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Timestamp: 2020-03-31 14:40:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12381 del 17/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12381 del 17/05/2017
Cassazione civile, sez. I, 17/05/2017, (ud. 15/03/2017, dep.17/05/2017), n. 12381
sul ricorso 10639/2012 proposto da:
Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Ministro pro
tempore, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n.12, presso
Consorzio Consafrag, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliato in Roma, Via Donatello n.75,
presso l’avvocato Capponi Bruno, che lo rappresenta e difende,
Amministrazione Provinciale di Napoli, in persona del Presidente
della Giunta Provinciale pro tempore, elettivamente domiciliata in
Roma, Via di Propaganda n.16, presso l’avvocato Famiglietti Gennaro,
rappresentata e difesa dall’avvocato Di Falco Aldo, Marsico Massimo
Maurizio, giusta procura a margine del controricorso e ricorso
Consorzio Consafrag, Presidenza del Consiglio dei Ministri;
avverso la sentenza n. 688/2011 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
15/03/2017 dal cons. LAMORGESE ANTONIO PIETRO.
Il Consorzio Consafrag, quale affidatario dei lavori di ricostruzione e recupero funzionale della Circonvallazione esterna di Napoli, in base a una convenzione aggiuntiva alla concessione conferitagli dal Commissario straordinario di governo, nell’ambito dell’esecuzione del programma di edilizia residenziale di cui al titolo 8 della L. 14 maggio 1981, n. 218, ha chiesto alla Presidenza del consiglio dei ministri e all’Amministrazione provinciale di Napoli di ottenere la restituzione e l’accertamento del diritto alla rivalsa delle somme erogate alla ditta Sme a titolo di indennità di esproprio.
La Corte d’appello di Napoli, con sentenza del 4 marzo 2011, confermando la sentenza impugnata, ha accolto la domanda nei confronti della Presidenza del consiglio dei ministri e l’ha rigettata nei confronti dell’Amministrazione provinciale, ritenendola priva di legittimazione passiva.
Avverso questa sentenza la Presidenza del consiglio dei ministri ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, cui si sono opposti la Provincia di Napoli, che ha proposto anche un ricorso incidentale condizionato, affidato a un motivo, e il Consorzio Consafrag. Quest’ultimo e la ricorrente hanno depositato memorie.
Con il primo motivo la Presidenza del consiglio dei ministri ha denunciato violazione e falsa applicazione del D.L. 23 giugno 1995, n. 244, art. 22, comma 2, conv. con L. 8 agosto 1995, n. 341, del D.Lgs. 20 settembre 1999, n. 354, art. 8 e della L. 17 maggio 1999, n. 144, art. 42 per avere la Corte di merito affermato la propria legittimazione passiva, anzichè dell’Amministrazione provinciale di Napoli. Ad avviso della ricorrente, la sentenza impugnata avrebbe errato nel porre a carico dello Stato gli oneri del contenzioso relativo alle opere infrastruttuali, quale la Circonvallazione esterna di Napoli, trasferita all’Amministrazione provinciale, la quale era subentrata nella titolarità di tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, ad essa inerenti; il trasferimento allo Stato degli oneri del contenzioso non riguardava tutti gli oneri relativi alle opere infrastrutturali, ma solo quelli relativi alle opere acquedottistiche, agli alloggi non ancora trasferiti e alle pertinenti opere di urbanizzazione primaria e secondaria, a norma della L. n. 144 del 1999 cit., art. 42, comma 3.
Il motivo è infondato, essendo la sentenza impugnata conforme a diritto.
Si deve premettere che il D.L. n. 244 del 1995, art. 22, comma 2, conv. con L. n. 341 del 1995 – prevedendo che “le opere di urbanizzazione primaria e secondaria e le altre opere infrastrutturali”, realizzate nell’ambito degli interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 1980 e 1981, fossero acquisite dagli enti indicati e che questi subentrassero “in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi in atto” – ha instaurato una correlazione tra il disposto trasferimento delle opere di urbanizzazione ed infrastrutturali ed il subentro nei rapporti giuridici attivi e passivi in atto, che era però condizionato ad una previa attività amministrativa di rendicontazione, catalogazione, redazione dello stato di consistenza delle opere e formale consegna delle stesse, che l’Amministrazione ricorrente non ha neppure prospettato che si sia verificata (in tal senso Cass. n. 18328/2002, che ha escluso che vi sia stato un trasferimento immediato delle opere in esame ope legis).
Ciò indebolisce la tesi dell’Amministrazione ricorrente, secondo la quale vi sarebbe stato un subentro immediato nei rapporti giuridici e, di conseguenza, nei relativi oneri del contenzioso da parte degli enti destinatari di quelle opere (tra cui la Provincia di Napoli) e, per altro verso, rafforza la rilevanza della L. n. 144 del 1999, art. 42, comma 3, che è norma, non solo, successiva al D.L. n. 244 del 1995, citato art. 22, comma 2, conv. con L. n. 341 del 1995, ma anche speciale, nella parte in cui, come esattamente rilevato nella sentenza impugnata, ha previsto che “gli oneri del contenzioso sono a carico dello Stato per tutte le controversie aventi titolo in eventi verificatisi anteriormente al trasferimento delle opere e degli alloggi agli enti destinatari…”.
Il riferimento alle “opere”, senza ulteriori specificazioni, preclude l’interpretazione restrittiva (come opere acquedottistiche) sostenuta dalla ricorrente ed è idoneo a ricomprendere anche altre opere, di urbanizzazione ed infrastrutturali, qual è la Circonvallazione esterna di Napoli; significativo è l’analogo riferimento generico alle “opere” nel D.Lgs. n. 354 del 1999, art. 8, comma 1, a proposito della ricognizione del contenzioso da parte del commissario straordinario, ai fini della definizione transattiva delle controversie.
La suddetta interpretazione restrittiva fa leva anche sulla L. n. 144 del 1999, art. 42, citato comma 3 laddove, demandando al Commissario straordinario di predisporre un piano per la definizione e chiusura del programma di cui al titolo 8 della L. n. 219 del 1981, fa riferimento soltanto alle opere acquedottistiche e agli interventi necessari per la loro ultimazione. Tuttavia, tale riferimento (che tra l’altro – si deve precisare – è anche alle opere di urbanizzazione) è operato ai soli fini dell’attuazione del menzionato piano, ma non si prefigge di individuare i soggetti tenuti a farsi carico degli oneri del contenzioso, che la medesima norma pone chiaramente, con disposizione speciale, a carico dello Stato per tutte le controversie inerenti al trasferimento delle opere in senso lato, comprese quelle di urbanizzazione ed infrastrutturali.
Con il secondo motivo la ricorrente imputa alla Corte di merito di non avere sufficientemente motivato in ordine alle ragioni ostative al riconoscimento dell’indennizzo in favore della ditta Sme, in considerazione dell’abusività e non condonabilità dei manufatti.
Il motivo è inammissibile poichè non coglie la ratio decidendi, avendo la sentenza impugnata affermato che nella determinazione dell’indennità era stato considerato soltanto il valore del terreno e non anche il valore dei manufatti e del loro reimpianto in quanto abusivi e non condonati.
In conclusione, il ricorso principale è rigettato. Il ricorso incidentale condizionato è assorbito.
Sussistono giusti motivi per compensare le spese, a norma dell’art. 92 c.p.c., comma 2, (testo previgente), in considerazione della novità e complessità della questione trattata.
La Corte rigetta il ricorso principale e dichiara assorbito il ricorso incidentale condizionato; compensa le spese del giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 22
 art. 8
 art. 42
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 art. 42
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 art. 22
 Cass. 
 art. 42
 art. 22
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