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Timestamp: 2018-07-23 01:44:51+00:00

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In tema di responsabilità precontrattuale della P.A. - Ratio Iuris
Apr 27, 2018 | Giurisprudenza, Giustizia Amministrativa | 0 |
CdS III sezione sent n. 01882/2018 del 26.03.2018
La pronuncia trae origine dal ricorso di una ditta risultante l’aggiudicataria di una gara per lavori di costruzione indetta dal Comune di Reggio Calabria.
Successivamente all’aggiudicazione provvisoria della gara la stazione appaltante procedeva a chiedere alla Prefettura il rilascio dell’informativa ex art. 10 del D.P.R. 252/98 e, pur essendo trascorsi i 60 giorni per la stipula di cui all’art. 11 co. 9 D.Lgs. 163/2006, non dava seguito alla stessa. La ditta chiedeva conto al Comune della ragione delle scelte effettuate ed esercitava diritto di recesso per esclusiva responsabilità della stazione appaltante con richiesta di risarcimento danni che, in primo grado, era stato respinto in considerazione del fatto che, seppur non strettamente obbligatoria, l’informativa antimafia può essere legittimamente richiesta.
Il Collegio, richiamando la giurisprudxaenza consolidata sul punto, sottolinea che il termine previsto per la stipula del contratto non ha natura perentoria e pertanto la sua inosservanza non può costituire ex se ipotesi di responsabilità precontrattuale. E’ in capo a chi lamenta il danno dimostrare che il ritardo nella stipulazione del contratto costituisce manifestazione di una condotta antigiuridica della stazione appaltante lesiva del legittimo affidamento.
In linea generale, anche a seguito della lenta evoluzione giurisprudenziale che si è sviluppata tra il 2001 ed il 2003, vi è stato un riconoscimento della responsabilità precontrattuale della P.A. in particolare nei contratti ad evidenza pubblica. La giurisprudenza ha individuato come ambito di applicazione dell’istituto quello che si apre a seguito dell’aggiudicazione, atto caratterizzato da una doppia valenza: amministrativistica che si sostanzia nella scelta del contraente e privatistica che si identifica nel momento perfezionativo del contratto. Alla fase dell’aggiudicazione segue quella del controllo a seguito del quale si può procedere alla stipula del contratto.
Dottrina e giurisprudenza hanno sottolineato che è oggetto del sindacato in tema di responsabilità precontrattuale dell’amministrazione la valutazione del comportamento della stessa e, segnatamente, se essa si sia comportata da corretto contraente.
Nel caso in esame viene in considerazione il superamento del termine fissato per la stipula. Tale previsione certamente è posta per tutelare anche l’aggiudicatario che non può restare vincolato a quelle che sono le determinazioni della stazione appaltante per un tempo indeterminato. La ragione del superamento del termine però, in questo caso, è costituita da esigenze antimafia che non possono integrare gli estremi di una condotta illecita.
Il Collegio, tra gli altri profili, nel rigettare il ricorso mette anche in luce il comportamento dell’impresa che avrebbe potuto liberarsi da vincolo anche in un momento precedente, essendo il recesso della stessa intervenuto a distanza di mesi. Il legislatore infatti consente all’impresa, nell’ottica del bilanciamento degli interessi, di recedere nell’attesa della stipulazione del contratto ben potendo in tal modo utilizzare le proprie risorse per altre e diverse commesse. ( annotazione di Barbara Bellettini)
01882/2018REG.PROV.COLL.
05932/2013 REG.RIC.
-OMISSIS-, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Fabio De Simone Saccà, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Maria Antonietta Lamberti in Roma, corso d’Italia, n. 106;
Comune di Reggio Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Mario De Tommasi, con domicilio eletto presso lo studio Srl Placidi in Roma, via Barnaba Tortolini, n. 30;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 febbraio 2018 il Cons. Stefania Santoleri e uditi per le parti gli avvocati Federico Guardascione su delega di Fabio De Simone Saccà e Michele Perrone su delega di Mario De Tommasi;
– Con provvedimento n. -OMISSIS-la società -OMISSIS- è risultata aggiudicataria della gara, indetta dal Comune di Reggio Calabria, relativa ai lavori di costruzione della Scuola Materna -OMISSIS-.
– Con ricorso proposto dinanzi al TAR per la Calabria, depositato il 4 agosto 2011, la società ricorrente ha chiesto al Tribunale:
– di condannare lo stesso Comune alla rifusione dei costi sostenuti, ammontanti ad € 3.248,61 ed al risarcimento dei danni patiti, quantificati in € 129.178,87 oltre ad interessi e rivalutazione;
– Con provvedimento del 19 dicembre 2011 il Prefetto di Reggio Calabria ha adottato l’informativa antimafia nei confronti della società ricorrente (impugnata da quest’ultima con motivi aggiunti), e con il successivo provvedimento n.-OMISSIS-, il Comune di Reggio Calabria ha revocato l’aggiudicazione, quando vi era già stato il recesso da parte della società -OMISSIS-.
– Con sentenza n. -OMISSIS-il TAR ha accolto in parte il ricorso per motivi aggiunti, annullando l’informativa antimafia, ed ha respinto il ricorso principale.
– Avverso tale decisione la ricorrente ha proposto appello avverso il capo di sentenza nel quale è rimasta soccombente, chiedendone la riforma.
– All’udienza pubblica del giorno 8 febbraio 2018 l’appello è stato trattenuto in decisione.
– Con il primo motivo l’appellante ha dedotto il vizio di omessa pronuncia sulla responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c. ed extracontrattuale ex art. 2043 c.c.; la violazione dell’art. 11 del D.P.R. n. 252/98, i vizi di travisamento dei fatti e di carenza di motivazione.
– Con il secondo motivo di appello l’appellante ha censurato la motivazione della sentenza di primo grado e ha ribadito la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno.
– Preliminarmente ritiene il Collegio di dover esaminare l’eccezione di inammissibilità dell’appello sollevata dal Comune di Reggio Calabria.
– L’eccezione è infondata.
– L’appello, benchè ammissibile, è comunque infondato e, dunque, la sentenza di primo grado va confermata, anche se con diversa motivazione.
– Pertanto, sebbene possa convenirsi con l’appellante che la motivazione addotta dal TAR per il rigetto della domanda risarcitoria non trovi fondamento negli atti di causa, nondimeno non sussiste la responsabilità precontrattuale per le ragioni in precedenza esposte, alle quali va aggiunto che il protrarsi dell’attesa è derivato dalla scelta della stessa impresa, che avrebbe potuto sciogliersi dal vincolo ben prima.
– Ne consegue che l’appello va respinto, e per l’effetto va confermata, con diversa motivazione, la sentenza di primo grado. La domanda risarcitoria va quindi respinta, mentre deve essere accolta la domanda proposta in primo grado, assorbita dal TAR, e riproposta in appello ai sensi dell’art. 101, comma 2, c.p.a., diretta ad ottenere il rimborso delle spese documentate, sostenute per la partecipazione alla gara.
– Le spese del grado di appello possono compensarsi tra le parti, tenuto conto della parziale soccombenza reciproca.
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Cons. Stato, Ad. Plen., 28 luglio 2017, n. 4

References: art. 10
 provvedimento n. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1337
 art. 2043
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza