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Timestamp: 2017-01-18 01:43:41+00:00

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⭐LA MONETA Processo economico che genera ricchezza Funzioni della moneta Tipologie di moneta
LA MONETA Processo economico che genera ricchezza Funzioni della moneta Tipologie di moneta
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1 LA MONETA La moneta ha un valore convenzionalmente accettato, in quanto lo Stato lo esprime che ha un valore legale (aspetto giuridico). E la capacità di esprimere realmente la sua utilità come mezzo di scambio, universalmente fungibile (aspetto economico). La moneta è una riserva di valore se conserva nel tempo il suo potere di acquisto. Grazie allo sviluppo dell Economia Monetaria si è passati da un economia di autoconsumo ad un economia di scambio, nelle quali le transazioni possono essere regolate con differenti mezzi di pagamento. Questo ha fatto crescere: la possibilità di scambio aumentare il numero dei bisogni soddisfatti i tempi e i costi dello scambio incentivo della produzione Processo economico che genera ricchezza La moneta entra in circolazione con un atto d acquisto aumento della produzione fa aumentare ricchezza del paese surplus di moneta genera aumento di domanda, quindi aumento della produzione Funzioni della moneta Mezzo di scambio: la moneta è scambiata ed accettata per ricevere beni e servizi Unità di conto : misura il valore delle attività e degli scambi (prezzi) Riserva di valore: trasferimento del valore nel tempo e suo riutilizzo Tipologie di moneta L evoluzione della moneta è segnata dal passaggio dalla moneta merce (valore intrinseco al suo valore come mezzo di pagamento. Ad es: moneta d oro) alla moneta segno (valore facciale). Dopodiché nascono la moneta cartacea (moneta legale), la moneta bancaria (assegni) e la moneta elettronica (carte di credito). Moneta legale: moneta imposta dallo Stato, inconvertibile per legge. Rappresenta un debito per lo Stato nei confronti del possessore della moneta. Non è previsto il rimborso da parte dello Stato nei confronti dell emittente. Moneta bancaria: moneta convertibile, fondata sulla convenzione che può essere scambiata. Il buon funzionamento di questi strumenti dipende dall efficiente organizzazione del sistema di pagamenti, in quanto ogni operazione di scambio si perfeziona con un pagamento. Pertanto il requisito fondamentale della moneta è la sua accettazione come mezzo di pagamento e i fattori che determinano la condizione di accettabilità fanno riferimento a due circostanze particolari: Il valore legale della moneta: la moneta deve essere obbligatoriamente accettata come modalità di estinzione dei debiti. La fiducia degli scambisti: fiducia dei prenditori di moneta rispetto all aspettativa che la moneta conservi il potere di acquisto che le viene attribuito. I soggetti emittenti di moneta sono due: Banca Centrale: emette moneta legale ed è titolare dei poteri di politica monetaria. Banca Commercial : emette moneta bancaria in via sostitutiva di quella legale. Quindi è un efficace sostituto della moneta legale ed è in grado di ridurre in misura molto rilevante i costi e i rischi connessi con il suo uso. Possiamo fare un ulteriore considerazioni sulle tipologie di moneta considerando tre aggregati: Aggregato M1: è il circolante, cioè la moneta legale, e i depositi monetari, cioè che consentono un utilizzo di pagamento. (es. assegni). La composizione di M1 aumenta grazie all innovazione tecnologica. E compreso tra il 10 e il 30 % del PIL. 12 Aggregato M2: sono i depositi con scadenza a 2 anni e non consentono un utilizzo diretto di pagamento, ma è rilevante per la stima del potere d acquisto. La liquidità si ha o negoziandoli o convertendoli in moneta. Aggregato M3: comprende i titoli di mercato monetario, le quote di fondi comuni e le obbligazioni fino a due anni. Il pubblico ricerca sia esigenze di liquidità che di rendimento. M1 ha liquidità ma non rendimento, M2 M3 hanno meno liquidità ma più rendimento. Il tema si correla con la definizione dei due tipi di moneta. Si stabilisce, quindi, una relazione tre moneta legale e moneta bancaria. Le banche avendo a disposizione una determinata quantità di circolante sotto forma di depositi bancari, sono tenute a depositarne una parte come riserva obbligatoria e ne trattengono una parte come riserva libera, per soddisfare esigenze di cassa. Le altre disponibilità vengono immesse nuovamente nel sistema sotto forma di prestiti concessi ai privati (famiglie ed imprese). I privati a loro volta utilizzano tali disponibilità attraverso l emissione di assegni o ricorrendo a strumenti ad essi assimilabili; ciò costituisce la moneta bancaria che, in parte, va ad aggiungersi alla moneta legale circolante e costituisce l insieme dei mezzi di pagamento. Chi riceve assegni o altri strumenti spesso li rideposita e su questi depositi le banche possono concedere nuovi crediti. Poiché nel sistema operano diverse banche, si innesca un processo di moltiplicazione dei depositi, che avviene in fasi successive. L utilizzazione di moneta bancaria sotto forma di assegni o strumenti equivalenti determina infatti la creazione di sempre nuovi depositi e, quindi, di base monetarie. Se il pubblico non accettasse la moneta bancaria come circolazione, non ci sarebbe circolazione di moneta scritturale. Oggi il pubblico preferisce effettuare pagamenti e transazioni tramite moneta bancaria; infatti il 95% delle transazioni sul mercato avvengono con moneta bancaria. Il motivo per cui oggi nei sistemi economici più progrediti, la circolazione monetaria è rappresentata in larga prevalenza dalla moneta bancaria che viene preferita a quella legale, sta nel fatto che essa comporta minori rischi di impiego e costi. Moltiplicatore della moneta L obiettivo primario della Banca Centrale è la stabilità dei prezzi che può essere raggiunta attraverso la regolazione della moneta disponibile nel sistema economico. La regolazione può essere effettuata attraverso la misurazione dell offerta di moneta legata alla quantità di base monetaria che la BCE mette in circolazione e alla relazione che esiste tra la stessa base monetaria e gli stessi depositi bancari. Per descrivere questo problema introduciamo il concetto di moltiplicatore della base monetaria BM. Esso si basa: definizione di base monetaria BM definizione di offerta di moneta come somma della moneta legale e dei depositi bancari D sulla relazione che intercorre tra BM e D la BM è data dalla somma tra scorte monetarie detenute dal pubblico BMp e riserve monetarie detenute dalla banca RB BM=BMp+RB L offerta di moneta sarà: OM=BMp+D Considerando che l offerta di moneta è un multiplo della base monetaria otteniamo: OM/BM= (BMp+D)/(BMp+RB) Dividiamo il secondo membro al numeratore e al denominatore per i depositi ed otteniamo: OM/BM= [(BMp/D)+1]/[(BMp/D)+(RB/D)] Dove: BMp/D è la propensione del pubblico a detenere scorte di base monetaria rispetto ai depositi bancari e la indichiamo con p RB/D è la misura delle scorte in base monetaria detenuta delle banche per ragioni operative e di controllo rispetto ai depositi e lo indichiamo con b. La nostra funzione sarà: OM=BM*[(p+1)]/[(p+b)] 23 Il termine [(p+1)]/[(p+b)] viene chiamato moltiplicatore ed è un elemento importante negli interventi delle BCE ai fini del controllo dell offerta di moneta. Un aumento della base monetaria provocherà un aumento più che proporzionale dell offerta di moneta. Il moltiplicatore comunque è un indicatore e non uno strumento di politica monetaria, in quanto serve per tenere costantemente sotto controllo l offerta di moneta. SISTEMA FINANZIARIO È l insieme organizzato di intermediari e strumenti finanziari, regolati da organi di vigilanza. E la struttura attraverso cui si svolge l attività finanziaria, cioè la produzione e l offerta di servizi finanziari. Le funzioni che svolge sono: 1. Regolamento degli scambi: Il fattore base per la regolazione degli scambi è il sistema dei pagamenti, e quindi gli strumenti monetari attraverso cui le transazioni possono essere regolate. I produttori e consumatori sono collegati da un duplice circuito: -circuito reale dove i produttori offrono beni e servizi ai consumatori che in cambio offrono prestazioni di lavoro e capitale da investire. -circuito monetario dove i consumatori pagano i prodotti e i produttori ricevono i ricavi (prezzi) e rendono ai consumatori salari e rendite. Il valore dei beni/servizi prodotti e venduti corrisponde alla somma delle remunerazioni pagate per la loro produzione. Y=C+I o anche Y=C+S, dove: Y= prodotto finale C= beni destinati al consumo I= beni di investimento utilizzati per la produzione S= risparmio 2. Trasferimento delle risorse finanziarie: Si intende il trasferimento di risorse finanziarie da soggetti in surplus ( accumulazione del risparmio) a soggetti in deficit (finanziamento degli investimenti). E l aspetto fondamentale del sistema finanziario. Vi sono qui diversità di posizioni. Soggetti che dispongono al presente di potere d acquisto disposti a scambiarlo con potere d acquisto futuro ed essi sono i detentori di ricchezza, i risparmiatori, che accetteranno se troveranno un contratto adeguato e un vantaggio economico in proporzione al rischio. Chi si trova in deficit di potere d acquisto (imprese, a.p.) utilizzano risorse altrui con contratti di finanziamento, a cui pagheranno il costo delle risorse e il rendimento. E un trasferimento nel tempo e nello spazio di risorse finanziarie. I fattori che favoriscono il trasferimento delle risorse sono : la liquidità (smobilizzare l investimento prima della data di rimborso contrattuale) e l informazione ( per colmare il gap di informazioni di cui soffre il datore di fondi). 3. Trasformazione del rischio: attraverso due meccanismo o con un intermediario che si interpone tra datore e prenditore di fondi, assumendo sul proprio bilancio una parte dei rischi o raccogliendo fondi a breve termine per finanziare attività a lungo termine.. I datori inoltre possono trasformare il rischio facendo partecipazioni di portafoglio (fondi comuni). I rischi si possono gestire anche facendo contratti a termine ( regolando le transazioni di una data futura a un prezzo fissato oggi) o per i rischi puri facendo un contratto di attività assicurativa. STRUTTURA DEL SISTEMA FINANZIARIO Il sistema finanziario è strutturato da: mercati intermediari strumenti 34 1) IL MERCATO FINANZIARIO E il luogo di scambio degli strumenti finanziari, inteso non come una struttura fisica ben definita. Obiettivo è far incontrare le unità in surplus finanziario (datori di risorse) e le unità in deficit finanziario (prenditori di risorse) ed è un mezzo utile per ridistribuire i rischi delle attività economiche e finanziarie. I mercati si differenziano tra creditizi e mobiliari in base ai requisiti di trasferibilità e negoziabilità. Mercati creditizi: è caratterizzato per la personalizzazione dei contratti in base alle esigenze delle controparti, i prezzi sono negoziati bilateralmente e lo spessore degli scambi e la negoziabilità degli strumenti influiscono sul grado di liquidità (es. prestiti bancari, leasing, mutui etc.). Mercato mobiliare: è caratterizzato per la standardizzazione delle caratteristiche tecniche ed operative ad eccezione del prezzo che dipende dal mercato, Nel mercato mobiliare distinguiamo il mercato primario, che è rappresentato dagli scambi in sede di emissione dei titoli, quindi tra emittente e primo investitore(insieme di transazioni che hanno per oggetto titoli di nuova emissione), e mercato secondario che è costituito dalle negoziazioni che hanno per oggetto i titoli mobiliari in circolazione. Lo sviluppo, la regolamentazione e il miglioramento organizzativo dei mercati secondari, ripartendo il rischio tra i contraenti, contribuiscono ad aumentare la loro funzione di produzione di liquidità. I mercati mobiliari hanno la funzione di emettere e collocare titoli, ridurre i costi di transazione, rendere liquidità ai titoli e trasferire il controllo delle società per azioni (negoziare titoli a quote più alte). In definitiva si negoziano titoli trasferibili tra investitori nel corso della sua durata contrattuale. Mercato monetario: è rappresentato dall insieme delle transazioni su titoli a breve scadenza inferiore ad un anno. Si identifica come insieme delle transazioni di attività e passività finanziarie che agevolano l aggiustamento delle posizioni di liquidità dei diversi operatori. Nel mercato monetario troviamo quindi scadenza nominale breve, alta negoziabilità sul mercato secondario, impersonalità dei rapporti tra emittenti e sottoscrittori. Mercato dei capitali: è dedicato alle azioni e comunemente chiamato borsa, s intende un mercato organizzato e regolamentato caratterizzato da diverse specificità istituzionali, tecniche ed operative. Elementi costitutivi della borsa: presenza di un soggetto giuridico proprietario e responsabile della gestione del mercato esistenza di una struttura fisica e logistico del mercato definizione dei requisiti per l ammissione delle società o dei titoli alla quotazione standardizzazione dei contratti presenza di intermediari ufficiali definizioni di procedure standardizzate per le negoziazioni, per la fissazioni dei prezzi esistenza di organi di controllo super partes, garanti della regolarità del funzionamento I titoli azionari devono: - essere liberamente trasferibili - essere adeguatamente diffusi tra il pubblico - avere una capitalizzazione di mercato pari ad almeno 5 milioni di euro - essere in gestione accentrata e dematerializzata Mercato degli strumenti derivati : derivati poiché il loro prezzo dipende dalla quotazione dell attività finanziaria sottostante e possono essere contratti future, options, tit obbligazionari, azionari e indici di borsa. Avvengono in mercati organizzati o in mercati fuori borsa (over the counter). Presenta questo mercato alcuni vantaggi: ampliamento delle scelte di investimento, migliore gestione dei rischi, completamento dei portafogli finanziari sia su micro che macro economiche. 45 I mercati possono essere fisici o telematici, pubblici o regolamentati, nazionali o internazionali. La funzione dei mercati sono: finanziamento degli emittenti di strumenti finanziari impiego delle risorse dei risparmiatori gestione dei rischi negoziabilità degli strumenti mobiliari quotazione degli strumenti negoziati Mercato regolamentato: è il mercato organizzato concretamente dalle società di gestione del mercato e agevola la scomposizione della filiera produttiva. Il mercato regolamentato in Italia è quello ufficiale della società di gestione dei mercati. Le SIM (sistema di intermediazione mobiliare) sono autorità che operano la vigilanza e il controllo, autorizzano le imprese di investimenti. Le SGM (società di gestione dei mercati) sono s.p.a. che emanano regolamenti che sono sottoposti al controllo di organi di vigilanza. Le imprese di investimento possono anche operare nei mercati regolamentati. Il mercato regolamentato viene gestito o nella Borsa Italiana s.p.a. o negli MTS s.p.a. 1. La Borsa Italiana s.p.a. si preoccupa del funzionamento di cinque tipologie di mercato: Mercato azionario: a. MTA: mercato telematico azionario. Si struttura in tre segmenti di negoziazione: -Blue chips: Titoli ad alta capitalizzazione oltre 800 milioni di euro -Star: emittenti di capitalizzazione inferiori a 800 milioni di euro. Hanno un elevato grado di trasparenza, liquidità, governance, performance -Ordinario: emittenti di capitalizzazione inferiore a 800 milioni di euro, senza i requisiti peculiari precedenti b. Nuovo mercato: è nato nel 1999 ed è dedicato ad imprese che operano in settori innovativi o che comunque operano con innovazioni di processo c. Mercato Expandi: è un nuovo mercato, nato nel 2003 dal mercato ristretto che definiva modalità di quotazioni più agili e semplici rispetto a quello azionario. Esso raccoglie le imprese inserite in settori tradizionali che presentano delle performance particolarmente favorevoli. Mercato CW (covered warrants):: sono strumenti finanziari derivati che hanno per oggetto la facoltà di comprare e/o di vendere alla data prevista un attività sottostante a un prezzo d esercizio prefissato. Le attività sottostanti possono essere azioni quotate, titoli di stato, valute, indici etc. Mercato dei fondi: In questo mercato vengono negoziato gli ETF, i fondi chiusi mobiliari ed immobiliari. E un mercato in notevole espansione. E un mercato utilizzato per la negoziazione dei fondi chiusi (la quota non può essere richiesta a rimborso prima della scadenza). Mercato reddito fisso: negoziano i titoli di Stato non all ingrosso ma per lotti minimi di dimensione limitata. Sono trattati l ABS e L Euro obbligazioni: -MOT -EUROMOT Mercati dei derivati: -IDEM: dedicato ai derivati azionari -MIF: dedicato ai derivati sui tassi d interesse Gli MTS (mercati titoli di stato) sono dei mercati che si occupano delle negoziazioni all ingresso dei titoli di stato e sono autorizzati dalla Consob. Gli MTS gestiscono tre submercati: MTS: insieme di transazioni aventi per oggetto titoli di stato. MTS corporate: fa riferimento ad aziende private, a scambi di obbligazioni non governative di dimensioni elevate. 56 EuroMTS: fa riferimento a transazioni di provenienza estera, dove vengono negoziati quantità elevate di lotti minimi. Struttura finanziaria dell economia: ogni soggetto presenta un equilibrio economico che è la differenza tra ricavi e costi. Se la differenza è positiva si costituisce il risparmio. Questo avanzo è il saldo finanziario ossia reddito non utilizzato e destinato ad incrementare il patrimonio del soggetto. Misura l equilibrio tra disponibilità di risorse (risparmio) e utilizzo di risorse (investimenti). È la differenza tra la variazione dell Attività finanziaria (crediti verso banche), e delle passività finanziarie ( impegni patrimoniali, debiti). L efficienza del sistema finanziario può essere vista sotto il punto dell : EFFICIENZA ALLOCATIVA: le risorse disponibili devono essere distribuite fra le unità richiedenti secondo un ordine di priorità in modo che la produttività marginale (utilità marginale) del capitale sia la medesima per tutte le forme di impiego selezionate. Si prescinde quindi dal canale utilizzato per trasferire risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit. L obiettivo è ottimizzare la distribuzione finanziaria. EFFICIENZA INFORMATIVA: si ha efficienza informativa se i prezzi riflettono costantemente tutta l informativa disponibile, e gli operatori agiscano razionalmente in modo da massimizzare la propria funzione di utilità. Quindi i prezzi incorporano tutte le informazioni del sistema. C è il rischio però che si crea un gap informativo tra i potenziali scambisti e che operando in condizioni di razionalità limitata non riescono a formare correttamente un aspettativa di rendimento. EFFICIENZA OPERATIVA: è data dall unione tra efficienza tecnica ed efficienza funzionale. La profondità di un mercato dipende dall esistenza di ordini di acquisto sia superiori che inferiori a quello corrente tale da impedire variazioni dei corsi con forti discontinuità. L ampiezza è funzione della consistenza del volume di ordini da eseguire per ogni possibile livello di prezzo. L elasticità del mercato dipende dalla tempestività (velocità) con cui il mercato reagisce ai segnali impliciti nelle variazioni di prezzo. Con la rapida diffusione di informazioni si facilita l elasticità. I fattori di imperfezione del mercato sono: Razionalità limitata Asimmetria informativa: la diversa posizione in cui si trovano i prenditori di risorse (situazione di forza) con i datori di risorse. I prenditori hanno la consapevolezza piena del rischio presente nel mercato finanziario. Da questo asimmetria è spigata l origine del sistema creditizio (banche), ma è un problema presente anche nel mercato mobiliare, la regolazione delle transazioni, mira a garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi. Costi di transazione Divergenza alla preferenza degli scambisti: ad esempio i datori vogliono dare a breve mentre i prenditori vogliono prendere a lungo Strumenti derivati Gli strumenti derivati hanno un valore che deriva da una attività finanziaria sottostante. Sono strumenti standardizzati, appartenenti al mercato mobiliare e sono options, futures, swaps. I primi due sono strumenti regolamentati anche nel mercato borsistico (in the counter), mentre gli swaps non sono registrati nel mercato (over the counter) perché non godono ancora di un circuito ufficiale. Contratti Options: rappresenta un diritto ma non un dovere di scegliere di comprare o vendere una determinata attività finanziaria ad un determinato prezzo ad/o entro una data futura: 67 ad = opzione europea in cui l esercizio dell opzione può essere effettuato in una singola data prestabilita entro = opzione americana in cui l esercizio d opzione può essere effettuato in tutto il periodo in cui inizia il contratto d opzione fino al termine in cui scade. E uno strumento del mercato mobiliare. Chi vende il diritto d opzione paga un premio, è uno strumento asimmetrico perché chi paga il premio ossia acquista il diritto d opzione, ha un rischio limitato. L altro soggetto ha più rischio di perdita. I contratti di opzione vengono classificati in funzione delle attività finanziarie sottostanti: Opzioni su valori mobiliari (azioni e obbligazioni) Opzioni su indici di borsa Opzioni su valuta Opzioni su contratti future La differenza dell option rispetto agli altri strumenti derivati sta nel fatto che il compratore non assume una posizione definitiva (copertura, speculazione) rispetto al rischio di prezzo dell attività finanziaria sottostante, ma si riserva la possibilità di assumerla. A differenza degli altri strumenti derivati, il contratto di opzione si caratterizza per il fatto che il suo esito può essere deciso da una delle parti durante la durata del contratto stesso. Contratti Futures: contratto standardizzato negoziato in un mercato regolamentato, stipulato tra due controparti, rappresentativo di acquisti o vendite, a esecuzione differita di strumenti finanziari. Si ha l impegno a compiere una determinata transazione a una data futura a dei termini stabiliti al presente. Si ha una garanzia in quanto non ci si espone al rischio di variazioni dei prezzi delle attività finanziarie, e riduce inoltre la complessità dei rapporti negoziali, riducendo gli oneri amministrativi. Fissare oggi un prezzo per vendere ed acquistare, è vantaggioso per entrambi le parti se hanno differenti interessi e il rischio è limitato. Il contratto Futures può essere legato all indice di borsa. E simile all options con la differenza che in questo caso si ha l obbligo di acquistare il titolo e non c è la possibilità di scegliere. A tal proposito si può fare una distinzione tra: Interest rate future: l attività finanziaria sottostante è rappresentata da titoli di Stato a lungo termine o da depositi interbancari a breve termine. Stock index future: l attività finanziaria sottostante è costituita da indici relativi ad azioni quotate su mercati regolamentati (es:mib30, dove la valutazione dei future è espressa in punti e ogni punto vale 5E). L indice di borsa è un valore rappresentativo di un particolare paniere di titoli presenti nel mercato regolamentato. Non è un attività finanziaria, ma è un qualcosa sul quale possiamo poggiare i nostri strumenti. Currency future: l attività finanziaria sottostante è rappresentata da una valuta (es:dollaro, yen). Sempre a proposito dei future si distinguono due categorie: o Hedgers: sono operatori, che avendo assunto certe posizioni e volendone coprire i rischi, stipulano contratti future di segno opposto riferiti ad una attività finanziaria equivalente a quelle su cui si è presa posizione. o Speculatori: soggetti che utilizzano gli strumenti derivati per assumere una posizione di rischio fondata su aspettative non condivise dal mercato, al fine di trarne un profitto nel caso in cui la previsione formulata si rilevi verificata. Contratti Swap: strumento derivato non standardizzato (non negoziato in un mercato regolamentato), fortemente personalizzabile, attraverso il quale due soggetti si scambiano flussi di pagamenti periodici e si impegnano a scambiare futuri pagamenti di interessi, oppure futuri pagamenti in valuta. Il regolamento dello scambio è attuato mediante il pagamento delle differenze fra i valori delle obbligazioni delle parti. I due soggetti hanno interessi contrapposti e sono di due 78 stati diversi ed hanno interesse ad indebitarsi uno nello stato dell altro, mossi dal diverso tasso di interesse. Gli intermediari, in questo tipo di contratto, sono fondamentali in quanto siamo in un mercato non regolamentato. Si ha l impegno delle due controparti al pagamento reciproco degli interessi su un capitale nazionale in cui una parte deriva da un tasso fisso, e la restante da un tasso variabile. E uno strumento flessibile, appartiene a mercati fuori la borsa e si muove nel settore monetario internazionale. La Clearing House cioè la cassa di compensazione e garanzia è inserita nel funzionamento del mercato finanziario e non permette che uno dei soggetti che ha stipulato un contratto si trovi di fronte ad una controparte inadempiente. La clearing house quindi si frappone tra i due, diventando compratore per la controparte e venditore per l acquirente originario. Mercato obbligazionario: si suddivide in mercato al dettaglio e all ingrosso. Nel primo abbiamo titoli a reddito fisso, cioè obbligazioni private e dei titoli di stato. Le negoziazioni avvengono secondo un sistema di aste continua in cui i prezzi e gli scambi sono fissati sulla base dell incrocio delle proposte di negoziazione. All ingrosso invece si ha come oggetto di scambio i titoli di stato con la formula del market making in cui degli intermediari quotano le diverse classi di titoli e forniscono il prezzo. 2) INTERMEDIARI FINANZIARI Gli intermediari finanziari sono istituzioni (operatori, imprese) che hanno il compito di soddisfare le diverse esigenze finanziarie dei prenditori e creditori con professionalità e competenza. La loro funzione è di acquistare titoli primari da chi richiede prestiti ed emettere titoli indiretti per le unità in surplus. Prende gli eccessi di risparmio e li modifica in modo da essere poi concesso a chi ne necessita. Gli scambi finanziari avvengono in un una condizione di incertezza, che può esporre entrambi le parti a rischio, e a causa anche dell asimmetria informativa, gli intermediari cercano e possono trasferire il rischio,ed accedere ad informazioni riservate. Gli intermediari, quindi, raccolgono selezionano, elaborano e utilizzano informazioni sia come output che come input. Come input perché acquisisce in proprietà e gestisce attività finanziarie selezionate e controllate mediante l informazione posseduta, assumendone in proprio i rischi e contemporaneamente produce passività caratterizzate da un livello di rischio assai inferiore. Produce informazioni come output per quegli investitori che assumono autonomamente le proprie decisioni finanziarie; è il caso delle agenzie di rating che offrono in modo oneroso al mercato un servizio di valutazione della solvibilità dei soggetti emittenti. Fra i mercati e gli intermediari esiste un rapporto di concorrenza: il perfezionamento dei mercati elimina gradualmente i motivi di esistenza degli intermediari; però tra il mercato mobiliare e gli intermediari finanziari si sviluppano anche relazioni di complementarità poiché essi contribuiscono in misura crescente allo sviluppo degli scambi Funzioni principali degli intermediari finanziari mobilizzazione del risparmio (incidono sul comportamento dei risparmiatori incoraggiandoli all investimento) ridurre i costi di informazione trasformazione delle scadenze e dei rischi( perché sono in grado di mantenere un equilibrio stabile fra le diverse dinamiche di rinnovo delle attività e delle passività) offerta di servizi di consulenza servizi di brokeraggio Gli intermediari finanziari sono operatori del sistema finanziario per i quali le attività finanziarie costituiscono prevalentemente degli intermediari stessi. Essi quindi sono aziende di produzione e in quanto tali devono rispettare tali equilibri: equilibrio finanziario (flussi entrata = flussi uscita) 89 equilibrio economico (valore produzione = fattori produttivi impiegati) equilibrio patrimoniale (attivo > passivo) L asse portante di questi equilibri è l equilibrio economico e per questo motivo gli intermediari possono essere classificati anche in base al risultato economico: volti ad un margine di interesse volti ad un margine assicurativo volti ad un margine provvisionale volti ad un margine di plusvalenza tipologie di intermediari intermediari creditizi (intermediari finanziari bancari): banche che svolgono funzioni monetarie, emettono forme di debito, hanno impegni, rimborsi etc. intermediari mobiliari (intermediari finanziari non bancari): negoziazione gestione e consulenza di strumenti mobiliari; es. SIM che operano servizi di investimento: circuito di intermediazione diretto; es. Banca che può svolgere tutti i tipi di servizi investitori istituzionali ( negoziazione delegata con tecniche di portafoglio hanno un passivo e un valore di mercato) compagnie di assicurazione (gestione dei rischi puri) L intermediario che opera per conto proprio è un DEALER; opera in qualità di investitore e può operare anche in qualità di market maker, cioè in qualità di soggetto che fa il mercato(rende noto tempo per tempo sul mercato il prezzo che è disposto a vendere e a dare gli strumenti finanziari). L intermediario che opera per conto di terzi è un BROKER. Circuito di intermediazione diretto Il trasferimento delle risorse nel sistema finanziario avviene in modo diretto, ossia i prenditori di risorse emettono strumenti che vengono direttamente acquisiti dai datori. (es una società emette i titoli). Concretamente chi affronta il rischio è il datore che diventa finanziatore della società emittente. Gli intermediari intervengono solo per agevolare l incontro. In questo caso si acquista un attività finanziaria, ossia un contratto che non ha un valore intrinseco, ma esso deriva dall attività reale, che attribuisce a chi possiede il titolo una ricchezza reale. Chi emette il titolo ha l impegno di dare un rendimento al datore. Circuito di intermediazione indiretto E un circuito svolto da intermediari creditizi che frappongono la loro figura tra datori e prenditori avendo il vantaggio di trasferire il rischio tutto su questo intermediario. I contratti tra le due parti vengono stipulati con uno o più intermediari che si assumeranno i rischi rispondendo con il proprio bilancio. L intermediario è la Banca che opera una trasformazione di rischio e di scadenza, ponendo in essere prestiti alle imprese a medio lungo termine attraverso un adeguata valutazione della capacità di solvenza o di solvibilità dell impresa. 3) STRUMENTI FINANZIARI Lo strumento finanziario è un contratto avente per oggetto una prestazione finanziaria ossia il trasferimento di fondi e di rischi e la generazione di contratti tra le due unità (deficit e surplus). La cosa molto importante è tutelare la parte più debole, ossia il consumatore. Le famiglie sono interessate alla disponibilità, liquidità e remunerazione. Le imprese sono interessate ai termini e alle scadenze (termine ultimo di rimborso del capitale). Si prevedono tre tipologie di scadenza: 1. Indeterminata: lasciata al giudizio delle parti e viene determinata successivamente alla sottoscrizione del titolo. 2. Determinata: definita al momento della stipulazione del contratto. Sono: Breve periodo=12 mesi 910 Medio periodo=1-5 anni Lungo periodo =+5 anni 3. Clausole: la scadenza viene fatta fissare da una delle controparti. A seconda delle esigenze classifichiamo gli strumenti per la: natura: partecipazione (diritto di proprietà es. azioni); credito (concessione di fondi con rimborso e scadenza); impegno/facoltà (negoziazione a termine futuro) negoziabilità: negoziabili ( es. titoli mobiliari si trasferisce lo strumento verso creditori diversi da quello originario; non negoziabili (rimane tra le parti originarie fino a scadenza) liquidità: scadenza contrattuale (scadenza breve indica liquidità intrinseca); negoziabilità in un mercato (liquidità di poter vendere lo strumento) Distinguiamo inoltre gli strumenti finanziari primi e quelli derivati. I primi sono utilizzati per effettuare ed ottenere finanziamenti, e possono essere acquisiti capitali con vincolo del rischio (azioni), o con vincolo del prestito (obbligazioni), e possono essere negoziati sul mercato creditizio e anche su quello mobiliare. E lo strumento finanziario per investire e per ottenere capitale. Gli strumenti finanziari derivati vengono così definiti in quanto il loro rendimento è legato ad un tasso di riferimento sottostante. E quindi utilizzato prevalentemente per la copertura di rischi finanziari, o come strumenti speculativi. Gli strumenti finanziari primi, quindi, sono utilizzati per fonti di finanziamento. Il capitale raccolto dall esterno si può ottenere con il: Vincolo del rischio (es:azioni) Vincolo del prestito (es:obbligazioni, titoli di Stato) Le due grandi categorie di strumenti finanziari primi sono comunque le azioni e le obbligazioni. Ciò che dobbiamo valutare in seguito è la correlazione tra il rischio e il rendimento. AZIONI: incorpora il diritto patrimoniale e i diritti partecipativi (di voto, di opzione, di impegnativa, di recesso), in parte si assume il rischio dell impresa, ossia il rendimento dell azione detenuta sarà positivamente correlato alla capacità d impresa di ottenere degli utili. L eventualità del rendimento è altresì influenzato anche dalla politica di distribuzione degli utili. Quindi il rendimento dell azione è eventuale e discrezionale. Se gli utili non fossero distribuiti andrebbero ad aumentare il valore del patrimonio netto con aumento del prezzo delle azioni possedute. Il Capital Gain è la differenza tra il prezzo di vendita delle azioni e il prezzo di rimborso. OBBLIGAZIONI: chi le sottoscrive non assume il rischio di impresa, normalmente quindi il rendimento non è collegato alle prestazioni dell azienda. Tuttavia esistono particolari tipi di obbligazioni che comunque hanno una parte di rendimento collegato alle performance aziendale. Il rendimento delle obbligazioni è stabilito con delle scadenza in cui devono essere rimborsati il capitale e l interesse. Il tasso di rendimento può essere fisso o variabile, Non si sa l effettiva remunerazione ma si sa a quale indice è collegato. Vi è la certezza del rendimento, ma non la certezza del ritorno del capitale e dell interesse. Rischio e rendimento sono inversamente correlati e questa affermazione vale sia per le azioni che per le obbligazioni. Rendimento: L acquisizione di una attività finanziaria dipende da una valutazione soggettiva del rischio e ciò riflette sul prezzo che si è disposti a pagare sul mercato finanziario secondario, dove il prezzo si forma dall incontro tra domanda e offerta, mentre nel mercato ordinario il prezzo è imposto dall emittente. Il prezzo di un attività finanziaria sul mercato secondario dipende dalle aspettative sul ritorno dell investimento, sui flussi di cassa che verranno effettuati. Si stabilisce il prezzo di vendita o di acquisizione quindi dell attualizzazione dei flussi di cassa attesi. Il rischio è data dalla variabilità dell investimento, del rendimento e dalla volatilità. Attività Reale: sono beni che hanno valore intrinseco perché producono servizi di utilità reale e immediata per il possessore. 1011 STRUTTURA FINANZIARIA D IMPRESA L impresa è un soggetto in deficit finanziario, che ha bisogno di capitali per porre in essere il processo produttivo (infatti nell impresa prima si investe poi si riscuotono gli investimenti). Ha quindi un vincolo finanziario che può essere reperito o autofinanziandosi dal suo interno, o attingendo capitale all esterno con capitale di terzi (debiti, interessi) o con capitale di rischio (capitale sociale, azioni). E necessario che ci sia la giusta e corretta correlazione tra fonti e impieghi. E importante che il rendimento medio dell impresa sia maggiore dei costi medi di capitali. Per struttura finanziaria si intende la relazione esistente tra capitale investito ed una struttura dei finanziamenti. Capitale investito Scorte Immobilizzazioni nette STRUTTURA FINANZIARIA Struttura finanziamenti Debiti breve periodo Debiti medio-lungo periodo Patrimonio netto E necessario vedere l impresa sotto questa prospettiva, ossia come una struttura finanziaria e non come un bilancio. LA struttura finanziaria sintetizza tutta l azienda anche come efficienza, ossia come capacità dell azienda di raggiungere il suo scopo (produzione di ricchezza). La struttura finanziaria indica come osservare il risultato della produzione in termini di cash flow. La struttura finanziaria ha diverse dimensioni: Quantitativo Qualitativo 1. Aspetto quantitativo: vincolo finanziario; gli apporti di capitale fatti a vario titolo si trasformano in fattore tecnico della produzione che si struttura in: Stock di fattori a fecondità semplice Stock di fattori a fecondità ripetuta L aspetto quantitativo è dato da: tot attività = tot passività Per poter avere una struttura finanziaria equilibrata devono incontrarsi due tendenze opposte, l imprenditore e i portatori di capitale. 2. Aspetto qualitativo: che a sua volta si distingue in: Finanziario-patrimoniale Economico-reddituale E la forza di attrazione del capitale: se è adeguato il vincolo qualitativo è realizzato. Subisce l influenza di tre parametri: rischio, rendimento e liquidità. La struttura deve essere idonea all azienda, oltre che idonea a produrre valore per l impresa. In un mercato di condizione perfetta in cui non ci sono attriti, non ci sono imposte e in cui il singolo può indebitarsi in maniera uguale ad un impresa, il valore di mercato di un azienda sarà indipendente dalla struttura finanziaria. Il problema dell azienda viene inquadrato sotto una prospettiva economico finanziaria dinamica di flussi finanziari dell impresa e deve risultare equilibrato e correlato per agevolare la creazione di valore (scopo aziendale). Per avere una situazione favorevole di creazione e di sviluppo deve essere rispettata la relazione RICAVI COSTI. Il nostro scopo, tuttavia, è studiare la dinamica dei ricavi e costi. Ricordiamo che esiste un apparente dicotomia tra flussi economici e finanziari e questo per effetto della moneta (c è da mettere in luce che comunque tale distinzione è apparente). 1112 La struttura finanziaria è una fotografia di come i flussi economici finanziari stanno evolvendo (ciò non può essere, comunque, corretto in quanto andremo ad analizzare un istante di una dinamica). Ci deve essere equilibrio tra struttura dei capitali attinti e struttura degli investimenti. Lo sviluppo della produzione deve permettere di raggiungere il punto di equilibrio per poi raggiungere un margine di utile. Bisogna, anche, tener conto della relazione di durata tra vincolo temporale e investimenti / capitale attinto. Nell ottica della finanzia la variabile tempo è necessaria per avere una piena certezza affinché le operazioni in corso si realizzino. L imprenditore è in grado di conoscere il fattore tempo ma il mercato non gli permette di sfruttare a pieno tale conoscenza, anzi a volte la rende quasi impossibile (SQUILIBRIO FINANZIARIO). La differenza tra ricavi e costi, se positiva, è considerata un valore aggiunto che viene ripartito tra i due fattori della produzione lavoro e capitale; ciò determina il risconto operativo della gestione. Un buon risultato è garantito da una giusta correlazione tra costi e ricavi Valore economico dell impresa: valore del capitale azionario sommato al valore di mercato dei debiti finanziari. Il capitale economico è una grandezza che non ha mai un valore preciso, è sempre un valore medio di un intervallo di valori in alternativa di ipotesi diverse. E comunque un valore nazionale perché frutto di un processo valutativo ed è dimostrabile con dei metodi di stima. Esistono stime basate sulla grandezza stock e altre sulle grandezze flusso. Ciò che interessa di più agli investitori sono i metodi reddituali basati sui flussi perché da un ottima prospettiva dell impresa. Quindi distinguiamo il flusso di cassa che è il contante ed è l ultimo indicatore del processo aziendale e il flusso di valore che sono il cash flow che è il controvalore monetario ottenuto dalla cessione di un azienda. Flussi di cassa: sono unlevered quando sono calcolati prescindendo dalla struttura finanziaria, chiamati anche disponibili per tutta l impresa cioè per tutti i finanziatori, ossia per tutti coloro che hanno apportato capitale. Si considera solo la gestione tipica, e si prescinde da qualsiasi fonte possa finanziarla. I flussi levered sono disponibili per i soli azionisti (vale a dire che da tutto sottraggo interessi passivi poiché sono di competenza dei finanziatori). CASH FLOW OPERATIVO Il flusso di cassa, chiamato anche "cash-flow" o prospetto di fonti e impieghi, è il conto che mostra le modificazioni in incremento o diminuzione dei fondi, in seguito alle decisioni prese e che si sono registrate nel corso di un esercizio. Il cash-flow descrive il flusso delle risorse finanziarie, riassumendo i fatti rilevanti di un periodo contabile, mettendo in relazione le fonti di finanziamento e l'uso dei fondi. Deriva essenzialmente dall'analisi delle voci attive e passive tra due bilanci successivi. Per questo è meglio considerare il flusso di cassa come "ciclo del flusso di cassa". Le aziende hanno bisogno d attività per realizzare le vendite e se queste ultime devono essere aumentate, anche le attività devono aumentare di conseguenza. Le aziende in espansione richiedono nuovi investimenti. Ne consegue che il processo d espansione può provocare problemi per quanto riguarda il flusso di cassa. Per la preparazione di un prospetto del flusso di cassa si utilizzano due tipi di voci; i fondi generati dalla gestione caratteristica che sono l'utile netto più gli ammortamenti ; l uso fondi che si riferiscono ai saldi dei conti dell attivo, del passivo e del capitale netto. Se per esempio si aumentano le scorte di magazzino, i crediti verso clienti, gli investimenti o sono intraprese altre attività senza immettere nuovi fondi, queste voci diminuiranno inevitabilmente i fondi generati dalla gestione. Se invece si aumentano le voci dei debiti (fornitori, altri prestiti, ecc.), si generano in pratica nuovi fondi. Questa semplice equazione spiega il flusso dei fondi o "cashflow". Per Struttura Finanziaria in un impresa intendiamo la relazione esistente tra capitale investito (scorta, immobilizzazioni netti) ed una struttura dei finanziamenti (debiti, patrimonio). E necessario vedere l impresa sotto questa prospettiva, ossia come una struttura finanziaria e non 1213 come un bilancio. Ciò sintetizza l azienda anche come efficienza ossia come capacità di produrre ricchezza. Per una situazione favorevole di creazione di valore e di sviluppo è sempre necessario che i ricavi siano maggiori dei costi. LEVA FINANZIARIA La nozione di leva finanziaria (leverage) si riferisce all effetto moltiplicativo sul reddito aziendale che si manifesta quando, in presenza di stabili elementi di costo, si possono ottenere diversi livelli di profitto. La leva finanziaria è strettamente correlata alla struttura finanziaria aziendale e, precisamente, all indice di indebitamento: ci /cp Questo è un indice strutturale in cui: Ci = capitale investito Cp = capitale proprio L effetto moltiplicativo positivo si verifica quando fondi, presi a prestito a un certo tasso di interesse, vengono impiegati in investimenti che generano tassi di rendimento superiori agli interessi pagati, per cui il rendimento del capitale proprio aumenta con l aumentare dell indice di indebitamento. La leva finanziaria si deduce dalla espressione matematica che esprime il ROE (indice di redditività aziendale) in funzione del ROI (indice di rendimento del capitale investito), dell indice di indebitamento e del tasso di incidenza della gestione non caratteristica (che comprende l incidenza degli oneri finanziari): Rn = utile d esercizio Ro = reddito operativo della gestione caratteristica Il tasso di rendimento dei nuovi investimenti è pari all incremento del ROI. In altre parole, il tasso di rendimento del capitale investito aumenta in seguito a nuovi investimenti, quando questi permettono un incremento più che proporzionale del reddito operativo. Scomponendo il reddito operativo nelle sue determinanti, si può constatare che un suo aumento può derivare da un aumento del volume delle vendite e/o da una diminuzione dei costi variabili, quindi, in ogni caso, da un miglior sfruttamento delle risorse. BANCA CENTRALE EUROPEA E STRUMENTI DI POLITICA MONETARIA Parlando di politica monetaria parliamo di moneta e di tasso d interesse. La politica monetaria è inserita nel quadro più ampio della politica economica: politica fiscale (Stato) e politica monetaria (Autorità centrale). La politica monetaria è attuata dalle autorità centrali e i suoi obiettivi sono: la crescita del reddito l occupazione la stabilità interna della moneta (livello dei prezzi) l equilibrio della bilancia dei pagamenti In particolare la politica monetaria è orientata verso la stabilità del potere d acquisto della moneta, tale equilibrio è essenziale per il perseguimento degli obiettivi posti dalla politica economica. Le banche centrali nazionali hanno recepito grossa autonomia, ciò vuol dire che non sarà più emessa moneta a scopo di finanziamento delle pubbliche amministrazioni. La BCE potrà influenzare solo sugli aggregati che solo successivamente potranno influenzare positivamente il raggiungimento dell obiettivo finale. Ci sono dei meccanismi di trasmissione, attraverso delle manovre poste sugli aggregati, con il quale si raggiungono gli obiettivi finali. Le variazioni degli aggregati monetari, sono meccanismi che andranno ad influire sulla liquidità del sistema e sui tassi d interesse. Una variazione della moneta e sui tassi hanno effetti reali sull economia. 1314 Dal 1 Gennaio 1999 le funzioni di politica monetaria sono passati alla Banca Centrale Europea BCE e al Sistema Europeo di Banche Centrali SEBC. I paesi partecipanti all Euro hanno trasferito la sovranità monetaria nazionale a istituzioni sopranazionali. Da un punto di vista strutturale la: -BCE: vertice istituzionale e operativo del sistema, gli organi decisionali governano il SEBC e l Eurosistema -SEBC: è composto dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi dell Unione Europea -Eurosistema: è composto dalla BCE e dalle Banche Centrali Nazionali dei paesi che hanno adottato l Euro. LA gestione di politica monetaria riguarda solo i paesi dell Eurosistema. Il sistema opera attraverso tre organi decisionali: 1.Consiglio direttivo: composto dal comitato esecutivo e dai governatori delle Banche Centrali Nazionali, ha funzione decisionale e direttiva in materia di politica monetaria. 2.Comitato esecutivo: attua le decisioni del consiglio direttivo. E composto dal Presidente e Vicepresidente della BCE, eletti dai governi dei Paesi partecipanti. 3.Consiglio generale: composto dal Presidente, Vicepresidente e dai governatori di tutte le Banche Centrali Nazionali dei paesi dell UE. La funzione è di coordinare le autorità monetarie nazionali verso i paesi in deroga. Compiti istituzionali del SEBC: definisce e attua la politica monetaria della comunità svolge operazioni sui cambi detiene e gestisce le riserve ufficiali in valuta degli Stati membri regola il funzionamento del sistema dei pagamenti Obiettivi del SEBC: mantenimento della stabilità dei prezzi sostenimento delle politiche economiche generali della comunità Gli strumenti a disposizione della BCE per la politica monetaria sono: Operazioni su mercato aperto: svolgono un ruolo determinante al fine di controllare i tassi d interesse della liquidità del sistema e di segnalare l orientamento della politica monetaria. Sono operazioni che la BCE, attraverso le banche nazionali,ha come obiettivo per mettere o assorbire liquidità dal sistema. Sono operazioni temporanee attuate tramite contratti di acquisto o di vendita pronto contro termine, oppure attraverso prestiti garantiti. Sono operazioni temporanee ma con cadenza ben stabilita. Pronti contro temine : ci sono due prestazioni, una a pronti (acquisto titoli dietro pagamento) e una a termine (chi ha precedentemente venduto li riacquista). Il costo dell operazione è data dalla differenza tra il prezzo a pronti e il prezzo a termine. Prestiti garantiti è un operazione di prestito che comporta un erogazione di finanziamento. La cadenza è settimanale. La tendenza è sempre verso un immissione di liquidità nel sistema, anche perché le banche non sono in grado di far fronte ad una eccessiva diminuzione di liquidità. I tassi sono minimi. Operazioni su iniziativa delle controparti: non vengono effettuate con termini e modi dettate dalla BCE, bensì l iniziativa parte dalla banca di deposito (che hanno bisogno o meno di liquidità) e solitamente su tratta di prestiti garantiti. Abbiamo operazioni di finanziamento marginale se le banche hanno mancanze di deposito giornaliere, oppure operazioni di deposito se c è un eccesso di liquidità temporanea. I tassi sono massimi sul mercato marginale, perché hanno cadenza infrasettimanale. Riserva obbligatoria: è un obbligo imposto alle banche di effettuare un deposito obbligatorio presso le banche centrali nazionali. Questa è commisurata in percentuale di alcune quantità presenti in bilancio (es. depositi a vista, depositi a scadenza 2 anni) di queste banche. Sono obblighi a cui si deve adempiere con moneta legale. Questa riserva influisce sulla liquidità del sistema, inoltre consente di avere una certa stabilità dei tassi sul 1415 mercato interbancario. E estremamente mobilizzabile in quanto lo si consente di utilizzare per l intero ammontare (ad es. per colmare carenza giornaliere di liquidità). ORGANI DI VIGILANZA Il sistema finanziario è una parte dell economia sottoposta a forme di controllo da parte di pubblici poteri. Il regime del controllo ha funzioni di: funzione monetaria, quindi di vigilare il buon funzionamento dei pagamenti, per ragione di sicurezza, stabilità ed efficienza e regolamenta la quantità di moneta a disposizione dell economia. tutela del risparmio e degli investitori, attraverso regole cui devono sottostare intermediari e operatori. Funzione creditizia, trasferimento delle risorse finanziarie dalle unità in surplus alle unità in deficit attraverso un canale diretto o indiretto Funzione di trasmissione della politica monetaria, consiste nella capacità del sistema finanziario di tradurre gli impulsi provenienti dalla politica economica in modifiche dirette sui comportamenti degli intermediari finanziari che a sua volta si riflette sui consumatori. Le autorità intervengono per dettare regole volte a migliorare la qualità e le quantità di informazioni disponibili. Le autorità di controllo sono: Banca D Italia : funzione di emissione e controllo delle moneta legale, definisce gli indirizzi di politica monetaria, garantisce condizioni di stabilità ed efficienza, tutela la concorrenza. Consob (commissione nazionale per le società e la borsa) : commissione nazionale per la società e la borsa, ha funzione di tutelare i risparmiatori e migliorare l efficienza e la trasparenza del mercato attraverso regole, vigilanza,monitoraggio. Insvap: ha funzione di vigilanza sulle imprese di assicurazione, di analisi e ricerca e tutela della concorrenza. Covip(commissione di vigilanza su fondi pensione): esercita attività di vigilanza sui fondi pensione e analisi e ricerca delle attività previdenziali. Autorità garante per la concorrenza ed il risparmio (leggi antitrust) STRUMENTI DI VIGILANZA 1. Regolamentari: si focalizza sulle operatività: Controlli strutturali, valutazione di intermediari e operatori che entrano per la prima volta nel mercato, loro assetto organizzativo, requisiti, gamma di attività che possono svolgere. Interviene sulla quantità e sui prezzi degli intermediari. Controlli prudenziali, strumenti di vigilanza cui gli intermediari devono attenersi, finalizzati al controllo e alla delimitazione dei rischi. Regole di gestione, si controllano bilanci, requisiti patrimoniali, competenze, onorabilità di chi riveste incarichi direttivi. Controlli entrate Controlli di trasparenze Controlli operatività 2. Informativi, controllo strumenti di comunicazione per ridurre l asimmetria informativa. 3. Protettiva, strumenti applicati con finalità di gestire situazioni di crisi degli intermediari per non provvedere tempestivamente alla liquidazione. Le regole base del mercato riguardano le condizioni e le modalità di ammissione o esclusione degli operatori e degli strumenti dalle negoziazioni, dello svolgimento delle stesse e degli obblighi di operatori ed emittenti. Accerta, pubblica e diffonde i prezzi e stabilisce i tipi di contratti ammessi alle negoziazioni. 1516 FONDI COMUNI D INVESTIMENTO è un patrimonio collettivo costituto dalle somme versate da una pluralità di partecipanti e investite in strumenti finanziari. E aperta quando il risparmiatore può in ogni data sottoscrivere quote dal fondo o chiedere rimborso parziale o totale di quelle già sottoscritte. E chiuso quando l ammontare del fondo è predeterminato, il termine massimo di sottoscrizione è definito (un anno). La durata del fondo è prestabilita (max 30 anni), e le quote sottoscritte non possono essere riscattate prima della scadenza. Classificazione degli strumenti di vigilanza Gli obiettivi della politica di vigilanza in generale sono la stabilità e l efficienza. VIGILANZA STRUTTURALE: ha come campo di intervento la struttura del mercato, ovvero si propone di determinare la configurazione del mercato (numero di imprese, quote di mercato, campo di attività di ogni impresa) più idonea a perseguire gli obiettivi della vigilanza. Gli strumenti di intervento della vigilanza strutturale riguardano: L entrata nel mercato (valutazione degli intermediari che entrano per la prima volta nel mercato o che aprono una nuova sede..) L assetto organizzativo degli intermediari operanti (operazioni di fusione, incorporazione..) La gamma delle attività che ogni intermediario può svolgere Interventi sulle quantità e sui prezzi degli intermediari VIGILANZA PRUDENZIALE: sono strumenti che riguardano i criteri di gestione a cui gli intermediari devono attenersi e sono finalizzati al controllo e alla delimitazione dei rischi. La differenza con gli interventi strutturali sta nel fatto che questi condizionano direttamente il mercato e arrivano fino a gestirlo, mentre gli strumenti prudenziali non intervengono direttamente sulla struttura del mercato ma esprimono delle regole che riguardano il come si opera nel mercato e sono trasparenti e stabiliti ex ante. I principali strumenti di vigilanza prudenziale (in proposito la Banca d Italia usa il termine vigilanza regolamentare ) riguardano: I bilanci e i requisiti patrimoniali degli intermediari (in particolare controlli sui rischi di vario genere...) L adeguatezza organizzativa (presenza di strumenti operativi adeguati, la dimensione delle risorse tecniche, professionali e manageriali che ogni intermediario deve possedere per far fronte a propri programmi..) I requisiti di onorabilità, competenza e esperienza di chi riveste incarichi direttivi VIGILANZA INFORMATIVA: comprende tutti gli strumenti di comunicazione e informazione che possono contribuire a ridurre le asimmetrie informative tipiche dell attività finanziaria (da questa asimmetria derivano comportamenti, come il moral hazard e l adverse selection, che portano al fallimento del mercato). VIGILANZA PROTETTIVA: si fa riferimento a strumenti con finalità di gestione delle situazioni di crisi degli intermediari. Ci sono due principali ambiti di intervento: quelli destinati alla prevenzione, cioè ad evitare che situazioni aziendali di temporanea difficoltà possano portare ad un0o stato di crisi grave, non recuperabile; quelli che sono attivati quando la crisi è inevitabile e l unica soluzione è la messa in liquidazione dell intermediario. 1617 Strumenti di politica monetaria La politica monetaria si riassume nella regolazione della quantità di moneta e del livello dei tassi d interesse per raggiungere obiettivi di politica economica. I principali strumenti attraverso cui la BCE controlla l offerta di moneta sono: le operazioni di mercato aperto: cioè operazioni a breve termine (svolte generalmente sul mercato monetario) di acquisto (se vuole aumentare l offerta di moneta) o vendita (se desidera ridurre l offerta di moneta) di titoli del debito pubblico, che la BCE svolge attraverso le banche nazionali. Le più importanti operazioni di mercato aperto sono chiamate operazioni di rifinanziamento principali : hanno luogo una volta a settimana e si tratta di operazioni a termine con la durata di due settimane (la BCE offre di acquistare titoli con l impegno di rivenderli, ad un prezzo prefissato fin dall inizio, dopo due settimane). Il tasso d interesse applicato su queste operazioni rappresenta il tasso ufficiale d interesse più importante della politica monetaria della BCE. Operazioni su iniziativa delle controparti: per diminuire la volatilità dei tassi d interesse di mercato monetario attorno al livello desiderato dalla BCE (cioè attorno al tasso minimo accettato per le operazioni di finanziamento principale) e poter comunque consentire alle singole banche di risolvere momentanee carenze o eccessi di base monetaria. Sono due tipi di operazioni attivate su iniziativa delle singole banche: - operazioni di finanziamento marginale se le banche hanno mancanze di deposito giornaliere, allora potrà rivolgersi allo sportello di prestito marginale della BCE; il tasso fissato su tali operazioni rappresenta l altro tasso ufficiale della BCE; - operazioni di deposito nel caso di eccesso di liquidità temporanea, e in questo caso banca potrà depositare presso lo sportello di deposito della BCE; il tasso fissato su tali operazioni costituisce il tasso minimo che insieme al tasso massimo delle operazioni di prestito costituisce una sorta di corridoio tra i tassi overnight (da un giorno per l altro). Riserva obbligatoria: la BCE richiede a tutte le istituzioni creditizie di depositare presso di essa, in un conto di riserva un ammontare pari al 2% di tutti i depositi a vista e depositi a scadenza 2 anni. permette di avere una certa stabilità sui tassi d interesse interbancario, in quanto l obbligo di riserva ha la funzione di cuscinetto di liquidità : non essendo dovuto giorno per giorno ma per un periodo di un mese, ogni giorno la banca può tenere riserve in eccesso o un misura minore rispetto all obbligo medio per colmare carenze o eccessi di liquidità giornaliera. Le riforme della Banca Con la grande crisi del 29, il dissesto finanziario dei gruppi industriali rischiò di trascinare nel fallimento anche le banche finanziatrici (che avevano investito in partecipazioni azionarie gran parte delle loro disponibilità). Così il governo italiano fu costretto ad intervenire, sia per ristrutturare il sistema bancario, sia per impedire il fallimento delle imprese sovvenzionate dalle banche. Il salvataggio si realizzò nel 1931 con l istituzione dell IMI (Istituto Mobiliare Italiano) che aveva funzioni di concessione di mutui e assunzione delle partecipazioni industriali e nel 1933 attraverso l istituzione dell IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) a cui furono trasferite le partecipazioni azionarie di proprietà delle banche e mediante il quale lo Stato si assunse la gestione delle imprese in crisi e con la Legge Bancaria del 1936 si ridefinì un nuovo assetto bancario. 1718 Fino al 1936, nel sistema bancario italiano prevaleva la cosiddetta banca mista, che era autorizzata a concedere finanziamenti sia a breve che a lungo termine (infatti le grandi banche italiane furono istituite proprio in vista dei massicci finanziamenti destinati al sistema industriale del paese); tale sistema presentava il vantaggio di consentire alle aziende di credito di far affluire una grande quantità di risparmio verso gli impieghi produttivi ma aveva come inconveniente principale (che poi, come visto, portò al fallimento) quello di legare eccessivamente le banche alle sorti finanziarie dei loro clienti. Dunque, la legge bancaria del 1936 ha introdotto il principio della specializzazione delle banche attraverso la distinzione tra banche ordinarie e istituti di credito speciale. Le prime possono compiere solo operazioni a breve scadenza (aperture di credito...); le seconde possono compiere operazioni a medio e lungo termine (emissione di obbligazioni...). Oggi l ordinamento bancario italiano è regolato dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia in vigore dal 1993 e che ha sostituito la Legge Bancaria del Il Testo Unico sul credito istituito nuovi assetti nel sistema creditizio, soprattutto con l introduzione della Banca Universale, che può compiere operazioni tanto a breve che a lungo termine, abolendo, così, la distinzione tra banche ordinarie e banche di credito speciale. Il modello della Banca universale prevede che un unico soggetto giuridico, attraverso le sue strutture organizzative interne (divisioni) operi sia nel settore del credito, sia nel campo dell intermediazione finanziaria non bancaria (operazioni di leasing, di factoring, attività di borsa...). Questa configurazione comporta il completo abbandono del principio della specializzazione e introduce quello della despecializzazione: tutte le banche possono compiere le stesse operazioni e possono servirsi delle stesse forme di raccolta e di impiego delle risorse. Oltre alla banca universale, la legge del 1990 ha disciplinato il modello della Banca Polifunzionale, che consiste nella diversificazione dei servizi bancari attuata mediante un insieme di società specializzate in determinati settori creditizi e finanziari la cui attività è programmata da una società capo-gruppo (holding); presenta il vantaggio di offrire una molteplicità di servizi finanziari ma allo stesso tempo mantenere i benefici della specializzazione. La normativa ispirata al modello della banca universale in seguito alla riforma del 1993 ammette alle banche un campo di operatività molto più ampio: dall intermediazione creditizia a quella mobiliare, dalla negoziazione di strumenti finanziari per conto proprio alla negoziazione delegata, dai servizi di pagamento all attività di servizio, fino all assunzione diretta di partecipazioni nel capitale di rischio delle imprese industriali. Quindi, come già detto, dopo la riforma del 1993, le banche di deposito (dette anche aziende di credito) e gli istituti di credito speciale sono stati ricondotti all unica categoria delle banche anche se nei fatti rimane ancora una differenziazione nella struttura di bilancio e per questo vi è ancora la distinzione tra banche con raccolta a breve termine e banche con raccolta a medio e lungo termine. I RISCHI Il rischio in campo economico viene visto come l impossibilità di prevedere con esattezza il risultato di una determinata operazione in un regime di incertezza. Quindi, il concetto di rischio si collega all incertezza del futuro, cioè all impossibilità di prevedere quali sono i risultati di un investimento e non deve essere considerato solo come fattore negativo per l impresa. Considerata la variabilità del contesto ambientale, il rischio è la possibilità di incorrere in scostamenti tra i risultati effettivi e i valori attesi. Per questo motivo esso proviene dal macrosistema dinamico (dell ambiente). La prima classificazione dei rischi riguarda i: Rischi puri: il verificarsi dell evento rischioso comporta un danno sull economia di impresa e il cui manifestarsi prescinde dalle azioni del soggetto. 1819 Rischi speculativi: il verificarsi dell evento rischioso può provocare sia una perdita, sia un guadagno per l impresa. A tal proposito si fa una distinzione degli effetti: 1. rischi economici: sono principalmente i: rischi di controparte: -rischi di regolamento: deriva dai contratti di negoziazione e grava su entrambe le parti contrattuali perché l esecuzione del contratto è successivo alla fase di stipulazione del contratto. -rischi di credito: si lega allo svolgimento dell attività di intermediazione creditizia. Viene definito come la possibilità che alla scadenza contrattuale un soggetto che ha assunto un impegno di pagamento di interessi maturati e rimborso del capitale stipulato non rispetti il proprio obbligo di pagamento. Gestire questo tipo di rischio non significa eliminarlo, ma contenerlo. A sua volta il rischio di credito si divide in : -rischio di insolvenza della controparte: definisce l eventualità che il prenditore di fondi non sia in grado di mantenere i propri impegni nei confronti dell investitore. Non è la vera componente del rischio di credito (componente attesa). -rischio di migrazione: è il vero rischio del rischio di credito (componente inattesa). rischi di mercato: -rischio di tasso di interesse: colpisce le operazioni finanziarie regolate da un regime di tasso d interesse fisso. Dal punto di vista dell investitore dipende dalla variazione dei tassi di interesse dei mercati. In caso di diminuzione del tasso di mercato durante il finanziamento, il prenditore di fondi si trova gravato da un costo del capitale maggiore di quello corrente. -rischio di cambio: si manifesta nel caso di variazione dei tassi di interesse dei mercati. Si ha quando il prenditore sottoscrive una passività finanziaria denominata in una valuta diversa da quella in cui egli effettua i propri calcoli di convenienza economica e che è causato dalla possibile variazione del tasso di cambio fra le due valute. -rischio di prezzo: è tipico dei titoli mobiliari negoziati in un mercato rischi operativi: categoria nuova, enfatizzata dagli accordi di Basilea. 2. rischi finanziari: si legano alla necessità per l azienda di risolvere i propri pegni in forma di pagamento. Tra questi ricordiamo: rischi di liquidità: riferiti ad una attività finanziaria e corrisponde all idoneità di quest ultima a essere convertita in moneta. Un attività finanziaria è tanto più liquida quanto più ridotti sono i costi e i periodi di attesa che il possessore deve accettare per ottenere la conversione in moneta. Tale rischio è legato alla necessità di correlare nel tempo i flussi di cassa in entrata e in uscita. 19 Vedere altro
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