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Timestamp: 2018-02-22 07:20:43+00:00

Document:
Novità fiscali del 7 febbraio 2011: Unico Società di capitali: approvato il modello definitivo per 2011; approvazione definitiva per il Modello Unico persone fisiche 2011; software di compilazione GERICO 2011 versione beta; si presume falsa la fattura emessa a soggetto ormai in fase di liquidazione avanzata; dichiarazione dei redditi sempre emendabile anche nel contenzioso; amministratori: rinvio a giudizio blocca il condono fiscale; é reddito il possesso di auto vecchie: il fisco può applicare l’accertamento induttivo
in Diario quotidiano, Modello Redditi - Unico, Unico 2011
1) Unico Società di capitali: approvato il modello definitivo per il 2011
2) Software di compilazione GERICO 2011 versione beta
3) Servizi pubblici locali e servizio idrico integrato: le pronunce della Consulta
4) Consob: nuovo sistema di trasmissione della documentazione negoziazione in altro Stato UE
5) Autorità Portuali: Chiarimenti sugli obblighi contributivi
6) Si presume falsa la fattura emessa a soggetto ormai in fase di liquidazione avanzata
7) Dichiarazione dei redditi sempre emendabile anche nel contenzioso
8) Amministratori: il rinvio a giudizio blocca il condono fiscale
9) E’ reddito il possesso di auto vecchie: il fisco può applicare l’accertamento induttivo
11) Approvazione definitiva per il Modello Unico persone fisiche 2011
E’ stata approvata la versione definitiva del modello Unico Sc 2011 con le relative istruzioni e alcune novità che dovrebbero rendere il modello di più facile compilazione.
È dal 03 febbraio, infatti, sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, il nuovo modello di dichiarazione unificata che accoglie le novità introdotte da recenti modifiche normative, come, ad esempio, il bonus campionari, dedicato alle imprese del settore tessile, e il nuovo prospetto dedicato al transfer pricing.
Emerge, inoltre, l’eliminazione della prima sezione del quadro RO, per cui non è più necessario inserire in questo prospetto i nominativi dei soci delle Srl.
Le novità dei quadri:
– Perde una sezione il quadro RS. Scompare, infatti, la parte dedicata ai dati dei bilanci redatti secondo i criteri dettati dal codice civile;
– finisce in soffitta il quadro RG, relativo ai fondi d’investimento immobiliare chiusi, i cui contenuti vengono in parte trasferiti nel quadro RO;
– arriva una nuova formula per il quadro RQ, dedicato al calcolo delle imposte
sostitutive, che è stato reso omogeneo all’interno di tutti i modelli di Unico;
– scompare la prima sezione del quadro RO, una semplificazione che consente di non inserire più i nominativi dei soci delle Srl.
Soggetti che devono compilare il modello
Unico Sc è dedicato alle società di capitali, agli enti commerciali e ai soggetti equiparati. Tra i principali destinatari del modello ci sono, infatti, le società per azioni e in accomandita per azioni, quelle a responsabilità limitata, le cooperative, gli enti pubblici e privati e i trust che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.
Sono, inoltre, interessate da Unico Sc le società, gli enti commerciali e i trust, non residenti nel territorio dello Stato, che hanno esercitato l’attività in Italia mediante stabile organizzazione.
Il Modello Unico Sc 2011 e le relative istruzioni sono disponibili sul sito Internet
dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione
“Modelli”.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 3 febbraio 2011)
2) Software di compilazione GERICO 2011 beta
E’ stato reso disponibile il prodotto software GERICO 2011 versione beta che consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità, e della coerenza per i 68 studi di settore che dovrebbero entrare in vigore a partire dal periodo d’imposta <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />2010, a seguito di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro il 31 marzo 2011.
Le risultanze in termini di stima dei ricavi/compensi (comprensivi della normalità) e di coerenza dell’applicazione pubblicata non hanno il carattere di ufficialità e non possono essere utilizzate per la predisposizione della dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2011
Il prodotto pubblicato il giorno 3 febbraio 2011 in versione Beta permette di calcolare le risultanze di 68 studi di settore non ancora approvati e non è utilizzabile per gli adempimenti degli obblighi fiscali.
Viene conservata la compatibilità con la Base Dati del prodotto GERICO 2009.
Per operare correttamente con il prodotto GERICO 2011 Beta è necessario:
– avere sull’hard disk circa 110 MB liberi;
– disporre dell’ambiente di run-time JAVA (versione 1.6), indispensabile per assicurare il corretto funzionamento del prodotto disponibile ai link di seguito indicati;
– scaricare ed installare sul proprio personal computer l’applicazione GE.RI.CO 2011 per l’elaborazione degli studi di settore;
– per poter effettuare le stampe è necessario avere installato sul proprio personal computer il prodotto Acrobat Reader.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 04 febbraio 2011)
3) Servizi pubblici locali e servizio idrico integrato: le pronunce della Corte costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari
La Corte costituzionale si è pronunciata sull’ammissibilità dei quesiti referendari che hanno ad oggetto l’abrogazione dell’articolo 23-bis relativo alla disciplina dei servizi pubblici locali e alcune disposizioni del codice dell’ambiente relative alla gestione del servizio idrico integrato.
Con la sentenza 26 gennaio 2011, n. 24 la Corte costituzionale ha ritenuto ammissibile il quesito in merito all’abrogazione dell’intero art. 23-bis del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 relativo ai servizi pubblici locali di rilevanza economica. Tale disposizione prevede le procedure ad evidenza pubblica come modalità ordinaria di affidamento dei servizi pubblici locali e limita i casi di affidamento diretto della gestione (c.d. gestione in house) a situazioni del tutto eccezionali che non permettono un efficace e utile ricorso al mercato. Tale disciplina si applica a tutti i servizi pubblici locali e prevale sulle discipline di settore incompatibili con essa, salvo quelle relative a quattro settori: distribuzione del gas naturale, distribuzione di energia elettrica, gestione delle farmacie comunali e trasporto ferroviario regionale.
La Corte ha giudicato ammissibile il quesito in quanto esso non riguarda una legge a contenuto vincolato dal diritto comunitario. La Corte ha ricordato che, con la sentenza n. 325 del 2010, i giudici costituzionali hanno escluso che l’art. 23-bis sia una norma necessaria di diretta applicazione del diritto dell’Unione europea. Esso integra solo una delle diverse discipline possibili della materia che il legislatore avrebbe potuto adottare; peraltro l’introduzione di regole concorrenziali più rigorose rispetto a quelle minime richiesta dal diritto dell’Unione europea non si pone in contrasto con la normativa europea in quanto quest’ultima costituisce solo un minimo inderogabile per gli Stati membri.
L’eventuale abrogazione della norma non comporterebbe alcun inadempimento degli obblighi derivanti dal diritto europeo: In caso di abrogazione dell’art. 23-bis si applicherebbe la normativa dell’Unione europea relativa alle regole concorrenziali minime in tema di procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Nella sentenza 26 gennaio 2011, n. 26, la Corte costituzionale si è pronunciata sull’ammissibilità del quesito relativo alla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato.
In particolare la richiesta referendaria investe il comma 1 dell’art. 154 del D.Lgs. n. 152/2006 (codice dell’ambiente), in base al quale tra i criteri per determinare la tariffa del servizio idrico integrato vi è “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Il quesito referendario è diretto ad ottenere l’abrogazione di tale criterio, al fine di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua.
I giudici costituzionali hanno considerato il quesito ammissibile in quanto per i servizi pubblici locali a rilevanza economica sarebbe essenziale la copertura dei costi, ma non anche la remunerazione del capitale.
La Corte costituzionale si è invece espressa in senso negativo in merito all’ammissibilità dei quesiti relativi alle forme di gestione e procedure di affidamento in materia di risorse idriche (sentenza 26 gennaio 2011, n. 25) e alle norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico (sentenza 26 gennaio 2011, n. 27).
Nel primo caso, la richiesta referendaria mira, attraverso l’abrogazione dell’art. 150 del D.Lgs. n. 152/2006 (Codice dell’ambiente), a rendere inapplicabile al servizio idrico integrato la disciplina generale sulle modalità di affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica prevista dall’art. 23-bis del D.L. n. 112/2008.
I giudici costituzionali hanno osservato che l’abrogazione dell’art. 150 non comporterebbe l’inapplicabilità dell’art. 23-bis al settore del servizio idrico integrato.
L’art. 150 del codice dell’ambiente è stato già in buona parte abrogato, in modo espresso e per incompatibilità, dall’art. 23-bis.
Pertanto, secondo la Corte, considerato il quadro normativo attuale, il quesito proposto non è idoneo a raggiungere l’obiettivo prefissato e cioè quello di escludere l’efficacia della disciplina sulle modalità di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica prevista dall’art. 23-bis del D.L. n. 112/2008.
Il quesito referendario sulle norme limitatrici per la gestione del servizio idrico ha diversi obiettivi: attraverso l’abrogazione delle parole “nonché in materia di acqua” contenute nella lettera d) del comma 10 dell’art. 23-bis del D.L. n. 112/2008, si escluderebbe l’adozione da parte del Governo di regolamenti di delegificazione al fine di armonizzare la normativa generale in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali con la normativa relativa all’acqua; attraverso l’abrogazione di parte del comma 1- ter dell’art. 15 del D.L. n. 135/2009, si escluderebbe l’applicazione dei principi di autonomia gestionale del soggetto gestore nell’affidamento del servizio idrico integrato, la piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche e la riserva esclusiva alle istituzioni pubbliche di governo di tali risorse.
I giudici costituzionali hanno ritenuto inammissibile il quesito proposto in quanto intrinsecamente contraddittorio. Mentre l’abrogazione di parte della lettera d) del comma 10 dell’art. 23-bis sembra volta a ostacolare l’armonica applicazione al servizio idrico della normativa generale sull’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali, l’abrogazione di alcune parti del comma 1-ter dell’articolo 15 del D.L. n. 135/2009 sembra volta a conseguire l’opposto effetto di favorire l’ente pubblico locale, in quanto non più tenuto ad applicare il principio dell’autonomia del soggetto gestore.
Inoltre la richiesta referendaria sembra avere il fine di indebolire la posizione dell’ente locale escludendo, per il servizio idrico integrato, sia la piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse sia la riserva esclusiva del governo di esse a favore delle istituzioni pubbliche.
(Assonime, nota del 03 febbraio 2011)
4) Consob: nuovo sistema di trasmissione della documentazione da parte di emittenti diffusi e emittenti ammessi a negoziazione in altro Stato UE
La Consob, con Comunicazione n. DEM 11005745 del 27 gennaio 2011, ha stabilito che, a partire dal 1° marzo 2011, il sistema di Teleraccolta rappresenterà lo strumento esclusivo di comunicazione all’Autorità dei documenti che non devono essere contestualmente diffusi al pubblico.
Con il provvedimento è stata abrogata la Comunicazione n. DEM/7029641 del 5 aprile 2007, che individuava i casi di trasmissione mediante sistema di Teleraccolta.
In particolare, il nuovo regime informativo si applica all’informazione societaria (di cui al Titolo II del Regolamento Emittenti) richiesta:
– agli emittenti azioni (Capo III);
– agli emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante (Capo VI);
– agli emittenti ammessi alle negoziazioni in mercati regolamentati italiani (Capo VII);
– agli emittenti che hanno l’Italia come Stato membro d’origine i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un altro Stato membro dell’Unione Europea (Capo VII- bis).
Il sistema di Teleraccolta si applica quindi anche agli emittenti valori mobiliari che hanno l’Italia come Stato membro di origine e agli emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, anche con riguardo alle informazioni in materia di operazioni con parti correlate che dovrebbero essere soggette al sistema dello stoccaggio.
La Consob ha inoltre precisato che l’utilizzo della Teleraccolta è consentito, in via facoltativa, già dal periodo che va dal 1° febbraio al 28 febbraio (compreso).
A partire dal 1° marzo, inoltre, questa modalità di invio potrà essere utilizzata anche per la documentazione richiesta dall’Autorità nell’esercizio del potere di cui all’art. 115 Tuf.
Da ricordare che le nuove modalità di invio erano già state richieste dalla Consob (Comunicazione n. 10101218), a far data dal 1° febbraio 2011, per gli emittenti azioni che hanno l’Italia come Stato membro d’origine, in caso di variazione nell’ammontare del proprio capitale sociale.
Resta invece ferma la disciplina transitoria prevista dalla Delibera che ha recepito la Direttiva Transparency (Delibera n. 16850 del 1° aprile 2009), sul meccanismo di stoccaggio autorizzato, che si applica alla documentazione da inviare alla Consob contestualmente alla diffusione al pubblico.
In applicazione del regime transitorio:
– le informazioni regolamentate si considerano transitoriamente stoccate in forma centralizzata mediante pubblicazione sul sito web dell’emittente e sul sito della società di gestione del mercato;
– l’obbligo di contestuale deposito delle informazioni regolamentate presso la Consob si considera adempiuto mediante inserimento nei sistemi telematici di trasmissione delle informazioni predisposti dalla società di gestione dei mercati ai quali ha accesso la Consob.
Sul sito della Consob è disponibile una versione aggiornata della tabella sintetica delle modalità di pubblicazione delle informazioni regolamentate.
(Assonime, nota del 04 febbraio 2011)
In materia di Autorità Portuali istituite dall’art. 6, legge 28 gennaio 1994, n. 84, l’Inps con il messaggio del 04 febbraio 2011 ha fornito chiarimenti sugli obblighi contributivi di cui all’art. 20, commi 2, 4, 5 e 6 del Decreto Legge n. 112/2008, convertito con modificazioni in legge n. 133/200
Ciò a seguito di alcuni quesiti con i quali è stato chiesto se le Autorità Portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, siano o meno tenute al versamento dei contributi di malattia, maternità e disoccupazione involontaria, ai sensi dell’art. 20, commi 2, 4, 5 e 6 del decreto legge n. 112/2008, convertito con modificazioni in legge n. 133/2008.
Rimandando a successive precisazioni per quanto concerne l’obbligo contributivo per la disoccupazione involontaria, l’Inps ha, quindi, fornito le indicazioni relative alle contribuzioni di malattia e maternità.
A) Natura Giuridica delle Autorità Portuali
L’art. 6, comma 1, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante disposizioni sul riordino della legislazione in materia portuale, ha istituito le Autorità Portuali per lo svolgimento di una serie di compiti riguardanti, prevalentemente, attività di indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali.
Il successivo comma 2 dell’art. 6 ha attribuito alle predette Autorità Portuali la personalità giuridica di diritto pubblico.
Il Consiglio di Stato, con parere n. 1641 del 9/7/2002, ha affermato che “…sia per la configurazione formale ad esse (Autorità Portuali) attribuite dalla legge, sia per l’attività svolta, sia, ancora, per le modalità di finanziamento, svolgono funzioni…..nel complesso, preordinate al perseguimento di specifiche finalità di pubblico interesse.”
La natura di ente pubblico non commerciale delle Autorità Portuali, quale emerge dal citato parere del Consiglio di Stato, è stata ribadita anche in alcune risoluzioni rese dall’Agenzia delle Entrate (si veda, ad es., la risoluzione n. 40/E del 16 marzo 2004).
Infine, l’art. 1, comma 993, legge n. 296/2006 ha affermato espressamente che le Autorità Portuali sono enti pubblici non economici.
B) Contributi di malattia e maternità ex art. 20, comma 2, Legge n. 133/2008
L’art. 20, co. 2, legge n. 133/08 dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2009, le imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto sono tenute a versare, secondo la normativa vigente, la contribuzione per maternità e la contribuzione per malattia per gli operai.
La predetta disposizione non può, pertanto, trovare applicazione nei confronti delle Autorità Portuali, state la loro rilevata natura giuridica di enti pubblici non economici, non interessati da processi di privatizzazione.
Conseguentemente, alle posizioni contributive riferite alle predette Autorità Portuali, classificate con c.s.c. 2.01.01, dovrà essere attribuito, con decorrenza 1° gennaio 2009 ed in sostituzione dei c.a. “8G” e “8H”, il codice di autorizzazione “6F” che assume il significato di “azienda non tenuta al versamento dei contributi per le indennità economiche di malattia e maternità”.
(Inps, messaggio n. 2883 del 04/02/2011)
L’amministrazione finanziaria può presumere la falsità di una fattura se questa viene emessa nei confronti di un’azienda già in liquidazione. In tale circostanza i beni e le attrezzature dismesse indicano l’effettiva cessazione dell’attività.
E’, pertanto, falsa la fattura emessa verso l’azienda in liquidazione già da tempo.
Costituisce valida presunzione di fatturazione falsa la circostanza che la società si trovi in liquidazione con beni ormai dismessi.
(Corte di Cassazione sentenza n. 2694 del 04 febbraio 2011)
Può essere contestata nel giudizio la maggiore pretesa tributaria.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con ennesima nuova decisione in materia: La dichiarazione dei redditi è sempre emendabile e ritrattabile e non é assimilabile ad una confessione, ma ad una dichiarazione di scienza ed é rettificabile entro 4 anni.
Ciò anche se l’Amministrazione finanziaria si dimostri riluttante alla possibilità di ritrattare la dichiarazione.
La Suprema Corte di Cassazione, già in precedenza, con la sentenza 25 ottobre 2002 n. 15063, a sezione unite, ha stabilito che la dichiarazione dei redditi e, in linea, di principio sempre emendabile e ritrattabile.
La medesima Corte con la sentenza n. 21944 del 19 ottobre 2007, ha meglio puntualizzato che La dichiarazione dei redditi non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma costituisce una semplice esternazione di scienza e di giudizio ed in quanto tale é modificabile, costituendo solo una fase di un complesso iter procedimentale volto all’accertamento dell’obbligazione tributaria.
La dichiarazione dei redditi può essere modificata, poiché é una semplice dichiarazione di scienza, con la conseguenza che l’emendabilità può avvenire sia nella fase di accertamento sia nella fase processuale (Corte di Cassazione n. 22553 del 2010).
La Corte di Cassazione, con citata la sentenza n. 22553/2010, ha ribadito un principio più volte affermato, specificando che, nonostante la dichiarazione possa essere ritrattata in sostanza senza limiti di tempo, diverse sono le conseguenze in tema di onere della prova a seconda del momento in cui avviene l’emendazione.
In particolare, ove il contribuente invii la dichiarazione rettificativa prima della notifica dell’avviso di liquidazione (nelle imposte sui redditi e nell’IVA, quindi, prima della notifica dell’accertamento) “l’ufficio è tenuto a rispettare le risultanze della correzione, fermo restando l’esercizio dei suoi poteri in ordine ai valori emendati, ma con onere della prova a suo carico”. Qualora, invece, la dichiarazione sia emendata ad accertamento notificato, la correzione, “venendo necessariamente ad operare in fase contenziosa, pone a carico del contribuente tutti gli oneri di dimostrazione sulla correttezza della rettifica proposta”.
La norma fiscale
Il comma 8 dell’art. 2 del D.P.R. n. 322/98 consente al contribuente di rettificare la dichiarazione a favore dell’Erario entro il termine per l’accertamento, mentre il comma 8-bis, relativo alla dichiarazione rettificativa a favore del contribuente, acconsente entro il termine per l’invio della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.
Il rinvio a giudizio di amministratore di società preclude la definizione agevolata.
L’Amministrazione finanziaria può, quindi, rifiutare l’istanza di condono nel caso in cui un amministratore sia stato rinviato a giudizio per reati tributari
Il rinvio a giudizio di un amministratore di società ferma condono fiscale. Può esserci “immedesimazione” tra manager e azienda.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 2714 del 04 febbraio 2011)
L’Amministrazione finanziaria può applicare l’accertamento di tipo induttivo nei confronti del contribuente anche se le auto possedute sono state immatricolate nel 1970. La circostanza che le autovetture siano vecchie non fa smonta l’atto impositivo.
Pertanto, ai fini dell’accertamento fiscale di tipo induttivo, la disponibilità di auto vecchie comporta la presunzione di maggior reddito rispetto a quello dichiarato.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 2726 del 04 febbraio 2011)
– Federalismo con decreto
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato:
Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato in via straordinaria, si è riunito il 03/02/2011, alle ore 20,00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi, Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta. Il Consiglio ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale. La seduta ha avuto termine alle ore 21,05.
(Consiglio dei Ministri n. 124 del 3 Febbraio 2011)
– “Non sussistono le condizioni per procedere all’emanazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale”
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 03 febbraio 2011, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.
(Nota del 04 febbraio 2011 del Quirinale)
– Debutta online la nuova codifica Xbrl
Un avviso del Ministero dell’Economia, a giorni sulla Gazzetta ufficiale, andrà a certificare l’entrata in vigore della versione rinnovata di tassonomia formato Xbrl per il 2011, disponibile sui siti internet dell’associazione Xbrl Italia (www.xbrlitalia.it) e dell’ex C.N.I.P.A., oggi Digit Pa (www.digitpa.gov.it).
– Intermediari del fisco: adeguati i compensi per le attività svolte nel 2010
Per gli intermediari fiscali, 1,03 euro per ogni dichiarazione. Con provvedimento del 2 febbraio 2011, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, adeguato i compensi corrisposti agli intermediari per la ricezione e la trasmissione telematica delle dichiarazioni e per lo svolgimento del servizio di pagamento con modalità telematiche in nome e per conto del contribuente.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate 02/02/2011, n. prot. 2010/179743)
– Sicurezza sul lavoro: la responsabilità non è sempre dell’imprenditore
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 4106 del 3 febbraio 2011, ha sancito che la responsabilità in tema di sicurezza sul lavoro non è necessariamente da ricondurre all’imprenditore, qualora lo stesso dimostri di aver delegato ad un dipendente, come il direttore di stabilimento, le funzioni suddette, attribuendogli anche i necessari poteri di spesa.
– Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità e disoccupazione ed importo dell’assegno per attività socialmente utili relativi all’anno 2011
L’Inps ha riportato la misura, in vigore dal 1° gennaio 2011, degli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità e disoccupazione – al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’art. 26 L. 41/86 e distinti in base alla retribuzione soglia di riferimento – nonché la misura dell’importo mensile dell’assegno per l’attività socialmente utili.
(Inps, circolare n. 25 del 04/02/2011)
– Domande di finanziamento per programmi formativi in favore del personale delle aziende di credito di cui al D.M. 158/2000
Procedura SOLICRE. Nuove funzionalità. Con messaggio n. 4877 del 17 febbraio 2010 è stato comunicato il rilascio della procedura SOLICRE che consente di acquisire e gestire in via telematica le domande di accesso al Fondo di Solidarietà del Personale dipendente dalle aziende del credito per finanziamenti per interventi formativi.
(Inps, messaggio n. 2884 del 04/02/2011)
Unico PF al traguardo per il 2011. La versione definitiva della dichiarazione unificata da utilizzare quest’anno per i redditi 2010 è ora disponibile dal 04 febbraio 2011 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it.
Il modello si arricchisce di una serie di novità, dal rimborso per le maggiori imposte pagate sulle somme per lavoro notturno e straordinario legate a incrementi di produttività alle agevolazioni per il settore tessile. Non mancano poi le revisioni sulla strada della semplificazione, come le innovazioni nella grafica e la creazione di alcune schede di intesi per la compilazione.
Cosa c’è di nuovo in Unico PF
Unico 2011 per le persone fisiche si arricchisce di un nuovo quadro, denominato QR, che i lavoratori dipendenti potranno compilare per farsi restituire la parte eccedente d’imposta pagata sui compensi per lavoro notturno e straordinario. Altrettanto importante è la sezione, che va ad allargare il quadro RS, dedicata all’incentivo fiscale noto come “Tremonti tessile”. Il beneficio è stato introdotto dal D.L. 40/2010 per favorire le aziende del settore tessile che investono in attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo per realizzare campionari, collezioni e prototipi.
Inoltre, da quest’anno i geometri che esercitano la professione sia in forma individuale sia in forma associata devono determinare l’ammontare dei contributi previdenziali dovuti alla “Cassa italiana di previdenza ed assistenza dei geometri liberi professionisti” nella nuova sezione del quadro RR.
Ancora, nel quadro RB compare uno spazio ad hoc per la cedolare secca, ossia l’imposta sostitutiva del 20% sui redditi derivanti dai contratti di affitto di immobili a uso abitativo che si trovano nella provincia de L’Aquila. Inoltre, nel quadro CR debutta una nuova sezione dedicata al credito d’imposta per le mediazioni giudiziarie, mentre in RT e RM tornano le sezioni per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni.
Infine, le istruzioni del quadro RW sono state completamente riviste per accogliere i chiarimenti forniti dalle circolari sullo scudo e sul monitoraggio fiscale pubblicate negli ultimi mesi.
Grandi classici, tra bonus e detrazioni
Confermati nel quadro RP i tradizionali sconti del Fisco.
In primo piano, l’agevolazione per chi decide di ristrutturare casa, la detrazione del 20% per rottamare il vecchio frigorifero sostituendolo con uno a basso consumo e il bonus del 55% per gli interventi di risparmio energetico sugli edifici.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 4 febbraio 2011)
Certificazioni uniche 2018: guida alle novità in vista della scadenza del 7 marzo
Associazioni sportive dilettantistiche: l’iscrizione al Registro del CONI

References: sentenza 
 art. 23
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 art. 20
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