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PIANO D AMBITO PER LA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI - PDF
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Leonora Stella
1 Regione dell Umbria Provincia di Perugia PIANO D AMBITO PER LA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI CRITERI PER L ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI AGLI URBANI (Legge regionale 13 maggio 2009, n art. 13, comma 2, lettera d) (Deliberazione N. 15 dell Assemblea dell A.T.I. 3 Umbria del 20/10/10)
2 Premessa Come noto, in base alla disciplina di settore, i rifiuti vengono classificati urbani se prodotti dalle utenze principalmente domestiche e speciali se prodotti dalle utenze esclusivamente non domestiche. Per quota parte dei rifiuti speciali sussiste il principio di assimilabilità, che ne permette l inclusione nei circuiti dedicati ai rifiuti urbani, sulla base di specifici criteri. La vigente legislazione in materia di rifiuti (D.Lgs. 152/2006) prevede che i criteri qualitativi e quantitativi di assimilazione dei rifiuti speciali a rifiuti urbani debbano essere definiti da apposito provvedimento dello Stato. Poiché il decreto di definizione di tali criteri da parte del D. Lgs 152/2006, non è stato ancora emanato, occorre rifarsi, anche per precisa indicazione della legge Finanziaria 2007 alle disposizioni del previgente Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 ed alla Deliberazione del Comitato Interministeriale del 27 luglio La Legge Regionale 13 maggio 2009 n. 11 recante Norme per la gestione integrata dei rifiuti e la bonifica delle aree inquinate, all art. 13 prevede che gli ATI con i Piani d ambito definiscano i criteri per l assimilazione dei rifiuti nel rispetto delle linee guida elaborate dalla Regione. In attuazione di quanto stabilito dal suddetto art. 13, in attesa dell emanazione dei provvedimenti di competenza statale ai sensi del D.Lgs. 152/2006 ed al fine di fornire criteri di assimilazione uniformi per l intero territorio regionale, è stato predisposto il presente documento contenente le Linee guida per l assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. Le linee guida per l assimilazione Sino all emanazione da parte dello Stato, ai sensi dell art. 195, comma 2, lettera d) del D. Lgs. 152/2006, dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, possono essere assimilati i rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività agricole, artigianali, commerciali e di servizio, nonché da ospedali istituti di cura e affini, sia pubblici che privati che rispettino i criteri generali, qualitativi e quantitativi di seguito indicati. Criteri generali I rifiuti speciali non pericolosi possono essere assimilati ai rifiuti urbani, nel rispetto delle seguenti condizioni: a) I rifiuti speciali non pericolosi abbiano natura, caratteristiche merceologiche e composizione chimico-fisica analoghe a quelle dei rifiuti urbani; b) I rifiuti speciali non pericolosi siano compresi nel seguente elenco Criteri Qualitativi ; c) I rifiuti speciali non pericolosi assimilabili rientrino nei limiti quantitativi di cui al seguente elenco Criteri quantitativi ; d) I rifiuti di imballaggio possono essere assimilati esclusivamente nel rispetto degli artt. 221 e 226 del D.Lgs 152/2006. e) I rifiuti speciali non pericolosi siano compatibili con l organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani adottati sul territorio comunale e sul territorio dell ATI di appartenenza e con l effettiva capacità delle strutture e degli impianti facenti parte del sistema integrato complessivo della gestione dei rifiuti; f) La gestione dei rifiuti speciali non pericolosi assimilati deve essere attuata secondo i principi del Piano Regionale di Gestione dei rifiuti Urbani (D.G.R. n del 7 Settembre 2009) ed effettuata attraverso i sistemi di raccolta delle frazioni omogenee dalle quali sono costituiti detti rifiuti; g) Devono essere rispettati i principi di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza di cui all art. 178 del D.Lgs 152/2006 in materia di gestione dei rifiuti da parte delle Amministrazioni Comunali e degli ATI. 2
3 Criteri qualitativi Sono qualitativamente assimilabili agli urbani i rifiuti speciali non pericolosi previsti nel seguente elenco: 02 RIFIUTI PRODOTTI DA AGRICOLTURA, ORTICOLTURA, ACQUACOLTURA, SELVICOLTURA, CACCIA E PESCA, TRATTAMENTO E PREPARAZIONE DI ALIMENTI rifiuti della preparazione e del trattamento di frutta, verdura, cereali, oli alimentari, cacao, caffè, tè e tabacco; della produzione di conserve alimentari; della produzione di lievito ed estratto di lievito; della preparazione e fermentazione di melassa scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione rifiuti dell industria dolciaria e della panificazione scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione rifiuti della produzione di bevande alcoliche ed analcoliche (tranne caffè, tè e cacao) scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione 03 RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO E DELLA PRODUZIONE DI PANNELLI, MOBILI, POLPA, CARTA E CARTONE rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli e mobili scarti di corteccia e sughero segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce rifiuti della produzione e della lavorazione di polpa, carta e cartone scarti di corteccia e legno 08 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE, FORMULAZIONE, FORNITURA ED USO DI RIVESTIMENTI (PITTURE, VERNICI E SMALTI VETRATI), ADESIVI, SIGILLANTI E INCHIOSTRI PER STAMPA rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di inchiostri per stampa toner esauriti, diversi da quelli di cui alla voce RIFIUTI DI IMBALLAGGIO, ASSORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI (NON SPECIFICATI ALTRIMENTI) imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata) imballaggi in carta e cartone imballaggi in plastica imballaggi in legno imballaggi in metallo imballaggi in materiali compositi imballaggi in vetro 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da a componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla 3
4 voce batterie e accumulatori batterie alcaline (tranne ) altre batterie ed accumulatori 19 RIFIUTI PRODOTTI DA IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE FUORI SITO NONCHÉ DALLA POTABILIZZAZIONE DELL'ACQUA E DALLA SUA PREPARAZIONE PER USO INDUSTRIALE rifiuti prodotti dagli impianti per il trattamento delle acque reflue, non specificati altrimenti vaglio 20 RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E ASSIMILABILI PRODOTTI DA ATTIVITÀ COMMERCIALI E INDUSTRIALI NONCHÉ DALLE ISTITUZIONI) INCLUSI I RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA frazioni oggetto di raccolta differenziata (tranne 15 01) carta e cartone vetro rifiuti biodegradabili di cucine e mense abbigliamento prodotti tessili oli e grassi commestibili vernici, inchiostri, adesivi e resine diversi da quelli di cui alla voce detergenti diversi da quelli di cui alla voce medicinali diversi da quelli di cui alla voce batterie e accumulatori diversi da quelli di cui alla voce apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci , e legno, diverso da quello di cui alla voce plastica metallo rifiuti prodotti da giardini e parchi (inclusi i rifiuti provenienti da cimiteri) rifiuti biodegradabili prodotti da giardini e parchi altri rifiuti non biodegradabili altri rifiuti urbani rifiuti urbani non differenziati rifiuti dei mercati (ad esempio la frazione organica da rifiuti urbani e speciali non pericolosi assimilati a matrice organica esclusi gli scarti di macelleria e pescheria rifiuti ingombranti Criteri quantitativi I seguenti limiti massimi, espressi in Kg di rifiuti prodotti per anno e distinti per CER rappresentano i valori limite dei quantitativi di rifiuti che possono essere considerati assimilati. 4
5 Nei Piani d ambito di cui all Art. 13 della Legge Regionale 11/2009 e nei singoli regolamenti comunali in materia ai sensi dell Art. 198 del D. Lgs. 152/2006 tali limiti potranno essere modificati solo in senso restrittivo. DESCRIZIONE CER Kg/anno scarti da lavorazioni alimentari inutilizzabili per il consumo o la trasformazione (ad esempio panificazione, attività artigianali di confezionamento cibi, ecc) scarti di corteccia e sughero segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci non pericolosi toner esauriti non pericolosi vetro imballaggi di carta e cartone imballaggi in plastica imballaggi in legno imballaggi in metallo imballaggi in materiali compositi (poliaccoppiati,ecc.) vaglio proveniente da impianti per il trattamento delle acque reflue Nessun limite carta e cartone (nessun limite per scuole, collettività e uffici pubblici) abbigliamento prodotti tessili rifiuto biodegradabile da cucine e mense Nessun limite oli e grassi commestibili vernici, inchiostri, adesivi e resine non pericolosi detergenti non pericolosi medicinali non citotossici e citostatici batterie e accumulatori non pericolosi apparecchiature elettriche ed elettroniche e componenti rimossi da apparecchiature fuori uso non pericolosi manufatti in legno non imballaggi plastica (non imballaggi) metallo rifiuti biodegradabili da parchi e giardini (ad esempio ramaglie, sfalci, potature) provenienti esclusivamente da utenze pubbliche rifiuti di mercati (frazione organica da rifiuti urbani e speciali non Nessun limite pericolosi assimilati a matrice organica esclusi gli scarti di macelleria e pescheria) rifiuti cimiteriali da esumazione ed estumulazione Nessun limite rifiuti urbani non differenziati (nessun limite per ospizi, case di riposo, edifici religiosi,asili, scuole e altre collettività) rifiuti ingombranti I rifiuti che superano le suddette soglie quantitative per ciascun codice vanno considerati rifiuti speciali nella loro interezza e non solo per la quota eccedente il limite quantitativo. Nelle modalità di raccolta dei rifiuti previste dal Piano Regionale il controllo e il rispetto dei conferimenti al servizio pubblico nei limiti definiti dalle soglie quantitative di assimilazione, avviene 5
6 in forma indiretta valutando le caratteristiche dei servizi dedicati domiciliari (volumi dei contenitori e frequenze di raccolta) che sono assegnate alle varie utenze non domestiche. Nel caso di conferimento ai centri di raccolta, i limiti per il conferimento dei rifiuti assimilati, devono essere fissati compatibilmente con la capacità ricettiva e gestionale degli stessi centri e devono essere determinati nei regolamenti comunali. La verifica dei quantitativi conferiti da parte di utenze non domestiche deve essere fatta attraverso: - il riconoscimento della titolarità al conferimento da parte delle ditte al fine di accertare l effettiva produzione dei rifiuti speciali assimilati; - la registrazione dei conferimenti (mediante tessera magnetica o un registro di entrata) che permetta di determinare il quantitativo annuo (valutato mediante stima sulla densità o pesatura). Le linee guida regionali potranno essere oggetto di proposte di modifica da parte degli ATI a seguito di ulteriori analisi territoriali. 6

References: art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 195
 art. 178
 Art. 13
 Art. 198