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Timestamp: 2020-08-10 18:36:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 30701 del 25/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30701 del 25/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 25/11/2019, (ud. 07/11/2019, dep. 25/11/2019), n.30701
sul ricorso 33871-2018 proposto da:
Z.A., rappresentato e difeso dall’Avvocato SILVESTRO
PIERO PLUMARI, presso il cui studio a Troina, corso Campania 12,
C.F. e P.A.V., rappresentati e difesi
dall’Avvocato ANTONINO MANCUSO, presso il cui studio a Troina, via
Carlo Marx 2, elettivamente domiciliano, per procura speciale in
avverso la sentenza n. 998/2018 della CORTE D’APPELLO DI PALERMO,
depositata il 16/5/2018;
partecipata del 7/11/2019 dal Consigliere Dott. DONGIACOMO GIUSEPPE.
La corte d’appello, con la sentenza in epigrafe, ha dichiarato inammissibile la domanda con la quale Z.A. aveva chiesto di condannare C.F. e P.A.V. alla restituzione della somma di Euro 4.400,00 che lo stesso aveva versato agli stessi in esecuzione della condanna al pagamento delle spese legali contenuta in sentenza poi cassata con rinvio.
La corte, in particolare, ha ritenuto che, a norma dell’art. 389 c.p.c., che individua il giudice funzionalmente competente a decidere su tutte le domande conseguenti al giudizio di cassazione, la domanda di restituzione in questione doveva essere proposta innanzi al giudice di rinvio.
Z.A., con ricorso notificato il 16/11/2018, ha chiesto, per un motivo, la cassazione della sentenza, dichiaratamente non notificata.
Hanno resistito C.F. e P.A.V. con controricorso notificato il 28/12/2018.
1.1. Con l’unico motivo che ha articolato, il ricorrente, lamentando la violazione e/o la falsa applicazione dell’art. 389 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, ha censurato la sentenza impugnata nella parte in cui la corte d’appello ha dichiarato l’inammissibilità della domanda che lo stesso aveva proposto di restituzione della somma versata in esecuzione della condanna al pagamento delle spese legali contenuta in sentenza poi cassata con rinvio.
1.2. Così facendo, però, ha osservato il ricorrente, la corte d’appello ha omesso di considerare che la domanda di restituzione e di riduzione in pristino di cui all’art. 389 c.p.c. è del tutto diversa, quanto a causa petendi e petitum, rispetto alla domanda proposta nel giudizio di rinvio ai sensi dell’art. 392 c.p.c. e che, pertanto, la domanda di restituzione delle somme versate in forza di una sentenza successivamente cassata può essere proposta anche con un’azione autonoma e, dunque, al di fuori del giudizio di rinvio relativo alla causa principale.
2. La Corte ritiene che il ricorso non presenta la necessaria evidenza decisoria e che dev’essere, pertanto, rimesso alla pubblica udienza.
La Corte così provvede: rimette il ricorso alla pubblica udienza.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Seconda Civile – 2, il 7 novembre 2019.

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