Source: http://progettomediazionesociale.blogspot.com/2010/03/
Timestamp: 2017-05-26 22:40:30+00:00

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Progetto Mediazione Sociale: marzo 2010
inaugurazione: martedì 6 aprile 2010 ore 17.00 periodo mostra: dal 6 al 20 aprile 2010Casa dell'Architettura, piazza Manfredo Fanti 47 - RomaINVITOMostra dedicata all'autocostruzione di un ecovillaggio con tecnologie innovative nell'emergenza del post-terremoto in Abruzzo. http://eva.pescomaggiore.org Il terremoto del 6 aprile in Abruzzo ha stravolto la vita di migliaia di persone ed il ritorno alla "normalità" per molti abitanti è ancora lontano. Il progetto E.V.A. a Pescomaggiore nasce per far fronte, con mezzi e risorse limitati, alla necessità abitativa evidente, all'esigenza di restare a vivere la propria terra, al bisogno di non abbandonare il paese e alla volontà di dimostrare che con umiltà, passione, pazienza e disinteresse si possono realizzare case a basso costo e ad alta efficienza energetica, integrate nel paesaggio circostante ed in sintonia con le abitudini di chi andrà a viverci. Per farlo è stato necessario un progetto partecipato, l'utilizzo di tecnologie innovative, l'ausilio di volontari, il ricorso all'autocostruzione, un cliente coraggioso e dei progettisti attenti. A Pescomaggiore i primi 4 abitanti delle nuove case di E.V.A. si godono il caldo della loro stufa fatta a mano, a Roma il 6 aprile 2010 si presenta la mostra del progetto: ecostruiamo, a cura di B.A.G. studiomobile. [ Fabrizio Savini ] SalutiAmedeo Schiattarella Presidente della Casa dell'Architettura IntervengonoFabrizio Savini e Paolo Robazza B.A.G. studiomobile. a
11/04/10 Romae: alla scoperta della Roma antica multietnica
COMUNICATO STAMPAL’Associazione IntegrArte presenta: “ROMAE: ALLA SCOPERTA DELLA ROMA ANTICA MULTIETNICA”Il Porto e l'area del Foro OlitorioRoma, marzo 2010 – L’Associazione IntegrArte propone il terzo evento dell’anno: “ROMAE – Alla scoperta della Roma Antica Multietnica”. L’appuntamento, domenica 11 Aprile, prevede una visita guidata all'area del Foro Olitorio, sede dell’antico Porto di Roma, e ai Sotterranei della Chiesa di San Nicola in Carcere, un tempo cuore pulsante del Foro e sede degli uffici dei cambiavalute dove sono visibili i resti di tre templi edificati tra il 254 a.C ed il 197 a.C.L’appuntamento inaugura una serie di nuove iniziative che, mostrando i luoghi chiave di incontro tra diverse etnie e culture nella storia capitolina, porteranno IntegrArte a promuovere in maniera ancora più originale i temi della tolleranza, dell’accoglienza e dell’integrazione. Questa volta a fare da collante saranno gli stessi tesori di Roma e il suo incommensurabile patrimonio storico-artistico, testimonianza del “melting pot” di etnie e culture che ha sempre fatto la fortuna della città.Sin dall’antichità Roma è stata infatti centro multiculturale e multietnico. Per le sue strade, oggi come allora, era possibile incontrare gente proveniente da ogni angolo dell’Impero. Il Porto rivestiva un ruolo simbolico e di grande importanza: un punto di approdo per i viaggiatori che poi si riversavano per le strade del foro, centro principale delle attività civili, amministrative e religiose, e punto di incontro e di conoscenza tra differenti culture.L’appuntamento per la visita ai Sotterranei di San Nicola in Carcere e al Foro Olitorio è alle ore 16:00, in via del Teatro di Marcello 46, davanti al Sito Archeologico. A fare da guida il Dott. Antonio Iommelli, Operatore Museale con esperienza pluriennale nelle visite guidate presso i siti archeologici capitolini. La visita avrà un costo di 5 euro, comprensivo di guida e accesso al sito archeologico.Associazione IntegrArte – Ufficio StampaLucia RitrovatoTel. 339-7864187Email: lucia.ritrovato@integrarte.itWeb: www.integrarte.it
24 marzo alle ore 10,Facoltà di Scienze della formazione di via Milazzo 11 B, presso l'Aula Volpi
L'Associazione "Le Sirene", con il patrocinio del VII Municipio del Comune di Roma ed in collaborazione con la Istituzione Biblioteche, presenta nei giorni 24 e 25 Marzo 2010 l'evento "Follitudine"Via castellaneta 10L'evento ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.Un omaggio alla poetessa Alda Merini, recentemente scomparsa, ed allo scrittore Mario Tobino del quale ricorre in questi giorni il centenario della nascita.- 24 alle ore 18.00, nei locali della Biblioteca (Via Castellaneta 10) l'inaugurazione di una mostra fotografica sul tema della psichiatria, letture tratte dagli scritti di Alda Merini ed un dibattito sul tema "Creatività follia" condotto da Maurizio Bartolucci e da Luigi Attenasio di Psichiatria democratica.Alle ore 21.15 al Teatro Quarticciolo (via Ostuni 8) lo spettacolo "Follitudine" con i testi di Simona Verrusio e la regia di Mario Palmieri.- 25 alle ore 18.00 nei locali della Biblioteca un omaggio alla figura di Mario Tobino e letture ispirate ai suoi testi migliori.Alle ore 21.15 presso il Teatro lo spettacolo "Il Manicomio pieno di fiori ,ma nessuno li vede" rappresentazione inedita dedicata allo scrittore toscano. Per info :Associazione Le Sirene338 56943243805334596
22/03/10:La guerra multietnica delle giovani bande
Da Repubblica.itLe aggressioni di Roma, Torino e Milano. Ma anche giuramenti e codici d'onoreSono le nuove gang, dove i ragazzi italiani si mescolano ad asiatici e sudamericaniLa guerra multietnica delle giovani bandedi PIERO COLAPRICOMILANO - Ha vent'anni, si fa chiamare Ryu, è italiano e per tre anni ha fatto parte della gang dei Latin King di Milano. È questa la nuova frontiera di chi entra nelle strade dei graffiti: è il mix, è la destrutturazione, il multietnico. "Non ero l'unico non ecuadoregno della gang. Insieme con me - racconta Ryu, con accento milanesissimo - c'erano asiatici, arabi, slavi. Molti di noi pensano che New York, la città delle novanta provenienze, sia il futuro migliore per tutti...". Felpa e coltello. Codici d'onore e regole per combattere. Musica salsa, bachata, merengue, reggaeton, cumbia e "stile" di vita. Esiste un mondo giovanile sotterraneo, un impasto di bande e di gruppi, che agli estranei fa l'effetto di un labirinto, dal quale sembra meglio girare alla larga. Gli episodi violenti non sono pochi, come sa anche Manfredi Alemanno, 15 anni, figlio del sindaco di Roma: una settimana fa è stato picchiato al quartiere Parioli da un gruppo di giovani figli di immigrati. Altri giovani sempre più spesso si calano sulla fronte i cappucci delle felpe e vanno all'attacco degli immigrati: a Milano c'è stata per un po' la caccia dei neonazisti ai filippini, a Roma continua quella ai bengalesi. E a Campo dè Fiori l'ultimo agguato, l'altra notte, con uno studente americano accoltellato al torace da una gang sudamericana."Io - continua Ryu - sono entrato nei Latin King grazie a Internet. Ho cercato contatti, li ho trovati, ho cominciato a uscire con un gruppo, ma poi, una sera, ho incontrato un vero Latin King, mi ha detto che stavo in compagnia di truffatori, di inventori. E non sapete quanti ce ne sono, e secondo me sono quelli che fanno i casini, come le violenze sessuali, per noi vietate... Così, con questo nuovo amico, piano piano, sono entrato nella gang più importante di Milano". Periodo turbolento, così lo ricorda, tra risse e fughe e paure, ma anche "bellissimo, perché c'è un alone di fascino, se stai in una banda. Per le ragazze funziona e mi sentivo tra fratelli, tra gente che avrebbe fatto tutto per me, come io per loro".Sino alla tragedia: "Una mattina ero alla stazione, perché andavamo fuori città, a un raduno della nostra Nazione, come ci chiamiamo. Suona il telefono, c'è uno che piange, mi dice che hanno ammazzato "Boriqua"". E cioè David Stenio Betancourt Noboa, 26 anni, ecuadoriano: il Rey, e cioè il capo dei Latin King New York. Era l'aprile scorso, il re usciva dal Thini Cafè, nella zona tra via Brembo e via Nervesa, e a colpirlo sono i rivali, i Latin King Chicago."Vado all'obitorio - continua Ryu, ancora emozionato - e l'ho visto, aveva le mani nelle tasche della felpa. L'hanno preso a tradimento. Era stato in carcere, ma voleva la pace tra i vari gruppi. Poi le tv ci hanno dipinto quasi come assassini seriali, ma la realtà è che Bouriqua aveva detto basta alla violenza". I sociologi di "Codici - agenzia di ricerca sociale" confermano, così come la seconda sezione della squadra Mobile di Milano, che ha acchiappato gli assassini di Bouriqua. E ha collaborato anche all'arresto dei dominicani che tre settimane fa, in via Padova, hanno ucciso un egiziano.Anche questa storia andrebbe, almeno in parte, rispiegata fuori dai luoghi comuni. I latinos erano stati tutto il giorno a spasso, avevano un appuntamento con un manager musicale e sul bus stavano ascoltando i loro "pezzi". Erano eccitati e contenti, con la speranza di un contratto in serata, quando il giovane, che poi sarebbe morto, gli ha ordinato a brutto muso di smetterla. Non c'era alcuno scontro tra africani e latini, la lite scoppia tra chi era felice e chi non sopportava le risate. E - come succede sempre più spesso, ovunque, tra giovani "depoliticizzati", in cerca di emozioni da film noir nelle discoteche, nei parchi, nelle piazze - sono spuntati i coltelli."Io - continua l'italiano Ryu - non sto dicendo che siamo santi, però è sbagliato descriverci come emarginati. Prova a pensare. Siamo meglio noi, che abbiamo un codice, o quei ragazzi di buona famiglia, perfettamente a posto, che a Milano hanno massacrato un barbone perché ne hanno schifo? Esiste una violenza notevole, in questi anni, e sono le bande che la tengono a freno. È l'esatto contrario di quello che si dice. E guarda che ti parlo con sincerità. Per un po' ho curato una discoteca dei Latin King nella zona di corso Como. Beh, ero alla porta, per evitare i casini, e facevo le perquise. Ho trovato coltelli nelle mutande, negli stivali, dovunque, ma averli non è come usarli".Il fenomeno delle "Pandillas", le bande, nacque a Genova, perché qui a metà degli anni '90 approdano dall'Ecuador migliaia di donne con figli al seguito e senza mariti. I ragazzi, senza controllo, ritrovano un'identità nella banda. Nel 2003 la prima maxi operazione della polizia porta una decina di arresti e individua otto baby gang e nel 2006 viene firmata una storica pace tra Latin King e Nietas (portoricani) con i capi venuti espressamente dal Sudamerica e dagli Usa. In ogni città, comunque, le spedizioni punitive non finiscono. Basta accennare con le mani al gesto di una "corona rovesciata" per togliersi il rosario e andare all'attacco.Un censimento, per difetto, indica in un migliaio i ragazzi nelle gang in Italia, concentrate soprattutto a Milano, Genova, Torino, Roma, Napoli. Milano è la "città madre", dove tutti passano e trovano rifugio, e a parte i Latin King (ecuadoriani), i Comando (peruviani), i Nietas, presenti ovunque, ci sono Trinitarios (domenicani), i salvadoregni Ms (Mara Salvatrucha, occhio ai "18" più che ai "13", i primi riconoscibili dal tatuaggio di tre carte da gioco con il sei), poi i filippini riuniti nella gang "Ghetto", più i tanti italiani, come i "Napoletani del Corvetto". E se a Milano i paninari e i sambabilini sono scomparsi da decenni, inserendosi qui e là, a Roma i pariolini esistono ancora, così come i Coatti, gli Emo e i Truzzi. A Torino c'è una proliferare di micro-gang, dagli Ottogallery, ai Ninja, ai Vatos Locos (latini), ai Truzzi, alle Gotiche, ai Cabinotti. A Genova resta la roccaforte dei Forever e dei Soldao Latinos. A Napoli sono forti i Nietas, ma anche gli italiani R 601.Ci spiega Paul, un ragazzone dalle spalle larghe e i denti bianchissimi, quale bisogno porta questi ragazzi nelle gang. Fa l'elettricista nella zona di Rozzano, paesone alle porte di Milano ribattezzato con ironia "Rozzangeles". "Avevo undici anni - racconta Paul - quando in Ecuador sono entrato in una pandilla. C'era mio fratello, più grande di me di un anno, e là ho visto cose terribili. Ti mettono anche in mano la pistola, e ringrazio Dio che a me non è successo di sparare. Quando sono arrivato a Milano, ho conosciuto, grazie a una collana, un nostro segno, altri come me. E mi sono inserito subito nella gang. Abbiamo degli obblighi seri, se andiamo a scuola dobbiamo essere promossi, se lavoriamo dobbiamo essere stimati. E le donne della gang non sono zoccole, devono vestirsi senza volgarità, e l'aborto è proibito, ci devi pensare prima". Perché entrare nella gang? "Mio padre e i suoi fratelli bevevano, ho imparato le regole della vita grazie alla banda, sono tra amici, non ho mai sgarrato". Ora Paul è papà, lavora, ed era un pezzo grosso, piuttosto temuto.Sarebbe però un errore strategico, non solo politico, ritenere le gang un feudo esclusivamente straniero. Se a Torino si sente dire: "Ci sono dei cabinotti da asciugare, diamoci da fare", attenzione. La frase ha un significato: "cabinotti" sono i ragazzi vestiti da ricchi e "asciugarli", preferibilmente in due zone del centro storico, sta per rapinarli. E le rapine, le risse, gli agguati, non sembrano finire mai.
C'è chi sta ancora contando....le bollicine..c'è chi, nonostante tutto,festeggia in questo modol'arrivo della primavera...la libertà delle idee liberenon si compranon si vendenon si impone..siviveinsiemecomunicando..condividendola.
20/03/2010 "Magliana, nuove vessazioni su immigrati: spesa gratis, minacce e rapina"
Cingalese si ribella e denuncia. Ieri corteo anti-razzismoROMA (20 marzo) - Per mesi ha razziato frutta e bevande dal chiosco gestito da alcuni cingalesi in via della Magliana Nuova: Cristian M. 30 anni, con precedenti per furto e rapina aveva preso l’abitudine di fare la spesa senza pagare. I cingalesi avevano anche un quaderno dove avevano segnato il debito di Cristian, alcune centinaia di euro. L’altra sera, al rapinatore, frutta e birre non gli bastavano più: ha puntato il coltello alla gola di Alì, voleva i soldi che aveva guadagnato, ma il cingalese questa volta ha reagito e quando il rapinatore si è allontanato ha chiamato il 113. L’uomo è stato arrestato dagli agenti del commissariato Monteverde e del reparto volanti.Ancora un’aggressione agli stranieri, in via della Magliana Nuova, poco lontano da via Murlo, dove domenica scorsa una quindicina di italiani ha devastato l’internet point e ferito tre bengalesi. Il raid è scattato per punire uno degli stranieri che si era rifugiato nel locale: uno della banda voleva rubargli un copri telefonino dalla bancarella e lo straniero si era opposto scappando. Sei della banda sono stati arrestati dai carabinieri, tra loro tre minorenni che si trovano nel centro di via Virginia Agnelli, secondo gli inquirenti a capo della banda c’erano i fratelli Emiliano, 35 anni e Alessio M. di 28, nipoti di un boss della banda della Magliana. Il gruppo avrebbe aggredito altri stranieri, tra gli arrestati c’è un minorenne che nel dicembre scorso aveva pestato per rapina un bengalese alla fermata dell’autobus. Ai sei è stata contestata l’aggravante del razzismo.Ieri esponenti dei sindacati, dei partiti politici di sinistra e immigrati, hanno sfilato alla Magliana contro il razzismo, il corteo è stato organizzato dal XV municipio ed è stato aperto con uno striscione dove era scritto, «no al razzismo, sì alla convivenza». Alcuni manifestanti avevano sui giacconi l’adesivo con il disegno di una mano e la scritta, «non toccare il mio amico». E il presidente del Municipio, Gianni Paris, dice: «Mi duole che non ci sia il sindaco, che avevo invitato e che non si riconosca in questa manifestazione pacifica. Il raid di alcuni giorni fa ha sicuramente una matrice razzista e questo non deve più accadere».Per Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile, la rapina all’ambulante straniero, non ha niente a che vedere con il razzismo, «nell’aggressione al cingalese non c’è la componente razzista, ma è chiaro l’atteggiamento vessatorio di chi commette ripetutamente un reato pensando di farla franca perché lo straniero difficilmente denuncia un sopruso. Nel giro di pochi giorni due aggressioni a stranieri alla Magliana, ma sono situazioni che non riguardano soltanto questo quartiere. Ancora una volta è accaduto un episodio che mette in evidenza un sommerso che tocca le fasce deboli, che sono gli stranieri, come le prostitute, persone che subiscono violenze e prepotenze e non si rivolgono alle forze di polizia per paura delle conseguenze. Invece è importante denunciare gli abusi, farli conoscere anche attraverso la rete del sociale. Lo straniero che è vittima di un’aggressione non deve avere paura neanche se è irregolare, perché, come per i testimoni, può beneficiare del permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Il rapinatore del cingalese è stato arrestato, così come gli autori del raid di domenica scorsa, il compito delle forze dell’ordine è di rassicurare la gente ancora di più, con i fatti e la presenza. Alla Magliana come in tutti gli altri quartieri della città». Fonte:ilmessaggero.it
25/03/2010 Inaugurazione "Centro di aggregazione giovanile MaTeMù"
Per info:www.cies.ittel. 06 77264611/36email a.bernardini@cies.it
lunedì 22 marzo 2010 ore 16.30 Casa dell’Architettura piazza Manfredo Fanti 47, Romaper info:www.casadellarchitettura.it
25/03/2010 "“I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza”"
Confederatia Caritas Romania e Caritas ItalianaInvitano alla presentazione del libro “I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza”Roma, giovedì 25 marzo 2010Ore 10,00-12,15Accademia di RomaniaValle Giulia, Piazza José de San Martin 1, Roma IntroduzioneDirettore dell’Accademia di Romania:Prof. Mihai BarbulescuAmbasciatore della Repubblica di Romania:S.E. Razvan RusuDirettore Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali:Dott. Giuseppe Maurizio SilveriDirettore Generale Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale:Dott. Massimiliano MonnanniPresentazione della ricercaDott. Antonio Ricci, Dossier Caritas/Migrantes e Prof.ssa Laura Timsa, Univ. “L. Blaga” di SibiuCommentiDott.ssa Miruna Cajvaneanu, Hotnews Romania: Il punto di vista dei romeniDott. Roberto Nicastro, Unicredit: Imprenditoria e creditoDon Livio Corazza, Caritas Italiana: Immigrazione in Europa e dimensione religiosaDon Egidiu Condac, Confederatia Caritas Romania: Emigrazione impatto sulle famiglieConclusioniPref. Mario Morcone Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’InternoProf. Giorgio Alessandrini, Responsabile Organismo Nazionale di Coordinamento CNELCoordinamento dei lavoriDott. Franco Pittau (Dossier Caritas/Migrantes)Ai partecipanti verrà distribuito gratuitamente il volumeÈ stata predisposta una scheda riassuntiva per i giornalistiAlla fine dell’incontro gli interessatipotranno partecipare a un concerto dei bambini della Missione greco-cattolica di Monaco di BavieraPer informazioniCentro Studi e Ricerche IDOS + 39 06 66514345 – idos@dossierimmigrazione.it
PrimaveraRomana 20107 città fuoriportapratiche di fondazione urbana OltrecittàCittà Ostiensedomenica 21 marzo 2010appuntamento alle 10 a Porta San PaoloRom, Romani, Romeni,concittadini di tutto il mondo,il 21 marzo, PrimaveraRomana si rimetterà in cammino per scoprire, condividere e inventare una Roma diversa. Quest'anno attraverseremo - con l'idea di conoscere, riconoscere e "fondare" - quelle 7 città che hanno costituito il primo approdo fuoriporta, l'inizio di quell'esodo che da più di un secolo sta allontanando la cittadinanza dalla città storica ormai ridotta a simulacro di una millenaria convivenza.Questo esodo lungo le principali vie consolari ha fatto nascere 7 città fuoriporta, già periferie degradate ed oggi uniche dimensioni propriamente urbane, luoghi di confronto e conflitto sociale, sopravvissuti al dissolversi della città. Sono gli spazi più vitali e ricchi di pratiche di cittadinanza, anche se pure qui la gran parte dei beni pubblici non costituiscono dei beni comuni ma sono piuttosto in abbandono o oggetto di speculazioni private. Qui sono tanti i beni da sottrarre alla speculazione e alla cecità amministrativa, scuole, ospedali, aree archeologiche, militari, industriali e ferroviarie, perlopiù sottoutilizzati, in abbandono o gestiti in maniera privatistica e speculativa, senza nessuna considerazione per l'interesse collettivo e per la aspirazioni della cittadinanza. Beni comuni da prendere in cura e ripensare insieme quali luoghi di aggregazione politica, sociale e culturale, secondo "usi civici", ancora una volta da inventare, pratiche fondative di un nuovo statuto di convivenza nell'Oltrecittà.Vorremmo iniziare a ripensare una Roma che, come quella delle origini, sia l'insieme delle tante comunità e delle tante culture che la costituiscono e che si vogliano - ora come allora, nella propria autonomia e nel rispetto reciproco - riconoscere attorno alla costruzione di terreno comune, fatto si spazi da riscoprire e rinventare insieme, luoghi di accoglienza, di scambio, di confronto e di condivisione delle poetiche, delle pratiche e delle politiche di un vivere in comune che in tanti sentiamo il bisogno di ripensare.Vorremmo che questo cammino ci portasse alla convocazione degli stati generali della cittadinanza, una assise in cui possano aver spazio tutte le rappresentanze delle comunità locali, delle associazioni e delle reti di cittadinanza, della regione metropolitana, per discutere e costruire insieme un progetto condiviso di gestione del territorioPer info e visionare l'itinerario:http://primaveraromana.wordpress.com/Per informazioni 333 9530028 a
Accade a Ponte di Nona "II Edizione Primavera del Libro" 22-24/03/2010
Per infowww.genitoriscuolainsieme.org
25/03/2010 “I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza”
Confederatia Caritas Romania e Caritas ItalianaInvitano alla presentazione del libro“I romeni in Italia tra rifiuto e accoglienza”Roma, giovedì 25 marzo 2010Ore 10,00-12,15Accademia di RomaniaValle Giulia, Piazza José de San Martin 1, Roma Ai partecipanti verrà distribuito gratuitamente il volume bilingue edito da Idos/SinnosÈ stata predisposta una scheda riassuntiva per i giornalistiAlla fine dell’incontro gli interessatipotranno partecipare a un concerto dei bambini della Missione greco-cattolica di Monaco di BavieraPer informazioniCentro Studi e Ricerche IDOS + 39 06 66514345 – idos@dossierimmigrazione.it a
mercoledì 17 marzo 2010 ore 15,30 - 19,30Casa dell'Architettura, piazza Manfredo Fanti 47, RomaPIANO CASAIstruzioni per l'usoL'Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Roma, la Regione Lazio e il Comune di Roma discutono sullaLegge regionale n.21/'09 "Piano Casa" Per info e visionare il programma completowww.casadellarchitettura.it
14/03/10 "Fai da te EDUCATION" Corso di coltivazione e semina a Tor Cervara e visita guidata alla Riserva naturale dell'Aniene
Domenica 14 Marzo 2010Ore 11.00Via Tor Cervara 200, RomaPercorso: da Metro Rebibbia autobus 447, 437 (7º fermata)Info: Tel. 06 44361830, 339 8127020, 339 6676412L’auto-gestione e l’auto-recupero dello spazio urbano può creare posti di lavoro per famiglie che versano in stato di indigenza e permettere il risanamento di aree periferiche degradate del tessuto urbano.E’ dagli anni ‘60 che Roma non vede la riappropriazione spontanea delle terre da parte dei suoi cittadini.E’ quanto sta accadendo dal Febbraio del 2009 a Tor Cervara a Roma, ossia da quando, in un quadro di sperimentazione di nuove forme auto-organizzate per il contrasto alla crisi economica, immigrati e italiani hanno dato l’avvio in via di Tor Cervara n. 200 a un progetto di agricoltura urbana, mediante l’auto-produzione di derrate alimentari e l’allevamento di animali da cortile (oltre 300, tra polli, conigli, anatre, pecore), che garantiscono la produzione di prodotti freschi dalle numerose proprietà nutrizionali.Esperienza che ora diventerà anche una scuola di pratiche sostenibili, con l’avvio dalla prossima Domenica 14 Marzo 2010 del corso di “Fai da te EDUCATION”, promosso dall’Associazione Dhaka Zila. Il corso di coltivazione e semina, seguito dalla visita guidata alla Riserva naturale dell’Aniene, è rivolto a bambini e principianti, che desiderano imparare come coltivare l'orto e conoscere il patrimonio naturalistico romano, e si svolgerà col seguente programma:PROGRAMMAOre 11.00: Dimostrazione teorico-pratica di semina degli ortaggiComitato Immigrati in ItaliaOre 12.00: “L’uovo non è prodotto in fabbrica: viva gli animali”!Associazione DhuumcatuOre 13.00: Pranzo etnico gratuitoOfferto dall’Associazione Dhaka ZilaOre 14.30: Visita guidata alla Riserva naturale dell’AnieneComitato Gestione Tor CervaraL’area interessata dalle attività auto-produttive è stata oggetto di pulitura, bonifica e aratura ed è prossima alla semina. Ciascun lotto verrà coltivato esclusivamente con tecniche di agricoltura biologica, destinata alla coltivazione di prodotti locali, esclusivamente di stagione.Sono state costruite 5 recinzioni, che contengono gli animali da cortile, cibati esclusivamente con scarti verdi. L'allevamento avicolo di diverse centinaia di animali, ovvero di galline ovaiole, di polli e di anatre, permette a una decina di famiglie di soddisfare le esigenze di sussistenza primaria.Questo progetto oramai avviato rischia però di bloccarsi. Il primo tentativo di sgombero, di un’area privata rimasta in disuso per decine di anni, è datato 2 Febbraio 2010. Dopo il tentativo di sgombero e il presidio del 9 Febbraio presso la Regione Lazio, diversi rappresentati delle amministrazioni locali sono intervenuti in difesa dei posti di lavoro e direttamente in questa vertenza. Ma la richiesta avanzata in data 22 Febbraio 2010 al Presidente del Municipio V di convocazione di un tavolo congiunto per discutere della destinazione del terreno di via di Tor Cervara e per individuare soluzioni che diano la possibilità di sopravvivere a queste persone, ad oggi non ha avuto risposta.Il “calendario naturale” delle semine - che vede i mesi di Marzo e Aprile centrali per la seminatura dei principali ortaggi, delle piante odorose, da vado e da cucina - non può seguire i tempi della politica, che sembrerebbe dare il suo assenso a proprietari terrieri, che hanno lasciato per decenni un patrimonio naturalistico nel totale degrado e ora chiedono lo sgombero del posto, con l’obiettivo di costruire in una Riserva naturale a ridosso del fiume Aniene.E’ importante dunque l’impegno dei singoli cittadini, delle diverse organizzazioni e delle forze politiche nel sostenere questa vertenza, sollecitando le diverse amministrazioni coinvolte (Municipio V, Comune di Roma, Provincia di Roma, Assessorato al Lavoro e al Bilancio della Regione Lazio, Prefettura e Questura di Roma) a ripensare le politiche ambientali per la tutela delle aree protette in termini anche di opportunità lavorativa e sociale, garantendo posti di lavoro e creando luoghi di socialità. a
11/03/10 "Cassazione, il genitore irregolare va espulso anche se in Italia ha figli che vanno a scuola"
La Corte smentisce una propria precedente sentenza che bocciava l'espulsione di un padreperché avrebbe provocato per i bambini traumi affettivi e un calo nel rendimento scolastico "L'esigenza di garantire la tutela della legalità alle frontiere prevale sul diritto allo studio dei minori"ROMA - Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma "affettivo" e un calo nel rendimento scolastico dei figli. Infatti, secondo il nuovo orientamento della Suprema Corte che smentisce una precedente, recente sentenza, l'esigenza di garantire la tutela della legalità alle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori. La Cassazione - con la sentenza n. 5856 della I sezione civile - ha respinto così il ricorso di un immigrato irregolare albanese, con moglie in possesso di permesso di soggiorno, in attesa della cittadinanza italiana, e due figli minori. L'immigrato, residente a Busto Arsizio (VA), aveva chiesto l'autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto al "sano sviluppo psicofisico" dei suoi bambini, che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del loro padre. I supremi giudici gli hanno risposto che ai clandestini è consentita la permanenza in Italia, per un periodo di tempo determinato, solo in nome di "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza". Queste situazioni d'emergenza, però, non sono quelle che hanno una "tendenziale stabilità " come la frequenza della scuola da parte dei minori e il normale processo educativo formativo che, a parere dei giudici, sono situazioni di "essenziale normalità ". Se così non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentono la permanenza per motivi d'emergenza anche a chi è clandestino, finirebbero con il "legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia".Con questa pronuncia, dunque, i supremi giudici criticano espressamente una precedente decisione della stessa Cassazione (la n.823 del 19 gennaio 2010, I sezione civile) che invece aveva dato il via libera alla permanenza di un papà clandestino; quella sentenza, dice ora la Cassazione, è "riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore", mentre non tiene in considerazione "l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo" della legge sull'immigrazione.Nella sentenza di gennaio, la prima sezione civile della Corte di Cassazione accoglieva il ricorso contro l'espulsione di un immigrato che vive a Roma, motivando la decisione con il fatto che "non può ragionevolmente dubitarsi che, per un minore, specie se in tenerissima età, subire l'allontanamento di un genitore, con conseguente impossibilità di avere rapporti con lui e di poterlo anche soltanto vedere, costituisca un sicuro danno che può porre in serio pericolo uno sviluppo psicofisico, armonico e compiuto". E d'altra parte, in quella sentenza la Cassazione escludeva che "l'interesse del minore venga strumentalizzato al solo fine di legittimare la presenza di soggetti privi dei requisiti dovuti per la permanenza in Italia". Esattamente il ragionamento opposto a quello fatto dalla Suprema Corte nella sentenza odierna.Proprio ieri nel corso di un discorso tenuto al Senato l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, aveva denunciato le politiche del governo italiano nei confronti degli immigrati, "abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale".Le reazioni. "Con questa sentenza della Cassazione si fa un vistoso passo indietro nel senso civile della nostra nazione e nella coerenza fra politica interna e rispetto delle Convenzioni Internazionali sulla tutela dei minori, di cui l'Italia è firmataria", sostiene Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes (Tdh). Per il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, la sentenza è "inumana e indegna di un Paese civile". Secondo Ferrero la Cassazione stabilisce quindi "regole che valgono solo per i poveracci e per chi non ha diritti mentre per i ricchi e i potenti è un continuo emanare decreti ad hoc". Dello stesso avviso il candidato dell'Udc alle prossime regionali in Lombardia, Savino Pezzotta: "Così non si fa altro che creare tensione". Che la sentenza crei "un ulteriore problema" è anche il pensiero di Roberto Salvan, direttore dell'Unicef Italia secondo il quale "le norme sono contraddittorie, tutto ciò produce ulteriore lavoro per i giudici". Maurizio Musolino, responsabile immigrazione del PdCI - Federazione della sinistra si definisce "sbigottito e di fronte a un drammatico passo indietro". Per Navi Pillay l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, "sembra una decisione preoccupante. Devo comunque confrontare tale sentenza con la giurisprudenza già esistente sulla difesa e la tutela dei diritti dei bambini - ha detto la Pillay -. Tuttavia ho ricevuto garanzie e assicurazioni oggi dal ministro Frattini riguardo la protezione e la tutela dei bambini figli di immigrati". Sconcerto è stato espresso invece dall'organizzazione umanitaria EveryOne che chiederanno, hanno fatto sapere, "un appuntamento ufficiale al Presidente della Repubblica affinché intervenga direttamente sulla questione, impedendo che questo nuovo orrore porti ancora più disperazione nella comunità dei migranti, già duramente perseguitata da autorità e istituzioni".E' d'accordo con la sentenza invece il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, con delega alle politiche familiari che però sottolinea che va visto "caso per caso". "La Cassazione - dice - fa salvi infatti i casi invece dove c'è un dato pregiudizievole per i bambini. Ovviamente non si può generalizzare, va visto caso per caso". E la valutazione 'caso per caso' è anche la chiave che sceglie Save the Children. "E' importante che i giudici chiamati a decidere su queste questioni, - afferma Valerio Neri, direttore generale di Save The Children Italia - siano attenti al benessere del minore considerato nella sua totalità, quale stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di benessere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società". Positivo sulla decisione della Cassazione anche il presidente della Provincia di Milano, coordinatore lombardo del Pdl, Guido Podestà. "La strumentalizzazione dell'infanzia - ha affermato - non può arrivare a essere un salvacondotto per restare impropriamente nel nostro Paese". Dello stesso identico avviso anche anche Mariastella Gelmini: "Ritengo giusta la sentenza dei giudici. Il nostro sistema d'istruzione ha sempre incluso e mai escluso e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. La legge è chiara e va rispettata - aggiunge la Gelmini -. Per questo i giudici hanno ragione quando affermano che 'si finirebbe col legittimare l'inserimento di famiglie di clandestini strumentalizzando l'infanzia". Per il ministro Roberto Calderoli "la Corte di Cassazione con questa sentenza ha ristabilito lo stato di diritto in questo Paese. Se si entra nel nostro Paese senza averne i titoli si va incontro all'espulsione".Fonte:repubblica.it
"Corsi di Lingua Italiana per cittadini stranieri immigrati di livello base e conseguente certificazione linguistica “CELI”
4° Centro Territoriale Permanente per l’Istruzione e la Formazione in Età AdultaLuigi di LiegroNell’ambito del progetto “L’Italiano, lingua nostra”, Progetto FEI, Fondo Europeo per la integrazione di Cittadini di paesi terzi, Ministero dell’Interno, dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione in convenzione con l’Università per Stranieri di Perugia, si attivano dei Corsi di Lingua Italiana per cittadini stranieri immigrati di livello base e conseguente certificazione linguistica “CELI” dell’Università per Stranieri di PerugiaPer maggiori infobanca dati dell'EDA presente sul portale del Comune di Roma (www.comune.roma.it)320.4316799 o 320.4316796sms.diliegro@tin.it
Per infoFestival della Musica GiovaneSegreteria ArtisticaDott. Massimo Corelli www.tempodimusica.itDirezione Artistica : Carlo Monticelli Cuggiò
07/03/10: Accade all'Esquilino:Flash-mob "Salviamo l'Ambra Jovinelli!"
Saranno presenti:Cecilia D’Elia assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Romaprof. Armando Gnisci Università Sapienza di RomaAmara Lakhous scrittoreDella Passarelli Sinnos editriceper info e visionare il programmawww.sinnoseditrice.org
Le Biblioteche di Roma organizzano corsi di italiano gratuiti per stranieri
CORSO GRATUITO D´ITALIANO PER STRANIERILe Biblioteche di Roma organizzano un corso di italiano per cinesi che abbiano superato i 16 anni d´età e che siano residenti in Italia da cinque anni (esclusi i rifugiati).Il corso è completamente gratuito. I partecipanti avranno in omaggio il libro di testo e potranno fare l´esame C.E.L.I. (Certificazione Lingua Italiana) gratuitamente, a metà giugno.Il corso ha una durata di 3 mesi, suddiviso in 2 ore di lezione, 2 volte asettimana e si svolgerà presso la Biblioteca Comunale Pigneto, via Attilio Mori, 18.L´orario dei corsi è previsto dalle ore 13 alle 15 del lunedì e del mercoledì.La durata complessiva è di cinquanta/50 ore, con venti/20 ore di uscite educative per la città.La frequenza è obbligatoria.Le iscrizioni devono pervenire entro il 12 marzo 2009.Per effettuare le iscrizioni scrivere una e-mailall´indirizzo:a.dente@bibliotechediroma.it> o telefonare al 329 00077719.
Abitare a Roma.net Roma Flash Mob: stavolta si è ballato da piazza del Popolo a Trinità dei Monti Il 2 marzo "una marea di gente ha fatto la stessa cosa nello stesso istante, una cosa pazza, senza senso, che tutti fanno all’unisono"di Alessia Ciccotti - 02/03/2010Un martedì pomeriggio come tanti quello di oggi a Roma, Piazza del Popolo: la statua della libertà in attesa che qualcuno si avvicini per una foto, il solito gruppo di ragazzi in gita scolastica, quelli che a scuola stamattina non ci sono andati e quelli che dopo le lezioni ai compiti pomeridiani hanno preferito un timido sole dal sapore di primavera, quelli che improvvisano una partita a pallavolo e una serie di avvocati, notai, impiegati, segretarie e commessi in pausa pranzo. Insomma tutto nella norma se non fosse che da un momento all’altro, nel bel mezzo di un tranquillo e ordinario pomeriggio capitolino, un gruppo di giovani iniziano a ballare all’impazzata. Il gruppo si allarga, diventano sempre di più e poi cominciano a muoversi; imboccando via del Corso a tempo di musica. Rieccoli quelli del flash mob; dopo il Mob “Risata” e quello “Abbiamo Peccato”, ecco alla sua terza apparizione l’esercito del “Roma Flash Mob”, vale a dire, come spiegano gli organizzatori «una marea di gente che fa la stessa cosa nello stesso istante, una cosa pazza, senza senso, che tutti fanno all’unisono».Questa volta l’appuntamento era sotto la terrazza del Pincio con il compito di scaricare alcune tracce musicali sul proprio lettore mp3 e alle 15:30 in punto darsi alla pazza gioia a ritmo di Prodigy, Mika e Bob Sinclair. Una volta partita, tra videocamere, macchine fotografiche, le facce divertite di chi sapeva e quelle stupite di chi non sapeva cosa stesse succedendo, la folla si è diretta verso via Condotti e poi piazza di Spagna dove ha letteralmente riempito la scalinata di Trinità dei Monti. Proprio qui c’è stata la seconda parte del flash mob, il Freezing, vale a dire tutti immobili fino al suono della tromba da stadio, e poi… a casa.Semplice divertimento, per stare insieme agli amici e per godersi la propria città: queste le ragioni che hanno spinto tanti dei partecipanti a non mancare all’appuntamento. Appuntamento che si sono dati, ovviamente, tramite facebook e a cui hanno risposto senza pensarci due volte. E considerato che alla domanda: “parteciperesti di nuovo ad un evento simile?” in molti hanno detto: “sicuramente si” c’è da aspettarsi presto un’altra “rapida folla” pronta ad invadere, pacificamente, le vie di Roma.
Per il popolo romeno il giorno di primo marzo è legato all’usanza del mărţişor. In particolare la festa riporta nell'animo la speranza, l'ottimismo, la fiducia in un anno migliore. Dal freddo invernale ai primi raggi del sole, dal buio alla luce, dopo le ultime giornate di freddo, per riscoprire la vita e il sole. Questo trionfo della “Rinascita” è rappresentato tramite “Il mărţişor” che si regala alle persone amiche nel primo giorno di marzo e si indossa i primi dieci giorni del mese. Le credenze popolari dicono che chi indossa il “mărtisor” sarà fortunato e in salute. Nei tempi antichi, il “mărţisor” era fatto di due linee di lana, una bianca e una rossa o nera, come simbolo delle due stagioni principali, inverno ed estate. Le donne facevano questo piccolo dono che legavano al polso e collo dei loro figli. Il “mărţisor” era anche portato da giovanotti e adulti e veniva legato sulle corna delle mucche o sulla porta della stalla, per proteggere la casa. Nei tempi antichi, il 1° marzo era l'inizio di un anno nuovo, un momento in cui la gente aveva bisogno di proteggersi dagli spiriti maligni. Più tardi, si appese una moneta d'oro o un medaglione, con una funzione protettiva. Il “mărţisor” tutt’oggi si porta fino alla fioritura delle rose o dei ciliegi (fino a quando la “vittoria” della primavera non e’ evidente, quando quindi ci sono segni certi che si sia instaurata a pieno titolo). In particolare si tratta di un ciondolo portafortuna che può assumere le più diverse forme simboliche (un tempo monetine d´oro o d´argento, ma anche fili di erba, germogli o fiori; oggi fiori, animaletti, cuoricini, etc, etc). L´usanza consiste nel donare il ciondolino con il suo fiocco bianco e rosso a tutte le donne, dalle nipoti alle nonne, come augurio di buona fortuna, amore e di buon inizio di primavera. Nel nord della Romania, in Moldova e in Bucovina, la tradizione vuole che anche gli uomini ricevano questo simbolo della primavera. Chi lo ha ricevuto lo deve portare attaccato al petto vicino al cuore.Il colore rosso, quello del fuoco, del sangue e del sole, era attribuito alla vita, quindi alla donna. Invece il colore bianco, che richiama la trasparenza dell´acqua e il bianco delle nuvole, era specifico alla saggezza e alla forza dell´uomo. Questi colori, che adesso ritroviamo nel cordoncino del mărţisor, esprimono il legame inseparabile dei due principi, come il continuo movimento della materia. Nel folklore romeno esiste una rappresentazione cromatica delle stagioni: rosso per la primavera, verde o giallo per l’estate, nero o azzurro per l’autunno e bianco per l’inverno. si potrebbe quindi affermare che il filo al quale si appende mărţişorul, intrecciato di bianco e rosso, e’ un simbolo del passaggio dall’inverno alla primavera, che “gorgoglia” di vita come il fuoco ed il sangue.L’urbanizzazione ha portato un’alterazione dell’usanza, soprattutto nella forma del mărţişor, che secondo la tradizione dovrebbe essere esclusivamente bianco (argenti) e tondo, a simboleggiare il sole con tutto ciò che esso rappresenta. Secondo Coşbuc, poeta romeno che ha condotto uno studio sulla tradizione del mărţişor, si porta addosso la figura del sole un po’ come si porterebbe l’icona o il simbolo del Cristo, con scopo protettivo e propiziatorio.Al di là delle varie usanze e delle possibili origini della tradizione, mărţişorul rimane tutt’oggi un simbolo della gioia di vivere che torna a splendere con la primavera, un simbolo del sole onnipotente e della purezza d’animo. Donare un mărţişor, in questo senso, è un po’ come donare un raggio di sole.Il 1° marzo è una festa dai molteplici significati, dove comunque predominano simboli del rinnovamento, di un nuovo inizio (dell’anno, della vita, del ciclo della natura), molto legati alla donna; ecco la ragione per cui questa è l’occasione particolarmente adatta per trasmettere alle donne un messaggio di speranza e di fiducia. a
foto dall'Espresso MultimediaHoli è una festività diffusa soprattutto nel nord India ed la seconda festa importante del mese di Phalguna (febbraio-marzo), celebrata nei giorni che precedono la luna piena.Corrisponde alla festa di primavera, momento dell'anno in cui vi è abbondanza di fiori e frutti; la notte di luna piena in un immenso falò si bruciano i ramoscelli secchi dell'inverno.Il falò richiama una leggenda, tratta da epopee puraniche, che racconta come la demonessa Holika rimase uccisa in una grande pira e venne proclamata la vittoria degli dei sui demoni. La mattina dopo, quando i tizzoni sono freddi, vengono venerate le ceneri sacre e su di esse vengono sparse polveri e acqua colorate a simboleggiare l'arrivo della primavera.La festa di Holi rappresenta anche la gioiosa danza e i giochi del dio Krishna e delle gopi (mandriane) quando egli lancia su di loro le polveri colorate. E ancora oggi nel nord India tutti si trovano nelle piazze, cantando, ballando e suonando rumorosamente e lanciandosi addosso polveri colorate. (dal sito dell'Unione Induista Italiana).

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