Source: https://renatodisa.com/corte-di-cassazione-sezione-ii-civile-sentenza-15-novembre-2016-n-23256/
Timestamp: 2019-05-23 06:50:56+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 15 novembre 2016, n. 23256 - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2016 Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 15 novembre 2016, n. 23256
Il divieto di sopraelevazione per inidoneita’ delle condizioni statiche dell’edificio, previsto dall’articolo 1127 c.c., comma 2, debba interpretarsi non nel senso che la sopraelevazione sia vietata soltanto se le strutture dell’edificio non consentano di sopportarne il peso, ma nel senso che il divieto sussiste anche nel caso in cui le strutture siano tali che, una volta elevata la nuova fabbrica, non permettano di sopportare l’urto di forze in movimento quali le sollecitazioni di origine sismica. Pertanto, qualora le leggi antisismiche prescrivano particolari cautele tecniche da adottarsi, in ragione delle caratteristiche del territorio, nella sopraelevazione degli edifici, esse sono da considerarsi integrative dell’articolo 1127 c.c., comma 2 e la loro inosservanza determina una presunzione di pericolosita’ della sopraelevazione, che puo’ essere vinta esclusivamente mediante la prova, incombente sull’autore della nuova fabbrica, che non solo la sopraelevazione, ma anche la struttura sottostante sia idonea a fronteggiare il rischio sismico, senza che abbia rilievo dirimente, ai fini della valutazione della legittimita’ delle opere sotto il profilo del pregiudizio statico, il conseguimento della concessione edilizia relativa ai corpi di fabbrica elevati sul terrazzo dell’edificio
L’aspetto architettonico, cui si riferisce l’articolo 1127 c.c., comma 3, quale limite alle sopraelevazioni, sottende una nozione diversa da quella piu’ restrittiva di decoro architettonico, contemplata dall’articolo 1120 c.c., comma 4, articolo 1122 c.c., comma 1 e articolo 1122-bis c.c., dovendo l’intervento edificatorio in sopraelevazione comunque rispettare lo stile del fabbricato e non rappresentare una rilevante disarmonia in rapporto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne l’originaria fisionomia ed alterare le linee impresse dal progettista, in modo percepibile da qualunque osservatore. Il giudizio relativo all’impatto della sopraelevazione sull’aspetto architettonico dell’edificio va condotto, in ogni modo, esclusivamente in base alle caratteristiche stilistiche visivamente percepibili dell’immobile condominiale, e verificando l’esistenza di un danno economico valutabile, mediante indagine di fatto demandata al giudice del merito, il cui apprezzamento sfugge al sindacato di legittimita’, se, come nel caso in esame, congruamente motivato
sentenza 15 novembre 2016, n. 23256
l’indennita’ di sopraelevazione prevista dall’articolo 1127 c.c., comma 4, trae fondamento dalla considerazione che, per effetto della sopraelevazione, il proprietario dell’ultimo piano aumenta, a scapito degli altri condomini, il proprio diritto sulle parti comuni dell’edificio ed intende, percio’, compensare in parte i condomini, assumendo a parametro il valore del suolo occupato. L’indennita’ ex articolo 1127 c.c., comma 4, configura, pertanto, un debito per responsabilita’ da atto lecito, e non per fatto illecito, ex articolo 2043 c.c. (cfr. Cass. Sez. 2, Sentenza n. 12292 del 21/08/2003; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 6643 del 22/05/2000). L’azione promossa dai condomini per ottenere il risarcimento dei danni contro il proprietario dello ultimo piano che abbia eseguito una sopraelevazione, per la compromissione della statica dell’edificio e del suo aspetto architettonico, o per la diminuzione di aria e luce ai piani sottostanti, deduce, pertanto, un credito risarcitorio autonomo e distinto rispetto a quello inerente all’indennita’ prevista dell’articolo 1127 c.c., comma 4, la quale suppone l’accertata insussistenza dei presupposti del risarcimento; ne consegue che la domanda promossa per far valere il primo credito non puo’ comportare implicito esercizio del secondo
1. Il primo motivo del ricorso del Condominio (OMISSIS) di Corigliano deduce violazione e falsa applicazione degli articoli 1127 e 2697 c.c., L. n. 1684 del 1962, articolo 9 e L. n. 64 del 1974, articolo 14, nonche’ motivazione illogica e insufficiente, ex articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5.
2. Il secondo motivo di ricorso deduce la violazione dell’articolo 1127 c.c., comma 3, in relazione all’articolo 360 c.p.c., nn. 3 e n. 5. Si censura la parte della sentenza che ha escluso il pregiudizio al decoro architettonico derivante dalla sopraelevazione, sul rilievo, tratto dalla CTU, che a seguito delle opere di manutenzione straordinaria delle facciate, le differenti caratteristiche della nuova costruzione fossero divenute trascurabili, essendo, per di piu’, il fabbricato circondato da altri palazzi di cinque o sei piani che ne diminuiscono la percezione a distanza.
3. Il terzo motivo di ricorso censura l’errata applicazione dell’articolo 1127 c.c., comma 4, in relazione all’articolo 360 c.p.c., nn. 3 e n. 5. La Corte d’Appello, alla luce delle conclusioni prospettate dal Condominio (OMISSIS), che chiedeva di accertare l’illegittimita’ dell’opera, di ordinarne la riduzione in pristino e di condannare la convenuta al “risarcimento dei danni prodotti al condominio”, ha ritenuto mai proposta la domanda di pagamento dell’indennita’ prevista dall’articolo 1127 c.c., u.c., condividendo la pronuncia sul punto gia’ resa dal Tribunale di Rossano. Il ricorrente sostiene che la richiesta di risarcimento del danno e’ sicuramente idonea al fine di ottenere l’indennita’ ex articolo 1127 c.c., comma 4.
4. Conseguono l’accoglimento del primo motivo di ricorso, il rigetto del secondo e del terzo motivo e la cassazione della sentenza impugnata, con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Catanzaro, la quale procedera’ a riesaminare la causa uniformandosi ai rilievi svolti ed ai principi affermati nello statuire l’accoglimento del primo motivo. Al giudice di rinvio viene rimessa anche la pronuncia sulle spese del giudizio di cassazione.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, rigetta il secondo ed il terzo motivo, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 1122
 articolo 1122

sentenza 
 articolo 1127
 articolo 2043
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 articolo 9
 articolo 14
 articolo 360
 sentenza 
 articolo 1127
 sentenza 
 sentenza