Source: http://www.saccuccipartners.com/diritti-umani.html
Timestamp: 2018-05-21 05:20:06+00:00

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Diritti umani - Studio Legale Internazionale Saccucci e Partners
La protezione dei diritti umani costituisce uno dei settori caratterizzanti di attività dello Studio S&P, il quale si contraddistingue nell’attuale panorama italiano per la competenza e l’esperienza acquisite nella gestione di ogni tipologia di contenzioso in materia di diritti umani dinanzi alle giurisdizioni interne e internazionali. In particolare, i professionisti dello Studio S&P assistono e rappresentano soggetti privati (persone fisiche e giuridiche) che si pretendono vittime di violazioni dei diritti umani, sia a livello nazionale sia dinanzi ad organi internazionali giudiziali o quasi-giudiziali di protezione dei diritti umani (quali, ad esempio, la Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte di giustizia dell'UE, il Comitato dei diritti umani, il Comitato contro la tortura, ecc.). Inoltre, i professionisti di S&P sono spesso chiamati a fornire attività di consulenza, di formazione e di advocacy in materia di diritti umani sia in Italia sia all’estero.
Estradizione ed espulsione »
Lo Studio S&P si sta attualmente occupando del problema dell’estradizione in Ucraina di persone che rischiano di subire trattamenti inumani o degradanti in carcere, attentati alla vita o all’integrità psico-fisica in ragione della situazione di grave instabilità politica e militare della regione (UNHCR, International Protection Considerations related to developments in Ukraine, marzo 2014) ovvero violazioni flagranti dell’equo processo (cfr., ad es., Voloshchuk v Government of Ukraine, [2013] EWHC 727), nonché del caso dell'espulsione illegittima dall'Italia della moglie di un dissidente kazaco attualmente pendente dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Lo Studio S&P fornisce altresì consulenza e assistenza in favore di studi legali stranieri che si occupano di estradizioni ed espulsioni verso l’Italia, nonché in favore di Governi stranieri che intendono intervenire nei procedimenti estradizionali dinanzi alle giurisdizioni italiane. In particolare, il prof. Saccucci viene spesso chiamato a prestare la propria consulenza tecnica in qualità di esperto dinanzi alle giurisdizioni britanniche nell’ambito di procedimenti di estradizione verso l'Italia [tra i casi di maggiore rilievo si segnalano Supreme Court, PH (Appellant) v. Deputy Prosecutor of the Italian Republic, Genoa (Respondent), Westminister Magistrates' Court, The Court of Rome, Italy v Awat Wahab Hamasalih e altri, Westminister Magistrates' Court, Court of appeal, Florence, Italy v Dorian Kulla].
Giustizia penale internazionale »
Contenzioso collettivo per violazioni strutturali »
Lo Studio S&P ha maturato un’ampia esperienza nella gestione del contenzioso di massa derivante da violazioni strutturali della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e possiede collaudate capacità organizzative per la raccolta e predisposizione di ricorsi collettivi alla Corte di Strasburgo che possono sfociare nell'adozione di una c.d. "sentenza pilota". I professionisti dello Studio S&P sono inoltre in grado di fornire la necessaria assistenza anche nella fase successiva dell'esecuzione della sentenza pilota sia dinanzi al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sia dinanzi alle giurisdizioni interne. Tra le azioni collettive più rilevanti promosse dallo Studio S&P si segnalano quella concernente la mancata restituzione integrale ai pensionati dei maggiori importi dovuti a titolo di perequazione per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, quelle concernenti il blocco degli aumenti stipendiali nel pubblico impiego non contrattualizzato, quella relativa all'operazione di ristrutturazione del debito sovrano della Grecia, quella in materia di contaminazione delle acque da arsenico e quella relativa alla prescrizione anticipata delle vecchie lire. Lo Studio S&P assiste, inoltre, pro bono circa un migliaio di soggetti vittime della "cancellazione" dalle liste dei residenti permanenti della Slovenia, i quali rivendicano il diritto al risarcimento dei danni subiti sulla scorta dei principi enunciati dalla Corte di Strasburgo nella sentenza pilota del 26 giugno 2012, Kuric e altri c. Slovenia, nonché oltre un centinaio di residenti di Taranto che si lamentano degli effetti prodotti dall'inquinamento dell'ILVA e della mancata adozione da parte dello Stato di adeguate misure precauzionali e di informazione (Corte EDU, Cordella e altri e Ambrogi Melle e altri c. Italia, ricorsi n. 54414/13 e n. 54264/15).
Diritti economico-sociali »
Lo Studio S&P viene spesso chiamato ad occuparsi di controversie aventi ad oggetto il riconoscimento e l'esercizio di diritti economico-sociali, a partire da quelli legati ai trattamenti retributivi e previdenziali dei lavoratori pubblici e privati.
Tra le questioni di maggiore rilievo di cui si sonoo occupati o si stanno attualmente occupando i professionisti dello Studio S&P si segnalano, ad esempio, quella relativa al blocco degli adeguamenti stipendiali e delle progressioni in carriera del personale del pubblico impiego non contrattualizzato (per maggiori informazioni clicca qui), quella concernente la mancata restituzione integrale ai pensionati dei maggiori importi dovuti a titolo di perequazione per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, quella riguardante l'illegittimità della sospensione prolungata della contrattazione collettiva nel pubblico impiego (accertata dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 178 del 2015), e quella relativa alla legittimità costituzionale del contributo di solidarietà imposto ai pensionati ex INPDAI.
Nell'ambito di tale settore, lo Studio S&P viene anche chiamato ad assistere organizzazioni sindacali rappresentative di categoria sia a livello nazionale sia dinanzi agli organismi europei di protezione dei diritti umani.
Grazie alla sua competenza nel settore sanitario e farmaceutico, lo Studio S&P si occupa inoltre di varie problematiche concernenti l'accesso all'assistenza medica soprattutto da parte di malati di cancro nel quadro della Direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera (recepita in Italia con d.lgs. 4 marzo 2012, n. 38).
Minori e soggetti vulnerabili »
Lo Studio S&P è da sempre impegnato nella tutela dei minori e di altri soggetti particolarmente vulnerabili dinanzi alle giurisdizioni interne ed internazionali. Oltre alle questioni attinenti alle misure di allontanamento del minore dal nucleo familiare (cfr., ad es., Corte EDU, D'Acunto e Pignataro c. Italia, ricorso n. 6360/13) o alla salvaguardia dei rapporti affettivi del minore (cfr., ad es., Corte EDU, Giusto, Bornacin e V. c. Italia, 15 maggio 2007), i professionisti dello Studio S&P prestano assistenza, anche a titolo gratuito, in favore di minori stranieri o apolidi bisognosi di protezione e vengono spesso chiamati a svolgere attività di formazione in questo campo da parte di organizzazioni non governative (come Save the Children) e associazioni forensi (quali la Camera nazionale avvocati per la famiglia e i minorenni).
Lo Studio S&P si occupa altresì della tutela dei diritti di altre categorie di soggetti vulnerabili. In particolare, l'avv. Saccucci è da anni impegnato, a fianco dello Studio Lana Lagostena Bassi, nelle varie battaglie legali a livello europeo volte a far valere i diritti delle vittime di contagio da trasfusioni o emoderivati infetti ed ha patrocinato alcune delle cause più importanti contro lo Stato italiano in questo campo (a partire da quella che ha portato alla storica sentenza della Corte EDU, G.N. e altri c. Italia, 1 dicembre 2009). Attualmente, inoltre, lo Studio S&P assiste a livello internazionale il Coordinamento nazionale famiglie di disabili gravi e gravissimi, un'organizzazione senza scopo di lucro che difende gli interessi dei Family Caregivers, vale a dire di quelle persone che liberamente, senza compenso e a tempo pieno, si prendono cura di un familiare o di una persona cara gravemente disabile. In particolare, lo Studio S&P ha presentato nell'interesse del Coordinamento nazionale il primo ricorso dinanzi al Comitato dei diritti delle persone disabili delle Nazioni Unite ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili del 2006, denunciando l'assenza nell'ordinamento giuridico italiano di qualsiasi forma di riconoscimento e di protezione giuridica, assistenziale e previdenziale in favore dei Caregivers.
Rifugiati e apolidi »
Lo Studio S&P ha maturato un'ampia esperienza nel campo della tutela dei diritti dei rifugiati e apolidi tanto dinanzi alle autorità giudiziarie e amministrative interne quanto dinanzi alle istanze di tutela internazionale. In particolare, i professionisti dello Studio S&P sono in grado di prestare la necessaria assistenza nelle procedure per l'accesso alla protezione internazionale sulla scorta della rilevante normativa interna, europea e internazionale, avvalendosi ove necessario anche delle varie opportunità di tutela dinanzi alle giurisdizioni europee (Corte europea dei diritti dell'uomo e/o Corte di giustizia dell'Unione europea). Oltre ad essersi occupato della questione dei respingimenti in alto mare verso la Libia (Corte EDU, Hirsi Jamaa e altri c. Italia, 23 febbraio 2012), l'avv. prof. Andrea Saccucci è membro dell'European Network on Statelessness ed è coinvolto in diverse iniziative di "strategic litigation" volte a promuovere la tutela dei diritti dei rifugiati e degli apolidi.
Attualmente, lo Studio S&P assiste pro bono alcune famiglie di migranti che sono sopravvissute al tragico naufragio dell’11 ottobre 2013 avvenuto in acque internazionali nella zona SAR di competenza maltese, nel quale hanno perso la vita oltre 200 persone, tra cui circa 60 bambini. In collaborazione con la Human Rights & Migration Law Clinic di Torino, lo Studio S&P sta predisponendo un ricorso nell’interesse dei superstiti del naufragio dinanzi al Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite per denunciare la violazione da parte delle autorità maltesi e italiane degli obblighi di prevenzione e protezione della vita in mare.
Equo processo »
Tra le questioni più rilevanti di cui lo Studio S&P si sta attualmente occupando si segnalano quella relativa alla mancata rinnovazione dell’istruzione probatoria in appello a seguito di assoluzione in primo grado (cfr., ad es., Corte EDU, Flueras c. Romania, 9 aprile 2013), quella relativa al difetto di predeterminazione legale del reato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso (cfr., ad es., Corte EDU, ricorso n. 66655/13, Contrada c. Italia), quella concernente l’applicazione delle garanzie penali e del ne bis in idem ai procedimenti tributari (cfr., ad es., Corte EDU, Janosevic c. Svezia, 23 luglio 2002, e Corte EDU, Nikanen c. Finlandia, 20 maggio 2014), quella riguardante il principio di retroattività delle norme penali più favorevoli al reo (cfr., ad es., Corte EDU, Scoppola c. Italia (n. 2) [GC], 17 settembre 2009), quella relativa alla violazione del principio di sicurezza giuridica per la mancata declaratoria della prescrizione nel giudizio di legittimità in caso di manifesta infondatezza del ricorso (cfr., ad es., Corte EDU, Vanaria c. Italia, ricorso n. 67669/09), nonché quella relativa alla violazione della presunzione di innocenza per effetto di statuizioni colpevoliste contenute in pronunce di proscioglimento per prescrizione (cfr., ad es., Corte EDU, Peltereau-Villeneuve c. Svizzera, 28 ottobre 2014) o per effetto di giudizi di sostanziale colpevolezza espressi da rappresentanti di governo (Corte EDU, Becchetti e altri c. Albania, ricorso n. 53488/15).
In materia civile e amministrativa, i professionisti dello Studio S&P si occupano solitamente di questioni attinenti alla violazione del diritto di accesso ad un giudice (Corte EDU, ricorso n. 28005/12, M.N. e altri c. San Marino), del principio di “sicurezza giuridica” soprattutto per effetto di decisioni discordanti adottate dalle giurisdizioni supreme, del diritto alla ragionevole durata del processo e del diritto all’esecuzione delle decisioni giudiziarie civili e amministrative (Corte EDU, Silvestri c. Italia, 9 giugno 2009). L’avv. Saccucci è attualmente investito di varie questioni riguardanti il problema dell’applicazione ai giudizi in corso di norme di interpretazione autentiche che hanno l’effetto di favorire la parte pubblica nella risoluzione di determinate controversie (cfr., per tutte, Corte EDU, Stefanetti e altri c. Italia, 15 aprile 2014), nonché il problema dei limiti al riconoscimento delle sentenze e dei lodi arbitrali stranieri e del difetto di imparzialità dei collegi arbitrali (cfr. Corte EDU, ricorso n. 40575/10, Mutu c. Svizzera).
Libertà civili e diritti politici »
In particolare, lo Studio S&P rappresenta attualmente circa 400 militari della Guardia di Finanza in un giudizio promosso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo al fine di contestare il divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni di tipo sindacale da parte degli appartenenti ai corpi ad ordinamento militare (tra cui, per l’appunto, rientra la Guardia di Finanza, nonostante la specificità delle funzioni ad essa attribuite) e le limitazioni al diritto di accesso ad un giudice per la tutela degli interessi di categoria che ne conseguono (cfr. Tribunale Torino, ordinanza 8 marzo 2013, resa nell’ambito del processo penale No TAV). Su tali questioni si è recentemente pronunciata la Corte di Strasburgo (Corte EDU, Adefdromil c. France, 2 ottobre 2014, e Matelly c. France, 2 ottobre 2014), ritenendo in contrasto con l'art. 11 CEDU il divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni sindacali da parte dei militari sancito dalla legislazione francese. Ad analoghe conclusioni è pervenuto altresì il Comitato europeo dei diritti sociali con riferimento ai diritti di associazione sindacale e di contrattazione collettiva garantiti dalla Carta sociale europea (CEDS, European Council of Police Trade Unions (CESP) v. France, 4 luglio 2016).
Tra le questioni di maggiore rilevanza di cui i professionisti dello Studio S&P si stanno occupando si segnalano quella concernente la compatibilità delle modalità di acquisizione ed utilizzazione probatoria dei tabulati telefonici con il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza (cfr., ad esempio, Corte EDU, Copland c. Regno Unito, 3 aprile 2007), quella relativa all’applicazione retroattiva delle nuove norme di cui al d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 - c.d. legge Severino in materia di incandidabilità e decadenza dal mandato parlamentare per incandidabilità sopravvenuta (Corte EDU, Berlusconi c. Italia, ricorso n. 58428/13), nonché quella concernente la mancanza di un quadro normativo e amministrativo idoneo a tutelare il pluralismo dei media nel mercato del digitale terrestre in Albania (Corte EDU, Agonset sh.p.k. c. Albania, ricorso n. 33104/15).
Diritti dei detenuti »
Lo Studio S&P presta attività di consulenza e assistenza legale a individui (italiani o stranieri) e organizzazioni non governative in casi connessi all’applicazione della pena di morte, specialmente negli Stati Uniti d’America. In particolare, l’avv. Saccucci si è occupato, in collaborazione con Reprieve, della questione dell’esportazione dall’Italia di un farmaco anestetico (Sodium Thiopental) prodotto da una controllata della società statunitense Hospira ed utilizzato negli Stati Uniti per le esecuzioni capitali mediante iniezioni letali. Sempre in collaborazione con Reprieve, lo Studio S&P sta attualmente seguendo la vicenda giudiziaria del cittadino italo-statunitense Antonio Farina, condannato a morte in Floridia per concorso in omicidio, e sta portando avanti una ricerca sulla prassi statunitense di applicazione della pena di morte nei confronti del c.d. Non-Triggerman, soprattutto al fine di valutarne la compatibilità con gli standard internazionali.
Diritto di proprietà e rispetto dei beni »
Lo Studio S&P si occupa di varie questioni concernenti il rispetto del diritto di proprietà, soprattutto nel quadro della tutela offerta dall’art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU. Oltre alle tradizionali controversie in tema di espropriazione per pubblica utilità e occupazione appropriativa/usurpativa (cfr., ad es., Corte EDU, Pertot c. Italia, 24 marzo 2009, e Rossi e Variale c. Italia, 3 giugno 2014), lo Studio SFP ha maturato un'ampia e variegata esperienza nel contenzioso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo concernente misure tipiche o atipiche di privazione della proprietà o di regolamentazione dell’uso dei beni.
Tra le questioni più significative di cui i professionisti dello Studio S&P si sono occupati o si stanno occupando si segnalano quella relativa alla confisca di beni immobili disposta dal giudice penale in caso di proscioglimento per prescrizione dal reato di lottizzazione abusiva (cfr., ad es., Corte EDU, Falgest s.r.l. e altri c. Italia); quella relativa all'illegittima demolizione di immobili ritenuti abusivi e al mancato pagamento del risarcimento del danno dovuto (Corte EDU, Sharxhi e altri c. Albania, ricorso n. 10613/16); quella relativa alla mancata esecuzione o al ritardo nell’esecuzione di sentenze o lodi arbitrali che condannano al pagamento di somme di denaro una pubblica amministrazione (Corte EDU, Ventorino c. Italia, 17 maggio 2011) o una società sottoposta a controllo statale (Corte EDU, Regent Company c. Ucraina, 3 aprile 2008) o che pongono altri obblighi di facere a carico dello Stato (cfr., ad es., Corte EDU, Nicola Silvestri c. Italia, 9 giugno 2009); quella concernente le controversie in materia di restituzione delle proprietà confiscate in Albania (Corte EDU, Manushaque Puto e altri c. Albania, 31 luglio 2012) e Romania (Corte EDU, Maria Atanasiu e altri c. Romania, 12 ottobre 2010); quella concernente l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale nei confronti degli eredi dei soggetti proposti per l’applicazione delle misure di prevenzione personale; quella riguardante le limitazioni alla capacità di contrattare con la pubblica amministrazione conseguenti alle informative antimafia; quella concernente il sequestro di un'emittente radiotelevisiva con conseguente interruzione delle trasmissioni (Corte EDU, Agonset sh.p.k. c. Albania, ricorso n. 33104/15).
Infine, lo Studio S&P ha promosso diversi giudizi dinanzi alla Corte per contestare l’applicazione arbitraria di norme tributarie soprattutto in materia di c.d. frodi carosello (Corte EDU, Bulves AD c. Bulgaria, 22 gennaio 2009), nonché per contestare la condanna al risarcimento del "danno da disservizio" irrogata dalla Corte dei conti a carico di alcune società concessionarie del gioco lecito (cfr., mutatis mutandis, Corte EDU, Riolo c. Italia, 13 maggio 2014).
In particolare, lo Studio si occupa del contenzioso originato dal mancato rispetto da parte delle autorità statali, regionali e locali italiane dei parametri di arsenico indicati nella Direttiva acque dell’Unione europea (Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano). A causa del mancato adeguamento agli standard di qualità delle acque ritenuti dall’Unione europea e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità non nocivi per la salute, i residenti dei comuni del Lazio interessati dalla problematica si sono visti negare il diritto all’acqua ed al rispetto della vita privata e familiare. In questo contesto, lo Studio S&P ha proposto un ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo nell'interesse di alcuni residenti del Lazio danneggiati dalle ordinanze sindacali inibitorie dell’uso dell’acqua potabile (Corte EDU, Geri c. Italia, ricorso n. 58833/14). Leggi ancora
Lo Studio S&P si occupa inoltre della questione dell'inquinamento prodotto dal complesso siderurgico dell'ILVA di Taranto ed ha promosso un'azione collettiva dinanzi la Corte europea dei diritti dell’uomo nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e nelle aree limitrofe per lamentare la violazione del loro diritto alla salute e all’integrità psico-fisica in relazione all’inquinamento prodotto dal complesso siderurgico dell’Ilva. In particolare, i ricorrenti lamentano la mancata predisposizione di un quadro normativo e amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento causato dall’ILVA, e la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, anche in conseguenza dei ripetuti decreti c.d. “salva Ilva” con cui il Governo ha mantenuto in funzione l’impianto sotto la propria gestione a dispetto della normativa europea e delle decisioni della magistratura (Corte EDU, Cordella e altri e Ambrogi Melle e altri c. Italia, ricorsi n. 54414/13 e n. 54264/15).

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