Source: https://www.laleggepertutti.it/195662_bacheca-condominiale-cosa-non-si-puo-pubblicare
Timestamp: 2019-01-19 01:17:50+00:00

Document:
Bacheca condominiale: comunicazioni riservate che amministratore e condomini non possono appendere nell’androne e sulle scale.
Non sbaglia chi pensa al condominio come a una famiglia dove tutti hanno diritto a sapere di tutto e dove non devono esserci segreti. Le informazioni però sono riservate, nel senso che devono essere accessibili solo ai condomini. Lasciare sulla bacheca del condominio, in un luogo quindi potenzialmente visibile agli estranei, informazioni riservate come nomi e dati dei condomini può comportare una denuncia per violazione della privacy. Con tanto di risarcimento del danno. A rischiare è chi pubblica l’avviso. Tradendo spunto da una recente sentenza emessa dal tribunale di Salerno [1] siamo andati a spulciare tutti i più recenti provvedimenti del Garante della Privacy in cui si spiega cosa non si può pubblicare sulla bacheca condominiale. Vediamo caso per caso cosa è lecito e cosa invece è illegale.
1 La sentenza di condanna del condomino sulla bacheca
2 I nomi dei condomini morosi sulla bacheca di condominio
3 Foto e targhe di auto sulla bacheca condominiale
4 Gli avvisi non devono contenere dati personali
La sentenza di condanna del condomino sulla bacheca
Il condominio ha avuto una lunga diatriba con uno dei proprietari degli appartamenti in merito all’uso da questi fatto dell’ascensore come montacarichi per oggetti di grosse dimensioni come divani e armadi. Il giudice dà ragione al condomìnio, così l’amministratore pensa bene di far sapere a tutti l’esito della causa e affigge la sentenza in bacheca a monito per tutti gli altri: chi farà salire ancora gli operai con l’ascensore, causandone il guasto per via del peso, dovrà rimborsare i costi della riparazione. È lecito un comportamento del genere? Assolutamente no. Non c’è motivo di diffondere dati personali del singolo condomino visto che il foglio appeso nell’androne può essere letto da tutti, anche dagli estrani al condominio come ad esempio gli ospiti, il postino o i corrieri della pizza a domicilio. Quindi, in tal caso, amministratore e condominio sono tenuti a risarcire i danni al condomino danneggiato per via della lesione alla sua riservatezza (nel caso di specie, il tribunale di Salerno [1] ha condannato le due parti a pagare 2.500 euro).
L’amministratore – si legge nella sentenza in commento – è responsabile del trattamento dei dati in base alla legge sulla privacy [2] e pertanto deve adottare le opportune cautele per evitare che i dati dei proprietari diventi accessibili anche a chi non è page del condominio.
I nomi dei condomini morosi sulla bacheca di condominio
Il Garante della Privacy [3] ha ripetutamente avvisato che non si possono appendere, sulla bacheca i nomi di chi non ha pagato le quote condominiali. A meno che la bacheca non sia in un luogo non accessibile agli estranei, di cui solo i condomini ne hanno le chiavi ed a cui soltanto possono accedere, è vietato far sapere a tutti i nomi dei morosi. I quali, in caso contrario, possono ottenere la rimozione dalla bacheca dei dati relativi alla propria morosità ed il risarcimento del danno. Ciò però non toglie che ciascuno dei condomini ha diritto di sapere dall’amministratore – anche in assemblea (salvo vi partecipino estranei) – i nomi di quanti non hanno corrisposto gli oneri.
Foto e targhe di auto sulla bacheca condominiale
L’amministratore non può ammonire i condomini circa le modalità di parcheggio negli spazi del cortile pubblicando sulla bacheca le foto delle auto che violano il regolamento o indicandone le targhe. Si tratta infatti di dati sensibili che non vanno posti alla mercé di tutti. Anche in questo caso, le cose cambiano se la bacheca condominiale è in luogo chiuso al pubblico.
L’esposizione nella bacheca condominiale dell’informazione relativa al comportamento tenuto da alcuni condomini – consistente nell’inosservanza dell’invito a rimuovere i veicoli dall’area comune – indirettamente individuabili mediante i riferimenti alla collocazione dei rispettivi veicoli in posti-auto numerati, delle targhe dei medesimi eventualmente con le fotografie degli stessi costituisce un trattamento di dati personali vietato dal codice della privacy [5].
Tali informazioni da parte del condominio possono essere comunicate con modalità altrettanto efficaci ma meno invasive, ad esempio ricorrendo a forme di comunicazione individuali nei confronti dei diretti interessati oppure ricorrendo a un invito a rispettare il regolamento, pur affisso nella bacheca, ma privo di riferimenti personali dai quali identificare gli interessati [6].
Gli avvisi non devono contenere dati personali
Qualsiasi altro dato personale dei condominio, come nome, cognome, numero di appartamento, numero di millesimi, ecc. non deve essere pubblicato sulla bacheca condominiale. Sono consentiti solo avvisi di carattere e portata generale [7].
[1] Trib. Salerno, sent. n. 4478/18.
[3] Garante Privacy, doc. web n. 31007; doc. web n. 1113751.
[4] Garante Privacy, doc. web n. 1635704
[5] Art. 4, comma 1, lett. b), d.lg. n. 196/2003.
[6] Provv. Garante 18 maggio 2006, doc. web n. 1297626, punto 3.2.
[7] Garante Privacy, doc. web n. 1741950.
ESAMINATO il ricorso presentato dalla sig.ra XY nei confronti del condominio “ZX” di ZY (CE) in persona del suo amministratore sig. ZW;
1. La ricorrente, residente nel condominio “ZX” di ZY (CE), lamenta di non aver ricevuto riscontro alle richieste avanzate ai sensi dell’art. 13 della legge n. 675/1996, all’amministratore del proprio condominio, volte ad ottenere la cancellazione di alcuni dati personali alla stessa riferiti.
In particolare la ricorrente lamenta che l’amministratore avrebbe affisso nella bacheca “posta nello spazio di accesso comune” al palazzo l’ordine del giorno di un’assemblea condominiale nel quale comparirebbero alcuni dati personali di non dimostrata esattezza, relativi ad asserite posizioni debitorie della ricorrente nei confronti del condominio.
Nel ricorso presentato ai sensi dell’art. 29 della legge n. 675/1996 l’interessata ha evidenziato che la bacheca sarebbe “ben visibile a tutti coloro che per qualsiasi motivo dovessero accedere al parco” ed ha chiesto che le spese concernenti il procedimento siano poste a carico del titolare del trattamento.
In risposta all’invito ad aderire formulato da questa Autorità, inviato con nota raccomandata ed anticipato a mezzo telefax al titolare del trattamento, non è pervenuto alcun riscontro, sebbene l’amministratore di condominio sia stato contattato dall’Ufficio anche per le vie brevi.
2. Il ricorso concerne un trattamento di dati effettuati in ambito condominiale ed in particolare l’esposizione di avvisi e documenti in luoghi di transito nei quali possono avere accesso anche persone estranee al condominio.
Nel caso in esame l’esposizione dell’ordine del giorno dell’assemblea del condominio (in cui vengono riportati dati personali della ricorrente) in un luogo dove può avere accesso un numero indeterminato di soggetti estranei al condominio medesimo realizza, ai sensi della legge n. 675/1996, una diffusione di dati personali. L’art. 1 della predetta legge definisce infatti la diffusione ” il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione”.
Il trattamento dei dati in questione da parte del condominio è, sul piano generale, lecito e può comportare anche una giustificata comunicazione di dati tra i soggetti interessati nell’ambito del condominio.
Al contrario, lo specifico trattamento di dati realizzato mediante la predetta esposizione in bacheca, relativamente ad una presunta situazione di morosità, si pone in contrasto con i principi di pertinenza e di non eccedenza affermati dall’art. 9 della legge n. 675/1996. L’esposizione di dati personali riguardanti i singoli condomini in luoghi aperti al passaggio di soggetti estranei deve essere infatti limitata predisponendo gli avvisi, le convocazioni e gli ordini del giorno di cui si ritenga necessaria l’inserzione in bacheche condominiali in modo da inserirvi le sole informazioni necessarie per una più efficace comunicazione dell’evento (es.: assemblea condominiale), indicando eventuali dati personali relativi al merito delle singole questioni solo nell’ambito di documenti inviati ai singoli aventi diritto, oppure all’interno della discussione comune.
Tale cautela non è stata osservata nel caso di specie, essendosi superfluamente indicato nell’avviso n. 2/2001 pubblicato in bacheca anche uno specifico riferimento ad una asserita, personale morosità divenuta così conoscibile anche da terzi non interessati.
L’amministratore del condominio dovrà quindi rimuovere con immediatezza dalla bacheca i documenti contenenti i dati personali dell’interessata, dando conferma a questa Autorità dell’avvenuto adempimento entro una data che appare congruo fissare al 31 dicembre 2001 e adottando per il futuro modalità idonee a garantire la riservatezza dei soggetti interessati.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte si ritiene congruo determinare l’ammontare delle spese e dei diritti inerenti al procedimento nella misura forfettaria di lire 200.000, di cui lire 50.000 per diritti di segreteria.
a) accoglie il ricorso e ordina al condominio “ZX” di ZY (Ce), in persona dell’amministratore sig. ZW, di provvedere a quanto indicato in motivazione entro il 31 dicembre 2001;
b) determina, ai sensi dell’art. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di lire 200.000, di cui lire 50.000 per diritti, l’ammontare delle spese e dei diritti posti a carico del condominio, il quale dovrà liquidarli direttamente in favore della ricorrente.
Condominio: comunicazione di avvisi che non hanno carattere generale – 18 giugno 2009
VISTO quanto ulteriormente contestato dai segnalanti, secondo cui il condominio, successivamente alla menzionata affissione, avrebbe anche comunicato a terzi (nel dettaglio, il legale di fiducia dello stesso condominio e alcuni soggetti incaricati, a vario titolo, dei lavori per la costruzione dei posti auto interrati) alcuni dati personali ai medesimi segnalanti riferiti (consistenti nella notizia della mancata rimozione delle autovetture dal cortile condominiale, dell’inosservanza della delibera assembleare per l’affidamento dei lavori preventivati –con conseguente incremento dei costi per l’esecuzione dell’appalto e relativa richiesta di rimborso–, nonché i dati relativi alla targa e al modello della propria autovettura), senza che costoro avessero “titolo, né motivo, né necessità alcuna” per venirne a conoscenza (cfr. segnalazione del 22 aprile 2008, cit. pp. 2);
VISTO quanto richiesto dagli istanti, con particolare riferimento al divieto di reiterare comportamenti analoghi a quello contestato, “astenendosi da future analoghe forme di comunicazione e/o diffusione a terzi dei dati personali” dei segnalanti (segnalazione 22 aprile 2008);
VISTA la nota di risposta del 30 settembre 2008, con la quale il condominio ha dichiarato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 168 del Codice, relativamente all’affissione nella bacheca condominiale dell’avviso contenente dati riferiti anche alla targhe delle autovetture dei segnalanti, che ciò sarebbe avvenuto “con il solo e ragionevole intento di contenere le spese per le corrette comunicazioni ai condomini” (cfr. nota del 30 settembre 2008, cit., p. 9);
VISTO inoltre quanto dichiarato dal condominio in ordine alla comunicazione a vantaggio del proprio legale di fiducia delle targhe relative alle autovetture riconducibili ai segnalanti, avvenuta al fine di consentire la tutela dei diritti del condominio medesimo (onde consentire di “proporre contro questi ultimi il ricorso di urgenza necessario per sgomberare il cantiere”: cfr. nota del 30 settembre 2008, cit., p. 4);
VISTE le ulteriori precisazioni rese dal condominio in ordine agli altri soggetti (coinvolti a vario titolo nell’appalto) cui sono stati comunicati i dati, che riferiscono della necessità per il condominio stesso, l’impresa e la direzione dei lavori di coordinarsi reciprocamente “per reagire di fronte alle molestie di fatto ed agli impedimenti frapposti da chi disattendeva le delibere ed impediva la esecuzione del contratto di appalto approvato e sottoscritto”; ciò, anche al fine di consentire l’individuazione di eventuali testimoni che potessero confermare l’accaduto in sede giudiziaria (cfr. nota del 30 settembre 2008, cit., pp. 4-5 e 13);
PRESO ATTO che il condominio ritiene concluse le vicende oggetto di lamentela (tenuto conto dell’avvenuta rimozione delle auto a seguito di specifico provvedimento cautelare adottato dall’autorità giudiziaria) e che, quindi, non “permane alcun trattamento dei dati relativi alle auto ed alle targhe dei condomini” (cfr. nota del 30 settembre 2008, cit., p. 7);
RILEVATO preliminarmente che l’esposizione nella bacheca condominiale dell’informazione relativa al comportamento tenuto da alcuni condomini –consistente nell’inosservanza dell’invito a rimuovere i veicoli dall’area comune (per consentire l’esecuzione di lavori autorizzati da previa delibera assembleare)– indirettamente individuabili mediante i riferimenti alla collocazione dei rispettivi veicoli in posti-auto numerati, delle targhe dei medesimi unitamente alle fotografie degli stessi (elementi tutti contenuti nella comunicazione esposta nella menzionata bacheca condominiale) costituisce un trattamento di dati personali ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. b), d.lg. n. 196/2003, con conseguente applicazione alle medesime della disciplina del Codice;
RILEVATO altresì che, tenuto conto delle dichiarazioni rese al riguardo dal condominio (secondo cui la comunicazione ai soggetti a vario titolo coinvolti nell’appalto di dati personali dei segnalanti sarebbe avvenuta al fine di un coordinamento reciproco tra gli stessi, anche nell’ottica di “individuare le persone da indicare come testi” in sede giudiziaria: cfr. nota del 28 novembre 2008, cit., p. 3, nonché nota del 30 settembre 2008, cit., p. 13), non risulta allo stato provato che tale comunicazione –fatta eccezione per il legale di fiducia dello stesso condominio– sia pertinente e non eccedente ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. d), del Codice rispetto alla finalità perseguita (tenere indenne il condominio dal danno conseguente alla mancata rimozione dei veicoli dall’area comune); ciò, tenuto conto che tale mancata rimozione risulta già comprovata dal materiale fotografico raccolto dal condominio (per il tramite dell’amministratore p.t.), oltre che dalla (verosimile) presenza in loco delle stesse imprese interessate (impossibilitate all’esecuzione dei lavori deliberati proprio in ragione della presenza dei veicoli non rimossi). Né peraltro risulta agli atti che, limitatamente a tale comunicazione, gli interessati abbiano prestato il proprio consenso (art. 23 del Codice) o che, comunque, ricorrano i presupposti alternativi di cui all’art. 24 del Codice;
b) ai sensi degli artt. 144, 143, comma 1, lett. c), e 154, comma 1, lett. d), del Codice vieta al condominio stesso, limitatamente alla finalità dichiarata, l’ulteriore comunicazione ai soggetti coinvolti a vario titolo nell’appalto –fatta eccezione per il legale di fiducia dello stesso condominio– dei dati personali relativi ai segnalanti e concernenti le notizie relative alla targa dei medesimi e alla asserita condizione di inadempienza alla delibera assembleare.
Procedimento relativo ai ricorsi – Affissione in androne condominiale di posizioni debitorie – 23 ottobre 2000
NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Stefano Rodotà, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice presidente, del prof. Ugo De Siervo e dell’ing. Claudio Manganelli, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;
VISTO il ricorso pervenuto il […], presentato dal Sig. […], nei confronti del Sig. […] quale amministratore del condominio […], per il mancato riscontro all’istanza formulata ai sensi dell’art.13 della legge n. 675/1996, volta a porre fine all’affissione nella bacheca situata nell’androne del palazzo di alcuni dati, di non dimostrata esattezza, relativi ad asserite posizioni debitorie del ricorrente nei confronti del condominio;
VISTI gli ulteriori atti d’ufficio e, in particolare, la nota n. […], con la quale questa Autorità ha invitato il Sig. […], ai sensi dell’art. 20, comma 1, del d.P.R. n. 501/1998, ad aderire spontaneamente alle richieste dell’interessato e ad inviare contestualmente all’Ufficio del Garante copia della comunicazione;
VISTA la nota inviata via fax il […], con il quale il Sig. […] ha comunicato che avrebbe rimosso in pari data “l’elenco dei morosi”, che dichiarava di aver affisso in bacheca per “ricordare ai condomini la scadenza delle rate con il relativo importo” e che precisava quindi di rimuovere solo “per quieto vivere”;
PRESO ATTO di tale decisione alla quale l’interessato non ha formulato ulteriori osservazioni, né ha prodotto memorie aggiuntive;
RITENUTA, per questi motivi, la necessità di non dare ulteriore corso al procedimento, con conseguente superfluità dell’accertamento in questa sede della liceità e correttezza della divulgazione dei dati in questione nella bacheca condominiale con riferimento alle attribuzioni dell’amministratore di condominio (art. 1130 cod.civ.) e al regolamento di condominio eventualmente esistente.
RITENUTO CONGRUO determinare, ai sensi dell’art. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, l’ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso nella misura forfettaria di lire 100.000, di cui lire 50.000 per diritti, considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione del ricorso e ritenuti di porli a carico del titolare del trattamento in ragione del riscontro non tempestivo alla richiesta di cui all’art. 13;
VISTE le osservazioni dell’Ufficio formulate dal Segretario generale ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera a) del d.P.R. 31 marzo 1998, n. 501;
a) dichiara, ai sensi dell’art. 20, comma 1, del d.P.R. n. 501/1998, non luogo a provvedere sul ricorso;
b) determina ai sensi dell’art. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di lire 100.000, di cui lire 50.000 per diritti, l’ammontare delle spese e dei diritti inerenti al presente ricorso, che pone a carico del Sig. […], quale amministratore del condominio […], che dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 4