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1 ANAAO TOSCANA Sabato, 21 febbraio 20152 ANAAO TOSCANA Sabato, 21 febbraio /02/2015 Corriere Fiorentino Pagina 8 Sanità Cura per l' epatite C gratis a malati 1 21/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5 Alt ai medicinali di fascia C nella Gdo, ma in farmacia entrano le /02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 15 Pronti a chiedere i danni alla Società della salute 4 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 16 Corsi Oss, pronte le graduatorie definitive 5 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 16 SANITÀ Cure palliative, si cambia 6 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 16 UNA CONQUISTA DI CIVILTÀ E LE PROMESSE DI MARZO 8 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 16 Diagnostiche aperte 24 ore altro che accordi coi privati 9 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 16 Primo incontro tra i sindaci e il dg Porfido 11 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Cecina) Pagina 16 Si rinnovano le Rsu seggi aperti il 3, 4 e 5 marzo 12 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Grosseto) Pagina 16 «Escrementi di topi in sala operatoria» Protesta in ospedale 13 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Grosseto) Pagina 16 Contratti illegittimi, la Asl deve risarcire la farmacista 15 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Grosseto) Pagina 16 Meno vaccinazioni, più rischi di malattie 16 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Grosseto) Pagina 16 Trasfusione sbagliata A giudizio due sanitari 18 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Lucca) Pagina 19 Asl, necessarie le proroghe approvate 20 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Lucca) Pagina 19 Comparto, l' Asl assegna sei incarichi 21 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Massa Carrara) Pagina 15 Neonato morto, i consulenti mettono nei guai il medico 22 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Piombino Elba) Pagina 17 IL DIRITTO DI NASCERE IN SICUREZZA 23 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Piombino Elba) Pagina 21 «Rafforzare l' ospedale elbano senza accorparlo con Piombino» 25 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pisa) Pagina 16 «Borbotti non si sente bene ora dice cose inattendibili» 27 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pisa) Pagina 16 «Se avessi avuto dei sospetti sarei andato dai magistrati» 28 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 15 Fondazione Maic Appello dei sindacati alle istituzioni 30 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 17 Ceppo, demolizioni al via entro fine anno 32 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 17 L' Asl a caccia dei 18 milioni e il rebus dei conti economici 34 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 23 «Ospedale carente perché così è il /02/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 23 La Regione promette letti e infermieri in più 36 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 23 Rassicurazioni sulla maxi Asl, ma la preoccupazione è grande 38 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Pontedera) Pagina 31 «C' è bisogno di donatori» L' Asl 11 lancia l' appello 39 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 15 Azienda e sindacati trattano sui tagli 40 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 15 Liste d' attesa chiuse per visite ed esami Ma non si può dire 41 21/02/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 15 La denuncia: «Ho la bronchite, ma mi visitano a luglio» 43 21/02/2015 La Repubblica (ed. Firenze) Pagina 11 Marroni: da dicembre i medici prescrivono il nuovo farmaco Sovaldi contro... 443 Pagina 8 Corriere Fiorentino Sanità Cura per l' epatite C gratis a malati In Toscana i pazienti affetti da epatite C possono curarsi gratuitamente con il nuovo farmaco Sovaldi. Il medicinale è disponibile da dicembre (quando è stato autorizzato dall' Aifa); i medici possono prescriverlo «senza limitazione nelle quantità e nella disponibilità» ha assicurato l' assessore regionale Luigi Marroni. I pazienti dovranno rivolgersi ai centri ospedalieri, una quindicina in Toscana. Un ciclo di trattamenti costa euro a persona. La Regione stima che nel 2015 i malati da curare possano essere 1.700; la spesa, circa 50 milioni, sarà coperta dal fondo previsto dalla Finanziaria 2015 per i farmaci innovativi e attraverso una «riorganizzazione del sistema sanitario» spiega Marroni. La percentuale di guarigione con il Sovaldi è fra l' 80 e il 95%. (Ivana Zuliani) 14 Pagina 5 Il Sole 24 Ore FARMACI. Alt ai medicinali di fascia C nella Gdo, ma in farmacia entrano le società di capitali E alla fine la montagna partorì la tigre. Evitata in extremis la perdita dell' esclusività della vendita dei farmaci C con ricetta a favore anche di parafarmacie e della Gdo, le farmacie private convenzionate col Ssn devono ora guardarsi da un nemico ben più insidioso: le società di capitali, che potranno fare shopping e acquistarle senza limite di licenze che oggi è di 4 al massimo anche per i singoli purché a dirigerle ci sia un farmacista. Pur senza aumentare il numero di farmacie, insomma, l' Italia va verso modelli già diffusissimi in Europa. Con catene di vendita finale di farmaci dalla formidabile forza finanziaria che potranno fare incetta di farmacie in crisi al posto di chi voglia cedere il passo e fare subito cassa. Una chance che secondo il Governo permetterebbe economie di scala «tali da consentire l' abbassamento dei costi per i consumatori». Quello sulle farmacie è stato tra i capitoli più caldi del Cdm sulla concorrenza di ieri, con due ministre contro Federica Guidi pro liberalizzazioni e Beatrice Lorenzin su sponda opposta e un testo d' ingresso che confermava ancora i farmaci C con ricetta anche fuori farmacia e l' improvviso ingresso delle società di capitali. La mediazione finale arriva dopo un lungo confronto in Consiglio dei ministri. Dove ciascuna delle parti ha ceduto qualcosa, anche se è chiaro che la partita sul Ddl (prevedibilmente lunga e complicata) si sposta in Parlamento. «Vittoria dei cittadini, una garanzia per la salute» ha twittato Lorenzin; «Non tocchiamo i farmaci, andiamo verso la modernità» la soddisfazione di Guidi. Di mezzo le categorie, con tutti i pro e i contro del caso. I genericisti contestano il passo indietro sull' ingresso rapido dei loro prodotti sul mercato che non accorcia i brevetti. I farmacisti titolari di Federfarma che brindano amaro alla vittoria sulla conferma dell' esclusività dei farmaci C e che ora temono gli effetti dell' ingresso dei colossi mondiali (e non solo) della distribuzione, quelle merger che già «preoccupano» la categoria. Come preoccupano l' Ordine dei farmacisti: «Si trasformano le farmacie in lavanderie. Di capitali», l' accusa a Renzi. Masticano amaro la Gdo con le Coop e le parafarmacie: «Un' occasione persa per i cittadini, avrebbero risparmiato. Premiato il capitale, non la professionalità». E il Codacons: «Un regalo alla casta dei farmacisti, un danno enorme per i cittadini». Il mercato in farmacia, secondo i dati di Ims Health, ha chiuso il 2014 con un fatturato totale di 24,8 miliardi ( 0,3%), con la classe C con ricetta giù del 2% a quota 2,9 miliardi e +3% in libera vendita. Una chiusura flat che secondo il general manager Sergio Liberatore «ha una valenza positiva se Continua > 25 Pagina 5 < Segue Il Sole 24 Ore confrontato con la situazione macroeconomica e con i risultati di altri settori». Va da sé che Credifarma, la società che fa credito alle farmacie (sono circa le associate su oltre 16mila private) è in grave sofferenza e nel mirino per non essere in regola con Basilea 3. Il che significa una massa non piccola di farmacie che potrebbero presto finire sotto scacco. Non mancano i colossi in campo, come quelli che già hanno in gestione per 99 anni centinaia di farmacie comunali in tutta Italia su totali. Gestiscono, non possiedono. Ma ora potrebbero gettarsi nell' affare delle farmacie private, a partire dalla Celesio Admenta ora sotto la statunitense McKesson. Ma nel mondo ci sono catene come quelle di Walmart o quella guidata dall' italiano Stefano Pessina, mister mille miliardi, il terzo uomo più ricco d' Italia secondo Forbes, fondatore di Alliance Boots, collegata al colosso Wallgreen. Compratori motivati non mancano insomma per le farmacie. RIPRODUZIONE RISERVATA Roberto Turno. 36 Pagina 15 Il Tirreno (ed. Cecina) Pronti a chiedere i danni alla Società della salute Scoprono che dal 2010 avrebbero diritto a un assegno integrativo dell' Inps Nell' ambito dell' Asl 6 sono esclusi solo i residenti nella Bassa Val di Cecina. di Manolo Morandini wcecina Lo scopre per caso. Sua sorella che vive in Sardegna e si sta occupando della mamma riceve dall' Inps un assegno. Una sorta di welfare integrativo, a costo zero per gli enti locali, di cui possono beneficiare i dipendenti o i pensionati del pubblico impiego. Per accedere al beneficio però la Società della salute deve aderire al bando dell' Istituto di previdenza. E l' assurdo è che in tutta l' area dell' Azienda sanitaria 6 di Livorno gli unici a non essersi mai attivati sono i Comuni della Bassa Val di Cecina. Dal 2010, moltiplicato per quanti avrebbero potuto accedere al beneficio, significa aver fatto perdere tanti soldi, gli assegni in base all' Isee vanno dai 200 ai euro. La signora chiama a raccolta conoscenti nella sua stessa condizione. Si attiva il passa parola e se ci saranno le condizioni sono pronti a fare una class action contro la Società della salute. Più che la faccia a farli parlare sono la rabbia e la delusione. Oltretutto anche per il prossimo anno non potranno beneficiare dell' assegno perché i termini per la Società della salute di adesione al nuovo bando sono già scaduti. Nel dettaglio il progetto si chiama Home Care Premium ed è riservato ai dipendenti e i pensionati pubblici, per i loro conviventi, per i loro familiari di primo grado, non autosufficienti. E quest' anno garantirà un assegno per nove mesi, da marzo a novembre. In pratica, è una forma di intervento mista: da un lato la concessione di contributi economici alla famiglia per pagare familiari o badanti, dall' altro l' ottenimento di prestazioni integrative e complementari erogate dalla Società della salute (operatori socio assistenziali, centro diurno, servizi di accompagnamento e trasporto, consegna pasti a domicilio, percorsi di integrazione scolastica o di inserimento lavorativo, servizi alla persona come parrucchiere, podologo e simili). «Perdiamo un diritto affermano perché la Società della salute a cui i Comuni hanno delegato il settore socio sanitario in questi anni non si è mai attivata. Un' apparente distrazione gravissime e che è difficile da comprendere». E aggiungono: «L' assurdo è che neppure all' interno della stessa azienda sanitaria gli uffici si parlano. Il territorio della Bassa Val di Cecina è l' unico ad essere escluso dall' accesso a questo beneficio». L' effetto si traduce in sacrificio economico che almeno in parte avrebbe potuto essere alleviato. «Le famiglie si impoveriscono per tenere i propri cari a casa concludono e ci troviamo anche a fare i conti con l' istituzione competente che è distratta». 47 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Cecina) Corsi Oss, pronte le graduatorie definitive CHI CE L' HA FATTA. CECINA. Sono state pubblicate sul sito dell' Asl 6 (www.usl6.toscana.it) le graduatorie definitive degli idonei ai corsi per Operatore Socio Sanitario (due i corsi: quello cosiddetto Percorso Abbreviato e quello Percorso 1000 ore) banditi dall' Azienda Usl 6 di Livorno. Come previsto dal bando, i candidati aventi diritto sono i primi 30 della graduatoria. L' unità operativa Formazione provvederà a convocare, con lettera raccomandata, i candidati collocati utilmente nelle graduatorie, scorrendo in caso di rinuncia. Sul sito internet del Tirreno sono pubblicati tutti i nomi in graduatoria. Al corso 1000 ore hanno partecipato 197 candidati. Di questi sono risultati idonei in tutto 77, la graduatoria però è diventata definitiva solo dopo la prova di italiano per i cittadini stranieri risultati idonei. Al corso abbreviato hanno partecipato 139 candidati. Di questi sono risultati idonei in8 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Cecina) SANITÀ Cure palliative, si cambia di Anna Cecchini CECINA Inaugurato l' ambulatorio di Cure palliative al' interno dell' ospedale cittadino. Ieri mattina la presentazione ufficiale della nuova attività, che garantirà consulenze ospedaliere e principalmente accoglierà pazienti esterni che avranno necessità di avviare terapie del dolore. Il nuovo ambulatorio. «Con questo nuovo servizio spiega Eugenio Porfido, direttore generale dell' Asl 6 continuiamo il progetto di rafforzamento della rete delle Cure palliative che, lo ricordo, si struttura su tre livelli: un primo legato ai servizi territoriali e domiciliari, portato avanti anche con i medici di base. Un secondo come quello appena attivato su Cecina che offre servizi sia dentro che fuori dall' ospedale e un terzo livello di gestione ospedaliera offerta tramite l' hospice livornese». Quello presentato ieri è quindi un servizio ambulatoriale, al quale potranno ricorrere sia gli specialisti interni all' ospedale che hanno in cura, anche per un ricovero, pazienti che necessitano di terapie del dolore. Non un hospice, ma posti letto disponibili. Quanto all' attivazione di un vero e proprio hospice, durante la presentazione del nuovo servizio a cui erano presenti anche Giovanna Poliseno (direttore dell' ospedale di Cecina e Paolo Lucchesi (direttore zona Bvc), Porfido sottolinea che in verità «posti letto di questo tipo, ossia del terzo livello di Cure palliative, esistono in tutti i presidi ospedalieri. A Cecina ci sono quattro posti letto all' interno dell' ospedale di comunità, come del resto ce ne sono a Piombino e Portoferraio». Undici i posti letto dell' hospice di Livorno, guidato dalla dottoressa Costanza Galli, responsabile del servizio Cure palliative dell' Asl 6, a cui i pazienti della provincia possono accedere anche attraverso il nuovo ambulatorio dell' ospedale di Cecina. «Abbiamo un continuo contatto con l' hospice livornese sottolinea Giovanni Soldano, responsabile dell' ambulatorio di Cure palliative in modo da capire se i nostri pazienti possono accedere a quel servizio». «Con questo nuovo ambulatorio prosegue Porfido il servizio diventa ancora più diffuso e capillare su tutto il territorio dell' Asl 6. Questo non sarebbe possibile senza l' aiuto fondamentale dell' associazionismo e in particolare del professor Aligi Carnicelli, in qualità di presidente dell' associazione Cure palliative di Cecina che supporta e indirizza i nostri sforzi». Oltre 250 malati oncologici ogni anno. Un servizio particolarmente importante quello dell' ambulatorio di Cure palliative, se si considera, come spiega Franco Berti, coordinatore sanitario della zona Bvc, «che ogni anno nella nostra zona ci sono oltre 250 malati oncologici, e che oltre la metà di questi ricorrono al servizio di Cure palliative». Continua > 69 Pagina 16 < Segue Il Tirreno (ed. Cecina) L' ambulatorio offre principalmente l' attività di gestione della terapia del dolore, «sia di malati oncologici che di pazienti con patologie non oncologiche», precisa Soldano. Orario dell' ambulatorio e modalità di accesso. A parte le consulenze interne all' ospedale, potranno utilizzare l' ambulatorio i pazienti esterni. Come? «Il medico curante deve fare un' apposita richiesta spiega ancora Berti e poi deve esser effettuata la prenotazione al Cord. Si può andare allo sportello o telefonare (i numeri sono e ), attivo dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30». Dopo il primo accesso, il paziente viene in pratica preso in carica dall' ambulatorio, che gestirà la terapia del dolore in modo specifico per ogni malato, restando in contatto anche con il medico di base. Quanto all' orario di attività dell' ambulatorio, situato al secondo piano dell' ospedale cittadino nell' area del Cord, resta aperto il lunedì e mercoledì (10 13) e il venerdì (11 13), con possibilità di controllo del funzionamento delle terapie anche in orari diversi. Anche perché in genere prosegue Soldano l' avvio delle terapie prevede un controllo dell' andamento dopo 72 ore». «Il progetto dice ancora Soldano è stato istituzionalizzato a fine gennaio, e da allora abbiamo in cura alcuni pazienti, sui quali abbiamo registrato un buon risultato sul controllo del dolore, grazie all' impegno delle dottoresse Fantei, Giannetti, Fraschi e della psicologa Smulizza». RIPRODUZIONE RISERVATA. 710 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Cecina) UNA CONQUISTA DI CIVILTÀ E LE PROMESSE DI MARZO di MARIA MEINI Ma alla fine non si è capito quando sarà operativo il parto indolore all' ospedale di Cecina. Sembrava che i corsi di formazione fossero terminati e che a marzo, con l' arrivo di un altro anestesista a potenziare l' organico, si potesse attivare il nuovo servizio. Nuovo per Cecina perché l' epidurale è una pratica ormai sperimentata e praticata da decenni in tutta Italia e nei paesi del mondo occidentale. Nel nord Europa è una prassi, la prima offerta che viene proposta alla partoriente: lì, al contrario, è la donna che chiede il parto naturale se non desidera ricorrere all' epidurale. Lo ripetiamo: è una scelta, nessuna forzatura. Il parto è un atto talmente personale e naturale che non ci devono essere interferenze con le decisioni della donna. Ma se scelta dev' essere devono coesistere entrambe le opportunità. Ed è anche una disposizione di legge: il ministero della salute include infatti il parto indolore nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Quindi se l' ospedale di Cecina, che oltretutto per i numeri quasi 700 parti l' anno e sarebbero di più se non ci fossero le fughe proprio verso i centri in cui si pratica l' indolore è il primo punto nascita della provincia, vuole stabilizzare la propria posizione deve necessariamente attivare l' epidurale. Invece l' Asl prima è partita dall' Elba, poco più di cento parti l' anno, ma per ragioni organizzative ha detto: lì il personale era già formato. Poi sono stati attivati i corsi per Cecina, buon ultimo Piombino. La direzione sanitaria locale ha annunciato che a marzo si può cominciare. Ma il direttore generale Porfido in un fuori onda in commissione consiliare ha rimesso in discussione tutto dicendo che a Cecina siamo dovuti partire da zero, formare gli operatori... Unica certezza resta la data dell' 8 marzo, che guarda caso è la festa della donna, ma per la presentazione del progetto epidurale. Presentazione, che ci auguriamo non sia solo uno spot con le mimose; da lì all' applicazione potrebbero passare mesi. Forse in estate le partorienti che scelgono di far nascere il proprio bambino a Cecina potranno usufruire dell' epidurale. Una riflessione a margine di una bella giornata per l' ospedale cecinese, con l' inaugurazione delle nuove Cure palliative. La cura del dolore è una conquista di civiltà, che umanizza la medicina. È un controsenso che per le donne si continui a pensare che devono per forza "partorire con dolore". RIPRODUZIONE RISERVATA. 811 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Cecina) Diagnostiche aperte 24 ore altro che accordi coi privati Camelli (Uil) sulle liste d' attesa: «Occorre investire, il ritorno sta nei ticket» L' ospedale? «Insieme con Piombino e Elba, potenziando la medicina d' urgenza» di Andrea Rocchi wcecina Partiamo da un problema che sta a cuore dei cittadini più di tanti discorsi: le attese infinite per un' ecografia, una Tac o un doppler. Più di sei mesi, se va bene. Il diggì Eugenio Porfido ha appena annunciato nuove convenzioni coi privati da parte dell' Asl 6 per snellire le agende. Paolo Camelli, segretario Uil Fp, è netto: «Pannicelli caldi, non è questa la cura». E allora qual è? «Quello che noi come Uil insieme a Cgil e Cisl, andiamo ripetendo da tempo: occorre investire nelle diagnostiche e nelle specialistiche ambulatoriali, facendole viaggiare H24. L' azienda dirà che è una spesa, ma la maggior parte dei cittadini in lista d' attesa paga il ticket. L' Asl recupererà questo investimento e limiterà le fughe verso altri ospedali. Perchè quando un cittadino va a fare un esame in un altro ospedale poi è probabile che venga preso in cura da specialisti di quella zona. Noi proponiamo l' apertura diurna per gli esami, la notte per l' attività interna». Però quello delle liste d' attesa è uno dei problemi della sanità locale che sconta un taglio (regionale) di 240milioni. E con l' ex decreto Balduzzi, più che mai vegeto, che dice che sotto 150mila abitanti non esiste ospedale. A proposito Camelli spiega: «Restano due strade, o diventiamo tutti una depandance di Livorno, oppure Cecina, Piombino e l' Elba si mettono insieme e formano un bacino di 180mila abitanti. E questa è la soluzione che proponiamo. Noi crediamo che i tre ospedali insieme possono costruire una rete partendo dall' emergenza urgenza. Cioè, potenziamento dei pronto soccorso e mantenimento delle specialistiche di secondo livello come la chirurgia, l' ortopedia, l' oculistica, l' otorino...il pronto soccorso, tuttavia, deve lavorare col metodo della medicina e chirurgia d' urgenza per trattare i casi più frequenti di patologie legate all' ictus e all' infarto». Camelli ricorda che per avere un' unità operativa complessa di pronto soccorso occorre superare i 60mila accessi all' anno. «Ecco perchè i tre ospedali devono stare insieme». Il modello, per la Uil, potrebbe essere quello delle direzioni uniche "magari pensando a Cecina per la direzione del materno infantile, a Piombino per la chirurgia, all' Elba per l' emergenza". Infine Camelli sostiene che le medicine "generiche" così come concepite non hanno più futuro ma occorre andare verso specializzazioni, formando il personale capace di trattare malattie respiratorie, diabete, malattie cardiologiche, ictus, patologie più frequenti nei degenti in queste aree. Continua > 912 Pagina 16 < Segue Il Tirreno (ed. Cecina) 1013 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Cecina) Primo incontro tra i sindaci e il dg Porfido ipotesi unione con la val di cornia. Doveva essere il primo faccia a faccia ufficiale tra Asl, Regione e sindaci della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia, per cominciare a discutere dell' ipotesi di integrazione dei servizi socio sanitari, compreso quelli in ospedale, tra le due aree. L' assessore regionale alla salute Luigi Marroni, però, impegnato a Firenze, non è potuto intervenire. E quindi l' incontro è stato rinviato (al 5 o al 12 marzo). Comunque, ieri pomeriggio, un primo passo verso l' unione delle attività socio sanitarie tra bassa Val di Cecina (nella foto l' ospedale cittadino)e Val di Cornia, è stato fatto. All' appuntamento, che si è svolto in ospedale, c' erano il direttore generale dell' Asl Eugenio Porfido e i sindaci (o i loro rappresentanti) di tutti i Comuni delle due aree interessate da un' ipotesi di riorganizzazione sanitaria su cui sembra puntare in particolar modo il primo cittadino di Cecina Samuele Lippi. «Non sta a me spiega Porfido all' uscita dall' incontro dare giudizi su ipotesi che i sindaci possono ritenere di percorrere. Se quest' idea va avanti, ho consigliato di prevedere un percorso, definendo modalità e obiettivi intermedi. L' idea alla base è l' unificazione della parte socio sanitaria di due zone in una sola». Sulla proposta di Lippi di unire anche le attività ospedaliere suddividendole sui due presìdi, Porfido non si sbilancia, limitandosi a dire che si tratta di una possibilità. «L' incontro spiega invece il sindaco di Cecina è stata la prima vera riunione per confrontarsi sull' idea di strutturare il territorio creando un bacino più ampio, con un ospedale unico su due presìdi, che consenta d dare più servizi Una scelta di questo tipo significherebbe superare gli steccati, in una logica di rete sicuramente migliore». Vista la vastità del tema (attività e reparti ospedalieri da suddividere, servizi socio sanitari territoriali da integrare), «è stato deciso sottolinea Lippi di sintetizzare il progetto preparando un documento che poi vorremmo discutere sul territorio, con le associazioni. Si tratta di un argomento su cui aprire un confronto». La settimana prossima è in programma la Conferenza dei sindaci, e nei giorni successivi dovrebbe prendere corpo il documento, che di fatto servirà a mettere nero su bianco la proposta politica di unione tra le due zone sanitarie. (a.c. ) 1114 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Cecina) Si rinnovano le Rsu seggi aperti il 3, 4 e 5 marzo CECINA. Si svolgeranno nei giorni 3, 4 e 5 marzo le elezioni delle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) dell' Azienda USL 6 di Livorno. I lavoratori potranno votare dalle 7 alle 18. Sul sito aziendale sono state caricate le liste dei candidati. Questo l' elenco dei seggi. È importante ricordare che la Commissione consente, ad ogni modo, all' elettore di votare in un seggio diverso da quello stabilito, al fine di facilitare le operazioni di voto. Zona Bassa Val di Cecina : due seggi Dove si vota: presidio ospedaliero di Cecina (Sala Riunioni ex Biblioteca) Chi vota: personale P.O. Cecina, Centro Direzionale, Sert e CSS Donoratico Dove si vota: Css Rosignano (locale al 2 piano nella sala corso preparazione al parto). Chi vota: personale Rosignano Zona livornese (3 seggi) Dove si vota: P.O. di Livorno (stanza n 3 al Terzo padiglione piano Terreno), Css di via Impastato (via Impastato stanza n 2 stanza del medico distrettuale al piano terra); Css Nord Fiorentina (via Fiera di Sant' Antonino stanza n 4 stanza coordinatore infermieristico al piano terra). 1215 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Grosseto) «Escrementi di topi in sala operatoria» Protesta in ospedale Il problema segnalato al 3º piano del Misericordia L' Asl 9 si attiva: «Fatta ogni verifica ma nessuna traccia» di Elisabetta Giorgi wgrosseto Escrementi di topi in sala operatoria. La segnalazione giunge dall' ospedale Misericordia di Grosseto dove intorno ai primi di febbraio, come emerge dal racconto di alcuni operatori sanitari, qualcuno ha avvistato «tracce inequivocabili dei roditori» nei pressi dei lettini operatori. La notizia ha rapidamente percorso i corridoi dell' ospedale creando scompiglio. Il giorno dopo l' avvistamento sono state posizionate trappole. Il fatto risale al 1º febbraio: era domenica quando è arrivata la segnalazione dei lavoratori del terzo piano, giunta dritta alla direzione dell' Asl 9 e che puntava il dito sulla presenza di feci di topi nel pavimento: in molti si sono infuriati perché se il giorno dopo sono state posizionate trappole nessun provvedimento è invece scattato per la chiusura della sala operatoria. L' Asl 9 risponde illustrando l' esistenza di una procedura interna, messa a punto dal Dipartimento della Prevenzione e che viene sempre attivata nel caso in cui vengano segnalati elementi che facciano ipotizzare la presenza di «animali infestanti» all' interno delle strutture sanitarie. «Questa procedura spiega l' Asl si affianca a una serie di azioni di prevenzione del fenomeno che, per quanto riguarda l' ospedale di Grosseto, tengono conto delle difficoltà legate alla localizzazione del presidio (in campagna), agli innumerevoli accessi (per gli utenti e di servizio) che mettono in comunicazione i piano terra e i seminterrati con i piani superiori, alla presenza di cantieri dentro e fuori la struttura». La presenza di topi in ospedale insomma non sarebbe del tutto ingiustificata, anzi è messa in conto dalla stessa direzione sanitaria pronta a scattare nell' eventualità in cui spuntino topi in zona. Da qui, «la scelta dell' Asl 9 è stata quella di affidare il servizio di eventuale disinfestazione, internamente, ai professionisti della Zoologia ambientale che intervengono nel caso di segnalazioni con una procedura che prevede un protocollo ben preciso, ovvero l' analisi del problema e la pianificazione del sopralluogo; il sopralluogo con la collaborazione di altri servizi della Asl e della ditta di manutenzione o delle pulizie; il prelievo e l' analisi di eventuali campioni biologici e ambientali; la verifica della necessità di effettuare un immediato intervento di bonifica igienico sanitaria e la comunicazione degli esiti del sopralluogo (o della bonifica igienico sanitaria, se necessaria ed effettuata) al responsabile della struttura richiedente e alla Direzione sanitaria. Tutto in un tempo massimo di 48 ore». Continua > 1316 Pagina 16 < Segue Il Tirreno (ed. Grosseto) Fin qui la procedura e il protocollo che l' Asl contempla in casi del genere. Ma nel merito e nel caso specifico? Qui l' azienda risponde che c' è stata sì la segnalazione, ma che «non riguardava le sale operatorie bensì i locali adibiti allo stoccaggio di materiale che proviene dall' esterno dell' ospedale. Come da procedura aziendale prosegue l' azienda sono stati avvertiti i servizi competenti che hanno fatto le verifiche negli stessi locali e in quelli immediatamente adiacenti (anche con apposite trappole)». Alla fine «non sono state trovate tracce di topi», conclude l' Asl specificando che «ovviamente, se fossero venuti meno anche i minimi requisiti di sicurezza, la sala operatoria sarebbe stata immediatamente chiusa». Questo è quanto risponde l' azienda, anche se gli operatori cui non è andata giù la faccenda sostengono che le trappole sono rimaste nei locali del 3º piano per alcuni giorni e che solo sul finire della settimana è intervenuta una squadra di operatori, per toglierle e sanificare gli ambienti. 1417 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Grosseto) Contratti illegittimi, la Asl deve risarcire la farmacista GROSSETO È illegittima la successione di contratti a termine intercorsi tra il 2002 e il 2012 tra la Asl e una farmacista. Lo ha stabilito il giudice del lavoro Antonella Casoli, che ha anche condannato l' azienda sanitaria al risarcimento della ex dipendente per un danno pari a 20 mensilità dell' ultima retribuzione di fatto, più interessi e rivalutazione. Compensate le spese di lite. Il giudice ha accolto il ricorso di Alessandra Rispoli, un nome conosciuto perché è la vedova di Niccolò Campo, il medico del 118 morto nella tragedia di Pegaso del 2001; dopo la tragedia venne assunta dalla Asl 9 proprio come farmacista. Assistita dall' avvocato Alessio Scheggi, la farmacista ha chiesto al giudice di accertare l' illegittimità del contratto a tempo determinato rinnovato di biennio in biennio, fino al 2012, quando l' azienda non ha proceduto a ulteriori rinnovi. La Asl si era opposta portando vari argomenti. Il giudice ha però accolto il ricorso di Rispoli, analizzando la legislazione nazionale ed europea. «Non può che rilevarsi argomenta la chiara violazione della normativa applicabile, avendo pacificamente l' amministrazione proceduto alla stipula di un contratto a tempo determinato avente durata complessiva decennale e in assenza di allegazione e prova della esistenza di esigenze temporanee ed eccezionali che potessero costituire una ragione obiettiva per il ricorso al contratto a tempo determinato». Perché per la dirigenza sanitaria il termine massimo dei contratti è quello di cinque anni. Chi è assunto con contratto a termine illegittimo nel settore pubblico non può aspirare alla conversione in un contratto a tempo indeterminato ma può «vantare il diritto al risarcimento del danno». E così il giudice ha liquidato le 20 mensilità. (p.s. ) 1518 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Grosseto) Meno vaccinazioni, più rischi di malattie I numeri parlano di un calo del 3 per cento. Dai medici un appello ai genitori destinato ai bambini. GROSSETO Cala in maniera significativa, anche in provincia, il numero dei vaccini consigliati: quelli cioè non obbligatori, ma che la comunità scientifica internazionale raccomanda di fare ai bambini e, in alcuni casi, agli adulti. Nel 2014, la percentuale è stata del 92%, con tre punti in meno rispetto al Un dato che ha indotto i sanitari della Asl 9, che si occupano di Igiene e sanità pubblica, a lanciare un appello ai cittadini affinché si rivolgano ai centri aziendali per far vaccinare i propri bambini contro malattie infettive come morbillo, varicella e rosolia. «L' obbligo di legge spiegano i medici della Asl 9 è di far vaccinare i neonati contro difterite, tetano, poliomelite e, da alcuni anni, anche contro l' epatite B. Sono invece non obbligatori, ma raccomandati dalla comunità scientifica, i vaccini per malattie infettive meno gravi, ma che possono produrre complicanze molto serie, come ad esempio il morbillo; o che possono produrre conseguenze dannose per il feto se contratte in gravidanza, come avviene per la rosolia. L' obiettivo principale dei programmi vaccinali contro la rosolia, ad esempio, è proprio la prevenzione dell' infezione in gravidanza e, di conseguenza, della rosolia congenita. La strategia della vaccinazione di tutti i bambini al secondo anno di vita si è dimostrata efficace, ma si stima che per eliminare la rosolia congenita a livello internazionale, la percentuale di donne in età fertile immune alla malattia dovrebbe essere superiore al 95 per cento». Il discorso può essere esteso al morbillo. «Purtroppo aggiungono i sanitari della Asl 9 una cattiva informazione, i timori dei genitori verso i vaccini, alcune tesi, poi smentite dalla ricerca, sul collegamento tra la somministrazione del vaccino trivalente MPR e l' insorgenza dell' autismo, possono avere indotto un senso di sfiducia delle famiglie nei confronti dei vaccini. Eppure, per rimanere sullo stesso esempio, il morbillo provoca danni permanenti in 1 caso su 1000, la morte in 1 caso su 10 mila». In calco anche la somministrazione dell' antinfluenzale: a partire dalla stagione , in provincia di Grosseto si è vaccinato circa il 60% della popolazione a rischio (l' obiettivo minimo secondo le raccomandazioni del ministero della Salute è del 75 %). Nella campagna vaccinale , si teme che il numero dei vaccinati sia anche più basso. In provincia, il numero delle persone colpite dall' influenza nel è allineato al dato toscano, con un picco di circa 10 casi su abitanti, la scorsa settimana, poi sceso intorno agli 8 su abitanti. Per info: dalla home Continua > 1619 Pagina 16 < Segue Il Tirreno (ed. Grosseto) cliccare su "Sapere dove e come", poi "Come fare per" "vaccinazioni" (http://www. usl9.grosseto.it/default.asp? idlingua=1&idcontenuto=4543). 1720 Pagina 16 Il Tirreno (ed. Grosseto) Trasfusione sbagliata A giudizio due sanitari Medico e infermiera devono rispondere di cooperazione in omicidio colposo Sergio Fiorini, 76 anni, morì in rianimazione nell' agosto di due anni fa di Pierluigi Sposato wgrosseto È un' ipotesi di cooperazione colposa in omicidio colposo, in termini giuridici, quella di cui devono rispondere il dottor Alessandro Panella e l' infermiera Giuliana Tondini, entrambi in servizio nel reparto di rianimazione dell' ospedale di Grosseto. In altre parole, sono loro due i sanitari che potrebbero avere responsabilità nella morte di Sergio Fiorini, 76 anni, deceduto il 25 agosto 2013 dopo una somministrazione di sangue incompatibile: oltre tutto una trasfusione erronea, secondo l' accusa, perché Fiorini non ne aveva bisogno. Il giudice dell' udienza preliminare Marco Bilisari ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Laura D' Amelio e ha ritenuto necessario il dibattimento, che si terrà a partire dal 9 giugno davanti al giudice Andrea Stramenga. Il giudice non ha accolto la richiesta di perizia avanzata dai difensori dei due sanitari (gli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle), finalizzata a comprendere in termini di giorni le chances di sopravvivenza del paziente già dalla salute compromessa per le complicazioni di una polmonite se non ci fosse stato l' errore: la richiesta sarà rinnovata in dibattimento. Perché la richiesta? Perché la consulenza del pm ha accertato una chance del 25%, mentre quella fatta eseguire dalla difesa è arrivata a percentuali molto più basse, non superiori ai 2 3 giorni di vita. Tra l' altro la difesa nota leggendo la consulenza fatta eseguire dalla Procura che Fiorini, pur essendo stato seguito intensamente e professionalmente in altri reparti, aveva visto un aggravamento progressivo della sua patologia. Chi ha ragione? Il pm ha chiesto il processo per i due sanitari dopo che la consulenza e il supplemento avevano escluso possibili responsabilità di altri sanitari inizialmente coinvolti, e la cui posizione è stata archiviata (erano 11 gli indagati complessivamente). Ciò che la Procura contesta è l' inosservanza del protocollo per le trasfusioni. Perché l' infermiera non avrebbe verificato l' identità del paziente mediante il braccialetto; non avrebbe verificato la corrispondenza dei dati sulla sacca, come il gruppo sanguigno, con il modulo del paziente; non avrebbe verificato la compatibilità del gruppo sanguigno di Fiorini con quello della sacca. In particolare, l' infermiera avrebbe interrotto per un' emergenza la trasfusione a un paziente vicino di letto e l' avrebbe poi iniziata erroneamente con Fiorini, non accorgendosi tra l' altro che quest' ultimo non aveva lo stesso gruppo A Rh positivo della sacca destinata al primo paziente. Sarebbero stati Continua > 18 Vedere altro
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 Art. 2
 Art. 3
 ART. 15
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 SENTENZA 
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 art. 73
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