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Timestamp: 2017-11-22 13:20:38+00:00

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REGOLAMENTO COMUNALE INSTALLAZIONE, MODIFICA ED ADEGUAMENTO STAZIONI RADIOBASE TELEFONIA CELLULARE E RADIOTELEVISIVE WATT. - PDF
REGOLAMENTO COMUNALE INSTALLAZIONE, MODIFICA ED ADEGUAMENTO STAZIONI RADIOBASE TELEFONIA CELLULARE E RADIOTELEVISIVE WATT.
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1 COMUNE DI SPRESIANO (Provincia di Treviso) REGOLAMENTO COMUNALE INSTALLAZIONE, MODIFICA ED ADEGUAMENTO STAZIONI RADIOBASE TELEFONIA CELLULARE E RADIOTELEVISIVE WATT. - Delibera C.C. n 2 del : INSTALLAZIONE, MODIFICA ED ADEGUAMENTO STAZIONI RADIOBASE TELEFONIA CELLULARE E RADIOTELEVISIVE WATT. ADOZIONE. - Delibera C.C. n 70 del : INSTALLAZIONE, MODIFICA ED ADEGUAMENTO STAZIONI RADIOBASE TELEFONIA CELLULARE E RADIOTELEVISIVE WATT. RECEPIMENTO MODIFICHE PROPOSTE CO.RE.CO. APPROVAZIONE VARIANTE URBANISTICA ART.50 L.R. 61/ Delibera C.C. n 10 del : Regolamento per Stazioni radio-base per Telefonia mobile. Adozione variante inerente l esclusione delle zone industriali dagli ambiti protetti di centro abitato. - Delibera C.C. n 30 del : Approvazione variante al Regolamento per Stazioni radio-base per Telefonia mobile inerente l esclusione delle zone industriali dagli ambiti protetti di centro abitato. I
2 ART. 1 FINALITA Il Comune di Spresiano promuove e garantisce la programmazione, il monitoraggio, il controllo, la razionalizzazione e gli eventuali interventi di risanamento delle stazioni radio base per telefonia mobile e degli impianti radiotelevisivi, con la finalità di verificare il rispetto di tutte le condizioni tecniche di sicurezza, nell interesse di rendere sicuro il servizio per la collettività amministrata, da perseguirsi nel rispetto delle prescrizioni contenute nella normativa vigente di settore e in particolare nella L.R. n. 29 del 09/07/1993, nel Decreto Interministeriale n. 381 del 10/09/1998 e nelle direttive contenute nella Delibera G.R.V. n. 5268/98 e Delibera Giunta Regionale n del 04/08/2000 (n. 14 del 09/08/2000). ART. 2 FORME DI COLLABORAZIONE PARTECIPAZIONE E INFORMAZIONE Il Comune di Spresiano, può autorizzare l installazione degli impianti radiotelevisivi e per la telefonia cellulare, purché siano rispettate le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica, oltre che la normativa statale e regionale sugli impianti di cui trattasi con particolare riguardo alla prevenzione della salute pubblica e, previo parere dell ARPAV e dell Azienda ULSS, anche allo scopo di attuare una attività di monitoraggio e di controllo degli impianti stessi e provvederà a notificare i risultati alla Regione Veneto e all Amministrazione Provinciale di Treviso, con lo scopo di ottenere ogni utile e necessario supporto al fine di prevenire eventuali forme di inquinamento elettromagnetico. L Amministrazione Comunale informerà dell andamento del monitoraggio di cui all art. 5, la cittadinanza ed il Consiglio Comunale. ART. 3 DEFINIZIONI Ai fini dell applicazione del presente regolamento si assumono le seguenti definizioni: - gestore, è una singola società concessionaria del servizio di telefonia cellulare; - antenna radiobase, è un elemento di ricezione o di trasmissione (trasduttore) facente parte di una stazione radiobase, fissa o mobile a servizio di un singolo gestore, con potenza massima immessa in antenna superiore a 7 watt, con frequenza compresa tra 100 KHZ e 300 GHZ; - impianto radiobase, è l insieme di una o più antenne radiobase, di un singolo gestore e di tutti i sistemi tecnologici, di alimentazione e di sicurezza, necessari al suo funzionamento e prescritti a norma di legge; - stazione radiobase (SRB); è una stazione radio di terra, fissa o mobile a servizio di uno o più gestori, destinata al collegamento radio dei terminali mobili con la rete del servizio di telefonia cellulare; - macrostazione, insieme costituito da traliccio o struttura di sostegno e da uno o più impianti di antenne radiobase; II
3 - limiti di esposizione, sono valori massimi ammessi dei campi elettrici, magnetici e delle densità di potenza da misurarsi con le modalità previste dall art 3 del D.M.A. 10/09/98, n. 381 che non devono essere superati in alcuna condizione di esposizione ai fini della tutela della salute (art. 3 D.M. 381/98); - misure di cautela, sono le misure da introdurre per contenere, in corrispondenza di edifici e strutture di qualsiasi tipo adibiti a permanenza non inferiore a quattro ore, i limiti di esposizione, previsti al 2 comma dell art 4 del D.M.A. 10/09/98 n. 381; - obiettivi di qualità: sono valori di campo elettromagnetico da conseguire nel breve, medio e lungo periodo, usando tecnologie e metodiche di risanamento disponibili, al fine di realizzare obiettivi di tutela; - strutture sensibili, sono immobili (edifici e aree) destinati a soggetti meritevoli di tutela aggiuntiva, quali ad esempio asili, scuole, strutture socio-sanitarie e ricreative-sportive ed altri luoghi frequentati da soggetti in età pediatrica; - zona di campo vicino, è la regione che termina ad una distanza dalla sorgente pari alla quantità r uguale alla maggiore fra le quantità e D2/, dove D sono le dimensioni lineari massime dell elemento radiante e la lunghezza d onda del campo emesso. - Su tali aree è precluso l accesso a persone diverse da quelle addette alla installazione o manutenzione dell impianto. ART. 4 ATTO AMMINISTRATIVO LEGGITTIMANTE CONCESSIONE EDILIZIA La realizzazione di tutti i tipi degli impianti suddetti, siano essi fissi o mobili, sia su aree pubbliche che private e le relative recinzioni e pertinenze tecnologiche, sono soggette a concessione edilizia che viene rilasciata dall ufficio competente - Settore Urbanistica /Edilizia Privata, previo parere favorevole della Commissione Edilizia e previo parere istruttorio, per gli aspetti di tutela ambientale, dell Ufficio Ecologia e Ambiente, nel rispetto del presente regolamento. L installazione di una macrostazione è consentita soltanto in siti esterni ai centri abitati giusta delimitazione centro abitato a sensi art. 4 D.L. 285/1992 allegata alla delibera di G.C. n. 640/ con le limitazioni specifiche del presente regolamento. L installazione di una microstazione è consentita sulla base dei piani comunali di localizzazione, preferibilmente fuori dai centri abitati, con le limitazioni specifiche del presente regolamento. In ogni caso, al fine di contenere l impatto visivo, è necessario che vengano adottate tutte le migliori tecniche, valutabili dagli uffici comunali e dalla Commissione Edilizia, per inserire l intervento nel suo contesto ambientale, paesaggistico, urbanistico ed edilizio. Al fine di raggiungere obiettivi di qualità urbanistico-ambientali l Amministrazione si riserva la facoltà di rilasciare prioritariamente le concessioni per quegli impianti che prevedono di utilizzare tralicci esistenti collocati secondo le prescrizioni del presente regolamento, già usufruiti da altri gestori. III
4 ART. 5 PRESCRIZIONI E OBIETTIVI DI QUALITA E vietato installare le SRB e le stazioni per le telecomunicazioni all interno delle aree di pertinenza delle strutture sensibili. Al fine di minimizzare l esposizione della popolazione che frequenta tali strutture, entro un raggio di 300 m. da una SRB, la proiezione sul piano orizzontale della direzione di puntamento delle antenne trasmittenti deve formare, con la semiretta passante per il sito di installazione per il punto dell edificio più vicino alla direzione di puntamento, un angolo alfa maggiore di 30. E vietata l installazione degli impianti delle antenne radiobase nelle aree soggette a vincoli imposti da leggi statali e regionali, nonché dagli strumenti territoriali e urbanistici comunali, a tutela degli interessi storico, architettonici e paesistico ambientali. Per ridurre al minimo l esposizione della popolazione a campi elettromagnetici, l azienda titolare dell impianto ed il gestore adottano tutte le cautele necessarie ed aggiornano nel tempo gli impianti, utilizzando le più avanzate tecnologie e le migliori conoscenze disponibili nell intento di ottenere i migliori obiettivi di qualità conseguibili. L azienda titolare dell impianto ed il gestore hanno l onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie, di fornire gli elementi sulla effettiva e concreta attitudine degli impianti a limitare l esposizione della popolazione alle radiazioni elettromagnetiche, di fornire elementi sulla tempestività ed adeguatezza degli aggiornamenti. Il gestore consegna annualmente una relazione al Comune sulle iniziative sopra esposte. ART. 6 PROGETTAZIONE, DIREZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DELLE OPERE, STRUTTURE ED IMPIANTI - Progettazione: la costruzione delle opere, strutture ed impianti, di cui al presente regolamento, deve avvenire in base ad un progetto esecutivo redatto da un ingegnere o architetto o geometra o perito iscritto al relativo albo professionale, nei limiti delle rispettive competenze. I professionisti, nella redazione dei progetti devono essere ben compresi della responsabilità, diretta ed esclusiva che viene loro affidata dalle leggi vigenti in materia e dal presente regolamento, perciò devono procedere con ogni ponderazione nella scelta del progetto che propongono, in modo che risulti, in via di priorità assoluta, il più conveniente e sicuro per la tutela della pubblica e privata salute ed incolumità. Essi devono usare ogni cura e diligenza nell eseguire i rilievi, gli assaggi del terreno e/o le verifiche delle strutture su cui sono previsti i lavori. Con uguale diligenza devono essere eseguite le operazioni di tavolo, in modo che nei disegni, calcoli, verifiche ecc. non vi siano errori che rendano fallaci le previsioni di progetto, o che all atto dell esecuzione possano dar causa a dubbi ed incertezze. Non minore attenzione sarà usata nella redazione di tutti gli altri documenti di progetto, i quali dovranno contenere tutte le prescrizioni per l esecuzione e per le successive gestioni e manutenzioni, chiaramente espresse, in modo da non dar luogo ad erronee interpretazioni, evitando così, per quanto possibile, le questioni e le conseguenti liti con gli assuntori, i committenti, i gestori, gli enti deputati al controllo e gli stessi cittadini. - Direzione: IV
5 la realizzazione delle opere e degli impianti, di cui ai punti precedenti, deve aver luogo sotto la direzione di un ingegnere o architetto o geometra o perito iscritto al relativo albo, nei limiti delle rispettive competenze. - Esecuzione: l esecuzione dei lavori, di cui ai commi precedenti deve avvenire in modo tale da assicurare la perfetta stabilità e sicurezza delle strutture ed impianti e in modo tale da evitare qualsiasi pericolo per la salute ed incolumità pubblica. - Collaudo: tutte le opere, strutture, ed impianti di cui ai commi precedenti devono essere sottoposti a collaudo anche funzionale, con verifica del rispetto dei limiti del campo elettromagnetico indicati dalla normativa vigente. Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o architetto iscritto all albo professionale da almeno 10 anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione ed esecuzione dell opera, delle strutture od impianti. La nomina del collaudatore spetta al committente il quale ha l obbligo di comunicarla al Comune entro 60 giorni dall ultimazione dei lavori. Il committente preciserà altresì i termini di tempo entro i quali dovranno essere completate le operazioni di collaudo. Quando non esiste il committente, al costruttore è fatto obbligo, nel termine precedentemente indicato, di richiedere agli ordini provinciali degli ingenieri o architetti la designazione di un elenco di nominativi fra i quali scegliere il collaudatore. Il collaudatore oltre agli adempimenti di cui alla Legge 05/11/71 n. 1086, deve trasmettere due copie del certificato di collaudo al Comune, il quale provvederà a restituirne una al committente, con l attestazione dell avvenuto deposito. ART. 7 DOCUMENTAZIONE Le istanze per l installazione dei suddetti impianti, vanno presentate al Servizio Edilizia Privata e devono essere corredate, oltre che dai documenti e atti richiesti per il rilascio della autorizzazione o concessione edilizia, anche dai seguenti documenti o atti: - Schede RB-1 e RB-2 di cui alla circolare della Regione del Veneto n. 14 del 09/08/2000 e parere dell Azienda ULSS ai sensi dell art. 220 del Testo Unico delle leggi sanitarie al fine di uniformare le procedure operative di valutazione degli impianti. Progetto completo dell impianto e dell installazione, in duplice copia redatto da un ingegnere o architetto o geometra o perito, iscritto al relativo albo professionale, nei limiti delle rispettive competenze, dal quale risultino in modo chiaro ed esauriente i calcoli eseguiti, l ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture e quanto altro occorra per definire l installazione; - valutazione teorica del campo elettromagnetico prodotto dall impianto in condizione di massimo utilizzo sull area interessata; - relazione illustrativa, in duplice copia, firmata dal progettista e dal direttore dei lavori, in cui: - si evincano i motivi delle scelte effettuate; - si dimostri che i valori di campo elettromagnetico sono i minimi compatibili con il servizio da espletare; - sia indicata l area di massimo irraggiamento, la potenza massima del sistema d antenna, il guadagno delle antenne trasmittenti rispetto alla antenna isotropa, la frequenza di V
6 funzionamento in trasmissione e l inclinazione verso il basso della direzione di massimo irraggiamento; - si indichino i valori massimi previsti di campo elettromagnetico ed i livelli esistenti prima della messa in funzione dell impianto; - tavole grafiche rappresentative: - delle principali opere; - dichiarazione del progettista del rispetto della Legge 46/90 e sue modifiche ed integrazioni per gli impianti previsti; - dichiarazione del progettista attestante che la progettazione e la realizzazione dell impianto sono state svolte e/o avverranno con l impiego delle migliori tecnologie disponibili al momento della presentazione del progetto, in modo da produrre i valori di campo elettromagnetico e di densità di potenza dell onda piana più bassi possibili, in ossequio all obbligo, sancito dalla vigente normativa in materia, di conseguire i migliori obiettivi di qualità; - dichiarazione del gestore attestante che le zone prossime all antenna, (zone di campo vicino) in cui dovessero, per inevitabili e dimostrate ragioni tecniche, essere eventualmente superati i limiti di immissione di cui all art. 3 del D.M. n. 381 del 10/09/98 e ove applicabili, quelli di cautela, di cui al secondo comma dell art. 4 dello stesso D.M., saranno rese inaccessibili alla popolazione e comunque a qualsiasi altro soggetto, diverso da quelli indicati al secondo comma dell art. 1 del già citato D.M. n. 381/98, direttamente a propria cura e responsabilità; - dichiarazione del gestore attestante che le zone in cui viene superato il limite di cautela, in zona prossima all antenna e per inevitabili e dimostrate ragioni tecniche, sono rese inaccessibili alla popolazione a propria cura e responsabilità; - titolo di proprietà o altro titolo idoneo, in relazione al suolo o all immobile sul quale si intende effettuare l installazione dell impianto; - per le installazioni su proprietà comunali, impegno alla conservazione in buono stato dell impianto e di tutte le sue pertinenze e di obbligo alla rimozione ed al ripristino dello stato dei luoghi, a propria cura e spese, entro tre mesi dalla scadenza della concessione ministeriale, ove questa non venga rinnovata o l impianto non sia oggetto di trasferimento ad altra società concessionaria subentrante. Tale obbligo è esteso anche al caso in cui il richiedente, indipendentemente dalla validità della concessione ministeriale, decida autonomamente di disattivare l impianto e comunque alla scadenza della concessione comunale; - parere tecnico preventivo dell ARPAV; - parere dell Azienda ULSS di compatibilità ambientale e sanità dei campi elettromagnetici prodotti dall impianto; - nel caso ne ricorrano i presupposti, parere dell I.S.P.E.L.S. (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) da acquisire a mente dell art. 3 del D.P.R. 31/07/80 n. 619 e dall art. 7 comma 3 del D.Lgs. n. 502 del 30/12/92 e successive modifiche ed integrazioni; - atto unilaterale d obbligo registrato e trascritto, con il quale il titolare della concessione edilizia si impegna a spostare l impianto e i relativi supporti strutturali e di ripristino dello stato dei luoghi a proprie cure e spese, entro e non oltre tre mesi dalla scadenza della concessione ministeriale, ove questa non venga rinnovata e l impianto non sia soggetto di trasferimento ad altra società subentrante, tale obbligo dovrà essere esteso anche al caso in cui il richiedente decida autonomamente di disattivare l impianto ricetrasmittente. - attestazione di aver dato preventiva informazione ai residenti insistenti nel raggio di 300 metri dall impianto; - nominativo del Responsabile dell impianto per eventuali comunicazioni. VI
7 ART. 8 RESPONSABILITA Il progettista ha la responsabilità diretta della progettazione delle opere, delle strutture ed impianti comunque realizzati. Il direttore dei lavori ed il costruttore, ciascuno per la parte di sua competenza, hanno la responsabilità della rispondenza dell opera, strutture ed impianti al progetto, dell osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto, della qualità dei materiali impiegati, nonché per quanto riguarda gli elementi prefabbricati, della loro posa in opera. Il costruttore e il direttore dei lavori, ciascuno per la parte di propria competenza, hanno altresì la responsabilità della rispondenza dell opera al progetto e dell osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto stesso, con particolare riguardo ai valori limite di intensità del campo elettrico, del campo magnetico e di densità di potenza dell onda piana immessi nell ambiente dall impianto. Il collaudatore ha la responsabilità di: - verificare e certificare se l opera, le strutture, gli impianti sono stati eseguiti in perfetta regola d arte e secondo il progetto e le relative prescrizioni tecniche; - verificare e certificare le funzionalità dell opera, strutture ed impianti ed il rispetto dei valori limite di intensità del campo elettrico, del campo magnetico e di densità di potenza dell onda piana indicati dalla vigente normativa; - trasmettere due copie del certificato di collaudo al Comune e restituirne una al committente, con timbro del Comune, per ricevuta. Il gestore ha la responsabilità della manutenzione globale dell opera, impianti e strutture e di adottare tutte le cautele necessarie atte a minimizzare l esposizione della popolazione alle radiazioni elettromagnetiche anche promuovendo la sostituzione o l aggiornamento degli impianti, in base alla migliore tecnologia disponibile sul mercato. ART. 9 CONTROLLI SUGLI IMPIANTI Il controllo del rispetto dei valori dichiarati dal concessionario per il rilascio della concessione è effettuato dall ARPAV e/o ISPELS in ragione delle specifiche competenze attribuite agli stessi dalle vigenti disposizioni legislative. In esecuzione di quanto disposto dalla circolare della Regione del Veneto n. 4406/20312 del 19/03/99 in caso di superamento dei limiti e valori di immissione previsti dalla vigente normativa e/o, eventualmente, fissati nell atto di concessione edilizia rilasciata, il Comune potrà adottare, previa congrua motivazione, un provvedimento di sospensione dell attività o di decadenza dell esercizio della medesima, ovvero provvedimenti connessi al prosieguo dell attività stessa. Sono fatti salvi i poteri del Sindaco ai sensi dell art. 54 del D. Lgs. n. 267/2000. A tali fini l Amministrazione comunale, in sede di attivazione degli impianti o anche successivamente, potrà nominare un tecnico per verificare il livello delle emissioni e l effettiva rispondenza delle emissioni stesse alle norme di legge. Il tecnico incaricato dall Amministrazione potrà esigere dai gestori le condizioni di trasmissione che ritiene più opportune ai fini della verifica e dell effettiva rispondenza delle emissioni al presente regolamento. VII
8 ART. 10 OBBLIGHI SPECIFICI E GARANZIE I soggetti gestori del servizio di telefonia mobile e degli impianti radiotelevisivi in rapporto alla situazione esistente e/o contestualmente alla richiesta di installazione di nuovi impianti e comunque entro il 31 ottobre di ogni anno solare devono: - comunicare tutti gli elementi utili per consentire l aggiornamento del censimento degli impianti esistenti nonché a fornire il piano di copertura ed il programma degli interventi per l anno seguente; - predisporre un progetto di dimensionamento e razionalizzazione della distribuzione delle nuove stazioni e dei nuovi impianti che, fatti salvi gli aspetti sanitari, strutturali e di servizio, risultino compatibili con il territorio cittadino, specie in relazione alla necessità che gli stessi siano ubicati al di fuori dei centri abitati, ovvero al di fuori delle zone residenziali e delle zone destinate a servizi previste dal P.R.G., e che si conformino oltre ai vincoli esistenti, anche alle esigenze di ornato edilizio, di tutela del paesaggio. Gli impianti dovranno essere ispirati al principio della minimizzazione dei livelli di esposizione della popolazione, mantenendo le esposizioni tanto più basse quanto tecnologicamente possibili; - ai concessionari di impianti di telefonia radiomobile già presenti sul territorio comunale, si chiede di fornire entro trenta giorni dalla richiesta, ognuno per quanto di competenza, la planimetria validata da un tecnico abilitato, riportante la posizione dei siti, il relativo indirizzo e le caratteristiche radioelettriche dei relativi impianti già esistenti, inclusi i ponti radio, se a servizio delle reti di telefonia mobile e un attestazione sottoscritta dal responsabile tecnico, nella quale sia dichiarato che sul territorio comunale non ci siano altri impianti, oltre a quelli dichiarati, ed allegare qualora non fossero già stati prodotti, il parere tecnico dell ARPAV, competente per territorio, di innocuità dei campi elettromagnetici prodotti dall impianto. I soggetti gestori del servizio di telefonia cellulare e degli impianti radiotelevisivi dovranno inoltre: - installare entro il raggio di metri 300 dall impianto idonei sistemi di rilevamento al fine di un continuo e costante monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche; - diminuire l impatto visivo delle stazioni radio base con particolare attenzione all ambiente storico, in ragione degli avanzamenti tecnologici; - prevedere, ove possibile tecnicamente, sistemazioni a terra di tutti i volumi dei nuovi impianti per la telefonia mobile secondo le prescrizioni dell Amministrazione Comunale, mettendo in atto tutti gli opportuni accorgimenti di mitigazione; - modificare gli impianti esistenti in caso di evoluzioni normative riguardo i limiti di esposizione nazionali ai campi elettromagnetici o, qualora necessario per motivi sanitari, in caso di variazioni al contesto edificato circostante; - comunicare tempestivamente al Comune ed Arpav ogni necessità di variazione di potenza degli impianti rispetto a quella autorizzata, in particolare per quanto riguarda l aumento della potenza massima degli stessi, al fine di ottenere il necessario nullaosta e autorizzazione preventiva e di fornire con continuità le informazioni necessarie all aggiornamento del censimento degli impianti per la telefonia cellulare e radiotelevisivi; - trasmettere il programma annuale degli interventi entro il 31 ottobre dell anno precedente. Il Comune di Spresiano: VIII
9 - esamina, con l apporto tecnico/scientifico dell Arpav e eventualmente di figure tecniche esterne, i vari piani di dimensionamento e razionalizzazione della distribuzione delle nuove stazioni e dei nuovi impianti presentati dal gestore del servizio e ne valuta la compatibilità, in ossequio ai principi enunciati nel presente regolamento ed alle competenze che la legge attribuisce al Comune; - approva con deliberazione del Consiglio Comunale il Piano di Localizzazione, anche riferito ai singoli gestori o ditte proponenti; - rilascia le concessioni edilizie necessarie per l installazione delle stazioni radiotelevisive e di impianti di telefonia mobile, nel termine di 75 giorni dalla data di presentazione della documentazione completa da parte dei gestori, qualora compatibile con il suddetto Piano e con le norme vigenti in materia; - fornisce, su richiesta ai gestori, per lo sviluppo sia dei piani annuali che della progettazione di ogni singolo impianto, tutte le informazioni ritenute utili contenute nel proprio sistema informativo territoriale quali, ad esempio le basi cartografiche informatizzate, le riprese fotografiche aeree, la localizzazione dei servizi (scuole, strutture sanitarie, ecc.) e delle aree destinate a verde pubblico, degli edifici di interesse storico, la delimitazione delle zone destinate a parco, ecc. ART. 11 NORME TRANSITORIE LOCALIZZAZIONE In sede di prima applicazione del presente Regolamento gli Enti gestori dovranno presentare entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore il programma annuale di cui all art. 5, riferito all anno corrente e al 2002, con la necessaria documentazione in ordine allo stato di fatto degli impianti. Nell ipotesi di mancato rispetto delle norme vigenti in materia, dovranno procedere all adeguamento degli impianti esistenti entro il termine di un anno, anche con eventuale spostamento degli stessi in siti idonei. Fermo restando l obbligo di rispettare i limiti di esposizione ed i valori di emissione di cui agli art. 3 e 4 del D.M. n. 381 del 10/09/98, l installazione degli impianti delle antenne radiobase è consentita al di fuori dei centri abitati giusta delimitazione centro abitato a sensi art. 4 D.L. 285/1992 allegata alla delibera di G.C. n. 640/ solo su traliccio o altro supporto posto ad una distanza in orizzonte di almeno 300 metri da edifici adibiti a residenza e da edifici adibiti ad asili, scuole, strutture sanitarie, case di riposo e ad aree adibite a parco o attività sportive e ricreative. Le installazioni di stazioni radio-base e relativi impianti all interno dei centri abitati sarà consentita esclusivamente nelle Zone Territoriali Omogenee D1 e D2 come identificate dal vigente piano Regolatore Generale e, preferibilmente in aree destinate a servizi di proprietà comunale, fatto comunque salvo l obbligo di rispetto delle distanze dai siti sensibili come identificati nei precedenti commi* * (aggiunto con Delibera C.C. n 10 del ) e l obbligo di rispetto, comunque, dei limiti di esposizione, di cui all art. 3 Decreto Ministero Ambiente n 381, e delle misure di cautela ed obbiettivi di qualità, di cui all art.4 commi 1 e 2 del predetto decreto.**(aggiunto con delibera C.C. n 30 del ). Allegati: - cartografia in scala 1:5.000 con indicata la delimitazione di centro abitato a sensi art. 4 D.L. 285/1992. IX

References: ART.50
 ART. 1
 ART. 2
 art. 5
 ART. 3
 ART. 4
 art. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 art. 220
 art. 3
 art. 4
 art. 1
 art. 3
 art. 7
 ART. 8
 ART. 9
 art. 54
 ART. 10
 ART. 11
 art. 5
 art. 3
 art. 4
 art. 3
 art.4
 art. 4