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D. Lgs. 81 del TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO SCUOLA
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1 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA Assessorato Scuola Formazione e Politiche per la Salute Aziende USL Dipartimenti di Sanità Pubblica SERVIZI PREVENZIONE SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO D. Lgs. 81 del TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Bologna, 14 Marzo 2011 SCUOLA Carlo Veronesi Coordinatore Gruppo Formazione-Scuola SPSAL 1 Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna ASSESSORATO POLITICHE PER LA SALUTE SCUOLA - TEMA STRATEGICO REGIONALE La Scuola forma tutti i lavoratori di domani I Dipartimenti di Sanità Pubblica della AUSL devono investire in qs. direzione (prevenzione, assistenza, vigilanza, innovazione) Nella Scuola il tema della salute dei lavoratori deve essere un msg trasversale e continuo (parte del percorso formativo) Comportamenti coerenti della Scuola (dirigenti e insegnanti) Coinvolgimento di tutti i soggetti interessati 2 1
2 D. Lgs. 81 del SPSAL Regione Emilia-Romagna Gruppo SCUOLE TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 3 Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna ASSESSORATO POLITICHE PER LA SALUTE GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL Dal 2004 Servizi Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro delle Az. USL di tutta la Regione Emilia-Romagna OBIETTIVI Affrontare le difficoltà di applicazione delle norme nella Scuola insieme ai vari soggetti interessati Dare risposte condivise ed omogenee a quesiti rilevanti Promuovere la nascita di organismi di rappresentanza Agenzia/Osservatorio per la Sicurezza nelle Scuole dell Emilia-Romagna Collegamenti e integrazioni a RETE interregionale 4 2
3 GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL IN PASSATO ASSISTENZA Corso di formazione nazionale per Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche (e-learning): Approfondimenti normativi sulla sicurezza con MIUR Documento di Valutazione dei Rischi - TIPO Documento Piano di Emergenza - TIPO 5 Documento Indirizzi applicativi 626 nella Scuola Febbraio 2006 disponibile sulla rete 6 3
4 GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL ASSISTENZA IN PASSATO Check - List per autovalutazione / vigilanza 7 GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL ASSISTENZA 2009 IN PASSATO Criteri per la compilazione della Check - List Punto informativo in ogni Servizio Progetti per Studenti Predisposizione documenti TIPO, ad es: - Documento Unico Valutazione Rischi Interferenti - Valutazione Stress lavoro correlato (AUSL Veneto) Chiarimenti tecnici 8 4
5 GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL IN PASSATO FORMAZIONE Predisposizione pacchetto formativo Docenze nei corsi per Dirigenti Scolastici Corsi di formazione RSPP - ASPP - RLS 9 GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL VIGILANZA IN PASSATO scuole ispezionate scuole ispezionate Uniformità a livello regionale con utilizzo Check - List Aspetti fondamentali - organizzazione della prevenzione - documento valutazione dei rischi - piano di emergenza - nomine - formazione di tutti i soggetti 10 5
6 GRUPPO SCUOLE-FORMAZIONE DEI SPSAL IN FUTURO ASSISTENZA Aggiornamento Indirizzi interpretativi 81/08 Presentazione ai Dirigenti Scolastici FORMAZIONE Corsi di formazione RSPP - ASPP - RLS VIGILANZA scuole programmate in 11 Az.USL 11 D. Lgs. 81 del INDIRIZZI INTERPRETATIVI D.LGS. 81/08 SCUOLA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 12 6
7 OBIETTIVI DEL DOCUMENTO INDIRIZZI INTERPRETATIVI Assistenza nell applicazione delle norme Attenzione alle particolari condizioni di lavoro nella Scuola Interpretazione condivisa delle norme e omogeneità nella vigilanza da parte dei SPSAL Verrà inserito nel sito della Regione Aggiornamento periodico Arricchito con soluzioni a problematiche che, seppure di livello locale, presenteranno caratteristiche di interesse più generale. 13 INDICE ARGOMENTI ASPETTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI DIRIGENTE SCOLASTICO AUTONOMINATO RSPP RSPP Responsabile Servizio Prevenzione Protezione DELEGA DI FUNZIONI ADDETTI SPP - Servizio Prevenzione Protezione MEDICO COMPETENTE IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE LAVORATRICI MADRI 14 7
8 INDICE ARGOMENTI ASPETTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI FORMAZIONE DEI LAVORATORI FORMAZIONE DEI DIRIGENTI E PREPOSTI PERSONALE IN SOSTITUZIONE INFORMAZIONE E FORMAZIONE STUDENTI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE - DPI STUDENTI LETTERA PER ENTI LOCALI DUVRI - DOCUMENTO UNICO VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZA LETTERA PER IMPRESE IN APPALTO ATTREZZATURA GINNICA GESTIONE AFFOLLAMENTO AULE 15 INDICE ARGOMENTI SALUTE E SICUREZZA RISCHIO BIOLOGICO RISCHIO CHIMICO, CANCEROGENO, MUTAGENO E TERATOGENO RISCHIO MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI ANIMATI E INANIMATI RISCHIO da VIDEOTERMINALI postazione di lavoro RISCHIO RUMORE RISCHIO FUMO STRESS LAVORO CORRELATO SORVEGLIANZA SANITARIA PRIMO SOCCORSO LOCALI SOTTERRANEI O SEMISOTTERRANEI CPI e DOCUMENTO Valutazione rischio incendi PREVENZIONE INCENDI NEI SERVIZI EDUCATIVI 16 8
9 INDICE ARGOMENTI ALLLEGATI 1 - Organizzazione del PRIMO SOCCORSO procedura 2 - UNITA FORMATIVE CAPITALIZZABILI - es. Laboratori 3 - CORSO DI FORMAZIONE - Alternanza Scuola Lavoro 4 - Lettera per ENTE PROPRIETARIO 5 - Lettera per LAVORI IN APPALTO 6 - Foglio informativo per il PIANO DI EMERGENZA 17 DELEGA DI FUNZIONI LIMITI E CONDIZIONI a) Atto scritto recante data certa b) Delegato in possesso dei requisiti c) Attribuzione POTERI di organizzazione, gestione e controllo d) Attribuzione AUTONOMIA DI SPESA e) Accettazione della DELEGA La delega di funzioni non esclude l obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. 18 9
10 FORMAZIONE DIRIGENTI E PREPOSTI NOTA Il Decreto indica i contenuti della formazione e l obbligo dell aggiornamento NO indicazioni su n. di ORE e FREQUENZA AGGIORNAMENTO. Per i Preposti FORMAZIONE AGGIUNTIVA A QUELLA DA LAVORATORE IN QUANTO ORIENTATA AL RUOLO DIRIGENTI ATTUA le direttive del datore di lavoro, organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa (art. 2 comma 1 lettera d) Nella SCUOLA si identifica: il DSGA direttore dei servizi generali amministrativi, ma sono identificati come tali il VICARIO e altre figure che nell ambito della organizzazione della scuola, svolgano di fatto l esercizio dei poteri direttivi. 19 FORMAZIONE DIRIGENTI E PREPOSTI PREPOSTI SOVRAINTENDE all attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori (art. 2 comma 1 lettera e) Nella SCUOLA si identifica: il RESPONSABILE DI LABORATORIO E PALESTRA, ma anche altre figure che nell ambito della organizzazione della scuola, svolgano di fatto l esercizio dei poteri direttivi previsti dal ruolo (es.: insegnante o anche collaboratore scolastico che sovraintende l attività di altri colleghi). Ruoli legati all organizzazione, non sono oggetto di lettera di nomina, come per gli addetti alla emergenza, ciò nonostante devono essere ben identificati in specifici documenti, quali l organigramma e il documento di valutazione dei rischi (es.: elenco nominativo)
11 DUVRI CASO A APPALTI DEFINITI ENTE PROPRIETARIO Esempio: manutenzione ordinaria, riparazioni di guasti (impianto di illuminazione - porte ecc..); servizi di pulizia e/o di mensa. Il DUVRI deve essere elaborato dall Ente proprietario, dopo aver acquisito dalla scuola le informazioni utili per la redazione del documento. La scuola deve fornire all Ente proprietario le informazioni utili alla redazione del documento (es: articolazione orario scolastico, attività didattiche particolari, informazioni sulla gestione delle emergenze, ecc.). 21 DUVRI CASO B APPALTI DEFINITI SCUOLA Esempio: servizio pulizia, servizio mensa ecc. Il DUVRI deve essere elaborato direttamente dalla scuola sotto la responsabilità del Dirigente Scolastico in qualità di committente delle opere. CASO C LAVORI ESEGUITI DA DIPENDENTI ENTE PROPRIETARIO Esempio: piccole manutenzioni su strutture o arredi, indipendenti dalla durata. Non è necessario elaborare il DUVRI ma l Ente proprietario deve acquisire dalla scuola le informazioni utili ad individuare le misure di prev. e prot, dai rischi (es: orario scolastico, attività didattiche particolari, informazioni gestione emergenze, ecc.)
12 DUVRI CASO D SCUOLA GESTISCE FORNITURA Esempio Servizio merenda (macchinette) Forniture materiali vari Non è necessario elaborare il DUVRI ma la scuola fornisce le informazioni utili allo svolgimento in sicurezza dell attività (es: informazioni gestione emergenze, ecc.). 23 ATTREZZATURA GINNICA SCUOLA-SOCIETA SPORTIVA PROCEDURE DI GESTIONE CASSETTA DI PS La scuola deve avere una proprio cassetta, chiusa a chiave e controllata dal proprio addetto nominato e formato. Meglio se trasportabile PRODOTTI PULIZIA Locale/spazio/armadio per la tenuta dei prodotti di pulizia. E consigliabile tenere ben distinti i materiali e il luogo di stoccaggio dei prodotti della scuola, per evitare l uso di sostanze pericolose, di proprietà di un altro soggetto (es. società sportiva) delle quali i collaboratori scolastici non conoscono le schede di sicurezze e il loro utilizzo. LOCALE MAGAZZINO Locale/spazio per l immagazzinamento delle attrezzature. E consigliabile immagazzinare la propria attrezzatura in modo ben distinto da quello della società sportiva, al fine di garantirne la sicurezza e il buono stato di conservazione. E necessario porre grande attenzione alle modalità di deposito del materiale, quando questo non è chiuso in un locale non accessibile, ma è lasciato nell area della palestra
13 ATTREZZATURA GINNICA SICUREZZA ATTREZZATURE USO RIBALTAMENTO Porte da calcetto, materassoni, pali di sostegno per le reti di pallavolo, seggiolone dell arbitro sono attrezzature da vincolare sempre. FISSAGGIO - a pavimento, tramite boccole filettate con verifica periodica dell efficienza; - ancoraggio a muro che non presenti pericolo una volta rimosso; - idonei contrappesi, calcolati e certificati della ditta costruttrice, in modo da non costituire ulteriore pericolo per gli utilizzatori e posizionati in modo da evitare ogni possibile movimento dell attrezzatura nel corso del gioco. Tutte le operazioni di montaggio, smontaggio e immagazzinamento delle attrezzature mobili devono essere effettuate in sicurezza, pertanto si consiglia l adozione di scale a palchetto. 25 ATTREZZATURA GINNICA SICUREZZA ATTREZZATURE USO PROCEDURA OPERATIVA Procedura descrittiva dei compiti e delle responsabilità a carico del preposto della palestra (es. insegnante di educazione fisica o collaboratore scolastico) circa le modalità di fissaggio, immagazzinamento e utilizzo delle attrezzature ginniche presenti. Di tale procedura deve essere data comunicazione alle società sportive, associazioni o altri che usufruiscano dei locali e delle relative attrezzature a qualsiasi titolo
14 AFFOLLAMENTO AULE Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, III Sezione, ha emesso il 13 novembre 2008, la sentenza n. 375/09 sul tema dell affollamento delle aule. Tale sentenza stabilisce che: il limite di 26 persone/aula indicato nel D.M. 26 agosto 1992 è un parametro tecnico, funzionale ad un corretto svolgimento degli interventi per la sicurezza, e non una prescrizione organizzativa che s impone in modo immediato e diretto ai dirigenti ed agli Uffici scolastici, nel momento in cui essi stabiliscono le classi e gli organici. TALE DETERMINAZIONE NON PRECLUDE LA FORMAZIONE DI CLASSI CON PIU DI 26 PERSONE. 27 RISCHIO FUMO FUMO CANCEROGENO IARC Si ricorda che, ai sensi dell art. 51 della Legge , n.3, è vietato fumare in tutti i locali chiusi. NELLE SCUOLE È VIETATO FUMARE IN QUALSIASI LOCALE E NON DEVE ESSERE PREVISTO ALCUN LOCALE FUMATORI. Tale divieto viene richiamato dalla Legge Regionale n. 17 del 27 luglio 2007 che, all art. 3, co. 2, prevede la promozione di azioni che valorizzino la coerenza dei comportamenti degli adulti nei contesti pubblici ad alto valore educativo e formativo
15 RISCHIO FUMO La Legge Regionale prevede inoltre che, nelle scuole di ogni ordine e grado, ad esclusione delle Università, al fine di prevenire tra i giovani l'inizio dell'abitudine al fumo e promuovere in modo coerente l'educazione alla salute, anche attraverso il valore dell'esempio, i dirigenti scolastici individuano adeguate azioni informative e educative volte a sensibilizzare gli studenti e il personale docente e non docente, circa l'opportunità di rendere libere dal fumo anche le aree aperte di pertinenza delle scuole stesse. Il Dirigente scolastico deve nominare e formare gli agenti accertatori i cui nominativi devono essere riportati nella segnaletica prevista dal Decreto suddetto, affissa nei locali. Deve, inoltre, fornire una adeguata informazione ai lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute derivanti dal fumo attivo e passivo, sulle misure di prevenzione del tabagismo adottate e sulle modalità efficaci per smettere di fumare, avvalendosi del medico competente, ove previsto, e del Servizio di Prevenzione e Protezione. 29 STRESS LAVORO-CORRELATO L art. 28 del D. Lgs. 81/08, relativo alla valutazione dei rischi, indica lo stress lavoro correlato come uno dei rischi per i quali deve essere effettuata la valutazione. Tale valutazione deve avvenire secondo i contenuti dell Accordo Europeo dell 8 ottobre 2004 ed effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all art. 6, comma 8, lettera m-quater del D. Lgs. 81/08 (indicazione della Commissione Consultiva Permanente pubblicata con circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale in data ). La data del deve essere intesa come data di avvio dell attività di valutazione e nel documento deve essere indicata la data del termine conclusivo della valutazione stessa
16 D. Lgs. 81 del CHECK LIST AUTOVALUTAZIONE TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 31 CHECK LIST - USO STRUMENTO PER L AUTOVALUTAZIONE GUIDA PER L APPLICAZIONE D.Lgs. 81/08 PRIORITA di INTERVENTO sulla STRUTTURA e sull ORGANIZZAZIONE COMPILAZIONE secondo i rischi specifici N.B. non sostituisce le check list più complete e articolate sulla valutazione dei rischi 32 16
17 CHECK LIST CONTENUTI (1) DATI GENERALI DELLA SCUOLA FIGURE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PREVENZIONE DOCUMENTAZIONE INERENTE LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DOCUMENTAZIONE TECNICA a cura del proprietario NOMINE 33 CHECK LIST CONTENUTI (2) INFORMAZIONE FORMAZIONE ADDESTRAMENTO CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA GESTIONE EMERGENZE LABORATORI LOCALI E SPAZI PARTICOLARI 34 17
18 STRUTTURA DELLA CHECK LIST (di pertinenza dell Istituto scolastico) Argomento Si No Criterio Azione Designazione Addetti emergenza (evacuazione e prevenzione incendi - primo soccorso) Verificare l atto formale di nomina, con controfirma per conoscenza da custodirsi in sede. Verificare formazione (vedi formazione). 35 CHECK LIST esempio Argomento Criterio DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI Verificare la presenza del documento e dei seguenti aspetti: - data di aggiornamento; - firma datore di lavoro; - anagrafica aziendale; - organizzazione per la sicurezza; - criteri e metodi adottati; - elenco delle mansioni e dei lavoratori esposti; - rischi individuati e loro stima o misura; - misure di prevenzione e protezione adottate secondo i rischi individuati; - priorità e scansione temporale degli interventi; - firma dei soggetti che hanno partecipato alla VDR. Azione Descrizione delle azioni da adottare 36 18
19 CHECK LIST esempio Argomento Criterio FORMAZIONE ADDETTI ANTINCENDIO - Verificare attestato. - Numero Addetti formati Basso Rischio (D.M ore) Medio Rischio (8 ore) Alto Rischio (16 ore) Attestato di idoneità rilasciato dai VVF In programma per il Azione Descrizione delle azioni da adottare 37 CHECK LIST PUBBLICAZIONE UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE AZIENDA USL RE Percorso : Servizi territoriali Sanità Pubblica Documenti Sanità Pubblica Scuola Mail: 38 19
20 grazie per l attenzione 39 20

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 51
 art. 3
 art. 28
 art. 6