Source: https://toccaceliamministrazioni.com/news/page/2/
Timestamp: 2019-12-11 06:05:27+00:00

Document:
La stagione fredda è ormai arrivata.
Ci siamo già attivati per l’accensione degli impianti di riscaldamento.
LA DATA PREVISTA PER LEGGE PER L’ACCENSIONE E’ IL 15 DI OTTOBRE. SALVO ORDINANZE DI DEROGA.
Infatti molti non sanno che l’accensione degli impianti di riscaldamento è regolamentata. L’Italia è suddivisa in zone climatiche. Di queste il comprensorio Perugino è in ZONA E. Nella Zona E si possono attivare gli impianti di riscaldamento dal 15/10 al 15/04 di ogni anno e tenere accensioni per un massimo di 14 ore giornaliere. La materia è regolata dal DPR 26/08/1993 n. 412, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14/10/1993, S.O. n. 96 e successive modificazioni e integrazioni. Per accendere gli impianti prima della data prevista o spegnerli dopo serve un ordinanza Comunale che l’autorizzi. Stiamo aspettando le autorizzazioni Comunali. Dopodiché potremo far accendere gli impianti.
Stanotte alle ore 3:36 si è verificato il terremoto di magnitudo 6 in provincia di Rieti alla profondità di 4,2 Km. Fonte Istituto Nazionale di Geo-vulcanologia INGV. Al momento, anche se il terremoto è stato avvertito in modo abbastanza deciso, non ci risultano danni a Perugia, data anche la distanza dall’epicentro. Sono possibili ulteriori scosse di assestamento. Per qualsiasi segnalazione non esitate a contattarci.
A titolo informativo e a livello generale, informiamo che su Perugia città, i fabbricati di nuova generazione con struttura in cemento armato sono in grado di assorbire bene una scossa come quella verificatasi stanotte e non dovrebbero aver subito alcun danno.
SE VUOI PUOI DONARE 2 € MANDANDO SMS AL NUMERO SOPRA INDICATO (45500)
Ricordiamo che in caso di sisma è bene osservare queste semplici regole:
Anche se sembra banale mantenere la calma;
Non precipitarsi per le scale;
Non usare l’Ascensore che potrebbe bloccarsi;
Ripararsi sotto tavoli o scrivanie;
Ripararsi vicino a muri o strutture portanti;
Tenersi lontano da vetri o strutture fragili soggette a frantumarsi o scoppiare;
Se siete all’aperto non sostate in prossimità di edifici in quanto potrebbero cadere porzioni di murature, cornicioni o tegole;
Al termine delle scosse uscire con attenzione;
RINNOVATI ANCHE PER IL 2016 GLI OBBLIGHI DI PROFILASSI ANTI-LARVALE E LOTTA CONTRO LA PROLIFERAZIONE DELLA ZANZARA TIGRE
ORDINANZA N. 184 DEL 04.03.2016
OGGETTO: MISURE PREVENTIVE CONTRE
LE MALATTIE TRASMESSE DA VETTORE – ANNO 2016
Si ricorda a tutti i condomini che secondo quanto stabilito dall’ordinanza si è tenuti:
a non abbandonare, negli spazi pubblici e privati, compresi terrazzi e balconi, contenitori di qualsiasi natura e dimensione (barattoli, secchi, bidoni, sottovasi, vasche) nei quali possa raccogliersi acque piovane ed evitare qualsiasi raccolta d’acqua stagnante anche temporanea;
ad eliminare nei vari luoghi in genere e soprattutto in orti, o giardini anche privati, qualsiasi prolungata raccolta di acqua in contenitori non abbandonati, ma sotto il controllo di chi ne ha proprietà o l’uso effettivo (annaffiatoi, secchi, sottovasi, bidoni o altro materiale per le attività lavorative), svuotando l’acqua e mantenendo i contenitori al riparo dalle piogge;
ad eseguire nei luoghi dove non si può evitare il ristagno di acqua trattamenti larvicidi;
a trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque, ricorrendo a prodotti contro le larve di zanzara, acquisibili presso farmacie e rivendite di prodotti per l’agricoltura. La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato, secondo le indicazioni riportate in etichetta. Il trattamento contro le larve di zanzara può essere eseguito direttamente da parte degli stessi proprietari o utilizzatori degli spazi oppure avvalendosi di imprese di disinfestazione; a tal proposito dovrà essere conservata la documentazione attestante l’avvenuto trattamento o il documento di acquisto dei prodotti utilizzati autonomamente;
In caso di inottemperanza si ricorda che sono previste sanzioni fino a € 500,00;
Entro il 31 dicembre 2016 obbligo di contabilizzazione del calore nei condomini.
Obbligo di contabilizzazione nei condomini
D.lgs 102/2014 – Art. 9 Comma 5. Per favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi di ciascun centro di consumo individuale: … b) nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, e’ obbligatoria l’installazione entro il 31 dicembre 2016 da parte delle imprese di fornitura del servizio di contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare,
Criteri di contabilizzazione e ripartizione dei consumi
D.lgs 102/2014 – Art. 9 Comma 5. – Lettera d) quando i condomini sono alimentati dal teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento degli appartamenti e delle aree comuni, qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori, e all’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti.
Il progetto è obbligatorio secondo norma UNI 10200. Solo grazie al progetto ed all’analisi energetica il tecnico può elaborare le modalità di riparto dei consumi conformemente alla citata norma.
Il termine ultimo previsto per non incorrere in sanzioni è il 31 dicembre 2016.
Art.16 Comma 8. E’ soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 a 2500 euro il condominio alimentato dal teleriscaldamento o dal teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento che non ripartisce le spese in conformita’ alle disposizioni di cui all’articolo 9 comma 5 lettera d).
La detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef. Negli ultimi anni la normativa che regola la materia è stata più volte modificata.
È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. A seguito delle disposizioni introdotte dal decreto legge n. 83/2012, dal decreto legge n. 63/2013 e dalla legge n. 147/2013, i contribuenti possono usufruire delle seguenti detrazioni: 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare 40% delle spese che saranno sostenute nell’anno 2015, sempre con il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare 36%, con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno spese dal 1° gennaio 2016. L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione. Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.
Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato, che consiste nell’applicazione dell’Iva ridotta al 10%. Le cessioni di beni restano assoggettate all’aliquota Iva ridotta, invece, solo se la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, il valore dei beni significativi. I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999. Si tratta di: ascensori e montacarichi – infissi esterni e interni – caldaie – video citofoni – apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria – sanitari e rubinetteria da bagni – impianti di sicurezza. Su questi beni significativi, quindi, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.
Finalmente anche in UMBRIA la LINEA VITA. Ecco l’estratto della Legge Regionale di riferimento.
Legge regionale 17 settembre 2013 , n. 16
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 43 del 25/09/2013
Art. 1 – OGGETTO E FINALITA’
1. La presente legge, nell’ambito delle materie di competenza regionale di cui all’ articolo 117 della Costituzione e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi stabiliti dalla legislazione statale, in particolare dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’ articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 , in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), detta disposizioni al fine di prevenire i rischi di infortunio a seguito di caduta dall’alto.
Art. 5 – TIPOLOGIE DI INTERVENTI E MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
1. Per la finalità di cui all’ articolo 1, comma 1 , e fermo quanto previsto dal d.lgs. 81/2008 , i progetti relativi ad interventi edilizi soggetti a permesso di costruire o a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2004, n. 1 (Norme per l’attività edilizia), riguardanti le coperture o le facciate ventilate, continue o con ampie superfici finestrate di edifici nuovi o esistenti:
a) prevedono, nel rispetto delle norme in materia di tutela dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’ articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 ), l’applicazione di misure di prevenzione e protezione, quali ad esempio sistemi di ancoraggio permanenti, che consentono lo svolgimento di attività in quota, il transito e l’accesso in condizioni di sicurezza;
b) sono integrati da un elaborato tecnico della copertura e delle facciate che, con riferimento alle misure di prevenzione e protezione di cui alla lettera a) , contiene le indicazioni progettuali, le prescrizioni tecniche, le certificazioni di conformità e quant’altro necessario ai fini della prevenzione e protezione dei rischi di caduta dall’alto, secondo quanto previsto dal regolamento di cui all’ articolo 7, comma 1 .
2. L’elaborato tecnico della copertura e delle facciate integra il fascicolo di cui all’ articolo 91, comma 1, lettera b), del d.lgs. 81/2008 , quando è prevista la redazione di tale fascicolo, altrimenti costituisce documento autonomo. L’elaborato tecnico deve essere aggiornato nel caso di interventi che determinano modifiche strutturali dell’edificio.
DIRETTIVA 2012/27/UE del 25 ottobre 2012 sull’efficienza energetica nell’Unione Europea.
Stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione Europea, al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo denominato 20-20-20 consistente nel ridurre entro il 2020 le emissioni di gas serra e il fabbisogno di energia primaria del 20% le emissioni, e soddisfare il 20% dei consumi energetici con fonti rinnovabili. Riguardo la contabilizzazione in edifici esistenti la Direttiva si esprime nell’articolo 9 come segue:
UNI 10200 – “Impianti termici centralizzati di climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria – Criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione invernale ed acqua calda sanitaria”.
Cosa è UNI? La UNI è l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione. E’ un ente di normazione. Che elabora approva e pubblica norme unificate. Cosa riguarda la norma UNI 10200? La norma UNI 10200 è una norma tecnica che stabilisce i principi di correttezza ed equità per la ripartizione delle spese di climatizzazione e produzione acqua calda nei condomini, provvisti o meno di dispositivi per la contabilizzazione del calore. Tale norma fornisce i principi e le indicazioni per la ripartizione delle spese in proporzione ai consumi effettivi delle singole unità immobiliari al fine di incentivare un più attento e razionale consumo e minimizzare gli sprechi.
L’impianto di riscaldamento centralizzato in condominio è per diverse ragioni soprattutto tecniche più efficiente e conveniente di tanti piccoli singoli impianti.
Facciamo delle considerazioni generali:
Vantaggi del centralizzato in generale:
1. Le caldaie centralizzate di nuova generazione sono molto più efficienti ed il rendimento di una singola caldaia di tipo moderno che serve un determinato numero di unità è maggiore della sommatoria dei rendimenti delle singole caldaiette del medesimo numero di unità immobiliari.
Quindi + Rendimento.
2. La potenza termica della caldaia centralizzata che serve un determinato numero di unità è generalmente minore di quella necessaria all’installazione di tante singole caldaiette del medesimo numero di unità immobiliari.
Quindi – Consumi.
3. Maggior rendimento e minor potenza termica necessaria determinano generalmente un minor costo energetico.
Quindi + Economico.
4. Maggior rendimento e minor potenza termica necessaria determinano un minor impatto ambientale.
Quindi + Ecologico.
5. Le spese di manutenzione ordinaria dell’impianto centralizzato che serve un determinato numero di unità sono generalmente inferiori alla sommatoria delle spese di manutenzione che i singoli proprietari di un medesimo numero di unità sosterrebbe.
Quindi – Costi di manutenzione.
6. Nel caso di tanti singoli impianti ogni singolo proprietario ne è responsabile personalmente, mentre nel caso di centralizzato la responsabilità è condominiale e non individuale e viene generalmente affidata ad un terzo, il cosiddetto Terzo Responsabile che la assume.
Quindi – Responsabilità.
Svantaggi noti del centralizzato:
• la mancata possibilità dei singoli condomini di regolare il riscaldamento sulla base delle proprie personali esigenze.
• Il pagamento secondo millesimi di riscaldamento indipendentemente dalla necessità o meno di usufruire del riscaldamento.
• Inutili sprechi e dispersioni di calore determinati da diversi fattori: ad esempio il condomino che sente caldo e apre le finestre disperdendo calore, o ancora il condomino che sente freddo ed è costretto a ricorrere a sistemi supplementari poco efficienti come stufe elettriche, oppure il riscaldamento eccessivo di vani già sufficientemente caldi o insufficienti di vani insufficientemente freddi.
Molti non sanno che a risoluzione di tali svantaggi ci sono soluzioni adeguate.
La moderna tecnologia ha messo a disposizione degli strumenti che ci permettono di risolvere le problematica. Due strumenti importanti sono la TERMOREGOLAZIONE e la CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE.
• Contabilizzazione del calore: Il sistema di contabilizzazione individuale del calore calcola la quantità di calore effettivamente consumata in ogni appartamento. Una volta contabilizzati i consumi i condomini pagano il riscaldamento non più sulla base di millesimi ma sulla base del consumo effettivo.
Tale soluzione presenta molti vantaggi tra cui, determina un uso più oculato del riscaldamento da parte dei singoli condomini, evitando sprechi permettendo così un risparmio. Il contabilizzatore detto ripartitore di calore è un piccolo apparecchio a batteria che si installa sul termosifone velocemente e senza opere invasive o modifiche all’impianto.
• La Termoregolazione: La termoregolazione avviene per mezzo delle valvole termostatiche. Dette valvole sono componenti da installarsi su ogni singolo termosifone e permettono di regolare la temperatura di ogni singolo ambiente per sfruttare anche gli apporti gratuiti di energia, determinati dalla natura specifica dell’ambiente in questione (la cucina ad esempio è in genere più calda e necessità generalmente di minor calorie per essere riscaldata) La valvola termostatica, permette al proprietario dell’immobile di trovare e stabilire un comfort ambientale ideale vano per vano, ed interviene regolando automaticamente l’afflusso di acqua calda in base alla temperatura scelta ed impostata sull’ apposita manopola graduata.
La presente nota illustrativa ha carattere puramente informativo.

References: Art. 9
 Art. 9

Art.16

Art. 1
 articolo 117
 articolo 1

Art. 5
 articolo 1
 articolo 10
 articolo 7
 articolo 91