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Timestamp: 2018-06-20 07:12:23+00:00

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TLT ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO – Movimento Trieste Libera
Trieste Libera 21/09/2014 26/11/2016 Legalità e diritti umani Senza commenti
A STRASBURGO IL RICORSO CONTRO LE SENTENZE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA ITALIANA SUL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE
E’ stato presentato alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (CEDU) il ricorso contro le due sentenze della giustizia amministrativa italiana sulle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia. Le sentenze sono la n. 530/2013 del T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) del Friuli Venezia Giulia, e la n. 1350/14 del Consiglio di Stato.
Il T.A.R. con sentenza del 28 ottobre 2013 aveva rigettato il ricorso presentato da 57 cittadini di Trieste che avevano impugnato l’atto con cui erano state indette le elezioni della Regione Friuli Venezia Giulia nel Territorio Libero di Trieste non riconoscendo la sovranità dello Stato Italiano.
Nel ricorso veniva contestata la stessa legge istitutiva della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia (Legge Costituzionale 1/63) per la sua nullità <<per carenza assoluta di titolo e per radicale anticostituzionalità per la parte che aggrega alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile” anche i Comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico, che non appartengono al territorio nazionale italiano, e sono soggetti a diverso regime specifico di diritto internazionale>>.
La Legge Costituzionale n. 1/1963 dichiarava infatti costituita la Regione Friuli Venezia Giulia comprendendovi i comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico senza menzionare espressamente, né tenere conto nella normativa introdotta, del loro diverso e speciale status giuridico internazionale.
I territori di detti sei Comuni così aggregati non sono infatti parte del territorio di sovranità nazionale della Repubblica e dello Stato italiani, bensì oggetto di mero mandato internazionale di amministrazione civile provvisoria in capo al Governo italiano; mandato internazionale conferito al Governo italiano, in forza del vigente Memorandum d’Intesa di Londra del 1954 ed in esecuzione del Trattato di Pace di Parigi del 1947 tra le Potenze Alleate ed Associate e l’Italia, art. 21 ed allegati, che ha costituito e normato il Territorio Libero di Trieste quale nuovo stato indipendente sotto garanzia delle Nazioni Unite, dotato di proprio territorio, popolazione e Governo.
Il T.A.R. rigettava il ricorso con la sentenza n. 530/2013 con motivazioni politiche antigiuridiche, sostenendo l’inesistenza giuridica del Territorio Libero di Trieste e denunciando Roberto Giurastante quale ricorrente principale per l’opinione espressa come “eversore” perché concreterebbe reati contro lo Stato italiano punibili con pene sino a 12 anni di carcere.
La denuncia del T.A.R. aveva lo scopo evidente di reprimere il diritto di opinione, di parola e di azione politica e giudiziaria del ricorrente e di ogni cittadino del Territorio Libero. La sentenza del T.A.R. veniva quindi impugnata davanti al Consiglio di Stato che la confermava integralmente con la sentenza n. 1350/14 del 18 marzo 2014.
La sentenza del T.A.R. veniva poi utilizzata dalla magistratura penale italiana che apriva indagini contro il ricorrente ed altri cittadini di Trieste che sostenevano i diritti del Territorio Libero incriminandone 56 in due procedimenti penali.
All’Italia viene ora contestata la violazione degli articoli 6, 7, 9, 10, 13, 14 della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo (violazione dell’equo processo, libertà di espressione e di opinione, divieto di discriminazione e razziale), per avere avviato una vera e propria persecuzione giudiziaria nei confronti di decine di cittadini di Trieste che hanno chiesto il rispetto dei loro diritti sanciti dal Trattato di Pace del 1947.
Tali violazioni di diritti individuali sono inoltre organizzate e commesse da organi politici e giudiziari dello Stato italiano allo scopo di violare con la forza il diritto internazionale, l’ordinamento del Territorio Libero di Trieste, e lo stesso ordinamento italiano, imponendo l’occupazione illegale del Territorio Libero e privando così i tutti i suoi cittadini dei loro diritti fondamentali e speciali, incluso il diritto di cittadinanza, che derivano dallo status del Territorio Libero di Trieste.
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References: sentenza 
 art. 21
 sentenza 
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 Sentenza