Source: http://aldodomenicoficara.blogspot.it/2014/12/
Timestamp: 2017-05-01 00:26:32+00:00

Document:
una certa politica dice che gli insegnanti sono dei fannulloni, grazie alla
forza mediatica delle televisioni, dei giornali e anche di internet, tutta o
quasi tutta l'opinione pubblica amplifica il concetto. Se gli insegnanti
cercano di dissentire, la loro forza mediatica non sfonda, e per tutti
rimangono fannulloni.
In riferimento a questi attacchi infondati si vuole
dare la parola mediatica ad alcuni insegnanti, nel tentativo di ristabilire la
verità su una professione volutamente denigrata da facili concetti populistici.
Di seguito si propone una parte dei commenti pubblicati nella pagina Facebook
del blog “Regolarità e Trasparenza nella Scuola”:
tutti fa comodo non capire che vita fanno gli insegnanti !!!!!! Ormai è un
tormentone ....vacanze ferie feste ...Ehi sì . Vero . Diciamogli di si ...tanto
è lo stesso . Nessuno parla del nostro stipendio ....va bene anche quello ....in
poche parole siamo dei fannulloni “.
chi parla a. vanvera non può capire. Rientrare a casa, dopo cinque ore di
lezione, e non essere in grado neppure di sfilarsi il cappotto ma di lanciarsi
nel primo divano disponibile. Essere insegnanti significa anche questo”.
“Chiedetelo
ai mariti (o alle mogli) degli insegnanti..chiedetelo ai figli. Vi sapranno
dire quanto tempo rubato alla famiglia,quanti week end persi per gli impegni
scolastici..e quanti soldi spesi per materiale che la scuola non fornisce agli
alunni...o per il proprio aggiornamento!!!Forse siamo abituati a stare zitti ed
andare avanti. Silvia Erriu
insegnanti per preparare le lezioni correggere i compiti, impostare il proprio
lavoro, utilizzano molto altro tempo, in " nero" a casa e per
aggiornarsi seguono corsi a proprie spese! Parliamone”
“Noi siamo ritenuti "dal popolo" una
categoria privilegiata: 4 ore al giorno, 15 giorni di festa a Natale, una
settimana a Pasqua, 2 mesi di ferie estivi + le varie riunioni sindacali. Ma
nessuno vede i nostri stipendi da miseria, i rientri pomeridiani, le mense
passate a sbucciare mele e a tagliare fettine di carne a bambini che non sanno
tenere ancora bene le posate in mano, i corsi di aggiornamento a proprie spese, il lavoro fatto a casa che assorbe più tempo di quello
fatto in classe, l'essere a contatto (come per me della scuola Primaria) con 3
classi di bambini di 8 anni per un totale di 70 alunni che piangono per il
dispetto di un amico, perchè vogliono ancora la mamma, per un semplice
rimprovero che (a detta dei genitori) urta la loro sensibilità causando, in
alcuni casi, anche incubi notturni e con la minaccia, ormai trita e ritrita
delle famiglie: "Altrimenti lo trasferisco in altra scuola". Per non
parlare poi delle burocrazia: alunni BES da seguire, registro elettronico da
tenere costantemente aggiornato. E alla fine, SIAMO I PIÙ INVIDIATI DAGLI
ITALIANI. Io dico solo:" Venite gente, venite in questo mondo incantato
dove pensate che noi viviamo e trascorrete una settimana con noi. Scapperete a
gambe levate".”
si occupa di Bes da oltre due anni e ha operato in scuole di tutto il
territorio italiano. L’associazione ha inoltre realizzato numerosi convegni sul
tema con la collaborazione di esponenti del mondo della cultura di alto
spessore e in varie città italiane:
Bologna (Convegno nazionale ANDIS), Modena (scuola media Pasquale Paoli),
Senigallia, Ischia (Summer Schooll), Napoli (Università Federico II) Cortona
centro S.Agostino, Frascati ( scuderie Aldobrandini), Brescia ( Università
Cattolica). I
corsi che propone sono finalizzati a informare e formare i docenti sulle nuove norme inerenti
i bisogni educativi speciali ma soprattutto a dotarli di criteri e strumenti
per individuare i casi problematici, per dare risposte adeguate al
soddisfacimento dei bisogni educativi speciali degli studenti e di metodi per
realizzare strategie inclusive facilmente spendibili nelle classi. Il
corso può essere fruito integralmente o scegliendo uno dei due moduli sotto
riportati. I
formatori sono dirigenti scolastici e ricercatori Invalsi di comprovata
esperienza, tutti hanno collaborato con la casa editrice Tecnodid, con
l’associazione ANDIS e con il professor Aurelio Simone dell’Università di Roma
‘’Tor Vergata’’. I modulo L’ASPETTO GIURIDICO ORGANIZZATIVO
- Quali bisogni educativi sono speciali? La risposta
nella scuola italiana e in Europa.
La norma come opportunità, tra vecchi e nuovi
orientamenti. Dalla Direttiva Miur. del 27.12.2012 alla Circ. del 22.09.2013.
La giurisprudenza. - Il ruolo dei Consigli di classe nella
personalizzazione del curricolo alla luce delle nuove disposizioni ministeriali
e la predisposizione del PDP. Esempi pratici.
- La valutazione degli alunni con BES. - La composizione e le funzioni del Gruppo di lavoro
per l'inclusione (G.L.I.).
- Criteri e modelli per la predisposizione del Piano
Annuale per l'Inclusività (PAI). Esempio pratico.
- La valutazione del grado di inclusività di una
scuola: l’index per l’Inclusione , il progetto Quadis e il RAVI ( rapporto del
grado d 'inclusivita della scuola)
- La didattica della matematica per alunni con DSA - La didattica del latino per alunni con DSA
II modulo DIDATTICA INCLUSIVA: ISTRUZIONI PER L’USO
- Criteri e strumenti per l'individuazione dei BES: il modello
ICF e la sua applicazione per il singolo alunno e per la classe; - Stili di insegnamento e di apprendimento: la “normale
diversità”; - Apprendimento cooperativo, creatività e pensiero divergente; Gestione della classe e strategie compensative per gli alunni
con BES - Il buon insegnante secondo le griglie di osservazione dell’Invalsi
• Prima della visita i formatori inviano alla scuola una
scheda di individuazione dei casi problematici. La scheda segue i criteri di
individuazione di Ianes ( danno/ostacolo e stigma sociale), è di facile
compilazione e utile a stimolare la discussione intorno ad eventuali falsi
positivi o negativi.
• La prima parte del modulo è dedicata all’illustrazione del modello ICF
ed è finalizzata a sollevare una riflessione sulla necessità di valutare il ‘’funzionamento
globale’’ dei soggetti in età evolutiva e quindi a tenere nella giusta
considerazione tutti i fattori personali e di contesto che possono influire sul
processo di apprendimento/insegnamento.
Verranno fornite griglie di osservazione semplificate per la valutazione
del funzionamento globale,su base icf e indicazioni sull’osservazione dei
processi di apprendimento/insegnamento sulla base delle ricerche INVALSI (
progetto valutazione e miglioramento).
• La seconda parte è finalizzata ad una veloce esposizione degli stili di
apprendimento e delle dinamiche di gruppo. • La terza parte prevede uno spazio laboratoriale.
Verrà simulata la compilazione delle griglie in
riferimento ai casi problematici
presentati dai partecipanti. Successivamente
si passeranno in rassegna le strategie didattiche applicate dai docenti
interessati e si esamineranno eventuali altre strategie anche fornendo esempi
concreti di cooperative learning e writing in riferimento alla didattica della
fisica e della storia. Verra’ anche presentato un vademecum per il lavoro
· L’ultima fase è dedicata alla compilazione del PDP di cui verrà fornito
apposito modello e alle relazioni con le famiglie.
· A margine verrà presentato un possibile profilo della funzione
strumentale per i BES
Una tabella che mette in evidenza alcune distinzioni tra pubblicazioni scientifiche e post di pseudoscienza Pubblicato da
Matrix 11 Dicembre 2014 - Libro nero della scuola italiana Pubblicato da
UNDICI PRINCIPINI O UNDICI CAVIE? IL LICEO BREVE DI 4 ANNI CHE PIACE A PARITARIE E MIUR UNDICI PRINCIPINI O UNDICI CAVIE? IL LICEO BREVE DI 4 ANNI CHE PIACE A PARITARIE E MIUR di Vincenzo Pascuzzi – 12 dicembre 2014 “Il Liceo Internazionale per L’Impresa Guido Carli è una scuola paritaria nata a Brescia per volontà dell’Associazione Industriale Bresciana.” (così si legge sul sito internet) ed ora “sperimenta” un percorso abbreviato di solo quattro anni per conseguire la maturità e poi iscriversi all’università con un anno di anticipo. “Sperimenta” tra virgolette almeno per un paio di motivi; 1) perché l’iniziativa è stata avviata in modo molto discreto, se non clandestino e segreto, ormai tre anni fa e se ne è venuti a conoscenza solo dopo un anno o due: 2) perché è stata avviata in tre scuole private paritarie lombarde cioè non statali, non pubbliche, né accessibili a tutti, localizzate nel nord Italia. Leggiamo infatti, sempre nel sito della scuola: “Il Liceo Guido Carli è una scuola di eccellenza, non è una scuola di élite [?!]. Purtroppo [acc.!] però la disponibilità di posti non è infinita. Di conseguenza per poter frequentare il Liceo è necessario superare una prova di accertamento che garantisca l’accesso ai ragazzi più promettenti”. Quindi ragazzi selezionati per capacità, motivazione oltre che per censo, residenza e magari altro, da istruire e coltivare come in una serra climatizzata, supertecnologica, ecc. Bella forza! Classi con pochi studenti: la terza attuale, che arriverà a maturità nel 2016, è composta di soli 11 studenti, 11 principini e anche cavie. Altro che classi pollaio o affollate! Poi ovviamente, gli studenti-principini usufruiscono di tutti gli altri accorgimenti loro necessari predisposti dalla scuola, che ci tiene, vuole fare bella figura, vuole brillare e così promuovere se stessa, in concorrenza con le altre private paritarie e con le pubbliche statali! C’è da dire che il Tar del Lazio – su ricorso di Flc Cgil – ha appena bocciato, in data 16.9.2014, i licei quadriennali giudicandoli illegittimi. I giudici hanno infatti rilevato non solo che manca l’obbligatorio parere del Cnpi, ma che sono deboli e superficiali le motivazioni che hanno indotto alla riduzione di un anno. È sorprendente (?) che Miur abbia già annunciato ricorso contro la sentenza del Tar! Questa decisione ministeriale è probabilmente (mal)motivata, oltre e più che dalle pressioni delle scuole private interessate, dalla intenzione recondita di auto-costruirsi un esempio pretestuoso da imitare ed estendere poi alla scuola statale e così “risparmiare” A BREVE 3 o 4 miliardi sulla pelle di 40 o 60 mila docenti in futuro esubero e di 450 mila studenti/anno da diplomare o maturare in anticipo e ancorché acerbi cioè …. immaturi! Il risparmio effimero e A BREVE è caratteristica di tutti governi degli ultimi vent’anni: vedere in rete la recente nota di Antonio Deiara “La fabbrica dei bocciati”. ——- LINK Liceo Internazionale per L’Impresa Guido Carli http://www.liceoguidocarli.eu/ Maturità’ in 4 anni: come sta andando a Brescia http://blog.iodonna.it/scuola/2014/12/09/liceo-guido-carli-brescia/ Quel “pasticciaccio” del liceo breve targato Carrozza http://www.gildavenezia.it/docs/Archivio/2013/nov2013/targato.htm Liceo breve bocciato dal Tar, gli istituti: “L’anno è avviato, non possiamo fermarci” http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/19/liceo-breve-bocciato-dal-tar-gli-istituti-anno-avviato-non-possiamo-fermarci/1126394/ Il liceo breve di 4 anni bloccato dal Tar «Studenti favoriti» http://archiviostorico.corriere.it/2014/settembre/18/liceo_breve_anni_bloccato_dal_co_0_20140918_e2243c3c-3ef7-11e4-b080-7c43ed7bfc0e.shtml Tar ha bocciato i “licei brevi” del governo Letta http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=30E2D4&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1 Tar Lazio. No ai licei di quattro anni http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=30EM1P&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1 Licei quadriennali bocciati dal Tar “Sono illegittimi” http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/licei-quadriennali-bocciati-dal-tar.aspx Il Tar boccia i licei “brevi” voluti dal Ministro Carrozza http://infostudenti.scuolazoo.com/infostudenti/tar-lazio-illegitimi-licei-brevi-carrozza La fabbrica dei bocciati – Antonio Deiara http://www.orizzontescuola.it/news/fabbrica-dei-bocciati-lettera Pubblicato da
TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO (definito a livello regionale in sede di contrattazione integrativa annuale)Retribuzione di posizione (parte fissa + parte variabile): da 3.556 euro che costituisce la parte fissa fino a euro 34.195,96 annui che costituisce la parte variabile. Viene stabilita una graduazione delle funzioni dirigenziali attribuendo un "punteggio" ad ogni istituzione scolastica (sulla base di dimensione/complessità/contesto territoriale) per poi raggrupparle in fasce a cui si attribuisce un valore economico differenziato.Retribuzione di risultato: la parte base è proporzionata alla retribuzione di posizione percepita alla quale si aggiungono gli importi relativi allo svolgimento degli incarichi aggiuntivi.Retribuzione incarichi aggiuntivi: oltre alla retribuzione ordinaria spettano al dirigente ulteriori indennità per gli incarichi aggiuntivi, obbligatori o non, svolti tra i quali la presidenza commissioni esami di stato nelle scuole secondarie di secondo grado (da euro 1817 fino a euro 3519), attività connesse all'educazione degli adulti e alla terza area degli istituti professionali (2% somme a tal fine stanziate), incarico di reggenza di ulteriori istituzioni scolastiche (attualmente 9.609,34 euro annui d'indennità di reggenza a cui si aggiunge una integrazione della retribuzione di risultato pari all'80% della retribuzione di posizione parte variabile della scuola affidata in reggenza, per un totale che varia da circa 15.000 a 20.000 euro), direzione di progetti (una percentuale variabile rispetto all'importo dello stanziamento, ad esempio il 5 % del costo totale del progetto nel caso dei PON), presidenza di commissioni di concorso, funzioni di "mentor" nell'attività di formazione per i dirigenti neoassunti, funzioni di commissario governativo, e ogni altro incarico non ricompreso nel regime di onnicomprensività del trattamento economico del personale dirigente.
►GIORGIO RAGAZZINI HA DETTO…Magari torneremo su come le scuole potrebbero prevenire le occupazioni.Per ora basta dire che uno dei responsabili della sostanziale extraterritorialità concessa alle scuole rispetto alla legge è una demenziale sentenza della Cassazione che risale se non erro al 2002. Parliamo del reato di “invasione di edificio altrui”. Rispetto a un caso specifico, sentenziò che non c’era l’elemento dell’ “altruità”, in altre parole che l’edificio fosse di altri, in quanto (udite udite) in qualche modo una scuola appartiene anche agli studenti. Dovrebbe essere evidente a chiunque non abbia un quoziente intellettivo rasoterra che il piano affettivo, per cui in un certo senso gli studenti si sentono “a casa propria”, non c’entra assolutamente nulla col piano giuridico, per il quale, senza la minima ombra di dubbio, la scuola appartiene alla collettività, che detta le regole per fruirne in determinati periodi e orari. Nessuno quindi, come abbiamo ripetuto fino allo sfinimento, ha diritto a impossessarsene e tanto meno a impedirne l’uso ad altri (cosa che per altro neppure la Cassazione ha osato – finora – teorizzare). Una conseguenza comica di questa sentenza è che si tratterebbe quindi di una protesta consistente nell’occupazione di casa propria. Io ho più volte provato a occupare casa mia in favore di varie cause, da quella degli Juguri perseguitati dal governo cinese a quella dello scoiattolo rosso a rischio di estinzione per via dell’introduzione dello scoiattolo grigio dall’America, ma nessuna di queste iniziative ha avuto il minimo effetto. Peraltro le sentenze della Cassazione, pur potendo influire su altre sentenze, non fanno legge. Si tratta di uno dei tanti errori che anche i magistrati, in quanto esseri umani, possono fare? No, è la logica conseguenza di una pluridecennale tendenza giurisprudenziale che avuto la sua punta di lancia in magistratura democratica, che consiste nel forzare al massimo l’interpretazione delle leggi per raddrizzare le ingiustizie sociali per via giudiziaria. Questo ha portato di fatto i giudici a sostituirsi in moltissimi casi al potere politico democraticamente eletto dai cittadini. Ne è uno strepitoso esempio un episodio recente. Un signore di Porto Recanati, a cui era stato rubato il camper,si è messo a cercarlo e lo ha ritrovato in un campo rom. “Dopo i dovuti accertamenti la polizia conferma che si tratta effettivamente del suo mezzo. Il camper viene messo sotto sequestro giudiziario, ma le autorità ordinano al proprietario di lasciare il veicolo nella disponibilità dei ladri perché «si trattava di zingari senza casa e abbiamo il dovere di garantire una dimora alla famiglia con prole». Non siamo su scherzi a parte,ma nel paese in cui viviamo.06 dicembre 2014 01:13+++++++►V.P. HA DETTO…Non ritengo affatto “demenziale (la) sentenza della Cassazione” che è del 2000 e che in parte riporto di seguito.Osservo che in 14 anni NESSUN governo ha provveduto a disciplinare diversamente la materia. Negli stessi 14 anni il Miur non ha avuto nemmeno l’accortezza di istruire e presidi sui comportamenti da assumere o evitare. Né gli stessi presidi e le loro organizzazioni – ben agguerrite e unitarie proprio in questi giorni in cui stanno chiedendo al governo più soldi e potere in cambio forse di un atteggiamento benevolo o neutrale riguardo alla “buona scuola” – hanno provveduto autonomamente a darsi un codice di comportamento utile alla bisogna!——-“Con sentenza del 30 marzo 2000 la II sezione della Corte di cassazione è intervenuta sul punto statuendo che: ” Non è applicabile l’art. 633 alle occupazioni studentesche perché tale norma ha lo scopo di punire solo l’arbitraria invasione di edifici e non qualsiasi occupazione illegittima.…. L’edificio scolastico, inoltre, pur appartenendo allo Stato, non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica e pertanto non si ritiene che sia configurato un loro limitato diritto di accesso all’edificio scolastico nelle sole ore in cui è prevista l’attività scolastica in senso stretto.” Tale sentenza ha avuto, inoltre, il pregio di individuare correttamente il momento consumativo e la condotta del reato contestato ed opera una sagace distinzione tra il momento dell’invasione di un edificio e quello della permanenza non consentita all’interno degli spazi, stabilendo che non è possibile assimilare la seconda alla prima in quanto “quando il legislatore ha voluto caratterizzare come fatto penalmente rilevante la permanenza arbitraria all’interno di un luogo, lo ha fatto con una previsione espressa, inversamente si incorrerebbe nella vietata analogia in malam partem “. Pregevole appare anche la ricostruzione dell’alterità del bene invaso in relazione agli edifici scolastici. La Corte regolatrice sottolinea che ai sensi del D.P.R. 21.5.74 n. 416 la scuola costituisce una realtà non estranea agli studenti che contribuiscono e concorrono alla sua formazione e al suo mantenimento, con un potere-dovere di collaborare alla protezione e alla conservazione della stessa, per cui non sembra configurabile un loro limitato diritto d’accesso nelle sole ore in cui è prevista l’attività didattica in senso stretto. In tale disposto la Corte regolatrice stabilisce che nel reato di cui al 633 c.p. il termine invasione va interpretato come “una qualunque intromissione dall’esterno con modalità violente ”——-Vedere OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE, NORME E SENTENZE DA CONOSCEREAl link:http://lists.peacelink.it/educazione/2008/11/msg00009.html06 dicembre 2014 08:15+++++++https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2437060168770673181&postID=9026162338673449705&page=1&token=1417850112512https://www.facebook.com/pages/GRUPPO-di-FIRENZE-per-la-scuola-del-merito-e-della-responsabilità/196180413759574?fref=tshttp://www.retescuole.net/senza-categoria/occupazione-delle-scuole-botta-e-risposta-nel-blog-del-gruppo-di-firenze https://www.facebook.com/iuas.insiemeunaltrascuola

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