Source: http://lipscuola.it/blog/aggiorniamo-la-lip/
Timestamp: 2016-09-28 10:12:18+00:00

Document:
Aggiorniamo la Lip! | LIP
Ti invitiamo a rileggere la LIP attraverso un percorso partecipato: per attualizzarla, approfondirla, renderla ulteriormente condivisa e all’altezza di sfidare in Parlamento e nel Paese il piano di riforma classista del governo.
Per rendere il percorso trasparente ed efficace ti proponiamo alcune semplici regole. Ecco come procedere.
1) Clicca sull’articolo che vuoi migliorare (vedi sotto la lista articoli)
IN ARANCIONE ARTICOLI COMMENTATI ALMENO 1 VOLTA, IN VIOLA ARTICOLI COMMENTATI PIU’ DI 3 VOLTE
Articolo 1, Principi
Articolo 2, Finalità generali
Articolo 3, Diritto all’istruzione
Articolo 4, Articolazione
Articolo 5, Obiettivi dei diversi livelli del Sistema Educativo di Istruzione
Articolo 6, Gestione delle discontinuità
Articolo 7, Obbligo scolastico
Articolo 8, Formazione delle classi
Articolo 9, Funzione docente
Articolo 10, Organici
Articolo 11, Lotta alla dispersione scolastica
Articolo 12, Valorizzazione delle diversità
Articolo 13, Alfabetizzazione e integrazione degli alunni e delle alunne migranti
Articolo 14, Programmi
Articolo 15, Autovalutazione
Articolo 16, Partecipazione
Articolo 17, Informazione e trasparenza
Articolo 18, Edilizia scolastica
Articolo 19, Il Nido d’infanzia CAPO III – SCUOLA DI BASE
Articolo 20, Scuola dell’infanzia
Articolo 21, Scuola Elementare
Articolo 22, Scuola Media
Articolo 23, Disposizioni generali
Articolo 24, Biennio unitario Articolo 25, Triennio di indirizzo
Articolo 26, Sperimentazioni
Articolo 27, Esami di Stato
Articolo 28, Percorsi Studio-Lavoro
Articolo 29, Abrogazioni
Condividi: 4 comments for “Aggiorniamo la Lip!”	Pingback: LIP, ovvero per una scuola che rispetta e attua la Costituzione (una risposta a Dacrema e Valentino) « La scuola è nostra! Miglioriamola insieme	Pingback: Vivalascuola. Proposte per una didattica della letteratura | La poesia e lo spirito	Renata Puleo 28 marzo 2015 at 9:31	Eliminazione comma 3, obbligatorietà dell’ultimo anno di SdI
Motivazioni: l’implementazione del numero di sezioni sul territorio nazionale potrebbe soddisfare la richiesta delle famiglie senza necessità di obbligare; la disponibilità di posti diffusi anche nelle zone non-urbane favorirebbe la frequenza soprattutto nell’ultimo anno; la SdI deve mantenere la sua complessa unitarietà legata alla particolare fase dell’età evolutiva che va dai 3 ai 5/6 anni; l’obbligatorietà al terzo anno potrebbe interrompere interessanti esperienze di verticalità 3-5 anni basate sul principio del tutorato fra soggetti più esperti e soggetti più giovani (cfr Vygotskij sull’area prossimale di sviluppo); l’obbligo finirebbe per includere l’ultimo anno di SdI all’interno del percorso di Scuola Primaria con effetti negativi di anticipazione (già purtroppo diffusi in alcune SdI dove l’ultimo anno è dedicato alla alfabetizzazione, con detrimento del lavoro proto-disciplinare soprattutto in Lingua e Matematica); le esperienze di continuità con il Nido e la Scuola Primaria, pur importanti, sono viste dagli Orientamenti in forme che salvaguardano le differenze fra i diversi ordini di scuola per metodo e di contenuto : nessun contenuto disciplinare deve essere oggetto di anticipazione, semmai di progressiva scoperta dei saperi infantili. ( si vedano le esperienze sulla comprensione/produzione di pensiero metaforico intorno ai 4/5 anni di età e la loro importanza rispetto alla competenza cognitiva e linguistica, in soggetti NON ALFABETIZZATI, condotte in alcuni studi sperimentali)
Rispondi	Massimo Zanetti 9 giugno 2015 at 15:45	Salve,
ho letto la legge e i commenti e non mi pare di aver visto trattato un argomento cruciale: il calendario delle lezioni.
ritengo che il calendario attuale (da metà settembre a inizio giugno) sia fuori dai tempi e non compatibile con le presenti esigenze della popolazione.
non abbiamo più bisogno di mandare i nostri figli nei campi d’estate e non abbiamo più le colonie fasciste.
tengo a precisare che non è la solita stanca polemica dei “famosi” 3 mesi di vacanza degli insegnanti. Non è questo il punto.
Il punto è un allineamento doveroso agli standard europei e alle reali necessità delle famiglie.
Lo stato per 3 mesi si disinteressa degli alunni dai 3 ai 16 anni e lascia il peso della gestione alle famiglie.
lo ritengo osceno.
E mi sembra molto strano che un tale argomento non sia uscito fuori dalla consultazione con studenti e, soprattutto, genitori…
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