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Timestamp: 2017-01-20 06:12:05+00:00

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⭐MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA FORMAZIONE
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Agnella Grosso
1 MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA FORMAZIONE PREVENZIONE INCENDI CORSO DI FORMAZIONE A VIGILE PERMANENTE2 Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Direzione Centrale per la Formazione Area I Coordinamento e Sviluppo della Formazione Revisione della dispensa a cura di Daniele Mercuri e Mirko Canestri Versione Dicembre 2010 File: Prevenzione incendi rev1 - reperibilità D.C.F. Roma Riservato alla circolazione interna ad uso esclusivamente didattico3 4 Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna Albert Einstein5 INDICE 1 INTRODUZIONE PREVENZIONE INCENDI Test di autovalutazione n PRINCIPALI CAUSE DI INCENDIO Test di autovalutazione n MISURE DI PREVENZIONE INCENDI Misure comportamentali per prevenire gli incendi Controllo degli ambienti di lavoro Verifiche e manutenzione sui presidi antincendio Test di autovalutazione n MISURE DI PROTEZIONE MISURE DI PROTEZIONE PASSIVA Distanze di sicurezza Resistenza al fuoco La reazione al fuoco dei materiali Vie di esodo (sistemi di vie d uscita) Vie di esodo - SCALE MISURE DI PROTEZIONE ATTIVA Attrezzature ed impianti di estinzione degli incendi Sistemi di allarme incendio Evacuatori di fumo e di calore Illuminazione di sicurezza Segnaletica di sicurezza Test di autovalutazione n6 6 PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI EMERGENZA Il piano di emergenza in caso di incendio Che cosa è un piano di emergenza? Procedure da adottare quando si scopre un incendio Procedure da adottare in caso di allarme Modalità di evacuazione (Il piano di evacuazione) Le procedure di chiamata dei servizi di soccorso Esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali-operative Test di autovalutazione n ATTIVITÀ SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO Depositi di gas combustibili in serbatoi fissi (attività n.4b) Approfondimento attività 4b Test di autovalutazione n ALLEGATI: D.M. 16 febbraio 1982 e D.M. 30 novembre7 1 INTRODUZIONE La sicurezza antincendio è tra i diritti fondamentali tutelati dalla costituzione del nostro paese e quindi tutti i cittadini hanno diritto a vedersi riconosciuto, un livello di sicurezza adeguato, stabilito in maniera univoca dallo stato sull intero territorio nazionale. Alcune attività, presenti sul territorio nazionale, sono però, esposte ad un rischio d incendio più elevato, e per queste lo Stato ha stabilito che oltre all autotutela dei cittadini è necessario un controllo pubblico affidato al Ministero dell Interno tramite il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Da questa necessità nasce la prevenzione incendi, disciplina avente la funzione di preminente interesse pubblico, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente attraverso la promozione, lo studio, la predisposizione e la sperimentazione di norme, misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi ad evitare l'insorgenza di un incendio e degli eventi ad esso comunque connessi o a limitarne le conseguenze. La presente dispensa è stata redatta sulla base del materiale didattico fornito durante i corsi per addetti antincendio svolti dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. 18 2 PREVENZIONE INCENDI La prevenzione incendi si esplica in ogni ambito caratterizzato dall'esposizione al rischio di incendio, nei settori della sicurezza nei luoghi di lavoro, del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, dell'energia, della protezione da radiazioni ionizzanti, dei prodotti da costruzione. Le attività di prevenzione incendi che competono al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sono in particolare: a) l'elaborazione di norme di prevenzione incendi; b) il rilascio del certificato di prevenzione incendi (C.P.I.), di atti di autorizzazione, di benestare tecnico, di collaudo e di certificazione, comunque denominati, attestanti la conformità alla normativa di prevenzione incendi di attività e costruzioni civili, industriali, artigianali e commerciali e di impianti, prodotti, apparecchiature e simili; c) il rilascio a professionisti, enti, laboratori e organismi di atti di abilitazione, iscrizione e autorizzazione comunque denominati, attestanti la sussistenza dei requisiti necessari o l'idoneità a svolgere attività di certificazione, ispezione e prova nell'ambito di procedimenti inerenti alla prevenzione incendi; d) lo studio, la ricerca, la sperimentazione e le prove su materiali, strutture, impianti ed apparecchiature, finalizzati a garantire il rispetto della sicurezza in caso di incendio, anche in qualità di organismo di certificazione, ispezione e di laboratorio di prova. e) la partecipazione, per gli aspetti connessi con la prevenzione incendi, all'attività di produzione normativa nell'ambito dell'unione Europea e delle organizzazioni internazionali e alla relativa attività di recepimento in ambito nazionale; f) la partecipazione alle attività di organismi collegiali, istituiti presso le pubbliche amministrazioni, l'unione europea o le organizzazioni internazionali; g) le attività di formazione, di addestramento e le relative attestazioni di idoneità; h) l'informazione, la consulenza e l'assistenza; i) i servizi di vigilanza antincendio nei locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento e nelle strutture caratterizzate da notevole presenza di pubblico; l) la vigilanza sull'applicazione delle norme di prevenzione incendi. Le norme tecniche di prevenzione incendi sono adottate con decreto del Ministro dell'interno. 29 Queste norme sono fondate su presupposti tecnico-scientifici generali in relazione alle situazioni di rischio tipiche da prevenire e specificano: 1. le misure, i provvedimenti e gli accorgimenti operativi intesi a ridurre le probabilità dell'insorgere degli incendi attraverso dispositivi, sistemi, impianti, procedure di svolgimento di determinate operazioni, atti ad influire sulle sorgenti di ignizione, sul materiale combustibile e sull'agente ossidante; (misure di prevenzione propriamente detta) 2. le misure, i provvedimenti e gli accorgimenti operativi intesi a limitare le conseguenze dell'incendio attraverso sistemi, dispositivi e caratteristiche costruttive, sistemi per le vie di esodo di emergenza, impianti, distanziamenti, compartimentazioni e simili. (misure di protezione). La prevenzione incendi è orientata, quindi, al conseguimento dei seguenti obiettivi primari: 1. riduzione al minimo delle occasioni di incendio. 2. stabilità delle strutture portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti. 3. limitare la produzione di fuoco e fumi all'interno delle opere e la propagazione del fuoco alle opere vicine. 4. possibilità che gli occupanti lascino l'opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo. 5. possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza. Il rischio di ogni evento incidentale (l'incendio nel nostro caso) risulta definito da due fattori: 1. La frequenza, cioè la probabilità che l'evento si verifichi in un determinato intervallo di tempo. 2. La magnitudo, cioè l'entità delle possibili perdite e dei danni conseguenti al verificarsi dell'evento. da cui ne deriva la definizione di: Rischio = Frequenza x Magnitudo R = F x M 310 Dalla formula del rischio (d'incendio) appare evidente che quanto più si riducono la frequenza o la magnitudo, o entrambe, tanto più si ridurrà il rischio. Nel diagramma di seguito riportato, è stata graficamente rappresentata la possibilità di controllare e gestire un rischio di incendio inaccettabile attraverso l adozione di misure di tipo Preventivo e/o di tipo Protettivo. PROTEZIONE PREVENZIONE L'attuazione di tutte le misure per ridurre il rischio mediante la riduzione della sola frequenza viene comunemente chiamata "prevenzione", mentre l'attuazione di tutte le misure tese alla riduzione della sola magnitudo viene, invece, chiamata "protezione". 411 In particolare le misure di Protezione Antincendio possono essere di tipo ATTIVO o PASSIVO, a seconda che richiedano o meno un intervento di un operatore o di un impianto per essere attivate. Ovviamente le azioni Preventive e Protettive non devono essere considerate alternative ma complementari tra loro nel senso che, concorrendo esse al medesimo fine, devono essere intraprese entrambe proprio al fine di ottenere risultati ottimali. In questa sede interessa in maniera particolare evidenziare anche che gli obiettivi della Prevenzione Incendi devono essere ricercati anche con MISURE di ESERCIZIO. Tali misure, comunque riconducibili in uno schema di azioni Preventive o protettive, sono state in questo contesto separate, proprio allo scopo di farne comprendere la rilevanza ai fini della sicurezza. Il miglior PROGETTO di sicurezza può essere vanificato da chi lavora nell ambiente, se non vengono applicate e tenute nella giusta considerazione le MISURE PRECAUZIONALI d ESERCIZIO. 512 2.1 Test di autovalutazione n. 1 Domanda n.1 Quali sono le attività di prevenzione incendi che competono al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco? a)... b).... c)... d).... e)... f).... g)... h).... i)... l).... Domanda n.2 Le norme di prevenzione incendi sono adottate con quale tipologia di decreto? a) del Presidente della Repubblica; b) della Presidenza del Consiglio dei Ministri; c) del Ministero dell Interno. Domanda n.3 Cosa si intende per misure di prevenzione e cosa per misure di protezione? Domanda n.4 Quali sono i primari obbiettivi della prevenzione incendi? Domanda n.5 Il rischio è sinonimo di magnitudo? 613 Domanda n.6 Cosa si intende per rischio e cosa per magnitudo? Domanda n.7 Sulla frequenza si agisce con le misure di protezione o con quelle di prevenzione? Domanda n.8 La magnitudo può essere ridotta con misure di prevenzione? Domanda n.9 Le misure di Protezione Antincendio possono essere di tipo ATTIVO o PASSIVO. Cosa si intende? Domanda n.10 Nella Prevenzione Incendi oltre alle misure preventive e protettive che vengono adottate devono essere prese in considerazione quelle precauzionali d esercizio? Voto / 100 714 3 PRINCIPALI CAUSE DI INCENDIO Le principali cause di incendio possono essere sintetizzate nei seguenti punti: deposito o manipolazione non idonea di sostanze infiammabili o combustibili; accumulo di rifiuti, carta o altro materiale combustibile che può essere facilmente incendiato (accidentalmente o deliberatamente); negligenza nell'uso di fiamme libere e di apparecchi generatori di calore; inadeguata pulizia delle aree di lavoro e scarsa manutenzione delle apparecchiature; impianti elettrici o utilizzatori difettosi, sovraccaricati e non adeguatamente protetti; riparazioni o modifiche di impianti elettrici effettuate da persone non qualificate ; apparecchiature elettriche lasciate sotto tensione anche quando inutilizzate ; utilizzo non corretto di impianti di riscaldamento portatili ; ostruire la ventilazione di apparecchi di riscaldamento, macchinari, apparecchiature elettriche e di ufficio; fumare in aree ove è proibito, o non usare il posacenere; negligenze di appaltatori o di addetti alla manutenzione; etc. ; Nelle attività industriali sono state rilevate le seguenti cause di incendi più comuni, rappresentate in grafico: Autocombustione 9% Faville 6% Impianti di riscaldamento, camini 4% Surriscaldamento motori o macchine 3% Dolose 4% Fulmine 3% Esplosioni-scoppi 1% Altre cause 30% Mozziconi sigaretta o fiammifero 9% Cause elettriche 31% 815 Nelle civili abitazioni, invece le seguenti: 916 3.1 Test di autovalutazione n. 2 Domanda n.1 Fai alcuni esempi delle principali cause d incendio..... Domanda n.2 Quali sono nelle attività industriali le principali cause di incendio? Domanda n.3 Quali sono nelle civili abitazioni le principali cause di incendio? Domanda n.4 A cosa possono essere attribuite le cause d incendio di natura elettrica? Voto /17 4 MISURE DI PREVENZIONE INCENDI Alcune tra le principali misure di prevenzione incendi, finalizzate alla riduzione della probabilità di accadimento di un incendio, possono essere individuate in: Realizzazione di impianti elettrici a regola d'arte. ( Norme CEI ) Collegamento elettrico a terra di impianti, strutture, serbatoi etc. Installazione di impianti parafulmine. Ventilazione dei locali. Utilizzazione di materiali incombustibili. Segnaletica di Sicurezza, riferita in particolare ai rischi presenti nell ambiente di lavoro. Realizzazione di impianti elettrici a regola d'arte Gli incendi dovuti a cause elettriche ammontano a circa il 30% della totalità di tali sinistri. Pertanto appare evidente la grande importanza che deve essere data a questa misura di prevenzione che, mirando alla realizzazione di impianti elettrici a regola d'arte (D.M.37/2008, norme CEI ), consegue lo scopo di ridurre drasticamente le probabilità d'incendio, evitando che l impianto elettrico costituisca causa d innesco. Numerosa è la casistica di anomalie riguardante gli impianti elettrici, i quali possono causare principi d'incendio dovuti a: corti circuiti, conduttori flessibili danneggiati, contatti lenti, surriscaldamenti dei cavi o dei motori, guaine discontinue, mancanza di protezioni, sottodimensionamento degli impianti, apparecchiature di regolazione mal funzionanti ecc. 1118 Collegamento elettrico a terra La messa a terra di impianti, serbatoi ed altre strutture impedisce che su tali apparecchiature possa verificarsi l'accumulo di cariche elettrostatiche prodottesi per motivi di svariata natura (strofinio, correnti vaganti ecc.). La mancata dissipazione di tali cariche potrebbe causare il verificarsi di scariche elettriche anche di notevole energia le quali potrebbero costituire innesco di eventuali incendi specie in quegli ambienti in cui esiste la possibilità di formazione di miscele di gas o vapori infiammabili. Installazione di impianti parafulmine Le scariche atmosferiche costituiscono anch'esse una delle principali cause d'incendio. Per tale motivo risulta necessario provvedere a realizzare impianti di protezione da tale fenomeno, impianti che in definitiva consistono nel classico parafulmine o nella "gabbia di Faraday". Entrambi questi tipi di impianto creano una via preferenziale per la scarica del fulmine a terra evitando che esso possa colpire gli edifici o le strutture che si vogliono proteggere. La vigente normativa prevede l obbligo d installazione degli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche solo per alcuni attività (scuole, industrie ad alto rischio d incendio). 1219 Ventilazione dei locali Vista sotto l'aspetto preventivo, la ventilazione naturale o artificiale di un ambiente dove possono accumularsi gas o vapori infiammabili evita che in tale ambiente possano verificarsi concentrazioni al di sopra del limite inferiore del campo d'infiammabilità. Naturalmente nel dimensionare e posizionare le aperture o gli impianti di ventilazione é necessario tenere conto sia della quantità che della densità dei gas o vapori infiammabili che possono essere presenti. Impiego di strutture e materiali incombustibili Quanto più é ridotta la quantità di strutture o materiali combustibili presente in un ambiente tanto minori sono le probabilità che possa verificarsi un incendio. Pertanto potendo scegliere tra l'uso di diversi materiali dovrà sicuramente essere data la preferenza a quelli che, pur garantendo analoghi risultati dal punto di vista della funzionalità e del processo produttivo, presentino caratteristiche di incombustibilitá. 1320 4.1 Misure comportamentali per prevenire gli incendi L obiettivo principale dell adozione di misure precauzionali di esercizio è quello di permettere, attraverso una corretta gestione, di non aumentare il livello di rischio reso a sua volta accettabile attraverso misure di prevenzione e di protezione. Le misure precauzionali di esercizio si realizzano attraverso: Analisi delle cause di incendio più comuni Informazione e Formazione antincendi Controlli degli ambienti di lavoro e delle attrezzature Manutenzione ordinaria e straordinaria Molti incendi possono essere prevenuti richiamando l'attenzione del personale sulle cause e sui pericoli di incendio più comuni. In particolare è bene porre l attenzione sui seguenti punti: deposito ed utilizzo di materiali infiammabili e facilmente combustibili; utilizzo di fonti di calore; impianti ed apparecchi elettrici; fumo; rifiuti e scarti combustibili; aree non frequentate; rischi legati a incendi dolosi; Deposito ed utilizzo di materiali infiammabili e facilmente combustibili Dove è possibile occorre che il quantitativo di materiali infiammabili o facilmente combustibili esposti, depositati o utilizzati, sia limitato a quello strettamente necessario per la normale conduzione dell'attività e tenuto lontano dalle vie di esodo. I quantitativi in eccedenza devono essere depositati in appositi locali od aree destinate unicamente a tale scopo. Le sostanze infiammabili, quando possibile, dovrebbero essere sostituite con altre meno pericolose (per esempio adesivi a base minerale dovrebbero essere sostituiti con altri a base acquosa). Il personale che manipola sostanze infiammabili o chimiche pericolose deve essere adeguatamente addestrato sulle circostanze che possono incrementare il rischio di incendio. 1421 Utilizzo di fonti di calore Le cause più comuni di incendio al riguardo includono: a) impiego e detenzione delle bombole di gas utilizzate negli apparecchi di riscaldamento (anche quelle vuote ); b) depositare materiali combustibili sopra o in vicinanza degli apparecchi di riscaldamento; c) utilizzo di apparecchi in ambienti non idonei (presenza di infiammabili, alto carico di incendio etc.) d) utilizzo di apparecchi in mancanza di adeguata ventilazione degli ambienti (norme UNI-CIG) I condotti di aspirazione di cucine, forni, seghe, molatrici, devono essere tenuti puliti con frequenza adeguata per evitare l'accumulo di grassi o polveri. Gli ambienti in cui sono previste lavorazioni con fiamme libere o con elementi ad incandescenza a vista dovranno essere accuratamente controllati. I luoghi dove si effettuano lavori di saldatura o di taglio alla fiamma, devono essere tenuti liberi da materiali combustibili; é necessario tenere presente il rischio legato alle eventuali scintille. Il personale deve essere istruito sul corretto uso delle attrezzature e degli impianti elettrici e in modo da essere in grado di riconoscere difetti. Le prese multiple non devono essere sovraccaricate per evitare surriscaldamenti degli impianti. Nel caso debba provvedersi ad una alimentazione provvisoria di una apparecchiatura elettrica, il cavo elettrico deve avere la lunghezza strettamente necessaria e posizionato in modo da 1522 evitare possibili danneggiamenti. Le riparazioni elettriche devono essere effettuate da personale competente e qualificato. Tutti gli apparecchi di illuminazione producono calore e possono essere causa di incendio. Il fumo e l'utilizzo di portacenere Occorre identificare le aree dove il fumo delle sigarette può costituire pericolo di incendio e disporne il divieto, in quanto la mancanza di disposizioni a riguardo è una delle principali cause di incendi. Nelle aree ove sarà consentito fumare, occorre mettere a disposizione idonei portacenere che dovranno essere svuotati regolarmente. I portacenere non debbono essere svuotati in recipienti costituiti da materiali facilmente combustibili, nè il loro contenuto deve essere accumulato con altri rifiuti. Non deve essere permesso di fumare nei depositi e nelle aree contenenti materiali facilmente combustibili od infiammabili. Rifiuti e scarti di lavorazione combustibili I rifiuti non debbono essere depositati, neanche in via temporanea, lungo le vie di esodo (corridoi, scale, disimpegni) o dove possono entrare in contatto con sorgenti di ignizione. L'accumulo di scarti di lavorazione deve essere evitato ed ogni scarto o rifiuto deve essere rimosso giornalmente e depositato in un area idonea fuori dell'edificio. Aree non frequentate Le aree del luogo di lavoro che normalmente non sono frequentate da personale (cantinati, locali deposito) ed ogni area dove un incendio potrebbe svilupparsi senza preavviso, devono essere tenute libere da materiali combustibili non essenziali. Precauzioni devono essere adottate per proteggere tali aree contro l'accesso di persone non autorizzate. 1623 Misure contro gli incendi dolosi Scarse misure di sicurezza e mancanza di controlli possono consentire accessi non autorizzati nel luogo di lavoro, comprese le aree esterne, e ciò può costituire causa di incendi dolosi. Occorre pertanto prevedere adeguate misure di controllo sugli accessi ed assicurarsi che i materiali combustibili depositati all'esterno non metta a rischio il luogo di lavoro. E' quindi evidente come molti incendi possono essere prevenuti richiamando l'attenzione del personale sulle cause e sui pericoli di incendio più comuni; questo può essere realizzato SOLO attraverso una idonea Informazione e formazione antincendi. Informazione e formazione antincendi E' fondamentale che i lavoratori conoscano come prevenire un incendio e le azioni da attuare a seguito di un incendio. E' obbligo del datore di lavoro fornire al personale una adeguata informazione e formazione al riguardo di : a) rischi di incendio legati all'attività svolta nell'impresa ed alle specifiche mansioni svolte ; b) misure di prevenzione e di protezione incendi adottate in azienda con particolare riferimento a : ubicazione dei presidi antincendi ; ubicazione delle vie di uscita; modalità di apertura delle porte delle uscite; l'importanza di tenere chiuse le porte resistenti al fuoco; i motivi per cui non devono essere utilizzati gli ascensori per l'evacuazione in caso di incendio; etc. c) procedure da adottare in caso di incendio ed in particolare: azioni da attuare quando si scopre un incendio; come azionare un allarme; azione da attuare quando si sente un allarme; procedure di evacuazione fino al punto di raccolta in luogo sicuro; modalità di chiamata dei vigili del fuoco. d) i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendi e gestione delle emergenze e pronto soccorso; e) il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell'azienda. 1724 Adeguate informazioni devono essere fornite agli addetti alla manutenzione e agli appaltatori per garantire che essi siano a conoscenza delle misure generali di sicurezza antincendio nel luogo di lavoro, delle azioni da adottare in caso di incendio e le procedure di evacuazione. L'informazione deve essere basata sulla valutazione dei rischi, essere fornita al lavoratore all'atto dell'assunzione ed essere aggiornata nel caso in cui si verifichi un mutamento della situazione del luogo di lavoro che comporti una variazione dei rischi di incendio. 1825 4.2 Controllo degli ambienti di lavoro Sebbene il personale sia tenuto a conoscere i principi fondamentali di prevenzione incendi, è opportuno che vengano effettuati, da parte di incaricati regolari verifiche (con cadenza predeterminata) nei luoghi di lavoro finalizzati ad accertare il mantenimento delle misure di sicurezza antincendio. In proposito è opportuno predisporre idonee liste di controllo. Per tali operazioni, tenendo conto del tipo di attività, potranno essere incaricati singoli lavoratori oppure lavoratori addetti alla prevenzione incendi. E' altresì consigliabile che i lavoratori ricevano adeguate istruzioni in merito alle operazioni da attuare prima che il luogo di lavoro sia abbandonato, al termine dell'orario di lavoro, affinché lo stesso sia lasciato in condizioni di sicurezza. Le operazioni di cui sopra, in via esemplificativa, possono essere quelle riportate nella seguente tabella. TABELLA DEI CONTROLLI DI SICUREZZA DA EFFETTUARE PERIODICAMENTE (esempio) Tutte quelle parti del luogo di lavoro destinate a vie di uscita quali passaggi, corridoi, scale, devono essere controllate periodicamente per assicurare che siano libere da ostruzioni e da pericoli; Tutte le porte sulle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si aprano facilmente. Tutte le porte resistenti al fuoco devono essere regolarmente controllate per assicurarsi che non sussistano danneggiamenti e che chiudano regolarmente. le apparecchiature elettriche che non devono restare in servizio vanno messe fuori tensione tutte le fiamme libere devono essere spente o lasciate in condizioni di sicurezza tutti i rifiuti e gli scarti combustibili devono essere rimossi tutti i materiali infiammabili devono essere depositati in luoghi sicuri il luogo di lavoro deve essere assicurato contro gli accessi incontrollati etc. I lavoratori devono segnalare agli addetti alla prevenzione incendi ogni situazione di potenziale pericolo di cui vengano a conoscenza. 1926 4.3 Verifiche e manutenzione sui presidi antincendio Manutenzione ordinaria e straordinaria Occorre SORVEGLIANZA - CONTROLLO PERIODICO ovvero MANUTENZIONE (ORDINARIA e STRAORDINARIA) Devono essere oggetto di regolari periodiche verifiche: gli impianti per l'estinzione degli incendi gli impianti per la rilevazione e l'allarme in caso di Incendio gli impianti elettrici gli impianti di distribuzione ed utilizzo Gas gli impianti a rischio specifico (montacarichi, centrali termiche, cucine...) etc... In particolare, tutti gli impianti e le misure antincendio previste: per garantire il sicuro utilizzo delle vie di uscita; relative alla illuminazione di sicurezza; per l'estinzione degli incendi; per la rivelazione e l'allarme in caso di incendio devono essere mantenute in efficienza ed essere oggetto di regolari verifiche circa la loro funzionalità. Il datore di lavoro è responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza delle attrezzature ed impianti in genere, in particolare di quelli di protezione antincendio. Il datore di lavoro deve programmare, individuare gli addetti ed attuare la sorveglianza, il controllo e la manutenzione in conformità a quanto previsto dalle disposizioni legislative e dai regolamentari vigenti. Scopo dell attività di controllo e manutenzione deve essere quello di rilevare e rimuovere qualunque causa, deficienza, danno od impedimento che possa pregiudicare il corretto funzionamento ed uso di apparecchiature o dei presidi antincendio.l'attività di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato. 2027 4.4 Test di autovalutazione n. 3 Domanda n.1 Quali sono le principali misure di prevenzione incendi, finalizzate alla riduzione della probabilità di accadimento di un incendio? Domanda n.2 Quali norme deve rispettare un impianto elettrico per essere realizzato a regola d arte? Domanda n.3 Per quali motivi, legati alla prevenzione incendi, vengono realizzati i collegamenti a terra? Domanda n.4 Per contrastare gli effetti delle fulminazioni di quali impianti devono essere dotate le strutture ed in particolar modo le scuole, le industrie ad alto rischio d incendio ecc.? Domanda n.5 Nei distributori di carburante, ed in particolare nelle cisterne, viene utilizzato un sistema di saturazione dell aria. Come funziona? A cosa serve? Domanda n.6 Cos è e a cosa serve la ventilazione dei locali? 2128 Domanda n.7 Molti incendi possono essere prevenuti richiamando l'attenzione del personale sulle cause e sui pericoli di incendio più comuni. Indicare quali sono i principali. Domanda n.8 E' obbligo del datore di lavoro fornire al personale una adeguata informazione e formazione a riguardo di cosa? Domanda n.9 I lavoratori a chi devono segnalare ogni situazione di potenziale pericolo di cui vengano a conoscenza? Domanda n.10 Nei presidi antincendio quali verifiche devono essere effettuate per garantire un corretto funzionamento degli stessi? Voto /29 5 MISURE DI PROTEZIONE Come già accennato la protezione antincendio consiste nell insieme delle misure finalizzate alla riduzione dei danni conseguenti al verificarsi di un incendio, agendo quindi come già illustrato sulla magnitudo dell evento incendio. Gli interventi si suddividono in misure di protezione attiva o passiva in relazione alla necessità o meno dell intervento di un operatore o dell azionamento di un impianto. Protezione PASSIVA (NON c'è il bisogno dell INTERVENTO di un OPERATORE o AZIONAMENTO di un IMPIANTO) Protezione ATTIVA (c'è il bisogno dell INTERVENTO di un OPERATORE o AZIONAMENTO di un IMPIANTO) La protezione passiva L insieme delle misure di protezione che non richiedono l azione di un uomo o l azionamento di un impianto sono quelle che hanno come obiettivo la limitazione degli effetti dell incendio nello spazio e nel tempo ( - garantire l incolumità dei lavoratori - limitare gli effetti nocivi dei prodotti della combustione - contenere i danni a strutture, macchinari, beni ). Questi fini possono essere perseguiti con : barriere antincendio: isolamento dell edificio; distanze di sicurezza esterne ed interne; muri tagliafuoco, schermi etc. strutture aventi caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate ai carichi d incendio materiali classificati per la reazione al fuoco sistemi di ventilazione sistema di vie d uscita commisurate al massimo affollamento ipotizzabile dell ambiente di lavoro e alla pericolosità delle lavorazioni 2330 La protezione attiva L insieme delle misure di protezione che richiedono l azione di un uomo o l azionamento di un impianto sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione dell incendio, alla segnalazione e all azione di spegnimento dello stesso. estintori rete idrica antincendi impianti di rivelazione automatica d incendio impianti di spegnimento automatici dispositivi di segnalazione e d allarme evacuatori di fumo e calore Esempio di edificio in cui sono presenti misure di protezione attiva e protezione passiva 24 Vedere altro
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