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DELIBERA N. 277/13/CONS - PDF
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1 DELIBERA N. 277/13/CONS PROCEDURA PER L ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE DISPONIBILI IN BANDA TELEVISIVA PER SISTEMI DI RADIODIFFUSIONE DIGITALE TERRESTRE E MISURE ATTE A GARANTIRE CONDIZIONI DI EFFETTIVA CONCORRENZA E A TUTELA DEL PLURALISMO AI SENSI DELL ART. 3- QUINQUIES DEL DECRETO-LEGGE 2 MARZO 2012, N. 16, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE N. 44 DEL 26 APRILE 2012 L AUTORITÀ NELLA sua riunione di Consiglio dell 11 aprile 2013; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante "Istituzione dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 luglio 1997, n. 177, S.O. n. 154, e successive modificazioni; VISTO il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, recante "Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonché per il risanamento di impianti radiotelevisivi" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2001, e successive modificazioni; VISTO il decreto legislativo n. 259 del 1 agosto 2003 recante il Codice delle Comunicazioni elettroniche (di seguito: il Codice ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2003, S.O. n. 150 e successive modificazioni, e, in particolare gli articoli 13, commi 2 e 4, lettera d). 13bis, 14, 14-bis, 14- ter, 27 e 29 che recepiscono nell ordinamento nazionale gli articoli 8, comma 2, 8bis,9, 9-bis e 9-ter della direttiva 2002/21/CE ( direttiva quadro ) e agli articoli 5 e 7 della direttiva 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), come modificate dalla direttiva 2009/140/CE, in materia di gestione dello spettro e assegnazione dei diritti d uso delle frequenze; VISTA la legge 3 maggio 2004, n. 112, recante Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI Radiotelevisione italiana S.p.A, nonche delega al Governo per l emanazione del testo unico in della radiotelevisione" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 5 maggio 2004; VISTO il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (di seguito: TUSMAR ) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 7 settembre 2005 S.O. n.150, e successive modificazioni; 1
2 VISTO il decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 7 giugno 2008, e successive modificazioni e, in particolare, l articolo 8-nonies; VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 238 del 10 ottobre 2008, e le successive modificazioni, con il quale è stato definito il calendario nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con l indicazione delle aree territoriali interessate e delle rispettive scadenze; VISTO il decreto del Ministro delle comunicazioni del 21 novembre 2008, che approva il Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 21 novembre 2008, S.O. n. 255, e successive modificazioni; VISTO il decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, e successive modificazioni; VISTO il decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 26 aprile 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile 2012, S.O. n. 85, e in particolare, l articolo 3-quinquies recante Misure urgenti per l uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio e in materia di contributi per l uso delle frequenze televisive ; VISTA la delibera n. 181/09/CONS del 7 aprile 2009, recante Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive terrestri, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2009; VISTA la delibera n. 300/10/CONS del 15 giugno 2010, recante Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale: criteri generali, e successive modificazioni; VISTA la delibera n. 353/11/CONS del 23 giugno 2011, recante Nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 155 del 6 luglio 2011 e successive modificazioni; VISTI il Bando di gara per l'assegnazione di diritti d'uso di frequenze in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre, di cui alla delibera n. 497/10/CONS del 23 settembre 2010 dell Autorità, e il relativo disciplinare di gara, pubblicati sul sito web del Ministero dello sviluppo economico l 8 luglio 2011 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 80 dell 8 luglio 2011; VISTE le Direttive del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2002/19/CE ( direttiva accesso ), n. 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), n. 2002/21/CE ( direttiva quadro ), n. 2002/22/CE ( direttiva servizio universale ), pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea del 24 aprile 2002, L. 108, come modificate dalle Direttive n. 2009/140/CE e 2009/136/CE; 2
3 VISTA la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2002/77/CE ( direttiva concorrenza ) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea del 17 settembre 2002, L. 249; VISTA la Decisione n. 243/2012/EU del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 2012 che stabilisce un programma pluriennale di politica dello spettro, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell Unione europea del 21 marzo 2012, L. 81/7; VISTI gli Atti conclusivi della Conferenza mondiale delle Radiocomunicazioni del 17 febbraio 2012 (WRC World Radio Conference) dell Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU International Telecommunication Union) dell Organizzazione delle Nazioni Unite (UN United Nations), ed in particolare le Risoluzioni 232 e 233 (già identificativi provvisori COM5/10 e COM6/8); VISTA la Delibera n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012, recante Adozione del nuovo regolamento concernente l organizzazione e il funzionamento dell Autorità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 giugno 2012, n. 138 e successive modificazioni; VISTA la Delibera n. 335/03/CONS del 24 settembre 2003, recante "Modifiche e integrazioni al regolamento concernente l accesso ai documenti approvato con delibera n. 217/01/CONS" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15 ottobre 2003; VISTA la Delibera n. 453/03/CONS del 23 dicembre 2003, recante il Regolamento concernente la procedura di consultazione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2004; VISTO lo schema preliminare di provvedimento recante le nuove procedure per l assegnazione delle frequenze disponibili in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre ai sensi dell art. 3-quinquies del decreto-legge n. 2 marzo 2012 n. 16 come convertito dalla legge 26 aprile 2012 n. 44, approvato dal Consiglio dell Autorità in data 20 settembre 2012 e trasmesso agli uffici della Commissione europea; VISTA la lettera inviata dagli uffici della Commissione europea al Presidente dell Autorità in data 31 ottobre 2012 ed il relativo allegato; VISTA la delibera n. 550/12/CONS del 14 novembre 2012, che adotta la consultazione pubblica sullo schema di provvedimento recante Procedura per l assegnazione delle frequenze disponibili in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre e misure atte a garantire condizioni di effettiva concorrenza e a tutela del pluralismo ai sensi dell art. 3-quinquies del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 26 aprile 2012, pubblicata sul sito web dell Autorità in data 15 novembre 2012 e nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 2012; VISTI i contributi acquisiti nel corso della predetta consultazione pubblica; 3
4 VISTO lo schema di delibera risultante dagli esiti della consultazione pubblica, approvato dal Consiglio dell Autorità il 20 dicembre 2012 e trasmesso alla Commissione europea il 21 dicembre 2012, con riserva di aggiornamento in esito agli approfondimenti tecnici relativi al possibile miglioramento della configurazione dei lotti in gara attraverso la soluzione delle situazioni interferenziali segnalate nel corso della consultazione; VISTA la lettera inviata dalla Commissione europea al Presidente dell Autorità in data 16 gennaio 2013, con la quale, la stessa segnala, tra l altro, la necessità di evitare interferenze con canali assegnati a Paesi confinanti e di assicurare un accesso bilanciato alla risorse frequenziali, in conformità con gli accordi internazionali; VISTO lo schema di delibera, come modificato dal Consiglio nella riunione del 13 febbraio 2013 a seguito degli approfondimenti tecnici di cui sopra, trasmesso in pari data alla Commissione europea; VISTE le lettere inviate dalla Commissione europea al Presidente dell Autorità in data 25 marzo e 10 aprile 2013; RILEVATO e CONSIDERATO quanto segue: 1. In base al quadro normativo vigente, derivante dal combinato disposto dell articolo 1, comma 6, lettera a) n. 2 della legge 31 luglio 1997 n. 249, dell articolo 42 del Testo Unico sui servizi media audiovisivi e radiofonici e dell articolo 29 del Codice, l Autorità è deputata a definire, sulla base delle attribuzioni del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, di competenza del Ministero dello sviluppo economico, il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiotelevisive e ad approvare le procedure per l assegnazione dei relativi diritti d uso, fermo restando che il Ministero per lo sviluppo economico provvede alla definizione del bando e del relativo disciplinare di gara, alla gestione amministrativa della procedura ed al rilascio dei diritti d uso ai soggetti vincitori. 2. In materia dei diritti d uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva, l articolo 15, comma 1, del TUSMAR, in conformità alla direttiva quadro n. 2002/21/CE ed al Codice, fa espressamente salvi i criteri e le procedure specifici per la concessione dei diritti d uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva in considerazione degli obiettivi di tutela del pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale. 3. Nel 2006 la Commissione europea ha avviato la procedura d infrazione n. 2005/5086 avente ad oggetto l incompatibilità di alcune disposizioni legislative nazionali in materia radiotelevisiva con la direttiva n. 2002/21/CE (direttiva quadro), la direttiva n. 2002/20/CE (direttiva autorizzazioni) e con la direttiva n. 2002/77/CE ( direttiva concorrenza ). In particolare, nel parere motivato del 18 luglio 2007, la Commissione europea ha ritenuto la normativa nazionale in contrasto con il diritto comunitario nella misura in cui garantiva agli operatori già attivi in tecnica analogica una chiara e sostanziale protezione dalla concorrenza nel mercato 4
5 radiotelevisivo digitale terrestre, escludendo la possibilità di accesso al mercato delle trasmissioni in tecnica digitale ad imprese che non fossero già operanti in analogico e concedendo agli operatori già attivi in tecnica analogica le frequenze per le trasmissioni in tecnica digitale senza procedure obiettive, proporzionate e non discriminatorie. 4. L Autorità al fine di assicurare la piena conformità della regolamentazione in materia di assegnazione delle radiofrequenze ai principi stabiliti dal diritto comunitario, alla luce della procedura di infrazione n. 2005/5086 ha adottato, in data 7 aprile 2009, la delibera n. 181/09/CONS recante Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive terrestri, poi legificata dall art. 8-nonies, comma 4, del decreto-legge n. 59/08, convertito dalla legge n. 101/08, e successivamente modificato dall articolo 45 della legge n. 88/2009, c.d. Legge comunitaria Il citato articolo 8-novies, comma 4, del decreto-legge 8 aprile 2008 n. 59, convertito dalla legge 6 giugno n. 101, nel testo vigente prevede, infatti, che, nel corso della progressiva attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze, i diritti d uso delle frequenze per le reti televisive digitali sono assegnati in base a procedure definite in conformità ai criteri di cui alla deliberazione n. 181/09/CONS dell Autorità ( ) nel rispetto dei principi stabiliti dal diritto comunitario, basate su criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori. 6. In attuazione di tale disposizione legislativa l Autorità ha adottato, in data 22 settembre 2010, la delibera n. 497/10/CONS recante disposizioni per la procedura di gara - nota come beauty contest - per l'assegnazione gratuita delle frequenze derivanti dal cosiddetto dividendo digitale interno. 7. In tale quadro si inserisce l articolo 3-quinquies, del decreto-legge 2 marzo 2012 n. 16 come convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012 n. 44 (di seguito: la Legge ), il quale (al comma 6) annulla il Bando del Ministero per lo sviluppo economico e il relativo disciplinare dell 8 luglio 2011 per il c.d. beauty contest di cui alla citata delibera n. 497/10/CONS ed affida (al comma 2) all Autorità il compito di adottare le nuove procedure per l assegnazione dei diritti d uso delle frequenze disponibili in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre sentiti i competenti uffici della Commissione europea. 8. L articolo 3-quinquies, comma 2, lettere a), b) e c), della Legge, stabilisce i seguenti principi e criteri direttivi per la nuova gara: a) assegnazione delle frequenze ad operatori di rete sulla base di differenti lotti, mediante procedure di gara aggiudicate all'offerta economica più elevata anche mediante rilanci competitivi, assicurando la separazione verticale fra fornitori di programmi e operatori di rete e l'obbligo degli operatori di rete di consentire l'accesso ai fornitori di programmi, a condizioni eque e non discriminatorie, secondo le priorità e i criteri fissati dall Autorità per garantire l'accesso dei fornitori di programmi nuovi entranti e per favorire l'innovazione tecnologica ; b) 5
6 composizione di ciascun lotto in base al grado di copertura tenendo conto della possibilità di consentire la realizzazione di reti per macro aree di diffusione, l'uso flessibile della risorsa radioelettrica, l'efficienza spettrale e l'innovazione tecnologica ; c) modulazione della durata dei diritti d'uso nell'ambito di ciascun lotto, in modo da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze agli usi stabiliti dalla Commissione europea in tema di disciplina dello spettro radio anche in relazione a quanto previsto dall'agenda digitale nazionale e comunitaria. 9. Lo stesso articolo 3-quinquies, comma 6, primo capoverso, della Legge, incide, inoltre, sull articolo 8-novies, comma 4, del decreto-legge 8 aprile 2008 n. 59, convertito dalla legge 6 giugno 2008 n. 101, eliminando il richiamo ai punti 6, lett. f), 7, 8 (salvo il penultimo capoverso) della delibera n. 181/09/CONS dell Autorità. 10. Oltre alle previsioni specifiche relative alla nuova gara, l articolo 3-quinquies della Legge, contiene una disposizione di carattere più generale (comma 3) che affida al Ministero dello sviluppo economico e all Autorità il compito di promuovere, negli ambiti di rispettiva competenza, ogni azione utile per garantire l effettiva concorrenza e l innovazione, in conformità alla politica di gestione stabilita dall Unione europea e agli obiettivi dell agenda digitale nazionale e comunitaria ( ). 11. In data 20 settembre 2012, il Consiglio dell Autorità ha approvato uno schema preliminare di provvedimento sulla base del quale i propri uffici hanno dato avvio delle interlocuzioni tecniche con i competenti uffici della Commissione europea, secondo quanto previsto all articolo 3-quinquies, comma 2, primo capoverso, della Legge. 12. Con lettera del 31 ottobre 2012 gli uffici della Commissione europea hanno esposto all Autorità quanto segue. Sottolineando la perdurante pendenza della citata procedura di infrazione n. 2005/5086 avviata nel 2006, la Commissione ha richiamato la soluzione per la chiusura della procedura di infrazione raggiunta nel 2009 tra la Commissione stessa ed il Governo italiano, la quale prevedeva le seguenti specifiche misure atte a garantire un effettivo ingresso di nuovi operatori nonché l espansione degli operatori esistenti minori nel mercato radiotelevisivo italiano: a) l avvio di una procedura di gara, entro la fine del 2009, per l assegnazione di 5 multiplex nazionali di tipo DVB-T; b) la fissazione di un cap assoluto di 5 multiplex nazionali DVB-T che ogni operatore potrà complessivamente detenere dopo lo switch-off; c) la previsione di una riserva di 3 multiplex DVB-T in gara a operatori nuovi entrati e piccoli operatori nazionali; d) la previsione di un obbligo di cessione del 40% della capacità trasmissiva dell eventuale quinto multiplex aggiudicato, a favore di terzi fornitori di contenuto indipendenti non integrati, a condizioni orientate al costo 1. La Commissione 1 Si rammenta che tale soluzione negoziata della procedura di infrazione, recepita dall Autorità nella Delibera 181/09/CONS era stata oggetto di un rinvio fermo nella legge con la modifica introdotta dall articolo 45 della legge n. 88/2009, c.d. Legge comunitaria 2008, all articolo 8-nonies, comma 4, del decreto-legge n. 59/08, convertito dalla legge n. 101/08. 6
7 europea ha, inoltre, evidenziato che, virtù del principio di leale cooperazione sancito dal Trattato sull Unione europea, le autorità nazionali sono, comunque, tenute a interpretare il diritto nazionale in conformità al diritto europeo. 13. Secondo gli uffici della Commissione, le nuove procedure di gara dovrebbero porre rimedio alle distorsioni create dall infrazione originaria e consentire l effettivo raggiungimento dell obiettivo pro-concorrenziale perseguito dalle misure concordate nel 2009 con il Governo italiano. In particolare, secondo quanto esposto nell allegato alla lettera del 31 ottobre 2012, al fine di assicurare la piena conformità della regolamentazione in materia di assegnazione delle radiofrequenze ai principi stabiliti dal diritto comunitario e a garantire un effettivo ingresso di nuovi operatori nonché l espansione degli operatori esistenti minori nel mercato radiotelevisivo italiano, si rende necessaria la previsione, nella nuova procedura di assegnazione, dei seguenti punti: a) riserva di tre multiplex, nello specifico quelli composti da frequenze sotto la banda 700 MHz, per nuovi entranti e piccoli operatori esistenti, consentendo altresì ad operatori che già detengano due multiplex, o siano già attivi su altre piattaforme, di poter acquisire almeno alcuni dei multiplex riservati. Inoltre, i multiplex riservati non dovrebbero essere utilizzati per la trasmissione di programmi che appartengono esclusivamente all offerta commerciale di operatori che hanno raggiunto la soglia massima di cinque multiplex; b) misure specifiche per garantire il rispetto, nelle procedura di assegnazione in esame, della misura concordata nel 2009 relativa al cap, avente natura assoluta di cinque multiplex DVB-T nazionali che ogni operatore può complessivamente detenere dopo lo switch-off ( cap di sistema ), comprendendo, tra le altre cose, la possibile conversione di multiplex DVB- H ; d) previsione di un obbligo di cessione del 40% della capacità trasmissiva del quinto multiplex aggiudicato a favore di operatori indipendenti dagli incumbent per la durata del corrispondente diritto d uso e a condizioni orientate al costo, salvo il caso in cui le osservazioni che saranno espresse nell ambito della consultazione pubblica suggeriscano chiaramente che quest ultimo elemento non è necessario al fine di garantire gli obiettivi dell accordo del 2009 ; e) i multiplex riservati dovrebbero essere tecnicamente e commercialmente idonei ad assicurare l ingresso effettivo di nuovi operatori nel mercato radiotelevisivo italiano e permettere l espansione dei piccoli operatori esistenti; f) la durata dei diritti d uso per i multiplex riservati dovrebbe essere di venti anni, in analogia a quella prevista per i diritti d uso, per frequenze della stessa banda inferiore a 700 MHz, concessi dal Ministero per lo sviluppo economico agli operatori già esistenti in data 28 giugno 2012; g) la definizione del valore minimo d asta dovrebbe essere tale da scongiurare il rischio di disincentivo all offerta per nuovi entranti e piccoli operatori. Tale 7
8 valore minimo dovrebbe, inoltre, assicurare che il valore determinato dalla gara rifletta il valore dello spettro per l utilizzo previsto; h) definizione di eventuali, ulteriori, obblighi di cessione della capacità trasmissiva con riferimento a tutti i multiplex oggetto di gara a favore di fornitori di contenuti nuovi entranti solo nella misura in cui gli stessi non siano suscettibili di incidere negativamente sulla attrattività dei multiplex per gli operatori nuovi entranti o piccoli operatori esistenti verticalmente integrati; i) must carry di contenuti in chiaro: l obbligo di trasmettere contenuto in chiaro non dovrebbe essere imposto sui multiplex riservati al fine di evitare di ridurre l attrattività di tali multiplex per nuovi entranti e piccoli operatori ; j) disciplina dell accesso obbligatorio ai servizi di trasmissione degli operatori incumbent solo limitatamente all accesso a elementi della rete e risorse correlate, in conformità all articolo 12 della direttiva quadro n. 2002/21/CE. 14. La Commissione europea ha, infine, sottolineato che, in base all attuale quadro normativo europeo per le comunicazioni elettroniche e, in particolare, all articolo 8(2) della direttiva n. 2002/21/CE ed all articolo 5 della recente Decisione n. 243/2012/UE sulla politica in materia di spettro radio, le autorità nazionali di regolamentazione promuovono la concorrenza assicurando, tra le altre cose, che non vi siano distorsioni o restrizioni della concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche, inclusa la trasmissione di contenuti, incoraggiando un uso efficiente ed assicurando la gestione efficace delle frequenze radio. 15. Ciò premesso in merito alle chiare valutazioni espresse dalla Commissione europea in sede di confronto tecnico, alla luce della procedura d infrazione n. 2005/5086 ed al fine di consentire la chiusura della medesima, l Autorità ritiene doveroso recepire, nell ambito delle proprie competenze relative alla predisposizione delle procedure per la nuova gara, i punti indicati dagli uffici della Commissione europea nella lettera del 31 ottobre e nelle successive interlocuzioni,introducendo le necessarie misure, attraverso un interpretazione dell articolo 3-quinquies, commi 2 e 6, della Legge conforme alla soluzione negoziata nel 2009 tra il Governo italiano e la Commissione europea ed in linea con l obiettivo pro-concorrenziale ivi indicato. 16. Con particolare riferimento al secondo punto dell allegato alla lettera degli uffici della Commissione di cui sopra, relativo alla natura assoluta del cap di sistema di cinque multiplex DVB-T, si ritiene che una siffatta misura, avente carattere generale e permanente, assimilabile, in quanto tale, ad un limite antitrust ex ante, non possa che essere rimessa esclusivamente alla potestà legislativa, rientrando nell ambito dei poteri dell Autorità unicamente la fissazione di una misura asimmetrica di natura regolamentare. 17. Occorre, inoltre, rilevare che, in base a quanto previsto dal Codice, l Autorità ed il Ministero, nell ambito delle rispettive competenze, hanno il compito di assicurare la gestione efficiente delle radiofrequenze e possono stabilire misure volte ad impedire l accaparramento di frequenze fissando scadenze rigorose per l effettivo utilizzo dei diritti d uso da parte del titolare di frequenze (art. 14); riesaminano, su 8
9 domanda, le limitazioni esistenti secondo il principio della neutralità tecnologica e adottando disposizioni appropriate per promuovere eque condizioni di concorrenza (art. 14-bis); intervengono nei casi di trasferimento del diritto d uso delle frequenze, verificando che la concorrenza non sia falsata in conseguenza di tale trasferimento ed apponendo, se necessario, specifiche condizioni (art. 14-ter). Il quadro normativo vigente riconosce, pertanto, in capo all Autorità il potere di adottare misure in materia di gestione dello spettro radio tese ad assicurare la promozione e la tutela della concorrenza, che si basano sull analisi, caso per caso, dell esistente situazione tecnologica e di mercato e che sono, pertanto, caratterizzate dai requisiti di temporaneità e di rivedibilità al mutare dell assetto di mercato. 18. Pertanto, sino al mutare delle condizioni tecnologiche e di mercato, nelle ipotesi di conversione, trasferimento o acquisizione di diritti d uso delle frequenze televisive, l Autorità, nell adozione delle misure di cui agli articoli 14, 14-bis e 14-ter del Codice, assicurerà il rispetto del cap di 5 multiplex DVB-T per ciascun operatore. 19. L Autorità è tenuta, ai sensi degli articoli 29, comma 1, lettera c), e dell articolo 11 del Codice, a sottoporre a consultazione pubblica lo schema di provvedimento relativo alla procedura di assegnazione per le frequenze disponibili in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre e misure atte a garantire condizioni di effettiva concorrenza e a tutela del pluralismo ai sensi dell articolo 3- quinquies della Legge. Tale consultazione, per quanto riguarda le modifiche al Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale, è stata effettuata anche ai sensi e per gli effetti dell articolo 1, comma 6, lett. a), n. 2 della legge 31 luglio 1997, n L Autorità ha avviato la predetta consultazione pubblica con la delibera n. 550/12/CONS, con la quale è stato sottoposto ai soggetti interessati, al fine di ricevere osservazioni e commenti, anche uno schema del provvedimento finale. La consultazione ha avuto termine in data 17 dicembre Nella predetta consultazione sono stati esaminati i contributi provenienti da 17 soggetti. Sette di tali soggetti sono anche stati sentiti, su loro richiesta, in audizione. I contributi pervenuti sono pubblicati nel sito web dell Autorità, tenuto conto della loro accessibilità. Si riporta nel seguito l elenco dei soggetti partecipanti alla consultazione. Aeranti-Corallo (sentito in audizione) Canale Italia s.r.l. (sentito in audizione) EI Towers S.p.A. GO p.l.c. (sentito in audizione) H3G S.p.A. HAKOM Autorità croata MCA Malta Communication Authority Mediaset S.p.A. 9
10 Prima TV S.p.A. R.A.I. Radiotelevisione Italiana (sentito in audizione) Rete A S.p.A. (sentito in audizione) SKY Italia s.r.l. T.B.S. Television Broadcasting System S.p.A. Retecapri (sentito in audizione) Telecom Italia S.p.A. Telecom Italia Media Broadcasting s.r.l. (sentito in audizione) Tivuitalia S.p.A. Wind Telecomunicazioni S.p.A. 22. Si riportano nel seguito le risultanze emerse nella consultazione pubblica, secondo l ordine degli argomenti proposti. Valutazioni complessive sull insieme delle misure previste Principali osservazioni dei soggetti intervenuti 23. Alcuni dei soggetti rispondenti alla consultazione hanno in generale valutato positivamente le misure previste dallo schema di provvedimento, seppur in alcuni casi con alcune peculiarità e specificità. 24. Alcuni, in particolare, hanno accolto con favore l effettuazione di una procedura con frequenze riservate a nuovi entranti e piccoli operatori, potenzialmente in grado di compensare asimmetrie di partenza in termini di numero di reti esercite nel mercato televisivo digitale terrestre. Secondo un soggetto la proposta costituirebbe una risposta equilibrata alle esigenze di interesse pubblico generale alla rapida effettuazione della procedura di gara nonché all esigenza di chiarezza del quadro di settore. 25. Secondo un altro soggetto occorrerebbe maggiormente favorire la partecipazione da parte di soggetti realmente indipendenti dai gruppi editoriali e non verticalmente integrati. Secondo un rispondente la procedura in questione, seppure potrà evitare che si perpetuino alcuni vantaggi storicamente consolidati a favore degli incumbent, probabilmente non riuscirà a risolvere i problemi competitivi del mercato italiano, che presenterebbe proprio per questo una bassa appetibilità, come sarebbe confermato dal caso della vendita in corso di un operatore televisivo nazionale. 26. Altri soggetti hanno diversamente valutato l insieme delle misure previste contestando innanzitutto la scelta dell asta e quindi di una procedura competitiva quale sistema di assegnazione in luogo del previgente sistema di beauty contest, rimarcando, tra gli altri, le peculiarità del mercato radiotelevisivo rispetto a quello delle telecomunicazioni, tra cui la necessità di forti investimenti in produzione e/o acquisto dei contenuti. 10
11 27. Alcuni soggetti hanno inoltre evidenziato alcune loro peculiarità legate all impiego delle frequenze quali, ad esempio, le esigenze della concessionaria del servizio pubblico, o alcune doglianze correlate al processo di trasformazione delle reti da analogiche a digitali ed alle successive assegnazione delle frequenze da parte del Ministero. 28. Alcuni soggetti hanno in particolare fatto presente di aver impugnato il provvedimento di annullamento del beauty contest e gli altri provvedimenti correlati. A parere di questi, l asta non sarebbe il meccanismo corretto per assegnare frequenze nel settore televisivo e nessun Paese europeo ha finora effettuato una tale procedura. Secondo un soggetto occorrerebbe che l Autorità disapplicasse l art. 3-quinquies della legge n. 44/12, avviando una nuova analisi del mercato televisivo a valle della quale sarà possibile procedere all assegnazione delle frequenze. Secondo alcuni soggetti le regole di una gara per le frequenze, sia tramite beauty contest che asta, non riguardano e non possono riguardare il tema del pluralismo. Un limite anti-concentrativo di tutela del pluralismo basato sulla quantità di radiofrequenze sarebbe, a parere di questi, arbitrario e privo di giustificazione, considerate l ampiezza delle risorse di trasmissione e la sostanziale fungibilità tra le varie piattaforme. L analisi concorrenziale fatta dalla Commissione sarebbe inoltre irrimediabilmente datata, non tenendo conto degli sviluppi intercorsi con la digitalizzazione e con lo sviluppo di piattaforme alternative (satellite, internet). 29. Alcuni soggetti hanno infine evidenziato come sia necessario che ogni evoluzione riguardante l assegnazione delle frequenze e conversione d uso delle stesse debba essere attentamente valutata per evitare di compromettere lo sviluppo dei sistemi di comunicazione radiomobile e che anzi occorrerebbe agevolare il processo di refarming della banda 700 MHz anche attraverso (vedi anche in seguito) l esclusione dalla gara delle frequenze poste in tale banda. Osservazioni dell Autorità 30. Con riferimento all insieme delle misure previste è importante sottolineare che in materia dei diritti d uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva, l art. 15, comma 1, del TUSMAR, in conformità alla direttiva quadro n. 2002/21/CE ed al Codice, fa espressamente salvi i criteri e le procedure specifici per la concessione dei diritti di uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva in considerazione degli obiettivi di tutela del pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale. 31. L art. 3-quinquies, del decreto-legge n. 16/2012 come convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44/2012 recante Misure urgenti per l uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio e in materia di contributi per l uso delle frequenze televisive ha annullato il Bando del Ministero per lo Sviluppo economico e il relativo disciplinare dell 8 luglio 2011 per il c.d. beauty contest di 11
12 cui alla delibera n. 497/10/CONS dell Autorità ed affidato a quest ultima il compito di adottare le nuove procedure per l assegnazione dei diritti d uso delle frequenze disponibili in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre sentiti i competenti uffici della Commissione europea, dettando alcuni principi e criteri direttivi (cfr. commi 2 e 6) per una nuova gara pubblica a titolo oneroso, anche mediante rilanci competitivi. 32. In tale quadro occorre considerare che le misure adottate sono la risultante di un lungo percorso condotto dall Autorità - nell esercizio dei poteri ad essa attributi dal legislatore e nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla lex specialis in materia di assegnazione di diritti d uso delle frequenze televisive - in stretta collaborazione con la Commissione europea (cfr. art. 4 del Trattato sull Unione Europea), finalizzato alla chiusura della procedura di infrazione n. 2005/5086 avviata dalla Commissione nei confronti dell Italia per il contrasto della disciplina nazionale in materia radiotelevisiva con il diritto comunitario. 33. Pertanto, in considerazione delle chiare valutazioni espresse dalla Commissione europea in sede di confronto tecnico l Autorità ha ritenuto doveroso recepire, nell ambito delle proprie competenze relative alla predisposizione delle procedure per la nuova gara, i punti indicati dagli uffici della Commissione europea, operando un interpretazione dell art. 3-quinquies, commi 2 e 6, del decreto-legge n. 16/2012 come convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44/2012 conforme al diritto comunitario ed alla soluzione negoziata nel 2009 tra il Governo italiano e la Commissione, in linea con l obiettivo pro-concorrenziale ivi indicato. Individuazione e composizione dei lotti in gara 34. Con riferimento ai diritti d uso da porre in gara si rileva che quelli oggetto dell annullato bando di gara del Ministero dello sviluppo economico dell 8 luglio 2011 erano relativi a sei lotti suddivisi secondo lo schema riportato nella seguente tabella: Sottoinsieme A Sottoinsieme B Sottoinsieme C A.1 A.2 A.3 B.1 B.2 C.1 CH 6 (7) CH 25 (23) CH 28 (24, 59) CH 55 CH 58 CH 54 12
13 MHz (MHz ) MHz (MHz ) MHz (MHz , MHz ) MHz MHz MHz Nell ambito della consultazione pubblica di cui alla delibera n. 550/12/CONS, i sei lotti già previsti nel beauty contest sono stati ricomposti in sei nuovi lotti, suddivisi in due sottoinsiemi L e U, rispettivamente composti da frequenze sotto la banda 700 MHz ed entro la banda 700 MHz, come di seguito indicato Sottoinsieme L Lotti con frequenze sotto 700 MHz Sottoinsieme U Lotti con frequenze sopra 700 MHz Nome del Lotto Frequenze (Canali) L1 CH 6 CH 7 90% L2 CH 25 82% L3 CH 23 CH 24 CH 28 78% U1 CH 54 95% U2 CH 55 97% U3 CH 58 97% Copertura nominale stimata (pop.) 36. A tale riguardo si evidenzia che la consultazione pubblica ha, quindi, riguardato non solo le regole di gara, ma anche la modifica del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale, necessaria per la ridefinizione dei lotti operata dalla delibera n. 550/12/CONS. 37. Nell ambito della consultazione pubblica di cui alla delibera n. 550/12/CONS l Autorità aveva ritenuto di diversificare le frequenze in questione in relazione alla durata dei rispettivi diritti d uso pari a 20 anni per i lotti L e 5 anni per i lotti U - onde garantire la tempestiva destinazione delle frequenze agli usi stabiliti dall Unione europea, in previsione dell attribuzione della banda a 700 MHz, con statuto co-primario, sia ai sistemi di radiodiffusione televisiva sia ai sistemi di comunicazione elettronica di tipo broadband. 38. A valle della consultazione pubblica si osserva quanto segue. 13
14 Principali osservazioni dei soggetti intervenuti 39. Le principali posizioni espresse sono sintetizzabili come segue: a) alcuni soggetti hanno manifestato serie preoccupazioni per le interferenze provocate da impianti italiani su reti operate a Malta (in particolare sui canali CH 28 del lotto L3 e CH 58 del lotto U3, assegnati a Malta dalla Conferenza GE-06 dell ITU). Secondo tali soggetti il provvedimento in consultazione consentirebbe l assegnazione di frequenze riservate esclusivamente a Malta e pertanto non dovrebbero essere assegnati o quantomeno dovrebbero essere eliminati dalla copertura dei relativi lotti in Sicilia (con particolare riferimento al canale CH 58). Analoghe preoccupazioni dovrebbero applicarsi per i canali CH 6, 25 e 55. In aggiunta Malta rivendica il diritto, sancito dagli accordi internazionali, di negoziare sulla base del criterio dell equa ripartizione delle risorse frequenziali (equitable access), l utilizzo dei canali che non risultano assegnati da GE-06 ad alcuno dei due Paesi e pianificati nell area della Sicilia ritenuta rilevante come impatto interferenziale; b) alcuni soggetti hanno evidenziato specifiche problematiche interferenziali con riferimento al coordinamento internazionale relativo al lotto L1 (canali 6 e 7 con la Croazia) e ai lotti L2 ed L3 (canale 25 con la Francia; canali 23, 24 e 28 con la Croazia). E stato inoltre richiesto di utile il canale 25 del lotto L2, per complementare il canale 33 nell area tecnica 7; c) due operatori nazionali, che, allo stato, operano in Sicilia su frequenze assegnate dalla GE-06 a Malta (38, 56 e 60), hanno presentato istanze per l assegnazione di frequenze alternative, quanto meno nel sud della Sicilia, al fini di poter realizzare la completa copertura delle province di tale area, nelle quali l uso delle frequenze assegnate risulta di difficile compatibilizzazione con le utilizzazioni maltesi; d) un soggetto ha evidenziato la necessità che la ricomposizione dei lotti tenga conto della necessità di risolvere prioritariamente i problemi interferenziali e di coordinamento della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, anche in base a quanto indicato nell ordinanza del TAR Lazio del 22 novembre 2012 (riguardante i problemi del coordinamento internazionale del CH 27 in Toscana, CH 35 in Abruzzo e CH 39 in Molise per il proprio multiplex 1; CH 11 del proprio multiplex 5). A tal fine, secondo tale soggetto, dovrebbero essere utilizzate risorse dei lotti in gara (es. sostituzione CH 11 con lotto L1 o CH 25 nelle aree necessarie); inoltre l assegnazione del lotto L3 dovrebbe avvenire rispettando le esigenze delle assegnazioni preesistenti del multiplex 1 della concessionaria pubblica; e) alcuni soggetti hanno proposto modifiche e ricomposizioni dei lotti, in taluni casi, per far fronte a specifiche esigenze volte a risolvere situazioni interferenziali che li vedono coinvolti o legate al coordinamento internazionale; 14
15 f) alcuni soggetti hanno evidenziato che la presenza di aree non coperte del territorio nazionale, in particolare su alcuni lotti, sia tale da ridurne l appetibilità e ciò renderebbe preferibile, semmai, una ricomposizione dei lotti stessi tale da innalzarne la relativa copertura (ad esempio in modo da coprire quantomeno l 80% della popolazione e tutti i capoluoghi di provincia) anche a fronte di una riduzione del numero di lotti stessi posti a gara. Ciò in quanto, ad esempio, la mancanza di servizio in alcune regioni e capoluoghi di provincia potrebbe comportare un aumento del numero di impianti e quindi dei costi anche ai fini del raggiungimento degli obblighi minimi di copertura; g) un soggetto ha evidenziato che a causa dell avvio delle trasmissioni dei sistemi LTE -800 la rete operante sul canale 60 UHF risulterebbe pesantemente interferita con perdita di copertura e, a tal fine, ha richiesto la sostituzione del canale in questione con altro canale disponibile e la conseguente sottrazione del canale 55 dai lotti in gara. Altri soggetti hanno ritenuto che la questione del refarming della banda 700 debba essere affrontata nel contesto di una più ampia attività che tenga conto anche della necessità di garantire la continuità delle reti DTT nazionali già attive; h) è stata espressa una posizione favorevole all eliminazione di tutti i canali inclusi nella banda 700 MHz, e cioè non mettendo a gara i multiplex di tipo U, come atto propedeutico e funzionale ad un futuro refarming di tale banda verso il servizio mobile. i) infine, un soggetto ha evidenziato come nell attuale quadro normativo non c è posto per la previsione di reti per macroaree di diffusione (in quanto dovrebbero essere o nazionali o locali e le nazionali essere equivalenti per copertura) altrimenti si paleserebbe una disparità di trattamento. Esso ha chiesto in particolare che i lotti L2 ed L3 siano sostituiti da un unico lotto ricomponendo i canali interessati. Osservazioni dell Autorità 40. Le questioni emerse nell ambito della consultazione pubblica devono essere esaminate alla luce dell articolo 14, comma 1, del Codice, che, in recepimento dell art. 9, comma 1, della direttiva n. 2002/21/CE c.d. quadro, come modificata dalla direttiva 2009/140/CE, stabilisce espressamente che il Ministero e l Autorità, nella gestione delle radiofrequenze rispettano gli accordi internazionali, pertinenti, tra cui i regolamenti radio dell UIT e la normativa CEPT, e possono tenere conto di particolari esigenze di interesse pubblico. 41. Le problematiche interferenziali e di coordinamento internazionale emerse nel corso della consultazione pubblica - con conseguenti effetti in termini di copertura delle frequenze in gara e di concorrenza tra operatori nazionali - oltre alle ulteriori criticità emerse in relazione alle frequenze già assegnate dal Ministero sulla base del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze ed alle mutate condizioni dello spettro radioelettrico a seguito della liberazione delle frequenze 800 Mhz e della loro riassegnazione ai sistemi LTE, inducono ad una revisione dei lotti in gara, al fine di 15
16 risolvere le problematiche in essere in un ottica sistemica che consenta di pervenire ad un assetto strutturale ed efficiente, nel medio-lungo periodo, dello spettro radioelettrico. 42. Ciò conduce ad un ripensamento nell individuazione e nella composizione dei lotti in gara che garantisca, in primis, il coordinamento internazionale e consenta, altresì, la definizione della rete di piano del servizio pubblico radiotelevisivo (c.d. Mux 1 - Rai), al fine del raggiungimento degli obblighi di servizio pubblico che gravano sulla concessionaria, quali la copertura integrale del territorio nazionale e la regionalizzazione del segnale, così come definiti dalla legislazione vigente, dalle Linee guida e dal Contratto di servizio. 43. Inoltre, la riconfigurazione dei lotti in gara si rende necessaria anche al fine di migliorare, mediante l assegnazione di frequenze internazionalmente coordinate, il livello di copertura dei multiplex in gara, rendendo le loro coperture equivalenti a quelle dei multiplex di Piano già assegnati agli operatori esistenti, per conseguire condizioni di effettiva concorrenza e rispondere alle osservazioni formulate dalla Commissione europea nel contesto della procedura di infrazione pendente a carico dell Italia. 44. Infine, la ricomposizione dei lotti persegue l ulteriore obiettivo di risolvere le specifiche situazioni interferenziali che sono state segnalate dagli operatori nel corso della consultazione. 45. Per raggiungere tali obiettivi risulta necessario espungere dall offerta di gara come peraltro emerso nell ambito della consultazione - le frequenze dei lotti U (54, 55, 58), con conseguente riconfigurazione del Piano delle frequenze televisive non più su 25 reti televisive nazionali ma su 22 reti. 46. A tale ultimo riguardo si osserva che, nell ambito della consultazione pubblica di cui alla delibera n. 550/12/CONS l Autorità aveva rilevato (cfr. considerato n. 38) con riferimento al numero dei diritti d uso da porre in gara, che, sulla scorta dell esame degli atti parlamentari, un interpretazione letterale della Legge inducesse a ritenere che il rinvio al bando operato all articolo 3-quinquies, comma 1, della Legge dovesse intendersi in senso specifico (i diritti d uso specificati al punto 2 del bando annullato per complessivi 6 lotti) e non generico (la tipologia di frequenze da mettere a gara). Inoltre, a margine delle argomentazioni desumibili dal dato letterale, l Autorità nella delibera n. 550/12/CONS aveva ritenuto che l ipotesi di mettere a gara un numero inferiore di lotti, potesse essere censurata, tenendo a mente l obiettivo della Legge di valorizzazione economica dello spettro, sotto il profilo erariale, limitando l incasso potenziale in ragione del numero ridotto di lotti oggetto dell asta. 47. In proposito si ritiene che, tenuto conto che dalla consultazione è espressamente emersa la non particolare appetibilità dei lotti U a causa della loro breve durata, la loro eliminazione consentirà il raggiungimento degli obiettivi pro-concorrenziali, di 16
17 gestione efficiente dello spettro nel rispetto degli accordi internazionali che risultano prevalenti rispetto all obiettivo di massimizzare gli incassi immediati per l erario. 48. In primo luogo tale eliminazione consentirà, infatti, di rendere più omogenee le coperture dei Lotti L, i quali, essendo di durata ventennale, sono i più idonei a consentire l ingresso di nuovi operatori e l espansione degli operatori minori, in linea con l obiettivo perseguito dalla Commissione europea nella procedura di infrazione pendente. In secondo luogo, realizzerà il miglioramento delle reti di legacy assegnate agli operatori minori nonché la risoluzione delle specifiche problematiche interferenziali lamentate da vari operatori. Infine, tale eliminazione permetterà l individuazione di una road map del refarming della banda 700 con il duplice obiettivo di consentire in tempi più ravvicinati di bandire la gara per servizi LTE sulla porzione di banda superiore (canali da 57 a 60) e di dare certezze di utilizzo ai canali inferiori (canali da 49 a 56) che potranno essere utilizzati per la televisione per un periodo più lungo. La stessa Commissione europea, nella lettera da ultimo trasmessa all Autorità in data 16 gennaio, ha evidenziato che l uso delle frequenze della banda 700 per servizi mobili broadband costituisce un uso efficiente dello spettro, in particolare alla luce dei futuri sviluppi della politica dello spettro radio nell Unione. 49. L azione dell Autorità ha portato a concludere un accordo con la società RAI per la stabilizzazione e razionalizzazione del Mux 1 e per l efficientamento delle frequenze detenute dalla società anche al fine del completamento del Mux DVB-T Le frequenze del dividendo digitale precedentemente pianificate per la destinazione a nuove reti DTT e che non compongono i lotti sottoposti alla presente procedura concorsuale sono destinate al miglioramento del sistema televisivo, all efficientamento della rete di sevizio pubblico della RAI, alla liberazione graduale dei canali entro il 2016 e secondo le priorità di pianificazione stabilite dall Autorità e alla pianificazione e ri-assegnazione dei rimanenti canali della banda 700 Mhz entro il Tali frequenze, pertanto, non sono disponibili per nuove assegnazioni previa pianificazione da parte dell Autorità. 51. Quanto all eventuale mancato introito che si determinerebbe eliminando dalla gara 3 lotti (peraltro quelli per i quali era stato ipotizzato un minor costo, legato alla loro breve durata), si evidenziano i vantaggi di sistema che verranno conseguiti, senza dimenticare che, come la Commissione europea ha più volte chiarito nelle interlocuzioni con l Autorità, l obiettivo di massimizzare gli introiti derivanti dalla gara per le frequenze televisive non rientra tra quelli, prioritari, legati alla chiusura della procedura d infrazione comunitaria pendente. 17
18 52. In sintesi, quindi, la ricomposizione dei lotti L, resa possibile dall eliminazione dei lotti U e dai positivi effetti di sistema che essa comporta, risulta necessaria al fine di realizzare una gestione efficiente dello spettro. Tale soluzione, inoltre, non arreca pregiudizio agli obiettivi di apertura della concorrenza posti a base della soluzione concordata nel 2009 tra la Commissione europea ed il Governo italiano, alla luce del fatto che i tre lotti di cui si compone la nuova offerta di gara sono riservati ad operatori nuovi entranti ed operatori esistenti minori, con esclusione degli operatori incumbents, tenendo, nel contempo, ponderatamente conto delle mutate condizioni dello spettro radio in dipendenza della progressiva destinazione di frequenze televisive per servizi mobili broadband. 53. Si osserva, infine, che l art. 3-quinquies, comma 2, lettera b) della Legge, consente all Autorità un alto grado di flessibilità nella pianificazione della risorsa radioelettrica per la composizione dei lotti in gara finalizzato a conseguire la massima efficienza spettrale e l'innovazione tecnologica. 54. Di seguito si illustra, nel dettaglio, la ricomposizione dei lotti di gara, la quale è intesa a minimizzare ed, in prospettiva, a risolvere i problemi derivanti dal coordinamento internazionale, nonché a migliorare la qualità dei lotti L in maniera da rendere le relative coperture il più possibile equivalenti a quelle garantite ai multiplex (di Piano) assegnati agli operatori esistenti. Nello specifico occorre : a. risolvere i problemi di coordinamento internazionale posti dal Lotto 1 (Ch. 6/7), con riferimento alla utilizzazione del canale 7 nelle aree del nord Adriatico da parte della Croazia; b. garantire una copertura di popolazione dell ordine del 90% per i multiplex a gara dei lotti L, evitando, ove possibile, la presenza di intere regioni non servite. 55. Gli obiettivi sopra descritti sono conseguiti attraverso le seguenti azioni: a. utilizzo delle frequenze del Lotto L3 (23, 24, 28) di cui alla delibera n. 550/12/CONS, per risolvere i problemi di coordinamento internazionale e nazionale del multiplex di servizio pubblico della RAI, per minimizzare l impatto dell interferenza proveniente dalle reti che utilizzano le stesse frequenze regionali della Rai nelle regioni confinanti. In particolare, il Multiplex di servizio pubblico della RAI verrebbe consolidato assegnando allo stesso, in tutte le Regioni, frequenze coordinate provenienti dal lotto L3 (23 e 24), conseguendo altresì il miglioramento della relativa copertura. Il consolidamento della parte UHF del Mux 1 consentirà alla Rai l uso più efficiente dei canali VHF 5 e 9, che potranno quindi sostituire il canale VHF 11 per la pianificazione del Mux 5 della Rai. In tal modo si renderebbe disponibile il canale VHF 11 su tutto il territorio nazionale. 18
19 b. definizione, in sostituzione del Lotto L1 (Ch 6/7), di due multiplex L a gara (L1 ed L2), prevalentemente in banda VHF e di un multiplex in banda UHF (L3) e così composti: - il multiplex L1 sarà basato sul canale 6 integrato dal canale 23 nell area tecnica Friuli, nell ipotesi che si ottenga per questo canale il coordinamento positivo con la Slovenia. - il multiplex L2 sarà basato sui canali 7 nelle aree tecniche del centro- sud Italia (11-Abruzzo e Molise, 12-Lazio, 13-Campania, 14- Basilicata/Calabria e 15-Sicilia/Calabria) e 11 nel centro-nord Italia (aree 1-Piemonte Occ., 2-Val d Aosta, 3-Piemonte Orient./Lombardia, 4-Trentino SA, 5 Emilia Romagna, 6-Veneto, 7-Friuli V.G, 8- Liguria, -Toscana, 10-Marche). Anche in questo caso si assume la possibilità di piena utilizzazione del canale 11 nelle aree del nord Adriatico, da coordinare con la Croazia; - il lotto L3 sarà basato sui canali 25 e 59, fermo restando che l aggiudicatario, all atto della liberazione del canale 59 entro il 2016, avrà diritto a una frequenza di analoga copertura e per una durata equivalente del diritto d uso. La configurazione proposta per i lotti L consente di ottenere i seguenti indici di copertura: lotto L1: 89,5% di popolazione (la copertura indicata implica il coordinamento del canale 23 con Slovenia e Croazia); L2 : 91,1% di popolazione (in questo caso la copertura indicata implica il coordinamento del canale 11 nel nord Adriatico); L3 : 96,6% di popolazione. 56. Pertanto i lotti in gara sono riconfigurati come segue: a. lotto L1: multiplex 2-SFN utilizzante i canali 6 e 23 con copertura nominale stimata di popolazione pari all 89,5%; b. lotto L2: multiplex 2-SFN utilizzante i canali 7 e 11 con copertura nominale stimata di popolazione pari al 91,1%; c. lotto L3: multiplex 2-SFN utilizzante i canali 25 e 59 con copertura nominale stimata di popolazione pari al 96,6%; 57. Resta ferma la necessità di proseguire le relazioni con gli Stati confinanti al fine di garantire il coordinamento nell uso delle frequenze e consolidare la pianificazione delle reti televisive, coordinamento di cui l Autorità ha preventivamente verificato la possibilità di realizzazione. Ciò comporta che le coperture indicate potrebbero subire variazioni, seppur lievi, in relazione agli esiti delle citate attività di coordinamento internazionale, con particolare riferimento alle interlocuzioni con la Slovenia e la 19
20 Croazia, ed in genere con i Paesi del versante adriatico per i lotti L1 ed L2. Con riferimento al lotto L3, infine, il diritto d uso del canale 59 è garantito fino al 2016, data entro la quale l Autorità sostituirà tale canale con una frequenza e un relativo diritto d uso equivalenti rispetto a quelli ottenuti in esito alla gara. Durata dei diritti d uso 58. Con riferimento alla durata dei diritti d uso, l art. 27, comma 4, del Codice, prevede che i diritti d uso per le frequenze vengano rilasciati per una durata adeguata al tipo di servizio, tenuto conto dell obiettivo perseguito e della necessità di prevedere un periodo adeguato di ammortamento degli investimenti. In relazione alla questione della durata dei diritti d uso dei lotti in gara, nell ambito della consultazione pubblica di cui alla delibera n. 550/12/CONS l Autorità ha ritenuto necessario prevedere una durata pari a 20 anni per i diritti d uso per i lotti L con frequenze al di fuori della banda 700 ed una durata differenziata per i diritti d uso per i lotti U con frequenze entro la banda 700 MHz, pari a 5 anni, che non dia adito a dubbi circa la necessità di liberare le frequenze alla scadenza indicata, al termine dei quali lo spettro ritorni allo Stato, cosi da non pregiudicare, nel rispetto di quanto in tal senso prescritto dal legislatore, in alcun caso il possibile futuro refarming di tale banda per il mobile broadband. 59. A valle della consultazione pubblica si osserva quanto segue. Principali osservazioni dei soggetti intervenuti 60. Circa la durata dei diritti d uso, le osservazioni dei soggetti rispondenti alla consultazione hanno riguardato principalmente la data di scadenza del 31 dicembre 2017 per i lotti di tipo U, considerata da alcuni insufficiente in quanto non vi sarebbe alcuna logica industriale o editoriale, ad avviso di tali soggetti, nell investire in una rete ed in una programmazione con un orizzonte temporale così ravvicinato. 61. Secondo uno dei soggetti, i multiplex U, viceversa, con la limitazione della durata a cinque anni risultano appetibili solo per gli incumbent RAI e Mediaset ma non per i nuovi entranti, il che potrebbe costituire una ulteriore motivazione per non mettere a gara i multiplex di tipo U. 62. Viceversa la durata dei diritti d uso dei lotti di tipo L è stata valutata generalmente in modo positivo. Osservazioni dell Autorità 63. Con riferimento alla durata dei diritti d uso dei lotti U si rinvia alle osservazioni formulate in merito alla scelta di eliminare tali lotti dall offerta in gara. La durata dei lotti L resta invariata. 20

References: ART. 3
 articolo 8
 articolo 3
 art. 3
 art. 3
 articolo 1
 articolo 42
 articolo 29
 articolo 15
 art. 8
 articolo 45
 articolo 8
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 8
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 45
 articolo 8
 articolo 12
 articolo 8
 articolo 5
 articolo 3
 articolo 11
 articolo 3
 articolo 1
 art. 3
 art. 15
 art. 3
 art. 4
 art. 3
 articolo 14
 art. 9
 articolo 3
 art. 3
 art. 27