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Timestamp: 2017-07-23 02:41:22+00:00

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Aggiornato L. 183/2010	Summary
Principi comuni (art. 1-61)Disposizioni generali (art. 1-4)Sistema istituzionale (art. 5-14)Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro (art. 15-54)Disposizioni penali (art. 55-61)Luoghi di lavoro (art. 62-68)Disposizioni generali (art. 62-67)Sanzioni (art. 68-68)Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (art. 69-87)Uso delle attrezzature di lavoro (art. 69-73)Uso dei dispositivi di protezione individuale (art. 74-79)Impianti e apparecchiature elettriche (art. 80-87)Cantieri temporanei o mobili (art. 88-160)Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili (art. 88-104)Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota (art. 105-156)Sanzioni (art. 157-160)Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (art. 161-166)Disposizioni generali (art. 161-164)Sanzioni (art. 165-166)Movimentazione manuale dei carichi (art. 167-171)Disposizioni generali (art. 167-169)Sanzioni (art. 170-171)Attrezzature munite di videoterminali (art. 172-179)Disposizioni generali (art. 172-173)Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (art. 174-177)Sanzioni (art. 178-179)Agenti fisici (art. 180-220)Disposizioni generali (art. 180-186)Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro (art. 187-198)Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni (art. 199-205)Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici (art. 206-212)Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali (art. 213-218)Sanzioni (art. 219-220)Sostanze pericolose (art. 221-265)Protezione da agenti chimici (art. 221-233)Protezione da agenti cancerogeni e mutageni (art. 234-245)Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto (art. 246-261)Sanzioni (art. 262-265)Esposizione ad agenti biologici (art. 266-286)Disposizioni generali (art. 266-270)Obblighi del datore di lavoro (art. 271-278)Sorveglianza sanitaria (art. 279-281)Sanzioni (art. 282-286)Protezione da atmosfere esplosive (art. 287-297)Disposizioni generali (art. 287-288)Obblighi del datore di lavoro (art. 289-296)Sanzioni (art. 297-297)Disposizioni in materia penale e di procedura penale (art. 298-303)Norme transitorie e finali (art. 304-306)Allegati (1-51)	Versione 24-11-2010
(art. 1-61)	CAPO IDISPOSIZIONI GENERALI
(art. 1-4)	ARTICOLO 1 - FINALITÀ
3. Gli atti, i provvedimenti e gli adempimenti attuativi del presente decreto sono effettuati nel rispetto dei principi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.	ARTICOLO 2 - DEFINIZIONI
ff) «responsabilità sociale delle imprese»: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.	ARTICOLO 3 - CAMPO DI APPLICAZIONE
13. In considerazione della specificità dell’attività esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi all’informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalità di attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente periodo.	ARTICOLO 4 - COMPUTO DEI LAVORATORI
4. Il numero degli operai impiegati a tempo determinato, anche stagionali, nel settore agricolo si computa per frazioni di unità lavorative anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria.	CAPO IISISTEMA ISTITUZIONALE
(art. 5-14)	ARTICOLO 5 - COMITATO PER L'INDIRIZZO E LA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE ATTIVE E PER IL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE ATTIVITÀ DI VIGILANZA IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
1. Presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, è istituito il Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attivita' di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato e' presieduto dal Ministro della salute ed e' composto da:a) tre rappresentanti del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;b) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;c) un rappresentante del Ministero dell'interno;d) cinque rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano.2. Al Comitato partecipano, con funzione consultiva, un rappresentante dell'INAIL, uno dell'ISPESL e uno dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).3. Il Comitato di cui al comma 1, al fine di garantire la piu' completa attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e regioni, ha il compito di:a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro;b) individuare obiettivi e programmi dell'azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell'azione di vigilanza, i piani di attivita' e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria;d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l'uniformita' dell'applicazione della normativa vigente;f) individuare le priorita' della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.4. Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui al comma 2, lettere a), b), e), f), le parti sociali sono consultate preventivamente. Sull'attuazione delle azioni intraprese e' effettuata una verifica con cadenza almeno annuale.5. Le modalita' di funzionamento del comitato sono fissate con regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero della salute appositamente assegnato.6. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennita' di missione.	ARTICOLO 6 - COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE PER LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
m-bis) elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro, anche tenendo conto delle peculiarità dei settori di riferimento;m-ter) elaborare le procedure standardizzate per la redazione del documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3, anche previa individuazione di tipologie di attività per le quali l’obbligo in parola non operi in quanto l’interferenza delle lavorazioni in tali ambiti risulti irrilevante;m-quater) elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato.	ARTICOLO 7 - COMITATI REGIONALI DI COORDINAMENTO
1. Al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi, nonche' uniformita' degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all'articolo 5 e con la Commissione di cui all'articolo 6, presso ogni regione e provincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 6 febbraio 2008.	ARTICOLO 8 - SISTEMA INFORMATIVO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO
e-bis) i dati degli infortuni sotto la soglia indennizzabile dall’INAIL.7. La diffusione delle informazioni specifiche e' finalizzata al raggiungimento di obiettivi di conoscenza utili per le attivita' dei soggetti destinatari e degli enti utilizzatori. I dati sono resi disponibili ai diversi destinatari e resi pubblici nel rispetto della normativa di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.8. Le attivita' di cui al presente articolo sono realizzate dalle amministrazioni di cui al comma 2 utilizzando le ordinarie risorse personali, economiche e strumentali in dotazione.	ARTICOLO 9 - ENTI PUBBLICI AVENTI COMPITI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
d) progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenuto conto ed in conformità ai criteri e alle modalità elaborati ai sensi degli articoli 6 e 11; e) formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione di cui all'articolo 32;
e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007. Le somme eventualmente riversate all’entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell’esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.	ARTICOLO 10 - INFORMAZIONE E ASSISTENZA IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tramite le AA.SS.LL. del SSN, il Ministero dell'interno tramite le strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL), il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministero dello sviluppo economico per il settore estrattivo, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), l'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), gli organismi paritetici e gli enti di patronato svolgono, anche mediante convenzioni, attività di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle imprese agricole e delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di lavoro.	ARTICOLO 11 - ATTIVITÀ PROMOZIONALI
7. In sede di prima applicazione, per il primo anno dall'entrata in vigore del presente decreto, le risorse di cui all'articolo 1, comma 7-bis, della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dall'articolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono utilizzate, secondo le priorità, ivi compresa una campagna straordinaria di formazione, stabilite, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, con accordo adottato, previa consultazione delle parti sociali, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e la province autonome di Trento e di Bolzano.	ARTICOLO 12 - INTERPELLO
3. Le indicazioni fornite nelle risposte ai quesiti di cui al comma 1 costituiscono criteri interpretativi e direttivi per l'esercizio delle attività di vigilanza.	View the content of this document

References: ARTICOLO 1
	ARTICOLO 2
	ARTICOLO 3
	ARTICOLO 4
	ARTICOLO 5
	ARTICOLO 6
	ARTICOLO 7
	ARTICOLO 8
	ARTICOLO 9
	ARTICOLO 10
	ARTICOLO 11
	ARTICOLO 12