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Timestamp: 2018-12-15 04:35:26+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 19 gennaio 2016, n. 807. Se la variazione del domicilio eletto non avviene nel corso dell’udienza, essa deve essere resa nota in un atto indirizzato alla controparte. È, pertanto, valida anche la nuova elezione di domicilio contenuta nella comparsa conclusionale, poiché la controparte ne ha legale conoscenza attraverso il deposito in cancelleria - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 19 gennaio 2016, n. 807. Se la variazione del domicilio eletto non avviene nel corso dell’udienza, essa deve essere resa nota in un atto indirizzato alla controparte. È, pertanto, valida anche la nuova elezione di domicilio contenuta nella comparsa conclusionale, poiché la controparte ne ha legale conoscenza attraverso il deposito in cancelleria
SENTENZA 19 gennaio 2016, n. 807
Ritiene il Collegio, in via preliminare, che il ricorso sia inammissibile, per tardività della sua proposizione ai sensi dell’art.325 cod.proc.civ., posto che sia gli appellanti originari R.N. e D.M., nonché L. N. e A.V., da un lato e pure l’interveniente Erredi di N. R. e M. D. s.n.c., dall’altro, in sede di comparsa conclusionale avanti alla corte d’appello avevano esplicitamente dichiarato la propria domiciliazione, così variando altra elettiva già posta presso lo studio di diverso difensore, collocando la nuova nella citata difesa scritta presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario avanti al quale pendeva il medesimo processo. La sentenza ora impugnata venne successivamente notificata, ex art.285 cod.proc.civ. e dalla banca appellata, ai procuratori delle citate parti in data 1.1.8.2008 puntualmente presso la cancelleria della Corte d’appello di Venezia, mentre l’unitario ricorso per cassazione è stato notificato (dal lato del ricorrente) solo il 19.6.2009, dunque ben oltre l’esaurimento del termine breve ex artt.325-326 cod.proc.civ., conseguendone l’applicazione del principio, curva data continuità, per cui in tema di notificazione della sentenza impugnata, nell’ipotesi in cui, nel corso del giudizio, si sia verificata una variazione del domicilio eletto, perché tale variazione possa avere effetto ai fini della decorrenza dei termini per il gravame, è necessario che sia ‘garantita alla controparte la legale conoscenza dell’atto’, non sussistendo infatti prescrizioni particolari di legge quanto all’osservanza di formalità per il mutamento nel corso del giudizio del domicilio eletto. Ne deriva che, ove la variazione non avvenga nel corso dell’udienza, con relativa verbalizzazione, essa deve essere resa nota in un atto indirizzato alla controparte, anche se non specificamente rivolto a comunicare il mutamento. Deve, pertanto, considerarsi validamente effettuata la nuova elezione di domicilio contenuta nella comparsa conclusionale, della quale la controparte ha legale conoscenza per effetto del mero deposito in cancelleria, in mancanza altresì di espresse prescrizioni del giudice al riguardo, indipendentemente dalla circostanza che la copia della comparsa venga effettivamente ritirata dal procuratore di controparte (Cass. 5919/2000). Tale principio parimenti va ribadito allorché, come nella fattispecie, sia stata parte appellata a mostrare pieno affidamento sul mutamento di domiciliazione processualmente introdotto in comparsa conclusionale dagli appellanti. e dall’intervenente, essendo del tutto irrilevanti le prove (e le offerte di prova) circa le ragioni di un preteso errore, come invocato (circostanza estranea alla significatività dell’elezione nel frattempo compiuta e non revocata in forme equipollenti).

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

SENTENZA 
 sentenza 
 art.285
 sentenza