Source: http://www.chilometrando.org/TUVIXEDDU.htm
Timestamp: 2019-04-20 22:50:27+00:00

Document:
Il Consiglio di Stato blinda Tuvixeddu
Necropoli di Cagliari, stop al cemento: accolto il ricorso della giunta Soru e delle associazioni, Coimpresa non può costruire.
Articolo di Mauro Lissia “Nuova Sardegna, 4 marzo 2011”
CAGLIARI. Hanno vinto Renato Soru e il suo governo regionale: il vincolo da 50 ettari su Tuvixeddu e Tuvumannu è pienamente giustificato dall'obbiettivo di tutelare non solo un bene culturale come la necropoli punico-romana ma un paesaggio storico arricchito dalla presenza di un'area archeologica.
L'ha stabilito con la sentenza depositata ieri il Consiglio di Stato. I giudici della sesta sezione - presidente Giuseppe Severino - hanno accolto integralmente il ricorso presentato dalla Regione, da Italia Nostra e da Sardegna Democratica contro la decisione del Tar Sardegna, che tre anni fa aveva dato ragione alla Nuova Iniziative Coimpresa del gruppo Cualbu e al Comune di Cagliari, annullando il divieto di costruire imposto dalla Regione con l'applicazione del piano paesaggistico.
Allo stato delle cose, all'interno dell'area circoscitta a suo tempo dall'amministrazione Soru non potrà essere messo in piedi un solo mattone. Sarà un'intesa tra Comune e Regione - scrivono i giudici - a concordare una nuova disciplina di salvaguardia. Ma il Consiglio di Stato ricorda come «all'interno dell'area individuata è prevista una zona di tutela integrale, dove non è consentito alcun intervento di modificazione dello stato dei luoghi e una fascia di tutela condizionata».
Per la seconda volta dopo il caso Cala Giunco i giudici amministrativi supremi affermano che il Codice Urbani, interamente recepito dal Ppr, prevale su qualsiasi altro strumento di pianificazione locale e per la prima volta stabiliscono che la tutela del paesaggio inteso come un insieme storico-ambientale - prevista dalla Costituzione - deve venire prima di ogni altro interesse per quanto legittimo. Le trentadue pagine della sentenza confermano riga per riga, concetto per concetto, quanto la direzione regionale dei beni culturali retta da Elio Garzillo e le associazioni culturali ed ecologiste come Italia Nostra e Gruppo di Intervento Giuridico hanno sostenuto in ogni sede: il vincolo imposto su Tuvixeddu col Ppr, in linea con il Codice Urbani, è giustificato dalle emergenze archeologiche e dal contesto. La presenza di «opere preesistenti - scrivono i giudici - anziché impedire, maggiormente richiede che nuove costruzioni non deturpino ulteriormente l'ambito protetto».
Ma al di là del linguaggio proprio del diritto amministrativo, i dati centrali che emergono dalla sentenza sono due: il primo è che dal 2000, quando venne firmato l'accordo di programma tra Regione, Comune di Cagliari e Coimpresa, si sono verificati nuovi ritrovamenti archeologici. Un elemento sempre negato dai legali del gruppo Cualbu ma accertato dalle indagini del nucleo investigativo della Guardia Forestale e confermato dalla Procura della Repubblica.
L'altro è che da allora ad oggi è cambiato il quadro legislativo, perchè il Codice Urbani - come i giudici confermano con grande chiarezza - è uno strumento di tutela del paesaggio come contesto storico-ambientale. Quindi non ha alcuna rilevanza che tra un quartiere da costruire - come nel caso di Tuvixeddu - e l'area archeologica scavata esista una qualche distanza: è l'insieme che dev'essere difeso, al di là di ciò che sta dentro il compendio e persino di quanto vi è stato costruito attorno in passato.
Scrivono i giudici: «La cura dell'interesse pubbico paesaggistico, diversamente da quello culturale-archeologico, concerne la forma del paese circostante non le strette cose infisse o rinvenibili nel terreno con futuri scavi». Di conseguenza ha fatto benissimo la Regione a imporre col Ppr un «vincolo ricognitivo» molto più ampio dell'area storica («un vincolo di pertinenza psichiatrica» l'avevano definito nella memoria depositata in giudizio i legali di Coimpresa) perchè quello che conta, al di là degli interessi privati, è la tutela del bene pubblico nel suo complesso.
Ma c'è dell'altro. Coimpresa ha contestato alla Regione la carenza di istruttoria, vale a dire il fatto di aver imposto i vincoli senza motivarli e senza dimostrarne a sufficienza la necessità. I giudici di palazzo Spada smentiscono Coimpresa e il Comune di Cagliari anche su questo: fin dal 16 ottobre 1997 la commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Cagliari aveva chiesto l'imposizione sull'area di Tuvixeddu di un vincolo paesaggistico.
Ed è su quell'istanza che l'amministrazione Soru nel 2006 cercò di imporre il vincolo per notevole interesse pubblico, poi bocciato dai giudici amministrativi per l'illegittimità della commissione. Comunque qualcuno s'era mosso fin dal 1997, tre anni prima che venisse firmato l'accordo di programma ora travolto dalla sentenza del Consiglio di Stato.
Cagliari, 4 novembre 2010 Legambiente sollecita il Presidente della Regione Cappellacci e le autorità competenti sulla
EMERGENZA DEL PARCO TUVIXEDDU – TUVUMANNU
portiamo ancora una volta alla Sua attenzione la situazione del compendio Tuvixeddu-Tuvumannu, facendoci interprete della volontà delle centinaia di persone che hanno partecipato alle numerose iniziative promosse dalla nostra associazione per favorire la conoscenza e la tutela di un'area il cui grande pregio, ormai noto in Sardegna, in l'Italia e all'estero, merita a nostro parere l'istituzione di un Parco archeologico-paesaggistico.
Le ricordiamo in proposito gli appelli del prof. Lilliu ed altri eminenti studiosi delle due Università di Cagliari e Sassari , delle associazioni culturali ed ambientaliste, la costituzione di un osservatorio parlamentare sui problemi di Tuvixeddu, nonché le stesse dichiarazioni del Governo, in risposta ad una interrogazione parlamentare sul valore dell'area: “ L'importanza storico-culturale del sito non interessa soltanto gli studiosi, gli archeologici della Sardegna, ma deve essere impegno del Governo quello di predisporre una strenua difesa del patrimonio archeologico del nostro Paese. Ovviamente, dal punto di vista della civiltà fenicio-punica, Tuvixeddu è una testimonianza di straordinaria originalità, che va difesa, tutelata e valorizzata.”
A tutt'oggi permane invece una situazione di abbandono e di progressivo degrado paesaggistico generale, cui si è aggiunta recentemente l'emergenza del dissesto idrogeologico della zona Tuvumannu, con un'evidenza tale da costringere la Protezione Civile a prescrivere il blocco del traffico pesante nella zona compresa tra Via Is Maglias e Via Is Mirrionis (a partire dai normali autobus) ed il Comune a far partire i sondaggi geo-tecnici in tutta la parte edificata del colle.
Nonostante le nostre ripetute sollecitazioni e appelli alla Presidenza ed alla Giunta non si è proceduto ad alcuna decisione di tutela rigorosa dell'intero compendio corrispondente al sistema dei vincoli esistenti (vincolo paesaggistico, vincolo archeologico, Piano Paesaggistico Regionale, riconoscimento quale bene culturale ex Codice del Paesaggio). Né si è avuto un conseguente intervento atto a bloccare il progetto edificatorio che se realizzato comprometterebbe in maniera irreversibile il complesso paesaggistico. E' stato ugualmente disatteso da parte dell'istituzione
regionale l'Ordine del Giorno del marzo scorso del Consiglio Regionale che impegnava all'intervento di tutela e di istituzione del parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu – Tuvumannu.
Tutto ciò premesso chiediamo:
Che venga adottato un provvedimento idoneo a fermare l'avanzare dell'edificazione, in attesa di una definizione del perimetro dell'area del Parco.
Che la Giunta Regionale dia attuazione a quanto espresso nell'Ordine del Giorno del Consiglio Regionale, specie per quanto riguarda l'inserimento in finanziaria delle somme necessarie ed adeguate all'istituzione del Parco
Per approfondire questi temi Le richiediamo urgentemente un incontro per portare il nostro contributo alla tutela del compendio.
In attesa di risposta si porgono cordiali saluti.
Cagliari, 4 novembre 2010
Per la Legambiente Sardegna
Una catena umana per salvare Tuvixeddu - domenica 5 aprile 2009
La Nuova-Cagliari
RASSEGNA STAMPA e COMUNICATO STAMPA
1000 PERSONE HANNO ANIMATO UNA LUNGA CATENA UMANA CHE A GRAN VOCE HA CHIESTO LA REALIZZAZIONE DEL GRANDE PARCO PAESAGGISTICO- ARCHEOLOGICO
Fin dalla mattina presto centinaia di persone hanno risposto all'appello delle associazioni ambientaliste Legambiente, Italia Nostra, Cagliari Social Forum , WWF e gli Studenti universitari di Cagliari, che nei giorni scorsi hanno invitato alla più grande partecipazione possibile i cittadini che hanno a cuore le sorti del Colle di Tuvixeddu, ed hanno affollato la sommità del colle di Tuvixeddu.
Per molti si è trattato della scoperta di una grande terrazza panoramica sull'intera area cagliaritana.
Alle ore 10 si è formata una lunga catena umana dalla sommità del colle fino a Via Maglias ed oltre . Le persone hanno stretto tra le mani e srotolato un lunghissimo nastro bianco e rosso che vuole significare l'inizio simbolico dei lavori del cantiere del parco di Tuvixeddu.
Alla fine ci è voluto un nastro lungo un kilometro e le persone sono state più di mille.
Esiste una parte della città che non si arrende a un destino segnato dalla serie di ricorsi amministrativi per il colle e il sito archeologico racchiuso in esso, ed è convinta di dover ancora affermare un futuro di tutela per la più grande necropoli punico-romana del Mediterraneo basato sul riconoscimento dei suoi valori culturali e paesaggistici.
Si può dire che “La città ha realmente stretto il colle in un grande abbraccio collettivo” . La manifestazione ha seguito un itinerario lungo il perimetro dell'area parco: Via Bainsizza, Via dei Punici, Via Is Maglias, Via Monte Grappa, Via Codroipo, Via Asiago, Via Montello, Via S. Donà, Via Monte Melaghetto, Viale S.Avendrace, Viale Trento,Via Vittorio Veneto.
La manifestazione ha avuto conclusione in Viale S. Avendrace nei pressi della Grotta della Vipera dove sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni promotrici : Vincenzo Tiana e Vittorio Cogliati Dezza (Legambiente) , Luca Pinna (wwf), Deplano ( Italia Nostra). Giorgia Loi (studenti Universitari), Serafino Canepa ed Andrea Olla (social forum) ed esponenti del mondo culturale. E' stato letto il messaggio di sostegno da parte di Giovanni Lilliu e sono intervenuti Alfonso Stiglitz , l'ex assessore Maria Antonietta Mongiu ed i consiglieri regionali, Claudia Zuncheddu , Ben Amara, Massimo Zedda , la consigliera provinciale Rita Corda , il cons. comunale Andrea Scanu e la parlamentare Amalia Schirru in rappresentanza dell'Osservatorio parlamentare per Tuvixeddu.
In conclusione tantissimi hanno invitato le associazioni a proseguire questa battaglia per far riconoscere un bene identitario della città e dell'intera Sardegna.
Legambiente Sardegna- Italia Nostra Sardegna - Cagliari Social Forum -Studenti Universitari di Cagliari - WWF Sardegna domenica 5 aprile 2009
Una catena umana per salvare Tuvixeddu
Promuovono una manifestazione per la salvaguardia del colle di Tuvixeddu e la realizzazione di un grande parco paesaggistico- archeologico
“Serve un grande abbraccio simbolico per Tuvixeddu”
Dal 1991 le associazioni ambientaliste lottano perché vengano garantite adeguate misure di difesa per un sito archeologico di portata mondiale come la Necropoli di Tuvixeddu. Grazie al loro contributo in questi 18 anni, il progetto Coimpresa ha dovuto dimezzare le cubature ed è stato instituito un vincolo paesaggistico fino al 1997 inspiegabilmente assente. Sono 431 le nuove tombe scoperte negli ultimi 10 anni. Numeri che testimoniano l'urgenza di una tutela integrale del sito in tutti i sui 50 ettari .
“ Cagliari e la Sardegna devono far sentire la loro voce per la salvezza della necropoli e del colle di Tuvixeddu ”. Con queste parole Vincenzo Tiana , Presidente di Legambiente Sardegna invita alla più grande partecipazione possibile i cittadini che hanno a cuore le sorti del Colle di Tuvixeddu. Le associazioni ambientaliste Legambiente , Italia Nostra, Cagliari Social Forum , WWF e gli Studenti universitari di Cagliari promuovono la manifestazione “UNA CATENA UMANA PER TUVIXEDDU” programmata per DOMENICA 5 APRILE alle ore 10:00 sulla sommità del colle. Esiste una parte della città che non si arrende a un destino segnato per il colle e il sito archeologico racchiuso in esso, che nonostante la serie di ricorsi persi solo per vizi procedurali, è convinta di poter ancora garantire un futuro di tutela per la più grande necropoli punico-romana del Mediterraneo. “La città domenica deve stringere il colle in un grande abbraccio collettivo – afferma Fanni Cao di Italia Nostra , All'iniziativa parteciperà una folta schiera di esponenti del mondo accademico come Giovanni Lilliu , Roberto Coroneo , Enrico Corti , Alfonso Stiglitz , i consiglieri regionali, Claudia Zuncheddu , Luciano Uras , Massimo Zedda , Chicco Porcu , Marco Espa , i parlamentari Amalia Schirru e Roberto della Seta , in rappresentanza dell' Osservatorio parlamentare di Legambiente per Tuvixeddu , il Presidente Nazionale di Legambiente Vittorio Cogliatti Dezza. Il Ruolo del Comune di Cagliari nella vicenda rimane ancora un mistero. “ Il Comune resta il grande assente in tutti questi anni - spiega Luca Pinna , Presidente del WWF Sardegna – e ha sempre tenuto una posizione che stride con le velleità che questa città ha di candidarsi a “Capitale del Mediterraneo” . Anche gli studenti cagliaritani daranno il loro contributo. L'associazione degli Studenti di Cagliari mobiliterà per Domenica i giovani da tutte le facoltà della città .
Italia Nostra Sardegna - Legambiente Sardegna - Social Forum Cagliari
Studenti Universitari di Cagliari - WWF Sardegna
Per info. Tel/fax 070.659740 ufficiostampa@legambientesardegna.com
Tuvixeddu - un colle da salvare - Cagliari
Tuvixeddu, c'è anche un futuro
La nostra vita, quella dei popoli ha un senso, ha un valore anche perché ha radici nel passato, nella sua storia, nella sua capacità di aver costruito quello che noi siamo ora. Il passato perciò è la forza per il futuro. Esso è l'intreccio di quello che eravamo e di quello che siamo diventati con l'incontro con altre culture, con la contaminazione necessaria con altri popoli. La nostra storia pertanto non è scritta solo sui libri, è scritta nelle cose che ci circondano, nei monumenti, nei luoghi, in quello che siamo capaci di conservare per ricordarci chi siamo e da dove proveniamo. La Sardegna per la sua posizione nel mediterraneo , per le sue ricchezze naturali ha una storia che si è sviluppata anche grazie alla contaminazione con altri popoli.
Le zone costiere e Cagliari in particolare raccontano dell'incontro con i fenici, i punici e con i romani.
Storie di vita comune, di svago, di culto dei morti. Tra il VI ed il III secolo a. C i punici scelsero il colle, che noi ora chiamiamo dei piccoli fori, Tuvixeddu, per seppellirvi i loro morti. Le sepolture erano situate all'interno di pozzi scavati nella roccia calcarea. Le camere funerarie erano decorate ed ornate con anfore ed ampolle nelle quali venivano poste essenze profumate. L'ingresso alle tombe era chiuso da una grande pietra squadrata perché il corredo funereo durasse nel tempo, intatto. La gran parte dei corredi rinvenuti sono conservati nel British Museum di Londra e nel museo archeologico di Cagliari. Esiste un luogo più sacro delle tombe dei nostri antenati? Quella che viene chiamata modernità ha tante sfaccettature. Una di queste ha pervaso la cultura non solo popolare della nostra terra e si è caratterizzata per l'incapacità di far convivere il tempo moderno e le sue trasformazioni con il nostro passato. Alla luce di questa idea i centri storici dei nostri paesi, quello che era la nostra storia, sono stati devastati, distrutti da colate di cemente o lasciati in totale abbandono. Buttare al vento la nostra storia non è un atto di saggia modernità. La storia dei nostri paesi deve essere recuperata, le nostre coste devono conservare il fascino che le ha rese famose, il colle dei piccoli fori deve continuare ad essere sacro e Cagliari deve espandersi, ma con l'orgoglio di tutelare il suo patrimonio archeologico, la sua storia.
Tonio Barracca - il Sardegna 1 settembre 2008
(Anche il Colle di S. Michele era stato minacciato dalle lottizzazioni, contro le quali ci siamo tenacemente opposti, n.d.r.) -clicca-
La Montagna Sacra che fa grande la Sardegna
La Legambiente, dopo la sentenza del TAR che costituisce un passo indietro per il processo di tutela del colle di tuvixeddu intrapreso dalla Regione Sardegna, promuove una serie d'iniziative per riaffermare i valori paesaggistici e archeologici del colle.
Infatti la zona archeologica, costituita dalla vasta necropoli punico-romana salvata dalla distruzione operata per decenni dalle attività di cava, costituisce un valore importantissimo a livello non solo regionale ma nazionale. Per quanto riguarda la necropoli punica si tratta, secondo gli studiosi, della più vasta a livello mediterraneo.
Inoltre la necropoli è inserita in una collina che ne esalta il valore culturale e costituisce nell'insieme un bene da tutelare per i punti panoramici ed il paesaggio che esprime secondo i concetti innovativi del codice Urbani e del PPR.
Hanno già aderito: Progettare il Futuro, WWF , Italia Nostra.
Sono programmate:
ore 10,30 Palazzo Regio - Piazza Palazzo Cagliari
”I motivi della tutela, secondo il Codice Urbani e il PPR”
Introduce VincenzoTiana
Hanno finora assicurato l'intervento: Giovanni Lilliu, Antonio Romagnino, Attilio Mastino, Marcello Madau, Felice di Gregorio, Alfonso Stiglitz, Enrico Atzeni, Ignazio Camarda, Sandro Roggio, Enrico Corti, Roberto Coroneo, Simonetta Angiolillo, Giorgio Todde.
Sono invitati: il Presidente della Regione, Il Presidente della Provincia, il Sindaco di Cagliari, i soprintendenti ai beni archeologici e paesaggistici, amministratori pubblici, i sindacati, studiosi ed esperti e tutti i cittadini che vogliono esprimere direttamente la necessità della tutela rigorosa del colle di tuvixeddu.
(Vincenzo Tiana Presidente Legambiente e Renato Soru Presidente della Regione Sardegna - la foto é di Dietrich Steinmetz)
Appuntamento sulla sommità del colle di Tuvixeddu
alla fine di Via Bainsizza per scoprire il paesaggio del parco di Tuvixeddu. Esperti e studiosi illustreranno ai cittadini le peculiarità del sistema collinare di Tuvixeddu-Tuvumannu.
( Chicco Porcu e Vincenzo Tiana)
Ufficio Stampa Legambiente Sardegna - Tel 070.659740 Mail:salegambiente@tiscali.it
Sardegna - maggio 2006
la Regione ferma le ruspe fra le tombe puniche
Mauro Lissia, La Nuova Sardegna, 13 maggio 2006
Il sito storico dichiarato di interesse pubblico: bloccato per tre mesi il cantiere di Sant'Avendrace.
Al posto del palazzo Soru progetta l'ingresso al parco archeologico.
CAGLIARI. Mentre le ruspe rullavano sulle tombe puniche di viale Sant'Avendrace il sindaco Emilio Floris e la Sovrintendenza archeologica guardavano altrove. Alla fine, dopo l'annuncio del 22 marzo, è stata la Regione a prendere le cose in mano: lavori bloccati per tre mesi, in attesa che in base alle norme l'area venga
dichiarata "di notevole interesse pubblico". La delibera della giunta è stata firmata ieri e conferma la volontà espressa dal governatore Renato Soru e dall'assessore agli affari generali Massimo Dadea: trasformare il cantiere a ridosso della necropoli nella porta del futuro parco archeologico della città. Nelle prossime ore il provvedimento verrà pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione e trasmesso all'amministrazione comunale, che dovrà farlo osservare senza averlo richiesto. Una sorta di conflitto di sensibilità: malgrado una sentenza
esecutiva del Tar la giunta comunale mantiene sull'anfiteatro romano una coltre di legname costata sei miliardi di lire che inorridisce i cagliaritani da quasi sei anni, la Regione si muove per evitare che un sito archeologico venga nascosto dal cemento. Un po' come per il Poetto: la Provincia oscurava la spiaggia storica della
città e il sindaco Floris aspettava in silenzio, malgrado la cosa lo riguardasse direttamente. E che si tratti di un sito importante è certo: nella delibera della giunta regionale si fa riferimento a "un sistema di grotte e di emergenze di indubbio interesse e valore storico e archeologico, strettamente connesso con l'area di Tuvisceddu". Gioielli del passato remoto invisibili fino a quando i bulldozer non hanno abbattuto il groviglio di casette che esisteva da un secolo per fare spazio a un nuovo edificio, proprio al fianco della 'Grotta della Vipera', tra i numeri civici 35 e 55 del viale Sant'Avendrace. Sono state le associazioni ambientaliste ad annunciare lo scempio e a denunciarlo, Soru e Dadea hanno letto i giornali e sono andati a vedere di persona. L'idea di sfruttare diversamente quello spazio è nata così, con un semplice sopralluogo. Poi i collaboratori di Soru hanno cercato le norme di tutela su cui basare la delibera: c'erano e si sapeva, soltanto in municipio se n'erano dimenticati. Ora i dirigenti di viale Trento dovranno discutere con l'impresa titolare dei lavori e con il privato. Il decreto legislativo 138 però sembra lasciare poche speranze a chi volesse ostacolare la volontà di Soru: è la Regione che ha "l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione delle cose immobili che rivestano carattere di bellezza naturale o paesaggistica e di interesse archeologico". Il Comune aveva autorizzato ("legittimamente" è scritto nella delibera) l'apertura del cantiere senza chiedere alcun intervento della Regione. Le autorizzazioni erano a posto e tanto bastava. Eppure la situazione appariva chiara: demolite le vecchie costruzioni che nascondevano il colle di Tuvixeddu, sono apparse subito le sepolture millenarie, minacciate ormai da un'infinità di progetti immobiliari autorizzati dalle varie amministrazioni comunali di centrodestra. Finora i bulldozer si sono limitati a spianare l'area, dove dovevano essere realizzate le fondamenta del nuovo edificio. La Regione assumerà la proprietà dell'area e incaricherà i progettisti di collaborare con la Sovrintendenza archeologica: al posto del solito palazzo, verrà realizzato un piazzale d'ingresso attrezzato. Ora si attende che la Regione faccia giustizia in un'altro sito storico della città: i bastioni Santa Croce. Con una delibera votata in extremis nell'assemblea civica, cui si è opposto soltanto il consigliere socialista Piero Comandini - il centrosinistra si è coraggiosamente astenuto, con un omaggio postumo a Pilato - il consiglio comunale ha dato il via libera al progetto di installazione dei tapis roulant destinati a cancellare l'antica passeggiata cagliaritana. Ignorati i pareri di storici e intellettuali, una petizione con centinaia di firme e la volontà manifestata chiaramente e rumorosamente dagli abitanti del Castello, la giunta Floris è decisa a portare acciaio e calcestruzzo sulle pietre antiche del bastione, un sistema di camminamenti mobili che nessuno è in grado di stabilire a che cosa serva. I turisti - come confermano i dati dell'ufficio del turismo - sono in costante diminuzione, gli accessi al rione storico sono numerosi e in gran parte
agevoli. Se qualche impresa ha bisogno di lavorare, forse sarebbe meglio andasse in periferia.
Soddisfatti gli ambientalisti "Ora il progetto per il parco"
CAGLIARI. I più felici sono gli ambientalisti, i primi a denunciare quanto stava avvenendo sotto gli occhi di tutti i cagliaritani in viale Sant'Avendrace: Stefano Deliperi esprime "forte soddisfazione" a nome del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra, plaude all'ipotesi di soluzione che prevede l'acquisizione
dell'area "a titolo bonario" e auspica che si faccia molto in fretta. Per Legambiente quella assunta dalla Regione è "una decisione di grande importanza perchè, seppure il provvedimento di sospensione dei lavori riguardi solo il cantiere di Sant'Avendrace, la giunta regionale assume l'impegno di adottare provvedimenti di carattere più generale con la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area". Legambiente esprime soddisfazione per una decisione che arriva "dopo tante richieste e appelli dell'associazione, a cui hanno aderito cittadini, parlamentari, consiglieri regionali e comunali e il presidente della Provincia di Cagliari" dichiarandosi "consapevole che la sospensione di tre mesi rappresenta il massimo che la giunta regionale può adottare nell'ambito degli strumenti vigenti" mentre ribadisce il "giudizio fortemente negativo sull'operato della Soprintendenza archeologica". L'associazione auspica che la sospensione "possa essere l'occasione per un cambio di rotta delle istituzioni pubbliche e finalmente si possa delineare un progetto di Parco archeologico e paesaggistico". Anche il candidato sindaco del centrosinistra Gian Mario Selis (Dl) prende atto "con soddisfazione" della sospensione del cantiere nell'area di Tuvixeddu e riconosce alla giunta regionale di
essersi mossa per tempo "evitando la costruzione di un palazzo che avrebbe ostruito l'accesso alla necropoli".
"Sbalordito, perchè la Regione si muove soltanto adesso?"
CAGLIARI. "Sono sbalordito": l'amministratore delegato della società "Cocco R. Costruzioni srl.", Raimondo Cocco, commenta così la delibera approvata stamane dalla giunta regionale che ha imposto uno stop cautelativo di tre mesi alla costruzione di un palazzo in viale Sant'Avendrace, a ridosso della zona archeologica di Tuvixeddu, in attesa dell'adozione di provvedimenti che dichiarino il notevole interesse pubblico dell'area. "Non capisco perchè questa decisione arrivi adesso - dice Cocco all'Agenzia Italia - prima di perfezionare l'atto d'acquisto dell'area ho atteso che giungessero a buon fine tutte le procedure richieste dalla legge. Per due mesi giorni ho atteso che la Regione esercitasse l'opzione d'acquisto. Non l'ha fatto. Il vecchio proprietario, prima di vendere, aveva dichiarato tutte le caratteristiche dell'area, come prevede l'articolo 59 del Codice Urbani. Mi chiedo perchè la Regione si svegli solo adesso. Mi sembra ingiusto. A Cagliari - ha concluso l'amministratore delegato - ci sono tante aree libere. Mi chiedo perchè si debba intervenire e creare problemi nel caso in cui ci siano progetti regolarmente autorizzati". L'atto di vendita dell'area, compresa tra i numeri civici 35 e 55 di Viale Sant'Avendrace, è stato concluso nel dicembre del 2004 e poi perfezionato nell'aprile 2005. L'articolo 60 del decreto legislativo 42/2004, il cosiddetto Codice Urbani, prevede che il "ministero, la Regione e altro ente pubblico territoriale interessato hanno la facoltà di acquistare, in via di prelazione, i beni culturali alienati a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione". Il progetto del palazzo da destinare a uso residenziale e commerciale, prevede una volumetria di 5.200 metri cubi e 18 appartamenti.
Nuovo allarme per Sant'Avendrace - Cagliari
Roberto Paracchini - La Nuova Sardegna, 16 aprile 2006
CAGLIARI. Nuovo allarme per il timore di distruzione di un sito punico di rilevante importanza. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico hanno espresso forte preoccupazione per la ripresa dei lavori per la realizzazione di un edificio ad uso misto residenziale e commerciale vicino alla piccola area sepolcrale di Viale Sant' Avendrace a Cagliari. Il sito, già ampiamente noto, fa parte di edifici realizzati nei primi decenni del'900 che recentemente sono stati demoliti, non beneficia di tutela storico-culturale diretta, sostengono gli ambientalisti, ma soltanto indiretta, grazie alle disposizioni del piano urbanistico comunale, in base alle quali il personale della Soprintendenza per i beni archeologici ha seguito l'attività cantieristica e ne aveva previsto - come in casi simili - la conservazione "a vista". Ma per l'inclusione nel parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu in via di realizzazione è necessaria un'acquisizione a prezzi di mercato. "Ed è quello che il Presidente della Regione Renato Soru ha dichiarato di voler fare soltanto qualche settimana or sono - concludono gli ambientalisti dei due gruppi - un'ottima intenzione che speriamo possa tradursi presto in realtà. Si deve fare in fretta, molto in fretta prima che l'area fortemente a rischio venga compromessa!".
Il lungo sonno delle sovrintendenze
Giovanni Lilliu e gli ambientalisti denunciano il "sacco" archeologico "Bisogna fermare gli interventi su Tuvixeddu, e liberare l'anfiteatro romano. "Per Sant'Avendrace intervenga il presidente Soru".
CAGLIARI. "Io ho sempre difeso le testimonianze storiche della città. E credo che le sovrintendenze archeologica e monumentale dovrebbero muoversi maggiormente per proteggerle", afferma Giovanni Lilliu, padre nobile dell'archeologia sarda e accademico dei Lincei: uno dei primi a contestare il progetto integrato di
lottizzazione su Tuvisceddu-Tuvumannu e la annessa strada che attraverserà il canyon scavato nella necropoli fencio-punica. Strada-cicatrice di un'epoca in cui veniva utilizzata come passaggio per trasportare i materiali di cava all'ex cementeria. Ora tutta l'area è stata ripensata in un processo che non vuole essere solo di
riqualificazione, ma che Lilliu e gli ambientalisti hanno denunciato come un "atto di arroganza" verso la storia della città, "perchè la riqualificazione si può fare valorizzando questi tesori". L'archeologo fu anche in prima fila nel dire no al rivestimento in legno dell'anfiteatro romano. Poi, di recente, si sono aggiunte altre lottizzazioni, a Sant'Avendrace, a ridosso della necropoli. E anche lì, nonostante le proteste e la proposta del governatore della Sardegna, Renato Soru, di acquisire l'area, i lavori vanno avanti. Da un punto di vista formale è tutto regolare, ma Lilliu punta il dito accusatore contro le sovrintendenze e lamenta "troppa lentezza, sebbene qualche passo avanti in rapporto al passato sia stato fatto". "Le sovrintendenze - spiega Vincenza Tiana, presidente regionale di Legambiente - e in particolare quella diretta da Vincenzo Santoni (l'archeologica)
ha permesso troppi interventi che riguardano zone storiche della città". Un mese fa l'associazione ambientalista aveva coinvolto Paolo Scarpellini, il coordinatore regionale di questi enti di tutela, "che si era mostrato molto perplesso per gli interventi legati a Tuvixeddu - spiega Cinzia Frau, del circolo cittadino di Legambiente - ma tutto è proseguito nello stesso modo". Purtroppo, continua Tiana, "Tuvixeddu viene come sfogliato da tutta una serie di interventi. E così abbiamo il tunnel di Tuvumannu, la strada che arriverà nel canyon di Tuvixeddu, la lottizzazione di Sant'Avendrace, poi l'anfiteatro romano imbalsamato e tante altre cose. Cagliari non merita di essere così martoriata. Nè di avere una sovrintendenza archeologica così insensibile. Noi chiediamo che tutti questi lavori vengano bloccati e revocati". Sulla lottizzazione di Sant'Avendrace (al numero 35-37) c'era stato - come accennato - un intervento del governatore Soru, ma il cantiere non ha chiuso e, anzi, prosegue i suoi lavori i lavori. Le associazioni ecologiste Amici della terra e Gruppo d'intervento Giuridico esprimono "forte preoccupazione" su questi lavori, volti alla realizzazione di un edificio a uso misto residenziale e commerciale. Il problema, però, spiega Stefano Deliperi (responsabile del Gruppo di intervento giuridico) non è di facile soluzione: "Infatti, purtroppo, l'edificabilità è consentita, in quanto l'area ricade in zona "B" (edificabile) del vigente piano urbanistico comunale". Il che significa che l'area, "già ampiamente nota e facente parte di edifici realizzati nei primi decenni del Novecento e recentemente demoliti, non beneficia di tutela storico-culturale diretta, ma soltanto indiretta, grazie alle disposizioni del piano urbanistico comunale". In base a queste "il personale della sovrintendenza per i beni archeologici aveva seguito l'attività cantieristica e ne aveva previsto - come in altri casi simili - la conservazione "a vista"". Niente da fare, quindi? Secondo Deliperi "per l'inclusione nel realizzando parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu è necessaria un'acquisizione dell'area a prezzi di mercato. Ed è quello che il presidente della Regione, Renato Soru, ha dichiarato di voler fare soltanto qualche settimana or sono: un'ottima intenzione che speriamo possa tradursi presto in realtà". Ma "si deve fare in fretta, molto in fretta". Stimolo, questo, che viene anche da Legambiente. L'altro giorno, infine, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza la meccanizzazione di Castello con tapis roulant e parcheggi interrati: iniziativa che ha avuto da subito l'opposizione degli ambientalisti e di parte della popolazione dell'antico rione. Anche in questo caso la sovrintendenza (monumentale e ambientale) ha una parte di responsabilità per un "sì" dato al "progetto di massima" da parte del responsabile Gabriele Tola. Una partita, però, affatto chiusa e che dovrà fare i contri soprattutto con la verificia di impatto ambientale. In situazione di stallo si trova anche l'anfiteatro romano che ebbe un permesso iniziale (dato da Santoni), seppure condizionato a una serie di interventi che il Conmune non ha mai fatto. Alla fine la sovrintendenza ha chiesto la rimozione del rivestimento in legno, ma senza risultato e così ha fatto ricorso al Tar contro Cagliari. E la situazione non è stata ancora risolta.
Per molte tempo, però, le sovrintendenze si sono barcamenate da una parte all'altra.
"Le posizioni di questi enti sono sempre state molto ambigue: sia per gli interventi nelle coste che per quelli interni alla città", lamenta Luca Pinna, responsabile regionale del Wwf. Ma la questione, sottolinea, "è anche culturale. Manca, in sintesi, un progetto unitario di quello che si vuole fare di Cagliari: non c'è strategia e, quindi, si procede con piccoli tasselli affrontando i problemi volta per volta". Secondo il Wwf da un lato si parla di una serie di interventi che dovrebbero rendere la città più vivibile, dall'altro si continua con operazioni che sacrificano l'ambiente e la storia monumentale della città. Per questo credo che chi vincerà le amministrative debba impegnarsi anche per costruire una strategia precisa di difesa della Cagliari ambientale e storica".

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