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Timestamp: 2019-09-21 02:59:51+00:00

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Sentenze 2007 Consiglio di Stato Sentenza n. 6337 Art. 94 D. L.vo n. 152/2006 Salvaguardia acque destinate al consumo umano Diniego di concessione edilizia Zona di rispetto della sorgente cds
CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 10/12/2007 (C.C. 30/10/2007) Sentenza n. 6337
URBANISTICA E EDILIZIA - Iniziative edificatorie - Limitazione del diritto di proprietà subordinata alla necessità di un adempimento preventivo (Piano attuativo) - L. n. 1150/1942. La limitazione delle facoltà connesse al diritto di proprietà, derivante dalla necessità di un adempimento preventivo (nella specie piano attuativo), risulta giustificata da preminenti esigenze di interesse pubblico alla corretta realizzazione di iniziative edificatorie specie in zone che siano del tutto od in parte prive di adeguate opere di urbanizzazione (Cons. Stato, Sez. IV, 15/05/1995, n. 336). Pres. Salvatore - Est. Lodi - S.R.L. Immobiliare degli Aurunci (avv. Scipione) c. Comune di Formia (avv. Battaglia) e nei confronti della Regione Lazio (n.c.) (conferma Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione staccata di Latina, n. 34 del 19/01/1999). CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 10/12/2007 (C.C. 30/10/2007) Sentenza n. 6337
URBANISTICA E EDILIZIA - ESPROPRIAZIONE - Vincolo espropriativo imposto dal PRG - Reviviscenza di una precedente destinazione - Limiti - Fattispecie: ex cava di argilla esclusa per le caratteristiche del sito dalla localizzazione del PEEP. La decadenza del vincolo espropriativo imposto dal PRG, non comporta necessariamente la reviviscenza di una precedente destinazione edificatoria, tenuto anche conto delle peculiari caratteristiche della zona (nella specie ex cava di argilla esclusa proprio per le caratteristiche del sito dalla localizzazione del PEEP). Pres. Salvatore - Est. Lodi - S.R.L. Immobiliare degli Aurunci (avv. Scipione) c. Comune di Formia (avv. Battaglia) e nei confronti della Regione Lazio (n.c.) (conferma Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione staccata di Latina, n. 34 del 19/01/1999). CONSIGLIO DI STATO Sez. IV, 10/12/2007 (C.C. 30/10/2007) Sentenza n. 6337
il COMUNE DI FORMIA, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'avvocato Maria Rosaria Battaglia ed elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avvocato Sergio Rossi in Roma, Via Sora, n. 47;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione staccata di Latina, n. 34 del 19 gennaio 1999.
visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Formia;
Con atto notificato il 16 settembre 1999, ritualmente depositato, la S.r.l. Immobiliare degli Aurunci ha proposto appello avverso la sentenza del T.A.R. Lazio - Sezione di Latina, n. 34/1999, che aveva respinto il ricorso della medesima società inteso all’annullamento del provvedimento del Comune di Formia, datato 28 aprile 1997, relativo al diniego di concessione edilizia, nonché all’annullamento della prescrizione di P.R.G. che subordina l’edificazione nella zona B3 (167) in questione alla preventiva approvazione di un piano di zona per l’edilizia economica e popolare.
Si è costituito il Comune di Formia il quale, con memoria, controdeduce alle tesi della ricorrente, prospettando l'infondatezza del gravame in fatto e diritto.
1. - Rileva preliminarmente la Sezione che l’impugnato provvedimento di diniego di concessione edilizia si basa su una duplice motivazione: da un lato, relativa alla circostanza che trattasi di area posta nella zona di rispetto di una sorgente, ai sensi del d.P.R. 24 maggio 1988, n. 236; dall’altro lato, attinente alla prescrizione del Piano regolatore generale (anch’essa oggetto di specifica impugnativa) che subordina l’edificazione nella zona alla preventiva approvazione di un piano di zona per l’edilizia economica e popolare.
2. - La Sezione ritiene condivisibile l’assunto posto a base della sentenza di primo grado in ordine alla impossibilità della utilizzazione a scopo edificatorio di aree situate nella zona di rispetto delle risorse idriche, in applicazione della normativa succitata, apparendo infondate le obiezioni in proposito della società appellante, formulate con il primo motivo di gravame, in aderenza ad una isolata precedente pronuncia giurisprudenziale sull’argomento (Cons. Stato, Sez. IV, 18 febbraio 1992, n. 132).
3. - Tanto premesso, la Sezione è a dell’avviso che l’impugnato provvedimento di diniego di concessione edilizia risulti, altresì, adeguatamente sorretto dall’altra causa giustificativa addotta dal Comune attinente, come sopra ricordato, alla specifica destinazione urbanistica dell’area con la previa necessità di un piano attuativo, oggetto delle censure riproposte in questa sede con il secondo mezzo di gravame che, per completezza, va anch’esso sottoposto all’esame della Sezione.
A ciò può aggiungersi, con riferimento al terzo motivo di gravame, che appare comunque manifestamente priva di fondamento la doglianza relativa alla previsione urbanistica che, senza alcun limite temporale, subordini la edificazione ad un previo piano attuativo. Al riguardo si osserva che la limitazione delle facoltà connesse al diritto di proprietà, derivante dalla necessità di un simile adempimento preventivo - che costituisce la regola generale cui l’Amministrazione deve attenersi nella pianificazione urbanistica secondo l’art. 13 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 - risulta chiaramente giustificata da preminenti esigenze di interesse pubblico alla corretta realizzazione di iniziative edificatorie specie in zone che siano del tutto od in parte prive di adeguate opere di urbanizzazione (cfr. in particolare: Cons. Stato, Sez. IV, 15 maggio 1995, n. 336).
4. - Tenuto conto, pertanto, della accertata legittimità delle anzidette cause giustificative poste a base del provvedimento di diniego impugnato, l’appello della società interessata non può trovare accoglimento, dovendosi confermare la reiezione, per i motivi sopra esposti, del ricorso proposto in primo grado.
5. - Le spese del giudizio seguono, come di regola, la soccombenza, e sono liquidate come indicato in dispositivo.
- condanna l’appellante a rifondere in favore del Comune resistente le spese del presente grado di giudizio, liquidate in complessivi euro 3.000,00 (tremila/00).

References: Sentenza 
 Art. 94
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