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Timestamp: 2019-02-22 03:54:57+00:00

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Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 26 febbraio 2014, n. 4538. La delibazione della sentenza ecclesiastica per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi del bonum matrimonii, è in contrasto con l'ordine pubblico italiano, ove detta esclusione sia rimasta inespressa nella sfera psichica del suo autore, e non sia stata pertanto conosciuta dall'altro coniuge - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 26 febbraio 2014, n. 4538. La delibazione della sentenza ecclesiastica per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi del bonum matrimonii, è in contrasto con l'ordine pubblico italiano, ove detta esclusione sia rimasta inespressa nella sfera psichica del suo autore, e non sia stata pertanto conosciuta dall'altro coniuge
ordinanza 26 febbraio 2014, n. 4538
In un procedimento di delibazione di sentenza ecclesiastica di nullità matrimoniale, tra L.S. e F.R. , la Corte d’Appello di Lecce, con sentenza in data 10/2/2011, rigettava la domanda.
Ricorre per cassazione il L. . Non ha svolto attività difensiva la F. .
Il Giudice a quo rigetta la domanda di delibazione, adducendo un impedimento di ordine pubblico relativo alla tutela della buona fede e dell’affidamento incolpevole.
Per giurisprudenza consolidata, la delibazione della sentenza ecclesiastica per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi del bonum matrimonii, è in contrasto con l’ordine pubblico italiano, ove detta esclusione sia rimasta inespressa nella sfera psichica del suo autore, e non sia stata pertanto conosciuta dall’altro coniuge (tra le altre, Cass. N. 8205 del 2004).
Il giudice a quo precisa, sulla base delle argomentazioni della sentenza ecclesiastica e della relativa valutazione delle prove testimoniali, che la moglie ha potuto avere consapevolezza della posizione del marito, solo dopo la celebrazione del matrimonio; il marito, nell’anno precedente, non aveva dato occasione di dubitare della sua serietà; lo stesso “scontro” della moglie con altra donna, che diceva di essere “fidanzata” del nubendo, fu ridimensionata dal futuro marito, che rassicurò l’attuale intimata, ancora una volta ingannandola.

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 Cass. 
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