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Timestamp: 2018-08-19 10:05:05+00:00

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Progetto di Piano Strutturale - PDF
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Oliviero Ricciardi
1 COMUNE DI ALTOPASCIO Provincia di Lucca PIANO STRUTTURALE Progetto di Piano Strutturale Norme Tecniche d Attuazione Indirizzi programmatici e parametri di gestione. Integrate con le Osservazioni accolte 1
3 INDICE INDICE... 3 TITOLO I - NORME DI CARATTERE GENERALE ART. 1 FINALITA, CONTENUTI E AMBITO DI APPLICAZIONE DEL P. S ART. 2 RIFERIMENTO ALLA LEGISLAZIONE E AGLI ATTI DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE ART. 3 QUADRO CONOSCITIVO, AGGIORNAMENTO DEL QUADRO CONOSCITIVO E DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL P.S ART. 4 MODALITÁ DI ATTUAZIONE DEL P.S ART. 5 EFFICACIA DEL P.S ART. 6 ELABORATI DEL PIANO STRUTTURALE TITOLO II DISPOSIZIONI FINALIZZATE ALLA TUTELA DELL INTEGRITA FISICA DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE ART. 7 DISPOSIZIONI FINALIZZATE ALLA TUTELA DELL INTEGRITA FISICA DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE DISPOSIZIONI GENERALI LA FRAGILITÀ GEOMORFOLOGICA I fenomeni franosi Le colate detritiche torrentizie I fenomeni di subsidenza e la pericolosità geotecnica delle aree di pianura I fenomeni sismici LA FRAGILITÀ IDRAULICA LA FRAGILITÀ DEGLI ACQUIFERI GLI AMBITI A1 E B DEI CORSI D ACQUA E LE FASCE DI PERTINENZA FLUVIALE CONTENIMENTO DELLA IMPERMEABILIZZAZIONE DEL SUOLO ART. 8 ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 9 DIRETTIVE AMBIENTALI TITOLO III STATUTO DEL TERRITORIO ART. 10 STATUTO DEL TERRITORIO E INVARIANTI STRUTTURALI ART. 11- INVARIANTI STRUTTURALI
4 11.1. INVARIANTI STRUTTURALI RELATIVE ALL AMBIENTE NATURALE E AL TERRITORIO RURALE a. Area di pregio storico-naturalistico del Lago del Sibolla b. Reticolo idrografico e relative aree di rispetto c. Paesaggi agrari di rilevante valore ambientale e visuali panoramiche d. Aree verdi esistenti e di progetto e. Aree sottoposte a vincolo idrogeologico e Aree boscate g. Casse di espansione esistenti e di progetto h. Pozzi pubblici e relative aree di rispetto INVARIANTI STRUTTURALI RELATIVE AL SISTEMA DEGLI INSEDIAMENTI a. Centri storici: il centro storico di Altopascio b. Nuclei storicizzati: La Badia Pozzeveri, il sistema insediativo diffuso delle corti, le fattorie c. Edifici storicizzati: fabbricati isolati presenti nel tessuto urbano e nel territorio aperto e Testimonianze storico residuali: edicole, cippi, marginette d. Siti archeologici o di interesse archeologico INVARIANTI STRUTTURALI RELATIVE AI DOCUMENTI DELLA CULTURA E DELLA MEMORIA COLLETTIVA a. I toponimi b. Attività produttive tipiche c. Festività e rievocazioni storiche INVARIANTI STRUTTURALI RELATIVE AI SISTEMI INFRASTRUTTURALI a. Viabilità storicizzata: la via Francigena e la Viabilità storicizzata secondaria b. Le vie d acqua storiche c. Le infrastrutture per la mobilità di interesse sovracomunale: Autostrada A11 e strade regionali e provinciali, Corridoi infrastrutturali d. Le infrastrutture per la mobilità di interesse sovracomunale: Linea ferroviaria Firenze Lucca Viareggio Pisa...68 ART. 12 SISTEMI TERRITORIALI, SISTEMI FUNZIONALI ED U.T.O.E ART. 13 SISTEMA TERRITORIALE DELLA PIANURA ALTA O STORICIZZATA DESCRIZIONE...75 INVARIANTI STRUTTURALI...76 OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE...76 PRESCRIZIONI...77 V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI...78 ART. 14 SOTTOSISTEMA TERRITORIALE AGRICOLO DELLA PIANA LUCCHESE...79 DESCRIZIONE...79 INVARIANTI STRUTTURALI...80 OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE...82 PRESCRIZIONI...83 V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI...87 ART. 15 SOTTOSISTEMA TERRITORIALE AGRICOLO DELLA PIANA DEL PESCIA
5 DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 16 SISTEMA TERRITORIALE AGRICOLO DELLA PIANURA BASSA O DI BONIFICA DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 17 SISTEMA TERRITORIALE PEDECOLLINARE DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 18 SOTTOSISTEMA TERRITORIALE AGRICOLO DELLE AREE DOC DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 19 SISTEMA FUNZIONALE DEGLI INSEDIAMENTI DESCRIZIONE ART. 20 SOTTOSISTEMA FUNZIONALE DEGLI INSEDIAMENTI A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI E CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 21 SOTTOSISTEMA FUNZIONALE DEGLI INSEDIAMENTI A PREVALENTE CARATTERE PRODUTTIVO DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI E CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI
6 V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 22 IL SISTEMA FUNZIONALE DELLE INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITÀ DESCRIZIONE ART. 23 SOTTOSISTEMA FUNZIONALE DELLA VIABILITÀ DI INTERESSE SOVRACOMUNALE.130 DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART SOTTOSISTEMA FUNZIONALE DELLA VIABILITÀ DI INTERESSE COMUNALE DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART SOTTOSISTEMA FUNZIONALE DEI PERCORSI PEDONALI E CICLOTURISTICI DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 26 SOTTOSISTEMA FUNZIONALE FERROVIARIO DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 27 SISTEMA FUNZIONALE DEI SERVIZI DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 28 SISTEMA FUNZIONALE AMBIENTALE DEI CORSI D ACQUA E DEL RETICOLO IDRAULICO MINORE DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI
7 OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 29 IL SISTEMA FUNZIONALE AMBIENTALE DELLE AREE VERDI DESCRIZIONE ART SOTTOSISTEMA FUNZIONALE AMBIENTALE DELLE AREE BOSCATE E DELLE AREE VERDI DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI ART. 31 SOTTOSISTEMA FUNZIONALE AMBIENTALE DEL LAGO DI SIBOLLA DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI CAPO III - LE U.T.O.E ART. 32 U.T.O.E. UNITA TERRITORIALI ORGANICHE ELEMENTARI DESCRIZIONE ART. 33 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DI ALTOPASCIO SUD-A DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 34 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DI ALTOPASCIO NORD-A11 E BADIA POZZEVERI DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 35 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DI MARGINONE
8 DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 36 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DI SPIANATE DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 37 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DI MICHI DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 38 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE RESIDENZIALE DI CHIMENTI DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 39 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE PRODUTTIVO DI ALTOPASCIO DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 40 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE PRODUTTIVO DI ALTOPASCIO DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE
9 PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 41 U.T.O.E. A PREVALENTE CARATTERE PRODUTTIVO DE IL TURCHETTO DESCRIZIONE INVARIANTI STRUTTURALI OBBIETTIVI - CRITERI DI PIANIFICAZIONE PRESCRIZIONI V.E.A. - ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI DIMENSIONAMENTO ART. 42 NORMA DI SALVAGUARDIA SALVAGUARDIE COMUNALI PER LA DIFESA DEL SUOLO, PER LA DIFESA DAI FENOMENI ALLUVIONALI E PER LA TUTELA DEGLI ACQUIFERI SALVAGUARDIE DERIVANTI DAL PIT PER LA DIFESA DAI FENOMENI ALLUVIONALI SALVAGUARDIE DERIVANTI DAL PAI DEL BACINO DEL FIUME ARNO ART. 43 INDIRIZZI PER I PIANI DI SETTORE TITOLO III TABELLE RIASSUNTIVE ART. 44. DIMENSIONAMENTO DEL PIANO STRUTTURALE ART. 44A TABELLE RIASSUNTIVE DELLO STATO ATTUALE - ABITANTI ART. 44B TABELLE RIASSUNTIVE DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PRG VIGENTE ART. 44C TABELLE RIASSUNTIVE DEL PRG VIGENTE STANDARD ATTUALI ART. 44D TABELLE RIASSUNTIVE DELLE POTENZIALITÁ DEL PIANO STRUTTURALE ABITANTI ART. 44E TABELLE RIASSUNTIVE DELLE POTENZIALITÁ DEL PIANO STRUTTURALE - AREE PRODUTTIVE ART. 44F TABELLE RIASSUNTIVE DI VERIFICA DEGLI STANDARDS URBANISTICI
11 TITOLO I - NORME DI CARATTERE GENERALE Art. 1 FINALITA, CONTENUTI E AMBITO DI APPLICAZIONE DEL P. S.. 1. Il Piano Strutturale (P.S.), così come definito agli articoli 9, 52 e 53 della L.R. del 3 Gennaio 2005 n. 1 è lo strumento di pianificazione che definisce le scelte strategiche per il governo del territorio di livello comunale, quali discendono dal P.T.C. provinciale e dal P.I.T. regionale integrati con gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità locale. 2. Il Piano Strutturale persegue lo sviluppo sostenibile del territorio comunale attraverso: a) la salvaguardia del territorio, sia agricolo che antropizzato, dell ambiente e del paesaggio; b) la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico dell intero territorio comunale, definendone le compatibilità funzionali ed edilizie nel rispetto dei caratteri morfologici e ambientali del territorio e dei caratteri tipologici dei manufatti edilizi; c) l uso razionale delle risorse attraverso la valorizzazione ed un equilibrato potenziamento delle strutture insediative, dei servizi e delle attrezzature al fine di migliorare la qualità della vita della popolazione, l evoluzione sociale e l economia del territorio comunale; d) la promozione di azioni di valorizzazione delle qualità ambientali, paesaggistiche ed urbane presenti nonché il ripristino delle qualità deteriorate e il conferimento di nuovi e più elevati caratteri di qualità formale e funzionale in particolare nei sistemi insediativi. e) la promozione di occasioni di crescita e di interazione culturale e formativa delle nuove generazioni. f) la distribuzione delle funzioni sul territorio al fine di assicurare l equilibrio e l integrazione tra il sistema di organizzazione degli spazi e il sistema di organizzazione dei tempi di vita e di lavoro. 3. Ai fini del comma 2 il Piano Strutturale: a) articola il territorio comunale in Sistemi e/o Sottosistemi Territoriali e Funzionali, ed in Unità Territoriali Organiche Elementari (U.T.O.E.); b) individua le risorse, i beni e le regole relative all uso delle risorse, nonché i livelli di qualità e le relative prestazioni minime che costituiscono le Invarianti Strutturali del territorio da sottoporre a tutela al fine di garantire lo sviluppo sostenibile; c) assume e ricomprende le Invarianti Strutturali di cui al punto b all interno dello Statuto del Territorio quali elementi cardine dell identità dei luoghi e quali elementi fondamentali da tradurre in codice di comportamento nei confronti di qualsiasi trasformazione territoriale d) indica gli elementi da prendere in considerazione per la Valutazione degli Effetti Ambientali (V.E.A.); e) stabilisce i parametri e le direttive da osservarsi nel Regolamento Urbanistico (R.U.) nel definire le 11
12 trasformazioni ammissibili; f) definisce le dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni, nonché delle infrastrutture e dei servizi necessari, in ciascuna U.T.O.E. ; g) detta gli indirizzi programmatici e stabilisce le regole da osservarsi nei Programmi Complessi di Intervento e nei Piani Urbanistici Attuativi; h) detta gli indirizzi, in conformità con la L.R. del 1 Dicembre 1998 n. 89 e con la D.C.R. del 2 Febbraio 2000 n. 77 e succ. mod. ed int. per l adeguamento del Piano Comunale di Zonizzazione Acustica; i) fa proprie le previsioni del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti della Provincia di Lucca. 12
13 Art. 2 RIFERIMENTO ALLA LEGISLAZIONE E AGLI ATTI DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE. 1. Il P.S. è redatto secondo quanto stabilito dalla L.R. 1/2005 e persegue gli obbiettivi, le indicazioni e le prescrizioni del Piano di Indirizzo Territoriale (P.I.T.) della Regione Toscana approvato con D.C.R.T. n. 12 del 25/01/2000 e del Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) della Provincia di Lucca approvato con D.C.P. n. 189 del 13/12/200 e pubblicato sul B.U.R.T. n. 4 del 24/01/ Attraverso l individuazione e la regolamentazione dei Sistemi Territoriali e Funzionali e la definizione di uno Statuto del Territorio relativo al Comune di Altopascio, il P.S. definisce gli interventi ammissibili all interno del territorio comunale, ai fini della tutela dei beni paesaggistici e ambientali, superando le prescrizioni di cui all art. 81 del P.I.T.. 3. Per quanto non espressamente stabilito dalle presenti norme, si applica la vigente legislazione nazionale e regionale, che si intende interamente richiamata. 13
14 Art. 3 QUADRO CONOSCITIVO, AGGIORNAMENTO DEL QUADRO CONOSCITIVO E DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL P.S. 1. Il Quadro Conoscitivo predisposto e allegato al P.S. rappresenta una parte costitutiva del Piano stesso e si pone in relazione biunivoca con l insieme degli obbiettivi assunti per il perseguimento dello sviluppo sostenibile; unitamente agli obbiettivi determina le scelte e gli orientamenti del P.S. 2. L insieme degli obbiettivi può essere modificato o integrato a seguito di un aggiornamento o di una verifica del Quadro Conoscitivo. Gli Uffici Comunali, per le rispettive competenze, sono tenuti a mantenere sotto controllo le variazioni del Quadro Conoscitivo con un costante monitoraggio ed ad adeguarlo di conseguenza al fine di controllare lo stato di attuazione del P.S. ed eventualmente segnalare alla A.C. le variazioni del Quadro Conoscitivo che possono comportare l opportunità di apportare modifiche al Piano Strutturale. In concomitanza con l approvazione del bilancio di previsione o comunque almeno una volta all anno dovrà essere prodotto un rapporto sullo stato di attuazione del R.U.. Rapporti specifici possono essere predisposti dall Amministrazione Comunale in qualsiasi momento, in particolare al fine di verificare: a) l esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e delle infrastrutture; b) lo stato di progettazione e attuazione degli interventi nelle aree urbane sottoposte a piani attuativi; c) il bilancio del consumo di suolo in rapporto al dimensionamento previsto nel Piano Strutturale e al fabbisogno eventuale; d) l integrazione con i Piani di settore che hanno effetto sull uso e la tutela delle risorse del territorio. 3. Per le finalità sopraccitate l Amministrazione Comunale predisporrà un apposito Sistema Informativo Territoriale (S.I.T.) che si avvarrà di procedure automatizzate per il reperimento e l elaborazione dei dati conoscitivi. Il S.I.T. comunale sarà organizzato in coerenza con quello regionale e con quello provinciale e sarà accessibile secondo le modalità che verranno stabilite d intesa con Regione e Provincia nel quadro degli adempimenti previsti dalla normativa vigente. 4. Nella redazione del Quadro Conoscitivo e del Progetto di Piano Strutturale sono stati utilizzati dati e informazioni che, pur non facendo parte degli elaborati ufficiali ricompresi nell atto deliberativo, restano a disposizione, archiviati presso gli uffici comunali quale materiale analitico di base; detto materiale è definito all interno dell art. 6 delle presenti N.T.A. come Elementi di conoscenza allegati al Q.C.. 14
15 Art. 4 MODALITÁ DI ATTUAZIONE DEL P.S. 1. Il P.S. si attua mediante Regolamento/i Urbanistico/i, di cui all art. 55 della L.R. 1/2005 e mediante gli altri atti di governo del territorio di cui all art. 10 della L.R. 1/2005 suscettibili di incidere sugli assetti e sulle trasformazioni fisiche e funzionali del territorio e degli immobili che lo compongono quali i Piani Complessi d Intervento, ed i Piani Attuativi. 2. Per la predisposizione degli strumenti urbanistici sotto ordinati il P.S. si esprime attraverso: a) Obbiettivi e Criteri di pianificazione individuati per ogni Sistema o Sottosistema Territoriale e Funzionale e per ogni singola U.T.O.E., in cui si articola il P.S., anche in funzione della definizione delle Invarianti Strutturali e dello Statuto del territorio; b) Prescrizioni, finalizzate alla conservazione e al miglioramento dei sistemi territoriali e funzionali, alla tutela e valorizzazione delle risorse intese nella più ampia accezione, alla sistemazione degli assetti insediativi esistenti e di nuova previsione, al recupero di situazioni di degrado; c) Salvaguardie, ai sensi dell art 61 della L.R. 1/2005, da attuarsi fino all approvazione del Regolamento Urbanistico, tese a rendere attuabili le previsione del P.R.G. vigente ritenute necessarie e improcrastinabili; 3. Il P.S. indica la perequazione urbanistica come uno degli strumenti della pianificazione operativa del Regolamento Urbanistico e dei Piani Complessi d Intervento; il suddetto metodo è finalizzato a sostituire il procedimento espropriativo per la realizzazione di opere pubbliche; esso al contempo consente di distribuire equamente i diritti edificatori a tutte le proprietà immobiliari ricomprese in ambiti oggetto di trasformazione urbanistica indipendentemente dalle destinazioni d uso attribuite dal piano urbanistico alle singole aree o a parti di esse; il R.U. definirà gli ambiti da attuare attraverso la perequazione; all interno di tale strumento si potranno introdurre incentivi allo scopo di favorire l attuazione del Piano attraverso il criterio perequativo. Qualora i privati interessati da aree soggette a perequazione non assumessero iniziative per la realizzazione gli interventi entro un termine fissato dal R.U., il Comune potrà procedere alla attuazione del R.U. attraverso uno strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica; 4. Il P.S. condiziona l attuazione degli interventi insediativi, sia di nuova previsione che di recupero alla preventiva o contestuale realizzazione o completamento delle infrastrutture viarie e degli standard a parcheggi e verde pubblico secondo i parametri di riequilibrio contenuti nelle presenti Norme di Attuazione e definiti nelle tabelle dimensionali delle UTOE. 5. In sede di redazione di R.U. e degli altri atti di governo del territorio dovrà essere acquisita la certificazione obbligatoria da parte degli enti che gestiscono le risorse idriche e lo smaltimento dei rifiuti relativamente alla sostenibilità del dimensionamento rispetto all approvvigionamento idrico e allo smaltimento dei liquami e dei rifiuti. 15
16 Art. 5 EFFICACIA DEL P.S. 1. Le disposizioni del Piano Strutturale sono vincolanti per gli atti costituenti la parte gestionale della pianificazione del territorio comunale cioè Regolamento Urbanistico e Piani Complessi d Intervento. 2. Il Piano Strutturale ha carattere direttamente precettivo e operativo relativamente alla localizzazione sul territorio degli interventi derivanti da leggi, piani, patti territoriali e programmi di settore a livello sovracomunale, regionale o statale. 16
17 Art. 6 ELABORATI DEL PIANO STRUTTURALE 1. Il Piano Strutturale è costituito dai seguenti elaborati: I - Quadro Conoscitivo 1) Relazione Illustrativa del Q.C. 2) Inquadramento territoriale 1: ) Indagini Geologiche ed Idrauliche 3a) Carta geologica e geomorfologica 1: b) Sezioni geologiche 1: c) Carta delle acclività 1: d) Carta litotecnica 1: e) Carta categorie profilo stratigrafico e terreno di fondazione 1: f) Verifica stato attuale corsi d acqua Bacini idrografici Sezioni 1: g) Carta delle aree di pertinenza fluviale e della distribuzione degli eventi alluvionali 1: h) Carta idrogeologica e della vulnerabilità 1: i) Carta della pericolosità geomorfologica (4 carte) 1: l) Carta della pericolosità idraulica (5 carte) 1: m) Carta degli interventi di sistemazione idraulica 1: ) Vegetazione e uso del suolo 4a) Carta dell uso del suolo al : b) Carta dell uso del suolo al : c) Carta dell uso del suolo aggiornata al : ) Vincoli sovraordinati 1 : ) Analisi storica del territorio (1880) 6a) Acque 1: b) Viabilità 1: c) Edificato 1: d) Confini comunali 1:
18 6e) Toponimi 1: ) Analisi del costruito 7a) Datazione 1: b) Categoria 1: c) Tipologia 1: d) Destinazione d uso 1: e) Numero di piani 1: f) Numerazione schede rilievo fotografico 1: ) Sistema della mobilità attuale: a) Schema della viabilità 8a1) Classificazione per competenze 1: a2) Classificazione per funzioni 1: b) Linee del trasporto pubblico 1: ) Carte dei Servizi: 9a)Servizi a rete 9a1) Fognature e depuratori civili 1: a2) Rete acquedottistica ed aziende ad elevato consumo idrico 1: a3) Elettrodotti, metanodotti, ripetitori telefonia mobile, depuratori industriali, aree da bonificare, aziende a rischio e attività estrattive 1: b) Servizi puntuali 9b1) Territorio comunale Ovest 1: b2) Territorio comunale Centro 1: b3) Territorio comunale Est 1: ) Stato di attuazione del P.R.G. vigente 10a) Altopascio capoluogo 1: b) Badia Pozzeveri 1: c) Marginone 1: d) Spianate 1: e) Frazioni minori 1:
19 10f) Corte Chiappino, Corte Seghetti, Villa Oriolo 1: g) Quadro d insieme 1: Elementi di conoscenza allegati al Q.C. Sono stati utilizzati, nella stesura del presente P.S. i seguenti elaborati che, pur non facendo parte degli elaborati ufficiali ricompresi nell atto deliberativo, restano a disposizione, archiviati presso gli uffici comunali, quale materiale analitico di base. All. 1) Allegato alla Relazione Illustrativa: Indagini idrauliche All. 2) Allegato alla Relazione Illustrativa: Indagini ambientali e Documentazione integrativa relativa alla Riserva naturale Lago di Sibolla. All. 3) Allegato alla Relazione Illustrativa: Indagini storiche All. 4) Prove geognostiche e geofisiche allegate alla carta litotecnica tavole e diagrammi delle prove penetrometriche dinamiche e statiche prospezioni sismiche a rifrazione logs stratigrafici sondaggi meccanici II -Progetto di Piano Strutturale: 11) Relazione Illustrativa del Progetto di P.S. 11a) Elementi per la Valutazione degli Effetti Ambientali. 11b) Relazione della Valutazione d Incidenza del psic ITA c) Documento di conformità ai sensi dell art. 1 comma 6 del P.I.T. della Regione Toscana ed ai sensi dell art. 8, comma 2 del P.T.C. della Provincia di Lucca. 12) Norme Tecniche di Attuazione 13) Invarianti strutturali: 13a) Relative al territorio rurale e all ambiente naturale 1: b) Relative agli insediamenti e alle infrastrutture per la mobilità 1: ) Sistemi e Sottosistemi 14a) Sistemi e Sottosistemi Territoriali 1: b) Sistemi e Sottosistemi Funzionali 1: ) Individuazione delle U.T.O.E. 1:
20 TITOLO II DISPOSIZIONI FINALIZZATE ALLA TUTELA DELL INTEGRITA FISICA DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE ART. 7 DISPOSIZIONI FINALIZZATE ALLA TUTELA DELL INTEGRITA FISICA DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE 7.1. Disposizioni generali 1. Il presente articolo definisce le articolazioni del territorio comunale sotto il profilo della pericolosità geologica ed idraulica e delle caratteristiche idrogeologiche, nonché detta disposizioni volte a perseguire la tutela del territorio, nella sua configurazione di origine naturale od a prevalenza di naturalità. Ulteriori disposizioni di carattere ambientale, paesaggistico o territoriale inerenti i corsi d acqua ma non strettamente legate alla pericolosità geologica ed idraulica, sono definite all interno del Sistema Funzionale Ambientale dei corsi d acqua e del reticolo idraulico minore (Art. 28 delle presenti N.T.A.) 2. Il presente articolo detta inoltre disposizioni volte a perseguire la tutela dell integrità fisica del territorio in ragione di condizioni, in atto o potenziali, di fragilità ambientale. 3. Le condizioni di pericolosità geologica, sismica, idraulica e di vulnerabilità degli acquiferi del territorio comunale sono rappresentate nelle tavole 3i, 3l e 3h redatte ai sensi della D.C.R. n. 94/85 e del P.T.C. approvato con D.C.P. n. 189 del Il Regolamento Urbanistico e gli altri atti di governo del territorio potranno svolgere approfondimenti ed aggiornamenti in tema di difesa del suolo, difesa dai fenomeni alluvionali, difesa dai fenomeni sismici e di vulnerabilità degli acquiferi, tenendo conto delle disposizioni del presente articolo e del Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Arno e, conseguentemente, potranno sia essere introdotte modifiche alle carte della pericolosità geologica, della pericolosità idraulica e della vulnerabilità idrogeologica individuate nel P.S., sia dettare disposizioni più efficaci per la difesa del suolo e per la difesa dai fenomeni alluvionali e sismici in adeguamento a normative di carattere nazionale, regionale o provinciale. 5. Il Regolamento Urbanistico e gli altri atti di governo del territorio definiranno in modo puntuale e dettagliato, sulla base sia delle disposizioni contenute nel presente articolo, sia delle disposizione del Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Arno, le trasformazioni ammissibili, discriminate attraverso un grado di fattibilità contenuto negli elaborati geologico-tecnici, rappresentati dalla carta della fattibilità e dalle relative norme, facendo valere il criterio della disposizione più restrittiva. La carta della fattibilità rappresentando il documento di sintesi ottenuto incrociando i vari tipi di pericolosità riscontrati sul territorio comunale con il grado di esposizione relativo alle destinazioni d uso ed alle trasformazioni previste, esprime pertanto l ammissibilità delle trasformazioni, fisiche e funzionali, del territorio. 20
21 6. Il Regolamento Urbanistico e gli altri Atti di governo del territorio, nel dettare le discipline dettagliate e puntuali di rispettiva competenza, devono definire e prescrivere, ovvero dichiarare ammissibili, le trasformazioni fisiche e le utilizzazioni di immobili, solamente con le limitazioni ed alle condizioni dettate dalle disposizioni del Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Arno, ovvero dalle disposizioni del presente Piano Strutturale e del Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) della Provincia di Lucca qualora risultino più restrittive di quella del medesimo Piano di Assetto Idrogeologico.. La carta della fattibilità rappresentando il documento di sintesi ottenuto incrociando i vari tipi di pericolosità riscontrati sul territorio comunale con il grado di esposizione relativo alle destinazioni d uso ed alle trasformazioni previste, esprime pertanto l ammissibilità delle trasformazioni, fisiche e funzionali, del territorio. 7. Ai fini e per gli effetti dell interpretazione e dell applicazione delle presenti disposizioni sono stabilite le seguenti definizioni. a) Rischio. La probabilità che in una determinata zona ed in un determinato intervallo di tempo possa verificarsi un evento naturale capace di produrre danni, intesi come conseguenze sul piano sociale ed economico superiori ad un prefissato valore di soglia. Il rischio totale o effettivo, al quale è esposta una determinata zona del territorio, è il prodotto della pericolosità per l esposizione e per la vulnerabilità. Ai fini dell applicazione delle disposizioni del presente articolo, il rischio è dato dal prodotto della pericolosità per la sola esposizione. b) Pericolosità. La probabilità che in un determinato intervallo di tempo ed in una determinata area si verifichi un evento naturale di una determinata intensità. c) Esposizione. La natura, la qualità e la quantità dei beni e/o soggetti esposti al rischio. Vengono riconosciuti i seguenti tre gradi di esposizione: GRADI DI ESPOSIZIONE BASSA MEDIA ALTA BENI E/O SOGGETTI ESPOSTI Componenti territoriali non adibibili ad utilizzazioni comportanti presenza continuativa ovvero temporanea ma frequente di persone: caccia, pesca, attività escursionistiche, ricreative, d osservazione e di studio, ricoveri connessi alle attività escursionistiche, all ordinaria coltivazione del suolo, alle attività selvicolturali, all attività di pascolo, alla zootecnia, alla itticoltura, magazzini, depositi a cielo aperto, pertinenze varie quali tettoie, garage, ripostigli, piscine private e simili, impianti scoperti per la pratica sportiva, mobilità pedonale, mobilità meccanizzata in elementi di viabilità minore (strade vicinali, poderali, interpoderali), e simili. Componenti territoriali adibibili ad utilizzazioni comportanti bassa densità di presenza continuativa ovvero temporanea ma frequente di persone: attività estrattive, lavorazione degli inerti, parchi urbani e territoriali, abitazioni rurali, abitazioni ordinarie o artigianato o esercizi commerciali di vicinato o pubblici esercizi in edifici isolati in territorio non urbano, impianti scoperti per la pratica sportiva in edifici isolati in territorio non urbano, mobilità meccanizzata in elementi di viabilità locale, attrezzature tecnologiche a rete e puntuali di rilevanza locale, e simili. Componenti territoriali adibibili ad utilizzazioni comportanti elevata densità di presenza continuativa o temporanea di persone: territorio urbano in generale (comprese le aree ad organizzazione morfologica specialistica per la produzione e/o l erogazione di beni o servizi), consistenti strutture insediative extraurbane abitative, per la produzione e/o l erogazione di beni o servizi (attività produttive agro-industriali, manifatture, medie e grandi strutture di vendita, centri commerciali, attività ricettive, strutture per l istruzione, culturali, ricreative, religiose, sanitarie ed assistenziali, cimiteriali), mobilità ferroviaria e meccanizzata in elementi di viabilità sovralocale oppure locale ma di interesse strategico, attrezzature tecnologiche a rete e puntuali di rilevanza sovralocale, e simili. 21
22 d) Vulnerabilità. Il grado dei danni prodotti sui beni e/o soggetti dal verificarsi dell evento naturale atteso, associato alla capacità di sopportare gli effetti dell evento. e) Fattibilità. L ammissibilità delle trasformazioni, fisiche e funzionali, del territorio e degli immobili che lo compongono La fragilità geomorfologica I fenomeni franosi 1. La valutazione del grado di stabilità dei versanti, inteso in particolare come possibilità dell attivarsi o riattivarsi di movimenti franosi, deve essere realizzata in conformità agli indirizzi dettati dal P.T.C. nell Appendice 1 Parte I, Il grado di pericolosità deve essere determinato, sulla base delle valutazioni di cui al precedente punto, in conformità alla seguente tabella: Classe Pericolosità Caratteri Aree con assenza sia di forme e processi geomorfologici attivi o quiescenti, sia di fattori 1g IRRILEVANTE geolitologici e/o morfologici predisponenti l attivazione di processi morfo-evolutivi. Aree con assenza di forme e processi geomorfologici attivi o quiescenti per i quali sono al massimo prevedibili, sulla base di valutazioni geologiche, litotecniche e clivometriche, 2g BASSA limitati processi di degrado superficiale riconoscibili e neutralizzabili a livello di intervento diretto. Frane inattive, per cause naturali o artificiali, di modeste dimensioni. Aree interessate da frane quiescenti e/o da indicatori geomorfologici precursori di fenomeni di instabilità (contropendenze, ondulazioni, lacerazioni) nelle quali non si 3ag MEDIO-BASSA possono escludere riattivazioni o attivazioni di movimenti di massa di complessiva bassa intensità (per velocità, dimensioni ed energia). Frane inattive, per cause naturali o artificiali, di medie o grandi dimensioni. Aree interessate da frane quiescenti e/o da indicatori geomorfologici precursori di fenomeni di instabilità (contropendenze, ondulazioni, lacerazioni) nelle quali sono prevedibili attivazioni o riattivazioni di movimenti di massa di media intensità. 3bg Aree prive delle forme e degli indicatori di cui sopra ma nelle quali la presenza di MEDIO-ALTA particolari caratteri litologici, giaciturali e clivometrici non escludono la possibilità di attivazione di movimenti di massa di media-elevata intensità. Aree interessate da frane attive. Aree interessate da diffusi fenomeni di degrado attivo (movimenti di massa o erosioni) di qualsiasi intensità. Aree interessate da frane quiescenti 4g e/o da indicatori geomorfologici precursori di fenomeni di instabilità (contropendenze, ELEVATA ondulazioni, lacerazioni) nelle quali sono prevedibili attivazioni o riattivazioni di movimenti di massa di elevata intensità. 3. La fattibilità delle trasformazioni deve essere determinata in conformità alla seguente tabella: Pericolosità Esposizione Fattibilità Limitazioni (1) e prescrizioni BASSA 1g Nessuna limitazione. Nessun approfondimento di indagine richiesto. 1g Nessuna limitazione. Approfondimento di indagine richiesto soltanto MEDIA 2g a supporto dell intervento diretto. ALTA 22
23 BASSA 2g Nessuna limitazione. Approfondimento di indagine richiesto. soltanto a supporto dell intervento diretto. MEDIA 2g ALTA 2gg Nessuna limitazione. Indagini di approfondimento, estese all ambito geomorfologico significativo richieste soltanto nel caso di intervento diretto. Nel caso di interventi destabilizzanti su frana inattiva le indagini devono contenere verifiche di stabilità comprovanti la esistenza, o il raggiungimento con opportune opere di sostegno e/o bonifica, di adeguati coefficienti di sicurezza. Nessuna limitazione. Indagini di approfondimento, estese all ambito geomorfologico significativo richieste soltanto nel caso di intervento diretto. Nel caso di interventi destabilizzanti su frana inattiva le indagini devono contenere verifiche di stabilità comprovanti la esistenza, o il raggiungimento con opportune opere di sostegno e/o bonifica, di adeguati coefficienti di sicurezza. Nessuna limitazione. Indagini di approfondimento, estese all ambito geomorfologico significativo richieste sia nel caso di intervento diretto che di piano attuativo. Interventi diretti approvabili soltanto se supportati da studi e verifiche comprovanti la esistenza, o il raggiungimento con opportune opere di sostegno e/o bonifica, di adeguati coefficienti di sicurezza Nessuna limitazione. Indagini di approfondimento, estese all ambito geomorfologico significativo, richieste sia nel caso di intervento diretto che di piano attuativo. Interventi diretti ammissibili soltanto se supportati da progetto di massima degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio (2). Forti limitazioni. Qualsiasi previsione urbanistica che comporti aumento di rischio rispetto all esistente realizzato è consentita soltanto se supportata, nel Regolamento urbanistico comunale, da: 1) studi e verifiche finalizzate alla piena comprensione dei fenomeni di instabilità presenti ed alla valutazione del rischio effettivo; 2) progetto degli interventi per la mitigazione del rischio stesso. BASSA 2gg 3ag MEDIA ALTA 3gg BASSA 3g 3bg MEDIA ALTA 4g 4g BASSA MEDIA ALTA 4gg Fortissime limitazioni. Consentiti soltanto gli interventi di bonifica dei movimenti franosi ed in genere gli interventi finalizzati a ridurre la vulnerabilità degli edifici e/o delle opere esistenti. Qualsiasi previsioni urbanistica che comporti aumento di rischio rispetto all esistente realizzato è consentita soltanto se supportata, nel R.U. comunale, da: 1) studi e verifiche finalizzate alla piena comprensione dei fenomeni di instabilità presenti ed alla valutazione del rischio effettivo; 2) progetto degli interventi per la mitigazione del rischio stesso nonché stima dei costi relativi necessari. Piani attuativi approvabili ed interventi diretti abilitabili soltanto a seguito della realizzazione e del collaudo dei previsti interventi di mitigazione incidenti sulla pericolosità. NOTE (1) Limitazioni alla previsione negli strumenti di pianificazione comunali di trasformazioni, fisiche e funzionali, che comportino aumenti del grado di rischio rispetto all esistente realizzato. Per tutti gli interventi sul territorio che possono alterare sensibilmente il grado di pericolosità dello stesso (sbancamenti, riporti, e simili), è comunque implicita la possibilità di ulteriori limitazioni derivanti dalle verifiche che devono corredare i piani attuativi ed i progetti di interventi diretti. (2) Mitigazione o annullamento del rischio a mezzo di interventi incidenti sulla pericolosità (interventi sulle cause e/o sugli effetti) e/o sulla vulnerabilità (accorgimenti costruttivi, sistemi di allarme) Le colate detritiche torrentizie 1. L esistenza di un pericolo potenziale connesso a processi impulsivi parossistici di dinamica torrentizia 23
24 in grado di generare vistosi effetti di morfogenesi deve essere valutata in conformità agli indirizzi dettati dal P.T.C. nell Appendice 1 Parte I, Il grado di pericolosità deve essere conclusivamente determinato in conformità alla seguente tabella: Classe Pericolosità Caratteri 1d IRRILEVANTE Punteggio < 40 2d BASSA Punteggio compreso tra 40 e 50 3d MEDIA Punteggio compreso tra 50 e 70 4d ELEVATA Punteggio > La fattibilità delle trasformazioni deve essere determinata in conformità alla seguente tabella: Pericolosità Esposizione Fattibilità Limitazioni (1) e prescrizioni BASSA Nessuna limitazione. Nessun approfondimento di indagine richiesto. 1d - 2d MEDIA 1d 3d 4d ALTA BASSA MEDIA ALTA BASSA MEDIA ALTA 3d 4d 3d 4dd Nessuna limitazione. Piani attuativi approvabili e interventi diretti abilitabili soltanto se corredati della valutazione del rischio effettivo e dal progetto delle opere volte alla mitigazione del rischio stesso (2). Alcune limitazioni. Nuove previsioni edificatorie consentite solo se supportate, nel Regolamento urbanistico comunale, da ulteriori studi e verifiche finalizzate alla valutazione del rischio effettivo, dal progetto di massima delle opere tese alla mitigazione del rischio stesso (2) nonché dalla stima dei relativi costi. Piani attuativi approvabili ed interventi diretti abilitabili soltanto contestualmente all approvazione della progettazione esecutiva delle opere di cui sopra. Nessuna limitazione. Interventi diretti abilitabili soltanto se corredati della valutazione del rischio effettivo e dal progetto delle opere volte alla mitigazione del rischio stesso (2). Fortissime limitazioni. Non sono consentite nuove previsioni edificatorie, con la sola esclusione di quelle relative a infrastrutture lineari interrate. Interventi diretti approvabili soltanto contestualmente all approvazione della progettazione esecutiva delle opere tese alla mitigazione del rischio. NOTE (1) Limitazioni alla previsione negli strumenti di pianificazione comunali di trasformazioni, fisiche e funzionali, che comportino aumenti del grado di rischio. (2) Mitigazione o annullamento del rischio a mezzo di interventi incidenti sulla pericolosità (interventi sulle cause e/o sugli effetti) e/o sulla vulnerabilità (accorgimenti costruttivi, sistemi di allarme) I fenomeni di subsidenza e la pericolosità geotecnica delle aree di pianura 1. Il grado di pericolosità da subsidenza e di tipo geotecnico delle aree di pianura deve essere determinato in conformità alla seguente tabella: Classe Pericolosità Caratteri 24
25 2l 3s 4s BASSA MEDIA ELEVATA Corrisponde ad una situazione geologico-tecnica apparentemente stabile sulla quale tuttavia permangono alcuni dubbi, prevalentemente di carattere geotecnico in relazione alle opere edilizie che potranno essere realizzate nell area stessa, che comunque potranno essere chiariti a livello di indagine geognostica di supporto alla progettazione edilizia, svolta anche in riferimento ai fenomeni di ritiro e rigonfiamento dei terreni superficiali a prevalente componente argillosa Aree potenzialmente subsidenti per caratteri stratigrafici, litotecnici ed idrogeologici Aree con subsidenza acclarata 2. La fattibilità delle trasformazioni deve essere determinata in conformità alla seguente tabella: Pericolosità Esposizione Fattibilità Limitazioni (1) e prescrizioni 2l BASSA MEDIA 2l Nessuna limitazione. Indagini di approfondimento di tipo geotecnico richieste solo a supporto dell intervento diretto. ALTA 3s BASSA MEDIA ALTA 3s Nessuna limitazione. Piani attuativi approvabili ed interventi diretti abilitabili soltanto se corredati della valutazione del rischio effettivo e dell eventuale progetto delle opere volte alla mitigazione del rischio stesso (2). Progetti di nuovi emungimenti (3) approvabili soltanto se corredati da valutazioni sulla compatibilità del prelievo basata sulla verifica degli effetti a lungo termine, tenuto conto delle condizioni locali stratigrafiche e di soggiacenza piezometrica. Divieto assoluto di nuovi emungimenti (3). Piani attuativi ed interventi diretti approvabili solo se corredati della valutazione del rischio effettivo e dell eventuale progetto delle opere tese alla mitigazione del rischio stesso (2). Divieto assoluto di nuovi emungimenti (3). Fortissime limitazioni per tutte le previsioni comportanti attività idroesigenti e/o la realizzazione di opere sensibili al fenomeno della subsidenza. Nuove previsioni edificatorie consentite soltanto se supportate, nel Regolamento urbanistico comunale, da accertamenti, condotti a livello di area subsidente complessiva finalizzati alla piena comprensione del fenomeno in termini di cause, velocità di abbassamento del suolo, tendenza evolutiva. In tutti i casi, piani attuativi approvabili ed interventi diretti abilitabili soltanto se corredati da accurate valutazioni del rischio effettivo e dal progetto delle eventuali opere tese alla mitigazione del rischio stesso (2). BASSA 4s 4s MEDIA 4ss ALTA NOTE (1) Limitazioni alla previsione negli strumenti di pianificazione comunali di trasformazioni, fisiche e funzionali, che comportino aumenti del grado di rischio rispetto all esistente realizzato. (2) Mitigazione o annullamento del rischio a mezzo di interventi incidenti sulla vulnerabilità (accorgimenti costruttivi, fondazioni speciali). (3) Emungimenti di acque sotterranee, comprese quelle freatiche, con la sola esclusione di quelli ad uso domestico nelle aree non servite da pubblico acquedotto e di quelli caratterizzati da consumi occasionali (spegnimento di incendi e simili). 3. Nelle aree vulnerate da subsidenza, o da altri fenomeni di degrado del suolo, comunque connessi agli abbassamenti del livello di falda: a. deve essere evitata l attivazione di nuovi emungimenti di acque sotterranee, comprese quelle freatiche, e compresi gli emungimenti degli impianti idrovori di bonifica, nonché gli emungimenti temporanei realizzati per gli scavi sotto falda, a esclusione di quelli ragionevolmente definibili modesti per estensione e profondità o i cui effetti siano annullabili attraverso impianti di reimmissione in falda, con 25
26 la sola esclusione, pertanto, degli emungimenti finalizzati al consumo domestico nelle aree non servite da acquedotto, e di quelli relativi a prese d acqua per lo spegnimento degli incendi; b. deve essere evitata la possibilità di attivazione di utilizzazioni idroesigenti, per esse intendendosi le attività colturali e di produzione di beni esprimenti per il proprio esercizio fabbisogni d acqua eccedenti quelli omologabili ai consumi domestici, a meno che non sia previsto e garantito il soddisfacimento dei relativi fabbisogni idrici mediante captazioni di acque superficiali o reti acquedottistiche attingenti all esterno delle aree vulnerate da subsidenza; c. la previsione della realizzazione di manufatti sensibili al fenomeno della subsidenza, quali le infrastrutture a elevato sviluppo lineare (binari ferroviari, collettori principali dei sistemi acquedottistici e fognari, gasdotti, metanodotti, e simili), deve essere limitata ai casi di esigenze non altrimenti soddisfabili, e comunque deve essere disposto che i relativi progetti siano integrati dalla previsione di adeguate opere volte alla mitigazione del rischio, quali particolari accorgimenti costruttivi, fondazioni speciali, e simili; d. deve essere disposto che i piani attuativi relativi a nuovi insediamenti, e alla ristrutturazione urbanistica di insediamenti esistenti, siano corredati da accurate valutazioni del rischio effettivo, e ove occorra integrati dalla previsione di adeguate opere volte alla sua mitigazione; e. deve essere disposto che la valutazione del rischio effettivo, seppure in forma semplificata, e ove occorra la previsione di adeguate opere volte alla sua mitigazione, corredi e integri altresì i progetti di nuova edificazione di manufatti edilizi singoli. 4. Nelle aree potenzialmente vulnerabili da subsidenza: a. deve essere evitata l attivazione di nuovi emungimenti di acque sotterranee, comprese quelle freatiche, con la sola esclusione degli emungimenti finalizzati al consumo domestico nelle aree non servite da acquedotto, e di quelli relativi a prese d acqua per lo spegnimento degli incendi, ove tale attivazione no sia legittimata da accurati accertamenti volti a definire i prevedibili effetti a lungo termine, tenuto conto sia delle condizioni locali stratigrafiche e di soggiacenza piezometrica, sia della vulnerabilità degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti; b. deve essere disposto che i piani attuativi relativi a nuovi insediamenti, e alla ristrutturazione urbanistica di insediamenti esistenti, siano corredati da accurate valutazioni del rischio effettivo, e ove occorra integrati dalla previsione di adeguate opere volte alla sua mitigazione; c. deve essere disposto che la valutazione del rischio effettivo, seppure in forma semplificata, e ove occorra la previsione di adeguate opere volte alla sua mitigazione, corredi e integri altresì i progetti di nuova edificazione di manufatti edilizi singoli I fenomeni sismici 1. Le indagini di supporto alla pianificazione urbanistica devono evidenziare le condizioni geologiche e 26
27 morfologiche che possono produrre alterazioni importanti della risposta sismica locale. Tra queste ultime assumono particolare importanza sia quelle che producono amplificazioni della risposta sismica senza deformazioni permanenti del suolo, sia quelle nella quali l anomalia sismica è rappresentata da una deformazione permanente quale l attivazione o riattivazione di movimenti franosi, la liquefazione di terreni, i cedimenti. 2. Il grado di pericolosità sismica deve essere determinato in conformità alla seguente tabella: Classe Pericolosità Caratteri Aree non interessate da fenomeni attivi, suscettibili, per costituzione 3t geologica e/o morfologica, di subire fenomeni di moderata amplificazione MEDIA della sollecitazione sismica, senza deformazioni permanenti del suolo. 4t Aree interessate da fenomeni attivi. ELEVATA Aree non interessate da fenomeni attivi, suscettibili, per costituzione geologica e/o morfologica, di subire deformazioni permanenti del suolo e/o fenomeni di elevata amplificazione della sollecitazione sismica. 3. La fattibilità delle trasformazioni deve essere determinata in conformità alla seguente tabella: Pericolosità Esposizione Fattibilità Limitazioni (1) e prescrizioni BASSA MEDIA 3t Nessuna limitazione. Indagini di approfondimento richieste sia nel caso di intervento diretto che di piano attuativo. Interventi diretti abilitabili soltanto se supportati da valutazioni del rischio effettivo e dal progetto di massima degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio stesso (2). 3t Alcune limitazioni. Nuove previsioni edificatorie consentite soltanto se 4t ALTA supportate, nel Regolamento urbanistico comunale, da approfondimenti della pericolosità e da indicazioni e/o prescrizioni per la progettazione degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio stesso (2). Piani attuativi approvabili ed interventi diretti abilitabili soltanto contestualmente all approvazione della progettazione dei predetti interventi. BASSA 4tt Forti limitazioni. Nelle aree interessate da frana consentiti soltanto gli interventi di bonifica dei movimenti franosi ed in genere gli interventi finalizzati a ridurre la vulnerabilità degli edifici e/o delle opere esistenti. Nella altre aree, potenzialmente interessate da fenomeni di liquefazione dei terreni e da cedimenti del suolo, ammissibili altri modesti interventi purché sia dimostrata l assenza di rischio per le persone. Fortissime limitazioni. Consentiti soltanto gli interventi di bonifica dei movimenti franosi ed in genere gli interventi finalizzati a ridurre la 4t MEDIA vulnerabilità degli edifici e/o delle opere esistenti. 4ttt ALTA NOTE (1) Limitazioni alla previsione negli strumenti di pianificazione comunali di trasformazioni, fisiche e funzionali, che comportino aumenti del grado di rischio rispetto all esistente realizzato. (2) Mitigazione o annullamento del rischio a mezzo di interventi incidenti sulla vulnerabilità (accorgimenti costruttivi, fondazioni speciali, sistemi di allarme). 27
COMUNE DI SANTA CROCE SULL ARNO Provincia di Pisa Variante al PIANO STRUTTURALE Norme Tecniche d Attuazione N.T.A. INDICE PARTE PRIMA - NORME DI CARATTERE GENERALE....5 Art. 1 Finalità, contenuti e ambito

References: ART. 1
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 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
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 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 ART. 18
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 ART. 22
 ART. 23
 ART. 26
 ART. 27
 ART. 28
 ART. 29
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 ART. 32
 ART. 33
 ART. 34
 ART. 35
 ART. 36
 ART. 37
 ART. 38
 ART. 39
 ART. 40
 ART. 41
 ART. 42
 ART. 43
 ART. 44
 ART. 44
 ART. 44
 ART. 44
 ART. 44
 ART. 44
 ART. 44
 Art. 1
 Art. 2
 art. 81
 Art. 3
 art. 6
 Art. 4
 art. 55
 art. 10
 Art. 5
 Art. 6
 art. 1
 art. 8
 ART. 7
 Art. 1