Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=01064091&part=doc_dc-allegato_a:1&parse=no
Timestamp: 2018-02-25 13:28:07+00:00

Document:
l’articolo 7 dello schema di decreto legislativo in esame modifica l’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario, in particolare riformulandone il comma 1 nel senso di ridurre il perimetro delle preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari e alle misure alternative extramurarie (lavoro esterno, permessi premio, affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà) - fatta eccezione per i delitti di associazione mafiosa e terrorismo per i quali viene conservato il vigente assetto normativo - e circoscrivendo tali preclusioni ad una serie di delitti commessi per via associativa (per la gran parte già compresi al comma 1 dell’articolo 4-bis), con esclusione dei casi di mera partecipazione alle associazioni, nonché ad altri delitti, definiti dalla relazione illustrativa "monosoggettivi", la cui struttura presupporrebbe, tuttavia, un carattere associativo, come i delitti di riduzione in schiavitù (articolo 600 del codice penale), tratta di persone (articolo 601 del codice penale), prostituzione minorile (600-bis, primo comma, del codice penale), violenza sessuale di gruppo (articolo 609-octies, del codice penale);
sempre con riferimento all'articolo 7 dello schema, al comma 1, lettera a), numeri 5), 6) e 7), vengono modificati i commi 2 e 3 dell'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario prevedendo, con riguardo alla concessione di tutti i benefici di cui al comma 1, come necessaria l'acquisizione del solo parere del procuratore del distretto in cui è stata pronunciata la condanna e non anche del Procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo, mentre al successivo numero 8) viene disposta la soppressione del comma 3-bis del citato articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario, che prevede la segnalazione del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e del procuratore distrettuale circa l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata con finalità ostativa alla concessione dei permessi premio e delle misure alternative alla detenzione per qualunque tipo di delitto doloso;
le modifiche testé indicate andrebbero rimeditate innanzitutto nel senso di prevedere ai commi 2 e 3 dell'articolo 4-bis - come modificati dall'articolo 7 dello schema - anche l'acquisizione del parere del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, che, con specifico riferimento alla verifica della eventuale attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, appare essere in possesso di un patrimonio di conoscenze più ampio e completo rispetto a quello dei singoli procuratori distrettuali. In secondo luogo, appare altamente inopportuna la soppressione del comma 3-bis dell'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario poiché la comunicazione del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e del procuratore distrettuale ivi prescritta non solo non rappresenta un "automatismo preclusivo, non filtrato da alcuna verifica giurisdizionale" - come invece traspare dalla relazione illustrativa - essendo ormai invalso il principio che il magistrato di sorveglianza mantenga il diritto-dovere di valutare la congruità della comunicazione del procuratore circa la permanenza dei collegamenti con la criminalità organizzata, ma anche perché in tal modo si depotenzierebbe la trasmissione informativa tra mondo penitenziario e prevenzione antimafia, su cui si è invece basata la consolidata prassi legislativa al fine di prevenire il rischio che il carcere possa tramutarsi in terminale e luogo di collegamento strategico con le organizzazioni criminali;
ancora con riferimento all'articolo 7 dello schema, viene introdotto - al comma 1 lettera b) - un nuovo articolo 4-ter dell'ordinamento penitenziario, recante scioglimento del cumulo, che per la sua ampia formulazione, e per il fatto di non escluderne espressamente l'applicazione nei casi di cui al comma 2 dell'articolo 41-bis, appare foriero di dubbi ermeneutici di non poco momento tenendo conto della delicatezza dei profili considerati e del rischio di una possibile incidenza applicativa di tale previsione di favore con la norma speciale di cui al citato articolo 41-bis;
che, sia al fine di minimizzare il rischio di comportamenti opportunistici - rischio evidenziato sotto un diverso profilo anche nel parere reso dalla Conferenza unificata - sia per ragioni di coordinamento con i rilievi sopra esposti in ordine al predetto articolo 94, appare preferibile che, nelle ipotesi di cui al citato nuovo articolo 47-septies, il limite ridotto di quattro anni di pena detentiva da eseguire - in luogo del limite generale di sei anni di pena detentiva - si applichi con riferimento a tutti i reati previsti dall'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario;
l'articolo 15, comma 1, lettera a), n. 3) e lettera b), n. 3) - intervenendo rispettivamente sugli articoli 47-ter e 47-quinquies dell'ordinamento penitenziario - esclude l'applicabilità del divieto previsto dal comma 1 dell'articolo 4-bis dell'ordinamento medesimo ai fini dell'applicazione della detenzione domiciliare nelle ipotesi di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 47-ter e ai fini dell'applicazione della detenzione domiciliare speciale in quelle di cui all'articolo 47-quinquies;
a questo riguardo, deve rilevarsi che la predetta giurisprudenza ha "chiarito che, affinché il preminente interesse del minore possa restare recessivo di fronte alle esigenze di protezione della società dal crimine, la legge deve consentire che sussistenza e consistenza di queste ultime siano verificate in concreto, e non già sulla base di automatismi che impediscono al giudice ogni margine di apprezzamento delle singole situazioni" (cfr. Corte costituzionale n.76 del 2017 e n. 239 del 2014) e che, sulla base di tale rilievo, la Corte è intervenuta sul vigente comma 1-bis dell'articolo 47-quinquies eliminando la previsione che escludeva l'applicabilità del predetto comma 1-bis per i reati di cui all'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario e rilevando, in proposito, proprio il carattere automatico di tale previsione non suscettibile di essere rimossa neppure in presenza delle condizioni previste dallo stesso articolo 4-bis (a seconda del tipo di reati: collaborazione prestata, impossibile o irrilevante ovvero assenza di elementi da cui risultino collegamenti con la criminalità organizzata);
la previsione di delega rilevante sul punto in questione - contenuta nell'articolo 1, comma 85, della legge n. 103 del 2017 - prevede espressamente la "revisione della disciplina di preclusione dei benefìci penitenziari per i condannati alla pena dell'ergastolo, salvo che per i casi di eccezionale gravità e pericolosità specificatamente individuati e comunque per le condanne per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale", richiedendo pertanto una specifica limitazione di carattere assoluto (non rimuovibile) dell'efficacia della revisione in parola nelle ipotesi anzidette (e quindi non potendo ritenersi sufficiente a tal fine l'operatività dei divieti dell'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario, in quanto tale operatività, come già evidenziato, viene meno ove ricorrano determinati presupposti, quali la collaborazione prestata ovvero impossibile o irrilevante, nei casi di cui al comma 1, e l'assenza di elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, nei casi di cui al comma 1-ter del citato articolo 4-bis) ;
preso atto, infine che non è stata esercitata la delega in esame con riferimento ai principi e criteri direttivi di cui alle lettere n), o) e v del comma 85 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017;
b) che, all'articolo 7, comma 1, lettera a), al n. 1), vengano sostituite le parole: "di cui agli articoli 416, primo e terzo comma, del codice penale" con le seguenti: "di cui all'articolo 416 del codice penale", nonché vengano soppresse, dopo le parole: "all'articolo 291-quater", le altre: ", comma 1," e, dopo le parole: "all'articolo 74", le altre: ", comma 1,", conseguentemente sopprimendo al n. 2) le parole da: "nonché, fuori dai casi di cui al comma 1" fino alla fine del n. 2) medesimo;
c) che, all'articolo 7, comma 1, lettera a), numero 5) dello schema, dopo le parole: "è stata pronunciata la condanna", si aggiungano le seguenti: ", nonché il parere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo"; al successivo numero 6), siano sostituite le parole: "e del parere", con le seguenti: "e dei predetti pareri"; al numero 7), dopo le parole: "o il procuratore della Repubblica individuato ai sensi del comma 2", siano aggiunte le seguenti: "ovvero il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo"; sia poi soppresso il numero 8) o, in via subordinata, venga riformulato in modo da prevedere comunque la segnalazione del Procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo o del procuratore distrettuale, qualora positivamente vagliata dal giudice, come preclusiva della concessione dei benefici ivi previsti;
e) che siano soppressi l'articolo 8 dello schema e la lettera a) del comma 1 dell'articolo 9 dello schema, nonché, alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 11, siano soppresse le parole: "e le parole «nei commi 1, 1-ter e 1-quater» sono sostituite dalle seguenti parole: «nel comma 1»"; analogamente, al n. 2) della lettera b) del comma 1 dell'articolo 16 dello schema, siano soppresse le parole: "e le parole «nei commi 1, 1-ter e 1-quater dell'art.» sono sostituite dalle seguenti parole: «nel comma 1 dell'articolo»";
f) che all'articolo 12 dello schema siano soppresse le lettere a) e c);
g) che, all'articolo 14, comma 1, lettera b), dello schema, al capoverso "articolo 47-septies", comma 1, dopo le parole "all'articolo 4-bis" siano soppresse le parole ", comma 1";
i) che, all'articolo 15, comma 1, lettera a), n. 4) dello schema, al capoverso "1-bis", dopo il primo periodo, sia inserito il seguente: "La presente disposizione non si applica ai condannati per i reati di cui all'articolo 4-bis.";
j) che, all'articolo 16 dello schema, al comma 1, alla lettera b), al n. 4), siano inserite dopo le parole: "di cui all'articolo 30-ter", le altre ", salvo che per i casi di condanna per delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, ovvero per delitti di cui all'articolo 416-bis del codice penale ovvero commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo o al fine di agevolare le associazioni in esso previste ovvero ancora per i casi di cui all'articolo 576 del codice penale," e che siano inserite, all'articolo 19 dello schema, al comma 1, al capoverso "Art. 54-bis", comma 4, lettera b) dopo le parole: "ventisei anni di pena ovvero che" le altre: ", salvo che per i casi di condanna per delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, ovvero per delitti di cui all'articolo 416-bis del codice penale ovvero commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo o al fine di agevolare le associazioni in esso previste ovvero ancora per i casi di cui all'articolo 576 del codice penale,";
c) all'articolo 2, comma 1, lettera c) dello schema, capoverso "Art. 65", si invita il Governo a sostituire, ovunque ricorrano, le parole: "sezioni speciali", con le seguenti: "sezioni cliniche";
d) sempre all'articolo 2, comma 1, lettera c), dello schema, capoverso "Art. 65", si invita il Governo a sostituire la rubrica dell'articolo con la seguente: "Sezioni per detenuti con infermità psichica", nonché a prevedere apposite sezioni per trattamenti riabilitativi per infermità fisiche, stabilendo in ogni caso che sia ai fini delle sezioni per invalidità psichiche, sia ai fini delle sezioni per invalidità fisiche, la regolamentazione dell'organizzazione e delle procedure di ingresso e dimissione venga rinviata ad appositi decreti attuativi da adottarsi d'intesa con le Regioni e con le altre pubbliche amministrazioni interessate;
e) all'articolo 9, comma 1, dello schema, valuti il Governo l'opportunità di sopprimere la lettera b);
f) all'articolo 14, comma 1, lettera b) dello schema, capoverso "Art. 47-septies", valuti il Governo l'opportunità di sostituire, al comma 1, le parole: «dell'azienda unità sanitaria locale o con una struttura privata accreditata», con le seguenti: «dell'azienda unità sanitaria locale realizzabile anche in una struttura privata accreditata»;
g) all'articolo 25, comma 1, lettera a) dello schema, capoverso "Art. 1", dopo il comma 2, valuti il Governo l'opportunità di inserire il seguente comma: "2-bis. Le autorità penitenziarie devono rispettare i bisogni delle donne, a livello fisico, professionale, sociale e psicologico, in ogni decisione relativa agli aspetti della loro detenzione. Oltre ad essere garantiti con particolare riguardo l'accesso a servizi medici o sociali specialistici, vanno adottati speciali provvedimenti per rispondere alle necessità igieniche delle donne. Presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è istituito un Ufficio per le donne detenute, che sia competente rispetto ai bisogni specifici delle donne detenute.";
h) all'articolo 25, comma 1, lettera a) dello schema, capoverso "Art. 1", valuti il Governo l'opportunità, al comma 6, di sopprimere le seguenti parole: «nel rispetto dei principi indicati nelle regole penitenziarie del Consiglio d'Europa» e di sostituire la parola: "aree", con la seguente: "camere";
i) all'articolo 25, comma 1, dello schema, valuti il Governo l'opportunità di sopprimere la lettera c);
j) all’articolo 25, comma 1, lettera h), n. 2 dello schema, valuti il Governo l'opportunità di aggiungere, al primo capoverso, il seguente periodo: "è favorita la frequenza a corsi scolastici per corrispondenza, per radio e per televisione";
k) si invita il Governo a valutare l'opportunità di esercitare la delega in esame anche con riferimento ai principi e criteri direttivi di cui alle lettere n), o) e v) del comma 85 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017, rispettivamente in materia di riconoscimento del diritto all'affettività delle persone detenute, in tema di previsione di norme che favoriscano l'integrazione dei detenuti stranieri, nonché in tema di revisione delle attuali previsioni in materia di libertà di culto e dei diritti ad essa connessi.

References: articolo 4
 articolo 4
 articolo 41
 articolo 94
 articolo 47
 articolo 4
 articolo 4