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Timestamp: 2017-10-22 22:59:01+00:00

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regio decreto n.2440/23
www.softwareparadiso.it software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa Amministrazione del patrimonio dello Stato (Regio decreto 18 novembre 1923, n.2440)
Art.16 bis
Art.16 ter
Art. da 30 a 35 (abrogati)
Art. da 37 a 43 (abrogati)
Art.59 bis
Art.61 bis
Art.67 bis
Art.68 bis
Art.77-78-79 (abrogati)
Regio decreto 18 novembre 1923, n.2440 Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità dello Stato (i limiti di somma sono stati aumentati di 2.000 volte dall'art. 20 del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 367, che peraltro ha fatto salve tutte le disposizioni che abbiano aumentato gli originari limiti in misura ancora maggiore) (l'art. 17, commi 26 e 27, della legge 15 maggio 1997, n. 127 contiene l'elenco dei casi in cui sia necessario il parere del Consiglio di Stato) Art. 1
Ciascun ministero provvede all'amministrazione dei beni mobili assegnati ad uso proprio o di servizi da esso dipendenti, salve le disposizioni speciali riguardanti i mobili di ufficio. Art. 2
Il regolamento determinerà le norme per la formazione e la conservazione dei detti inventari. Art. 3
Sono escluse dal fare offerte per tutti i contratti le persone o ditte che nell'eseguire altra impresa si siano rese colpevoli di negligenza o malafede. L'esclusione è dichiarata con atto insindacabile della competente amministrazione centrale, la quale ne dà comunicazione alle altre amministrazioni Art. 4
Nessun compenso o rimborso spetta alle persone o ditte per la compilazione dei progetti presentati Art. 5
Il Consiglio di Stato darà il parere, tanto sulla regolarità del contratto, quanto sulla convenienza amministrativa, al quale uopo gli saranno forniti dai ministeri i documenti, le giustificazioni e le notizie che riterrà di chiedere. Il parere del Consiglio di Stato sarà dal ministero comunicato alla Corte dei conti a corredo del decreto di approvazione del contratto, del quale viene chiesta la registrazione. Per ragioni di evidente urgenza, prodotte da circostanze non prevedibili, da farsi risultare nel decreto di approvazione del contratto, potranno comunicarsi al Consiglio di Stato, prima dell'approvazione ministeriale, in luogo dei progetti di contratti, i verbali di aggiudicazione o gli schemi di contratto sottoscritti dalla parte. Art. 5-bis
(articolo aggiunto dall'art. 3, d.P.R. 30 giugno 1972, n. 627, e poi così sostituito dall'art. 13, legge 22 febbraio 1994, n. 146) Art. 6
Se l'importo previsto superi le lire 150.000.000 il progetto di contratto o, nel caso di cui al precedente art. 5, comma ultimo, lo schema di contratto firmato dalla ditta contraente sarà, ai sensi dell'articolo medesimo, comunicato al Consiglio di Stato per il parere. Art. 7
Ove il contratto riguardi materia per la quale esistono capitolati d'oneri approvati dopo sentito il Consiglio di Stato e le condizioni del contratto siano conformi a quelle dei detti capitolati, i limiti di somma stabiliti per il parere del Consiglio stesso dagli articoli 5 e 6 sono aumentati della metà. Art. 8
I servizi che per la loro natura debbono farsi in economia sono determinati e retti da speciali regolamenti approvati con decreto del Presidente della Repubblica previo parere del Consiglio di Stato.
Quando ricorrano speciali circostanze potranno eseguirsi in economia, in base ad autorizzazione data con decreto motivato del ministro, servizi non preveduti dai regolamenti. Sarà in tal caso sentito il Consiglio di Stato, ove l'importo superi le lire 60.000.000. Art. 9
Se trattasi di spese in economia gli atti dovranno comunicarsi al Consiglio di Stato, quando l'importo preveduto in cifra non eccedente le lire 60.000.000, venga nel fatto a superare tale somma. Art. 10
Alle relative convenzioni non è applicabile il disposto degli articoli 5, 6, secondo comma, e 19 del presente decreto. Art. 11
Qualora, nel corso di esecuzione di un contratto, occorra un aumento od una diminuzione nelle opere, lavori o forniture, l'appaltatore è obbligato ad assoggettarvisi, alle stesse condizioni, fino a concorrenza del quinto del prezzo di appalto. Al di là di questo limite egli ha diritto alla risoluzione del contratto.
In questo caso sarà all'appaltatore pagato il prezzo delle opere, dei lavori o delle forniture eseguite, a termini di contratto.
L'aumento entro il limite del quinto della somma preventivata non rende, in verun caso, necessario il parere del Consiglio di Stato. Art. 12
(quarto comma abrogato dall'art. 2, decreto-legge 2 marzo 1989, n. 65, convertito dalla legge 26 aprile 1989, n. 155)
(comma aggiunto dall'art. 2, d.P.R. 30 giugno 1972, n. 627 e poi così sostituito dall'art. 2, decreto-legge 2 marzo 1989, n. 65, convertito dalla legge 26 aprile 1989, n. 155)
(settimo comma abrogato dall'art. 2, decreto-legge 2 marzo 1989, n. 65, convertito dalla legge 26 aprile 1989, n. 155) Art. 13
Deve essere nuovamente sentito il Consiglio di Stato, prima di rescindere o variare un contratto per causa in esso prevista, se il contratto stesso venne già sottoposto all'esame di detto Consiglio. Art. 14
Deve essere sentito il Consiglio di Stato anche per le transazioni di minore importo, quando l'amministrazione non si uniformi per esse all'avviso espresso dall'avvocatura erariale. Art. 15
La sospensione dei lavori o il prolungamento dei termini, per cause non previste dal contratto debbono risultare da atti addizionali al contratto stesso. Su tali atti deve essere sentito il Consiglio di Stato, se la durata della sospensione o il prolungamento dei termini siano indeterminati o tali che vi corrisponda, secondo il contratto originario, una penalità eccedente le lire 5.000.000. Art. 16
I contratti sono stipulati da un pubblico ufficiale delegato a rappresentare l'amministrazione e ricevuti da un funzionario designato quale ufficiale rogante, con le norme stabilite dal regolamento. I processi verbali di aggiudicazione nelle aste e nelle licitazioni private sono parimenti formati da quest'ultimo funzionario. I contratti ed i verbali anzidetti hanno forza di titolo autentico. I processi verbali di aggiudicazione definitiva, in seguito ad incanti pubblici o a private licitazioni, equivalgono per ogni legale effetto al contratto. Il deliberatario non può impugnare l'efficacia dell'atto o incanto pel motivo che non sia stato da lui firmato il relativo verbale d'asta o di licitazione privata. Art. 16-bis
(articolo aggiunto dall'art. 1, legge 27 dicembre 1975, n. 790) Art. 16-ter
(articolo aggiunto dall'art. 1, legge 27 dicembre 1975, n. 790) Art. 17
per mezzo di corrispondenza, secondo l'uso del commercio, quando sono conclusi con ditte commerciali Art. 18
I pagamenti fatti alle persone autorizzate dai creditori a riscuotere per loro conto ed a rilasciare quietanza si ritengono validamente, eseguiti, finché la revoca del mandato, conferito alle persone stesse, non sia notificata nelle forme di legge alle amministrazioni, agli uffici, agli enti o ai funzionari cui spetta ordinare il pagamento, salvo il disposto del secondo comma dell'art. 69 del presente decreto, riguardo agli ordini di pagamento che risultino già emessi. Art. 19
Quando si tratti di oggetti che, per la loro natura o per il luogo in cui si effettua la vendita, debbono essere immediatamente consegnati all'acquirente, il ministro può conferire all'autorità che presiede l'asta la facoltà di approvare e rendere eseguibile il contratto . Art. 20
Alla fine di ogni anno la Corte dei conti comunicherà al Parlamento l'elenco dei contratti da essa registrati e per i quali l'amministrazione non abbia seguito il parere del Consiglio di Stato, indicando le ragioni all'uopo addotte dall'amministrazione. Art. 21
Restano ferme le disposizioni delle leggi vigenti per quanto concerne l'alienazione delle navi dello Stato. Art. 22
Dipendono dalla ragioneria generale dello Stato le ragioniere delle amministrazione centrali. Art. 23
Il direttore generale del Tesoro sovrintende al servizio di tesoreria dello Stato, provvede al movimento di fondi ed eseguisce le operazioni finanziarie di tesoreria che gli sono ordinate dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Art. 24
Le ragionerie delle amministrazioni centrali devono tenere le loro scritture nelle forme prescritte dalla ragioneria generale e trasmettere alla medesima i conti periodici e tutti gli altri elementi e notizie che le possono occorrere. Art. 25
Prepara inoltre le situazioni finanziarie, per le quali tiene conto anche dei vari provvedimenti che in esse comunque influiscono e che debbono essere comunicati dai rispettivi ministeri, pel tramite dei direttori capi delle ragionerie centrali, al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per il preventivo e consenso. Art. 26
I direttori capi delle singole ragionerie delle amministrazioni centrali e coloniali sono nominati dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sulla proposta del ragioniere generale dello Stato. Art. 27
I direttori capi delle ragionerie riferiscono al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, pel tramite della ragioneria generale, sulle questioni di maggiore importanza e su tutto quanto abbiano occasione di rilevare nell'adempimento delle proprie funzioni e che interessi il bilancio, specie per quanto concerne l'andamento degli impegni di spesa. Art. 28
Le ragionerie delle amministrazioni centrali compilano gli schemi degli stati di previsione della entrata e della spesa ed il rendiconto consuntivo, da trasmettessi al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e adempiono ogni altro incarico loro affidato dai singoli ministri. Art. 29
A tale fine esso ha facoltà di disporre verifiche ed ispezioni presso qualsiasi ufficio o servizio che abbia gestione finanziaria o attribuzioni contabili. Articoli da 30 a 35 (abrogati dall'art. 33, legge 5 agosto 1978, n. 468) Art. 36
I residui delle spese correnti non pagati entro il secondo esercizio successivo a quello in cui è stato iscritto il relativo stanziamento si intendono perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti spese per lavori, forniture e servizi possono essere mantenuti in bilancio fino al terzo esercizio successivo a quello in cui è stato iscritto il relativo stanziamento. Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale non impegnate alla chiusura dell'esercizio possono essere mantenute in bilancio, quali residui, non oltre il terzo esercizio finanziario successivo alla prima iscrizione, salvo che non si tratti di stanziamenti iscritti in forza di disposizioni legislative entrate in vigore nell'ultimo quadrimestre dell'esercizio precedente. In tal caso, il periodo di conservazione è protratto di un anno. Per le spese in annualità il periodo di conservazione decorre dall'esercizio successivo a quello di iscrizione in bilancio di ciascun limite di impegno.
(comma sostituito dall'art. 6, decreto-legge n. 65 del 1989, convertito dalla legge n. 155 del 1989, e poi così modificato dall'art. 3, legge 3 aprile 1997, n. 94)
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di forniture eseguiti, non pagati entro il settimo esercizio successivo a quello in cui è stato iscritto il relativo stanziamento, si intendono perenti agli effetti amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi successivi.
(comma così modificato dall'art. 12, legge 17 maggio 1999, n. 144)
(quinto comma abrogato dall'art. 4, legge 20 luglio 1977, n. 407)
Il conto dei residui è tenuto distinto da quello della competenza, in modo che nessuna spesa afferente ai residui possa essere imputata sui fondi della competenza e viceversa. Articoli da 37 a 43 (abrogati dall'art. 33, legge 5 agosto 1978, n. 468) Art. 44
I direttori generali e gli altri capi degli uffici centrali, compartimentali e provinciali che hanno gestione di entrate curano, nei limiti delle rispettive loro attribuzioni e sotto la personale loro responsabilità, che l'accertamento, la riscossione ed il versamento delle entrate siano fatti prontamente ed integralmente. Art. 45
I tesorieri devono trasmettere mensilmente al direttore generale del tesoro il conto dei versamenti effettuati nelle loro casse e gli agenti della riscossione devono comunicare alle amministrazioni da cui dipendono, ogni bimestre o ad altro periodo stabilito dai regolamenti i conti debitamente giustificati degli accertamenti, delle riscossioni e dei versamenti eseguiti. Art. 46
Le somme di spettanza dello Stato introitate per qualsivoglia titolo dagli incaricati della riscossione debbono essere integralmente versate nelle casse dello Stato, nei termini stabiliti dalle leggi e dai regolamenti. Art. 47
Il direttore generale del Tesoro vigila al versamento nelle tesorerie delle somme riscosse dagli agenti di tutte le amministrazioni dello Stato e di quelle dovute dai debitori diretti. Alla sua vigilanza sono sottoposti gli agenti di riscossione ed il versamento del denaro. Art. 48
L'importo relativo è considerato, agli effetti del corrispondente discarico, come denaro versato. Art. 49 (abrogato dall'art. 33, legge 5 agosto 1978, n. 468) Art. 50
(primo comma abrogato dall'art. 23, d.P.R. 20 aprile 1994, n. 367)
(secondo comma abrogato dall'art. 23, d.P.R. 20 aprile 1994, n. 367)
(l'ordine di pagare può essere contestuale all'impegno ex art. 5, d.P.R. 20 aprile 1994, n. 367, le cui disposizioni si applicano dal 1º gennaio 1999 ex art. 18, d.lgs. 7 agosto 1997, n. 279)
Per le spese da ordinarsi dagli uffici, enti e funzionari delegati, la ragioneria centrale considera come impegnato l'intero importo della apertura di credito concessa a norma del seguente art. 56. Tale importo costituisce il limite massimo degli impegni che possono essere assunti dai detti delegati. Art. 51 (abrogato dall'art. 33, legge 5 agosto 1978, n. 468) Art. 52 (abrogato dall'art. 23, d.P.R. 20 aprile 1994, n. 367) Art. 53
Potranno effettuarsi dopo il 1º agosto anche prima della approvazione del rendiconto generale le spese di competenza dell'esercizio medesimo non pagate entro il 31 luglio nei limiti della somma dei residui passivi risultati a tale data. Art. 54
Il pagamento delle spese dello Stato si effettua, secondo le disposizioni di cui ai successivi articoli: a) con assegni a favore dei creditori, tratti sull'istituto bancario incaricato del servizio di tesoreria; b) con aperture di credito a favore di funzionari delegati, i quali provvedono sia col mezzo di assegni come alla precedente lettera a), sia direttamente mediante prelevazione di fondi dai crediti medesimi; c) in base a ruoli, per le spese fisse e cioè stipendi, pensioni ed altre di importo e scadenze determinate; d) mediante ordinativi diretti sulle tesorerie dello Stato.
Il regolamento determina anche le comunicazioni che relativamente ai pagamenti disposti dovranno essere fatte dalle ragionerie centrali alla direzione generale del tesoro agli effetti della vigilanza sul movimento di tesoreria. Art. 55
Gli assegni sono emessi per l'importo netto; la regolazione delle somme trattenute si effettua a periodi prestabiliti mediante gli ordinativi di cui all'art. 63. Art. 56
Per le spese di cui al n. 10) devono farsi aperture di credito distintamente per ogni contratto di fornitura o lavoro. Art. 57
L'istituto tiene un unico conto per tutte le aperture di credito disposte a favore del funzionario delegato; questi però deve giustificarne l'impiego per ciascun capitolo di bilancio, distintamente per il conto della competenza e per quella dei residui. Art. 58
Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica può provvedere ad ispezioni per riconoscere l'esistenza presso i funzionari delegati delle somme prelevate e la regolarità dei pagamenti disposti o effettuati. Art. 59 (articolo abrogato, nel testo antecedente, dall'art. 23 del d.P.R. n. 367 del 1994) Art. 59-bis
I medesimi funzionari delegati, qualora accertino al 20 gennaio una rimanenza di importi non superiore alle lire 10.000 su singoli ordini di accreditamento relativi all'anno decorso, provvedono entro il 31 dello stesso mese ad estinguere tali ordini mediante versamento della detta rimanenza in apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata. Art. 60
(comma così modificato dall'art. 32, legge 28 febbraio 1986, n. 41)
(terzo comma abrogato dall'art. 23, d.P.R. 20 aprile 1994, n. 367)
(quinto comma abrogato dall'art. 23, d.P.R. 20 aprile 1994, n. 367)
I funzionari che non osservino i termini stabiliti per la presentazione dei conti sono passibili, indipendentemente dagli eventuali provvedimenti disciplinari, di pene pecuniarie nella misura e con la modalità da determinarsi dal regolamento, fermo restando l'eventuale giudizio della Corte dei conti ai termini del successivo art. 83. Art. 61
Le somme riscosse dai funzionari delegati sulle aperture di credito e che non siano state erogate alla chiusura dell'esercizio possono essere trattenute per effettuare pagamenti di spese esclusivamente riferibili all'esercizio scaduto. La giustificazione di tali pagamenti è compresa in un rendiconto suppletivo da presentarsi non oltre il 30 settembre, ferme le disposizioni speciali relative alle spese per la esecuzione di opere pubbliche. Le somme non erogate alla chiusura del rendiconto suppletivo sono versate in tesoreria. Al termine dell'esercizio le aperture di credito fatte ai singoli funzionari vengono ridotte alla somma effettivamente prelevata. Art. 61-bis
La disposizione di cui al precedente comma non si applica agli ordini di accreditamento emessi sui residui che, ai sensi dell'art. 36, secondo comma, del presente decreto, devono essere eliminati alla chiusura dell'esercizio. Art. 62
Per il pagamento dei ratei di stipendi, pensioni ed altri assegni fissi mensili il mese è calcolato sempre di trenta giorni . Art. 63
d) somme dovute dallo Stato e da compensare, ai termini degli articoli 1285 e 1286 del codice civile (ora corrispondenti agli articoli 1241 e 1242);
Gli ordinativi possono emettersi anche per il pagamento di qualsiasi altra spesa quando la amministrazione lo giudichi opportuno. Art. 64 (articolo abrogato dall'art. 15, d.P.R. 20 febbraio 1998, n. 38) Art. 65
La disposizione di questo articolo non concerne il movimento dei fondi, che è disposto mediante ordini del direttore generale del Tesoro. Art. 66
È ammessa una sola girata. Art. 67
Le altre forme di quietanza sono disciplinate dalle leggi e dai regolamenti. Art. 67-bis (abrogato dall'art. 23,ld.P.R. 20 aprile 1994, n. 367) Art. 68
Gli assegni non consegnati ai creditori entro il mese di luglio successivo all'esercizio in cui furono emessi sono dagli uffici incaricati della consegna ed entro il 10 agosto restituiti all'amministrazione o al funzionario delegato che li ha emessi, perché provvedano al loro annullamento. Gli assegni emessi dalle amministrazioni centrali e dai funzionari delegati e consegnati ai creditori si considerano, agli effetti del rendiconto consuntivo, titoli pagati. Gli assegni estinti dall'istituto incaricato vengono al medesimo rimborsati mediante operazioni di tesoreria nei modi stabiliti dal regolamento. Art. 68-bis
Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica saranno stabiliti l'importo minimo dei vaglia cambiari, le modalità per l'invio e la consegna di essi, i rapporti tra il Tesoro e l'istituto incaricato del servizio di tesoreria in relazione all'accertamento dell'effettivo pagamento dei vaglia medesimi, nonché i casi in cui non è ammessa la commutazione di ufficio di cui al primo comma. Art. 69
Qualora un'amministrazione dello Stato che abbia, a qualsiasi titolo ragione di credito verso aventi diritto a somme dovute da altre amministrazioni, richieda la sospensione del pagamento, questa deve essere eseguita in attesa del provvedimento definitivo. Art. 70
Per le somme dovute dallo Stato per somministrazioni, forniture ed appalti, devono essere osservate le disposizioni dell'art. 9, allegato E, della L. 20 marzo 1865, n. 2248, e degli articoli 351 e 355, allegato F, della legge medesima. Art. 71
Le norme speciali per la gestione dei buoni di cui al presente articolo sono stabilite dal regolamento. Art. 72
Le disposizioni che possono occorrere pel servizio dell'esercizio e dell'armata sul piede di guerra, nonché per il caso di pubbliche calamità, sono date con speciali regolamenti. Art. 73
Rimane fermo l'obbligo della cauzione, secondo le disposizioni che regolano i singoli servizi, quando la gestione sia affidata a persone; istituti od enti estranei alla amministrazione dello Stato, nonché quando la cauzione sia stabilita a garanzia degli interessi di privati. Art. 74
Le predette ragionerie, riveduti i conti ad esse pervenuti, qualora non abbiano nulla da osservare, appongono sui singoli conti la dichiarazione di aver eseguito il riscontro di loro competenza e li trasmettono alla Corte dei conti entro i due mesi successivi alla data della loro ricezione ovvero a quella della ricezione dei chiarimenti o dei documenti richiesti. Art. 75
Nulla è innovato per quanto concerne gli uffici di riscontro stabiliti con disposizioni speciali. Art. 76
Le funzioni di ordinatore di spese e di ordinatore di pagamenti per conto dello Stato e quelle di agente per l'esecuzione del servizio al quale le spese o i pagamenti si riferiscono sono incompatibili con le altre di ricevitore, di pagatore o di magazziniere, eccetto il caso di spese pagate su crediti aperti ai sensi degli articoli 56 e 57 del presente decreto. Articoli 77, 78 e 79 (abrogati dall'art. 33, legge 5 agosto 1978, n. 468) Art. 80
Entro il primo giorno non festivo del mese di ottobre il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica fa la esposizione economico-finanziaria e l'esposizione relativa al bilancio di previsione. Art. 81
Gli ufficiali pubblici stipendiati dallo Stato, compresi quelli dell'ordine giudiziario e specialmente quelli a cui è commesso il riscontro e la verificazione delle casse e dei magazzini, debbono rispondere dei valori che fossero per loro colpa o negligenza perduti dallo Stato. Art. 82
Quando l'azione od omissione è dovuta al fatto di più impiegati, ciascuno risponde per la parte che vi ha presa, tenuto conto delle attribuzioni e dei doveri del suo ufficio, tranne che dimostri di aver agito per ordine superiore che era obbligato ad eseguire. Art. 83
I funzionari di cui ai precedenti artioli 81 e 82 sono sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti la quale, valutate le singole responsabilità, può porre a carico dei responsabili tutto o parte del danno accertato o del valore perduto.
Quando nel giudizio di responsabilità la Corte dei conti accerti che fu omessa denunzia a carico di personale dipendente, per dolo o colpa grave, può condannare al risarcimento, oltre che gli autori del danno, anche coloro che omisero la denunzia. Art. 84
(articolo così sostituito dall'art. 1, d.P.R. 21 ottobre 1989, n. 402) Art. 85
(articolo così sostituito dall'art. 1, d.P.R. 21 ottobre 1989, n. 402) Art. 86
(primo comma abrogato dal r.d. 30 dicembre 1923, n. 2960)
I ministri, prima di far luogo all'applicazione della pena, possono, ove lo ritengano opportuno, chiedere anche il parere della Corte dei conti. DISPOSIZIONI GENERALI Art. 87
Restano ferme le disposizioni di leggi speciali che conferiscano alle amministrazioni facoltà più ampie di quelle consentite dal presente decreto. Art. 88
(per l'elenco tassativo dei casi in cui deve essere reso il parere obbligatorio del Consiglio di Stato, vedi art. 17, commi 26 e 27, legge 15 maggio 1997, n. 127) DISPOSIZIONI TRANSITORIE Art. 89
Quando ricorrano circostanze di forza maggiore determinate dalla guerra, è rimesso alla Corte dei conti l'apprezzamento delle circostanze medesime ai fini delle giustificazioni dei rendiconti. Art. 90

References: Art.16

Art.16

Art.59

Art.61

Art.67

Art.68

Art.77
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 6
 art. 5
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 16
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 36
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 art. 5
 art. 18
 art. 56
 Art. 51
 Art. 52
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 Art. 56
 Art. 57
 Art. 58
 Art. 59
 Art. 59
 Art. 60
 art. 83
 Art. 61
 Art. 61
 Art. 62
 Art. 63
 Art. 64
 Art. 65
 Art. 66
 Art. 67
 Art. 67
 Art. 68
 Art. 68
 Art. 69
 Art. 70
 Art. 71
 Art. 72
 Art. 73
 Art. 74
 Art. 75
 Art. 76
 Art. 80
 Art. 81
 Art. 82
 Art. 83
 Art. 84
 Art. 85
 Art. 86
 Art. 87
 Art. 88
 art. 17
 Art. 89
 Art. 90