Source: http://www.e-glossa.it/wiki/la_responsabilit%c3%a0_del_notaio.aspx
Timestamp: 2016-10-23 22:12:54+00:00

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La responsabilità del notaio per l'esercizio delle sue funzioni si situa nell'area della responsabilità contrattuale nota1. Si pensi, ad esempio, alla preparazione ed alla stesura di un atto pubblico di trasferimento immobiliare, attività di tipica competenza notarile. In questo senso, quale professionista incaricato dal cliente di svolgere un determinato incarico professionale (inquadrabile nel contratto di mandato), il notaio risponde, ai sensi dell'art. 1228 cod.civ., anche dell'operato dei propri ausiliari (siano essi dipendenti o collaboratori dello studio ovvero altri colleghi: cfr. Cass. Civ. Sez. III, 20825/09). Ma di cosa risponde il notaio? Anzitutto va detto che il notaio deve leggere l'atto alle parti le quali, a sua richiesta, gli comunicano se lo stesso sia o meno conforme alla loro volontà. Cosa dire dell'eventualità in cui le parti si rendano conto, magari anche una volta trascorso non poco tempo rispetto alla stipula dell'atto, che lo stesso non rispecchia del tutto gli intenti delle stesse? Al riguardo è stato deciso che non sia possibile validamente contestare le risultanze dell'atto pubblico che sia stato debitamente letto alle parti che lo abbiano sottoscritto (Cass. Civ., Sez. III, 5535/12).Varie sono inoltre le situazioni che devono essere vagliate dal notaio. La preventiva verifica dell'esistenza dei poteri rappresentativi (Cass. Civ. Sez. I, 24939/07), della capacità delle parti (che non devono essere incapaci di agire, dichiarate fallite, etc. (cfr.Cass. Civ., Sez. III, 26908/2014) della libertà e disponibilità del bene e, più in generale, delle risultanze dei registri immobiliari attraverso la loro visura (e non soltanto: si pensi all'esistenza di usi civici: cfr.Tribunale di Avezzano, 30 aprile 2015), nonché l'informativa al cliente sul suo esito e, nell'ipotesi di constatazione di presenza di iscrizioni pregiudizievoli, la dissuasione del cliente dalla stipula dell'atto, costituiscono, salva l'espressa dispensa degli interessati dalla suddetta verifica, obblighi derivanti dall'incarico conferitogli dal cliente (cfr. Appello di Roma, 19 febbraio 2013). Essi quindi fanno parte dell'oggetto della prestazione d'opera professionale. Neppure è possibile, ai fini di far venir meno la responsabilità, l'arretrato da parte dei pubblici uffici nell'esecuzione delle formalità pubblicitarie, quando esistano comunque strumenti atti a superare tali ritardi (si pensi alla consultazione del c.d. "modello 60" ai tempi in cui la Conservatoria dei RRII non era completamente informatizzata: Cass. Civ., Sez. III, 22398/11). Il risarcimento rinviene comunque un limite in un ragionamento ipotetico: ci si deve infatti domandare quale sarebbe stata la situazione economica del cliente qualora il professionista avesse tenuto una condotta scrupolosamente adempiente (Cass. Civ., Sez. III, 18244/2014).Invero, pur essendo il notaio tenuto, quale professionista, ad una prestazione qualificabile come di mezzi e non di risultato, l'opera di cui è richiesto non si riduce al mero compito di accertamento della volontà delle parti e di direzione della compilazione dell'atto, ma si estende a quelle attività preparatorie e successive, necessarie perché sia assicurata la serietà e certezza dell'atto giuridico da rogarsi ed in particolare la sua attitudine ad assicurare il conseguimento dello scopo tipico di esso e del risultato pratico voluto dalle parti dell'atto. Ne consegue che l'inosservanza di detti obblighi (si pensi al dovere di avvisare il cliente del rischio connesso alla mancata esecuzione delle visure per il tramite delle risultanze del registro generale: cfr. Cass. Civ. Sez. II, 1330/04, oppure addirittura all'omissione dei detti accertamenti quando sia stato conferito espresso formale incarico in tal senso: cfr. Cass. Civ. Sez. III, 7996/05 ) dà luogo a responsabilità contrattuale per inadempimento del contratto di prestazione d'opera professionale, a nulla rilevando che la legge professionale non faccia riferimento a tale responsabilità, posto che essa si fonda sul contratto di prestazione d'opera professionale e sulle norme che disciplinano tale rapporto privatistico nota2. Per converso è stato negato rientrare nell'ambito della detta prestazione l'accertamento della solvibilità del compratore nel caso di pagamento dilazionato ovvero il fatto di dover consigliare alla parte l'effettuazione di specifici accertamenti (quali ad esempio l'inesistenza di vizi, etc.): si veda Cass. Civ. Sez. II, 7707/07. Neppure sarebbe responsabile il notaio per il sol fatto di aver omesso la riconsegna della procura al mandatario in rem propriam sulla base dell'affermazione di costui di aver subito un danno per la semplice mancata alienazione di un immobile, occorrendo la prova della successiva devalutazione del bene (Cass. Civ. Sez. III, 24682/09). Il notaio ovviamente risponde anche in relazione alla mancata esecuzione delle formalità pubblicitarie intese a conferire opponibilità ai contratti ed alle pattuizioni perfezionate per il tramite del suo ministero (cfr., in tema di costituzione di fondo patrimoniale, Cass. Civ., Sez. III, 20995/12). Si veda tuttavia, in tema di trascrizione del testamento contenente institutio ex re certa relativamente a beni immobili, Cass. Civ., Sez. II, 4485/2014, secondo la quale la parte richiedente può esonerare il notaio dall'esecuzione della formalità senza che quest'ultimo incomba in addebiti disciplinari.Particolarmente delicato è il profilo di responsabilità che incombe sul notaio in relazione alla stipula di atti che vengano a realizzare o a concorrere alla realizzazione del reato di lottizzazione abusiva di terreni di cui al I comma dell'art. 30 del T.U. (nonché dall'abrogato art. 20 lett. c) della Legge 47/85) . E' stata reputata la responsabilità disciplinare del professionista ai sensi dell'art. 28 l.n. quand'anche l'ordinanza del sindaco che, sulla scorta della abusività della lottizzazione, aveva sospeso l'esecuzione delle opere edilizie in corso, sia stata successivamente dichiarata illegittima. Infatti la valutazione del professionista deve basarsi sulla situazione ex ante, essendo preciso obbligo di costui di evitare situazioni pregiudizievoli per le parti (Cass. Civ., Sez.II, 9486/2015).Ancora il notaio risponde delle conseguenze relative alla mancata cancellazione delle formalità pregiudizievoli, quali l'ipoteca insistente sull'immobile (anche se non va automaticamente risarcito anche il danno conseguente al lucro cessante connesso alla impossibilità di realizzare un guadagno rivendendo l'immobile: cfr. Cass. Civ., Sez. III, 19493/13). Peggio ancora sarebbe se il notaio non facesse avvertenza o addirittura favorisse l'iscrizione di un'ipoteca in capo a chi, volendo vendere un immobile, si fosse prestato a fiungere da garante, terzo datore di ipoteca, nell'ipotesi in cui non avesse poi luogo la vendita progettata (Cass. Civ., Sez. III, 5481/2015). Particolarmente importante è curare le formalità di cancellazione del pignoramento, dal momento che non risulta sufficiente assicurarsi che il credito azionato sia stato integralmente rimborsato, essendovi sempre la possibilità che un creditore rimasto occulto intervenga nella procedura prima dell'intervenuta integrale estinzione della stessa (cfr. Cass. Civ., Sez. III, 6451/2015).In materia societaria al notaio compete il controllo sull'oggetto sociale alla stregua delle norme dell'ordinamento. Così è stata disposta una sanzione disciplinare per il notaio che abbia stipulato l'atto costitutivo di una società che non aveva i requisiti per lo svolgimento di attività finanziarie ex art. 106 del T.U. 385/96 nei confronti del pubblico, pur annoverate nella parte descrittiva dell'oggetto sociale (Cass. Civ., Sez.II, 2220/13). Ancora è stato reputato passibile di sanzione disciplinare il notaio che aveva ricevuto una pluralità di atti costitutivi di srl il ove a garanzia del capitale iniziale erano state prestate fidejussioni di società finanziarie e non bancarie (Cass. Civ., Sez. II, 11664/2015).Il notaio è parimenti responsabile del controllo di legalità delle singole clausole che compongono lo statuto, dovendo controllare che ciascuna di esse risponda alla legge (cfr. Cass. Civ., Sez. III, 15892/11 in tema di clausola compromissoria). L'ambito del diritto successorio è specialmente delicato. Si pensi alla complessità di procedimenti come quello di accettazione d'eredità con beneficio d'inventario. Il mancato rispetto dei rigorosi termini previsti dalla legge per ciascuna fase può ben comportare danni anche notevoli (si pensi al chiamato che per cautela abbia inteso proteggersi da passività ereditarie che poi finiscano per colpirlo a causa del mancato rispetto delle regole proprie della procedura). Ovviamente occorre che anche il cliente, per così dire, "faccia la sua parte": così se costui abbia omesso di produrre documenti necessari a dare impulso al procedimento pur essendo stato più volte sollecitato dal notaio, costui non è responsabile degli eventuali pregiudizi che ne siano scaturiti (Cass. Civ., Sez.II, 3137/13).Per quanto attiene alla autenticazione di scritture private deve anzitutto chiarirsi come il notaio non possa certo esaurire la propria funzione nell'accertamento dell'identità personale di chi sottoscrive. Il suo compito si spinge non soltanto alla verifica della legalità del contenuto delle stesse, ma anche della rispondenza delle pattuizioni contenute alla volontà delle parti (Cass. Civ., Sez. II, 19350/2014). Sul tema dello svolgimento delle ispezioni preliminari intese ad accertare la libertà del bene da pesi e vincoli, si veda Cass.Civ. Sez.II, 23934/04 nonchè Cass.Civ. Sez.II, 19673/05 imperniate sull'aspetto della necessità, ai fini della responsabilità per omessa esecuzione delle visure, del conferimento di un esplicito incarico in tal senso. Questo orientamento è stato tuttavia successivamente ribaltato. Al riguardo si veda Cass.Civ. Sez.III, 13015/06 che è parsa porre il principio della naturale ricomprensione degli accertamenti ipocatastali nell'incarico di predisporre l'atto di vendita, ancorchè per scrittura privata meramente autenticata nelle sottoscrizioni. Tale principio è stato ribadito da Cass. Civ., Sez. III, 2071/13.Ciò non toglie che le parti possano concordemente (cfr. Cass. Civ., Sez. III, 14865/13 in tema di eventuale richiesta di danni da parte di chi non avesse preso parte all'accordo di esonero) rinunciare al compimento di tale attività preliminare, espressamente esonerando il notaio dal darvi esecuzione (ad esempio per l'urgenza: cfr. Cass. Civ. Sez. II, 5868/06; cfr. anche Cass. Civ. Sez. III, 25270/09 con la quale si è precisato che tale esonero, concorde, potrebbe essere formulato dalle parti anche verbalmente). Il profilo disciplinare di una siffatta condotta prescinde comunque dal fatto che le parti abbiano esentato il notaio dal compimento delle visure (cfr. Cass. Civ., Sez. II, 12797/2014).E' stato inoltre deciso che, pur in presenza dell'esonero predetto, il notaio comunque è responsabile quando anche avesse avuto il semplice sospetto dell'esistenza di formalità pregiudizievoli (Cass. Civ., Sez. III, 15726/10). Il detto orientamento è stato ulteriormente rettificato. Fermo infatti rimanendo che l'obbligazione di effettuare le visure ipotecarie e catastali incombe comunque sul notaio a prescindere se il trasferimento immobiliare procede per scrittura privata o per atto pubblico, essa viene fatta derivare non già da una specifica diligenza professionale, bensì dal canone generale di cui all'art.1175 cod.civ.. Per di più si è messo a fuoco come anche un espresso esonero delle parti debba soddisfare precisi requisiti (Cass. Civ., Sez. III, 16990/2015).A volte però l'accertamento della condotta negligente non basta. Se infatti si potesse concludere che, anche nell'ipotesi in cui ci si fosse comportati con adeguato scrupolo professionale, comunque l'esito sarebbe stato negativo, il danno non potrà essere considerato risarcibile (Cass. Civ., Sez. III, 16905/10).Una volta accertata la sussistenza della responsabilità in parola, il professionista può addirittura essere condannato al risarcimento del danno in forma specifica. E' stato così statuito che il notaio debba, sia pure a determinate condizioni, procurare la cancellazione della formalità pregiudizievole che colpisca il bene, formalità non rilevata nel corso delle visure ipocatastali non diligentemente eseguite (Cass. Civ. Sez. II, 14813/06). In relazione alle suddette inosservanze il notaio non può invocare la imitazione di responsabilità prevista per il professionista dall'art. 2236 cod. civ. con riferimento al caso di prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, in quanto tale inosservanza non è riconducibile ad imperizia, cui trova applicazione quella limitazione, ma a negligenza o imprudenza, cioè alla violazione del dovere della normale diligenza professionale media esigibile ai sensi del II comma dell'art. 1176 cod. civ., rispetto alla quale rileva anche la colpa lieve, essendo inapplicabile l'art. 2236 cod. civ. (cfr. Cass. Civ. Sez. III, 5946/99).La professione notarile, in definitiva, è ritenuta tale da implicare l'impiego di una seria diligenza Cass.Civ., 5158/01 e Cass. Civ. Sez. II, 1228/03 (si veda anche Cass. Civ. Sez. III, 14934/02 relativamente alla legittimazione attiva a far valere la responsabilità del professionista). Inoltre, come statuito dal Supremo Collegio, la funzione del notaio non si esaurisce nella mera registrazione delle dichiarazioni delle parti, ma si estende all'attività di consulenza (ad esempio circa le modalità di perfezionamento di una cessione di credito derivante da un appalto pubblico: Cass. Civ. Sez. III, 14450/06), anche fiscale, nei limiti delle conoscenze che devono far parte del normale bagaglio di un professionista che svolge la sua attività principale nel campo della contrattazione immobiliare. Rientra, dunque, negli obblighi del notaio, ai sensi dell'art. 1176 cod. civ. , prestare alle parti adeguata assistenza fiscale, informandole dell'esistenza in loro favore di eventuali esenzioni fiscali. In assenza di tale informazione, il notaio risponde nei confronti del cliente per il danno da quest'ultimo subito in conseguenza della mancata fruizione dei benefici fiscali, sempre che non sia possibile per il contribuente ottenere la restituzione dell'imposta pagata in eccedenza (cfr. Cass. Civ. Sez. II, 309/03 ). Si pensi anche alle conseguenze afferenti alla richiesta di applicazione, effettuata in un atto di compravendita, dell'imposta di registro in base alla richiesta ex art. art.12 D.l. 70/88 di attribuzione della rendita catastale non ancora attribuita all'unità immobiliare oggetto della negoziazione: è stato deciso al riguardo come il notaio debba occuparsi della relativa istanza o quantomeno rendere edotte le parti della rilevanza del relativo procedimento (Cass. Civ. Sez. II, 7857/08). Addirittura ci si è spinti fino a ritenere responsabile il notaio per non aver avvisato il cliente delle conseguenze relative all'indicazione di dati non veritieri o non plausibili in riferimento al computo dell'INVIM, imposta ormai non più in vigore (Cass. Civ., Sez. II, 26369/2014). V'è tuttavia di più: quand'anche il notaio non avesse tenuto una condotta negligente, come nel caso in cui le parti, debitamente consigliate da commercialisti, avessero instato per l'assoggettamento ad IVA del corrispettivo di una vendita mentre l'Ufficio avesse reputato piuttosto applicabile l'imposta di registro, comunque a di lui carico l'Ufficio potrebbe emettere avviso di liquidazione dell'imposta principale (CTR Firenze, Sez. V, 2455/2014).Gli obblighi di informazione non possono non investire questioni di speciali rilevanza, quali ad esempio le conseguenze scaturenti dal mancato frazionamento di mutuo ipotecario che la parte acquirente si accolli in sede di acquisizione dell'immobile (Cass. Civ. Sez. III, 264/06). Occorre riferire che, proprio in relazione a siffatto rischio, il legislatore è intervenuto addirittura prescrivendo il divieto di procedere al perfezionamento dell'atto di vendita in difetto di preventivo frazionamento dell'ipoteca sussistente sull'intero complesso immobiliare (art.8 D. Lgs. 20 giugno 2005, n. 122). Si pensi ancora all'indicazione dell'espressione "salvo conguaglio" con riferimento alla quota di un mutuo ipotecario oggetto di accollo all'acquirente, quota che fosse stata indicata in misura notevolmente inferiore rispetto a quella poi palesatasi nella realtà (Cass. Civ., Sez. III, 546/12).Per quanto attiene invece al rischio connesso all'acquisto di un immobile il cui titolo di provenienza sia stato specificamente indicato come un acquisto per usucapione, tuttavia non accertata giudizialmente, si veda Cass. Civ. Sez. II, 2485/07 che ha escluso la responsabilità del notaio in conseguenza del semplice inserimento nell'atto di una clausola dalla quale possa ritrarsi la consapevolezza di siffatto rischio. Ancora il notaio è stato reputato responsabile per aver omesso di eseguire l'annotazione dell'atto di costituzione di fondo patrimoniale a margine dell'atto di matrimonio (Cass. Civ. Sez. II, 16187/03) nonchè per avere errato nell'indicazione del nome nel redigere un verbale di protesto (Cass. Civ. Sez. III, 7495/08).Al notaio sono inoltre demandati ulteriori compiti aventi rilevanza pubblicistica, che si sostanziano nell'erezione di inventari, nell'attività di protestare titoli di credito. Ne segue che egli sia responsabile per la condotta negligente nella esplicazione di tali compiti (cfr. Cass. Civ., Sez. III, 15861/2015 in tema di ritardo nel protesto di assegno bancario).Diversa rispetto alla responsabilità di cui si è fatto cenno è quella relativa alla solidarietà passiva che vede il notaio tenuto, quale responsabile di imposta (pur rimanendo le parti obbligate quali destinatarie sostanziali degli effetti dell'atto: Cass. Civ., Sez. VI-V, sent. n. 5016/2015), a corrispondere all'Erario le somme dovute a fronte della registrazione dell'atto perfezionato per il suo tramite (cfr. l'art.57 T.U. sull'imposta di registro di cui al D.P.R.. 131/86). L'eventuale pagamento effettuato dal pubblico ufficiale definisce il rapporto tributario anche rispetto all'obbligato principale, che più non potrebbe pertanto domandare all'Amministrazione finanziaria il rimborso di quanto corrisposto (Cass. Civ. Sez. V, 4047/07). Così il notaio risponde in via solidale delle imposte dovute a fronte del conferimento in natura effettuato nel corso di un'operazione di aumento del capitale sociale (Cass. Civ., Sez.V,6606/11).La peculiare posizione pubblicistica del notaio informa anche le conseguenze del mancato versamento delle imposte e dei tributi pure allo stesso corrisposti dal cliente. Al riguardo è stato deciso che la predetta condotta non integra semplicemente il reato di appropriazione indebita, bensì piuttosto di peculato (Cass. Pen., Sez.V, 47178/09; Cass. Pen., Sez. VI, 33879/2015). La consapevole inesattezza delle imputazioni effettuate telematicamente allo scopo di evitare la corresponsione delle imposte anticipate dai clienti può parallelamente determinare il perfezionamento anche del reato di falso ideologico (Cass. Pen., Sez. V, sent. n. 30512/2014), mentre l'appropriazione di somme asseritamente dovute a fronte di imposte in effetti da non pagarsi configura il reato di truffa aggravata (cfr. Cass. Pen., Sez. IV, sent. n. 20132/2015 in riferimento alla liquidazione di imposta operata in base al valore venale dei beni dichiarato dai clienti a vendite in relazione alle quali veniva poi invocata l'applicazione del "prezzo/valore" all'insaputa delle parti). In ogni caso, a prescindere dalla contestazione delle fattispecie di reato penale di cui sopra, il sistematico ritardo nel versamento delle imposte comunque versate dai clienti costituisce illecito disciplinare, come tale sanzionabile ai sensi dell'art.147 l.n. (Cass. Civ., Sez. II, 4206/2016).Assai rilevante è porre in luce il problema dell'individuazione del dies a quo di decorrenza del termine prescrizionale del diritto al risarcimento del danno sorto in favore del cliente in conseguenza della difettosa prestazione professionale. In proposito all'orientamento tradizionale secondo il quale tale momento andava indicato nella data di stipulazione dell'atto pubblico (o della scrittura privata autenticata) si è da ultimo opposto un parere differente, secondo il quale la prescrizione inizierebbe a decorrere dal momento in cui il danno si manifesta all'esterno, divenendo percepibile (Cass. Civ., Sez. II, 6747/2016; Cass. Civ. Sez.III, 3176/2016; Cass. Civ. Sez. III, 16463/09). Dalla condotta generatrice di responsabilità professionale di cui sopra si differenziano quei comportamenti del notaio atti ad integrare gli estremi dell' illecito disciplinare. Il relativo procedimento è regolato dalla legge notarile (cfr. l'art. 158 e ss. della Legge 89/13). L'illecito disciplinare (cfr. Cass. Civ., Sez. II, 1170/2014 relativamente all'omissione del versamento delle imposte per carenza di provvista sul conto corrente) può ovviamente convivere con altre, talvolta più gravi, violazioni. Si pensi alla mancata registrazione e trascrizione degli atti ed al conseguente incameramento delle somme percepite dal cliente, ciò che può configurare, come già detto più sopra, gli estremi del reato di peculato. Giova peraltro rilevare come possa essere considerata circostanza attenuante, sotto il profilo disciplinare (cfr. l'art. 144 della Legge 89/13), l'essersi successivamente attivato provvedendo, seppur tardivamente, all'effettuazione delle formalità (Cass. Civ., Sez. II, 3203/2014).Le controversie in materia di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e delle misure cautelari sono regolate, ai sensi dell'art. 26 del D. Lgs. 150/11, dal rito sommario di cognizione.A tal fine occorre fare riferimento ai precetti imposti non già dalle norme di cui al codice civile, bensì a quelle che si ritraggono dal c.d. codice deontologico (approvato dal CNN con deliberazione 2/56 del 5 aprile 2008 pubbl. su G.U. 30 luglio 2008), che viene a disciplinare gli specifici aspetti della professione notarile. La violazione di tali precetti espone il notaio alle sanzioni disciplinari di cui alla legge notarile, sanzioni che possono assumere una pregnanza notevole, giungendo fino alla sospensione dalla professione o alla destituzione nei casi più gravi. Per tale via risulta possibile sanzionare comportamenti che, altrimenti, non potrebbero rinvenire una reazione adeguata per effetto della tutela, comunque concorrente, offerta dall'apparato codicistico. E' stata, ad esempio, reputata come contraria al decoro della classe notarile la condotta del notaio che trattenga senza giustificazione denaro o documenti di terzi (Cass. Civ., Sez. VI, 11791/11). Va peraltro rammentato che l'eliminazione delle tariffe minime come elemento vincolante operata dalla c.d. "legge Bersani" (l.248/2006) non rende passibile di sanzione disciplinare il notaio che pratichi sistematicamente onorari inferiori rispetto a quelli indicati dal Consiglio notarile di appartenenza (Cass. Civ., Sez. II, 3715/13). Il problema, caso mai, è quello della qualità della prestazione notarile, dal momento che la prassi di indiscriminati ribassi della parcella può ben essere l'indice di una frettolosità e superficialità della condotta professionale contraria agli obblighi minimi di diligenza (Cass. Civ., Sez. II, 9793/13, si veda anche Cass. Civ., Sez. II, 10008/2015).Notenota1Alpa, Aspetti attuali della responsabilità del notaio, in Riv. not., 1984, fasc.5-6, p. 989; Amitrano, Accertamento, da parte del notaio, dell'identità delle parti e responsabilità professionale del medesimo (nota a sent. Appello di Cagliari, 15 maggio 1995), in Riv. giur. Sarda, 1996, vol. I, fasc.1, p. 384. Cfr. anche la più recente Cass. Civ. Sez. III, 9757/05 nonchè Appello di Roma, 8 gennaio 2013. Da ultimo è stato deciso che il notaio non è responsabile dei danni che taluno subisca in relazione alla discordanza tra identità effettiva ed identità attestata del comparente ogniqualvolta l'identificazione sia avvenuta sulla scorta di una pluralità di elementi, quali l'esibizione di un documento di identità, la dichiarazione delle parti relativamente alla pregressa conoscenza, l'esibizione ad opera della parte di documentazione afferente alla stipulando negoziazione (Cass. Civ. Sez. III, 15424/04). Andretta, Scrittura privata autenticata e responsabilità del notaio (nota a sent. Tribunale di Monza, 20 gennaio 1993), in Riv. notar., 1994, vol. I, p. 1092; Andrini, Responsabilità del notaio e atto annullabile. Aspetti notarili e nuovo orientamento della Cassazione sull'art. 28, in Vita not., 1998, vol. II, p. 701; Angeloni, La responsabilità civile del notaio: il punto sull'evoluzione normativa e giurisprudenziale anche con riferimento al recepimento della direttiva Cee 93/13 sulle clausole abusive, in Contratto e impresa, 1999, vol. II, p. 619; Angeloni, Responsabilità del notaio e clausole abusive, Milano, 1999; Antinozzi, La responsabilità del notaio per attestazione d'identità personale non rispondente al vero (nota a sent. Cass. Civ. Sez. I, 3274/86), in Dir. e prat. assicur., 1987, p. 343.top1nota2Addirittura è stato deciso nel senso che il notaio risponda del danno morale conseguente alle sofferenze ed ai patemi d'animo che l'acquirente abbia riportato in seguito alla scoperta di formalità pregiudizievoli sul bene acquistato e venduto come libero. Ciò sia pure indipendentemente dal danno biologico riportato, danno che non è stato ritenuto causalmente riconducibile all'operato negligente del professionista in riferimento al principio della regolarità causale (Tribunale di Pescara, 27 giugno 2005). Per quanto attiene invece al profilo risarcitorio, è stato deciso che il risarcimento del danno conseguente alla negligente esecuzione delle visure possa intervenire anche in forma specifica, procurando la cancellazione dell'ipoteca erroneamente non rilevata (Cass. Civ., Sez. III, 903/13; Cass. Civ., Sez. III, 15305/13). Nè si potrebbe dire escluso il profilo risarcitorio per mancata esecuzione delle visure quando le parti avessero già concluso contratto preliminare tra loro (Cass. Civ., Sez. III, 3657/13) e neppure quando fosse intervenuto l'esonero dal compierle (cfr. la citata Cass. Civ., Sez. III, 15305/13).top2Guide operative praticheLa vendita immobiliare e i compiti del NotaioBibliografiaALPA, Aspetti attuali della responsabilità del notaio, Riv. not. , fasc.5-6, 1984AMITRANO, Accertamento, da parte del notaio, dell'identità delle parti e responsabilità professionale del medesimo, Riv. giur. sarda, Vol. I, fasc.1, 1996ANDRETTA, Scrittura privata autenticata e responsabilità del notaio, Riv. notar., Vol. I, 1994ANDRINI, Responsabilità del notaio e atto annullabile. Aspetti notarili e nuovo orientamento della Cassazione sull'art.28, Vita not., Vol. II, 1998ANGELONI, La responsabilità civile del notaio: il punto sull'evoluzione normativa e giurisprudenziale anche con riferimento al recepimento della direttiva Cee 93/13 sulle clausole abusive, Contratto e impresa, II, 1999ANGELONI, Responsabilità del notaio e clausole abusive, Milano, 1999ANTINOZZI M., La responsabilità del notaio per attestazione d'identità personale non rispondente al vero, Dir. e prat. assicur., 1987Prassi collegateDalla parte del codice deontologico. Decisioni e spunti di interesse. 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News collegateResponsabilità del notaio: dies a quo a far tempo del quale corre il termine prescrizionale. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 3176 del 18 febbraio 2016)Versamento intempestivo di imposte legate alla stipula di un atto. Art. l'art. 147, lettera a) legge notarile: illecito disciplinare del notaio a condotta non tipizzata. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 4206 del 3 marzo 2016)Decorrenza del termine prescrizionale in relazione all'azione del danneggiato per la responsabilità professionale del notaio. Non tutti i professionisti sono eguali. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 6747 del 7 aprile 2016)Il notaio è responsabile per non aver accertato l'esistenza dell'uso civico sul terreno oggetto di vendita. (Tribunale di Avezzano, 30 aprile 2015)Orario e luogo dell'atto apposto a casaccio? La condotta del notaio è censurabile. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 10008 del 15 maggio 2015)Reato di peculato ed autoliquidazione delle imposte effettuata dal notaio. (Cass. Pen., Sez. VI, sent. n. 33879 del 31 luglio 2015)Costituzione di società a responsabilità limitata in violazione del IV comma dell'art.2464 cod.civ.: il notaio rogante è punito con la sospensione. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 11664 del 5 giugno 2015)Comportamento del notaio che si appropria di somme consegnate dai clienti: differenza tra peculato e truffa aggravata. (Cass. Pen., Sez. IV, sent. n. 20132 del 14 maggio 2015)Vendita di terreno oggetto di ordinanza sindacale che prospetta una lottizzazione abusiva e responsabilità del notaio. Quid juris nell'ipotesi in cui il provvedimento sia dichiarato illegittimo? (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 9486 dell’11 maggio 2015)Il notaio deve effettuare le visure ipocatastali ai fini del trasferimento immobiliare. Anche quando esso è portato da scrittura privata autenticata (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 16990 del 20 agosto 2015)Il notaio non provvede ad elevare tempestivamente il protesto per l'assegno privo di provvista? Deve risarcire i danni alla banca. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 15861 del 28 luglio 2015)Non è sufficiente che ci si preoccupi del debito che ha dato origine al pignoramento dell'immobile: il notaio risponde per non aver avvisato l’acquirente del rischio conseguente ai possibili interventi nella procedura esecutiva non ancora estinta. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 6451 del 31 marzo 2015)Mutuo e susseguente vendita: quando il terzo datore d'ipoteca rimane gabbato. Responsabilità dell'istituto bancario e del notaio rogante. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 5481 del 19 marzo 2015)Versamento integrativo dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale in relazione ad atto immobiliare registrato telematicamente: responsabilità del notaio rogante. (Cass. Civ., Sez. VI-V, sent. n. 5016 del 12 marzo 2015)Ragionamento ipotetico alla base della quantificazione del danno risarcibile da parte del notaio per l’omissione dell’obbligo di eseguire le visure ipotecarie. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 18244 del 26 agosto 2014)Errata autoliquidazione dell’imposta e responsabilità del notaio rogante. (CTR Firenze, Sez. V, sent. n. 2455 del 16 dicembre 2014)Responsabilità del notaio per aver stipulato una compravendita senza accorgersi che il venditore era fallito. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 26908 del 19 dicembre 2014)Normativa tributaria, obblighi del contraente-contribuente e responsabilità del notaio. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 26369 del 16 dicembre 2014)Cosa deve fare il notaio autenticante una scrittura privata? Non può limitarsi ad effettuare il mero controllo di legalità delle pattuizioni, bensì anche indagare sulla volontà delle parti. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 19350 del 12 settembre 2014)Autoliquidazione delle imposte scientemente errata da parte del notaio: concorso fra falso ideologico e peculato. (Cass. Pen., Sez. V, sent. n. 30512 del 10 luglio 2014)Notaio e funzione di adeguamento: attività accessorie e susseguenti rispetto all'accertamento della volontà delle parti senza effettuare alcuna indagine tecnica. Sanzioni disciplinari. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 12797 del 6 giugno 2014)Clausole di esonero da responsabilità a carico del notaio e successione mortis causa. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 4485 del 25 febbraio 2014)Il notaio che non paga le imposte dovute a fronte di un atto da lui stipulato per mancanza di provvista sul proprio conto corrente? Va sospeso. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 1170 del 21 gennaio 2014)Responsabilità disciplinare del notaio e "ravvedimento operoso" dello stesso. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 3203 del 12 febbraio 2014)Quand'anche esonerato dall'acquirente dall’effettuazione delle verifiche ipocatastali sul bene, il notaio è responsabile e tenuto al risarcimento del danno nei confronti del venditore. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 14865 del 13 giugno 2013)Risarcibilità del danno derivante dall'impossibilità di vendere l'immobile da parte del notaio che ha omesso di cancellare l'ipoteca. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 19493 del 23 agosto 2013)La responsabilità del notaio in caso di compravendita di immobile gravato da ipoteca per un debito che la parte venditrice afferma, contrariamente al vero, di aver provveduto ad estinguere. (Appello di Roma, 19 febbraio 2013)Attività notarile, minimi tariffari, qualità della prestazione. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 9793 del 23 aprile 2013)Obbligo di risarcimento del danno in forma specifica a carico del notaio in ordine alla cancellazione dell'ipoteca. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 15305 del 19 giugno 2013)Ritardo nella consegna della documentazione necessaria per definire il procedimento inventariale e responsabilità del notaio incaricato. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 3137 dell’8 febbraio 2013)Nullità della clausola statutaria che preveda il deferimento delle controversie sociali ad arbitri nominati dalle parti, non conformemente ai requisiti di cui all’art. 34 del d.lgs. n. 5/2003. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 15892 del 20 luglio 2011)La liberalizzazione della misura degli onorari operata dalla legge determina la non assoggettabilità a sanzione disciplinare del professionista che sistematicamente pratichi tariffe inferiori a quelle indicate dal proprio ordine (nella specie il Consiglio notarile). (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 3715 del 14 febbraio 2013)Responsabilità del notaio in materia di identificazione dell'identità personale delle parti. (Appello di Roma, 8 gennaio 2013)Inadempimento del notaio e responsabilità. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 3657 del 14 febbraio 2013)Assenza dei requisiti per l'esercizio di attività finanziaria svolta nei confronti del pubblico da parte di neocostituita società: responsabilità del notaio rogante. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 2220 del 30 gennaio 2013)Mancata effettuazione delle visure e responsabilità del notaio autenticante scrittura privata portante vendita immobiliare. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 2071 del 29 gennaio 2013)La responsabilità del notaio per mancata esecuzione delle visure: fondamento e limiti. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 903 del 16 gennaio 2013)Arriva la "Tobin Tax". Attuazione dei commi da 491 a 499 della legge n. 228/2012 (stabilità 2013) - imposta sulle transazioni finanziarie. (Decreto Ministeriale 21 febbraio 2013)Responsabilità del notaio che omette di annotare a margine dell’atto di matrimonio la costituzione di fondo patrimoniale. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 20995 del 27 novembre 2012)Il notaio che abbia ritualmente stipulato un atto pubblico non è responsabile del fatto che il contenuto non rispecchi gli accordi tra le parti. (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 5535 del 5 aprile 2012)Responsabilità del notaio per condotta negligente: ambito e limiti. (Cass. Civ., Sez. III, n. 546 del 17 gennaio 2012)L’arretrato della "Conservatoria" non giustifica il mancato espletamento della visura da parte del notaio. (Cass. Civ., Sez. III, n. 22398 del 27 ottobre 2011)D.Lgs. del 21 settembre 2011 n. 150. Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69Cass. Civ., Sez. VI, n. 11791 del 27 maggio 2011. Condotta del notaio contraria ai principi deontologici: rilevanza del luogo di consumazione dell'illecito.Cass. Civ., Sez. V, n. 6606 del 23 marzo 2011. Responsabilità del notaio rogante per il pagamento dell'imposta di registro nel caso di aumento di capitale mediante conferimento in natura.Cass. Civ., Sez. III, n. 16905 del 20 luglio 2010. La responsabilità professionale del notaio e l'esecuzione delle visure: rilevanza del giudizio ipotetico sulla condotta alternativa lecita.Cass. Civ., Sez. III, n. 15726 del 2 luglio 2010. La responsabilità professionale del notaio e l'esecuzione delle visure: rilevanza dell'esonero da parte del cliente.Cas. Pen., Sez. V, n. 47178/2009. Risponde di peculato il notaio che non versa l'imposta di registro.Cass. Civ., Sez. III, n. 25270/2009. L'esonero verbale al compimento delle visure catastali e ipotecarie esclude la responsabilità professionale del notaio.Cass. Civ., Sez. III, n. 24682/2009. Inadempimento del notaio nei confronti del cliente consistente nel mancato rilascio di procura e danno risarcibile.Cass. Civ., sez. III, n. 16463/2009. Momento iniziale di decorrenza del termine di prescrizione del diritto al risarcimento danni nel caso di responsabilità del notaio.Cass. Civ., sez. III, n. 20825/2009. Responsabilità del notaio per le attività da parte di suoi sostituti e ausiliari.Cass. Civ., sez. II, n. 7857/2008. Sulla responsabilità del notaio in ordine al mancato avviso al cliente dell'attribuzione di rendita catastale.Cass. Civ., sez. I, n. 24939/2007. Responsabilità del notaio per l'erronea verificazione dei poteri rappresentativi e conseguente invalidità dell'ipoteca.Cass. Civ., sez. III, n. 7495/2008. Responsabilità del notaio per erronea redazione di un verbale di protesto.Cass. Civ., sez. V, n. 4047/2007. Solidarietà tributaria fra notaio e contribuente. Impossibilità di domandare il rimborso all'erario successivamente al pagamento effettuato dal responsabile d'impostaCass. Civ., sez. II, n. 2485/2007. Acquisto della proprietà per usucapione non accertata giudizialmente e responsabilità del notaio.Cass. Civ., sez. II, n. 7707/2007. Prestazione professionale del notaio e dovere di consiglio alle parti della compravendita.Cass. Civ., Sez. III, n. 9757/2005. Accertamento dell'identità personale delle parti e responsaiblità del notaio.Cass. Civ., Sez. II, n. 5868/2006. Esclusione della responsabilità professionale del notaio in relazione a concorde ed espresso esonero dall'esecuzione delle visure.Cass. Civ., Sez. III, n. 264/2006. Responsabilità professionale del notaio per difettosa informazione dei rischi connessi all'accollo di mutuo non frazionatoCass. Civ., Sez. III, n. 13015/2006. Responsabilità del notaio per omissione delle visure ed autenticazione di scrittura privata .Cass. Civ., Sez. III, n. 14450/2006. Responsabilità del notaio per omissione di attività consulenziale relativa alle modalità di perfezionamento della cessione di un credito scaturente da appalto pubblico.Cass. Civ., sez. II, n.14813/2006. Presupposti del risarcimento in forma specifica in caso di responsabilità nascente da attività notarile.Cass. Civ., sez. II, n. 19673/2005. Risarcimento danni a titolo di responsabilità professionale da parte del notaioCass. Civ., sez. II, n. 23934/2004. Responsabilità del notaio incaricato della redazione di una scrittura privata.Tribunale di Pescara, sentenza del 27/06/2005. Responsabilità del notaio per omessa verifica delle visure catastali.Cass. Civ., sez. III, n. 7996 /2005. Omissione degli accertamenti catastali da parte del notaio e diritto all'integrale ristoro.Cass. Civ., sez. III, n. 15424/2004. Acquisizione da parte del notaio della certezza dell'identità del sottoscrittore nel momento della attestazione.Cassazione Civ., Sez. II, n. 1228/2003. Responsabilità professionale del notaio: ricade nei limiti dell'ordinaria diligenza del notaio la preventiva verifica della procura speciale.Vedi ancheAtti espressamente proibiti dalla legge e responsabilità del notaioIl notaio pubblico documentatoreLa responsabilità professionaleLa vendita immobiliare e i compiti del NotaioDivieto di ricevere atti che interessano il notaioLe responsabilità speciali nella legislazione extracodicisticaMassime commissioni civilistiche Triveneto - Rent to buyStudio n. 1-2016/B, I riflessi della normativa antiriciclaggio sugli atti istitutivi di trust ed i conseguenti atti di dotazioneLa funzione di adeguamentoMassime commissioni civilistiche Triveneto - Fondo patrimonialeMassime commissioni civilistiche Triveneto - Acquisti mortis causa e trascrizione
Inadempimento delle obbligazioni >> Il problema della responsabilità del debitore >> Presunzione di colpevolezza e prova liberatoria >> Obbligazioni di facere >> Responsabilità professionale L'illecito extracontrattuale e il risarcimento del danno >> Le responsabilità speciali nella legislazione extracodicistica Aggiungi un commento
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 sentenza