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Timestamp: 2016-07-24 08:13:07+00:00

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Jobs Act: cosa cambia per davvero n...
Maria Licitra, Working
Guida operativa per le imprese associate LE PRINCIPALI NOVITÀ DELLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO Direzione Sindacale – Welfare – Sicurezza sul lavoro Direttore: Pierantonio Poy Corso Venezia, 47 – 20121 Milano Tel. 027750314 – Fax 027750488 sindacale@unione.milano.it www.unione.milano.it
LE PRINCIPALI NOVITÀ DELLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVOROServizio di Assistenza al Mercato del Lavoro Servizio Welfare ed Amministrazione del Personale Coordinatore: Coordinatore: Paolo Pagaria Gianbattista Guzzetti Le slides sono a cura di: Le slides sono a cura di: Maria Cristina Allocca Maria Di Fazio Michele Ceppinati Elisabetta Giandonati Maurizio Forbice Katia Goldoni Federica Menga Piero Perdomi Alessandra Setti LUGLIO 2012
1. LE TIPOLOGIE CONTRATTUALI ● contratto a tempo determinato pag. 6INDICE ● ● ● ● contratto di inserimento apprendistato lavoro a tempo parziale lavoro intermittente pag. 12 pag. 13 pag. 15 pag. 16 ● tirocini formativi e di orientamento pag. 17 2. I CONTRATTI ATIPICI ● contratto a progetto pag. 20 ● partite IVA pag. 23 ● associazione in partecipazione pag. 26 ● lavoro occasionale accessorio pag. 28 3. IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE pag. 31 4. LE DIMISSIONI pag. 48 5. I LICENZIAMENTI COLLETTIVI pag. 54 6. GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI ● ASPI – Assicurazione Sociale per l’Impiego pag. 64 ● Mini - ASPI pag. 70 ● fondi di solidarietà bilaterale pag. 85 7. LE POLITICHE ATTIVE E I SERVIZI PER L’IMPIEGO ● livelli essenziali delle prestazioni concernenti i servizi per l’impiego pag. 90 ● sistema informativo ASPI pag. 93 ● offerta di lavoro congrua pag. 95 8. ALTRE NORME DI RIFORMA DEL LAVORO ● interventi in favore dei lavoratori anziani pag. 97 ● incentivi alle assunzioni (lavoratori anziani e donne) pag. 99 ● principi generali degli incentivi alle assunzioni pag. 101 ● sostegno alla genitorialità pag. 103 ● diritto al lavoro dei disabili pag. 104 ● disposizioni in tema di contrattazione di secondo livello pag. 106 ● contrasto del lavoro irregolare degli immigrati pag. 107 ● responsabilità solidale negli appalti pag. 108
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1. LE TIPOLOGIE CONTRATTUALI● contratto a tempo determinato● contratto di inserimento● apprendistato● lavoro a tempo parziale● lavoro intermittente● tirocini formativi e di orientamento 5
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Art. 1, commi da 9 a 13 primo contratto a tempo determinato concluso tra datore di lavoro e lavoratorenon è richiesto il requisito delle ragioni di carattere tecnico, produttivo,organizzativo o sostitutivo;la durata non può essere superiore a 12 mesi e non può essere prorogata;i CCNL o, in caso di delega i contratti di secondo livello, potranno prevederel’esclusione della necessità delle ragioni, nell’ambito di determinati processiorganizzativi (start up, lancio prodotto/servizio innovativo, cambiamenti tecnologiciecc.), nel limite del 6% dei lavoratori occupati nell’unità produttiva;le nuove regole valgono anche per i contratti di somministrazione a tempodeterminato;le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo continuerannoa sussistere per l’instaurazione di ulteriori contratti a termine successivi al primo oqualora non si ricorra a questa nuova disposizione. 6
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Art. 1, commi da 9 a 13 Nuovi limiti temporali per evitare la trasformazione a tempo indeterminato Contratti tempo determinato Contratti tempo determinato inferiori a 6 mesi superiori a 6 mesi Limite di superamento oltre la scadenza 30 giorni 50 giorni del contratto (in precedenza 20 gg.) (in precedenza 30 gg.) (periodo di tolleranza) Limite di intervallo 60 giorni 90 giorni in caso di riassunzione (in precedenza 10 gg.) (in precedenza 20 gg.) a tempo determinatoLimite di intervallo in caso di riassunzione a tempo fino a 20 giorni secondo le fino a 30 giorni secondo le determinato motivati da previsioni dei CCNL previsioni dei CCNL particolari processi produttivi 7
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Art. 1, commi da 9 a 13 Adempimenti e regole Entro la scadenza del termine preventivato, vi è l’obbligo di comunicare al Centro per l’impiego territorialmente competente la prosecuzione del rapporto durante il periodo di tolleranza, indicando la durata della prosecuzione. I contratti a termine svolti per mansioni equivalenti, prorogati e/o rinnovati non possono superare complessivamente i 36 mesi, considerando anche i contratti di somministrazione svolti tra i medesimi soggetti. 8
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Art. 1, commi da 9 a 13 Impugnazioni: nuovi termini per le cessazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013 entro 120 giorni Impugnazione (decorrenti dalla data di (anche extragiudiziale) cessazione) entro 180 giorni Successivo ricorso giudiziale o(decorrenti dalla precedente comunicazione alla controparte di impugnazione) richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato 9
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Art. 2, commi 28 e 29CONTRIBUTO ADDIZIONALE A CARICO AZIENDA DALL’1/1/2013 1,40% (della retribuzione imponibile a fini previdenziali) ECCEZIONI Il contributo non deve essere versato nei seguenti casi:  Lavoratori a termine in sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro.  Lavoratori a termine per lo svolgimento di attività stagionali (DPR n. 1525/63).  Apprendisti. 10
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Art. 2, comma 30 CONTRIBUTO ADDIZIONALE A CARICO AZIENDA In caso di  è prevista la restituzione del trasformazione in contributo addizionale versato, contratto a tempo per un massimo di sei indeterminato mensilità, successivamente al del contratto a termine decorso del periodo di prova.  la restituzione del contributo In caso di addizionale avviene detraendo riassunzione dalle mensilità spettanti (max 6 con contratto a tempo mesi) un numero di mensilità indeterminato pari al periodo di interruzione del lavoratore della prestazione lavorativa.(entro sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine) 11
CONTRATTI DI INSERIMENTO Art. 1, commi 14 e 15 Soppressione dei contratti di inserimento attraverso l’abrogazione degli articoli dal 54 al 59 del decreto legislativo n. 276/2003 che, attualmente ne dettano la disciplina. La disciplina previgente continua tuttavia a trovare applicazione per le assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2012. 12
APPRENDISTATO Art. 1, commi da 16 a 19 Durata minima: non inferiore a 6 mesi; Preavviso: durante il periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato; Somministrazione: è esclusa la possibilità di assumere apprendisti in somministrazione a tempo determinato. 13
APPRENDISTATO Art. 1, commi da 16 a 19 PROPORZIONE NUMERICA Aziende fino Aziende con più Aziende con meno a 9 dipendenti di 9 dipendenti di 3 dipendenti Numero apprendisti assumibili 1 apprendista ogni 3 apprendisti ogni Fino a un massimo di dal 1° gennaio 2013 1 addetto qualificato 2 addetti qualificati 3 apprendisti (non si applica all’artigianato) PERCENTUALE DI CONFERMA PER EFFETTUARE NUOVE ASSUNZIONI Aziende con più di 9 dipendenti 30% nei 36 mesi precedenti Percentuale di conferma la nuova assunzione Percentuale di conferma decorrente dopo 36 mesi dalla 50% nei 36 mesi precedenti data di entrata in vigore della legge la nuova assunzione  E’ tuttavia consentita l’ulteriore assunzione di 1 apprendista in caso di mancato rispetto  delle percentuali di conferma o in caso di totale mancata conferma. N.B.: Continua a trovare applicazione la norma contrattuale del CCNL del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi, relativa alla conferma dell’80% degli apprendisti nel biennio. 14
LAVORO A TEMPO PARZIALE Art. 1, comma 20 I contratti collettivi dovranno stabilire modalità che consentano al lavoratore a tempo parziale di richiedere l’eliminazione o la modifica delle clausole flessibili ed elastiche; È riconosciuta la facoltà di revoca del consenso alle clausole flessibili ed elastiche ai: • lavoratori studenti; • lavoratori affetti o che assistano soggetti affetti da patologie oncologiche o che assistono titolari di permessi ex legge 104/92; • lavoratori con figlio convivente di età non superiore tredici anni; • lavoratori con figlio convivente portatore di handicap. 15
LAVORO INTERMITTENTE Art.1, commi 21 e 22 c.d. LAVORO A CHIAMATA Vengono modificati i limiti di età per i soggetti per i quali può essere in ogni caso stipulato il contratto: soggetti con meno di 24 anni di età da concludersi entro il 25esimo anno, ovvero lavoratori con più di 55 anni di età; Obbligo di comunicazione amministrativa preventiva alla DTL con modalità semplificate (sms, fax o posta elettronica) a ogni chiamata del lavoratore o per cicli lavorativi di durata inferiore a 30 giorni. Sanzione da 400 a 2.400 euro in relazione all’omessa comunicazione per ogni lavoratore; Abrogata la previsione di corrispondere l’indennità di disponibilità al lavoratore solo in caso di effettiva chiamata per i periodi di fine settimana, ferie estive, vacanze natalizie e pasquali e altri periodi previsti dal CCNL; I contratti in corso, non compatibili con le nuove disposizioni, cessano di produrre i loro effetti decorsi 12 mesi dall’entrata in vigore della 16 legge.
TIROCINI FORMATIVI Art. 1, commi da 34 a 36 Entro 180 giorni dall’entrata in vigore delle legge verrà concluso un accordo Stato/Regioni per la definizione di linee guida condivise in materia di tirocini formativi di orientamento. Gli interventi saranno mirati: • alla revisione della disciplina; • a contrastare l’uso distorto anche attraverso l’individuazione di modalità di svolgimento della prestazione; • ad individuare elementi qualificanti del tirocinio; • a stabilire una congrua indennità anche in forma forfettaria in relazione alla prestazione svolta. La mancata corresponsione di una congrua indennità comporta l’erogazione di una sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000 euro. 17
ENTRATA IN VIGORE DELLE NORME IN MATERIA DI MERCATO DEL LAVORO Le norme entrano in vigore il 18 luglio 2012. 18
2. CONTRATTI ATIPICI● contratto a progetto● partite IVA● associazione in partecipazione● lavoro occasionale accessorio 19
CONTRATTO A PROGETTO Art. 1, commi da 23 a 25 FATTISPECIE Le collaborazioni coordinate e continuative devono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici. Eliminato il riferimento alla fase e al programma. Il progetto deve: essere funzionalmente collegato ad un determinato risultato finale. Non può: a) consistere in una mera riproposizione dell’attività tipica del committente; b) comportare lo svolgimento di compiti meramente ripetitivi o esecutivi (anche individuabili dai contratti collettivi). 20
CONTRATTO A PROGETTO Art. 1, commi da 23 a 25 FORMA nel contratto deve essere descritto il progetto ed individuato il risultato. CORRISPETTIVO non può essere inferiore ai minimi stabiliti da eventuali contratti collettivi specifici; in mancanza, si fa riferimento ai contratti collettivi dei lavoratori dipendenti. 21
CONTRATTO A PROGETTO Art. 1, commi da 23 a 25 RISOLUZIONE è consentita la risoluzione del rapporto prima del termine soltanto:a) per giusta causa;b) per sopravvenuta inidoneità del collaboratore;c) ad nutum (ovvero senza motivazione). Tale facoltà deve essere prevista nel contratto ed è esercitabile solo dal collaboratore. PRESUNZIONE DI SUBORDINAZIONE qualora il collaboratore esegua la prestazione con modalità analoghe a quelle dei dipendenti del committente, salve le prestazioni di elevata professionalità (anche individuabili dai contratti collettivi). MANCANZA DEL PROGETTO L’impossibilità di individuare uno specifico progetto determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. APPLICAZIONE contratti di collaborazione stipulati dal 18 luglio 2012. 22
PARTITE IVA Art. 1, comma 26PRESUNZIONE DI PARASUBORDINAZIONE I rapporti di lavoro instaurati con titolari di partita IVA si considerano, fino a prova contraria, collaborazioni coordinate e continuative qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: a) durata della collaborazione superiore a 8 mesi nell’arco dell’anno solare; b) il corrispettivo derivante dalla collaborazione è superiore all’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti nell’arco dell’anno solare; c) il lavoratore dispone di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. 23
PARTITE IVA Art. 1, comma 26 ECCEZIONI la presunzione non opera in presenza delle seguenti circostanze:a) la prestazione lavorativa è connotata da competenze teoriche elevate, acquisite tramite significativi percorsi formativi, o da capacità tecnico-pratiche acquisite tramite esperienze rilevanti;b) il collaboratore possiede un reddito da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte l’importo del minimale contributivo della Gestione speciale artigiani e commercianti (per l’anno 2012 il limite di reddito è pari a € 18.662,5). La presunzione non opera, altresì, quando la prestazione lavorativa è svolta nell’esercizio di attività professionali per le quali è richiesta l’iscrizione ad ordini, registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati, raccolti in apposito decreto da emanare. 24
PARTITE IVA Art. 1, comma 26 CONSEGUENZE Dove opera la presunzione, il rapporto di lavoro autonomo con il titolare di partita IVA si considera come collaborazione coordinata e continuativa con applicazione della relativa disciplina; Conseguentemente, qualora non sia possibile individuare un progetto specifico si determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato fin dall’origine. APPLICAZIONE Le nuove disposizioni si applicano ai rapporti instaurati a decorrere dal 18 luglio 2012. Per quelli in corso a tale data, le nuove norme si applicano a decorrere dal 18 luglio 2013. 25
ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE Art. 1, commi da 28 a 31 FATTISPECIE Nel contratto di associazione in partecipazione di cui agli artt. 2549 e seguenti del cod. civ., qualora l’apporto dell’associato consista anche in una prestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in una medesima attività non può essere superiore a 3, salvo che tra associato e associante non sussista un rapporto di coniugio, di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo.CONSEGUENZE Il superamento del limite di 3 associati con apporto di prestazione lavorativa trasforma il rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato. 26
ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE Art. 1, commi da 28 a 31 PRESUNZIONE DI LAVORO SUBORDINATO il rapporto di associazione in partecipazione con apporto di prestazione lavorativa si presume, salvo prova contraria, di lavoro subordinato a tempo indeterminato qualora ricorrano le seguenti circostanze: a) il rapporto si è instaurato o è stato attuato senza che vi sia stata effettiva partecipazione dell’associato agli utili dell’impresa o dell’affare; b) non vi sia stata consegna del rendiconto di cui all’art. 2552 del cod. civ.; c) la prestazione dell’associato non sia connotata da competenze teoriche elevate, acquisite tramite significativi percorsi formativi, o da capacità tecnico-pratiche acquisite tramite esperienze rilevanti. APPLICAZIONE  Per tutti i contratti (compresi quelli attualmente in corso) a decorrere dal 18 luglio 2012, ad eccezione di quelli certificati ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003 che mantengono efficacia fino alla loro cessazione. 27
LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO (VOUCHER) art. 1, commi 32 e 33FATTISPECIE  Attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a € 5.000 (annualmente rivalutabili) nel corso dell’anno solare. Scompare ogni riferimento a requisiti soggettivi (es. studenti infra venticinquenni ecc.) o a tipologie di prestazione (es. pulizia e manutenzione di edifici ecc.). ECCEZIONI  Fermo restando il limite complessivo di € 5.000 annui, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative accessorie possono essere svolte a favore di ciascun committente per compensi non superiori a € 2.000 annui (anche questi rivalutabili annualmente). 28
LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO (VOUCHER) Art. 1, commi 32 e 33CORRISPETTIVO E CONTRIBUTII buoni lavoro (voucher) saranno:a) orari;b) numerati progressivamente;c) datati.L’aliquota contributiva previdenziale varierà in funzione delle modifichedell’aliquota di versamento nella gestione separata Inps.APPLICAZIONEVoucher richiesti a decorrere dal 18 luglio 2012. Per quelli richiesti primavalgono le vecchie disposizioni, comunque non oltre il 31 maggio 2013. 29
ENTRATA IN VIGORE DELLE NORME IN MATERIA DI CONTRATTI ATIPICI Le norme entrano in vigore il 18 luglio 2012. 30
3. IL LICENZIAMENTO INDIVIDUALE 31
PRINCIPI GENERALILa comunicazione del licenziamento deve contenere laspecificazione dei motivi che lo hanno determinato. (Ladisposizione previgente prevedeva che il datore di lavoro fossetenuto a comunicare i motivi solo previa richiesta dellavoratore).Il termine per impugnare il licenziamento è sempre di 60giorni, ma il termine per depositare il ricorso in sede giudizialeo comunicare alla controparte la richiesta del tentativo diconciliazione si riduce a 180 giorni (il Collegato Lavoroprevedeva 270 gg).L’efficacia del licenziamento è sospesa in caso di maternità,paternità e infortunio sul lavoro. 32
DA SAPERE … Cosa si intende per giustificato motivo oggettivo – G.M.O.? (c.d. licenziamento per motivi economici) La nozione di GMO si rinviene nell’art. 3 della legge n. 604/1966, il quale dispone che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa. Secondo la costante interpretazione della giurisprudenza in tali casi spetta al datore di lavoro l’onere di provare il nesso di causalità tra il licenziamento e la riorganizzazione del lavoro. Il giudice può valutare l’effettiva sussistenza di tale nesso, ma non può sindacare il merito delle scelte imprenditoriali che portano al licenziamento. Sempre la giurisprudenza ha individuato alcune fattispecie: • cessazione dell’attività produttiva e liquidazione dell’azienda; • fallimento; • soppressione del posto di lavoro; • riorganizzazione per maggiore economicità della gestione; • fine lavori o fase lavorativa ….. 33
TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONEPREVENTIVO NEL CASO DI LICENZIAMENTO PER G.M.O. Art. 1, comma 40 PER AZIENDE + 15 DIPENDENTI Il datore di lavoro, prima di procedere al licenziamento, deve effettuare una specifica comunicazione: • alla DTL del luogo ove il lavoratore presta la sua opera; • al lavoratore presso il domicilio indicato nel contratto ovvero consegnata a mano e sottoscritta per ricevuta. La comunicazione deve contenere l’intenzione di procedere al licenziamento per G.M.O. ed i motivi del licenziamento, nonché le eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore interessato. 34
TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONEPREVENTIVO NEL CASO DI LICENZIAMENTO PER G.M.O. Art. 1, comma 40 PER AZIENDE + 15 DIPENDENTIEntro 7 giorni dalla ricezione della comunicazione del datore dilavoro la DTL deve convocare le parti.Le parti si possono fare assistere da un rappresentante di UnioneConfcommercio MI-LO-MB, da un sindacalista ovvero da un avvocatoo da un consulente del lavoro.La procedura si conclude entro 20 giorni (il termine viene sospesomax di 15 giorni nel caso di impedimento del lavoratore) dal momentoin cui la DTL ha trasmesso la convocazione per l’incontro, fatta salval’ipotesi in cui le parti decidano di non proseguire la discussionefinalizzata al raggiungimento di un accordo. 35
TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONEPREVENTIVO NEL CASO DI LICENZIAMENTO PER G.M.O. Art. 1, comma 40 PER AZIENDE + 15 DIPENDENTI Durante la procedura le parti esaminano eventuali soluzioni alternative al recesso. Se la conciliazione ha esito positivo e prevede la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, si applicano le disposizioni in materia di sostegno al reddito (ASPI) e può essere previsto l’affidamento del lavoratore ad un’agenzia di somministrazione per il lavoro (APL) per il ricollocamento. Se fallisce il tentativo di conciliazione ed in ogni caso qualora la DTL non proceda alla convocazione delle parti entro il termine di 7 giorni, il datore di lavoro può comunicare il licenziamento al lavoratore, con decorrenza dal giorno della comunicazione alla DTL. 36
TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE NEL CASO DI LICENZIAMENTO PER G.M.O. PER AZIENDE + 15 DIPENDENTILa comunicazione deve contenere l’intenzione di Se il tentativo di conciliazione ha esitoprocedere al licenziamento per GMO con indicati i positivo e prevede la risoluzionemotivi, nonché le eventuali misure di assistenza alla consensuale si applicano le disposizioni inricollocazione del lavoratore. materia di ASpI e può essere previsto l’affidamento del lavoratore ad una Agenzia di somministrazione. Il datore di lavoro deve effettuare La DTL deve convocare il datore di lavoro una comunicazione alla DTL del ed il lavoratore entro 7 giorni dalla luogo ove lavora il dipendente, ricezione della richiesta e l’incontro si inviata per conoscenza anche allo svolge innanzi alla Commissione provinciale stesso lavoratore. di conciliazione. In caso di successivo giudizio di Se il tentativo di conciliazione fallisce o la licenziamento, il complessivo DTL non convoca le parti entro 7 giorni, il comportamento delle parti sarà valutato datore di lavoro può comunicare il dal giudice. licenziamento al lavoratore. 37
TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE NEL CASO DI LICENZIAMENTO PER G.M.O. PER AZIENDE + 15 DIPENDENTI esempio: La DTL riceve per raccomandata A.R. la richiesta del18 giugno 2012 datore di lavoro con la quale si dichiara l’intenzione di licenziare per GMO. Termine ultimo entro il quale la DTL provvede a25 giugno 2012 fissare la convocazione delle parti davanti alla Commissione di conciliazione. Termine massimo entro il quale la procedura di conciliazione deve concludersi. Dal giorno successivo 15 luglio 2012 è possibile procedere all’invio della lettera di licenziamento. 38
LE CONSEGUENZE DELLICENZIAMENTO INDIVIDUALE 39
LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO Art. 1, comma 42 AZIENDE + 15 DIPENDENTI Il lavoratore ha diritto alla reintegra, inoltre, è prevista un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegra, dedotto quanto eventualmente Il Giudice accerta la percepito per altre attività lavorative. In ogni “manifesta insussistenza” caso l’indennità risarcitoria non potrà superareLICENZIAMENTO del “fatto posto a base del le 12 mensilità. (Il datore dovrà anche versare i licenziamento per G.M.O.. contributi previdenziali ed assistenziali). Il INTIMATO: lavoratore in alternativa alla reintegra può chiedere un’indennità pari a 15 mensilità•PER MOTIVO dellultima retribuzione, non assoggettata a ECONOMICO contribuzione previdenziale e che determina la risoluzione del rapporto. Il Giudice accerta la “non Il lavoratore ha diritto ad un’indennità manifesta insussistenza” risarcitoria omnicomprensiva determinata tra un del fatto posto a base del minimo di 12 ed un massimo di 24 mensilità licenziamento per G.M.O. dell’ultima retribuzione globale di fatto. 40
LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO O IN VIOLAZIONE DELL’ART. 2110, 2° COMMA DEL C.C. Art. 1, comma 42 AZIENDE + 15 DIPENDENTI Il Giudice oltre alla reintegra, condanna ilLICENZIAMENTO INTIMATO: datore di lavoro a pagare un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del PER INIDONEITÀ PSICHICA licenziamento sino a quello dell’effettiva Il Giudice accerta la reintegra, dedotto quanto eventualmenteO FISICA DEL LAVORATORE non inidoneità fisica o percepito per altre attività lavorative. In ogni psichica del lavoratore, caso l’indennità risarcitoria non potràLICENZIAMENTO INTIMATO: ovvero se il superare le 12 mensilità. (Il datore dovrà licenziamento è stato anche versare i contributi previdenziali ed intimato durante il assistenziali). Il lavoratore in alternativa alla DURANTE IL PERIODO DI periodo di comporto. reintegra può chiedere un’indennità pari a 15COMPORTO IN VIOLAZIONE mensilità dellultima retribuzione, nonDEL 2° C., ART. 2110, C.C. assoggettata a contribuzione previdenziale e(MALATTIA E INFORTUNIO) che determina la risoluzione del rapporto. 41
LICENZIAMENTO DISCIPLINARE (LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO SOGGETTIVO O PER GIUSTA CAUSA) Art. 1, comma 42 AZIENDE CON + 15 DIPENDENTI Il Giudice oltre alla reintegra condanna il datore di lavoro a pagare un’indennità risarcitoria commisurata all’ultimaINSUSSISTENZA DEI retribuzione globale di fatto dal giorno del Il Giudice se accerta la mancanza licenziamento sino a quello dell’effettiva FATTI CONTESTATI della giusta causa o del giustificato reintegra, dedotto quanto percepito per O motivo soggettivo, per altre attività lavorative. In ogni casoPUNIBILE CON UNA l’insussistenza dei fatti contestati l’indennità risarcitoria non potrà superare le SANZIONE ovvero perché il fatto rientra tra le 12 mensilità. (Il datore dovrà anche versare i condotte punibili con una sanzione contributi previdenziali ed assistenziali ). Il DIVERSA PREVISTA conservativa lavoratore in alternativa alla reintegra può DAL CCNL chiedere un’indennità pari a 15 mensilità dellultima retribuzione, non assoggettata a contribuzione previdenziale e che determina la risoluzione del rapporto. Il Giudice se accerta che non Il lavoratore ha diritto ad un’indennità IN TUTTI GLI ricorrono gli estremi del giustificato risarcitoria omnicomprensiva determinata motivo soggettivo o della giusta tra un minimo di 12 ed un massimo di 24 ALTRI CASI causa dichiara risolto il rapporto di mensilità dell’ultima retribuzione globale di lavoro. fatto. 42
LICENZIAMENTO NULLO Art. 1, comma 42 SI APPLICA A TUTTE LE AZIENDE (+ / – DI 15 DIP.) LICENZIAMENTO Il Giudice oltre al provvedimento di DISCRIMINATORIO reintegra condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subito a seguito LICENZIAMENTO IN del licenziamento di cui sia stata accertata l’inefficacia. La misura del CONCOMITANZA DI risarcimento è commisurata all’ultima MATRIMONIO retribuzione globale di fatto dal giorno Il Giudice con sentenza dichiara la nullità del licenziamento ed del licenziamento sino a quello ordina la reintegrazione del dell’effettiva reintegra e non può essere LICENZIAMENTO inferiore a 5 mensilità della retribuzione lavoratore nel posto di lavoro.INTIMATO IN VIOLAZIONE globale di fatto. Il datore dovrà anche DELLE NORME A TUTELA versare i contributi previdenziali ed Tale norma vale anche per i assistenziali dal giorno del licenziamento DELLA MATERNITA’ dirigenti. sino a quello di effettiva reintegra. Il lavoratore in alternativa alla reintegra LICENZIAMENTO può chiedere un indennità pari a 15 mensilità dellultima retribuzione, non DETERMINATO DA UN assoggettata a contribuzione MOTIVO ILLECITO previdenziale e che determina la EX ART. 1345 C.C. risoluzione del rapporto. 43
LICENZIAMENTO INEFFICACE SI APPLICA A TUTTE LE AZIENDE (+ / – DI 15 DIP.) Il Giudice oltre al provvedimento di reintegra condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subito a seguito del licenziamento di cui è stata accertata la nullità. La misura del risarcimento è In questi casi il commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto Giudice ordina la dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva LICENZIAMENTO INTIMATO IN reintegrazione del reintegra e non può essere inferiore a 5 mensilità. Il VIOLAZIONE DEL REQUISITO lavoratore nel posto datore dovrà anche versare i contributi previdenziali DELLA FORMA SCRITTA di lavoro. ed assistenziali dal giorno del licenziamento sino a (LICENZIAMENTO ORALE) quello di effettiva reintegra. Il lavoratore in alternativa alla reintegra può chiedere un’indennità pari a 15 mensilità dellultima retribuzione, non assoggettata a contribuzione previdenziale e che determina la risoluzione del rapporto. VIOLAZIONE DELLA PROCEDURA DEL PREVENTIVO TENTATIVOOBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE (ART. 7 LEGGE N.604/1966) Se il licenziamento è Il lavoratore ha diritto a una indennità risarcitoria VIOLAZIONE DELLA legittimo, il Giudice omnicomprensiva determinata tra un minimo di 6 ed PROCEDURA DISCIPLINARE dichiara risolto il un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione (ART. 7 STATUTO LAVORATORI) rapporto di lavoro. globale di fatto. VIOLAZIONE DEL REQUISITO DI MOTIVAZIONE OBBLIGATORIA 44
TERMINI PER LA RICHIESTA DEL LAVORATOREDELL’INDENNITA’ PARI A 15 MENSILITA’ IN LUOGO DELLA REINTEGRA NEL POSTO DI LAVORO Art. 1, comma 42 A seguito dell’ordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro 30 giorni dall’invito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto l’indennità in sostituzione della reintegra. La richiesta da parte del lavoratore dell’indennità in sostituzione della reintegrazione del posto di lavoro determina la risoluzione del rapporto di lavoro. La richiesta dell’indennità deve essere effettuata entro 30 giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza o dall’invito del datore di lavoro a riprendere servizio se anteriore alla predetta comunicazione. 45
REVOCA DEL LICENZIAMENTO Art. 1, comma 42 Il datore di lavoro può revocare il licenziamento entro il termine di 15 giorni dalla comunicazione dell’impugnazione. Se il datore di lavoro revoca il licenziamento il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità e il lavoratore ha diritto alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca. 46
ENTRATA IN VIGORE DELLE NORME IN MATERIA DI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI Le norme entrano in vigore il 18 luglio 2012. Per quanto riguarda il nuovo termine di 180 giorni entro il quale depositare il ricorso in sede giudiziale o comunicare alla controparte la richiesta del tentativo di conciliazione, si applica ai licenziamenti intimati dopo la data di entrata in vigore della legge (18 luglio 2012). 47
4. LE DIMISSIONI 48
LA PROCEDURA DELLE DIMISSIONI Art. 4, comma 16 Durante la gravidanza della MATERNITA’ – lavoratrice; PATERNITA’ durante i primi tre anni di vita delConvalida da parte del bambino (lavoratrice/lavoratore);Servizio Ispettivo della nei primi tre anni di accoglienza del DTL minore adottato o in affidamento delle dimissioni (lavoratrice/lavoratore); e della nei primi tre anni decorrenti dal risoluzione momento della comunicazione della consensuale proposta di incontro con il minore adottando (lavoratrice/lavoratore). 49
LA PROCEDURA DELLE DIMISSIONI Art. 4, comma da 17 a 20 convalida c/o: 1. Direzione Territoriale del Lavoro – DTL; 2. Centro per l’Impiego; 3. Sedi individuate dai CCNL. Per TUTTE LE In alternativa l’efficacia è sospensivamenteALTRE IPOTESI condizionata alla: • sottoscrizione di apposita dichiarazionedi dimissioni o apposta in calce alla ricevuta di trasmissione risoluzioni della comunicazione di cessazione. consensuali : In assenza della convalida o della sottoscrizione della dichiarazione, il rapporto si intende risolto se il lavoratore/trice non aderisce, entro 7 giorni dalla ricezione, all’invito del datore di lavoro di mettere in atto una delle modalità sopra descritte. L’invito si considera validamente effettuato quando è recapitato al domicilio della lavoratrice o del lavoratore. 50
REVOCA DELLE DIMISSIONI Art. 4, commi 21 e 22 Facoltà di revoca delle dimissioni o della risoluzione consensuale, esercitabile dalla lavoratrice o dal lavoratore entro i sette giorni dall’invito a confermare il recesso. Tale periodo può sovrapporsiFacoltà di revoca al preavviso. delle dimissioni La revoca può essere comunicata in forma scritta. o della Il contratto di lavoro, se interrotto per effetto del risoluzione recesso, torna normalmente a decorrere dal giorno successivo alla comunicazione della revoca. consensuale: Durante il periodo intercorrente tra il recesso e la revoca non matura alcun diritto retributivo. Con la revoca del recesso cessano gli effetti di ogni eventuale pattuizione. Se il datore di lavoro, in mancanza di convalida o sottoscrizione, non inoltra l’invito alla convalida entro 30gg dalla data delle dimissioni o della risoluzione, le dimissioni sono prive di effetto. 51
PROCEDURADimissioni o DATORE DI LAVORATRICE/ Mancata LAVORO convalida il risoluzione Entro 30 gg invito LAVORATORE rapporto si Entro 7 ggconsensuale alla convalida intende risolto Convalida Mancato invito le PUO’ o dimissioni sono Revocare le sottoscrizione prive di effetto dimissioni per dimissioni in biancoSanzioni abuso punito con sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro 52
ENTRATA IN VIGORE DELLE NORME IN MATERIA DI DIMISSIONI Le norme entrano in vigore il 18 luglio 2012. 53
5. I LICENZIAMENTI COLLETTIVI 54
DA SAPERE … LICENZIAMENTO COLLETTIVO (riduzione o trasformazione di attività o di lavoro) si caratterizza:Dalle dimensioni dell’impresa: almeno 15 dipendenti Legge n. 223/1991, art. 24 Dal numero dei licenziamenti previsti: almeno 5 dipendenti Dall’arco temporale di riferimento dei licenziamenti: 120 giorni 55
Comunicazione preventiva del datore di lavoro Per la regione Lombardia: a RSA/RSU e associazioni di categoria A.R.I.F.L.Fase sindacale Entro 7 giorni può essere richiesto l’esame congiunto La procedura deve esaurirsi entro 45 giorniFase amministrativa In caso di mancato accordo le parti vengono La procedura deve terminare convocate dalla Provincia o dalla Regione entro 30 giorni Raggiunto l’accordo o esaurita la procedura, entro 7 giorni dall’intimazione del recesso al Alle Province / Centri per singolo lavoratore occorre comunicare l’Impiego l’elenco dei lavoratori licenziati 56
COSA CAMBIA Art. 1, commi 44 e 45 (art. 4 della Legge n. 223/1991)La Riforma interviene sulla procedura che il datore di lavoro deve seguire se intende effettuare licenziamenti collettivi, prevedendo che: i vizi della comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali e alle rispettive associazioni di categoria, possono essere sanati ad ogni effetto di legge mediante l’accordo sindacale che viene stipulato nel corso della procedura di licenziamento collettivo; il datore di lavoro deve, entro 7 giorni dalla comunicazione del recesso ad ogni singolo lavoratore, comunicare per iscritto ai competenti uffici pubblici, nonché ai sindacati aziendali o in mancanza a quelli aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative l’elenco dei lavoratori licenziati (in precedenza le comunicazioni dovevano essere effettuate contestualmente alla comunicazione del recesso al singolo lavoratore). 57
LICENZIAMENTI COLLETTIVI Art. 1, comma 46intimati ai singoli lavoratori all’esito della procedura di licenziamento collettivo Il Giudice oltre al provvedimento di reintegra condanna il Il licenziamento è datore di lavoro al risarcimento del danno subito. La misura inefficace ed il del risarcimento è commisurata all’ultima retribuzione globale LICENZIAMENTO Giudice ordina la di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva INTIMATO IN reintegra del reintegra e non può essere inferiore a 5 mensilità. Il datore di VIOLAZIONE DEL lavoratore nel posto lavoro dovrà anche versare i contributi previdenziali ed REQUISITO DELLA di lavoro. assistenziali dal giorno del licenziamento sino a quello di FORMA SCRITTA effettiva reintegra. (LICENZIAMENTO ORALE) Il lavoratore in alternativa alla reintegra può chiedere un’indennità pari a 15 mensilità dellultima retribuzione, non assoggettata a contribuzione previdenziale e che determina la risoluzione del rapporto. 58
LICENZIAMENTI COLLETTIVI Art. 1, comma 46intimati ai singoli lavoratori all’esito della procedura di licenziamento collettivo LICENZIAMENTO Se il licenziamento è INTIMATO IN legittimo, il Giudice Il lavoratore ha diritto ad una indennità VIOLAZIONE DELLA dichiara risolto il risarcitoria omnicomprensiva determinata tra PROCEDURA DI rapporto di lavoro, se un minimo di 12 ed un massimo di 24 mensilità LICENZIAMENTO rispettati i criteri di dell’ultima retribuzione globale di fatto. COLLETTIVO scelta Il lavoratore ha diritto alla reintegra, inoltre, è prevista un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva LICENZIAMENTO reintegra, dedotto quanto eventualmente INTIMATO IN percepito per altre attività lavorative. In ogni VIOLAZIONE DEI Il Giudice dispone la caso l’indennità risarcitoria non potrà superareCRITERI DI SCELTA DEI reintegra le 12 mensilità. (Il datore dovrà anche versare i LAVORATORI DA contributi previdenziali ed assistenziali). Il LICENZIARE lavoratore in alternativa alla reintegra può chiedere un’indennità pari a 15 mensilità dellultima retribuzione, non assoggettata a contribuzione previdenziale e che determina la 59 risoluzione del rapporto.
LICENZIAMENTI COLLETTIVI IMPUGNAZIONE Art. 1, comma 46 (art. 6 della Legge n.604/1966)Il licenziamento deve essere impugnato: nel termine di 60 giorni dalla ricezione della comunicazione; il ricorso deve essere depositato nei 180 giorni successivi (270 giorni fino all’entrata in vigore della legge). 60
LICENZIAMENTI COLLETTIVILa Riforma abroga tutta la precedente regolamentazionerelativa all’indennità di mobilità legata al licenziamentocollettivo, sostituendola con l’Assicurazione sociale perl’impiego – ASPI, con un regime transitorio per il periodo1.1.2013 – 31.12.2016 (si vedano le apposite slides). 61
ENTRATA IN VIGORE DELLE NORME IN MATERIA DI LICENZIAMENTI COLLETTIVI Le norme entrano in vigore il 18 luglio 2012. 62
6. LA RIFORMA DEGLIAMMORTIZZATORI SOCIALI• ASPI• Mini Aspi• Fondi di solidarietà bilaterale 63
LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALILa proposta di riforma si articola su due pilastri: Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI), per i lavoratori che vengono licenziati; Tutele in costanza di rapporto di lavoro (Cigo, Cigs, Fondi di solidarietà). 64
ASPI Art. 2, commi da 1 a 3La nuova “Assicurazione sociale per l’impiego” è destinata a sostituire, a regime, i seguenti istituti oggi vigenti:  Indennità di mobilità;  Indennità di disoccupazione non agricola ordinaria;  Indennità di disoccupazione con requisiti ridotti;  Indennità di disoccupazione speciale edile. 65
ASPI Art. 2, commi 4 e 5 Beneficiari e requisiti Esclusioni di accesso Tutti i lavoratori dipendenti operai agricoli a tempo privati inclusi: determinato ed indeterminato apprendisti dipendenti cessati per dimissioni soci lavoratori di o per risoluzione consensuale ad cooperativa eccezione della risoluzione2 anni di anzianità assicurativa consensuale del rapporto ed almeno un anno di intervenuta nell’ambito della contribuzione nel biennio procedura preventiva ed precedente l’inizio del periodo obbligatoria di tentativo di di disoccupazione; conciliazione per licenziamento per G.M.O. (art. 7 della legge n. essere in stato di 604/1966). disoccupazione. 66
ASPI Calcolo dell’indennità Art. 2, commi da 6 a 10 Retribuzione imponibile* x 4,33 = retribuzione mensile di riferimento (RMR) n. settimane di contribuzione RMR pari o inferiore a euro 1.180,00 RMR superiore a 1.180,00 ASPI = 75% di RMR ASPI = 75% di 1.180,00 + 25% (RMR - 1.180,00) Importo massimo ASPI*La retribuzione imponibile è quella determinata 1.119,32 EURO ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non e delle mensilità aggiuntive 67
ASPI Misura dell’indennità Art. 2, commi da 6 a 10 PERIODO LIMITE DI RETRIBUZIONE MISURA ASPIPRIMI 6 MESI Inferiore o pari 1.180 euro 75% RMRPRIMI 6 MESI Superiore a 1.180 euro 75% di 1.180,00 + 25% (RMR - 1.180,00)DAL 7° AL 12° MESE Riduzione del 15%DAL 13° AL 18° MESE Ulteriore riduzione del 15% 68
ASPI Durata a regime Art. 2, comma 11A decorrere dal 1° gennaio 2016, in relazione a nuovi eventi didisoccupazione verificatisi dalla predetta data: Lavoratori di età inferiore a 55 anni Massimo 12 mesi Lavoratori di età pari o superiore a 55 anni Massimo 18 mesi 69
Mini – ASPI Art. 2, commi da 20 a 25Dal 1° gennaio 2013, in sostituzione dell’indennità di disoccupazione conrequisiti ridotti, tutti i lavoratori dipendenti licenziati che: hanno almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi dodici mesi; sono disoccupati;avranno diritto a una specifica indennità, di importo pari a quello dell’ASPI,denominata MINI-ASPI.Alla MINI-ASPI si applicano le medesime disposizioni relative all’ASPI perquanto riguarda importo e modalità di calcolo, procedure per l’erogazione ela sospensione.Il trattamento è corrisposto mensilmente per un numero di settimane parialla metà delle settimane di contribuzione nell’ultimo anno. 70
ASPI & Mini ASPI Procedura Art. 2, commi da 12 a 14 Il lavoratore deve presentare la domanda di indennizzo all’Inps, esclusivamente in via telematica, entro 2 mesi dalla data di spettanza del trattamento. L’indennità ASPI è dovuta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto, ovvero dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda all’Inps. 71
ASPI & Mini ASPI Sospensione Art. 2, commi da 15 a 18 Nel caso di stipula di un contratto di lavoro subordinato, l’indennità è sospesa fino ad un massimo di 6 mesi (5gg nel caso di Mini ASPI). Qualora il periodo sia inferiore a 6 mesi, l’Aspi riprende a decorrere dal momento in cui è rimasta sospesa. Nel caso di attività autonoma, con reddito inferiore a 4.800 euro, l’Inps ridurrà il pagamento dell’indennità di un importo pari all’80% dei proventi preventivati tra la data di inizio attività e la data di fine dell’indennità o se antecedente la fine dell’anno. In via sperimentale (per gli anni 2013, 2014 e 2015) il lavoratore può richiedere la liquidazione di tutta l’indennità (ad eccezione della Mini ASPI) per intraprendere un’attività di lavoro autonomo (occorre decreto ministeriale). 72
ASPI & Mini ASPI Casi di decadenza Art. 2, commi 40 e 41 Perdita dello stato di disoccupazione; Attività in forma autonoma in mancanza di comunicazione all’Inps; Requisiti per il raggiungimento della pensione di vecchiaia o anticipata; Acquisizione del diritto all’assegno di invalidità. 73
ASPI & Mini – ASPIModalità di finanziamento dal 1° gennaio 2013 Contributo ordinario Contributo addizionale Contributo di licenziamento 74
ASPI & Mini – ASPI Modalità di finanziamentoContributo ordinario (a carico azienda) Art. 2, commi da 26 a 39 1,31% (della retribuzione imponibile ai fini previdenziali) Si applica a tutti i lavoratori (anche nei confronti dei quali si applicano le agevolazioni che rimandano alla contribuzione prevista per gli apprendisti) 75
ASPI & Mini – ASPI Modalità di finanziamento Contributo addizionale (a carico azienda) Art. 2, commi 28 e 29 1,40% (della retribuzione imponibile ai fini previdenziali) ECCEZIONI Si applica ad ogni rapporto di  Lavoratori a termine inlavoro subordinato diverso da sostituzione di lavoratori assentiquello a tempo indeterminato  Lavoratori a termine per lo (contratti a termine) svolgimento di attività stagionali  Apprendisti 76
ASPI & Mini – ASPI Modalità di finanziamento Contributo di licenziamento (a carico azienda) Art. 2, commi da 31 a 35 In tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per cause diverse dalle dimissioni, il datore di lavoro deve versare un contributo pari al 50% del trattamento mensile iniziale dell’ASPI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Fino al 31 dicembre 2016, A decorrere dal 1° gennaio 2017,il contributo non è dovuto per il nei casi di licenziamento collettivolavoratori licenziati a seguito di senza che sia stato raggiuntoprocedura di mobilità l’accordo sindacale il contributo di licenziamento è triplicato. 77
ASPI & Mini – ASPI Fase transitoria - 1 Art. 2, commi 44 e 45Ai casi di cessazione intervenuti fino al 31 dicembre 2012 trovanoapplicazione le disposizioni in materia di disoccupazione ordinaria nonagricola Indennità di disoccupazione ordinaria non agricola Età Durata importo 60% (primi 6 mesi) Pari o superiore a 50 anni 12 mesi 50% (successivi 3 mesi) 40% (ultimi 3 mesi) 60% (primi 6 mesi) Inferiore a 50 anni 8 mesi 50% (successivi 2 mesi) 78
ASPI & Mini – ASPI Fase transitoria - 2 Art. 2, commi 44 e 45Ai nuovi eventi di disoccupazione intervenuti a decorrere dal 1°gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015 si applica la seguentedisciplina: ASPI Anno Età Durata Pari o superiore a 50 anni 12 mesi 2013 Inferiore a 50 anni 8 mesi Pari o superiore a 55 anni 14 mesi 2014 Pari o superiore a 50 anni e Inferiore a 55 anni 12 mesi Inferiore a 50 anni 8 mesi Pari o superiore a 55 anni 16 mesi 2015 Pari o superiore a 50 anni e Inferiore a 55 anni 12 mesi Inferiore a 50 anni 10 mesi 79
INDENNITA’ DI MOBILITÀ Fase transitoria – 3 Art. 2, comma 46Per i lavoratori collocati in mobilità a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre2016, il periodo massimo di diritto della relativa indennità di mobilità segue la seguentedisciplina : Indennità di mobilità Età Anno 2013 Anno 2014 Anno 2015 Anno 2016 Fino a 39 anni 12 12 12 12 Centro nord Da 40 a 49 anni 24 24 18 12 Da 50 anni 36 30 24 18 Fino a 39 anni 24 18 12 12 Mezzogiorno Da 40 a 49 anni 36 30 24 18 Da 50 anni 48 42 36 24Gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori in mobilità restano in vigore sino al 31.12.2016 80
ABROGAZIONI (AL FINE DI MEGLIO COORDINARE LA NUOVA DISCIPLINA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI) Art. 2, commi da 69 a 73 Indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali e ridotti (a decorrere dal 1° gennaio 2013) Cigs per aziende sottoposte a procedure concorsuali (a decorrere dal 1° gennaio 2016) Contributo di ingresso alla mobilità (a decorrere dal 1° gennaio 2017) Liste di mobilità (a decorrere dal 1° gennaio 2017) Contributo mensile di mobilità pari allo 0,30% (aziende rientranti nel campo di applicazione Cigs) (a decorrere dal 1° gennaio 2017) Assunzione agevolata di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (a decorrere dal 1° gennaio 2017) 81
APPLICAZIONE STRUTTURALEDELLA CIGS A PARTICOLARI SETTORI (IMPRESE GIÀ INTERESSATE MEDIANTE NORME TRANSITORIE) Art. 3, comma 1 Imprese commerciali con più di 50 e fino a 200 dipendenti; Agenzie di viaggio e turismo con più di 50 dipendenti; Imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti. 82
AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA PERIODO TRANSITORIO 2013-2016 Art. 2, commi da 64 a 67Il Ministero del Lavoro può predisporre, perdurando lostato di debolezza dei livelli produttivi del Paese, perperiodi non superiori a 12 mesi, in deroga alla normativavigente, trattamenti di integrazione salariale e mobilità. 83
SOPPRESSIONE DELLA CIGS NEI CASI DI PROCEDURE CONCORSUALI Art. 2, commi da 69 a 73A decorrere dal 1° gennaio 2016 è soppressa la CIGS nei casi di: Fallimento; Liquidazione coatta amministrativa; Amministrazione straordinaria; Omologazione del concordato preventivo; Aziende sottoposte a sequestro confisca. 84
FONDI DI SOLIDARIETÀ BILATERALI DA SAPERE … Campo di applicazione della CIG CIGO CIGS Cause CauseCrisi temporanee di mercato; Crisi aziendale (economica, settoriale o locale);Ragioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili Processi di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversioneall’imprenditore o ai lavoratori; aziendale;Eventi oggettivamente non evitabili (mancanza di scorte, Cessazione dell’attività;interruzione dell’energia elettrica, sospensione dell’attività perragioni sanitarie, terremoti, alluvioni, …) Procedure concorsuali (non più a decorrere dal 1° gennaio 2016). Settori esclusi Settori esclusiAziende del terziario Imprese commerciali fino a 50 dipendenti;Imprese artigiane Agenzie di viaggio e turismo (compresi gli operatori turistici) fino a 50 dipendenti. 85
FONDI DI SOLIDARIETÀ BILATERALI Art. 3, commi da 4 a 10, commi 14 e 191) Entro 6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento in esame, allo scopo di assicurare un sistema di tutele in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa nei settori oggi non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali più rappresentative a livello nazionale devono stipulare accordi e/o contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di FONDI DI SOLIDARIETÀ BILATERALI. La costituzione dei Fondi presso L’Inps (con apposito decreto) è obbligatoria per tutti i settori in relazione alle imprese che occupino mediamente più di 15 dipendenti.2) Nei settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, nei quali siano già operanti consolidati sistemi di bilateralità si prevede la facoltà, per le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, di adeguare le fonti istitutive dei rispettivi fondi bilaterali alle finalità perseguite dai fondi di solidarietà bilaterali.3) Per i settori nei quali non verranno attivati, entro il 31 marzo 2013, i Fondi di solidarietà bilaterali si prevede l’istituzione (sempre con decreto) di un FONDO DI SOLIDARIETÀ RESIDUALE PER L’INTEGRAZIONE SALARIALE. 86
FONDI DI SOLIDARIETÀ BILATERALI Prestazioni Art. 3, comma 20 e commi da 32 a 34 I Fondi hanno l’obbligo di assicurare un assegno ordinario di importo pari all’integrazione salariale, di durata non superiore a 1/8 delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di cassa integrazione ordinaria o straordinaria. Tipologie di prestazioni facoltative: • prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto a quanto garantito dall’ASPI; • assegni straordinari di sostegno al reddito riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungono i requisiti previsti per il pensionamento nei successivi cinque anni; • contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale. 87
FONDI DI SOLIDARIETÀ BILATERALI Contributi di finanziamento modello alternativo Art. 3, commi da 14 a 15Le organizzazioni sindacali e imprenditoriali possono entro il 18 gennaio 2013: Adeguare le fonti istitutive dei rispettivi fondi bilaterali; Prevedere misure intese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione di personale o sospensione dell’attività lavorativa.Per tali finalità gli accordi e i contratti collettivi definiscono: 1) un’aliquota complessiva di contribuzione ordinaria di finanziamento non inferiore allo 0,20%; 2) le tipologie di prestazione in funzione delle disponibilità del fondo solidarietà; 3) l’adeguamento dell’aliquota in funzione dell’andamento della gestione; 4) la possibilità di far confluire al fondo di solidarietà quota parte del contributo previsto per l’eventuale fondo interprofessionale; 5) i criteri e i requisiti per la gestione dei fondi. 88
7. LE POLITICHE ATTIVE E I SERVIZI PER L’IMPIEGO 89
LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI CONCERNENTI I SERVIZI PER L’IMPIEGO MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO n. 181/2000 Art. 4, comma 33 Colloquio di orientamento entro i 3 mesi dall’inizio dello stato di disoccupazione; azioni di orientamento collettive fra i 3 e i 6 mesi dall’inizio dello stato diOFFERTA MINIMA PER I disoccupazione, con formazione sulle BENEFICIARI DI modalità più efficaci di ricerca di AMMORTIZZATORI occupazione adeguate al contestoSOCIALI A SEGUITO DI produttivo territoriale; CESSAZIONE DEL formazione della durata complessivaRAPPORTO DI LAVORO non inferiore a 2 settimane tra i 6 e i 12 mesi dall’inizio dello stato di disoccupazione, adeguata alle competenze professionali del disoccupato e alla domanda di lavoro dell’area territoriale di residenza; proposta di adesione ad iniziative di inserimento lavorativo entro la scadenza del periodo di percezione del trattamento di sostegno del reddito. 90
 Colloquio di orientamento entro tre mesi dallinizio dello stato di disoccupazione; OFFERTA MINIMA PER I  proposta di adesione ad iniziative di BENEFICIARI DI inserimento lavorativo o di formazione TRATTAMENTO DI o di riqualificazione professionale odINTEGRAZIONE SALARIALE altra misura che favoriscaO DI ALTRE PRESTAZIONI IN lintegrazione professionale: COSTANZA DI RAPPORTO  1) nei confronti degli adolescenti, dei DI LAVORO CON giovani e delle donne in cerca di SOSPENSIONE reinserimento lavorativo, non oltreDELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA quattro mesi dallinizio dello stato di PER UN PERIODO disoccupazione; SUPERIORE AI 6 MESI  2) nei confronti degli altri soggetti a rischio di disoccupazione di lunga durata, non oltre sei mesi dallinizio dello stato di disoccupazione;  offerta di formazione professionale della durata complessiva non inferiore a 2 settimane adeguata alle competenze professionali del disoccupato 91
MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO N. 181/2000 Art. 4, comma 33 Le Regioni stabiliscono i criteri per Art. 4, c. 1, lett. a):perdita dello stato di ladozione da parte dei servizi competenti disoccupazione di procedure uniformi in materia di ABROGATO accertamento dello stato di disoccupazione. 92
SISTEMA INFORMATIVO ASPI MONITORAGGIO DEI LIVELLI ESSENZIALI DEI SERVIZI EROGATI Art. 4, commi 34 e 36 Definizione di un sistema di premialità per i Servizi al Lavoro nella ripartizione delle risorse del fondo sociale europeo, legato alla prestazione di politiche attive e servizi per l’impiego. Istituzione, entro il 30 giugno 2013 da parte dell’INPS, di una banca dati telematica, contenente i dati individuali dei beneficiari di ammortizzatori sociali, a disposizione dei Centri per l’Impiego. Obbligo per i Centri per l’Impiego di inserire nella banca dati le informazioni essenziali concernenti le azioni di politica attiva e di attivazione svolte nei confronti dei beneficiari di ammortizzatori sociali. 93
SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE IN MATERIA DI ACQUISIZIONE DELLO STATO DI DISOCCUPAZIONE Art. 4, commi 38 e 39 Domanda di indennità Adempimenti per il riconoscimento nell’ambito dell’ASPI degli incentivi La dichiarazione dell’interessato Si prevede che le Regioni e le volta ad attestare l’attività Province mettano a disposizione lavorativa precedentemente svolta dell’INPS le informazioni di propria e l’immediata disponibilità allo competenza necessarie per il svolgimento di attività lavorativa riconoscimento degli incentivi PUO’ essere resa dall’interessato all’assunzione. all’INPS che la trasmette ai servizi competenti. Procedura operativa entro il 30 giugno 2013 94
OFFERTA DI LAVORO CONGRUA Art. 4, commi da 40 a 44 Decadenza dai trattamenti di integrazione salariale straordinari (Aspi) per i lavoratori che rifiutino di partecipare ad un corso di formazione o riqualificazione ovvero non lo frequentino con regolarità senza un giustificato motivo. Decadenza dall’indennità di mobilità o di altra indennità o sussidio per i lavoratori che: Rifiutino di partecipare a iniziative di politiche attive proposte dai centri per l’impiego o non vi partecipino regolarmente senza un giustificato motivo. Non accettino un’offerta di lavoro con inquadramento in un livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui hanno diritto. La decadenza dai trattamenti si applica quando le attività lavorative o di formazione ovvero di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 km dalla residenza del lavoratore, o comunque che sia raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici. I Centri per l’Impiego devono comunicare, tempestivamente, all’Inps gli eventi sopra elencati, l’Istituto provvederà ad emettere provvedimento di decadenza e a recuperare le eventuali somme erogate indebitamente. 95
8. ALTRE NORME DI RIFORMA DEL LAVORO● interventi in favore dei lavoratori anziani● incentivi alle assunzioni (lavoratori anziani e donne)● principi generali degli incentivi alle assunzioni● sostegno alla genitorialità● diritto al lavoro dei disabili● disposizioni in tema di contrattazione di secondo livello● interventi volti al contrasto del lavoro irregolare degli immigrati● responsabilità solidale negli appalti 96
INTERVENTI IN FAVORE DI LAVORATORI ANZIANI Art. 4, commi 1 e 2Le imprese che occupano mediamente + di 15 dipendenti possono: in caso di eccedenza del personale; tramite appositi accordi tra datore di lavoro e le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello aziendale; subordinatamente all’accettazione da parte dell’INPS;incentivare all’esodo i lavoratori più anziani (in grado di raggiungere i requisiti per ilpensionamento di vecchiaia o anticipata* entro i 4 anni dalla cessazione del rapportodi lavoro). * Pensione di VECCHIAIA – anno 2012 Pensione ANTICIPATA – anno 2012 20 anni di contribuzione minima 66 anni di età per gli uomini 42 anni e 1 mese di contribuzione per gli uomini 62 anni di età per le donne 41 anni e 1 mese di contribuzione per le donne 97
INTERVENTI IN FAVORE DI LAVORATORI ANZIANI Art. 4, comma 3Il datore di lavoro presenta apposita domanda all’INPS accompagnata dauna fidejussione bancaria e, a seguito dell’accoglimento della domanda,versa: una provvista per garantire al lavoratore una prestazione pari altrattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti;la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per ilpensionamento.Entrata in vigore: 18 luglio 2012. 98
INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE PER LAVORATORI ANZIANI E DONNE IN AREE SVANTAGGIATE Art. 4, commi 8 e 11 DECORRENZA 1° gennaio 2013 È una nuova tipologia di incentivo all’occupazione:  lavoratori di età non inferiore ai 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi;  donne di qualsiasi età, ovunque residenti prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;DESTINATARI  donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea e nelle aree individuate dal regolamento CE n. 800/2008, art. 2, punto 18), lett. e). 99
INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE PER LAVORATORI ANZIANI E DONNE IN AREE SVANTAGGIATE Art. 4, commi da 8 a 10 Riduzione del 50% dei contributi a carico del MISURA datore di lavoro per 12 mesi se l’assunzione avviene con contratto a tempo determinatoAGEVOLAZIONE anche in somministrazione. Se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato la riduzione si prolunga fino al 18mo mese dalla data di assunzione con DURATA contratto a tempo determinato; se l’assunzione avviene a tempo indeterminato l’agevolazione spetta per un periodo di 18 mesi dalla data di assunzione. 100
PRINCIPI GENERALI DEGLI INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI  Se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva e nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di Esclusione somministrazione;  se l’assunzione viola il diritto di precedenza alla riassunzione di dagli un altro lavoratore licenziato da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine e nel caso in incentivi cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore in somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza quando per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;ricorrono le  se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione abbiano in atto sospensioni dal lavoro seguenti connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale ad eccezione di assunzioni, trasformazioni o somministrazioni finalizzate all’acquisizione di professionalità diverse da quelle dei situazioni: lavoratori sospesi oppure siano effettuate presso un’unità produttiva diversa;  con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo. In caso di somministrazione tale condizione si applica all’utilizzatore. 101
PRINCIPI GENERALI DEGLI INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI Si sommano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l’attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato; non si sommano le prestazioni in somministrazione effettuate dallo stesso lavoratore nei confronti di diversi DURATA DEGLI utilizzatori, anche se fornite dalla medesima agenzia di somministrazione di lavoro; INCENTIVI l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.Tali principi valgono anche per le assunzioni agevolate previste:• dall’art. 8, c. 9 della L. 407/90 (disoccupati o in CIGS da almeno 24 mesi);• dagli artt. 8, c. 2 e 4 , e 25, c. 9 della L. 223/1991 (lavoratori in mobilità). 102
SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ (SPERIMENTALE PER GLI ANNI 2013 – 2015) Art. 4, commi 24 e 25 Il padre lavoratore è obbligato ad assentarsi dal lavoro per un giorno entro 5 mesi dalla nascita del figlio in aggiunta al congedo di maternità della madre. Permesso retribuito a carico del datore di lavoro. Il padre lavoratore può astenersi per altri 2 giorni, sempre durante il medesimo periodo, anche continuativi, in sostituzione della madre. Indennizzo a carico Inps al 100%. Preventiva comunicazione scritta delle date di astensione da inviare almeno 15gg prima al datore di lavoro. Corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting o a parziale copertura delle rette per asili nido pubblici e privati, da richiedere al datore di lavoro. Può essere richiesto dalla madre lavoratrice al termine del periodo di congedo di maternità, per 11 mesi successivi in alternativa al congedo parentale (facoltativa). Si attende decreto attuativo per criteri e modalità di fruizione. 103
DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI Art. 4, comma 27 LAVORATORI ESCLUSI DAL COMPUTO DELLA QUOTA DI RISERVA  lavoratori disabili già occupati Per la  soci di cooperative di produzione e lavorodeterminazione  dirigentidel numero dei  lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero disabili daassumere sono  lavoratori socialmente utili computati di  lavoratori a domicilio norma tutti i  lavoratori aderenti al programma di emersionedipendenti con esclusione di:  lavoratori con contratto di inserimento  lavoratori con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore  lavoratori esclusi da specifiche discipline di settore 104
DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI Art. 4, comma 27Con decreto da emanarsi entro due mesi dal 18luglio 2012, vengono ridefiniti i procedimentiamministrativi, i criteri, le modalità di concessione epotenziata l’attività di controllo degli ESONERIPARZIALI.Gli organismi regionali (Province), almenomensilmente, dovranno comunicare alla DTL ilmancato rispetto degli obblighi relativi alleassunzioni obbligatorie, nonché il ricorso agliesoneri. 105
DISPOSIZIONI IN TEMA DICONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO Art. 4, comma 28 Dall’anno 2012 diventa strutturale, e quindi non avrà più carattere sperimentale, lo sgravio contributivo (decontribuzione) previsto per la contrattazione di secondo livello. 106
Tutele crescenti (isper)

References: Art. 1
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 Art. 2
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 ART. 2110
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 sentenza 
 ART. 1345
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 sentenza 
 Art. 1
 Art. 4
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 art. 24
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 Art. 2
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 Art. 3
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