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Timestamp: 2018-04-25 21:50:26+00:00

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Cartelle nulle se notificate da Equitalia di altra provincia
News Cartelle nulle se notificate da Equitalia di altra provincia
News Pubblicato il 31 marzo 2017
> News Pubblicato il 31 marzo 2017
Incompetenza territoriale cartelle esattoriali: si applica il criterio del domicilio fiscale del contribuente.
Anche le cartelle esattoriali e gli altri atti della riscossione (per esempio preavvisi di fermo o di iscrizione ipotecaria) possono essere viziati da incompetenza territoriale.
È quanto si evince da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha annullato un preavviso di fermo amministrativo poiché emesso dalla sede provinciale di Equitalia di Avellino in luogo di quella di Caserta, ove risultava domiciliata la contribuente.
I giudici hanno infatti riconosciuto come criterio per l’individuazione dell’ufficio provinciale competente per gli atti della riscossione, quello del domicilio fiscale del contribuente.
La riscossione dei tributi è stata oggetto di varie riforme negli ultimi anni. Inizialmente, il servizio nazionale di riscossione era affidato ad un concessionario, mediante procedura ad evidenza pubblica. Successivamente, a decorrere dal 1.10.2006 [2], è stato rimosso il previgente sistema di riscossione, attribuendo l’attività di riscossione all’Agenzia delle entrate che lo esercita tramite apposite società, denominate prima Riscossione S.p.a. e poi Equitalia S.p.a..
Ne è derivato un sistema di riscossione in cui Equitalia S.p.a. esercita l’attività di riscossione dei tributi anche attraverso le ex società concessionarie del servizio nazionale di riscossione (denominate Agenti) delle quali abbia acquistato una quota inferiore al 51% del capitale.
La riforma in questione non ha determinato la modifica della competenza territoriale degli uffici distrettuali.
Ogni atto impositivo deve essere emesso dall’organo territorialmente competente. La competenza territoriale dell’Ufficio finanziario è individuata con riferimento al domicilio fiscale del contribuente [3].
Più precisamente, la legge prevede che la competenza spetta all’ufficio distrettuale nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o doveva essere presentata [4].
Il contribuente è tenuto a comunicare ogni variazione del domicilio fiscale, permanendo in caso contrario la competenza territoriale dell’Ufficio individuato in riferimento al precedente domicilio [5].
La legge [6] stabilisce poi che l’ufficio accertatore forma ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui i concessionari operano, così come dispone che l’Ufficio consegna il ruolo al concessionario dell’ambito territoriale cui esso si riferisce [7].
Ne consegue che gli atti della riscossione emessi da uffici territoriali diversi da quello del luogo in cui vi è il domicilio del contribuente, sono illegittimi per carenza di competenza e possono essere impugnati dinanzi al giudice per ottenere l’annullamento.
[1] Cass. sent. n. 8049 del 29 marzo 2017.
[2] D.l. n. 203 del 2005, convertito nella L. n. 248 del 2005.
[3] Art. 31 D.P.R. 600/1973.
[4] Cass. sentt n. n. 5358/2006 e n. 11170/2013.
[5] Cass. sent n. 21290/2015).
[6] Art. 12 D.P.R. n. 602/1973.
[7] Art. 24 D.P.R. n. 602/1973.

References: sentenza 
 Cass. 
 Art. 31
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 12
 Art. 24