Source: https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/codiceproceduracivile.htm
Timestamp: 2020-06-06 04:02:29+00:00

Document:
Bosetti & Gatti - Codice di procedura civile
da 1 a 22 (omissis)
(comma così modificato dall'art. 31 della legge n. 220 del 2012)
24. Foro per le cause relative alle gestioni tutelari e patrimoniali
La norma indica un foro esclusivo ma derogabile: riguarda le cause concernenti un rapporto di gestione di beni altrui o di tutela dell'altrui persona, che abbia origine nella legge o nel provvedimento dell'autorità. La norma risulta applicabile alla tutela dei minori, degli interdetti, all'amministrazione dei beni dell'assente, del fondo patrimoniale dei coniugi, dei beni della comunione, dell'eredità giacente, alla custodia giudiziaria, al sequestro conservativo e giudiziario.
Ai fini della determinazione del foro competente è necessario aver riguardo o al luogo in cui la tutela e l'amministrazione sono state materialmente svolte ovvero, nel caso in cui l'esercizio sia avvenuto in più luoghi, a quello in cui la gestione si è svolta prevalentemente. Di norma tali luoghi coincidono con il domicilio dell'amministratore o dell'amministrato.
25. Foro della pubblica amministrazione
Per le cause nelle quali è parte un' amministrazione dello Stato è competente, a norma delle leggi speciali sulla rappresentanza e difesa dello Stato in giudizio e nei casi ivi previsti, il giudice del luogo dove ha sede l'ufficio dell'avvocatura dello Stato, nel cui distretto si trova il giudice che sarebbe competente secondo le norme ordinarie.
Quando l'amministrazione è convenuta, tale distretto si determina con riguardo al giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l'obbligazione o in cui si trova la cosa mobile o immobile oggetto della domanda.
da 26 a 32 (omissis)
33. Cumulo soggettivo
da 34 a 49 (omissis)
50. Riassunzione della causa
Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente avviene nel termine fissato nella ordinanza dal giudice e, in mancanza, in quello di tre mesi dalla comunicazione della ordinanza di regolamento o della ordinanza che dichiara l'incompetenza del giudice adito, il processo continua davanti al nuovo giudice.
51 Astensione del giudice
da 51 a 81 (omissis)
82. Patrocinio
Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede euro 1.100.
83 Procura alle liti
3. La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d'intervento del precetto o della domanda d'intervento nell'esecuzione. In tali casi l'autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore.
4. La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo quando nell'atto non è espressa volontà diversa. La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all'atto cui si riferisce
(comma così modificato dall'art. 1 della legge n. 141 del 1997)
da 84 a 90 (omissis)
(comma aggiunto dall'art. 13, comma 1, legge n. 10 del 2012)
92. Condanna alle spese per singoli atti. Compensazione delle spese
da 93 a 110 (omissis)
111. Successione a titolo particolare nel diritto controverso
Se il trasferimento a titolo particolare avviene a causa di morte il processo è proseguito dal successore universale o in suo confronto.
La sentenza pronunciata contro questi ultimi spiega sempre i suoi effetti anche contro il successore a titolo particolare ed è impugnabile anche da lui, salve le norme sull'acquisto in buona fede dei mobili e sulla trascrizione.
da 112 a 142 (omissis)
da 143. Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti
Se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario e non vi è il procuratore previsto nell'articolo 77, l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell'atto nella casa comunale dell'ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario.
(comma così modificato dall'art. 174 del d.lgs. n. 196 del 2003)
da 144 a 146 (omissis)
147. Tempo delle notificazioni.
da 146 a 155 (omissis)
156. Rilevanza della nullità
1. Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullità non è comminata dalla legge.
2. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo.
3. La nullità non può mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato.
da 157 a 185 (omissis)
185-bis. Proposta di conciliazione del giudice
(articolo introdotto dall'art. 77, comma 1, lettera a), legge n. 98 del 2013)
Il giudice, alla prima udienza, ovvero sino a quando è esaurita l'istruzione, deve formulare alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio.
da 186 a 281-quinquies (omissis)
281-sexies. Decisione a seguito di trattazione orale
da 282 a 294 (omissis)
295. Sospensione necessaria
da 296 a 344 (omissis)
345. Domande ed eccezioni nuove
(comma così modificato dal decreto-legge n. 83 del 2012, convertito dalla legge n. 143 del 2012)
da 346 a 347 (omissis)
348. Imporcedibilità dell'appello
Art. 348-bis. Inammissibilità dell'appello
(articolo introdotto dall'art. 54, comma 1, lettera a), legge n. 134 del 2012)
Art. 348-ter. Pronuncia sull'inammissibilità dell'appello
(articolo introdotto dall'art. 54, comma 1, lettera a), decreto-legge n. 83 del 2012)
All'udienza di cui all'articolo 350 il giudice, prima di procedere alla trattazione, sentite le parti, dichiara inammissibile l'appello, a norma dell'articolo 348-bis, primo comma, con ordinanza succintamente motivata, anche mediante il rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa e il riferimento a precedenti conformi.
da 349 a 350 (omissis)
351 Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria
Sull'istanza prevista dall'art. 283 il giudice provvede con ordinanza non impugnabile nella prima udienza.
La parte può, con ricorso al giudice, chiedere che la decisione sulla sospensione sia pronunciata prima dell'udienza di comparizione.
Davanti alla corte d'appello il ricorso è presentato al presidente del collegio. Il presidente del collegio o il tribunale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti in camera di consiglio, rispettivamente, davanti al collegio o davanti a sé. Con lo stesso decreto, se ricorrono giusti motivi di urgenza, può disporre provvisoriamente l'immediata sospensione dell'efficacia esecutiva o dell'esecuzione della sentenza; in tal caso, all'udienza in camera di consiglio il collegio o il tribunale, conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.
da 352 a 359 (omissis)
360 Sentenze impugnabili e motivi di ricorso
1. Le sentenze pronunziate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per Cassazione:
(numero così sostituito dall'art. 54, comma 1, lettera b), legge n. 134 del 2012)
2. Può inoltre essere impugnata con ricorso per Cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso l'impugnazione può proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
da 361 a 382 (omissis)
383. Cassazione con rinvio (omissis)
Nel caso previsto nell' articolo 360 secondo comma, la causa può essere rinviata al giudice che avrebbe dovuto pronunciare sull'appello al quale le parti hanno rinunciato.
(comma aggiunto dall'art. 54, comma 1, lettera c), legge n. 134 del 2012)
da 384 a 408 (omissis)
409 Controversie individuali di lavoro
1. Si osservano le disposizioni del presente Capo nelle controversie relative a:
410 Tentativo di conciliazione
(articolo così sostituito dall'art. 31, comma 1, legge n. 183 del 2010)
La conciliazione della lite da parte di chi rappresenta la pubblica amministrazione, anche in sede giudiziale ai sensi dell'articolo 420, commi primo, secondo e terzo, non può dar luogo a responsabilità, salvi i casi di dolo e colpa grave
410-bis Termine per l’espletamento del tentativo di conciliazione
(abrogato dall'art. 31, comma 16, legge n. 183 del 2010)
411 Processo verbale di conciliazione
(articolo così sostituito dall'art. 31, comma 3, legge n. 183 del 2010)
412 Verbale di mancata conciliazione
(articolo così sostituito dall'art. 31, comma 5, legge n. 183 del 2010)
Art. 412. – (Risoluzione arbitrale della controversia). – In qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al suo termine in caso di mancata riuscita, le parti possono indicare la soluzione, anche parziale, sulla quale concordano, riconoscendo, quando è possibile, il credito che spetta al lavoratore, e possono accordarsi per la risoluzione della lite, affidando alla commissione di conciliazione il mandato a risolvere in via arbitrale la controversia.
Il lodo è impugnabile ai sensi dell'articolo 808-ter. Sulle controversie aventi ad oggetto la validità del lodo arbitrale irrituale, ai sensi dell'articolo 808-ter, decide in unico grado il tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione è la sede dell'arbitrato. Il ricorso è depositato entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del lodo. Decorso tale termine, o se le parti hanno comunque dichiarato per iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovvero se il ricorso è stato respinto dal tribunale, il lodo è depositato nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è la sede dell'arbitrato. Il giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarità formale del lodo arbitrale, lo dichiara esecutivo con decreto
412-bis (Procedibilità della domanda)
412-ter (Altre modalità di conciliazione e arbitrato previste dalla contrattazione collettiva)
(articolo così sostituito dall'art. 31, comma 7, legge n. 183 del 2010)
La conciliazione e l'arbitrato, nelle materie di cui all'articolo 409, possono essere svolti altresì presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative.
412-quater (Altre modalità di conciliazione e arbitrato)
(articolo così sostituito dall'art. 31, comma 8, legge n. 183 del 2010)
413 Giudice competente
1. Le controversie previste dall'articolo 409 sono in primo grado di competenza del pretore in funzione di giudice del lavoro.
2. Competente per territorio è il giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto, ovvero si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto.
3. Tale competenza permane dopo il trasferimento della azienda o la cessazione di essa o della sua dipendenza, purché la domanda sia proposta entro sei mesi dal trasferimento o dalla cessazione.
4. Competente per territorio per le controversie previste dal n. 3) dell'articolo 409 è il giudice nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell'agente, del rappresentante di commercio o del titolare degli altri rapporti di cui al predetto n. 3) dell'articolo 409.
5. Qualora non trovino applicazione le disposizioni dei commi precedenti, si applicano quelle dell'art. 18.
6. Sono nulle le clausole derogative della competenza per territorio.
7. Competente per territorio per le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni è il giudice nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale il dipendente è addetto o era addetto al momento della cessazione del rapporto.
8. Nelle controversie nelle quali è parte una amministrazione dello Stato non si applicano le disposizioni dell’articolo 6 del Regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611.
(gli ultimi due commi sono stati aggiunti dall'art. 40 del decreto legislativo n. 80 del 1998)
414 Forma della domanda
415 Deposito del ricorso e decreto di fissatore dell'udienza
1. Il ricorso è depositato nella cancelleria del giudice competente insieme con i documenti in esso indicati.
2. Il giudice, entro cinque giorni dal deposito del ricorso, fissa, con decreto, l'udienza di discussione, alla quale le parti sono tenute a comparire personalmente.
3. Tra il giorno del deposito del ricorso e l'udienza di discussione non devono decorrere più di sessanta giorni.
4. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato al convenuto, a cura dell'attore, entro dieci giorni dalla data di pronuncia del decreto, salvo quanto disposto dall'art. 417.
5. Tra la data di notificazione al convenuto e quella dell'udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di 30 giorni.
6. Il termine di cui al comma precedente è elevato a quaranta giorni e quello di cui al terzo comma è elevato a ottanta giorni nel caso in cui la notificazione prevista dal quarto comma debba effettuarsi all'estero.
7. Nelle controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al quinto comma dell’articolo 413, il ricorso è notificato direttamente presso l’amministrazione destinataria ai sensi dell’articolo 144, secondo comma, del Codice di procedura civile. Per le amministrazioni statali o ad esse equiparate ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio si osservano le disposizioni delle leggi che prescrivono la notificazione presso gli uffici dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio.
(comma aggiunto dall'art. 41 del decreto legislativo n. 80 del 1998)
416 Costituzione del convenuto
2. La costituzione del convenuto si effettua mediante deposito in cancelleria di una memoria difensiva nella quale devono essere proposte a pena di decadenza, le eventuali domande in via riconvenzionale, e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio.
3. Nella stessa memoria il convenuto deve prendere posizione, in maniera precisa e non limitata ad una generica contestazione, circa i fatti affermati dall'attore a fondamento della domanda, proporre tutte le sue difese in fatto e in diritto ed indicare specificamente a pena di decadenza, i mezzi di prova dei quali intende avvalersi ed in particolare i documenti che deve contestualmente depositare.
417 Costituzione e difesa personali delle parti
1. In primo grado la parte può stare in giudizio personalmente quando il valore della causa non eccede le L. 250.000.
2. La parte che sta in giudizio personalmente propone la domanda nelle forme di cui all'art. 414 o si costituisce nelle forme di cui all'art. 416 con elezione di domicilio nell'ambito del territorio della Repubblica.
3. Può proporre la domanda anche verbalmente davanti al pretore che ne fa redigere processo verbale.
4. Il ricorso o il processo verbale con il decreto di fissazione dell'udienza devono essere notificati al convenuto e allo stesso attore a cura della cancelleria entro i termini di cui all'art. 415.
5. Alle parti che stanno in giudizio personalmente ogni ulteriore atto o memoria deve essere notificato dalla cancelleria.
417-bis (Difesa delle pubbliche amministrazioni)
1. Nelle controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al quinto comma dell’articolo 413, limitatamente al giudizio di primo grado le amministrazioni stesse possono stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti.
2. Per le amministrazioni statali o ad esse equiparate ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio, la disposizione di cui al comma precedente si applica salvo che l’Avvocatura dello Stato, competente per territorio, ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, determini di assumere direttamente la trattazione della causa dandone immediata comunicazione ai competenti uffici dell’amministrazione interessata nonché al Dipartimento della funzione pubblica anche per l’eventuale emanazione di direttive agli uffici per la gestione del contenzioso del lavoro. In ogni altro caso l’Avvocatura dello Stato trasmette immediatamente, e comunque non oltre 7 giorni dalla notifica degli atti introduttivi, gli atti stessi ai competenti uffici dell’amministrazione interessata per gli adempimenti di cui al comma precedente.
3. Gli enti locali, anche al fine di realizzare economie di gestione, possono utilizzare le strutture dell’amministrazione civile del ministero dell’Interno, alle quali conferiscono mandato nei limiti di cui al comma 1.
(articolo aggiunto dall'art. 42 del d.lgs. n. 80 del 1998)
4. Nella liquidazione ... degli onorari.
da 418 a 436 (omissis)
436-bis. Inammissibilità dell'appello e pronuncia
(articolo introdotto dall'art. 54, comma 1, lettera d), legge n. 134 del 2012)
da 437 a 494 (omissis)
495. Conversione del pignoramento
(articolo così modificato dall'art. 4, comma 3, legge n. 12 del 2019)
Unitamente all'istanza deve essere depositata in cancelleria, a pena di inammissibilità, una somma non inferiore ad un sesto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale. La somma è depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.
Quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili, il giudice con la stessa ordinanza può disporre, se ricorrono giustificati motivi, che il debitore versi con rateizzazioni mensili entro il termine massimo di quarantotto mesi la somma determinata a norma del terzo comma, maggiorata degli interessi scalari al tasso convenzionale pattuito ovvero, in difetto, al tasso legale. Ogni sei mesi il giudice provvede, a norma dell'articolo 510, al pagamento al creditore pignorante o alla distribuzione tra i creditori delle somme versate dal debitore (2).
Qualora il debitore ometta il versamento dell'importo determinato dal giudice ai sensi del terzo comma, ovvero ometta o ritardi di oltre trenta giorni il versamento anche di una sola delle rate previste nel quarto comma, le somme versate formano parte dei beni pignorati. Il giudice dell'esecuzione, su richiesta del creditore procedente o creditore intervenuto munito di titolo esecutivo, dispone senza indugio la vendita di questi ultimi.
da 496 a 513 (omissis)
514. Cose mobili assolutamente impignorabili
1) le cose sacre e quelle che servono all' esercizio del culto;
4) (abrogato dall'art. 3 della legge n. 52 del 2006)
6-bis) gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza ﬁni produttivi, alimentari o commerciali;
6-ter) gli animali impiegati ai ﬁni terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei ﬁgli.
(lettere 6-bis e 6-ter aggiunte dall'art. 77 della legge n. 221 del 2015)
da 515 a 547 (omissis)
548. Mancata dichiarazione del terzo
(articolo così sostituito dall'art. 1, comma 20, numero 3), legge n. 228 del 2012)
Se il pignoramento riguarda i crediti di cui all'articolo 545, terzo e quarto comma, quando il terzo non compare all'udienza stabilita, il credito pignorato, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione se l'allegazione del creditore consente l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore in possesso del terzo, e il giudice provvede a norma degli articoli 552 o 553.
(comma così modificato dall'art. 13, comma 1, legge n. 132 del 2015)
549. Contestata dichiarazione del terzo
(articolo sostituito dall'art. 1, comma 20, numero 4), legge n. 228 del 2012, poi così modificato dall'art. 18, comma 1, legge n. 132 del 2015)
da 550 a 559 (omissis)
560. Modo della custodia
(articolo così sostituito dall'art. 4, comma 2, legge n. 12 del 2019)
Il debitore e il terzo nominato custode debbono rendere il conto a norma dell’articolo 593. Il custode nominato ha il dovere di vigilare affinché il debitore e il nucleo familiare conservino il bene pignorato con la diligenza del buon padre di famiglia e ne mantengano e tutelino l’integrità. Il debitore e i familiari che con lui convivono non perdono il possesso dell’immobile e delle sue pertinenze sino al decreto di trasferimento, salvo quanto previsto dal sesto comma. Il debitore deve consentire, in accordo con il custode, che l’immobile sia visitato da potenziali acquirenti. Le modalità del diritto di visita sono contemplate e stabilite nell’ordinanza di cui all’articolo 569. Il giudice ordina, sentiti il custode e il debitore, la liberazione dell’immobile pignorato per lui ed il suo nucleo familiare, qualora sia ostacolato il diritto di visita di potenziali acquirenti, quando l’immobile non sia adeguatamente tutelato e mantenuto in uno stato di buona conservazione, per colpa o dolo del debitore e dei membri del suo nucleo familiare, quando il debitore viola gli altri obblighi che la legge pone a suo carico, o quando l’immobile non è abitato dal debitore e dal suo nucleo familiare. Al debitore è fatto divieto di dare in locazione l’immobile pignorato se non è autorizzato dal giudice dell’esecuzione. Fermo quanto previsto dal sesto comma, quando l’immobile pignorato è abitato dal debitore e dai suoi familiari il giudice non può mai disporre il rilascio dell’immobile pignorato prima della pronuncia del decreto di trasferimento ai sensi dell’articolo 586.
da 561 a 567 (omissis)
568. Determinazione del valore dell'immobile
569. Provvedimento per l'autorizzazione della vendita
A seguito dell'istanza di cui all'articolo 567 il giudice dell'esecuzione, entro quindici giorni dal deposito della documentazione di cui al secondo comma dell'articolo 567, nomina l'esperto che presta giuramento in cancelleria mediante sottoscrizione del verbale di accettazione e fissa l'udienza per la comparizione delle parti e dei creditori di cui all'articolo 498 che non siano intervenuti. Tra la data del provvedimento e la data fissata per l'udienza non possono decorrere più di novanta giorni. Salvo quanto disposto dagli articoli 565 e 566, non oltre trenta giorni prima dell'udienza, il creditore pignorante e i creditori già intervenuti ai sensi dell'articolo 499 depositano un atto, sottoscritto personalmente dal creditore e previamente notificato al debitore esecutato, nel quale è indicato l'ammontare del residuo credito per cui si procede, comprensivo degli interessi maturati, del criterio di calcolo di quelli in corso di maturazione e delle spese sostenute fino all'udienza. In difetto, agli effetti della liquidazione della somma di cui al primo comma dell'articolo 495, il credito resta definitivamente fissato nell'importo indicato nell'atto di precetto o di intervento, maggiorato dei soli interessi al tasso legale e delle spese successive. Salvo quanto disposto dagli articoli 565 e 566, non oltre trenta giorni prima dell’udienza, il creditore pignorante e i creditori già intervenuti ai sensi dell’articolo 499 depositano un atto, sottoscritto personalmente dal creditore e previamente notificato al debitore esecutato, nel quale è indicato l’ammontare del residuo credito per cui si procede, comprensivo degli interessi maturati, del criterio di calcolo di quelli in corso di maturazione e delle spese sostenute fino all’udienza. In difetto, agli effetti della liquidazione della somma di cui al primo comma dell’articolo 495, il credito resta definitivamente fissato nell’importo indicato nell’atto di precetto o di intervento, maggiorato dei soli interessi al tasso legale e delle spese successive.
(comma così modificato dall'art. 4, comma 3, legge n. 12 del 2018)
Con la stessa ordinanza, il giudice stabilisce, salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura, che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei casi previsti, l'incanto, nonché il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche, nel rispetto della normativa regolamentare di cui all’articolo 161-ter delle disposizioni per l’attuazione del presente codice.
da 570 a 631 (omissis)
631-bis. Omessa pubblicità sul portale delle vendite pubbliche
(articolo introdotto dall'art. 18, comma 1, legge n. 132 del 2015)
Se la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche non è effettuata nel termine stabilito dal giudice per causa imputabile al creditore pignorante o al creditore intervenuto munito di titolo esecutivo, il giudice dichiara con ordinanza l'estinzione del processo esecutivo e si applicano le disposizioni di cui all'articolo 630, secondo e terzo comma. La disposizione di cui al presente articolo non si applica quando la pubblicità sul portale non è stata effettuata perché i sistemi informatici del dominio giustizia non sono funzionanti, a condizione che tale circostanza sia attestata a norma dell'articolo 161-quater delle disposizioni per l'attuazione del presente codice.
632. Effetti dell'estinzione del processo
Con l'ordinanza che pronuncia l'estinzione è disposta sempre la cancellazione della trascrizione del pignoramento. Con la medesima ordinanza il giudice dell'esecuzione provvede alla liquidazione delle spese sostenute dalle parti, se richiesto, e alla liquidazione dei compensi spettanti all'eventuale delegato ai sensi dell'articolo 591-bis.
Avvenuta l'estinzione del processo, il custode rende al debitore il conto, che è discusso e chiuso davanti al giudice dell'esecuzione. Si applica la disposizione dell'articolo 310 ultimo comma.
633. Condizioni di ammissibilità
da 634 a 668 (omissis)
669. Giudizio separato per il pagamento di canoni.
669-bis. Forma della domanda.
669-ter. Competenza anteriore alla causa.
669-quater. Competenza in corso di causa.
669-quinquies. Competenza in caso di clausola compromissoria, di compromesso o di pendenza del giudizio arbitrale.
669-sexies. Procedimento.
Il giudice, sentite le parti omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto, e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto della domanda.
669-septies. Provvedimento negativo.
669-octies. Provvedimento di accoglimento.
669-novies. Inefficacia del provvedimento cautelare.
Se il procedimento di merito non è iniziato nel termine perentorio di cui all'articolo 669-octies, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue il provvedimento cautelare perde la sua efficacia.
669-decies. Revoca e modifica.
Nel corso dell'istruzione il giudice istruttore della causa di merito può, su istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare anche se emesso anteriormente alla causa se si verificano mutamenti nelle circostanze.
Se la causa di merito è devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato, ovvero se l'azione civile è stata esercitata o trasferita nel processo penale i provvedimenti previsti dal presente articolo devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare.
669-undecies. Cauzione.
669-duodecies. Attuazione.
669-terdecies. Reclamo contro i provvedimenti cautelari.
Contro l'ordinanza con la quale, prima dell'inizio o nel corso della causa di merito, sia stato concesso un provvedimento cautelare è ammesso reclamo nei termini previsti dall'articolo 739, secondo comma.
Il reclamo [contro i provvedimenti del pretore si propone al tribunale, quello] contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del quale non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Quando il provvedimento cautelare è stato emesso dalla Corte d'appello, il reclamo si propone ad altra sezione della stessa Corte o, in mancanza, alla Corte d'appello più vicina.
669-quaterdecies. Ambito di applicazione.
Le disposizioni della presente sezione si applicano ai provvedimenti previsti nelle sezioni II, III e V di questo capo, nonché, in quanto compatibili, agli altri provvedimenti cautelari previsti dal codice civile e dalle leggi speciali. L'articolo 669-septies si applica altresì ai provvedimenti di istruzione preventiva previsti dalla sezione IV di questo capo.
da 670 a 699 (omissis)
700 Condizioni per la concessione
1. Fuori dei casi regolati nelle precedenti Sezioni di questo Capo, chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli eletti della decisione sul merito.
701 Competenza
1. E competente a pronunciare sulla domanda il pretore del luogo in cui l'istante teme che stia per verificarsi il fatto dannoso, oppure il giudice istruttore quando vi è causa pendente per il merito.
702 Procedimento
1. Nel caso che il provvedimento sia chiesto al pretore, si procede a norma degli articoli 689 e seguenti, in quanto applicabili.
2. Nel pronunciare il provvedimento il pretore deve in ogni caso fissare un termine perentorio entro il quale l'istante è tenuto a iniziare il giudizio di merito di cui all'art. 700.
da 703 a 768 (omissis)
769. Istanza
da 770 a 790 (omissis)
791-bis. Divisione a domanda congiunta
(comma introdotto dall'art. 13, comma 1, legge n. 98 del 2013)
Quando non sussiste controversia sul diritto alla divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali gli eredi o condomini e gli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione possono, con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio, domandare la nomina di un notaio ovvero di un avvocato aventi sede nel circondario al quale demandare le operazioni di divisione. Le sottoscrizioni apposte in calce al ricorso possono essere autenticate, quando le parti lo richiedono, da un notaio o da un avvocato. Se riguarda beni immobili, il ricorso deve essere trascritto a norma dell’articolo 2646 del codice civile. Si procede a norma degli articoli 737 e seguenti del presente codice. Il giudice, con decreto, nomina il notaio eventualmente indicato dalle parti e, su richiesta di quest’ultimo, nomina un esperto estimatore.
Il notaio designato, sentite le parti e gli eventuali creditori iscritti o aventi causa da uno dei partecipanti che hanno acquistato diritti sull’immobile a norma dell’articolo 1113 del codice civile, nel termine assegnato nel decreto di nomina predispone il progetto di divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita. Alla vendita dei beni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative al professionista delegato di cui al Libro terzo, Titolo II, Capo IV. Entro trenta giorni dal versamento del prezzo il notaio predispone il progetto di divisione e ne dà avviso alle parti e agli altri interessati.
Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al Tribunale nel termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione. Sull’opposizione il giudice procede secondo le disposizioni di cui al Libro quarto, Titolo I, Capo III-bis; non si applicano quelle di cui ai commi secondo e terzo dell’articolo 702-ter. Se l’opposizione è accolta il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette le parti avanti al professionista incaricato.
da 792 a 814 (omissis)
815 Ricusazione degli arbitri
(articolo così modificato dal d.lgs. n. 40 del 2006)
La ricusazione è proposta mediante ricorso al presidente del tribunale indicato nell'articolo 810, secondo comma, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla notificazione della nomina o dalla sopravvenuta conoscenza della causa di ricusazione.
Il presidente pronuncia con ordinanza non impugnabile, sentito l'arbitro ricusato e le parti e assunte, quando occorre, sommarie informazioni.
da 816 a 819-bis (omissis)
819-ter. Rapporti tra arbitri e autorità giudiziaria
La competenza degli arbitri non è esclusa dalla pendenza della stessa causa davanti al giudice, né dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice. La sentenza, con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione a una convenzione d'arbitrato, e' impugnabile a norma degli articoli 42 e 43. L'eccezione di incompetenza del giudice in ragione della convenzione di arbitrato deve essere proposta, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta. La mancata proposizione dell'eccezione esclude la competenza arbitrale limitatamente alla controversia decisa in quel giudizio.
Nei rapporti tra arbitrato e processo non si applicano regole corrispondenti agli articoli 44, 45, 48 [, 50] e 295.
(La Corte costituzionale, con sentenza n. 223 del 2013, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma nella parte in cui esclude l’applicabilità di regole corrispondenti all’art. 50 del codice di procedura civile)
820 Termini per la decisione
1. Se le parti non hanno disposto altrimenti, gli arbitri debbono pronunciare il lodo nel termine di centottanta giorni dall'accettazione della nomina. Se gli arbitri sono più e l'accettazione non è avvenuta contemporaneamente da parte di tutti, il termine decorre dall'ultima accettazione. Il termine è sospeso quando è proposta istanza di ricusazione e fino alla pronuncia su di essa, ed è interrotto quando occorre procedere alla sostituzione degli arbitri.
2. Quando debbono essere assunti mezzi di prova o sia stato pronunciato lodo non definitivo, gli arbitri possono prorogare per una sola volta il termine e per non più di centottanta giorni.
3. Nel caso di morte di una delle parti il termine è prorogato di trenta giorni.
4. Le parti, d'accordo, possono consentire con atto scritto la proroga del termine.
da 821 a 824 (omissis)
825 Deposito del lodo
da 826 a 828 (omissis)
829. Casi di nullità
8) se il lodo e' contrario ad altro precedente lodo non più impugnabile o a precedente sentenza passata in giudicato tra le parti purché tale lodo o tale sentenza sia stata prodotta nel procedimento;

References: sentenza 

Art. 348

Art. 348
 sentenza 
 articolo 360

Art. 412
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza