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LA GESTIONE DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEL RASFF IL MODELLO DANESE
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Timoteo Pellegrini
1 LA GESTIONE DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEL RASFF IL MODELLO DANESE Dott.ssa Veronica Cibin SC8 - Laboratorio di Analisi del Rischio, IZSVE WORKSHOP RASFF PER IL NORDEST 2012_ Montecchio Precalcino 30 novembre 2012
2 ARGOMENTI La valutazione del rischio in sicurezza alimentare: perché, come chi Il Modello Danese
3 The WTO Agreement on the Application of Sanitary and Phytosanitary Measures (SPS Agreement) Obiettivo: evitare l uso di misure sanitarie & fitosanitarie come barriere ingiustificate al commercio, riconoscendo nel contempo il diritto dei paesi a proteggere la salute delle persone, degli animali e delle piante
4 SPS Agreement Sicurezza alimentare: (FAO&WHO Codex Alimentarius) PRINCIPLES AND GUIDELINES FOR THE CONDUCT OF MICROBIOLOGICAL RISK ASSESSMENT CAC/GL-30 (1999) Sanità animale (OIE) Sanità delle piante (FAO)
5 Principi della valutazione del rischio applicata al commercio Il rischio zero è incompatibile con il commercio attivo Un paese è libero di definire il proprio ALOP Le restrizioni devono essere supportate dall evidenza scientifica ed essere in linea con gli ALOP di quel paese Il processo dev essere trasparente
6 Definizione VALUTAZIONE DEL RISCHIO Stima della probabilità e della gravità con cui il pericolo si concretizza in un evento avverso per la salute ANALISI VALUTAZIONE
7 Obiettivi Fornire strumenti al RM per prendere decisioni su basi scientifiche RISK MANAGER Piano politico-decisionale RISK ASSESSOR Piano tecnico-scientifico Rischio accettabile / non accettabile Elaborare e implementare strategie per gestire il rischio
8 Principi Obiettiva Prendere decisioni su base scientifiche Valutazione del rischio Indipendente Trasparente
9 La valutazione del rischio qualitativa Approccio qualitativo OUTPUT Rischio alto Rischio medio Rischio basso Mancanza dati scientifici Tempo e risorse limitate
10 L approccio quantitativo deterministico Approccio quantitativo deterministico VALORE PUNTUALE Trascura la variabilità Trascura l incertezza Semplicità computazionale
11 L approccio quantitativo stocastico Approccio quantitativo stocastico Include variabilità Include l incertezza Maggiore aderenza alla realtà Complessità computazionale
12 La simulazione stocastica, in pratica Distribuzione del rischio MEDIA MINIMO MASSIMO MODA MEDIANA VARIANZA PERCENTILI La valutazione del rischio > Quantitativa stocastica
13 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO Identificazione del pericolo Caratterizzazione del pericolo Valutazione dell esposizione AGENTE CAUSA EFFETTO GRAVITA E DURATA FATTORI DOSE - RISPOSTA PROBABILITA ESPOSIZIONE MODELLO DI RISCHIO DATI & QUALITA Caratterizzazione del rischio STIMA DEL RISCHIO OUTPUT QUANTITATIVO
14 La valutazione dell esposizione Fonte di pericolo Struttura del problema Costruzione della risk pathway Analisi eventi coinvolti Analisi relazioni tra eventi Evento avverso
15 Come presentare i risultati STIMA DEL RISCHIO INCERTEZZA ANALISI SENSIBILITA ASSUNTI VALIDAZIONE Confronto con dati reali Confrontare il risultato della valutazione del rischio con dati raccolti in modo indipendente - confronto con dati epidemiologici
16 PERCHE, COME CHI Laboratorio di Analisi del Rischio SC8
17 IL MODELLO DANESE: importazione carne fresca di pollame RISK ASSESSMENT OF CAMPYLOBACTER IN FRESH MEAT Articolo 50 Sistema di allerta rapido del Reg. 178/ gli Stati membri notificano immediatamente alla Commissione quanto segue: c) Qualsiasi situazione in cui l Autorità Competente abbia respinto una partita, un container o un carico di alimenti o di mangimi ad un posto di frontiera dell Unine Europea a causa di un rischio diretto o indiretto per la salute umana.
18 National Food Institute Obiettivo stimare il livello di rischio di campilobatteriosi a seguito del consumo di carne di pollame in termini di differenza rispetto ad una situazione di base
19 SITUAZIONE DI BASE RAM BASELINE DATI LOTTO IMPORTATO STIMA INCREMENTO DI RISCHIO RISPETTO ALLA SITUAZIONE BASE
20 11/12 campioni positivi (91%) ufc/g da 500 a RAM Rischio stimato 13.4 > rispetto al baseline DATI LOTTO IMPORTATO
21 Modello complesso di rischio Descrive in termini di prevalenza e concentrazione la trasmissione del patogeno nelle fasi successive all allevamento Suddivisione del processo in sub unità costituite dalle fasi: macello+trasformazione, consumo. Rosenquist et al., Int J Food Microbiol 83,
23 CONSIDERAZIONI SUL MODELLO ROSENQUIST E COLL. NUMERO DI CASI STIMATI DAL MODELLO COMPATIBILE CON I DATI EPIDEMIOLOGICI Relazione lineare tra prevalenza di gruppi positivi e % di animali positivi alla fine della macellazione e relazione lineare tra prevalenza di gruppi positivi e casi umani Relazione lineare tra % di persone che non lavano il tagliere e casi umani
24 CARATTERISTICHE DEL MODELLO DANESE STRATEGIA DI CONTROLLO DELLE TOSSINFEZIONI ALIMENTARI BASATA SULL ANALISI DEL RISCHIO PRIORITIZZAZIONE: CAMPILOBATTERIOSI TREND DEI CASI UMANI ELEVATA PREVALENZA NEI PRODOTTI AVICOLI (33% nel 1999) STUDI CASI-CONTROLLO: CONSUMO/MANIPOLAZIONE DI P. AVICOLI DISPONIBILITA DI DATI QUALITATIVI E QUANTITATIVI CONSUMPTION PATTERNS PER ETA E SESSO + DATI DEMOGRAFICI
25 DATI EPIDEMIOLOGICI: CASI DI CAMPILOBATTERIOSI DK Campylobacter jejuni/coli Salmonella spp.
26 FACCIAMO UN ESERCIZIO Modulo 1 Macellazione e trasformazione DATI P di partire di broiler + a Campy (baseline 2008) DK 19%? UK 75.3% IT 63.3% Modulo 2 Fase del consumatore IMPORTANTE AVERE DATI ROBUSTI casi di campilobatteriosi DK: 63.4/ UK: 90.9/ IT:? IT:0.4/
27 Take home message L uso della valutazione del rischio nel RASFF è possibile. La valutazione del rischio richiede molte risorse La valutazione del rischio non emette giudizi, risponde a domande precise sulla base di conoscenze scientifiche e richiede tempo (non è un processo estemporaneo!) L uso della valutazione del rischio nel RASFF è possibile. ed utile quando finalizzato ad una strategia per la gestione del rischio
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References: Articolo 50
 Art. 5
 articolo 1
 articolo 23
 ART. 36
 ART. 36
 art. 12