Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-i/sezione-iv/art141.html
Timestamp: 2019-10-20 13:39:17+00:00

Document:
Art. 141 codice di procedura civile - Notificazione presso il domiciliatario - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO PRIMO - Disposizioni generali > Titolo VI - Degli atti processuali > Capo I - Delle forme degli atti e dei provvedimenti > Sezione IV - Delle comunicazioni e delle notificazioni > Articolo 141
Articolo 141 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 141 Codice di procedura civile
La notificazione degli atti a chi ha eletto domicilio presso una persona o un ufficio può essere fatta mediante consegna di copia alla persona o al capo dell'ufficio in qualità di domiciliatario, nel luogo indicato nell'elezione (1).
Quando l'elezione di domicilio è stata inserita in un contratto, la notificazione presso il domiciliatario è obbligatoria, se così è stato espressamente dichiarato (2).
La consegna, a norma dell'articolo 138, della copia nelle mani della persona o del capo dell'ufficio presso i quali si è eletto domicilio, equivale a consegna nelle mani proprie del destinatario (3).
La notificazione non può essere fatta nel domicilio eletto se è chiesta dal domiciliatario o questi è morto o si è trasferito fuori della sede indicata nella elezione di domicilio o è cessato l'ufficio (4).
(1) Questa tipologia di notificazione viene considerata facoltativa e concorrente con le altre stabilite dagli artt. 138 ss..
(2) La norma prevede al 2° comma l'obbligatorietà di tale forma di notificazione, che non è più facoltativa, se viene espressamente dichiarata nel contratto in cui fu inserita l'elezione di domicilio.
(3) La notifica risulta validamente effettuata a mani proprie del domiciliatario anche quando questi rifiuta di ricevere l'atto allegando la rinuncia o la revoca dell'incarico che gli era stato conferito, quando sia mancata totalmente la loro comunicazione o quando la loro comunicazione sia avvenuta senza porre il notificante in grado di eseguire la notifica in altro luogo.
(4) Tale comma è dedicato ai casi di inefficacia dell'elezione di domicilio in quanto sussiste un evidente conflitto di interessi tra il destinatario dell'atto e il suo domiciliatario. Alle ipotesi indicate occorre aggiungere i casi in cui l'inefficacia dell'elezione di domicilio è imposta dalla peculiare natura dell'atto da trasmettere. Si pensi, ad es., alla riassunzione della causa che deve essere notificata personalmente (art.392, II comma) oppure all'espresso divieto della notificazione, al domicilio eletto, delle intimazioni di licenza o di sfratto (art.660).
Massime relative all'art. 141 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 22892/2015
È valida la notifica presso la cancelleria del giudice adito ove il difensore abbia eletto domicilio, anche se egli abbia altresì indicato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, giacché questa indicazione può surrogarsi ad una domiciliazione mancante, ma non può prevalere su una domiciliazione volontariamente effettuata.
(Cassazione civile, Sez. VI-2, sentenza n. 22892 del 10 novembre 2015)
Cass. civ. n. 19737/2014
La notificazione di un atto processuale a mani di un dipendente del procuratore domiciliatario deve considerarsi eseguita presso il domicilio effettivo, senza che rilevi il mancato riscontro del mutamento del domicilio del procuratore risultante dall'Albo professionale, atteso che l'onere della preventiva verifica del domicilio del procuratore si correla all'assunzione da parte del notificante del rischio dell'esito negativo della notifica in un domicilio diverso da quello effettivo.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 19737 del 19 settembre 2014)
Cass. civ. n. 13243/2014
L'elezione di domicilio è un atto giuridico unilaterale che spiega efficacia indipendentemente dal consenso o accettazione del domiciliatario. Ne consegue che, fino a quando non intervenga la revoca dell'elezione, la facoltà del soggetto, nei cui confronti si è eletto domicilio, di notificare validamente gli atti al domiciliatario è indipendente dalla concreta esistenza dell'accordo, che costituisce soltanto un rapporto interno tra eleggente e domiciliatario
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 13243 del 11 giugno 2014)
Cass. civ. n. 10324/2014
In presenza di più difensori, qualora quello domiciliatario "intra districtum" abbia perso lo "ius postulandi" e non possa essere legittimamente raggiunto dalla notifica della sentenza di primo grado, tale notifica, nel caso in cui l'altro difensore abbia il proprio domicilio "extra districtum", deve essere indirizzata, ai sensi dell'art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934 n. 37 alla cancelleria del giudice adito, ovvero, se il notificante lo ritenga, al domicilio del secondo procuratore qualora anche quest'ultimo risulti destinatario di una dichiarazione della parte di elezione di domicilio presso il proprio studio. Ne consegue che, in tale evenienza, va esclusa la validità della notifica alla parte personalmente, che resta possibile nella sola ipotesi in cui quest'ultima sia rimasta priva di difensore.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10324 del 13 maggio 2014)
Cass. civ. n. 4580/2014
Ai fini della validità della notifica, la ricezione dell'atto, senza riserve, da parte di un avvocato presente nello studio del procuratore domiciliatario fa presumere che lo stesso sia autorizzato all'incombente, essendo, ancorché temporaneamente, collega di studio, collaboratore o, quanto meno, addetto alla ricezione degli atti.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4580 del 26 febbraio 2014)
Cass. civ. n. 18430/2013
Ai fini della valida notificazione degli atti processuali, nell'ipotesi di difformità tra il domicilio eletto indicato nell'epigrafe dell'atto introduttivo e quello inserito nel mandato alle liti, deve darsi prevalenza al primo, rappresentando l'elezione di domicilio un atto distinto dal conferimento della procura.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 18430 del 1 agosto 2013)
Cass. civ. n. 58/2010
In materia di notificazioni, la notifica presso lo studio di un avvocato morto o cancellato dall'albo deve essere considerata nulla e non inesistente - e, come tale, sanabile - nell'ipotesi in cui un altro professionista ne continui l'attività, dovendosi in questo caso considerare lo studio dell'avvocato alla stregua di un ufficio e l'elezione di domicilio effettuata con riferimento all'organizzazione in sé; in tal caso, infatti, può ritenersi esistente un collegamento tra il destinatario della notifica e il luogo e le persone alle quali la copia dell'atto è stata consegnata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva ritenuto nulla e non inesistente - e, perciò, sanata con effetto retroattivo a seguito della costituzione della parte - la notifica eseguita presso lo studio del procuratore domiciliatario, deceduto nelle more della pronuncia della sentenza di primo grado, poiché l'organizzazione dello studio aveva continuato ad operare anche dopo il decesso, ed il figlio del domiciliatario deceduto, anch'egli avvocato, aveva studio nello stesso luogo del padre).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 58 del 7 gennaio 2010)
Cass. civ. n. 21778/2008
La notificazione effettuata in un domicilio eletto erroneamente individuato, in difetto dei requisiti richiesti dall'art. 141 c.p.c. è affetta da nullità se effettuata presso il domicilio del destinatario quando la residenza anagrafica non sia ignota e sia ubicata in un luogo diverso dal predetto domicilio, risultando in tal modo violato l'ordine preferenziale inderogabile contenuto nell'art. 139 c.p.c..
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 21778 del 28 agosto 2008)
Cass. civ. n. 7736/2007
Nel caso di elezione di domicilio, la notificazione va fatta al destinatario presso il domicilio eletto e ai sensi dell'art. 141 c.p.c., a tale regola si deroga solo nelle specifiche ipotesi ivi previste, vale a dire nel caso che il domiciliatario si sia trasferito altrove o sia deceduto o cessato dall'ufficio. Pertanto, sino a quando non interviene la revoca all'incarico, la elezione di domicilio conserva efficacia nel processo, restando onere di colui che ha eletto domicilio procurarsi o revocare il consenso del domiciliatario, con la conseguenza che l'eventuale rifiuto di ricevere l'atto da parte di quest'ultimo non può coinvolgere i terzi, ma produce gli stessi effetti dell'avvenuta consegna, senza che al notificante si debba far carico di accertare la sussistenza delle ragioni dichiarate all'ufficiale giudiziario per giustificare il rifiuto della consegna. (Nella specie, la S.C., ha ritenuto inammissibile l'opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c., proposta da opponenti rimasti contumaci nel giudizio in cui era stata emessa la sentenza impugnata).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7736 del 29 marzo 2007)
Cass. civ. n. 21643/2005
Nel caso di notificazione di un atto a più persone, presso il difensore domiciliatario, allorquando dalla relazione risulta che il numero delle copie consegnate a quest'ultimo corrisponde al numero delle persone destinatarie dell'atto medesimo, non è necessario che siano indicati i cognomi e i nomi dei singoli destinatari, non potendo sorgere, dalla detta omissione, alcuna incertezza sull'effettiva destinazione di una copia dell'atto a ciascuna delle persone destinatarie della notificazione.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 21643 del 8 novembre 2005)
Cass. civ. n. 5556/2004
In tema di notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento, ove il difensore trasferisca lo studio professionale, presso cui la parte abbia eletto domicilio, ai sensi dell'art. 170 c.p.c., ad indirizzo diverso da quello risultante dagli atti del processo, egli ha l'onere di comunicare alla cancelleria del giudice adito, con mezzi idonei e tempestivi, la relativa variazione, per conferire ad essa rilevanza giuridica ai fini delle comunicazioni e/o delle notificazioni di pertinenza della cancelleria medesima; in mancanza, tali comunicazioni e/o notificazioni possono eseguirsi e perfezionarsi nel luogo risultante dagli atti del processo, senza che rilevi che della variazione sia stato informato il competente ordine professionale, e senza che la cancelleria del giudice adito sia previamente tenuta ad accertare se, medio tempore, essa sia eventualmente intervenuta, non essendo l'assolvimento di un siffatto onere di comunicazione — di estrema semplicità e rispondenza anche a comuni canoni di prudenza — idoneo a pregiudicare l'esercizio del diritto di difesa.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5556 del 19 marzo 2004)
Cass. civ. n. 13897/2003
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 13897 del 19 settembre 2003)
Cass. civ. n. 8287/2002
La notifica presso il domicilio dichiarato nel giudizio a quo, che abbia avuto esito negativo perché il procuratore si sia successivamente trasferito altrove, non ha alcun effetto giuridico, dovendo essere effettuata al domicilio reale del procuratore (quale risulta dall'albo, ovvero dagli atti processuali, come nel caso di timbro apposto su comparsa conclusionale di primo grado) anche se non vi sia stata rituale comunicazione del trasferimento alla controparte. Ed infatti, il dato di riferimento personale prevale su quello topografico, e non sussiste alcun onere del procuratore di provvedere alla comunicazione del cambio di indirizzo; tale onere è previsto, infatti, per il domicilio eletto autonomamente, mentre l'elezione operata dalla parte presso lo studio del procuratore ha solo la funzione di indicare la sede dello studio del procuratore, sicché costituisce onere del notificante l'effettuazione di apposite ricerche atte ad individuare il luogo di notificazione. Siffatto onere manifestamente non si pone in contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione, potendo l'attività di ricerca posta a carico della parte essere svolta agevolmente, sicché non è configurabile una lesione del canone della ragionevolezza né alcuna limitazione del diritto di difesa.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8287 del 7 giugno 2002)
Cass. civ. n. 4600/2000
Quando la parte sia costituita nel giudizio di primo grado a mezzo di due procuratori con uguali poteri di rappresentanza ed uno solo di essi sia stato designato come domiciliatario, la notifica dell'impugnazione è valida anche se eseguita presso il procuratore costituito che non risulti domiciliatario.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4600 del 11 aprile 2000)
Cass. civ. n. 5109/1999
Alla notificazione effettuata presso il domiciliatario ai sensi dell'art. 141 c.p.c. sono applicabili le disposizioni di cui all'art. 139 c.p.c. in ordine alla persona cui può essere consegnata la copia dell'atto da notificare, con la conseguenza che se l'ufficiale giudiziario non rintracci il domiciliatario stesso, la consegna può essere validamente effettuata ad una persona di famiglia o addetta alla casa. In tal modo grava su chi contesta la validità della notificazione l'onere di dimostrare l'occasionalità della presenza del consegnatario.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5109 del 26 maggio 1999)

References: Articolo 141

Articolo 141

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 404
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza