Source: http://docplayer.it/4861092-Ragioneria-generale-dello-stato-igrue-linee-guida-sui-sistemi-di-gestione-e-controllo-per-la-programmazione-2007-2013.html
Timestamp: 2018-12-11 19:11:39+00:00

Document:
Ragioneria Generale dello Stato IGRUE LINEE GUIDA SUI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO PER LA PROGRAMMAZIONE - PDF
Ragioneria Generale dello Stato IGRUE LINEE GUIDA SUI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO PER LA PROGRAMMAZIONE
Download "Ragioneria Generale dello Stato IGRUE LINEE GUIDA SUI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO PER LA PROGRAMMAZIONE 2007-2013"
1 LINEE GUIDA SUI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO PER LA PROGRAMMAZIONE Roma, 19 aprile
2 Indice PARTE I IL QUADRO ISTITUZIONALE E NORMATIVO Sintesi delle principali innovazioni di carattere generale introdotte per il nuovo periodo di programmazione...4 Premessa Nuove priorità e nuovi obiettivi della politica di coesione Programmazione unitaria della politica di sviluppo Riduzione del numero di Fondi strutturali mediante esclusione da questi dei Fondi destinati allo sviluppo rurale e alla pesca Decentramento delle responsabilità Proporzionalità Rafforzamento dei sistemi di gestione e controllo... 4 PARTE II - L ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO Gli organi di gestione e controllo e le loro principali funzioni ai sensi della normativa comunitaria Le Autorità del Programma Operativo Autorità di Gestione Autorità di Certificazione Autorità di audit Organismo di pagamento Organismi Intermedi I modelli organizzativi per la gestione delle operazioni Premessa Il modello organizzativo dei Programmi Operativi per gli Obiettivi Convergenza e Competitività regionale caratterizzati da dimensione finanziaria superiore a 750 milioni di euro e/o da contributo comunitario superiore al 40% della spesa pubblica Il modello organizzativo dei Programmi Operativi ex art. 74 Reg.(CE) 1083/ Il modello organizzativo dei Programmi Operativi per l Obiettivo Cooperazione territoriale I processi gestionali Premessa Riferimenti normativi sulle opere pubbliche e sulle procedure di appalto Riferimenti normativi sulle procedure per l erogazione di aiuti Approfondimento dei processi gestionali
3 4. L ammissibilità delle spese Il sistema contabile Il controllo di primo livello: verifiche amministrative su base documentale e in loco Premessa L organizzazione presposta a svolgere le verifiche ex art. 13 del Reg (CE) 1828/ Le procedure di verifica Le modalità e gli strumenti di esecuzione delle verifiche amministrative Il campionamento della spesa per le verifiche in loco, le modalità e gli strumenti di esecuzione di tali verifiche Le verifiche in loco La certificazione della spesa e le funzioni dell Autorità di Certificazione L autorità di audit e il controllo di secondo livello Il modello organizzativo di audit La metodologia di audit I contenuti del modello di strategia L attività di controllo di secondo livello L attività di reporting Il coordinamento tra le Autorità di Audit L Organizzazione del sistema di gestione delle irregolarità Il sistema informatizzato Il reporting delle attività di gestione e controllo La valutazione di conformità dei sistemi di gestione e controllo La descrizione dei sistemi di gestione e controllo ai sensi dell art. 71 del Regolamento (CE) 1083/ Valutazione dei sistemi di gestione e controllo e parere di conformità di cui all art. 71, paragrafo 2, del Regolamento (CE) 1083/
4 PARTE I IL QUADRO ISTITUZIONALE E NORMATIVO Sintesi delle principali innovazioni di carattere generale introdotte per il nuovo periodo di programmazione Premessa Il processo di revisione della normativa sui Fondi ha avuto inizio nel 2004, in occasione dell adozione della Terza relazione sulla Coesione 1, con la presentazione di una proposta di riforma della politica di coesione per il periodo In tale occasione, la Commissione proponeva che gli interventi si concentrassero su un numero limitato di priorità che rispecchiassero le agende di Lisbona e Goteborg. In particolare, il Consiglio europeo di Lisbona 2 del Marzo 2000 definiva la strategia, gli obiettivi e gli strumenti politici per rendere l Unione Europea più dinamica e competitiva. Nel 2001 a Goteborg 3 lo stesso Consiglio integrava tale strategia, ponendo l accento sulla protezione dell ambiente e sulla realizzazione di modelli di sviluppo più sostenibili. Nel la Commissione ha rilanciato la strategia di Lisbona e Goteborg, proponendo di incentrare gli sforzi dell Unione su due compiti principali: assicurare una crescita più stabile e duratura e creare nuovi e migliori posti di lavoro. Il confronto tra le istituzioni europee ha portato alla elaborazione delle Linee Guida della strategia comunitaria per il periodo Attraverso questo percorso la Commissione ha individuato le priorità comunitarie in materia di sostegno nell ambito della politica di coesione, i nuovi obiettivi dell azione comunitaria e gli strumenti finanziari coinvolti, stabilendo le basi per l avvio della fase di programmazione della politica di coesione per il periodo La base normativa del nuovo periodo di programmazione è stata consolidata nel 2006 attraverso i seguenti nuovi regolamenti: 1 Comunicazione della Commissione Terza relazione sulla coesione economica e sociale - COM(2004) 107 del Consiglio Europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo Consiglio Europeo di Goteborg del 15 e 16 giugno Comunicazione al Consiglio Europeo di primavera Lavorare insieme per la crescita e l occupazione. Il rilancio della strategia di Lisbona COM (2005) 24 del Comunicazione della Commissione Politica di coesione a sostegno della crescita e dell occupazione: linee guida della strategia comunitaria per il periodo COM (2005) 299 del
5 Reg. (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del Reg. (CE) n. 1783/1999; Reg. (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del Reg. (CE) n. 1784/1999; Reg. (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT); Reg. (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo (FSE) e sul Fondo di coesione; Reg. (CE) n. 1828/2006 recante disposizioni attuative del Reg. (CE) n. 1083/2006 e del Reg. (CE) 1080/2006. Sulla base delle indicazioni provenienti dall Unione Europea in merito alla programmazione , le autorità italiane hanno avviato il processo di concertazione tra le Amministrazioni e il partenariato economico-sociale, culminante nella redazione del Quadro Strategico Nazionale che stabilisce le priorità dell Italia in merito alla programmazione Dal quadro normativo e programmatorio comunitario e nazionale fino ad ora definito, emergono le seguenti principali innovazioni introdotte nella programmazione : nuove priorità e nuovi obiettivi della politica di coesione; programmazione unitaria della politica di sviluppo; riduzione del numero di Fondi strutturali mediante esclusione da questi dei Fondi destinati allo sviluppo rurale e alla pesca; maggiore decentramento delle responsabilità; proporzionalità dei controlli; rafforzamento dei sistemi di gestione e controllo; nuovo assetto organizzativo in materia di gestione e controllo. 5
6 1.1 Nuove priorità e nuovi obiettivi della politica di coesione I documenti strategici e di programmazione, in particolare gli Orientamenti Strategici Comunitari per la Politica di Coesione, individuano tre nuove Priorità Comunitarie: - rendere l Europa e le Regioni più attraenti per gli investimenti e le attività delle imprese: per stimolare la crescita e l occupazione occorre migliorare l attrattività dell Europa come luogo in cui investire e lavorare. L Unione Europea e gli Stati membri sono pertanto chiamati a concentrare il loro impegno sugli interventi infrastrutturali necessari alle imprese nei settori dei trasporti, dell ambiente ed energia; - promuovere la conoscenza e l innovazione a favore della crescita: la crescita e l occupazione necessitano di un riorientamento strutturale dell economia verso le attività basate sulla conoscenza. Occorre quindi investire nei settori della Ricerca e Sviluppo Tecnologico (RST), dell innovazione e delle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione (TIC) al fine di migliorare la competitività del sistema produttivo; - creare nuovi e migliori posti di lavoro: per garantire la prosperità e ridurre i rischi di esclusione sociale è indispensabile indirizzare gli investimenti degli Stati membri verso lo sviluppo del capitale umano, attraverso il miglioramento dell istruzione e delle competenze, e verso la modernizzazione del mercato del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. In conseguenza di tale nuova articolazione delle Priorità Comunitarie, lo Stato italiano ha individuato, nell ambito del proprio Quadro Strategico Nazionale (QSN), dieci priorità che riflettono la dimensione strategica della politica di coesione comunitaria. Nella seguente figura è riportata una matrice, tratta dal QSN, che mostra in che modo le dieci priorità nazionali contribuiscono a perseguire le tre priorità comunitarie. 6
7 La struttura delle Priorità Comunitarie e delle Priorità dello Stato Italiano La revisione delle Priorità Comunitarie ha comportato anche una rielaborazione degli obiettivi che devono essere perseguiti nell ambito del nuovo periodo di programmazione: 7
8 obiettivo Convergenza, finalizzato a ridurre il divario economico e sociale tra Stati membri; obiettivo Competitività regionale e occupazione, volto a potenziare la forza economica delle regioni europee non rientranti nell obiettivo Convergenza; obiettivo Cooperazione territoriale europea, volto a rafforzare la cooperazione economico-sociale tra i territori europei. Già presente nella precedente programmazione nei Programmi di Iniziativa Comunitaria (ad esempio INTERREG e l Asse 2 del PIC Leader+), la Cooperazione territoriale, che può riguardare programmi transfrontalieri, transnazionali e interregionali e alla cui realizzazione concorre esclusivamente il FESR, rappresenta una delle innovazioni più interessanti di questa programmazione e con specifiche ricadute sull organizzazione dei sistemi di gestione e controllo. La realizzazione di un programma operativo in cui sono coinvolti più Stati membri e, eventualmente, anche Stati extra UE, rende necessaria una diversa articolazione della struttura organizzativa e della ripartizione delle funzioni. A tal fine, l Unione Europea ha previsto una diversa normativa per tali programmi, dedicando ad essi un apposita sezione del Reg. (CE) 1080/2006. I territori italiani rientrano in tutti e tre gli obiettivi (Convergenza, Competitività regionale e occupazione e Cooperazione territoriale europea) e sono beneficiari dei Fondi FESR e FSE. Il contributo di ciascun Fondo è concesso dalla Commissione Europea sulla base di appositi Programmi Operativi (PO) Nazionali o Regionali, predisposti dalle Amministrazioni competenti, in conformità a quanto prestabilito nel Quadro Strategico Nazionale. 8
9 La nuova struttura degli Obiettivi e le corrispondenti tipologie di Programma e Fondo per l Italia Programmazione Obiettivo Tipologia di Programma e Fondo Obiettivo Convergenza Ridurre il divario tra Stati membri e Regioni meno sviluppate, contribuendo prioritariamente alla politica di coesione ed al conseguimento delle priorità comunitarie PO (FESR) PO (FSE) Obiettivo Competitività regionale e occupazione Rafforzare la competitività delle regioni e l occupazione concentrando gli interventi su l innovazione e l economia basata sulla conoscenza, sull ambiente e la prevenzione dei rischi, sull accessibilità e i servizi di interesse economico generale PO (FESR) PO (FSE) Obiettivo Cooperazione territoriale Rafforzare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale PO (FESR) 1.2 Programmazione unitaria della politica di sviluppo Il Quadro Strategico Nazionale (QSN), descrivendo le modalità di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo , prevede che le risorse finanziarie della politica regionale (fondi comunitari e relativi fondi nazionali di cofinanziamento nonché fondi nazionali afferenti al Fondo per le Aree Sottoutilizzate) e della politica ordinaria regionale (risorse ordinarie dei bilanci) siano programmate e gestite nel quadro di una strategia unitaria. Il processo di programmazione unitaria si articola in tre fasi: - definizione della strategia specifica (territoriale/settoriale) da parte delle singole Amministrazioni titolari di intervento mediante l elaborazione di un Documento Strategico; - definizione istituzionale delle priorità, degli obiettivi, degli strumenti e delle responsabilità per l attuazione della strategia di intervento nell ambito della cooperazione Stato-Regione, con la stipula dell Intesa Istituzionale di Programma; - definizione degli strumenti per la realizzazione della strategia, rappresentati essenzialmente dall Accordo di programma Quadro e dallo Strumento di Attuazione Regionale. 9
10 A fronte della programmazione unitaria, deve corrispondere un processo di armonizzazione dei meccanismi di gestione, sorveglianza e controllo finanziario dei diversi fondi coinvolti (Fondi Strutturali comprensivi della quota nazionale, FAS e fondi della politica ordinaria regionale). La programmazione unitaria è, rivolta, tra l altro, ad assicurare il rispetto del principio di aggiuntività della politica regionale a quella ordinaria 6 e del principio di addizionalità delle risorse comunitarie a quelle nazionali 7. La programmazione dei Fondi strutturali nel periodo dovrà inserirsi nell ambito del processo di programmazione unitaria precedentemente descritto. 1.3 Riduzione del numero di Fondi strutturali mediante esclusione da questi dei Fondi destinati allo sviluppo rurale e alla pesca Il numero di Fondi che forniscono assistenza nell ambito della politica di coesione è ridotto a tre (FESR, FSE e Fondo di Coesione), rispetto ai sei (FESR, FSE, FEOGA Sezione Orientamento, FEOGA Sezione Garanzia, SFOP e Fondo di Coesione) previsti nella precedente programmazione. I nuovi strumenti che forniscono un sostegno allo sviluppo rurale (FEASR) ed al settore della pesca (FEP) sono stati, infatti, rispettivamente integrati nella politica agricola comune e nella politica comune della pesca. Tale novità rappresenta, quindi, una notevole semplificazione per la programmazione dei Fondi strutturali. Inoltre la nuova programmazione prevede anche un diverso utilizzo dei Fondi strutturali. Per ogni obiettivo, infatti, ogni Amministrazione titolare potrà predisporre Programmi Operativi monofondo, ad indicare una più marcata distinzione delle specificità dei singoli Fondi strutturali (Specificità dei Fondi). Di seguito si riporta una figura che illustra, per l Italia, i Programmi Operativi monofondo corrispondenti ai singoli obiettivi: 6 Il vincolo di destinazione territoriale della spesa in conto capitale ordinaria a favore del Mezzogiorno, per il periodo , è pari al 30% 7 Il vincolo di addizionalità delle risorse comunitarie a quelle nazionali varia in funzione della tipologia di spesa e del settore di intervento; per un analisi di dettaglio si veda il QSN approvato nel mese di Marzo
11 La Specificità dei Fondi Obiettivo Programmazione Tipologia di Programma e Fondo Obiettivo Convergenza PO (FESR) PO (FSE) Obiettivo Competitività regionale e occupazione PO (FESR) PO (FSE) Obiettivo Cooperazione territoriale PO (FESR) 1.4 Decentramento delle responsabilità La Commissione ha rafforzato il processo di decentramento delle responsabilità a favore dei partenariati, delle Regioni e degli altri Enti locali. In particolare la nuova disciplina attribuisce una forte responsabilità alle Amministrazioni titolari di intervento nell attuazione dei Programmi Operativi sia con riferimento all impostazione e all organizzazione dei sistemi di gestione e controllo sia delegando le responsabilità del controllo a tali Amministrazioni in modo inversamente proporzionale alla dimensione dei Programmi e al contributo dei Fondi strutturali (proporzionalità del controllo). La stessa disciplina ha introdotto alcuni elementi di semplificazione che riguardano, in via principale, l eliminazione del Complemento di Programmazione e la possibilità, per i Programmi di minore dimensione (ex art. 74 del Reg. (CE) 1083/2006), di adottare un modello organizzativo più snello. 1.5 Proporzionalità In conseguenza del principio di semplificazione e decentramento, il quadro normativo dispone che il grado di intervento della Commissione nel controllo di un Programma Operativo debba essere proporzionale all entità della spesa pubblica e alla percentuale di contributo comunitario rispetto alla spesa pubblica. Ciò implica un aumento della responsabilità dello Stato membro in riferimento ai programmi di minore dimensione e cofinanziati maggiormente con fondi nazionali, come stabilito dall art. 74 del Reg. (CE) n. 1083/
12 1.6 Rafforzamento dei sistemi di gestione e controllo Il rafforzamento dei sistemi di gestione e controllo dei Programmi Operativi è una condizione necessaria affinché sia incrementata la salvaguardia del corretto utilizzo delle risorse comunitarie e, al contempo, nazionali destinate a tali Programmi. L articolo 70 del Regolamento 1083/2006 stabilisce che gli Stati membri sono responsabili della gestione e del controllo dei Programmi Operativi in particolare mediante le seguenti misure: a. garantiscono che i sistemi di gestione e controllo dei programmi operativi siano istituiti in conformità alla normativa comunitaria di riferimento (art dello stesso Regolamento); b. prevengono, individuano e correggono le irregolarità e recuperano gli importi indebitamente versati compresi, se del caso, gli interessi di mora. Essi ne danno notifica alla Commissione e la informano sull'andamento dei procedimenti amministrativi e giudiziari. La normativa comunitaria per la programmazione dei Fondi Strutturali introduce, rispetto al precedente periodo di programmazione, alcune precise innovazioni nella disciplina di detti sistemi, evidentemente rivolte al loro miglioramento. Tali innovazioni in via principale riguardano: la definizione di una nuova struttura organizzativa dei sistemi di gestione e controllo, rispetto al periodo di programmazione , con l istituzione, accanto all Autorità di Gestione, dell Autorità di Certificazione e dell Autorità di Audit; l introduzione di una valutazione di conformità preventiva sull adeguatezza dei sistemi di gestione e controllo, da effettuarsi precedentemente alla prima domanda di pagamento o comunque entro dodici mesi dall approvazione del Programma Operativo. Per i Programmi Operativi italiani, tale valutazione potrà essere svolta da IGRUE; l introduzione di disposizioni inerenti alla metodologia di campionamento delle operazioni da sottoporre a controllo di secondo livello da parte dell Autorità di Audit; l introduzione, nel Reg. (CE) n. 1828/2006 recante norme di attuazione del Reg. (CE) n. 1083/2006 e del Reg. (CE) n. 1080/2006, di una disciplina organica relativa alla gestione dei recuperi degli importi indebitamente versati nonché 12
13 alla comunicazione e al monitoraggio delle irregolarità riscontrate e degli interventi correttivi intrapresi. L art. 58 del Regolamento 1083/2006 fissa in modo chiaro e dettagliato i seguenti principi generali dei sistemi di gestione e controllo: la chiara definizione e assegnazione delle funzioni degli organismi coinvolti; un adeguata separazione delle funzioni per ciascun organismo; procedure atte a garantire la correttezza e la regolarità delle spese dichiarate nell ambito del Programma Operativo; sistemi di contabilità, sorveglianza e informativa finanziaria informatizzati; un sistema di informazione e sorveglianza nei casi in cui l organismo responsabile affida l esecuzione dei compiti a un altro organismo; disposizioni per la verifica del funzionamento dei sistemi; sistemi e procedure per garantire una pista di controllo adeguata; procedure di informazione e sorveglianza per le irregolarità e il recupero degli importi indebitamente versati. Per tale motivo, il sistema di gestione e controllo adottato dalle singole Amministrazioni deve ispirarsi ai precedenti principi e, a tale fine, deve fondarsi sui seguenti elementi: 1. adeguata organizzazione preposta alla gestione e al controllo e precisazione delle diverse funzioni degli organismi coinvolti; 2. procedure di gestione chiare e conformi alla normativa comunitaria e nazionale di riferimento; 3. procedure e strumenti di controllo chiari e adeguati al fine di prevenire o gestire in maniera efficace le irregolarità. Il presente documento ha per scopo la definizione di linee di indirizzo in merito a tali elementi. 13
14 PARTE II - L ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI SISTEMI DI GESTIONE E CONTROLLO 1. Gli organi di gestione e controllo e le loro principali funzioni ai sensi della normativa comunitaria L architettura complessiva del nuovo dispositivo regolamentare, rispetto al periodo di programmazione , pone con maggior enfasi l accento sulla necessità di assicurare la sana gestione finanziaria dei Programmi Operativi, attraverso la predisposizione di un sistema di gestione e controllo incentrato sulla precisa ripartizione delle competenze tra i diversi soggetti coinvolti nell attuazione degli interventi. In particolare, la normativa individua con chiarezza 8 quali siano le autorità e gli organismi responsabili della gestione e del controllo dei Programmi Operativi nonché le loro competenze e funzioni, fornendo un modello organizzativo di base al quale tutti gli Stati membri devono adeguarsi. Ciò implica necessariamente che le Amministrazioni titolari si adoperino tempestivamente per conformare l assetto organizzativo e procedurale dei sistemi di gestione e controllo alle nuove disposizioni normative. Al contempo, tali Amministrazioni dovranno provvedere all adeguamento delle capacità professionali delle risorse coinvolte, anche attraverso la predisposizione di corsi formativi in grado di adeguare le conoscenze e migliorare la governance del sistema. Nel seguito, si indicano gli organismi di gestione e controllo previsti nell ambito della programmazione , riportandone le funzioni prescritte dalla nuova normativa comunitaria. 1.1 Le Autorità del Programma Operativo L art. 59 del Regolamento 1083/2006 stabilisce che per ciascun Programma Operativo (nel seguito anche PO) siano istituite: a. un Autorità di Gestione ovvero un autorità pubblica o un organismo pubblico o privato, nazionale, regionale o locale designato dallo Stato Membro per gestire il Programma Operativo ; b. un Autorità di Certificazione ovvero un autorità pubblica o un organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, designato dallo Stato Membro per certificare le dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima del loro invio alla Commissione. c. un Autorità di Audit ovvero un autorità pubblica o un organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, funzionalmente indipendente dall autorità di 8 Art.60, 61 e 62 del Reg. (CE) 1083/
15 gestione e dall autorità di certificazione, designato dallo Stato Membro per ciascun Programma Operativo con la responsabilità di verificare l efficace funzionamento del sistema di gestione e controllo. L art. 59 stabilisce che la stessa Autorità può essere designata per più di un Programma Operativo. Si riporta di seguito il dettaglio delle funzioni assegnate alle predette Autorità, come da normativa di riferimento. 1.2 Autorità di Gestione L articolo 60 del Regolamento 1083/2006 stabilisce che l Autorità di Gestione è responsabile della gestione e attuazione del Programma Operativo conformemente al principio della sana gestione finanziaria. In particolare essa è tenuta a svolgere le seguenti funzioni: a) garantire che le operazioni destinate a beneficiare di un finanziamento siano selezionate conformemente ai criteri applicabili al Programma Operativo e siano conformi alle norme comunitarie e nazionali applicabili per l intero periodo di attuazione A tale proposito, l Autorità di Gestione deve prevedere procedure e criteri per la selezione dei progetti coerenti con le finalità e la tempistica del Programma e delle sue priorità; al contempo, tali procedure e criteri devono attagliarsi alla tipologia di operazioni (in particolare opere pubbliche, acquisizione di beni e servizi, erogazione di finanziamenti o servizi a singoli beneficiari, formazione) nonché alla relativa normativa di riferimento. I criteri di selezione devono inoltre conformarsi agli obiettivi comunitari di parità tra uomini e donne e non discriminazione (art. 16 del Reg. 1083/2006) e di sviluppo sostenibile (art. 17 del Reg. 1083/2006), in funzione della rilevanza che tali obiettivi assumono in relazione alla tipologia di operazioni. Infine, l Autorità di Gestione deve assicurarsi che tali procedure e criteri di selezione risultino adeguati per tutta la durata della programmazione, anche mediante loro aggiornamenti in conformità alle modifiche della normativa di riferimento. I criteri di selezione proposti dall Autorità di Gestione per le singole categorie di operazioni e le loro eventuali revisioni devono essere approvati dal Comitato di Sorveglianza. b) verificare che i prodotti e i servizi cofinanziati siano forniti e l effettiva esecuzione delle spese dichiarate dai beneficiari in relazione alle operazioni, nonché la conformità di tali spese alle norme comunitarie e nazionali; possono essere effettuate verifiche in loco di singole operazioni su base campionaria conformemente alle modalità di applicazione che devono essere adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 103, paragrafo 3 del Reg. (CE) 1083/
16 L Autorità di Gestione deve verificare l ammissibilità delle spese sostenute per le attività di un PO secondo i seguenti principi: principio dell effettività, in base al quale occorre verificare che la spesa sia concretamente sostenuta e sia connessa all operazione cofinanziata; principio della legittimità, in base al quale occorre verificare che la spesa sostenuta sia conforme alla normativa comunitaria e nazionale; principio di localizzazione dell opera cofinanziata, in base al quale occorre verificare che la spesa sostenuta sia relativa ad una operazione localizzata nel territorio interessato dal Programma; principio della prova documentale, in base al quale occorre verificare che la spesa sostenuta sia comprovata da fatture quietanzate o da altri documenti contabili aventi forza probatoria equivalente. Per garantire tale verifica, l Autorità di Gestione deve predisporre apposite procedure sia per il controllo documentale sia per il controllo in loco delle operazioni cofinanziate (controlli di primo livello). I controlli di primo livello devono essere appropriatamente documentati. c) garantire l esistenza di un sistema informatizzato di registrazione e conservazione dei dati contabili relativi a ciascuna operazione svolta nell ambito del Programma Operativo, nonché la raccolta dei dati relativi all attuazione necessari per la gestione finanziaria, la sorveglianza, le verifiche, gli audit e la valutazione L Autorità di Gestione deve prevedere la creazione di un sistema informatizzato nel quale registrare i dati relativi all avanzamento fisico, finanziario e procedurale delle singole operazioni di un PO nonché i dati relativi alle verifiche delle operazioni (in primis controlli di primo livello). Il sistema fornisce la base di dati per alimentare il monitoraggio e il controllo del Programma e la relativa reportistica richiesta dalla normativa. A tale proposito, l Autorità di Gestione deve prevedere procedure per la corretta e tempestiva alimentazione di tali sistemi. d) garantire che i beneficiari e gli altri organismi coinvolti nell attuazione delle operazioni mantengano un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative all operazione, ferme restando le norme contabili nazionali L Autorità di Gestione deve assicurare che essa stessa, gli uffici da essa dipendenti (es. Uffici Competenti per le Operazioni), gli Organismi Intermedi e i Beneficiari siano 16
17 adeguatamente informati sulla necessità di organizzare, per le operazioni cofinanziate, un sistema di contabilità tale da consentire la rapida rintracciabilità di tutte le transazioni relative all operazione cofinanziata. In particolare, tale sistema deve garantire la separabilità delle transazioni legate al PO da quelle inerenti alle altre attività dei predetti soggetti. Tali soggetti devono, nei modi stabiliti dall Autorità di Gestione, fornire appropriate garanzie in merito alla capacità del loro sistema contabile di evidenziare le singole transazioni connesse all operazione cofinanziata. e) garantire che le valutazioni dei Programmi Operativi di cui all articolo 48, paragrafo 3 siano svolte in conformità dell'articolo 47 L Autorità di Gestione deve garantire che le valutazioni intermedie siano effettuate da organismi esperti funzionalmente indipendenti dalle Autorità di Certificazione e di Audit. Essa deve inoltre garantire che i valutatori ricevano tutte le informazioni necessarie all analisi dell attuazione del PO e del raggiungimento degli obiettivi in esso definiti e che i risultati delle valutazioni siano trasmessi al Comitato di Sorveglianza. f) stabilire procedure per far sì che tutti i documenti relativi alle spese e agli audit necessari per garantire una pista di controllo adeguata siano conservati secondo quanto disposto dall'articolo 90 L Autorità di Gestione deve prevedere procedure per assicurare che tutti i documenti di carattere amministrativo e contabile relativi alla selezione delle operazioni, alla realizzazione fisica e finanziaria delle operazioni, alla rendicontazione della spesa a valere sul Programma nonché le check list utilizzate per i controlli su dette operazioni siano dettagliati all interno della pista di controllo e siano archiviati secondo le indicazioni fornite nella pista medesima. Tali procedure devono altresì garantire la sicurezza degli archivi e la conservazione di essi nei tre anni successivi alla chiusura del PO. g) garantire che l Autorità di Certificazione riceva tutte le informazioni necessarie in merito alle procedure e verifiche eseguite in relazione alle spese ai fini della certificazione Affinché l Autorità di Certificazione possa predisporre la Dichiarazione certificata delle spese e la relativa domanda di pagamento, l Autorità di Gestione le trasmette, oltre ai dati di spesa, anche le check list di verifica della corretta esecuzione delle procedure di attuazione finanziaria delle singole operazioni cofinanziate nonché di ammissibilità della spesa al cofinanziamento comunitario. h) guidare i lavori del Comitato di Sorveglianza e trasmettergli i documenti richiesti per consentire una sorveglianza qualitativa dell attuazione del Programma Operativo, tenuto conto dei suoi obiettivi specifici 17
18 Entro tre mesi dalla notifica di approvazione di un PO, lo Stato Membro e l Autorità di Gestione devono istituire un Comitato di Sorveglianza che ha la funzione di controllare la qualità dell attuazione del PO. L Autorità di Gestione presiede il Comitato, ne organizza i lavori e, con il dovuto anticipo, fornisce ai singoli membri del Comitato stesso i documenti contenenti le informazioni utili alla discussione degli argomenti all ordine del giorno delle singole convocazioni. i) elaborare e presentare alla Commissione, previa approvazione del Comitato di Sorveglianza, i rapporti annuali e finali di esecuzione L Autorità di Gestione, ogni anno entro il 30 giugno, deve elaborare una relazione annuale in cui riporta un quadro esaustivo dell attuazione del Programma Operativo. Tale relazione deve essere inviata, a cura della stessa Autorità di Gestione, alla Commissione. L Autorità di Gestione deve altresì dar seguito alle eventuali osservazioni della Commissione. Allo stesso modo, l Autorità di Gestione ha il compito di elaborare e presentare alla Commissione entro il 31/03/2017 la relazione finale sull attuazione del PO che, unitamente all ultima Dichiarazione certificata di spesa, alla relativa domanda di pagamento nonché alla dichiarazione di chiusura dell Autorità di Audit, costituisce la documentazione necessaria al pagamento del saldo finale. j) garantire il rispetto degli obblighi in materia di informazione e pubblicità previsti all articolo 69 L Autorità di Gestione deve prevedere procedure per assicurare che le informazioni rilevanti connesse all attuazione dei Programmi cofinanziati e delle operazioni in esse contenute arrivino correttamente ai potenziali Beneficiari nonché all opinione pubblica, evidenziando il ruolo dell Unione Europea e garantendo la trasparenza nell utilizzo dei Fondi. A tale proposito, l Autorità di Gestione è responsabile di redigere e attuare un piano di comunicazione ai sensi della sezione 1 del Regolamento 1828/2006 nonché di verificare la sua concreta attuazione. k) trasmettere alla Commissione le informazioni che le consentano di valutare i grandi progetti L Autorità di gestione deve acquisire dai Beneficiari tutte le informazioni relative ai Grandi Progetti previsti all interno del PO. Sulla base di tale informazioni, l Autorità di Gestione dovrà elaborare e trasmettere alla Commissione le Schede Grandi Progetti contenenti gli elementi previsti dall art. 40 del Reg. (CE) 1083/2006, che consentano alla Commissione stessa di eseguire una valutazione approfondita dell opera e di adottare una decisione per la concessione del contributo finanziario dei Fondi. 18
19 1.3 Autorità di Certificazione L articolo 61 del Regolamento 1083/2006 stabilisce che l Autorità di Certificazione di un Programma Operativo svolge principalmente i seguenti compiti: a) elaborare e trasmettere alla Commissione le dichiarazioni certificate delle spese e le domande di pagamento l Autorità di Certificazione è responsabile della redazione della Dichiarazione certificata delle spese e della relativa domanda di pagamento del contributo, articolate per asse prioritario. Tale attività è svolta sulla base delle informazioni ricevute da parte dell Autorità di Gestione del PO. Le domande di pagamento sono trasmesse elettronicamente a IGRUE e all Amministrazione capofila per fondo, che provvede a inoltrarle alla Commissione. b) certificare che: la dichiarazione delle spese è corretta, proviene da sistemi di contabilità affidabili ed è basata su documenti giustificativi verificabili; le spese dichiarate sono conformi alle norme comunitarie e nazionali applicabili e sono state sostenute in rapporto alle operazioni selezionate per il finanziamento conformemente ai criteri applicabili al Programma e alle norme comunitarie e nazionali L Autorità di Certificazione ha il compito cruciale di assicurare che le spese dichiarate siano completamente e correttamente documentate e che, al contempo, esse rispettino sia le norme sia le indicazioni e i criteri stabiliti per il finanziamento delle singole categorie di operazioni. A tale proposito, l Autorità di Certificazione svolge le seguenti attività: garantisce, sulla base delle Dichiarazioni di spesa fornite dall Autorità di Gestione nonché delle check list di controllo di primo livello, che tutte le spese sono state sostenute, sono state correttamente rendicontate, e sono state sottoposte al controllo di primo livello; garantisce che le spese dichiarate dall Autorità di Gestione sono chiaramente riconducibili agli importi risultanti dal sistema informatizzato di registrazione e conservazione dei dati contabili relativi a ciascuna operazione, predisposto e gestito dall Autorità di Gestione ai sensi dell art. 60 lettera c); effettua a campione controlli sulla documentazione di spesa riguardante le operazioni rendicontate dall Autorità di Gestione, al fine di verificare 19
20 sia l ammissibilità della spesa controllata sia la correttezza dei processi di rendicontazione e di controllo di primo livello adottati. c) garantire ai fini della certificazione di aver ricevuto dall Autorità di Gestione informazioni adeguate in merito alle procedure seguite e alle verifiche effettuate in relazione alle spese figuranti nelle dichiarazioni di spesa Al fine di poter certificare le spese sostenute nell ambito di un PO, l Autorità di Certificazione riceve dall Autorità di Gestione sia la rendicontazione delle spese sostenute per ciascuna operazione sia apposite check list che dimostrino l esecuzione dei controlli di primo livello sulla corretta esecuzione delle procedure gestionali nonché sull ammissibilità della spesa in relazione a dette operazioni. d) tener conto, ai fini della certificazione, dei risultati di tutte le verifiche svolte dall Autorità di Audit o sotto la sua responsabilità L Autorità di Certificazione è informata dall Autorità di Audit in merito agli esiti delle verifiche effettuate da quest ultima. Con riferimento alle verifiche svolte dall Autorità di Audit sulle spese già dichiarate alla Commissione e a IGRUE, nel caso emergano spese non ammissibili, l Autorità di Certificazione deve provvedere alla loro deduzione in occasione della successiva certificazione della spesa. Con riferimento alla verifiche sul sistema di gestione e controllo condotte dall Autorità di Audit, qualora emergano irregolarità sistemiche riferite ad uno o più gruppi di operazioni, l Autorità di Certificazione, in funzione della gravità delle irregolarità, deve sospendere la certificazione delle spese riferite a tale gruppo o a tali gruppi di operazioni fino al momento in cui una decisione in merito (es. rettifica finanziaria) non sia adottata. e) mantenere una contabilità informatizzata delle spese dichiarate alla Commissione L Autorità di Certificazione dovrà registrare su un sistema informatizzato le spese, tra quelle dichiarate dall Autorità di Gestione, che sono alla base delle singole Dichiarazioni certificate di spesa trasmesse alla Commissione. In particolare, il sistema informatizzato deve fornire quelle informazioni in grado di rispondere a quanto previsto nell'allegato III del Regolamento (CE) 1828/2006, parte B, campi 35, 36 e 37 (totale delle spese ammissibili dichiarate per l operazione e incluse nella dichiarazione di spesa inviata alla Commissione dall autorità di certificazione; data dell ultima dichiarazione di spesa dell autorità di certificazione contenente le spese dell operazione). Inoltre, l Autorità di Certificazione può accedere al sistema informatizzato integrato Nuovo Sistema Finanziario mediante il quale può compilare e trasmettere sia alla Commissione (per il tramite delle Amministrazioni capofila per Fondo) sia al Ministero dell Economia e delle Finanze - IGRUE le dichiarazioni certificate di spesa e la relativa 20
21 domanda di pagamento del contributo comunitario e del corrispondente contributo nazionale. Il sistema consente altresì l archiviazione delle dichiarazioni certificate delle spese e delle domande di pagamento precedentemente trasmesse. f) tenere una contabilità degli importi recuperabili e degli importi ritirati a seguito della soppressione totale o parziale della partecipazione a un'operazione. Gli importi recuperati sono restituiti al bilancio generale dell'unione Europea prima della chiusura del Programma Operativo detraendoli dalla dichiarazione di spesa successiva L Autorità di Certificazione, ai fini della corretta certificazione delle spese ammissibili, è responsabile della contabilità delle somme recuperabili individuate in base alle verifiche dalla stessa effettuate ovvero effettuate dall Autorità di Gestione, dall Autorità di Audit, dalla Commissione Europea, da IGRUE nonché da altro organismo di ispezione e controllo comunitario e nazionale. L Autorità di Certificazione, inoltre, tiene la contabilità dei recuperi delle somme indebitamente erogate, effettuati sotto la responsabilità dell Autorità di Gestione. Inoltre la stessa Autorità di Certificazione tiene la contabilità degli importi ritirati a seguito della soppressione parziale o totale del contributo. L Autorità di Certificazione effettua la detrazione degli importi recuperati o ritirati dalla prima dichiarazione di spesa disponibile, comunque prima della chiusura del Programma Operativo. 1.4 Autorità di audit L art. 62 del Reg. (CE) 1083/2006 stabilisce che l Autorità di Audit svolge le seguenti funzioni: a) garantire che le attività di audit siano svolte per accertare l'efficace funzionamento del sistema di gestione e di controllo del Programma Operativo L Autorità di Audit programma e svolge appositi controlli diretti a verificare che il sistema di gestione e controllo predisposto dall Autorità di Gestione sia in grado di assicurare che le operazioni vengano realizzate nel rispetto delle norme di riferimento comunitarie e nazionali e che, a tale fine, siano definite e divulgate in maniera appropriata le procedure e gli strumenti per la gestione e il controllo delle operazioni. A tale fine, l Autorità di Audit svolge appropriate verifiche in merito all assetto organizzativo del sistema di gestione e controllo (compresa l organizzazione interna dell Autorità di Gestione e dell Autorità di Certificazione), alle procedure di programmazione, attuazione, rendicontazione e certificazione della spesa, al sistema di monitoraggio, ai sistemi di contabilità, alle procedure e agli strumenti per i controlli di primo livello, agli strumenti per assicurare un adeguata informazione e pubblicità delle operazioni, al rispetto delle politiche comunitarie in materia di ambiente, appalti pubblici, aiuti di stato, pari opportunità. 21
22 b) garantire che le attività di audit siano svolte su un campione di operazioni adeguato per la verifica delle spese dichiarate L Autorità di Audit, oltre ai controlli sull efficace funzionamento del sistema di gestione e controllo, svolge apposite verifiche in loco dirette ad accertare l effettività, la correttezza e l ammissibilità delle spese relative alle operazioni realizzate nell ambito del Programma Operativo. Tali verifiche devono riguardare un campione casuale di operazioni che sia rappresentativo dell universo delle operazioni del Programma Operativo (il campione deve comprendere operazioni relative a tutti gli assi prioritari, di diversa tipologia e dimensione finanziaria) e, dall altro, sia selezionato sulla base di una preventiva analisi dei rischi valutata a seguito dei controlli sul sistema. Il livello di confidenza del campione non deve essere inferiore al 60% con una soglia di rilevanza massima del 2%. Nel caso in cui il sistema sottoposto a verifica non sia ritenuto affidabile, il livello di confidenza del campione non può essere inferiore al 90%. c) presentare alla Commissione entro nove mesi dall approvazione del Programma Operativo una strategia di audit riguardante gli organismi preposti alle attività di audit di cui alla lettera a) e b), la metodologia utilizzata, il metodo di campionamento per le attività di audit sulle operazioni e la pianificazione indicativa delle attività di audit al fine di garantire che i principali organismi siano soggetti a audit e che tali attività siano ripartite uniformemente sull intero periodo di programmazione Entro nove mesi dall approvazione del Programma Operativo, l Autorità di Audit elabora e trasmette alla Commissione un apposito documento strategico contenente: - l indicazione dei soggetti che effettueranno gli audit relativi al sistema di gestione e controllo nonché dei soggetti che svolgeranno gli audit inerenti alle spese dichiarate; - la metodologia e gli strumenti che saranno utilizzati per lo svolgimento degli audit sia del sistema di gestione e controllo sia delle spese dichiarate nonché la metodologia per la selezione del campione di spesa da sottoporre ad audit basata su una corretta analisi dei rischi; - i cronoprogrammi delle attività di audit per il primo anno successivo all approvazione del Programma Operativo, riferiti sia alle verifiche del sistema di gestione e controllo sia alle verifiche delle spese dichiarate. Nel caso in cui un sistema comune si applichi a più programmi operativi, una strategia unica di audit può essere comunicata ai sensi della lettera c) 22
23 Qualora un unica Autorità di Audit sia istituita per svolgere gli audit su più Programmi Operativi, il predetto documento strategico contiene gli elementi richiesti per tutti i Programmi interessati. In tale caso, tuttavia, l Autorità di Audit deve tenere in debito conto le differenze di metodologia e di strumentazione necessari in funzione della diversità tipologica delle operazioni dei Programmi Operativi. d) entro il 31 dicembre di ogni anno, dal 2008 al 2015: presentare alla Commissione un rapporto annuale di controllo che evidenzi le risultanze delle attività di audit effettuate nel corso del periodo precedente di 12 mesi che termina il 30 giugno dell'anno in questione conformemente alla strategia di audit del Programma Operativo e le carenze riscontrate nei sistemi di gestione e di controllo del Programma. Il primo rapporto, che deve essere presentato entro il 31 dicembre 2008, copre il periodo dal 1º gennaio 2007 al 30 giugno Le informazioni relative alle attività di audit effettuate dopo il 1º luglio 2015 sono incluse nel rapporto finale di controllo a sostegno della dichiarazione di chiusura di cui alla lettera e); formulare un parere, in base ai controlli e alle attività di audit effettuati sotto la propria responsabilità, in merito all'efficace funzionamento del sistema di gestione e di controllo, indicando se questo fornisce ragionevoli garanzie circa la correttezza delle dichiarazioni di spesa presentate alla Commissione e circa la legalità e regolarità delle transazioni soggiacenti; presentare, nei casi previsti dall'articolo 88, una dichiarazione di chiusura parziale in cui si attesti la legittimità e la regolarità della spesa in questione Per ciascun Programma Operativo, entro il 31 dicembre di ogni anno l Autorità di Audit trasmette alla Commissione i rapporti annuali di controllo relativi agli audit eseguiti nei 12 mesi precedenti il 30 giugno dello stesso anno. Il primo rapporto, che deve essere presentato entro il 31 dicembre 2008, riguarda le attività di audit svolte nel periodo dal 1º gennaio 2007 al 30 giugno Ai rapporti annuali di controllo, l Autorità di Audit allega un suo parere sull efficace funzionamento del sistema di gestione e controllo del Programma Operativo, dichiarando se tale sistema assicura che le operazioni sono state realizzate conformemente alla normativa e alle indicazioni di riferimento. 23
24 Nella nuova programmazione è possibile procedere, ai sensi dell art. 88 del Regolamento (CE) 1083/2006, alla chiusura parziale di un Programma Operativo, ovvero alla chiusura delle sole operazioni completate entro il 31 dicembre dell anno precedente. Per operazione completata si intende un operazione per la quale tutte le spese dei Beneficiari sono state sostenute e il relativo contributo pubblico è stato erogato. Al fine di poter procedere alla chiusura parziale di un Programma Operativo, è necessario che entro il 31 dicembre: - l Autorità di Certificazione presenti una Dichiarazione certificata della spesa relativa alle operazioni completate; - l Autorità di Audit presenti una dichiarazione di chiusura parziale relativa alle stesse operazioni, che attesti la legittimità e la regolarità della spesa inserita nella predetta Dichiarazione. e) presentare alla Commissione, entro il 31 marzo 2017, una dichiarazione di chiusura che attesti la validità della domanda di pagamento del saldo finale e la legittimità e la regolarità delle transazioni soggiacenti coperte dalla dichiarazione finale delle spese, accompagnata da un rapporto di controllo finale Alla chiusura di un Programma Operativo, l Autorità di Audit deve fornire, oltre all ultima relazione annuale di controllo e all allegato parere e purché tale parere dimostri che il funzionamento del sistema di gestione e controllo è efficace, una dichiarazione che attesti che le spese del Programma sono state effettivamente sostenute, le stesse risultano legittime e regolari e che, pertanto, la domanda di pagamento di saldo è valida e fondata. 1.5 Organismo di pagamento Oltre alle Autorità, in relazione ai singoli Programmi Operativi devono essere designati: gli organismi che ricevono i pagamenti del contributo comunitario sotto forma di prefinanziamento, pagamenti intermedi e saldo finale; gli organismi che effettuano i pagamenti ai Beneficiari. A tale proposito, si propone che all interno delle Amministrazioni locali titolari di intervento, la Ragioneria Generale dell Amministrazione possa costituire l organismo di pagamento che, da un lato, riceve il contributo comunitario e nazionale e, dall altro, provvede al pagamento dei Beneficiari ovvero degli Organismi Intermedi. A livello nazionale, la gestione finanziaria dei Programmi Operativi resta affidata all Ispettorato Generale per i Rapporti Finanziari con l Unione Europea (IGRUE). In particolare, L IGRUE riceve dalla Commissione il contributo e successivamente 24
25 provvede a trasferire il contributo comunitario e il corrispondente contributo nazionale alle Ragionerie delle Amministrazioni locali titolari di intervento. In relazione ai Programmi Operativi gestiti da Amministrazioni centrali, IGRUE, ove previsto dalla normativa, può svolgere la funzione di pagamento direttamente ai Beneficiari. 1.6 Organismi Intermedi L art. 59 del Regolamento 1083/2006 stabilisce che uno o più Organismi Intermedi possono svolgere una parte o la totalità dei compiti dell Autorità di Gestione o di Certificazione, sotto la responsabilità di tali Autorità. In particolare, l Organismo Intermedio (di seguito anche OI) può svolgere attività di gestione, controllo di primo livello e certificazione della spesa nei confronti dei Beneficiari che attuano le operazioni. I compiti e le responsabilità riconosciute agli Organismi Intermedi variano in funzione del modello organizzativo prescelto. Per questo è necessario che il rapporto tra l Autorità di Gestione o di Certificazione e l Organismo Intermedio sia formalizzato e precisato dettagliatamente in una apposita convenzione, nella quale vengano chiaramente definiti i compiti e soprattutto le responsabilità dell Organismo stesso. 25

References: art. 74
 art. 13
 art. 71
 art. 71
 art. 74
 art. 74
 articolo 70
 art. 58
 art. 59
 Art.60
 art. 59
 articolo 60
 articolo 48
 articolo 69
 art. 40
 articolo 61
 art. 60
 art. 62
 art. 88
 art. 59