Source: http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.com/2013/11/
Timestamp: 2017-04-24 13:14:09+00:00

Document:
Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: novembre 2013
Interrogazioni parlamentari &nbsp;18 novembre 2013&nbsp;
Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione&nbsp; Articolo 117 del regolamento Andrea Zanoni&nbsp;
Oggetto: &#171;Ferriera di Trieste&#187;: dati allarmanti sulla concentrazione di benzo(a)pirene e di altri idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e sversamenti sospetti
Si fa seguito all'interrogazione&nbsp;E-007319/2013&nbsp;per sottoporre all'attenzione della Commissione ulteriori aspetti relativi alla problematica ambientale e sanitaria ivi esposta. Un cittadino residente nel quartiere in cui si trova la &#171;Ferriera di Trieste&#187;, infatti, ha inviato allo scrivente deputato e a un quotidiano italiano i dati relativi alla contaminazione della sua abitazione e della sua persona, che sono stati messi a confronto con quelli emersi da analoghi rilievi compiuti su un soggetto di controllo posizionato nel quartiere in cui si trova l'Università di Trieste (a qualche chilometro di distanza)(1). Si riportano di seguito i risultati emersi, in base ai quali la contaminazione in prossimità dello stabilimento sembrerebbe essere ancor più grave rispetto a quanto riferito nella prima interrogazione: in prossimità dell'abitazione del cittadino residente nel quartiere in cui si trova la &#171;Ferriera di Trieste&#187;, la concentrazione di benzo(a)pirene rilevata è pari a 127 ng/m3 (nanogrammi per metro cubo)(2), per un totale di IPA cancerogeni presenti di 431 ng/m3; nell'area in cui è stato posizionato il soggetto di confronto, nel quartiere in cui si trova l'Università, la concentrazione di benzo(a)pirene rilevata è invece pari a 0,00 ng/m3, per un totale di IPA cancerogeni presenti di 0,24 ng/m3. I valori di idrossipirene e idrossinaftalene (due metaboliti degli IPA) presenti nelle urine del cittadino residente vicino allo stabilimento, infatti, superano anche del triplo quelli del cittadino-campione posizionato vicino all'Università. Il quotidiano summenzionato, inoltre, ha pubblicato un filmato che sarebbe stato girato di nascosto da un operaio dell'impianto impegnato in sospetti sversamenti all'aperto di una sostanza scura. Nel filmato il giornalista riferisce altresì di aver mostrato lo spezzone al direttore del Dipartimento di Trieste dell'ARPA FVG(3), il quale ha ritenuto opportuno notiziare di ciò la competente Procura della Repubblica(4). Nella risposta alla prima interrogazione, la Commissione riferiva che i contributi messi a disposizione dalla BEI nel contesto del Piano UE per la siderurgia dovranno essere subordinati al rispetto da parte degli impianti della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali.
1.Che giudizio dà sulla contaminazione in atto, sulla scorta dei nuovi dati?
2.Non intende contattare le competenti autorità in ordine alla probabile sistematica violazione della direttiva 2010/75/UE, in prospettiva dell'eventuale concessione dei noti contributi?
3.Non ritiene che il caso necessiti della stessa attenzione riservata all'analogo caso della più tristemente nota ILVA di Taranto?
(1)Analisi commissionate dall'ASS (Azienda per i Servizi Sanitari) n. 1 di Trieste al Professor Urbani Ranieri del Dipartimento di Scienza della Vita dell'Università degli Studi di Trieste. Rilevi effettuati in data 8-9.8.2011.
(2)A fronte del limite di 1 ng/m3 imposto dalla direttiva 2004/107/CE concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria.
(3)Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia.
(4)Per la visione del filmato si veda il link presente nel sito web del quotidiano nazionale «Il Fatto Quotidiano»: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/10/22/ferriera-di-trieste-operai-ecco-immagini-degli-sversamenti-inquinanti/250227/
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2013-013087+0+DOC+XML+V0//IT&amp;language=it
1.&nbsp; La Commissione non era a conoscenza dell'indagine epidemiologica condotta dalle autorità sanitarie locali di Trieste in merito a casi di cancro tra gli ex dipendenti della &#171;Ferriera di Trieste&#187;. Per la protezione dei lavoratori esposti a sostanze chimiche in generale e a sostanze cancerogene e mutagene in particolare esiste un'ampia legislazione dell'UE(1). Tuttavia, l'applicazione delle disposizioni nazionali comprese le misure in materia di valutazione del rischio e di gestione del rischio rientrano nelle responsabilità delle autorità nazionali.
2.&nbsp;La legislazione dell'UE non prescrive nessuna indagine epidemiologica tra la popolazione che vive vicino a un impianto siderurgico. Pertanto, una decisione a tal fine rientra nelle responsabilità delle autorità competenti dello Stato membro.
3.&nbsp;A giugno la Commissione ha presentato un piano d'azione(2)&nbsp;per una siderurgia europea competitiva e sostenibile al fine di aiutare il settore ad affrontare le sfide odierne e porre le basi per la competitività futura. La Commissione è consapevole delle implicazioni sanitarie e ambientali di certe industrie siderurgiche in Europa e il piano d'azione affronta gli aspetti della produzione economica, dei requisiti occupazionali e delle problematiche ambientali con un approccio omnicomprensivo. In ciò rientra l'invito alla Banca europea per gli investimenti a contemplare la possibilità di erogare finanziamenti ad impianti che rispettino la direttiva sulle emissioni industriali(3)&nbsp;al fine di prevenire danni alla salute umana e all'ambiente.
(1)http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:1998L0024:20070628:IT:PDF and
(2)COM(2013)407.
http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2013-007319&amp;language=IT
Oggetto: Preoccupanti&nbsp;aspetti ambientali e sanitari relativi all'obsoleto impianto siderurgico &nbsp;in crisi denominato &#171;Ferriera di Trieste&#187;
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=WQ&amp;reference=E-2013-007319&amp;language=IT
Interrogazioni parlamentari Andrea Zanoni &nbsp; Preoccupanti aspetti ambientali e sanitari relativi all'obsoleto impianto siderurgico in crisi denominato &#171;Ferriera di Trieste&#187;
Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: FASCICOLO FONTI DEL COPIATO DEL PIANO ARIA REGIONE...: Isola Pulita FASCICOLO FONTI DEL COPIATO DEL PIANO ARIA REGIONE SICILIA TUTELA QUALITA ARIA AMBIENTE APPROVATO &nbsp;CON D.A. 176GAB 9 8 0...
N. 227 -&nbsp; Verifica&nbsp; sulle&nbsp; gravi&nbsp; e&nbsp; perduranti&nbsp; inadempienze riguardanti il Piano regionale di risanamento&nbsp; della qualità dell&#8217;aria.
L&#8217;ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 6 anni&nbsp; fa,&nbsp; il&nbsp; 21&nbsp; novembre&nbsp; 2007,&nbsp; Legambiente Sicilia denunciava in una conferenza stampa, che&nbsp; il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell&#8217;aria ambiente,&nbsp; approvato&nbsp; ed&nbsp; adottato con&nbsp; il&nbsp; D.A.&nbsp; n.&nbsp; 176/Gab&nbsp;&nbsp; del&nbsp;&nbsp; 9&nbsp;&nbsp; agosto&nbsp;&nbsp; 2007&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; dall&#8217;Assessore&nbsp; per&nbsp; il&nbsp; Territorio&nbsp;&nbsp; e &nbsp;&nbsp;l&#8217;Ambiente Rossana&nbsp; Interlandi,&nbsp; era&nbsp; un&nbsp; copiato&nbsp; dall&#8217;omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni&nbsp; addietro, nonché&nbsp; un&nbsp; collage&nbsp; di&nbsp; capitoli,&nbsp; paragrafi,&nbsp; ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già&nbsp; edite da altri enti ed amministrazioni;
gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del&nbsp;&nbsp;&nbsp; Servizio&nbsp;&nbsp;&nbsp; 3&nbsp;&nbsp;&nbsp; &#8216;Tutela&nbsp;&nbsp;&nbsp; dall&#8217;inquinamento atmosferico&#8217; del&nbsp; Dipartimento&nbsp; Ambiente,&nbsp; Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti&nbsp; che&nbsp; quel&nbsp; Piano del Veneto,&nbsp; cui&nbsp; avevano&nbsp; attinto,&nbsp; era&nbsp; già&nbsp; stato bocciato dalla Comunità europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite &#8216;comunanze&#8217; e similitudini&#8217; tra&nbsp; le&nbsp; caratteristiche ambientali del&nbsp; Veneto&nbsp; e&nbsp; della&nbsp; Sicilia,&nbsp; tipo&nbsp; il &#8216;sistema aerologico padano&#8217; della Regione siciliana, la&nbsp;&nbsp; limitazione&nbsp;&nbsp; delle&nbsp;&nbsp; ore&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; utilizzo&nbsp;&nbsp; del riscaldamento domestico a causa della&nbsp; rigidità&nbsp; del clima, l&#8217;incremento delle piste ciclabili lungo&nbsp; gli argini dei fiumi e dei canali&nbsp; presenti&nbsp; nei&nbsp; centri storici&nbsp;&nbsp; dei&nbsp;&nbsp; Comuni&nbsp;&nbsp; siciliani&nbsp;&nbsp; al&nbsp;&nbsp; fine&nbsp;&nbsp; del miglioramento del traffico&nbsp; urbano,&nbsp; la&nbsp; persistenza delle Comunità montane, ecc.;
la vicenda suscitava, a causa dei&nbsp; suoi&nbsp; risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e&nbsp; nell&#8217;opinione&nbsp; pubblica&nbsp; regionale e&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; nazionale,&nbsp; attirando&nbsp; persino&nbsp; l&#8217;attenzione&nbsp;&nbsp; della trasmissione satirica &#8216;Striscia la notizia&#8217;&nbsp; che&nbsp; vi dedicava un esilarante servizio, nel corso del quale il dirigente&nbsp; generale&nbsp; del&nbsp; Dipartimento&nbsp; Ambiente, Pietro Tolomeo,&nbsp; per&nbsp; giustificare&nbsp; l&#8217;abnormità&nbsp; dei fatti,&nbsp; arrivava&nbsp; a&nbsp; definirli&nbsp; frutto&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; &#8216;pochi refusi&#8217;,&nbsp; tuttavia&nbsp; lasciandosi&nbsp; scappare&nbsp; che&nbsp; &#8216;nel copiare può succedere&#8217;;
l&#8217;Assessore Interlandi nominava&nbsp; una&nbsp; commissione d&#8217;inchiesta per gli accertamenti del&nbsp; caso&nbsp; e&nbsp; delle responsabilità,&nbsp; ma&nbsp; la&nbsp;&nbsp; commissione,&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; fronte
all&#8217;imbarazzante situazione,&nbsp; si&nbsp; trincerava&nbsp; dietro un&#8217;enigmatica&nbsp;&nbsp; astensione&nbsp;&nbsp; dal&nbsp;&nbsp; rilasciare&nbsp;&nbsp;&nbsp; una qualsiasi relazione;
a&nbsp; distanza&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; circa&nbsp;&nbsp; 7&nbsp;&nbsp; mesi&nbsp;&nbsp; l&#8217;Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab&nbsp; del&nbsp; 12&nbsp; marzo&nbsp; 2008,&nbsp; riteneva&nbsp; di&nbsp; sanare&nbsp; le&nbsp; abnormità&nbsp; con&nbsp;&nbsp; la semplice&nbsp; eliminazione&nbsp; dal&nbsp; testo&nbsp; del&nbsp; Piano&nbsp;&nbsp; dei riferimenti più spiccatamente &#8216;padani&#8217;, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate;
il c.d. Piano regionale di coordinamento&nbsp; per&nbsp; la tutela&nbsp; della&nbsp; qualità&nbsp; dell&#8217;aria&nbsp;&nbsp; ambiente&nbsp;&nbsp; della Regione siciliana, vale a dire un&nbsp; documento&nbsp; frutto di un mero assemblaggio, operato con il&nbsp; metodo&nbsp; del copia ed incolla di porzioni di documenti&nbsp; di&nbsp; varia estrazione e provenienza, alcuni dei&nbsp; quali&nbsp; persino di&nbsp;&nbsp; scarsa&nbsp;&nbsp; attinenza&nbsp;&nbsp; e&nbsp;&nbsp; molti&nbsp;&nbsp; altri&nbsp;&nbsp;&nbsp; anche temporalmente superati&nbsp; (basti&nbsp; considerare&nbsp; che&nbsp; il Piano della Regione Veneto risaliva all&#8217;anno 2000 ed era stato bocciato dalla&nbsp; Comunità&nbsp; europea),&nbsp; tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e&nbsp; risanamento della qualità dell&#8217;aria;
nessun&nbsp;&nbsp; provvedimento&nbsp;&nbsp; risulta&nbsp;&nbsp; essere&nbsp;&nbsp; stato intrapreso&nbsp; nei&nbsp; confronti&nbsp; dei&nbsp; responsabili&nbsp; della redazione del Piano copiato;
detto&nbsp; Piano&nbsp; continua&nbsp; inspiegabilmente&nbsp; e&nbsp; poco decorosamente a&nbsp; risultare&nbsp; un&nbsp; documento&nbsp; ufficiale della Regione siciliana e&nbsp; ad&nbsp; essere&nbsp; inserito&nbsp; nel sito&nbsp; istituzionale&nbsp; dell&#8217;Assessorato&nbsp; Territorio&nbsp; e&nbsp; Ambiente,&nbsp;&nbsp; senza &nbsp;&nbsp;&nbsp;che&nbsp;&nbsp;&nbsp; i&nbsp;&nbsp;&nbsp; vertici&nbsp;&nbsp;&nbsp; politici &nbsp;&nbsp;dell&#8217;Assessorato,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; quelli&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; burocratici&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; del Dipartimento Ambiente ed i responsabili dell&#8217;ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di intervenire al fine della sua revoca;
a fine gennaio&nbsp; di&nbsp; quest&#8217;anno&nbsp; il&nbsp; Tribunale&nbsp; di Palermo ha depositato le motivazioni della&nbsp; sentenza n. 5455/2012, con la quale si sancisce che&nbsp; il&nbsp; c.d. Piano&nbsp; regionale&nbsp; per&nbsp; la&nbsp;&nbsp; tutela&nbsp;&nbsp; della&nbsp;&nbsp; qualità dell&#8217;aria contiene &#8216;vistose copiature di un piano di un&#8217;altra regione&#8217; e si condanna ad 1 anno e&nbsp; 8&nbsp; mesi di reclusione l&#8217;allora responsabile del&nbsp; Servizio&nbsp; 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore&nbsp; del&nbsp; Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè&nbsp; nell&#8217;esercizio delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi enti pubblici, regionali e ministeriali,&nbsp; una&nbsp; serie di&nbsp; note&nbsp;&nbsp; su&nbsp;&nbsp; carta&nbsp;&nbsp; intestata&nbsp;&nbsp; dell&#8217;Assessorato Territorio e Ambiente&nbsp; dai&nbsp; contenuti&nbsp; opinabili&nbsp; in danno di Legambiente e del suo Presidente regionale,
lo scorso&nbsp; 13&nbsp; marzo&nbsp; il&nbsp; GUP&nbsp; del&nbsp; Tribunale&nbsp; di Palermo ha rinviato&nbsp; a&nbsp; giudizio,&nbsp; proprio&nbsp; per&nbsp; non avere mai adottato&nbsp; un&nbsp; vero&nbsp; Piano&nbsp; di&nbsp; risanamento della&nbsp; qualità&nbsp; dell&#8217;aria,&nbsp; nonostante&nbsp;&nbsp; fossero&nbsp;&nbsp; a&nbsp; conoscenza&nbsp; dei&nbsp; dati&nbsp;&nbsp; allarmanti&nbsp;&nbsp; sulla&nbsp;&nbsp; qualità dell&#8217;aria, gli ex&nbsp; Presidenti&nbsp; della&nbsp; Regione,&nbsp; Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli&nbsp; Assessori pro tempore dell&#8217;Assessorato Territorio e&nbsp; Ambiente, Francesco&nbsp; Cascio,&nbsp; Rossana&nbsp;&nbsp; Interlandi,&nbsp;&nbsp; Giuseppe Sorbello e&nbsp; Roberto&nbsp; Di&nbsp; Mauro,&nbsp; ed&nbsp; il&nbsp; processo&nbsp; è attualmente in corso;
durante l&#8217;audizione&nbsp; n.&nbsp; 69&nbsp; del&nbsp; 26-09-2013,&nbsp; il dott.&nbsp; CAPILLI,&nbsp;&nbsp; dirigente&nbsp;&nbsp; dell&#8217;Assessorato&nbsp;&nbsp; del territorio e dell&#8217;ambiente, &#8216;riconosce che il&nbsp; piano sia stato copiato da altre regioni, ma&nbsp; è&nbsp; operativo da sei anni ed ha prodotto anche effetti,&nbsp; contenuti in alcuni decreti&nbsp; assessoriali.&nbsp; Il&nbsp; dott.&nbsp; CAPILLI riconosce che il piano&nbsp; non&nbsp; contiene&nbsp; alcunché&nbsp; sui cementifici,&nbsp; si&nbsp; limita&nbsp; a&nbsp; prevedere&nbsp; l&#8217;inventario regionale delle emissioni&#8217;;
durante&nbsp; l&#8217;audizione&nbsp; n.&nbsp; 69&nbsp; del&nbsp; 26-09-2013&nbsp; la sig.ra&nbsp; LO&nbsp; BELLO,&nbsp; Assessore&nbsp;&nbsp; regionale&nbsp;&nbsp; per&nbsp;&nbsp; il territorio e l&#8217;ambiente, &#8216;esprime compiacimento&nbsp; per le iniziative intraprese sull&#8217;argomento in merito al quale&nbsp;&nbsp; ha&nbsp;&nbsp; dato&nbsp;&nbsp; risposta&nbsp;&nbsp; alle&nbsp;&nbsp; interrogazioni presentate. Ammette che&nbsp; il&nbsp; piano&nbsp; in&nbsp; questione&nbsp; è stato frutto di una&nbsp; riproduzione&nbsp; di&nbsp; un&nbsp; piano&nbsp; di altre regioni, ma assicura che i dati ivi&nbsp; contenuti sono della Regione siciliana. E su tali&nbsp; dati&nbsp; si&nbsp; è provveduto a dare attuazione mediante l&#8217;adozione&nbsp; di decreti assessoriali. Sostiene&nbsp; che&nbsp; il&nbsp; ritiro&nbsp; del
piano comporterebbe&nbsp; una&nbsp; lacuna&nbsp; e&nbsp; che,&nbsp; pertanto, sarebbe più opportuno procedere ad un&nbsp; aggiornamento dello stesso&#8217;;
l&#8217;Assessore Lo Bello &#8216;informa che ha avviato&nbsp; dei tavoli su tale tema, affinchè la Regione&nbsp; si&nbsp; adegui alle direttive del decreto legislativo&nbsp; n.&nbsp; 155&nbsp; del 2010.&nbsp; Assicura&nbsp; che&nbsp; un&#8217;attenzione&nbsp; particolare&nbsp;&nbsp; è dedicata&nbsp; all&#8217;aria&nbsp; di&nbsp; Siracusa.&nbsp; A&nbsp; tal&nbsp; proposito informa di un prossimo incontro presso il&nbsp; Ministero dell&#8217;ambiente sulla rivisitazione dell&#8217;AIA di cui ha parlato il dott. LICATA di BAUCINA e sulla&nbsp; rete&nbsp; di
monitoraggio dati che&nbsp; deve&nbsp; essere&nbsp; attivata&nbsp; nella Regione. Deposita una relazione redatta&nbsp; dai&nbsp; propri uffici&nbsp;&nbsp; sull&#8217;argomento&nbsp;&nbsp; datata&nbsp;&nbsp; il&nbsp;&nbsp;&nbsp; 22&nbsp;&nbsp;&nbsp; marzo
scorso....chiarisce che gli effetti&nbsp; citati&nbsp; che&nbsp; il piano&nbsp; ha&nbsp; finora&nbsp; prodotto&nbsp; sono&nbsp; effetti&nbsp; relativi all&#8217;organizzazione amministrativa. Ritiene meritorio
il contributo che la Commissione sta offrendo con la&nbsp; seduta&nbsp; odierna.&nbsp; Si&nbsp; impegna&nbsp; ad&nbsp;&nbsp; organizzare&nbsp;&nbsp; un incontro&nbsp; con&nbsp; le&nbsp; parti&nbsp; presenti&nbsp;&nbsp; successivo&nbsp;&nbsp; al confronto con gli organi ministeriali&#8217;;
le&nbsp;&nbsp;&nbsp; giustificazioni&nbsp;&nbsp;&nbsp; addotte&nbsp;&nbsp;&nbsp; nel&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; corso dell&#8217;audizione&nbsp; dall&#8217;Assessore&nbsp; per&nbsp; il&nbsp; territorio, secondo cui il Piano&nbsp; &#8216;è&nbsp; stato&nbsp; sì&nbsp; frutto&nbsp; di&nbsp; una riproduzione di un piano di altre regioni ma i&nbsp; dati sono&nbsp;&nbsp; siciliani&#8217;,&nbsp;&nbsp; non&nbsp;&nbsp; solo&nbsp;&nbsp; hanno&nbsp;&nbsp; confermato l&#8217;avvenuta,&nbsp; aberrante,&nbsp; commistione&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; elementi &#8216;siculo-veneti&#8217; nella redazione&nbsp; del&nbsp; documento,&nbsp; ma sono state l&#8217;esplicita ammissione che&nbsp; il&nbsp; risultato finale è stato un pot-pourri&nbsp; di&nbsp; dati&nbsp; siciliani&nbsp; e soluzioni venete, privo, proprio per tale motivo, di qualsivoglia&nbsp; rappresentatività&nbsp; e&nbsp;&nbsp; significatività quale strumento di programmazione istituzionale; la relazione prodotta dall&#8217;Assessore e messa agli
atti della&nbsp; Commissione&nbsp; non&nbsp; attiene&nbsp; affatto&nbsp; alla problematica&nbsp; della&nbsp; copiatura&nbsp; del&nbsp; Piano&nbsp; e&nbsp; della relativa significatività e, per di più,&nbsp; per&nbsp; motivi non meglio precisati&nbsp; è&nbsp; stata&nbsp; fornita&nbsp; volutamente priva dell&#8217;ultima pagina, cioè delle&nbsp; conclusioni&nbsp; e della firma del redattore;
a distanza di 2 mesi l&#8217;Assessore Lo Bello non&nbsp; ha fatto seguire nessuna iniziativa&nbsp; alle&nbsp; affermazioni ed&nbsp;&nbsp;&nbsp; agli&nbsp;&nbsp;&nbsp; impegni&nbsp;&nbsp;&nbsp; manifestati&nbsp;&nbsp;&nbsp; nel&nbsp;&nbsp;&nbsp; corso dell&#8217;audizione;
il ritiro&nbsp; e&nbsp; l&#8217;annullamento&nbsp; del&nbsp; Piano&nbsp; copiato costituiscono&nbsp; un&nbsp;&nbsp; atto&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; trasparenza&nbsp;&nbsp; e&nbsp;&nbsp; di discontinuità&nbsp; rispetto&nbsp; ad&nbsp; un&nbsp; passato&nbsp; che&nbsp; sulla materia si è dimostrato oscuro fino al&nbsp; punto&nbsp; della incredibile mancata costituzione come&nbsp; parte &nbsp;civile della Regione siciliana nel processo penale,
L&#8217;ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L&#8217;AMBIENTE
a&nbsp; mettere&nbsp; la&nbsp; parola&nbsp; &#8216;fine&#8217;&nbsp; ad&nbsp; una&nbsp;&nbsp; vicenda indecorosa che da&nbsp; 6&nbsp; anni&nbsp; mortifica&nbsp; il&nbsp; prestigio istituzionale della&nbsp; Regione&nbsp; siciliana,&nbsp; procedendo alla immediata&nbsp; revoca,&nbsp; in&nbsp; autotutela,&nbsp; del&nbsp; Piano copiato dalla Regione Veneto;
ad avviare tutte le procedure per la&nbsp; stesura&nbsp; di un vero piano della qualità dell&#8217;aria della&nbsp; Regione siciliana a tutela dell&#8217;ambiente ed&nbsp; a&nbsp; salvaguardia della salute della popolazione,&nbsp; giustappunto&nbsp; tutto ciò che è stato gravemente omesso e&nbsp; continua&nbsp; ancor più&nbsp; gravemente&nbsp; ad&nbsp; essere&nbsp; omesso&nbsp;&nbsp; dagli&nbsp;&nbsp; organi preposti.
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - &nbsp;CIANCIO &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; FERRERI -&nbsp; FOTI&nbsp; -&nbsp; LA&nbsp; ROCCA&nbsp; -&nbsp; MANGIACAVALLO&nbsp; - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -&nbsp; ZAFARANA
La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, esprime compiacimento per le iniziative intraprese sull’argomento in merito al quale ha dato risposta alle interrogazioni presentate. Ammette che il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di un piano di altre regioni, ma assicura che i dati ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di decreti assessoriali. Sostiene che il ritiro del piano comporterebbe una lacuna
si chiede di conoscere - quali iniziative ritenga di voler adottare, ed in che tempi (dopo quasi 6 anni) per la revoca immediata del Piano copiato;
- per quali motivi il Piano copiato ha continuato fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente senza che nessuno sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della copiatura e quindi della non conformità, il tutto ancor più aggravato dall’intervenuta condanna penale a carico del responsabile della redazione della copiatura del Piano; - per quali motivi sono rimaste senza risposta, a distanza di oltre 4 mesi, le richieste di ritiro del Piano inoltrate all’attuale assessore al territorio da parte di Legambiente e della CGIL, ulteriormente sollecitate, anche con formale diffida, dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF Palermo, disattendendo le norme sui procedimenti e sulla trasparenza amministrativa di cui alla L.R. 5/2011; - se sono stati intrapresi provvedimenti nei confronti del dott. Salvatore Anzà a seguito della sua condanna e se il Governo intenda costituirsi parte civile nel processo contro gli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, e gli ex assessori al territorio e ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, che si aprirà il 3 giugno prossimo presso il Tribunale di Palermo; - quando intende adottare un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria.
Malgrado ciò, nel 1990 l’area del quadrilatero industriale Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa è stata dichiarata “ad elevato rischio di crisi ambientale” in conformità alla legge 349 del 08/07/86, in quanto caratterizzata da gravi alterazioni negli equilibri ambientali (AERCA), quindi, da sottoporre a risanamento tramite appositi piani. Inoltre è stata perimetrata, ai sensi della legge 426/1998, sito di interesse nazionale (SIN), dunque, da sottoporre a bonifica e ripristino ambientale, così come le altre 2 aree a rischio siciliane: Gela e Milazzo. Le sostanze inquinanti non normate che sono state descritte vengono rilevate dall’Arpa, che oltre a trasmetterle alle autorità preposte li invia all’Asp 8 di Siracusa. L’Asp, in qualità di organo competente per la protezione della salute umana a quanto sembrerebbe non correla i dati con i tumori nella provincia di Siracusa. È chiaro che da parte dell’Asp oltre all’assenza di un archivio storico dei dati utile per monitorare negli anni l’andamento delle emissioni inquinanti in atmosfera, non è ancora stata attivata una forma incisiva di monitoraggio sanitario. Nel 2001 gli studi del RTP (Registro tumori provinciale) di Siracusa segnalano una alta incidenza di Malformazioni Congenite nell’area di Augusta e dintorni. I tassi più elevati si raggruppano in un cluster comprendente la zona costiera che si sviluppa da Augusta a Siracusa fino ai comuni del più vicino retroterra, anche a seguito di altre segnalazioni parte una indagine della Procura di Siracusa. Si riscontra una forte contaminazione da mercurio nella rada di Augusta (per illeciti smaltimenti dall’impianto Cloro-Soda dell’Enichem, oggi Syndial). Tant’è che l’azienda colpevole ma non imputata dona a 101 famiglie, che avevano avuto figli malformati, undici milioni di euro.
Al Servizio 4 "Ufficio unico procedimenti disciplinari", dipartimento della Funzione Pubblica, viale Regione Siciliana 2194,
Al Presidente della Regione Sicilia Onle Rosario Crocetta
Assemblea Regionale Siciliana Onle Giampiero Trizzino Piazza Indipendenza 21
Anticipata via email Fax OGGETTO: richiesta informazioni sui provvedimenti adottati a carico del Dottor Anzà a seguito della condanna penale n. 5055 del 18/10/2012
Femmine isolapulita@gmail.com 3331017981 Si allega sentenza di condanna a 1 anno e 8 mesi n 5455 2012 del
Isola delle Femmine 16 aprile 2013 Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria pulita del Veneto”
di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore, parte offesa Legambiente Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in relazione alla denuncia di Legambiente per le note inviate dall’Anzà a vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria . Scarica l'intera sentenza in pdf
Sciascia 13 Al Presidente della Regione Sicilia Onle Rosario Crocetta
Via Ugo La Malfa 169 Fax 091 7077963
17,55 rac rr 90040130219004220 posta express e
D’INVITO E DIFFIDA A PROVVEDERE CON ISTANZA IN AUTOTUTELA ALLA REVOCA ED AL RITIRO DAL SITO WEB DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE DEL " PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA QUALITA' DELL'ARIA AMBIENTE" Sig. Presidente, Sig.
Assessore, on.le Presidente IV commissione poichè ad oggi risulta senza seguito la richiesta inoltrata con R.R. il 21 e 22 gennaio 2013 alle SS.VV. da parte delle scriventi Associazioni e fin dal 24 dicembre 2012 da parte di Legambiente e della CGIL al fine del ritiro del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” (2007) in quanto copiato quasi 6 anni fa da quello omologo della Regione Veneto e da vari documenti già editi da altri Enti, le scriventi Associazioni, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Palermo (allegata alla presente) che ha condannato il dott. Salvatore Anzà del Dipartimento Ambiente alla pena di 1 anno e 8 mesi per la vicenda in questione, reiterano la richiesta e diffidano a volerle dare immediato adempimento, non da ultimo quale segnale di concreta applicazione dei principi di legalità e trasparenza di cui il Governo dichiara di farsi interprete. n.b. n. raccomandate inviate il 31 gennaio 2013
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine Via Sciascia 13
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc. Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni, ecc.) da parte del dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione intervenissero minimamente. E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione. Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento tuttora valido e rappresentativo. A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione. E’ di queste giorni la notizia del Tribunale penale di Palermo Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010 che nell’udienza del 18 ottobre 2012, è stata emessa la sentenza n. 5455/2012, di condanna a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore, parte offesa Legambiente Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. L’operato del dr. Anzà risulta a nostro parere di una gravità estrema, in quanto dette note sono state redatte su carta intestata dell'ARTA e firmate dall'Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 verso l'esterno in rappresentanza dello stesso ARTA.
intervenissero minimamente. E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione. Ebbene, a distanza di 5 anni
stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento tuttora valido e rappresentativo. A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione. Palermo, Legambiente Sicilia CGIL Sicilia
• la vicenda suscitava, a causa dei suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante servizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può succedere”; • l’Assessore Interlandi nominava una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione;
• a distanza di circa 4 mesi l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate; e considerato che
• lo scorso mese di novembre si è appreso dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di risanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro; • è di questi giorni la notizia che il Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti dell'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, il quale , nell'esercizio delle sue funzioni, aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti
*Gestione Rifiuti la Croce Portobello Zuccarello *

References: Articolo 117
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