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Timestamp: 2020-08-13 06:38:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8409 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8409 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/03/2017, (ud. 03/10/2016, dep.31/03/2017), n. 8409
sul ricorso 25010-2012 proposto da:
C.S., G.L., M.A.,
D.B.M., C.F., elettivamente domiciliati in ROMA C.SO
MOSCA, che li rappresenta e difende giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 200/2012 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,
udito per i ricorrenti l’Avvocato MISASI per delega dell’Avvocato
1. C.S., C.F., GIARDINI Loredana, M.A. e D.B.M., impugnavano l’avviso di liquidazione nr. (OMISSIS), dell’Agenzia delle Entrate di Roma, Ufficio (OMISSIS), notificato il 6/11/2007, con il quale veniva rettificato il valore della compravendita di quote di un terreno di mq. 5.730 sito in (OMISSIS), determinandolo in Euro 267.000,00, invece del dichiarato Euro 33.400,00.
Con sentenza del 10/1/2011 la CTP di Roma accoglieva parzialmente il ricorso, diminuendo il valore del terreno ad Euro 50,00 al mq. rispetto agli Euro 70,00 determinati dall’Ufficio.
Ha osservato il giudice di appello che l’avviso di rettifica originava dalla circostanza accertata e contestata dai contribuenti, che il suolo fosse edificabile, secondo la nozione indicata dal D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2.
2. Avverso tale pronuncia proponevano ricorso C.S., C.F., G.L., M.A. e D.B.M., i quali lamentavano con due motivi trattati congiuntamente:
3. Con controricorso L’Agenzia chiedeva il rigetto dell’impugnazione, considerato che la CTR, nel confermare la sentenza di primo grado, aveva avallato anche la diminuzione del valore rispetto all’atto di rettifica, dimostrando di avere tenuto conto della concreta destinazione del terreno.
Di contro va rilevato che i ricorrenti hanno indicato gli estremi le varianti degli piani urbanistici e sentenze di questa Corte che avallavano l’intervenuto cambio di destinazione.
In particolare, questa Corte, con sentenza n. 3264 del 9/11/2011 (depositata il 2/3/2012), decidendo un’istanza di revocazione in una controversia tra l’Agenzia delle Entrate ed alcune delle odierne parti, in relazione ad altra compravendita di un terreno sito nella stessa zona, ha rilevato il travisamento in cui era incorso l’Ufficio nel non tener conto del cambio di destinazione del suolo.
La sentenza svolgendo la fase rescissoria, ha poi censurato la sentenza della CTR ritenendo “…erronea l’affermazione della sentenza impugnata, a tenore della quale, ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro agli atti di trasferimento di immobili, per la determinazione del valore del bene sulla base della sua destinazione urbanistica “non risulta accettabile la tesi, sostenuta anche nella sentenza impugnata, secondo la quale, a seguito della variante adottata con atto del Comune n. 92 del 29 maggio 1997, la zona in cui è ricompreso il terreno stesso sia divenuta zona H1 (agro romano), con vincolo di rispetto paesaggistico, in quanto la variante diviene vincolante solo quando sia stato portato a termine il complesso procedimento previsto dalla legge che pone, come atto finale il decreto del Presidente della Regione da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale. Solo a questo punto può dirsi che un terreno non è edificabile secondo il Piano Regolatore Generale”. Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, “in tema di imposta di registro, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 2, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, che ha fornito l’interpretazione autentica del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, l’edificabilità di un’area, ai fini dell’inapplicabilità del sistema di valutazione automatica previsto dal D.P.R. n. 131 cit., art. 52, comma 4, dev’essere desunta dalla qualificazione ad esso attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi. L’inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è infatti sufficiente a far lievitare il valore venale dell’immobile, senza che assumano alcun rilievo eventuali vicende successive incidenti sulla sua edificabilità, quali la mancata approvazione o la modificazione dello strumento urbanistico, in quanto la valutazione del bene dev’essere compiuta in riferimento al momento del suo trasferimento, che costituisce il fatto imponibile, avente carattere istantaneo (Cass., sez. un., 30 novembre 2006, n. 25505; Cass. n. 1180 e n. 195 del 2008)…..”.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 52
 Cass.