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Timestamp: 2020-02-20 12:12:22+00:00

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Art. 2749 codice civile - Estensione del privilegio - Brocardi.it
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Articolo 2749 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2749 Codice civile
Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per l'intervento nel processo di esecuzione (1). Si estende anche agli interessi dovuti per l'anno in corso alla data del pignoramento e per quelli dell'anno precedente (2).
Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti della misura legale [1284] fino alla data della vendita [2788, 2855].
(1) La disciplina relativa ai privilegi viene applicata in via estensiva anche a tutte le spese che il creditore pone in essere nel corso di un'eventuale processo di esecuzione, sia nel caso in cui questo venga iniziato da altri (ipotesi a cui deve ritenersi esplicitamente riferibile la norma), sia nel caso in cui venga intrapreso dal creditore medesimo ex art. 491 c.p.c.
(2) La disposizione stabilisce espressamente che il creditore privilegiato risulta preferito rispetto a quello pignoratizio (v. 2784): infatti, per quest'ultimo, viene fatto riferimento solamente agli interessi dovuti per l'anno in corso e per il precedente (v. 2741).
La disposizione in commento è finalizzata ad estendere la disciplina del privilegio anche alle spese ordinarie del processo di esecuzione e a determinati interessi dovuti.
Spiegazione dell'art. 2749 Codice civile
Estensione del privilegio alle spese di esecuzione
Ci asteniamo poi dalla specifica indicazione di dette spese, per le quali basta far capo al nuovo codice di procedura civile.
Si era pure sollevata la questione, sotto l'impero del codice pre­cedente, se il privilegio accordato al credito si estendesse alle spese incontrate per farlo dichiarare giudizialmente, e le opinioni erano divise.
Il nuovo codice, col concedere la estensione del privilegio alle sole spese del processo di esecuzione, l'ha implicitamente negata per quelle occorrenti per il giudizio di cognizione. Non discutiamo sulla bontà di tale soluzione, alla quale però si è necessariamente indotti, anche per le discussioni alle quali essa ha dato luogo nel corso dei lavori legislativi, e sulle ragioni addotte per respingere la estensione del privilegio alle spese suddette.
Estensione agli interessi del credito privilegiato
L'altra questione concerneva gli interessi del credito privile­giato. Il legislatore in proposito ha adottato, nell'articolo in esame, la soluzione di concedere la estensione del privilegio, ma limitatamente agli interessi dell'anno in corso alla data del pignoramento e a quelli dell'anno precedente (intendendosi l'anno solare). Il credito per gli inte­ressi dovuti per gli anni successivi è privilegiato solo nei limiti della misura legale. La ragione della limitazione va ricercata principalmente nella preoccupazione del legislatore di non pregiudicare eccessivamente la condizione degli altri creditori concorrenti. Analogo sistema è stato seguito dal codice a proposito del pegno (art. 2788).
S'intende che se il processo esecutivo si svolgesse senza essere pre­ceduto dal pignoramento, come nel caso previsto dall'art. 502 del nuovo codice di procedura civile, dovrebbe aversi riguardo, per stabilire la data della decorrenza degli interessi, al primo atto che mette in moto il processo di esecuzione, e cioè alla notificazione del precetto : analo­gamente a quanto dispone l'art. 2788 per il pegno.
Massime relative all'art. 2749 Codice civile
In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per imposta sul valore aggiunto, la misura legale, alla quale rinvia l'art. 2749, secondo comma, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi, deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli artt. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi ed ipotecari, non già al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello previsto in via generale dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è infatti destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della legge fallimentare, che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, ed alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali (come nella specie, l'art. 30 del d.p.r. n. 602 del 1973).
Cass. civ. n. 2997/1999
Gli interessi, prodotti dai crediti assistiti da privilegio (speciale o generale), per il tempo successivo all'instaurarsi della procedura concorsuale a carico del debitore (nella specie, fallimento) non sono garantiti dal privilegio che tutela il credito per capitale, atteso che l'art. 55, primo comma, legge fallimentare, nel riconoscere tali interessi, fa salvo il terzo comma del precedente art. 54, il quale richiama, per l'estensione del diritto di prelazione agli interessi, solo gli artt. 2788 e 2855 c.c. sui crediti pignoratizi ed ipotecari, e non anche l'art. 2749 in tema di crediti privilegiati. È, al riguardo, manifestamente infondata la questione di costituzionalità relativa alle norme richiamate con riferimento agli interessi su crediti vantati dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, atteso che la Corte costituzionale, nel dichiararne la illegittimità con riferimento esclusivo agli interessi dovuti sui crediti dei lavoratori dipendenti nelle varie procedure concorsuali (sentenze nn. 300/86, 204/89, 408/89, 567/89), ne ha escluso la incostituzionalità con riferimento ad altri soggetti (ordinanze 27/89 e 226/89), sul presupposto che il regime degli interessi così come disegnato dal combinato disposto dalle norme del codice civile e della legge fallimentare sopra richiamate fosse incompatibile soltanto in relazione all'esigenza di protezione dei lavoratori di cui all'art. 38 della Costituzione. (Nell'affermare il principio di diritto che precede, la S.C. ha, ancora, precisato che l'interesse pubblico alla sussistenza di regolari fonti di finanziamento per l'Inps poteva ritenersi connesso solo mediatamente e strumentalmente con l'interesse dei lavoratori alla fruizione del trattamento previdenziale ed assistenziale).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2997 del 29 marzo 1999)
Cass. civ. n. 7396/1983
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 7396 del 15 dicembre 1983)
Cass. civ. n. 1670/1982
Gli interessi prodotti dai crediti assistiti da privilegio speciale, ovvero da privilegio generale, come i crediti di lavoro, per il tempo successivo all'instaurarsi di procedura concorsuale a carico del debitore (nella specie, liquidazione coatta amministrativa), non sono garantiti dal privilegio che tutela il credito per capitale, atteso che l'art. 55 primo comma della legge fallimentare, nel riconoscere detti interessi, fa salvo il terzo comma del precedente art. 54, il quale richiama, per l'estensione del diritto di prelazione agli interessi, solo gli artt. 2788 e 2855 c.c. sui crediti pignoratizi ed ipotecari, non anche l'art. 2749 c.c. in tema di crediti privilegiati.
L'art. 55 della legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), applicabile anche nella liquidazione coatta amministrativa (art. 201 di detto decreto), il quale deroga al principio della sospensione del corso degli interessi convenzionali o legali alla data della dichiarazione di fallimento, rispetto, fra l'altro, ai creditori «garantiti da privilegio», trova applicazione non soltanto per i creditori assistiti da privilegio generale, come i crediti di lavoro. Peraltro, nel caso di privilegio generale, il corso degli interessi cessa integralmente con la liquidazione delle attività mobiliari del debitore, se questa si verifichi in unico contesto, ovvero gradualmente e proporzionalmente, se la liquidazione medesima venga effettuata per fasi successive.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1670 del 15 marzo 1982)

References: Articolo 2749

Articolo 2749
 art. 491

Cass. 
 art. 54
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 54
 sentenza