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﻿ decreto-legge 13 settembre 2004, n. 240 coordinato con la legge di conversione 12 novembre 2004, n. 269 - Studio Cerbone
decreto-legge 13 settembre 2004, n. 240 coordinato con la legge di conversione 12 novembre 2004, n. 269
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Testo del decreto-legge 13 settembre 2004, n. 240 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 215 del 13 settembre 2004), coordinato con la legge di conversione 12 novembre 2004, n. 269 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 4), recante: «Misure per favorire l’accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni di disagio abitativo conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio, nonche’ integrazioni alla legge 9 dicembre 1998, n.431».
Tali modifiche sono riportate sul terminale tra i segni ((. .))
b) siano beneficiari, (( anche per effetto di rinvii della data di esecuzione disposti dagli ufficiali giudiziari )) della sospensione della procedura esecutiva di rilascio ai sensi dell’articolo 80, comma 22, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successivi differimenti e proroghe (( ovvero rientrino fra i soggetti di cui alla lettera a) che abbiano subito sentenza o ordinanza di sfratto fra il 1° luglio 2004 e il 13 settembre 2004 ));
– Il testo del comma 22 dell’art. 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2000, n. 302, S.O., e’ il seguente:
«22. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 21 sono sospese le procedure esecutive di sfratto iniziative contro gli inquilini che si trovino nelle condizioni di cui al comma 20.».
3. Gli enti locali possono stipulare, in qualita’ di conduttori, contratti di locazione, della durata fino a due anni non rinnovabili ne’ prorogabili per soddisfare le esigenze abitative dei soggetti di cui all’articolo 1, assicurando il puntuale pagamento del canone di locazione, il rilascio dell’immobile alla scadenza contrattuale prevista, nonche’ il risarcimento al proprietario di eventuali danni arrecati nel corso della utilizzazione da parte del concessionario.
Gli alloggi, locati nelle predette forme contrattuali, sono destinati, mediante concessione amministrativa di durata massima pari alla durata dei contratti, ai soggetti indicati all’articolo 1. Tali contratti possono essere sostituiti, anche prima della scadenza, da contratti stipulati direttamente tra il locatore e il soggetto beneficiario della concessione amministrativa, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998, e successive modificazioni, per i quali e’ tuttavia comunque esclusa qualsiasi forma di proroga o rinnovo automatico del contratto, fatto salvo l’esplicito accordo delle parti contraenti.
4. Gli enti locali possono stipulare, in qualita’ di conduttori, contratti di locazione, di durata triennale, prorogabile di altri due anni in presenza di esplicito accordo delle parti contraenti, per soddisfare le esigenze abitative dei soggetti di cui all’articolo 1, assicurando il puntuale pagamento del canone di locazione, il rilascio dell’immobile alla scadenza contrattuale prevista, nonche’ il risarcimento al proprietario di eventuali danni arrecati nel corso della utilizzazione da parte del concessionario. Gli alloggi locati nelle suddette forme contrattuali sono destinati, mediante concessione amministrativa di durata massima pari alla durata dei contratti, ai soggetti indicati all’articolo 1. Per tali contratti il canone e’ stabilito secondo le modalita’ previste dagli accordi definiti in sede locale, di cui al comma 3 dell’articolo 2 della legge n. 431 del 1998, e successive modificazioni, vigenti nel comune dove si trova l’alloggio concesso in locazione, (( ovvero dal decreto ministeriale di cui all’articolo 4, comma 3, della stessa legge )).
5. I soggetti di cui all’articolo 1 possono stipulare contratti di locazione di durata triennale prorogabile di altri due anni in presenza di esplicito accordo delle parti contraenti. Per tali contratti il canone e’ stabilito secondo le modalita’ previste dagli accordi definiti in sede locale, di cui al comma 3 dell’articolo 2 della legge n. 431 del 1998, e successive modificazioni, vigenti nel comune dove si trova l’alloggio concesso in locazione, (( ovvero dal decreto ministeriale di cui all’articolo 4, comma 3, della stessa legge )).
(( 6-bis. I soggetti che hanno partecipato ai bandi per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica che si sono avvalsi della disciplina prevista dai commi 2, 3, 4 e 5, mantengono, sino alla scadenza del rapporto locativo cosi’ rinnovato, il punteggio conseguito riferito alla qualifica di sottoposto a sentenza o ordinanza di sfratto )).
7. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti tramite gli istituti autonomi case popolari e gli altri istituti comunque ad essi succeduti, attraverso la costituzione di uno «sportello emergenza sfratti», provvede all’assistenza dei soggetti di cui all’articolo 1 e al coordinamento delle iniziative ed inoltre all’erogazione:
a) del contributo di cui all’articolo 3, comma 1, relativo alla sottoscrizione dei contratti ai sensi dei commi 3 e 4, sulla base degli elenchi trasmessi dai comuni contenenti, in relazione a ciascun contratto stipulato, la data di stipula, gli estremi di registrazione, i nominativi del proprietario, e del concessionario e l’importo del canone da corrispondere;
b) del contributo di cui all’articolo 3, commi 2 e 3, relativi alla sottoscrizione dei contratti ai sensi dei commi 2, 5 e 6, a favore del locatore sulla base della domanda presentata dal proprietario stesso, contenente, in relazione al contratto sottoscritto, la data di stipula, gli estremi di registrazione, i nominativi del proprietario e del locatario e l’importo del canone da corrispondere.
8. L’erogazione di cui al comma 7 e’ disposta con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (( entro trenta giorni dal ricevimento da parte dei comuni degli elenchi di cui alla lettera a) del comma 7, ovvero della domanda di cui alla lettera b)
del medesimo comma )).
9. Per lo svolgimento dei compiti affidati ai sensi del comma 7, agli istituti ivi contemplati e’ riconosciuto un compenso pari all’1 per cento del contributo da erogare in relazione a ciascun contratto stipulato.
(( 9-bis. I soggetti di cui all’articolo 1, anche se beneficiari delle misure di cui al presente articolo, continuano ad essere considerati quali conduttori assoggettati a procedure esecutive ai fini dell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte di qualunque ente )).
– La legge 9 dicembre 1998, n. 431 reca: «Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo» ed e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 1998, n. 202, S.O.
– Il testo dell’art. 1571 del codice civile e’ il seguente:
«Art. 1571 Capo VI della locazione Sezione I. La locazione e’ il contratto col quale una parte si obbliga a far godere all’altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo».
– Il testo del comma 3 dell’art. 2 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e’ il seguente:
«3. In alternativa a quanto previsto dal comma 1, le parti possono stipulare contratti di locazione, definendo il valore del canone, la durata del contratto, anche in relazione a quanto previsto dall’art. 5, comma 1, nel rispetto comunque di quanto previsto dal comma 5 del presente articolo, ed altre condizioni contrattuali sulla base di quanto stabilito in appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprieta’ edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative. Al fine di promuovere i predetti accordi, i comuni, anche in forma associata, provvedono a convocare le predette organizzazioni entro sessanta giorni dalla emanazione del decreto di cui al comma 2 dell’art. 4. I medesimi accordi sono depositati, a cura delle organizzazioni firmatarie, presso ogni comune dell’area territoriale interessata.».
– Il testo del comma 3 dell’art. 4 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e’ il seguente:
«3. Entro quattro mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 2, il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, fissa con apposito decreto le condizioni alle quali possono essere stipulati i contratti di cui al comma 3 dell’art. 2, nonche’ dell’art. 5 nel caso in cui non vengano convocate da parte dei comuni le organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei conduttori ovvero non siano definiti gli accordi di cui al medesimo comma 3 dell’art. 2.».
7. L’erogazione del contributo di cui al comma 1 e della somma di cui ai commi 2 e 3 e’ disposta secondo l’ordine cronologico derivante dalla data di stipula del contratto, che deve essere sottoscritto, ai fini della sola ammissibilita’ ai benefici, entro il (( 31 marzo 2005 )).
– Il testo del comma 1 dell’art. 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e’ il seguente:
«1. Nei comuni di cui all’art. 1 del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e successive modificazioni, il reddito imponibile derivante al proprietario dai contratti stipulati o rinnovati ai sensi del comma 3 dell’art. 2 a seguito di accordo definito in sede locale e nel rispetto dei criteri indicati dal decreto di cui al comma 2 dell’art. 4, ovvero nel rispetto delle condizioni fissate dal decreto di cui al comma 3 del medesimo art. 4, determinato ai sensi dell’art. 34 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e’ ulteriormente ridotto dal 30 per cento. Per i suddetti contratti il corrispettivo annuo ai fini della determinazione della base imponibile per l’applicazione dell’imposta proporzionale di registro e’ assunto nella misura minima del 70 per cento».
c) euro 3.000 per comuni con popolazione pari o inferiore a 100.000 abitanti
(( 1. Agli oneri recati dall’articolo 2, comma 9, e dall’articolo 3, commi 1, 2 e 3, valutati complessivamente in migliaia di euro 105.040 per l’anno 2004, nonche’ alle minori entrate relative alle agevolazioni fiscali di cui ai commi 4 e 5 del predetto articolo 3, valutate in 1.500 migliaia di euro per l’anno 2004, in 7.300 migliaia di euro per l’anno 2005, in 17.725 migliaia di euro per l’anno 2006 e in 10.895 migliaia di euro per l’anno 2007, si provvede:
a) per l’anno 2004, per l’importo di 106.540 migliaia di euro, a valere sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1-bis, comma 3, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191;
b) per gli anni 2005 e successivi, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 7.300 migliaia di euro per l’anno 2005, 11.081 migliaia di euro per l’anno 2006 e 10.081 migliaia di euro per l’anno 2007, le proiezioni dell’accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e, quanto a 6.644 migliaia di euro per l’anno 2006 e 814 migliaia di euro per l’anno 2007, la proiezione dell’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
2. Gli stanziamenti iscritti in bilancio per l’esercizio 2004, relativamente ai fondi destinati alle finalita’ di cui all’articolo 2, comma 9, e all’articolo 3, commi 1, 2 e 3, non utilizzati alla chiusura dell’esercizio sono conservati nel conto dei residui per essere utilizzati nell’esercizio successivo.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui al presente decreto, anche ai fini dell’adozione dei provvedimenti correttivi di cui all’articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ovvero delle misure correttive da assumere ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera i-quater), della medesima legge. Gli eventuali decreti adottati ai sensi dell’articolo 7, secondo comma, n. 2), della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima della data di entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al presente comma, sono tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite relazioni illustrative.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, incluse quelle occorrenti per l’utilizzazione dei fondi conservati di cui al comma 2 )).
– Il testo dell’art. 1-bis, comma 3 del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito con modificazione della legge 30 luglio 2004, n. 191 recante: Interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 luglio 2004, n. 178, S.O., e’ il seguente:
«3. Al fine di incrementare la dotazione del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, di cui all’art. 11, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’ autorizzata, per l’anno 2004, la spesa di 110 milioni di euro».
– Il testo dell’art. 11-ter, comma 7, dell’art. 11, comma 3, lettera i-quater, e dell’art. 7 secondo comma, n. 2 della legge 5 agosto 1978, n. 468 recante: riforma di alcune norme di contabilita’ generale dello Stato in materia di bilancio, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 22 agosto 1978, n. 233 e’ il seguente:
«Art. 11-ter (Copertura finanziaria delle leggi). –
7. Qualora nel corso dell’attuazione di leggi si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa o di entrata indicate dalle medesime leggi al fine della copertura finanziaria, il Ministro competente ne da’ notizia tempestivamente al Ministro dell’economia e delle finanze, il quale, anche ove manchi la predetta segnalazione, riferisce al Parlamento con propria relazione e assume le conseguenti iniziative legislative. La relazione individua le cause che hanno determinato gli scostamenti, anche ai fini della revisione dei dati e dei metodi utilizzati per la quantificazione degli oneri autorizzati dalle predette leggi. Il Ministro dell’economia e delle finanze puo’ altresi’ promuovere la procedura di cui al presente comma allorche’ riscontri che l’attuazione di leggi rechi pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica indicati dal documento di programmazione economico-finanziaria e da eventuali aggiornamenti, come approvati dalle relative risoluzioni parlamentari. La stessa procedura e’ applicata in caso di sentenza definitive di organi giurisdizionali e della Corte costituzionale recanti interpretazioni della normativa vigente suscettibili di determinare maggiori oneri.
«Art. 11 (Legge finanziaria). – (Omissis).
3. La legge finanziaria non puo’ contenere norme di delega o di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio.
a) i-ter) (Omissis).
i-quater) norme recanti misure correttive degli effetti finanziari delle leggi di cui all’art. 11-ter, comma 7.
«Art. 7 (Fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine). – (Omissis).
2) per aumentare gli stanziamenti dei capitoli di spesa aventi carattere obbligatorio o connessi con l’accertamento e la riscossione delle entrate.
1. Effettuata la dichiarazione irrevocabile da parte del conduttore di avvalersi di una delle tipologie di contratto di cui all’articolo 2, il termine per l’esecuzione del provvedimento di rilascio, di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 200, e’ differito per il tempo strettamente necessario alla stipula del contratto stesso e comunque non oltre il (( 31 marzo 2005 )).
3. La cancelleria del giudice procedente, ovvero l’ufficiale giudiziario, danno immediata comunicazione al locatore (( e allo sportello emergenza sfratti di cui all’articolo 2 )) della dichiarazione irrevocabile e del conseguente differimento degli atti della procedura.
– Il testo dell’art. 1, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147, convertito con modificazioni dalla legge 1° agosto 2003, n. 200, recante: Proroga di termini e disposizioni urgenti ordinamentali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2003, n. 145, e’ il seguente:
«1. La sospensione delle procedure esecutive di rilascio per finita locazione di cui all’art. 1, comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 185, e’ prorogata fino al 30 giugno 2004.».
1. All’articolo 4, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, successive modificazioni, dopo le parole: «i contratti di cui al comma 3 dell’articolo 2» sono inserite le seguenti «nonche’ dell’articolo 5».
2. Il comma 5 dell’articolo 11 della (( legge 9 dicembre 1998, n. 431 )), e successive modificazioni e’ sostituito dal seguente: «5. Le risorse assegnate al Fondo di cui al comma 1 sono ripartite, entro il 31 marzo di ogni anno, tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. A decorrere dall’anno 2005 la ripartizione e’ effettuata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base dei criteri fissati con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa medesima intesa ed in rapporto alla quota di risorse messe a disposizione dalle singole regioni e province autonome, ai sensi del comma 6.».
(( 2-bis. All’articolo 11, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n.
431, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I comuni possono, con delibera della propria giunta, prevedere che i contributi integrativi destinati ai conduttori vengano, in caso di morosita’, erogati al locatore interessato a sanatoria della morosita’ medesima, anche tramite l’associazione della proprieta’ edilizia dallo stesso locatore per iscritto designata, che attesta l’avvenuta sanatoria con dichiarazione sottoscritta anche dal locatore» )).
– Il testo del comma 3 dell’art. 4 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 come modificato dalla legge qui pubblicata, e’ il seguente:
«3. Entro quattro mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 2, il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, fissa con apposito decreto le condizioni alle quali possono essere stipulati i contratti di cui al comma 3 dell’art. 2, nonche’ dell’art. 5 nel caso in cui non vengano convocate da parte dei comuni le organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei conduttori ovvero non siano definiti gli accordi di cui al medesimo comma 3 dell’art. 2».
– Il testo dell’art. 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, come modificato dalla legge qui pubblicata e’ il seguente:
«Art. 11 (Fondo nazionale). – 1. Presso il Ministero dei lavori pubblici e’ istituito il il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, la cui dotazione annua e’ determinata dalla legge finanziaria, ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni.
3. Le somme assegnate al Fondo di cui al comma 1 sono utilizzate per la concessione, ai conduttori aventi i requisiti minimi individuati con le modalita’ di cui al comma 4, di contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione dovuti ai proprietari degli immobili, di proprieta’ sia pubblica sia privata, nonche’ qualora le disponibilita’ del Fondo lo consentano, per sostenere le iniziative intraprese dai comuni anche attraverso la costituzione di agenzie o istituti per la locazione o attraverso attivita’ di promozione in convenzione con cooperative edilizie per la locazione, tese a favorire la mobilita’ nel settore della locazione attraverso il reperimento di alloggi da concedere in locazione per periodi determinati. I comuni possono, con delibera della propria giunta, prevedere che i contributi integrativi destinati ai conduttori vengano, in caso di morosita’, erogati al locatore interessato a sanatoria delle morosita’ medesima, anche tramite l’associazione della proprieta’ edilizia dallo stesso locatore per iscritto designata, che attesta l’avvenuta sanatoria con dichiarazione sottoscritta anche dal locatore.
5. Le risorse assegnate al Fondo di cui al comma 1 sono ripartite, entro il 1° marzo di ogni anno, tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. A decorrere dall’anno 2005 la ripartizione e’ effettuata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base dei criteri fissati con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa medesima intesa ed in rapporto alla quota di risorse messe a disposizione dalle singole regioni e province autonome, ai sensi del comma. 6.
7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alla ripartizione fra i comuni delle risorse di cui al comma 6 nonche’ di quelle ad esse attribuite ai sensi del comma 5, sulla base di parametri che premino anche la disponibilita’ dei comuni a concorrere con proprie risorse alla realizzazione degli interventi di cui al comma 3. Qualora le risorse di cui al comma 5 non siano trasferite ai comuni entro novanta giorni dall’effettiva attribuzione delle stesse alle regioni e alle province autonome, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, previa diffida alla regione o alla provincia autonoma inadempiente, nomina un commissario ad acta; gli oneri connessi alla nomina ed all’attivita’ del commissario ad acta sono posti a carico dell’ente inadempiente.
8. I comuni definiscono l’entita’ e le modalita’ di erogazione dei contributi di cui al comma 3, individuando con appositi bandi pubblici i requisiti del conduttori che possono beneficiarne, nel rispetto dei criteri e dei requisiti minimi di cui al comma 4.
9. Per gli anni 1999, 2000 e 2001, ai fini della concessione dei contributi integrativi di cui al comma 3, e’ assegnata al Fondo una quota, pari a lire 600 miliardi per ciascuno degli anni 1999, 2000 e 2001, delle risorse di cui alla legge 14 febbraio 1963, n. 60, relative alle annualita’ 1996, 1997 e 1998. Tali disponibilita’ sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, ad apposita unita’ previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici. Le predette risorse, accantonate dalla deliberazione del CIPE 6 maggio 1998, non sono trasferite ai sensi dell’articolo 61 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e restano nella disponibilita’ della Sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti per il predetto versamento.
10. Il Ministero dei lavori pubblici provvedera’, a valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 1, ad effettuare il versamento all’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2003 delle somme occorrenti per la copertura delle ulteriori minori entrate derivanti, in tale esercizio, dall’applicazione dell’art. 8, commi da 1 a 4, pari a lire 67,5 miliardi, intendendosi ridotta per un importo corrispondente l’autorizzazione di spesa per l’anno medesimo determinata ai sensi del comma 1 del presente articolo.
11. Le disponibilita’ del Fondo sociale, istituita ai sensi dell’art. 75 della legge 27 luglio 1978. n. 392, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica al Fondo di cui al comma 1.».
Modifica dell’articolo 56 della legge 27 luglio 1978, n. 392
(( 1. L’articolo 56 della legge 27 luglio 1978, n. 392, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 56 (Modalita’ per il rilascio). – 1. Con il provvedimento che dispone il rilascio, il giudice, previa motivazione che tenga conto anche delle condizioni del conduttore comparate a quelle del locatore nonche’ delle ragioni per le quali viene disposto il rilascio stesso e, nei casi di finita locazione, del tempo trascorso dalla disdetta, fissa la data dell’esecuzione entro il termine massimo di sei mesi ovvero, in casi eccezionali, di dodici mesi dalla data del provvedimento.
4. Trascorsa inutilmente la data fissata, il locatore promuove l’esecuzione ai sensi degli articoli 605 e seguenti del codice di procedura civile )).
– Il testo dell’art. 55 della legge 27 luglio 1978, n. 392, recante: Disciplina delle locazioni di immobili urbani, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 1978, n. 211, e’ il seguente:
«Art. 55 (Termine per il pagamento dei canoni scaduti).
La morosita’ del conduttore nel pagamento dei canoni o degli oneri di cui all’art. 5 puo’ essere sanata in sede giudiziale per non piu’ di tre volte nel corso di un quadriennio se il conduttore alla prima udienza versa l’importo dovuto per tutti i canoni scaduti e per gli oneri accessori maturati sino a tale data, maggiorato degli interessi legali e delle spese processuali liquidate in tale sede dal giudice.
Ove il pagamento non avvenga in udienza, il giudice, dinanzi a comprovate condizioni di difficolta’ del conduttore, puo’ assegnare un termine non superiore a giorni novanta.
La morosita’ puo’ essere sanata, per non piu’ di quattro volte complessivamente nel corso di un quadriennio, ed il termine di cui al secondo comma e’ di centoventi giorni, se l’inadempienza, protrattasi per non oltre due mesi, e’ conseguente alle precarie condizioni economiche del conduttore, insorte dopo la stipulazione del contratto e dipendenti da disoccupazione, malattie o gravi, comprovate condizioni di difficolta’.
Il pagamento, nei termini di cui ai commi precedenti esclude la risoluzione del contratto.
4. Per i provvedimenti esecutivi di rilascio per finita locazione emessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge, il conduttore puo’ chiedere una sola volta, con istanza rivolta al pretore competente ai sensi dell’art. 26, primo comma, del codice di procedura civile, che sia nuovamente fissato il giorno dell’esecuzione entro un termine di sei mesi salvi i casi di cui al comma 5. Si applicano i commi dal secondo al settimo dell’art. 11 del citato decreto-legge n. 9 del 1982, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 1982. Avverso il decreto del pretore il locatore ed il conduttore possono proporre opposizione per qualsiasi motivo al tribunale che giudica con le modalita’ di cui all’art. 618 del codice di procedura civile.».
– Il testo del comma 4 dell’art. 6 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’ il seguente:
«4. Per i provvedimenti esecutivi di rilascio per finita locazione emessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge, il conduttore puo’ chiedere una sola volta, con istanza rivolta al pretore competente ai sensi dell’art. 26, primo comma, del codice di procedura civile, che sia nuovamente fissato il giorno dell’esecuzione entro un termine di sei mesi salvi i casi di cui al comma 5. Si applicano i commi dal secondo al settimo dell’art. 11 del citato decreto-legge n. 9 del 1982, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 1982. Avverso il decreto del pretore il locatore ed il conduttore possono proporre opposizioni per qualsiasi motivo al tribunale che giudica con le modalita’ di cui all’art. 618 del codice di procedura civile.».
– Il testo dell’art. 605 del codice di procedura civile e’ il seguente:
«Art. 605 (Formalita’ del testamento segreto). – La carta su cui sono stese le disposizioni o quella che serve da involto deve essere sigillata con impronta, in guisa che il testamento non si possa aprire ne’ estrarre senza rottura o alterazione. Il testatore, in presenza di due testimoni, consegna [c.c. 685] personalmente al notaio la carta cosi’ sigillata, o la fa sigillare nel modo sopra indicato in presenza del notaio e dei testimoni, e dichiara che in questa carta e’ contenuto il suo testamento. Il testatore, se e’ muto o sordomuto, deve scrivere tale dichiarazione in presenza dei testimoni e deve pure dichiarare per iscritto di aver letto il testamento, se questo e’ stato scritto dal altri [c.c. 604].
Sulla carta in cui dal testatore e’ scritto o involto il testamento, o su un ulteriore involto predisposto dal notaio e da lui debitamente sigillato, si scrive l’atto di ricevimento nel quale si indicano il fatto della consegna e la dichiarazione del testatore, il numero e l’impronta dei sigilli, e l’assistenza dei testimoni a tutte le formalita’.».
E f f i c a c i a
(( 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei rispettivi Statuti e norme di attuazione )).
CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 april

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 articolo 3
 sentenza 
in fine
 Sentenza