Source: http://www.diritto-lavoro.com/2017/08/03/lavoro-occasionale-abolizione-voucher/
Timestamp: 2018-03-22 04:24:51+00:00

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Redazione 3 agosto 2017	0 Comments
Lavoro occasionale, tutte le novità dopo l’abolizione voucher:
Gli utilizzatori, dopo l’abolizione dei voucher, in caso di lavoro occasionale hanno due distinte modalità di utilizzo che sono il libretto di famiglia e il contratto di prestazione occasionale (il primo utilizzabile solo nel privato e da persone fisiche, tutti gli altri utilizzatori dovranno invece far ricorso al contratto).
Per chi volesse approfondire proponiamo lo speciale sul lavoro occasionale pubblicato oggi (3.8.2017) dal Sole 24 Ore (Firma: Josef Tschöll e Roberto Caponi; Titolo dello speciale: “Voucher e lavoro”).
Regole DIFFERENTI PER OGNI utilizzatore
Articolo 54-bis, Dl 50/2017
Articolo 2, comma 26, legge 335/1995
Articoli 7, 8 e 9, Dlgs 66/2003
Articolo 3, comma 8, Dlgs 81/2008
Articolo 1, comma 2, Dlgs 165/2001
Articolo 19, Dlgs 150/2015
Legge 152/2001
Articolo 17, Dlgs 241/1997
Articolo 4, comma 24, legge 92/2012
Agenzia delle Entrate, risoluzione 81/2017
Inps, circolare 107 del 2017
Inps, Circolare 115 del 2017
Inps, Messaggio n. 2887 del 2017
Inps, Messaggio n. 3177 del 2017
Per il contratto di prestazione occasionale, utilizzabile da professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata con massimo 5 dipendenti a tempo indeterminato, pubblica amministrazione (con regole ad hoc), il compenso orario minimo dovuto al prestatore è di 9 euro, al quale si aggiunge la quota contributiva (33 per cento), Inail (3,5 per cento) e servizi (uno per cento) per un importo orario complessivo di 12,41 euro. Per ogni prestazione giornaliera vanno retribuiti in ogni caso 4 ore (36 euro nette). È tuttavia consentito alle parti di stabilire anche un compenso più elevato per la prestazione resa.
Il pagamento del compenso spettante sarà effettuato dall’Inps entro il 15 del mese successivo mediante accredito sul conto corrente bancario risultante nell’anagrafica del prestatore ovvero mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici postali (con oneri a carico del prestatore).
Tutti gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti all’interno di un’apposita piattaforma informatica gestita dall’Inps, la quale supporta le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico. Dal 31 luglio l’accesso alla piattaforma è consentito anche agli intermediari abilitati (professionisti e associazioni datoriali). Nonostante ciò è opportuno che anche gli utilizzatori e i prestatori procedano alla registrazione e abilitazione dei servizi della piattaforma. Gli utilizzatori del contratto di prestazione occasionale devono trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, una serie di informazioni. È difficile che questo adempimento possa essere effettuato dagli intermediari quando l’inizio della prestazione lavorativa non è programmata (nel fine settimana o in orari di chiusura degli uffici).
Comunicazione e pagamento
Qualora la prestazione lavorativa non abbia avuto luogo, l’utilizzatore è tenuto a comunicare all’Inps, entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione, la revoca della dichiarazione trasmessa. In mancanza di revoca, l’istituto di previdenza provvederà comunque al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi previdenziali. È consentito in ogni caso anche al prestatore di accedere alla piattaforma informatica e di confermare la prestazione nonostante la revoca dell’utilizzatore.
Per poter remunerare le prestazioni rese, aziende e professionisti dovranno effettuare i pagamenti all’Inps, utilizzando il modello F24 (codice Cloc), senza poter, però, compensare eventuali crediti contributivi o fiscali. Dal 31 luglio è disponibile anche il servizio di pagamento elettronico con addebito in conto corrente o su carta di credito, mediante la modalità “pagoPA” di Agid.
Va tenuto presente, tuttavia, che i prestatori di lavoro occasionale in agricoltura (pensionati, studenti, disoccupati…) non debbono essere stati iscritti l’anno precedente negli elenchi dei lavoratori agricoli. Ciò comporta, ad esempio, che i percettori dell’indennità di disoccupazione agricola o quelli che sono in cassa integrazione agricola (Cisoa) non possono essere utilizzati, in quanto tra i presupposti delle indennità ricordate c’è proprio quello di essere stati iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi dei lavoratori agricoli.
Le aziende agricole, oltre a rispettare le regole generali del contratto di prestazione occasionale previste per i committenti “non famiglie”, devono sottostare a ulteriori vincoli. Il principale riguarda le categorie di lavoratori che possono essere impiegati con questa forma contrattuale. Cambia anche la retribuzione minima da riconoscere e i contenuti della comunicazione preventiva all’Inps
LIMITE DA CHIARIRE
L’articolo 54-bis, comma 20, del Dl 50/2017 prevede, in caso di superamento del limite di importo (2.500 euro) o comunque del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, che il lavoro occasionale si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Non facendo la norma una distinzione la sanzione sembra applicabile anche alle famiglie.
Tuttavia il limite delle 280 ore era costruito per gli altri utilizzatori e in base al compenso minimo netto da loro dovuto ai prestatori (9 euro x 280 = 2.520 euro). Il compenso orario minimo nel libretto famiglia è inferiore (8 euro) e, dunque, il limite del compenso arriva a soli 2.240 euro (280 x 8). Si tratta di un aspetto che meriterebbe un chiarimento da parte del ministero del Lavoro.
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References: Articolo 54

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 1

Articolo 19

Articolo 17

Articolo 4