Source: http://www.servat.unibe.ch/dfr/bge/c4139305.html
Timestamp: 2017-09-25 20:37:37+00:00

Document:
DFR - BGE 139 IV 305
BGE 139 IV 305
A. Con sentenza del 10 settembre 2008 la Corte delle assise criminali di Lugano ha dichiarato A. autore colpevole di ripetuto furto aggravato, ripetuta ricettazione aggravata, ripetuto danneggiamento, ripetuta violazione di domicilio e violazione della legge sulle armi. La Corte lo ha condannato a una pena detentiva ed ha contestualmente ordinato, in applicazione dell'art. 67b CP, il ritiro della licenza di condurre per una durata di due anni. Questa misura è stata posta in esecuzione dal 18 settembre 2008 al 17 settembre 2010 da parte della Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni.
2.1 Il ricorrente sostiene che il vecchio art. 95 n. 2 LCStr (RU 2006 3459) proteggerebbe esclusivamente la sicurezza della circolazione stradale, per cui rientrerebbero nel suo campo di applicazione soltanto i casi di revoca della licenza di condurre fondati sugli art. 16 segg. LCStr. Il ritiro della licenza sulla base dell'art. 67b CP costituirebbe per contro una misura di carattere penale destinata ad evitare che l'imputato commetta ulteriori reati e persegue quindi lo scopo di proteggere la sicurezza pubblica. Secondo il ricorrente, che ravvisa al riguardo una lacuna legislativa, spetterebbe al legislatore disciplinare nel CP una sanzione specifica per il caso del mancato rispetto del divieto di condurre ai sensi dell'art. 67b CP. La decisione della Corte cantonale violerebbe pertanto i vecchi art. 1 e 95 n. 2 LCStr.
Nella situazione previgente, quando la fattispecie dell'utilizzo di un veicolo a motore per commettere un crimine o ripetuti delitti intenzionali era contemplata fra i motivi di revoca dal vecchio art. 16 LCStr, il vecchio art. 95 n. 2 LCStr prevedeva analogamente, in modo generale, la punibilità di colui che conduceva un veicolo a motore sebbene la licenza gli fosse stata revocata. Il legislatore non ha quindi stabilito che soltanto determinati motivi di revoca avrebbero comportato la punibilità del conducente qualora questi si fosse ciononostante messo alla guida del veicolo a motore. Il fatto che il motivo di revoca del vecchio art. 16 cpv. 3 lett. f LCStr sia poi stato trasferito e disciplinato con una nuova formulazione nell'art. 67b CP non ha mutato la portata del vecchio art. 95 n. 2 LCStr, fatto salvo l'inasprimento della pena comminata. Come in precedenza, la norma sancisce la punibilità della guida nonostante la revoca, indipendentemente dal motivo del ritiro della licenza. Anche il conducente che circola alla guida di un veicolo a motore, nonostante sia colpito da un divieto di condurre emanato dal giudice penale in applicazione dell'art. 67b CP, può quindi incorrere nel reato del vecchio art. 95 n. 2 LCStr (cfr. YVAN JEANNERET, Les dispositions pénales de la loi sur la circulation routière, 2007, n. 77 ad art. 95 LCStr e n. 207 ad art. 102 LCStr; CÉDRIC MIZEL, Nature et mise en oeuvre des nouvelles déchéances pénales et administratives du droit de conduire, RPS 125/2007 pag. 76). Il vecchio art. 95 n. 2 LCStr, oltre alla sicurezza della circolazione quale bene giuridico protetto nel complesso dal vecchio art. 95 LCStr, tutela infatti anche il rispetto delle decisioni dell'autorità (cfr. JEANNERET, op. cit., n. 2 ad art. 95 LCStr).

References: sentenza 
 art. 95
 art. 16
 art. 1
 art. 16
 art. 95
 art. 16
 art. 95
 art. 95
 art. 95
 art. 102
 art. 95
 art. 95
 art. 95