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Timestamp: 2017-04-26 08:13:24+00:00

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PubblicatoErnesta Antonucci
Presentazione sul tema: "STABILE ORGANIZZAZIONE"— Transcript della presentazione:
STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners IL CONCETTO DI STABILE ORGANIZZAZIONE Relatore: Dott. Marco Petrucci
RUOLO ED IMPORTANZA DEL CONCETTO DI STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners RUOLO ED IMPORTANZA DEL CONCETTO DI STABILE ORGANIZZAZIONE Art. 7, comma 1 del modello OCSE Gli utili di un’impresa di uno stato contraente sono imponibili soltanto in detto stato, a meno che l’impresa non svolga la sua attività nell’altro stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata. Se l’impresa svolge in tal modo la sua attività, gli utili dell’impresa sono imponibili nell’altro stato ma soltanto nella misura in cui detti utili sono attribuibili a quella stabile organizzazione.
REGOLE SULLA STABILE ORGANIZZAZIONE ED ATRIBUZIONE DEGLI UTILIPG & Partners REGOLE SULLA STABILE ORGANIZZAZIONE ED ATRIBUZIONE DEGLI UTILI Le regole per determinare l’esistenza di una stabile organizzazione sono stabilite nell’ Art. 5 del modello di Convenzione OCSE, mentre le regole per determinare gli utili attribuibili alle stabile organizzazione sono contenute nell’ Art. 7. Le regole per accertare gli utili di un’impresa o stabile organizzazione di uno stato contraente in rapporti commerciali con un’altra impresa o stabile organizzazione dell’altro stato contraente nel caso in cui entrambe le società fanno parte dello stesso gruppo oppure sono controllate dalla stessa società sono trattati nell’ Art. 9 (principio del prezzo di trasferimento)
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE – Art. 5 DEL MODELLO OCSEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE – Art. 5 DEL MODELLO OCSE Art. 5 del modello OCSE fornisce: Una definizione generale della stabile organizzazione; Una lista di casi di esistenza di stabile organizzazione; Una lista di casi di non esistenza di stabile organizzazione; Chiarimenti sulle definizioni generali.
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALE Definizione generale di stabile organizzazione materiale Art. 5, comma 1 Ai fini della presente convenzione, l’espressione stabile organizzazione designa una sede fissa di affari in cui l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attività
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALE La “positive list” (1/2) Art. 5, comma 2 Il termine stabile organizzazione comprende in particolare: una sede di direzione una succursale un ufficio un’officina un laboratorio una miniera o giacimento petrolifero o di gas naturale, una cava o altro luogo di estrazione di risorse naturali.
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALE La “positive list” (2/2) Art. 5, comma 3 Un cantiere di costruzione o di montaggio costituisce stabile organizzazione solamente se ha durata superiore a dodici mesi.
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALE La “negative list” (1/2) Art. 5, comma 4 La definizione di “stabile organizzazione” non comprende: L’utilizzo di strutture ai soli fini di deposito, di esposizione e di consegna di beni o di merci appartenenti all’impresa; La gestione di un magazzino di merci appartenenti all’impresa ai soli fini deposito, di esposizione e di consegna; La gestione di un magazzino di merci appartenenti all’impresa ai soli fini della trasformazione delle stesse da parte di un’altra impresa;
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE MATERIALE La “negative list” (2/2) Art. 5, comma 4 La definzione di stabile organizzazione non comprende: d) l’utilizzo di una sede fissa di affari ai soli fini di acquistare merci o di raccogliere informazioni per l’impresa; e) l’utilizzo di una sede fissa di affari ai soli fini di pubblicità, di fornire informazioni, di ricerche scientifiche o di attività analoghe che abbiano carattere preparatorio o ausiliario per l’impresa; f) l’utilizzo di una sede fissa di affari unicamente per svolgere qualsiasi combinazione delle attività citate ai paragrafi da a) a e) purché l’attività della sede fissa nel suo insieme, quale risulta da tale combinazione, sia di carattere preparatorio o ausiliario.
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE IMMATERIALEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE IMMATERIALE Definizione generale di stabile organizzazione immateriale. Art. 5, comma 5 Quando una persona - diversa da un agente che goda di uno status indipendente – agisce per conto di un’impresa ed ha ed abitualmente esercita in uno stato contraente il potere di concludere contratti in nome dell’impresa, si considera che tale impresa abbia una stabile organizzazione in detto stato in relazione ad ogni attività intrapresa dalla suddetta persona per l’impresa, a meno che l’attività di detta persona sia limitata a quella citata al paragrafo 4 che, se esercitata per mezzo di una sede fissa di affari, non farebbe di tale sede fissa di affari una stabile organizzazione [materiale] ai sensi delle disposizioni di detto paragrafo.
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE Chiarimenti sulle definizioni generali (1/2) Art. 5, comma 6 Non si considera che un’impresa di uno stato contraente abbia una stabile organizzazione nell’altro stato contraente per il solo fatto che essa vi esercita la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale, o di ogni altro intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro attività ordinaria.
DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners DETERMINAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE Chiarimenti sulle definizioni generali (2/2) Art. 5, comma 7 Il fatto che una società residente di uno stato contraente controlli o sia controllata da una società residente nell’altro stato contraente, o che svolga un’attività in questo altro stato (a mezzo di una stabile organizzazione oppure no) non costituisce, di per sé, motivo sufficiente per far considerare una qualsiasi delle dette società una stabile organizzazione dell’altra.
ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE Principi generali (1/3) Art.7, comma 2 Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un’impresa di uno stato contraente svolge la sua attività nell’altro stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in ciascun stato contraente devono attribuirsi a detta stabile organizzazione gli utili che si ritiene sarebbero stati da essa conseguiti se si fosse trattato di un’impresa distinta e separata svolgente attività identiche o analoghe in condizioni identiche o analoghe e in piena indipendenza dall’impresa a cui la stabile organizzazione appartiene.
ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE Principi generali (2/3) Art.7, comma 3 Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione, sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile organizzazione – comprese le spese di direzione e le spese generali di amministrazione – sia nello stato in cui è situata la stabile organizzazione, sia altrove.
ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE Principi generali (3/3) Art.7, comma 5 Nessun utile può essere attribuito ad una stabile organizzazione per il solo fatto che tramite la stessa si siano acquistati beni o merci per l’impresa
ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE Esempio per l’applicazione dei principi E’ stato accertato che una “pipeline” rappresenta una stabile organizzazione materiale. Se utilizzata, la “pipeline” produce ricavi imponibili. Applicando i precedenti principi, il reddito imponibile prodotto dalla “pipeline” risulta dal seguente calcolo: + prezzo di mercato per l’affitto di una “pipeline” analoga costi di manutenzione della “pipeline” costi amministrativi per la gestione della “pipeline” = reddito imponibile attribuibile alla stabile organizzazione
ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONEPG & Partners ATTRIBUZIONE DI UTILI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE Come calcolare gli utili imponibili Dopo aver discusso il concetto della stabile organizzazione bisognerebbe fare un’ulteriore presentazione per approfondire i metodi da utilizzare per determinare gli utili attribuibili alla stabile organizzazione. Questi metodi derivano solitamente da due approcci: the “relevant business activity” approach the “functionally separate” approach La maggioranza dei paesi ha elaborato regole locali per l’applicazione di questi metodi. Spiegazioni e commenti generali su questi metodi possono essere trovati nel commentario al Modello di Convenzione OCSE e nelle raccomandazioni dell’OCSE ai propri membri.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTEPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE Fino a poco fa, nell’ordinamento tributario italiano, non c’era un’espressa definizione del concetto di stabile organizzazione. L’Amministrazione Finanziaria aveva sopperito a questa mancanza con la circolare n. 7 del 30 aprile 1977 ripendendo, sostanzialmente, la nozione di “permanent establishment” di cui all’art. 5 del Modello OCSE.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTEPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE L’art. 4 della L. delega 7 aprile 2003, n. 80 stabilì di provvedere all’ “introduzione nell’ordinamento italiano di una definizione della nozione di stabile organizzazione sulla base dei criteri desumibili dagli accordi internazionali contro le doppie imposizioni”; in ottemperanza a quanto sopra, il D.Lgs n. 344 del 12 dicembre 2003 ha introdotto nel D.P.R. 917/86 molteplici riferimenti al concetto di stabile organizzazione ed anche una definizione mutuata dal modello OCSE.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTEPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE LA S.O, NEL D.P.R. 917/1986: Art. 23, comma 1: “Ai fini dell'applicazione dell'imposta nei confronti dei non residenti si considerano prodotti nel territorio dello Stato: […] e) i redditi d'impresa derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato mediante stabili organizzazioni; Art. 152, comma 1: “Per le società e gli enti commerciali con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, eccettuate le società semplici, il reddito complessivo è determinato secondo le disposizioni della sezione I del capo II del titolo II, sulla base di apposito conto economico relativo alla gestione delle stabili organizzazioni e alle altre attività produttive di redditi imponibili in Italia.”
LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R.PG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R. D.P.R. 917/86 articolo 162 “Definizione di stabile organizzazione” (in rosso le principali aggiunte rispetto al Mod. OCSE): […] l'espressione "stabile organizzazione" designa una sede fissa di affari per mezzo della quale l'impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato;
LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R.PG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R. (continua) 2. L'espressione "stabile organizzazione" comprende in particolare: a) una sede di direzione; b) una succursale; c) un ufficio; d) un'officina; e) un laboratorio; f) una miniera, un giacimento petrolifero o di gas naturale, una cava o altro luogo di estrazione di risorse naturali, anche in zone situate al di fuori delle acque territoriali in cui, in conformità al diritto internazionale consuetudinario ed alla legislazione nazionale relativa all'esplorazione ed allo sfruttamento di risorse naturali, lo Stato può esercitare diritti relativi al fondo del mare, al suo sottosuolo ed alle risorse naturali.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R.PG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R. (continua) 3. Un cantiere di costruzione o di montaggio o di installazione, ovvero l'esercizio di attività di supervisione ad esso connesse, è considerato "stabile organizzazione" soltanto se tale cantiere, progetto o attività abbia una durata superiore a tre mesi. 4. Una sede fissa di affari non è, comunque, considerata stabile organizzazione se: a) viene utilizzata una installazione ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all'impresa; b) i beni o le merci appartenenti all'impresa sono immagazzinati ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna; c) i beni o le merci appartenenti all'impresa sono immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di un'altra impresa;
LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R.PG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R. (continua) d) una sede fissa di affari è utilizzata ai soli fini di acquistare beni o merci o di raccogliere informazioni per l'impresa; e) viene utilizzata ai soli fini di svolgere, per l'impresa, qualsiasi altra attività che abbia carattere preparatorio o ausiliario; f) viene utilizzata ai soli fini dell'esercizio combinato delle attività menzionate nelle lettere da a) ad e), purché l'attività della sede fissa nel suo insieme, quale risulta da tale combinazione, abbia carattere preparatorio o ausiliario. 5. Oltre a quanto previsto dal comma 4 non costituisce di per sé stabile organizzazione la disponibilità a qualsiasi titolo di elaboratori elettronici e relativi impianti ausiliari che consentano la raccolta e la trasmissione di dati ed informazioni finalizzati alla vendita di beni e servizi [previsione conforme alle raccomandazioni OCSE].
LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R.PG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R. (continua) 6. Nonostante le disposizioni dei commi precedenti e salvo quanto previsto dal comma 7, costituisce una stabile organizzazione dell'impresa di cui al comma 1 il soggetto, residente o non residente, che nel territorio dello Stato abitualmente conclude in nome dell'impresa stessa contratti diversi da quelli di acquisto di beni. 7. Non costituisce stabile organizzazione dell'impresa non residente il solo fatto che essa eserciti nel territorio dello Stato la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale, o di ogni altro intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell'ambito della loro ordinaria attività.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R.PG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE NEL T.U.I.R. (continua) 8. Nonostante quanto previsto dal comma precedente, non costituisce stabile organizzazione dell'impresa il solo fatto che la stessa eserciti nel territorio dello Stato la propria attività per mezzo di un raccomandatario marittimo di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135, o di un mediatore marittimo di cui alla legge 12 marzo 1968, n. 478, che abbia i poteri per la gestione commerciale o operativa delle navi dell'impresa, anche in via continuativa. 9. Il fatto che un'impresa non residente con o senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato controlli un'impresa residente, ne sia controllata, o che entrambe le imprese siano controllate da un terzo soggetto esercente o no attività d'impresa non costituisce di per sé motivo sufficiente per considerare una qualsiasi di dette imprese una stabile organizzazione dell'altra.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVAPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA D.P.R. 633/1972: Art. 7, comma 2: “Le cessioni bi beni […]. Le cessioni di gas mediante sistemi di distribuzione di gas naturale e le cessioni di energia elettrica si considerano effettuate nel territorio dello Stato: a) quando il cessionario è un soggetto passivo rivenditore che […] ha in Italia una stabile organizzazione, per la quale gli acquisti sono effettuati; b) quando il cessionario è un soggetto diverso dal rivenditore, se i beni sono usati o consumati nel territorio dello Stato.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVAPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA (continua) Se la totalità o parte dei beni non è di fatto utilizzata dal cessionario, limitatamente alla parte non usata o non consumata, le cessioni anzidette si considerano comunque effettuate nel territorio dello Stato quando sono poste in essere nei confronti di […] stabili organizzazioni nel territorio dello Stato, per le quali sono effettuati gli acquisti da parte di soggetti domiciliati e residenti all'estero; non si considerano effettuate nel territorio dello Stato le cessioni poste in essere nei confronti di stabili organizzazioni all'estero, per le quali sono effettuati gli acquisti da parte di soggetti domiciliati o residenti in Italia.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVAPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA D.P.R. 633/1972: Art. 7, comma 3: “Le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono rese da soggetti che hanno il domicilio nel territorio stesso o da soggetti ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all'estero, nonché quando sono rese da stabili organizzazioni in Italia di soggetti domiciliati e residenti all'estero; non si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono rese da stabili organizzazioni all'estero di soggetti domiciliati o residenti in Italia. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, agli effetti del presente articolo, si considera domicilio il luogo in cui si trova la sede legale e residenza quello in cui si trova la sede effettiva.”
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVAPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA Ai sensi della Sentenza n del 25/07/2002, emessa dalla Sezione tributaria della Cassazione, la nozione di stabile organizzazione in Italia di società estera, così come delineata dall’art. 5 del modello OCSE, deve essere integrata alla luce della disciplina uniforme, più restrittiva, dettata in materia dalla VI Direttiva del Consiglio (n. 77/388/CEE) il cui art. 9, n. 1, come interpretato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, fa riferimento al concetto di “centro di attività stabile”, il quale richiede l’impiego di risorse umane e materiali, non essendo sufficiente la presenza di impianti nel territorio in cui l’operazione è compiuta.
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVAPG & Partners LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA Conseguenze: Nel concetto di stabile organizzazione va escluso che la struttura organizzativa debba essere di per sé produttiva di reddito, ovvero dotata di autonomia gestionale o contabile; L’accertamento dei requisiti del centro di attività stabile, ivi compresi quello di dipendenza e quello di partecipazione alla conclusione di contratti in nome della società estera, deve essere condotto non solo sul piano formale, ma anche e specialmente su quello sostanziale.
Diversa “forza attrattiva” della SO rispetto alla CAS:PG & Partners DIFFERENZE TRA LA NOZIONE DI STABILE ORGANIZZAZIONE E DI CENTRO DI ATTIVITA’ STABILE Diversa “forza attrattiva” della SO rispetto alla CAS: un primo esempio può essere la possibile irrilevanza ai fini IVA di un’attività commerciale svolta in uno stato membro da parte di una società situata in un altro stato membro; Esempio: un server che ospita un sito web di cui contiene i dati che sono accessibili agli utenti: viene svolto pertanto un vero e proprio commercio elettronico: - dal modello OCSE il server può costituire SO; - l’art. 162 TUIR (traducendo il termine server con “elaboratore elettronico”) afferma che, di per sé, non costituisce SO; - ai fini IVA il server non può essere considerato CAS, in quanto manca essenzialmente del corredo umano stabile.
Rilevanza della localizzazione del committente:PG & Partners DIFFERENZE TRA LA NOZIONE DI STABILE ORGANIZZAZIONE E DI CENTRO DI ATTIVITA’ STABILE Rilevanza della localizzazione del committente: la diversa localizzazione del committente può annullare ogni forza attrattiva degli obblighi connessi a talune categorie di servizi resi. Al contrario della generalità dei casi del modello OCSE, la legge IVA fonda talvolta il criterio di territorialità sulla localizzazione del committente (per esempio, art. 7 comma 4, lett. d) D.P.R. 633/72): - ai fini IVA, se il committente si trova in un altro stato, il CAS non può esercitare alcuna forza attrattiva per esclusione espressa dell’elemento di “territorialità”; - ai fini delle imposte dirette, la SO può esercitare forza attrattiva in virtù dell’art. 5 OCSE e dell’art. 152, comma 1, TUIR.
PG & Partners DIFFERENZE TRA LA NOZIONE DI STABILE ORGANIZZAZIONE E DI CENTRO DI ATTIVITA’ STABILE Corte di Cassazione – Sez. Tributaria - Sent. n del 20/12/2001 In tema di IVA la nozione di stabile organizzazione in Italia di società estera, delineata dall'art. 5 del Modello OCSE di convenzione contro le doppie imposizioni, deve essere integrata alla luce della disciplina uniforme - più restrittiva - dettata in materia dalla VI Direttiva del Consiglio del 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE, il cui art. 9, n. 1, come interpretato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee, fa riferimento al concetto di "centro di attività stabile", il quale richiede l'impiego di risorse umane e materiali, non essendo sufficiente la presenza di impianti nel territorio in cui l'operazione è compiuta. Va, peraltro, escluso che la struttura organizzativa debba essere di per sé produttiva di reddito, ovvero dotata di autonomia gestionale o contabile. Inoltre, l'accertamento dei requisiti del centro di attività stabile, o stabile organizzazione, ivi compresi quello di dipendenza e quello di partecipazione alla conclusione di contratti - od alle sole trattative - in nome della società estera (anche al di fuori di un potere di rappresentanza in senso proprio), deve essere condotto non solo sul piano formale, ma anche - e soprattutto - su quello sostanziale.
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References: Art. 7
 Art. 5
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 Art. 9
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 Art. 5
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 5
 Art.7
 Art.7
 Art.7
 Art. 23
 Art. 152
 articolo 162
 Art. 7
 Art. 7
 Sentenza 
 art. 9
 art. 7
 art. 9