Source: http://www.slideshare.net/silvioderossi/calcio-scommesse-il-comunicato-con-tutte-le-sentenze-della
Timestamp: 2016-10-23 02:12:33+00:00

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Calcio Scommesse: il comunicato con tutte le sentenze della Commissione Disciplinare
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Il documento integrale con tutte le sentenze sullo scandalo Calcio Scommesse.
FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO 00198 ROMA – VIA GREGORIO ALLEGRI, 14 CASELLA POSTALE 2450 COMUNICATO UFFICIALE N. 12/CDN (2012/2013)La Commissione disciplinare nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente, dalProf. Avv. Claudio Franchini, Vice Presidente Vicario, dall’Avv. Riccardo Andriani,dall’Avv. Marcello Frattali Clementi, dall’Avv. Andrea Morsillo, Componenti; conl’assistenza del Dott. Paolo Fabricatore, Rappresentante AIA; del Sig. Claudio Cresta,Segretario, e dei componenti della Segreteria Paola Anzellotti, Stefano Bordoni, SalvatoreFloriddia e Nicola Terra, si è riunita nei giorni 3 e 4 agosto 2012 per il dibattimento.In seguito, la Commissione disciplinare nazionale si è riunita il giorno 4 agosto 2012 per lacamera di consiglio e, al termine, ha adottato la seguente decisione:“”(35) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: ANGELOZZIGUIDO, BELLAVISTA ANTONIO, BELMONTE NICOLA, BENTIVOGLIO SIMONE,BONUCCI LEONARDO, CAROBBIO FILIPPO, DI VAIO MARCO, ESPOSITO MARCO,GERVASONI CARLO, GUBERTI STEFANO, MASIELLO ANDREA, MASIELLOSALVATORE, MUTTI BORTOLO, PADELLI DANIELE, PARISI ALESSANDRO, PEPESIMONE, PORTANOVA DANIELE, ROSSI MARCO, SANFELICE MARCELLO,SEMERARO PIERANDREA, STELLINI CRISTIAN, VIVES GIUSEPPE, e delle SocietàAS BARI Spa, FC BOLOGNA 1909 Spa, US LECCE Spa, CALCIO PORTUGRUAROSUMMAGA Srl, UC SAMPDORIA Spa, AC SIENA Spa, UDINESE CALCIO Spa ▪ (notan. 542/463 pf10-11/SP/mg del 25.7.2012).1) Il deferimentoCon provvedimento n. 542/463 pf10-11/SP/mg in data 25/7/2012, pervenuto allaCommissione in data 26/7/2012, il Procuratore federale ha deferito a questaCommissione:1. ANGELOZZI Guido, all’epoca dei fatti Direttore Sportivo dell’A.S. Bari Spa;2. BELLAVISTA Antonio, all’epoca dei fatti tesserato presso il Settore Tecnico qualeAllenatore di Base;3. BELMONTE Nicola, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;4. BENTIVOGLIO Simone, all’epoca dei fatti calciatore in prestito tesserato dell’A.S.Bari Spa;5. BONUCCI Leonardo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;6. CAROBBIO Filippo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per l’A.C. Siena Spa;7. DI VAIO Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la F.C. Bologna 1909Spa;8. ESPOSITO Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della Calcio PortogruaroSummaga Srl;9. GERVASONI Carlo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per il Piacenza CalcioF.C Spa;10. GUBERTI Stefano, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la U.C. SampdoriaSpa;11. MASIELLO Andrea, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa; 1 2.
12. MASIELLO Salvatore, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;13. MUTTI Bortolo, all’epoca dei fatti allenatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;14. PADELLI Daniele, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;15. PARISI Alessandro, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;16. PEPE Simone, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per l’Udinese Calcio Spa;17. PORTANOVA Daniele, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la F.C. Bologna1909 Spa;18. ROSSI Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’A.S. Bari Spa;19. SANFELICE Marcello, all’epoca dei fatti Team Manager tesserato per l’F.C.Bologna 1909 Spa;20. SEMERARO Pierandrea, all’epoca dei fatti Presidente e legale rappresentantedell’U.S. Lecce Spa;21. STELLINI Cristian, all’epoca dei fatti collaboratore tecnico prima squadra per l’A.C.Siena Spa;22. VIVES Giuseppe, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dell’U.S. Lecce Spa;23. la Società A.S. BARI Spa;24. la Società F.C. BOLOGNA 1909 Spa;25. la Società U.S. LECCE Spa;26. la Società CALCIO PORTUGRUARO SUMMAGA Srl;27. la Società U.C. SAMPDORIA Spa;28. la Società A.C. SIENA Spa;29. la Società UDINESE CALCIO Spa;per rispondere:GARA UDINESE – BARI del 09/05/2010 – s.s. 2009/20101- MASIELLO Andrea, MASIELLO Salvatore, BELMONTE Nicola, PARISIAlessandro, BONUCCI Leonardo, all’epoca dei fatti tutti calciatori della società BARI, perla violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, primadella gara UDINESE-BARI del 9 maggio 2010, in concorso tra loro e con altri soggetti nontesserati ed altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare losvolgimento ed il risultato della gara suddetta, in funzione della realizzazione di un overcon pareggio tra le due squadre; come specificato nella parte motiva del presenteprovvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento. Con l’aggravante, pertutti, di cui al comma 6 dell’art. 7 del CGS, della effettiva alterazione dello svolgimento edel risultato finale della gara in questione, nonchè, per MASIELLO Andrea, PARISIAlessandro e BELMONTE Nicola, della pluralità di illeciti;2- MASIELLO Andrea, all’epoca dei fatti, calciatore del BARI Calcio, della violazionedell’art. 1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 6,comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del CGS, per avere fornito a soggetti estraneiall’ordinamento federale informazioni sulla gara Udinese-Bari del 9 maggio 2010, oggettodi tentativo di alterazione del risultato, allo scopo di far effettuare una scommessasull’esito di tale gara, come alterato; e per avere lo stesso Masiello effettuato, sia pur perinterposte persone, una scommessa riguardo all’esito della gara in questione, sempresulla base della alterazione della stessa;3- PEPE Simone, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società UDINESE, aisensi dell’art. 7, comma 7, del CGS, per avere violato il dovere di informare senza indugiola Procura federale, omettendo di denunciare i fatti integranti illecito sportivo conriferimento alla gara Udinese-Bari del 9 maggio 2010, dei quali era venuto a conoscenzaattraverso una telefonata ricevuta dal calciatore del Bari Salvatore Masiello, come 2 3.
specificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agliatti del procedimento;4- la Società BARI CALCIO SPA, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’ art.7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS, per gli addebiti mossi ai propri tesserati sopraindicati; con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dellosvolgimento e del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti in essere;5- la Società BARI CALCIO SPA, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art.4, comma 2, CGS, per gli addebiti mossi al proprio tesserato Andrea Masiello;6- la Società UDINESE CALCIO SPA,a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensidell’art. 4, comma 2, CGS, per l’addebito mosso al proprio calciatore all’epoca dei fatti,Simone PEPE, come sopra indicato.GARA CESENA – BARI del 17/04/2011 – s.s. 2010/20117- MASIELLO Andrea, BELMONTE Nicola, BELLAVISTA Antonio, i primi dueall’epoca dei fatti, tesserati per l’A.S. BARI e il terzo tesserato presso il Settore Tecnicoquale Allenatore di Base, per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di GiustiziaSportiva per avere posto in essere, in occasione della gara CESENA – BARI del17.04.2011, in concorso con fra loro e con altri tesserati allo stato non identificati, attidiretti e idonei ad alterare il regolare svolgimento e il risultato della gara in oggetto al finedi determinare la sconfitta del Bari e di ottenere un illecito arricchimento scommettendosomme di denaro sull’esito della gara, con le modalità specificate nella parte motiva delpresente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento, conl’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS del risultato conseguito e della pluralità diilleciti;8- MASIELLO Andrea, all’epoca dei fatti tesserato per l’A.S. BARI, della violazionedell’art.1, comma 1, (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 6(divieto di effettuare scommesse) del Codice di Giustizia Sportiva, per avere effettuato,anche per interposta persona (Bellavista Antonio), scommesse sulla gara CESENA –BARI del 17.04.2011, come specificato nella parte motiva;9- BELLAVISTA Antonio, all’epoca dei fatti tesserato presso il Settore Tecnico qualeAllenatore di Base, della violazione dell’art.1, comma 1, (violazione dei principi di lealtà,correttezza e probità) e dell’art. 6 (divieto di effettuare scommesse) del Codice di GiustiziaSportiva, per avere effettuato scommesse sulla gara CESENA – BARI del 17.04.2011come specificato nella parte motiva, e per aver accettato e essersi adoperato pereffettuare scommesse quale interposta persona di MASIELLO Andrea, per il quale vigevaun divieto alla relativa effettuazione, sulla medesima gara, come specificato nella partemotiva;10 - ANGELOZZI Guido, all’epoca dei fatti Direttore Sportivo del BARI, MUTTI Bortolo,all’epoca dei fatti allenatore del Bari, ai sensi dell’art. 7, comma 7, del CGS, per avereviolato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale della FIGC, omettendo didenunciare il tentativo di combinare il risultato della gara CESENA – BARI del 17.04.2011;11 - ESPOSITO Marco, all’epoca dei fatti tesserato della Società CALCIOPORTOGRUARO SUMMAGA SRL, per la violazione dei doveri di lealtà probità ecorrettezza di cui all’art. 1 CGS, con riferimento all’art. 6 CGS, per avere messo in contattodue soggetti sottoposti al rispetto delle regole dell’ordinamento federale, ovvero ilBELLAVISTA ed il BELMONTE per consentire al primo l’acquisizione di notizie di natura“riservata” da utilizzare al fine di scommesse orientate sulla base di tali informazioni;12 - la Società A.S. BARI SPA:- a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7, comma 4, e dell’art. 4, comma e2,CGS in ordine agli addebiti contestati ai propri tesserati Andrea MASIELLO e 3 4.
BELMONTE; con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS del risultato conseguito edella pluralità di illeciti.- a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma e 2, CGS in ordine agliaddebiti contestati al proprio tesserato Andrea MASIELLO;- a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma e 2, CGS in ordine agliaddebiti contestati ai propri tesserati ANGELOZZI e MUTTI;13 - la Società CALCIO PORTOGRUARO SUMMAGA SRL a titolo di responsabilitàoggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma e 2, CGS in ordine agli addebiti contestati al suotesserato Marco ESPOSITO.GARA BARI – SAMPDORIA del 23/04/2011 s.s. 2010/201114 - GUBERTI Stefano, tesserato allepoca dei fatti per la società U.C. Sampdoria Spa,per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, primadella gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2011, in concorso con altri soggetti tesserati enon tesserati e altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare losvolgimento ed il risultato della gara suddetta, prendendo contatti con il calciatore del BariMASIELLO Andrea, che a sua volta interessava della proposta illecita il compagno disquadra Marco ROSSI dal quale otteneva la relativa disponibilità alla partecipazioneall’alterazione;15 - MASIELLO Andrea, calciatore tesserato allepoca dei fatti per la società A.S. BARISpa, per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere,prima della gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2011, in concorso con altri soggettitesserati e non tesserati e altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti adalterare lo svolgimento e il risultato della gara suddetta ricevendo una proposta dialterazione del risultato della gara da parte di GUBERTI Stefano, calciatore tesseratoallepoca dei fatti per la A.C. Sampdoria Spa, poi riportata al calciatore suo compagno disquadra Marco ROSSI, dal quale otteneva la disponibilità alla combine;con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della pluralità degli illeciti posti in essere.16 - ROSSI Marco, calciatore tesserato allepoca dei fatti per la società A.S. BARI Spa,per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, primadella gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2011, in concorso con altri soggetti tesserati nontesserati e altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare losvolgimento ed il risultato della gara suddetta ricevendo una proposta di alterazione delrisultato della gara da parte di MASIELLO Andrea, calciatore suo compagno di squadra, alquale forniva la propria disponibilità alla combine;con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della pluralità degli illeciti posti in essere.17 - MASIELLO Andrea, calciatore tesserato allepoca dei fatti per la società A.S. BARISpa, per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere,prima della gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2011, in concorso con altri soggetti nontesserati e altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare losvolgimento ed il risultato della gara suddetta, anche al fine di favorire l’esito dellescommesse, ricevendo una proposta di alterazione del risultato della gara da parte diesponenti del gruppo degli "zingari, con lintervento di Angelo IACOVELLI, poi riportata aicalciatori suoi compagni di squadra Simone BENTIVOGLIO e Alessandro PARISI daiquali, almeno da quanto risulta allo stato degli atti, riceveva un rifiuto; con l’aggravante dicui all’art. 7, comma 6, CGS della pluralità di illeciti;18 - BENTIVOGLIO Simone, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società A.S.Bari Spa, per violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva per averviolato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare ifatti riguardanti la gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2012 e, segnatamente, la proposta di 4 5.
alterazione del risultato della gara propostagli dal calciatore suo compagno di squadraMASIELLO Andrea;19 - PARISI Alessandro, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società A.S. BariSpa, per violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva per aver violato ildovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fattiriguardanti la gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2012 e, segnatamente, le notizie ricevutedal calciatore suo compagno di squadra MASIELLO Andrea sul tentativo di combineproposto dal gruppo degli "zingari" con lintervento di IACOVELLI Angelo;20 - CAROBBIO Filippo, calciatore tesserato allepoca dei fatti per la società A.C.SIENA Spa, per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva peravere, prima della gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2011, in concorso con altri soggettinon tesserati e altri allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare losvolgimento ed il risultato della gara suddetta e dei successivi incontri che avrebbe dovutodisputare la squadra del BARI, anche al fine di favorire l’esito delle scommesse, mettendoin contatto Angelo IACOVELLI, latore della disponibilità di calciatori del BARI non megliospecificati a combinare risultati di incontri della loro squadra, con il gruppo degli "Zingari",dedito alleffettuazione di scommesse su gare combinate;con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della pluralità degli illeciti posti in essere.21 - STELLINI Cristian, all’epoca dei fatti collaboratore tecnico prima squadra per lasocietà A.C. Siena Spa, per violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di GiustiziaSportiva per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale,omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2012 esuccessivi incontri che avrebbe dovuto disputare la squadra del BARI e, segnatamente,lattività posta in essere da CAROBBIO Filippo per mettere in contatto il gruppo degli"Zingari" dedito alleffettuazione di scommesse su gare combinate, con Angelo IACOVELLIlatore della disponibilità di calciatori del BARI non meglio specificati a combinare risultati diincontri della loro squadra;22 - la Società U.C. SAMPDORIA Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensidell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS in ordine agli addebiti contestati alproprio tesserato Stefano GUBERTI in relazione alla gara BARI - SAMPDORIA del23.4.2012, nonché a titolo di responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4, comma 5, CGS,per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio dai tesserati del Bari;23 - la Società A.S. BARI Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma2, CGS in ordine agli addebiti contestati ai propritesserati Andrea MASIELLO in relazione alla gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2012 conriguardo al tentativo di combine proposto al primo dal gruppo degli "zingari";con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della pluralità degli illeciti posti in essere.24 - la società A.S. BARI Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS in ordine agli addebiti contestati ai propritesserati Andrea MASIELLO e Marco ROSSI in relazione alla gara BARI - SAMPDORIAdel 23.4.2012 con riguardo al tentativo di combine proposto dal calciatore StefanoGUBERTI della SAMPDORIA; con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS dellapluralità degli illeciti posti in essere.25 - la società A.S. BARI Spa, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 4,comma e 2, CGS in ordine agli addebiti contestati ai propri tesserati SimoneBENTIVOGLIO ed Alessandro PARISI in relazione alla gara BARI - SAMPDORIA del23.4.2012 con riguardo allomessa denuncia loro contestata;26 - la società A.C. SIENA Spa:- a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma e2, CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio tesserato Filippo CAROBBIO inrelazione alla gara BARI - SAMPDORIA del 23.4.2012 ed ai successivi incontri che 5 6.
avrebbe dovuto disputare la squadra del BARI; con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6,CGS della pluralità degli illeciti posti in essere.- a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma e 2, CGS in ordine agliaddebiti contestati al proprio tesserato Cristian STELLINI;GARA PALERMO – BARI del 07/05/2011 – s.s. 2010/201127 - MASIELLO Andrea, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della società A.S. BARISPA, BENTIVOGLIO Simone, all’epoca dei fatti calciatore tesserato in prestito dellasocietà A.S. BARI SPA, PARISI Alessandro, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dellasocietà A.S. BARI SPA, ROSSI Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato in prestitodella società A.S. BARI SPA, PADELLI Daniele, all’epoca dei fatti calciatore tesseratodella società A.S. BARI SPA, CAROBBIO Filippo, all’epoca dei fatti calciatore tesseratodella società A.C. SIENA SPA, e STELLINI Cristian, all’epoca dei fatti collaboratoretecnico della prima squadra tesserato della società A.C. SIENA SPA, per violazionedell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, prima della garaPALERMO – BARI del 7/05/2011, in concorso fra loro e con altri soggetti non tesserati,posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta,prendendo contatti ed accordi diretti allo scopo sopra indicato, come specificato nella partemotiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento. Inparticolare, CAROBBIO e STELLINI procurando a soggetti non tesserati, interessati adeffettuare scommesse dall’esito sicuro sulla gara PALERMO – BARI del 7/05/2011, uncontatto con i calciatori del Bari finalizzato a proporre loro l’alterazione della gara, conimpegno a perderla determinando un OVER con almeno due goal di scarto a fronte delpagamento di ingenti somme di denaro; MASIELLO, BENTIVOGLIO, PARISI, ROSSI,partecipando, su impulso di soggetto non tesserato, all’incontro finalizzato alraggiungimento dell’accordo per l’alterazione della gara in questione, ed accettando ledette ingenti somme di denaro per poi restituirle a causa della mancata realizzazione delrisultato; PADELLI aderendo alla proposta illecita; con l’aggravante di cui all’art. 7, comma6, CGS della pluralità degli illeciti posti in essere (ad esclusione della posizione diPADELLI, STELLINI e BENTIVOGLIO).28 - GERVASONI Carlo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della società PIACENZACALCIO F.C. SPA, della violazione dell’art. 1, comma 1, (violazione dei principi di lealtà,correttezza e probità) e dell’art. 6 (divieto di effettuare scommesse) del Codice di GiustiziaSportiva, per avere effettuato, per interposta persona, scommesse sulla gara PALERMO –BARI del 7/05/2011, come specificato nella parte motiva; nonché della violazione dell’art.7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva per aver violato il dovere di informare senzaindugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara PALERMO– BARI del 7/05/2011;29 - la Società A.S. BARI SPA, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS in ordine agli addebiti contestati al propritesserati MASIELLO, BENTIVOGLIO, PARISI, ROSSI e PADELLI;con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della pluralità degli illeciti posti in essere.30 - la Società A.C. SIENA SPA, a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7,commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS in ordine agli addebiti contestati ai propritesserati CAROBBIO e STELLINI; con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS dellapluralità degli illeciti posti in essere.GARA BARI – LECCE del 15/05/2011 – s.s. 2010-201131 - MASIELLO Andrea, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della società A.S. BARISPA, SEMERARO Pierandrea, all’epoca dei fatti Presidente e legale rappresentante dellasocietà U.S. LECCE SPA, e VIVES Giuseppe, all’epoca dei fatti calciatore tesserato della 6 7.
società U.S. LECCE SPA, per violazione dell’art. 7, commi1, 2 e 5, del Codice di GiustiziaSportiva per avere, prima della gara BARI – LECCE del 15/05/2011, in concorso fra loro econ altri soggetti non tesserati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed ilrisultato della gara suddetta, prendendo contatti ed accordi diretti allo scopo sopraindicato, come specificato nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazioneallegata agli atti del procedimento. In particolare, MASIELLO chiedendo a soggetto nontesserato di verificare la disponibilità della società Lecce a corrispondere una somma a deicalciatori del Bari per perdere la gara; offrendo denaro, unitamente a soggetti nontesserati, a BENTIVOGLIO, PARISI e ROSSI al fine di ottenere la loro adesione allaproposta illecita; prestando attivamente il proprio contributo durante la gara perl’alterazione della stessa, in particolare segnando volontariamente un autogoal; e, infine,percependo denaro a tal fine; SEMERARO corrispondendo la complessiva somma di €200.000,00, per il tramite di soggetti non tesserati, a MASIELLO e ad altri soggetti nontesserati, per l’alterazione della gara in questione al fine di ottenere un vantaggio inclassifica; VIVES svolgendo un ruolo di intermediazione per l’ottenimento dell’assensodefinitivo da parte di MASIELLO prima dell’inizio della gara; con le aggravanti di cui all’art.7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara, delconseguimento del vantaggio in classifica, nonché, per il solo MASIELLO, della pluralitàdegli illeciti posti in essere.32 - BENTIVOGLIO Simone, all’epoca dei fatti calciatore tesserato in prestito dellasocietà A.S. BARI SPA, PARISI Alessandro, all’epoca dei fatti calciatore tesserato dellasocietà A.S. BARI SPA, ROSSI Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato in prestitodella società A.S. BARI S.P.A, per violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di GiustiziaSportiva per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale,omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara BARI – LECCE del 15/05/2011;33 - la Società U.S. LECCE SPA:- a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 3, e dell’art. 4, comma 1,CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio Presidente e legale rappresentateSEMERARO Pierandrea; con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGS della effettivaalterazione dello svolgimento e del risultato della gara e del conseguimento del vantaggioin classifica.- a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2,CGS in ordine agli addebiti contestati al proprio tesserato VIVES; con l’aggravante di cuiall’art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato dellagara e del conseguimento del vantaggio in classifica.- a titolo di responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4, comma 5, CGS, per l’illecitosportivo commesso a proprio vantaggio da MASIELLO in concorso con altri soggetti nontesserati in occasione della gara BARI – LECCE del 15/05/2011.34 - la Società A.S. BARI SPA:- di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS inordine agli addebiti contestati al proprio tesserato MASIELLO; con le aggravanti di cuiall’art. 7, comma 6, CGS della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato dellagara, del conseguimento del vantaggio in classifica, nonché della pluralità degli illeciti postiin essere.- di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 4, comma 2, CGS in ordine agli addebiticontestati ai propri tesserati BENTIVOGLIO, PARISI e ROSSI.GARA BOLOGNA - BARI del 22/05/2010 – s.s. 2010/201135 - MASIELLO Andrea, PORTANOVA Daniele, all’epoca dei fatti, rispettivamente,calciatori delle società BARI e BOLOGNA, per la violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, delCodice di Giustizia Sportiva, per avere, prima della gara BOLOGNA-BARI del 22 maggio 7 8.
2011, in concorso tra loro e con altri soggetti non tesserati ed altri allo stato nonidentificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della garasuddetta, al fine di garantire la possibilità di effettuazione di scommesse di gioco dall’esitoscontato sul risultato della gara così alterato; come meglio specificato nella parte motivadel presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento. Conl’aggravante, per il Masiello, di cui al comma 6 dell’art. 7 del CGS, della pluralità di illeciticommessi con riferimento ad altre gare costituenti oggetto del presente provvedimento;36 - ROSSI Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società BARI, ai sensidell’art. 7, comma 7, del CGS, per avere violato il dovere di informare senza indugio laProcura federale, omettendo di denunciare i fatti integranti illecito sportivo con riferimentoalla gara Bologna-Bari del 22 maggio 2011, dei quali era venuto a conoscenza ad operadel compagno di squadra Andrea Masiello, come specificato nella parte motiva delpresente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento;37 - DI VAIO Marco, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società BOLOGNA, aisensi dell’art. 7, comma 7, del CGS, per avere violato il dovere di informare senza indugiola Procura federale, omettendo di denunciare i fatti integranti illecito sportivo conriferimento alla gara Bologna-Bari del 22 maggio 2011, dei quali era venuto a conoscenzaad opera del calciatore del Bologna Daniele Portanova, come specificato nella partemotiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento;38 - SANFELICE Marcello, all’epoca dei fatti team manager tesserato per la societàBOLOGNA, ai sensi dell’art. 7, comma 7, del CGS, per avere violato il dovere di informaresenza indugio la Procura federale, omettendo di denunciare i fatti integranti illecito sportivocon riferimento alla gara Bologna-Bari del 22 maggio 2011, dei quali era venuto aconoscenza ad opera del calciatore del Bologna Daniele Portanova, come specificatonella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti delprocedimento;39 – la Società BARI CALCIO SPA, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’ art.7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS, per l’addebito mosso al proprio tesseratoAndrea MASIELLO, come sopra indicato. Con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, CGSdella pluralità degli illeciti posti in essere da quest’ultimo;40 - la Società F.C. BOLOGNA 1909 SPA, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensidell’ art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, CGS, per l’addebito mosso al propriotesserato, Daniele PORTANOVA, come sopra indicato.41 - la Società A.S. BARI SPA, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4,comma 2, CGS, per l’addebito mosso al proprio tesserato all’epoca dei fatti, MarcoROSSI, come sopra indicato;42 - la Società F.C. BOLOGNA 1909 SPA, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensidell’art. 4, comma 2, CGS, per l’addebito mosso ai propri tesserati all’epoca dei fatti,Marco DI VAIO e Marcello SANFELICE, come sopra indicato.2) Le memorie difensiveCon provvedimento del Vice Presidente Vicario della Commissione in data 26 Luglio 2012l’inizio del dibattimento è stato fissato per il giorno 3 agosto 2012.Nei termini assegnati nellatto di convocazione quasi tutti gli incolpati hanno fatto pervenirememorie difensive in cui sono state proposte eccezioni preliminari e pregiudiziali, rilevatel’insussistenza e l’infondatezza, sotto vari profili, delle violazioni ascritte agli incolpati eformulate istanze istruttorie.In particolare:- ANGELOZZI ha chiesto l’irrogazione di una sanzione oltremodo lieve, previoriconoscimento dei benefici sanzionatori di cui all’art. 24 CGS; 8 9.
- BELMONTE ha chiesto il proscioglimento da ogni accusa e, in via subordinata,l’applicazione di una sanzione minima, anche con commutazione della stessa inun’ammenda;- BENTIVOGLIO ha chiesto la derubricazione della contestazione di tentato illecitosportivo con riferimento alla partita Palermo-Bari del 7.5.2011 in omessa denuncia;- BONUCCI ha dichiarato la sua assoluta estraneità ai fatti e ha messo in risaltocontraddittorietà e discordanza di alcune dichiarazioni rilasciate dal Masiello, nonchél’indeterminatezza, oltre che del risultato della gara, anche del profitto che gli interessatiavrebbero dovuto ricavare e, infine, ha rilevato l’assenza di riscontri esterni, chiedendo ilproscioglimento;- CAROBBIO ha chiesto, previa riqualificazione del capo di incolpazione relativo alla garaPalermo-Bari del 7.5.2011, di accertare e dichiarare l’applicabilità dell’art. 24 CGS;- DI VAIO, eccependo la sua totale estraneità ai fatti, ha chiesto il proscioglimento;- GUBERTI ha chiesto il proscioglimento;- MASIELLO Salvatore ha eccepito l’inattendibilità delle dichiarazioni del Masiello Andreae ha chiesto il proscioglimento da ogni addebito;- PADELLI ha eccepito che mancherebbero indizi gravi precisi e concordanti a suo caricoe che le indagini della Procura federale e di quella della Repubblica smentirebbero ledichiarazioni del Gervasoni, concludendo per il proscioglimento;- PARISI ha eccepito l’insussistenza di riscontri probatori e l’inattendibilità dei dichiaranti,chiedendo il proscioglimento e, per la gara Palermo-Bari, in via subordinata, previariqualificazione dei fatti oggetto di deferimento sotto la specie dell’art. 7, comma 7, CGS,l‘irrogazione della sanzione minima;- PEPE ha affermato che non vi è prova della telefonata a lui attribuita; vi è incertezza suicontenuti della medesima; vi è illogicità nella telefonata se riferita ai propositi di chi laeffettuava; e infine che quanto dichiarato da Andrea Masiello è frutto della sua intuizione,non avendo ascoltato la risposta asseritamente formulata dal Pepe, perché a parlare era ilcompagno Salvatore Masiello; in conclusione, ha chiesto il proscioglimento;- PORTANOVA e SANFELICE hanno chiesto il proscioglimento, rilevando la violazione deldiritto alla prova, per l’incompletezza della documentazione probatoria messa adisposizione delle difese, in quanto in atti esiste il carteggio comprovante l’acquisizione deitabulati del Portanova da parte del PM di Bari, ma non esistono detti tabulati; hannoeccepito poi la struttura dogmatica delle accuse loro rivolte;- SEMERARO ha chiesto il proscioglimento, escludendo la propria partecipazioneall’illecito sportivo, a suo dire mai consumato, nonché la mancanza di riscontro fattuale deifatti addebitati;- VIVES ha chiesto il proscioglimento, affermando di essere estraneo ai fatti, come delresto ritenuto anche dalla Procura della Repubblica, che lo ha ascoltato solamente qualetestimone;- la società BARI ha chiesto l’applicazione della pena minima prevista dalla vigentenormativa federale;- la società BOLOGNA ha eccepito la contraddittorietà di molti atti di indagine circa laconfigurazione dell’illecito sportivo e la carenza di prova circa la presunta telefonata delPortanova al Di Vaio e ha chiesto, in via principale, il proscioglimento e, in via disubordine, l’applicazione della sola sanzione pecuniaria;- la società LECCE ha rilevato la contraddittorietà delle dichiarazioni poste alla base deldeferimento, l’insussistenza di elementi idonei a fondare l’accusa, la non cumulabilità dellediverse ipotesi di responsabilità a suo carico e ha quindi chiesto il rigetto degli addebiti;- la società PORTOGRUARO ha chiesto il proscioglimento per l’assoluta estraneità allapresunta condotta antigiuridica del proprio tesserato; 9 10.
- la società SAMPDORIA ha eccepito l’inattendibilità delle dichiarazioni del MasielloAndrea, l’insussistenza di riscontri e della sua responsabilità presunta e ha chiesto, in viaprincipale, il proscioglimento e, in via subordinata, la riqualificazione dell’illecito sportivo inviolazione dell’art. 1 CGS; in via ulteriormente subordinata l’applicazione di una sanzioneminima;- la società SIENA, facendo presente di essere stata deferita per gare che non lavedevano interessata, ha chiesto il proscioglimento e, in via di subordine, l’applicazionedella sanzione minima;- la società UDINESE ha chiesto il proscioglimento, stante la comprovata estraneità delproprio tesserato ai fatti e, in via subordinata, l’irrogazione di un’ammenda al di sotto delminimo edittale.3) Il dibattimentoAl dibattimento, iniziato il giorno 3 agosto e proseguito il giorno 4 agosto 2012, sonocomparsi:- il Procuratore federale Palazzi; i Vice Procuratore federale Squicquero e Tornatore; iSostituti Procuratore federale Camici e Perugini; i collaboratori Licheri e Pinna; ireferendari Galimberti e Materazzi; il segretario Martucci;- i deferiti Angelozzi, Bonucci, Di Vaio, Guberti, Padelli, Pepe, Portanova, Rossi, Sanfelicee società Bari e Bologna;- i difensori di Angelozzi, Bellavista, Belmonte, Bentivoglio, Bonucci, Carobbio, Di Vaio,Esposito, Gervasoni, Guberti, Masiello Andrea, Masiello Salvatore, Mutti, Padelli, Parisi,Pepe, Portanova, Rossi, Sanfelice, Semeraro, Stellini, Vives, nonché delle società Bari,Bologna, Lecce, Portogruaro, Sampdoria, Siena, Udinese;- i difensori delle società Cesena, Gubbio, Nocerina e Vicenza, nonché del CodaconsCoordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e deiconsumatori e dell’Associazione servizi turistici, sportivi e della multiproprietà onlus.Subito dopo l’inizio del dibattimento, preliminarmente, la Commissione ha esaminato laquestione concernente le richieste di ammissione al dibattimento presentate dalle societàCESENA, GUBBIO, NOCERINA e VICENZA, nonché del CODACONS Coordinamentodelle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori,dell’ASSOCIAZIONE UTENTI SERVIZI TURISTICI, SPORTIVI E DELLAMULTIPROPRIETÀ ONLUS e della FEDERSUPPORTER, sulle quali, dopo aver ascoltatoi rappresentanti degli interessati e la Procura federale, ha provveduto con l’ordinanza n. 1,di seguito integralmente riprodotta:“Ordinanza n. 1La Commissione,premesso che le istanze di ammissione dei terzi interessati sono pervenutetempestivamente, cioè prima dell’apertura del dibattimento;considerato che, a norma dell’art. 30 dello Statuto della FIGC, le norme federali trovanoapplicazione esclusivamente nei confronti dei tesserati, delle società affiliate e di tutti isoggetti, gli organismi e le loro componenti, che svolgono attività di carattere agonistico,tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevanti per l’ordinamento federale;considerato che l’ammissibilità di tali istanze va valutata esclusivamente in relazione allasussistenza o meno di un interesse indiretto, compreso l’interesse in classifica;rilevato che le società CESENA, GUBBIO, NOCERINA e VICENZA risultano portatrici dipotenziali interessi indiretti per ragioni di classifica, ai sensi degli artt. 41, comma 7, e 33,comma 3, del CGS;rilevato che il CODACONS Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente edei diritti degli utenti e dei consumatori, l’ASSOCIAZIONE UTENTI SERVIZI TURISTICI, 10 11.
SPORTIVI E DELLA MULTIPROPRIETÀ ONLUS e la FEDERSUPPORTER non sonosoggetti dell’ordinamento federale;rilevato altresì che, pur tenendo conto del ruolo che la giurisprudenza ha riconosciuto aipredetti enti e, in particolare, al CODACONS nella tutela di diritti e di interessi deiconsumatori e degli utenti, tali diritti e interessi sono oggetto di giudizio dinnanziall’Autorità giurisdizionale ordinaria e amministrativa e non dinnanzi agli Organi dellagiustizia sportiva, che non possono pronunciarsi al di fuori dell’ambito federale;rilevato che nell’ordinamento sportivo non è prevista la mera possibilità di assistere alprocedimento disciplinare;rilevato che, trattandosi di un procedimento per illecito sportivo, la pubblicità è comunquegarantita dalla ripresa televisiva a circuito chiuso, ai sensi dell’art. 34, comma 9, CGS; P.Q.M.- ammette al dibattimento le società CESENA, GUBBIO, NOCERINA e VICENZA;- non ammette al dibattimento il CODACONS Coordinamento delle associazioni per ladifesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori”, l’ASSOCIAZIONE UTENTISERVIZI TURISTICI, SPORTIVI E DELLA MULTIPROPRIETÀ ONLUS e laFEDERSUPPORTER.”In seguito, i deferiti ANGELOZZI, CAROBBIO, GERVASONI, ESPOSITO, AndreaMASIELLO, MUTTI, PARISI, ROSSI, STELLINI e società BARI, SAMPDORIA e SIENAhanno presentato istanza di applicazione di sanzioni su richiesta delle parti ai sensidell’art. 23 e/o 24 CGS. Su queste ultime istanze la Commissione ha provveduto conl’ordinanza n. 2, di seguito integralmente riprodotta:Ordinanza n. 2“La Commissione disciplinare nazionale,rilevato che, prima dell’inizio del dibattimento, i deferiti ANGELOZZI, CAROBBIO,GERVASONI, ESPOSITO, Andrea MASIELLO, MUTTI, PARISI, ROSSI, STELLINI eSocietà BARI, SAMPDORIA, SIENA, tramite i propri legali, hanno depositato istanza diapplicazione di sanzione ai sensi degli artt. 23 e 24 CGS;▪ per il Sig. ANGELOZZI Guido, applicazione ex art. 23 CGS della inibizione per mesi 4(quattro);▪ per il Sig. CAROBBIO Filippo, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi2 (due);▪ per il Sig. GERVASONI Carlo, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi1 (uno);▪ per il Sig. ESPOSITO Marco, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi3 (tre) e giorni 10 (dieci);▪ per il Sig. MASIELLO Andrea, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per anni2 (due) e mesi 2 (due) oltre all’ammenda di € 30.000,00 (€ trentamila/00);▪ per il Sig. MUTTI Bortolo, applicazione ex art. 23 CGS della squalifica per mesi 4(quattro);▪ per il Sig. PARISI Alessandro, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi24 (ventiquattro) con ammenda di € 10.000,00 (€ diecimila/00);▪ per il Sig. ROSSI Marco, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi 20(venti) con ammenda di € 20.000,00 (€ ventimila/00);▪ per il Sig. STELLINI Cristian, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica per mesi6 (sei);▪ per la Società AS BARI Spa, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della penalizzazione dipunti 5 (cinque) da scontarsi nella stagione sportiva 2012/2013, con ammenda di €80.000,00 (€ ottantamila/00) 11 12.
▪ per la Società UC SAMPDORIA Spa, applicazione ex art. 23 CGS della penalizzazione dipunti 1 (uno) da scontarsi nella stagione sportiva 2012/2013, con ammenda di € 30.000,00(€ trentamila/00);▪ per la Società AC SIENA Spa, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della ammenda di €80.000,00 (€ ottantamila/00);considerato che su tale istanza ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale diprimo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre,su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate risultano congrue, P.Q.M.la Commissione disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle sanzioni di cui aldispositivo;Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti dei predetti.”Il difensore della società LECCE, poi, ha chiesto l’estromissione dal procedimento dellasocietà GUBBIO, per intervenuta carenza di interesse a seguito dell’accoglimento delleistanze di applicazione di sanzioni su richiesta delle parti ai sensi dell’art. 23 e/o 24 CGS.In proposito, la Commissione ha adottato l’ordinanza n. 3, di seguito integralmenteriprodotta:“Ordinanza n. 3La Commissione disciplinare nazionale,valutata l’istanza di estromissione dal procedimento della società GUBBIO, alla quale si èopposta la Procura federale;rilevato che l’interesse della società GUBBIO non dipende esclusivamente dall’esito delpresente procedimento ma anche dai fatti oggetto di esame in altri procedimenti pendenti,che potrebbero avere ripercussioni sulla classifica del campionato di serie B 2011/12;rilevato che, di conseguenza, continua a sussistere un potenziale interesse allapartecipazione al presente procedimento della società GUBBIO; P.Q.M.rigetta l’istanza.”In seguito, la Commissione ha esaminato le istanze istruttorie proposte dai deferiti, sullequali ha provveduto con l’ordinanza n. 4, di seguito integralmente riprodotta:“Ordinanza n. 4La Commissione disciplinare nazionale,in ordine alle richieste istruttorie avanzate dai deferiti, alla luce delle risultanze probatorieagli atti,rilevato che: 12 13.
- le istanze di produzione documentale, anche in formato digitale, sono ammissibili, salvala successiva valutazione sulla loro rilevanza e attendibilità;- le istanze di prova testimoniale sono irrilevanti e/o generiche e, in alcuni casi, nonaccompagnate da indicazioni dei capitoli di prova;- l’istanza di acquisizione di documentazione proposta da BENTIVOGLIO è esplorativa eirrilevante; P.Q.M.1) ammette tutta la produzione documentale dei deferiti;2) respinge tutte le richieste di prove testimoniali;3) respinge ogni altra istanza istruttoria.”A questo punto, i deferiti SANFELICE e società PORTOGRUARO hanno presentatoistanza di applicazione di sanzioni su richiesta delle parti ai sensi dell’art. 23 e/o 24 CGS.Su tali istanze la Commissione ha provveduto con l’ordinanza n. 5, di seguitointegralmente riprodotta:Ordinanza n. 5“La Commissione disciplinare nazionale,rilevato che, prima dell’inizio del dibattimento, il Signor SANFELICE e la SocietàPORTOGRUARO, tramite i loro legali, hanno depositato istanza di applicazione disanzione ai sensi degli artt. 23 e 24, CGS;▪ per il Sig. Marcello SANFELICE, applicazione ex art. 23 CGS della squalifica per mesi 4(quattro);▪ per la Società PORTOGRUARO, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della ammenda di €5.000,00 (€ cinquemila/00);considerato che su tale istanza ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale diprimo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre,su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate risultano congrue, P.Q.M.la Commissione disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle sanzioni di cui aldispositivo;Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti dei predetti.”Al termine la Commissione ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale e invitato le partia concludere.4) Le richieste della Procura Federale e dei deferitiDopo aver illustrato il deferimento, la Procura federale ha chiesto la dichiarazione diresponsabilità dei deferiti e l’irrogazione delle seguenti sanzioni: 13 14.
1. BELLAVISTA Antonio: squalifica di 9 mesi in continuazione;2. BELMONTE Nicola: squalifica di 4 anni (così determinata: squalifica di 3 anni perl’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante come da incolpazione sub 1; ulteriori 6 mesi disqualifica per illecito sportivo, come da incolpazione sub 7);3. BENTIVOGLIO Simone: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di3 anni per l’illecito sportivo, come da incolpazione sub 27; ulteriori 3 mesi di squalifica perogni omessa denuncia, come da incolpazioni sub 18 e 32);4. BONUCCI Leonardo: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3anni per l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 1);5. DI VAIO Marco: squalifica di 1 anno (come da incolpazione sub 37);6. GUBERTI Stefano: squalifica di 3 anni (come da incolpazione sub 14);7. MASIELLO Salvatore: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3anni per l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 1);8. PADELLI Daniele: squalifica di 3 anni (come da incolpazione sub 27);9. PEPE Simone: squalifica di 1 anno (come da incolpazione sub 3);10. PORTANOVA Daniele: squalifica di 3 anni (come da incolpazione sub 35);11. SEMERARO Pierandrea: inibizione di 5 anni + preclusione (come da incolpazionesub 31);12. VIVES Giuseppe: squalifica di 3 anni e 6 mesi (così determinata: squalifica di 3 anniper l’illecito sportivo + 6 mesi per l’aggravante, come da incolpazione sub 31);13. Società F.C. BOLOGNA 1909 Spa: penalizzazione di 2 (due) punti in classifica, dascontare, in applicazione del principio di afflittività, nel campionato 2012/2013 e ammendadi euro 50.000,00 (cinquantamila) (punti due per ogni responsabilità oggettiva relativa apartite disputate dalla società medesima in ordine alla quale suoi tesserati sono statidichiarati responsabili di illecito sportivo, come da incolpazione sub 40; ammenda di euro50.000 (cinquantamila) per l’incolpazione sub 42);14. Società U.S. LECCE Spa: retrocessione all’ultimo posto in classifica, da scontare nelcampionato di competenza, da intendersi quello di Serie B 2012/2013 al quale haacquisito il diritto di partecipare, con conseguente passaggio alla categoria inferiore, nonessendo il prossimo campionato ancora iniziato, in applicazione del principio di afflittività;in subordine, esclusione dal campionato di competenza – Serie B 2012/2013, conassegnazione da parte del Consiglio federale a uno dei campionati di categoria inferiore;ulteriore penalizzazione di 6 (sei) punti in classifica da scontare nel campionato 2012/2013(così determinata: retrocessione all’ultimo posto in classifica nel campionato dicompetenza con passaggio alla categoria inferiore o, in subordine, esclusione dalcampionato di competenza per la responsabilità diretta, come da incolpazione sub 33;punti quattro, aumentati per le aggravanti contestate, per un totale di cinque punti per ogniresponsabilità oggettiva relativa a partite disputate dalla società medesima in ordine allaquale suoi tesserati sono stati dichiarati responsabili di illecito sportivo, come daincolpazione sub 33; punti uno per ogni responsabilità presunta derivante da atti posti inessere in suo vantaggio da soggetti ad essa estranei, come da incolpazione sub 33);15. Società UDINESE CALCIO Spa: ammenda di euro 50.000,00 (cinquantamila) (comeda incolpazione sub 6).I difensori dei deferiti hanno illustrato e integrato le proprie difese, precisando le proprieconclusioni, mentre i difensori delle Società ammesse quali terze interessate hannochiarito le ragioni del proprio intervento; i deferiti DI VAIO, PORTANOVA, BENTIVOGLIO,PADELLI, invece, hanno reso spontanee dichiarazioni.Nel corso della discussione, il deferito BENTIVOGLIO ha presentato istanza diapplicazione di sanzioni su richiesta delle parti ai sensi dell’art. 23 CGS. Su tale istanza laCommissione ha provveduto con l’ordinanza n. 6, di seguito integralmente riprodotte: 14 15.
Ordinanza n. 6“La Commissione disciplinare nazionale,rilevato che, prima dell’inizio del dibattimento, il Signor BENTIVOGLIO, tramite i proprilegali, ha depositato istanza di applicazione di sanzione ai sensi degli artt. 23 e 24 CGS;▪ per il Sig. Simone BENTIVOGLIO, applicazione ex artt. 23 e 24 CGS della squalifica permesi 13 (tredici) e dell’ammenda di € 50.000,00 (cinquantamila/00);considerato che su tale istanza ha espresso il proprio consenso il Procuratore federale;visto l’art. 23, comma 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, comma 1,possono accordarsi con la Procura federale prima che termini la fase dibattimentale diprimo grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,indicandone la specie e la misura;visto l’art. 23, comma 2, CGS, secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta laqualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, nedispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento neiconfronti del richiedente;visto l’art. 24, comma 1, CGS secondo il quale, in caso di ammissione di responsabilità edi collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti al procedimento disciplinare per lascoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli Organi giudicanti possono ridurre,su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovverocommutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa;rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risultacorretta e le sanzioni indicate risultano congrue, P.Q.M.la Commissione disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle sanzioni di cui aldispositivo;Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti del predetto.”Al termine della discussione, la Commissione ha dichiarato chiuso il dibattimento e rinviatoper la Camera di consiglio.5) I motivi della decisioneLa Commissione, esaminati gli atti, rileva quanto segue, in conformità con il principio disinteticità sancito dall’art. 34, comma 2, CGS.5.1. PremessaPreliminarmente, la Commissione non può che ribadire ancora una volta le considerazionigenerali espresse in occasione dei procedimenti definito con decisioni pubblicate,rispettivamente, sui C.U. n. 13/CDN del 9.8.2011 e n. 101/CDN del 18.6.2012, rilevandocome, nel caso in questione, emergano comportamenti palesemente incompatibili con iprincipi di lealtà, correttezza e probità, ai quali l’ordinamento sportivo non può abdicare,pena la sua irrimediabile caduta di credibilità e persino la sua stessa sopravvivenza.Si tratta, in particolare, di comportamenti di intrinseca gravità, che svuotano di significatol’essenza stessa della competizione sportiva, al di là di ogni valutazione in ordine allaintensità dell’elemento psicologico dei singoli deferiti, alla condotta preesistente,simultanea e successiva degli illeciti disciplinari e alle motivazioni che li hanno ispirati:comportamenti che sono espressione di quel clima “omertoso” che troppo spesso permeai rapporti tra i tesserati, nonché tra i tesserati e il “sottobosco” di vari pseudo appassionatie spesso – addirittura – di esponenti della malavita. 15 16.
In questo procedimento è emerso, più nel dettaglio, come i risultati degli incontri possanoessere “combinati”, con intese in parallelo tra loro, per motivazioni diverse: da un lato, perindirizzare le puntate degli scommettitori e ricavarne direttamente un vantaggioeconomico; dall’altro - e senza che vi siano necessariamente scambi di denaro - perragioni di convenienza di classifica delle squadre partecipanti a una singola gara. Ed èemerso, altresì, come, in questo secondo caso, gli accordi, anche se presi a distanza dimesi dall’incontro, abbiano una forte vincolatività per i rispettivi “spogliatoi”, adimostrazione di come siano un fenomeno non solo diffuso, ma anche conosciuto eaccettato nell’ambiente.È risultato provato, difatti, come il numero dei tesserati coinvolti, per una singola gara, inquesto tipo di “combine” sia maggiore rispetto a quelli coinvolti nel sistema dellescommesse, prendendovi parte praticamente, in via diretta o indiretta, la maggior partedello “spogliatoio”, se non l’intero “spogliatoio”. A tal punto che si può parlare di un vero eproprio “protocollo” che viene seguito in questi casi.Dalle prove raccolte risulta che questi accordi (a volte - come rilevato - anche datati neltempo rispetto alla data di svolgimento della gara “combinata”) vengono “perfezionati” dauno o più rappresentanti dei rispettivi “spogliatoi”, individuati tra coloro i quali abbianolegami di amicizia per aver giocato in passato nella medesima squadra, ovvero, nel casodi calciatori stranieri, per ragioni di nazionalità. Questi “rappresentanti” si contattano perverificare la reciproca disponibilità all’accordo, disponibilità che è legata alla convenienza adividersi la posta in palio oppure a lasciare la vittoria alla squadra avversaria in vista di uncorrispondente impegno nella partita di ritorno. E ciò che colpisce, in tali ipotesi, è chequeste intese vengano vissute dai tesserati non per quello che sono, e cioè un illecitosportivo, ma rispettate come regola non scritta, che fa parte del “gioco”.In simili casi non ci si trova di fronte a gare che, nel corso del loro svolgimento, vedono lecompagini accontentarsi del risultato acquisito e, quindi, preoccuparsi più di non perdereche di vincere, ma a una pianificazione del risultato che parte da lontano (a volte - lo siribadisce - addirittura dalla gara del girone di andata in vista di quella del ritorno).Parallelamente a questa attività illecita, poi, si pone l’attività speculativa, organizzata pertrarre vantaggio dal sistema delle scommesse, attività che, spesso, si basa proprio sullaprevia conoscenza di un accordo, siglato tra i due “spogliatoi” per meri interessi diclassifica, finalizzato a pilotare l’esito di un incontro.Di seguito verranno esaminate le posizioni dei deferiti con riferimento al tipo dicomportamento illecito prospettato nel provvedimento di deferimento.In questa prospettiva, peraltro, la Commissione ritiene di dover ricordare che:a) il deferimento si fonda sulla documentazione acquisita, ai sensi dell’art. 2, comma 3,della legge n. 401 del 1989 e dell’art. 116 c.p.p., nell’ambito del procedimento penalependente presso la Procura della Repubblica di Bari (n. 18987/2011 R.G.N.R.),riguardante numerosi soggetti operanti sul territorio nazionale e internazionale, con finalitàdi condizionare i risultati di partite di calcio dei campionati organizzati dalle legheprofessionistiche e dilettantistiche, per conseguire indebiti vantaggi economici, anchemediante scommesse sui risultati alterati delle partite medesime;b) con C.U. 282/CGF del 5.6.2012, la Corte di giustizia federale, sezione consultiva, haconcesso la proroga dei termini di indagine del procedimento, ai sensi dell’art. 32, comma11, CGS;e) successivamente la Procura federale ha svolto una propria autonoma attività istruttoria,consistente, fra l’altro, nell’analisi e nell’approfondimento della copiosa documentazionericevuta e nell’audizione dei soggetti coinvolti eo informati sui fatti. In proposito, laCommissione ritiene di dover sottolineare come i fatti oggetto del presente procedimentorappresentano un quid novi rispetto a quelli già definiti con le decisioni pubblicate sui C.U.n. 13/CDN del 9.8.2011 e n. 101/CDN del 18.6.2012. 16 17.
Nel merito, la Commissione ritiene di dover rilevare in termini generali come nel presenteprocedimento:a) le dichiarazioni rese da alcuni tesserati all’Autorità giudiziaria e alla Procura federaleabbiano natura autoaccusatoria, prima ancora che di chiamata in correità di altri soggetti,e, pertanto, debbano essere considerate caratterizzate – pur con le necessarie distinzionicon riferimento alle singole gare – da profili di credibilità e di attendibilità;b) ricorra spesso la partecipazione degli stessi soggetti ai tentativi di alterazione di garediverse;c) spesso, come è risultato nelle vicende legate al sistema delle scommesse, l’attività deitesserati si sia svolta all’insaputa delle Società di appartenenza anche grazie all’ausilio disoggetti non tesserati;Inoltre, la Commissione ritiene di dover ricordare come l’applicazione della sanzione surichiesta delle parti ai sensi del solo art. 23, comma 2, CGS non comporti una ammissionedella responsabilità da parte dell’istante, né un accertamento della Commissionedisciplinare in ordine alla fondatezza dei fatti contestati, limitandosi la Commissione adaccertare la correttezza della qualificazione dei fatti prospettati e la congruità dellasanzione richiesta. L’ulteriore riduzione della sanzione anche in applicazione dell’art. 24,comma 1, CGS, invece, si applica, su richiesta della Procura federale, nei casi di“ammissione di responsabilità e di collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti aprocedimento disciplinare per la scoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari”,con la conseguenza che, in tal caso, le dichiarazioni rilasciate dall’istante acquisisconorilievo probatorio.Gran parte delle difese dei deferiti sollevano eccezioni e propongono istanze sulla base diun presupposto erroneo. Pretenderebbero infatti di applicare al procedimento sportivonorme e principi propri dell’ordinamento penale. Nel processo penale, fondato sul sistemaaccusatorio, la prova si forma nel dibattimento. Al contrario nel procedimento sportivo havalore pieno di prova quanto acquisito nella fase delle indagini o prima ancoradell’apertura di esse (ad esempio, i rapporti arbitrali che godono perfino di fedeprivilegiata) o da indagini svolte in altro tipo di procedimento (ad esempio, atti inviatidall’A.G.). Non può essere reclamata, pertanto, l’applicazione al presente procedimentodelle norme previste dal libro terzo del codice di procedura penale.Il principio del contraddittorio si realizza nel rispetto delle forme previste dal CGS e non inbase al codice di procedura penale che regola posizioni e diritti di tutt’altra natura erilevanza.Ne discende che il raggiungimento della prova dei fatti contestati deve essere valutatoesclusivamente in base ai principi dettati dal Codice di giustizia sportiva e costantementeseguiti dagli Organi di giustizia sportiva.5.2. Le violazioni contestateDagli atti ufficiali (documentazione trasmessa dalla Procura della Repubblica di Bari eaudizioni dei tesserati effettuate dalla Procura federale) e dalle risultanze del dibattimentoemerge che diversi tesserati hanno svolto attività preordinate ad alterare lo svolgimento eil risultato di competizioni sportive, in violazione dell’art. 7, comma 1, 5 e 6, CGS e deiprincipi di lealtà, correttezza e probità sanciti dall’art. 1 CGS. Emerge altresì che alcunitesserati, pur essendo venuti a conoscenza della esistenza di tali attività, non hannoprovveduto a informarne la Procura federale, in violazione dell’art. 7, comma 7, CGS e chediversi tesserati hanno effettuato scommesse, talvolta presso soggetti non autorizzati ariceverle, anche sulla base di comportamenti diretti ad acquisire conoscenze tali daconsentire di puntare su gare sicure, in violazione del divieto sancito dall’art. 6.In particolare, ciò risulta provato, tra l’altro, dalle circostanze di seguito evidenziate, tenutoconto che questa Commissione ha sottoposto a un doveroso quanto attento vaglio le 17 18.
dichiarazioni etero accusatorie dei vari soggetti che hanno collaborato alle indagini al finedi valutarne la coerenza, la logicità, l’assenza di contraddittorietà (c.d. riscontri intrinseci),nonché per verificare la sussistenza di riscontri estrinseci.Di seguito vengono esaminati i comportamenti dei deferiti in relazione alle singole gareoggetto del deferimento.IV.1 – gara UDINESE - BARI del 9/5/2010La gara in questione secondo la Procura Federale è stata oggetto di un tentativo dialterazione posto in essere da MASIELLO Andrea, MASIELLO Salvatore, BELMONTE,BONUCCI e PARISI, all’epoca dei fatti calciatori del BARI, unitamente a soggetti nontesserati.Secondo la Procura federale, dietro richiesta di un soggetto non tesserato, MASIELLOAndrea si sarebbe rivolto a MASIELLO Salvatore, BELMONTE, BONUCCI e PARISI alfine di raggiungere un risultato di pareggio caratterizzato da numerosi goals. Tutti sisarebbero dichiarati disponibili, tanto che MASIELLO Salvatore cercò di coinvolgere anchePEPE, all’epoca dei fatti tesserato per l’UDINESE, il quale, però, oppose un netto rifiuto. Afronte di tale attività MASIELLO Andrea, nel corso di un incontro presso un ristorante,ricevette € 8.000,00, dei quali € 2.000,00 furono consegnati a un soggetto non tesserato.In seguito, una scommessa sul risultato della gara venne effettuata a nome di MASIELLOAndrea.Tali circostanze invero non trovano preciso riscontro negli atti del procedimento e nelledichiarazioni rese da tesserati e non dinanzi all’A.G. di Bari e di Cremona, oltre che allaProcura federale.MASIELLO nell’interrogatorio reso in data 24.2.2012 dinanzi alla Procura della Repubblicadi Bari dichiara: “Il primo episodio parte nella partita del 2010, Udinese – Bari, è finita 3 a3. Durante la settimana che precedeva la partita, sempre ho visto De Tullio (operatore nelsettore delle scommesse con concessionaria “Intralot”), in un’altra occasione, una delletante in cui andavo a mangiare al suo locale a Poggiofranco, sondava il terreno per potercercare di coinvolgere altri miei compagni, oltre a me, a cercare di portare a fine unapartita con tanti gol. Lui mi disse se ero disponibile a contattare dei miei compagni delmomento, io riferii a Belmonte, Salvatore Masiello, Bonucci, Parisi e Belmonte che NicoDe Tullio era interessato a portare, a scommettere, a portare la partita in porto con tantigoal. Io gli riferii questa idea di De Tullio e loro erano intenzionati a portarla avanti. Fattosta che, si, la partita si disputò, fini 3 a 3. A fine partita, al mio ritorno da Udine, lasettimana seguente andai da De Tullio accompagnato da Iacovelli, il quale ci consegnò 8mila euro, e disse che aveva fatto una scommessa ridicola e, appunto, che avevaguadagnato pochissimo rispetto a quello che voleva guadagnare, Ci dette 8 mila euro, edio di questi 8 mila euro ne diedi due a Iacovelli, e 6 me li presi io. Ah! Poi, quando eravamoin albergo a Udine, Salvatore Masiello contattò Pepe e gli fece l’esempio della Ferrari, sevoleva acquistare la Ferrari. Al momento che staccò la conversazione ci disse a noi chenon era interessato, però alla fine la partita finì con tanti goal. Io non so poi se i mieicompagni hanno percepito i soldi da De Tullio o no…”; a domanda dell’Ufficio AndreaMASIELLO risponde che l’impegno era quello “di finire la partita con tanti goal” e senza unrisultato preciso.Nel corso del medesimo interrogatorio (pagg. 17 ss.) ad Andrea MASIELLO viene richiestoil momento in cui avrebbe parlato ai suoi colleghi della proposta di DE TULLIO; questa larisposta: “No, io gliene ho parlato durante la settimana prima di andare in ritiro…pochigiorni prima della partita”; a proposito delle circostanze di luogo in cui sarebbe stata riferitala proposta di DE TULLIO Andrea MASIELLO così risponde: “Nello spogliatoio sicuro, lipresi da parte, non davanti a tutti”. 18 19.
Quindi, la proposta sarebbe stata formulata durante la settimana, pochi giorni prima diandare in ritiro, all’interno dello spogliatoio.A questa dichiarazione, la prima in cui dinanzi all’A.G. si menziona la partita Udinese-Bari,ne sono poi seguite altre, nel corso delle quali sono emerse molteplici contraddizioni daparte di Andrea MASIELLO.Sulla circostanza relativa alle modalità, di tempo e di luogo, in cui Andrea MASIELLOavrebbe coinvolto i compagni di squadra nella combine in oggetto deve essere precisatoche dagli atti del procedimento è emerso come quanto riferito non corrisponda al vero,atteso e considerato che nel corso di quella settimana BONUCCI era con la Nazionale aCoverciano impegnato nell’ultimo stage in vista dei Mondiali che di lì a poco si sarebberosvolti in Sudafrica.In un successivo interrogatorio dinanzi al Gip, Andrea MASIELLO ha corretto il tirodichiarando di averne parlato con il compagno al momento del suo rientro a Bari ecomunque prima della partenza della squadra per il Friuli mentre nell’ultima versione(audizione dinanzi alla Procura federale del 10.7.2012) ha dichiarato testualmente:“Ricordo perfettamente che Bonucci non era presente nel corso della settimana, ma ciraggiunse in ritiro e, proprio in quella circostanza, gliene parlai ricevendo anche da costuila personale disponibilità alla combine; precisamente il colloquio avvenne durante ilviaggio in pullman della squadra dall’aeroporto all’albergo in Udine; ricordo che eravamotutti seduti vicino, al centro del pullman, e ci confermammo reciprocamente la disponibilitàa concludere la gara con un pareggio con un over”.Ovvio che le dichiarazioni di Andrea MASIELLO sul punto non appaiano credibili, nonessendo univoche e certe; peraltro le stesse sono state puntualmente smentite da tutti idiretti interessati e non hanno trovato alcun riscontro oggettivo.E quanto sopra vale per BONUCCI così come per BELMONTE e Salvatore MASIELLO,accusati solamente dalle dichiarazioni di Andrea MASIELLO e anche loro coinvolti nelconfuso e contraddittorio racconto in ordine all’evento in questione; nei loro confronti ledichiarazioni rilasciate da Andrea MASIELLO presentano contraddizioni sin troppoevidenti.Ma l’aspetto più importante che merita di essere approfondito è quello per cui non risulta innessuna maniera che i compagni di Andrea MASIELLO abbiano percepito somme didenaro, quindi il compenso della presunta combine.Nel verbale di interrogatorio del 24.2.2012 dinanzi alla Procura della Repubblica di BariAndrea MASIELLO dichiara sul punto: “Al rientro dalla partita di Udine, al settimana…ilgiorno dopo mi ricordo che si andò al ristorante di Gianpaolo, che era chiuso, e ci feceentrare dentro a me e a Iacovelli e, appunto, ci disse che era una scommessa ridicola, cheaveva preso pochissimo, e consegnò 8 mila euro, di cui 2 mila euro li diedi a Iacovelli”; adomanda dell’Ufficio su cosa avessero percepito i suoi compagni in seguito alla presuntacombine Andrea MASIELLO risponde: “No, gli altri non lo so se hanno preso soldi o no,sinceramente anche dopo la partita non mi hanno chiesto niente i miei compagni”.Appare obiettivamente poco credibile, se non inverosimile, che i presunti sodali di AndreaMASIELLO, dopo avere aderito alla proposta combine e dopo avere ottenuto sul campoquel pareggio che sarebbe stato predeterminato a tavolino, non si siano interessati innessun modo alla presunta vincita, ad esempio chiedendo al loro interlocutore notizie inordine alla quantificazione della stessa, né tanto meno si siano curati di passareall’incasso.Sul punto, merita di essere riportato un passo della ordinanza di applicazione della misuracautelare personale della custodia in carcere emessa nei confronti di Andrea MASIELLO edi altri soggetti non tesserati dal gip di bari (pag. 74): “D’altra parte non è verosimile chequesti ultimi (i compagni di squadra) avendo avuto come proponente esclusivo dell’affare 19 20.
illecito il Masiello non siano tornati da lui dopo la partita per pretendere il compensopattuito”.Ma la risposta decisiva e chiarificatrice sul punto viene fornita da DE TULLIOnell’interrogatorio reso in data 2.3.2012 dinanzi alla Procura della Repubblica di Bari(pagg. 107 e 108) nel corso del quale l’indagato esclude categoricamente di averecorrisposto somme di denaro ai compagni di squadra di Andrea MASIELLOsuccessivamente all’incontro Udinese-Bari (P.M. Dr. Angelillis: “Allora Masiello dice: “Io hotrovato disponibili Bonucci, Belmonte, Masiello e Parisi. Abbiamo fatto quello che abbiamofatto. Dopodiché io sono andato a riscuotere e gli altri probabilmente, penso di sì, perchécomunque De Tullio sapeva degli altri” Indagato De Tullio: “E lui è qua che si zappa. E’qua che si zappa.” P.M. Dr. Angelillis: “Perché?”. Indagato De Tullio: “Perché io a chi altriho pagato in vita mia oltre che a lui solo quegli 8 mila euro?”. P.M. Dr. Angelillis: “Però luidice: “Non lo so ne ha pagato anche a questi”. Indagato De Tullio: “Non lo sa? Allora devechiamare i giocatori e deve dire: “Voi avete mai ricevuto un euro dal signor De Tullio?. Ameno che non se li è comprati tutti!”. Magg. Barbera: “Li hanno mai ricevuti?”. Indagato DeTullio: “No. Quella se l’è inventata lui, quella partita, quella partita se l’è inventata lui dinuovo”).Rimane da esaminare la presunta telefonata che Salvatore MASIELLO avrebbe effettuatodall’albergo di Udine ove il BARI si trovava in ritiro a PEPE, tesserato all’epoca per laUDINESE.In primo luogo, si evidenzia la circostanza per cui di detta telefonata non vi sia alcunaprova oggettiva e l’esistenza della stessa sia affermata solamente da Andrea MASIELLO,il quale peraltro, con riferimento al suo contenuto, è tutt’altro che preciso.Difatti, nel corso dell’interrogatorio reso davanti al P.M. di Cremona in data 15.3.2012riferisce che, una volta arrivati a Udine, Salvatore MASIELLO avrebbe telefonato a PEPE“chiedendogli se voleva acquistare una Ferrari”; poi nel verbale reso in data 10.7.2012dinanzi alla Procura federale sul punto afferma: “ricordo che dopo i saluti di rito gli chiesese voleva vendere una Ferrari”.Nella prima versione si parla di acquisto, nella seconda di vendita: tale aspetto potrebbeapparire marginale, ma, invero, alla luce di tutte le contraddizioni, imprecisioni eaffermazioni non circostanziate e anzi smentite da terzi che sopra sono state riportate, nonpuò essere sminuito per valutare sul punto la attendibilità o meno delle dichiarazioni diAndrea MASIELLO.Da ultimo, comunque, laddove anche la telefonata fosse stata effettuata (circostanzaquesta - si ripete - non dimostrata e affermata dal solo Andrea MASIELLO), non èverosimile ritenere che dal riferito contenuto PEPE possa avere inteso della esistenzadella presunta combine.In sostanza, sulla gara in questione non sembra ravvisabile l’esistenza degli illeciticontestati ai deferiti; d’altra parte, sul punto appaiono di rilevanza decisiva le dichiarazionigià riportate di DE TULLIO (“No. Quella se l’è inventata lui, quella partita, quella partita sel’è inventata lui di nuovo”) e di CARELLA, sodale di Andrea MASIELLO, il quale nel corsodell’interrogatorio reso in data 6.4.2012 (pag. 29) dinanzi alla Procura della Repubblica diBari ha smentito che la gara in questione fosse poi stata fatta oggetto di combine (“Noi cisiamo visti la partita, io e Giacobbe nella tabaccheria di Cortigiani, la partita si vedeva chenon era organizzata”).La somma di € 8.000,00 che il giorno successivo alla partita fu consegnata da DE TULLIOad Andrea MASIELLO altro non rappresenta che la quota spettante ad Andrea MASIELLOper la scommessa da questi effettuata, unitamente a soggetti non tesserati, sul segno “X”;sul punto si riporta un passo dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Bari(pag. 74) nei confronti di Andrea MASIELLO, oltre che di altri due soggetti non tesserati,laddove, in maniera cristallina, viene chiarito quanto segue: “Dalle dichiarazioni del De 20 21.
Tullio che riceve la scommessa si evince che, per quanto a recarsi materialmente da luiper effettuare la giocata fossero stati solo Carella e Giacobbe, la scommessa aveva unevidentissimo marchio che registrava anche la presenza del Masiello, tanto è vero che lostesso De Tullio coglie la “copertura” della scommessa da parte del giocatore del Bari epunta anch’egli sul pareggio nella convinzione di poter vincere. Anzi Iacovelli, nel corsodell’interrogatorio del 5 marzo 2012, riferisce di aver saputo da De Tullio che i dueavevano scommesso anche a nome di Masiello. In ogni caso, prova inconfutabile delcoinvolgimento del Masiello in quella scommessa è il pagamento pro quota della vincitache il De Tullio compie direttamente nelle mani di Andrea Masiello, senza attenderealcuna spiegazione, pur avendo effettuato la puntata vincente solo Carella e Giacobbe”.In considerazione di tutto quanto sopra riportato, avuto riguardo della circostanza per cuile dichiarazioni di Andrea MASIELLO risultano in alcuni casi non veritiere, in altri nonprovate e in altri ancora smentite da quanto in atti, anche alla luce del principio espressodalla Corte di giustizia federale nel C.U. n. 56 (2011-12), secondo il quale solamente inpresenza di elementi certi e incontrovertibili, si può ritenere accertata una condotta illecita,i deferiti MASIELLO Salvatore, BELMONTE, BONUCCI, PEPE e società UDINESE vannoprosciolti da ogni addebito.Per MASIELLO Andrea, PARISI e la società BARI è stata disposta l’applicazione disanzioni ai sensi degli artt. 23 e/o 24 CGS.IV.2 - gara CESENA - BARI del 17/4/2011La gara, terminata con il punteggio di 1-0 (disputata a sei giornate dal termine delCampionato, quando il CESENA era terzultimo in classifica con 31 punti e il BARI ultimocon 21 punti, ormai virtualmente retrocesso), è stata oggetto di una combine organizzatadall’ex calciatore del Bari BELLAVISTA, all’epoca dei fatti tesserato per il settore tecnicodel BARI, e da BELMONTE e MASIELLO Andrea, all’epoca dei fatti tesserati per il BARI, iquali, secondo la Procura Federale, si sarebbero accordati per determinare la sconfittadella propria squadra e ottenere un illecito arricchimento.Dall’atto di deferimento si evince che, dopo che alcuni sostenitori avevano aggredito eminacciato alcuni calciatori del BARI, chiedendo loro di perdere le due successive garecon Cesena e Sampdoria, BELLAVISTA contattò MASIELLO per avere notizie sueventuali combine e per essere messo in contatto con BELMONTE. MASIELLO eBELLAVISTA, poi, si incontrarono in un bar di Bari, a seguito di un contatto sollecitato eprocurato da ESPOSITO, all’epoca dei fatti tesserato con la PORTOGRUAROSUMMAGA. In seguito, anche BELLAVISTA e BELMONTE si incontrarono nell’albergoche ospitava il BARI prima della gara. Inoltre, MASIELLO, che non partecipò alla garaperché squalificato, scommise sulla sconfitta tramite BELLAVISTA, il quale la sera stessadella gara, al ritorno da Cesena, lo convocò nella propria abitazione per consegnargli €20.000,00. Dell’aggressione perpetrata in danno dei calciatori del BARI e del tentativo diconvincerli a perdere le due gare citate vennero a conoscenza ANGELOZZI e MUTTI,all’epoca dei fatti rispettivamente dirigente e allenatore del BARI.L’accordo illecito trova riscontro nelle dichiarazioni rese all’A.G. di Bari e alla Procurafederale dai tesserati coinvolti.In particolare, l’aggressione da parte dei sostenitori del BARI e la contestuale richiesta diperdere la gara con il Cesena (e anche quella successiva con la Sampdoria) risultanoprovate dalle testimonianze di GILLET in data 7.6.2012, BELMONTE in data 14.6.2012,ALMIRON in data 7.6.2012 e DONATI in data 12.6.2012.Tali circostanze sono confermate dal MASIELLO in sede di interrogatorio da parte del PMdi Bari in data 15.3.2012: in tale occasione, quest’ultimo ha affermato di non averdisputato la gara poiché squalificato e di essere stato contattato via chat il giorno stessodella gara da BELLAVISTA, che gli chiese insistentemente di mettersi in contatto con 21 22.
qualche compagno di squadra (evidentemente per avere la conferma del buon fine dellacombine). Prosegue poi MASIELLO: “Io via chat ho avvisato BELMONTE che suppongo sisia messo in contatto con BELLAVISTA. I due si conoscevano. Una volta disputata lapartita la sera stessa, BELLAVISTA mi ha chiesto di raggiungerlo a casa. Io così ho fattoandando insieme a CARELLA, GIACOBBE e DI LORENZO Marcello. Una volta giunti acasa di BELLAVISTA questi mi ha messo in mano € 20.000 senza fornire alcunaspiegazione, anche se ho intuito il denaro si riferisse al contatto che gli avevo procuratocon BELMONTE. Ho diviso la somma con CARELLA, GIACOBBE e DI LORENZO. Nulla èstato dato ai miei compagni di squadra da parte mia”.Quanto sopra, peraltro, risulta confermato dallo stesso MASIELLO nella memoriaindirizzata al PM di Bari in data 28.3.2012.Ed anche in base a tale atto difensivo il Gip di Bari, nella ordinanza del 31.3.2012,afferma: “lo stesso Andrea Masiello, pur non svelandone adeguatamente, le modalità, haammesso, tra laltro, che fu oggetto di combine anche lincontro Cesena-Bari 1-0,disputatosi il 17 aprile 2011, e che la frode garantì al terzetto un lucro pari a € 20.000,00(…) Lesposizione che precede consente di affermare: la partecipazione di AndreaMasiello allaccordo corruttivo sviluppato in itinere tra alcuni calciatori ed involgentelincontro Cesena-Bari; la riscossione, da parte dellatleta, della vincita conseguente allarelativa scommessa su risultato sicuro”.Lo stesso BENTIVOGLIO, nella audizione in data 8.6.2012 innanzi alla Procura federale,afferma: “Il giovedì o il venerdì GILLET riunì tutta la squadra e ci raccontò, moltodispiaciuto ed abbattuto, che lui insieme ad DONATI, ALMIRON, GAZZI, RAGGI avevanoparlato con gli ultras e questi avevano detto loro che poiché avevamo perso le partite pertutto l’anno, a questo punto dovevamo perdere sia la partita con il CESENA che quellasuccessiva con la SAMPDORIA, perché avevano fatto delle scommesse sulla sconfitta delBARI in entrambe le gare, garantendo che non ci sarebbero state ritorsioni nei confronti dinoi calciatori: ci confrontammo tutti sulla questione e la maggior parte di noi dichiarammodi rischiare purtroppo qualche schiaffo, ma di giocarci entrambe le gare. MASIELLO, cheaveva maggiori rapporti con la tifoseria e quindi aveva più da temere dal contrariare gliultras, suggerì che in fondo forse si poteva anche perdere”.Infine, BELMONTE, nella audizione del 14.6.2012, afferma: “Ricordo un contatto conMASIELLO costituito dallo scambio di un paio di messaggi via WhatsApp nella settimanaprima della partita Cesena-Bari, in cui MASIELLO mi diceva di stare tranquillo perché con itifosi avrebbe parlato lui e io gli risposi con un messaggio evasivo dicendogli che cisaremmo visti a Bari. Intendo precisare che tale mio invito a troncare la conversazionedipendeva dal fatto che il tema della conversazione era stato già più volte trattato neglispogliatoi e non dal suo contenuto illecito”. Aggiunge anche di aver avuto un incontro conBELLAVISTA il quale gli chiese qualche notizia di carattere tecnico sulla formazione delBARI e sulle sue motivazioni agonistiche.Nell’audizione del 26.6.2012, ESPOSITO conferma di essere stato contattato daBELLAVISTA che cercava di contattare MASIELLO, PARISI e BELMONTE con cui volevaparlare (evidentemente per la conferma della combine).Infine, nell’audizione dinnanzi alla Procura federale del 10.7.2012 MASIELLO dichiara:“Sulla gara Cesena-Bari, voglio precisare che, prima di tale gara, le richieste formulate invario modo dal BELLAVISTA erano divenute incessanti, tanto che cercai di arginarle,accampando la scusa che i miei compagni non mi davano la loro disponibilità a perdere lepartite. Conseguentemente, il BELLAVISTA, in modo visibilmente contrariato, mi disse cheavrebbe fatto intervenire “gente pesante” sui miei compagni affinché tali richiestevenissero accolte. Puntualmente, prima della gara in esame, si verificò il più volte citatoincontro con gli ultras e l’episodio del ceffone sferrato a PARISI. Personalmente recepiil’enorme gravità del fatto trovandomi nella condizione di comprendere che gli ultras altro 22 23.
non erano che gli emissari del BELLAVISTA. Considerate le intimidazioni ricevute, avevodunque intuito che, con tutta probabilità, la partita con il Cesena sarebbe stata persa ed intal senso chiesi al BELLAVISTA di scommettere per mio conto sulla sconfitta del BARI.Quest’ultimo in effetti curò la scommessa aggiungendoci anche una propria giocatapersonale di uguale contenuto. Voglio aggiungere, anche se non ricordo chi me lo disse,che la mattina prima della partita in questione qualcuno notò la presenza di BELLAVISTAa Cesena nell’albergo del BARI che si tratteneva a colloquiare con BELMONTE. Ho ancheappreso che l’incontro tra i due venne osservato dal dirigente ANGELOZZI il quale siarrabbiò con BELMONTE (…). Essendo squalificato non seguii la squadra in trasfertarestando a Bari. La domenica mattina mi trovavo a pranzo a casa di un amico e mi sentii,tramite WhatsApp, con BELLAVISTA che mi chiese se avessi contezza che l’operazione dicombine sarebbe andata a buon fine. Gli ricordai che non ero partito per Cesena epertanto mi chiese di contattare BELMONTE per avere maggiori informazioni. BELMONTEmi rispose, sempre su WhatApp, di non voler parlare al telefono e girai pertanto dettarisposta a BELLAVISTA (…). La partita, come è noto, terminò con la sconfitta per 1-0 delBARI e la sera stessa mi recai a casa di BELLAVISTA unitamente a CARELLA eGIACOBBE ai quali diedi una parte della somma vinta di 20.000,00 euro; devo pertantoritenere che BELMONTE dette conferma a BELLAVISTA sul buon esito dell’operazione,tanto che la scommessa venne effettuata regolarmente tanto da corrispondermi ilcompenso (…). Decisi di dividere con CARELLA e GIACOBBE l’importo della vincita dame conseguita per non disattendere quelle che capii essere le loro aspettative (…) Nonsono a conoscenza se BELMONTE, peraltro sostituito nel corso della gara, abbia ricevutocompensi da parte di BELLAVISTA o da altri. In relazione al coinvolgimento diBELMONTE devo precisare che, quando vidi BELLAVISTA dopo la gara, questi si lamentòdel fatto che i patti non erano stati rispettati in quanto in campo i giocatori “se l’eranogiocata alla morte” (…). Purtroppo non sono in grado di riferire il tenore dei patti intercorsitra i giocatori scesi in campo e BELLAVISTA, né i nominativi di coloro che stipularonol’accordo; devo constatare tuttavia che, comunque, l’accordo non venne rispettato anchese il risultato fu comunque raggiunto”.Orbene, non vi è chi non veda che, in tale interrogatorio, MASIELLO parla espressamentedi intervenuto accordo (“l’accordo non venne rispettato”) e di patti (che evidentementeerano stati concordati), poi non rispettati, come lamentato da BELLAVISTA.La responsabilità disciplinare dei deferiti risulta pienamente provata dagli argomentiprobatori sopra riportati, oltre che da numerosi indizi gravi, precisi e concordanti. Tenutoconto che le dichiarazioni rese da MASIELLO hanno natura autoaccusatoria, prima ancorache di chiamata in correità di altri soggetti, e, pertanto, vanno considerate caratterizzate daprofili di credibilità e di attendibilità, deve ritenersi provato che i deferiti MASIELLO eBELLAVISTA, in concorso fra loro e con altri tesserati allo stato non identificati, hannorealizzato atti diretti ed idonei ad alterare il regolare svolgimento e il risultato della gara alfine di determinare la sconfitta del BARI e di ottenere un illecito arricchimento.Le condotte di cui sopra integrano la violazione dell’art. 7, comma 1, 2 e 5, conl’aggravante di cui al comma 6, nonché dell’art. 1, comma 1, CGS e dell’art. 6 CGS perBELLAVISTA.Per quanto riguarda BELMONTE, invece, non risulta provato che egli abbia posto inessere atti finalizzati alla commissione dell’illecito, mentre deve ritenersi ragionevolmentedimostrato che BELLAVISTA gli abbia formulato la richiesta di accordo illecito, che ilBELMONTE avrebbe dovuto denunciare alla Procura federale.Conseguentemente, la condotta di BELMONTE integra la violazione dell’art. 7, comma 7,CGS. 23 24.
Per MASIELLO Andrea, ANGELOZZI, ESPOSITO, MUTTI e le società BARI ePORTOGRUARO è stata disposta l’applicazione di sanzioni ai sensi degli artt. 23 e/o 24CGS.IV.3 - gara BARI - SAMPDORIA del 23/4/2011La gara in questione è stata oggetto di due diversi tentativi di alterazione, con diversefinalità.Il primo è stato posto in essere da GUBERTI, all’epoca dei fatti calciatore dellaSAMPDORIA, e da MASIELLO Andrea. Risulta provato, infatti, che la settimanaprecedente la gara GUBERTI e MASIELLO, insieme ad altri due soggetti non tesserati, siincontrarono in un albergo di Bari. Nell’occasione GUBERTI propose a MASIELLO dilasciar vincere la SAMPDORIA per motivi di classifica.Il secondo tentativo di alterazione, finalizzato solo a ottenere un illecito profitto medianteuna scommessa sul risultato concordato, è stato posto in essere da MASIELLO Andrea.Questi incontrò CAROBBIO, all’epoca dei fatti tesserato per il SIENA, e altro soggetto nontesserato, alla presenza di STELLINI, all’epoca dei fatti tesserato per il SIENA. Il soggettonon tesserato riferì della disponibilità alla combine da parte di alcuni calciatori del BARI.Successivamente, nell’albergo che ospitava il Bari nel ritiro prima della gara, MASIELLOincontrò due esponenti del gruppo degli “zingari”, i quali, esibendo denaro contante, glichiesero di alterare il risultato. A questo punto, MASIELLO contattò i compagni di squadraBENTIVOGLIO e PARISI, i quali opposero un rifiuto ma non ottemperarono all’obbligo didenunziare l’illecito. Il calciatore ROSSI venne messo al corrente di entrambi i tentativi dicombine e manifestò la sua disponibilità.Per MASIELLO Andrea, ROSSI, PARISI, CAROBBIO, STELLINI, BENTIVOGLIO e per lesocietà BARI, SAMPDORIA e SIENA è stata disposta l’applicazione di sanzioni ai sensidegli artt. 23 CGS.Resta da valutare, quindi, solo la posizione di GUBERTI.Le accuse nei suoi confronti appaiono adeguatamente provate dalle dichiarazioni resedinnanzi all’A.G. di Bari e alla Procura federale dai soggetti coinvolti. In particolare, in data24.2.2012 MASIELLO ha dichiarato al PM di Bari: “ero a pranzo da un mio amico, e quelgiorno lì ci fu la partita Cesena-Bari, io ritorno a casa mia e venne Aldo GUARINO, è un exristoratore di Gusto, che si trova in centro, e mi contattò, mi fece scendere da casa e midisse che cera Stefano GUPERTI (GUBERTI ndr) a Bari che voleva parlarmi.Scendemmo e mi portò allAlbergo Oriente, che si trova qua, in centro, in pieno centro,salii in camera e trovai GUPERTI con un altro ragazzo, che non so chi sia. Iniziò a parlare,dicendomi che cera (…) se noi eravamo disponibili a dargli la partita perché loro potevanoancora salvarsi, noi eravamo praticamente già retrocessi, e mi disse se potevo prenderelimpegno con i miei compagni a cercare, appunto, di regalargli la partita, di fare la partita”e ancora: “a GUBERTI gli ho fatto credere che io andavo dai miei compagni, ma non cisono andato dai miei compagni”; ed infine, in ordine ai finanziatori dell’illecito: “Lui (Gubertin.d.r.) mi disse: "Noi siamo disposti a dare 45, 50 mila euro", non mi ha detto né nomi, nécognomi, né se erano compagni di squadra, né se era la società, né se era qualcunovicino alla società, non me l ha mai detto”. Le medesime accuse sono state reiterate il15.3.2012 e il 5.4.2012 davanti al PM di Bari e infine confermate ancora una voltanell’audizione davanti al Procuratore federale resa in data 10.7.2012.Le dichiarazioni accusatorie del MASIELLO trovano molteplici riscontri. Innanzitutto, èpacifico che l’incontro con GUBERTI presso l’Hotel Oriente è effettivamente avvenuto,come ammesso da GUARINO e perfino dallo stesso GUBERTI. Tale incontro, trapelatonell’ambiente societario, fu oggetto di una severa reprimenda dell’allenatore MUTTI alMASIELLO davanti a tutta la squadra e per questo, con ogni probabilità, la combine non fuportata avanti tra i compagni da MASIELLO. È evidente che un incontro tra giocatori di 24 25.
squadre prossime avversarie avvenuto con modalità semi clandestine nel chiuso di unastanza d’albergo pochi giorni prima della partita è di per sé elemento di grave sospetto.D’altra parte, né nell’audizione del 12.6.2012 né nella sua ponderosa memoria difensiva,GUBERTI ha saputo indicare alcun credibile e lecito motivo di tale inusuale incontro conun calciatore come MASIELLO con il quale è pacifico che non intercorressero particolarirapporti di amicizia.La tesi della casualità dell’incontro esposta nella memoria difensiva è palesementeinfondata visto che tale incontro non avvenne per strada o in un locale pubblico ma nelprivato della stanza d’albergo di GUBERTI. Né si comprende il perché della presenza diMASIELLO se lo scopo del deferito fosse stato solo quello di “organizzare la serata” conl’amico GUARINO (cosa che peraltro poteva avvenire anche telefonicamente).Di sicuro conforto all’accusa sono anche le dichiarazioni rese spontaneamente daGUARINO nel corso dell’audizione del 10.7.2012: “Ci trattenemmo nella stanza dell’Hotelcirca un’ora, un’ora e mezza e poi io ed Andrea Masiello andammo via da soli, mentreGuberti e Samuele rimasero in stanza. Non escludo che Masiello e Guberti possano averparlato da soli, in quanto io e Samuele, pur rimanendo nella stessa stanza rimanemmo indisparte a parlare di altre cose e di amici comuni”. Priva di credibilità e, comunque, diqualsiasi rilevanza probatoria è la dichiarazione scritta di GUARINO allegata alla memoriadifensiva e contenente una ritrattazione assai meno spontanea di tali affermazioni,dichiarazione che risulta sottoscritta in data 30.7.2012 dopo la notifica del deferimento nelquale le affermazioni del GUARINO sono indicate a sostegno dell’accusa.Le dichiarazioni di MASIELLO, inoltre, trovano ulteriore riscontro nelle dichiarazioni derelato di GIACOBBE e CARELLA rese al PM di Bari in data 6.3.2012 e reiterate daCARELLA nel corso dell’audizione del 10.7.2012. Entrambi infatti erano venuti aconoscenza indiretta della proposta di combine fatta da GUBERTI a MASIELLO.Infine, va rilevato che la fantasiosa tesi del complotto ai danni di GUBERTI ventilata dalsuo difensore appare non solo sfornita di un sia pur minimo sostegno indiziario, ma anchedel tutto illogica e priva di motivazioni.Quindi, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa del deferito, le accuse rivolte alGUBERTI da MASIELLO sono univoche, logiche e reiterate e sono sostenute da moltepliciriscontri oggettivi ampiamente sufficienti a ritenere provata la responsabilità di GUBERTI.Le condotte a lui ascritte integrano la violazione dell’art. 7, comma 1, 2 e 5.IV.4 - gara PALERMO - BARI del 7/5/2011La gara in questione è stata oggetto di un tentativo di alterazione posto in essere daMASIELLO Andrea, BENTIVOGLIO, PARISI, ROSSI, all’epoca dei fatti tesserati per ilBARI, nonché da CAROBBIO e STELLINI, all’epoca dei fatti tesserati per il SIENA. Lafinalità dell’illecito era quella di lucrare sull’effettuazione di scommesse dall’esito sicuro. Inparticolare alcuni giorni prima della gara, due esponenti del gruppo degli “zingari”,accompagnati da un soggetto non tesserato, incontrarono presso l’albergo dove i calciatoridel BARI erano in ritiro, MASIELLO Andrea, BENTIVOGLIO e PARISI, offrendo loroconsistenti somme di denaro perché l’incontro si concludesse con la sconfitta del BARIcon un “over”. CAROBBIO e STELLINI furono il tramite tra il soggetto non tesserato e ilgruppo degli “zingari”, mentre all’accordo partecipò anche ROSSI e, secondo la Procurafederale, anche PADELLI. Essendo la gara terminata con un risultato diverso da quellopattuito, i calciatori dovettero restituire le somme percepite. Sull’esito della gara effettuòscommesse GERVASONI, all’epoca dei fatti tesserato del PIACENZA.Per MASIELLO Andrea, GERVASONI, CAROBBIO, PARISI, ROSSI, STELLINI,BENTIVOGLIO e le società BARI e SIENA è stata disposta l’applicazione di sanzioni aisensi degli artt. 23 e 24 CGS.Rimane da valutare, quindi, la sola posizione di PADELLI. 25 Recommended
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References: provvedimento n. 
 art.7
 art.7
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 art. 23
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