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Timestamp: 2014-09-17 23:35:55+00:00

Document:
SPORTELLO USI CIVICI del Comune di Rocca Imperiale (Cs): LEGGE REGIONE CALABRIA n° 18/2007 NORME in materia di USI CIVICI"
Legge regionale 21 agosto 2007,
n. 18 Norme in materia di usi civici.
(BUR n. 15 del 16 agosto 2007, supplemento straordinario n. 5 del 29
agosto 2007) (Testo coordinato e modificato con le integrazioni di cui alle LL.RR. 27 marzo 2008, n. 7, 13 giugno 2008,
n. 15 e 16 ottobre 2008, n. 33, 31 marzo 2009, n. 10, 7 dicembre 2009, n. 49,
13 luglio 2010, n. 17, 29 dicembre 2010, n. 34, 30 giugno 2011, n. 17 e 23
dicembre 2011, n. 47)
generali Art. 1
1. Le disposizioni contenute
nella presente legge sono intese a disciplinare l'esercizio delle funzioni
amministrative in materia di usi civici e di gestione delle terre civiche. 2. La Regione tutela e valorizza
i terreni di uso civico e le proprietà collettive, quali elementi di sviluppo
economico delle popolazioni locali assicurandone le potenzialità produttive. 3. I terreni di uso civico e le
proprietà collettive sono altresì strumenti per la salvaguardia ambientale e
culturale e per la preservazione del patrimonio e del paesaggio forestale, agricolo
e pastorale della Calabria. 4. La Regione assicura la
partecipazione dei Comuni alla programmazione ed al controllo dell'uso del
territorio ai fini della tutela delle esigenze comuni delle popolazioni locali.
5. La legge, in attuazione
dell'art. 118 della Costituzione e degli
artt. 2 lett. e), e 46 dello Statuto
regionale, opera il conferimento ai Comuni di tutte le funzioni e compiti amministrativi
relativi alla cura degli interessi delle comunità locali nella materia degli
usi civici, ove non sussista un interesse sovra comunale. Art. 2
1. Ai fini della presente legge,
gli usi civici sono intesi:
a) diritti di
uso civico su terre di proprietà privata, quali diritti spettanti a una
collettività locale su terreni e loro pertinenze e accessioni, di uso e
godimento secondo la destinazione dei beni, coesistenti con il diritto di
proprietà privata; b) diritti di
uso civico su terre del demanio comunale, quali diritti spettanti a una
collettività locale, di uso e godimento secondo la destinazione dei beni, su
terreni appartenente al comune, frazione o associazione.
liquidazione degli usi civici, il procedimento volto all’adozione del
provvedimento amministrativo di liberazione del bene privato dal gravame
consistente nel diritto di uso civico;
b) verifica demaniale, il procedimento
amministrativo volto alla ricognizione delle terre appartenenti al comune,
frazione o associazione, al fine di accertare l'esercizio e il titolo di
occupazione da parte di singoli, che abbiano sottratto le terre del demanio civico
al godimento collettivo;
legittimazione, il procedimento volto all'adozione del provvedimento
amministrativo di sanatoria dell'occupazione abusiva da parte di privati su
terre di uso civico appartenenti al comune, frazione o associazione e
all'imposizione di un canone enfiteutico;
reintegrazione, il procedimento volto all'adozione del provvedimento
amministrativo di recupero del bene oggetto di usi civici all'uso collettivo,
liberandolo dell'occupazione abusiva da parte di privati;
affrancazione, l'atto con cui un terreno viene liberato del canone enfiteutico.
1. Gli usi civici costituiscono
diritto inalienabile, imprescrittibile e inusucapibile della comunità locale
alla quale appartengono.
2. I beni di uso civico non
possono formare oggetto di diritti speciali a favore di terzi, se non nei modi
e nei limiti previsti dalla legge.
3. Ai beni di uso civico e ai
diritti di uso civico su terre private, sono applicabili, rispettivamente, le norme
previste per i beni demaniali dello Stato e della Regione e per i diritti demaniali
su beni altrui disciplinati dall'art. 825 del Codice civile, in quanto
applicabili e in quanto non derogate dalle norme della presente legge.
4. I diritti di uso civico sono
insensibili alle vicende amministrative del comune o della frazione, quali
soppressioni, fusioni o aggregazioni, che, pertanto, non cagionano l'estinzione
degli usi civici.
5. I terreni soggetti a usi
civici sono soggetti alla tutela paesaggistica prevista dagli articoli 131 e
seguenti del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, approvato con Decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42.
regionale 1.
Con regolamento approvato dalla Giunta regionale entro90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione
consiliare, sono adottate le norme di attuazione della presente legge. 2. Sino all'approvazione del
regolamento regionale, continuano ad applicarsi le nome del RD 26/2/1928 n. 332, in quanto compatibili con le
disposizioni della presente legge.
1. I comuni, nella cui
circoscrizione esistono terreni di uso civico, entro 90 giorni dall'entrata in
vigore del regolamento regionale e nel rispetto dello stesso, emanano ai sensi,
dell'art. 2, comma 4 della legge regionale 12 agosto 2002, n. 34 il regolamento
per l'organizzazione e lo svolgimento delle funzioni loro attribuite e per la
gestione delle terre di uso civico ovvero adeguano quello vigente, ove
necessario, alle disposizioni della presente legge. 2. Il regolamento locale per
l'uso dei terreni di uso civico disciplina inoltre:
a) l'esercizio
collettivo degli usi civici da parte della comunità locale relativamente al
contenuto, ai limiti e all'eventuale corrispettivo a carico degli utenti;
eventuali modalità, forme e condizioni di concessione onerosa per uso esclusivo
delle terre civiche, a fini di sfruttamento produttivo;
c) le modalità
di imposizione e riscossione di canoni e corrispettivi nell'ambito della regolamentazione
regionale, finalizzate a consentire la copertura finanziaria delle funzioni amministrative
in capo agli Enti;
d) le modalità
di esercizio della potestà di vigilanza e sanzionatoria, in relazione alla
corretta osservanza della disciplina legislativa e
regolamentare.
e programmazione Art. 6
Funzioni della
1. La Regione esercita le
funzioni di programmazione, di indirizzo, di coordinamento e di controllo,
nonché i compiti espressamente riservati dalla presente legge.
2. Nelle materie oggetto della
presente legge, la Regione esercita le funzioni di indirizzo, programmazione e
coordinamento, mediante deliberazione della Giunta regionale nel rispetto dei
principi e dei criteri fissati dalla legge.
3. La Regione esercita le funzioni e i compiti amministrativi di
accertamento dell’esistenza di diritti di uso civico, secondo le norme del
regolamento regionale. Art. 7
Funzioni delle
1. Nelle materie disciplinate
dalla presente legge, le Province esercitano le funzioni amministrative e di
programmazione inerenti a vaste aree intercomunali o all’intero territorio
provinciale ed in tale ambito:
a) promuovono
e coordinano attività in collaborazione con i Comuni, sulla base di programmi
da esse predisposti;
b) realizzano
iniziative di rilevante interesse provinciale nel settore della valorizzazione
produttiva e ambientale delle terre di uso civico;
c) raccolgono
e coordinano le proposte avanzate dai Comuni ai fini della programmazione della
d) forniscono
assistenza tecnica ed amministrativa agli Enti locali che la richiedano, con
particolare riferimento ai procedimenti di vigilanza;
e) realizzano
iniziative divulgative per lo studio e la valorizzazione delle terre di uso
inventario delle terre civiche
1. La Regione provvede alla
ricognizione generale degli usi civici e alla formazione di un inventario
generale delle terre di uso civico, mediante l'adozione di piani di intervento,
da approvarsi con deliberazioni della Giunta regionale aventi natura non regolamentare,
entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
generale delle terre civiche
1. La Regione, d'intesa con i
Comuni, provvede alla ricognizione generale degli usi civici esistenti sul
territorio regionale, mediante un piano straordinario di accertamento.
2. A tal fine, con la
deliberazione prevista all'articolo precedente, la Giunta adotta il piano, che
a) l'individuazione
dei criteri per la identificazione da parte dei Comuni dei diritti di uso
civico su terre private e dei beni del demanio civico comunale, nonché di ogni
altro diritto analogo;
b) modalità e
tempi con cui i Comuni dovranno trasmettere le informazioni, i dati e i documenti in loro possesso circa le terre di
uso civico ricadenti nell'ambito del territorio di competenza;
distinzione delle terre di uso civico, secondo la loro destinazione agricola,
forestale e pastorale, in relazione alle potenzialità produttive o alla valenza
paesaggistica e ambientale dei terreni. Art. 10
1. La Regione, d’intesa con i Comuni, provvede a formare l’inventario generale delle
terre civiche.
2. L’inventario, tenuto dalla Regione, costituisce il
documento ufficiale per la programmazione degli interventi di utilizzazione
recupero e valorizzazione dei terreni di uso civico.
3. Il piano per la redazione
dell’inventario delle terre civiche, comprende:
a) le modalità
per la redazione e l'aggiornamento dell'inventario generale, da formarsi
mediante descrizione tecnico-catastale e cartografica dei beni e mediante
struttura regionale competente alla tenuta dell'inventario e le modalità di
accesso alla documentazione costituente l'inventario;
di raccolta di dati, informazioni e documenti, dai Comuni e dal Ministero, per
quest'ultimo relativamente alla fase precedente al trasferimento di funzioni
della ricognizione e dell'inventario generale
1. Il piano di ricognizione delle
terre di uso civico e di redazione dell'inventario, prevedono preferibilmente
l'utilizzazione di personale precario ovvero personale addetto alla
manutenzione idraulico-forestale; i piani stessi prevedono l'inserimento organico
nella programmazione dei fondi europei per il periodo 2007-2013.
recupero delle terre civiche
1. I Comuni predispongono e
approvano con deliberazione consiliare il piano di valorizzazione e di recupero
delle terre di uso civico ricadenti nelle rispettive circoscrizioni.
2. Il piano contiene le
indicazioni programmatiche sulla gestione, l'utilizzo e la destinazione dei
beni e diritti di uso civico, finalizzate allo sviluppo socio-economico delle
comunità interessate e allo sfruttamento conforme al pubblico interesse, alla
tutela e valorizzazione ambientale e alla preservazione degli equilibri
idro-geologici.
3. Il piano contiene altresì le
disposizioni generali sulla destinazione delle terre di uso civico secondo la
loro vocazione naturale in considerazione dell'ubicazione, della qualità e
della produttività, e sulle eventuali diverse destinazioni.
4. Nel regolamento regionale sono
previste forme di partecipazione al procedimento di approvazione del piano,
volte a consentire la proposizione, nella fase endoprocedimentale, da parte di
cittadini, Enti o Associazioni, di osservazioni, deduzioni e documenti.
degli Istruttori e periti demaniali
1. E’ istituito l'albo regionale
degli istruttori e Periti demaniali in materia di usi civici.
2. Il regolamento di attuazione
della presente legge disciplinala formazione, la tenuta e l'accesso all'albo,
che sarà diviso in due sezioni:
a) sezione a)
in cui sono iscritti gli Istruttori demaniali, figure professionali che
espletano la fase di accertamento delle aree soggette a usi civici, sotto il
profilo storico, tecnico e giuridico, al fine di verificare gli ambiti territoriali
appartenenti ai demani civici e soggetti diritti di uso civico;
b) sezione b)
in cui sono iscritti i Periti demaniali, figure tecniche, che operano la fase
di verifica dello stato di fatto delle terre e la conseguente successiva
sistemazione, quale legittimazione, reintegra, affrancazione.
Presso il Dipartimento regionale competente è istituita la Commissione per la
vigilanza sull'albo, formata da un dirigente regionale, da un docente
universitario, da un esperto in materie tecniche e da un esperto in materie
Il regolamento disciplina la nomina dei membri, la costituzione della
Commissione, il funzionamento, nonché i rimborsi e le indennità ai membri della
La Giunta regionale promuove la organizzazione di appositi corsi di
formazione e/o qualificazione professionale per i periti e, istruttori
demaniali, anche tramite la stipula di convenzioni con Università od Ordini
amministrativi in materia di usi civici Art. 14
Conferimento di funzioni
Le funzioni amministrative concernenti la liquidazione degli usi civici,
la verifica demaniale di terre oggetto di usi civici, la legittimazione di
occupazioni abusive e l'affrancazione, la gestione e la classificazione dei
terreni di uso civico, sono conferite ai Comuni.
2. Se le terre oggetto di usi
civici sono comprese nel territorio di più Comuni, la funzione amministrativa
compete all'Amministrazione provinciale.
3. I Comuni, nell'esercizio delle
funzioni conferite, adottano le eventuali forme associative previste dagli articoli
30 e seguenti del Decreto legislativo 18/8/2000 n. 267, per la migliore efficienza
dei compiti amministrativi affidati. Art. 15
1. Le Amministrazioni comunali,
ove non sia espressamente prevista la competenza di altro organo, adottano
l'atto finale del procedimento con deliberazione della Giunta comunale in esito
all'istruttoria affidata al perito o all'istruttore demaniale, nel rispetto delle
vigenti disposizioni legislative e regolamentari.
2. Il provvedimento finale
diviene efficace a seguito di controllo della Giunta regionale, che esercita
l'esame di legittimità e la valutazione di merito sul provvedimento, previa
istruttoria del Dipartimento competente.
3. La Giunta regionale esamina i
provvedimenti delle Amministrazioni comunali, che devono essere trasmessi alla
Regione completi di tutti gli allegati e degli atti istruttori, nel termine di 90
giorni dalla ricezione: decorsi i quali il provvedimento comunale è tacitamente
La Giunta o il Dipartimento possono chiedere, per una sola volta,
chiarimenti, documenti o integrazioni istruttorie; in tal caso il temine è interrotto e
riprende a decorrere per intero dalla ricezione degli atti richiesti.
Ove l'Amministrazione regionale ritenga illegittimo il provvedimento comunale
ricusa il visto e restituisce gli atti al Comune per le ulteriori
6. Ove la Giunta regionale valuti
nel merito inefficaci o insufficienti o inopportune le scelte
dell'Amministrazione comunale, restituisce gli atti al Comune imponendo le
prescrizioni necessarie ovvero disponendo la rinnovazione del procedimento e
dell'istruttoria sui punti non approvati.
7. Il controllo previsto dai
commi precedenti si applica a tutti i procedimenti di competenza degli Enti
locali in materia di usi civici.
8. Le spese per l'istruttoria dei
procedimenti, relativamente ai compensi di periti ed istruttori demaniali, sono
a carico delle parti private interessate e sono determinati alle norme del
regolamento regionale, che disciplina altresì l'eventuale imposizione di tasse
per diritti di segreteria.
procedimenti in materia di usi civici possono essere definiti per mezzo della
conferenza di servizi disciplinata dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 e dalla
legge regionale 4 settembre 2001, n. 19
in quanto applicabili. Art. 16
1. In caso di mancata attuazione
da parte degli Enti locali delle funzioni e dei compiti conferiti ai sensi
della presente legge, la Regione esercita il potere sostitutivo sugli Enti
locali inadempienti.
2. A tal fine, il
Presidente della Giunta regionale, su proposta dell' Assessore competente per
materia, assegna all'ente inadempiente il termine di novanta giorni per
3. Trascorso inutilmente il
predetto termine, la Giunta regionale, dispone l'intervento sostitutivo con un
cornmissario ad actus, nominato secondo quanto previsto dalla legislazione
vigente, che provvede entro novanta giorni, ovvero avoca all'amministrazione regionale
il procedimento, impartendo le opportune disposizioni per la sua definizione.
4. Gli oneri finanziari
dell'intervento sono a carico dell'ente inadempiente. Art. 17
1. I comuni esercitano la
funzione amministrativa concernente la liquidazione degli usi civici nel
rispetto della legge e del regolamento regionale.
Il procedimento è
intrapreso su istanza del privato proprietario o d'iniziativa del
3. Il regolamento regionale detta
nome di attuazione volte individuare con certezza il diritto di proprietà
privata, a semplificare il procedimento e a consentirne la rapida definizione,
favorendo la chiarificazione delle situazioni di gravami solo formali e la piena
esplicazione del diritto di proprietà privata.
4. Possono essere altresì dettate
norme volte a consentire in via semplificata la liquidazione di usi civici nel
caso in cui il bene ricada in zone urbanizzate tali da non avere più in alcun modo
la destinazione e la funzione di uso collettivo.
5. Nel caso previsto dal comma precedente, e in ogni altro
caso in cui appaia prevalente la definizione del procedimento mediante
liberazione dei terreni contro il pagamento al Comune di un compenso una
tantum, il regolamento regionale consente il versamento delle somme e ne
disciplina la quantificazione.
6. E’ comunque ammessa, su opzione del proprietario privato
la liquidazione degli usi civici mediante cessione al Comune di una porzione
del terreno, ovvero mediante instaurazione del rapporto enfiteutico, in base
agli articoli 5, 6 e 7 della legge 16 giugno
l927 n. 1766 e secondo le norme del regolamento regionale.
concernente la verifica demaniale delle terre oggetto di usi civici è esercitata dal
Comune, in esecuzione degli atti di accertamento adottati dall'Amministrazione regionale
e dell'inventario generale.
2. A tali fini il Comune,
d'ufficio o su impulso di privati, Enti o Associazioni, che procede alla
ricognizione delle terre di uso civico, procede alla individuazione dei
confini, accerta le eventuali occupazioni abusive, verifica lo stato dei
terreni e gli eventuali danneggiamenti al patrimonio boschivo, agricolo,
fluviale e all'equilibrio idro-geologico.
3. La verifica è conclusa con
provvedimento dichiarativo della situazione di fatto e di diritto riscontrata,
e con le conseguenti proposte per la sistemazione dei terreni.
Ove ne sussistano i presupposti, il Comune esercita le necessarie azioni
giudiziarie a tutela del demanio civico, ivi compresa l'azione di danno
ambientale prevista dall'art. 18 della legge 8 luglio
1986 n. 349 e l'eventuale ingiunzione di pagamento di una somma a titolo di
indennità per occupazione abusiva. Art. 19
L'occupatore abusivo di terre del demanio civico comunale può chiedere
la legittimazione della detenzione di fatto senza titolo, ove ricorrano
congiuntamente le seguenti condizioni:
apportato sostanziali e permanenti miglioramenti di tipo agricolo e/o
forestale, ambientale o volti alla sistemazione idrogeologica;
b) la zona
usurpata non interrompa la continuità del demanio civico;
l'occupazione duri da oltre dieci anni;
d) la zona non
sia stata oggetto di abuso edilizio.
2. Il regolamento regionale
disciplina le modalità di determinazione del canone enfiteutico, tenendo
presente le migliorie apportate, il sacrificio imposto alla comunità locale, la
qualità del terreno e la copertura finanziaria delle funzioni amministrative comunali,
nonché i criteri di accertamento della storia immobiliare del bene, al fine di
garantire, mediante prova certa, l'insussistenza di diritti di terzi.
3. Alla domanda di legittimazione
deve essere allegata la documentazione ipotecaria e catastale ultraventennale
del bene ovvero idonea certificazione notarile.
4. La qualità edificatoria del
suolo o l'esistenza di fabbricati non costituiscono titolo preferenziale per la
5. Al rapporto enfiteutico
scaturente dalla legittimazione si applicano le norme del Codice civile e delle
leggi speciali in materia, in quanto compatibili.
6. E’ ammessa, ove ne sussistano
i presupposti, la devoluzione del fondo enfiteutico in favore del Comune.
1. L'affrancazione del fondo
enfiteutico è concessa
dall’Ente concedente, su richiesta dell'enfiteuta, trascorsi almeno venti anni
dall'instaurazione del rapporto di enfiteusi e dall'imposizione del canone.
2. Per l'adozione dell'atto di
affrancazione devono permanere i requisiti previsti dall'articolo precedente
per la legittimazione.
3. Il regolamento regionale
disciplina le modalità di determinazione del canone di affrancazione in analogia
a quanto previsto per la legittimazione, nonché i criteri di accertamento della
storia immobiliare del bene, al fine di garantire, mediante prova certa,
l'insussistenza di diritti di terzi.
4. Alla domanda di affrancazione
deve essere comunque allegata la documentazione ipotecaria e catastale
ultraventennale del bene ovvero idonea certificazione notarile.
5. La qualità edificatoria del
suolo o l’esistenza di fabbricati non costituiscono titolo preferenziale per
l’affrancazione.
6. Per quanto non previsto o
derogato, si applica la legge 22 luglio 1966, n. 607, che disciplina altresì la
fase processuale. Art. 21
1. Qualora il Comune accerti
l’esistenza di occupazioni abusive di beni del demanio civico non sanate e/o
non sanabili, adotta il provvedimento di recupero del bene oggetto di usi
civici all’uso collettivo.
2. In caso di occupazione,
l'Amministrazione invita l'occupante al rilascio assegnando un termine, decorso
il quale procede all'esecuzione d'ufficio ai sensi
dell'art. 21 ter della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nelle more del perfezionamento
del controllo regionale, il Comune ha facoltà di adottare in via d'urgenza le
opportune misure di tipo cautelare e/o conservativo.
Il Comune adotta inoltre nei confronti del responsabile dell'eventuale danno,
l'ordine di esecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione,
secondo quanto previsto dall'art. 160 del Codice dei Beni culturali e del
paesaggio, approvato con Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e dalle corrispondenti
5. Il regolamento
regionale detta le norme di dettaglio del procedimento. Art. 22
1. Per i fini di vigilanza,
accertamento e tutela delle terre di uso civico previsti negli articoli
precedenti, i Comuni si avvalgono del personale di polizia amministrativa delle
Amministrazioni provinciali e del Corpo Forestale dello Stato.
2. A tal fine la Giunta regionale
promuove la conclusione di apposita convenzione con il Corpo Forestale ovvero
procede alla integrazione degli accordi esistenti.
di uso civico 1. Il Comune adotta ogni atto di
gestione dei beni di uso civico, con il fine di conseguire la migliore
utilizzazione economica dei beni nel rispetto delle finalità previste dall'art.
1 della presente legge.
2. L'Ente titolare del bene
approva gli atti concernenti la variazione dell'uso in atto, nell'ambito della
destinazione di utilizzazione collettiva.
3. Il Comune dispone altresì
l'eventuale concessione in uso esclusivo o in affitto a privati o aziende,
determinando la durata del contratto e l'ammontare del canone nell'ambito delle
disposizioni del regolamento regionale.
(Cessazione dei
diritti di uso civico - declassificazione
- alienazione)
l. La cessazione definitiva dei diritti
di uso civico è disposta
con deliberazione del Consiglio comunale. qualora i terreni abbiano irreversibilmente
perso la conformazione fisica o la destinazione funzionale di terreni agrari,
ovvero boschivi o pascolativi, secondo il piano di valorizzazione e di recupero
previsto dall’articolo 12.
2. Il provvedimento consiliare
opera la declassificazione dei beni del demanio civico e dispone in merito alla
futura destinazione dei beni, in conformità allo strumento urbanistico e sulla base
della valutazione dell'interesse collettivo e della
convenienza economica per l'Ente.
3. Allo stesso modo si provvede
nel caso di alienazione o permuta dei beni del demanio civico comunale.
4. Si applicano le forme di
partecipazione al procedimento previste all'art. 12 comma 4.
Norma sul
1. Al momento dell'entrata in
vigore della presente legge, cessano di diritto le competenze attualmente in
capo alla Regione.
2. I procedimenti amministrativi
su istanza di parte privata, la cui domanda sia stata presentata prima
dell'entrata in vigore della legge, sono definiti dall'Amministrazione
regionale con l'applicazione delle nuove disposizioni.
per le aree urbane
1. In via transitoria, i
procedimenti di cui agli articoli 17, 19 e
20, possono essere definiti in via semplificata, ove abbiano ad oggetto aree
con destinazione urbanistica edificatoria, commerciale agricola[1]
o industriale, ovvero aree parzialmente o completamente edificate o pertinenze
di fondi urbani.
Nel caso di aree edificate, il procedimento semplificato è ammesso nel caso in
cui l'edificazione sia conforme agli strumenti urbanistici vigenti al momento
dell'edificazione e per i casi in cui sia stata già presentata domanda in
3. La legittimazione e/o
affrancazione in forma semplificata avvengono in favore dell'occupatore che
detenga l'immobile da almeno dieci anni, compresi gli eventuali danti causa, e
ciò sia dimostrato in base ad atto scritto di data certa anteriore al 30 giugno
4. La liquidazione secondo il
procedimento semplificato si verifica in favore del soggetto munito di titolo
di acquisto informa pubblica, anteriore al 30 giugno 2007.
5. La qualità di suolo
edificatorio, commerciale o industriale dovrà risultare in tutti i casi dallo
strumento urbanistico comunale, valido ed efficace, entrato in vigore prima del
1. Il procedimento ai sensi
dell'articolo precedente è
instaurato su richiesta degli interessati, mediante istanza da
presentare al Comune a pena di decadenza entro 31 dicembre 2012[2] dall'entrata
2. All’istanza di legittimazione,
affrancazione o liquidazione deve essere allegato l'atto scritto di cui ai
commi 3 e 4 dell'articolo precedente, il
certificato di destinazione urbanistica, il permesso di costruire in caso di
suoli edificati e la ricevuta di pagamento al Comune interessato della somma di
cui all'articolo che segue, la documentazione attestante il diritto alla
eventuale riduzione del corrispettivo, nonché una perizia tecnica giurata
attestante lo stato dei luoghi, il diritto di uso civico gravante e il criterio
di calcolo seguito per la determinazione del canone.
3. Per la decisione del1’istanza,
parere della Comunità montana, né approvazione o visto regionale.
4. L'istanza si intende
favorevolmente accolta ove il comune non comunichi entro il termine di
centoventi giorni dalla presentazione il rigetto della stessa, ovvero rappresenti
esigenze istruttorie o richieda l'integrazione di atti o documenti, nel qual caso,
il termine è interrotto e
riprende a decorrere per ulteriori centoventigiorni dall'espletamento dell'istruttoria
o dall'integrazione documentale.
fase transitoria, la legittimazione può essere contestuale all'affrancazione.
1. Il prezzo di legittimazione delle
aree è determinato per ogni metro-quadrato in ragione del valore medio della
coltura più redditizia della corrispondente regione agraria, come determinato per
l'anno precedente ai sensi dell'art. 16 della legge 22 ottobre1971 n. 865, con fissazione di somme pari al: a) 30% del valore sopra citato, per le
aree edificabili, edificate o con destinazione commerciale o industriale;
b) 20% del suddetto valore, per gli
edifici destinati a prima casa, del richiedente o del coniuge anche separato o
divorziato ovvero di discendenti in linea retta di secondo grado.
Ai sensi del comma precedente, per le aree edificate si calcolano le
superfici dell'area di sedime del fabbricato e le relative pertinenze.
3. Il prezzo di affrancazione e
di liquidazione delle aree è determinato nella misura pari al cinquanta per
cento delle somme determinate ai sensi dei comma precedenti.
4. Il prezzo di affrancazione
delle aree edificate di cui al comma 1 può essere corrisposto dai soggetti
legittimati attraverso un canone agevolato in via rateale suddivisibile in sei
5. Il valore del canone, dell’affrancazione o della legittimazione delle
terre agricole soggette ad usi civici non può essere superiore a quello delle
aree edificabili.[3]
1. I soggetti richiedenti e
titolari dei diritti di cui agli articoli precedenti che siano residenti da
oltre vent'anni nel Comune interessato ovvero dimostrino per iscritto la
proprietà o il possesso indisturbato del bene per un periodo superiore a
vent'anni avranno diritto a una riduzione del 10% del corrispettivo come determinato in applicazione dell'articolo
Alla copertura finanziaria delle spese di parte corrente relative all'attuazione
della presente legge, determinati per l'esercizio finanziario 2007 in euro
60.000,00, si provvede con le risorse disponibili all'UPB 8.1.01.01 dello stato di previsione della spesa
dello stesso bilancio, inerente a “Fondi per provvedimenti legislativi in corso
di approvazione recanti spese di parte corrente”, il cui stanziamento viene
ridotto del medesimo importo.
2. Alla copertura finanziaria
delle spese di investimento relative all'attuazione della presente legge,
determinati per l'esercizio finanziario 2007 in euro 80.000,00, si provvede con
le risorse disponibili all'UPB 8.1.01.02 dello stato di previsione della spesa
dello stesso bilancio, inerente a “Fondi per provvedimenti legislativi, in
corso di approvazione recanti spese in conto capitale”, il cui stanziamento
viene ridotto del medesimo importo.
3. La disponibilità finanziaria
di cui ai commi precedenti è utilizzata nell'esercizio in corso, ponendone la
competenza della spesa a carico della funzione obiettivo 3.2.02 dello stato di
previsione della spesa del bilancio 2007.
La Giunta regionale è autorizzata ad
apportare le conseguenti variazioni al documento tecnico di cui all'art. 10 della
legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.
Per gli anni successivi alla copertura finanziaria degli oneri relativi,
quantificati a regime in euro 200.000,00 per le spese di investimento, si fa
fronte con l'approvazione del bilancio di previsione annuale e con la legge
finanziaria che l'accompagna.
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
[1] Comma così modificato dall’art. 42 comma 3 della L.R. 13
giugno 2008, n. 15, dopo la parola “commerciale” è aggiunta la parola
“agricola”.
[2] L’art.
1, comma 1 della L.R. 27 marzo 2008, n. 7 differisce il termine al 31 marzo
2009. In seguito l’art. 1, comma 1 della
L.R. 27 marzo 2008, n. 7 proroga il
termine di 180 giorni. Successivamente l’art. 1, comma 1 della L.R. 16 ottobre
2008, n. 33, fissa il termine al 31 marzo 2009. Ulteriormente modificato
dall’art. 2, comma 1 della L.R. 31 marzo
2009, n. 10, che differisce il termine al 31 dicembre 2009. L’art. 1, comma 1
della L.R. 7 dicembre 2009, n. 49 proroga il termine al 30 giugno 2010. L’art.
1, comma 1 della L.R. 13 luglio 2010, n. 17 proroga il termine al 31 dicembre
2010. L’articolo 39, comma 1, della L.R. 29 dicembre 2010, n. 34 proroga il
termine al 30 giugno 2011. L’art. 1, comma 1 della L.R. 30 giugno 2011, n. 17
fissa il termine al 31 dicembre 2011. Successivamente la L.R. 23 dicembre 2011,
n. 47, proroga ulteriormente il termine al 31 dicembre 2012.
[3] Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1 della L.R. 31 marzo
2009, n. 10. Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
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PROROGATO il TERMINE di APPLICAZIONE del PROCEDIMENTO SEMPLIFICATO (art. 27 L.R. 18/2007)
DETTAGLI PROROGA al Termine di Applicazione del PROCEDIMENTO SEMPLIFICATO

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 10
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 19
 Art. 21
 Art. 22