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Timestamp: 2020-02-21 11:17:23+00:00

Document:
Elezione diretta nella Regione Siciliana dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Sindaci metropolitani bocciata dalla Corte Costituzionale! - Corte Costituzionale / Sentenza 20 luglio 2018 | NORMA
Elezione diretta nella Regione Siciliana dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Sindaci metropolitani bocciata dalla Corte Costituzionale!
I meccanismi di elezione indiretta degli organi di vertice dei nuovi «enti di area vasta», adottati dal legislatore statale, sono funzionali al perseguito obiettivo di semplificazione dell'ordinamento degli enti territoriali e garantiscono un risparmio dei costi connessi all'elezione diretta.
E' stata pubblicata, in data 20 luglio 2018, la tanto attesa pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso gli artt. da 1 a 7 della Legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17 (Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano), al fine di denunciare il contrasto con gli artt. 3,5 e 117, commi secondo lettera p), e terzo, della Costituzione - in relazione ai «principi di grande riforma economica e sociale» di cui all'art. 1, commi 19, 20, 22, 24, 25, 58 e seguenti, nonché 67, 69 e 84 della Legge 7 aprile 2014 n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) - e con gli artt. 14,15 e 17 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (approvazione dello Statuto della Regione siciliana), convertito in Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2. A fondamento del ricorso è stata posta la considerazione che la scelta di un sistema elettorale diretto per l'individuazione dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Sindaci metropolitani, nonché dei componenti dei Consigli dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e la previsione di un'indennità di carica per il Presidente del libero Consorzio comunale e per il Sindaco metropolitano, contrasterebbero, appunto, con la disciplina "armonizzante" sottesa al progetto di riforma avviato con la Legge n. 56/2014 e con le norme fondamentali di riforma economico-sociale in essa previste, con conseguente lesione del riparto di competenze legislative costituzionalmente garantito, nonché del principio di ragionevolezza, nella parte in cui le norme censurate darebbero luogo, per la Regione Siciliana, ad una disciplina diversa da quella prevista, in materia, per l'intero territorio nazionale, con un vulnus al rapporto che il principio di autonomia, come declinato nell'art. 5 Cost., deve avere con quello di unità. La Corte Costituzionale nel dichiarare la illegittimità delle disposizioni regionali siciliane ha ricordato in primo luogo come la stessa ha già avuto occasione di affermare che «il novellato art. 114 Cost., nel richiamare al proprio interno, per la prima volta, l'ente territoriale Città metropolitana, ha imposto alla Repubblica il dovere della sua concreta istituzione. E' proprio, infatti, tale esigenza costituzionale che fonda la competenza legislativa statale alla istituzione del nuovo ente, che non potrebbe, del resto, avere modalità di disciplina e struttura diversificate da Regione a Regione, senza con ciò porsi in contrasto con il disegno costituzionale che presuppone livelli di governo che abbiano una disciplina uniforme, almeno con riferimento agli aspetti essenziali» (sentenza n. 50/2015). Ed ha più volte ribadito che l'intervento di riordino di Province e Città metropolitane, di cui alla citata Legge n. 56/2014, rientra nella competenza esclusiva statale nella materia «legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane», ex art. 117, secondo comma, lettera p), Cost. (sentenze n. 32/2017, n. 202/2016 e n. 159/2016). Il "modello di governo di secondo grado", adottato dal legislatore statale, rientra, tra gli «aspetti essenziali» del complesso disegno riformatore che si riflette nella legge stessa. I previsti meccanismi di elezione indiretta degli organi di vertice dei nuovi «enti di area vasta» sono, infatti, funzionali al perseguito obiettivo di semplificazione dell'ordinamento degli enti territoriali, nel quadro della ridisegnata geografia istituzionale, e contestualmente rispondono ad un fisiologico fine di risparmio dei costi connessi all'elezione diretta. A giudizio della Corte Costituzionale le disposizioni sulla elezione indiretta degli organi territoriali, contenute nella Legge n. 56/2014, si qualificano come «norme fondamentali delle riforme economico-sociali, che, in base all'art. 14 dello Statuto speciale per la regione siciliana, costituiscono un limite anche all'esercizio delle competenze legislative di tipo esclusivo» (sentenza n. 153/1995; nello stesso senso sentenza n. 265/2013). I parametri costituzionali ritualmente richiamati nell'odierno ricorso finiscono, quindi, con il riempire di contenuti il "limite" statutario contestualmente evocato, conseguendo, dalla correlativa violazione, l'illegittimità costituzionale delle disposizioni regionali esaminate.
ALLEGATO • Corte Costituzionale - Sentenza 20 July 2018 , n. 168
> Regione siciliana - Illegittimità costituzionale - Elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Sindaco metropolitano - Riforma Delrio - Ex province - Città metropolitane - Libero consorzio comunale - Elezione indiretta - Normativa statale - Ente territoriale - Istituzione ente territoriale
> Va dichiarata l'illegittimità costituzionale degli artt. da 1 a 6 e 7, lettere b), c) ed e), della Legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17 (Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano) perché in contrasto con gli artt. 3,5 e 117, commi secondo lettera p), e terzo, della Costituzione - in relazione ai «principi di grande riforma economica e sociale» di cui all'art. 1, commi 19, 20, 22, 24, 25, 58 e seguenti, nonché 67, 69 e 84 della Legge 7 aprile 2014 n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) - e con gli artt. 14,15 e 17 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (approvazione dello statuto della Regione siciliana), convertito in Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.
- Giorgio Lattanzi - Presidente
- Aldo Carosi - Giudice
- Marta Cartabia - Giudice
- Mario Rosario Morelli - Giudice
- Giancarlo Coraggio - Giudice
- Giuliano Amato - Giudice
- Silvana Sciarra - Giudice
- Daria de Pretis - Giudice
- Nicolò Zanon - Giudice
- Franco Modugno - Giudice
- Augusto Antonio Barbera - Giudice
- Giulio Prosperetti - Giudice
- Giovanni Amoroso - Giudice
- Francesco Viganò - Giudice
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17 (Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comunale, nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 26-31 ottobre 2017, depositato in cancelleria il 31 ottobre 2017, iscritto al n. 85 del registro ricorsi 2017 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 50, prima serie speciale, dell'anno 2017.
Questa Corte ha già avuto occasione di affermare che «il novellato art. 114 Cost., nel richiamare al proprio interno, per la prima volta, l'ente territoriale Città metropolitana, ha imposto alla Repubblica il dovere della sua concreta istituzione. E' proprio, infatti, tale esigenza costituzionale che fonda la competenza legislativa statale alla istituzione del nuovo ente, che non potrebbe, del resto, avere modalità di disciplina e struttura diversificate da Regione a Regione, senza con ciò porsi in contrasto con il disegno costituzionale che presuppone livelli di governo che abbiano una disciplina uniforme, almeno con riferimento agli aspetti essenziali» (sentenza n. 50 del 2015). Ed ha più volte ribadito che l'intervento di riordino di Province e Città metropolitane, di cui alla citata legge n. 56 del 2014, rientra nella competenza esclusiva statale nella materia «legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane», ex art. 117, secondo comma, lettera p), Cost. (sentenze n. 32 del 2017, n. 202 e n. 159 del 2016).
La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. da 1 a 6 e 7, lettere b), c) ed e), della legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17 (Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano).
Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2018

References: Sentenza 
 art. 114
 art. 117
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 114
 art. 117