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Timestamp: 2018-03-24 23:15:18+00:00

Document:
Indice normativa regionale n. 4/2013
Indice normativa regionale n. 3/2013
Indice normativa regionale n. 2/2013
Indice normativa regionale n. 1/2013
Indice normativa regionale n. 12/2012
Indice normativa regionale n. 11/2012
Indice normativa regionale n. 10/2012
Indice normativa regionale n. 9/2012
7-8 2012
Indice normativa regionale n. 7-8/2012
Indice normativa regionale n. 6/2012
Indice normativa regionale n. 5/2012
Indice normativa regionale n. 4/2012
Indice normativa regionale n. 3/2012
Indice normativa regionale n. 2/2012
Indice normativa regionale n. 1/2012
Indice normativa regionale n. 12/2011
Indice normativa regionale n. 11/2011
Indice normativa regionale n. 10/2011
La disposizione di cui all’art. 50 del D. Leg.vo 50/2016 - a mente del quale per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera, i bandi di gara, gli avvisi e gli inviti inseriscono, nel rispetto dei principi dell'Unione europea, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l'applicazione da parte dell'aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore - è cogente per la stazione appaltante, sia a livello istruttorio per quanto riguarda la verifica dei presupposti per tale applicazione (segnatamente, una valutazione sulla natura non intellettuale del servizio e sulla prevalenza della manodopera in termini di valore economico) che a livello sostanziale. Tale omissione è altresì determinativa della violazione della disposizione di cui all’art. 23 del D. Leg.vo 50/2016, comma 16, ultimo periodo, secondo cui nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, al fine di determinare l'importo posto a base di gara, individua nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera.
Impugnazione delle ammissioni alla gara
Il termine per l’impugnazione dell’ammissione di altri concorrenti non può decorrere dalla data della seduta pubblica di gara, anche qualora risulti che il legale rappresentante della società ricorrente sia stato ivi presente, poiché l’art. 120, comma 2-bis, D. Leg.vo n. 104 del 2010 (Cod. proc. amm.) prevede espressamente che il dies a quo per l’impugnativa anticipata delle esclusioni e delle ammissioni decorra dalla pubblicazione sul profilo della stazione appaltante, effettuata ai sensi dell’art. 29 del D. Leg.vo n. 50 del 2016. Ed infatti il comma 2-bis del sudetto art. 120 è norma processuale di stretta interpretazione, derogatoria dei principi tradizionalmente affermati nel contenzioso sui pubblici appalti. Pertanto, in difetto del contestuale funzionamento del meccanismo di pubblicità degli atti di cui si impone l’immediata impugnazione, le relativa decadenza processuale non può operare, a causa della carenza del presupposto adempimento pubblicitario che garantisca la tempestiva informazione degli interessati circa l’identità delle imprese ammesse e la decorrenza del termine accelerato per l’impugnativa. Ne consegue che in assenza dell’adempimento pubblicitario prescritto dal citato art. 29, nessun onere di impugnazione sorge in capo ai concorrenti fino al momento dell’aggiudicazione definitiva dell’appalto, allorquando l’interesse ad estromettere (in via principale o incidentale) altri concorrenti può invece assumere consistenza reale, in vista del conseguimento dell’utilità correlata all’aggiudicazione del contratto.
In senso conforme vedi anche T.A.R. Campania-Napoli, 06/10/2017, n. 4689.
FAST FIND : GP16207
Sent. C. Giustizia UE 18/01/2018, n. C-58/17
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Sistema di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra nell’Unione europea - Direttiva 2003/87/CE - Articolo 10 bis - Norme transitorie ai fini dell’armonizzazione delle procedure di assegnazione gratuita delle quote di emissioni - Periodo 2013- 2020 - Decisione 2011/278/UE - Articolo 3, lettera h) - Nozione di «sottoimpianto con emissioni di processo» - Emissioni derivanti dalla combustione di carbonio parzialmente ossidato - Residui liquidi - Esclusione.
G.U.U.E. C 05/03/2018, n. 83
La disposizione di cui all'art. 1669 c.c., configura una responsabilità extracontrattuale di ordine pubblico, sancita per finalità di interesse generale, che trascende i confini dei rapporti negoziali tra le parti. Pertanto, l'azione di responsabilità prevista dalla suddetta norma può essere esercitata, non solo dal committente contro l'appaltatore, ma anche dall'acquirente contro il venditore che abbia costruito l'immobile sotto la propria responsabilità, allorché lo stesso venditore abbia assunto nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell'opera e sempre che si tratti di gravi difetti i quali, al di fuori dell'ipotesi di rovina ed evidente pericolo di rovina, pur senza influire sulla stabilità dell'edificio, pregiudicano o menomano in modo rilevante il normale godimento, la funzionalità o l'abitabilità del medesimo. Con l'ulteriore specificazione che chi abbia deciso di far costruire un immobile da destinare alla successiva vendita (intera o frazionata) a terzi, e che per far questo appalti l'opera ad un diverso soggetto (impresa edile) è tenuto alla garanzia prevista dall'art. 1669 c.c.
In senso conforme: Sent. C. Cass. civ. 23/07/2007, n. 16202 e Sent. C. Cass. civ. 17/04/2013, n. 9370.
Si vedano anche sull'argomento: Sent. C. Cass. civ. 28/07/2017, n. 18891; Sent. C. Cass. civ. 09/11/2017, n. 26574; Sent. C. Cass. civ. 19/10/1992, n. 11450.
FAST FIND : GP16200
VIA successiva alla realizzazione del progetto
Stante l’applicabilità al procedimento per il rilascio del permesso di costruire della disciplina del silenzio assenso - in forza dell’art. 20 del D.P.R. 380/2001, comma 8 - una volta inutilmente decorso il termine per la definizione del procedimento di rilascio del titolo edilizio, a partire dalla data di completamento della documentazione a corredo della richiesta, senza che sia stato opposto motivato diniego e salvo eventuali sospensioni dovute a modifiche progettuali od interruzioni dovute ad integrazioni documentali, sulla domanda di permesso di costruire deve intendersi formato il titolo abilitativo tacito. È di conseguenza illegittimo il provvedimento di diniego emesso dal Comune dopo la decorrenza di tale termine, potendo in tale ipotesi essere adottato soltanto un provvedimento di ritiro in autotutela, ove sussistano gli altri presupposti richiesti.
- Sul tema del silenzio assenso a dell’autotutela per l’annullamento del permesso di costruire formatosi tacitamente, si veda TAR Campania 29/05/2014, n. 2972.
L’art. 89 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 non riproduce più, per il c.d. avvalimento infragruppo, le facilitazioni probatorie previste nell’art. 49 del D. Leg.vo n. 163 del 2006 (comma 2, lettera g) (abrogato dal nuovo Codice), che, in luogo del contratto di avvalimento, prevedeva la possibilità di presentare una dichiarazione sostitutiva attestante il legame giuridico ed economico esistente nel gruppo. Pertanto, nella vigenza del nuovo Codice dei contatti pubblici, anche nell’avvalimento infragruppo è ormai necessaria la stipula di un contratto di avvalimento, non essendo sufficiente la dimostrazione del legame societario intercorrente con l’impresa ausiliaria.
Nello stesso senso vedi anche T.A.R. Lazio-Roma 09/05/2017, n. 5545 e T.A.R. Lazio-Roma 19/07/2017, n. 8704.
FAST FIND : GP16193
Esami professionali e protezione dati personali
Rinvio pregiudiziale - Tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali - Direttiva 95/46/CE - Articolo 2, lettera a) - Nozione di «dati personali» - Risposte scritte fornite da un candidato durante un esame professionale - Annotazioni dell’esaminatore relative a tali risposte - Articolo 12, lettere a) e b) - Portata dei diritti di accesso e di rettifica della persona interessata.
G.U.U.E. C 26/02/2018, n. 72
L’articolo 2, lettera a), della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, le risposte scritte fornite da un candidato durante un esame professionale e le eventuali annotazioni dell’esaminatore relative a tali risposte costituiscono dati personali, ai sensi di tale disposizione.
FAST FIND : GP16192
Sent. C. Giustizia UE 20/12/2017, n. C-226/16
Rinvio pregiudiziale - Energia - Settore del gas - Sicurezza dell’approvvigionamento di gas - Regolamento (UE) n. 994/2010 - Obbligo per le imprese di gas naturale di adottare misure dirette a garantire l’approvvigionamento di gas dei clienti protetti - Articolo 2, secondo comma, punto 1 - Nozione di «clienti protetti» - Articolo 8, paragrafo 2 - Obbligo supplementare - Articolo 8, paragrafo 5 - Possibilità per le imprese di gas naturale di soddisfare il loro obbligo a livello regionale o dell’Unione - Normativa nazionale che impone ai fornitori di gas un obbligo supplementare di stoccaggio di gas il cui ambito di applicazione include clienti che non rientrano tra i clienti protetti ai sensi del regolamento n. 994/2010 - Obbligo di stoccaggio che deve essere soddisfatto per l’80 % nel territorio dello Stato membro di cui trattasi.
1) L’articolo 8, paragrafo 2, del regolamento UE n. 994/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas e che abroga la direttiva 2004/67/CE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, che impone ai fornitori di gas naturale un obbligo di stoccaggio di gas il cui ambito di applicazione comprende clienti che non compaiono tra i clienti protetti enumerati all’articolo 2, secondo comma, punto 1, del suddetto regolamento, purché siano rispettate le condizioni previste nella prima di tali disposizioni, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
2) L’articolo 8, paragrafo 5, del regolamento UE n. 994/2010 deve essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale che impone ai fornitori di gas naturale di rispettare i loro obblighi di detenere scorte di gas, al fine di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in caso di crisi, necessariamente ed esclusivamente attraverso infrastrutture situate nel territorio nazionale. Nella fattispecie, è compito, tuttavia, del giudice del rinvio verificare se la facoltà, offerta dalla normativa nazionale all’autorità competente, di tenere conto degli altri «strumenti di modulazione» di cui dispongono i fornitori considerati garantisca a questi ultimi l’effettiva possibilità di adempiere i loro obblighi a livello regionale o dell’Unione europea.
FAST FIND : GP16191
Autorizzazione progetti con impatto sullo stato delle acque
Sent. C. Giustizia UE 20/12/2017, n. C-664/15
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Direttiva 2000/60/CE - Politica dell’Unione europea in materia di acque - Articolo 4, paragrafo 1, e articolo 14, paragrafo 1 - Obblighi di impedire il deterioramento dello stato dei corpi idrici e di promuovere la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all’attuazione della direttiva - Convenzione di Aarhus - Partecipazione del pubblico al processo decisionale e accesso alla giustizia in materia ambientale - Articolo 6 e articolo 9, paragrafi 3 e 4 - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Articolo 47 - Diritto a una tutela giurisdizionale effettiva - Progetto che può avere un impatto sullo stato delle acque - Procedimento amministrativo di autorizzazione - Organizzazione per la tutela dell’ambiente - Domanda diretta a ottenere la qualità di parte nel procedimento amministrativo - Possibilità di far valere diritti conferiti dalla direttiva 2000/60/CE - Perdita della qualità di parte nel procedimento e del diritto di ricorso nel caso in cui tali diritti non siano stati fatti valere in tempo utile nel corso del procedimento amministrativo.
2) Il combinato disposto dell’articolo 9, paragrafo 3, di tale convenzione, approvata con la decisione 2005/370/CE, e dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali nonché dell’articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2000/60/CE dev’essere interpretato nel senso che osta a una normativa processuale nazionale che esclude, in una situazione come quella di cui al procedimento principale, le organizzazioni per la tutela dell’ambiente dal diritto di partecipazione, in quanto parte del procedimento, a un procedimento di autorizzazione diretto ad attuare la direttiva 2000/60 e che limita il diritto di ricorso per impugnare decisioni adottate in esito a tale procedimento alle sole persone aventi tale qualità.
3) Con riserva di verifica da parte del giudice del rinvio degli elementi di fatto e di diritto nazionale pertinenti, l’articolo 9, paragrafi 3 e 4, di detta convenzione, approvata con la decisione 2005/370/CE, in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali, dev’essere interpretato nel senso che, in una situazione come quella di cui al procedimento principale, esso osta all’imposizione a un’organizzazione per la tutela dell’ambiente di una regola di diritto processuale nazionale di preclusione, in forza della quale una persona perde la sua qualità di parte nel procedimento e non può quindi proporre ricorso contro la decisione adottata in esito a tale procedimento qualora essa abbia omesso di sollevare le proprie eccezioni in tempo utile già nel procedimento amministrativo e, al più tardi, nella fase orale di tale procedimento.

References: art. 120
 art. 29
 Articolo 10
 Articolo 3
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Articolo 2
 Articolo 12
 Articolo 2
 Articolo 8
 Articolo 8
 Articolo 4
 articolo 14
 Articolo 6
 articolo 9
 Articolo 47