Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/20170915.htm
Timestamp: 2017-11-20 07:40:06+00:00

Document:
Studio Legale Tidona - Se l’apertura di credito non è in contestazione, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta e spetta alla banca che eccepisce la prescrizione di allegare e provare quali siano le rimesse che abbiano avuto natura solutoria
“Qualora l'avvenuta stipulazione fra le parti del contratto di apertura di credito non sia in contestazione, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta: spetta dunque alla banca che eccepisce la prescrizione di allegare e di provare quali sono le rimesse che hanno invece avuto natura solutoria; con la conseguenza che, a fronte della formulazione generica dell'eccezione, indistintamente riferita a tutti i versamenti intervenuti sul conto in data anteriore al decennio decorrente a ritroso dalla data di proposizione della domanda, il giudice non può supplire all'omesso assolvimento di tali oneri, individuando d'ufficio i versamenti solutori”.
Le S.U. avevano in particolare ritenuto che la prescrizione decennale dell'azione di ripetizione da parte del cliente delle somme addebitate nei rapporti bancari inizia a decorrere dalla chiusura del rapporto per le rimesse ripristinatorie (eseguite cioè in presenza di un affidamento concesso e nei limiti dello stesso, quale ripristino della disponibilità ottenuta con il fido), ed invece da ogni singolo addebito per le rimesse solutorie (eseguite cioè in assenza di affidamento o oltre l’affidamento concesso, in cui la rimessa ha l'effetto di estinguere il debito del cliente verso la banca).
Nel secondo caso, invece, il correntista può domandare la restituzione soltanto degli addebiti contabilizzati nell'ultimo decennio anteriore alla messa in mora o alla citazione in giudizio della banca.
La Cassazione, con la sentenza n. 20933 del 7 settembre 2017, ha richiamato nel proprio decisum la citata sentenza a sezioni unite (n. 24418/010) confermando che qualora l'avvenuta stipulazione fra le parti del contratto di apertura di credito non sia in contestazione, la natura ripristinatoria delle rimesse si debba ritenere presunta.
Per la Cassazione, nella sentenza qui in commento, a fronte di una formulazione generica dell'eccezione di prescrizione da parte della banca, ove sia indistintamente riferita a tutti i versamenti intervenuti sul conto in data anteriore al decennio decorrente a ritroso dalla data di proposizione della domanda, il giudice non può supplire all'omesso assolvimento di tali oneri da parte della banca, individuando d'ufficio i versamenti solutori, ma deve rigettare l’eccezione di prescrizione portata dalla banca, in quanto non specificamente individuata per ogni singola rimessa solutoria.
Una diversa finalità dei versamenti - in particolare la natura solutoria dei medesimi - doveva essere, per la Corte - già nella sentenza n. 4418/2014, e con principio adesso ripetuto nella sentenza in commento n. 20933/2017 - allegata e provata dalla banca che eccepisce la prescrizione in proprio favore.
Anche la giurisprudenza di merito, prima dell'intervento della Cassazione con le sentenze citate, si era pronunciata in relazione all’onere probatorio della parte processuale che invoca la prescrizione applicabile alle rimesse solutorie, pur senza affermare che si dovessero presumere ripristinatorie tutte le rimesse eseguite in costanza di rapporto.
In particolare la Corte d’Appello di Milano (sez. I, sentenza del 20/02/2013, Pres. Vigorelli, Est. C.R. Raineri), applicando correttamente il principio espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 24418/2010, ha ritenuto che la banca ha obbligo di eccepire l'intervenuta prescrizione delle rimesse solutorie per decorso di dieci anni dai singoli addebiti, individuando esattamente a quale rimesse si riferisca l'eccezione:
in mancanza di una specifica individuazione delle rimesse solutorie (prescritte) l'eccezione della banca non è invece accoglibile e rimane senza effetto relativamente all'azione di ripetizione del cliente, che potrà essere in tal caso estesa a tutti gli addebiti contabilizzati nell'intera durata del rapporto bancario (quelli per cui siano prodotti gli estratti conto, che consentano il ricalcolo del saldo).

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