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Timestamp: 2013-05-18 11:11:59+00:00

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Diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio(23682 parole totali contate in questo testo)(26935 letture) NOTIZIE IN BREVE
Fissata la misura degli importi del diritto annuale per l'anno 2013 Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 21 dicembre 2012, Prot. 0261118, ha determinato le misure del diritto annuale per l�anno 2013 dovuto alle Camere di Commercio da parte delle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese.
DIRITTO ANNUALE 2012 - proroga di pagamento al 9 luglio 2012 E� stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 12 giugno 2012, il D.P.C.M. 6 giugno 2012, recante �Differimento, per l'anno 2012, dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali�.
Con tale decreto vengono prorogati i termini per il versamento delle imposte di UNICO 2012 - compreso il DIRITTO ANNUALE - dal 18 giugno al 9 luglio 2012.
Fissata la misura degli importi del diritto annuale per l'anno 2012 Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 27 dicembre 2011, Prot. n. 255658, ha determinato le misure del diritto annuale per l�anno 2012 dovuto alle Camere di Commercio da parte delle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese.
Dal 1� gennaio 2012 interessi legali all' 2,5% Con decreto del 12 dicembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2011, il Ministero dell�Economia e delle Finanze, sulla base del rendimento medio dei titoli di Stato e del tasso di inflazione annuo, ha stabilito che la misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del Codice Civile - a decorrere dal 1� gennaio 2012 - passa dal 1,5% all'2,5% in ragione d'anno.
DIRITTO ANNUALE � Pubblicato il decreto che determina gli importi del diritto annuale per l�anno 2011 E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 giugno 2011, il decreto interministeriale 21 aprile 2011, con il quale sono state determinate le misure del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio per l'anno 2011.
DIRITTO ANNUALE � Posticipati i termini di pagamento per l�anno 2011 E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2011, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 maggio 2011, con il quale sono stati stabiliti i termini di effettuazione dei versamenti delle imposte da parte dei contribuenti per l'anno 2011.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 30 maggio 2011, Prot. 0103161, ha fornito delucidazioni in merito all'applicazione di tale decreto al diritto annuale.
DIRITTO ANNUALE � Firmato il decreto che fissa gli importi del diritto annuale per l'anno 2011 Reso noto il testo del decreto interministeriale 21 aprile 2011 (in corso di registrazione alla Corte dei Conti), che fissa gli importi del diritto annuale per l'anno 2011.
Ravvedimento operoso - Cambiano le percentuali di sanzioni La legge n. 220/2010 (legge di stabilit� 2011) ha modificato le percentuali di sanzione. Le nuove percentuali (3% per ravvedimenti entro 30 giorni dalla scadenza e 3,75% per ravvedimenti entro un anno) si applicheranno per le violazioni commesse a partire dal 1� febbraio 2011.
NOVITA' per il diritto annuale per l'anno 2011 - Nota del Ministero Con Nota del 30 dicembre 2010, Prot. n. 201046, il Ministero dello Sviluppo Economico ha individuato le misure del diritto annuale da applicare alle nuove imprese ed unit� locali che si iscrivono al Registro delle imprese ed ai nuovi soggetti che si iscrivono al REA a decorrere dal 1� gennaio 2011.
Dal 1� gennaio 2011 interessi legali all' 1,5% Con decreto del 7 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2010, il Ministero dell�Economia e delle Finanze, sulla base del rendimento medio dei titoli di Stato e del tasso di inflazione annuo, ha stabilito che la misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del Codice Civile - a decorrere dal 1� gennaio 2011 - passa dal 1% all'1,5% in ragione d'anno.
Terremoto dell�Abruzzo � L�Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla ripresa dei versamenti tributari e contributivi Fissate le regole per la ripresa degli adempimenti e dei versamenti dei contribuenti della Regione Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Sono previsti tempi diversi, a seconda che si tratti di contribuenti fuori o all'interno del cratere sismico. I tempi e le modalit� sono indicati nella Circolare 44/E dell'Agenzia delle Entrate del 13 agosto 2010. Il testo della circolare viene riportato nell'Appendice normativa
Proroga del pagamento del diritto annuale 2010 per le imprese assoggettate agli studi di settore E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 19 giugno 2010, il D.P.C.M. 10 giugno 2010 con il quale si prevede � come per l�anno 2009 � uno slittamento dal 16 giugno al 6 luglio del termine di pagamento del primo acconto delle imposte per l'anno 2010 per i contribuenti che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.
Soppressione dei codici tributo istituiti in via provvisoria per le Camere di Commercio di Fermo e Monza e Brianza L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 12/E del 24 febbraio 2010, ha ritenuto di dover sopprimere i codici tributo 3863, 3864, 3865, 3866, 3867, 3868, 3870 e 3871 al fine di non creare confusione e disagi ai contribuenti.
A decorrere dal 1� agosto 2010, per tutte le Camere di Commercio, comprese quella di Fermo e quella di Monza e Brianza, il versamento dei diritti camerali dovr� essere effettuato con il Modello F24, utilizzando i codici tributo 3850, 3851, 3852 e 3869, da abbinare alle sigle automobilistiche (Vedi: Punto 7.2).
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che stabilisce le misure del diritto annuale per l'anno 2010 E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2010, il decreto interministeriale 22 dicembre 2009, con il quale sono state stabilite le misure del diritto annuale dovuto per l�anno 2010 dalle imprese, iscritte o annotate nel Registro delle imprese, alle Camere di Commercio ai sensi dell�articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. Dal 1� gennaio 2010 interessi legali all' 1% Con decreto del 4 dicembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2009, il Ministero dell�Economia e delle Finanze, sulla base del rendimento medio dei titoli di Stato e del tasso di inflazione annuo, ha stabilito che la misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del Codice Civile - a decorrere dal 1� gennaio 2010 - passa dal 3% all'1% in ragione d'anno.
Diritto annuale per le imprese esercenti attivit� di distribuzione di carburanti - Anno 2009 All'articolo 44 della Legge 23 luglio 2009, n. 99, recante �Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonch� in materia di energia�, viene previsto che, ai fini dell'accertamento e della riscossione del diritto annuale dovuto a ogni singola Camera di Commercio, limitatamente al versamento del diritto annuale relativo all�anno 2009, il fatturato delle imprese esercenti attivit� di distribuzione di carburanti s'intende al netto delle accise. Proroga del pagamento del diritto annuale 2009 per le imprese assoggettate agli studi di settore E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2009, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 giugno 2009, con cui viene prorogato il termine del pagamento del primo acconto delle imposte per l'anno 2009 per i contribuenti che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. Il testo del decreto e i commenti vengono riportati pi� sotto.
TERREMOTO DELL'AQUILA - Sospensione del pagamento del diritto annuale La Camera di Commercio dell�Aquila informa che sono sospesi i termini di versamento riferiti al diritto annuale per il 2009 per le imprese operanti nei territori dei Comuni della provincia dell�Aquila colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
I Comuni interessati, individuati dal decreto del Commissario delegato del 16 aprile 2009, n. 3, sono i seguenti:
Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio neVestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
Diritto annuale 2008 � 16 giugno 2009: scadenza ravvedimento operoso Si ricorda che entro il 16 giugno 2009 � possibile regolarizzare gli omessi o insufficienti versamenti del diritto annuale 2008 ricorrendo al ravvedimento operoso.
Il termine massimo per regolarizzare �, infatti, un anno dalla violazione.
Pertanto, per fare degli esempi, per i soggetti gi� iscritti al Registro Imprese alla data del 1� gennaio 2008, tenuti al pagamento del diritto entro il 16 giugno 2008, la scadenza � il 16 giugno 2009.
Per i soggetti iscritti al Registro Imprese nel corso dell�anno 2008 il termine di un anno per usufruire del ravvedimento operoso decorre dal trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda di iscrizione. Pubblicato il decreto che fissa gli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2009
In data 15 maggio 2009, � stato pubblicato, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto interministeriale 30 aprile 2009 (registrato alla Corte dei Conti il 14 maggio 2009), concernente �Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l�anno 2009 dalle imprese alle camere di commercio ai sensi dell�articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580�.
Il decreto � stato, poi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 19 maggio 2009.
CORTE DI GIUSTIZIA UE - DIRITTO CAMERALE ANNUALE COMPATIBILE CON LA NORMATIVA EUROPEA Accogliendo le conclusioni dell�Avvocato generale, la Corte di giustizia UE, con la Sentenza del 19 aprile 2012, causa n. C-443/09, ha dichiarato la compatibilit� del diritto camerale annuale dovuto alle Camere di Commercio rispetto alla normativa comunitaria.
Il rinvio pregiudiziale alla Corte � stato presentato dal giudice delegato della Sezione Fallimentare del Tribunale di Cosenza a fronte della domanda di ammissione al passivo fallimentare presentata dalla Camera di Commercio di Cosenza per il diritto annuale dovuto dall�impresa fallita per l�anno 2009.
A parere del giudice, il diritto annuale sarebbe privo del carattere remunerativo e, quindi, in contrasto con la normativa comunitaria, in quanto il calcolo del medesimo, previsto dall�art. 18 commi 3-6 della L. n. 580/1993 (nella formulazione precedente le modifiche apportate dall�art. 1, comma 19, del DLgs. n. 23/2010), non sarebbe ancorato direttamente al costo del servizio reso alle imprese in relazione al mantenimento dell�iscrizione nel Registro delle imprese.
L�art. 5, comma 1, lett. c), della Direttiva 2008/7/CE del Consiglio del 12 febbraio 2008 dispone che gli Stati membri non possano assoggettare le societ� di capitali ad alcuna forma di imposizione indiretta, tra l�altro, per le operazioni di registrazione o qualsiasi altra formalit� preliminare all�esercizio di un�attivit� alla quale una societ� di capitali pu� essere soggetta a causa della sua forma giuridica. Peraltro, in deroga alla disposizione, ai sensi dell�art. 6 comma 1 lett. e) della medesima Direttiva, possono essere applicati diritti di carattere remunerativo.
In conformit� a precedenti pronunce, la Corte precisa che il divieto di imposizione indiretta �� giustificato dal fatto che, anche se le imposte di cui trattasi non colpiscono i conferimenti di capitali in quanto tali, esse sono tuttavia riscosse per le formalit� connesse alla forma giuridica della societ�, vale a dire a motivo dello strumento impiegato per raccogliere capitali, sicch� il loro mantenimento rischierebbe di mettere in discussione anche gli scopi perseguiti dalla direttiva 2008/7�.
Inoltre, la norma indicata deve essere interpretata estensivamente, in modo da comprendere non solo le procedure preliminari all�esercizio dell�attivit� di una societ� di capitali, ma anche le formalit� che condizionano l�esercizio e la prosecuzione dell�attivit� della societ� stessa.
Tanto premesso � a parere della Corte � la norma non pone alcun divieto all�istituzione di un�imposta, quale quella italiana, dovuta annualmente in ragione dell�iscrizione di un�impresa presso una Camera di Commercio, in quanto il fatto generatore del tributo consiste non nella registrazione della societ� o della persona giuridica titolare di un�impresa, bens� nella registrazione dell�impresa, indipendentemente dalla forma giuridica dalla stessa assunta. Infatti, il diritto camerale italiano prescinde dalla qualificazione giuridica dell�ente titolare dell�impresa, gravando sia sulle imprese aventi la forma di societ� di capitali, sia su quelle con un�altra forma giuridica (ad esempio, le imprese individuali).
Inoltre, la commisurazione del tributo in base al fatturato dell�impresa esclude che lo stesso possa rappresentare una formalit� maggiormente onerosa in base alla forma della societ�.
Da tutto ci� consegue che il diritto camerale annuale non risulta collegato a formalit� alle quali possono essere assoggettate le societ� di capitali in ragione della loro forma giuridica.
Inquadrato in tal modo il presupposto del tributo (registrazione dell�impresa, a prescindere dalla sua forma giuridica), risultano irrilevanti � a parere della Corte � le ulteriori osservazioni circa la natura costitutiva che l�adempimento dell�iscrizione nel Registro delle imprese assume per le societ� di capitali e la debenza del tributo anche nel caso in cui l�impresa non eserciti alcuna attivit� economica.
. Se vuoi scaricare il testo della Direttiva 2008/7/CE del Consiglio del 12 febbraio 2008, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, clicca QUI.
IL DIRITTO ANNUALE IN PILLOLE
Tutte le imprese che, al 1� gennaio di ogni anno, sono iscritte o annotate nel Registro delle imprese, nonch� tutte le imprese che si iscrivono o vengono annotate nel Registro delle imprese nel corso dell�anno di riferimento. Nel caso l�impresa, oltre alla sede principale, ha sedi secondarie o unit� locali nella stessa provincia o in altre province, � dovuto il pagamento di un ulteriore diritto, pari al 20% del diritto pagato per la sede, a ciascuna Camera di Commercio competente per territorio. La stessa regola si applica alle imprese con sede legale all�estero e uffici operativi in Italia. L�importo del diritto non � frazionabile in rapporto alla durata di iscrizione nell�anno. Sono SOGGETTI OBBLIGATI al pagamento del diritto annuale anche le societ�: �	in liquidazione o in scioglimento �	inattive dalla costituzione �	che abbiano cessato o sospeso l'attivit� �	cessate nel corso dell'anno.
Fino al 2010, non erano tenuti al pagamento del diritto annuale gli esercenti le attivit� economiche di cui all'articolo 9, comma 2, punto a) del D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581. Si tratta di tutti quei soggetti collettivi che, oltre alla attivit� istituzionale di natura ideale, culturale e ricreativa, svolgono una qualche attivit� economica e sono iscritti solamente nel solo REA (associazioni, fondazioni, comitati, ecc.). Con la riforma apportata con il D. Lgs. n. 23/2010, a decorrere dal 1� gennaio 2011 anche questi soggetti saranno tenuti al pagamento del diritto annuale, come tutte le altre imprese iscritte nel Registro.
Dunque, a decorrere dall'anno 2011, non esistono pi� imprese o altri soggetti che, essendo iscritti nel Registro delle imprese o nel solo REA, siano esentati dal pagamento del diritto annuale. 2. Natura del diritto annuale
Il diritto camerale, dovuto annualmente dalle imprese alle Camere di Commercio, ha natura tributaria, sebbene non si tratti di "tributo locale". Pertanto, le relative controversie appartengono, a seguito della legge 28 dicembre 2001, n. 448, alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie.
Questo � quanto sostentuto nella Sentenza n. 13549 del 24 giugno 2005 con la quale la Cassazione a Sezioni unite - tornando a esprimersi sull'oggetto della giurisdizione tributaria come disciplinato dal rinnovato articolo 2 del Dlgs 31 dicembre 1992, n. 546 - ha modificato il precedente orientamento.
Il testo della Sentenza viene riportato nella sezione "Giurisprudenza in materia di diritto annuale".
3. Determinazione degli importi
A decorrere dall�anno 2001, per effetto del disposto di cui all�articolo 17 della Legge 23 dicembre 1999, n. 488 (legge finanziaria 2000), la disciplina del diritto annuale, contenuta nell'art. 18 della Legge 29 dicembre 1993, n. 580, ha subito un radicale cambiamento sia per le modalit� di pagamento che per la determinazione degli importi. Mentre nel sistema precedente, i diritti annuali erano determinati in misura fissa per le ditte individuali, per le societ� di persone, per le societ� cooperative e per i consorzi e in misura variabile, correlata all�ammontare del capitale sociale, per le altre societ�, a decorrere dall�anno 2001, per le imprese iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese (imprenditori individuali, imprese agricole, coltivatori diretti, ecc.) il diritto annuale continuer� ad essere determinato in misura fissa, mentre per le imprese iscritte nella sezioni ordinaria (societ� di persone e di capitali, cooperative e consorzi, ecc.), le quote dovute saranno commisurate al fatturato dell'esercizio precedente e determinate per scaglioni di fatturato, attualmente fissati in quattro. Considerata la novit� assoluta introdotta dalla legge n. 488/2000, il legislatore ha ritenuto opportuno di determinare un�applicazione graduale prevedendo, inizialmente, un periodo transitorio di almeno due anni (2001 e 2002). Tale periodo transitorio � stato successivamente pi� volte prorogato:
- per altri tre anni, per effetto del disposto di cui all�art. 44, comma 2, della legge 14 dicembre 2002, n . 273; - per un ulteriore anno, per effetto del disposto di cui all'art. 12 del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, convertito dalla legge n. 51/2006;
- per un ulteriore anno, per effetto del disposto di cui all'art. 4, comma 4, del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300, comnvertito dalla legge n. 17/2007.
Per cui il periodo transitorio, che doveva durare solo due anni, si � protratto, per ora, fino all'anno 2007. Ci� lascia capire quanto l'attuale norma sia di difficile applicazione e che debba essere necessariamente rivista e corretta.
Con il D.M. 1� febbraio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 4 marzo 2008) sono state fissate le misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2008 dalle imprese alle Camere di Commercio e vengono introdotte novit� di rilievo che riguardano sia gli importi che gli scaglioni di fatturato, che passano da quattro ad otto.
Con la riforma apportata con il D. Lgs. n. 23/2010, a decorrere dall'anno 2011 alcuni tipi di imprese (societ� semplici agricole e non; societ� tra avvocati; imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del Eegistro imprese) subiranno una variazione nel sistema di determinazione della misura del diritto annuale da pagare. Di questo argomento si parler� pi� avanti nella sezione dedicata al diritto annuale per l'anno 2011.
4. Maggiorazioni stabilite dalla singole Camere di Commercio In base al disposto di cui all�art. 18, comma 6 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, �per il cofinanziamento di iniziative aventi per scopo l'aumento della produzione e il miglioramento delle condizioni economiche della circoscrizione territoriale di competenza�, le Camere di Commercio, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello provinciale, possono aumentare per gli esercizi di riferimento la misura del diritto annuale fino a un massimo del 20 per cento. La Camere di Commercio che hanno deliberato una maggiorazione del diritto annuale per l'anno 2010 sono le seguenti:
Agrigento - Alessandria - Asti - Cagliari - Caltanissetta - Catania - Enna - Firenze - Gorizia - La Spezia - Livorno - Macerata - Mantova - Massa Carrara - Messina - Palermo - Perugia - Pisa - Prato - Ragusa - Ravenna - Rimini - Siena - Trapani - Trieste - Verbano Cusio Ossola - Vercelli - Verona.
Per le percentuali di maggiorazione, si vedano le tabelle riportate sotto.
5. Termini di pagamento I termini di pagamento sono cos� stabiliti: a) per le imprese gi� iscritte: coincidono con quelli del versamento del primo acconto delle imposte sui redditi; b) per le imprese che si iscrivono al Registro delle Imprese nel corso dell�anno: all'atto dell'iscrizione, insieme ai diritti di segreteria. E' possibile effettuare il versamento fino a 30 giorni successivi, con una maggiorazione dello 0,40%.
Per fissare il termine di pagamento del diritto annuale � necessario rifarsi al D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435, e precisamente all'art. 17 (Razionalizzazione dei termini di versamento), il quale, fino al 3 luglio 2006, aveva fissato come data di versamento del saldo dell'IRAP il 20 giugno.
A decorrere dal 4 luglio 2006, per effetto del disposto di cui al comma 11, dell�art. 37, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che ha modificato l�articolo 17, comma 1, del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435, la data del 20 giugno � stata anticipata al giorno 16 giugno.
6. Versamento del diritto annuale e certificazioni del Registro delle imprese Il mancato pagamento del diritto annuale impedisce il rilascio di certificati del Registro imprese (Cfr. art. 24, comma 35, della L. n. 449/1997 come modificato dall'art. 17 della L. n. 133/1999).
Con una Nota del 30 settembre 2005, Prot. 0008929, il Ministero delle attivit� produttive ha tenuto a precisare che il blocco delle certificazioni deve essere applicato solo nell'anno successivo a quello per il quale non risulti effettuato il versamento del diritto annuale e non anche a fronte di un mancato versamento relativo ad annualit� precedenti.
Si riscontra anche che in alcune Camere di Commercio, il mancato pagamento del diritto annuale impedisce anche il rilascio della firma digitale.
Secondo il nostro parere, per effetto dell'entrata in vigore dell'istituto del ravvedimento (D.P.R. n. 472/1997), tale norma � da considerare implicitamente abrogata.
7. Modalit� di pagamento - F24 telematico - Codici tributo Per il pagamento del diritto annuale va utilizzato il modello F24 utilizzato per il pagamento delle imposte sui redditi, compilando la �SEZIONE ICI ED ALTRI TRIBUTI LOCALI�.
7.1. Codici Tributo da utilizzare
Inizialmente, il solo codice tributo da indicare nel modello F24 era il codice 3850, denominato �Diritto camerale�.
Sono stati, successivamente, istituiti i seguenti altri tre codici tributi:
● 3851 � denominato �Interessi per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale�;
● 3852 � denominato �Sanzioni per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale�;
● 3853 � denominato �Regolarizzazione delle violazioni concernenti il pagamento del diritto camerale annuale - Art. 5-quater, D.L. 282/2002, convertito nella L. n. 27/2003".
Successivamente il codice 3853 � stato soppresso e sostituito dal codice 3869 - denominato �Recupero spese di notifica per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale�.
Infine, per le sole Camere di Commercio di Monza e Brianza e di Fermo, sono stati istituiti, in via provvisoria, altri appositi codici tributo, che l'Agenzia delle Entrate, a decorrere dal 1� agosto 2010, ha ritenuto di sopprimere. Pertanto, a decorrere dal 1� agosto 2010, per il versamento del diritto annuale, dovranno essere utiulizzati, da tutte le Camere di Commercio, solo i seguenti quattro codici:
● 3850 � denominato �Diritto camerale�;
● 3869 � denominato �Recupero spese di notifica per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale".
- Si riporta la tabella delle:
. Sigle delle Province italiane. 7.2. F24 Telematico
A decorrere dal 1� ottobre 2006, i soggetti titolari di partita IVA, dovranno effettuare tutti i pagamenti delle imposte, dei contributi e dei premi - compreso il pagamento del diritto annuale - solo con modalit� telematiche, anche servendosi di intermediari autorizzati.
Lo ha disposto il comma 49, dell'art. 37, del D.L. n. 223/2006, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 248/2006.
Con D.P.C.M. 4 ottobre 2006 il termine � stato successivamente differito al 1� gennaio 2007 per tutti i soggetti diversi da quelli definiti dal TUIR, all�articolo 73 �societ� per azioni e in accomandita per azioni, societ� responsabilit� limitata, societ� cooperative e societ� di mutua assicurazione� e lettera b) "enti pubblici e privati diversi dalle societ� che hanno per oggetto esclusivo o principale l�esercizio di attivit� commerciali".
La norma � finalizzata ad una pi� efficiente gestione di tali versamenti in modo che i relativi dati siano immediatamente disponibili all�amministrazione finanziaria a vantaggio degli stessi contribuenti. Il versamento telematico unitario delle imposte e dei contributi (articolo 17, comma 2 e articolo 28, comma 1 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241) pu� essere effettuato nei seguenti modi: a) direttamente - mediante lo stesso servizio telematico (Entratel o Fisconline) utilizzato per la presentazione telematica delle dichiarazioni; - ricorrendo ai servizi di home banking delle banche e di Poste Italiane, ovvero utilizzando i servizi di remote banking (CBI) offerti dalle banche. b) tramite gli intermediari abilitati a Entratel - che aderiscono alla specifica convenzione con l'Agenzia delle Entrate - rivolta agli intermediari definiti dal D.P.R. n. 322/98, art. 3, comma 3 - ed utilizzano il software F24 cumulativo disponibile nella sezione "Servizi" del sito web di Entratel; - che si avvalgono dei predetti servizi telematici offerti dalle banche e da Poste Italiane. Per effettuare il versamento tramite i servizi telematici dell�Agenzia (Fisconline ed Entratel) � necessario essere utenti abilitati ed essere titolari di un conto corrente presso una delle banche convenzionate con l�Agenzia delle Entrate. Ovviamente, anche i contribuenti non titolari di partita IVA, bench� non obbligati, possono adottare le modalit� telematiche di versamento utilizzando i servizi on-line. L�Agenzia delle Entrate avverte che le richieste di pagamento F24 online saranno scartate - ed il versamento delle imposte non � eseguito � se non c�� corrispondenza tra il codice fiscale del contribuente, indicato nel modello F24, e il codice fiscale del titolare, o del cointestatario con abilitazione a operare con firma disgiunta, del conto corrente bancario o postale su cui si richiede l�addebito. Gli utenti abilitati all�utilizzo dei servizi telematici Fisconline o Entratel possono effettuare il versamento utilizzando il software F24-online scaricabile gratuitamente dal sito dell�Agenzia delle Entrate.
7.3. Quietanza telematica dei pagamenti effettuati con il modello F24 telematico Dal 30 settembre 2007 i contribuenti potranno prelevare dal cassetto fiscale una "quietanza telematica" dei pagamenti effettuati con il modelo F24.
Tale documento � riservato ai soli contribuenti che utilizzano i servizi online dell'Agenzia delle Entrate (F24 online, F24 cumulativo, F24 web) e che sono abilitati ad accedere al cassetto fiscale.
Tale quietanza non sar� pertanto disponibile per i soggetti che versano l' F24 con i servizi offerti dalle banche o dalla posta, come pure per le persone fisiche senza partita IVA che pagano ancora con il modello cartaceo.
Le ricevute hanno la medesima grafica dei modelli F23 o F24 e possono essere sia visualizzate che stampate. Le ricevute riportano: l'indicazione della data e ora del prelievo dal sito, il codice fiscale del contribuente che ha effettuato l'accesso alla banca dati e del soggetto a cui si riferisce il modello. Non viene riportata nessuna firma o timbro dell'Agenzia delle Entrate.
8. Cessazione dell'obbligo di pagamento del diritto annuale
Solo con la cancellazione dal Registro imprese cessa l'obbligo di pagamento del diritto camerale.
La cessazione di attivit� da parte di un'impresa non sempre coincide con la cancellazione dal Registro imprese. ■ IMPRESA INDIVIDUALE. Con la cessazione, l'impresa individuale viene cancellata dal Registro imprese e non � pi� soggetta al pagamento del diritto annuale a partire dall'anno solare successivo a quello in cui � cessata l'attivit�.
La relativa domanda di cancellazione deve, per�, essere presentata entro il 30 gennaio successivo alla data di cessazione dell'attivit�.
■ SOCIET� DI PERSONE O DI CAPITALI. Per le societ� di persone o di capitali, la cessazione di attivit� non comporta invece l'automatica cancellazione dal Registro imprese. Una societ� che cessa l'attivit� � semplicemente una societ� "INATTIVA", che rimane iscritta al Registro imprese e quindi � anche soggetta al pagamento del diritto annuale. Per la cancellazione dal Registro imprese le societ� devono prima avviare la procedura di scioglimento e di messa in liquidazione presso il notaio e successivamente procedere alla richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese. La relativa domanda di cancellazione deve essere presentata entro il 30 gennaio successivo alla data di approvazione del bilancio finale di liquidazione.
9. Soggetti non pi� obbligati al pagamento del diritto annuale In merito alla cessazione dall'obbligo di pagamento del diritto annuale, l�art. 4 del D.M. 11 maggio 2001, n. 359 ha fissato i seguenti principi: 1)	Tutte le imprese per le quali sia stato adottato un provvedimento di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello in cui � stato adottato il provvedimento, tranne i casi in cui sia stato autorizzato, e fino a quando non sia cessato, l'esercizio provvisorio dell'impresa. 2)	Le imprese individuali cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello in cui � cessata l'attivit�, sempre che la relativa domanda di cancellazione sia presentata entro il 30 gennaio successivo alla data di cessazione dell'attivit�. 3)	Le societ� e gli altri soggetti collettivi cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello in cui � stato approvato il bilancio finale di liquidazione, a condizione che la relativa domanda di cancellazione dal registro delle imprese sia presentata entro il 30 gennaio successivo all'approvazione del bilancio finale. 4)	Le societ� cooperative, nel caso di cui all'articolo 2544 del Codice civile, cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello della data del provvedimento che ha comportato lo scioglimento per atto dell'Autorit� governativa. Le agevolazioni in materia tributaria disposte con legge in occasione di eventi o situazioni di carattere eccezionale si applicano anche al diritto annuale. 10. Sanzioni e ravvedimento operoso
Il ritardato od omesso pagamento del diritto annuale comporta l�applicazione di sanzioni amministrative comprese tra il 10% e il 100% dell�ammontare del diritto dovuto. Ciascuna Camera di Commercio dovr� adottare un apposito regolamento con il quale dovranno essere definiti i criteri di determinazione delle sanzioni amministrative tributarie.
Nel caso di sanzioni, ciascuna impresa dovr� far riferimento a quanto stabilito dal regolamento adottato dalla Camera di Commercio nei cui confronti � dovuto il diritto annuale.
Il contribuente che non ha provveduto al pagamento del diritto annuale nei termini fissati dalla legge, ha la possibilit� di sanare spontaneamente la violazione commessa beneficiando di riduzioni automatiche sulle misure minime delle sanzioni applicabili ricorrendo al ravvedimento operoso. 11. Interessi - Modifica del saggio di interesse legale a decorrere dal 1� gennaio 2012 La misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del Codice Civile � fissata al 2,5% in ragione d'anno, con decorrenza dal 1� gennaio 2012.
Lo ha stabilito il Ministero dell�Economia e delle Finanze con decreto 11 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2011.
�	dal 1� gennaio 2004 al 31 dicembre 2007 � stata fissata al 2,5% in ragione d'anno (decreto 1� dicembre 2003);
�	dal 1� gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, � stata fissata al 3% in ragione d'anno (decreto 12 dicembre 2007);
�	dal 1� gennaio 2010 al 31 dicembre 2010, � stata fissata al 1% in ragione d'anno (decreto 4 dicembre 2009);
�	dal 1� gennaio 2011 al 31 dicembre 2011, � stata fissata al 1,5% in ragione d'anno (decreto 7 dicembre 2010).
12. Compensazione La compensazione rappresenta una forma sia di pagamento, sia di rimborso.
E' possibile compensare il credito del diritto annuale con altri tributi e contributi a debito, o con lo stesso diritto annuale. Possono avvalersi della compensazione i contribuenti che per errore: � hanno versato pi� volte il diritto annuale per lo stesso anno;
� hanno effettuato il versamento ad una Camera di commercio alla quale non competeva il diritto.
E' inoltre possibile portare in compensazione eventuali crediti vantati per altri tributi e/o contributi con quanto dovuto per il diritto annuale.
- 3851 � Interessi per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale;
- 3852 � Sanzioni per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale.
Per compensare il credito da diritto annuale, si dovr� utilizzare la solita sezione "ICI ed altri tributi locali", riempiendo una riga con gli stessi codici utilizzati a suo tempo per il versamento, ma indicando l'importo da compensare nell'apposita colonna "Importi a credito" ; il tutto in occasione del contemporaneo pagamento di altri tributi di importo uguale o superiore, dovuti anche nei confronti di altri Enti. Non � possibile effettuare la compensazione quando: � l'importo � stato pagato - al momento dell'iscrizione dell'impresa o di nuova unit� locale - dal professionista (notaio, commercialista) con modalit� diverse dal modello F24 (es. contanti, c.c.p. addebito automatico); � nel caso sia stata presentata richiesta di rimborso; � nel caso di imprese cessate, che non prevedano di effettuare pi� alcun versamento con modello F24; � quando sono trascorsi pi� di due anni dalla data di versamento. In questo caso non � pi� possibile neanche il rimborso (art. 17, comma 3, legge n. 488/1999). 13. Richiesta di riesame in autotutela Se il diritto annuale fa parte della grande famiglia dei �tributi�, anche al diritto annuale � applicabile l�istituto dell�autotutela.
Pertanto, in tutti i casi in cui il contribuente si veda recapitare una cartella esattoriale, comprendente anche codici tributo relativi al diritto annuale (961, 962 e/o 992) e ritenga che la cartella sia - in tutto o in parte - palesemente illegittima o infondata (ad esempio, perch� ha regolarmente effettuato il pagamento che gli viene contestato), pu� presentare richiesta di riesame in autotutela, al fine di ottenere l'eventuale annullamento totale o parziale della medesima senza bisogno di ricorrere ad organi giurisdizionali.
La presentazione di memorie difensive in sede di autotutela, comunque, non interrompe n� sospende il termine per la proposizione dell'eventuale ricorso di fronte alla Commissione Tributaria, ed � sempre possibile anche dopo che � trascorso il termine medesimo.
La domanda di riesame in autotutela dovr� essere presentata utilizzando un apposito modulo messo a disposizione dalla Camera di Commercio e ad essa dovr� essere allegata la copia della cartella notificata, nonch� la copia ben leggibile di eventuali modelli F24 di avvenuto pagamento con codice tributo 3850 (diritto annuale).
L�eventuale annullamento, totale o parziale, o il rigetto della richiesta di autotutela sono comunicati al contribuente entro 60 giorni dalla data di presentazione dell�istanza, e l�eventuale annullamento dell�atto in autotutela � comunicato al Concessionario per la riscossione in caso di iscrizione diretta a ruolo e, in pendenza di contenzioso, � altres� comunicato al competente organo giurisdizionale per l�eventuale cessazione della materia del contendere.
L'argomento dell'autotutela viene approfondito all'interno della trattazione, riportata sotto, dal titolo: "Le sanzioni amministrative per il ritardato od omesso pagamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio - Le modalit� di applicazione fissate dal decreto interministeriale n. 54 del 2005", al punto 4.16. Il fac-simile del Modulo per la richiesta di riesame in autotutela viene riportato nella sezione "MODULISTICA". . Se vuoi consultare una guida completa al diritto annuale, clicca QUI.
RITARDATO, OMESSO OD INCOMPLETO PAGAMENTO DEL DIRITTO ANNUALE SANZIONI E RAVVEDIMENTO OPEROSO
1. Omesso o tardivo pagamento del diritto annuale � Sanzioni � I contenuti del D.M. n. 54/2005
1.1. Premessa - La normativa di riferimento
Negli ultimi anni il diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio � stato oggetto di numerosi interventi legislativi, a seguito dei quali ha acquisito una propria autonoma collocazione all�interno del nostro sistema tributario. Da ultimo, con il D.M. 27 gennaio 2005 n. 54, sono state definite le modalit� di applicazione del regime delle sanzioni amministrative tributarie con riferimento alle ipotesi di omesso o tardivo versamento del diritto annuale, con espresso richiamo alle norme di cui al D. Lgs. n. 472/1997, prevedendo, altres�, l�applicazione dell�istituto del ravvedimento operoso.
Con la Circolare 20 giugno 2005 n. 3587/C, il Ministero delle Attivit� produttive (ora Ministero dello Sviluppo Economici) ha fornito i necessari chiarimenti circa le disposizioni di cui al su citato D.M. 54/2005.
L'applicazione delle sanzioni in materia di diritto annuale viene attualmente regolata secondo le indicazioni fornite:
�	dal decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472;
�	dal decreto ministeriale 27 gennaio 2005, n. 54 e �	dal Regolamento Camerale adottato da ogni singola Camera di Commercio. 1.2. Nozione di tardivo e omesso versamento (art. 3, D.M. n. 54/2005)
� considerato �tardivo� il pagamento del diritto camerale effettuato entro 30 giorni dalla scadenza del termine ordinario di versamento.
Si parla, invece, di �omesso� pagamento nelle seguenti ipotesi di:
�	versamento non effettuato;
�	versamento effettuato solo in parte, limitatamente all�importo non versato;
�	versamento effettuato con un ritardo superiore a 30 giorni rispetto ai termini ordinari.
Non si considera omesso il versamento eseguito, nel rispetto del termine, a favore di una Camera di Commercio incompetente per territorio. I versamenti effettuati con un ritardo superiore ai 30 giorni o quelli effettuati solo in parte si considerano �omessi�, limitatamente a quanto non versato (art. 3, comma 3, D.M. n. 54/2005). 1.3. Nozione di termine ordinario e di termine prorogato
Per la corretta applicazione del regime sanzionatorio, � indispensabile individuare quale sia la scadenza ordinaria di versamento, vale a dire il termine iniziale dal quale decorre il computo dei giorni necessario per stabilire se trattasi di "tardivit�" (qualora il pagamento avvenga entro i 30 giorni da tale termine) ovvero di "omissione" di pagamento (se questo avviene oltre i 30 giorni da tale termine).
�	per i soggetti che si sono iscritti nel Registro delle imprese nel corso dell'anno, il versamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione o di annotazione presso la Camera di Commercio;
�	per i soggetti che risultano gi� iscritti in anni precedenti, il termine per il versamento del diritto annuale coincide con quello di versamento del primo acconto delle imposte sui redditi, e quindi:
-	entro il 20 giugno, senza alcuna maggiorazione;
-	entro il 20 luglio, con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
1)	Per �termine ordinario� di versamento si intende a)	per le imprese di vecchia iscrizione: il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi (termine stabilito dall�art. 17, commi 1 e 3, D.P.R. n. 435/2001, che per la maggior parte delle imprese, prima era fissato al 20 giugno di ogni anno e che, dal 2007, � fissato al 16 giugno di ogni anno); b)	per le imprese e/o le unit� locali o sedi secondarie di nuova iscrizione: di norma entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione e/o annotazione (detto termine � stato definito nei decreti annuali). 2)	Per �termine prorogato� di versamento si intende il termine per il versamento del tributo e della maggiorazione dell�interesse corrispettivo vigente (0,40%) fissato al trentesimo giorno successivo alla scadenza del termine ordinario, di cui possono avvalersi solo le imprese gi� iscritte al 1� gennaio dell�anno in corso. 1.4. Violazioni sanzionate e violazioni formali
�	tardivo o omesso versamento del diritto camerale;
�	maggiore ammontare del diritto annuale, sulla base delle risultanze delle dichiarazioni annuali IRAP che vengono comunicate annualmente dall�Agenzia delle Entrate all�Unione italiana delle Camere di commercio.
In sostanza, le violazioni possono essere di quattro tipi: �	versamento omesso; �	versamento incompleto; �	versamento entro la scadenza per il pagamento con 0,40%, ma senza applicazione dello 0,40% stesso;
�	versamento tardivo.
La citata Circolare n. 3587/C precisa che non sono sanzionabili le violazioni c.d. formali, quali, ad esempio: l�errata indicazione del codice tributo camerale, e/o del codice fiscale e/o della sigla della provincia e/o dell�anno di competenza.
1.5. Le sanzioni
Ai sensi dell�art. 4, comma 1, del D.M. 54/2005, la misura della sanzione amministrativa � ccompresa tra il 10% e il 100% dell�ammontare del diritto dovuto.
Il successivo comma 2, dello stesso articolo 4, prevede una sanzione del 10% nei casi di tardivo versamento, mentre il comma 3 stabilisce che si applica una sanzione del 30% nei casi di omesso versamento, determinando la misura totale della sanzione secondo i criteri di determinazione di cui all�articolo 7 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, e precisamente:
�	della gravit� della violazione, desunta anche dalla condotta del trasgressore;
�	dell�opera da lui svolta per l�eliminazione o l�attenuazione delle conseguenze;
�	della sua personalit�, valutata anche in relazione ai suoi precedenti fiscali;
�	delle condizioni economiche e sociali.
1)	nei casi di tardivo versamento si applica la sanzione del 10%;
2)	nei casi di omesso versamento si applica la sanzione del 30%.
Il versamento eseguito solo in parte, sia entro il termine ordinario che entro il termine prorogato (con contestuale pagamento dell�interesse corrispettivo vigente sulla parte versata) si considera omesso per l�importo non versato. In questo caso viene applicata la sanzione del 30% sull�importo del diritto non versato, con le maggiorazioni e/o le riduzioni previste dai regolamenti camerali.
Il versamento eseguito solo in parte, oltre i suddetti termini, o senza il versamento dell�interesse corrispettivo sulla parte versata, si considera totalmente omesso.
In questo caso viene applicata la sanzione del 30% sull�intero importo dovuto, con le maggiorazioni e/o le riduzioni previste dai regolamenti camerali. Dunque, secondo l�attuale normativa:
1)	nel caso di versamento parziale effettuato entro la scadenza la sanzione va commisurata al solo diritto omesso;
2)	nel caso di versamento parziale effettuato oltre la scadenza ordinaria ed entro i 30 giorni successivi la sanzione va cos� calcolata: 10% del diritto pagato (in quanto il versamento incompleto � considerato comunque tardivo) + 30% del diritto omesso;
3)	nel caso di versamento parziale effettuato oltre la scadenza ordinaria la base di calcolo della sanzione � rappresentata dall�intero importo dovuto, in quanto tale versamento incompleto � considerato comunque omesso (art.3, D.M. n. 54/2005), e come tale va applicata la sanzione del 30% su tutto il diritto dovuto.
1.6. Il ravvedimento operoso
L�articolo 6, del citato D.M. n. 54/2005, prevede inoltre l�istituto del �ravvedimento operoso�. Questo consente al contribuente che non ha provveduto al pagamento di quanto dovuto nei termini fissati dalla legge di sanare spontaneamente la violazione commessa, beneficiando di riduzioni automatiche sulle misure minime delle sanzioni applicabili.
Il contribuente pu�, infatti, beneficiare dell�applicazione di una sanzione ridotta, nel caso in cui �la violazione non sia stata contestata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attivit� amministrative di accertamento delle quali l�autore o i soggetti solidamente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza�.
Il ravvedimento operoso pu� essere utilizzato:
A) dalle imprese gi� iscritte al Registro Imprese che: �	alla scadenza hanno omesso il versamento del diritto annuale per l'anno in corso o hanno versato un diritto inferiore rispetto il dovuto; �	entro 30 giorni dalla scadenza hanno pagato il diritto annuale senza versare la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo; �	oltre 30 giorni dalla scadenza hanno pagato il diritto annuale (con o senza la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo);
B) dalle nuove imprese iscritte e dalle unit� locali di nuova iscrizione che: �	alla scadenza hanno omesso il versamento del diritto annuale o hanno versato un diritto inferiore rispetto il dovuto;
�	oltre il termine di scadenza hanno versato il diritto annuale.
�	versamenti tardivi: a fronte di un versamento tardivo gi� eseguito, il ravvedimento prevede la possibilit� di sanare la violazione eseguendo il versamento contestuale dell�interesse (calcolato dalla data di scadenza del termine ordinario alla data del versamento gi� eseguito) e della sanzione ridotta (2,5% o 3% a seconda se entro il termine per il �ravvedimento breve� o per il �ravvedimento lungo�);
�	versamenti omessi: il ravvedimento prevede la possibilit� di sanare la violazione eseguendo contestualmente il versamento dell�importo del diritto dovuto + interessi + sanzione ridotta (2,5% o 3% a seconda se entro il termine per il �ravvedimento breve� o per il �ravvedimento lungo�);
�	versamenti parziali eseguiti entro il termine ordinario di scadenza: il calcolo degli interessi e della sanzione si esegue sul residuo importo ancora dovuto;
�	versamenti parziali eseguiti oltre il termine ordinario di scadenza: il calcolo degli interessi si esegue sull�importo gi� versato sino alla data del primo versamento eseguito e sul residuo diritto dovuto sino alla data del pagamento con ravvedimento, la sanzione si calcola sull�intero diritto dovuto (in quanto il versamento parziale oltre la scadenza si considera comunque omesso).
1.7. Irrogazione della sanzione � Artt. 16 e 17 del D. Lgs. n. 472/1997
L�art. 8 del nuovo regolamento determina in capo alla Camera di Commercio diverse possibilit� di scelta circa la procedura da adottare.
Le sanzioni in materia di diritto annuale sono, infatti, irrogate dalla Camera di Commercio competente per territorio, secondo le modalit� stabilite dagli artt. 16 e 17, D.Lgs. n. 472/1997, e successive modificazioni ed integrazioni, nei casi di tardivo od omesso versamento nelle misure stabilite dalla legge.
In particolare, l�art. 16 disciplina il procedimento di contestazione e irrogazione della sanzione da parte dell�ufficio competente all�accertamento del tributo.
In tal caso, la Camera di Commercio notifica all�interessato un �atto di contestazione� con tutte le indicazioni previste dalla legge (fatti attribuiti, norme applicate, criteri seguiti per la determinazione della sanzione, etc.). Ricevuta la notifica dell�atto di contestazione, l�autore delle violazioni e i soggetti obbligati in solido possono � entro 60 giorni dalla notificazione � definire la controversia con il pagamento della sanzione in maniera ridotta, ovvero proporre deduzioni difensive davanti all�ufficio o all�Ente che ha emanato l�atto. L�art. 17, D.Lgs. n. 472/1997 consente, inoltre, alle Camere di Commercio di continuare ad operare attraverso la procedura dell�immediata iscrizione a ruolo delle sanzioni dovute.
b) immediata iscrizione a ruolo delle somme dovute. 1.8. Cartelle esattoriali
Alle imprese che abbiano commesso una violazione relativa al diritto annuale, e che non abbiano effettuato il ravvedimento, sar� irrogata una sanzione a mezzo di cartella esattoriale. La cartella esattoriale viene emessa dall'Agente della Riscossione, ovvero da una societ� del gruppo Equitalia S.p.a..
Viene inviata al titolare dell'impresa individuale all'indirizzo della sua residenza anagrafica, e alle societ� all'indirizzo della sede legale. Per le societ� di persone pu� anche essere notificata a tutti i soci (esclusi accomandanti nelle S.a.s.), oltre al liquidatore, fermo restando che dovr� essere pagata da uno solo di questi soggetti. Dopo la riforma della riscossione coattiva (decreti legislativi n. 37, 46 e 112 del 1999), l'Agente della Riscossione (un tempo chiamato "Concessionario") competente � quello della provincia in cui - negli archivi dell'Anagrafe Tributaria - si trova la residenza dell'imprenditore individuale ovvero la sede principale dell'impresa societaria. Da tener presente che viene emessa un'unica cartella esattoriale per tutti i codici tributo a carico del soggetto, per cui oltre al diritto annuale possono essere presenti somme dovute ad altri Enti impositori, oppure possono coesistere importi dovuti a Camere di Commercio diverse. Esemplificando, un imprenditore individuale iscritto alla Camera di Commercio di Ancona (perch� in tale provincia svolge la sua attivit�), ma residente a Roma, e che non abbia versato il diritto annuale, ricever� una cartella dall'Agente della Riscossione per la provincia di Roma, fermo restando che i relativi importi da versare sono destinati alla Camera di Commercio di Ancona.
1.9. Tutela giurisdizionale ed esecuzione delle sanzioni
Ai sensi dell�art. 9 del D.M. n. 54/2005, il provvedimento di irrogazione della sanzione pu� essere impugnato dinanzi alle Commissioni tributarie entro 60 giorni dalla notifica dello stesso.
La Commissione tributaria pu� sospendere l�esecuzione delle sanzioni applicando le disposizioni dell�art. 47 del D. Lgs. n. 546/1992.
Se, in seguito alla sentenza di primo o di secondo grado, la somma corrisposta eccede quella che risulta dovuta, la Camera di Commercio deve provvedere al rimborso, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza.
1.10. Richiesta di riesame in autotutela
Se il contribuente ritiene che la cartella sia - in tutto o in parte - palesemente illegittima o infondata pu� presentare richiesta di riesame in autotutela, al fine di ottenere l'eventuale annullamento totale o parziale della medesima senza bisogno di ricorrere ad organi giurisdizionali. I casi pi� frequenti possono essere i seguenti:
1)	errore di persona, 2)	evidente errore logico o di calcolo, 3)	doppia imposizione, 4)	mancata attribuzione di pagamenti di diritto annuale regolarmente eseguiti, 5)	errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile dalla Camera. Esemplificando, pu� essere stilata la seguente casistica, che non ha pretesa esaustiva:
�	impresa individuale che ha cessato la propria attivit� entro il 31 dicembre dell�anno di riferimento e ha presentato domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese entro il 30 gennaio dell�anno successivo; �	societ� che ha approvato il bilancio finale di liquidazione entro il 31 dicembre dell�anno di riferimento ed ha presentato domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese entro il 30 gennaio dell�anno successivo; �	unit� locale cessata entro il 31 dicembre dell�anno di riferimento per la quale � stata presentata domanda di cancellazione entro il 30 gennaio dell�anno successivo; �	impresa che ha gi� effettuato il pagamento del diritto; �	impresa che per disposizione di legge approva il bilancio oltre il termine di quattro mesi e pu� pagare il diritto entro il giorno 20 (fino all�anno 2006) e il giorno 16 (a partire dal 2007) del mese successivo (es. societ� che approva il bilancio d�esercizio il 30 giugno e versa il diritto senza alcuna maggiorazione il entro i termini di luglio suindicati); �	impresa che alla data del 1� gennaio dell�anno di riferimento aveva trasferito la sede legale in altra provincia; �	eventuali altre circostanze adeguatamente documentate. La richiesta di riesame in autotutela va presentata con apposita istanza in carta semplice. Il fac-simile del modello da utilizzare viene riportato nella sezione Modulistica. La presentazione dell�istanza di riesame in sede di autotutela non interrompe n� sospende i termini per la proposizione del ricorso di fronte alla competente Commissione Tributaria Provinciale, ed � comunque possibile anche decorso il suddetto termine. 1.11. Sospensione dei pagamenti e compensazione
Se l�autore della violazione o i soggetti obbligati in solido vantano un credito nei confronti della Camera di Commercio competente per territorio, questa ha facolt� di sospendere il pagamento di quanto dovuto se � stato notificato un atto di contestazione o di irrogazione della sanzione, anche se non definitivo. Il provvedimento di sospensione deve essere notificato all�autore della violazione o ai soggetti obbligati in solido entro 30 giorni dalla data del provvedimento stesso.
La sospensione opera nei limiti della somma risultante dall�atto di contestazione o di irrogazione della sanzione o dalla decisione della commissione tributaria.
La sospensione del pagamento � revocata, qualora intervenga la riscossione della somma risultante dall�atto di contestazione o di irrogazione oppure viene adeguata, qualora una decisione della commissione tributaria determini in misura diversa l�importo dovuto.
In presenza di un provvedimento definitivo, la Camera di Commercio pronuncia la compensazione del debito e ne d� notifica all�autore della violazione o ai soggetti obbligati in solido entro 30 giorni dalla data del provvedimento stesso. 1.12. Possibilit� di rateizzazione
Il pagamento di quanto dovuto a titolo di diritto annuale, sanzioni e interessi, a richiesta dell�interessato da inoltrare presso la Camera di Commercio competente, pu� essere rateizzato fino ad un massimo di 10 rate mensili.
�	decade dal beneficio;
�	deve provvedere al pagamento del debito residuo entro 30 giorni dalla scadenza della rata non adempiuta.
In ogni caso il debito residuo pu� essere estinto in un�unica soluzione in qualsiasi momento.
2. Decreto-Legge n. 185/2008, convertito dalla legge n. 2/2009 - Riduzione della misura delle sanzioni dovute per il ravvedimento operoso
L'art.16, comma 5, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, recante "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 29 novembre 2008 (in vigore dal 29 novembre 2008), ha apportato modifiche all'art. 13 del D. Lgs. n. 472/1997, riducendo la misura delle sanzioni dovute per effettuare il ravvedimento operoso. Dal 29 novembre 2008, pertanto, per regolarizzare il versamento del diritto annuale, la sanzione (da indicare sul modello F24 con il codice tributo 3852) e' ridotta: - dal 3,75% al 2,50% (ossia un dodicesimo della sanzione minima, pari al 30%) in caso di ravvedimento breve, possibile entro 30 giorni dalla violazione; - dal 6% al 3% (ossia un decimo della sanzione minima, pari al 30%) in caso di ravvedimento lungo, possibile entro un anno dalla violazione. Il testo del Decreto-Legge n. 185/2008, coordinato co la legge di conversione n. 2/2009, e del D. Lgs. n. 472/1997, nella sua redazione aggiornata, viene riportato nell'Appendice normativa.
L'argomento � stato anche affrontato, da parte dell'Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 10/E del 19 marzo 2009, al Punto 5.
Applicabilit� della nuova normativa anche alle violazioni in materia di diritto annuale - Dubbi e perplessit� Il Ministero dello Sviluppo Economico, interpellato in merito all'applicabilit� di questa modifica normativa al disposto di cui all'articolo 6 del D.M. n. 54/2005, con Nota del 30 dicembre 2008, Prot. 0002417, ha comunicato di ritenere che la modifica di cui al comma 5 dell'art. 16 del D.L. n. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2/2009, "non abbia automatico effetto di modifica del comma 1, lettere a) e b) del sopra richiamato articolo 6 del decreto n. 54/2005, il quale fissa in una fonte normativa, di per s� autonoma, le sanzioni applicabili".
L'auspicio che il legislatore, in fase di conversione in legge del decreto-legge in questione, provvedesse anche a modificare, in coerenza con tale innovazione legislativa, anche il D.M. n. 54/2005, non si � concretizzato e pertanto � rimasto il dubbio se tale normativa sia o meno applicabile anche nel caso di ravvedimento per il mancato o ritardato pagamento del diritto annuale.
In ogni caso � fuor di dubbio che il legislatore abbia voluto ridurre la misura delle sanzioni dovute in caso di regolarizzazione spontanea delle violazioni tributarie in generale, rendendo pertanto ancora pi� conveniente il ricorso all'istituto del ravvedimento operoso, al fine di rendere pi� vantaggiosa per il contribuente la definizione spontanea di errori ed omissioni, secondo noi, ovunque esso vada applicato.
Del resto esiste un solo tipo di ravvedimento operoso, applicabile per qualsiasi tipo di violazione tributaria, compreso il diritto annuale.
Forse si tratta di una clamorosa svista da parte del legislatore che ha omesso di modificare anche il D.M. n. 54/2005, ma non bisogna dimenticare quanto stabilito al comma 1 dell'art. 2 di tale decreto, e precisamente che "La sanzione amministrativa consiste nel pagamento, in favore della camera di commercio, di una somma di denaro in dipendenza delle violazioni previste dal presente regolamento e nella misura determinata in coerenza con i principi di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472".
E allora perch� non applicare le misure ridotte previste dal nuovo art. 13 del D. Lgs. n. 472/1997 per tutti i tipi di ravvedimento, compreso quello in materia di diritto annuale?
Si deve, purtroppo, rilevare che, non essendo pervenute ulteriori e, secondo noi, doverose e autorevoli delucidazioni, sia da parte del competente Ministero che da parte dall'Agenzia delle Entrate, le Camere di Commercio hanno assunto comportamenti divergenti, mettendo cos� in palese difficolt� i contribuenti.
3. Istituzione dei codici tributo per il versamento delle spese di notifica
- codice "3869": Recupero spese di notifica per omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale";
- codice "3870": Recupero spese di notifica per omesso o tardivo versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio di Monza e Brianza";
- codice "3871": Recupero spese di notifica per omesso o tardivo versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio di Fermo".
Con la stessa Risoluzione l'Agenzia ha precisato che i suddetti codici sono esposti nella sezione "ICI ed altri tributi locali", esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "Importi a debito versati", evidenziando, quale "anno di riferimento" l'anno espresso nella forma "AAAA".
Si precisa che l'anno di riferimento da indicare � quello di emissione dell'atto di irrogazione della Camera di Commercio, risultante dall'atto stesso.
Con la stessa Risoluzione, l'Agenzia delle Entrate ha anche specificato le modalit� di compilazione del campo "codice ente / codice comune".
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato, a tale proposito, la Nota del 9 marzo 2009, Prot. 0021232 precisando che le spese di notifica di tali atti di irrogazione sono versate contestualmente al versamento degli altri tributi indicati nell'atto.
Nella stessa nota il Ministero ha anche comunicato che Equitalia Servizi Spa ha istituito un nuovo codice entrata, richiesto per le Camere di Commercio da Unioncamere, per il recupero delle spese di notifica che le Camere di Commercio sostengono per atti di accertamento e irrogazione di sanzioni relative a violazioni in materia di diritti annuali precedenti all'iscrizione a ruolo e all'emissione della cartella esattoriale.
Tale codice tributo/entrata � il seguente: - Codice tributo/entrata 1Q81: Diritto annuale Camera di Commercio recupero spese di notifica - Tipo imposta 119. - Si riporta il testo della Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate e della Nota del Ministero dello Sviluppo Economico:
. Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Amministrazione - Risoluzione n. 49/E del 24 febbraio 2009: Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle spese di notifica relative agli atti di irrogazione delle sanzioni per l�omesso o tardivo pagamento del diritto camerale annuale dovuto alle Camere di commercio. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 9 marzo 2009, Prot. 0021232: Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 49/E del 24 febbraio 2009 - Diritto annuale. 4. Legge n. 220/2010 � Legge di stabilit� per il 2011 - Aumento della misura delle sanzioni dovute per il ravvedimento operoso Dopo l�aumento della misura degli interessi legali, che passa dal 1% al 1,5% (in vigore dal 1� gennaio 2011), dal 1� febbraio 2011, aumenta anche il costo del ravvedimento "breve" o "lungo", in caso di omessi o tardivi versamenti. Lo prevede l�art. 1, comma 20, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilit� per il 2011). Pertanto, a decorrere dal 1� febbraio 2011, la sanzione � ridotta: a) ad un decimo (prima era previsto un dodicesimo) del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione; b) ad un ottavo (prima era previsto decimo) del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale � stata commessa la violazione ovvero, quando non � prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore; c) ad un decimo (prima era previsto un dodicesimo) del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo ( prima era previsto un dodicesimo) del minimo di quella prevista per l'omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni. Ne consegue che la sanzione del 30%, per tardivo o omesso versamento, passer�, per le violazioni commesse a partire dal 1� febbraio 2011, al 3% per il ravvedimento "breve" (un decimo del 30%) e al 3,75% (un ottavo del 30%) per il ravvedimento lungo. Anche in questo caso ritorna il dubbio se tutto questa vada o meno applicato nel caso di ravvedimento operoso in sede di diritto annuale. Attendiamo delucidazioni da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. . Se vuoi approfondire i contenuti della legge di stabilit� per il 2011, clicca QUI.
5. Dal 1� gennaio 2012 gli interessi legali passano dal 1,5% al 2,5% Con decreto del 12 dicembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2011, il Ministero dell�Economia e delle Finanze, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato e del tasso di inflazione annuo registrato, ha stabilito che la misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del Codice Civile - a decorrere dal 1� gennaio 2012 - passa dal 1,5% all'2,5% in ragione d'anno.
Per regolarizzare gli omessi, insufficienti o tardivi versamenti di tributi (compreso il diritto annuale) occorre, infatti, corrispondere, oltre alla prevista sanzione ridotta, anche gli interessi moratori calcolati al tasso legale, a partire dal giorno successivo a quello entro il quale doveva essere assolto l'adempimento e fino al giorno in cui si effettua il pagamento. Il nuovo saggio del 2,5% va applicato solo in relazione al periodo di tempo intercorrente tra il 1� gennaio 2012 e il giorno del versamento tardivo.Il testo del decreto viene riportato nell'Appendice normativa.
APPROFONDIMENTI - Sull'argomento delle sanzioni si riporta un approfondimento, a cura di Claudio Venturi, dal titolo:
. Le sanzioni amministrative e il ravvedimento operoso per il ritardato od omesso pagamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio - Le modalit� di applicazione fissate dal decreto interministeriale n. 54 del 2005. (Aggiornato al 16 Dicembre 2011). - Si riporta il:
. Fac-simile di regolamento per la definizione dei criteri di determinazione delle sanzioni amministrative tributarie applicabili nei casi di violazioni relative al diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio. APPROFONDIMENTI E TABELLE RIASSUNTIVE
. Il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio. Sintesi della normativa e degli adempimenti. (Testo aggiornato al 3 gennaio 2013). TABELLE RIASSUNTIVE
Si riportano tre tabelle che riassumono l'evoluzione nel tempo degli importi del diritto annuale.
. TABELLE RIEPILOGATIVE DELL'EVOLUZIONE DEGLI IMPORTI DEL DIRITTO ANNUALE DAL 1982 AD OGGI . (Testo aggiornato al 3 gennaio 2013). . TABELLA A - Elenco delle Camere di Commercio che hanno DELIBERATO LA MAGGIORAZIONE DEL DIRITTO ANNUALE - Dall'anno 2001 ad oggi. (Elenco aggiornato al 3 Giugno 2012). . TABELLA B - Elenco delle Camere di Commercio che hanno DELIBERATO LA MAGGIORAZIONE DEL DIRITTO ANNUALE - Dall'anno 2001 al 2010. . TABELLA B1 - Elenco delle Camere di Commercio che hanno DELIBERATO LA MAGGIORAZIONE DEL DIRITTO ANNUALE - Dall'anno 2011 in poi. (Elenco aggiornato al 3 Giugno 2012).
Si riportano le tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio dal 2001 ad oggi.
. Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2001. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2002. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2003. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2004. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2005. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2006. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2007. . Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2008. . TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2009. . TABELLA B - Importi del diritto annuale 2009 con le eventuali maggiorazioni deliberate dalle singole Camere di Commercio. . TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2010. . TABELLA B - Importi del diritto annuale 2010 con le eventuali maggiorazioni deliberate dalle singole Camere di Commercio. . TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2011. . TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2012. . TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2013. IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2013 1. Il Ministero determina le misure del diritto annuale per il 2013 E' stata emanata la Nota del 21 dicembre 2012, Prot. 0261118, con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha determinato le misure del diritto annuale per l�anno 2013 dovuto alle Camere di Commercio da parte delle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese, in applicazione dell�articolo 18, commi 4 e 5, della legge n. 580/1993, cos� come modificato dal D. Lgs. n. 23/2010.
Per l�anno 2013 restano valide le misure del diritto annuale definite per l�anno 2012 dal D.I. 21 aprile 2011, sia nelle misure fisse, che nelle fasce e aliquote di fatturato.
Tuttocamere.it, per aiutare gli studi professionali e le imprese, ha predisposto una tabella riassuntiva riportante gli importi del diritto annuale dovuti a decorrere dal 1� gennaio 2013, come determinati dalla Nota ministeriale del 21 dicembre 2012, Prot. 0261118.
. TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2013. IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2012 1. Il Ministero determina le misure del diritto annuale per il 2012 con una nota ministeriale E' stata emanata la Nota del 27 dicembre 2011, Prot. n. 255658, con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha determinato le misure del diritto annuale per l�anno 2012 dovuto alle Camere di Commercio da parte delle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese, in applicazione dell�articolo 18, commi 4 e 5, della legge n. 580/1993, cos� come modificato dal D. Lgs. n. 23/2010.
Considerato che il nuovo quadro normativo prevede l�aggiornamento annuale come eventualit� e non pi� come adempimento necessario, il Ministero ha ritenuto di precisare che non verr� proposto alcun provvedimento di aggiornamento relativo al diritto annuale per l�anno 2012.
Nella citata nota vengono pertanto indicate le misure del diritto annuale che le imprese sono tenute a versare dal 1� gennaio 2012 e confermata l�applicazione per l�anno 2012 anche dell�articolo 7 del citato decreto del 21 aprile 2011 relativo al fondo perequativo.
Per l�anno 2012 restano valide le misure del diritto annuale definite per l�anno 2011 dal D.I. 21 aprile 2011, sia nelle misure fisse, che nelle fasce e aliquote di fatturato.
Tuttocamere.it, per aiutare gli studi professionali e le imprese, ha predisposto una tabella riassuntiva riportante gli importi del diritto annuale dovuti a decorrere dal 1� gennaio 2012, come determinati dalla Nota ministeriale del 27 dicembre 2011, n. 255658.
. TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2012. 2. Diritto annuale 2012 - Termine di pagamento prorogato dal 18 giugno al 9 LUGLIO E� stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 12 giugno 2012, il D.P.C.M. 6 giugno 2012, recante �Differimento, per l'anno 2012, dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali�. Con tale decreto vengono prorogati i termini per il versamento delle imposte di UNICO 2012 dal 18 giugno al 9 luglio 2012.
Le persone fisiche tenute, entro il 18 giugno 2012, ai versamenti di IRPEF, IRES, IRAP e IVA per chi presenta la dichiarazione unificata annuale, effettuano i predetti versamenti: a) entro il 9 luglio 2012, senza alcuna maggiorazione; b) dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Chi rientra nella proroga e chi no Innanzitutto, sono interessati alla proroga tutte le persone fisiche tenute al versamento delle imposte di UNICO entro il 18 giugno. Inoltre, cos� come previsto lo scorso anno, la nuova proroga interessa anche le societ� di capitali, quelle di persone soggette agli studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite stabilito per ogni studio. La stessa proroga prevista sopra riguarda i soci delle societ� di capitali o delle societ� di persone. Restano, dunque, escluse le societ� escluse dall'applicazione degli studi di settore, ovvero quelle con ricavi superiori ai limiti stabiliti da ciascun studio. RICAPITOLANDO:
1) Per tutte le imprese individuali la scadenza per il pagamento � stata prorogata e pertanto il versamento del diritto annuale deve essere effettuato:
- dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando l�importo da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
2) Per i soggetti che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore la scadenza per il pagamento � stata ugualmente prorogata e pertanto il versamento del diritto annuale deve essere effettuato:
3) Per le societ� di persone, non soggette agli studi di settore, il versamento del diritto annuale deve essere effettuato:
- entro il 18 giugno 2012 (scadenza spostata dal 16 giugno al 18 giugno 2012 in quanto il 16 giugno 2012 � sabato) senza alcuna maggiorazione;
- dal 19 giugno 2012 al 18 luglio 2012, maggiorando l�importo da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
4) Per tutti gli altri soggetti il versamento deve essere effettuato entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta. I soggetti che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, devono versare il diritto annuale entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio. I versamenti possono essere effettuati entro il trentesimo giorno successivo ai termini indicati, maggiorando le somme da versare dello 0,40%.
Pertanto, non possono usufruire della proroga al 20 agosto le societ� che, avendo approvato il bilancio a giugno, sono tenute a versare il diritto annuale entro il 16 luglio 2012. Queste ultime possono effettuare il versamento con la maggiorazione dello 0,40% entro e non oltre il 16 agosto 2012.
3. Interventi urgenti in favore delle popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dagli eventi sismici E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n.131 del 7 giugno 2012, il DECRETO-LEGGE 6 giugno 2012, n. 74, recante "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012".
Secondo quanto stabilito all'articolo 8, comma 1, sono sospesi fino al 30 settembre 2012: 1) i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria; 2) i versamenti riferiti al diritto annuale di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni; (omissis)
7) le sanzioni amministrative per le imprese che presentano in ritardo, purche' entro il 31 dicembre 2012, le domande di iscrizione alle camere di commercio, le denunce di cui all'articolo 9 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, il modello unico di dichiarazione previsto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70 nonche' la richiesta di verifica
periodica degli strumenti di misura ed il pagamento della relativa tariffa; 8) il termine per il pagamento del diritto di iscrizione dovuto all'Albo nazionale dei gestori ambientali e del diritto dovuto alle province per l'iscrizione nel registro di cui all'articolo 216, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; (Omissis)
Il comma 14 del medesimo articolo 8 stabilisce inoltre che:
"Le aziende agrituristiche possono svolgere fino al 31 dicembre 2012 l'attivit� di somministrazione pasti e bevande in deroga ai limiti previsti all'articolo 6 della Legge Regionale Emilia Romagna n. 4 del 31 marzo 2009".
IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2011 1. Le novit� introdotte dal D. Lgs. n. 23/2010 in materia di diritto annuale Con il D. Lgs. 15 febbraio 2010, n. 23, recante �Riforma dell'ordinamento relativo alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009, n. 99�, sono state apportate modifiche anche all�art. 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, in materia finanziamento alle Camere di Commercio.
Al comma 4, lett. c), del nuovo articolo 18 si stabilisce che la misura del diritto annuale dovuto ad ogni singola Camera di Commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata nei registri di cui all'articolo 8, sar� determinata, una volta individuato il fabbisogno necessario per l'espletamento dei servizi che il sistema delle Camere di Commercio, con la :
�c) copertura del fabbisogno mediante diritti annuali fissi per i soggetti iscritti al REA e per le imprese individuali iscritte al Registro delle imprese, e mediante applicazione di diritti commisurati al fatturato dell'esercizio precedente, per gli altri soggetti�.
Da quanto sopra ne deriva che a decorrere dal 1� gennaio 2011:
1)	i soggetti che si iscriveranno nel solo REA (Repertorio Economico Amministrativo), ai sensi dell�art. 9 del D.P.R. n. 581/1995, saranno tenuti al pagamento del diritto annuale;
2)	le imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese non dovranno pi� pagare un diritto commisurato al fatturato ma in misura fissa;
3)	le societ� semplici, agricole e non, e le societ� tra avvocati non dovranno pi� pagare un diritto in misura fissa, ma in misura commisurata al fatturato dell�esercizio precedente.
Per quanto riguarda le unit� locali, il nuovo decreto ha previsto solo importi per unit� locali di imprese e non di soggetti REA. Lo ha ribadito il Ministero dello Sviluppo Economico con la Nota ministeriale del 31 gennaio 2011, Prot. 0016599.
2. 30 DICEMBRE 2010 - Il Ministero dello Sviluppo Economico fissa gli importi del diritto annuale per le nuove imprese e per i soggetti REA Con Nota del 30 dicembre 2010, Prot. n. 201046 il Ministero dello Sviluppo Economico - in attesa che venga emanato l�apposito decreto interministeriale che dovr� stabilire gli importi del diritto annuale per l�anno 2011 dando anche attuazione alle novit� introdotte dal D. Lgs. n. 23/2010 - ha individuato le misure del diritto annuale da applicare alle nuove imprese ed unit� locali che si iscrivono al Registro delle imprese ed ai nuovi soggetti che si iscrivono al REA a decorrere dal 1� gennaio 2011.
Con tale provvedimento il Ministero ha ritenuto necessario, non solo di confermare in generale anche per l'anno 2011, salvo eventuali rideterminazioni, le stesse misure del diritto annuale gi� previste per l'anno 2010, ma di disciplinare la misura del diritto annuale per quei soggetti per i quali le modifiche normative introdotte dal D. Lgs. n. 23/2010 comportano un obbligo di pagamento in passato non previsto ovvero variazioni nel sistema di determinazione delle misure stesse. Si tratta, come abbiamo visto al punto 1, dei seguenti soggetti:
�	societ� semplici con ragione sociale agricola o non agricole e societ� di avvocati, iscritte nella sezione speciale di cui al comma 2, art. 16 del D. Lgs. n. 96/2001, che, a decorrere dall'anno 2011, saranno tenute al versamento di un diritto annuale commisurato al fatturato dell'esercizio precedente e non pi� in misura fissa;
�	imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese, che, a decorrere dall'anno 2011, saranno tenute al versamento di un diritto in misura fissa in luogo di una misura commisurata al fatturato; �	soggetti iscritti al REA (Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative), che, a decorrere dall'anno 2011, saranno tenute al versamento di un diritto annuale in misura fissa, mentre non erano tenuti, fino al 2010, al versamento di alcun diritto annuale.
Per tutti questi soggetti, in attesa che venga adottato il decreto che stabilisca le misure del diritto annuale, in attuazione delle nuove disposizioni dettate dal D. Lgs. n. 23/2010, il Ministero ha individuato le misure transitorie del diritto annuale dovuto per l'anno 2011, che consentono di dare immediata attuazione alle innovazioni di cui si � parlato sopra.
3. 21 APRILE 2011 - Firmato il decreto interministeriale che fissa gli importi del diritto annuale per l'anno 2011 E� stato firmato dai Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze ed � attualmente in corso di registrazione alla Corte dei Conti, il Decreto 21 Aprile 2011, che determina le misure del diritto annuale dovuto dalle imprese alle camere di commercio per l�anno 2011.
. Decreto interministeriale 21 aprile 2011 (Testo pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico). 4. 14 MAGGIO 2011 - Pubblicato il DPCM che proroga il termine di pagamento del primo acconto delle imposte per l'anno 2011 E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2011, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 maggio 2011, con il quale sono stati stabiliti i termini di effettuazione dei versamenti da parte dei contribuenti per l'anno 2011.
Le persone fisiche tenute, entro il 16 giugno 2011, ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di imposta regionale sulle attivit� produttive, nonche' al versamento in acconto dell'imposta sostitutiva, operata nella forma
della cedolare secca, di cui all'articolo 3 del D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, effettuano i predetti versamenti:
a) entro il 6 luglio 2011, senza alcuna maggiorazione; b) dal 7 luglio 2011 al 5 agosto 2011, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai soggetti diversi dalle persone fisiche tenuti ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di imposta regionale sulle attivit� produttive entro il 16 giugno 2011, che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore di cui all'art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell'Economia e delle Finanze. Le medesime disposizioni si applicano anche ai soggetti che partecipano, ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, a societ�, associazioni, e imprese con i requisiti indicati nel periodo precedente.
4. 30 MAGGIO 2011 - Nota del Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 30 maggio 2011, Prot. 0103161, oltre a fornire gli estremi di registrazione alla Corte dei Conti del decreto interministeriale 21 aprile 2011, con il quale sono state definite le misure del ditto annuale per l'anno 2011, ha fornito delucidazioni in merito al D.P.C.M. 12 maggio 2011 con il quale � stato prorogato il termine del pagamento del primo acconto delle imposte per l'anno 2011 per le persone fisiche e per i soggetti diverse dalle persone fisiche che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.
La scadenza del 16 giugno 2011 � stata prorogata al 6 luglio 2011.
Dal 7 luglio 2011 al 5 agosto 2011 tali soggetti possono effettuare i versamenti con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
Tale proroga si applica anche al versamento del diritto annuale per l'anno 2011 effettuato dai contribuenti soggetti agli studi di settore, ivi compresi i soggetti REA eventualmente rientranti in tali fattispecie, nonch� dalle imprese individuali.
Si applica al versamento del diritto annuale anche il disposto dell'art. 3 del citato D.P.C.M. 12 maggio 2011, che stabilisce che gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli artt. 17 (versamento unitario e compensazione) e 20 (pagamenti rateali), comma 4, del D. Lgs. n. 241/1997 che hanno scadenza nel periodo compreso tra il giorno 1� e il giorno 20 del mese di agosto 2011 possono essere effettuati entro il medesimo giorno 20, senza alcuna maggiorazione.
Non rientrano, tuttavia, in tale ulteriore proroga fino al 20 agosto i versamenti gi� oggetto della proroga individuata dall'art. 1 del medesimo decreto e che possono essere effettuati , con la maggiorazione dello 0,40%, dal 7 luglio al 5 agosto 2011.
5. 3 GIUGNO 2011 - Pubblicato il decreto sulla Gazzetta Ufficiale E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 giugno 2011, il decreto interministeriale 21 aprile 2011, che determina la misura del diritto annuale per l'anno 2011.
Tuttocamere.it, per aiutare gli studi professionali e le imprese, ha predisposto una tabella riassuntiva riportante gli importi del diritto annuale dovuti a decorrere dal 1� gennaio 2011, stabiliti dal D.I. 21 aprile 2011.
. TABELLA A - Importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2011. (Tabella aggiornata con l'indicazione delle Camere di Commercio che hanno deliberato una maggiorazione del diritto annuale anche per l'anno 2011). IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2010 1. PUBBLICATO IL DECRETO INTERMINISTERIALE che fissa gli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2010 Caso assai eccezionale rispetto agli anni precedenti, il Ministero dello Sviluppo Economico, in data 4 gennaio 2010, ha pubblicato sul proprio sito il decreto interministeriale 22 dicembre 2009 con il quale sono state stabilite le misure del diritto annuale dovuto per l�anno 2010 dalle imprese, iscritte o annotate nel Registro delle imprese, alle Camere di Commercio, ai sensi dell�articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. Il decreto � stato successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2010. Sono stati confermati sia gli scaglioni di fatturato che gli importi fissi previsti per l�anno 2009.
. Se vuoi scaricare il testo del decreto pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca QUI.
2. PROROGA del pagamento del diritto annuale 2010 per le imprese assoggettate agli studi di settore E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 19 giugno 2010, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 giugno 2010, con cui viene prorogato il termine del pagamento del primo acconto delle imposte per l'anno 2010 per i contribuenti che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno degli stessi.
La scadenza del 16 giugno 2010 � stata rinviata al 6 luglio 2010. Dal 7 luglio al 5 agosto i contribuenti possono effettuare i versamenti con la maggiorazione dello 0,40% quale interesse corrispettivo.
2.1. Contribuenti interessati Lo spostamento al 6 luglio 2010, o dal 7 luglio al 5 agosto 2010 con lo 0,4% in pi�, vale anche per i contribuenti che partecipano a societ�, associazioni e imprese che applicano gli studi.
La proroga spetta ai contribuenti interessati dagli studi di settore e riguarda tutti i versamenti che risultano dalla dichiarazione unificata annuale, UNICO 2010, compresi i pagamenti dei contributi previdenziali, cio� quelli che si calcolano sul reddito che supera il cosiddetto "minimale", nonch� i pagamenti del diritto annuale relativo al 2010 dovuto dalle imprese artigiane o commerciali iscritte o annotate nel Registro delle imprese. Il differimento vale anche per chi deve la maggiorazione del 3%, aumentata dello 0,4% per i pagamenti dal 7 luglio al 5 agosto, applicabile per l'adeguamento delle entrate contabilizzate a quelle presunte dagli studi in caso di scostamento superiore al 10% tra entrate presunte dagli studi ed entrate contabili.
Resta inteso che i contribuenti non soggetti agli studi di settore dovranno rispettare la scadenza del 16 giugno 2010 e potranno, eventualmente, effettuare il pagamento entro il 16 luglio 2010 con la maggiorazione dello 0,40%.
Con la mini-proroga di 20 giorni, il calendario dei versamenti di Unico � cos� cambiato:
�	16 giugno 2010: termine confermato e scaduto, per i contribuenti "estranei" agli studi di settore;
�	dal 17 giugno al 16 luglio 2010: termine confermato, per i contribuenti "estranei" agli studi di settore, con lo 0,4% in pi�;
�	6 luglio 2010: termine prorogato, per i contribuenti "interessati" dagli studi di settore;
�	dal 7 luglio al 5 agosto 2010: termine prorogato, per i contribuenti "interessati" dagli studi di settore, con lo 0,4% in pi�.
2.2. Pi� tempo anche per il modello 730/2010 Il decreto in questione ha inoltre spostato di 12 giorni, dal 30 giugno al 12 luglio 2010, il termine per la presentazione del modello 730/2010, da parte dei CAF, consulenti del lavoro, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, che prestano l'assistenza fiscale e che devono inviare online alle Entrate i dati delle dichiarazioni dei redditi e delle scelte ai fini della destinazione dell'8 e del 5 per mille dell'IRPEF.
3. Terremoto dell�Abruzzo � L�Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla ripresa dei versamenti tributari e contributivi, compreso il diritto annuale Fissate le regole per la ripresa degli adempimenti e dei versamenti dei contribuenti della Regione Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Sono previsti tempi diversi, a seconda che si tratti di contribuenti fuori o all'interno del cratere sismico. I tempi e le modalit� sono indicati nella Circolare 44/E dell'Agenzia delle Entrate del 13 agosto 2010. I chiarimenti riguardano i seguenti contribuenti: 1)	con domicilio fiscale nei cosiddetti "comuni fuori cratere" e istituti di credito e assicurativi, per i quali la sospensione � finita il 30 novembre 2009;
2)	con domicilio fiscale nei cosiddetti "comuni del cratere" nei confronti dei quali la sospensione � finita il 30 giugno 2010;
3)	contribuenti per i quali la sospensione � stata prorogata al 20 dicembre 2010, ai sensi dell�articolo 39 del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
La sospensione fino al 20 dicembre 2010 spetta:
1)	alle persone fisiche titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo, a prescindere dal volume d'affari;
2)	ai soggetti diversi dalle persone fisiche con volume d'affari non superiore a 200.000,00 euro;
3)	ai soggetti che svolgono in forma associata attivit� di impresa e di arti e professioni, compresi i componenti di societ� di persone ed equiparate, i collaboratori di impresa familiare.
Sono invece esclusi dalla proroga al 20 dicembre 2010 le persone fisiche che producono esclusivamente redditi da lavoro dipendente e pensione, fondiari, capitale o diversi. La ripresa dei tributi sospesi avviene con il pagamento in 120 rate mensili di pari importo a decorrere da gennaio 2011. Gli adempimenti tributari sono effettuati entro lo stesso mese di gennaio 2011.
Il testo della Circolare dell'Agenzia delle Entrate viene riportato nell'Appendice normativa.
. Se vuoi approfondire l�argomento e visitare il sito della Camera di Commercio dell'Aquila per leggere il comunicato riguardante le scadenze per il pagamento del diritto annuale 2009 e 2010, clicca QUI.
IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2009 Diritto annuale - Nuove iscrizioni 2009 Le nuove imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese a partire dal 1� gennaio 2009 devono versare il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio entro 30 giorni dalla domanda di iscrizione o annotazione.
In attesa dell�emanazione del decreto ministeriale che determiner� gli importi del diritto annuale per l�anno 2009 le imprese di nuova iscrizione pagheranno, in via provvisoria, gli stessi importi previsti per l�anno 2008.
Nel caso in cui il decreto stabilisca per l'anno 2009 importi diversi da quelli gi� versati, le imprese dovranno compensare o conguagliare l�importo pagato al momento dell�iscrizione entro il 16 giugno 2009, utilizzando il modello F24. Si veda a tale proposito la Circolare del 19 gennaio 2009, n. 3621/C, emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico, il cui testo viene riportato nell'Appendice Normativa.
Determinazione del diritto annuale 2009 - Individuazione dei righi del modello IRAP 2009 L�IRAP (Imposta Regionale sulle Attivit� Produttive) � stata oggetto di notevoli cambiamenti ad opera della Legge finanziaria 2008 (Legge 24 dicembre 2007, n. 244, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2007) con l�emanazione anche di un nuovo modello di dichiarazione IRAP.
Per coordinare le modifiche, il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 3 marzo 2009, Prot. 0019230, ha fornito delucidazioni in merito all'esatta individuazione del significato del termine "fatturato" nell'ambito della procedura di determinazione del diritto annuale e ha ritenuto di precisare la esatta individuazione dei righi del nuovo modello IRAP 2009 dai quali dedurre l'ammontare del fatturato per ricavarne l'importo del diritto annuale da versare.
La Nota si riferisce in modo particolare alle imprese iscritte nella Sezione Ordinaria del Registro delle imprese(societ� di capitali, societ� cooperative, consorzi, societ� di persone e persone fisiche), le quali devono determinare l'importo del diritto annuale da versare in base al "fatturato" dell'esercizio 2008, ricavato dai quadri del modello IRAP 2009.
Il testo della Nota viene riportato nell'Appendice Normativa - Circolari, Risoluzioni e Istanze di Interpello..
TABELLA RIASSUNTIVA E MODULISTICA
- Si riporta una TABELLA RIASSUNTIVA delle casistiche pi� frequenti:
. Determinazione del diritto annuale 2009 � Individuazione dei righi del modello IRAP 2009 � TABELLA RIASSUNTIVA. Il MODELLO IRAP 2009 con le relative istruzioni � stato approvato con Provvedimento del Direttore dell�Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2009, pubblicato il 4 febbraio 2009.
. Se vuoi scaricare il MODELLO IRAP 2009, clicca QUI.
. Se vuoi scaricare le ISTRUZIONI per la compilazione del modello IRAP 2009, clicca QUI.
PUBBLICATO IL DECRETO INTERMINISTERIALE che fissa gli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2009 In data 15 maggio 2009, � stato pubblicato, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto interministeriale 30 aprile 2009 (registrato alla Corte dei Conti il 14 maggio 2009), concernente �Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l�anno 2009 dalle imprese alle camere di commercio ai sensi dell�articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580�.
Sia gli scaglioni di fatturato che gli importi del diritto annuale non subiscono alcuna variazione rispetto a quelli previsti per l�anno 2008.
L�unica novit� la si rinviene al comma 3 dell�articolo 7 e riguarda l�utilizzo delle risorse del fondo perequativo destinate alla realizzazione di progetti e iniziative di sistema.
PROROGA del pagamento del diritto annuale 2009 per le imprese assoggettate agli studi di settore E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2009, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 giugno 2009, con cui viene prorogato il termine del pagamento del primo acconto delle imposte per l'anno 2009 per i contribuenti che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno degli stessi.
La scadenza del 16 giugno 2009 � stata rinviata al 6 luglio 2009. Dal 7 luglio al 5 agosto i contribuenti possono effettuare i versamenti con la maggiorazione dello 0,40% quale interesse corrispettivo.
Tali scadenze valgono anche per il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio, secondo le disposizioni che ne regolano il pagamento.
Resta inteso che i contribuenti non soggetti agli studi di settore dovranno rispettare la scadenza del 16 giugno 2009 e potranno, eventualmente, effettuare il pagamento entro il 16 luglio 2009 con la maggiorazione dello 0,40%.
Dunque, le imprese tenute ad applicare gli studi di settore potranno pagare le imposte, e quindi anche il diritto annuale:
. Se vuoi scaricare il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 21 maggio 2009 con il quale sono stati approvati n. 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell�applicazione degli studi di settore, clicca QUI. . Se vuoi scaricare la Circolare dell'Agenzia delle Entrate n.29/E del 18 giugno 2009, riguardante gli "Studi di settore. Periodo d'imposta 2008", clicca QUI.
Diritto annuale per le imprese esercenti attivit� di distribuzione di carburanti - Anno 2009 All'articolo 44 della Legge 23 luglio 2009, n. 99, recante �Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonch� in materia di energia�, viene previsto che, ai fini dell'accertamento e della riscossione del diritto annuale dovuto a ogni singola Camera di Commercio, limitatamente al versamento del diritto annuale relativo all�anno 2009, il fatturato delle imprese esercenti attivit� di distribuzione di carburanti s'intende al netto delle accise. Le conseguenti minori entrate per il sistema camerale, pari a circa 1,5 milioni di euro, saranno compensate attraverso il fondo per interventi strutturali di politica economica. La norma, per ora, riguarda solo il versamento relativo all'anno 2009, ma non � esclusa la possibilit� di successive disposizioni di portata pi� generale e di durata non limitata.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 14 luglio 2009, Prot. 0063772, ha ritenuto opportuno chiarire che le imprese che hanno gi� provveduto al versamento del diritto annuale 2009 possono:
a) compensare le somme versate in eccedenza, entro il termine di pagamento dello stesso diritto relativo all'anno successivo; oppure
b) presentare alla competente Camera di Commercio richiesta di rimborso delle somme versate in eccedenza rispetto al dovuto, allegando la documentazione necessaria per evidenziare la non sussistenza dell'obbligo di pagamento o le eventuali somme versate oltre il dovuto.
In questo caso la richiesta di rimborso va presentata, a pena di decadenza, entro 24 mesi dalla data di pagamento.
. Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 14 luglio 2009, Prot. 0063772: Art. 44, A.S. n. 1195 - Diritto annuale per le imprese esercenti attivit� di distribuzione di carburanti anno 2009. IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2008 Gli importi dei diritti - Molte le novit� Il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con decreto del 1� febbraio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 4 marzo 2008), ha fissato le misure per l'anno 2008 del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio da tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese. Molte e rilevanti le novit� introdotte.
Il nuovo decreto segna il passaggio dal regime transitorio a quello definitivo e pertanto da quest'anno tutte le imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro Imprese versano un diritto annuale commisurato al fatturato realizzato nell'anno precedente.
Scompare pertanto la clausola di salvaguardia finalizzata a contenere eventuali variazioni significative dei diritti annuali. In altre parole, scompare il meccanismo correttivo in forza del quale i soggetti che pagavano in base a fatturato non potevano pagare pi� dell�anno precedente. Per le imprese iscritte e per le imprese individuali annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese il diritto annuale passa da 80,00 a 88,00 euro.
Per tutte le imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese (imprese individuali, societ� di persone, societ� di capitali, consorzi e societ� cooperative), ancorch� annotate nella sezione speciale, il diritto annuale per l'anno 2008 viene determinato applicando al fatturato dell'esercizio 2007 le misure fisse o le aliquote per scaglioni di fatturato, che passano da quattro, come previsto all�art. 3 del D.M. 23 marzo 2007, a otto, come previsto dall'art. 3 del D.M. 1 febbraio 2008.
L�importo minimo dovuto in misura fissa da tutte le imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro imprese passa da 373,00 euro a 200,00 euro.
Le nuove imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro imprese nel corso del 2008 e dopo l�entrata in vigore del presente decreto sono, dunque, tenute a versare l�importo relativo alla prima fascia di fatturato pari a 200,00 euro.
Le unit� locali, che si iscrivono nel corso dell'anno 2008, appartenenti ad imprese gi� iscritte nella sezione ordinaria del Registro imprese, sono tenute al pagamento di un diritto pari al 20% dell'importo sopra indicato, e cio� ad un minimo che va da 18,00 a 40,00 euro.
Il tetto massimo del diritto dovuto per le unit� locali passa da 120,00 euro a 200,00 euro.
L'importo massimo del diritto da pagare da parte delle imprese iscritte nella sezione ordinaria si abbassa da 77.500,00 euro a 40.000,00 euro.
Cambiano le percentuali da applicare sulle entrate da diritto annuale che le Camere di Commercio devono versare al fondo perequativo, gestito da UnionCamere.
Il testo del nuovo decreto viene riportato nell'Appendice normativa.
Modalit� e termini di applicazione dei nuovi diritti - Conguagli e compensazioni I nuovi diritti si applicano:
1) a coloro che effettuano l'iscrizione a decorrere dal giorno 5 marzo 2008 e 2) a coloro che verseranno il diritto con l'esazione ordinaria (16 giugno 2008). Come precisato nella Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 3617/C del 5 marzo 2008, le imprese che si sono iscritte o annotate al Registro delle imprese dal 1� gennaio 2008 e fino all�entrata in vigore del D.M. 1� febbraio 2008 (4 marzo 2008) sono tenute:
1) a conguagliare l�importo pagato al momento dell�iscrizione entro il termine dell�esazione ordinaria (16 giugno 2008), nel caso in cui l�importo pagato sia inferiore agli importi fissati dal nuovo decreto, o 2) a utilizzare in compensazione l�eventuale credito per pagamenti con Mod. F24, nel caso in cui l�importo pagato sia invece superiore agli importi stabiliti.
Modello IRAP 2008 - Chiarimenti dal Ministero sull'individuazione dei righi da utilizzare per il calcolo del fatturato Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 29 aprile 2008, Prot. 0003317, ha fornito alcune precisazioni in merito all�individuazione della base imponibile per la determinazione dell�ammontare del fatturato dei contribuenti iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, ai fini del versamento del diritto annuale 2008. I contribuenti che adottano un regime di contabitit� semplificata, a l fine del calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale dovuto, devono essere utilizzati i valori riportati nella colonna 4, dei "valori IRAP� , in quanto tali soggetti non compilano la colonna1 relativa ai "valori contabili".
I contribuenti che compilano pi� sezioni dello stesso quadro IQ IRAP o pi� quadri IQ IRAP, al fine del calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale dovuto, devono procedere alla somma dei diversi valori riportati nelle diverse sezioni o nei diversi quadri IQ IRAP. Esaminando i diversi modelli IRAP 2008 che i contribuenti devono compilare, ai fini del calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale dovuto, il Ministero hai poi precisato quanto segue: �	MODELLO IRAP 2008 � Societ� di capitali
I contribuenti che compilano la Sezione IV (Societ� in regime forfettario), devono fari riferimento alla somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e degli altri ricavi e proventi ordinari cos� come rappresentati nelle scritture contabili. �	MODELLO IRAP 2008 � Societ� di persone
Le societ� di persone che determinano il reddito d�impresa in regime forfetario, devono utilizzare quanto riportato nel rigo IQ 22 (reddito d�impresa determinato forfetariamente), Sezione II. Le societ� di persone esercenti attivit� agricola, devono utilizzare quanto riportato nel rigo IQ 26 (corrispettivi), Sezione III. Le societ� di persone che esercitano in via esclusiva o prevalente attivit� di assunzione di partecipazioni in enti diversi da quelli creditizi e finanziari, al fine del calcolo del fatturato devono considerare la somma degli importi indicati nella colonna �valori contabili� della Sezione I, al rigo IQ 1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni), al rigo IQ 5 (altri ricavi e proventi) e al rigo IQ 6 (interessi attivi e proventi assimilati), del quadro IQ del modello IRAP 2008. �	MODELLO IRAP 2008 � Persone fisiche
Le imprese che determinano il reddito d�impresa in regime forfetario, devono utilizzare quanto riportato nel rigo IQ 17 (reddito d�impresa determinato forfetariamente), Sezione II del modello IRAP 2008. CONFIDI - Calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale 2008 Con Nota del 12 giugno 2008, Prot. 0005024, il Ministero ha integrato la precedente nota del 29 aprile 2008 fornendo chiarimenti in merito all'individuazione dell'ammontare del fatturato che i CONFIDI devono prendere in considerazione come base imponibile ai fini del pagamento del diritto annuale per l'anno 2008.
Al fine del calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale dovuto, i CONFIDI - in considerazione della peculiare attivit� che svolgono - devono far riferimento alla voce M031 "Corrispettivi per le prestazioni di garanzia" del proprio conto economico.
Il testo delle due Note viene riportato nell'Appendice normativa. Criteri di arrotondamento all'unit� di euro delle misure del diritto annuale Al fine di rendere omogenei i criteri di calcolo delle misure del diritto annuale e di evitare che differenti criteri producano errori e conseguenti sanzioni a carico dei contribuenti, il Ministero dello Sviluppo economico, con Nota del 20 giugno 2008, Prot. 0000966, ha precisato il criterio di arrotondamento all'unit� di euro cui fare riferimento nel calcolo del diritto annuale.
Il diritto da versare, per gli iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, si determina sommando gli importi dovuti per ciascun scaglione di fatturato (dir�tto dovuto per il primo scagl�one, pi� le aliquote applicabil� per gli altr� scagl�oni successivi di fatturato, con �l limite dell'importo massimo previsto dal decreto) che rientra nel fatturato complessivo dell'impresa e arrotondando I'importo dovuto per la sede legale all'unit� di euro pi� prossima.
Sull'importo cos� determinato ed arrotondato deve essere calcolato l'importo eventualmente dovuto per le unit� locali (come previsto dall'articolo 5, comma l, del decreto 1" febbraio 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico).
Anche l'importo da versare per ciascuna unit� locale va a sua volta arrotondato all'unit� di euro e successivamente sommato al diritto dovuto per la sede.
Nella Nota del Ministero vengono portati alcuni esempi concreti.
Il testo della Nota del Ministero viene riportato nell'Appendice normativa. ATTENZIONE!
Si ricorda che gli importi fissati dal D.I. 1� febbraio 2008 vanno eventualmente maggiorati della percentuale stabilita dalla Camera di Commercio competente per territorio.
L'elenco delle Camere di Commercio che hanno deliberato l'applicazione di una maggiorazione del diritto annuale, ai sensi dell'art. 18, comma 6, della legge n. 580/1993, anche per l�anno 2008, � riportato nelle Tabelle riassuntive degli importi del diritto annuale dovuto per l'anno 2008, riportate sopra.
Esempi di calcolo del diritto annuale 2008 - Si riporta una scheda di sintesi concernente:
. DIRITTO ANNUALE 2008 - Esempi di calcolo per la sezione ordinaria. Strumenti per calcolare l'importo dovuto . Se vuoi scaricare un foglio Excel per effettuare il calcolo del diritto annuale dovuto, clicca QUI. Casi di esonero dal pagamento del diritto annuale per l�anno 2008 - Gli stessi previsti in precedenza Molte imprese ritengono che la cessazione dell�attivit� dell�impresa coincida con la cancellazione dal Registro Imprese. Occorre fare chiarezza una volta per tutte: cessazione e cancellazione sono due fasi distinte, che non necessariamente coincidono. Solo nel caso dell�impresa individuale la cessazione dell�attivit� coincide con la cancellazione. Nel caso di societ�, sia di persone che di capitali, la cessazione dell�attivit� non coincide con la cancellazione dal Registro delle Imprese e, pertanto, la societ� resta iscritta. Per tutto il periodo che la societ� rimarr� iscritta al Registro delle imprese, continua ad essere soggetta al pagamento del diritto annuale.
Per non pagare pi� il diritto annuale, dovuto alla Camera di Commercio da tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese, occorre chiedere la cancellazione dal Registro. I casi per i quali � possibile l�esonero dal pagamento del diritto annuale per l�anno 2008 sono i seguenti:
1) Societ� che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione entro il 31 dicembre 2007, a condizione che presentino il bilancio finale e la richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese non oltre il 30 gennaio 2008; 2) Societ� poste in scioglimento senza messa in liquidazione entro il 31 dicembre 2007, a condizione che presentino la richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese entro il 30 gennaio 2008; 3) Imprese individuali che hanno cessato l�attivit� con data non successiva al 31 dicembre 2007, a condizione che presentino la richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese o dall�Albo delle imprese artigiane entro il 30 gennaio 2008; 4) Imprese fallite o in liquidazione coatta amministrativa, a condizione che la dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa sia anteriore al 31 dicembre 2007; 5) Cooperative sciolte per effetto di un provvedimento emesso dall�Autorit� di vigilanza, a condizione che il provvedimento sia stato emesso in data anteriore al 31 dicembre 2007 (art. 2546-septiesdecies C.C.). In tutti casi, solo con la cancellazione dal Registro delle Imprese cessa l�obbligo di pagamento del diritto camerale. IL DIRITTO ANNUALE PER L�ANNO 2007 Gli importi previsti � stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2007, il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 23 marzo 2007 con cui vengono stabilite le misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2007 ad ogni singola Camera di commercio dalle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese.
Sono confermati gli stessi importi previsti per l�anno 2006, nel rispetto, per quanto riguarda le imprese iscritte nella Sezione ordinaria del Registro delle imprese, della seguente regola: nel caso in cui dall'applicazione delle aliquote derivi un importo uguale o superiore a quello dovuto per l'anno 2006, le imprese sono tenute a versare lo stesso importo dell'anno 2006. Nel caso, invece, lo stesso importo sia inferiore a quanto � stato pagato nel 2006, le imprese saranno tenute a versare l'importo derivante dall'applicazione delle aliquote.
Il testo del decreto viene riportato nell'Appendice normativa. I termini di versamento Per l'anno 2007 la data di scadenza � stata inizialmente fissata al 18 giugno (in quanto il 16 e il 17 giugno cadono, rispettivamente, di sabato e domenica), ovvero entro il 18 luglio 2007; in tale secondo caso si dovr� calcolare - sulle somme da versare nel periodo dal 19 giugno al 18 luglio 2007 - la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
Si veda, a tale proposito, la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 128/E del 6 giugno 2007, che si riporta nell'Appendice normativa.
Successivamente, a seguito della proroga di 20 giorni dei versamenti delle imposte, per effetto del disposto di cui al D.P.C.M. 14 giugno 2007, anche i termini di pagamento del diritto annuale, effettuato dai contribuenti soggetti agli studi di settore, sono, di conseguenza, slittati. Pertanto, il versamento del diritto annuale per l'anno 2007 dovr� essere effettuato:
b) dal 10 luglio all�8 agosto 2007, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Si veda anche, a tale proposito, la lettera-circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 luglio 2007, Prot. 0006982, che si riporta nell'Appendice normativa. Soggetti interessati
Per contribuenti che applicano gli studi di settore si intendono quelli con entrate non superiori a 5.164.569 euro per i quali sono stati approvati gli specifici studi di settore.
Lo spostamento di 20 giorni vale anche per i soggetti che partecipano a societ�, associazioni o imprese che applicano gli studi, cio� per i soci di societ� di persone, associati di associazioni tra artisti o professionisti, collaboratori di imprese familiari e coniugi di aziende coniugali, nonch� soci di societ� che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale.
ISTANZE DI RIMBORSO DI DIRITTI CAMERALI PER SOMME ERRONEAMENTE VERSATE
L�Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 13/E del 26 gennaio 2007, in risposta ad una istanza di Interpello presentata da una Camera di Commercio, ha affrontato il problema dell�applicabilit� o meno dell�imposta di bollo nelle istanze di rimborso di diritti camerali (diritti di segreteria e diritto annuale)non dovuti erroneamente versati.
L�Agenzia delle Entrate, nel confermare che, sia il diritto annuale, dovuto da tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese, che i diritti di segreteria, dovuti a fronte di un�attivit� compiuta dall�Ente pubblico nello svolgimento delle sue funzioni pubbliche (tenuta di Registri, Ruoli, Albi ed Elenchi, rilascio di certificazioni, visure, copie di atti, ecc.), sono entrate di natura tributaria, ha sancito che le istanze di rimborso di entrambi i diritti per somme erroneamente versate e non dovute, beneficiano dell�esenzione dell�imposta di bollo ai sensi dell�art. 5 della Tabella � Allegato B, al D.P.R. n. 642 del 1972.
Il Fac-simile della domanda di rimborso del diritto annuale per somme erroneamente versate e non dovute viene riportato nella sezione "MODULISTICA".
SCHEDE RIEPILOGATIVE - SLIDE
. SCHEDA N. 1 � Il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio � Quadro normativo di riferimento � Natura e finalit� � Soggetti obbligati e soggetti esenti � Termini e modalit� di pagamento. (In corso di aggiornamento). . SCHEDA N. 2 � Il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio � Imprese iscritte nella Sezione ordinaria � La determinazione dell�importo del diritto annuale � Gli scaglioni di fatturato. (In corso di aggiornamento). . SCHEDA N. 3 � Il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio � Tardivo od omesso versamento � Il ravvedimento � Compensazione � Rimborsi - Ricorsi. MODULISTICA
. Fac-simile della domanda di rimborso del diritto annuale per somme erroneamente versate e non dovute.
. Modulo per la richiesta di riesame in autotutela. . Per scaricare il Modello F24 da utilizzare per il versamento del diritto annuale, cliccate QUI
. Per scaricare l�elenco delle banche che hanno aderito al sistema di pagamento dell'F24 via Internet (ordinato per denominazione o per codice ABI), cliccate QUI . Per il calcolo automatico del diritto annuale (escluse le societ� di capitali), cliccate QUI
Vogliamo citare una "GUIDA AL VERSAMENTO DEL DIRITTO ANNUALE", predisposta dalla Camera di Commercio di PRATO, completa e molto ben fatta.
. Se vuoi consultare la GUIDA predisposta dalla Camera di Commercio di Prato, clicca QUI.
. L. 24 dicembre 1993, n. 537: Interventi correttivi di finanza pubblica. Art. 13, commi 13 e 14. . Legge 29 dicembre 1993, n. 580: Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Art. 18 (Testo coordinato con le modifiche apportate, dal ultimo, dal dal D. Lgs. 15 febbraio 2010, n. 23 � In vigore dal 12 marzo 2010). . D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471: Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662. . D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472: Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell'articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. (Testo aggiornato con le modifiche apportate, da ultimo, dalla legge 13 dicembre 2010, n. 220 - In vigore dal 1� febbraio 2011). . Legge 23 dicembre 1999, n. 488: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2000). Art. 17. . Legge 27 luglio 2000, n. 212: Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente. . D.M. 23 aprile 2001: Determinazione della misura del diritto annuale dovuto ad ogni singola camera di commercio ai sensi dell'art. 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, per l'esercizio 2001, da ogni impresa iscritta e annotata nei registri di cui all'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. . D.M. 11 maggio 2001, n. 359: Regolamento per l'attuazione dell'articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, in materia di accertamento, riscossione e liquidazione del diritto annuale versato dalle imprese in favore delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. . D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435: Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nonch� disposizioni per la semplificazione e razionalizzazione di adempimenti tributari. Art. 17. . D.I. 17 maggio 2002: Determinazione per l'anno 2002 delle misure del diritto annuale dovuto dalle imprese alle camere di commercio ai sensi dell'art. 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificato dall'art. 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . Legge 12 dicembre 2002, n. 273: Misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza. Art. 44. . D.M. 9 maggio 2003: Definizione agevolata del diritto annuale di cui all'art. 18 delle legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni. . D.I. 23 maggio 2003: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2003 dalle imprese alle camere di commercio ai sensi dell'art. 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cos� come modificato dall'art. 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . D.I. 5 marzo 2004: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2004 dalle imprese alle camere di commercio ai sensi dell'art. 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cos� come modificato dall'art. 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . D.M. 23 marzo 2005: Determinazione, per l'anno 2005, delle misure del diritto annuale dovuto dalle imprese alle camere di commercio, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . D.M. 27 gennaio 2005, n. 54: Regolamento relativo all'applicazione delle sanzioni amministrative in caso di tardivo o omesso pagamento del diritto annuale da parte delle imprese a favore delle camere di commercio, emanato ai sensi dell'articolo 5-quater, comma 2, della legge 21 febbraio 2003, n. 27. . D.M. 28 marzo 2006: Determinazione, per l'anno 2006, delle misure del diritto annuale dovuto dalle imprese alle camere di commercio, ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificato dall'articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . D.L. 28 dicembre 2006, n. 300: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Art. 4, comma 4. (Testo coordinato con la legge di conversione 26 febbraio 2007, n. 17). . D.M. 23 marzo 2007: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2007 dalle imprese alle camere di commercio, ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificato dall'articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . D.P.C.M. 16 giugno 2007: Differimento, per l'anno 2007, dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai soggetti cui si applicano gli studi di settore in vigore per l'anno 2006. . D.M. 1� febbraio 2008: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2008 dalle imprese alle camere di commercio, ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificato dell'articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. . Legge 28 gennaio 2009, n. 2: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale. . Decreto interministeriale 30 aprile 2009: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l�anno 2009 dalle imprese alle camere di commercio ai sensi dell�articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. (Testo pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico). . Decreto interministeriale 30 aprile 2009: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l�anno 2009 dalle imprese alle camere di commercio. (Testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 19 maggio 2009). . D.P.C.M. 4 giugno 2009: Termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai soggetti che esercitano attivit� economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. . D.M. 4 dicembre 2009: Modifica del saggio di interesse legale. . Decreto interministeriale 22 dicembre 2009: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2010 dalle imprese alle camere di commercio. (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2010). . D.P.C.M. 10 giugno 2010: Differimento, per l'anno 2010, dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai soggetti che esercitano attivita' economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore nonche' il differimento del termine per la trasmissione in via telematica delle dichiarazioni modello 730/2010. . D.M. 7 dicembre 2010: Misura del saggio di interesse legale, con decorrenza dal 1� gennaio 2011. . D.P.C.M. 12 maggio 2011: Differimento, per l'anno 2011, di termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai contribuenti, nonche' dei termini previsti dagli articoli 16 e 17 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 64, relativi agli adempimenti delle dichiarazioni modello 730/2011. . D.I. 21 aprile 2011: Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2011 alle camere di commercio, ai sensi dell'articolo 8, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cosi' come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23. . D.M. 12 dicembre 2011: Modifica del saggio di interesse legale. . DECRETO-LEGGE 6 giugno 2012, n. 74: Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012. . D.P.C.M. 6 giugno 2012: Differimento, per l'anno 2012, dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali. APPENDICE NORMATIVA
. Agenzia delle Entrate - Circolare n. 192/E del 23 luglio 1998: Ravvedimento in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto, di imposta di registro e tributi similari.
. Ministero delle attivit� produttive - Circolare del 28 dicembre 2001, Prot. 516194: Applicazione del diritto annuale alle imprese che si iscrivono nel Registro delle imprese a decorrere dal 1� gennaio 2002. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare del 7 giugno 2002, n. 3546, Prot. 506660: Criteri di arrotondamento delle misure del doiritto annuale per l'anno 2002 all'unit� di euro. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare del 20 novembre 2002, n. 3552, Prot. 5014375: Articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 - Applicazione sanzioni amministrative nel caso di omesso o tardivo versamento del diritto annuale. . Agenzia delle entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso - Risoluzione n. 115/E del 23 maggio 2003: Istituzione dei codici tributo per il versamento degli interessi e delle sanzioni relative al diritto annuale determinato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 580/1993. Istituzione del codice tributo per il versamento delle somme dovute a titolo di condono dei diritti camerali ai sensi dell'articolo 5.quater del D.L. n. 282/2002. . Ministero delle attivit� produttive - Lettera Circolare del 4 giugno 2003, Prot. 553291: Chiarimenti in merito alla scadenza dei termini del diritto annuale per le societ� con esercizio comprendente periodi di due anni solari diversi. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare n. 3567/C del 16 ottobre 2003: Applicazione del principio del ravvedimento operoso al mancato versamento del diritto annuale in favore delle Camere di Commercio (articolo 13 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472). . Ministero delle attivit� produttive - Circolare n. 3568/C del 24 novembre 2003: Chiarimenti in merito all'applicazione dell'articolo 13 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472. Ravvedimento operoso. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare n. 3569/C del 29 dicembre 2003: Applicazione del diritto annuale alle imprese che si iscrivono nel Registro delle imprese a decorrere dal 1� gennaio 2004. . Ministero delle attivit� produttive - Lettera-Circolare del 30 gennaio 2004, Prot. 546959: Casi particolari riguardanti il versamento del diritto annuale in favore delle camere di commercio: esonero dal versamento da parte delle imprese in stato di amministrazione straordinaria; unit� locali, inizio d�attivit� e diritto annuale. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare n. 3587/C del 20 giugno 2005 - Prot. 0005731: Decreto 27 gennaio 2005, n. 54 . Regolamento relativo alle sanzioni amministrative tributarie in riferimento al diritto annuale delle Camere di Commercio. . Agenzia delle Entrate - Risoluzione 30 giugno 2005, n. 82/E: Sospensione dell'operativit� del codice tributo "3853" denominato "Regolarizzazione delle violazioni concernenti il pagamento del diritto annuale" da utilizzare nel modello di versamento "F24" - Articolo 5-quater, D.L. n. 282/2002". . Ministero delle attivit� produttive - Nota del 30 settembre 2005, Prot. 0008929: Versamento del diritto annuale e certificazioni del Registro delle imprese - Art. 24, comma 35, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare n. 3594/C del 13 dicembre 2005 - Prot. 0011177: Applicazione del diritto annuale alle imprese che si iscrivono nel Registro delle imprese a decorrere dal 1� gennaio 2006. . Ministero dello Sviluppo Economico � Circolare n. 3605/C del 10 gennaio 2007: Applicazione del diritto annuale alle imprese che si iscrivono nel Registro delle imprese a decorrere dal 1� gennaio 2007.
. Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 13/E del 26 gennaio 2007: Istanza di interpello - Istanze di rimborso di diritti camerali non dovuti erroneamente versati - Imposta di bollo. . Ministero dello Sviluppo Economico � Nota del 14 maggio 2007, Prot. 0004728: Termini di versamento del diritto annuale. . Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 128/E del 6 giugno 2007: Termini per effettuare il versamento del saldo risultante dalla dichiarazione dei redditi e del primo acconto. . Ministero dello Sviluppo Economico � Lettera-Circolare del 6 luglio 2006, Prot. 0006982: Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 giugno "Differimento, per l'anno 2007, dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti ai soggetti cui si applicano gli studi di settore in vigore per l'anno 2006" - Applicazione versamento diritto annuale anno 2007. . Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 74/E del 3 marzo 2008: Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dei diritti annuali, di competenza della Camera di Commercio di Monza e Brianza. . Ministero dello Sviluppo Economico � Circolare n. 3617/C del 5 marzo 2008: Decreto 1� febbraio 2008 - Determinazione importi diritto annuale 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 4 marzo 2008) - Applicazione del diritto annuale alle imprese iscritte a decorrere dal 1� gennaio 2008. . Ministero dello Sviluppo Economico � Nota del 29 aprile 2008, Prot. 0003317: Integrazione nota n. REA-2008-146515 - DGCAS 1 dell'11.04.2008 - Ulteriori precisazioni in merito all'individuazione della base imponibile per la determinazione dell'ammontare del fatturato ai fini del diritto annuale 2008. . Ministero dello Sviluppo Economico � Nota del 12 giugno 2008, Prot. 0005024: Integrazione Integrazione note n. REA-2008-146515-DGCAS 1 dell' 11 aprile 2004 e n. 3317 del 29 aprile 2008 - Individuazione dei righi del modello IRAP 2008 ai fini del versamento del diritto annuale 2008. . Ministero dello Sviluppo Economico � Nota del 20 giugno 2008, Prot. 0000966: Criteri di arrotondamento all'unit� di euro delle misure del diritto annuale. . Ministero dello Sviluppo Economico � Nota del 30 dicembre 2008, Prot. 0062417: Ravvedimento in materia di diritto annuale, ex articolo 6, comma 1, del
decreto 27 gennaio 2005, n. 54. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Regolazione Mercato - Circolare del 19 gennaio 2009, n. 3621/C: Applicazione del diritto annuale alle imprese che ci iscrivono nel Registro a decorrere dal 1� gennaio 2009. . Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Amministrazione - Risoluzione n. 18/E del 23 gennaio 2009: Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, del diritto annuale di competenza della Camera di Commercio di Fermo. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica - Ufficio XII - Nota del 3 marzo 2009, Prot. 0019230: Individuazione dei righi del modello IRAP 2009, modalit� di calcolo e metodo di arrotondamento ai fini del versamento del diritto annuale 2009. . Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Amministrazione - Risoluzione n. 47/E del 24 febbraio 2009: Consulenza giuridica - Trattamento tributario ai fini IVA dell�aggio corrisposto dalle Camere di Commercio ai terzi incaricati della riscossione del c.d. diritto annuale. Articolo 10, n. 5) del DPR n. 633 del 1972. . Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Amministrazione - Risoluzione n. 49/E del 24 febbraio 2009: Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle spese di notifica relative agli atti di irrogazione delle sanzioni per l�omesso o tardivo pagamento del diritto camerale annuale dovuto alle Camere di commercio. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 9 marzo 2009, Prot. 0021232: Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 49/E del 24 febbraio 2009 - Diritto annuale. . Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Amministrazione - Risoluzione n. 66/E del 17 marzo 2009: Istanza di interpello � Articolo 3 D.P.R. n. 322 del 1998 � Esercizio non coincidente con l�anno solare � Modalit� di presentazione della dichiarazione e di versamento delle imposte. . AGENZIA DELLE ENTRATE - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso - Circolare n. 10/E del 19 marzo 2009 - Decreto legge 29 novembre 2008, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, c.d. decreto anti-crisi. � Articoli 6, 9, 16 e 32. Disposizioni relative ad adempimenti di carattere fiscale � chiarimenti. Punto 5. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Regolazione Mercato - Direzione Generale Vigilanza e Normativa Tecnica - Nota del 16 giugno 2009, Prot. 0055600: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 giugno 2009 (Registrato dalla Corte dei Conti il 9 giugno 2009, reg. n. 6, foglio 291). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Regolazione Mercato - Direzione Generale Vigilanza e Normativa Tecnica - Nota del 6 agosto 2009, Prot. 0072100: Circolare n. 3622/C del 5 febbraio 2009 - Documento n. 3 - Criterio di valutazione delle poste contabili relative al diritto annuale - Preventivo economico 2010. . AGENZIA DELLE ENTRATE - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso - Risoluzione n. 12/E del 24 febbraio 2010 - Istituzione dei codici delle province di Fermo e di Monza e della Brianza per il versamento, tramite modello F24, dei diritti annuali dovuti alle camere di commercio. Soppressione dei codici tributo 3863, 3864, 3865, 3866, 3867, 3868, 3870 e 3871. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 23 giugno 2010, Prot. 0077123: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2010 "Differimento, per l'anno 2010, dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti ai soggetti cui si applicano gli studi di settore in vigore per l'anno 2010". . AGENZIA DELLE ENTRATE - Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti - Circolare n. 44/E del 13 agosto 2010 - Eventi sismici del 6 aprile 2009 - Ripresa degli adempimenti e dei versamenti. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Struttura DG-MCCVNT - Registro delle Imprese - Nota del 30 dicembre 2010, Prot. 0201046: Applicazione del diritto annuale per i soggetti che si iscrivono nel Registro delle imprese e nel REA a decorrere dal 1� gennaio 2011. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 31 gennaio 2011, Prot. 0016599: Richiesta parere diritto annuale Camere di Commercio - Soggetti "Only REA". . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Nota del 13 aprile 2011, Prot. 0069939: Richiesta parere diritto annuale Camere di Commercio. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Struttura DG-MCCVNT - Registro delle Imprese - Nota del 30 maggio 2011, Prot. 0103161: Decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze 21 aprile 2011 - Diritto annuale delle Camere di Commercio per l'anno 2011 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 maggio 2011 "Differimento, per l'anno 2011, di termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai contribuenti, nonch� dei termini previsti dagli articoli 16 e 17 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 64, relativo agli adempimenti delle dichiarazioni modello 730/2011. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Struttura DG-MCCVNT - Registro delle Imprese - Nota del 27 dicembre 2011, Prot. n. 255658: Articolo 18, comma 4 e 5, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cos� come modificato dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23. Misure del diritto annuale per l'anno 2012. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione - Struttura DG-MCCVNT - Registro delle Imprese - Nota del 21 dicembre 2012, Prot. n. 0261118: Articolo 18, comma 4 e 5, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, cos� come modificato dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23. Misure del diritto annuale per l'anno 2013. GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI DIRITTO ANNUALE
Diritto annuale e normativa europea La Commissione Tributaria Provinciale di Foggia, Sezione nona, con la Sentenza n. 142 del 21 settembre 2004, ha dichiarato l�illegittimit� dell�articolo 18, comma terzo, della legge n. 580/1993 per contrasto con le disposizioni di cui agli articoli 10 e 12 della Direttiva Comunitaria 69/335 nella parte in cui esso preveda l�obbligo per le imprese di pagare il diritto di iscrizione nei Registri appositamente tenuti dalle Camere di Commercio. Gli articoli 10 e 12 della Direttiva Comunitaria 69/335 vietano agli Stati membri dell�Unione Europea di applicare alle imprese imposte sulla raccolta di capitali. Il tributo di iscrizione di un�impresa nei Registri appositamente tenuti dalle Camere di Commercio, condizione di procedibilit� dell�esercizio dell�attivit� da parte di questa, � da ritenersi imposta indiretta sulla raccolta di capitali e come tale non � dovuto. - Si riporta il testo della sentenza:
. Commissione Tributaria Provinciale di Foggia - Sezione nona - Sentenza n. 142 del 21 settembre 2004 - Illegittimit� del diritto camerale annuale. Con Sentenza n. 326/05, depositata in data 21 dicembre 2005, la Corte di Appello di Caltanisetta ha puntualizzato che il diritto camerale annuale non � in alcun modo assimilabile alle forme di imposizione vietate all'art. 10, lett. c) della Direttiva CEE n. 69/335 essendo queste ultime attinenti ad adempimenti antecedenti l'esercizio dell'attivit� di impresa, ossia "l'immatricolazione o qualsiasi altra formalit� preliminare all'esercizio di un'attivit� imprenditoriale".
Il diritto camerale, invece, si riferisce ed � correlato alla fase successiva all'iscrizione ed alla costituzione dell'impresa, trovando giustificazione nell'attivit� di promozione, di consulenza e di supporto prestata dalle Camere di Commercio alle imprese. Il presupposto del tributo sorge quindi successivamente all'iscrizione dell'impresa e si rinnova periodicamente a cadenza annuale essendo suscettibile di subire modificazioni anche in relazione alle eventuali trasformazioni del regime societario.
La presente Sentenza � stata emessa contro la Sentenza emessa dal Tribunale di Caltanisetta il 7 novembre 2002, nella quale si sosteneva l'illegittimit� della tassazione imposta dalla Camera di Commercio in quanto riconducibile alla nazione di imposizione vietata dalla Direttiva comunitaria n. 69/335 del 17 luglio 1969, attuata in Italia con D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, legge 29 ottobre 1993, n. 427. Nella Sentenza del Tribunale di Caltanisetta si riteneva, tra l'altro, che il tributo camerale richiesto riguardasse l'iscrizione annuale al Registro delle imprese, anzich� il diritto annuale dovuto in forrza dell'art. 18 della legge n. 580 del 1993.
Mancato pagamento dei diritti camerali da parte di una SNC e responsabilit� del socio In materia di riscossione coattiva, � legittimo l'invio da parte del concessionario dell'avviso di mora non preceduto dalla cartella esattoriale nei confronti del socio di una societ� in nome collettivo per mancato pagamento del diritto annuale di iscrizione alla Camera di commercio.
L'importante principio � contenuto nella Sentenza della Corte di Cassazione n. 618 del 13 gennaio 2006.
Con la stessa Sentenza i giudici hanno riaffermato il principio che le controversie aventi ad oggetto il diritto camerale dovuto alle Camere di Commercio sono di spettanza del giudice tributario e non del giudice ordinario, in quanto tale diritto risulta equiparabile a un vero e proprio tributo.
La natura tributaria del diritto annuale Il diritto annuale dovuto dalle imprese alle Camere di Commercio ai sensi dell�articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, secondo quanto affermato dall�Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 13/E del 26 gennaio 2007 e dalla giurisprudenza di legittimit� (Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza n. 13549 del 24 giugno 2005; Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza n. 10469 del 23 aprile 2008), ha natura di entrata tributaria. Pertanto, l�aggio corrisposto dalle Camere di Commercio ai soggetti incaricati della riscossione del diritto annuale, in quanto relativo alla riscossione di un�entrata avente natura tributaria, rientra nel regime di esenzione dall�IVA, ai sensi dell�articolo 10, n. 5), del D.P.R. n. 633 del 1972, che stabilisce che sono esenti dall�IVA �le operazioni relative alla riscossione dei tributi�. (Vedi: Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 47/E del 24 febbraio 2009).
. Corte di Cassazione - Sezioni Unite Civile - Sentenza n. 13549 del 24 giugno 2005 - Tributi - Camere di Commercio - Tassa di iscrizione annuale in Albi e Registri - Natura di tributo locale - Esclusione - Questione giurisdizionale - Giurisdizione tributarie. PRONUNCE DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE IN MATERIA DI DIRITTO ANNUALE
Sentenze Commissione Tributaria Provinciale di Livorno - Mancata esibizione della prova dell'invio dell'informativa annuale da parte della Camera di Commercio - Ricorso accolto La Commissione Tributaria Provinciale di Livorno, con le Sentenze n. 160/1/06, n. 159/1/06 e n. 161/1/06, ha accolto i ricorsi presentati da contribuenti per mancato versamento del diritto annuale per l'anno 2001 in quanto il D.M. n. 359/2001 prescrive, tra l'altro, che le Camere di Commercio debbano inviare ogni anno - entro il 15 maggio - a tutti i soggetti iscritti o annotati un apposito modulo contenenti i dati del soggetto passivo, la sua posizione nei confronti della Camera di Commercio, l'ammontare del diritto dovuto da parte dei soggetti iscritti nella sezione speciale, nonch� i dati necessari all'autodeterminazione del diritto dovuto da parte dei soggetti iscritti nella sezione ordinaria.
Nei casi specifici, la Camera di Commercio non � stata in grado di dimostrare di aver provveduto a tale richiesta (in quanto gli elenchi del mailing effettuato nell'anno 2001 non sono pi� disponibili a causa del cambiamento del software utilizzato) e si � resa anch'essa inadempiente.
Conseguenza di tale omissione � che l'impresa XXX non � stata messa in condizione di provvedere tempestivamente a regolarizzare la propria posizione.
Secondo la CTP non � stato rispettato lo spirito dello statuto dei diritti del contribuente, i cui principi valgono per analogia per tutte le imposizioni, anche non erariali. In particolare dagli articoli 5 e 6 della Legge n. 212/2000 discende il principio del dovere di informazione da parte dell'Ente impositore, come principio generale dell'ordinamento tributario, che la Camera di Commercio non risulta aver rispettato.
Da notare che le controparti non avevano opposto in sede di costituzione la mancata comunicazione ai sensi del D.M. n. 359/2001 (mailing annuale), che � stato alla base della decisione della CTP.
Sentenza Commissione Tributaria Provinciale di Lucca - Mancata indicazione del giorno in cui il ruolo � stato consegnato al Servizio Riscossione Tributi - Normativa non applicabile al diritto annuale - Ricorso respinto La Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, con Sentenza n. 177/06 del 22 novembre 2006, depositata il 21 marzo 2007, ha respinto il ricorso di un'impresa che adduceva quale motivo di nullit� della cartella la mancata indicazione del giorno in cui il ruolo � stato consegnato al Servizio Riscossione Tributi. Mancando tale elemento fondamentale - sostiene la controparte - � impossibile procedere alla verifica del giorno iniziale da cui far decorrere i termini.
La CTP sostiene invece che, contrariamente a quanto previsto per la riscossione mediante ruolo delle imposte sui redditi e delle imposte sul valore aggiunto, per gli altri tributi (quali TARSU, ICI, diritto annuale, ecc.), la normativa attuale non prevede in modo espresso il termine entro il quale deve essere notificata la cartella di pagamento.
Non essendoci, infatti, nessuna dichiarazione annuale da presentare non si pu� individuare facilmente un termine iniziale dal quale far decorrere i termini per la tempestivit� della notifica, applicando il disposto di cui all'attuale art. 25 del D.P.R. n. 602/1973.
E' necessario pertanto dare alla norma una interpretazione che consenta di esprimere un criterio per individuare i termini entro i quali devono essere notificate le cartelle relative a tributi (quali il diritto annuale) la cui disciplina legislativa non prevede la presentazione di una dichiarazione ad hoc da parte del contribuente.
In alternativa ad una interpretazione che renda applicabile il nuovo testo dell'art. 25 del D.P.R. n. 602/1973 a situazioni come quella iin questione, la CTP sostiene che non resta che concludere per una prescrizione ordinaria annuale.
Nel caso del diritto annuale, l'obbligazione tributaria trae origine, pur sempre da una dichiarazione di parte, dalla quale scaturisce il diritto all'iscrizione nei registri tenuti dalla Camera di Commercio ed il consequenziale obbligo di pagamento annuale del relativo diritto.
Alla luce di quanto sopra, la CTP di Lucca conclude che, nel caso in esame la notifica della cartella di pagamento � avvenuta entro il termine decennale e pertanto il ricorso deve essere respinto.
Sentenza Commissione Tributaria Provinciale di Lucca � SNC sciolta senza messa in liquidazione con atto del 1994 � Successiva cancellazione d�ufficio in data 2006 � La mancanza del provvedimento formale non � idonea a determinare la sopravvivenza della societ� - Ricorso accolto La Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, con Sentenza n. 124/06/06 del 2 dicembre 2006, depositata il 13 dicembre 2006, ha accolto il ricorso di una SNC che, a seguito di scioglimento, senza messa in liquidazione, con atto del 15 dicembre 1994, ha cessato ogni attivit� ed � stata cancellata dall�Albo delle imprese artigiane.
E� necessario tener presente che a tale atto non � seguita alcuna richiesta di cancellazione che, al periodo, doveva essere presentata con un�apposita istanza, alla Cancelleria Commerciale del Tribunale e che la societ� in questione si � cancellata dal Registro delle imprese solo in data 23 giugno 2006.
La CTP sostiene che innanzitutto � necessario esaminare se, all�epoca, la mancanza del provvedimento formale di richiesta della cancellazione (pur necessario) fosse idonea a legittimare il trasferimento dell�iscrizione della societ� dalla Cancelleria del Tribunale al Registro delle imprese e la successiva e conseguente richiesta del diritto annuale.
Essendo, inoltre, il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio un corrispettivo per la tenuta del Registro delle imprese, che va in questo caso calcolato in rapporto al fatturato, deve essere corrisposto dalle societ� fin tanto che sono effettivamente operative e in quindi in condizione di usufruire dei servizi forniti dal Registro delle imprese.
Nel caso in esame � sostiene la CTP � esistevano tutte le condizioni perch� la Camera di Commercio accertasse, sin dal 1996 (data di istituzione del Registro delle imprese) la effettiva cessazione dell�attivit� della societ� sciolta e procedesse di conseguenza, invitando la parte a presentare apposita istanza, come peraltro operato in data successiva (nel caso il 7 giugno 2006).
Ne discende che, a parere della CTP di Luca, la mancanza del provvedimento formale non � idonea a determinare la sopravvivenza della societ�, sia pure ai soli fini amministrativi, e che pertanto, l�annotazione dello scioglimento (ancorch� senza messa in liquidazione) effettuato in epoca precedente all�entrata in vigore del Registro delle imprese determina la non debenza del diritto annuale.
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 Art. 17
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