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Timestamp: 2020-08-11 15:05:53+00:00

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Diritto Assicurativo e delle Assicurazioni Archivi | Studio Legale La Motta Monti
Spesso accade che passino numerosi giorni (anche mesi) senza che il danneggiato riceva risarcimento alcuno da parte della compagnia assicurativa e alle sofferenze causate da incidenti allora si aggiungono le fatiche per avere riconosciuti i propri diritti di assicurato-danneggiato.
Tutelarsi nei mutui a tasso variabile
La Corte di Giustizia Europa ha di recente preso posizione in merito ai mutui a tasso variabile contenenti la c.d. clausola del “tasso floor”. Questa tipologia di mutui si caratterizza per il fatto che la rata e il relativo tasso non scendono sotto un certo limite stabilito in favore delle banche.
La pronuncia della Corte giustizia europea ha fatto sì che l’Italia emanasse un decreto attuativo sulla materia, con un chiaro impatto sia sui mutui già stipulati sia su quelli che verranno stipulati in futuro.
La direttiva europea sui mutui dunque apporta rilevanti modifiche sulle regole vigenti ed in particolare per i casi di ritardi nei pagamenti delle rate che vanno dai 30 ai 180 giorni.
In questo arco temporale, il ritardo potrà essere tollerato e si potranno evitare eventuali decreti ingiuntivi ed esecuzioni forzate pagando la somma corrispondente agli interessi di mora maturati, tralasciando (momentaneamente) la somma della sorte capitale.
CASSAZIONE, SEZIONE TERZA CIVILE, SENTENZA 20.08.2015, N.17024
LA CLAUSOLA CHE SUBORDINA IL PAGAMENTO DELLA POLIZZA ASSICURATIVA ALLA PRESENTAZIONE DI UN DOCUMENTO È VESSATORIA PERCHÉ INVERTE L’ONERE DELLA PROVA ED ALTRESÌ PERCHÉ NON È STATA RESA CONOSCIBILE AL CONTRAENTE.
SENTENZA 20.08.2015, N.17024
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RUSSO Libertino Alberto – Presidente – Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere – Dott. RUBINO Lina – Consigliere – Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere – Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere – ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 23858-2012 proposto da: INA ASSITALIA SPA (OMISSIS), in persona del procuratore speciale del legale rappresentante pro tempore, Avv. M.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR 17, presso lo studio dell’avvocato ROMA MICHELE, che la rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al ricorso; – ricorrente – contro D.V.; – intimato – avverso la sentenza n. 8/2012 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA, depositata il 12/06/2012, R.G.N. 1544/2008; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 20/05/2015 dal Consigliere Dott. MARCO ROSSETTI; udito l’Avvocato ANTONIO DONATONE per delega; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE AUGUSTINIS Umberto che ha concluso per il rigetto del ricorso.
Il 25.3.2002 F.V. stipulò con l’Ina Assitalia s.p.a. (che in seguito muterà ragione sociale in Generali Italia s.p.a.; d’ora innanzi, per brevità, “la Generali”) una polizza sulla propria vita per il caso di morte, con previsione di pagamento dell’indennizzo a beneficio di D.V.. Quindici giorni dopo la stipula, l’11.4.2002, il portatore di rischio morì a causa di un ictus.
L’assicuratore, richiesto del pagamento dell’indennizzo, lo rifiutò adducendo due ragioni:
A fronte del diniego dell’assicuratore, D.V. nel 2003 convenne la Generali dinanzi al Tribunale di Forlì, chiedendone la condanna al pagamento dell’indennizzo. La Generali si costituì, negò la propria obbligazione ed in via riconvenzionale chiese dichiararsi l’annullamento del contratto ex art. 1892 c.c..
Il Tribunale di Forlì con sentenza 22.5.2008 n. 483 rigettò tutte e due le contrapposte domande.
La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione dalla Generali sulla base di tre motivi. D.V. non si è difeso.

References: SENTENZA 

SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1892
 sentenza 
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