Source: http://optimistan.it/statuto-dellassociazione/
Timestamp: 2017-08-17 19:21:02+00:00

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» Statuto dell’Associazione
LEGA DEGLI OTTIMISTI D’ ITALIA
” Preferisco vivere da ottimista e sbagliarmi che vivere da pessimista e avere sempre ragione” Jean-Michel Guenassia
….abbiamo uno spirito e non una dottrina. Questo spirito è uno spirito di solidarietà, di giustizia, di libertà, di rispetto per gli esseri umani Per diverse che siano le nostre convinzioni, per dissimili che siano i nostri contesti, abbiamo tutti questa convinzione comune che è per l’uomo un dovere positivo di votarsi ed agire; riteniamo pertanto che tutte le forme di vita non sono equivalenti; combattiamo il nichilismo morale, qualunque sia il nome che porta; crediamo nella necessità, nell’efficacia dello sforzo… Crediamo che, nella nostra società frantumata, le divisioni siano più apparenti e meno irremovibili di quello che appaiono, e in una comune ricerca della pace sociale e dell’unità nazionale, si possano incontrare persone di buona fede , libere da ogni settarismo e spirito di partito …
Il fatto di aderire al nostro incontro non significa altro che il riconoscimento di questi principi e di consenso per il programma. Ognuno, sotto la sua esclusiva responsabilità, continua ad agire nel proprio ambiente, ma con uno zelo aumentato dal senso di cooperazione … ” André Maurois in “Lyautey”
” Lega degli Ottimisti d’ Italia” siglabile L.O.I. o anche LOI, di seguito definita l'”Associazione”.
L’Associazione assume la figura giuridica dell’associazione non riconosciuta a norma dell’art. 36 e seguenti del codice civile.
La sede legale è nel Comune di Torino.
Il trasferimento della sede nell’ambito dello stesso Comune non comporta la modifica dell’atto costitutivo. L’apertura e la variazione di unità locali distaccate dell’associazione può essere deliberata dal Consiglio Direttivo.
La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato e la stessa potrà essere sciolta con delibera dell’assemblea straordinaria degli associati.
II Scopi – Ambiti di Operatività e Attività
ART. 3 – Scopi e ambiti di operatività
L’Associazione non ha scopo di lucro, è apolitica ed aconfessionale.
Essa si propone di sviluppare una visione ottimista dell’avvenire conciliando l’umanesimo e le sue applicazioni pratiche nelle sfide quotidiane della società.
a) di partecipare all’elevazione dello stato di coscienza e di promuovere l’evoluzione delle mentalità degli abitanti dell’Italia verso un maggior ottimismo e di rafforzare l’entusiasmo, il buon umore e il pensiero positivo, l’audacia e lo spirito d’impresa, il rispetto, l’umiltà così come l’accordo tra i cittadini e nelle comunità;
b) di rendere i cittadini più consapevoli che quello che vivono in Italia costituisce un notevole privilegio e di favorire lo spirito d’apertura verso l’Europa ed il Mondo;
c) di mostrare particolare attenzione verso i deboli, i più bisognosi di ottimismo, affinché la positività non sia circoscritta ad una parte ristretta della popolazione, ma prenda forza dalla sua globalità.
L’Associazione non è un forum politico e non entrerà in tale dibattito.
In relazione agli scopi di cui sopra, l’Associazione può svolgere altresì le seguenti attività:
– effettuare inchieste e sondaggi di opinione;
– curare la pubblicazione di riviste, libri, opuscoli e cataloghi, sia in forma tradizionale che elettronica;
– intrattenere rapporti e scambi con altre associazioni sia italiane sia straniere che perseguono scopi similari;
– svolgere qualunque altra attività purché direttamente connessa al raggiungimento delle finalità statutarie o comunque ausiliaria, connessa, strumentale, affine, complementare.
Per la realizzazione delle finalità statutarie l’Associazione, con decisione del Consiglio Direttivo che deve essere ratificata dall’Assemblea Ordinaria dei soci, può costituire, aderire e partecipare ad altre istituzioni, enti e società aventi oggetto e finalità analoghe o connesse alle proprie, può attuare convenzioni con gli Enti Locali, con la Regione, con lo Stato, con l’Unione Europea, nonché con Enti Pubblici e Privati, può compiere qualsiasi operazione finanziaria (non nei confronti del pubblico) mobiliare e immobiliare, può accedere a fonti di finanziamento locali, regionali, nazionali e comunitarie.
Il coordinamento di singole attività o progetti o dell’Associazione potrà es­sere di volta in volta delegato a Soci respon­sabili (Delegati), individuati dal Consiglio Direttivo, sulla ba­se di specifici interessi ed idoneità.
III Associati
Art. 4 – Associati – Impegno morale degli associati
Il numero degli associati è illimitato. Possono acquistare la qualità di associati, tutti coloro, persone fisiche, giuridiche o enti, che condividono gli scopi perseguiti dall’Associazione e la cui domanda di ammissione, redatta in forma scritta, venga accettata dal Consiglio Direttivo.
Ogni soggetto, pertanto, qualunque sia la sua nazionalità e non importa il luogo dove risiede, convinzioni religiose e filosofiche, l’etnia di appartenenza, la lingua che parla o la fragilità congenita o acquisita o il suo vissuto può essere membro, a condizione che aderisca allo spirito dell’Associazione.
Convinti che il pensiero è realtà creativa, gli associati combatteranno la rassegnazione, la tristezza e le idee negative. Diffonderanno le buone notizie con tutti i mezzi e i talenti a loro disposizione.
All’atto di ammissione, il Socio dovrà versare la quota associativa che sarà an­nualmente stabilita dal Consiglio Direttivo.
Gli associati in regola con le quote associative partecipano alle inizia­tive ed alle attività dell’Associazione e all’Assemblea con dirit­to di voto, se maggiorenni. Coloro che non saranno economicamente in grado di versare la quota associativa, ma esprimeranno il desiderio di associarsi, saranno sostenuti dall’associazione stessa, in perfetta coerenza con lo spirito di ottimismo che si vuole promuovere.
Gli associati non hanno diritti sul patrimonio dell’Associazione.
Le organizzazioni pubbliche e/o private sono rappresentate all’interno dell’associazione nella persona di un loro rappresentante.
Tutti gli associati, periodicamente, sono informati riguardo le attività dell’Associazione tramite e-mail, pubblicazione sul sito web istituzionale e per affissione nella bacheca della sede.
Per diventare Soci ordinari occorre fare domanda al Consiglio diret­tivo, il quale delibera sull’ammissione o meno entro 30 giorni dal loro ricevimento. In assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto, s’intende che essa è stata respinta. In caso di diniego espresso, il Consiglio direttivo non è tenuto ad esplicitarne la motivazione. La domanda d’ammissione deve contenere l’accettazione delle norme del presente statuto e di tutte le sue eventuali modifiche, nonché l’obbligo di osservare le deliberazioni fatte dagli organi sociali in base allo Statuto.
Soci sostenitori sono coloro i quali, condividendo lo spirito e le aspirazioni dell’Associazione, decidono di contribuire in forma liberale al conseguimento degli scopi sociali, con una quota sociale maggiorata, il cui importo minimo è fissato di anno in anno.
I Soci onorari sono coloro che, avendo particolari benemerenze so­ciali, umanitarie o nel settore specifico delle attività dell’Associazione, sono cooptati dal Consiglio Direttivo e sono esonerati dal versamento della quota associativa.
Ad essi si aggiungono i cosiddetti “Simpatizzanti” i quali – pur non aderendo formalmente quali Soci – intendono dare comunque un loro contributo all’Associazione ed essere informati delle attività poste in essere.
L’accoglimento di un nuovo associato richiede l’accordo unanime del consiglio di amministrazione.
Art. 6 – Perdita della qualità di associato
La qualifica di associato può decadere per i seguenti motivi:
c) per esclusione per l’inottemperanza alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni, alle deliberazioni degli organi asso­ciativi ovvero quando, in qualunque altro modo, il Socio arrechi danni morali o materiali all’associazione;
d) quando non si sia in regola con la quota associativa almeno trenta giorni prima dell’Assemblea annuale.
La decadenza di cui ai punti c) e d) del presente articolo è deliberata a maggioranza semplice dal Consiglio Direttivo. L’associato può ricorrere all’assemblea ordinaria dei soci, che decide nella sua prima riunione, inappellabilmente, a semplice maggioranza.
Gli associati receduti, esclusi o decaduti non hanno in nessun caso diritto alla restituzione, nemmeno parziale, della quota associativa.
Art 7 – Quote sociali
L’importo delle quote sociali, per ogni differente categoria di soci, è determinato annualmente dal Consiglio Direttivo che può stabilire importi diversi, riduzioni e dispense in circostanze particolari. L’ammontare delle quote annuali è però identico per i membri di una stessa categoria.
Il Consiglio Direttivo potrà stabilire, altresì, una quota unica per l’eterno ottimista, ordinario o sostenitore, persona fisica o giuridica.
Le quote sociali dovranno essere versate entro il 31 marzo di ogni anno, salvo deroghe specificatamente concesse dal Consiglio Direttivo, caso per caso, pena la decadenza dalla qualifica di Socio.
Le quote associative non possono essere trasmesse a terzi.
Le quote associative annuali e le eventuali quote straordinarie rappresentano unicamente un versamento periodico a sostegno economico del sodalizio. Dette quote, come anche ogni altro contributo degli associati, non costituiscono pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, e non sono in alcun caso rimborsabili o trasmissibili né rivalutabili.
IV Patrimonio – Bilancio – Esercizio Finanziario
Art. 8 – Entrate – Patrimonio
a) dalle quote associative annuali stabilite dal Consiglio Direttivo, il quale fisserà anche le modalità di pagamento;
b) da eventuali contributi periodici, deliberati dal Consiglio Direttivo in relazione a particolari iniziative che richiedano disponibilità eccedenti quelle del bilancio ordinario oppure in relazione alla copertura di disavanzi;
d) da contributi di Pubbliche Amministrazioni ed Enti in genere;
e) da sovvenzioni, donazioni o lasciti di terzi.
Il patrimonio dell’Associazione è costituito dall’entrate di cui sopra, dai beni, mobili ed immobili, comunque acquisiti e dagli avanzi di gestione
Art. 9 – Esercizio finanziario, bilancio
Il bilancio consuntivo è predisposto dal Consiglio Direttivo e approvato dalla Assemblea degli associati entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferisce il bilancio.
Il bilancio preventivo è predisposto facoltativamente dal Consiglio Direttivo entro il 31 ottobre di ogni anno ed è approvato dalla Assemblea degli associati.
E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Gli utili o gli avanzi di gestione a chiusura del bilancio sono reimpiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse connesse ed accessorie.
I soci potranno prestare la propria opera all’interno e per conto dell’associazione in modo del tutto gratuito, tranne la copertura dei rimborsi spese se opportunamente documentate.
Gli organi dell’associazione sono l’Assemblea, il Consiglio Di­ret­tivo, il Presidente, il Tesoriere ed il Collegio dei Revisori dei Con­ti o il Revisore dei Conti, se nominati. A loro può affiancarsi un Comitato d’Onore, formato da personalità di indi­scusse ed elevate qualità umane, morali e professionali alle quali il Consiglio Direttivo affiderà il pare­re consultivo dei pro­getti.
L’Assemblea è costituita da tutti i Soci che risultano tali al mo­mento della convoca­zio­ne. Essa si riunisce almeno una volta l’anno entro il 30 aprile su convocazione del Presi­dente, mediante comu­nicazione scritta da inviarsi via mail o lettera raccomandata entro gli otto giorni ante­ceden­ti la data di convocazione. La comunicazione deve contenere: ordi­ne del giorno, lo­calità, data ed ora in cui la riunione avrà luogo.
L’Assemblea si riunisce straordinariamente ogni qualvolta lo de­cida, a maggioranza, il Consiglio Direttivo, oppure quando alme­no un decimo dei Soci ne faccia domanda scritta.
In Assemblea, ogni socio ha un voto. I Soci possono farsi rap­presentare da altri Soci, anche se membri del Consi­glio Direttivo, fatta eccezione per le delibere di approvazione dei bilanci, per le de­liberazioni in merito a re­sponsabilità di uno o più membri del Con­si­glio Direttivo e per modifiche statutarie, nelle quali le deleghe possono essere attribuite so­lo ad altri so­ci. Le deleghe, nella misu­ra massima di due per ciascun Socio, devono es­sere fatte per iscrit­to e conse­gnate prima che abbia inizio la seduta dell’As­semblea.
L’Assemblea sia ordinaria che straordinaria è validamente co­sti­tuita in prima convo­ca­zione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei Soci e delibera vali­da­mente con il voto favorevole della maggio­ranza dei pre­senti. In seconda convoca­zione è regolarmente costituita qua­lunque sia il numero degli intervenuti e le decisioni sono prese a maggio­ranza dalla metà più uno dei votanti, salvo il maggior quo­rum necessario in caso di deli­bera sul­lo scioglimento, fusione dell’As­sociazione. Sono fatte salve in ogni caso le maggioranze di cui al successivo articolo 13, per la nomina dei componenti del Consiglio e di cui al successivo articolo 19 per l’approvazione delle modifiche statutarie.
L’Assemblea può deliberare solo sugli argomenti posti all’ordine del giorno. Sono di sua competenza:
a) approvare eventuali modifiche allo Statuto;
b) approvare il “Regolamento interno” e/o le sue eventuali modifi­che;
d) nominare i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti o il Revisore dei Conti;
e) esaminare ed approvare il rapporto del Consiglio Direttivo e quello del Collegio dei Re­visori dei Conti o del Revisore dei Conti relativi all’e­sercizio prece­dente, ivi compreso il rendiconto finanziario;
g) esaminare ed approvare il programma di massima presentato dal Consi­glio Direttivo per l’esercizio successivo;
h) vagliare i ricorsi presentati avverso le esclusioni dei Soci, delibe­rate dal Consiglio Di­ret­tivo;
i) prendere tutte le decisioni necessarie su proposta dei Soci e su quant’al­tro a lei de­manda­to per legge e per Statuto. L’Assemblea Ordinaria e quella Straordinaria sono pre­siedute dal Presidente del Consiglio Direttivo. In sua assenza lo sostituisce il Vice-presi­dente o, in assenza anche di quest’ulti­mo, lo sostituisce altro membro del Consiglio Di­rettivo eletto dai pre­senti.
Il Consiglio Direttivo è composto da 3 (tre) a 9 (nove) membri eletti dall’Assemblea dei Soci. Esso dura in carica quattro anni e i suoi membri sono rieleggibili. Per la prima volta il Consiglio Direttivo verrà nominato in sede di costituzione.
Il Consiglio Direttivo elegge tra i suoi componenti il Presidente, uno o più Vice-presidenti e il Tesoriere.
Il Consiglio Direttivo ha la responsabilità di dare esecuzione al­le deci­sioni dell’As­sem­blea e di prendere tutte quelle decisioni ne­ces­sarie al rag­giungimento dei fini dell’As­socia­zione ed alla sua vita e sviluppo. Ad esso spettano tutte le fa­coltà più ampie per l’ordina­ria e straordinaria ammini­strazione e gli è deferito tutto quanto non sia espressa­mente riser­vato dal presente statuto all’Assemblea dei soci. Il consiglio può nominare procura­tori e delegati, che possono essere investiti, con provvedimenti motivati dal Consiglio Direttivo, di tutti i poteri e le attribuzioni ritenuti necessari per l’espletamento delle funzioni a loro riservate. Relativamente ai poteri ad essi conferiti ovvero previsti dal presente Statuto, hanno piena autonomia decisionale, nell’ambito dei programmi e delle linee di sviluppo dell’Associazione. A Procuratori e Delegati vengono attribuiti poteri di firma fino ad un ammontare massimo stabilito dal Consiglio Direttivo. Procuratori e Delegati provvedono specificatamente a:
dirigere il personale, i collaboratori, i consulenti dell’Associazione;
firmare le corrispondenze, gli atti e/o le serie di atti specificatamente delegati.
Il consi­glio procede pure all’as­sunzione di eventuali dipendenti dell’associa­zione, de­termi­nandone la retribuzione.
Possono far parte del Consiglio Direttivo esclusivamente i soci fondatori o i soggetti designati dagli Enti Fondatori e gli as­sociati che abbiano maturato cinque anni di anzia­nità di iscrizio­ne; a parziale de­roga di quanto sopra, pos­sono far­ne parte associati che abbiano un’anzia­nità di iscrizione inferiore a cinque anni ma non, comunque, a tre, se deli­berato con voto favorevole di almeno due terzi dei soci.
Il Consiglio Direttivo si riunisce tutte le volte che il Presidente lo riten­ga necessario, o quando ne sia fatta richiesta formale da un terzo dei suoi membri. La convocazione può es­se­re validamente ef­fettuata anche per te­lefono o per e-mail. E’ necessaria la parte­cipa­zione di almeno tre Consiglie­ri per rendere valide le decisioni, prese a maggioranza semplice. Delle riu­nioni del Consiglio viene redatto su apposito libro il relativo verbale, sotto­scritto dal Presidente e dal Segretario.
Per meglio disciplinare il funzionamento interno dell’Associa­zio­ne, il Consiglio Diret­tivo può stilare apposito rego­lamento inter­no, nello spirito del presente Statuto, sottopo­nendo­lo all’approva­zione dei Soci. L’osservan­za di tale Rego­lamento sarà obbligatoria per tutti gli associati.
Al Presidente spettano la firma sociale e la legale rappresen­tan­za nei confronti dei ter­zi ed in giudizio E’ sua cura dar esecuzio­ne e far rispettare i deliberati dell’Assemblea; nei ca­si di urgenza può esercitare i poteri del Consiglio Diret­tivo, salvo ratifica da parte di que­sto nella prima riunione.
Il Consiglio Direttivo nomina uno o più Vice-presidenti, in rappresentanza dei settori di maggior rilievo. Il più anziano d’età dei Vice Presidenti, ed in sua assenza l’altro Vice Presidente, con firma libera e disgiunta, po­trà sostituire il Presidente in caso di suo im­pedimento o assenza svol­gendo tutte le sue funzioni. In caso di impedimento definitivo, il Consiglio Direttivo deve provvedere senza indugio alla sua sostituzione. Il fatto stes­so che un Vice Presidente agisca in no­me ed in rappre­sentanza dell’As­so­ciazione attesta di per sé l’assen­za o l’impedimento del Presidente ed eso­nera i terzi da ogni accer­tamento o re­sponsabilità in merito.
Il Tesoriere cura la gestione della cassa dell’Associazione e ne tiene ido­nea contabili­tà, effettua le relative verifiche, controlla la te­nuta dei libri contabili e predispone, dal pun­to di vista contabile, il bilancio consuntivo e quello preventi­vo, corredandoli di ido­nea re­la­zione contabile.
Art. 16 – Collegio dei Revisori dei Conti – Revisore dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti – se nominato – si compone di tre membri effettivi e due supplenti, che durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio Direttivo, eletti dall’As­semblea fra gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti o nell’apposito Albo dei Revisori Legali, che ne definirà i do­veri ed i compiti. Esso elegge nel suo seno un Pre­sidente. Il Collegio eser­cita il controllo amministrativo e contabile e, in caso di accertate irre­go­larità, può con­vocare l’Assemblea per gli oppor­tuni provvedimenti.
In alternativa al Collegio dei Revisori dei Conti l’Assemblea può nominare un Revisore dei Conti unico al quale si applicano le previsioni dei commi precedenti.
Art. 17 – Comitato d’Onore
Il Comitato d’Onore, costituito da personalità indipendenti, di indi­scusse ed elevate qualità umane, morali e profes­sionali, è un organo con­sultivo cui è delegato il parere pre­ventivo e consuntivo in merito ai progetti ed ai relativi benefi­ci ricevuti dai soggetti cui i progetti stessi erano desti­nati. Cooptati dal Consiglio Direttivo, i suoi componenti sono So­ci onorari di diritto e sono invitati a mani­festare il proprio parere consultivo in ogni sede associativa. L’inca­rico è quadriennale, con possibilità di tacito rinnovo per pari pe­riodo, senza limitazioni tem­porali. Per la prima volta essi sono no­minati contestualmente alla stipula dell’ atto costitutivo.
Oltre agli eventuali libri da tenersi per legge, sono libri obbligatori:
– il “libro degli associati”,
– il “libro dei verbali delle Assemblee degli associati”,
– il “libro dei verbali del Consiglio Direttivo”.
Tutti i libri sociali sono liberamente consultabili dagli associati.
VI MODIFICHE – ESTINZIONE E SCIOGLIMENTO
Le proposte di modifica allo Statuto possono essere presentate all’As­semblea da uno degli organi. Le relative deli­berazioni sono approvate dall’Assemblea con il voto della mag­gioranza assoluta dei Soci.
Art. 20 – Estinzione e scioglimento dell’Associazione – Devoluzione del patrimonio residuo
– ricorrendo le ipotesi previste dalla legge;
– per deliberazione di scioglimento assunta dall’assemblea.
L’Assemblea degli associati, delibera le modalità per la liquidazione, nominando uno o più liquidatori.
Il patrimonio residuante al termine della liquidazione verrà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
VII DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si applica la normativa vigente in materia di associazioni non profit.
Italiaottimististatuto

References: ART. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 8

Art. 9
 articolo 13
 articolo 19

Art. 16

Art. 17

Art. 20