Source: https://www.lafavolavagante.org/2012/10/favole-la-nota-scontenta/
Timestamp: 2020-07-15 09:08:28+00:00

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Favole – La nota scontenta | La Favola Vagante
Favole – La nota scontenta
In questo mondo, ogni cosa ha un compito delicato e unico, grazie a Patrizia Serangeli anche le note musicali c’è lo insegnano! 🙂
La nota scontenta!
Il mattino ricco di sole era abbandonato in un silenzio presago di nuove sensazioni, nel primo pomeriggio ci sarebbe stato un concerto di uccellini.
Gufo Gi, il direttore d’orchestra, li avrebbe accompagnati dolcemente con la sua bacchetta.
Gli uccellini riposavano tranquillamente e ogni tanto svolazzavano a bere nel laghetto sotto il bosco.
Le note dondolavano su piccoli rami e si rinfrescavano muovendo le foglioline ancora tenere della recente primavera.
La bacchetta di Gufo Gi era infilata per metà in un grosso tronco e ripassava mentalmente la melodia musicale.
Sì, sarebbe stato veramente un bel concerto. 🙂
C’è sempre un ma in ogni storia… una nota non era soddisfatta del suo lavoro.
La nota Re, era scontenta, non riusciva ad accettare che nella scala delle note lei veniva dopo la Do, si sentiva vilipesa, la Re è Re si diceva, perché mai doveva passare in seconda linea, era un’offesa per il suo prestigio di nota importante.
Detto fatto, salto giù dal piccolo ramo e andò a parlare con la bacchetta di Gufo Gi, lei sapeva sempre cosa doveva fare e come, quindi le avrebbe chiesto aiuto.
Ciao bacchetta, disse La nota Re: c’è un problema che dobbiamo risolvere riguardo il concerto di questo pomeriggio.
Ah sì. C’è un problema, rispose la bacchetta?: pensavo fosse tutto a posto, abbiamo provato tanto.
E’ proprio questo il punto, abbiamo provato ma non sono d’accordo sul mio ruolo come seconda nota si lamentò la nota Re.
Ma cosa vuoi dire, la scala delle note è sempre stata questa e non si può cambiare a tuo piacere, disse la bacchetta riflettendo sul tipo di problema che stava sorgendo per colpa di una nota, che a quanto pare le interessava soltanto fare la parte della protagonista.
Sai, ehm, disse la bacchetta: quello delle note è un lavoro di gruppo, tutte insieme formate una scala melodiosa, su cui è stata creata la musica, non si può cambiare qualcosa soltanto per un tuo capriccio, il Do è l’apertura, ma tutte siete importanti, non deve mancare nessuna per suonare, se una di voi dovesse assentarsi, non si capirebbe più nessuna opera, nessuna sinfonia, sarebbe il caos totale.
Ebbene rispose la nota Re: e caos sia…e si allontanò saltellando.
Alla bacchetta parve che il bosco le crollasse addosso in un istante, non poteva fare questo a Gufo Gi, non poteva neanche raccontargli cosa stava succedendo, doveva trovare una soluzione a quel dramma che si stava svolgendo all’insaputa delle altre note e del direttore d’orchestra.
L’unica cosa era parlare con gli uccellini, erano un coro molto affiatato e forse avrebbero escogitato insieme un sistema per il problema della nota Re.
Forse poverina dopo tanto provare, era esausta, magari aveva bisogno di uno psicologo che le avrebbe fatto capire l’indispensabilità di ognuna di loro, ma che al tempo stesso non potevano lavorare separate e individuali.
La bacchetta corse dagli uccellini, li chiamò a raccolta e spiegò loro la faccenda in modo più esplicativo possibile, ma gli uccellini risposero tutti in coro con un Ooooohhhh, colmo di terrore. Era tutto pronto, ormai da giorni, nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe nato così di punto in bianco un dramma del genere.
Nessuno era pronto a risolvere tal enigma, sarebbe dunque mancata una nota, per la prima volta nella storia della musica, cosa orrenda, era come leggere senza parole.
Un piccolo uccellino fece sentire la sua voce flebile cincischiando un debole ciripì ciripì ciripì, che tradotto voleva dire: Dobbiamo chiedere alla nota Re se vuole fare la parte della Do, così sarà la prima a uscire.
Cosa? Dissero tutti in coro, non è possibile che una nota prenda il posto dell’altra, non ne sarebbe capace e non è giusto chiedere alla Do di fare la Re.
E’ vero rispose l’uccellino, ma bisogna far credere alla Re che potrebbe farlo e dal momento che non ne sarà capace, il problema è automaticamente risolto.
Sei un genio disse la bacchetta all’uccellino, sapevo che potevo contare su di voi e penso di sapere come possiamo fare senza disturbare le altre note.
La bacchetta e gli uccellini chiamarono la nota Re mentre stava facendo una passeggiata nel bosco e le dissero che stavano facendo una riunione straordinaria per lei.
Gli uccellini spiegarono alla nota Re che potava provare a suonare la nota Do, così sarebbe stata al primo posto, se ne fosse stata capace, lo avrebbero detto alle altre note per approvare la nuova scala musicale.
Ma come, disse la nota: io sono la Re da sempre, non posso suonare la Do, non ne sarei capace.
Se tu vuoi essere la prima devi imparare la musica della prima nota, non hai altra scelta, dissero in coro gli uccellini e la bacchetta a cui tremava la voce per lo spavento.
Il tempo passava e si rischiava di mandare all’aria un concerto così importante soltanto per una nota un po’ esaurita.
La bacchetta anche se non si sentiva tanto sicura di se, disse alla nota Re con una severità che non le era congeniale, non avendo altra scelta: Ebbene, cara Re, hai tre opzioni, puoi decidere di rimandare la discussione in un altro momento e suonare la Re come sempre. Puoi decidere di suonare la Do imparando la nota, e naturalmente dovrai chiedere il permesso e l’approvazione della nota a cui vuoi sottrarre la sua parte.
Oppure terza opzione possiamo rimandare il concerto, con tutta la responsabilità che ne consegue e farti curare dallo psicologo del bosco, un certo Dottor Lupus che viene spesso a rigenerarsi da queste parti. Di sicuro oggi lo troverai perché voleva assistere al nostro concerto.
La nota Re, messa di fronte a queste nuove responsabilità, rifletté sul da farsi. Da come si stavano mettendo le cose, sarebbe stata bandita da tutta la società, sia musicale che animale. Gli uomini non avrebbero potuto più suonare una scala musicale decente e avrebbe disonorato tutte le note che erano vissute prima di lei.
Che cosa insensata aveva messo in piedi, a un certo punto alzò gli occhi, guardò la bacchetta, tutti gli uccellini e si vergognò di se stessa.
Non so cosa mi sia preso disse la nota Re: forse sono un po’ stanca ma senz’altro possiamo dare il nostro concerto, Gufo Gi sarà orgoglioso di tutti noi, vi prego di scusarmi se invece di farvi riposare vi ho messi tutti in trambusto, mi farò perdonare con un concerto meraviglioso, sarò una nota attenta e squillante.
Mi rendo conto che tutti siamo importanti, ma nessuno è indispensabile, almeno non con l’arroganza, senza dubbio in ogni cosa, anche la più sublime ci vuole un pizzico di umiltà.
La bacchetta perdonò volentieri alla nota quella piccola parentesi un po’ egocentrica e gli uccellini le dedicarono un cinguettio degno di una nota RE.
Gufo Gi all’oscuro di tutto, dopo essersi riposato, diresse le note in un modo magnifico, ma non gli sfuggì il fatto che c’era qualcosa di magico nell’aria aggiunto da un evento straordinario a cui non seppe dare spiegazione.
Questo articolo è stato pubblicato in Patrizia Serangeli e taggato come favole, musica, note musicali il 16 Ottobre 2012 da Giovanni Ferraro
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16 pensieri su “Favole – La nota scontenta”
Silvia 16 Ottobre 2012 alle 12:47
Bellissimo insegnamento!
Vorrei raccontarla con il tuo permesso al nostro gruppo gioco in italiano per bimbi fino ai 4 anni che teniamo in Germania. Grazie per i bellissimi spunti!
admin Autore articolo 16 Ottobre 2012 alle 13:48
certo che puoi anzi …devi!
Angela 16 Ottobre 2012 alle 22:04
Bellissima, la utilizzerò nella mia classe, è un ottimo insegnamento, sia per bambini che per adulti, ognuno di noi riveste un ruolo importante nella vita, qualunque esso sia. Bisogna imparare ad essere più umili. Grazie Giovanni.
admin Autore articolo 17 Ottobre 2012 alle 14:24
laura 16 Ottobre 2012 alle 23:03
Se fossi il ministro dell’istruzione introdurrei ,in tutte le scuole d’Italia, l’obbligo di studiare una favola alla settimana( le tue naturalmente). L’insegnamento è il fulcro della vita.
admin Autore articolo 17 Ottobre 2012 alle 14:21
Grazie Tante… devo darmi da fare è scrivere una favola ogni settimana, non si sa mai il ministro dell’istruzione ti dia ascolto.
bernardo 18 Ottobre 2012 alle 14:23
se ci aggiungi la tua musica ne verrà uno stupendo lavoro per i bambini che la recitano e per quelli che l’ascoltano e …spero che la capiscano anche gli adulti!
admin Autore articolo 18 Ottobre 2012 alle 19:41
Grazie molte…ci penserò per mettere le musiche.
Marchetti Sandro 6 Novembre 2012 alle 15:56
Salve , sono un musicista (oboe)volevo fare i complimenti per la bella storia.
Volevo chiedere il permesso per musicarla per un quintetto di fiati da eseguirla per un pubblico di bambini.
admin Autore articolo 6 Novembre 2012 alle 21:49
grazie per i complimenti, penso che Patrizia ne sarà felice, comunque scrivimi privatamente a info@lafavolavagante.it
Ines 10 Maggio 2015 alle 20:00
Bellissima, proprio quello che cercavo per il saggio dei miei bimbi a scuola. La trasformeremo in una favola musicata con canti e brani per flauto dolce.
admin Autore articolo 10 Maggio 2015 alle 20:11
grazie a te se… vuoi condividere il tuo futuro lavoro su questa favola siamo qui.
elvira 22 Giugno 2017 alle 09:10
Complimenti, bellissima. La utilizzerò come fiaba da leggere in giardino con musica classica. E’d avvero perfetta.
admin Autore articolo 22 Giugno 2017 alle 14:06
Grazie Tante Elvira…con musica classica si è perfetta!
Ivana 19 Maggio 2019 alle 16:51
Posso raccontarla al gruppo dei bambini della mia chiesa?
Ovviamente citando la fonte?
admin Autore articolo 22 Maggio 2019 alle 08:52

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