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Timestamp: 2019-10-14 05:25:58+00:00

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Statuto di Società Srl a Capitale Ridotto - Studio Savia Commercialisti
Di seguito viene presentato un modello di Statuto di Società Srl a Capitale Ridotto o Srl con capitale sociale inferiore a 10.000 euro.
Lo Statuto Srl a Capitale Ridotto è un allegato all’Atto costitutivo redatto da Notaio. Lo Statuto Srl ordinaria disciplina tutti rapporti tra i soci, gli amministratori, i sindaci ed è valido per tutta la durata della società. L’atto costitutivo è quello che determina gli elementi variabili quali ad esempio chi siano i soci e gli amministratori della società all’atto della costituzione, l’indirizzo della sede sociale, etc.
Allegato “A” al n. di rep. STATUTO DELLA SOCIETÀ’ “………………………. S.R.L.
” Art. 1 – Denominazione La società è denominata “…………………… S.R.L.
Art. 2 – Sede La società ha sede in ……………………….
Art. 3 – Durata La durata della società è fissata fino al 31 dicembre 2050.
Art. 9 – Recesso. Hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso all’approvazione delle decisioni riguardanti: a. il cambiamento dell’oggetto della società; b. la trasformazione della società; c. la fusione e la scissione della società; d. la revoca dello stato di liquidazione; e. il trasferimento della sede della società all’estero; f. il compimento di operazioni che comportino una sostanziale modifica dell’oggetto della società; g. il compimento di operazioni che comportino una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci ai sensi dell’art. 2468, quarto comma Codice Civile.; h. l’aumento del capitale sociale mediante offerta di quote di nuova emissione a terzi. Il diritto di recesso spetta in tutti gli altri casi previsti dalla legge. Qualora la società sia soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi degli articoli 2497 e seguenti Codice Civile, spetterà ai soci il diritto di recesso nelle ipotesi previste dall’articolo 2497 Codice Civile. I soci hanno altre sì il diritto di recedere dalla società, in relazione al disposto dell’articolo 2469 comma secondo Codice Civile. Il socio che intende recedere dalla società deve darne comunicazione all’Organo Amministrativo mediante lettera a/r. La raccomandata deve essere inviata entro il termine di giorni 30 (trenta) dalla trascrizione nel libro delle decisioni dei soci della decisione che lo legittima, con l’indicazione delle generalità del socio recedente e del domicilio per le comunicazioni inerenti al procedimento. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una decisione, esso può essere esercitato non oltre 30 (trenta) giorni dalla sua conoscenza da parte del socio. L’Organo Amministrativo è tenuto a dare comunicazione ai soci dei fatti che possono dare luogo all’esercizio del recesso entro 15 (quindici) giorni dalla data in cui ne è venuto esso stesso a conoscenza. Il recesso si intende esercitato il giorno in cui la comunicazione è pervenuta all’Organo Amministrativo della società. Dell’avvenuto esercizio del recesso deve essere fatta annotazione nel libro dei soci. (oppure depennare se non si adotta il libro soci). Il recesso non può essere esercitato e, se esercitato, perde efficacia se entro 90 (novanta) giorni la società revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società.
Art. 16 – Consiglio di Amministrazione Qualora non vi abbiano provveduto i soci al momento della nomina, il Consiglio di Amministrazione elegge fra i suoi membri un presidente. Le decisioni del Consiglio di Amministrazione, salvo quanto previsto al successivo articolo 17, sono adottate mediante consultazione scritta, ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto. La procedura di consultazione scritta, o di acquisizione del consenso espresso per iscritto non è soggetta a particolari vincoli purché sia assicurato a ciascun amministratore il diritto di partecipare alla decisione e sia assicurata a tutti gli aventi diritto adeguata informazione. La decisione è adottata mediante approvazione per iscritto di un unico documento ovvero di più documenti che contengano il medesimo testo di decisione da parte della maggioranza degli Amministratori. Il procedimento deve concludersi entro 20 (venti) giorni dal suo inizio o nel diverso termine indicato nel testo della decisione. Le decisioni del Consiglio di Amministrazione sono prese con il voto favorevole della maggioranza degli Amministratori in carica ed assumono la data dell’ultima dichiarazione pervenuta nel termine prescritto. Le decisioni degli Amministratori devono essere trascritte senza indugio nel libro delle decisioni degli Amministratori.
Art. 17 – Adunanze del Consiglio di Amministrazione. In caso di richiesta di un terzo dei Consiglieri e comunque in caso di decisioni che riguardano ……………. (l’acquisto, la vendita e la costituzione di diritti reali su beni immobili), il Consiglio di Amministrazione deve deliberare in adunanza collegiale. In questo caso il presidente convoca il Consiglio di Amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinché tutti gli Amministratori siano adeguatamente informati sulle materie da trattare. La convocazione avviene mediante avviso spedito a tutti gli Amministra tori, Sindaci e al Revisore, se nominati, con lettera raccomandata a/r, al- meno 3 (tre) giorni prima dell’adunanza e, in caso di urgenza, almeno un giorno prima. Nell’avviso vengono fissati la data, il luogo e l’ora della riunione, nonché l’ordine del giorno. Il consiglio si riunisce presso la sede sociale o anche altrove, purché in Italia o nel territorio di un altro stato membro dell’Unione Europea. Le adunanze del consiglio e le sue deliberazioni sono valide, anche senza convocazione formale, quando intervengono tutti i consiglieri in carica e il Sindaco, se nominato. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione si possono svolgere anche per audio conferenza o videoconferenza, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali: a. che siano presenti nello stesso luogo il presidente e il segretario della riunione, se nominato, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo; b. che sia consentito al presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione; c. che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione; d. che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti. Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono prese con il voto favorevole della maggioranza dei suoi membri in carica. In caso di Consiglio di Amministrazione composto da due soli membri è richiesto il voto all’unanimità; negli altri casi nell’ipotesi di parità di voti prevale il voto del Presidente del Consiglio di Amministrazione. Delle deliberazioni della seduta si redigerà un verbale firmato dal presi-dente e dal segretario se nominato che dovrà essere trascritto nel libro delle decisioni degli Amministratori. Il Consigliere che si trovi in conflitto di interessi per un argomento, deve comunicarlo prima della votazione relativa; di ciò si darà conto nel verbale.
Art. 19 – Rappresentanza L’Amministratore Unico ha la rappresentanza della società. In caso di nomina del Consiglio di Amministrazione, la rappresentanza spetta al presidente del Consiglio di Amministrazione e ai singoli Amministratori Delegati, se nominati, nell’ambito dei loro poteri di amministrazione. Nel caso di nomina di più Amministratori, la rappresentanza della società spetta agli stessi congiuntamente o disgiuntamente, allo stesso modo in cui sono stati attribuiti in sede di nomina i poteri di amministrazione. La rappresentanza della società spetta anche ai direttori, agli institori e ai procuratori, nei limiti dei poteri loro conferiti in sede di nomina.
Art. 20 – Compensi degli Amministratori Agli Amministratori spetta il rimborso delle spese sostenute per ragioni del loro ufficio. I soci possono inoltre assegnare agli Amministratori un’indennità annuale in misura fissa, ovvero un compenso proporzionale agli utili netti d’esercizio, nonché determinare un’indennità per la cessazione dalla carica e de liberare l’accantonamento per il relativo fondo di quiescenza con modalità stabilite con decisione dei soci. In caso di nomina di un comitato esecutivo o di consiglieri delegati, il loro compenso è stabilito dal Consiglio di Amministrazione al momento del la nomina.
Art. 21 – Sindaco e revisione legale dei conti La società può nominare un Organo di controllo costituito da un solo membro effettivo (in alternativa composto da tre membri effettivi e due supplenti) o un revisore. Nei casi previsti dall’articolo 2477 c.c. la nomina dell’Organo di controllo o del Revisore è obbligatoria. Nei casi di nomina dell’Organo di controllo si applicano le disposizioni del Collegio Sindacale previste in tema di società per azioni. All’Organo di controllo è affidata, in mancanza di nomina del Revisore, il controllo contabile e la revisione legale dei conti. Nel caso di nomina di un Revisore, si applicano le disposizioni previste per lo stesso dal Codice Civile e dal D.lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 e relative disposizioni di attuazione.
Art. 27 – Deleghe. Ogni socio che abbia diritto di intervenire in assemblea può farsi rappresentare anche da soggetto non socio per delega scritta, che deve essere conservata dalla società. Nella delega deve essere specificato il nome del rappresentante con l’indicazione di eventuali facoltà di subdelega. Se la delega viene conferita per la singola assemblea, ha effetto anche per la seconda convocazione. E’ ammessa anche una delega a valere per più assemblee, indipendentemente dal loro ordine del giorno. La rappresentanza può essere conferita agli Amministratori, al Sindaco o al Revisore, se nominati. OPPURE La rappresentanza non può essere conferita agli Amministratori, al Sindaco o al Revisore, se nominati.
Art. 29 – Quorum costitutivi e deliberativi. L’assemblea è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rap presentino almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Nei casi previsti dal precedente articolo 22 lettere d), e) ed f) è comunque richiesto il voto favorevole di tanti soci che rap presentino almeno la metà del capitale sociale (oppure maggioranze superiori del capitale sociale). Nel caso di decisione dei soci assunta con consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto, le decisioni sono prese con il voto favorevole dei soci che rappresentino la maggioranza del capitale sociale. Per introdurre i diritti attribuiti ai singoli soci ai sensi del terzo comma del l’articolo 2468 Codice Civile, è necessario il consenso di tutti i soci. Per modificare o sopprimere i diritti attribuiti ai singoli soci ai sensi del terzo comma dell’articolo 2468 Codice Civile è necessario il consenso di tutti i soci (o derogabile con diritto di recesso). Restano comunque salve le altre disposizioni di legge o del presente sta- tuto che, per particolari decisioni, richiedono diverse specifiche maggioranze.
Art. 30 – Bilancio e utili. Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Gli utili netti risultanti dal bilancio, dedotto almeno il 5% (cinque per cento) da destinare a riserva legale fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale, verranno ripartiti tra i soci in misura propor zionale alla partecipazione da ciascuno posseduta, salvo diversa decisio- ne dei soci e salvo quanto previsto dall’articolo 2463 ultimo comma Codice Civile come aggiunto dall’articolo 9 comma 15 ter D.L. 28 giugno 2013 n. 76 convertito dalla Legge 9 agosto 2013 n. 99.
Art. 32 – Clausola compromissoria. Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra i soci, o tra i soci e la società, avente ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, oppure nei confronti di amministratori, sindaci e liquidatori o tra questi o da essi promossa, ivi comprese quelle relative alla validità delle delibere assembleari o aventi ad oggetto la qualità di socio, sarà devoluta ad arbitrato secondo il Regolamento della Camera Arbitrale del Piemonte nel rispetto della disciplina prevista dagli articoli 34, 35 e 36 del Decreto Legislativo 17 gennaio 2003 n. 5. L’arbitrato si svolgerà secondo la procedura di arbitrato ordinario o arbitrato rapido in conformità con il suddetto Regolamento. La controversia sarà devoluta ad un arbitro unico/collegio arbitrale di tre arbitri. In ogni caso l’arbitro o gli arbitri saranno nominati dalla Camera Arbitrale. OPPURE Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra i soci ovvero tra i soci e la società che abbia ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, ad eccezione di quelle nelle quali la legge prevede l’intervento obbligatorio del Pubblico Ministero, dovrà essere risolta da un unico Arbitro nominato (dal presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ivrea-Pinerolo-Torino oppure dal Presidente del Consiglio Notarile, oppure dal Presidente del Tribunale oppure dal Presi-dente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura) di Torino, il quale dovrà provvedere alla nomina entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta fatta dalla parte più diligente. Nel caso in cui il soggetto designato non vi provveda nel termine previ-sto, la nomina sarà richiesta, dalla parte più diligente, al Presidente del Tribunale del luogo in cui ha sede la società. La sede dell’Arbitro unico sarà presso il proprio domicilio. L’Arbitro dovrà decidere entro 90 (novanta) giorni dalla nomina e deciderà in via rituale secondo diritto. Resta fin d’ora stabilito irrevocabilmente che le risoluzioni e determinazioni dell’Arbitro vincoleranno le parti. L’Arbitro determinerà come ripartire le spese dell’arbitrato tra le parti. La soppressione della presente clausola compromissoria deve essere approvata con delibera dei soci con la maggioranza di almeno due terzi del capitale sociale. I soci assenti o dissenzienti possono, entro i successivi 90 (novanta) giorni, esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 9. Le modifiche del contenuto della presente clausola compromissoria devono essere approvate con delibera dei soci presa con la maggioranza prevista per le modifiche del presente. Per quanto non previsto, si applicano le disposizioni del decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5. OPPURE Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra i soci ovvero tra i soci e la società e che abbia per oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, ad eccezione di quelle nelle quali la legge prevede l’intervento obbliga torio del pubblico ministero o comunque per legge riservate al giudizio dell’autorità giudiziaria ordinaria, dovrà essere risolta da un collegio arbitrale, composto di tre arbitri, tutti nominati (dal presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ivrea-Pinerolo-Torino oppure dal Presidente del Consiglio Notarile, oppure dal Presi dente del Tribunale oppure dal Presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura) del luogo ove ha sede la società, il quale dovrà provvedere alla nomina entro 15 (quindici) giorni dalla richiesta fatta dalla parte più diligente. Nel caso in cui il soggetto designato non vi provveda nel termine previsto, la nomina sarà richiesta, dalla parte più diligente, al Presidente del Tribunale del luogo ove ha sede la società. Gli arbitri così nominati designeranno il presidente del collegio arbitrale. La sede del collegio arbitrale sarà presso il domicilio del presidente del collegio arbitrale. Il collegio arbitrale dovrà decidere entro 60 (sessanta) giorni dalla nomina. Il collegio arbitrale deciderà in via irrituale secondo equità. Resta fin d’ora stabilito irrevocabilmente che le risoluzioni e determinazioni del collegio arbitrale vincoleranno le parti. Il collegio arbitrale determinerà come ripartire le spese dell’arbitrato tra le parti. La soppressione della presente clausola compromissoria deve essere approvata con delibera dei soci con la maggioranza di almeno due terzi del capitale sociale. I soci assenti o dissenzienti possono, entro i successivi 90 (novanta) giorni, esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 9. Le modifiche del contenuto della presente clausola compromissoria devono essere approvate con delibera dei soci presa con la maggioranza prevista per le modifiche del presente. Per quanto non previsto, si applicano le disposizioni del decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 9

Art. 16
 articolo 17

Art. 17

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 27

Art. 29
 articolo 22

Art. 30

Art. 32