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Timestamp: 2017-09-22 00:49:08+00:00

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Regolamento Conflitto di Interessi
Note sull'utilizzo del Logo della Fondazione CARIFAC
Per utilizzare il logo della fondazione è necessario richiedere l'autorizzazione alla Fondazione stessa mediante richiesta all'indirizzo email degli uffici della Segreteria. L'uso del logo è sottoposto ad esplicita autorizzazione scritta o tramite email della Fondazione.
La Fondazione si riserva di intraprendere tutte le possibili azioni a tutela della propria immagine nel caso in cui il logo venisse utilizzato senza autorizzazione e/o senza il rispetto delle indicazioni fornite.
Approvato con provvedimento del Ministero del Tesoro, 1Bilancio e Programmazione economica n. 307297 del 6.10.2000; modificato con provvedimento dello stesso Ministero n. 610079 del 9.2.2001 e con provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze:
n. 610616 del 18.9.2001
n. 610745 del 4.1.2002
n. 58105 del 26.5.2005
n. 58169 del 23.7.2014
n. 51189 del 27.5.2016
n. 81008 del 22.9.2016
Art. 1 - Origine, denominazione e durata
La Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana - di seguito chiamata Fondazione - è la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana – originata dalla fusione, disposta con R.D. 19.6.1940 n. 766, della Cassa di Risparmio di Fabriano, istituita per iniziativa di privati cittadini con sovrano rescritto 27.8.1845 ed eretta ente morale con R.D. 15.5.1862, con la Cassa di Risparmio di Cupramontana, fondata con R.D. 3.9.1872, dalla quale è stata scorporata l’attività creditizia con atto n. 75506/8956 del 18.5.1992 del notaio Mario Ottoni, in attuazione del progetto di ristrutturazione deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Cassa stessa ed approvato con D.M. 435629 del 12.5.1992.
Art. 2 - Autonomia e normativa applicabile
La Fondazione è una persona giuridica privata senza fine di lucro, dotata di piena capacità e di piena autonomia statutaria e gestionale.
La Fondazione è disciplinata, oltre che dalle norme del presente Statuto, definite in aderenza ai contenuti della Carta delle Fondazioni adottata dall’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio S.p.A., dal Protocollo d’Intesa sottoscritto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 22 aprile 2015, di seguito definito come Protocollo d’intesa, dalle vigenti disposizioni di legge, in particolare dalla legge 23 dicembre 1998, n. 461, dal decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153 e successive modificazioni e integrazioni, nonché dalle norme del codice civile, in quanto compatibili 1.
Art.3 - Sede e ambito di attività
La Fondazione ha sede legale in Fabriano (AN) e svolge la sua attività prevalentemente nei comuni di:
a) Fabriano, Sassoferrato, Arcevia, Cerreto d’Esi, Serra San Quirico, Genga;
b) Cupramontana, Maiolati Spontini, Monteroberto, S. Paolo di Jesi, Staffolo.
La Fondazione ricorrendo determinati presupposti, può effettuare interventi in altri ambiti territoriali, anche con il coordinamento dell’ACRI o della Consulta delle Fondazioni marchigiane.
Art. 4 - Scopi e settori di intervento
La Fondazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico prevalentemente per il territorio di propria competenza.
Nel perseguire i predetti scopi la Fondazione indirizza la propria attività nelle seguenti categorie di settori ammessi:
Famiglia e valori connessi; crescita e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola; volontariato, filantropia e beneficenza; religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili;
Prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare e agricoltura di qualità; sviluppo locale ed edilizia popolare locale; protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; attività sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze; patologie e disturbi psichici e mentali;
Tra i settori ammessi è ricompreso anche quello relativo alla realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità ai sensi dell’art. 7 della Legge 1 agosto 2002 n. 166.
La Fondazione, tenuto anche conto delle risorse prevedibilmente disponibili tempo per tempo, al fine di rendere più efficace la propria azione e sovvenire in maniera organica alle esigenze del territorio, sceglie, nell’ambito dei settori ammessi, un massimo di cinque settori – o “settori rilevanti”, anche appartenenti a più di una delle quattro categorie di settori ammessi.
La scelta dei settori è effettuata ogni tre anni con delibera dell’organo di indirizzo in conformità alle disposizioni di legge vigenti in materia in sede di definizione delle linee programmatiche pluriennali. Della scelta dei settori rilevanti e delle sue modificazioni ne viene data comunicazione all’Autorità di Vigilanza (art 2.2 del DM nr. 150/2004).
La Fondazione, secondo le linee programmatiche formulate dall’organo di indirizzo, può, attraverso gli interventi ritenuti più idonei, avviare direttamente o partecipare ad iniziative finalizzate a promuovere lo sviluppo economico nel territorio di propria competenza.
Art. 5 - Attività della Fondazione
La Fondazione, svolge la propria attività libera da ingerenze e condizionamenti esterni che ne possono limitare l’autonomia, secondo principi di economicità e di programmazione annuale e pluriennale, tenendo opportunamente conto delle istanze e dei bisogni provenienti dal territorio. Al fine di rendere più efficace la propria azione e sovvenire in maniera organica alle esigenze del territorio opera sulla base di indirizzi individuati nei programmi pluriennali, avuto anche riguardo agli interventi programmati dagli altri enti e istituzioni operanti nel territorio di competenza nel rispetto del principio costituzionale di sussidiarietà e delle rispettive prerogative decisionali.
La Fondazione, in conformità alle disposizioni di legge, può svolgere direttamente la propria attività nei settori di cui all’art. 4 in forma di impresa o attraverso imprese strumentali operanti in via esclusiva per la diretta realizzazione degli scopi statutari. In tali imprese la Fondazione detiene partecipazioni di controllo a condizione che non venga assunta una posizione che comporti una responsabilità illimitata per la Fondazione stessa.
L’investimento nelle imprese e negli enti strumentali è realizzato utilizzando esclusivamente le risorse derivanti dal reddito, fatto salvo quanto previsto per i beni mobili e immobili dall’art, 7, comma 3-bis, del decreto legislativo nr. 153 del 1999 2.
La Fondazione non può esercitare funzioni creditizie né effettuare, in qualsiasi forma, finanziamenti, erogazioni, o sovvenzioni, diretti o indiretti, ad enti con fini di lucro o in favore di imprese di qualsiasi natura, con eccezione delle imprese strumentali, delle imprese sociali e delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e successive modificazioni e le cooperative dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero, di cui al comma 7 – ter dell’articolo 1, D.L. nr. 63/2012 convertito dalla L. nr. 103/2012.
La Fondazione non può altresì erogare contributi diretti e indiretti a partiti ed associazioni politiche e sindacali.
Per il conseguimento degli scopi istituzionali e per soddisfare le esigenze gestionali la Fondazione opera con tutte le modalità consentite dalla sua natura di persona giuridica privata dotata di piena autonomia gestionale. In particolare, nei limiti di legge e di statuto, può compiere tutte le operazioni finanziarie, commerciali, immobiliari e mobiliari consentite dalla natura di persona giuridica privata senza scopo di lucro, secondo principi di sana e prudente gestione nonché di economicità della stessa. Nel rispetto degli stessi principi può acquistare, detenere e cedere partecipazioni al capitale di società o concorrere alla loro costituzione.
Il possesso di partecipazioni di controllo in società ed enti è consentito solo nel caso di imprese strumentali.
La Fondazione assicura il rispetto delle disposizioni recate dall’art. 15 della legge 11 agosto 1991 n. 266.
La Fondazione può raccordare la propria attività con quella di altri enti ed organizzazioni aventi finalità analoghe. La Fondazione può altresì aderire ad organizzazioni nazionali e internazionali che realizzino attività coerenti con lo scopo della Fondazione, ad organizzazioni rappresentative delle Fondazioni bancarie di cui all'art. 10 del decreto legislativo 17 maggio 1999, nr. 153, o ad enti nazionali e internazionali associativi di fondazioni.
La Fondazione può costituire o partecipare a fondazioni di diritto privato ai sensi degli artt. 12 e seguenti del Codice Civile con finalità analoghe alle proprie.
La Fondazione può accettare donazioni e lasciti e, ai sensi e agli effetti dell’art. 32 del Codice Civile, può accettare donazioni con uno scopo particolare, purché rientrante negli scopi della Fondazione.
Art. 6 - Regolamenti interni
L’attività della Fondazione diretta al perseguimento degli scopi statutari e le modalità di gestione del patrimonio sono disciplinate da appositi regolamenti coerenti con i contenuti della Carta delle Fondazioni e del protocollo d’intesa, approvati dall’Organo di Indirizzo su proposta del Consiglio di Amministrazione.
Il regolamento relativo all’attività istituzionale reca i criteri attraverso i quali vengono individuati e selezionati i progetti e le iniziative da finanziare onde assicurare la trasparenza dell’attività, la motivazione delle scelte nonché la migliore utilizzazione delle risorse e l’efficacia degli interventi.
Il regolamento recante le modalità e le procedure di gestione del patrimonio è definito in coerenza con i contenuti degli artt. 2, 3 e 4 del Protocollo d’Intesa 3.
Le modalità e le procedure di nomina degli organi della Fondazione sono disciplinate da apposito regolamento, approvato dall’Organo di Indirizzo su proposta del Consiglio di Amministrazione, nel quale sono comprese anche le procedure relative alla verifica dei requisiti e delle cause di ineleggibilità e incompatibilità. Nel regolamento sono altresì specificati i requisiti di professionalità e di competenza richiesti per la nomina dei componenti degli organi e definite le modalità attraverso le quali assicurare la trasparenza delle nomine e delle relative procedure 4.
Il consiglio di amministrazione approva il regolamento interno degli uffici e le norme relative all’organico e al trattamento del personale.
Nella definizione delle politiche di investimento e nella scelta degli strumenti di impiego finalizzati a generare la redditività necessaria per lo svolgimento dell’attività istituzionale, la fondazione agisce in base ad un’adeguata pianificazione strategica che definisce una politica di investimento e individua l’asset allocation 5.
Il patrimonio della Fondazione è costituito dal fondo di dotazione iniziale e dai fondi e riserve presenti nel bilancio e si incrementa per:
accantonamenti alla riserva obbligatoria stabilita dall’autorità di vigilanza;
liberalità a qualsiasi titolo, per volontà del donante, pervenute ed esplicitamente destinate ad accrescimento del patrimonio;
riserve o accantonamenti facoltativi la cui costituzione sia deliberata dall’organo di indirizzo al fine di salvaguardare l’integrità del patrimonio; la relativa delibera sarà inviata all’Autorità di vigilanza;
plusvalenze e minusvalenze, anche conseguenti a valutazione, relative alla partecipazione nella società bancaria conferitaria o in qualsiasi altra società che possono essere imputate a patrimonio nei limiti previsti dall’art. 9, co.4, del D. Lgs. 153/99.
La costituzione degli accantonamenti e delle riserve di cui alla precedente lettera c) non deve comunque pregiudicare l’effettiva tutela degli interessi contemplati nello statuto e deve rispondere a criteri di sana e prudente gestione.
La Fondazione nell’amministrare il patrimonio si attiene a criteri prudenziali, diversificando il rischio in modo da conservarne il valore ed ottenerne un’adeguata redditività, assicurando il collegamento funzionale con le proprie finalità istituzionali ed in particolare con lo sviluppo del territorio.
L’Organo di Indirizzo stabilisce, con delibera da assumersi di norma ogni tre anni, ed in occasione dell’approvazione del bilancio, se il patrimonio della Fondazione deve essere gestito direttamente all’interno della Fondazione stessa, ovvero se deve essere affidato ad uno o più gestori esterni.
La gestione effettuata all’interno della Fondazione avviene assicurando la separazione amministrativa e contabile tra l’attività di gestione del patrimonio e le altre attività.
L’affidamento della gestione del patrimonio all’esterno deve essere effettuato nei confronti di un intermediario abilitato ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. La scelta del gestore sarà effettuata in base a criteri orientati all’esclusivo interesse della Fondazione, come previsto dall’art. 5, co. 2, del D. Lgs. 153/99. Al fine di evitare situazioni di conflitto di interessi e per la determinazione dei rapporti con l’intermediario abilitato, il Consiglio di Amministrazione nomina un comitato tecnico indipendente.
In nessun caso la gestione del patrimonio può essere affidata ad intermediari nei quali ricoprano cariche o abbiano partecipazioni rilevanti i componenti dell’Organo di Indirizzo, del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori o il Segretario Generale della Fondazione, nè potranno essere nominati quali componenti degli organi della Fondazione gli amministratori, i Direttori Generali o i dipendenti del gestore.
adeguata diversificazione del portafoglio finalizzata a contenere la concentrazione del rischio e la dipendenza del risultato della gestione da determinati emittenti, gruppi di imprese, settori di attività ed aree geografiche;
efficiente gestione finalizzata ad ottimizzare i risultati, contenendo i costi di transazione, di gestione e di funzionamento in rapporto alla dimensione ed alla complessità e caratteristiche del portafoglio 6.
La Fondazione verifica regolarmente l’adeguatezza e l’efficacia della struttura organizzativa, delle politiche di investimento e delle procedure di gestione ed adotta le conseguenti misure correttive.
Nella diversificazione del rischio degli investimenti, la Fondazione opera affinché l’esposizione verso un singolo soggetto non sia complessivamente superiore ad un terzo dell’attivo dello stato patrimoniale, secondo quanto previsto dall’art. 2 del Protocollo d’intesa 7.
La Fondazione, nel rispetto del principio di conservazione del patrimonio, non può contrarre debiti, salvo il caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità dovute allo sfasamento temporale tra uscite di cassa ed entrate certe per data ed ammontare. In ogni caso l’esposizione debitoria complessiva non può superare il 10% del patrimonio, secondo l’ultimo bilancio approvato 8.
I contratti e gli strumenti derivati sono utilizzati nella gestione del patrimonio con finalità di copertura oppure in operazioni in cui non siano presenti rischi di perdite patrimoniali 9.
L’utilizzo dei contratti e degli strumenti finanziari derivati è disciplinato nel regolamento sulla gestione del patrimonio, nei limiti e con le modalità previste dall’articolo 4, commi 2 e 3, del Protocollo d’intesa 10.
Art. 8 - Destinazione del reddito
La Fondazione, assicurando l’equilibrata destinazione delle risorse e dando preferenza ai settori a maggior rilevanza sociale, opera in via prevalente nei settori rilevanti, assegnando ad essi il reddito residuo dopo le seguenti destinazioni indicate nelle lett. a, b e c dell’art. 8, comma 1, del decreto legislativo del 17 maggio 1999 n. 153 secondo il seguente ordine:
spese di funzionamento, nel rispetto di principi di adeguatezza delle spese alla struttura organizzativa ed alle attività svolta dalla Fondazione;
riserva obbligatoria, nella misura determinata dall’Autorità di Vigilanza.
La restante parte del reddito, dopo le suddette destinazioni nonché quelle relative al reinvestimento del reddito ed agli accantonamenti e riserve facoltativi, autorizzati dall’Autorità di vigilanza, può essere diretta a uno o più settori ammessi, fatte salve le erogazioni previste da specifiche norme di legge.
I fondi disponibili per l’attività nei settori rilevanti ed ammessi saranno destinati per 2/3 ad interventi da effettuare nell’ambito dei comuni di cui alla lettera a) del precedente art. 3 e per 1/3 ad interventi da effettuare nell’ambito dei comuni di cui alla lettera b) del medesimo art. 3.
Possono essere destinati fondi anche al di fuori delle suddette zone e in tal caso essi non saranno computati nel rapporto di cui sopra.
La Fondazione non distribuisce o assegna quote di reddito, di patrimonio ovvero qualsiasi altra forma di utilità economica agli associati, agli amministratori, ai fondatori e ai dipendenti, con esclusione delle retribuzioni ai dipendenti e dei compensi di cui al successivo art. 16.
L’Organo di Indirizzo può disporre la costituzione di un fondo di stabilizzazione delle erogazioni con l’intento di assicurare, per quanto possibile, un flusso durevole di risorse per la realizzazione delle finalità istituzionali e fronteggiare la volatilità dei mercati.
L’organo di indirizzo;
Il presidente della Fondazione, il quale presiede l’Assemblea dei soci, l’Organo di Indirizzo e il consiglio di Amministrazione;
La Fondazione garantisce la presenza nei propri organi di soggetti portatori di professionalità, competenza e autorevolezza nonché l’adozione di processi di nomina funzionali a salvaguardare l’indipendenza e la terzietà dell’Ente 11.
La fondazione assicura la presenza negli organi del genere meno rappresentato 12.
Art. 10 - Ambito Applicativo
Le disposizioni di questo capo non si applicano ai componenti dell’Assemblea dei soci, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 11, in tema di onorabilità, dall’art. 12, commi 1, 3, 4 e 5, in tema di incompatibilità, dall’art. 13, in tema di conflitto di interessi, dall’art. 14, in tema di sospensione, e dall’art. 15, in tema di decadenza.
I componenti gli organi concorrono, in posizione di parità e in un positivo e costruttivo rapporto dialettico, a formare la libera volontà della Fondazione in conformità alle disposizioni statutarie.
Art. 11 - Requisiti generali di onorabilità
I componenti gli organi devono essere scelti fra i cittadini italiani di piena capacità civile, di specchiata moralità e di indiscussa probità.
Non possono ricoprire cariche negli organi della Fondazione coloro che:
si trovano in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall’art. 2382 cod. civ.
sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive modificazioni ed integrazioni, salvi gli effetti della riabilitazione;
hanno riportato una condanna con sentenza irrevocabile o ai quali sia stata applicata una pena su richiesta delle parti, salvi gli effetti della riabilitazione:
alla reclusione per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica, ovvero per un delitto in materia tributaria;
alla reclusione per un qualunque delitto non colposo.
Inoltre le cariche negli organi della Fondazione non possono essere ricoperte da coloro ai quali sia stata applicata su richiesta delle parti una delle pene previste dal comma 2 lettera c), del presente articolo salvo il caso di estinzione del reato.
I componenti gli organi devono immediatamente portare a conoscenza dell’organo di appartenenza o del Consiglio di Amministrazione, per quanto attiene al Segretario Generale, tutte le situazioni che possono assumere rilevanza ai fini della permanenza dei predetti requisiti. L’organo competente, sulla base delle informazioni fornite dall’interessato, dovrà tempestivamente, e comunque non oltre 30 giorni, assumere le decisioni più idonee a salvaguardia dell’autonomia e della reputazione della Fondazione.
L’Organo di Indirizzo definisce altresì le modalità e la documentazione necessaria secondo le quali l’organo competente provvede alla verifica dei suddetti requisiti, nonché i provvedimenti conseguenti, ivi compresa la decadenza o la sospensione dalle funzioni dell’interessato. La verifica dei requisiti per il Segretario Generale compete al consiglio di amministrazione.
Ai sensi dell’art. 4 comma 1 lett. g) del D. Lgs. n. 153/99, per requisiti di professionalità e onorabilità si intendono requisiti di esperienza e di idoneità etica confacenti ad un ente senza scopo di lucro.
Art. 12 - Cause generali di incompatibilità
Non possono ricoprire la carica di componente gli organi della Fondazione:
coloro che, in qualsiasi momento, perdano i requisiti previsti dallo Statuto o dal regolamento di cui all’art. 6, comma 4;
il coniuge i parenti e gli affini sino al terzo grado incluso dei membri dell’organo di indirizzo, del consiglio di amministrazione, del collegio dei revisori dei conti e del Segretario Generale;
i dipendenti in servizio della Fondazione nonché il coniuge di detti dipendenti e i loro parenti e affini fino al secondo grado incluso;
i membri del parlamento nazionale, europeo o del governo; gli assessori o consiglieri regionali, provinciali e comunali, il Presidente della Provincia, il Sindaco, il Presidente ed i componenti dei consigli circoscrizionali, il Presidente ed i componenti del consiglio di amministrazione, nonché chi esercita funzioni di direzione dei consorzi tra enti locali, il Presidente ed i componenti dei consigli e delle giunte delle Unioni di Comuni, i consiglieri di amministrazione e il Presidente, nonché chi esercita funzioni di direzione delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’art. 114 del Dlgs 18 agosto 2000 nr. 267, il Presidente ed i componenti degli organi delle Comunità Montane 13.
coloro che esercitano funzioni di amministrazione o di direzione di società a prevalente partecipazione degli enti locali operanti nei territori di attività prevalente della Fondazione;
coloro che ricoprano funzioni di indirizzo, amministrazione e controllo dei soggetti cui lo Statuto attribuisce il potere di designazione dei componenti gli organi della Fondazione, ovvero abbiano con questi rapporti organici, di lavoro dipendente o di collaborazione di ogni tipo anche a tempo determinato, con esclusione degli incarichi professionali specifici e dei docenti universitari che non svolgono funzioni di amministrazione o di controllo nell’Università designante e che non abbiano la rappresentanza legale dello stesso;
coloro che ricoprano cariche negli organi statutari di altre Fondazioni di origine bancaria;
gli amministratori delle organizzazioni dei soggetti destinatari degli interventi con le quali la Fondazione abbia rapporti permanenti;
gli amministratori di enti pubblici o privati con cui la Fondazione abbia istituito rapporti di collaborazione stabile;
coloro che ricoprono un ruolo esecutivo o direttivo di partito o movimento politico e/o Associazione sindacale ovvero svolgano funzioni di rappresentanza sindacale in sede di contrattazione collettiva, a livello nazionale e nei territori oggetto di intervento della Fondazione, a livello regionale, provinciale e comunale nonché coloro che abbiano cessato le predette funzioni da meno di un anno;
coloro che siano stati dichiarati decaduti da qualsiasi organo della Fondazione;
coloro che all’atto di nomina si trovano in una delle situazioni di sospensione di cui al successivo art. 14, comma 1.
Sono tra loro reciprocamente incompatibili la qualità di componente l’organo di indirizzo, il consiglio di amministrazione, il collegio dei revisori contabili e la carica di segretario generale, con l’eccezione del Presidente della Fondazione il quale, ai sensi degli articoli 22, comma 1 e 30, comma 1, è membro di diritto sia dell’Organo di Indirizzo che del Consiglio di amministrazione. Il componente di un organo che assume la carica in un diverso organo della Fondazione decade automaticamente dal primo.
Non possono essere nominati componenti gli Organi della Fondazione coloro che abbiano ricoperto nei 12 mesi precedenti o che siano candidati a ricoprire una delle cariche di cui al precedente comma 1, lettere d), e), j) e k).
Non possono essere nominati componenti gli Organi della Fondazione coloro che non abbiano sottoscritto una dichiarazione di impegno a non candidarsi, durante l’esercizio della carica, per l’assunzione di incarichi di cui al precedente comma 1, lettere d), e), h) e i) negli enti operanti nei territori di attività prevalente della Fondazione.
I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la Fondazione non possono ricoprire funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la società bancaria conferitaria o sue società controllate o partecipate. I soggetti che svolgono funzioni di indirizzo presso la fondazione non possono ricoprire funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la società bancaria conferitaria.
I soggetti che svolgono funzioni di indirizzo, amministrazione, direzione o controllo presso la Fondazione non possono assumere o esercitare cariche negli organi gestionali, di sorveglianza, e di controllo o funzioni di direzione di società concorrenti della società bancaria conferitaria o di società concorrenti del suo gruppo.
Chiunque abbia ricoperto la carica di componente degli organi della società bancaria conferitaria non può assumere cariche negli organi della Fondazione prima che siano trascorsi almeno dodici mesi dalla cessazione dell’incarico 14.
La Fondazione, nell’esercitare i diritti di azionista della società bancaria conferitaria, non può designare o votare candidati, ovvero presentare o votare liste di candidati nelle quali sono presenti soggetti che, nei dodici mesi antecedenti, hanno svolto funzioni di indirizzo, amministrazione o controllo presso la Fondazione 15.
Art. 13 - Cause generali di conflitto d’interesse
Nel caso in cui un componente gli organi della Fondazione si trovi in una situazione non espressamente prevista quale causa di incompatibilità, e che tuttavia lo ponga in conflitto con l’interesse della Fondazione deve darne immediata comunicazione all’organo di cui fa parte o all’organo di riferimento a norma dello statuto e deve astenersi dal partecipare a deliberazioni aventi a oggetto la causa del conflitto.
Qualora la situazione di conflitto non sia temporanea, l’organo di appartenenza o il Consiglio di amministrazione per il Segretario Generale, si pronuncia come se si trattasse di una causa di incompatibilità o di sospensione.
I componenti degli organi della Fondazione ed i soggetti ai quali è attribuito il potere di designare i componenti stessi non possono essere destinatari di interventi della Fondazione stessa a loro diretto vantaggio, salvi gli interventi destinati a soddisfare gli interessi, generali o collettivi, espressi dagli enti ai quali è attribuito il potere di designazione.
Art. 14 - Causa generale di sospensione dalle funzioni
la condanna con sentenza non definitiva per uno dei reati di cui al precedente art. 11, comma 2, lettera c);
l’applicazione su richiesta delle parti di una delle pene di cui al precedente art. 11, comma 3, con sentenza non definitiva;
l’applicazione provvisoria di una delle misure previste dall’art. 67, comma 3, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive modificazioni e integrazioni;
l’applicazione di misure cautelari personali;
Il componente dell’organo può richiedere la sospensione dalle proprie funzioni, per un periodo determinato, per motivi di carattere personale o professionale. L’organo di indirizzo, in piena autonomia e discrezionalità, delibera se concedere o meno la richiesta sospensione temporanea.
Qualora un socio sia nominato in un organo della Fondazione o assuma le funzioni di Segretario Generale, la sua qualità di socio è sospesa per tutta la durata della carica. Tale periodo non sarà computato ai fini del calcolo della durata del mandato di socio.
Art. 15 - Cause generali di decadenza
Fatte salve specifiche ipotesi di decadenza previste dallo statuto, decadono dalla carica di componente gli organi della Fondazione, con dichiarazione dell&#39;organo di appartenenza o del consiglio di amministrazione per il Segretario Generale, coloro che in un qualunque momento perdano i requisiti previsti dallo statuto o che vengano a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità contemplate dall’art. 12 ovvero presentino candidature ad una delle cariche per le quali lo statuto prevede l’incompatibilità. Per il Presidente la decadenza è dichiarata dall’Organo di Indirizzo.
Ciascun organo verifica per i propri componenti la sussistenza dei requisiti, delle incompatibilità o delle cause di sospensione e di decadenza ed assume entro trenta giorni dalla conoscenza del difetto sopravvenuto i relativi provvedimenti. Per il segretario generale il predetto accertamento è operato dal consiglio di amministrazione.
I componenti gli organi della Fondazione devono dare immediata comunicazione delle sopravvenute cause di ineleggibilità o di incompatibilità che li riguardano. Qualora non provveda tempestivamente, il componente è tenuto a risarcire i danni di qualsiasi tipo che abbia provocato alla Fondazione e decade dalla carica con dichiarazione dell’organo di appartenenza.
I componenti gli organi della Fondazione che non intervengano per quattro volte consecutive alle riunioni del proprio organo senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti dall’Ufficio con deliberazione dell’organo di appartenenza.
Art. 16 - Indennità
I compensi per i componenti degli organi sono di importo contenuto e sono determinati in coerenza con la natura istituzionale della Fondazione e con l’assenza di finalità lucrative e sono commisurati all’entità del patrimonio e delle erogazioni, secondo quanto previsto dall’art. 9, commi da 1 a 5 del Protocollo d’intesa 16.
Ai componenti l’organo di indirizzo spettano esclusivamente trattamenti “non corrispettivi”, ma indennitari, collegati alla effettiva partecipazione ai lavori dell’Organo 17 , oltre al rimborso, anche in misura forfettaria, delle spese sostenute per l’espletamento delle funzioni per coloro che risiedono o sono domiciliati fuori sede, calcolato in base alle tariffe chilometriche ACI tempo per tempo vigenti. La misura del trattamento indennitario e le modalità di erogazione sono deliberate dall’organo di indirizzo stesso, con il parere favorevole del collegio dei revisori.
Al Presidente, ai componenti il consiglio di amministrazione ed ai membri effettivi del collegio dei revisori contabili spetta un compenso annuo e, per ogni partecipazione alle riunioni degli organi, una medaglia di presenza, oltre al rimborso, anche in misura forfettaria, delle spese sostenute per l’espletamento delle funzioni. La misura dei compensi annui, della medaglia di presenza nonché le modalità di erogazione sono determinate dall’Organo di Indirizzo, sentito il Collegio dei Revisori per i corrispettivi al Presidente e ai componenti il consiglio di amministrazione.
Le eventuali deliberazioni di rimborso spese in misura forfettaria devono essere giustificate da spese effettivamente sostenute.
Non è consentito il cumulo di più medaglie di presenza nella medesima giornata.
Art. 17 - Mandati negli Organi della Fondazione
1. Nel rispetto dell’art. 4, comma 1, lett. i) del decreto legislativo n. 153/1999, al fine di assicurare il ricambio dei componenti degli organi, la Fondazione adotta i seguenti principi 18:
il Presidente, i membri del Consiglio di Amministrazione, e dell’Organo di Controllo durano in carica per un periodo massimo di quattro anni 19;
le cariche negli organi statutari, ivi compreso il Presidente, non possono essere ricoperte per più di due mandati consecutivi, indipendentemente dall’Organo 20 ;
ai fini della lettera ii), non è computato il mandato espletato per una durata inferiore alla metà del tempo statutariamente previsto, purché per causa diversa dalle dimissioni volontarie escluse quelle presentate a seguito di nomina in un altro organo della Fondazione; in ogni caso, non si può escludere dal computo dei mandati complessivi più di un mandato parziale 21.
Il soggetto che ha svolto due mandati consecutivi può essere nuovamente nominato dopo che sia trascorso un periodo almeno pari a tre anni 22
Soci e Assemblea
Art. 18 - Soci
1. I soci costituiscono la continuità storica e giuridica della Fondazione con l'ente originario. Il numero minimo dei soci è 90, massimo 120. Essi devono essere scelti rispettivamente per 2/3 ed 1/3 tra i cittadini residenti nell'ambito dei comuni di cui alla lett. a) del precedente art. 3 e nell'ambito dei comuni di cui alla lett. b) del medesimo articolo.
Sempre entro il numero massimo di 120, possono essere nominati soci cittadini residenti in zone diverse da quelle indicate al comma precedente ed in tal caso tali nuovi soci non saranno computati nel rapporto di cui sopra che dovrà tendenzialmente rimanere costante.
I candidati devono essere scelti tra cittadini italiani di piena capacità civile, indiscussa probità, annoverabili tra le persone più rappresentative delle categorie culturali, economiche e professionali e fra quelli che abbiano maturato un'adeguata esperienza nei settori cui si rivolgono le finalità istituzionali della Fondazione.
I soci non possono vantare diritti né sul patrimonio né sulle rendite della Fondazione.
I soci sono personalmente impegnati al raggiungimento degli scopi dell’Assemblea.
L'assemblea provvede alla nomina; il collegio dei probiviri all’accertamento del possesso dei requisiti.
I soci durano in carica dieci anni dalla data della nomina e possono essere riconfermati per una sola volta.
Decadono da soci, con dichiarazione del collegio dei probiviri, coloro che perdano i requisiti per essere eletti o nei confronti dei quali si siano determinate situazioni incompatibili con le finalità o il prestigio della Fondazione.
La qualità di socio si perde anche per dimissioni. I soci decaduti o dimissionari non possono essere rieletti nei successivi dieci anni.
Non possono essere nominati soci coloro contro i quali pendano atti esecutivi per inadempienze alle loro obbligazioni verso la Fondazione o le società da essa partecipate o che abbiano liti pendenti con esse o che ad esse abbiano cagionato danni o perdite.
Il collegio dei probiviri può dichiarare decaduti i soci che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti o non si siano fatti rappresentare all'assemblea in tre adunanze ordinarie consecutive.
Art. 19 - Nomina dei soci
La qualità di socio non è trasmissibile e si acquista con l&#39;elezione da parte dell'assemblea su designazione del 10% del numero massimo dei soci, deliberata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci presenti o rappresentati in assemblea.
Il consiglio di amministrazione delibera annualmente il numero dei soci da nominare, riceve le proposte dei soci in carica e predispone apposito elenco da sottoporre all'assemblea stessa per le nomine.
Le proposte dovranno essere corredate dall'indicazione dei requisiti posseduti da ciascun candidato.
Art. 20 - Assemblea dei soci – Collegio dei probiviri
L’assemblea, depositaria delle origini e della storia della Fondazione, è disciplinata dal proprio regolamento che ne individua le modalità e le procedure di nomina dei soci, il funzionamento e la composizione e nel quale sono tra l’altro specificati le competenze e i profili professionali richiesti, che sono idonei ad assicurare una composizione degli organi che permetta la più efficace azione della Fondazione nei settori e nell’ambito territoriale indicati in statuto 23.
Dell’assemblea fanno parte coloro che acquistano la qualità di socio della Fondazione, in applicazione al regolamento specifico che, nel disciplinare la composizione dell’Assemblea stessa, deve ispirarsi a criteri idonei ad assicurare l’armonica integrazione di esperienze professionali ed il regolare equilibrato avvicendamento dei componenti, coerentemente ai 13 compiti che lo statuto assegna all’Assemblea.
La Fondazione assicura la disponibilità delle risorse necessarie per il funzionamento dell’assemblea dei soci.
In seno all’assemblea dei soci è costituito il collegio dei probiviri, composto da non più di cinque membri effettivi, di cui uno può essere individuato tra non soci, e due supplenti, cui spetta, oltre alla verifica dell’esistenza dei requisiti per la nomina a socio e la dichiarazione di decadenza dalla carica, la risoluzione delle controversie che insorgessero tra la Fondazione e i soci o tra soci.
La carica di proboviro è incompatibile con qualsiasi altra carica negli organi della Fondazione.
I probiviri durano in carica 3 anni, sono rieleggibili consecutivamente una sola volta e non hanno diritto a compenso.
Art. 21 - Competenze dell’assemblea dei soci
Sono di esclusiva competenza dell’assemblea dei soci:
l’approvazione delle norme che regolano il proprio funzionamento, la propria composizione ed i requisiti dei soci;
la designazione di una quota non maggioritaria 24 di componenti l’organo di indirizzo;
la formulazione di pareri sulle modifiche statutarie;
la formulazione di pareri obbligatori e non vincolanti sul progetto di documento programmatico previsionale, sul progetto di piano programmatico pluriennale dell’attività istituzionale nonché sulle operazioni di trasformazione, fusione o incorporazione della Fondazione in altri enti, ai sensi del successivo art. 43;
la formulazione del parere obbligatorio e non vincolante per la devoluzione del residuo patrimonio in caso di scioglimento;
l’adozione di un codice etico della Fondazione;
la nomina dei soci;
l’esame di istanze di tutela dei soggetti destinatari di interventi, con formulazione di pareri non vincolanti.
​I pareri dell’assemblea dei soci devono essere espressi all’organo competente entro 60 giorni dalla richiesta.
L’assemblea dei soci, inoltre, formula proposte all’organo di indirizzo in materia di attività della Fondazione.
L’assemblea è presieduta, senza diritto di voto, dal presidente della Fondazione; in caso di assenza o impedimento, dal vice presidente ovvero, in caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo, dal consigliere più anziano.
Il Presidente dell’Assemblea assicura il rispetto del codice etico della Fondazione.
Alle riunioni dell’assemblea dei soci possono intervenire, senza diritto di voto, i componenti l’organo di indirizzo, il consiglio di amministrazione nonché il collegio dei revisori.
1. L’organo di indirizzo è composto dal Presidente della Fondazione e da 18 membri, così designati:
n. 9 dall’assemblea dei soci;
n. 1 dal consiglio comunale di Fabriano;
n. 1 dal consiglio comunale di Cupramontana;
n. 1 dai consigli comunali di Sassoferrato e Genga;
n. 1 dai consigli comunali di Arcevia, Cerreto d’Esi e Serra S. Quirico;
n. 1 dai consigli comunali di Monteroberto e Maiolati Spontini;
n. 1 dai consigli comunali di S. Paolo di Jesi e Staffolo;
n. 1 dalla Fondazione Merloni;
n. 1 dalla Diocesi di Fabriano-Matelica;
n. 1 dall’Università Politecnica delle Marche.
Gli enti chiamati alla designazione, esclusa l’assemblea dei soci per la quale la designazione è unica, devono indicare alla Fondazione una rosa di tre candidati, in possesso dei requisiti richiesti dallo statuto e dall’organo di indirizzo, secondo le previsioni dell’art. 25.
La Fondazione invita, a rotazione, gli enti di cui alle lettere d, e, f, g, a designare la terna. In caso di inerzia si procede secondo l’ordine di rotazione, con esclusione dell’ente inadempiente.
Nella formazione delle terne di candidati, i soggetti designanti adottano un criterio che assicuri la presenza di entrambi i generi.
In sede di nomina l’Organo di indirizzo opera affinché nella sua composizione si pervenga ad un’adeguata presenza di genere.
I componenti l’organo di indirizzo agiscono in piena autonomia e indipendenza, non rappresentano coloro che li hanno designati ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essi devono agire nell’esclusivo interesse della Fondazione per realizzare gli scopi previsti nello statuto.
Il Presidente della Fondazione non ha diritto di voto nell’Organo di Indirizzo.
Ferme restando le designazioni di competenza dell’Assemblea dei soci, la Fondazione verifica periodicamente che i soggetti designanti siano rappresentativi del territorio e degli interessi sociali sottesi dall’attività istituzionale della Fondazione. La Fondazione, al fine di raccogliere informazioni ed elementi utili per tale valutazione, promuove uno o più incontri con gli enti pubblici e privati, espressivi delle realtà locali, attivi nei settori di intervento della Fondazione. I criteri e le modalità di convocazione degli incontri sono preventivamente ed oggettivamente disciplinati: i partecipanti posso intervenire, presentare documenti e proposte. Degli incontri è redatto verbale da sottoporre all’Organo di Indirizzo. Le risultanze del processo valutativo sono riportate nel bilancio di missione reso pubblico sul sito internet della Fondazione 25.
Art. 23 - Requisiti ed indirizzi per la designazione
Gli enti, l’assemblea dei soci e gli organi degli enti cui spetta la designazione dei componenti l’organo di indirizzo devono attenersi ai seguenti criteri:
a) i componenti devono essere scelti con criteri diretti a favorire anche la rappresentatività delle esigenze connesse ai settori di attività della Fondazione e devono essere scelti tra cittadini italiani secondo il seguente criterio:
almeno due quarti di essi devono essere residenti da almeno 3 anni nell’ambito del territorio dei comuni indicati alla lettera a) del precedente art. 3;
almeno un quarto di essi deve essere residente da almeno 3 anni nell’ambito del territorio dei comuni indicati alla lettera b) del precedente art. 3;
nel caso in cui il rimanente quarto non fosse attribuito a componenti residenti in altre zone, esso viene ripartito proporzionalmente tra le due zone suddette;
b) i componenti dichiarati decaduti dalla carica non possono essere nominati in alcun Organo della Fondazione per almeno un mandato dalla data di dichiarazione di decadenza;
c) i componenti devono possedere i requisiti di onorabilità di cui all’art. 11 e non trovarsi in nessuna delle situazioni di cui all’art. 12
d) i componenti devono essere scelti fra persone che abbiano i requisiti di professionalità di cui al successivo art. 25.
Nella formazione della propria composizione, l’Organo di Indirizzo adotta un criterio che assicuri la presenza di entrambi i generi 26 .
In relazione alle particolari e specifiche esigenze operative della Fondazione, anche con riferimento alle attività intraprese, l’organo di indirizzo individua, in conformità alle previsioni dell’art. 25, gli ambiti entro i quali i designati devono aver maturato i requisiti richiesti dallo statuto.
Art. 24 - Procedura di nomina
Nella designazione e nella nomina dei componenti l’organo di indirizzo la Fondazione adotta modalità ispirate a criteri oggettivi e trasparenti, improntati alla valorizzazione dei principi di onorabilità e professionalità, idonei ad assicurare una composizione dell’Organo che permetta la più efficace azione nei settori e nell’ambito territoriale previsti dallo statuto. Le modalità e le procedure di nomina sono disciplinate nel regolamento di cui all’art. 6, comma 4.
Il presidente della Fondazione, 90 giorni prima della scadenza del termine del mandato di ciascun componente ovvero entro 15 giorni dalla cessazione, nei casi diversi da quella di scadenza naturale del mandato richiede con lettera raccomandata ovvero altro strumento che dia certezza della ricezione, all’Ente cui compete la designazione sulla base delle specifiche competenze settoriali o funzionali eventualmente individuate dall’Organo di Indirizzo, e convoca l’assemblea dei soci per le designazioni di propria competenza.
L’Ente ovvero l’Assemblea dei soci, chiamato alla designazione, deve indicare alla Fondazione una terna di candidati o un candidato nel caso dell’Assemblea dei soci, in possesso dei requisiti richiesti dallo Statuto e dall’Organo di Indirizzo, secondo quanto stabilito dall’art. 23. Alla designazione deve essere allegata la documentazione comprovante il possesso da parte dei designati dei requisiti previsti dallo Statuto e dall’Organo di Indirizzo secondo le previsioni dell’art. 23.
Il soggetto designante procede alla designazione entro il termine di 60 giorni dalla richiesta.
L’organo di indirizzo, ricevute le designazioni, verifica, sotto la propria responsabilità, la regolarità formale delle stesse, l’esistenza dei requisiti e l’assenza di cause di incompatibilità e di conflitti di interesse e procede alla nomina entro trenta giorni dal ricevimento.
In caso di mancanza o impossibilità di funzionamento dell’organo di indirizzo provvede l’organo di controllo.
Qualora i soggetti, diversi dall’Assemblea dei Soci, di cui all’art. 22 dello Statuto non provvedono agli adempimenti richiesti ai commi precedenti secondo le indicazioni e i termini stabiliti, ovvero vi provvedano in modo incompleto, la Fondazione richiede quanto prima l’integrazione; qualora essa non sia ritualmente eseguita e comunicata alla Fondazione entro quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta della Fondazione medesima, i soggetti inadempienti decadono dalla designazione e la relativa designazione è effettuata dal Prefetto di Ancona che si uniforma agli stessi criteri cui si sarebbe dovuto attenere l’Ente che ha omesso di effettuare la designazione.
Qualora il Prefetto di Ancona non provveda alla designazione, entro il termine di due mesi dalla data di ricezione della richiesta di cui al precedente comma 7, la designazione e la relativa nomina sono effettuate direttamente dall’Organo di Indirizzo, uniformandosi agli stessi criteri cui si sarebbe dovuto attenere l’ente originario.
Qualora l’Assemblea non provveda alle designazioni nei termini indicati ai precedenti commi, ovvero qualora i nuovi designati nell’ambito della procedura ripetuta risultino privi dei requisiti richiesti o risultino carenti degli stessi, la relativa designazione è effettuata dal Prefetto di Ancona che si uniforma agli stessi criteri cui si sarebbe dovuto attenere l’Assemblea.
Qualora il Prefetto di Ancona non provveda alla designazione, entro il termine di due mesi dalla data di ricezione della richiesta di cui al precedente comma 9, la designazione e la relativa nomina sono effettuate direttamente dall’Organo di Indirizzo, uniformandosi agli stessi criteri cui si sarebbe dovuto attenere l’Assemblea.
Al momento della nomina il Presidente della Fondazione provvede ad invitare l’interessato affinché esprima la propria accettazione entro dieci giorni dalla ricezione della relativa comunicazione.
Art. 25 - Requisiti di professionalità
I componenti l’organo di indirizzo devono essere in possesso di appropriate conoscenze specialistiche in materie inerenti ai settori di intervento o funzionali all’attività della Fondazione e devono avere maturato una concreta esperienza operativa nell’ambito della libera professione, in campo imprenditoriale o accademico ovvero devono avere espletato funzioni direttive o di amministrazione presso enti pubblici o privati.
Art. 26 - Durata in carica
I componenti l’organo di indirizzo durano in carica cinque anni dalla data di nomina e possono essere nominati solo per un altro mandato consecutivo.
Alla scadenza del loro mandato, i componenti rimangono nel loro ufficio fintanto che non entrino in carica i rispettivi successori.
Art. 27 - Competenze dell’organo di indirizzo
Sono di esclusiva competenza dell’organo di indirizzo, oltre le attribuzioni stabilite dalla legge e dallo statuto, le decisioni concernenti:
la modificazione dello statuto, sentito il parere non vincolante dell’assemblea dei soci;
l’approvazione e modificazione dei regolamenti interni di cui all’art. 6 sentito il consiglio di amministrazione, ad eccezione del regolamento interno degli uffici e alle norme relative all’organico e al trattamento del personale, la cui approvazione spetta al consiglio di amministrazione;
la nomina e la revoca dei componenti il consiglio di amministrazione, del presidente e del vice presidente dello stesso secondo quanto previsto all’art. 31, la determinazione dei relativi compensi e rimborsi spese nonché le modalità di erogazione;
la nomina e la revoca, per giusta causa, dei componenti il collegio dei revisori contabili, la determinazione dei relativi compensi e rimborsi spese nonché le modalità di erogazione;
la nomina e la revoca del vice presidente dell’organo di indirizzo stesso secondo quanto previsto all’art. 28 comma 7;
l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti il consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori contabili;
l’autorizzazione alla stipula da parte della Fondazione di polizze assicurative a copertura della responsabilità, con esclusione della responsabilità per dolo o colpa grave, dei componenti il Consiglio di amministrazione, il Collegio dei revisori, del Segretario Generale, del personale, nonché, con parere conforme del Collegio dei revisori, per i componenti dell’Organo di indirizzo;
la nomina di commissioni consultive o di studio, temporanee o permanenti, determinandone le funzioni, la composizione e le eventuali indennità; qualora siano chiamati a far parte di dette commissioni componenti gli organi della Fondazione, l’incarico deve essere preventivamente concordato e conferito con delibera con l’indicazione dell’eventuale compenso, che può avere solo carattere indennitario collegato all’effettiva partecipazione alle riunioni ed alle spese sostenute, sentito il collegio dei revisori contabili;
l’approvazione del bilancio d’esercizio e della relazione sulla gestione;
la determinazione, sentito il parere obbligatorio e non vincolante dell’assemblea dei soci, di programmi pluriennali di attività con riferimento ai bisogni del territorio, individuando i settori, tra quelli previsti dallo statuto, ai quali destinare le risorse tempo per tempo disponibili e definendo in linea di massima gli obiettivi, le linee di operatività e le priorità degli interventi;
l’approvazione del documento programmatico previsionale annuale recante gli obiettivi, gli ambiti progettuali e gli strumenti di intervento della Fondazione;
l’istituzione di imprese strumentali;
l’approvazione delle operazioni di trasformazione e fusione della Fondazione, anche su eventuale proposta del consiglio di amministrazione e su parere obbligatorio e non vincolante dell’assemblea dei soci;
la verifica per i propri componenti della permanenza dei requisiti e della sopravvenienza di cause di incompatibilità sospensione e decadenza, nonché l’assunzione entro trenta giorni dei conseguenti provvedimenti.
Art. 28 - Funzionamento dell'organo di indirizzo
L’organo di indirizzo si riunisce, di regola, con cadenza trimestrale e comunque ogni qualvolta il Presidente della Fondazione lo ritenga necessario o ne facciano richiesta motivata per iscritto almeno un terzo dei suoi componenti. La convocazione dell’organo di indirizzo può essere altresì richiesta dal consiglio di amministrazione o dal collegio dei revisori contabili.
L’organo di indirizzo è convocato dal presidente della Fondazione mediante lettera raccomandata ovvero con strumento telematico che ne attesti la ricezione, contenente l’indicazione dell’ordine del giorno almeno cinque giorni prima della riunione al recapito indicato dai singoli componenti l’Organo di Indirizzo e il Collegio dei Revisori contabili; in caso di assenza o impedimento del presidente della Fondazione, l’organo di indirizzo è convocato dal vice presidente dello stesso con le medesime modalità.
In caso di particolare urgenza, la convocazione potrà avvenire mediante comunicazione scritta da inviare due giorni prima della riunione anche a mezzo di telegramma, fax o altro strumento, anche telematico, che ne attesti la ricezione.
Qualora siano presenti tutti i componenti, la riunione dell’organo di indirizzo è comunque validamente costituita anche in difetto dei termini di avviso indicati o dell’ordine del giorno.
Qualora il presidente della Fondazione non provveda alla convocazione dell’organo di indirizzo, la riunione è convocata dal presidente del collegio dei revisori contabili.
Alle riunioni dell’organo di indirizzo possono essere invitati a partecipare, senza diritto di voto, i membri del consiglio di amministrazione ed i consulenti.
L’organo di indirizzo è presieduto dal presidente della Fondazione o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vice presidente eletto tra i componenti dell’organo stesso residenti da almeno 3 anni nell’ambito del territorio dei comuni indicati alla lett. b) del precedente art. 3 e, in caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo, dal membro più anziano secondo l’ordine, rispettivamente, di carica e di età. Per anzianità di carica si intende la presenza continuativa ed ininterrotta nell’Organo di Indirizzo.
L’organo di indirizzo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei membri aventi diritto di voto. Nel computo dei componenti in carica non si tiene conto dei componenti che risultino temporaneamente sospesi dall’esercizio delle funzioni inerenti la carica medesima.
I verbali delle adunanze dell’organo di indirizzo sono redatti a cura del Segretario Generale o da chi lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento e sono firmati dal Presidente e dal Segretario Generale o da chi lo sostituisce.
Art. 29 - Validità delle deliberazioni
1. Le deliberazioni sono prese a voto palese, salvo che almeno tre componenti l’Organo di Indirizzo richiedano la votazione segreta, e sono valide se assunte con la maggioranza dei votanti, esclusi dal computo gli astenuti.
Le votazioni riguardanti persone sono fatte a scrutinio segreto. In tale caso il Segretario Generale svolge le funzioni di scrutatore.
In caso di parità, nelle votazioni la proposta si intende non approvata.
Sono prese con il voto favorevole dei tre quarti più uno, arrotondati all’unità superiore, dei membri aventi diritto di voto le deliberazioni concernenti:
l’approvazione dei regolamenti interni della Fondazione e le loro modificazioni;
l’azione di responsabilità nei confronti dei componenti il consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori contabili;
l’approvazione delle operazioni di trasformazione e fusione della Fondazione.
Le nomine alle cariche negli organi della Fondazione sono prese a maggioranza assoluta dei membri aventi diritto di voto.
Art. 30 - Composizione e durata
Il consiglio di amministrazione è composto da 6 membri, incluso il Presidente e il Vice Presidente.
La durata del mandato degli amministratori non può essere superiore a quattro anni decorrenti dalla data di nomina.
Gli amministratori possono essere confermati consecutivamente per un solo mandato.
Il consiglio di amministrazione resta in carica sino all’insediamento del successivo.
Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, il presidente convoca sollecitamente l’Organo di Indirizzo al fine di nominare il nuovo amministratore. Il mandato dell’amministratore subentrato scade con quello del consiglio di cui è divenuto parte.
Art. 31 - Nomina
1. Gli amministratori sono nominati dall’Organo di Indirizzo, hanno eguali diritti e doveri e devono agire nell’esclusivo interesse della Fondazione.
L’Organo di Indirizzo procede alla nomina dei componenti del consiglio di amministrazione sulla base di un criterio di tipo selettivo-comparativo applicato ai requisiti professionali come indicato nell’art. 32, in relazione alle caratteristiche e peculiarità dell’attività che la Fondazione dovrà espletare nel periodo di durata del mandato del nuovo Consiglio di Amministrazione, tenendo presente che almeno due quarti dei componenti stessi, ivi compreso il Presidente, devono essere residenti da almeno 3 anni in uno dei comuni indicati alla lett. i) del precedente art. 3 e almeno un quarto, compreso il Vice Presidente, in uno dei comuni indicati alla lettera ii) dell’art. 3 dello statuto. Nel caso in cui la parte residua non fosse attribuita a componenti residenti in altre zone, essa viene ripartita proporzionalmente tra le due zone suddette.
Ciascun componente dell’organo di indirizzo può esprimere ai fini della nomina dei membri da eleggere nel Consiglio di Amministrazione una candidatura con relativo curriculum e in sede di votazione può esprimere un numero di voti non superiore a quello dei componenti da eleggere.
Gli amministratori possono essere revocati per giusta causa.
Gli amministratori revocati o dichiarati decaduti dalla carica non possono essere rinominati in alcun organo della Fondazione per almeno la durata di un mandato.
Art. 32 - Requisiti di professionalità
Gli amministratori devono essere in possesso di appropriate conoscenze specialistiche in materie inerenti ai settori di intervento o funzionali all’attività della Fondazione e devono avere maturato una concreta esperienza operativa nell’ambito della libera professione, in campo imprenditoriale o accademico ovvero devono avere espletato funzioni di amministrazione o direttive presso enti pubblici o privati di dimensioni adeguate, con particolare riferimento ai settori bancario, finanziario e mobiliare.
Il consiglio di amministrazione si riunisce di norma una volta al mese. Il consiglio si riunisce altresì quando il presidente lo ritenga necessario ovvero ne facciano motivata richiesta almeno tre consiglieri o il collegio dei revisori.
Il consiglio di amministrazione è convocato, con l’indicazione dell’ordine del giorno, dal Presidente mediante lettera raccomandata, ovvero con strumento telematico che ne attesti la ricezione, almeno tre giorni prima della riunione al recapito indicato dai componenti del Consiglio di Amministrazione e del collegio dei Revisori dei conti.
In caso di urgenza, la convocazione avviene mediante comunicazione da inviare almeno 24 ore prima della riunione a mezzo telegramma, fax o altro strumento, anche telematico, che ne attesti la ricezione.
Le adunanze sono presiedute dal presidente o in sua assenza o impedimento dal vice presidente e, in caso di assenza anche di quest’ultimo, dal consigliere più anziano secondo l’ordine, rispettivamente, di anzianità di carica e di età. Per anzianità di carica si intende la presenza continuativa ed ininterrotta nel Consiglio di Amministrazione.
Il consiglio è validamente costituito quando sia presente la maggioranza dei componenti in carica; nel computo dei componenti in carica non si tiene conto dei consiglieri sospesi.
Le deliberazioni sono prese a voto palese, e sono valide se assunte con la maggioranza dei votanti, esclusi dal computo gli astenuti.
Le votazioni riguardanti persone sono fatte a scrutinio segreto; in tale caso il Segretario Generale svolge le funzioni di scrutatore.
Quando il voto è palese, in caso di parità prevale il voto del Presidente.
I verbali delle adunanze sono redatti dal Segretario Generale, oppure in caso di assenza o impedimento da chi lo sostituisce, e sono firmati dal Presidente e da chi redige i verbali.
Art. 34 - Poteri del consiglio di amministrazione
Il consiglio di amministrazione ha ogni potere di amministrazione ordinaria e straordinaria, salvo che non risulti espressamente riservato ad altro organo dalla legge o dal presente statuto.
la nomina del Segretario Generale della Fondazione, determinandone il compenso;
la predisposizione del documento programmatico previsionale;
la gestione esecutiva dei deliberati dell’organo di indirizzo in ordine ai programmi erogativi, ai progetti esecutivi ed a quant’altro inerente all’attività della Fondazione;
l’assunzione del personale dipendente e la gestione di tutti gli aspetti del rapporto di lavoro;
la verifica per i propri componenti della permanenza dei requisiti e della sopravvenienza di cause di incompatibilità, sospensione e decadenza nonché l’assunzione entro trenta giorni dei conseguenti provvedimenti;
la verifica per il segretario generale della sussistenza dei requisiti, delle incompatibilità e delle cause di sospensione e decadenza e l’assunzione entro trenta giorni dei conseguenti provvedimenti;
la promozione di azioni davanti ad organi giurisdizionali e la resistenza alle stesse, nonché ogni deliberazione su arbitrati e transazioni;
la designazione e la nomina di amministratori e sindaci di società ed enti cui la Fondazione è chiamata a provvedere;
gli indirizzi in merito alle società partecipate;
la formulazione di proposte all’organo di indirizzo in ordine:
all’approvazione e alle modificazioni di regolamenti interni;
ai programmi di intervento della Fondazione;
alla definizione delle linee generali della gestione patrimoniale
​l’accollo alla Fondazione delle sanzioni amministrative tributarie a carico dei dipendenti.
Il consiglio di amministrazione può delegare ad uno o più dei suoi componenti o al Segretario Generale particolari poteri, determinando i limiti della delega. I titolari di deleghe devono relazionare al consiglio di amministrazione, secondo le modalità da questo fissate, in merito all’assolvimento del mandato ricevuto.
Art. 35 - Poteri del Presidente
Il Presidente del consiglio di amministrazione è il legale rappresentante della Fondazione e la rappresenta di fronte ai terzi e nei giudizi di qualsiasi ordine, grado e natura. Il Presidente è eletto dall’Organo di Indirizzo. La durata del mandato è stabilita all’articolo 30 del presente Statuto.
convoca e presiede l’assemblea dei soci, senza diritto di voto;
convoca e presiede l’organo di indirizzo, senza diritto di voto;
assume, d’intesa con il Vice Presidente del consiglio di amministrazione, qualsiasi provvedimento nell’interesse della Fondazione che spetti al consiglio di amministrazione, ove ricorrano comprovati e seri motivi di urgenza, sottoponendolo alla ratifica del Consiglio di Amministrazione alla riunione successiva;
svolge attività di impulso e coordinamento del consiglio di amministrazione, dell’Organo di Indirizzo e dell’Assemblea dei soci e vigila sull’esecuzione delle relative deliberazioni e sull’andamento generale della Fondazione;
ha la facoltà di nominare procuratori e avvocati per rappresentare la Fondazione in giudizio.
​In caso di assenza o impedimento del presidente, le sue funzioni, con esclusione di quelle a lui attribuite nell’organo di indirizzo, sono esercitate dal vice presidente del consiglio di amministrazione; nel caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo dal consigliere più anziano secondo l’ordine, rispettivamente, di anzianità di carica e di età. Per anzianità di carica si intende la presenza continuativa ed ininterrotta nel consiglio di Amministrazione.
Il presidente può delegare, di volta in volta, in occasione di atti singoli, la rappresentanza della Fondazione a componenti del consiglio di amministrazione, al Segretario Generale, ovvero a dipendenti.
Art. 36 - Requisiti , nomina ed attribuzioni
Il collegio dei revisori contabili è composto da tre membri effettivi e due supplenti nominati dall’organo di indirizzo, con le attribuzioni previste dagli articoli 2403 e 2407 – comma 1 e 2 del codice civile.
Il Collegio dei revisori esercita altresì funzioni di controllo contabile della Fondazione.
I membri, effettivi e supplenti, del collegio dei revisori contabili devono essere iscritti nel registro dei revisori legali.
I revisori durano in carica tre anni dalla data di assunzione della stessa e possono essere riconfermati una sola volta ai sensi dell’art. 17 dello Statuto. Essi restano nell’ufficio fino a che non entrino in carica i loro successori.
I revisori devono partecipare alle riunioni dell’assemblea dei soci, dell’organo di indirizzo e del consiglio d’amministrazione.
Il collegio dei revisori contabili deve riunirsi almeno quattro volte l’anno, possibilmente con cadenza trimestrale.
Il revisore che durante l’esercizio non partecipa senza giustificato motivo a tre riunioni consecutive del collegio dei revisori contabili, o dell’organo di indirizzo, o del consiglio di amministrazione decade dall’ufficio.
La cancellazione o la sospensione dal registro dei revisori contabili costituisce causa di decadenza dall’ufficio.
E’ demandata al collegio stesso la verifica per i propri componenti della permanenza dei requisiti e della sopravvenienza di cause di incompatibilità, sospensione e decadenza nonché l’assunzione entro trenta giorni dei conseguenti provvedimenti.
Il revisore dichiarato decaduto non può essere nuovamente eletto nel collegio né nominato in altra carica della Fondazione per almeno la durata di un mandato dalla data di dichiarazione di revoca o decadenza.
In caso di decadenza, sospensione ovvero di cessazione dalla carica di un revisore subentra il supplente più anziano di età.
Le deliberazioni del collegio dei revisori sono prese a maggioranza. Il revisore dissenziente ha diritto a fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.
Delle riunioni del collegio deve redigersi processo verbale che viene trascritto, unitamente agli accertamenti, proposte e rilievi formulati dal collegio o dai singoli revisori, in un apposito registro tenuto a cura del Presidente del collegio.
Art. 37 - Requisiti ed attribuzioni
Il segretario generale assicura la corretta gestione delle risorse della Fondazione. Egli partecipa alle riunioni dell’assemblea dei soci, dell’organo di indirizzo e del consiglio di amministrazione con funzioni di segretario verbalizzante. Il segretario generale provvede ad istruire gli atti per le deliberazioni dell’assemblea dei soci, dell’organo di indirizzo e del consiglio di amministrazione ed assicura la corretta tenuta dei libri e delle scritture contabili della Fondazione.
Il consiglio di amministrazione attribuisce al segretario generale la rappresentanza necessaria per l’esecuzione delle deliberazioni nonché per la firma della corrispondenza ordinaria e dei documenti inerenti all’attività della Fondazione. Il consiglio di amministrazione ed il presidente possono delegare il compimento di singoli atti o categorie di atti al segretario generale, attribuendo la relativa rappresentanza.
Il segretario generale deve essere scelto fra persone di elevata qualificazione professionale, con competenza specifica nel campo gestionale ed amministrativo della Fondazione, che abbiano maturato esperienza, almeno triennale, nell’ambito della libera professione ovvero in posizioni di responsabilità presso enti pubblici o privati di dimensioni adeguate.
Al segretario generale si applicano le disposizioni di cui al capo primo, titolo secondo dello statuto, con esclusione dell’incompatibilità di cui all’art. 12, comma 1, lettera “iii”, relativa all’essere dipendente della Fondazione. Il segretario generale inoltre non può assumere incarichi in altre Fondazioni di origine bancaria.
Il caso di assenza o impedimento del segretario le sue funzioni vengono adempiute da un sostituto nominato dal consiglio di amministrazione su proposta del segretario stesso, al quale si applicano le medesime disposizioni relative al Segretario Generale.
Art. 38 - Struttura operativa
La Fondazione riconosce alla struttura operativa un ruolo rilevante nello svolgimento della propria funzione istituzionale in termini di imparzialità, adeguatezza e continuità operativa e ne promuove la formazione e la crescita delle necessarie professionalità.
Art. 39 - Libri e scritture contabili
La Fondazione tiene il libro dei soci, il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea dei soci, il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di indirizzo, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio dei revisori contabili. Detti libri, ad esclusione di quelli relativi al collegio dei revisori, sono tenuti a cura del segretario generale.
La Fondazione, inoltre tiene il libro giornale, il libro degli inventari e tutti quegli altri libri e registri contabili che si rendono necessari per l’espletamento della propria attività ed in relazione alla qualifica di persona giuridica privata. Per la tenuta dei libri si osservano, in quanto applicabili, le relative disposizioni del codice civile.
Qualora la Fondazione eserciti direttamente imprese strumentali, per le stesse verrà tenuta una contabilità separata ed il relativo rendiconto sarà allegato al bilancio annuale.
La Fondazione può avvalersi di collaborazioni esterne per la tenuta della contabilità e dei relativi libri sopra menzionati.
Art. 40 - Bilancio annuale e documento programmatico previsionale
L’esercizio ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre dello stesso anno.
Entro il mese di ottobre di ciascun anno l’organo di indirizzo approva il documento programmatico previsionale dell’attività della Fondazione relativa all’esercizio successivo, predisposto dal consiglio di amministrazione sulla base degli indirizzi formulati dall’organo di indirizzo medesimo.
Il documento programmatico previsionale deve essere inviato entro quindici giorni dall’approvazione all’autorità di vigilanza.
Entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio il consiglio di amministrazione sottopone all’approvazione dell’organo di indirizzo il bilancio annuale accompagnato dalla relazione del collegio dei revisori contabili e dalla relazione sulla gestione dallo stesso consiglio predisposta. Il bilancio va depositato almeno quindici giorni prima dell’approvazione presso la sede della Fondazione. Nelle more dell’emanando regolamento e fatte salve le disposizioni, anche di carattere transitorio, contenute nello stesso, il bilancio una volta approvato deve essere trasmesso entro 15 giorni all’autorità di vigilanza.
Il bilancio annuale e la relazione sulla gestione devono essere messi a disposizione del collegio dei revisori, per le osservazioni di propria competenza, almeno quindici giorni prima del termine previsto per il loro deposito presso la sede della Fondazione.
Il bilancio annuale si compone dello stato patrimoniale, del conto economico e della nota integrativa. La relazione sulla gestione illustra, in una apposita sezione, gli obiettivi sociali perseguiti dalla Fondazione e gli interventi realizzati, evidenziando i risultati ottenuti nei confronti delle diverse categorie di destinatari.
Nella nota integrativa del bilancio d’esercizio sono fornite informazioni riepilogative, di natura qualitativa e quantitativa, relative alle operazioni in derivati effettuate nell’esercizio di riferimento del bilancio e a quelle in essere alla data della sua chiusura, ivi incluse quelle incorporate in strumenti finanziari e quelle perfezionate nell’ambito delle gestioni di portafogli.
Nella nota integrativa sono altresì fornite le informazioni di dettaglio riguardo alla copertura degli investimenti nelle imprese e negli enti strumentali.
Nella redazione del bilancio e della relazione sulla gestione, la Fondazione si attiene al regolamento adottato dall’autorità di vigilanza in attuazione delle previsioni di cui all’art. 9, comma 5, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153.
In particolare, il bilancio è redatto in modo da fornire una chiara rappresentazione dei profili patrimoniali, economici e finanziari dell’attività svolta dalla Fondazione ed una corretta ed esauriente rappresentazione delle forme di investimento del patrimonio.
Il bilancio può essere sottoposto a certificazione da parte di una società di revisione nominata dall’organo di indirizzo.
Il bilancio e la relazione sulla gestione vengono resi pubblici nelle forme stabilite nel predetto regolamento dell’autorità di vigilanza; nelle more dell'emanando regolamento, il bilancio deve essere reso pubblico nelle forme ritenute più idonee.
Nel bilancio la Fondazione dà separata e specifica evidenza degli impieghi effettuati e della relativa redditività.
A fini informativi, nel documento programmatico previsionale sono indicati gli impieghi di cui all’art. 7, comma 1, del decreto legislativo n. 153 del 1999.
Art. 41 - Trasparenza
La Fondazione rende pubbliche sul proprio sito internet in modo chiaro, completo e facilmente accessibile le informazioni relative alla propria attività istituzionale di cui all’art. 11, commi da 2 a 5, del Protocollo d’Intesa 28.
Art. 42 - Cooperazione e forme di aggregazione
La Fondazione persegue l’efficienza e l’economicità della gestione, valutando il ricorso a forme di cooperazione e di aggregazione per il perseguimento di obiettivi comuni 29.
Qualora la Fondazione, per una ridotta dimensione patrimoniale, non riuscisse a raggiungere una capacità tecnica, erogativa ed operativa adeguata, dovrà attivare forme di collaborazione per gestire, in comune, attività operative ovvero procedere ad una fusione tra Enti 30.
Art. 43 - Scioglimento e devoluzione del patrimonio residuo
La Fondazione, con decisione dei tre quarti più uno, arrotondati all’unità superiore, dei componenti dell’organo di indirizzo, sentito il parere obbligatorio e non vincolante dell’assemblea dei soci e con l’approvazione dell’autorità di vigilanza, oltre ad essere liquidata nei casi e secondo le modalità previsti dalla legge, può trasformarsi, fondersi o comunque confluire in un altro o con altri enti che perseguano gli stessi fini, per conseguire più efficacemente scopi riconducibili alle finalità istituzionali.
Le modifiche allo Statuto entrano in vigore dalla data di approvazione dello stesso da parte dell’Autorità di Vigilanza e vengono rese pubbliche sul sito internet della Fondazione e depositate presso il Registro delle persone giuridiche private tenuto dalla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Ancona.
Le nuove disposizioni in tema di incompatibilità previste dall’art. 12, con esclusione di quelle di cui al comma 1, lettere “d” e “h”, e ai commi 6, 7 e 8, non si applicano ai componenti degli organi in carica alla data di approvazione delle presenti modifiche statutarie che conservano la loro carica fino alla scadenza originaria del proprio mandato.
In sede di prima applicazione delle nuove disposizioni recate dall’art. 7, comma 10, la Fondazione opera nei tempi, nei limiti e con le modalità previste dall’art. 2, comma 8, del Protocollo d’intesa.
La verifica di cui all’art. 22, comma 8, sarà effettuata, per la prima volta, dopo l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2015 e in tempo utile per i successivi rinnovi dell’organo di indirizzo
1 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – premesse e contenuti del protocollo.
2 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 5, comma 1 – imprese ed enti strumentali.
3 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 2, comma 3 – gestione del patrimonio.
4 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 8, comma 2 – selezione componenti gli organi.
5 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 2, comma 1 – gestione del patrimonio.
6 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 2, comma 2 – gestione del patrimonio.
7 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 2, comma 4 – gestione del patrimonio.
8 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 3, comma 1 – indebitamento.
9 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 4, comma 1 – operazioni in derivati.
10 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 4, commi 2 e 3 – operazioni in derivati.
11 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 8, comma 1 – selezione dei componenti degli organi.
12 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 8, comma 3 – selezione dei componenti degli organi.
13 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 10, comma 2 – incompatibilità e ineleggibilità.
14 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 10, comma 3 – incompatibilità e ineleggibilità.
15 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 10, comma 4 – incompatibilità e ineleggibilità.
16 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 9, commi da 1 a 5 – corrispettivi per i componenti degli organi.
17 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 9, comma 4 corrispettivi per i componenti degli organi.
18 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 7, comma 1 – mandati.
19 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 7, comma 1, lett. a) – mandati.
20 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 7, comma 1, lett. b) – mandati.
21 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 7, comma 1, lett. c) – mandati.
22 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 7, comma 2 – mandati.
23 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 8, comma 2 – selezione dei componenti degli organi.
24 – Decreto Legislativo 17 maggio 1999, n. 153 – Art. 4, comma 1, lettere “c.” e “d.” – organi.
25 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 8, comma 4 – selezione dei componenti degli organi.
26 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 8, comma 3 – selezione dei componenti degli organi.
27 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 4, comma 4 – operazioni in derivati.
28 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 11, commi da 2 a 5 – trasparenza.
29 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 12, comma 1 – cooperazione e forme di aggregazione.
30 – Come da indicazioni ACRI – Linee guida tavolo congiunto ACRI-MEF – attuazione protocollo del 22 aprile 2015 – art. 12, comma 2 – cooperazione e forme di aggregazione.

References: Art. 1

Art. 2

Art.3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8
 art. 3
 art. 3
 art. 16

Art. 10

Art. 11
 sentenza 

Art. 12
 art. 14

Art. 13

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 sentenza 
 art. 11
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Art. 15

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 art. 3

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 art. 43

Art. 23
 art. 3
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Art. 26

Art. 27

Art. 28
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Art. 29

Art. 30

Art. 31
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 art. 7
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