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Timestamp: 2018-02-21 03:21:36+00:00

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Segnalazioni erronee o abusive, come difendersi - AVVOCATO MARCO DI GREGORIO
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IL RIFIUTO DI FINANZIAMENTI E LE BANCHE DATI
Rifiuto di finanziamenti e segnalazioni dei "cattivi pagatori"
Sanzioni Amministrative per violazioni al Codice della Strada. Come opporsi a Verbali di contravvenzione, Cartelle di pagamento e Preavvisi di fermo
L'ottenimento della cittadinanza italiana
Disservizi nella telefonia e nella fornitura di accesso ad internet
Tutela della Privacy e trattamento illegittimo dei dati personali
(Link al sito della Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati)
Nel nostro paese, come in molti altri, al fine di consentire a banche e finanziarie di valutare il rischio complessivo di insolvenza di un cliente o di un potenziale cliente, sono sorte banche dati sia pubbliche che private.
La centrale rischi pubblica della Banca d'Italia è disciplinata dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (Art. 13; Art. 53 co. 1° lett. b); Art. 60 co 1°; Art. 64; Art. 67; co. 1° lett b); Art. 106; Art. 107; Art. 144 ed Art. 145 del D.Lgs. 385 del 1993) e raccoglie solamente i dati relativi ad i finanziamenti di importo superiore a 75.000 Euro.
La centrale rischi pubblica gestita dalla Società Interbancaria per l’Automazione (SIA), sotto la vigilanza della Banca d’Italia, è stata istituita con deliberazione del CICR del 03.05.1999 e raccoglie i dati relativi ai finanziamenti di importo inferiore a 75.000 Euro e superiore a 30.000 Euro, al fine di rilevare i c.d. rischi ad importo contenuto, ma pur sempre superiori a quelli relativi ai crediti al consumo.
Le centrali rischi private o SIC (Sistemi di Informazione Creditizia) invece, gestiscono banche dati private con funzione di monitoraggio del rischio in cui sono raccolti dati relativi a finanziamenti di qualsiasi importo.
Tali banche dati private fino al 2004 non erano regolamentate da alcuna specifica normativa. Attualmente invece tali centrali rischi o SIC (Sistemi di Informazione Creditizia), sono tenute al rispetto del “Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”, varato dal Garante della protezione dei dati personali e sottoscritto dalle associazioni rappresentative delle c.d. “Centrali rischi private” (es: CRIF, EXPERIAN, CTC), dalle associazioni di categoria interessate (tra cui l’ABI, Associazione Bancaria Italiana) e da alcune associazioni di consumatori, ed applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2005.
Tali banche dati sono gestite da società di diritto privato che, al fine di limitare i rischi nella concessione del credito da parte di banche e finanziarie, custodiscono i dati di esposizione debitoria di privati ed imprese anche di ammontare estremamente contenuto (somme che vanno da zero fino ad Euro 15.493,71).
Tuttavia, se lo scopo di consentire a banche e finanziarie di poter valutare il rischio di insolvenza di chi richiede un credito appare assolutamente legittimo, la procedura, come attualmente applicata in Italia, risulta spesso poco garantista nei confronti dei cittadini e delle imprese che desiderano accedere al credito.
Infatti, nel nostro sistema sono le stesse banche e finanziarie a procedere alle segnalazioni alle banche dati delle Centrali Rischi senza che sia previsto alcun contraddittorio con il cliente che ha richiesto il credito ed anzi, normalmente, senza che il cliente stesso ne sappia nulla.
Purtroppo in tal modo, anche chi paga solo con qualche giorno di ritardo, magari non per propria colpa, una piccola somma dovuta per la rata di un finanziamento, può finire per essere segnalato, senza neanche saperlo, come “cattivo pagatore” vedendosi quindi negare una successiva richiesta di finanziamento.
L'attuale normativa comunque, garantisce quantomeno la possibilità di richiedere la modifica o la cancellazione di un dato non corretto o di una segnalazione erronea.
Talvolta infatti, banche e finanziarie non sono diligenti nel segnalare tempestivamente e correttamente alle centrali rischi private la regolarizzazione dei pagamenti dei propri clienti, mantenendo in essere segnalazioni inesatte ed illegittime, provocando anche notevoli disagi e veri e propri danni a chi abbia necessità di fare ricorso al credito.
Quando tali segnalazioni sono erronee o abusive, la giurisprudenza prevalente riconosce al privato o all'impresa vittima di tale comportamento illegittimo il diritto a vedersi risarcito il danno e, ove ne ricorrano i presupposti, anche di richiedere la tutela in via d'urgenza ex art. 700 c.p.c..
Una tipologia di segnalazione alle banche dati suscettibile di causare seri danni ad un imprenditore è quella della posizione “a sofferenza”, visto che può provocare seri danni alla reputazione di un'impresa ed anche causare un vero e proprio stato di insolvenza, conseguente alla impossibilità di ottenere finanziamenti e/o alle improvvise richieste di “rientro” da parte di altri istituti di credito.
Chi si veda negare un finanziamento senza saperne la ragione comunque, ha pieno diritto di richiedere ed ottenere informazioni in proposito dalla banca o finanziaria che ha negato il finanziamento e anche dalla società che gestisce la banca dati creditizia.
Infatti, ai sensi dell’art. 5, punti 6 e 7 del “Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” (GU n 300 del 23 dicembre 2004): << Quando la richiesta di credito non è accolta, il partecipante (la banca o la finanziaria che nega il finanziamento) comunica all'interessato (colui che aveva richiesto il finanziamento) se, per istruire la richiesta di credito, ha consultato dati personali relativi ad informazioni creditizie di tipo negativo in uno o più sistemi, indicandogli gli estremi identificativi del sistema da cui sono state rilevate tali informazioni e del relativo gestore. Il partecipante fornisce all'interessato le altre notizie di cui agli articoli 9, comma 1, lett. d) e 10, comma 1, lett. c) dello stesso Codice di deontologia. >>
In tale modo, almeno in principio, è riconosciuta la possibilità di conoscere l'origine della segnalazione negativa e di ricorrere alle competenti autorità per far accertare eventuali profili di illegittimità.
Roma, 31.01.2008
CAFARO R., SANTI DI PAOLA N. "I procedimenti cautelari e d'urgenza ex art. 700 c.p.c.". Maggioli Editore, 2005. Pag. 435 e ss.
MARSICANO G. "Il nuovo Codice Deontologico per le centrali rischi private". In "Magistra, Banca e Finanza" < www.magistra.it >, 19.09.2005.
RICCHIUTO P. "Il nuovo codice deontologico sulle centrali rischi private". In "Interlex" < http://www.interlex.it/675/ricchiu17.htm >, 10.01.2005.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI "Il codice deontologico per finanziamenti e credito al consumo. Maggiori garanzie per i numerosi cittadini che chiedono prestiti, mutui, dilazioni di pagamento, leasing e carte di credito" In Comunicato stampa < http://www.garanteprivacy.it >, 09.12.2004.
PONARI M. "Le centrali rischi private" In "New Law" < http://www.newlaw.it/marketing_privacy_centralirischi.htm >, 01.02.2004.
CENTRO TUTELA CONSUMATORI ALTO ADIGE "La richiesta di un prestito: i sistemi di informazioni creditizie (SIC), già "centrali rischi private" In "Foglio informativo FS 12 - Situazione al: 06-2005 < http://www.centroconsumatori.it/48v183d23717.html >, 30.06.2005.
Autore del presente articolo è l'Avv. Marco Di Gregorio
E' vietato copiare il presente articolo per una parte superiore ad un decimo dello stesso ed in ogni caso, anche per la citazione in riviste telematiche o cartacee, è obbligatoria l'indicazione della fonte nel seguente modo:
Marco Di Gregorio, Cattivi pagatori. Il rifiuto di finanziamenti e le banche dati, In "Sito Internet dell'Avv. Marco Di Gregorio" <www.marcodigregorio.eu>, 31.01.2008.

References: Art. 53
 Art. 60
 Art. 64
 Art. 67
 Art. 106
 Art. 107
 Art. 144
 Art. 145
 art. 700
 art. 700