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Timestamp: 2017-06-26 18:52:07+00:00

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AGCOM: la Consulta decide per inammissibilità, ma l’Autorità non ha il potere regolamentare sul diritto d’autore. | Fulog | Fulvio Sarzana's Blog
AGCOM: la Consulta decide per inammissibilità, ma l’Autorità non ha il potere regolamentare sul diritto d’autore.
La Corte Costituzionale con sentenza n 247 del 2015 ha deciso sulla costituzionalità delle norme alla base del Regolamento AGCOM sul diritto d’autore, ritenendo inammissibili le richieste formulate dal TAR alla stessa Corte.
Ed è una sentenza che, seppur largamente attesa, presenta notevoli punti di interesse.
Bisogna innanzitutto spiegare come funziona la procedura di fronte alla Corte Costituzionale.
Alla nostra Corte Costituzionale si arriva non direttamente, ma attraverso una pronuncia di uno qualsiasi dei Giudici nella nostra Penisola.
Nel caso di specie attraverso due ordinanze di rimessione del TAR Lazio del settembre 2014.
In altre parole la Corte adotta un filtro preliminare per verificare che non vi siano difetti formali che impediscono alla Corte di decidere della Costituzionalità delle leggi ad essa sottoposte, per esempio se il Giudice si è contraddetto nei passaggi dell’Ordinanza di rimessione, se lo stesso non ha individuato correttamente i parametri costituzionali, se non ha adeguatamente motivato la sua scelta, e cosi via.
Ed in genere, la Corte è estremamente severa nel valutare questi requisiti.
E, lo è stata , anche in questo caso.
Se la Corte rileva questi vizi formali, che non hanno riguardato nel caso di specie il Regolamento AGCOM, la sua legittimità o la sua costituzionalità, né quello che hanno sostenuto le parti nel giudizio di fronte al TAR, bensì la procedura tramite la quale si è giunti alla Corte, e la logicità di quello che il Giudice ha scritto nelle Ordinanze di rimessione, la stessa Corte, senza scendere nel merito della costituzionalità delle leggi sottoposte al suo vaglio, pronuncia una Ordinanza ( o, una sentenza, come in questo caso) di inammissibilità.
La Corte infatti afferma “ 4.4.– In definitiva, l’ordinanza nel suo insieme non chiarisce sufficientemente se intende ottenere una pronuncia ablativa o una pronuncia additivo-manipolativa e, per costante giurisprudenza di questa Corte (ex plurimis sentenza n. 228 del 2014; ordinanza n. 214 del 2011), ciò preclude l’esame nel merito della questione determinandone l’inammissibilità (ex plurimis ordinanze n. 101 del 2015; n. 21 del 2011, n. 91 del 2010 e n. 269 del 2009)”
In pratica la decisione di inammissibilità è una non-decisione, che non ha conseguenze sul processo in corso di fronte al Giudice Amministrativo, se non nei limiti in cui diremo appresso, e che consente ad esempio di rinviare nuovamente la questione di Costituzionalità di quelle, e delle altre norme poste da AGCOM, alla base del suo ragionamento sul diritto d’autore.
Posta questa necessaria premessa, va detto che la Corte Costituzionale sembra essere andata al di là di un ruolo meramente notarile nell’evidenziare la contraddittorietà di quanto rimessole dal Giudice, in quanto la stessa Corte ha affermato in maniera molto netta che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non aveva il potere di emettere un Regolamento sul diritto d’autore, in ciò ponendosi in maniera nettamente contrastante a ciò che aveva ritenuto il TAR sui poteri regolamentari dell’Autorità.
O, comunque, questo si legge nelle affermazioni molto nette della Corte.
Bsta leggere i punti 4.1 e 4.2 della sentenza della Corte che riporto testualmente.
4.1.– Occorre preliminarmente osservare che le disposizioni censurate non attribuiscono espressamente ad AGCOM un potere regolamentare in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica; detto potere è, invece, desunto implicitamente e in via interpretativa dallo stesso rimettente, in base ad una lettura congiunta di tutte le disposizioni impugnate.”
“4.2.– A prescindere da ogni considerazione sulla accuratezza della ricostruzione del quadro normativo e della interpretazione datane dal rimettente, è evidente che nessuna delle disposizioni impugnate, in sé considerata, dispone specificamente l’attribuzione all’autorità di vigilanza di un potere regolamentare qual è quello esercitato con l’approvazione del regolamento impugnato nei due giudizi davanti al TAR. Esso è desunto dal giudice a quo, in forza di una lettura congiunta delle previsioni sopra esaminate, che non risulta coerentemente o comunque adeguatamente argomentata.”
Dunque la Corte, pur non potendo giudicare sulle norme per la contraddittorietà della rimessione, aderisce alla posizione pressochè monolitica della Dottrina e dei Commentatori che ritengono inesistente, senza una norma che attribuisca questo potere in maniera esplicita, la potestà Regolamentare sul diritto d’autore da parte dell’Autorità, un tema che il TAR, a detta della Corte, ha affrontato in maniera “non adeguatamente argomentata”.
Si aprono ora delicari scenari istituzionali, dal momento che il TAR si troverà nella peculiare situazione di dover andare contro il dictum della Corte Costituzionale, se intende ritenere legittimo il potere regolamentare dell’Autorità, sulla base delle norme esistenti.
Cosi come l’AGCOM, se intende proseguire nella propria attività, senza ascoltare quanto la Corte Costituzionale ha osservato, e quanto l’intera dottrina gli consiglia di fare, ovvero di richiedere ed attendere una norma primaria che le conferisca il potere regolamentare, si porrà nella delicata situazione di esercitare i propri poteri sulla base di un Regolamento che, secondo la Corte, evidentemente non poteva essere emanato. ( da Ultimo A Gambino)
Il tema è stato correttamente evidenziato già dalla dottrina più attenta. ( cosi Mauro Renna, Le questioni di legittimità del regolamento dell’AGCOM sulla tutela del diritto d’autore on line, in AIDA, XXIII, 2014, p 135).
La partita insomma comincia farsi veramente interessante.
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on giovedì, dicembre 3rd, 2015 at 21:55	and is filed under Blog.
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