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Timestamp: 2020-04-02 06:33:14+00:00

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MARETTO Marco | Personale docente
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Marco Maretto si é laureato in architettura presso l’Università di Roma - La Sapienza, ha conseguito il PhD in “Progettazione Architettonica” presso l’Università di Genova, è attualmente Professore Associato in Progettazione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura di Parma.
Membro del Council dell’International Seminar on Urban Form (I.S.U.F.) concentra la sua ricerca intorno ai temi della morfologia urbana, della sostenibilità e del progetto urbano con particolare attenzione alle “città d’acqua”.
Su questi temi ha pubblicato numerosi saggi e articoli su riviste internazionali di cui ricordiamo: Teaching Urban Morphology in a Sustainable Perspective (Springer, 2018); Masterplanning and Regeneraton: Villa 31, Buenos Aires (Wiley & Sons, 2017); Sustainable urbanism: the role of urban morphology (Urban Morphology, 2014); Urban morphology as a basis for Urban Design (Urban Morphology, 2005); Water Landscapes and Urban Design: The Venetian Lagoon Landscape (AION, 2002).
Marco Maretto ha pubblicato, inoltre, saggi e monografie recensiti a livello internazionale quali: London Squares (Franco Angeli, 2019); Saverio Muratori. A Legacy in Urban Design (Franco Angeli, 2015); Ecocities. Il progetto urbano tra morfologia e sostenibilità (Franco Angeli, 2012); Il Paesaggio delle differenze (ETS Edizioni, 2008).
Editor di Springer per la collana “The Urban Book Series”, Scientific Referee per le riviste “Urban Morphology”, the ”Journal of Urbanism”, “Urban Design International”, “City, Territory and Architecure”, “Urban Science”, “QuAD” ed “Enter_Vista”, membro dell'Editorial Board del “International Journal of Architecture, Arts and Applications”, redattore della rivista “L’industria delle costruzioni” e della rivista “AION”, dal 2014 è fondatore e co-Direttore di “U+D International” per l’”Erma di Bretschneider”.
Nel 2014 fonda R.A.M.-Researches in Architecture and Urban Morphology (www.r-a-m.it) di cui è a tutt’oggi direttore.
PROF. ARCH. MARCO MARETTO
Nome	MARCO MARETTO
Indirizzo	VIA G. DONIZETTI 24, 00198 ROMA, ITALIA.
Telefono	347-7997161
E-mail	marco.maretto@unipr.it
Data di nascita	15/07/1970
ART.1 - FORMAZIONE
Liceo Classico “Terenzio Mamiani” a Roma.
Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Facoltà di Architettura.
Laurea in Architettura, in “Progettazione Architettonica e Urbana”, con la seguente votazione: 110 cum laude e menzione per la pubblicazione della Tesi.
Relatore: Prof. Arch. Lucio Barbera.
Università degli Studi di Genova. Facoltà di Architettura.
Dottorato di Ricerca, in Progettazione dell’Architettura
Titolo della Tesi: “Il Paesaggio delle differenze: elementi architettonici e fenomeni urbani”.
Relatore: Prof. Arch. Franz Prati, Correlatore Prof. Arch. Donatella Morozzo della Rocca.
Abilitazione alla professione di architetto.
Iscrizione all’Ordine degli Architetti di Roma: numero 13034.
Università degli Studi di Parma. Facoltà di Architettura.
Ricercatore di ruolo in "Progettazione Architettonica e Urbana" (ICAR 14).
Professore Associato in "Progettazione Architettonica e Urbana" (ICAR 14).
ART.2 - DIDATTICA
Da venti anni Marco Maretto insegna Progettazione Architettonica e Urbana tenendo corsi ufficiali, lezioni e seminari di laurea in diverse università italiane e straniere. I temi della morfologia urbana e della sostenibilità come fondamento del progetto urbano contemporaneo, del paesaggio e dell’architettura degli spazi pubblici, rappresentano il campo d’indagine preferenziale della sua attività di docente.
Università degli Studi di Roma – La Sapienza.
Prima Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni”.
Collaborazione con la Cattedra di Progettazione Architettonica, tenuta dal Prof. Arch. Lucio Barbera, come Correlatore delle Tesi di Laurea e come responsabile di un Seminario nel Laboratorio di Sintesi finale in Progettazione Architettonica e Urbana.
Seminario di lezioni tenute nell’ambito del Laboratorio di Progettazione Architettonica II. Prof. Arch. D. Morozzo della Rocca.
Politecnico di Bari. Facoltà di Architettura
Lezione tenuta presso la Cattedra di “Progettazione Architettonica” (Prof. Arch. C. D’Amato, Prof. Arch. G. Strappa) e la Cattedra di “Architettura del Paesaggio” (Prof. Arch. A. Petruccioli).
Titolo della lezione: Le componenti architettoniche dell'identità ambientale. Gli esempi di Venezia e Chioggia.
Università degli Studi di Firenze. Facoltà di Architettura.
Lezione tenuta presso la Cattedra di “Progettazione Architettonica” (Prof. Arch. G. Cataldi, Prof. Arch. C. Mocenni)
Titolo della lezione: Luogo, Linguaggio, Identità ambientale.
Università degli Studi di Bologna. Facoltà di Ingegneria
Lezione tenuta presso la Cattedra di “Architettura Tecnica” (Prof. Ing. A. dell’Acqua).
Titolo della lezione: Il paesaggio antropico lagunare veneziano: i casi studio di Chioggia e
Lezione tenuta presso la Cattedra di “Progettazione Architettonica” (Prof. Arch. D. Morozzo della Rocca).
Titolo della lezione: Tra Regionalismo e genius loci il tema del luogo nell’architettura del XX secolo.
Corso di Laurea Quinquennale in Architettura U.E.
Professore a contratto di Analisi della Morfologia Urbana e delle Tipologie edilizie.
(n°60 ore, 4 CFU).
Professore a contratto di Caratteri Tipologici e Morfologici dell’Architettura.
Corso di Laurea in Tecniche dell’Edilizia.
Professore a contratto di Caratteri Distributivi degli Edifici.
Tsinghua University. Beijing
Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Facoltà di Architettura
Invitato in qualità di esperto allo Spring Field Studio 2005 per l’Haidian District di Pechino.
Lezione tenuta presso la Cattedra di “Architettura del Paesaggio” (Prof. Arch. A. Petruccioli) e la Cattedra di “Progettazione Architettonica” (Prof. Arch. M. Ieva).
Titolo della lezione: All’origine dell’identità: materia, architettura, paesaggio.
Corso di Laurea in Architettura dei Giardini e Paesaggistica.
Professore a contratto di Elementi di Architettura, della Città e del Territorio.
(n°60 ore, 6 CFU).
Professore a contratto di Progettazione Architettonica e Urbana, in qualità di titolare del Laboratorio di Progettazione Architettonica III.
(n°120 ore, 8 CFU).
The Prince's Foundation. London.
Masterclass tenuta presso il Master il Sustainable Urbanism.
Titolo della lezione: The role of urban morphology in design for sustainability
Helsinki City (Finland)
WAM 2013. Workshops in Architecture and Urban Morphology.
Tema del workshop: Helsinki South Harbour regeneration project
ETSAB. Barcellona (Spain)
WAM 2015. Workshops in Architecture and Urban Morphology.
Tema del workshop: Sant Adrià de Besos Waterfront Regeneration Project
WAM 2016. Workshops in Architecture and Urban Morphology.
Tema del workshop: Project of a Sustainable Neighbourhood in Krakow (Poland)
Referee e Membro della Commissione giudicatrice del PhD.
Valencia Polytechnic (Spain)
WAM 2017. Workshops in Architecture and Urban Morphology.
Tema del workshop: Between the City and the Sea. Rethinking the Valencia Waterfront
Faculdade de Engenharia do Porto (Portugal)
WAM 2018. Workshops in Architecture and Urban Morphology.
Tema del workshop: Connecting Fabrics. Proposals for the Sustainable Renewal of Bouça In Porto
Department of Architecture and Urban Design Master Program
Seminario dal titolo: Muratorian Urban Morphological Approach
Corso di Laurea Magistrale in Architettura (in inglese)
Professore Associato in Progettazione Architettonica e Urbana, in qualità di titolare del Architectural Design Studio.
ART.3 – ATTIVITÀ DI RICERCA
L’attività di ricerca si concentra intorno ai temi del paesaggio e del progetto urbano. Saper “leggere” per saper “fare” costituisce uno dei presupposti concettuali fondamentali del lavoro scientifico di Marco Maretto, dove i temi del luogo, dell’architettura, del paesaggio e della sostenibilità ambientale, sono interpretati come momenti preferenziali di progetto e dove gli strumenti della morfologia vengono a costituire il fondamento semantico del processo di ricerca.
Dal 1999 a tutt’oggi
International Seminar on Urban Form (I.S.U.F.).
President: Prof. Michael Conzen.
Membro del Council (Consiglio Direttivo).
International Association for the Study of Traditional Environments (I.A.S.T.E.).
Director: Prof. Nezar Al Sayyad.
Membro ordinario.
Dal 2017 a tutt’oggi
Universidad Politecnlca de Valencia, Escuela de Arquitectura, Departfmento de Projectos Arquitectonicos, Universita' degli Studi di Roma La Sapienza, Dipartimento di Architettura e Progetto
Coordinatore della Ricerca di Dottorato dal titolo: Definizione di un format strategico per gli interventi di riqualiflcazione urbana all'interno dei centri storici.
Centro Internazionale di Studi dei Processi Urbani e Territoriali (C.I.S.P.U.T.).
Director: Prof. Arch. Giancarlo Cataldi.
Dipartimento di Architettura (DiAr).
Ricerca dal Titolo: Ambiente e Paesaggio in trasformazione. Indagine, progettazione e tutela.
Coord.: Prof. Arch. Enrico Genovesi.
Membro del Comitato scientifico ed organizzativo del Simposio Internazionale Becoming architect in the XXI century.
Coord.: Prof. Arch. Lucio Barbera.
Tsinghua University di Pechino. Faculty of Architecture.
Invitato, in qualità di esperto, a seguire il Workshop Internazionale “Spring Field Studio 2005”, svoltosi in Cina dal 5 al 22 Maggio dello stesso anno.
Ricerca dal Titolo: Tendenze del Paesaggio Urbano, tra globalizzazione e localismi.
Corso di Laurea in Architettura dei Giardini e Paesaggistica (AGP).
Coordinatore e membro del Comitato scientifico del Seminario: San Sen Sou Moku. Il giardino giapponese nella tradizione e nel mondo contemporaneo.
Ricerca dal Titolo: Architettura urbana partecipata.
Ricerca dal Titolo: Trasformazione del paesaggio nelle aree marginali urbane.
Saverio Muratori architetto a 100 anni dalla nascita (Alto Patronato del Presidente della Repubblica)
Membro del Comitato scientifico e promotore.
PRIN 2009. (prot. 2009CJ2NRT_002)
Ricerca dal Titolo: Metodi di intervento per il recupero e il progetto nei tessuti urbani dei centri minori del Lazio.
Coord. Scientifico: Prof. Luigi Ramazzotti. Resp. Unità di Ricerca: Prof. Giuseppe Strappa
Membro del Comitato scientifico del 21st International Seminar on Urban Form.
Università degli Studi di Roma-La Sapienza, Dipartimento di Architettura e Progetto
Membro del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Architettura e Costruzione.
R.A.M. Researches in Architecture and urban Morphology
(www.r-a-m.it)
International Seminar on Urban Form ITALY (ISUF ITALY).
President: Prof. Giuseppe Strappa.
Fondatore, Vicepresidente e Membro del Council (Consiglio Direttivo).
Membro del Comitato organizzativo del PNUM Workshop 2015.
Università degli Studi di Roma, Facoltà di Architettura
Membro del Comitato scientifico e organizzativo del 22nd International Seminar on Urban Form.
Membro del Comitato scientifico e organizzativo del workshop internazionale dal titolo:
“La ville de la Politique”.
Ordine degli Architetti di Bari, Ordine degli Ingegneri di Bari, Rotary Club, ISUF ITALY
Membro del Comitato scientifico del convegno Strategie di conservazione, trasformazione, innovazione dell’organismo urbano storico, 10 Novembre.
Escuela Técnica Superior de Arquitectura-Universidad Politécnica de Valencia (Spain)
Membro del Comitato scientifico e organizzativo del 24th International Seminar on Urban Form: City and Territory In the Globalization Age.
Scientific Referee del 24th International Seminar on Urban Form: City and Territory In the Globalization Age.
Membro del Comitato scientifico e Referee del IV International congress of ISUF ITALY: Reading Built Spaces. Cities in the making and future urban form
ART.4 – LIBRI E SAGGI
S.U.D. Sustainable Urban Design. A morphological approach.
Springer, Cham; in progress
Una città può essere considerata unitaria nella sua concezione, ma infinitamente plurale nelle sue manifestazioni fenomeniche, con le sue storie e le sue identità. Storie e identità di cui è possibile, però, ritrovare e interpretare le tracce. Questi “segni” costituiscono, infatti, il sostrato latente di ogni avventura urbana. Ci raccontano delle società che li hanno tracciati, della loro cultura insediativa e del loro territorio. Tracce, appunto, ma cariche di valore semantico, tali da costituire un interessante veicolo di conoscenza del paesaggio antropico. Interessanti perchè sostanzialmente prive di condizionamenti formali e rivolte, al contrario, alla sostanza “strutturale” dei luoghi e delle società; perchè attente alle logiche di formazione e trasformazione del territorio, piuttosto che alla loro “storiografia”; perchè, a saperle leggere ed interpretare, possono essere fondamenta “consapevoli” per il progetto urbano contemporaneo.
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN 978-88-917-7106-3)
Why write a book about London squares today? The answer is complex, brings together life experiences, fragments of research and interests built up over time, a long connection with the English capital and a research path around the themes of the city, its "tissues", its public spaces and its architecture started for almost twenty years. A journey that finds a great moment of synthesis in this incredible fragment of urban landscape. What is a square then? It is a large public space, a huge collective space, a refined garden, a piece of urban fabric, which right around it finds its identity, a brilliant example of real estate speculation, an effective socio-building neighborhood model, a place in which, for almost four hundred years, the London civitas has been mirrored despite its radical changes. London Square is all these things together, but above all, perhaps, it is what the London Society describes in 1927 as "the pride of London Planning". Indeed, what is striking when studying the square theme is its resilience value. The fabric has been replaced, transformed, demolished, its inhabitants have changed radically several times, society has changed inexorably, while the scientific-technical progress has redefined the idea of the city, yet, the garden squares London have maintained, despite everything, their social and spatial integrity, their urban role, so much so as to become one of the places where London's identity manifests itself with greater strength and evidence, a real settlement model for the sustainable city of the 21st century.
Springer International Publishing, Cham (ISBN 978-3-319-76125-1)
If, on the one hand, sustainable architecture has been viewed very largely through the lenses of technology and energy performance, remaining at the margins of architectural culture, on the other, urban morphology has acquired, for several years now, a globally recognized role among the disciplines that deal with urban analysis. This role has then grown further thanks to the irruption of sustainable topics nominating urban morphology as a disciplinary ‘plug-in’ between architecture, urban design and landscape. Urban morphology can thus be a valuable tool connecting the technological aspects typical of sustainable strategies to the various cultural, social, civic and formal aspects of urban design and architecture. That is way teaching urban morphology in a sustainable perspective is of the upmost importance. An educational methodology, morphologically-based, allows students and practitioners to develop a design and sustainable culture within the body of the architectural discipline giving them the needed awareness to face with the wide and complex topic of sustainability.
From urban nodalities to urban fringe belts. The case-study of Krakow
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN 978-88-917-6187-3)
The Conzenian and Muratorian schools have been interrogating each other for some time finding affinities (see, for example, Kropf, 2004; Marzot 2005). But at a more accurate look it is clear that these two theories, both fundamental to the study of urban form, shared so many aspects as to be considered almost complementary. The interpre¬tative tools obviously differ, because of the different objectives of the disciplines involved – geography and architecture. Yet points of con¬tact and exchange are numerous. This may relate to the considerable degree of independence that the Conzenian and Muratorian schools seem to have from their specific disciplinary backgrounds. What they share with one another are major common values and a common in¬terest in “reading” the development of urban form in a temporal-rela¬tional perspective.
Masterplanning and Regeneraton: Villa 31, Buenos Aires
Wiley & Sons lld, Chdlesler, (ISBN 978-1-118-74769-8)
Urban tissue and morphological princlples can be applied in a more svstematic way to Ihe lask of masterplanning and urban regeneration. A fascinating example is a design research project undertaken by Marco Maretto et al for the regeneration of Villa 31, an informai settlement in Buenos Alres. The aim of the project was to use urban morphological analvsis and principles to flrst understand the structure, character and logìc of the settlement and then suggest a regeneration proposal that retains the positive characteristics of the settlement. The approach is founded on the recognition that the informai settlement contains many successlul design solutions that were generated by and meet the needs of the resldents themselves, 'uncontaminaled' by normal top-down controls.
Wiley & Sons lld, Chdlesler, (ISBN 978-1-326-94523-7)
WAM 2015. Workshops in Architecture and urban Morphology: Barcelona. Sant Adrià de Besos Waterfront Regeneration Project
RAM Publishing, Roma (ISBN 978-1-326-24966-3)
Saverio Muratori. Il progetto della città/A Legacy in urban Design.
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN 978-88-917-2655-1)
Polarità, percorsi, tessuti. Il ruolo della morfologia urbana nel progetto urbano contemporaneo
U+D urbanform and design - n.03/04 (ISSN 2384-9207)
Morphological analysis of the informal city. The ‘Villa 31’ in Buenos Aires, Argentina
In V. Oliveira, P. Pinho “Our common future in Urban Morphology”, vol. 2, pagg.1492-1501. (ISBN: 978-972-99101-6-6)
After amnesia. Morfologia, progetto urbano, sostenibilità.
in F. Toppetti (a cura di) “Nove temi di paesaggio”
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN: 9788820445935)
WAM 2013. Workshops in Architecture and urban Morphology: Helsinki South Harbour Regeneration Project
All’origine della morfologia urbana: i progetti per le Barene di San Giuliano a Venezia.
in G. Cataldi (a cura di) “Saverio Muratori Architetto”.
AION EDIZIONI, Firenze (ISBN 978-88-88149-89-9)
L’analisi della forma urbana. Alnwick, Northumberland [curatela].
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN 978-88-204-1126-8)
Il lavoro di M.R.G. Conzen, illustre geografo di origine tedesca e fondatore di un'importante scuola di studi di geografia urbana in Gran Bretagna, interpreta la città e il territorio come sintesi vitale di un flusso di esperienze storicamente individuate dimostrando, in modo operante, come ogni forma sia il risultato della progressiva associazione organica di parti. Lo sforzo di comprendere la forma delle cose non per quello che sono, ma nel loro divenire storico permette di leggere anche le condizioni di lacerazione della forma del territorio contemporaneo (si veda la sua attualissima enunciazione della nozione di fringe belt) come stato di transizione, momento provvisorio di una trasformazione continua, informe solo per chi non sappia interpretarne la latente aspirazione alla composizione e all'unità. [volume recensito, tra gli altri, su: Urban Morphology, L’industria delle costruzioni, Paesaggio Urbano].
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN 978-88-204-1477-1)
Dopo più di un secolo di “amnesia”, in cui si è creduto nel dominio dell’uomo sul mondo naturale e nella separazione assoluta tra i processi naturali e quelli antropici, ci troviamo agli inizi di una nuova weltanschauung che pone, ancora una volta, il tema del rapporto armonico tra uomo e natura al centro dei propri interessi. Una visione che crede nella necessaria “sostenibilità” culturale, economica, sociale e ambientale del “fare” dell’uomo sulla terra quale presupposto per una nuova società globalizzata. Quello della sostenibilità è, infatti, un tema complesso che coinvolge per intero la nostra società, le nostre città, il nostro territorio. Un tema che porta a ripensare i modi e gli spazi della vita quotidiana, a definire nuove forme di aggregazione sociale e nuovi assetti lavorativi. La città sostenibile non è così una “macchina insediativa a zero emissioni” ma, innanzitutto, espressione di complessi e stratificati “tessuti” sociali, economici, culturali e civili. Il progetto urbano tra morfologia e sostenibilità è il tema portante di questo lavoro, dove la morfologia è il punto di connessione tra le tecnologie sostenibili e le istanze culturali, sociali, civili e formali della città. E’ il filo conduttore attraverso cui sono lette alcune delle principali esperienze urbane sostenibili di questi ultimi anni e lo strumento per valutare quelle future. Un “ritorno al futuro”, alla ricerca di una metodologia su cui fondare il progetto della città del XXI secolo. [volume recensito, tra gli altri, su: L’industria delle costruzioni, Paesaggio Urbano].
Franco Angeli, Roma-Milano (ISBN 978-88-204-0808-4)
Questo lavoro costituisce una prima riflessione intorno ai temi della morfologia e del progetto urbano. A partire dai concorsi degli anno Tenta fino ai progetti per le Barene di San Giuliano a Venezia, vengono evidenziati alcune delle tematiche fondamentali che caratterizzeranno l’esperienza muratoriana nell’ambito del progetto urbano, gettando le basi metodologiche, crediamo, per un approccio morfologico al progetto della città del XXI secolo.
I progetti urbani di Saverio Muratori costituiscono un grande “processo di conoscenza” che va oltre la normale episodicità delle diverse esperienze progettuali, delineando un percorso di crescita e maturazione ben preciso: un “progetto di vita” che diviene programma culturale e viceversa. Dalla consapevolezza della crisi alla “scoperta” della morfologia; dalla convergenza della teoria e dell’architettura (come “scienza del progetto”) nella comune istanza della conoscenza, all’”invenzione” della morfologia come “disciplina del progetto”, si delineano chiaramente i confini di una ricerca che trova nel progetto della città il suo pieno compimento. [volume recensito, tra gli altri, su: Urban Morphology, L’industria delle costruzioni, Paesaggio Urbano, Urban Design International].
Città Emilia: il territorio come palinsesto/ Città Emilia:Territory as a palimpsest.
In “The Kent State Forum on the City: CittàEmilia", Alinea, Firenze (ISBN: 978-88-6055-707-0)
Un territorio costituito dall'innesto di due sistemi morfologici longitudinali, di "crinale" e di "piano", che trovano nel "fondovalle" quella fascia di equilibrio antropico che regola e unifica l'intera regione. Una regione però i cui principali processi insediativi, economici e culturali sono tutti trasversali, dall'Appennino verso il Po. Una regione che trae dalla morfologia del suo territorio sia i fattori di permanenza che quelli di sviluppo.
La morfologia e il progetto urbano contemporaneo: una storia italiana. L’eredità di Saverio Muratori. in AA.VV. “dove va l’architettura?”
Dalla consapevolezza della crisi alla “scoperta” della morfologia; dalla convergenza della teoria e dell’architettura (ove l’architettura è “scienza del progetto”) nella comune istanza della conoscenza, all’”invenzione” della morfologia come sintesi, come “disciplina del progetto”, si delineano chiaramente i confini di una ricerca che trova nel progetto della città il suo pieno compimento.
in A. Ghini (a cura di) “Casa, Tecnologia, Ambiente. Architetture e prestazioni ambientali per la residenza contemporanea”.
Maggioli Editore (ISBN 88-387-6518-9)
Una casa può essere economica, prefabbricata, sostenibile e architettonicamente di qualità? La risposta è sicuramente affermativa. Il motivo è da ricercarsi, ancora una volta, nella rivoluzione informatica di fine millennio e nell’adozione di strumenti operativi globali nelle loro potenzialità operative che accomunano, sempre più, qualsiasi processo creativo e produttivo. Una coincidenza che influirà, crediamo, sempre più nella produzione architettonica dei prossimi anni, soprattutto per quel che riguarda l’architettura della casa.
Morfologia, comunità, progetto urbano: due esperienze cinesi/Morphology, community, urban design: two experiences in China.
In AA.VV. “Community Architecture”, pagg. 112-115.
Festival Architettura Edizioni, Parma (ISBN: 88-89739-14-2).
“Enciclopedia di Architettura”
(curatori: Prof. Arch. Giovanni Carbonara, Prof. Arch. Giuseppe Strappa).
Ha curato 26 voci della nuova “Enciclopedia di Architettura” dell’UTET concentrandosi, in particolare, sui temi dell’architettura e dell’abitare. Tra queste ricordiamo i lemmi: corte, aggregazione, architettura anonima, ballatoio, architettura lignea, architettura muraria.
Il Paesaggio delle Differenze. Architettura, città e territorio nella nuova era globale.
ETS Edizioni, Pisa (ISBN: 978-88-467-2035-1 )
Il paesaggio sinfonico, leggibile nelle forme e gerarchicamente ordinato, non esiste più. La rivoluzione critica ha portato al progressivo distacco tra cultura architettonica e società destrutturando la dimensione locale del territorio e rinunciando ai suoi fondamentali presupposti civili. Eppure, proprio quando la densità e la dispersione delle metropoli contemporanee sembra essere l’inevitabile punto di riferimento per i nuovi paesaggi dell’uomo, nascosta dietro il caos di subtopia permane una civiltà di percorsi, insediamenti e segni della limitatio ancora in parte leggibile. Tracce, “sempre uguali e sempre differenti”, di un paesaggio quale “immagine semantica del territorio”: un paesaggio delle differenze.[volume recensito, tra gli altri, su: Urban Morphology, Aion, L’industria delle costruzioni, Bollettino Società Geografica italiana, Presenza Tecnica].
Voce: specificità-differenze.
in l’“Enciclopedia dell’Architettura” (curatore Prof. Arch. Aldo De Poli).vol IV, pag. 169.
Federico Motta Editore, Milano.
La crisi della modernità, nel mondo occidentale, porta al deteriorarsi delle pretese metafisiche di fondazione della realtà ed alla presa di coscienza di un dato storico inconfutabile: la realtà è differenza, è molteplicità irriducibile, è mutamento costante che mal si presta ad univoche interpretazioni. Il tema delle differenza attraversa così, trasversalmente, tutte le scienze umane, da M.Heidegger (Identità e differenza, 1957), a Derrida (La scrittura e la differenza, 1967) e Deleuze (Differenza e ripetizione, 1968), fino a Z.Baumann (Intervista sull’identità, 2003), costituendo le fondamenta logiche di una parte importante della cultura contemporanea.
Architetture dell’identità.
in AA.VV. “La Mostra Città di pietra”. Architetture per Progetto Sud alla 10. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia 2006. Pagg.152-157.
AION Edizioni, Firenze. (ISBN: 978-88-88149-41-7)
Architettura, luogo, identità sono le parole chiave di una ricerca teorica e progettuale che trova nel paesaggio quella dimensione in cui passato e presente, mito e realtà, memoria e utopia, “diventano simultanee nell’immagine spaziale (…) nella capacità che esse hanno di restituirci, nel cuore del presente, la successione intensa del loro passato”. Un grande “phénomène humain” che trova nell’architettura i propri significati.
in AA.VV. “Pechino: storia, paesaggio, città”. 2005 Spring Field Studio. Design of a Territorial Park in Beijing,pagg. 240-266
Edizioni La Sapienza, Roma. (ISBN: 88-87242-78-X)
La Cina è una grande civiltà di tessuti, i cui “tracciati” influenzano,senza soluzione di continuità, la casa del popolo con quella dell’imperatore, la scala dell’architettura con quella più ampia della città e del paesaggio. Un grande disegno unitario che trova nella casa la sua unità di misura, il suo “minimo civile” e che fa dell’housing il vero tema della città cinese del XXI secolo.
Progettare l’identità.
in AA.VV. “Nuova Architettura Italiana”, pagg 115-119
AION Edizioni, Firenze. (ISBN: 88-88149-32-5)
Un’architettura non nasce mai dal nulla, dall’illusione astratta di uno spazio atopico, ma come incremento di una situazione preesistente, secondo una concezione unitaria nella quale il nuovo progetto e il contesto si equilibrano dinamicamente in modo originale. L’identità, infatti, è un concetto dinamico, in grado di permanere mutando nel tempo. “Progettare l’identità” significa dunque lavorare consapevolmente nell’ambito di questo equilibrio.
Dall’identità storico-ambientale una metodologia d’intervento per la città contemporanea: l’esempio di Civita Castellana.
In A. Petruccioli (a cura di) “I Paesaggi della tradizione: saggi sul progetto di architettura nell’era della globalizzazione”.
Politecnico di Bari, Quaderni ICAR, Uniongrafica Corcelli Ed. Bari. (ISBN: 88-7329-012-4)
L’analisi urbana come fondamento per il progetto di architettura ha ormai una tradizione decennale nella cultura architettonica italiana trovando, forse, le sue esperienze più valide e significative nella lettura e nel progetto della città storica. Il saggio a partire da un’attenta lettura del centro storico di Civita Castellana propone, attraverso il progetto, la riqualificazione e la trasformazione consapevole dei suoi tessuti più degradati.
Maintaining environmental identity as an urban design methodology for the contemporary city.
In AA.VV. “Preservation, Transformation and the Making of Place”. Center for Environmental Design Research.
in “Bollettino della Biblioteca Centrale della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Roma – La Sapienza”.
Tra architettura e progetto urbano la riqualificazione delle isole minori della laguna veneziana. Esiste una laguna “altra” dove il tempo è “immagine mobile dell’eternità”, dove è possibile andare per ritrovare le tracce originali del paesaggio lagunare veneziano, dove è necessario andare per capire Venezia. Una laguna romana e tardo antica le cui strutture antropiche e civili sono ancora alla base dell’identità dell’intera“regione storica” veneziana. Una identità i cui significati vanno riscoperti e tradotti, consapevolmente, attraverso il progetto.
ART.4 BIS – COLLABORAZIONI EDITORIALI SU RIVISTE
Redattore della rivista internazionale di architettura “AION”. (ISSN 1720-1721).	[riv. Classe A]
Direttore responsabile: Massimo Fagioli.
Dal 2006 a tutt’oggi
Scientific Referee per la rivista internazionale di architettura e urbanistica
“URBAN MORPHOLOGY”.(ISSN 1027-4278). [rivista ISI].
Direttore responsabile: Jeremy Whitehand
Dal 2008 a tutt’oggi
Scientific Referee per il “JOURNAL OF URBANISM”. (ISSN 1754 9175).
Direttori responsabili: Charles C. Bohl, Matthew Hardy, Emily Talen.
Redattore della rivista internazionale di architettura “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI”. (ISSN 0579-4900).
Direttore responsabile: Giuseppe Nannerini.
Scientific Referee per la rivista internazionale di architettura e urbanistica URBAN DESIGN International (ISSN 1357-5317). [rivista ISI].
Direttore responsabile: Michael Pitt.
Fondatore, Vicedirettore ed Editor della riìvista internazionale di architettura U+D urban form and design (ISSN 2384-9207).
Dal 2016 a tutt’oggi
Advisor Editor per SPRINGER International Publishing
Scientific Referee per le pubblicazioni del Dipartimento di Architettura-DIDA dell’Università degli Studi di Firenze.
in “URBAN MORPHOLOGY” n°1, Vol.20. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000342394300010].
The article investigates the complexity of the urban fabric, from the urban scale to the building and neighbourhood scale, by using the concepts and tools of urban morphology according to the Muratorian School. Specifically, basic concepts such as ‘urban polarities’, ‘routes hierarchical system’ and ‘building neighbourhood’ are used. They are deployed in the walled city of Ahmedabad, India, which has a rich architectural heritage clearly recognizable in Indo-Islamic monuments dating back many centuries, particularly in aggregative structures called pols.
Teaching Urban Morphology in Italy: balances and prospects.
in “REVISTA DE MORFOLOGIA URBANA” n°3 Vol.1. (ISSN 2182-7214).
in “LONGITUDE” n°50, June 2015 (ISSN 2039-5540).
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°441, gennaio-febbraio 2015 (ISSN 0579-4900).
Il nuovo termovalorizzatore di Bolzano
G. Dioguardi. Nuove alleanze per il terzo millennio. Città metropolitane e periferie recuperate.
Torre nell'area CityLife a Milano
Sustainable urbanism: the role of urban morphology
in “URBAN MORPHOLOGY” n°2, Vol.18. (ISSN 1027-4278).
City is not a ‘zero emission settlement machine’. On the contrary, it is the expression of complex and stratified social, economic and cultural fabrics. Morphology thus becomes the necessary ‘plug-in’ for registering the different ‘networks’ that characterize the contemporary city – from IT and ‘smart’ devices to energy and environmental systems. The constant interaction of these – their innovation and transformation over time – is what determines, to a large extent, the success or failure of an ‘authentically’ sustainable urban experience. The aim is to translate these networks into ‘fabrics’ on which the planning of sustainable cities will be based.
S12. Edificio per uffici a Parma
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°440, novembre-dicembre 2014 (ISSN 0579-4900).
Residenze e piazza pedonale a Fregene
M. R. G. Conzen. L’analisi della forma urbana. Alnwick, Northumberland
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°439, settembre-ottobre 2014 (ISSN 0579-4900).
G. Mondaini, D. Potenza. ABDR Architetti Associati
Nuova sede della Provincia di Treviso.
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°438, luglio-agosto 2014 (ISSN 0579-4900).
Marta Calzolaretti, Domizia Mandolesi. Rigenerare Tor Bella Monaca
Piero Ostilio Rossi. Per la città di Roma. Mario Ridolfi urbanista 1944-1954.
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°437, maggio-giugno 2014 (ISSN 0579-4900).
Made in Italy. Intervista a Richard Rogers
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°436, marzo-aprile 2014 (ISSN 0579-4900).
C. Giubitosi. La Scuola di Chicago e gli architetti della prateria 1871/1910
A. di Raimo. Francois Roche. Eresie macchiniche e architetture viventi di New-Territories.com
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°435, gennaio-febbraio 2014 (ISSN 0579-4900).
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°434, novembre-dicembre 2013 (ISSN 0579-4900).
Saverio Muratori: towards a Morphological School of Urban Design
in “URBAN MORPHOLOGY” n°2, Vol.17. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000324791300003].
Muratori’s urban projects represent an essential “process of knowledge” of the city and its formative logic. From an awareness of crisis to the “discovery” of morphology, from the convergence between theory and architecture (in which architecture is the “science of design”) in the common quest for knowledge, to the “invention” of morphology as a “planning discipline”, the boundaries of a pursuit, in which we can clearly see the basis for a morphological school of urban design, are clearly delineated.
J. Pallasmaa, M. Zambelli. Frammenti. Collage e discontinuità nell’immaginario architettonico
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°432, luglio-agosto 2013 (ISSN 0579-4900).
L. Dall’Olio. Residenze universitarie
A. Clementi, M. di Venosa. Pianificare la ricostruzione. Sette esperienze dall’Abbruzzo
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°431, maggio-giugno 2013 (ISSN 0579-4900).
Ha curato il numero 427 della rivista internazionale di architettura “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” (ISSN 0579-4900) sui progetti per Londra 2012.
“Strong leadership, meticulous planning and attention to detail” è il motto attorno al
quale l’Olympic Park Legacy Company ha elaborato le strategie per quello che si candida essere il più importante progetto urbano del XXI secolo: il Queen Elisabeth Olympic Park.
Londra 2012: un modello per le trasformazioni urbane del XXI secolo/London 2012: A model for the XXI century City.
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°427, settembre-ottobre 2012 (ISSN 0579-4900).
Londra come modello per le trasformazioni urbane del XXI secolo, è questa la sfida
lanciata dal governo britannico con l’ambizioso progetto per i Giochi Olimpici 2012.
Un progetto che si fonda su un’idea olistica di sostenibilità, in grado di integrare
salvaguardia ambientale, esigenze economiche, equilibri sociali, uso efficiente delle
risorse energetiche e qualità dello sviluppo urbano, e che si pone come
sperimentazione consapevole sui temi del progetto della città e del paesaggio
La sfida dell’East End per Londra 2012: intervista a Ricky Burdett/London 2012. The Great Leap Eastwards: interview with Ricky Burdett
(AHMM. Allford Hall Monaghan Morris)
in “URBAN MORPHOLOGY” n°2, Vol.16. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000309041500003].
During the 1930s and 1940s Muratori laid the theoretical and practical foundations for a morphological approach to urban design. The fundamentals of this contribution during these years are considered in this paper, notably the concept of ‘crisis’, the key-role of ‘operative history’, the integration of theory and practice, and the use of morphology to translate analysis into synthesis and interpretation into design. Several of Muratori’s earlydesigns are examined.
Scuola a Monteleone di Puglia
(Torricelli Associati)
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°426, luglio-agosto (ISSN0579-4900).
Nuovo teatro di Montalto di Castro.
(MDU Architetti)
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°426, luglio-agosto (ISSN 0579-4900).
Centro intermodale di Carbonia.
(Snozzi, Sanna, Peghin, Cherchi)
Ha curato il numero 419della rivista internazionale di architettura “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” (ISSN 0579-4900) sul progetto sostenibile della città.
La città non è una “macchina insediativa a zero emissioni”. E’, al contrario, espressione di complessi e stratificati “tessuti” sociali, economici, culturali e civili. Saper leggere questi tessuti, saperne comprendere le logiche, “sempre uguali e sempre differenti”, che ne hanno veicolato la storia e l’identità nel tempo, significa fondare consapevolmente il progetto sostenibile della città. La morfologia, con la sua scalarità socio-edile, si dimostra strumento capace di mediare tra gli aspetti tecnologici propri delle strategie sostenibili e quelli culturali, civili e formali propri del progetto urbano e dell’architettura: un percorso di ricerca verso una rinnovata, “autentica”, disciplina urbana per la città del XXI secolo.
Ecocities ed ecoquartieri: tra morfologia e progetto urbano.
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°419, maggio-giugno 2011 (ISSN 0579-4900).
La morfologia, con la sua scalarità socio-edile, si dimostra strumento capace di mediare tra gli aspetti tecnologici propri delle strategie sostenibili e quelli culturali, civili e formali propri del progetto urbano e dell’architettura: un percorso di ricerca verso una rinnovata, “autentica”, disciplina urbana per la città del XXI secolo.
Marco Folin. Representations of the city: urban topography in ancien regime Italy/Rappresentare la città: topografie urbane nell’Italia di antico regime.
in “URBAN MORPHOLOGY” n°2, Vol.15. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000295100700007].
Ha curato il numero 412 della rivista internazionale di architettura “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” sull’architettura ed il paesaggio canadesi.
Dopo più di un secolo di “amnesia”, in cui si è creduto nel dominio assoluto dell’uomo sul mondo naturale e nella separazione tra i processi naturali e quelli antropici, ci troviamo agli inizi di una nuova weltanshauung che pone il rapporto armonico tra uomo e natura al centro dei propri interessi. Una visione che crede nella necessaria “sostenibilità” culturale, economica ed ambientale del “fare” dell’uomo sulla terra, quale presupposto imprescindibile per una nuova società globalizzata.
in “L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” n°412, marzo-aprile 2010 (ISSN 0579-4900).
Nuova Facoltà d'Ingegneria a Vancouver/Fred Kaiser Building, Vancouver British Columbia
(Architects Alliance)
Casa per vacanze a Gambier Island, Vancouver/Gambier Island residence, Vancouver British Columbia
(Battersby Howatt)
Ampliamento della Biblioteca di Charlesbourg, Québec/ Charlesbourg Library extension, Québec
(Croft&Pelletier)
Promenade Samuel-De Champlan, Québec City.
(Daust Lastage )
Centro per l'eredità aborigena, Osoyoos, British Columbia/Nk' Mip Desert Culture Centre, Osoyoos, British Columbia
(Hotson Bakker Boniface )
Jackson Triggs Niagara Estate Winery, Ontario
(Kuwabara )
House 22, Whiteheld, Nova Scotia
(Mackay Lyons Sweetapple Architects )
Residenza unifamiliare e guest house sulle Laurentian mountains.
(Saucier+ Perrotte Architects )
Weathering Steel House, Toronto, Ontario.
(Shim+ Sutcliffe Architects )
After Amnesia. Learning from Islamic Mediterranean urban fabric
in “URBAN MORPHOLOGY” n°2, Vol.14. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000282015400013].
Scriveva Edmond Desmolins: “ La storia appartiene al territorio ed alla consapevolezza che l’uomo ha di esso”. La forma del territorio è dunque il testo su cui la storia viene scritta e lo strumento primo per comprenderla, ricordarla e “tradurla”; è espressione diretta della storia dell’uomo, è il luogo dove l’economia, la società, la religione, la cultura sono tutte leggibili in una grande visione comune, in un grande disegno unitario che trova nei tessuti, nelle loro tracce e nelle loro permanenze, l’evidenza storica della sua esistenza e della sua identità.
Fringe belt theory and polarities-landmarks theory.
in “URBAN MORPHOLOGY” n°1, Vol.13. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000264538400006].
Gli studi italiani sulla morfologia urbana trovano un interessante riscontro nelle ricerche condotte, nel mondo anglosassone, dalla cosiddetta “scuola di Birmingham” (fondata da M.R.G.Conzen) che studia i fenomeni urbani attraverso gli strumenti della geografia.
Cultura ed etica dell’architettura.
in “AION” n°18/2008. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
Quando il concetto di esperienza si sedimenta in quello di tradizione, trovando la sua piena epifania formale, si ha la nascita di uno stile. Il quale è, da subito, “linguaggiocondiviso”, codice portatore di significati e valori riconosciuti, veicolo per “tradurre” concetti ed esperienze da un luogo all’ altro, da un tempo all’altro. E’ insieme “langue” e “parole”, universale e particolare. E’ l’architettura come riflesso di una società.
Andrea Palladio e Jacopo Barozzi da Vignola.
Dialogo tra Bruno Adorni e Howard Burns.
Due grandi percorsi artistici, due committenze e due società antitetiche (romana pontificia ed oligarchica veneta), un grandioso momento storico e culturale, analizzati da due grandi storici dell’architettura.
Guido Canella: “Memorie antiche e nuove armonie”. Il palazzo municipale di Limbiate a Milano.
La ricerca misurata di “antiche memorie” e la creazione di “nuove armonie” in un percorso di ricerca che vede l’architettura come processo, come metafora costante della storia dell’uomo sulla terra. Un’architettura semantica, vissuta e sognata, che fa di Guido Canella uno dei protagonisti più originali dell’architettura italiana del secondo dopoguerra.
Palladianism. La lunga stagione “moderna” dell’architettura britannica.
Venerdì 1 Agosto 1614, Vicenza, Inigo Jones è a colloquio con un anziano Vincenzo Scamozzi. Nulla di strano. Inigo Jones era uno dei tanti architetti stranieri che viaggiavano per un’Italia ancora protagonista del mondo intellettuale ed artistico d’inizio secolo. Tuttavia, il luogo dell’incontro, la figura di Scamozzi, le domande che Inigo Jones gli pone e le conclusioni cui giunge, inaugureranno la nuova, lunga, stagione moderna dell’architettura inglese, che si protrarrà per almeno tre secoli e passerà sotto il nome di palladianesimo.
La città di arenaria rossa.
in “AION” n°17/2008. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
Una città “oggetto di natura e soggetto di cultura, individuo e gruppo, vissuta e sognata, cosa umana per eccellenza”. Una città, Fathpur Sikri, che è innanzitutto, un grande universale e come tale, destinato a coinvolgerci, a guidarci, a tracciare le linee d’orizzonte della nostra storia.
Paesaggi di pietra: Fathpur Sikri, il sogno Moghul.
Dialogo con Attilio Petruccioli.
Attilio Petruccioli ci accompagna in un racconto fatto di tante “storie” che parlano di architettura e di paesaggio, che narrano di un passato lontano nel tempo ma incredibilmente vivo nel nostro immaginario, che aprono finestre sorprendenti sul nostro presente e, a saper leggere tra le righe, sul nostro futuro. Storie che si radunano magistralmente nella figura di Akbar e prendono forma fenomenica nella sua grandiosa visione del mondo e della storia.
Imitazione ed Invenzione tra XV e XX secolo.
in “AION” n°16/2007. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
La parabola vitale della dottrina mimetica coincide con quella della storia moderna dell’arte e dell’architettura. La sua interpretazione consente una lettura non storiografica della modernità, bensì secondo quei concetti cui la teoria moderna dell’arte ha consegnato, da sempre, il compito di dialogare e reinterpretare la cultura classica dell’architettura: “Nelle forme dell’analogia, della citazione, del frammento, della memoria, la mimesi e l’invenzione esercitano un ruolo germinale per la cultura architettonica contemporanea”.
Il Paesaggio come processo.
in “AION” n°15/2007. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
Il paesaggio è, secondo J.B.Jackson, il risultato di un processo: del processo storico entro cui si svolge la vita dell’uomo sulla terra; del processo dialettico, tra uomo e natura; del processo formale attraverso cui tutte le azioni dell’uomo si traducono in nuovi segni sul territorio. Il paesaggio come “progetto vivente del cambiamento”.
Architetture della memoria.
in “AION” n°14/2007. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
La memoria è, innanzitutto, “arte del dialogo” (Gespräch), ma è anche Ert-örterung, ovvero spiegazione, discussione, “dislocazione continua di senso”. La molteplicità, la novità, dei significati dipende, allora, dal loro “tra-mandarsi” (Überlieferung), dal loro “liberarsi”, attraverso continue letture che proprio nel tradurli sono in grado di comprenderli, di trasformarli, di crearne di nuovi: l’architettura quale arte della memoria
TraNatura e Artificio. Il parco urbano termale di Abano.
in “AION” n°11/2006. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
“Bisogna imparare dalla natura e dalla storia per trovare nuovamente un’etica della responsabilità”. Un’etica del “fare” e del “pensare“, dove fare architettura significa innanzitutto pensare il paesaggio; dove l’uomo “costruisce la terra e ne rende manifesta la struttura potenziale come totalità significativa”.
La costruzione del limite urbano.
in “AION” n°10/2006. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
Il limite è quel luogo, insieme unificante e dividente, in cui è possibile leggere le tracce dell’incontro e dello scambio tra più sistemi. Il senso del suo essere sta tutto nella sua capacità di mediare tra un “interno” ed un “esterno”: il sistema urbano e la sua struttura territoriale, la dimensione pubblica e quella privata, i “diritti” comuni e quelli individuali. Un tema progettuale che sta alla base della crisi degli sprawll metropolitani della città contemporanea.
in “area” n°83/2005.
Ha curato il numero 4/2005 della rivista internazionale di architettura “PAESAGGIOURBANO” sulla città ed il paesaggio cinesi.
Il volume costruisce un’immagine della Cina nella sua totalità. Dall’architettura al paesaggio, “non esiste un problema di paesaggio distinto da quello di architettura: fare architettura significa prima di tutto affrontare il tema paesaggio”; dalle trasformazioni della società e degli spazi della vita associata, all’intervista ad alcuni suoi protagonisti; affrontando alcuni dei temi cruciali per la città ed il paesaggio cinesi contemporanei. Uno sguardo critico, totale (anche grazie ad una documentazione inedita), su di una grande civiltà in evoluzione
A vision of China.
in “PAESAGGIOURBANO” n°4/2005. (ISSN 1120-3544).
Insieme universale e particolare, paesaggio e architettura, in bilico fra la dimensione individuale ed introspettiva del limite familiare e la visione collettiva, ibridata, della corte, dei “chuan men”, del mondo degli scambi informali tra famiglie all’interno del recinto domestico, si delinea una civiltà in equilibrio dinamico tra passato e futuro, fra natura e artificio, tra l’universale del tempo storico e il particolare del quotidiano, alla difficile confluenza tra tradizione e contemporaneità.
Tianjin. Un quartiere italiano in Cina.
Intervista a Paolo Desideri.
La casa della Fenice.
in “area”n°78/2005.
La Fenice è una delle più antiche figure della mitologia cinese ma è anche la storia di una civiltà periodicamente distrutta e, sempre, ciclicamente risorta dalle proprie ceneri, immutata nei suoi caratteri formali, tipologici, culturali e simbolici grazia ad una “misura” (tradizione?) che una volta acquisita riceve una giustificazione simbolica e rituale che ne determina l’identità nel tempo.
Urban morphology as a basis for Urban Design: the project for the Isola dei Cantieri in Chioggia.
in “URBAN MORPHOLOGY” n°1, Vol.9. (ISSN 1027-4278).
[rivista ISI. WOS: 000228384800004].
Architettura tra Paesaggio e Memoria: architetture di Aurelio Cortesi.
in “AION” n°7/2004. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
“Legata al luogo in cui sorge in modo inscindibile, come fosse nata da un nodo di ricordi, di frequentazioni interrotte, di passioni profonde per certe materie e certe forme che segnano l’identità di un luogo”, l’architettura di Aurelio Cortesi è una ricerca costante, sensibile e talvolta ironica su di un testo, una “lingua”, che ha narrato per secoli la storia e l’essenza stessa del paesaggio emiliano.
La città come organismo:la lettura di Trani alle diverse scale.
Una lettura che è, insieme, analisi epistemologica dell’ambiente antropico ed aperta weltanshauung. Una lettura in grado di coniugare il saggio impiego delle risorse con le scelte insediative sul territorio: una sorta di “ermeneutica urbana” (G.Strappa) che ricollochi la città all’interno della cultura insediativa della propria area culturale.
Le identità del paesaggio
in “AION” n°6/2004. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
“E’ veramente una concezione grandiosa visualizzare la qualità di un paesaggio mediante una struttura artificiale e poi radunare simbolicamente, in un sol luogo, più paesaggi”. (C.Norberg-Schulz).
L’Identita’ del paesaggio antropico nella lettura della forma urbana: l’enclave veneziana.
in “AION” n°5/2004. (ISSN 1720-1721). [rivista Classe A]
L’identità è una “risorsa” di scala territoriale. I sistemi insediativi lagunari sono la perfetta traduzione dei caratteri del paesaggio umido della “regione storica” veneziana, ove i segni della “limitatio” sono insieme tracce naturali, permanenze antropiche, sostrato latente dei tessuti urbani e costituiscono, forse, il veicolo più autentico dell’identità di questo grande paesaggio culturale.
Identità e Paesaggio: appunti per una lettura critica.
in “INARCOS” (rivista dell’Associazione Ingegneri e Architetti di Bologna) n°10/dicembre 2003.
Il territorio è il prodotto organico della sintesi tra uomo e natura, tra “realtà naturale” e “realtà costruita”, è il testimone concreto dello svolgersi della storia. Ma il territorio è anche “vocazione estetica della natura” in quanto in esso “prende forma” l’intera storia delle civiltà umane nel loro rapporto con il mondo naturale, divenendo paesaggio. Il paesaggio, allora, quale strumento preferenziale di conoscenza ed esperienza del territorio; il paesaggio quale veicolo latente dell’identità.
Luogo, Linguaggio, Identità: le componenti architettoniche dell'identità ambientale.
in “ARC. Architettura Ricerca Composizione. Rassegna dei Dottorati italiani in Composizione e Progettazione architettonica e urbana”. 2003.
Materiali e Identità ambientale
in “INARCOS” (rivista dell’Associazione Ingegneri e Architetti di Bologna) n°9/novembre 2003
I materiali in quanto “materie naturali” esperite e trasformate dall’uomo nel tempo e in un dato luogo, sono il punto di contatto più profondo tra una civiltà edile ed il proprio territorio e costituiscono, di fatto, il fondamento di qualunque appartenenza ambientale. E’ nell’interpretazione sintetica e selettiva dei materiali, da parte dell’uomo, che sta la loro dimensione storico-identitaria e sta il loro identificarsi in una data area culturale.
Dall’identità storico-ambientale una metodologia di intervento per i centri storici: il progetto di riqualificazione architettonico-edilizia dell’Isola dei cantieri.
in “CHIOGGIA”, rivista di studi e ricerche, n°17/1999.
A partire da un’attenta analisi tipo-morfologica dei tessuti edilizi del centro storico di Chioggia è stata sviluppata una proposta progettuale per la riqualificazione e trasformazione dell’Isola dei Cantieri. Il progetto, considerato l’interesse scientifico, è stato patrocinato e successivamente acquisito dalla municipalità.
ART.4 TER – PUBBLICAZIONI ATTI CONFERENZE E CONVEGNI
Biennale di Venezia, Spanish Pavillion
Tavola rotonda: Free Learning Spaces, 12 July
Session Chairman e Relatore del 24th International Seminar on Urban Form: City and Territory In the Globalization Age.
Relatore del 24th International Seminar on Urban Form con un intervento dal titolo: Teaching urban morphology in a sustainable perspective.
Relatore del 24th International Seminar on Urban Form con un intervento dal titolo: A multidisciplinary approach to urban fabrics analysis. The historical centre of Valencia.
Revitalization of Ahmedabad’s informal walled city: the role of urban morphology
In “Our common future in Urban Morphology”, vol. 1, pag. 34.
2014 ISUF International Conference. Porto 4-7 July 2014.
(ISBN: 978-972-99101-5-9)
Saverio Muratori. A Legacy in urban design
In “Our common future in Urban Morphology”, vol. 1, pag. 260.
Tavola rotonda: The Kent State Forum on the City 2011: CITTAEMILIA, Firenze, 3 Agosto.
Il progetto urbano tra morfologia e sostenibilità. Strumenti e metodi operativi per il progetto sostenibile della città.
in“Il progetto di architettura tra didattica e ricerca”. Rete Vitruvio, first International Conference. Poliba Press (ISBN: 978-88-95612-75-1)
in “Urban morphology and urbantransformation”.2009 ISUF International Conference. Guangzhou 4-7 settembre 2009.
South China University of Technology, School of Architecture.
State Key Laboratory of Subtropical Building Science.
Guangzhou Urban Planning Association.
“Ars est homo additus naturae”. Il paesaggio tra natura e artificio.
in “Ernesto Nathan Rogers e la costruzione dell’architettura”. Parma 6-7 marzo 2009.
M.U.P. Editore, Parma. (ISBN: 978-88-7847-247-1)
Il paesaggio è lo strumento attraverso cui l’uomo legge il territorio, ne esperisce i significati, lo trasforma attraverso l’architettura. E’ attorno a questo concetto, ove la distinzione tra paesaggio naturale e paesaggio antropico perde definitivamente di significato, che E.N.Rogers costruisce una via italiana all’architettura del paesaggio.
Palladius Britannicus. Tra imitazione e invenzione.
in “Andrea Palladio e la costruzione dell’architettura”. Parma 22-23 maggio 2008.
Il Poligrafo, Padova. (ISBN: 978-88-7115-593-7)
The Italian, European and Mediterranean Schools of Architecture.
in “Becoming Architect in the XXI century“. Roma 20-22 gennaio 2005.
Edizioni La Sapienza, Roma. (ISBN: 88-87242-76-3)
Fino a che punto l’insegnamento dell’architettura è trasmissibile? Come può rispondere alle complesse esigenze di una società globale? L’unico modo per confrontarsi con la frammentarietà e con la dispersione culturale è quello di elaborare una risposta unitaria costituendo una solida base teorica e critica su cui fondare la ricerca di una “eccellenza diffusa” quale risposta consapevole, aperta e dinamica, alla complessità della società del XXI secolo.
The Art of Designing Cities. Between Forma Urbis and Urban Design: two experiences in practise.
in “The Planned City?”. 2003 ISUF International Conference. Trani 3-6 luglio 2003.
Uniongrafica Corcelli Ed. Bari. (ISBN: 88-7329-043-4)
Il progetto della città, tra “forma urbis” ed “urban design”, è affrontato sotto un profilo prettamente architettonico, ribadendo il ruolo insostituibile del progetto urbano come strumento di trasformazione e riqualificazione del territorio. E’ l’architettura, infatti, che definisce lo spazio pubblico come spazio civile, che media il passaggio tra la civitas e l’urbs, che dà forma ad una società nel suo viaggio attraverso la storia.
in “Landscapes of Water: history, innovation and sustainable design”. Monopoli 26-29 settembre 2002. (ISBN: 88-7329-030-2)
Politecnico di Bari, Quaderni ICAR, Uniongrafica Corcelli Ed. Bari.
Localization" as a critical matrix of reference for architectural design: the example of Venice and Chioggia.
in “Retrospective on Urban Morphology at the Millennium”. 2001 ISUF International Conference. Cincinnati, Ohio (USA) 5-9 settembre 2001.
University of Cincinnati, College of Design, Art, Architecture and Planning.
Chioggia e Venezia: due facce della laguna veneta, due modi di leggere ed interpretare il territorio, due diversi modelli sociali e culturali, una medesima logica insediativa. Conoscere queste logiche è il presupposto fondamentale per una progettazione consapevole del paesaggio antropico lagunare.
Environment and Identity: an urban design methodology for the contemporary city
in “Traditional Dwellings and Settlements Review”, vol XII n°1. Seventh I.A.S.T.E. International Conference: “The End of Tradition?”. 12-15 ottobre 2000.
University of California at Berkeley. (ISSN: 1050-2092)
Gli strumenti della morfologia urbana sono applicati alla lettura dei tessuti edilizi del centro storico di Civita Castellana, avviando un processo di verifica e confronto con altri piccoli centri dell’Etruria meridionale, allo scopo di individuarne le “strutture identitarie”.
The historical centre of Chioggia: a critical and working analysis
in “Transformation of Urban Form: from interpretations to methodologies in practise”. 1999 ISUF International Conference. Firenze 23-26 luglio 1999.
Alinea edizioni, Firenze. (ISBN: 88-8125-348-8)
Il più grande centro de “l’altra laguna”, quella romana e tardoantica, é costituito dalla città di Chioggia. Una grandiosa “machina” insediativa e produttiva i cui tessuti, la cui morfologia, sono stati a lungo dimenticati. Questo studio affronta, per la prima volta, una lettura morfologica delle strutture urbane clodiensi, consapevole di trovarsi di fronte ad un’esperienza insediativa paradigmatica per l’intero paesaggio lagunare.
ART.5 – RICERCA PROGETTUALE
La ricerca progettuale si concentra intorno ai temi della morfologia, del paesaggio e del progetto urbano sostenibile. Dove l’architettura è sempre architettura dei luoghi, delle culture e delle identità dei diversi “paesaggi umani” nel loro viaggio attraverso la storia. Particolare attenzione è rivolta alle “città d’acqua” ed alla trasformazione e riqualificazione della città storica: la città, infatti, è “unitaria nella sua concezione ma plurale nelle sue manifestazioni fenomeniche”, alla confluenza tra natura e artificio, tra storia e contemporaneità.
Progetto di un nuovo insediamento Eco-Sostenibile (185.360 mq. circa) a Felegara, Comune di Medesano (PR)
Progetto Partecipato per la rigenerazione urbana sostenibile del centro di Casina (RE)
Progetto che si avvale del finanziamento ex Bando per la rigenerazione urbana DGR n. 550 del 16/04/2018.
Concorso d’idee per la riqualificazione di dieci aree periferiche urbane: Aprilia.
Progetto classificato.
Concorso d’idee “Le piazze fanno centro” per la riqualificazione delle sette piazze del centro storico di Viterbo.
Concorso d’idee per la riqualificazione di un’area del centro storico di Carezzano Maggiore ad usi pubblici e sociali.
Progetto di riqualificazione del White DagobaTemple District nel centro storico di Pechino.
Progetto di ricerca (coordinatore e progettista).
Università degli Studi di Roma La Sapienza, Facoltà di Architettura.
State KeyLaboratory of Subtropical Building Science.
“Qing Pu green water city” International competition.
Concorso d’idee“Paesaggi Liquidi”.
Idee progettuali di paesaggio per il tratto emiliano del fiume Po, da Piacenza a Reggio Emilia.
Ammesso al secondo grado.
Progetto della nuova sede della Woxson EuropaS.p.A.
Roma, via di Tor Cervara.
“Porto Vivo”. International design competition for the revitalization of the river front at Oporto, Portugal.
Concorso d’idee: “Città di Pietra-Progetto Sud”.
“X Biennale di Architettura” di Venezia.
Progetto vincitore per il nuovo porto di Pantelleria (capogruppo E. Genovesi)
Progetto pubblicato ed esposto in mostra alla Biennale.
Piano di lottizzazione di un complesso residenziale e commerciale ad Almaty in Kazakistan.
Progetto di un sistema di ville rurali nel paesaggio collinare e pedemontano di Almaty in Kazakistan.
Concorso di Progettazione per il nuovo Waterfront e per il Barrio del Porto della città di Santoñain Spagna.
Concorso d’idee: “Rione Rinascimento.
Concorso per la progettazione di nuove tipologie residenziali nel Parco Talenti a Roma”.
Progetto pubblicato ed esposto in mostra.
Concorso di Progettazione per il Restauro e l’Allestimento del Museo Canonica a Villa Borghese a Roma.
Progetto di riconnessione del tessuto edilizio del centro storico di Civita Castellana e proposta per il nuovo Teatro Comunale.
Progetto di riqualificazione urbano-edilizia dell’Isola dei Cantieri nel centro storico di Chioggia .
Progetto di ricerca, pubblicato
Dal 1997 a tutt’oggi
Ha partecipato a diversi Concorsi di progettazione Architettonica in Italia e all’estero.
Ha collaborato con lo Studio di architettura del prof.arch.Paolo Maretto di Padova.
CAPACITÀ E COMPETENZE RELAZIONALI	Ottima capacità di lavoro in gruppo maturata nelle diverse esperienze accademiche e lavorative, in particolare nell’ambito di ambienti fortemente multiculturali e pluridisciplinari.
CAPACITÀ E COMPETENZE ORGANIZZATIVE	Ampia esperienza organizzativa, sia nelle istituzioni pubbliche (gruppi di ricerca, workshop, convegni etc.) che private (team di progettazione, consulenza etc.).
Autorizzo, ai sensi della L. 675/’96, al trattamento di miei dati personali ai fini di un’eventuale attività di selezione.
Giovedì 14,00-17,00
ARCHITECTURAL AND URBAN DESIGN STUDIO FOR THE SUSTAINABLE CITY
Membro del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in "Architettura e Costruzione-DRACo" del Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) dell'Università di Roma La sapienza.
L’attività di ricerca di Marco Maretto si concentra intorno ai temi del progetto urbano, della sostenibilità e del paesaggio. Saper “leggere” per saper “fare” è uno dei presupposti fondamentali del suo lavoro scientifico, dove i temi della sostenibilità, dell’identità, dell’architettura e del paesaggio, sono momenti preferenziali di progetto e dove gli strumenti della morfologia urbana costituiscono il fondamento semantico del processo di ricerca. Filoni preferenziali della ricerca si concentrano su: -	Progetto Urbano Sostenibile -	Analisi Urbana e nuove tecnologie (GPS, GIS ecc.) -	Informal Cities.
Autore/i: marco maretto
Early-stage environmental modeling: tools and strategies for climate based design
Autore/i: Barbara Gherri, Marco Maretto, GUZHDA, ARMAND, MOTTI, MARTINA, Giada Maria Zannetti
https://orcid.org/0000-0002-3281-5437

References: ART.1

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ART.5