Source: https://www.projuventute.ch/index.php/it/genitori/internet/cyberbullismo
Timestamp: 2020-04-05 17:21:50+00:00

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Crescendo, i bambini utilizzano sempre di più i social per comunicare tra di loro. Questo, oltre ad avere aspetti positivi, aumenta però anche il rischio del cyberbullismo. Per i genitori è importante essere ben informati e conoscere il modo in cui possono aiutare i loro figli. Ecco qualche consiglio su come affrontare il cyberbullismo.
Per bullismo si intende una forma di violenza psicologica perpetrata apertamente, ma in modo subdolo, per un prolungato periodo di tempo. Nel caso dei bambini, le vittime vengono continuamente prese in giro, tormentate, minacciate, insultate, umiliate ed emarginate. All’inizio, i bambini e i giovani interpretano spesso il loro comportamento come uno scherzo. La dinamica di gruppo può spingere a trovare «scherzi» sempre nuovi, per poi sfociare nel bullismo/cyberbullismo. Spesso le vittime non hanno la possibilità di difendersi. Gli attacchi feriscono e fanno soffrire.
Le angherie sono fatte di proposito, non casuali
Il bullismo è un modello di comportamento e non un atto casuale. La linea di confine tra gli scherzi normali e il bullismo è molto sottile. Nel cyberbullismo, le forme di violenza si ampliano poiché si aggiunge l’utilizzo dei media digitali, es.: tramite chat, WhatsApp, Snapchat, Instagram. Il fatto che il cyberbullismo possa essere perpetrato in modo del tutto anonimo peggiora le cose. I messaggi offensivi vengono inviati sotto falso nome e nei fori o nelle chat possono essere scritti in anonimato o sotto uno pseudonimo.
Le vittime sono più raggiungibili e il raggio d‘azione è amplificato
A differenza del bullismo, nel cyber bullismo le vittime sono raggiungibili in qualsiasi momento tramite smartphone e sui social. Quindi, le molesti non finiscono al termine della scuola, ma proseguono ed entrano nella cameretta dei bambini. Sulle piattaforme dei social, o anche nella chat della classe, i bambini sono in collegamento con molte persone, questo significa che, in caso di un attacco, gli spettatori potrebbero essere davvero tanti. Nei casi più gravi, le offese vengono ulteriormente diffuse. Il pubblico di un singolo episodio di cyberbullismo è più vasto rispetto a quello degli episodi che si verificano lungo il tragitto casa-scuola o all'interno della classe. Inoltre, è possibile che i messaggi restino pubblicati a lungo, cosa che aumenta la loro visibilità.
Una soglia più bassa
L’esperienza dimostra che la gran parte dei bambini vittime del cyberbullismo subisce attacchi provenienti dal loro ambiente. Poiché le autrici e gli autori sono seduti davanti a uno schermo, la soglia è più bassa e si arriva presto a violare le regole di utilizzo. La distanza fisica facilita l’utilizzo sui media digitali di parolacce e di espressioni umilianti, cosa che non avviene durante un faccia-a-faccia, perché si prova vergogna: non appena ci si accorge dell’immediata reazione della vittima, gli scrupoli aumentano.
Tristezza, paura, diminuzione dell’autostima e depressione sono possibili conseguenze del cyberbullismo. Gli studi dimostrano che i bambini e i giovani vittime o autori del cyber bullismo corrono un maggiore rischio di avere pensieri suicidi. Il cyberbullismo comporta un alto carico psichico e può indurre le vittime a evitare tutti i servizi internet. Invece di comunicare con i coetanei e di utilizzare le molteplici possibilità positive offerte dalla digitalizzazione, le vittime si isolano sempre di più. Non si tratta di uno sviluppo positivo, perché non è così che si risolve il problema.
Persone di fiducia e consultori specializzati
Rispetto al bullismo, per i genitori è più difficile accorgersi del cyberbullismo. Spesso, i bambini e i giovani non raccontano a nessuno quello che stanno passando. Forse perché non hanno qualcuno in cui riporre fiducia, oppure perché preferirebbero parlarne con una persona neutrale. I genitori, le persone di riferimento e gli insegnanti dovrebbero informarli dell’esistenza di consultori dedicati al cyberbullismo. Ad esempio, bambini e giovani possono contattare in qualsiasi momento, gratuitamente e in via confidenziale, il servizio di Pro Juventute Consulenza + aiuto 147. Le/i consulenti sono pronti ad ascoltarli e ad aiutarli per cercare delle soluzioni.
Spesso le vittime si isolano e non parlano di quello che li opprime. Anche le autrici e gli autori possono avere problemi comportamentali. Quindi, è necessario che genitori e insegnanti prestino la massima attenzione. E’ importante notare se il bambino è depresso, se soffre più spesso di disturbi fisici, quali mal di testa o mal di pancia, o se si addormenta più difficilmente del solito. Altro possibile indicatore è se continua a mantenere le sue amicizie come al solito e a curare i contatti. In caso di episodi concreti, vale la seguente regola base: non rispondere agli attacchi. Le reazioni emotive acutizzano la situazione. Se i genitori vengono a conoscenza di episodi concreti, dovrebbero custodire come prova le chat o le foto incriminate, ad esempio tramite screenshot. Un'atmosfera di fiducia aiuta il bambino a parlare della sua esperienza. Inoltre, è importante non farlo sentire colpevole. Non è utile comunicare direttamente con le autrici, gli autori o le loro famiglie.
Comunicare immediatamente l’episodio
Di solito, gli episodi si verificano all’interno dell’ambiente scolastico. Quindi è consigliabile contattare l'insegnante o l’assistente sociale della scuola. Insieme è possibile discutere le azioni da intraprendere. Un provvedimento da adottare immediatamente è di comunicare al gestore della piattaforma il profilo utilizzato da chi commette gli attacchi per farlo chiudere. E’ possibile anche procedere per vie legali. Per non creare false aspettative, tutte le persone coinvolte devono sapere che il cyberbullismo non è contemplato come un reato, ma diverse azioni collegate a questo fenomeno sono però illecite.
Nel migliore dei casi, all’interno dell’edificio scolastico è presente un interlocutore interno particolarmente esperto del mondo virtuale. Ovviamente, gli studenti dovrebbero essere informati dell’esistenza di un simile punto di riferimento. Per aumentare la consapevolezza riguardo a questa problematica e a scopo preventivo, il tema viene spesso integrato nella lezione. Ci sono persino scuole che hanno un incaricato/a specifico/a che si occupa dei casi di bullismo. E’ importante sensibilizzare genitori e insegnanti sui temi del bullismo e del cyberbullismo e non lasciare i bambini abbandonati a se stessi.
Art. 28 CC: Pubblicare immagini di persone private senza il loro consenso può essere illegale.
Art. 29 CC: Se si utilizza il nome di un’altra persona o se con questo si compiono molestie, la vittima può chiedere il risarcimento danni e un'indennità per torto morale.
Art. 143, 143bis CP: È vietato craccare le password - acquisizione illecita di dati.
Art. 144bis cif. 1 CP: Anche il danneggiamento di dati è penalmente perseguibile.
Art. 156 CP: L’estorsione è un reato.
Art. 173–178 CP: Mostrare riprese di una persona in una situazione di svantaggio può essere interpretato come un delitto contro l’onore – anche questo è penalmente perseguibile.
Art. 179 CP: Delitti contro la sfera personale riservata mediante apparecchi di presa di immagini.
Art. 179 CP: La sottrazione di dati personali è illegale.
Art. 180 CP: Minaccia e…
Art. 181 CP: …coazione sono entrambi proibiti.
Il cyberbullismo e una forma di bullismo perpetrata tramite i media digitali. In questo caso, gli attacchi sono visibili da un pubblico più vasto e le offese restano spesso leggibili per lungo tempo. Ciò rende la vita delle vittime ancora più difficile. Parlate con i vostri figli se avete la sensazione che siano vittime del cyberbullismo.
Pur avendo bisogno di aiuto, un quarto dei bambini e dei giovani vittime non racconta a nessuno ciò che li opprime. Reagite e informatevi se notate che il bambino si isola e se c’è qualcosa che lo opprime.
Non esitate a chiedere aiuto. Le/gli assistenti sociali della scuola conoscono molto bene il problema e offrono consigli e aiuto.
Rendete noti i profili che sono stati utilizzati per gli attacchi e pretendete che vengano chiusi.
Anche se non esiste una legge specifica sul cyberbullismo, molte azioni collegate a questo fenomeno sono illecite e punibili. Informatevi presso persone esperte sulle possibili azioni legali da intraprendere. I primi punti di riferimento sono gli assistenti sociali della scuola e la Consulenza per genitori di Pro Juventute. Anche la polizia svolge funzione di consulenza. Raccolta sistematica del diritto federale.

References: Art. 28

Art. 29

Art. 143

Art. 144

Art. 156

Art. 173

Art. 179

Art. 179

Art. 180

Art. 181