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Timestamp: 2020-06-01 16:10:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26286 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26286 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 20/12/2016, (ud. 03/11/2016, dep.20/12/2016), n. 26286
sul ricorso 22217-2012 proposto da:
sul ricorso 22641-2012 proposto da:
EQUITALIA CENTRO SPA in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DELLE QUATTRO FONTANE
161, presso lo studio dell’avvocato SANTE RICCI, che lo rappresenta
e difende unitamente all’avvocato MAURIZIO CIMETTI giusta delega in
IMMOBILIAUTO SRL, AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI MONTEVARCHI,
MINISTERO ECONOMIA & FINANZE;
avverso la sentenza n. 42/2012 della COMM. TRIB. REG. di FIRENZE,
03/11/2016 dal Consigliere Dott. MARINA MELONI;
udito per il n. r.g. 22217/12 ricorrente l’Avvocato ROCCHITTA che si
udito per il n. r.g. 22641/12 ricorrente l’Avvocato CHIRICOTTO per
delega dell’Avvocato CIMETTI che ha chiesto l’accoglimento;
CORE SERGIO che ha concluso per l’accoglimento dei ricorsi.
La Commissione Tributaria Regionale della Toscana adita accolse il ricorso. Avverso la sentenza di appello nr. 42/1/2012 della CTR della Toscana propone ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate con due motivi e la società contribuente resiste con controricorso.
Al presente ricorso nr. 22217/2012 viene riunito quello nr. 2264/2012 pendente tra le medesime parti, in quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la stessa sentenza nr. 42/1/2012 della CTR della Toscana stante la connessione soggettiva ed oggettiva.
Con il primo motivo di ricorso l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 173 TUIR e D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perchè i giudici di appello hanno erroneamente ritenuto che la cartella di pagamento notificata non fosse adeguatamente motivata in quanto mancanti gli elementi relativi all’avviso di accertamento diretto alla società – madre che la società – figlia, in qualità di coobbligata solidale, non aveva ricevuto.
Trattasi ora, in tale quadro, di chiarire se, una volta intervenuta notifica di avviso di accertamento a carico della società scissa, ai fini della notifica di successiva cartella di pagamento a carico della beneficiaria dopo l’efficacia della scissione sussistano – come ipotizza la commissione regionale – requisiti motivazionali della cartella ulteriori rispetto a quelli dettati dal cit. D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, – che sarebbero previsti a carico della scissa ove l’operazione societaria non avesse avuto luogo. Va affermato, al riguardo, che il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 173, norma inserita nella disciplina delle imposte dei redditi in quanto tale settore impositivo è il più rilevante ai fini delle operazioni di scissione, ma nei commi indicati da qualificarsi di diritto tributario generale, anche alla luce del tenore testuale degli stessi – esclude il sussistere di tali requisiti motivazionali ulteriori.
Invero, fermo il cennato principio già affermato in giurisprudenza secondo cui, in base a detto art. 173, comma 13, non è necessario reiterare la notifica dell’avviso di accertamento alla società beneficiaria della scissione ai fini dell’avanzamento del procedimento di riscossione, deve precisarsi che secondo lo stesso art. 173, comma 13, per le debenze tributarie anteriori alla scissione parziale, “gli accertamenti e ogni altro procedimento… sono svolti nei confronti della società scissa” (salva, nella scissione totale, la prosecuzione presso la designata in sede di operazione societaria o, in mancanza, individuata secondo un criterio obiettivo legale), mentre le società beneficiarie, obbligate in ogni tipologia di scissione solidalmente “ipso iure” e assoggettate anche ai provvedimenti cautelari consequenziali, hanno meramente “facoltà di partecipare ai suddetti procedimenti e di prendere cognizione dei relativi atti”, ciò che – responsabilizzando gli organi della società beneficiaria che dalla scissa traggono la loro ragion d’essere – implica che nessuno specifico ulteriore onere di comunicazione sussiste a carico dell’ente impositore o del concessionario per la riscossione, una volta che i passaggi procedimentali previsti siano stati attuati nei confronti della scissa. In altri termini, la creazione di uno o più nuovi soggetti giuridici all’esito della scissione resta indifferente ai fini tributari, salvo che – ferma restando la responsabilità della scissa o della società beneficiaria designata – per la responsabilità delle partecipanti quali condebitrici solidali a prescindere dai limiti di cui all’art. 2506 – quater e per la prosecuzione nei confronti di queste dell’accertamento e della riscossione, anche previ atti cautelari.
Accoglie il ricorso proposto, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo. Compensa le spese dei gradi di merito e del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 25
 art. 25
 art. 173
 art. 173
 art. 173
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