Source: http://www.appaltiinlinea.it/normativa_appalti/Direttiva_CEE_35_2000.htm
Timestamp: 2019-06-16 21:12:44+00:00

Document:
Direttiva CEE 35/2000 Lotta ai ritardati pagamenti
DIRETTIVA 2000/35/ CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO DEL 29 GIUGNO 2000
(GUCE n. L 200 del 08/08/2000 pagg. 0035 ï¿½ 0038)
- visto il trattato che istituisce la Comunitï¿½ europea, in particolare l'articolo 95,
- vista la proposta della Commissione,
- visto il parere del Comitato economico e sociale
- visto il progetto comune approvato al comitato di conciliazione il 4 maggio 2000,
- Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione sul programma integrato a favore delle P I e dell'artigianato ha sottolineato che la Commissione dovrebbe presentare proposte relative al problema dei ritardi nel pagamento.
- Il 12 maggio 1995 la Commissione ha adottato una raccomandazione riguardante i termini di pagamento nelle transazioni commerciali.
- Nella sua risoluzione sulla raccomandazione della Commissione riguardante i termini di pagamento nelle transazioni commerciali, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a considerare la possibilitï¿½ di trasformare la sua raccomandazione in una proposta di direttiva del Consiglio, da presentare quanto prima.
- Il 29 maggio 1997 il Comitato economico e sociale ha adottato un parere sul Libro verde della Commissione intitolato "Gli appalti pubblici nell'Unione europea ï¿½ spunti i riflessione per il futuro".
- Il 4 giugno 1997 la Commissione ha pubblicato un Piano d'azione per il mercato unico, nel quale si dava risalto al fatto che i ritardi di pagamento rappresentano un intralcio sempre piï¿½ grave per il successo del mercato unico.
- Il 17 luglio 1997 la Commissione ha pubblicato una comunicazione intitolata "Relazione sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali" nella quale si riassumono i risultati di una valutazione degli effetti prodotti dalla raccomandazione della Commissione del 12 maggio 1995.
- I periodi di pagamento eccessivi e i ritardi di pagamento impongono pesanti oneri amministrativi e finanziari alle imprese, e in particolare a quelle i piccole e medie dimensioni. Inoltre tali problemi costituiscono una tra le principali cause d 'insolvenza e determinano la perdita di numerosi posti i lavoro.
- In alcuni Stati membri i termini contrattuali di pagamento differiscono notevolmente alla media comunitaria.
- Le differenze tra le norme in tema di pagamento e le prassi seguite negli Stati membri costituiscono un ostacolo al buon funzionamento del mercato interno.
- Tale situazione limita notevolmente le transazioni commerciali tra gli Stati membri, ciï¿½ contrasta con l'articolo 14 del trattato, secondo il quale gli operatori economici dovrebbero essere in grado di svolgere le proprie attivitï¿½ in tutto il mercato interno in condizioni che garantiscano che le operazioni transfrontaliere non comportino rischi maggiori di quelle interne. L'applicazione di norme sostanzialmente diverse dalle operazioni interne e da quelle transfrontaliere comporterebbe la creazione di distorsioni della concorrenza.
- Stando alle statistiche piï¿½ recenti in molti Stati membri, nel migliore dei casi, non si ï¿½ avuto alcun miglioramento nella situazione dei ritardi di pagamento dopo la raccomandazione del 12 maggio 1995.
- L'obiettivo della lotta contro i ritardi di pagamento nel mercato interno non puï¿½ essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri separatamente e puï¿½ pertanto essere meglio realizzato a livello comunitario. La presente direttiva non va al di lï¿½ di quanto necessario per raggiungere l'obiettivo auspicato. La presente direttiva ï¿½ quindi integralmente conforme ai principi di sussidiarietï¿½ e di proporzionalitï¿½ enunciati all'articolo 5 del trattato.
- La presente direttiva dovrebbe essere limitata ai pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo per una transazione commerciale e non disciplina i contratti con consumatori, gli interessi relativi ad altri pagamenti, ad esempio pagamenti a norma di legge per assegni o titoli di credito o pagamenti effettuati a titolo risarcimento danni ivi compresi i pagamenti effettuati da un assicuratore.
- Il fatto che le professioni liberali ricadano nell'ambito di applicazione della presente direttiva non comporta per gli Stati membri l'obbligo di trattarle come imprese o attivitï¿½ commerciali per fini diversi da quelli della presente direttiva.
- La presente direttiva si limita a definire l'espressione "titolo esecutivo", ma non disciplina le varie procedure per l'esecuzione forzata di un siffatto titolo, nï¿½ le condizioni in presenza delle quali puï¿½ essere disposta la sospensione dell'esecuzione ovvero puï¿½ essere dichiarata l'estinzione del relativo procedimento.
- I ritardi di pagamento costituiscono una violazione contrattuale resa finanziariamente attraente per i debitori nella maggior parte degli Stati membri per i bassi livelli dei tassi degli interessi di mora e/o alla lentezza delle procedure di recupero. Occorre modificare decisamente questa situazione anche con un risarcimento dei creditori, per invertire tale tendenza e per far sï¿½ che un ritardo di pagamento abbia conseguenze dissuasive.
- Il risarcimento ragionevole delle spese di recupero deve essere preso in considerazione fatte salve le disposizioni nazionali, in base alle quali il giudice nazionale puï¿½ concedere al creditore eventuali risarcimenti aggiuntivi per i danni causati dal ritardo di pagamento da parte del debitore, tenendo inoltre conto del fatto che queste spese sostenute possono giï¿½ essere state compensate dagli interessi relativi al ritardato pagamento.
- La presente direttiva tiene conto del problema dei lunghi termini contrattuali di pagamento, segnatamente l'esistenza di talune categorie di contratti per i quali puï¿½ essere giustificato un periodo piï¿½ lungo per il pagamento, se ad esso si accompagna una restrizione della libertï¿½ contrattuale o un tasso d'interesse piï¿½ elevato.
- La presente direttiva dovrebbe proibire l'abuso della libertï¿½ contrattuale in danno del creditore. Nel caso in cui un accordo abbia principalmente l'obiettivo di procurare al debitore liquiditï¿½ aggiuntiva a spese del creditore, o nel caso in cui l'appaltatore principale imponga ai propri fornitori o subappaltatori termini di pagamento ingiustificati rispetto ai termini i pagamento ad esso concessi, si puï¿½ ritenere che questi elementi configurino un siffatto abuso. La presente direttiva non incide sulle disposizioni nazionali relative alle modalitï¿½ di conclusione dei contratti o che disciplinano la validitï¿½ delle clausole contrattuali abusive nei confronti del debitore.
- Le conseguenze del pagamento tardivo possono risultare dissuasive soltanto se accompagnate a procedure di recupero rapide e efficaci per il creditore. Conformemente al principio di non discriminazione di cui all'articolo 12 del trattato, tali procedure dovrebbero essere a disposizione di tutti i creditori stabiliti nella Comunitï¿½ europea.
- ï¿½ auspicabile garantire che i creditori siano in posizione tale a poter esercitare la riserva di proprietï¿½ su base non discriminatoria in tutta la Comunitï¿½, se la clausola della riserva di proprietï¿½ ï¿½ valida ai sensi delle disposizioni nazionali applicabili secondo il diritto internazionale privato.
- La presente direttiva disciplina tutte le transazioni commerciali a prescindere al fatto che esse siano effettuate tra imprese pubbliche o private o tra imprese e autoritï¿½ pubbliche, tenendo conto del fatto che a queste ultime fa capo un volume considerevole di pagamenti alle imprese. Essa pertanto dovrebbe disciplinare anche tutte le transazioni commerciali tra gli appaltatori principali e i loro fornitori e subappaltatori.
- L'articolo 5 della presente direttiva prevede che la procedura i recupero dei crediti non contestati sia conclusa a breve termine, in conformitï¿½ delle disposizioni legislative nazionali, ma non impone agli Stati membri di adottare una procedura specifica o i apportare specifiche modifiche alle procedure giuridiche in vigore,
Art. 1 Ambito d' applicazione
La presente direttiva si applica a ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale.
"pubblica amministrazione": qualsiasi amministrazione o ente, quali definiti alle direttive sugli appalti pubblici [92/ 50/CEE, 93/36/CEE, 93/37/CEE, inclusa 93/38/CEE;
"impresa": ogni soggetto esercente un'attivitï¿½ economica organizzata o una libera professione, anche se svolta da una sola persona;
3) "riserva di proprietï¿½": l'accordo in base al quale il venditore rimane proprietario delle merci fino al completo pagamento del prezzo;
5) "titolo esecutivo": ogni decisione, sentenza o ordine di pagamento, sia immediato che rateale, pronunciati da un tribunale o da altra autoritï¿½ competente, che consenta al creditore di ottenere, mediante esecuzione forzata, il soddisfacimento della propria pretesa nei confronti del debitore; esso comprende le decisioni, le sentenze o ordini di pagamento provvisori che restano esecutivi anche se il debitore abbia proposto impugnazione.
Art. 3 Interessi in caso di ritardo di pagamento
a) gli interessi di cui alla lettera b) cominciano a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza o dalla fine del periodo di pagamento stabiliti nel contratto;
- trascorsi 30 giorni dal ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta equivalente i pagamento, o
- se non vi ï¿½ certezza sulla data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente d pagamento, trascorsi 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o alla data i prestazione dei servizi, o
- se la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento ï¿½ anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi, trascorsi 30 giorni dal ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, o
- se la legge o il contratto prevedono una procedura di accettazione o di verifica, diretta a accertare la conformitï¿½ delle merci o dei servizi al contratto, e se il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento anteriormente o dalla stessa data dell'accettazione o della verifica, trascorsi 30 giorni, a quest'ultima data;
- ha adempiuto agli obblighi contrattuali e di legge; e
- non ha ricevuto nei termini l'importo dovuto, a meno che il ritardo non sia imputabile al debitore;
d) il livello degli interessi di mora ("tasso legale") a carico del debitore ï¿½ pari al tasso d'interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua piï¿½ recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione ("tasso di riferimento"), maggiorato di almeno 7 punti percentuali ("margine"), salvo altrimenti disposto dal contratto. Per gli Stati membri che non partecipano alla terza fase dell'Unione economica e monetaria, il tasso di riferimento ï¿½ costituito dal tasso equivalente fissato dalle rispettive banche centrali. In entrambi i casi il tasso di riferimento in vigore il primo giorno lavorativo della Banca Centrale del semestre in questione si applica per i successivi sei mesi;
e) a meno che il debitore non sia responsabile del ritardo, il creditore ha il dritto di esigere dal debitore un risarcimento ragionevole per tutti i costi i recupero sostenuti a causa del ritardo di pagamento del debitore. Questi costi di recupero devono rispettare i principi della trasparenza e della proporzionalitï¿½ per quanto riguarda il debito in questione. Gli Stati membri possono, nel rispetto dei suddetti principi, fissare un importo massimo per quanto riguarda i costi di recupero per vari livelli di debito.
2. Per talune categorie i contratti che saranno definite dal legislatore nazionale, gli Stati membri possono elevare fino a 60 giorni il periodo alla cui scadenza sono dovuti gli interessi, qualora essi rendano inderogabile per le parti del contratto tale termine o stabiliscano un tasso d'interesse inderogabile, sensibilmente superiore al tasso legale.
3. Gli Stati membri dispongono che un accordo sulla data del pagamento o sulle conseguenze del ritardo di pagamento che non sia conforme alle disposizioni di cui ai paragrafi 1, lettere a b) a ), e 2 non possa essere fatto valere e non dia diritto ad un risarcimento del danno, se, considerate tutte le circostanze del caso, ivi compresa la corretta prassi commerciale e la natura del prodotto, risulti gravemente iniquo nei confronti del creditore. Per determinare se un accordo ï¿½ gravemente iniquo per il creditore, si terrï¿½ conto interdalia se il debitore ha qualche motivo oggettivo per ignorare le disposizioni dei paragrafi 1, lettere a b) a ), e 2. Ove si accerti che tale accordo ï¿½ gravemente iniquo, si applicano i termini legali, a meno che il giudice nazionale non riporti il contratto a equitï¿½.
4. Gli Stati membri assicurano che, nell'interesse dei creditori e dei concorrenti, esistano mezzi efficaci e idonei per impedire il continuo ricorso a condizioni gravemente inique nel senso di cui al paragrafo 3.
5. I mezzi di cui al paragrafo 4 sono tra l'altro disposizioni che consentono a organizzazioni titolari di un riconoscimento ufficiale di legittimo interesse a rappresentare piccole e medie imprese, possono agire a norma della legislazione nazionale dinanzi ai tribunali o ad organi amministrativi competenti per decidere se le condizioni contrattuali stabilite per uso generale sono gravemente inique ai sensi del paragrafo 3, in modo che possano ricorrere a mezzi appropriati e efficaci per impedire che si continui a ricorrere a tali condizioni.
Art. 4 Riserva di proprietï¿½
1. Gli Stati membri provvedono in conformitï¿½ con le disposizioni nazionali applicabili secondo il diritto internazionale privato affinchï¿½ il venditore conservi il diritto di proprietï¿½ sui beni fintanto che essi non siano stati pagati totalmente, qualora sia stata esplicitamente concordata una clausola di riserva di proprietï¿½ tra l'acquirente e il venditore prima della consegna dei beni.
2. Gli Stati membri possono adottare o mantenere disposizioni relative ad anticipi giï¿½ versati al debitore.
Art. 5 Procedure di recupero di crediti non contestati
1. Gli Stati membri assicurano che un titolo esecutivo possa essere ottenuto, indipendentemente all'importo del debito, di norma entro 90 giorni di calendario dalla data in cui il creditore ha presentato un ricorso o ha proposto una domanda dinanzi al giudice o altra autoritï¿½ competente, ove non siano contestati il debito o gli aspetti procedurali. Gli Stati membri assolvono a tale obbligo secondo le rispettive disposizioni legislative, regolamentari e amministrative.
2. Le rispettive disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali si applicano alle stesse condizioni a tutti i creditori stabiliti nella Comunitï¿½ europea.
3. Il periodo i 90 giorni di calendario di cui al paragrafo 1 non include:
4. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni della convenzione di Bruxelles concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
Art. 6 Recepimento
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente all'8 agosto 2002. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalitï¿½ del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri possono lasciare in vigore o emanare norme che siano piï¿½ favorevoli al creditore di quelle necessarie per conformarsi alla presente direttiva.
c) richieste di interessi inferiori a 5 EURO.
4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative, regolamentari o amministrative adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
5. La Commissione, due anni dopo l'8 agosto 2002, effettua un riesame, tra l'altro, del tasso dell'interesse legale, dei termini contrattuali e dei ritardi i pagamento per valutarne l'impatto sulle transazioni commerciali e sul funzionamento pratico della normativa. I risultati di questo riesame e degli altri sono resi noti al Parlamento europeo e al Consiglio, corredati, se del caso, delle sue proposte i miglioramento della presente direttiva.
La presente direttiva entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunitï¿½ europee.
Art. 8 Destinatari

References: Art. 1
 sentenza 

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8