Source: http://safe.uniud.it/newsconsulence/Varie.asp
Timestamp: 2018-09-25 22:44:44+00:00

Document:
home > informazioni > NEWS > Novità varie sulla sicurezza
NOVITA' VARIE SULLA SICUREZZA
NUOVA PROPOSTA DI DIRETTIVA UE SUGLI AGENTI FISICI
Sul Portale Agenti Fisici, è disponibile il testo della proposta di Direttiva UE che dovrebbe sostituire la Direttiva 2004/40/CE sulla tutela dei lavoratori esposti a campi elettromagnetici nell'intervallo di frequenze 0Hz - 300 GHz. Il testo ha ricevuto l’ok del Consiglio Europeo nei giorni scorsi e ora è tornato all’esame del Parlamento europeo. La direttiva di riferimento n.2004/40/CE, dovrebbe entrare in vigore il 31 ottobre 2013, come indicato dalla direttiva 2012/11/UE, ma non ha ancora risolto le diverse criticità emerse in ambito sanitario per gli addetti agli apparati di risonanza magnetica. Inoltre la direttiva non ha recepito gli aggiornamenti contenuti nelle due nuove linee guida ICNIRP emanate nel 2009 e nel 2010 rispettivamente sulla protezione da campi magnetici statici e campi elettromagnetici a radiofrequenze, nell'intervallo 1 Hz- 100 KHz (basse frequenze). In attesa che a livello europeo si definisca una nuova direttiva di modifica della 2004/40/CE, a livello nazionale l’applicazione del capo IV del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 resta sospesa, e non sono perciò richiedibili e sanzionabili gli obblighi specificatamente stabiliti all’interno del capo IV. In base all’art.28 (che definisce la valutazione del rischio) il datore di lavoro deve comunque impegnarsi alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici come confermato nell’articolo 181 che aggiunge di adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.
Procedura per la valutazione dei rischi da interferenza
E’ stato realizzato un utile strumento in materia di Contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione, realizzato da Confindustria Vercelli in collaborazione con INAIL Piemonte, volto a elaborare una “procedura” di riferimento per la gestione delle interferenze legate ai contratti d’appalto, d’opera o di somministrazione, così come disciplinati dall’articolo 26 del Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008). Nel sito, oltre all’applicativo software, anche alcuni utili documenti di chiarimento in materia di redazione del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza) e della documentazione di supporto da redigere in sede di gestione ottimale dei contratti d’appalto.
Rif. Gazzetta Ufficiale: www.duvri8108.it Riferimento Normativo:
Sicurezza ascensori: il TAR Lazio annulla il D.M. 23 luglio 2009
La sentenza del T.A.R. Lazio n. 5413 dell’1 aprile 2010 ha annullato il D.M. 23 luglio 2009 sul miglioramento della sicurezza degli impianti ascensoristici anteriori alla direttiva 95/16. Il ricorso è stato proposto dalla Confederazione italiana della proprietà edilizia contro il Ministero dello sviluppo economico e nei confronti dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione per l’annullamento del D.M. che “impone ai proprietari degli edifici di concordare l’effettuazione di verifiche straordinarie in occasione della verifica periodica dell’impianto già programmata, al fine di individuare prescrizioni di interventi di adeguamento, a loro volta da attuare entro i termini prefissati”. Per i giudici della sez. III, ter, del T.A.R. Lazio il decreto crea norme nuove non previste dalla direttiva comunitaria 95/16 imponendo ai destinatari obblighi patrimoniali pesantissimi e permanenti attraverso la “verifica straordinaria” (totalmente a carico del proprietario) degli impianti installati prima del 24 giugno 1999. E infatti il comma 2 dell’art. 15 della direttiva 95/16/Ce prevede che “gli Stati membri ammettono, sino al 30 giugno 1999, la commercializzazione e la messa in servizio di ascensori …. conformi alle normative vigenti nel loro territorio alla data di adozione della presente direttiva”. Anche il D.P.R. n. 162/1999 in attuazione della direttiva citata aveva sancito all’art. 19, il principio di irretroattività delle specifiche tecniche sulla sicurezza degli ascensori. Il controllo ulteriore previsto dal D.M. impugnato si sovrappone alle due verifiche già esistenti (annuale e straordinaria) e con “palese sviamento di potere l’impugnato decreto non è stato affatto adottato al fine di garantire una più efficace tutela contro i rischi connessi all’uso dell’ascensore”: ne è prova l’obiettivo perseguito dal Governo di rilanciare l’edilizia e quindi di fronteggiare la crisi, salvando posti di lavoro senza preoccuparsi delle ricadute gravissime sull’economia delle famiglie.
Infortuni, rimandata la comunicazione a fine statistico
In occasione della scadenza del 16 maggio per la annotazione degli infortuni sul lavoro nell'apposito registro, il Ministero del lavoro ha emanato una circolare che chiarisce in merito all’obbligo del datore di lavoro, di comunicare all’INAIL e all’IPSEMA gli infortuni del lavoratore occorsi da almeno un giorno, escluso quello dell’evento e di comunicare, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un assenza superiore a tre giorni. Questo particolare adempimento, nuovo e di interesse “statistico ed informativo”, è previsto alla lettera r) dell’articolo 18 comma 1 del D.Lgs. 81/2008 ma il Ministero precisa la sua decorrenza solo una volta che verranno rese pubbliche le regole di funzionamento del futuro “Sistema Informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro” (SINP), attraverso un decreto interministeriale di prossima emanazione. Quest’obbligo informativo di tipo statistico, quindi, potrà essere adempiuto entro sei mesi dall’emanazione del sopradetto decreto interministeriale di costituzione del SINP, previsto dall’articolo 8 comma 4 del D.Lgs. 81/2008.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: Min Lavoro Circolare n. 17 del 12/5/2009
RLS: comunicazione nominativi entro il 16 maggio
L'INAIL chiarisce gli obblighi dei datori dei lavoro e dei dirigenti per la comunicazione dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) in riferimento all’art. 18, comma 1, lett. aa) del D.Lgs. n. 81/08. La procedura on-line sarà accessibile dal sito dell'Istituto attraverso l’area Punto Cliente. La comunicazione all'INAIL dovrà riferirsi ad ogni singola azienda, o unità produttiva in cui l'azienda è articolata, e andrà effettuata entro il 31 marzo di ogni anno. Solo per il 2009, poiché si tratta della prima applicazione di nuove norme e procedure, la scadenza è fissata al 16 maggio, e i nominativi trasmessi devono "fotografare" la situazione in essere al 31 dicembre 2008. La violazione di tale obbligo prevede - come riportato nell’art. 55 comma 4, lett. o) del D.Lgs. n. 81/08 - una sanzione pari ad euro 500,00. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione. Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l'azienda potrà semplicemente confermare la situazione già comunicata; diversamente, dovrà procedere ad una nuova segnalazione.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: Circolare 11 del 12/3/2009
CIRCOLARE SULLE NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI.
E’ stata pubblicata la circolare n. 617/2009, istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008. Si tratta di una circolare esplicativa che privilegia gli argomenti più innovativi e più complessi trattati dalle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” (NTC) approvate con il D.M. del 2008. Quest’ultimo fornisce una serie di indicazioni inerenti le procedure di calcolo e verifica delle strutture oltre alle regole di progettazione ed esecuzione delle opere rispetto agli indirizzi forniti dal mondo produttivo e scientifico.
Una recente sentenza della Cassazione, la n. 45335 del 5 dicembre scorso, ha confermato la responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio di un dipendente anche se il macchinario era dotato di marchio Ce, quindi conforme alle norme europee. La Cassazione ha infatti affermato che "eventuali concorrenti profili colposi addebitabili al fabbricante elidono certamente il nesso causale tra la condotta del datore di lavoro e l'evento lesivo in danno del lavoratore .... in linea con la pacifica affermazione secondo cui è configurabile la responsabilità del datore di lavoro il quale introduce nell'azienda e mette a disposizione del lavoratore una macchina - che per vizi di costruzione possa essere fonte di danno per le persone - senza avere appositamente accertato che il costruttore, e l'eventuale diverso venditore, abbia sottoposto la stessa macchina a tutti i controlli rilevanti per accertarne la resistenza e l'idoneità all'uso, non valendo ad escludere la propria responsabilità la mera dichiarazione di avere fatto affidamento sull'osservanza da parte del costruttore delle regole della migliore tecnica". E tutto questo accade proprio all’entrata in vigore in tutta Europa, il 29 dicembre prossimo, della nuova Direttiva Macchine CE 2006/42/CE del 17/5/2006 (che sostituisce la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE n.98/37/CE del 22/6/1998) e alla pubblicazione, da parte dell’Ispesl, delle linee guida di confronto fra la nuova e la vecchia direttiva, documento che evidenzia e commenta le novità e le differenze nell’allegato I delle due Direttive (importante perché detta i requisiti essenziali di sicurezza cui le macchine devono soddisfare per poter essere immesse sul mercato europeo). In questo modo è stata sottolineata anche la diversità tra le versioni italiane e le corrispondenti inglesi.
Rif. Gazzetta Ufficiale: n. 45335 del 05/12/2008 Riferimento Normativo: Corte di Cassazione
APPALTI, L'AUTHORITY CHIARISCE SUL DUVRI
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ha diffuso un’importante Determinazione che riguarda la predisposizione del Documento Unico di Valutazione dei rischi e costi della sicurezza (DUVRI). Il DUVRI, lo ricordiamo, va allegato al contratto d’opera o d’appalto, ma le previsioni relative al suo rilascio non si applicano ai rischi specifici propri delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Il provvedimento dell’Autorità riferisce di una modifica, ad opera dell’art. 3 della Legge 123/2007, sull’art. 7 comma 3 del D.Lgs 626/1994 che regola la sua predisposizione. Nell’ambito dell’esecuzione degli appalti relativi a servizi e forniture si prevede l’obbligo per il datore di lavoro committente di promuovere la cooperazione ed il coordinamento con l’appaltatore attraverso la redazione del detto documento, che indichi le misure atte ad eliminare le “interferenze”. Per “interferenze” si intendono, secondo la Determinazione, “le circostanze nelle quali si verifica un contatto rischioso tra il personale del committente e quello dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti”. L’autorità, peraltro, individua le situazioni rischiose e le fonti di rischio, ma soprattutto indica i casi nei quali è possibile escludere la predisposizione del DUVRI (servizi di mera fornitura senza installazione, con le indicate eccezioni, servizi per i quali non è prevista l’esecuzione all’ “interno” della stazione appaltante ed i servizi di natura intellettuale anche se effettuati presso la stazione appaltante). Nella determinazione viene specificato che sono quantificabili i costi della sicurezza da interferenze e che ciascuna impresa, nel redigere il proprio documento di valutazione deve provvedere all’attuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre al minimo i rischi. I costi restano a carica dell’impresa che deve dimostrare, in caso di anomalia dell’offerta, la loro rispondenza ai costi desumibili da prezzari o dal mercato. I costi della sicurezza da interferenza vanno comunque tenuti distinti dall’importo a base d’asta e non sono soggetti a ribasso. Un’importante previsione riguarda poi gli enti aggiudicatori, che devono valutare che il valore economico delle offerte sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro ed al costo relativo alla sicurezza, che va indicato in sede di gara.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 64 del 15/03/2008 Riferimento Normativo: Determinazione 5 marzo 2008, n. 3
USO EFFICIENTE DELL’ENERGIA: “ETICHETTATURA PER LE APPARECCHIATURE PER UFFICIO”
Dal 4 marzo entrerà in vigore il “Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008 concernente un programma comunitario di etichettatura relativa ad un uso efficiente dell'energia per le apparecchiature per ufficio” che sostituirà il precedente. Sulla base dell’accordo tra USA e CE del dicembre 2006, della decisione comunitaria 2006/1005/Ce e considerando che “il miglioramento dell’efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio dovrebbe contribuire ad accrescere la competitività della Comunità e la sicurezza del suo approvvigionamento energetico nonché a proteggere l’ambiente e i consumatori” il nuovo regolamento, n. 106/2008: • promuove maggiormente i criteri di efficienza energetica; • stabilisce le norme del programma comunitario di etichettatura ai fini dell’uso efficiente per le apparecchiature per l’ufficio (“programma Energy Star”); • si applica ai gruppi di prodotti di apparecchiature per ufficio definiti nell'allegato C dell'accordo; altresì, stabilisce che: • la partecipazione al programma Energy Star è facoltativa; • con il “programma Energy Star” possono coesistere altri sistemi facoltativi di etichettatura, saranno la Commissione e gli Stati membri a garantirne il coordinamento.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GUCE n L 39 del 13/02/2008 Riferimento Normativo: Regolamento (CE) n. 106/2008 del 15 gennaio 2008
PUBBLICATA LA LEGGE COMUNITARIA 2007
Tra le numerose direttive che questa norma delega al governo il recepimento si ricordano: - 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione eco-compatibile dei prodotti che consumano energia e recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio e delle direttive 96/57/CE e 2000/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;- 2005/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo; - 2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni; - 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE; - 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/CEE; - 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE; - 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche artificiali) (diciannovesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
Rif. Gazzetta Ufficiale: S.O. n. 41 alla G.U. n. 40 del 17 /02/2007 Riferimento Normativo: Legge 6 febbraio 2007, n. 13
SOMMINISTRAZIONE A TEMPO DETERMINATO NELLE P.A. E ONERI DI SICUREZZA SUL LAVORO
E' stata pubblicata una circolare che fornisce i necessari indirizzi alle pubbliche amministrazioni che stipulano i contratti di somministrazione a tempo determinato, in particolare per quanto concerne la corretta individuazione del costo dei singoli lavoratori, l'imputazione degli obblighi risarcitori per danni causati dal lavoratore somministrato e gli obblighi di sicurezza.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G. U. n. 220 del 21/09/2007 Riferimento Normativo: Circolare n. 9 del 1/08/2007
FORMAZIONE RSPP: PUBBLICATA L'INTERPRETAZIONE DELL'ACCORDO IN CONFERENZA STATO - REGIONI
E’ stato pubblicato il Provvedimentoapprovato dalla Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano dal titolo "Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, concernente le linee guida interpretative dell'Accordo sancito in Conferenza Stato-regioni il 26 gennaio 2006, in attuazione dell'articolo 8-bis, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, introdotto dall'articolo 2 del decreto legislativo del 23 giugno 2003, n. 195 in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. (Repertorio atti n. 2635)". Tra i punti da evidenziare nel testo (già reso disponibile da due mesi): - le procedure che consentono l'avvio dei percorsi formativi per ASPP e RSPP devono essere attivate entro il 14 febbraio 2007; - il divieto esplicito della formazione a distanza nella fase sperimentale di avvio del nuovo sistema formativo per gli RSPP; - l'obbligo di effettuare il Modulo B per ciascun macrosettore per il quale una persona assume il ruolo di RSPP o ASPP (e questa disposizione penalizza i consulenti obbligandoli a ripetere in parte le stesse materie); - la non propedeuticità del modulo B per lo svolgimento del modulo C; - la correzione di alcuni errori nelle tabelle finali per RSPP e ASPP. Secondo una interpretazione di questo accordo, che non è esplicitamente scritta, l'obbligo di completamento della formazione per il modulo B è entro il 14 febbraio 2008: occorrerà quindi un nuovo parere ufficiale.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 285 del 7/12/2006 Riferimento Normativo: Provvedimento 5 ottobre 2006
ATTIVITÀ AD ELEVATO RISCHIO DI INFORTUNI PER USO DI ALCOOL
La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano ha emanato un provvedimento dal titolo "Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell'articolo 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125. Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. (Repertorio atti n. 2540)". L'allegato I al Provvedimento comprende le 14 categorie di attività che rientrano nelle condizioni indicate nel titolo. Tra i lavoratori che rientrano negli obblighi: - lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza; - operatori con mansioni inerenti varie attività di trasporto; - insegnanti nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 75 del 30/03/2006 Riferimento Normativo: Provvedimento 16/03/2006
CIRCOLARE SUL CODICE DEL CONSUMO
Il Ministero delle Attività Produttive ha diramato una circolare dal titolo "Articolo 6 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229. Aspetti applicativi". Scopo della circolare è fornire una indicazione specifica sull'applicabilità dell'art. 6 del Codice del Consumo, che ha lo scopo di tutelare il consumatore nella fase in cui acquista un prodotto, fornendogli tutte le informazioni utili per poter valutare e scegliere in maniera consapevole. L'art. 6 regola tutti i casi non disciplinati in modo specifico e quindi si applica a tutte le tipologie di prodotti per i quali, non esistendo prescrizioni in base a disposizioni comunitarie o nazionali, il legislatore ha previsto che siano forniti al consumatore almeno gli elementi informativi minimi previsti proprio nell'art. 6.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 25 del 31/01/2006 Riferimento Normativo: Circolare 24/01/2006, n. 1
PUBBLICAZIONE TRADUZIONE ITALIANA ADR
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato un decreto dal titolo "Pubblicazione della traduzione in lingua italiana del testo consolidato della versione 2005 delle disposizioni degli allegati A e B dell'Accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR), di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 2 agosto 2005 in materia di trasporto di merci pericolose su strada". La pubblicazione è svolta ai sensi dell'art. 1, comma 3, del decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 2 agosto 2005 dal titolo "Recepimento della direttiva 2004/111/CE della Commissione del 9 dicembre 2004, che adatta per la quinta volta al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada".
Rif. Gazzetta Ufficiale: S. S. G.U. n. 236 del 10/10/2005 Riferimento Normativo: D.M. 23/09/2005
PARERI DALLA CONFERENZA STATO - REGIONI
Nello scorso mese di giugno la Conferenza Stato - Regioni ha emesso alcuni pareri su schemi di decreti proposti dal Governo. In particolare ha espresso parere negativo sugli schemi di decreti legislativi di recepimento: a) la direttiva 2002/44/CE, nota come direttiva Vibrazioni, che avrebbe dovuto essere recepita entro lo scorso 6 luglio; b) le tre direttive riguardanti restrizioni dell'uso di alcune sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche e elettroniche (RAEE) e il conseguente smaltimento dei rifiuti derivati. Invece il parere è stato positivo sui seguenti schemi di decreti legislativi di recepimento: a) la direttiva Rumore Ambientale, cioè della direttiva 2002/49/CE relativa a determinazione e gestione del rumore ambientale, cioè al rumore cui è esposto l'essere umano in particolare nelle zone edificate, nei parchi pubblici o in altre zone silenziose degli agglomerati, nelle zone silenziose in aperta campagna, nei pressi delle scuole, degli ospedali e di altri edifici e zone particolarmente sensibili al rumore; la direttiva doveva essere recepita entro il 18 luglio 2004; b) la direttiva 2003/4/CE concernente l'accesso al pubblico delle informazioni ambientali; questa direttiva doveva essere recepita entro il 14 febbraio 2005.
E’ stata pubblicata la legge 28 gennaio 2005, n. 5 dal titolo "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279, recante disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica". L'allegato al decreto riporta le numerose modifiche apportate in sede di conversione al decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279, sia di sostanza che di forma. Nelle modifiche all'art. 1, relativo alle finalità del decreto-legge, viene ora specificato che il decreto definisce il quadro normativo minimo per la coesistenza tra i tre tipi di colture transgeniche, biologiche e convenzionali "al fine di non compromettere la biodiversità dell'ambiente naturale e di garantire la libertà di iniziativa economica, il diritto di scelta dei consumatori e la qualità e la tipicità della produzione agroalimentare nazionale". Tra l'altro si segnala che in vari punti le parole "non transgeniche" sono sostituite da "biologiche e convenzionali", evidenziando comunque la differenza tra le due tipologie. Sulla stessa GU è riportato anche il testo coordinato della legge con il decreto-legge.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Legge 28/01/2005, n. 5 Riferimento Normativo: G.U. n. 22 del 28/01/2005
TUTELATO L’INFORTUNIO “IN ITINERE” ANCHE IN CASO DI BREVE SOSTA
Con ordinanza n. 1 del 10 gennaio scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 3, del DPR n. 1124/65, relativo alla interruzione della copertura assicurativa INAIL, in caso di infortunio “in itinere”, qualora si sia verificata una interruzione nel percorso di andata e ritorno tra l’abitazione ed il lavoro. Secondo la Consulta “l’esigenza del rispetto del criterio di delega richiede di interpretare la disposizione censurata, posta dal legislatore delegato, in modo che sia in armonia con la giurisprudenza in materia secondo la quale una breve sosta, che non alteri le condizioni di rischio per l’assicurato, non integra l’ipotesi dell’interruzione”.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: Ordinanza 10/01/2005
SMALTIMENTO RIFIUTI: CONDANNA UE PER L'ITALIA
La Corte di Giustizia dell'UE, Prima Sezione, con la sentenza del 7 ottobre 2004 relativa alla causa C-103/02 ha condannato l'Italia per l'incompleto recepimento delle direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE, entrambe concernenti i rifiuti.. I giudici hanno sanzionato il fatto che il D.M. 5 febbraio 1998, sull'individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, definisce in modo inesatto i rifiuti non pericolosi che devono essere recuperati attraverso il regime di procedura semplificata e concede deroghe eccessive alle operazioni di smaltimento. In particolare il nostro paese viene condannato perché ha sostituito le quantità massime di rifiuti che possono essere recuperati senza autorizzazione con delle quantità variabili a seconda della capacità di recupero di ciascun impianto. Tale esenzione secondo i giudici ha natura derogatoria e deve essere facilmente verificabile, cosa che non accade se la quantità di rifiuti varia a seconda dell'impianto. Inoltre viene condannata l'eccessiva superficialità con cui l'Italia ha redatto le classificazioni tecniche delle tipologie di rifiuti non pericolosi destinati a essere recuperati con procedure semplificate aumentando così il rischio che rifiuti pericolosi possano rientrare nella categoria di quelli non pericolosi. Respinta, invece, la censura della Commissione riguardante la classificazione di detriti e fanghi di perforazione in quanto non si è ritenuto sufficiente che dei rifiuti siano o meno pericolosi per stabilire se un'operazione di trattamento dei rifiuti debba considerasi come recupero.
DALL’INAIL UNA CIRCOLARE SULLA NUOVA DISCIPLINA DEL LAVORO A TEMPO PARZIALE
Con la circolare n. 57 del 24 agosto 2004, l’Inail ha fornito chiarimenti riguardo all’applicazione della nuova disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale relativamente alla retribuzione imponibile, alla luce delle novità introdotte nell'Istituto dal D.Lgs. 276/03 e dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 9 del 2004. La circolare dell’Inail riassume i punti salienti della nuova disciplina, soffermandosi sul calcolo dell’imponibile per il calcolo dei premi dovuti per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori a tempo parziale. Viene rinviata ad un successivo provvedimento la determinazione in generale degli incentivi economici volti a favorire il ricorso al tempo parziale [cfr. Decreto legislativo n. 61/2000, art. 9]. La base imponibile per il calcolo dei premi dovuti per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori a tempo parziale continua quindi ad essere determinata in base alle istruzioni vigenti[cfr. Circolari Inail nn. 36/2003 e 8/2004.] che fanno riferimento alla retribuzione convenzionale oraria.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: circolare n. 57 del 24/08/2004
RECEPITO ACCORDO QUADRO EUROPEO SUL TELELAVORO
L’Italia è al passo con l’Europa sul tema del telelavoro. Il 9 giugno venti associazioni datoriali e i sindacati Cgil, Cisl, Uil hanno firmato un accordo volontario interconfederale per il recepimento dell’accordo quadro europeo sul telelavoro del 16 luglio 2002. Il tema della salute e della sicurezza del lavoratore e delle condizioni dell’ambiente di lavoro sono affrontate in particolare dall’art. 7 dell'accordo che recita: “1. Il datore di lavoro è responsabile della tutela della salute e della sicurezza professionale del telelavoratore, conformemente alla direttiva 89/391/CEE, oltre che alle direttive particolari come recepite, alla legislazione nazionale e ai contratti collettivi, in quanto applicabili. 2. Il datore di lavoro informa il telelavoratore delle politiche aziendali in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine all’esposizione al video. Il telelavoratore applica correttamente le direttive aziendali di sicurezza. 3. Al fine di verificare la corretta applicazione della disciplina applicabile in materia di salute e sicurezza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e/o le autorità competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il telelavoro, nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi. Ove il telelavoratore svolga la propria attività nel proprio domicilio, tale accesso è subordinato a preavviso ed al suo consenso, nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi. 4. Il telelavoratore può chiedere ispezioni.” Attenzione è posta anche agli aspetti psicosociali; ad esempio l’articolo 8 dell’accordo prevede che datore di lavoro garantisca l’adozione di misure dirette a prevenire l’isolamento del telelavoratore rispetto agli altri lavoratori dell’azienda, come l’opportunità di incontrarsi regolarmente con i colleghi e di accedere alle informazioni dell’azienda.
SICUREZZA GENERALE DEI PRODOTTI: IN VIGORE LA NUOVA NORMATIVA
Dal 15 gennaio, con l’abrogazione ufficiale della precedente direttiva europea 92/59/CEE, entra pienamente in vigore la nuova normativa sulla sicurezza generale dei prodotti, che prevede nuovi e potenziati strumenti di controllo e prevenzione. La direttiva prevede disposizioni più severe e controlli più stretti per gli articoli immessi sul mercato. I principali punti: a) fabbricanti e distributori hanno ora l’obbligo di informare le autorità nel caso riscontrino che un loro prodotto sia pericoloso e devono operare strettamente con esse per risalire a questo genere di articoli e toglierli dal mercato; b) i poteri attribuiti all’Unione europea per ritirare dal mercato i prodotti classificati come pericolosi o per interdirne la circolazione sono stati semplificati e rafforzati. Qualora venga riscontrata una situazione di serio pericolo che imponga un intervento rapido, la Commissione può ora ordinare una sorta di interdizione di emergenza, il cui limite di durata è ora posto ad un anno (secondo la precedente normativa il limite era posto a tre mesi). Inoltre la Commissione può ora agire di propria iniziativa, quando invece, precedentemente, l’intervento doveva essere subordinato ad una esplicita richiesta di uno Stato membro; c) i prodotti soggetti a questa sorta di clausola di salvaguardia non possono essere esportati in paesi terzi; d) la nuova direttiva europea prevede che, nei limiti consentiti, le informazioni raccolte dagli Stati membri e dalla Commissione circa la sicurezza dei prodotti possano essere messe a disposizione del pubblico; e) viene rafforzato il sistema RAPEX per lo scambio rapido di informazioni, in maggior cooperazione con le varie autorità nazionali, anche prevedendo una sua estensione a paesi terzi (Romania e Bulgaria hanno già espresso il loro interesse ad aderire all’iniziativa). La nuova direttiva europea in materia di sicurezza dei prodotti rafforza inoltre il legame con la normativa tecnica, a vantaggio delle imprese e del mercato. Una prima lista di norme tecniche relativa alla sicurezza di prodotto verrà pubblicata entro l’anno e dovrebbe includere articoli di puericultura come culle, lettini e pistole-giocattolo. La direttiva 2001/95/CE prevede anche l’istituzione di una Rete Europea per la Sicurezza di Prodotto (European Product Safety Network), che dovrebbe riunire esperti del settore e fornire ogni informazione possibile sulla materia. E’ in fase di preparazione una lista di prodotti potenzialmente pericolosi presenti nella UE.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GUUE n.L11 del 15/01/2002 Riferimento Normativo: Dir. 2001/95/CE del 03/12/2001
La Direzione Centrale Prestazioni dell'INAIL ha reso disponibile on-line un documento del 12/01/04 con oggetto: "Infortunio in itinere. Limiti spaziali del percorso tutelato". Questo documento riporta un riepilogo della normativa sull'infortunio in itinere, interpretando l'estensione della tutela assicurativa, prevista dall'art. 12 del D.Lgs. 38/2000, agli eventi lesivi occorsi ai lavoratori "durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro". Sul piano operativo: 1. non sono considerati infortunio in itinere gli infortuni avvenuti nel luogo di abitazione e nelle pertinenze dell'abitazione e delle parti condominiali, 2. può rientrare nella tutela l'infortunio occorso nelle strade di proprietà privata, ma destinate a soddisfare le esigenze di una comunità indifferenziata e, perciò, aperte al traffico di un numero indeterminato di veicoli, 3. l'infortunio occorso fuori dalle pertinenze del luogo di lavoro va inquadrato come "infortunio in itinere", mentre quello occorso all'interno delle pertinenze va inquadrato come "infortunio in attualità di lavoro".
Rif. Gazzetta Ufficiale: http://www.inail.it/normativa/testoistruzioni.htm Riferimento Normativo:
PUBBLICATA IN GAZZETTA LA CIRCOLARE SULLA DISCIPLINA DELLE CO.CO.CO
E stata pubblicata la circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali relativa alla disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative nella modalità c.d. a progetto, in attuazione del decreto legislativo n. 276/03. E’ la prima importante circolare sul decreto attuativo della riforma Biagi.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.10 del 14/01/2004 Riferimento Normativo: Circolare n.1 del 08/01/2004
SISTEMI DI GESTIONE PER LA SICUREZZA IN EDILIZIA
Nel settembre 2001 l'UNI ha emesso le "Linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)": sono ora disponibili indicazioni aggiuntive allo scopo di rendere più agevole l' implementazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro nelle aziende di costruzioni esercenti cantieri temporanei e mobili. L'applicazione di un SGSL nei cantieri temporanei o mobili infatti: - interessa soggetti esterni all'azienda (come committenti e coordinatori per la sicurezza) non direttamente controllabili dall'azienda che rivestono però, totalmente o parzialmente, importanti ruoli e funzioni (per esempio pianificazione di sicurezza), - interagisce quotidianamente con le varie imprese che sono incaricate di svolgere parti diverse dell'opera e che ricoprono ruoli diversi nell'ambito del cantiere (ad esempio l'appaltatore principale, i subappaltatori, i lavoratori autonomi, ecc.). Da segnalare inoltre, a fine documento, uno schema operativo per consentire l'istituzione e la gestione di un SGSL, suddiviso in tre aree: 1. fasi preliminari, relative a pratiche gestionali, dispositivi di protezione individuali, procedure tecniche di uso e manutenzione di macchine, impianti e attrezzature, piani di cantiere tipo, 2. esercizio del SGSL (a livello di azienda), 3. esercizio del SGSL (a livello di cantiere), con esame dei piani di sicurezza.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: Linee guida per un sistema di gestione della salu
Direttiva UE su organizzazione dell'orario di lavoro
Il Parlamento e il Consiglio dell'Ue hanno emanato una direttiva concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro. Tale norma stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute in materia di organizzazione dell'orario di lavoro, con particolare attenzione ai turni di riposo e al lavoro notturno. In particolare, per quanto riguarda i periodi minimi di riposo, viene stabilito che tutti lavoratori devono godere di un riposo minimo di 11 ore consecutive nel corso di ogni periodo di 24 ore, che se il lavoro giornaliero supera le 6 ore i lavoratori devono beneficiare di una pausa la cui durata deve essere disciplinata dai vari contratti collettivi, e ancora che per ogni periodo di 7 giorni il lavoratore deve beneficiare di un riposo ininterrotto di 24 ore. Per quanto riguarda il lavoro notturno, viene stabilito che l'orario normale non possa superare le 8 ore e che per quei lavori che comportano elevati rischi o tensioni fisiche o mentali i lavoratori non debbano lavorare più di 8 ore nel corso di un periodo di 24 ore durante il quale effettuano il lavoro notturno. La presente Direttiva entra in vigore il 2/8/2003 data a decorrere dalla quale viene abrogata la direttiva 93/104/CE concernente sempre l'organizzazione dell'orario di lavoro.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GUUE L 299 del 18/11/2003 Riferimento Normativo: Direttiva 2003/88/CE
E’ stato pubblicato il decreto 21 ottobre 2003 della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile dal titolo "Disposizioni attuative dell'art. 2, commi 2, 3 e 4, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica". Di particolare interesse i due allegati. Il primo allegato contiene due elenchi: - l'elenco A relativo alle categorie di edifici ed opere infrastrutturali di interesse strategico per l'organizzazione e la gestione delle emergenze di protezione civile; - l'elenco B riguardante le categorie di edifici ed opere infrastrutturali di competenza statale che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso derivante da eventi sismici. Il secondo allegato presenta indicazioni per le verifiche tecniche da effettuarsi su edifici e opere strategiche o importanti compresi ponti e viadotti.
Rif. Gazzetta Ufficiale: D.P.C.M. 21 ottobre 2003 Riferimento Normativo: G.U. n. 252 del 29/10/03
ABILITAZIONE ALLA L. 46/90 E TESTO UNICO DELL'EDILIZIA
E’stata pubblicata la Deliberazione n. 269 dell'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici del 15 ottobre 2003 dal titolo "Applicazione dell'art. 108, comma 3, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia". Questa Deliberazione ha lo scopo di coordinare alcuni aspetti della normativa riguardante l'abilitazione all'esercizio di attività professionali e le SOA e cioè: - L. 46/90, applicata ad impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile e in parte ad immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, - DPR 380/01, art. 107, che estende l'applicazione della L. 46/90 agli impianti relativi agli edifici quale che ne sia la destinazione d'uso; - DPR 34/2000, regolamento di istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 251 del 28/10/03 Riferimento Normativo: Deliberazione 15 ottobre 2003, n. 269
AGENZIA EUROPEA PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO: NUOVE SCHEDE
Sul sito dell'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro sono state inserite, anche nella versione italiana, nuove schede informative sui rischi della serie Facts: La n.42 “Problematiche legate al genere nel campo della sicurezza e salute sul lavoro”; La n.43 “Inserire le problematiche legate al genere nella valutazione dei rischi”. Le schede riportano l'analisi della situazione, osservazioni, tabelle, consigli, rischi specifici, in particolare evidenziando sia le attività tipiche degli uomini e delle donne che quelle in cui il sesso espone a rischi molto diversi a pari condizioni (ad esempio nella movimentazione manuale di carichi). Viene evidenziato che i rischi legati al lavoro per la sicurezza e la salute delle donne sono stati sottovalutati e trascurati rispetto a quelli per gli uomini, sia nella ricerca che nella prevenzione: la differenza di genere deve risultare anche nella valutazione dei rischi. La n. 44 "Come trasmettere efficacemente le informazioni sulla sicurezza e la salute sul lavoro: il caso delle sostanze pericolose". La scheda riporta in sintesi notizia di 19 esempi di buona prassi relativi ai metodi per trasferire efficacemente le informazioni ai lavoratori ed alle altre persone interessate alle sostanze pericolose. La scheda presenta alcune interessanti soluzioni pratiche, specificando che è essenziale completare le informazioni delle schede di sicurezza (non sempre adeguate) con quelle provenienti da altre fonti disponibili e tradurre la scheda di sicurezza in funzione delle esigenze specifiche del gruppo di destinatari, delle condizioni del luogo di lavoro e del contesto aziendale.
INTESA NAZIONALE SULLA TUTELA DEI NON FUMATORI
E’ stato pubblicato l'Accordo 24 luglio 2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla tutela della salute dei non fumatori, di cui all'art. 51, comma 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 - Intesa ai sensi dell'art. 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131. I locali per fumatori devono essere: - contrassegnati come tali, - separati tramite idonee barriere fisiche dagli altri locali, - forniti di una adeguata ventilazione forzata, - in depressione, - muniti di cartelli da esporre in caso di guasto all'impianto di aerazione (condizione in cui è vietato fumare). Deve essere evidenziato il divieto di fumare nei locali a tale scopo destinati. Permane il divieto di fumo in presenza di un unico locale e di impossibilità di assicurare una idonea separazione degli ambienti.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.228 del 01/10/03 Riferimento Normativo: Accordo 24 luglio 2003
EMISSIONE DELIBERATA NELL’AMBIENTE DI OGM
Il Presidente della Repubblica in attuazione alla direttiva 2001/18/CE ha emanato un decreto che stabilisce le misure volte a proteggere la salute umana, animale e l’ambiente relativamente alle attività di rilascio di organismi geneticamente modificati nei confronti della loro emissione deliberata per scopi diversi dall’immissione sul mercato o nei confronti dell’immissione sul mercato di OGM come tali o contenuti in prodotti Sono inoltre previste adeguate misure di controllo, metodi di bonifica e trattamento dei rifiuti, nonché sistemi di reazione in caso di emergenza.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 194 del 22/08/2003 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.224 del 08/7/2003
RACCOLTA PILE ED ACCUMULATORI
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato un "Regolamento concernente l'attuazione della direttiva 98/101/CE della Commissione del 22 dicembre 1998, che adegua al progresso tecnico la direttiva del Consiglio 91/157/CEE relativa alle pile ed agli accumulatori contenenti sostanze pericolose". Il decreto riguarda il recupero di pile ed accumulatori contenenti sostanze pericolose come mercurio, cadmio, piombo nelle quantità eccedenti i minimi valori di soglia indicati all'articolo 2. Le pile e gli accumulatori usati devono essere: - consegnati ad un rivenditore al momento dell'acquisto di nuove pile o accumulatori, - conferiti in raccolta differenziata presso uno dei punti di raccolta predisposti dai soggetti esercenti il servizio di gestione dei rifiuti, pubblici o privati.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.173 del 28/07/2003 Riferimento Normativo: D.M. n. 194 del 03/07/2003
Il Presidente della Repubblica ha emanato il "Codice in materia di protezione dei dati personali ". Il nuovo Codice della Privacy sostituisce a partire dal 1 gennaio 2004 la precedente legge sulla privacy (L. 675/96). semplificando in parte le procedure per le imprese e le amministrazioni e riguarda anche esplicitamente la sicurezza e l'igiene del lavoro, in particolare: - all'art. 26, garanzie per i dati sensibili, con la deroga al trattamento dei dati anche senza consenso (previa autorizzazione del Garante); - all'art. 80, informativa dei trattamenti da di altri soggetti pubblici; - all'art. 85, relativo ai compiti del Servizio sanitario nazionale, riguardanti anche l'applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e di sicurezza e salute della popolazione; - all'art. 94, concernente banche dati, registri e schedari in ambito sanitario; - all'art. 112, riguardante finalità di rilevante interesse pubblico.
Rif. Gazzetta Ufficiale: D.Lgs. n.196 del 30 giugno 2003 Riferimento Normativo: S.O.G.U. n. 123 del 29/07/03
CODICE DI CONDOTTA CONTRO IL MOBBING
L'Agenzia della Giunta Regionale del Piemonte ha dato notizia che la Giunta Regionale del Piemonte ha approvato il "Codice di condotta per la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori", elaborato dal Comitato Pari Opportunità della Regione. La scelta della Giunta del Piemonte nasce da un lato dalla volontà di arginare i costi, in termini di produttività ed efficienza dei dipendenti soggetti a mobbing, dall'altro dalla politica regionale di valorizzazione delle risorse umane. Il Codice distingue tra molestie sessuali e violenze psicologiche, definendo queste ultime come atti e comportamenti aggressivi o vessatori, ripetuti nel tempo a danno di lavoratori o lavoratrici, posti in essere da colleghi e/o superiori. Le iniziative a tutela del personale possono essere assunte sia dalla Consigliera di Parità regionale che soprattutto dalla nuova figura esterna del "Consulente di fiducia".
Nuova condanna all’Italia dalla Corte di Giustizia Europea per la non corretta trasposizione di alcune norme dalla Direttiva CEE 89/655.
La Corte di giustizia delle Comunita' Europee ha condannato ieri l'Italia per non aver trasposto correttamente la direttiva del Consiglio 89/655/CEE (e successive modifiche apportate dalla direttiva 95/63/CE) relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro. Il Decreto Legislativo 626 del settembre 1994 ha trasposto in maniera incompleta - secondo i giudici - la direttiva CEE. Quattro sono le censure della Corte di Giustizia: la prima, nel caso di messa in moto di macchinari, rileva come la normativa italiana preveda solo la presenza di un segnale acustico emesso dalla macchina e non un segnale acustico ''convenuto'' di allerta. La seconda censura riguarda il fatto che il Dlgs. 626/94 non e' sufficiente ad evitare avviamenti improvvisi di macchinari. La terza censura ha per oggetto i dispositivi di comando dei macchinari e in particolare le procedure di arresto degli stessi non contemplati affatto nella normativa italiana. Il quarto rilievo riguarda la presenza di ''protezioni e sistemi protettivi che non devono provocare rischi supplementare, non devono essere elusi o resi inefficaci, ''il contenuto di 4 articoli, avanzati dal governo italiano, dal 43 al 49 del D.P.R.547/55, non e' affatto pertinente'' dice la Corte UE. ''L' Italia e' dichiarata inandempiente'' conclude la Corte. L'Italia dovra' ora modificare immediatamente la legge in questione adeguando la propria normativa al dettato della direttiva UE. Se le autorita' italiane non intervenissero in modo adeguato, la Commissione europea potrebbe chiedere alla Corte di condannare l'Italia a pagare una ''multa'' commisurata alla durata dell'inadempimento.
RACCORDO NORMATIVA SETTORE EDILIZIA
E’ stato pubblicato un decreto legislativo che apporta " Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia" Questo decreto raccorda il DPR 380/01, "Testo unico dell'edilizia", con le semplificazioni introdotte dalla L. 443/01. Il testo del DPR 380/01 è stato modificato in una ventina di punti ed in particolare sono stati sostituiti interamente gli articoli: 22, dal titolo "Interventi subordinati a denuncia di inizio attività", 23 denominato "Disciplina della denuncia di inizio attività".
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.16 del 21/01/03 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 301 del 27/12/02
PARI TRATTAMENTO DI LAVORO PER UOMINI E DONNE
Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Ue hanno emanato una direttiva che modifica la direttiva 76/207/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro. Tale modifica inserisce la nozione di discriminazione diretta o indiretta e sanziona le molestie sessuali
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U.C.E. L 269 del 5/10/2002 Riferimento Normativo: Dir. 2002/73/CE del 23/9/2002
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno emanato una direttiva relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale. La direttiva è destinata a fornire una base per lo sviluppo di misure comunitarie di contenimento del rumore generato dalle principali sorgenti, in particolare veicoli stradali e su rotaia e relative infrastrutture, aeromobili, attrezzature utilizzate all’aperto e attrezzature industriali,e macchinari mobili. Tale norma si è resa necessaria al fine di proteggere la salute e l'ambiente e va inoltre a completare l'opera compiuta da precedenti direttive sempre riguardanti talune categorie di emissioni acustiche.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GUCE L 189 del 18/07/2002 Riferimento Normativo: Dir. 2002/49/CE del 25/06/2002
NUOVA STRATEGIA COMUNITARIA PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO
La Commissione delle Comunità Europee, in data 11 marzo 2002 ha reso disponibile una Comunicazione dal titolo: " Adattarsi alle trasformazioni del lavoro e dalla società: una nuova strategia comunitaria per la salute e la sicurezza 2002-2006". Nella sintesi di presentazione del documento si sottolinea che la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro rappresentano oggi uno dei settori più ricchi di implicazioni e più importanti della politica sociale dell' Unione. In effetti, fin dal 1951 la Comunità del carbone e dell'acciaio aveva iniziato a migliorare la sicurezza dei lavoratori e, con il trattato di Roma, tale preoccupazione si era estesa all' insieme dei lavoratori dipendenti. E' così che a partire dalla fine degli anni ' 70, ed in particolare dopo l'adozione, nel 1987, dell' Atto unico europeo, è stato elaborato un significativo corpus legislativo che ha favorito un innalzamento delle norme di sanità e sicurezza. E' proprio perché l' Unione - si legge nel documento - può basarsi su un acquis così ricco che la definizione di una strategia comunitaria riveste un'importanza determinante nell' agenda per la politica sociale. Tale strategia, che copre il periodo 2002-2006, possiede un triplice carattere innovativo: - sposa un'impostazione globale del benessere sul luogo di lavoro, prendendo in considerazione le trasformazioni del mondo del lavoro e l'insorgenza di nuovi rischi, in particolare psicosociali, e mira così a migliorare la qualità del lavoro, della quale un ambiente di lavoro sano e sicuro è uno dei componenti fondamentali; - si basa sul consolidamento di una cultura di prevenzione dei rischi, sulla combinazione di strumenti strategici differenziati ( legislazione, dialogo sociale delle imprese, incentivi economici) e sulla realizzazione di partenariati tra tutti i soggetti nel campo della salute e della sicurezza; - essa dimostra inoltre che una politica sociale ambiziosa è un fattore di competitività e che, per contro, la mancanza di strategia comporta costi che pesano in modo significativo sulle economie e sulle società.
Protocollo d’intesa MIUR-INAIL
E’ stato firmato un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e l’INAIL che prevede incentivi per lo sviluppo di percorsi di studio e formazione in materia di salute e sicurezza negli ambienti di vita quotidiana e di lavoro che comprendono borse di studio, stage, dottorati di ricerca e master universitari. L’accordo istituisce anche 1.200 borse di studio destinate a studenti delle scuole superiori e dell’università per diffondere la conoscenza dei modelli produttivi, dell’organizzazione del lavoro e della prevenzione e della sicurezza. Disponibile presso il Servizio prevenzione e protezione
ETICHETTATURA PER IL RISPARMIO ENERGETICO
La Comunità Europea ha pubblicato un regolamento in attuazione del programma comunitario di etichettatura delle apparecchiature per ufficio “Energy Star”, secondo quanto definito nell’accordo con gli Stati Uniti. Il programma prevede di assicurare un maggiore risparmio energetico nel funzionamento delle macchine per ufficio (computer, stampanti fax ecc.) con conseguente risparmio di energia elettrica e tutela dell’ambiente. I fabbricanti, i venditori o i rivenditori che commercializzano tali prodotti possono registrarsi, su base facoltativa, come partecipanti al programma e sono autorizzati ad utilizzare il marchio “ENERGY STAR” per identificare i propri prodotti, purché questi rispettino le norme di cui all’allegato C dell’accordo.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U.C.E n.L232 del 15/12/2001 Riferimento Normativo: Regolamento 2422/2001 del 06/11/2001
UE CONDANNA L'ITALIA
La Corte di Giustizia Europea, con una sentenza del 15 novembre 2001 relativa alla causa C-49/00 tra la Commissione europea e la Repubblica Italiana, ha condannato l'Italia per l'applicazione non corretta della Direttiva 89/391/CEE, recepita in Italia con il Titolo I del D.Lgs. 626/94, riguardante l'attuazione delle misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. La Corte di Giustizia ha condannato l'Italia perché: 1) non ha chiaramente indicato che il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza che esistono sul posto di lavoro; infatti l'art. 6 paragrafo 3, lettera a) della direttiva, indica che il datore di lavoro deve "valutare i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici e nella sistemazione dei luoghi di lavoro", mentre nell'art. 4 comma 1 del D.Lgs. 626/94 sparisce "anche" e la valutazione sembra non rivolgersi a tutti i rischi presenti; 2) ha lasciato al datore di lavoro la scelta se ricorrere o meno a servizi esterni di protezione e prevenzione se nell'azienda non vi sono competenze sufficienti: infatti l'art. 8 comma 4 del D.Lgs 626/94 è in contrasto con l'art. 7, paragrafo 3 della direttiva che specifica "Se le competenze nell'impresa e/o nello stabilimento sono insufficienti per organizzare dette attività di protezione e prevenzione, il datore di lavoro deve fare ricorso a competenze (persone o servizi) esterne all'impresa e/o allo stabilimento"; 3) non ha definito con precisione le capacità e le attitudini che le persone o i servizi esterni consultati devono possedere relativamente alla protezione e prevenzione dai rischi professionali per la salute e la sicurezza dei lavoratori; in questo caso i paragrafi 5 e 8 dell'art. 7 della direttiva non concordano con l'articolo 8 del D.Lgs. 626/94
PUBBLICATO IL TESTO UNICO SULL’EDILIZIA
Il Testo Unico ( Decreto del Presidente della Repubblica .380 del 06.06.2001) è l’insieme di altri due decreti (D.Lgs.378/01 e D.P.R. 379/01) ed ha lo scopo di riunire in un unico testo gli aspetti fondamentali relativi alle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia. Il decreto, è suddiviso in tre parti: 1. attività edilizia, in cui sono riepilogate: - le disposizioni generali (tra cui la gestione dello Sportello unico per l'edilizia), - i titoli abilitativi (come le richieste necessarie nelle attività edilizie, tra cui le modalità per la denuncia di inizio attività), - le disposizioni relative all'agibilità degli edifici, - la vigilanza sull'attività urbanistico - edilizia con le relative responsabilità e sanzioni; 2. normativa tecnica per l'edilizia, con: - la definizione dei sistemi costruttivi, - la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale, precompresso e a struttura metallica, - le disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche, - la normativa per le costruzioni in zona sismica, - la normativa per la sicurezza degli impianti, con la riproposizione della L. 46/90, - le norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici, sulla base di quanto disposto dalla L. 10/1991; 3. disposizioni finali, in cui sono elencate le numerose modifiche e abrogazioni di articoli di legge ed è indicato il 01/01/2002 come data dell'entrata in vigore di quanto disposto dal Testo Unico, salvo l'indicazione esplicita di una data diversa per singole parti.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.245 del 20/10/2001-S.O. n.239 Riferimento Normativo: D.P.R.. n.380 del 06/06/2001
SICUREZZA E LAVORO A TEMPO DETERMINATO
Il Presidente della Repubblica ha emanato un decreto legislativo in attuazione alla Direttiva 1999/70/Ce relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES. Oltre a disciplinare la materia del lavoro a tempo determinato, quest’ultima viene anche collegata alla normativa sulla sicurezza del lavoro. In particolare (art.3) viene posto il divieto di fissare una data termine del contratto di lavoro da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 4 del D.Lgs.626/94, e successive modificazioni; e viene specificato (art.7) che il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato deve ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire specifici rischi connessi alla esecuzione del lavoro. Inoltre è possibile porre un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato solo a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo e la durata complessiva del rapporto a termine non può essere superiore a tre anni.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 235 del 09/10/2001 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.386 del 06/09/2001
APPROVATO IL TESTO UNICO SULLA MATERNITA’
Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo unico che riunisce tutte le disposizioni legislative vigenti in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità. Vengono ribadite le disposizioni del D.Lgs. 645/96 relative a lavori vietati, valutazione dei rischi, controlli prenatali , esposizione a radiazioni ionizzanti, estendendo la tutela della salute anche alle lavoratrici che hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento, fino al compimento dei sette mesi di età. Altra importante novità del testo unico (la cui redazione era prevista dalla legge 53 dell’8 marzo 2000 sui congedi dei genitori): non c’è solo la disciplina del lavoro dipendente, ma anche quello del lavoro autonomo, libere professioni, delle collaborazioni coordinate e continuative, per arrivare fino agli assegni di maternità per le casalinghe e le lavoratrici atipiche e discontinue. In particolare il testo riordina e disciplina ciascun congedo: di maternità, di paternità, parentale, per la cura dei figli, oltre che i permessi e i riposi. Sono stati precisati anche alcuni punti non chiari: per esempio, è stato riconosciuto espressamente che il congedo parentale spetta per ogni figlio, anche nel caso dei gemelli; inoltre è messa ben in evidenza la disciplina che spetta in caso di adozione e di affidamente preadottivo, sia nazionale che internazionale. Sono state anche precisate meglio le condizioni che occorrono per usufruire del congedo per la malattia del figlio, che deve essere certificato non dal pediatra di famiglia ma dalla Asl o da medico convenzionato, ma che non può essere sottoposto alla visita fiscale prevista per la malattia del lavoratore. si è coordinata la disciplina che regola permessi, riposi e congedi per i figli con handicap grave, compresa quella approvata recentemente con l’ultima Finanziaria. E si è dato anche rilievo a una disposizione sul lavoro notturno, seminascosta in una norma comunitaria: in tutti i settori resta il divieto di lavoro notturno per la madre durante la gravidanza e il primo anno del figlio. Se l’uno o l’altro genitore assiste un figlio ha diritto, per un certo periodo di tempo, a non lavorare la notte. Sintetizzando le più recenti novità in materia, è previsto il congedo parentale fino agli otto anni di vita del bambino; il diritto del padre al congedo parentale a prescindere dalla situazione della madre e il prolungamento del congedo straordinario nel caso di figli disabili.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.96 del 26/04/2001 Riferimento Normativo: D.Lgs.n.151 del 26/03/2001

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 107
 sentenza