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Timestamp: 2020-04-07 13:07:36+00:00

Document:
Cassazione civile, sez. tributaria, 30 gennaio 2008, n. 2079
Amministrativo Enti locali Cassazione civile, sez. tributaria, 30 gennaio 2008, n. 2079
La controversia concerne l’opposizione proposta dal contribuente avverso l’ordinanza-ingiunzione dell’Ispettorato provinciale del Lavoro di Agrigento che irrogava la sanzione amministrativa conseguente all’assunzione di lavoratori in violazione della normativa sul collocamento: a fondamento dell’opposizione il contribuente deduce di aver provveduto a regolarizzare la posizione dei lavori de quibus, nonché l’inesistenza o nullità della notificazione dell’ordinanza perchè eseguita in violazione delle norme del codice di rito.
Il GOT del Tribunale di Sciacca accoglieva l’opposizione, con la sentenza in epigrafe, ritenendo nullo l’accertamento perchè non notificato secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile. Avverso tale sentenza, la Regione Sicilia e Ispettorato provinciale del Lavoro di Agrigento propongono ricorso per cassazione con unico motivo. Il contribuente non si è costituito.
Con l’unico motivo di ricorso, le parti ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 14, e art. 137 c.p.c., contestando la correttezza della decisione del giudice di merito circa l’inefficacia dell’accertamento per irregolarità della notificazione.
Il motivo è manifestamente fondato. Questa Corte ha affermato, infatti, che “in tema di sanzioni amministrative, la notificazione dell’ordinanza-ingiunzione non costituisce un elemento intrinseco, integrante la stessa, né – in assenza di alcuna disposizione in tal senso rinvenibile nella L. n. 689 del 1981 – una condizione di validità della medesima, bensì un mero adempimento di carattere estrinseco che, come per la generalità degli atti amministrativi, è finalizzato a renderlo noto ai destinatari, agli effetti della relativa efficacia e a quelli dell’impugnabilità” (Cass. nn. 13207 del 2006; 11234 del 1998; 8651 e 2852 del 1996). Questa Corte ha, altresì, riconosciuto che la notifica dell’ordinanza-ingiunzione ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 14, può essere effettuata da un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione contestata, senza che detto funzionario sia vincolato alle modalità di notificazione previste dal codice di rito, avendo, invece, facoltà di scelta tra vari mezzi previsti dalla legge: sicché la notificazione di ordinanza-ingiunzione eseguita “a mezzo del servizio postale, con plico raccomandato recante la indicazione dell’effettivo destinatario ed il domicilio, pur in assenza della compilazione della relata di notifica, prevista dal codice di rito, ove l’atto sia stato regolarmente ricevuto, in guisa da consentire all’ingiunto una tempestiva e rituale opposizione, non può comportare la inesistenza dell’atto stesso, ma, eventualmente, la sua nullità, comunque sanata dal raggiungimento dello scopo cui esso era preordinato” (Cass. n. 14314 del 1999; v. anche circa la sanatoria per il raggiungimento dello scopo, Cass. nn. 14854 del 2000; 24812 del 2005; 2817 del 2006).
Sicché il ricorso deve essere accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata: non essendo necessario alcun altro accertamento di fatto – poiché, da un lato, il giudice di merito ha affermato, e sul punto non vi è stata impugnazione, che il contribuente non aveva fornito la prova di aver regolarizzato la posizione dei lavoratori usufruendo del condono e, dall’altro, la nullità dell’accertamento è stata pronunciata sulla sola base della ritenuta irregolarità della notifica dell’ordinanza-ingiunzione – la causa può essere decisa nel merito con il rigetto dell’opposizione originariamente proposta dal contribuente.
Il fatto che l’orientamento della Corte in materia si sia consolidato in epoca successiva alla proposizione dell’opposizione giustifica la compensazione delle spese dell’intero giudizio.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione all’ordinanza-ingiunzione proposta dal contribuente. Compensa le spese dell’intero giudizio.

References: sentenza 
 art. 14
 art. 137
 art. 14
 Cass. 
 sentenza 
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