Source: http://www.slideshare.net/robertocociancich/rinnovabili-elettriche-non-fotovoltaiche-testo-decreto-interministeriale-in-corso-di-esame-alla-conferenza-statoregioni-e-allautorit-dellenergia
Timestamp: 2015-11-28 22:08:53+00:00

Document:
Rinnovabili elettriche non fotovoltaiche testo decreto interministe…
Rinnovabili elettriche non fotovoltaiche testo decreto interministeriale in corso di esame alla conferenza stato-regioni e all’autorità dell’energia
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201111 Intelligence Global Hr 3
Roberto Cociancich, SOCIO E FONDATORE
at CRW & Partners
Il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con IL MINISTRO DELLAMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MAREACQUISITO il concerto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per quantoattiene l’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati a biomasse, bioliquidi e biogas;VISTA la Direttiva 2009/28/CE del 23 aprile 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sullapromozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;VISTA la legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007);VISTA la legge n. 244 del 2007 (finanziaria 2008);VISTO il decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo2006, n. 81, recante interventi urgenti per i settori dellagricoltura, dellagroindustria, della pesca,nonché in materia di fiscalità dimpresa;VISTO il decreto legislativo n. 79 del 1999, di attuazione della direttiva 96/92/CE recante normecomuni per il mercato interno dellenergia elettrica;VISTO il decreto legislativo n. 387 del 2003, recante attuazione della direttiva 2001/77/CE relativaalla promozione dellenergia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato internodellelettricità, e relativi provvedimenti di attuazione;VISTO il decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale;VISTO il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, di attuazione della direttiva 2009/28/CE, e inparticolare: - l’articolo 23, in base al quale i regimi di sostegno sono volti a delineare un quadro generale per la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili in misura adeguata al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 3, attraverso la predisposizione di criteri e strumenti che promuovano l’efficacia, l’efficienza, la semplificazione e la stabilità nel tempo dei sistemi di incentivazione, perseguendo nel contempo l’armonizzazione con altri strumenti di analoga finalità e la riduzione degli oneri di sostegno specifici in capo ai consumatori; - l’articolo 24, il quale individua gli aspetti da disciplinare con i decreti richiamati al precedente alinea; 1
- il comma 5 dello stesso articolo 24, il quale prevede che con decreti del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e, per i profili di competenza, con il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentite l’Autorità per l’energia elettrica e il gas e la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le modalità per l’attuazione dei sistemi di incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nel rispetto dei criteri di cui ai commi 2, 3 e 4 del medesimo articolo 24;il comma 9 dello stesso articolo 24, che prevede specifici incentivi per la produzione di energia mediante impianti tecnologicamente avanzati e non ancora pienamente commerciali, compresi gli impianti sperimentali di potenza fino a 5 MW alimentati da fluidi geotermici a media ed alta entalpia;VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 18 dicembre 2008 per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dellarticolo 2, comma 150, dellalegge n. 244 del 2007;VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 maggio 2011 recante incentivazionedella produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, emanato in attuazionedell’articolo 25, comma 10, del decreto legislativo n. 28 del 2011;VISTO il decreto del Ministro delle attività produttive 24 ottobre 2005 recante direttive per laregolamentazione dellemissione dei certificati verdi alle produzioni di energia di cui allarticolo 1,comma 71, della legge 23 agosto 2004, n. 239;VISTO il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 7 aprile 2006 recante criteri enorme tecniche generali per la disciplina regionale dellutilizzazione agronomica degli effluenti diallevamento, di cui allarticolo 38 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152;VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011, recante integrazioni aldecreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, di attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozionedella cogenerazione basata su una domanda di calore utile sul mercato interno dellenergia, emodificativa della direttiva 92/42/CE;VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 settembre 2011 di definizione del nuovoregime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento;CONSIDERATO che la strategia europea delineata nel cd. Pacchetto clima-energia “20-20-20”, prefigura uno scenario energetico europeo più sostenibile e sicuro, attraverso la riduzione delleemissioni di CO2, l’aumento del ricorso a energie rinnovabili e la maggior efficienza energetica e che, in particolare, l’obiettivo italiano sulle energie rinnovabili derivante da tale Pacchetto è pari al17% del consumo complessivo di energia al 2020;VISTO il Piano d’Azione Nazionale sulle energie rinnovabili, PAN, adottato dal Governo nelgiugno 2010, nel quale il predetto obiettivo del 17% è scomposto nei tre settori principali calore,trasporti ed energia elettrica, per il quale ultimo settore è stabilito un obiettivo al 2020 di 26% delconsumo da coprire tramite energia rinnovabile, corrispondente ad una produzione di circa 100TWh/anno;CONSIDERATO che lo stato di avanzamento complessivo ai fini del raggiungimentodell’obiettivo del 17% al 2020 è positivo, in quanto al 2010 oltre il 10% dei consumi energetici complessivi è stato coperto mediante fonti rinnovabili, contro l’8,86% del 2009;; 2
CONSIDERATO, in particolare, che nel settore elettrico l’Italia è in anticipo rispetto agli obiettivi fissati, poiché la capacità installata a fine 2011 è in grado di assicurare una produzione di circa 94TWh/anno, a fronte dell’obiettivo di produzione di 100 TWh previsto per il 2020;RITENUTO tuttavia che per il perseguimento degli obiettivi in materia di fonti si debba daremaggiore impulso ai settori calore e trasporti e all’efficienza energetica, che sono modalità, in media, economicamente più efficienti;CONSIDERATO che i notevoli progressi tecnologici e le economie di scala hanno comportato unadiminuzione del costo di investimento degli impianti, in particolare di quelli solari;RITENUTO che, pur in una prospettiva di ulteriore sviluppo del settore, sussistano margini diriduzione degli incentivi rispetto a quelli corrisposti negli ultimi anni, tenuto conto dei livelli degliincentivi negli agli altri paesi europei e delle tipiche redditività degli investimenti;CONSIDERATO quindi che occorra rilanciare lo sviluppo delle energie rinnovabili con unapproccio alla crescita più virtuoso, basato sull’efficienza dei costi e sulla massimizzazione del ritorno economico e ambientale per il Paese valutando in particolare che: - in molti Paesi d’Europa, anche a causa della crisi finanziaria, è in corso un ripensamento delle politiche nazionali sulle fonti rinnovabili – in qualche caso in maniera drastica, come avvenuto in Spagna e in Portogallo, ove sono stati sospesi a tempo indeterminato tutti gli incentivi per i nuovi impianti. In questo contesto, l’Italia intende continuare lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma con un approccio più efficiente; - il mix di energie rinnovabili (elettriche, termiche e l’efficienza energetica) per il futuro dovrà favorire le tecnologie più vantaggiose in termini di: 1. minor costo unitario; 2. maggiori ricadute sulla filiera economica del Paese; 3. minor impatto ambientale e sulle reti elettriche. - Nell’ambito del settore elettrico, tenendo conto dei maggiori volumi già raggiunti (come pure del cambiamento dello scenario nel nucleare), occorre ridefinire un nuovo obiettivo di sviluppo del mix di capacità produttiva al 2020 di cui tener conto nella definizione della Strategia Energetica Nazionale (SEN); - tenendo conto delle esigenze di bilanciamento del mix di fonti, dei tempi e costi di adeguamento della rete, si ritiene che il nuovo target di energia elettrica da fonte rinnovabile al 2020 possa essere pari al 32-35% dei consumi elettrici totali; - per garantire una maggiore prevedibilità e sostenibilità degli oneri di incentivazione, è necessario introdurre, accanto alla riduzione degli incentivi, meccanismi specifici per tenere i volumi di sviluppo sotto controllo, mediante:  aste per gli impianti di potenza superiore a 5 MW,con l’eccezione degli impianti idroelettrici e geotermoelettrici, per i quali si ritiene opportuno elevare la soglia a 20 MW, in considerazione del ridotto numero di impianti con potenza superiore a 5 MW annualmente realizzati, e quindi della difficoltà di attivare aste realmente competitive;  registri nazionali per gli altri impianti di potenza superiore a 50 kW, con volumi massimi predefiniti per ciascun anno e per tecnologia e con selezione in base a criteri di priorità;RITENUTO che, anche alla luce della crescente quantità di energia da fonti rinnovabili immessa inrete, sia opportuno adottare una tariffa di tipo feed-in premium, che stimoli i produttori da fontirinnovabili a valorizzare l’energia sul mercato dell’energia elettrica; 3
RITENUTO, invece, che per i piccoli impianti possa esser mantenuto un meccanismo con ritiroonnicomprensivo dell’energia immessa in rete, al fine di semplificarne l’esercizio;;RITENUTO, per ciò che concerne il meccanismo delle aste al ribasso, di dover individuare, sullabase dei dati degli impianti entrati in esercizio con l’attuale meccanismo di incentivazione,disponibili presso il Gestore Servizi Energetici, GSE S.p.A, (GSE), valori della potenza di sogliaper l’accesso al meccanismo delle aste tali da garantire una buona partecipazione a tali meccanismi di gara e conseguenti risultati in termini di recupero di efficienza sui livelli dell’incentivo, tenendotuttavia conto delle specifiche caratteristiche ed esigenze delle diverse tecnologie;RITENUTO, in tale contesto, di dover assicurare adeguata capacità di realizzazione di impianti ditermovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani a valle della raccolta differenziata, sia per ragioni dinatura ambientale, connesse anche alla criticità del settore in talune regioni, sia per coerenza con icriteri di cui all’articolo 24, comma 2, lettera h), del decreto legislativo n. 28 del 2011, che privilegia, per quanto riguardo l’utilizzo per la produzione elettrica, la biomassa rifiuto;RITENUTO, sulla base delle specifiche previsioni del decreto legislativo n. 28 del 2011, che gliinterventi di rifacimento debbano essere esclusi dal meccanismo delle aste;RITENUTO, per ciò che concerne la vita convenzionale utile, di dover differenziare tale valore inrelazione alla tipologia di impianto e taglia di potenza al fine di approssimarlo a quello della vitareale degli impianti;RITENUTO, per ciò che concerne il passaggio da certificati verdi a tariffa dopo il 2015, di doverindividuare lo stesso sistema di incentivo per gli impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013,individuando come livello di incentivo fisso, quello stabilito dal decreto legislativo n. 28 del 2011,pari al 78% del prezzo di riferimento dei certificati verdi, in modo da garantire la redditività degliinvestimenti effettuati;RITENUTO inoltre che, a fronte del complessivo processo di riassetto ed efficientamento delsettore, sia necessario fornire una prospettiva di lungo termine al settore, prevedendo che, inassenza di ulteriori provvedimenti attuativi dell’articolo 24, comma 5, del decreto legislativo n. 28 del 2011, gli incentivi di cui al presente decreto si continuino ad applicare fino al raggiungimentodel tetto di spesa programmato al 2020, riservando, in caso contrario, ulteriori interventi diaggiornamento;RITENUTO, in analogia a quanto previsto per il fotovoltaico, dal decreto del Ministro dellosviluppo economico 5 maggio 2011, di dover dare evidenza dei costi di sostegno alla produzione dienergia elettrica da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, in modo da incrementare latrasparenza sugli oneri indotti sulle tariffe dell’energia elettrica;;SENTITA l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che si è espressa con nota del XXXXXXXXXXX;ACQUISITO il parere della Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28agosto 1997, n. 281, formulato nella seduta del XXXXXXXXXX; decreta 4
Art. 1 (Finalità)1. Il presente decreto ha la finalità di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabiliin misura adeguata al perseguimento dei relativi obiettivi, stabiliti nei Piani di azione per le energierinnovabili di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 28 del 2011, attraverso ladefinizione di incentivi e modalità di accesso semplici e stabili, che promuovano l’efficacia,l’efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione. TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI Art. 2 (Definizioni)1. Ai fini del presente decreto valgono le definizioni riportate allarticolo 2 del decreto legislativo n.28 del 2011, le definizioni di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 79 del 1999, escluso ilcomma 15, le definizioni riportate allarticolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 387 del 2003,con esclusione delle lettere a) ed e), le definizioni di cui all’articolo 183 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni, integrate dalle seguenti definizioni:a) impianto alimentato da fonti rinnovabili: è l’insieme delle opere e delle apparecchiature, funzionalmente interconnesse, destinate alla conversione dell’energia rinnovabile in energia elettrica. Esso comprende in particolare: 1. le opere, compresi eventuali edifici e i macchinari che consentono l’utilizzo diretto oppure il trattamento della fonte rinnovabile e il suo successivo utilizzo per la produzione di energia elettrica; 2. i gruppi di generazione dell’energia elettrica, i servizi ausiliari di impianto, i trasformatori posti a monte del/dei punto/punti di connessione alla rete elettrica, nonché i misuratori dell’energia elettrica funzionali alla quantificazione degli incentivi.Nell’allegato 2 sono indicate, per ciascuna tipologia di impianto, le principali parti che lo compongono. Un impianto alimentato da fonti rinnovabili è considerato un “nuovo impianto”quando è realizzato in un sito sul quale, prima dell’avvio dei lavori di costruzione, non era presente, da almeno cinque anni, un altro impianto, anche dismesso, alimentato dalla stessa fonte rinnovabile;b) integrale ricostruzione: è l’intervento che prevede la realizzazione di un impianto alimentato dafonti rinnovabili in un sito sul quale, prima dell’avvio dei lavori, preesisteva un altro impianto di produzione di energia elettrica, del quale può essere riutilizzato un numero limitato di infrastrutturee opere preesistenti, come specificato, in relazione a ciascuna fonte e tipologia di impianto, inallegato 2;c) rifacimento di un impianto alimentato da fonti rinnovabili: è l’intervento finalizzato almantenimento in piena efficienza produttiva dell’impianto e può includere sostituzioni,ricostruzioni e lavori di miglioramento di varia entità e natura, da effettuare su alcuni oppure suiprincipali macchinari ed opere costituenti l’impianto. Il rifacimento è considerato totale o parziale aseconda del rilievo dell’intervento complessivamente effettuato, come specificato, in relazione aciascuna fonte e tipologia di impianto, nell’allegato 2;; 5
d) potenziamento di un impianto alimentato da fonti rinnovabili: è lintervento che prevede larealizzazione di opere sull’impianto volte ad ottenere un aumento della potenza dell’impianto, comespecificato, in relazione a ciascuna fonte e tipologia di impianto, nell’allegato 2;e) riattivazione di un impianto alimentato da fonti rinnovabili: è la messa in servizio di un impianto,dismesso da oltre dieci anni, come risultante dalla documentazione presentata all’Agenzia delle Dogane (chiusura dellofficina elettrica o dichiarazione di produzione nulla per dieci anniconsecutivi) o dalla dismissione ai sensi dellarticolo 1-quinquies, comma 1, della legge 27 ottobre2003, n. 290, ove previsto;f) centrali ibride o impianti ibridi: sono gli impianti definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera q), deldecreto legislativo n. 28 del 2011. Ai fini del presente decreto tali impianti sono distinti sulla basedelle definizioni di cui alle lettere g) ed h);g) “impianti ibridi alimentati da rifiuti parzialmente biodegradabili” o “impianti alimentati con la frazione biodegradabile dei rifiuti”: sono impianti alimentati da rifiuti dei quali la frazionebiodegradabile è superiore almeno al 10%, ivi inclusi gli impianti alimentati da rifiuti urbani a valledella raccolta differenziata;h) altri impianti ibridi: sono impianti alimentati da un combustibile non rinnovabile quali adesempio gas o carbone e da una fonte rinnovabile, quale ad esempio biomassa; rientrano in talefattispecie anche gli impianti alimentati da un combustibile non rinnovabile e da rifiuti parzialmentebiodegradabili;i) produzione lorda di un impianto, espressa in MWh: è la somma delle quantità di energia elettricaprodotte da tutti i gruppi generatori interessati, come risultante dalla misura ai morsetti di uscita deigeneratori elettrici e comunicata, ove previsto, all’Agenzia delle Dogane;l) produzione netta di un impianto, espressa in MWh: è la produzione lorda diminuita dellenergiaelettrica assorbita dai servizi ausiliari di centrale, delle perdite nei trasformatori principali e delleperdite di linea fino al punto di consegna dell’energia alla rete elettrica ;; m) data di entrata in esercizio di un impianto: m1) per i nuovi impianti, gli impianti integralmente ricostruiti, gli impianti riattivati, è la data in cui si effettua il primo funzionamento dellimpianto in parallelo con il sistema elettrico, comunicata dal gestore di rete e registrata in GAUDI; m2) per impianti oggetto di rifacimento, ibridizzazione è la data, dichiarata e documentata dal produttore e verificata dal GSE, in cui, al termine della realizzazione dell’intervento, si effettua il primo funzionamento in parallelo con il sistema elettrico per la ripresa operatività dell’impianto;n) data di entrata in esercizio commerciale di un impianto: è la data, comunicata dal produttore alGSE, a decorrere dalla quale ha inizio il periodo di incentivazione;o) periodo di avviamento e collaudo di un impianto: è il periodo, comunque non superiore a diciottomesi, intercorrente tra la data di entrata in esercizio e la data di entrata in esercizio commerciale;p) potenza di un impianto: è la somma, espressa in MW, delle potenze elettriche nominali deglialternatori (ovvero, ove non presenti, dei generatori) che appartengono all’impianto stesso, ove la potenza nominale di un alternatore è determinata moltiplicando la potenza apparente nominale,espressa in MVA, per il fattore di potenza nominale riportati sui dati di targa dell’alternatore 6
medesimo. Per i soli impianti idroelettrici, la potenza è pari alla potenza nominale di concessione diderivazione d’acqua, tenendo conto della decurtazione conseguente all’applicazione del deflusso minimo vitale;q) potenza di soglia o valore di soglia: è il valore di potenza al di sopra del quale, laddove previsto,la tariffa incentivante è determinata mediante procedura competitiva di asta al ribasso;r) bioliquidi sostenibili: sono i combustibili liquidi ottenuti dalla biomassa che rispettano i requisitidi sostenibilità di cui all’articolo 38 del decreto legislativo n. 28 del 2011;s) gas di discarica: è il gas prodotto dal processo biochimico di fermentazione anaerobica di rifiutistoccati in discarica;t) gas derivante dai processi di depurazione: è il gas prodotto dal processo biochimico difermentazione anaerobica di fanghi prodotti in impianti deputati esclusivamente al trattamento delleacque reflue civili e industriali;u) biogas: è il gas prodotto dal processo biochimico di fermentazione anaerobica di biomassa;v) bioliquidi sostenibili da filiera, biomassa da filiera e biogas da filiera: i bioliquidi sostenibili, labiomassa e il biogas, prodotti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro, di cui agli articoli 9e 10 del decreto legislativo n. 102 del 2005, ovvero da filiera corta, vale a dire prodotti entro unraggio di 70 km dall’impianto di produzione dell’energia elettrica;; la lunghezza del predetto raggioè misurata come la distanza in linea d’aria che intercorre tra l’impianto di produzione dell’energia elettrica e i confini amministrativi del comune o dei comuni in cui ricade il luogo di produzione deimedesimi;z) prodotti ottenuti da coltivazioni dedicate non alimentari: sono prodotti di origine biologica,ottenuti da coltivazioni non impiegate per l’alimentazione umana e animale; in sede di primaapplicazione, rientrano in tale categoria i prodotti di cui alla tabella 1-B;aa) tariffa incentivante: è il ricavo complessivo derivante dalla valorizzazione dell’energia elettrica e dall’incentivo;;ab) incentivo: è l’integrazione economica al ricavo connesso alla valorizzazione dell’energia prodotta idonea ad assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio ecorrisposta dal GSE al produttore in riferimento alla produzione netta immessa in rete.ac) “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” o “costo indicativo cumulato degli incentivi”:è la sommatoria dei prodotti degli incentivi riconosciuti per ciascun impianto alimentato da fontirinnovabili diverse dalla fonte fotovoltaica, per la produzione annua netta effettiva, laddovedisponibile, o la producibilità annua netta dell’impianto calcolata dal GSE per gli impianti nonancora in esercizio, ovvero per gli impianti entrati in esercizio in corso d’anno. Il costo indicativo cumulato degli incentivi include il costo degli impianti ammessi a registro in posizione utile ovincitori delle procedure di asta al ribasso, per i quali si assume l’incentivo spettante alla data di entrata in esercizio dichiarata dal produttore. Art. 3 (Oggetto e ambito di applicazione) 7
1. Il presente decreto stabilisce le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica daimpianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella solare fotovoltaica, nuovi, integralmentericostruiti, riattivati, oggetto di intervento di potenziamento o di rifacimento, aventi potenza noninferiore a 1 kW.2. Il costo indicativo cumulato di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile,con esclusione di quelli fotovoltaici, non può superare i 5,5 miliardi di euro annui. A tal fine il GSEaggiorna e pubblica mensilmente il costo indicativo cumulato degli incentivi alle fonti rinnovabili.3. Con successivi provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 24, comma 5, del decreto legislativon. 28 del 2011 sono aggiornati i contingenti di cui agli articoli 9, 12 e 17 sulla base dei criteri di cuialla lettera f) del medesimo comma 5.4. Con provvedimenti adottati con le medesime modalità di cui al comma 3 possono essereaggiornate le tariffe incentivanti di cui al presente decreto, nel rispetto dei criteri di cui all’articolo 24, comma 5, del decreto legislativo n. 28 del 2011. In assenza dei predetti provvedimenticontinuano ad applicarsi le tariffe incentivanti di cui al presente decreto con le decurtazioniprogrammate ai sensi dell’articolo 7, comma 1. Art. 4 (Accesso ai meccanismi di incentivazione )1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 3, accedono ai meccanismi di incentivazione stabiliti dalpresente decreto, previa iscrizione in appositi registri in posizione tale da rientrare in limiti specificidi potenza, i seguenti impianti: a) gli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, se la relativa potenza è non superiore alla potenza di soglia; b) gli impianti ibridi, la cui potenza complessiva è non superiore al valore di soglia della fonte rinnovabile impiegata; c) gli impianti oggetto di un intervento di rifacimento totale o parziale, nei limiti di contingenti e con le modalità stabiliti all’articolo 17; d) gli impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia non superiore al valore di soglia vigente per impianti alimentati dalla stessa fonte.2. Gli impianti di cui al comma 1, lettere a) e b), la cui potenza è superiore alla pertinente potenza disoglia, come definita dall’articolo 5, possono accedere ai meccanismi di incentivazione di cui alpresente decreto a seguito di partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso. Gli impiantidi cui al comma 1, lettera d), sono assoggettati alle medesime procedure competitive di aste alribasso qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia superiore al valore di soglia vigente per impianti alimentati dalla stessafonte.3. Non sono soggetti alle procedure di cui ai commi 1 e 2 ed accedono direttamente ai meccanismidi incentivazione di cui al presente decreto: a) gli impianti aventi potenza nominale fino a 50 kW; b) gli impianti previsti dai progetti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero approvati dal Comitato interministeriale di cui allarticolo 2 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81; 8
c) gli impianti previsti dall’articolo 1 comma 3-bis del decreto legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010 e successive modificazioni.4. Per gli impianti solari termodinamici che entrano in esercizio successivamente al 31 dicembre2012 continuano ad applicarsi le condizioni stabilite dal decreto del Ministro dello sviluppoeconomico 11 aprile 2008 recante criteri e modalità per incentivare la produzione di energiaelettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici, con le seguenti modificazioni al medesimodecreto: a) la tabella 6 è sostituita dalla seguente: Tariffa incentivante [Euro/kWh elettrico prodotto] Fino a Tra 0,15 e Oltre Frazione di integrazione 0,15 0,50 0,50 Incentivo aggiuntivo al prezzo di vendita per impianti con superficie 0,36 0,32 0,30 captante fino a 2500 m2 Incentivo aggiuntivo al prezzo di vendita per impianti con superficie 0,32 0,30 0,27 captante superiore a 2500 m2 b) le tariffe stabilite nella tabella dell’articolo 6 si applicano agli impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2015; c) non si applicano i commi 3 e 4 del medesimo articolo 6; d) le tariffe di cui alla tabella 6 sono ridotte del 5% per l’anno 2014 e di un ulteriore 10% per l’anno 2015;; e) non si applica l’articolo 8, e trova applicazione l’articolo 26 del decreto legislativo n. 28 del 2011; f) nell’articolo 4, comma 2: la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) sono dotati di sistema di accumulo termico con capacità nominale di accumulo non inferiore a: 1,5 kWh termici per ogni metro quadrato di superficie captante qualora la superficie captante sia superiore a 50.000 m2; 0,4 kWh termici per ogni metro quadrato di superficie captante qualora la superficie captante sia compresa tra 10.000 e 50.000 m2”; la lettera c) è cancellata; g) per gli impianti che utilizzano come unica fonte di integrazione una fonte rinnovabile, il fattore di integrazione, come definito all’articolo 2, comma 1, lettera g) del decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 aprile 2008, è convenzionalmente considerato sempre pari a zero.5. Con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministrodell’ambiente e della tutela del territorio e del mare possono essere adottati provvedimenti perl’incentivazione di impianti solari termodinamici di piccola e media taglia, anche alla luce di eventuali risultati derivanti dal monitoraggio di realizzazioni finanziate con specifici programmi perla ricerca o lo sviluppo industriale su tali applicazioni. Art. 5 (Valori della potenza di soglia)1. I valori della potenza di soglia sono fissati in 5000 kW per tutte le tipologie di fonte rinnovabile,fatta eccezione per le fonti idroelettriche e geotermoelettriche, per le quali il valore di soglia èfissato a 20000 kW, come riportato in Allegato 1.2. Ai fini della determinazione della potenza dell’impianto e dei valori di potenza di cui al comma1: 9
a) la potenza di un impianto è costituita dalla somma delle potenze degli impianti, alimentati dalla stessa fonte, a monte di un unico punto di connessione alla rete elettrica; per i soli impianti idroelettrici si considera unico impianto l’impianto realizzato a seguito di specifica concessione di derivazione d’acqua, a prescindere dalla condivisione con altri impianti dello stesso punto di connessione; b) più impianti alimentati dalla stessa fonte, nella disponibilità del medesimo produttore o riconducibili, a livello societario, a un unico produttore e localizzati nella medesima particella catastale o su particelle catastali contigue si intendono come unico impianto di potenza cumulativa pari alla somma dei singoli impianti. Art. 6 (Vita media utile convenzionale e periodo di diritto ai meccanismi incentivanti)1. Ai fini dell’accesso ai meccanismi incentivanti di cui al presente decreto e della relativa durata, lavita media utile convenzionale degli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto diintervento di rifacimento o di potenziamento assume i valori riportati in Allegato 1.2. Il periodo di diritto ai meccanismi incentivanti decorre dalla data di entrata in eserciziocommerciale dell’impianto ed è pari alla vita media utile convenzionale, fatto salvo quanto previstoal comma 3.3. Il periodo per il quale si ha diritto di accesso ai meccanismi incentivanti è considerato al netto dieventuali fermate, disposte dalle competenti autorità secondo la normativa vigente per problemiconnessi alla sicurezza della rete riconosciuti da Terna o per eventi calamitosi riconosciuti dallecompetenti autorità. A tal fine, al produttore è concessa un’estensione del periodo nominale didiritto, pari al periodo complessivo di fermate di cui al presente comma. Art. 7 (Modalità di determinazione delle tariffe incentivanti e degli incentivi)1. Fatto salvo quanto previsto al comma 9, per i nuovi impianti di cui all’articolo 4, comma 1,lettera a), che entrano in esercizio nell’anno 2013, il valore delle tariffe incentivanti è individuato,per ciascuna fonte, tipologia di impianto e classe di potenza, dall’Allegato 1. Per i medesimiimpianti che entrano in esercizio negli anni successivi, il valore delle tariffe incentivanti baseindicate nella Tabella 1.1 dell’Allegato 1 è decurtato del 2% all’anno, con arrotondamentocommerciale alla terza cifra decimale, fatto salvo quanto previsto al comma 4 dell’articolo 3. Lapredetta decurtazione non si applica alle tipologie per le quali, nell’anno precedente, la potenza complessivamente assegnata tramite le procedure di aste e registro, resa nota dal GSE sul propriosito internet, sia inferiore all’80% rispetto alle quantità rese disponibili per l’anno.2. Per gli impianti oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione, rifacimento, potenziamento e pergli impianti ibridi, il livello di incentivazione spettante è determinato applicando le condizioni e lemodalità indicate in Allegato 2 ai valori delle tariffe incentivanti per i nuovi impianti stabilitedall’Allegato 1. Nel medesimo allegato 2 sono inoltre individuate le modalità per la determinazionedella produzione imputabile a fonti rinnovabili nel caso di impianti ibridi alimentati dalla frazionebiodegradabile dei rifiuti e di altri impianti ibridi.3. Per gli impianti di cui ai commi 1 e 2 sottoposti a procedura competitiva d’asta al ribasso, si applica quanto previsto agli articoli 12, 14 e 15. 10
4. Per gli impianti di potenza fino a 1 MW, il GSE provvede, ove richiesto, al ritiro dell’energia elettrica netta immessa in rete, erogando una tariffa incentivante onnicomprensiva dell’incentivo e del prezzo zonale orario dell’energia, ferme restando le determinazioni dell’Autorità in materia di dispacciamento.5. Per gli impianti di potenza nominale superiore a 1 MW, anche soggetti alle aste al ribasso, il GSEeroga, in riferimento alla produzione netta immessa in rete, il pertinente incentivo spettante.L’energia prodotta dai medesimi impianti resta nella disponibilità del produttore.6. Gli impianti di cui al comma 4 possono esercitare, per una sola volta nel periodo di vita utile, ildiritto di optare per il meccanismo di incentivazione definito al comma 5.7. Il diritto ai meccanismi di incentivazione di cui ai commi 4 e 5 è alternativo all’accesso alle modalità di ritiro dell’energia di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 387 del2003.8. In tutti i casi la tariffa incentivante di riferimento è quella vigente alla data di entrata in eserciziodell’impianto, fermo restando che il GSE provvede alle conseguenti erogazioni a decorrere dalladata di entrata in esercizio commerciale.9. Per i soli impianti previsti dai progetti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero approvatidal Comitato interministeriale di cui all’articolo 2 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, l’incentivo è determinato, sulla base della potenza e della tipologia degli impianti, con le modalità stabilite all’articolo 18, comma1. A seguito del rilascio dei titoli autorizzativi previsti dalle norme vigenti, le imprese ex-saccariferetitolari dei progetti di riconversione, sono tenute a darne comunicazione al Comitatointerministeriale, mediante l’invio di una copia dei sopracitati titoli corredata dellallegatoprogettuale. Art. 8 (Disposizioni specifiche per gli impianti alimentati da biomassa, biogas, e bioliquidi sostenibili)1. Per gli impianti alimentati da bioliquidi sostenibili, l’accesso ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto è subordinato al rispetto e alla verifica dei criteri di sostenibilità, daeffettuarsi con le modalità di cui all’articolo 38 del decreto legislativo n. 28 del 2011. 2. Restano ferme la funzione di controllo dell’amministrazione pubblica competente sull’effettiva tipologia di rifiuti, biomasse o biogas di alimentazione dell’impianto e la funzione di segnalazione al GSE ai sensi dell’articolo 42, commi 2 e 4, del decreto legislativo n.28 del 2011.3. Ai soli fini della verifica del possesso dei requisiti per l’accesso ai meccanismi incentivanti di cui al presente decreto, qualora venga utilizzata materia prima classificata come rifiuto, il produttore dienergia elettrica è tenuto a fornire al GSE, su richiesta dello stesso GSE, le informazioni derivantidall’applicazione dell’articolo 188-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successivemodificazioni, e ogni ulteriore elemento necessario per verificare la natura dei rifiuti utilizzati. 11
4. Per gli impianti alimentati a biomasse e a biogas, al fine di determinare la tariffa incentivante diriferimento, il GSE identifica, sulla base dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, da quali delle tipologie di seguito elencate è alimentato l’impianto: a) prodotti di origine biologica; b) sottoprodotti di origine biologica di cui alla Tabella 1 –A e rifiuti diversi da quelli di cui alla lettera c); c) rifiuti per i quali la frazione biodegradabile è riconosciuta ai sensi dell’Allegato 2.5. Nei casi in cui l’autorizzazione di cui al comma 4 non indichi in modo esplicito che l’impianto viene alimentato da una sola delle tipologie ivi indicate, il GSE procede come di seguito indicatoper l’individuazione della tariffa incentivante di riferimento: a) nel caso in cui l’autorizzazione preveda che l’impianto possa utilizzare più di una tipologia fra quelle di cui al comma 4, attribuisce all’intera produzione la tariffa incentivante di minor valore fra quelli riferibili alle tipologie utilizzate; b) nel caso in cui l’autorizzazione non rechi esplicita indicazione delle tipologie di biomasse utilizzate, attribuisce la tariffa incentivante di minor valore fra quelli delle possibili tipologie di alimentazione dell’impianto; c) per i soli impianti a biomasse e biogas di potenza non superiore a 1 MW e nel solo caso in cui dall’autorizzazione risulti che per l’alimentazione vengono utilizzate biomasse della tipologia di cui alla lettera b) del comma 4, congiuntamente a biomasse rientranti nella tipologia di cui alla lettera a), con una percentuale di queste ultime non superiore al 30% in peso, il GSE attribuisce all’intera produzione la tariffa incentivante di cui alla lettera b) del medesimo comma.6. Fermo restando il diritto al premio cogenerazione ad alto rendimento di cui all’Allegato 1, allatariffa di riferimento per gli impianti alimentati da biomasse di cui al comma 4, lettere a) e b), dipotenza non inferiore a 1 MW e non superiore a 5 MW ovvero di potenza superiore a 1 MW perimpianti oggetto di intervento di rifacimento, qualora siano rispettate le condizioni di seguitoriportate, possono essere aggiunti e tra loro cumulati i valori indicati per ciascuna delle medesimecondizioni: a) l’esercizio degli impianti dà luogo a una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai valori obiettivo indicati nel decreto di cui al comma 7: 10 €/MWh;; b) gli impianti sono alimentati da biomasse da filiera ricomprese fra le tipologie indicate in Tabella 1-B: 20 €/MWh;;7. Fermo restando il diritto al premio cogenerazione ad alto rendimento di cui all’Allegato 1, iviincluso il premio per cogenerazione abbinata al teleriscaldamento ove previsto, alla tariffa diriferimento per gli impianti alimentati da biomasse di cui al comma 4, lettere a) e b), di qualsiasipotenza, anche oggetto di rifacimento, spetta un incremento di 30 €/MWh qualora gli impiantisoddisfino i requisiti di emissione in atmosfera di cui all’Allegato 5.8. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto l’ENEA in accordo con il ComitatoTermotecnico Italiano (CTI) provvede a predisporre una procedura per il calcolo dell’impatto dei gas a effetto serra conseguente all’utilizzo di biomasse in impianti di produzione di energia elettrica, tenuto conto di quanto previsto dalla UNI/TS 11435, dalla comunicazione dellaCommissione europea COM(2010)11 del 25 febbraio 2010 e in linea con quanto previsto per ibioliquidi sostenibili dal decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, così come integrato dal decretolegislativo 31 marzo 2011 n. 55. Con decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorioe del mare, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e con il Ministro delle PoliticheAgricole Alimentari e Forestali è approvata la suddetta procedura e sono stabiliti, ai fini di quanto 12
previsto al comma 10, i valori obiettivo di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, nonchéle modalità con le quali è verificato il rispetto dei suddetti valori.9. Ai fini di quanto disposto al presente articolo, la verifica dei requisiti di provenienza etracciabilità della materia prima, da effettuarsi ai sensi dell’articolo 42, comma 2, del decreto legislativo n. 28 del 2011, è eseguita dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,avvalendosi di AGEA. Per gli impianti alimentati da biomasse e biogas con le modalità di cui alcomma 5, lettera c), il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, avvalendosi diAGEA, predispone una procedura semplificata, che preveda comunque la verifica delle quantità diprodotto e sottoprodotto impiegate dal produttore, anche tramite l’effettuazione di controlli a campione. Con tale procedura vengono definiti anche le modalità dei controlli in capo al Ministerodelle politiche agricole alimentari e forestali ai sensi del presente articolo e di cui all’articolo 26,commi 3 e 4, e il relativo costo, a carico dei produttori elettrici.10. In riferimento ai premi di cui ai commi 6 e 7, il GSE eroga l’incentivo minimo spettante e corrisponde gli incrementi previsti a conguaglio, a seguito di comunicazione di esito positivo deicontrolli e delle verifiche effettuate dai soggetti e con le modalità indicate ai commi 8 e 9 enell’Allegato 5. TITOLO II PROCEDURE PER ISCRIZIONE A REGISTRO Art. –9 (Iscrizione al registro)1. Per l’accesso ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto, gli impianti di cuiall’articolo 4, comma 1, devono richiedere al GSE l’iscrizione al registro informatico relativo allafonte e tipologia di appartenenza.2. Il GSE pubblica la procedura di iscrizione al registro trenta giorni prima dell’inizio del periodo per la presentazione delle domande di iscrizione al registro, fissato in sessanta giorni.3. La prima procedura di iscrizione al registro, riferita ai contingenti di potenza disponibili per il2013, è pubblicata entro il 31 luglio 2012. Per i periodi successivi, le procedure sono pubblicateentro il 31 gennaio di ogni anno in riferimento al secondo semestre del medesimo anno ed entro il31 luglio in riferimento al primo semestre dell’anno successivo.4. Per il periodo 2013-2015 sono fissati i seguenti contingenti annuali, espressi in MW: 2013 2014 2015 MW MW MW Eolico onshore 50 50 50 Eolico offshore 0 0 0 Idroelettrico 70 70 70 Geotermoelettrico 35 35 35 Biomasse di cui all’articolo 145 145 145 8, comma 4, lettere) a e b), biogas, gas di depurazione e 13
gas di discarica e bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 30 0 0 8, comma 4, lettera c)5. In ogni procedura viene messo a registro l’intero contingente disponibile nell’anno, sommato allequantità eventualmente non assegnate nella precedente procedura nonché alle quantità di potenzarelative ad impianti ammessi in precedenti procedure e per i quali il soggetto interessato abbiacomunicato la rinuncia al GSE entro sei mesi dalla pubblicazione della relativa graduatoria. Art. 10 (Requisiti per la richiesta di iscrizione al registro e modalità di selezione)1. Possono richiedere l’iscrizione al registro gli impianti provvisti di titolo autorizzativo.2. I soggetti che intendono accedere al registro sono tenuti a presentare, entro i termini stabiliti inciascuna procedura e comunque prima della data di entrata in esercizio dell’impianto, domanda diiscrizione con i seguenti allegati: a) i documenti di cui al punto 1 dell’Allegato 3; b) eventuale altra documentazione indicata nel regolamento tecnico di svolgimento delle procedure, predisposto dal GSE ai sensi dell’articolo 24, comma 1.Non è consentita l’integrazione dei documenti presentati.3. Il GSE forma le graduatorie degli impianti iscritti a ciascun registro e le pubblica sul proprio sitoentro sessanta giorni dalla data di chiusura del relativo periodo di apertura dei medesimi registri,secondo i seguenti criteri di priorità, da applicare in ordine gerarchico: a) impianti iscritti al precedente registro che, pur avendo presentato domanda completa ed idonea per l’accesso ai meccanismi incentivanti di cui al presente decreto, siano risultati in posizione tale da non rientrare nel limite di potenza previsto; b) impianti di proprietà di aziende agricole singole o associate, alimentati da biomasse e biogas, con potenza non superiore a 600 kW; c) per gli impianti a biomassa e biogas: impianti di proprietà di aziende agricole singole o associate alimentati dalla tipologia di cui all’articolo 8, comma 4, lettera b); d) per impianti alimentati dalle biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c): dichiarazione della regione competente attestante, nell’ambito della pianificazione regionale in materia di rifiuti, la funzione dell’impianto ai fini della corretta gestione del ciclo dei rifiuti; e) per gli impianti geotermoelettrici: impianti con totale reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza; f) minor potenza degli impianti; g) anteriorità del titolo autorizzativo; h) precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro.4. Nel caso in cui l’applicazione di uno dei criteri di priorità di cui al comma 3 comporti ilsuperamento del contingente disponibile, si procede alla formazione della graduatoria applicando,in ordine gerarchico, i criteri successivi. 14
5. Sono ammessi ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto gli impianti rientrantinelle graduatorie, nel limite dello specifico contingente di potenza.6. La graduatoria formata a seguito dell’iscrizione al registro non è soggetta a scorrimento, fattaeccezione per il solo registro aperto nel 2012, per il quale si dà luogo a scorrimento escludendo gliimpianti iscritti nel registro, che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Le eventuali risorseliberatesi a seguito di rinuncia o decadenza dal diritto sono allocate sul primo periodo utilesuccessivo. Il GSE provvede alla ricognizione delle predette risorse e a comunicare il periodo dellarelativa allocazione.7. L’iscrizione ai registri è cedibile a terzi solo successivamente alla data di entrata in eserciziodell’impianto. Art. 11 (Adempimenti per l’ accesso ai meccanismi di incentivazione per gli impianti iscritto al registro)1. Gli impianti inclusi nella graduatorie devono entrare in esercizio entro i seguenti termini,decorrenti dalla data della comunicazione di esito positivo della procedura: Mesi Eolico onshore 12 Eolico offshore 18 Idroelettrico 24 Geotermoelettrico 24 Biomasse e biogas di cui 18 all’articolo 8, comma 4, lettere) a e b) Biomasse di cui all’articolo 24 8, comma 4, lettera c) Bioliquidi sostenibili 122. Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 1 comporta l’applicazione di una decurtazione della tariffa incentivante di riferimento dello 0,5% per ogni mese di ritardo rispetto a detti termini,nel limite massimo di 12 mesi di ritardo. Tali termini sono da considerare al netto dei tempi difermo derivanti da eventi calamitosi che risultino attestati dall’autorità competente. 3. Agli impianti che non risultino realizzati nel limite massimo di tempo indicato al comma 2, e che,secondo le modalità di cui al presente decreto, richiedano di accedere, in un periodo successivo, aimeccanismi di incentivazione di cui al presente decreto, si applica una riduzione del 15% dellatariffa incentivante di riferimento, vigente alla data di entrata in esercizio. TITOLO III – PROCEDURE D’ASTA Art. 12 (Capacità di produzione da mettere ad asta e periodicità delle procedure) 15
1. Il GSE indice con periodicità annuale, ovvero semestrale per gli impianti eolici onshore, e fattasalva diversa indicazione del Ministero dello sviluppo economico, procedure pubbliche d’asta al ribasso, in forma telematica, per la definizione dei livelli di incentivazione della produzione dienergia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, nei limiti dei contingenti annui di nuovacapacità produttiva di cui al comma 4. La procedura si svolge nel rispetto dei principi fondamentalidi trasparenza, pubblicità, tutela della concorrenza e secondo modalità non discriminatorie.2. Il GSE pubblica il bando relativo alla procedura d’asta trenta giorni prima dell’inizio del periodo per la presentazione delle domande di partecipazione alla medesima procedura d’asta, fissato insessanta giorni.3. Il bando relativo alla prima procedura d’asta, riferita al contingente di potenza disponibile perl’anno 2013, è pubblicato entro il 31 luglio 2012. Per i periodi successivi, i bandi sono pubblicatientro il 31 luglio di ogni anno. Per il solo eolico onshore, il primo bando è pubblicato entro il 31luglio 2012 e i successivi decorsi sei mesi dal precedente.4. Per il periodo 2013-2015 sono fissati i seguenti contingenti, espressi in MW, da mettere ad asta: 2013 2014 2015 MW MW MW Eolico onshore 500 500 500 Eolico offshore 650 0 0 Idroelettrico 0 0 0 Geotermoelettrico 0 0 0 Biomasse di cui all’articolo 95 8, comma 4, lettere) a e b), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 350 0 0 8, comma 4, lettera c)5. In ogni procedura viene messo ad asta l’intero contingente disponibile nell’anno, sommato alle quantità eventualmente non assegnate nella precedente procedura nonché alle quantità di potenzarelative ad impianti ammessi in precedenti procedure e per i quali il soggetto interessato abbiacomunicato la rinuncia al GSE entro dodici mesi dalla data della pubblicazione sul sito GSE dellagraduatoria della procedura d’asta. Art. 13 (Requisiti minimi dei progetti e dei soggetti)1. In via di prima applicazione, partecipano alla procedura d’asta gli impianti provvisti di titolo autorizzativo, del preventivo di connessione redatto dal gestore di rete ed accettato in via definitivadal proponente e, per i soli impianti idroelettrici, geotermoelettrici ed eolici off-shore, di titoloconcessorio. Per gli impianti eolici offshore di qualsiasi potenza e per gli impianti con potenza nonsuperiore a 20 MW, il possesso del titolo autorizzativo è sostituito dal giudizio di compatibilitàambientale. 16
2. Fermo il rispetto delle condizioni di cui al comma 1, partecipano alle procedure d’asta i soggetti dotati di solidità finanziaria ed economica adeguata alle iniziative per le quali chiedono l’accesso aimeccanismi di incentivazione, dimostrata mediante una delle seguenti modalità: a) dichiarazione di un istituto bancario o intermediario autorizzato ai sensi del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che attesti la capacità finanziaria ed economica del soggetto partecipante in relazione all’entità dell’intervento, tenuto conto della redditività attesa dall’intervento stesso e della capacità finanziaria ed economica del gruppo societario di appartenenza, ovvero, in alternativa, l’impegno del medesimo istituto o intermediario autorizzato a finanziare l’intervento; b) capitalizzazione (capitale sociale interamente versato e/o versamenti in conto futuro aumento capitale) pari ad almeno il 10% dell’investimento previsto per la realizzazione dell’impianto per il quale si partecipa alla procedura d’asta, convenzionalmente fissato come da tabella I dell’Allegato 2.3. Fermo restando l’articolo 23, comma 3 del decreto n. 28 del 2011, sono esclusi dalle procedure d’asta i soggetti per i quali ricorre una delle cause di esclusione di cui all’articolo 38 del decreto legislativo n. 163 del 2006.4. Al fine di promuovere lo sviluppo dei nuovi contingenti di potenza di cui all’articolo 9 garantendo le condizioni di sicurezza delle reti e non aggravando il costo per il mantenimento insicurezza del sistema, almeno due mesi prima della data di pubblicazione del bando, il GSE richiedeai gestori di rete l’evidenza di zone ad elevata concentrazione di impianti non programmabili inesercizio, per le quali si manifestano criticità nella gestione delle reti e per le quali gli stessi gestoripropongano motivate misure di riduzione dell’ulteriore capacità produttiva incentivabile. Almeno un mese prima della data di pubblicazione del bando, GSE comunica l’esito dell’interlocuzione con i gestori di rete al Ministero dello sviluppo economico, che, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, provvede a indicare allo stesso GSE eventuali requisiti aggiuntivi per la partecipazione alleprocedure d’asta. Per la sola prima procedura d’asta, la richiesta di cui al primo periodo e l’interlocuzione di cui al secondo periodo vengono svolti a partire dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, con tempi e modalità compatibili con i termini di cui all’articolo 12,comma 3. Art. 14 (Valori a base d’asta e valore minimo comunque riconosciuto)1. L’asta al ribasso è realizzata tramite offerte di riduzione percentuale rispetto al valore posto abase d’asta, corrispondente alla tariffa incentivante base vigente per l’ultimo scaglione di potenza alla data di entrata in esercizio dell’impianto, così come individuato dall’Allegato 1, per ciascunatipologia. Il valore posto a base d’asta per impianti rientranti nei contingenti di cui all’articolo 12,comma 4, per i quali l’entrata in esercizio sia successiva al 31 dicembre 2015, è determinato con le modalità di cui all’articolo 7, comma 1.2. Sono escluse dalla valutazione d’asta le offerte di riduzione inferiori al 2% della base d’asta.3. La tariffa incentivante minima comunque riconosciuta è quella corrispondente ad una riduzionepercentuale del 30% della tariffa incentivante posta a base d’asta, come individuata al comma 1, acondizione che siano rispettati i requisiti per la partecipazione alle procedure, stabiliti dal presentetitolo. 17
Art. 15 (Obblighi di allegazioni per la partecipazione alle procedure d’asta e modalità di selezione dei progetti)1. I soggetti che intendono partecipare alle procedure d’asta sono tenuti a presentare, entro i termini stabiliti in ciascuna procedura, domanda di partecipazione con i seguenti allegati: a) i documenti di cui al punto 1 dell’Allegato 3; b) la documentazione necessaria alla verifica del rispetto dei requisiti soggettivi, di cui all’articolo 10;; c) impegno a prestare la cauzione definitiva a garanzia della realizzazione degli impianti secondo le modalità definite dal punto 3 dell’allegato 3 e a trasmettere al GSE la medesima cauzione entro 90 giorni dall’espletamento positivo della procedura d’asta;; d) l’offerta di riduzione percentuale rispetto alla base d’asta; e) eventuale altra documentazione indicata nel regolamento tecnico di svolgimento delle procedure, predisposto dal GSE ai sensi dell’articolo 24, comma 1.2. La graduatoria è formata in base al criterio della maggiore riduzione percentuale offerta, fermorestando il rispetto di tutti i requisiti previsti per la partecipazione. L’assenza o la non conformità ai requisiti previsti dalla vigente normativa dei documenti da allegare alla domanda di partecipazioneall’asta comporta la non ammissione alla graduatoria. Non è consentita l’integrazione dei documenti presentati.3. A parità di riduzione offerta, ivi inclusa quella di cui all’articolo 14, comma 3, si applicano,nell’ordine, i seguenti ulteriori criteri, in ordine di priorità: a) impianti già in esercizio a seguito dell’intervento;; b) per impianti alimentati dalle biomasse di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c): dichiarazione della regione competente attestante, nell’ambito della pianificazione regionale in materia di rifiuti, la funzione dell’impianto ai fini della corretta gestione del ciclo dei rifiuti; c) per gli impianti geotermoelettrici: totale reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza; d) anteriorità del titolo autorizzativo o, per gli impianti con potenza non superiore a 20 MW, del giudizio di compatibilità ambientale.4. Nel caso in cui l’applicazione di uno dei criteri di priorità di cui al comma 3 comporti il superamento del contingente disponibile, si procede alla formazione della graduatoria applicando,in ordine gerarchico, i criteri successivi.5. Sono ammessi ai meccanismi di incentivazione gli impianti rientranti nelle graduatorie, nel limitedello specifico contingente di potenza posto all’asta, comprensivo degli impianti che accedono alletariffe di cui all’articolo 14, comma 3.6. Nel caso in cui la disponibilità del contingente per l’ultimo impianto ammissibile sia minore dell’intera potenza dell’impianto è facoltà del soggetto accedere agli incentivi per la quota parte di potenza rientrante nel contingente.7. Entro sessanta giorni dal termine per la presentazione delle domande di partecipazione alleprocedure d’asta, il GSE pubblica sul proprio sito le graduatorie per ciascuna fonte o tipologiaimpiantistica. 18
Art. 16 (Adempimenti per l’ accesso ai meccanismi di incentivazione dopo lo svolgimento delle aste)1. Entro il termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione sul sito GSE della graduatoria dellaprocedura d’asta, il soggetto aggiudicatario è tenuto a costituire a favore del GSE la cauzionedefinitiva nei termini indicati in allegato 3.2. Gli impianti inclusi nella graduatorie di cui al comma 1 devono entrare in esercizio entro iseguenti termini, decorrenti dalla data di pubblicazione sul sito GSE della graduatoria dellaprocedura d’asta: Mesi Eolico onshore 24 Eolico offshore 36 Idroelettrico 36 Geotermoelettrico 36 Biomasse e biogas di cui 36 all’articolo 8, comma 4, lettere) a e b) Biomasse di cui all’articolo 36 8, comma 4, lettera c) Bioliquidi sostenibili 243. Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 2 comporta l’applicazione di una decurtazionedella tariffa incentivante, aggiuntiva rispetto a quella aggiudicata nella procedura d’asta, del 0,5%per ogni mese di ritardo rispetto a detti termini, nel limite massimo di 24 mesi di ritardo. Talitermini sono da considerare al netto dei tempi di fermo derivanti da eventi calamitosi che risultinoattestati dall’autorità competente. 4. La cauzione di cui all’articolo 15, comma 1, lettera c), è svincolata al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto entro il tempo massimo di cui al comma 3. Decorso il termine massimo dicui al comma 3, il GSE provvede ad escutere la medesima cauzione e ad escludere l’impianto dalla relativa graduatoria. TITOLO IV – INCENTIVAZIONE DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA IMPIANTI OGGETTO DI INTERVENTI DI RIFACIMENTO TOTALE O PARZIALE E DA IMPIANTI IBRIDI Art. 17 (Disposizioni specifiche per i rifacimenti totali e parziali)1. Gli interventi di rifacimento parziale e totale non sono sottoposti alla procedura d’asta e sonoammessi ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto nel limite dei seguenticontingenti, riferiti per ciascuno degli anni dal 2013 al 2015 alla potenza nominale cumulata degliimpianto così come definita dall’articolo 2, comma 1, lettera p) : 19
MW Eolico onshore 150 Eolico offshore 0 Idroelettrico 300 Geotermoelettrico 40 Biomasse di cui all’articolo 65 8, comma 4, lettere) a e b), biogas, gas di depurazione e gas di discarica e bioliquidi sostenibili Biomasse di cui all’articolo 70 8, comma 4, lettera c)2. Ai fini dell’ammissione, il GSE avvia una specifica procedura per ciascuna tipologia di impianto di cui al comma 1, con le medesime tempistiche previste per le procedure d’asta. Sono ammessi allaprocedura gli impianti che rispettano i seguenti requisiti: a) sono in esercizio da un periodo pari almeno ai due terzi della vita utile convenzionale dell’impianto, come definita per gli impianti nuovi in Allegato 1 del presente decreto; b) non beneficiano, alla data di avvio della procedura, di incentivi sulla produzione energetica attribuiti ai sensi di norme statali.3. In caso di domande per una potenza complessiva superiore a quella messa a disposizione perciascuna annualità, il GSE redige e pubblica la graduatoria degli interventi ammessi, selezionatisulla base dei seguenti criteri, applicati in ordine di priorità: a) anzianità della prima data di entrata in esercizio dell’impianto;; b) maggiore estensione del periodo di esercizio in assenza di incentivo; c) per impianti alimentati dalla tipologia di biomasse e biogas di cui all’articolo 8, comma 4, lettera c): dichiarazione della regione competente attestante, nell’ambito della pianificazione regionale in materia di rifiuti, la funzione dell’impianto ai fini della corretta gestione del ciclo dei rifiuti; d) per impianti a biomassa e biogas, diversi da quelli di cui alla lettera c), e bioliquidi: disponibilità di contratti o precontratti finalizzati all’utilizzo di biomassa, bioliquidi sostenibili e biogas da filiera o di prodotti ottenuti da coltivazioni dedicate non alimentari; e) per impianti eolici: minore entità dell’energia elettrica non prodotta nell’ultimo anno solare di produzione dell’impianto a seguito dell’attuazione di ordini di dispacciamento impartiti da Terna; f) per impianti geotermoelettrici: reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza; g) anteriorità del titolo autorizzativo all’esecuzione del rifacimento.4. Nel caso in cui l’applicazione di uno dei criteri di priorità di cui al comma 3 comporti il superamento del contingente disponibile, si procede alla formazione della graduatoria applicando,in ordine gerarchico, i criteri successivi.5. Gli impianti inclusi nella graduatorie di cui al comma 3 devono entrare in esercizio entro i tempiindicati nella sottostante tabella. Tali tempi decorrono dalla data della comunicazione di esitopositivo della domanda di ammissione all’intervento di rifacimento. Il mancato rispetto dei predetti 20
termini comporta l’applicazione di una decurtazione della tariffa incentivante, determinato comespecificato in allegato 2, del 0,5% per ogni mese di ritardo rispetto ai medesimi termini, daconsiderare al netto dei tempi di fermo derivanti da eventi calamitosi che risultino attestatidall’autorità competente. Mesi Eolico onshore 16 Eolico offshore 24 Idroelettrico 24 geotermoelettrico 24 Biomasse e biogas di cui 24 all’articolo 8, comma 4, lettere) a e b) Biomasse e biogas di cui 36 all’articolo 8, comma 4, lettera c) Bioliquidi sostenibili 126. A seguito dell’intervento di rifacimento parziale o totale, gli impianti a biomasse e a bioliquidi sono ammessi ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto a condizione che rispettinole condizioni dell’articolo 8.7. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 24, comma 2, lettera i), paragrafo iii., del decretolegislativo n. 28 del 2011, il soggetto che partecipa alla procedura di cui al presente articolo allegaalla domanda di partecipazione un’autocertificazione, resa ai sensi del DPR n. 445 del 2000,attestante che l’intervento di rifacimento e le relative spese non comprendono opere dimanutenzione ordinaria e opere effettuate per adeguare l’impianto a prescrizioni di legge, ivi comprese, per gli impianti idroelettrici, geotermoelettrici ed eolici offshore, le eventuali opereindicate come obbligatorie nella concessione per l’utilizzo della risorsa. Art. 18 (Produzioni imputabili a fonti rinnovabili da impianti alimentati esclusivamente con la frazione biodegradabile dei rifiuti)1. Le modalità di determinazione forfetaria della produzione di energia elettrica imputabile a fontirinnovabili in impianti alimentati esclusivamente dai rifiuti di cui all’allegato 2, si applicano, adecorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, anche all’energia prodotta dagli impianti che accedono agli incentivi ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del decreto ministeriale 18dicembre 2008, ivi inclusi gli impianti già in esercizio.2. Ai fini dell’applicazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2008, il biogas ottenuto dalla fermentazione della frazione organica dei rifiuti urbani ricade tra le fonti di cuialla riga 6 della Tabella 2 allegata alla legge n. 244 del 2007 e successive modificazioni eintegrazioni. 21
TITOLO V - DISPOSIZIONI INERENTI LA TRANSIZIONE DAI PRECEDENTI MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE AL MECCANISMO DISCIPLINATO DAL PRESENTE DECRETO Art. 19 (Conversione del diritto ai certificati verdi in incentivo)1. Per la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili entrati in esercizio entro il 31dicembre 2012, che ha maturato il diritto a fruire dei certificati verdi, è riconosciuto, per il residuoperiodo di diritto ai certificati verdi, successivo al 2015, un incentivo I sulla produzione nettaincentivata ai sensi della previgente normativa di riferimento, aggiuntivo ai ricavi conseguenti allavalorizzazione dell’energia, pari a: I = k x (180 – Re) x 0,78 ove: k = 1 per gli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2007 e, per gli impianti entrati in esercizio successivamente alla medesima data, è pari al coefficiente applicabile alla medesima produzione in attuazione dell’articolo 2, comma 148 della legge n. 244 del 2007 e successive modifiche e integrazioni; Re è il prezzo di cessione dell’energia elettrica definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas in attuazione dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato nell’anno precedente e comunicato dalla stessa Autorità. Per la sola produzione di energia elettrica da impianti a biomasse entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012, il prezzo di cessione dell’energia elettrica Re per il calcolo dell’incentivo è fisso e pari a quello registrato nell’anno 2012.2. La produzione di energia da impianti di cogenerazione abbinati a teleriscaldamento di cuiallarticolo 2, comma 3, lettera a), del decreto del Ministro delle attività produttive del 24 ottobre2005 entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012, che ha maturato il diritto ai certificati verdi, hadiritto, per il residuo periodo di diritto ai certificati verdi successivo al 2015, a un incentivo I sullaproduzione netta incentivata ai sensi della previgente normativa di riferimento, aggiuntivo ai ricaviconseguenti alla valorizzazione dell’energia, pari a: I = (D – Re) Dove D è la somma del prezzo medio di mercato dei certificati verdi per impianti di cogenerazione abbinati a teleriscaldamento e del prezzo di cessione dell’energia registrati nell’anno 2010; Re è il prezzo di cessione dell’energia elettrica definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas in attuazione dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato nell’anno precedente e comunicato dalla stessa Autorità.3. La produzione di energia di cui al comma 4-bis dell’articolo 3 del decreto-legge 1º luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, realizzata con impianti entratiin esercizio entro il 31 dicembre 2012, che ha maturato il diritto ai certificati verdi, ha diritto, per ilresiduo periodo di diritto ai certificati verdi successivo al 2015, a un incentivo sulla produzione 22
netta incentivata ai sensi della previgente normativa di riferimento, aggiuntivo ai ricavi conseguentialla valorizzazione dell’energia, determinata con le medesime modalità di cui al comma 2.4. Per impianti di potenza inferiore a 1 MW che richiedono il ritiro onnicomprensivo ai sensidell’articolo 7, comma 4, il GSE provvede a calcolare il valore onnicomprensivo spettante con riferimento a quanto previsto al comma 1 e al prezzo medio zonale nell’anno precedente a quello della richiesta. Art. 20 (Disposizioni inerenti il ritiro dei certificati verdi rilasciati per le produzioni degli anni fino al 2015)1. Ai fini del rilascio e del ritiro dei certificati verdi relativi alle produzioni degli anni dal 2012 al2015, in attuazione dell’articolo 24, comma 5, lettera c), primo periodo, del decreto legislativo n. 28del 2011, si applicano le disposizioni di cui ai successivi commi.2. Su richiesta del produttore il GSE rilascia, in ciascun semestre di calendario, certificati verdi sullaproduzione del semestre precedente, a partire dalle misure trasmesse mensilmente al GSE daigestori di rete sulla base di un’apposita procedura pubblicata entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.3. Fermo restando il rispetto della quota d’obbligo di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 79/99, su richiesta del detentore, il GSE ritira, al prezzo stabilito all’articolo 25, comma 4, del decreto legislativo n. 28 del 2011 e secondo le modalità definite nella procedura di cui all’articolo 24: a) i certificati verdi relativi alle produzioni del 2011 entro il 2012; a tal fine i detentori devono richiedere il ritiro al GSE entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente decreto; il GSE assicura ai medesimi detentori il pagamento del 25 per cento degli importi spettanti entro il mese di giugno 2012, del 25 per cento degli importi spettanti entro il mese di settembre 2012 e del rimanente 50 cento entro il mese di dicembre 2012; b) i certificati verdi relativi alle produzioni del primo semestre 2012 entro il 31 marzo 2013 e i certificati verdi relativi alle produzioni del secondo semestre 2012 entro il 30 settembre 2013; c) certificati verdi relativi alle produzioni del primo trimestre 2013 entro il 31 dicembre 2013; i certificati verdi relativi alle produzioni del secondo trimestre 2013 entro il 31 marzo 2014; i certificati verdi relativi alle produzioni del terzo trimestre 2013 entro il 30 giugno 2014; i certificati verdi relativi alle produzioni del quarto trimestre 2013 entro il 30 settembre 2014; d) i certificati verdi relativi alle produzioni del primo trimestre 2014 entro il 30 settembre 2014; i certificati verdi relativi alle produzioni del secondo trimestre 2014 entro il 31 dicembre 2014; i certificati verdi relativi alle produzioni del terzo trimestre 2014 entro il 31 marzo 2015; i certificati verdi relativi alle produzioni del quarto trimestre 2014 entro il 30 giugno 2015; e) i certificati verdi relativi alle produzioni del primo trimestre 2015 entro il 30 settembre 2015; i certificati verdi relativi alle produzioni del secondo trimestre 2015 entro il 31 dicembre 2015; i certificati verdi relativi alle produzioni del terzo trimestre 2015 entro il 31 marzo 2016; i certificati verdi relativi alle produzioni del quarto trimestre 2015 entro il 30 giugno 2016.4. In ciascuno degli anni dal 2013 al 2016, il GSE offre ai soggetti sottoposti all’obbligo di cui all’articolo 11 del decreto legislativo n. 79 del 1999 i certificati verdi ritirati ai sensi dei commi 23
precedenti, a un prezzo pari a quello di ritiro. Le operazioni relative a tale compravendita sisvolgono mediante il mercato dei certificati verdi gestito dal Gestore dei mercati energetici. TITOLO VI – DISPOSIZIONI VARIE Art. 21 (Richiesta di accesso ai meccanismi di incentivazione)1. I soggetti che richiedono l’accesso ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decretodevono corrispondere al GSE un contributo per le spese di istruttoria pari alla somma di una quotafissa, stabilita in 150 euro, più una quota variabile sulla base della potenza dell’impianto, come di seguito indicata: a) 80 € per gli impianti di potenza nominale media annua superiore a 20 kW e non superiore a 200 kW; b) 495 € per gli impianti di potenza nominale media annua superiore a 200 kW e non superiore a 1 MW; c) 1320 € per gli impianti di potenza nominale media annua superiore a 1 MW e non superiore a 6 MW; d) 2200 € per gli impianti di potenza nominale media annua superiore a 6 MW.2. Il contributo di cui al comma 1 è dovuto alla richiesta di iscrizione al registro ovvero dipartecipazione alla procedura d’asta, con modalità di versamento definite dal GSE nell’ambito delle procedure applicative di cui all’articolo 24.3. Per la copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo in capo al GSE, di cui al Capo II delTitolo VIII del decreto legislativo n. 28 del 2011, i soggetti che, a qualsiasi titolo, accedono aimeccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fontirinnovabili diverse dal fotovoltaico, anche già in esercizio e con eccezione degli impianti ammessial provvedimento Cip 6/92, sono tenuti a corrispondere allo stesso GSE, a decorrere dal 1 gennaio2013, un contributo di 0,2 c€ per ogni kWh di energia incentivata. 4. Il contributo di cui al comma 3 è trattenuto dal GSE a compensazione dagli incentivi spettanti,ove applicabile, ovvero secondo diversa modalità indicata dal GSE sul proprio sito internet entro unmese dalla data di entrata in vigore del presente decreto.5. Possono richiedere gli incentivi di cui al presente decreto i soggetti titolari del pertinente titoloautorizzativo. Gli incentivi sono erogati a favore dei soggetti responsabile dell’assolvimento degli obblighi in materia fiscale, ove previsti.6. Per ogni singolo impianto, a valle del conseguimento del diritto di accesso ai meccanismi diincentivazione di cui al presente decreto, il soggetto responsabile è tenuto a stipulare un contratto didiritto privato con il GSE. Il GSE fornisce all’Autorità per l’energia elettrica e il gas gli elementi per la definizione da parte della stessa, entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, delcontratto-tipo di cui all’articolo 24, comma 2, lettera d), del decreto legislativo n. 28 del 2011.7. I soggetti responsabili degli impianti ammessi alle incentivazioni sono tenuti a comunicare alGSE ogni variazione dei dati degli impianti stessi, ivi inclusi lavvio dei lavori di costruzione,lavvenuta entrata in esercizio e ogni modificazione inerente l’impianto. In tale ambito, sono modifiche rilevanti le variazioni delle fonti di alimentazione rispetto a quanto previsto 24
nell’autorizzazione, la sostituzione o lo spostamento dei sistemi di misura, lo stato delleautorizzazioni per la costruzione, la modifica e l’esercizio dell’impianto. 8. Le regioni e le province delegate allo svolgimento del procedimento di autorizzazione unica dicui all’articolo 12 del decreto legislativo 387 del 2003, possono richiedere al GSE, ai finidell’ammissibilità degli impianti alla procedura di cui al medesimo articolo 12, una valutazione circa la corrispondenza della fonte di alimentazione dell’impianto alla definizione di fonti energetiche rinnovabili, così come stabilita dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 28 del 2011. Art. 22 (Erogazione degli incentivi e delle tariffe incentivanti)1. Fatto salvo l’articolo 20, il GSE provvede mensilmente alla liquidazione degli importi dovuti inapplicazione del presente decreto, sulla base delle misurazioni trasmesse dai gestori di rete. Nel solocaso di impianti cogenerativi ad alto rendimento per i quali, ai sensi dell’Allegato 1, sull’energia prodotta sia dovuto il relativo premio o il premio cogenerazione con teleriscaldamento, di cuiall’Allegato 1, il medesimo premio, da applicare alla sola produzione netta riconosciuta comeenergia elettrica cogenerata, è erogato con periodicità compatibile con la verifica, da parte del GSE,del rispetto delle condizioni stabilite dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto2011. L’accesso al medesimo premio è incompatibile con l’accesso agli incentivi di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 settembre 2011 e con l’accesso ai certificati bianchi.2. Ai fini della determinazione degli assorbimenti dei servizi ausiliari per gli impianti con potenzafino a 1 MW si applica l’Allegato 4. Per gli impianti con potenza superiore a 1 MW si applicaquanto disposto nei provvedimenti di cui al comma 3.3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas aggiorna i propriprovvedimenti relativi all’erogazione del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta e in particolare: a) definisce le caratteristiche dei misuratori dell’energia elettrica prodotta lorda, assorbita dai servizi ausiliari oppure netta, prevedendo comunque: a1) che in tutti i casi, i medesimi misuratori devono essere teleleggibili da parte dei gestori di rete o comunque dotati di dispositivi che consentano l’acquisizione per via telematica delle misure da parte dei medesimi gestori di rete con cadenza minima mensile e, per gli impianti di potenza superiore a 1 MW, con un dettaglio almeno orario; a2) i requisiti necessari al fine di garantire la manutenzione e la sicurezza dei misuratori, intesa anche in termini di dotazione di specifici dispositivi antifrode; b) prevede che la responsabilità del servizio di misura dell’energia elettrica prodotta, eventualmente comprensivo dell’attività di installazione e manutenzione dei misuratori, sia posta, anche ai fini del successivo riconoscimento degli incentivi e delle tariffe incentivanti, in capo ai gestori di rete e che i medesimi siano tenuti a trasmettere al GSE le misure di cui alla lettera a1) nonché quelle relative all’energia elettrica immessa in rete con cadenza mensile e con un dettaglio orario; c) stabilisce, ai fini del riconoscimento degli incentivi e delle tariffe incentivanti di cui al presente decreto, le modalità per la determinazione dell’energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari di centrale per gli impianti di potenza superiore a 1 MW individuando i casi in cui risulta necessario installare misuratori atti a rilevare l’energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari, nonché le condizioni per l’erogazione, da parte dei gestori di rete, del servizio di misura dell’energia elettrica consumata dai servizi ausiliari di 25
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