Source: https://albofornitori.anconambiente.it/tender/70
Timestamp: 2020-07-08 22:19:44+00:00

Document:
SERVIZIO DI RACCOLTA, TRASPORTO E RECUPERO DEGLI INDUMENTI USATI ED ACCESSORI (CER 20.01.10) PROVENIENTI DALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI COMUNI GESTITI DA ANCONAMBIENTE SPA. 2019-2022
Oggetto: SERVIZIO DI RACCOLTA, TRASPORTO E RECUPERO DEGLI INDUMENTI USATI ED ACCESSORI (CER 20.01.10) PROVENIENTI DALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI COMUNI GESTITI DA ANCONAMBIENTE SPA. 2019-2022
Criterio di aggiudicazione: Massimo rialzo
CIG: 7964667B1F
Aggiudicatario : Società Cooperativa
Importo aggiudicazione: € 126.640,00
Data pubblicazione: 29 luglio 2019 14:30:00
Termine ultimo per la presentazione di quesiti: 13 settembre 2019 12:00:00
Data scadenza: 23 settembre 2019 12:00:00
allegato 2 sopralluogo (29 luglio 2019 14:30:00)
modello g) (29 luglio 2019 14:30:00)
elenco dei siti (29 luglio 2019 14:30:00)
prot n. 3938 richiesta di offerta (29 luglio 2019 14:30:00)
all. 1 foglio patti e condizioni (01 agosto 2019 14:17:52)
modello C1) (da non compilare in caso si compili il modello C))
Per richiedere informazioni: Si informa che il referente tecnico per la zona di Ancona è il Sig. Paolo Forti contattabile al n° 0712809847 email p.forti@anconambiente.it, per la zona di Fabriano è il sig. Andrea Cardoni tel. 3407622080 email a.cardoni@anconambiente.it
Si informa che il referente tecnico per la zona di Ancona è il Sig. Paolo Forti contattabile al n° 0712809847 email p.forti@anconambiente.it, per la zona di Fabriano è il sig. Andrea Cardoni tel. 3407622080 email a.cardoni@anconambiente.it,mentre il referente amministrativo/commerciale è il sig. Cristiano Feliziani contattabile al n° 071 2809828 e-mail: c.feliziani@anconambiente.it (non disponibile dal 05/08 - al 26/08 per ferie)
Spettabile AnconAmbiente, ripropongo , causa nessun riscontro, i seguenti quesiti: 1) A pagina 3/18 del "Fglio patti e condizioni" si chiede disponibilità impianto atto al recupero a cui sono destinati i rifiuti oggetto del presente FCP. Tale impianto non deve essere ad una distanza superiore a 100 km dalla sede di Via del COmmercio 27 (AN) Qualora si abbia disponibilità impianto finale sia R13 che R3 superiore a distanza superiore a 100 km dalla sede di AnconAmbiente, è comunque obbligatoria la disponibilità dell'impianto R13 entro i 100 km? 2) Cosa si intende per eventuale Ecotassa? E' possibile quantificare l'importo allo stato attuale? Ringraziamo per l'attenzione, cordiali saluti .
In risposta con la presente vi comunichiamo che abbiamo preso atto del vostro quesito e che la relativa risposta così come previsto dalla piattaforma telematica sarà inoltrata a tutte le Ditte invitate in forma anonima, il 13/09/2019 dopo le ore 12.00 (termine ultimo di presentazione quesiti) .
Buonasera, con la presente si sollecita la Spett.le Stazione Appaltante a rispondere ai quesiti posti. In attesa di gentile riscontro, porgiamo Distinti saluti
Le risposte ai quesiti così come previsto dalla piattaforma telematica saranno inoltrate a tutte le Ditte invitate in forma anonima, il 13/09/2019 dopo le ore 12.00 (termine ultimo di presentazione quesiti) . Si rammenta con l'occasione che è obbligatorio il sopralluogo presso almeno due aree nei comuni oggetto di gara, previo appuntamento. I sopralluoghi si terranno nei seguenti giorni: il lunedì e il giovedì dalle ore 09.00 alle ore 13.00 dei giorni 26/08/2019 - 19/09/2019. A disposizione Cordiali saluti.
In riferimento all’allegato 1 FOGLIO PATTI E CONDIZIONI ed in particolare alla pagina 3/18, codesta stazione appaltate pone come limite 100 km la prossimità degli impianti di stoccaggio dalla sede di Anconambiente spa. Seppure nell’area indicata vi siano impianti di stoccaggio generico, è dato evidenziare che, per il trattamento e stoccaggio dello specifico rifiuto urbano non pericoloso destinato a recupero avente codice CER 20/0110 vi è una carenza sostanziale di impianti specifici. Si rende noto che come previsto dal regolamento (CE) n. 1013/2006 Il principio di autosufficienza si riferisce, da un punto di vista oggettivo, quindi, ad un sistema integrato che si basi su una serie di impianti di gestione integrata la cui varietà non può mancare intesa nel senso che l'autosufficienza impiantistica deve rappresentare uno stimolo per le pubbliche amministrazioni nel dover assumere e condurre esecutivamente scelte per ricercare l'adeguatezza e completezza dei medesimi impianti nel proprio ambito territoriale fino al raggiungimento di un equilibrio integrato tra produzione e smaltimento. Ed infatti non sembra giustificabile ricondurre univocamente i limiti del principio di autosufficienza anche alle attività di recupero riferite a ogni rifiuto. Il concetto che tale principio possa essere declinato in maniera diversa e disgiunta dai confini di quello di autosufficienza si ricava anche dall'art. 181 comma 5 del TUA ove si legge che "Per le frazioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata destinati al riciclaggio ed al recupero è sempre ammessa la libera circolazione sul territorio nazionale al fine di favorire il più possibile il loro recupero. " Pertanto il limite di 100 km alla luce di quanto sopra appare vincolante e pregiudizievole per la par condicio tra i partecipanti. Si richiede pertanto di rendere libera a livello nazionale la circolazione dei rifiuti destinati al recupero al fine appunto di privilegiare il loro recupero in maniera ottimale attraverso impianti R3, richiedendo ovviamente un adeguata organizzazione logistica al fine di rendere il servizio ottimale.
Si conferma quanto indicato all’art. 2 del foglio patti e condizioni, ribadendo la necessità per l’AA di individuare un operatore economico che abbia la possibilità di effettuare l’attività di raccolta e di primo conferimento dei rifiuti oggetto di gara utilizzando automezzi di piccole dimensioni adeguati ai servizi in ambiente cittadino. Infatti automezzi di piccole dimensioni, essenziali per l’effettuazione del servizio presso i territori serviti dall’AA, risultano avere basse portate e pertanto necessità di frequenti conferimenti agli impianti di destinazione che pertanto dovranno essere il più possibile vicini ai territori serviti, per il principio generale dalla riduzione degli impatti ambientali.
come previsto dall’art. 29 del D.L. 90/2014 al primo comma dispone che “Per le attività imprenditoriali di cui al comma 53 la comunicazione e l'informazione antimafia liberatoria è obbligatoriamente acquisita dai soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, attraverso la consultazione, anche in via telematica, di apposito elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa operanti nei medesimi settori. Il suddetto elenco è istituito presso ogni prefettura. L'iscrizione nell'elenco è disposta dalla prefettura della provincia in cui il soggetto richiedente ha la propria sede. Si applica l'articolo 92, commi 2 e 3, del citato decreto legislativo n. 159 del 2011. La prefettura effettua verifiche periodiche circa la perdurante insussistenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa e, in caso di esito negativo, dispone la cancellazione dell'impresa dall'elenco. L'iscrizione nell'elenco di cui al comma 52 tiene luogo della comunicazione e dell'informazione antimafia liberatoria anche ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di contratti o subcontratti relativi ad attività diverse da quelle per le quali essa è stata disposta." Nel caso di specie non vi è dubbio che il contratto da stipulare abbia ad oggetto prestazioni di servizi inclusi nell’elenco di cui all’art. 1 comma 53 lett b) della L. 190/2012 WHITE LIST (trasporto e smaltimento di rifiuti per conto di terzi) per l’affidamento dei quali la norma sopra richiamata pone come condizione necessaria l’acquisizione da parte della Stazione Appaltante della informazione antimafia liberatoria attraverso la consultazione dell’apposito elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa; ma tale requisito non ci risulta sia stato menzionato, si richiede pertanto chiarimento al riguardo con relativa iscrizione White List II sezione , trasporto e smaltimento di rifiuti per conto di terzi a tutte le imprese partecipanti.
La procedura in questione è diretta al perfezionamento di un contratto “attivo” (Regio Decreto n. 827/24) e, pertanto, la stessa non necessariamente deve essere regolata dalle disposizioni in materia di appalti (D.Lgs. 50/2016 e smi e Linee Giuda ANAC); in ogni caso, AnconAmbiente, a garanzia dei superiori principi di trasparenza e concorrenzialità, ha ritenuto, in via di autoregolamentazione, di far riferimento alla normativa in materia di contratti pubblici a cui ovviamente debbono attenersi anche gli oo.ee. invitati/concorrenti. Si segnala quindi che, ai sensi dell’art. 53, comma 2, lettera b), del D.Lgs. 50/2016 e smi, nelle procedure negoziate l’elenco dei soggetti invitati e di quelli che hanno presentato offerta è differito fino al termine di scadenza per la presentazione delle offerte e, quindi, nel caso in questione, la Ditta non può disporre di informazioni circa gli inviti effettuati se non decorso il termine di scadenza di presentazione delle offerte (23.09.2019).
Come previsto dall’articolo 36 del Codice dei Contratti Pubblici da rispettare nelle procedure di affidamento sotto soglia comunitaria , si richiede, data l’eccezionalità di invitare gli affidatari dell'ultimo triennio, eventuale motivazione di invito agli stessi visto il vantaggio acquisito durante l’esecuzione e la prestazione ed servizio. Come indicato nel Decreto correttivo del 2017 nonché nelle linee guida ANAC n. 4 di attuazione del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici” Approvate dal Consiglio dell’Autorità̀ con delibera n. 1097 del 26 ottobre 2016 Aggiornate al Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56 con delibera del Consiglio n. 206 del 1 marzo 2018 3.6 Si applica il principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti, con riferimento all’affidamento immediatamente precedente a quello di cui si tratti, nei casi in cui i due affidamenti, quello precedente e quello attuale, abbiano ad oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, ovvero nella stessa categoria di opere, ovvero ancora nello stesso settore di servizi. Il principio di rotazione comporta, di norma, il divieto di invito a procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti del contraente uscente e dell’operatore economico invitato e non affidatario nel precedente affidamento. In favore, tale principio, viene confermato anche da innumerevoli sentenze • Sentenza TAR Veneto 28 maggio 2018, n. 583 • Sentenza TAR Sardegna 22 maggio 2018, n. 493 • Sentenza TAR Sardegna 22 maggio 2018, n. 492 • Sentenza TAR Friuli 21 maggio 2018 n. 166 • Sentenza TAR Lazio 21 maggio 2018, n. 5621 • Sentenza TAR Calabria 14 maggio 2018 n. 1007 • Sentenza TAR Toscana 12 giugno 2017 n. 816 e le più recenti: • Sentenza TAR Campania 23 luglio 2018, n. 4833 • Sentenza TAR Puglia 4 settembre 2018, n. 1322 • Sentenza TAR Puglia 2 ottobre 2018, n. 1412 Lo ha ricordato anche il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1524 del 5 marzo 2019. Si richiede pertanto il rispetto di tale norma per dare la possibilità, come previsto dalla stessa, e favorire la distribuzione delle opportunità degli operatori economici, specie se micro , piccole e medie imprese, di essere affidatari di contratti pubblici.
Intendendo argomentare in linea teorica in ordine al criterio di rotazione a cui fa riferimento l’art. 36, comma 2, lettera b), del D.Lgs. 50/2016 e smi, si fa presente che la giurisprudenza formatasi al riguardo e le Linee Guida ANAC n. 4 (che nel regolamentare tale aspetto fanno riferimento alla rotazione sia degli affidamenti che degli inviti) indicano che, nel tenere conto del principio di rotazione previsto dalle vigenti disposizioni in materia di contratti pubblici, l’eventuale invito dell’operatore uscente può essere effettuato motivatamente in ipotesi di esiguità della concorrenza, di peculiari caratteristiche del mercato da affrontare ed in ragione del grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale. Sulla base di pronunciamenti giurisprudenziali, risulta confermato che il principio di rotazione è da intendersi non già nel senso di dover escludere chi abbia in precedenza operato correttamente con un’amministrazione, bensì, soltanto, di non favorirlo, altrimenti, risolvendosi esso in una causa di esclusione dalle gare, oltre che non codificata, in totale contrasto col principio di tutela della concorrenza su cui è, invece, imperniato tutto il sistema degli appalti. Il principio di rotazione deve essere considerato “servente e strumentale” rispetto al principio di concorrenza e non può risolversi in un ostacolo ad esso. AnconAmbiente ha proceduto alla formulazione degli inviti mirando ovviamente ad ottenere un adeguato numero di concorrenti tecnicamente idonei e conseguentemente di un numero di offerte che possa in concreto consentire un’ampia ed effettiva concorrenzialità. AnconAmbiente pertanto, per i motivi sopra citati, ha individuato gli Operatori Economici invitati alla procedura negoziata per il servizio in oggetto (Prot. N. 3938/2019) effettuando una verifica delle Ditte iscritte regolarmente all’Albo Fornitori telematico dell’AnconAmbiente che risultavano in possesso della categoria merceologia corrispondente alla procedura in oggetto, ha inoltre deciso di re-invitare le Ditte invitate nella precedente procedura negoziata espletata in quanto nonostante la manifestazione di interesse a partecipare prodotta le stesse non abbiano prodotto alcuna offerta, ed inoltre ha individuato con un’ulteriore indagine di mercato gli Operatori Economici di cui all’art. 112 del D.Lgs. n. 50/2016 e smi, al fine di ampliare il diritto di partecipazione alla procedura di concessione ad operatori economici e a cooperative sociali e loro consorzi il cui scopo principale sia l'integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate o possono riservarne l'esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30 per cento dei lavoratori dei suddetti operatori economici sia composto da lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati. Ai sensi del sopra citato articolo si considerano soggetti con disabilità quelli di cui all'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, le persone svantaggiate, quelle previste dall'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381 e successive modificazioni, al fine di poter consentire un’ampia ed effettiva concorrenzialità

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza