Source: http://docplayer.it/187929-Guida-alla-professione-di-ingegnere.html
Timestamp: 2017-09-24 08:27:59+00:00

Document:
Guida alla professione di ingegnere - PDF
1 Guida alla professione di ingegnere Le tariffe professionali e la loro applicazione Volume IV Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri 1
2 Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri CONSIGLIO DIRETTIVO dott. ing. Giovanni Angotti dott. ing. Alberto Speroni dott. ing. Leonardo Acquaviva dott. ing. Renato Cannarozzo dott. ing. Ugo Gaia Presidente Vice Presidente Consigliere Consigliere Consigliere dott. Massimiliano Pittau Direttore COLLEGIO DEI REVISORI dott. Domenico Contini dott. Stefania Libori dott. Francesco Ricotta Presidente Revisore Revisore Sede: Via Dora, Roma - Tel , fax ,
3 CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ROMA - VIA ARENULA, 71 dott. ing. Sergio Polese dott. ing. Ferdinando Luminoso dott. ing. Romeo La Pietra dott. ing. Renato Buscaglia dott. ing. Alessandro Biddau dott. ing. Leonardo Acquaviva dott. ing. Alberto Dusman dott. ing. Ugo Gaia dott. ing. Alcide Gava prof. ing. Giancarlo Giambelli dott. ing. Domenico Ricciardi Presidente Vice Presidente Vicario Vice Presidente Aggiunto Segretario Tesoriere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Presidenza e Segreteria: Roma - Via IV Novembre, 114 Tel , fax
5 Sommario Premessa pag. 7 di Giovanni Angotti 1. La doppia tariffa degli ingegneri» Incarichi di committenza privata: legge 2 marzo 1949, n. 143» Le norme generali» I compensi accessori» L affidamento plurimo e il pagamento degli interessi» Le prestazioni relative a costruzioni edilizie, stradali e ferroviarie; opere idrauliche, impianti e servizi industriali; costruzioni meccaniche ed elettrotecnica» Le prestazioni per l esecuzione dell opera (progettazione e direzione lavori)» Il collaudo di lavori e forniture» La riparazione dei danni di guerra» Misura e contabilità dei lavori» L aggiornamento dei prezzi» La revisione dei prezzi» Le perizie estimative» Le altre prestazioni» Inventari e consegne» I lavori topografici» Cave e miniere» Ingegneria navale» Gli incarichi relativi ai lavori pubblici: legge 109/1994 e D.M. 4 aprile 2001» L applicazione della tariffe professionali alla luce dell interpretazione della giurisprudenza» L inderogabilità dei minimi tariffari» La rinuncia al compenso» L incarico condizionato» La successione delle tariffe» 62 5
6 5. La tariffa urbanistica pag La tariffa giudiziaria» La tariffa arbitrale» Il potere tariffario degli Ordini provinciali» 74 6
7 Premessa Fornire ai giovani ingegneri che si avvicinano alla professione una guida che ne descriva i principali aspetti e ne esamini le principali problematiche: questo è l obiettivo che il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri si è posto predisponendo la Guida alla professione di ingegnere di cui si presenta il volume IV. Il presente volume è dedicato ad analizzare le disposizioni che regolano l applicazione delle tariffe professionali, sia nei rapporti con i privati che in quelli con la pubblica amministrazione, anche alla luce della più recente giurisprudenza. Il regime tariffario degli ingegneri e delle altre professioni regolamentate è, peraltro, da tempo oggetto di attenzione da parte delle istituzioni nazionali ed europee. Riguardo le prime va ricordata l indagine conoscitiva chiusa il (n. 5400) condotta dall Autorità garante della concorrenza e del mercato sui Collegi ed Ordini professionali che individuava proprio nella previsione di minimi e massimi tariffari una delle cause restrittive della concorrenza 1. Per quanto concerne, invece, le istituzioni comunitarie, per ultimo, la Commissione europea 2 ha censurato le relative disposizioni normative applicate dagli ingegneri italiani sotto due distinti profili: 1. il carattere restrittivo dei minimi tariffari rispetto ai principi di libertà di stabilimento e libertà di prestazione dei servizi in seno all Unione, garantiti dagli articoli 43 e 49 CE; 1. In particolare l Autorità concludeva sul punto affermando che:.si rileva che in Italia la regolamentazione e/o l auto-regolamentazione della generalità delle professioni stabiliscono tariffe minime inderogabili per gli iscritti agli albi. Ciò non risulta invece in altri paesi, come ad esempio in Francia per gli avvocati e nel Regno Unito per i solicitors, dove il compenso viene stabilito liberamente dalle parti. In altri casi, poi, le tariffe sono soltanto indicative come in Francia o in Germania per gli ingegneri. Al riguardo, infine, non può non segnalarsi che, recentemente, in Spagna è stata emanata una legge recante alcune importanti modifiche della regolamentazione dell attività dei professionisti limitativa della concorrenza: in particolare, con riferimento alle tariffe - si legge nelle premesse - si elimina il potere dei collegi professionali di fissare onorari minimi, pur potendo stabilire parametri di onorari orientativi. 2. Comunicazione di messa in mora 2005/4216-C(2005)2452 inviata al Governo italiano il 5 luglio A tale comunicazione è seguito un parere motivato inviato al Governo italiano il 21 dicembre
8 2. la non proporzionalità della limitazione tariffaria rispetto agli obiettivi di interesse pubblico (in particolare quelli relativi alla preservazione della qualità delle prestazioni professionali ed alla tutela dei destinatari delle stesse) che con essa il legislatore intende soddisfare. Riguardo al primo punto va precisato che senza alcuna ombra di dubbio, in Italia, le determinazioni tariffarie per ingegneri ed architetti sono chiaramente applicate non solamente ai professionisti italiani, ma anche a quei professionisti che, seppur appartenenti ad altri Stati membri, rendano la propria prestazione professionale in Italia, in ottemperanza a quanto statuito dall art. 50 del Trattato CE sì come interpretato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia 3. Per quanto concerne, invece, il secondo profilo di censura occorre ricordare che la medesima Commissione precisa che una normativa nazionale che imponga ai cittadini di altri Stati membri vincoli all esercizio di un attività di prestazione dei servizi, sfugge al divieto sancito dagli artt. 43 e 49 del Trattato solamente se ricorrano quattro condizioni: 1) che essa si applichi in modo non discriminatorio; 2) che sia giustificata da ragioni imperative di pubblico interesse; 3) che sia idonea a garantire il conseguimento dello scopo perseguito; 4) che sia proporzionata, ossia non vada oltre quanto necessario per il raggiungimento del predetto scopo 4. Se sulla sussistenza delle prime due condizioni, la stessa Commissione nella sua comunicazione non pare avere dubbi, essa avanza osservazioni sui due restanti requisiti, attinenti alla proporzionalità e all idoneità della normativa italiana sulle tariffe di ingegneri ed architetti a conseguire lo scopo perseguito 5. Su tali aspetti occorre ribadire innanzitutto che la stessa Corte nella sentenza del ha affermato che: gli artt. 10 e 81 del Trattato CE non ostano 3. In particolare la Corte di Giustizia UE, con sentenza dell C-289/02, ha precisato, su un caso analogo a quello oggetto di considerazione da parte della Commissione, relativo alla fissazione normativa di tariffe per il rimborso degli onorari degli avvocati di altro Stato membro che avessero reso le proprie prestazioni professionali in Germania (il rimborso era equivalente a quello previsto per gli avvocati nazionali sì da non creare un effetto discriminatorio) che: Gli artt. 49 CE e 50 CE nonché la direttiva del Consiglio 22 marzo 1977, 77/249/CEE, intesa a facilitare l esercizio della libera prestazione di servizi da parte degli avvocati, vanno interpretati nel senso che non ostano alla regola giurisprudenziale di uno Stato membro che limita sino a concorrenza delle spese che avrebbe occasionato la rappresentanza da parte di un avvocato stabilito in tale Stato il rimborso, che deve effettuare la parte soccombente in una controversia nei confronti della parte che aveva ottenuto vittoria di causa, delle prestazioni di servizi fornite da un avvocato stabilito in un altro Stato membro. 4. Corte Giust. CE C 134/03 in Racc. 2005; id , C 3/95 in Racc. 1996, pag. I Nella sua Comunicazione, la Commissione afferma che le tariffe italiane di ingegneri e architetti pur essendo applicabili indistintamente e giustificate da motivi imperiosi di interesse generale, possono essere ammissibili soltanto se garantiscono la realizzazione dell obiettivo perseguito e non vanno al di là di quanto è necessario per raggiungerlo. 8
9 all adozione da parte di uno Stato membro di una misura legislativa o regolamentare che approvi, sulla base di un progetto stabilito da un Ordine professionale forense, una tariffa che fissa dei minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell Ordine, qualora tale misura statale sia adottata nell ambito di un procedimento come quello previsto dal regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578, come modificato. Il procedimento di formazione della tariffa degli ingegneri e degli architetti, per quanto attiene al settore privato, è sostanzialmente equivalente a quello previsto dal decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578, come modificata, relativo agli avvocati italiani; quello attinente il settore pubblico, vede invece l esclusione di ogni contributo diretto o indiretto da parte degli Ordini degli ingegneri e degli architetti. Tali procedure sono, quindi, non solo sufficienti a rilevare la strumentalità delle determinazioni tariffarie riguardanti ingegneri e architetti alla soddisfazione di interessi generali ma anche, coerentemente, a sancirne la loro idoneità al raggiungimento degli obiettivi di garanzia della qualità delle prestazioni e della sicurezza delle opere, nonché la loro proporzionalità. Il dibattito sulla legittimità della tariffa professionale degli ingegneri è però tutt altro che concluso; altre iniziative, oltre a quelle europee (il cui esito, peraltro, non è affatto scontato), tese alla sua abrogazione sembrano prossime ad essere avviate da parte dell Autorità garante della concorrenza e del mercato. Come in passato 6, il Centro studi continuerà ad occuparsi della tematica anche esplorando strade alternative alla regolamentazione statale, che pure esistono e che però necessitano per essere realmente eque ed efficaci per consumatori e professionisti, di una implementazione complessa ed onerosa 7. Giovanni Angotti 6. Si vedano in particolare le pubblicazioni del Centro studi CNI Le tariffe professionali Il quadro giurisprudenziale in Italia ed in Europa, n. 8/2000; Tariffe professionali e disciplina della concorrenza, n. 40/2002; La remunerazione delle prestazioni professionali di ingegneria in Europa. Analisi e confronti, n. 44/2002; Le regole della professione di ingegnere in Italia: elementi per orientare il processo di riforma, n. 63/2004; Le tariffe degli ingegneri ed i principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, n. 75/ Si veda in particolare la pubblicazione del Centro studi CNI Ipotesi per la determinazione di un modello di stima basato sul costo minimo delle prestazioni professionali in ingegneria, n. 39/
10 1. La doppia tariffa degli ingegneri L ordinamento delle tariffe professionali relative alla professione di ingegnere presenta una struttura complessa frutto della stratificazione, nel tempo, di una pluralità di interventi normativi. Va in primo luogo evidenziato che in Italia è presente un vero e proprio sistema binario per la determinazione delle tariffe degli ingegneri; con un profilo normativo che si applica ai rapporti con i privati ed un diverso profilo che si applica ai rapporti con la committenza pubblica. Un primo fondamentale riferimento normativo in materia è la legge 2 marzo 1949, n. 143, Testo unico della tariffa degli onorari per le prestazioni professionali degli ingegneri e degli architetti. Denominata anche tariffa professionale, tale legge regola la determinazione dei compensi per le prestazioni erogate dagli ingegneri ai privati ed è stata oggetto di continue modifiche e aggiornamenti volti a ridefinirne i parametri quantitativi, come previsto dalla legge 4 marzo 1958, n. 143, intitolata Norme sulla tariffa di ingegneri e architetti. Tali corrispettivi vengono determinati mediante decreto del Ministro per la grazia e giustizia (ora Ministro della giustizia), di concerto con il Ministro per i lavori pubblici (ora Ministro delle infrastrutture e dei trasporti), su proposta dei Consigli nazionali riuniti degli ingegneri e degli architetti, sentite, da parte dei Consigli stessi, le organizzazioni sindacali a carattere nazionale delle due categorie 8. I corrispettivi così determinati, sono fissi (anche se impropriamente, sono definiti minimi ) e inderogabili ai sensi della legge 5 maggio 1976, n. 340 come autenticamente interpretata dall art. 6 della legge 1 luglio 1977, n Attualmente i compensi per le prestazioni erogate dagli ingegneri e dagli architetti italiani ai privati sono definiti dal D.M. 11 giugno 1987, n ; sono dunque oltre 18 anni che i compensi degli ingegneri e architetti per le prestazioni erogate ai privati non vengono aggiornati, risultando, in media, inferiori di oltre il 30% rispetto a quelli riconosciuti dal DM. 4 aprile 2001 per le prestazioni erogate alla pubblica amministrazione 10. Nel settore privato, come già detto, pur essendo prevista l inderogabilità delle determinazioni tariffarie sin dal 1976, nessuna disposizione prevede esplicitamente la nullità dei patti ad esse contrarie. Secondo un orientamento della giurisprudenza italiana (che sull argomento ha espresso nel tempo pareri di- 8. Ex legge 4 marzo 1958, n Il D.M. 3 settembre 1997, n. 417 ha provveduto ad adeguare esclusivamente i compensi a vacazione. 10. Per un confronto tra le due tariffe si veda l articolo di Filippo Russo L aumento medio supera il 30%, Edilizia e Territorio, 9-14 aprile 2001, n. 14, pag
11 scordanti e contraddittori) l ingegnere e l architetto potrebbero derogare dalle determinazioni tariffarie nei rapporti tra privati, ma tali comportamenti sarebbero sanzionabili dall Ordine professionale. Per quanto attiene, invece, alle prestazioni erogate dagli ingegneri e architetti alla pubblica amministrazione, i corrispettivi tariffari vengono determinati con decreto dal Ministro di Giustizia di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e tenendo conto delle tariffe previste per le categorie professionali interessate (ai sensi dell art. 17, comma 12-ter, legge 109/94). Anche tali corrispettivi sono definiti (impropriamente) minimi inderogabili ed è nullo ogni patto ad essi contrario. Resta salva peraltro la facoltà dell ingegnere e dell architetto di procedere ad una riduzione dei compensi tariffari fino ad un massimo del 20% ai sensi dell art. 4, comma 12 bis del d.l. 4 marzo 1989, n. 65, convertito in legge 26 aprile 1989, n. 155; in questo caso, dunque, quelli stabiliti dal Ministro della giustizia si configurano più propriamente come massimi tariffari. Attualmente, i compensi per le prestazioni erogate dagli ingegneri e dagli architetti italiani alla pubblica amministrazione sono determinati dal D.M. 4 aprile
12 2. Incarichi di committenza privata: legge 2 marzo 1949, n. 143 La tariffa professionale, di cui alla Legge 2 marzo 1949, n. 143, pur essendo entrata in vigore nel 1949 è stata nel tempo soggetta ad una serie di adeguamenti 11 relativi, principalmente, all aggiornamento dei coefficienti percentuali presenti nelle diverse tabelle o agli importi previsti per le prestazioni a vacazione. L impianto originario del testo è tuttora valido, dal momento che ancora oggi sono vincolanti i presupposti fondamentali ivi fissati, quali le modalità di determinazione dei compensi, la parzializzazione delle prestazioni, l individuazione delle opere in classi e categorie e la conseguente differenziazione delle aliquote. Il Testo Unico delle tariffe di cui alla Legge n. 143/1949 presenta un ambito di operatività, in linea di massima circoscritto ai soli rapporti fra professionista e committenza privata, per quanto conservi un residuale margine di operatività che si estende anche alle prestazioni professionali rese in favore dei soggetti pubblici, nel caso in cui nulla disponga il D.M La legge, accanto ad una serie di disposizioni di carattere generale (artt. 1-11), suddivide i criteri di determinazione degli onorari a seconda del settore speciale cui possono essere ricondotte le diverse prestazioni professionali ed in particolare: 1) il settore Costruzioni edilizie - Costruzioni stradali e ferroviarie - Opere idrauliche - Impianti e servizi industriali - Costruzioni meccaniche - Elettrotecnica (Capo II - artt ). Tale settore a sua volta è articolato nelle seguenti prestazioni: a) prestazioni per l esecuzione di opere; b) collaudo di lavori e forniture; c) riparazioni danni di guerra; d) misura e contabilità dei lavori; e) aggiornamento dei prezzi; f) revisione dei prezzi; g) prestazioni per perizie estimative; 2) il settore Inventari - Consegne (Capo III - artt ); 3) il settore Lavori topografici (Capo IV artt ); 4) il settore Cave e miniere (Capo V - artt ); 5) il settore Ingegneria navale (Capo VI - artt 61). 11. Ci si riferisce ai decreti ministeriali 21 agosto 1958, 25 febbraio 1965, 18 novembre 1971, 13 aprile 1976, 29 giugno 1981, 11 giugno 1987, n. 233, 3 settembre 1997, n
13 Alla legge n. 143/1949 sono anche allegate alcune tabelle identificate dalle lett. da A) a G): la tabella A) definisce gli onorari a percentuale per classi e categorie di opere ai sensi di quanto previsto dall art. 14 della Legge n. 143/1949 (relativo alle costruzioni edilizie, costruzioni stradali e ferroviarie, opere idrauliche, impianti e servizi industriali, costruzioni meccaniche, elettrotecnica); la tabella B) definisce le aliquote percentuali per le prestazioni parziali suddivise per classi e categorie ai sensi di quanto previsto dall art. 14 della Legge n. 143/1949 (relativo alle costruzioni edilizie, costruzioni stradali e ferroviarie, opere idrauliche, impianti e servizi industriali, costruzioni meccaniche, elettrotecnica); la tabella C) definisce le aliquote percentuali per il collaudo di cui all art. 19 b, L. n. 143/1949 per le categorie di opere di cui al Capo II di tale legge (relativo alle costruzioni edilizie, costruzioni stradali e ferroviarie, opere idrauliche, impianti e servizi industriali, costruzioni meccaniche, elettrotecnica); la tabella D) definisce i coefficienti di adeguamento; la tabella E) definisce gli onorari per la misura e la contabilità dei lavori; la tabella F) definisce gli onorari per le perizie estimative; la tabella G) definisce la percentuale di maggiorazione per l adeguamento degli onorari di cui alla precedente tabella F). Per quanto concerne, invece, la determinazione degli onorari afferenti alle prestazioni relative alla realizzazione di lavori pubblici ed in particolare quelle di cui all art. 17, comma 14-bis della Legge n. 109/ si applica, come detto sopra, il combinato normativo di cui all art. 17, comma 12 - ter della medesima Legge n. 109/1994 così come introdotto dall art. 7 della Legge , n. 166, nonché dal relativo regolamento attuativo approvato con il D.M e dalle tabelle A, B, B1, B2, B3, B5 e B6 allegate. Per quanto non espressamente previsto da tale D.M. del 2001, troveranno applicazione le tariffe di cui alla Legge n. 143/1949 I compensi e le tabelle della legge 143/1949 sono stati nel tempo incrementati con gli aumenti disposti dagli artt. 3 e 4 del D. M. 21 agosto 1958, dal D. M. 25 febbraio 1965, dal D. M. 18 novembre 1971, dal D. M. 13 aprile 1976, dal D. M. 29 giugno 1981, dal D. M. 11 giugno 1987, dal D.M. 3 settembre 1997, n. 417, oltre, ovviamente, al D. M. 4 aprile 2001 che riveste una collocazione autonoma e del quale si è già detto. 12. Si tratta delle attività di progettazione, di responsabile del procedimento e relative attività di supporto, nonché di coordinatore in materia di sicurezza che però non esauriscono le prestazioni trattate dal D.M. in esame. 13
14 2.1. Le norme generali La legge 143/1949 distingue le seguenti quattro modalità di determinazione degli onorari: a) onorari a percentuale, ossia in ragione dell importo dell opera; b) onorari a quantità, ossia in ragione dell unità di misura; c) onorari a vacazione, ossia in ragione del tempo impiegato; d) onorari a discrezione, ossia a criterio del professionista. Gli onorari relativi a prestazioni non specificamente contemplate nella legge 143/1949 devono essere stabiliti, come espressamente disposto dal medesima 13, per analogia, riferendosi a quanto disposto dalla norma per un caso diverso, ma simile, oppure per una materia analoga. I criteri prevalentemente utilizzati per valutare l onorario dovuto all ingegnere per le prestazioni professionali svolte sono quelli a percentuale e a quantità 14. Per ciò che concerne l onorario a percentuale, il compenso che sia calcolato secondo tale criterio, dovrà corrispondere ad una percentuale dell importo delle opere e dei beni che costituiscono l oggetto dell incarico. Come detto, si tratta del criterio di maggior uso per la determinazione degli onorari professionali rientrando nel suo ambito di operatività praticamente tutte le categorie di prestazioni di cui al Capo II del T.U. 15, fatta eccezione per quanto previsto dal successivo art. 17, nonché, con alcune limitazioni, quelle di cui ai Capi III (inventari e consegne), IV (lavori topografici), V (cave e miniere) e VI (ingegneria navale). L onorario a quantità, o a misura, viene invece determinato in funzione dell estensione e della quantità del lavoro compiuto (ad esempio, come si vedrà, vengono remunerati in questo modo i lavori di topografia). Quando le prestazioni non sono misurabili a percentuale o a quantità ed il tempo impiegato costituisce elemento precipuo di valutazione, l onorario è a vacazione. Più semplicemente, si definisce a vacazione l onorario determinato in funzione del tempo impiegato dall ingegnere per eseguire il lavoro commissionatogli. L art. 4 della legge n. 143/1949 individua le prestazioni che si compensano in tal modo nelle seguenti: «i rilievi di qualunque natura e gli studi preliminari relativi, gli accertamenti di rettifiche e simili; le competenze per trattative con le autorità e con confinanti, le pratiche per espropri e locazioni, i convegni informativi e simili; il tempo impiegato nei viaggi di andata e ritorno, quando i lavori da retribuirsi a percen- 13. Art, 1, 2 comma. 14. In questi termini l art. 3 della Legge n. 143/ Ai sensi di quanto previsto dall art. 12 del Test Unico. 14
15 tuale o a quantità debbono svolgersi fuori ufficio; le varianti ai progetti di massima, durante il corso dello studio di questi, se conseguenti a circostanze che il professionista non poteva prevedere». Nella tavola 1 sono indicati gli importi dovuti per ogni ora o frazione di essa, relativi alle prestazioni rese a vacazione. La disposizione in esame precisa che nei casi di perizie estimative (art. 24) e di inventari e consegne (art. 29), nei quali la legge 143/1949 stabilisce che l onorario a vacazione è integrativo di quelli a percentuale o a quantità, gli importi suindicati saranno ridotti alla metà. Non possono inoltre calcolarsi più di 10 ore sulle 24, fatta eccezione per quei casi in cui la prestazione professionale dell ingegnere sia stata effettivamente maggiore. Nei casi in cui le operazioni siano state compiute in condizioni di particolare disagio, l art. 4 della legge n. 143/ 1949 prevede la possibilità di aumento dei compensi indicati sino al 50%. L ingegnere ricorre, invece, all onorario a discrezione - intendendosi in tal caso l onorario fissato dal professionista a suo criterio, con l accordo del committente - per le prestazioni di consulenze o comunque in tutti quei casi in cui non sia possibile né determinare l onorario a percentuale, a quantità o a vacazione, né fare altrimenti ricorso ad una valutazione per analogia. L art. 5 prevede la determinazione degli onorari a discrezione laddove gli stessi si riferiscono alle prestazioni espressamente indicate nella medesima disposizione 16, oppure ai casi in cui non sia possibile applicare il criterio dell analogia. L articolo citato indica infine che nella determinazione dell onorario deve essere presa in particolare considerazione la competenza specifica dell ingegnere. Nelle ipotesi di prestazioni richieste con speciale urgenza, l art. 2 prevede un aumento del 15% degli onorari indicati nella Tariffa, restando salva l eventualità di una diversa pattuizione fra le parti. 16. Sono da compensarsi a discrezione: a) ricerche industriali, commerciali, economiche, confronti di sistemi di produzione, di costruzione e di impianti; b) esperienze, prove, studio di processi di fabbricazione, misure di portate di corsi di acqua; c) studi di piani regolatori di viabilità ed edilizia urbana e dei problemi della circolazione e del traffico; d) studi di piani regolatori idraulici di bacini fluviali e per la scelta della migliore soluzione per impianti idroelettrici; e) organizzazione razionale del lavoro; f) perizie estimative di beni in forma di parere verbale o di lettera, memorie e perizie stragiudiziali in tema di responsabilità civile o penale, consulenza su brevetti, interpretazioni di leggi e regolamenti, sentenze, contratti, certificati di autorità marittime o consolari o di registri di classificazione di navi; g) giudizi arbitrali, amichevoli componimenti, convenzioni per servitù, diritti di acqua, riconfinazioni; h) collaudi di strutture complessive in cemento armato; i) opere di consolidamento restauri architettonici; l) pareri comunicati oralmente o per corrispondenza; m) prestazioni professionali riguardanti opere di importo inferiore a euro 129,11; n) per ogni certificato che rilascia, a richiesta, il professionista ha diritto al compenso minimo di euro 1,
16 Tav. 1 - Importi degli onorari a vacazione come aggiornati dal D.M. 3 settembre 1997, n. 417 Professionista Onorario per ora/frazione d ora (euro) Ingegnere incaricato 56, 81 Aiuto iscritto all Albo ingegneri 37, 96 Aiuto di concetto 28, I compensi accessori L ingegnere che abbia l esigenza di chiedere al committente un rimborso per le spese sostenute per l espletamento dell incarico affidatogli, dovrà fare riferimento a quanto previsto dagli artt. 4 e 6 della legge n. 143/1949, dall art. 3 del D.M. 4 aprile 2001 per gli incarichi conferiti dallo Stato o da altri enti pubblici, nonché dall art. 6 della legge 1 luglio 1977, n. 404, nelle ipotesi specifiche di incarichi plurimi di progettazione che siano di committenza pubblica. Per quanto attiene agli incarichi conferiti da privati, il dettaglio delle spese rimborsabili è indicato dall art. 6 della legge 143/1949, ove si legge che, salvo diverse pattuizioni, il committente deve rimborsare al professionista: a) «le spese vive di viaggio, di vitto, di alloggio, per il tempo passato fuori dall ufficio da lui e dal suo personale di aiuto, e le spese accessorie; b) le spese per il personale di aiuto o per qualsiasi altro sussidio o opera necessaria all esecuzione di lavori fuori ufficio; c) le spese di bollo, di registro, di diritti di uffici pubblici o privati, le spese postali, telegrafiche e telefoniche; d) le spese di scritturazione, di traduzione, di relazioni o di diciture in lingue estere su disegni, di cancelleria, di riproduzioni di disegni eccedenti la prima copia; e) i diritti di autenticazione delle copie di relazioni e disegni». Le spese di viaggio su ferrovie, tramvie, piroscafi, ecc., vengono rimborsate sulla base della tariffa di prima classe per il professionista incaricato ed i suoi sostituti e della classe immediatamente inferiore per il personale subalterno di aiuto. Le spese di percorrenza su strade ordinarie tanto se con vetture o automezzi propri, quanto con mezzi noleggiati, sono rimborsate secondo le ordinarie tariffe chilometriche. Per ciò che concerne il rimborso spese per l uso del veicolo personale, i vari Ordini professionali hanno stabilito diverse percentuali: si va da un minimo di 1/5 ad un massimo di 1/2 del costo di un litro di benzina per ogni chilometro percorso, arrotondato al centesimo di euro. Si possono anche utilizzare oppor- 16
17 tunamente i valori dei costi chilometrici nell uso della propria autovettura riportati nelle Tabelle nazionali elaborate periodicamente dall ACI. Per quanto riguarda in particolare gli incarichi conferiti dai privati (e relativi a costruzioni edilizie, stradali e ferroviarie; opere idrauliche, impianti e servizi industriali, costruzioni meccaniche ed elettrotecnica), l art. 13 della legge 143/1949 precisa che «Gli onorari a percentuale comprendono tutto quanto dovuto al professionista per l esaurimento dell incarico affidatogli, restando a carico di esso tutte le spese di ufficio, di personale di ufficio - sia di concetto che d ordine - di cancelleria, di copisteria di disegno in quanto strettamente necessarie allo svolgimento dell incarico; gli sono però dovuti a parte ed in aggiunta gli eventuali compensi a rimborso di cui agli articoli 4, 6 e 17. Il professionista, per i lavori da liquidarsi a percentuale, ha la facoltà di essere compensato a norma del presente articolo, ovvero d accordo col committente, di conglobare tutti i compensi accessori di cui agli artt. 4 e 6 in una cifra che non potrà superare il 60% degli onorari a percentuale». In altre parole, tale disposizione offre all ingegnere due alternative: richiedere il rimborso delle spese a piè di lista ai sensi del primo comma, ovvero scegliere, d accordo con il committente, il conglobamento (o forfetizzazione) dei compensi di cui sopra in una cifra che non ecceda il 60% degli onorari a percentuale. Se il cliente non dovesse essere d accordo circa la misura della percentuale, questa sarà determinata dal Consiglio dell Ordine sempre nel rispetto del limite massimo del 60%. Nell ambito dei lavori pubblici si applica invece l art. 3 del D.M. 4 aprile che detta un regime speciale per il rimborso delle spese distinguendo rispettivamente fra: un rimborso minimo determinato forfetariamente nella misura minima del 30 per cento per importi di lavori pari a 50 milioni (25.822,84 euro) e nella misura minima del 15 per cento per importi di lavori pari o superiori a 100 miliardi ( ,90 euro). Per importi di lavori intermedi le percentuali si calcolano per interpolazione lineare; un rimborso integrativo, lì dove quello di cui al punto precedente sia insufficiente, ma in questo caso il professionista dovrà esibire i giustificativi di spesa per l intero ammontare del rimborso e degli oneri accessori. 17. Dispone tale norma che: «Il rimborso delle spese e dei compensi accessori relativi agli onorari a percentuale determinati a seguito dell applicazione delle tabelle A, B, B1, B2, B4 e B6 limitatamente ai supporti esterni alla amministrazione, deve essere riconosciuto forfetariamente nella misura minima del 30% del medesimo per gli importi di lavori pari a euro ,84 e nella misura minima del 15% per importi di lavori pari o superiori a euro ,90. Per importi di lavori intermedi le percentuali si calcolano per interpolazione lineare. Nel caso l entità dei rimborsi spese e dei compensi accessori superi gli importi minimi di cui al precedente comma, devono essere prodotti i giustificativi di spesa per l intero ammontare del rimborso e degli oneri accessori». 17
18 Per gli incarichi di committenza pubblica, dunque, le spese possono essere valutate a forfait in base ai parametri sopraindicati, ovvero, nell ipotesi in cui all ingegnere non convenga l adozione di tale criterio in quanto l entità dei rimborsi risulti maggiore degli importi previsti, questi potrà chiedere il rimborso di tutte le spese sostenute documentabili. Tornando ai rapporti di committenza privata il rimborso delle spese è questione strettamente legata al principio dell inderogabilità dei minimi tariffari. L art. 6 della legge n. 404/ , ha sollevato diversi problemi interpretativi su cui s intende fare chiarezza. In primo luogo è bene ribadire, come sostenuto dalla Corte di Cassazione 19, che tale norma, pur essendo dettata in materia di edilizia carceraria, non è limitata a tale specifico settore, ma ha portata generale e carattere imperativo, il che è chiaramente desumibile, oltre che dalla sua perentoria formulazione volta ad accentuarne il carattere cogente ed assoluto, dalla finalità di contenimento della spesa pubblica, e dal fatto che l ultimo comma dell articolo dichiara espressamente applicabili le disposizioni dei tre commi precedenti anche alle convenzioni già stipulate, segno evidente della volontà del legislatore di considerare nulla ogni contraria pattuizione contrattuale e persino quelle antecedenti, sia pure riguardo alle prestazioni parziali non ancora effettuate alla data di entrata in vigore della... legge. Il carattere imperativo s individua, dunque, se solo si considera la finalità della norma, volta a garantire interessi generali e pubblici, connessi all esigenza di gravare il bilancio complessivo della Pubblica Amministrazione solo ed esclusivamente delle spese effettivamente sostenute e documentate dai tecnici incaricati della progettazione e direzione dei lavori di opere pubbliche 20. L articolo 6 della legge n. 404/1977 consta di 5 commi, di cui, in questa sede, interessa analizzare in particolare il secondo ed il quarto. 18. Dispone l art. 6 della citata legge 404/77 che: l articolo unico della legge 340/ 1976, deve intendersi applicabile esclusivamente ai rapporti intercorrenti tra privati. Nel caso che l incarico di progettazione sia conferito dallo Stato o da un altro ente pubblico a più professionisti per una stessa opera, anche se non riuniti in collegio, il compenso massimo spettante non può essere superiore a quello previsto ai sensi della tariffa professionale, riconosciuto per l intero e per una sola volta come se la prestazione fosse resa da un solo professionista. Qualora il collegio sia composto da tre o più professionisti, il compenso previsto nel comma precedente può essere maggiorato per non più del 20 per cento; tale maggiorazione compete al professionista capogruppo. Per gli incarichi previsti dal secondo comma, le spese riconoscibili ai sensi della tariffa professionale vanno corrisposte unicamente sulla base della documentazione fornita dal professionista, con esclusione di qualsiasi liquidazione forfetaria. Le disposizioni dei commi secondo, terzo e quarto del presente articolo si applicano anche alle convenzioni già stipulate, per le prestazioni parziali non ancora effettuate alla data di entrata in vigore della presente legge. 19. Cassazione, Sezione II, 13 dicembre 2001, n Cassazione 17 marzo 1993, n e Cass. 30 agosto 1995, n
19 Il secondo comma dispone che «nel caso che l incarico di progettazione sia conferito dallo Stato o da altro ente pubblico a più professionisti per una stessa opera, anche se non riuniti in collegio, il compenso massimo spettante non può essere superiore a quello previsto ai sensi della tariffa professionale, riconosciuto per l intero e per una sola volta come se la prestazione fosse resa da un solo professionista». Il quarto comma del medesimo articolo stabilisce che le spese riconoscibili ai sensi della tariffa professionale possono essere corrisposte dal committente esclusivamente se l ingegnere ne fornisce apposita documentazione, ed esclude qualsiasi liquidazione forfetaria. Si tratta di norma a carattere imperativo alla quale consegue la nullità d ogni controversia pattuizione 21. Il problema più controverso è sorto in quanto il divieto di forfetizzazione è espressamente riferito ai c. d. incarichi plurimi, ossia agli incarichi conferiti a più ingegneri per una stessa opera di cui al secondo comma dello stesso articolo. Si legge, infatti, che «per gli incarichi previsti dal secondo comma, le spese riconoscibili ai sensi della tariffa professionale vanno corrisposte unicamente sulla base della documentazione fornita dal professionista, con esclusione di qualsiasi liquidazione forfetaria». È, dunque, sorto il dubbio interpretativo circa l applicabilità del divieto di forfetizzazione ai soli incarichi plurimi ovvero anche a quelli singoli. Su questo tema è intervenuto più volte il Ministero dei Lavori Pubblici, esprimendo tuttavia pareri non omogenei. Nella circolare del 13 febbraio 1981, n. 211, il Ministero dei Lavori Pubblici ha suggerito un interpretazione restrittiva, sostenendo l applicabilità della disposizione in questione soltanto agli incarichi plurimi; nella successiva circolare del 12 novembre 1987, n. 671, ha invece espresso il punto di vista opposto. Con una terza circolare del 21 luglio 1989, n. 1590, ha inteso, infine, dirimere le interpretazioni difformi espresse in precedenza, affermando che dal tenore letterale chiaro ed inequivocabile dell art. 6 della legge n. 404/1977 si evince che il divieto di forfetizzazione delle spese si applica alla sola ipotesi d incarico affidato da un committente pubblico a più professionisti per una stessa opera. In merito la giurisprudenza 22 ha precisato che: l art. 6, quarto comma, della legge 1 luglio 1977 n. 404, secondo cui, per gli incarichi di progettazione conferiti dallo Stato o da un altro ente pubblico a più professionisti per la stessa opera, il rimborso spese di cui alla tariffa professionale va corrisposto solo in base alla documentazione esibita, con esclusione di rimborsi forfetari, trova applicazione anche nel caso di individuazione delle parti affidate a ciascun professionista. Difatti, precisa la Corte, nel momento 21. In questi termini Cass., II, , n In questo senso Cass. civ., sez. I, , n. 799 in Giust. civ. 1997, I, pag e nello stesso senso Cass. civ., sez. I, , n. 9155; Cass. civ., sez. II, , n. 3167; Cass. civ., sez. II, , n
20 in cui tale disposizione, con il richiamo del secondo comma, non richiede che i professionisti siano riuniti in collegio, chiaramente prevede che ciascuno di loro possa lavorare secondo le proprie competenze, purché le varie parti del progetto vadano a comporsi nell identità dell opera complessiva oggetto dell incarico. Il dato unificante recato dalla norma é costituito dall identità dell opera, per tale dovendosi intendere non già il singolo manufatto materialmente considerato (un edificio, una strada, una costruzione e così via), bensì il progetto o programma complessivo alla cui realizzazione l incarico é finalizzato e che ben può essere costituito da una pluralità d interventi edilizi, unitariamente attuati da più professionisti, ancorché non riuniti in collegio, a patto che i detti interventi siano riconducibili - per l appunto - nell ambito di una progettazione comune. In definitiva alla luce della norma in esame una progettazione plurima ricorrerà qualora tutti gli interventi dei diversi professionisti siano avvinti dal vincolo funzionale dell essere destinati alla realizzazione della medesima opera a prescindere dal fatto che essi siano o non riuniti in un collegio. Tale norma ha suscitato anche altre perplessità, sulle quali ha fatto luce la circolare da ultimo citata che le ha sintetizzate nei seguenti punti: a) l art. 6 l. n. 404/1977, ivi compreso il principio dell inderogabilità dei minimi tabellari per i soli rapporti privatistici, ha portata generale ed è quindi applicabile ad ogni incarico professionale di committenza pubblica; b) il secondo comma dell articolo si riferisce soltanto all incarico di progettazione; c) il divieto di forfetizzazione (di cui al quarto comma) opera esclusivamente nell ipotesi d incarico plurimo di progettazione; d) il divieto di forfetizzazione si riferisce alle sole spese previste dall art. 6, della legge n. 143/1949, e non anche alle vacazioni. Non sfugga, quanto rilevato dalla Suprema Corte a conferma di un orientamento già espresso in precedenza 23, vale a dire che per gli incarichi di progettazione conferiti a più ingegneri dallo Stato o da qualsiasi altro ente pubblico, non può trovare più applicazione l art. 13 della legge 2 marzo 1949, n. 143, là dove prevede la facoltà di richiedere la liquidazione forfetaria delle spese fino ad un aliquota del 60% degli onorari a percentuale, essendo ciò perentoriamente vietato dall art. 6 della legge n. 404/1977, che, al quarto comma, subordina espressamente il riconoscimento di dette spese all esistenza di apposita documentazione fornita dal professionista, «con esclusione di qualsiasi liquidazione forfetaria». 23. Cassazione 29 maggio 1999, n

References: art. 50
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 17
 art. 4
 art. 14
 art. 14
 art. 19
 art. 17
 art. 17
 art. 7
 art. 17
 art. 4
 art. 3
 art. 12
 art. 4
 art. 5
 art. 2
 art. 3
 art. 6
 art. 6
 art. 13
 art. 3
 art. 6
 articolo 6
 art. 6
 Cass. 
 art. 6
 art. 6
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 6
 art. 6
 art. 13
 art. 6