Source: http://www.stregoneriapagana.it/lombardivallauri.html
Timestamp: 2019-01-17 20:05:35+00:00

Document:
La vicenda sulla libertà di Luigi Lombardi Vallauri: dalla setenza del Consiglio di Stato alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.
alla sentenza del Tribunale Europeo per i Diritti dell’Uomo
La vicenda di Lombardi Vallauri è una vicenda che vede contrapporsi la chiesa cattolica, con tutta la sua ideologia religiosa al Prof. Lombardi Vallauri incaricato dell’insegnamento della Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il suo contratto veniva rinnovato di anno in anno finché, trovando le sue idee religiose non gradite alla chiesa cattolica, il Vaticano ne impose l’allontanamento dall’insegnamento.
Si tratta, in sostanza, di una causa di lavoro in cui il lavoratore veniva discriminato per le sue idee religiose che venivano considerate non gradite dal suo datore di lavoro. Il suo datore di lavoro, il Vaticano, che voleva imporre le idee religiose proprie della chiesa cattolica ai ragazzi, incapace di discutere del suo diverso orientamento rispetto alle idee di Lombardi Vallauri, preferiva ricorrere alla violenza e allontanare il prof. Luigi Lombardi Vallauri dall’insegnamento.
Il Consiglio di Stato Italiano sentenziava, nei confronti di Lombardi Vallauri, appellante dopo il giudizio negativo del TAR, con questo giudizio:
Se vuoi leggere la sentenza completa
Per contro, La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, modificava la sentenza del Consiglio di Stato accogliendo il ricorso di Luigi Lombardi Vallauri con la seguente motivazione in data 20 ottobre 2009:
Appare del tutto evidente che c’è una diversa attenzione ai diritti dell’uomo da parte della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo che non nel Consiglio di Stato che, al contrario del dettato Costituzionale, ai diritti dell’uomo, privilegia i diritti delle Istituzioni sull’uomo. Come se il portatore di diritti non fosse l’individuo, ma l’Istituzione che vanta diritti nei confronti dell’individuo.
Già in altre occasioni il Consiglio di Stato ha dimostrato disprezzo per la Costituzione della Repubblica Italiana privilegiando violazioni alla Costituzione piuttosto che riaffermare la priorità della Costituzione sui diritti violati dei cittadini.
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ritiene che la violazione dell’articolo 10 della convenzione sia talmente grave nel caso di Luigi Lombardi Vallauri da riassumere in sé anche la violazione dell’articolo 9 della Convenzione.
Dice la Corte Europea per i diritti dell’Uomo:
“ La libertà di espressione costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica, una delle condizioni primordiali per il suo progresso e per lo sviluppo di ogni individuo. Fatta salva la riserva del paragrafo 2, essa vale non soltanto per le “informazioni” o le “idee” accolte con favore o considerate inoffensive o indifferenti, ma anche per quelle che offendono, sconvolgono o inquietano: così esigono il pluralismo, la tolleranza e l’apertura mentale, senza i quali non vi è “società democratica”. Come sancisce l’articolo 10, questa libertà è soggetta a delle eccezioni, che, tuttavia, devono essere interpretate in maniera restrittiva, e l'esigenza di qualsiasi restrizione deve essere stabilita in modo convincente.”
Questo principio non è MAI stato accolto dalla magistratura italiana. Non è MAI stato accolto da organizzazioni di “autorità competenti in materia”. Come L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha sempre esercitato un controllo feroce e inquisitoriale contro tutte le idee che non fossero conformi al dettato morale e agli interessi della chiesa cattolica contro il dettato Costituzionale (segnalata al Presidente della Repubblica per attività di eversione dell’ordine democratico).
Va da se che mentre il Consiglio di Stato afferma che:
Mentre il Tribunale Europeo per i Diritti dell’Uomo afferma:
Mentre il Consiglio di Stato vuole salvaguardare il diritto della Chiesa Cattolica di imporre il proprio credo religioso e il proprio controllo militare all’interno della propria struttura al di là di ogni regola morale, sociale e legislativa, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo pone al centro delle sue riflessioni il diritto dell’individuo nei confronti delle Istituzioni.
Il diverso modo di valutare i diritti delle Istituzioni di perseguitare i cittadini (Consiglio di Stato) o di proteggere i cittadini dalla violenza delle Istituzioni (Corte Europea per i Diritti dell’Uomo) sono in perenne conflitto in quanto sono portatori di interessi sociali diversi.
Il Consiglio di Stato costringe i cittadini a venir meno alle loro rivendicazioni dei diritti Costituzionali in funzione dei diritti di vessazione ad opera della chiesa cattolica là dove, ai diritti dei cittadini antepone:
In pratica il Consiglio di Stato, con la sua sentenza, ha offeso l’articolo 33 comma 6 della Costituzione della Repubblica Italiana in cui si dice: “Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.” in altre parole, non possono violare la norme Costituzionali. Norme Costituzionali che si applicano ai cittadini e che non consentono alle Istituzioni di agire al di fuori di quelle norme.
L’ignoranza delle leggi, tralasciando una malafede criminale che appare comunque nelle azioni, ad opera del Consiglio di Stato non fa ben sperare nella Democrazia, ma sembra dettata piuttosto all’aggressione dell’ordinamento democratico.
Quando il Consiglio di Stato afferma:
Emerge da tali principi che le valutazioni della autorità ecclesiastica non sono sindacabili da alcuna autorità della Repubblica:
L’incongruenza e l’illogicità giuridica appare del tutto evidente. E’ come dire che se l’istituzione della chiesa cattolica trova gradito un rapporto di lavoro schiavista, ciò risulterebbe indifferente allo Stato Italiano?
La violazione delle norme Costituzionali, da parte della chiesa cattolica, rappresentano un grave atto di violenza contro la Costituzione della Repubblica in quanto, quanto avviene nel territorio dell’Italia, deve sempre essere circoscritto all’interno delle norme Costituzionali. Il fatto stesso che il Consiglio di Stato ammetta che all’interno della Repubblica si manifestino comportamenti estranei ed avversi alla Costituzione della Repubblica, equivale ad un venir meno della tutela dei diritti dei cittadini in complicità con uno stato estero e con principi sociali avversi all’ordinamento democratico.
Al contrario di ciò che afferma il Consiglio di Stato, sono, non solo ammissibili, ma doverose le censure volte a contestare per inadempienza istruttoria, difetto di motivazione e assenza del giusto procedimento. Non farlo significa abrogare l’autorità dello Stato nei confronti della chiesa cattolica. La chiesa cattolica, nelle sue attività sul suolo italiano, qualunque siano queste attività, è sempre sottoposta alla Costituzione della Repubblica. E i cittadini hanno diritti, nei confronti della chiesa cattolica, sempre. Perché alle norme concordatarie, come ha affermato la Corte Costituzionale, prevale sempre la Costituzione della Repubblica.
Inoltre diventa offensiva per i cittadini italiani l’affermazione del Consiglio di Stato quando riconosce un’Autorità, diversa dalla legge italiana, in un’attività “educatrice i cui atti non sono impugnabili da un giudice italiano”. E’ come se sul territorio italiano potessero agire potenze straniere senza che un giudice potesse censurare le violazioni di legge.
Si tratta di uno scontro di civiltà giuridica fra Democrazia e monarchia. Una monarchia che pretende di essere accettata, tollerata e legittimata, in uno stato democratico contro i cittadini.
Proviamo a leggere come il Corriere della Sera da la notizia della censura operata dal Tribunale Europeo per i Diritti dell’Uomo al Consiglio di Stato Italiano:
nel 1998 fu cacciato per le sue posizioni «nettamente contrarie al­la dottrina»
La Corte di Strasburgo accoglie il ricorso di Luigi Lombardi Vallauri: 10 mila euro di risarcimento
MILANO - Luigi Lombardi Vallauri si sedette per terra. Lo stupore corse tra studenti e colleghi presenti in aula, a Bari, per la sua conferenza. «Del Dio che emoziona non mi sento di parlare seduto su una sedia — spiegò lui — quindi mentre parlerò di questo Dio starò seduto per terra». Era il 19 aprile 1996. Filosofo del diritto all’Università di Firenze, l’allora sessantenne Lombardi Vallauri insegnava anche, dal 1976, presso l’Università del Sacro Cuore di Milano. Il rinnovo annuale del contratto con la Cattolica era divenuto mano a mano più spinoso. L’incontro di Lombardi Vallauri con le religioni orientali aveva inasprito la sua critica del cattolicesimo. Seduto per terra in quella mattinata barese, Lombardi Vallauri celebrò «il Gange dell’umanità in cui si gettava come affluente il Tevere del cattolicesimo romano». Poi, finita la meditazione sul «Dio che emoziona», passò «al Dio professionale filosofico, di cui si può benissimo parlare seduti a un tavolo congressuale».
E da lì, dal tavolo congressuale, smontò l’ortodossia, la tradizione. La teologia naturale tomista, soprattutto: «Ircocervo consistito nell’attribuire all’etnico, geloso, furioso- tenero, bellicamente e giuridicamente feroce, idiosincraticissimo Yahvè e al dolcissimo-spietato 'Padre' impassibili attributi ontologici desunti da una ingegnosamente violentata ontologia generale aristotelica». Questo Lombardi Vallauri, incontenibile nello stile e nella sostanza, fu convocato in Vaticano due anni dopo, il 23 ottobre 1998, per un colloquio presso la Congregazione per l’Educazione cattolica. Quando i colleghi della Cattolica si riunirono, dieci giorni dopo, il preside comunicò la decisione vaticana: per le sue posizioni «nettamente contrarie alla dottrina cattolica», Lombardi Vallauri non doveva più insegnare nell’Università Cattolica «per rispetto della verità, del bene degli studenti e di quello dell’Università».
Dopo vent’anni di rinnovi, l’incarico cessava. Lombardi Vallauri ricorse al Tar della Lombardia, poi al Consiglio di Stato. Facile la risposta dei giudici amministrativi: non sindachiamo quello che decide la Chiesa; così vuole il Concordato, così vuole la Corte costituzionale, già pronunciatasi nel 1972 sull’analogo caso Cordero. Rimaneva solo la Corte di Strasburgo. E ieri mattina la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso. Il ricorso di Lombardi Vallauri è stato accolto. L’Italia è stata condannata per aver violato la libertà d’espressione del professore e il suo diritto a un giusto processo. La vera condannata è l’Università Cattolica, invano costituitasi di fronte alla Corte europea; soprattutto quel pezzo di Cattolica che in un fatale consiglio di facoltà, ricostruito dai giudici europei, respinse a risicata maggioranza la mozione in cui si domandavano chiarimenti alla Santa Sede. Per la Corte di Strasburgo, quella degli organi accademici milanesi contro Lombardi Vallauri fu una decisione «priva di motivazione e presa in assenza di un reale contraddittorio».
Dall’esa­me della Corte europea esce male anche la giustizia amministrativa italiana: censurata da Strasburgo per aver abdicato al suo dovere di vaglio dell’atto incriminato, per essersi nascosta dietro un comodo rinvio alla decisione della Santa Sede. Due traiettorie s’intrecciano. Quella personale di Lombardi Vallauri. E quella collettiva dei diritti e delle religioni in Europa. Lombardi Vallauri è un pensatore di genio. Originale; controcorrente. Non un buffone, non un eretico a tutti costi. Ha maturato con fatica le sue posizioni. Ben dentro un cattolicesimo cui lo legano, tra l’altro, parentele illustri. La collisione con le autorità cattoliche è seria. A causa del rigore analitico nella denuncia di quel naturalismo teologico in cui è caduto, secondo il filosofo, il pensiero cattolico. E per il modo: per quel lavorio intellettuale che si fa immaginazione, contemplazione; per l’alleanza tra ragione e stupore contro un discorso su Dio squadrato, razionale, politico. Senza contraddittorio.
Analoga traiettoria oppone in Europa il vecchio ordine dei concordati, della laicità francese, delle nordiche Chiese di Stato — i vecchi modelli Stato/Chiesa, insomma — al nuovo paesaggio. Caotico e pieno di opportunità. Non basta più dire la parola magica «concordato »; né arretrare di fronte alla sovranità della Santa Sede, all’intoccabilità del diritto canonico. Lo ha compreso Bene­detto XVI, molto attento all’incontro di lunedì scorso col neo ambasciatore della Commissione europea. Non lo ha ancora compreso l’Italia, già condannata dalla Corte nel 2001 in un caso simile a quello di Lombardi Vallauri. L’arena europea impone nuove regole alla vecchia partita tra ideologie e fedi, Chiese e Stati. Alla Corte europea ci son giudici, come il dissenziente portoghese Barreto, per i quali il Concordato è sacro quanto è sacra la religione. Ma anche giudici per i quali è scontato che i diritti valgano più dei Concordati.
Giudici che temono di dovere domani al diritto islamico quello che si dà oggi al diritto canonico. Come la belga Tulkens, censore della laicità turca in difesa del diritto al velo. O come l’ungherese Sajó, per il quale separare trascendente e pubblici poteri è tanto necessario quanto è vero, come ha scritto di recente, che «i cimiteri esistono per ragioni di sanità pubblica, non per facilitare la resurrezione ». L’Europa spariglia il gioco. La ragion di Stato non è più sola. Il diritto canonico, il diritto ebraico, il diritto islamico vanno ormai difesi a Strasburgo, a Bruxelles. Luigi Lombardi Vallauri celebra. «Brindo in famiglia, al diritto», dice. Alle regole del giusto processo, che sono poi «le stesse d’ogni vero dibattito intellettuale». È questo il valore dei diecimila euro che lo Stato italiano è stato condannato a versargli. Il Dio del filosofo seduto per terra sfida il Dio cattolico. La giustizia europea dei diritti sfida l’ordine concordatario italiano.
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/09_ottobre_21/luigi-lombardi-vallauri-filosofo-eretico-cattolica-1601901791008.shtml
L’articolo del Corriere della Sera, a firma di Marco Ventura, fa una panoramica della vicenda mettendo in rilievo come sia in atto uno scontro di civiltà.
Domani può arrivare in Europa anche la Turchia e, forse, qualche altro paese di religione Islamica. E’ necessario stabilire fin da ora l’autorità della Costituzione Europea e delle norme sociali civili a cui ogni religione deve adeguarsi pur mantenendo le proprie peculiarità nelle relazioni religiose.
Non si può ammettere che i cittadini siano privati dei diritti Costituzionali a beneficio delle religioni che usano per sé la libertà di imporre la religione negando ai cittadini il diritto di fruire dei diritti Costituzionali magari rifiutando quella religione.
E’ uno dei motivi per cui la sentenza del Tribunale Europeo per i Diritti dell’Uomo, nel caso di Luigi Lombardi Vallauri contro chiesa cattolica, è importante. Come fu importante la sentenza del Tribunale Europeo per i Diritti dell’Uomo contro la sentenza del Consiglio di Stato che pretendeva di legittimare, contro la Costituzione della Repubblica, l’esposizione del crocifisso nelle scuole.

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