Source: http://www.cipm.it/statuto/
Timestamp: 2017-10-22 21:05:25+00:00

Document:
Statuto | cipm
“CENTRO ITALIANO PER LA PROMOZIONE DELLA MEDIAZIONE”
Associazione per la Gestione Pacifica dei Conflitti(O.N.L.U.S.)
È costituita l’Associazione denominata “Centro Italiano per la Promozione della Mediazione. Associazione per la Gestione Pacifica dei Conflitti.” Associazione senza scopo di lucro (O.N.L.U.S).in breve denominabile anche come “CIPM ONLUS”, regolata dalla normativa di cui al Codice Civile, dal D.Lgs. n. 460 del 4 dicembre 1997, nonché dal presente Statuto. Avrà sede legale in via Correggio, 1 – Milano –
L’Associazione Onlus è regolata dalla normativa di cui al Codice Civile e dal presente Statuto, non ha fini di lucro, si propone di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale e di arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione di condizioni psichiche, economiche e famigliari, e gli eventuali utili devono essere destinati alla realizzazione delle finalità istituzionali di cui all’art. 3.
L’ Associazione svolgerà la propria attività per la durata di anni 50 anni e fino al 31/12/ 2061. Trascorso tale termine l’Assemblea straordinaria dei soci potrà, tuttavia, prorogare la durata.
L’Associazione non ha carattere confessionale, né politico, essa si propone di:
a. Promuovere la gestione dei conflitti attraverso la mediazione.
b. Coordinare e patrocinare enti professionali per la formazione di mediatori.
c. Favorire la costituzione di sedi decentrate sul territorio nazionale per la promozione dell’Oggetto dell’Associazione.
d. Associarsi alle relative iniziative, partecipare o promuovere momenti e consessi di riflessione concernenti le diverse problematiche connesse all’Oggetto dell’Associazione.
e. Sviluppare la progettualità, l’organizzazione e la gestione di servizi ed esperienze di mediazione civile, familiare, interculturale, internazionale, penale , scolastica, sociale ,
utilizzando figure professionali diverse ed integrate tra loro quali avvocati, assistenti sociali, criminologi, educatori, psicologi, psichiatri.
f. Sviluppare la progettualità , l’organizzazione e la gestione di servizi ed esperienze in una prospettiva di integrazione con i servizi di cui al punto precedente, con riferimento in
particolare ai seguenti servizi: psicotraumatologici- di sostegno rivolti alle vittime di reato- di trattamento rivolti ad autori di reato- di sostegno psicologico rivolto a soggetti coinvolti in situazioni conflittuali- di psicoterapia e di psicodiagnostica-di auto-aiuto per le famiglie- consultori e centri familiari- centri diurni-servizi o attività di gruppo finalizzati a rispondere alla domanda di cura da parte di persone che presentano un disagio o una sofferenza non sempre trattabili adeguatamente con le attuali strategie pubbliche sanitarie, in particolare finalizzati alla cura dei disturbi di personalità, delle diverse forme di devianza, della depressione, disturbi del comportamento alimentare, alcolismo, tossicomania- servizi rivolti a persone svantaggiate- progetti socio-educativi individualizzati
g. Promuovere la ricerca in ambito clinico, criminologico, giuridico, sociale, con particolare riferimento ai seguenti temi: mediazione, difesa sociale, prevenzione della recidiva.
h Promuovere attività di diffusione e sensibilizzazione relativa all’oggetto associativo , tramite dibattiti, convegni, seminari, produzioni e proiezioni cinematografiche e audiovisive, corsi finalizzati alla divulgazione di una cultura della mediazione nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle strutture predisposte, viaggi e performances artistico-musicali e quant’altro necessario per raggiungere gli scopi associativi.
i. Editare, produrre, vendere: stampati, libri, riviste, periodici d’interesse culturale, scientifico, artistico, nonché gli atti dei convegni e dei seminari organizzati; fornire, nel rispetto delle priorità istituzionali, attività di consulenza e formazione in favore di enti pubblici e privati, nazionali ed internazionali, curando uffici stampa, servizi logistici e rapporti editoriali e pubblicitari, sia interni che esterni, direttamente o incaricando professionisti dei vari settori, nell’ambito degli scopi dell’Associazione.
j. Promuovere attività di formazione socio-educativa, psicologica, criminologica degli operatori, organizzando corsi di orientamento e qualificazione nell’ambito della mediazione, della gestione di situazioni stressanti, della gestione della collera, della comunicazione e delle abilità sociali, anche con contributi della Unione Europea e degli altri enti pubblici nazionali.
k. Stabilire rapporti di collaborazione, affiliazione, con Enti, Istituti di ricerca, Ministeri, organi di Governo, UE, ONU, e con tutte le consimili associazioni, fondazioni, gruppi etc. operanti in sintonia con l’Oggetto dell’Associazione.
l. Partecipare a gare di appalto e compiere le azioni necessarie per l’acquisizione e l’erogazione dei servizi stessi a favore di utenti di servizi pubblici e privati.
m Compiere ogni altra attività connessa agli scopi sociali anche se non espressamente prevista avendo l’elencazione che precede carattere puramente esemplificativo.
L’Associazione potrà dare la sua collaborazione ad altri enti per lo sviluppo di iniziative che si inquadrino nei suoi fini; può aderire, con delibera da adottarsi dall’Assemblea generale, ad altre Associazioni od Enti quando ciò torni utile al conseguimento dei fini sociali. Essa dovrà tuttavia mantenere sempre la più completa indipendenza nei confronti degli Organi di Governo, delle Aziende pubbliche e private, delle Organizzazioni sindacali.
L’ Associazione è aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividano lo spirito e gli ideali.
L’adesione all’Associazione è volontaria ed avviene secondo le modalità di cui al successivo art. 5. I soci si dividono in:
3) soci onorari o benemeriti, si considerano tali coloro che vengono insigniti di tale qualifica, per volontà dell’Assemblea, perché hanno contribuito in maniera determinante con la loro
opera o il loro sostegno ideale od economico alla vita dell’Associazione;
L’ammissione a socio è subordinata alla presentazione di apposita domanda scritta da parte degli interessati. Sulle domande di ammissione si pronuncia l’Assemblea dei soci su proposta del Consiglio Direttivo, le eventuali reiezioni debbono essere motivate.
Il recesso da parte dei soci deve essere comunicato in forma scritta all’Associazione almeno tre mesi prima dello scadere dell’anno in corso (vedi art. 24 c.c.).
5) (per altro grave motivo, vedi art. 24 c.c.).
Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate (vedi art.24 c.c.).
1) a partecipare effettivamente alla vita dell’Associazione;
4) a prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’Associazione con possibilità di ottenerne copia;
2) elegge i componenti del Consiglio direttivo, del Collegio dei revisori;
Sia l’Assemblea ordinaria che quella straordinaria sono presiedute dal Presidente o in sua assenza dal Vice-presidente e, in assenza di entrambi dal componente del Consiglio direttivo più anziano di età.
Le convocazioni sono effettuate mediante avviso scritto da recapitarsi ai soci almeno 7 giorni
(ridotti a 3 giorni in caso di convocazione urgente) prima della data della riunione contenente ordine del giorno, luogo, data e orario della prima e della eventuale seconda convocazione, che non può essere fissata prima che siano trascorse 24 ore) dalla prima convocazione, o in alternativa mediante analogo avviso da affiggersi all’albo della sede sociale almeno trenta giorni prima della data dell’Assemblea.
In seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti. (vedi art. 211 c.c.).
Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando siano approvate dalla maggioranza dei presenti, eccezion fatta per le deliberazioni riguardanti la modifica dell’atto costitutivo e dello statuto, per le quali è necessaria la presenza di almeno tre quarti dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti, e per la deliberazione riguardante lo scioglimento dell’Associazione e la relativa devoluzione del patrimonio residuo, per la quale è necessaria la presenza dei tre quarti e il voto favorevole di tutti i presenti (vedi art. 21 c.c.). Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto (vedi art. 211 c.c.).
Le delibere assembleari devono essere pubblicate mediante affissione all’albo della sede.
Il Consiglio direttivo è l’organo di amministrazione e di direzione dell’Associazione, ne fanno parte di diritto il Presidente, il Vice-Presidente ed il Segretario-economo.
Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più dei componenti il Consiglio direttivo decadano dall’incarico, il Consiglio medesimo può provvedere alla loro sostituzione nominando i primi tra i non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nell’ impossibilità di attuare detta modalità o nel caso in cui decada oltre la metà dei membri del Consiglio, l’Assemblea deve provvedere alla nomina di un nuovo Consiglio direttivo.
Il Consiglio direttivo è convocato di regola almeno una volta all’anno e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno o almeno qualora la maggioranza dei consiglieri ne facciano richiesta. Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti: in caso di parità prevale il voto del Presidente.
Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto, da recapitarsi almeno 3 giorni prima della data della riunione, contenente ordine del giorno, luogo, data ed orario della seduta. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri del Consiglio direttivo.
In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vice-presidente o, in assenza , al membro del Consiglio più anziano d’età.
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio direttivo e, in caso d’urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva, che egli dovrà contestualmente convocare. Il presidente dura in carica 5 anni.
2) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;
3) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio direttivo;
4) il libro giornale della contabilità sociale;
5) il libro dell’inventario;
6) eventuali altri libri e/o registi obbligatori o necessari al buon funzionamento dell’Associazione. Tali libri, prima di essere posti in essere, devono numerati, timbrati e firmati dal Presidente e dal Segretario-economo in ogni pagina.
Eventuali compensi da corrispondere agli amministratori ed ai revisori sono determinati dall’Assemblea dei soci.
E’ vietata la distribuzione, diretta o indiretta degli utili, avanzi di gestione, fondi e riserve a favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori.
L’Associazione deve impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle proprie attività istituzionali o per incremento del patrimonio.
I bilanci devono restare depositati presso la sede dell’Associazione i 7 giorni che precedono l’Assemblea, convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti i soci.
Un regolamento interno può essere predisposto dal Consiglio Direttivo, che provvederà a sottoporlo all’approvazione dell’Assemblea dei Soci.

References: art. 5
 art. 24
 art. 24
 art.24
 art. 211
 art. 21
 art. 211