Source: http://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=assemblea_allegato_odg&idlegislatura=18&anno=2018&mese=11&giorno=09
Timestamp: 2019-01-19 09:15:24+00:00

Document:
della seduta n. 80 di Venerdì 9 novembre 2018
tra le aree più colpite dal maltempo vi è stata la regione Sicilia, che tra il 18 ottobre e il 4 novembre 2018, ha registrato piogge torrenziali, che hanno non solo devastato e sommerso intere aree dell'isola, ma anche provocato la morte di numerose persone;
numerosi sono stati gli interventi dei soccorritori, quali vigili del fuoco, protezione civile, forze dell'ordine e volontari, che hanno salvato diverse persone rimaste intrappolate nelle abitazioni o nelle auto travolte da acqua e fango;
anche il comparto agricolo ha riportato ingenti danni, così come le principali vie di collegamento dell'intera isola, fattore che ha reso ulteriormente difficoltoso l'intervento dei soccorsi;
quali siano in ogni caso le iniziative urgenti che il Governo intende assumere per fronteggiare l'attuale stato di emergenza infrastrutturale e abitativa in cui versano le aree interessate dall'alluvione e per sostenere la compromessa economia agropastorale.
nel nostro Paese, la figura del difensore civico sussiste a livello regionale, tuttavia e nonostante le buone intenzioni, non tutte le regioni hanno reso disponibile il servizio alla cittadinanza; per citare alcuni esempi, la regione Calabria pur prevedendo a livello statutario (articolo 6) e normativo (legge regionale n. 4 del 1985) la figura, di fatto il difensore civico non è mai stata nominato; la regione Puglia, invece, lo prevede a livello statutario, ma non ha ancora provveduto a regolare la materia con legge regionale, tanto che anche in Puglia il difensore civico non è mai stata istituito; ma vi è di più, la Regione siciliana addirittura non ha neppure previsto a livello statutario tale ruolo essenziale per la risoluzione delle controversie cittadine;
le premesse portano inevitabilmente a concludere che la diffusione della figura del difensore civico non ha una diffusione capillare sul territorio nazionale, tanto da determinare evidenti disparità di trattamento che creano distanza tra i cittadini e la pubblica amministrazione e con le istituzioni, con inevitabili conseguenze anche sul piano del ritorno di servizi e di efficienza della pubblica amministrazione –:
considerate anche l'urgenza e la particolare attualità della tematica, se sia intenzione del Ministro interpellato monitorare la corretta e capillare diffusione della figura del difensore civico regionale su tutto il territorio nazionale, adoperandosi comunque, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di sanare le disuguaglianze oggi esistenti tra cittadini italiani sotto il profilo segnalato, in ossequio ai principi costituzionali e ai sovraordinati principi comunitari.
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione, per sapere – premesso che:
il decreto-legge n. 185 del 2008 istituiva, all'articolo 18, comma 1, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il fondo sociale per l'occupazione e la formazione, successivamente rifinanziato ad opera di numerose disposizioni. Tra le finalità del fondo vi sono la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, nonché l'attivazione di misure di politiche attive del lavoro in favore di regioni rientranti nell'obiettivo convergenza dei fondi strutturali europei;
i limiti normativi posti dall'articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001, come sostituito dall'articolo 49 del decreto-legge n. 112 del 2008, ad oggi non risultano essere superati dall'approvazione di altro specifico supporto legislativo; ai fini della stabilizzazione è stato individuato un importo annuo pro capite di riferimento, di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2000, pari a 9.296,22 euro. Le risorse necessarie per incentivarne l'assunzione a tempo indeterminato sono pertanto calcolate su un periodo di quattro anni, a decorrere dal momento dell'assunzione;
all'articolo 1, commi 223-225, della legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017), come introdotti durante l'esame parlamentare alla Camera dei deputati, al fine del superamento del precariato dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità è stata disposta la proroga dei termini entro i quali le amministrazioni locali possono ricorrere alle prestazioni lavorative socialmente utili fino al 31 dicembre 2018;
lo stesso decreto ministeriale, all'articolo 1, individua per la regione Calabria un numero totale di lavoratori impegnati pari a 2.316 euro per un ammontare di 86.120.182,08 euro e, all'articolo 2, dispone la sottoscrizione tra Ministero e regione affinché venissero assegnate le quote di finanziamento previste;
il 31 dicembre 2018, termine prorogato dalla legge di bilancio per il 2018, scadranno i contratti a tempo determinato delle 4.500 unità lavorative di ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che operano all'interno delle amministrazioni locali della Calabria;
Il Corriere del Mezzogiorno del 19 settembre 2018 riporta la notizia: «Si calcola che il numero degli infermieri dipendenti del servizio sanitario nazionale nel 2016 fosse in Campania di 18.500 circa, mentre, nel 2009, gli stessi infermieri assunti negli ospedali e nelle strutture pubbliche erano 21.250 circa. Non servono particolari doti matematiche per accorgersi che nel lasso di tempo intercorrente tra il 2009 e il 2016 si sono perse 2.700 unità»;
b) aumentare di uno il numero dei pazienti per ciascun infermiere (ad esempio, con un rapporto di un infermiere per 7 pazienti) fa salire del 23 per cento l'indice di burnout, del 7 per cento la mortalità dei pazienti, del 7 per cento il rischio che l'infermiere non si renda conto delle complicanze a cui il paziente sta andando incontro;
il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, recante «Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza», prevede la presenza della figura dell'infermiere o di prestazioni infermieristiche nei seguenti articoli: articolo 4, assistenza sanitaria di base; articolo 22, cure domiciliari; articolo 23, cure palliative domiciliari; articolo 29, assistenza residenziale extra ospedaliera ad elevato impegno sanitario; articolo 30, assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti; articolo 31, assistenza sociosanitaria residenziale alle persone nella fase terminale della vita; articolo 34, assistenza sociosanitaria semiresidenziale e residenziale alle persone con disabilità; articolo 38, ricovero ordinario per acuti; articolo 40, day surgery; articolo 42, day hospital; articolo 44, riabilitazione e lungodegenza post-acuzie –:
se non ritenga d'intraprendere ogni iniziativa di competenza per verificare in Campania l'attuazione di quanto previsto dai livelli essenziali di assistenza, con riguardo gli articoli del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, recante «Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza» e, in particolare, in merito alle erogazioni delle prestazioni infermieristiche;
(2-00163) «Sarli, D'Arrando, Lapia, Lorefice, Mammì, Nappi, Nesci, Provenza, Sapia, Sportiello, Trizzino, Troiano, Leda Volpi, Menga, Acunzo, Adelizzi, Davide Aiello, Piera Aiello, Alaimo, Alemanno, Amitrano, Angiola, Aprile, Aresta, Ascari, Azzolina, Baldino, Barbuto, Massimo Enrico Baroni, Battelli».
il Corpo nazionale dei vigili del fuoco soffre, da sempre, la presenza di una forte componente di personale precario, costituito dai vigili del fuoco cosiddetti discontinui, figure strategiche del comparto, pur essendo prive di contratto a tempo indeterminato e potendo essere richiamate in servizio per non più di 14 giorni consecutivi e per un massimo di 160 giorni l'anno;
i discontinui rappresentano una risorsa fondamentale e indispensabile per consentire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco di svolgere al meglio le funzioni che la legge ad esso attribuisce nell'ambito del soccorso pubblico. Questi ultimi, infatti, sono vigili del fuoco a tutti gli effetti, che, al pari dei propri colleghi assunti in pianta stabile nel Corpo, hanno svolto il loro stesso addestramento e intervengono nelle medesime operazioni di soccorso;
l'articolo 10, comma 1, lettera c-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, ribadisce che i richiami in servizio del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, non costituiscono rapporti di impiego con l'amministrazione;
l'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, opera la distinzione tra il personale di ruolo e volontario, stabilendo altresì che il solo personale volontario iscritto nell'elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche può essere oggetto di eventuali assunzioni in deroga, con conseguente trasformazione del rapporto di servizio in rapporto di impiego con l'amministrazione;
a ciò si aggiunge che il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97, all'articolo 8, comma 1, ha introdotto delle modifiche al comma 2 dell'articolo 5 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, prevedendo che la riserva di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512, è elevata al 35 per cento e opera in favore del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che, alla data di scadenza del bando di concorso, sia iscritto negli appositi elenchi da almeno tre anni e abbia effettuato non meno di centoventi giorni di servizio;
in particolare, l'articolo 1, comma 295, della legge di bilancio per il 2018 per le assunzioni straordinarie, di cui ai commi 287, 288, 289 e 299 del medesimo articolo 1, ha stabilito una riserva di posti a favore del personale volontario, di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, i cosiddetti «precari discontinui», iscritti all'interno dell'elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in possesso dei requisiti sanciti dallo stesso comma 295;
all'articolo 1, comma 295, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è stabilito che per il personale volontario, con età ricompresa tra i 40 e i 45 anni, il requisito relativo ai giorni di servizio è elevato a 250 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui lo stesso requisito è elevato a 150 giorni; tale personale volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresì effettuato complessivamente non meno di un richiamo di 14 giorni nell'ultimo quadriennio. Per il personale con età superiore ai 46 anni il requisito relativo ai giorni di servizio è elevato a 400 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui lo stesso requisito è elevato a 200 giorni; tale personale volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresì effettuato complessivamente non meno di due richiami di 14 giorni nell'ultimo quadriennio;
tra l'altro, la clausola 5 della direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 ha specificato che, per prevenire gli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri dovranno introdurre una o più misure volte a prevenire l'abuso di continue proroghe dei contratti a termine;
ad avviso degli interpellanti, la stabilizzazione del personale precario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è tuttora lettera morta, nonostante le istanze rappresentate più volte dall'Associazione nazionale discontinui e l'esigenza ormai impellente di assicurare incrementi di personale qualificato in grado di garantire, per la sicurezza dei cittadini, interventi tempestivi e adeguati standard di efficienza –:
se, con quali tempistiche e con quali modalità il Ministro interpellato intenda intraprendere le opportune iniziative al fine di ottemperare alle disposizioni che prevedono procedure straordinarie per l'assunzione di contingenti di personale nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con particolare riferimento al personale volontario, di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, iscritto all'interno dell'elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
quali siano gli orientamenti del Ministro interpellato circa i contratti dei «discontinui» del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche in riferimento alla clausola 5 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che obbliga gli Stati membri ad adottare misure per prevenire l'abuso di continue proroghe dei contratti a termine.
il giorno dopo un nuovo attentato incendiario: nel mirino un altro esercizio commerciale, il bar «Lory», in via Palazzi nel quartiere Caposoprano. Il fatto è avvenuto alle 3 di notte e a dare l'allarme è stato un metronotte, di ronda nella zona. Le fiamme sono state domate prima che si propagassero all'interno del locale, ubicato al pianoterra di un edificio condominiale di 4 piani;
mentre sono ancora in corso le indagini sugli incendi, il 31 ottobre 2018 è stato identificato e arrestato, su ordine del giudice per le indagini preliminari di Gela, il presunto autore del tentativo di incendio compiuto la notte del 20 ottobre 2018 contro il bar-pasticceria «Lory»;
Gela, come sempre, non si è piegata e ha reagito agli attentati incendiari con una mobilitazione popolare: i sindacati Confcommercio, Confesercenti, Cna e Fipe-Confcommercio hanno, infatti, organizzato per il 27 ottobre 2018, alle ore 10, un raduno nella rotonda del lungomare, a est del quartiere Macchitella, davanti a uno dei 3 locali bruciati, il lido «Bcool Beach»; in tale occasione e in considerazione dell'emergenza, né il prefetto di Caltanissetta, né i rappresentanti del Governo hanno preso parte al raduno;
come se non bastasse, nella notte del 31 ottobre 2018, tra la mezzanotte e le 2:30, la città di Gela è stata messa «sotto assedio»: due attentati incendiari, con quattro auto coinvolte, forti spari contro il portone d'ingresso di un'abitazione di via Talete e una serie di atti di vandalismo hanno coinvolto tre automobilisti all'uscita della chiesa San Sebastiano che hanno trovato le gomme delle vetture fatte a brandelli a colpi di coltello e le carrozzerie ricoperte da «graffiti»; contestualmente, in via Europa, si è registrata un'esplosione con i petardi delle cassette della posta installate in alcuni edifici;
il 22 ottobre 2018, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, ha depositato un'interrogazione a risposta scritta (n. 4-01445) sulla medesima questione, senza ricevere alcuna risposta da parte del Ministro interpellato, con la conseguenza che nella città di Gela non vi è ancora un contingente adeguato delle forze dell'ordine al fine di evitare il reiterarsi dei tragici eventi appena citati;
il 2017 ha registrato un'impennata del numero degli attentati incendiari in città, con casi di nove auto bruciate in una sola notte, che certamente non depone a favore della sicurezza dei cittadini e che con tutta evidenza dimostrano che trattasi di ennesimi atti allarmanti che denotano la presenza di criminalità organizzata –:
considerato che per gli interpellanti occorre analizzare tutti i fatti in un unicum investigativo, quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda porre in essere per promuovere un monitoraggio costante del fenomeno degli episodi di criminalità organizzata in tale territorio, in modo tale da avere un quadro d'insieme utile a comprenderlo meglio e a prevenire nuovi casi analoghi;

References: articolo 4
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 articolo 29
 articolo 30
 articolo 31
 articolo 34
 articolo 38
 articolo 40
 articolo 42
 articolo 44
 articolo 1