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Timestamp: 2020-04-06 12:59:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1409 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1409 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017, (ud. 03/11/2016, dep.19/01/2017), n. 1409
sul ricorso 28236/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 6384/37/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, emessa il 10/07/2014 e depositata il 27/10/2014;
03/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE CRICENTI.
S.G. ha proposto ricorso, quale erede P.P., avverso l’avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione una plusvalenza per vendita di un terreno edificabile.
La CTP di Roma ha parzialmente accolto il ricorso, ed avverso tale decisione ha fatto appello l’Agenzia, ma l’impugnazione è stata dichiarata inammissibile, per tardività, dal giudice di appello.
Quest’ultimo ha ritenuto che, essendo stata depositata la sentenza impugnata il 23.9.2011, l’appello è stato presentato il 18.7.2013, oltre il termine lungo di sei mesi, previsto per il caso dell’impugnazione di sentenze non notificate.
Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione Agenzia delle Entrate con un solo motivo.
L’Agenzia fa valere violazione del D.L. n. 98 del 2011, art. 39, sostenendo che, siccome si trattava di una lite definibile in via bonaria, essa ricadeva sotto la previsione della predetta norma, che ha sospeso i termini per l’impugnazione, i quali dunque non erano già scaduti al momento del deposito dell’appello.
Il motivo è fondato e la causa può dunque essere decisa in Camera di consiglio.
Costituisce principio consolidato di questa Corte (anche se riferito a precedenti condoni, contenenti tuttavia norme analoghe a quello in questione) che la sospensione dei termini per impugnare opera ex lede, indipendentemente dalla previsione di un’istanza di definizione (v. Cass. 6826/2009); nè può dubitarsi che la lite in questione rientri per valore tra quelle definibili, essendo (v. ricorso) i singoli avvisi di accertamento impugnati relativi a tributi di importo inferiore a 20 mila Euro (Sez. 6, n. 11531 del 2016).
La CTR, dichiarando inammissibile il gravarne senza tener conto della detta sospensione dei termini per impugnare, ha violato la suddetta regola e la violazione è rilevante considerato che la sospensione operava dal 6.7.2011 al 30.6.2012, e che il termine decorreva dunque interamente dopo la sospensione, ossia dal 1.7.2012, scadendo quindi il 30.9.2013.
La sentenza va dunque cassata, ed essendo manca una pronuncia nel merito, va rinviata al giudice di appello.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione anche per le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 Cass. 
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