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Timestamp: 2020-08-06 12:26:45+00:00

Document:
(Sostituzione dell’articolo 1 della legge regionale 22 febbraio 1995, n. 12 (Riordino delle aree protette))
1. L’articolo 1 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1. La Regione, in attuazione dell’articolo 2, comma 2, lettera i), dello
e nel rispetto delle finalità e dei principi fondamentali
della legge 6 dicembre 1991, n. 394
(Legge quadro sulle aree protette) e successive modificazioni e integrazioni, istituisce e disciplina le aree naturali protette al fine di garantire e promuovere la conoscenza, la conservazione, la valorizzazione del patrimonio naturale della Liguria.
2. Il patrimonio naturale è costituito dalle formazioni fisiche e biologiche, aventi particolare valore naturalistico e ambientale, che caratterizzano il territorio regionale quale frutto dell’interazione fra uomo e natura e, come tali, rappresentano una parte essenziale dell’identità regionale da preservare e trasmettere alle generazioni future.
5. La Regione riconosce nella partecipazione delle comunità locali ai processi di programmazione, di pianificazione e di gestione delle aree protette uno strumento essenziale per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’identità territoriale e un fattore strategico per lo sviluppo sostenibile dell’economia locale, specie per le aree interne e disagiate.
6. La Regione promuove e partecipa all’istituzione di aree protette interregionali e nazionali.
(Modifiche all’articolo 3 della l.r. 12/1995 )
1. All’articolo 3 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) alla rubrica, le parole: “
e altre forme di tutela del territorio
” sono soppresse;
1.1. Qualora in adiacenza o in prossimità di un parco naturale regionale, o a esso interclusa, si trovi una riserva naturale statale, la Regione, d’intesa con l’Ente parco interessato, mette in atto le iniziative idonee presso gli organi statali competenti affinché la gestione della riserva venga affidata direttamente o congiuntamente all’Ente parco, avendo riguardo a tutti gli elementi di tutela necessari, in modo da garantire uniformità di gestione ad ambiti naturali omogenei e interconnessi, utile alla stessa tutela e valorizzazione dei siti, e da conseguire per tutti i soggetti interessati le migliori economie di gestione.
(Modifica all’articolo 4 della l.r. 12/1995 )
1. Al comma 3 dell’articolo 4 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, le parole: “
dalla Regione su conforme proposta della Provincia o degli Enti locali interessati
con provvedimento della Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, su conforme proposta della Città metropolitana, della Provincia o degli enti locali interessati, che ne assumono la gestione, nonché ogni altra funzione connessa al funzionamento e alla vigilanza di tali aree
(Inserimento dell’articolo 5 bis della l.r. 12/1995 )
1. Dopo l’articolo 5 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è inserito il seguente:
1. Al fine dell’istituzione delle aree protette interregionali previste all’articolo 1, comma 2, la Giunta regionale, su propria iniziativa o a seguito di formale richiesta delle regioni confinanti, predispone un documento di indirizzi concordato con le regioni interessate da sottoporre alla Conferenza di cui all’articolo 5, comma 3.
2. Sulla base degli esiti della Conferenza, la Giunta regionale stipula l’intesa con le regioni interessate ai sensi dell’
articolo 22, comma 4, della l. 394/1991
e successive modificazioni e integrazioni. L’intesa, secondo criteri unitari per l’intera area protetta, stabilisce i confini, la classificazione, la finalità, le forme di gestione, le norme di tutela e di uso, le norme di salvaguardia, i tempi per l’adozione del Piano di tale area protetta.
3. All’istituzione delle aree protette interregionali si provvede con legge regionale che ratifica le intese conseguite con le regioni interessate.
4. Nelle more della definizione delle procedure di cui ai commi 1, 2 e 3, la Giunta regionale, in via di sperimentazione, su richiesta degli enti parco interessati, può attivare forme di cooperazione tra enti parco appartenenti a diverse regioni, disciplinandone anche le modalità organizzative.
(Sostituzione dell’articolo 7 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 7 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
a) provvedono alla conservazione, alla conoscenza, alla fruizione, alla valorizzazione e alla divulgazione dei valori naturalistici, paesaggistici e storico culturali dell’area protetta affidata alle loro cure;
b) attuano gli indirizzi regionali dettati in materia, con particolare riferimento a quelli volti ad assicurare l’integrità e il coordinamento del sistema regionale delle aree protette;
c) elaborano le norme d’uso dell’area protetta mediante appositi regolamenti e, nei casi previsti dalla presente legge, mediante gli altri strumenti normativi e pianificatori;
d) assumono le iniziative appropriate, anche mediante ordinanze, volte a salvaguardare la conservazione dell’area protetta;
f) svolgono le funzioni di vigilanza sul rispetto degli obblighi e dei divieti di tutela dell’area protetta e assumono i relativi provvedimenti cautelari e sanzionatori;
g) possono adire l’autorità giudiziaria ordinaria e amministrativa, nei modi e nelle forme previsti dall’
articolo 29, comma 3, della legge 394/1991
a) gestiscono i siti Natura 2000, di cui alla
direttiva 92/43/CE
del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, a essi affidati;
c) possono svolgere, sulla base di apposite convenzioni, azioni coordinate con gli enti locali o servizi a supporto degli stessi in tema di sviluppo rurale, promozione turistica, certificazioni ambientali, animazione locale, manutenzione del territorio, progettazione e attuazione di progetti comunitari, comunicazione ed educazione ambientale.
1. Dopo l’articolo 7 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono inseriti i seguenti:
1. Gli enti gestori delle aree protette possono attuare tutte le iniziative volte a una ottimizzazione delle risorse quali lo svolgimento di funzioni associate, l’impiego del personale, la realizzazione di progetti, specie se di interesse comune a tutto il sistema o a parti di esso.
d) dai Siti di Importanza Comunitaria, individuati ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357
(Regolamento recante attuazione della
relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche).
2. Il sistema regionale è parte integrante della Rete Ecologica Regionale di cui all’
articolo 3 della legge regionale 10 luglio 2009, n. 28
(Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità) e successive modificazioni e integrazioni.
3. Il sistema regionale concorre alla formazione di un sistema integrato unitamente alle aree naturali protette, terrestri e marine, istituite dallo Stato nel territorio regionale ai sensi della
e successive modificazioni e integrazioni e
della legge 31 dicembre 1982, n. 979
(Disposizioni per la difesa del mare) e successive modificazioni e integrazioni.
4. Al fine di assicurare una visione unitaria e una strategia generale condivisa dei territori ricadenti nel sistema integrato di cui al comma 3, la Regione promuove l’interazione e il coordinamento delle politiche regionali e nazionali anche mediante forme di cooperazione e di intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con gli enti gestori delle aree protette nazionali.
5. Il Presidente della Giunta regionale o, per sua delega, l’Assessore competente per materia convoca la Conferenza del sistema regionale, costituita dai legali rappresentanti degli enti di gestione, almeno una volta l’anno per discutere delle principali questioni riguardanti il sistema e le iniziative comuni da intraprendere. Le funzioni di segreteria sono svolte dalla struttura regionale competente in materia di aree protette.
7. La Giunta regionale approva l’immagine grafica unificata del sistema regionale.
(Sostituzione dell’articolo 11 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 11 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1. I presidenti delle province e i sindaci dei comuni o loro delegati, nei cui territori sono ricomprese le aree naturali protette, costituiscono la Comunità dell’area naturale protetta, ciascuno con responsabilità pari alla quota di partecipazione territoriale calcolata, nel rispetto di quanto previsto dal presente comma, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale con propria deliberazione. La quota di partecipazione è definita con riferimento alla percentuale della superficie comunale compresa nell’area protetta, nonché alla percentuale della quota di partecipazione del comune alla superficie complessiva dell’area protetta e non può comunque eccedere, per ciascun comune, il 49 per cento dell’intero organo collegiale. Alle province è riservata una quota complessiva pari a un decimo.
2. Fanno parte, altresì, della Comunità, sei rappresentanti designati dalle organizzazioni
professionali agricole e artigianali maggiormente rappresentative a livello regionale, due designati dagli ambiti territoriali di caccia (ATC) e dai comprensori alpini (CA) e dalle associazioni pescasportive maggiormente rappresentative, uno dalle associazioni ambientaliste, uno dalla Direzione scolastica regionale e uno dall’Università di Genova. A tali rappresentanti è riservata una quota di partecipazione fissa, non calcolata su criteri territoriali, pari a due centesimi ciascuno.
3. La composizione della Comunità del parco, secondo i criteri previsti dai commi 1 e 2, e le modalità del suo funzionamento sono stabilite dallo Statuto dell’Ente.
4. La Comunità concorre all’elaborazione del Piano pluriennale socio-economico nei modi previsti all’articolo 22.
5. La Comunità ha, inoltre, funzione consultiva dell’Ente di gestione dell’area protetta. In particolare, esprime parere obbligatorio o vincolante, secondo le previsioni dello Statuto:
a) sulle variazioni dello Statuto dell’Ente;
b) sul piano dell’area protetta;
c) sul regolamento dell’area protetta;
Alle riunioni partecipano, senza diritto di voto, il Presidente e il Direttore dell’Ente di gestione dell’area protetta.
(Sostituzione dell’articolo 14 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 14 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1) Parco naturale regionale delle Alpi Liguri, istituito con la
, gestito dall’Ente Parco delle Alpi Liguri;
2) Parco naturale regionale del Beigua, istituito con la
legge regionale 9 aprile 1985, n. 16
, gestito dall’Ente Parco del Beigua;
3) Parco naturale regionale dell’Antola, istituito con la
legge regionale 27 dicembre 1989, n. 52
, gestito dall’Ente Parco dell’Antola;
4) Parco naturale regionale dell’Aveto, istituito con la
legge regionale 19 dicembre 1989, n. 50
, gestito dall’Ente Parco dell’Aveto;
5) Parco naturale regionale di Portofino, istituito con la
legge regionale 4 dicembre 1986, n. 32
, gestito dall’Ente Parco di Portofino;
6) Parco naturale regionale di Montemarcello Magra Vara, istituito con le
leggi regionali 19 novembre 1982, n. 43
18 marzo 1985, n. 12
, gestito dall’Ente Parco di Montemarcello Magra Vara;
7) Parco naturale regionale di Piana Crixia, istituito con la
legge regionale 27 febbraio 1985, n. 8
, gestito dal Comune di Piana Crixia;
8) Parco naturale regionale di Portovenere, istituito con la
legge regionale 3 settembre 2001, n. 30
, gestito dal Comune di Portovenere;
1) Riserva naturale regionale Isola Gallinara, istituita con la
legge regionale 26 aprile 1989, n. 11
, gestita dal Comune di Albenga;
2) Riserva naturale regionale di Rio Torsero, istituita con la
legge regionale 27 febbraio 1985, n. 9
, gestita dal Comune di Ceriale;
3) Riserva naturale regionale di Bergeggi, istituita con la
legge regionale 27 febbraio 1985, n. 10
, gestita dal Comune di Bergeggi;
4) Riserva naturale regionale di Bric Tana, istituita con la
legge regionale 27 febbraio 1985, n. 7
, gestita dal Comune di Millesimo;
5) Riserva naturale regionale dell’Adelasia, istituita con la
legge regionale 28 dicembre 2009, n. 65
, gestita dalla Provincia di Savona;
1) Area naturale protetta regionale “Giardini Botanici Hanbury”, istituita con la
legge regionale 27 marzo 2000, n. 31
, gestita dall’Università degli Studi di Genova;
1) Area naturale protetta di interesse provinciale “Giardino botanico di Pratorondanino”, istituita con la deliberazione del Consiglio regionale 13 ottobre 1998, n. 33, gestita dalla Città metropolitana di Genova;
2) Area naturale protetta di interesse locale “Parco delle Mura”, istituita con la
deliberazione della Giunta regionale 21 novembre 2008, n. 1506
, gestita dal Comune di Genova.
2. I confini dei parchi naturali regionali delle Alpi Liguri, dell’Antola, dell’Aveto e del Beigua sono riportati nelle cartografie contenute nell’Allegato A. I confini delle altre aree protette restano quelli dei relativi provvedimenti istitutivi o quelli definiti nel Piano del parco.
(Modifiche all’articolo 15 della l.r. 12/1995 )
1. All’articolo 15 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
f bis) l’Ente Parco delle Alpi Liguri.
(Sostituzione dell’articolo 17 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 17 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
(Piano dell’area protetta)
1. Il Piano dell’area protetta è lo strumento puntuale di disciplina, di indirizzo e di
programmazione per la tutela, la valorizzazione e la fruizione delle aree naturali protette regionali.
2. Il Piano dell’area protetta assume rispettivamente la denominazione di Piano del parco o di Piano della riserva nel caso si riferisca, rispettivamente, ad un parco o a una riserva naturale, di Piano dell’area protetta regionale seguito dal nome dell’area, negli altri casi.
3. Il Piano dell’area protetta, di seguito denominato Piano, in particolare, sulla base di un adeguato quadro conoscitivo, individua gli obiettivi e le strategie, le misure di conservazione, le azioni che si intendono intraprendere, le risorse occorrenti e le relative fonti di finanziamento, nonché un sistema di indicatori e di monitoraggio che consenta di valutare lo stato di attuazione del Piano stesso e di assumere tempestivamente gli interventi correttivi necessari.
4. Il Piano vincola, nelle sue indicazioni di carattere prescrittivo, la pianificazione territoriale di livello regionale, provinciale e comunale con effetto di integrazione della stessa e, in caso di contrasto, di prevalenza su di essa. Gli strumenti di pianificazione territoriale approvati successivamente al Piano devono uniformare a esso le loro previsioni. Il Piano ha, inoltre, effetto di dichiarazione di pubblico generale interesse, di urgenza e indifferibilità per gli interventi che qualifica come tali. Sono fatti salvi gli effetti del Piano paesaggistico di cui all’
articolo 145 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
(Codice dei beni culturali e del paesaggio) e successive modificazioni e integrazioni.
6. Il Piano può prevedere una diversa perimetrazione dell’area protetta, salvo il caso dei confini stabiliti con legge.
(Inserimento dell’articolo 17 bis della l.r. 12/1995 )
1. Dopo l’articolo 17 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è inserito il seguente:
(Contenuti del Piano dell’area protetta)
a) l'organizzazione generale del territorio e, in particolare, la definizione delle aree da classificare in distinte fasce di protezione, secondo la suddivisione di cui all’articolo 20;
2. Il Piano rappresenta, di norma, il Piano di gestione di cui all’
articolo 4 del d.p.r. 357/1997
zone speciali di conservazione ricomprese in tutto o in parte nel parco o comunque gestite unitamente a esso. A tal fine il Piano contiene tutti gli elementi previsti dalle disposizioni e dagli indirizzi statali e regionali dettati in materia di tutela della biodiversità.
3. Il Piano definisce, altresì, quali e in quale percentuale le acque sorgive, fluenti e sotterranee necessarie alla conservazione degli ecosistemi non possono essere captate ai sensi dell’
articolo 164 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
(Norme in materia ambientale) e successive modificazioni e integrazioni e con le modalità ivi previste.
4. Il Piano può individuare e disciplinare le aree contigue di cui all’articolo 4 bis della presente legge, fermo restando il rispetto delle intese ivi previste.
(Sostituzione dell’articolo 18 della l.r. 12/1995 )
articolo 18 della l.r. 12/1995
e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1. Al fine di consentire un procedimento partecipato e condiviso e di assolvere agli obblighi previsti in tema di valutazione ambientale strategica di cui alla
(Disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e modifiche alla
legge regionale 30 dicembre 1998, n. 38
(Disciplina della valutazione di impatto ambientale)) e successive modificazioni e integrazioni, l’Ente di gestione redige e approva uno schema di progetto di Piano, corredato da un rapporto preliminare.
2. Si applicano le disposizioni dettate dalla
l.r. 32/2012
e successive modificazioni e integrazioni. I procedimenti di approvazione del Piano e quello relativo alla VAS si svolgono in modo integrato e contestuale senza duplicazioni di fasi.
a) dal Consiglio dell’Ente parco, sentita la Comunità del parco, per i parchi gestiti dagli enti parco regionali;
b) dall’Assemblea consiliare, per i parchi gestiti da amministrazioni locali;
c) dall’organo competente secondo il relativo statuto per gli altri enti di gestione;
d) nel caso di piani integrati con i piani di gestione dei Siti Natura 2000 di cui alla
e successive modificazioni e integrazioni, acquisito il parere dei comuni interessati dai siti che non fanno parte dell’area protetta o che non sono rappresentati negli organi dell’Ente di gestione di tale area.
4. Il Piano adottato è pubblicato per sessanta giorni nei siti web dell’Ente di gestione, della Regione e degli enti locali interessati ed è contestualmente depositato a libera visione del pubblico, in formato cartaceo o su supporti informatici di facile accesso, presso gli uffici dei medesimi enti. Entro il termine di pubblicazione chiunque può presentare osservazioni.
a) acquisisce il parere dell’Ente di gestione sulle osservazioni pervenute;
b) valuta le osservazioni pervenute, sulla base del parere formulato su di esse dall’Ente di gestione;
c) apporta le modifiche al Piano ritenute necessarie, in particolare in accoglimento delle osservazioni, quelle derivanti dall’esito dell’eventuale procedimento di VAS e quelle volte ad assicurare una più efficace tutela e valorizzazione dell’area protetta, avvalendosi a tali fini della
collaborazione del soggetto gestore;
d) predispone la proposta di Piano da sottoporre al Consiglio regionale Assemblea Legislativa per l’approvazione.
8. Fino all'approvazione di modifiche di Piano si applicano le norme del Piano vigente o, in salvaguardia, le norme modificate e adottate se più restrittive. Il regime di salvaguardia decade nei medesimi termini previsti per gli strumenti urbanistici dall’
articolo 12, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
(Testo unico in materia edilizia) e successive modificazioni e integrazioni.
1. Dopo l’articolo 18 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono inseriti i seguenti:
1. Per l’approvazione del Piano delle riserve naturali si applicano le procedure di cui all’articolo 18 con i termini ridotti della metà. Il Piano adottato dall’Ente di gestione è approvato dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
2. Il Piano di gestione della Riserva dell’Adelasia è adottato d’intesa fra la Provincia di Savona e il Comune di Cairo Montenotte.
articolo 12 della l. 394/1991
e successive modificazioni e integrazioni, il Piano del Parco nazionale delle Cinque Terre, predisposto dall’Ente parco nazionale, è adottato dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio regionale Assemblea Legislativa.
(Modifiche all’articolo 21 della l.r. 12/1995 )
1. All’articolo 21 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
b) al comma 3, le parole: “
Nel rilasciare la concessione o l’autorizzazione il Sindaco può formulare anche sulla base delle eventuali indicazioni dell’Ente parco
Nel rilasciare il nulla osta l’Ente parco può stabilire
(Sostituzione dell’articolo 22 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 22 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
3. Il Piano pluriennale socio-economico è adottato dall’Ente gestore e trasmesso alla Giunta regionale che lo approva entro novanta giorni dal ricevimento. La Giunta regionale può richiedere all’Ente gestore di modificare e integrare il Piano pluriennale, sospendendo i termini di approvazione e può, motivandone le ragioni, modificarne i contenuti.
4. Nel caso di parchi regionali gestiti dagli appositi enti pubblici, il Piano pluriennale è adottato dal Consiglio dell’Ente parco, previo parere della Comunità del parco; per i parchi gestiti da enti locali il Piano pluriennale è adottato dall’organo competente secondo la normativa di settore e il rispettivo Statuto.
5. Il Piano pluriennale socio-economico ha validità per dieci anni e può essere aggiornato prima di tale termine, ove necessario, secondo le procedure indicate ai commi 3 e 4.
(Modifica all’articolo 25 della l.r. 12/1995 )
1. Al comma 1 dell’articolo 25 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, le parole: “
, sentita la sezione aree naturali protette del C.T.A. di cui all’articolo 39
(Inserimento dell’articolo 25 bis della l.r. 12/1995 )
1. Dopo l’articolo 25 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è inserito il seguente:
1. La Regione definisce gli obiettivi e le linee strategiche prioritarie per il sistema regionale delle aree protette attraverso il Piano regionale delle aree protette coerente con le Linee guida dell’Unione Europea e dello Stato.
5. Il Piano regionale delle aree protette può essere aggiornato annualmente mediante il Documento di programmazione economico-finanziaria regionale e i suoi risultati sono soggetti a
verifica attraverso periodiche riunioni in cui sia prevista la partecipazione dell’Assessore e degli uffici regionali competenti, dei presidenti, dei direttori degli enti e del Coordinatore regionale.
(Sostituzione dell’articolo 26 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 26 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1. Agli enti locali il cui territorio è incluso in tutto o in parte entro i confini di un parco naturale nazionale o regionale è, nell’ordine, attribuita la priorità prevista all’
articolo 7 della legge 394/1991
e successive modificazioni e integrazioni. Il medesimo ordine di priorità è attribuito ai privati, singoli o associati, nei casi previsti dal medesimo articolo.
2. Le attività, le opere e gli interventi aventi finalità agro-ambientali e di qualità indicate dai piani e dai programmi in campo ambientale, agricolo ed energetico, in coerenza con la specifica regolamentazione comunitaria, nazionale e regionale, che ricadono all’interno delle aree protette regionali e delle relative aree contigue, se non già ricomprese nei casi di cui al comma 1, beneficiano di specifiche priorità nei bandi di finanziamento disposti dalla relativa programmazione di settore.
4. Nello specifico, le priorità di cui al comma 1 riguardano i seguenti interventi, impianti e opere compatibili con il Piano d’area e previsti dal Piano pluriennale socio-economico:
c) opere igieniche e idropotabili e di risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo;
h) strutture per l’utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale, quali il metano e altri gas combustibili, nonché interventi volti a favorire l’uso di energie rinnovabili.
1. Dopo l’articolo 27 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono inseriti i seguenti:
1. Le attività agricole e silvo-pastorali, le attività produttive tradizionali e quelle e legate al turismo naturalistico, svolte in coerenza con le finalità dell’area naturale protetta e secondo i princìpi della sostenibilità ambientale, rappresentano un presidio essenziale per la conservazione dei valori naturali, paesaggistici e culturali dell’area protetta e per la sua corretta fruizione.
2. Per le finalità di cui al comma 1, gli enti definiscono forme di collaborazione con le attività agricole e produttive del territorio, con il concorso delle organizzazioni rappresentative di tali attività, volte tra l’altro:
c) a incentivare pratiche colturali ecocompatibili e tecniche agro-forestali che favoriscano la tutela della biodiversità e il mantenimento dell’habitat naturali;
f) ad adottare misure di mitigazione degli interventi di trasformazione del suolo e di nuova costruzione, incentivando il ricorso all’ingegneria naturalistica e alle energie rinnovabili.
3. Gli enti gestori stipulano convenzioni, ai sensi degli articoli 14 e 15
del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228
(Orientamento e modernizzazione del settore agricolo a norma dell’
) e successive modificazioni e integrazioni, con singole aziende agricole o con più aziende agricole associate per la realizzazione di interventi di manutenzione del patrimonio naturalistico, ambientale e paesaggistico dell’area protetta, e, in particolare, della sua rete sentieristica, degli habitat prativi e forestali di importanza comunitaria o di significativo valore per la biodiversità, delle sistemazioni agrarie e dei manufatti testimoniali della cultura locale.
2. I soggetti gestori delle aree protette liguri propongono, per l’approvazione della Giunta regionale, la denominazione del relativo marchio e le sue caratteristiche ideografiche.
1. La Regione, in linea con l’obiettivo di sostenere l’economia delle imprese presenti all’interno delle aree protette e della rete Natura 2000, promuove, anche con la collaborazione dei Gruppi di Azione Locale (GAL), delle associazioni datoriali o di soggetti terzi, l’e-commerce dei prodotti agricoli, artigianali o comunque relativi all’area protetta con la realizzazione di una piattaforma a esso dedicata e anche attraverso la valorizzazione dei marchi stessi.
1. Gli enti gestori delle aree protette possono prevedere, mediante apposite disposizioni nei regolamenti di fruizione, biglietti di ingresso per l’intera area protetta o una parte di essa o introdurre tariffe per i servizi erogati dall’Ente di gestione.
2. Le risorse derivanti dall’applicazione del comma 1 sono destinate prioritariamente ad attività di manutenzione e di promozione dell’area protetta.
3. Per tutelare ecosistemi fragili o per regolamentare l’accesso ad aree o strutture in cui sia opportuno il contingentamento dei visitatori, anche per assicurare un’elevata qualità del servizio
reso, il parco può gestire direttamente l’organizzazione della fruizione di dette specifiche aree o delle medesime strutture.
1. Dopo l’articolo 29 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, sono inseriti i seguenti:
1. La Regione coordina le iniziative dei soggetti gestori e fornisce il supporto tecnico e amministrativo necessario a garantire l’unitarietà della politica di settore, dell’immagine e della comunicazione istituzionale.
b) realizza e gestisce un sistema informativo centrale articolato su banche dati tematiche funzionali all’attività di coordinamento del sistema e alla rappresentazione all’utenza;
1) l’informazione e la comunicazione istituzionale sulle aree protette e sulla biodiversità;
3) la raccolta, la classificazione e la gestione di testi, strumenti di pianificazione e di documenti in materia di aree protette e tematiche connesse mediante l’istituzione di apposita biblioteca specialistica;
3. Nell’esercizio dei poteri di cui al presente articolo, la Regione formula direttive, indirizzi e rilievi a cui gli enti gestori si conformano tempestivamente.
4. La mancata osservanza dei provvedimenti di indirizzo e delle direttive emanate e il mancato recepimento dei rilievi formulati, in ordine ai provvedimenti adottati dagli enti di gestione, possono essere valutati ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 31.
5. Al fine di assicurare economie di sistema nell’organizzazione degli uffici e di impiegare personale in servizio a qualsiasi titolo nelle pubbliche amministrazioni, le disposizioni di cui all’
articolo 1, comma 557, della legge 30 dicembre 2004, n. 311
(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005)), si applicano agli enti parco e agli enti gestori.
6. La Regione può attivare procedure di distacco funzionale e di comando di personale degli enti Parco e degli enti gestori presso strutture regionali al fine di potenziare le proprie attività, ottimizzare l’esercizio delle proprie funzioni in relazione alle aree protette e al loro sviluppo, coordinare unitariamente le attività degli enti Parco e gestori e contenere la spesa di personale.
a) convoca la Conferenza del sistema regionale delle aree protette, di cui all’articolo 5, comma 3, e la Conferenza tecnica dei direttori e dei referenti delle aree protette;
b) attivita collaborazioni istituzionali con la Federazione Nazionale dei Parchi e delle Aree Protette (Federparchi), l’Università, gli enti operanti nel campo della tutela ambientale o con gli enti in possesso di particolari competenze tecniche, volte a garantire l’interscambio di conoscenza ed esperienze;
d) può partecipare ad associazioni, enti o organismi riconosciuti che perseguono istituzionalmente finalità di tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale.
3. Per l’esercizio delle funzioni a essi attribuite i soggetti gestori delle aree protette possono attivare le collaborazioni istituzionali o bandire le borse di studio, di cui al comma 1, lettere b) e c), partecipare ad associazioni, enti o organismi riconosciuti che perseguono istituzionalmente finalità di tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale, nonché avvalersi dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL), degli enti strumentali regionali e delle società a partecipazione regionale in gestione diretta (house providing).
4. Gli enti di gestione attuano, anche su iniziativa e impulso della Regione, forme di collaborazione per l’esercizio associato di funzioni di comune interesse, con particolare riferimento alla gestione contabile, all’attività contrattuale, alla gestione e alla formazione del personale, agli adempimenti sulla sicurezza sul lavoro e della medicina del lavoro, nonché per l’acquisizione di beni e servizi da svolgersi in forma centralizzata.
(Sostituzione dell’articolo 31 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 31 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
c) gravi inadempienze nell’attuazione dei piani di area, naturalistici, di gestione e di assestamento forestale;
3. Con il provvedimento di scioglimento la Giunta regionale nomina contestualmente un Commissario straordinario con pieni poteri che rimane in carica fino alla ricostituzione degli organi
4. Il Commissario straordinario, con il mandato e per il tempo necessari al superamento dello stato di criticità, è nominato dalla Giunta regionale anche nei casi di persistente inattività o di impossibilità di funzionamento degli enti parco non dipendenti da cause ad essi direttamente imputabili.
(Sostituzione dell’articolo 32 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 32 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1. L’Ente di gestione esercita la vigilanza sull’area protetta, accerta e contesta le violazioni per assicurare l’osservanza della presente legge, dei regolamenti e delle leggi dello Stato e della Regione in materia di caccia e pesca, tutela del paesaggio, dell’ambiente, della flora e della fauna e dell’uso del suolo, nonché per il controllo in genere della fruizione delle aree protette.
2. All’accertamento e alla contestazione delle violazioni provvede ogni Ente di gestione mediante:
a) il proprio personale dipendente addetto alla vigilanza, quale il personale inquadrato nella qualifica di “guardaparco” per gli enti parco, ovvero gli agenti di polizia locale, per i soggetti gestori costituiti da enti locali;
b) propri dipendenti appositamente incaricati, secondo i principi dei rispettivi ordinamenti degli enti gestori, all’esercizio di funzioni di vigilanza in riferimento a materie specificamente individuate nel provvedimento di incarico.
3. Sono fatte salve le competenze dei soggetti istituzionalmente preposti alla vigilanza sul territorio, nonché le funzioni di accertamento e contestazione delle violazioni esercitate da altri soggetti in materia ambientale, faunistica, venatoria, ittica ai sensi della normativa vigente. L’Ente di gestione può avvalersi della collaborazione di tali soggetti anche mediante apposite convenzioni per una migliore e coordinata azione di prevenzione e controllo, con particolare riferimento a quanto previsto dall’
articolo 27 della l. 394/1991
4. L’Ente di gestione provvede alle funzioni conseguenti al mancato pagamento in misura ridotta delle sanzioni amministrative di sua competenza secondo le procedure previste dalla
legge regionale 2 dicembre 1982, n. 45
(Norme per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniare di competenza della Regione o di enti da essa individuati, delegati o subdelegati) e successive modificazioni e integrazioni.
5. Il personale dipendente di cui al comma 1 riveste la qualifica di agente di polizia amministrativa e giudiziaria, nel rispetto della normativa in materia e nei limiti dell’ambito territoriale dell’area protetta e del servizio assegnato. Tale personale deve essere munito di distintivo e di tesserino di riconoscimento rilasciato dall’Ente di gestione e, nel caso del personale inquadrato come guardaparco, svolge il proprio servizio in divisa, salvo diverse e motivate disposizioni dell’Ente di gestione. La Giunta regionale stabilisce i modelli unificati di distintivo, dei tesserini di riconoscimento e delle divise.
6. La Giunta regionale disciplina e coordina le attività di vigilanza degli enti di gestione delle aree protette.
(Sostituzione dell’articolo 33 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 33 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
a) da euro 1.000,00 a euro 10.000,00 per la violazione dei divieti di cui all’articolo 42, comma 1, lettere a), b), n);
b) da euro 200,00 a euro 2.000,00 per la violazione dei divieti di cui all’articolo 42, comma 1, lettere c), d), e), f), g), h), i), l), m), o);
c) da euro 200,00 a euro 2.000,00 per la violazione dei limiti e dei divieti posti dal Piano del parco, nonché per la realizzazione di interventi o l’esecuzione di attività in assenza o in difformità del prescritto nulla osta;
d) da euro 50,00 a euro 500,00 per le violazioni dei regolamenti di cui all’articolo 25 non ricomprese fra quelle sanzionate a norma delle lettere a), b), c).
2. Qualora venga esercitata un’attività in difformità dal Piano, dal regolamento o dal nulla osta, oltre alla irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 1, l’Ente gestore adotta i provvedimenti previsti dall’articolo 29, commi 1 e 2,
della l. 394/1991
3. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al presente articolo è aggiornata ogni due anni in misura pari all'intera variazione media nazionale, accertata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. Sulla base di tali criteri, entro il 28 febbraio dell'anno successivo al biennio, con deliberazione della Giunta regionale sono fissati i nuovi valori delle sanzioni amministrative pecuniarie che si applicano con decorrenza dal 1° aprile successivo. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie così rideterminata è oggetto di arrotondamento all'unità di euro.
(Inserimento dell’articolo 34 bis della l.r. 12/1995 )
1. Dopo l’articolo 34 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è inserito il seguente:
2. Il riparto dei trasferimenti ordinari è effettuato dalla Giunta regionale tenuto conto, in particolare, della programmazione e delle priorità regionali, della programmazione della capacità di reperimento di risorse autonome delle singole aree protette e dell’entità delle funzioni in concreto da esse esercitate.
3. La Regione effettua spese dirette per iniziative di interesse generale per il sistema delle aree protette, quali attività formative specifiche, promozione, documentazione, ricerca, realizzazione di reti telematiche, assistenza tecnica, istituzione di organismi e per l’incentivazione dell’offerta
turistica e della fruizione pubblica delle aree protette.
4. Lo schema di bilancio degli enti di gestione delle aree protette è unico ed è approvato dalla
(Sostituzione dell’articolo 42 della l.r. 12/1995 )
1. L’articolo 42 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
a) l'apertura e l'esercizio di miniere, di cave e di discariche; il Piano del parco può prevedere l’apertura e l’esercizio di cave, per l’utilizzo del materiale ivi prelevato e non diversamente reperibile al fine del restauro del patrimonio paesaggistico ovvero il sito estrattivo costituisca un manufatto storico-culturale;
b) l’attività venatoria;
d) la cattura, l'uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; l’attività di pesca è consentita, salvo diversa disposizione del Piano o del regolamento, nelle forme che garantiscono un prelievo sostenibile e coerente con gli obiettivi di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema;
f) l'introduzione di specie animali o vegetali estranee che possano alterare l’equilibrio naturale;
h) le movimentazioni di terra tali da modificare consistentemente la morfologia dei luoghi o tali da alterare il regime idrico superficiale e di falda, fatti salvi gli interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni ambientali dei luoghi o a tutela della pubblica incolumità, su iniziativa dell’Ente di gestione o da esso autorizzati;
i) lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani non autorizzate dall’Ente di gestione;
n) l'atterraggio, il decollo e il sorvolo a bassa quota di velivoli non autorizzati secondo quanto disposto dall'apposito regolamento approvato ai sensi della
legge regionale 15 dicembre 1992, n. 37
(Divieto di sorvolo e atterraggio di velivoli a motore nelle aree protette);
o) sottrarre, manomettere o danneggiare i beni e gli arredi per la fruizione dell’area protetta.
2. I piani e i regolamenti delle aree protette possono individuare ulteriori limiti e divieti a maggiore tutela dei valori dell’area protetta in rapporto a condizioni specifiche.
4. Sono fatti salvi gli interventi eseguiti dall’Ente di gestione, sotto la sua regia o da esso autorizzati per ripristinare gli equilibri ecologici, a tutela della pubblica incolumità e sicurezza, per la ricerca scientifica, per la realizzazione di interventi necessari al conseguimento dei fini dell’area protetta; è inoltre fatta salva l’attività agro-silvo-pastorale svolta in conformità alle vigenti disposizioni in materia.
(Sostituzione dell’articolo 5 della legge regionale 10 luglio 2009, n. 28 (Tutela della biodiversità))
1. L’articolo 5 della l.r. 28/2009 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
1. Il Piano di gestione del sito è predisposto dal relativo Ente di gestione, che procede all'elaborazione in modo specifico od integrato ad altri piani di sviluppo secondo quanto previsto dall’
articolo 4, comma 2, del d.p.r. 357/1997
3. Il Piano di gestione integra le misure di conservazione previste all’articolo 4 per gli aspetti di maggior dettaglio e in conformità ad esse.
4. Il Piano di gestione può assumere il valore di misura di conservazione di livello sito specifico, purché conservi la coerenza con la struttura di tali misure, sia stato sottoposto, prima dell’approvazione, all’esame della Commissione consiliare competente e sia stato trasmesso al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per eventuali rilievi.
7. Per i piani di gestione integrati nei piani delle aree naturali protette, si applica il procedimento di adozione e approvazione per i medesimi. Laddove i piani di gestione sono integrati in altri piani, si applica il procedimento previsto per questi ultimi, purché siano garantiti i termini per la pubblicazione e la presentazione delle osservazioni, il parere dell’Ente gestore sulle osservazioni, l’assenso vincolante della Giunta regionale per gli aspetti del Piano integrato relativi alla gestione del sito interessato.
9. I piani di gestione sono aggiornati con cadenza settennale. L’aggiornamento può essere anticipato in relazione agli esiti del monitoraggio previsto all'articolo 13.
(Modifica all’articolo 8 della l.r. 28/2009 )
1. Al comma 4 dell’articolo 8 della l. r. 28/2009 e successive modificazioni e integrazioni, le parole: “
(Disciplina della valutazione di impatto ambientale) e successive modifiche ed integrazioni
Parte II, Titolo III, del d.lgs. 152/2006
(Sostituzione dell’articolo 9 della l.r. 28/2009 )
1. L’articolo 9 della l.r. 28/2009 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
a) piani soggetti a valutazione ambientale strategica (VAS) di cui alla
Parte II, Titolo II, del d.lgs. 152/2006
e successive modificazioni e integrazioni di competenza regionale;
b) progetti e interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale (VIA) di cui alla
c) piani, progetti o interventi, qualora non siano già di competenza regionale ai sensi del presente comma, per la parte del procedimento relativa all’applicazione dell’articolo 5, commi 9 e 10,
del d.p.r. 357/1997
g) piani, progetti e interventi, qualora vi sia identità fra Ente proponente ed Ente competente ad esprimere la valutazione di incidenza.
(Modifica all’articolo 20 della l.r. 28/2009 )
1. Il comma 3 dell’articolo 20 della l.r. 28/2009 e successive modificazioni e integrazioni, è sostituito dal seguente:
3. Gli enti gestori per ciascun sito della Rete Natura 2000 sono quelli individuati nell’Allegato E.
(Modifica all’Allegato E della l.r. 28/2009 )
1. All’Allegato E della l.r. 28/2009 e successive modificazioni e integrazioni “Individuazione ente gestore per ciascun sito della Rete Natura 2000”, per i Siti IT 1331012 Lago Marcotto - Roccabruna - Gifarco - L. d. Nave e IT 1331721 Val Noci - Torrente Geirato – Alpesisa, alla colonna “Ente Gestore” le parole: “
1. Nei territori che, per effetto della revisione dei confini di cui all’articolo 14 della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni, come sostituito dall’articolo 8 della presente legge:
a) entrano a far parte del parco, si applica in via transitoria la disciplina prevista dal vigente Piano del parco per la fascia di protezione più vicina, salvo i casi in cui la Giunta regionale, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, intenda attribuire loro una diversa fascia di protezione. In ogni caso gli enti parco, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano una apposita variante al Piano del parco per stabilire, sulla base degli opportuni approfondimenti tecnico scientifici, la fascia di protezione e la disciplina definitive di tali territori. In caso di mancato rispetto del termine, la Giunta regionale nomina il Commissario ad acta ai sensi dell’articolo 31, comma 1, della l.r. 12/1995 e successive modificazioni e integrazioni come sostituito dall’articolo 21 della presente legge;
b) risultano esterni al parco e siano sprovvisti di apposita disciplina urbanistica comunale, fino all'approvazione della stessa, sono consentiti gli interventi edilizi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere a), b), c), d) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico in materia edilizia) e successive modificazioni e integrazioni.
1. Trascorsi trenta mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge senza che gli enti gestori di aree protette regionali abbiano provveduto ad adottare il Piano dell’area protetta, qualora mancante, la Regione provvede in via sostitutiva.
2. Gli enti parco adeguano i propri statuti alle disposizioni di cui all’articolo 7 della presente legge entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
b) l’articolo 20 della legge regionale 22 gennaio 1999, n. 3 (Conferimento agli enti locali di funzioni e compiti amministrativi della Regione in materia di edilizia residenziale pubblica, opere pubbliche, espropriazioni, viabilità, trasporti e aree naturali protette) e successive modificazioni e integrazioni;
c) l’articolo 3 della legge regionale 3 settembre 2001, n. 29 (Individuazione del perimetro del Parco naturale regionale di Portofino e disposizioni speciali per il relativo Piano) e successive modificazioni e integrazioni.

References: articolo 22

articolo 29

articolo 3

articolo 145

articolo 4

articolo 164

articolo 18

articolo 12

articolo 12

articolo 7

articolo 1

articolo 27

articolo 4