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Timestamp: 2017-11-22 01:46:16+00:00

Document:
a cura di: Studio Legale
L'attività del curatore fallimentare è costellata da scadenze e termini, disseminati tra legge fallimentare e norme fiscali. Al fine di offrire al curatore una tabella di marcia e una tempistica, il prospetto cronologico che segue può costituire uno strumento per meglio orientarsi tra le operazioni per le quali sono previste esplicite scadenze.
La tabella che segue distingue le "operazioni principali", per le quali vige un termine fisso, e le "operazioni collegate" alle precedenti, per le quali il termine è mobile.
Ove non diversamente indicato, i termini riportati sono essenzialmente decorrenti dalla sentenza dichiarativa di fallimento, ovvero dalla sua notifica al curatore (con l'avvento del processo telematico, emissione e notifica della sentenza sono quasi sempre contestuali).
Sono però evidenziati termini attinenti a eventi che non dipendono dal curatore (es., il deposito delle scritture contabili da parte del fallito; la presentazione delle domande di ammissione al passivo; la verifica dello stato passivo), ma che ne determinano una specifica attività.
Ogni operazione reca tra parentesi la norma regolatrice che, se non diversamente indicato, è riferita alla legge fallimentare.
La colonna "Data" può essere utilizzata dall'operatore che intenda stampare la tabella, per riportarvi le scadenze relative alla singola procedura fallimentare.
Elaborazione: Antonino Desi©
I primi 60 giorni sono indubbiamente quelli più densi di incombenze, poiché vedono accavallarsi le operazioni preliminari finalizzate alla redazione dell'inventario ("nel più breve termine possibile", statuisce l'art. 87) il quale, ove non venga preceduto dalla quasi sempre omessa apposizione dei sigilli (da apporre "immediatamente", secondo l'art. 84), deve comunque necessariamente essere preceduto da una prima tempestiva ricognizione sommaria, volta a verificare lo stato dei beni e acquisire le scritture contabili (che il fallito dovrebbe aver depositato entro 3 gg, almeno secondo quanto disposto dalla sentenza di fallimento ai sensi dell'art. 16, co. 1, n. 3), sia per assicurare il patrimonio evitandone la dispersione, sia per avere contezza di tutti i più delicati rapporti contrattuali in essere che impongono un intervento del curatore quanto mai sollecito (lavoro dipendente, affitti, locazioni, appalti, patrimoni destinati e fondi patrimoniali, trust, contratti di somministrazione energetica, polizze assicurative, etc.).
Parlando sempre di scadenze, da queste prime attività scaturiranno:
a) l'inventario con il successivo programma di liquidazione (quest'ultimo "entro 60 gg dalla redazione dell'inventario e in ogni caso non oltre 180 gg dalla sentenza dichiarativa di fallimento", secondo il disposto dell'art. 104-ter, a pena di possibile revoca dell'incarico);
b) l'eventuale trascrizione della sentenza nei pubblici registri, a mezzo notifica al competente ufficio (art. 88) con l'osservanza del termine di 30 gg (art. 2671 c.c.);
c) il deposito di un elenco dei creditori e la redazione del bilancio dell'ultimo esercizio (art. 89: la legge non prevede scadenze, né sanzioni per la mancata osservanza);
d) l'invio in p.e.c. dell'avviso ai creditori ("senza indugio", statuisce l'art. 92); avviso, quest'ultimo, che avrà visto come incombenze prodromiche le comunicazioni al Registro Imprese di cui al D.L. 179/12 e al D.L. 78/10, rispettivamente entro 10 gg dalla sentenza e 15 gg dall'accettazione della carica (incombenze riunibili nella Comunicazione Unica, ricomprendendovi la variazione dati IVA che scadrebbe in 30 gg a norma dell'art. 35, DPR 633/72);
e) la relazione al giudice delegato, il cui termine di 60 gg dalla sentenza (art. 33) è sovente prorogato su istanza del curatore il quale, tuttavia, dovrà già disporre di un panorama completo della situazione, poiché dovrà fare attenzione a formalizzare nello stesso termine eventuali atti negoziali (non prorogabili), quali il recesso dal contratto di affitto d'azienda (art. 79) e il subentro nei contratti di appalto (art. 81). Incombenze, queste ultime, che a loro volta impongono l'avvenuta costituzione del comitato dei creditori (l'art. 79 non vi accenna solo per difetto di tecnica legislativa), che dovrebbe essere avvenuta nei 30 gg dalla sentenza (art. 40) "sentiti" il curatore (che però è praticamente sempre il soggetto propulsore) e i creditori che abbiano dato preventiva disponibilità all'incarico;
f) la verifica di procedimenti giudiziali in corso, tenendo presente che:
f.1) le azioni esecutive e cautelari contro il fallito sono improcedibili (art. 51), salvo che il curatore non vi subentri (art. 107, co. 6);
f.2) per le cause civili pendenti, occorre vagliare l'opportunità di proseguirle, poiché sono soggette a interruzione (art. 43, co. 3, e art. 299 cod. proc. civ.) e si estinguono se non riassunte entro 3 mesi (art. 305 cod. proc. civ.) su autorizzazione (anche successiva, in ratifica) del giudice delegato (art. 31, co. 2). Lo stesso vale per i procedimenti avanti le commissioni tributarie che, una volta interrotti (art. 40, co. 1, lett. a, D.Lgs. 546/92) si estinguono ove non riassunti entro 6 mesi dall'interruzione (art. 43, D.Lgs. 546/92);
f.3) le sentenze non ancora passate in giudicato alla data di dichiarazione del fallimento (non anche i decreti ingiuntivi) vanno impugnate nei termini in corso, qualora il curatore non ritenga fondate le ragioni di credito ivi affermate (art. 96, co. 3, n. 3).
Avv. Antonino Desi
Avvocato operante principalmente nei settori civili e penali del diritto concorsuale, societario e tributario, nonché nella contrattualistica di impresa.
Avvocato cassazionista operante nel settore civile con prevalenza del diritto concorsuale e societario.

References: sentenza 
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 art. 299