Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-24856-del-05-12-2016
Timestamp: 2020-08-03 21:17:47+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 24856 del 05/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24856 del 05/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep. 05/12/2016), n.24856
sul ricorso 1387-2015 proposto da:
STABILE giusta procura in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 5022/2014 della CMIMISSIONE TRIBUTARIA
L.A.M.I. propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che si costituisce al solo fine di partecipare all’eventuale udienza di discussione; avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania, Sezione staccata di Salerno, n. 5022/04/2014, depositata in data 22/05/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso per maggiore IRPEF ed addizionali dovute, in relazione all’anno d’imposta 2006, a seguito di rideterminazione in via sintetica del reddito imponibile, – stata confermata la decisione di primo grado. che aveva respinto il ricorso della contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame della contribuente, hanno sostenuto che correttamente la sentenza dei giudici di primo grado era motivata sull’inutilizzabilità, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, della documentazione prodotta dalla contribuente (al fine di giustificare la mancanza di capacità contributiva) soltanto in sede contenziosa, non avendo la medesima risposto al questionario trasmessole dall’Ufficio – contenente entrambi i requisiti necessari della concessione di un termine minimo al contribuente per l’adempimento richiesto e dello specifico avvertimento circa le conseguenze del mancato riscontro alle richieste dell’Amministrazione finanziaria – e neppure avendo dimostrato l’impossibilità di produzione documentale “per causa di forza maggiore”.
1. Preliminarmente, la ricorrente ha dato atto del rigetto, da parte di altra C.T.R. della Campania, per inammissibilità, del ricorso per revocazione proposto avverso la stessa sentenza della C.T.R. della Campania Sezione staccata di Salerno, in questa sede impugnata.
2. La ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, nonchè dei principi generali di cui alla L. n. 241 del 1990, art. 3 recepiti dalla L. n. 212 del 2000, art. 7 avendo applicato la sanzione procedurale prevista dall’art. 32 suddetto al c.d. redditometro, disciplinato dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, il cui testo novellato dal D.L. n. 78 del 2010 ha previsto l’obbligo di avviare con il contribuente un contraddittorio preventivo.
Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta la nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, derivata dalla violazione di legge di cui al primo motivo, perchè priva “di uno dei requisiti indispensabili (art. 132 cp.c.) per il raggiungimento dello scopo”.
Questa Corte ha già affermato che “in tema di accertamento fiscale, l’invio del questionario da parte dell’Amministrazione finanziaria, previsto dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 4, (nonchè, in materia di IVA, dall’omologa disposizione di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, comma 5), per fornire dati, notizie e chiarimenti, assolve alla funzione di assicurare – in rispondenza ai canoni di lealtà, correttezza e collaborazione propri degli obblighi di solidarietà della materia tributaria – un dialogo preventivo tra fisco e contribuente per favorire la definizione delle reciproche posizioni, sì da evitare l’instaurazione del contenzioso giudiziario, rimanendo legittimamente sanzionata l’omessa o intempestiva risposta con la preclusione amministrativa e processuale di allegazione di dati e documenti non forniti nella sede precontenziosa” (Cass. 22126/2013; Cass. 10489/2014).
5. Per tutto quanto sopra esposto, va respinto il ricorso. Non v’è luogo a provvedere sulle spese processuali, non avendo l’intimata svolto attività difensiva.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 art. 32
 art. 3
 art. 7
 art. 38
 art. 360
 art. 32
 art. 51
 Cass.