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Timestamp: 2018-08-19 15:12:15+00:00

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Sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013 sull’art. 19 della l. 300 del 1970 del 23.07.13 (aggiornato alla bibliografia digitale 17.12.13) | Osservatorio Trentino sui Diritti Sociali del Lavoro
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uditi gli avvocati Franco Scarpelli e Amos Andreoni per la CGIL -Confederazione Generale Italiana del Lavoro, per la Filcams-Cgil – Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Alberghi, Mense e Servizi, e per Filcams-CGIL di Milano e Provincia, Bruno Del Vecchio per la FNSI – Federazione nazionale della stampa italiana, Paolo Tosi per l’Unione Industriale della Provincia di Torino, Vittorio Angiolini, Piergiovanni Alleva e Franco Focareta per la FIOM – Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici – Federazioni Provinciali di Modena, di Vercelli e Valsesia e di Torino,Roberto Nania, Raffaele De Luca Tamajo e Diego Dirutigliano per Case New Holland Italia s.p.a., Maserati s.p.a. e Ferrari s.p.a., per Fiat Group Automobiles s.p.a. e per Abarth & C. Italia s.p.a. ed altri e l’avvocato dello Stato Giustina Noviello per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1.– Nel corso di più giudizi civili riuniti, promossi ai sensi art. 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), di seguito anche Statuto dei lavoratori, nei confronti di società del Gruppo FIAT (Case New Holland Italias.p.a., Maserati s.p.a. e Ferrari s.p.a.), su ricorso della FIOM (Federazione impiegati operai metalmeccanici) della Provincia di Modena – alla quale le resistenti avevano disconosciuto il diritto a costituire rappresentanze sindacali aziendali (e, conseguentemente, ad avvalersi delle prerogative di cui al Titolo III del predetto Statuto), in ragione della mancata sottoscrizione del contratto collettivo, applicato nelle rispettive unità produttive, da parte di essa ricorrente, che pure aveva attivamente partecipato alla correlativa negoziazione – l’adito Tribunale ordinario di Modena, dopo aver rilevato in premessa che i diritti in contestazione risultavano effettivamente riservati alle sole organizzazioni “firmatarie” dei contratti in questione, per testuale dettato dell’articolo 19, primo comma, lettera b), dello Statuto dei lavoratori, a suo avviso non suscettibile di interpretazione adeguatrice in senso estensivo, ha ritenuto, per ciò, rilevante e, in riferimento agli artt. 2, 3 e 39 Cost., non manifestamente infondata, ed ha quindi sollevato, con l’ordinanza in epigrafe (r.o. n. 202 del 2012), questione di legittimità costituzionale del predetto articolo 19.
1.4.– Hanno depositato memoria ad adiuvandum la CGIL, la Filcams-Cgil e le Filcams-Cgil di Milano e Provincia,argomentando la legittimità del proprio intervento e sostenendo la fondatezza dei proposti rilievi di costituzionalità.
2.5.– Con memoria depositata il 10 giugno 2013, FIAT Group s.p.a., premessa la inammissibilità dell’interventoad adiuvandum della FNSI, ha ulteriormente e diffusamente argomentato, in subordine alla eccepita inammissibilità delle questioni sollevate dal Tribunale ordinario di Vercelli, la non fondatezza delle stesse.
3.– A sua volta, il Tribunale ordinario di Torino, con l’ordinanza di rimessione in data 12 dicembre 2012 (r.o. n. 46 del 2013), emessa, nel corso di più giudizi riuniti, tra la FIOM di Torino e varie società del Gruppo FIAT (Abarth & C.s.p.a. ed altre tredici), ha sollevato analoghe questioni di legittimità costituzionale, per contrasto con gli artt. 3 e 39 Cost., dell’art. 19, primo comma, lettera b), della legge n. 300 del 1970, nella parte in cui limita la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali alle sole associazioni firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell’unità produttiva.
3.4.– Ha depositato altresì «atto di intervento» l’Unione industriale della Provincia di Torino che, previamente motivato il proprio interesse alla soluzione della questione sollevata dal Tribunale di Torino, ne ha eccepito la inammissibilità e, in subordine, la non fondatezza, con prospettazione adesiva a quella delle società convenute nel giudizioa quo.
4.– In via preliminare, deve essere confermata l’ordinanza adottata nel corso dell’udienza pubblica, ed allegata alla presente sentenza, con la quale sono stati dichiarati inammissibili gli interventi adesivi spiegati dalla CGIL, FILCAMS di Milano e Provincia e dalla Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) nei giudizi di cui, rispettivamente, all’ordinanza del Tribunale ordinario di Modena ed a quella del Tribunale ordinario di Vercelli, nonché l’intervento adopponendum dell’Associazione Unione industriale della Provincia di Torino, nel giudizio relativo all’ordinanza del Tribunale di detta città.
Nel commentare la normativa “di risulta”, non si mancò di sottolineare come questa – pur coerente con la ratioreferendaria di allargare il più possibile le maglie dell’agere sindacale anche a soggetti nuovi che fossero realmente presenti ed attivi nel panorama sindacale – rischiasse, però, nella sua accezione letterale, di prestare il fianco ad una applicazione sbilanciata: per un verso, in eccesso, ove l’espressione «associazioni firmatarie» fosse intesa nel senso della sufficienza di una sottoscrizione, anche meramente adesiva, del contratto a fondare la titolarità dei diritti sindacali in azienda (con virtuale apertura a sindacati di comodo); e, per altro verso, in difetto, ove interpretata, quella espressione, come ostativa al riconoscimento dei diritti in questione nei confronti delle associazioni che, pur connotate da una azione sindacale sorretta da ampio consenso dei lavoratori, avessero ritenuto di non sottoscrivere il contratto applicato in azienda. E ciò con il risultato, nell’un caso e nell’altro, di una alterazione assiologica e funzionale della norma stessa, quanto al profilo del collegamento, non certamente rescisso dall’intervento referendario, tra titolarità dei diritti sindacali ed effettiva rappresentatività del soggetto che ne pretende l’attribuzione.
6.4.– Le pronunzie di questa Corte, nel quinquennio successivo al referendum – sentenza n. 244 del 1996,ordinanze n. 345 del 1996, n. 148 del 1997 e n. 76 del 1998 – hanno fornito indicazioni, per quanto in concreto sottopostoal suo esame, solo con riguardo al primo dei due sottolineati punti critici.
Bibliografia digitale sul tema della rappresentanza sindacale e Corte costituzionale
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V. Bavaro, La razionalità pratica dell’art. 19 St. lav. e la democrazia industriale, WP CSDLE “Massimo D’Antona”.IT – 184/2013, 2013 (in corso di pubblicazione su Questione Giustizia, 4, 2013).
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P. Bellocchi, Il “caso Fiat” davanti alla Corte costituzionale. Osservazioni sull’art. 19 dello Statuto dei lavoratori (nota a Tribunale di Modena, ordinanza 4 giugno 2012 e Tribunale di Vercelli, ordinanza 25 settembre 2012), in Rivista Italiana di Diritto del Lavoro, II, 2012, p. 1020 ss.
F. Carinci, Adelante Pedro, con juicio: dall’accordo interconfederale 28 giugno 2011 al Protocollo d’intesa 31 maggio 2013 (passando per la riformulazione “costituzionale ” dell’art. 19, lett. b) St.), in WP C.S.D.L.E “Massimo D’Antona”.IT, 179/2013, 2013 (anche su Diritto delle Relazioni Industriali, 3, 2013).
F. Carinci, Il buio oltre la siepe: Corte costituzionale 23 luglio 2013, n. 231, in Diritto delle Relazioni Industriali, 4/XXIII, 2013 (anticipazione su www.adapt.it).
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F. Carinci, L’art. 19, lett. b) dello Statuto dei lavoratori è ora davanti alla Corte costituzionale, in Quaderni Costituzionali, 3, 2012, p. 619 ss.
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L. Zoppoli, Riflessioni introduttive al convegno “Una nuova Costituzione per il sistema sindacale italiano?, Università “Federico II” di Napoli, 28-29 novembre 2013.
Siti esterni richiamati: AIDLaSS, Consulta Online, Federalismi.it, ADAPT, Lavoro 24 Ore – Il Sole 24 Ore, Centro Studi di Diritto del lavoro europeo “Massimo D’Antona”, Ediesse, Forum di Quaderni Costituzionali, Costituzionalismo.it.
Parole chiave: corte costituzionale, costituzione, organizzazione sindacale, rappresentanza sindacale aziendale
← Diffusione e valorizzazione dei risultati: presentazione a Trento (13.12.13)
Ordinanza del Tribunale di Trento su trasferimento del lavoratore (17.12.13) →

References: Sentenza 
 art. 28
 articolo 19
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza