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Timestamp: 2013-05-20 14:46:35+00:00

Document:
IUSE - struttura e organi istituzionali
L'Istituto Universitario di Studi Europei è un'associazione senza scopo di lucro che ha ottenuto dalla Regione Piemonte l'iscrizione nel registro regionale delle persone giuridiche.
Il primo statuto dell’Istituto risale al 21 febbraio 1957. La struttura istituzionale prevista nel 1957 comprendeva un Consiglio direttivo nel quale erano inclusi tutti i fondatori dell’Istituto, presieduto a turno di un anno dal Rettore dell’Università, dal Presidente della Provincia di Torino e dal Sindaco. Il Consiglio direttivo eleggeva il Direttore, il Segretario generale, il Tesoriere, i Revisori dei conti e una Giunta direttiva con funzioni esecutive.
Nel 1977 ha luogo la ristrutturazione generale dell’Istituto con conseguente variazione delle cariche direttive.
Nel nuovo statuto si procede ad uno snellimento prevedendo un Consiglio direttivo, un Presidente eletto dal Consiglio direttivo, un Comitato scientifico ed un Revisore dei conti, organi che continuano ad essere operanti anche oggi dopo recenti modifiche dello statuto.
Agli esordi, il Prof. Mario Allara (allora Rettore dell’Università di Torino) fu nominato presidente dell’Istituto, mentre il Prof. Paolo Greco venne nominato Delegato generale. Al dott. Gustavo Malan fu affidato l’incarico di Segretario generale. Successivamente il Prof. Silvio Romano fu nominato direttore dei corsi e vice-presidente dell’Istituto ed in seguito (dal 1957) Direttore dell’Istituto. A partire dal 1977 e fino al 1997, la carica di Presidente dell’Istituto è stata ricoperta dal Prof. Andrea Comba.
Dal 1998 al 2009 la carica è stat ricoperta dal Prof. Lionello Jona Celesia.
Una nuova versione dello statuto è stata approvata nel giugno 1998 al fine di adeguarsi alle recenti disposizioni legislative. Tale statuto è stato ulteriormente perfezionato nel giugno 2004.
In base alle nuove disposizioni gli organi istituzionali dell'Associazione sono: l’Assemblea degli associati; il Consiglio di Gestione; il Presidente; il Consiglio direttivo; il Comitato scientifico e il Revisore dei conti. Dopo un breve mandato del prof. Piervincenzo Bondonio, attualmente il Presidente in carica è il Prof. Raffaele Caterina.
E' costituita un'Associazione denominata "Istituto Universitario di Studi Europei".
Art. 2 (sede, caratteristiche dell’ente ed ambito d’azione)
L’Istituto Universitario di Studi Europei, con sede in Torino, via Maria Vittoria 26, è un’associazione senza scopo di lucro che opera sul territorio della Regione Piemonte alla quale potrà chiedere il riconoscimento legale.
At. 3 (scopi)
L’Istituto Universitario di Studi Europei ha per scopo la ricerca scientifica e la formazione nel campo dell’integrazione europea e dei rapporti internazionali e, attraverso tale attività, la preparazione di esperti e funzionari della vita internazionale; la promozione e la valorizzazione, anche attraverso il collegamento con organismi europei ed internazionali, di iniziative di enti pubblici, privati, organizzazioni sindacali e di categoria, istituti ed enti culturali e di ricerca nell’ambito della collaborazione europea e dei rapporti internazionali.
L’Istituto adempie ai suoi scopi per mezzo di corsi, centri di ricerche, un centro di documentazione, pubblicazioni ed ogni altra attività che sia consona agli scopi stessi.
Possono essere associati sia Enti pubblici o privati, sia persone fisiche di qualunque nazionalità che dimostrino particolare interesse per l'attività svolta dall'Associazione. L’ammissione degli associati avviene su domanda degli interessati e su presentazione del Consiglio Direttivo ed è deliberata dall'Assemblea.
Per ogni associato è prevista una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo. (Si fa espresso riferimento all’art.5, comma 2 del decreto legislativo 4.12.97 n. 460).
Gli associati partecipano alla vita dell’Associazione e contribuiscono alla realizzazione dei programmi offrendo il proprio contributo finanziario o professionale.
L'Assemblea può attribuire la qualifica di associato onorario ai fondatori o a coloro che per i loro meriti riconosciuti sono equiparabili agli associati fondatori. L'Assemblea potrà altresì attribuire la qualifica di associato benemerito ad enti o persone che siano in possesso di particolari competenze scientifiche o professionali o che abbiano particolari benemerenze.
Gli associati ordinari e benemeriti sono tenuti a versare la quota associativa annuale stabilita dal Consiglio Direttivo. Le quote associative sono intrasmissibili e non rivalutabili.
Art. 5 (recesso ed esclusione degli associati)
Ciascun associato può, in qualsiasi momento e con effetto dallo scadere dell’anno in corso, recedere dall'Associazione, inviando comunicazione scritta all'Assemblea e al Consiglio Direttivo.
Ciascun associato può in qualsiasi momento essere escluso dall’Associazione per incompatibilità con gli scopi perseguiti dalla stessa o per gravi inadempienze nei confronti dell’Associazione. L’esclusione è deliberata dall’Assemblea a maggioranza assoluta e con voto segreto su relazione motivata del Consiglio Direttivo.
Art. 7 (Assemblea degli associati)
L’assemblea è sovrana ed è costituita dagli associati ordinari e benemeriti di qualunque nazionalità.
Ogni associato ha diritto a un solo voto. L'associato non può farsi rappresentare nell’Assemblea se non da un altro associato. Sono ammesse deleghe, nel numero massimo di cinque per associato presente.
Art. 8 (poteri dell’Assemblea)
All’Assemblea spetta
a) l’approvazione dei bilanci o rendiconti preventivo e consuntivo, evidenzianti la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’Associazione;
b) ogni modifica statutaria da deliberare con la presenza di almeno i due terzi degli associati ed il voto favorevole assunto a maggioranza assoluta dei presenti;
c) la deliberazione di esclusione dell'associato ai sensi di quanto stabilito dall'articolo quinto del presente statuto;
d) la nomina del Consiglio di Gestione;
e) la nomina dei membri del Consiglio Direttivo;
f) la nomina del Presidente dell'Associazione;
g) la nomina del Revisore dei Conti.
L’Assemblea è convocata a cura dal Consiglio di Gestione in via ordinaria almeno due volte all’anno. La comunicazione della convocazione deve essere inviata agli interessati almeno 10 giorni prima della data fissata e deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione e l'ordine del giorno. L’avviso di convocazione dovrà altresì essere affisso nella bacheca dell’Istituto nei 10 giorni che precedono l’Assemblea. Le convocazioni saranno ritenute validamente effettuate anche a mezzo fax o posta elettronica purchè nei termini succitati.
L’Assemblea si riunisce in via straordinaria su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri o per volontà del Consiglio di Gestione, ogniqualvolta ne ravvisi la necessità.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell'Associazione o in sua assenza da altra persona eletta dall’Assemblea, che nomina anche il Segretario dell'Assemblea stessa.
I verbali delle assemblee devono essere trascritti su un apposito libro e resi disponibili presso la sede dell'Associazione per la consultazione degli associati.
Le assemblee sono validamente costituite in prima convocazione con la presenza della metà più uno degli associati e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti (salvo le disposizioni previste per la modifica dello statuto e per lo scioglimento dell'associazione per le quali si rinvia a quanto stabilito rispettivamente negli articoli 19 e 20 del presente statuto). Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei votanti presenti.
Art. 10 (Il Consiglio di Gestione)
Il Consiglio di Gestione è eletto dall’Assemblea fra i suoi associati e si compone di un numero variabile da due a cinque membri. Ne fa parte di diritto il Presidente dell’Associazione.
Il Consiglio di Gestione dura in carica tre anni ed è rieleggibile.
Esso ha il compito di curare la gestione ordinaria, amministrativa e contabile dell’Associazione, redigere il bilancio o rendiconto preventivo e quello consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, previo parere consultivo del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio di Gestione si avvale dell’opera di un professionista scelto dal Consiglio di Gestione stesso, per l’assistenza contabile dell’Associazione. Tale professionista ha diritto di partecipare a titolo consultivo alle riunioni del Consiglio di Gestione e del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio di Gestione approva il regolamento organico del personale.
Il Consiglio di Gestione deve essere convocato con un preavviso di almeno tre giorni, salvo il caso di comprovata urgenza. Esso si riunisce almeno due volte all’anno e le riunioni sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti. Le delibere sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede il Consiglio.
Il Presidente dell’Associazione è nominato dall’Assemblea, tenuto conto della sua preparazione scientifica in relazione all’attività dell’Istituto.
Il Presidente resta in carica tre anni ed è rieleggibile. Egli rappresenta l’Associazione a tutti gli effetti, presiede le riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Consiglio di Gestione; fa parte di diritto del Comitato Scientifico e del Consiglio Direttivo. Ha la firma e la rappresentanza legale dell'Associazione verso i terzi ed in giudizio, assume i dipendenti e cura l’applicazione delle deliberazioni adottate dagli organi predetti, assicurando lo svolgimento organico ed unitario dell’attività dell’Associazione, di cui firma gli atti. Il Presidente può delegare singoli atti a ciascun membro del Consiglio di Gestione.
In caso di temporanea assenza o impedimento, le funzioni di Presidente sono assolte dal membro del Comitato di Gestione incaricato dall'Assemblea di sostituirlo, il quale certifica l’assenza o l’impedimento del Presidente stesso.
Art. 12 (Il Consiglio Direttivo: composizione)
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri variabile a partire da un minimo di otto fino ad un massimo di venti.
Il Consiglio Direttivo è composto, oltre che dal Presidente dell’Associazione, da alcuni membri eletti a maggioranza assoluta dall'Assemblea. Su approvazione dell'Assemblea, fanno parte del Consiglio Direttivo anche rappresentanti designati da enti pubblici e privati di prestigio e di rilevanza locale e nazionale, fra i quali:
un membro designato dal Comune di Torino,
due membri designati dalla Regione Piemonte,
un membro designato dalla Provincia di Torino,
un membro designato dalla Compagnia di San Paolo,
un membro designato dalla Fondazione CRT,
un membro designato dalla Commissione delle Comunità Europee.
Essi restano in carica tre anni e sono rieleggibili.
I verbali delle sedute del Consiglio Direttivo devono essere trascritti su un apposito libro verbale firmato dal Presidente e dal Segretario nominato dal Presidente. Previa approvazione del Consiglio stesso, possono partecipare, a titolo consultivo, alle riunioni del Consiglio, anche rappresentanti di Enti interessati all’attività dell'Associazione.
In caso di dimissioni o morte di un Consigliere o del Presidente, si provvederà alla sua sostituzione fino alla prossima riunione dell'Assemblea.
Art. 13 (Il Consiglio Direttivo: funzioni)
Il Consiglio Direttivo è l’organo cui spettano funzioni di natura propositiva.
a) nomina i membri del Comitato Scientifico; b) approva, sentito il Comitato Scientifico, l’indirizzo culturale ed i programmi di ricerca e didattici dell’Associazione stessa, nonché la concessione di eventuali borse di studio;
c) esamina ed esprime parere consultivo sui bilanci o rendiconti preventivi e consuntivi da sottoporre all’Assemblea degli associati e redatti dal Consiglio di Gestione;
d) propone eventuali modifiche dello statuto da sottoporre all'Assemblea;
e) approva e propone all’Assemblea nuovi associati;
f) stabilisce l'importo della quota annuale di associazione.
Art. 14 (Il Consiglio Direttivo: riunioni)
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono convocate dal Presidente almeno due volte all'anno e ogniqualvolta lo ritenga necessario a mezzo lettera, telefax, e-mail o telegramma o su richiesta di almeno tre consiglieri. La convocazione deve avvenire con preavviso di almeno dieci giorni e deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione e l’elenco delle materie da trattare.
Le riunioni sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti, compreso il Presidente. Le deliberazioni sono prese con il voto favorevole della metà più uno dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede il Consiglio.
Ove necessario, non è esclusa la possibilità di partecipare alle suddette riunioni tramite videoconferenza.
Art. 15 (Il Comitato Scientifico)
Il Comitato Scientifico è composto da un minimo di cinque membri fino ad un massimo deliberato dall'Assemblea, scelti tra docenti universitari, tra ricercatori e studiosi, di qualunque nazionalità, che abbiamo particolare competenza nel campo dei problemi connessi all’attività dell’Istituto.
Il Comitato Scientifico elabora proposte di attività di ricerca e di didattica dell’Istituto, provvede al controllo dell’attività scientifica, svolta nell’ambito dell’Istituto, cura eventuali pubblicazioni e coordina l’attività della biblioteca. Le riunioni del Comitato Scientifico sono presiedute dal Presidente dell’Associazione o da un membro del Consiglio Direttivo da lui designato.
Art. 16 (il Revisore dei Conti)
Il Revisore dei Conti, che deve essere iscritto all'Albo dei Revisori contabili, è nominato dall’Assemblea ed effettua i controlli secondo le norme di legge.
Art. 17 (Patrimonio ed Entrate)
Il Patrimonio è costituito da beni mobili e/o immobili, eventuali lasciti o donazioni da parte di soggetti pubblici e privati.
b) oblazioni; c) contributi;
d) sovvenzioni dello Stato;
e) sovvenzioni di enti pubblici e privati.
I fondi sono depositati presso una Banca designata dal Consiglio di Gestione su proposta del Consiglio Direttivo.
Art. 18 (Esercizio finanziario e bilanci)
L’esercizio finanziario ha inizio il primo gennaio e termina il 31 dicembre.
Il bilancio di previsione e il bilancio consuntivo, predisposti dal Consiglio di Gestione, devono essere sottoposti al parere consultivo del Consiglio Direttivo e quindi - entro il trentun ottobre ed entro il trenta aprile - all’approvazione dell’Assemblea. Entro dieci giorni dall’approvazione devono essere trasmessi, unitamente alla relazione del Revisore dei Conti, al Ministero degli Affari Esteri. A detta amministrazione vigilante saranno analogamente inviati le delibere, i documenti, gli atti e le informazioni ritenuti necessari per l’esercizio della vigilanza. I bilanci economici e finanziari approvati sono resi disponibili in Istituto per la consultazione degli associati.
Art. 19 (Modifica dello Statuto)
Lo Statuto può essere modificato dall’Assemblea con la presenza di almeno i due terzi degli associati ed il voto favorevole assunto a maggioranza assoluta dei presenti.
Per qualunque motivo avvenga lo scioglimento dell’Associazione, essa è deliberata dall’Assemblea, col voto favorevole dei tre quarti degli associati, e il patrimonio residuo, esperita la fase di liquidazione, verrà obbligatoriamente devoluto a enti che svolgono analoga attività senza scopo di lucro, ovvero devoluti a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 numero 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. I relativi verbali devono essere redatti dal Notaio.
In considerazione delle finalità dell’Associazione, gli eventuali utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale, non potranno in nessun caso essere devoluti agli associati o a terzi, ma dovranno essere rinviati a nuova gestione ed utilizzati per fini sociali, salvo diverse disposizioni di legge.
Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si fa espresso riferimento alle norme del Codice Civile, alle altre norme di legge, alle decisioni dell’Assemblea generale degli associati ed alle delibere del Consiglio Direttivo, riportate nei rispettivi verbali.
in originale firmato: Lionello JONA CELESIA, Francesca CILLUFFO Notaio.
ATTUALE COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI ISTITUZIONALI
Prof. Raffaele CATERINA ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI
Prof. Luigi BONANATE
Prof. Piervincenzo BONDONIO Prof. Oreste CAGNASSO Prof. Vincenzino CARAMELLI
Avv. Paolo Emilio FERRERI
Prof. Lionello JONA CELESIA
Avv. Carlo PACCIANI Prof. Giuseppe PORRO
CITTA' STUDI DI BIELLA
Avv. Carlo PACCIANI
Prof. Fiorenzo ALFIERI, Designato dal Sindaco di Torino
Prof. Piervincenzo BONDONIO, Designato dalla Provincia di Torino
Prof. Raffaele CATERINA, Designato dalla Fondazione CRT
Dott. Carlo CORAZZA, Designato dalla Commissione europea
Prof. Umberto MORELLI, Designato dalla Compagnia di San Paolo
Dott. Mattia ROBASTO, Designato dal Consiglio Regionale
Dott. Edoardo TAMAGNONE, Designato dal Consiglio Regionale
Prof.ssa Silvia CANTONI
Prof. Valerio CASTRONOVO
Prof. Mario COMBA
Prof. Alfonso DI GIOVINE
Prof. Rosario FERRARA
Prof. Sergio PISTONE
Prof. Giuseppe PORRO
Dott. Piercarlo ROSSI
Dott.ssa Cristina BARETTINI
Prof. Roberto CARANTA (Senior Fellow)
Prof. Mario COMBA (Senior Fellow)
Dott. Domenico FRANCAVILLA
Dott.ssa Lorenza MOLA
Dott.ssa Giulia TERLIZZI
Dott. Riccardo VUILLERMOZ
Prof. Stavros ZOURIDIS (Senior Fellow)
FINANZIATORI ATTUALI DELL’ISTITUTO
Camera di Commercio, Industria, Artigiananto e Agricoltura di Torino
Comune di Torino Compagnia di San Paolo
Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Avv. Marco Ricolfi
Maria Grazia Goiettina
Segreteria corsi e attività formative
info@iuse.it tradelaw@iuse.it
Viviana Tedesco
vtedesco@iuse.it
Eleonora Draetta
amministrazione@iuse.it
Francesca Menegatti
francesca.menegatti@iuse.it
webmaster@iuse.it
CODICE ETICO [ versione PDF ]
1.1.L’Istituto Universitario di Studi Europei (di seguito “l’Istituto”) è un'associazione senza scopo di lucro che ha ottenuto dalla Regione Piemonte l'iscrizione nel registro regionale delle persone giuridiche.
Attualmente i suoi soci sono enti pubblici e privati e personalità del mondo accademico e professionale
1.2. La fondazione dell’Istituto risale al 30 luglio 1952 in occasione di una riunione nell’abitazione del Prof. Paolo Greco, ordinario di diritto commerciale all’Università di Torino. Il progetto potè allora concretizzarsi grazie alle sinergie tra l'Università di Torino, il Comune e la Provincia che furono i primi enti promotori. Durante la riunione del 30 luglio vennero fissati gli scopi dell’Istituto: la ricerca e l’insegnamento nei campi riguardanti l’Europa nel suo insieme e, per mezzo di essi, la preparazione di esperti e di quadri della vita internazionale. Queste finalità verranno successivamente ufficializzate nel testo del primo statuto e confermate nelle successive versioni.
1.3. Infatti, in base all’art. 3 dell’attuale Statuto, l’Istituto ha per scopo “la ricerca scientifica e la formazione nel campo dell’integrazione europea e dei rapporti internazionali e, attraverso tale attività, la preparazione di esperti e funzionari della vita internazionale; la promozione e la valorizzazione, anche attraverso il collegamento con organismi europei ed internazionali, di iniziative di enti pubblici, privati, organizzazioni sindacali e di categoria, istituti ed enti culturali e di ricerca nell’ambito della collaborazione europea e dei rapporti internazionali”.
1.4. L’Istituto:
organizza corsi, giornate di formazione e convegni
coordina ricerche cura la pubblicazione di volumi e bollettini d'informazione
dispone di una biblioteca e di un centro di documentazione sulle organizzazioni internazionali e in particolare, quale Centro di Documentazione ufficiale dell’Unione europea fin dal 1952, svolge un’importante attività d'informazione.
1.5. Per l'insegnamento l’Istituto si avvale dell'esperienza di professori ed esperti di varie nazionalità, di funzionari delle organizzazioni internazionali, di professionisti e di rappresentanti del mondo finanziario e imprenditoriale.
1.6. Per la gestione e il coordinamento delle proprie attività, l’Istituto si avvale di personale qualificato e di collaboratori, che a diverso titolo contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell’Istituto.
1.7. Dal punto di vista istituzionale, sono organi dell’Istituto: a) l’Assemblea degli associati; b) il Consiglio di Gestione; c) il Presidente; d) il Consiglio Direttivo; e) il Comitato Scientifico; f) il Revisore dei Conti.
1.8. I valori ispiratori e fondamentali sui quali si basa l’attività dell’Istituto sono - la collaborazione sia a livello locale che internazionale fra soggetti interessati allo sviluppo ed alla valorizzazione di solidi legami culturali e umani; - la disponibilità a mettere a servizio di studenti, professori, ricercatori e cittadini il proprio patrimonio di conoscenze e di acquisizioni con l’unica finalità dell’arricchimento e dello sviluppo della coscienza europea ed internazionale; - la professionalità, la lealtà e la trasparenza, sia nei rapporti interni, tra tutti coloro che a diverso titolo contribuiscono allo svolgimento delle attività di formazione e informazione, sia nei confronti delle categorie esterne che vengano in contatto con l’Istituto.
2.1. Il presente documento ha lo scopo di illustrare all’interno dell’organizzazione e all’esterno i valori e i principi fondamentali che guidano l’attività dell’Istituto. Esso si propone di orientare i comportamenti individuali allo scopo di confermare l’immagine di correttezza, il prestigio e la buona reputazione che sono da sempre fondamentali nella realtà dell’Istituto.
2.2. In tutte le sue attività, l’Istituto è impegnato ad agire in modo corretto e trasparente, con comportamenti caratterizzati da diligenza, lealtà, senso di responsabilità e buona fede.
2.3. I principi e le disposizioni del presente Codice etico (in seguito “Codice”) costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi generali di cui al punto precedente.
2.4. I principi e le disposizioni del Codice sono vincolanti per gli organi direttivi, per tutte le persone legate da rapporti di lavoro subordinato (“Dipendenti”) e per tutti coloro che operano per l’Istituto, quale che sia il rapporto che li lega allo stesso (“Collaboratori”). Organi direttivi, Dipendenti e Collaboratori sono di seguito definiti congiuntamente “Destinatari”.
2.5. Il Codice è un documento approvato dal Consiglio Direttivo dell’Istituto ed è soggetto a revisione o modifica da parte dello stesso Consiglio in seduta congiunta con l’Assemblea dei Soci (vedi anche punti 8.1 e 8.2.).
2.6. Il Codice è portato a conoscenza di tutti i destinatari con le modalità più appropriate ed è anche consultabile nel sito internet dell’Istituto da cui è liberamente scaricabile.
3.1 L’Istituto riconosce che le risorse umane costituiscono un fattore di fondamentale importanza per il proprio sviluppo. La gestione delle risorse umane è fondata sul rispetto della personalità e professionalità di ciascuna di esse nel quadro generale della normativa vigente.
Nell’assegnazione degli incarichi, l’Istituto si impegna ad evitare ogni forma di discriminazione sulla base di razza, sesso, età, nazionalità, religione e convinzioni personali.
3.2. Responsabilità: ciascun Destinatario svolge la propria attività lavorativa e le proprie prestazioni con diligenza, efficienza e correttezza, utilizzando al meglio gli strumenti e il tempo a sua disposizione ed assumendo le responsabilità connesse agli adempimenti.
3.3. Correttezza: tutte le azioni svolte da ciascuno dei Destinatari sono ispirate alla legittimità sotto l’aspetto formale e sostanziale nonché alla correttezza. I Destinatari non utilizzano a fini personali informazioni, beni e attrezzature di cui dispongono nello svolgimento della propria funzione o incarico.
L’Istituto inoltre non tollera alcun tipo di corruzione nei confronti di pubblici ufficiali o di altri soggetti e si impegna al rispetto dei più elevati standard di integrità e onestà in tutti i rapporti all’interno e all’esterno.
3.4. Riservatezza: i Destinatari assicurano la massima riservatezza relativamente a notizie, informazioni e dati costituenti il patrimonio aziendale o inerenti all’attività dell’Istituto, nel rispetto delle disposizioni di legge e delle procedure interne. Gli obblighi di riservatezza e confidenzialità permangono anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro o di collaborazione.
L’Istituto garantisce la tutela dei dati personali comunque conosciuti nell’ambito della propria attività e si impegna al rispetto delle leggi specifiche in materia.
3.5 Conflitto d’interessi: tutti i dipendenti e gli altri soggetti destinatari sono tenuti ad agire nel migliore interesse dell’Istituto senza considerazione per il profitto personale. Qualsiasi situazione che generi o costituisca un possibile conflitto d’interesse deve essere segnalata tempestivamente ai responsabili dell’Istituto.
3.6. Ambiente di lavoro: l’Istituto si adopera per mantenere un ambiente di lavoro decoroso, dove la dignità di ciascuno è rispettata. In particolare l’Istituto considera assolutamente inaccettabile qualsiasi tipo di molestia connesso alla razza, al sesso o altre caratteristiche personali che abbiano lo scopo e l’effetto di violare la dignità della persona.
Inoltre, in considerazione delle norme di sicurezza e tutela dell’ambiente di lavoro, è fatto divieto a Dipendenti e visitatori di fumare nei locali dell’Istituto.
3.7. Rapporti con i dipendenti: l’Istituto provvede alla più ampia diffusione del Codice presso i dipendenti ai quali viene richiesto di osservare, per quanto di loro competenza, le prescrizioni in esso contenute e di promuoverne la conoscenza presso i dipendenti neo-assunti nonché presso i terzi interessati dall’applicazione del Codice con i quali vengano in contatto per ragioni del loro ufficio.
I dipendenti sono tenuti altresì a segnalare all’Organismo di vigilanza (vedi al successivo punto 7.1.) ogni violazione del Codice di cui vengano a conoscenza.
3.8 Pari opportunità: l’Istituto si impegna ad offrire pari opportunità nel lavoro e nell’avanzamento professionale a tutti i dipendenti, evitando ogni forma di discriminazione per razza, sesso, età, nazionalità, religione e convinzioni personali.
3.9. Rapporti con i collaboratori e i consulenti: l’Istituto procede all’individuazione ed alla selezione dei collaboratori e dei consulenti con assoluta imparzialità, autonomia e indipendenza di giudizio. Comportamenti contrari ai principi espressi nel presente Codice possono essere considerati inadempimento ai doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, motivo di lesione del rapporto fiduciario e giusta causa di risoluzione dei rapporti contrattuali.
4. PRINCIPI NEI RAPPORTI CON TERZI
4.1. L’Istituto, i suoi dipendenti e collaboratori sono tenuti a mantenere e sviluppare i propri rapporti con tutte le categorie di soggetti interessati agendo in buona fede, con lealtà, correttezza, trasparenza e con il dovuto rispetto per i valori fondamentali dell’Istituto.
Inoltre, tutti i dipendenti dell’Istituto devono informare adeguatamente i soggetti terzi sugli impegni e gli obblighi previsti dal Codice, esigendone il rispetto ed adottando le opportune iniziative in caso di mancato adempimento da parte di terzi dell’obbligo di conformarsi alle norme del Codice.
4.2. Rapporti con le istituzioni pubbliche: nei rapporti con le istituzioni pubbliche l’Istituto e per conto di esso ogni amministratore, dipendente, collaboratore o consulente deve essere trasparente e non deve cercare di influenzare impropriamente le decisioni dell’istituzione interessata, al fine di ottenerne il compimento di atti non conformi o contrari ai doveri di ufficio, in particolare offrendo, promettendo, ricevendo o anche solo chiedendo doni, denaro, favori o utilità di qualunque genere.
4.3. Rapporti con utenti, partecipanti ai corsi e ricercatori: nello svolgimento delle proprie attività l’Istituto orienta il proprio comportamento sulla base dei principi di correttezza, disponibilità e professionalità espressi dal presente Codice. In particolare il personale dipendente, i collaboratori e i consulenti sono invitati ad offrire assistenza ed un servizio professionale di alta qualità a quanti si rivolgono all’Istituto per ricevere informazioni, consultare documentazione o per assistere a programmi di formazione.
4.4. Rapporti con i fornitori: i dipendenti sono tenuti a selezionare i fornitori secondo metodi adeguati e oggettivi prendendo in considerazione oltre che qualità, costi e servizi offerti, anche i valori enunciati dal presente Codice. I dipendenti sono altresì invitati a instaurare e mantenere con i fornitori rapporti stabili, trasparenti e di cooperazione.
4.5. Comunicazioni e informazioni non pubbliche, relative alle attività dell’Istituto devono avvenire da parte dei dipendenti, nel rispetto delle disposizioni ricevute e se, del caso, previa autorizzazione da parte dei responsabili a ciò preposti.
5.1. La trasparenza contabile si fonda sulla veridicità, accuratezza, completezza e affidabilità della documentazione dei fatti gestionali e delle relative registrazioni.
Per ogni operazione è conservata agli atti un’adeguata documentazione di supporto dell’attività svolta, in modo da consentire l’agevole registrazione contabile, l’individuazione dei diversi livelli di responsabilità, nonché la ricostruzione accurata dell’operazione.
I Destinatari che venissero a conoscenza di omissioni, falsificazioni, alterazioni o trascuratezze nell’informativa o nella documentazione di supporto sono tenuti a riferire all’Organismo di vigilanza competente (vedi successivo punto 7.1).
5.2. I dipendenti e i collaboratori sono tenuti ad agire con trasparenza verso amministratori e professionisti incaricati della revisione contabile, prestando a questi la massima collaborazione nello svolgimento delle rispettive attività di verifica.
5.3. L’Istituto si impegna a tutelare la riservatezza e la confidenzialità delle informazioni e dei dati, relative a dipendenti, collaboratori e a terzi, raccolti in ragione o in occasione dello svolgimento dell’attività lavorativa ed ogni dipendente o collaboratore è tenuto a conformarsi a tali principi.
6. SALUTE, SICUREZZA, AMBIENTE
6.1. Nell’ambito della propria attività l’Istituto si ispira al principio di tutela e salvaguardia dell’ambiente e persegue l’obiettivo di garantire la salute e la sicurezza dei Destinatari, mediante le iniziative opportune a tale fine.
6.2.I dipendenti e i collaboratori sono stati informati delle principali norme comportamentali da adottarsi sul luogo di lavoro, in particolare gli obblighi e i divieti richiamati dalla cartellonistica presente in Istituto e dai manuali d’uso delle macchine, nonché la dislocazione delle uscite d’emergenza, degli estintori e delle luci di emergenza.
6.3. Il personale dell’Istituto è tenuto a informare utenti della biblioteca, partecipanti ai corsi e visitatori delle principali norme comportamentali da adottarsi nei locali dell’Istituto, ai fini di tutelare la sicurezza di ognuno.
6.4. Dipendenti e collaboratori sono responsabili della buona gestione di salute, sicurezza e ambiente e si impegnano altresì a non porre gli altri dipendenti o soggetti terzi di fronte a rischi inutili che possano provocare danni alla loro salute o incolumità fisica.
7. SISTEMI DI CONTROLLO E ORGANI DI VIGILANZA
7.1. Sulla base delle disposizioni previste dall’art. 6 del D.Lgs. 231/2001, i compiti di vigilanza sono affidati, attraverso opportune deleghe dagli organi statutari ad un organo di vigilanza che soddisfi ai requisiti di competenza, onorabilità e indipendenza e che provveda a:
- vigilare sul rispetto del Codice, gestendo anche gli aspetti legati alla conoscenza e all’applicazione dello stesso,
- vigilare sul rispetto del sistema di gestione aziendale,
- segnalare al Consiglio Direttivo eventuali violazioni o la necessità di modifiche o aggiornamenti del Codice.
In considerazione delle piccole dimensioni dell’ente, tale organo potrà anche essere monopersonale.
8. ADOZIONE, EFFICACIA E MODIFICHE
8.1. Il presente Codice è stato adottato nei suoi principi sostanziali con delibera del Consiglio Direttivo riunito in seduta congiunta con l’Assemblea dei Soci in data 7 aprile 2008 e con efficacia immediata successiva al suo perfezionamento.
8.2. L’inosservanza dei principi e la violazione degli obblighi previsti dal presente Codice rientrano fra i casi contemplati dal sistema sanzionatorio adottato dall’Istituto coerentemente con le norme di legge e contrattuali.
8.3. Ogni aggiornamento, modifica o revisione del presente Codice deve essere approvata con le stesse modalità di cui al punto precedente. Ogni variazione e/o integrazione approvata verrà diffusa tempestivamente ai Destinatari e ai soggetti coinvolti.

References: Art. 2

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19