Source: http://adusbef.veneto.it/market-abuse
Timestamp: 2018-01-23 10:10:56+00:00

Document:
Testo Unico Intermediazione finanziaria - Adusbef Veneto
E MANIPOLAZIONE DEL MERCATO
1. Ai fini del presente titolo si intendono per:
a) “strumenti finanziari”: gli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 2, ammessi alla
negoziazione o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, nonché qualsiasi altro strumento ammesso o per il quale è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell’Unione europea;
b) “derivati su merci”: gli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 3, relativi a merci,
ammessi alle negoziazioni o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, nonché qualsiasi altro strumento derivato relativo a merci ammesso o per il quale è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell’Unione europea;
c) “prassi di mercato ammesse”: prassi di cui è ragionevole attendersi l’esistenza in uno o più
mercati finanziari e ammesse o individuate dalla Consob in conformità alle disposizioni di attuazione
della direttiva 2003/6/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003;
d) “ente”: uno dei soggetti indicati nell'articolo 1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.
231363.
(Informazione privilegiata)
1. Ai fini del presente titolo per informazione privilegiata si intende un'informazione di carattere
preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti
strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo
sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari.
2. In relazione ai derivati su merci, per informazione privilegiata si intende un'informazione di
carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più
derivati su merci, che i partecipanti ai mercati su cui tali derivati sono negoziati si aspettano di ricevere
secondo prassi di mercato ammesse in tali mercati.
3. Un'informazione si ritiene di carattere preciso se:
a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si possa ragionevolmente
prevedere che verrà ad esistenza o ad un evento verificatosi o che si possa ragionevolmente prevedere che si verificherà;
b) è sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del
complesso di circostanze o dell'evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari.
4. Per informazione che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di
strumenti finanziari si intende un'informazione che presumibilmente un investitore ragionevole
utilizzerebbe come uno degli elementi su cui fondare le proprie decisioni di investimento.
5. Nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini relativi a strumenti finanziari, per
informazione privilegiata si intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente gli ordini del cliente in attesa di esecuzione, che ha un carattere preciso e che concerne, direttamente o
indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa
pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari.
1. I reati e gli illeciti previsti dal presente titolo sono puniti secondo la legge italiana anche se
commessi all'estero, qualora attengano a strumenti finanziari ammessi o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano.
2. Salvo quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli articoli 184, 185, 187-bis e 187-ter si
applicano ai fatti concernenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione o per i quali è stata
presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altri
Paesi dell'Unione europea.
1. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:
a) alle operazioni attinenti alla politica monetaria, alla politica valutaria o alla gestione del
debito pubblico compiute dallo Stato italiano, da uno Stato membro dell'Unione europea, dal Sistema
europeo delle Banche centrali, da una Banca centrale di uno Stato membro dell'Unione europea, o da
qualsiasi altro ente ufficialmente designato ovvero da un soggetto che agisca per conto degli stessi;
b) alle negoziazioni di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari propri quotati, effettuate
nell'ambito di programmi di riacquisto da parte dell'emittente o di società controllate o collegate, ed alle operazioni di stabilizzazione di strumenti finanziari che rispettino le condizioni stabilite dalla Consob con regolamento.
(Abuso di informazioni privilegiate)
1. È punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro tre milioni
chiunque, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di
organi di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale
dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche
pubblica, o di un ufficio:
a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o
per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica tali informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della
professione, della funzione o dell'ufficio;
c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni
indicate nella lettera a).
2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni
privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attività delittuose compie taluna delle azioni di
cui al medesimo comma 1.
3. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il
prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità
personali del colpevole o per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare
inadeguata anche se applicata nel massimo.
4. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari
di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180,
comma 1, lettera a) .
(Manipolazione del mercato)
1. Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi
concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, è punito
con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni.
2. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il
inadeguata anche se applicata nel massimo369.
1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo importa l'applicazione delle pene
accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata non inferiore a
sei mesi e non superiore a due anni, nonché la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a diffusione nazionale.
1. In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente capo è disposta la confisca del
prodotto o del profitto conseguito dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo.
2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad
oggetto una somma di denaro o beni di valore equivalente.
3. Per quanto non stabilito nei commi 1 e 2 si applicano le disposizioni dell'articolo 240 del
Art. 187-bis372
1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro tre milioni373 chiunque, essendo in possesso di
informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:
per conto di terzi su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della
2. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni
3. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari
comma 1, lettera a).
4. La sanzione prevista al comma 1 si applica anche a chiunque, in possesso di informazioni
privilegiate, conoscendo o potendo conoscere in base ad ordinaria diligenza il carattere privilegiato delle stesse, compie taluno dei fatti ivi descritti.
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1, 2 e 4 sono aumentate fino al triplo
o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per le
qualità personali del colpevole ovvero per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.
6. Per le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo è equiparato alla consumazione.
Art. 187-ter
amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro cinque milioni375 chiunque, tramite mezzi di
informazione, compreso internet o ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o notizie false o
fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli
strumenti finanziari.
2. Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attività professionale la diffusione
delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie di detta
professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto
dalla diffusione delle informazioni.
3. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 chiunque pone in essere:
a) operazioni od ordini di compravendita che forniscano o siano idonei a fornire indicazioni
false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari;
b) operazioni od ordini di compravendita che consentono, tramite l'azione di una o di più
persone che agiscono di concerto, di fissare il prezzo di mercato di uno o più strumenti finanziari ad un
livello anomalo o artificiale;
c) operazioni od ordini di compravendita che utilizzano artifizi od ogni altro tipo di inganno o
di espediente;
d) altri artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda
o al prezzo di strumenti finanziari.
4. Per gli illeciti indicati al comma 3, lettere a) e b), non può essere assoggettato a sanzione
amministrativa chi dimostri di avere agito per motivi legittimi e in conformità alle prassi di mercato
ammesse nel mercato interessato.
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi precedenti sono aumentate fino al
triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per le qualità personali del colpevole, per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito ovvero per gli effetti prodotti sul mercato, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.
6. Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Consob ovvero su proposta della
medesima, può individuare, con proprio regolamento, in conformità alle disposizioni di attuazione della
direttiva 2003/6/CE adottate dalla Commissione europea, secondo la procedura di cui all'articolo 17,
paragrafo 2, della stessa direttiva, le fattispecie, anche ulteriori rispetto a quelle previste nei commi
precedenti, rilevanti ai fini dell'applicazione del presente articolo.
7. La Consob rende noti, con proprie disposizioni, gli elementi e le circostanze da prendere in
considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire manipolazioni di mercato, ai sensi della direttiva 2003/6/CE e delle disposizioni di attuazione della stessa.
Art. 187-quater
(Sanzioni amministrative accessorie)
1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa la
perdita temporanea dei requisiti di onorabilità per gli esponenti aziendali ed i partecipanti al capitale dei soggetti abilitati, delle società di gestione del mercato, nonché per i revisori e i promotori finanziari e, per gli esponenti aziendali di società quotate, l'incapacità temporanea ad assumere incarichi di
amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di società quotate e di società appartenenti al
medesimo gruppo di società quotate.
2. La sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 1 ha una durata non inferiore a due
mesi e non superiore a tre anni.
3. Con il provvedimento di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal
presente capo la Consob, tenuto conto della gravità della violazione e del grado della colpa, può intimare ai soggetti abilitati, alle società di gestione del mercato, agli emittenti quotati e alle società di revisione di non avvalersi, nell'esercizio della propria attività e per un periodo non superiore a tre anni, dell'autore della violazione, e richiedere ai competenti ordini professionali la temporanea sospensione del soggetto iscritto all'ordine dall'esercizio dell'attività professionale.
Art. 187-quinquies
(Responsabilità dell'ente)
1. L'ente è responsabile del pagamento di una somma pari all'importo della sanzione
amministrativa irrogata per gli illeciti di cui al presente capo commessi nel suo interesse o a suo
a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione
dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
2. Se, in seguito alla commissione degli illeciti di cui al comma 1, il prodotto o il profitto
conseguito dall'ente è di rilevante entità, la sanzione è aumentata fino a dieci volte tale prodotto o profitto.
3. L'ente non è responsabile se dimostra che le persone indicate nel comma 1 hanno agito
esclusivamente nell'interesse proprio o di terzi.
4. In relazione agli illeciti di cui al comma 1 si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 8
e 12 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Il Ministero della giustizia formula le osservazioni di
cui all'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sentita la Consob, con riguardo agli illeciti previsti dal presente titolo377.
Art. 187-sexies
1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa
sempre la confisca del prodotto o del profitto dell'illecito e dei beni utilizzati per commetterlo.
oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente.
3. In nessun caso può essere disposta la confisca di beni che non appartengono ad una delle
persone cui è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria378.
Art. 187-septies
(Procedura sanzionatoria)
1. Le sanzioni amministrative previste dal presente capo sono applicate dalla Consob con
provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati e valutate le deduzioni da
essi presentate nei successivi trenta giorni. Nello stesso termine gli interessati possono altresì chiedere di essere sentiti personalmente.
2. Il procedimento sanzionatorio è retto dai princìpi del contraddittorio, della conoscenza degli
atti istruttori, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.
3. Il provvedimento di applicazione delle sanzioni è pubblicato per estratto nel Bollettino della
Consob. Avuto riguardo alla natura delle violazioni e degli interessi coinvolti, possono essere stabilite
dalla Consob modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento, ponendo le relative spese a carico
dell'autore della violazione. La Consob, anche dietro richiesta degli interessati, può differire ovvero
escludere, in tutto o in parte, la pubblicazione del provvedimento, quando da questa possa derivare grave pregiudizio alla integrità del mercato ovvero questa possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.
4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente capo può
proporsi, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ricorso in opposizione alla corte d'appello
nella cui circoscrizione è la sede legale o la residenza dell'opponente. Se l'opponente non ha la sede legale o la residenza nello Stato, è competente la corte d'appello del luogo in cui è stata commessa la violazione.
Quando tali criteri non risultano applicabili, è competente la corte d'appello di Roma. Il ricorso deve
essere notificato alla Consob e depositato presso la cancelleria della corte d'appello nel termine di trenta giorni dalla notificazione.
5. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento. La corte d'appello, se ricorrono
gravi motivi, può disporre la sospensione con decreto motivato.
6. Il giudizio di opposizione si svolge nelle forme previste dall'articolo 23 della legge 24
novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili.
7. Copia della sentenza è trasmessa a cura della cancelleria della corte d'appello alla Consob ai
fini della pubblicazione per estratto nel Bollettino di quest'ultima.
8. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo non si applica l'articolo 16
della legge 24 novembre 1981, n. 689379.
Poteri della Consob
Art. 187-octies
(Poteri della Consob)
1. La Consob vigila sulla osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo e di tutte le altre
disposizioni emanate in attuazione della direttiva 2003/6/CE.
2. La Consob compie tutti gli atti necessari all'accertamento delle violazioni delle disposizioni di
cui al presente titolo, utilizzando i poteri ad essa attribuiti dal presente decreto.
3. La Consob può nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti:
a) richiedere notizie, dati o documenti sotto qualsiasi forma stabilendo il termine per la relativa
b) richiedere le registrazioni telefoniche esistenti stabilendo il termine per la relativa
c) procedere ad audizione personale;
d) procedere al sequestro dei beni che possono formare oggetto di confisca ai sensi dell'
articolo 187-sexies;
e) procedere ad ispezioni;
f) procedere a perquisizioni nei modi previsti dall'articolo 33 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall'articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26
4. La Consob può altresì:
a) avvalersi della collaborazione delle pubbliche amministrazioni, richiedendo la comunicazione di dati ed informazioni anche in deroga ai divieti di cui all'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ed accedere al sistema informativo dell'anagrafe tributaria secondo le modalità previste dagli articoli 2 e 3, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1991, n. 212;
b) chiedere l'acquisizione presso il fornitore dei dati relativi al traffico di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
c) richiedere la comunicazione di dati personali anche in deroga ai divieti di cui all'articolo
25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
d) avvalersi, ove necessario, dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti e dei depositi di cui
all'articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, secondo le modalità indicate dall'articolo 3, comma 4, lettera b), del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, nonché acquisire anche mediante accesso diretto i dati contenuti nell'archivio indicato all'articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15;
e) accedere direttamente, mediante apposita connessione telematica, ai dati contenuti nella
Centrale dei rischi della Banca d'Italia, di cui alla deliberazione del Comitato interministeriale per il
credito e il risparmio del 29 marzo 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 1994.
5. I poteri di cui al comma 3, lettere d) e f), e al comma 4, lettera b), sono esercitati previa
autorizzazione del procuratore della Repubblica. Detta autorizzazione è necessaria anche in caso di
esercizio dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma 4, lettera c), nei confronti di soggetti
diversi dai soggetti abilitati, dai soggetti indicati nell'articolo 114, commi 1, 2 e 8, e dagli altri soggetti
vigilati ai sensi del presente decreto.
6. Qualora sussistano elementi che facciano presumere l'esistenza di violazioni delle norme del
presente titolo, la Consob può in via cautelare ordinare di porre termine alle relative condotte.
7. È fatta salva l'applicazione delle disposizioni degli articoli 199, 200, 201, 202 e 203 del codice
di procedura penale, in quanto compatibili.
8. Nei casi previsti dai commi 3, lettere c), d), e) e f), e 12 viene redatto processo verbale dei dati
e delle informazioni acquisite o dei fatti accertati, dei sequestri eseguiti e delle dichiarazioni rese dagli
interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia.
9. Quando si è proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera d), gli interessati possono
proporre opposizione alla Consob.
10. Sull'opposizione la decisione è adottata con provvedimento motivato emesso entro il
trentesimo giorno successivo alla sua proposizione.
11. I valori sequestrati devono essere restituiti agli aventi diritto quando:
a) è deceduto l'autore della violazione;
b) viene provato che gli aventi diritto sono terzi estranei all'illecito;
c) l'atto di contestazione degli addebiti non è notificato nei termini prescritti dall'articolo 14
della legge 24 novembre 1981, n. 689;
d) la sanzione amministrativa pecuniaria non è stata applicata entro il termine di due anni
dall'accertamento della violazione.
12. Nell'esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la Consob può avvalersi della Guardia di
finanza che esegue gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini
dell'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi.
13. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dalla Guardia di finanza nell'assolvimento dei
compiti previsti dal comma 12 sono coperti dal segreto d'ufficio e vengono, senza indugio, comunicati
esclusivamente alla Consob.
14. Il provvedimento della Consob che infligge la sanzione pecuniaria ha efficacia di titolo
esecutivo. Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, la Consob procede alla esazione delle somme dovute in base alle norme previste per la riscossione, mediante ruolo, delle entrate dello Stato, degli enti territoriali, degli enti pubblici e previdenziali.
15. Quando l'autore della violazione esercita un'attività professionale, il provvedimento che
infligge la sanzione è trasmesso al competente ordine professionale.
Art. 187-nonies
(Operazioni sospette)
1. I soggetti abilitati, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale e le società di gestione
del mercato devono segnalare senza indugio alla Consob le operazioni che, in base a ragionevoli motivi, possono ritenersi configurare una violazione delle disposizioni di cui al presente titolo. La Consob stabilisce, con regolamento, le categorie di soggetti tenuti a tale obbligo, gli elementi e le circostanze da prendere in considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire operazioni sospette, nonché le modalità e i termini di tali segnalazioni.
Usura interessi bancari
Carte Revolving e Altri Finanziamenti
Sentenze e comunicati
Cirio Del Monte
Cerrutti Fin-Part
Giacomelli Group
La Veggia Ondulati

References: sentenza 

Art. 187

Art. 187

Art. 187

Art. 187

Art. 187

Art. 187
 sentenza 

Art. 187

articolo 187

Art. 187