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Timestamp: 2018-05-25 03:18:04+00:00

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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI - PDF
1 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI REDATTO AI SENSI DEGLI ARTICOLI 17 c.1 e 28 del D.Lgs.81/08 e nelle more dell' art.3 commi 2 e 3 del D.Lgs.81/08 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE EDUARDO DE FILIPPO MORCONE (BN) Data chiusura documento, ESTRATTO CONFORME AL DISPOSTO DELL' ART.53 D.L.gs 81/2008
2 INDICE MODULO A B ARGOMENTO Criteri adottati per la valutazione dei rischi Note generali B1 Caratteristiche tecniche B2 Organigramma della Sicurezza B3 Descrizione delle attività B4 Elenco lavoratori B5 Mansionario C D E F G H I L M N Z C1 C2 C3 C4 C5 D1 D2 D3 D4 D5 D6 D7 D8 E1 E2 E3 E4 E5 E6 Rischi per la sicurezza dei lavoratori Luoghi di lavoro Attrezzature di lavoro Manipolazione di sostanze pericolose Impianti ed apparecchiature elettriche rischio elettrico Rischio Incendio/Esplosione Rischi per la salute dei lavoratori Agenti chimici(rischio chimico) Agenti fisici (rumore) Agenti fisici (Vibrazioni) Agenti fisici (illuminazione) Agenti fisici (Videoterminale) Agenti fisici (Campi elettromagnetici) Agenti fisici (movimentazione manuale dei carichi) Agenti biologici (rischio biologico) Aspetti organizzativi e gestionali Organizzazione del lavoro Condizioni di lavoro difficili-attività stress-correlate Norme e procedure di lavoro Informazione e Formazione D.Lgs. 645 del (gestanti e puerpere) Sorveglianza sanitaria Coordinamento Segnaletica di sicurezza Uso dei D.P.I. Lavori in quota Rischio Sismico Gestione dell' emergenza Rischi atipici Elenco allegati
3 D a ti aziendali Modulo A Il presente documento è stato redatto ai sensi dell articolo 28 del Decreto Legislativo 81/08. Esso sintetizza il complesso delle operazioni svolte ai fini della valutazione dei rischi di cui all' art.29 del predetto Decreto. La valutazione dei rischi è stata effettuata dal Datore di Lavoro,dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) in collaborazione con il rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza tutti nominati antecedentemente alla stesura del presente documento. Gli atti di nomina sono allegati al presente documento al modulo Z. Metodologia seguita nella valutazione dei rischi L obiettivo della valutazione di tutti i rischi consiste nel consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. La determinazione della funzione di rischio presuppone di definire un modello dell esposizione dei lavoratori a un dato pericolo, che consenta di porre in relazione l entità del danno atteso con la probabilità del suo verificarsi, e questo per ogni condizione operativa all interno delle ipotesi di contorno che rappresentano la normale attività lavorativa. Le linee guida contenute negli orientamenti CEE consigliano di riservare solamente ad alcuni problemi complessi l adozione di un modello matematico di valutazione dei rischi quale ausilio in sede decisionale, come tale riservato agli specialisti; nella grande maggioranza dei posti di lavoro, invece, l espressione matematica di ciò che può essere considerato un rischio accettabile è sostituita dalla messa in atto di un modello di buona pratica corrente. Il documento passa in rassegna tutte le aree del sito in esame e tutte le principali attività svolte allo scopo di individuare, nell ambito delle conoscenze possedute e delle informazioni raccolte, tutti i rischi cui può essere esposto il personale nello svolgimento delle sue funzioni ed i conseguenti danni che lo stesso possa riportare. In assenza di specifiche indicazioni di carattere normativo fatte salve quelle,sommarie e non esaustive,indicate agli artt.28 e 29 del D.Lgs.81/08, lo studio è stato impostato seguendo quanto disponibile a livello di letteratura specializzata con particolare attenzione per i metodi di valutazione del rischio che sono stati pubblicati in altri paesi europei nell'ambito di normative analoghe(recepimento delle medesime direttive CEE).
4 D a ti aziendali Modulo A Si è proceduto, quindi, ad una prima fase di individuazione dei rischi possibili, sulla base dell'esperienza e delle conoscenze disponibili all'atto dell'analisi. Nel caso in oggetto, trattandosi di una attività che si sviluppa in diverse mansioni si è posta l'attenzione ad ognuno di essi riversando un attenzione particolare alle cosiddette aree a rischio specifico. Una volta individuati i rischi possibili e le persone esposte, si è proceduto alla valutazione delle conseguenze di ciascuna tipologia di rischio cercando di attribuire ad ogni evento una stima di probabilità di accadimento, ancora sulla base delle conoscenze disponibili. In tale valutazione si è tenuto conto delle misure di prevenzione adottate. Stabilito un criterio di valutazione, si è proceduto all'attribuzione a ciascun rischio di un indice di gradualità e gravità in funzione del quale si sono definiti eventuali interventi migliorativi. Gli argomenti sono stati trattati sotto forma di moduli, allo scopo di consentire un facile aggiornamento periodico del rapporto di analisi e di valutazione consentendo anche l'inserimento di eventi nuovi la cui rilevanza dovesse evidenziarsi nel seguito o nel corso del confronto con altre parti della scuola sul contenuto del documento. Per la valutazione dei rischi si è tenuto conto di due gruppi di indicazioni normalmente adottati: i parametri oggettivi di valutazione, sintetizzabili in termini di probabilità di accadimento di un evento, valutata anche in funzione del numero di individui esposti, e di dimensione o magnitudo del danno possibile; i parametri soggettivi di valutazione, che hanno riflesso soprattutto sulla gestione del rischio e sulle misure di prevenzione che si intendono attuare in funzione della classificazione effettuata. Questi parametri sono stati stabiliti in modo qualitativo ed arbitrario, per cui non possono avere una valenza assoluta, ma consentono di attribuire un'ordine di magnitudo dei vari rischi secondo un indice di gravità crescente. A tale scopo si sono fissati alcuni criteri di gestione del rischio che possono essere riassunti come segue: La sicurezza del personale ha importanza primaria per la scuola. Qualsiasi rischio che possa avere conseguenze gravi, in termini di vita umana o di lesioni permanenti, va ridotto al minimo al di là di ogni altra considerazione di carattere economico o normativo.
5 D a ti aziendali Modulo A I rischi aventi probabilità di accadimento significativo, anche con conseguenze limitate vengono affrontati adeguando in modo puntuale le strutture e le attrezzature agli standard normativi disponibili. I rischi di lieve entità, relativamente alle conseguenze, anche se con probabilità ridotta, vengono affrontati mediante procedure interne di prevenzione e con addestramento del personale. I criteri di cui sopra saranno comunque oggetto di approfondimento nel tempo e potranno essere variati, se lo si riterrà opportuno, anche in funzione di futuri confronti con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che dovessero avvicendarsi nel tempo. Per la valutazione del rischio si è proceduto come di seguito descritto: Sono state identificate tre aree fondamentali di rischi per la sicurezza : Area C) : Rischi per la sicurezza dei lavoratori. Area D) : Rischi per la salute dei lavoratori. Area E) : Rischi derivanti da aspetti organizzativi e gestionali. L analisi di ciascuna di queste aree di rischi è stata effettuata con l ausilio di una serie di moduli specifici che sono : Per l area C : Modulo C1) : Carenze strutturali dell ambiente di lavoro. Modulo C2) : Carenze di sicurezza su macchine ed apparecchiature. Modulo C3) : Manipolazione di sostanze pericolose. Modulo C4) : Carenza di sicurezza elettrica. Modulo C5) : Rischio di incendio/esplosione. Per l area D : Modulo D1) : Agenti chimici. Modulo D2) : Agenti fisici(rumore). Modulo D3) : Agenti fisici (Vibrazioni). Modulo D4) : Agenti fisici (Illuminazione). Modulo D5) : Agenti fisici (Videoterminale). Modulo D6) : Agenti fisici (Campi elettromagnetici). Modulo D7): Agenti fisici (Movimentazione manuale dei carichi). Modulo D8): Agenti biologici (Rischio biologico). Per l area E : Modulo E1) : Organizzazione del lavoro.
6 D a ti aziendali Modulo A Modulo E2) : Condizioni di lavoro difficili e stress-correlate. Modulo E3) : Norme e procedure di lavoro. Modulo E4) : Formazione ed Informazione. Modulo E5) : Gestanti e puerpere. Modulo E6) : Sorveglianza sanitaria. Il Modulo N intitolato Rischi atipici tratta dei rischi non attinenti propriamente la attività svolta nella scuola e che,normalmente, non si riscontrano,ma che in determinate condizioni,anche rare, potrebbero presentarsi. La presenza di tale modulo è giustificata unicamente dal fatto che il D.Lgs.81/08 prevede,in modo alquanto discutibile, la valutazione di tutti i rischi anche quelli inesistenti. Si fa presente,inoltre,che per la scuola ai sensi dell' art.2 comma 1 del D.Lgs.81/08 la normativa non si applica agli studenti se questi non si trovano in laboratori ed effettivamente utilizzino macchine,sostanze o preparati,agenti chimici,fisici o biologici o anche utilizzino apparecchiature VDT e solo per il tempo di effettivo uso di quanto sopra detto. Si sono identificati, per ogni classe di rischio, i possibili pericoli o fattori di rischio, quali possono essere una sostanza chimica, un agente fisico, una procedura, un impianto, un abitudine individuale, dai quali possa derivare un danno alla salute, intendendosi per pericolo, conformemente alle linee guida della CEE, la proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (sostanza, attrezzo, metodo) avente potenzialità di causare danni. Il dettato normativo è stato utilizzato come indicazione delle prescrizioni cui adeguarsi per garantire la sicurezza. Sono stati valutati i rischi conseguenti al pericolo riscontrato, intendendosi per rischio, conformemente alle linee guida della CEE, la probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione, nonché dimensioni possibili del danno stesso. Per la valutazione del singolo UrischioU (R) si è considerato il prodotto (R=PxD) della UProbabilitàU (P) che un determinato evento si verifichi per il UDanno U(D) che questo evento può provocare. Evidentemente la scelta fatta permette di accettare grandi danni con bassa probabilità di verificarsi ovvero lievi danni con alta probabilità.
7 D a ti aziendali Modulo A Si fa notare che non è possibile avere rischio 0 in quanto il rischio residuo è sempre presente ed ineliminabile. Per la scelta dei valori da attribuire alla probabilità e al danno si sono definiti,in modo arbitrario, dei livelli come indicato nelle tabelle seguenti : UScala delle probabilità Valore Livello Definizioni / Criteri 4 Altamente probabile Esiste una relazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato. Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata per la stessa azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili. Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcuno stupore in azienda. 3 Probabile La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto. Sono noti rari episodi in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe una moderata sorpresa in azienda. 2 Poco probabile La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze improbabili di eventi Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa. 1 Improbabile La mancanza rilevata può provocare un danno solo per la concomitanza di più eventi poco probabili e indipendenti. Non sono noti episodi già verificatisi. Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità.
8 D a ti aziendali Modulo A UScala della magnitudo del danno Valore Livello Definizioni / Criteri 4 Gravissimo Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti mortali o di invalidità totale Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti. 3 Grave Infortunio e/o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale. Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o invalidità residua. 2 Medio Infortunio episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile. Esposizione cronica con effetti reversibili. 1 Lieve Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile. Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili
9 D a ti aziendali Modulo A Si è quindi utilizzata la seguente matrice di rischio : PROBABILITA DANNO I rischi con valore superiore a otto non sono accettabili e devono essere eliminati (rischi che non dovrebbero essere presenti, avendo rispettato tutte le normative vigenti in materia di sicurezza) ; quelli con valore uguale a 4, 6,e 8 sono i rischi che devono essere eliminati nel più breve tempo possibile; i rischi di valore 2 e 3, dove possibile, devono essere eliminati con attività programmatiche; i rischi di valore 1 non vanno presi in considerazione essendo ineliminabili ovvero la spesa per la loro eliminazione è di gran lunga superiore al beneficio ottenuto o ancora, la loro eliminazione determina un miglioramento della sicurezza illusorio. A seguito delle valutazioni effettuate, in merito ai fattori di rischio innanzi elencati, sono state prescritte misure da adottare del tipo di prevenzione e protezione collettiva ed individuale, accompagnate da indicazioni riguardanti la segnaletica di sicurezza ed il programma di manutenzione. Tali prescrizioni sono accompagnate da campi modulo che vengono selezionati a seconda della necessità del relativo intervento. A conclusione di ogni modulo di valutazione sono stati riportati il programma delle misure ritenute opportune per garantire nel tempo il miglioramento dei livelli di sicurezza. Fa eccezione a tale criterio per la valutazione dei rischi il MODULO C5, in quanto la valutazione è effettuata ai sensi del D.M. 10 Marzo 1998 essendo dallo stesso regolamentata in modo specifico. Si rimanda alla lettura di tale modulo per la spiegazione dei criteri adottati. FINE MODULO A
10 N o te generali Modulo B INDICE MODULO B B1. Dati aziendali B2. Organigramma della sicurezza 2.1 Il datore di lavoro 2.2 Il Responsabile del servizio di prevenzione e Protezione 2.3 Il medico competente 2.4 Il rappresentante dei lavoratori 2.5 Gli addetti al Servizio di Prevenzione e protezione 2.6 Gli addetti all emergenza e pronto soccorso 2.7 I preposti B3. Descrizione delle attività B4. Elenco lavoratori B5. Mansionario B6. Caratteristiche tecniche
11 DITTA: Istituto comprensivo statale Eduardo De Filippo Indirizzo Direzione: Via degli Italici,33- Morcone (BN) Modulo B1 DATORE DI LAVORO Nominativo:Prof.ssa Giovanna Leggieri Qualifica: Dirigente Scolastico SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Nominativo del Responsabile: Dott. Pasquale Mongillo Residente: Faicchio (BN),via Marafi, 157.Attestato di frequenza di apposito corso allegato in copia al Modulo Z (conforme ai D.Lgs. 195/2003 ex art. 10 legge 626/94) relativo al Macrosettore Ateco 8 attestato in data 11/04/2007 da AIFOS attestato n. 1538B400; Modulo C attestato dalla Seconda Universita' di Napoli il 06/06/2007. Aggiornamento in tutti i Macrosettori Ateco di 100 ore attestato in data formazione erogata da PuntoSicuro attestato N 411/2969. RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI Nominativo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza: Sig. ra Maria Luigia Gentile Verbale di elezione allegato al modulo Z. Regolarmente formata ai sensi del D.M. 16/01/1997 con corso di ore 32. Attestato allegato al modulo z. ADDETTI ALL EMERGENZA ED ALL ANTINCENDIO Plesso infanzia Morcone Sig.ra: Dora Lombardi Sig.ra: Clara Mastrogiacomo Plesso primaria Morcone Sig.ra: Nicolina Delli Veneri Sig.ra: Saveria Fernanda Diglio Plesso secondaria I Morcone Sig.ra: Carmelina Corbo sig.: Antonio D'Uva Plesso Cuffiano sig.ra: Maria Cristina Valletta
12 Plesso Santa Croce del Sannio sig.ra: Gisella Villani sig.ra: Cristina Cassetta Plesso Sassinoro sig.ra: Luigina Calandrella sig.ra: Maria Teresa Palombo Tutti con Attività di formazione corso tipo B (8 ore) ai sensi del D.M espletata. (Attività soggetta a controllo prevenzione incendi). ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO Plesso infanzia Morcone Sig.ra: Maria Rosaria Delli Veneri Sig.ra: Carmela Panzanella Plesso primaria Morcone Sig.ra: Maria Rosaria Giangiobbe Sig.ra: Petronilla Sgrignoli Plesso secondaria I Morcone Sig.ra: Alfonsina Santa Paoletti sig.: Fernando Guerrera Plesso Cuffiano sig.ra: Loredana De Curtis sig.ra: Maria Cristina Valletta Plesso Santa Croce del Sannio sig.ra: Gisella Villani sig.ra: Grazia Monaco Plesso Sassinoro sig.ra: Luisa Di Benedetto sig.ra: Rosida De Francesco Personale tutto formato da parte del Medico competente ai sensi del D.M. 388/2003. PREPOSTI Plesso infanzia Morcone Sig.ra: Antonietta Ficociello Plesso primaria Morcone Sig.: Bruno La Marra
13 Plesso secondaria I Morcone Sig.ra: Maria Giuseppina Gagliardi sig.: Pellegrino Colesanti Plesso Cuffiano sig.: Federico Catani Plesso Santa Croce del Sannio sig.ra: Franca Maselli Plesso Sassinoro sig.ra: Luisa Di Benedetto ADDETTI ALLA EMANAZIONE DELL'ORDINE DI EVACUAZIONE Sig.ra : Leggieri Giovanna (Datore di lavoro) sig.ra: Gagliardi Maria Giuseppina (Vicario) Plesso infanzia Morcone Sig.ra: Antonietta Ficociello Plesso primaria Morcone Sig.: Bruno La Marra Plesso secondaria I Morcone Sig.ra: Maria Giuseppina Gagliardi sig.: Pellegrino Colesanti Plesso Cuffiano sig.: Federico Catani Plesso Santa Croce del Sannio sig.ra: Franca Maselli Plesso Sassinoro sig.ra: Luisa Di Benedetto RESPONSABILI PER LE CHIAMATE AI VIGILI DEL FUOCO,ALLE FORZE DELL'ORDINE,AL PRONTO SOCCORSO Preposti e,in subordine, personale in servizio presente. RESPONSABILI AD INTERROMPERE L'EROGAZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA,DEL GAS,DELL'ALIMENTAZIONE ELETTRICA DELLA CENTRALE TERMICA Personale in servizio presente.
14 RESPONSABILI CONTROLLO PERIODICO ESTINTORI IDRANTI E CONTROLLO DELLA PRATICABILITA' DELLE VIE DI FUGA Addetti all' antincedio e all' emergenza. (Attività soggetta al registro prevenzione incendi). N o ta di carattere o rganizzativo Modulo B2 (OMISSIS) Rischio sismico Modulo L L'evento sismico è non prevedibile né quantificabile ed è indipendente dall' attività lavorativa svolta : esso è un rischio esogeno. In caso di sisma il personale è stato formato circa la procedura da seguire in ragione di : 1-protezione personale; 2-modalità di abbandono del posto di lavoro; 3-gestione dell' emergenza(all' esterno del fabbricato). Ovviamente le procedure sono utili a limitare i danni alle persone solo per sismi di magnitudo 6-8 grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg. Per terremoti di magnitudo superiore,normalmente di esito letale, non è possibile una positiva gestione dell' emergenza. FINE MODULO L Gestione delle emergenze Modulo M 1 PREMESSA 1.1 Obiettivi e contenuti II presente documento rappresenta il Piano di Emergenza redatto sulla base dei risultati della Valutazione del rischio relativo alle sedi del Istituto Comprensivo Statale di Morcone (BN). Il presente documento è stato elaborato in ottemperanza ai contenuti disposti nell'allegato VIII del D.M. 10/3/98, allo scopo di fornire ai responsabili incaricati dell'attuazione delle misure di emergenza ed evacuazione della sede sopraccitata, indicazioni circa l'adozione di procedure preventive ed operative da attuarsi per: 1 ) evitare l'insorgere di una emergenza; 2) limitare e/o contenere i danni.
15 In relazione ai disposti contenuti nel DM 10/3/98, inoltre, il presente piano è specifico per i luoghi di lavoro occupati dal personale. Il documento contiene: le azioni da attuare preventivamente all'insorgere di una emergenza, ai fini di una corretta gestione dei luoghi di lavoro; le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio o di emergenze diverse; le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere l'intervento delle organizzazioni di pubblico soccorso e/o di primo intervento e per fornire le necessario informazioni al loro arrivo. Nella stesura del piano di emergenza ed evacuazione si è inoltre tenuto conto dei seguenti fattori: caratteristiche dei luoghi di lavoro con particolare riferimento alle vie di esodo; numero delle persone presenti e loro ubicazione; numero di addetti all'attuazione ed al controllo del piano nonché all'assistenza per l'evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, primo soccorso); livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori. Avendo assunto quale obiettivo primario la salvezza della vita umana, il presente documento si propone di realizzare attraverso la pianificazione degli interventi, un rapido ed ordinato sfollamento della sede in caso di pericolo. Il documento è reso noto a tutto il personale addetto alla gestione delle emergenze in modo tale da garantire un'operatività immediata e specifica, evitando per quanto possibile che in caso di emergenza, atteggiamenti di "panico" prevalgano su qualunque altro tipo di comportamento. Per accertare l'effettiva applicabilità e funzionalità del piano, le procedure di evacuazione saranno verificate in sito con prove di evacuazione. Il documento viene periodicamente verificato ed aggiornato nei casi in cui vengano a manifestarsi situazioni anomale che non consentono l'attuazione del piano o quando si effettuano modifiche che variano le condizioni dell'ambiente di lavoro. Soprattutto a seguito delle previste esercitazioni periodiche fatte con gli alunni Definizioni Si riportano, nel seguito, alcune definizioni spesso ricorrenti all'interno del documento ed estrapolate dal D.Lgs. 81/08 e dai D.M. del 30 novembre 1983 e del 10 Marzo 1998: Affollamento: numero massimo ipotizzabile di lavoratori e di altre persone presenti nel luogo di lavoro o in una determinata area dello stesso. Emergenza: situazione straordinaria derivante dal verificarsi di uno o più eventi pericolosi per la salute dei lavoratori o della eventuale popolazione circostante. Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (attrezzatura, prodotto, modello organizzativo, postazione di lavoro) avente la potenzialità di causare danni. Rischio: probabilità che sia raggiunto il limite potenziale di danno nelle condizioni di impiego ovvero di esposizione ad un determinato fattore.
16 Luogo sicuro: luogo dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio. Modulo di uscita: unità di misura della larghezza delle uscite. Il "modulo unitario", che si assume uguale a 0,60 m, esprime la larghezza media occupata da una persona. Sistema di vie di uscita (vie di emergenza): percorso, senza ostacoli al deflusso, che consente alle persone che occupano un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro. Uscita: apertura atta a consentire il deflusso delle persone verso un luogo sicuro, avente altezza non inferiore a 2.00 m. Uscita di emergenza: passaggio che immette in un luogo sicuro. 2 DESCRIZIONE SOMMARIA DELLO STABILE E DELLE VIE DI ESODO 2.1 Luoghi di lavoro La struttura portante degli stabili è in cemento armato, con tompagnature in laterizio per tutti i plessi. Gli automezzi per le operazioni di soccorso/emergenza, accedono in un area a cielo aperto antistante le strutture e sorvegliata. 2.2 Attività svolta L'attività svolta è quella scolastica in via esclusiva. Per alcune figure professionali le attività svolte possono comportare l'espletamento delle proprie mansioni anche all'esterno della struttura. E' da prevedersi, saltuariamente, la presenza presso la sede di dipendenti di Ditte esterne per l'esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria. L'eventuale presenza di esterni, situazione poco frequente in quanto i luoghi di lavoro non sono aperti al pubblico, non è praticamente mai in numero tale da determinare situazioni di affollamento critico nella sede. 3 SISTEMA DI GESTIONE DELLE EMERGENZE 3.1 Organizzazione e livelli dì responsabilità Per quanto concerne i soggetti coinvolti nella gestione, controllo ed attuazione di quanto necessario ad evitare l'insorgere di una situazione di emergenza nonché limitarne e/o contenerne gli effetti sono stati individuati i soggetti a cui sono demandati i poteri decisionali ed i compiti preventivi ed operativi di intervento in caso di emergenza. La scelta dei soggetti designati a svolgere i compiti di intervento in caso di emergenza (squadre di emergenza, prevenzione incendi e lotta antincendio, evacuazione, primo soccorso) è stata effettuata considerando che gli stessi devono essere qualificati (per esperienza e formazione professionale mirata) ed idonei a condurre le necessaria azioni richieste. Le persone designate all'attuazione dei compiti preventivi ed operativi nell emergenza/evacuazione sono divise nei due livelli seguenti: PRIMO LIVELLO:
17 Responsabile Servizio Gestione Emergenza (in via esclusiva Datore di lavoro-dirigente Scolastico e suoi vicari -Responsabili di plesso ) SECONDO LIVELLO: Addetti squadra lotta antincendio, emergenza, evacuazione, primo soccorso Al fine di poter garantire continuità al servizio di emergenza, almeno uno dei lavoratori addetti al SECONDO LIVELLO deve essere sempre presente durante l'orario di lavoro in ogni plesso. I nominativi del personale incaricato alla gestione delle emergenze indicati nel modulo B1 del presente documento sono resi noti a tutti i lavoratori. 3.2 Formazione ed informazione dei lavoratori II contenuto del piano di emergenza ed evacuazione è reso noto a tutti i dipendenti. Gli addetti alla squadra interna di prevenzione incendi e lotta antincendio hanno partecipato al corso di formazione i cui contenuti sono conformi a quanto riportato nell'allegato IX del D.M. 10 marzo 1998 come indicato nel MODULO C Programma delle misure di prevenzione II programma delle misure preventive poste in atto comprende: l'individuazione dei compiti a carattere preventivo assegnati ai soggetti coinvolti nella gestione delle emergenze; il controllo secondo periodicità prefissate, dei presidi antincendio, delle vie di esodo, della segnaletica e di tutti gli impianti di sicurezza di cui la struttura è dotata; la formazione e l'informazione del personale. 4 GESTIONE DELL'EMERGENZA / EVACUAZIONE Nel seguito si riportano, le procedure che gli addetti individuati al paragrafo precedente devono attuare nelle fasi di prevenzione e di gestione operativa dell'emergenza e dell'evacuazione. Non si vuole con questo schematizzare in modo assoluto le azioni da intraprendere in caso di incidente né di contemplare tutti i possibili comportamenti da adottare in una simile situazione, in quanto azioni e comportamenti dovranno essere di volta in volta valutati e quindi adottati in relazione al tipo ed alla gravita dell'evento occorso (Metodo Augustus). 1 Procedure di prevenzione
18 ISTRUZIONI PER LA PERSONA CHE RILEVA UN'ANOMALIA CHE PUÒ COMPROMETTERE LA SICUREZZA DEL PERSONALE PRESENTE NELLA SEDE Chi dovesse rilevare un'anomalia nelle misure, e/o dispositivi di sicurezza predisposti, deve darne segnalazione immediata agli addetti di SECONDO LIVELLO, indicando: 1) la tipologia (manomissione della segnaletica, assenza di estintori dove segnalati, vie di esodo ostruite, ecc..); 2) il luogo nel quale è stata rilevata Norme specifiche per livello di responsabilità PRIMO LIVELLO Responsabile Servizio Gestione Emergenza (Datore di lavoro o suo vicario) Costituisce il massimo livello decisionale ed è di sua competenza quanto segue: individuare gli addetti di SECONDO LIVELLO; assicurare a tutti i dipendenti la conoscenza dei nominativi degli addetti alla gestione dell'emergenza; assicurarsi che tutti i dipendenti conoscano il contenuto delle procedure di gestione delle emergenze; far effettuare periodicamente esercitazioni pratiche che comportino l'evacuazione dello stabile ed il trasferimento nel punto di raccolta; far annotare in apposito registro gli interventi di controllo effettuati all'interno dell'edificio su tutti i presidi di sicurezza predisposti. il corretto posizionamento e la facile accessibilità degli estintori, nonché verificare che gli stessi siano controllati semestralmente dalla ditta incaricata; la non manomissione della segnaletica di sicurezza predisposta; la praticabilità delle vie d'esodo, facendo sgomberare le vie e le uscite di emergenza da eventuale materiale che ne impedisca l'agevole utilizzo; la funzionalità dei mezzi antincendio e di ogni altro dispositivo o attrezzatura finalizzata alla sicurezza; l'assenza di materiali infiammabili nei locali non idoneamente predisposti; il materiale necessario per il primo Pronto Soccorso. Inoltre egli: gestisce gli addetti al secondo livello durante le fasi di emergenza.
19 SECONDO LIVELLO Addetti squadra di lotta antincendio, emergenza ed evacuazione È di loro competenza: conoscere il posizionamento dei mezzi antincendio presenti in sede, l'ubicazione dei dispositivi di intercettazione della rete idrica, del combustibile e dell'energia elettrica; sorvegliare gli estintori, controllandone il corretto posizionamento e la facile accessibilità mantenendo sgombra da qualsiasi materiale l'area ad essi antistante; controllare periodicamente che la segnaletica di sicurezza non sia stata oggetto di manomissione; controllare la praticabilità delle vie di esodo e la facile apertura delle porte ubicate sui percorsi di esodo ed in corrispondenza alle uscite di emergenza; vigilare affinché nei locali non idoneamente predisposti non siano presenti materiali infiammabili; conoscere le procedure da attuare in caso di emergenza ed evacuazione, quelle stabilite per chiamare gli enti esterni preposti al pubblico soccorso e per coadiuvarli nel modo più consono al loro arrivo; conoscere i metodi per il recupero e soccorso di eventuali feriti; controllare il contenuto della cassetta pronto soccorso; sapere come dare la segnalazione di allarme e/o evacuazione; segnalare al PRIMO LIVELLO tutte le notizie utili al fine di mantenere agibili i percorsi di evacuazione (es. ostruzione di passaggi, asportazione di cartelli di sicurezza, mancanza di maniglie sulle porte ubicate su detti percorsi, ecc.) e le eventuali anomalie riscontrate sui mezzi di lotta antincendio. 4.2 Procedure operative di emergenza ed evacuazione RILEVAZIONE DELL'EMERGENZA E SEGNALAZIONE DI ALLARME La segnalazione dell'allarme è la prima delle azioni che vengono effettuate per gestire al meglio l'emergenza ed è immediatamente conseguente alla rilevazione della stessa. L'emergenza può avvenire: 1) all'esterno della sede, per cui la comunicazione viene data da persone estranee (es. passanti,ecc.); 2) all'interno della sede NORME SPECIFICHE PER LIVELLO DI RESPONSABILITÀ' I comportamenti da tenere da parte della persona che rileva una situazione di pericolo e/o di emergenza sono nel seguito riportati: NORME PER TUTTO IL PERSONALE
20 a) Segna/azione di pericolo La persona che rileva una situazione di pericolo e/o di emergenza deve avvisare direttamente il centralino e/o il personale preposto alla gestione delle emergenze presente in sede, indicando: Locale coinvolto. Natura e gravita dell'evento. Presenza di persone in pericolo (anche dubbia). b) Intervento di emergenza II personale presente può tentare un intervento di emergenza ma solo qualora la persona sia in grado di farlo senza mettere in pericolo la propria e l'altrui incolumità. In caso di focolai d'incendio, in attesa dell'intervento degli addetti, la persona può cercare di spegnere le fiamme usando gli estintori disponibili, seguendo comunque attentamente le norme per il loro utilizzo scritte sull'etichetta. Si rammenta di non utilizzare MAI acqua per spegnere focolai di incendio che coinvolgono cavi o apparecchiature elettriche in tensione e) Modalità di evacuazione in emergenza All'avviso di allarme impartito localmente agli addetti al 2 livello, che segnala la necessità di evacuazione, il personale in sede è tenuto a: interrompere immediatamente ogni attività, mantenere la calma ed evitare atteggiamenti di panico; abbandonare la propria postazione di lavoro, e dirigersi verso le uscite di emergenza del piano in cui si trova; non portare al seguito oggetti, libri o materiale di alcun tipo; camminare ordinatamente, in modo sollecito, senza creare intralcio, spingere né urlare; non tornare indietro per nessun motivo; non ostruire gli accessi allo stabile; non abbandonare oggetti lungo il percorso, né provocare la caduta di arredi o apparecchiature che possano essere d'intralcio alle altre persone; seguire le indicazioni degli addetti all'evacuazione e dirigersi verso il punto di raccolta prestabilito; una volta raggiunto il punto di raccolta, restare uniti in modo da facilitare il censimento ed attendere istruzioni; collaborare con gli addetti all'evacuazione per controllare le presenze dei colleghi e degli ospiti prima e dopo lo sfollamento. Il docente di classe porterà il registro nel punto di raccolta e farà l'appello,comunicherà eventuali assenti al punto di raccolta ma presenti in aula agli addetti di 2 livello. In presenza di fiamme o fumo è opportuno: se possibile, bagnare un fazzoletto e legarlo sulla bocca e sul naso, per proteggere le vie respiratorie dal fumo; camminare carponi in quanto il fumo tende ad andare verso l'alto.

References: art.3
 ART.53
 articolo 28
 art.29
 art.2
 art. 10