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Timestamp: 2018-12-12 12:51:21+00:00

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pag.Cuffie Antirumore
D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 – Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Art. 34. Divieti – Mezzi di estinzione – Allontanamento dei lavoratori – c) devono essere predisposti mezzi di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati, in essi compresi gli apparecchi estintori portatili di primo intervento. Detti mezzi devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto;
Art. 377,379,385 – Mezzi di protezione appropriati ai rischi, idonei strumenti di protezione, idonei mezzi di difesa contro rischi particolari.
D.M. n.5 del 20.12.1982 G.U. n. 19 del 20 gennaio 1983 – Norme tecniche e procedurali relative agli estintori portatili d'incendio, soggetti all'approvazione del tipo da parte del Ministero dell'interno.
Un estintore portatile è un estintore che è concepito per essere portato ed utilizzato a mano e che, pronto all'uso, ha una massa minore o uguale a 20Kg.
- Decreto 12 novembre 1990 Art. 4 Decorsi sedici anni dalla data di emanazione del decreto ministeriale 20 dicembre 1982, potranno essere utilizzati solo estintori di incendio portatili i cui prototipi siano stati dichiarati di tipo approvato a norma dell'anzidetto provvedimento. Decorso il suddetto termine gli estintori i cui prototipi non siano stati approvati ai sensi del decreto ministeriale 20 dicembre 1982 dovranno essere ritirati dall'esercizio e resi inutilizzabili a cura del propietario o dell'esercente.
D.M. 6.3.1992 G.U. n. 66 del 19 Marzo 1992 – Norme tecniche e procedurali per la classificazione della capacità estinguente e per l'omologazione degli estintori carrellati d'incendio.
Art. 2. Utilizzazione – 1. Gli estintori carrellati di incendio da impiegarsi nelle attività soggette alle norme di prevenzione incendi devono essere omologati.
Art. 10. Norme transitorie – 2. Decorsi tredici anni dalla data di emanazione del presente decreto potranno essere utilizzati solo estintori di incendio carrellati i cui prototipi siano stati omologati ai sensi del presente decreto. Decorso il termine suddetto tutti gli estintori carrellati i cui prototipi non siano stati omologati ai sensi del presente decreto, dovranno essere ritirati dall'esercizio e resi inutilizzabili a cura del produttore o dell'esercente.
UNI 9492 aprile 1989 – Estintori carrellati d'incendio. Requisiti di costruzione e tecniche di prova. 1.2.2. estintore carrellato: estintore trasportato su ruote di massa totale maggiore di 20Kg e contenuto di estinguente fino a 150Kg.
D.P.R. n. 37 del 12 gennaio 1998 – Il nuovo regolamento di prevenzione incendi.
Art. 5 – Obblighi connessi con l'esercizio dell'attività.
Essi provvedono, in particolare, ad assicurare un adeguata informazione e formazione del personale dipendente sui rischi di incendio connessi con la specifica attività, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per evitare l'insorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in caso di incendio.
2. I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, l'informazione e la formazione del personale, che vengono effettuati, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell'attività.
Allegato VI – Controlli e manutenzione sulle misure di protezione antincendio.
Allegato IX – Contenuti minimi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, in relazione al livello di rischio dell'attività.
* UNI EN 3-1 settembre 1998 – Estintori d'incendio portatili. Denominazione, durata di funzionamento, focolari di prova di classe A e B.
* UNI EN 3-2 settembre 1998 – Estintori d'incendio portatili. Tenuta, prova di dielettricità, prova di costipamento, disposizioni speciali.
* UNI EN 3 Parte 3a dicembre 1995 – Estintori d'incendio portatili. Costruzione, resistenza alla pressione, prove meccaniche.
* UNI EN 3-4 settembre 1998 – Estintori d'incendio portatili. Cariche, focolari minimi esigibili.
* UNI EN 3-5 settembre 1998 – Estintori d'incendio portatili. Specifiche e prove complementari.
* N.B. Le norme EN 3, cogenti negli altri paesi dell'Unione Europea, non sono fin qui state recepite da parte dell'ordinamento normativo italiano, che dovrebbe comunque renderle esecutive nel breve-medio termine. In Italia, l'omologazione e la commercializzazione degli estintori portatili è regolamentata dal D.M. 20 dicembre 1982 e dal D.M. 21 ottobre 2002, per cui il recepimento delle EN3 non potrà che avvenire attraverso una modifica del D.M. 20 dicembre 1982.
UNI 9994 marzo 1992 – Apparecchiature per estinzione incendi.
5.1 Sorveglianza, misura di prevenzione atta a controllare, con costante e particolare attenzione, l'estintore nella posizione in cui è collocato, tramite l'effetuazione di una serie di accertamenti. La sorveglianza può essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.
5.2 Controllo, misura di prevenzione atta a verificare, con frequenza almeno semestrale, l'efficenza dell'estintore, tramite l'effettuazione di alcuni accertamenti.
Il servizio di controllo, revisione e collaudo deve essere svolto da personale specializzato e riconosciuto.
5.3 Revisione, misura di prevenzione, di frequenza almeno pari a quella indicata nel prospetto, atta a verificare, e rendere perfettamente efficiente l'estintore.
Il prospetto stabilisce la frequenza di revisione, con ricarica e/o sostituzione dell'agente estinguente secondo le seguenti scadenze:
Tipo di estintore Tempo massimo di revisione
5.4 Collaudo, misura di prevenzione atta a verificare, con una frequenza specificata, la stabilità del serbatoio o della bomba dell'estintore, in quanto facenti parte di apparecchi a pressione. Gli estintori e le bombole di gas ausiliario che non siano che non siano già soggetti a verifiche periodiche, devono subire un collaudo periodico ogni 6 anni, consistente in una prova idraulica per un minuto alla pressione di 3,5 Mpa (35 bar), ad eccezione degli estintori a CO2 e delle bombole di gas ausiliario a CO2 per i quali la pressione di prova deve essere di 25 Mpa (250 bar).
Art. 1, c.1 – Il decreto prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori... in tutti i settori di attività privati o pubblici.
Capitolo 3 – L'informazione e formazione
Capitolo 6 – Titolo IV [Direttiva CEE 89/656]
UNI EN 671-1 aprile 1996 – Sistemi fissi di estinzione incendi. Sistemi equipaggiati con tubazioni. Naspi antincendio con tubazioni semirigide.
La norma specifica i requisiti ed i metodi di prova per la costruzione e la funzionalità dei naspi antincendio con tubazioni semirigide. La bobina deve ruotare attorno ad un perno. La bobina è composta da due circolari di diametro massimo non maggiore di 800mm collegati da settori interni o da un tamburo di diametro minimo non minore di 200 mm per le tubazioni da 19 mm e 25 mm, e non minore di 280 mm per le tubazioni da 33 mm. Il colore dei dischi della bobina deve essere rosso.
La rotazione della bobina deve arrestarsi nel limite di un giro quando il naspo è sottoposto alla prova di frenatura dinamica. La lunghezza elementare non deve superare i 30 metri. La tubazione deve essere dotata all'estremità di una lancia erogatrice che permetta le seguenti regolazioni del getto: chiusura getto, e getto frazionato e/o getto pieno. Il portello della cassetta deve poter aprirsi di circa 180° per permettere lo srotolamento della tubazione in ogni direzione.
UNI EN 671-2 aprile 1996 – Sistemi fissi di estinzione incendi.
La tubazione deve essere appiattibile, il diametro nominale della tubazione non deve essere maggiore di 52mm, la lunghezza elementare di tubazione non deve essere maggiore di 20 metri.
La tubazione deve essere dotata all'estremità di una lancia erogatrice che permetta le seguenti regolazioni del getto:
chuiusura getto, e getto frazionato, e/o getto pieno.
La valvola di intercettazione deve essere posizionata in modo tale che ci siano almeno 35mm tra ogni lato della cassetta ed il diametro esterno del volantino, si a in posizione di apertura totale che di chiusura.
UNI 10779 maggio 2002 – Impianti di estinzione incendi. Reti di idranti.
Per ciascuna idrante deve essere prevista almeno una dotazione, ubicata in prossimità dell'idrante, in apposita cassetta di contenimento, di una lunghezza normalizzata di tubazione flessibile, completa di raccordi e lancia di erogazione.
La direttiva 97/23/CE del Parlamento Europeo, accolta dal Parlamento Italiano con il Decreto Legislativo n. 93 del 25/02/2000, meglio conosciuta come PED (Pressure Equipment Directive), è la nuova direttiva che dal 30 Maggio 2002 governa la costruzione e il commercio di apparecchiature a pressione in tutti gli stati membri della Comunità Europea. Da questa data tutti gli apparecchi soggetti a pressioni superiori a 0,5 bar devono assoggettarsi a questa nuova normativa.
UNI 804 luglio 1975 – Apparecchiature per estinzione incendi.
UNI 7422 luglio 1975 – Apparecchiature per estinzione incendi.
UNI 9485 aprile 1989 – Apparecchiature per estinzione incendi.
UNI 9486 aprile 1989 – Apparecchiature per estinzione incendi.
UNI 9487 aprile 1989 – Apparecchiature per estinzione incendi.
UNI 9488 aprile 1989 – Apparecchiature per estinzione incendi.
Tubazioni semirigide di DN 20 e 25 per naspi antincendio.
UNI 9493 aprile 1989 – Lotta contro l'incendio.
Liquidi schiumogeni a bassa espansione.

References: Art. 34

Art. 377
 Art. 4

Art. 2

Art. 10

Art. 5

Art. 1