Source: http://wiki.meetupcaserta.it/programma:tavoli:ambiente:stesura
Timestamp: 2017-08-23 10:08:03+00:00

Document:
programma:tavoli:ambiente:stesura [MeetUp Caserta Wiki]
programma:tavoli:ambiente:stesura
Stesura (partendo dalla sintesi) - Tavolo di Lavoro - Ambiente
1. Economia Circolare
2. Nuova Organizzazione nella gestione dei rifiuti
3. Differenziata Porta a Porta
4. Tracciabilità e trasparenza
5. Isole Ecologiche Innovative e Mercatini del riuso
6. Trashware ed Ecorisparmio
7. Compostaggio domestico
8. Verde pubblico
9. Controlli sulle acque
10. Mercatini a Km0
Adozione delle linee guida europee dell'economia Circolare (premessa)
Verso rifiuti zero (inserito)
Raccolta spinta porta a porta (verificare lo stato attuale e miglioramento) (inserito)
Miglioramento delle isole ecologiche (raccolta, recupero e rivendita/baratto) (inserito)
Trashware (recupero materiale informatico)(inserito)
Filiera/Mercatini del riciclo (in accordo ai 2 punti precedenti) (inserito)
La ditta che gestisce i rifiuti e quella che gestisce la differenziata devono essere diverse (inserito)
Compostaggio domestico (estendere a chi non ha giardino - compostiera sul balcone) (inserito)
Sacchi con TAG per tracciabilità (specifica del piano di raccolta dei rifiuti) (inserito)
Decoro Urbano (partecipazione)
Gestione in house dei rifiuti - (come fare? ex. con una partecipata) (verificare nel concreto)
Nuovo piano di raccolta rifiuti (implicito)
Individuazione di un nuovo ed eventuale modello migliorativo (da sviluppare. introduzione SCEC) (verificare nel concreto)
Ecocompattatori (altro nome) (che non incentivi un abuso di produzione) (verificare nel concreto)
Adottare "Vuoto a rendere" (anche se sperimentale, nel collegato Ambientale)(verificare nel concreto)
Recupero dei tributi evasi (nel bilancio)
Revisione della tariffazione (verificare nel concreto)
Studio delle nuove norme in materia di ATO (verificare nel concreto)
Bonifiche con riserva (va presa con attenzione)(verificare nel concreto)
Premialità per i cittadini virtuosi (verificare nel concreto)
Rispetto delle norme che regolano la raccolta differenziata nei luoghi pubblici (implicito)
Banchi alimentari - ReFood (recupero cibo in scadenza)(verificare nel concreto)
Videosorveglianza per le sole aree recidive accompagnate da sanzioni adeguate (verificare nel concreto)
Sportello bonifica amianto (come il comune di Mirabello - da verificare) (o con fondi europei)(verificare nel concreto)
Questione voragine 167 (approfondire storia, etc)(verificare nel concreto)
Studio delle nuove norme in materia EIC (implicito)
Autosufficienza idrica delle strutture pubbliche (riciclo acqua piovana - da verificare) (da verificare nel concreto)
Sensibilizzazione sulla tutela acqua (consumo, risparmio) (implicito)
Caserta fa parte di quell'area geografica, detta “Terra dei fuochi”, colpita da uno dei delitti ambientali più atroci: lo sversamento costante di rifiuti industriali, tossici e nucleari, successivamente incendiati per occultarne le prove.
La nostra terra si nutre di veleni e noi con essa, come testimonia l’Istituto Pascale, che ha evidenziato come negli ultimi decenni la mortalità per tumori in Campania sia divenuta superiore quella nazionale.
Parlare di ambiente, dunque, significa affrontare temi di ampia portata, che vanno dalla gestione dei rifiuti, alla qualità dell’aria e dell’acqua, dal verde pubblico all'ecosostenibilità ed all'agricoltura a km 0, tenendo ferma l'attenzione alla normativa europea, che fin dagli anni '70, ha adottato misure per assicurare l’attento utilizzo delle risorse naturali, tendendo a minimizzare gli impatti ambientali negativi della produzione e del consumo ed a proteggere la biodiversità e gli habitat naturali. Significa in definitiva adottare il concetto di QUALITA' GLOBALE, ossia affrontare l'insieme delle tematiche ambientali, privilegiandolo rispetto al concetto di quantità prodotta. Si terrà conto, perciò, di tutti i riferimenti, le ricadute e le relazioni esistenti nei vari processi produttivi per migliorarli. A titolo di esempio, il trattamento dei rifiuti riguarda non solo la raccolta o lo smaltimento, ma anche il reale riciclo dei materiali, la fertilità del suolo (a cui va restituita la sostanza organica sottoforma di compost), la produzione energetica efficiente, la qualità delle acque di falda, le emissioni di CO2 e di nanopolveri in atmosfera, la filiera della mozzarella ecc.. Insomma, tutti questi aspetti vanno considerati insieme ed interconnessi, non limitandosi soltanto alle VIA (Valutazioni di Impatto ambientale).
La linea di tendenza è la realizzazione della cosiddetta Economia circolare, raccomandata dalle ultime direttive europee, nell'ambito della strategia Europa 2020, per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. L'Economia circolare pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e le materie vengono costantemente riutilizzate. E' l'espansione del concetto di qualità globale ed è un sistema in cui tutte le attività sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro. Nell’economia lineare, invece, terminato il consumo, termina anche il ciclo del prodotto, che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento. Per rendere concreta l'idea è necessaria un’alleanza tra cittadini, istituzioni ed imprese, a partire dalle esperienze già in atto. Poiché larga parte dell'inquinamento ambientale è causata dallo smaltimento dei rifiuti, ne consegue che le principali tecniche oggi adoperate sono altamente inquinanti: inceneritori e discariche. Bisogna, dunque, dire SI ad una visione alternativa della gestione dei rifiuti, al fine di trarre vantaggi dal riciclo e dal riutilizzo di ogni materiale. Realisticamente questo è un traguardo lontano, purtroppo, dall'esistente, ma dev'essere ciò a cui occorre tendere, perché, “Se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti” (Janez Potočnik,commissario europeo per l’Ambiente)
La normativa nazionale, seppure per brevi tratti, presenta dei punti positivi che vanno sfruttati. Essa, infatti, pur dando importanza agli Ambiti (ATO) a discapito dei Sindaci, prevede la partecipazione dei cittadini e la pubblicizzazione ( legge 7 agosto 1990, n. 241). I comuni concorrono alla gestione dei rifiuti urbani, disciplinandola con appositi regolamenti, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità e in coerenza. Sono anche tenuti ad esprimere il proprio parere in ordine all'approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati rilasciata dalle regioni. Quindi, anche se i Sindaci dovranno sottostare normativamente agli Ambiti Territoriali, si cercherà di sfruttare al massimo quei pochi spiragli offerti dalla legge nazionale e regionale. Tutto ciò al fine di migliorare quel 52% di raccolta differenziata relativa all'anno 2014.
La raccolta differenziata “porta a porta” rappresenta uno strumento di grande utilità per il recupero dei materiali, la loro separazione e riutilizzo. Dai dati ISTAT emerge che i comuni che hanno adottato tale modalità di gestione dei rifiuti hanno risultati di differenziazione e recupero superiore al 60% rispetto ad i metodi tradizionali. Non solo si potrà dire addio ad inceneritori e discariche, ma sarà possibile ottenere un largo ricavo dai rifiuti recuperati.
Per garantire una migliore gestione dei rifiuti, è necessario che i cittadini conoscano il percorso che i rifiuti effettuano nel corso della loro raccolta, la loro destinazione e resa economica. L'identificazione dei rifiuti è fondamentale, anche per combattere le ecomafie. Nell'epoca della totale informazione, in cui tutto è tracciabile,dagli animali agli alimenti, non rintracciare i rifiuti è solo una scusa. Rendendo il sistema completamente trasparente, è possibile offrire una duplice garanzia ai cittadini: da un lato, che i rifiuti vengano realmente differenziati; dall'altro, che i soli eventuali trasgressori siano puniti.
Isole ecologiche che non si occupino solo dello smistamento dei rifiuti ma che abbiano all’interno un centro del riciclo. Trattare i rifiuti cittadini costa molto in termini di energia, ecco dunque perché è vantaggioso togliere oggetti e materiali dalla catena dello smaltimento, rimettendoli in circolo, creando così nuovi posti di lavoro e slancio all’economia locale attraverso l’istituzione di Mercatini del Riuso. http://www.comune.castelsanpietroterme.bo.it/files/norme/pdf/norma33.pdf
Anche i materiali informatici possono essere rimessi a nuovo e riutilizzati. Pezzi di vecchi pc, hardware ed altro serviranno ad evitare ulteriori sprechi, incrementando la pratica del riciclo.
Acquisti green per le Amministrazioni; riduzione materiale plastico; informatizzazione degli uffici; uso di sporte; efficientamento energetico
Con il compostaggio domestico si ottengono importanti benefici ambientali ed economici perché permette di ridurre le quantità di rifiuti organici conferiti in discarica che producono biogas e percolato dannosi per l’ambiente, recupera e trasforma il rifiuto organico che diventa materiale fertilizzante per il proprio orto o giardino; permette di abbattere C02 perché non vengono impiegati mezzi di trasporto per la raccolta del rifiuto. La dotazione di appositi bidoni ad ogni unità familiare, contestualmente a dei corsi informativi sul come fare, è un traguardo raggiunto in molti Comuni, nonostante le scarse risorse economiche del Comune di Caserta, è possibile intervenire disciplinando la pratica del compostaggio domestico e incentivandola con bonus fiscale sul pagamento della Tari.
Recupero aree abbandonate ed incolte attraverso la libera iniziativa dei cittadini che volontariamente potranno abbellire ed arredare questi spazi (panchine tavoli gazebi, barbecue etc) quindi il verde inteso non solo come luogo di ritiro intimo e rilassante , ma anche come luogo di ritrovo e aggregazione sociale, che troppo spesso negli ambiti urbani sono negati. Si potrà inoltre adottare una area verde1) e portare il proprio contributo al miglioramento del verde pubblico, nella consapevolezza che le aree verdi comunali appartengono alla collettività. Recuperando terreni abbandonati di aree comunali si procederà all’assegnazione in concessione ad uso gratuito (senza scopo di lucro) di questi terreni per orti urbani 2)dove chi sa di piu insegna l’altro. infine si provvederà all'applicazione pratica e teorica di agricoltura e giardinaggio nelle scuole 3)attraverso il recupero di spazi verdi pubblici ( aiuole, giardini e cortili limitrofi alle scuole ) questo per la sensibilizzazione al nostro patrimonio ambientale che aiuti a creare un senso identitario e di appartenenza . E’giunto il momento di difendere l’ambiente per valorizzare il nostro territorio con la chiusura delle cave4) e degli impianti industriali ad esse collegate (senza altre proroghe o sanatorie), a favore di nuovi progetti di uso sociale e valorizzazione delle colline Tifatine e del patrimonio storico di cui sono testimonianza ed infine dare una destinazione urbanistica all'area Macrico 5)che ne faccia scendere il valore oppure espropriarla per interesse pubblico e renderla utilizzabile con fondi europei e da qui le proposte partecipate con i cittadini.
A Caserta si può bere la migliore acqua potabile d’Italia,è, infatti, soggetta a restrizioni e a controlli severi e frequenti dell'Asl, organo deputato ai controlli previsti per legge, che effettua centinaia di analisi l'anno. Dato confermato anche da un'indagine effettuata il 24/06/2015 dall'associazione Altroconsumo.
Eppure nell’immaginario collettivo grazie alla Terra dei fuochi, è ormai convinzione comune che le falde freatiche sono inquinate.Rinunciare a bere acqua pubblica senza un motivo valido non è corretto. Infatti sostituire l’acqua del rubinetto con quella imbottigliata, oltre a non garantire in assoluto una migliore qualità, provoca un enorme impatto ambientale.
Occorre, quindi, una sana informazione sulla qualità dell'acqua potabile e la pubblicazione aggiornata delle analisi effettuate.
Adottare tutte le azioni per incentivare la promozione e la diffusione dei “mercati a km 0”, con corsie preferenziali in merito all'assegnazione di spazi. In questo modo consentiamo di fare la spesa in modo genuino e responsabile con prodotti di stagione e controllata origine e, perché no, rivalutare la “terra” che permetta l'autosufficienza contro la schiavitù della grande distribuzione, consentendo un giusto prezzo sia per il produttore che per il consumatore .
Mense biologiche e a Km.0 nelle scuole con prodotti locali e di stagione . La Commissione Mensa dovrà avere il compito di controllare (sempre,e non solo accordandosi preventivamente con le ditte come ora ) che vengano rispettate tutte le clausole contrattuali riferite al servizio mensa con penali significative6)
La Regione Campania ha avviato il processo di regolamentazione ed organizzazione del sistema della governance del servizio rifiuti in conformità con i principi definiti dalla disciplina dell’Unione europea e con le intervenute modifiche del quadro normativo nazionale in materia di svolgimento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, procedendo al relativo riordino della normativa regionale di settore attraverso l’approvazione della Legge regionale n. 5 del 24/01/2014 “Riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati in Campania”
In merito alle funzioni di organizzazione del servizio ha previsto che “Le funzioni di organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani spettano ai Comuni che le esercitano in forma associata nel rispetto delle norme relative all’organizzazione territoriale del servizio previste dalla presente legge.”
– “Il servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati è organizzato ed erogato all’interno degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) per consentire economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio.” – “I Comuni di ciascun ATO esercitano in forma associata le funzioni di organizzazione del servizio. A tal fine si associano sottoscrivendo una convenzione obbligatoria e costituendo, per ciascun ATO, una Conferenza d’ambito, che è l’ente di governo.” – “La sottoscrizione della convenzione è perfezionata dai Comuni di ciascun ATO entro trenta giorni dalla data di pubblicazione dello schema adottato dalla Regione. In caso di inerzia da parte dei Comuni, la Regione esercita il potere sostitutivo previsto dall’articolo 24.”; – “La prima seduta della Conferenza d’ambito è convocata dal Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti e si svolge entro quindici giorni dalla sottoscrizione della convenzione. In difetto di tempestiva convocazione provvede il Presidente della Regione o suo delegato. La Conferenza d’ambito, entro trenta giorni dal suo insediamento, approva il regolamento di funzionamento sulla base dello schema adottato dalla Regione.”; – “La Giunta regionale, sentito il Consiglio delle autonomie locali o, se non ancora costituito, la Conferenza Regione-autonomie locali adotta lo schema tipo delle convenzioni entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e lo schema tipo dei regolamenti di funzionamento delle Conferenze d’ambito entro i successivi trenta giorni.”
La Giunta Regionale della Campania ha proceduto con Delibera n.84 del 2014 all’adozione dello schema tipo di convenzione per l’esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti.
Con nota ai sindaci della Regione Campania del 28 aprile 2014, l’assesspre all’Ecologia e Tutela dell’ambiente, in considerazione della obbligatorietà della sottoscrizione della convenzione entro il termine di trenta giorni (7 maggio 2014) dalla data di pubblicazione dello schema tipo, avvenuta il 7 aprile 2014, ha ritenuto doveroso sollecitare i sindaci dei comuni con il maggior numero di abitanti degli ATO, affinché provvedano al coordinamento delle attività finalizzate alla puntuale sottoscrizione della convenzione, in particolare promuovendo da parte degli enti convenzionandi la tempestiva adozione di tutti gli atti propedeutici.
La maggioranza dei Comuni campani hanno avviato l’attuazione degli adempimenti previsti per la sottoscrizione delle convenzioni e la costituzione delle Conferenze d’ambito.
Per i comuni della provincia di Caserta, il sindaco del comune di Caserta, capofila della convenzione, con nota del 14 aprile 2014 ha convocato tutti i sindaci della Provincia per la sottoscrizione della convenzione alle ore 10 del 29 aprile presso il Belvedere di San Leucio.
In tale data la convenzione per l’esercizio in forma associata nell’ATO, coincidente con la Provincia di Caserta, è stata sottoscritta dai sindaci (o delegati) di 57 su 104 comuni, assenti i rappresentanti dei comuni di Cellole e Sessa Aurunca.
Le disposizione Regionali prevedono il Commissariamento degli Enti, qualora la convenzione non sia stata sottoscritta entro il 7 maggio.
Ciascuna Conferenza d’ambito, entro trenta giorni dall’insediamento è chiamata ad approvare lo schema tipo di Regolamento di funzionamento della conferenza d’ambito, redatto ed adottato dalla Regione con Delibera n.225 del 27 giugno 2014.
Si evidenziano due PACCHI REGALO previsti dalla legge.
E’ previsto che dal trentunesimo giorno successivo all’insediamento delle Conferenze d’Ambito sono trasferiti a loro carico discariche e siti di stoccaggio provvisorio ricadenti nel territorio dell’ATO. I costi sono ripartiti su base regionale fra i singoli ATO in proporzione degli abitanti e vanno a confluire nelle tariffe a carico dell’utenza. L’altro pacco è il personale dei Consorzi, da utilizzare per discariche e siti di stoccaggio, nonché destinato ad essere assorbito con passaggio di cantiere nei futuri affidamenti. Altro punto oscuro è il ruolo del Comune capofila in quanto La Conferenza d’Ambito non è e non può essere un Ente dotato di personalità giuridica, bilancio, personale. Quindi prevedere che la Conferenza affidi o appalti il servizio è una sciocchezza.Infatti è stato corretto il tiro con la Convenzione/tipo, individuando un Comune capofila (Caserta) che riceve il mandato dagli altri Comuni partecipanti alla Convenzione. Il Comune capoluogo, infatti, muoverà le fila del nuovo “carrozzone” che funzionerà come Stazione Unica Appaltante e gestirà, in sostanza, gli appalti per i rifiuti dei Comuni di tutta la provincia di Caserta. E sarà il Comune capofila (Caserta) e mandatario ad esercitare le funzioni che non può esercitare un NON ENTE quale la Conferenza d’Ambito.
secondo punto da trattare
terzo punto da trattare
quarto punto da trattare
quinto punto da trattare
sesto punto da trattare
francesca dice che è semplicemente fantastico questo punto
Rosanna Paciotti, 2016/04/18 20:57
PREMESSA snellire, ridurre un poco la parte delle malattie e aggiungere obiettivi direttive europee, brevi cenni verde pubblico, km zero. Parlare di ambiente non vuol dire solo di rifiuti ma di uno stile di vita. Inserire QUALITA' GLOBALE in premessa
1. Economia Circolare va snellito e un po' più contestualizzato al comune: Come si applica l'economia circolare al comune caserta?
2. Nuova Organizzazione nella gestione dei rifiuti sostituire il punto con l'integrazione di Umnberto
3. Differenziata Porta a Porta: importanza porta a porta, esempi vicini,
4. Trasparenza e Tracciabilità= più info sul progetto tracciabilità, tag, specificare che sul rifiuto abbiamo l'obiettivo della tracciabilità
5. Isole Ecologiche Innovative e Mercatini del riuso forma impersonale, tagliare alcuni esempi (troppe città) ridurre il testo ancora un poco
6. Trashware ed Ecorisparmio peppepenna fare la seconda parte incompleta e citare esempio cesena trashware comunale
7. Compostaggio domestico ma il bilancio del comune di Caserta non consente grandi investimenti, nonostante le scarse risorse economiche comunali è possibile intervenire discipliando la pratica del compostaggio domestico e incendivando il compostaggio con bonus fiscale sul pagamento della Tari.
sorta di crescita della comunità, un cambio di cultura CAMBIARE: Fondamentale per la riuscita è far comprendere alle persone che non si tratta di semplice raccolta differenziata spinta, bensì un obiettivo da raggiungere tutti insieme a beneficio della comunità.
8. Verde pubblico poco scorrevole, da ridurre. Semplificare i paragrafi.
9. Controlli sulle acque togliere “faremo-diremo”- non si può dire che faremo un accordo con un laboratorio. Dire che occorre fare informazione sul consumo di acqua potabile, avere le analisi aggiornate dell'acqua è uno dei nostri obiettivi. http://www.marcallo.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=8882&idCat=16852&ID=18062
10. Mercatini a Km0 OK - Accennare all'istituzione del regolamento commissione mensa.
umberto santacroce, 2016/02/22 18:35
RIGUARDO ALLA PROPOSTA DI ADERIRE ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI VIRTUOSI L’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi nasce nel maggio del 2005, nella sala consiliare di Vezzano Ligure, su iniziativa di quattro comuni: Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE). E’ una rete di Enti locali, che opera a favore di una armoniosa e sostenibile gestione dei propri Territori, diffondendo verso i cittadini nuove consapevolezze e stili di vita all’insegna della sostenibilità, sperimentando buone pratiche attraverso l’attuazione di progetti concreti, ed economicamente vantaggiosi, legati alla gestione del territorio, all’efficienza e al risparmio energetico, a nuovi stili di vita e alla partecipazione attiva dei cittadini.
Come aderire Attualmente hanno aderito 74 comuni (5 Campani: Camigliano, Agerola, Giffoni, Castelnuovo Cilento e Torraca). Per aderire all’associazione è necessario compilare il modulo di adesione, a firma del Sindaco/Rappresentante legale, indirizzata al Comitato Direttivo dell’Associazione, in cui si richiede l’adesione alla rete, evidenziando in estrema sintesi le motivazioni per cui si intende far parte dell’associazione, e i progetti già messi in cantiere relativamente alle cinque linee di intervento: gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita. Il Comitato direttivo, entro i 15 giorni successivi alla ricezione, inoltra l’eventuale accoglimento della domanda. A questo punto è necessario approvare in consiglio comunale una delibera di adesione contenente anche lo Statuto e il Manifesto dell’associazione dei Comuni Virtuosi. La quota associativa per il comune di Caserta sarebbe di € 3.000 (comuni da 50.000 a 100.000 abitanti). Il versamento della quota annuale di iscrizione deve essere effettuato sul conto corrente presso Banca Popolare Etica, tramite bonifico bancario, Cod. IBAN IT 40 U 05018 02400 000000171680, intestato a: ‘Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi’, piazza G. Matteotti n°17 60030 Monsano (AN). Una volta approvata la delibera di adesione, è sufficiente inviarne copia presso la sede dell’associazione, via mail a info@comunivirtuosi.org. Agli stessi indirizzi è possibile inviare documentazione su eventuali progetti realizzati o in corso di realizzazione dedicati alla tutela ambientale. Nei cinque anni di consiliatura il Comune socio è tenuto rendicontare almeno 3 volte al consiglio comunale, tramite approvazione di una delibera, relativamente alla politica ambientale promossa dall’amministrazione, inviando per posta cartacea alla sede dell’Associazione e per posta elettronica a info@comunivirtuosi.org, copia degli atti deliberati.
Perché aderire L’art. 7 dello Statuto dell’Associazione dei Comuni Virtuosi cita: “I soci ordinari hanno diritto … di usufruire di tutte le strutture, dei servizi, delle attività, delle prestazioni e provvidenze attuate dall’Associazione, ….
Ho chiesto “Perché aderire?” all’Associazione. Mi ha scritto Marco Boschini, referente dell’Associazione ed in sintesi mi ha detto quanto segue: “I vantaggi di essere socio sono diversi. Per esempio la progettazione condivisa per i bandi europei, la consulenza gratuita e lo scambio di informazioni tra amministratori sulle buone pratiche sperimentate, la visibilità al territorio ed alle iniziative intraprese dall’ente locale e dalla comunità (eventi, cultura, turismo, ecc) ed infine la formazione costante con la Scuola di Altra amministrazione, gratuita per i comuni soci (www.altramministrazione.it).
umberto santacroce, 2016/02/13 12:59
1.	Relativamente al punto 2 delle nostre proposte (settore ambiente) bisogna tener presente quanto ci dice la normativa nazionale. Le “Norme in materia ambientale” sono regolate dal D.Lgs. 152/2006. La parte quarta tratta delle norme in materia di gestione dei rifiuti ed il titolo I, in particolare, della gestione dei rifiuti. Io partirei dal capo III, servizio di gestione integrata dei rifiuti, e più precisamente citerei gli artt. 200, 199, 201 e 202 ( si, proprio in questo ordine) per far meglio comprendere l’importanza che si è voluta dare agli Ambiti, a discapito dei Sindaci. Le competenze di quest’ultimo sono, poi, descritte nel precedente capo II, competenze, all’art. 198.
2.	ART. 200 (organizzazione territoriale del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) 1. La gestione dei rifiuti urbani e' organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO), delimitati dal piano regionale di cui al precedente art. 199… ART. 199 (piani regionali) 1. Le regioni, sentite le province, i comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito di cui all'articolo 201, nel rispetto dei principi e delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181 e 182 ed in conformità ai criteri generali stabiliti dall'articolo 195, comma 1, lettera m) ed a quelli previsti dal presente articolo, predispongono piani regionali di gestione dei rifiuti assicurando adeguata pubblicità e la massima partecipazione dei cittadini, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241. ART. 201 (disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) 1. Al fine dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, disciplinano le forme e i modi della cooperazione tra gli enti locali ricadenti nel medesimo ambito ottimale, prevedendo che gli stessi costituiscano le Autorità d'ambito di cui al comma 2, alle quali e' demandata, nel rispetto del principio di coordinamento con le competenze delle altre amministrazioni pubbliche, l'organizzazione, l'affidamento e il controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti. 2. L'Autorità d'ambito e' una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente regione, alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale e' trasferito l'esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti. ART. 202 (affidamento del servizio) 1. L'Autorità d'ambito aggiudica il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani mediante gara disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie, in conformità ai criteri di cui all'articolo 113, comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267… CAPO II – COMPETENZE - ART. 198 (competenze dei comuni) 1. I comuni concorrono, nell'ambito delle attività svolte a livello degli ambiti territoriali ottimali di cui all'articolo 200 e con le modalità ivi previste, alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati. Sino all'inizio delle attività del soggetto aggiudicatario della gara ad evidenza pubblica indetta dall'Autorità d'ambito ai sensi dell'articolo 202, i comuni continuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa nelle forme di cui al l'articolo 113, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 2. I comuni concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità e in coerenza con i piani d'ambito adottati ai sensi dell'articolo 201, comma 3, stabiliscono in particolare: a) le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; b) le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; c) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi; d) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione di cui all'articolo 184, comma 2, lettera f); e) le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare; f) le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento; g) l'assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, secondo i criteri di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), ferme restando le definizioni di cui all'articolo 184, comma 2, lettere c) e d). 3. I comuni sono tenuti a fornire alla regione, alla provincia ed alle Autorità d'ambito tutte le informazioni sulla gestione dei rifiuti urbani da esse richieste. 4. I comuni sono altresì tenuti ad esprimere il proprio parere in ordine all'approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati rilasciata dalle regioni.
3.	Per quanto letto, è chiaro che i Sindaci (cioè i cittadini) dipendono esclusivamente dagli ATO. E, tenuto conto che essendo in Campania, gli Ambiti non sono altro che gli eredi naturali dei consorzi (cub) c’è poco da programmare nel settore dei rifiuti. Per quanto sopra, proporrei di eliminare la voce di cui al punto 2. Tanto, nel corso di una eventuale gestione 5stelle, può darsi che si trovi il percorso adatto per ottimizzare la raccolta e lo smaltimento nei singoli comuni. In tal caso si adotterà l’accorgimento più consono agli interessi collettivi,indipendentemente dalla pregressa citazione all’interno di un nostro programma elettorale.
Rosanna Paciotti, 2016/02/12 21:47
•	Verso rifiuti zero
•	Gestione in house dei rifiuti - (come fare? ex. con una partecipata) da approfondire
•	Raccolta spinta porta a porta (verificare lo stato attuale e miglioramento)
•	Ecocompattatori (altro nome) (che non incentivi un abuso di produzione) (studiare esempi virtuosi che non hanno incentivato l’abuso di consumo) Adottare “Vuoto a rendere” (anche se sperimentale, nel collegato Ambientale)
•	Revisione della tariffazione (approfondire)
•	Premialità per i cittadini virtuosi (approfondire esempi virtuosi)
•	Banchi alimentari - ReFood (recupero cibo in scadenza) (esempio virtuoso in cui è stato istituzionalizzato il reFood)
•	Miglioramento delle isole ecologiche (raccolta, recupero e rivendita/baratto) - Trashware (recupero materiale informatico) Filiera/Mercatini del riciclo (in accordo ai 2 punti precedenti)
•	Videosorveglianza per le sole aree recidive accompagnate da sanzioni adeguate (esempio Virtuoso)
•	Compostaggio domestico (estendere a chi non ha giardino - compostiera sul balcone)
•	Sacchi con TAG per tracciabilità (specifica del piano di raccolta dei rifiuti) (approfondire sui costi)
•	Sportello bonifica amianto (come il comune di Mirabello - da verificare) (o con fondi europei) (approfondire comune di Mirabello)
•	Adozione Decoro Urbano(eliminare eurp e aderire a decoro urbano)
•	Studio delle nuove norme in materia EIC
•	Incentivazione dei controlli interni dell’acqua e pubblicazione mensile delle analisi sul sito del comune
•	Sensibilizzazione sulla tutela acqua (consumo, risparmio)
•	Cosa prevede l’attuale POR? (approfondire)
•	Verificare da quali acquedotti arriva l’acqua che serve Caserta (approfondire) Kilometro Zero
•	Mercatini a kilometro zero (con bio vero, naturale) (rionali, etc)
•	Mense scolastiche con prodotti locali
•	Orti Urbani (recupero terreni abbandonati) (riferirsi all'inventario beni immobili comunali) Ecorisparmio
•	Riduzione materiale plastico (uffici, scuole, etc)
•	Acquisti green uffici pubblici (Green Public Procurement)
•	Incentivi per la riduzione di produzione di rifiuti per gli esercenti (da approfondire)
•	Efficientamento energetico (locali pubblici) Impianti fotovoltaici solo edifici comunali (da verificare esempi e costi) rifacimento pubblica illuminazione (utilizzando i led si risparmia il 30/40%)
•	Piano Illuminazione Urbana (da approfondire) http://www.studioambientale.it/interno/pric.htm
•	Orti Urbani (recupero terreni abbandonati) (riferirsi all'inventario beni immobili comunali)
TUTELA PATRIMONIO AMBIENTE E VIVIBILITA'
•	Macrico Verde (Area F2 - Proposta)
•	Tutela monti Tifatini (di competenza comunale – caserta vecchia) chiedere a gina (approfondire)
•	Diniego Cave (legato ai monti Tifatini) no a ulteriori concessioni
•	Regolamento Verde Pubblico (Ripristino parchi, Piantumazione, Arredo urbano) collaborazione della cittadinanza (adottabilità verde pubblico)
•	Sportello Verde Pubblico (vero)
•	Educazione Civica all'ecologia (nelle scuole, istituzionali, campagne di educazione civica)
Valentina Vanni, 2016/02/12 16:49
Premessa – Figlia della terra dei fuochi, Caserta fa parte di quella terrificante area geografica colpita da uno dei delitti ambientali più atroci: lo sversamento costante di rifiuti industriali, rifiuti tossici e nucleari, successivamente incendiati per occultare le prove.
La nostra terra si nutre di veleni e noi con lei.
L’Istituto per tumori Pascale ha riportato uno studio sulla terra dei fuochi, evidenziando che negli ultimi decenni la mortalità per tumori in Campania è divenuta superiore alla mortalità nazionale; il cancro è uno dei problemi, tra le patologie diffuse tra chi vive nella terra dei fuochi. Da 20 anni, nelle province di Napoli e Caserta si sono persi due anni di vita a testa per ogni bambino che nasce.
In provincia di Caserta, viene registrata una percentuale maggiore di tumori infantili dal 2007 al 2011 nell’arco di età da 0 a 19 anni: 67 casi di leucemie, 50 linfomi, 7 istiocitosi, 4 di altro tipo.
La perdita di materiali preziosi è una costante delle nostre economie. In un mondo in cui la domanda di risorse finite e talvolta scarse non cessa di aumentare, la concorrenza si acuisce e la pressione su queste risorse degrada e indebolisce sempre più l'ambiente, l'Europa può trarre benefici economici e ambientali dall'uso più adeguato di queste risorse. […] Per potenziare resilienza e competitività occorre indubbiamente ridestinare a fini produttivi le materie utilizzate e ancora utilizzabili, ridurre i rifiuti e limitare la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento incerte. Contribuendo a dissociare la crescita economica dall'uso delle risorse e il loro impatto, l'economia circolare offre prospettive di crescita sostenibile e duratura.
E' quello che si legge dal programma per un'Europa a zero rifiuti, che tenda di promuovere una Economia Circolare.
La percentuale di raccolta dei rifiuti a Caserta, per l'anno 2014, risulta essere solamente il 52%. Il cambio di prospettiva, per il miglioramento della saluta e della vita in generale, diviene necessario.
1. Strategia Rifiuti Zero: Ambiente e rifiuti sono due tematiche strettamente correlate tra di loro. Larga parte dell'inquinamento ambientale è causata dallo smaltimento dei rifiuti, considerato che le principali tecniche oggi adoperate sono altamente inquinanti: inceneritore e discariche. Il nostro obiettivo è dire SI ad una visione alternativa della gestione dei rifiuti, al fine di trarre vantaggi dal riciclo e riutilizzo di ogni materiale.
2. Nuova Organizzazione di Gestione: Separazione tra le ditte che gestiscono i rifiuti: chi smaltisce, non raccoglie.
3. Differenziata Porta a Porta e Trasparenza Istituire un programma attento alla necessità di ognuno. Non si può trattare allo stesso modo un contadino ed uno studio di professionisti. La raccolta dovrà essere differenziata, non soltanto sulla base dei quartieri, ma sulla qualità dei rifiuti prodotti. Inoltre, è giusto che i cittadini conoscano il percorso dei rifiuti ed ogni dato relativo ad essi.
4. Tag personalizzato per la tracciabilità Il controllo è fondamentale per la buona riuscita di un progetto che tende verso la lotta all'inquinamento. Oggi, anche se solo un inquilino viola le norme, sono costretti a pagare tutti i condomini di quel determinato palazzo. Nella maggior parte dei casi, a rispondere della violazione non è nessuno e a pagarne le conseguenze è solo l'ambiente. Su ogni busta di raccolta dei rifiuti sarà posto un tag identificativo di quella data abitazione, così risponderà solo il reale trasgressore.
5. Isole Ecologiche Innovative Le isole ecologiche della città, impegnate principalmente nella raccolta dei rifiuti, oggi non riescono a rispondere alle esigenze della collettività. Altro fattore di notevole impatto ambientale è lo spreco. Con le isole si potranno recuperare i materiali di scarto che, una volta rimessi a nuovo, potranno essere conferiti ai più disagiati ovvero riutilizzati per la società. Guardare con nuovi occhi alle risorse che già abbiamo consentirà di raggiungere due traguardi: risparmiare danaro, che potrà essere reinvestito in altro modo; minimizzare l'inquinamento, attraverso una politica del riuso.
6. Trashware Anche i materiali informatici possono essere rimessi a nuovo e riutilizzati. Pezzi di vecchi pc, hardware ed altro serviranno ad evitare ulteriori sprechi, incrementando la pratica del riciclo.
7. Compostaggio domestico La dotazione di appositi bidoni ad ogni unità familiare, contestualmente a dei corsi informativi sul come fare, è un traguardo raggiunto in molti paesi.
8. Mercatini a km0
9. Mense scolastiche con prodotti locali e genuini
programma/tavoli/ambiente/stesura.txt
Ultima modifica: 2016/04/25 17:25

References: ART. 200
 art. 199
 ART. 199
 ART. 201
 ART. 202
 ART. 198