Source: http://www.forogiuridico.it/2014/12/cassazione-aggiornamento-12-dicembre.html
Timestamp: 2018-10-23 03:47:01+00:00

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Foro Giuridico: Cassazione: aggiornamento 12 Dicembre 2014
La Seconda Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione ­ su cui sussiste contrasto ­ se il limite alla rilevabilità, in ogni stato e grado del giudizio, del difetto della "legitimatio ad processum" del rappresentante, costituito dal giudicato, implichi un'espressa affermazione del giudice circa l'esistenza del potere rappresentativo o possa altrimenti implicitamente desumersi anche dall'avvenuta decisione del merito della causa.
L'art. 2, comma 2-ter, della legge 24 marzo 2001, n. 89, secondo il quale il termine ragionevole di durata del processo è comunque rispettato se il giudizio viene definito in modo irrevocabile in un tempo non superiore a sei anni, costituisce norma di chiusura che implica una valutazione complessiva del giudizio articolato nei tre gradi, e non opera, perciò, con riguardo ai processi che si esauriscono in unico grado.
La prima sezione ha affermato che la c.d. 'surrogazione di maternità' è vietata nell'ordinamento italiano perché contraria all'ordine pubblico, sicché va dichiarato lo stato di adottabilità di un minore, nato da una donna ucraina su commissione di una coppia italiana.
La Prima Sezione della Suprema Corte ha affermato che la sentenza di patteggiamento, in ragione dell'equiparazione legislativa ad una sentenza di condanna e in mancanza di un'espressa previsione di deroga, costituisce titolo idoneo per la revoca, a norma dell'art. 54, comma 3, legge 26 luglio 1975, n. 354, della liberazione anticipata precedentemente concessa.
La Sezione Terza della Corte di Cassazione ha affermato che:
La Quarta Sezione della Suprema Corte ha affermato il principio per cui il combinato disposto degli artt. 86 d.P.R. n. 309 del 1990, 5 e 19, comma 2, lett. d) d.lgs. n. 286 del 1998, interpretato in relazione all'art. 30, comma 1, Cost., vieta che il giudice possa applicare la misura di sicurezza dell'espulsione nei confronti dello straniero nel periodo di gravidanza della moglie convivente ovvero entro i sei mesi successivi alla nascita del figlio, in questo secondo caso indipendentemente dalla convivenza e dal rapporto di coniugio.
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 181, comma primo-bis, del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, per contrasto con gli artt. 3 e 27 Cost., nella parte in cui prevede un trattamento sanzionatorio più grave rispetto a quello previsto dal comma 1 della stessa norma, atteso che la diversità delle situazioni disciplinate dalle norme richiamate rende non irragionevole una disciplina normativa differenziata.
Con sentenza del 22 ottobre 2014 - depositata il 4 dicembre 2014 - la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha escluso che la trasmissione degli atti al tribunale del riesame, prescritta a pena di inefficacia della misura coercitiva dall'art. 309, commi 5 e 10, cod. proc. pen., possa considerarsi attuata per il sol fatto che il provvedimento impugnato contiene una trascrizione, più o meno esaustiva, del contenuto dei verbali di prova posti a fondamento della decisione cautelare.
La Sesta Sezione della Suprema Corte ha affermato che un'associazione di consumatori di rilevanza nazionale ex art. 137 del D.Lgs. n. 206 del 2005 è portatrice di un interesse proprio, di tipo corporativo, distinto da quelli soggettivi dei singoli soci, suscettibile di lesione diretta a seguito della condotta incriminata, per cui l'ente può intervenire autonomamente nel procedimento in qualità di persona offesa, ex art. 90 cod. proc. pen., e nongiù quale ente solo equiparato all'offeso ai sensi dell'art. 91 cod. proc. pen.
Con sentenza del 12 novembre 2014 - depositata il 10 dicembre 2014 - la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che in tema di maltrattamenti in famiglia, in ragione della natura abituale del reato, l'acquisizione di dati dimostrativi della presenza di ulteriori fatti rende retroattivamente rilevanti per la configurabilità della fattispecie precedenti comportamenti, anche segiù oggetto di sentenza irrevocabile di assoluzione, con la conseguenza che un giudicato assolutorio su una parte dell'azione non è preclusivo di una nuova valutazione dei medesimi fatti storici,

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 137
 art. 90
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