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Timestamp: 2020-06-02 10:59:03+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23905 del 23/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23905 del 23/12/2016
Cassazione civile, sez. un., 23/12/2016, (ud. 11/10/2016, dep.23/12/2016), n. 26905
sul ricorso 16191-2015 proposto da:
M.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
GIUSEPPE FERRARI 4, presso lo studio dell’avvocato GIULIO SIMEONE,
rappresentata e difesa dall’avvocato ALFREDO ZAZA D’AULISIO, per
avverso la sentenza n. 7581/39/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
uditi gli avvocati Alfredo ZAZA D’AULISIO e Massimo BACHETTI per
M.C., proprietaria di un immobile sito in (OMISSIS) e censito in catasto al foglio n. (OMISSIS), particella numero (OMISSIS), ha proposto ricorso alla C.T.P. di Latina avverso il cambio di intestazione catastale (da privato a demanio pubblico della Stato – Ramo Marina Mercantile) dell’unità immobiliare corrispondente alla particella numero (OMISSIS).
L’adita C.T.P. ha declinato la giurisdizione con decisione confermata dalla sentenza della C.T.R. del Lazio – sezione distaccata di Latina – n. 7581/39/14 la quale ha rilevato che, nonostante la richiesta di annullamento di un atto che potrebbe assumere rilievo nei rapporti tributari, la controversia attiene in realtà alla titolarità del bene del quale è stata modificata l’intestazione.
Per la cassazione di questa sentenza M.C. ricorre (successivamente depositando memoria illustrativa) nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, che resiste con controricorso.
La ricorrente censura la sentenza impugnata per avere i giudici tributari declinato la giurisdizione in favore del giudice ordinario ed evidenzia che, a norma del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 2, appartengono alla giurisdizione tributaria le controversie promosse dai singoli possessori concernenti l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, il classamento e la ripartizione dell’estimo fra compossessori a titolo di promiscuità di una particella nonchè le controversie concernenti il classamento delle singole proprietà urbane e l’attribuzione della rendita catastale.
La ricorrente aggiunge di non aver rivendicato la proprietà dell’area nè richiesto l’accertamento del confine, essendosi limitata ad evidenziare che il cambio di intestazione era illegittimo per una serie di errori procedurali ed indipendentemente dalla sua qualità di proprietario o possessore dell’immobile suddetto.
Espressamente peraltro queste sezioni unite hanno affermato che spetta al giudice ordinario la giurisdizione su domande di accertamento dei confini tra un terreno privato ed aree demaniali, o comunque di proprietà pubblica, proposte nei confronti della P.A., avendo tali domande per oggetto la verifica dell’esistenza ed estensione di un diritto soggettivo – il diritto di proprietà – dell’attore in contrapposizione al diritto di proprietà dello Stato o di altro ente pubblico, senza che a diversa conclusione induca il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 2, nel testo sostituito dalla L. n. 448 del 2001, art. 12 avendo tale disposizione esclusivamente riguardo a vertenze inerenti al settore tributario, onde la sua previsione va riferita unicamente a quelle controversie in tema di delimitazione, estensione e figura dei terreni che costituiscano il presupposto per l’assoggettamento a tributo dei terreni stessi o per la determinazione dell’entità dei tributi in relazione ad essi dovuti (v. tra le altre su nn. 13691 del 2006 e 16429 del 2007).
Il ricorso deve essere pertanto rigettato. Le spese, liquidate come in dispositivo, vanno poste a carico della soccombente. Si dà atto della sussistenza dei presupposti di legge per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo come previsto dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13.
La Corte a sezioni unite rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese che liquida in Euro 3.000,00 oltre spese forfetarie, accessori di legge ed Euro 200,00 per esborsi. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma del medesimo art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 2
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 art. 12
 art. 13
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