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Timestamp: 2018-07-16 10:51:01+00:00

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Tribunale di Perugia, sentenza storica: Joan avrà due mamme sul certificato di nascita!
Il Comune obbligato a trascrivere l'atto di nascita spagnolo
Il Tribunale di Perugia ha emesso una sentenza storica. Il piccolo Joan, figlio di due mamme di Perugia che si erano viste negare la trascrizione di entrambe come madri del bimbo, avrà ufficialmente i nomi delle due madri sul certificato di nascita. Ribaltata la decisione del sindaco di Perugia Andrea Romizi: al Comune la sentenza impone l’immediata trascrizione dell’atto di nascita.
Il Presidente di Omphalos ArciGay Perugia Stefano Bucaioni ha festeggiato la vittoria di civiltà contro l’atteggiamento fondamentalista dell’amministrazione comunale:
Il Sindaco Romizi aveva scelto di ignorare i diritti di queste due mamme e imbarcare il Comune di Perugia e la città tutta in un’assurda crociata discriminatoria che non poteva che avere questo epilogo. Joan ha due mamme e saranno entrambe riconosciute, che piaccia o no al Sindaco e ad un pezzo retrogrado e integralista della sua maggioranza. Se ne facciano una ragione.
Per Bucaioni e l’Omphalos il Comune e il Sindaco devono assolutamente riparare porgendo delle scuse ufficiali:
Scuse che devono essere fatte anche alla città di Perugia, per la brutta figura che il primo cittadino ci ha fatto fare, trascinando la città sulle pagine dei quotidiani nazionali. Questa storia è costata ad Omphalos la forte ostilità dell’amministrazione comunale, che ha scelto di revocare il patrocinio al Pride dedicato al piccolo Joan e a non concedere più patrocini per gli eventi dell’associazione, compresi i festeggiamenti per i 25 anni della sua fondazione. Ma l’associazione ha proseguito e proseguirà la propria azione sempre senza paura e a testa alta, sicura di essere dalla parte giusta della storia.
Per il Tribunale di Perugia la decisione è nell’interesse del minore
La sentenza di trascrizione è arrivata grazie al collegio della Prima sezione del locale Tribunale civile, composto da Paola De Lisio, Loredana Giglio e Mary Fabroni. Le mamme di Perugia erano assistite dagli avvocati di Rete Lenford Vincenzo Miri e Martina Colomasi.
L’avv. Colomasi ha sottolineato che in presenza di atti di nascita validi emessi all’estero, molti ufficiali hanno proceduto alla trascrizione senza tante manfrine:
In parecchi uffici di Stato civile italiani, in presenza di casi similari non è stato necessario ricorrere al tribunale in quanto gli ufficiali hanno autonomamente provveduto alla trascrizione degli atti di nascita di minori con genitori dello stesso sesso validamente formati all’estero. Una tale disparità di trattamento non dovrebbe esistere, speriamo quindi che la pronuncia di oggi disincentivi sempre di più gli ufficiali di Stato civile a procedere con il rifiuto delle trascrizioni.
Il Comune intanto fa sapere in una nota che non accetta accuse sullo “spirito discriminatorio” del proprio operato perché ha agito secondo la normativa vigente. Normativa vigente però che impone la trascrizione integrale degli atti di nascita registrati in altri Paesi. La Lega Nord in Umbria ha espresso solidarietà al Sindaco invitando il Comune a impugnare la sentenza del Tribunale di Perugia. Caro Romizi, dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…
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