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Timestamp: 2020-01-22 11:08:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 16399 del 04/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16399 del 04/07/2017
Cassazione civile, sez. II, 04/07/2017, (ud. 07/04/2017, dep.04/07/2017), n. 16399
sul ricorso 7961-2013 proposto da:
F.G.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, V.LE ANICIO GALLO 194, presso lo studio dell’avvocato
FRANCESCO LA GATTUTA, rappresentato e difeso dagli avvocati STEFANO
CARBONI, ANTONIO GAVINO MAMELI;
D.M.V. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
dall’avvocato LUIGI PASSINO;
PM C/O TRIBUNALE SASSARI, PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE APPELLO
avverso la sentenza n. 331/2012 della CORTE D’APPELLO DI CAGLIARI
sezione distaccata di SASSARI, depositata il 13/11/2012;
07/04/2017 dal Consigliere Dott. ORICCHIO ANTONIO.
è stata impugnata la sentenza n. 331/2012 della Corte di Appello di Cagliari – Sezione Distaccata di Sassari con ricorso fondato su due ordini di motivi e resistito con controricorso della parte intimata;
E’ stata depositata, da parte del F., memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c..
1. – Con il primo motivo del ricorso, espressamente definito come “basato, in massima parte su di una analisi critica delle operazione peritali” si censura il vizio di violazione di legge in relazione all’art. 360 c.p.c., commi 3 e 4.
Il motivo, al di là della sua rubricazione, si riferisce -in buona sostanza ed esaminando il suo contenuto – a doglianze inerenti aspetti tutti in punto di valutazione dì fatto (criteri operativi e comparazioni, metodologia delle svolte operazioni peritali in tema di accertamento della grafia, connotati e contrassegni delle scritture, tremore evidenziato nella scheda testamentaria, riproducibilità dei grafismi, gestualità identificative, ecc..).
Il motivo evidenzia, quindi, attraverso l’impropria utilizzazione di canoni normativi, l’innegabile scopo, malaccortamente perseguito, di eludere la ratio del nuovo art. 360 c.p.c., n. 5, applicabile, ratione temporis (la sentenza impugnata risulta depositata nel novembre 2012). Al riguardo la Corte ritiene di dover affermare il principio per cui è deve ritenersi del tutto inammissibile il ricorso per cassazione, col quale -pur invocando strumentalmente altri commi dell’art. 360 c.p.c., si intende -nella sostanza-perseguire un riesame in punto di fatto non più possibile per le controversie cui – ratione temporis – va applicato il nuovo comma 5 del medesimo art. 360 c.p.c..
2. – Con il secondo motivo del ricorso si deduce il vizio di violazione di legge per la liquidazione delle spese come effettuata con l’impugnata sentenza.
Nella sostanza parte ricorrente si duole del fatto che sia stata eluso, col provvedimento oggi impugnato, il principio – secondo la prospettazione del ricorrente- secondo cui ” i nuovi parametri per la liquidazione andavano comunque applicati…. (per la determinazione)… del compenso spettante al professionista”.
Nella concreta fattispecie per cui è controversia – è bene evidenziare- si verte in tema di attività comunque già svolta.
L’assunto, pertanto, è infondato fin quanto, una volta esaurita l’attività professionale, non è configurabile una applicazione di nuovi e successivi criteri di liquidazione.
3. – Alla stregua di quanto innanzi esposto, affermato e ritenuto il ricorso deve essere rigettato.
4. – Le spese seguono la soccombenza e, per l’effetto, si determinano così come in dispositivo.
5. – Sussistono nella fattispecie i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento in favore del controricorrente delle spese del giudizio, determinate in Euro 2.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori come per legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Seconda Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 7 aprile 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 360
 art. 13