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Timestamp: 2019-11-18 16:59:58+00:00

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Persuasione di Roger Michell, 1995: il più perfetto tra gli adattamenti austeniani | Un tè con Jane Austen
La mia elevata tolleranza verso gli adattamenti austeniani per lo schermo è risaputa tra chi mi conosce e mi legge da più tempo: mal sopporto di sentir parlare di fedeltà al testo, innanzitutto perché si tratta di tradurre un romanzo in un linguaggio espressivo diverso, che lo renderà inevitabilmente “altro”, ma anche e soprattutto perché nel fare questo i realizzatori ci danno la loro personale interpretazione del romanzo. Quindi mi piace esplorare gli adattamenti. D’altro canto, è altrettanto noto che concedo il mio deciso favore con la massima cautela, così che i film/sceneggiati che ritengo migliori si contano agevolmente sulle dita di una mano.
In questa selezione personale severissima, il primo posto assoluto spetta senza alcun indugio proprio al film Persuasione del 1995. Ad eventuali obiezioni stupite, e forse un filo scandalizzate, sul fatto che sul mio podio ideale non ci sia il Famoso e Acclamato Sceneggiato BBC di quello stesso anno, Orgoglio e Pregiudizio, rispondo serenamente che, sull’appena citato Famoso e Acclamato Sceneggiato, nutro idee più tiepide e oggettive rispetto alla cieca ammirazione di folle oceaniche di fervide appassionate Janeite di tutto il pianeta. Se vorrete continuare a sorseggiare questo tè con me, sarò ben lieta di raccontare che cosa ha di speciale, molto speciale, questo film…
Persuasione è un film del regista Roger Michell (lo stesso che alcuni anni dopo avrebbe conosciuto il grande successo con Notting Hill), sceneggiato da prodotto da BBC e originariamente pensato per la tv ma infine destinato più saggiamente al grande schermo.
La sua data di debutto in tv sul canale BBC 2, 16 aprile 1995, (nei cinema uscirà il 27 settembre, dapprima negli Stati Uniti) certifica il titolo legittimo di primo film ad inaugurare l’indimenticabile biennio 1995-96 durante il quale cinema e tv caddero follemente innamorati di Jane Austen producendo una serie abbondante e vertiginosa di adattamenti dei suoi romanzi, che culminò il 24 settembre di quell’anno con la trasmissione della prima puntata dello sceneggiato BBC di maggiore successo in tutta la storia della tv britannica, Orgoglio e Pregiudizio. L’innamoramento fu così contagioso che il nome di Jane Austen divenne noto in tutti gli angoli del pianeta e, nelle classifiche di fine anno, fu annoverata tra le persone più influenti del 1995 e, di fatto, incoronata icona pop a tutti gli effetti. (Per sapere come andò, vi invito a leggere la storia di quel biennio in questo post)
Questa che gli studiosi hanno ribattezzato Austen Renaissance ebbe inizio, appunto, il 16 aprile con l’uscita di Persuasione di Roger Michell – il quale ne era perfettamente cosciente, tanto da dichiarare in un’intervista di Irene Bignardi, critica cinematografica, il 22 giugno del 1996 su La Repubblica, di sentirsi «orgoglioso di essere stato il primo a fare un film sulla Austen, prima che cominciasse l’ondata». E che ondata. Praticamente una pandemia inarrestabile.
Persuasione, versione italiana
Nelle nostre sale, uscì dopo un’attesa esasperante, nell’estate del 1996: mi precipitai facendomi accompagnare dalla mia amata e molto vissuta edizione di Persuasione di Theoria (che, per qualche gioco del destino molto austeniano, avevo letto per la prima volta un paio di anni prima senza sapere che se ne stava preparando la riduzione per lo schermo).
Ancora oggi, fin dai primi minuti colpisce una caratteristica preziosa: il film è fermamente realistico, manca di quella perfezione stucchevole e irreale a cui il pubblico sarebbe diventato assuefatto, se non dipendente, con il successo delle produzioni ripulite dei mesi successivi, come il già citato sceneggiato BBC (dal 24 settembre 1995) ma anche come l’acclamato film di Ang Lee Ragione e sentimento, uscito in tutto il mondo a partire dal gennaio 1996 dopo un’anteprima statunitense del dicembre 1995.
Sul Cobb a Lyme Regis
La prima uscita pubblica di Jane Austen in questo Biennio delle Meraviglie cinematografiche, dunque, è all’insegna del più ricercato realismo, fedelissimo alla realtà che viveva l’autrice: i luoghi e le case sono veri, un po’ disordinati e dall’aria davvero usata; le strade sono sempre tendenzialmente sporche, piene di pioggia e fango e altri elementi; gli abiti stessi, pur accuratissimi, non sono certo inamidati e immacolati per chiunque ma vissuti (da notare l’intoccabilità decadente che emanano gli abiti di Sir Walter, una vera e azzeccata mosca bianca tra tanta realtà).
Gli stessi attori sono truccati e pettinati nel modo più naturale possibile, con i capelli che si muovono con loro e con il vento (una naturalezza che contrasta, in positivo, con le immobili e improbabili parrucche usate in ben più decantati adattamenti), e con i volti espressivi che non temono i numerosi ed impietosi primi piani voluti dal regista.
Il regista iniziò le riprese in autunno, nel pieno rispetto della stagione in cui si svolge Persuasione, e il meteo lo assistette regalandogli un tempo mite: la fotografia degli esterni ci restituisce appieno questa luce naturale languida.
La luce degli interni, invece, ricrea abilmente quella che deve essere stata la reale quantità di luce degli ambienti dell’epoca, illuminati a candela nelle ore di buio: nel film non è mai dato vederli in piena luce se non di giorno, e di sera le fiammelle delle candele proiettano nitidamente una luce fioca gialla e danzante.
Anne Elliot (Amanda Root) al piano
E quanto è bello l’inizio del film, tra le onde del mare con i marinai che possono finalmente festeggiare perché la guerra è finita, ed è finita bene, scongiurando la temuta invasione del Mostro, Napoleone. È un omaggio agli uomini che fecero l’impresa, sì, ma anche alla marina britannica, grande protagonista del romanzo e tanto amata da Jane Austen stessa che aveva ben due fratelli nella Royal Navy. La marina operosa e vittoriosa rappresenta un’intera classe sociale emergente, la borghesia, che sta ormai soppiantando la decadente e ormai inutile aristocrazia, un tema portante del romanzo che il regista ha ricreato perfettamente nel film.
La vittoria finale di Anne Elliot in questo film, del resto, viene celebrata proprio nell’ultimissima scena opportunamente condivisa con il Cap. Wentworth: i coniugi sono pronti a cominciare la loro nuova vita insieme sulla nave, lungo i mari, verso un mondo nuovo.
Anne (Amanda Root) e il Cap. Wentworth (Ciaràn Hinds) nella scena finale
È soprattutto nelle sottigliezze del linguaggio cinematografico che si ritrova la totale aderenza allo spirito del romanzo.
Il lavoro attoriale di Amanda Root è perfetto nel dare vita a Anne Elliot, assecondando l’impostazione voluta dal regista per “far parlare” l’anima e la mente della protagonista.
Ad esempio, a casa Musgrove, nel rivedere il Cap. Wentworth per la prima volta dopo tanti anni e dispiaceri, Anne non vacilla e resta perfettamente padrona di se stessa, se non fosse per quel gesto furtivo della mano, che si appoggia alla sedia stringendola forte, su cui indugia la cinepresa e che testimonia il suo sconvolgimento interiore.
Vale la pena ricordare qui che una delle cifre stilistiche del film è il primo piano sulle mani dei due protagonisti, soprattutto quando entrano in contatto e raccontano un legame esistente ma ancora inespresso: non a caso, la loro tanto travagliata unione alla fine viene celebrata con uno stacco sulle loro mani giunte.
Nel corso del film, l’attrice segue fedelmente il processo di rinascita che Jane Austen dipinge finemente nel romanzo. La sua camminata, il suo modo di muoversi, guardare e parlare cambiano nel corso del film fino a compiere una vera trasfigurazione nella scena del ricevimento nella casa degli Elliot a Bath, dove la cinepresa segue Anne in una lunga, serena, regale camminata nella sala affollata da tutti i personaggi della vicenda, mostrandosi a tutti rifiorita, elegante, solida, finalmente padrona della propria vita.
Non posso non sottolineare la straordinaria bravura di tutte le attrici e tutti gli attori, che lavorano all’unisono anche grazie al metodo di lavoro di Michell, che girò le scene rispettando il più possibile la sequenza cronologica, permettendo così a tutta la troupe e al cast di crescere insieme ai personaggi e alla vicenda (come ricorda Amanda Root in un’intervista alla rivista Jane Austen’s Regency World del 1995).
Il Cap. Wentworth (Ciaràn Hinds) nella scena della lettera
Su tutti, una menzione particolare deve essere riservata alla presenza virile e solida di uno straordinario Ciaràn Hinds nei panni del Cap. Wentworth; alla chirurgica esasperazione ispirata da un’insostenibile Mary Elliot Musgrove grazie alla bravissima Sophie Thompson; alla perfetta incarnazione di Mrs Croft creata da una strepitosa Fiona Shaw; all’insostenibile vacuità di Sir Walter, superbamente interpretato da Corin Redgrave.
Anne (Amanda Root) e Mrs Croft (Fiona Shaw)
Trasmesso rare volte in tv, introvabile in DVD, per vedere questo film dovrete fare le acrobazie ma ne vale la pena perché è ancora oggi uno dei migliori adattamenti austeniani di sempre – e per me il migliore in assoluto.
Il suo realismo è un esempio più unico che raro nel panorama di tali adattamenti – che, dopo di esso, sembrano aver definitivamente scelto l’impostazione “sanitized” di BBC – e ci permette di entrare nel mondo di epoca georgiana vissuto e raccontato da Jane Austen stessa senza i filtri moderni, ricreando sullo schermo un effetto assai vicino allo stile coinvolgente e senza inutili orpelli dell’autrice.
Se amate la scrittura di Jane Austen, non potete non amare questo film.
☞ Tutto il privilegio che reclamo. Jane Austen e il dialogo sulla differenza di genere
☞ Nessuna di noi si aspetta di navigare in acque tranquille tutti i giorni (Mrs. Croft)
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15 pensieri su “Persuasione di Roger Michell, 1995: il più perfetto tra gli adattamenti austeniani”
Anna 25 Agosto 2018 alle 22:23
Ho visto tanta volte questo film e devo dire che anche a me piace moltissimo
Silvia Ogier Autore articolo 27 Agosto 2018 alle 20:57
In effetti, cara Anna, crea dipendenza: una volta visto, è impossibile smettere! È talmente realistico da farci sentire davvero dentro Persuasione.
pietro bognetti 13 Ottobre 2018 alle 17:40
Una domanda: nel film, mentre Anne parla con il capitano Harville, rivendicando alle donne la maggior costanza dei sentimenti, al cap. Wentworth cade in terra un oggetto pesante che rivela come egli stesse ascoltando. Si tratta di un calamaio portatile o, più probabilmente, d’un contenitore di rena o di talco per far asciugare più rapidamente la pagina su cui sta scrivendo. Non è così nel romanzo dove, ciò che cade, è la penna. Gli autori del film hanno ritenuto di dover sostituire l’oggetto in questione, perché la penna del capitano è, nel film, una penna d’oca, troppo leggera per attirare l’attenzione di Anne. Come è possibile che Jane abbia creduto che una penna d’oca facesse tanto rumore? Scriveva forse il capitano con una stilografica? Credo che fosse già stata inventata, ma non so quanto fosse diffusa. Mi piacerebbe sentir la tua opinione
Phoebes 27 Agosto 2018 alle 14:03
Ho letto Persuasione da poco, e ora mi hai veramente incuriosita su questa trasposizione! Cercherò di recuperare il film!
Silvia Ogier Autore articolo 27 Agosto 2018 alle 21:19
…mi raccomando, cara Phoebes, guardalo prima di quello del 2007! E una volta guardati entrambi, fammi sapere che ne pensi.
Francesca 27 Agosto 2018 alle 22:06
Persuasione è il mio libro preferito in assoluto, l’ho letto diverse volte e ogni volta si coglie una sfumatura nuova, il film del 1995 non mi ha particolarmente colpito ( non mi è piaciuta la scelta degli attori, a mio personale parere) anche se è molto piu veritiero rispetto all’ altro del 2007.. però su tutti gli altri libri ci sono diverse pellicole, mentre su persuasione almeno che so io, solo questi due.. perché invece di fare film e sceneggiati in puntate sciocchi, non prendono spunto da questo meraviglioso libro!
Silvia Ogier Autore articolo 27 Agosto 2018 alle 23:41
Cara Francesca, il fascino di Persuasione è particolarmente speciale, anche per me spicca su tutti i suoi fratelli, che pure adoro incondizionatamente. Le sue tante, infinite sfumature di cui giustamente parli forse sono proprio ciò che lo rendono complicato da portare sullo schermo. Però, sì, sarebbe ora che i realizzatori gli dedicassero più attenzione.
Hai mai visto lo sceneggiato BBC degli anni ’70? È il primo adattamento di Persuasione in ordine di tempo, se sei curiosa, prova a cercarlo su Youtube e fammi sapere che ne pensi. È evidentemente “datato” ma c’è qualche qualità molto interessante.
Francesca 28 Agosto 2018 alle 10:18
Certo l’ho cercherò anzi ti ringrazio perché non sapevo che esistesse poi ti farò sapere…
Silvia Ogier Autore articolo 2 Settembre 2018 alle 17:04
Cara Francesca, mi sono chiesta se effettivamente c’è la possibilità che qualcuno abbia scritto i sottotitoli in italiano: ho provato a cercare una versione già sottotitolata o i soli sottotitoli da scaricare, ma ho trovato solo dei sottotitoli inglesi. Nel caso in cui possa comunque essere utile, qui ci sono tutti gli episodi (raggruppati in 2 video) sottotitolati in inglese: https://www.youtube.com/playlist?list=PLVe_HgNacfDsJFcK6ADrAVUr6dPb34QYB [se non li vedi, prova a cliccare sulla rotellina in basso a destra, poi su Sottotitoli e su Inglese].
Romina 1 Settembre 2018 alle 13:30
Ho letto Persuasione almeno 5 volte e per me questa versione è la più bella in assoluto. I due protagonista sono davvero perfetti. Tutto cosi realistico e fedele a Jane Austen.
Ho letto commenti su youtube di gente che parla della (non) bellezza degli attori scelti…e non riesco a capire come fanno a soffermarsi solo sul aspetto fisico. Ciaran Hinds è un meraviglioso Captain Wentworth, e Amanda Roots riesce a trasmettere emozioni vere.
Ieri sera ho visto la versione del 2007, e sebbene i due protagonisti sono molto bravi, non mi ha trasmesso lo stesso sentimento della versione del 95.
Silvia Ogier Autore articolo 1 Settembre 2018 alle 22:30
Come ti capisco, Romina! Sono sconcertata anch’io da chi giudica gli adattamenti di Persuasione dall’aspetto estetico degli attori – che pure è assai relativo, perché per me il fascino di Ciaràn Hinds ne fa un uomo di grande bellezza, di gran lunga superiore a Rupert Penry-Jones. La versione del 2007 non riesce a prendermi, ne ammiro alcuni elementi ma nell’insieme c’è troppo scostamento dallo spirito del romanzo e aver tagliato la scena della lettera mi è sembrata quasi una resa all’impossibilità di saperla costruire con la dovuta intensità.
Francesca 1 Settembre 2018 alle 22:49
Mi dispiace molto, ma ho notato che qualcuno non ha apprezzato il mio post… credo che i commenti sono liberi e ognuno può dire la sua opinione, non ho giudicato l’aspetto fisico quando ho detto che non mi era piaciuta la scelta degli attori, ognuno quando legge si immedesima e fantastica sui personaggi io nella mia testa me li immagino diversi quindi non giudico nessuno (attori) e non sono nessuno da giudicare i vostri post, come ripeto è la mia opinione personale, e il libro Persuasione rimane sempre nel mio cuore. Saluti a tutti.
Silvia Ogier Autore articolo 1 Settembre 2018 alle 23:04
Il mio sconcerto è riferito a chi apertamente parla di sola bellezza fisica, e in rete molte persone lo fanno, soprattutto sui social, dimenticando altri aspetti. mentre Il tuo commento sulla scelta degli attori per me è chiaramente riferito ad altro, non alla bellezza. A volte gli attori, infatti, non sembrano adeguati alla parte e a come ce la immaginiamo, come hai giustamente spiegato. Mi spiace, Francesca, se hai considerato il mio commento riferito al tuo, posso assicurarti che non lo era.
Francesca 2 Settembre 2018 alle 0:03
Cara, non mi riferivo al tuo commento. Comunque ho cercato l’adattamento del 1971 che mi avevi consigliato e l’ho guardato, peccato che è solo in inglese e i dialoghi non riesco a capirli appieno il mio inglese è abbastanza scolastico. Un abbraccio.
Silvia Ogier Autore articolo 2 Aprile 2019 alle 22:45
Caro @Pietro, come ho potuto perdere un commento così pertinente? Mi scuso e provo a rispondere ora, anche se il ritardo e l’approssimazione della risposta non daranno molta soddisfazione.
Ai tempi di Jane Austen, la stilografica era già stata inventata, è vero, ma il suo uso era assai marginale. Lo strumento più diffuso per scrivere era senza dubbio la “quill pen” cioè il calamo, e di certo è con una penna di questo tipo (molto sicuramente d’oca) che il Capitano sta scrivendo nella scena fatidica di Persuasione. La penna veniva sempre privata del vessillo, cioè della parte piumata, perché interferiva con la precisione del movimento. Così spogliata, la penna diventava molto simile alle nostre moderne, lunghi e sottili bacchetti che dovevano produrre anch’essi un rumore sordo e piccolo cadendo su un piano duro. Jane Austen in effetti parla di “slight noise”, un rumore lieve, e l’averlo sentito rende Anne ancora più cosciente dell’estrema vicinanza del Capitano (“Anne rimase sorpresa nello scoprire come fosse più vicino di quanto avesse immaginato”).
La soluzione del film, tuttavia, è davvero ottima anche perché esprime puntualmente il turbamento del Capitano.

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