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Timestamp: 2020-05-30 05:17:58+00:00

Document:
Capo I Usi Del Territorio Extraurbano
Art. 59 Sistema ambientale: destinazioni d'uso, sottosistemi, ambiti, tipi e varianti di paesaggio
1. Nell'ambito del sistema ambientale V sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso:
a) agricola e funzioni connesse;
b) residenziale di cui all'art. 9;
c) le attività commerciali di cui all'art. 11, limitatamente all'articolazione Tc1;
d) le attività industriali e artigianali di cui all'art. 10, con Sul fino a 250 mq, che non rechino disturbo alla residenza;
e) le attività turistico ricettive di cui all'art. 13;
f) le attività direzionali di cui all'art. 14;
g) i servizi e le attrezzature di uso pubblico di cui all'art. 15, ad esclusione delle articolazioni Ss, Ps; gli impianti per la distribuzione di energia elettrica, gas, acqua; i depuratori;
g bis) i campi sportivi diversi da quelli di cui all'art. 7 realizzati con modesti livellamenti del terreno, privi di volumi e opere di impermeabilizzazione e direttamente accessibili da viabilità pubblica esistente.
h) gli impianti produttivi al servizio dell'agricoltura e per la trasformazione dei prodotti agricoli, ad esclusione dei magazzini ed impianti per la zootecnia industrializzata, limitatamente al sottosistema V3, ad esclusione degli ambiti V 3.1 e V3.2, previo Piano Attuativo, alle seguenti condizioni:
1) siano localizzati in ambiti in cui sia consentita la realizzazione di nuovi annessi agricoli;
2) siano destinati prevalentemente alla trasformazione del prodotto agricolo locale;
3) Sul massima mq. 1.200, di cui almeno il 50% proveniente da trasferimenti volumetrici nell'ambito del territorio rurale;
4) siano assunti impegni e adeguate garanzie a non mutare la destinazione d'uso per almeno trenta anni e a demolire i volumi dei fabbricati oggetto di trasferimento volumetrico di cui al numero 3).
Per l'impianto produttivo situato in località San Zeno via dei Mori, sono consentiti gli interventi di cui al piano attuativo approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12/06/2014.
2. Le parti del territorio rurale considerate zone ad esclusiva funzione agricola sono quelle ricadenti nei sottosistemi:
V1: riserva di naturalità;
V2: le aree di transizione pedecollinari.
3. Le parti del territorio rurale considerate zone a prevalente funzione agricola sono quelle ricadenti nei sottosistemi:
V3: la pianura coltivata;
V3.3: colture e frazionamento periurbano.
4. Le parti del territorio rurale considerate zone ad esclusiva funzione agricola di tipo speciale sono quelle ricadenti negli ambiti:
V3.1: la corona agricola;
V3.2: la bonifica storica.
5. Le parti del territorio rurale considerate zone non ad esclusiva o prevalente funzione agricola sono quelle ricadenti nei sottosistemi:
V4: corridoi e connessioni fluviali;
V5: capisaldi del verde inclusi:
6. Il Regolamento Urbanistico, ai fini di fornire regole in merito alla trasformabilità del territorio rurale, individua i seguenti Tipi e varianti di paesaggio:
a) Alluvioni antiche e recenti:
a: fondovalle stretto;
a1: fondovalle molto stretto;
b: fondovalle largo;
c: pianure;
c1: fattorie granducali della Valdichiana.
b) Colline fluvio lacustri:
d: colline a struttura mista.
c) Rilievi della struttura appenninica:
e: oliveto terrazzato;
e1: isole interne al bosco tra Ambra e Chiana;
e2: a corona intorno ai centri storici;
f: coltivi appoderati;
g: rilievi insulari all'interno della pianura;
h: ambito delle colture e del frazionamento periurbano;
i: area boschiva collinare.
Capo II Trasformabilità del territorio rurale
Capo III Norme per la realizzazione dei nuovi edifici rurali
Art. 62 Tutele ed invarianti del territorio rurale. Divieto di nuovi edifici rurali: edifici rurali ad uso abitativo e annessi agricoli
1. Il presente articolo individua le aree nelle quali è vietata la costruzione di nuovi edifici rurali (edifici rurali ad uso abitativo e nuovi annessi agricoli) e prevale rispetto a quanto indicato agli artt. 63 e 64.
2. Non sono consentiti nuovi edifici rurali ad uso abitativo ed annessi agricoli:
* nelle aree individuate come aree terrazzate e ciglionamenti (te);
* nelle aree contraddistinte con la sigla "A: aree di interesse ambientale";
* nelle aree individuate come "geotopi";
* nelle aree individuate come boschi ai sensi della L.R. 39/2000 e del relativo Regolamento di Attuazione
3. Non sono consentiti nuovi edifici rurali ad uso abitativo nelle aree contraddistinte con le seguenti sigle:
* "M: tutela paesistica dei centri antichi e degli aggregati";
* "S: tutela paesistica degli edifici specialistici";
* "U: tutela paesistica della struttura urbana".
4. Nelle aree contraddistinte con la sigla "M: tutela paesistica dei centri antichi e degli aggregati" e con la sigla "U: tutela paesistica della struttura urbana" gli annessi agricoli possono essere realizzati solo per lo sviluppo di aziende agricole con strutture già esistenti alla data di adozione del presente Regolamento Urbanistico, in prossimità delle stesse, e solo nel caso in cui ne risulti impossibile una diversa localizzazione.
5. Nelle aree contraddistinte con la sigla "S: tutela paesistica degli edifici specialistici e delle ville" gli annessi agricoli possono essere realizzati solo nei casi in cui la villa o l'edificio specialistico svolga anche la funzione di fattoria e sia dimostrata l'impossibilità di realizzare gli annessi al di fuori dell'area di pertinenza.
6. L'ammissibilità dell'intervento di cui al comma 5 è condizionata all'effettuazione delle seguenti analisi e valutazioni:
a) analisi e valutazione storico-morfologica del complesso architettonico e delle sue varie parti costruite, del giardino formale, degli spazi aperti e degli elementi progettati (pomario, orto, barco, viali alberati, ecc.) nonché degli spazi agricoli più direttamente connessi con la villa o con l'edificio specialistico, da estendere, quantomeno, all'unità fondiaria comprendente la villa/edificio specialistico stesso;
b) definizione degli ambiti da tutelare, restaurare o ripristinare ed individuazione dell'area di intervento a minore impatto percettivo e con i minori effetti di alterazione rispetto al complesso architettonico;
c) simulazioni prospettiche;
d) modalità architettoniche coerenti con il complesso architettonico e con gli spazi di pertinenza.
Art. 65 Manufatti precari, serre temporanee e serre con copertura stagionale di tipo aziendale
2. I manufatti precari, le serre temporanee e le serre con copertura stagionale di tipo aziendale per lo svolgimento delle attività delle aziende agricole sono ammessi nei sottosistemi V1, V2, V3, V3.1, V3.2, V3.3, V4 ad esclusione delle aree individuate come boschi ai sensi della L.R. 39/2000 e del relativo regolamento di attuazione a condizione che non comportino alcuna trasformazione permanente del suolo.
3. I manufatti precari per lo svolgimento delle attività delle aziende agricole, hanno le seguenti caratteristiche:
1) sono costituiti da un unico corpo di fabbrica, ad un solo livello, di forma semplice e regolare;
2) sono realizzati con strutture in materiale leggero, ad esclusione dei materiali di recupero;
3) non comportano opere di fondazione di tipo continuo, escluso i plinti isolati e le opere di ancoraggio;
4) non possiedono dotazioni che ne consentono l'utilizzo abitativo, ancorché saltuario e temporaneo.
4. Le serre temporanee e le serre con copertura stagionale per lo svolgimento dell'attività delle aziende agricole, sono realizzate con strutture in materiale leggero e semplicemente ancorate a terra, con Sul massima di mq 500.
5. L'installazione delle serre di cui al comma 4, riferita alla durata del ciclo produttivo, ancorchè superiore all'anno, è consentita a condizione che:
a) il materiale utilizzato consenta il passaggio della luce;
b) l'altezza massima non sia superiore a 4,00 m in gronda e a 7,00 m al culmine; nel caso di serre con tipologia a tunnel viene considerata solo l'altezza del culmine;
c) le distanze minime non siano inferiori a:
1) 5,00 m dalle abitazioni esistenti sul fondo;
2) 10 m da tutte le altre abitazioni, ovvero 5,00 m se la serra è priva di aperture nel lato prospiciente l'abitazione;
3) 3,00 m dai confini di proprietà se l'altezza al culmine è superiore a 5,00 m, 1,50 m dai confini di proprietà negli altri casi;
4) alle misure indicate all'art. 26 in merito alla distanza dalle strade.
6. All'installazione di serre con requisiti diversi da quelli indicati al presente articolo si applicano le disposizioni previste per gli annessi agricoli di cui all'art. 63.
Art. 67 Manufatti per la pesca sportiva ed amatoriale
1. Negli invasi è consentito lo svolgimento di attività di pesca sportiva ed amatoriale. Non sono consentiti interventi sulla viabilità esistente tranne quelli di manutenzione. In tali contesti sono ammessi manufatti con Sul fino a 100 mq, altezza massima in gronda di 3,00 m, realizzati in legno o con altri materiali leggeri, ad esclusione dei materiali di recupero, previo impegno alla rimozione dei manufatti al termine dell'attività.
Capo IV Interventi sul patrimonio edilizio esistente in ambito extraurbano
Capo V Aree di valore storico artistico in ambito extraurbano
Art. 73 Centri antichi ed aggregati
1. Nelle tavole di progetto "Usi del suolo e modalità di intervento ed attuazione" sono individuati e numerati i perimetri delle aree di pertinenza dei centri antichi e degli aggregati. Tali aree sono classificate come zona omogenea A di cui al DM 1444/68. Gli interventi ammessi sono indicati nelle Schede normative di cui all'allegato B; le destinazioni d'uso ammesse sono quelle previste dall'art. 59, comma 1.
3. Negli edifici per i quali la Scheda Norma non prescrive un intervento specifico sono ammessi gli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. Sugli edifici deruti si applicano le disposizioni di cui all'art. 27 comma 4.
4. Per gli edifici per i quali è prescritto l'intervento di restauro o di restauro e risanamento conservativo, questo si intende esteso anche agli spazi aperti compresi nel resede di pertinenza.
Art. 75 Altri edifici di antica formazione
1. Nelle tavole "Usi del suolo e modalità d'intervento e di attuazione" riguardanti il territorio extraurbano, sono individuati gli edifici di antica formazione non inseriti nelle schede di cui all'art. 72 e 73. Per tali edifici sono ammessi i seguenti interventi:
a) edifici da sottoporre a conservazione: restauro e risanamento conservativo;
b) edifici di valore limitato: restauro e risanamento conservativo; ristrutturazione edilizia di tipo limitato;
c) ruderi: interventi di cui all'art. 27 commi 4 e 5;
d) edifici non rilevati: manutenzione straordinaria; ristrutturazione edilizia di tipo limitato.
Art. 76 Viabilità storica (vi.st)
1. Per le strade individuate come viabilità storica è tutelata la percorribilità, almeno a carattere pedonale e ciclabile, senza compromettere la continuità del percorso. La tutela opera qualora la viabilità sia rappresentata nel catasto lorenese o in quello di impianto.
2. Per tali tracciati viari sono previsti interventi orientati alla tutela ed alla riqualificazione, sulla base di progetti per tratti omogenei e riconoscibili come elementi unitari.
3. I tracciati della viabilità storica sono mantenuti con le caratteristiche esistenti, sia per quanto riguarda la sezione e l'andamento planoaltimetrico, che per i materiali e le sistemazioni laterali; negli assi appartenenti al Sistema della Mobilità sono ammesse le modifiche e gli adeguamenti indispensabili alla funzionalità ed al ruolo definito per la tipologia di strada.
4. Per le strade vicinali è prescritto il mantenimento della fruibilità pubblica, il ripristino della continuità fisica nei casi in cui questa non sia più presente, il mantenimento delle principali caratteristiche tipologiche (sezione, tipo di pavimentazione, presenza di elementi di arredo vegetale), evitando l'inserimento di elementi incongrui; sono in tal senso considerati parte integrante delle strade vicinali le sistemazioni laterali del terreno, le opere d'arte, i manufatti votivi presenti lungo il tracciato, le opere per la raccolta ed il deflusso delle acque, i muri di sostegno; per gli interventi di manutenzione è prescritto l'impiego dei materiali e tecniche costruttive tradizionali; la sede carrabile, ove non già asfaltata, deve conservare il fondo bianco; per particolari e documentate esigenze prestazionali essa può essere pavimentata con terre stabilizzate che utilizzino l'inerte tipico dei luoghi; il drenaggio delle acque meteoriche è assolto da canalette trasversali alla carreggiata o da fossette laterali parallele al percorso.
5. Sono ammesse modeste modifiche ai tracciati purché non sia alterata l'unitarietà del percorso e non venga compromessa la maglia viaria storica. Sono altresì ammesse modifiche ai tracciati la cui unitarietà è stata compromessa da alterazioni rilevanti.
Art. 77 Siti cimiteriali
1. Nelle tavole di progetto "Usi del suolo e modalità di intervento ed attuazione" sono individuati e numerati i siti cimiteriali esistenti. Sugli edifici esistenti ubicati all'interno delle fasce di rispetto sono consentiti gli interventi del relativo sistema o ambito di riferimento a condizione che:
a) non sia ridotta la distanza dal cimitero;
b) eventuali incrementi di volume siano contenuti entro il 10% del volume geometrico, ai sensi dell'art. 338 del RD 1265/1934.
Gli interventi di ampliamento del cimitero sono prescritti ed indicati attraverso le schede di cui all'allegato C: siti cimiteriali. All'interno di tali schede sono inoltre riportati i perimetri del vincolo cimiteriale.

References: Art. 59

Art. 62

Art. 65

Art. 67

Art. 73

Art. 75

Art. 76

Art. 77