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Timestamp: 2019-10-20 06:17:59+00:00

Document:
Agroindustriale - Agricoltura e Florovivaismo: CCNL 10 luglio 1998
Parti: Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Flai-Cgil, Fisba-Cisl, Uila-Uil
Art. 2 - Struttura ed assetto del contratto.
Art. 13 - Ammissione al lavoro e tutela delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti.
Art. 14 - Contratti di formazione e lavoro.
• Operai agricoli.
• Operai florovivaisti.
Art. 27 - Mansioni e cambiamento dei profili professionali per gli operai agricoli.
Art. 41 - Attrezzi ed utensili.
Art. 58 - Integrazione trattamento di malattia e infortuni sul lavoro - Operai agricoli.
• Allegato - Dichiarazione dell'operaio agricolo o florovivaista per la restituzione degli acconti sugli assegni per il nucleo familiare anticipati dall'azienda
• Dichiarazione dell'operaio agricolo e florovivaista a tempo indeterminato per la restituzione alle aziende delle somme anticipate a titolo di malattia, infortunio e Cisoa
Titolo VIII - Sospensione - Risoluzione rapporto – Provvedimenti disciplinari
Art. 77 - Tutela del delegato d'azienda.
Art. 78 - Rappresentanze Sindacali Unitarie.
Art. 86 - Contrattazione provinciale - Operai agricoli.
Art. 87 - Contrattazione provinciale - Operai florovivaisti.
Art. 88 - Accordi di riallineamento.
Art. 89 - Riforma degli strumenti delle attività bilaterali.
Art. 90 - Esclusività di stampa - Archivi contratti. Allegati
Allegato 2. Protocollo nazionale d'intesa per la sperimentazione nel settore agricolo del lavoro temporaneo
Allegato n. 3 Statuto Agriform Organismo bilaterale per la formazione professionale
Allegato n. 4 Regolamento per il funzionamento degli osservatori (art. 6 CCNL)
Allegato n. 5 Verbale di accordo
• 1. Rappresentante della sicurezza.
• 4. Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza.
Allegato n. 6 Accordo quadro per la disciplina dei contratti di formazione lavoro degli operai agricoli e florovivaisti
• Modello 1 - Comunicazione dell'azienda all'osservatorio provinciale, art. 6 CCNL operai agricoli e florovivaisti
• Modello 2 - Progetto per l'attività di formazione lavoro
• Modello 3 - Contratto di lavoro individuale
• Modello 4 - Attestato dell'azienda per il CFL di tipo B
Allegato n. 7 Tabella "indennità di anzianità"
Allegato n. 8 Accordo sui termini di corresponsione del trattamento di fine rapporto agli operai a tempo determinato
Allegato n. 9 Protocollo d'intesa per la costituzione delle RSU operai impiegati e quadri agricoli e florovivaisti
o 8. Funzionamento della RSU
o 14. Riconoscimento degli/lle elettori/rici.
o 18. Comitato dei/lle garanti.
o 19. Comunicazione della nomina dei componenti della RSU
Allegato n. 10 Accordo nazionale sull'indennità di percorso nelle province dell'Italia meridionale e delle isole - operai agricoli
Allegato n. 11 Tutela della salute dei lavoratori
▪ 1.1 .Classificazione dei prodotti fitosanitari.
▪ 1.6.
▪ 1.7. Elenco Centri Antiveleno.
o 3. Stalle e allevamenti.
o 4. Silos, pozzi neri, cantine e ambienti simili.
o 5. Frigoriferi.
o 6. Serre.
o 7. Lavorazioni a cielo aperto.
• B) Dispositivi di protezione individuali.
Libretto sindacale e sanitario;
Legge 20.5.70 n. 300: "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul Collocamento";
Protocollo interconfederale 23.7.93 "sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo".
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti 10 luglio 1998
L'anno 1998 il giorno 10 del mese di luglio, in Roma, tra la Confederazione generale dell'agricoltura italiana […] con la partecipazione: della Federazione nazionale dei proprietari conduttori in economia […], della Federazione nazionale affittuari conduttori in economia […], della Federazione nazionale dell'impresa familiare coltivatrice […], la Confederazione nazionale coltivatori diretti […], la Confederazione italiana agricoltori - Cia […] e la Flai-Cgil […], la Fisba-Cisl […], la Uila-Uil […].
Il presente CCNL regola i rapporti di lavoro fra i datori di lavoro nell'agricoltura, singoli ed associati, compresi i conduttori di aziende florovivaistiche(*) e gli operai agricoli, secondo le specifiche norme nello stesso indicate.
- "Comitato paritetico nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro" previsto dall'accordo 18.12.96 (allegato n. 5)
- fornire alle OO.SS. da parte delle Organizzazioni datoriali le informazioni utili sui programmi di sostanziale modifica delle tecnologie di produzione in atto che possono presentare rilevanti conseguenze sull'organizzazione e sulla condizione del lavoro nonché sull'occupazione e sull'ambiente di lavoro;
- esaminare la qualità e la quantità dei flussi occupazionali, con particolare riguardo alla condizione dei giovani e delle donne, anche allo scopo di fare proposte all'Osservatorio Regionale e di impegnare le Regioni e per quanto di competenza le Provincie, ad inserire nel proprio bilancio finanziamenti relativi a programmi di formazione specifici per l'agricoltura;
- esaminare eventuali ricorsi concernenti le qualifiche professionali, in forza e in applicazione dei criteri fissati dalle relative norme del contratto provinciale di lavoro, nonché le eventuali vertenze demandate dalle Organizzazioni sindacali, in base all'ultimo comma dell'art. 83;
Per il funzionamento degli Osservatori (nazionale, regionali, provinciali) si rinvia al Regolamento di cui all'allegato n. 4 del presente CCNL.
Le parti considerano la valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo della professionalità dei lavoratori, condizioni necessarie per il miglioramento della competitività delle imprese e per la tutela e la promozione del lavoro.
A tal fine le parti sono impegnate a tutti i livelli ad esercitare un attivo ruolo di promozione e di indirizzo, diretto anche ad acquisire al settore la quantità di risorse pubbliche adeguate a garantire l'attuazione di programmi di formazione continua e in alternanza.
Per il perseguimento dei suddetti obiettivi le parti convengono di istituire su base paritetica un organismo nazionale per la formazione professionale in agricoltura, i cui compiti, composizione e funzionamento sono definiti dallo Statuto, allegato n. 3 - Agriform al presente CCNL.
La Commissione ha l'incarico di svolgere attività di studio e di ricerca e di individuare gli ostacoli che alle stesse condizioni, non consentono una effettiva parità di opportunità per le lavoratrici agricole nel lavoro (accesso al lavoro, formazione, professionalità), nonché le misure atte a superarli.
a) analizza l'andamento dell'occupazione femminile in agricoltura utilizzando anche i dati forniti dall'Osservatorio nazionale, disaggregati per sesso e inquadramento professionale;
b) studia la legislazione vigente in materia e le iniziative in tema di "azioni positive" poste in essere in Italia e all'estero in applicazione della Raccomandazione CEE 13.12.84 n. 635, dei Programmi di azione della Comunità Europea 82/85 e 86/90 e delle disposizioni di legge in materia di pari opportunità;
c) individua misure concrete finalizzate alla salvaguardia e alla valorizzazione del lavoro femminile;
d) propone campagne d'informazione e di sensibilizzazione per garantire il diritto della persona a salvaguardare la propria dignità nel luogo di lavoro, ai sensi delle leggi vigenti.
2) vigilanza sugli automezzi privati che trasportano i lavoratori e interventi presso la Regione per potenziare le linee di trasporto pubblico;
Le aziende che hanno effettuato la vendita dei prodotti sulla pianta ne daranno comunicazione all'Ente competente all'accertamento della manodopera, secondo le modalità e nei termini stabiliti dalle delibere delle Commissioni Regionali per l'Impiego.
Fermo rimanendo il limite di orario di cui al comma 1 del presente articolo, i contratti provinciali di lavoro potranno prevedere, facendo salve le attività zootecniche e anche per periodi limitati dell'anno, la distribuzione dell'orario settimanale medesimo su 5 giorni o una riduzione dell'orario giornaliero di lavoro nella giornata del sabato. Le ore non lavorate, in dette ipotesi, verranno aggiunte all'orario ordinario da effettuarsi nei rimanenti giorni della settimana.
Le disposizioni del presente articolo sull'orario di lavoro non si applicano ai lavori di mietitura e di trebbiatura in quelle provincie nelle quali tali lavori siano disciplinati da accordi collettivi speciali.
Le parti, qualora fosse approvata una disposizione di legge sulla riduzione dell'orario di lavoro, si impegnano ad incontrarsi per convenire gli eventuali adattamenti di tale disciplina alle esigenze del settore agricolo.
Nelle aziende ove si faccia luogo al recupero, non trova applicazione la norma dell'art. 8 della legge 8.8.72 n. 457.
Nelle aziende ove si faccia luogo al recupero, non trova applicazione la norma dell'art. 8, legge 1972, n. 457.
a) per quanto riguarda la manodopera florovivaistica, le aziende limiteranno la prestazione a 4 ore giornaliere degli operai adibiti a tali lavori e concederanno agli stessi 2 ore e 20 minuti di interruzione retribuita. Il rimanente periodo per completare l'orario normale giornaliero verrà impiegato in altri normali lavori dell'azienda;
b) per quanto riguarda gli operai agricoli, i contratti provinciali di lavoro dovranno stabilire una riduzione dell'orario di lavoro - a parità di retribuzione e di qualifica - di 2 ore e 20 minuti giornaliere.
Tenuto conto del protocollo d'intesa allegato al presente CCNL (allegato n. 11), i contratti provinciali di lavoro dovranno valutare l'idoneità delle condizioni ambientali di lavoro esistenti nella provincia e predisporre - fermo restando la riduzione dell'orario di lavoro di cui al precedente comma - le rotazioni nelle attività caratterizzate da fattori di nocività e le altre misure atte a salvaguardare la salute del lavoratore. Fra queste i contratti provinciali di lavoro dovranno prevedere l'effettuazione periodica di visite mediche, con regolare corresponsione al lavoratore del salario, per gli operai adibiti a lavori che presentano fattori di nocività.
È altresì demandato ai contratti provinciali di lavoro il compito di definire le modalità per l'effettuazione dei corsi di formazione sui problemi della tutela della salute e del risanamento ecologico. I lavoratori che partecipano a tali corsi hanno diritto di usufruire di 30 ore di permesso retribuito, da detrarre dalle 150 ore di cui all'art. 32 del presente CCNL, nell'arco di un triennio, con facoltà di cumularle anche in un solo anno.
Le Organizzazioni provinciali dei lavoratori e dei datori di lavoro dovranno adottare il libretto sindacale e sanitario conforme al facsimile allegato al presente CCNL (allegato n. 12), cui si uniformeranno quelli fino ad oggi adottati a livello provinciale integrativo.
Nelle aziende che occupino più di 5 operai agricoli sarà eletto un delegato d'azienda nell'ambito di ciascuna delle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
Nelle aziende che occupino più di 75 operai agricoli, nelle quali non siano state costituite le RSU (vedi il protocollo di cui all'allegato n. 9), sarà eletto un 2° delegato di azienda nell'ambito di ciascuna Organizzazione dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
a) vigilare e intervenire presso la direzione aziendale per la esatta applicazione dei contratti collettivi di lavoro e della legislazione sociale;
Nelle aziende che occupino più di 75 operai, nelle quali non siano state costituite le RSU (vedi il protocollo di cui all'allegato n. 9), sarà eletto un 2° delegato di azienda nell'ambito di ciascuna delle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
a) vigilare e intervenire presso la direzione aziendale per l'esatta applicazione dei contratti collettivi di lavoro e della legislazione sociale;
b) esaminare con la direzione aziendale le misure atte a prevenire gli infortuni e le malattie professionali e adottare opportune condizioni igienico-sanitarie e sociali di competenza del conduttore.
Le Rappresentanze Sindacali Unitarie sono disciplinate dal protocollo d'intesa per la costituzione delle RSU operai impiegati e quadri agricoli e florovivaisti, da considerarsi parte integrante del presente CCNL (vedi allegato n. 9).
Entro 15 giorni dalla segnalazione di una delle parti, le Organizzazioni contraenti debbono intervenire per esaminare e comporre le controversie collettive insorte per l'applicazione o la interpretazione di norme di legge, del CCNL e dei contratti provinciali di lavoro.
- art. 42 - organizzazione del lavoro; - art. 44 - retribuzione;
- art. 49 - obblighi particolari tra le parti
- art. 82 - quote sindacali per delega;
- art. 88 - accordi di riallineamento;
- art. 89 - riforma degli strumenti delle attività bilaterali.
Nelle province ove esistano aziende florovivaistiche classificate all'articolo "Oggetto del Contratto" le Organizzazioni sindacali provinciali dovranno procedere alla stipulazione di "Contratti provinciali" nei quali dovranno essere disciplinate le seguenti materie:
1) gli adempimenti di cui agli artt. 14 - 15 - 18 - 22 - 26 - 29 - 32 - 34 - 42 - 44 - 49 - 50 - 51 - 52 - 63 - 64 - 82 - 88 - 89;
3) l'eventuale diverso trattamento economico nel caso in cui il datore di lavoro fornisca l'abitazione, altri annessi o il vitto.
In applicazione di quanto disposto dall'art. 1, comma 3, legge 24.6.97 n. 196, il contratto di fornitura di lavoro temporaneo può essere concluso per le attività previste dall'art. 1 del presente CCNL nei seguenti casi:
L'azienda che attiva il contratto di lavoro temporaneo ne darà comunicazione, anche attraverso le Organizzazioni dei datori di lavoro, all'Osservatorio provinciale entro i 10 giorni successivi.
Le Parti si incontreranno almeno 6 mesi prima della scadenza, a richiesta di una di esse, per valutare gli esiti della sperimentazione.
L'Associazione, costituita in applicazione dell'art. 6 del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti, stipulato il 19.7.95, e del protocollo d'intesa allegato A al CCNL Quadri e Impiegati agricoli del 13.11.96, non ha fini di lucro e si propone di promuovere e sostenere iniziative per la valorizzazione e lo sviluppo della professionalità degli addetti in agricoltura, tenuto conto di quanto previsto dall'accordo 23.7.93 e dall'accordo per il lavoro del 24.9.96.
In particolare "Agriform" ha i seguenti compiti:
a) analizzare, promuovere e organizzare la domanda di formazione dei lavoratori, progettando le tipologie dei corsi e definendo le modalità di fruizione degli stessi da parte dei lavoratori;
b) individuare e proporre modelli di base di formazione teorica per i giovani assunti con contratto di formazione lavoro e per i giovani apprendisti;
c) progettare e promuovere iniziative volte all'intensificazione e al miglioramento dell'orientamento professionale, anche attraverso iniziative pilota;
d) promuovere il raccordo e la collaborazione con le strutture della pubblica istruzione e formazione (dell'Unione europea e Nazionale) al fine di stimolare una maggiore integrazione tra il mondo del lavoro e dell'istruzione, anche mediante esperienze e stages teorico-pratici;
e) promuovere e stimolare la realizzazione, da parte degli enti competenti, degli strumenti funzionali all'adeguamento dell'offerta formativa ai fabbisogni di professionalità espressi dal mercato del lavoro nonché il miglioramento della qualità e dell'efficienza dell'offerta formativa;
f) promuovere in particolare quelle attività formative che si collegano con l'ingresso nella vita attiva o con la riconversione a nuove attività o modalità di lavoro.
Conseguentemente per il raggiungimento dei suoi scopi l'Agriform potrà:
1. organizzare incontri e convegni di studio, in materia di formazione, nazionali e internazionali, nonché partecipare ad iniziative analoghe promosse da altri;
2. monitorare l'azione formativa svolta dai soggetti preposti al fine di costituire un proprio centro di documentazione e di fornire ogni informazione utile alle Parti costituenti ad ogni livello;
3. stimolare le organizzazioni territoriali aderenti alle Parti costituenti ad utilizzare strumenti idonei allo sviluppo della formazione a livello territoriale;
4. stipulare accordi e convenzioni con Associazioni e Organismi bilaterali, italiani ed esteri, nonché con altri soggetti pubblici e privati operanti nell'ambito della formazione;
5. realizzare pubblicazioni utili ad informare sulle sue attività e a diffondere contenuti e metodi formativi innovativi;
6. attuare ogni altra iniziativa idonea al perseguimento delle finalità sociali e a realizzare gli altri compiti che le Parti, a livello nazionale, dovessero decidere di attribuire all'Agriform.
Per il raggiungimento dei suoi scopi, l'Agriform potrà utilizzare le strutture operative dei soci fondatori e/o dotarsi di proprie autonome strutture operative.
Il giorno 18.12.96 presso la sede della Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana (Confagricoltura) in Roma, corso Vittorio Emanuele 101, tra la Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana, la Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti, la Confederazione Italiana Agricoltori e la Confederdia, la Flai-Cgil, la Fisba-Cisl, la Uila-Uil
Visto il D.lgs. 19.9.94 n. 626 che demanda alla contrattazione collettiva la definizione di alcuni aspetti applicativi in tema di rappresentanza dei lavoratori per gli aspetti riguardanti la sicurezza e la salute sul luogo del lavoro;
visto il "protocollo d'intesa", allegato al verbale di accordo del 13.11.96 per il rinnovo del CCNL quadri e impiegati agricoli; considerato che le disposizioni contenute nel D.lgs. n. 626/94 così come modificato dal D.lgs. n. 242/96, non tengono adeguatamente conto delle particolari caratteristiche delle aziende agricole e dello svolgimento delle attività di lavoro nel settore agricolo, le parti hanno convenuto con le norme di seguito indicate, di dare attuazione alla definizione dei suddetti aspetti concernenti la rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza, le sue modalità di esercizio, la formazione di detta rappresentanza e la costituzione degli organismi paritetici da valere per i quadri, gli impiegati e gli operai agricoli e florovivaisti.
1. Rappresentante della sicurezza.
Considerato che in base al comma 1, art. 18, D.lgs. n. 626/94, in tutte le aziende è eletto o designato il rappresentante per la sicurezza, le parti convengono:
a) che in tutte le aziende con più di 150 giornate di occupazione complessiva annua e nelle quali ci sia almeno un rapporto di lavoro individuale superiore a 51 giornate di lavoro, il rappresentante per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori dipendenti nell'ambito delle RSA (o delle RSU) ove esistenti, ovvero tra i lavoratori medesimi;
La riunione dei dipendenti per l'elezione dei rappresentanti per la sicurezza deve essere esclusivamente dedicata alla funzione elettiva.
La preferenza alla nomina del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dovrà essere riservata ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a coloro che hanno un rapporto di lavoro con l'azienda di maggiore durata.
Ai rappresentanti per la sicurezza spettano, per l'espletamento dei compiti previsti dall'art. 19 del D.lgs. 19.9.94 n. 626, permessi retribuiti annui pari a:
- 6 ore e 30 minuti per le aziende con occupazione annua da 151 a 1.350 gg.;
- 12 ore e 30 minuti per le aziende con occupazione annua da 1.351 a 2.700 gg.;
Per i rappresentanti per la sicurezza che hanno un rapporto di lavoro a tempo determinato il numero di ore dei permessi sopra indicati sarà proporzionato al periodo di permanenza nell'azienda.
Le parti provinciali delle organizzazioni firmatarie il presente accordo potranno definire le modalità organizzative dei permessi spettanti ai rappresentanti alla sicurezza per le aziende previste alla lett. b del punto 1.
4. Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza.
Con riferimento alle attribuzioni del rappresentante per la sicurezza, la cui disciplina è contenuta all'art. 19 del D.lgs. n. 626/94, si concordano le seguenti procedure e indicazioni:
Tali visite si possono preferibilmente svolgere congiuntamente al responsabile del servizio di prevenzione o protezione o a un addetto da questi incaricato;
b) nei casi in cui il D.lgs. n. 626/94 preveda, a carico del datore di lavoro, la consultazione del rappresentante alla sicurezza, questa si deve svolgere nel modo più sollecito possibile. Il datore di lavoro, pertanto, consulta il rappresentante per la sicurezza su quelle circostanze su cui la disciplina legislativa preveda un intervento consultivo dello stesso.
Il rappresentante per la sicurezza in occasione della consultazione, ha facoltà di formulare proprie proposte e opinioni, sulle tematiche oggetto di consultazione secondo le previsioni di legge;
c) il rappresentante per la sicurezza ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione aziendale di cui alle lett. e) ed f), comma 1, art. 19, D.lgs. n. 626/94. Lo stesso rappresentante ha diritto di consultare ove previsto il rapporto di valutazione dei rischi di cui all'art. 4, comma 2, custodito presso l'azienda nei casi previsti dal D.lgs. n. 626/94 e successive modifiche. Il datore di lavoro deve fornire, anche su istanza del rappresentante per la sicurezza, le informazioni e la documentazione richiesta, secondo quanto previsto dalla legge.
Le parti provinciali delle organizzazioni firmatarie il presente accordo definiranno le modalità di consultazione, di accesso ai luoghi di lavoro, di informazione e documentazione dei rappresentanti per la sicurezza designati nei casi di cui al punto 1, lett. b.
Tale formazione dovrà comunque prevedere un programma base di 20 ore: Il programma formativo dovrà comprendere: conoscenze generali sugli obblighi e diritti previsti dalla normativa in materia di igiene e di sicurezza del lavoro; conoscenze generali sui rischi dell'attività e sulle relative misure di prevenzione e protezione; metodologie sulla valutazione del rischio. Le parti provinciali delle organizzazioni firmatarie del presente accordo definiranno le modalità per la formazione dei rappresentanti alla sicurezza di cui alle lett. a) e b) del punto 1, nonché la distribuzione degli oneri relativi al sostegno dell'attività formativa stessa.
Per i rappresentanti per la sicurezza che hanno un rapporto di lavoro a tempo determinato il numero di ore sopra indicate sarà proporzionato al periodo di permanenza nell'azienda con un massimo di 20 ore in un triennio.
In applicazione dell'art. 11, comma 1, DL n. 626/94, le riunioni periodiche previste sono convocate con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso e con un ordine del giorno scritto.
Le parti convengono che, per i dipendenti assunti per lavori di breve durata, la formazione e informazione di cui agli artt. 21 e 22 del D.lgs. n. 626/94, possa essere svolta attraverso la diffusione a cura del datore di lavoro di adeguato materiale informativo.
Per tutto quanto non previsto dal presente accordo si fa diretto riferimento a quanto previsto dal DL n. 626/94 e successive modifiche e integrazioni.
Ai contratti di formazione lavoro si applicano le disposizioni legislative che disciplinano rapporti di lavoro subordinato in quanto non siano derogate dalla legge n. 863/84, dalla legge n. 451/94 e dal presente accordo.
Le imprese agricole sono tenute a trasmettere all'Osservatorio provinciale di cui all'art. 6 del presente CCNL copia del "Progetto per l'attività di formazione lavoro" e del "contratto di formazione lavoro individuale".
- professionalità intermedie inquadrate nella 2ª area professionale (art. 26) per le quali il CFL deve prevedere almeno 80 ore di formazione teorica;
- professionalità elevate inquadrate nella 1ª area professionale (art. 26) per le quali il CFL deve prevedere almeno 130 ore di formazione teorica.
Il periodo di prova è stabilito in mesi 2 di prestazione effettiva.
Alla scadenza del CFL il datore di lavoro trasmette agli organi di collocamento competenti per territorio idonea certificazione dei risultati conseguiti dal lavoratore interessato, secondo il modello predisposto.
Le parti, su richiesta di una di esse, si incontreranno annualmente in sede nazionale e provinciale per la verifica delle assunzioni effettuate, distinte per aree territoriali e per profili professionali.
• diritto di indire singolarmente o congiuntamente l'assemblea dei lavoratori durante l'orario di lavoro, per il 30% delle ore annue di assemblea retribuite, spettanti a ciascun lavoratore in virtù delle disposizioni legislative e contrattuali;
• diritto di affissione di cui alle norme legislative e contrattuali. Sono comunque fatti salvi per le organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL, i diritti previsti dagli artt. 20 e 24, legge n. 300/70 (diritto di assemblea, permessi non retribuiti).
Al fine, anzitutto, di un'opportuna conoscenza delle principali disposizioni di legge che disciplinano la materia in esame, si richiamano i principali provvedimenti legislativi:
- DPR 27.4.55 n. 547 - "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro" (relativamente alle norme applicabili al settore agricolo).
- DPR 19.3.56 n. 303 - "Norme generali per l'igiene del lavoro" (relativamente alle norme applicabili al settore agricolo anche al di fuori del titolo III).
- DPR 3.8.68 n. 1255 - "Regolamento sulla produzione, commercio e vendita dei fitofarmaci e dei presidi delle derrate alimentari immagazzinate".
- D.lgs. 17.3.95 n. 194 - "Attuazione della direttiva 91/414/CEE in materia di immissione in commercio di prodotti fitosanitari".
- Legge 23.12.78 n. 833 - "Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale".
- DPR 30.6.65 n. 1124 - T.U. delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.
- DPR 13.4.94 n. 336 - "Nuove tabelle malattie professionali".
- DPR 10.2.81 n. 212 - "Norme di attuazione relative all'omologazione parziale CEE dei tipi di trattori agricoli e forestali a ruote per quanto concerne alcuni loro dispositivi e caratteristiche".
- Circolare del Ministero del Lavoro n. 49 del 19.5.81 avente ad oggetto "Cabina o Telaio di protezione di trattrici agricole a ruote".
- Circolare del Ministero del Lavoro n. 57 del 28.5.81 avente ad oggetto "Raccoglimballatrici e falciatrici".
- D.M. 5.8.91 (Ministero Trasporti) "Norme di attuazione relative all'omologazione parziale CEE dei tipi di trattore agricolo o forestale a ruote per quanto concerne taluni loro dispositivi e caratteristiche".
- D.lgs. 30.4.92 n. 285 - "Nuovo codice della strada".
- D.lgs. 19.3.96 n. 242 - Modifiche e integrazioni al D.lgs. 19.9.94 n. 626.
- D.lgs. 14.8.96 n. 493 - Attuazione della direttiva 92/58/CE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o salute sul luogo di lavoro.
- D.lgs. 25.11.96 n. 645 - Recepimento della direttiva 92/85/CE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.
- DPR 24.7.96 n. 459 - Attuazione delle direttive 89/392/CE e seguenti, concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.
misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro; luoghi di lavori; uso di attrezzature di lavoro; uso dei dispositivi di protezione individuali; movimentazione manuale dei carichi; uso di attrezzature munite di videoterminali; protezione da agenti cancerogeni; protezione da agenti biologici.
1.1 .Classificazione dei prodotti fitosanitari.
a) preparati "molto tossici" e "tossici" (corrispondenti alla 1ª classe delle norme previgenti) comprende i prodotti che possono provocare intossicazioni mortali per l'uomo in seguito ad assorbimento per qualsiasi via. Il prodotto fitosanitario deve essere contrassegnato in etichetta da un teschio nero su ossa incrociate, inserito in un riquadro, di colore giallo-arancio e dalla scritta "molto tossico" o "tossico" in base alla tossicità del prodotto;
b) preparati "nocivi" (corrispondenti alla 2ª classe delle norme previgenti); comprende i prodotti che possono provocare intossicazioni gravi per l'uomo in seguito ad assorbimento per qualsiasi via. Il prodotto fitosanitario è contrassegnato in etichetta in modo indelebile, da una croce di S. Andrea nera, inserita in un riquadro di colore giallo-arancio e dalla scritta "nocivi";
c) altri preparati, non classificabili come molto tossici, tossici e nocivi, corrispondenti alla 3ª e 4ª classe delle norme previgenti. Quelli corrispondenti alla 3ª classe comprendono i prodotti che possono provocare intossicazione di lieve entità per l'uomo; il prodotto fitosanitario è contrassegnato in etichetta con caratteri ben visibili e indelebili, dalla frase "attenzione: manipolare con prudenza". Quelli corrispondenti alla 4ª classe comprendono i prodotti che possono comportare rischi trascurabili per l'uomo e non riportano in etichetta simbologie particolari.
- consentire l'uso e l'impiego dei prodotti molto tossici, tossici e nocivi esclusivamente ai lavoratori muniti del prescritto "patentino" di cui all'art. 23 del DPR n. 1255/68.
Una serie di norme legislative hanno vietato l'impiego in agricoltura dei presidi sanitari contenenti i sottoelencati principi attivi, a causa del loro elevato rischio per la salute degli utilizzatori e dei consumatori:
- Cloraniformentano
- parapetti protettivi dell'altezza di almeno 1 metro per le piattaforme di sollevamento azionate da pompe idrauliche e per i piani di carico.
3. Stalle e allevamenti.
4. Silos, pozzi neri, cantine e ambienti simili.
Oltre all'osservazione delle norme di legge in materia, la prevenzione per gli addetti ai lavori che si svolgono negli ambienti indicati in epigrafe, deve essere rivolta ad evitare lo sviluppo di gas tossici prodotti dalla fermentazione organica vegetale o dei rifiuti animali, ma anche da microclima, incendi ed esplosioni e quant'altro connesso all'ambiente di lavoro.
I lavoratori che esplicano attività in tali ambienti, devono usare le necessarie cautele e, in particolare, essere forniti di ogni mezzo di protezione (maschere, cinture di sicurezza, tute e scarpe adeguate, ecc.); debbono essere, inoltre, vigilati dall'esterno per tutta la durata del lavoro.
5. Frigoriferi.
6. Serre.
7. Lavorazioni a cielo aperto.
Oltre a quanto già previsto nell'impiego degli antiparassitari, ove si faccia uso di scale per la potatura, la raccolta prodotti, il carico e scarico di fieno o per altri impieghi, deve trattarsi di scale costruite con materiali adatti alle condizioni di impiego, di dimensioni appropriate; se di legno devono avere i pioli fissati mediante incastro ai montanti, coperti di materiale antisdrucciolevole alle estremità superiori. Le scale doppie non devono superare l'altezza di 5 metri.
B) Dispositivi di protezione individuali.
- impiego razionale dei presidi sanitari anche attraverso l'utilizzazione delle tecniche di lotta guidata ed integrata;
Mezzi di protezione Mansioni durante adoperati abitualmente cui vengono adoperati
tuta in materia impermeabile
cabina su trattore
cabina con aria condizionata ........
Maschere a filtro: si tratta o di mezze-maschere che proteggono solo naso e bocca con un facciale dotato di 1 o 2 filtri o di maschere che proteggono l'intero viso compresi gli occhi.
Caschi: sistemi di protezione integrale del capo in cui viene garantito un adeguato ricambio d'aria tramite un ventilatore che aspira l'aria dall'esterno, la fa passare attraverso un filtro e la immette nel casco.
Cabine: sistemi che creano piccoli ambienti confinati, isolati dall'ambiente esterno all'interno dei quali operano gli addetti. Viene garantito un adeguato ricambio d'aria tramite un ventilatore che aspira l'aria dall'esterno, la filtra e la immette nell'abitacolo. In alcuni casi le cabine sono dotate di impianto di climatizzazione che controlla temperatura e umidità dell'aria immessa.
Dipende da: buona tenuta del facciale; buona efficacia dei filtri attraverso cui passa l'aria prima di essere inalata.
Altre informazioni contenute sulle etichette dei filtri rispondenti alle norme UNI '83.
- Mese e anno scadenza (esse vanno riferite al periodo massimo di conservazione del filtro in adeguate condizioni e non al periodo massimo di uno efficace del filtro).
- Capacità di assorbimento 1 piccola - (funzione della quantità 2 media
- della sostanza assorbente contenuta) 3 grande
Garanzia dei filtri rispondenti alle norme UNI '83.
- Bassa resistenza (per i filtri misti A 2 P2 al massimo 8,4 m bar e 30 1/min).
- Prove di efficacia e di durata per i filtri misti A/P (i più adatti all'uso agricolo) effettuate, secondo le norme UNI, solo con tetracloruro di carbonio e con polveri.
- Quindi garanzia di efficacia e di durata dei filtri, non si riferiscono specialmente ai fitofarmaci.
Tabella dati Inrs '84 sull'efficacia di filtri per maschere e caschi da uso agricolo (% di ritenzione).
Indagine Istituto Meccanica Agraria - Bologna (1981) sulle caratteristiche costruttive di 6 caschi tra i più diffusi.
Peso: 1 - 5 Kg.
Portata aria: 50-80 1/min.
Livello sonoro generato da ventilatore: 75 - 86 d B (A)
- Buon appoggio sulle spalle.
- Portata aria 120 1/min (Proposta CEE).
- Rumore generato dal ventilatore 75 d B (A) (Proposta CEE).
- Buona efficacia insonorizzante nei confronti rumori esterni (abbattimento) 5 d B(A).
- Buona visibilità anche laterale.
Vantaggi delle cabine.
- Eliminano i disagi legati all'uso di maschere o caschi.
- Possono offrire una buona protezione contro il rumore se opportunamente progettate.
- Possono offrire una protezione contro le sfavorevoli condizioni ambientali se dotate di climatizzatore.
- Possono offrire una buona protezione contro polveri minerali, se le prese d'aria vengono provviste di opportuni filtri antipolvere.
Gli elevati ricambi d'aria aggravano i problemi relativi all'efficacia e alla durata dei filtri. La "falsa sicurezza" indotta dal loro uso, può indurre a non far rispettare le norme di buona tecnica durante i trattamenti.
Osservazioni conclusive sui sistemi di protezione in agricoltura delle vie respiratorie.
- Efficacia filtrante: non è mai il 100%. Anzi per prodotti molto volatili può avvicinarsi al 50%.
- Usare con cautela i dati di vita media dei filtri forniti dai costruttori: in presenza di umidità la durata può ridursi in modo molto rilevante.
- Mezzi individuali vanno conservati ben puliti, perché possono tramutarsi in una fonte aggiuntiva di assorbimento di tossici.

References: Art. 2

Art. 13

Art. 14

Art. 27

Art. 41

Art. 58

Art. 77

Art. 78

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90
 art. 6
 art. 42
 art. 44
 art. 49
 art. 82
 art. 88
 art. 89
 art. 18
 art. 19