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NUCLEO DI VALUTAZIONE INDAGINE SUI LAUREATI IN ARCHITETTURA, DISEGNO INDUSTRIALE E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE NELL ANNO PDF
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1 P O L I T E C N I C O D I M I L A N O NUCLEO DI VALUTAZIONE INDAGINE SUI LAUREATI IN ARCHITETTURA, DISEGNO INDUSTRIALE E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE NELL ANNO 2000 Febbraio 20072 23 INDICE 1. INTRODUZIONE NOTE METODOLOGICHE I LAUREATI IN ARCHITETTURA Le caratteristiche socio-anagrafiche e il percorso formativo La situazione attuale I laureati non occupati I laureati occupati Approfondimenti tematici sugli occupati L occupazione coerente La soddisfazione per il lavoro svolto L iscrizione all Ordine professionale: focus sui non iscritti Le opinioni sul proprio percorso universitario e sul mercato del lavoro La percezione dell utilità dell università L occupazione ideale I LAUREATI IN DISEGNO INDUSTRIALE Le caratteristiche socio-anagrafiche e il percorso formativo La situazione attuale I laureati non occupati I laureati occupati Approfondimenti tematici sugli occupati L occupazione coerente La soddisfazione per il lavoro svolto Le opinioni sul proprio percorso universitario e sul mercato del lavoro La percezione dell utilità dell università L occupazione ideale I LAUREATI IN PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Le caratteristiche socio-anagrafiche e il percorso formativo4 5.2 La situazione attuale I laureati occupati Approfondimenti tematici sugli occupati L occupazione coerente La soddisfazione per il lavoro svolto Le opinioni sul proprio percorso universitario e sul mercato del lavoro La percezione dell utilità dell università L occupazione ideale IN SINTESI5 1. INTRODUZIONE L indagine sui giovani usciti dai Corsi di Laurea in Architettura, Pianificazione Territoriale e in Disegno industriale del Politecnico di Milano nell anno 2000 non rappresenta soltanto un indagine sugli sbocchi occupazionali dei laureati, ma si pone alcuni specifici obiettivi di conoscenza che, a partire dall analisi del destino occupazionale, sono finalizzati a meglio comprendere: a. i processi di transizione dall università al mondo del lavoro (con particolare attenzione all esistenza o meno di processi riconducibili alla cosiddetta carriera esterna ); b. l influenza di alcune variabili nel determinare le caratteristiche e la tipologia di sbocco lavorativo (in particolare, il genere, le esperienze lavorative pregresse, lo status sociale e familiare); c. le caratteristiche dell attuale occupazione (in particolare, stabilità della posizione lavorativa, tipologia contrattuale, settore di attività, comune in cui è ubicato il luogo di lavoro, retribuzioni, qualità e stili di lavoro dell occupazione reperita); d. l utilizzo delle competenze acquisite nel corso degli studi universitari. In particolare, si vuole indagare quali sono (al di là della classificazione in termini di figura/profilo professionale proposta all intervistato per rappresentare la sua attuale occupazione) le aree di competenze che effettivamente vengono utilizzate e in che misura tali aree di competenze richiedono, per loro natura, l iscrizione all Ordine professionale. Al fine di esporre i principali risultati di indagine, il presente rapporto di ricerca è dunque articolato in tre capitoli distinti relativi ai tre diversi Corsi di Laurea, per ciascuno dei quali sono affrontate tematiche specifiche relative a: 1. Le caratteristiche socio-anagrafiche e l iter formativo dei laureati; 2. La situazione occupazionale attuale, con analisi di dettaglio rispetto ai laureati non occupati e al gruppo (numericamente più consistente) degli occupati; 3. Specifici approfondimenti tematici relativi ai laureati occupati al momento della rilevazione, finalizzati ad indagare aspetti di natura percettiva (la soddisfazione verso il lavoro svolto) e a comprendere le caratteristiche specifiche dell occupazione coerente per i tre Corsi di Laurea, nonché l influenza di alcune variabili chiave su tale dimensione; 56 4. Le opinioni dei laureati rispetto al Corso di Laurea frequentato e all occupazione ideale. In un capitolo conclusivo saranno, infine, esposti in chiave comparativa alcuni dei risultati d indagine più interessanti, allo scopo di mettere in evidenza le specificità di ciascun profilo professionale. 67 2. NOTE METODOLOGICHE La rilevazione ha coinvolto l intero universo dei giovani usciti dai Corsi di Laurea in Architettura, Pianificazione Territoriale e in Disegno Industriale del Politecnico di Milano nell anno Si tratta, dunque, di una indagine di natura censuaria, condotta a distanza di circa sei anni dall acquisizione della laurea (vecchio ordinamento). Sebbene l esperienza empirica su questi temi abbia identificato in tre/quattro anni il percorso di stabilizzazione dei diplomati e dei laureati, 2 si è scelto, per questa indagine, un arco temporale di sei anni. Tale decisione è conseguente agli obiettivi specifici di conoscenza che si intendono raggiungere, che non riguardano soltanto il destino occupazionale dei laureati, quanto piuttosto il tipo di lavoro che viene effettivamente svolto in termini di figura professionale, posizione lavorativa, stile di lavoro e aree di competenze utilizzate. La rilevazione è stata realizzata nei mesi di novembre e dicembre 2006 mediante la metodologia CATI (Computer Assisted Telephone Interview) 3 a partire da un database di nominativi di laureati da intervistare forniti dal Politecnico di Milano, seguendo i principi di tutela della privacy, nonché adeguati protocolli di comunicazione concordati con lo stesso Committente. Al termine della rilevazione è stato raggiunto un grado di copertura piuttosto elevato, soprattutto se si tiene conto dell intervallo temporale, particolarmente lungo, intercorso tra la fine del percorso di studi oggetto di indagine e il momento dell intervista. 4 Il livello di copertura è pari al 70% per i laureati in Architettura, al 71,7% per i giovani usciti dal Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale e al 1 E stato preso in esame l anno solare anziché tutte le sessioni dell anno accademico, in quanto più rilevante ai fini di un inserimento nel mercato del lavoro. 2 La letteratura e l esperienza empirica sul tema definiscono come tempo medio di attesa adeguato per verificare l entrata nel mondo del lavoro un anno di intervallo tra l ottenimento del titolo di studio e la rilevazione di efficacia. Tale arco temporale non consente, tuttavia, di approfondire la questione della carriera esterna, ovvero di quel periodo di tempo che permette alla persona, nei casi favorevoli, di fare una serie di esperienze e di stabilizzare la propria condizione professionale. Diverse esperienze, sia in campo nazionale che regionale, definiscono in almeno tre/quattro anni dall ottenimento del titolo di studio tale intervallo. 3 Le interviste sono state realizzate dalla società Delos ricerche di Bologna, specializzata in rilevazioni telefoniche sugli sbocchi occupazionali di diplomati e laureati. 4 Al crescere di tale intervallo temporale aumenta la quota di soggetti divenuti irreperibili a causa di cambiamenti di residenza, nuovi recapiti telefonici, ecc. Si tratta di un fenomeno particolarmente evidente, anche in ragione dello specifico target di indagine, focalizzato su persone giovani destinate, con buona probabilità, a creare nuove unioni familiari o a rendersi, comunque, autonome una volta terminati gli studi e trovata un occupazione. 78 71,3% per coloro che hanno frequentato Disegno Industriale. 5 Si tratta di percentuali alte, che garantiscono la rappresentatività dei risultati, soprattutto se si tiene conto del fatto che tale copertura si distribuisce in maniera equilibrata fra i tre sottogruppi di laureati. Tabella 2.1 Copertura dell indagine per Corso di Laurea (Valori assoluti e %. N=2.144) Interviste Corso di Laurea completate Rifiuti Irreperibili V.A. % V.A. % V.A. % V.A. % Architettura ,0 93 5, , ,0 Disegno industriale ,3 6 2, , ,0 Pianificazione territoriale 43 71,7 2 3, , , , , , ,0 Al fine di valutare gli sbocchi occupazionali dei laureati in questione, focalizzando l attenzione sulla percezione di continuità e coerenza tra percorsi formativi intrapresi e tipo di lavoro reperito, sulle caratteristiche peculiari dell occupazione, sulla soddisfazione relativa alle mansioni svolte e al compenso percepito, nonché sulle aree di competenze utilizzate nello svolgimento del proprio lavoro, è stato utilizzato un questionario strutturato, articolato nelle sezioni sotto elencate: - dati identificativi del questionario; - informazioni di base sull intervistato (titolo di studio attuale, percorso lavorativo, collocazione attuale rispetto al mercato del lavoro); - sezioni specifiche a seconda della condizione occupazionale al momento dell intervista per: o Laureati occupati; o Laureati in cerca di lavoro; o Laureati ancora studenti. - opinioni sulla collocazione nel mercato del lavoro (per occupati, in cerca di lavoro, studenti). - informazioni socio-anagrafiche sulla famiglia di origine dell intervistato. La sezione specificamente dedicata ai laureati attualmente occupati approfondisce, in particolare, il tipo di lavoro, le mansioni prevalenti, le competenze e le famiglie di insegnamento utilizzate, le modalità di ricerca dell occupazione e il percorso 5 Se si prende in esame l universo totale dei laureati nell anno 2000 al Politecnico nei tre Corsi di Laurea considerati il grado di copertura complessivo è pari al 70,2%. 89 professionale, la coerenza dell impiego con gli studi svolti e il livello di soddisfazione per le diverse dimensioni costitutive del lavoro. Per semplificare la lettura dei risultati d indagine, il rapporto di ricerca è articolato in sezioni diverse per i laureati di ciascuno dei tre Corsi di Laurea, con elaborazioni autonome per ciascun sottogruppo. Allo scopo di individuare le caratteristiche peculiari e le specificità dei differenti profili professionali in un ottica comparativa si è cercato, comunque, di effettuare analisi ed elaborazioni comuni per i 3 Corsi di Laurea, facendo sempre riferimento a variabili chiave quali il genere, 6 la durata del percorso di studi universitario, eventuali esperienze di lavoro pregresse, la relazione con il territorio, l ambito di lavoro (pubblico vs privato, autonomo o di gruppo, ecc.), l eventuale iscrizione all Ordine e/o il conseguimento dell abilitazione all esercizio dell attività professionale, ecc. Per una maggiore possibilità di comparazione con altre indagini condotte sui laureati, inoltre, si è sempre fatto riferimento alle classificazioni Istat o a definizioni e classificazioni relative al lavoro e ai percorsi di studio largamente condivise. Infine, per una maggiore semplicità di lettura i principali risultati d indagine sono presentati attraverso grafici e tabelle, in cui sono sempre segnalati i totali (in valore assoluto) rispetto ai quali è stato effettuato il calcolo delle percentuali, 7 nell ottica della massima trasparenza possibile. 6 La scelta di analizzare tutti i principali risultati d indagine in un ottica di genere risponde a quanto previsto in sede europea, stante il fatto che l Unione Europea ha posto il tema del mainstreaming di genere come fondante ogni analisi che viene fatta sui destinatari delle politiche. Nel caso specifico, inoltre, appare di particolare interesse evidenziare se esistono eventuali differenze di genere anche in contesti evoluti sul piano socio-culturale e del mercato del lavoro quali quelli oggetto della presente indagine. 7 Per alcune delle tabelle presentate il totale non è pari ai laureati in Architettura, ai 184 laureati in Disegno Industriale o ai 43 in Pianificazione Territoriale, in ragione dei filtri utilizzati nel questionario, tali che i rispondenti dovessero essere, ad esempio, talvolta solo gli occupati (sezione 2 del questionario), talaltra solo le persone in cerca di lavoro (sezione 3), ecc. Per tale motivo si è utilizzata l accortezza di segnalare sempre il totale N. Per quanto concerne i valori percentuali all interno delle tabelle, in rari casi il totale (di riga o di colonna) potrebbe non essere pari precisamente al 100,0% (ma piuttosto al 99,9% o al 100,1%) a causa dell approssimazione dei valori percentuali alla prima cifra decimale. 910 3. I LAUREATI IN ARCHITETTURA 3.1 Le caratteristiche socio-anagrafiche e il percorso formativo I laureati in Architettura coinvolti nell indagine sono complessivamente 1.279, con una leggera prevalenza della componente femminile rispetto a quella maschile (51,5% vs 48,5%). Si tratta per la quasi totalità (99,5%) di cittadini italiani, in maggioranza provenienti da istituti tecnici (30,7%), licei scientifici (30,4%) o che hanno conseguito la maturità artistica (21,3%), a fronte di quote più ridotte di ex studenti del liceo classico (7%), dell istituto magistrale (2,8%), di istituti professionali (2,5%) o di altri tipi di scuola. L età al momento della laurea è sovente piuttosto elevata (cfr. Tabella 3.2), principalmente in ragione di una durata degli studi in media ben superiore al numero di anni di corso standard. 8 Soltanto il 2,8% degli studenti esce, infatti, dall università dopo i 5 anni previsti dal piano di studi, a fronte del 13,2% che impiega un anno in più, del 19% che resta all università per 7 anni e di un altro 23,4% che lo fa per 8 anni; per il 14,5% dei laureati la permanenza all università si è prolungata per 9 anni, mentre per il 27,1% il traguardo della laurea è stato raggiunto solo dopo 10 anni o più di studio. Tabella 3.1 Durata degli studi (Valori %. N=1.279) Durata studi M F 5 anni 1,9% 3,6% 2,8% 6 anni 10,8% 15,5% 13,2% 7 anni 19,8% 18,2% 19,0% 8 anni 22,7% 24,0% 23,4% 9 anni 14,5% 14,6% 14,5% 10 anni o più 30,2% 24,1% 27,1% 100,0% 100,0% 100,0% N Per l 8,1% dei laureati coinvolti nell indagine l ingresso al Politecnico non coincide, inoltre, con l anno di prima immatricolazione nel sistema universitario italiano. 1011 Tabella 3.2 Età al momento della laurea (Valori %. N=1.279) Età M F fino a 25 anni 6,6% 16,8% 11,9% anni 31,9% 35,7% 33,9% anni 28,9% 28,4% 28,6% anni 27,3% 16,8% 21,9% 35 e più 5,3% 2,3% 3,8% 100,0% 100,0% 100,0% N L 80,7% dei giovani usciti dal Corso di Laurea in Architettura ha frequentato la sede di Milano Leonardo, a fronte del 19,3% che ha svolto gli studi presso la sede distaccata di Milano Bovisa. Per quanto concerne il voto di laurea, il 38,9% ha conseguito la laurea con una votazione inferiore o al massimo pari a 90/100, il 32% ha ottenuto un punteggio compreso fra 91 e 95 e il 29,2% ha raggiunto performance superiori. Accanto a tendenze ormai piuttosto consolidate come il fatto che la componente femminile raggiunge mediamente votazioni più elevate 9, è anche il caso di sottolineare l esistenza di una certa correlazione fra voto di laurea e durata degli studi. Le votazioni migliori si registrano, infatti, fra chi si laurea in corso mentre, in maniera speculare, la quota più consistente di votazioni fino a 90 centesimi si riscontra tra chi impiega un tempo particolarmente lungo per concludere il proprio percorso universitario. Tabella 3.3 Voto di laurea per durata degli studi universitari (Valori %. N=1.279) Tempo impiegato per conseguire la laurea Voto di laurea Laureati in Fino a 7 anni 8 anni e oltre corso Fino a 90 5,6% 26,0% 46,7% 38,9% Da 91 a 95 22,2% 35,2% 30,8% 32,0% Da 96 a ,2% 38,8% 22,5% 29,2% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% N Durante il Corso di Laurea i due terzi circa dei futuri architetti hanno svolto attività lavorative: il 22% lo ha fatto in maniera continuativa, mentre per il 44,3% si è trattato di impieghi occasionali o stagionali. La propensione a lavorare durante gli 9 Nel dettaglio: esce da Architettura con un voto al massimo pari a 90/100 il 31,1% delle donne, a fronte del 47,1% dei maschi, raggiunge una votazione compresa tra 91 e 95 il 33,7% (vs 30,2% dei colleghi maschi), mentre ad ottenere una votazione elevata (da 96 a 100 centesimi) è il 35,2% delle laureate donne contro il 22,7% dei laureati dell altro sesso. 1112 studi sembrerebbe, peraltro, maggiore tra gli studenti maschi, come messo in luce dalla tabella seguente. Tabella 3.4 Svolgimento di attività lavorative durante il Corso di Laurea per sesso (Valori %. N=1.279) Durante il corso ha lavorato? M F Non ho mai lavorato 30,5% 36,7% 33,7% Lavori occasionali o stagionali 43,2% 45,2% 44,3% Lavori continuativi 26,3% 18,1% 22,0% 100,0% 100,0% 100,0% N La percentuale di studenti puri, che non hanno mai lavorato, diminuisce, come facilmente prevedibile, al crescere del tempo impiegato per conseguire la laurea, con un aumento per chi permane più a lungo all università non solo delle occupazioni di natura più occasionale, ma anche degli impieghi caratterizzati da una certa regolarità. Tabella 3.5 Svolgimento di attività lavorative durante il Corso di Laurea per durata degli studi (Valori %. N=1.279) Tempo impiegato per conseguire la laurea non ho mai lavorato Durante il corso ha lavorato? lavori occasionali o stagionali lavori continuativi Laureati in corso 52,8% 38,9% 8,3% 100,0% 36 Fino a 7 anni 44,9% 42,0% 13,1% 100,0% anni e oltre 27,3% 45,6% 27,1% 100,0% ,7% 44,3% 22,0% 100,0% 1279 N E anche il caso di notare, come tra gli studenti che hanno svolto attività lavorative mentre frequentavano l università, una larga maggioranza sia stata occupata in impieghi del tutto (49,6%) o in parte (21,6%) coerenti con il Corso di Laurea frequentato, con un livello di congruenza rispetto agli studi spesso più elevato per la componente maschile. Tabella 3.6 Coerenza delle attività lavorative svolte durante gli studi con il Corso di Laurea frequentato per sesso (Valori %. N=848) Lavoro (durante il corso) coerente con il corso? M F Si 54,3% 44,8% 49,6% Si in parte 20,0% 23,3% 21,6% No 25,8% 31,9% 28,8% 100,0% 100,0% 100,0% N13 Per circa un terzo degli studenti di Architettura la formazione non termina una volta conseguita la laurea: dopo aver raggiunto questo traguardo, il 33,8% ha frequentato, infatti, altre attività formative, 10 che nella maggioranza assoluta dei casi risultano orientate ad approfondire conoscenze e competenze già apprese durante gli studi universitari. 11 Soltanto il 6% dei laureati in Architettura intraprende, infatti, percorsi di studio o formazione post laurea del tutto incoerenti rispetto al Corso di Laurea seguito, a fronte di un 78,5% che continua con attività formative del tutto coerenti e di un 15,5% che ravvisa negli studi successivi alla laurea una congruenza parziale rispetto ai contenuti appresi fino a quel momento. Tabella 3.7 Coerenza delle attività formative post laurea con il Corso di Laurea frequentato per sesso (Valori %. N=432) Attività di studio/formazione coerente con la laurea? M F Sì 79,4% 77,7% 78,5% Sì, in parte 12,6% 18,0% 15,5% No 8,0% 4,3% 6,0% 100,0% 100,0% 100,0% N La motivazione principale che spinge i (pochi) laureati in Architettura a continuare il proprio iter formativo è il desiderio di accrescere la propria professionalità (68,1%), seguito, a distanza, dalla volontà di aumentare le possibilità di trovare un lavoro (16,2%), mentre quote inferiori di giovani proseguono il proprio percorso di apprendimento nell ottica della massimizzazione delle probabilità di fare carriera (6,5%), per interesse personale (4,2%), per insoddisfazione nei confronti degli sbocchi professionali offerti dalla laurea in Architettura (2,8%) o per cambiare lavoro o mansioni (2,3%), senza significative differenze di genere. 10 In un ottica di genere, a scegliere di frequentare altre attività formative dopo il conseguimento della laurea è stato il 35,4% delle laureate donne, a fronte del 32,1% dei laureati maschi. 11 Si tratta comunque, in generale, di una partecipazione ad attività formative post laurea piuttosto limitata, soprattutto se confrontata con quella che emerge da altre indagini sui laureati: dall ultima indagine condotta dal Consorzio AlmaLaurea sui laureati pre-riforma della facoltà di Architettura emerge, infatti, che a distanza di 5 anni dalla laurea il 75,8% dei laureati del 2000 ha partecipato ad almeno una attività di formazione. Similmente, dall indagine Istat 2004 condotta sui laureati del 2001 emerge che nei tre anni successivi alla laurea il 79% dei laureati ha iniziato almeno un attività di formazione. Per maggior approfondimenti si rimanda a Istat, I laureati e lo studio Inserimento professionale dei laureati. Indagine 2004, Statistiche in breve, 28 aprile 2006 e a AlmaLaurea, Condizione occupazionale dei laureati pre e post riforma. VIII Indagine 2005, marzo14 Tabella 3.8 Motivo principale per cui si è deciso di proseguire il proprio percorso formativo dopo la laurea per sesso (Valori %. N=432) Perché ha proseguito percorso formativo M F Era insoddisfatto degli sbocchi professionali offerti dalla laurea 2,0% 3,4% 2,8% Per avere più possibilità di fare carriera 6,5% 6,4% 6,5% Per accrescere la sua professionalità 68,3% 67,8% 68,1% Per cambiare lavoro o mansioni 2,0% 2,6% 2,3% Per avere più possibilità di trovare un lavoro 17,1% 15,5% 16,2% Per interesse personale 4,0% 4,3% 4,2% 100,0% 100,0% 100,0% N Per quanto concerne le scelte formative effettuate, il 29,2% dei laureati si è orientato verso una specializzazione post laurea o un master 12, il 6,7% ha scelto un dottorato di ricerca 13 e il 3% si è iscritto ad un altro Corso di Laurea (Ingegneria, Tecniche per l architettura del paesaggio, Economia, ma anche facoltà di stampo umanistico quali Lettere e lingue). Ancora più consistente la percentuale di giovani che hanno deciso di approfondire i propri studi attraverso canali formativi diversi da quello universitario: il 63,2% del totale dei frequentanti attività di formazione successive alla laurea, in molti casi con la frequenza di più di una attività. Nella maggioranza dei casi si è trattato di percorsi relativi alla sicurezza (in particolare sulla sicurezza nei cantieri ai sensi del D.Lgs. n. 494/96, finalizzati alla formazione della figura del coordinatore per la sicurezza), ma sono molto numerosi anche i percorsi di acquisizione di competenze e/o aggiornamento rispetto all utilizzo di nuove tecnologie (corsi di informatica, in particolare per Autocad e 3d Studio Max), seguiti da percorsi di approfondimento e aggiornamento in termini di contenuti tematici (bioarchitettura, restauro, progettazione d interni e arredamento, progettazione giardini, grafica). Fra le laureate in Architettura si riscontra, in generale, una propensione a proseguire il proprio iter di formazione e perfezionamento all interno dell Università maggiore rispetto a quella dei colleghi uomini, più attratti da altri canali formativi. 12 Tra i percorsi scelti più di frequente figurano master e specializzazioni in materie afferenti il design, in Architettura del paesaggio e progettazione del verde, nel restauro e in altri ambiti dell Architettura (bioarchitettuta, progettazione dei sistemi urbani, riqualificazione di strutture ospedaliere, ecc.). Altri percorsi scelti riguardano poi i temi della sicurezza, ma anche il marketing, l abilitazione per l insegnamento, la conoscenza di software ad hoc e la comunicazione. 13 I dottorati scelti vertono principalmente su: Architettura, Urbanistica, Conservazione dei luoghi dell'abitare e del paesaggio; Progettazione Architettonica e Urbana; Architettura degli Interni e Allestimento; Composizione Architettonica; Tecnologia e Progetto per la Qualità Ambientale a Scala Edilizia e Urbana; Disegno Industriale e Comunicazione Multimediale; Pianificazione Urbana Territoriale e Ambientale; Programmazione, Manutenzione, Riqualificazione dei Sistemi Edilizi ed Urbani. 1415 Tabella 3.9 Tipologia di attività formative post laurea frequentate per sesso (Valori %. N=432)* Attività formative M F Dottorato di ricerca 5,5% 7,7% 6,7% Specializzazione post laurea o master 23,6% 33,9% 29,2% Altro Corso di Laurea 3,5% 2,6% 3,0% Altra formazione 68,8% 58,4% 63,2% * In tabella sono presentati soltanto i Sì per ciascuna possibile attività di formazione post laurea. Il 72,9% dei giovani usciti dal Corso di Laurea in Architettura ha superato gli esami di stato per l abilitazione all esercizio dell attività professionale (cfr Tabella 3.10), in larga maggioranza nell anno seguente al conseguimento del titolo o al massimo nell arco dei due anni successivi. Tabella 3.10 Superamento dell esame di stato per sesso (Valori %. N=1.279) Ha superato esami di stato per abilitazione professionale M F Sì 75,5% 70,4% 72,9% No 24,5% 29,6% 27,1% 100,0% 100,0% 100,0% N Tabella 3.11 Anno di superamento dell esame di stato per sesso (Valori %. N=932) Quando ha superato esame di stato M F ,5% 69,4% 70,0% ,6% 15,9% 15,8% ,4% 7,1% 6,8% ,7% 3,0% 2,4% ,4% 1,1% 1,7% 2006,9% 1,5% 1,2% Non ricordo 2,6% 1,9% 2,3% 100,0% 100,0% 100,0% N Ad iscriversi all Ordine professionale è una quota leggermente inferiore degli architetti laureatisi nel 2000: il 65,5% del totale, con una tendenza più spiccata ad iscriversi tra i laureati maschi (cfr. Tabella seguente). Si iscrive, inoltre, all Ordine soprattutto chi proviene da un contesto familiare caratterizzato da genitori liberi professionisti 14 e chi si laurea nei tempi standard. Dichiara di essersi iscritto, infatti, il 91,7% dei laureati in corso, il 76,5% di chi si laurea entro i 7 anni e il 59% di chi impiega un tempo superiore. 14 Per chi ha il padre lavoratore autonomo la percentuale di iscritti all Ordine è pari al 74,5% dei casi, a fronte del 65,5% medio. 1516 Tabella 3.12 Iscrizione all Ordine per sesso (Valori %. N=1.279) Si è iscritto all ordine professionale M F Sì 69,0% 62,2% 65,5% No 31,0% 37,8% 34,5% 100,0% 100,0% 100,0% N Come accade anche in relazione agli esami di stato per l abilitazione all esercizio dell attività professionale, l iscrizione avviene soprattutto nei due anni seguenti al conseguimento della laurea: quasi la metà (47,7%) si iscrive l anno successivo, il 27,2% dopo due anni, con percentuali via via decrescenti all aumentare della distanza rispetto alla data di laurea. Tabella 3.13 Anno di iscrizione all Ordine per sesso (Valori %. N=838) In quale anno si è iscritto all ordine professionale M F ,0% 45,4% 47,7% ,6% 27,8% 27,2% ,1% 11,2% 11,7% ,1% 7,1% 6,1% ,6% 3,2% 2,9% ,9% 3,2% 2,5% Non ricordo 1,6% 2,2% 1,9% 100,0% 100,0% 100,0% N La situazione attuale A distanza di circa 6 anni dal conseguimento della laurea, chi ha frequentato la facoltà di Architettura sembra beneficiare di una condizione di sostanziale piena occupazione. Il 93,2% dei laureati ha, infatti, un lavoro, a fronte di un 3,4% di soggetti in cerca di impiego, di un 3,3% in condizione volontaria di inattività 15 e di un residuale 0,3% (in tutto 4 persone) ancora impegnato in un percorso di studio o formazione. Ad esclusione di una quota estremamente limitata di persone (0,3%) che cercano impiego per la prima volta, chi è in cerca di occupazione ha già conosciuto un precedente inserimento nel mondo del lavoro. Si tratta, dunque, di 15 Di questi, la quasi totalità non studia, non lavora e non cerca lavoro per motivi personali (salute, matrimonio, assistenza a familiari, ecc. ), una persona è in attesa di concorso e una dichiara di non trovare lavori interessanti. 1617 percentuali fisiologiche di mancata occupazione, legate a naturali passaggi da un percorso lavorativo all altro nell ottica della carriera esterna. 16 In una prospettiva di genere è, comunque, il caso di sottolineare come fra la componente femminile non sia maggiormente diffusa soltanto la condizione di inattività volontaria (6,2% vs 0,2%), ma anche la ricerca di nuovo impiego (3,8% vs 1,9%), con buona probabilità interpretabile nell ottica di maggiori difficoltà incontrate dalle laureate donne nella stabilizzazione dei propri percorsi di lavoro. 17 Tabella 3.14 Attuale condizione occupazionale per sesso (Valori %. N=1.279) Situazione occupazionale attuale M F Occupato 97,4% 89,2% 93,2% Disoccupato in cerca di nuova occupazione 1,9% 3,8% 2,9% In cerca di prima occupazione 0,2% 0,5% 0,3% Studente 0,3% 0,3% 0,3% Non studia e non cerca lavoro 0,2% 6,2% 3,3% 100,0% 100,0% 100,0% N In ragione di una così ridotta presenza di persone in condizione non lavorativa si è scelto di presentare nel paragrafo successivo, in forma aggregata, tutti i dati relativi ai soggetti in cerca di occupazione ed agli studenti al momento dell intervista, dedicando invece maggiori approfondimenti nei paragrafi successivi ai laureati oggi occupati, che costituiscono il principale focus di indagine I laureati non occupati La componente più numerosa fra i laureati in Architettura non occupati al momento dell intervista è rappresentata dai soggetti in cerca di occupazione. 16 La condizione occupazionale dei laureati in Architettura del Politecnico di Milano risulta abbastanza coerente con quella emerse da altre indagine condotte sui laureati a livello nazionale. I dati Istat relativi all inserimento professionale dei laureati in Architettura del 2001 a tre anni dal conseguimento del titolo di studio universitario mettono in luce una percentuale di occupati pari all 85,3% del totale, a fronte di un 9,5% in cerca di lavoro e un 5,1% che non lavora e non cerca lavoro (inclusi studenti). L ultima indagine condotta dal Consorzio Universitario Almalaurea indica, invece, una condizione occupazionale a cinque anni per i laureati del 2000 del gruppo Architettura (secondo la classificazione Istat, Corso di Laurea in Architettura e altri Corsi di Laurea quali Pianificazione, Disegno Industriale, ecc.) contraddistinta dal 94,2% di occupati (a fronte dell 86,3% per il totale dei laureati nel loro complesso). Per maggior approfondimenti si rimanda a Istat, I laureati e il mercato del lavoro Inserimento professionale dei laureati. Indagine 2004, Collana Informazioni, n e a AlmaLaurea, Condizione occupazionale dei laureati pre e post riforma. VIII Indagine 2005, marzo Analoghe differenze di genere si riscontrano nella già citata indagine Almalaurea: a cinque anni dalla laurea, nel gruppo Architettura lavora il 97,4% degli uomini contro il 91% delle donne, similmente a quanto avviene per i laureati nel loro complesso (ove gli occupati sono il 90,7% nella componente maschile e l 82,8% in quella femminile). 1718 La durata della ricerca di lavoro non risulta, in media, eccessivamente prolungata, a mettere in luce, ancora una volta, un mercato del lavoro che non sembra presentare ostacoli eccessivi all inserimento dei laureati in Architettura. Oltre la metà dei giovani usciti da questo Corso di Laurea non supera, infatti, i sei mesi di ricerca di impiego: il 29,3% non cerca da più di 3 mesi e il 24,4% è impegnato in questa attività per un intervallo di tempo che va da 4 a 6 mesi. A questi si aggiunge un 12,2% di laureati per i quali la durata della ricerca è compresa fra i 7 ed i 12 mesi, ed un altro 12,2% per cui l arco temporale va da 1 a 2 anni, a fronte di una quota di persone interessate da una vera e propria disoccupazione di lunga durata oltre 24 mesi - pari al 22%. Tabella 3.15 Mesi di ricerca di lavoro per sesso (Valori %. N=41) Mesi di ricerca di lavoro M F Fino a 3 15,4% 35,7% 29,3% Da 4 a 6 23,1% 25,0% 24,4% Da 7 a 12 15,4% 10,7% 12,2% Da 13 a 24 7,7% 14,3% 12,2% Oltre 24 38,5% 14,3% 22,0% 100,0% 100,0% 100,0% N Si tratta inoltre, come spesso accade per persone che abbiano maturato durante gli studi un bagaglio di conoscenze e competenze di livello elevato, di una disoccupazione che tende a prolungarsi, piuttosto frequentemente, fino all inserimento in un lavoro reputato adeguato al proprio sistema di valori e priorità. Soltanto il 26,8% dei laureati in Architettura oggi disoccupati sarebbe, infatti, disponibile a lavorare immediatamente a qualsiasi condizione, a fronte di un 70% circa che lo farebbe soltanto qualora ci fossero garanzie di varia natura, in primis una remunerazione adeguata (26,8%) o la corrispondenza con i propri interessi e competenze (26,8%), ma anche altri elementi quali la prossimità spaziale al luogo di residenza (7,3%), le possibilità di carriera o la coerenza con il percorso di studi universitario (entrambi 4,9%). 1819 Tabella 3.16 Sarebbe disponibile a lavorare immediatamente a quali condizioni? per sesso (Valori %. N=41) Disponibilità a lavorare M F Sì a qualunque condizione 38,5% 21,4% 26,8% Sì a condizione di una remunerazione adeguata 15,4% 32,1% 26,8% Sì a condizione che non fosse lontano da casa 15,4% 3,6% 7,3% Sì a condizione che mi consentisse possibilità di carriera 7,7% 3,6% 4,9% Sì a condizione che corrisponda ai mie interessi e competenze 23,1% 28,6% 26,8% Sì a condizione che il lavoro sia coerente con la mia laurea 7,1% 4,9% No, per ragioni personali e familiari 3,6% 2,4% 100,0% 100,0% 100,0% N Anche il tema della mobilità spaziale mette in luce una certa rigidità, che aumenta al crescere della distanza dal luogo di residenza: in media, il 70,7% dei laureati si dichiara disposto a trasferirsi per trovare lavoro in un altro comune della propria provincia, il 63,4% non avrebbe riserve purché entro i confini regionali, mentre solo il 46,3% sarebbe propenso a spostarsi in un altra regione e poco più di un terzo potrebbe accettare di lavorare all estero. La propensione alla mobilità risulta, peraltro, inferiore se si prende in esame la componente femminile, probabilmente in ragione del maggior peso delle problematiche di conciliazione, acuito dall età media dei laureati al momento dell intervista, a distanza di ben sei anni dalla conclusione del proprio percorso universitario. Tabella 3.17 Disponibilità a trasferirsi per trovare lavoro per sesso (N=41)* Disponibilità al trasferimento M F Disponibilità a trasferirsi in altro comune 92,3% 60,7% 70,7% Disponibilità a trasferirsi in altra provincia 76,9% 57,1% 63,4% Disponibilità a trasferirsi in altra regione 69,2% 35,7% 46,3% Disponibilità a trasferirsi all estero 53,8% 28,6% 36,6% * In tabella sono presentati soltanto i Sì per ciascuna possibile destinazione del trasferimento. E opportuno leggere i dati precededenti anche alla luce delle esperienze professionali pregresse maturate dai laureati in Architettura oggi in cerca di occupazione. In molti casi si tratta, infatti, non soltanto di persone che hanno già lavorato, ma di soggetti che hanno svolto in precedenza incarichi del tutto o in parte coerenti con il Corso di Laurea frequentato, soprattutto per quanto riguarda la componente femminile. Quest ultimo dato sembra spiegare anche la minore propensione femminile ad accettare impieghi a qualunque condizione e, in maniera complementare, le maggiori aspettative espresse in termini di remunerazione, corrispondenza ai propri interessi e competenze, nonché coerenza con il proprio iter di studio universitario. 1920 Tabella 3.18 Attività lavorative svolte negli anni successivi alla laurea per sesso (Valori %. N=41) Coerenza del lavoro Anno 2001 M F Coerente con la laurea 38,5% 60,7% 53,7% Parzialmente coerente con la laurea 30,8% 21,4% 24,4% Non coerente con la laurea 23,1% 3,6% 9,8% Non lavoravo 7,7% 14,3% 12,2% 100,0% 100,0% 100,0% N Coerenza del lavoro Anno 2002 M F Coerente con la laurea 46,2% 57,1% 53,7% Parzialmente coerente con la laurea 15,4% 21,4% 19,5% Non coerente con la laurea 15,4% 3,6% 7,3% Non lavoravo 23,1% 17,9% 19,5% 100,0% 100,0% 100,0% N Coerenza del lavoro Anno 2003 M F Coerente con la laurea 38,5% 67,9% 58,5% Parzialmente coerente con la laurea 15,4% 21,4% 19,5% Non coerente con la laurea 15,4% 3,6% 7,3% Non lavoravo 30,8% 7,1% 14,6% 100,0% 100,0% 100,0% N Coerenza del lavoro Anno 2004 M F Coerente con la laurea 38,5% 53,6% 48,8% Parzialmente coerente con la laurea 15,4% 17,9% 17,1% Non coerente con la laurea 7,7% 10,7% 9,8% Non lavoravo 38,5% 17,9% 24,4% 100,0% 100,0% 100,0% N Coerenza del lavoro Anno 2005 M F Coerente con la laurea 30,8% 53,6% 46,3% Parzialmente coerente con la laurea 15,4% 17,9% 17,1% Non coerente con la laurea 15,4% 14,3% 14,6% Non lavoravo 38,5% 14,3% 22,0% 100,0% 100,0% 100,0% N Vedere altro
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 Articolo 1
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 Art. 2
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 Art. 4
 art. 34
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