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Timestamp: 2019-10-23 13:49:12+00:00

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Settimana 3, Luglio, 2010 | Notizie - Deiricchi.it
2010 - Luglio - Settimana 3
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15/07/2010 * 16/07/2010 * 17/07/2010 * 18/07/2010 * 19/07/2010 * 20/07/2010 *
L'India ironizza su Bin Laden, il Pakistan censura
Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/07/2010
Bloccata l'uscita diun film satirico sul leader di Al Qaeda
Non approdera' nelle sale cinematografiche del Pakistan il controverso film satirico 'Tere Bin Laden' (Senza di te, Bin Laden), prodotto dall'industria di Bollywood. Lo ha deciso l'organismo che si occupa della valutazione e della censura di film in Pakistan, che ha motivato la scelta sostenendo che la pellicola sul leader di al-Qaeda potrebbe incitare alla violenza e persino a sferrare attentati terroristici.
Il film sarebbe dovuto uscire venerdi' nei cinema del Pakistan con il titolo 'rivisto' per aggirare il divieto. Secondo il sito del quotidiano 'Pak Tribune' il nuovo titolo sarebbe stato 'Tere Bin', ma neanche quest'escamotage ha 'salvato' il film. L'attore che impersona Bin Laden, la star pakistana Ali Zafar, nelle scorse settimane aveva auspicato che la pellicola, pur trattando un argomento delicato come gli attentati alle Torri Gemelle, non fosse oggetto di critiche. "Il film pone in chiave umoristica le ripercussioni che hanno avuto gli attentati dell'11 settembre su tantissima gente", ha affermato Zafar.
Spero - ha aggiunto - che nessuno si sentira' offeso guardandolo. Il film racconta la storia di un giovane giornalista pakistano a cui viene impedito di recarsi negli Usa dopo gli attentati dell'11 settembre. Ma il reporter un giorno si imbatte in un sosia del leader di al-Qaeda e decide di vendicarsi del governo americano che non vuole rilasciargli il visto, iniziando a diffondere video falsi con protagonista il finto Bin Laden che ogni volta mettono in allarme il Pentagono.
Iran,Amiri pagato 5 mln dollari da Cia?
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/07/2010
8.26 Il fisico iraniano Amiri, giunto nella notte a Teheran,avrebbe ricevuto "oltre 5 milioni di dollari dalla Cia per fornire informazioni sul programma nucleare di Teheran". Lo rivela il Washington Post, che cita fonti governative Usa. A Teheran, accolto come eroe dai familiari e dal viceministro degli Esteri, Amiri ha rivelato di "essere stato rapito e torturato dagli Usa". Il fisico ha anche detto di non aver mai lavorato nel settore del nucleare: "Non ho niente a che fare con i siti di Natanz e Fordo", dove viene arricchito l'uranio.
Istat: nel 2009 oltre 2 mln famiglie povere, quasi come 2008
ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/07/2010
Tre milioni persone in condizioni dipoverta' assoluta
ROMA - In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono state 2 milioni 657 mila e hanno rappresentato il 10,8% delle famiglie residenti; si tratta di 7 milioni 810 mila individui poveri, il 13,1% dell'intera popolazione. Sempre nel 2009, 1.162 mila famiglie (il 4,7% delle famiglie residenti) sono risultate in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% dell'intera popolazione). Sia la poverta' relativa, che quella assoluta - i dati sono contenuti nel rapporto Istat per il 2009 - sono risultate sostanzialmente stabili rispetto al 2008, sia a livello nazionale sia a livello di singole ripartizioni. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti e' pari alla spesa media mensile per persona, che nel 2009 e' risultata di 983,01 euro (-1,7% rispetto al valore della soglia nel 2008). L'incidenza della poverta' assoluta viene calcolata sulla base di una soglia di poverta' che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire il paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile.
Nel 2009, il Mezzogiorno ha confermato gli elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa, 7,7% per l'assoluta) e ha mostrato un aumento del valore dell'intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%), dovuto al fatto che il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto pressoché identico, ma le loro condizioni medie sono peggiorate. L'incidenza di povertà assoluta è aumenta, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con persona di riferimento operaia, (dal 5,9% al 6,9%), mentre l'incidenza di povertà relativa, per tali famiglie, è aumentata solo nel Centro (dal 7,9% all'11,3%). L'incidenza è diminuita, invece, a livello nazionale, tra le famiglie con un lavoratore in proprio (dall'11,2% all'8,7% per la povertà relativa, dal 4,5% al 3,0% per l'assoluta), più concentrate al Nord rispetto al 2008. Nel 2009, la linea di povertà relativa (983,01 euro) è stata di circa 17 euro inferiore a quella del 2008. Nel 2009, infatti, la spesa per consumi ha mostrato una flessione in termini reali, particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti. La condizione delle famiglie con i consumi più contenuti non è risultata peggiorata rispetto a quella delle altre famiglie. Secondo l'Istat, il motivo per il quale la povertà non è cresciuta nell'anno della crisi va ricercato nel fatto che l'80% del calo dell'occupazione ha colpito i giovani, in particolare quelli che vivono nella famiglia di origine, mentre due ammortizzatori sociali fondamentali hanno mitigato gli effetti della crisi: la famiglia, che ha protetto i giovani che avevano perso l'occupazione, e la cassa integrazione guadagni, che ha protetto i genitori dalla perdita del lavoro (essendo i genitori maggioritari tra i cassaintegrati).
SACCONI, STABILITA'MOSTRA CHE SOSTEGNO HA FUNZIONATO - "La novità dei dati Istat sulla povertà è legata alla loro stabilità, nonostante riguardino un anno tra i peggiori della crisi. Questo dimostra che le politiche di sostegno, realizzate con gli ammortizzatori sociali, hanno funzionato, aiutando i capi famiglia che non hanno perso il lavoro". Ad affermarlo è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi che commenta il dato Istat a margine del voto di fiducia alla Camera. "Ovviamente tre milioni di poveri sono tanti e non c'é dubbio che bisogna occuparsene - dice Sacconi - ma non bisogna fare confusione tra povertà assoluta e povertà relativa. Quest'ultima indica solo un livello di diseguaglianza". Per Sacconi la povertà vera, sulla quale intervenire, è "quella della solitudine per la quale la risposta migliore può arrivare solo il sostegno di prossimità che può arrivare dagli enti locali e dal mondo no-profit".
iPhone, Apple corre ai ripari per i problemi di ricezione
Conferenza a Cupertino. Circolata ipotesi di un richiamo che costerebbe all'azienda 1,5 mld dlr
ROMA - Apple corre ai ripari per far fronte ai problemi di ricezione del suo nuovo iPhone 4, su cui incombe anche lo spettro di una class action.
La compagnia di Steve Jobs ha convocato a sorpresa una conferenza per domani nel suo quartier generale di Cupertino, in programma alle 19 ora italiana.
Apple non ha fornito ulteriori dettagli sulla conferenza stampa, ma è presumibile che l'incontro verterà sui problemi di ricezione denunciati da diversi utenti quando l'iPhone è impugnato in un determinato modo. Nei giorni scorsi l'ultimo melafonino ha incassato la bocciatura da parte di Consumer Reports, la bibbia dei consumatori Usa, proprio per i problemi legati all'antenna.
Sul dispositivo è anche circolata l'ipotesi di un richiamo che costerebbe all'azienda 1,5 miliardi di dollari e che in Borsa ha inciso pesantemente sul titolo della società.
Vaticano:20 anni prescrizione pedofilia
12.37 La Santa Sede ha deciso di allungare i termini per la prescrizione dei reati a sfondo sessuale commessi dai sacerdoti, da 10 a 20 anni. La nuova norma è contenuta nel decreto che modifica il documento "Delicta graviora" del 2001. Nel testo, inoltre, gli abusi sessuali sugli handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce infine il "delitto di pedopornografia".
Numerazione canali, polemica sull'Agcom
Roma, 15-07-2010
Stop al caos sul telecomando del digitale terrestre: i canali avranno una numerazione automatica, ferma restando la possibilita' per gli utenti di crearsi una lista personalizzata con le proprie reti preferite. E' il risultato della delibera con cui oggi l'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni ha dato il via libera definitivo al cosiddetto Lcn (logical channel numbering, cioe' appunto l'ordinamento automatico dei canali).
Non si placano, pero', le polemiche: protesta l'associazione di tv locali Alpi e la Lega Nord, con Davide Caparini, parla di decisione "demenziale che viola la legge".
In base al piano approvato dall'Agcom, da 1 a 9 vanno i canali nazionali generalisti (e dunque le tre reti Rai e Mediaset, poi La7, Mtv e probabilmente Rete A); da 10 a 19 le principali tv locali (in base alle graduatorie stilate dai Corecom); da 20 a 70 i canali tematici in chiaro divisi in semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica e televendite; da 71 a 99 ancora le tv locali. Nel secondo e terzo arco di numerazione (cioe' i blocchi da 100 a 200 e da 200 a 300) si replica lo stesso ordine. I canali della serie 400 e 500 sono riservati alle pay tv, quelli compresi tra 601 e 700 all'alta definizione e infine da 701 a 800 tornano ancora le tv locali.
Basandosi su uno schema sottoposto a consultazione pubblica e su un apposito sondaggio effettuato da una societa' specializzata, l'Agcom ha anche stabilito che le posizioni 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 sono riservate a servizi come le guide ai programmi, i canali mosaico e tutti gli aiuti alla navigazione e alla scelta individuale dei programmi (un po' sul modello del telecomando di Sky), per permettere ai telespettatori di navigare liberamente e visualizzare la lista di tutte le reti disponibili. E' anche prevista una sorta di impossibilita' a modificare l'ordinamento personalizzato fissato dal singolo utente.
Plaudono le emittenti locali associate ad Aeranti-Corallo, soddisfatte per l'attribuzione di "10 numeri consecutivi sul telecomando" e per la previsione di "una numerazione a due cifre per ogni emittente", che evita cosi' discriminazioni.
Sconcertato, invece, il presidente dell'associazione Alpi Luca Montrone, convinto che la delibera dell'Agcom fotografi la "situazione gia' compromessa" delle regioni in cui e' gia' avvenuto il passaggio definitivo al digitale terrestre. Dal Pdl il deputato sardo Mauro Pili parla di "atto di arroganza e prepotenza" da parte dell'Autorita', che viola "diritti acquisiti e consolidati dell'emittenza regionale".
La demenziale decisione dell'Agcom di assegnare alle reti nazionali le posizioni da 1 a 9 - attacca dalla Lega Nord Davide Caparini - e' in palese contrasto col decreto legislativo n. 44 del 2010, che prevede che il piano di numerazione automatica debba rispettare come criterio direttivo prioritario le abitudini e 'preferenze degli utenti', con riferimento anche alle emittenti locali. Il compito dell'Autorita' non e' quello di interpretare liberamente le norme ma di rispettarle e le indagini andavano effettuate nelle singole Regioni.
La vignetta di Gianni Carino
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Marea nera, chiusa la falla
Prima volta da aprile
La perdita di petrolio del pozzo Macondo nel Golfo del Messico e' stata fermata per la prima volta da aprile. Lo ha annunciato Bp.
Le valvole della nuova struttura di contenimento sono state tutte chiuse e il petrolio non fuoriesce piu', ha annunciato il vice-presidente di Bp Kent Wells.
Il risultato e' il frutto del test sulla pressione del pozzo cominciato da poco.
Il blocco del flusso serve a Bp per misurare la pressione all'interno della cupola. Se sale e resta alta e' un buon segno: il pozzo tiene. Se invece non sale o non tiene, e' il segno che c'e' una perdita altrove: il pozzo e' danneggiato.
Bp sta facendo salire la pressione lentamente nella cupola. Il test dovrebbe durare 48 ore a intervalli di sei ore.
Hanna & Barbera, 100 anni per papa' Tom & Gerry
ROMA - Con le avventure di Tom & Gerry, che fu anche il loro più grande successo commerciale, portarono a casa ben 7 Oscar e 13 nomination. Oltre a fare la fortuna della Metro Goldwyn Mayer e guadagnarsi un posto, a Hollywood, tra le Stelle della Walk of Fame. Ma Joseph Barbera e William Hanna, che proprio in questi giorni avrebbe compiuto 100 anni, restano indimenticabili, oggi come ieri, per una miriade di altri protagonisti dei cartoni americani, da Braccobaldo Bau a Yoghi e Bubu, dagli Antenati alla Pantera Rosa fino addirittura ai Puffi, i piccoli gnomi blu che segnarono gli anni Ottanta. Senza contare che per decenni i loro cartoon sono stati gli unici rivali del colosso Disney.
Praticamente coetanei (Hanna era nato nel 1910, Barbera nel 1911), i due si erano conosciuti nel 1938 alla Metro Goldwyn Mayer, dove lavorano a braccetto fino al 1957, quando la casa di produzione chiuse il settore cartoons. Fu allora che, di necessità virtù, nacque la loro casa di produzione, il mitico Hanna & Barbera, con studio a Hollywood, che nel tempo diventò grandissima. Barbera era l'autore, Hanna il regista e creatore delle animazioni. E poiché Hanna suonava il sassofono e aveva la passione per la musica, compose anche qualche colonna sonora, a partire dal tema dei Flinstones, da noi più conosciuti come gli Antenati, gli irresistibili primitivi (chi non ricorda la battuta di Fred, il capo famiglia, che prima di uscire chiede la clava alla mogliettina Wilma?), in realtà molto America anni Sessanta, che usano i dinosauri come fossero aeroplani. Punto di partenza erano i modelli disneyani. Ma per mantenere bassi i costi di produzione Hanna & Barbera si inventarono una tecnica di animazione più semplice, riuscendo comunque a non diminuire la qualità del prodotto, che anzi piaceva anche per la sua semplicità. Tom & Gerry sono un'invenzione degli anni Quaranta. E' grazie ai litigi senza fine e all'odio amore del gatto di casa con il dispettoso e furbetto topolino che tra il 1940 ed il 1958 arrivarono nomination e Oscar. Ma nel loro lungo sodalizio, i due sperimentarono anche contaminazioni con attori in carne e ossa, arruolando Frank Sinatra e Gene Kelly.
Inventarono Braccobaldo, il festaiolo cagnolone blu che in Italia era doppiato da Renzo Palmer, l'insaziabile Orso Yoghi sempre in coppia con il piccolo Bubu, gli Antenati, la Pantera Rosa, l'alano Scooby Doo, i Puffi. Negli anni Ottanta, causa i costi sempre più alti, furono costretti a cedere l'azienda, ma rimasero a capo della compagnia acquirente. Lavorarono insieme fino all'ultimo, per più di cinquant'anni. Un pochino più 'vecchio' di Barbera, Hanna morì nel 2001, cinque anni prima del suo amico.
Pedofilia: Germania, lascia la prima donna vescovo luterana
ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2010
Maria Jepsen accusata di aver coperto casi di abusi sessuali
BERLINO - Lo scandalo dei preti pedofili scuote anche la Chiesa protestante tedesca e spinge alle dimissioni Maria Jepsen, la prima donna vescovo della Germania e del mondo, accusata di avere coperto per oltre dieci anni presunti abusi sessuali commessi da un religioso.
L'annuncio giunge meno di cinque mesi dopo le dimissioni della 'papessa' Margot Kaessmann, massima rappresentante della Chiesa evangelica-luterana della Germania. Ma le cause che inseguivano la Jepsen, nominata vescovo di Amburgo nell'aprile del 1992, sono ben diverse dalla multa per guida in stato di ebbrezza che aveva spinto la Kaessmann a lasciare. Secondo la stampa, la Jepsen era a conoscenza da anni dei presunti abusi sessuali su minori commessi da un prete di una parrocchia vicino ad Amburgo, nel Nord del Paese. In pratica, quindi, la donna vescovo ha cercato di insabbiare la vicenda. Gli abusi in questione risalgono alla fine degli anni Settanta e sarebbero continuati fino alla meta' degli anni Ottanta. Al centro dello scandalo c'e' un prete della parrocchia di Ahrensburg (Schleswig-Holstein), oggi in pensione, che avrebbe commesso violenze sessuali nei confronti dei suoi stessi figliastri e di numerosi ragazzi e ragazze. Il Consiglio della parrocchia parla di sette vittime accertate, mentre secondo un'associazione locale le vittime sarebbero tra 50 e 60. Lo scandalo e' emerso a marzo, quando una delle presunte vittime - una donna che oggi ha 46 anni - ha denunciato alla diocesi di Amburgo di essere stata abusata sessualmente dal religioso. La Jepsen, 65 anni, si e' difesa sostenendo di avere saputo delle accuse contro il prete solo nella primavera di quest'anno, mentre secondo le indiscrezioni di stampa la donna vescovo sapeva fin dal 1999 e ha sempre taciuto. Oggi, durante una conferenza stampa tenuta ad Amburgo, la Jepsen ha respinto le accuse ma ha deciso di farsi da parte, spiegando cosi' la sua scelta: ''La mia credibilita' e' stata messa in dubbio - ha detto -. Quindi non mi sento piu' nella posizione di diffondere il lieto messaggio, cosi' come ho promesso davanti a Dio e alla comunita' con la mia ordinazione e secondo i principi del vescovado''. ''Una collaborazione basata sulla fiducia ha sempre avuto per me un grande significato - ha proseguito -. Non sarei stata capace e non avrei voluto fare il mio lavoro senza onesta' e franchezza''. E poi ha concluso: ''Aspetto che questi casi di abusi ad Ahrensburg e altrove vengano chiariti rapidamente e che la verita' venga alla luce''.
Archeologia: maxisequestro, torna in Italia tesoro trafugato
ROMA - Bellissima e ancora incatenata, finalmente Andromeda risplende al centro dell'arena del Colosseo. A salvarla dal terribile mostro questa volta però non è stato il prode Perseo, come narra la mitologia, ma i Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale grazie a una maxi-operazione che ha riportato in Italia, dalla Svizzera, 337 reperti trafugati a partire dagli anni '70. Un tesoro da 15 milioni di euro che grazie a un mercante giapponese rischiava di prendere definitivamente il volo verso l'Oriente. Tutti datati tra l' VIII secolo a.C e il VI d.C e perfettamente integri, questa mattina i preziosissimi reperti hanno rivisto 'la luce' nell'arena dei gladiatori, per un'ultima volta raccolti insieme prima che la soprintendenza di Roma ne disponga il ritorno nei luoghi di provenienza: Lazio, Puglia, Sardegna e Magna Grecia.
E' uno dei più importanti recuperi eseguiti con successo fino ad oggi, annuncia il soprintendente Giuseppe Proietti. Ma l'operazione, che proprio dall'Andromeda troneggiante su un vaso alto 50 centimetri prende nome, racconta il Generale Giovanni Nistri dei Carabinieri del TPC, "dura dagli anni '90 ed è nata come costola dell'indagine del caso Medici". Come nei migliori romanzi gialli, proprio indagando su quel piccolo tesoro raccolto al tempo dal trafficante Giacomo Medici e poi sul noto commerciante londinese Robin Symes (colui che, tra l'altro, curò la vendita illegale della Venere di Morgantina) gli investigatori sono arrivati a una pista Svizzera. Qui è comparso il Mister x del Sol Levante, pare tra i migliori fornitori di alcuni musei orientali. Un'operazione in collaborazione con la magistratura e polizia elvetica, nel 2008 ha scoperto un magazzino nel porto franco di Ginevra dove agli occhi degli agenti si è rivelata una meraviglia inestimabile: una raccolta di oltre 20mila beni d'arte di ogni parte del mondo. I 337 pezzi di cui è stata verificata la provenienza italiana sono rientrati il 25 giugno scorso mentre il dealer, raccontano i Carabinieri, pur deferito per ricettazione ha dimostrato ampia collaborazione. E, si spera, porterà a nuove piste di commercio illegale d'arte in oriente. Proprio lì, rischiava di finire il tesoro italiano, che raccoglie vasi presumibilmente di Canosa alti fino a 50 centimetri ma anche piccoli, bellissimi, guerrieri nuragici in bronzo, tanto richiesti al mercato clandestino da raggiungere il prezzo di 10mila euro al centimetro.
Israele: lasciamo Gaza ad Hamas
Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/07/2010
Il gruppo radicale rifiuta
Roma, 16-07-2010
Cedere Gaza ad Hamas con l'assistenza della Ue: alla vigilia della visita del ministro degli Esteri europeo Catherine Ashton, Israele lancia una proposta radicale, quasi una provocazione, per sganciarsi dalla situazione della Striscia che non riesce a tenere sotto controllo, con la crescente pressione internazionale e le navi di aiuti che vogliono raggiungere il territorio.
Ma Hamas ha gia' respinto l'idea-choc al mittente, facendo sapere che il destino di Gaza e' "inseparabile" da quello della Cisgiordania.
La proposta, secondo quanto anticipa il quotidiano Yediot Ahronot, e' stata messa a punto dal ministro degli esteri Avigdor Liberman, che vuole vedere la Ue sempre piu' coinvolta nella Striscia. Ovvero: con l'assistenza economica dell'Unione europea, la Striscia potrebbe diventare indipendente. Inoltre, la Ue si farebbe carico anche della gestione degli aiuti, e quindi del controllo dei valichi, visto che gia' da tempo Bruxelles parla di voler riaprire quello di Rafah.
Per avviare l'inclusione della Ue nel problema di Gaza, Israele vuole chiedere fin da subito dei passi importanti: in particolare, la costruzione di un impianto per la produzione di energia elettrica e di altri due per la desalinizzazione e la depurazione dell'acqua. La comunita' internazionale dovrebbe anche provvedere a un massiccio piano di costruzione di nuove abitazioni.
Lo Stato ebraico, secondo la strategia di Lieberman, chiuderebbe completamente i suoi confini con la Striscia, alla quale si accederebbe solo via mare.
Ma Hamas ha rigettato l'idea in toto: per Sami Abu-Zuhri, portavoce del movimento islamico, "Gaza e' parte della terra palestinese e respingiamo ogni tentativo di staccarla dal resto dei territori". Hamas, ha proseguito il portavoce, "non permettera' che chi occupa la terra palestinese evada dalle sue responsabilita"'.
Intanto, il capo della diplomazia italiana, Franco Frattini, ha annunciato che l'attesa missione dei ministri degli Esteri Ue a Gaza - affidata all'Italia proprio da Lieberman - si svolgera' a settembre. "Andremo a Gaza con un gruppo di ministri europei che condividono con me la necessita' di vedere e di aiutare il popolo che vive a Gaza, un popolo che soffre, ma senza che questo possa legittimare, o rilegittimare, l'organizzazione di Hamas", ha detto Frattini.
Cota: sentenza del Tar incomprensibile
Bresso: sceso a patto con taroccatori
All'indomani dell'inattesa sentenza del Tar che portera' al riconteggio di circa 15 mila schede di due liste del centrodestra, il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota non arretra di un millimetro, e all'opposizione che ritiene "indebolito" il suo governo replica che "la sentenza del Tar e' incomprensibile", "il riconteggio illegittimo", e che governera' "con rinnovato slancio".
In difesa di Cota scenda in campo anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "L'attacco a Roberto Cota dimostra che il governatore del Piemonte sta lavorando bene, e' persona onesta e impegnata per il bene della Regione. Evidentemente a qualcuno va di traverso che abbia vinto le elezioni regionali".
Abbiamo il riscontro di una forte indignazione popolare in Piemonte verso un provvedimento ingiustificato che potrebbe provocare anche un'instabilita' di governo nonche' un grave danno economico per le casse della Regione. Siamo certi - conclude il premier - che il presidente Cota e l'alleanza di governo che lo ha portato alla vittoria hanno l'affetto e il sostegno di tutti i piemontesi.
L'unica cosa che va di traverso a qualcuno è il rispetto delle regole, tanto da cercare di violarle sistematicamente. Lo afferma Mercedes Bresso, ex presidente della Regione Piemonte e uno dei proponenti dei ricorsi accolti dal Tar piemontese, replicando alle affermazioni del presidente del COnsiglio Berlusconi in merito alla decisione sul riconteggio dei voti delle elezioni regionali.
Ancora una volta il premier - spiega Bresso - mostra sprezzo per le regole democratiche, ma di questo ne avevamo in passato avuto ampia dimostrazione. Continuare ad affermare di avere un indiscutibile sostegno dei cittadini piemontesi quando si è vinto con lo 0,4 % e in un contesto di così palesi e riconosciuti reati amministrativi e penali è veramente stupefacente. La preoccupazione - conclude - per quanto hanno fatto nel corso delle ultime elezioni regionali e' tale, tanto da cercare e ottenere l'impegno del governo attraverso dichiarazioni che lasciano basiti.
L'estenuante giornata e l'afosa nottata di ieri, trascorse ad attendere una sentenza che nessuno nel centrodestra avrebbe previsto negli attuali termini, non hanno svigorito il presidente del Piemonte. E mentre il suo partito e gli esponenti del Pdl salgono sulle barricate, la sinistra riprende coraggio e lancia l'affondo: "Cota e' indebolito - afferma il Pd - ora si apre una nuova fase politica". L'ex presidente del Piemonte Mercedes Bresso, come sempre e' la piu' tranchant: "quando per vincere si e' disponibili a scendere a patti con noti taroccatori - dichiara - questo' e' il rischio che si corre".
Evidentemente - aveva detto Cota poco prima ai giornalisti convocati in conferenza stampa - per qualcuno non dovevo governare. Ma questa vicenda non mi fiacca, anzi mi da' nuove energie, e governero' con rinnovato slancio. Il governatore, il cui legale Luca Procacci ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato e il congelamento del riconteggio dei voti, ha affermato che "il Tar ha emesso una sentenza assolutamente incomprensibile", e che sarebbe "illegittimo" un riconteggio che non assegnasse al presidente anche il voto espresso con una sola croce sulla lista che lo sostiene.
Pure io - ha affermato Cota - mi sono votato tracciando una sola croce sul simbolo della Lega. L'ho fatto per chiarezza, e cosi' ho chiesto di fare ai miei elettori. In questa vicenda - ha sostenuto - sono vittima due volte. Ma non ho mai preso in considerazione le dimissioni, perche' costano e i piemontesi hanno appena votato.
Piu' colorito il linguaggio di uno dei diretti interessati, l'ex capogruppo dell'Udc in Regione Piemonte, Deodato Scanderebech, che con la la sua lista 'Insieme con Scanderebech' ha portato in dote a Cota oltre 12 mila voti. "Questa e' una sentenza politica - ha detto - degna di Cuba".
Nel Pdl, oltre al coordinatore regionale Enzo Ghigo, e' sceso in campo il presidente dei deputati Fabrizio Cicchitto. E se per il primo "'l'attuale governo del Piemonte e' del tutto legittimato", per il secondo "la vicenda e' incredibile". "La sinistra - ha detto Cicchitto - tenta di ribaltare il voto. Ha perso le elezioni e ora prova con la via giudiziaria".
Il centrosinistra, i cui esponenti ieri notte affollavano la palazzina del Tar molto piu' numerosi rispetto ai rappresentanti dello schieramento avverso, dal pronunciamento del Tribunale hanno tratto nuovo coraggio. Il Pd ha subito chiesto "un cambio di rotta" e "un nuovo atteggiamento" da parte di "un governatore la cui autorevolezza politica e' ridotta". Il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli si e' dichiarato "molto soddisfatto" ma ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la mancata esclusione della lista 'Verdi Verdi'.
La vicenda ha fatto registrare anche un botta e risposta fra il ministro Roberto Calderoli, che ha parlato di "sentenza non serena", e Bresso, che gli ha replicato di "andarsi a rileggere la Costituzione".
Clinton:'Perseguire autori strage Iran'
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/07/2010
6.25 Hillary Clinton ha condannato gli attacchi "orribili" contro una moschea sciita in Iran che hanno ucciso oltre 20 persone e ha chiesto che i responsabili vengano perseguiti."Gli Stati Uniti -ha aggiunto il segretario di Statoesprimono la loro vicinanza alle famiglie dei morti e dei feriti". "Questi attacchi,come quelli recenti in Uganda, Pakistan e Afghanistan,sottolineano la necessità della cooperazione internazionale nella lotta alle organizzazioni terroristiche che minacciano la vita di civili innocenti nel mondo".
Marcegaglia è la nuova presidente Luiss
22.16 Novità ai vertici della Luiss. Il nuovo CdA, che si è insediato ufficialmente oggi, ha nominato Emma Marcegaglia presidente dell'ateneo per il triennio 2010-2013, al posto di Luca Cordero di Montezemolo, al vertice dal 2004 a maggio 2010. Il board della Libera università degli studi sociali Guido Carli, guidata dal rettore Egidi e dal direttore generale Celli, ha poi eletto in qualità di vice presidente esecutivo Alessandro Laterza e conferito l'incarico di vice presidente a Rita Santarelli.
Cina: stampa, avvistati nuovi ufo nei cieli del paese
Ben 4 oggetti volanti non identificati nella parte sud occidentale del paese
SHANGHAI - Un altro avvistamento di ufo nei cieli cinesi dopo quello della settimana scorsa. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina. Dopo che il sette luglio scorso l'avvistamento di un ufo aveva bloccato l'aeroporto di Hanghzhou nel sud, ieri quattro oggetti volanti non identificati sono stati notati nei cieli di un parco della municipalita' di Chongqing, nella parte sud occidentale della Cina. Molti i testimoni che giurano di aver visto i medesimi velivoli, oggetti volanti con quattro forti luci a forma di diamante, che avrebbero volato per oltre un'ora sullo Shaping Park della citta' industriale cinese. Come per quelle dell'Ufo di Hanghzhou, le foto degli ufo avvistati ieri sera a Chingqing sono state messe online. Tre dei quattro velivoli avevano luci bianche mentre uno aveva la luce rossa. Non si conosce l'origine dei velivoli, come non e' ancora chiara l'origine dell'Ufo che la settimana scorsa ha fatto chiudere l'aeroporto di Hanghzhou per oltre un'ora. Una commissione di sei esperti e' volata ad Hanghzhou, senza pero' riuscire a districare la matassa, anche perche' non hanno ricevuto come richiesto dalle autorita' aeronautiche le immagini dei radar che, secondo le notizie ufficiali, sono stati spenti quando e' stato chiuso l'aeroporto. Il diniego delle immagini, fa emergere di nuovo l'ipotesi che l'ufo
avvistato ad Hanghzhou abbia qualche legame con i militari, ipotesi avanzata gia' nei giorni scorsi.
Calderoli: sovranità appartiene al Tar
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/07/2010
23.11 "Cambiamo l'articolo 1 della Costituzione che al secondo comma recita che la sovranità appartiene al popolo e non dice invece che appartiene ai Tar". E' il commento ironico del ministrio Calderoli, dopo la decisione del Tar del Piemonte di ricontare le schede delle regionali, mettendo a rischio l'elezione dell'attuale governatore, Cota. "I cittadini hanno votato-aggiunge Calderoli- hanno esercitato la loro sovranità e hanno eletto Roberto Cota". Per questo "non vedo serenità di giudizio in questa sentenza", ha concluso.
Vatican, Google rimette tutto in ordine
Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/07/2010
Attacco degli hacker
Roma, 17-07-2010
Google sotto attacco degli hacker: per alcune ore, qualunque utente inseriva la parola 'vatican' all'interno della stringa di ricerca otteneva come primo risultato il link al sito 'pedofilo.com'.
Il problema non riguardava soltanto la versione italiana del motore di ricerca. Anche su google.com, cercando 'vatican' o 'vaticano' usciva come primo risultato il sito pedofilo e per secondo quello ufficiale della Santa Sede.
A Mountain View sono subito intervenuti per per risolvere il problema che potrebbe essere stato causato da un attacco all'algoritmo che permette al motore di ricerca di indicizzare i contenuti in base alla loro attinenza.
Il sito 'pedofilo.com' risulta non accessibile. Il dominio è intestato a un messicano che gestisce la società informatica Guionbajo di Monterrey, nel Nuevo Leon. Non è la prima volta che nei motori di ricerca importanti siti istituzionali vengono 'dirottati' dagli hacker. Durante l'amministrazione Bush, alcuni esperti di informatica erano riusciti a collegare la pagina della biografia del presidente americano alle parole "miserable failure" (miserabile fallimento). Bastava scriverle nel campo di ricerca per avere come primo risultato la biografia dell'inquilino della Casa Bianca.
Anche questa volta il sistema utilizzato potrebbe essere il cosiddetto 'googlebombing', una tecnica che sfrutta l'algoritmo PageRank usato da Google in base al quale viene attribuita importanza a una pagina in rapporto a quanti link verso di essa si trovano all'interno di altri siti web. A gennaio del 2007, il colosso di Mountain View aveva fatto sapere di aver sconfitto il 'googlebombing'. Ma evidentemente gli hacker sono riusciti a inventarsi qualche altro stratagemma.
Nigeria, attaccato villaggio Cristiano
21.07 Almeno 8 persone, tutte appartenenti alla famiglia di un prete cattolico, sono state uccise a colpi di machete in Nigeria. Un gruppo di musulmani ha attaccato il villaggio di Mazzah, vicino a Jos. Tra le vittime, la moglie del revedendo Nuhu Dawat e i loro due figli. Il prete, che al momento dell'assalto era in casa, è riuscito a scappare e a mettersi in salvo.
Truppe GB fuori da Afghanistan per 2014
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/07/2010
7.27 Entro il 2014 le truppe britanniche lasceranno l'Afghanistan. Secondo il quotidiano britannico "The Independent",il il presidente afghano, Karzai,annuncerà le date dei rientri nella Conferenza internazionale di martedì prossimo a Kabul. Alla Conferenza sull'Afghanistan parteciperanno il segretario di Stato Usa, Clinton, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e i ministri degli Esteri di 70 Paesi.
Acqua: 1,4 milioni di firme contro la privatizzazione
ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2010
Il comitato promotore le ha consegnate alla Corte di Cassazione
ROMA - Sono oltre 1 milione e 400 mila le firme raccolte dal comitato promotore dei referendum per l'acqua pubblica, consegnate oggi a Roma presso la Corte di Cassazione, al Palazzo di Giustizia. Il presidio e' iniziato questa mattina alle 9.30 in piazza Navona, dove il 'popolo dell'acqua' si e' riunito insieme ad artisti, rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali per festeggiare la raccolta firme degli ultimi tre mesi con un muro simbolico di scatole 'per porre un argine alla privatizzazione dell'acqua'. L'obiettivo dei manifestanti e' di portare ''almeno 25 milioni di italiani'' a votare i tre si' della proposta referendaria contro la privatizzazione dei servizi idrici. Le associazioni e i comitati territoriali chiedono al Governo ''di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum'', e alle amministrazioni locali di ''non dare corso alle scadenze previste'' dallo stesso decreto. ''Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il decreto - spiega il Comitato - a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze''. Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua, conclude il Comitato, sara' il prossimo 18 e 19 settembre probabilmente a Firenze, dove si terra' l'assemblea dei movimenti per l'acqua.
Terrorismo: WP denuncia sprechi della 'Top Secret America'
La maxi-inchiesta di prima pagina riporta il quotidiano ai tempi del Watergate
NEW YORK - L'universo top secret creato dal governo federale americano in risposta agli attacchi dell'11 settembre e' diventato cosi' vasto, mal organizzato e segreto che nessuno sa quanto costi, quanta gente ci lavori e quanti programmi esistano o quante agenzie facciano lo stesso lavoro: la denuncia e' sul Washington Post, in una maxi-inchiesta di prima pagina che riporta il quotidiano ai tempi del Watergate.
Il giornale ha lavorato per due anni all'inchiesta che da oggi viene pubblicata in due puntate e corredata da video, grafici e analisi. ''Abbiamo scoperto una geografia alternativa degli Stati Uniti, una 'Top Secret America' nascosta agli occhi del pubblico''. Dopo nove anni di crescita e spese senza precedenti il risultato e' che il sistema messo in piedi per mantenere l'America sicura ''e' cosi' massiccio che e' impossibile determinarne l'efficacia'', scrive il Washington Post.
Il quotidiano del Watergate, che spiega di avere preso speciali precauzioni per pubblicare il lavoro dei suoi giornalisti Dana Priest e William Arkin senza mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, ha scoperto che 1.271 agenzie del governo e 1.931 societa' private lavorano su programmi legati all'anti-terrorismo, la sicurezza nazionale e l'intelligence in circa 10 mila localita' d'America. Circa 854 mila persone hanno accesso a materiali top secret. A Washington e dintorni 33 edifici sono in costruzione o sono stati costruiti per ospitare lavoro legato all'intelligence: ''assieme occupano una superficie pari a tre Pentagoni o 22 edifici del Campidoglio''.
Molte agenzie fanno lo stesso lavoro, creando sovrapposizioni e sprechi. Gli analisti che esaminano i materiali ottenuti con le intercettazioni e altri metodi di spionaggio negli Usa e all'estero producono 50 mila rapporti di intelligence all'anno: ''Troppi, con la conseguenza che vengono di routine ignorati''.
Rimedio contro la zanzara tigre, e' l'odore dei suoi predatori
Lo studio potrebbe dare soluzioni a bassissimo o nullo impatto ambientale
ROMA - Chi pensava di averle provate tutte per tenere lontane le zanzare, senza successo, ora deve ricredersi. Un gruppo di ricercatori della Rockefeller University e dell'universita' israeliana di Haifa hanno trovato la soluzione finale: i feromoni dei loro predatori. Anzi, un particolare tipo di feromoni, i cairomoni, composti chimici studiati nelle interazioni fra piante e insetti, il cui ruolo era finora poco noto nelle interazioni tra insetti.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Ecology Letters, oltre a tracciare uno scenario in cui ci si potra' liberare dalla schiavitu' di fornelletti, candele, spray, piastrine, creme e unguenti, potrebbe fornire nuove strategie per il controllo della riproduzione degli insetti a bassissimo o addirittura nullo impatto ambientale.
Lo studio ha identificato come repellenti due odori emessi dalle notonette, curiosi insetti acquatici che nuotano capovolti, nonche' predatori di zanzare. Quando le femmine di zanzara arrivano nei pressi di una nuova pozza d'acqua e percepiscono i composti secreti dalle notonette, spesso rinunciano a deporre le uova. Sfruttando le tecniche di spettrometria di massa e di cromatografia e' stato possibile identificare i due composti che sono risultati essere l'n-eneicosano e l'n-tricosano.
Secondo gli studiosi, questo comportamento evita alla zanzara il rischio di una predazione immediata, anche se la espone al pericolo di morire per altre cause mentre va alla ricerca di un altro specchio d'acqua per la posa delle uova.
Borsellino, Fini: Mangano non è un eroe
Polemiche alle celebrazioni per Borsellino Napolitano: fare luce sulle stragi
PALERMO - Un ''golpe'' pensato per accelerare la fine della prima Repubblica, garantito da un ''colossale depistaggio''. Che la strage di via D'Amelio fosse frutto di una convergenza di interessi politico-mafiosi e' ormai analisi condivisa: dalla politica, ma anche dalla magistratura, che sulla stagione che insanguino' la Sicilia e' tornata a indagare. Barlumi di verita' di cui, nel giorno dell'anniversario dell'eccidio di Paolo Borsellino e della sua scorta, parlano pm e parlamentari. E sui quali il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, chiede di fare ''piena luce''. In un messaggio il Presidente della Repubblica ha lanciato un appello affinche' ''i risultati conseguiti grazie all'impegno di magistrati e forze dell'ordine'' siano ''integrati da uno sforzo costante e coerente della societa' civile'', cosi' come ''indispensabile e' il convinto e forte sostegno alle nuove indagini in corso sulla terribile stagione delle stragi''. A Palermo, alla fiaccolata per commemorare Borsellino, oggi c'era il presidente della Camera. Il popolo delle ''Agende rosse'' lo ha accolto con un secco ''No a Schifani, si', invece a Fini''. Quest'ultimo, rispondendo alla domanda di uno dei manifestanti, ha sottolineato che ''Mangano (il mafioso, ex stalliere di Arcore, ndr) non e' un eroe, ma un cittadino condannato per mafia''. Ed e' a questo punto che scatta l'applauso per il presidente della Camera che poco dopo ribadisce: ''in via D'Amelio non fu solo mafia''. Gli inquietanti scenari della trattativa tra Stato e Cosa nostra, i sospetti, ormai piu' che concreti, di una responsabilita' di pezzi delle istituzioni nella morte del magistrato e l'esigenza che presto si arrivi alla verita' hanno accompagnato la giornata dedicata alla memoria. Che anche quest'anno non e' stata priva di polemiche, con l'ormai consueta conta di presenti e assenti a cerimonie e manifestazioni. E' vero, gli anni in cui i palermitani scendevano in strada spontaneamente, gli anni dei lenzuoli appesi, delle piazze piene sembrano un ricordo lontano. Alle 8, col sole gia' alto, via D'Amelio, sventrata 18 anni fa da un'autobomba, e' quasi deserta. Dieci persone che diventano un centinaio con l'arrivo dei ragazzini delle scuole. Nessun politico, nessun uomo del Governo. Il premier Berlusconi affida a una lettera il suo ricordo del giudice; mentre il ministro della Giustizia Alfano fa celebrare una messa in via Arenula. Va meglio nel pomeriggio. Al corteo che, al coro di ''Resistenza'', unisce due luoghi della memoria, via D'Amelio e l'albero Falcone, partecipano circa alcune centinaia di persone e i deputati Beppe Lumia e Fabio Granata. ''I rappresentanti delle istituzioni si vanno a chiudere in caserma perche' hanno paura delle contestazioni, ma e' qui che sono morte sei persone'', commenta, amara, Rita Borsellino, sorella del magistrato. Dall'altra parte della citta', nell'ufficialita' della caserma Lungaro, il presidente del Senato Renato Schifani, una delegazione della commissione Antimafia, guidata dal presidente Beppe Pisanu, e il capo della Dna Piero Grasso depongono corone di fiori in ricordo delle vittime. Il riferimento alla verita' negata su via D'Amelio e sulla stagione terroristico-mafiosa culminata negli attentati a Roma, Firenze e Milano del '93 e' inevitabile. E se Grasso ribadisce che ''e' ormai un dato certo che quella di via D'Amelio, non fu solo strage di mafia''; Fabio Granata, deputato del Pdl, componente dell'Antimafia, va oltre e fa sue le parole del procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo. ''Il 19 luglio del 1992 - dice - ci fu un vero e proprio golpe che aveva l'obiettivo di accelerare la fine della prima Repubblica''. Un'opinione condivisa dal parlamentare del Pd Walter Veltroni, che parla di ''strage dell'antistato e di convergenza di interessi tra Cosa nostra e pezzi delle istituzioni'', e dal leader di Idv Antonio Di Pietro. Preferisce non utilizzare il termine ''golpe'', invece, Pisanu, che punta pero' il dito contro ''i troppi silenzi e le parole dette per confondere e ostacolare la ricerca della verita'''. In serata il popolo delle ''agende rosse'' torna a ''presidiare'' via D'Amelio per impedire l'arrivo, peraltro non previsto, del presidente del Senato Schifani, e salutare con un applauso le parole di Fini su Mangano, dopo un accenno iniziale di contestazione. Una accoglienza soft rispetto a quella riservata invece a Milano - dove si e' intitolato un giardino al magistrato ucciso - al ministro della Difesa Ignazio La Russa e al sindaco Letizia Moratti. La giornata del ricordo (e delle polemiche) termina in serata. Con la consueta fiaccolata di Azione Giovani. In prima fila, accanto a Gianfranco Fini, il ministro delle Politiche giovanili Giorgia Meloni, il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri e il figlio di Paolo Borsellino, Manfredi, che tiene per mano il nipote del magistrato che porta il suo stesso nome. Un corteo con tanti giovani che indossano la maglietta con la scritta ''Meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino''.
FINI: NON FU SOLO MAFIA, MANGANO NON E' EROE
PRESIDENTE CAMERA A PALERMO PRIMA CONTESTATO POI APPLAUDITO
PALERMO - Un tentativo di contestazione nei confronti di Gianfranco Fini, al suo arrivo in via D'Amelio nel giorno del diciottesimo anniversario della strage, si e' concluso con un applauso al presidente della Camera da parte del popolo delle ''Agende rosse''. Il clima e' mutato cosi' rapidamente che Fini ha sentito soltanto gli applausi fragorosi quando ha detto che Mangano, l'ex stalliere di Arcore condannato per mafia, ''non e' un eroe''. Fini non si e' fermato a questo: parlando delle indagini sulla strage in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino ha aggiunto che ''oggi e' ancora piu' doveroso essere impegnati perche' sta emergendo dalla procura di Caltanissetta che in via D'Amelio non fu solo mafia. Individuare eventuali collusioni e complicita' e' un dovere assoluto che va al di la' di ogni divisione politica''. E ancora: ''Sapere che sulle indagini ci sarebbero stati depistaggi mi suscita indignazione''. Ai ragazzi dell'Agenda rossa, che si schierano con il ''Si' a Fini e no a Schifani'', assente alla cerimonia, il presidente della Camera ha detto che ''bisogna avere rispetto delle istituzioni, anche se in alcuni casi ci sono uomini che non sempre sono all'altezza del ruolo che ricoprono''. Infine, il presidente della Camera ha ricordato gli insegnamenti di Leonardo Sciascia: ''Ricordatevi di lui - dice rivolto ai ragazzi - che aveva visto tante cose giuste, ad esempio sui professionisti dell'antimafia''. Tra i manifestanti si alza un coro: ''Presidente, di professionisti dell'antimafia qui non ce ne sono''. E Fini non si sottrae a chi lo esorta a impedire l'approvazione della legge sulle intercettazioni: ''Lo vedete cosa sta facendo il Parlamento, apportando modifiche al ddl?''. Accesa da Manfredi Borsellino, il figlio del giudice ucciso, la prima fiaccola che da' inizio al corteo promosso da Giovane Italia e dalle associazioni che danno vita al forum ''XIX Luglio'', Fini si schiera in prima fila. Una manifestazione - a differenza del precedente ''faccia a faccia'' con il popolo delle ''agende rosse'', che si svolge in silenzio, senza clamori ne' polemiche.
CAP.ULTIMO: CHI PARLA DI STRAGI DI STATO E' UN CRIMINALE - Chi parla di stragi di Stato, con riferimento a quelle di Capaci e di via D'Amelio, ''e' un vile criminale'' e lavora ''per delegittimare lo Stato e legittimare Cosa Nostra''. Lo dice all'ANSA il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che catturo' Toto' Riina. ''Lo Stato - aggiunge - ha combattuto la mafia. E ha vinto''.
Romani: 'Rainews non mi piace'
Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/07/2010
Il viceministro con delega alle comunicazioni al presidente Rai
Roma, 19-07-2010
L'All news che fa Corradino Mineo non mi piace. L'All news Rai Che vorrei e' quella che e' presente dove accadono i fatti, ma non so se questa e' colpa della struttura, che non da' mezzi.
Lo ha affermato il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, alla presentazione degli atti sul servizio pubblico radiotelevisivo promosso dalla Vigilanza Rai.
A queste parole, la domanda diretta del presidente del cda Rai, Sergio Zavoli, anche lui presente all'incontro: "Possiamo togliere dall'ordine del giorno la cacciata di questo direttore?". "Mi chiede troppo", la risposta di Romani.
Intercettazioni, governo: pubblicabili se rilevanti
ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/07/2010
Deluso Berlusconi: testo lascia tutto come è. I finiani esultano: cade il bavaglio per la stampa
ROMA - Le intercettazioni saranno coperte da segreto fino alla conclusione della cosiddetta 'udienza-filtro'. E' quanto prevede l'emendamento presentato dal governo al ddl intercettazioni. E' durante questa udienza, infatti, che il magistrato dovrà escludere quelle estranee alle indagini. In questo modo, le intercettazioni considerate da giudice e pm rilevanti, potranno essere pubblicabili "anche per riassunto". "Cade così il bavaglio per la stampa - commenta la finiana Annamaria Siliquini - è una vittoria del Parlamento". A chiedere questa modifica, infatti, erano stati i finiani anche su 'suggerimento del Colle'.
Nell'emendamento presentato dal governo si afferma il principio secondo il quale, nel corso delle indagini, l'obbligo del segreto per le intercettazioni 'cade' ogni qual volta ne sia stata valutata la rilevanza. In questo senso viene inserita la previsione secondo la quale la documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni sono coperti da segreto fino al momento della cosiddetta 'udienza-filtro'. In questo momento del processo, infatti, si selezionano le intercettazioni depositate dal Pm e si escludono quelle relative a fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Stabilito questo principio, il governo propone quindi di sopprimere tutta quella parte del testo nel quale si prevede il divieto di pubblicazione delle intercettazioni sino alla conclusione delle indagini. Ma si sopprime anche la norma che specificava il regime delle intercettazioni allegate all'ordinanza cautelare. Le intercettazioni, comunque, secondo quanto si legge nel testo messo a punto dal governo, sono sempre coperte dal segreto fino a quando le parti non ne vengano a conoscenza. Nella proposta di modifica che porta la firma di Giacomo Caliendo, si disciplinano anche i casi in cui il giudice e il Pm, prima che ci sia 'l'udienza-filtrò, utilizzino le intercettazioni per emettere, ad esempio, dei provvedimenti cautelari oppure per atti che riguardano la ricerca della prova (ad esempio, un'ordinanza di custodia cautelare oppure un decreto di perquisizione). In questi casi, saranno il Pm e il giudice a dover selezionare quali conversazioni dovranno essere trascritte, in quanto rilevanti, per adottare la misura cautelare o l'atto d'indagine. Il meccanismo previsto implica la necessità di restituire al Pm la facoltà di operare uno stralcio per tutelare la segretezza delle indagini. Nell'emendamento sono poi indicate tutte le modalità tecniche per selezionare le intercettazioni rilevanti e si stabilisce il divieto di trascrivere parti di conversazioni che riguardano fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Giudice e Pm potranno poi disporre, con decreto motivato, l'obbligo del segreto, quando il contenuto delle conversazioni trascritte potrà ledere la riservatezza delle persone coinvolte. I difensori potranno estrarre copia delle trascrizioni e potranno trasferire le registrazioni su un supporto informatico. Si stabilisce, infine, che, dopo la conclusione delle indagini preliminari, nell'udienza preliminare e nel dibattimento, il giudice potrà sempre disporre su richiesta delle parti o anche d'ufficio l'esame dei verbali e l'ascolto delle registrazioni custodite nell'archivio riservato e potrà acquisire con ordinanza le intercettazioni in precedenza ritenute prive di rilevanza.
BERLUSCONI,TESTO COSI'NON CAMBIA COSE - Con le modifiche di oggi la legge sulle intercettazioni lascerà pressappoco la situazione come è adesso, e cioé non lascerà gli italiani parlare liberamente al telefono e l'Italia non sarà un Paese davvero civile". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi durante la presentazione del Milan. Il premier ha spiegato che "la battaglia sulle intercettazioni porta fuori il difetto della nostra democrazia costruita con un'architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democraticizzazione". Proseguirà quindi "lo scandalo assoluto di un privato che, senza aver commesso reati, può venire registrato e vedere poi le sue conversazioni su un giornale che possono avere un peso completamente diverso visto che basta tagliare una frase". "Queste leggi non piacciono - ha proseguito - a certi signori della magistratura di sinistra che le impugnano davanti alla Corte Costituzionale composta a sua volta da undici giudici di sinistra".
BONGIORNO, DA GOVERNO BALZO IN AVANTI - L'emendamento presentato dal governo al ddl intercettazioni sembra incontrare il parere favorevole dei finiani. "Credo che sia innegabile - dichiara il presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno - il fatto che questo emendamento presentato dal governo vada incontro alle istanze che vengono dal mondo dell'informazione". "E siccome si tratta di istanze che anche io ho condiviso - prosegue il deputato finiano - questa opzione, per me, è estremamente positiva". "La proposta di modifica va in una direzione che di fatto - conclude - non è solo un passo, ma un balzo in avanti".
FINOCCHIARO,EMENDAMENTO GOVERNO? VALUTEREMO - "Vedremo. Voglio vedere bene il testo nell'impatto che ha sulla legislazione". Così la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, replica a chi le chiede dell'emendamento presentato dal governo sulle intercettazioni in commissione Giustizia alla Camera a margine di una conferenza stampa. "Inoltre - aggiunge la senatrice - come ha rilevato anche il Quirinale, abbiamo già avuto una doppia lettura del provvedimento che impedisce la presentazione di altri emendamenti su alcune delle parti più delicate del testo".
CICCHITTO,ORA DDL VADA IN AULA ENTRO AGOSTO - "Il governo, attraverso il ministro Alfano, ha lavorato per raggiungere il triplice risultato di garantire la privacy, e quindi il rispetto dell'articolo 15 della Costituzione, la libertà di stampa secondo l'articolo 21 e il maggior grado possibile di consenso politico e istituzionale. Da questa impostazione discendono le proposte adesso presentate in commissione giustizia della Camera. Ci auguriamo che la commissione le approvi in modo da consentire all'aula di votare il provvedimento entro la prima settimana di agosto come da calendarizzazione già concordata". Lo afferma in una nota il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
PD CONTRO CALIENDO,INOPPORTUNO SEGUA LAVORI - "E' assolutamente inopportuno che il sottosegretario alla Giustizia sia qui in Commissione per seguire i lavori sul ddl intercettazioni". E' quanto ha affermato il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti a inizio seduta. I Democratici avevano deciso, in un precedente ufficio di presidenza del gruppo, la linea da tenere a proposito del sottosegretario alla Giustizia coinvolto nell'inchiesta 'Eolico-P3'. I giornalisti non potranno seguire i lavori della Commissione attraverso il circuito che di solito viene concesso. I deputati del Pdl, infatti, avevano deciso di chiedere di togliere il circuito qualora fossero cominciate le proteste del Pd contro il sottosegretario alla Giustizia.
COSTA, DA CALIENDO LEZIONE DI DIGNITA' - La contestazione che c'é stata in Commissione Giustizia del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo non è piaciuta per niente al Pdl. "Si è trattata solo di una brutta strumentalizzazione politica - commenta il capogruppo del Pdl in Commissione Enrico Costa - è davvero una brutta pagina". "Il capogruppo del Pd Donatella Ferranti - dichiara Costa - ha voluto creare una lesione in Commissione piuttosto significativa. In Commissione Giustizia, infatti, abbiamo sempre lavorato seriamente sui provvedimenti e ci siamo sempre tolte le casacche del pregiudizio. Ed è forse per questo che abbiamo sempre ottenuto ottimi risultati sull'esame dei provvedimenti. Ora lei, con questo attacco strumentale a Caliendo, ha voluto creare una lesione a tutto questo equilibrio che avevamo raggiunto". "La Ferranti insomma - prosegue Costa - ha voluto portare in Commissione una bassa speculazione politica nei confronti di una persona che, come Caliendo, ha sempre portato grande rispetto alla Commissione. Mi dispiace che l'opposizione, per carenza di argomenti, si affidi alla strumentalizzazione". "Dopo aver presentato 400 emendamenti ostruzionistici - conclude - ora si fanno scudo con questa speculazione politica. Vediamo - sottolinea - cosa si inventeranno domani...". "Caliendo comunque ha dato una lezione di dignità a tutti - conclude Costa - lui ha volato alto, parlando dei contenuti della proposta di modifica del governo, la Ferranti, invece, ha volato rasoterra...".
Israele, operativo nuovo sistema antirazzi
Le prime batterie saranno dislocate da novembre
GERUSALEMME - Un sistema di difesa da razzi di diverso calibro ha completato questa settimana con successo una serie di test finali, che hanno simulato situazioni reali di conflitto, ed è stato dichiarato operativo, secondo quanto ha riferito oggi il ministero della difesa israeliano. Le prime batterie saranno dislocate sui confini di Israele a partire da novembre.
Il sistema, denominato Iron Dome (cupola di ferro), sviluppato dalla israeliana Rafael, usa missili guidati da un sofisticato razzo per intercettare e distruggere in volo razzi in arrivo. Il sistema è in grado di neutralizzare minacce entro un raggio di 5-70 km.
Il sistema, che è stato collaudato anche col lancio simultaneo di numerosi razzi, è così sofisticato che è in grado di distinguere tra razzi la cui traiettoria li porterà a colpire aree abitate o altri obiettivi importanti e che sono perciò da distruggere e quelli che invece colpiranno aree deserte o obiettivi comunque trascurabili e quindi da lasciar passare per risparmiare sui costi.
Ciascun missile di Iron Dome ha infatti un costo compreso tra i 10.000 e i 50.000 mila dollari, mentre un razzo di tipo katiuscia ha un costo di poche centinaia di dollari. Una volta dislocate in quantità sufficiente le batterie di Iran Dome, ciascuna delle quali è in gradi proteggere una cittadina di circa 120 mila abitanti, dovrebbero difendere il nord e il sud di Israele dalle minacce di razzi.
Milano: sequestrata area ex Montedison Redaelli
La falda acquifera sottostante sarebbe inquinata con alcune sostanze pericolose per l'ambiente e la salute
MILANO - La Guardia di Finanza di Milano questa mattina ha eseguito il sequestro preventivo dell'area Montecity-Rogoredo di proprietà della Milano Santa Giulia SpA facente capo al gruppo Zunino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la falda acquifera sottostante l'area sarebbe inquinata con alcune sostanze pericolose per l'ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene.
Il sequestro è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta coordinata dai pm di Milano Laura Pedio e Gaetano Ruta su presunte irregolarità per la bonifica dell'area di Montecity Santa Giulia per la quale sono finiti indagati (e anche arrestati) l'imprenditore nel campo dei rifiuti Giuseppe Grossi, alcuni suoi collaboratori e Rosanna Gariboldi, moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli (che ha patteggiato come Grossi). I reati ipotizzati per questo filone d'inchiesta sono di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque. Le indagini, che sono state svolte anche con il contributo del Corpo Forestale dello Stato, dell'Arpa e della polizia locale di Milano, in base a diverse relazioni depositate in procura, hanno evidenziato l'inquinamento della falda acquifera sottostante l'area Santa Giulia, con superamenti dei limiti di legge di alcune sostanze pericolose per l'ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene. Dagli accertamenti è emerso inoltre che su alcuni terreni dell'area sarebbero stati eseguiti scavi non autorizzati, nei quali sarebbero state 'riportate', senza alcun titolo, scorie di acciaieria che andavano trattate invece come rifiuti. L'area Santa Giulia ha un'estensione di circa un milione di metri quadrati, un valore di mercato stimato di circa un miliardo di euro e occupa gli spazi su cui sorgevano gli stabilimenti chimici della Montedison e dell'acciaieria Redaelli. Nel 2000 il gruppo guidato dall'immobiliarista Luigi Zunino propose, con un programma integrato di intervento, il riutilizzo del complesso urbanistico presente in quella zona, dando vita così al 'progetto Montecity' firmato anche dall'architetto Norman Foster. Progetto che prevede la realizzazione di un complesso di edilizia sociale e convenzionata con investimenti privati di circa 1,6 miliardi. In questo filone d'inchiesta gli investigatori hanno effettuato anche numerose perquisizioni e sequestrato documenti come certificati di analisi di laboratorio dei campioni delle acque e dei terreni svolte nel tempo e documenti relativi all'esecuzione delle opere di bonifica e smaltimento dei rifiuti.
INDAGATI ZUNINO, TEDESI E ALTRI - Ci sono anche l'immobiliarista Luigi Zunino, l'ingegnere Claudio Tedesi, titolare di una società specializzata nelle bonifiche e direttore dell'Asm di Pavia, Silvio Bernabé ex amministratore delegato di Milano Santa Giulia Spa e Davide Albertini Petrone, direttore generale di Risanamento, tra le persone indagate nel nuovo filone di inchiesta sulla vicenda Montecity e che oggi ha portato il Gip, Fabrizio D'Arcangelo a disporre il sequestro dei terreni su cui sorgeva la ex Montedison (non costruiti) e il cosiddetto parco Trapezio nella zona sui cui sorgeva la Redaelli. Le accuse a vario titolo sono discarica abusiva, smaltimento illecito di rifiuti e anche avvelenamento delle acque.
Tra gli altri indagati, accanto al nome dell'imprenditore Giuseppe Grossi, spuntano anche quelli di Ezio Streri, ex amministratore gruppo Santa Giulia, di Vincenzo Bianchi (ex ad Lucchini Artoni) e di Bruno Marini e Alessandro Viol della EdilBianchi, la società specializzata nelle attività di movimento terra. Secondo le indagini l'area del parco Trapezio, nei pressi del quale sorge una scuola, è costituita da terreni di cui non si conosce la provenienza e di rifiuti allo stato non identificati. L'Arpa, che ha fatto un lavoro definito "immenso" e dettagliato, ha scoperto nell'area una 'falda sospesa' (a soli 6/7 metri di profondità e ritenuta quindi superficiale) che nel corso della bonifica era stata monitorata solo una volta e poi 'dimenticata'. Tale falda, dalle analisi effettuate, è risultata inquinata in modo grave. In base agli accertamenti anche la falda di secondo livello, che si trova a una profondità di 30 metri e alla quale attinge l'acquedotto, è risultata inquinata anche se non a livello così alto come quella 'sospesa'. Tra le sostanze nocive rinvenute nelle acque ci sono solventi e il cloruro di vinile, il tricloro metano e il tricloro etilene.
Cina: paura per la diga piu' grande al mondo
Sta reggendo all'eccezionale afflusso di acqua dovuto alle piogge torrenziali - VIDEO
PECHINO - La diga più grande del mondo, quella delle Tre Gole sul fiume Yangtze in Cina, sta reggendo l'eccezionale afflusso di acqua dovuto alle torrenziali piogge che nei giorni scorsi hanno battuto l'alto corso del fiume.
Il flusso è alto ma non superato la massima capacità (della diga) di centomila metri cubi di acqua al secondo, ha dichiarato Cao Guangjing, presidente della compagnia che gestisce la diga.
Il flusso ha raggiunto i 70 mila metri cubi, vale a dire 20 mila in più rispetto al 1998, quando le alluvioni causarono la morte di oltre quattromila persone. "La diga può superare facilmente questa prova", ha aggiunto Cao. I servizi dei traghetti sullo Yangtze sono sospesi da ieri e verranno ripresi quando l'afflusso sarà sceso a 45 mila metri cubi al secondo.
Fino ad oggi, l'ondata di maltempo che ha colpito vaste aree della Cina ha provocato la morte di 146 persone, mentre altre 40 sono date per disperse nel centro-sud del Paese.
Oggi altre 13 persone sono considerate disperse dopo che una frana ha colpito un villaggio nella provincia sud-occidentale del Sichuan. Nella stessa provincia, la città di Wanyuan è rimasta isolata per due giorni dopo che le alluvioni e le frane hanno ostruito l'unica strada che la collega al resto del Paese. La strada, afferma l'agenzia Nuova Cina, è stata riaperta dopo l'intervento di 600 operai che l'hanno riparata e ripulita
Usa: liberta' su cauzione per Lord Black
L'ex magnate dei media, secondo la corte d'appello di Chicago, non ha goduto di un giusto processo
NEW YORK - Lord Black, l'ex magnate dei media, lascerà, su cauzione, a giorni, il carcere di Coleman, in Florida, dove sta scontando una condanna a sei anni e mezzo di reclusione per frode. Lo ha stabilito, a sorpresa, una corte d'appello di Chicago, sulla scia di quanto deciso in giugno dalla Corte Suprema americana, che ha ritenuto che Conrad Black non ha goduto di un giusto processo in quanto la legge sugli "obblighi morali" è stata applicata in modo troppo ampio. La norma prevede che i rappresentanti pubblici e di aziende private agiscano nel miglior interesse dei dipendenti e degli elettori". La libertà verrà concessa in attesa dell'esito dell'appello presentato.
La cauzione - riporta il Financial Times - verrà fissata a giorni. La condanna era giunta nel 2007 dopo una dura battaglia legale iniziata quando gli azionisti di Holliger International, la seconda conglomerata di quotidiani in lingua inglese al mondo e che Black ha guidato per otto anni, hanno chiesto risposte in merito ai pagamenti da decine di milioni di dollari in commissioni accordate allo stesso Lord Black e ai suoi assistenti. Lord Black è stato condannato nel 2007, accusato di frode per aver trattato la Holliger come una sua banca personale, utilizzando i fondi della società per mantenere il proprio elevato stile di vita a spese degli investitori. Black, 66enne canadese di nascita, è poi diventato cittadino britannico fino a conquistare nel 2001 il titolo di 'Lord'.
Black, che era a capo di un gruppo che controllava testate come il Jerusalem Post, il Daily Telegraph e il Chicago Sun Times, ha sempre difeso la propria condotta respingendo le accuse mosse nei suoi confronti come, ad esempio, quella di aver utilizzato l'aereo aziendale per andare in vacanza con la moglie Barbara Amiel Black sull'isola di Bora Bora. Oppure di aver addebitato alla Hollinger 40 mila dei 62 mila dollari spesi per una festa di compleanno della moglie al ristorante La Grenouille di New York, città dove ha comprato un lussuoso appartamento. "Non riesco a capire - aveva dichiarato il giudice Amy St Eve il giorno della condanna - come una persona della sua statura possa essere impegnato in tale tipo di condotta mettendo tutto a rischio. In questo paese, nessuno è al di sopra della legge". La decisione di rilasciare su cauzione Conrad Black rappresenta un colpo per il Dipartimento di Giustizia americano, che si era opposto alla richiesta di libertà su cauzione in attesa che il caso fosse riesaminato in appello.
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