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Timestamp: 2017-02-24 19:24:55+00:00

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Ue ribadisce veto commercio sementi arcaiche dopo sentenza Kokopelli
11-08-2012, 06:45 PM Ue ribadisce veto commercio sementi arcaiche dopo sentenza Kokopelli La notizia ha trovato eco solo negli ultimi giorni ma risale al 12 luglio scorso: l'Unione Europea ha ribadito il divieto di commercializzazione di varietà tradizionali e diversificate di sementi che non rientrino nel catalogo ufficiale europeo. Dal 1998 era già in vigore una direttiva della Comunità europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (le note multinazionali) vietandolo agli agricoltori.
Stop al libero scambio di sementi di antiche varietà orticole. L’UE si è pronunciata in merito ad una controversia legale risalente al 2005: una causa intentata dalla ditta sementiera Graines Baumaux sas contro Kokopelli, l'associazione francese no profit che salvaguarda e commercializza semi di antiche varietà orticole provenienti da tutto il mondo. La società francese Graines Baumaux sas denunciò per concorrenza sleale l’associazione Kokopelli che vendeva sementi cosiddette “antiche” ed appartenenti a varietà non ufficialmente iscritte né nel registro francese, né in quello comunitario.
Questa associazione era già stata condannata nel 2008 a corrispondere una multa di 50 mila euro; sentenza impugnata da Kokopelli che decise disottoporre la questione alla Corte Europea, sollevando il dubbio che le norme relative alla registrazione delle varietà orticole in un registro europeo vadano a ledere i diritti del libero esercizio dell’attività economica, di proporzionalità, di parità di trattamento o di non discriminazione e della libera circolazione delle merci nonché di impegno per la salvaguardia della biodiversità e delle risorse fitogenetiche.
Lo scorso maggio l'Avvocato Generale della Corte Europea aveva dato ragione a Kokopelli, annullando il verdetto del tribunale di Nancy; ma il 12 luglio 2012 la Corte di Giustizia Europea ha deciso di ribaltare nuovamente la sentenza .
Oggi la Graines Baumaux, approfittando della sentenza della Corte europea, ha chiesto ai giudici della Corte d’appello di Nancy di imporre all’associazione un risarcimento danni pari a 100 mila euro oltre che «la cessazione di tutte le attività dell’associazione» .
Sentenza plaudita dalla Seed Association e dall’ l'italiana Assosementi .
L’iscrizione al registro europeo comporta un lungo iter, non libero da oneri finanziari, e le varietà devono rispondere a precisi criteri di stabilità, distinzione e omogeneità.
Dilemma fra preservazione della biodiversità e rispetto delle regole : l’una non deve andare a discapito dell’altra. Un primo passo era stato fatto con la direttiva 2009/145/CE. La deroga prevista dalla direttiva 2009/145/CE, che di fatto lascerebbe più ampio margine per la vendita ed il commercio di sementi di varietà arcaiche, non trova piena applicazione in quanto le deroghe sono valide solo all’interno dei territori originari delle sementi in questione e le condizioni di iscrizione al registro delle varietà arcaiche non differiscono di molto dal registro europeo standard. Resterebbe così tutto in mano alle 7 grandi multinazionali del settore sementiero che potrebbero commercializzare le sementi ibride di cui detengono i brevetti senza soffrire di alcuna concorrenza.
Gli ibridi naturalmente offrono garanzie di stabilità ed omogeneità non comparabili con le sementi naturali e sono più facilmente brevettabili.
Al contrario di quanto si legge altrove, l’Ue non vieta oggi lo scambio delle sementi antiche, l’ha vietato già anni fa e la recente sentenza non fa che acclarare ulteriormente la non volontà di modificare la relativa legislazione o di prevedere delle deroghe che non schiaccino i piccoli coltivatori e i seed savers.
Il contadino viene privato di un suo fondamentale diritto: quello di conservare e tramandare i propri semi.
Per il 2013 è prevista la revisione delle suddette direttive sulla commercializzazione dei sementi, e la Commissione europea dovrà riuscire a trovare un terreno d’intesa che possa garantire al contempo rispetto della qualità e difesa della biodiversità.
Ma Dominique Guillet, fondatore di Kokopelli, non si arrende :" Riguardo Kokopelli, non sarà né la Corte Europea di Giustzia, né lo GNIS, né Baumaux, né la cricca genocidiaria, che si è messa a capo della missione di sradicare la Vita dal nostro bel Pianeta, che ci impediranno di continuare il nostro lavoro di protezione della biodiversità alimentare: un lavoro di 20 anni nel non rispetto totale della loro illegalità mortifera". "Per favore registrati qui per vedere il link :-) "
Orario: 24-02-2017, 09:23 PM

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