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Timestamp: 2016-05-29 13:22:23+00:00

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ADUC - Scheda Pratica - FERMO AMMINISTRATIVO
FERMO AMMINISTRATIVO Scheda Pratica di Rita Sabelli
Ultimi aggiornamenti: 23/1/2013 e 30/8/2013 Il fermo amministrativo e' un atto tramite il quale le amministrazioni o gli enti competenti (si va dall’ Agenzia delle entrate all’Inps, dalle Regioni ai Comuni) provvedono, tramite enti esattori, alla riscossione coattiva di crediti insoluti "bloccando" un bene mobile dell'obbligato. Tipicamente l’atto segue il mancato pagamento di una cartella esattoriale entro i termini di legge (60gg), ed interessa beni mobili come l’automobile o la moto. Le cartelle esattoriali, che seguono una determinata procedura di emissione che prevede la cosiddetta "iscrizione a ruolo" del debito, possono riferirsi a tributi o tasse (canone Rai, contributi Inps, bollo auto,Tarsu, Ici, etc.) oppure a multe relative ad infrazioni al codice della strada (che, se non pagate entro 60gg dalla notifica del verbale, vengono iscritte a ruolo come avviene normalmente per le imposte).
Indice scheda LA PROCEDURA CANCELLAZIONE A SEGUITO DI PAGAMENTO
SI PUO' CONTESTARE?
BREVE STORIA DELLA SUA NORMATIVA
RICORSI, MOTIVAZIONI E ORGANI A CUI RIVOLGERSI
PREAVVISO DI FERMO: E' IMPUGNABILE O NO?
LA PROCEDURA Il fermo segue il mancato pagamento (o ricorso) di un atto formale come la cartella esattoriale, il (nuovo) avviso di accertamento esecutivo (sostitutivo della cartella dall'Ottobre 2011 per le tasse), l'ingiunzione di pagamento (gia' utilizzata da molti comuni per riscuotere le multe e unico mezzo che gli stessi potranno utilizzare, anche per i propri tributi, dal 1/1/2014 salvo ulteriori proroghe).
Tali atti devono contenere precise informazioni sulla scadenza dei termini di pagamento (60 giorni per la cartella e gli avvisi e 30 giorni per l'ingiunzione) e sulle conseguenze se non si provvede ne' al pagamento ne' al ricorso.
Dopo un certo periodo di sospensione dallo scadere dei termini suddetti il concessionario -o il comune, direttamente o tramite societa' pubbliche- puo' disporre il fermo dei beni mobili registrati, del debitore e dei coobbligati, tramite iscrizione del provvedimento nei registri mobiliari (in questo caso il PRA).
La legge prevede che del fermo venga data comunicazione al debitore. Dal 21/8/2013, piu' precisamente, al debitore deve essere notificata una comunicazione preventiva contenente l'avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sara' eseguito il fermo, senza necessita' di ulteriore comunicazione. L'avviso deve anche specificare che l'iscrizione del fermo e' evitabile dimostrando, entro gli stessi 30 giorni utili per pagare, che il bene mobile (per es.l'auto) e' funzionale all'attivita' di impresa o professionale.
E' presumibile che Equitalia adatti a queste nuove disposizioni il "preavviso di fermo" gia' in uso prima della data suddetta, dove pero' il termine per pagare era di 20 giorni.
Ulteriormente, se il debito non supera i 1000 euro la legge, dal 1/1/2013, prevede che il fermo amministrativo, cosi' come qualsiasi altra azione esecutiva, non venga attivato se non prima che siano decorsi 120 giorni dall'invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione al debitore contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo. Per quanto riguarda il gruppo Equitalia, che ha dal 2006 "accorpa" varie agenzie di riscossione (Cerit, Esatri, Gerit, Serit, etc.etc.), sono state delineate -con nota 4887 del 5/7/07- una serie di istruzioni al fine di rendere omogenee le modalita' operative dei vari esattori, stabilendo l'invio di solleciti e preavvisi e specificando -come prima regola- che il fermo amministrativo puo' riguardare solo debiti superiori ai 50 euro.
- debito superiore a 10.000 euro: puo' essere applicato il fermo amministrativo a tutto il parco macchine del debitore e dei co-obbligati, preceduto dall'invio del preavviso.
- Per "debito" si intende il debito complessivo, che puo' quindi riguardare piu' cartelle esattoriali (che, a loro volta, possono essere riepilogative).
- Dal 21/8/2013 l'iscrizione del fermo puo' essere evitata dimostrando che il bene mobile (per es.auto) e' funzionale all'attivita' di impresa o professionale. Cio' rivolgendosi all'agente della riscossione entro 30 giorni dalla notifica del preavviso di legge.
- Al fermo del mezzo puo' seguire l'espropriazione dello stesso, se si continuasse a non pagare. Stessa cosa anche nel caso in cui si circolasse con il mezzo fermato, come sanzione accessoria al pagamento della multa pecuniaria (vedi sotto).
- Nel caso in cui il fermo non sortisse il suo effetto e qualora il debito totale superasse i 20.000 euro, potrebbe seguirvi l'iscrizione di un'ipoteca sulla casa, previa notifica di una diffida, fino al doppio dell'importo complessivamente dovuto. Ad essa potrebbe anche seguire il pignoramento. L' espropriazione, se il debito non superasse il 5% del valore dell'immobile, potrebbe avvenire solo dopo sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca, e comunque solo per debiti superiori a 120.000 euro.
Si veda in proposito il Dpr 602/73 art.76/77 e le modifiche apportate dal Dl 69/2013 convertito nella Legge 98/2013. - Per il fermo amministrativo la normativa principale e' l'art.86 del Dpr 602/73 modificato, in ultimo, dal Dl 69/2013 diventato Legge 98/2013 art. .52 comma 1 lettera mbis in vigore dal 21/8/2013. Se il fermo e’ applicato come sanzione accessoria di una multa per infrazione al codice della strada, invece, la procedura si attiva al momento dell’accertamento della violazione, l’obbligato e’ nominato custode e tenuto a custodire l’auto in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio, mentre il documento di circolazione viene trattenuto –per tutto il periodo del fermo- dall’organo di polizia. Nel caso invece in cui venga sottoposto a fermo un mezzo come la moto o il ciclomotore, la rimozione e la custodia avvengono a cura dell’organo di polizia. In ogni caso tutte le procedure applicabili debbono essere riportate sul verbale (codice della strada, art.214);
La circolazione con mezzi sottoposti a fermo e' vietata e sanzionata, come previsto dall'art.214 comma 8 del codice della strada, col pagamento di una multa variabile da euro 770 ad euro 3.086 (dal 1/1/2013) nonche’ con la confisca del mezzo. La Cassazione ha tuttavia affermato che la circolazione con mezzo sottoposto a fermo non costituisce reato (sentenza 44498/2009).
Parimenti, il veicolo sottoposto a fermo non puo' essere rottamato, a meno che non sia molto danneggiato (a causa di incendi o calamita' naturali) e gia' a disposizione della pubblica amministrazione. Cio' anche se e' stato emesso un certificato di rottamazione. Fonte: D.M.503/98 art.5 e Circolari ACI del 1/9/2009 (10649) del 16/9/2009 (11454) e del 21/1/2014 (391). Per la comunicazione obbligatoria per debiti fino a 1000 euro vedi Legge 228/2012 art.1 comma 544.
Riguardo alla cancellazione del fermo, dal 13/7/2011 e' in vigore una disposizione che sgrava il debitore da qualsiasi addebito di spesa relativo alla cancellazione stessa. Non possono procedere ad alcun addebito ne' l'ente riscossore ne' il PRA.
Fonte: D.M.503/98 art.6 e DL 70/2011 convertito nella legge 106/2011. art.7 comma 2 lettera gg-octies
Il fermo e' anche regolato, come gia’ detto, dal codice della strada art.214 e segg.
Molta giurisprudenza si e' occupata della questione della natura dell'atto, a cui consegue la diatriba sull'organo competente per i ricorsi nonche' sulle procedure di opposizione fruibili. A livello normativo e' intervenuta la legge 248/2006 (che ha convertito il cosiddetto "decreto Bersani"), in vigore dal 12/8/2006, stabilendo che tale competenza e' del giudice tributario, ovvero delle commissioni provinciali tributarie.
Tuttavia da numerose sentenze di Cassazione viene un'importante precisazione: si parte dalla sentenza della Cassazione sezioni unite civili (n.1483/2008) che ha chiarito che la competenza dipende dalla natura del debito per il quale e' stata emessa la cartella esattoriale e, di conseguenza, il preavviso di fermo. In caso di debiti di natura tributaria (tasse, imposte, tributi vari, etc.) ci si deve rivolgere al giudice tributario, mentre negli altri casi (multe, contributi INPS, etc.) ci si deve rivolgere al giudice ordinario. La sentenza precisa anche che nel caso si sbagli organo, questo deve inoltrare la pratica all'organo competente, valutando appunto la natura del debito. Nel caso in cui il preavviso di fermo si riferisca ad una pluralita' di debiti il ricorso va fatto presso ambedue gli organi. Sul punto si e' ancora espressa la Cassazione sezioni unite civili (sentenza 7034/2009), il Consiglio di Stato (sentenza 1901/2010), la Corte Costituzionale (sentenza 6/2010) e ancora la Cassazione sezione unite civili con le sentenze n.17844/2012 e 1706/2013.
E' bene anche ricordare che gli atti sono impugnabili per vizi propri o riguardanti le notifiche di quelli precedenti. Informazioni piu' precise al riguardo possono essere trovate nella scheda "Commissione provinciale tributaria: il ricorso" al link clicca qui
- Lo stesso concetto e' ripreso in un'altra sentenza del Tar del Lazio (n. 3402/2004) confermata dal Consiglio di Stato con ordinanza n.3259 del 13/7/04. Tale sentenza aggiunge anche che e' sospendibile il provvedimento con il quale e' stato disposto il fermo amministrativo, qualora vi sia sproporzione tra l'importo dovuto ed il danno derivante al ricorrente dall'esecuzione del fermo amministrativo impugnato. RISOLUZIONI AGENZIA DELLE ENTRATE
Sul punto, non trattato dalla legge, e' intervenuta piu' volte la Corte di Cassazione con una serie di sentenze anche contrastanti.
In molte occasioni e' stato osservato che NON si puo' fare ricorso avverso il cosiddetto "preavviso di fermo" ma solo contro la successiva comunicazione di iscrizione del fermo. La motivazione di tale decisione e', in breve, che la legge non prevede espressamente che il fermo venga preannunciato ma solo comunicato dopo l'iscrizione (al PRA nel caso di fermo di auto). Pertanto il preavviso non ha valore formale, non impedisce l'uso dell'auto ne' arreca alcuna menomazione al patrimonio del debitore. Fonte: Cassazione sentenza 20301/08 confermata dalla sentenza 8890/09.
Recentemente sembra aver messo fine alla diatriba una sentenza della Corte di Cassazione sezione unite civili (sentenza 10672/2009) che ha definitivamente sancito che invece l'atto di preavviso di fermo e' impugnabile in quanto spesso unico atto attraverso il quale il contribuente viene a conoscenza dell'esistenza nei suoi confronti di una procedura di fermo amministrativo dell'autoveicolo. Esso inoltre svolge una funzione analoga a quella dell'avviso di mora nel quadro della comune procedura esecutiva esattoriale. Il concetto e' stato ribadito da una successiva pronuncia della Cassazione sezioni unite civili (sentenza 11087/2010) che ha sancito che il preavviso e' impugnabile anche per debiti non tributari, quindi nei ricorsi davanti al giudice ordinario (di pace).
La nostra conclusione quindi e' che si puo' procedere a fare ricorso contro l'atto di preavviso (davanti alla commissione provinciale tributaria o al giudice ordinario, a seconda del caso), magari citando detta sentenza cosi' da evitare problemi.
Da notare che in conseguenza a queste sentenze Equitalia sta provvedendo a modificare i modelli di preavviso.

References: art.76
 art.214
 art.5
 art.1
 art.6
 art.7
 art.214
 sentenza 
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