Source: http://news.ilcaso.it/news_6452/11-07-19/Incompatibilit%E0_dei_membri_del_CSM_che_abbiano_deliberato_sugli_stessi_fatti_in_via_amministrativa_e_ricusazione
Timestamp: 2019-07-16 06:07:07+00:00

Document:
Pubblicato il 11/07/19 00:00 [Doc.6452]
Sez. U - , Sentenza n. 15385 del 06/06/2019 (Rv. 654109 - 01)
Presidente: MAMMONE GIOVANNI. Estensore: ROSA MARIA DI VIRGILIO
MAGISTRATURA - PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - Sezione disciplinare del CSM - Art. 4 della l. n. 195 del 1958 - Mancata previsione dell'incompatibilità dei componenti che abbiano deliberato sugli stessi fatti in sede amministrativa - Questione di legittimità costituzionale in relazione all'art. 117, comma 1, Cost. ed all'art. 6 della CEDU - Manifesta infondatezza - Fondamento.
In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrati, la circostanza che l'art. 4 della legge n. 195 del 1958 non preveda l'incompatibilità dei componenti della Sezione Prima del Consiglio Superiore della Magistratura che abbiano deliberato sugli stessi fatti in via amministrativa (nella specie, riguardo a proposte di non conferma nell'incarico direttivo e di trasferimento d'ufficio del magistrato incolpato), non pone tale norma in contrasto con gli artt. 117 Cost. e 6 CEDU, poiché, venendo in rilievo una situazione suscettibile di essere apprezzata come causa di ricusazione, l'interessato ha il potere di ricorrere a tale strumento, compatibile con il procedimento disciplinare, come chiarito dalla giurisprudenza della stessa Sezione disciplinare del CSM.
Cass. civ. Sez. Unite, 6 giugno 2019, n. 15385
2.Col secondo mezzo, il ricorrente pone la "questione di legittimità costituzionale in riferimento all'art. 117 Cost., comma 1, e all'art. 6 CEDU - della L. 24 marzo 1958, n. 195, art. 4, nella parte in cui non prevede l'incompatibilità, ex art. 34 c.p.p., dei componenti della Sezione Prima del Consiglio Superiore della Magistratura che abbiano deliberato in ordine a proposte di non conferma nell'incarico direttivo e di trasferimento d'ufficio del magistrato incolpato, come avvenuto nel caso di specie, R.D.Lgs. 31 maggio 1946, n. 511, ex art. 2".
9.Col decimo mezzo, il ricorrente si duole che la Sezione disciplinare abbia ritenuto implicitamente credibile il teste G., sostiene che le dichiarazioni dello stesso sarebbero state smentite dal Dott. Mo., da cui l'assoluzione per il capo 4 dell'incolpazione; assume la contraddittorietà tra le dichiarazioni rese dal G. nel corso delle diverse audizioni, diverse anche nei riferimento temporali e di luogo e la mancata considerazione delle dichiarazioni della teste D.N.; sostiene che la mancanza di ragioni di risentimento da parte propria è comprovata dalla richiesta di parere al G. sui contenuti della memoria difensiva nel procedimento penale nel quale era coinvolto, dalla indicazione dello stesso G. come informatore nel procedimento per il parere del Consiglio giudiziario sulla riconferma nelle funzioni presidenziali, dalla nomina dello stesso a coordinatore dell'ufficio del giudice di pace di (*).
11.Con l'undicesimo mezzo, il ricorrente censura la sentenza impugnata dolendosi della mancata ammissione della richiesta di escussione dei testi indicati ex art. 507 c.p.p., e D.Lgs. n. 109 del 2006, art. 18, dopo l'escussione del G. (era stata ammessa solo la teste D.N., la cui dichiarazione non era stata considerata ai fini della decisione).

References: Sentenza 
 Art. 4

Cass. 
 art. 4
 art. 34
 art. 2
 sentenza 
 art. 507
 art. 18