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Timestamp: 2017-01-18 10:57:44+00:00

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⭐DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE PRELIMINARY DESIGN DOCUMENT L AREA DEL CONCORSO / THE COMPETITION AREA
DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE PRELIMINARY DESIGN DOCUMENT L AREA DEL CONCORSO / THE COMPETITION AREA
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Natalia Di Matteo
1 Concorso internazionale di progettazione Giardini di Porta Nuova - Area Garibaldi Repubblica International Design Competition Giardini di Porta Nuova - Area Garibaldi Repubblica DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE PRELIMINARY DESIGN DOCUMENT L AREA DEL CONCORSO / THE COMPETITION AREA L area del concorso inserita dentro il perimetro del Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) Progetto Garibaldi-Repubblica con i lotti dei diversi giardini. The area of the competition set within the perimeter of the Integrated Program of Intervention (IPI) Garibaldi-Repubblica Project, showing the lots of the different gardens. (A) Giardino Centrale (B) Giardino Volturno (C) Giardino De Castilla (D) Giardino Einaudi (E) GIardino della Moda (F) Giardino Liberazione (G) strade di bordo.2 Promotori Direzione Centrale Pianificazione Urbana e Attuazione Piano Regolatore - Settore Pianificazione e Progettazione Urbana Direzione Centrale Ambiente e Mobilità - Settore Parchi e Giardini Responsabile del Procedimento Arch. Giovanni Oggioni Contenuti del progetto Direzione Centrale Pianificazione Urbana e Attuazione Piano Regolatore Emilio Cazzani - Direttore Coordinamento Pianificazione Urbana e Attuazione Piano Regolatore Giancarlo Tancredi - Dirigente Settore Pianificazione e Progettazione Urbana Pietro Lupieri - Direttore Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni - Consulenti Progettazione Urbana Ufficio Concorsi di Progettazione Giovanni Oggioni - Direttore Paola Velluto, Francesco Gambarana, Marco Calanoce Collaborazione ai contenuti del progetto: Biagio Savoca, Giovanna Giannachi - Settore Parchi e Giardini Contributi ai contenuti del progetto: Roberto Stefani, Lucilio Cogato - Settore Viabilità e Parcheggi Stesura Documento Preliminare alla Progettazione Giancarlo Tancredi - Dirigente Settore Pianificazione e Progettazione Urbana Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni - Consulenti Progettazione Urbana Giovanni Sala - Consulente Agronomo Progetto grafico Bob Noorda Layout Lorenzo Gaetani Segreteria Concorso Studio Se/Di/Ci -Via Sapeto n Milano Tel / Fax Promoted by Central Management for Urban Design and for Implementation of the Regulatory Plan - Urban Planning and Design Section Central Management for the Environment and Mobility - Parks and Garden Section Manager of Proceedings Arch. Giovanni Oggioni Project Contents Central Management for Urban Design and for Implementation of the Regulatory Plan Emilio Cazzani - Director Coordination Urban Design and Implementation of the Regulatory Plan Giancarlo Tancredi - Manager Urban Planning and Design Section Pietro Lupieri - Director Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni - Urban Design Consultants Design Competitions Office Giovanni Oggioni - Director Paola Velluto, Francesco Gambarana, Marco Calanoce Collaboration on the contents of the project: Biagio Savoca, Giovanna Giannachi - Parks and Garden Section Contributions to the contents of the project: Roberto Stefani, Lucilio Cogato - Mobility and Parking Section Preliminary Document for the Design Giancarlo Tancredi - Urban Planning and Design Section Manager Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni - Urban Design Consultants Giovanni Sala - Agronomist Consultant Graphic Design Bob Noorda Layout Lorenzo Gaetani Competition Secretariat Studio Se/Di/Ci -Via Sapeto n Milano Tel / Fax3 SOMMARIO SUMMARY 4 Introduzione 7 Linee guida 12 L articolazione temporale e costi di realizzazione 13 Gli aspetti agronomici, geomorfologici, idrogeologici, vegetazionali 17 L articolazione in parti 18 Introduction 21 Planning Guidelines 26 Timescale and Costs of Realization 27 The Agronomic, Geomorphological, Hydrogeological, Botanical Aspects 31 The Division into Parts 32 Documenti / Documents4 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE 4 5 INTRODUZIONE INTRODUZIONE L idea dei Giardini di Porta Nuova L Area destinata al Concorso per i nuovi Giardini nell Area Garibaldi Repubblica si può articolare in più ambiti sia per la presenza di molteplici fattori di differenziazione esistenti in questa parte di Milano sia per le indicazioni che conseguono dalle previsioni del Programma Integrato di Intervento (vedi tavole nel CD allegato). Un carattere distintivo dell Area Garibaldi Repubblica - al confine tra la città antica ed il territorio metropolitano - è dovuto alla presenza di un grande vuoto circondato da tessuti edilizi spesso incompleti e malformati e appartenenti ad ambiti urbani di diversa origine: dal quartiere popolare della Lunetta -Isola a nord, ai tessuti di confine con il centro storico a sud, alle parti di più alta densità della città terziaria. In particolare le realtà con cui i Giardini dovranno entrare in relazione sono il quartiere popolare dell Isola -un Area in cui sono presenti molti fattori di trasformazione orientati a sostituire le atti vità tradizionali con nuove presenze legate alla economia postindustriale-, la prevista Città della Moda, il nuovo Polo Istituzionale, le varie attività lavorative-terziarie già esistenti, i nuovi insediamenti residenziali in costruzione sul bordo del Giardino ai confini con l Isola. L altro carattere che rende unica l Area di intervento è la vicinanza alla città storica e ad un tempo l alto grado di accessibilità dovuto alla presenza di notevoli infrastrutture di trasporto su ferro e della viabilità urbana e territoriale. Gli obbiettivi che l Amministrazione intende perseguire con la realizzazione dei nuovi Giardini sono molteplici e riguardano, oltre il soddisfacimento delle esigenze di quartiere, la volontà di fare dei Giardini il punto di partenza per la realizzazione di un ambizioso programma di trasformazione dell Area e, non ultimo, il proposito di creare un luogo prestigioso con un alto valore simbolico per tutta la città. Per questi motivi la dizione GIARDINI DI PORTA NUOVA sta a indicare tanto la pluralità delle tematiche ambientali e urbanistiche coinvolte nella progettazione quanto la varietà delle situazioni presenti. Uno dei compiti richiesti ai progettisti è di comporre in una sintesi formale e funzionale le esigenze dei molteplici fruitori di questo spazio; un altro compito essenziale sarà quello di dare una risposta alle diversità che hanno origine da situazioni urbanistiche esistenti e, infine, di interpretare le articolazioni dell Area dovute alla presenza di tagli stradali (via Melchiorre Gioia e piazza Einaudi), dislivelli (attraversamento del tunnel ferroviario tra la Stazione Garibaldi e la Stazione Centrale), aree residuali. I Giardini dovranno diventare un luogo accogliente per coloro che, provenendo dai numerosi terminali del sistema di trasporto pubblico (Ferrovia, Metropolitana, Passante, Tram, Terminal autobus) presenti nell Area Garibaldi-Repubblica, transitano per accedere a servizi e posti di lavoro. Dovranno essere un luogo accogliente sia per gli abitanti dei quartieri circostanti, sia per i fruitori occasionali, sia per gli impiegati nei numerosi uffici che gravitano attorno all Area. In particolare dovranno essere un luogo di ricreazione attento alle esigenze degli anziani e dei bambini della zona. La pluralità dei tipi di fruizione previsti, la contiguità con parti della città circostante molto differenziate, i vincoli dovuti alle preesistenze, la necessità di realizzare il progetto per fasi in concomitanza con la trasformazione complessiva prevista dal P.I.I. sono tematiche strettamente connesse al buon esito della progettazione.5 Accessibilità e bordi Posti su un area contigua al centro antico della città (ai confini con il tracciato dei seicenteschi bastioni spagnoli), i Giardini di Porta Nuova hanno un carattere pubblico e sono indicati dall inquadramento urbanistico del P.I.I. come una presenza intesa a completare la morfologia della città esistente sul modello di altri notevoli precedenti milanesi come i Giardini di Porta Venezia e del Parco Sempione. Nelle intenzioni del Piano l analogia si riferisce all opportunità di adottare - nell ambito dell ultimo grande intervento di completamento ai bordi della parte antica della città - il modello storico del giardino pubblico milanese allo scopo di creare la funzione di una radura nel tessuto della città compatta. Tale funzione non è evidentemente vincolata alla forma otto-novecentesca dei Giardini storici milanesi, riferibile senz'altro all epoca della loro realizzazione. La richiesta ai concorrenti, al contrario, è di elaborare una proposta attuale realizzando un ambiente adatto alle esigenze della vita di una città moderna. I Giardini di Porta Nuova saranno i primi Giardini pubblici moderni della città di Milano che non ha prodotto interventi significativi in questo campo dopo i notevoli esempi sette-ottocenteschi e del primo novecento. I Giardini dovranno rappresentare un momento di distensione nei confronti del concitato ambiente della vita metropolitana milanese e dovranno produrre un esperienza estetica affascinante e attuale. La sfida sarà di far convivere un luogo di quiete con molteplici percorsi di attraversamento intesi a rendere variamente percorribile uno spazio che funge da connettivo tra le diverse destinazioni pedonali dell Area nelle varie ore del giorno. Di conseguenza una particolare attenzione è richiesta per risolvere i problemi di inquinamento acustico e luminoso. Essendo il perimetro del quadrilatero circondato da strade, lo studio degli accessi pedonali all Area dei Giardini è un tema di particolare rilievo tenuto conto che in alcune circostanze si dovrà ricorrere a soluzioni tridimensionali (sottopassi, sovrappassi, uso accurato delle quote) in modo da ottenere la più grande permeabilità con le aree urbane circostanti. (La mancanza di porosità dei Giardini storici milanesi con i tessuti urbani contigui è uno dei problemi dei parchi di Milano che per questo soffrono di un certo isolamento). I punti nevralgici dell accessibilità riguardano in particolare l ingresso da via Volturno, la permeabilità dal piazzale della Stazione Garibaldi, il rapporto tra i Giardini e il fronte della Città della Moda (dove è indicato il passaggio in criptoportico del Viale Della Liberazione), il superamento della via Melchiorre Gioia. Una raccomandazione particolare è di risolvere i problemi del controllo degli accessi e della formazione dei bordi senza introdurre recinzioni, cancellate o simili, ma ricorrendo a mezzi paesaggistici come dislivelli, fossati ecc.6 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE 6 7 INTRODUZIONE Pragmatica dei Giardini: gli usi Il riferimento al campus come modello insediativo organizzato a partire dalla costituzione del parco, è il presupposto della costituzione dei Giardini di Porta Nuova come atto inaugurale che avvia la trasformazione dell Area Garibaldi-Repubblica indicata nel P.I.I. Vi sono antecedenti illustri di questo principio dove l opera del paesaggista può diventare lavoro di predisposizione del suolo per uno sviluppo dell insediamento al fine di superare la disgiuntura tra vicinato come formazione sociale e produzione della località paesaggistica. In particolare è interessante richiamare l applicazione delle nozioni del planning in aree circoscritte come nel caso dei campus universitari, dei parchi scientifico-produttivi, delle nuove città giardino regolate da particolari codici estetici e comportamentali. Nel caso dei Giardini di Porta Nuova, a differenza di altri casi, la sfida è quella di attuare un campus aperto combinando in modo opportuno le esigenze di chi transita con le esigenze di coloro che risiedono. In questo caso, dove l intervento è operato all interno della città esistente nella forma di una radura ricavata da un tessuto compatto, sarà decisivo fare in modo che il Giardino, pur aperto e variamente percorribile, sia un elemento di costituzione della comunità e non un fatto separato dalla vita degli abitanti. Bisognerà fare in modo di evitare che gli strumenti del landscaping come esercizio supplementare, nel solco della tradizione modernista, si concludano in un esito puramente estetizzante. Spesso al paesaggista chiamato a produrre o a riprodurre la località, magari nei pressi di un aeroporto o in uno degli illimitati spazi informi prodotti dalla metropoli o al bordo di uno svincolo autostradale, viene a mancare il vicinato, vale a dire una forma sociale effettivamente esistente in cui la località, come dimensione o valore, si realizza in misura variabile. Nel caso dei Giardini di Porta Nuova il tema è al contrario quello di promuovere una fruizione effettiva del Giardino dando esito ad una domanda sociale già esistente composta di esigenze di stanzialità per gli abitanti dei quartieri circostanti e di opportunità di transito, accoglienza, ristoro per i lavoratori della zona, o di facilitazioni per coloro che vi transitano per raggiungere dai terminali dei mezzi di trasporto pubblico le varie destinazioni presenti nell Area Garibaldi-Repubblica. Una salvaguardia sarà senz altro quella di promuovere una sorta di comunità di riferimento, stimolando, oltre le attività ludiche, l attenzione alla manutenzione-coltivazione. La cura del giardino può essere un mezzo per avvicinarsi ai segreti della natura e insieme corroborare il corpo sociale in alternativa alla scelta meramente contemplativa o all opzione estremistica che considera l uomo un intruso nei confronti dell ambiente naturale. Compito dei progettisti sarà di fare in modo che i Giardini di Porta Nuova possano disporsi a modi di fruizione complementari e realizzare l integrazione del Giardino con le funzioni della città circostante.7 LINEE GUIDA Stato di fatto e inquadramento urbano Localizzazione dell Area L Area del Concorso è situata nella Zona di decentramento n 9 del Comune di Milano ed è una parte rilevante del nuovo riordino urbanistico previsto dal Programma Integrato di Intervento Garibaldi-Repubblica (vedi tavole nel CD allegato). L Area si estende a nord fino all imbocco delle vie Volturno e Restelli; ad est fino al piazzale della Stazione FS Garibaldi; ad ovest fino agli edifici affacciati di piazza Einaudi e, per il tratto che fiancheggia il viale Della Liberazione, fino alla via Galileo Galilei; a sud fino all asse di via Ferrari, via Sturzo. Lo stato di fatto Lo stato attuale risente della condizione di lunga attesa dovuta alle vicende contraddittorie dello sviluppo dell Area dell ultimo mezzo secolo. In seguito alla dismissione dello scalo ferroviario e all arretramento della Stazione Garibaldi- Repubblica, la disponibilità di aree demaniali in prossimità della cerchia dei Bastioni, congiuntamente alla accessibilità extraurbana consentita dalla presenza degli impianti ferroviari e dall attestarsi negli immediati intorni degli assi attrezzati di Zara e Fulvio Testi, ha suscitato negli scorsi decenni aspettative e previsioni di grandi trasformazioni che non hanno avuto esito. Dalle tematiche del nuovo centro, connesso con gli assi della viabilità regionale emerse nel Concorso di idee bandito dal Comune di Milano sin dal e in parte recepite dal Piano regolatore del 1953-, alle intenzioni del Piano particolareggiato del 1955 che prefigurava un centro direzionale, fino alla Variante 80 con le formulazioni del Documento Direttore Progetto Passante e gli esiti del Concorso internazionale di idee del 1992, su quest Area si sono stratificati disegni parziali, dovuti a previsioni e aspettative spesso in conflitto tra loro. In effetti ad una continua e progressiva sovrapposizione delle infrastrutture della mobilità ha fatto riscontro finora una grande incertezza sulla configurazione complessiva dell Area che versa ancora in uno stato di abbandono con la presenza di attività improprie come discariche a cielo aperto e depositi di cantieri, alternati a residui di passate piantumazioni e nuove aiole ritagliate tra svincoli stradali e terrapieni. Anche le parti della città che si affacciano sui bordi mostrano le conseguenze di uno stato di incertezza generato da una mancanza di prospettive, peraltro risolte recentemente dal Programma Integrato di Intervento. In particolare, a nord, la Lunetta del quartiere Isola, allineata sulla via De Castillia e delimitata dal terrapieno ferroviario della Linea Milano-Monza, versa in uno stato di degrado, con resti edilizi di passate dismissioni industriali e edifici ad uso residenziale e artigianale in precario stato di manutenzione. Un Area a tutti gli effetti invalicabile, che contribuisce a separare il quartiere Isola, un quartiere popolare della prima periferia industriale, dalle parti più centrali della città. Ad ovest, tra largo De Benedetti e via Melchiorre Gioia, si sovrappongono parziali sistemazioni di carattere viario che male suppliscono alla mancata soluzione dell imbocco della via Restelli. Lungo questo lato, verso via Pirelli, i fronti edilizi incompleti e i lotti inedificati, attualmente adibiti a usi precari, come soste e depositi, denunciano il disegno interrotto del centro direzionale del La torre degli Uffici comunali con l edificio a ponte su Melchiorre Gioia e gli edifici a carattere terziario che delimitano il parterre del par-8 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE 8 9 LINEE GUIDA cheggio interrato di piazza Einaudi costituiscono la parte realizzata più rilevante delle prefigurazioni di quel piano. A sud gli spazi residuali ritagliati dalle viabilità di accesso alla Stazione FS e l asse di scorrimento di via Ferrari, via Sturzo, viale Della Liberazione, si presentano come cesure nella compagine urbana, isolando di fatto quest Area dai tessuti del centro città. Ad est la Stazione FS presenta un informe piazzale adibito a sosta e stazionamento delle autolinee, mentre verso l Area del Concorso affiora lo sperone di un parcheggio multipiano di proprietà delle FS - di cui è previsto un arretramento di circa 30metri - che si estende sino al basamento delle due torri costruite negli anni Ottanta sull Area stessa della Stazione. Il contesto della nuova proposta morfologica Il Concorso dei Giardini di Porta Nuova si inserisce nella configurazione prevista dal P.I.I. Garibaldi- Repubblica, che definisce le linee guida e i principi di sviluppo generali per questa parte della città. Tale configurazione dovrà essere assunta a tutti gli effetti come riferimento per le scelte progettuali dei nuovi Giardini e per la progettazione dei manufatti della viabilità di contorno rientrante nel perimetro dell Area di Concorso (vedi tavola 2, Planimetria P.I.I., nel CD allegato). Le linee guida progettuali del P.I.I. muovono da due principi: fare dei tracciati e del disegno delle nuove infrastrutture un momento strategico per ricomporre il nuovo quadro urbano; disporre le nuove edificazioni in modo da completare le diverse parti di città afferenti e definire lo spazio centrale da adibire a giardino. La ricomposizione dei bordi e la definizione dei fronti di questa grande radura avverrà mediante l attuazione dei programmi di tre comparti che saranno oggetto di altrettanti concorsi di progettazione: la nuova sede della Regione Lombardia localizzata tra via Restelli e via Melchiorre Gioia, la nuova sede degli Uffici comunali lungo l asse di via Pirelli, la Città della Moda da via Melchiorre Gioia fino a corso Como e al piazzale della Stazione. La parte dell Area Lunetta-Isola è regolata invece da tre diversi Piani attuativi di iniziativa privata. Questi Piani, a destinazione prevalentemente residenziale e commerciale, hanno recepito le indicazioni morfologiche del P.I.I. rispettando allineamenti e continuità dei fronti sui Giardini. Obbiettivi, vincoli, richieste ai concorrenti Accessibilità e viabilità all intorno Sull Area Garibaldi-Repubblica si sono progressivamente concentrate molteplici infrastrutture della mobilità, configurando, con gli ultimi interventi previsti, uno degli approdi più importanti alla città di Milano. Alla Stazione ferroviaria FS-Garibaldi, alla Linea 2 metropolitana e al Passante ferroviario, si aggiungeranno a breve il Terminal FS di collegamento con Malpensa, la nuova Linea 5 metropolitana in direzione Zara-Testi, la Metrotramvia da piazzale Lagosta direttrice Cinisello-Monza e il Terminal delle autolinee extraurbane e regionali. Queste opere, con la prevista Tramvia di collegamento con la Fiera di Milano e Settimo Milanese, implementeranno il ruolo di interscambio intermodale dell Area: dal sistema aeroportuale, al servizio ferroviario regionale, alla rete dei trasporti pubblici urbani ed extraurbani. I tempi di realizzazione di questi interventi, come previsti dal Piano urbano della mobilità (P.U.M.) , coincidono in parte con i tempi di sviluppo del P.I.I. Garibaldi Repubblica. Sotto il profilo viabilistico quest Area è attualmente attraversata da due assi di scorrimento, uno costituito dalle vie Sturzo-Ferrari-Liberazione in direzione est-ovest, l altro dalla via Melchiorre Gioia in dire-9 zione nord-sud. Il P.U.M. prevede inoltre la congiunzione di viale Zara - attraverso piazzale Lagosta e via Volturno - con lo snodo di prossimo riassetto del Piazzale Cimitero Monumentale e del cavalcavia Farini. La nuova configurazione dell Area prevede una ridefinizione degli assi viari, anche in riferimento ad una più ampia riorganizzazione della viabilità all intorno, coinvolgendo le infrastrutture di attraversamento e le strade di accesso in un progetto complessivo. In particolare i nuovi tracciati viari determinano quell ampia radura - oggetto del Concorso per i nuovi Giardini di Porta Nuova - generata dal tracciamento di due viali ortogonali che si dipartono dal punto terminale di via Volturno. I Giardini centrali (vedi p. 1) sono quindi delimitati da strade che definiscono e caratterizzano i bordi con modalità differenti. - Nella zona nord: una strada in direzione sud-est che si raccorda con via Pirelli attraversando via Melchiorre Gioia, un altra in direzione sud-ovest parallela al fronte della Stazione ferroviaria, serviranno al collegamento tra diverse parti della città come il quartiere Isola, la zona della Stazione Centrale e il quartiere alle spalle di via Fabio Filzi. Il P.I.I. prevede, su queste strade, l edificazioni del fronte sul lato esterno mentre sul lato interno si dovrà prevedere la possibilità di sostare ed entrare facilmente entro il perimetro dei nuovi Giardini. Accorgimenti di controllo del traffico tenderanno a limitare i flussi di attraversamento. Le strade di bordo hanno due corsie per ogni senso di marcia fiancheggiate da ampi marciapiedi, filari alberati e spazi di sosta e accesso ai Giardini. La precisazione delle caratteristiche di queste strade che circondano i Giardini dipenderà dai materiali prescelti oltre che dal disegno dei manufatti e degli arredi. - La strada che delimita il bordo sud-ovest in prosecuzione di viale Della Liberazione è caratterizzata da due corsie per ogni senso di marcia, sia per supportare il maggior carico viabilistico previsto in direzione piazza della Repubblica, sia per consentire l accessibilità agli spazi espositivi e ai parcheggi collocati nella Città della Moda. In corrispondenza del Giardino centrale il criptoportico, previsto nel P.I.I., indica la possibilità di inserire nel disegno del Giardino questa strada di scorrimento in modo da attenuarne l impatto con l ambiente e rendere possibile l accesso al Giardino dagli edifici della Città della Moda. L innesto a raso di questa strada con quella proveniente da via Volturno in direzione via Sturzo è risolto con una rotatoria. Anche in questo caso materiali e disegno dei manufatti saranno da considerare come parte di un più ampio disegno paesaggistico. - Nel bordo sud-est sono richieste proposte di riqualificazione per la via Melchiorre Gioia, sia per la riorganizzazione delle corsie stradali e degli innesti con le nuove strade, sia per la ridefinizione delle qualità del manufatto in vista della necessità di attuare una relazione significativa tra il Giardino Centrale e il Giardino Einaudi.10 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE LINEE GUIDA Pedonalità, attraversamenti, ingressi Considerando che i bordi del Giardino sono delimitati da strade il tema degli ingressi e dell accessibilità pedonale e ciclabile può presentare alcuni elementi di complessità. Oltre alla città costruita al suolo sarà da tenere in considerazione la complessa e articolata città sotterranea che è costituita dai mezzanini e dai sottopassi delle stazioni delle Linee di metropolitana e del Passante, dai parcheggi esistenti sotto i Giardini Einaudi, dai parcheggi in previsione e dagli eventuali spazi commerciali sotto gli edifici della Città della Moda. In tal senso ipotesi di modellazione tridimensionale del suolo potranno contribuire alla soluzione di alcuni punti critici favorendo la necessaria permeabilità e percorribilità tra i diversi Giardini e la città circostante. - L ingresso dal piazzale della Stazione FS-Garibaldi con i mezzanini della Linea 2 metropolitana e della prevista Linea 5 metropolitana. - L accessibilità dagli isolati della Città della Moda, sia in corrispondenza del fronte affacciato al Parco, sia attraverso la passeggiata da via De Cristoforis verso via Volturno. - La accessibilità da via Volturno, anche utilizzando il mezzanino e le uscite della nuova Stazione Isola della Linea 5 metropolitana. - Le relazioni tra il Giardino Centrale, il Giardino Einaudi e il Giardino Libertà, resa critica dalla presenza a raso della via Melchiorre Gioia. Peraltro, un ampia permeabilità e attraversabilità non esclude la definizione di un perimetro e di ingressi protetti. Movimenti di terra: opportunità e vincoli I movimenti di terra possono divenire un opportunità significativa nella progettazione dei Giardini di Porta Nuova. La predisposizione di un suolo modellato a quote differenti può infatti favorire la creazione di nuove relazioni tra le parti della città esistente e le nuove parti regolate dal P.I.I.. Per quanto riguarda gli aspetti delle infrastrutture della mobilità e dell accessibilità i temi che sollecitano una modellazione tridimensionale del suolo sono connessi alle condizioni dello stato attuale e alle indicazioni del P.I.I.: la presenza del tunnel ferroviario della tratta Milano-Monza, e del suo raddoppio futuro, che attraversa nella parte a nord il quadrilatero dei Giardini, la previsione del tunnel viario di collegamento tra la via Sturzo e il viale Della Liberazione a ridosso dei previsti isolati dalla Città della Moda, la proposta tipologica del criptoportico che delimita il lato sud-ovest del quadrilatero dei Giardini come elemento di transizione con il fronte edificato, la intersezione tra le vie Sturzo, Volturno e Della Liberazione all estradosso del tunnel del raccordo ferroviario Milano-Monza. In particolare i vincoli infrastrutturali più significativi ai fini delle movimentazioni di terra sono costituiti da: - il tracciato del tunnel del raccordo ferroviario Milano-Monza; questa infrastruttura presenta, all uscita dell edificio della Stazione, la quota di estradosso a m per interrarsi fino a quota m +124 all imbocco della via Restelli; si dovrà inoltre considerare la eventualità di un nuovo tunnel di circa m 12 di larghezza a fianco dell esistente. - il Naviglio della Martesana; tombinato sotto l asse di via Melchiorre Gioia confluisce in prossimità del tracciato dei bastioni seicenteschi in località di Porta Nuova nel corpo idrico naturale del Cavo Redefossi. L infrastruttura in cemento armato di circa m 4 di altezza e m 12 di larghezza ha l estradosso a circa m 2 sotto il piano di campagna.11 - l infrastruttura della Linea metropolitana 5 di prossima realizzazione; questa sottopassa a quota m +122 di estradosso il tunnel del raccordo ferroviario, e si attesta ai mezzanini della fermata Garibaldi dell esistente Linea metropolitana 2. - il tunnel di collegamento tra la via Sturzo e il viale Della Liberazione previsto dal nuovo assetto viabilistico del P.I.I.; passando a ridosso degli isolati dalla Città della Moda, presenta il punto più alto di estradosso a circa m sotto la rotatoria e, in corrispondenza dell Area di Concorso, si immette nella viabilità e raso sotto il criptoportico. - l eventuale nuovo tunnel automobilistico di collegamento tra l asse di viale Zara e il viale Della Libertà; nelle ipotesi di fattibilità finora elaborate la quota di estradosso del tunnel sarebbe a circa m 8 sotto il piano di campagna. Dai sondaggi preliminari di carattere ambientale in corso sull Area del P.I.I. è emersa la presenza di sostanze inquinanti nel terreno. Sarà quindi necessario far precedere la realizzazione delle opere con una fase di ripristino ambientale e bonifica del suolo. Tale fase influenzerà sia la tempistica di realizzazione che le volumetrie di materiale movimentato. Tali attività di recupero ambientale saranno effettuate secondo le indicazioni di specifici piani di bonifica che sono ancora da redigere in conformità alle normative vigenti. Ai fini del Concorso può essere utile considerare che in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) è stata ipotizzata, in riferimento allo stato attuale delle conoscenze, l asportazione di strati superficiali del terreno e la conseguente separazione in loco con tecniche appropriate dei materiali inquinati. La stima della volumetria dei materiali inquinati che dovranno essere smaltiti all esterno dell Area in idonei centri di stoccaggio è di circa mc Per quanto riguarda le volumetrie delle terre e dei materiali di demolizione è previsto il reimpiego, all interno del sito del P.I.I., della totalità delle macerie da demolizione (circa 4000 mc) e di parte delle terre di scavo non contaminate (circa mc). Tali materiali sono da destinare rispettivamente ai sottofondi per le nuove infrastrutture della viabilità e al modellamento dei Giardini. Sarà comunque da prevedere il trasporto in luogo di una quota consistente di terra di coltivo adeguata alla sistemazione delle superfici destinate alle coltivazioni. I movimenti di terra, in riferimento alle operazioni di ripristino ambientale, alla modellazione del terreno e alle operazioni di scavo per eventuali opere interrate, dovranno tenere in considerazione sia la presenza nell Area del tratto tombinato del Naviglio della Martesana sotto via Melchiorre Gioia, sia della soggiacenza media delle acque di falda disposte a quota di m s.l.m., a circa m di profondità dall attuale piano di campagna12 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE L ARTICOLAZIONE TEMPORALE L ARTICOLAZIONE TEMPORALE E COSTI DI REALIZZAZIONE Articolazione temporale Rimandando alle osservazioni riguardanti l articolazione in parti, gli aspetti geomorfologici, le modalità di trasformazione dell intero comparto urbano ecc., si rende opportuna un indicazione che renda possibile attuare i Giardini in fasi successive. Va segnalato che l Area compresa tra la via De Castillia e il terrapieno delle FS, denominata Giardino De Castillia, non consente una trasformazione immediata. Attualmente sulla via De Castillia si allineano alcuni edifici residenziali ed allo stato attuale delle negoziazioni non sono state fissate date per la disponibilità dell Area (vedi tavola 3 Stato di Fatto nel CD allegato). E quindi indispensabile, per questa parte, prevedere: - una prima fase che tenga conto dell esistenza degli attuali edifici e della relativa viabilità di accesso: opportune sistemazioni con manufatti ed elementi vegetali dovranno salvaguardare la privacy degli abi tanti e al tempo stesso impedire la formazione di un enclave troppo isolata dal resto della città. - una seconda fase di trasformazione in Giardino anche di quest Area. L edificio da mantenere (vedi tavola 3) di cui si chiede il riutilizzo, avrà un accesso diretto dal Parco. Costi di realizzazione La preventivazione dei costi di realizzazione di Giardini urbani di alto standard qualitativo, come quelli che si prefigurano dal D.P.P., è ragionevolmente basata sul confronto con recenti realizzazioni in ambito europeo. Si ipotizza pertanto il seguente quadro dei costi di realizzazione. Costo al Mq ipotizzato per Giardini comprensivo di impianti, sottoservizi, illuminazione, verde, alberature, arredi e quanto occorrente a consegnare l opera finita: Euro 200/mq Superficie: mq Costo totale Giardini ipotizzato: Euro ,00 Costo al Mq ipotizzato per gli edifici di servizio inclusi nei Giardini: Euro Superficie: mq Costo totale edifici inclusi nei Giardini: Euro ,00 Si precisa che dai costi ipotizzati, e dai preventivi di massima richiesti ai concorrenti, sono esclusi: - i costi di asportazione e bonifica dei terreni inquinati - le strade di viabilità intorno ai Giardini - i costi dei servizi sottostanti la viabilità attorno ai Giardini (acquedotto, gas, reti elettriche e di cablaggio, illuminazione pubblica) - le spese di progettazione, Direzione Lavori, sicurezza, collaudi ed i costi della struttura operativa13 ASPETTI AGRONOMICI, GEOMORFOLOGICI, IDROGEOLOGICI, VEGETAZIONALI Aspetti agronomici L Area in oggetto presenta caratteristiche di forte compromissione dovute all ubicazione centrale, alle condizioni microclimatiche ed alle caratteristiche pedologiche locali. La presenza nel sottosuolo di alcuni corsi d acqua artificiali e di strutture e infrastrutture, quali il Raccordo ed il Passante ferroviario, e la prossima realizzazione della Linea metropolitana 5 e del sottopasso autostradale, individuate negli elaborati grafici del Piano Integrato di Intervento, condizionano la progettazione sia nei suoi aspetti formali sia tecnologici. Si richiede una particolare attenzione alla ricerca di un nuovo equilibrio tra sostenibilità ambientale e soluzioni formali, proprie dell architettura del paesaggio. Dovranno essere adottate soluzioni innovative dal punto di vista agrotecnico ed in particolare nella ricostruzione del suolo vegetale. Il progetto infatti dovrà tendere alla ricostituzione pedologica del suolo per quanto riguarda la fertilità e la sua riattivazione biologica attraverso il riutilizzo di materiali rinnovabili come il compost di qualità. La necessità di costruire adeguati spessori di terreno per lo sviluppo della vegetazione anche in situazioni pensili potrà influire anche sulla forma del Giardino rendendo così visibili gli inevitabili artifici progettuali. La presenza storica dell acqua, oggi totalmente confinata nel sottosuolo, può diventare un elemento qualificante per avviare un nuovo ciclo vitale che generi spazi verdi godibili e diversificati. Il progetto dovrà considerare quindi il ciclo dell acqua al fine di migliorare la fertilità dei suoli, costituire un articolato sistema di raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche, migliorare il microclima, nonché il bilancio idrico complessivo. Gli impianti vegetali dovranno fornire risposte esaurienti alla dialettica contemporanea tra le esigenze di pronto effetto e quelle di uno sviluppo graduale che rispetti i ritmi della natura. La capacità di attrazione e di risposta ad una fruizione, sicuramente intensa, dipenderà anche dalla ricerca di un nuovo equilibrio tra la rusticità e l adattabilità delle piante autoctone e l estrosa varietà delle piante esotiche. L inevitabile suddivisione in lotti esecutivi, la previsione di un elevata fruizione e il rilevante stress ambientale a cui i Giardini saranno sottoposti, impongono una particolare attenzione agli aspetti progettuali, esecutivi, gestionali e manutentivi, che richiederanno soluzioni avanzate fondate anche sul coinvolgimento delle diverse realtà che col tempo si insedieranno attorno ad essi. I Giardini di Porta Nuova rappresentano pertanto l occasione per un ulteriore ricerca sul Giardino urbano posizionato nel tessuto congestionato del centro di Milano, partecipando alla dialettica tra forma e contenuto, tra impianto e gestione, tra cultura e natura. Il progetto dovrà stimolare uno stile di sviluppo in grado di valorizzare l identità e le vocazioni dei luoghi anche attraverso l utilizzo di materiali naturali e tipici, ma soprattutto tramite un "percorso di trasformazione ecologica degli insediamenti che può aver luogo soltanto attraverso una forte reidentificazione culturale, sociale e politica. Aspetti geomorfologici Le caratteristiche geomorfologiche del territorio di Milano risentono particolarmente degli avvenimenti geologici succedutisi dal tardo Miocene fino a tutto il Quaternario. I suoi caratteri morfologici derivano dalla combinazione di due fenomeni: il primo di carattere endogeno, legato ai processi interni della crosta terrestre, il secondo di carattere esogeno legato ai mutamenti climatici che hanno interessato l Area determinandone l attuale conformazione morfologica attraverso l azione erosiva dei ghiacciai e dei corsi d acqua.14 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE GLI ASPETTI AGRONOMICI... L Area in esame si colloca nel settore della media pianura lombarda, che si sviluppa secondo un piano debolmente inclinato verso il Po; essa ha il limite inferiore corrispondente alla fascia meridionale dei fontanili ed è costituito da depositi fluvioglaciali recenti, localmente interrotti dalle alluvioni accumulate dal torrente Seveso, dal fiume Olona e dagli scaricatori glaciali lariani. I depositi fluvioglaciali würmiani costituiscono il livello fondamentale della pianura. Essi sono caratterizzati da ghiaie e sabbie in matrice limosa con locali lenti d argilla. Tali depositi presentano superiormente un livello di natura sabbioso-argillosa che convoglia grosse quantità d acqua verso gli orizzonti sottostanti che, per l elevata porosità, costituiscono un ottimo serbatoio d acqua per la falda. L Area oggetto del Concorso si trova nel centro abitato di Milano in una zona a morfologia prevalentemente pianeggiante in cui prevalgono i depositi sciolti di origine alluvionale. Si tratta di un Area fortemente urbanizzata, originariamente appartenente ad un uso del suolo produttivo. Gli studi relativi alla situazione litostratigrafica hanno evidenziato la presenza di uno strato di spessore variabile tra i 2 m e un massimo di circa 7.50 m composto da terreni di riporto costituito in prevalenza da ghiaie e sabbie a matrice limosa inglobanti frammenti di laterizi, asfalto e resti di calcestruzzo. Al di sotto di tale strato il sottosuolo è formato da successioni di ghiaie eterometriche subarrotondate, in matrice sabbiosa debolmente limose di colore grigio-brune e grigio-nocciola, con intercalazioni di lenti di sabbie brune debolmente limose di colore bruno. Aspetti idrogeologici Il reticolo idrografico superficiale Il territorio comunale di Milano fa parte di un Area molto complessa caratterizzata da un reticolo idrografico naturale e da una fitta rete di canalizzazioni artificiali. Il reticolo idrografico naturale ha i suoi elementi principali nei fiumi Lambro e Olona e nel torrente Seveso. Il fiume Lambro nasce dal Monte Forcella e scorre in provincia di Milano attraversando il lato est del territorio del capoluogo, confluendo infine nel fiume Po. Il corso principale solca il territorio da nord a sud con un tracciato assai incassato. Il regime del fiume è caratterizzato da portate molto variabili, e risente delle abbondanti colature delle aree ad alto sviluppo agricolo milanese e soprattutto degli scarichi fognari dell Area metropolitana. Il fiume Olona ha origine dalle Prealpi varesine, da dove prosegue con direzione nord-sud sino a Castellanza e successivamente con direzione nord-ovest sud-est. L alveo naturale converge verso Milano, prima di immettersi nel sistema tombinato dei Navigli interni e successivamente nel Lambro meridionale. Il torrente Seveso ha origine dai rilievi morenici comaschi e scende a valle attraversando una delle zone più densamente popolate e industrializzate della Lombardia. Lungo il percorso nella provincia di Milano infatti presenta uno stato di grave compromissione. L elevato sviluppo agricolo ed industriale del territorio ha favorito nel tempo la creazione di un fitto reticolato artificiale, risultato di continue modifiche apportate alla situazione naturale, come i collegamenti tra i corsi d acqua originariamente indipendenti, la deviazione o la soppressione dei loro antichi alvei e la sovrapposizione dei nuovi canali artificiali. Quasi tutti i torrenti confluiscono a nord di Milano nell Olona e vanno a costituire parte integrante del sistema fognario del capoluogo. I canali artificiali si sviluppano in genere lungo la direttrice est-ovest. Il sistema delle grandi canalizzazioni artificiali è nato per mettere in comunicazione le acque dei corsi d acqua naturali, mitigare le piene, creare vie di comunicazione navigabili e irrigare i terreni. L Area di studio è attraversata dall importante corso d acqua artificiale rappresentato dal Naviglio15 della Martesana, che scorre completamente tombinato sotto la sede stradale di via Melchiorre Gioia, ad una profondità di circa 2 m dal piano di campagna. È possibile inoltre individuare in prossimità dell Area di Concorso: - nel settore nord orientale, il corpo idrico naturale del torrente Seveso, che riversa le proprie acque nel Naviglio della Martesana poco prima dell ingresso di quest ultimo nell Area di Concorso, all incrocio tra via Carissimi e via Gioia; - nel settore meridionale, il corpo idrico naturale del Cavo Redefossi, che nei pressi di Porta Nuova riceve le acque del Naviglio della Martesana, del quale rappresenta la continuità idraulica. Il reticolo idrografico sotterraneo I sistemi delle acque superficiali e sotterranee sono fortemente interconnessi in ragione della elevata permeabilità dei suoli che caratterizzano l area milanese. Dall analisi di studi recenti si è potuta evidenziare la presenza di: - un primo orizzonte di sabbie e ghiaie (litozona ghiaioso-sabbiosa) che contiene l acquifero tradizionale; - una seconda litozona sabbioso-ghiaioso-limosa, caratterizzata da un alternanza di orizzonti sabbiosi ed orizzonti limosi o argillosi, sede di acquiferi semifreatici; - al di sotto della precedente un unità a conglomerati; - un unità sabbioso-argillosa costituita da limi con livelli di sabbie e raramente ghiaietto, con talora presenza di torbe. L unità ghiaioso-sabbiosa rappresenta l elemento di maggior interesse in quanto risulta essere molto sensibile ad eventuali contaminazioni provenienti dalla superficie, è dotata inoltre di permeabilità medio-alta ed ospita un acquifero freatico di notevoli potenzialità idriche. La quota media dell Area oggetto del Concorso è pari a circa 125 m s.l.m.. La soggiacenza della falda risulta di circa 18 m dal piano di campagna. Le linee isopiezometriche relative alla prima falda nell Area di interesse si dispongono ad una quota compresa tra m s.l.m., con deflusso NNO SSE. I valori di soggiacenza media sono più elevati a nord e diminuiscono verso sud. Aspetti vegetazionali Clima e bioclima I dati climatici riportati in Tabella 1, relativi alla vicina Stazione di Milano Brera, si riferiscono a un periodo di osservazione di circa 26 anni, dal 1967 al 1993 (Provincia di MIlano, 1995). La temperatura presenta una media annuale di 13,9 C e mostra un andamento regolare, con un massimo in luglio e valori minimi in gennaio e dicembre. Le precipitazioni, relativamente elevate nell intero corso dell anno, raggiungono valori medi annuali di poco inferiori ai 980 mm; si evidenziano due massimi relativi in agosto e ottobre e un massimo assoluto nel mese di maggio; il minimo assoluto cade nel mese di dicembre. gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic anno P (mm) 67,6 64,9 75,2 81,6 108,5 81,8 74,2 105,4 81,8 106,5 74,5 57,1 979,1 T ( C) 3,5 5,7 10,1 13,7 17,8 21,6 24,7 23,5 19,8 14,0 8,1 4,2 13,9 Tabella 1: precipitazioni e temperature medie mensili relative alla Stazione di Milano Brera, dal 1966 al 1995 (Provincia di Milano, 1995).16 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE GLI ASPETTI AGRONOMICI... I connotati climatici descritti consentono di classificare la zona in esame dal punto di vista bioclimatico. Il bioclima è definito come una sintesi degli elementi climatici che hanno particolare importanza per gli esseri viventi (Pignatti, 1995). Secondo la classificazione proposta da Tomaselli et Al.(1973), il territorio in esame rientra nella Regione mesaxerica -sottoregione ipomesaxerica- tipo B ; si tratta di un regime climatico temperato, in cui il mese più freddo ha temperature comprese tra 0 e 10 C. Il territorio facente parte del tipo B è caratterizzato da una quantità annua di precipitazione compresa tra i 700 mm e d i 1000 mm e da uno sdoppiamento della stagione piovosa in due massimi, primaverile e autunnale, e in due minimi, invernale ed estivo. Il clima di tale tipologia è di solito influenzato dalla presenza di una falda freatica superficiale. La vegetazione La vegetazione potenziale è definita come la vegetazione che si costituirebbe in una zona ecologica o in un determinato ambiente, a partire dalle condizioni attuali di flora e fauna, se l azione esercitata dall uomo sul manto vegetale venisse a cessare e fino a quando il clima attuale non si modifichi di molto (Tomaselli, 1973). La vegetazione potenziale dell Area in esame è il querco-carpineto (Ornithogalo-Carpinetum, Marincek, Poldini e Zupancic 1982, Querco-Carpinetum boreoitalicum, Pignatti 1953), che costituisce il climax di tutta l area padana. In questa tipologia forestale accanto alle specie dominanti che formano lo strato alto-arboreo, la quercia farnia ed il carpino bianco, possono essere inserite numerose altre specie arboree minori a seconda del contesto pedologico locale e microclimatico, quali il ciliegio (Prunus avium), il frassino (Fraxinus excelsior), l olmo campestre (Ulmus minor), il tiglio selvatico (Tilia cordata), il pioppo nero (Populus nigra), il pioppo bianco (P. alba) e l ontano nero (Alnus glutinosa). Nei contesti mesoigrofili lo strato arbustivo è ricco e caratterizzato da specie quali il biancospino (Crataegus monogyna), la fusaggine (Euonymus europaeus), la frangola (Frangula alnus), il nocciolo (Corylus avellana), il sambuco (Sambucus nigra), il pallon di maggio (Viburnum opulus), la sanguinella (Cornus sanguinea), l acero campestre (Acer campestre) ed il ligustro (Ligustrum vulgare). La vegetazione effettivamente presente nel territorio considerato differisce sensibilmente da quella potenziale sopra descritta, principalmente a causa del forte disturbo antropico. I connotati generali della vegetazione sono in massima parte caratterizzati dalla presenza di specie ornamentali d impianto. Tra queste si riscontra la presenza sia di alcune specie autoctone come il pioppo nero ed il carpino, sia di specie esotiche quali la magnolia (Magnolia grandiflora), l acero americano (Acer negundo) e la koelreuteria (Koelreuteria paniculata). La vegetazione spontanea è perlopiù costituita da specie esotiche infestanti quali la robinia (Robinia pseudoacacia) e l ailanto (Ailanthus altissima). Si tratta per la maggior parte dei casi di individui di ridotte dimensioni riuniti in gruppi monospecifici di scarso valore naturalistico e ornamentale.17 L ARTICOLAZIONE IN PARTI I sei Giardini Con i nuovi tracciati si crea un ampio spazio libero di circa m 300x250 da destinare a Giardino. All intorno sono previsti altri Giardini complementari in modo da determinare un complesso variato di situazioni. L opportunità di realizzare ambienti differenziati e di tenere conto dei vincoli ancora esistenti suggerisce di articolare in tre zone anche la parte centrale: in questo modo nell Area Garibaldi- Repubblica si avranno complessivamente sei Giardini (vedi p.1). Si potranno ottenere diversificazioni di carattere paesaggistico e d uso per ogni singolo Giardino e dare indicazioni per la realizzazione in più fasi. Nei Giardini saranno previsti edifici di servizio per una superficie di mq I sei Giardini sono così identificati: - Giardino Centrale. Con una superficie di oltre cinque ettari, è il cuore dell impianto dei Giardini di Porta Nuova. Circondato su tre lati da strade, questo spazio si relaziona con il Giardino De Castillia. Concepito con un elevato standard di qualità di materiali, manufatti, coltivazioni, elementi illuminanti, tale Giardino dovrà essere ampiamente attraversabile per collegare le parti circostanti della città. - Giardino Volturno. Compreso tra i due viali generati dalla biforcazione della via Volturno e il tracciato della via De Castillia, si configura come cerniera tra i nuovi isolati residenziali previsti dai piani attuativi, l Isola e il nuovo insediamento. Questo luogo può rappresentare un opportunità per gli abitanti e al contempo esprimere simbolicamente il ruolo di porta urbana per i transiti provenienti da nord. - Giardino De Castillia. Compreso tra la via De Castillia e il terrapieno delle FS è quello maggiormente problematico per quanto riguarda la disponibilità delle aree. Sulla via De Castillia si allineano alcuni edifici residenziali e allo stato delle attuali negoziazioni non si possono prevedere tempi rapidi per l utilizzo dell Area. E quindi indispensabile concepire una fase intermedia che possa inglobare gli attuali edifici e la relativa viabilità di accesso, nell attesa della disponibilità dell Area. Opportune sistemazioni paesaggistiche dovranno salvaguardare la privacy degli abitanti e impedire la configurazione di un enclave isolata. Si segnala invece che per l edificio di cui è previsto il mantenimento, è richiesta un indicazione sul suo utilizzo (vedi tavola 3, Stato di fatto, nel CD allegato). - Giardino Einaudi. È un parterre soprastante i parcheggi interrati esistenti. Si dovrà tenere in considerazione l attuale viabilità di accesso e i vincoli dell edificio sottostante. Per la concezione di questo Giardino sarà significativo considerare l opportunità di configurare luoghi attrezzati e spazi si sosta per accogliere sia i fruitori occasionali sia gli impiegati dei numerosi uffici gravitanti nell area circostante. - Giardino della Moda. Si caratterizza come un giardino pensile soprastante il criptoportico che fiancheggia gli edifici della Città della Moda. Poiché sarà realizzato insieme ai manufatti della strada sottostante sono richieste ai concorrenti principalmente alcune indicazioni riguardanti l accesso pedonale dalla città della Moda al Giardino Centrale. - Giardino Liberazione. Questa passeggiata fiancheggia il quartiere di via Filzi. Le attrezzature previste su quest Area terranno conto delle uscite di servizio e griglie di aerazione del sottostante Passante ferroviario. Con questo Giardino si configurerà una passeggiata pedonale e ciclabile di circa un chilometro, che parte da piazza San Gioachimo, attraversa il Giardino Centrale, per giungere, con le future sistemazioni a ridosso del parcheggio delle FS, al quartiere Isola.18 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE INTRODUCTION INTRODUCTION The Idea of the Gardens of Porta Nuova The Area covered by the competition for the new gardens in the Garibaldi-Repubblica Area can be subdivided into several smaller ones, on the basis of the many factors of differentiation to be found in this part of Milan, as well as the indications that derive from the previsions of the Integrated Program of Intervention (see plates on the enclosed CD-ROM). One distinctive feature of the Garibaldi-Repubblica Area on the border between the old city and the metropolitan territory is due to the presence of a large empty space surrounded by often incomplete and malformed building fabrics that belong to urban sectors of different origin: from the workingclass district of Lunetta Isola to the north to the fabrics bordering on the historic center to the south and the higher-density parts of the tertiary city. In particular, the realities with which the gardens will have to establish a relationship are those of the working-class district of Isola (an Area in which many factors of transformation are present, designed to replace traditional activities with new ones linked to the postindustrial economy), the planned City of Fashion, the new Institutional Pole, the various manufacturing and service activities already in existence and the new housing developments under construction on the edge of the garden, where it borders on the district of Isola. The other characteristic that renders the Area of intervention unique is its proximity to the historic city, combined with a high degree of accessibility due to the presence of major infrastructures of rail transport and urban and territorial traffic. The objectives that the municipality intends to pursue through the creation of the new gardens are multiple and concern, in addition to satisfying local needs, the desire to make the gardens the starting point for the realization of an ambitious program of transformation of the Area and, not least, the aim of creating a prestigious location with a high symbolic value for the whole city. For these reasons the expression GARDENS OF PORTA NUOVA serves to indicate both the plurality of the environmental and urbanistic themes involved in the planning and the variety of situations present. One of the things requested from the planners is to reconcile the requirements of the many users of this space in a formal and functional synthesis. Other basic requirements will be to come up with a response to the differences that arise from the existing urbanistic situations and, finally, to interpret the subdivisions of the Area due to the presence of roads and squares (via Melchiorre Gioia and piazza Einaudi), differences in level (crossing of the railroad tunnel between Stazione Garibaldi and Stazione Centrale) and residual areas. The gardens will have to become a welcoming place for those who, coming from the numerous terminals of the public transport system (railroad, subway, underground rail link, streetcar, bus) present in the Garibaldi- Repubblica Area, pass through to gain access to services and workplaces. They will have to be a welcoming place for both the inhabitants of the surrounding districts and occasional users, as well as for the people employed in the numerous offices that are located around the Area. In particular, there will have to be a recreational Area that caters to the needs of the elderly and the children living in the zone. The multiplicity of the types of use foreseen, the contiguity with surrounding parts of the city that are very different in character, the constraints imposed by preexisting structures and the need to realize the project by stages in concomitance with the overall transformation provided for by the IPI are all themes closely connected with the successful outcome of the planning.19 Accessibility and Borders Set in an Area contiguous with the old center of the city (on the edges of the layout of the seventeenth-century Spanish bastions), the Gardens of Porta Nuova have a public character and are indicated by the urbanistic framework of the IPI as a presence intended to complete the morphology of the existing city, on the model of other notable Milanese precedents, such as the gardens of Porta Venezia and Parco Sempione. In the intentions of the Plan the analogy is related to the advisability of adopting in the ambit of the last major intervention of completion on the borders of the old part of the city the historic model of the Milanese public garden with the aim of creating the function of a clearing in the close-knit fabric of the city. Obviously this function is not bound to the nineteenth- and twentieth-century form of the historic gardens of Milan, which is certainly a product of the time of their creation. What the competitors are being asked to do, on the contrary, is to formulate an up-to-date proposal, creating an environment suited to the needs of life in a modern city. The Gardens of Porta Nuova will be the first modern public gardens in the city of Milan, which has produced no significant interventions in this field after the remarkable examples of the eighteenth and nineteenth centuries and the early part of the twentieth. The gardens will have to represent a moment of relaxation with respect to the frenzied environment of Milanese metropolitan life and will have to produce a fascinating and up-to-date experience. The challenge will be to get a place of peace and quiet to coexist with the many routes of traversal that are intended to render the space practicable in various ways: a space that will act as a connective tissue between the different destinations for pedestrians in the Area at various times of day. Consequently, particular attention needs to be paid to solving the problems of noise and light pollution. As there are roads all around the perimeter of the quadrilateral, the study of pedestrian access to the Area of the gardens is a theme of particular significance, taking into account the fact that in some circumstances it will be necessary to resort to three-dimensional solutions (underpasses, overpasses, careful use of levels) in order to obtain the highest degree of permeability with the surrounding urban areas. (The lack of porosity with the adjoining urban fabric in the historical gardens of Milan is one of the problems that beset the city s parks, which for this reason suffer from a certain isolation). The crucial points of accessibility concern in particular the entrance from via Volturno, the permeability from the forecourt of Garibaldi Station, the relationship between the gardens and the front of the City of Fashion (where the passage of Viale Della Liberazione in a cryptoporticus is indicated) and the traversal of via Melchiorre Gioia. In particular, competitors are recommended to solve the problems of the control of access and the formation of borders without introducing fences, railings or similar barriers, but by resorting instead to the means provided by landscaping, such as differences in levels, trenches, etc.20 DOCUMENTO PROGRAMMATICO ALLA PROGETTAZIONE INTRODUCTION Pragmatics of the Gardens: Uses The reference to the campus as a model of settlement based on the creation of a park is the presupposition of the constitution of the Gardens of Porta Nuova, as an inaugural act that will set in motion the transformation of the Garibaldi-Repubblica Area indicated in the IPI. There are illustrious precedents for this principle, in which the activity of the landscape architect can turn into a work of prearrangement of the ground for a development of the settlement with the aim of overcoming the disjuncture between neighborhood as social formation and production of the landscaped locality. In particular it is interesting to recall the application of the notions of planning in circumscribed areas, such as university campuses, scientific and manufacturing parks and new garden cities governed by particular codes of aesthetics and behavior. Where the Gardens of Porta Nuova are concerned, unlike in other cases, the challenge is to set up an open campus, combining in a suitable manner the needs of people passing through with the needs of the residents. In this case, where the intervention is carried out within the existing city in the form of a clearing made in a close-knit fabric, it will be decisive to make sure that the garden, although open and negotiable in various ways, is an element in the constitution of the community and not something separate from the life of the inhabitants. It will be necessary to make sure that the instruments of landscaping are not used as a supplementary exercise, along the lines of the modernist tradition, concluding in a purely aestheticizing result. Often the landscapist called on to produce or reproduce a locality, perhaps in the vicinity of an airport or in one of the unlimited formless spaces produced by the metropolis or on the edge of an expressway junction, has to do without the neighborhood, that is to say an actually existing social form in which the locality, as dimension or value, is realized in variable degree. In the case of the Gardens of Porta Nuova the theme is on the contrary that of promoting an effective use of the garden, coming up with a response to an already existing social demand composed of the need for permanent space on the part of the residents of the surrounding districts and for opportunities for transit, reception and repose for workers in the zone, or for facilities for people passing through on their way from the public transport terminals to the various destinations present in the Garibaldi-Repubblica Area. One safeguard will undoubtedly lie in promoting a sort of base community, by stimulating not just leisure activities but also an interest in maintenance and cultivation. The tending of a garden can be a means of getting in touch with the secrets of nature and at the same time reinforcing the body social as an alternative to a merely contemplative choice or the extremist view of human beings as intruders in the natural environment. It will be the planners task to ensure that the Gardens of Porta Nuova are open to complimentary modes of utilization and to bring about their integration with the functions of the surrounding city. Vedere altro
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