Source: http://consumatori.myblog.it/iva-rifiuti/
Timestamp: 2013-05-19 07:34:30+00:00

Document:
iva-rifiuti : INFO CONSUMATORI
Ascolta la nostra radio online venerdì, 06 luglio 2012
Un petizione per chiedere il rimborso dell’Iva sulla tassa dei rifiuti, attraverso la dichiarazione dei redditi. A lanciarla è Altroconsumo che ha deciso portare al Governo un articolo di legge, sottoforma di emendamento al decreto fiscale, che stabilisca una volta per tutte la natura della Tia 1, prevedendo l’immediata sospensione dell’applicazione dell’Iva da parte di chi continua a riscuoterla e stabilendo i modi con cui procedere al rimborso di quanto indebitamente incassato in questi anni dallo Stato. L’Associazione suggerisce la possibilità di inserire nella dichiarazione dei redditi l’importo Iva pagata per chiederne il rimborso dilazionato dilazionato nei tempi e modi previsti per i crediti Irpef.
Altroconsumo ricorda che “la Tia 1 è un tributo e non deve essere assogettata a Iva”; una sentenza del 2009 della Corte Costituzionale ha prospettato ai contribuenti la possibilità di ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato.
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Con il numero in edicola de Il Salvagente, sarà distribuita la nuova edizione aggiornata della guida “La carica dei rimborsi” curata da Federconsumatori, l’associazione che per prima ha fornito assistenza agli utenti. Il volume contiene tutte le istruzioni per chiedere i rimborsi per chi ha pagato ingiustamente l’Iva sui rifiuti e vuole ora farsi restituire i soldi spesi. Ormai è noto a tutti: l’iva sulla Tia non è dovuta come hanno sostenuto sia la Corte Costituzionale che la Cassazione perché si tratta di una tassa e non di una tariffa.Eppure nonostante le evidenze giuridiche, governo e al Parlamento tardano a risolvere la questione dei rimborsi.
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| | Digg | Facebook sabato, 31 marzo 2012
da Adico - di Vincenzo Donvito
Il pagamento dell'Iva sui rifiuti della Tia1 sembra non avere avuto un punto fermo dopo le sentenze di Corte Costituzionale e Cassazione che ne hanno sancito il carattere tributario e quindi la non legittimita' dell'imposta Iva.In assenza del Governo (che ha praticamente non risposto ad un'interrogazione in commissione Finanze della Camera), al momento l'unica iniziativa legislativa in merito e' quella di un emendamento del deputato Pd Alberto Fluvi che, in barba a Corte Costituzione e Cassazione, ribadisce che la Tia1 ha natura di corrispettivo e dunque l'Iva va pagata.... come dire: chi se ne frega dell'altro potere (giudiziario) dello Stato che afferma e ribadisce, io che sono il potere legislativo faccio come mi pare e piace senza minimamente considerare quella che dovrebbe essere l'integrazione tra le attivita' dei vari poteri dello Stato... che detto in “soldoni” significa mettere le basi per mantenere eternamente aperto un conflitto in cui la certezza del diritto degli amministrati potra' essere affidata solo al giudizio di un giudice, piu' o meno “attento” rispetto al potere.
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| | Digg | Facebook mercoledì, 28 marzo 2012
La sentenza 3756 dello scorso 9 marzo ribadisce che la tassa sui rifiuti è un tributo. Ma dal 2013 dovrebbe cambiare tutto di nuovo. Garofolini: «I consumatori pretendono chiarezza»L’Iva sulla Tia, la Tariffa di igiene ambientale, non si deve pagare. Il giro di vite lo dà la sentenza 3756 del 9 marzo 2012 della Corte di Cassazione, che stabilisce come la Tia sia a tutti gli effetti un’entrata tributaria, che in quanto tale non può mai costituire corrispettivo di un servizio reso. Di conseguenza, i contribuenti possono (nuovamente) chiedere il rimborso di tutta l’Iva al 10% pagata sulle fatture della Tia negli ultimi 10 anni.
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| | Digg | Facebook martedì, 27 marzo 2012
E’ singolare che per un servizio svolto dalla Pubblica Amministrazione, oltre alla fiscalità generale, il cittadino debba pagare un ulteriore tributo. E’ altresì paradossale che su quel tributo la Pubblica Amministrazione, o meglio le Aziende Municipalizzate, applichino un ulteriore “pizzo” (l’Iva al 10%) a danno delle tasche dei consumatori ma è ancor più singolare che molte Aziende ignorino una sentenza della Corte di Cassazione. Ha esordito così Massimo Cerniglia, consulente legale di Federconsumatori, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa indetta dall’Associazione nel corso della quale è stato fatto il punto su una vertenza che vede impegnata Federconsumatroi da anni e che oggi vede un punto di svolta nella sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 8 marzo. Il principio ribadito dalla Corte è che nel caso dei rifiuti il cittadino non paga per ciò che direttamente produce – paga, ad esempio, anche per i rifiuti che si trovano in strada – e per questo la Tia (Tariffa di igiene ambientale) è una tassa e non una tariffa.
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La Tia1 è un tributo e non è soggetto ad Iva. Non rileva la qualificazione patrimoniale della Tia2, poiché si tratta di due prelievi formalmente distinti. Così la Corte di Cassazione, con sentenza 3756 depositata il 9/3/2012 sull'applicazione dell'Iva sulla tariffa rifiuti in relazione all'articolo 49, del decreto legislativo 22/97 (Tia1).La sentenza va contro la prassi amministrativa del dipartimento delle Politiche fiscali, che con la circolare 3/2010 aveva ravvisato continuità tra Tia1 e Tia2 (articolo 238, dl 152/06) sì che la Tia1 sarebbe un'entrata patrimoniale, e quindi soggetta ad Iva. In virtu' di questo i gestori del servizio rifiuti avevano addebitato l'imposta agli utenti. Continua... 16:32 Scritto da consumatori in CASSAZIONE, IVA RIFIUTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
da Aduc - di Antonio Polito
Note su alcuni aspetti procedurali dopo l’art.14,. co.33, del D. L. n.78/2010 - L’intervento legislativo di cui all’art. 14, comma 33, del D.L. n.78/2010, convertito con L. n.122/2010, che ha inteso introdurre una lettura si direbbe ‘imperativa’, più che autentica, della natura della ‘tariffa integrata ambientale’ (T.I.A.) prevista dall’art.238 del D.Lgs. n. 152/2006 (leggi l'articolo Iva e Tia/Tarsu: quando il Diavolo fa solo i coperchi...), non ha mancato di incidere anche sugli aspetti più strettamente processuali della materia, specificando come “le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria”.Da un certo punto di vista, la previsione sarebbe diretta e naturale conseguenza della interpretazione data dal legislatore: atteso che, a seconda della natura della ‘tariffa’, per pacifica interpretazione giurisprudenziale, la competenza giurisdizionale sarebbe del Giudice Ordinario (se avesse natura di ‘corrispettivo per un servizio’) ovvero del Giudice Tributario (se avesse natura di ‘tributo’), la previsione della competenza del Giudice Ordinario appare del tutto consequenziale, se non addirittura pleonastica.
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| | Digg | Facebook martedì, 15 febbraio 2011
La Tia applicata dai 1.200 Comuni italiani ha natura tributaria, nonostante il ministero dell'Economia (circolare 3/2010) dica il contrario. Lo ha stabilito la Corte dei Conti della Lombardia con delibera 21/2011. La Corte ha ribadito quanto gia' detto dalla Corte Costituzionale con la sentenza 238/09 circa la qualifica di tributo, dovendo privilegiare un'interpretazione costituzionale sulle altre, come la circolare ministeriale che non e' fonte normativa. I Comuni quindi si devono attenre al comme 33 art.14 Dl 78/2010 che, secondo un'interpretazione letterale stabilisce non puo' essere esteso alla Tia1, che costituisce una diversa forma di prelievo. Il potere impositivo, inoltre deve essere dell'ente locale e non trasferito al gestore del servizio.
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| | Digg | Facebook martedì, 08 febbraio 2011
da Aduc Il rimborso dell'Iva pagata sui rifiuti e' una questione ancora irrisolta, nonostante la sentenza della Corte Costituzione (n.238/09) ci sia da tempo e sia stata molto esplicita: e' un'imposta e non il corrispettivo di un servizio, per cui l'Iva non e' dovuta. Il Governo le ha provate di tutte per reintrodurre l'Iva, ma ad ora non gli e' riuscito. Intanto, mentre alcuni Comuni (pochi, tra cui Roma) hanno levato il balzello illecito, la maggior parte dei Comuni continuano a farlo pagare e rispondono negativamente a chi chiede loro il rimborso. Rimborso che pero' e' possibile, solo che il contribuente si deve dar da fare (e non poco) per far valere le proprie ragioni. In genere questo accadeva davanti alle commissioni provinciale tributarie, con meccanismi articolati e poco malleabili da parte del cittadino, ragion per cui i ricorsi sono stati pochi.
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| | Digg | Facebook Rifiuti e rimborso Iva. Si va dal giudice di pace. Cassazione sezione unite
E' il giudice di pace che deve decidere se al contribuente spetta o meno il rimborso dell'Iva illegittimamente pagata sull'imposta rifiuti. Si tratta di una controversia di natura privatistica e non un rapporto tributario tra contribuente e amministrazione finanziaria. Cosi' le sezioni unite della Cassazione (2064/2011), in seguito ad un ricorso di un contribuente davanti al giudice di pace di Venezia per il rimborso della Tia dopo la sentenza della Corte Costituzionale (238/09) che aveva affermato la natura tributaria della tariffa di igiene ambientale. La societa' affidataria riteneva che il ricorso dovesse essere fatto davanti al giudice tributario, ma per i giudici non rileva che il giudizio sulla richiesta di rimborso dell'Iva "implichi la necessita' di accertare se l'imposta fosse dovuta e quale sia la natura dell'obbligo di pagare la Tia". Per la Cassazione, poiche' "soggetto passivo dell'imposta e' esclusivamente colui che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi, la controversia in questione non ha ad oggetto un rapporto tributario". Dunque si deve pronunciare il giudice ordinario. Gia' in passato la Cassazione (19682/04) aveva precisato che il committente non puo' chiedere direttamente il rimborso dell'Iva non dovuta, poiche' solo cedente e prestatore hanno titolo per agire nei confronti del Fisco.
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References: sentenza 
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 art.14
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