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Timestamp: 2019-10-22 01:21:59+00:00

Document:
Commercio - Aziende commerciali: CCNL, 19 luglio 1967
Data firma: 19 luglio 1967
Validità: 01.07.1967 - 30.06.1970
Parti: Confcommercio e Filcams, Silc-Filcams Cgil, Fisascat, Silca-Cisl, Uidatca-Uil e Fisnalcta-Cisnal
Settori: Commercio, Aziende commerciali
Capo 1 - Personale con mansioni impiegatizie
Capo II - Personale con mansioni non impiegatizie
Ari. 48.
Titolo XIII - Malattie e infortuni
Titolo XXI - Mensilità supplementari (13ª e 14ª)
a ) Recesso
Ari. 93.
Titolo XXV - Calo merci e inventari
Titolo XXVII - Divise e attrezzi
b) Regolamento delle elezioni
Titolo XXIX - Tutela dei dirigenti sindacali
b) Controversie collettive
c) Funzionamento delle Commissioni
Titolo XXXI - Contratti e accordi integrativi provinciali
Titolo XXXII - Decorrenza e durata del contratto
Commissione Paritetica Nazionale di cui agli articoli 81 e 144 del CCNL 19 luglio 1967
I - Determinazione riguardante l'art. 35, punto 13 del CCNL 19 luglio 1967.
II - Determinazione riguardante l'entrata in visore dell'art. 45 del CCNL 19 luglio 1967.
III - Determinazione riguardante l'età di assunzione degli apprendisti.
Accordo Nazionale sulla riscossione dei contributi di cui all’art. 145 del CCNL 19 luglio 1967
Regolamento dei «Comitati Provinciali Covelco»
Accordo Nazionale per l'applicazione della scala mobile al settore del commercio
Tabella delle variazioni della indennità' di contingenza (importo in lire) per ogni punto di variazione del costo della vita a decorrere dal 1° febbraio 1957
Protocollo aggiunto in data 30 giugno 1958
Accordo Nazionale di «conglobamento» per i dipendenti da aziende commerciali
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende commerciali
Il giorno 19 luglio 1967, presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, […] tra la Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo […] da una parte e dall'altra parte: la Federazione Italiana Lavoratori del Commercio, Albergo -Mensa e Servizi (Filcams) […], il Sindacato Italiano Lavoratori del Commercio (Silc), della Filcams […], con l'assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) […], la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (Fisascat) […], unitamente al Sindacato Italiano Lavoratori Attività Commerciali ed Affini (Silca) […], con l'intervento della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl) […], la Unione Italiana Dipendenti Aziende Turistiche Commerciali ed Affini (Uidatca) […] con l'intervento dei rappresentanti i Comitati Nazionali delle categorie interessate […] e della Unione Italiana del Lavoro (Uil) […] e tra la Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo, rappresentata come sopra da una parte e dall'altra parte: la Federazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori Commercio, Turismo ed Affini (Fisnalcta) […] assistita dalla Confederazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori (Cisnal) […] si è stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da aziende commerciali, composto da XXXII titoli e 148 articoli, letti, approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le organizzazioni stipulanti.
Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, e, in quanto compatibile con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato, tra tutte le aziende commerciali appartenenti ai settori merceologici e categorie qui di seguito specificati e il relativo personale dipendente d'ambo i sessi:
a) Alimentazione:
commercio all'ingrosso di generi alimentari; supermercati alimentari;
commercio al minuto di generi alimentari (alimentari misti), eccettuate le rivendite di pane e paste alimentari annesse ai forni; . salumerie, salsamenterie e pizzicherie;
commercio all'ingrosso di droghe e coloniali; commercio al minuto di droghe e coloniali (drogherie e torrefazioni);
commercio all'ingrosso e al minuto di cereali, legumi e foraggi;
commercio all'ingrosso di bestiame e carni macellate; macellerie, norcinerie, tripperie; spacci di carne fresca e congelata;
commercio all'ingrosso di pollame, uova, selvaggina e affini;
rivendite di pollame e selvaggina;
commercio all'ingrosso e al minuto di prodotti della pesca;
commercio all'ingrosso di formaggi, burro, latte, latticini e derivati in genere; commercio al dettaglio di latte (latterie non munite di licenza di P.S.) e derivati;
commercio all'ingrosso e di esportazione di prodotti ortofrutticoli e agrumari e loro derivati, ad eccezione dei lavoratori stagionali dipendenti da aziende esercenti il commercio all'ingrosso e di esportazione di prodotti ortofrutticoli e agrumari; commercio al minuto di prodotti ortofrutticoli;
commercio all'ingrosso e al minuto di prodotti vinicoli e affini (vini, mosti, spumanti, liquori, birra, aceto di vino); per quanto riguarda le aziende che esercitano il commercio all'ingrosso di vini, si precisa che si intendono comprese:
b) le aziende che, oltre ad acquistare uve e mosti per la produzione di vini anche tipici e la successiva loro vendita, effettuano operazioni di acquisto e vendita di vini.;
commercio all'ingrosso e al minuto di acque minerali e gassate e di ghiaccio;
commercio all'ingrosso e al minuto di prodotti oleari (olii di oliva e di semi).
b) Fiori, piante e affini:
commercio all'ingrosso e al minuto di fiori e piante ornamentali; commercio di piante aromatiche e officinali e di prodotti erboristici in genere.
c) Merci d'uso e prodotti industriali:
grandi magazzini; magazzini a prezzo unico;
tessuti di ogni genere, mercerie, maglierie, filati, merletti e trine; confezioni in biancheria e in tessuti di ogni genere; commercianti sarti e sarte; mode e novità; forniture per sarti e sarte; camicerie ed affini, busterie, cappellerie, modisterie; articoli sportivi; commercianti in lane e materassi: calzature, accessori per calzature; pelliccerie; valigerie e articoli da viaggio: ombrellerie, pelletterie; guanti, calze; profumerie, bigiotterie ed affini; trecce di paglia e cappelli di paglia non finiti; abiti usati; tappeti; saccherie, anche se esercitano la riparazione o il noleggio dei sacchi; corderie e affini;
lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie (canapa, lino, juta, ecc.), stracci e residuati tessili, eccettuati i classificatori all'uso pratese;
pelli crude e bovine nazionali; consorzi per la raccolta e salatura delle pelli; pelli crude, ovine e caprine nazionali; pelli crude esotiche non da pellicceria e da pellicceria; pelli conciate (suole, tomaie, ecc.); pelli grezze da pellicceria, pelli per pelletteria e varie, pelli per valigerie in genere, cuoio per sellerie;
articoli casalinghi, specchi e cristalli, cornici, chincaglierie, ceramiche e maioliche, porcellane, stoviglie, terraglie, vetrerie e cristallerie;
lastre e recipienti di vetro, vetro scientifico, materie prime per l'industria del vetro e della ceramica;
articoli di elettricità, gas, idraulica e riscaldamento, eccettuate le aziende istallatici di impianti;
giocattoli, negozi d'arte antica e moderna, arredamenti e oggetti sacri; prodotti artistici e dell'artigianato; case di vendita all'asta; articoli per regalo; articoli per fumatori;
librai (comprese le librerie delle case editrici e i rivenditori di libri usati); rivenditori di edizioni musicali; cartolai (dettaglianti di articoli di cartoleria, cancelleria e da disegno); grossisti di cartoleria e cancelleria; commercianti di carta da macero; distributori di libri, giornali e riviste; biblioteche circolanti;
francobolli per collezioni;
mobili; mobili e macchine per ufficio;
ferro, metalli, ferramenta e coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e metalli; apparecchi TV, radiofonici, elettrodomestici; strumenti musicali; ottica e fotografia; mate-riale chirurgico e sanitario; apparecchi scientifici; pesi e misure; pietre coti, per molino, pietra pomice e pietre litografiche; articoli tecnici (cinghie di trasmissione, fibra vulcanizzata, amianto, carboni elettrici, ecc.);
automobili (commissionari e concessionari di vendita anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine di assistenza e per riparazioni); cicli e motocicli (anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine o laboratori di assistenza e per riparazioni); parti di ricambio ed accessori per automotocicli; pneumatici: olii lubrificanti, prodotti petroliferi in genere (compreso il petrolio agricolo), carburanti con o senza distributore automatico;
carboni fossili, carboni vegetali; combustibili solidi, liquidi e liquefatti;
imprese di riscaldamento;
laterizi, cemento, calce e gesso, manufatti di cemento, materiali refrattari, tubi gres e affini, marmi grezzi e pietre da taglio in genere, ghiaia, sabbia, pozzolana, pietre da murare in genere, pietrisco stradale, catrame, bitumi, asfalti; materiale da pavimentazione, da rivestimento, isolante e impermeabilizzante (marmette, mattonelle, maioliche, piastrelle di cemento e di gres); altri materiali da costruzione;
tappezzerie in stoffa e in carta, stucchi;
prodotti chimici, prodotti chimici per l'industria, colori e vernici: aziende distributrici di specialità medicinali e prodotti chimico-farmaceutici;
legnami e affini, sughero, giunchi, saggine, ecc.; rivendite di generi di monopolio, magazzini di generi di monopolio;
prodotti per l'agricoltura (fertilizzanti, anticrittogamici, insetticidi; materiale enologico; sementi da cereali, da prato, da orto e da giardino; mangimi e panelli; macchine e attrezzi agricoli; piante non ornamentali, altri prodotti di uso agricolo).
d) Ausiliari del commercio e commercio con l'estero:
mediatori pubblici e privati; commissionari: agenti e rappresentanti di commercio;
agenzie e case di pubblicità e affissioni;
istituti di informazioni commerciali;
società fiduciarie di revisione e organizzazione;
agenzie di affari;
imprese portuali di controllo:
stabilimenti per la condizionatura dei prodotti tessili .(eccettuati quelli costituiti da industriali nell'interno e al servizio delle proprie aziende);
fornitori di enti pubblici e privati (imprese di casermaggio, for-nitori carcerari, fornitori di bordo, ecc.);
compagnie di importazione e di esportazione e case per il commercio d'oltremare (importazione ed esportazione di merci promiscue);
centri meccanografici per conto terzi.
L'aiutante-commesso è il lavoratore che, non avendo compiuto l'apprendistato nel settore merceologico nel quale è chiamato a prestare servizio (o perché ha superato l'età, o perché proviene da altri settori), coadiuva in tutte le mansioni il commesso alla vendita al pubblico o il datore di lavoro quando questi attenda direttamente alla vendita.
L'aiutante-commesso può compiere le funzioni di vendita al pubblico.
In ogni azienda il numero degli aiutanti-commessi non può superare la proporzione di un aiutante-commesso per ogni tre commessi appartenenti indifferentemente ai Raggruppamenti C1, C2, C3, e considerando nel novero anche il datore di lavoro - o in sua vece un suo familiare - quando adempia normalmente alle mansioni proprie del commesso.
Per «aiuto-commesso» delle aziende di vendita di prodotti dell'alimentazione generale, erbaggi e frutta, e prodotti della pesca (Raggruppamento D2, n. 1, n. 3 e n. 4) s'intende il lavoratore che coadiuva in tutte le mansioni il commesso di vendita o il datore di lavoro quando questi attenda direttamente alla vendita.
L'aiuto-commesso può compiere le funzioni di vendita.
In ogni esercizio di vendita non vi può essere più di un aiuto-commesso per ogni commesso, considerando come tale anche il datore di lavoro - o in sua vece un suo familiare - quando adempie normalmente alle mansioni proprie del commesso.
La suddetta proporzione numerica non sostituisce quella diversa stabilita dai contratti provinciali in vigore, i quali possono essere modificati alla loro scadenza.
Con separati accordi, da stipularsi in sede nazionale, le parti interessate potranno procedere, per singoli settori, alla definizione particolareggiata delle varie qualifiche operaie e al loro incasellamento nei raggruppamenti della categoria E.
g) libretto di « idoneità sanitaria » per il personale da adibirsi alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all'art. 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283 (in Gazz. Uff. n. 139 del 4 giugno 1962);
L'apprendistato è ammesso:
1) per tutte le qualifiche e mansioni impiegatizie comprese nella categoria C, con le seguenti eccezioni:
a) lavori di scrittura, archivio e protocollo (corrispondenti alle qualifiche di «scritturale», «archivista» e «protocollista»);
b) lavori di dattilografia (corrispondenti alla qualifica di «dattilografo»), purché il relativo personale risulti in possesso di specifico diploma di scuola professionale di dattilografia riconosciuta dallo Stato;
2) per tutte le qualifiche e mansioni non impiegatizie comprese nelle categorie D e E del presente contratto, con le seguenti eccezioni:
a) mansioni per le quali è richiesta la patente di abilitazione;
6) mansioni comuni per le quali non occorre addestramento specifico e cioè: usciere, custode, guardiano, portiere, fattorino, portapacchi, personale di fatica in genere e addetto alla pulizia.
Il numero degli apprendisti nelle singole aziende non potrà superare la proporzione di un apprendista per ogni tre lavoratori non apprendisti, comprendendo in tale numero anche quelli che appartengono a categorie per le quali l'apprendistato non è ammesso.
È tuttavia consentita l'assunzione di un apprendista anche nelle aziende che abbiano soltanto uno o due lavoratori alle proprie dipendenze, nonché in quelle nelle quali il lavoro è svolto in via continuativa dall'imprenditore e dai suoi familiari senza l'ausilio di personale subordinato.
L'assunzione di apprendisti è consentita nei limiti di età compresi tra il quindicesimo e il ventesimo anno.
È tuttavia consentita l'assunzione di apprendisti che abbiano compiuto il 14° anno di età, purché destinati ai lavori leggeri di cui al D.P.R. 9 marzo 1964, n.. 272 (in Gazz. Uff. n. 117 del 14 aprile 1964).
All'atto della richiesta il datore di lavoro è tenuto a dichiarare all'Ufficio di collocamento il genere di lavoro a cui il giovane è destinato e la qualifica professionale che lo stesso dovrà conseguire al termine dell'apprendistato.
a) di impartire o di far impartire nella sua azienda all'apprendista alle sue dipendenze l'insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato;
b) di non sottoporre l'apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo, né in genere a quelle a incentivo o in serie, se non per il tempo strettamente necessario all'addestramento e previa comunicazione all'Ispettorato del Lavoro;
c) di non adibire l'apprendista a lavori di manovalanza e di non sottoporlo comunque a lavori superiori alle sue forze fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;
e) di accordare i permessi necessari per gli esami relativi al conseguimento di titoli di studio:
Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lettera c), non sono considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle quali l'addestramento si effettua in aiuto a un lavoratore qualificato sotto la cui guida l'apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto di lavoro, e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorino, sempreché lo svolgimento di tale attività non sia prevalente e, in ogni caso rilevante, in rapporto ai compiti affidati all'apprendista.
a) di obbedire al datore di lavoro o alla persona da questi incaricata della sua formazione professionale, e di seguire col massimo impegno gli insegnamenti che gli vengono impartiti;
c) di frequentare con assiduità e diligenza i corsi di insegnamento complementare, nonché di comportarsi correttamente e di obbedire agli istruttori preposti all'insegnamento stesso;
d) di osservare le norme disciplinari generali previste dal presente contratto e le norme contenute negli eventuali regolamenti interni di azienda, purché questi ultimi non siano in contrasto con le norme contrattuali e di legge.
L'apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal presente contratto per i lavoratori della qualifica per cui egli compie il tirocinio, con le seguenti eccezioni:
a) escluse le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo ai sensi dell'articolo 3 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692, l'orario di lavoro, comprese le ore dedicate all'insegnamento complementare, non può eccedere le ore otto giornaliere e le 44 settimanali, con divieto di lavoro tra le ore 22 e le ore 6:
b) il periodo di ferie retribuito è stabilito in giorni trenta per gli apprendisti di età non superiore ai sedici anni e in giorni venti per gli apprendisti che abbiano superato il sedicesimo anno di età, con facoltà, da parte del datore di lavoro, di concessione frazionata in non più di due periodi, per esigenze produttive dell'azienda, o su richiesta dell'apprendista:
Ferma restando ogni altra norma vigente in materia, il periodo di apprendistato non potrà superare:
a) i due anni per i giovani che abbiano frequentato con profitto, superando le relative prove d'esame, corsi di formazione professionale organizzati dall'Ente Nazionale addestramento lavoratori commercio (Enalc), e corrispondenti alle qualifiche, per le quali gli apprendisti vengono addestrati;
b) un anno per i giovani in possesso del diploma di qualifica rilasciato dagli Istituti professionali di Stato istituiti con decreti presidenziali in applicazione dell'art. 9 del R.D.L. 21 settembre 1938. n. 2038. convertito nella Legge 2 giugno 1939, n. 739, e dagli Istituti legalmente riconosciuti (parificati) ai sensi della Legge 18 gennaio 1942. n. 86.
Nelle aziende commerciali di lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie e stracci, la durata mas-sima dell'apprendistato per le categorie D e E non potrà superare i nove mesi se l'apprendista non abbia compiuto il diciottesimo anno di età e i sei mesi se l'apprendista abbia compiuto il diciottesimo anno di età.
Le Organizzazioni contraenti si impegnano a partecipare attivamente alla formulazione dei programmi rivolti alla preparazione professionale dei lavoratori del commercio, in collaborazione con i Ministeri e con gli Enti competenti.
Ferme restando le norme particolari per gli apprendisti di cui al precedente art. 24, la durata normale del lavoro è di otto ore giornaliere o di 48 (quarantotto) settimanali di lavoro effettivo giusta le disposizioni legislative vigenti in materia.
Sempre nel limite di 48 ore settimanali complessive, è consentito al datore di lavoro di richiedere prestazioni giornaliere eccedenti le otto ore.
Per lavoro effettivo s'intende ogni lavoro che richieda un'applicazione assidua e continuativa; non sono considerati come lavoro effettivo il tempo impiegato per recarsi al posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia all'interno che all'esterno dell'azienda, le soste comprese tra l'inizio e la fine dell'orario di lavoro giornaliero.
È demandato ai contratti integrativi provinciali di stabilire la durata dell'interruzione dell'orario giornaliero di lavoro, che non dovrà essere inferiore alle due ore, salvo speciali deroghe da concordarsi tra le relative organizzazioni sindacali locali.
L'orario di lavoro dei fanciulli fino a quindici anni compiuti e delle donne di qualsiasi età non può durare senza interruzione più di sei ore.
Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente contratto in materia, gli orari di lavoro possono essere fissati dal datore di lavoro, tanto per tutti i dipendenti come per taluni di essi, secondo le esigenze dell'azienda.
Il personale preposto alla direzione tecnica o amministrativa dell'azienda, o di un reparto di essa, con la diretta responsabilità dell'andamento dei servizi - e cioè i gerenti, i direttori tecnici o amministrativi, i capi-ufficio ed i capi-reparto che partecipano eccezionalmente alla vendita o al lavoro manuale - è tenuto a prestare servizio anche dopo l'orario normale di lavoro senza speciale compenso e per il tempo necessario al regolare funzionamento dei servizi ad esso affidati.
Possono essere eseguiti oltre i limiti della giornata normale di otto ore o delle 48 ore settimanali i lavori di riparazione, costruzione, manutenzione, pulizia e sorveglianza degli impianti e quegli altri servizi che non possono compiersi durante l'orario normale senza inconvenienti per l'esercizio o pericolo per gli addetti, nonché le verifiche e prove straordinarie e la compilazione dell'inventario dell'anno.
La durata normale del lavoro per il seguente personale:
5) fattorini nelle aziende che abbiano fino a cinque dipendenti;
6) uscieri e inservienti;
7) pesatori e aiuti;
8) aiuto-magazzinieri;
9) personale addetto ai trasporti, esclusi gli autisti che compiano anche operazioni di carico e scarico:
10) personale addetto al carico e scarico:
11) stallieri addetti al governo degli animali da trasporto;
12) sorveglianti che non partecipano direttamente al lavoro;
13) commessi di negozio nelle città (centri abitati) fino a 30.000 abitanti (in caso di contestazione sul numero degli abitanti si farà ricorso alla prima delle due cifre indicate nell'Annuario Generale del Touring Club Italiano):
14) personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi:
15) personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione e inumidimento:
16) addetti alle pompe stradali per la distribuzione della benzina (pompisti):
17) ogni altro personale addetto a lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia di cui alla tabella approvata con R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657 e successive modificazioni e aggiunte,
sarà stabilita nei contratti integrativi provinciali. Tale durata potrà essere graduata a seconda delle mansioni svolte.
L'orario di lavoro non potrà comunque superare le dieci ore giornaliere per i fanciulli fino a quindici anni compiuti e le undici ore giornaliere per le donne tra i quindici e i ventun anni compiuti.
Le mansioni ordinarie di ciascun lavoratore debbono essere svolte durante il normale orario di lavoro fissato dal presente contratto.
Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge è in facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d'opera straordinarie che non eccedano le due ore giornaliere e le dodici ore settimanali.
In caso di necessità è consentito di superare il limite di cui al precedente capoverso per un periodo non superiore a nove settimane consecutive, sempre che la media del lavoro straordinario in detto periodo non superi le dodici ore settimanali.
Le clausole contenute nel presente articolo hanno valore di accordo permanente tra le parti, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692 e dell'art. 9 del relativo regolamento.
Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la vigilanza delle aziende e degli impianti; la compilazione dell'inventario e del bilancio annuale.
Le ore di lavoro prestate nei giorni di riposo settimanale dovranno essere retribuite con la sola maggiorazione del 30% sulla paga oraria normale conglobata, fermo restando il diritto per il lavoratore al riposo compensativo.
Per le ferie verrà istituito presso le aziende apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente articolo 39 per il lavoro straordinario.
Il registro di cui al precedente capoverso può essere sostituito da altra idonea documentazione nelle aziende che abbiano la contabilità meccanizzala autorizzata.
Eccettuato il caso previsto dal precedente articolo 30, a tutti i lavoratori compresi nella sfera di applicazione del presente contratto, i quali osservino un orario di lavoro non inferiore alle 48 ore settimanali, sarà concessa una mezza giornata di congedo la settimana, a titolo di riposo settimanale supplementare, senza decurtazione della retribuzione e senza recupero.
Il datore di lavoro ha facoltà di distribuire i congedi ai propri dipendenti a turno, contemperando le richieste dei singoli con le esigenze dell'azienda, o di concentrarli in urrà unica mezza giornata per tutti i lavoratori: in entrambi i casi la scelta del giorno spetta al datore di lavoro.
Nel caso in cui, in conseguenza di nuove norme di legge o disposizioni aventi efficacia di legge, l'orario normale di lavoro di cui agli articoli 29 e 35 del presente contratto venisse ridotto, l'intero istituto dei congedi di cui al presente articolo verrà automaticamente a decadere.
Nell'evenienza di cui al precedente capoverso, la distribuzione del nuovo orario di lavoro sarà effettuata in modo tale da consentire ai singoli lavoratori di disporre di mezza giornata di tempo, libero nel corso della settimana.
Il lavoratore soggetto all'assicurazione deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro: quando l'assicurato abbia trascurato di ottemperare all'obbligo predetto e il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell'infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all'Inail, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in istituti sanitari o case di cura a carico dell'assicurazione obbligatoria TBC o dello Stato, delle province e dei comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a diciotto mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di dimissione dal sanatorio, per dichiarata guarigione, prima della scadenza di quattordici mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla conservazione del posto sussiste fino a quattro mesi successivi alla dimissione stessa.
Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l'inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito all'inidoneità stessa decide in via definitiva il direttore del Consorzio provinciale antitubercolare assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 10 della Legge 28 febbraio 1953. n. 86.
a) per un periodo massimo di sei settimane prima della data presunta del parto indicata nel certificato medico di gravidanza;
c) per un periodo massimo di otto settimane dopo il parto;
La lavoratrice madre che allatta direttamente il proprio bambino ha diritto, per il periodo di un anno dalla nascita, a due intervalli giornalieri di riposo di un'ora ciascuno, per provvedere all'allattamento; tali periodi sono indipendenti dalle normali interruzioni di cui al Titolo VI del presente contratto e comportano il diritto di uscire dall'azienda.
Ove il datore di lavoro abbia messo a disposizione la camera di allattamento o l'asilo nido ai sensi dell'art. 11 della Legge 26 agosto 1950, n. 860 i periodi di riposo di cui al precedente comma sono ridotti a mezz'ora ciascuno.
Il lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri di ufficio, di tenere un contegno rispettoso verso i superiori e cordiale verso i propri colleghi e dipendenti, di usare modi cortesi e deferenti col pubblico, di seguire una condotta strettamente conforme ai civici doveri.
Il lavoratore ha l'obbligo di conservare diligentemente le merci e i materiali […]; è altresì responsabile moralmente e materialmente della esecuzione delle mansioni affidategli […]
È vietato al personale ritornare nei locali dell'azienda e trattenersi oltre l'orario prescritto, salvo che per ragioni di servizio e con l'autorizzazione della ditta.
Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tal caso è in facoltà del datore di lavoro di richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro nella misura massima di un'ora al giorno.
Il personale ha altresì l'obbligo di rispettare ogni altra disposizione emanata dalla ditta per regolare il servizio interno, in quanto non contrasti con le norme del presente contratto e con le leggi vigenti, e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.
Fermo restando quanto previsto dal precedente articolo 51 per le assenze ingiustificate, e dal precedente articolo 110 per i ritardi, la inosservanza dei doveri da parte del personale comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all'entità delle mancanze e alle circostanze che le accompagnano:
1) biasimo inflitto verbalmente per le mancanze più lievi:
3) multa in misura non eccedente il 10% delle spettanze ragguagliate a mese:
Il licenziamento in tronco si applica altresì nel caso di infrazione alle norme di legge circa la sicurezza per la lavorazione, deposito, vendita e trasporto, qualora esistenti.
Le parti contraenti riconoscono le Commissioni interne quali organismi aventi il compito di intervenire presso il datore di lavoro per l'esatta applicazione, in costanza del rapporto di lavoro, dei contralti collettivi e delle leggi sul lavoro.
Le parti si danno alto che la disciplina collettiva dei rapporti di lavoro nella fase di formazione e di interpretazione, nonché le relative controversie, sono riservate alla contrattazione collettiva rientrante nella competenza delle Organizzazioni firmatarie del presente contratto.
Le Commissioni interne sono istituite nelle aziende che abbiano complessivamente più di trentacinque dipendenti.
Nelle aziende aventi complessivamente da venticinque a trentacinque dipendenti sarà eletto un Delegato aziendale, al quale verranno attribuiti gli stessi compiti delle Commissioni interne.
Tuttavia, nel caso in cui l'azienda abbia, nella medesima città o anche in città diverse, più di un punto di vendita, deposito o officina di assistenza e riparazioni, si procederà alla costituzione di una Commissione interna per ciascun punto di vendita, deposito o officina, sempreché ciascuno di essi abbia più di trentacinque dipendenti.
Analogamente, si procederà alla elezione di un Delegato aziendale per ogni punto di vendita, deposito o officina che abbia un numero di dipendenti da quindici a trentacinque.
I membri delle Commissioni interne e i Delegati aziendali sono soggetti alle comuni norme contrattuali e quindi devono osservare l'orario di lavoro comune a tutti i dipendenti.
L'attività delle Commissioni interne e dei Delegati aziendali dovrà svolgersi di norma fuori dell'orario normale di lavoro e comunque senza intralci al buon andamento dell'attività aziendale.
Ove possibile, le unità aziendali che abbiano almeno cinquanta dipendenti metteranno a disposizione della Commissione interna un locale nel quale, in ore da concordarsi con la Direzione dell'azienda, la Commissione medesima possa riunirsi.
La Direzione aziendale metterà a disposizione della Commissione interna in luogo non esposto al pubblico un albo permanente per l'affissione dei comunicati della Commissione stessa al personale dell'azienda.
Ferma restando la norma di cui al secondo comma del precedente art. 121, le controversie relative all'applicazione delle leggi sul lavoro e dei contratti di lavoro nelle aziende nelle quali non sia istituita la Commissione interna o non sia stato eletto il Delegato aziendale, nonché le controversie non risolte in sede aziendale dalle Commissioni interne e dai Delegati, e da questi segnalate, saranno demandate in via conciliativa alle Organizzazioni sindacali locali, le quali costituiranno apposita Commissione paritetica.
Per tutte le controversie individuali relative all'applicazione del presente contratto, dei contratti integrativi di cui al precedente art. 81 e di altri contratti e accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto, è prescritto il tentativo di conciliazione da esperirsi presso l'Associazione o Unione dei Commercianti competente per territorio, aderente alla Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo, con l'assistenza:
a) per i datori di lavoro, della stessa Associazione o Unione di commercianti;
6) per i prestatori d'opera, dell'organo sindacale locale di una delle Associazioni nazionali firmatarie del presente contratto, a cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito il mandato.
Nel caso in cui il tentativo di conciliazione sia promosso da un datore di lavoro, l'Associazione dei Commercianti ne darà comunicazione per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al prestatore d'opera, invitandolo a designare entro otto giorni l'organizza-zione sindacale di lavoratori che dovrà assisterlo.
Dalla data di ricevimento della lettera raccomandata prevista nei capoversi precedenti decorre il termine di cui al terzo comma del seguente articolo 141.
Ricevuta la segnalazione, l'Associazione dei commercianti provvede entro dieci giorni alla convocazione delle parti e dei rappresentanti sindacali, fissando il giorno e l'ora in cui sarà esperito il tentativo di conciliazione.
I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive associazioni. Copia del verbale sarà inviata dall'Associazione dei Commercianti all'Ufficio del Lavoro competente per territorio, per gli effetti dell'art. 12 della Legge 22 luglio 1961, n. 628, e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di lavoro da parte dei predetti Uffici. Le altre copie resteranno a disposizione delle parti interessate e delle rispettive organizzazioni sindacali.
Nel caso in cui il tentativo previsto dagli articoli precedenti abbia esito negativo, è prescritto un secondo tentativo da esperirsi presso l'Ufficio del Lavoro competente per territorio, con l'intervento dei rappresentanti delle stesse organizzazioni sindacali che hanno assistito le parti nel corso del primo esperimento.
I relativi verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque copie, devono recare le firme delle parti interessate, dei rappresentanti delle rispettive associazioni sindacali e del Direttore dell'Ufficio del Lavoro o di un suo delegato.
Le parti interessate potranno adire il magistrato solo dopo avere esperito con esito negativo anche il secondo tentativo di composizione; le parti sono tuttavia libere di iniziare l'eventuale azione giudiziaria qualora l'intera procedura di conciliazione non sia esaurita alla scadenza del termine di trenta giorni dalla denuncia della controversia all'Associazione territoriale dei commercianti.
In caso di mancato accordo in sede di stipulazione degli integrativi provinciali previsti dal presente contratto, le Organizzazioni locali redigeranno il relativo verbale e l'invieranno alla Commissione paritetica nazionale prevista dall'art. 81.
Le Organizzazioni interessate potranno richiedere l'intervento della Commissione Nazionale anche nel caso in cui le trattative per la stipulazione degli integrativi non abbiano avuto inizio entro trenta giorni dalla richiesta inoltrata con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
La Commissione Nazionale, che avrà sede presso la Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo, convoca entro quindici giorni i rappresentanti delle Organizzazioni periferiche interessate ed esperisce il tentativo di conciliazione.
In pendenza della procedura presso la Commissione Nazionale, le Organizzazioni sindacali interessate non potranno prendere alcun'altra iniziativa.
La Commissione Nazionale è altresì competente a esaminare ogni controversia di interpretazione o di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali.
I contratti provinciali integrativi del presente contratto dovranno disciplinare soltanto la materia espressamente demandata, nel contratto stesso, agli accordi locali, e precisamente:
1) diversa proporzione numerica fra aiuto-commessi e commessi (art. 9);
3) determinazione della durata dell'interruzione dell'orario giornaliero di lavoro (art. 32);
4) determinazione della durata dell'orario di lavoro per gli addetti a lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia (art. 35);
7) tariffe di cottimo (art. 84);
10) costituzione della Commissione paritetica prevista dall'articolo 126;
Le parti si danno atto che ogni altra clausola modificativa, sostitutiva o integrativa del presente contratto introdotta nei contratti e accordi integrativi locali non avrà efficacia giuridica alcuna e non potrà impegnare i singoli datori di lavoro e i singoli lavoratori alla relativa osservanza, a meno che le clausole stesse non siano approvate dalle associazioni sindacali nazionali firmatarie del presente contratto, con appositi accordi di ratifica, su concorde richiesta delle rispettive organizzazioni periferiche.

References: art. 24
 articolo 39
 articolo 30
 articolo 51
 articolo 110
 art. 121
 art. 81
 articolo 141