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Timestamp: 2014-09-19 07:45:08+00:00

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Modifica condizioni separazione (art.710 cpc) e giudizio divorzio
Tribunale di Nola, decreto, ottobre 2009
PROCEDIMENTO EX ART. 710 C.P.C. E GIUDIZIO DI DIVORZIO
Il procedimento camerale ex art. 710 c.p.c per la modifica delle condizioni di separazione instaurato nelle more del procedimento di divorzio è da ritenersi inammissibile
[Tribunale di Nola, decreto, ottobre 2009]
(Nota a cura di Avv. Gioia Capolongo)
Con ricorso al Presidente del Tribunale di Nola ex. art. 710 c.p.c, il sig. Tizio chiedeva la modifica dei patti di cui al ricorso per separazione consensuale. Il giudice fissava l’udienza per la comparizione dei coniugi, mese di ottobre 2009. Nelle more del procedimento, la signora Mevia proponeva ricorso di divorzio giudiziale con prima udienza fissata per il mese di marzo 2010.
All’udienza camerale per la modifica dei patti ex. art. 710 c.p.c il Tribunale ordinario di Nola I sezione civile, in composizione collegiale, ha pronunciato decreto con cui ha dichiarato la inammissibilità del ricorso proposto per la modifica delle condizioni della separazione ex. articolo 710 c.p.c.
Il collegio giudicante ha evidenziato che, in varie decisioni, si è affermata la inammissibilità del giudizio di cui all’articolo 710 c.p.c. (relativamente alle disposizioni sull’affidamento) in seguito alla proposizione della domanda di divorzio (Trib. Napoli, 29.10.2004; Trib. Napoli 14.02.2003), in quanto il giudice di quest’ultimo è il solo competente anche a provvedere sulle richieste di modifica relative alle condizioni della separazione.
Per il Tribunale: (…) non è giuridicamente giustificabile il ricorso a due diversi procedimenti che tuttavia sono finalizzati ad avere, in ultima analisi, lo stesso contenuto sostanziale …
(…) ragionevoli motivazioni di economia processuale militano a favore della evidenziata inammissibilità in quanto, se previamente esperita una procedura ex.art. 710 c.p.c, laddove è già instaurato il giudizio di divorzio, esclusa la possibilità di riunione vista la completa autonomia processuale delle due procedure per assoluta mancanza di connessione e vista la diversità di riti, potrebbe verificarsi una sovrapposizione di pronunce, ma, soprattutto una inutilizzabilità e/o inutilità di strumenti probatori adottati nella procedura ex. art. 710 c.p.c, in quanto la sopraggiunta pronuncia del giudice del divorzio assorbirebbe ogni decisione trattandosi di fattispecie giuridica ulteriore tendenzialmente proiettata ad una decisione definitiva
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI NOLA I SEZIONE CIVILE
In composizione collegiale ha pronunciato il seguente
Nella causa civile iscritta al n….VG avente ad oggetto: modifica condizioni separazione ex art. 710 c.p.c. vertente
TIZIO rapp.to e difeso da….
MEVIA rapp.ta e difesa da…
PM in sede
“Sentite le parti all’udienza camerale del….ed esaminata la documentazione in atti;
. –Rilevato che parte resistente ha dedotto che è stato incardinato giudizio di cessazione degli effetti civili del matrimonio tra le parti con fissazione dell’udienza presidenziale;
–ritenuto, secondo recenti orientamenti giurisprudenziali, che il Giudice del giudizio di divorzio è naturalmente competente ad emettere i provvedimenti accessori che, in sostanza, modificheranno o confermeranno le condizioni stabilite in sentenza di separazione o decreto di omologazione di separazione consensuale, ragion per cui il procedimento camerale ex art. 710 c.p.c per la modifica delle condizioni di separazione instaurato nelle more del procedimento di divorzio è da ritenersi inammissibile visto che della questione è stato investito il Giudice che si pronuncerà in via definitiva sulla stessa (cfr in tal senso Trib. Napoli 29.10.2004, Trib. Napoli 30.06.2000, Trib. Napoli 14.02.2003);
–ritenuto che, infatti, non è giuridicamente giustificabile il ricorso a due diversi procedimenti che tuttavia sono finalizzati ad avere, in ultima analisi, lo stesso contenuto sostanziale, correlabile ad un preciso ambito e cioè alla rideterminazione dell’assegno di mantenimento, e/o al mutamento del regime di affidamento, e/o alla diversa regolamentazione del diritto di visita, sia pure sulla base di fondamenti giuridici diversi, in quanto l’uno (art.710 c.p.c) si fonda sulla esistenza di sopravvenienze di fatto e di diritto, l’altro sulla esigenza di regolamentazione in via interinale ed anticipatoria rispetto alla pronuncia definitiva di divorzio ex.art. 5 l.898/70;
–ritenuto, inoltre, che ragionevoli motivazioni di economia processuale militano a favore della evidenziata inammissibilità in quanto, se previamente esperita una procedura ex.art. 710 c.p.c, laddove è già instaurato il giudizio di divorzio, esclusa la possibilità di riunione vista la completa autonomia processuale delle due procedure per assoluta mancanza di connessione e vista la diversità di riti, potrebbe verificarsi una sovrapposizione di pronunce, ma, soprattutto una inutilizzabilità e/o inutilità di strumenti probatori adottati nella procedura ex. art. 710 c.p.c, in quanto la sopraggiunta pronuncia del giudice del divorzio assorbirebbe ogni decisione trattandosi di fattispecie giuridica ulteriore tendenzialmente proiettata ad una decisione definitiva;
–ritenuto che infine in ogni caso, la constatata inammissibilità non lede l’interesse della parte che intende ottenere una urgente modifica dei provvedimenti interinali nelle more tra la pronuncia di separazione e la udienza presidenziale del giudizio di divorzio in quanto questa ultima non rimane priva di tutela giuridica immediata, potendo legittimamente scegliere altre soluzioni giuridiche, anche di natura cautelare, se del caso, ovvero chiedere l’anticipazione della udienza presidenziale del giudizio di divorzio, suffragata da comprovate motivazioni; –ritenuto opportuno compensare le spese di lite atteso il dibattuto orientamento giurisprudenziale sul punto
dichiara inammissibile il ricorso; spese compensate”.
« Indennizzo diretto: mancanza spatium deliberandi, improponibilità
Inefficacia D.I. notificato oltre il termine, art. 644 c.p.c. »
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