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Timestamp: 2020-02-18 15:50:51+00:00

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Legge 457/78 Norme per l'edilizia residenziale - Carlo Pagliai • Ingegnere urbanista
pubblicato in GU n. 231 del 19-8-1978 – testo originario e in vigore dal 20/08/1978.
N.B: versione parzialmente non più vigente o modificata
Titolo I PIANO DECENNALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE ORGANI E FUNZIONI
Art. 1. (Contenuti del piano)
A partire dall’anno 1978 e’ attuato un piano decennale di edilizia residenziale riguardante:
c) l’acquisizione e l’urbanizzazione di aree destinate agli insediamenti residenziali.
Il piano indica e quantifica le risorse finanziarie e creditizie da destinare all’edilizia residenziale pubblica e determina i criteri per la loro gestione coordinata, tenuto conto delle linee generali di intervento nel settore dell’edilizia residenziale indicate dal C.I.P.E.
Il piano decennale definisce il programma operative per il primo quadriennio ed e’ soggetto a revisione ogni quattro anni.
Alla relazione previsionale e programmatica ed alla relazione generale sulla situazione economica del Paese, e’ allegata una relazione sull’andamento del settore edilizio e sullo stato di realizzazione dei programmi di edilizia residenziale.
Art. 2. (Competenze del C.I.P.E.)
Il C.I.P.E., previo parere della commissione consultiva interregionale per la programmazione economica, indica gli indirizzi programmatici per l’edilizia residenziale e in particolare:
b) indica e quantifica le risorse finanziarie da destinare all’edilizia residenziale;
c) determina la quota minima degli incrementi delle riserve tecniche degli istituti di previdenza e delle imprese di assicurazione da destinare al finanziamento dell’edilizia convenzionata ed agevolata, anche attraverso la sottoscrizione di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti nonche’ da altri istituti autorizzati ad esercitare il credito fondiario sul territorio della Repubblica;
d) determina i criteri generali per la ripartizione delle risorse finanziarie tra i vari settori d’intervento;
e) indica i criteri per la ripartizione delle risorse finanziarie tra le regioni, ivi comprese quelle destinate all’edilizia rurale, e stabilisce la quota minima degli interventi che non puo’, comunque, essere inferiore al 40 per cento del complesso di essi da destinare ai territori di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, che approva il testo unico delle norme sugli interventi straordinari nel Mezzogiorno;
f) determina le quote, per un importo non superiore al 3 per cento, dei finanziamenti complessivi, da destinare all’anagrafe degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale comunque fruenti di contributo dello Stato e ad iniziative di ricerca e sperimentazione nel settore dell’edilizia residenziale.
Il C.I.P.E. approva, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, il piano decennale, i programmi quadriennali e le loro revisioni biennali. Inoltre, previo parere della commissione consultiva interregionale per la programmazione economica:
1) delibera, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, la misura dei tassi e gli aggiornamenti di cui alla lettera o) dell’articolo 3 della presente legge;
2) determina, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, i criteri generali per le assegnazioni e per la fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica.
Art. 3. (Competenze del Comitato per l’edilizia residenziale)
Il Comitato per l’edilizia residenziale, sulla base degli indirizzi programmatici indicati dal C.I.P.E.:
d) adotta le opportune determinazioni in ordine alle modalita’ di erogazione dei flussi finanziari;
f) effettua la raccolta e la elaborazione dei dati relativi all’edilizia residenziale con particolare riguardo alle determinazioni del fabbisogno abitativo;
g) propone al C.I.P.E. i criteri per l’assegnazione e per la fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica;
h) promuove e coordina, a livello nazionale, la formazione e la gestione dell’anagrafe degli assegnatari di abitazione di edilizia residenziale comunque fruenti del contributo dello Stato;
l) determina le modalita’ per il finanziamento, l’affidamento e la realizzazione, da effettuarsi anche direttamente da parte delle regioni, dei programmi di cui al precedente articolo 2, lettera f);
m) determina le modalita’ per l’espletamento di concorsi, da effettuarsi anche direttamente da parte delle regioni, per l’abilitazione preventiva, sulla base dei requisiti di qualita’ e di costo predeterminati, di prodotti e materiali da porre a disposizione dei soggetti che attuano i programmi;
o) propone al C.I.P.E. la revisione, ai sensi del secondo comma dell’articolo 19 e del secondo comma dell’articolo 20, della misura dei tassi e dei limiti di reddito per gli interventi di edilizia residenziale assistita dal contributo dello Stato, sulla base dell’andamento dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, quale risulta dalle determinazioni dell’I.S.T.A.T., nonche’ la misura dell’aggiornamento previsto dal secondo comma dell’articolo 16;
p) redige una relazione annuale, anche ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1 della legge 20 luglio 1977, n. 407, sullo stato di attuazione dei programmi di edilizia residenziale e sulle previsioni di intervento;
q) riserva il due per cento dei finanziamenti complessivi per sopperire con interventi straordinari nel settore dell’edilizia residenziale alle esigenze piu’ urgenti, anche in relazione a pubbliche calamita’.
Il Comitato per l’edilizia residenziale determina i criteri e le modalita’ di impiego, anche in deroga alle vigenti norme sulla contabilita’ generale dello Stato e sulle opere di conto dello Stato, dei finanziamenti previsti dalla lettera f) del precedente articolo 2 e di quelli destinati ad interventi straordinari di cui al punto q) del presente articolo.
Le deliberazioni del Comitato per l’edilizia residenziale, ad eccezione di quelle relative all’esercizio di funzioni consultive, sono rese esecutive con provvedimento del suo presidente.
Art. 4. (Attribuzioni delle regioni)
Le regioni, per le finalita’ di cui all’articolo 1, provvedono in particolare a:
a) individuare il fabbisogno abitativo nel territorio regionale, distinguendo quello che puo’ essere soddisfatto attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente e quello da soddisfare con nuove costruzioni, nonche’ il fabbisogno per gli insediamenti rurali nell’ambito dei piani di sviluppo agricolo;
b) formare programmi quadriennali e progetti biennali di intervento per l’utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili, includendovi anche eventuali stanziamenti integrativi disposti da loro stesse;
c) ripartire gli interventi per ambiti territoriali, di norma sovracomunali, assicurando il coordinamento con l’acquisizione e urbanizzazione delle aree occorrenti all’attuazione dei programmi, e determinare la quota dei fondi da ripartire per ambiti territoriali, di norma comunali, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, in relazione ai fabbisogni di cui alla precedente lettera a) e in misura comunque non inferiore al 15 per cento delle risorse disponibili;
f) formare e gestire, a livello regionale, l’anagrafe degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale comunque fruenti di contributo statale, sulla base dei criteri generali definiti dal Comitato per l’edilizia residenziale;
g) definire i costi massimi ammissibili, nell’ambito dei limiti di cui alla lettera n) del precedente articolo 3, dandone contestuale comunicazione al Comitato per l’edilizia residenziale;
h) comunicare ogni tre mesi al Comitato per l’edilizia residenziale ed alla sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti di cui al successivo articolo 10 la situazione di cassa riguardante la gestione del trimestre precedente ed il presumibile fabbisogno dei pagamenti da effettuare nel trimestre successivo sulla base dello stato di avanzamento dei lavori;
i) redigere annualmente, nel termine e con le modalita’ stabilite dal Comitato per l’edilizia residenziale, una relazione sullo stato di attuazione dei programmi nonche’ sulla attivita’ svolta ai sensi della precedente lettera e) e dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036;
m) esercitare il controllo sul rispetto da pare dei soggetti incaricati della realizzazione dei programmi di edilizia abitativa fruenti di contributi pubblici, delle procedure e dei vincoli economici e tecnici stabiliti per la realizzazione dei programmi stessi ed accertare il possesso dei requisiti da parte dei beneficiari dei contributi dello Stato.
Le regioni possono provvedere alla eventuale integrazione dei programmi edilizi utilizzando finanziamenti stanziati con apposite leggi regionali, dandone contestuale comunicazione al Comitato per l’edilizia residenziale.
Art. 5. (Composizione del Comitato per l’edilizia residenziale)
Il Comitato per l’edilizia residenziale, istituito dall’articolo 2 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e’ presieduto dal Ministro dei lavori pubblici, o da un Sottosegretario di Stato da lui delegato, ed e’ composto da:
6) un rappresentante del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
8) un rappresentante del Ministro dell’agricoltura e delle foreste;
9) un rappresentante del Ministro dell’interno;
Il Comitato e’ costituito con decreto del Ministro dei lavori pubblici e dura in carica quattro anni. Qualora nel termine previsto dal successivo articolo 9, n. 1, non siano pervenute tutte le designazioni, il Comitato per l’edilizia residenziale e’ ugualmente costituito ed esercita le proprie funzioni con i membri gia’ designati.
Il Comitato per l’edilizia residenziale disciplina con apposito regolamento la propria attivita’, le funzioni attribuite al comitato esecutivo di cui al successivo articolo 6, nonche’ le modalita’ di consultazione di enti e organismi interessati all’attuazione del piano decennale.
Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, e’ determinata la misura dei compensi spettanti ai componenti il Comitato per l’edilizia residenziale.
Art. 6. (Istituzione del comitato esecutivo)
Nell’ambito del Comitato per l’edilizia residenziale e’ costituito un comitato esecutivo, presieduto dal Ministro dei lavori pubblici o da un Sottosegretario di Stato da lui delegato e composto da otto membri dei quali quattro rappresentanti dei Ministri, e quattro rappresentanti delle regioni. Dei quattro rappresentanti ministeriali, designati dal Ministro dei lavori pubblici, non piu’ di due sono scelti fra i rappresentanti dello stesso Ministro nel Comitato per l’edilizia residenziale.
I quattro rappresentanti delle regioni sono eletti dai rappresentanti regionali nel Comitato per l’edilizia residenziale.
Il comitato esecutivo delibera sulle materie di cui alle lettere d), e), f), l), q), del precedente articolo 3, mentre per le restanti materie di cui allo stesso articolo 3, formula le proposte per il Comitato per l’edilizia residenziale e puo’ adottare, in caso di urgenza, le relative deliberazioni che dovranno essere sottoposte alla successiva ratifica del Comitato per l’edilizia residenziale.
Art. 7. (Segretariato generale del Comitato per l’edilizia residenziale)
Il Comitato per l’edilizia residenziale, per l’espletamento dei suoi compiti, si avvale di un segretariato generale costituito con decreto del Ministro dei lavori pubblici, cui e’ preposto, in qualita’ di segretario generale, un dirigente generale dei ruoli dello stesso Ministero.
Il segretario generale partecipa, a titolo consultivo, alle sedute del Comitato per l’edilizia residenziale ed a quelle del comitato esecutivo e sovrintende alla attivita’ dei servizi del segretariato generale.
L’organico del segretariato generale e’ determinato dalla tabella allegata alla presente legge. La tabella X allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, e’ variata in aumento per le unita’ previste nell’organico predetto.
In sede di prima applicazione della presente legge, alla copertura dei posti delle qualifiche dirigenziali di cui alla tabella allegata, si provvede mediante concorsi per titoli ai quali sono ammessi i funzionari del Ministero dei lavori pubblici con dieci anni di effettivo servizio nella carriera direttiva, per il concorso a primo dirigente, e con quindici anni di effettivo servizio nella carriera direttiva, per il concorso a dirigente superiore.
Alla copertura degli altri posti si provvede con utilizzazione di personale gia’ in servizio presso tale Ministero o di personale collocato nel ruolo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 618, e, qualora non sia possibile in tal modo provvedervi entro il 31 dicembre 1978 rendendo disponibili per le corrispondenti unita’ i posti previsti dall’articolo 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 giugno 1974, in attuazione della legge 29 maggio 1974, n. 218.
Il segretario generale del Comitato per l’edilizia residenziale e’ membro di diritto del consiglio di amministrazione del Ministero dei lavori pubblici.
Art. 8. (Esperti e personale comandato presso il segretariato generale – Centro di documentazione)
L’aliquota massima annuale di esperti di cui all’articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036, e’ determinata in venti unita’ da scegliersi, su proposta del comitato esecutivo, tra gli iscritti all’albo previsto dall’articolo 2 della legge 2 aprile 1968, n. 507. A tal fine e’ istituita, nell’ambito del predetto albo, una sezione per gli esperti in materia residenziale.
Il contingente di personale dipendente da enti pubblici da comandare a prestare servizio presso il segretariato generale del Comitato per l’edilizia residenziale, a norma dell’articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036, non puo’ superare le trenta unita’ annue. Il provvedimento di comando ha efficacia per un anno e puo’ essere rinnovato.
Le spese per il funzionamento del segretariato generale, per le retribuzioni e per le indennita’ accessorie del personale di cui ai commi precedenti fanno carico al capitolo istituito ai sensi del terzo comma dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036.
Fanno carico, altresi’, allo stesso capitolo, le spese inerenti al funzionamento di un centro permanente di documentazione per l’edilizia residenziale; istituito presso il Comitato per l’edilizia residenziale, al quale viene trasferito tutto il materiale bibliografico nonche’ la dotazione tecnica degli enti soppressi ai sensi dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036.
Art. 9. (Termini per la formazione e l’attuazione del piano decennale)
1) il Comitato per l’edilizia residenziale e’ costituito entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge;
2) le direttive di cui al precedente articolo 2 sono approvate dal C.I.P.E., in sede di prima applicazione della presente legge, entro sessanta giorni dalla sua entrata in vigore e entro il mese di febbraio del primo anno dei successivi bienni, e sono immediatamente comunicate al Comitato per l’edilizia residenziale;
3) i provvedimenti di competenza del Comitato per l’edilizia residenziale sono adottati entro sessanta giorni dalla comunicazione delle direttive di cui al precedente n. 2 e sono immediatamente comunicate al C.I.P.E.;
4) il piano decennale e le relative articolazioni sono approvate dal C.I.P.E. entro un mese dalla proposta formulata dal Comitato per l’edilizia residenziale ai sensi del precedente articolo 3, e immediatamente comunicate al Comitato per l’edilizia residenziale e alle regioni;
5) i programmi regionali e le relative localizzazioni devono essere predisposte dalle regioni entro novanta giorni dalla comunicazione di cui al precedente n. 4 e sono comunicati immediatamente ai soggetti destinatari dei finanziamenti ed ai comuni interessati;
6) l’individuazione e l’assegnazione delle aree da mettere a disposizione dei soggetti destinatari dei finanziamenti devono essere effettuate a cura del comune, a pena di decadenza dal finanziamento stesso, entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al precedente n. 5.
Art. 10. (Istituzione e competenze della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti)
E’ istituita una sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti, con proprio consiglio di amministrazione e con gestione e bilancio separati, per il finanziamento della edilizia residenziale, dell’acquisizione e della urbanizzazione delle aree occorrenti per la realizzazione dei relativi programmi.
La sezione autonoma attua, sulla base delle indicazioni del Comitato per l’edilizia residenziale, le decisioni del C.I.P.E. in merito alla raccolta e alla utilizzazione delle risorse finanziarie, secondo le norme contenute nella presente legge.
a) porre a disposizione delle regioni i fondi loro attribuiti sulla base della ripartizione effettuata dal Comitato per l’edilizia residenziale e con le modalita’ dallo stesso indicate in relazione alla situazione di cassa delle regioni secondo quanto disposto dalla lettera h) del precedente articolo 4;
b) compiere le operazioni finanziarie necessarie per l’attuazione delle determinazioni del Comitato per l’edilizia residenziale, sentito il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, ivi comprese quelle derivanti dall’applicazione della lettera e) del precedente articolo 2;
c) compiere tutte le operazioni finanziarie nel settore dell’edilizia residenziale gia’ affidate dalle leggi alla Cassa depositi e prestiti;
d) concedere anticipazioni ai sensi dell’articolo 23 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni e integrazioni, che possono essere richieste anche da enti ed istituti delegati all’acquisizione delle aree.
a) il fondo speciale costituito a norma dell’articolo 45 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) le operazioni di finanziamento degli istituti autonomi per le case popolari o di altri operatori, gia’ affidate alla Cassa depositi e prestiti.
Per il regolamento dei rapporti tra la Cassa depositi e prestiti e la sezione autonoma e’ istituito un apposito conto corrente.
Il saggio di interesse delle operazioni eseguite dalla sezione autonoma, qualora non sia altrimenti stabilito o sia diverso da quello praticato dalla Cassa depositi e prestiti, e’ fissato, con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, previa deliberazione del consiglio di amministrazione della sezione autonoma da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale.
Con decreti del Ministro del tesoro, sentito il Comitato per l’edilizia residenziale ed il consiglio di amministrazione della sezione autonoma, possono essere stabilite norme di esecuzione per l’attivita’ della sezione stessa.
Il controllo della Corte dei conti sugli atti della sezione autonoma e’ esercitato in via successiva.
Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, alla sezione autonoma sono applicate le norme in vigore per la Cassa depositi e prestiti e le gestioni annesse.
Art. 11. (Composizione del consiglio di amministrazione della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti)
Il consiglio di amministrazione della sezione autonoma e’ formato dai seguenti membri:
5) segretario generale del Comitato per l’edilizia residenziale;
6) dirigente superiore preposto all’apposito servizio della Cassa depositi e prestiti;
7) quattro componenti del Comitato per l’edilizia residenziale dei quali due scelti tra i rappresentanti ministeriali e due tra quelli regionali.
Art. 12. (Devoluzione degli utili di gestione)
L’utile netto derivante dalla gestione della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti e’ devoluto per otto decimi ad incremento della disponibilita’ della sezione stessa e per due decimi alla formazione del fondo di riserva.
Il fondo di riserva e’ investito in obbligazioni fondiarie di enti al cui capitale la Cassa depositi e prestiti partecipa per legge.
Art. 13. (Fondi per gli interventi di edilizia residenziale pubblica)
a) gli stanziamenti previsti per il finanziamento del piano per l’edilizia di cui alla presente legge;
b) i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro e le somme dovute dallo Stato in base alle vigenti disposizioni e ai sensi della legge 14 febbraio 1963, n. 60 e successive leggi di proroga dei versamenti dei contributi stessi, da versare trimestralmente;
c) tutti i rientri contabilizzati nella gestione speciale prevista dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036, compresi quelli destinati, in base al prescritto decreto del Ministro dei lavori pubblici, alle finalita’ di cui all’articolo 25, lettere b) e c), della legge 8 agosto 1977, n. 513;
d) i limiti di impegno autorizzati dalla presente legge per la concessione dei contributi previsti dall’articolo 16;
e) i limiti di impegno, comunque autorizzati successivamente all’entrata in vigore della presente legge, per la concessione di contributi per interventi di edilizia residenziale, con la sola esclusione di quelli relativi alla realizzazione di alloggi di servizio, come definiti dall’articolo 1 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Art. 14. (Mutui edilizi)
Gli istituti e le sezioni di credito fondiario ed edilizio, sulla base di apposite direttive del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, sono tenuti ad offrire mutui edilizi, di durata massima venticinquennale, con rate d’ammortamento a carico dei mutuatari comprensive di capitale ed interessi, sia costanti sia variabili nel tempo.
I mutui agevolati, assistiti da contributo dello Stato per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale sono concessi, anche in deroga a disposizioni legislative e statutarie, dagli istituti e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio con assoluta priorita’ rispetto a quelli ordinari, secondo le direttive da emanarsi, in sede di prima applicazione della presente legge, entro tre mesi dall’entrata in vigore della stessa, dal Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio.
Ogni tre mesi gli istituti e le sezioni di credito fondiario ed edilizio sono tenuti a comunicare al Comitato per l’edilizia residenziale l’entita’ dei mutui deliberati e di quelli per i quali sia pervenuta loro domanda ed in corso di istruttoria, distinte nelle due categorie dei mutui agevolati e dei mutui ordinari.
Il Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, emana, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, lo schema tipo della documentazione che gli istituti e le sezioni di credito fondiario ed edilizio devono utilizzare per l’istruttoria delle richieste e per la concessione dei mutui agevolati e per tutte le procedure di finanziamento di iniziative edilizie assistite dal contributo pubblico.
Art. 15. (Mutui indicizzati)
Per effettuare la provvista dei mezzi occorrenti all’erogazione di mutui indicizzati, gli istituti e le sezioni di credito fondiario ed edilizio emetteranno obbligazioni parimenti indicizzate, con l’osservanza delle norme di cui al decreto-legge 13 agosto 1975, n. 376, convertito con modificazioni nella legge 16 ottobre 1975, n. 492, ed al decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1976, n. 7.
Anche in deroga a quanto previsto dalle vigenti disposizioni, nel caso di mutui il cui capitale da rimborsare sia soggetto a rivalutazione per effetto di clausole di indicizzazione, il credito dell’istituto mutuante e’ garantito dall’ipoteca iscritta, fino a concorrenza dell’intero importo effettivamente dovuto per capitale, anche se rivalutato, interessi, spese ed accessori.
Per ottenere l’automaticita’ dell’adeguamento dell’ipoteca prevista dal precedente comma, la nota di iscrizione di detta ipoteca dovra’ contenere, anche senza altre successive formalita’, l’indicazione che l’ammontare della somma iscritta si intende aumentato di pieno diritto dell’importo occorrente per la copertura di quanto previsto allo stesso precedente comma.
Il capitale residuo dei mutui di cui al primo comma del presente articolo puo’ essere anticipatamente restituito, in tutto o in parte, mediante consegna all’istituto mutuante di corrispondente importo di obbligazioni a capitale rivalutabile, la cui serie deve essere fatta risultare ai sensi del primo comma dell’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1976, n. 7, ovvero puo’ essere restituito con modalita’ diverse qualora espressamente previste nel contratto di mutuo.
L’istituto mutuante provvedera’ alla variazione del piano di ammortamento della serie delle obbligazioni a norma del quarto comma dell’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1976, n. 7.
Art. 16. (Mutui agevolati)
Ai sensi del secondo comma del precedente articolo 14, sono concessi, dagli istituti e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio, mutui agevolati assistiti da contributo dello Stato per la realizzazione di nuove abitazioni, anche in deroga alle vigenti disposizioni legislative e statutarie, nella misura del cento per cento della spesa sostenuta per l’acquisizione dell’area e per la costruzione, con il limite massimo di lire 24 milioni per ogni abitazione.
L’ammontare massimo del mutuo previsto dal comma precedente e’ soggetto, ai sensi del precedente articolo 2, secondo comma, n. 1, a revisione biennale a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per la determinazione del mutuo concedibile si fa riferimento al limite massimo vigente al momento della deliberazione del provvedimento regionale di concessione del contributo dello Stato.
La superficie massima delle nuove abitazioni di cui al presente articolo misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, non puo’ superare, pena la decadenza dai benefici previsti dalla presente legge, metri quadrati 95, oltre a metri quadrati 18 per autorimessa o posto macchina.
Art. 17. (Garanzie)
I mutui concessi dagli istituti e sezioni di credito fondiario ed edilizio ai sensi del secondo comma del precedente articolo 14 sono garantiti da ipoteca di primo grado sull’area e sulla costruzione e sono assistiti dalla garanzia sussidiaria dello Stato per il rimborso integrale del capitale, degli interessi e degli oneri accessori.
La garanzia dello Stato si intende prestata con l’emissione del provvedimento regionale di concessione del contributo statale e resta valida finche’ sussista comunque un credito dell’istituto mutuante, sia in dipendenza di erogazioni in preammortamento, sia di erogazioni anche parziali in ammortamento ed anche nel caso di decadenza dal beneficio del contributo.
La suddetta garanzia diventa operante ai sensi delle vigenti leggi sull’edilizia agevolata, nei termini e con le modalita’ in esse previste, ed in particolare ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 maggio 1975, n. 166, sostituito dall’articolo 3 della legge 8 agosto 1977, n. 513.
L’istituto mutuante, per i mutui agevolati assistiti dal contributo dello Stato, potra’ procedere all’esecuzione individuale immobiliare anche nel caso in cui il mutuatario sia stato assoggettato a liquidazione coatta amministrativa, in deroga a quanto previsto dall’articolo 3 della legge 17 luglio 1975, n. 400.
I provvedimenti di concessione del contributo devono essere comunicati al Ministero del tesoro e al Comitato per l’edilizia residenziale.
Ai mutui agevolati concessi ai sensi della presente legge si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 10-ter del decreto-legge 13 agosto 1975, n. 376, convertito, con modificazioni, nella legge 16 ottobre 1975, n. 492, fatto salvo il potere regionale di concessione dei contributi di cui alla lettera 1) del precedente articolo 4.
Art. 18. (Beneficiari dei mutui agevolati)
I mutui previsti dall’articolo 16 sono destinati alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale in aree comprese nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167 e successive modificazioni e integrazioni e sono concessi ad enti pubblici che intendano costruire abitazioni da assegnare in proprieta’, a cooperative edilizie a proprieta’ individuale, ad imprese di costruzione ed a privati che intendano costruire la propria abitazione, con onere iniziale a carico del mutuatario del 4,5 per cento, oltre al rimborso del capitale. L’onere a carico del mutuatario e’ stabilito, ai sensi dei successivo articolo 20, in misura differenziata, a seconda della fascia di reddito di appartenenza, al momento dell’assegnazione per gli alloggi realizzati da enti pubblici e cooperative edilizie a proprieta’ individuale, dell’acquisto per gli alloggi realizzati da imprese di costruzione, dell’atto di liquidazione finale del mutuo per quelli costruiti da privati.
L’assegnazione e l’acquisto di cui al comma precedente ed il relativo frazionamento dei mutui ovvero l’atto di liquidazione finale, nel caso di alloggi costruiti da privati, devono essere effettuati, rispettivamente, entro due anni ed entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori, a pena di decadenza dal beneficio dei contributi sugli interessi di preammortamento previsto al secondo comma del successivo articolo 36.
I mutui di cui al primo comma possono essere concessi altresi’ a comuni ed a istituti autonomi per le case popolari, che intendano costruire abitazioni da assegnare in locazione nonche’ a cooperative edilizie a proprieta’ indivisa. In tali casi l’onere a carico dei mutuatari e’ del 3 per cento, oltre al rimborso del capitale.
Sino al 31 dicembre 1980, non meno del 75 per cento degli interventi assistiti dai contributi di cui al primo comma del presente articolo e’ destinato dalle singole regioni per programmi da realizzarsi nell’ambito dei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni e integrazioni, ovvero nelle aree delimitate ai sensi dell’articolo 51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni ed integrazioni.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
 articolo 2
 articolo 2

Art. 4
 articolo 3
 articolo 10

Art. 5
 articolo 9
 articolo 6

Art. 6
 articolo 3
 articolo 3

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 articolo 2
 articolo 3

Art. 10
 articolo 4
 articolo 2

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 articolo 14
 articolo 2

Art. 17
 articolo 14
 articolo 4

Art. 18
 articolo 20
 articolo 36