Source: https://www.opicarboniaiglesias.it/opi-incontra-assessore-sanita-su-sistema-salute-sulcis-iglesiente-e-nella-riforma-del-ssr/
Timestamp: 2020-05-27 05:14:13+00:00

Document:
OPI INCONTRA ASSESSORE SANITA' SU SISTEMA SALUTE SULCIS IGLESIENTE E NELLA RIFORMA DEL SSR - OPI
OPI INCONTRA ASSESSORE SANITA’ SU SISTEMA SALUTE SULCIS IGLESIENTE E NELLA RIFORMA DEL SSR
Prot. 588 del 18 DICEMBRE 2019
CAGLIARI 18 DICEMBRE ORE 10,30 – ASSESSORATO REGIONALE ALLA SANITA’
CONFERENZE DI SERVIZIO ASL CARBONIA, ART. 8 PUNTO BOZZA DI RIFORMA
CAMERA MORTUARIA CTO IGLESIAS
PRESCRIZIONI INFORMATIZZATE
PIANO LISTE D’ATTESA
COMMENTO BOZZA RIFORMA SSR
Gentile Assessore, per la funzione delegata dalla Legge 3/2018 lo scrivente Ordine Professioni Infermieristiche non può essere inopinatamente non coinvolto e/o esautorato da nessuna entità politica ed istituzionale nei ragionamenti che interessano la sanità pubblica e privata in Sardegna, che ha ben altri problemi strutturali e d’orizzonte rispetto al solo refuso dell’art. 14 della bozza di riforma.
Il Direttivo OPI Carbonia Iglesias guarda invece al complessivo dei diritti del cittadino e non agli interessi di parte, e per l’attualità, la pregnanza, le attese, le ricadute complessive della previsione del “Riforma del SSR e della Rete Ospedaliera” nella XVI legislatura, abbiamo chiesto di incontrarla perché intendiamo infatti misurarci e svolgere un ruolo in tutti i contesti e i dibattiti che coinvolgono direttamente la sanità, la salute, il territorio della “provincia Carbonia-Iglesias e/o Sud Sardegna”, gli assistiti e gli utenti fruitori dei servizi e delle prestazioni poste in essere al momento in ATS-ASSL Carbonia, soprattutto quando si intravedono mission e obiettivi dell’organizzazione del servizio sanitario regionale dimensionata ad un presunto territorio di riferimento, e considerando la sanità un costo solo nel “limite” delle “insufficienze”, ammesso che ve ne siano, dei suoi amministratori: ben coordinata e rivisitata è un grande investimento in termini di salute e di economia;
RILEVAZIONE MERCOLEDì 27 NOVEMBRE 2019 (aggiornamento h. 10,00 del 18/12)
PRESIDIO OSPEDALIERO N. SERVIZI/UO POSTI LETTO INFERMIERI
TOTALI INFERMIERI
MATTINA INFERMIERI
SERA INFERMIERI
SIRAI CARBONIA 19 108 147 68 47 32
CTO IGLESIAS 9 121 84 40 27 17
S. BARBARA IGLESIAS 3 19 19
Ne conseguono una mole incalcolabile di impegno, presenza, prestazioni assistenziali, di cura e di coordinamento e di qualità rese alle persone afferenti ai servizi e alle UO sopra descritte. Riferito all’Infermieristica e al Sulcis Iglesiente, è quindi contrario a verità o alle illazioni che gli infermieri lascino gli ammalati in completo stato di abbandono e/o che siamo inseriti in strutture ospedaliere che non garantiscano attivita’ e/o che siano paralizzate. Gli infermieri del Sulcis Iglesiente non trascuriamo nemmeno per un minuto la risposta assistenziale di nostra pertinenza all’utente adulto o in età pediatrica.
Abbiamo convocato le 3 conferenze di servizio e manifestazione conclusiva con tutte le istituzioni politiche e sociali perché sull’impostazione gestionale della istituenda novellata ASL unica abbiamo appunto ritenuto l’opportunità di ragionare tutti sulla prospettiva della sanità nei nostri territori e nei nostri presidi ospedalieri, del mantenimento della ASL e sull’autonomia e sulla responsabilità degli attori della salute del Sulcis Iglesiente a non essere marginalizzati ad un ruolo di comprimari dell’area metropolitana cagliaritana.
Rispetto alle documentazioni in nostro possesso abbiamo poi espresso un parere il più possibile autorevole, argomentato, pronunciando qualche SI e qualche NO nel rispetto dei ruoli e delle ragioni di ciascuna autorità politica e sociale che si sono confrontati con noi, per la pregnanza sia di tali valutazioni in divenire sia per le ricadute sui diritti dei cittadini e delle comunità civiche del Sulcis Iglesiente e che conseguono da opzioni politiche e da un assetto organizzativo sanitario piuttosto che da altri sistemi
L’auspicio è che le previsioni dell’art. 8 punto 4 della bozza di riforma siano state pensate per essere effettivamente prese a riferimento dalla Commissione consiliare competente, per poter essere implementato il numero delle ASL recependo le indicazioni suesposte dall’OPI scrivente e conseguentemente fatte proprie e deliberate dalla Giunta regionale. Art. 8 punto 4.
Il riordino della rete territoriale con interventi regionali e nuove linee di indirizzo per lo sviluppo di un altro modello organizzativo dell’Assistenza Primaria attraverso la sperimentazione delle Case della Salute, è un progetto che rappresenta una formazione avanzata e un’opportunità per l’Infermieristica di Famiglia e di Comunità dedicata specificamente agli interventi proattivi di gestione delle cronicità e nella promozione di attività di comunità che concorrono alla prevenzione e alla tutela della salute. L’Infermieristica di Famiglia e di Comunità può concorrere alla riorganizzazione dei servizi territoriali e al raggiungimento degli obiettivi delle Case della Salute.
Rappresenterebbe una matrice di intervento di interesse regionale per quanto riguarda la riorganizzazione dei servizi territoriali, contribuendo nello specifico a, tra altri, promozione di sani stili di vita; riconoscimento precoce di stati di fragilità prima che insorgano stati irreversibili di disabilità; gestione integrata delle condizioni di cronicità in piena collaborazione con i medici di medicina generali e gli altri professionisti della sanità; potenziamento dell’offerta dei servizi territoriali e domiciliari; rafforzamento delle potenzialità delle comunità locali; miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari con integrazione dei servizi assistenziali, sociali ed ospedalieri; sviluppo dell’educazione terapeutica per l’autogestione della malattia e per l’appropriatezza del ricorso agli strumenti diagnostici e terapeutici;
Le funzioni svolte dall’infermiere di famiglia e di comunità sono una naturale evoluzione di funzioni professionali già svolte in ambito territoriale; considerato che l’innovazione si evidenzia nel metodo proattivo e nell’estensione dell’assistenza dal singolo alla famiglia e alla comunità.
La Giunta Regionale può quindi deliberare di riconoscere la valenza strategica dell’Infermiere di famiglia e comunità per potenziare l’offerta dei servizi territoriali e domiciliari, promuovere la formazione infermieristica specifica in collaborazione con le università del territorio attraverso il master di I livello “Infermieristica di Famiglia e di Comunità” e/o corsi di perfezionamento.
4) HOSPICE
I cittadini non meritano di essere fuorviati in ASSL Carbonia con l’illusione di poter contare nel Sulcis Iglesiente di un servizio di tale impatto ed invece virtuale, perché la realtà è ben diversa da quanto inaugurato più volte e più volte pubblicato sulla stampa.
Inaugurazione Hospice e Tallaroga: Nella mattinata odierna sono state inaugurate due strutture della ASL numero 7 di Carbonia. Si tratta dell’Hospice, costruito in uno stabile del P.O. Santa Barbara di Iglesias, nel quale sono ospitate le strutture di Riabilitazione e di Terapia Antalgica, e della Comunità Terapeutica Residenziale per pazienti in doppia diagnosi di Tallaroga, località tra Iglesias e Villamassargia.
Alle cerimonie inaugurali delle due importanti strutture era presente l’assessore regionale all’Igiene e Sanità, dott.ssa Nerina Dirindin, oltre naturalmente al Direttore Generale della ASL7 dott. Benedetto Barranu, al Direttore Sanitario dott. Pietro Chessa, al Direttore Amministrativo dott. Pietro Salis. Il reparto di Medicina Riabilitativa, la cui responsabile è la dottoressa Miriana Fresu, attualmente può contare su 10 posti letto per riabilitazione intensiva, che presto verranno aumentati a 20.
https://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=7&s=7821&v=2&c=251 Inaugurazione Hospice S.Barbara Mercoledì 23 Luglio 2008 alle 10:00, presso la nuova struttura sita all’interno del parco del P.O. Santa Barbara di Iglesias, verrà inaugurato l’Hospice, il Servizio di Terapia Antalgica e l’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa.
Sarà presente l’Assessore Regionale all’Igiene e Sanità, prof.ssa Nerina Dirindin. E’ stato invitato a partecipare alle inaugurazioni anche il Presidente della Regione, on. Renato Soru. https://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=7&s=7699&v=2&c=251
Parte l’attività di 4 Ambulatori di Terapia del Dolore nella ASL 7
Visita terapia antalgica, terapia medica farmacologica del dolore, blocchi antalgici anestetici e peridurali, agopuntura per anestesia, mesoterapia, iniezione di sostanze terapeutiche nell’articolazione o nel legamento, iniezione di sostanze terapeutiche ad azione locale, irrigazione di ferita, elettroterapia antalgica: sono alcuni dei trattamenti che da lunedì 6 giugno sarà possibile effettuare nell’ambulatorio di Terapia del Dolore di Iglesias (Palazzina Hospice), Carbonia (Ospedale Sirai), di Giba e Carloforte (Poliambulatorio).
E’ possibile richiedere anche terapie domiciliari concordate col MMG (dolore maligno da neoplasia, pazienti non deambulabili).
L’apertura degli ambulatori si inserisce nel percorso di avvio delle attività delle Case della Salute che rappresenta uno degli obiettivi più importanti sui quali l’Azienda intende puntare. Le prestazioni, eseguite da Medici Anestesisti (terapisti del dolore) coadiuvati da personale infermieristico specializzato, sono destinate a pazienti con dolore acuto e cronico benigno e maligno. l dolore è un sintomo di malattia, quando il dolore è manifestazione di malattie croniche, per le quali è impossibile la rimozione della causa, dato il loro andamento progressivo, diventa esso stesso malattia e come tale va trattato. Il dolore condiziona negativamente la vita sociale dell’individuo che ne soffre.
Orari di apertura degli ambulatori: Iglesias (c/o Hospice): lunedì e giovedì dalle 10 alle 12.00 – Carloforte: Martedì dalle 10 alle 12 – Giba: Mercoledì dalle 10 alle 12
Carbonia: Ospedale Sirai 1° piano venerdì dalla 10 alle 12.00
https://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=7&s=51587&v=2&c=251- https://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=17&s=7&v=9&c=253&id=230787&nodesc=1 –https://www.aslcarbonia.it/documenti/7_49_20160226133030.pdf
https://www.aslcarbonia.it/documenti/7_49_20171214143202.pdf
https://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=16&s=7&v=9&c=2579&id=257082&va=&tipodoc=2&b=
http://www.consregsardegna.it/XVLegislatura/Relazioni/allegati_REL012/Allegato%202/ASL%207/PROT.%206326%20ASL%207/ASL%207%20Allegato%20alla%20Delibera%20n.%20281-C%20del%2019-02-2016%20(1).pdf
ESTRATTO BOZZA RIFORMA
L’art. 43 e l’art. 44 sono identici agli articoli 7 ed 8 della legge regionale 17 novembre 2014 n. 23. Le Case della Salute e gli Ospedali di Comunità devono essere resi fruibili e non solo sulla carta. Se restano scatole vuote, meglio nemmeno prevederle. Vedasi Carloforte, Giba, Fluminimaggiore.
DOTAZIONE ORGANICA Allegato 1
La rideterminazione delle dotazioni organiche, considerando: a) gli assetti organizzativi-gestionali rimodulati dalla riforma in divenire e da auspicabile riqualificazione della rete assistenziale; b) i vincoli derivanti dal rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e dal contenimento della spesa; c) il Regolamento Ministeriale sugli standard dell’assistenza ospedaliera; porta tutti a ragionare sul’evidenza che anche in ASSL Carbonia sia necessario disporre di figure professionali adeguate in termini di consistenza numerica e di qualità nei rispettivi profili, e per il potenziamento dei servizi anche in ambito territoriale.
Principi e criteri ufficiali, documentali e documentabili, condivisi e condivisibili, univoci ed omogenei, parametri e valori: necessario prevedere il reclutamento di un gruppo di lavoro tra professionisti in ATS Sardegna che possano contribuire a rivedere il dimensionamento di ospedali e distretti . Senza standard minimi, la carenza di organico può essere declamata da chiunque tanto per
Il Distretto di Isole San Pietro e Sant’Antioco (Calasetta, Carloforte, Sant’Antioco) in ASSL Carbonia è senza Direttore, e sollecitiamo che ATS Sardegna conferisca il mandato.
Facendo seguito alle note dello scrivente al Comune di Iglesias n. 226/2016 e n. 28/2017, Alla ASL Carbonia e all’ATS Sardegna nelle quali si segnalavano nel 2016 l’assenza della camera mortuaria presso il presidio ospedaliero CTO di Iglesias e si reiterava nel 2017 la richiesta di avere contezza delle determinazione responsabilmente assunte in ASSL Carbonia sul tema, riteniamo doveroso informarla che al CTO di Iglesias ASSL Carbonia non sia fruibile alla data odierna alcuna Camera Mortuaria e che risultano ancora in atto modalità di trasporto delle Salme dal PO CTO al PO S. Barbara di Iglesias, in violazione dei regolamenti di Polizia Mortuaria che dovrebbero invece essere vigilati dal Municipio da Lei amministrato.
Per rispetto ai cittadini del territorio e agli infermieri iscritti all’Albo Opi Carbonia Iglesias e per le responsabilità conseguenti all’eventuale consuetudine e procedura del trasporto della salma dal CTO al S. Barbara in violazione del rispetto del Capo IV artt. 19 e 20 del Regolamento di Polizia Mortuaria DPR 285/90 e del Regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Iglesias, tanto ritenevo di portarLe a conoscenza per quanto di sua competenza.
La pratica della prescrizione di esami diagnostici da parte infermieristica è da ritenersi procedura di esecuzione distinta tra i profili professionali dell’infermiere e del medico e daTA abilitarsi in base all’inquadramento contrattuale tra dirigenza e comparto.
Lo scrivente Ordine ritiene di non poter condividere la prescrizione di esami diagnostici da parte di esercenti la professione infermieristica iscritti all’albo OPI Carbonia Iglesias potendosi in ipotesi da chiunque contestare l’esercizio abusivo della professione (medica) ex articolo 348 codice penale, pur ammettendo che determinate attività, in relazione alla loro peculiarità, devono essere svolte da chi sia provvisto di standard professionali accertati e che la professione infermieristica rientra in questi standard entro i limiti delle proprie competenze.
La correttezza della compilazione di una prescrizione diagnostica presuppone da una parte l’appropriatezza dal punto di vista clinico, dall’altra l’accuratezza della sua compilazione rispetto a requisiti di chiarezza, completezza e conformità alle regole su qualsiasi supporto dedicato.
Le rappresento che gli elementi di garanzia per l’assistito, per lo stesso medico prescrittore e gli infermieri costituiscono le variabili fondamentali cui riferire l’affidabilità dei dati della prescrizione diagnostica nell’ambito del loro utilizzo e all’interno dei sistemi informativi e informatici sanitari in ATS Sardegna e nelle Unità Operative in ASSL Carbonia.
E’ quindi interesse di tutti, compresi i cittadini, tenere ben distinti gli ambiti e i ruoli tra prescrizione medica diagnostica e corretta applicazione della stessa, evitando conseguenti disagi per i cittadini stessi e ripercussioni legali, amministrative e disciplinari.
Le prestazioni diagnostiche comprendono accertamenti di biochimica, immunologia, immunoematologia-tipizzazione tissutale, microbiologia, genetica, biologia molecolare, citologia-istologia e anatomia patologica, devono essere richieste utilizzando esatte definizioni individuate dal Nomenclatore Tariffario, devono rispettare le indicazioni della normativa vigente, devono essere corredate dalla diagnosi o dal sospetto diagnostico, rappresentano un ambito professionale medico non delegabile, sono di esclusiva pertinenza e competenza degli aventi titolo.
La sostituzione delle prescrizioni cartacee con quelle elettroniche e dematerializzanti prevede l’accesso tramite abilitazione e pw personali e non cedibili per l’inserimento di dati, accesso e validazione informatica che in automatico sostituiscono la firma del “prescrittore”.
ACCREDITAMENTO STRUTTURE SANITARIE E SOCIO SANITARIE
CASA SERENA IGLESIAS, AIAS CORTOGHIANA, AIAS DOMUSNOVAS, ROSA DEL MARGANAI IGLEASIAS, RSA NUXIS, CASA DELL’AMICIZIA CARLOFORTE
Lo scrivente organo di vigilanza Ente Sussidiario del Ministero della Salute in data 18 Luglio 2019, a seguito di una disposizione di servizio del centro Aias di Domusnovas che auto-attestava senza possibilità di equivoco che nelle 24 h. non era garantita la presenza in struttura di professioni sanitarie qualificate a garanzia di prestazioni quanti-qualitative apprezzabili e della continuità assistenziale, ha invitato il suo Assessorato alla verifica se da parte di AIAS, per la struttura ed il contesto in esame, fosse garantito il rispetto dei LEA e dei requisiti minimi per mantenere l’accreditamento. Apprendiamo di ispezioni della Procura di Cagliari nei Centri AIAS, https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sulcis-iglesiente/2019/08/01/inchiesta-per-peculato-blitz-dei-carabinieri-nelle-sedi-aias-136-911735.html, alle quali seguono dichiarazioni della Presidente AIAS a mezzo stampa su Unione Sarda del 2 Agosto 2019 sulla presunzione del possesso dei requisiti per il mantenimento dell’accreditamento e per il rispetto dell’erogazione dei Lea.
Se la Regione Sardegna per il tramite di Assessore e uffici preposti svolge/ha svolto l’attività di verifica sulla permanenza dei requisiti per l’autorizzazione regionale all’esercizio e l’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie afferenti alla galassia AIAS Sardegna, siamo a chiedere se eventuali violazioni delle prescrizioni dei provvedimenti autorizzativi o altre irregolarità siano state accertate e come e se superate, non potendoci attenere alla sola voce della diretta interessata, che piuttosto legittima la già massima attenzione da parte dello scrivente.
Per il buon andamento delle attività sanitarie, il controllo volto ad accertare il mantenimento dei requisiti ed effettuato nel corso del triennio di validità dell’accreditamento, dovrebbe essere infatti condiviso anche con gli Ordini Professionali, tenuto anche conto che su scala nazionale il 58.7% del personale è infermieristico, il 23.4% medico, il 17,9% di altre professioni tecniche e sanitarie, fonte Ministero della Salute https://bit.ly/Personale.
Non chiediamo alcun procedimento di sospensione o di revoca dell’autorizzazione o dell’accreditamento anche se risultassero la perdita di uno o più requisiti, la violazione delle prescrizioni dell’autorizzazione o dell’accreditamento oppure un’altra irregolarità, e saremo ben lieti di ragionare su eventuali osservazioni e controdeduzioni del management avente causa, ma nell’interesse dei cittadini abbiamo il dovere e il diritto di partecipare alla risoluzione delle questioni alla nostra e vostra attenzione a prescindere dal tipo di irregolarità eventualmente accertata sia essa lieve, di media gravità, di grave irregolarità, fonte http://www.regione.sardegna.it/j/v/23?s=1&v=9&c=6&c1=&idscheda=288261
Volo d’urgenza da Cagliari a Roma per un neonato in pericolo di vita
https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/20160204Aeronautica_trasporto_sanitario.aspx – https://www.youtg.net/canali/in-sardegna/19052-volo-d-urgenza-da-cagliari-a-roma-per-un-neonato – https://www.youtg.net/primo-piano/10109-bimbo-rischia-di-annegare-ma-in-sardegna-non-c-e-la-rianimazione-pediatrica-volo-in-piemonte
Sul solco delle sollecitazioni della Consulta Pediatrica Regionale, non possiamo più permetterci che il Servizio Sanitario Regionale non garantisca agli utenti in età pediatrica la RIANIMAZIONE PEDIATRICA. Sarebbe da porre una volta per tutte fine alla lotteria dei voli d’urgenza per il continente. Abbiamo Medici Pediatri, Rianimatori, Infermiere Pediatriche sui quali scommettere che sarà una sfida vinta. A supporto di tale riflessione, Le ricordiamo, sinteticamente, che:
I tassi di mortalità da arresto cardiaco extraospedaliero variano dall’80 al 97% nei lattanti e nei bambini.
Il tasso di mortalità per l’arresto cardiaco in ospedale per neonati e bambini oscilla tra il 40% e il 65%. Il tasso di mortalità è dal 20 al 25% in caso di arresto respiratorio isolato.
Gli esiti neurologici sono spesso gravemente invalidanti.
I protocolli di rianimazione pediatrica si applicano ai bambini di età inferiore ad un anno e ai bambini fino all’età della pubertà (definita come comparsa di seno nelle femmine e di peli ascellari nei maschi) o ai bambini di peso < 55 kg.
Circa il 50-65% dei bambini che richiedono una rianimazione cardiopolmonare è <1 anno; di questi, la maggior parte ha < 6 mesi.
Circa il 6% dei neonati richiede la rianimazioneal momento del parto; l’incidenza aumenta significativamente se il peso alla nascita è < 1500 g.
Circa il 10% nei neonati richiede assistenza respiratoria al momento della nascita. Meno dell’1% ha bisogno di una rianimazione prolungata. Le cause sono numerose, ma la via comune comporta asfissia o depressione respiratoria.
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/medicina-di-terapia-intensiva/arresto-cardiaco-e-rianimazione-cardiopolmonare/rianimazione-cardiopolmonare-nei-lattanti-e-nei-bambini
4200 cittadini circa rinuncerebbero a visite ed esami per problemi di lista d’attesa e n. 8636 circa per motivi economici. Preso atto del suo insediamento solo a cavallo tra il Piano Liste d’attesa e gli adempimenti conseguenti e successivi, su questo punto critico l’Assessorato Regionale alla Sanità dovrà comunque muovere i giusti passi per mettere la Regione in linea con il resto d’Italia e per evitare che il Ministero della Salute, nella sua funzione di reale garante dell’attuazione di un’innovazione reale delle politiche sanitarie regionali, in grado di essere percepita subito da parte dei cittadini, si sostituisca proprio all’Assessorato.
Il 21 febbraio 2019 veniva infatti approvata dallo Stato e dalle Regioni l’Intesa sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021 per dare risposte a un problema quotidiano nella vita dei cittadini. Confidiamo che l’Assessorato Regionale alla Sanità ponga in essere quanto nelle sue possibilità e prerogative ed autonomie, ed in caso di difetto il Ministero non dovrà solo registrare gli adempimenti formali delle Regioni, altrimenti si corre il serio rischio che i diritti rimangano solo belle parole sulla carta e che le disuguaglianze tra i territori e i cittadini continuino ad aumentare.
Se dal livello centrale si svolge l’esercizio di un ruolo forte nel controllo delle misure inserite nei Piani regionali, la verifica sul loro grado di congruità rispetto ai parametri nazionali e la loro effettiva implementazione nel più breve tempo possibile e in tutto il territorio nazionale, questa ovviamente è una funzione da intendersi anche da parte dell’Assessorato verso le ASSL.
La tabella di marcia era precisa: entro 60 giorni dalla stipula (quindi entro aprile 2019) le Regioni avrebbero dovuto recepirlo formalmente e adottare il proprio Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa; entro 60 giorni dall’adozione del Piano regionale le Aziende Sanitarie devono approvare il Piano attuativo aziendale (quindi entro giugno 2019); entro 120 giorni dalla stipula dell’Intesa (quindi ancora entro giugno 2019) deve essere istituito l’Osservatorio nazionale sulle liste di attesa presso il Ministero della Salute.
A distanza di mesi dalla sua approvazione e dalla prima scadenza prevista per il recepimento e l’adozione del Piano regionale, sarebbero ancora 3 le Regioni che non hanno ancora adottato un proprio Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa: Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Sardegna, alle quali aggiungere la Provincia di Bolzano che non han neanche recepito formalmente l’Intesa Stato Regioni?
VARIE (TESI LAUREA CAREDDA M., COORDINAMENTI INFERMIERISTICI, DIRIGENZA INFERMIERISTICA OSPEDALE UNICO, ASSISTENZA TERRITORIALE. MASTER INFERMIERE DI FAMIGLIA, DIALISI NOTTURNA-EMODINAMICA, ESERCIZIO ABUSIVO PROFESSIONE INFERMIERISTICA, EMODINAMICA)
Estratto TESI DI LAUREA CAREDDA MARTINA IL CANE DA ALLERTA DIABETICA
Negli ultimi anni, sono sempre più le persone che, affette da condizione cronica, decidono di essere affiancati nel loro percorso di vita da cani da assistenza, cani che opportunamente formati, forniscono un ausilio ed un sostegno alla persona. Tra questi, vi sono i cani da allerta diabete. Questi cani vengono opportunamente formati affinché siano in grado di allertare il proprietario e chi si trova vicino ad esso, in presenza di alterazioni glicemiche. La formazione del cane mira a educarlo al riconoscimento dell’ipoglicemia su specifico odore del proprio proprietario. Tuttavia tali cani spesso manifestano spontaneamente segnalazioni in presenza di iperglicemia. Il target principale per questa tipologia di cani è il diabete mellito di tipo 1 che, è bene ricordarlo, ha un incidenza tra le più alte al mondo sul territorio sardo.
Diversi studi hanno confermato l’accuratezza della sensibilità e della loro formazione. Il cane ha effetti positivi sia sulla persona affetta da diabete che sull’intera famiglia, favorendo indipendenza, miglioramento della compliance terapeutica, autonomia e riducendo l’isolamento sociale.
All’infermiere spetterebbe di elaborare nuove strategie terapeutiche che soddisfino i bisogni dei propri assistiti. Tali bisogni includono, specialmente nelle condizioni croniche, non solo il controllo della patologia ma un miglioramento della qualità di vita percepita da parte dell’assistito e dell’intero nucleo familiare favorendo l’accettazione della patologia ed una maggiore compliance terapeutica.
Alla luce di quanto espresso, è evidenziata la bontà del cane da allerta diabete come strategia terapeutica, atta a sostenere i pazienti diabetici ed i rispettivi familiari, migliorando la compliance terapeutica ed il benessere psico-fisico delle persone coinvolte.
Coordinamenti Infermieristici
Le selezioni in ATS sono sospese, e tantissimi coordinamenti o non sono assegnati o sono assegnati al di fuori dei regolamenti per il conferimento degli incarichi, in direzione opposta alle pari opportunità tra professionisti della stessa categoria.
Ci risultano essere vacanti in ATS posti di dirigenti delle professioni sanitarie a Lanusei e Sassari. Riteniamo che si possano utilizzare le graduatorie in essere. In ASSL Lanusei, ad esempio, la copertura del posto di dirigente è assicurata a scavalco dal Dirigente di Nuoro, mentre ASSL Sassari non ha dirigenti in ruolo. Suggeriamo quindi la copertura delle due sedi con ricorso alla graduatoria in essere in AOU Cagliari ai sensi della legge 128 del 2/11/19 di conversione del DL 3/9/19 n. 101
ASSL POSTO VACANTE DA GRADUATORIA ATS DA GRADUATORIA AOU
LANUSEI DIRIGENTE SPS NO SI
SASSARI DIRIGENTE SPS NO SI
La proposta del Presidente della VI commissione sanità è al momento irricevibile se intesa come prospettiva che vada a compensare la non assegnazione della ASL nel Sulcis Iglesiente. Ci troviamo invece favorevoli a ragionarci in un futuro prossimo venturo come soluzione praticabile, funzionale, e realisticamente utile
Riteniamo esserci una differenza sostanziale tra gestione integrata (più professionisti integrati tra loro per i bisogni del cittadino-utente), e continuità assistenziale (le cure iniziate in ambiente ospedaliero o in struttura di ricovero verso il domicilio dell’assistito sono assicurate e garantire alla dimissione allertando tempestivamente i servizi territoriali socio assistenziali del Distretto di competenza) e che tale differenza debba essere meglio ricompresa ed esplicitata.
In accordo con Università di Cagliari, Consorzio AUSI Iglesias e OPI CarboniaIglesias, nel 2020 è istituito il I° Master per infermiere di famiglia.
DIALISI NOTTURNA
Esprimiamo forte disappunto per la sperequazione e carente dotazione organica della DIALISI PO Sirai Carbonia rispetto alla DIALISI PO Santa Barbara Iglesias, con tutto quelle che ne può conseguire in ordine alla qualità dell’assistenza anche in un imminente futuro sia in diurna che in notturna.
Sull’Emodinamica, sgombriamo il campo dagli equivoci: è operativa presso il PO Sirai ASSL Carbonia dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore16,00, e dalle ore 16,00 del venerdì alle ore 08,00 del lunedì le urgenze e le necessità, a seconda del grado di gravità, sono assicurate con i trasporti secondari o il 118. Il servizio regge il fine istituzionale e garantisce l’art. 32 della Costituzione con soli 2 medici emodinamisti e soli 5 infermieri. Il delta dei medici è di -2.
Chi ha paura di una emodinamica operativa nel Sulcis Iglesiente?
Il servizio rende ai cittadini 900 risposte complessive alla domanda di cure, e le coronarografie e le angioplastiche sono bel al di sopra del minimo sindacale, tra i 250 e i 400 interventi specifici. Si tenga conto che questi numeri, documentali e documentabili, sono da parametrare rispetto all’effettiva presenza dei professionisti sanitari afferenti alla dotazione organica, che al netto di riduzione oraria del servizio, indisponibilità del poligrafo, guasto del poligrafo e vetustà dell’angiografo (12 anni senza sostituzione mentre per ASSL Oristano e ASSL Nuoro è stata indetta una gara apposita…), sono quindi resi in un ipotetico arco temporale 1 gennaio-31 dicembre e effettivamente garantite in mesi di effettivo lavoro che non superano i 9 -10 mesi dalle ore 08,00 alle ore 16,00 dal lunedì al venerdì.
Come si possa remare contro la piena operatività dell’Emodinamica, non è comprensibile.
Suggeriamo che dal concorso pubblico per 13 posti di Cardiologia in ATS Sardegna, ci sia la volontà, la disponibilità, l’interesse e la piena convinzione di attingere dalla graduatoria e assegnare a tempo indeterminato almeno 2 emodinamisti in ASSL Carbonia. Passa da questo concorso la prospettiva di apertura e di operatività della nostra Emodinamica nella 24 ore.
ESERCIZIO ABUSIVO PROFESSIONE INFERMIERISTICA Vedasi allegato
Chiudiamo il breve contributo con la riflessione finale che sacche di inappropriatezza del management incidono negativamente sulle risorse umane e sul tempo da dedicare agli utenti da parte dei professionisti sanitari e degli infermieri in particolare, ai quali sono indirettamente assegnati carichi di lavoro eccessivi, demansionanti e dequalificanti che necessitano di essere governati anche con una dotazione organica “dimensionata”, quindi meglio correlata ed adeguata alla metodologia e agli standard ospedalieri.
Per il brevissimo periodo, è certamente auspicabile che tutti contribuiscano declinando come dove quando dare movimento alla Riforma e condividere eventuali criticità per porvi soluzione e non solo per rovesciare ad altri responsabilità gestionali
Per il medio termine, da sostenere senza indugio di ritrovarci ancora tutti insieme in altre aule per valutare ulteriormente il da farsi e approfondire su atti ufficiali. I D.G. di prossima nomina devono assumersi l’onere mettersi in modalità ascolto: veniamo da una stagione di manager vissuti in una campana di vetro, resistenti a qualsiasi sollecitazione da qualsiasi parte arrivasse. Vedremo Faremo Provvederemo Assumeremo.
Nel lungo periodo, una verifica complessiva con un nuove audizioni delle parti sociali ed istituzionali chiamate oggi a fornire sulla Riforma un contributo critico, chiarificatore, migliorativo di tutto l’impianto concettuale-politico, è non solo auspicabile ma doverosa perché la responsabilità della buona riuscita dell’immane lavoro che ci attende è di tutti, dal singolo cittadino al medico di famiglia, dagli apicali della politica ai vertici del management, dai sindaci agli infermieri, dai consiglieri regionali ai giornalisti.
I rappresentati dell’Ordine Infermieristico “cogitant, ergo sunt”, pensano quindi sono, e anche con questa documento alla sua attenzione ne danno testimonianza, nell’interesse collettivo.
Assolutamente sostenibili principi e finalità generali soprattutto al punto 1. nel passaggio di “equità e universalità”, che rafforza proprio il nostro convincimento che equa ed universale la riproposizione di 5 ASL escludendo CarboniaIglesias ed il Sulcis Iglesiente e finanche il Sud Sardegna proprio non sia, mentre deve esserlo. Alla lettera e), la definizione della ASL con riguardo e attenzione al tessuto abitativo quindi alla sua storia che dagli Enti Ospedalieri del Sirai di Carbonia e degli Ospedali Riuniti di Iglesias è poi passata alla USL 16 Iglesias e USL 17
Iglesias, poi confluite nella ASL 7 Carbonia, poi confluita nella ATS Sardegna reindirizzerebbe l’Assessore a riconsiderare da dove arriva il Sulcis Iglesiente e dove ambisce a restare.
Ribadiamo che alla lettera b) debbano essere previste almeno 6 ASL e non 5
punto 1 lettera b) la presa in carico del bisogno del cittadino individuando livelli appropriati di erogazione dei servizi;
punto 1 lettera d) l’appropriato svolgimento dei percorsi assistenziali;
il distretto territoriale diretto da un responsabile nominato ai sensi del comma 3 art. 3 sexies del dl 502/1992 e smi articola l’organizzazione dei propri servizi tenendo conto della realta’ del territorio ed assicura la gestione integrata, sanitaria e sociale dei servizi, anche collaborando alla predisposizione e realizzazione del plus.
art. 41 realizzazione di nuovi presidi ospedalieri. Nuovi presidi ospedalieri, di moderna concezioni archittetonica e funzionale, in grado di realizzare una migliore efficienza ed efficacia delle prestazioni sanitarie anche mediante ricorso alla finanza di progetto. La giunta individua i presidi ospedalieri da sostituire con nuove strutture e quelli da mantenere in efficienza.
L’art. 36 nella sua interezza conferma che l’esclusione di una ASL nel Sulcis Iglesiente è scelta deleteria. Nello specifico del punto 5 lettera c, si parla di gestione integrata ma non viene citata la continuità assistenziale. Non è prevista? Riteniamo esserci una differenza sostanziale tra gestione integrata (più professionisti integrati tra loro per i bisogni del cittadino-utente), e continuità assistenziale (le cure iniziate in ambiente ospedaliero o in struttura di ricovero verso il domicilio dell’assistito sono assicurate e garantire alla dimissione allertando tempestivamente i servizi territoriali socio assistenziali del Distretto di competenza) e che tale differenza debba essere ricompresa ed esplicitata. Al punto 6 dello stesso art. 36, la composizione di un ufficio di coordinamento con rappresentanti delle diverse figure professionali da quale selezione può scaturire? Incarichi, ruoli, posizioni ed esperienze professionali saranno sacrificate dal meccanismo dello spoil system?
OPI 588 ASSESSORATO SANITA’
DELTA INFERMIERI ASSL CARBONIA.xls

References: ART. 8
 Art. 8
 articolo 348
 art. 3

art. 41
 art. 36