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Timestamp: 2020-08-06 01:33:10+00:00

Document:
Studio Legale Avvocato Caruso - Personale medico S.s.n. - incompatibilità. Cassazione civile sez. lav. del 02 luglio 2010 n. 15789
Ne consegue che l'incompatibilità del rapporto di lavoro "con altri rapporti di lavoro dipendente pubblico o privato, e con altri rapporti anche di natura convenzionale con il S.s.n. - stabilita dall'art. 4, comma 7, della l. n. 412 del 1991 - va intesa in relazione anche ai rapporti di lavoro con soggetti diversi dal S.s.n., risultando altrimenti la norma superflua, atteso che l'incompatibilità nell'ambito del solo S.s.n. è già stabilita dall'art. 4 d.P.R. n. 270 del 2000. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto l'incompatibilità tra l'attività di medico convenzionato di medicina generale e l'incarico di ricercatore medico dell'università).
C.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SABOTINO 45, presso lo studio dell'avvocato MARZANO ARTURO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato BONANNO GIUSEPPE,
AZIENDA SANITARIA LOCALE (OMISSIS) DI TORINO in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TRONTO 32, presso lo studio dell'avvocato MUNDULA GIULIO, che la rappresenta e difende, giusta mandalo a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 132/2006 della CORTE D'APPELLO di TORINO, depositata il 03/02/2006 r.g.n 1391/05;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 13/04/2010 dal Consigliere Dott. IANNIELLO Antonio;
udito l'Avvocato MARCO STEFANO MARZANO per delega ARTURO MARZANO;
udito l'Avvocato MUNDULA GIULIO;
Con sentenza depositata il 3 febbraio 2006, la Corte d'appello di Torino ha confermato la sentenza del 21 giugno 2005, con la quale il Tribunale del lavoro della medesima città aveva respinto le domande svolte nei confronti della ASL (OMISSIS) di Torino dal Dott. C.C., medico convenzionato di medicina generale, dirette ad ottenere la dichiarazione di compatibilità della propria convenzione col rapporto di lavoro subordinato di ricercatore confermato a tempo definito, intercorrente con la facoltà di medicina dell'Università di (OMISSIS) nel dipartimento c.d. "universitario puro" (vale dire non convenzionato col S.S.N.), sostenendo, in via subordinata, l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, lett. a) dell'accordo collettivo 9 marzo 2000, reso esecutivo dal D.P.R. 28 luglio 2000, n. 270, ove diversamente interpretato, per contrasto con gli artt. 3, 4, 32 e 35 Cost..
Avverso tale sentenza, il dr. C.C. propone ora ricorso per cassazione, affidandolo a due motivi, illustrati poi con memoria ai sensi dell'art. 378 c.p.c. Resiste alla domanda di cassazione della sentenza della Corte d'appello la A.S.L. (OMISSIS) di Torino, con rituale controricorso.
1 - Col primo motivo, il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 4, comma 1 dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale sottoscritto il 9 marzo 2000 e reso esecutivo con D.P.R. 28 luglio 2000, n. 270 (ora art. 17, comma 1 dell'accordo collettivo nazionale del 23 marzo 2005) e della L. 30 dicembre 1991, n. 412, art. 4, comma 7 nonchè il vizio di motivazione.
In proposito sostiene che l'incompatibilità prevista per il medico convenzionato di medicina generale dalla prima delle norme indicate nella rubrica, col richiamo alla L. del 1991, art. 4, comma 7 indicata nella rubrica, riguarderebbe la coesistenza di incarichi di lavoro subordinato o convenzionato unicamente all'interno del servizio sanitario nazionale, cui nel caso di specie è estraneo il rapporto di ricercatore medico presso l'Università di (OMISSIS).
Già alla stregua dell'interpretazione indicata, non appare sostenibile l'assunto difensivo del ricorrente secondo cui la seconda parte della norma con lo stabilire l'incompatibilità di "tale rapporto" si riferirebbe esclusivamente ai rapporti di lavoro dipendente, pubblico o privato, col servizio sanitario nazionale, poichè in questo caso l'intera seconda frase sarebbe del tutto inutile, essendo il relativo precetto già ricompreso integralmente nella prima.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 17
 art. 4
 art. 4