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Timestamp: 2019-12-15 02:40:48+00:00

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Art. 2573 codice civile - Trasferimento del marchio - Brocardi.it
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Articolo 2573 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2573 Codice civile
Fonti → Codice civile → LIBRO QUINTO - Del lavoro → Titolo VIII - Dell'azienda → Capo III - Del marchio
Spiegazione dell'art. 2573 Codice civile
Il marchio puo essere trasferito solo in occasione del trasferimento dell'azienda o di un ramo particolare di questa e, in tal caso, non sono implicitamente trasferiti anche la ditta o la denominazione.
n tema di marchio, non comporta violazione del precetto contenuto nella norma in commento e nell'art. 15 r.d. n. 929/1942 (secondo cui il diritto esclusivo all'uso del marchio registrato puo essere trasferito soltanto per effetto della contestuale cessione dell'azienda o di un ramo particolare di essa) la semplice cessione, oltre che dell'uso esclusivo del marchio, del diritto di fabbricare e vendere in esclusiva il corrispondente prodotto, nonche dei particolari elementi eventualmente indispensabili per la realizzazione del prodotto medesimo, integrando tutto cio il trasferimento di una specifica organizzazione produttiva legittimamente qualificabile come «ramo di azienda» (Cass. n. 1424/2000).
Ai sensi del comma 2, quando il marchio e costituito da un segno figurativo, da una denominazione di fantasia, si presume che il diritto all'uso esclusivo si esso sia trasferito insieme al trasferimento dell'azienda.
Massime relative all'art. 2573 Codice civile
Cass. civ. n. 26901/2008
In tema di cessione del marchio, il divieto di alienazione separatamente dall'azienda o da un suo ramo particolare, previsto dall'art. 15 del R.D. 21 giugno 1942, n. 929 (nel testo, applicabile ratione temporis anteriore alle modifiche introdotte dal D.L.vo n. 480 del 1992), riguarda i contratti conclusi prima del 31 dicembre 1992, cioè della data di entrata in vigore della predetta novella, come statuito dall'art. 90 del D.L.vo citato.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 26901 del 10 novembre 2008)
Cass. civ. n. 14787/2007
Il divieto, previsto dall'art. 15 del R.D. 21 giugno 1942, n. 929 (nel testo, applicabile ratio-ne temporis anteriore alle modifiche introdotte dal D.L.vo 4 dicembre 1992, n. 480), di cedere il marchio separatamente dall'azienda, riguarda esclusivamente il trasferimento della titolarità, e non anche la concessione della licenza, sia pure esclusiva ma comunque temporanea, dell'uso del marchio.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 14787 del 26 giugno 2007)
Cass. civ. n. 1424/2000
In tema di marchio, non comporta violazione del precetto contenuto negli artt. 2573 c.c. e 15 R.D. n. 929 del 1942 (secondo cui il diritto esclusivo all'uso del marchio registrato può essere trasferito soltanto per effetto della contestuale cessione dell'azienda o di un ramo particolare di essa) la semplice cessione, oltre che dell'uso esclusivo del marchio, del diritto di fabbricare e vendere in esclusiva il corrispondente prodotto, nonché dei particolari elementi eventualmente indispensabili per la realizzazione del prodotto medesimo (nella specie, lemmi ingeneranti confusione con altra parola costituente marchio registrato di imprenditore concorrente), integrando tutto ciò il trasferimento di una specifica organizzazione produttiva legittimamente qualificabile come «ramo di azienda».
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1424 del 9 febbraio 2000)
Cass. civ. n. 6656/1995
L'art. 2573 c.c. (anteriormente alle modifiche introdottevi dal D.L.vo 4 dicembre 1992, n. 480 recante «Attuazione della direttiva CEE sul ravvicinamento della legislazione degli Stati membri in materia di marchi d'impresa») e l'art. 15 del R.D. 21 giugno 1942, n. 929, contenente disposizioni di analogo tenore, fanno divieto di cedere il marchio separatamente dall'azienda e stabiliscono inoltre la presunzione che la cessione di questa comporti la cessione di determinati marchi; dal che consegue la nullità ex art. 1418 c.c., per contrarietà a norme imperative, del contratto di cessione del marchio senza contestuale cessione dell'azienda, restando invece escluso che la sola cessione del primo implichi il sorgere della presunzione di cessione dell'azienda o del ramo di essa che realizza il prodotto al quale il marchio si riferisce.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 6656 del 13 giugno 1995)
Cass. civ. n. 2578/1995
Alla disposizione dell'art. 2573 c.c. (secondo la quale il diritto esclusivo all'uso del marchio registrato può essere trasferito solo con l'azienda o con un ramo particolare di questa), che è di stretta interpretazione, atteso il suo scopo di evitare frodi in danno del pubblico, si ottempera anche con il trasferimento del diritto di fabbricare il prodotto cui il marchio si riferisce, secondo le modalità tecniche protette dal brevetto, e con il trasferimento dei particolari elementi necessari, eventualmente, alla realizzazione del prodotto stesso. Pertanto, l'onere di provare la nullità della cessione del marchio, per mancato trasferimento dei predetti diritti ed elementi, incombe sul terzo che l'afferma.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2578 del 6 marzo 1995)
Cass. civ. n. 3034/1993
Non comporta la violazione del precetto contenuto negli artt. 2573 c.c. e 15 D.P.R.n. 929 del 1942 (secondo cui il diritto esclusivo all'uso del marchio registrato può essere trasferito soltanto con l'azienda o con un ramo particolare di essa) la cessione, oltre dell'uso esclusivo del marchio, del diritto di fabbricare e vendere in esclusiva il corrispondente prodotto, nonché dei particolari elementi eventualmente indispensabili per la realizzazione del prodotto medesimo (nella specie, disegni e conoscenze, atte a rendere possibile la produzione dei beni già commercializzati con lo stesso marchio, e dei relativi cataloghi), integrando un trasferimento di una specifica organizzazione produttiva, qualificabile come «ramo di azienda».
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3034 del 13 marzo 1993)
Cass. civ. n. 9404/1987
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9404 del 17 dicembre 1987)
Cass. civ. n. 5152/1983
Un negozio traslativo dell'azienda investe, salvo deroghe previste dalla legge o dalle parti, tutti, unitariamente, i suoi componenti, nonché i rapporti costituiti per l'esercizio dell'impresa, ed anche le azioni, sebbene non ancora proposte, atte a recuperare taluno dei componenti dell'azienda che sia stato invalidamente disaggregato mediante una precedente alienazione affetta da nullità. In particolare, con l'alienazione dell'azienda rimane trasferito all'acquirente, salvo diversa pattuizione delle parti, il diritto all'uso esclusivo del marchio costituito da una denominazione di fantasia (art. 2573, comma secondo, c.c.), e quindi, ove il marchio stesso sia stato oggetto di precedente trasferimento ad altri e affetto da nullità, anche l'azione diretta a far dichiarare tale nullità ed a recuperare il marchio all'azienda medesima.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5152 del 27 luglio 1983)
Cass. civ. n. 6259/1982
A norma dell'art. 2573 c.c. non occorre che la cessione del marchio sia contestuale o contemporanea al trasferimento dell'azienda, in quanto la ratio del divieto di alienazione non esige la contemporaneità dell'un trasferimento rispetto all'altro, ma richiede che la cessione del marchio possa ricollegarsi, secondo un rapporto di complementarietà economica, alla cessione dell'azienda, al fine di prevenire la possibilità di inganni e di frodi circa la provenienza del prodotto.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6259 del 20 novembre 1982)
relative all'articolo 2573 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 2573 Codice civile - Trasferimento del marchio | Quesito Q20112758
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domenica 13/03/2011 - Lazio
“L'affitto del marchio per un determinato corrispettivo annuo, e' deducibile ai fini fiscali?
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Autore: Uda Adele M.
Leasing e azienda a confronto verso una nuova modalità di circolazione dell'azienda: il leasing d'azienda. Tematica di grandissima attualità per i profili di rilevanza sia giuridica che economica. L'obiettivo principale di tale lavoro e della sottostante attività di ricerca, sia dottrinale sia giurisprudenziale, sia italiana sia straniera, oltre che dell'esame della contrattualistica in uso nella prassi, è rappresentato dall'analisi di una configurazione... (continua)

References: Articolo 2573

Articolo 2573

Cass. 
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