Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22638-del-27-09-2017
Timestamp: 2020-05-26 14:11:11+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 22638 del 27/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22638 del 27/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/09/2017, (ud. 19/07/2017, dep.27/09/2017), n. 22638
sul ricorso 10411/2016 proposto da:
ROBINTUR S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA F. DENZA n. 20, presso lo
studio dell’avvocato LAURA ROSA, rappresentata e difesa
dall’avvocato CHRISTIAN CALIFANO;
avverso la sentenza n. 2054/11/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BOLOGNA, depositata il 20/10/2015;
La Robintur spa ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR dell’Emilia Romagna indicata in epigrafe che, riformando la decisione di primo grado, ha rigettato il ricorso proposto dalla contribuente contro la cartella notificatale, relativa ad IVA per l’anno 2006.
Con il primo motivo di ricorso si deduce la violazione di cui all’art. 112 c.p.c., in relazione all’ultrapetizione nella quale sarebbe incorso il giudice di appello, ritenendo che la compensazione del credito di imposta vantato non era mai stata eccepita nel corso del giudizio.
La censura è priva di fondamento, poichè il giudice di merito non ha travalicato i limiti del ricorso proposto dalla parte contribuente, provvedendo semmai a verificarne la fondatezza sulla base del materiale documentale prodotto. E proprio in tale attività il giudicante ha verificato che il contribuente aveva “…oggettivamente portato a compensazione il credito non indicato nell’anno precedente”, facendone derivare delle conseguenze in diritto – impossibilità di chiedere detto credito con la dichiarazione integrativa. Tanto è sufficiente per escludere il vizio così come prospettato dalla ricorrente.
Con il secondo motivo si deduce vizio ricorso, correlato alla prospettata violazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, commi 8 e 8 bis. La censura è manifestamente fondata.
Giova ricordare che Cass. S.U. n. 13378/2016 ha di recente fissato, per quel che qui interessa, i seguenti principi di diritto:
2. La possibilità di emendare la dichiarazione dei redditi conseguente ad errori od omissioni in grado di determinare un danno per l’amministrazione, è esercitabile non oltre i termini stabiliti dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43. Il rimborso dei versamenti diretti di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, è esercitabile entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento, indipendentemente dai termini e modalità della dichiarazione integrativa di cui al D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis. Il contribuente, indipendentemente dalle modalità e termini di cui alla dichiarazione integrativa prevista dal D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2e dall’istanza di rimborso di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, in sede contenziosa, può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell’amministrazione finanziaria, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull’obbligazione tributaria.
A tali principi non si è attenuta la CTR che sì correttamente riconosciuto che la dichiarazione integrativa che produce effetti in melius per il contribuente non può essere eseguita oltre il termine perentorio di cui al D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8, ma non ha considerato che alla parte contribuente è data comunque la possibilità di prospettare giudizialmente gli elementi tardivamente dedotti nella dichiarazione integrativa per eventualmente paralizzare la richiesta indebita del fisco.
Il ricorso, in accoglimento del secondo motivo, rigettato il primo, va quindi accolto e la sentenza deve essere cassata con rinvio ad altra sezione della CTR dell’Emilia Romagna anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il secondo motivo di ricorso, rigettato il primo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR dell’Emilia Romagna anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 Cass. 
 art. 43
 art. 38
 art. 2
 art. 2
 art. 38
 art. 2
 sentenza 
 sentenza