Source: http://docplayer.it/2225171-Valutazione-ambientale.html
Timestamp: 2016-12-03 09:52:43+00:00

Document:
⭐Valutazione Ambientale
Download "Valutazione Ambientale"
1 Valutazione Ambientale del Piano di Sviluppo 2011 Rapporto Ambientale Volume Regione VENETO2 3 INDICE 1 Introduzione Struttura del rapporto regionale Modalità di collaborazione attivate per la VAS Fonti di dati disponibili 4 2 Contesto Ambientale Caratterizzazione geografica Biodiversità ed aree protette Parchi Rete Natura Aree Ramsar Assetto del territorio Pianificazione territoriale 12 3 Contesto Sociale Demografia Uso del suolo Paesaggio e beni culturali, architettonici, monumentali e archeologici Siti UNESCO 15 4 Contesto Economico 16 5 Contesto Tecnico Pianificazione energetica regionale Stato della rete di trasmissione nazionale nell area del Nord Est d Italia 17 6 Interventi Nuove esigenze Interventi presenti in Piani precedenti già approvati Sintesi degli indicatori regionali 65 Indice 34 1 Introduzione 1.1 Struttura del rapporto regionale Il Rapporto Regionale relativo al Piano di Sviluppo (PdS) 2011 riporta i principali interventi previsti, suddivisi tra interventi in corso di concertazione, da avviare alla concertazione, privi di potenziali effetti significativi sull ambiente, al di fuori dell ambito VAS (in fase autorizzativa, autorizzati, in realizzazione, ecc.). Le informazioni relative all ambito regionale esaminato sono organizzate in quattro contesti: contesto ambientale formato dall accorpamento degli ambiti ambientale e territoriale); contesto sociale; contesto economico; contesto tecnico. Il Rapporto Ambientale Regionale, sarà pertanto organizzato come segue: Introduzione, che descrive le modalità di collaborazione regionale attivate per il processo di VAS a livello regionale nonché le fonti dei dati utilizzati per gli inquadramenti di cui ai capitoli successivi; Contesto Ambientale, che fornisce un sintetico inquadramento ambientale della regione oggetto dell analisi, di cui sottolinea le peculiarità in particolare per le componenti interessate dalla realizzazione del PdS; Contesto Sociale, che fornisce un sintetico inquadramento sociale della regione oggetto dell analisi, sottolineandone gli aspetti legati alla domanda di energia elettrica; Contesto Economico che fornisce un quadro sintetico sulle caratteristiche principali dell economia regionale, anche in relazione a dati nazionali; Contesto Tecnico, che descrive lo stato della rete a livello regionale; Interventi, che sono oggetto della VAS, proposti sul territorio regionale. 1.2 Modalità di collaborazione attivate per la VAS La Regione Veneto non ha sottoscritto un protocollo di intesa per l applicazione della VAS, ma ha adottato alcune disposizioni e iniziative per la condivisione delle scelte localizzative, quali: 6 aprile 2004, la delibera n. 914 della Regione Veneto stabilisce pre-requisiti per la definizione delle macroalternative di tracciato, prevedendo che la soluzione progettuale minimizzi l asservimento di nuove superfici, richiedendo dunque l utilizzo di tracciati esistenti o di corridoi infrastrutturali (ad esempio autostrade) già gravati di servitù. 1.3 Fonti di dati disponibili Le informazioni utilizzate per la redazione del presente documento derivano sia da una analisi della bibliografia disponibile, sia da fonti di dati territoriali georiferiti, richiesti alla Regione Veneto per la realizzazione di analisi ambientali, territoriali e paesaggistiche funzionali alla medesima relazione. Si specifica inoltre che in data 23 dicembre 2010, Terna ha provveduto a formulare la richiesta dei dati in formato shape degli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica regionale e provinciale. La regione Veneto ha risposto positivamente, trasmettendo un web link attraverso il quale accedere alla documentazione richiesta. Tali documenti sono elencati nella seguente Tabella 1-1. Tabella 1-1 Fonti di dati georiferiti disponibili a livello regionale Nome Descrizione Copertura Scala/risoluzione Formato Aggiornamento CTR PRGC PDA Database geografico costruito partendo dalla digitalizzazione degli elementi fondamentali della Carta Tecnica Regionale. Mosaico PRG della Provincia di Treviso Piano d Area Tutto il territorio regionale Parte del territorio regionale Copertura regionale, dati vettoriali disponibili per l area dell Alta Marca e Prealpi Vittoriesi 1: : : : Raster Vettoriale Vettoriale Raster Vettoriale 4 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna5 Nome Descrizione Copertura Scala/risoluzione Formato Aggiornamento PTP Piano Territoriale 1: Provincia di Treviso Provinciale 1: Vettoriale PTRC Piano Territoriale Tutto il territorio 1: Regionale di regionale 1: Coordinamento Vettoriale 1991 BSL PAI PRG AAPP Carta dell uso del suolo relativa al Bacino Scolante in Laguna Piano Assetto Idrogeologico Piani Regolatori Generali della Provincia di Venezia, Padova e Treviso Aree protette di ordine regionale e nazionale Area del bacino scolante nella Laguna di Venezia 1: Vettoriale Area del Sile e Piave 1: Vettoriale 2000 Parte del territorio regionale Tutto il territorio regionale 1: Raster 1: : Vettoriale Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 56 2 Contesto Ambientale Il presente capitolo è volto ad analizzare, per la Regione Veneto, il contesto ambientale in cui si inseriscono gli interventi del PdS della Rete di Trasmissione Elettrica per l anno In particolare viene fornito un breve inquadramento territoriale della regione, riportando in forma tabellare le caratteristiche principali del territorio dal punto di vista geografico e delle aree protette (paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3) e si descrivono gli strumenti e le linee della pianificazione territoriale (paragrafo 2.4). Gli aspetti analizzati nei seguenti paragrafi sono quelli giudicati significativi, per quanto riguarda la pianificazione della rete elettrica, mentre vengono tralasciati altri aspetti che, seppur interessanti, non hanno relazioni rilevanti con il processo in esame. 2.1 Nella seguente Tabella 2-2 si elencano i principali elementi geografici che caratterizzano il territorio regionale. Tabella 2-2 Principali caratteristiche geografiche del territorio regionale Veneto Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Austria Mare Adriatico Alpi Carniche, Monti Lesini, Monte Pasubio, massiccio delle Dolomiti Lago di Garda, Lago di Alleghe, Lago di Misurina Po, Adige, Piave, Brenta, Livenza Mar Adriatico - Confini Rilievi montuosi Laghi Fiumi principali Mari Isole maggiori Caratterizzazione geografica Il Veneto è una regione del nord-est, bagnata per quasi 200 Km dal Mar Adriatico. Oltre metà parte del territorio è pianeggiante (57%), il 29% montuoso ed il 14% collinare. Figura Rilievo altimetrico digitale e rete 1 idrografica principale del territorio veneto Figura 2-1 Regione Veneto Nella seguente Tabella 2-1 sono riportati in modo schematico i parametri geografici relativi alla regione Veneto. Biodiversità ed aree protette 2 Parchi In Veneto sono presenti diverse tipologie di aree naturali protette, istituite per garantire il ripristino di habitat e la salvaguardia di specie a rischio di estinzione. Tabella 2-1 Parametri geografici per la regione Veneto Veneto 2 Superficie (Km ) Superficie rispetto all Italia (%) Pianura (%) Collina (%) Montagna (%) , Fonte: NASA - Shuttle Radar Topographic Mission (SRTM) 90m Digital Elevation Data; SINAnet, ISPRA Reticolo Idrografico Nazionale 1: Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna7 Tabella 2-3 Parchi e aree naturali protette nella regione Veneto Tipologia Codice Nome Estensione (ha) Parchi Nazionali EUAP0015 Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi EUAP0150 Riserva naturale Campo di Mezzo Pian Parrocchia 667 EUAP0153 Riserva naturale Monte pavione 491 EUAP0154 Riserva naturale Monti del Sole EUAP0157 Riserva naturale Piani Eterni Errera Val Falcina EUAP0159 Riserva naturale Schiara occhidentale EUAP0162 Riserva naturale Valle Imperina 237 Riserve Naturali EUAP0163 Riserva naturale Valle Scura 220 Statali EUAP0164 Riserva naturale Vette Fetrine EUAP0165 Riserva naturale Vincheto di Cellarda 92 EUAP0158 Riserva naturale Piazza del Diavolo Monte Faverghera 606 EUAP1196 Riserva naturale Monte Faverghera 14 EUAP0160 Riserva naturale Somadida EUAP0161 Riserva naturale Val Tovanella EUAP0149 Riserva naturale Bus della Genziana 0 Parchi Naturali Regionali Riserve Naturali Regionali EUAP0240 Parco naturale regionale del Fiume Sile EUAP0241 Parco naturale regionale della Lessinia EUAP0242 Parco naturale regionale delle Dolomiti di Ampezzo EUAP0243 Parco regionale dei Colli Euganei EUAP1062 Parco regionale del Delta del Po (VE) EUAP0147 Riserva naturale Bocche di Po 424,76 EUAP0148 Riserva naturale integrale Bosco Nordio 113,54 EUAP0151 Riserva naturale integrale Gardesana Orientale 218,69 EUAP0152 Riserva naturale integrale Lastoni Selva Pezzi 967,61 EUAP0155 Riserva naturale integrale Piaie Longhe Millifret 129,70 EUAP0156 Riserva naturale integrale Pian di Landro Baldassarre 265, Rete Natura 2000 In Veneto attualmente sono stati designati 67 ZPS e 102 SIC, elencati in Tabella 2-4, che appartengono alla lista di aree naturali protette della rete Natura Figura 2-3 Localizzazione delle principali aree protette in Veneto Tabella 2-4 Aree appartenenti alla rete Natura 2000 in Veneto 3 Tipologia Codice Nome Estensione (ha) ZPS IT Laghetto del Frassino 78 IT Monti Lessini: Ponte di Veja, Vaio della Marciora 171 IT Fontanili di Povegliano 118 IT Palude del Busatello 443 IT Palude del Feniletto - Sguazzo del Vallese Fonte: Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 78 Tipologia Codice Nome Estensione (ha) IT Palude di Pellegrina 111 IT Palude del Brusà - Le Vallette 171 IT Basso Garda IT Sguazzo di Rivalunga 186 IT Monte Baldo Ovest IT Monti Lessini - Pasubio - Piccole Dolomiti Vicentine IT Monte Baldo Est IT Ex Cave di Casale - Vicenza 36 IT Bosco di Dueville 319 IT Altopiano dei Sette Comuni IT Massiccio del Grappa IT Lago di Busche - Vincheto di Cellarda - Fontane 537 IT Valli del Cismon - Vanoi: Monte Coppolo IT Pale di San Martino: Focobon, Pape - San Lucano, Agner - Croda Granda IT Dolomiti di Ampezzo IT Foresta del Cansiglio IT Gruppo Antelao - Marmarole - Sorapis IT Dolomiti Feltrine e Bellunesi IT Civetta - Cime di San Sebastiano IT Col di Lana - Settsas - Cherz IT Versante Sud delle Dolomiti Feltrine IT Dolomiti del Cadore e del Comelico IT Cima Campo - Monte Celado IT Bosco di Basalghelle 14 IT Bosco di Cessalto 28 IT Sile: sorgenti, paludi di Morgano e S. Cristina IT Fontane Bianche di Lancenigo 64 IT Ambito Fluviale del Livenza IT Bosco di Gaiarine 2,11 IT Bosco di Cavalier 9,43 IT Fiume Sile: Sile Morto e ansa a S. Michele Vecchio 538 IT Grave del Piave IT Dorsale prealpina tra Valdobbiadene e Serravalle IT Campazzi di Onigo 213 IT Prai di Castello di Godego IT Garzaia di Pederobba 163 IT Settolo Basso 374 IT Penisola del Cavallino: biotopi litoranei 315 IT Bosco di Lison 5,56 IT Ex Cave di Villetta di Salzano 64 IT Bosco di Carpenedo 13 IT Ambiti Fluviali del Reghena e del Lemene - Cave di Cinto Caomaggiore 461 IT Cave di Gaggio 115 IT Cave di Noale 43 IT Ex Cave di Martellago 50 IT Bosco Zacchi 0,75 IT Lido di Venezia: biotopi litoranei 166 IT Bosco Nordio 157 IT Foce del Tagliamento 280 IT Valle Vecchia - Zumelle - Valli di Bibione IT Valli Zignago - Perera - Franchetti - Nova IT Garzaia della tenuta "Civrana" 24 IT Palude le Marice - Cavarzere 46 IT Laguna di Venezia IT Palude di Onara 133 IT Colli Euganei - Monte Lozzo - Monte Ricco IT Grave e Zone umide della Brenta IT Le Vallette 13 IT Bacino Val Grande - Lavacci 51 IT Palude di Onara e corso d'acqua di risorgiva S. Girolamo 148 IT Muson vecchio, sorgenti e roggia Acqualonga 27 8 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna9 Tipologia Codice Nome Estensione (ha) SIC IT Golena di Bergantino 224 IT Delta del Po IT Vallona di Loreo 64 IT Monti Lessini: Cascate di Molina 233 IT Laghetto del Frassino 78 IT Monte Luppia e P.ta San Vigilio IT Monti Lessini: Ponte di Veja, Vaio della Marciora 171 IT Monte Baldo: Val dei Mulini, Senge di Marciaga, Rocca di Garda 676 IT Fontanili di Povegliano 118 IT Val Galina e Progno Borago 989 IT Palude del Busatello 443 IT Palude del Feniletto - Sguazzo del Vallese 167 IT Palude di Pellegrina 111 IT Palude del Brusà - Le Vallette 171 IT Basso Garda IT Sguazzo di Rivalunga 186 IT Monte Pastello IT Monte Baldo Ovest IT Monti Lessini - Pasubio - Piccole Dolomiti Vicentine IT Monte Baldo Est IT Fiume Adige tra Verona Est e Badia Polesine IT Fiume Adige tra Belluno Veronese e Verona Ovest 476 IT Granezza IT Ex Cave di Casale - Vicenza 36 IT Fiume Brenta dal confine trentino a Cismon del Grappa IT Buso della rana 0,64 IT Altopiano dei Sette Comuni IT Colli Berici IT Torrente Valdiezza 33 IT Biotopo "Le Poscole" 149 IT Bosco di Dueville e risorgive limitrofe 715 IT Gruppo del Sella 449 IT Gruppo Marmolada IT Val Visdende - Monte Peralba - Quaterna' IT Monte Pelmo - Mondeval - Formin IT Lago di Misurina 75 IT Massiccio del Grappa IT Gruppo del Visentin: M. Faverghera - M. Cor IT Passo di San Boldo 38 IT Monte Dolada Versante S.E. 659 IT Val Tovanella Bosconero IT Valli del Cismon - Vanoi: Monte Coppolo IT Torbiera di Lipoi 65 IT Pale di San Martino: Focobon, Pape - San Lucano, Agner - Croda Granda IT Fontane di Nogare' 212 IT Torbiera di Antole 25 IT Lago di Santa Croce 788 IT Torbiere di Danta 205 IT Torbiere di Lac Torond 38 IT Aree palustri di Melere - Monte Gal e boschi di Col d'ongia 111 IT Valpiana - Valmorel (Aree palustri) 126 IT Dolomiti di Ampezzo IT Foresta del Cansiglio IT Gruppo del Popera - Dolomiti di Auronzo e di Val Comelico IT Val Talagona - Gruppo Monte Cridola - Monte Duranno IT Gruppo Antelao - Marmarole - Sorapis IT Dolomiti Feltrine e Bellunesi IT Civetta - Cime di San Sebastiano IT Comelico - Bosco della Digola - Brentoni - Tudaio IT Fiume Piave dai Maserot alle grave di Pederobba IT Dolomiti del Cadore e del Comelico Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 910 Tipologia Codice Nome Estensione (ha) IT Cima Campo - Monte Celado IT Colli Asolani IT Monte Cesen IT Montello IT Perdonanze e corso del Monticano 364 IT Bosco di Basalghelle 14 IT Bosco di Cessalto 28 IT Fontane Bianche di Lancenigo 64 IT Laghi di Revine 119 IT Palu' del Quartiere del Piave 692 IT Bosco di Gaiarine 2,11 IT Bosco di Cavalier 9,43 IT Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest IT Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano IT Grave del Piave - Fiume Soligo - Fosso di Negrisia IT Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio 753 IT Fiume Meschio 40 IT Fiumi Meolo e Vallio 85 IT Penisola del Cavallino: biotopi litoranei 315 IT Bosco di Lison 5,56 IT Ex Cave di Villetta di Salzano 64 IT Bosco di Carpenedo 13 IT Laguna del Mort e Pinete di Eraclea 214 IT Cave di Gaggio 115 IT Cave di Noale 43 IT Ex Cave di Martellago 50 IT Bosco Zacchi 0,75 IT Lido di Venezia: biotopi litoranei 166 IT Laguna medio-inferiore di Venezia IT Laguna superiore di Venezia IT Bosco Nordio 157 IT Laguna di Caorle - Foce del Tagliamento IT Dune residue del Bacucco 13 IT Fiumi Reghena e Lemene - Canale Taglio e rogge limitrofe - Cave di Cinto 640 Caomaggiore IT Colli Euganei - Monte Lozzo - Monte Ricco IT Grave e Zone umide della Brenta IT Palude di Onara e corso d'acqua di risorgiva S. Girolamo 148 IT Muson vecchio, sorgenti e roggia Acqualonga 27 IT Dune di Donada e Contarina 105 IT Dune di Rosolina e Volto 115 IT Dune Fossili di Ariano Polesine 101 IT Rotta di S. Martino 32 IT Gorghi di Trecenta 20 IT Delta del Po: tratto terminale e delta veneto IT Vallona di Loreo Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna11 2.2.3 Aree Ramsar In Veneto sono state istituite due aree Ramsar elencate nella Tabella 2-5, che si estendono complessivamente per 599 ha. Tabella 2-5 Aree Ramsar in Veneto Codice Nome Estensione (ha) Laguna di Venezia: Valle 3IT042 Averto 500 3IT002 Vincheto di Cellarda 99 Figura 2-4 Distribuzione di aree SIC, ZPS e Ramsar in Veneto Assetto del territorio Il territorio regionale presenta due zone caratteristiche: la prima corrisponde con le forme a prevalente denudazione dei rilievi alpini e prealpini, l altra presenta le forme a prevalente accumulo costituiti dai conoidi pedemontani ed alla pianura padano-veneta. Le unità geomorfologiche a prevalente denudazione sono costituite sia da un modellamento dolce che bordano la base dei rilievi del tipico paesaggio dolomitico, sia da rilievi a morfologia meno articolata caratterizzati da un accentuato rimodellamento glaciale e diffuso carsismo. La fascia collinare è caratterizzata da una morfologia molto variabile dovuta alla forte differenza di erodibilità esistente tra rocce presenti. Le forme a prevalente denudazione terminano con rilievi a morfologia blanda con bassi tassi di erosione tipici dei depositi morenici. Le unità geomorfologiche a prevalente accumulo sono state distinte in funzione del tipo e del grado di attività dei processi fluviali e costieri che hanno modellato la pianura ed il litorale adriatico, per cui si ritrova una fascia di alta pianura formata da terreni grossolani e una fascia prossima al margine costiero caratterizzato da depositi torbosi. La laguna di Venezia e l area compresa tra questa ed il fiume Tagliamento dipendono dall erosione del mare e sono fortemente influenzate dagli interventi antropici sul territorio. Il PAI contiene anche l'individuazione e perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico, nella parte del territorio collinare e montano. Le condizioni di dissesto idraulico e idrogeologico del territorio considerate sono riferite a cinque tipologie di fenomeni maggiormente prevalenti, tra le quali frane ed esondazioni. Le classi di rischio individuate sono riconducibili alle seguenti definizioni che esprimono le conseguenze attese a seguito del manifestarsi dei dissesti: moderato R1 per il quale sono possibili danni sociali ed economici marginali; medio R2 per il quale sono possibili danni minori agli edifici e alle Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico 196 Autorità di bacino del fiume Po infrastrutture che non pregiudicano l incolumità delle persone, l agibilità degli edifici e lo svolgimento delle attività socio-economiche; elevato R3 per il quale sono possibili problemi per l incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi e l interruzione delle attività socio-economiche, danni al patrimonio culturale; molto elevato R4 per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici e alle infrastrutture, danni al patrimonio culturale, la distruzione di attività socio-economiche. Tabella 2-6 Percentuale di comuni soggetti a diverse classi di pericolosità per tipologia di dissesto 5 Esondazione Classe Veneto 25,7 5,7 28,6 34,3 5,7 Frana Classe Veneto 74,3 20 2,9 0 0 Secondo rilievi condotti tra il 2004 e 2006 per il Rapporto sulle Frane in Italia (2007), si evince che il numero di frane censite è di con una superficie complessiva in frana di 222,54 km2. La provincia con il maggior numero di dissesti è quella di Belluno con fenomeni. 4 Fonte: Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Elenco Ufficiale dei siti RAMSAR - 5 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Natura 2000, SIC e ZPS, 2010 (PAI) Autorità di Bacino del Fiume Po Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 1112 Tabella 2-7 Aree soggette a fenomeni franosi Area totale in frana Provincia Numero di frane (km 2 ) Belluno ,28 Padova 383 9,69 Treviso 523 5,73 Vicenza ,76 Verona ,07 Totale , Pianificazione territoriale La coerenza esterna del PdS rispetto alla pianificazione territoriale è attuata attraverso l applicazione della metodologia dei criteri ERPA, che considera e integra al proprio interno i vincoli pianificatori. Tale approccio costituisce uno strumento appropriato per la ricerca di ipotesi localizzative coerenti con la pianificazione territoriale e di settore di livello regionale o locale. La coerenza esterna del piano non significa assenza di interferenze dell area di studio, a livello attuativo, a maggiore ragione a livello strutturale e strategico, con aree soggette a vincoli e tutele. Si demanda al livello progettuale la funzione di risolvere e minimizzare le interferenze residue tra il tracciato ed le aree soggette a tutela nell ambito del quadro programmatico dello Studio di Impatto Ambientale e attraverso gli strumenti previsti dai piani stessi per la gestione delle interferenze. In Veneto sono attualmente presenti diversi strumenti attorno a cui ruota la pianificazione del territorio; nella Tabella 2-8 seguente sono elencati e descritti tali strumenti, raccolti da uno studio condotto dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI). Nella Tabella 2-9 sono invece elencati gli strumenti di pianificazione a livello provinciale. Tabella 2-8 Pianificazione territoriale della regione Veneto Strumento di pianificazione Atto di approvazione Ruolo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) Piano di Area della Laguna e Area Veneziana (PALAV) Piano di Gestione dei Bacini Idrografici delle Alpi Orientali Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico del Bacino del Sile e della Pianura tra Piave e Livenza (PAI) Progetto di Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico dei bacini dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave, Brenta- Bacchiglione Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell Atmosfera (PRTRA) D.C.R. n. 250 del 13 dicembre D.C.R. n. 70 del 9 novembre 1995; Variante 1 approvata con D.C.R. n. 70 del 21 ottobre 1999 Adottato con Delibera del Comitato Istituzionale dell AdB di competenza n. 1 del 24 febbraio 2010, vigente in misura di salvaguardia D.C.R. n. 48 del 27 giugno 2007 D.C.I. n. 4 del 19 giugno 2007 (Adozione 1 variante) D.C.R. n. 57 dell 11 novembre Costituisce il complesso di prescrizioni e vincoli prevalenti nei confronti degli strumenti urbanistici di livello inferiore, nonchè di direttive per la redazione dei Piani Territoriali Provinciali e degli strumenti urbanistici di livello inferiore. Si articola per piani di area, previsti dalla Legge 61/85, che ne sviluppano le tematiche e approfondiscono, su ambiti territoriali definiti, le questioni connesse all organizzazione della struttura insediativa ed alla sua compatibilità con la risorsa ambiente. Il Piano e uno strumento di pianificazione che prende in considerazione, per il raggiungimento degli obiettivi, la "questione metropolitana" e il ruolo della rete di città; le innovazioni nel sistema della mobilità interurbana; il ruolo strategico delle funzioni innovative, che investono la città e le principali aree produttive e di servizio; le nuove prospettive nella tutela e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali. Il distretto idrografico costituisce l'unità territoriale di riferimento per la gestione integrata del sistema delle acque superficiali e sotterranee. Rispetto ad esso e per il conseguimento degli obiettivi è predisposto ed attuato il Piano di Gestione; attraverso il Piano di Gestione si concretizza una visione comune riguardo alla identificazione dei corpi idrici, alla loro designazione, al conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale e più in generale alle tematiche connesse alla tutela quali-quantitativa delle acque. Strumento conoscitivo, normativo, tecnico operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d uso che sono finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo. Comprende la perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità idraulica, le carte della pericolosità e del rischio geologico e la perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità da valanga dei bacini idrografici dei fiumi Isonzo,Tagliamento, Piave e Brenta- Bacchiglione. Il Piano si propone l obiettivo di perseguire su tutto il territorio regionale il raggiungimento della riduzione degli inquinanti nel pieno rispetto della tempistica evidenziata da dette normative. Il Piano prefigura, quindi, una serie di azioni volte al contenimento degli inquinanti atmosferici. Piano Regionale per la D.C.R. n. 59 del 22 Il Piano persegue i seguenti obiettivi: l individuazione delle 12 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna13 Strumento di pianificazione Atto di approvazione Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU) Piano Regionale dei Trasporti (PRT) Piano di Tutela delle Acque (PTA) Piano Energetico Regionale (PER) novembre provvedimento del Consiglio Regionale n del 23 febbraio D.C.R. n.107 del 5 novembre 2009 D.G.R. n. 7 del 28 gennaio 2005 Ruolo iniziative volte alla riduzione della quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti nonché allo sviluppo del riutilizzo, del riciclaggio e del recupero degli stessi; la predisposizione di criteri per l individuazione, da parte delle Province, di aree idonee e non idonee per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, nonché per la localizzazione degli stessi in aree produttive; la definizione di disposizioni volte a consentire l autosufficienza, a livello regionale, nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi, individuando altresì l insieme degli impianti necessari ad una corretta gestione nell ambito territoriale ottimale; la definizione della tipologia e della quantità degli impianti di incenerimento da realizzare nella Regione. Il Piano è stato predisposto con il fine di prevedere, indirizzare, coordinare e monitorare il sistema della mobilità delle persone e delle merci. Contiene gli interventi volti a garantire il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale di cui agli artt. 76 e 77 del D.Lgs 152/2006 e contiene le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico. Quadro di riferimento per i soggetti pubblici e privati che assumono iniziative in campo energetico nel territorio regionale. Contiene indirizzi e obiettivi strategici in campo energetico e specifica le conseguenti linee di intervento. Tabella 2-9 Pianificazione a livello provinciale in Veneto Strumento di pianificazione Atto di approvazione Ruolo Piano Terrritoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) D.C.P. n. 2008/104 del 5 dicembre 2008 di Venezia D.G.P. n del 29 dicembre 2009 Padova D.G.R. n del 23 marzo 2010 di Belluno D.C.P. n. 40 del 20 maggio 2010 (adottato) di Vicenza D.G.R. n del 23 marzo 2010 di Treviso D.G.P. n. 267 del 21 dicembre 2006 (documento preliminare) di Verona Il PTCP: recepisce i siti interessati da habitat naturali e da specie floristiche e faunistiche di interesse comunitario e le relative tutele; definisce gli aspetti relativi alla difesa del suolo e alla sicurezza degli insediamenti determinando, con particolare riferimento al rischio geologico, idraulico e idrogeologico e alla salvaguardia delle risorse del territorio, le condizioni di fragilità ambientale; indica gli obiettivi generali, la strategia di tutela e di valorizzazione del patrimonio agro-forestale e dell agricoltura specializzata; detta le norme finalizzate alla prevenzione e difesa dall'inquinamento prescrivendo gli usi espressamente vietati; riporta le aree a rischio di incidente rilevante; individua e precisa gli ambiti di tutela per la formazione di aree protette naturali ai fini della tutela delle risorse naturali e della salvaguardia del paesaggio; individua e disciplina i corridoi ecologici al fine di costruire una rete di connessione tra le aree protette; perimetra i centri storici, individua le ville venete e i complessi e gli edifici di pregio architettonico, le relative pertinenze e i contesti figurativi; indica gli obiettivi e gli elementi fondamentali dell'assetto del territorio, i sistemi delle infrastrutture, le attrezzature, gli impianti e gli interventi di interesse pubblico di rilevanza provinciale; formula i criteri per la valorizzazione dei distretti produttivi; individua, gli ambiti per la pianificazione dei nuovi insediamenti industriali, artigianali, turistico-ricettivi e delle grandi strutture di vendita. Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 1314 3 Contesto Sociale 3.1 Demografia I parametri socio-demografici fondamentali indicano, da dati ISTAT al 2008, una popolazione totale di più di abitanti (Tabella 3-1). Tabella 3-1 Caratteristiche demografiche della regione Veneto Parametro Veneto Popolazione (abitanti) Densità 265,5 ab./km² Venezia, Padova, Belluno, Province Vicenza, Treviso, Verona, Rovigo Le caratteristiche sociali economiche e geografiche della Regione determinano una densità pari a circa 265,5 ab/km 2, contro una media nazionale di 199,3. Figura 3-2 Distribuzione della popolazione per sesso Uso del suolo Nella seguente Figura 3-3 si riporta una rappresentazione dell uso del suolo in Veneto. Figura 3-1 Densità antropica totale nel 2000 in Veneto 6 Venezia, una delle città del mondo più ricche di storia, è il capoluogo regionale ed assieme a Verona il centro più popolato del Veneto; seguono Padova, Vicenza e Treviso. Figura 3-3 Uso del suolo sul territorio del Veneto 8 Il Veneto è caratterizzato da un uso del suolo quanto mai variegato, diretta conseguenza della forte variabilità paesaggistica presente nel suo territorio. Nella sezione montana le zone boscate rivestono gran parte dei versanti. Nelle aree altimetriche più 6 Fonte: ISTAT - Atlante di geografia statistica e amministrativa 7 Dati ISTAT al Fonte: European Environmental Agency - Corine land cover 2000 (CLC2000) 100 m - version 12/ Raster data on land cover for the CLC2000 inventory 14 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna15 elevate i boschi fanno spazio a zone aperte con vegetazione rada o assente che nella maggior parte dei casi corrispondono ai gruppi dolomitici maggiori. I prati stabili rivestono i fondovalle più estesi, in associazione con le zone agricole eterogenee e l urbanizzato. Spesso corrispondono a lembi di depositi glaciali localizzati sia alla base dei versanti vallivi più aperti sia a quote maggiori o occupano altopiani carsici di maggiore estensione. La maggior parte del territorio pianeggiante è occupato da seminativi irregolarmente interrotti da tessuto urbano prevalentemente discontinuo, zone industriali e commerciali e minori zone estrattive e discariche. Anche nel territorio montano si ritrovano particelle destinate a seminativi. Abbastanza diffusi nel territorio veneto sono anche le colture eterogenee e le colture permanenti, concentrate lungo alcune valli e versanti. 3.3 Paesaggio e beni culturali, architettonici, monumentali e archeologici Siti UNESCO In Veneto sono presenti i siti Unesco elencati nella sottostante Tabella. Tabella 3-2 Siti UNESCO in Veneto Nome Anno di nomina Città di Verona 2000 L'Orto botanico di Padova 1997 La città di Vicenza e le ville del 1994 Palladio in Veneto Venezia e la sua Laguna 1987 Dolomiti 2009 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 1516 4 Contesto Economico L'economia ha raggiunto un buon equilibrio fra i vari settori produttivi. L'agricoltura è ampiamente praticata nella Pianura Padana, i prodotti più importanti sono i cereali, le barbabietole da zucchero, la frutta, l'uva da vino, il tabacco ed i foraggi, che permettono un allevamento cospicuo, soprattutto di bovini. L'industria ha avuto ulteriore re slancio negli ultimi decenni ed è in prevalenza incentrata sulla media e piccola impresa, i settori principali sono quelli metallurgico, metalmeccanico, chimico, alimentare, tessile, vetrario, elettrotecnico ed ottico. Il turismo è una risorsa fondamentale, ale, grazie alla presenza di varie località artistiche e di villeggiatura, sia estiva che invernale. Il tasso di disoccupazione medio regionale è pari al 3,5% (calcolato su dati del 2008). Tabella 4-1 Principali parametri economici per la regione Veneto (in k ) Parametro Veneto Italia Prodotto interno lordo , ,1 Importazioni nette , ,9 Totale , ,0 % sul valore nazionale 8,86% - (totale) Tabella 4-2 Occupati per settore nella regione Veneto (media annua in migliaia di unità) Occupati Veneto Italia Agricoltura, silvicoltura e pesca 71, ,9 Industria 882, ,0 Servizi 1.374, ,9 Totale 2.328, ,8 % sul valore nazionale (totale) 9,25% - Figura 4-1 Suddivisione dell impiego nei tre settori produttivi 16 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna17 5 Contesto Tecnico 5.1 Pianificazione energetica regionale Con Legge Regionale 27 dicembre 2000, n. 25, la Regione Veneto ha disposto l'adozione del Piano Energetico Regionale (PER). Tale atto di programmazione è predisposto dalla Giunta Regionale e approvato dal Consiglio Regionale e ha una durata stabilita in ragione degli obiettivi e delle strategie poste a suo fondamento. Il PER definisce le politiche energetiche regionali seguendo l'evoluzione del mercato dell'energia e del quadro normativo e istituzionale. Pur in assenza di riferimenti ad un quadro energetico nazionale, alla conclusione della precedente legislatura regionale era stata adottata una proposta di piano energetico regionale che la Regione vuole in parte rivisitare al fine dell'adozione di un documento programmatico più aggiornato che riesamini le linee di indirizzo ivi contenute, desunte anche da accordi sottoscritti dalle Regioni con lo Stato. L'attività di programmazione energetica svolta dalla Giunta Regionale è articolata in due fasi. Nella prima fase è previsto un documento di indirizzo preliminare costituente il quadro di riferimento che, oltre a fornire indicazioni per determinare le scelte da condividere con lo Stato e a servire come supporto all'attività legislativa della Regione nel settore energetico, consenta una ottimale allocazione delle risorse comunitarie previste nel periodo di programmazione Nella fase successiva, conseguente tanto alla positiva valutazione delle scelte generali contenute nel documento di indirizzo quanto alle prossime indicazioni di pianificazione energetica nazionale, saranno fatti opportuni approfondimenti tematici che porteranno alla redazione definitiva del Piano Energetico Regionale. Ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della Legge Regionale n.25/2000, per la redazione del PER, la Giunta regionale è autorizzata a effettuare studi e stipulare convenzioni con centri di ricerca e di consulenza che diano garanzia di specifica competenza tecnico-scientifica. Lo svolgimento degli studi necessari per la redazione del documento di Piano rientra tra le attività di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nel settore dell'energia nonché nell'accordo Quadro sottoscritto tra la Regione Veneto e il CNR il 29 dicembre Con la deliberazione di Giunta regionale n del 28 dicembre 2006 è stata approvata la convenzione operativa con il CNR per la redazione del documento preliminare previsto. Terna, nell ambito dei suoi compiti istituzionali, collabora con il CNR e le autorità regionali per la fornitura dei dati aggiornati riguardanti il sistema elettrico regionale (bilancio elettrico e stato della rete) e per armonizzare la pianificazione energetica regionale con lo sviluppo della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale. La Giunta Regionale ha proposto con la Deliberazione rivolta al Consiglio 28 gennaio 2005, n.7, "Adozione del Piano energetico regionale", che trattandosi di una proposta, non è stata pertanto non pubblicata. 5.2 Stato della rete di trasmissione nazionale nell area del Nord Est d Italia La rete ad altissima tensione dell area Nord-Est del Paese rappresenta attualmente una sezione critica dell intero sistema elettrico italiano, essendo caratterizzata da un basso livello di interconnessione e di mutua riserva (magliatura). La rete a 380 kv si compone di un ampio anello che si chiude ad Ovest nella stazione di Dugale (VR) e ad Est, nella stazione di Planais (UD). Così come strutturata, la rete elettrica in esame risulta fortemente squilibrata sul nodo di Redipuglia, attraverso il quale transitano sia i flussi di potenza provenienti dall interconnessione Italia-Slovenia, sia la produzione dei poli produttivi di Monfalcone e Torviscosa. Relativamente alla rete a 132 kv, a dispetto di un trend di crescita contenuto si confermano fortemente critiche le aree comprese fra Vicenza, Treviso e Padova anche a causa dei ritardi nell autorizzazione degli interventi di sviluppo previsti sulla rete 380 kv. In particolare la mancanza di iniezioni dalla rete 380 kv su rete 132 kv rende necessario risolvere urgentemente le criticità sulle porzioni di rete a 132 kv sottese alle stazioni di: Scorzè, Vellai e Soverzene; Planais, Salgareda e Pordenone (quest ultima recentemente acquisita nell ambito della RTN). Inoltre la recente acquisizione delle linee TELAT nel perimetro della RTN ha evidenziato, a causa della scarsa capacità di trasporto delle stesse, la necessità di potenziare le direttrici tra Planais e Salgareda. Nella figura successiva si evidenziano le principali criticità della rete elettrica nelle regioni Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 1718 Veneto: bilancio energetico 2009 CONSUMI+EXPORT IMPORT+PRODUZIONE trazionefs 1% agricoltura 2% pompaggi 0,6 GWh perdite GWh import estero GWh import regionale GWh domestico 19% Deficit GWh terziario 26% Energia Richiesta GWh eolica 0,01% fotovoltaica 0,30% idroelettrica 30% Criticità rete 380 kv Criticità rete 220 kv Criticità rete AT Figura 5-1 Principali aree di criticità nell area del Nord Est d Italia 9 Bilancio Regione Veneto (produzione, consumi e scambi) Il fabbisogno di energia elettrica della regione Veneto per l anno 2009 è stato pari a circa 30 GWh. Il bilancio regionale dei consumi è prevalentemente industriale (50%) e terziario (26%), seguiti dal domestico (19%) e l agricoltura (2%), mentre il resto è destinato ai consumi per trazione ferroviaria, ai pompaggi, perdite in rete e all export verso le altre regioni. Dallo storico produzione/richiesta si registra una forte contrazione della produzione interna, di gran lunga inferiore ai consumi regionali confermando la tendenza della regione ad essere importatrice netta anche a fronte della riduzione dei consumi registrata nel corso del industria 51% Produzione Netta GWh consumi% produzione % Figura 5-3 Storico Bilancio energetico 2009 termoelettrica 69% Veneto: storico produzione/richiesta Produzione: Energia Richiesta (GWh): Produzione al netto dei pompaggi Industria Terziario Domestico Agricoltura Altro Figura 5-2 Storico produzione/richiesta Fonte: PdS Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna19 6 Interventi Il PdS 2011 della Rete di Trasmissione Nazionale suddivide gli interventi in: Nuove esigenze, descritte all interno della Sezione I; Interventi previsti nei precedenti Piani di Sviluppo, descritti all interno della Sezione II. Gli interventi di sviluppo sono classificati in base alle principali esigenze che li hanno determinati ed ai benefici che apportano sulla rete di trasmissione nazionale, secondo quanto esposto nella tabella che segue. Tabella 6-1 Classificazione degli interventi secondo le motivazioni Sezione Motivazioni PdS 2011 Sezione I Sezione II Riduzione delle congestioni Riduzione dei poli limitati e dei vincoli alla capacità produttiva Interconnessioni con l Estero Sviluppo aree metropolitane Qualità del servizio In base alla tipologia, l intervento si classifica come descritto nella Tabella 6-2 che segue. Tabella 6-2 Classificazione tipologie degli interventi Termine Tipologia degli interventi Elettrodotti Razionalizzazioni Stazioni Consistono nella costruzione di nuovi collegamenti fra due o più nodi della rete o nella modifica/ricostruzione di elettrodotti esistenti. Si tratta di interventi complessi che coinvolgono più elementi di rete contemporaneamente e che spesso prevedono la dismissione di alcune porzioni di RTN. Queste si mettono in atto generalmente a seguito della realizzazione di grandi infrastrutture (stazioni o elettrodotti) quali opere di mitigazione ambientale o a seguito di attività di rinnovo / riassetto impianti, ma possono derivare anche da istanze avanzate dalle Amministrazioni locali. Riguardano non solo la realizzazione di nuove stazioni elettriche, ma anche il potenziamento e l ampliamento di stazioni esistenti mediante l incremento della capacità di trasformazione (installazione di ulteriori trasformatori o sostituzione dei trasformatori esistenti con macchine di taglia maggiore) o la realizzazione di ulteriori stalli o di intere sezioni per la connessione di nuovi elettrodotti (anche per distributori o operatori privati) o di nuove utenze. Nei seguenti paragrafi sono descritti in dettaglio gli interventi che interessano la regione Veneto. 6.1 Nuove esigenze Nome intervento Incremento della capacità di interconnessione con l Austria ai sensi della legge 99/2009 Potenziamento rete 132 kv fra Planais e Salgareda Tabella 6-3 Nuove esigenze (Sez. 1 PdS 2011) Tipologia intervento Altre Regioni Livello attuale Anno stimato Interconnessione Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia Strategico Da definire Elettrodotto - Strategico Da definire Potenziamento rete AT a Nord di Schio Elettrodotto - Strategico Da definire Potenziamento rete AT area Rovigo (RO) Elettrodotto - Strategico 2015 Incremento della capacità di interconnessione con l Austria ai sensi della legge 99/2009 anno: da definire Ai sensi della legge 99/2009 Disposizioni per lo sviluppo e l internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia, all articolo 32, sono stati condotti degli studi con l'austriaca VERBUND- APG e sono stati tenuti in considerazione i rinforzi già previsti nei precedenti Piani. Il nuovo interconnector dovrà essere associato a rinforzi di rete nel territorio italiano che ne consentano la piena fruibilità, garantendo una maggiore capacità di trasporto dal nodo di collegamento dell interconnector, prossimo alla frontiera, ai centri di carico del Nord Italia, con particolare interesse per l'area del Milanese. Potenziamento rete 132 kv fra Planais e Salgareda anno: da definire La rete AT compresa fra le stazioni 380 kv di Planais e Salgareda è soggetta, già ora, a forti riduzioni dei margini di sicurezza e affidabilità di esercizio che limitano, nel contempo, la possibilità di Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna 1920 programmare i normali interventi di manutenzione, causando a sua volta un ulteriore degrado degli asset esistenti. Ciò è determinato dalle caratteristiche, e dalla vetustà, dei conduttori presenti. Di conseguenza sono stati previsti una serie di interventi di potenziamento della capacità di trasporto della porzione di rete in esame, in particolare saranno potenziati, prioritariamente, i collegamenti 132 kv Planais-Latisana, Jesolo- Musile, Caorle-Torre di Fine, Jesolo-Torre di Fine e Musile-Salgareda. Potenziamento rete AT a Nord di Schio anno: da definire Contestualmente alla già prevista realizzazione della stazione 220 kv di Schio, è stato pianificato il riclassamento a 132 kv dell attuale linea Schio ZI Arsiero. Successivamente, in sinergia con gli sviluppi futuri previsti dal distributore locale, sarà studiato, al fine di aumentare la sicurezza e la qualità del servizio, il potenziamento della rete nell area a Nord della provincia di Vicenza. L attività sarà realizzata sfruttando parzialmente le infrastrutture esistenti riducendo così l impatto ambientale della rete nell area interessata. Potenziamento rete AT area Rovigo (RO) anno: 2015 Al fine di garantire flessibilità e sicurezza di esercizio della rete 132 kv in provincia di Rovigo, e il pieno sfruttamento della produzione da fonte rinnovabile presente nell area, si collegherà l attuale stazione 132 kv di San Bellino, già raccordata alla linea 132 kv Este Ferrara Focomorto, alla direttrice 132 kv Lendinara Rovigo ZI. Sulla direttrice 132 kv Este Ferrara FM si provvederà anche a superare l attuale schema di collegamento in derivazione rigida della CP Canaro mediante la realizzazione di un secondo raccordo per entra-esce su nuova stazione di Canaro. Contestualmente sarà studiata la possibilità di rimuovere l attuale derivazione rigida Lendinara All. 20 Rapporto Ambientale 2011 Volume Regione Veneto Terna Vedere altro
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. 2702 del 07.08.2006 pag. 1/12 RIPARTIZIONE DEGLI INCARICHI PER IL COMPLETAMENTO DEL RILIEVO E DELLA CARTOGRAFIA DEGLI HABITAT E HABITAT DI SPECIE ALL'INTERNO Dettagli Valutazione Ambientale. del Piano di Sviluppo 2009. Rapporto Ambientale Volume REGIONE VENETO
Valutazione Ambientale del Piano di Sviluppo 2009 Rapporto Ambientale Volume REGIONE VENETO Regione Veneto Pag. 1 INDICE 1 MODALITÀ DI COLLABORAZIONE ATTIVATE PER LA VAS... 3 2 CONTESTO E POLITICHE... Dettagli Valutazione Ambientale del Piano di Sviluppo della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale 2008. Volume PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
Valutazione Ambientale del Piano di Sviluppo della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale 2008 Volume PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO Provincia Autonoma di Bolzano Pag. 1 INDICE 1 MODALITÀ DI COLLABORAZIONE Dettagli Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette
Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali Bacino del fiume Lemene Capitolo 3 Bacino del fiume Lemene INDICE 3. CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE Dettagli Valutazione Ambientale
Valutazione Ambientale del Piano di Sviluppo 2011 Rapporto Ambientale Volume Regione FRIULI VENEZIA GIULIA INDICE 1 Introduzione 4 1.1 Struttura del rapporto regionale 4 1.2 Modalità di collaborazione Dettagli Italia del nord verso est Nord: Trentino Alto Adige- Austria Sud: Emilia Romagna Est: Friuli Venezia Giuliamare. Ovest: Lombardia
POSIZIONE E CONFINI Italia del nord verso est Nord: Trentino Alto Adige- Austria Sud: Emilia Romagna Est: Friuli Venezia Giuliamare Adriatico Ovest: Lombardia Montuoso (29%), collinare (14%), pianeggiante Dettagli 5.3 Area Nord Est. - Incremento della capacità di interconnessione con la Slovenia ai sensi della legge 99/2009;
5.3 Area Nord Est Di seguito si riporta la lista degli interventi previsti nell Area Nord - Est per i quali sono state sviluppate le schede intervento: - Incremento della capacità di interconnessione con Dettagli Scheda Sistema Territoriale
VERONA E LE VALLI PREALPINE Scheda Sistema Territoriale Dati identificativi del Sistema Territoriale Nome: Verona e le valli prealpine Stato: Italia Centro urbano di riferimento: Verona Regione: Veneto Dettagli Dossier AREE NATURALI PROTETTE E RETE ECOLOGICA NATURA 2000 UNITA COMPLESSA STUDI DOCUMENTAZIONE E BIBLIOTECA
Dossier AREE NATURALI PROTETTE E RETE ECOLOGICA NATURA 2000 [1.] Premessa. Le strategie di salvaguardia dell ambiente naturale [2.] Le aree naturali protette e la Rete Natura 2000 in Veneto [3.] Sinossi Dettagli ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/6
giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/6 Individuazione delle aree e dei siti non idonei all installazione di impianti solari fotovoltaici, con moduli collocati a terra, ai sensi Dettagli Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione Dettagli 4. Il trasporto e la distribuzione di energia elettrica e gas naturale
4. Il trasporto e la distribuzione di energia elettrica e gas naturale Nell ambito del servizio elettrico, la gestione della fase della trasmissione o del trasporto dell energia elettrica sulla Rete di Dettagli DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 REGIONE VENETO
DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE INTERVENTO OGGETTO DI VALUTAZIONE: PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 REGIONE VENETO CODICE DOCUMENTO CONTENUTO: FILE Rev 03 Vinca_PSR_REV03.doc STUDIO DI Dettagli Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici
Quadro normativo: Legge 183/89, «Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo» Si intende: a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali; Dettagli Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate Dettagli Giuseppe Persia Autorizzazioni e Concertazione Direzione Sviluppo Rete
Lo sviluppo sostenibile della rete elettrica: le esperienze di successo della gestione degli impatti sulla biodiversità e le prospettive verso un infrastruttura verde Giuseppe Persia Autorizzazioni e Concertazione Dettagli Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme Dettagli g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee
NORME DI ATTUAZIONE Art. 1 Norma transitoria Le norme relative al dissesto sono da ritenersi transitorie fino all'approvazione (previa intesa con l'autorità di Bacino) del PTCP 2007. Il PSC dovrà adeguarsi Dettagli Bacino scolante nella Laguna di Venezia
Bacino scolante nella Laguna di Venezia QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L. 18 maggio 1989, n. 183 Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo Definisce il Bacino scolante in Dettagli PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA FOGLIO 171 PART.LLA 124 TERNI
PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA FOGLIO 171 PART.LLA 124 TERNI Il sottoscritto: Arch. Riccardo Palestra Iscritto all'albo Professionale: Ordine degli Architetti con il n 444 della Provincia di Terni Dettagli Direzione Ambiente. Guida tecnica
Ambito AC 7 1. CARATTERI FISICI E CONDIZIONI AMBIENTALI Localizzazione: l ambito urbano è collocato intorno all asse della via Emilia nella porzione est rispetto al centro città. In particolare esso è Dettagli Aree protette della Lombardia
16. Aree protette della lombardia La Lombardia è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un sistema organico di aree protette. Già nel 1973, con la legge regionale n.58, venivano dettate le prime Dettagli Alcune questioni sul rischio di alluvioni nel Distretto Nord-Orientale
Alcune questioni sul rischio di alluvioni nel Distretto Nord-Orientale Con il patrocinio di Relatore: Antonio Rusconi, Ingegnere, Gruppo 183, Roma L alluvione del novembre 1966 nel Distretto Nord-Orientale Dettagli INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:...
INDICE 1) Premessa... 2 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico:... 3 3) Lo studio di compatibilità idraulica... 8 4) Contenuti dello studio Dettagli Dichiarazione di Sintesi ai sensi dell art. 17 del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.
giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO _F_ Dgr n. 305 del 18/03/2015 pag. 1/11 Valutazione Ambientale strategica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Dichiarazione di Sintesi ai sensi dell art. Dettagli Capitolo 3 Caratterizzazione delle aree protette
Piano di gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali Capitolo 3 INDICE 3. CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE DI ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO... 1 3.1.1. Dettagli CURRICULUM PROFESSIONALE STUDIO TECNICO dott. agr. Maurizio Leoni CONSULENZA AGRONOMICA E AMBIENTALE
CURRICULUM PROFESSIONALE STUDIO TECNICO dott. agr. Maurizio Leoni CONSULENZA AGRONOMICA E AMBIENTALE Nato a Forlì (FO) il 21 aprile 1953 Studio: via Donatori del Sangue 20 - Villorba (TV) 0422/423000 Residenza: Dettagli PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO
Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale Delibera di Comitato Istituzionale n. 1 del 23 febbraio 2015 PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO G R U P P O D I P R O G E T T O R.U.P. arch. Dettagli PROCEDURA PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA MODELLO PER LA DICHIARAZIONE DI NON NECESSITA DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA DICHIARA
ALLEGATO E alla Dgr n. 2299 del 09 dicembre 2014 PROCEDURA PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA MODELLO PER LA DICHIARAZIONE DI NON NECESSITA DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA Il sottoscritto dott. Pietro Strobbe, Dettagli SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15
SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 VERIFICA DI COERENZA ESTERNA: Compatibilità dell intervento con le previsioni del PTCP VERIFICA DELLA VINCOLISTICA E DEGLI Dettagli "I contratti di Fiume. Esperienze ed opportunità per la valorizzazione e la gestione integrata dei nostri fiumi
"I contratti di Fiume. Esperienze ed opportunità per la valorizzazione e la gestione integrata dei nostri fiumi La gestione dei corsi d acqua nell ottica dell interregionalità: il caso del sistema del Dettagli III. Patrimonio naturale, ambiente e sostenibilità
III. Patrimonio naturale, ambiente e sostenibilità III.1. Il patrimonio naturale, le aree protette e l uso del suolo Dal punto di vista ambientale, il territorio della Castellana è in parte interessato Dettagli INDICE 3 - CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 MANTENERE O MIGLIORARE LO STATO DELLE ACQUE È IMPORTANTE PER LA LORO PROTEZIONE,
Bacino del fiume Sile I INDICE 3 - CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE PROTETTE... 1 3.1. AREE PER L ESTRAZIONE DI ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO... 1 3.2. AREE DESIGNATE PER LA PROTEZIONE DI SPECIE ACQUATICHE Dettagli ASSOCIAZIONE AGRICOLTORI MEDIO TAGLIAMENTO
ASSOCIAZIONE AGRICOLTORI MEDIO TAGLIAMENTO Via Roma, 27 33094 Pinzano al Tagliamento (PN) mail erminio.barna@inwind.it pec erminio.barna@pec.it ALL AUTORITA DI BACINO DEI FIUMI ALTO ADRIATICO Cannaregio, Dettagli Aspetti geologici nella pianificazione
Associazione Nazionale Urbanisti e Pianificatori Territoriali e Ambientali con il patrocinio di Comune di Este Consorzio di Bonifica Adige Euganeo PREVENZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO: PREVENZIONE UN COMPITO Dettagli 1. INTRODUZIONE... 2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...
RELAZIONE SINTETICA 1. INTRODUZIONE...2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...3 2.1 Il sistema della residenza e dei servizi...4 2.2 Il sistema della produzione...7 2.3 Il sistema della mobilità e delle infrastrutture...9 Dettagli AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI
DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello Dettagli VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE
Comune di Brugherio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE Sintesi non tecnica Marzo 2010 Il percorso di valutazione ambientale (VAS) della Variante Semplificata al P.R.G. Dettagli ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali
ENERGIA 269 ENERGIA Il ricorso all utilizzo di fonti rinnovabili sovvenzionate comporta dei potenziali impatti ambientali. Fra questi, vi sono l alterazione dei corsi d acqua a causa delle derivazioni Dettagli VAS PSC e RUE PIANO DI MONITORAGGIO PIANO URBANISTICO COMUNALE. Comune di Sant'Ilario d'enza. Provincia di Reggio Emilia
Comune di Sant'Ilario d'enza Provincia di Reggio Emilia L.1150/1942 - L.R. 20/2000 e s.m.i PIANO URBANISTICO COMUNALE Capoluogo Calerno Sindaco Assessore all'urbanistica Segretario Comunale Ufficio Tecnico Dettagli PIANO STRUTTURALE COMUNALE L.R. 24 Marzo 2000 n. 20 VALUTAZIONE DELLE AREE A RISCHIO IDRAULICO
Comune di Caorso (PC) PIANO STRUTTURALE COMUNALE L.R. 24 Marzo 2000 n. 20 SOMMARIO 1 PREMESSA... 2 1.1 Finalità... 2 1.2 Procedimento adottato... 2 1.3 Basi cartografiche... 3 2 INQUADRAMENTO TERRITORIALE... Dettagli 3 INDICAZIONI DEL PPGR PER LA LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO TERMICO
Provincia di Torino Microlocalizzazione Impianto di Termovalorizzazione della Zona sud 3 INDICAZIONI DEL PPGR PER LA LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO TERMICO 3.1 IL METODO DI MICROLOCALIZZAZIONE Dettagli ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento
ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento Aggiornamento e adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Variante al PTC1 ai sensi dell'art. Dettagli Progettazione urbanistica 1 A.A. 2010/11 Prof.ssa Chiara Barattucci Collaboratrice: Valentina Antoniucci Il Veneto e gli strumenti di pianificazione
Progettazione urbanistica 1 A.A. 2010/11 Prof.ssa Chiara Barattucci Collaboratrice: Valentina Antoniucci Il Veneto e gli strumenti di pianificazione Contenuti della comunicazione: Il PRUSST della Riviera Dettagli ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento
ASSESSORATO ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Ufficio di Piano Territoriale di Coordinamento Aggiornamento e adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Variante al PTC1 ai sensi dell'art. Dettagli Comune. Santa Maria Maggiore. Siti RN2000. ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande. PRGC vigente
Comune Siti RN2000 Santa Maria Maggiore ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande PRGC vigente Varchi SM1 INCONTRO CON IL COMUNE Comune di Santa Maria Maggiore 21/12/2010 L espansione edilizia Dettagli REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e duna costiera 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Dettagli VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO)
Prot. n. 5915 Imbersago, 4 ottobre 2012 Cat. 6 Classe 1 Fasc. 1 VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO) l autorità competente per la VAS d intesa con l autorità procedente Dettagli IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE
B IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE Premessa Il quadro conoscitivo del PTCP restituisce un analisi del sistema naturale ed ambientale del territorio provinciale che pone limiti ed offre opportunità alle Dettagli Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Fiora PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO
REGIONE TOSCANA REGIONE LAZIO Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Fiora PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO Legge 18 maggio 1989 n. 183 art. 17 comma 6 - ter, Legge 3 agosto 1998 n. 267 modificata con Dettagli Allegato A Dgr n. del pag. 1 /6
Allegato A Dgr n. del pag. 1 /6 giunta regionale 9^ legislatura Capofila Aree Omogenee di Base / Organizzazioni AIB convenzionate Comune Codice Fiscale Provincia di Belluno Capofila Area di Base Comunità Dettagli REGIONE PUGLIA. Articolo 1 Finalità ed oggetto
Regolamento attuativo del Decreto del Ministero del Ministero per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010, Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, recante la Dettagli ALLEGATO 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO
ALLEGATO 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO Quadro di riferimento comunitario: la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali Dettagli Foto: Mina Lacarbonara
Foto: Mina Lacarbonara Introduzione Lo sfruttamento e la sempre maggiore sottrazione di suolo dai contesti tipicamente naturali e rurali sta determinando cambiamenti radicali nei paesaggi, nell ambiente, Dettagli Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC
Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. 12 D.LGS. N. 152/2006 Dettagli Disciplina organica in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque
Legge regionale n.11, 29 aprile 2015 Disciplina organica in materia di difesa del suolo e di 1 QUADRO NORMATIVO NAZIONALE E COMUNITARIO Regio decreto 523/1904 (testo unico sulle opere idrauliche) Legge Dettagli INQUADRAMENTO NORMATIVO
INQUADRAMENTO NORMATIVO Variante Urbanistica al P.R.G., da approvare con l applicazione della procedura dell Accordo di Programma, ai sensi dell art. 7 della L.R. n 11 del 23/4/2004 e successive modifiche Dettagli Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014. Rapporto. Alessandro Trigila, Carla Iadanza Rev Data Archivio. Titolo. Tipo.
Titolo Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014 Tipo Rapporto Dipartimento Difesa del Suolo/ Servizio geologico d Italia Servizio Istruttorie, Piani di Bacino e Raccolta Dati Redatto Dettagli PRIMA CONFERENZA DI VALUTAZIONE PER LA VAS DEL PGT VERBALE
COMUNE DI CASSINA DE PECCHI Provincia di Milano PRIMA CONFERENZA DI VALUTAZIONE PER LA VAS DEL PGT 16 OTTOBRE 2008 VERBALE Il giorno 16 ottobre 2008 alle ore 10,30 si è riunita presso la Sede Municipale Dettagli ELENCO ELABORATI E ALLEGATI DA PRESENTARE
DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE UNICA PER LA COSTRUZIONE E L ESERCIZIO DI UN IMPIANTO DI PRODUZIONE ENERGETICA DA FONTE RINNOVABILE (art. 12 D.Lgs. 387/2003) ELENCO INDICATIVO DEGLI ELABORATI ED ALLEGATI DA Dettagli COMUNE DI CASOREZZO PROVINCIA DI MILANO RELAZIONE TECNICA INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDROGRAFICO
COMUNE DI CASOREZZO PROVINCIA DI MILANO INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDROGRAFICO D.G.R. 22 dicembre n. IX/2762, SEMPLIFICAZIONE DEI CANONI DI POLIZIA IDRAULICA E RIORDINO DEI RETICOLI IDRICI agosto 2012 Dettagli COMUNE DI FARRA DI SOLIGO PAT 2009 ELABORATO SULLA STRUTTURA DATI. Piano di Assetto del Territorio Piano Regolatore Comunale LR 11/2004.
PAT 2009 COMUNE DI FARRA DI SOLIGO Piano di Assetto del Territorio Piano Regolatore Comunale LR 11/2004 Data: ELABORATO SULLA STRUTTURA DATI SOMMARIO 1. CONTENUTI DEL DVD... 3 2. PERIODO TEMPORALE DEL Dettagli Piano d'ambito - Relazione 2 INQUADRAMENTO URBANISTICO E PAESAGGISTICO DEL TERRITORIO...3
INDICE 2 INQUADRAMENTO URBANISTICO E PAESAGGISTICO DEL TERRITORIO...3 2.1 IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE DI COORDINAMENTO DEL VENETO (P.T.R.C.)...3 2.1.1 Il sistema ambientale...3 2.1.2 Difesa del suolo...5 Dettagli Allegato n. 2 QUESTIONARIO CONOSCITIVO SUL PATRIMONIO VERDE PROVINCIALE
Allegato n. 2 QUESTIONARIO CONOSCITIVO SUL PATRIMONIO VERDE PROVINCIALE Si prega di compilare il seguente questionario, costituente parte integrante dell iter per l attribuzione del Premio La Città per Dettagli PARERE. DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale. Articolo 15, comma 1, d.lgs.
DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale Articolo 15, comma 1, d.lgs. 152/2006 Valutazione ambientale strategica del Piano regionale di miglioramento della Dettagli Piano di Gestione del sottodistretto della laguna di Venezia. Valutazione Ambientale Strategica (VAS) Rapporto Preliminare
Piano di Gestione del sottodistretto della laguna di Venezia Valutazione Ambientale Strategica (VAS) Rapporto Preliminare Indice 1 Introduzione... 3 2 Normativa di riferimento... 6 3 Piano di Gestione Dettagli Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 35 del 4 maggio 2012 15
ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE 5 DETTAGLI E MISURE Direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici e successivi atti Dettagli ELETTRODOTTI E DI IMPIANTI RADIOELETTRICI...8
1. SOMMARIO 1. SOMMARIO...2 2. INTRODUZIONE...3 3. RIFERIMENTI NORMATIVI...3 4. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SENSIBILI...4 4.1 APPROCCIO METODOLOGICO...4 4.2 AREE SENSIBILI INDIVIDUATE...5 5. AREE SENSIBILI Dettagli 1. Territorio e clima
1. Territorio e clima Il Veneto occupa un territorio che dalle Alpi orientali si spinge a sud-est fino al mare Adriatico: presenta quindi una certa varietà di caratteristiche fisiche, anche se la parte Dettagli Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione. in Laterina - Comune di Laterina
Dott. Ing. Marco Sacchetti Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione in Laterina - Comune di Laterina RELAZIONE PAESAGGISTICA Ai sensi del D.P.R. 09.Luglio.2010 n. 139 Proprietà: Dettagli ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI DI SICILIA
Ns. Rif. 202/14 Palermo, 21/01/2014 Egr. Presidente della Regione Siciliana dott. Rosario Crocetta Egr. Assessore al Territorio ed all Ambiente dott.ssa Maria Lo Bello Egr. Presidente IV Commissione Ambiente Dettagli Struttura della Città Rurale.
Sine Putimu. Città Rurale_ALLEGATI In occasione del quinto laboratorio tematico Sine Putimu. Università e Città, si inviano tutti i cittadini a partecipare alla costruzione del PUG (Piano Urbanistico Generale) Dettagli WATER IN THE ALPS 3 rd International Conference Preparatory Workshop n. 1: Hydrogeological risk in alpine environments (Trento, Sept.
Dal Piano di Assetto Idrogeologico verso il Piano di Gestione dlri del Rischio Alluvioni i Distretto Idrografico Alpi Orientali e Bacino dell Adige D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Superficie di 39.385 Km Dettagli PROGETTO DI DERIVAZIONE D ACQUA AD USO IDROELETTRICO DAL F. STURA DI DEMONTE A MEZZO DEL CANALE IRRIGUO LA ROVERE - BOSCHETTI
PROGETTO DI NUOVA DERIVAZIONE D ACQUA DAL TORRENTE MONGIA AD USO ENERGETICO - RELAZIONE DI COMPATIBILITÀ IDRAULICA AI SENSI DEL R.D. 523/1904 - REGIONE PIEMONTE COMUNE DI FOSSANO PROVINCIA DI CUNEO PROGETTO Dettagli Piani di Gestione dei Siti Natura 2000
Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Piani di Gestione Individuazione delle misure di conservazione per i siti protetti della Rete Natura 2000 Indicazioni sulla gestione degli habitat e delle specie Dettagli Completa lo studio un analisi sulla qualità dell aria in relazione ai consumi energetici civili, industriali ed alla mobilità.
Scheda : Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Modena Adozione: 22 luglio 2008 Riguarda il territorio provinciale Referente INU per la scheda: Fatima Alagna. Direttivo INU Emilia Romagna Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI (eolico e fotovoltaico)
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI (eolico e fotovoltaico) Art. 1 Finalità Il presente regolamento intende offrire un valido Dettagli ing. Flavio Verzotti: - l attività di POLIZIA IDRAULICA e la disciplina amministrativa nei regolamenti comunali - i Contratti di Fiume
Corso sulla: Riqualificazione dei corsi d acqua e tecniche di ingegneria naturalistica Milano, 16 Novembre 2005 ing. Flavio Verzotti: - l attività di POLIZIA IDRAULICA e la disciplina amministrativa nei Dettagli Dott. Geol. Luana Isella
Dott. Geol. Luana Isella RISCHIO Rischio = pericolosità x vulnerabilità x esposizione Probabilità che in un dato periodo di tempo T possa verificarsi un evento La capacità che hanno Edifici e costruzioni Dettagli Sottrazione di suolo agricolo: il caso della pianura veneta Tiziano Tempesta Dip. TESAF Università di Padova
Regione del Veneto CONVEGNO Suolo, Agricoltura e Territorio: un equilibrio possibile Legnaro (PD) - 8 giugno 2012 - Veneto Agricoltura Sottrazione di suolo agricolo: il caso della pianura veneta Tiziano Dettagli RETICOLO IDRICO MINORE
RETICOLO IDRICO MINORE Fondazione Idra ha ottenuto l affidamento per il continuo dei lavori del progetto FESTO, iniziato ormai da più di un anno e che ha visto l individuazione del reticolo principale, Dettagli Quadro di Riferimento Programmatico
ALLEGATO II Indirizzi per l elaborazione dello Studio preliminare ambientale ai fini della procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA di progetti inerenti le attività estrattive Finalità e requisiti Dettagli Pianificazione comunale PSC / POC / PUA in applicazione dei piani sovraordinati
Comune di Bologna Pianificazione comunale PSC / POC / PUA in applicazione dei piani sovraordinati Giovanni Fini Comune di Bologna Dipartimento Qualità della Città Settore Ambiente UI Valutazioni e Controllo Dettagli COMUNE DI PREGNANA MILANESE - PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PARERE MOTIVATO FINALE
Consorzio Parco Nord Milano Servizio Sviluppo Parco Via Clerici, 150-20099 - Sesto San Giovanni (MI) Tel.: 022410161 - Fax: 02241016220 E_mail: amministrazione@cert.parconord.milano.it COMUNE DI PREGNANA Dettagli Figura 1 - Inquadramento lotto d'intervento
Indice 1. Inquadramento...2 2. Consistenza degli edifici esistenti...4 3. Regole urbanistiche e ambientali...4 4. Assetto planivolumetrico...6 5. Ubicazione e descrizione dell'area...6 6. Opere di urbanizzazione Dettagli INDICATORI E MONITORAGGIO
COMUNI DI AZZIO, BEDERO VALCUVIA, BRINZIO, CASALZUIGNO, CASSANO VALCUVIA, DUNO, FERRERA DI VARESE, MASCIAGO PRIMO, ORINO, RANCIO VALCUVIA Provincia di Varese INDICATORI E MONITORAGGIO VALUTAZIONE AMBIENTALE Dettagli 3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE
3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO DEI RS E RSP Il Piano regionale dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi, Dettagli COMUNE DI VEDANO AL LAMBRO PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO. ai sensi della LR 12/05 e s.m. e i.
COMUNE DI VEDANO AL LAMBRO PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ai sensi della LR 12/05 e s.m. e i. VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Allegato 1 Stima degli effetti ambientali attesi Dettagli Regione Liguria - Terna
Regione Liguria - Terna Firma Protocollo VAS per la concertazione dello sviluppo sostenibile della Rete di Trasmissione Nazionale Genova, 3 novembre 2009 Asset di Terna in Liguria Terna è presente in Liguria Dettagli Rischio idraulico ed idrogeologico Scenario alla vasta scala: bacino unico regionale
DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012 OGGETTO: L. 365/00. Istanza di aggiornamento PAI Tagliamento, ai sensi dell art. 6 delle Norme di Attuazione, a seguito della progettazione di interventi urgenti Dettagli COMUNE DI TROVO Provincia di Pavia P.G.T. PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO
COMUNE DI TROVO Provincia di Pavia P.G.T. PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO RECEPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI PREVALENTI DELLA PROVINCIA IN MERITO ALLA VERIFICA DI COMPATIBILITA CON IL P.T.C.P. ART.13 commi Dettagli PREMESSO CHE: Autorità di bacino Alto Adriatico Comitato Istituzionale - delibera n. 4/2010 - Pagina 2
DELIBERA N. 4 Seduta del 21 dicembre 2010 OGGETTO: Adozione del Piano stralcio per l assetto idrogeologico del bacino del fiume Livenza. IL COMITATO ISTITUZIONALE VISTO il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Dettagli I suoi affluenti sono Valle del Muggioeu, Torrente Vaiadiga, Lambarin, Fosso delle Valli e Torrente Antiga.
A Est del territorio comunale scorre il torrente Bozzente, vincolato lungo tutto il tratto ricadente nella provincia di Varese (vedi figura sotto) mentre il tratto ricadente nella provincia di Milano è Dettagli Macroambito G Il territorio dei Parchi Nazionali
Macroambito G Il territorio dei Parchi Nazionali Il macro ambito coincide a Nord, per tutta la sua lunghezza, con l alto corso del Fiume Chienti dalla sorgente fino alla località Caccamo, in Comune di Dettagli PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO
PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio - 28 luglio 2010 - La VAS nel processo di pianificazione Accompagna il processo della formazione Dettagli Allegato A. Esiti della fase preliminare
Allegato A Esiti della fase preliminare INDICE 1 Premessa 3 2 Modalità di ricepimento delle osservazioni al Rapporto Preliminare 2012 4 1 Premessa La procedura di VAS del PdS 2012 è stata avviata in data Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: articolo 32
 Art. 1
 art. 17
 art. 17
 Articolo 1
 art. 18
 art. 18
 art. 14
 art. 7
 Articolo 15
 Articolo 15
 Art. 1
 art. 6
 ART.13