Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/le_trivellazioni
Timestamp: 2019-05-27 11:41:26+00:00

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Nel corso della XVII legislatura, la disciplina concernente le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di stoccaggio in sotterraneo di gas naturale è stata oggetto di diversi interventi normativi. In particolare, il decreto-legge cd. "sblocca-Italia" (D.L. n. 133/2014) e la legge di stabilità 2015 hanno introdotto alcune norme - esplicitando il fine di rilanciare la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi in Italia - intervenendo anche sulle competenze autorizzatorie dello Stato e delle regioni sulla materia. Le norme in questione sono state poi in parte modificate con la legge di stabilità 2016.
Nel corso della XVII legislatura, il decreto-legge 133/2014 è intervenuto su vari aspetti della disciplina della coltivazione, prospezione e ricerca di idrocarburi, con l'esplicita finalità di una valorizzazione delle risorse energetiche nazionali. Le modifiche apportate dal provvedimento hanno anche inciso sulle competenze autorizzatorie dello Stato e delle regioni sulla materia.
In particolare, l'articolo 38 D.L. n. 133/2014 :
ha inserito le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi effettuate sulla terraferma tra i progetti di competenza statale sottoposti a procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA); tali attività - prima del D.L. n. 133/2014 , erano invece di competenza delle regioni e delle province autonome
Come di seguito si dirà più diffusamente, i primi due interventi sopra descritti, contenuti nell'articolo 38 del D.L. n. 133/2014 , sono stati poi in parte corretti dalla legge di stabilità per il 2016.
Sulle competenze autorizzatorie dello Stato relative a interventi strategici in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia - si tratta degli interventi di cui all'articolo 57, commi 1 e 2, del D.L. n. 5/2012 - è intervenuta anche la legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190/2014, art. 1, comma 552).
La legge di stabilità ha esteso la competenza autorizzatoria del MISE su tali inteventi anche alle opere connesse necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori, comprese quelle localizzate al di fuori del perimetro delle concessioni di coltivazione.
La stessa legge ha poi disposto che, nel caso di mancato raggiungimento dell'intesa con la regione interessata, si provvedesse:
con le modalità partecipative (intesa in via preliminare) tra Stato e regioni, di cui all'art. 14-quater, comma 3, della legge n. 241/1990 (nuovo comma 3-bis dell'articolo 57 del D.L. n. 5/2012 )
ai sensi di una procedura (art. 1, comma 8-bis, della legge n. 239/2004 ), che contempla l'intervento sostitutivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la partecipazione della regione interessata. Il richiamo a tale procedura di intervento sostitutivo statale è stato poi soppresso con la legge di stabilità 2016.
In particolare, l'articolo 57, comma 1, del D.L. n. 5/2012 individua, tra gli altri, quali infrastrutture ed insediamenti strategici ai sensi dell'articolo 1, comma 7 del D.L. n. 239/2004, gli stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali. L'installazione e l'esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali, nonchè - all'indomani dell'intervento contenuto nella legge di stabilità per il 2015 - le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori, comprese quelle localizzate al di fuori del perimetro delle concessioni di coltivazione sono assoggettate ad una autorizzazione rilasciata dal MISE, di concerto con il MIT, d'intesa con le regioni interessate. L'autorizzazione è rilasciata a seguito di un procedimento unico svolto entro il termine di centottanta giorni, nel rispetto dei principi di semplificazione di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241 . Il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale viene coordinato con tali termini. In caso di mancato raggiungimento delle intese si provvede, come sopra detto, ai sensi dell'articolo 14-quater, comma 3, L. n. 241/1990. Il richiamo alla procedura di intervento sostitutivo del Governo, di cui all'art. 1, comma 8-bis della legge n. 239/2004, è stato invece soppresso con la legge di stabilità 2016, la quale ha anche provveduto a delimitare l'ambito di operatività di tale potere sostitutivo (nel caso di inerzia dell'ente territoriale interessato) per i soli compiti e funzioni statali di cui al comma 8 della citata legge n. 239/2004.
Sulla disciplina della coltivazione, prospezione e ricerca di idrocarburi contenuta nell'articolo 38 del D.L. n.133/2014 e nel comma 552 della legge di stabilità 2015 che ha modificato ed integrato l'articol 57 del D.L. n. 5/2012 ) sono stati sollevati ricorsi per illegittimità innanzi alla Corte Costituzionale da parte di alcune regioni (si vedano, in particolare, il ricorso della regione Lombardia n. 6 del 15 gennaio 2015, e della regione Campania n. 13 del 21 gennaio 2015 e i ricorsi nn. 32, 35, 39 e 40 delle Regioni Campania, Abruzzo, Marche e Puglia, di febbraio-marzo 2015).
Inoltre, sul finire del 2015, i Consigli regionali delle Regioni Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise, hanno avanzato richiesta di referendum popolare abrogativo. In particolare, sono stati presentati sei distinti quesiti riguardanti alcuni frammenti di disposizioni dell'articolo 38 del D.L. n. 133/2014, dell'articolo 57, comma 3-bis del D.L. n. 5/2012 (comma introdotto, come detto, dal comma 552 della legge di stabilità 2015), e del comma 8-bis dell'articolo 1 della legge n. 239/2004 .
la previsione che le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sono svolte con le modalità di cui alla legge n. 9/1991 , o a seguito del rilascio di un titolo concessorio unico. Le attività continuano a svolgersi sulla base di un programma generale dei lavori articolato in una prima fase di ricerca della durata di sei anni, che però non è più prorogabile come invece previsto dalla legislazione previgente. Rimane la durata della fase di coltivazione di 30 anni, fatto salvo però l'anticipato esaurimento del giacimento. La legge di stabilità ha poi soppresso la previsione che consentiva la prorogabilità della durata della fase di coltivazione per una o più volte per un periodo di 10 anni in caso di adempimento degli obblighi concessori e di coltivabilità (modifica del comma 5 del medesimo art. 38);
la soppressione, per le infrastrutture energetiche strategiche, in caso di mancato raggiungimento delle intese con le Regioni, del richiamo al potere sostitutivo della Presidenza del Consiglio da esercitarsi (senza intesa con le regioni) ai sensi del comma 8-bis dell'articolo 1 della legge n. 239/2004 (modifica al comma 3-bis dell'articolo 57 del D.L. n. 5/2012 .
la limitazione dell'ambito di operatività del predetto potere sostitutivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri (contenuto nel comma 8-bis dell'articolo 1 del D.L. n. 239 ed esercitabile senza intesa con le regioni) alle sole funzioni e competenze statali in materia di energia (di cui al comma 8 dell'articolo del D.L. n. 239).
La legge di stabilità 2016 è intervenuta anche sul divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in alcune zone di mare (vale a dire all'interno del perimetro delle aree marine e costiere protette e nelle zone di mare poste entro 12 miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette). La legge ha soppresso le disposizioni contenute nel secondo e nel terzo periodo del comma 17 dell'art. 6 del D.Lgs. 152/2006 , che consentivano una serie di deroghe al divieto, anch'esse oggetto di richiesta di quesito referendario abrogativo e ha confermato solo la parte della disposizione che fa salvi i titoli abilitativi già rilasciati specificando però che essi operano per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.
In un comunicato del 5 febbraio 2016, il MISE ha informato del rigetto di tutte le istanze di permesso di ricerca e concessione di coltivazione di idrocarburi - tra cui Ombrina mare - in virtù delle modifiche alla disciplina apportate dalla Legge di Stabilità.
Infine, il Decreto ministeriale 7 dicembre 2016 ha dato attuazione alla nuova normativa introdotta, disciplinando le modalita' di conferimento dei titoli concessori unici, dei permessi di prospezione, di ricerca e delle concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale, nonche' le modalita' di esercizio delle attivita' nell'ambito degli stessi titoli minerari.
Il referendum abrogativo e la recente sentenza della Corte Costituzionale n. 170/2017
Il quesito è stato riformulato dall'Ufficio centrale della Corte di Cassazione, nel modo sopra esposto, ed è stato dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 17/2016 . Con D.P.R. del 15 febbraio 2016 il referendum popolare è stato indetto per il 17 aprile 2016. I votanti sono stati pari al 32,16% , non è stata dunque raggiunta la maggioranza degli aventi diritto richiesta dalla Costituzione.
La Corte Costituzionale in una sentenza del 2016 (sentenza 4 maggio - 16 giugno 2016, n. 142 ) ha dichiarato cessata la materia del contendere sul comma 3-bis dell'articolo 57 del D.L. n. 5/2012, e ha dichiarato non fondata la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 1, comma 552, lettera a) e b) della legge di stabilità 2015.
La stessa Corte, in una recente sentenza di luglio 2017, (sentenza 23 maggio - 12 luglio 2017, n. 170 ) ha invece dichiarato l'illegittimità costituzionale:
dell'art. 38, comma 7, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 nella parte in cui non prevede un adeguato coinvolgimento delle Regioni nel procedimento finalizzato all'adozione del decreto del Ministero dello sviluppo economico con cui sono stabilite le modalita' di conferimento del titolo concessorio unico, nonche' le modalita' di esercizio delle relative attivita'. Tale pronuncia di illegittimità ha inficiato altresì la legittimità del D.M. 7 dicembre 2017, che, in attuazione del citato comma 7, ha fissato il disciplinare tipo per il titolo concessorio unico. Il Governo ha conseguentemene adottato il D.M. 09 agosto 2017 in modo da adeguare le norme attuative alla pronuncia della Corte.
dell'art. 38, comma10, del d.l. n. 133 del 2014 , in quanto consente l'autorizzazione da parte del MISE di progetti sperimentali di coltivazione di giacimenti di idrocarburi in mare, nelle zone di comuni rivieraschi. La Corte, nel dichiarare l'illegittimità della norma, afferma che essa " a fronte del precedente reiterato divieto di attività minerarie nel Golfo di Venezia fino a quando non sia definitivamente accertata "la non sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste" (art. 8, comma 1 , del D.L. n. 112 del 2008 ), dispone la sperimentazione "delle migliori tecnologie nello svolgimento delle attività minerarie" proprio nell'area in questione - quantomeno connotata da un alto grado di rischio ambientale, anche alla luce della precedente norma peraltro ad oggi non abrogata - e consente tale sperimentazione fino a quando l'effetto di subsidenza non si sia verificato, prevedendone pertanto l'interruzione quando l'eventuale danno si sia ormai prodotto.
In tal modo, la norma censurata, non bilancia affatto i valori che vengono in rilievo, bensì sacrifica agli interessi energetici e fiscali - desumibili dalle finalità esplicitamente perseguite - quello alla salvaguardia dell'ambiente, ossia proprio il bene che l'impianto normativo intenderebbe maggiormente proteggere. Di qui la palese irragionevolezza della disposizione e la fondatezza della questione proposta".
Sul sito istituzionale del Ministero dello sviluppo economico è fornito l'elenco completo dei titoli minerari vigenti alla data del 31 dicembre 2017 . Secondo tali dati, risultano vigenti sul territorio italiano:
64 Permessi di Ricerca in terraferma
24 Permessi di Ricerca nel sottofondo marino
119 Concessioni di Coltivazione in terraferma
67 Concessioni di Coltivazione nel sottofondo marino
15 Concessioni di Stoccaggio in terraferma
In Sicilia, per la sola terraferma, in virtù dello statuto speciale della regione, la competenza normativa e amministrativa è completamente autonoma. I dati riportati sono forniti dal competente ufficio regionale con cadenza semestrale. Si tratta di 7 permessi di Ricerca e i 14 concessioni di Coltivazione .
Sul sito del Ministero dello sviluppo economico sono indicate le concessioni distinte per ubicazione: entro il limite delle 12 miglia dalla linea di costa e dalle aree protette (si tratta di 44 concessioni) e oltre il limite (25 concessioni).
n. 36 permessi di Ricerca in terraferma
n. 11 concessioni di Coltivazione in terraferma

References: art. 1
 art. 38
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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