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Timestamp: 2020-08-11 13:13:50+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 253 del 09/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 253 del 09/01/2020
Cassazione civile sez. lav., 09/01/2020, (ud. 24/10/2019, dep. 09/01/2020), n.253
sul ricorso 17529/2017 proposto da:
U.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO
ROMA, VIA BADIA DI CAVA 36 SCALA C int. 7, presso lo studio
avverso la sentenza n. 22/2017 della CORTE D’APPELLO CAGLIARI SEZ.
DIST. di SASSARI, depositata il 11/01/2017, R.G.N. 245/2015.
1. con sentenza n. 22 pubblicata l’11.1.2017 la Corte d’appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari, ha respinto l’appello di U.S., confermando la sentenza di primo grado che aveva rigettato la domanda del predetto di condanna della datrice di lavoro, Azienda Regionale Sarda Trasporti s.p.a. (d’ora in avanti, A.R.S.T. s.p.a.), al pagamento di differenze retributive per i tempi di attesa e di sosta;
2. la Corte territoriale ha ritenuto corretta l’interpretazione data dal Tribunale alla L. n. 138 del 1958, art. 6, che alla lett. f) considera lavoro effettivo per il personale viaggiante, compensato con un’aliquota pari al 12% della retribuzione, “il periodo di tempo che il lavoratore trascorre inoperoso fuori residenza e senza altro obbligo per esso che quello della reperibilità”; ha precisato come in tal caso il lavoratore non è “comandato a disposizione del datore di lavoro” (ipotesi contemplata dalla lett. c del citato art. 6) in quanto non svolge attività lavorativa (ma è inoperoso) e può eseguire attività esterne al lavoro, col solo obbligo di rientrare in servizio se richiamato (reperibilità fuori residenza); ha ulteriormente sottolineato come la “residenza” di cui all’art. 6 cit. non potesse coincidere col veicolo usato dall’autista ma fosse al più sovrapponibile alla sede di lavoro di cui al D.Lgs. n. 234 del 2007, art. 3, lett. c) n. 1; ciò in armonia con quanto stabilito dall’art. 3, lett. a), n. 4, del D.Lgs. citato, che esclude dal computo dell’orario di lavoro, tra l’altro, i tempi di disponibilità di cui alla lett. b) e cioè “i periodi diversi dai riposi intermedi e dai periodi di riposo, durante i quali il lavoratore mobile, pur non dovendo rimanere sul posto di lavoro, deve tenersi a disposizione per rispondere ad eventuali chiamate con le quali gli si chiede di iniziare o riprendere la guida o di eseguire altri lavori..”;
3. avverso tale sentenza U.S. ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, cui ha resistito con controricorso la A.R.S.T. s.p.a.;
5. con l’unico motivo di ricorso U.S. ha censurato la sentenza per violazione dell’art. 115 c.p.c., L. n. 138 del 1958, art. 6, in connessione con il D.Lgs. n. 234 del 2007, art. 3;
14. la sentenza Cass. n. 19537 del 2005 esclude l’applicazione dell’art. 6, lett. f) cit. in quanto nel caso ivi esaminato “non vi era il solo obbligo della reperibilità, ma quello di restare a bordo del veicolo per alternarsi con l’altro conducente, nè la sosta era inoperosa essendo l’autista addetto alle mansioni accessorie” (come si ricava anche dal principio di diritto affermato in tale pronuncia: “E’ considerato tempo di lavoro effettivo, a sensi della L. n. 138 del 1958, art. 6, lett. e, tutto il tempo che il conducente di automezzo pubblico di linea adibito al trasporto extra urbano trascorra a bordo del veicolo, dovendo alternarsi con altro conducente perchè il tempo di percorrenza della tratta supera i limiti di guida previsti dall’art. 5 della stessa legge; il tempo di pausa dalla guida non può essere valutato nella percentuale del 12%, previsto dalla lettera f dell’art. 6, sussistendo il comando a disposizione dell’azienda di cui alla lett. c), e non l’unico obbligo di reperibilità”);

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 6
 art. 3
 sentenza 
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 art. 6
 art. 3
 sentenza 
 art. 6