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⭐Medico Competente. -Lettere del presidente. -Rendere il cuore del nostro prossimo familiare e caro a noi
Medico Competente. -Lettere del presidente. -Rendere il cuore del nostro prossimo familiare e caro a noi
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Agostina Cecilia Paolini
1 Medico Competente Journal GIORNALE PROFESSIONALE E SCIENTIFICO OCCUPATIONAL PHYSICIAN SCIENTIFIC AND PROFESSIONAL JOURNAL GIUGNO 2006 ANNO 13, NUMERO 3-4/2005 editoriale 5 -Lettere del presidente contributi e articoli originali 7 - La nuova tabella delle malattie professionali: quando e quale denuncia - Tunnel carpale e denuncia: alcune riflessioni e una proposta da approfondire -La cura della voce e dell udito in ambito lavorativo: diagnosi precoce e prevenzione -Idoneità alla mansione specifica negli esposti a rumore -Lo stress correlato al lavoro: il contesto, le reazioni e lo scenario per il medico competente -Dalla 626 al Benessere: Stress / burn-out / mobbing -Dentro le dipendenze nel mondo del lavoro: il ruolo del medico competente Associazione Nazionale Medici d Azienda e C o m p e t e n t i FEDERATA FISM FEDERAZIONE ITALIANA SOCIETÀ MEDICO SCIENTIFICHE materiali di lavoro 35 -Apprendisti e minori: aspetti sociali e tutela sanitaria -Alcool e lavoro: attività lavorative considerate a rischio per terzi -Visite preassuntive permesse? Sentenza della corte di cassazione -Un caso da sottolineare: sanzione per omessa visita a videoterminalista cinquantenne in calendario Convegno Nazionale ANMA -Convegno: il Medico Competente e le recenti evoluzioni normative: vibrazioni, rumore, lavoro notturno, lavoro atipico "aspetti applicativi" da leggere in poltrona 58 -Rendere il cuore del nostro prossimo familiare e caro a noi ASSOCIAZIONE CERTIFICATA UNI EN ISO 9001:2000 CERTIFICATO CERTIQUALITY N.7344 Notiziario A.N.M.A. - Rivista trimestrale dell Associazione - Milano Spedizione in Abbonamento Postale 70% Filiale di Milano2 3 Medico Competente Journal NOTIZIARIO A.N.M.A. NUMERO 3/ PERIODICO TRIMESTRALE DELL A.N.M.A. Numero 3/ Associazione Nazionale Medici d azienda e Competenti Sede e redazione Milano Via San Maurilio, n 4 tel 02/ fax 02/ Autorizzazione Tribunale di Milano n.96 del 30 marzo 1995 Direttore Responsabile: Eugenio Andreatta Direttore: Giuseppe Briatico-Vangosa Comitato di redazione: Gino Barral Danilo Bontadi (coordinatore) Umberto Candura Piero Patanè Quintino Bardoscia Azelio De Santa Daniele Ditaranto Realizzazione Grafica CUSL Nuova Vita Coop. Sociale Tipograzia Nuova Jolly Rubano (Pd) Associazione Nazionale Medici d Azienda e C o m p e t e n t i A.N.M.A. Presidente Giuseppe Briatico-Vangosa Vice Presidente Tommaso Remondelli Segretario Guglielmo d Allio Conseglieri Gino Barral, Danilo Bontadi, Gilberto Boschiroli, Umberto Candura Daniele Ditaranto, Armando Fiorello, Francesco Gazzero, Massimo Sabbatucci Marco Saettone, Salvatore Taliercio, Maria Valeria Tonini, Carlo Valchi (Verbale della commissione elettorale a seguito del rinnovo delle cariche sociali per il quadriennio ) SEZIONI TERRITORIALI Abruzzo Segr. Rita Vecchiola Via Matteo da Leonessa, L Aquila - tel Campagna Segr. Francesco Gazzero Via Stazio, Napoli tel fax Emilia Romagna Segr. Dr. Francesco Origlia Via Ponte Vecchio, Bologna tel cell Lazio Segr. Marco Garufi Bozza Via Raffaele Stern, Roma tel Liguria Segr. Paolo Santucci Via Canevari, 84/ Genova tel Lombardia Segr. Giancarlo Mantegazza Via Manzoni, 123/ Uboldo VA tel Marche Segr. Roberto Arcaleni P.zza Giovanni XXIII Piemonte Segr. Valter Brossa Via Craveri, Moretta (CN) tel QUOTA ASSOCIATIVA ANNUALE EURO 100,00 (DA VERSARE CON C.C.P.N ) Puglia e Lucania Segr. Antonio Porro Viale Venezia Giulia, Andria (BA) tel cell Trentino Alto Adige Segr. Azelio De Santa c/o Progetto Salute Via Milano, 119 Trento tel Umbria Segr. Anselmo Farabi Via dei Cappuccinelli, Perugia tel. e fax Triveneto Segr. Piero Patanè Via Nazareth, Padova tel fax RAPPRESENTANZE Frosinone Segr. Antonio Palermo Via G. Matteotti, Ceccano (FR) tel fax Massa Carrara Segr. Maurizio Bonci Medici Fobbs c/o BIC Via Dorsale, Massa tel Reggio Emilia Segr. Cristiano Borsari Via Calatafimi, Reggio Emilia te Taranto Segr. Massimo Sabbatucci Via C.Battisti, Taranto tel Bologna Segr. Dr.ssa Grazia Guiducci (Amb) Via dell Artigiano, Blogna tel cell4 5 LETTERA DEL PRESIDENTE EDITORIALE Il Presidente Giuseppe Briatico-Vangosa Desidero informare tutti i lettori sulle iniziative che la nostra Associazione ha messo in cantiere per il prossimo futuro. 1) 19 CONGRESSO NAZIONALE ANMA. Come preannunciato durante l'assemblea di Courmayeur e in diverse occasioni successive, il nostro appuntamento congressuale nazionale 2006 sarà contenuto nel tempo, agile e in qualche modo poco tradizionale. L'appuntamento è a Milano sabato 17 giugno 2006 presso la medesima sede congressuale dove si svolge il Congresso mondiale ICOH che celebra il centenario della fondazione dell'icoh stessa, avvenuta a Milano nel Il nostro Congresso s'inserisce quindi in una cornice prestigiosa e irripetibile e per tale motivo non può che essere agile e sintetico, ponendosi alla fine di una intensa settimana congressuale di alto livello scientifico. Il nostro Congresso, attraverso un'analisi dei modelli per gestire la prevenzione in azienda attuati nei Paesi membri della Comunità Europea, si propone di portare al dibattito la posizione maturata dall'associazione sugli strumenti per misurare qualità ed efficienza del nostro operare, aggiungendo un tassello fondamentale al Codice di Comportamento da noi pubblicato nell'ormai lontano L'Assemblea ordinaria dei Soci, chiamata in seconda convocazione alle ore 14,30 sempre di sabato 17 giugno presso la sede congressuale, è un secondo momento importante e fondamentale per la vita associativa. L'Assemblea, oltre ad onorare i doveri del nostro Statuto, intende essere occasione per dibattere fra di noi con ampio respiro, con l'assistenza di esperti, i problemi professionali che sono sul tavolo e le prospettive che possono aprire. 2) LE ALTRE INIZIATIVE Questo primo appuntamento è seguito da una serie di eventi di più denso carattere scientifico pur sempre privilegiando il taglio pratico e che si svolgeranno a livello territoriale. L'intento è dare spazio alle nostre sezioni regionali pur mettendo in onda eventi di respiro nazionale. Gli eventi ad oggi programmati sono: 30 giugno-1 luglio Convegno "Il Medico competente e le recenti evoluzioni normative: vibrazioni, rumore, lavoro notturno, lavoro atipico. Aspetti applicativi" - Riccione, Palazzo del Turismo. Accreditato ECM con 9 crediti formativi per medico, nello specifico per medico del lavoro/competente. L'evento è realizzato dalla nostra Sezione Emilia-Romagna 56 13 ottobre Convegno "Stress da lavoro: un rischio inesorabile?" - Padova, Aula Magna Centro Congressi "Papa Lucani", via Forcellini 170 L'evento è realizzato dalla nostra Sezione Veneta; anche per questo evento sarà richiesto l'accreditamento ECM. 10 novembre Convegno "Patologie ORL di interesse occupazionale" - Scarperia (FI), UNA HOTEL POGGIO DEI MEDICI. L'evento è realizzato dalla nostra Sezione Liguria; sarà richiesto l'accreditamento ECM. novembre 2006 (data da definire) - Convegno su "disabilità e lavoro". Melfi (luogo da definire) - L'evento è realizzato dalle nostre Sezioni Apulo-Lucana e Campania; sarà richiesto l'accreditamento ECM. Oltre a queste iniziative siamo in grado di replicare, anche territorialmente purché vi siano le condizioni logistiche ed un numero adeguato di partecipanti, i corsi ECM già accreditati (Corso di aggiornamento per il Medico Competente "Test di screening e diagnostici in medicina del lavoro" 38 crediti ECM; Corso teoricopratico per il Medico Competente "La Norma ISO 9001:2000 e la Carta dei Servizi applicate alle attività del Medico Competente" 15 crediti ECM). Abbiamo anche in programma per settembre 2006 la realizzazione di un corso di formazione sulla valutazione del rischio da movimenti ripetitivi del sistema mano-braccio. Lo sforzo della nostra Associazione è tangibile. Sarà nostra cura tenervi aggiornati. Invitiamo tutti a consultare periodicamente il nostro sito dove sono puntualmente pubblicate le nostre iniziative ed anche ogni altro evento formativo di cui si abbia notizia. Desideriamo richiamare la vostra attenzione sul continuo sforzo organizzativo teso a migliorare il nostro sito ANMA che è una miniera di informazioni ed una raccolta organizzata di dati utili alla nostra attività. Invio a tutti i miei migliori saluti e augurandomi di incontrarvi numerosi il 17 giugno p.v. al nostro Congresso e di seguito alle varie iniziative da noi programmate. 6 Medico Competente journal - 3/4 20057 LA NUOVA TABELLA DELLE MALATTIE PROFESSIONALI: QUANDO E QUALE DENUNCIA CONTRIBUTI E ARTICOLI ORIGINALI Gino Barral ANMA sezione piemonte Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 27 aprile 2004 è una legge molto semplice, in quanto è costituita da due soli articoli e da tre allegati. Nell'articolo 1 comma 1 viene specificato che la legge riporta "l'elenco delle malattie per le quali e' obbligatoria la denuncia ai sensi e per gli effetti dell'art. 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124". L'articolo uno continua poi chiarendo che "l'elenco è costituito: dalla lista I, contenente malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità; dalla lista II, contenente malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità; dalla lista III, contenente malattie la cui origine lavorativa è possibile". Nell'articolo 2 viene precisato che "nella denuncia di cui all'art. 1, limitatamente alle liste I e II, va indicato il codice identificativo, riportato in dette liste, della malattia correlata all'agente". Seguono tre allegati che riportano i tre elenchi. Nelle liste viene indicato per ciascuna malattia un agente specifico che, si deduce, deve essere presente per la definizione di "malattia per la quale è obbligatoria la denuncia". Per alcuni agenti fisici sono precisate alcune condizioni per cui l'agente possa essere considerato efficace. (esempio: per le sindromi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori viene indicato che devono essere presenti "microtraumi e posture incongrue a carico degli arti superiori per attività eseguite con ritmi continui e ripetitivi per almeno la metà del tempo del turno lavorativo "). Direi che, a questo punto, è evidente che per tutte le patologie inserite nei tre elenchi deve essere fatta la segnalazione all'ispettorato del Lavoro senza alcuna distinzione tra quelle inserite in una lista piuttosto che in un'altra. Unica limitazione che deve essere tenuta presente e che deriva dall'attenta lettura delle liste è la presenza, oltre che della malattia, anche dell'agente che in qualche caso deve comparire con alcune caratteristiche minime. Un punto fondamentale per poter rapidamente decidere se siamo in presenza di un obbligo di denuncia ex art. 139/1124 è quindi quello di richiedere che sia sempre indicato nella valutazione dei rischi la precisazione della presenza o meno dei vari agenti eziologici previsti dalla legge. Se poi si va a verificare ciò che dice l'articolo 139 del DPR n si trova che "La denuncia deve essere fatta all'ispettorato del lavoro competente per territorio, il quale ne trasmette copia all'ufficio del medico provinciale". La legge quindi non parla assolutamente di referto ex art. 365 del c.p. ed evidentemente parte da presupposti diversi. Va comunque necessariamente chiarito che il medico non può non tener conto del "Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 27 aprile 2004". Infatti l'art. 365 del codice penale recita: "chiunque, avendo nell'esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d'ufficio, ometta o ritarda di riferirne all'autorità indicata nell'art. 361 è punito.." 78 Si ricorda che "i casi che possono presentare i caratteri di un delitto per i quali si debba procedere d'ufficio" sono tutti quei casi di lesioni personali colpose gravi o gravissime. Una lesione che abbia un tempo di guarigione superiore a 40 giorni oppure sia causa della diminuzione permanente della funzionalità di un organo o di un senso è considerata lesione grave. La segnalazione deve essere fatta ad un "Ufficiale di Polizia Giudiziaria" e, normalmente, viene fatta all'ufficiale di Polizia Giudiziaria del Servizio di Prevenzione e Protezione degli Ambienti di Lavoro dell'asl di competenza. A questo punto occorre fare una domanda che molti medici del lavoro si pongono: "Quali sono i casi in cui le patologie indicate nella nuova tabella delle malattie professionali possono presentare i caratteri di un delitto per i quali si debba procedere d'ufficio?" Da un'attenta lettura della tabella emerge già una prima parziale risposta: le patologie elencate non sempre costituiscono necessariamente una lesione grave o gravissima e sono quindi soggette a referto ex art. 365 c.p. (ad esempio, sempre nel campo delle patologie causate da "microtraumi e posture incongrue a carico degli arti superiori per attività eseguite con ritmi continui e ripetitivi per almeno la metà del tempo del turno lavorativo", possiamo trovare le tendiniti dei flessori/estensori delle dita della mano che non devono inevitabilmente durare più di quaranta giorni: qualche volta, se messe a riposo e curate adeguatamente, possono sicuramente guarire in giorni). Un secondo punto da ponderare attentamente è la valutazione della probabilità che si verifichi la malattia in presenza dell'agente eziologico. La possibilità teorica che un determinato agente eziologico presente negli ambienti di lavoro sia causa di malattia professionale è già determinata dalla legge. Infatti quest'ultima classifica le varie patologie professionali come malattie la cui origine professionale è di elevata probabilità, di limitata probabilità o di semplice possibilità. Con la valutazione dei rischi si misura, nelle specifiche condizioni di ciascuna azienda, quale è la probabilità che un certo agente eziologico sia in grado di causare la malattia. Ragionando su quanto specificato dalla legge e confrontando con quanto in genere è indicato nella valutazione dei rischi si possono fare alcune considerazioni. Ad esempio, una patologia che è stata classificata dalla legge come patologia la cui origine professionale è di elevata probabilità, va considerata tale anche in presenza di un rischio considerato molto basso, ma comunque presente in quanto misurato; potrebbe essere non obbligatorio il referto solo in presenza di un rischio non valutato in quanto non misurabile per la sua minima entità. Al contrario, la presenza di una patologia classificata solo semplicemente come di possibile origine lavorativa necessita della presenza di un rischio evidente per essere considerata di "sospetta origine professionale". Le varie interazioni tra probabilità teorica (prevista dalla legge) e probabilità misurata in ogni singola azienda (contenuta nella valutazione dei rischi) che una patologia sia di origine professionale e i conseguenti percorsi operativi si possono vedere nella proposta operativa indicata nella tabella 1. Da medico del lavoro, un'ultima importante raccomandazione: utilizzare tutti i casi di insorgenza di patologia elencata nelle tabelle delle patologia come indicatori di possibile rischio e conseguentemente richiedere al datore di lavoro di riconsiderare la possibilità della presenza di un determinato rischio in grado di causare la patologia e quindi eventualmente di eseguire o di rivedere la misurazione del rischio stesso. PATOLOGIA RISCHIO NON MISURABIE ARCHIVIAZIONE Non misurato. non valutabile Riconsiderazione rischi Lista 1 Elevata Probabilità Verde Invariato Diminuito Autentato Lista 2 Limitatà Probabilità Giallo Sola segnalazione ex art. 139 Lista 3 Possibilità Rosso segnalazione ex art referto 8 Medico Competente journal - 3/4 20059 TUNNEL CARPALE E DENUNCIA: ALCUNE RIFLESSIONI E UNA PROPOSTA DA APPROFONDIRE CONTRIBUTI E ARTICOLI ORIGINALI Gino Barral ANMA sezione piemonte "Il tunnel carpale è sempre denunciabile in caso di esposizione a rischio in quanto presenta sempre la diminuzione della funzionalità di un organo o di un senso?". E' questa una domanda che molti colleghi possono trovarsi a dover rispondere in quanto si trovno alle prese con un caso di tunnel carpale (tabellato in allegato 1 - Malattia la cui origine professionale è di "elevata probabilità") IL DANNO APPREZZABILE Per meglio chiarire il concetto di danno apprezzabile è opportuno confrontarsi con una malattia professionale già ampiamente studiata in campo medico legale presente al primo posto nell'allegato 1 della nuova tabella delle malattie professionali: il danno da rumore. Nel campo delle ipoacusie da rumore, l'esistenza di un margine tra audiometria normale (normoacusia) e malattia penalmente rilevante è ormai consolidata e comunemente approvata; al massimo, vi sono ancora alcune discrepanze sulla definizione del punto in cui l'audiometria è da considerarsi non più normale e sulla modalità di determinazione del punto in cui le alterazioni dell'audiometria diventano tali da avere le caratteristiche di alterazioni penalmente rilevanti. Infatti i lavoratori vengono normalmente raggruppati in soggetti normoacusici (gruppo comprendente anche soggetti che, pur avendo una curva audiometrica con lievissimi deficit nelle frequenze tipiche del danno da rumore, non superano il limite dei 25 db), soggetti che presentano una alterazione della curva audiometrica compatibile con effetto da rumore, soggetti con audiometria compatibile con danno da rumore, soggetti con audiometria patologica per cause diverse. Questa forma di raggruppamento vuole opportunamente distinguere, per quanto concerne l'influenza del tema rumore, quattro gruppi di soggetti: i soggetti sani con audiometria "perfetta"; i soggetti sani con audiometria normale ma che a livello delle frequenze acute hanno un lieve "effetto" da esposizione a rumore; i soggetti che non hanno più una audiometria normale, ma che non possono ugualmente essere considerati malati, perché nella loro vita quotidiana essi non hanno alcun deficit uditivo che possa costituire una differenza apprezzabile nella comune vita di relazione; i soggetti con audiometria compatibile con danno da rumore - in questo gruppo (l'unico penalmente rilevante e come tale comunemente segnalato) sono inseriti tutti quei lavoratori la cui audiometria indica una alterazione tale da essere causa di un apprezzabile calo della funzionalità uditiva ovvero di un indebolimento permanente dell'udito (3) (7). 910 Va inoltre sottolineato come questa classificazione del danno acustico abbia il merito di creare uno spazio di manovra per il medico competente: egli, infatti, non è solo chiamato a distinguere i soggetti sani dai soggetti malati, ma ha modo di operare in modo preventivo nel campo dei "non malati". Infatti, la suddetta impostazione permette di intervenire (con limitazioni o prescrizioni) sui soggetti che non hanno più un'audiometria considerabile normale, ma al contempo non hanno ancora alterazioni tali da costituire un apprezzabile indebolimento del senso dell'udito. Volendo ora trasferire questi concetti al tunnel carpale è opportuno fare alcune importanti considerazioni. La sindrome del tunnel carpale è caratterizzata da un ritardo di velocità di conduzione dello stimolo nervoso del nervo mediano a livello del polso. La sintomatologia soggettiva - formicolii che interessano il dito e la faccia radiale del 4 inizialmente con esordio prevalentemente notturno - non sempre coincide con la dimostrazione elettromiografica di ritardo di conduzione e, per contro, vi sono soggetti totalmente asintomatici che hanno un relativo aumento del tempo di conduzione del nervo. Il Gruppo Italiano per lo studio della Sindrome del Tunnel Carpale classifica da punto di vista strumentale (4) la patologia nel seguente modo: STC negativa: reperti normali a tutti i test. STC minima: reperti anormali solo nei test comparativi o segmentari; STC lieve: rallentamento della conduzione sensitiva nel tratto dito-polso con DML nella norma; STC media: rallentamento della conduzione sensitiva nel tratto dito-polso con aumento della DML; STC grave: assenza di risposta sensitiva nel tratto dito polso con DML (latenza distale motoria) aumentata; STC estrema: assenza di risposta motoria tenar; Vi è poi una classificazione clinica elaborata da Giannini e collaboratori che hanno proposto nel 2002 un nuovo modello di stadiazione clinica ripreso dal Gruppo Italiano per lo studio della Sindrome del Tunnel Carpale: stadio 0: nessun sintomo suggestivo di STC; stadio 1: solo parestesie notturne; stadio 2: parestesie diurne; tadio 3: deficit sensoriale; stadio 4 ipotrofia e/o deficit motorio dei muscoli dell'eminenza tenar che sono innervati dal n. mediano; stadio 5: completa atrofia o plegia dei muscoli dell'eminenza tenar che sono innervati dal n. mediano. Volendo pertanto ragionare in analogia con il danno da rumore, si può facilmente affermare che i primi due gradi di malattia (STC minima e STC lieve) sembrano, da un punto di vista strumentale avere una straordinaria corrispondenza con i primi due gruppi descritti nel campo della patologia da rumore: Nel primo gruppo siamo infatti ancora nel campo della normalità: nessuno dei valori audiometri supera la soglia dei 25 db pur dimostrando la curva audiometrica un "effetto" da rumore, anche la velocità di conduzione sia sensitiva che motoria è nei limiti della norma e solo dalla comparazione tra velocità di conduzione sensitiva del nervo mediano e quella del nervo ulnare si apprezza, nel campo della normalità, una differenza di velocità superiore a 0.5 m/s2. Nel secondo gruppo è invece rilevabile una velocità di conduzione sensitiva che è lievemente inferiore alla norma ma clinicamente non dà ancora una diminuzione della funzionalità della mano che presenta ancora una normoestesia. Solo dal livello successivo (STC media) è presente deficit sensoriale e pertanto è sostenibile la concreta diminuzione della funzionalità della mano e del nervo mediano con realistiche conseguenze nella vita di relazione. Infatti dal punto di vista clinico le parestesie (non sempre presenti - Sogno segnalati casi di forme iniziali di tunnel carpali asintomatici) sono, in cui non sono più presenti reperti di assoluta normalità ai test, ma vi sono alterazioni della conduzione sensitiva (STC lieve o minima) possono essere considerati livelli non ancora classificabili come malattia (disease). Viceversa, un apprezzabile calo della funzionalità è certamente presente nelle forme media, grave ed estrema, cioè quando è alterata la funzione motoria della radice nervosa. In questo caso, già le definizioni dei singoli stadi evidenziano come si possa parlare di malattia (disease) a partire dal terzo stadio in poi, mentre nello stadio 1 e 2 sono presenti solamente parestesie (fastidi - discomforts). 10 Medico Competente journal - 3/4 200511 LA CURA DELLA VOCE E DELL'UDITO IN AMBITO LAVORATIVO: DIAGNOSI PRECOCE E PREVENZIONE CONTRIBUTI E ARTICOLI ORIGINALI Francesco Gazzerro ANMA sez. Campana Voce e udito, due funzioni essenziali nella vita di relazione, praticamente sempre coinvolte in tutti i momenti della nostra giornata ed in tutti gli ambienti di vita e di lavoro. Lo studio dell'udito e dei danni da rumore è ormai una "scienza" consolidata dal tempo e le conoscenze in materia sono sicuramente convalidate ed approfondite, soprattutto per quanto attiene a quelle relative ai danni uditivi ed extrauditivi. Molto più recenti sono gli studi dei danni alla voce in ambito lavorativo, al punto che, il D.M. 27 aprile 2004 (INAIL) elenca tra le patologie di probabile origine professionale i " noduli vocali cordali da sforzi prolungati delle corde vocali". Il D.Leg. 626/94, all'art. 4, comma 1, obbliga il Datore di Lavoro alla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, intendendo per "tutti" non solo i rischi professionali tabellati e/o normati (es. rumore), ma anche quelli non tabellati né normati o addirittura emergenti (es. stress vocale, disfonie professionali). Lo stesso Decreto, all'art. 17,comma 1, obbliga il Medico Competente a collaborare con il Datore di Lavoro e con il Servizio di Prevenzione e Protezione " all'attuazione delle misure per la tutela della salute e dell'integrità psicofisica dei lavoratori". Il Medico Competente pertanto, nello specifico, viene investito da un doppio ruolo di prevenzione e di controllo periodico di eventuali danni dell'udito e della voce dei lavoratori. Se per "l'udito" esiste una corposa letteratura in materia, lo stesso non può dirsi per "la voce". Per l'udito un adatto strumentario consente non solo di identificare il rischio rumore ma di quantificarlo e, sulla base di questi elementi, mette il Datore di Lavoro in condizione di predisporre tutte le misure di prevenzione ambientali ed individuali per eliminare o abbattere il rischio e tutelare così l'integrità della funzione uditiva dei lavoratori. Per la voce il discorso si complica un po' perché, ad oggi, non esiste uno strumentario specifico adatto a valutare un rischio vocale, anche se è facilmente analizzabile il "fenomeno" vocale con indagini laringostroboscopiche che visualizzano i movimenti delle corde vocali e con registrazioni di analisi vocale (sonogramma). La valutazione del rischio vocale è un po' empirica perché l'identificazione del "carico vocale" si effettua in via indiretta considerando gli ambienti di lavoro, il numero dei dipendenti operanti negli stessi ambienti, la necessità dell'uso delle comunicazioni verbali, la frequenza di queste comunicazioni, i livelli tonali 1112 necessari, la rumorosità di fondo, etc. Ad ogni buon conto le due funzioni (voce e udito) sono in strettissimo collegamento tra loro anche e soprattutto in ambienti lavorativi condizionati dal rumore di fondo che, se elevato, impone certamente un aumento dell'impegno vocale date le possibili e molto probabili implicazioni infortunistiche per un "effettivo disturbo della comunicazione" E' stato dimostrato che una "comunicazione efficace" è quella che consente di percepire il 90% delle sillabe e il 97% delle frasi di senso compiuto e, per ottenere questi risultati, l'intensità della voce deve superare di almeno 10 db il rumore di fondo. Oggi, in ambienti di vita esterni alle pareti domestiche, i livelli sonori di fondo sono molto alti, al punto che livelli di db sono considerati la norma nel traffico urbano di una grande città. Non si fa fatica pertanto a ritenere che il rumore di fondo in alcuni ambienti di lavoro (es. catene di montaggio) possa essere almeno allo stesso livello se non più alto; ne consegue che una comunicazione verbale, per essere intesa, deve arrivare almeno a db o più, il che equivale ad un tono di voce "forte" o "gridata", e spesso può essere necessario integrare la comunicazione verbale con la lettura labiale e la gestualità, attività queste non sempre perfettamente intelligibili. Altro fattore di rischio da tenere presente è, oltre il livello dei toni, la frequenza d'uso dell'apparato vocale, anche se a livelli più contenuti (50-60 db). Se si considera che un insegnante, a seconda del tipo di scuola e della materia di insegnamento, può essere impegnato fino a 38 ore la settimana, con un impegno vocale che va dal 20 al 75% del tempo, si capisce come il "carico vocale" possa divenire veramente notevole. Anche gli addetti ai call center impegnano sia l'apparato uditivo che l'apparato vocale per tutto il tempo di permanenza alla loro postazione di lavoro. Categoria sicuramente a rischio di stress vocale sono i cantanti, siano essi cantanti lirici o di musica leggera, perché tra prove, concerti, etc. possono avere un impegno vocale dalle 10 alle 30 ore settimanali Per questa ultima categoria occorre però fare un distinguo e più precisamente, se si tratta di coristi o di altri lavoratori subordinati il Medico Competente può intervenire, ma per i cantanti propriamente detti che, in linea di larga massima, sono tutti dei " liberi professionisti ", il M. C. non è chiamato a svolgere alcuna attività né di prevenzione né di controllo. E' molto importante ricordare che lo stress vocale è aggravato se l'attività si svolge in ambienti confinati o peggio ancora con presenza di fumi, gas, polveri e/o sostanze irritanti aerodisperse. Quale sarà quindi il ruolo del Medico Competente per la tutela degli apparati uditivo e vocale dei lavoratori. Il D.Leg. 626/94 prevede una serie di compiti da affidare al Medico Competente. A parte i compiti ovii della Sorveglianza Sanitaria preventiva e periodica, il Medico Competente deve collaborare con il Datore di Lavoro e con il Servizio di Prevenzione e Protezione " alla predisposizione dell'attuazione delle misure di tutela della salute e dell'integrità psico fisica dei lavoratori" il che significa che dovrebbe partecipare alla valutazione del Rischio ed alla preparazione del Documento relativo di cui all'art. 4 del D.Leg. 626/94. In questa fase estremamente delicata il Medico Competente potrebbe, ove coinvolto nella valutazione, far valere le proprie conoscenze in materia suggerendo, se del caso, anche modifiche strutturali, ambientali, impiantistiche, strumentali, del layout del posto di lavoro, etc. tutte finalizzate all'abbattimento all'origine dei rischi. L'istituzione e l'aggiornamento per ogni lavoratore di un Libretto Sanitario Personale e di Rischio può consentire al Medico Competente il controllo nel tempo delle eventuali patologie d'organo che si dovessero presentare, suggerendo eventuali interventi preventivi o terapeutici. L'Informazione individuale ai lavoratori e/o collettiva ai loro rappresentanti (RLS) e la loro Formazione in materia di Rischi Professionali e Tutela della Salute, è di particolare importanza perché ogni soggetto, per la sua parte, possa collaborare attivamente in Azienda con tutte le figure professionali della prevenzione per la miglior tutela del patrimonio "salute". Sono previsti anche sopraluoghi congiunti del Medico Competente e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione negli ambienti di lavoro (una o due volte l'anno), sopraluoghi finalizzati a costatare la validità delle misure di prevenzione e tutela della salute messe già in atto e/o la necessità eventuale di modifiche o miglioramento e integrazione delle stesse. La Sorveglianza Sanitaria propriamente detta, ai sensi dell'art. 16 del D.Leg. 626/94, comprenderà accertamenti "clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio", sia in Visita Preventiva, intesa a costatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati, sia in Visita Periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori. In Visita Medica Preventiva sarà necessario esprimere il Giudizio di Idoneità alla Mansione Specifica e di 12 Medico Competente journal - 3/4 200513 conseguenza sarà opportuna una attenta selezione del personale da inviare al lavoro con esposizione al rischio. Sarà indispensabile una accurata indagine anamnestica ed una approfondita Visita Clinica supportata da adeguate indagini strumentali. Se necessario saranno interpellati Medici Specialisti di Branca. Per quanto attiene al rumore potranno essere esclusi da lavorazioni a rischio soggetti con precedenti affezioni acute e/o croniche dell'apparato uditivo siano esse infiammatorie (otiti), degenerative (sclerosi) o tossiche (terapie antibiotiche pregresse), nonché soggetti con familiarità per le otopatie, tutte condizioni queste che potrebbero aggravarsi o slatentizzarsi con l'esposizione al rumore. Vanno identificati e valutati anche i soggetti che potrebbero sviluppare più o meno gravi disturbi di tipo extrauditivo per l'esposizione al rumore. I più esposti sono i portatori di disturbi mentali (anche lievi) quali nevrosi, psicosi, isteria, epilessia, emicranie e/o cefalee recidivanti, ed ancora disturbi degli apparati cardiovascolare, gastroenterico, neurovegetativo, etc. Vanno anche identificati ed esclusi i soggetti ipersuscettibili quelli cioè che, pur senza esposizioni pregresse, presentano una certa "fragilità uditiva" evidenziata da una sproporzionata lunghezza dei tempi di recupero dello " spostamento temporaneo della soglia uditiva " (STS) conseguente ad una stimolazione sonora. Anche per attività con notevole impegno vocale possono esserci delle controindicazioni preventive. Soggetti portatori di patologie acute e/o croniche dell'apparato vocale quali ad esempio faringo tracheiti recidivanti, corditi, laringiti croniche, etc o portatori di patologie cardiache o respiratorie, che difficilmente consentirebbero di sopportare un carico vocale anche di poco superiore alla media, vanno esclusi dalla esposizione al rischio. Anche in questo campo esistono soggetti ipersuscettibili per i quali, anche un modestissimo aumento dei carichi vocali, stimola la necessità di raschiare la gola, o la voce diventa roca e disfonica, o si sente la necessità di tossire ogni tanto, o si avverte fatica nel parlare con comparsa di lieve dispnea, etc.tutti questi sintomi aspecifici possono indicare una " fragilità vocale" suscettibile di peggioramento per abnormi sollecitazioni d'organo. In Visita Medica Periodica è obbligatorio per il Medico Competente confermare o meno il Giudizio di Idoneità alla Mansione Specifica già espresso in Visita Medica Preventiva. Saranno ritenuti Idonei non solo quei soggetti che non presentano patologie dell'apparato in esame ma anche quelli per i quali, pur se portatori di qualche patologia specifica d'organo, non sia prevedibile un consistente aggravamento della stessa per la permanenza al lavoro con esposizione al rischio. Per esempio: un soggetto portatore di trauma acustico cronico provocato da una pregressa esposizione a 100 db, potrà essere regolarmente impiegato in attività con esposizione a rumore se detta esposizione non supera i 90 db. Saranno ritenuti Idonei con Prescrizione tutti quei soggetti che, presentando problemi d'organo, saranno obbligati all'utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), o di altri supporti tecnologici per la attenuazione del rischio. Per esempio: uso di cuffie antirumore anche per livelli sonori inferiori a quelli previsti dalle norme, o impiego di mezzi audiovisivi per ridurre i tempi di esposizione e/o di impegno vocale. Saranno ritenuti Temporaneamente Non Idonei i portatori di patologie acute e/o cronicizzate dei singoli apparati presi in esame. Potranno essere riammessi all'esposizione al rischio a guarigione avvenuta e dopo una ulteriore Visita Medica seguita da modifica del Giudizio di Idoneità. Saranno ritenuti Non Idonei i soggetti per i quali una permanenza all'esposizione al rischio può comportare severi problemi di aggravamento delle patologie e/o marcato incremento del rischio infortunistico. Alcuni esempi : soggetti ipoacusici (anche non gravi) con difficoltà alla percezione della voce parlata in attività che si fondano sulla comunicazione verbale: impossibilità all'uso degli otoprotettori per patologie croniche che ne controindichino l'uso; intolleranza all'uso degli otoprotettori; incompatibilità degli otoprotettori con altri DPI obbligatori (maschere, autorespiratori, etc.); presenza di patologie extrauditive slatentizzate dalla esposizione al rischio; ipoacusie neurosensoriali molto severe che riducano notevolmente la capacità lavorativa del soggetto a svolgere le mansioni specifiche per difetto di comunicazione; impossibilità all'uso di supporti audiovisivi sostitutivi di gravoso carico vocale non più sopportabile; disturbi di fonazione frequentemente recidivanti che beneficiano poco della terapia specifica e non beneficiano di eventuali sospensioni temporanee dell'attività a rischio. E' ben chiaro che questi " Giudizi di Idoneità Specifica alla Mansione" vanno espressi sempre in maniera molto oculata e deontologicamente corretta ben conoscendo le implicazioni, non solo di carattere psicologico, ma anche di carattere economico e di sviluppo di carriera, che un eventuale giudizio di Non idoneità potrebbe comportare. Anche un Giudizio di Idoneità, espresso con Medico Competente journal - 3/14 superficialità, potrebbe portare nocumento notevole al lavoratore per la possibilità di aggravamento di patologie di cui il lavoratore potrebbe essere portatore. Come già si diceva, tra i compiti affidati dalle norme al Medico Competente notevole importanza rivestono quelli relativi alla collaborazione con il Datore di Lavoro per l'informazione e la Formazione dei lavoratori sui Rischi Professionali, sui Dispositivi di Protezione Individuale e sui Programmi di Sorveglianza Sanitaria. I lavoratori vanno Informati e Formati sia in fase preventiva sia in fasi più propriamente operative. Più si conosce il Rischio Professionale cui si è esposti più facilmente ci si predispone, anche psicologicamente, ad affrontarlo e più facilmente si accettano le regole di prevenzione ambientale e personale messe in atto dal Datore di Lavoro e mirate all'abbattimento del rischio stesso. L'uso dei DPI, ove possibile e necessario, è essenziale per una valida ed efficace protezione e prevenzione dai rischi professionali. Anche nella scelta dei DPI e nella formazione dei lavoratori all'uso dei dispositivi di protezione è richiesta la collaborazione del Medico Competente che sarà chiamato anche a giudicare l'adeguatezza e la tollerabilità del DPI. Per quanto attiene in particolare alla prevenzione delle patologie dell'apparato vocale una buona campagna di " igiene vocale " contribuirà concretamente ad istruire i lavoratori al riconoscimento dei primi segni di affaticamento vocale e potrà suggerire norme comportamentali atte a preservare l'apparato vocale da patologie acute e/o croniche che potrebbero poi essere causa di Non Idoneità allo svolgimento dell'attività lavorativa specifica. BIBLIOGRAFIA -Marchetti, Nicolè, Scari - L'approccio logopedico ai disturbi della voce Programma di igiene vocale. -Merluzzi, Di Credico, Marazzi - Danni uditivi da rumore. Gli aspetti sanitari. Il rumore nei luoghi di vita e di lavoro. - Dossier Ambiente, n 54, II trim Bianco, Marsico, Anzelmo, Staiti - Analisi delle cause di disfonie nei professionisti della voce osservate in un Servizio di Foniatria Ospedaliero - Giornale Italiano di Medicina del Lavoro. Erg ; 25 ; 3. -Pira, Bosio, Merluzzi - La prevenzione dei danni uditivi da rumore in ambiente di lavoro. Dipartimento Medicina del Lavoro - Università di Milano, Campurra - Medicina del Lavoro in Azienda. Agenti fisici: il rumore - Dossier Ambiente, n 64, IV trim Calcinoni _ Lo stress vocale. 18 Congresso Nazionale A.N.M.A. - Courmayeur giugno PROMOZIONE La medicina del lavoro ALLA SEGRETERIA DELL ANMA MILANO, VIA S.MAIRILIO 4 - FAX Modulo di adesione abbonamento a La Medicina Del Lavoro per l anno 2006/2007 Il sottoscritto in quanto socio ANMA, aderisco all offerta ANMA di sottoscrivere l abbonamento a La Medicina del Lavoro per l anno al costo di Euro 57. già abbonato a La Medicina del lavoro SI NO Indirizzo al quale desidero ricevere la rivista: Dr Via n. CAP Città Telefono fax Data Firma 1415 IDONEITÀ ALLA MANSIONE SPECIFICA NEGLI ESPOSTI A RUMORE CONTRIBUTI E ARTICOLI ORIGINALI Francesco Gazzerro ANMA sez. Campana Il rumore è da sempre considerato come un fattore di disturbo molesto. Si ha infatti notizia che già nel V secolo avanti Cristo, cioè 2500 anni fa, nella città di Sibari era vietato il lavoro dei fabbri all'interno delle mura cittadine, così come il centro urbano era chiuso al traffico dei carri perché entrambe le attività erano considerate troppo rumorose. E' ovvio pertanto che il rumore sia considerato anche oggi un rischio rilevante per la salute, con la conseguenza di escogitare sistemi per il suo abbattimento e promulgare leggi per la tutela dei lavoratori esposti al rischio. Il compito affidatomi dagli organizzatori del Convegno, nella mia qualità di Medico Competente Aziendale, è focalizzato sulla espressione del Giudizio di Idoneità alla Mansione Specifica e di questo mi interesserò lasciando ad altri Relatori la fisica del fenomeno rumore, l'anatomia e la fisiologia dell'apparato uditivo, la denuncia della malattia professionale, l'elencazione e la interpretazione degli strumenti normativi e quanto altro sia riconducibile al rischio in esame. La valutazione della Idoneità alla Mansione si svolge, come è ovvio, in due fasi ben distinte e cioè in fase preventiva, prima della immissione in attività con esposizione al rischio, ed in fase di controllo periodico della salute dei lavoratori esposti. Dobbiamo dare per scontato che il Datore di Lavoro, nel rispetto dell'all. VI del D.Leg. 277/91, abbia effettuato una valutazione accurata del rischio rumore al fine di individuare nella propria Azienda i luoghi di lavoro dove l'esposizione al rumore possa essere tale da recare danno alla salute dei lavoratori. I criteri di detta valutazione andranno dalla verifica della compatibilità dei livelli di esposizione individuale a rumore con quelli indicati dalle norme, alle verifiche ambientali, ai tempi e ritmi di esposizione, alla efficienza delle macchine, alla insonorizzazione sia delle macchine sia dei luoghi di lavoro, e così via. Saranno così identificate alcune fasce di rischio per livelli sonori, ad esempio fino a 80dB(A), tra 80 e 85 db(a), tra 85 e 90 db(a), oltre i 90 db(a) focalizzando l'attenzione soprattutto sulle ultime tre fasce ben identificate nel D.Leg. 277/91. In occasione della Visita Medica Preventiva il Medico Competente deve effettuare un'accurata selezione del personale per escludere dalle lavorazioni rumorose soggetti con precedenti affezioni acute o croniche dell'apparato uditivo quali patologie infiammatorie (otiti), degenerative (sclerosi), tossiche (terapie antibiotiche pregresse), nonché soggetti con familiarità per le otopatie, tutte condizioni queste che potrebbero aggravarsi o evidenziarsi con 1516 17 l'esposizione a rumore. Sono prevalentemente le patologie percettive (Sindrome di Ménière, cocleopatie, etc.) che possono predisporre al trauma acustico. Per le altre patologie andrà ovviamente valutata la gravità delle stesse non dovendo certamente considerare motivo di non idoneità la sola presenza di patologia d'organo. Vanno possibilmente identificati anche i soggetti che potrebbero sviluppare gravi disturbi di tipo extrauditivo legati alla esposizione a rumore. Le principali controindicazioni sono i disturbi mentali anche lievi quali neurosi, psicosi, isteria, epilessia, emicranie e/o cefalee recidivanti ed ancora disturbi dell'apparato cardiocircolatorio (qualche perplessità rimane sull'influenza del rumore sulla pressione arteriosa), distonie neuro vegetative, ulcere gastroduodenali, coliti, angiospasmi periferici, etc. E' opportuno però sottolineare due aspetti molto importanti : - non è sufficiente il riscontro di una ipoacusia per ritenere un lavoratore non idoneo, ma sarà necessaria una precisa diagnosi audiologica ed etiologica; - i casi di accertata predisposizione alle ipoacusie da rumore sono in verità piuttosto rari. La Visita Medica Preventiva va integrata sempre da una otoscopia ed un esame audiometrico tonale. Al fine di individuare, anche se con una certa approssimazione, eventuali soggetti predisposti all'ipoacusia da rumore e per evidenziare particolari ipersuscettibilità al rumore, si è utilizzato uno specifico test audiometrico, il Test di Payser. La valutazione dei tempi di ritorno alla soglia individuale normale, dopo uno stimolo sonoro (TTS - temporary threshold shift) ci dovrebbe consentire di escludere soggetti con fragilità uditiva dall'esposizione al rischio. Questo fenomeno si verifica perché l'esposizione di un soggetto normale ad un rumore di una certa intensità provoca l'innalzamento della soglia uditiva con " spostamento temporaneo della soglia uditiva " tra la soglia uditiva in condizione di riposo acustico e quella dopo stimolazione sonora (per il test lo stimolo è della durata di 3 m' di un rumore di 100 db a 1 KHz). Nei soggetti normali il ritorno alle condizioni basali è di 3-4 secondi, nei soggetti predisposti i tempi sono molto più lunghi anche per differenze di soglia di solo db(a). Questo test andrebbe ripetuto più volte nel tempo perché una sola determinazione non può darci indicazioni particolarmente attendibili. E' ovvio che l'accertamento audiometrico va fatto in riposo acustico, in camera silente con cuffie fonoisolanti (D.Leg. 277/91, All. 7, punto 3). Avendo la necessità di approfondire le indagini sarà necessario ricorrere all'impedenziometria, all'elettrococleografia, all'audiometria del tronco encefalico, all'audiometria elettroencefalografica. Molte di queste indagini analizzano lo stato delle vie sensitive-sensoriali, la capacità di riconoscimento dei segnali, la prontezza delle risposte, etc. Tutte queste indagini, ad esclusione dell'audiometria tonale, vanno praticate solo in casi particolari e quando è necessario utilizzare i lavoratori con esposizione ad un rischio rumore opportunamente quantificato e di una determinata intensità e durata. Nella valutazione dell'esame audiometrico bisogna tener conto anche della "socioacusia", cioè dei fattori ambientali che interessano tutta la popolazione anche senza specifica esposizione al rischio rumore. Veniamo ora alle Visite Mediche Periodiche per il controllo della salute dei lavoratori esposti a rumore. Il D.Leg. 277/91 prevede alcune fasce di esposizione al rumore. Un rumore di 70 db(a) si considera "quiete acustica" perché non provoca nessuno spostamento temporaneo di soglia e, considerando che anche uno STS (Spostamento Temporaneo di Soglia) di 20 db alla fine di un turno lavorativo di otto ore,con recupero totale entro le sedici ore successive può costituire una sicurezza per quasi tutti i lavoratori (escluse le ipersuscettibilità), si capisce perché il legislatore identifica le fasce di esposizione a rischio a partire dagli 80 db(a) Lepd. La persistenza di un STS oltre le 16 ore successive ad una esposizione di 8 ore al rumore è considerata patologica e costituisce un presupposto per l'istaurarsi di un danno permanente. Per esposizioni tra 80 e 85 db(a) è obbligatoria la sola Informazione dei lavoratori sul rischio, ed il controllo sanitario, mirato essenzialmente ai possibili effetti extrauditivi, resta a giudizio del Medico Competente. Le prime reazioni al rumore sono una reazione di allarme ed una reazione neurovegetativa, entrambe reazioni fisiologiche finalizzate a consentire all'organismo una maggior difesa dalle aggressioni esterne (rumore). Ovviamente anche queste reazioni fisiologiche, se protratte nel tempo, possono trasformarsi in reazioni patologiche con danni organici quali, come si diceva, affezioni cardiocircolatorie, gastroenteriche, neuroendocrine, etc. E' stato evidenziato, a volte, anche un interessamento del Sistema Nervoso Centrale con rallentamento dei tempi di reazione, aumento degli errori sul lavoro, imprecisioni ripetute, etc. specie nei soggetti predisposti quali ad esempio gli ansiosi, gli Medico Competente journal - 3/18 introversi, etc. Per esposizioni tra 85 e 90 db(a) diventano obbligatori la Formazione dei lavoratori e il controllo sanitario che consiste nella Visita Medica e nell'esame Audiometrico Tonale, con cadenza annuale per i primi due anni, e successivamente con periodicità almeno biennale. Il Datore di Lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori adeguati mezzi di protezione individuale (DPI) senza pretenderne però l'uso obbligatorio. Per esposizioni superiori ai 90 db(a) è obbligatoria la Visita Medica con il controllo audiometrico annuale e l'uso dei DPI di cui il Datore di Lavoro deve pretendere l'utilizzo. Va anche istituito il "registro degli esposti a rumore" che deve essere inviato alla ASL competente per territorio ed all'ispesl.. Abbiamo precisato che l'esame audiometrico tonale è l'esame funzionale di base nel controllo periodico dei lavoratori esposti a rumore. L'esame audiometrico, come si diceva, deve essere eseguito in camera silente con cuffia fonoisolante (D.Leg. 277/91, All VII, punto 3), possibilmente usando sempre la stessa tecnica ed in riposo acustico, cioè almeno ore dopo l'esposizione a rumore. L'optimum sarebbe poter praticare l'esame dopo il riposo festivo (esame del lunedì) ma purtroppo questa metodica crea grosse difficoltà organizzative, soprattutto per indagini di screening di massa, con perdita di ore di lavoro e conseguenti costi elevati. Dopo una serie di opportune valutazioni oggi si ritiene valida anche l'esecuzione dell'esame audiometrico in " fatica uditiva " (cioè durante il lavoro) rispettando però un riposo medio di almeno minuti dopo almeno due ore di attività lavorativa con esposizione al rumore. Come è ben noto il danno da trauma acustico cronico si manifesta con una curva del tracciato audiometrico molto caratteristica per la presenza di un Deep sui 4000 Hz. Non si sa ancora perché il rumore industriale provochi questo danno elettivo delle cellule del Corti deputate alla percezione uditiva, ma l'ipoacusia da rumore ha sempre la stessa configurazione grafica della curva audiometrica. Poiché il danno uditivo da rumore è proporzionale al livello sonoro ed al tempo di esposizione è chiaro che più alto è il livello, più lunga l'esposizione, più grave sarà il danno. Statisticamente si è visto che un danno, ingravescente per i primi otto - dieci anni di esposizione, poi si stabilizza nei anni successivi per poi ulteriormente peggiorare per l'insorgenza della presbiacusia (riduzione parafisiologica della percezione uditiva nell'anziano). Ciò ovviamente si verifica se il livello di esposizione non cambia nel tempo. Ad oggi ancora non si capisce del tutto perché, a parità di esposizione, solo alcuni soggetti presentino gravi danni all'organo dell'udito ed altri siano pressocchè indifferenti al rischio; non tutto si può spiegare con l'ipersuscettibilità del soggetto. La ipoacusia da trauma acustico cronico insorge più o meno lentamente ed in maniera inavvertita dal paziente. Se ne possono riconoscere quattro fasi : -nei primi giorni di esposizione si manifestano acufeni e sintomatologia aspecifica (cefalea, senso di fatica, intondimento, etc.) -successivamente la sintomatologia è perfettamente muta (a parte sporadici acufeni) anche per molti anni (10-15 o più) ed eventuali danni sono rilevabili solo con le indagini strumentali -cominciano poi ad evidenziarsi alcune "defaillance" uditive quali la mancata percezione del ticchettio di un orologio, la non perfetta comprensione delle voci di conversazione specie in ambienti piuttosto rumorosi -sordità conclamata con tutte le nefaste conseguenze psicologiche e relazionali. Tutto quanto fino ad ora riportato può essere considerato come una lunga premessa al tema specifico di questa conversazione che è il "Giudizio di Idoneità Specifico alla Mansione". Per ricapitolare cercheremo di riassumere in estrema sintesi la pratica espressione del Giudizio. Come per qualsiasi altro rischio professionale anche per l'esposizione a rumore si prevedono tre possibilità di giudizio: Idoneo, Temporaneamente Non Idoneo, Non Idoneo. 18 Medico Competente journal - 3/4 200519 VISITA MEDICA PREVENTIVA Idoneo: Se la Visita Medica non ha evidenziato patologie di sorta e l'esame audiometrico tonale è risultato normale Anche un ipoacusico può essere considerato idoneo conoscendo però la diagnosi precisa della patologia che ha procurato il danno ed i livelli di rischio cui dovrà essere esposto.ciò perché, come si diceva, in particolare sono le cocleopatie a predisporre al trauma acustico e che, livelli di rischio più bassi di quelli che hanno generato il danno, sono ben tollerati dall'organo dell'udito con scarse probabilità di peggioramento del danno stesso. Temporaneamente Non Idoneo: Se la Visita Medica evidenzia patologie acute dell'apparato uditivo che possono impedire l'esecuzione o alterare i risultati delle Indagini Complementari alla Visita Non Idoneo: Per patologie croniche sia dell'apparato uditivo che di altri apparati interessati dagli effetti extrauditivi del rumore e/o anche patologie di relativamente lieve entità che interessano però soggetti ipersuscettibili (di difficile identificazione). Soggetti impossibilitati all'uso dei DPI. Prima di passare alla Visita Medica Periodica è d'obbligo fare alcune considerazioni che ci aiuteranno a capire quanto possa essere difficile esprimere un Giudizio di Idoneità per mansioni con esposizione a rumore. Non sarà superfluo sottolineare che in questi ultimi decenni l'inquinamento acustico esterno è notevolmente cresciuto al punto che esposizioni al rumore di db(a) sono oggi la norma nel traffico urbano, specie nelle grandi città. Inoltre l'abitudine di frequentare discoteche e di ascoltare musica in cuffia, ha creato anche nei giovani problemi di ipoacusia con la conseguenza che nel % di soggetti giovani, che ancora non hanno intrapreso una attività lavorativa regolare, sono riscontrabili ipoacusie da rumore. Ne consegue un aumento della cosi detta presbiacusia in età media sempre più giovanile. Il danno uditivo cronico da rumore è sempre di tipo percettivo, interessa cioè solo le terminazioni nervose e non le vie di trasmissione, è bilaterale e quasi sempre simmetrico, è irreversibile e non evolutivo una volta cessata l'esposizione. Sfatando un falso convincimento è importante sottolineare che non esiste assuefazione al rumore e la falsa sensazione di assuefazione è dovuta al fatto che, una volta comparsa la ipoacusia, questa rende sempre meno percepibile il rumore. Dopo esposizione al rumore pertanto, una ipoacusia che dapprima può essere reversibile, diventa irreversibile se l'orecchio non è protetto; parimenti per un orecchio non protetto il rumore comporta inevitabilmente l'aggravamento di una ipoacusia di grado più modesto. Di qui la necessità e l'obbligo di utilizzo dei DPI che il legislatore suggerisce già per esposizioni da 85 db e rende obbligatori per esposizioni superiori a 90 db. Un punto innovativo e qualificante della Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori è quello della valutazione dell'eventuale peggioramento del danno. Per poter effettuare questa valutazione è indispensabile poter disporre di un audiogramma di partenza (di base) praticato prima della utilizzazione del lavoratore con esposizione al rischio o,in mancanza di questo riferimento, anche di un esame praticato durante il periodo di esposizione al rischio che funga, quali che siano i valori riscontrati, da punto di riferimento per le valutazioni strumentali successive (di controllo). Si parla di peggioramento quando dal confronto fra l'audiogramma di base e quello di controllo c'e una differenza di almeno 15 db (metodo NIOSH) o 10 db (metodo OSHA). Ovviamente i due metodi prendono in considerazione frequenze diverse e più precisamente il NIOSH frequenze da 0,5 a 8 KHz e l'osha frequenze da 2 a 5 KHz. Per facilitare questa valutazione Merluzzi ed Altri suggeriscono l'uso di un particolare reticolo dell'esame audiometrico, diviso in diverse aree, ed a seconda di dove viene a cadere la curva di controllo si può valutare la gravità del danno. Altro elemento di grande importanza è la valutazione della presbiacusia. Numerosi studi epidemiologici, fin dagli anni '60, hanno cercato di stabilire il valore della presbiacusia in rapporto all'età del soggetto. Per una serie di varianti (età, invecchiamento, sesso, stile di vita, etc.) non è stato facile poter stabilire un punto di riferimento. Abbastanza recentemente Merluzzi et Altri, utilizzando calcoli non semplicissimi (calcoli matematici, algoritmi, etc.) suggeriscono la così detta " soglia attesa ", cioè quei valori di soglia rilevati da un campione omogeneo di soggetti otologicamente normali, in normale stato di salute, senza segni o sintomi di patologia uditiva, senza tappi di cerume e senza storia lavorativa di esposizione a rumore, da confrontare con la " soglia misurata " cioè la risultante dell'esame audiometrico preso in considerazione. Se la soglia misurata è al di sopra della soglia attesa, trattasi di presbiacusia, viceversa se la soglia misurata è al disotto della soglia attesa trattasi di ipoacusia da rumore. Medico Competente journal - 3/20 VISITA MEDICA PERIODICA Idoneo: Se la Visita Medica non ha evidenziato patologie di sorta e se l'esame Audiometrico è risultato normale. Anche un lavoratore con danno uditivo da rumore può essere ritenuto idoneo se lavora con esposizione al rischio da almeno una diecina di anni (si ricorda che il danno è ingravescente per i primi anni per poi stabilizzarsi) e se si conoscono sia i livelli di rumore cui è stato esposto precedentemente che i livelli di rumore a cui dovrà essere esposto. Ciò è possibile perché, se ad esempio il lavoratore è stato esposto a livelli di 100 db che hanno procurato il danno ed attualmente deve essere esposto a livelli inferiori, ad esempio 90 db, questa esposizione non può aggravare alcuna situazione precedente perché lo stimolo acustico di 90 db non potrà mai danneggiare cellule che sono state già distrutte dal rumore di 100 db. Idoneo con Prescrizioni: In soggetti che presentano problemi di ipoacusia o di danni extrauditivi, sia rilevabili dall'indagine anamnestica che confortati o meno strumentalmente, sarà necessario prescrivere l'uso obbligatorio dei Dispositivi di Protezione Individuale anche se i livelli di rischio non lo impongono ( esposizioni < 90 db). In soggetti con preesistenza di un trauma acustico cronico, l'obbligo di corretto utilizzo dei DPI si concretizza in particolare per quei lavoratori che lavorano da meno di anni in ambiente rumoroso, o che vengono trasferiti in un ambiente più rumoroso rispetto ai precedenti. Sono Idonei con Prescrizioni anche quei lavoratori per i quali, al fine di non aggravare iniziali danni, o per accertata ipersuscettibilità, sia indispensabile ridurre i tempi di esposizione. Temporaneamente Non Idoneo: La presenza di patologie acute e/o cronicizzate, siano esse dell'apparato uditivo o di altri organi ed apparati interessati dagli effetti extrauditivi del rumore, rappresenta condizioni che, almeno temporaneamente, controindicano la esposizione al rischio. Inoltre la presenza di flogosi acute e/o cronicizzate può controindicare l'uso dei DPI per il rischio di aggravamento delle patologie. Non Idoneo: Causa di Non Idoneità può essere, in un soggetto ipoacusico (anche per ipoacusie di grado lieve alle frequenze medio-basse), la difficoltà di percepire la "voce parlata" per attività che si fondano sulla comunicazione verbale, soprattutto in attività lavorative ad alto rischio infortunistico (piano di colata di una acciaieria, catena di montaggio, etc.) e con rumore di fondo elevato.queste condizioni spesso non consentono l'uso di protesi acustiche che, essendo in pratica degli amplificatori dei segnali, amplificano anche i rumori di fondo. E' causa di Non Idoneità l'impossibilità all'uso di otoprotettori per patologie croniche dell'apparato uditivo che ne controindichino l'uso (es. psoriasi del condotto). Anche la intolleranza all'uso degli otoprotettori ( es. acufeni continui) e/o la incompatibilità con altri DPI obbligatori per altri rischi professionali (caschi, occhiali, autorespiratori, etc.) può essere causa di Non Idoneità. Sono sicuramente causa di Non Idoneità anche le patologie extrauditive insorte dopo esposizione al rischio rumore quali ad esempio le nevrosi, le psicosi, le aritmopatie di grado severo, etc. Le ipoacusie neurosensoriali molto severe possono rappresentare causa di Non Idoneità, non per il rischio di aggravamento del danno, ma per l'effettiva riduzione della capacità lavorativa del soggetto a svolgere le mansioni specifiche per difetto di comunicazione. Per concludere resta solo da ricordare che il Medico Competente ha l'obbligo di compilare il I certificato medico di Malattia Professionale non appena sia venuto a conoscenza della presenza di un danno da rumore in un lavoratore sottoposto a controllo periodico per l'esposizione al rischio. BIBLIOGRAFIA -D.Leg. 277/91-Attuazione delle Direttive in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi da agenti Fisici, Chimici e Biologici durante il lavoro -D.Leg. 626/94 - Attuazione delle Direttive riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro -Merluzzi - Il giudizio di idoneità alla mansione specifica per il rischio da esposizione a rumore - 61 Congresso Nazionale SIMLII - Chianciano Terme Folia Med. 69(1) 45-53, Linee guida ISPESL - Il rischio da rumore, Informazione e Formazione dei Lavoratori. Dipartimento Documentazione Formazione ed Informazione - Roma Celletti et Altri - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - Seminario Didattico in materia di Igiene e Sicurezza- Rischi da Rumore Monti, Papacchini, Petrucci, Spagnolo - Ufficio Speciale di Prevenzione e Protezione - La Prevenzione e la Protezione dal Rumore. Collana Cultura della Sicurezza. Università degli Studi di Roma La Sapienza -Merluzzi, Di Credico, Marazzi - Danni uditivi da rumore. Gli aspetti sanitari - Il Rumore nei luoghi di vita e di lavoro - Dossier Ambiente n 54. II trimestre Campurra - Medicina del Lavoro in Azienda - Agenti Fisici - Il rumore - Dossier Ambiente n 64, IV trimestre Pira, Bosio, Merluzzi - La prevenzione dei danni uditivi da rumore in ambiente di lavoro -Dipartimento di Medicina del Lavoro Università di Milano Giordano et Altri - Linee guida per la valutazione dei danni uditivi da rumore in ambiente di lavoro Società Italiana di Otorinolaringoiatria Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro - Bilbao. Facts n 56/IT, 57/IT, 58/IT -Linee Guida INCA/CGIL- Regione Veneto 20 Medico Competente journal - 3/4 2005 Vedere altro
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References: Sentenza 
 art. 139
 art. 365
 art. 365
 art. 139
 Art.2
 Art.2
 Art.2
 art. 40
 Art. 18
 articolo 17
 articolo 28
 Art. 2
 Art. 13
 Art. 365
 ART.34