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Timestamp: 2019-02-18 16:56:48+00:00

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Controversie in tema di lavoro, sentenza, rito del lavoro, principio della prevalenza del dispositivo sulla motivazione Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 21/06/2016 n° 12841 | Sindacato FSI
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Controversie in tema di lavoro, sentenza, rito del lavoro, principio della prevalenza del dispositivo sulla motivazione Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 21/06/2016 n° 12841
Sentenza 21 giugno 2016, n. 12841
V.M., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TEODORO MONTICELLI 12, presso lo studio dell’avvocato OTTAVIO PANNONE, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti;
CASA DI CURA VILLA ORTENSIA IN LIQUIDAZIONE, C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CARLO MIRABELLO 26, presso lo studio dell’avvocato PASQUALE IANNUCCILLI, che La rappresenta e difende giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 4376/2010 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI, depositata il 03/08/2010 r.g.n. 5245/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 07/04/2016 dal Consigliere Dott. PAOLO NEGRI DELLA TORRE;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CERONI Francesca, che ha concluso per l’inammissibilità o in subordine rigetto.
Con unico motivo il ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c. , nn. 1 e 3, violazione e falsa applicazione degli artt. 100, 112, 282, 414, 416, 420, 434, 437, 480, 615, 617 c.p.c. e segg., nonché omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia ( art. 360 c.p.c. , n. 5) per avere la Corte di appello omesso di verificare l’assenza, nel dispositivo della sentenza n. 1935/2002 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, di qualsiasi indicazione della differenza tra l’importo determinato in esito al giudizio di primo grado e quello (minore) accertato in sede di appello e in tal modo di verificare l’inesistenza di un titolo che riconoscesse alla società il diritto di intimare precetto, e quindi di agire esecutivamente, nei confronti del V., per la somma di Euro 58.329,19.
Nella specie, la sentenza n. 1935/02 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, pur non riproducendone il dettato nel dispositivo, ha comunque, in motivazione, chiaramente espresso la condanna del V. “alla restituzione della differenza tra quanto percepito come da quietanza del 6/7/99 per effetto della sentenza impugnata… e quanto dovutogli in base alla presente sentenza”.
Non appare, d’altra parte, pertinente il richiamo, da parte del ricorrente, all’indirizzo, parimenti consolidato, di questa Corte di legittimità, secondo il quale nel rito del lavoro il principio dell’interpretazione del dispositivo della sentenza mediante la motivazione non può essere esteso fino all’integrazione del contenuto precettivo del primo con statuizioni desunte dalla seconda, attesa la prevalenza che deve attribuirsi al dispositivo, il quale, acquistando pubblicità con la lettura fattane in udienza, cristallizza la statuizione emanata nella fattispecie concreta (cfr. fra le molte Cass. 8 agosto 1997, n. 7380).
Tale orientamento trova, infatti, la propria ragione giustificativa nella peculiarità del rito del lavoro, in cui, a differenza di quanto avviene nel rito ordinario, il dispositivo letto in udienza e depositato in cancelleria “ha una rilevanza autonoma poiché racchiude gli elementi del comando giudiziale che non possono essere mutati in sede di redazione della motivazione; ne consegue che le proposizioni contenute nella motivazione e contrastanti col dispositivo devono considerarsi come non apposte” (Cass. 15 gennaio 1996, n. 279).
la Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi e in Euro 4.000,00 per compensi professionali, oltre rimborso spese generali al 15% (percento) e accessori di legge, con distrazione a favore dell’avv. Pasquale Iannuccilli.

References: sentenza 
 sentenza 
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Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
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 Cass.