Source: http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2019/02/04/0510/comunic.htm
Timestamp: 2020-05-25 09:02:58+00:00

Document:
﻿Commissioni Riunite (V e X) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - lunedì 4 febbraio 2019
Lunedì 4 febbraio 2019. – Presidenza della presidente della X Commissione, Barbara SALTAMARTINI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Laura Castelli.
DL 135/2018: Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione.
C. 1550 Governo, approvato dal Senato.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 31 gennaio 2019.
Barbara SALTAMARTINI, presidente, avverte che sono state presentate 602 proposte emendative (vedi allegato 1) riferite al testo del decreto-legge n. 135 del 2018, recante «Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione».
Ai fini della valutazione di ammissibilità delle proposte emendative, osserva preliminarmente che, in considerazione degli ampi contenuti del decreto-legge nel testo trasmesso dal Senato, la Presidenza Pag. 4ha ritenuto di adottare, sulla base di quanto già avvenuto in passato in occasione dell'esame da parte della Camera di analoghi decreti-legge – si veda al riguardo la seduta della Giunta del Regolamento del 13 marzo 2007 –, un criterio di ordine finalistico, attribuendo un particolare rilievo alla coerenza delle finalità perseguite dalle proposte emendative con la principale finalità del provvedimento, quale risultante sia dal titolo che dal preambolo del medesimo decreto-legge, ossia quella di introdurre misure di sostegno e semplificazione per le imprese e la pubblica amministrazione. Tale criterio è stato peraltro coordinato con quello di carattere generale relativo all'ammissibilità degli emendamenti riferiti ai decreti-legge di cui al comma 7 dell'articolo 96-bis del Regolamento. Ricorda, a questo riguardo, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo.
Alla luce di tali criteri, segnala pertanto che sono state considerate inammissibili le seguenti proposte emendative:
Pastorino 1.04, che, riproducendo il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, interviene in materia di sospensione dei termini dei versamenti tributari per i territori di Lampedusa e Genova;
Mandelli 1-bis.3, che, riproducendo in parte il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, reca modifiche all'articolo 553 del codice di procedura civile in materia di assegnazione e vendita di crediti;
Pentangelo 1-bis.04, che reca modifiche all'articolo 1665 del codice civile in materia di verifica e pagamento dell'opera oggetto di appalto;
Foti 2.01, che interviene sulla disciplina della società Sogin S.p.A.;
Mandelli 3.12 e Gadda 3.035, che recano modifiche alla disciplina in materia di certificazione antimafia;
Nevi 3.17 e Cenni 3.73, che, riproducendo il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, intervengono sulla disciplina in materia di prelazione per l'imprenditore agricolo professionale;
Mandelli 3.29, che reca disposizioni in materia di titoli abilitativi per i procuratori sportivi;
Spena 3.36, che abroga la disciplina del decreto legislativo luogotenenziale n. 475 del 1945, relativa al divieto di abbattimento di alberi di ulivo;
Spena 3.37 e Critelli 3.74, che, riproducendo il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, recano modifiche alla disciplina dei contratti di rete per le imprese agricole prevedendo che la cessione, tra i contraenti, della produzione agricola oggetto della divisione non costituisce alterazione della causa tipica del contratto;
identici Spena 3.38 e Cenni 3.78, che, riproducendo il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, disciplinano il subentro nella titolarità dell'autorizzazione rilasciata dai servizi fitosanitari regionali a seguito di trasformazioni aziendali;
Mandelli 3.45, che prevede la possibilità per i lavoratori di imprese con più di 15 dipendenti di chiedere al datore di lavoro di curare tutti gli adempimenti di assistenza fiscale;
Mandelli 3.46, che interviene sulle norme relative alle comunicazioni alle rappresentanze sindacali a cui sono tenute le imprese in caso di sospensione o riduzione dell'attività produttiva;
Mandelli 3.60, che reca modifiche ai principi e criteri direttivi della delega legislativa relativa alle crisi di impresa;Pag. 5
D'Alessandro 3.85, che reca disposizioni in materia di tassa di concessione governativa per le licenze di pesca;
Fassina 3.88, volto a prorogare il rapporto di lavoro dei medici di medicina fiscale delle liste ad esaurimento;
Silvestroni 3.01, che reca una delega al Governo in materia di semplificazione contributiva e amministrativa nel settore agricolo;
Fidanza 3.07 e 3.08, che, modificando il codice della navigazione, estendono l'ambito delle zone che possono essere escluse dal demanio marittimo;
Mandelli 3.037, che modifica la disciplina relativa ai consulenti tecnici del giudice iscritti in apposito elenco;
Mazzetti 3.041, che modifica la disciplina relativa all'attribuzione delle rendite per gli immobili di nuova costruzione;
Zanella 3.043, che reca disposizioni in materia di tariffe e prezzi dei servizi al dettaglio di telefonia e comunicazione elettronica;
Labriola 3.044, che, riproducendo in parte il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili al Senato, reca norme per il contrasto della Xylella fastidiosa;
Mandelli 3.045, che, riproducendo il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili al Senato, reca disposizioni in materia di adempimenti per l'inizio dei lavori di costruzione di immobili;
Ferro 3-bis.04, che reca modifiche al codice delle leggi antimafia in materia di documentazione antimafia;
Pastorino 3-quinquies.01, che reca differimento dell'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 206 del 2016 in materia di salvamento acquatico;
Pentangelo 3-quinquies.03, che prevede l'inserimento delle associazioni professionali composte da iscritti in albi o elenchi nel Sistema nazionale di certificazione delle competenze;
Fassina 4.23, che modifica la disciplina in materia di amministrazione giudiziaria, nel caso di esecuzione forzata;
Rosato 4-bis.1, che esenta dall'imposta municipale propria i fabbricati coinvolti negli eventi franosi verificatisi il 25 e il 29 gennaio 2019 nel comune di Pomarico;
Pentangelo 4-bis.01 e 4-bis.02, che, riproducendo in parte il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, recano disposizioni in materia di pignoramento presso terzi;
Mandelli 4-bis.06, in materia di equo compenso delle prestazioni professionali rese nei confronti della pubblica amministrazione;
Braga 5.21, che abroga le disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2019 relative all'istituzione della Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici;
Ferro 6.01, che disciplina l'istanza di interpello al Ministero dell'ambiente da parte delle associazioni di categoria rappresentate nel CNEL in ordine a quesiti riguardanti la normativa ambientale;
De Luca 6.011, recante proroga del Commissario ad acta nominato per la chiusura degli interventi per la ricostruzione nei comuni colpiti da eventi sismici di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219;
Pellicani 6.013, che reca norme in materia di acquisto delle ex aree imbonite fascia lagunare sottomarina da parte del comune di Chioggia;
Mazzetti 6.014, che, riproducendo in parte il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, prevede che l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente fornisca gli esiti delle analisi svolte entro 30 giorni dalla data di effettuazione dei campionamenti;
Costa 7.3, che modifica la disciplina in materia di divieto di concessione dei benefici e accertamento della pericolosità sociale dei condannati per taluni delitti;Pag. 6
Montaruli 7.01, che modifica la disciplina in materia di onorario e spese del difensore;
Pentangelo 7.02, 7.03 e 7.04, che, riproducendo peraltro parzialmente il contenuto di emendamenti dichiarati inammissibili dal Senato, recano modifiche al testo unico in materia edilizia con riferimento alla responsabilità del direttore dei lavori e alla garanzia delle prestazioni professionali rese;
Mandelli 8.5, che differisce al 1o giugno 2020 l'applicazione delle disposizioni in materia di apparecchi atti alla radiodiffusione sonora;
Ungaro 8-ter.03, che introduce disposizioni relative al riconoscimento dei titoli di studio ottenuti nel Regno Unito;
Mandelli 9.2, che, riproducendo il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, interviene sulla disciplina degli esami di stato per la professione di medico chirurgo;
Ungaro 9.4, volto ad introdurre una nuova tessera europea di assicurazione malattia dedicata agli italiani all'estero;
Ungaro 9.5, che reca modifiche alla disciplina sul personale medico di medicina generale iscritto all'anagrafe degli italiani residenti all'estero;
Rostan 9.01, 9.02 e 9.03, che, riproducendo in parte il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, recano disposizioni relative alla dispensazione dei farmaci e/o alla proprietà delle farmacie;
Silvestroni 9.04 e Ferro 9-bis.02, che modificano la disciplina relativa al limite massimo di età per il personale della dirigenza medica e per la cessazione dei rapporti convenzionali;
Bond 9.05, che, riproducendo in parte il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili dal Senato, interviene sulle modalità di prescrizione medico-veterinarie;
Carnevali 9-bis.4 e Bellucci 9-bis.09, che dettano disposizioni in materia di equipollenza di titoli ai fini dell'iscrizione negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari;
Serracchiani 9-bis.6, che reca modifiche ad alcuni requisiti utili ai fini della stabilizzazione del personale non dirigenziale della pubblica amministrazione;
Serracchiani 9-bis.7, che consente alle aziende sanitarie nel triennio 2019-2020 di assumere personale non dirigenziale che abbia maturato tre anni di servizio nella pubblica amministrazione al 31 dicembre 2018;
Rostan 9-bis.01, che reca disposizioni relative all'approvvigionamento, l'allestimento e la distribuzione dei farmaci presso le strutture sanitarie private;
Rostan 9-bis.04, che interviene sulla disciplina del personale impiegato come ricercatore presso gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
Rostan 9-bis.05, relativo all'inquadramento della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del personale del servizio sanitario nazionale;
Rostan 9-bis.06 e Rostan 9-bis.07, che intervengono sulla disciplina della dirigenza sanitaria del Ministero della salute;
Epifani 9-bis.08, che prevede la partecipazione alla contrattazione collettiva nazionale delle organizzazioni sindacali rappresentative anche non firmatarie dei contratti collettivi nazionali;
Pentangelo 9-bis.013, che estende al personale medico INAIL gli istituti normativi ed economici previsti per la dirigenza medica del servizio sanitario nazionale;
Pentangelo 9-bis.014, in materia di opposizione da parte dell'assistito alla trasmissione dei dati delle spese sanitarie;
Mugnai 9-bis.023, che prevede interventi volti a ridurre le liste di attesa nell'erogazione delle prestazioni sanitarie;Pag. 7
D'Attis 10.1, identici D'Attis 10.5 e Bucalo 10.13, Aprea 10.2, 10.3, 10.4 e 10.7, Bignami 10.8, Ascani 10.9, Fratoianni 10.11, Silvestroni 10.12, Bucalo 10.14 nonché Silvestroni 10.01, Bignami 10.05 e Paolo Russo 10.06, che recano modifiche concernenti il corso-concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito nel 2017 e disciplinato dall'articolo 10 del provvedimento;
Critelli 10.03, che reca una delega al Governo in materia di semplificazione contributiva e amministrativa nel settore agricolo;
Critelli 10.02 e Incerti 10.04, che recano una disciplina riguardante l'attività dei consorzi agrari mediante la partecipazione a società di capitali;
Ciaburro 10-bis.01, che reca norme in materia di accessi su strade affidate alla gestione della società ANAS Spa;
De Luca 10-bis.02, che reca disposizioni concernenti il territorio dei Campi Flegrei;
Ferro 10-bis.06, che contiene una delega al Governo in materia di semplificazione contributiva e amministrativa nel settore agricolo;
Boschi 11.2, che dispone in materia di assunzioni di personale a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
Tripodi 11.4, che interviene in materia di riduzione delle spese militari;
Mandelli 11.8, che detta disposizioni in materia di superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni;
Occhiuto 11.11, che interviene in materia di inquadramento del personale assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato dai comuni;
identici Mandelli 11.13 e Rostan 11.23, che dispongono in materia di personale medico INAIL;
Ungaro 11.16, che dispone in materia di trattamento dei pensionati iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero;
Ungaro 11.17, che reca proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato banditi dalle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni;
De Luca 11.19, 11.20 e 11.21, che contengono disposizioni in materia di concorsi pubblici indetti dalle amministrazioni;
Bucalo 11.32, che interviene in materia di riconoscimento di funzioni superiori agli assistenti amministrativi che sostituiscono i direttori dei servizi generali e amministrativi;
Bucalo 11.33, che reca disposizioni su un concorso interno del Corpo di polizia penitenziaria;
Mandelli 11.01 e 11.02, che intervengono sull'articolo 49 del Codice della navigazione in tema di devoluzione delle opere non amovibili;
Mandelli 11.03, che interviene sull'articolo 35 del Codice della navigazione in tema di esclusione di zone dal demanio marittimo;
Silvestroni 11.05, che dispone l'abrogazione del decreto-legge n. 87 del 2018 (c.d. decreto dignità);
Silvestroni 11.010, che dispone in materia di opzione per l'imposta sostitutiva sui redditi delle persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Mezzogiorno;
Braga 11.011, che interviene in materia di zone a traffico limitato;
Mandelli 11.013, che interviene in materia di ruoli del personale del Servizio sanitario nazionale;
Mandelli 11.015, che reca l'istituzione di un ruolo non dirigenziale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria;Pag. 8
Mandelli 11.016, che interviene in materia di dirigenza sanitaria;
Mandelli 11.017, che interviene in materia di benefici alla dirigenza delle professioni sanitarie;
Mandelli 11.018, che interviene in materia di ruoli del personale del Servizio sanitario nazionale;
Mandelli 11.019, che interviene in materia di zone a traffico limitato;
Mazzetti 11-bis.13, che reca modifiche alla disciplina dell'imposta municipale propria;
Aprea 11-bis.14, che autorizza la spesa di 90 milioni di euro per l'anno 2019 per finanziarie indagini diagnostiche dei solai degli edifici scolastici ed eventuali interventi di messa in sicurezza;
Musella 11-bis.16, che reca modifiche alla disciplina in materia di durata del mandato dei sindaci;
Cortelazzo 11-bis.17 e 11-bis.18, che modificano, tra l'altro, la definizione di società quotate di cui all'articolo 2, comma 1, lettera p), del decreto legislativo n. 175 del 2016 in materia di società a partecipazione pubblica;
Bignami 11-quinquies.01, volto ad escludere l'indennità di accompagnamento e ogni trattamento assistenziale dal calcolo dell'ISEE.
Avverte quindi che il termine per la presentazione dei ricorsi è fissato alle ore 11 della giornata odierna.
La sottosegretaria Laura CASTELLI deposita agli atti delle Commissioni la relazione tecnica aggiornata, ai sensi dell'articolo 17, comma 8, della legge n. 196 del 2009 e una nota redatta dagli uffici del Ministero dell'economia e delle finanze contenente elementi di risposta alle richieste di chiarimento dei relatori in merito ai profili finanziari risultanti dalla documentazione predisposta dagli uffici della Camera (vedi allegati 2 e 3).
Luigi MARATTIN (PD), in relazione al rilevante numero di proposte emendative che sono state considerate inammissibili dalla presidenza, chiede che il termine per la presentazione dei ricorsi sia posticipato alle ore 11.30.
Barbara SALTAMARTINI, presidente, acconsente al posticipo del termine per la presentazione dei ricorsi, che rimane pertanto fissato alle ore 11.30.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta già convocata per la giornata odierna.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella precedente seduta antimeridiana odierna.
Barbara SALTAMARTINI, presidente, avverte che, a seguito dell'esame dei ricorsi, sono state ritenute ammissibili le Pag. 9proposte emendative Cortelazzo 11-bis.17 e 11-bis.18 che, nel modificare, tra l'altro, la definizione di società quotate di cui all'articolo 2, comma 1, lettera p), del decreto legislativo n. 175 del 2016, sono volte a semplificare l'accesso ai mercati finanziari per le società idriche pubbliche.
Ricorda quindi che il termine per la presentazione delle segnalazioni delle proposte emendative da porre in votazione è fissato alle ore 14.30 di oggi e che il numero complessivo di proposte emendative che potranno essere segnalate è pari a 200.
Lunedì 4 febbraio 2019. – Presidenza del presidente della V Commissione, Claudio BORGHI, indi della presidente della X Commissione, Barbara SALTAMARTINI. – Interviene il Viceministro per lo sviluppo economico, Dario Galli.
Claudio BORGHI, presidente, comunica che il deputato Toccafondi sottoscrive gli emendamenti Fiano 11.18, Montaruli 11.1 e Cappellacci 11.15; il deputato Gagliardi sottoscrive l'emendamento Cappellacci 11.15; il deputato Schullian sottoscrive gli emendamenti Benedetti 11-ter.9 e 11-ter.13; i deputati Labriola, Porchietto, Paolo Russo e Vietina sottoscrivono l'emendamento Cappellacci 11.15; il deputato Fiorini sottoscrive gli emendamenti Bartolozzi 4.9, 4.10, 4.11, 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 4.17, 4.18 e 4.19; la deputata Polidori sottoscrive l'emendamento Cappellacci 11.15; il deputato Bruno Bossio sottoscrive l'emendamento Boschi 8.1; il deputato Bartolozzi sottoscrive l'emendamento Cappellacci 11.15. Comunica, altresì, che il deputato Zanettin ha ritirato l'emendamento 11-quinquies.1 a sua prima firma; il deputato De Luca ha ritirato l'emendamento 11-quinquies.2 a sua firma.
Avverte che, come convenuto nella riunione congiunta degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, le Commissioni procederanno all'esame e alla votazione delle proposte emendative segnalate. Avverte altresì che le Commissioni I, II, IV, VI, VII, VIII, IX, XI, XII, XIII, XIV e il Comitato per la legislazione hanno espresso i pareri di competenza.
Luca CARABETTA (M5S), relatore per la X Commissione, anche a nome del relatore per la V Commissione, invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, di tutte le proposte emendative segnalate.
Il Viceministro Dario GALLI esprime parere conforme a quello dei relatori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Barelli 1.12.
Marco SILVESTRONI (FdI) illustra l'emendamento 1.14, di cui è primo firmatario, volto a raddoppiare le risorse stanziate per la sezione speciale istituita nell'ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, mantenendo nel contempo la struttura normativa della disposizione. Ritiene infatti fondamentale dare un aiuto ragionevole alle piccole e medie imprese.
Le Commissioni respingono l'emendamento Silvestroni 1.14.
Sara MORETTO (PD) illustra l'emendamento 1.17, di cui è prima firmataria, che apporta numerose modifiche all'articolo 1, in quanto il medesimo articolo tenta di andare incontro alle piccole e medie imprese, senza però, a suo avviso, realizzare un quadro di reale semplificazione. Si tratta di un articolo che reca misure di bandiera e di facciata, a cui si cerca di dare sostanza con l'emendamento in discussione. Con quest'ultimo infatti prima di tutto si ampliano i fondi stanziati e poi si amplia anche la platea destinataria della disposizione. Rileva inoltre come l'articolo 1 contenga dei vincoli troppo stringenti per disposizioni che invece necessiterebbero di una cornice chiara e semplice. Chiede quindi di poter conoscere le motivazioni del parere contrario e invita il Governo e i relatori a valutare l'accantonamento dell'emendamento.
Luigi MARATTIN (PD), concordando con quanto affermato dalla deputata Moretto, invita il Governo a una maggiore attenzione al credito per le imprese. Ricorda come nella legge di bilancio si sia discusso di misure anticicliche, per contrastare la recessione ora in atto. Rileva quindi come adesso sia fondamentale contrastare gli elementi recessivi con rimedi come la maggiore disponibilità del credito, fondamentale in un sistema banco-centrico come il nostro. Chiede quindi ai relatori e al Governo un ripensamento del loro parere.
Roberto OCCHIUTO (FI) dichiara il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sull'emendamento Moretto 1.17, analogo al successivo emendamento Mandelli 1.1 presentato dal suo gruppo, giacché l'emendamento allarga la platea dei beneficiari, comprendendo anche i professionisti iscritti agli ordini. Sottolinea come l'emendamento Mandelli 1.1 allarghi ancora di più la platea, estendendola anche ai professionisti per cui non è prevista l'iscrizione ad ordini professionali. Osserva come, in ogni caso, vada evidenziata la necessità di estendere la misura a tutti coloro che vantano crediti verso la pubblica amministrazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 1.17.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'emendamento 1.9, di cui è prima firmataria. Ricorda che già durante l'esame preliminare il suo gruppo aveva indicato la carenza strutturale dell'articolo 1, in quanto sarebbe stato meglio incidere sulle motivazioni del ritardo delle pubbliche amministrazioni. L'emendamento è quindi volto ad aumentare la dotazione del fondo di garanzia aumentando la dotazione della sezione speciale istituita al suo interno al fine di fornire un aiuto concreto alle imprese in difficoltà. Invita quindi i relatori e il Governo a rivedere il proprio parere.
Le Commissioni respingono l'emendamento Lucaselli 1.9.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'emendamento Mandelli 1.1, di cui è cofirmatario, che, come già ricordato dal deputato Occhiuto, amplia la platea dei beneficiari a tutti i professionisti. A suo avviso, dovrebbe essere un fatto scontato. Dichiara la disponibilità a ritirare l'emendamento per trasformarlo in un ordine del giorno in Assemblea, qualora ci fosse un riconoscimento da parte del rappresentante del Governo della necessità della misura proposta.
Il Viceministro Dario GALLI, nel sottolineare come il mancato inserimento di soggetti beneficiari sia dovuto a questioni di copertura finanziaria, osserva che il suggerimento dell'emendamento è condivisibile e sarà preso in considerazione alla prima occasione utile. Con riferimento al decreto-legge in esame, invita i presentatori a utilizzare lo strumento dell'ordine del giorno.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), in considerazione dell'impegno del Governo, ritira l'emendamento Mandelli 1.1.
Sara MORETTO (PD) illustra l'emendamento 1.15, di cui è prima firmataria, e Pag. 11si ricollega alle osservazioni generali sull'articolo 1 svolte nell'intervento precedente. Con l'emendamento si vuole allargare la platea anche alle microimprese, vale a dire a quelle imprese artigianali specializzate che non rientrano nella definizione di piccola e media impresa. Ribadisce come le risorse predisposte dalla disposizione in esame siano insufficienti e ribadisce nel contempo anche la necessità di utilizzare criteri più efficaci. Chiede ai relatori e al Governo una riflessione e un accantonamento dell'emendamento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 1.15.
Sara MORETTO (PD) illustra l'emendamento 1.19, di cui è prima firmataria, che parte da una lettura reale dei rapporti di lavoro tra le imprese e le pubbliche amministrazioni. Da tale lettura si ricava come gli incarichi dei lavori siano molto spesso subappaltati a imprese più piccole che quindi vantano dei crediti non con la pubblica amministrazione, ma con l'impresa appaltatrice. Si tratta dello stesso lavoro e non si comprende perché tali imprese debbano essere considerate invisibili.
Martina NARDI (PD) osserva come l'emendamento Moretto 1.19 sia da inquadrare in una logica costruttiva di miglioramento del testo, nell'ottica di porre rimedio a quei difetti di platea denotati anche dal rappresentante del Governo. In questo caso, si tratta di aiutare le imprese subappaltanti che sono quelle in maggiore sofferenza, in quanto si tratta in gran parte di piccoli artigiani. Osserva che con l'emendamento si può rimediare a una carenza che è sotto gli occhi di tutti e dare risposta a un'esigenza molto sentita sul territorio.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 1.19.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra l'emendamento 1.20, di cui è primo firmatario, che è teso a ripristinare la cosiddetta «clausola Ciampi», allargandola agli interventi dei privati. In sostanza, si chiede che il 45 per cento delle risorse immesse nel fondo dalla Cassa depositi e prestiti sia vincolato a interventi da realizzare nelle regioni meridionali. Questo perché i confidi più patrimonializzati si trovano in gran parte nel Nord e in misura molto minore nel Sud. È chiaro che si tratta anche di una provocazione, tesa a evidenziare un problema e a chiedere in particolare la posizione sulla questione posta del gruppo del Movimento 5 Stelle, vale a dire la forza politica che ha avuto il maggior consenso nel Meridione.
Gianluca BENAMATI (PD), nel sottoscrivere l'emendamento Occhiuto 1.20, osserva che l'emendamento in discussione, qualora approvato, costituirebbe un segnale concreto e positivo verso un'area del nostro Paese, quella del Meridione, troppo spesso trascurata nell'ambito degli ultimi provvedimenti legislativi volti a favorire la ripresa economica. Nel rammentare come le piccole e medie imprese operanti nel Sud dell'Italia scontino difficoltà in termini di carenza delle infrastrutture e ostacoli nell'accesso al credito, invita i relatori a compiere sul tema una ulteriore riflessione, fermo restando la possibilità di procedere ad una riformulazione della percentuale di riserva delle risorse prevista dall'emendamento medesimo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Occhiuto 1.20.
Sara MORETTO (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.23, volto ad estendere l'operatività della sezione speciale del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, istituita ai sensi dell'articolo 1 del provvedimento in esame, estendendola anche alle aziende operanti nel settore edile e della ingegneria civile, che ne resterebbero altrimenti escluse. A suo avviso, tale intervento è tanto più necessario in considerazione dell'elevato numero di piccole e medie imprese operanti nei predetti settori nonché dell'apporto Pag. 12significativo dalle stesse recato all'intera economia nazionale.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 1.23.
Sara MORETTO (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.27 che, nel prevedere la diluizione del piano di garanzia dell'impresa beneficiaria dell'intervento della sezione speciale del Fondo di cui all'articolo 1 del decreto-legge in discussione da 20 a 30 anni, è volto a rendere meno stringenti le condizioni per usufruire delle misure di sostegno ivi previste, tenuto conto del fatto che, soprattutto a fronte di importi elevati, una durata eccessivamente ridotta del predetto piano di garanzia si tradurrebbe necessariamente in maggiori difficoltà di bilancio per le imprese interessate.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 1.27.
Marco SILVESTRONI (FdI) illustra le finalità dell'emendamento 1.36 a sua prima firma che, attraverso l'istituzione di un apposito fondo per le anticipazioni di liquidità in relazione al pagamento dei debiti degli enti locali, affronta una questione di estrema rilevanza che richiede un intervento urgente, vale a dire quella della difficoltà da parte delle piccole e medie imprese di recuperare i crediti maturati verso la pubblica amministrazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Silvestroni 1.36.
Marco SILVESTRONI (FdI), illustrando le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.40, invita i relatori e il rappresentante del Governo a riconsiderare il parere contrario in precedenza espresso, anche in considerazione del fatto che la proposta emendativa in esame non reca comunque oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
Le Commissioni respingono l'emendamento Silvestroni 1.40.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), intervenendo sull'emendamento Aprea 1.33, di cui è cofirmatario, ne illustra le finalità evidenziando come obiettivo essenziale dello stesso sia quello di ripristinare una condizione di effettiva equità nei confronti delle scuole italiane paritarie, che spesso suppliscono a mancanze dell'intervento pubblico in materia di offerta scolastica. Alla luce di ciò invita i relatori ed il Governo ad una ulteriore riflessione sull'argomento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Aprea 1.33.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), intervenendo sull'emendamento Aprea 1.34, di cui è cofirmatario, ne illustra le finalità rimarcando il ruolo svolto dagli istituti paritari anche per quanto riguarda l'offerta di servizi di asilo nido, soprattutto nelle regioni del Centro-nord.
Le Commissioni respingono l'emendamento Aprea 1.34.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) interviene sull'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 1.06, di cui è cofirmatario, recante semplificazione per le imprese del settore balneare. Al riguardo osserva come, nelle more di una generale revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime, appare indispensabile sospendere i procedimenti di riscossione coattiva dei canoni nonché i procedimenti amministrativi per il rilascio, la sospensione, la revoca e la decadenza delle predette concessioni con finalità turistico-creative. Rileva come tale intervento, oltre che tutelare legittime aspettative dei titolari di concessioni in essere, consentirebbe altresì di ridurre il contenzioso in atto, con conseguenti benefici in termini economici per la pubblica amministrazione. A suo giudizio, occorre acquisire su tale materia un chiarimento definitivo circa l'indirizzo politico che l'attuale Governo intende assumere, anche alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate sul tema.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 1.06.
Maria Elena BOSCHI (PD) illustra l'emendamento a sua firma 1-bis.1, integralmente soppressivo dell'articolo 1-bis del decreto-legge in titolo. In proposito, pur consapevole dell'impossibilità di apportare modifiche al testo in esame, intende richiamare l'attenzione sul tema del condono fiscale approvato per ferma volontà del Governo nell'ambito dell'ultima legge di bilancio, sul quale il gruppo del Partito Democratico ha espresso una totale contrarietà. Osserva che la questione centrale è rappresentata dalla individuazione dei soggetti che potranno avvalersi del citato condono fiscale, che pure le norme di riferimento qualificano come facoltativo, dal momento che nel novero dei predetti soggetti sembrerebbero rientrare anche l'azienda di proprietà del padre del Ministro Luigi Di Maio, nonché quella di proprietà del padre dell'ex onorevole Alessandro Di Battista. Ricorda che tale misura è profondamente sbagliata non solo perché finisce col gravare sulla fiscalità generale del Paese ma anche perché trasmette all'opinione pubblica un messaggio sbagliato con riferimento ai contribuenti che hanno sempre adempiuto ai propri obblighi tributari con onestà. In conclusione, ritiene che sarebbe opportuno una pubblica dichiarazione da parte degli interessati nel senso di non volersi avvalere della predetta facoltà.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Boschi 1-bis.1, Spena 1-bis.9, Mazzetti 1-bis.2 nonché l'articolo aggiuntivo Mulè 1-bis.08.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) interviene sugli identici articoli aggiuntivi Zucconi 1-bis.01 e Ripani 1-bis.07, vertenti in materia di semplificazioni per le imprese del settore balneare analogamente all'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 1-bis.06, ribadendo come su tale specifica questione vi sia stato un pubblico impegno da parte del Governo per un pronto intervento, sinora disatteso dai fatti. Ribadisce altresì la necessità di procedere ad una profonda e generale revisione dell'intero sistema delle concessioni demaniali marittime, anche al fine di porre le imprese operanti in tale settore nelle condizioni di poter effettuare un'efficace programmazione delle proprie attività, anche sotto il profilo degli investimenti da realizzare.
Ylenja LUCASELLI (FdI), associandosi alle considerazioni testé svolte dal deputato D'Ettore e ritenendo necessaria una moratoria per gli operatori del settore, reputa che tale tema ritiene che tale tema avrebbe meritato ben altra disciplina organica, tenuto del resto conto dell'importanza economica del settore del turismo, che richiederebbe un intervento efficace di semplificazione.
Martina NARDI (PD), anche a prescindere dal merito dell'emendamento in esame, considera molto grave che il Governo si sia impegnato con un pubblico annuncio in favore delle categorie operanti nel settore, salvo poi non far seguire alcun atto concreto alle parole pronunciate, gettando nel disorientamento un intero comparto assai rilevante per l'economia italiana. A suo avviso occorre un intervento organico e complessivo nella materia delle concessioni demaniali marittime, possibilmente sulla falsa riga di quanto già intrapreso dai Governi della precedente legislatura.
Marco DI MAIO (PD) ritiene importante che il Governo si esprima con nettezza in tale delicata materia, tanto più che lo stesso esecutivo contestualmente all'approvazione dell'ultima legge di bilancio aveva pubblicamente preannunciato l'adozione di un intervento di riordino che tenesse conto anche delle compatibilità con quanto previsto dall'ordinamento europeo, alimentando in tal modo notevoli aspettative presso una ampia categoria di operatori e relativo indotto economico. Evidenzia come una posizione di chiarezza da parte del Governo sia auspicabile soprattutto in relazione alla tempistica del citato intervento.
Il Viceministro Dario GALLI fa presente che la questione richiamata dai deputati dianzi intervenuti riveste una decisa importanza per il Governo, che infatti è su di essa già intervenuto negli ultimi mesi, ad esempio affrontando il capitolo relativo ai commercianti ambulanti. Ciò posto, ritiene che la sede più opportuna per intervenire sia quella di uno specifico provvedimento ad hoc sul quale il Governo ha già avviato la fase istruttoria.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici articoli aggiuntivi Zucconi 1-bis.01 e Ripani 1-bis.07 nonché l'emendamento Fragomeli 3.3.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'emendamento Gelmini 3.55, di cui è cofirmatario, che analogamente ad altri successivi affronta la questione assai delicata della fase applicativa della fatturazione elettronica, evidenziando come in mancanza di una sanatoria nei casi di emissione tardiva ovvero in forma cartacea della fattura elettronica, ferma restando la necessità di assolvere comunque l'imposta, si determinerebbe una immotivata disparità di trattamento tra le diverse categorie di soggetti interessati.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gelmini 3.55.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) segnala che l'emendamento Gelmini 3.56 è analogo al precedente emendamento Gelmini 3.55, salva la diversa copertura, effettuata in questo caso a valere sul Fondo per l'introduzione del reddito di cittadinanza.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gelmini 3.56.
Gianluca BENAMATI (PD), intervenendo a proposito dell'emendamento Incerti 3.84, segnala che lo stesso è finalizzato al rimborso dei danni subiti dalle imprese agricole ubicate nei territori dell'Emilia Romagna per le gelate e le brinate verificatesi nei mesi di febbraio e marzo del 2018. Al riguardo, segnalando che dette imprese non avrebbero diritto agli aiuti del Fondo di solidarietà nazionale in quanto non assicurate, sottolinea come le stesse si siano trovate in realtà nell'impossibilità oggettiva di assicurarsi, non essendo stati preventivamente determinati i relativi premi.
Chiede pertanto ai relatori e al Governo di rivedere il parere contrario espresso sull'emendamento Incerti 3.84, ricordando che il Ministro delle politiche agricole Centinaio ha riconosciuto l'esistenza del problema ed ha più volte dichiarato la volontà di risolverlo e che l'Assemblea regionale dell'Emilia Romagna ha votato all'unanimità una risoluzione con la quale si chiede l'accesso al regime di aiuti a carico del Fondo di solidarietà nazionale per le imprese in questione.
Marco DI MAIO (PD) si associa a quanto evidenziato dal collega Benamati e ricorda le promesse fatte dagli esponenti della maggioranza per la soluzione del problema testé illustrato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Incerti 3.84.
Sara MORETTO (PD) segnala che l'emendamento Gadda 3.80 è finalizzato a riconoscere tutele, analoghe a quelle previste dall'emendamento Incerti 3.84, agli agricoltori della regione Puglia colpiti dalle gelate verificatesi dal 26 febbraio al 1o marzo 2018. Rammenta in proposito le promesse del Ministro delle politiche agricole Centinaio, che ha preannunciato l'adozione di una soluzione strutturale e definitiva nei prossimi giorni, segnalando però come sinora non sia stata accolta nessuna delle proposte avanzate dal proprio gruppo durante l'esame del disegno di legge di bilancio per il 2019. Menziona infine il movimento di protesta dei gilet arancioni, che attende risposte concrete per il settore agricolo pugliese già colpito dal fenomeno della Xylella fastidiosa, auspicando che sia presto resa possibile la stipula di polizze assicurative a prezzo equo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gadda 3.80.
Marco SILVESTRONI (FdI) chiede un ripensamento del parere contrario espresso dai relatori e dal Governo sull'emendamento a sua prima firma 3.89, con il quale si propone che l'obbligo di fatturazione elettronica si applichi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo complessivo superiore a 10 mila euro, in modo tale da escludere i piccoli artigiani e commercianti, per i quali tale obbligo sarebbe eccessivamente gravoso.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Silvestroni 3.89 e Nevi 3.8.
Paolo BARELLI (FI) illustra l'emendamento Spena 3.43, del quale è cofirmatario, che prevede che i comuni adottino misure idonee per favorire la commercializzazione di prodotti provenienti dall'agricoltura sociale. Si appella quindi ai rappresentanti della maggioranza, che si sono sempre dichiarati sensibili alla tutela dei piccoli esercizi commerciali siti nei centri storici.
Le Commissioni respingono l'emendamento Spena 3.43.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'emendamento a sua prima firma 3.49, che prevede l'istituzione di un Fondo per incubatori universitari di spin-off e start-up, con una dotazione di 800 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020-2022 a valere sul Fondo per l'introduzione del reddito di cittadinanza. Sottolinea l'importantissimo ruolo svolto dalle università in questo settore e il positivo effetto che si potrebbe ottenere in termini di creazione di nuovi posti di lavoro in tutte le regioni italiane.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti D'Ettore 3.49 e Serracchiani 3.87.
Sara MORETTO (PD) evidenzia che l'emendamento 3.5 a sua firma amplia le previsioni del comma 1-terdecies dell'articolo 3, estendendo la nullità delle clausole che prevedono termini di pagamento superiori a 60 giorni anche alle transazioni commerciali di cui sia parte una micro impresa o un professionista, anziché limitarla alle piccole e medie imprese. Sottolinea inoltre l'assenza di effetti finanziari della disposizione.
Massimo UNGARO (PD) rileva come l'emendamento Moretto 3.5 contenga disposizioni di buon senso e dirette a migliorare il provvedimento. Invita quindi i colleghi a considerare il merito dell'intervento e a evitare di agire in maniera frettolosa approvando disposizioni non adeguatamente ponderate, come è avvenuto per l'aumento dell'IRES per gli enti del terzo settore.
Martina NARDI (PD) chiede di poter conoscere il motivo per il quale il Governo si accanisca con un settore in sofferenza, come quello dei professionisti e delle micro imprese, che tanto contribuiscono a garantire la qualità dell'intervento della pubblica amministrazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 3.5.
Sara MORETTO (PD) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Gadda 3.81, volto a riconoscere il canone ricognitorio, abrogato nel 2004, alle imprese che operano nel settore della piscicoltura, molluschicoltura, crostaceicoltura e alghicoltura, anche al fine di eliminare forme di sperequazione rispetto alle imprese cooperative, che comportano un frequente intervento della magistratura e hanno conseguenze negative sull'occupazione del settore.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Gadda 3.81, gli identici emendamenti Occhiuto 3.1 e Mazzetti 3.47, gli emendamenti Giacomoni 3.57 e Gadda 3.70, nonché gli articoli aggiuntivi Cenni 3.030 e Fornaro 3.05.
Walter RIZZETTO (FdI) raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3.011, volto a sostituire la disciplina delle prestazioni di lavoro accessorio, con particolare riferimento a quelli del libretto famiglia. In proposito sottolinea che l'attuale regolamentazione si presta a possibili abusi, in quanto la prestazione lavorativa viene registrata in un momento successivo a quello del suo svolgimento, rendendo in tal modo sostanzialmente impossibile l'effettuazione di controlli.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Rizzetto 3.011 e 3.013 e Zucconi 3.014 e 3.016.
Stefano FASSINA (LeU) illustra l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3.021, volto a reperire una diversa modalità di copertura per la revisione delle tariffe INAIL disposta dalla legge di bilancio per il 2019. Osserva infatti come sia pericoloso tagliare i fondi per la formazione nel settore della sicurezza sul lavoro e ridurre gli incentivi alle imprese più virtuose in materia antinfortunistica. Sottolinea in proposito la gravità del problema della sicurezza sul lavoro e il rilevante numero di vittime del lavoro, in aumento rispetto agli anni passati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Fassina 3.021 e Mandelli 3.025.
Andrea MANDELLI (FI) illustra gli articoli aggiuntivi Gelmini 3.030 e 3.040, di cui è cofirmatario, che intervengono in tema di fatturazione elettronica, proponendo iniziative volte a semplificare le procedure previste, con l'intento di venire incontro alle difficoltà evidenziate tanto dagli operatori del settore, quanto dai cittadini. L'obiettivo è quello di minimizzare l'impatto delle norme introdotte in tema di fatturazione elettronica per tutti coloro che svolgono un'attività produttiva e che nonostante tutte le difficoltà continuano a pagare le tasse.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Gelmini 3.038 e 3.040 e Fidanza 3.09, gli identici articoli aggiuntivi Silvestroni 3.03 e Fornaro 3.04, gli identici articoli aggiuntivi D'Alessandro 3.022 e Incerti 3.033, nonché l'articolo aggiuntivo Fidanza 3.010.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'articolo aggiuntivo Zucconi 3.020, di cui è cofirmataria, che interviene sul tema della fatturazione elettronica, la cui applicazione si è dimostrata molto problematica, già nel breve periodo, come è evidente sia per le forze di opposizione che per quelle che sostengono il Governo. Evidenzia in particolare che tali difficoltà riguardano non tanto le grandi aziende, che sono riuscite a corrispondere agli adempimenti richiesti, quanto piuttosto i piccoli commercianti e i professionisti. Pertanto, chiede al Governo e alla maggioranza di cogliere questa occasione per disporre distinte date di applicazione delle disposizioni in tema di fatturazione elettronica in ragione delle dimensioni delle imprese: al 1o gennaio 2020 per i soggetti con più di cinquanta dipendenti; al 1o gennaio 2021 per i soggetti con più di dieci dipendenti; al 1o gennaio 2022 per tutti gli altri soggetti non esonerati. Ribadisce da ultimo che si tratta di un tema fondamentale per rispondere alle esigenze dei cittadini e di tutti coloro che continuano a produrre reddito nonostante tutto.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Zucconi 3.020 e 3.019.
Sara MORETTO (PD) illustra l'articolo aggiuntivo Gadda 3.029, che interviene su un tema specifico ma molto rilevante per gli allevatori italiani. Nel sottolineare che il decreto-legge in esame rappresenta una mancata promessa per il mondo degli allevatori, evidenzia che l'articolo aggiuntivo 3.029, in linea con le norme comunitarie in tema di liberalizzazione del settore, è volto a semplificare i requisiti richiesti per i soggetti terzi autorizzati alla raccolta dei dati in allevamento, finalizzati Pag. 17alla realizzazione del programma genetico. Si chiede perché il Governo non abbia colto l'occasione per intervenire, considerato che tale disposizione non comporta oneri finanziari e va incontro ad esigenze concrete degli allevatori.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Gadda 3.029.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'articolo aggiuntivo Ferro 3-bis.02, di cui è cofirmataria, volto ad introdurre sgravi contributivi per gli agricoltori sotto i quaranta anni.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Ferro 3-bis.02 e 3-bis.01.
Maria Elena BOSCHI (PD), nell'illustrare l'emendamento a sua firma 3-ter.3, pur apprezzando le misure di semplificazione introdotte dal Senato con riguardo alle zone economiche speciali, ritiene più corretto che le ulteriori procedure semplificate eventualmente individuate dal Governo in accordo con le amministrazioni locali siano stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri invece che previa approvazione della cabina di regia, come attualmente previsto dal provvedimento in esame.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Boschi 3-ter.3 e De Luca 3-ter.8.
Enrico BORGHI (PD) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Conte 3-ter.01.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Conte 3-ter.01 e Benedetti 3-ter.02.
Gianluca BENAMATI (PD) evidenzia che l'emendamento a sua firma 3-quater.2, analogamente all'articolo aggiuntivo 6.012 della collega Braga, è volto ad introdurre misure di semplificazione per il rifacimento e il potenziamento di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Come già evidenziato in sede di discussione generale, ritiene che il Governo avrebbe dovuto cogliere l'occasione del decreto-legge in esame per intervenire a promuovere il settore fotovoltaico, in linea con la strategia energetica nazionale nonché con gli obiettivi fissati in sede europea con riguardo all'incremento dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Nel ricordare quanto siano sfidanti gli obiettivi posti all'Italia per il 2030, sottolinea l'importanza di favorire l'incremento di efficacia e potenza degli impianti esistenti, nonché la ristrutturazione di quelli che hanno subito un decadimento delle prestazioni. Tutto ciò premesso, ricorda che l'emendamento 3-quater.2 è volto a consentire una procedura semplificata per la sostituzione della tipologia di rotore negli impianti eolici e che, analogamente, l'articolo aggiuntivo 6.012 della collega Braga limita la semplificazione delle procedure autorizzative per le installazioni aventi una capacità elettrica inferiore ai 150 kw. Da ultimo, pur non aspettandosi che le proposte emendative in questione vengano approvate dalle Commissioni, invita il Governo a riflettere sul tema, segnalando l'urgenza di favorire lo sfruttamento degli impianti esistenti e di limitare il consumo del suolo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Benamati 3-quater.2.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3-quinquies.08, volto a semplificare i procedimenti amministrativi a carico delle imprese del settore agroalimentare, riducendo i relativi oneri e sopprimendo le sanzioni previste per il ritardo o l'errore nella comunicazione di dati che siano già disponibili presso la pubblica amministrazione.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Lucaselli 3-quinquies.08.
Giusi BARTOLOZZI (FI) illustra l'emendamento a sua prima firma 4.12 nonché i successivi suoi emendamenti 4.16 e Pag. 184.19, che intervengono a migliorare e a correggere le disposizioni introdotte dal decreto-legge in esame in tema di esecuzioni immobiliari. A tale proposito, evidenzia che il Governo, con il dichiarato intento di difendere i cittadini, riporta indietro di trenta anni le procedure di esecuzione forzata allungando i tempi dei relativi procedimenti. Sottolinea infatti che il Governo, contrariamente a quanto auspicato dal Consiglio superiore della magistratura, invertendo la prassi fin qui adottata, prevede che il giudice non possa disporre la liberazione dell'immobile prima del decreto di ingiunzione se non in caso di violazione degli obblighi posti dal nuovo articolo 560 del codice di procedura civile a carico del debitore. Precisa che, in tale eventualità, secondo quanto disposto dal provvedimento in esame «il giudice ordina, sentito il custode e il debitore, la liberazione dell'immobile pignorato». Nel ritenere tale disposizione non corretta, evidenzia che l'emendamento a sua prima firma 4.12 è volto a prevedere che il giudice sia tenuto a sentire anche il creditore precedente. Analogamente, sottolinea che l'emendamento 4.16 è volto a prevedere che il giudice possa disporre la liberazione anticipata dell'immobile anche se i danni al bene siano stati prodotti oltre che dal debitore e dai membri del suo nucleo familiare, anche da terzi che vi abbiano avuto libero accesso. Da ultimo, evidenzia che l'emendamento 4.19 interviene a precisare che il requisito per cui il giudice non può disporre il rilascio dell'immobile pignorato prima della pronuncia del decreto di trasferimento è che il bene sia «abitualmente» abitato dal debitore. Ribadisce da ultimo che le disposizioni introdotte dal Governo prolungheranno ulteriormente i tempi delle esecuzioni forzate, dal momento che le vendite all'asta di immobili occupati andranno al ribasso più volte e che le banche in considerazione di ciò saranno costrette a riclassificare tutti i loro debiti.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Bartolozzi 4.12, 4.16 e 4.19, Bazoli 4.27 e Mandelli 4.7.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'emendamento a sua prima firma 4.21 e il successivo 4.20, che intervengono in tema di esecuzione per rilascio di immobili ad uso non abitativo. Nel ritenere che la questione dovrebbe essere affrontata con un intervento legislativo specifico, da esaminare con attenzione, evidenzia che il gruppo di Fratelli d'Italia ha ritenuto tuttavia di provare a modificare due aspetti sostanziali e pratici del provvedimento in esame. Pertanto sottolinea che mentre l'emendamento 4.21 è volto a prevedere che al secondo accesso l'ufficiale giudiziario richieda l'intervento della forza pubblica, l'emendamento 4.20 consente che l'esecuzione possa essere attuata dall'avvocato del procedente che ne faccia richiesta al giudice dell'esecuzione, al fine di ovviare alle insufficienze organizzative e strutturali di alcune sedi.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Zucconi 4.25, Lucaselli 4.21, Mazzetti 4.5 e Occhiuto 4.1, gli identici emendamenti Zucconi 4.24, Lucaselli 4.20, Mazzetti 4.6 e Mandelli 4.2, gli articoli aggiuntivi Mandelli 4-bis.03, Pezzopane 4-bis.04 e 4-bis.05.
Le Commissioni respingono l'emendamento Mandelli 5.4.
Enrico BORGHI (PD) illustra l'emendamento Braga 5.22, volto a sopprimere la disposizione introdotta dalla legge di bilancio per il 2019 che, modificando il Codice dei contratti pubblici, consente ai sindaci di affidare in maniera diretta senza la selezione ad evidenza pubblica lavori per un importo fino a 150 mila euro. Ritiene infatti che tale disposizione, introdotta al fine di velocizzare e semplificare le procedure, rischi di impedire la qualificazione delle imprese e di favorire le contiguità tra malaffare e cattiva politica. Ricorda inoltre che analoghe preoccupazioni sono state sollevate dal senatore Pag. 19Morra, presidente della Commissione antimafia, che dichiarò che non avrebbe votato il disegno di legge di bilancio in presenza di una simile disposizione, nonché dal presidente dell'ANAC Raffaele Cantone, che ha sottolineato la necessità di porre attenzione a tali semplificazioni. Evidenzia pertanto che l'emendamento Braga 5.22 è volto a ripristinare l'originaria previsione normativa, non perché si consideri il Codice dei lavori pubblici intangibile, ma perché le eventuali modifiche ad esso introdotte devono andare in direzione di una maggiore qualificazione delle imprese.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Braga 5.22 e Fassina 5.23, gli articoli aggiuntivi Mandelli 5.06 e 5.07 e gli emendamenti Schullian 6.8 e Gagliardi 6.1.
Sara MORETTO (PD) illustra l'emendamento Braga 6.11, con il quale si intende dare concretezza all'impegno assunto dal Governo in tema di tracciabilità dei rifiuti, fissando un limite temporale al 30 giugno 2019 per l'adozione della nuova procedura. Nel richiamare la fallimentare esperienza del SISTRI, mai entrato in funzione, ribadisce l'esigenza di un equilibrio tra la difesa dell'ambiente, da assicurare attraverso la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, e la sostenibilità degli oneri procedurali a carico delle imprese. In conclusione, rileva che l'individuazione di una data precisa consentirebbe alle imprese di effettuare la necessaria programmazione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Braga 6.11, Schullian 6.9, 6.10 e 6.13, Mazzetti 6.6 e D'Attis 6.7.
Gianluca BENAMATI (PD) illustra l'articolo aggiuntivo Braga 6.02 di cui è cofirmatario, richiamandosi anche all'intervento svolto dalla collega Moretto sull'emendamento Braga 5.22, segnalando che con esso si vuole colmare una lacuna normativa in relazione alla cessazione della qualifica di rifiuto. Richiamando una recente sentenza in materia del Consiglio di Stato, segnala l'esigenza di adottare una normativa di livello nazionale, anche al fine di scongiurare possibili criticità acute in materia di gestione dei rifiuti. Ricorda in proposito la riduzione dell'assorbimento da parte di alcuni Paesi, a partire dalla Cina. Nel ribadire il rischio connesso ad un ulteriore rinvio, segnala che il provvedimento in discussione poteva rappresentare una occasione utile per colmare tale lacuna.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Braga 6.02, Orlando 6.04, Silvestroni 6.08, Labriola 6.010, Lucaselli 6.016 e Zucconi 6.07.
Maria Elena BOSCHI (PD) illustra il proprio emendamento 8.1 soppressivo dell'intero articolo 8. Ricordando il positivo operato del Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale, che trova conferma anche nella proroga del mandato prevista con il provvedimento in discussione, dichiara di non comprendere le ragioni della chiusura di tale esperienza che verrebbe sostituita da una società per azioni, con un onere di 6 milioni di euro annui e procedure discrezionali per l'assunzione del personale. Nel richiamare analoghe decisioni assunte in sede di legge di bilancio, osserva che ad ogni provvedimento l'attuale maggioranza istituisce nuove strutture presso la Presidenza del Consiglio, senza prevedere procedure a evidenza pubblica per il reclutamento del personale, in aperto contrasto con quanto proclamato in sede di campagna elettorale. In conclusione, ribadisce l'opportunità di sopprimere l'articolo 8 al fine di evitare un aggravio di costi per il bilancio pubblico e per assicurare assunzioni basate su principi meritocratici.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) sottoscrive l'emendamento Boschi 8.1, condividendone pienamente le finalità e segnalando la strategicità del tema della governance dell'innovazione digitale. Ricorda Pag. 20che i ritardi in tale settore sono stati anche oggetto di una Commissione d'inchiesta che ha operato nella passata legislatura. Manifesta il timore che le norme recate dall'articolo 8 determineranno a partire dal 2020 un ulteriore stallo rispetto digitalizzazione e rileva pertanto che le forze di maggioranza si stanno assumendo una grave responsabilità, contraddicendo gli impegni assunti in passato.
Enrico BORGHI (PD) sottoscrive l'emendamento Boschi 8.1, segnalando atteggiamenti contraddittori nell'azione di Governo. A titolo esemplificativo, richiama la negativa esperienza della SOGESID, al fine di segnalare il rischio che può comportare l'affidamento di funzioni pubbliche ad una società per azioni anche in relazione all'anomalie nel reclutamento del personale e del relativo contenzioso. Con queste premesse, ribadisce l'esigenza di sopprimere l'articolo 8 anche al fine di non creare intralci in un settore delicato quale quello della digitalizzazione.
Marco DI MAIO (PD) sottoscrive l'emendamento Boschi 8.1, rimarcando gli oneri connessi alla nuova struttura e segnalando che Diego Piacentini ha svolto la sua funzione di Commissario straordinario a titolo gratuito. Il contenuto dell'articolo 8 rappresenta a suo avviso un passo indietro ed è in contraddizione con posizioni assunte nella passata legislatura.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Boschi 8.1 e Mandelli 8.2.
Marco SILVESTRONI (FdI) illustra l'articolo aggiuntivo 8.01 a sua prima firma, con il quale si propone una riduzione dei tempi di installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità nelle zone sismiche.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'articolo aggiuntivo Silvestroni 8.01, gli identici emendamenti Mandelli 9.1 e Rostan 9.6 nonché l'emendamento Rostan 9-bis.8.
Luigi MARATTIN (PD) illustra l'emendamento Fregolent 9-bis.3, rilevando che il Governo amplia continuamente la platea dei soggetti esentati dall'obbligo di fatturazione elettronica, creando così iniquità e incertezze sul quadro normativo. Invita pertanto la maggioranza ad assumere una posizione chiara e a decidere se abolire in toto l'obbligo di fatturazione elettronica, che dovrebbe rappresentare uno strumento di contrasto all'evasione dell'IVA, o a utilizzarlo adeguatamente, anche con il necessario apparato sanzionatorio.
Massimo UNGARO (PD), associandosi all'intervento del collega Marattin, ribadisce che il Governo invia messaggi poco chiari, modificando continuamente il quadro dei soggetti tenuti alla fatturazione elettronica. Ricorda, inoltre, che tale tipo di fatturazione può rappresentare uno strumento di modernizzazione.
Marco DI MAIO (PD) sottoscrive l'emendamento Fregolent 9-bis.3, condividendone le finalità, e segnala i costi aggiuntivi rappresentati dalla procedura per ottenere il codice univoco.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), anche alla luce delle considerazioni critiche espresse dai deputati del Partito Democratico, che nella passata legislatura erano in maggioranza, pone in evidenza l'opportunità di superare l'obbligo di fatturazione elettronica.
Luigi MARATTIN (PD), replicando al collega D'Ettore, ricorda che la fatturazione elettronica non rappresenta solo uno strumento di lotta all'evasione ma anche di semplificazione fiscale.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fregolent 9-bis.3 e Spena 9-bis.1.
Sara MORETTO (PD) illustra l'emendamento De Filippo 9-bis.5, con il quale si vuole sbloccare le assunzioni del personale sanitario, anche al fine di migliorare l'efficacia delle prestazioni fornite ai cittadini. Pag. 21Osservando che tale proposta emendativa appare in linea con il principio dell'autonomia regionale, consentendo le assunzioni alle regioni adempienti nei livelli essenziali d'assistenza, si dichiara stupita dell'atteggiamento assunto dalla Lega. Segnala che una bocciatura di tale emendamento rappresenterebbe un ulteriore tradimento delle aspettative dell'elettorato di tale forza politica.
Le Commissioni respingono l'emendamento De Filippo 9-bis.5.
Andrea MANDELLI (FI) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 9-bis.2 a sua prima firma, segnalando l'esigenza di allargare la possibilità di escludere i farmaci orfani dal limite per la spesa farmaceutica.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Mandelli 9-bis.2, gli articoli aggiuntivi Brunetta 9-bis.011, Bignami 9-bis.017 e 9-bis.015, Mandelli 9-bis.021 e 9-bis.020, Benedetti 9-bis.010 nonché l'emendamento Fratoianni 10.10.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) illustra l'emendamento Paita 10-bis.10, di cui è cofirmataria, e gli altri emendamenti segnalati dal suo gruppo riferiti all'articolo 10-bis. Osserva che la questione degli autoservizi pubblici non di linea meritava una discussione di merito strategica, come peraltro già avvenuto nel 2017 dove si era trovato un accordo a un tavolo tra il Ministero dei trasporti e le parti coinvolte. Invece, la problematica è stata tolta nella notte di Natale dalla legge di bilancio e il 28 dicembre scorso è stato emanato un decreto-legge che, di fatto, tagliava 50 mila imprese. Poi, mentre il decreto era in discussione presso la Commissione Trasporti della Camera, si è deciso di inserirlo come emendamento in un decreto-legge che di semplificazione ha solo il nome. Ribadisce che la questione che riguarda i taxi e gli autisti di vetture a noleggio con conducente va risolta in modo strutturale, o per lo meno all'interno del decreto in discussione vanno inseriti tre correttivi. Il primo riguarda l'inserimento di una norma transitoria che non faccia trovare senza lavoro dalla mattina alla sera i soggetti coinvolti. Il secondo ha lo scopo di evitare di scaricare sulle imprese i ritardi degli enti territoriali, estendendo per lo meno il limite di operatività nel territorio della regione. Il terzo infine è costituito dal fatto che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non garantisce la data certa in cui scatteranno le sanzioni. Evidenzia infine come la riorganizzazione del settore vada affrontata anche in connessione all'utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Paita 10-bis.10, Mulè 10-bis.22 e Paita 10-bis.11.
Andrea MANDELLI (FI) illustra l'emendamento Gelmini 10-bis.27, di cui è cofirmatario, che vuole essere una testimonianza dell'attenzione del gruppo di Forza Italia alla tematica delle vetture a noleggio con conducente. Con l'emendamento in questione si vuole permettere l'operatività all'interno delle regioni.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gelmini 10-bis.27.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra l'emendamento Mulè 10-bis.34, che vuole correggere quello che a suo avviso è un errore del decreto. Il testo infatti prevede una deroga per la possibilità di usare vetture in più rimesse solo per le regioni Sicilia e Sardegna, in ragione della loro carenza infrastrutturale. L'emendamento propone di estendere la deroga ad altre regioni che sono analogamente dissestate.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Mulè 10-bis.34, Paita 10-bis.12, Gelmini 10-bis.36, Paita 10-bis.13, 10-bis.14, 10-bis.15, 10-bis.16 e 10-bis.17, Gelmini 10-bis.35, Bruno Bossio 10-bis.6, Gelmini 10-bis.23, Paita 10-bis.20, 10-bis.18, 10-bis.21, 10-bis.3 e 10-bis.2, Gelmini 10-bis.24, Paita 10-bis.4 e 10-bis.5, nonché gli articoli aggiuntivi Pag. 22Pentangelo 10-bis.03 e 10-bis.04 e l'emendamento Rostan 11.25.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'emendamento Silvestroni 11.28, di cui è cofirmataria, nonché gli altri emendamenti segnalati dal suo gruppo riferiti all'articolo 11. Gli emendamenti sono tesi a correggere l'incostituzionalità della norma che introduce ex post dei requisiti per la partecipazione a un concorso di cui è già stata pubblicata la graduatoria. Questo comporta una situazione discriminatoria verso coloro che sono stati considerati idonei in base ai requisiti originari. Gli emendamenti si propongono anche lo scopo di evitare un probabile contenzioso.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Silvestroni 11.28, gli identici emendamenti Ferri 11.12 e Ferro 11.34, gli emendamenti Prisco 11.27 e Occhionero 11.24 e gli identici emendamenti Fiano 11.18 e Montaruli 11.1.
Giusi BARTOLOZZI (FI) interviene sull'emendamento Cappellacci 11.15, che si muove nella stessa direzione degli emendamenti illustrati dalla deputata Lucaselli. Con la disposizione in esame vengono inseriti due nuovi requisiti, il limite di età e diploma di istruzione secondaria, per un concorso la cui graduatoria è stata già pubblicata. Osserva che il contenzioso sarà inevitabile, perché è evidente l'illegittimità della norma. Ricorda le numerose richieste di aiuto di ragazzi che hanno partecipato al concorso rivolte a lei e ad altri deputati. Chiede quindi di ascoltare il grido di dolore e lo chiede specialmente a quei rappresentanti del Governo che amano indossare in pubblico la divisa della polizia.
Marco DI MAIO (PD) osserva che si vuole dare un contributo per tentare di evitare una palese ingiustizia. Nel ritenere evidente il rischio di illegittimità costituzionale della norma, invita ad ascoltare il grido di allarme che proviene dai ragazzi che hanno partecipato al concorso.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) sottoscrive l'emendamento Cappellacci 11.15.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) chiede al Viceministro dei chiarimenti sul tema in esame. Osserva che la norma costituisce un precedente pericoloso e che creerà sicuramente un contenzioso. Chiede al Viceministro una riflessione sul punto ed anche se potrebbe essere accolto un ordine del giorno che impegnasse il Governo.
Il Viceministro Dario GALLI, pur non volendosi addentrare nella questione, ricorda che in Senato si è svolta una approfondita discussione su una situazione che è estremamente articolata e che pone problemi dei quali il Governo è consapevole. Sottolinea che il concorso non era stato ancora concluso e che l'obiettivo della norma, che introduce requisiti diversi, è quello di evitare difficoltà a stazioni di polizia che potrebbero chiudere per carenza di organico. Assicura l'impegno del Governo per un ulteriore chiarimento.
Giusi BARTOLOZZI (FI) fa osservare che non si doveva aver timore di inserire chi ha fatto domanda, dato lo scarso numero di inserimenti effettuato finora. Un'altra alternativa era quella di fermarsi e affrontare la questione con un maggiore approfondimento.
Claudio BORGHI, presidente, sottolinea la complessità della problematica in esame.
Il Viceministro Dario GALLI ribadisce il rischio esistente della chiusura di stazioni di polizia, cosa che ha giustificato la celerità dei tempi.
Marco DI MAIO (PD) fa osservare che i rischi per le stazioni di polizia richiamate dal Viceministro continuano a sussistere, in quanto i ricorsi che saranno sicuramente presentati bloccheranno le procedure di inserimento in servizio.
Massimo UNGARO (PD) sottoscrive l'emendamento Cappellacci 11.15.
Le Commissioni respingono l'emendamento Cappellacci 11.15.
Matilde SIRACUSANO (FI) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo 11.07, di cui è prima firmataria, volto a scongiurare il dissesto delle ex province siciliane. Ricorda al proposito che a Messina sono stati già chiusi molti uffici provinciali. Sottolinea che la norma non ha bisogno di copertura in quanto l'onere è a carico della regione siciliana. Si dichiara disponibile a ritirare la proposta emendativa nel caso di disponibilità da parte del Governo ad accogliere un ordine del giorno in tal senso in Assemblea.
Il Viceministro Dario GALLI assicura che il Governo rifletterà sulla questione.
Matilde SIRACUSANO (FI) ritira l'articolo aggiuntivo 11.07.
Le Commissioni respingono l'emendamento Madia 11-bis.21.
Luigi MARATTIN (PD), intervenendo sull'emendamento 11-bis.28 a sua firma, soppressivo del comma 3 dell'articolo 1-bis del provvedimento in titolo, che prevede l'istituzione presso il Ministero dell'economia e delle finanze di un tavolo tecnico-politico per la ristrutturazione del debito gravante sugli enti locali, evidenzia la sostanziale inutilità di tale norma, tanto più in considerazione della asserita neutralità, dal punto di vista degli oneri a carico della finanza pubblica, della norma stessa. Osserva peraltro che il debito pubblico del comparto degli enti locali, inteso quale aggregato, non presenta profili di particolare allarme, posto che lo stesso si attesta intorno ai 60 miliardi di euro su un totale di oltre 2.000 miliardi di euro riferito al conto consolidato delle pubbliche amministrazioni.
Enrico BORGHI (PD), nel sottoscrivere l'emendamento Marattin 11-bis.28, concorda in merito alla singolarità di istituire con una norma di rango primario una sede destinata ad attività di carattere essenzialmente concertativo tra lo Stato e il sistema delle autonomie locali, anche tenuto conto che si sarebbe piuttosto potuto procedere sulla base di un mero provvedimento amministrativo da adottare presso gli attuali organi competenti, vale a dire la Conferenza unificata ovvero la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Marattin 11-bis.28 e Bucalo 11-bis.35.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.29, volto a valorizzare i risultati della sperimentazione sugli effetti delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 866, della legge n. 205 del 2017, concernente la possibilità per gli enti locali di utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali per finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell'anno o in anticipo rispetto all'originario piano di ammortamento, onde evitare il verificarsi di eventuali distorsioni o dequalificazioni della spesa.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.29.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.30, volto ad integrare, in misura pari a 10 milioni di euro per il 2019, le risorse destinate ai comuni a titolo di Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.30.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.31, in materia di ristoro ai comuni del minor gettito ad essi derivante in conseguenza della sostituzione dell'IMU con la Pag. 24TASI, evidenziando come il contributo di 110 milioni di euro per il 2019 in favore dei comuni stessi, disposto dall'articolo 11, comma 8, del decreto-legge in esame, abbia natura di parte corrente e si aggiunga allo stanziamento di 190 milioni di euro per il medesimo anno già previsto a legislazione vigente, con ciò potendosi determinare potenziali rischi di dequalificazione della spesa.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.31.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento 11-bis.27 a sua firma che, in linea con le scelte da sempre sostenute dal gruppo del Partito Democratico, prevede che i servizi pubblici locali di interesse economico generale siano organizzati in ambiti o bacini territoriali che abbiano una dimensione non inferiore a quella del territorio provinciale.
Enrico BORGHI (PD), nel sottoscrivere l'emendamento Marattin 11-bis.27, ne evidenzia in particolare il comma 8-quinquies che, secondo quanto già evidenziato dal firmatario dell'emendamento stesso, introduce un principio avente una finalità di semplificazione. Osserva infatti che tale disposizione, qualora approvata, risolverebbe alla radice le criticità determinate dalla frequente sovrapposizione di competenze tra enti diversi nella erogazione dei servizi pubblici locali.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.27.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.33, volto ad assumere quale criterio di riferimento nel campo delle assunzioni da parte degli enti territoriali il parametro del fabbisogno standard di personale, in ciò superando l'inutile vincolo rappresentato dal blocco del turn over.
Il Viceministro Dario GALLI, assicurando l'impegno del Governo per un approfondimento della questione, rammenta tuttavia che anche i Governi della precedente legislatura non hanno saputo conseguire particolari risultati nell'ambito del passaggio dal criterio della spesa storica a quello della spesa fondata sui fabbisogni standard.
Luigi MARATTIN (PD), dissentendo da quanto testé affermato dal Viceministro Galli, ricorda che sotto il Governo di cui ha fatto parte il Partito Democratico la quota dei trasferimenti statali ai comuni a titolo di fabbisogno standard è aumentata fino al 45 per cento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.33.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.23, che prevede l'attribuzione ai comuni di un contributo in conseguenza del superamento di talune disposizioni in materia di concorso dei predetti enti al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.23.
Luigi MARATTIN (PD) interviene sull'emendamento a sua firma 11-bis.32, volto ad incrementare gli stanziamenti destinati ad incentivare le fusioni tra comuni.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.32.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.25 che, intervenendo sulla disciplina relativa alla tempistica di approvazione dei bilanci di previsione degli enti locali, sarebbe a suo avviso suscettibile di determinare una maggiore ripresa degli investimenti pubblici da parte degli enti medesimi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Marattin 11-bis.25.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.24 che, prevedendo l'accantonamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità in misura pari all'85 per cento, consentirebbe agli enti locali di adottare i predetti documenti di bilancio sulla base di una programmazione maggiormente rispondente alla realtà.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Marattin 11-bis.24, Mandelli 11-bis.10 e Miceli 11-bis.22.
Luigi MARATTIN (PD) illustra le finalità dell'emendamento a sua firma 11-bis.26, volto a promuovere l'incremento della quota dei trasferimenti statali agli enti locali determinata sulla base del criterio dei fabbisogni standard.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Marattin 11-bis.26 e Mandelli 11-bis.9.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'emendamento a sua prima firma 11-bis.5, recante misure in materia di ripiano dei disavanzi regionali.
Il Viceministro Dario GALLI invita il presentatore a ritirare l'emendamento e a presentare un ordine del giorno in Assemblea, assicurando il proprio impegno per un approfondimento della questione.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) ritira pertanto l'emendamento a sua prima firma 11-bis.5.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra l'emendamento a sua prima firma 11-bis.34, per il quale non spera né nell'approvazione né nella trasformazione in ordine del giorno, ma si augura che possa costituire un suggerimento per un futuro intervento legislativo del Governo.
L'emendamento è volto ad introdurre la pace fiscale a livello comunale in modo da consentire ai cittadini di regolare le proprie pendenze nei confronti dei comuni e ai comuni di riclassificare i propri residui attivi in relazione alla loro reale esigibilità. Nella proposta si prevede che i cittadini possano versare il 40 per cento del proprio debito, mentre al restante 60 per cento si provvede mediante il ricorso all'accensione di mutui di durata trentennale presso la Cassa depositi e prestiti, da estinguere a valere sui trasferimenti erariali complessamente erogati ai comuni medesimi. Si tratta, a suo parere, di una importante operazione verità che consentirà anche di superare le difficoltà della riscossione, sempre impopolare tra i cittadini e pubblici amministratori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Occhiuto 11-bis.34, Ferri 11-bis.46, Trancassini 11-bis.40, Cortelazzo 11-bis.18, Pella 11-bis.3, Occhiuto 11-bis.7 e Cortelazzo 11-bis.17, nonché l'articolo aggiuntivo Pastorino 11-bis.01. Respingono inoltre gli identici emendamenti Benedetti 11-ter.9 e Muroni 11-ter.18, gli emendamenti Foti 11-ter.1, Benedetti 11-ter.13, 11-ter.14, 11-ter.10 e 11-ter.11, gli identici emendamenti Benedetti 11-ter.12 e Muroni 11-ter.21, nonché gli articoli aggiuntivi Muroni 11-ter.04, 11-ter.03 e 11-ter.01. Le Commissioni respingono inoltre gli identici emendamenti Foti 11-quater.1, Paolo Russo 11-quater.6 e Muroni 11-quater.13.
Enrico BORGHI (PD) interviene per illustrare congiuntamente gli emendamenti a sua firma 11-quater.4 e 11-quater.2, relativi al trasferimento e alla regionalizzazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. Pur non dichiarandosi in linea di massima contrario a quanto previsto dall'articolo 11-quater, esprime preoccupazione per alcune problematiche interpretative, che potrebbero rendere inattuabili le nuove norme, e per eventuali profili di incostituzionalità, che potrebbero richiedere, analogamente a quanto avvenuto per la legge n. 266 del 2005, l'intervento della Corte costituzionale.
Sottolinea quindi come il bene «acqua» sia considerato in maniera discordante Pag. 26dal provvedimento in esame – il quale, ai fini dello sfruttamento idroelettrico, ne consente l'affidamento alle regioni e la gestione da parte di società a capitale misto pubblico-privato – rispetto a quanto previsto dalla proposta di legge n. 52 e abb., attualmente in discussione presso la Commissione ambiente della Camera, che considera l'acqua, utilizzata per finalità idropotabili, come un bene pubblico del quale non è ammessa alcuna forma di sfruttamento da parte di privati. Ritiene che le norme introdotte possano essere foriere di ricorsi e contenziosi, con conseguente inapplicabilità delle norme stesse.
Rileva, quindi, come la potestà legislativa in materia energetica sia concorrente e pertanto l'esercizio della potestà legislativa dello Stato debba essere preceduto da intese con le regioni. Sottolinea che in questo settore, poiché rileva anche il principio della concorrenza, che è di competenza statale, l'attribuzione del bene acqua per finalità energetiche a società a capitale misto pubblico-privato deve avvenire nel rispetto della concorrenza, coinvolgendo i territori e gli enti locali.
Infine, con specifico riferimento al contenuto degli emendamenti a sua firma 11-quater.4 e 11-quater.2, segnala il rischio di blocco degli investimenti causato dal disincentivo alla realizzazione di nuovi interventi da parte dei concessionari uscenti di grandi derivazioni idroelettriche. Infatti la disciplina proposta dal provvedimento in esame, in caso di impianti completamente ammortizzati, impedisce al concessionario uscente di ricevere un corrispettivo commisurato al valore industriale residuo, inteso come valore di ricostruzione a nuovo, al netto dell'eventuale degrado. Segnala, quindi, come questa disciplina possa altresì creare un danno alla finanza pubblica, posto che i concessionari uscenti sono sovente costituiti da municipalizzate.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Enrico Borghi 11-quater.4 e 11-quater.2.
Enrico BORGHI (PD), in relazione all'emendamento De Menech 11-quater.11, del quale è cofirmatario, evidenzia la necessità di attribuire alle province interamente montane il canone per la concessione di grandi derivazioni idroelettriche, evitando che siano le regioni a determinare quale parte di tale canone debba essere corrisposta alle province medesime.
Le Commissioni respingono l'emendamento De Menech 11-quater.11.
Filippo SENSI (PD) illustra l'articolo aggiuntivo a sua firma 11-septies.02 volto all'abrogazione dell'articolo 1, comma 810, della legge di bilancio per il 2019, che effettua tagli mirati all'editoria, colpendo alcune testate, anche di diversa matrice ideologica, con ciò manifestando insofferenza verso il pluralismo delle voci, la libertà di stampa e l'informazione che critica il Governo, di qualunque segno esso sia.
Evidenzia come i tagli colpiscano anche molte testate locali, la cui sopravvivenza sarà ancora più difficile, nonostante questo Governo si dichiari a parole paladino del localismo e del territorio. Cita inoltre la situazione di Radio radicale, che svolge un servizio estremamente rilevante e non sostituibile, anch'essa colpita dalla disciplina introdotta dalla legge di bilancio per il 2019.
Chiede, quindi, di riconsiderare il taglio effettuato con la legge di bilancio, rammentando che l'informazione costituisce uno dei principi fondamentali della nostra democrazia, che il pluralismo di opinioni è prezioso per il Paese e i suoi cittadini. Critica infine le minacce e le intimidazioni effettuate da alcuni politici della maggioranza nei confronti dei giornalisti del servizio pubblico, osservando che sarebbe molto più proficuo per il Paese se i politici si occupassero dei seri problemi che affliggono l'Italia.
Marco DI MAIO (PD) si dichiara totalmente d'accordo con quanto evidenziato dal collega Sensi e invita soprattutto a considerare la situazione delle testate locali Pag. 27colpite dai tagli, la cui attività contribuisce al miglioramento delle relazioni a livello locale e a illustrare le dinamiche territoriali. Invita la maggioranza a rivedere i tagli adottati con la legge di bilancio.
Massimo UNGARO (PD) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Sensi 11-septies.02 e si associa a quanto segnalato dai colleghi. Invita la maggioranza a riformare, se del caso, i finanziamenti all'editoria, ma non a tagliarli drasticamente, anche perché in tal modo aumenterebbe la distanza tra cittadini e informazione.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Sensi 11-septies.02 e dichiara di condividere quanto già precedentemente segnalato dai colleghi.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Sensi 11-septies.02.
Le Commissioni deliberano quindi di conferire il mandato ai relatori, Cestari e Carabetta, di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Deliberano altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Claudio BORGHI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

References: e contrario
e contrario
e contrario
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 articolo 560
 sentenza 
 articolo 8