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Timestamp: 2017-10-22 23:22:35+00:00

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STATO MAGGIORE DELL ESERCITO DIRETTIVA SULL ISTITUTO DELLO STRAORDINARIO E COMPENSI CONNESSI ALL ORARIO DI LAVORO - PDF
STATO MAGGIORE DELL ESERCITO DIRETTIVA SULL ISTITUTO DELLO STRAORDINARIO E COMPENSI CONNESSI ALL ORARIO DI LAVORO
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Simona Festa
1 STATO MAGGIORE DELL ESERCITO DIRETTIVA SULL ISTITUTO DELLO STRAORDINARIO E COMPENSI CONNESSI ALL ORARIO DI LAVORO EDIZIONE ANNO 2012
2 P A G I N A N O N S C R I T T A
3 INDICE ATTO DI APPROVAZIONE... III ELENCO DI DISTRIBUZIONE... V ELENCO DELLE AGGIUNTE E VARIANTI... VI ELENCO DEGLI ALLEGATI... VII INTRODUZIONE... IX CAPITOLO PRIMO: QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO Istituto dello straordinario Compenso forfettario di guardia e compenso forfettario di impiego... 2 CAPITOLO SECONDO: IL LAVORO STRAORDINARIO Generalità Responsabilità Orario di lavoro e orario di servizio Turnazioni I servizi Reperibilità Attività addestrative CAPITOLO TERZO: FORME DI REMUNERAZIONE Il compenso in danaro Il recupero compensativo Altre forme di remunerazione CAPITOLO QUARTO: PARTICOLARI POSIZIONI D IMPIEGO Attività fuori sede Personale impiegato in incarichi particolari CAPITOLO QUINTO: ASPETTI AMMINISTRATIVI E FINANZIARI Rilevazione oggettiva delle presenze Documentazione amministrativo-contabile I
4 3. Disposizioni tecnico-finanziarie CAPITOLO SESTO: COMPENSI FORFETTARI DI GUARDIA E D IMPIEGO Generalità Compenso forfettario di guardia Compenso forfettario d impiego Disposizioni tecnico-finanziarie CAPITOLO SETTIMO: ESEMPI PRATICI Prestazioni lavorative Servizi di guardia e non e compenso forfettario di guardia Compenso forfettario d impiego II
6 P A G I N A N O N S C R I T T A IV
7 ELENCO DISTRIBUZIONE Per competenza: COMANDO FORZE OPERATIVE TERRESTRI VERONA COMANDO PER LA FORMAZIONE E SCUOLA DI APPLICAZIONE DELL ESERCITO TORINO COMANDO LOGISTICO DELL ESERCITO ROMA ISPETTORATO DELLE INFRASTRUTTURE DELL ESERCITO ROMA COMANDO MILITARE DELLA CAPITALE ROMA CENTRO DI SIMULAZIONE E VALIDAZIONE DELL ESERCITO CIVITAVECCHIA Per conoscenza: MINISTERO DELLA DIFESA GABINETTO DEL MINISTRO STATO MAGGIORE DELLA DIFESA SEGRETARIATO GENERALE DELLA DIFESA/DNA UFFICIO CENTRALE DEL BILANCIO E DEGLI AFFARI FINANZIARI STATO MAGGIORE DELLA MARINA STATO MAGGIORE DELL AERONAUTICA COMANDO GENERALE DELL ARMA DEI CARABINIERI UFFICIO CENTRALE PER LE ISPEZIONI AMMINISTRATIVE DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE CO.CE.R. ESERCITO CENTRO SISTEMI INFORMATICI DELL ESERCITO Diramazione interna: UFFICIO GENERALE DEL CAPO DI SME UFFICIO DEL SOTTOCAPO DI SME UFFICIO GENERALE DEL C.R.A. ESERCITO ITALIANO DIREZIONE PER IL COORDINAMENTO CENTRALE DEL SERVIZIO DI VIGILANZA E PROTEZIONE E PREVENZIONE CENTRO SISTEMI INFORMATICI DELL ESERCITO COMMISSIONE VALUTAZIONE AVANZAMENTO SOTTUFFICIALI COMMISSIONE VALUTAZIONE AVANZAMENTO TRUPPA DIPARTIMENTO IMPIEGO DEL PERSONALE DELL ESERCITO DIPARTIMENTO DELLA TRASFORMAZIONE TERRESTRE I REPARTO AFFARI GIURIDICI ED ECONOMICI DEL PERSONALE III REPARTO IMPIEGO DELLE FORZE - COE IV REPARTO LOGISTICO V REPARTO AFFARI GENERALI REPARTO PIANIFICAZIONE GENERALE E FINANZIARIA UFFICIO AMMINISTRAZIONE ROMA ROMA SEDE SEDE ROMA ROMA ROMA SEDE ROMA SEDE ROMA SEDE SEDE SEDE SEDE ROMA ROMA ROMA SEDE SEDE SEDE SEDE SEDE SEDE SEDE SEDE V
8 ELENCO DELLE AGGIUNTE E VARIANTI NUMERO E DATA AGGIUNTE E VARIANTI VI
9 ELENCO DEGLI ALLEGATI A. Stralcio Legge 8 agosto 1990, n. 231 B. Decreto del Ministro della Difesa in data 25 settembre 1990 C. Decreto del Ministro della Difesa in data 4 dicembre 1990 D. Decreto Interministeriale Difesa-Tesoro n in data 10 dicembre 1990 E. Stralcio Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394 F. Stralcio Decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 255 G. Stralcio Decreto Interministeriale Difesa-Tesoro n in data 24 dicembre 1999 H. Stralcio Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 139 I. Stralcio Legge 29 marzo 2001, n. 86 J. Stralcio Decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2002, n. 163 K. Stralcio Decreto Interministeriale Difesa-Tesoro in data 17 marzo 2005 L. Stralcio Decreto Legge 30 dicembre 2005, n. 273 (convertito con modificazioni dalla Legge 23 febbraio 2006, n. 51) M. Stralcio Decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171 N. Stralcio Legge 24 dicembre 2007, n. 244 O. Stralcio Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 52 P. Stralcio Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 Q. Stralcio Legge 4 novembre 2010, n. 183 R. Stralcio Decreto Legge 12 luglio 2011, n. 107 (convertito con modificazioni dalla Legge 2 agosto 2011, n. 130) S. Stralcio Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 215 (convertito con modificazioni dalla Legge 24 febbraio 2012, n. 13) T. SEGREDIFESA Orario di lavoro e compenso dello straordinario per il personale militare Direttiva ed (aggiornata alla Variante n. 6) U. Misure orarie del compenso per lavoro straordinario in vigore V. Registro delle presenze del personale non Dirigente VII
10 W. Registro delle presenze del personale Dirigente X. Statino individuale riepilogativo mensile Y. Statino riepilogativo mensile per l attribuzione del compenso per lavoro straordinario Z. Autorizzazione preventiva a prestazioni di lavoro straordinario AA. Autorizzazione al superamento del monte-ore (personale dei gradi dirigenziali titolare di posizione organicamente prevista) BB. Autorizzazione al superamento del monte-ore (personale dei gradi direttivi e non direttivi-personale dei gradi dirigenziali non titolare di posizione organicamente prevista) CC. Compenso per lavoro straordinario - Scheda di rilevamento dati consuntivi DD. Tabella importi giornalieri per fascia del compenso forfettario di guardia in vigore EE. Atto dispositivo di attribuzione del compenso forfettario di guardia FF. Tabella importi giornalieri per fascia del compenso forfettario di impiego in vigore GG. Elenco delle principali tipologie di esercitazioni ed operazioni remunerabili con il compenso forfettario di impiego HH. Compenso forfettario di guardia e di impiego - Scheda di rilevamento dati consuntivi VIII
11 I N T R O D U Z I O N E 1. Le disposizioni contenute nella presente direttiva sono volte ad armonizzare in un corpus unico i contenuti delle norme attinenti all istituto dello straordinario ed ai compensi forfettari di guardia e di impiego. Esse costituiscono al tempo stesso strumenti e limiti con cui il Comandante, nell ambito delle responsabilità e discrezionalità consentite dalla legge, gestisce le risorse umane per il conseguimento degli obiettivi istituzionali della Forza Armata. 2. In tal senso le disposizioni che seguono hanno carattere prescrittivo mentre gli esempi di volta in volta citati non hanno la pretesa di esaurire le casistiche e le modalità applicative delle disparate realtà presenti in ambito F.A. e, pertanto, esse costituiscono un ausilio necessario per l applicazione pratica in casi particolari e consentire la necessaria uniformità di applicazione in ambito F.A.. 3. È indispensabile quindi che i Comandi curino la capillare diffusione della presente direttiva fino ai minimi livelli ordinativi (compagnia/squadrone o unità equivalente) al fine di: consentirne la conoscenza al personale; assicurare un trattamento unitario; evitare interpretazioni personali. 4. Con particolare riguardo a tale ultimo aspetto, gli eventuali quesiti non risolvibili nell ambito delle competenze specifiche della linea tecnico-amministrativa ai vari livelli, potranno essere inoltrati, nel rispetto della linea gerarchica, ai sottoindicati Reparti dello SME: I Reparto Affari Giuridici ed Economici del Personale, per lo studio delle eventuali esigenze di integrazione/modifica delle disposizioni vigenti, in relazione a sopravvenute esigenze della F.A. non risolvibili in via applicativa; III Reparto Impiego delle Forze/C.O.E., se inerenti tematiche operative; Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria, se di natura meramente finanziaria. 5. In analogia a quanto già fatto in passato, ai fini di una immediata lettura delle disposizioni contenute nella presente edizione, che annulla e sostituisce la precedente edizione 2003 e relative Aggiunte e Varianti (AA.VV.), le principali novità/modifiche/integrazioni sono state evidenziate in giallo. IX
12 C A P I T O L O P R I M O Q U A D R O N O R M A T I V O D I R I F E R I M E N T O 1. ISTITUTO DELLO STRAORDINARIO - Legge 8 agosto 1990, n. 231; - Decreto del Ministro della Difesa in data 25 settembre 1990; - Decreto del Ministro della Difesa in data 4 dicembre 1990; - Decreto Interministeriale Difesa-Tesoro n in data 10 dicembre 1990; - Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394; - Decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 255; - Decreto Interministeriale Difesa-Tesoro n in data 24 dicembre 1999; - Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 139; - Decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2002, n. 163; - Decreto del Presidente della Repubblica 5 novembre 2004, n. 302; - Decreto Interministeriale Difesa-Tesoro in data 17 marzo 2005; - Legge 23 febbraio 2006, n. 51 di conversione con modificazioni del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273; - Decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171; - Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008); - Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 52; - Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66; - Decreto del Presidente della Repubblica 1 ottobre 2010, n. 185; Per quanto attiene alla regolamentazione dell orario di lavoro/servizio e alla disciplina dei servizi si rimanda alle seguenti pubblicazioni: - SMD-G-106 Regolamento sul Servizio Territoriale e di Presidio, ed. 1973; - SMD-G-011 Norme per la vita ed il servizio interno nelle installazioni militari, ed.1992; - SME-III RIF/COE n Norme per la vita ed il servizio interno di caserma, ed. 2009; - SME-Op. n Sicurezza delle infrastrutture e degli aeromobili, protezione e custodia delle armi, delle munizioni, degli esplosivi, delle mine e dei materiali delle trasmissioni ed. 1984; - SME-Sic. Sicurezza delle installazioni militari Servizi di vigilanza e di sorveglianza ed. giugno
13 2. COMPENSO FORFETTARIO DI GUARDIA E COMPENSO FORFETTARIO D IMPIEGO - Legge 29 marzo 2001, n. 86; - Decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2002, n. 163; - Decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171; - Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 52; - Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Limitatamente alla disciplina dei servizi, inoltre, si rimanda alle seguenti pubblicazioni: - SME-III RIF/COE n Norme per la vita ed il servizio interno di caserma, ed. 2009; - SME-Op. n Sicurezza delle infrastrutture e degli aeromobili, protezione e custodia delle armi, delle munizioni, degli esplosivi, delle mine e dei materiali delle trasmissioni ed. 1984; - SME-Sic. Sicurezza delle installazioni militari - Servizi di vigilanza e di sorveglianza ed. giugno
14 C A P I T O L O S E C O N D O I L L A V O R O S T R A O R D I N A R I O 1. GENERALITÀ L istituto dello straordinario nasce con l introduzione dell orario di lavoro per il personale militare di cui alla L. 231/90 che ha comportato il diritto al recupero compensativo, ovvero compenso in denaro, per le prestazioni rese in eccedenza a tale orario. Il lavoro straordinario non può essere usato come fattore ordinario di programmazione del lavoro e può essere svolto solo per soddisfare le esigenze volte al conseguimento dei fini istituzionali delle F.A. cui non si possa far fronte durante il normale orario delle attività giornaliere. Il provvedimento di concertazione recato dal D.P.R. 163/2002, modificando la forma prioritaria di remunerazione delle prestazioni straordinarie precedentemente prevista, ha stabilito con l art. 11, co. 3, che le ore eccedenti l orario di lavoro settimanale possono essere pagate con il compenso per lavoro straordinario: - nell ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio; - entro i limiti massimi previsti dalle disposizioni vigenti; - tenuto conto delle esigenze di servizio. Tale provvedimento ha inoltre previsto che, per le ore eccedenti l orario di lavoro settimanale che non siano state retribuite, il relativo recupero mediante riposo compensativo possa essere fruito entro il 31 dicembre dell anno successivo a quello in cui sono state effettuate, tenendo presenti le richieste del personale e fatte salve le improrogabili esigenze di servizio 1 (vds capitolo terzo, paragrafo 2). La gestione dello straordinario poggia su tre concetti fondamentali: - la flessibilità dell orario di servizio; - la disponibilità incondizionata al servizio da parte del personale; - la responsabilità dei Comandanti di Corpo nella gestione operativa dell Istituto. Pertanto, solo il Comandante di Corpo, nell ambito delle proprie responsabilità e competenze, curerà l allocazione delle risorse disponibili ai vari settori per garantirne la funzionalità ed il perseguimento degli obiettivi istituzionali. 1 Art. 11, co. 3, del D.P.R. 163/2002 così come modificato dall art. 14, co. 3, del D.P.R. 52/
15 In tale ottica, riveste particolare importanza la programmazione delle attività operative e addestrative (e NON DELLO STRAORDINARIO) in base alla quale il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario sarà limitato a casi eccezionali o in presenza di significative carenze organiche. 2. RESPONSABILITÀ Il mancato rispetto delle norme che regolano l istituto dello straordinario, sia da parte di chi lo dispone che da parte di chi lo effettua può determinare responsabilità: - disciplinari: ad es., inosservanza parziale o totale della direttiva; - amministrative: ad es., errata o illegittima attribuzione di compensi o recuperi; - civili: ad es., danni arrecati al personale per effetto di lesione di diritti materiali e/o morali; - penali: ad es., falsa rappresentazione della realtà, dichiarazioni mendaci. Per ciascuno dei casi sopraccitati sono applicabili sanzioni (personali e/o pecuniarie) in funzione della tipologia di illecito/reato configurabile. 3. ORARIO DI LAVORO E ORARIO DI SERVIZIO L orario di lavoro è la quantità di lavoro, espressa in ore, che il personale deve prestare nell arco di una settimana e che, a decorrere dal 1 gennaio 2002, è pari a 36 ore 2. Tutte le prestazioni di lavoro eccedenti le 36 ore settimanali ricadono nella disciplina dello straordinario. L orario di servizio (coincidente con l orario delle attività giornaliere), è l arco di tempo durante il quale si svolgono le attività istituzionali (operative, addestrative, logistiche) presso gli Enti/Reparti delle Forze Armate. L orario di servizio, in applicazione dell art. 10 del D.P.R. 394/95 e della direttiva di SEGREDIFESA ed aggiornata alla variante 6, è articolato come segue: - dal lunedì al giovedì: 08:00 16:30, prevedendo un intervallo di 30 minuti per la consumazione del pasto; - venerdì: 08:00 12:00. In tale giorno si situa di norma il pomeriggio libero programmato (art. 2, co.2, del D.M. 25 settembre 1990); 2 Tale materia è oggetto di concertazione e, pertanto, salvo i casi espressamente indicati nella presente direttiva, non è soggetta a modificazioni. 4
16 - al venerdì pomeriggio (12:00 16:30) e sabato mattina (08:00 14:00) può essere assicurata una presenza ridotta quale nucleo di risposta per eventuali impreviste esigenze. Il tempo necessario alla consumazione del pasto, anche quando volontariamente non fruito dal personale, non concorre alla formazione dell orario di lavoro. A tal fine si rammenta che il diritto al trattamento alimentare gratuito è subordinato all effettivo protrarsi dell orario di servizio (al netto, quindi, dell intervallo di 30 minuti per la consumazione del pasto previsto dal D.M. 25 settembre 1990) per almeno un ora oltre le ore 14:00, per il pasto meridiano, ed oltre le 19:00 per il pasto serale. Le pause destinate alla consumazione dei pasti, a richiesta dell interessato e fatte salve le esigenze di servizio, possono essere destinate ad attività diverse. In tale circostanza decade il diritto al trattamento alimentare gratuito ed il richiedente, al fine di escludere l Amministrazione da qualsiasi responsabilità in caso di incidenti occorsi durante la pausa pranzo, deve sottoscrivere apposita dichiarazione liberatoria. Tra le attività diverse alle quali può essere destinata la pausa pranzo non può essere compresa alcuna attività utile ai fini dell orario di lavoro. Il Comandante di Corpo deve valutare che le attività diverse da svolgere durante la pausa pranzo siano compatibili con le prioritarie esigenze di servizio, nonché con quelle del recupero delle energie psico-fisiche cui tale pausa è preordinata. I permessi che comprendono il periodo destinato alla pausa per i pasti, nell ipotesi di non partecipazione alla mensa di servizio, non sono soggetti al recupero compensativo per la durata dello stesso, fatto salvo l espletamento del turno ordinario giornaliero. In tale fattispecie decade il diritto al trattamento alimentare gratuito, a prescindere dal protrarsi dell orario di servizio al rientro dal permesso. Gli interessati dovranno comunque presentare con congruo anticipo le richieste per poter fruire di tali permessi, onde consentire all Amministrazione le necessarie variazioni amministrative (relative agli assegni mensa, ecc.), nonché esplicitare il presupposto della mancata consumazione del pasto all interno di strutture dell Amministrazione o convenzionate. Al personale chiamato dall Amministrazione a prestare servizio in orario coincidente con la pausa pranzo per sopravvenute ed inderogabili esigenze, spetta il riconoscimento del vitto gratuito, a prescindere dalla durata della prestazione lavorativa, purché questa si protragga almeno per un ora (al netto dei 30 minuti di pausa) oltre le 14:00 (per il pasto meridiano) e oltre le 19:00 (per il pasto serale). 5
17 Per la disciplina di dettaglio dell orario di lavoro e di servizio si rimanda alla Pubblicazione 2938 Norme per la vita ed il servizio interno di caserma emanata dallo Stato Maggiore Esercito - III RIF/COE - Ufficio Dottrina e Lezioni Apprese ed L ORARIO DI LAVORO È FUNZIONALE ALL ORARIO DI SERVIZIO. Ciò sta a significare che l articolazione dell orario di lavoro del personale militare deve sempre garantire il regolare funzionamento degli Enti/Reparti della Forza Armata per l intera durata delle attività giornaliere. Tali orari non sono da intendere quali vincoli rigidi, ma rappresentano dei riferimenti di natura legislativa che non precludono la flessibilità e la disponibilità al servizio (art. 10, co. 1, della L.231/90) dei Quadri, assumendo, quindi, la veste di strumenti dinamici, da utilizzare per il raggiungimento dei prioritari obiettivi di F.A.. Tali concetti, peraltro, sono inseriti nell ambito della citata Pubblicazione 2938 ed che, al Tit. II, Capo I, art. 17, para 2.c., precisa che I Comandanti ad ogni livello hanno ampia e completa facoltà di modificare - fatto salvo l orario settimanale complessivo - l orario delle attività giornaliere in relazione all assolvimento dei compiti istituzionali, ivi compresa l effettuazione dell addestramento notturno e continuativo anche in giorni festivi e in relazione a particolari situazioni locali.. In sintesi, laddove particolari esigenze istituzionali dovessero suggerire l adozione di soluzioni alternative, i Comandanti di Corpo sono autorizzati ad attuare una diversa articolazione degli orari, sia in forma settoriale sia riguardanti l intera unità/reparto; articolazione degli orari informata, quindi, alle attività programmate sia per il soddisfacimento di esigenze particolari sia per il conseguimento degli obiettivi istituzionali. Non è invece consentito creare orari di servizio individuali. 4. TURNAZIONI È considerato turnista il personale impiegato in un lavoro continuativo di 24 ore per 7 giorni alla settimana, ai sensi dell art. 3 del D.M. 25 settembre Di norma a tali attività sono dedicate 5 persone organizzate in turni non superiori alle 12 ore consecutive, salvo casi particolari che comunque non dovranno eccedere le 24 ore consecutive e a condizione che la tipologia di servizio non pregiudichi, dato il prolungato impiego, le prestazioni professionali del personale impiegato. 6
18 Il suddetto sistema, che comporta un attività settimanale pari a 33 ore e 36 minuti, è considerato autocompensante dei recuperi che spetterebbero al personale per le turnazioni notturne e/o festive. Il provvedimento di concertazione recato dal D.P.R. 163/2002 ha disposto all art. 11, co. 7, nei riguardi del personale impiegato in turni continuativi che si trovi a fruire del giorno di riposo settimanale o del giorno libero in coincidenza con una festività infrasettimanale, la concessione di un ulteriore giorno di riposo da fruire entro le 4 settimane successive. Le ore eccedenti l orario autocompensante (ad es., numero di turnisti inferiore a 5 o personale ulteriormente impiegato in attività diversa) comportano il diritto al compenso per lavoro straordinario ovvero al recupero compensativo così come indicato nel successivo capitolo terzo. Analogamente, le ore carenti rispetto l orario autocompensante (ad es., turni organizzati con più di 5 operatori) dovranno essere rese. A tale personale compete un riposo settimanale continuativo non inferiore alle 36 ore. L art. 4, co. 3, del D.P.R. 255/99 ha istituito l indennità giornaliera di turno anche per il personale di cui al presente para. nella misura di lire ( 1,03) per ogni giorno di effettivo servizio, a decorrere dal 1 gennaio Tale misura è stata incrementata di 1,60 a decorrere dal 1 luglio I SERVIZI Per servizi armati e non si intendono i: - servizi presidiari 4, che comprendono tutti i servizi tesi a soddisfare le esigenze di carattere generale territoriale del presidio, ripartiti dal Comandante di presidio fra gli Enti. I servizi presidiari annoverano le seguenti categorie: servizio di guardia (ad es., guardia a installazioni militari/aeroporti, etc.); servizio armato (ad es., picchetto armato, ronda); servizio disarmato (ad es., ufficiale di vigilanza, rappresentanze delle F.A. in occasione di manifestazioni commemorative, celebrative e similari, Ufficiale di rappresentanza a pubbliche cerimonie). Inoltre i servizi presidiari possono essere: ordinari, di massima, di durata di 24 ore; 3 4 Art. 5, co. 6, del D.P.R.163/2002. In attuazione alla Pubblicazione SMD-G-106 Regolamento sul servizio territoriale e di presidio ed maggio 1973 e successive AA.VV.. 7
19 straordinari, che hanno durata secondo la loro natura e secondo le circostanze. Per regolare i turni e comandare i vari servizi, il Comando di presidio tiene aggiornati due registri, uno per i servizi ordinari e l altro per i servizi straordinari; - servizi di caserma e di guardia, previsti dalla pub. N Norme per la vita e il servizio interno di caserma ed. 2009, organizzati dal Comandante alla sede, che comprendono: l Ufficiale di Ispezione 5 ; l Ufficiale di Picchetto; il Graduato carica speciale; il Servizio di Guardia alla Caserma; i Servizi per la Funzionalità della Caserma. Riguardano tutti quei settori che devono comunque essere attivi anche dopo il termine delle attività e nei giorni festivi; sono inseriti nella struttura gerarchica dei Servizi di Caserma e da essi dipendono (nelle ore non di servizio e nei giorni festivi). Di massima e in relazione all organizzazione interna di Caserma, dovranno essere previsti i nuclei: mensa, minuto mantenimento, logistico (rifornimento carburanti, magazzini, ecc.), sanità, centralino telefonico; i Servizi per la funzionalità dei Reparti 6, che annoverano: l Ufficiale/Sottufficiale di servizio di rgt./btg. autonomo; il Sottufficiale di giornata; i piantoni di cp./btr./sqd.; i Servizi per la Funzionalità dei Comandi, che includono: l Ufficiale/Sottufficiale di servizio a livello Organi Centrali, Alti Comandi Periferici, Brigate ed Enti di corrispondente livello; il Sottufficiale di servizio a livello reggimento, battaglione autonomo e per gli Enti che inquadrano personale di truppa; i Servizi per il funzionamento delle installazioni soggette a sorveglianza; i Servizi che il Comandante alla Sede o di Corpo ha adattato alle diverse realtà della Caserma. Per quanto ha attinenza con i servizi di guardia/vigilanza, gli adattamenti possono essere intrapresi previa autorizzazione dell Autorità gerarchica superiore 5 6 La Pubblicazione 2938 Norme per la vita ed il servizio interno di caserma ed prevede che lo stesso sia considerato nella posizione di reperibilità durante le ore non di servizio e pertanto si applicano le disposizioni di cui al successivo para 6. Laddove la presenza in caserma venga sostituita dalla reperibilità valgono le stesse disposizioni di cui precedente nota 5. 8
20 competente e nei limiti imposti dalla Direttiva sulla Sicurezza delle Installazioni militari, SME ed. 2000, che, a fattor comune, sono: - regolati da specifiche disposizioni scritte. Nel caso di servizi di caserma e di guardia, le consegne devono essere approvate e sottoscritte dal Comandante alla Sede; - svolti secondo una ben determinata turnazione; - disposti dal Comandante con ordine dei servizi/ordine del giorno, nonché tutte quelle attività che esulano comunque dalle normali attribuzioni derivanti dal proprio incarico, che per l espletamento non richiedono specifiche professionalità da parte del personale 7. La normativa attuale prevede la remunerazione 1 a 1 della prestazione, oltre al recupero della giornata festiva/non lavorativa qualora il servizio sia stato prestato nelle predette giornate, con la concessione di recuperi compensativi 8 o con il compenso forfettario di guardia come più avanti specificato. In nessun caso i servizi di cui sopra potranno essere remunerati con il compenso per lavoro straordinario. 6. REPERIBILITÀ La reperibilità è l obbligo a raggiungere l installazione militare entro un tempo massimo di due ore. Il compenso spettante per la posizione di reperibile non remunera una prestazione di lavoro effettivamente resa, bensì la disponibilità del personale a prestarla nei modi e nei termini stabiliti, con le inevitabili limitazioni alla libertà individuale. Ne consegue che qualunque prestazione di lavoro straordinario resa durante la posizione di reperibile deve essere remunerata (compenso o recupero), in base alla sua durata. Il compenso è stabilito in un dodicesimo della durata del servizio, da calcolare in maniera differenziata a seconda del periodo di effettivo impiego (arco diurno notturno e feriale/festivo), compete solo a partire dal compimento della 12^ ora di reperibilità continuativa. 7 8 Art. 9, co. 5, del D.P.R. 163/2002 così come modificato dall art. 13, co. 1, del D.P.R. n. 52/2009. Ribadito dall art. 11, co. 2, del D.P.R. 163/
21 Qualunque prestazione resa durante il servizio di reperibilità non interrompe il computo del periodo utile al compimento del servizio di reperibilità, i cui compensi (quello della reperibilità e quello della prestazione) si cumulano. Il personale può essere comandato di reperibilità per esigenze di almeno 12 ore consecutive e per un massimo di 6 giorni feriali e due festivi al mese 9. La reperibilità, non essendo una prestazione lavorativa ma una disponibilità, non deve essere annotata nello statino individuale riepilogativo mensile, ma risultare solo in specifici ordini di servizio ed il relativo compenso tenuto in conto al solo fine del raggiungimento del monte ore annuo retribuibile. La totale disponibilità al servizio, ribadita dall art. 10, co. 1, della L. 231/90, impone al dipendente di lasciare all Ente/Reparto di appartenenza un recapito per poter essere rintracciato in casi di eccezionali esigenze di servizio. Tale obbligo non va confuso con il servizio di reperibilità e quindi non da luogo a nessun compenso. Si richiama l attenzione dei Comandanti di Corpo ad una oculata valutazione delle necessità volta a limitare il ricorso a tale posizione solo in caso di specifiche esigenze (ad es., team di risposta in caso di particolari stati di allertamento, personale dotato di specifiche professionalità). 7. ATTIVITÀ ADDESTRATIVE Le attività addestrative che si svolgono in ambito F.A. sono destinate a far acquisire al personale le conoscenze e le capacità necessarie a poter operare in tutti gli scenari di possibile impiego. Ciò può comportare che siano svolte attività specifiche, come, ad esempio, attività notturne o attività con prolungato impegno. In tali casi, sono in genere da tener presenti i seguenti principi: - le attività devono essere programmate a costo zero ; - deve trovare applicazione il principio della flessibilità dell orario di servizio. Di seguito sono indicate le fattispecie più comuni comprese nelle attività addestrative. a. Corsi Trattasi di periodi svolti presso Enti/Scuole che hanno lo scopo di far acquisire al personale specifiche capacità e competenze. Di norma si svolgono durante l orario di servizio; talora prevedono attività continuative eccedenti lo stesso orario. 9 Art.11, co. 6, del D.P.R. 163/
22 Ove la forma di remunerazione si identificasse con l istituto dello straordinario, gli Enti che definiscono le modalità attuative dei Corsi dovranno prevedere, nel definire la durata del Corso stesso e comunque all atto della redazione del programma, un articolazione dell orario di servizio che, sulla base del principio di flessibilità, consenta di non superare, salvo casi eccezionali, le 36 ore settimanali. Ciò significa che il tempo necessario alla frequenza del Corso deve comprendere anche i periodi da concedere al personale quale recupero compensativo per le ore eccedenti l orario di servizio, ovvero quale recupero psicofisico al termine di attività continuative e particolarmente impegnative in termini di energie profuse. Qualora ricorrano i presupposti giuridici, può essere corrisposto il compenso forfettario di impiego, limitatamente alle attività e nei termini definiti nel successivo capitolo sesto. b. Normali attività addestrative Trattasi di attività addestrative programmate che, di norma, non eccedono l orario di servizio. In tale categoria rientrano anche gli addestramenti notturni che non devono determinare accumuli di recuperi, ma dovranno essere compensati con adeguati provvedimenti di variazione dell orario di servizio, nell intento di soddisfare le varie esigenze senza costi aggiuntivi e consentire al personale il giusto recupero psicofisico conseguente alle attività addestrative svolte. c. Esercitazioni Sono attività che, nella generalità dei casi, concludono un ciclo/modulo addestrativo e/o la cui effettuazione è finalizzata a verificare l acquisizione di una capacità operativa specifica. Possono avere la durata di uno o più giorni lavorativi oppure essere a carattere continuativo. Al riguardo, ove la forma di remunerazione si identificasse con l istituto dello straordinario, in sede di redazione dei programmi addestrativi o di pianificazione delle esercitazioni, si dovrà prevedere l onere conseguente alla corresponsione dello straordinario maturato o, in alternativa, tenerne conto ai fini della concessione dei relativi recuperi compensativi e psicofisici, secondo quanto già indicato al precedente para a.. Le attività di autovalutazione del livello addestrativo delle unità, qualora eccedano l orario di servizio, devono essere considerate alla stessa stregua delle esercitazioni continuative. Qualora ricorrano i presupposti giuridici, può essere corrisposto il compenso forfettario di impiego, limitatamente alle attività e nei termini definiti nel successivo capitolo sesto. 11
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