Source: http://www.igitalia.it/default.asp?go=maincatnew&categoria=Legislazione%20Ue&page=3
Timestamp: 2019-12-05 18:29:40+00:00

Document:
Mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, in esame al Parlamento europeo
Mercoledì 11 ottobre, la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo ha discusso di Accesso di beni e servizi di paesi terzi al mercato interno degli appalti pubblici dell'Unione europea e procedure a sostegno dei negoziati sull'accesso di beni e servizi dell'Unione europea ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, la cui documentazione si trova cliccando sul link:
Raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici — Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 7 ottobre è stata pubblicata la Raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici — Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici.
1.3 Corte di Giustizia Ue C-223/16 su appalti pubblici
Oggi, giovedì 14 settembre, la Corte di Giustizia Ue si è espressa sulla Sentenza C-223/16 riguardante «Appalti pubblici – Articolo 47, paragrafo 2, e articolo 48, paragrafo 3, della direttiva 2004/18/CE – Articolo 63 della direttiva 2014/24/UE – Affidamento del concorrente sulle capacità di altri soggetti – Esclusione automatica dalla procedura di gara, prevista dalla normativa nazionale, di un concorrente che fa affidamento sulle capacità di un altro soggetto che, nel corso di tale procedura, perde le capacità richieste – Interpretazione del diritto nazionale conforme al diritto dell’Unione – Principio di proporzionalità – Forza maggiore». Per maggiori info e documentazione:
http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=194433&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=994867
1.1 Causa C-206/16: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 20 luglio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Appalti
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue dell’11 settembre è stata pubblicata la Causa C-206/16: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 20 luglio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Marco Tronchetti Provera SpA e a./Commissione Nazionale per le società e la Borsa (Consob) (Rinvio pregiudiziale — Diritto delle società — Direttiva 2004/25/CE — Offerte pubbliche di acquisto — Articolo 5, paragrafo 4, secondo comma — Possibilità di rettificare il prezzo dell’offerta in circostanze e secondo criteri chiaramente determinati — Normativa nazionale che prevede la possibilità per l’autorità di vigilanza di aumentare il prezzo di un’offerta pubblica di acquisto in caso di collusione tra l’offerente o le persone che agiscono di concerto con il medesimo e uno o più venditori), il cui Dispositivo prevede:
L’articolo 5, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di acquisto, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che consente all’autorità nazionale di vigilanza di aumentare il prezzo di un’offerta pubblica di acquisto in caso di «collusione» senza precisare le condotte specifiche che caratterizzano tale nozione, a condizione che l’interpretazione della suddetta nozione possa essere desunta da tale normativa in modo sufficientemente chiaro, preciso e prevedibile, mediante metodi interpretativi riconosciuti dal diritto interno.
Causa T-151/16: Sentenza del Tribunale del 27 giugno 2017 — NC/Commissione («Sovvenzioni — Indagine dell’OLAF — Constatazione d’irregolarità — Decisione della Commissione con cui viene irrogata una sanzione amministrativa — Esclusione dalle procedure d’appalto e dalla concessione di sovvenzioni finanziate dal bilancio generale dell’Unione per un periodo di 18 mesi — Inserimento nella banca dati del sistema di individuazione precoce e di esclusione — Applicazione nel tempo di diverse versioni del regolamento finanziario — Forme sostanziali — Applicazione retroattiva della legge repressiva più mite») GU C 256 del 7.8.2017
Appalti pubblici, trasmesse ed assegnate al Senato sentenze Ue
Nella seduta dell’Aula del Senato del 25 luglio è stato annunciato quanto segue (i testi delle sentenze si possono visualizzare cliccando sui sottoindicati numeri blu linkabili).
Sentenza della Corte (Quarta sezione) dell'8 dicembre 2016. Causa C-553/15 (Undis Servizi Srl contro comune di Sulmona. Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato). Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici di servizi - Aggiudicazione dell'appalto senza indizione di una procedura di gara - Affidamento detto «in house» - Presupposti - Controllo analogo - Svolgimento dell'attività prevalente - Società affidataria a capitale pubblico partecipata da vari enti territoriali - Attività svolta altresì a favore di enti territoriali non soci - Attività imposta da un'autorità pubblica non socia (Doc. LXXXIX, n. 114), alla 1a Commissione. Dispositivo
Nell’ambito dell’applicazione della giurisprudenza della Corte in materia di affidamenti diretti degli appalti pubblici detti «in house», al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per l’amministrazione aggiudicatrice, segnatamente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che lo controllino, non si deve ricomprendere in tale attività quella imposta a detto ente da un’amministrazione pubblica, non sua socia, a favore di enti territoriali a loro volta non soci di detto ente e che non esercitino su di esso alcun controllo. Tale ultima attività deve essere considerata come un’attività svolta a favore di terzi.
Al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che esercitino su di esso, congiuntamente, un controllo analogo a quello esercitato sui loro stessi servizi, occorre tener conto di tutte le circostanze del caso di specie, tra le quali, all’occorrenza, l’attività che il medesimo ente affidatario abbia svolto per detti enti territoriali prima che divenisse effettivo tale controllo congiunto.
Sentenza della Corte (Quarta sezione) del 6 ottobre 2016. Causa C-318/15 (Tecnoedi Costruzioni Srl contro comune di Fossano. Domanda di pronuncia pregiudiziale: tribunale amministrativo regionale per il Piemonte). Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici di lavori - Direttiva 2004/18/CE - Articolo 7, lettera c) - Importi delle soglie degli appalti pubblici - Soglia non raggiunta - Offerte anormalmente basse - Esclusione automatica - Facoltà dell'amministrazione aggiudicatrice - Obblighi dell'amministrazione aggiudicatrice derivanti dalla libertà di stabilimento, dalla libera prestazione dei servizi e dal principio generale di non discriminazione - Appalti tali da presentare un interesse transfrontaliero certo (Doc. LXXXIX, n. 116), alla 8a Commissione. Dispositivo
Sentenza della Corte (Nona sezione) del 10 novembre 2016. Causa C-199/15 (Ciclat Soc. Coop. contro Consip Spa e Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato). Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2004/18/CE - Articolo 45 - Articoli 49 e 56 del TFUE - Appalti pubblici - Condizioni di esclusione da una procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi - Obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali - Documento unico di regolarità contributiva - Rettifica di irregolarità (Doc. LXXXIX, n. 117), alla 8a Commissione. La Corte (Nona Sezione) dichiara:
Sentenza della Corte (Quarta sezione) del 5 aprile 2017. Causa C-391/15 P. (Marina del Mediterraneo SL e altri contro Agencia Pública de Puertos de Andalucía - osservazioni da parte dell'Italia. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Andalucía). Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Procedure di ricorso - Direttiva 89/665/CEE - Articolo 1, paragrafo 1 - Articolo 2, paragrafo 1 - Decisione dell'autorità aggiudicatrice di ammettere un operatore economico a presentare un'offerta - Decisione non impugnabile con ricorso secondo la normativa nazionale applicabile (Doc. LXXXIX, n. 124), alla 8a Commissione. Dispositivo
L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata dalla direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, devono essere interpretati nel senso che, in una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, ostano a una normativa nazionale in forza della quale la decisione di ammettere un offerente alla procedura di aggiudicazione, decisione che si asserisce violi il diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici o la normativa nazionale che lo traspone, non figura tra gli atti preparatori di un’autorità aggiudicatrice che possono essere oggetto di un ricorso giurisdizionale autonomo.
L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 89/665, come modificata dalla direttiva 2007/66, hanno effetto diretto.
Apertura dei mercati degli appalti pubblici nei principali paesi terzi - ultimo studio
Questa relazione valuta l'apertura dei mercati degli appalti pubblici nei principali paesi terzi di interesse per l'UE.
Fornisce una panoramica comparativa delle caratteristiche di regolamentazione e di accesso ai mercati degli Stati Uniti, del Brasile, dell'India, della Cina e dei mercati di approvvigionamento dei Giapponesi, con riferimento al regolamento e all'applicazione dell'appalto nell'UE. La relazione valuta i dati disponibili sia sui livelli de jure che sullo stato di apertura di questi mercati per presentare alcune conclusioni di valore per la creazione di politiche sia nell'ambito dell'UE che nelle sue relazioni commerciali con i paesi terzi chiave. Documentazione:
Causa C-131/16: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) dell’11 maggio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajowa Izba Odwoławcza — Polonia) — Principi di aggiudicazione degli appalti
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 24 luglio è stata pubblicata la Causa C-131/16: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) dell’11 maggio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajowa Izba Odwoławcza — Polonia) — Archus sp. z o.o., Gama Jacek Lipik/Polskie Górnictwo Naftowe i Gazownictwo S.A. (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici — Direttiva 2004/17/CE — Principi di aggiudicazione degli appalti — Articolo 10 — Principio di parità di trattamento tra gli offerenti — Obbligo degli enti aggiudicatori di chiedere agli offerenti di modificare o di integrare la loro offerta — Diritto dell’ente aggiudicatore di trattenere la garanzia bancaria in caso di rifiuto — Direttiva 92/13/CEE — Articolo 1, paragrafo 3 — Procedure di ricorso — Decisione di aggiudicazione di un appalto pubblico — Esclusione di un offerente — Ricorso di annullamento — Interesse ad agire), il cui Dispositivo prevede: 1) Il principio di parità di trattamento degli operatori economici stabilito dall’articolo 10 della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che, nell’ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico, l’amministrazione aggiudicatrice inviti un offerente a presentare le dichiarazioni o i documenti la cui comunicazione era richiesta dal capitolato d’oneri e che non sono stati presentati nel termine stabilito per presentare le offerte. Tale articolo non osta, invece, a che l’amministrazione aggiudicatrice inviti un offerente a chiarire un’offerta o a rettificare un errore materiale manifesto contenuto in quest’ultima, a condizione che, tuttavia, un tale invito sia rivolto a qualsiasi offerente che si trovi nella stessa situazione, che tutti gli offerenti siano trattati in modo uguale e leale e che tale chiarimento o tale rettifica non possa essere assimilato alla presentazione di una nuova offerta, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare. 2) La direttiva 92/13/CE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle norme comunitarie in materia di procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni, come modificata dalla direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, deve essere interpretata nel senso che, in una situazione come quella di cui al procedimento principale, in cui una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico ha dato luogo alla presentazione di due offerte e all’adozione, da parte dell’amministrazione aggiudicatrice, di due decisioni in contemporanea recanti rispettivamente rigetto dell’offerta di uno degli offerenti e aggiudicazione dell’appalto all’altro, l’offerente escluso, che ha presentato un ricorso avverso tali due decisioni, deve poter chiedere l’esclusione dell’offerta dell’offerente aggiudicatario, in modo tale che la nozione di «un determinato appalto», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 92/13, come modificata dalla direttiva 2007/66, può, se del caso, riguardare l’eventuale avvio di una nuova procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.
Gli appalti pubblici verdi e il piano d'azione dell'UE per l'economia circolare
Gli appalti pubblici e l'acquisto di servizi, opere e forniture coprono circa il 14% del prodotto interno lordo europeo (PIL). Le iniziative di approvvigionamento, gli strumenti e la guida hanno pertanto un enorme potere e rendono i prodotti e servizi più ecologici e più sostenibili. La valutazione condotta in questo studio fornisce risultati sull'applicabilità delle iniziative in corso e mostra come contribuiscono al piano d'azione della Commissione europea sull'economia circolare. Con le raccomandazioni proposte, le parti coinvolte offrono possibilità e opzioni per un approccio migliore in futuro. Per la documentazione:
Study: Green Public Procurement and the EU Action Plan for the Circular Economy
Causa T-207/16 R: Ordinanza del presidente del Tribunale 8 maggio 2017 —Appalti pubblici
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 17 luglio è stata pubblicata la Causa T-207/16 R: Ordinanza del presidente del Tribunale 8 maggio 2017 — Aristoteleio Panepistimio Thessalonikis/Commissione («Procedimento sommario — Appalti pubblici — Notifica dell’esclusione — Avviso di verifica — Domanda di sospensione dell’esecuzione — Difetto del presupposto dell’urgenza»).
Ricorrente: Aristoteleio Panepistimio Thessalonikis (Tessalonica, Grecia) (rappresentante: V. Christianos, avvocato)
Resistente: Commissione europea (rappresentanti: S. Delaude e A. Katsimerou, agenti)
Oggetto: Domanda basata sugli articoli 278 e 279 TFUE e diretta alla sospensione dell’esecuzione della decisione di esclusione generale del ricorrente, nonché delle decisioni di inclusione e di attivazione della notifica d’esclusione riguardante il ricorrente nel sistema di allarme rapido o nel sistema di individuazione precoce e di esclusione.
La domanda di provvedimenti sommari è respinta.
Esame di un documento su mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi - Lunedì 10 luglio, presso la Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, è in corso di esame un Documento di lavoro su Accesso di beni e servizi di paesi terzi al mercato interno degli appalti pubblici dell'Unione europea e procedure a sostegno dei negoziati sull'accesso di beni e servizi dell'Unione europea ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, che è visibile cliccando sul link ed andando al “punto 10”
http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201707/INTA/INTA(2017)0710_1/sitt-6312058
La premessa del documento è la seguente: Nel marzo 2012 la Commissione ha pubblicato la sua prima proposta legislativa su "Appalti pubblici: l'accesso dei beni e dei servizi di paesi terzi al mercato interno dell'Unione e le procedure che sostengono i negoziati sull'accesso dei beni e dei servizi dell'Unione ai mercati dei paesi terzi". L'idea principale della proposta della Commissione era migliorare le condizioni alle quali le imprese dell'Unione europea possono competere per gli appalti pubblici nei paesi terzi e rafforzare la posizione dell'Unione europea nel negoziare le condizioni di accesso dei beni, dei servizi e dei fornitori dell'UE agli appalti pubblici mercati. La proposta prevedeva una procedura decentralizzata e centralizzata per beni e servizi che non beneficiano degli impegni di accesso al mercato. Nella procedura decentrata, la Commissione potrebbe approvare che le autorità/enti aggiudicatori escludano le offerte qualora il valore delle merci e dei servizi non coperti superi il 50% del valore totale delle merci e dei servizi inclusi nell'offerta nel caso in cui vi sia stata una mancanza di reciprocità sostanziale. Apertura tra l'UE e il paese da cui provengono le merci e/o i servizi. Inoltre, questa proposta con il pilastro centralizzato ha istituito un meccanismo dell'UE per aumentare ulteriormente la leva dell'UE nei negoziati internazionali sull'accesso al mercato, sulla base delle indagini della Commissione, della consultazione con i paesi terzi e, se del caso, l'imposizione di misure restrittive temporanee da parte della Commissione. La plenaria ha adottato 85 emendamenti il ​​15 gennaio 2014 senza tuttavia adottare una risoluzione legislativa e quindi senza chiudere la prima lettura. Con questi emendamenti, il Parlamento ha cercato di costruire un ponte tra i proponenti e gli avversari della proposta. Il documento indica poi le proposte di modifica del Parlamento.
Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-701/15 su appalti pubblici e Aeroporto Malpensa - In data odierna, giovedì 13 luglio, la Corte di Giustizia Ue ha pronunciato la Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-701/15 su appalti pubblici e Aeroporto Malpensa. La controversia oggetto del presente rinvio pregiudiziale sorge nell’ambito dei rapporti intercorrenti fra l’ente di gestione dell’aeroporto di Milano Malpensa e due delle società che prestano servizi di assistenza a terra in tale aeroporto. Una di esse (Malpensa Logistica Europa S.p.A.; in prosieguo: la «Malpensa Logistica») impugna la decisione della SEA che ha concesso direttamente alla controinteressata (Beta-Trans S.p.A.; in prosieguo: la «Beta-Trans»), l’utilizzo temporaneo di un determinato impianto aeroportuale, senza la previa indizione di una gara.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Italia), chiamato a statuire sull’impugnazione, si trova ad esaminare alcune disposizioni nazionali regolanti l’aggiudicazione di appalti pubblici che, a suo parere, si discostano da quelle che disciplinano i servizi di assistenza aeroportuale. Poiché sia le une che le altre costituiscono, rispettivamente, trasposizione della direttiva 2004/17/CE e della direttiva 96/67/CE, detto giudice chiede alla Corte di interpretare il diritto dell’Unione onde acclarare se l’attribuzione dello spazio assegnato alla Beta‑Trans dovesse essere preceduta da una procedura selettiva soggetta alle norme in materia di appalti pubblici.
http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=192697&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=118025
La Corte ha dichiarato che L’articolo 7 della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, che non prevede una previa procedura di gara pubblica per le assegnazioni, anche temporanee, di spazi destinati all’assistenza aeroportuale a terra che non sono accompagnate dal versamento di un corrispettivo da parte del gestore dell’aeroporto.
Causa C-387/14: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 4 maggio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Krajowa Izba Odwoławcza — Polonia) — Appalti pubblici
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 3 luglio 2017 è stata pubblicata la Causa C-387/14: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 4 maggio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Krajowa Izba Odwoławcza — Polonia) — Esaprojekt sp. z o.o./Województwo Łódzkie (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici — Direttiva 2004/18/CE — Principi di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza — Capacità tecniche e/o professionali degli operatori economici — Articolo 48, paragrafo 3 — Possibilità di fare affidamento sulle capacità di altri soggetti — Articolo 51 — Possibilità di integrare l’offerta — Articolo 45, paragrafo 2, lettera g) — Esclusione dalla partecipazione a un appalto pubblico per violazione grave), il cui Dispositivo prevede quanto segue:
Rettifica del regolamento di esecuzione (UE) 2015/1986 della Commissione, dell'11 novembre 2015, che stabilisce modelli di formulari per la pubblicazione di bandi e avvisi nel settore degli appalti pubblici e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) n. 842/2011 (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 296 del 12 novembre 2015)
Tale rettifica è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 5 luglio, che è visibile qui, e che prevede solo quanto segue Pagina 3, articolo 4: anziché: «XVI» leggasi: «XVII».
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Italia) il 22 marzo 2017 — Lloyd’s of London/Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria – Gara di aggiudicazione
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 3 luglio 2017 è stata pubblicata la Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Italia) il 22 marzo 2017 — Lloyd’s of London/Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, la cui Questione pregiudiziale prevede: Se i principi sanciti dalle norme europee in materia di concorrenza, di cui al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), nonché i principi che ne derivano, quali l’autonomia e la segretezza delle offerte, ostino ad una normativa nazionale, come interpretata dalla giurisprudenza, che ammette la contemporanea partecipazione a una medesima gara indetta da un’amministrazione aggiudicatrice di diversi syndacates aderenti ai Lloyd’s of London, le cui offerte siano state sottoscritte da un’unica persona, Rappresentante Generale per il Paese.
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References: Sentenza 
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 articolo 48
 Articolo 63
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 Articolo 5
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 Articolo 7

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 Articolo 2
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 Articolo 10
 Articolo 1

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 Articolo 48
 Articolo 51
 Articolo 45
 articolo 4