Source: http://dirittoegiustizia.it/allegati/12/0000086296/Corte_di_Cassazione_sez_Lavoro_sentenza_n_25689_19_depositata_l_11_ottobre.html?coc=7
Timestamp: 2020-05-26 04:28:53+00:00

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(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 25689/19; depositata l’11 ottobre) - LAVORO | Diritto e Giustizia <>. Il personale <> richiamato nella disposizione è costituito dal personale dipendente dall' ( allora) Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni e dell'azienda di Stato per i servizi telefonici, a qualsiasi carriera e qualifica appartenente, al quale il detto articolo 6 prevedeva l'affidamento < 4.6. Dal complesso di tali disposizioni specificamente regolanti la materia dell'autorizzazione all'uso del mezzo proprio da parte di dipendenti dell'allora Amministrazione Poste e Telecomunicazioni non è dato evincere alcuna indicazione nel senso di una trasferimento al dipendente del rischio per gli infortuni collegati alla guida dello stesso; in particolare, siffatta assunzione di responsabilità, non potrebbe discendere, come invece sembra opinare il giudice di secondo grado, dalla previsione di un'indennità forfettaria trattandosi di emolumento espressamente destinato a remunerare gli oneri a carico dell'agente derivanti dall'impiego ed uso del proprio mezzo e per la guida di esso e cioè, in sintesi, le spese di manutenzione del mezzo e per l'approvvigionamento di carburante. Argomentare diversamente, del resto, significherebbe definire la fattispecie in esame sulla base di una inaccettabile logica di scambio tra sicurezza/e remunerazione economica, estranea all'ordinamento giuslavoristico ed in contrasto con i principi costituzionali in tema di tutela del lavoro e del diritto alla salute. 4.7. In base alle considerazioni che precedono deve, quindi, escludersi che l'autorizzazione all'uso del mezzo proprio si configuri ex se quale causa destinata, in ipotesi di infortunio lavorativo, ad esonerare la datrice di lavoro da ogni responsabilità connessa all'uso del mezzo; l'obbligo di sicurezza che fa capo alla parte datoriale implica, infatti, la necessità per questa di farsi carico della valutazione del rischio connesso a specifiche modalità di esecuzione della prestazione pretese in relazione all'utilizzazione del veicolo di proprietà al quale il dipendente è stato autorizzato. 4.8. Nello specifico, avendo il dipendente allegato che per disposizioni aziendali egli era tenuto ad effettuare la consegna di un carico notevole di posta (circa 40 kg) in un unico giro , in assenza " cd. sacchi di appoggio", senza che gli venissero forniti strumenti idonei "al fissaggio" del carico trasportato sul ciclomotore onde garantirne la stabilità, occorrerà verificare se, tali circostanze e comunque il complesso degli elementi relativi alla modalità di effettuazione della prestazione, ove accertati, abbiano determinato, tenuto conto delle caratteristiche del mezzo, una situazione di specifico rischio per il lavoratore, conseguendone in ipotesi affermativa la responsabilità della società datrice di lavoro. 5. A tanto consegue la cassazione della decisione con rinvio ad altro giudice di secondo grado il quale procederà al riesame dei fatti di causa sulla base del seguente principio di diritto " In ipotesi di autorizzazione del dipendente all'uso del veicolo di proprietà, in caso di infortunio lavorativo connesso alla conduzione del mezzo, la parte datrice non è esonerata dalla responsabilità ex art. 2087 cod. civ. ove tale infortunio possa essere posto in relazione causale con lo specifico rischio creato, in relazione alla conduzione del mezzo, da disposizioni datoriali relative alle modalità di esecuzione della prestazione". 6. Al giudice del rinvio è demandato il regolamento delle spese del presente giudizio. P.Q.M. La Corte rigetta il secondo motivo, accoglie il terzo, assorbito il primo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Corte di appello di Bologna in diversa composizione alla quale demanda anche il regolamento delle spese del giudizio di legittimità." />
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 9 luglio – 11 ottobre 2019, n. 25689 Presidente Di Cerbo – Relatore Pagetta Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Bologna, in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto...

References: sentenza 
 articolo 6
 art. 2087
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza