Source: http://espertocasaclima.com/2013/04/12/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termiche-termoisolanti-nanotecnologia/
Timestamp: 2018-10-16 03:28:44+00:00

Document:
non siamo gli unici a chiederci se le vernici isolanti funzionino davvero e se facciano bene o male. C'è già chi ha tentato di analizzare i dati promessi dalle vernici magiche | espertoCasaClima
Come progettista della coibentazione dovrei poter offrire un parere “tecnico” sulle vernici frutto della nanotecnologia. In verità non posso:
non ho esperienze con questi materiali, ma un po’ mi inquietano. Se è un materiale composto di cose infinitamente piccole, come mi accorgerò dove queste cose infinitamente piccole si depositano nell’uso, nell’invecchiamento, nella demolizione, nell’applicazione…? sì, forse sono paure infondate e una moto è molto più pericolosa di un barattolo di vernice termoisolante..
Queste vernici termoisolanti per edilizia contengono nanomolecole che oppongono una certa resistenza termica: esistono test che provano questa caratteristica, sono casi studio in lingua inglese. La scheda tecnica di queste vernici termoisolanti è difficile da trovare, in inglese potete leggere questa. Se cercate la scheda di sicurezza di queste vernici termoisolanti potete leggervi questa in lingua inglese. Per quel che so io solo la UNI EN ISO 10456 descrive come ricavare il lambda che un produttore può dichiarare). Forse le nanovernici sono il futuro, ma anche l’amianto sembrava un materiale ottimo, poi…
Anche l’isolante flessibile in Aerogel nanoporoso che grazie ad una nanotecnologia brevettata combina gel di silice amorfo con fibre feltrate in PTE offre una conduttività termica estremamente bassa, intorno ai 0,014 W/mK con spessori ridicoli rispetto a quelli a cui siamo abituati,
…ma chiedete a chi lo ha lavorato in cantiere cosa ne pensa. Chiedete come sta la gola e come vanno gli occhi. Certo bisogna proteggersi! Giusto! Ma quello che non mi è volato in bocca perchè mi sono protetto dove è volato? in giardino? sui panni che sono ad asciugare? sull’erba? sulla rucola? nell’acqua dei pesci rossi? sul pelo del cane? del gatto? sul terreno recintato per le galline ovaiole?
I lettori, ed io ovviamente, non siamo gli unici a chiederci se le vernici isolanti funzionino davvero e se facciano bene o male. C’è già chi ha tentato di analizzare i dati promessi dalle vernici magiche facendo qualche calcolo ipotetico e qualche critica. Se volete leggere due conti per capire quanto ci si può aspettare da una vernice isolante potete leggere questo articolo di ecomondo.
Senza forse, prima di farsi una vera opinione sull’argomento delle nanotecnologie in edilizia ci si dovrebbe informare a dovere, per esempio leggendo altri articoli
http://www.casaeclima.com/ar_17558__ACADEMY-Materiali-vernici-termoisolanti-Altroconsumo-Pitture-termoisolanti-test-di-Altroconsumo-su-4-prodotti-.html
http://latermografia.blogspot.it/2014/06/pitture-termiche-o-termoisolanti.html?spref=tw
e leggendo questi libri:
Questo articolo è stato pubblicato in isolamento con pittura termoisolante e taggato come aerogel, nanotecnologie, pittura termoisolante, vernice termoisoalnte, vernice termoisolante, voc il 12 aprile 2013 da Federico Sampaoli
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30 pensieri su “La coibentazione a portata di pennello? Vernici che contengono le dispersioni termiche”
Christian 12 giugno 2017 alle 16:52
Buongiorno, sono un distributore di una membrana endotermica attiva (MEA) che viene spesso classificata all’interno delle cosiddette “pitture isolanti”. In merito al suo articolo in effetti c’è ben poco da dire, quando l’incipit è: “non ho esperienze con questi materiali, ma un po’ mi inquietano. ” c’è ben poco che tecnicamente si possa dire. Potrei dirle che abbiamo certificazioni di più di 30 università in tutto il mondo, che il funzionamento di thermoshield è stato validato anche dall’istituto Fraunhofer, che per le sue paure sulla pericolosità dei nostri prodotti possiamo risponderle solo dicendo che abbiamo una certificazione “Greenguard gold”, e siamo gli unici ad averla in Italia.
Federico Sampaoli Autore articolo 2 aprile 2017 alle 15:57
il bianco è sempre fresco, è vero, ma certamente non andrei a rovinare le tegole con vernice che forse sarà un lavoro difficile e un poco dannoso per il camminarci sopra.
si potrebbe invece raddoppiare lo spessore dell’isolante nel sottotetto che premierà la fatica anche nella stagione invernale.
Antonio barbieri 31 marzo 2017 alle 09:37
Buongiorno Sig. Federico Sampaoli ; su questo blog ho gia fatto alcune domande che mi hanno chiarito molto la cosa di cui sto facendo a “fai da Te” …:
riassumendo un poco il mio caso ; mi sono trovato a dover isolare un sottotetto di una vecchia piccola abitazione ( è del 1940 ) ; ho visto che nel solaio ho poca massa , e poca massa anche nella copertura inclinata ( il mio problema è il caldo estivo) cosa ho fatto :
ho totto dal sottotetto la vecchia lana di roccia ( usando le dovute precauzione /modalità precedentemente descritte), smaltendola secondo la legge presso una ditta specializzata della zona ed ho posato 10 cm di sughero ( portandomi ad un spessore di 20cmm totali del solaio = 10 cmm sughero e 10 cm di getto armato leggero su travetti in legno tutti rinforzati all’ anello perimetrale ) .
Nella parte inclinata interna mi sono abbassato installado internamente 6 cm di canapa inserita tra i travetti e 8 cm di fibra legno densità 150 kg m3 ( non posso lavorare sulla parte esterna) ;
avendo il problema del caldo sto facendo ventilare anche questo sottotetto ..
( più di così mi è difficile fare nel sottotetto )
vengo alla domanda : che ne pensa per limitare l’ irraggiamente dipingere le tegole esterne con
una vernice bianca riflettente , ho visto un programma su Geo&Geo che queste nuove pitture
tengono molto basse le temperature del tetto ( mostrano non piu’ di 40′ gradi C al posto dei 70 raggiunti con il sole a picco .. )
queste possono dare un buon aiuto a limitare la diffusione interna del Caldo ? che ne pensa?
( piu’ barriere creo e piu’ dovrei stare meglio nelle 2 camere sottostanti e usare poco il condizionatore)
Grazie per la sua Gentile Risposta .
Barbieri Antonio ( VE)
Alfredo 15 settembre 2016 alle 00:28
Mi ero incuriosito di questo prodotto nanotecnologico miracoloso dato che aveva un lambda bassissimo (0,0025 w/mK, ovvero 9/10 volte più isolante del poliuretano espanso).
Non mi sono fidato ed ho indagato x bene scoprendo che il lambda è riferito ad un prodotto SOTTOVUOTO.
Sapendo che il vuoto è il migliore isolante fate voi le considerazioni del caso, io le ho già fatte.
La scheda la trovate qui: http://www.skudoklima.ch/index.php/skudo-eco-2-rasante-isolante-nanotecnologia-isolamento.html
tobia 8 novembre 2015 alle 00:48
Vi metto in guardia: se guardate bene i vari siti che si riferiscono a “skudoklima” sono tutti firmati dagli stessi nomi: come specchietti per allodole. Pare proprio un classico schema truffaldino.
Inoltre, a leggere con attenzione un attimo, le argomentazioni a corredo sono fuffa allo stato brado.
Federico Sampaoli Autore articolo 24 settembre 2015 alle 17:37
la sua parete avrà trasmittanza U (W/m2K) 0,32 e questo dovrebbe assicurare superfici interne calde.
forse l’intonacatura interna è di scarsa qualità, magari miscela di cemento.
o la pittura murale è di scarsa qualità.
per il problema della muffa già esistente meglio togliere le spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni e poi pensare alla nuova pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato.
il ponte termico andrebbe attenuato dall’interno, a questo punto.
consiglio una coibentazione interna + finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti che regolano l’umidità indoor senza rilasciare sostanze volatili VOC.
per esempio pannelli di calcio silicato.
Federico 24 settembre 2015 alle 12:20
visto che il sig. Alberto ed altri hanno riscontrato problemi di umidità soprattutto nella stanza da letto, anche se hanno coibentato le pareti, mi pregio mettere alla sua attenzione il mio quesito.
La mia stanza da letto mt 3,9x 4,40 x 2,70 h è esposta a Nord-N/O. Le pareti perimetrali sono così composte :
-Muratura perimetrale in Lecablocco Bioclima 30, posato con MaltaLeca M5 Supertermica, 4 cm di pannello isolante Brianzaplastica Elyfoam(=0,024 W/mK) e Lecablocco Facciavista di spessore 12 cm.
SPESSORE parete cm 48
massa superficiale (Kg/m2) 432
SFASAMENTO h 19,7
SMORZAMENTO 0,037
ISOLAMENTO TERMICO INVERNALE (W/m2K) 0,032
ISOLAMENTO TERMICO ESTIVO (W/m2K) 0,012.
morale della favola: mura fredde e ovviamente muffa lungo tutto il pilastro (tra la parete nord e nord/ovest).
Adesso mi ritrovo a dover eliminare la muffa e tinteggiare.
Un consiglio sui lavori da effettuare?
Grazie e ancora complimenti sul blog.
pietro 6 luglio 2015 alle 06:56
Su questo sito potete scaricare molto materiale tecnico sull’ isolamento nanotecnologie, l’ho trovato interessante
http://www.fg77.it/contatta-azienda-ferrarigroup77-tradate-varese/download-schede-tecniche-prodotti-ferrarigroup77/category/6-cappotto-nanotecnologia
Federico Sampaoli Autore articolo 8 gennaio 2015 alle 08:49
un nuovo commento a questo articolo: ho pensato subito… “altri rimproveri”…
invece no. grazie
Luca83 7 gennaio 2015 alle 21:44
Le persone che pontificano sono le prime che dovrebbero stare zitte.Un elettrotecnico dovrebbe fare il suo lavoro e lasciare l’edilizia a chi é del mestiere.Commento ridicolo.Complimenti per l’articolo Federico e per dare sempre utili consigli,che tra l’altro sono GRATIS…
Federico Sampaoli Autore articolo 7 gennaio 2015 alle 08:01
A proposito di sapere, vorrei far sapere a tutti (e quasi tutti lo sanno già perchè mi conoscono) che questo blog non è un forum di polemiche!
Per questi sfoghi esistono diversi altri luoghi nel web. e sono ben frequentati.
m_bettucchi 7 gennaio 2015 alle 07:36
Anch’io sono un progettista, seppure in ambito diverso da quello termotecnico. Dalla mia esperienza di progettista mi permetto di farLe seguenti osservazioni:
– se un sedicente progettista si prende la briga di scrivere un articolo:
1- Non può dire “scrivo, ma senza esperienza in merito” altrimenti ogni parola detta dopo questa frase perde di qualsiasi credibilità.
2- Un professionista del mestiere deve dare risposte, non fare filosofia (“essendo l’argomento attuale, volevo invitare a una riflessione”). Per la filosofia esistono altri studi.
3- Invece di dire “informatevi leggendo questi link e questi libri”, li legga, si informi e riscriva un altro articolo quando è bene informato.
E’ Lei che dice di essere un professionista “della coibentazione”, quindi è Lei che deve documentarsi su questi argomenti ed è da Lei che la gente si aspetta risposte su una tematica di cui è stata solo una Sua scelta scrivere. Un articolo siffatto lo avrei potuto scrivere anch’io che sono un elettrotecnico…
Federico Sampaoli Autore articolo 5 gennaio 2015 alle 15:04
non sono un professionista che lavora a percentuale sui lavori perciò se i fiocchi di cellulosa costano poco e isolano tanto li consiglio senza timore di impoverirmi.
l’articolo inutile che lei ha letto forse malvolentieri perchè era ora di pranzo, iniziava così:
non ho esperienze con questi materiali
ho scritto perchè l’argomento è attuale e volevo stimolare qualche riflessione:
lei cos’ha aggiunto di prezioso a questo tema con il suo commento? a parte la battuta sull’amianto e sulla parcella del professionista.
sandro 2 gennaio 2015 alle 12:30
Questo materiale diminusce le ore di manodopera della ditta e quindi nessun professionista ne parlerà troppo bene. L amianto si sapeva già dall inizio che era dannoso e in Inghilterra era già vietato fino dai primi dei 900. Abbiamo avuto tetti in amianto fino a 2 anni fa e ora si mette in dubbio una pittura con esempi assurdi. Articolo inutile
Federico Sampaoli Autore articolo 29 giugno 2014 alle 18:26
l’inverno appena finito è stato anche uno dei più generosi…
Quanto sarebbe più semplice risolvere tutto con una verniciata!
Giuseppe 29 giugno 2014 alle 15:08
io ho provato circa 2 anni fa, una resina Econanosil della ditta Ecologicamente Group, e l ho applicata su 2 pareti della casa. Non so bene come funzionino queste resine, però le mie due pareti non sono più fredde come prima, e mi ritengo finora molto soddisfatto del lavoro fatto.
Federico Sampaoli Autore articolo 3 febbraio 2014 alle 20:23
le dispersioni vanno calcolate in stratigrafia dettagliata in ogni strato.
poi si riferiranno ai mq.
meglio intervenire sulla parte più urgente con budget contenuto.
meglio intervenire su copertura e pareti contestualmente per inseguire il 65%.
1) stabilire i materiali di coibentazione
2) stabilire il relativo spessore per raggiungere come minimo i limiti di trasmittanza di legge riferiti alla zona climatica
3) raccogliere almeno due offerte economiche per valutazione e decisione
Paolo 3 febbraio 2014 alle 10:19
su una casa del 1974 con soletta tetto in cemento e pareti con intercapedine in lana di roccia (secondo alcuni edili interpellati, in stato di polverizzazione) cosa scelgo tra un intervento di coibentazione della soletta (connessa a rifacimento tetto ) ed un intervento delle pareti (meglio pannelli isolanti con opera muraria annessa o vernici termoisolanti).
Leggendo sul web si trovano dispersioni del tetto molto differenti dal 25% al 45%
Jacopo 29 gennaio 2014 alle 17:37
Grazie della risposta, posso aggiungere che
“moderare la produzione di umidità interna (non conosco le vostre abitudini)”
praticamente è vissuta solo la notte per dormire, ho vietato di usare stendini in camera, anzi ho comprato l’asciugatrice;
“arieggiare correttamente (non conosco le vostre abitudini)”
questo non avviene molto spesso, ma ho installato per cercare di rimediare una vmc decentrata come scritto in altro post;
far funzionare il riscaldamento con continuità
“anche qui si può migliorare, per il prossimo inverno ormai ho previsto l’installazione di valvole termostatiche che per mea culpa ancora non ho messo”
coibentare dall’esterno ove possibile (non conosco l’edificio)
“qui non si può intevenire,siamo in condominio ma più che altro sopra al mio appartamento ci sono altri 3 piani di cui almeno 2 sono allo stesso modo con un lato interrato, dovrei quindi scavare per più piani per circa 10mt”
coibentare dall’interno con materiali risananti (non conosco l’edificio, bisognerebbe vedere foto dello stato di fatto)
“vedrò di informarmi di più sulla stratigrafia del muro in questione, l’edificio è degli anni 50/60, è stato ristrutturato, ma nasceva come stalla, quindi i muri portanti saranno immagino in mattoni, pietre e tufo… il mio dubbio resta proprio se provare a coibentare, isolare e impermeabilizzare il più possibile in modo da convogliare questa umidità esterna verso qualche altro punto (e bisognerebbe capire dove?!?) oppure rendere la parete il più traspirante possibile con il rischio secondo me di trovarla tutta in camera questa umidità; la mia idea era isolare al massimo la muratura per combattere l’umidità esterna o di risalita, ma al tempo stesso poi creare un intonaco o almeno una pittura altamente traspirante,anticondensa,antiumido ecc per combattere anche la condensa proveniente dall’interno, ma forse è mera utopia!
Federico Sampaoli Autore articolo 29 gennaio 2014 alle 17:12
sono queste le cose da ricercare:
moderare la produzione di umidità interna (non conosco le vostre abitudini)
arieggiare correttamente (non conosco le vostre abitudini)
Jacopo 29 gennaio 2014 alle 16:22
io avrei un problema nella mia camera da letto; premetta che la stanza in questione si trova a piano terreno,ed è per un lato comunicante con il resto dell’appartamento, e li è tutto ok, 2 lati sono liberi esposti verso il giardino adiacente e presentano uno una grossa portafinestra per l’accesso al giardino stesso, l’altro una finestra a 3 ante, e qui si presentano i primi problemi di condensa e anche muffa in alcuni punti; infine il quarto e più problematico lato, è costituito da una parete controterra; premetto anche che la temperatura non è mai molto alta in questa camera, probabilmente il radiatore è mal posizionato essendo sull’unica parete confinante con il resto della casa, e quindi non scalda adeguatamente l’intera stanza, in più come detto l’umidità relativa la fa da padrona visto anche il giardino tutto intorno, per cui già con un termoventilatore ausiliario e un deumidificatore sto cercando di limitare questi 2 fattori; mi interesseva se possibile porre rimedio alla parete controterra, in quanto vedo che l’intonaco, o forse solo l’intonaco civile, ancora non so, si sta gonfiando in varie parti, credo un pò per l’alta umidità che trova internamente un pò per quella che arriva dal terreno adiacente… il mio dubbio è se conviene, nel caso dovessi rifare l’intonaco, usare ad esempio cemento osmotico o stucchi speciali anticondensa o similari, per cercare di isolare il più possibile questa parete, o viceversa usare intonaci macroporosi che facciano traspirare molto, ma con il rischio secondo me che l’umidità che viene dal terreno si riversi ancora di più all’interno della camera; chiedo consiglio per scegliere la strada giusta su cui indirizzarmi, se fare un rivestimento con materiali speciali, usare come detto intonaci particolari, o provare a limitarmi a fissativi e pitture traspiranti e termiche.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 gennaio 2014 alle 18:37
se sono riuscito a capire bene, avete condensa sulla linea di incontro solaio – parete esterna (pavimento – parete esterna).
in questo caso si tratta di un ponte termico lineare che si potrebbe migliorare facilmente con una coibentazione esterna, se in progetto.
Doriano 27 gennaio 2014 alle 17:49
Io ho un problema di condensa sopra lo precisamente fra zoccolino intero e pavimento e non trovo nessuno che mi sappia dare dei consigli fondati e utili. Le muffe le ho risolte con la stufa a pellet però questo problema non riesco a risolverlo. Credo si tratti di ponte termico chi mi ha consigliato un cappotto di 8 centimetri in eps e chi la econanosil coimentando esternamente e pavimento o interno o sotto il solaio . Sapreste mica indirizzarmi o a chi mi posso rivolgere per una spiegazione sincera senza troppi miracoli come dicono della econanosil.Grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 9 gennaio 2014 alle 16:02
intervenire dall’esterno con la coibentazione è la via che permette più facilmente di diminuire dispersioni e ponti termici contemporaneamente.
intervenire dall’esterno con la coibentazione è anche il metodo per sfruttare la massa dell’edificio in regime estivo ed invernale.
non simpatizzo per i materiali innovativi pur comprendendo l’eccitazione di isolare con poco spessore.
benati luca 7 gennaio 2014 alle 17:53
Buon giorno!Mi chiamo Benati Luca,volevo avere alcune informazioni sull’isolamento di casa mia.Ho intenzione di fare il cappotto esterno,oltre ai materiali tradizionali,mi incuriosiscono gli isolanti nanotecnologici;In particolar modo l’aerogel (tipo spaceloft) e l’econanosil.Mi potrebbe fornire informazioni su questi due prodotti e altri simili(pregi e difetti)?Vorrei sapere se è controproducente isolare una casa sia all’esterno che all’interno o se ci sono vantaggi.Anche se per ora posso permettermi solo il cappotto esterno.Cambiando i serramenti e installando una caldaia a condensazione da 25kw con solora termico,sono riuscito a portare il mio consumo di gas a 87 kwh/mq compreso il gas da cucina e il riscaldamento dell’acqua sanitaria;credo che posso migliorare ancora,ma senza migliorare l’isolamento,più di tanto non penso che posso fare.Sperando in una sua risposta,le faccio gli auguri di un buon anno!Cordiali saluti!Benati Luca.
antonio 27 dicembre 2013 alle 16:11
sono pienamente d’accordo con quello che ha scritto il sig. Alberto
Federico Sampaoli Autore articolo 22 dicembre 2013 alle 13:54
la proposta di un termointonaco era riferita al “intervengo in facciata senza tanto spessore”.
è comunque da sapere che un termointonaco a spessore può superare anche i 10cm.
il giusto approccio per decidere una coibentazione esterna penso che sia questo:
scartare i materiali che non si vogliono utilizzare
definire il budget massimo spendibile
confrontare 3 o 4 materiali diversi che richiedono spessori diversi e costi diversi per scoprire tra quali soluzioni si dovrà decidere.
Alberto 22 dicembre 2013 alle 10:33
la ringrazio per la risposta. Giustamente anche lei come me ritiene pressoché inutile l’applicazione di questa resina di 2mm. Io reputo come unica soluzione efficiente il cappotto esterno. Per quanto riguarda il termointonaco sul lato esterno secondo me non è la soluzione ideale nel senso che si migliorerei le prestazioni dell’involucro opaco ma non otterrei neanche lontanamente i risultati di un cappotto di uno spessore compreso tra i 15-20 cm (da valutare attentamente i pro e i contro del materiale da scegliere ed ovviamente l’eventuale installazione di VMC decentralizzata)… senza contare che per ottenere le detrazioni del 65 % si ottengono solo arrivando per una parete verticale a una U di 0,27 W/mqK (almeno 10-12 cm di un isolante termico tradizionale). Per il termointonaco lei a quali spessori di applicazione fa riferimento? Indicativamente quali sono i prezzi di applicazione al mq? Ha già avuto esperienze lavorative di questo tipo? La ringrazio ancora
Federico Sampaoli Autore articolo 22 dicembre 2013 alle 10:07
Sì, questa muratura è prestazionale in estate (e lo sarebbe ancora di più se protetta sul lato esterno) e dispersiva in periodo di riscaldamento.
Nell’articolo ho già scritto quel poco che penso su questi materiali innovativi… ma capisco la tentazione di utilizzare un materiale che offre CONDUCIBILITA’ TERMICA 0,017 W/mK.
Questa caratteristica del materiale (la conducibilità) è legata allo spessore dello strato quando si parla di trasmittanza termica.
Se dividiamo lo spessore in metri per il valore ? lambda del materiale e prendiamo il reciproco del risultato…
la resina ha ? lambda = 0,017 W/(mK) ed è spessa 2mm.:
0,002 : 0,017 = 0,117 (m² K)/W questa è la resistenza alla trasmissione del calore (Resistenza Termica)
1 : 0,117 = 8,55 W/(m² K) questa è la trasmittanza termica dello strato di resina di 2 millimetri
Alla svelta si poteva fare 0,017 W/(mK) : 0,002 metri = 8,55 W/(m² K)
Torniamo alla muratura in mattone pieno con spessore 40cm.: se non voglio un sistema a cappotto esterno perchè non pensare ad un termointonaco sul lato esterno?
Alberto 21 dicembre 2013 alle 18:05
Le scrivo per avere un’opinione su una resina frutto delle nanotecnologie. La resina in questione è la Econanosil Eco1 e la sua conducibilità termica pari a 0,017 W/mK. Premetto che è da questo mese che sto cominciando a chiedere preventivi per un cappotto esterno (Stato di fatto: Muratura perimetrale di 40 cm in mattoni pieni U=1,2 W/mqK sfasamento 13 ore circa e fattore di attenuazione pari a 0,125). Dal punto di vista acustico non ho grossi problemi poiché la zona in cui è ubicato l’edificio è piuttosto tranquilla e dal punto di vista dell’isolamento estivo la parete in mattoni pieni fa egregiamente il suo lavoro di conseguenza il mio interesse nel cappotto esterno è mirato quasi esclusivamente ad una riduzione delle dispersioni in inverno. Una delle aziende (non faccio nomi) che ho contattato mi ha proposto l’applicazione di uno strato della resina in questione di spessore pari a 2mm descrivendola come un prodotto miracoloso capace di ridurre i costi fino al 36%. Facendo i calcoli la U arriverebbe a 1,038. Il fatto è che io reputo le persone che propongono questo tipo di soluzioni quasi dei truffatori. Nel momento stesso in cui mi è stata proposta questa soluzione ho affermato che questi 2 mm servono quasi a niente…il problema è che molte persone ci cascano e fanno effettuare questi interventi credendo di poter ottenere gli stessi risultati di un cappotto di 20cm …Mi farebbe piacere avere una sua opinione in merito…
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