Source: http://docplayer.it/2262331-Qtrp-calabria-adottato-dal-consiglio-regionale-il-22-aprile-2013.html
Timestamp: 2017-06-23 17:58:46+00:00

Document:
QTRP Calabria - adottato dal consiglio regionale il 22 aprile PDF
QTRP Calabria - adottato dal consiglio regionale il 22 aprile 2013
Download "QTRP Calabria - adottato dal consiglio regionale il 22 aprile 2013"
1 QTRP Calabria - adottato dal consiglio regionale il 22 aprile 2013 Sintesi delle norme minime da applicare durante la vigenza delle norme di salvaguardia 1 A cura di Domenico Santoro Indice Conformazione delle Prescrizioni e Direttive... 2 Disposizioni per i Beni paesaggistici... 2 Beni Paesaggistici esclusioni certe:... 2 Beni Paesaggistici Intorni (100 ml)... 3 Corretto inserimento: direttive... 3 QTRP (Parte del Piano Paesaggistico ancora da fare) Forum di partecipazione... 4 Manutenzione Territorio... 4 Intesa Città Campagna... 4 Patto per la Manutenzione del Territorio e Delocalizzazioni... 5 Ambiti costieri e marini (altezza 5/1)... 5 Direttiva Fiumi... 6 Sistema di mobilità lenta: Direttive... 6 Energia da fonte rinnovabile... 6 Centri storici e rete dei beni culturali... 7 Misure di adozione immediata... 7 Rigenerazione delle periferie urbane sostenibili... 7 Ambiti urbanizzabili, mitigazione consumo suolo... 8 Disincentivo sottrazione suolo all agricoltura: direttive... 8 Dimensioni minime degli strumenti attuativi... 8 B - Disincentivo economico consumo suolo: Prescrizione... 8 C - Premialità per i Comuni a Zero ambiti Urbanizzabili: indirizzo... 8 D - Distretti autonomi: Direttive... 9 E - Zone ad alta agevolazione: indirizzi... 9 Nuove funzioni urbane Standard - Direttiva... 9 Adeguamento dei PSC/PSA e PTCP... 9 Valutazione di Coerenza della pianificazione in itinere Perequazione Aree a Perequazione obbligata Prescrizione standard su Rischi territoriali Cartografia e Dati Territoriali-Allegati La presente sintesi, realizzata per facilitare la comprensione dell applicazione normativa immediata, non può sostituire la comprensione dell intero QTRP;2 Conformazione delle Prescrizioni e Direttive Art. 3 Prescrizioni: Prescrizioni DIRETTE : conformative per la proprietà; Prescrizioni INDIRETTE : conformative per la gestione del territorio Per Prescrizioni si intendono le disposizioni finalizzate alla tutela del paesaggio e del territorio, le quali possono essere dirette, in quanto immediatamente conformative della proprietà o indirette, in quanto conformative delle modalità di esercizio delle funzioni amministrative di gestione del territorio: per prescrizioni dirette si intendono le disposizioni volte a fissare norme vincolanti che incidono direttamente sul regime giuridico dei beni disciplinati, regolandone gli usi e le trasformazioni in rapporto alla tutela. Tali prescrizioni prevalgono automaticamente sulle disposizioni incompatibili di qualsiasi strumento vigente di pianificazione regionale, provinciale e comunale; per prescrizioni indirette s intendono le disposizioni relative all attuazione delle diverse destinazioni del territorio oggetto di tutela paesaggistica anche sulla base degli accordi con le Province ed i Comuni. Queste possono essere accompagnate da specifiche modalità di gestione degli interventi e da azioni di recupero e riqualificazione; Per Direttive di pianificazione si intendono le disposizioni da osservare ai fini del trattamento del paesaggio e del territorio nell ambito delle attività di pianificazione regionale, provinciale, comunale, nonché delle attività amministrative e regolamentari degli enti pubblici o di diritto pubblico. Disposizioni per i Beni paesaggistici Per l individuazione da inserire nei PSC/PSA e per la gestione territoriale vedi : Tomo1 : Quadro Conoscitivo Individuazione dei Beni e Vincoli Paesaggistici Tomo 3 : Atlante APTR - Beni Paesaggistici per le singole aree; Beni Paesaggistici esclusioni certe: art. 3 c.4.non sono comprese tra i beni paesaggistici tutelati per legge, fatta eccezione per quelli elencati alle lett. f) ed i), le aree che alla data del 6 settembre 1985: o A. erano delimitate negli strumenti urbanistici, ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n.1444, come zone territoriali omogenee A e B; o B. nei comuni sprovvisti di tali strumenti, le aree che ricadevano nei centri edificati perimetrati ai sensi dell'articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n (Centro Edificato). 2 Art.18- legge 22 ottobre 1971, n Entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni, ai fini dell'applicazione del precedente art.16 procedono alla delimitazione dei centri edificati con deliberazione adottata dal consiglio comunale. In pendenza dell'adozione di tale deliberazione, il comune dichiara con delibera consiliare, agli effetti del procedimento espropriativo in corso, se l'area ricade o meno nei centri edificati. 2. Il centro edificato è delimitato, per ciascun centro o nucleo abitato, dal perimetro continuo che comprende tutte le aree edificate con continuità ed i lotti interclusi. Non possono essere compresi nel perimetro dei centri edificati gli insediamenti sparsi e le aree esterne, anche se interessate dal processo di urbanizzazione. 3. Ove decorra inutilmente il termine previsto al primo comma del presente articolo, alla delimitazione dei centri edificati provvede la regione.3 Beni Paesaggistici Intorni (100 ml) Art. 7 punto C. Nelle aree definite come intorni ai sensi del presente si osservano le seguenti prescrizioni: a) i Comuni, in sede di redazione dei piani urbanistici vigenti, individuano e perimetrano i suddetti intorni dei beni paesaggistici da sottoporre a normativa di tutela, secondo i seguenti criteri: 1)continuità con le caratteristiche percettive ed estetiche del paesaggio o del bene in questione; 2)continuità eco-funzionale con gli ecosistemi interessati; 3)consistenza geopedologica e contiguità rispetto alle unità geomorfologiche coinvolte; 4)coerenza con la natura storico-culturale e le caratteristiche tipologiche del bene in questione. b) Ai fini della perimetrazione va assunto - un areale minimo pari a 100 metri per ciascun lato dall asse per elementi lineari; - pari alla superficie coperta da un raggio di 100 metri per elementi puntuali; - pari alla superficie compresa tra il perimetro del bene e la poligonale individuata dai segmenti di parallela di ciascun lato distanti da esso, secondo l ortogonale dal centro di 200 metri; c) In attesa della esatta perimetrazione da parte dei Comuni, si applica ai beni di cui al comma precedente una misura provvisoria di rispetto pari a 100 m e su di essa si applicano le misure di salvaguardia a far data dall adozione del QTRP ai sensi dell art.12 comma 3 del TU 380/01. d) Nel caso che negli Intorni vi siano degli edifici esistenti e/o si tratti di centri storici le trasformazioni consentite saranno riferite al restauro o alle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Corretto inserimento: direttive art. 27 lettera A -Procedure corretto inserimento: 1.Ai fini della valutazione di corretto inserimento degli interventi nel paesaggio il QTRP individua tre situazioni di riferimento: a) le trasformazioni non ammissibili in quanto ostative del perseguimento degli obiettivi di tutela del paesaggio; b) le trasformazioni rilevanti, la cui ammissibilità dipende dai contenuti del progetto di trasformazione; c) le trasformazioni ordinarie, non particolarmente significative ai fini dell applicazione della procedura di valutazione. 2.Il QTRP vieta le trasformazioni non ammissibili e prescrive, per tutte le trasformazioni rilevanti, le misure per il corretto inserimento di cui all art.143, comma h, del Dlgs 42/2004 e s.m.i., la cui applicazione va documentata in sede di formazione e approvazione degli strumenti urbanistici, nonché in sede di procedimento relativo al titolo abilitativo edilizio e, per i Beni paesaggistici, in sede di istanza di autorizzazione paesaggistica. 3.La valutazione di rilevanza dell intervento sotto il profilo paesaggistico è attribuita all autorità che autorizza l intervento, con argomentazioni adeguatamente motivate. In ogni caso tutti i progetti relativi agli interventi sottoposti a procedura di VIA ai sensi del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.e.i. sono dichiarati paesaggisticamente rilevanti. B - Documentazione di riferimento 1.Ai fini della procedura in oggetto i progetti da sottoporre a valutazione in quanto giudicati rilevanti, comprendono: a) Planimetria in scala appropriata alla corretta rappresentazione dell'intervento ai fini della valutazione paesaggistica. Detta planimetria contiene il perimetro del Contesto di Riferimento Progettuale (CRP) assunto per il corretto inserimento paesaggistico della previsione urbanistica o dell'intervento ed al suo interno la rappresentazione di: 1. Beni paesaggistici e Beni identitari eventualmente ricadenti all'interno ovvero, anche esterni, qualora interessati da intervisibilità con l'intervento; 2. rappresentazione degli elementi e dei segni caratterizzanti il paesaggio del CRP; 3. individuazione dei punti di vista privilegiati, per accessibilità, per frequentazione o per rilevanza sociale; b) Visione panoramica a 360 dal punto più alto, o dai punti più alti in caso di previsione urbanistica, con adeguate metodologie informatiche, allo scopo di individuare il campo di intervisibilità compresa l intercettazione dei beni sopra richiamati; c) Visione prospettica della sagoma dell'intervento rappresentata in scala, su fotografia eseguita ad altezza d'uomo dal punto di massima visibilità;4 d) Sezione/profilo secondo le linee di massima pendenza che metta in relazione l'intervento con la morfologia del suolo e con gli elementi significativi del paesaggio locale; e) Relazione argomentativa dei contenuti paesaggistici del progetto o delle previsioni di piano generale e/o attuativo. 2.Qualora la verifica riguardi trasformazioni rilevanti ricadenti nei Beni paesaggistici di cui all art. 136, all art. 142 e delle aree e immobili di cui all art.157 del Codice, le elaborazioni di cui al presente articolo integrano la Relazione paesaggistica di cui al DPCM 12 dicembre 2005, art. 3. C - Regole di intervisibilità 1.Per il corretto inserimento saranno adottate le seguenti le regole di intervisibilità: il controllo della visibilità dai diversi lati e dei piani di analisi dell intervisibilità dell impianto nel paesaggio, a seconda delle sue caratteristiche distributive, di densità e di estensione attraverso la rappresentazione fotografica dello stato attuale dell area d intervento e del contesto paesaggistico. 2.Le riprese saranno effettuate da luoghi di normale accessibilità e da punti e percorsi panoramici, dai quali sia possibile cogliere con completezza le fisionomie fondamentali del territorio. Per percorsi panoramici si intendono anche i percorsi costieri con visibilità dal mare verso la costa. Nel caso di interventi collocati in punti di particolare visibilità (pendio, lungo mare, lungo fiume, ecc.), andrà particolarmente curata la conoscenza dei colori, dei materiali esistenti e prevalenti dalle zone più visibili, documentata con fotografie e andranno studiate soluzioni adatte al loro inserimento sia nel contesto paesaggistico che nell area di intervento. QTRP (Parte del Piano Paesaggistico ancora da fare) Forum di partecipazione Art.4 comma 3.In attuazione del Protocollo d Intesa e del successivo Disciplinare di Attuazione suddetti, con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio n.4003 del 27/03/2012, è stato istituito il Comitato Tecnico di copianificazione (art. 7, comma 1 del Protocollo) per la definizione e condivisione delle seguenti attività: a. Individuazione degli ambiti paesaggistici di cui al D.Lgs 42/2004; b. Identificazione dei beni paesaggistici di cui al D.Lgs 42/2004 su tutto il territorio regionale; art. 4 - comma 6. A tal fine si terrà conto, inoltre delle proposte del territorio emerse nel corso dei Forum di Partecipazione (di cui al Tomo 3) svoltisi da febbraio a Luglio 2012 nelle 39 Unità Paesaggistiche Territoriali Regionali dalla Regione Calabria e risultanti dai rispettivi verbali finali, la cui ammissibilità sarà vagliata attraverso le attività di copianificazione di cui al presente articolo, rimanendo comunque concreti riferimenti per gli enti Territoriali calabresi che potranno tenerne conto nell'ambito dell'attuazione delle discipline dei beni paesaggistici. Art. 38 comma 3.La Giunta Regionale, su proposta dell Assessore all Urbanistica e Governo del Territorio, approva il Piano paesaggistico formato dall insieme dei 16 Piani Paesaggistici d Ambito con l articolazione analitica e prescrittiva delle Norme Paesaggistiche, ovvero gli atti risultanti dalle attività di redazione svolta in seno al Comitato Tecnico nell ambito dell Intesa di coopianificazione con il Ministero dei Beni Culturali, come allegato normativo specifico alle presenti disposizioni e lo invia al Consiglio Regionale per l approvazione finale per come previsto dalla L. R. n.19/02, e s. m e i. Manutenzione Territorio Intesa Città Campagna Art. 10. Comma 3.2. I comuni devono promuovere all interno dei PSC/PSA una Intesa città campagna avente per oggetto la riqualificazione dei paesaggi degradati delle periferie e delle urbanizzazioni diffuse, la ricostruzione dei margini urbani, la realizzazione di cinture verdi periurbane e di parchi agricoli multifunzionali, nonché la riforestazione urbana anche al fine di ridefinire con chiarezza il reticolo urbano, i suoi confini verdi le sue relazioni di reciprocità con il territorio rurale. Art. 10. Comma 3.4. L Intesa Città Campagna, può concretizzarsi anche in un progetto per la Manutenzione del Territorio e delle Delocalizzazioni e Mitigazioni dei detrattori che coinvolga tutti gli attori5 che intervengono sul territorio e che siano in grado di portare il proprio contributo per attuare una seria e concreta politica di difesa del suolo e mitigazione dei rischi. All interno del rapporto Città Campagna occorre fare uno specifico riferimento ai corsi d'acqua anche in apparente quiescenza, nonché al territorio direttamente coinvolto nelle relative dinamiche alluvionali che sempre più affliggono la Calabria. Art. 10. Comma 3.6.L Intesa dovrà portare ad incentivi economici e di diritti edificatori perequati per i progetti: Parchi agricoli periurbani; Parchi agricoli della fascia costiera; Parchi delle aste idriche; Art. 10. Comma 3.7.In particolare la negoziazione per l intorno dei corsi d acqua è conclusa, fra soggetti pubblici e/o privati, istituzionali, economici e sociali, nella forma degli accordi di programma regionali. Patto per la Manutenzione del Territorio e Delocalizzazioni art. 29 comma 2.Il Patto dovrà tendere, oltre alla riconduzione di tutti i possibili finanziamenti pubblici, anche al coinvolgimento dei privati attraverso l utilizzo degli strumenti incentivanti fiscali, (ICI, fondi comunitari, oneri concessori, etc.) ed in particolar modo gli incentivi volumetrici edilizi dei PSC/PSA. Il Patto persegue i seguenti obiettivi: a) Manutenzione del territorio e delle aste idriche; b) delocalizzazione dei beni esposti a frane e alluvioni o che si trovino all interno delle aree di tutela e salvaguardia dei precedenti articoli del presente QTRP; art. 29 comma 3.Il Patto potrà essere attuato anche tramite i Programmi Complessi di cui alla LUR 19/02, ovvero da un Piano di Rigenerazione urbana delle presenti disposizioni normative e prevederà: Modalità di individuazione e adeguamento sistematico delle mappe del rischio; Modalità di intervento per la manutenzione, ovvero i servizi pubblici preposti dovranno presentare opportune indicazioni tecniche ed operative; Individuazione azioni innovative, ad esempio fitodepurazione, ittiofaunistica, rimozioni argini non necessari, rimozione apporti lapidei eccessivi, modalità di utilizzo degli usi civici, etc; Coinvolgimento dei giovani agricoltori nella manutenzione del territorio, prevenzione incendi e coadiuvanti nelle calamità, ad esempio la manutenzione del reticolo dei corsi d acqua; Coinvolgimento di altri attori che possono contribuire alla manutenzione di cui al precedente punto; Formazione di ulteriori golene ed anse private al fine di mitigare eventuali impatti calamitosi; Formazione e allestimento di ulteriori aree per la protezione civile; Individuazione delle modalità di delocalizzazione dei beni esposti a frane e alluvioni; Ambiti costieri e marini (altezza 5/1) Art. 11 comma 2.Il QTRP prescrive il divieto assoluto di edificabilità nella fascia costiera interna ai 300 ml dal confine del demanio marittimo, limitatamente ai tratti costieri non antropizzati e non urbanizzati e posti fuori dai centri abitati. Per non antropizzati e non urbanizzati si intendono gli ambiti, della fascia costiera dei 300 ml, così come individuati dai PSC/PSA, ovvero i territori costieri che nei PRG e/o PdF vigenti non siano classificati A, B, D, F e C con strumenti attuativi già approvati. Art. 11 comma 2.1. Ambito costiero urbanizzato: Prescrizione (H. 5/1) Al fine di realizzare fronti mare non particolarmente impattanti nell ambito paesaggistico costiero- marino i Comuni, nei tratti di costa urbanizzati, avranno cura di stabilire un rapporto tra la distanza dalla linea di confine demaniale marittimo e l altezza possibile dei nuovi fabbricati mai inferiore a 5/1. Art. 11 comma 2.2. Manufatti fuori scala All interno dei 300 mt. dal confine demaniale marittimo per i vuoti edilizi è ammessa una edificazione con altezza max di 7 ml e sempre in relazione agli edifici vicini, non è ammissibile la previsione di manufatti6 fuori scala. Inoltre dovranno essere garantiti in numero e dimensioni adeguati dei varchi di permeabilità verso la spiaggia. Direttiva Fiumi Art. 12 comma 5. a. le Province nell ambito dei rispettivi PTCP prevederanno per i corsi d acqua più importanti, la costituzione di parchi fluviali. b. Sono esclusi nuovi interventi sulle aree fluviali e lacustri, ad eccezione di quelli necessari per la messa in sicurezza o la riduzione dei livelli di rischio ambientale. c. All interno dei piani di spiaggia, i Comuni dovranno prevedere le zone di rinaturalizzazione in prossimitàdelle foci, al fine di restituire al medesimo corso d acqua una caratterizzazione della riqualificazione naturalistico-ambientale delle stesse. che riesca a mettere in relazione il sistema costiero con quello montano. Sistema di mobilità lenta: Direttive Art.14 c.3. Il QTRP dispone che Province e Comuni, nell ambito dei rispettivi strumenti di pianificazione, provvedono alla individuazione, ognuno su scala di competenza, del sistema di mobilità lenta di cui sopra, attenendosi agli indirizzi definiti dalle presenti norme. Energia da fonte rinnovabile art.15 - A- comma 2 p. A. I comuni dovranno attivare, specifiche azioni politiche tendenti ad incrementare l uso anche singolo di produttore di energia da fonte alternativa almeno nella misura almeno di 1 kw ogni 100 mc di costruzione. Complessivamente il QTRP individua un obiettivo strategico rappresentato da una possibile futura prospettiva di autosufficienza, dal punto di vista energetico, dei nuovi edifici entro il Comma 4 p. B) I comuni, ai fini della tutela paesaggistica, nella redazione dei propri PSC non potranno prevedere impianti di produzione di energia elettrica da fonti alternativa nelle seguenti aree, oltre a quelle previste dalla legge nazionale : le aree a sostegno del settore agricolo (E1, E4, E5, E6), le aree per la valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, le aree a tutela della biodiversità, le aree interessate da patrimonio culturale e del paesaggio rurale le aree destinate ai prodotti di qualità DOP, DOC, IGP, IGT; le aree di interesse naturalistico e paesaggistico; c) Nella redazione dei PSC/PSA si dovranno individuare le aree non idonee all insediamento di impianti distinguendo fra impianti industriali e mini impianti individuali. Comma 6.Il QTRP emana la seguente direttiva: che per la localizzazione di mini impianti eolici, i Comuni e le Provincie, nell elaborazione della loro strumentazione urbanistica, nell ottica che vada sostenuta principalmente la produzione di energia individuale, elaboreranno un set di norme che agevoli l installazione dei mini impianti eolici individuali.7 Centri storici e rete dei beni culturali art. 17 c.2. Partendo da un primo elenco di Centri Storici approvato dalla G.R. con delibera n. 44 del , in ottemperanza all art. 48 della L.r. 19/02, e dopo aver proceduto ad una loro catalogazione a cura dell Istituto Centrale del catalogo del MIBAC, la Regione Calabria si accinge ad estendere a tutti i Centri Storici la medesima procedura affinché si abbia consapevolezza dell enorme patrimonio culturale che il QTRP in questa sede intende promuovere, tutelare e valorizzare. Art. 17 c.3. Ai sensi dell art. 48 comma 2 della LUR n.19 del 2002, è stato redatto un apposito Disciplinare per gli interventi di recupero, valorizzazione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio urbanistico a cui la pianificazione territoriale deve fare riferimento ai fini della tutela e valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio edilizio dei centri storici. Art. 17- c.9. I Comuni, al fine di adeguare la propria disciplina urbanistica approvano uno specifico piano attuativo denominato Piano del Centro Storico ovvero inseriscono analoga strumentazione urbanistica nel loro PSC e/o POT, ovvero adottano un Regolamento Comunale del Centro Storico con norme minime e si conformano ai seguenti indirizzi: Misure di adozione immediata Art. 17-c.10. I Comuni in assenza di nuovo Piano Urbanistico adotteranno immediatamente le seguenti norme minime: Usi urbani ammessi e previsti : Gli usi urbani ammessi coincidono con tutti gli usi esistenti e specificatamente : uso residenziale, commercio al dettaglio (Parchi commerciali Naturali con esclusione delle grandi superfici), artigianato non molesto, pubblici esercizi, Uffici, attività terziarie compatibili, sedi di rappresentanza, attività culturali e ricreative, oltre agli usi di servizio per attrezzature urbane. Aree libere: Le aree libere sono inedificabili. Le alberature Le specie arboree esistenti saranno tutelate ed implementate mediante l uso di specifiche specie autoctone. Edifici tutelati ope legis: Sono gli edifici ricompresi nei vincoli della Soprintendenza per cui le modalità di intervento sono classificate ai sensi del Codice dei Beni Culturali e la Categoria di intervento è il restauro conservativo. Edifici di interesse storico: sono gli edifici di impianto storico che caratterizzano e strutturano il tessuto urbano ed edilizio del centro di antica formazione. Per tali edifici saranno ammessi le seguenti Categorie d intervento: o Manutenzione ordinaria e straordinaria. o Restauro e risanamento conservativo. o Ristrutturazioni o recupero senza aggiunta di nuovi elementi o modiche alle strutture topomorfologiche esistenti di manufatti e luoghi. Ripristino Tipologico: Sono gli edifici di interesse storico, anche con forte degrado, che a partire dalla documentazione storica disponibile, di carattere catastale, tipologico, costruttivo, iconografico debbono essere ripristinati nelle loro caratteristiche originarie. La categoria d intervento ammessa è la ristrutturazione edilizia. Edifici del tessuto minore: fino alla formazione di un nuovo Piano attuativo di recupero del Centro storico inerente al Disciplinare di cui all art. 48, comma 2 della L.U.R. n 19/2002 gli edifici del tessuto minore saranno assoggettati alle modalità previste per il precedente Ripristino Tipologico. Con il citato Disciplinare tali edifici, di minore interesse storico ma sempre di interesse storico culturale per l impianto urbano, potranno essere trattati con delle normative speciali. Rigenerazione delle periferie urbane sostenibili art. 19- c. 5. Il QTRP stabilisce che i Comuni dovranno individuare, anche in funzione della legge 106/2011, le aree di crisi oggetto di rigenerazione urbana a cui si applicano gli istituti degli incentivi volumetrici, fiscali e tributari su cui potranno intervenire sia gli Enti Pubblici e sia i Privati. Le iniziative8 di rigenerazione urbana andranno applicate alle aree di crisi che soffrono di uno o più dei seguenti elementi negativi: a) Degrado Urbanistico: si intendono le aree con presenza caratterizzante un impianto urbano di scarsa qualità morfologica e da una carenza di attrezzature, servizi, spazi pubblici, ovvero da aree caratterizzate da attrezzature ed infrastrutture dismesse. b) Degrado edilizio e tipologico: si intendono le aree con massiccia presenza di manufatti edilizi, muniti di regolare titolo abilitativo, non finiti, con caratteristiche estetiche incomplete o di scarsa qualità, dalle tipologie edilizie anomale e/o fuori scala. c) Degrado socio-economico: sono le aree caratterizzate da condizioni di abbandono, di sottoutilizzo, di impropria/parziale utilizzazione, con presenza di strutture non compatibili con il contesto urbano di riferimento, carenti per qualità e/o quantità di attività di servizi e spazi pubblici di supporto alla residenza. Ambiti urbanizzabili, mitigazione consumo suolo Disincentivo sottrazione suolo all agricoltura: direttive art. 20 lettera A - 1.Il QTRP stabilisce che gli ambiti urbanizzabili siano utilizzati in via straordinaria e solamente dopo avere raggiunto gli obiettivi principali di sostenibilità riferiti agli ambiti urbanizzati del PSC/PSA. In particolare il QTRP le seguenti azioni preliminari all utilizzo degli ambiti urbanizzabili: - Ammagliamento di tessuto urbanizzato sfrangiato; - Omogeneità del disegno urbano a seguito di riempimento dei vuoti urbani anche per il recupero di standard di urbanizzazioni; 2.A seguito di ciò e comunque dietro presentazione di appositi strumenti attuativi di significativa ampiezza è possibile espandere il tessuto urbano a condizione che si siano già raggiunti gli obiettivi precedentemente citati. 3.Lo strumento attuativo proposto dovrà essere localizzato in un intimo rapporto di funzionalità urbanistica con l ambito urbanizzato, ovvero all interno di questo, ciò al fine di risparmiare territorio ed utilizzare le urbanizzazioni primarie e secondarie esistenti nell attiguo ambito urbanizzato, fermo restando la corresponsione degli oneri urbanizzazione diretti o in forma perequativa. Dimensioni minime degli strumenti attuativi art. 20 lettera A- comma 4.Negli ambiti urbanizzabili i Comuni, fino a abitanti, opereranno attraverso appositi strumenti attuativi aventi estensione minima di mq.; per i Comuni oltre tale soglia demografica l estensione minima dovrà essere di mq. Tale soglia dimensionale minima trova giustificazione al fine di consentire una significativa e razionale crescita del tessuto urbanizzato. B Disincentivo economico consumo suolo: Prescrizione art. 20 lettera B. comma 1. Il QTRP prescrive che gli interventi di nuova costruzione, realizzabili a seguito del soddisfacimento dei principi di Ammagliamento e Omogeneità, nonché l utilizzo degli ambiti urbanizzabili dei PSC, in quanto tendenti a ridurre la disponibilità di aree agricole, devono essere assoggettati, nel caso di previsione di PAU o altro strumento attuativo, ad un regime oneroso, consistente: In una maggiorazione dei termini perequativi, partendo da una cessione minima al demanio comunale del 30% di aree oltre agli standard di legge; Nell aumento pari al 50% degli oneri economici per i titoli abilitativi dei singoli interventi. C Premialità per i Comuni a Zero ambiti Urbanizzabili: indirizzo art. 20 lettera C. comma 1. Il QTRP definisce che,- al fine di premiare i Comuni che nella loro pianificazione adottano la politica urbanistica di non prevedere alcun ambito urbanizzabile,-tali Comuni dovranno essere in posizione di vantaggio per l assegnazione di fondi finalizzati a programmi di Rigenerazione Urbana o tutela e valorizzazione dei Centri Storici..9 D Distretti autonomi: Direttive art. 20 lettera D. comma 1.Gli eventuali strumenti attuativi in ambito urbanizzabile dovranno essere dimensionati proporzionalmente alla capacità insediativa prevista dalle urbanizzazioni primarie alle quali collegarsi. In caso contrario per l eccedenza di tale capacità il proponente lo strumento attuativo dovrà assumere l onere dell implementazione dei servizi sino all adeguamento per il nuovo intervento proposto. 2.I soggetti proponenti strumenti attuativi in ambiti urbanizzabili, in alternativa al pagamento degli oneri per il Titolo abilitativo, in misura pari all aumento maggiorato per una percentuale pari al 50%, possono optare per la costituzione del regime di Distretto Autonomo, ovvero provvedono alla realizzazione e gestione perenne dei servizi occorrenti e alla gestione dell ambito così come edificato. E Zone ad alta agevolazione: indirizzi art. 20 lettera E. comma 1.Potranno essere individuati dai Comuni, in accordo con Provincie e Regione, ambiti territoriali in cui, al fine di arricchire il bilancio sociale, si possa predisporre, oltre ad agevolazioni burocratiche, anche l esenzione dei pagamenti di tasse, tributi e oneri che, unitamente agli incentivi volumetrici, possano apportare nei settori del turismo, della produzione manifatturiera, della tecnologia e dell agricoltura, un consistente aumento dell occupazione. Nuove funzioni urbane Standard Direttiva art.16 c.1. Il QTRP stabilisce che i Comuni al fine di mettere a norma gli standard delle urbanizzazioni della città esistente, debbano aumentare la dotazione generica degli standard per abitante in relazione alle nuove funzioni urbane che vengono individuate come segue: protezione civile; socio assistenziali; aggregazione sociale; aree mercatali ed espositive; verde ambientale (rete ecologica) e parchi naturali art.16 c.2. La dotazione degli standard dovrà essere prevista nella seguente misura: mq. 18,00/ab per i Comuni fino a ab.; mq. 20,00/ab per i Comuni da a ab.; mq. 22,00/ab per i Comuni da a ab.; mq. 24,00/ab per i Comuni da a ab.; mq. 26,00/ab per i Comuni oltre i ab.; Adeguamento dei PSC/PSA e PTCP art. 30 comma 6.I Dirigenti Comunali e Provinciali del settore, ovvero i responsabili degli uffici tecnici comunali, al fine di chiarire la modificazione delle singole norme per il proprio territorio ad opera del QTRP, entro 90 gg dall approvazione del presente, adotteranno una specifica determina di conformazione dei rispettivi strumenti urbanistici ai contenuti del presente QTRP. Art lettera D - Misure di salvaguardia all adozione del QTRP 1.A far data dall adozione del QTRP le competenti amministrazioni pubbliche sospendono ogni determinazione relativa a domande dirette ad ottenere permessi ad interventi di trasformazione del territorio che siano in contrasto con le sue prescrizioni. Art lettera E - Verifica paesaggistica dei piani attuativi non approvati 1.In attesa dell adeguamento degli strumenti di pianificazione di livello comunale alla disciplina paesaggistica contenuta nel QTRP, i Comuni, a far data dalla pubblicazione sul BURC dell avviso di adozione del piano, adeguano i piani attuativi non approvati alla normativa paesaggistica eventualmente discordante.10 Valutazione di Coerenza della pianificazione in itinere art. 31 comma 2.Le Valutazioni di coerenza si articolano nelle seguenti verifiche: coerenza degli obiettivi; coerenza delle strategie; coerenza con la normativa; coerenza interna; 3.La verifica di coerenza degli obiettivi è finalizzata a dimostrare che gli obiettivi fissati dal piano e definiti per ogni sistema della pianificazione, naturalistico-ambientale, insediativo e relazionale, siano coerenti con gli obiettivi definiti dalla legge urbanistica regionale L.R. 19/02, dagli strumenti di pianificazione urbanistico-territoriale e di settore vigenti e che gli obiettivi fissati dal piano e gli interventi previsti siano coerenti con gli strumenti di programmazione economica vigenti. 4.La verifica di coerenza delle strategie è finalizzata a dimostrare che la strategia e le azioni promosse dal piano siano coerenti e convergono con le strategie generali già determinate dagli strumenti vigenti per l area interessata e siano coerenti con gli indirizzi territoriali dettati dalle presenti norme. 5.La verifica di coerenza con la normativa è finalizzata a dimostrare la congruenza del piano con il sistema normativo vigente di settore e con gli indirizzi, le direttive e le prescrizioni dettate dalle presenti norme e, per i Piani strutturali, anche dagli strumenti sovraordinati. 6.La verifica di coerenza interna è finalizzata a dimostrare che le strategie, le azioni e gli strumenti di intervento previste dal piano siano coerenti con gli obiettivi generali indicati. Perequazione Art.33- comma 5.Il QTRP persegue la politica degli accordi privato-pubblico al fine di formare un demanio pubblico di aree. Pertanto determina che i Comuni che, nella formazione delle normative di gestione dei PSC/PSA, debbano opportunamente normare l uso degli ambiti urbanizzabili in modo tale che, nel rispetto delle volumetrie totali realizzabili, i proprietari cedano una parte delle aree oltre agli standard di legge, per la formazione degli atti di perequazione e per le successive compensazioni. Art. 33 comma 2.Il credito edilizio riconosciuto ai fini di cui al precedente comma può essere utilizzato in aggiunta agli indici convenzionali previsti dal PSC/PSA soltanto in ambiti omogenei oggetto di perequazione già individuati dal PSC/PSA, anche diversi da quello in cui ricade l immobile che dà titolo alla compensazione. Art. 33 comma 3.Se per effetto di vincoli sopravvenuti, diversi da quelli di natura urbanistica, viene limitato in tutto o in parte il diritto di edificabilità già riconosciuto da uno strumento di pianificazione vigente prima dell imposizione del vincolo, allora il titolare del diritto può chiedere al Comune il trasferimento dei propri diritti edificatori. Aree a Perequazione obbligata art. 20 lettera B. comma 1 3. Il QTRP prescrive che gli interventi di nuova costruzione, realizzabili a seguito del soddisfacimento dei principi di Ammagliamento e Omogeneità, nonché l utilizzo degli ambiti urbanizzabili dei PSC, in quanto tendenti a ridurre la disponibilità di aree agricole, devono essere assoggettati, nel caso di previsione di PAU o altro strumento attuativo, ad un regime oneroso, consistente: 3 Comma già citato in precedenza;11 In una maggiorazione dei termini perequativi, partendo da una cessione minima al demanio comunale del 30% di aree oltre agli standard di legge; Nell aumento pari al 50% degli oneri economici per i titoli abilitativi dei singoli interventi. Prescrizione standard su Rischi territoriali Cartografia e Dati Territoriali-Allegati art.13 comma 2.Per la definizione delle metodologie e degli standard da assumersi ad ogni livello della pianificazione urbanistica e dei piani di settore si fa riferimento ai seguenti allegati: - ALLEGATO 1 Valutazione dei Rischi Territoriali e della Componente Geologica per i PSC/PSA - ALLEGATO 2 Linee Guida per la formazione dei Dati Territoriali dei PSC/PSA - ALLEGATO 4 Linee Guida per la redazione dei Piani Spiaggia - ALLEGATO 5 Linee Guida per la realizzazione dei Database Topografici 3.Al fine di unificare la formazione degli strumenti di pianificazione urbanistica e dei piani di settore il QTRP rende obbligatorio l adozione degli standard e delle specifiche contenute negli ALLEGATI 1, 2, 4 e 5 cui sono tenuti ad attenersi tutti i soggetti della Pubblica Amministrazione Regionale e Locale. Vedere altro
Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati Dettagli Allegato AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE /O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA.
D.P.C.M. 12-12-2005 Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali Dettagli 10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO
10. VERIFICA RICHIESTE DELLA L.R. 31/2014 SUL CONSUMO DI SUOLO 10.1. SINTESI DEI CONTENUTI DELLA L.R. 31/2014 La Regione Lombardia è intervenuta a fine 2014 con una nuova disposizione normativa (L.r. 31/2014 Dettagli Aree di delocalizzazione - Scheda d Ambito
Ottobre 1 Aree di delocalizzazione - Scheda d Ambito 1. Descrizione dell Ambito L area individuata nella presente scheda d ambito e negli allegati grafici (vedi fig.1) è stata oggetto negli ultimi quindici Dettagli Art. 1 - Finalità... 2. Art. 2 - Interventi edilizi... 2. Art. 3 - Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente...
REGIONE VENETO Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 1 INTERVENTO REGIONALE A SOSTEGNO DEL SETTORE EDILIZIO E PER FAVORIRE L UTILIZZO DELL EDILIZIA SOSTENIBILE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 12 LUGLIO Dettagli C M Y K C M Y K. 5. La normativa
5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione Dettagli Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana
Università Roma Tre CdLM Architettura - Progettazione urbana Laboratorio di Urbanistica 1 Titolarità del Laboratorio: Simone Ombuen Anno accademico 2012-2013 secondo semestre Modulo Diritto (4 cfu) Docente: Dettagli Facoltà di Architettura - Corso di Laurea quinquennale UE Corso di Fondamenti di Urbanistica - C TERMINOLOGIA. Lessico di base
Facoltà di Architettura - Corso di Laurea quinquennale UE Corso di Fondamenti di Urbanistica - C TERMINOLOGIA Lessico di base Lezione n. 6/10 1 CARTOGRAFIA DI BASE: rappresentazione plano-altimetrica o Dettagli P I A N O D E L L A R I C O S T R U Z I O N E
comune di CAMPOSANTO P I A N O D E L L A R I C O S T R U Z I O N E Norme di specificazione per gli interventi di ricostruzione e/o delocalizzazione di edifici posti in territorio rurale vincolati dalla Dettagli Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione
URBANISTICA La legge n 1766 del 16 giugno 1927 introduceva il concetto dello Ius caselimandi cioè: a) il diritto di costruire abitazioni rurali. b) il diritto di farsi casa per abitarvi. c) il diritto Dettagli Direzione Centrale Sviluppo del Territorio Settore Pianificazione Tematica e Valorizzazione Aree
Direzione Centrale Sviluppo del Territorio Settore Pianificazione Tematica e Valorizzazione Aree SCHEDA SINTETICA DESCRITTIVA RELATIVA ALL IMMOBILE SITO IN VIALE MONZA 148 Allegata all avviso per l attivazione Dettagli DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05
DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 PROPOSTA DI DELIBERAZIONE - OGGETTO - ESTENSIONE DELL AMBITO DI Dettagli lo Statuto Speciale per la Sardegna e le relative norme di attuazione; la L.R. 13 novembre 1998, n.31 e successive modifiche e integrazioni;
ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI FINANZE Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della Vigilanza edilizia del 08/10/2008 OGGETTO: Verifica di conformità ai sensi dell art. 52 delle Dettagli PIANO CASA FRIULI VENEZIA GIULIA SCHEDA SINTETICA
PIANO CASA FRIULI VENEZIA GIULIA SCHEDA SINTETICA (si veda anche la parte normativa, più sotto) Norme L. 11/11/2009 n. 19; L. 21/10/2010 n. 17 Aumenti massimi (salvo casi particolari) + 35% volume con Dettagli Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate Dettagli Ambiti di Rivitalizzazione Prioritaria (ARP)
Incontro Ordini professionali Regione Umbria Legge regionale 21 gennaio 2015, n.1 Testo unico governo del territorio e materie correlate Ambiti di Rivitalizzazione Prioritaria (ARP) DIREZIONE PROGRAMMAZIONE, Dettagli PIANO DEGLI INTERVENTI
COMUNE DI MUSSOLENTE Provincia di Vicenza P.R.C. Elaborato Scala PIANO DEGLI INTERVENTI Atto di Indirizzo Criteri perequativi per il Piano degli Interventi IL SINDACO Maurizio Chemello IL SEGRETARIO Maria Dettagli MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE
REGIONE TOSCANA Legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 1 MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE (B.U.R.T. 13 maggio 2009, Dettagli integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane)
integrati nella città della trasformazione. Progetti urbani per le nuove Centralità urbane/metropolitane) Standard Urbanistici: si introduce il metodo della perequazione e della cessione compensativa per Dettagli C O M U N E D I D E R U T A
C O M U N E D I D E R U T A PROVINCIA DI PERUGIA OGGETTO: Piano Attuativo di iniziativa privata in Variante al PRG Parte Operativa, sensi e per gli effetti della L.R. 11/2005, riguardante l ambito urbano Dettagli RELAZIONE PAESAGGISTICA AI SENSI DEL D.P.C.M. 12/12/2005 PER LE OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E VALUTATO MEDIANTE DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1)
RELAZIONE PAESAGGISTICA AI SENSI DEL D.P.C.M. 12/12/2005 PER LE OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E VALUTATO MEDIANTE DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1) 1. RICHIEDENTE (2): persona fisica società impresa Dettagli opere riguardanti il rifacimento ed il restauro di facciate o di parti esterne degli edifici;
REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI E AGEVOLAZIONI ECONOMICHE PER IL MIGLIORAMENTO ESTETICO ED IL RISANAMENTO DEI CENTRI STORICI DI SCANZO E ROSCIATE ART. 1 - CONCESSIONE DI CONTRIBUTI Il Comune Dettagli PROGETTO DI LEGGE N. 0392. di iniziativa del Presidente della Giunta regionale
REGIONE LOMBARDIA VIII LEGISLATURA CONSIGLIO REGIONALE ATTI 15996 PROGETTO DI LEGGE N. 0392 di iniziativa del Presidente della Giunta regionale Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione Dettagli INDICATORI URBANISTICO EDILIZI
INDICATORI URBANISTICO EDILIZI 1. Superficie territoriale (ST): Superficie totale di una porzione di territorio, la cui trasformazione è generalmente sottoposta a strumentazione urbanistica operativa e Dettagli AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE E/O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA.
Schema della relazione paesaggistica ai sensi dell'art. 3 del D.C.P.M. 12 dicembre 2005 approvato dall'osservatorio Regionale per la qualità del Paesaggio nella seduta del 13.07.2006 SCHEDA PER LA PRESENTAZIONE Dettagli L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1)
L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1) SOMMARIO Art. 1 - Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 - Opere abusive suscettibili di sanatoria Art. 3 - Dettagli persona fisica società impresa ente
SCHEDA PER LA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1) 1. RICHIEDENTE (2) : persona fisica Dettagli Piano nazionale di edilizia abitativa
ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e Dettagli AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (P.I.I.): MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA CONCERTAZIONE IL SINDACO
AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (P.I.I.): MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA CONCERTAZIONE IL SINDACO Allegato B Visto il Piano Regolatore Generale, approvato con Dettagli Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta
Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Piani territoriali urbanistici regionali orientati dal punto di vista paesistico ed ecologico (ex l. 431/85) Piani paesistici regionali (ex l. 431/85) Dettagli Definizione, quantificazione e trasferimento dei «crediti edilizi»
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Bologna INU Istituto Nazionale di Urbanistica - Sezione Emilia Romagna Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna Definizione, Dettagli ATTO DI INDIRIZZO ARTICOLO 2 DEFINIZIONI
ATTO DI INDIRIZZO PER I PROCEDIMENTI DI COMPETENZA COMUNALE DEFINITI DAGLI ARTICOLI 4, 5, 6 bis, 7, 8, 9 E 11 bis DELLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 2009 N. 19 Misure urgenti per il rilancio economico, Dettagli SCHEDE DESCRITTIVE AREE DEGRADATE
SCHEDE DESCRITTIVE AREE DEGRADATE In adeguamento al Regolamento n.1 di attuazione della legge regionale n. 50/2012, articolo 2 - comma 6, nel Comune di Tezze sul Brenta è stata individuata un area degradata Dettagli LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ
LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ LA NUOVA LEGGE VISTA DAL BASSO, L OPINIONE DEI COMUNI. A cura dell Arch. Dettagli 1. INTRODUZIONE... 2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...
RELAZIONE SINTETICA 1. INTRODUZIONE...2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...3 2.1 Il sistema della residenza e dei servizi...4 2.2 Il sistema della produzione...7 2.3 Il sistema della mobilità e delle infrastrutture...9 Dettagli BOZZA DELLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE INERENTE LA L.R. 13 DEL 10 GIUGNO 2008.
BOZZA DELLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE INERENTE LA L.R. 13 DEL 10 GIUGNO 2008. Premesso che: - la Regione Puglia, con la Legge Regionale 10 giugno 2008, n. 13, Norme per l abitare Dettagli INDICE DEGLI ARGOMENTI:
INDICE DEGLI ARGOMENTI: PREMESSA INQUADRAMENTO URBANISTICO INQUADRAMENTO PAESISTICO E REGIME VINCOLISTICO DESCRIZIONE DEI LUOGHI DESCRIZIONE DELL INTERVENTO FINALITÀ DELL INTERVENTO PREMESSA Il progetto Dettagli CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE:
scheda N 1 loc. PIEDIMONTE / COMPARTO 46 R CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE: Realizzazione di manufatti con destinazione artigianale/industriale/direzionale per una S.U.L. complessiva di mq 4.000 e una volumetria Dettagli Relazione paesaggistica semplificata Ai sensi dell'articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 09/07/2010, n. 139
STU-EDI-SEMPL/0 Pagina 1 di 5 Protocollo Relazione paesaggistica semplificata Ai sensi dell'articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 09/07/2010, n. 139 Il sottoscritto richiedente autorizzazione Dettagli ALLEGATO B. Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili, pannelli solari termici e fotovoltaici, generatori eolici
ALLEGATO B Norme regolamentari relative all installazione di impianti tecnologici e di altri manufatti comportanti modifiche dell aspetto esteriore degli edifici Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili, Dettagli Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati
Programma di riqualificazione degli immobili agricoli (P.R.I.A.) non utilizzati o sotto utilizzati Stato degli atti dopo il Febbraio 2010: Sono state presentate 90 proposte. L estensione complessiva delle Dettagli gruppo argo PROGETTISTI: architettura urbanistica design studio architetti associati marco colla Gabriele ferrari Roberto pellino Gian luca perinotto
PROGETTISTI: gruppo argo architettura urbanistica design studio architetti associati marco colla Gabriele ferrari Roberto pellino Gian luca perinotto Vicolo cilea 11 27029 vigevano pv tel - fax 0381 903221 Dettagli relativo alla Seconda Soluzione Agosto 2013
COMUNE DI FOSDINOVO Località CANIPAROLA PIANO DI RECUPERO CASA ALBACHIARA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ A V.A.S. ai sensi dell art. 22, L.R.T. n 10/2010 RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE relativo alla Seconda Dettagli REGOLAMENTO DI SOSTENIBILITA AMBIENTALE
Legge regionale 03 gennaio 2005, n. 1 Norme per il governo del territorio. Art. 01 - Oggetto e finalità della legge Comma 2. Ai fini di cui al comma 1, i comuni, le province e la Regione perseguono, nell'esercizio Dettagli Norme per il sostegno dell attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio. *********************** Regione siciliana
L.R. 23 marzo 2010, n. 6. Norme per il sostegno dell attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 26 marzo 2010, n. 14. *********************** Dettagli INDIRIZZI PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI
L.P. 5 SETTEMBRE 1991, N. 22 articolo 99, comma 1, lettera e bis) INDIRIZZI PER L INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI (testo approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. Dettagli 4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE
4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE PREMESSA L amministrazione comunale di Aviatico, al fine di favorire una regolare e ordinata gestione ambientale e paesaggistica delle aree prative Dettagli CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA
CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA Legge Regionale: Norme sulla sanatoria degli abusi edilizi di cui all art. 32 del Decreto Legge 30.09.2003, n. 269. * * * * * * * * * Articolo 1 Oggetto della legge 1. Dettagli DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO
DIREZIONE URBANISTICA SERVIZIO Edilizia Privata, DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO Deliberazione Consiglio Comunale n. 13/2014 SCHEDA INFORMATIVA Aprile 2014 In data 25 marzo Dettagli PIANO REGOLATORE GENERALE
SETTORE PIANIFICAZIONE URBANA E TERRITORIALE LEGGE REGIONE PIEMONTE 5/12/1977, n. 56 art. 17 PIANO REGOLATORE GENERALE APPROVATO CON D.G.R. DEL 06/06/1989, N. 93-29164 VARIANTE N. 14 PROGETTO DEFINITIVO Dettagli ELETTRODOTTI E DI IMPIANTI RADIOELETTRICI...8
1. SOMMARIO 1. SOMMARIO...2 2. INTRODUZIONE...3 3. RIFERIMENTI NORMATIVI...3 4. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SENSIBILI...4 4.1 APPROCCIO METODOLOGICO...4 4.2 AREE SENSIBILI INDIVIDUATE...5 5. AREE SENSIBILI Dettagli ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof
1 Localizzazione ecografica: Localizzazione catastale: Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof Foglio 43 Mappali 63, 65, 67, 71, 73, 75, 114. Foglio 44 Mappali 23, 24, 25, 59, 62. Foglio 45 Mappali Dettagli Estratto dal D.P.C.M. 12 dicembre 2005
Estratto dal D.P.C.M. 12 dicembre 2005 SCHEDA PER LA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER LE OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA Dettagli Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire
Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire Interventi edilizi e titoli abilitativi, in questo articolo analizziamo le definizioni di CIL, Dettagli Tutela dei versanti e sicurezza idrogeologica
Tutela dei versanti e sicurezza idrogeologica 20 ottobre 2004 Tutela dei versanti e sicurezza idrogeologica Norme di Attuazione: Titolo 6 Elaborati grafici di riferimento: Tavola 2 OBIETTIVI DEL PTCP COORDINAMENTO Dettagli ( testo attuale e modificato)
C O M U N E d i C R E S P I N A Servizi al Territorio Variante al Regolamento Urbanistico - Modifica alle Norme Tecniche di Attuazione relative agli impianti e aree cimiteriali ( articoli 61 e 66 ) ( testo Dettagli lo Statuto Speciale per la Sardegna e le relative norme di attuazione; la L.R. 13 novembre 1998, n.31 e successive modifiche e integrazioni;
ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI FINANZE Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della Vigilanza edilizia del 21/04/2008 OGGETTO: Verifica di conformità ai sensi dell art. 52 delle Dettagli Comunità Alto Garda e Ledro Piano stralcio in materia di programmazione urbanistica del settore commerciale
COMUNITA' ALTO GARDA E LEDRO PIANO TERRITORIALE DELLA COMUNITA' PIANO STRALCIO IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE URBANISTICA DEL SETTORE COMMERCIALE art. 25 bis, comma 1 bis l.p.4 marzo 2008, n.1 NORME TECNICHE Dettagli DIREZIONE URBANISTICA
DIREZIONE URBANISTICA LE VERIFICHE DI CONFORMITA URBANISTICO - EDILIZIA IN REGIME DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO (Deliberazione Consiglio comunale nr. 13/2014) SCHEDA INFORMATIVA Dettagli DOMANDA PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI E/O TENDE PARASOLE IN VENEZIA CENTRO STORICO E ISOLE DELLA LAGUNA
Modello da compilarsi a cura del richiedente COMUNE DI VENEZIA DIREZIONE SPORTELLO UNICO EDILIZIA Marca da bollo 16,00 DOMANDA PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI E/O TENDE PARASOLE IN VENEZIA CENTRO Dettagli U.P. SERVIZI PER IL TERRITORIO SPORTELLO UNICO PER L'EDILIZIA
RELAZIONE Oggetto: VARIANTE ART.32 bis L.R.n.20/2000 AL PIANO STRUTTURALE COMUNALE INCREMENTO DELL ALTEZZA CONSENTITA PER LA REALIZZAZIONE DI MAGAZZINI AUTOMATICI PREMESSA La presente variante al Piano Dettagli DISCIPLINA URBANISTICA ED EDILIZIA INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI
Comune di Cisano B.sco Piano dei Servizi Disciplina degli interventi COMUNE DI CISANO BERGAMASCO DISCIPLINA DEL PIANO DEI SERVIZI DISCIPLINA URBANISTICA ED EDILIZIA INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI Dettagli Comune di Brenzone 1. RICHIEDENTE: 2. TIPOLOGIA DELL'OPERA E/O DELL'INTERVENTO:
AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE /O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA 1. RICHIEDENTE: persona fisica società impresa ente 2. TIPOLOGIA DELL'OPERA Dettagli per accesso e individuazione catastale, anche adiacenti ad altri edifici; sono esclusi gli edifici cosiddetti a schiera e quelli di tipo
Regione Piemonte Bollettino Ufficiale n. 38 del 24 settembre 2009 Circolare della Presidente della Giunta Regionale 21 settembre 2009, n. 4/PET Legge regionale 14 luglio 2009, n. 20 Snellimento delle procedure Dettagli Classi di I.C.S. (% di A.U. rispetto S.T.) Ambito territoriale
1. I limiti di consumo di suolo I Piani di governo del territorio (Pgt) sono sottoposti alla verifica di compatibilità rispetto al Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), in attuazione Dettagli Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione. in Laterina - Comune di Laterina
Dott. Ing. Marco Sacchetti Installazione di pannelli fotovoltaici su fabbricato di civile abitazione in Laterina - Comune di Laterina RELAZIONE PAESAGGISTICA Ai sensi del D.P.R. 09.Luglio.2010 n. 139 Proprietà: Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale concernente Disposizioni straordinarie per il sostegno dell economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e Dettagli Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile
Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia Dettagli Comune di Chiesina Uzzanese
Comune di Chiesina Uzzanese Regolamento impianti fotovoltaici su terreni agricoli Approvato con delibera del Consiglio Comunale n.45 del 20/12/2010 Modificato con delibera del Consiglio Comunale n.4 del Dettagli - relazione istruttoria - Il Responsabile della III Area Arch. Nicla Paola Frezza. 04 febbraio 2011
LEGGE REGIONALE 21/12/2010 N.19 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 OTTOBRE 2009, N. 22 "INTERVENTI DELLA REGIONE PER IL RIAVVIO DELLE ATTIVITÀ EDILIZIE AL FINE DI FRONTEGGIARE LA CRISI ECONOMICA, DIFENDERE Dettagli Zona Elementare 1891 area 03 Stra.llo Fossa Burracchione Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC
Zona Elementare 1891 area 03 Stra.llo Fossa Burracchione Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. Dettagli NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE - AMBITO DI RIQUALIFICAZIONE N 2: Piano di Recupero N 3 Albergo Trieste - via San Rocco
NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE - AMBITO DI RIQUALIFICAZIONE N 2: Piano di Recupero N 3 Albergo Trieste - via San Rocco ORTOFOTO PLANIMETRIA AEROFOTOGRAMETRICA (scala 1:1000) Nuclei di antica formazione Criteri Dettagli COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO Provincia di Bologna
1 COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO Provincia di Bologna Area Programmazione e Gestione del Territorio ALLEGATO 1 DETERMINAZIONE VALORI DI RIFERIMENTO DELLE AREE INSERITE NEL P.R.G., NEL P.S.C. E NEL R.U.E. Dettagli C O M U N E D I L O R O C I U F F E N N A P R O V I N C I A D I A R E Z Z O
C O M U N E D I L O R O C I U F F E N N A P R O V I N C I A D I A R E Z Z O UNI EN ISO 9001 BANDO PER IL FINANZIAMENTO A FONDO PERSO DI LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E/ O RESTAURO CONSERVATIVO DI Dettagli Allo sportello unico dell edilizia Municipalità di
Allo sportello unico dell edilizia Municipalità di MODELLO SCIA.b SCIA.b - 29/08/2011 ASSEVERAZIONE ALLEGATA ALLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ EDILIZIA ai sensi dell articolo 19, comma 1 Dettagli 7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA
7. LA STRUTTURA URBANA CONSOLIDATA 7.1. Premessa La qualità dell ambiente e lo stile di vita sono strettamente correlati alle caratteristiche specifiche della struttura urbana locale. In una fase in cui Dettagli Adeguamento del contributo di costruzione
Adeguamento del contributo di costruzione previsto dall art.43 della LR 12/05 e s.m.i. 8 Gennaio 2016 PRINCIPI DELLA VARIANTE AL PGT riduzione del consumo di suolo e delle potenzialità edificatorie creazione Dettagli 1. Fattispecie escluse dal processo di valutazione integrata.
COMUNE DI LARI LINEE GUIDA SUL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE INTEGRATA L..R.. n 1/ /2005 e D..P.G.R.. n 4/ /R/2007 Criteri applicativi per i Piani attuativi Apppprroovvaat tee ccoonn Deel libbeerraazzi ioonnee Dettagli Indirizzi e Criteri Generali
Comune di ROVERÈ VERONESE Accordi Pubblico Privato - Applicazione art. 6 L. R. n. 11/2004 Indirizzi e Criteri Generali Premessa L'Amministrazione Comunale di Roverè Veronese ai sensi degli artt. 35, 36 Dettagli COMUNE DI BRIENNO Provincia di Como
COMUNE DI BRIENNO Provincia di Como REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E LA POSA DI IMPIANTI SOLARI E FOTOVOLTAICI (da 1 a 5 Kwp) (approvato con deliberazione c.c. numero 21 del 30.06.2011) Pagina 1 di 5 Dettagli Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità
Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità E stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo un attesa di ben 2 settimane e tante modifiche, il Decreto Sblocca Italia, D.L. 133/2014. Dall analisi Dettagli TITOLO I - NORME DI CARATTERE GENERALE
TITOLO I - NORME DI CARATTERE GENERALE Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione del Piano dei Servizi Il Piano dei Servizi è lo strumento di pianificazione comunale che ha le finalità di assicurare una Dettagli Ordine degli Ingegneri. Energia per il Governo del Territorio
Ordine degli Ingegneri Provincia di Como Energia per il Governo del Territorio L uso razionale dell energia Pertinenza del tema Aspetti pianificatori Proposte Uso razionale dell energia La questione urbana Dettagli COMUNE DI TROVO Provincia di Pavia P.G.T. PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO
COMUNE DI TROVO Provincia di Pavia P.G.T. PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO RECEPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI PREVALENTI DELLA PROVINCIA IN MERITO ALLA VERIFICA DI COMPATIBILITA CON IL P.T.C.P. ART.13 commi Dettagli POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.13 *
Interventi per favorire la diversificazione delle attività agricole e lo sviluppo di quelle affini allo scopo di implementare fonti alternative di reddito (art.33 comma 2 - trattino 7 del Reg. (CE) 1257/99) Dettagli SCHEMA DI NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE SUA
NTA di SUA di iniziativa privata SCHEMA DI NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE SUA.. INDICE ART. 1 AMBITO DI APPLICAZIONE... pag. 2 ART. 2 ELABORATI DEL PIANO...» 2 ART. 3 DATI COMPLESSIVI DEL PIANO...» 2 ART. Dettagli Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 62 del 13 ottobre 2009
COMUNE DI ALZANO LOMBARDO ASSESSORATO AL GOVERNO DEL TERRITORIO REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DI INCENTIVI FINALIZZATI ALLA RIQUALIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI DI ALZANO LOMBARDO Approvato con Deliberazione Dettagli Problematica Idraulica e piani urbanistici
Associazione Nazionale Urbanisti e Pianificatori Territoriali e Ambientali con il patrocinio di Comune di Este Consorzio di Bonifica Adige Euganeo PREVENZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO: UN COMPITO PER LA PIANIFICAZIONE Dettagli REGOLAMENTO PER LA DETERMINAZIONE DELL INCIDENZA DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE
REGOLAMENTO PER LA DETERMINAZIONE DELL INCIDENZA DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE indice Art. 1 Premessa pag 5 Art. 2 Ambito di applicazione pag 5 Art. 3 Incidenza degli oneri di urbanizzazione: tabella parametrica Dettagli UFFICIO COMUNE DEL PAESAGGIO Comuni di Muggia e San Dorligo della Valle. SKUPNI URAD ZA KRAJINSKO NAČRTOVANJE Občin Milje in Dolina
UFFICIO COMUNE DEL PAESAGGIO Comuni di Muggia e San Dorligo della Valle SKUPNI URAD ZA KRAJINSKO NAČRTOVANJE Občin Milje in Dolina ALLEGATO ALLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE /O INTERVENTI Dettagli Se persona fisica Il/la sottoscritto/a nato/a a il codice fiscale e residente in via/piazza CAP comune prov. telefono fax e-mail
RICHIESTA Autorizzazioni paesistiche. Provincia di Milano Settore Agricoltura, parchi, caccia e pesca Viale Piceno, 60 20129 MILANO DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER INTERVENTI IN AREA BOSCATA Dettagli Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale della Presidenza Settore Strumenti per la Valutazione integrata e per lo Sviluppo Sostenibile
Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale della Presidenza Settore Strumenti per la Valutazione integrata e per lo Sviluppo Sostenibile Arch. Pietro Novelli L efficienza Energetica negli edifici. Dettagli IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
OGGETTO: Adeguamento oneri costo di costruzione. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO VISTO il Decreto del Sindaco n 3 del 31.01.2011, con cui è stato individuato l Arch. Giusepe RUSSO responsabile del servizio Dettagli LA CITTA DI TRANSIZIONE: ECOLOGIA E ABITARE SOSTENIBILE
LA CITTA DI TRANSIZIONE: ECOLOGIA E ABITARE SOSTENIBILE IL PROGETTO PILOTA DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO PER LA RISOLUZIONE URBANISTICA DELLA MAGLIA 21 ESPANSIONE C2 SCOPRIAMO BARI: STRUMENTI Dettagli AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE /O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1)
AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PER OPERE /O INTERVENTI IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO È VALUTATO MEDIANTE UNA DOCUMENTAZIONE SEMPLIFICATA (1) 1. RICHIEDENTE: (2) persona fisica società impresa ente 2. TIPOLOGIA Dettagli Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC
Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. 12 D.LGS. N. 152/2006 Dettagli LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente
Legge 1986022 Pagina 1 di 5 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE Dettagli COMUNE di ( indicare il Comune nel caso in cui è soggetto promotore ) Denominazione. Forma societaria. Rappresentante Legale
REGIONE ABRUZZO DIREZIONE LAVORI PUBBLICI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO, GESTIONE INTEGRATA DEI BACINI IDROGRAFICI, DIFESA DEL SUOLO E DELLA COSTA Allegato 1 Servizio Edilizia Residenziale Via Salaria Antica Dettagli A REGISTRO DELLE OSSERVAZIONI
VARIANTE PARZIALE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER MODIFICA SCHEDA NORMA 2-T2 NELLA FRAZIONE DI VADA E VARIANTE CARTOGRAFICA PER PRESA D ATTO DEL NUOVO TRACCIATO AUTOSTRADALE E DELLA VIABILITÀ SECONDARIA. Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Art. 3
 art. 3
 Art.18
 art.16
 Art. 7
 art.12
 art. 27
 art.143
 art. 136
 art. 142
 art.157
 art. 3
 Art.4
 art. 4
 Art. 38
 Art. 10
 Art. 10
 Art. 10
 Art. 10
 art. 29
 art. 29
 Art. 11
 Art. 11
 Art. 11
 Art. 12
 Art.14
 art.15
 art. 17
 art. 48
 Art. 17
 art. 48
 Art. 17
 Art. 17
 art. 48
 art. 19
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art.16
 art.16
 art. 30
 art. 31
 Art.33
 Art. 33
 Art. 33
 art. 20
 art.13
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 52
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 1
 ARTICOLO 2
 articolo 2
 Art. 1
 Art. 1
 art. 22
 Art. 01
 articolo 99
 art. 32
 Articolo 1
 art. 17
 art. 52
 art. 25
 ART.32
 art. 18
 art. 18
 art. 14
 articolo 19
 art.43
 art. 6
 Art. 1
 ART.13
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 18
 art. 18
 art. 14