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Timestamp: 2019-10-15 23:28:15+00:00

Document:
D. P.R. 08/09/1997, n. 357 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN11818
Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche.
G.U. 23/10/1997, n. 248
Lombardia: avviata la gestione informatica della valutazione di incidenza su habitat
Dir. Cons. UE 21/05/1992, n. 43
D. P.R. 05/07/2019, n. 102
Articolo 2, lett. r-bis); articolo 12.
D. P.R. 12/03/2003, n. 120
Articoli 1, 2, 3, 4 , 4-bis, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16
In vigore dal 24/10/1997.
- D.P.R. 05/07/2019, n. 102
- D.P.R. 12/03/2003, n. 120
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Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 1988, n. 377, recante regolamentazione delle pronunce di compatibilità ambientale di cui all’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale;
Vista la legge 9 marzo 1989, n. 86, relativa alle norme generali sulla partecipazione dell’Italia al proces
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1. Il presente regolamento disciplina le procedure per l’adozione delle misure previste dalla direttiva 92/43/CEE “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e de
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1. Ai fini del presente regolamento sono adottate le seguenti definizioni:
a) conservazione: un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato soddisfacente come indicato nelle lettere e) ed i) del presente articolo;
b) habitat naturali: le zone terrestri o acquatiche che si distinguono in base alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali;
c) habitat naturali di interesse comunitario: gli habitat naturali, indicati nell’allegato A, che, nel territorio dell’Unione europea, alternativamente:
1) rischiano di scomparire nella loro area di distribuzione naturale;
2) hanno un’area di distribuzione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente “ridotta” N2;
3) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle cinque regioni biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea;
d) tipi di habitat naturali prioritari: i tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire per la cui conservazione l’Unione europea ha una responsabilità particolare a causa dell’importanza della loro area di distribuzione naturale e che sono evidenziati nell’allegato A al presente regolamento con un asterisco (*);
e) stato di conservazione di un habitat naturale: l’effetto della somma dei fattori che influiscono sull’habitat naturale nonché sulle sp
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Art. 3. - Zone speciali di conservazione
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano, “i siti in cui si trovano tipi di habitat elencati nell'allegato A ed habitat di specie di cui all'allegato B e ne danno comunicazione al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ai fini della formulazione alla Commissione europea, da parte dello stesso Ministero, dell'elenco dei proposti siti di importanza comunitaria (pSic) per la costituzione della” N2 rete ecologica europea coerente di zone speciali di conservazione denominata “Natura 2000”.
2..Il Ministro dell’ambiente “e de
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Art. 4. - Misure di conservazione
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano “assicurano per i proposti siti di importanza comunitaria” N2 opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere consegu
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Art. 4-bis - Concertazione
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Art. 5 - Valutazione di incidenza
1. Nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei proposti siti di importanza comunitaria, dei siti di importanza comunitaria e delle zone speciali di conservazione.
2. I proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti, predispongono, secondo i contenuti di cui all'allegato G, uno studio per individuare e valutare gli effetti che il piano può avere sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Gli atti di pianificazione territoriale da sottoporre alla valutazione di incidenza sono presentati, nel caso di piani di rilevanza nazionale, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, nel caso di piani di rilevanza regionale, interregionale, provinciale e comunale, alle regioni e alle province autonome competenti.
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Art. 6 - Zone di protezione speciale
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Art. 7 - Indirizzi di monitoraggio, tutela e gestione degli habitat e delle specie
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TUTELA DELLE SPECIE
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Art. 8. - Tutela delle specie faunistiche
1. Per le specie animali di cui all’allegato D, lettera a), al presente regolamento, è fatto divieto di:
a) catturare o uccidere esemplari di tali specie nell’ambiente naturale;
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Art. 9. - Tutela delle specie vegetali
1. Per le specie vegetali di cui all’allegato D, lettera b), al presente regolamento è fatto divieto di:
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Art. 10. - Prelievi
1. Qualora risulti necessario sulla base dei dati di monitoraggio, le regioni e gli Enti parco nazionali stabiliscono, in conformità alle linee guida di cui all'articolo 7, comma 1, adeguate misure per rendere il prelievo nell'ambiente naturale degli esemplari delle specie di fauna e flora selvatiche di cui all'allegato E, nonché il loro sfruttamento, compatibile con il mantenimento delle suddette specie in uno stato di conservazione soddisfacente. N4
2. Le m
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Art. 11. - Deroghe
1. Il Ministero dell’ambiente “e della tutela del territorio” N3, sentiti per quanto di competenza il Ministero per le politiche agricole e l’Istituto nazionale per la fauna selvatica, può autorizzare le deroghe alle disposizioni previste agli articoli 8, 9 e 10, comma 3, lettere a) e b), a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di distribuzione naturale, per le seguenti finalità:
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Art. 12. - Immissioni
1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, il Ministero della salute e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo parere del Consiglio del Sistema nazionale di cui all’articolo 13, comma 2, della legge 28 giugno 2016, n. 132, adotta con proprio decreto i criteri per la reintroduzione e il ripopolamento delle specie autoctone di cui all’allegato D,
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Art. 13. - Informazione
1. Il Ministero dell’ambiente “e della tutela del territorio” N3 trasmette alla Commissione europea, secondo il modello da essa definito, ogni sei anni, a decorrere dall’anno 2000, una relazione sull’attuazione delle
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Art. 14. - Ricerca e istruzione
1. Il Ministero dell’ambiente “e della tutela del territorio” N3 d’intesa con le amministrazioni interessate, promuove la ricerca e le attività scientifiche necessarie ai fini della conos
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Art. 15. - Sorveglianza
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Art. 16. - Procedura di modifica degli allegati
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Art. 17. - Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblica
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Allegato A - Tipi di habitat naturali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di conservazione (previsto dall'art. 1, comma 1)
Codice: Il presente allegato fa riferimento alla classificazione gerarchica degli habitat effettuata nell'ambito del programma
CORINE N12 (CORINE BIOTOPES PROJECT). La maggior parte dei tipi di habitat naturali menzionato e' associata al codice CORINE corrispondente figurante nel documento intitolato "Technical Handbook", volume 1, pagg. 73-109, CORINE/BIOTOPE/89-2.2, 19 MAGGIO 1988, parzialmente aggiornato in data 14 febbraio 1989.
Il segno "x" che combina piu' codici indica tipi di habitat che si ritrovano associati. Ad esempio, 35.2 x 64.1 - Prati aperti di Corynephorus e Agrostis (35.2), delle dune continentali (64.1).
Il segno "*" significa: tipi di habitat prioritari.
HABITAT COSTIERI E VEGETAZIONI ALOFITICHE
Acque marine e ambienti a marea
11.25 Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
11.34 *Erbari di posidonie
13.2 estuari
14 Distese fangose o sabbiose emergenti durante la bassa marea
21 *Lagune
- Grandi cale e baie poco profonde
- Scogliere
- Colonne marine causate da emissioni di gas in acque poco profonde
Scogliere marittime e spiagge ghiaiose
17.2 Vegetazione annua delle linee di deposito marine
17.3 Vegetazione perenne dei banchi ghiaiosi
18.21 Scogliere con vegetazione delle coste atlantiche e baltiche
18.22 Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee (con Limonio spp., endemico)
18.23 Scogliere con vegetazione delle coste macaronesiche (flora endemica di tali coste)
Paludi e pascoli inondati atlantici e continentali
15.11 Vegetazione annua pioniera di Salicornia e altre delle zone fangose e sabbiose
15.12 Prati di Spartina (Spartinion)
15.13 Pascoli inondati atlantici (Glauco-Puccinellietalia)
15.14 *Pascoli inondati continentali (Puccinellietalia distantis) Paludi e pascoli inondati mediterranei e termo-atlantici
15.15 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)
15.16 Perticaie alofile mediterranee e termo-atlantiche (Arthrocnemetalia fruticosae)
15.17 Perticaie alonitrofile iberiche (Pegano Salsoletea)
Steppe continentali alofile e gissofile
15.18 *Steppe salate (Limonetalia)
15.19 *Steppe gessose (Gypsophiletalia)
DUNE MARITTIME E CONTINENTALI
Dune marittime delle rive atlantiche, del Mare del Nord e del Baltico
16.211 Dune mobili embrionali
16.212 Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche)
16.221 - 16.227 *Dune fisse a vegetazione erbacea (dune grigie):
16.221 Galio - Koelerion albescentis
16.222 Euphorbio - Helichrysion
16.223 Crucianellion maritimae
16.224 Euphorbia terracina
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Allegato B - Specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione (previsto dall'art. 1, comma 1)
a) L'allegato II è complementare dell'allegato I per la realizzazione di una rete coerente di zone speciali di conservazione.
b) Le specie riportate nel presente allegato sono indicate:
- con il nome della specie o della sottospecie
- o con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte designata di tale taxos.
L'abbrevazione "spp." dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che appartengono a tale famiglia o genere.
L'asterisco "*" davanti al nome di una specie indica che si tratta di una specie prioritaria.
La maggior parte delle specie incluse nel presente allegato sono riprese nell'allegato IV.
Quando una specie inclusa nel presente allegato non è ripresa né all'allegato IV né all'allegato V, il suo nome è seguito dal segno (o); quando una specie inclusa nel presente allegato non è ripresa all'allegato IV ma figura all'allegato V, il suo nome è seguito dal segno (V).
a) ANIMALI
*Canis lupus (Popolazioni spagnole: soltanto quelle a sud del
Duero; popolazioni greche: soltanto quelle a sud
del 39 parallelo)
Capra aegagrus (Popolazioni naturali)
Ovis ammon musimon (Popolazioni naturali - Corsica e Sardegna)
Hucho hucho (Popolazioni naturali) (V)
Salmo salar (tranne nelle acque marine) (V)
*Coregonus oxyrhynchus (popolazioni anadrome in certi settori del Mare del Nord)
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Allegato C - Criteri di selezione dei siti atti ad essere individuati quali siti di importanza comunitaria e designati quali zone speciali di conservazione (previsto dall'art. 16, comma 1)
FASE 1: Valutazione a livello nazionale dell'importanza relativa dei siti per ciascun tipo di habitat naturale dell'allegato A e per ciascuna specie dell'allegato B (compresi i tipi di habitat naturali prioritari e le specie prioritarie). A. Criteri di valutazione del sito per un tipo di habitat naturale determinato dell'allegato A:
a) Grado di rappresentatività del tipo di habitat naturale sul sito;
b) Superficie del sito coperta dal tipo di habitat naturale rispetto alla superficie totale coperta da questo tipo di habitat naturale sul territorio nazionale;
c) Grado di conservazione della struttura e delle funzioni del tipo di habitat naturale in questione e possibilità di ripri
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Allegato D - Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa (previsto dall'art. 1, comma 1)
Le specie che figurano nel presente allegato sono indicate:
- con il nome della specie o della sottospecie, oppure
- con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte indicata di detto taxon.
L'abbreviazione "spp." dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che appartengono a tale genere o famiglia.
Tutte le specie tranne Glis glis e Eliomys quercinus
Canis lupus (ad eccezione delle popolazioni spagnole a nord del Duero e delle popolazioni greche a nord del 39 parallelo)
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Allegato E - Specie animali e vegetali di interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione (previsto dall'art. 1, comma 1)
- con il nome della specie o della sottospecie oppure
L'abbreviazione "spp." dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che appartengono a tale famiglia o genere.
Canis lupus (Popolazioni spagnole a nord del Duero e popolazioni greche a nord del 39 parallelo)
Tutte le specie non menzionate nell'allegato IV
Capra pyrenaica (ad eccezione di Capra pyrenaica pyrenaica)
Rupicapra rupicapra (ad eccezione di Rupicapra rupicapra
balcanica)
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Allegato F - Metodi e mezzi di cattura e di uccisione nonché modalità di trasporto vietati (previsto dall'art. 10, comma 3 lettera a))
a) Mezzi non selettivi
- Animali ciechi o mutilati utilizzati come esche viventi
- Dispositivi elettrici o elettronici in gr
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Allegato G - Contenuti della relazione per la valutazione di incidenza di piani e progetti (previsto dall'art. 5, comma 4)
1. Caratteristiche dei piani e progetti
Le caratteristiche dei piani e progetti debbono essere descritte con riferimento, in particolare:
- alle tipologie delle azioni e/o opere;
- alle dimensioni e/o ambito di riferimento;
- alla complementarietà con altri piani e/o progetti;
- all'uso delle risorse natu

References: Articolo 2
 articolo 12

Art. 3

Art. 4

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17