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Timestamp: 2020-04-09 21:20:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9197 del 03/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9197 del 03/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/04/2019, (ud. 19/02/2019, dep. 03/04/2019), n.9197
sul ricorso iscritto al n. 19300/2018 R.G. proposto da:
J.E., rappresentato e difeso dall’Avv. Marco Cavicchioli, con
avverso il decreto del Tribunale di Torino depositato il 3 maggio
che J.E., cittadino della Nigeria, ha proposto ricorso per cassazione, per tre motivi, avverso il decreto del 3 maggio 2018, con cui il Tribunale di Torino ha rigettato la domanda di riconoscimento della protezione sussidiaria o, in subordine, del permesso di soggiorno per motivi umanitari da lui proposta;
che con il primo motivo d’impugnazione il ricorrente denuncia l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35-bis, introdotto dalla L. 13 aprile 2017, n. 46, art. 6, comma 1, lett. q), per contrasto con l’art. 3 Cost., comma 1, con l’art. 24 Cost., commi 1 e 2, con l’art. 111 Cost., commi 1, 2 e 5, e con l’art. 117 Cost., comma 1, in relazione alla Dir. 2013/32/CE del 26 giugno 2013, art. 46, par. 3, ed agli artt. 6 e 13 CEDU, sostenendo che l’assoggettamento delle controversie in materia di protezione internazionale al rito camerale, caratterizzato da un contraddittorio meramente cartolare ed eventuale, e l’esclusione della reclamabilità della decisione di primo grado, non riscontrabile in altre ipotesi normativamente previste di applicabilità del rito camerale, comportano un’irragionevole compressione delle garanzie processuali dell’istante, sia sotto il profilo sia del contraddittorio che del giusto processo e del diritto di difesa;
che la predetta questione è stata già esaminata da questa Corte, e dichiarata manifestamente infondata, in virtù del rilievo che il rito camerale di cui all’art. 737 e ss. c.p.c., previsto anche per la trattazione di controversie in materia di diritti e di status, è idoneo a garantire il contraddittorio anche nel caso in cui non venga fissata l’udienza, sia perchè tale eventualità è limitata soltanto alle ipotesi in cui, in ragione dell’attività istruttoria precedentemente svolta, essa appaia superflua, sia perchè in assenza della trattazione orale le parti sono comunque garantite dal diritto di depositare difese scritte (cfr. Cass., Sez. I, 5/07/2018, n. 17717);
che parimenti infondato è il secondo motivo, con cui il ricorrente deduce l’illegittimità costituzionale del combinato disposto del D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, art. 6, comma 1, lett. g), e art. 21, comma 1, convertito con modificazioni dalla L. 13 aprile 2017, n. 46, per contrasto con l’art. 32 Cost., comma 1, e con l’art. 77 Cost., comma 2, affermando che il ricorso al decreto legge, ai fini della modificazione della disciplina dei giudizi in materia di protezione internazionale, si pone in contrasto con la mancanza dei necessari requisiti di straordinarietà ed urgenza, resa ancor più evidente dal differimento di 180 giorni previsto per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni;
che la predetta questione è stata infatti anch’essa già esaminata da questa Corte, e ritenuta manifestamente infondata, in virtù dell’osservazione che la disposizione transitoria dettata dal D.L. n. 13 del 2017, art. 21, comma 1, che differisce di centottanta giorni dall’emanazione del decreto l’entrata in vigore del nuovo rito, non si pone in contrasto con i requisiti di straordinaria necessità ed urgenza che presiedono all’emanazione dei decreti legge, essendo connaturata all’esigenza di predisporre un congruo intervallo temporale volto a consentire alla complessa riforma processuale di entrare a regime (cfr. Cass., Sez. I, 5/07/2018, n. 17717);
che con il terzo motivo il ricorrente lamenta la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 11, lett. g), rilevando che, nonostante l’indisponibilità della videoregistrazione del colloquio svoltosi dinanzi alla Commissione Territoriale, il Tribunale ha rigettato la richiesta di fissazione dell’udienza di comparizione da lui proposta, e denunciando, in subordine, l’illegittimità costituzionale del citato art. 35-bis, nella parte in cui non prevede l’obbligatorietà della fissazione della predetta udienza, in assenza della videoregistrazione;
rigetta i primi due motivi di ricorso; accoglie il terzo motivo; cassa il decreto impugnato, e rinvia al Tribunale di Torino, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 art. 35
 art. 6
 art. 46
 art. 6
 art. 21
 art. 21
 art. 35
 art. 35