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IL TWIT DELLA GARFAGNANA / MEGLIO UN ALLARME INUTILE CHE UNA RASSICURAZIONE MORTALE | Francesco Merlo
IL TWIT DELLA GARFAGNANA / MEGLIO UN ALLARME INUTILE CHE UNA RASSICURAZIONE MORTALE
By Francesco Merlo 2 febbraio 2013 la Repubblica 17 Comments
Meglio passare una notte fuori casa inutilmente, come è accaduto in Garfagnana, che restare in casa e crepare, come successe all’Aquila. Meglio essere allarmati che rassicurati, specie se chi ti rassicura è in malafede. E’ molto probabile che l’ inedita e benvenuta cautela sperimentata in Garfagnana sia davvero il frutto della sentenza che all’Aquila ha condannato sette autorevoli scienziati per avere ceduto alle pressioni politiche e alla voglia irresponsabile di Guido Bertolaso di tranquillizzare gli aquilani imbrogliandoli. Ma non c’è nulla di avvelenato in quelle scene di pazienza e di responsabilità dentro i centri di accoglienza, nelle prove collettive di civismo e nelle auto ordinate in fila e con il motore acceso, nei bimbi avvolti nelle coperte e rassicurati da una corale solidarietà, e neppure nel twitter sottratto alla futilità del narcisismo e felicemente usato come il più veloce ed efficace degli ‘s.o.s’. Non è insomma vero che questa inedita consapevolezza di dovere convivere con l’emergenza <è un frutto avvelenato> di quella sentenza dell’Aquila come ha detto, invece di mordersi la lingua, il capo della Protezione civile, il prefetto Franco Gabrielli.
Al contrario, la sentenza ha insegnato agli scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia e agli esperti della Protezione Civile che sui terremoti bisogna dire sempre e comunque la verità, anche se problematica. E potrebbe addirittura segnare un cambio di passo nel legame dei sindaci e della popolazione con i loro territori sismici. Potrebbe cominciare ad abituarci tutti ad essere sempre pronti, come sono i giapponesi, ad entrare ed uscire dalle case, e molto spesso inutilmente come appunto giovedì notte quando gli abitanti della Garfagnana si sono mossi come i cittadini di Kobe. Forse, nella storia e nella filosofia del rapporto tra l’Italia e la catastrofe, quella sentenza sta diventando l’evento spartiacque, come la nascita di Cristo nel calendario dell’Occidente: prima e dopo la condanna dell’Aquila.
E bisogna infatti ricordare che l’Italia non è divisa ma al contrario è unita dal terremoto che azzera la differenza tra la lava siciliana, la terra rossa dell’Umbria, la terra grassa della Toscana e dell’Emilia, la terra carsica , le coste…. Insomma il terremoto lega la Sicilia alla Calabria, la Puglia all’Abbruzzo, passando per la Garfagnana e la Romagna sino al Friuli. E certo è vero che bisognerebbe abitare case sicure, ma è inutile sognare e fare aria fritta sulla friabile edilizia italiana con lo stesso sussiego con cui nei bar si discute di Balotelli e Totti. Chiunque ha vissuto un terremoto sa che la prima precauzione è uscire di casa. Il sisma infatti terremota anche le nostre certezze. E dunque la casa diventa un agguato, una trappola, può trasformarsi in una tomba fatta di macerie. In piazza invece sopra la nostra testa c’è il cielo che ci protegge.
Una notte in strada non uccide nessuno e le popolazioni della Garfagnana devono essere grate alla sentenza di condanna dell’Aquila anche se il terremoto non c’è stato. Allo stesso modo il passaggio dell’uragano Irene non distrusse New York evacuata nell’agosto del 2011. Ma la prudenza, a New York come in Garfagnana, rimane una virtù anche se l’apocalisse poi non arriva e tutti tirano un sospiro di sollievo. A New York, di nuovo evacuata, un altro uragano, chiamato Sandy, nell’ottobre scorso provocò più di 40 morti e sarebbe meglio dire che l’evacuazione limitò le vittime al numero di 40, proprio il contrario di quello che accadde all’Aquila dove, su più di trecento morti, ventinove, secondo la sentenza di primo grado, rimasero in casa perché tranquillizzati dagli scienziati di Bertolaso. E morirono. Uccisi dal terremoto certo, ma anche buggerati dalla menzogna politica, dalla bugia rassicurante degli scienziati.
Uragani e terremoti non sono la stessa cosa, è vero. Ma anche i metereologi americani non capirono: Irene non era neppure un uragano, ma solo un ‘Tropical storm’ come precisò il ‘National Hurricane Center’ degli Stati Uniti. E pure Sandy fu derubricato a superstorm. Ebbene nessuno si è mai sognato di rimproverare gli scienziati perché non capiscono un terremoto o un uragano. In nessun posto del mondo, neppure all’Aquila, li hanno processati perché sopravvalutano o sottovalutano la catastrofe. Sono però dei mascalzoni se, credendo di ‘sentirla’, la nascondono per obbedire all’autorità politica.
Dispiace dunque che ancora oggi scienziati ed esperti, protezione civile e sismologi parlino di frutto avvelenato e facciano spallucce svelando i postumi di una ingiustificata sbornia da persecuzione. Probabilmente in questo primo allarme sismico dopo la sentenza dell’Aquila c’è stata anche l’ ansia e la confusione che sempre accompagnano i nuovi inizi, le nuove abitudini, ma questa è una storia finita bene non solo perché non c’è stata la tragedia, ma perché ci siamo messi alla prova ritrovandoci più maturi. E la saggezza antica che si addice alla notte fuori casa dei nostri concittadini toscani non è “al lupo al lupo” della favola di Esopo, ma quella del Vangelo secondo Matteo: <estote parati>, siate sempre pronti, siate sempre preparati. Come si vede, tutto si può dire in pochissime battute, tutto si può dire con un twit.
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17 thoughts on “IL TWIT DELLA GARFAGNANA / MEGLIO UN ALLARME INUTILE CHE UNA RASSICURAZIONE MORTALE”
Pierlo 2 febbraio 2013 at 17:17
“Potrebbe cominciare ad abituarci tutti ad essere sempre pronti, come sono i giapponesi, ad entrare ed uscire dalle case,”
I Giapponesi sono il peggior esempio che potevi fare. Hanno lasciato una centrale nucleare in avaria al suo destino da oltre un hanno dimostrando di essere quelli in grado di produrre solo il più grandi disastro conseguente un terremoto fregandosene altamente di tutto e tutti. E non parlarmi di evento eccezionale, ci sono migliaia di avvertimenti anche centenari lungo la costa pacifica eretti dai loro avi con la scritta “non costruire sotto questa pietra o il mare ti porterà via tutto” oltre a pubblicazioni scientifiche che prevedevano l’evento.
La centrale di Fukushima sta avvelenando ORA anche te.
Sai cosa penso di quelli come te che portano per esempio il peggiore della classe? Che non sanno badare nemmeno a se stessi….
Alessandro Venieri 2 febbraio 2013 at 23:12
Ci sono aspetti che accomunano alcuni giornalisti, che siano di destra o di sinistra, che siano di pietristi o grillini o della lega, uno di questi è l’ignoranza nel trattare alcuni argomenti tecnici o scientifici con la presunzione di conoscere la verità. Così abbiamo Nino Materi che titola su il Giornale del 08/04/2009 “INGV 600 esperti per dire che il sisma è un rebus” o anche Barbara Spinelli nell’editoriale su Repubblica del 31 ottobre 2012 che scrive che gli scienziati hanno servito il potere politico (Bertolaso, Berlusconi) che voleva occultare la verità ai cittadini…e già i soldatini di Capitan Bertolaso.
E qual’è questa verità? Che ci sarebbe stato un terremoto?
Però accade che il pubblico ministero dell’ Aquila, Fabio Picuti, ha chiesto al gip l’archiviazione dell’inchiesta a carico di Guido Bertolaso (ex capo della Protezione civile e sottosegretario) e Daniela Stati (ex assessore regionale al ramo), indagati per omicidio colposo e lesioni colpose nell’ambito delle indagini sulla riunione della commissione Grandi rischi del 31 marzo 2009, a cinque giorni dal tragico sisma del 6 aprile per via della famosa telefonata. Questo perché ascoltata la deposizione di Bertolaso, che spiega cosa si intende in protezione civile per operazione mediatica e cosa per tranquillizzare i cittadini, ASSIEME AGLI ACCERTAMENTI, hanno indotto il pm Picuti a chiedere l’archiviazione.
Quindi l’operazione mediatica? Il mandante? I fedeli soldatini? Le motivazioni politiche?
In questo articolo addirittura si raggiungono punte mai raggiunte nei precedenti articoli come “E certo è vero che bisognerebbe abitare case sicure, ma è inutile sognare e fare aria fritta sulla friabile edilizia italiana con lo stesso sussiego con cui nei bar si discute di Balotelli e Totti.” Quindi la prevenzione è inutile farla e parlarne equivale a discutere come nei bar di Balotelli e Totti. Mettere una catena muraria in una abitazione, il cui costo non è elevato, ma che garantisce almeno la salvezza delle persone che vi abitano, non serve a nulla è un inutile “sciogno”, come direbbe Briatore.
L’unica strada suggerita in questo articolo è quella di affinare le tecniche di fuga o spostamento, generando una forma singolare e unica al mondo di transumanza da terremoti, così oltre ad essere il popolo occidentale che muore di più per terremoti saremo anche il popolo più stupido nell’affrontare il problema che noi stessi ci creiamo. Oppure, oppure saremo l’unico popolo al mondo che riesce a scappare dai terremoti per alcune doti sensitive che pian piano svilupperemo, non si sa mai….gli antichi facevano così.
C’è un piccolo saggio intitolato le leggi fondamentali della stupidità umana di Carlo Cipolla. La seconda legge sostiene che la probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, quindi è indipendente dal titolo di studio, dal lavoro che svolge, dai soldi che possiede. La stessa percentuale di stupidi si trova tra i bidelli di scuola come tra gli insegnanti, tra i giornalisti come tra gli scienziati. Carlo Cipolla mette in evidenza che in una società in ascesa vi è una percentuale maggiore di gente intelligente (coloro che con le loro azioni generano vantaggi per loro stessi e vantaggi per gli altri), come in una società in declino vi è al potere una allarmante percentuale di banditi (coloro che con le loro azioni generano vantaggi per loro stessi e danno per gli altri) con una forte fattore di stupidità (coloro che con le loro azioni generano danno per loro stessi e danno per gli altri) ed egualmente un allarmante percentuale di sfortunati (coloro che con le loro azioni generano danno per loro stessi e vantaggi per gli altri) fra quelli che non sono al potere.
Il nostro paese è in una preoccupante fase di discesa.
Pierlo 3 febbraio 2013 at 08:25
Lascio il link alla pubblicazione citata precedentemente che evidenzia oltretutto che non è stato lo tsunami a creare danni, ma già il terremoto. Questa notizia non la conosce NESSUNO. Solo pochi addetti ai lavori….
Quello alle pietre erette dagli avi, ben più saggi:
http://www.nytimes.com/2011/04/21/world/asia/21stones.html?pagewanted=1&_r=3&ref=global-home&amp;
http://historical.seismology.jp/ishibashi/opinion/0307IUGG_Genpatsu_Abstract.pdf
http://historical.seismology.jp/ishibashi/opinion/0307IUGG_slides.pdf
Fabio 3 febbraio 2013 at 13:40
Bello, un articolo degno del migliore Studio Aperto.
daniela patrucco - @Speziapolis 3 febbraio 2013 at 18:28
Grata se vorrà leggere e rispondere alle mie riflessioni sul suo articolo
http://speziapolis.blogspot.it/2013/02/terremoto-garfagna-il-tweet-dopo.html
Elena 3 febbraio 2013 at 20:25
Forse e’ un luogo comune, ma nell’Italia centrale la pubblica amministrazione funziona, e il rapporto dei politici locali con la popolazione e’ diretto e improntato a reciproca fiducia, e’ bastato un twit di un Sindaco per essere ascoltato. Questa fiducia si riflette anche nelle risposte dateda alcuni intervistati sull’utilita” di questa operazione.
Meglio una di troppo che una di meno.
Personalmente sono convinta che i grandi terremoti generino sempre dei segnali precursori anche mesi prima, e che bisognerebbe saperli interpretare correttamente. Soprattutto ascoltando i contadini si possono capire molte cose, che avvenimenti insoliti es. Fontanazzi, si siano verificati settimane prima dei teremoti dellEmilia e’ testimoniato da parecchie persone.
Alessandro Venieri 3 febbraio 2013 at 23:48
Signora Elena ho fatto l’Ufficiale Idraulico per 6 anni dalle sue parti tra Campo Galliano e Concordia sulla Secchia. Di fontanazzi ne ho visti diversi e questi sono anche (soprattutto) generati dalle piene lungo i corsi d’acqua…anche quando il livello dell’acqua scende o è già sceso per il principio dei vasi comunicanti (il livello all’interno degli argini è più alto del piano campagna) e anche a distanza notevole dagli argini. Quindi i fontanazzi si manifestano non solo per liquefazione dei terreni legata alle onde sismiche…e poi la liquefazione non genera dei veri fontanazzi ma qualcosa di simile…signora Elena ascolti ogni tanto qualche tecnico e non solo i contadini.
Elena 4 febbraio 2013 at 11:13
La prego di prendere cmq in considerazione la possibilità che forti terremoti generino una serie di segnali precursori di cui attualmente la scienza ufficiale sembra scettica o sta solo ultimamente prendendo in considerazione.
Alessandro Venieri 5 febbraio 2013 at 13:51
Si va bene la scienza ufficiale che magari avrà anche un colore politico vero? La quale si contrappone a quale scienza? Ma all’estero su queste tematiche importanti parlano di scienza ufficiale e non ufficiale? Io tristemente prendo in considerazione il fatto che non si sta facendo quasi nulla per la prevenzione e questi articoli servono a giustificare tali comportamenti criminali e da geologo so che attualmente è difficile prevedere (ora e giorno) l’attivarsi di una frana di crollo se pur monitorata, per le numerose variabili in gioco, figuriamoci l’attivarsi di una faglia a profondità di diverse decine di chilometri, non essendo tra l’altro possibile sapere quali siano le forze e le resistenze in gioco mentre è molto più facile prevedere il comportamento degli edifici sottoposti ad azioni sismiche nella consapevolezza storica che i terremoti forti si ripetono in determinate zone. Signora Elena cosa pensa che stiamo seguendo la strada giusta?
Elena 5 febbraio 2013 at 14:37
Per me la scienza è scienza e non ha colore politico, perchè dovrebbe cmq essere sempre al servizio della collettività e non dei politici del momento.
E, no, non stiamo facendo le cose giuste nella misura in cui a livello politico, ad esempio, si è preferito consentire detrazioni fiscali del 50% sugli interventi di risparmio energetico e non di ristrutturazione antisismica.
Perchè, come scienza, non prendere in considerazione un approccio interdisciplinare sulla previsione dei terremoti?
Alessandro Venieri 6 febbraio 2013 at 09:59
Aggiungo solo un ultima cosa per la Signora Elena. Io parlo della comunità scientifica mondiale, quella che ha contestato la sentenza e non di quella italiana presente nelle istituzioni come INGV, la quale, in un paese civile, pure andrebbe ascoltata e non automaticamente associata al potere politico del momento, i soldatini di Capitan Bertolaso. In Italia si parla male e non si valorizza ciò che di più all’estero apprezzano di noi (vedasi riconoscimenti scientifici internazionali dell’INGV) e poi ci chiediamo come mai ci sia la fuga di cervelli.
francesco olivieri 4 febbraio 2013 at 00:40
Ho inviato una lettera a Repubblica sul terremoto de L’Aquila a commento del suo pezzo,ma non è stata pubblicata. Pregola farla pubblicare con la sua risposta.E’ importantissima la lettera-verità. Se non intendete pubblicare la lettera vi consiglio di fare un bel servizio sul terremoto di Ancona del 1972 durato tre mesi,documentato costantemente dalla televisione.Inoltre su pacchetto di sigarette c’è il teschio,ma la gente se ne frega. non voglio farla lunga. Le consiglio almeno di leggere la lettera ,che è lontanissima dalla polemica,che non mi appartiene.Se riterrà opportuno mi darà un cenno.Con molta stima.fr.oli.
franco olivi 5 febbraio 2013 at 18:14
Che i terremoti siano preceduti da segnali premonitori non è un assioma o un postulato. Non si impostano teorie su presupposti errati. In Ancona c’è stato un terremoto durato tre mesi,ma non venne la scossa distruttiva. A L’Aquila è venuta la scossa distruttiva dopo molti mesi. La domanda a cui nessuno vuole rispondere,neppure la Repubblica,è la seguente. Può un’autorità preposta alla sicurezza,sulla base di una raccomandazione di precauzione non suffragata da elementi scientifici,ordinare nel territorio di una provincia e anche oltre l’evacuazione di ospedali,scuole,chiese,uffici pubblici,negozi ,e lo sgombro di abitazioni e vie cittadine? .Ma attenzione! E qui sta il punto critico in cui entra in gioco la Commissione grandi rischi,cioè la scienza relativa. Quando dare l’allarme? A L’Aquila quando si sarebbe dovuto dare l’allarme? A ottobre o a dicembre del 2008 o a febbraio 2009? . E chi dice che il terremoto sarebbe avvenuto durante la notte alle ore 3,32 ? Il Prefetto,l’Arcivescovo,il Presidente del tribunale,il Rettore dell’università,i Presidi delle scuole,i Dirigenti di uffici pubblici e i Sindaci di tutti i comuni della provincia,e i Presidenti di regione e provincia,indipendentemente dal responso della Commissione grandi rischi,non potevano raccomandare la precauzione di disertare i loro impianti? Perchè non denunciare me stesso per tentato suicidio e i suddetti per tentato suicidio e tentato omicidio? Ecco la mia risposta: come è bello far l’amore da Trieste in giù !. Sentiamo ora gli esperti.
Angelo Libranti 10 febbraio 2013 at 23:09
In un momento politico delicato, con le elezioni alle porte e con tutto l’ambaradam del Monte Paschi, che coinvolge politica e massime autorità in fatto di Tesoro e Finanze, Merlo pettina la bambola della mancata evacuazione dall’Aquila.
Siamo seri; invoco un commento da parte sua sulla disastrosa situazione politica alla vigilia di elezioni che potrebbero sconvolgere l’assetto attuale e le prospettive future di questa povera Italia, piena di Merli al motto: “Franza o Spagna purchè se magna”
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