Source: https://piazzadellascherma.blogspot.com/2019/11/
Timestamp: 2020-04-08 06:14:16+00:00

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PIAZZA SCHERMA: novembre 2019
L’articolo sul provvedimento assunto dalla Corte di Appello Federale ha suscitato molto interesse, stupore e sconcerto nel movimento schermistico italiano. L’organo di Giustizia Federale con la sua sentenza ha disposto, in accoglimento del primo motivo di reclamo della FIS:
· la nullità della decisione n.3-2019 del Tribunale Federale;
· dichiarato inammissibile la domanda di cui ai punti 1 e 2 del ricorso introduttivo proposto dalle società ricorrenti, così come riproposti in sede di reclamo incidentale, finalizzata ad ottenere la declaratoria di invalidità della delibera assembleare FIS del 19 maggio2019 per vizi formali;
· ha ritenuto di dover entrare nel merito della controversia ed ha accolto la domanda di annullamento della delibera impugnata con riferimento ai seguenti articoli dello statuto: art.4 comma 3, lettera e; art. 16 comma 6; art. 17 comma 4; art. 22 comma 6; art. 46; art. 50; art. 60, comma 6; art. 67, comma 7; art. 70 e art. 73. Ha respinto ogni ulteriore censura.
Sulla Gazzetta dello Sport del 21 novembre 2019, il presidente Scarso rilascia un’intervista affermando nuovamente che lo statuto potrebbe contenere dei refusi tecnici e si riserva di fare appello al collegio di garanzia del CONI. La replica dell’avv. Paola PUGLISI, curatrice del ricorso presentato da sei società schermistiche, ha posto in evidenza che l’intervento della Corte di Appello Federale riguarda alcuni passaggi chiave inerenti, tra le altre cose, i criteri di affiliazione delle associazioni, gli organi di giustizia, le quote rosa, la composizione dell’assemblea elettiva e le incompatibilità, meravigliandosi di come il CONI non abbia potuto accorgersi delle violazioni contenute nello statuto.
Si rimane in attesa delle motivazioni della sentenza e solo allora sia il Presidente che i ricorrenti avranno ulteriori elementi di valutazione. Certo, si ha la percezione che il massimo dirigente federale si sia specializzato in refusi, definendoli, a seconda delle circostanze, irrilevanti o tecnici. Però una semplice domanda me la faccio; se si tratta di semplici refusi tecnici perché adire il Collegio di Garanzia del CONI (una azione del genere costa 1.200,00€ più la parcella per l’avvocato)? Non era meglio ascoltare con la dovuta attenzione ciò che gli interventi della minoranza avevano già posto in evidenza durante i lavori assembleari del 19 maggio u.s.? La condotta dei lavori, e per essa l’atteggiamento del Presidente e del suo consiglio, ha sottolineato, con indiscutibile arroganza, la limitata attitudine ad ascoltare la base, sia pure quella minoritaria. A tal proposito, nei giorni scorsi Luca Magni, su Facebook, , ha stigmatizzato il modo di fare politica di qualche amministratore locale, poiché non garantista delle minoranze e mi verrebbe da chiedere a costui se nell’ Assemblea di Riccione in cui ha svolto le funzioni di presidente ,ha realmente tutelato il diritto delle minoranze FIS: sempre pronti a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio.
Ritornando allo statuto, a mio avviso, quello approvato nella scorsa assemblea della FIS, a Maggio 2019, è invalido e porterebbe a due possibili scenari: la riscrittura dello stesso o la nomina di un commissario “ad acta” da parte del CONI. Lo statuto comunque non consente di andare a nuove elezioni (il mandato dell’attuale presidente scade con questo quadriennio olimpico).
Lo scenario mi pare allarmante ma, come anzi detto, attendiamo le motivazioni della Corte d’Appello Federale, per le quali il termine è fissato in 10 giorni.
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References: sentenza 
 art.4
 art. 16
 art. 17
 art. 22
 art. 46
 art. 50
 art. 60
 art. 67
 art. 70
 art. 73
 sentenza