Source: http://consiglio.regione.sardegna.it/XVlegislatura/interpellanze/254
Timestamp: 2018-07-18 04:52:38+00:00

Document:
Interpellanza n. 254/A
CARTA sulle reali motivazioni del potenziamento dell'intervento di "Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer" inserito nel "Patto per la Sardegna" e sul mancato rispetto dell'ordine del giorno n. 41 del Consiglio regionale.
- con il ricorso numero di registro generale 819 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto dall'Unione dei comuni della Barbagia, dal Comitato Non bruciamoci il futuro di Macomer, dall'associazione Zero Waste Sardegna e dal Comune di Nuoro, i ricorrenti hanno impugnato la deliberazione con cui la Giunta regionale ha confermato l'autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia;
- con il ricorso in questione, i ricorrenti hanno chiesto l'annullamento dell'Autorizzazione integrata ambiente (AIA) rilasciata al Consorzio industriale di Macomer dalla Provincia di Nuoro, con determinazione n. 1289 del 29 luglio 2015 del Settore Lavori pubblici-Protezione civile-ambiente, nonché delle precedenti determinazioni della Provincia di Nuoro nn. 1964 del 25.06.2010, 1446 del 26 luglio 2013, 1693 del 12 settembre 2013, 1377 dell'11 luglio 2014, 1878 del 3 ottobre 2014, 712 del 10 aprile 2015 e 1247 del 24 giugno 2014, tutte concernenti il rilascio e il rinnovo dell'AIA al Consorzio Industriale di Macomer;
- con tale ricorso è stato chiesto altresì l'annullamento della nota prot. 14383 del 1° agosto 2014, con la quale la Provincia di Nuoro ha avviato il procedimento, ai sensi dell'articolo 29 quarter, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006, nonché del provvedimento di conclusione della conferenza di servizi, della determinazione della Provincia di Nuoro n. 2003 del 21 ottobre 2014 e della nota prot. 17769 del 6 ottobre 2014 della Provincia di Nuoro;
- con tale ricorso è stato chiesto ancora l'annullamento della deliberazione della Giunta regionale n. 12/39 del 27 marzo 2015, mediante la quale è stato espresso il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale dell'intervento "Realizzazione di una nuova linea di termovalorizzazione da 30 MWt presso il sistema di trattamento rifiuti di Macomer Tossilo - proposto dal Consorzio industriale di Macomer. Procedura di VIA", della nota prot. 9652 del 20 maggio 2015, con la quale il Comune di Macomer ha espresso parere favorevole all'intervento, della decisione della Conferenza di servizi provinciale, il cui esito è stato favorevole alla modifica sostanziale dell' AIA per la costruzione e l'esercizio di una nuova linea di termovalorizzazione da circa 30 MWt ;
- con tale ricorso è stato chiesto, inoltre, l'annullamento delle note del Servizio sostenibilità ambientale, Valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (SAVI), prot. 12576 del 5 giugno 2015, prot. 1307 del 19 giugno 2015, prot. 13745 del 22 giugno 2015, delle deliberazioni della Giunta regionale n. 12/22 del 25 marzo 2010 e n. 39/32 del 23 settembre 2011, della nota ASL Nuoro prot. PG/2015/0011100 del 4 marzo 2015, del parere dei Vigili del fuoco e di tutti gli ulteriori provvedimenti, atti o pareri istruttori che hanno determinato e sostenuto il provvedimento definitivo di AIA del 29.07.2015 e il provvedimento di VIA;
- con i motivi aggiunti, infine, depositati il 3 dicembre 2015, è stato chiesto l'annullamento del permesso di costruire comunale n. 32 del 27 ottobre 2015, relativo alla realizzazione di una nuova linea di termovalorizzazione da 30 MWt presso il sistema di trattamento rifiuti di Macomer, rilasciato dal dirigente del settore tecnico del Comune di Macomer al Consorzio per la zona industriale di Macomer;
- con l'ordine del giorno n. 41, approvato all'unanimità dal Consiglio regionale, nella seduta del 13 maggio 2015, si impegnava la Giunta regionale affinché "prima di intervenire in materia di gestione dei rifiuti, compresi i procedimenti su Tossilo, ponesse in essere tutti gli adempimenti per l'effettuazione di campagne di monitoraggio sullo stato di salute della popolazione nell'area del Marghine, nonché su opportuni indicatori biologici, come peraltro previsto nella deliberazione della Giunta regionale n. 12/39 del 27 marzo 2015 e a dare corso in maniera celere all'aggiornamento del Piano Regionale in materia di gestione di rifiuti e a porre in essere in tempi rapidi il disegno di legge sul sistema di governo dei rifiuti";
- con le sentenze del TAR Sardegna nn. 00627/2016, 628/2016 e 629/2016 il ricorso n. 819/2015 è stato accolto ed è stato determinato l'annullamento degli atti impugnati, in primis il provvedimento conclusivo di AIA, nonché gli atti presupposti ed endoprocedimentali che implicano l'avvenuta violazione delle previsioni pianificatorie regionali inerenti la tipologia e la caratterizzazione dell'impianto, il quale dovrebbe avere una funzione meramente provvisoria e transitoria;
- con tale sentenza è stato dato ordine di immediata esecuzione della stessa da parte dell'autorità amministrativa;
considerato che, in data 29 luglio 2016, il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e il Presidente della Regione Francesco Pigliaru hanno firmato a Sassari il "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio" ossia un accordo che prevede una somma destinata alla Sardegna pari a circa 2,6 miliardi di euro da investire in azioni atte a superare gli svantaggi dell'insularità;
rilevato che, tra le voci presenti nell'Allegato "Scheda interventi" di tale patto di sviluppo, sotto la colonna "Assi di Intervento", alla voce "Sviluppo economico e produttivo", è riportata la sottovoce "Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer" individuato quale "Completamento intervento", come meglio specificato nella colonna "Obiettivo patto al 2017";
considerato che il "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio" e il relativo Allegato "Scheda interventi" non tenevano conto delle sentenze immediatamente esecutive del TAR Sardegna nn. 627/2016, 628/2016 e 629/2016;
- la Giunta regionale, anche nei giorni successivi alla firma di tale "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio" non ha rilevato tale incongruenza, né ha dato comunicazione ufficiale al Consiglio regionale di voler intervenire a sanare questo aspetto;
- la Giunta regionale ha, in tal modo, ulteriormente disconosciuto totalmente la volontà del Consiglio regionale così come espressa nell'ordine del giorno n. 41/2015;
considerato, ancora, che il TAR Sardegna ha evidenziato, anche in linea tecnica, tutte le motivazioni che ostano alla realizzazione dell'impianto di Macomer, sia in termini di sostenibilità economico-finanziaria, che di reale fabbisogno, configurandosi il revamping come un potenziamento dell'impianto, sviando quella che era la volontà del programmatore regionale, che aveva concepito la sopravvivenza di Tossilo al solo fine di consentire l'espletamento di funzioni meramente temporanee, determinando invece la creazione di un vero e proprio "terzo polo", idoneo a operare "a regime" e non in via meramente transitoria, come prospettato in sede pianificatoria;
acclarato, inoltre, che:
- con la mozione n. 249 a firma di CARTA Mario Angelo Giovanni "sulla necessità di stralciare dal Patto per la Sardegna l'intervento di Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer e di riconvertire le corrispondenti somme in azioni mirate a combattere lo spopolamento dei piccoli centri della Sardegna nonché al reimpiego dei lavoratori attualmente impegnati presso gli impianti di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti" si impegnava il Presidente della Regione e la Giunta regionale sui seguenti punti:
1) affinché venisse data immediata attuazione alla sentenza del TAR Sardegna n. 00629/2016;
2) affinché si desistesse da qualunque intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato ai fini dell'annullamento della suddetta sentenza n. 00629/2016;
3) affinché si richiedesse immediatamente al Governo di stralciare dal "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio" e dal relativo Allegato A "Scheda interventi" la voce "Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer" individuato quale "Completamento intervento" e qualunque riferimento all'intervento stesso;
4) affinché gli importi corrispondenti alla voce "Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer" venissero comunque mantenuti per la Sardegna e destinati alla creazione di nuove attività lavorative nelle zone interne dell'isola e nei piccoli centri maggiormente colpiti dallo spopolamento, nonché al reimpiego dei lavoratori attualmente impegnati presso gli impianti di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti in altre attività economiche legate ai centri di riciclo già esistenti e attivi nel territorio regionale o in settori analoghi o, ancora, in carenza di posti disponibili, in comparti che verranno individuati;
5) si riferisse urgentemente in Consiglio regionale sulla vicenda Tossilo;
- la discussione della mozione n. 249 non è stata mai calendarizzata;
- in spregio all'ordine del giorno n. 41, approvato all'unanimità dal Consiglio regionale nella seduta del 13 maggio 2015 e alla mozione n. 249, la Regione, con ricorso numero di registro generale n. 7239 del 2016, procedura firmata dal Presidente Francesco Pigliaru, ha impugnato davanti al Consiglio di Stato le sentenze del TAR Sardegna nn. 627/2016, 628/2016, 629/2016 con le quali veniva bocciata la realizzazione a Tossilo del nuovo inceneritore dei rifiuti;
- nella seduta del Consiglio regionale del 18 ottobre 2016, alcuni consiglieri hanno nuovamente richiamato l'attenzione sull'esigenza di rispettare l'ordine del giorno n. 41, approvato all'unanimità nella seduta del 13 maggio 2015;
- il Consiglio di Stato, IV sezione, con ordinanza n. 04740/2016 REG. PROV. CAU del 20 ottobre 2016, ha sospeso gli effetti della sentenza del TAR Sardegna n. 00629/2016, accogliendo le richieste della Regione;
- il Consiglio di Stato nell'ordinanza, pur rilevando "l'assenza di problemi rilevanti per la salute pubblica" nell'area di Macomer-Tossilo e "prevalente l'interesse dell'amministrazione" per la realizzazione dell'interventi, tuttavia ammette l'esistenza di questioni delicate che meritano maggiore approfondimento e rinvia sul merito dell'annosa vicenda a una sentenza definitiva prevista entro i primi sei mesi del 2017; nello specifico, la sentenza "rilevato che l'appello cautelare prospetta, sotto il profilo del fumus, delicate problematiche da vagliare comunque con sollecitudine nella pertinente sede di merito; rilevato che sotto il profilo del periculum nel bilanciamento degli interessi è prevalente quello dell'Amministrazione a proseguire nel progettato ampliamento, tanto più che allo stato non sono state dedotte problematiche di danno ex art. 32 della Costituzione o gravi pericoli di compromissione ambientale (evenienze, queste, escluse dalla stessa sentenza impugnata)";
- la legge 11 novembre 2014, n. 164 "Conversione, con modificazioni, del decreto-legge 11 settembre 2014, n. 133, Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle cattività produttive", all'articolo 35, rubricato "Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilità dei rifiuti nonché per il recupero dei beni in polietilene", al comma 1 stabilisce che entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individui "a livello nazionale la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l'indicazione espressa della capacità di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti così individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell'autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica";
- all'articolo 35, comma 2, si stabilisce che "Ai medesimi fini di cui al comma 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, effettua la ricognizione dell'offerta esistente e individua, con proprio decreto, il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni; sino alla definitiva realizzazione degli impianti necessari per l'integrale copertura del fabbisogno residuo così determinato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono autorizzare, ove tecnicamente possibile, un incremento fino al 10 per cento della capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti organici per favorire il recupero di tali rifiuti raccolti nel proprio territorio e la produzione di compost di qualità";
- l'articolo 35, comma 3, sancisce che "Tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti sia esistenti sia da realizzare sono autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall'articolo 237-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, qualora sia stata valutata positivamente la compatibilità ambientale dell'impianto in tale assetto operativo, incluso il rispetto delle disposizioni sullo stato della qualità dell'aria di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le autorità competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali degli impianti esistenti, qualora la valutazione di impatto ambientale sia stata autorizzata a saturazione del carico termico, tenendo in considerazione lo stato della qualità dell'aria come previsto dal citato decreto legislativo n. 155 del 2010";
- l'articolo 35, comma 5, sancisce che "Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli impianti esistenti, le autorità competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1 e, quando ne ricorrono le condizioni e nel medesimo termine, adeguano in tal senso le autorizzazioni integrate ambientali";
- l'articolo 35, comma 6, sancisce, inoltre, che "Ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non sussistendo vincoli di bacino al trattamento dei rifiuti urbani in impianti di recupero energetico, nei suddetti impianti deve comunque essere assicurata priorità di accesso ai rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale fino al soddisfacimento del relativo fabbisogno e, solo per la disponibilità residua autorizzata, al trattamento di rifiuti urbani prodotti in altre regioni. Sono altresì ammessi, in via complementare, rifiuti speciali pericolosi a solo rischio infettivo nel pieno rispetto del principio di prossimità sancito dall'articolo 182 bis, comma 1, lettera b), del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 e delle norme generali che disciplinano la materia, a condizione che l'impianto sia dotato di sistema di caricamento dedicato a bocca di forno che escluda anche ogni contatto tra il personale addetto e il rifiuto; a tale fine le autorizzazioni integrate ambientali sono adeguate ai sensi del presente comma";
- l'articolo 35, comma 7, sancisce, ancora, che "Nel caso in cui in impianti di recupero energetico di rifiuti urbani localizzati in una regione siano smaltiti rifiuti urbani prodotti in altre regioni, i gestori degli impianti sono tenuti a versare alla regione un contributo, determinato dalla medesima, nella misura massima di 20 euro per ogni tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato di provenienza extraregionale. Il contributo, incassato e versato a cura del gestore in un apposito fondo regionale, è destinato alla prevenzione della produzione dei rifiuti, all'incentivazione della raccolta differenziata, a interventi di bonifica ambientale e al contenimento delle tariffe di gestione dei rifiuti urbani. Il contributo è corrisposto annualmente dai gestori degli impianti localizzati nel territorio della regione che riceve i rifiuti a valere sulla quota incrementale dei ricavi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti di provenienza extraregionale e i relativi oneri comunque non possono essere traslati sulle tariffe poste a carico dei cittadini";
- sempre con maggiore insistenza, circolano a più livelli notizie riguardo pressioni da parte del Governo sulla Giunta regionale per accelerare le procedure di potenziamento dell'impianto di Tossilo-Macomer al fine di consentire lo smaltimento di rifiuti provenienti da altre regioni italiane meno virtuose nei processi di raccolta differenziata dei rifiuti;
- a tal fine, è stato inserito nel "Patto per la Sardegna" l'intervento di "Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer", destinando a esso ingenti risorse finanziarie che potrebbero essere meglio riconvertite in azioni mirate a combattere lo spopolamento dei piccoli centri della Sardegna, nonché al reimpiego dei lavoratori attualmente impegnati presso gli impianti di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti;
- l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente ha pubblicato in data 20 ottobre 2016 l'aggiornamento del piano regionale dei rifiuti, modificando il precedente e con la previsione di escludere la possibilità della costruzione di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti nel nord Sardegna e con, invece, la decisione di attivare gli "interventi di revamping del polo di Tossilo-Macomer, con avvio all'esercizio programmato a partire dal 2019, con l'obiettivo di coprire le esigenze del periodo transitorio fino al 2030";
considerato, infine, che gli amministratori dei territorio in cui insiste l'attuale impianto di Tossilo e di quelli limitrofi, i quali maggiormente risentono dei negativi effetti della propagazione delle polveri sottili che promanano da esso, hanno più volte manifestato il proprio dissenso al progetto di revamping; recentemente anche le sindache di Olzai e Sarule, Ester Satta e Mariangela Barca, hanno accusato pesantemente la Giunta regionale per la scellerata e non condivisa decisione di impugnare la sentenza con cui il Tar Sardegna ha bocciato l'inceneritore della discordia, manifestando la propria delusione sia in merito ai contenuti dell'ordinanza del Consiglio di Stato che per "l'amara constatazione che la voce dei cittadini e di noi amministratori, rappresentanti delle comunità, non viene ascoltata da una politica troppo impegnata a calare le decisioni dall'alto",
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) quali siano i contenuti delle interlocuzioni tra il Governo e la Giunta regionale in materia di smaltimento di rifiuti e sull'impianto di Tossilo;
2) se abbiano fondamento le notizie circa l'intendimento del Governo di potenziare l'impianto di Tossilo per destinarlo allo smaltimento di rifiuti provenienti da altre regioni italiane;
3) se vi siano accordi tra il Governo e la Giunta regionale attualmente ancora sconosciuti al Consiglio regionale della Sardegna circa il potenziamento dell'impianto di Tossilo;
4) quali siano le ragioni vere che hanno indotto il Presidente Francesco Pigliaru e la Giunta regionale a non tenere in alcun conto la volontà espressa dal Consiglio regionale con l'ordine del giorno n. 41, approvato all'unanimità nella seduta del 13 maggio 2015.
Cagliari, 26 ottobre 2016

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