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Timestamp: 2018-12-17 02:28:05+00:00

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CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE SU INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE TOTALE, SUPERIORE AL 20 % DELL’EDIFICIO
L’art. 17, comma 3, lett. b) del DPR 380/2001, dispone che:
Il contributo di costruzione non è dovuto per gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento, in misura non superiore al 20%, di edifici unifamiliari”
Per quanto riguarda l’esonero per l’ampliamento nessun dubbio.
Chiedo invece di chiarire se una ristrutturazione totale (cioè che interessa l’intero edificio quindi il 100% dello stesso), sicuramente superiore al 20% dell’intero edificio ma senza alcun ampliamento, è soggetto al pagamento del contributo di costruzione?
OBBLIGHI TRIBUTARI IN CASO DI ANNULLAMENTO DI MATRIMONIO
Vista la sentenza del 20.09.2017 con la quale La Corte d’Appello di Milano, sez. V civile, dichiara l’efficacia nella Repubblica Italiana della sentenza del Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo emessa il 29.01.2015, ratificata dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Ligure di Appello con decreto del 30.10.2015 e dichiarata esecutiva dal Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica con decreto del 22.10.2016, che ha dichiarato la nullità del matrimonio celebrato tra xxxxxxx e xxxxxxxxxxxxxx in data 18.05.2002.
Dato atto che, venuto meno il vincolo coniugale, non possono resistere le statuizioni economiche contenute nella sentenza di separazione (sentenza che comporta la sospensione e non l’interruzione del rapporto coniugale), benché divenuta cosa giudicata, apparendo irragionevole che possano sopravvivere pronunce accessorie al venir meno della pronuncia principale dalla quale dipendono.
Considerato che con la sentenza di separazione consensuale, omologata in data 06.10.2009, la casa coniugale di proprietà di entrambi i coniugi, era stata assegnata alla moglie, riconoscendole, ex comma 12-quinquies dell’art. 4 del D.L. n. 16 del 2012, un diritto di abitazione sulla stessa.
Dalla data di pubblicazione della sentenza della Corte di Appello di Milano (26.10.2017), il marito ritorna in possesso dell’immobile di proprietà (50%) e deve dunque assolvere ai relativi obblighi tributari.
Riconosciuta la nullità del matrimonio, che pertanto non ha mai prodotto i suoi effetti, e non può neanche aver dato origine all’applicazione della norma IMU per i coniugi assegnatari in caso di separazione o divorzio, si chiede se l’applicazione della sentenza deve essere retroattiva, e pertanto se il Comune deve accertare il legittimo possessore (marito) per l’omissione d’imposta, senza applicazione delle sanzioni, per gli anni non ancora decaduti.
VERSAMENTO CONTRIBUTI EX DIPENDENTE
A seguito di una richiesta di una lavoratrice che negli anni dal 1981al 1984 ha prestato la sua attività in qualità di bibliotecaria con incarico ai sensi dell’art.2222 del Codice Civile, intesa ad ottenere il pagamento dei relativi contributi entro la fine dell’anno in corso, si chiede se:
– detti contributi sono realmente dovuti;
– e qualora dovuti, la lavoratrice è tenuta al versamento della quota a carico del lavoratore oppure l’ente si debba sobbarcare tutta la spesa.
DETRAZIONE IVA SU FATTURE PER L’AFFITTO O VENDITA DI PARCHEGGI E BOX
Vorremmo sapere se l‘Iva pagata sulle fatture per la costruzione di parcheggi e box, finanziati in quota parte con mutuo, che si affittano o vendono a privati con emissione di fattura esente Iva o a ditte private con emissione di fattura con applicazione IVA, ma senza scopi commerciali, può essere portata in detrazione.
INCARICO PER SERVIZIO PUBBLICO AUTOLINEA
Questo Ente gestisce direttamente il servizio di pubblica autolinea urbana utilizzando un proprio autobus e propri dipendenti.
In conformità alle vigenti disposizioni legislative la Motorizzazione Civile ha subordinato l’utilizzo del mezzo al possesso di Attestato di idoneità professionale per il trasporto nazionale ed internazionale su strada di viaggiatori, che viene rilasciato dalla Provincia. Nessun dipendente del Comune è in possesso di tale abilitazione ed è pertanto necessario rivolgersi a soggetti esterni.
Siccome ogni soggetto può esercitare tale funzione solo per una impresa di trasporto è molto difficile trovare sul mercato soggetti ai quali poter affidare tale incarico.
Avremmo trovato una persona che però è alle dipendenze di una ditta (ma non svolge per questa la funzione di Gestore dei Trasporti) e quindi sprovvista di partita iva.
Potremmo far rientrare questo tipo di incarico in una prestazione occasionale? Se si fino a che importo annuo massimo?
In alternativa che altra formula potremmo adottare per nominare tale persona nostro Gestore dei Trasporti Aziendale?
Attualmente abbiamo ottenuto dalla Motorizzazione proroga fino alla fine di novembre per continuare l’esercizio della pubblica autolinea dopo di che, in assenza dell’Autorizzazione, saremo costretti a sospendere il servizio, creando disagi alla popolazione in quanto il tragitto coperto dalla autolinea non è servito da altri mezzi pubblici.
MODIFICA-VARIANTE DI UN CONTRATTO DI APPALTO DI LAVORI IN CORSO DI EFFICACIA
Contratto di lavori sotto i 150.000,00 €; nelle clausole iniziali dell’appalto era stato previsto che l’eventuale ribasso d’asta poteva essere utilizzato per opere complementari e di miglioria del progetto originario. Si chiede:
Se, visto che era stata prevista questa clausola e vista la necessità di eseguire delle opere aggiuntive di completamento e migliorative al progetto originario e che tali opere comunque non superano il valore originario dell’appalto a base d’asta, possono considerarsi opere ricadenti nell’art 106 comma 1 lettera A.
Di conseguenza non ricorrerebbe nemmeno l’obbligo di comunicazione all’Anac.
Inoltre, nel periodo dell’art. 106 comma 1 lettera A, dove si parla dell’aumento dei prezzi non superiore al 10% o, comunque, pari alla metà non si capisce bene se fa riferimento all’importo totale dell’appalto a base d’asta oppure all’elenco prezzi unitari, e comunque nella fattispecie se, con la variante, non si supera l’ammontare dell’importo a base d’asta e quindi, interna al quadro economico dell’opera, è da considerarsi comunque variante e si deve rispettare il 10% in aumento? E nel caso quale sarebbe la procedura da applicare?
OBBLIGO DI GESTIRE LA GARA MEDIANTE L’UTILIZZO DI UNA PIATTAFORMA TELEMATICA
Si tratta di un adempimento che riguarda la gestione della gara obbligatoriamente con procedura telematica (in tutte le varie fasi – dal bando all’aggiudicazione), o riguarda semplicemente l’obbligo di predisporre il DGUE in modalità telematica?
ASSISTENZA PER L’AUTONOMIA E LA COMUNICAZIONE PERSONALE DEGLI ALUNNI CON HANDICAP
Richiamata la competenza dei Comuni in relazione all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap, che frequentano la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola Secondaria inferiore (eccetto per gli studenti con disabilità sensoriale, cui provvede la Regione), si desidera un chiarimento circa l’attribuzione dell’onere per tali prestazioni, che sono svolte a favore di minorenni.
La L.R. n. 3 del 12/03/2308, all’art. 8 comma 4, recita che “gli oneri per le prestazioni sociali e le quote a carico dei comuni, relative a prestazioni socio-sanitarie, sono a carico del comune in cui la persona assistita è residente” e, al successivo comma 6, che “per i minori la residenza o la dimora di riferimento è quella dei genitori titolari della relativa potestà”
Nel caso in cui il minore che usufruisce dell’assistenza ad personam come sopra specificata abbia gli esercenti la potestà genitoriale residenti in due diversi comuni, l’onere per la prestazione data dovrà essere condiviso tra i due enti?.
ISTITUTO DEGLI INCENTIVI PER FUNZIONI TECNICHE
Questo comune di dimensioni medio piccole, non ha figure dirigenziali nella propria organizzazione, ma solo dei responsabili di servizio nominati con decreto sindacale, i quali per i servizi loro assegnati normalmente svolgono anche le funzioni di responsabili di procedimento (RUP), ai sensi della legge n 241/1990 e smi. L’Amministrazione Comunale ora intende dotarsi di apposito regolamento contenente le norme e criteri per la ripartizione dell’incentivo delle funzioni tecniche, previsto dall’art. 113 del D.Lgs. a. 5012016.
In sede di stesura del predetto regolamento, ci si è posti, in sede di confronto sindacale, il problema del conflitto di interesse del Responsabile del procedimento (Rup), che è anche Responsabile del servizio
Ciò premesso, per risolvere la sopra evidenziata questione, si chiede se sia percorribile la soluzione contenuta nell’art. 5 della bozza del predetta regolamento comunale:
“Art. 5— Nomina del responsabile del Procedimento ed individuazione del Gruppo di lavoro
Per ogni procedura di affidamento di un contratto pubblico, il RUP per le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione viene individuato nell’atto di adozione o di aggiornamento del programma triennale dei lavori pubblici o del programma biennale di forniture e servizi. Per le esigenze non incluse in programmazione, il RUP viene individuato dal Segretario Comunale nell’atto che avvia ogni singolo intervento. Il Responsabile del Servizio competente, procede alla nomina formale del responsabile unico del procedimento (RUP) ai sensi dell’art. 31 del D.Lgs 50/2016 per le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione della prestazione, nella persona individuata a tal scopo dal Consiglio Comunale nell’alto di programmazione o, per le esigenze non incluse in programmazione, dal Segretario comunale. Della nomina è dato conto nel primo atto relativo ad ogni intervento e, comunque, nella determina a contrarre.
I gruppi di lavoro, i cui componenti sono individuati dal Responsabile del Servizio competente ad adottare la determinazione a contrarre ai sensi dell’art. 192 del D.lgs. 18.8.2000 n. 267, sono costituiti da figure professionali ed operative che contribuiscono, ognuno con la propria esperienza e professionalità, alle attività intellettuali e materiali necessarie alla programmazione e alla realizzazione dell’opera, lavoro, fornitura o servizio. Analoghi criteri vengono osservati per gli incarichi di direzione dei lavori o di direzione dell’esecuzione, di collaudo o di verifica di conformità, di eventuali esecuzioni di procedure espropriative e per la nomina del responsabile unico del procedimento.
Il provvedimento che individua i componenti del gruppo di lavoro deve indicare:
l’opera o il lavoro, il servizio o la fornitura da progettare ed il relativo programma dì finanziamento;
l’importo presunto posto a base di gara, al netto dell’IVA, dell’opera, lavoro, servizio o fornitura e l’importo del fondo, non superiore al 2% del medesimo importo, determinato ai sensi dell’art. 4, comma 4, del presente regolamento:
il cronoprogramma per ogni funzione da svolgere;
il nominativo e il ruolo dei dipendenti che concorrono a formare il gruppo di lavoro, con relativa categoria e profilo professionale;
Le aliquote da destinare ai singoli componenti del gruppo di lavoro.
Eventuali variazioni dei componenti del gruppo di lavoro e delle percentuali loro spettanti sono possibili in qualsiasi momento, con provvedimento adottato dal Responsabile del servizio, di cui al comma 1, su proposta del Responsabile unico del procedimento (RUP), salvo il caso in cui il ruolo di Responsabile unico del procedimento viene svolto dal Responsabile del servizio stesso“.
IL DIPENDENTE PUÒ OTTENERE LA MOBILITÀ PRESSO UN ALTRO ENTE SOLO CON IL CONSENSO DELL’AMMINISTRAZIONE DI APPARTENENZA
Dipendente a tempo parziale e determinato vince un concorso indetto da altro comune della provincia.
Il comune dove lavora attualmente si è dichiarato disponibile ad assumere la medesima, una volta ultimate le procedure di nomina, chiedendo immediatamente la mobilità all’altro ente.
Nel caso in cui quest’ultimo indicasse tra le clausole del contratto individuale che la vincitrice andrebbe a sottoscrivere, quella che per i primi 5 anni non si può chiedere la mobilità verso altri enti, sarebbe legittima la cosa oppure l’interessata, avvisando sin da subito dell’opportunità che le si presenta, potrebbe comunque ottenere la mobilità?
La questione si pone per il fatto che il luogo di attuale attività è situato a pochi chilometri dall’abitazione dell’interessata; il comune dove si è svolto il concorso dista almeno 150 km tra andata e ritorno per cui sarebbe una situazione per lo meno svantaggiosa.
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