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REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE [DipSum] (emanato con D.R. n. 1377/2009 del 15 dicembre 2009) TITOLO I IL DIPARTIMENTO - PDF
REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE [DipSum] (emanato con D.R. n. 1377/2009 del 15 dicembre 2009) TITOLO I IL DIPARTIMENTO
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1 REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE [DipSum] (emanato con D.R. n. 1377/2009 del 15 dicembre 2009) TITOLO I IL DIPARTIMENTO ART. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento disciplina il funzionamento del Dipartimento di Scienze umane (DipSum). ART. 2 Definizione e finalità 1. Il DipSum è una struttura organizzativa per la gestione delle attività di ricerca dell'ateneo nell'ambito degli studi sulle scienze umane, concepite secondo un'ottica di integrazione multidisciplinare tra i settori di studio filosofico, pedagogico, storico e sociologico; esso promuove, coordina, verifica e pubblicizza tali attività, ferma restando l'autonomia di ogni singolo docente. 2. Il DipSum è centro di gestione autonoma. È dotato pertanto di autonomia finanziaria, contabile e contrattuale nei limiti fissati dal Regolamento per l'amministrazione, la Finanza e la Contabilità. 3. Il DipSum persegue le seguenti finalità: a) Approfondire l'indagine dell'intero campo della filosofia moderna e contemporanea, coniugando rigore dell'approccio teorico e attenzione ai contesti storici e sociali in cui si colloca e sviluppa il discorso filosofico. In particolare, il Dipartimento privilegia lo studio della filosofia e della civiltà del Rinascimento; l'analisi comparata delle rivoluzioni moderne e del loro retroterra culturale; l'indagine sull'eredità dello hegelismo raccolta dal materialismo storico e sulle diverse declinazioni assunte dall'idea di dialettica nel corso del XIX e XX secolo; il confronto tra le grandi tradizioni filosofico - politiche dell'età contemporanea; la ricognizione del passaggio novecentesco dalla prima alla seconda modernità; la riflessione epistemologica sui fondamenti delle scienze umane stesse. b) Approfondire la ricerca sul complesso delle tematiche riconducibili alla questione formazione secondo la doppia matrice filosofico-teoretica e scientifico-empirica, valorizzando per tale via la specificità cognitivista e laica, umanista e problematicista dell'approccio urbinate alle questioni pedagogiche e didattiche. In particolare, il Dipartimento privilegia la definizione e promozione di nuove modellizzazioni teoriche e pratiche dei dispositivi educativi, formativi e didattici; la ricerca sui fondamenti della pedagogia generale e sociale e della formazione scolastica; l'indagine storicostoriografica sui costumi educativi, sull'identità di genere, sul ruolo delle emozioni e sulle rappresentazioni storiche del corpo e dell'infanzia, con particolare riferimento alle società pre-moderne; la ricerca critica sulla produzione letteraria per l'infanzia; lo studio delle dimensioni fondative della pedagogia speciale e la ricerca sulle problematiche psico-pedagogiche dell'handicap e sulle metodologie di integrazione di soggetti diversabili; la produzione di contributi innovativi sulle tematiche interculturali, l'educazione ambientale e la psicopedagogia. c) Potenziare e approfondire la ricerca storica secondo un approccio interdisciplinare, determinato dal costante dialogo tra scienze storiche, scienze umane e scienze dell'educazione, e nel contempo attento alle nuove problematiche e metodologie della didattica della storia. In particolare, il Dipartimento privilegia la ricerca su fonti storiche e archivistiche; la ridefinizione dei concetti storiografici di Medioevo, di Età moderna e contemporanea; l'indagine della storia e della civiltà rinascimentali anche su base locale; l'ambito degli studi storici definito Nuova Storia, nato dal rinnovamento compiuto a partire dagli anni Sessanta, con la nascita della Storia sociale e della Storia delle mentalità ; lo studio della storia politica secondo prospettive di indagine aperte ai territori dell'immaginario, delle rappresentazioni e delle 1
2 credenze collettive. ART. 3 Sede e attrezzature 1. Il Dipartimento di Scienze umane (DipSum) ha sede nei locali e dispone delle attrezzature indicate nel Decreto Rettorale di costituzione. Con successivi provvedimenti potranno essere individuati nuovi e diversi locali. Le attrezzature acquisite successivamente verranno riportate nell'inventario del Dipartimento e conseguentemente nel conto consolidato dell'ateneo. ART. 4 - Composizione 1. Al DipSum afferiscono i Professori e i Ricercatori di ruolo e a tempo determinato e gli Assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento per i quali sia stata deliberata l'afferenza a seguito di formale richiesta e i Ricercatori a tempo determinato. L'afferenza cessa con il trasferimento ad altro Ateneo o Dipartimento. 2. E assegnato al Dipartimento il personale tecnico -amministrativo indicato nel Decreto Rettorale di costituzione, nonché il personale successivamente assegnato. 3. Ne fanno parte, inoltre, i dottorandi afferenti al Dipartimento, e vi operano i borsisti e i titolari di assegni o contratti di ricerca attivati dalla medesima struttura, i Professori con contratto di collaborazione, altri dottorandi ed ogni studioso italiano e straniero il cui apporto alle attività di ricerca sia ritenuto necessario dalla Giunta di Dipartimento. ART. 5 Sezioni 1. Il Dipartimento può organizzarsi al suo interno in Sezioni al fine di meglio coordinare l'attività scientifica. La costituzione delle Sezioni è deliberata dal Consiglio. 2. Le Sezioni, comprendenti aree affini di ricerca, non hanno autonomia finanziaria, amministrativa e di bilancio. 3. L'organizzazione dell'attività scientifica della Sezione è curata da un Responsabile designato dai Professori di ruolo e dai Ricercatori afferenti alla Sezione stessa e nominato dal Direttore. 4. Il Responsabile di sezione è un Professore di ruolo, resta in carica per il tempo corrispondente alla durata del mandato del Direttore del Dipartimento e svolge, di norma, le funzioni attribuitegli dal Direttore o dagli Organi Collegiali. 5. Alle Sezioni si afferisce per domanda. Ogni docente può afferire a più Sezioni. ART. 6 Fondi 1. Il Dipartimento può disporre della dotazione ordinaria di funzionamento e dei seguenti fondi: a) assegnazioni per la ricerca scientifica; b) assegnazioni per attrezzature; c) proventi da contratti e convenzioni per attività di ricerca; d) proventi per prestazioni a pagamento; e) contributi e donazioni di Enti e privati; f) ogni altro fondo specificatamente destinato per disposizione normativa o per deliberazione del Consiglio di Amministrazione. ART. 7 Organi del Dipartimento 1. Sono organi del Dipartimento: a) Il Consiglio; b) Il Direttore; c) La Giunta. 2
3 TITOLO II IL CONSIGLIO DI DIPARTIMENTO ART. 8 Composizione l. Il Consiglio di Dipartimento è composto da: a) il Direttore, che lo convoca e lo presiede; b) i Professori e i Ricercatori di ruolo e a tempo determinato e gli Assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento afferenti al Dipartimento; c) il segretario amministrativo; d) una rappresentanza del personale tecnico-amministrativo pari al 30% del personale assegnato, arrotondato all'unità superiore; e) una rappresentanza dei dottorandi di ricerca afferenti al Dipartimento, pari al 20% dei dottorandi, arrotondato all'unità superiore. 2. Le rappresentanze di cui alle lettere d) ed e) durano in carica un biennio e possono essere rielette. 3. Il Direttore può invitare ad assistere alle adunanze del Consiglio gli assegnisti ed i contrattisti di ricerca ed altri soggetti svolgenti attività nel Dipartimento, come definiti nell'art. 4. c.3. del presente regolamento. ART. 9 Elezioni delle rappresentanze 1. Le elezioni sono indette dal Direttore di Dipartimento almeno due mesi prima della scadenza del mandato. Al momento della costituzione del Dipartimento sono indette dal Decano. 2. Il provvedimento di indizione delle elezioni per ogni categoria di rappresentanza deve intervenire almeno 7 giorni lavorativi prima della data fissata, deve essere pubblicato nel sito informatico dell'università e deve contenere le modalità di svolgimento, anche con l'ausilio di strumenti informatici, che seppur semplificate devono garantire sicurezza e riservatezza nella espressione del voto, trasparenza e imparzialità. Ogni avente diritto può esprimere una sola preferenza. Lo scrutinio si svolge nell'ora prefissata alla presenza del Direttore del Dipartimento ovvero del Decano, o loro delegati, coadiuvati da un segretario che provvede alla verbalizzazione delle operazioni. Risultano eletti i candidati che abbiano riportato il maggior numero dei voti e, in caso di parità, quelli con maggiore anzianità di servizio; in caso di ulteriore parità, è eletto il candidato con maggiore anzianità anagrafica. 3. Le votazioni sono valide se vi partecipa la maggioranza degli aventi diritto per ogni categoria. Il Consiglio è validamente costituito anche in difetto delle rappresentanze. 4. Avverso presunte irregolarità nelle procedure, ovvero nelle votazioni, ovvero nello scrutinio è ammesso ricorso al Direttore Amministrativo entro 48 ore. 5. In caso di cessazione per qualsivoglia motivo, al rappresentante eletto subentra il successivo quale risulta dall'elenco redatto con l'indicazione dei nominativi di coloro che hanno ottenuto voti in misura non inferiore al 10% dei voti riportati dal primo eletto. Solo in seguito ad esaurimento di tale elenco si procede ad una ulteriore votazione. Il nuovo eletto od i nuovi eletti cessano dalla carica alla scadenza del mandato del rappresentante al cui posto sono subentrati. ART. 10 Competenze 1. Il Consiglio di Dipartimento è l'organo al quale sono affidate l'attività di sviluppo e di programmazione del Dipartimento e la scelta dei relativi criteri di attuazione. 2. Il Consiglio: a) approva il Regolamento di Dipartimento; b) approva il bilancio preventivo ed il conto consuntivo e le relative relazioni di accompagnamento; c) delibera sulle domande di afferenza al Dipartimento; d) delibera sui piani di acquisizione e gestione delle risorse; e) delibera sulla istituzione delle Sezioni; 3
4 f) propone l'attivazione dei dottorati di ricerca e l'adesione a consorzi di dottorati; organizza attraverso il collegio docenti dei dottorati l'attività didattica relativa ai dottorati di ricerca e le altre attività didattiche la cui gestione è affidata dalle Facoltà al Dipartimento; g) propone l'utilizzo delle risorse umane; h) dispone l'utilizzo delle risorse materiali di sua pertinenza; i) delibera sui contratti e sulle convenzioni di ricerca e di consulenza; j) delibera sulle proposte della Giunta di Dipartimento; k) esprime parere in ordine alle chiamate ed ai trasferimenti dei docenti e dei Ricercatori da effettuare da parte dei Consigli di Facoltà, limitatamente ai settori scientifico-disciplinari compresi nel Dipartimento, applicando il principio del consiglio ristretto a categorie non inferiori a quello del chiamato; l) esercita ogni altra attribuzione ad esso assegnata dalla legge, dallo Statuto, dai Regolamenti di Ateneo e dalle disposizioni normative. 3. Il Consiglio di Dipartimento può proporre al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione l'istituzione di corsi di formazione post-lauream e di master universitari di primo e secondo livello. ART. 11 Convocazione 1. Il Consiglio di Dipartimento è convocato dal Direttore. 2. Il Consiglio di Dipartimento si riunisce almeno tre volte l'anno ed ogni qual volta il Direttore ritenga opportuno convocarlo. Deve inoltre essere convocato qualora ne faccia richiesta motivata almeno un terzo dei suoi membri. 3. La convocazione in via ordinaria deve essere fatta con avviso scritto inviato, anche a mezzo fax o posta elettronica, a ciascun avente diritto presso la sede in cui presta servizio, con anticipo di almeno cinque giorni lavorativi. 4. In caso di urgenza, la convocazione può essere fatta con preavviso di almeno 24 ore e con tutti i mezzi ritenuti più adeguati a raggiungere gli interessati. 5. La convocazione deve essere resa pubblica mediante affissione dell'avviso all'albo del Dipartimento. ART. 12 Ordine del giorno 1. La convocazione deve contenere data ed ora della riunione e l'elenco degli argomenti da trattare. 2. L'inserimento di argomenti nell'ordine del giorno può essere motivatamente richiesto da almeno un terzo dei componenti il Consiglio di Dipartimento; il Direttore può disporre l'inserimento degli argomenti all'ordine del giorno nella seduta successiva motivando l'eventuale mancato inserimento. 3. La discussione e deliberazione su argomenti non all'ordine del giorno è possibile solo in presenza e col consenso di tutti i componenti il Consiglio. ART 13 Registrazione delle presenze alle adunanze del Consiglio 1. Le presenze vengono rilevate dal segretario o dal facente funzioni mediante firma di un foglio di presenze, allegato al verbale del Consiglio. ART. 14 Validità delle adunanze e partecipazione alle stesse 1. Le sedute sono valide se è presente la maggioranza degli aventi diritto detratti gli assenti giustificati; il numero dei presenti non può essere comunque inferiore ad un terzo degli aventi diritto. 2. Qualora non si raggiungano le presenze richieste, il Direttore deve procedere ad una nuova convocazione. 3. Qualora non sia possibile esaurire la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno, il Direttore può aggiornare la seduta comunicandone, seduta stante, giorno ed ora. Tale aggiornamento viene reso pubblico mediante affissione di apposito avviso all'albo del Dipartimento. Dell'aggiornamento della seduta verrà data comunicazione scritta solo agli assenti, con le modalità indicate nell'art
5 4. Nessuno può prender parte a sedute o a parti di sedute in cui si trattano argomenti che riguardano direttamente la sua persona od i suoi parenti o affini entro il 4 grado. In tali casi, il componente, se presente, deve lasciare la seduta, chiedendo che ciò sia fatto risultare a verbale. «5. L'assenza alle sedute del Consiglio è consentita solo per giustificati motivi e legittimi impedimenti. 6. I componenti elettivi del Consiglio di Dipartimento decadono dal mandato qualora si assentino senza giustificazione per tre volte consecutive o, comunque, qualora registrino più del 50% di assenze nel corso dell'anno accademico. Nel computo non si tiene conto delle sedute convocate con procedura d'urgenza. 7. Il Direttore può invitare persone non appartenenti al Dipartimento a partecipare come uditori od esperti; gli stessi dovranno abbandonare la seduta al momento della votazione. ART. 15 Deliberazioni e verbalizzazioni 1. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta dei presenti, salvo che la legge richieda maggioranze qualificate. In caso di parità prevale il voto del Direttore. 2. Alle deliberazioni sulle materie che riguardano le persone ed i posti di Professori di prima fascia partecipano soltanto i Professori di prima fascia. Alle deliberazioni su materie che riguardano le persone ed i posti di Professori di seconda fascia partecipano i Professori di prima e seconda fascia. Alle deliberazioni sulle materie che riguardano le persone ed i posti di Ricercatori partecipano i Professori di prima e seconda fascia ed i Ricercatori. 3. Di ogni seduta va redatto apposito verbale a cura del segretario. Il segretario è il Professore di I fascia più giovane nel ruolo. 4. Al Segretario è demandata ogni attribuzione relativa alla regolare composizione dell'organo, alla validità delle adunanze e alle votazioni. 5. Il verbale deve contenere l'elenco dei presenti e degli assenti, l'ordine del giorno, i termini essenziali della discussione sui singoli punti ed il testo delle relative delibere. 6. Il componente che intenda fare riportare a verbale una propria dichiarazione deve consegnarne il testo al segretario nel corso della seduta. 7. Le delibere sono riportate a verbale per esteso, con i risultati delle relative votazioni e l'indicazione dei voti favorevoli, di quelli contrari e degli astenuti. Del testo delle deliberazioni da adottare è data lettura prima della relativa votazione. 8. I verbali non approvati nella stessa seduta sono approvati nella seduta successiva a quella cui si riferiscono. 9. Il Direttore cura la comunicazione e, ove consentito, la diffusione delle deliberazioni. 10. Il diritto di accesso agli atti del Consiglio di Dipartimento può essere esercitato nel rispetto delle leggi vigenti e dei relativi Regolamenti di Ateneo. 11. Le deliberazioni possono, ove possibile, essere consultate nella specifica pagina Web. Restano in ogni caso disponibili in copia cartacea regolarmente redatta. ART. 16 Votazioni 1. L'espressione del voto è di regola palese. L'elezione degli organi del Dipartimento ha luogo a scrutinio segreto. Sulle proposte di derogare alla regola del voto palese decide il Consiglio. ART. 17 Ufficio di Segreteria amministrativa 1. Le funzioni di Segretario Amministrativo del Dipartimento sono assegnate con provvedimento del Direttore Amministrativo dell'università ad un dipendente della stessa Università. 2. Il Segretario amministrativo, tra l'altro: a) coordina l'attività amministrativa dell'ufficio ed è responsabile dell'ufficio stesso e del personale assegnato; b) partecipa al Consiglio di Dipartimento ed alla Giunta; 5
6 c) informa i propri collaboratori sull'evoluzione normativa ed organizza le procedure atte a migliorare la produttività della Segreteria Amministrativa del Dipartimento; d) cura l'applicazione delle norme fiscali e tributarie, previdenziali ed assistenziali; e) collabora col Direttore per le attività volte al miglior funzionamento della struttura; f) effettua ogni controllo contabile ed ha competenza sulla legittimità degli atti del Dipartimento; g) verifica la regolarità formale e fiscale dei documenti contabili. 3. L'ufficio di segreteria amministrativa del DipSum è ufficio dell'amministrazione Centrale per quanto riguarda in particolare l'osservanza di tutte le norme di contabilità e degli adempimenti in materia fiscale. 4. All'ufficio possono essere affidati più Centri di Gestione Autonoma. TITOLO III DIRETTORE ART. 18 Attribuzioni e competenze 1. Il Direttore: a) rappresenta il Dipartimento; b) dà esecuzione alle delibere degli organi del Dipartimento; c) presiede e convoca la Giunta ed il Consiglio di Dipartimento; d) indice le elezioni; e) sottoscrive su delega del Consiglio le domande di partecipazione a bandi e progetti di ricerca; f) stipula i contratti e le convenzioni di competenza del Dipartimento; g) predispone e presenta al Consiglio di Dipartimento i bilanci ed i rendiconti; h) vigila nell'ambito del Dipartimento sull'osservanza delle norme legislative, dello Statuto e dei regolamenti; i) tiene i rapporti con gli organi accademici ed esercita tutte le funzioni che gli sono attribuite dalle leggi, dallo Statuto e dai regolamenti; l) è responsabile della gestione amministrativa e contabile e del buon funzionamento del Dipartimento. 2. Per tutti gli adempimenti di carattere amministrativo, finanziario e contabile, il Direttore è coadiuvato dal Segretario Amministrativo. ART. 19 Durata della carica ed incompatibilità 1. La carica di Direttore è incompatibile con quella di Rettore, di Pro Rettore Vicario, di Preside di Facoltà, di Presidente di corso di studio, di membro del Consiglio di Amministrazione e del Nucleo di Valutazione. 2. Il Direttore resta in carica un triennio e può essere rieletto consecutivamente solo una volta. 3. Per la carica di Direttore è prevista un'indennità nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione nei limiti degli stanziamenti di bilancio. ART. 20 Vice-direttore 1. Il Direttore designa, fra i membri della Giunta, un vice-direttore, che lo sostituisce in caso di assenza e di legittimo impedimento. 2. Il periodo di mandato del vice-direttore coincide con quello del Direttore. 3. Il vice-direttore deve essere un Professore con regime di impegno a tempo pieno o che abbia presentato una dichiarazione di impegno a tempo pieno da far valere in caso di nomina. ART. 21 Elezioni 1. Il Direttore è un Professore di ruolo di prima fascia che abbia optato per il regime di impegno a tempo 6
7 pieno o abbia presentato una preventiva dichiarazione di opzione in tal senso, da far valere in caso di nomina. E' eletto fra i docenti che afferiscono al Dipartimento da tutti i componenti del Consiglio di Dipartimento. Nel caso di situazioni eccezionali di mancanza o di impossibilità dei Professori di ruolo di prima fascia, l'elettorato passivo per la carica di Direttore è esteso ai Professori di seconda fascia che abbiano optato per il regime di impegno a tempo pieno o abbiano presentato una preventiva dichiarazione di opzione in tal senso, da far valere in caso di nomina. 2. Le elezioni sono indette dal Decano del Dipartimento almeno tre mesi prima della scadenza del mandato. 3. Il Decano dispone la convocazione del Consiglio per la elezione del Direttore, indica le norme ed i tempi che disciplinano le operazioni di voto e di scrutinio, e designa due scrutatori, scelti fra i componenti il Consiglio non candidati alla elezione del Direttore, che lo coadiuveranno nello svolgimento delle operazioni elettorali. 4. Almeno dieci giorni prima della data fissata per le elezioni, il Consiglio di Dipartimento si riunisce in seduta straordinaria con un unico punto all'ordine del giorno: presentazione delle candidature con relativo programma e discussione. Il Consiglio è presieduto dal Decano. 5. Nel caso di candidatura del Decano, le sue funzioni saranno svolte da colui che lo segue in ordine di anzianità. 6. Le votazioni hanno luogo a scrutinio segreto e sono valide se vi partecipa la maggioranza degli aventi diritto. 7. Nella prima e nella seconda votazione risulta eletto chi ha riportato la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto; nella terza votazione chi ha riportato la maggioranza assoluta dei voti dei votanti. In caso di mancata elezione e qualora più candidati abbiano riportato voti si procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti. In caso di parità viene ripetuto il ballottaggio. 8. Il Direttore decade dalla carica per volontaria rinuncia, in caso di cessazione del requisito dell'impegno a tempo pieno ed in tutti gli altri casi previsti dalla legge. In caso di dimissioni o di anticipata cessazione dalla carica, la convocazione del Consiglio di Dipartimento per la elezione del nuovo Direttore deve essere disposta entro 15 giorni con provvedimento del Rettore ed il Decano provvede all applicazione dell'art. 21 c. 4. Anche in questo caso il Consiglio è presieduto dal Decano o dal più anziano nel ruolo. 9. Nei confronti del Direttore è possibile presentare, in ogni momento, motivata mozione di sfiducia, sottoscritta da almeno un terzo dei componenti il Consiglio del Dipartimento, da discutere nel corso di una riunione straordinaria di quest'ultimo, convocata non prima che siano trascorsi quindici giorni dalla sua presentazione presso il Dipartimento medesimo. Qualora detta mozione venga approvata con una maggioranza almeno pari ai due terzi dei componenti il Consiglio, il Direttore decade dalla carica e si procede ad una nuova elezione, con le modalità di cui all art. 21 c Il Direttore ed il vice-direttore sono nominati con Decreto Rettorale. TITOLO IV GIUNTA DI DIPARTIMENTO Art. 22 Composizione 1. La Giunta è composta da: a) il Direttore che la presiede; b) il Segretario amministrativo; c) cinque docenti afferenti al Dipartimento ad esclusione del Direttore, di cui un professore di prima fascia, due professori di seconda fascia e due ricercatori o assistenti di ruolo ad esaurimento; 7
8 d) un rappresentante del personale tecnico amministrativo; e) gli eventuali responsabili di Sezione. 2. Il Direttore ed il Segretario Amministrativo sono membri di diritto. Gli altri componenti vengono eletti tra i componenti del Consiglio nell'ambito delle rispettive categorie di appartenenza. 3. Le elezioni sono indette dal Direttore di Dipartimento. 4. Le elezioni avvengono a scrutinio segreto: ogni avente diritto può esprimere una sola preferenza. Risultano eletti i candidati che abbiano riportato il maggior numero dei voti e, in caso di parità, quelli con più anzianità di servizio. In caso di ulteriore parità, è eletto il candidato più giovane anagraficamente. 5. Le votazioni sono valide se vi partecipa la maggioranza degli aventi diritto per ogni categoria. La Giunta è validamente costituita anche in difetto di uno dei componenti eletti. 6. La durata della Giunta coincide con la durata del mandato del Direttore. 7. I componenti la Giunta sono rieleggibili. In caso di rinuncia, di opzione per altra carica o di decadenza dal mandato, al rappresentante eletto subentra il successivo quale risulta dall'elenco redatto con l'indicazione dei nominativi di coloro che hanno ottenuto voti in misura non inferiore al 10% dei voti riportati dal primo eletto. Solo in seguito ad esaurimento di tale elenco si procede ad una ulteriore votazione. Il nuovo eletto od i nuovi eletti cessano dalla carica alla scadenza del mandato del rappresentante al cui posto sono subentrati. ART. 23 Funzioni 1. La Giunta propone all'approvazione del Consiglio: a) il piano annuale delle ricerche del Dipartimento; b) per gli importi stabiliti dal Regolamento per l'amministrazione, la finanza e la contabilità dell'università, l'acquisto dei beni, l'esecuzione dei lavori e la fornitura di servizi; c) annualmente, le richieste di finanziamento e di assegnazione delle risorse necessarie per il funzionamento del Dipartimento da inoltrare al Senato Accademico; d) annualmente, una relazione sulle attività svolte dal Dipartimento da allegare al conto consuntivo; e) coadiuva il Direttore nell'elaborazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo da sottoporre al Consiglio di Dipartimento. ART. 24 Convocazione 1. La Giunta è convocata dal Direttore ogniqualvolta sia necessario con comunicazione scritta ai membri e con avviso pubblicato all'albo del Dipartimento almeno tre giorni prima. La convocazione deve contenere l'ora e la data della riunione e gli argomenti all'ordine del giorno. 2. Le funzioni di segretario verbalizzante sono svolte da un componente individuato dal Direttore per tutta la durata del mandato. 3. Alla Giunta si applicano, per quanto compatibili, le norme del presente Regolamento dettate per il funzionamento del Consiglio di Dipartimento. TITOLO V NORME FINALI ART. 25 Approvazione e modifica del regolamento 1. Il Consiglio di Dipartimento approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti il Regolamento di funzionamento, avendo provveduto ad integrare nelle parti disponibili lo schema-tipo di regolamento approvato dal Senato Accademico. 2. Il Regolamento è emanato con Decreto Rettorale. 3. Modifiche od integrazioni al regolamento sono approvate con le modalità di cui ai commi precedenti. 8
9 4. Le modificazioni allo Statuto dell'università riguardanti disposizioni del presente Regolamento sono automaticamente recepite ed efficaci. ART. 26 Entrata in vigore 1. Il Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua emanazione e viene pubblicato sul sito web dell'ateneo. 9

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 ART. 18
 ART. 19
 ART. 20
 ART. 21
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 Art. 22
 ART. 23
 ART. 24
 ART. 25
 ART. 26