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Timestamp: 2019-12-07 09:14:40+00:00

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Art. 1357 codice civile - Atti di disposizione in pendenza della condizione - Brocardi.it
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Articolo 1357 Codice civile
Atti di disposizione in pendenza della condizione
Dispositivo dell'art. 1357 Codice civile
Chi ha un diritto subordinato a condizione sospensiva o risolutiva può disporne in pendenza di questa; ma gli effetti di ogni atto di disposizione sono subordinati alla stessa condizione [1361, 2852] (1).
(1) Pertanto, ad esempio, Tizio acquista un bene sotto condizione sospensiva e lo concede in locazione a Caio: l'acquisto di Caio produce effetti solo se, e quando, la condizione cui è subordinato l'acquisto di Tizio si avvera.
La possibilità di trasferire un diritto condizionato è volta ad agevolare i traffici giuridici; essa, tuttavia, rimane subordinata all'effettivo maturare del diritto, atteso che nessuno può disporre di più di quanto sia titolare.
“ Quod pendet, non est pro eo, quasi sit ”
Una condizione che sia ancora pendente, non è considerata come se si fosse già realizzata
209 La differenza tra le due condizioni non vale a limitare il potere di disporre del diritto condizionato; ma, poiché ciascuno non può trasferire un diritto maggiore di quello che ha, chiaro è che gli egli di ogni atto di disposizione di quel diritto sono subordinati alla stessa condizione a cui il diritto soggiace (art. 227).
Massime relative all'art. 1357 Codice civile
Cass. pen. n. 5/1996
L'esistenza di cause di incompatibilità, non incidendo sui requisiti di capacità del giudice, non determina la nullità del provvedimento adottato dal giudice ritenuto incompatibile, ma costituisce esclusivamente motivo di ricusazione, da far valere con la specifica procedura prevista dal codice di rito; né ha incidenza sulla capacità del giudice la violazione del dovere di astensione, che non è causa, pertanto, di nullità generale ed assoluta ai sensi dell'art. 178, lett. a), c.p.p., ma costituisce anch'essa esclusivamente motivo, per la parte, di ricusazione del giudice non astenutosi. (Nell'affermare detto principio la Corte ha precisato che il difetto di capacità del giudice di cui all'art. 178, lett. a), c.p.p., deve essere inteso quale mancanza dei requisiti occorrenti per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali e non anche come difetto delle condizioni specifiche per l'esercizio di tali funzioni in un determinato procedimento).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 5 del 8 maggio 1996)
Cass. civ. n. 6035/1995
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6035 del 29 maggio 1995)
Cass. civ. n. 6498/1991
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6498 del 7 giugno 1991)

References: Articolo 1357

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Cass. 
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