichiarazione siano conservati per un periodo di tempo sufficientemente lungo che permetta alle autorità competenti di effettuare indagini in modo efficace. Il trattamento dei dati personali di cui al presente regolamento persegue le stesse finalità stabilite dalla direttiva (UE) 2015/849. Nel quadro di quest'ultima, le Unità di informazione finanziaria conservano i dati che sono stati loro comunicati dai "soggetti obbligati" per un periodo di cinque anni.
(29) Per incentivare l'osservanza di tale obbligo e scoraggiarne l'elusione è opportuno che gli Stati membri introducano sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi di dichiarazione o di informativa. Le sanzioni dovrebbero applicarsi unicamente all'omessa dichiarazione o all'omessa informativa nel quadro del presente regolamento, senza tener conto dell'attività criminosa potenzialmente correlata al denaro contante, che può essere oggetto di un'ulteriore indagine e di misure non rientranti nell'ambito del presente regolamento. Esse dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive e limitarsi a quanto necessario per incoraggiare il rispetto dell'obbligo.
(29) Per incentivare l'osservanza di tale obbligo e scoraggiarne l'elusione è opportuno che gli Stati membri introducano sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi di dichiarazione o di informativa. Le sanzioni dovrebbero applicarsi unicamente all'omessa dichiarazione o all'omessa informativa nel quadro del presente regolamento, senza tener conto dell'attività criminosa potenzialmente correlata al denaro contante, che può essere oggetto di un'ulteriore indagine e di misure non rientranti nell'ambito del presente regolamento. Esse dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive e limitarsi a quanto necessario per incoraggiare il rispetto dell'obbligo. Per essere efficace ed evitare che i criminali scelgano lo Stato membro di entrata o uscita dall'Unione in funzione del livello delle sanzioni vigenti, è opportuno che il presente regolamento preveda una convergenza delle sanzioni nazionali.
(30) Per garantire uniformità nell'attuare i controlli ed efficacia nell'elaborare, trasmettere e analizzare le dichiarazioni da parte delle autorità competenti, è opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione nell'adottare il modello di dichiarazione e i moduli informativi, determinare i criteri di un quadro comune di gestione dei rischi, definire le norme e le modalità tecniche, nonché il modello degli stampati da utilizzare per le dichiarazioni e lo scambio di informazioni e stabilire le norme e il formato per la trasmissione di dati statistici alla Commissione. Dovrebbe essere contemplata anche l'introduzione di sistemi elettronici appropriati. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio23.
(30) Sebbene la maggior parte degli Stati membri utilizzi già, su base volontaria, un modulo di dichiarazione armonizzato, il modulo UE di dichiarazione di valuta (UE-CDF), per garantire uniformità nell'attuare i controlli ed efficacia nell'elaborare, trasmettere e analizzare le dichiarazioni da parte delle autorità competenti, è opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione nell'adottare il modello di dichiarazione e i moduli informativi, definire le norme e le modalità tecniche, nonché il modello degli stampati da utilizzare per le dichiarazioni, per lo scambio di informazioni tra autorità competenti e per un'interconnessione tra i sistemi di scambio di informazioni impiegati rispettivamente dalle autorità competenti e dalle Unità di indagine finanziaria, nonché stabilire le norme e il formato per la trasmissione di dati statistici alla Commissione. Dovrebbe essere contemplata anche l'introduzione di sistemi elettronici appropriati. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio.
23 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(30 bis) Per garantire che le autorità competenti attuino i controlli in maniera uniforme, essi dovrebbero basarsi principalmente su un'analisi dei rischi volta ad identificare e valutare i rischi e a mettere a punto le necessarie contromisure. L'istituzione di un quadro comune a tutti gli Stati membri in materia di gestione del rischio non dovrebbe impedire loro di effettuare controlli casuali delle merci.
(31) Per poter tenere rapidamente conto di eventuali modifiche future alle norme internazionali quali quelle stabilite dal Gruppo di azione finanziaria internazionale, ovvero per impedire che si eludano le disposizioni del presente regolamento contando sul fatto che alcune riserve liquide di valore possono non rientrare nella definizione di "denaro contante", è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti in conformità all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che riguardino una modifica di tale definizione. È particolarmente importante che la Commissione svolga opportune consultazioni durante i lavori preparatori, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni avvengano nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 201624. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti.
(31) Per poter tenere rapidamente conto di eventuali modifiche future alle norme internazionali quali quelle stabilite dal Gruppo di azione finanziaria internazionale, ovvero per impedire che si eludano le disposizioni del presente regolamento contando sul fatto che alcune riserve liquide di valore possono non rientrare nella definizione di "denaro contante", è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti in conformità all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, concernenti norme dettagliate per l'esecuzione dei controlli da parte delle autorità competenti, tenendo conto del quadro comune di gestione dei rischi, quale definito nel regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio23 bis e dell'analisi di valutazione dei rischi eseguita a norma della direttiva (UE) 2015/849, e che riguardino una modifica dell'allegato I del presente regolamento. È particolarmente importante che la Commissione svolga opportune consultazioni durante i lavori preparatori, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni avvengano nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 201624. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti.
23 bis Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione (GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1).
24 Rif. alla GU [L 123/1]
(31 bis) Per porre rimedio alla situazione attuale, in virtù della quale molti viaggatori non sono consapevoli dell'obbligo di dichiarare il denaro contante, gli Stati membri dovrebbero, di concerto con la Commissione, elaborare materiale adeguato e organizzare regolari campagne di informazione dirette ai cittadini dell'Unione e dei paesi terzi e alle persone giuridiche. Tali campagne dovrebbero essere armonizzate, dato che sono concepite per le frontiere esterne dell'Unione.
Il presente regolamento prevede un sistema di controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione al fine di completare il quadro giuridico per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo di cui alla direttiva (UE) 2015/849.
Il presente regolamento prevede un sistema di controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dall'Unione al fine di completare il quadro giuridico per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo di cui alla direttiva (UE) 2015/849, nonché per la prevenzione di qualsiasi altra attività criminosa contraria alla sicurezza dell'Unione o a quella degli Stati membri.
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera a – trattino 2
– strumenti negoziabili al portatore di cui all'allegato I;
– strumenti negoziabili al portatore;
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera a – trattino 3
– beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore di cui all'allegato I;
– beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore;
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera a – trattino 4
– carte prepagate di cui all'allegato I;
– carte prepagate anonime;
d) "strumento negoziabile al portatore": uno strumento diverso dalla valuta che autorizza il portatore ad esigere il pagamento di una somma di denaro dietro presentazione dello stesso, senza dover provare la propria identità o diritto di disporne;
d) "strumento negoziabile al portatore": uno strumento diverso dalla valuta che autorizza il portatore ad esigere il pagamento di una somma di denaro dietro presentazione dello stesso, senza dover provare la propria identità o diritto di disporne; tali strumenti negoziabili al portatore sono elencati all'allegato I;
e) "beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore": beni che presentano un rapporto elevato tra valore e volume e che possono essere facilmente convertiti in valuta nei mercati accessibili, con costi di transazione assolutamente modesti;
e) "beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore": beni che presentano un rapporto elevato tra valore e volume e che possono essere facilmente convertiti in valuta nei mercati accessibili, con costi di transazione assolutamente modesti. Tali beni sono elencati all'allegato I;
f) "carta prepagata": carta non nominativa non collegata ad un conto corrente, contenente valore in moneta o liquidità, che può essere usata per operazioni di pagamento, per l'acquisto di beni o servizi o per la restituzione di valuta;
f) "carta prepagata anonima": carta non nominativa non collegata ad un conto corrente, contenente o utile ad accedere a valore in moneta o liquidità, che può essere usata per operazioni di pagamento, per l'acquisto di beni o servizi o per la restituzione di valuta. Tali carte prepagate anonime sono elencate all'allegato I;
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera g bis (nuova)
g bis) "portatore": qualunque persona fisica che, in entrata o in uscita dall'Unione, rechi denaro contante con sé, nel proprio bagaglio o nel mezzo di trasporto con cui attraversa la frontiera esterna;
h) "denaro contante non accompagnato": denaro contante che rientra in una spedizione non accompagnata dal proprietario, dal mittente o dal destinatario previsto;
h) "denaro contante non accompagnato": denaro contante che rientra in una spedizione senza un portatore;
2. La Commissione ha la facoltà di adottare atti delegati conformemente all'articolo 14 ai fini di una modifica dell'allegato I, onde tener conto delle nuove tendenze nel riciclaggio o nel finanziamento del terrorismo, quali definiti all'articolo 1, paragrafi 3, 4 e 5, della direttiva (UE) 2015/849, o delle migliori prassi nel prevenire il riciclaggio o il finanziamento del terrorismo, ovvero allo scopo di impedire l'utilizzo criminoso di strumenti negoziabili al portatore, di beni come riserve altamente liquide di valore o di carte prepagate per eludere gli obblighi di cui agli articoli 3 e 4.
2. La Commissione ha la facoltà di adottare atti delegati conformemente all'articolo 14 ai fini di una modifica dell'allegato I, onde tener conto delle nuove tendenze nel riciclaggio o nel finanziamento del terrorismo, quali definiti all'articolo 1, paragrafi 3, 4 e 5, della direttiva (UE) 2015/849, o delle migliori prassi nel prevenire il riciclaggio o il finanziamento del terrorismo, ovvero allo scopo di impedire l'utilizzo criminoso di strumenti negoziabili al portatore, di beni come riserve altamente liquide di valore o di carte prepagate anonime per eludere gli obblighi di cui agli articoli 3 e 4.
1. Qualunque persona fisica che, in entrata o in uscita dall'Unione, rechi con sé, nel proprio bagaglio o nel mezzo di trasporto utilizzato, denaro contante di valore pari o superiore ai 10 000 EUR dichiara tale somma alle autorità competenti dello Stato membro attraverso il quale sta entrando o uscendo dall'Unione e la mette a disposizione delle stesse a fini di controllo. L'obbligo di dichiarazione non si ritiene assolto se le informazioni fornite sono scorrette o incomplete, ovvero se il denaro contante non è messo a disposizione a fini di controllo.
1. Qualunque portatore che rechi con sé, nel proprio bagaglio o nel mezzo di trasporto utilizzato, denaro contante di valore pari o superiore ai 10 000 EUR dichiara tale somma alle autorità competenti dello Stato membro attraverso il quale entra o esce dall'Unione e la mette a disposizione delle stesse a fini di controllo. L'obbligo di dichiarazione non si ritiene assolto se le informazioni fornite sono scorrette o incomplete, ovvero se il denaro contante non è messo a disposizione a fini di controllo.
a) il dichiarante, inclusi nome completo, indirizzo, data e luogo di nascita e cittadinanza;
a) il portatore, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, cittadinanza e numero di un documento d'identità;
b) il proprietario del denaro contante, inclusi nome completo, indirizzo, data e luogo di nascita e cittadinanza;
b) il proprietario del denaro contante, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, cittadinanza e numero di un documento d'identità per le persone fisiche o nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), numero di registrazione o numero di registrazione IVA per le persone giuridiche;
c) il destinatario previsto del denaro contante, inclusi nome completo, indirizzo, data e luogo di nascita e cittadinanza;
c) il destinatario previsto del denaro contante, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, cittadinanza e numero di un documento d'identità per le persone fisiche, o nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), numero di registrazione o numero di registrazione IVA per le persone giuridiche;
d) la natura e l'importo o il valore del denaro contante;
e) la provenienza e l'uso previsto del denaro contante;
e) la provenienza economica;
e bis) l'uso previsto del denaro contante;
3. Le informazioni sono fornite per iscritto o per via elettronica, utilizzando il modulo di cui all'articolo 15, lettera a). Una copia vistata è consegnata al dichiarante su richiesta.
3. Le informazioni sono fornite per iscritto o per via elettronica, utilizzando il modulo di cui all'articolo 15, lettera a). Una copia vistata è consegnata al dichiarante.
I dichiaranti dovrebbero poter ricevere sempre una copia scritta, dal momento che potrebbero non avere la possibilità di richiederne una (ad esempio, perché non sanno di poterlo fare o non parlano la lingua del luogo).
1. Nel caso in cui denaro contante non accompagnato di importo pari o superiore ai 10 000 EUR stia entrando o uscendo dall'Unione, le autorità competenti dello Stato membro attraverso il quale ciò avviene possono, sulla base di un'analisi di rischio, imporre al mittente o al destinatario o ad un loro rappresentante di presentare una dichiarazione a scopo informativo. L'obbligo di dichiarazione non si ritiene assolto se le informazioni fornite sono scorrette o incomplete, ovvero se il denaro contante non è messo a disposizione a fini di controllo.
1. Nel caso in cui denaro contante non accompagnato di importo pari o superiore ai 10 000 EUR stia entrando o uscendo dall'Unione, le autorità competenti dello Stato membro attraverso il quale ciò avviene possono, sulla base di un'analisi di rischio, imporre al mittente o al destinatario o ad un loro rappresentante di presentare una dichiarazione a scopo informativo, entro un termine prestabilito di 30 giorni al massimo. Le autorità competenti possono trattenere il denaro contante finché il mittente, il destinatario o il suo rappresentante non presenta la dichiarazione.
L'obbligo di dichiarazione non si ritiene assolto se la dichiarazione non è presentata prima dello scadere del termine, se le informazioni fornite sono scorrette o incomplete, ovvero se il denaro contante non è messo a disposizione a fini di controllo.
a) il dichiarante, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, cittadinanza e numero di un documento d'identità;
b) il proprietario del denaro contante, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, numero di un documento d'identità e cittadinanza per le persone fisiche o nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), numero di registrazione IVA per le persone giuridiche.
c) il mittente del denaro contante, inclusi nome completo, indirizzo, data e luogo di nascita e cittadinanza;
c) il mittente del denaro contante, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, cittadinanza e numero di un documento d'identità per le persone fisiche, o nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), numero di registrazione IVA per le persone giuridiche;
Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera d
d) il destinatario o il destinatario previsto del denaro contante, inclusi nome completo, indirizzo, data e luogo di nascita e cittadinanza;
d) il destinatario o il destinatario previsto del denaro contante, inclusi nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), data e luogo di nascita, cittadinanza e numero di un documento d'identità per le persone fisiche, o nome completo, informazioni di contatto (incluso l'indirizzo), numero di registrazione IVA per le persone giuridiche;
e) l'importo e la natura del denaro contante;
e) la natura e l'importo o il valore del denaro contante;
f) la provenienza e l'uso previsto del denaro contante.
f) la provenienza economica;
Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera f bis (nuova)
f bis) l'uso previsto del denaro contante.
3. Se l'obbligo di cui all'articolo 3 o l'obbligo di informativa di cui all'articolo 4 non risultano assolti, le autorità competenti compilano d'ufficio, per iscritto o per via elettronica, una dichiarazione contenente, per quanto possibile, i dettagli di cui all'articolo 3, paragrafo 2, o all'articolo 4, paragrafo 2, a seconda del caso.
3. Se la dichiarazione di cui all'articolo 3 o l'obbligo di informativa di cui all'articolo 4 non risultano assolti, le autorità competenti compilano d'ufficio, per iscritto o per via elettronica, una dichiarazione contenente, per quanto possibile, i dettagli di cui all'articolo 3, paragrafo 2, o all'articolo 4, paragrafo 2, a seconda del caso.
4. I controlli si basano principalmente su un'analisi mirante ad individuare e valutare i rischi e a predisporre le contromisure necessarie, e sono attuati sulla base di un quadro comune di gestione dei rischi conformemente ai criteri definiti all'articolo 15, lettera b).
4. I controlli si basano principalmente su un'analisi mirante ad individuare e valutare i rischi e a predisporre le contromisure necessarie.
4 bis. L'analisi dei rischi di cui al paragrafo 4 non impedisce alle autorità competenti di procedere a controlli spontanei o a controlli basati su informazioni specifiche ottenute da un'altra autorità. Le autorità competenti sono dotate di strumenti adeguati al fine di eseguire i controlli.
Articolo 5 – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 14 concernenti le norme dettagliate per l'esecuzione dei controlli da parte delle autorità competenti, tenendo conto del quadro comune di gestione dei rischi, quale definito nel regolamento (UE) n. 952/2013 e dell'analisi di valutazione dei rischi eseguita a norma degli articoli 6 e 7 della direttiva (UE) 2015/849;
Articolo 5 – paragrafo 4 quater (nuovo)
4 quater. I poteri conferiti alle autorità competenti a norma del presente articolo si estendono anche all'articolo 6.
Importi inferiori alla soglia
Importi inferiori alla soglia che si sospetta siano correlati ad attività criminose
1. Qualora rilevino che una persona fisica sta entrando o uscendo dall'Unione con denaro contante di importo inferiore alla soglia di cui all'articolo 3 e che, sulla base di un'analisi di rischio, vi sono indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose, le autorità competenti registrano tale informazione, unitamente al nome completo, all'indirizzo, alla data e al luogo di nascita e alla cittadinanza della persona in questione, nonché le informazioni relative al mezzo di trasporto utilizzato.
1. Qualora rilevino che un portatore sta entrando o uscendo dall'Unione con denaro contante di importo inferiore alla soglia di cui all'articolo 3 e che vi sono indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose, le autorità competenti registrano tale informazione e le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 2.
2. Qualora rilevino che una spedizione di denaro contante non accompagnato di importo inferiore alla soglia di cui all'articolo 4 sta entrando o uscendo dall'Unione e che, sulla base di un'analisi di rischio, vi sono indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose, le autorità competenti registrano tale informazione, unitamente al nome completo, all'indirizzo, alla data e al luogo di nascita e alla cittadinanza del mittente, del destinatario previsto o del loro rappresentante, nonché le informazioni relative al mezzo di trasporto utilizzato.
2. Qualora rilevino che una spedizione di denaro contante non accompagnato di importo inferiore alla soglia di cui all'articolo 4 sta entrando o uscendo dall'Unione e che vi sono indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose, le autorità competenti registrano tale informazione e le informazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2.
b) vi siano indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose, indipendentemente dal fatto che esso sia trasportato da una persona fisica o sia non accompagnato.
b) vi siano indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose.
2. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 1 è accompagnata da una motivazione, è comunicata alla persona interessata nel momento in cui è emanata ed è impugnabile conformemente alle procedure previste dalla legislazione nazionale.
2. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 1 è accompagnata da una motivazione e comunicata nel momento in cui è emanata:
a) alla persona tenuta a fare la dichiarazione in conformità dell'articolo 3 o la dichiarazione a scopo informativo in conformità dell'articolo 4; o
b) al portatore e al proprietario nelle situazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, o al proprietario, al destinatario previsto e al mittente nelle situazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 2.
2 bis. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 1 è impugnabile in conformità delle procedure stabilite dalla normativa nazionale.
3. La durata del trattenimento temporaneo è strettamente limitata al tempo necessario affinché le autorità competenti stabiliscano se le circostanze specifiche giustificano o meno una sua eventuale proroga. La durata massima del trattenimento temporaneo è stabilita dalla legislazione nazionale e non si protrae oltre i 30 giorni. Se in tale arco di tempo non è assunta alcuna decisione in merito alla proroga del trattenimento del denaro contante, ovvero se la decisione assunta stabilisce che le circostanze specifiche non giustificano tale proroga, il denaro contante è immediatamente rimesso a disposizione del dichiarante.
3. La durata del trattenimento temporaneo è strettamente limitata al tempo necessario affinché le autorità competenti stabiliscano se le circostanze specifiche giustificano o meno una sua eventuale proroga. La durata massima del trattenimento temporaneo è stabilita dalla legislazione nazionale e non si protrae oltre i 30 giorni. Se in tale arco di tempo non è assunta alcuna decisione in merito alla proroga del trattenimento del denaro contante, ovvero se la decisione assunta stabilisce che le circostanze specifiche non giustificano tale proroga, il denaro contante è immediatamente consegnato:
a) al dichiarante o al portatore nelle situazioni di cui agli articoli 3 e 4; o
b) al portatore o al proprietario nelle situazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, o al proprietario, al destinatario previsto o al mittente nelle situazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 2.
1. Le autorità competenti registrano le informazioni ottenute ai sensi degli articoli 3 e 4, dell'articolo 5, paragrafo 3, o dell'articolo 6 e le trasmettono all'Unità di informazione finanziaria dello Stato membro in cui sono state ottenute, conformemente alle norme tecniche di cui all'articolo 15, lettera c).
1. Le autorità competenti registrano le informazioni ottenute ai sensi degli articoli 3 e 4, dell'articolo 5, paragrafo 3, o dell'articolo 6 e le trasmettono all'Unità di informazione finanziaria dello Stato membro in cui sono state ottenute, la quale le trasmette senza indugio alle Unità di informazione finanziaria degli altri Stati membri, conformemente alle norme tecniche di cui all'articolo 15, lettera c).
1 bis. Ai fini del presente regolamento, fatte salve le norme dell'Unione in materia di protezione dei dati, in particolare per quanto riguarda limitazione delle finalità e diritti di accesso, è creato un collegamento tra il sistema che le autorità competenti utilizzano per lo scambio di informazioni a norma del regolamento (CE) n. 515/971 bis e il sistema che le Unità di informazione finanziaria usano per lo scambio di informazioni a norma della decisione 2000/642/GAI del Consiglio1 ter, conformemente alle norme tecniche stabilite dalla Commissione all'articolo 15, lettera c bis).
1 bis Regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola, GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1, da ultimo modificato dal regolamento (UE) n. 2015/1525 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, GU L 243 del 18.9.2015, pag. 1.
1 ter Decisione 2000/642/GAI del Consiglio, del 17 ottobre 2000, concernente le modalità di cooperazione tra le unità di informazione finanziaria degli Stati membri per quanto riguarda lo scambio di informazioni. GU L 271 del 24.10.2000, pag. 4.
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono comunicate senza indugio, al più tardi entro un mese dalla data in cui sono state raccolte.
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono comunicate senza indugio, al più tardi entro quattro giorni lavorativi dalla data in cui sono state raccolte.
2 bis. Entro il 1° gennaio 2019, la Commissione valuta l'opportunità di istituire un'Unità di informazione finanziaria dell'Unione e, se del caso, di presentare una proposta legislativa.
2. Qualora sussistano indizi di attività criminose correlate al denaro contante che potrebbero arrecare pregiudizio agli interessi finanziari dell'Unione, le informazioni di cui al paragrafo 1 sono trasmesse anche alla Commissione.
2. Qualora sussistano indizi di attività criminose correlate al denaro contante che potrebbero arrecare pregiudizio agli interessi finanziari dell'Unione, le informazioni di cui al paragrafo 1 sono trasmesse anche alla Commissione, alla Procura europea, a Eurojust ed Europol. La Commissione effettua un'analisi statistica delle informazioni ricevute, che mette a disposizione del pubblico.
3. L'autorità competente comunica le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 conformemente alle norme tecniche di cui all'articolo 15, lettera c), e utilizzando il modulo di cui all'articolo 15, lettera d).
3. L'autorità competente comunica le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 conformemente alle norme tecniche di cui all'articolo 15, lettera c bis), e utilizzando il modulo di cui all'articolo 15, lettera d).
4. Le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono comunicate senza indugio, al più tardi entro un mese dalla data in cui sono state raccolte.
4. Le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), e al paragrafo 2, sono comunicate senza indugio, al più tardi entro quattro giorni lavorativi dalla data in cui sono state raccolte;
4 bis. Le informazioni e i risultati di cui al paragrafo 1, lettera d), sono comunicati ogni sei mesi o su richiesta a tutti gli Stati membri e alla Commissione.
1. Nel quadro dell'assistenza amministrativa reciproca, gli Stati membri e la Commissione possono trasmettere le seguenti informazioni ad un paese terzo, previa autorizzazione dell'autorità competente che ha ottenuto l'informazione dal dichiarante o dal suo rappresentante e purché tale comunicazione sia conforme alle norme pertinenti, nazionali e dell'Unione, in materia di trasferimento dei dati personali ai paesi terzi:
1. Nel quadro dell'assistenza amministrativa reciproca, gli Stati membri e la Commissione possono trasmettere le seguenti informazioni ad un paese terzo, previa autorizzazione dell'autorità competente che ha ottenuto l'informazione dal portatore o dal dichiarante e purché tale comunicazione sia conforme alle norme pertinenti, nazionali e dell'Unione, in materia di trasferimento dei dati personali ai paesi terzi:
2. Gli Stati membri notificano alla Commissione qualunque comunicazione di informazioni ai sensi del paragrafo 1 e la Commissione riferisce ogni anno al Parlamento europeo in merito alle informazioni comunicate.
1. Le autorità competenti agiscono in qualità di controllori dei dati personali ottenuti ai sensi degli articoli 3, 4 e 6.
1. Le autorità competenti agiscono in qualità di controllori dei dati personali ottenuti ai sensi degli articoli 3 e 4, dell'articolo 5, paragrafo 3, e dell'articolo 6.
2. Il trattamento dei dati personali nel quadro del presente regolamento è effettuato al solo scopo di prevenzione e di lotta alle attività criminose. .
2. Il trattamento dei dati personali nel quadro del presente regolamento è effettuato al solo scopo di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali. Tale trattamento rientra nell'ambito di applicazione della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.
Allineamento della formulazione alla direttiva (UE) 2016/680 relativa alla protezione dei dati.
3. I dati personali ottenuti ai sensi degli articoli 3, 4 e 6 sono accessibili solo al personale debitamente autorizzato delle autorità competenti e sono adeguatamente protetti contro un eventuale accesso o comunicazione non autorizzati. Salvo se diversamente disposto dagli articoli 8, 9 e 10, tali dati non possono essere divulgati o comunicati senza esplicita autorizzazione dell'autorità competente che ha ottenuto per prima l'informazione. L'autorizzazione non è tuttavia necessaria qualora le autorità competenti siano tenute a divulgare o comunicare tale informazione conformemente alle norme in vigore nello Stato membro interessato, in particolare in caso di procedimenti giudiziari.
3. I dati personali ottenuti ai sensi degli articoli 3 e 4, dell'articolo 5, paragrafo 3, e dell'articolo 6 sono accessibili solo al personale debitamente autorizzato delle autorità competenti e sono adeguatamente protetti contro un eventuale accesso o comunicazione non autorizzati. Salvo se diversamente disposto dagli articoli 8, 9 e 10, tali dati non possono essere divulgati o comunicati senza esplicita autorizzazione dell'autorità competente che ha ottenuto per prima l'informazione. L'autorizzazione non è tuttavia necessaria qualora le autorità competenti siano tenute a divulgare o comunicare tale informazione conformemente alle norme in vigore nello Stato membro interessato, in particolare in caso di procedimenti giudiziari.
4. I dati personali ottenuti conformemente agli articoli 3, 4 e 6 sono conservati dalle autorità competenti e dall'Unità di informazione finanziaria per un periodo di cinque anni dalla data in cui sono stati raccolti. Allo scadere di tale termine sono cancellati o resi anonimi.
4. I dati personali ottenuti conformemente agli articoli 3 e 4, all'articolo 5, paragrafo 3, e all'articolo 6 sono conservati dalle autorità competenti e dall'Unità di informazione finanziaria solo per il tempo necessario e proporzionato ai fini per i quali i dati sono trattati e non oltre un periodo di tre anni dalla data in cui sono stati raccolti. Qualora vi siano indizi che denotano che tale denaro è correlato ad attività criminose, i dati personali ottenuti conformemente agli articoli 3 e 4, all'articolo 5, paragrafo 3, e all'articolo 6 sono conservati dalle autorità competenti e dall'Unità di informazione finanziaria per un periodo massimo di cinque anni. In tali casi i motivi dell'ulteriore conservazione devono essere giustificati e registrati. Se non è deciso nulla in merito all'ulteriore conservazione dei dati, questi sono automaticamente cancellati dopo tre anni.
Ogni Stato membro stabilisce sanzioni da applicare in caso di inosservanza dell'obbligo di dichiarazione di cui agli articoli 3 e 4. Tali sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
Ogni Stato membro stabilisce sanzioni da applicare in caso di inosservanza dell'obbligo di dichiarazione di cui agli articoli 3 e 4. Tali sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri mirano ad introdurre una serie coordinata di sanzioni in tutta l'Unione. A tal fine la Commissione presenta, se del caso, una proposta legislativa.
2 Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafo 2, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal …*.
2 Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafo 2, e all'articolo 5, paragrafo 4 bis, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal ...*
* Data di entrata in vigore dell'atto legislativo di base o qualsiasi altra data fissata dal legislatore.
3. La delega di potere di cui all'articolo 2, paragrafo 2, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. La decisione di revoca non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
3. La delega di potere di cui all'articolo 2, paragrafo 2, e all'articolo 5, paragrafo 4 bis, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. La decisione di revoca non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
6. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, e dell'articolo 5, paragrafo 4 bis,entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 15 – comma 1 – lettera b
(b) i criteri del quadro comune di gestione dei rischi di cui all'articolo 5, paragrafo 4;
Articolo 15 – comma 1 – lettera c
c) le norme tecniche per lo scambio di informazioni di cui agli articoli 8 e 9, inclusa l'introduzione di un sistema elettronico appropriato;
c) le norme tecniche per lo scambio di informazioni di cui all'articolo 8, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, attraverso il Sistema informativo doganale, quale previsto ai sensi dell'articolo 23 del regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio1bis;
1 bis Regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola (GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1).
Articolo 15 – comma 1 – lettera c bis (nuova)
c bis) le norme tecniche per l'interconnessione di cui all'articolo 8, paragrafo 1 bis;
Articolo 17 – paragrafo 2 – comma 2
Le informazioni di cui al paragrafo 1, lettera c), sono fornite alla Commissione almeno ogni sei mesi. La Commissione pubblica una relazione annuale sulle informazioni statistiche in cui presenta una stima della portata e del valore del contante di contrabbando.
3 bis. La Commissione pubblica le informazioni di cui ai paragrafi 1 bis e 1 ter sul suo sito web e informa i lettori, in modo chiaro, in merito ai controlli relativi al contante in entrata o in uscita dall'Unione.
I cittadini e i viaggiatori che desiderano essere informati in merito ai propri obblighi dovrebbero avere la possibilità di trovare informazioni sui controlli sul contante e l'elenco delle autorità competenti su un sito web gestito dalla Commissione.
All'inizio dell'applicazione del presente regolamento, la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e il garante europeo della protezione dei dati, svolge una campagna per informare i cittadini dell'UE e dei paesi terzi, nonché le persone giuridiche, in merito agli obiettivi del presente regolamento, gli obblighi ai sensi degli articoli 3 e 4, i dati conservati, l'elenco delle autorità competenti, la possibilità del trattenimento temporaneo ai sensi dell'articolo 7, le sanzioni introdotte a norma dell'articolo 13 e il diritto ad un ricorso effettivo. La Commissione e gli Stati membri ripetono tali campagne su base periodica. Gli Stati membri definiscono e attuano le politiche necessarie per informare i propri cittadini e residenti in merito al presente regolamento. Gli Stati membri garantiscono la disponibilità di sufficienti finanziamenti per tali politiche di informazione.
Onde informare i cittadini e i viaggiatori in merito all'obbligo di dichiarare il contante quando attraversano le frontiere, e quindi rendere tale obbligo più efficace, la Commissione dovrebbe lanciare campagne di informazione su tale regolamento.
Articolo 18 – comma 1
La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento cinque anni dopo l'entrata in vigore e, successivamente, con cadenza quinquennale.
La Commissione presenta, in base alle informazioni regolarmente ricevute dagli Stati membri, al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento tre anni dopo l'entrata in vigore e, successivamente, con cadenza triennale. La relazione valuta, in particolare, qualora sia opportuno includere altri beni nell'ambito di applicazione del presente regolamento, se la procedura di informazione per il denaro contante non accompagnato risponde alle finalità previste e se la soglia per il denaro contante non accompagnato debba essere rivista.
Articolo 20 – comma 2 bis (nuovo)
L'articolo 5, paragrafo 4 bis, e l'articolo 15, lettere a), b), d) ed e) si applicano a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento].
Allegato I – titolo 1
Strumenti negoziabili al portatore, beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore e carte prepagate considerati alla stregua di denaro contante ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punti ii), iii) e iv)
Strumenti negoziabili al portatore, beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore e carte prepagate anonime considerati alla stregua di denaro contante ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punti ii), iii) e iv)
3. Sono considerate denaro contante ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto iv), le seguenti carte prepagate:
3. Sono considerate denaro contante ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto iv), le seguenti carte prepagate anonime:
GU C 246 del 28.7.2017, pag. 22.
I. Contesto della proposta
Nell'ambito della lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata è necessario adottare misure a livello europeo per impedire il finanziamento delle attività criminali e porre quindi fine allo sfruttamento, da parte dei criminali, di varie norme nazionali relative ai controlli sul denaro contante. Un approccio su scala europea volto a controllare i movimenti di contante all'interno e all'esterno dell'Unione è necessario non solo per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, ma anche per proteggere i cittadini e le imprese dell'UE.
Le amministrazioni doganali sono in prima linea per conseguire questo obiettivo, essendo incaricate dei controlli sul traffico di passeggeri e sui movimenti di merci attraverso le frontiere esterne. Occorre rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni doganali nazionali in modo da impedire che i criminali eludano i controlli sul denaro contante alle frontiere esterne dell'UE.
Il 21 dicembre 2016 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure volto a completare e rafforzare il quadro giuridico dell'Unione in materia di riciclaggio di denaro, flussi illeciti di denaro, congelamento e confisca di beni. Le proposte si inseriscono nel contesto degli impegni assunti in virtù del piano d'azione contro il finanziamento del terrorismo a partire dal febbraio 2016.
Nell'ambito di queste misure, la Commissione propone di migliorare il vigente regolamento relativo ai controlli sul denaro contante, adottato nel 2005, per monitorare i movimenti di denaro in entrata o in uscita dall'UE. La base giuridica della presente proposta è costituita dall'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che sancisce il principio di ravvicinamento delle disposizioni nazionali degli Stati membri che hanno per oggetto l'instaurazione e il funzionamento del mercato interno, e dall'articolo 33, che prevede il rafforzamento della cooperazione doganale tra gli Stati membri e tra questi ultimi e la Commissione.
Le modifiche proposte dalla Commissione mirano a rafforzare i controlli sulle persone che entrano o escono dall'UE con in possesso contanti o preziosi per un importo pari o superiore a 10 000 EUR o che inviano tale importo come pacco postale o merce. Esse consentiranno inoltre alle autorità di intervenire in caso di importi inferiori rispetto alla soglia di 10 000 EUR per cui è prevista la dichiarazione doganale, qualora vi siano sospetti di attività criminale, nonché di migliorare lo scambio di informazioni fra autorità e Stati membri.
In particolare, la proposta estende la definizione di "denaro contante" all'oro e ad altri beni preziosi nonché alle carte di pagamento prepagate non collegate a conti finanziari, che al momento non sono oggetto di normale dichiarazione doganale. La proposta disciplina inoltre il caso del denaro contante non accompagnato e prevede anche la possibilità che le autorità competenti trattengano temporaneamente il denaro contante qualora rilevino movimenti di importi inferiori alla soglia che sembrano essere legati ad attività illecite, eventualità non prevista dal regolamento in vigore.
Infine la proposta mira a garantire l'uniforme applicazione dei controlli attribuendo alla Commissione competenze di esecuzione in materia di gestione dei rischi, norme per lo scambio di informazioni, moduli per le comunicazioni e il sistema di scambio dei dati nonché trasmissione delle informazioni da parte degli Stati membri alla Commissione.
II. Posizione dei relatori
I relatori accolgono con favore l'obiettivo generale della proposta di aggiornare e migliorare il regolamento in vigore. Alla luce dei recenti avvenimenti, è apparso evidente che coloro che riciclano denaro o che finanziano il terrorismo sono riusciti a trovare il modo per aggirare le norme europee in materia di controlli sul denaro contante.
Le principali modifiche proposte dai relatori mirano a rendere il regolamento ancora più solido, chiarendo alcune disposizioni fondamentali, in particolare la definizione e differenziazione di "denaro contante accompagnato" e di "denaro contante non accompagnato", nonché la designazione del responsabile della dichiarazione di denaro contante accompagnato. La definizione elaborata per quest'ultimo include qualunque persona fisica che, in entrata o in uscita dall'Unione, rechi con sé, nel proprio bagaglio o nel mezzo di trasporto utilizzato per attraversare la frontiera esterna, denaro contante, a prescindere dal legame tra la persona in questione e il contante (proprietario o destinatario previsto).
In aggiunta, al fine di agevolare le indagini delle autorità competenti e garantire la chiara identificazione delle persone coinvolte, si è provveduto ad ampliare i dati da inserire nella dichiarazione e a renderli specifici per persone fisiche o giuridiche.
Per chiarire il concetto di "gestione dei rischi", sono stati aggiunti riferimenti alla definizione esistente di cui al regolamento n. 952/2013 e alla disposizione contenuta nella direttiva 2015/849 concernente gli sviluppi della "valutazione del rischio". Quale aspetto importante, i relatori ritengono che, per motivi di efficienza, sia necessario applicare l'articolo 290 del TFUE anziché l'articolo 291 del TFUE e, di conseguenza, propongono l'opportuna modifica nel progetto di relazione.
I relatori sono convinti che la realizzazione dell'obiettivo perseguito dalla presente proposta comporti sia un'armonizzazione a livello europeo dell'attuazione dei controlli da parte delle autorità nazionali competenti nonché un ravvicinamento delle sanzioni nazionali in casi di mancata conformità. La Commissione dovrebbe adottare misure intese a garantire l'uniforme applicazione dei controlli da parte delle autorità competenti, mentre gli Stati membri dovrebbero tenere conto della giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte europea dei diritti dell'uomo per quanto riguarda le sanzioni doganali, che dovrebbero basarsi sul principio di proporzionalità.
Uno dei miglioramenti chiave al regolamento riguarda lo scambio di dati. A tale proposito, i relatori preferirebbero un'azione rapida e propongono, previa consultazione degli esperti in materia, di applicare direttamente il sistema di scambio di dati informatici CSI+, affinché sia utilizzato da tutti gli Stati membri. Si tratta di un sistema efficiente e di facile uso; inoltre, per prevenire nel modo più efficace le attività criminali, i relatori propongono di far sì che gli Stati membri siano tenuti a comunicare le informazioni entro 3 giorni lavorativi dalla data in cui sono state ottenute, anziché entro un mese come disposto dal regolamento in vigore.
Sulla scorta di ciò, i relatori propongono di creare un'Unità di informazione finanziaria europea per migliorare la cooperazione in materia di coordinamento delle autorità investigative e in grado di consentire la trasmissione tempestiva delle informazioni raccolte dalle unità nazionali. Data la natura mutevole e dinamica delle questioni affrontate nel regolamento, i relatori hanno inoltre proposto di introdurre una solida clausola di riesame che preveda un aggiornamento periodico del regolamento ogni tre anni, in modo da tenere conto delle capacità e degli sviluppi tecnici, anche degli autori di frodi.
Infine, i relatori condividono il parere del Garante europeo della protezione dei dati, il quale accoglie con favore la previsione di un periodo massimo di conservazione dei dati personali da parte delle autorità competenti e dell'Unità di informazione finanziaria.
Controlli sul denaro contante in entrata nell’Unione o in uscita dalla stessa

References: Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 4

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Articolo 5

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Articolo 15

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Articolo 17

Articolo 18

Articolo 20