Source: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32006R1927:IT:NOT
Timestamp: 2014-03-15 15:04:35+00:00

Document:
EUR-Lex - 32006R1927 - IT
Regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006 , che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
GU L 406del 30.12.2006, pagg. 1–6 (ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, SK, SL, FI, SV)
edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 10 tomo 04 pag. 15 - 20
edizione speciale in lingua romena: capitolo 10 tomo 04 pag. 15 - 20
edizione speciale in lingua croata capitolo 10 tomo 003 pag. 113 - 118
di entrata in vigore: 19/01/2007; entrata in vigore data della pubblicazione + 20 vedi art. 21
della fine validità: 31/12/2013; abrogato da 32013R1309
parere Comitato economico e sociale; reso 13/09/2006
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2006/0091 Def
parere Parlamento europeo; reso 13/12/2006
parere Comitato delle regioni; reso 11/10/2006
12002E159 12002E251 Seleziona i documenti che hanno per base giuridica il presente atto
52006PC0091 approvazione Modificato da:
rettificato da 32006R1927R(01) rettificato da 32006R1927R(02) modificato da 32009R0546 aggiunta articolo 1 dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 sostituzione articolo 10.1 dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 aggiunta articolo 11 dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 sostituzione articolo 13.2 dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 sostituzione articolo 2 dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 aggiunta articolo 20 dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 aggiunta articolo 3BI dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 sostituzione articolo 5.2PTA) dal 02/07/2009
modificato da 32009R0546 sostituzione articolo 8 dal 02/07/2009
abrogato da 32013R1309 Versioni consolidate
modifica proposta da 52008PC0867 modifica proposta da 52011PC0336 Atti citati:
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 [3],
(1) Nonostante gli effetti positivi della globalizzazione sulla crescita, l'occupazione e il benessere, e la necessità di rafforzare ancora la competitività europea attraverso modifiche strutturali, la globalizzazione può anche comportare conseguenze negative per i lavoratori più vulnerabili e meno qualificati in determinati settori. È pertanto opportuno istituire un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (il FEG), accessibile a tutti gli Stati membri, per mezzo del quale la Comunità dimostri la sua solidarietà verso i lavoratori in esubero in conseguenza dei mutamenti intervenuti nella struttura del commercio mondiale.
(2) È necessario salvaguardare i valori europei e promuovere lo sviluppo di un commercio estero equo. Gli effetti negativi della globalizzazione dovrebbero essere affrontati in primo luogo con una strategia comunitaria sostenibile e a lungo termine in materia di politica commerciale, mirante a instaurare elevati standard ecologici e sociali. L'assistenza accordata dal FEG dovrebbe essere dinamica e capace di adattarsi alle situazioni, in costante evoluzione e sovente imprevedibili, che si creano sul mercato.
(4) Le azioni previste dal presente regolamento dovrebbero essere definite secondo rigorosi criteri di intervento, relativi alla portata delle perturbazioni economiche e dei loro effetti su un dato settore o una data regione geografica, affinché il contributo finanziario del FEG possa essere concentrato sui lavoratori delle regioni e dei settori economici più gravemente colpiti della Comunità. Una siffatta perturbazione non si concentra necessariamente in un unico Stato membro. In tali circostanze eccezionali, gli Stati membri possono quindi presentare congiuntamente una domanda di assistenza a titolo del FEG.
(5) Le attività del FEG dovrebbero essere coerenti e compatibili con le altre politiche comunitarie e conformi all'acquis comunitario, in particolare per quanto riguarda gli interventi dei Fondi strutturali, apportando un reale valore aggiunto alle politiche sociali della Comunità
(6) L'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria [4] (accordo interistituzionale) è applicabile dal 1o gennaio 2007 e il punto 28 fissa il quadro finanziario del FEG.
(8) Per facilitare l'applicazione del presente regolamento, è opportuno che le spese siano considerate ammissibili a partire dal giorno in cui uno Stato membro inizia a fornire servizi personalizzati ai lavoratori interessati. Tenendo conto della necessità di una risposta che miri in modo specifico al reinserimento professionale, occorre fissare una scadenza per l'utilizzo del contributo finanziario del FEG.
(9) Lo Stato membro dovrebbe rimanere responsabile dell'attuazione del contributo finanziario e della gestione e del controllo delle azioni finanziate dalla Comunità, in conformità del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [5]. Lo Stato membro dovrebbe giustificare l'utilizzo del contributo finanziario ottenuto.
(10) L' Osservatorio europeo del cambiamento, con sede a Dublino, può assistere la Commissione europea e lo Stato membro interessato nello svolgimento di analisi quantitative e qualitative per aiutare a valutare le domande di fondi al FEG.
(11) Poiché gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere realizzati in modo sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo delle dimensioni e degli effetti dell'azione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato. In conformità al principio di proporzionalità stabilito in detto articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto è necessario per raggiungere tali obiettivi.
(12) Il periodo di attuazione del FEG è collegato alla durata del quadro finanziario che va dal 1o gennaio 2007 al 31 dicembre 2013, per cui forme di aiuto dovrebbero essere disponibili per i lavoratori in esubero per motivi legati al commercio a decorrere dal 1o gennaio 2007.
a) l'esubero di almeno 1000 dipendenti di un'impresa nell'arco di 4 mesi in uno Stato membro, compresi i lavoratori in esubero dei fornitori o dei produttori a valle di tale impresa, o
b) l'esubero di almeno 1000 dipendenti, nell'arco di 9 mesi, in particolare in piccole e medie imprese di un settore NACE 2, in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II,
c) in mercati del lavoro di piccole dimensioni o in circostanze eccezionali, debitamente motivate dallo o dagli Stati membri interessati, una richiesta di contributo del FEG potrà essere considerata ammissibile anche se le condizioni fissate alle lettere a) e b) non sono interamente soddisfatte, qualora gli esuberi abbiano un'incidenza molto grave sull'occupazione e sull'economia locale. L'importo cumulato dei contributi a titolo di dette circostanze eccezionali non può eccedere il 15 % delle spese del FEG in un anno.
a) misure speciali di durata limitata, come le indennità per la ricerca di un lavoro, le indennità di mobilità o le indennità di integrazione salariale di sostegno per chi partecipa ad attività di formazione e di apprendimento lungo tutto l'arco della vita;
a) un'analisi motivata del legame tra gli esuberi programmati e le trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale e un'indicazione del numero di esuberi e una spiegazione della natura imprevista di tali esuberi;
b) l'identificazione delle imprese (nazionali o multinazionali), dei fornitori o dei produttori a valle e dei settori che effettuano i licenziamenti e le categorie di lavoratori interessati;
c) una descrizione del territorio in questione e delle sue autorità, nonché di altri soggetti interessati, e dell'impatto previsto degli esuberi sull'occupazione locale, regionale o nazionale;
a) una valutazione intermedia dell'efficacia e della sostenibilità dei risultati ottenuti entro il 31 dicembre 2011; e
b) una valutazione ex post entro il 31 dicembre 2014, con l'assistenza di esperti esterni, onde misurare l'impatto del FEG e il suo valore aggiunto.
a) verificare la messa in opera e l'applicazione di meccanismi di gestione e di controllo tali da garantire un utilizzo efficace e corretto dei fondi comunitari, conformemente ai principi di una sana gestione finanziaria;
b) verificare la corretta esecuzione delle azioni finanziate;
c) assicurarsi che le spese finanziate si fondino su documenti giustificativi verificabili e siano corrette e regolari;
d) prevenire, individuare e rettificare le irregolarità così come sono definite all'articolo 70 del regolamento (CE) n. 1083/2006 dell' 11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione [6] e recuperare gli importi indebitamente versati applicando interessi di mora a norma dello stesso articolo. Gli Stati membri notificano tempestivamente tali irregolarità alla Commissione e la tengono al corrente dell'evoluzione delle procedure amministrative e giudiziarie.
[1] Parere del 13 settembre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
[2] Parere dell' 11 ottobre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
[3] Parere del Parlamento europeo del 13 dicembre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 19 dicembre 2006.
[6] GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.

References: art. 21
 articolo 1
 articolo 10
 articolo 11
 articolo 13
 articolo 2
 articolo 20
 articolo 3
 articolo 5
 articolo 8