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IL TRATTAMENTO FISCALE DEGLI OMAGGI - PDF
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1 Dott. Mario Conte Ragioniere Commercialista Dott. Dario Cervi Ragioniere Commercialista Dott. Giovanni Orso Rag. Pierluigi Martin Consulente aziendale Dott.ssa Arianna Bazzacco co Dott.ssa Sofia Bertolo Circolare n. 12/ Castelfranco Veneto, 15 dicembre 2015 Spett. li CLIENTI LORO SEDI IL TRATTAMENTO FISCALE DEGLI OMAGGI Si riepiloga di seguito il trattamento e IRPEF/IRES e degli omaggi CESSIONI GRATUITE BENI NON OGGETTO DELL ATTIVITÀ IMPRESE a credito clienti SÌ se costo unitario 50 (anche alimenti e bevande) NO se costo unitario > 50 se valore unitario 50 nel limite annuo deducibile (1,3% - 0,5% e 0,1% dei ricavi/proventi) deducibili se metodo da bilancio se metodo fiscale NO (mancanza di inerenza) Come in passato, quindi, la cessione di beni non oggetto dell attività dell impresa è sempre irrilevante ai fini, a prescindere dall ammontare del relativo costo unitario. Da ciò consegue che all atto della consegna dell non è richiesta l emissione di alcun documento fiscale (fattura, ricevuta, ecc.). È tuttavia opportuno emettere un ddt (con causale ) o un documento analogo (buono di consegna), al fine di provare l inerenza della spesa con l attività esercitata e la natura di spesa di rappresentanza. ACQUISTO CONFEZIONI DI BENI L può essere rappresentato: da un unico bene; da più beni costituenti una confezione unica (ad esempio, cesto regalo).
2 ACQUISTO ALIMENTI E BEVANDE In tali casi, al fine di individuare il limite di 50 è necessario considerare il costo dell intera confezione e non quello dei singoli componenti. È quindi indetraibile ile l relativa all acquisto del cesto di costo superiore a 50 ancorché composto da beni di costo unitario inferiore a tale limite. La detrazione dell, come specificato dall Agenzia delle Entrate nella Circolare , n. 54/E, è riconosciuta anche qualora i beni omaggiati siano costituiti da alimenti e bevande (spumante, panettone, torrone, ecc.), a condizione che: il costo unitario sia non superiore a 50; la cessione costituisca spesa di rappresentanza a credito clienti SÌ (*) se costo unitario 50 (anche alimenti e bevande) NO se costo unitario > 50 NO (mancanza di inerenza) LAVORATORI AUTONOMI Imponibile (*) IREPF/IRES nel limite dell 1% dei compensi incassati nell anno Deducibili nel limite dell 1% dei compensi percepiti nell anno (*) Salvo la scelta di non detrarre l sull acquisto per non assoggettare ad la cessione. CESSIONI GRATUITE BENI OGGETTO DELL ATTIVITÀ clienti a credito SÌ se spesa non di rappresentanza SÌ (*) ma solo se costo unitario 50 se spesa rappresentanza Imponibile (*) IREPF/IRES integrale nell esercizio se valore unitario 50 nel limite annuo deducibile (1,3% - 0,5% e 0,1% dei ricavi/proventi) deducibili se metodo da bilancio se metodo fiscale (*) Salvo la scelta di non detrarre l sull acquisto per non assoggettare ad la cessione 2
3 Ai fini iva non rileva il valore del bene (superiore o meno a 50) come per le cessioni gratuite di beni non oggetto dell attività, pertanto indipendentemente dal fatto che la spesa relativa ai beni in esame possa o meno essere qualificata di rappresentanza, l impresa può scegliere di non detrarre l a credito dei beni oggetto dell attività, al fine di non assoggettare ad la successiva cessione. Si rammenta che in presenza di una cessione rilevante ai fini : la base imponibile è costituita, ai sensi dell art. 13, DPR n. 633/72, dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni ; la rivalsa dell non è obbligatoria, come disposto dall art. 18, DPR n. 633/72. Generalmente, in relazione agli omaggi la rivalsa non viene operata e pertanto l rimane a carico del cedente, costituendo per quest ultimo un costo indeducibile ex art. 99, comma 1,TUIR. In assenza di rivalsa, l operazione può essere documentata utilizzando una delle seguenti soluzioni alternative: 1. emissione di una fattura con applicazione dell, senza addebitare la stessa al cliente, specificando che trattasi di senza rivalsa dell ex art. 18, DPR n. 633/72 ; 2. emissione di un autofattura in unico esemplare, con indicazione del valore dei beni come sopra individuato (prezzo di acquisto o di costo), dell aliquota e della relativa imposta, specificando che trattasi di autofattura per omaggi. Detta autofattura può essere singola per ciascuna cessione ( autofattura immediata ) ovvero globale mensile per tutte le cessioni effettuate nel mese ( autofattura differita ). L emissione del ddt, necessaria per poter effettuare la fatturazione o l autofatturazione differita, è comunque consigliabile anche qualora venga emessa l autofattura immediata al fine di identificare il destinatario e provare l inerenza del costo con l attività dell impresa; 3. tenuta del registro degli omaggi, sul quale annotare l ammontare complessivo delle cessioni gratuite effettuate in ciascun giorno, distinte per aliquota. OMAGGI AI DIPENDENTI La cessione / erogazione di un bene / servizio a favore dei non può essere considerata spesa di rappresentanza, in quanto, come chiarito dall Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 34/E, non si configura la finalità promozionale. Pertanto, l relativa ai beni destinati ai è indetraibile per mancanza di inerenza con l esercizio dell impresa, arte o professione ex art. 19, comma 1, DPR n. 633/72, a prescindere dall ammontare del costo. Tassazione in capo al dipendente Ai sensi dell art. 51, comma 3, TUIR, così come confermato dall Agenzia delle Entrate nella Circolare , n. 59/E, al fine di verificare la tassazione in capo al dipendente delle erogazioni liberali concesse in occasione di festività, è necessario distinguere a seconda che le stesse siano in denaro ovvero in natura. Erogazioni liberali Trattamento fiscale In denaro Concorrono sempre (a prescindere dall ammontare) alla formazione del reddito del dipendente e quindi sono assoggettate a tassazione. 3
4 In natura (beni o servizi) Se di importo: non superiore a 258,23 nel periodo d'imposta, non concorrono alla formazione del reddito; superiore a 258,23 nel periodo d'imposta, concorrono per l intero ammontare alla formazione del reddito del dipendente (non solo per la quota eccedente il limite). Per la verifica del superamento del limite di 258,23 vanno considerate le analoghe erogazioni corrisposte durante l anno. Così, ad esempio, una strenna natalizia del valore di 200 (in assenza di altre erogazioni liberali) è deducibile per il datore di lavoro e non concorre alla formazione del reddito del dipendente. Se nello stesso anno, per il ricorrere dell anniversario della fondazione dell azienda, ai è regalato un bene del valore di 150, al dipendente va imputato un reddito, da assoggettare a tassazione, pari a 350 ( ). BUONI ACQUISTO TRATTAMENTO Ai fini, nella Risoluzione , n. 21/E, l Agenzia delle Entrate ha affermato che: i buoni / voucher utilizzabili per l acquisto di beni e/o servizi non possono qualificarsi quali titoli rappresentativi di merce, bensì quali semplici documenti di legittimazione ai sensi dell articolo 2002 del codice civile. Da ciò deriva che la circolazione del buono non assume rilevanza ai fini. In generale, quindi, le cessioni aventi ad oggetto un buono acquisto o regalo sono da considerare fuori campo ex art. 2, comma 3, lett. a), DPR n. 633/72, in base al quale non costituiscono iscono cessioni di beni quelle aventi ad oggetto denaro / crediti in denaro. Come precisato dall Agenzia le medesime considerazioni sopra esposte: si rendono applicabili anche con riferimento ai «buoni acquisto o regalo» acquistati dalle aziende per la successiva consegna a propri o a clienti e fornitori per finalità promozionali.... TRATTAMENTO IRPEF / IRES Ai fini II.DD. si ritiene che il trattamento del costo sostenuto dall impresa / datore di lavoro per l acquisto dei buoni da omaggiare a clienti / debba essere parificato ai costi sostenuti per i beni non oggetto dell attività. Sul punto è comunque auspicabile un chiarimento da parte dell Agenzia delle Entrate. Tassazione in capo al dipendente Per il dipendente, si ritiene che anche il buono acquisto possa rientrare tra le erogazioni in natura, in quanto riconducibile ad un paniere di beni, e pertanto non tassabile se di importo non superiore ad 258,23. BUFFET/PRANZO/CENA DI NATALE I buffet / pranzo / cena organizzati dall impresa / datore di lavoro per lo scambio degli auguri costituiscono una prestazione di servizi (somministrazione di alimenti e bevande) e non rientrano quindi nelle cessioni gratuite sopra analizzate. 4
5 In merito, nella citata Circolare n. 34/E, l Agenzia ha specificato che le spese per feste e ricevimenti organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività religiose o nazionali sono spese di rappresentanza a meno che all evento siano presenti esclusivamente i. Quindi, la spesa sostenuta per il buffet / pranzo / cena di Natale organizzati dal datore di lavoro: esclusivamente per i propri non può essere considerata di rappresentanza r appresentanza. L Agenzia non ha tuttavia chiarito come qualificare tale spesa; si ritiene che la stessa costituisca una liberalità a favore dei e quindi il relativo trattamento sia il seguente: IRPEF/IRES Indetraibile in quanto relativa ad un costo per i che, come sopra evidenziato, non possiede il requisito dell inerenza con l esercizio dell impresa. Costo deducibile nel limite del: 75% della spesa sostenuta, come previsto per le spese di albergo e ristorante; 5 dell ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi ex art. 100, comma 1, TUIR. Costo indeducibile in quanto qualificabile costo del personale. (anche) con soggetti terzi rispetto all impresa (clienti, istituzioni, ecc.), rientra tra le spese di rappresentanza con la conseguenza che: Indetraibile in quanto spesa di rappresentanza IRPEF/IRES Deducibile il 75% della spesa sostenuta, nel limite dell ammontare massimo deducibile nell anno (1,3% - 0,5% - 0,1% dei ricavi / proventi della gestione caratteristica). Costo deducibile per i soggetti che applicano il metodo da bilancio OMAGGI e SPESOMETRO Relativamente alla modalità di indicazione degli omaggi nella Comunicazione clienti-fornitori (c.d. spesometro), nell ambito dei chiarimenti forniti nella Nota , prot. n , l Agenzia ha confermato che vanno riportate le cessioni gratuite di beni oggetto dell attività dell impresa. A tal fine si evidenzia che, in caso di: mancata rivalsa dell ed emissione dell autofattura, va riportata la partita del cedente; rivalsa dell, ai fini dell indicazione dell imponibile va riportato il valore di 1. Le cessioni gratuite di beni non oggetto dell attività dell impresa non vanno incluse nello spesometro in quanto non rilevanti ai fini. Le cessioni gratuite di beni di costo non superiore a 50 da parte di un lavoratore autonomo che ha detratto l a credito vanno riportate nello spesometro in quanto rilevanti ai fini. Lo Studio resta a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Cordiali Saluti Conte & Cervi Commercialisti Associati 5

References: art. 13
 art. 18
 art. 99
 art. 18
 art. 19
 art. 51
 articolo 2002
 art. 2
 art. 100