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Timestamp: 2020-07-07 13:32:49+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 570 del 15/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 570 del 15/01/2020
Cassazione civile sez. trib., 15/01/2020, (ud. 19/11/2019, dep. 15/01/2020), n.570
sul ricorso 27554-2016 proposto da:
HOTEL RISTORANTE LE TERRAZZE SUL GARGANO;
HOTEL RISTORANTE LE TERRAZZE SUL GARGANO, domiciliato in ROMA P.ZZA
avverso sentenza n. 1003/2016 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
1. Hotel Ristorante Le Terrazze sul Gargano, in persona del titolare F.P., impugnava l’atto di diniego del rimborso della somma di Euro 50.863,00 versata per il pagamento della Tarsu per gli anni dal 2007 al 2011.
La commissione tributaria provinciale di Foggia accoglieva parzialmente il ricorso statuendo che non era dovuta la maggiore Tarsu in relazione all’esercizio alberghiero, dovendosi equiparare i locali ed aree ad uso abitativo agli esercizi alberghieri; la commissione rigettava, poi, il ricorso avuto riguardo alla non debenza della Tarsu per gli anni 2010 e 2011, pretesa che il contribuente aveva svolto affermando che per tale periodo la Tarsu era stata sostituita dalla tariffa integrata ambientale. Proposto appello da parte del Comune di San Giovanni Rotondo ed appello incidentale da parte dell’Hotel Ristorante Le Terrazze sul Gargano, la commissione tributaria regionale della Puglia, sezione staccata di Foggia, li rigettava entrambi.
2. Avverso la sentenza della CTR ha proposto ricorso per cassazione il Comune di S. Giovanni Rotondo affidato ad un motivo illustrato con memoria. Il contribuente si è costituito in giudizio con controricorso ed ha svolto ricorso incidentale affidato a due motivi.
4. Osserva la Corte che l’eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso per difetto del potere di rappresentanza processuale del sindaco essendo egli mancante dell’autorizzazione da parte della giunta comunale è infondata. Invero questa Corte ha già affermato il principio secondo cui la rappresentanza processuale de Comune, nei nuovo ordinamento delle autonomie locali, spetta istituzionalmente al sindaco, cui compete, in via esclusiva, il potere di conferire al difensore la procura alle liti senza necessità di autorizzazione della giunta municipale, salvo che una disposizione statutaria la richieda espressamente, dovendo in tal caso la parte interessata provare la carenza di tale autorizzazione producendo idonea documentazione. (Cass. n. 4583 del 15/02/2019; Cass. n. 13968 del 10/06/2010). Nel caso che occupa la contribuente non ha provato e neppure dedotto che lo statuto del Comune prevedesse la necessaria autorizzazione della giunta per il conferimento, da parte del sindaco, della procura alle liti.
Questa Corte ha già affermato il principio secondo cui, in tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) è legittima la delibera comunale di approvazione del regolamento e delle relative tariffe, in cui la categoria degli esercizi alberghieri venga distinta da quella delle civili abitazioni ed assoggettata ad una tariffa notevolmente superiore a quella applicabile a queste ultime; la maggiore capacità produttiva di un esercizio alberghiero rispetto ad una civile abitazione costituisce, infatti, un dato di comune esperienza, emergente da un esame comparato dei regolamenti comunali in materia, ed assunto quale criterio di classificazione e valutazione quantitativa della tariffa anche dal D.Lgs. n. 22 del 1997, senza che assuma alcun rilievo il carattere stagionale dell’attività, il quale può eventualmente dar luogo all’applicazione di speciali riduzioni d’imposta, rimesse alla discrezionalità dell’ente impositore; i rapporti tra le tariffe, indicati dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 69, comma 2, tra gli elementi di riscontro della legittimità della delibera, non vanno d’altronde riferiti alla differenza tra le tariffe applicate a ciascuna categoria classificata, ma alla relazione tra le tariffe ed i costi del servizio discriminati in base alla loro classificazione economica” (Cass. n. 8308 del 04/04/2018; Cass. n. 8076 del 23.11.2017; Cass. n. 25214 del 07/12/2016). Ne consegue che la produttività di rifiuti connessa all’attività alberghiera, sulla cui base si giustifica la maggiorazione della tariffa, non può essere distinta in relazione al diverso uso cui sono destinate le aree che compongono l’albergo, posto che tutte sono parimenti idonee alla produzione di rifiuti in misura maggiore rispetto alla civile abitazione ed una eventuale riduzione della tariffa per le aree adibite a camere rispetto a quelle destinate a parti comuni costituisce esercizio di un potere discrezionale del Comune che non può essere oggetto di censura.
7. Infondata è la questione di legittimità costituzionale sollevata dal controricorrente, in quanto, l’art. 23 Cost., fissa in materia tributaria una riserva di legge relativa e non assoluta, sulla base della quale alla norma primaria è richiesto di delineare i requisiti essenziali del tributo, potendo la stessa demandare alla fonte subprimaria, le modalità e l’ammontare del prelievo, in relazione ai soggetti passivi (cfr. Cass. n. 8076 del 23.11.2017; C. Cost. 64/1995, 148/1979, 180/1996, 269/1997, 435/2001; Cass. 16498/2003, 17602/2003, 18262/2004.).
La Corte accoglie ii ricorso principale, rigetta il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario della contribuente. Compensa le spese processuali relative ai giudizi di merito e condanna la contribuente a rifondere al Comune le spese processuali di questo giudizio che liquida in complessivi Euro 6.500,00, oltre al rimborso delle spese forfettarie nella misura del 15% ed oltre agli accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso incidentale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 69
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13