Source: http://docplayer.it/1740070-L-attuazione-della-norma-articolo-50-bis.html
Timestamp: 2017-08-20 17:45:00+00:00

Document:
L ATTUAZIONE DELLA NORMA : ARTICOLO 50 bis - PDF
Download "L ATTUAZIONE DELLA NORMA : ARTICOLO 50 bis"
1 L ATTUAZIONE DELLA NORMA : ARTICOLO 50 bis L ATTUAZIONE DELLA NORMA : ARTICOLO 50 bis DEL NUOVO CAD DEL NUOVO CAD Franco Ardito Programma di Continuità Operativa - CSI Piemonte Franco Ardito Programma di Continuità operativa - CSI Piemonte
2 Nuovo Codice dell Amministrazione Digitale Dlgs 30 dicembre 2010, n Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Il Dlgs 30 dicembre 2010 introduce nel CAD l articolo 50-bis (Continuità operativa)
3 Nuovo Codice dell Amministrazione Digitale l articolo 50-bis (Continuità operativa) : 1.In relazione ai nuovi scenari di rischio, alla crescente complessità dell attività istituzionale caratterizzata da un intenso utilizzo della tecnologia dell informazione, le pubbliche amministrazioni predispongono i piani di emergenza in grado di assicurare la continuità delle operazioni indispensabili per il servizio e il ritorno alla normale operatività. 2.Il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione assicura l omogeneità delle soluzioni di continuità operativa definite dalle diverse Amministrazioni e ne informa con cadenza almeno annuale il Parlamento.
4 Compiti delle pubbliche Amministrazioni 3. A tali fini, le pubbliche amministrazioni definiscono : a) il piano di continuità operativa: fissa gli obiettivi e i principi da perseguire, descrive le procedure per la gestione della continuità operativa, anche affidate a soggetti esterni. Il piano tiene conto delle potenziali criticità relative a risorse umane, strutturali, tecnologiche e contiene idonee misure preventive. Le amministrazioni pubbliche verificano la funzionalità del piano di continuità operativa con cadenza biennale; b) il piano di disaster recovery: stabilisce le misure tecniche e organizzative per garantire il funzionamento dei centri di elaborazione dati e delle procedure informatiche rilevanti in siti alternativi a quelli di produzione. DigitPA, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, definisce le linee guida per le soluzioni tecniche idonee a garantire la salvaguardia dei dati e delle applicazioni informatiche, verifica annualmente il costante aggiornamento dei piani di disaster recovery delle amministrazioni interessate e ne informa annualmente il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione.
5 Compiti delle pubbliche Amministrazioni I piani di cui al comma 3 sono adottati da ciascuna amministrazione sulla base di appositi e dettagliati studi di fattibilità tecnica; su tali studi è obbligatoriamente acquisito il parere di DigitPA..
6 Nuovo Codice dell Amministrazione Digitale Inoltre, all articolo 57, comma 10 (Norme transitorie e finali): Le pubbliche amministrazioni provvedono a definire i piani di cui all articolo 50 -bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come introdotto dall articolo 34, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
7 Ruoli e responsabilità per la realizzazione dei piani di CO e DR A DigitaPA il compito di: definire, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, le linee guida per le soluzioni tecniche idonee a garantire la salvaguardia dei dati e delle applicazioni informatiche; verificare annualmente il costante aggiornamento dei Piani di DR delle amministrazioni interessate; informare annualmente il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione; esprimere pareri sugli studi di fattibilità che le amministrazioni predispongono e sulla base dei quali provvederanno a definire sia il piano di continuità operativa che il piano di DR. Alle Amministrazioni il compito di definire in prima battuta gli studi di fattibilità e sulla base di detti studi - entro quindici mesi dall entrata in vigore del Decreto - i piani di emergenza, continuità operativa e Disaster Recover. Al Ministro per la pubblica Amministrazione e l innovazione il compito di: assicurare l omogeneità delle soluzioni di continuità operativa definite dalle diverse Amministrazioni; informare con cadenza annuale Il Parlamento.
8 Nuovo Codice dell Amministrazione Digitale Il ciclo Continuità Operativa Disaster Recovery (LG) Fase Iniziale (o transitoria) DigitPA: Emette le Linee Guida PP.AA.: Implementano le soluzioni e predi-spongono i piani di CO e di DR sulla base dello SFT e del parere di DigitPA; Verificano con cadenza biennale la funzionalità del Piano di CO ; Garantiscono la manutenzione della soluzione e informando DigitPA Inviano a DigitPA annualmente l aggiornamento del piano di DR PP.AA. : Predispongono e sottopongono al parere di DigitPA studi di fattibilità tecnica (SFT), DigitPA: verifica annualmente il aggiornamento dei piani di DR DigitPA: emette pareri su SFT Fase Implementativa (o a regime) Il Ministro assicura l omogeneità delle soluzioni informando con cadenza annuale il Parlamento
9 Nuovo Codice dell Amministrazione Digitale Conseguenze Il tema della continuità operativa non è più, quindi, una componente opzionale, per quanto importante, delle infrastrutture ICT della pubblica amministrazione, ma diventa un elemento essenziale nella definizione e gestione delle stesse infrastrutture
10 Il perimetro di applicazione della Continuità Operativa Il perimetro di applicazione della continuità operativa ICT deve comprendere almeno: 1. le applicazioni informatiche e i dati del sistema informativo indispensabili all erogazione dei servizi e allo svolgimento delle attività (informatiche e non); 2. le infrastrutture fisiche e logiche che ospitano sistemi di elaborazione; 3. i dispositivi di elaborazione hw e sw che permettono la funzionalità delle applicazioni realizzanti i servizi dell amministrazione; 4. le componenti di connettività locale e/o remota/geografica; 5. ciò che serve per consentire lo svolgimento delle attività del personale informatico, sia interno all amministrazione, sia, se presente, esterno, ma correlato al sistema informativo stesso; 6. le modalità di comunicazione ed informazione al personale utilizzatore del sistema informativo all interno dell amministrazione e ai fruitori esterni dei servizi del sistema informativo dell amministrazione, siano essi cittadini, imprese, altre amministrazioni; 7. le misure per garantire la disponibilità dei sistemi di continuità elettrica (UPS e gruppi elettrogeni) e più in generale la continuità di funzionamento del sistema informativo; 8. la gestione dei posti di lavoro informatizzati dell amministrazione; Programma 9. i servizi di Continuità previsti Operativa- per l attuazione CSI Piemonte del C.A.D. (fra cui ad es. la PEC; la firma Digitale)
11 Le Linee Guida Le linee guida sono state definitivamente approvate dal Comitato Direttivo di DigitPA, dopo il parere del Garante, il 16 novembre 2011 Le linee guida sono ora disponibili all indirizzo:
12 Le Linee Guida Obiettivi e scenari Obiettivo delle Linee guida è quello di fornire degli strumenti per ottemperare agli obblighi derivanti dall art 50-bis del CAD Scenari per l adozione Amministrazioni che già si sono dotate di piani di CO e di DR e che potranno, mediante lo strumento di autovalutazione, verificare la corrispondenza delle soluzioni già adottate con quelle presentate nel seguito come riferimento omogeneo per tutta la PA; Amministrazioni che devono ancora dotarsi di piani di CO e DR, e possono trovare un valido orientamento per ottemperare agli obblighi imposti dall art.50-bis del CAD.
13 Le Linee Guida Glossario Continuità Operativa: l insieme delle attività e delle politiche adottate per ottemperare all obbligo di assicurare la continuità nel funzionamento dell organizzazione; è parte integrante dei processi e delle politiche di sicurezza di un organizzazione; Continuità operativa ICT : la capacità di un organizzazione di adottare, attraverso accorgimenti, procedure e soluzioni tecnico-organizzative, misure di reazione e risposta ad eventi imprevisti che possono compromettere, anche parzialmente, all interno o all esterno dell organizzazione, il normale funzionamento dei servizi ICT utilizzati per lo svolgimento delle funzioni istituzionali; Disaster recovery (DR): nell ambito dell art. 50 bis del CAD, l insieme delle misure tecniche e organizzative adottate per assicurare all organizzazione il funzionamento del centro elaborazione dati e delle procedure e applicazioni informatiche dell organizzazione stessa, in siti alternativi a quelli primari/di produzione, a fronte di eventi che provochino, o possano provocare, indisponibilità prolungate
14 Le Linee Guida Glossario RTO (Recovery Time Objective) indica il tempo di ripristino del servizio: è la durata di tempo e di un livello di servizio entro il quale un business process ovvero il Sistema Informativo primario deve essere ripristinato dopo un disastro o una condizione di emergenza (o interruzione), al fine di evitare conseguenze inaccettabili RPO (Recovery Point Objective) indica la perdita dati tollerata: rappresenta il massimo tempo che intercorre tra la produzione di un dato e la sua messa in sicurezza conseguentemente, fornisce la misura della massima quantità di dati che il sistema può perdere a causa di guasto improvviso
15 Le Linee Guida i contenuti il capitolo 1 definisce gli obiettivi e gli scenari della continuità operativa e del disaster recovery nell ambito delle pubbliche amministrazioni e le finalità delle linee guida; il capitolo 2 descrive le novità introdotte dal nuovo codice della amministrazione digitale, con riferimento specifico alla tematica della continuità operativa, illustrando i ruoli e le responsabilità assegnate dal nuovo CAD alle pubbliche amministrazioni e alla stessa DigitPA; il capitolo 3 riporta informazioni sintetiche sui principali standard internazionali di riferimento attinenti al campo specifico della continuità operativa e del disaster recovery e alle aree correlate della sicurezza ICT
16 Le Linee Guida i contenuti il capitolo 4 costituisce una guida sulle modalità con cui affrontare il problema della continuità operativa sotto l aspetto organizzativo. In particolare vengono fornite indicazioni su come impostare il progetto affinché l obiettivo della continuità dei servizi possa essere raggiunto efficacemente e mantenuto nel tempo al variare delle condizioni al contorno; il capitolo 5 illustra metodi con cui è possibile affrontare il tema della continuità operativa e propone un percorso di autovalutazione dei requisiti di continuità cui le amministrazioni dovranno sottoporsi per la successiva identificazione delle soluzioni tecniche (Tiers) e tecnologiche idonee a garantire la continuità nella erogazione dei servizi; Il capitolo 6 analizza la continuità operativa sotto il profilo delle opzioni e dei vincoli previsti dalla normativa vigente ed illustra, anche con esempi, le soluzioni contrattuali che possono essere intraprese dalla Pubblica Amministrazione. Sono presenti anche alcuni spunti per la definizione di forme associative tra amministrazioni che consentono il contenimento dei costi (accordi di mutuo soccorso, convenzioni, consorzi, centri di backup comuni, ecc.);
17 Le Linee Guida i contenuti il capitolo 7 illustra il modello di riferimento di massima che dovrà essere utilizzato per la compilazione dello studio di fattibilità tecnica che le amministrazioni pubbliche devono sottoporre a DigitPA per il parere obbligatorio previsto dal comma 4 dell art. 50-bis del CAD, nonché indicazioni di massima dei contenuti dei Piani di CO e di DR; il capitolo 8 presenta la tematica della protezione delle infrastrutture critiche, oggetto di recenti interventi normativi a livello europeo e nazionale. il capitolo 9 contiene le conclusioni.
18 Le Linee Guida i contenuti Nelle Appendici in cui sono proposti schemi di documenti di analisi e pianificazione, nonché elementi utili ai fini contrattuali, quali i requisiti dei siti di DR ed esempi di livelli di servizio. APPENDICE A: la business impact analysis (BIA) APPENDICE B: ulteriori aspetti in tema di organizzazione delle strutture di gestione della continuità operativa APPENDICE C: lo strumento di supporto per l autovalutazione APPENDICE D: possibili requisiti del sito di dr APPENDICE E: esempi di livelli di servizio
19 Le Linee Guida Capitolo 5 La realizzazione della Continuità Operativa e delle soluzioni di DR Compito della Amministrazione: determinare le esigenze di continuita e delle soluzioni Realizzare un percorso di autovalutazione per l identificazione delle possibili soluzioni tecnologiche rispondenti alle sue peculiari caratteristiche e specificità, identificate in base a tre direttrici: tipologia di servizio erogato; complessità organizzativa; complessità tecnologica.
20 Le Linee Guida Capitolo 5 La realizzazione della Continuità Operativa e delle soluzioni di DR La direttrice del servizio consente di far rientrare nella valutazione aspetti legati alla tipologia, numerosità e criticità dei servizi erogati, in termini di danno per l organizzazione e/o per i suoi utenti in caso di mancata erogazione del servizio stesso; La direttrice della complessità della organizzazione consente di far rientrare nella valutazione aspetti legati alla complessità amministrativa e strutturale dell organizzazione, al fine di stimare il dimensionamento delle soluzioni tecnologiche da adottare; La direttrice della tecnologia consente di far entrare nella valutazione aspetti legati al fattore tecnologico in termini di dimensione e complessità, al fine di poter stimare la tipologia e la natura delle soluzioni tecnologiche da adottare.
21 Esempi di servizi per un Comune Gestione atti amministrativi (determine, delibere) Gestione Bilancio Gestione Economato (inventario, buoni economali) Gestione Edilizia Gestione Patrimonio Gestione Sanzioni, Incidenti, Turni di servizio Gestione Protocollo Gestione Servizi Sociali Gestione SIT (cartografia, civici e toponomastica) Gestione sito web Gestione Stipendi Gestione SUAP Gestione Personale (giuridico, presenze) Servizi Demografici (anagrafe, CIE, stato civile, elettorale). Esempi di servizi per una Universita Consultazione online presenze personale tecnico-amministrativo di Ateneo Controllo di gestione Customer satisfaction Digital signage Gestione statistiche Portale assistenza rete e servizi di rete Portale di cambio password Portale Spin-Off Produzione Badge Affidamenti incarichi attività didattiche Albo online Consultazione OPAC SBN Contabilità integrata di Ateneo Dematerializzazione procedimenti amministrativi Firma digitale remota docenti Gestione giuridico-economica del personale Gestione prove di selezione accesso programmato Gestione studenti.
22 Le Linee Guida Capitolo 5 La realizzazione della Continuità Operativa e delle soluzioni di DR Per valutare il livello di tolleranza dei propri servizi nei confronti di una indisponibilità sono stati identificati degli indicatori per ogni direttrice.
23 Le Linee Guida Capitolo 5 La realizzazione della Continuità Operativa e delle soluzioni di DR Dagli indicatori per ogni direttrice si giunge ad un indicatore complessivo di criticita. I livelli di criticita vengono raggruppati in 4 classi di rischio. Alle classi di rischio si associano delle soluzioni tecniche (o Tiers) minime
24 Le Linee Guida Capitolo 5 La realizzazione della Continuità Operativa e delle soluzioni di DR Tier 1: backup dati e conservazione presso un altro sito con spazi attrezzati per accogliere risorse elaborative in caso di disastro, con garanzia della disponibilità di risorsa di elaborazione in emergenza Tier 1 Tier 2 Bassa Media Alta Network Critica Tier 2: soluzione simile a quella di Tier 1 ma le risorse elaborative, già presenti, possono essere disponibili in tempi più brevi Tier 3 Tier 4 Tier 3: soluzione simile a quella di Tier 2 ma il trasferimento dei dati tra il sito primario e quello di DR avviene attraverso un collegamento di rete tra i due siti. Tier 4: la soluzione prevede che le risorse elaborative, garantite coerenti con quelle del centro primario, siano sempre disponibili, permettendo la ripartenza delle funzionalità in tempi rapidi Tier 5 Tier 6 Tier 5: la soluzione è analoga a quella del Tier4, con la differenza che l aggiornamento finale dei dati avviene solo quando entrambi i siti hanno eseguito e completato i rispettivi aggiornamenti. CRITICITÀ Tier 6: la soluzione prevede che nel sito di DR le risorse elaborative, oltre ad essere sempre attive, siano funzionalmente speculari a quelle del sito primario, rendendo così possibile ripristinare l operatività dell IT in tempi molto rapidi
25 Parte prima- Informazioni da inviare a DigitPA ai fini del rilascio del parere Il messaggio di PEC deve avere in allegato: la richiesta di parere sullo SFT; una relazione che illustri gli obiettivi complessivi che l'amministrazione si propone di raggiungere ai fini della digitalizzazione e dell attuazione degli adempimenti del CAD, nonché per assicurare il rispetto delle Regole Tecniche dallo stesso CAD previste; lo SFT in formato elettronico liberamente rielaborabile e uno o più file contenenti gli esiti della autovalutazione eseguita mediante lo strumento di autovalutazione descritto nelle Linee Guida sul Disaster Recovery delle Pubbliche Amministrazioni e messo a disposizione da DigitPA sul proprio sito; i riferimenti (indirizzo e.mail; numeri di telefono) del Responsabile della Continuità Operativa, per eventuali richieste di informazioni e chiarimenti.
26 Parte prima- cosa valuta il parere valutazione della coerenza della soluzione con gli obiettivi complessivi che l'amministrazione si propone di raggiungere ai fini della digitalizzazione e dell attuazione degli adempimenti del CAD, nonché per il rispetto delle Regole Tecniche da esso previste; valutazione della adeguatezza tecnica delle soluzioni prescelte rispetto alle esigenze descritte dall Amministrazione e conformità della soluzione rispetto al percorso descritto nelle Linee Guida per il Disaster Recovery delle Pubbliche Amministrazioni, emanate da DigitPA
27 Parte prima- modalità di emissione del parere Il parere emesso può essere: Favorevole Favorevole condizionato Contrario Emissione entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta Se necessario vengono richieste informazioni aggiuntive, interrompendo il termine di emissione del parere che viene rilasciato entro 30 giorni dalla ricezione di tutti gli elementi richiesti
28 Parte seconda- informazioni da inviare ai fini dell attività di verifica del costante aggiornamento dei piani di DR Le Amministrazioni, una volta ricevuto il parere di DigitPA e definito il Piano di DR devono inviarlo mediante PEC a DigitPA Con cadenza annuale, entro il 31 dicembre di ogni anno, le Amministrazioni devono inviare a DigitPA mediante PEC la versione aggiornata del Piano di DR in formato elettronico unitamente alla dichiarazione che, in relazione al Piano di DR trasmesso in precedenza, specifichi le modifiche intervenute e le motivazioni di tali modifiche, utilizzando il seguente schema:
29 Il modello generale di Studio di fattibilità tecnica (SFT) 1. Introduzione 2. Informazioni generali 3. L ambito dello studio di fattibilità tecnica 4. Il risultato del percorso di autovalutazione 5. La/e soluzione/i tecnologica e tecnica/e 6. Tempi e modalità di realizzazione della/e soluzione/i Allegato 1: Schede XXX Allegato 2: Schede YYY. Allegato n: Schede ZZZ
30 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): cap.2 2. INFORMAZIONI GENERALI In questo capitolo vanno riportate le informazioni generali dell Amministrazione che ha redatto lo SFT. Nome Amministrazione Sede centrale (città) Settore di attività Responsabile CO/DR AOO (Area Org. Omog.)/ENTE Indirizzo PEC per le comunicazioni Data compilazione
31 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): Descrizione dell Amministrazione, organizzazione e funzioni istituzionali Inserire una breve descrizione discorsiva dell Amministrazione. Tale profilo dovrà almeno contenere il ruolo istituzionale, la propria organizzazione interna di alto livello (ad esempio uffici e/o dipartimenti/delegazioni), le funzioni istituzionali svolte e le unità organizzative riportate nelle schede servizio. Sarebbe opportuno riportare anche uno schema simile a quello riportato seguito nella figura di seguito (UOx, UOy sono le Unità organizzative riportare nelle schede):
32 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): cap L AMBITO DELLO STUDIO DI FATTIBILITÀ TECNICA In questo capitolo va descritto l ambito in cui si applica lo SFT, ossia il complesso dei servizi e della relativa struttura che li eroga, per i quali lo SFT propone la soluzione per la continuità operativa ICT e DR. Classe di Servizi Servizio Descrizione Servizio Tipologia di Utenza
33 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): cap IL RISULTATO DEL PERCORSO DI AUTOVALUTAZIONE In questo capitolo, per ogni servizio/classe di servizi che fa parte dell ambito dello Studio di Fattibilità Tecnica, già descritti nel paragrafo 3.1.1, devono essere riportati i dati emersi nel corso dell autovalutazione e che sono riportati nello schema di sintesi dell autovalutazione: Servizio/ Classe di Servizi Indice complessivo di criticità Classe di criticità Soluzione tecnologica (Tier)
34 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): cap LA/LE SOLUZIONE/I TECNOLOGICA/CHE E TECNICA/CHE In questo capitolo va indicato il dettaglio della soluzione o delle soluzioni che l Amministrazione ha individuato come rispondente/i alle proprie esigenze. Il capitolo va compilato anche nel caso in cui la soluzione (o le soluzioni) sia/siano già in essere oppure siano già stati redatti il piano di continuità operativo e/o il piano di DR relativi. Attenzione alla Terminologia! soluzione tecnologica :classificazione (Tier 1 Tier 6) in analogia a come viene utilizzata nelle Linee Guida (LG) e nello strumento di autovalutazione. ogni soluzione tecnologica potrebbe essere realizzata secondo una o più soluzioni tecniche. I nomi delle soluzioni tecniche sono a discrezione dell estensore dello studio. È necessario però che tale nome sia univoco. Quindi la soluzione sarà individuata dalla soluzione tecnologica e dalla soluzione tecnica: ad esempio Tier3/soluzione tecnica A.
35 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): Soluzione adottata o da adottare Nel caso sia stata individuata una sola soluzione dovrebbe essere riportata la seguente frase: Tutti i servizi in ambito sono coperti da una sola soluzione tecnica che fa riferimento alla soluzione tecnologica di tipo Tier x dove x è un valore cha può andare da 1 a 6. Nel caso siano state individuate più soluzioni tecnologiche deve essere compilata una tabella (composta da tante righe quante sono le soluzioni tecnologiche) che metta in evidenza quali servizi siano coperti dalla singola soluzione tecnologica. Soluzione tecnologica Servizi/classi di servizi coperti Tier x servizio 1 servizio 2 Tier y Classe di servizio 1
36 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): Sintesi delle soluzioni tecnologiche e tecniche Per ogni soluzione tecnica indicare: Nome Soluzione e Stato della soluzione Elenco dei servizi del tier a cui si riferisce questa particolare soluzione Gestione infrastruttura IT del/dei sito/i di produzione per i servizi afferenti alla soluzione Gestione della soluzione per il/i sito/i di DR per i servizi afferenti alla soluzione Conformità delle caratteristiche della/e soluzione/i di DR ai paragrafi 6.3, 6.4 e 6.5 delle Linee guida per il DR delle PA Descrizione dell organizzazione per la gestione delle emergenze che si intende adottare Trasferimento dati tra siti: quanti dati vengono trasferiti (GB, TB) relativamente ai servizi afferenti alla soluzione Trasferimento dati tra siti: indicare se vengono trasferiti dati sensibili e/o giudiziari Modalità di trasferimento dati tra siti
37 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): (segue) Sintesi delle soluzioni tecnologiche e tecniche (segue) Tipologia di risorsa elaborativa nel sito primario Risorse elaborative previste nel sito secondario Dimensioni dello storage nel sito primario e secondario relativo ai servizi afferenti alla soluzione Connettività del sito DR con eventuali sedi periferiche Numero minimo di PDL per garantire la funzionalità di servizi offerti Organizzazione per la gestione di eventuali emergenze (ad es. Comitato di Crisi); se non comune con tutte le soluzioni previste, indicarlo Condizioni/rischi valutati per dichiarare lo stato di emergenza (Scenari di Crisi) relativamente ai servizi afferenti alla soluzione Piano di Disaster Recovery (esistenza) Piano di Continuità Operativa (esistenza)
38 Il modello di Studio di fattibilità tecnica (SFT): cap TEMPI E MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DELLA SOLUZIONE In questo capitolo vanno riportati, per tutte le soluzioni tecnologiche e tecniche individuate, i tempi e le modalità di realizzazione. L Amministrazione dovrà garantire il rispetto della normativa vigente in materia di appalti e garantire la necessaria apertura al mercato, ove intendesse ricorrere a fornitori esterni per dotarsi, attraverso forniture o servizi, di soluzioni di CO/DR. Soluzione Tempi di Realizzazione Modalità di Realizzazione Tier X/Soluzione Y Tier Y/Soluzione Z
39 Riferimenti Fonte - DigitPA
40 Grazie per l attenzione Franco Ardito CSI Piemonte

References: ARTICOLO 50
 ARTICOLO 50
 ARTICOLO 50
 ARTICOLO 50
 articolo 50
 articolo 50
 articolo 57
 articolo 50
 articolo 34
 art.50
 art. 50
 art. 50