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Timestamp: 2020-04-04 15:54:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12877 del 22/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12877 del 22/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/05/2017, (ud. 07/04/2017, dep.22/05/2017), n. 12877
O.A., elettivamente domiciliato in Roma Via Illiria 19,
presso l’avv. Rossella Zaina (p.e.c.
rossellazaina.ordineavvocati.roma.org; fax 06/77590604)
rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Arseni, giusta procura
speciale in calce al ricorso, che indica per le comunicazioni
relative al processo il fax n. 06/9940618 e la p.e.c.
antonioarseni.pecavvocaticivitavecchia.it;
G.C., elettivamente domiciliata in Roma, via Nomentana
295, presso l’avv. Carla Olivieri (p.e.c.
carlaolivieri.ordineavvocatiroma.org), che la rappresenta e difende,
giusta procura speciale in calce al controricorso, e dichiara di
voler ricevere le comunicazioni relative al processo al fax n.
06/3202776;
avverso la sentenza n. 5497/13 della Corte di appello di Roma, emessa
il 10 luglio 2013 e depositata il 15 ottobre 2013, n. R.G. 239/10.
1. La Corte di appello di Roma, con sentenza n. 5497/13, ha confermato la decisione del Tribunale di Roma con la quale, nel giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, fra O.A. e G.C., era stata disposta la corresponsione, a carico dell’ O., di un assegno divorzile di 250 euro mensili in favore della G. con decorrenza dal luglio 2006 e di un assegno di 500 Euro mensili da destinare al mantenimento della figlia F. nata il (OMISSIS) e convivente con la madre.
2. Ricorre per cassazione O.A. deducendo violazione e falsa applicazione della L. n. 898 del 1970, art. 5 e art. 2697 c.c., nonchè l’omesso esame di un fatto decisivo.
3. Si difende con controricorso G.C..
4. Il ricorso è manifestamente infondato. Il ricorrente imputa alla Corte di appello di aver violato i principi stabiliti dalla L. n. 898 del 1970, art. 5, in tema di accertamento del diritto all’assegno divorzile e di quantificazione del suo importo. L’esame della motivazione della Corte di appello evidenzia il contrario perchè è stata compiuta una analitica e rigorosa comparazione dei redditi e dei patrimoni dei contendenti ed è stato ricostruito in termini di sufficiente agiatezza il tenore di vita nel corso del matrimonio. Sulla base di questi presupposti la Corte di appello è pervenuta all’accertamento del diritto all’assegno divorzile e a una quantificazione modesta del suo ammontare, in considerazione della percezione di un reddito da lavoro dipendente della G. e della successione di una serie di contratti di lavoro a favore dell’ O. che non hanno negli ultimi anni migliorato la loro posizione retributiva.
La Corte di appello ha valutato tutti gli elementi previsti dalla legge per una corretta determinazione dell’assegno quali la durata del matrimonio e l’apporto del coniuge beneficiario dell’assegno alla vita familiare. Uguali considerazioni possono farsi quanto all’accertamento del diritto della G. a un contributo per il mantenimento della figlia O.F., oggi diciannovenne, che è stato determinato in misura contenuta dalla Corte di appello. Infine del tutto generica è stata la deduzione di omesso esame di un fatto decisivo.
5. Il ricorso va pertanto dichiarato manifestamente con condanna del ricorrente alle spese del giudizio di cassazione.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate in Euro 2.600, di cui Euro 100 per spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 2697
 art. 5