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PARLAMENTO EUROPEO PROGETTO DI PARERE. Commissione per i problemi economici e monetari PROVVISORIO 2004/0256(COD) - PDF
PARLAMENTO EUROPEO PROGETTO DI PARERE. Commissione per i problemi economici e monetari PROVVISORIO 2004/0256(COD)
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Raffaello Gioia
1 PARLAMENTO EUROPEO 2004 ««««««««««««2009 Commissione per i problemi economici e monetari PROVVISORIO 2004/0256(COD) PROGETTO DI PARERE della commissione per i problemi economici e monetari destinato alla commissione giuridica sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 77/91/CEE per quanto riguarda la costituzione delle società per azioni e la salvaguardia e le modificazioni del loro capitale sociale (COM(2004)0730 C6-0169/ /0256(COD)) Relatrice per parere: Margarita Starkevičiūtė PA\ doc PE v01-00
3 BREVE MOTIVAZIONE I. Situazione vigente/antecedenti legislativi Nel 1976 la Commissione europea ha presentato la cosiddetta seconda direttiva sul diritto societario 1 ai fini del coordinamento delle disposizioni nazionali applicabili alle società per azioni per quanto concerne la loro costituzione, il capitale minimo versato, la distribuzione agli azionisti e l'aumento/riduzione del capitale. Obiettivo principale dell'atto era la definizione delle condizioni necessarie ad assicurare la salvaguardia del capitale nell'interesse dei creditori. Mirava inoltre a tutelare la posizione degli azionisti di minoranza sancendo il principio della parità di trattamento di tutti gli azionisti che si trovano in condizioni identiche. Nel 1996 la Commissione ha lanciato un progetto pluriennale volto a semplificare la legislazione chiave relativa al mercato interno, il cosiddetto progetto SLIM 2, che ha comportato l'analisi di 17 diversi ambiti legislativi nel corso di cinque fasi nel periodo e si prefiggeva di identificare modalità di semplificazione della legislazione vigente onde ridurre gli oneri a carico delle imprese. La quarta fase del progetto ha evidenziato la necessità di rivedere le disposizioni contenute nelle direttive sul diritto societario. II. Stimoli al cambiamento Le direttive sul diritto societario sino allora vigenti erano concepite principalmente per assicurare un livello adeguato di protezione a salvaguardia degli interessi degli azionisti e dei creditori in particolare. Anche se meccanismi adeguati di protezione degli azionisti e dei creditori contribuiscono a garantire maggiore efficacia (riduzione dei rischi), va segnalato che la legislazione dell'ue dovrebbe puntare in primo luogo a offrire meccanismi atti a rafforzare l'efficienza e la competitività delle imprese. Rispetto a ciò, alcune delle succitate disposizioni, relative in particolare alla salvaguardia del capitale e alle ristrutturazioni societarie, si presentano come ostacoli sulla strada verso un mercato più competitivo. È stato sostenuto che la direttiva del 1976 è stata approvata in un momento in cui la legislazione statunitense sulle società (Model Business Corporation Act) aveva eliminato le norme relative al capitale legale e all'obbligo di concessione dei diritti di prelazione quali disposizioni inutili che gravavano sulle attività societarie con costi aggiuntivi. La relazione indipendente dell'accounting Standards Board e del British Institute of International and Comparative Law giungeva altresì alla conclusione che la legislazione societaria dell'ue allora vigente non godeva in pratica della fiducia dei creditori, era complessa e costosa e presentava anomalie che conducevano a incoerenze nei risultati delle imprese sia all'interno degli Stati membri che tra diversi Stati membri. Per far fronte alle crescenti richieste di revisione delle norme in vigore, tenuto conto del mutamento delle circostanze economiche, nell'ottobre 2004 la Commissione ha proposto un atto legislativo di modifica della seconda direttiva sul diritto societario. 1 Seconda direttiva 77/91/CEE del Consiglio, del 13 dicembre 1976, intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati Membri, alle società di cui all'articolo 58, secondo comma, del Trattato, per tutelare gli interessi dei soci e dei terzi per quanto riguarda la costituzione della società per azioni, nonché la salvaguardia e le modificazioni del capitale sociale della stessa, GU L 026 del Semplificare la legislazione per il mercato interno PA\ doc 3/6 PE v01-00
4 III. Proposta della Commissione Secondo il precedente Commissario per il mercato interno Frits Bolkenstein, per massimizzare l'efficienza e la competitività delle imprese europee è necessario semplificare e migliorare le norme dell'ue in materia di capitale, mantenendo al contempo solide salvaguardie a favore dei creditori e degli investitori, in particolare degli azionisti di minoranza. Nell'applicare la seconda direttiva sul diritto societario è emersa palesemente la necessità di modificare alcune delle sue disposizioni onde rispondere alle esigenze di maggiore flessibilità per reagire più tempestivamente ed efficacemente agli sviluppi del mercato. Conformemente alle raccomandazioni SLIM, la proposta di direttiva mira in particolare ad eliminare taluni obblighi di informazione, a facilitare le acquisizioni di azioni da parte della società stessa o di terzi e a facilitare la razionalizzazione della proprietà del capitale di una società. In specifico, la proposta della Commissione mira alla messa in atto delle seguenti misure relative al capitale delle società per azioni: - aumento di capitale: snellire il carico amministrativo connesso agli obblighi di informazione derivanti dall'aumento di capitale per conferimenti in contante (mediante emissione di azioni) e al principio del diritto di prelazione riconosciuto ad un azionista per l'acquisto di una parte proporzionale delle "nuove" azioni; - riduzione di capitale: maggiore armonizzazione della protezione dei creditori, eliminazione dei ritardi inutili nei casi di richieste indebite di valori mobiliari da parte di creditori e istituzione di procedure giudiziarie o amministrative specifiche; - valutazione degli attivi: eliminazione del carico amministrativo connesso a costose, e sovente inutili e imprecise, relazioni di valutazione di esperti, ampliando il numero dei casi in cui tali valutazioni non sono obbligatorie; - acquisizione delle proprie azioni: maggiore flessibilità ed eliminazione dell'onere amministrativo, portando a cinque anni il periodo massimo di autorizzazione per la transazione, in modo da consentire alle imprese di reagire adeguatamente agli sviluppi del mercato; - acquisizione di azioni da parte di terzi: maggiore protezione degli azionisti e accresciuta flessibilità per quanto concerne i cambiamenti nella struttura di proprietà, consentendo alle imprese di accordare assistenza finanziaria nei limiti delle riserve distribuibili; - diritti di cessione obbligatoria e di riscatto obbligatorio: maggiore flessibilità e maggiore praticabilità della struttura di proprietà, consentendo agli azionisti di maggioranza, a determinate condizioni, di comprare ad un giusto prezzo le parti detenute dagli azionisti di minoranza e, viceversa, agli azionisti di minoranza di costringere gli azionisti di maggioranza ad acquisire le loro quote. L'attuazione di tutte le misure sopra elencate contribuirebbe a conseguire una base giuridica meglio armonizzata e a modernizzare le società per azioni, dando a queste ultime la possibilità di rimanere efficienti e competitive nei mercati in continua evoluzione. PE v /6 PA\ doc
5 EMENDAMENTI La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti: Testo della Commissione 1 Emendamenti del Parlamento Emendamento 1 ARTICOLO 1, PUNTO 3 Articolo 19, paragrafo 1, comma 2 (Direttiva 77/91/CEE) Gli Stati membri possono anche subordinare le acquisizioni di cui al primo comma alla condizione che il valore nominale o, in mancanza di valore nominale, il valore contabile delle azioni acquisite, comprese le azioni acquisite in precedenza dalla società e detenute nel suo portafoglio, nonché le azioni acquisite da una persona che agisce a nome proprio ma per conto della società non superi il 10% del capitale sottoscritto." Gli Stati membri possono anche subordinare le acquisizioni di cui al primo comma alla condizione che il valore nominale o, in mancanza di valore nominale, il valore contabile delle azioni acquisite, comprese le azioni acquisite in precedenza dalla società e detenute nel suo portafoglio, nonché le azioni acquisite da una persona che agisce a nome proprio ma per conto della società non superi il 25% del capitale sottoscritto." Motivazione Specifiche regolamentazioni di mercato permettono di contrastare le manipolazione dei prezzi delle azioni. Non è pertanto necessario che la presente direttiva contenga tali disposizioni. La limitazione al 10% dell'acquisizione delle azioni proprie ridurrebbe la capacità delle imprese di reagire alle tendenze del mercato. Emendamento 2 ARTICOLO 1, PUNTO 4 Articolo 23, paragrafo 1, comma 2 (Direttiva 77/91/CEE) Le operazioni devono avere luogo su iniziativa e sotto la responsabilità dell'organo di amministrazione o di direzione, a condizioni di mercato eque, in particolare per quanto riguarda gli interessi pagati e le garanzie prestate dal terzo alla società per i prestiti o per gli anticipi di cui Le operazioni devono avere luogo su iniziativa e sotto la responsabilità dell'organo di amministrazione o di direzione, a condizioni di mercato eque, in particolare per quanto riguarda gli interessi pagati e le garanzie prestate dal terzo alla società per i prestiti o per gli anticipi di cui 1 Non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. PA\ doc 5/6 PE v01-00
6 al primo comma. Il merito di credito del terzo deve essere stato debitamente valutato e la società deve essere in grado di preservare la liquidità e la solvibilità nel corso dei cinque anni successivi. Tale capacità deve essere dimostrata in modo credibile da un'analisi dettagliata del flusso di cassa, fondata sui dati disponibili al momento dell'approvazione dell'operazione. al primo comma. Il merito di credito del terzo deve essere stato debitamente valutato e la società deve essere in grado di preservare la liquidità e la solvibilità almeno nel corso della durata del prestito. Tale capacità deve essere dimostrata in modo credibile da un'analisi dettagliata del flusso di cassa, fondata sui dati disponibili al momento dell'approvazione dell'operazione. Motivazione L'emendamento è necessario per proteggere meglio i diritti dei creditori mediante l'estensione del periodo a tutta la durata effettiva del prestito. Emendamento 3 ARTICOLO 1, PUNTO 9 Articolo 39 ter, paragrafo 1 (Direttiva 77/91/CEE) 1. Gli Stati membri assicurano che gli azionisti di minoranza di una società quotata possano, congiuntamente o singolarmente, esigere dall'azionista di maggioranza che questi acquisti ad un giusto prezzo le azioni della società da essi detenute. 1. Gli Stati membri assicurano che gli azionisti di minoranza di una società quotata possano, congiuntamente o singolarmente, esigere dall'azionista di maggioranza, che detiene almeno il 95% del capitale sottoscritto della società quotata, che questi acquisti ad un giusto prezzo le azioni della società da essi detenute. Motivazione L'acquisizione, da parte di un azionista di maggioranza, di una grande quantità di azioni ha un impatto negativo sul prezzo di mercato delle azioni rimanenti e infligge perdite all'azionista di minoranza. Tuttavia ciò è necessario per evitare che la società debba avviare una procedura complicata per determinare un prezzo equo solo nell'interesse dell'azionista di minoranza. Tale disposizione va pertanto applicata solo a un numero ristretto di casi. PE v /6 PA\ doc

References: ARTICOLO 1
 Articolo 19
 ARTICOLO 1
 Articolo 23
 ARTICOLO 1
 Articolo 39