Source: https://renatodisa.com/2014/04/03/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-17-marzo-2014-n-6175-va-esclusa-la-violazione-del-divieto-del-patto-commissorio-in-caso-di-mancanza-di-prova-del-mutuo-oppure-qualora-la-vendita-sia-pattu/
Timestamp: 2018-08-20 01:58:46+00:00

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 17 marzo 2014, n. 6175. Va esclusa la violazione del divieto del patto commissorio in caso di mancanza di prova del mutuo, oppure qualora la vendita sia pattuita allo scopo, non gia' di garantire l'adempimento di un'obbligazione con riguardo all'eventualita' non ancora verificatasi che rimanga inadempiuta, ma di soddisfare un precedente credito rimasto insoluto o, infine, quando manchi l'illecita coercizione del debitore a sottostare alla volonta' del creditore, accettando preventivamente il trasferimento di un suo bene come conseguenza della mancata estinzione del debito che viene a contrarre. Sicche', va esclusa la sussistenza dei presupposti finalizzati alla configurabilita' del patto commissorio; peraltro, il divieto di tale patto non e' applicabile allorquando la titolarita' del bene passi all'acquirente con l'obbligo di ritrasferimento al venditore se costui provvedera' all'esatto adempimento - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 17 marzo 2014, n. 6175. Va esclusa la violazione del divieto del patto commissorio in caso di mancanza di prova del mutuo, oppure qualora la vendita sia pattuita allo scopo, non gia’ di garantire l’adempimento di un’obbligazione con riguardo all’eventualita’ non ancora verificatasi che rimanga inadempiuta, ma di soddisfare un precedente credito rimasto insoluto o, infine, quando manchi l’illecita coercizione del debitore a sottostare alla volonta’ del creditore, accettando preventivamente il trasferimento di un suo bene come conseguenza della mancata estinzione del debito che viene a contrarre. Sicche’, va esclusa la sussistenza dei presupposti finalizzati alla configurabilita’ del patto commissorio; peraltro, il divieto di tale patto non e’ applicabile allorquando la titolarita’ del bene passi all’acquirente con l’obbligo di ritrasferimento al venditore se costui provvedera’ all’esatto adempimento
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Tali principi sono condivisi e va pertanto esclusa la dedotta violazione. Inoltre, anche il quesito proposto appare ai limiti della ammissibilita’, perche’ la questione proposta non attacca la ratio decidendi ben potendosi configurare un patto commissorio anche in presenza di assunzione di debito contestuale alla vendita, dovendosi pero’ fornire la prova al riguardo.2. Col secondo motivo di ricorso si deduce: “violazione e falsa applicazione dell’articolo 2744 c.c., in relazione all’articolo 1344 c.c. – articolo 360 c.p.c., n. 3″. Secondo il ricorrente, “il Giudice di secondo grado ha omesso di pronunziarsi sulla prima parte del primo motivo di appello nella quale il prof. (OMISSIS) lamentava che i fatti accertati nel merito dal Giudice di primo grado, (i) come l’enorme sproporzione (almeno di quattro volte maggiore) tra il valore della quota trasferita alla (OMISSIS) con l’atto di vendita con patto di riscatto ed il prezzo pagato dalla acquirente e (ii) come l’acclarato gravissimo stato di bisogno del venditore, assumessero di per se’, indipendentemente da una valutazione del Giudice, un carattere giuridicamente rilevante sia sotto il profilo civilistico – basti pensare all’articolo 1448 c.c., – che sotto il profilo penalistico – basti pensare all’articolo 644 c.p.. In altri termini, posto che il sinallagma contrattuale e’ costituito sempre da una proporzione tra prestazione e controprestazione, l’enorme sproporzione tra prezzo e valore del bene in un contratto di vendita con patto di riscatto, aggiunta, tra l’altro, al cronico stato di bisogno del venditore e, quindi, alla sua presumibile difficolta’ a restituire la somma avuta in prestito, costituiscono elementi oggettivi e sufficienti per configurare la tentata elusione del divieto del patto commissario di cui all’articolo 2744 c.c., assumendo il bene venduto – proprio per la enorme sproporzione in eccesso del suo valore rispetto al prezzo pattuito – una chiara funzione di garanzia”.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-10T12:17:37+00:003 aprile 2014|Cassazione civile 2014, Compravendita, Contratti tipici, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|2 Commenti
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