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Timestamp: 2019-01-24 12:47:08+00:00

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Comunicato sulla sentenza Diaz
NON C'E' GIUSTIZIA PER GENOVA
VIOLENZE ALLA DIAZ: UNA SENTENZA VERGOGNOSA
Il tribunale di Genova ha emesso la sentenza contro i 29 poliziotti che la sera del 21 luglio 2001,al termine delle dimostrazioni contro il G8 a Genova, fecero irruzione nella scuola Diaz e picchiarono, ferirono e infine arrestarono 93 pacifici dimostranti che stavano dormendo. 16 poliziotti sono stati assolti, 13 sono stati condannati a pene che vanno da un massimo di 4 anni al minimo di 1 mese di reclusione. Pene lievi, che comunque non dovranno essere scontate. I 13 condannati sono i "pesci piccoli"fra gli accusati: per lo più coloro che, obbedendo a degli ordini, hanno materialmente picchiato imanifestanti. I 16 assolti sono quei quadri intermedi della polizia che furono responsabili della decisionedell'irruzione e della montatura contro i manifestanti, accusati allora di detenere bottiglie molotov e di essersi opposti alla polizia.
Una volta ancora, non si è voluto far luce sulla catena delle responsabilità e risalire a chi prese le decisioni e diede gli ordini. Già l'accusa aveva evitato di indagare sul Capo della Polizia, che pure non poteva non sapere dell'iniziativa che si prendeva a Genova. Oggi vengono assolti anchei suoi collaboratori che materialmente decisero ciò che doveva essere fatto: un macello di dimostranti inermi per riscattarsi dalle accuse di inerzia rispetto ai disordini di quei giorni.
Come difensori dei dimostranti, ma anche come giuristi e come semplici cittadini, siamo molto amareggiati dell'esito di questo processo. A distanza di più di 7 anni la magistratura dimostra di non volere fare chiarezza sulle responsabilità delle forze dell'ordine in quei giorni di violenze contro i dimostranti.
Mentre in un altro processo si sono condannati a pene altissime (fino a 11 anni di reclusione) alcuni dimostranti, che in molti casi non avevano commesso atti di violenza particolarmente gravi, sono stati assolti molti poliziotti che commisero violenze inaudite sia nel bunker di Bolzaneto che nella scuola Diaz.
La sentenza è evidentemente il frutto di un clima di destra oggi imperante in Italia, che travolge non solo le regole del diritto, ma la stessa verità.
E' intenzione nostra fare appello contro questa sentenza, affinché non cali il sipario sulla verità di ciò che accadde a Genova in quei giorni.
Genova, 13/11/2008
Comunicato sul processo Bolzaneto
ACCERTATE LE VIOLENZE DI BOLZANETO
ABBIAMO LA VERITA' MA NON LA GIUSTIZIA
A sette anni di distanza dai fatti, dopo quattro anni di processo, il Tribunale di Genova ha solo
parzialmente reso giustizia alle vittime del lager di Bolzaneto. Sono stati accertati la grave
violazione dei diritti fondamentali, il trattamento disumano verso i detenuti, le violenze; la maggior
parte dei responsabili della struttura sono stati condannati.Attendiamo di conoscere le motivazioni
della sentenza per valutarne alcune parti che al momento sono inspiegabili, come le assoluzioni per
alcuni fatti che parevano accertati (in particolare i reati di falso) e la mitezza di alcune pene
La mancanza di una legge che punisca la tortura e il clima di omertà tra gli appartenenti alle Forze
dell’Ordine hanno impedito di giungere a una sentenza più aderente alla gravità dei fatti accertati.
Ma riteniamo vada valutato positivamente il riconoscimento della verità di ciò che hanno
denunciato e raccontato le vittime di Bolzaneto e la condanna non simbolica al risarcimento dei
danni (per il momento un acconto di E. 10.000 a testa) sia per coloro che hanno subito le violenze
sia per le loro famiglie.
La condanna al risarcimento dei danni è stata emessa anche nei confronti dei Ministeri dell’Interno
e della Giustizia e questa è la dimostrazione della piena responsabilità dello Stato nei reati accertati.
Data la prossima prescrizione e l’applicazione dell’indulto il risarcimento dei danni è il vero
tangibile effetto di questo processo, che potrà compensare almeno in parte le sofferenze subite dalle
vittime e le conseguenze permanenti delle violenze fisiche e psichiche.
Determinante è stato il contributo degli avvocati di parte civile che dall'inizio sono stati i soli a
raccogliere le denunce, sollecitare le inchieste, incalzare i pubblici poteri perchè si arrivasse a
Oltre agli avvocati italiani sono stati direttamente presenti al processo e comunque hanno dato un
rilevante contributo numerosi avvocati di molti paesi europei, molti dei quali aderenti alla
associazione Avvocati Europei Democratici.
Ora che è stato accertato attraverso un pubblico dibattimento che a Bolzaneto furono commesse
violenze indegne di uno stato di diritto chiediamo che il Governo porga le sue scuse alle vittime di
Bolzaneto, prenda provvedimenti contro i funzionari condannati e proceda immediatamente al
pagamento delle somme dovute in seguito alla sentenza.
COMUNICATO DELL'AED SUL PROCESSO AI MILITANTI BASCHI
Amsterdam, 19 Aprile 2008
L'Associazione Avvocati Europei Democratici (AED) è venuta a conoscenza dell'apertura del processo (sumario 33/01) contro le organizzazioni basche Gestoras pro Amnistía e Askatasuna, associazioni impegnate in attività pubbliche di denuncia della violazione dei diritti umani e di solidarietà con le persone detenute e con le vittime di queste violazioni. L'avvocato Julen Arzuaga, rappresentante di Eskubideak nella nostra associazione, figura tra le 27 persone accusate in questo procedimento.
L'AED ha espresso a più riprese negli anni scorsi la sua preoccupazione per le procedure seguite avanti alla 'Audiencia Nacional', come il procedimento 18/98, l'applicazione d'una serie di leggi eccezionali che svuotano di contenuto i principi universali del diritto così come le garanzie di base e i diritti fondamentali della persona detenuta o accusata. L'interpretazione estensiva del reato di terrorismo e l'applicazione di queste leggi eccezionali costituiscono una violazione dei diritti fondamentali, del diritto alla difesa e della presunzione d'innocenza.
In questo contesto, l'AED manifesta la propria inquietudine per le condizioni nelle quali ha avuto luogo l'istruzione del caso. Come, per esempio, le perquisizioni negli studi di avvocati senza le garanzie del rispetto del segreto professionale e della riservatezza della comunicazione tra l'avvocato e i suoi clienti, il ritardo ingiustificato della procedura, l'abuso di misure cautelari come il carcere preventivo fino alla sua durata massima di quattro anni, così come la sospensione legale delle attività delle associazioni.
Per queste ragioni l'AED :
denuncia la violazione del diritto alla difesa e del segreto professionale.
esige l'abrogazione dei tribunali eccezionali quali l'Audiencia Nacional.
rifiuta la criminalizzazione dell'esercizio del diritto alla difesa con l'obiettivo di limitarla.
respinge l'estensione arbitraria e inammissibile del concetto di terrorismo spinto fino ad includere attività pubbliche e democratiche che fanno parte del diritto alla libertà d'espressione e del diritto al libero impegno politico e sociale.
L'AED seguirà da vicino il processo 33/01 e, se necessario, denuncerà e renderà pubbliche le violazioni chr potrebbero verificarsi in relazione al libero esercizio dei diritti della difesa.
L'AED, Avvocati Europei Democratici, organizza e vi invita a partecipare al convegno sul carcere che si terra' a pisa dal 29 febbraio al 1 marzo 2008
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