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⭐Gli strumenti di incentivazione per la crescita del. mercato delle ESCO: il ruolo delle banche
Gli strumenti di incentivazione per la crescita del. mercato delle ESCO: il ruolo delle banche
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1 Università La Sapienza di Roma Tesi triennale Facoltà di Ingegneria Indirizzo Ingegneria Energetica Gli strumenti di incentivazione per la crescita del mercato delle ESCO: il ruolo delle banche di Ghezzi Davide2 INDICE 1. Abbreviazioni utilizzate..pagina 5 2. ESCO pagina Storia Cosa sono Finanziamento tramite terzi Garanzia dei risultati Come opera una ESCO Vantaggi per l utente Interventi tipici Normativa italiana Prospettive future Bibliografia Strumenti di incentivazione per la crescita delle ESCO.pagina FINANZIAMENTO ESTERNO ALLE ESCO: banche e istituti finanziari Prestiti delle banche Leasing Project Financing FINANZIAMENTO INTERNO ALLE ESCO: capitali di rischio Capitale di rischio Venture capital TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA Riferimenti normativi3 3.3.2 Obblighi normativi Titoli di Efficienza Energetica o Certificati Bianchi Il mercato dei TEE Scenari di sviluppo delle ESCO nel mercato dei TEE INCENTIVI NAZIONALI E REGIONALI Finanziamenti nazionali Finanziamenti regionali Detrazione fiscale Fondo di garanzia nazionale per le ESCO Finanziamenti in Conto Energia Certificati Verdi Bibliografia Analisi degli strumenti predisposti dalle banche: situazione, criticità, evoluzione..pagina Situazione BANCHE..66 Intesa-San Paolo 67 Banca di Credito Cooperativo Banca Etica.70 Monte dei Paschi di Siena 72 Banca Popolare di Ancona...74 Fortis Bank Criticità Evoluzione4 4.4 Bibliografia Caso studio legato al fotovoltaico...pagina Contratto ESCO-cliente ANALISI TECNICA Analisi dell utenza Analisi della risorsa Tipologia dell installazione Dimensionamento impianto FV Scelta dell inverter e collegamento moduli/stringhe Produttività energetica attesa Redditività impianto Analisi ambientale ANALISI ECONOMICA Costi Benefici Analisi economica ANALISI FINANZIARIA Interviste Bibliografia 112 Ringraziamenti5 1. Abbreviazioni utilizzate Capitolo1 ESCO = Energy Service Company FTT = Finanziamento Tramite Terzi EPC = Energy Performance Contracting PA = Pubblica Amministrazione Capitolo2 SP = Stato Patrimoniale PF = Project Financing SPC = Special Purpose Company SPV = Special Purpose Veichle TEE = Titoli di Efficienza Energetica GME = Gestore del Mercato Elettrico MATTM = Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare MSE = Ministero dello Sviluppo Economico, già MAP = Ministero delle Attività Produttive GSE = Gestore dei Servizi Elettrici AEEG = Autorità dell Energia Elettrica e del Gas IRPEF = Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche IAFR = Impianti Alimentati con Fonti Rinnovabili DM = Decreto Ministeriale D.Lgs. = Decreto Legislativo S.p.A. = Società per Azioni Capitolo3 BCC-CR = Banca di Credito Cooperativo-Casse Rurali MPS = Monte dei Paschi di Siena BEI = Banca Europea per gli Investimenti FEI = Fondo Europeo per gli Investimenti BPA = Banca Popolare di Ancona UBI = Unione di Banche Italiane CCIAA = Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura SAL = Stato Avanzamento Lavori S.R.L.= Società a Responsabilità Limitata UE = Unione Europea EURIBOR = Euro InterBank Offered Rate - 5 -6 LIBOR = London InterBank Offered Rate EURIRS (o IRS)= Euro Interest Rate Swap ATI = Associazione Temporanea di Imprese Capitolo4 FIRE = Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia FV = Fotovoltaico PVGIS = Geographical Assessment of Solar Energy Resource and Photovoltaic Technology VAN=Valore Attuale Netto TIR= Tasso Interno di Rendimento IP = Indice di Profittabilità BTP = Buoni Poliennali del Tesoro ADSCR = Annual Debt Service Cover Ratio TR = Tempo di Ritorno TRA = Tempo di Ritorno Attualizzato ROI = Return On Investement IVA = Imposta sul Valore Aggiunto IRES = Imposta sul Reddito delle Società IRAP =Imposta Regionale sulle Attività Produttive - 6 -7 2. ESCO 2.1 Storia Il concetto iniziale di ESCO (Energy Service Companies o Società di Servizi Energetici) nacque in Europa più di cento anni fa. Ma è negli Stati Uniti che le ESCO effettivamente nascono e si affermano verso la fine degli anni Settanta. Nel 1973, a causa della guerra del Kippur, si verificò il blocco delle esportazioni del petrolio arabo verso i paesi occidentali. L emergenza fece quadruplicare il prezzo del petrolio e determinò il primo shock petrolifero. Nel 1979, come conseguenza della rivoluzione iraniana, il greggio toccò il picco storico di 34 dollari al barile. In questo contesto il risparmio energetico divenne una necessità: bisognava ricorrere a tutte quelle azioni e tecnologie che consentissero di ridurre il consumo di energia fossile. Per rispondere alla nuova richiesta di risparmio, su tutti i fronti societari, sia pubblico che privato, si determinarono le condizioni per l affermazione di un nuovo business: l offerta di servizi finalizzati al contenimento dei consumi per ridurre la bolletta energetica degli utenti. L idea di base delle ESCO nasce appunto da tale concetto: il risparmio energetico, e quindi economico, apportato all utente dal servizio a lui offerto, deve essere in grado di ripagare l investimento stesso ed essere fonte di profitto per la ESCO, entro il tempo di durata del contratto. Figura 1-Vantaggi energetico-economici dell'intervento di risparmio energetico 1 1 Tratto da [6] - 7 -8 2.2 Cosa sono Per raggiungere l'obiettivo del risparmio in un sistema energetico si può procedere con l individuazione di sprechi e con l ottimizzazione gestionale, nonché con la ristrutturazione dei processi energetici, l installazione di tecnologie più efficienti e con altre azioni che portano ad una diminuzione globale dei consumi. Un utente che vuole procedere in tale senso può trovarsi però in una posizione decisionale sfavorevole a causa delle proprie condizioni tecnico-economicofinanziarie. Tali sono i casi in cui: o si hanno a disposizione le risorse finanziarie per attuare l investimento ma non si possiedono l esperienza e le conoscenze necessarie in campo energetico per realizzare un tale progetto. Da questa situazione ne potrebbe conseguire una valutazione sbagliata degli interventi di ristrutturazione e un aumento del rischio correlato agli interventi di razionalizzazione dei consumi di energia oppure direttamente un accantonamento del progetto. E questo il caso di molte società ed aziende nelle quali manca una funzione di management energetico, incapaci di coniugare il proprio core-business con gli aspetti energetico-ambientali. o non si hanno a disposizione i fondi necessari per attuare un piano di intervento di ristrutturazione e quindi si è sostanzialmente in una situazione di scarsità finanziaria rispetto alle spese complessive. E questo il caso particolare in cui il più delle volte viene a trovarsi la Pubblica Amministrazione. Tali tipi di inconvenienti possono essere superati attraverso il ricorso alle ESCO. Le ESCO sono società di servizi energetici, ossia soggetti specializzati nell effettuare interventi nel settore della efficienza energetica, in grado di offrire servizi energetici integrati all utente, quindi progettazione, installazione, manutenzione e gestione degli impianti, in un ottica di garanzia dei risultati e di finanziamento tramite terzi. Proprio queste due caratteristiche rispondono alle esigenze degli utenti che ad esse si rivolgono: la mancanza di una adeguata conoscenza tecnica e la carenza di fondi rispettivamente, sono come già affermato i problemi principali che ostacolano lo sviluppo autonomo di interventi significativi per l aumento dell efficienza dei sistemi energetici9 2.3 Finanziamento tramite terzi La Direttiva 2006/32/CE, concernente l efficienza degli usi finali dell energia e i servizi energetici, al Capo I, Articolo3, definisce il <<finanziamento tramite terzi>>: un accordo contrattuale che comprende un terzo oltre al fornitore di energia e al beneficiario della misura di miglioramento dell efficienza energetica che fornisce i capitali per tale misura e addebita al beneficiario un canone pari a una parte del risparmio energetico conseguito avvalendosi della misura stessa. Il terzo può essere o no una ESCO. Il finanziamento tramite terzi (FTT o TPF) è perciò uno strumento finanziario che prevede la partecipazione di un soggetto terzo, il quale fornisce le disponibilità finanziarie necessarie alla realizzazione dell intervento desiderato, purché esso sia caratterizzato da un rischio contenuto e da un flusso di cassa sostanzialmente stabile, originato dai risparmi energetici conseguiti. Ciò infatti permette al soggetto che fornisce i fondi di ripagarsi dei costi di installazione e gestione dell impianto sostenuti in un tempo ragionevole. Figura 2-Fasi del FTT 2 2 Tratta da [7] - 9 -10 I soggetti principali presenti in un operazione di FTT sono: o ESCO: promuove e sviluppa un intervento di razionalizzazione energetica presso un utente che ad essa si rivolge. o UTENTE nei cui impianti viene realizzato il progetto: è il cliente della ESCO. o ISTITUZIONI FINANZIARIE: forniscono il capitale necessario alla realizzazione dell intervento pianificato. Inoltre possono partecipare al progetto FORNITORI, ossia aziende fornitrici di macchine e/o servizi energetici, e GESTORI, solo nel caso in cui la ESCO decida di esternalizzare le attività di conduzione tecnica degli impianti, quelle gestionali, o entrambe, sulla base di scelte di convenienza economica. In funzione degli accordi presi in un operazione di FTT in cui sia presente una ESCO, si distinguono i casi in cui: o il soggetto finanziato dalle banche è la ESCO, la quale, sfruttando tale capitale, finanzia ed esegue il progetto presso il cliente finale; o il soggetto beneficiario del finanziamento bancario è direttamente l utente. In questo caso la ESCO si occupa solo degli aspetti tecnici relativi al progetto. Queste due impostazioni di FTT danno vita ad altrettanti tipi di EPC (energy performance contracting) 3, pattuiti tra ESCO e cliente per decidere quali devono essere le prestazioni energetiche garantite dopo l'intervento e i corrispettivi monetari che il cliente dovrà pagare alla ESCO. Figura 3-Rapporti tra gli attori principali del FTT 3 Gli EPC saranno presentati ed analizzati in dettaglio nel paragrafo successivo11 E necessario illustrare da subito le differenze tra questi due schemi di FTT. Questi aspetti sono infatti fondamentali per capire quale sia la scelta più appropriata da intraprendere per un determinato progetto, in quanto incidono in modo significativo sulla valutazione dell erogazione dei finanziamenti da parte delle banche: Il cliente finanzia l investimento ricorrendo al debito bancario (prestazioni garantite) Il cliente stipula due contratti distinti: uno con la ESCO e l altro con la banca. L asset compare a bilancio solo per il cliente. Rischio finanziario a carico del cliente. Rischio tecnologico assunto dalla ESCO. L utente ha un debito in bilancio, salvo il caso di leasing. Adatto per progetti con lunghi periodi di pay-back. Le ESCO coinvolte sono piccole. La ESCO non ha problemi di accesso al credito. Il risparmio ottenuto spetta solo al cliente. La ESCO finanzia l investimento ricorrendo al debito bancario (risparmi condivisi) Il cliente stipula con la ESCO un solo contratto. La ESCO stipula un contratto separato con la Banca. L asset compare a bilancio solo per la ESCO. La ESCO si assume sia il rischio finanziario che tecnologico. L utente ha un costo operativo fuori bilancio. Adatto per progetti con periodi di pay-back più corti. Coinvolgono ESCO più grandi dal punto di vista finanziario. La ESCO può ritrovarsi con una leva finanziaria eccessiva. La quota maggiore del risparmio spetta alla ESCO (ad esempio una ripartizione al 85/15 implica che la ESCO riceve l 85% della quota di risparmio e il cliente il 15%). Il cliente deve offrire garanzie per la copertura del debito bancario. Il cliente deve anticipare il denaro. Le garanzie sono offerte dai flussi di cassa derivanti dal progetto. Il cliente non anticipa denaro, ma paga di più la ESCO a parità di intervento. Al di là di quale tipologia utilizzi, la condizione necessaria per l applicazione del FTT è che si possano individuare dei criteri di valutazione dei risparmi oggettivi e condivisi fra i due attori principali, ossia ESCO e cliente, in modo tale che per entrambi il beneficio economico faccia seguito alla realizzazione dell intervento di risparmio energetico12 Nella figura seguente è riportato uno schema operativo tipico in presenza di finanziamento tramite terzi, quello dei risparmi condivisi, in cui il soggetto che riceve il capitale dalle istituzioni finanziarie è la ESCO, la quale a sua volta finanzia il cliente: Risparmio in bolletta ( /tep) Cliente Aziende fornitrici di macchine e servizi ESCO Banche Figura 4-Schema operativo in presenza di FTT Parte del risparmio conseguito grazie all intervento, che per un grande utente industriale si aggira sui /tep, mentre può salire fino ai 700 /tep ed oltre per un utente domestico o del terziario 4, viene utilizzato per ripagare la ESCO dell investimento e dei costi di manutenzione e gestione. La ESCO suddivide poi parte dei ricavi fra le banche e le aziende fornitrici di macchine e servizi. 4 Nel riquadro sottostante si dimostra il calcolo dei risparmi ottenibili proprio da tali soggetti13 Risparmi economici in unità di energia Utente domestico Energia elettrica: costo medio=0,16 /kwh equivalenza 1kWh= risparmio ( 0,16 0, tep 3 0, ) /tep 720 /tep Gas naturale: 3 costo medio=0,63 / m equivalenza 1 m 3 3 = 0, tep 3 risparmio ( 0,63 0, ) /tep 756 /tep Gasolio: costo medio=1,283 /l 3 equivalenza 1l= 0, tep 3 risparmio ( 1,283 0, ) /tep /tep GPL: costo medio=0,634 /l 3 equivalenza 1l= 0, tep 3 risparmio ( 0,634 0, ) /tep /tep Possono comunque verificarsi dei casi in cui risulta più conveniente, per l utente, l'utilizzo di risorse interne rispetto all'accesso al mercato finanziario, per condurre a termine il piano di riduzione dei consumi energetici, oppure può essere consigliabile un approccio misto, parte in finanziamento tramite terzi, parte in finanziamento autonomo del progetto. Anche la ESCO potrebbe finanziare autonomamente tutto il progetto ma ciò solo nel caso in cui i fondi interni della società siano assai floridi. In realtà a tale tipo di approccio le ESCO preferiscono il ricorso al prestito da parte delle istituzioni finanziarie, che garantisce loro l opportunità di utilizzare i propri fondi in più interventi diversi contemporaneamente sfruttando la leva finanziaria disponibile. Nel caso della Pubblica Amministrazione italiana, la possibilità di ricorrere al finanziamento tramite terzi è stata introdotta dal Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 157, come modificato dal Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 65, e dalla Legge 11 febbraio 1994 n. 109 (Merloni - articoli14 21), come modificata dalla Legge 18 novembre 1998 n. 415 (Merloni ter - articolo 11). Il riferimento è attualmente il Testo Unico sugli Appalti, D.Lgs. 12 aprile 2006 n Inoltre la Legge del 3 agosto 2007, n. 125, di conversione del decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 recante: "Misure urgenti per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell'energia", al Comma 6 bis dell'art. 1 prevede: Al fine di favorire la liberalizzazione del mercato dell'energia e lo sviluppo del mercato dei servizi energetici, con propri regolamenti il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, semplifica le procedure per l'accesso da parte delle pubbliche amministrazioni a finanziamento tramite terzi e ne favorisce il ricorso a servizi energetici volti all'efficienza energetica, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2.4 Garanzia dei risultati Una ESCO deve essere in grado di proporre ed attuare una ampia gamma di soluzioni energetiche, per rispondere in modo completamente esaustivo alle particolari richieste dei vari committenti che ad essa si rivolgono. La sua competenza viene messa al servizio del cliente, garantendogli, come da contratto, il risultato richiesto, ossia quello che viene chiamato un livello di prestazioni predefinito (in genere viene assicurato o un risparmio energetico o un risparmio economico rispetto alla situazione preesistente). Infatti ciò che caratterizza una ESCO, e la differenzia da una semplice società di consulenza risiede proprio in questo, ossia che il prezzo del suo operato dipende dal risultato ottenuto. Esistono vari tipi di contratti di EPC (energy performance contracting) proposti dalle ESCO; essi possono essere scelti in base alla particolare situazione considerata, in quanto ciò che cambia tra una forma e l altra di contratto sono essenzialmente i rapporti che intercorrono tra i tre soggetti: ESCO, utente, istituto di credito. Le forme di EPC più importanti possono essere ricondotte a questi due tipologie: o Contratti a risparmi condivisi (shared savings) La ESCO anticipa i costi di investimento o tramite fondi propri o tramite un finanziatore terzo. I risparmi mensili sono suddivisi fra la ESCO e l utente sulla base del tipo di intervento e del tempo di ritorno dell investimento. Stipulando tale contratto quindi l utente si fa carico di pagare alla ESCO una quota dell'ammontare della bolletta energetica annua, in genere un 70-90%15 Le prestazioni del servizio reso sono stabilite contrattualmente e la ESCO è responsabile degli impianti e ne mantiene proprietà e gestione fino alla conclusione del contratto. In tale quadro è la ESCO ad assumere i rischi tecnici e finanziari dell intervento, e per questo è portata a far funzionare l impianto alla massima efficienza. D altro canto questo, insieme al finanziamento tramite terzi, rappresenta una delle attrattive principali di questa tipologia di energy performance contracting per gli utenti. Un contratto di tale tipo è preferito dai soggetti con carenza di fondi e si addice alle grandi ESCO, con importanti fondi monetari, che ricorrendo al FTT riducono il loro rischio finanziario, mentre ostacolo le piccole compagnie impossibilitate a contrarre grandi debiti. Un tipo particolare di contratti shared savings è quello first out, in cui tutto il risparmio conseguito viene girato alla ESCO allo scopo di ridurre al massimo la durata del contratto. o Contratti a prestazioni garantite (guaranteed savings) In questo caso l intervento viene realizzato attraverso il finanziamento, che può presentarsi sottoforma di prestito o sottoforma di leasing, del cliente da parte di soggetto terzo. La ESCO si fa garante delle prestazioni minime dell impianto e l utente si assicura così un flusso di cassa non negativo. Alla ESCO spetterà un compenso, in genere sottoforma di rate mensili, pattuito in fase contrattuale in base ai requisiti tecnici raggiunti. In caso che il rendimento prospettato dalla ESCO non sia raggiunto sarà la stessa ESCO a dovere pagare la differenza. La ESCO da parte sua non si assume alcun rischio finanziario di investimento. Rispetto alla tipologia contrattuale precedente, questa presenta uno svantaggio evidente per l utente: la ESCO non è interessata a far funzionare l impianto alla massima efficienza, in quanto le basta assicurare la prestazione minima garantita per ottenere la rata concordata, a meno che il contratto non sia scritto con accortezza dal cliente. Questo contratto è del resto più semplice da attuare e può essere esteso ad interventi di minore dimensione. Tale tipo di contratto si addice nel lungo termine alla crescita delle piccole compagnie, che non indebitandosi, non corrono alcun rischio finanziario, ma presuppone una certa maturità del mercato16 delle ESCO e dei rapporti fra queste e gli istituti di credito per attivare i potenziali vantaggi in termini di credito agevolato per il cliente. Esistono altre forme di contratti, tra i quali vale la pena accennare ai: o Contratti di Servizio Energia Si tratta di contratti molto diffusi soprattutto per la climatizzazione degli edifici. La ESCO garantisce all utente un risparmio prefissato rispetto alla spesa energetica preesistente, con un conguaglio annuale collegato all andamento dei prezzi del combustibile, dell inflazione, del costo della manodopera, dei gradi giorno e delle ore di utilizzo effettivo del servizio. I costi di investimento e quelli di gestione possono essere condivisi con l utente e le prestazioni del servizio sono stabilite contrattualmente. Come nel caso precedente, rispetto ai contratti a risparmi condivisi, non è detto che l impianto sia esercito nel modo più efficace. Sebbene la ESCO abbia interesse a garantire un alto rendimento dell impianto stesso, se le condizioni di servizio non sono correttamente delineate non ha interesse a ricercare la massima efficienza globale. In genere, inoltre, gli interventi di manutenzione straordinaria sono a carico del cliente: la ESCO si fa pagare in più prestazioni non presenti nella lista di interventi concordata in fase contrattuale. Questo tipo di contratto ricalca sostanzialmente un Contratto di Servizio Calore, ma a differenza di questo ultimo, che non sempre garantisce un reale risparmio energetico, esso è sempre concepito in una logica di FTT. Qui il punto fondamentale è che il risparmio economico, conseguito direttamente dalla riduzione dei consumi, è l unica garanzia che permette di ripagare l investimento di rinnovamento. Per un tipico Contratto di Servizio Energia nel campo del calore infatti l Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) è fissata al 10% ai sensi della Risoluzione del Ministero delle Finanze n 103 del 20 agosto 1998 e successive circolari. Sulla base di tale risoluzione, molte società offrono uno sconto sui costi di riscaldamento del 10%, che equivale esattamente alla percentuale di IVA risparmiata nell applicazione di tale tipologia di contratto. Di fatto, sulla base di tali contratti, non viene di norma effettuato nessun intervento che porti ad una riduzione sostanziale dei consumi di energia e lo sconto altro non è che una agevolazione fiscale[2]. Va detto altresì che la Finanziaria 2007 ha abrogato l agevolazione sull IVA, salvo il caso del ricorso a fonti rinnovabili di energia. 2.5 Come opera una ESCO17 Le attività caratteristiche svolte da una società di servizi energetici sono molteplici ed assai complesse. Il percorso che di consueto è adottato per la realizzazione di un intervento di razionalizzazione energetica si articola su diversi processi: o Diagnosi energetica approfondita; o Studio di fattibilità tecnico-economica del progetto; o Finanziamento del progetto; o Progettazione esecutiva; o Installazione e realizzazione delle opere; o Gestione e manutenzione degli impianti; o Acquisto dei vettori energetici; o Monitoraggio e verifica dei risultati. Alcune di queste attività possono essere affidate in outsourcing a soggetti terzi (ad esempio l installazione dell impianto o la sua manutenzione) od essere seguite direttamente dalla ESCO. Al termine del periodo di validità del contratto, l'impianto viene in genere riscattato dal soggetto beneficiario dell'intervento, mentre la sua gestione può essere lasciata in carico alla ESCO o affidata ad altri soggetti. Considerando le attività che una società di servizi energetici deve svolgere, e la loro evidente complessità, il tutto inserito nella stringente logica della garanzia dei risultati, ne consegue l elevata professionalità che la ESCO deve possedere. Competenza tecnica, per proporre sempre il tipo migliore di intervento, capacità di gestione del rischio (da quelli finanziari a quelli di impresa, passando per quelli tecnici e così via), attitudine al dialogo e alla consulenza, capacità di rispondere alla richiesta del cliente, esperienza, per avere una conoscenza profonda maturata sul campo e per non commettere errori dettati da un approccio troppo semplicistico al sistema analizzato. Tra le attività più delicate che una ESCO si trova a condurre ci sono: o Diagnosi energetica iniziale Durante questa attività si raccolgono dati ed informazioni di carattere quantitativo e qualitativo che permettono una prima valutazione di fattibilità dell intervento sia da un punto di vista tecnico che economico-finanziario e costituiscono la base informativa per l elaborazione dello studio di fattibilità tecnico-economica. Tutto questo è quindi fondamentale per la scelta degli interventi da compiere e per la pianificazione del business plan. In tale fase sono da evitare assolutamente errori, perché, anche quando possono sembrare banali, in realtà potrebbero condurre a macroscopici falli per quel che concerne la valutazione del risparmio energetico conseguente l'intervento e non garantire così l adeguato livello di prestazioni stabilito nel contratto18 Per comprendere quale rilevanza abbia la presenza di errori nell audit energetico sulla valutazione del risparmio energetico finale, conviene presentare un esempio. ESEMPIO: errori commessi in fase di audit energetico per un intervento di sostituzione di lampade fluorescenti compatte con lampade fluorescenti tubolari T8 5. In una scuola americana, nell ambito di un contratto di servizio energetico, si è proceduto alla sostituzione di lampade fluorescenti compatte con lampade T8 (tubi fluorescenti). La situazione ante intervento vedeva 200 plafoniere con 4 lampade da 40W ciascuna, per un carico elettrico totale pari a 36,4 kw. Dopo l'intervento (sostituzione delle lampade presenti con lampade T8 da 32W) si arriva dunque ad avere un carico totale di 20,3 kw. Per valutare il risparmio energetico generato dall intervento era sufficiente conoscere il periodo di funzionamento del sistema di illuminazione e moltiplicarlo per la variazione di potenza. L informazione fu chiesta al preside della scuola, il quale affermò che il sistema era attivo per 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana, tutto l'anno scolastico. Il risparmio fu dunque calcolato come segue: kwh risparmiati = (36,4 kw attuali 20,3 kw futuri )*(8 ore/giorno* 189 giorni/anno) = 24,34 kwh/anno I risparmi effettivi misurati nel corso del primo anno a seguito dell intervento risultarono però inferiori del 22,5% alle previsioni. Parlando con il custode della scuola, tra i cui compiti c'era quello di spegnere ogni giorno, prima di andare a casa, l impianto di illuminazione, la ESCO scoprì che in realtà il periodo di funzionamento giornaliero del sistema era di 7 ore e mezza. Il risparmio reale risultava dunque minore rispetto quello calcolato in precedenza: kwh risparmiati = (36,4 kw attuali 20,3 kw futuri )*(7-1/2 ore/giorno* 189giorni/anno) = 22,83kWh/anno con un errore commesso pari al 6,2%. 5 Tratto da [10]19 All atto dell intervento, inoltre, l operatore trovò che alcune lampade erano già state sostituite in precedenza con altre da 34W dall attento custode: per la precisione metà delle lampade presenti nella scuola risultarono da 40W e l altra metà da 34W, per un carico totale di 33,6kW. La ESCO si fidò di un sopralluogo sommario che non le permise di accorgersi di questo. Il calcolo corretto del risparmio energetico è: kwh risparmiati = (33,6 kw attuali 20,3 kw futuri )*(7-1/2 ore/giorno* 189giorni/anno) = 18,85kWh/anno Questo esempio dimostra come anche in casi semplici si possa incorrere in errori importanti. Uno studio svolto in Texas su un ampio campione di interventi evidenziò un errore medio del 20% compiuto da operatori esperti e attivi da anni, in genere per erronee valutazioni sulle modalità di regolazione e controllo degli impianti. Da ciò l esigenza di curare le diagnosi energetiche soprattutto nell ambito di operazione rientranti nell energy performance contracting. o Studio di fattibilità L elaborazione dello studio di fattibilità di un intervento di razionalizzazione dell energia si articola in due fasi. La prima è quella della fattibilità tecnico-gestionale dell intervento stesso, in cui si sceglie la soluzione impiantistica migliore da adottare nel caso studiato, confrontandola con le altre soluzioni disponibili. Si calcolano così i consumi del nuovo impianto, il risparmio energetico rispetto la condizione antecedente l intervento, i costi di realizzazione e di gestione del nuovo impianto. La seconda fase consiste nello valutazione economico-finanziaria dell investimento, cioè si calcola se il tipo di intervento effettuato nel corso degli anni apporti dei risparmi tali che, attualizzati, confermino la redditività dell'investimento. Quindi si valuta la durata del periodo in cui la ESCO deve gestire l'impianto, in modo tale da recuperare il capitale investito e remunerare su di esso. Qui il metodo che viene utilizzato è quello della analisi finanziaria costi-benefici, che grazie al processo di attualizzazione permette di rendere omogenei, rispetto al fattore tempo, le entrate e le uscite generate dal progetto di risparmio energetico. Si procede quindi con il calcolo del VAN (valore attuale netto), del TIR (tasso interno di rendimento), del pay-back period (tempo di ritorno del capitale investito) e dell IP (indice di profittabilità) che, per confermare la bontà del progetto, devono risultare concordi. o Rapporti con le banche La ESCO deve essere in grado di stabilire rapporti proficui con gli istituti di credito in modo tale da trovare i fondi necessari al finanziamento del progetto, il che presuppone la credibilità ed integrità della ESCO. Le banche però devono rispondere con linee di finanziamento caratterizzate da un20 livello più basso di garanzie reali, se non addirittura nullo, rispetto quello solitamente praticato a favore delle garanzie di carattere contrattuale, e della fattibilità tecnico-economica del progetto 6. o Gestione e manutenzione degli impianti I costi relativi alla gestione e manutenzione dell impianto sono spesso quelli più alti negli EPC. E quindi interesse e dovere preponderante della ESCO intervenire nell ambito della gestione e manutenzione degli impianti nel minore tempo possibile. Ciò è reso possibile con una efficiente rete di telegestione, monitoraggio del processo, presenza del proprio personale sul territorio di attività, e un costruttivo rapporto con i clienti. o Verifica dei risultati E uno dei temi più delicati. Negli Stati Uniti, caratterizzati da un mercato più maturo, sono stati messi a punto dei protocolli di misura e verifica che richiederanno comunque una messa a punto per una possibile estensione al mercato italiano. Nel frattempo occorre valutare di volta in volta il da farsi. I casi in cui sia facile individuare i consumi energetici connessi ad un certo servizio sono pochi. In genere bisogna ricorrere a stime e valutazioni che si prestano forzatamente ad interpretazioni. E interesse sia della ESCO, sia dell utente trovare accordi precisi, da inserire nelle clausole contrattuali, relativi appunto alla verifica dei risultati ottenuti. 2.6 Vantaggi per l utente I vantaggi di operare in uno schema di servizi integrati con finanziamento tramite terzi e garanzia dei risultati per l'utente sono: o o o o o l'assenza o la riduzione dei rischi finanziari e l eliminazione di quelli legati alle prestazioni dell impianto; l'opportunità di realizzare interventi anche in mancanza di risorse finanziarie proprie ed in presenza di difficoltà nel reperire finanziamenti esterni; la liberazione dalle problematiche connesse alla gestione e manutenzione dell'impianto, che viene affidata a soggetti specializzati; la disponibilità di risorse interne per altri compiti; la possibilità di conseguire benefici energetico-ambientali. E' importante sottolineare come una riduzione dei consumi energetici porti anche ad una diminuzione delle emissioni climalteranti. 6 Questo discorso verrà ripreso ed approfondito nel Capitolo4-20 -21 Ovviamente tali vantaggi si pagano in termini di una complessità contrattuale consistente e dalla necessità di predisporre capitolati tecnici dettagliati. Le clausole contrattuali devono servire a garantire l'utente da una parte, affinché l'intervento realizzato sia energeticamente efficiente e tecnicamente valido, anche tenendo conto dell'andamento del mercato dei vettori energetici e delle tecnologie, e del costo del denaro, e la ESCO dall'altra, in modo che riesca effettivamente a rientrare dei costi sostenuti ed a realizzare una certa quota di profitto. Tali aspetti, inoltre, fanno sì che ci sia una dimensione economica minima dell'intervento sotto la quale non ha senso ricorrere al FTT. Sebbene non ci sia un valore ben definito al riguardo, in quanto funzione delle caratteristiche dell intervento e del cliente, in genere il finanziamento tramite terzi diventa un'opzione attivabile oltre i La presenza all'interno della società beneficiaria di persone competenti riguardo al tipo di intervento proposto (l energy manager, in primo luogo), permette all'utente di meglio valutare i vantaggi energetici e quindi economici conseguibili e di inserire fra gli interventi anche quelli utili, ma caratterizzati da tempi di ritorno dell'investimento troppo lunghi per giustificarne l'adozione in solitaria. Un'interazione costruttiva con la ESCO garantisce i risultati migliori, in quanto consente alla società di servizi di conoscere meglio le problematiche aziendali e di individuare meglio i rischi e le possibilità di superarli. [3] Inoltre, generalmente, la maggior parte dei rischi connessi al progetto di investimento in efficienza energetica gravano sulla ESCO: rischi di intervento: per rendimenti minori di quelli preventivati, per aumento dei costi delle tecnologie da utilizzare, ritardi nella realizzazione dei miglioramenti energetici; rischi di gestione: per guasti agli impianti, cali di rendimento, aumento dei costi delle forniture energetiche, variazioni apportate da provvedimenti legislativi; rischi derivanti dal cliente: per limitazioni imposte alla ESCO ai siti di intervento nel sistema energetico, per utilizzo dello stesso con modalità diverse da quelle stabilite, per bancarotta o cessazione attività. 2.7 Interventi tipici Le aree di intervento classiche per le ESCO comprendono: o o l illuminazione pubblica; l illuminazione d interni;22 o o o o o o il servizio energia; la cogenerazione; il rifasamento dei carichi elettrici; i motori elettrici industriali; la produzione e distribuzione di vapore ed aria compressa; la gestione ottimale dei contratti di fornitura dei vettori energetici. I progetti includono la maggior parte delle tecnologie disponibili sul mercato, tutte ammissibili ai sensi dei DM 20 luglio 2004, almeno in linea di principio. [1] 2.8 Normativa italiana Nel nostro Paese non esiste una definizione univoca e chiara a livello legislativo per qualificare una società come ESCO. I DM 24 aprile 2001 sull efficienza energetica, poi sostituiti dai DM 20 luglio 2004, hanno introdotto per la prima volta il termine ESCO all interno della normativa, senza peraltro attribuirgli una definizione. Nella delibera 103/03 l Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG) richiede che, per potersi accreditare e partecipare al meccanismo dei DM 20 luglio 2004, nell oggetto sociale delle ESCO sia presente l offerta di servizi integrati per la realizzazione e l eventuale successiva gestione di interventi. Ciò evidentemente aggiunge poco alle capacità tecniche dell azienda, ma consente l' accesso al mercato dei titoli di efficienza. La Regione Toscana ha invece introdotto nel 2002 un accordo volontario con le ESCO interessate a beneficiare di appositi finanziamenti regionali. In esso viene richiesto: o il risparmio energetico come scopo nell oggetto sociale; o la presentazione di documenti attestanti interventi di razionalizzazione energetica effettuati avvalendosi del finanziamento tramite terzi o del project financing negli ultimi tre anni; o la certificazione ISO 9000 o ISO o EMAS o l impegno a conseguirla nei tre anni seguenti. Si tratta dunque di un quadro più delineato, volto a garantire maggiormente la competenza e le capacità delle ESCO ammesse ai benefici e comunque aperto a soggetti nuovi entrati. Più recentemente, la direttiva europea 2006/32/CE ha indicato dei requisiti molto più stringenti, che richiedono per una ESCO l offerta di servizi energetici integrati con garanzia dei risultati e con assunzione di almeno una parte del rischio finanziario dell investimento. 7 7 Articolo 3 e Articolo 6 della direttiva 2006/32/CE23 2.9 Prospettive future Mentre inizialmente le ESCO nacquero in Europa più di cento anni fa e poi si affermarono nel l America del Nord, negli ultimi dieci anni si sta assistendo al ritorno delle società di servizi energetici nel Vecchio Continente. La situazione presente in Europa è però molto diversa da nazione a nazione. Se nel 2005 il mercato delle ESCO appariva più sviluppato in Germania, Austria, Gran Bretagna poi in Francia e Ungheria, meno intenso in Svezia, Spagna, Repubblica Ceca e Italia[4], la situazione odierna vede un posto predominante sempre per Germania e Gran Bretagna, alle quale si sono affiancate Francia e Spagna. Allo stesso tempo c è stata una spettacolare crescita in Paesi come Svezia e poi Repubblica Ceca. Non sono mancati i casi in cui invece, si è verificato un tracollo del mercato, come avvenuto in Ungheria. [5] E importante quindi analizzare la situazione in cui il mondo delle ESCO si trova ad agire. Il contesto politico comunitario in campo energetico-ambientale è tracciato da alcune normative di riferimento: o la Direttiva 2003/87/CE, per la riduzione delle emissioni di gas serra, come stipulato con gli accordi raggiunti con il Protocollo di Kyoto, dà spazio alla affermazione di una logica di minor consumo di combustibili fossili, maggior efficienza energetica, uso di energie rinnovabili e quindi apre la strada ad un possibile ricorso alle attività delle ESCO o la Direttiva 2003/54/CE, sulla liberalizzazione del mercato della energia elettrica e del gas o la Direttiva 2006/32/CE, concernente l efficienza degli usi finali dell energia e i servizi energetici o la Direttiva 2001/77/CE, sulla promozione dell energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell elettricità o la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia Questi provvedimenti rappresentano di certo un fattore di successo per lo sviluppo delle ESCO in Europa. Ma un impulso fondamentale, e forse il più importante, che ha reso possibile la ricerca delle ESCO da parte degli utenti finali è il costo della energia. In una periodo in cui il costo delle forniture energetiche è in continuo aumento, e in cui non si riesce a scrutare il limite di tale ascesa, ricorrere alla diminuzione dei consumi, attraverso l'efficienza energetica, per ottenere un risparmio economico, è l aspetto più allettante tra i servizi offerti dalle ESCO ai clienti24 Naturalmente ogni nazione europea ha sviluppato un proprio assetto interno per il mercato delle ESCO. Qui vale spendere due parole sul caso italiano. In Italia il recepimento della Direttiva 2003/54/CE, sulla liberalizzazione del mercato dell energia elettrica e del gas, aveva come obiettivo quello di diminuire il costo di questi due vettori energetici. In realtà tale finalità non si è mai affermata. Di tutto contro la liberalizzazione nel nostro Paese ha portato solo alla creazione di complessi mercati per la formazione del prezzo dell energia elettrica e del gas naturale. Oltre a ciò, dobbiamo considerare anche le incertezze delle leggi relative alla costruzione e esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica, calore e cogenerazione, e la situazione generale ingarbugliata della normativa italiana. E quindi evidente come il compito delle società di servizi non sia assolutamente facilitato, dal momento che gli ostacoli si trovano sin dalla redazione iniziale del business plan per interventi di miglioramento dell efficienza energetica. La situazione comunque non è così nera come ci si può immaginare. Come più avanti vedremo, infatti, i Decreti Ministeriali del 20 luglio 2004, sull efficienza energetica, aprono buone prospettive di sviluppo per le ESCO con il loro accreditamento nel mercato dei TEE (titoli di efficienza energetica), anche se pure in questo caso possibili problemi non mancano. Le azioni generali che possono portare alla accettazione del concetto di ESCO e alla loro definitiva affermazione possono essere: o promozione di una campagna di informazione sull'efficienza energetica, sul ruolo delle ESCO e sulle relative opportunità finanziarie per il cliente; o evoluzione della normativa relativa alla definizione delle ESCO e delle loro attività, in modo tale da separare le reali società di servizi da quelle che non hanno le giuste qualifiche; o sviluppo del sistema bancario e altre sorgenti di finanziamento adatte all'evoluzione del mercato; o standardizzazione dei processi di misurazione e verifica per i risparmi conseguiti dopo l attività di una ESCO; o sviluppo di una ampia rete europea di FTT; o certificazione delle ESCO e delle procedure di energy management. Rispetto all ultimo punto, in particolare, su indicazione dell articolo 8 della Direttiva 2006/32/CE, si è attivata a livello europeo la definizione di una procedura di certificazione delle ESCO e delle procedure di gestione dell energia da esse adottate. Nei prossimi mesi si deciderà se procedere ad impiantare un sistema di certificazione europeo25 2.10 Bibliografia [1] Dario Di Santo Introduzione alle società di servizi energetici, corso ESCO Kyoto club [2] Sergio Zabot, Francesco Fenizia, Marco De Min I Contratti di Prestazione Energetica con Finanziamenti Tramite Terzi nei condomini, Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente della Lomabardia,strumenti di conoscenza, Settore Promozione e Sviluppo U.O. Energia e Ambiente, Dicembre [3] Sito per approfondimenti su ESCO e FTT [4] Rapporto del 2005 del JRC della Commissione Europea sulle ESCO [5] Rapporto del 2007 del JRC della Commissione Europea sulle ESCO [6] Le società di servizi energetici", Efficiency, quaderni di efficienza energetica, RENAEL [7] Giampaolo Valentini Il ricorso al finanziamento tramite terzi, ENEA [8] Gian Vincenzo Fracastoro Consumi e benessere nella fornitura del servizio calore, Giugno [9] Steve Sorrell The contribution of energy service contracting to a low carbon economy, SPRU, luglio 2005 [10] Shirley Hansen, PhD and James W. Brown, PE INVESTEMENT GRADE ENERGY AUDIT: making smart energy choices"26 3. Strumenti di incentivazione per la crescita delle ESCO Gli strumenti odierni che una ESCO ha a disposizione al fine di reperire fondi per finanziare le proprie attività sono: o Finanziamento esterno: banche e istituti finanziari o Finanziamento interno: capitali di rischio o Titoli di efficienza energetica o Incentivi nazionali e regionali 3.1 FINANZIAMENTO ESTERNO ALLE ESCO: banche e istituti finanziari Prestiti delle banche Prestiti ordinari: sono prestiti concessi sulla capacità di credito della società, ossia sulla sua solvibilità, ricavabile dalla documentazione finanziaria (Audit Financial Statement) quali prestiti a scadenza, scoperti bancari [1] o mutui ipotecari. Prestiti agevolati: sono prestiti che vengono concessi per il finanziamento di progetti con limitate risorse, cioè i prestiti garantiti dall attivo del progetto stesso e dai flussi di cassa, come il prestito chirografario. I prestiti agevolati vengono utilizzati dalle banche per finanziare i progetti che riguardano le fonti di energia rinnovabile e l efficienza energetica, laddove il costo di installazione di una particolare tecnologia è ripagato con rate di importo correlato ad un incentivazione statale e/o al risparmio ottenuto; tale forma di finanziamento è conosciuta per l appunto anche con il nome di finanziamento da flussi di cassa (è il caso principale del finanziamento da parte delle banche per l installazione di impianti fotovoltaici, il costo dei quali è ottemperato grazie agli incentivi statali derivanti dal Conto Energia 2007 e dai risparmi in bolletta conseguiti ) 8. 8 Gli strumenti finanziari messi a disposizione dalle banche saranno analizzati in dettaglio nel Capitolo4-26 -27 I vantaggi che rendono appetibile il ricorso ai prestiti bancari sono: o o o scadenza fissa e tassi di interesse fissi o variabili; lunga scadenza; limitata incidenza sul capitale operativo. Gli svantaggi invece si possono ricercare in: o o o disponibilità del finanziamento limitata all ammontare dell attivo; ammontare dell attivo richiesto a garanzia del finanziamento; richiesta di ulteriori garanzie (non previste nei prestiti agevolati). E' importante ricordare che in conformità alla direttiva europea 2006/32/CE (la quale richiede per una ESCO l offerta di servizi energetici integrati con garanzia dei risultati e con assunzione di almeno una parte del rischio finanziario dell investimento) tale tipo di finanziamento assume un posto di primo piano. Il prestito bancario deve diventare senza dubbio il più importante strumento di incentivazione finanziaria per le ESCO. Gli istituti di credito devono dar vita, il più velocemente possibile, ad un concreto sistema di finanziamenti, largo ma omogeneo, indirizzato proprio alle ESCO e al loro ruolo nel mondo energetico. L impulso al mercato sarebbe allora consistente e, così facendo, anche le società minori, che non hanno possibilità di investire con mezzi propri, potranno prendere parte al rischio finanziario dei progetti in cui si trovano coinvolte e vedersi, di conseguenza, effettivamente riconosciute a livello normativo come ESCO Leasing Con il contratto di leasing un soggetto (definito locatore) concede ad un altro (definito utilizzatore) il diritto di utilizzare un determinato bene a fronte del pagamento di un canone periodico. Alla scadenza del contratto è prevista per l'utilizzatore la facoltà di acquistare il bene stesso, tramite l esercizio dell'opzione di acquisto (il cosiddetto riscatto), con il pagamento di un prezzo (prezzo di riscatto). Il leasing previene il ricorso ai prestiti bancari e quindi la riduzione di liquidità. Per le aziende è una forma piuttosto conveniente di finanziamento extracontabile perché non devono esporre tale attività, e la passività corrispondente, nello stato patrimoniale. Questo fa28 apparire più favorevole il rapporto debiti-mezzi propri dell azienda [2]. Anche nei casi in cui si deve capitalizzare il leasing, cioè inserirlo a bilancio, esso non altera lo stato patrimoniale (SP) dell azienda, anche se si perde il miglior rapporto debiti mezzi-propri. Nel caso di progetti per l uso razionale dell energia il leasing è concesso all utilizzatore dai fornitori di tecnologie oppure da compagnie specializzate di leasing, che possono essere a volte sussidiarie di banche. 9 Anche in questo caso possiamo individuare alcuni punti di forza: o o o o o o 100% del finanziamento; scadenza fissa e canoni di locazione fissi e variabili; non sono richieste garanzie aggiuntive; flessibile e facile da ottenere; non incide sul capitale operativo; non modifica lo stato patrimoniale dell azienda. E i punti deboli: o o il leasing è concesso a fronte di specifiche configurazione dell attivo; i finanziatori entrano in possesso dell attivo in caso di mancato pagamento del canone di locazione Project Financing (PF) Il Project Financing (finanza di progetto) è una complessa operazione di finanziamento a lungo termine, che consiste nell'utilizzo di una società neocostituita (cosiddetta SPC, Special Purpose Company) o società veicolo (SPV, Special Purpose Veichle), al fine di mantenere separate le attività (assets) del progetto da quelle dei soggetti proponenti l'iniziativa d'investimento (i promotori). La SPC viene sostenuta sia da capitale equity, fornito (non necessariamente per l'interno ammontare) dai promotori, sia da capitale di debito, ottenuto dalla partecipazione di un pool di banche. In questo modo, attraverso l'imputazione di attività e passività alla SPC, si ha un controllo più stretto sull'andamento del progetto. È, inoltre, un modo per proteggere gli interessi dei soci promotori, i quali sono così "schermati" dall'eventuale fallimento del progetto stesso. 9 E il caso di Banca Intesa e Banca SanPaolo, come si vedrà nel Capitolo4-28 -29 La SPC serve appunto ai promotori per attuare la separazione giuridica e finanziaria del progetto (ring fence). Lo schema del Project Financing viene maggiormente utilizzato per quei progetti per loro natura più complessi, quali la realizzazione di centrali elettriche tradizionali, progetti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e per l allaccio alla rete di distribuzione, dove sono alti i rischi ambientali, tecnici, politici ed economici. Il PF è quindi una forma di finanziamento complicata ed onerosa, da istruire sulla base della valenza tecnico-economica del progetto stesso piuttosto che sulla capacità autonoma di indebitamento dei soggetti promotori dell'iniziativa. Il prestito deve essere ampiamente garantito dall'attivo del progetto e dai flussi di cassa, e ciò impone la necessaria stipula e la gestione di un insieme complesso di contratti tra le diverse parti coinvolte, allo scopo di ripartire i rischi. L entità minima degli investimenti è pertanto elevata, in genere nell ordine dei milioni di Euro. Il PF presenta tuttavia dei vantaggi: o o o o le diverse componenti di rischio sono poste a carico delle parti più adatte a gestirle; il costo del capitale è ridotto a causa dei più alti livelli di indebitamento (ad un più basso tasso di interesse) rispetto al capitale proprio (che di solito richiede un più alto livello di rendimento) e gli interessi sulle quote di rimborso sono deducibili dalle tasse; permette alle maggiori società di finanziare attività di interesse marginale fuori bilancio; viene utilizzato in caso di prestiti a lunga durata. L applicazione del Project Financing a progetti energetici di grande dimensione, comune nei Paesi dell Europa occidentale, si adatta a condizioni simili: o ammontare di capitale proprio compreso tra il 10% e il 40%; o livello di indebitamento tra il 90% e il 60%; o profitto per le banche tra l 1% e il 3%; o margini di interesse dell 1,25%-3% al di sopra del tasso base; o costituzione di un fondo di riserva per il debito di servizio; o costituzione di un fondo di riserva per attività operative e di manutenzione; o un tasso annuale di copertura del debito (flusso di cassa disponibile per provvedere all indebitamento ed al rimborso) di circa 1,5:1. [1] In Italia, la finanza di progetto ha trovato perlopiù spazio per la realizzazione di opere di pubblica utilità30 In questa configurazione di PF, il soggetto promotore, che durante la gara ad evidenza pubblica, per l aggiudicazione dell appalto di opere pubbliche a programmazione triennale, ha il diritto di prelazione rispetto i soggetti competitori, propone ad una Pubblica Amministrazione di finanziare, eseguire e gestire l opera, il cui progetto è stato già approvato, in cambio degli utili che deriveranno dai flussi di cassa generati per l'appunto da una efficiente gestione dell opera stessa. L'Amministrazione intraprende una procedura negoziata tra il promotore e i due competitori risultati migliori; si giunge così alla scelta dell'aggiudicatario, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Ogni anno, il privato, vincitore della gara pubblica, paga un canone di concessione (in percentuale sul fatturato) al proprietario dell'opera, ed è per questo che viene chiamato soggetto concessionario. La proprietà dell'opera realizzata, di regola (ma non sempre) è dell'ente pubblico. La normativa in vigore prevede una separazione fra proprietà e gestione, ma la proprietà pubblica può essere successivamente privatizzata, in particolare attraverso la vendita allo stesso concessionario che già ne detiene la gestione. Il tempo di concessione inizia a decorrere dalla data prevista nel progetto per la conclusione dei lavori. In caso di ritardi, si riduce il tempo di ripagamento (pay-back) dell'investimento e la probabilità di recupero dei costi e di ritorno economico. Ciò, quindi, spinge il privato ad una stima plausibile dei tempi e costi necessari alla realizzazione dell'opera in fase progettuale (senza significativi ritocchi-moltiplicazioni successive) e a concludere i lavori nel rispetto degli oneri e delle scadenze calcolate. Scaduta la concessione, l'ente pubblico può assumere la gestione diretta dell'opera o indire un' altra gara d'appalto per rinnovare la concessione, oppure trasferire la proprietà al concessionario. I vantaggi di questa forma di PF utilizzato nel settore dell infrastrutture di pubblica utilità, principalmente per le attività di sviluppo delle risorse idriche, concessioni gas metano, valorizzazione dell energia (impianti di cogenerazione, teleriscaldamento, ecc.) sono: o o o funzionalità: tutti i soggetti coinvolti nel PF (PA, promotori, concessionari, finanziatori) hanno interesse a concentrarsi sulla funzionalità dell opera: da essa derivano i flussi di cassa che finanziano l investimento; economicità: il PF permette di realizzare opere pubbliche alleviando la PA a livello economico; efficienza: il concessionario si concentra non più unicamente sulla realizzazione dell opera ma, più in generale, sullo sviluppo di un progetto competitivo. [3]31 Di seguito è riporta uno schema riassuntivo di PF in cui il soggetto proponente è una ESCO; esso illustra inoltre i diversi rapporti che intercorrono tra i vari soggetti che partecipano al Progetto di Finanza: PUBBLICA AMMINISTRAZIO NE CONCEDENTE (PA) COSTRUTTORE (ESCO O CONCESSIONE IN OUTSOURCING) CONCESSIONARI O/SOCIETA DI PROGETTO (ESCO) ENTI FINANZIATORI (POOL DI BANCHE) GESTORE (ESCO O CONCESSIONE IN OUTSOURCING) SOCIETA FORNITRICI CLIENTI/UTENTI Figura 5- Schema riassuntivo di PF il cui soggetto promotore è una ESCO Fonte: Project Financing, brochure di CPL Concordia group-energia che migliora la vita32 3.2 FINANZIAMENTO INTERNO ALLE ESCO: capitali di rischio Capitale di rischio Il capitale di rischio, o equity, è il capitale degli azionisti immesso a fronte di una quota di partecipazione nella società, più eventualmente gli utili non distribuiti della stessa, e per questo si identifica anche col nome di mezzi propri di un azienda. Esso è ciò che rimane nella redazione del bilancio aziendale dopo la deduzione delle passività dal totale delle attività (assets). Tale capitale è definito di rischio perché finanzia il rischio imprenditoriale, ossia è restituito agli azionisti, sottoforma di dividendi, solo quando si creano degli utili in seguito all'investimento intrapreso oppure quando la società è messa in liquidazione. Inoltre è un finanziamento a titolo non oneroso perché ai finanziatori interni non si riconoscono gli interessi che normalmente si pagano agli istituti di credito. A differenza del capitale proveniente da enti finanziari esterni, il capitale di rischio è impiegato per il finanziamento di progetti di dimensione limitata, principalmente perché il capitale di questo tipo è solitamente disponibile in ammontare limitato. I profitti attesi dall impiego di tale capitale sono di solito superiori a quelli prospettati dal capitale di credito perché generalmente il rischio associato all impiego di capitale proprio è maggiore. [1] I vantaggi di ricorrere ai fondi interni per finanziare un progetto energetico innovativo e di uso razionale dell energia sono: o disponibilità immediata dei fondi; o totale controllo della gestione; o assenza di costi esterni. Accanto ai punti di forza si stagliano anche alcuni punti deboli, il più importante dei quali è sicuramente quello di ridurre il capitale operativo della azienda. Il capitale di rischio, qualora si possegga a sufficienza, sarà uno degli strumenti finanziari fondamentali per le società di servizi energetici. La direttiva europea 2006/32/CE, richiede infatti per una ESCO l offerta di servizi energetici integrati con garanzia dei risultati e con assunzione di almeno una parte del rischio finanziario dell investimento. Quindi una società di servizi energetici33 dovrà prendere parte attiva al rischio finanziario dei progetti in cui risulta coinvolta anche utilizzando, dove possibile, parte del proprio capitale interno Venture capital Il venture capital è l'apporto di capitale da parte di un investitore fortemente orientato al rischio, per finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. Spesso lo stesso nome è dato ai fondi creati appositamente, mentre i soggetti che effettuano queste operazioni sono detti venture capitalist. Nella maggioranza dei casi, i fondi necessari sono erogati da limited partnership o holding in aziende che per natura della attività e stadio di sviluppo non risultano finanziabili dai tradizionali intermediari finanziari (come ad esempio le banche). Il venture capital è una categoria del settore del private equity, che raggruppa tutte le categorie di investimenti in società non quotate su un mercato regolamentato. [4] L'investimento di venture capital si caratterizza per i seguenti elementi: fase di sviluppo: investe in idee imprenditoriali particolarmente promettenti (seed financing) e società in start up nelle prime fasi di vita (venture financing) fin dalle fasi pre revenue, ovvero senza che siano ancora stati approntati i prodotti/servizi da vendere e quindi nella fase di investimento in prodotto; ambiti tecnologici: investimenti in aree ad alto contenuto di innovazione; rischio: le società in cui i fondi di venture capital investono sono caratterizzate dalla contemporanea presenza di un elevato rischio operativo, ovvero non à ancora chiaro se la società avrà un mercato per i propri prodotti, e rischio finanziario, per cui l'investitore non sa se avrà modo di recuperare il capitale investito. Il venture capital è uno strumento finanziario di grande interesse per le ESCO. Il problema rilevante per le ESCO appena nate, o di quelle che si attestano nella prima fase di sviluppo, è quello della scarsità di capitale disponibile. In mercati, come quello italiano, in cui ancora stentano a decollare definitivamente molte società di servizi energetici, la possibilità di crescita offerta da tale finanziamento è sicuramente molto promettente. Piccole società che si trovano in fase di stallo o che non sono riuscite ancora a crescere per carenza di capitali, e che, ancora, non possono attingere fondi dai mercati di debito a breve termine, come quello monetario, né tanto meno dai mercati di debito a lungo termine, come il mercato dei capitali, dovrebbero auspicare l intervento di un venture capitalist34 Grazie al venture capital la necessità di fondi finanziari può essere soddisfatta appieno. Esso si attesta come il più potente strumento finanziario predisposto alla crescita del capitale delle ESCO. Maggiore capitalizzazione della ESCO è quindi la nozione fondamentale legata a questo strumento finanziario. I vantaggi che porta con se sono assolutamente di primo livello: o crescita dello stato patrimoniale della azienda; o maggiore disponibilità di capitale circolante; o possibilità di investire in progetti più grandi; o maturazione finanziaria della ESCO, fino alla collocazione in mercati regolamentati. In genere, di fronte al capitale apportato nella società, il venture capitalist pretende un ruolo rilevante nel consiglio di amministrazione della stessa. Questo può consentire una crescita della ESCO anche dal punto di vista tecnico-manageriale dal momento che è lo stesso investitore che sceglie il personale di cui ha bisogno l azienda per la sua fase di ascesa. I venture capitalist sono attratti dalla possibilità di investire in società che operano in settori dalle elevate potenzialità di crescita, come quello dei progetti di efficienza energetica che coinvolgono le ESCO. Proprio per questo le ESCO, che necessitano di capitali, dovrebbero favorire il loro ingresso in società, rendendo fertile il terreno grazie alla presentazione di business plan chiari, attuabili e appetibili35 3.3 TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA (TEE) Riferimenti normativi I due decreti emanati dal Ministero delle Attività Produttive e dal Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio il 24 aprile 2001, sostituiti nel 2004 da due nuovi provvedimenti, i decreti ministeriali 20 luglio 2004, incentivano l incremento dell efficienza energetica negli usi finali. Essi fissano l obbligo per i distributori di energia elettrica e gas, con bacini di utenza superiore ai clienti, di effettuare interventi di installazione di tecnologie ad elevata efficienza presso gli utenti finali, in modo tale da ottenere un prefissato livello di risparmio di energia. A tal fine le aziende distributrici possono: 1. intervenire direttamente; 2. avvalersi di società da loro controllate; 3. acquistare TEE rilasciati dal GME alle ESCO. Il meccanismo attivato in Italia con tali DM è innovativo a livello mondiale in quanto prevede la creazione di un mercato di titoli, attestanti la qualità degli interventi realizzati, per la promozione del miglioramento dell efficienza energetica, senza fare ricorsi a contributi in conto capitale o altri tipi di incentivi fiscali. Il punto centrale dei DM è quindi la creazione di un mercato artificiale e regolamentato per il risparmio energetico Obblighi normativi I risparmi, derivanti dall installazione ed il successivo utilizzo di tecnologie efficienti presso gli utenti finali, sono valutati in fonti primarie utilizzando come unità di misura la "tonnellata equivalente di petrolio" (tep), che, per dare un'idea, corrisponde a circa m 3 di gas naturale o a kwh elettrici. Gli obiettivi annuali totali per i distributori sono crescenti di anno in anno e passano dai tep del 2005 ( tep di elettricità tep di gas naturale) ai 2,9 Mtep del 2009 (1,6 Mtep di elettricità + 1,3 Mtep di gas naturale) e sono stimati in una diminuzione del 50% dei consumi nella attività primaria per ciascuna azienda di distribuzione36 Il mancato conseguimento degli obiettivi da parte dei distributori obbligati è sanzionato dall AEEG (Autorità dell Energia Elettrica e il Gas) Titoli di efficienza energetica o certificati bianchi I risparmi energetici effettivamente conseguiti vengono attestati attraverso l'emissione di particolari certificati: i TEE o titoli di efficienza energetica (detti anche certificati bianchi). Gli interventi realizzati sono passati al vaglio dall AEEG, che ne valuta, qualora ci siano veramente, i risparmi conseguiti. Solo successivamente l Autorità autorizza il Gestore del Mercato Elettrico (GME) ad emettere i TEE. I titoli possono essere rilasciati dal GME a favore dei soggetti contemplati dai DM: distributori, aziende ad essi collegate o da essi controllate, società di servizi energetici (ESCO) accreditate presso l'aeeg. Pressoché ogni progetto che comporti un aumento dell efficienza di un processo energetico e quindi una diminuzione dei consumi di energia può essere ammesso a tale meccanismo di attestazione. Per esempio rientrano nel mercato dei TEE interventi di ammodernamento degli impianti d illuminazione, sostituzione di vecchie caldaie con nuove, installazione di pannelli solari termici, ricorso a processi cogenerativi. Per ciascun progetto realizzato è prevista l'emissione di un certo numero di titoli, che dipende dal tipo stesso di intervento, dalle tecnologie utilizzate, dal numero di unità installate o sostituite, dalla misurazione di alcune grandezze fisiche. 11 Come specificato dai DM 20 luglio 2004 art. 5, comma 4: non sono ammissibili i progetti orientati al miglioramento dell'efficienza energetica relativi agli impianti di generazione di energia elettrica". I TEE emessi sono validi per i successi cinque anni dal momento di avvio del progetto (otto anni per alcuni interventi nel campo dell edilizia, DM articolo 4, comma 9). I titoli, ciascuno dei quali corrisponde a un tep, sono di tre tipi: o tipo I: risparmio di energia elettrica; o tipo II: risparmio di gas naturale; o tipo III: risparmio di altri combustibili Il mercato dei TEE 11 Tratto da: sito37 I TEE vanno annualmente presentati, dai distributori soggetti all'obbligo, all'aeeg per attestare il rispetto degli obiettivi e non incorrere in sanzioni. Invece di realizzare da se gli interventi per il risparmio energetico presso gli utenti finali, ed ottenere così i rispettivi TEE, i distributori possono decidere di rispettare i loro obblighi acquistando in tutto o in parte i TEE dai soggetti che rappresentano l offerta dei titoli, tra cui le ESCO e distributori non soggetti all obbligo. La compra-vendita dei TEE avviene o con scambi bilaterali o nel mercato organizzato e gestito dal GME. L AEEG ha stabilito con la delibera 219/04, nei confronti dei distributori obbligati, un rimborso pari a 100 Euro per tep risparmiato relativo ai titoli di tipo I e II in loro possesso. Tale indennizzo è fornito grazie alla attivazione di una componente specifica sulle tariffe di distribuzione di energia elettrica e gas. Questo meccanismo di recupero è stato necessario, in quanto altrimenti i distributori non avrebbero recuperato in alcun modo i costi sostenuti per la realizzazione dei progetti di risparmio energetico. È importante sottolineare come i titoli di tipo III non danno diritto al recupero in tariffa per i distributori e quindi risultano più difficili da piazzare sul mercato. Lo schema riassuntivo di intervento per la riduzione dei consumi, compiuto direttamente dal distributore obbligato, e il successivo rilascio dei TEE, è illustrato nella figura sottostante: Figura 6-Processo di rilascio dei TEE in caso di intervento diretto da parte del distributore obbligato Scenari di sviluppo delle ESCO nel mercato dei TEE38 Presentato il quadro generale dei DM sull efficienza energetica, è importante capire che ruolo possono svolgere le ESCO in tale mercato, e perché i TEE sono considerarti uno strumento di incentivazione finanziaria per le ESCO. Prima di procedere, è indispensabile fare una premessa sulla definizione che l AEEG fornisce per le società di servizi energetici: società, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, che alla data di avvio del progetto hanno come oggetto sociale, anche non esclusivo, l offerta di servizi integrati per la realizzazione e l eventuale successiva gestione di interventi. 12 Alla luce di ciò si sono potute accreditare come ESCO presso l AEEG molte società che soddisfano il requisito citato, ma che in realtà non sono delle società di servizi energetici vere e proprie, come quelle descritte fino ad ora. Le ESCO, come definite dall AEEG quindi, hanno contribuito con un ruolo fondamentale alla crescita iniziale del mercato dei titoli di efficienza. Ben il 72,3% dei titoli emessi, dal 1 gennaio 2005 al 31 maggio 2007, a fronte degli interventi realizzati presso gli utenti finali è stato infatti realizzato da soggetti accreditati come ESCO. Delle 919 ESCO accreditate presso l AEEG per prendere parte al meccanismo, di queste una piccola parte si è attivata: solo 134 società (il 15% di quelle accreditate) hanno presentato richieste di verifica e certificazione di risparmi per gli interventi effettuati e solo 106 (il 12% di quelle accreditate) hanno ottenuto l emissione di TEE. [7] Nord; 62% Sud; 28% Centro; 44% Sud Centro Nord Figura 7-Ripartizione geografica italiana delle 134 società di servizi energetici che hanno presentato richieste di verifica e certificazione Delibera 103/03 dell AEEG, modificata dalla delibera 200/04, articolo 1 13 Fonte [7]39 Nella figura sottostante viene presentato il meccanismo di funzionamento del mercato, più generale rispetto alla Figura 2. Qui si prevede l intervento di una ESCO, che è anche denominata Soggetto Volontario (SV) per distinguerla dai Soggetti Obbligati, ossia i distributori (SO). In questo caso è la ESCO, e non il distributore, che promuove l intervento di risparmio energetico presso gli utenti, dai quali riceve un canone periodico stabilito da contratto per i servizi offerti. I clienti, dal canto loro, godono dei vantaggi economici apportati dal risparmio energetico. La ESCO inoltre può ricevere dal GME una quantità di TEE, su indicazione dell AEEG, che attesta i risparmi conseguiti negli interventi da essa compiuti. In questo modo può vendere i TEE ai SO o con contrattazioni bilaterali o sul mercato organizzato dal GME. Quindi, in questa situazione la ESCO vede presentarsi al suo portafoglio flussi di cassa derivanti sia dai risparmi conseguiti all'intervento, sia dalla vendita dei TEE. trasferimento TEE flussi di cassa trasferimento TEE e flussi di cassa GME rilascia TEE AEEG presenta TEE sanzioni se inadempiente Distributore acquista TEE Borsa del GME ESCO rate da componente contratto tariffaria Utente effettua l investimento Ricavi da minori consumi Figura 8-Processo di rilascio, scambio e vendita dei TEE in caso di intervento di una ESCO Poiché in tale sede è importante analizzare le opportunità che le ESCO vedono correlate al meccanismo dei TEE, ne deriva la necessità di analizzare più da vicino lo schema riportato in Figura 4. L intervento realizzato dalla ESCO è naturalmente condotto in una logica di FTT, con contratti tipicamente della forma shared savings o garanteed savings. Ciò non compromette in alcun modo il risultato esterno del rapporto tra ESCO (la quale riceve un compenso) e utente (il quale40 consegue un risparmio energetico), ossia quello riportato proprio in Figura 4, ma lo modifica solo internamente. Per chiarire tale concetto si osservino le seguenti figure 14 : Figura 9-Investimento e realizzazione del progetto effettuate dalla ESCO (Soggetto Volontario)-shared savings Figura 10-Investimento effettuato dall utente e la realizzazione del progetto dalla ESCO (SV)-guaranteed savings In un intervento con logica shared savings, è la ESCO che fornisce il capitale, oltre a realizzare il progetto, e quindi riceve come compenso una parte dei risparmi economici ottenuti dall utente più la somma relativa al prezzo di vendita dei TEE. Con contratto guaranteed savings invece, il cliente finanziando l'intervento (grazie al prestito delle banche), ossia correndo il grosso del rischio finanziario, non solo mantiene i risparmi conseguiti 14 Tratte da [8]41 per se, ma a fronte del canone contrattuale da versare alla ESCO, ottiene anche parte dei ricavi ottenuti dalla stessa ESCO attraverso la vendita dei TEE. Come si nota, negli schemi sovrastanti è riportata la presenza degli istituti di credito in entrambe le forme di contratto. Già sappiamo quanto sia indispensabile per una ESCO l appoggio delle banche, ne vale la sua stessa vita, e ancora di più sarà detto nel Capitolo4. Qui ci preme anticipare solo un aspetto, ma certamente fondamentale. Affinché una banca finanzi un progetto, essa ha bisogno che il cliente le offra garanzie; nella maggior parte dei casi le garanzie richieste devono essere reali, come quelle ipotecarie. Nel caso dei progetti di risparmio energetico realizzati da una ESCO si sa che gli investimenti sono ripagati grazie ai flussi di cassa derivanti dai risparmi conseguiti. Sarebbe opportuno che le ESCO potessero riportare tale flusso di cassa come garanzia a copertura del debito contratto con le banche. Gli stessi istituti di credito ancora sembrano non accettare tale forma di garanzia, oppure non risulta per loro sufficiente, fatto sta che i passi mossi dalle banche in tal senso sono modesti. Il GME, nell ambito del meccanismo introdotto dai DM di cui sopra, allora ha pensato bene di disporre, come ulteriore garanzia finanziaria messa a disposizione delle banche, per gli operatori accreditatisi come ESCO, TEE bloccati, cioè non più contrattabili, sul loro registro informatico privato di TEE (gestito dallo stesso GME). Purtroppo anche questa novità per il finanziamento del settore delle ESCO, nel campo dei DM, non ha prodotto i risultati sperati: per il momento le banche stentano a farsi avanti, anche perché il prezzo dei TEE in questa prima fase di funzionamento del meccanismo è risultato piuttosto volatile (il prezzo dei titoli di tipo I ha oscillato fra gli 84 e i ). Le società di servizi comunque hanno visto aprirsi buone strade di profitto e crescita, almeno nel breve periodo, grazie ai flussi di cassa derivanti dalla vendita dei TEE. Essi potranno risultare uno strumento finanziario molto importante per la riduzione del tempo di ritorno economico degli investimenti intrapresi. Al momento ciò si verifica solo per alcune categorie di interventi (sostituzione lampadine e riduttori di flusso per rubinetti e docce, ad esempio), perché il valore dei TEE - grazie alla loro vendita ai soggetti obbligati infatti le ESCO ottengono attualmente all incirca 30 /titolo per i titolo I e all incirca 80 /titolo per i titolo di tipo II non permette di agire efficacemente sul piano di investimento per molte tecnologie. In realtà anche se l incentivazione è buona, si osserva una disparità accentuata con i distributori obbligati. A causa dell abbondanza di offerta rispetto la domanda, i titoli di tipo I sono scesi dai circa 70 /titolo del 2006 ai circa 30 /titolo attuali. Quindi la ESCO vende sempre al prezzo di mercato, che attualmente è basso, mentre i distributori per ogni titolo presentato all AEEG ricevono Dati tratti dal sito42 Avere a disposizione una quota di rimborso analoga sarebbe molto utile per le ESCO, in quanto: non porterebbe a vendere TEE sotto la soglia del rimborso stesso, sapendo che tanto quel prezzo gli è garantito dal GME, evitando così l abbassamento del valore dei TEE, soprattutto di tipo I; garantirebbe un flusso di cassa costante e prevedibile; non comporterebbe un aggravio monetario per il GME, che in qualsiasi caso dovrebbe conferire il rimborso ai distributori obbligati a fronte dei TEE presentati. Come era logico aspettarsi, l avviamento del processo dei TEE è toccato principalmente alle società di servizi energetici 16. I distributori hanno infatti preferito acquistare i titoli rilasciati alle società di servizi energetici per diversi motivi: o difficoltà nella trasformazione del proprio core-business o comunque nell avvio di attività assai diverse da quelle peculiari dell'azienda; o problemi con l Antitrust per interventi post-contatore: l articolo 1, comma 34, della legge n. 239/04, o legge Marzano, sul Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia recita Le aziende operanti nei settori dell energia elettrica e del gas naturale che hanno in concessione o in affidamento la gestione di servizi pubblici locali ovvero la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali, nel territorio cui la concessione o l affidamento si riferiscono e per la loro durata, non possono esercitare, in proprio o con società collegate o partecipate, alcuna attività in regime di concorrenza, ad eccezione delle attività di vendita di energia elettrica e gas e di illuminazione pubblica, nel settore dei servizi postcontatore, nei confronti degli stessi utenti del servizio pubblico e degli impianti. o atteggiamenti poco inclini alle novità e mentalità non avvezza all apertura. Naturalmente le ESCO hanno ancora molto da fare, affinché il mercato dei titoli si sviluppi in modo consistente e non vada a far parte della serie di opportunità sprecate per la contribuzione al loro finanziamento. Il meccanismo anche se innovativo è ormai collaudato, il mercato è avviato; dal loro canto le ESCO devono promuovere in modo preminente l'affermazione del meccanismo dei TEE rispondendo in maniera esauriente alla domanda sul miglioramento dell efficienza energetica, e prodigandosi per la crescita della domanda stessa. L opportunità è importante, non vale la pena perderla. Il pericolo è però tutto altro che remoto. 16 Vedi [7]43 In base alla definizione di ESCO data dall AEEG con la delibera 200/04, come anticipato, sono nate società di servizi energetici il cui unico obiettivo è quello di realizzare interventi di risparmio energetico per arrivare ad ottenere i titoli. Se da una parte esse, insieme alle vere ESCO, cioè quelle società che operano anche al di fuori del contesto dei TEE, hanno permesso l'affermazione fino ad oggi di tale processo di mercato, come dimostrano i numeri forniti dalla AEEG per l'anno 2007, d altra parte potrebbero invece risultare un fattore di insuccesso futuro per il mercato dei TEE in primo luogo, ed di conseguenza compromettere la figura delle ESCO a livello nazionale. Il rischio maggiore che si corre è quello di vedere fiorire tante società fittizie che, sfuggendo ad una normativa lacunosa e flessibile, sfruttano il nominativo di ESCO solo per accedere più facilmente al cliente finale, senza la capacità di offrire servizi ad alto valore aggiunto che da esse ci si aspetta. Se ciò si verificasse, sarebbe pregiudicato, oltre il mercato regolamentato di risparmio energetico, il concetto stesso di ESCO. Il metodo di operare di una vera società di servizi energetici integrati non è certamente un processo di comodo, e quindi, se passasse tale erroneo concetto, esse sarebbero messe sotto una cattiva luce davanti agli occhi dei clienti. Il mercato dei TEE potrebbe essere un'arma a doppio taglio anche per un altra ragione: nuove ESCO, entrate nel mercato dei certificati ma con scarsa esperienza alle spalle, potrebbero prodigarsi in progetti più grandi delle proprie capacità risultando alla fine fallimentari e quindi facendo perdere di colpo credibilità agli altri operatori di settore. Per concludere è opportuno evidenziare un risvolto fondamentale al quale il complesso meccanismo presentato qui può contribuire. La logica del risparmio energetico è la più importante che si deve seguire per permettere il futuro sviluppo dell'uomo in un ambiente più pulito. In seguito agli interventi realizzati nel solo biennio , si sono risparmiate tep, che equivalgono ad una riduzione di 2,5 milioni di tonnellate delle emissioni di anidride carbonica. 17 Il meccanismo introdotto in Italia con i TEE deve risultare efficace sia per diminuire il carico inquinante apportato all ambiente da un consumo indiscriminato di fonti energetiche fossili, sia per mitigare le problematiche dei costi energetici troppo alti e della sicurezza degli approvvigionamenti. Visto ormai che tali temi sono di giorno in giorno sempre più sentiti, dagli esperti di settore come dal grande pubblico, è opportuno riflettere sul contributo che le ESCO possono ricevere e a loro volta apportare al mercato del risparmio energetico. 17 AEEG, comunicato stampa 23 agosto 2007, Milano44 3.4 INCENTIVI NAZIONALI E REGIONALI In questa sezione si riportano finanziamenti ed incentivi nazionali e regionali che sono rivolti esplicitamente alle ESCO (il che significa partecipazione al rischio finanziario nei progetti e quindi schema di contratto shared savings) o che comunque possono essere impiegati trasversalmente dalle stesse come strumento di sviluppo del proprio mercato (il che significa assenza di rischio finanziario per le ESCO e quindi schema di contratto guaranteed savings). Tra i più importanti si trovano finanziamenti in conto capitale (o a fondo perduto), finanziamenti in conto energia, ricorso a fondi strutturali, detrazioni fiscali Finanziamenti nazionali 18 o MATTM (Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) [9]: 1. FOTOVOLTAICO Il fotovoltaico in architettura - Rivolto a Comuni capoluogo di provincia, a Comuni in cui insistano territori facenti parti di aree naturali protette di valenza nazionale o regionale di cui alla legge n. 394/1991, a Province, a Università statali e ad Enti Pubblici di ricerca. E' finalizzato alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici, completamente integrati in complessi edilizi secondo criteri di replicabilità che risultino funzionali alle tipologie edilizie proprie del territorio e delle zone in cui verrà realizzato l impianto stesso. Per la misura sono stati stanziati ,85. L incentivo è del 50% in conto capitale per la realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia compresa tra 1 e 50 kwp. In virtù dell alto valore degli impianti, viene stabilito un limite massimo per il costo ammissibile di 8500,00 /kwp installato. Inizio finanziamento 1 luglio 2007, fino al 31 dicembre Il sole a scuola Rivolto ai Comuni e alle province che siano proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o superiori. 18 Finanziamenti nazionali emanati nel45 Finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e, simultaneamente, avvio di un attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei suddetti edifici, tramite il coinvolgimento degli studenti. Per la misura sono stati stanziati ,00. Gli interventi incentivati dal bando sono finanziabili nella misura del 100% dei costi ammissibili; viene stabilito un limite massimo di per edificio scolastico, di cui fino a utilizzabili per supportare l attività didattica di realizzazione delle analisi energetiche e degli interventi di razionalizzazione e risparmio energetico. Inizio finanziamento 1 luglio 2007, fino ad esaurimento fondi. 2. SOLARE TERMICO Il sole negli enti pubblici - Rivolto alla Pubblica Amministrazione e agli Enti pubblici. Finalizzato alla realizzazione di impianti solari termici per la produzione di calore a bassa temperatura realizzati su edifici pubblici. Per la misura sono stati stanziati ,17, in gran parte provenienti dai residui del vecchio bando Solare termico per Enti pubblici e Aziende Gas, che viene contestualmente chiuso. Le tecnologie incentivate dal bando sono finanziabili nella misura del 50% dei costi ammissibili, salvo i casi in cui la quota dell investimento a carico del soggetto proponente sia coperta attraverso il Finanziamento Tramite Terzi operato da una ESCO, per i quali è previsto un contributo fino al 65% dei costi ammissibili. Inizio finanziamento 2 giugno 2007, fino ad esaurimento fondi. N.B. - Il Ministero dell Ambiente ha emanato questi 3 suddetti bandi all interno di un pacchetto di misure denominato Programma Nazionale per l energia solare che impiega risorse (oltre ) in gran parte recuperate da fondi non spesi da precedenti bandi nazionali sulle rinnovabili. I bandi sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1 giugno RISPARMIO ENERGETICO Analisi energetiche nel settore dei servizi e della PA - Dedicato alle analisi energetiche nel settore dei servizi e nella Pubblica Amministrazione. Stanziati a cui possono accedere le aziende distributrici di energia elettrica e le società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO), accreditate presso l'autorità dell'energia Elettrica e del Gas46 Il bando ha lo scopo di stimolare e sostenere economicamente le analisi energetiche (AUDIT) per definire il risparmio di energia che si può realizzare nel settore terziario e nella Pubblica Amministrazione. Queste attività rappresentano infatti un passaggio necessario per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica mirati ed efficaci. La percentuale massima del contributo pubblico concesso dal MATTM è pari al 50% del costo ammissibile per l investimento (Art.4). Concorrono a determinare il costo ammissibile, i costi documentati, al netto dell'iva, relativi a: - definizione del progetto; - definizione delle campagne di misura; - acquisizione di hardware e software strettamente necessari per le finalità del progetto; - realizzazione delle misurazioni e acquisizione dati; - elaborazione dei dati acquisiti e calcolo del potenziale di risparmio ottenibile; - definizione delle proposte di intervento e quantificazione dei risultati ottenibili. (Art.5) Scadenza bando 25 Febbraio o MSE (Ministero dello Sviluppo Economico): Decreto 22 dicembre 2006: Approvazione del programma di misure ed interventi su utenze energetiche pubbliche, ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 20 luglio Il decreto disciplina un programma di misure ed interventi su utenze energetiche, la cui titolarità è di organismi pubblici, quali diagnosi energetiche e progettazione esecutiva di interventi di risparmio energetico. (Art.1) Il programma destina ,84 alle regioni e province autonome, le quali assegneranno il fondo a loro attribuito tramite procedure di pubblica evidenza, alle quali possono partecipare i soggetti di cui all'art. 8, comma 1, di entrambi i decreti ministeriali 20 luglio 2004, ivi incluse le società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO), che rispondono alla definizione contenuta nelle linee guida di cui all'art. 5, comma 6, degli stessi decreti.(art.4, comma 1) I tempi per l attivazione da parte delle singole regioni e delle province autonome della procedura ad evidenza pubblica sono scaduti nel settembre 2007 (270 giorni dopo l entrata in vigore del relativo decreto, Art.7, comma2)47 La ripartizione del fondo è stata disposta come riportato di seguito: Finanziamenti regionali 19 o REGIONE LAZIO Provincia di Viterbo: fondi per impianti solari termici e fotovoltaici per le scuole e gli edifici pubblici - Finalizzato all installazione di impianti solari termici e fotovoltaici nelle scuole e negli edifici pubblici della Tuscia, ricadenti nel Docup (documento unico di programmazione) Obiettivo II. Il finanziamento è di e verrà gestito tramite un gruppo di lavoro formato dai funzionari della Provincia di Viterbo e dalla società partecipata Esco Tuscia. Fondo di rotazione per le energie intelligenti 20 - La Regione Lazio, con la Delibera di Giunta Regionale n. 686 del 20/10/06 in attuazione dell Art.36 della L.R. 4/06, ha affidato a 19 Finanziamenti regionali emanati nel48 Sviluppo Lazio S.p.A. la promozione di investimenti nei settori delle energie rinnovabili, della generazione distribuita e del risparmio energetico, per un ammontare di risorse complessive pari a circa 15 Milioni di Euro. Tale fondo di rotazione può operare sui prestiti bancari come garanzia, come strumento di abbattimento del costo del denaro, come finanziamento a tasso zero. L attuazione del fondo dipenderà dagli accordi raggiunti con gli istituti bancari. Il fondo di rotazione regionale ha l obiettivo di finanziare attività relative alla: efficienza energetica (5 tipologie di investimento) microproduzione diffusa di energia da fonti rinnovabili (4 tipologie di investimento) I soggetti beneficiari: persone fisiche o domiciliate nel Lazio, condomini ubicati nel territorio regionale, titolari di partita IVA residenti o domiciliati nel Lazio, PMI con sede operativa nel Lazio, ESCO (Energy Service Company) che operino nel Finanziamento Tramite Terzi (FTT) su istanza di Enti Pubblici, condomini e PMI. o REGIONE LOMBARDIA Mutuo a Profitto - Prestiti a tasso zero per il risparmio energetico 21 Accordo sottoscritto tra la Provincia di Milano e le Banche di Credito Cooperativo di Carugate e di Cernusco sul Naviglio. L operazione, innovativa in Italia, prevede di movimentare 12 milioni di Euro all anno al fine di raggiungere l obiettivo fissato nel Programma Provinciale di Efficienza 20 N.B. In attesa dell uscita del relativo Bando, prevista per l autunno 2007 (fonte sito 21 Fonte [17] Vedere altro
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