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Timestamp: 2019-06-17 22:40:04+00:00

Document:
Descrizione: L’eccidio di Torlano fu una rappresaglia compiuta in conseguenza della “battaglia di Nimis”, lo scontro sostenuto dai partigiani contro tedeschi, cosacchi e fascisti alla fine di agosto del 1944. Il 20 agosto Nimis e Torlano vennero occupate da soldati cosacchi; tra il 22 e il 25 agosto tedeschi e cosacchi attaccarono più volte le difese partigiane nella zona di Torlano e San Gervasio, ma i partigiani scesi dalle pendici del Monte Plaiul intrapresero un’azione e riuscirono a metter in fuga i cosacchi. Temendo la rappresaglia tedesca molti abitanti di Torlano lasciarono il paese e si diressero verso Taipana. Alcune famiglie, i Comelli, i De Bortoli e i Dri, restano invece nel borgo.
Alle prime luci del 25 agosto 1944 una colonna di autocarri tedeschi raggiunse Torlano; a bordo vi erano soldati di un reparto SS appoggiati da elementi cosacchi e italiani (alcuni fascisti della Milizia Difesa Territoriale che facevano da guida e si erano coperti il volto per non farsi riconoscere). Appena i soldati giunsero in paese fu dato inizio al rastrellamento. Le persone fermate furono rinchiuse nell’osteria gestita da Giobatta Comelli. Su ordine del maresciallo delle SS Fritz Wunderle furono fatti uscire uno alla volta e uccisi con un colpo di pistola; erano: Alfredo Bazzaro, Francesco Blasutto, la figlia Romilda, il genero Giovanni Pellegrini, Giuseppe Cussigh, Valentino Petrossi e Gelindo Sommaro. Luigi Seracco tentò la fuga, ma fu colpito a morte. Wunderle entrò poi nell’osteria e uccise l’oste, Giobatta Comelli, la figlia Rosa e la moglie Lucia Vizzutti. L’altro figlio Albino, di diciannove anni, nascosto nella cappa del camino, assistette impotente alla strage; nell’ottobre del 1946 si suicidò con un colpo di pistola sotto il mento, com’erano stati uccisi i suoi genitori e la sorella.
Poi fu la volta delle persone che si erano rifugiate nella stalla della famiglia Dri ritenendola un luogo sicuro in caso di attacco. Gli uomini furono fatti uscire uno alla volta e uccisi con un colpo di pistola. Il maresciallo Wunderle e alcune SS poi entrarono nella stalla: le donne pregavano, supplicavano, stringevano al petto i bambini. I mitra spararono nel mucchio, finché nella stalla fu silenzio. Poi furono condotti altri due prigionieri, che vennero subito giustiziati davanti alla porta della stalla sempre dallo stesso maresciallo delle SS. A quel punto il tedesco si accorse che tra i corpi morti vi era un bambino ancora vivo, schiacciato dal corpo morto della madre che lo aveva salvato dalle raffiche di mitra; il tedesco ricominciò a sparare con il mitra su tutti i corpi per essere sicuro di aver completato il suo macabro compito. Complessivamente le persone uccise in questa fase furono: Comelli Giovanni, la moglie Vizzutti Anna, i figli Stefano-Luigi, Idelma, Rita, Vittorio, Luciano, Bruno e Giovanna Maria; Dri Ruggero, con la moglie Vizzutti Lucia, i figli Teresa, Ferruccio; De Bortoli Virginio, con i figli Silvano, Antonio, la nuora Perlin Santa, con i figli Vilma, Onelia, Bruna, Emma e Luciano. I corpi vennero cosparsi di strame e di benzina e bruciati.
Scamparono al massacro Giovanni Dri e Pasqualino De Bortoli insieme al piccolo Paolo De Bortoli e alla piccola Serena Dri, nascondendosi in un angolo della stalla. Rimase illesa, sotto i corpi degli altri uccisi, Gianna De Bortoli. Infine anche Elisabetta De Bortoli si salvò perché, mentre si apprestava ad avviarsi verso la stalla, un tedesco le fece capire di nascondersi.
Il giorno successivo la popolazione delle frazioni vicine accorse a Torlano, ma tedeschi e cosacchi impedirono che i corpi fossero sepolti. Solo quando se ne furono andati, fu possibile dare sepoltura alle vittime in una fossa comune tra le case. I resti degli uccisi furono raccolti in cinque bare nel 1947 e tumulati nel cimitero di Torlano
Estremi e note penali: Procura Militare di Padova (ora presso la Procura Militare di Verona)
Numero del registro generale della Procura Generale 1954. Procedimento penale n. 233/99 e abbinati 215/96
Il caso di Torlano è riemerso dopo il ritrovamento degli atti di inchiesta abbandonati negli archivi di Roma; nel 1995 il fascicolo è stato ripreso dalla Procura Militare di Padova e portato avanti dal sostituto procuratore militare di Padova Sergio Dini, che ne ha proseguito le indagini sino alla chiusura dell’inchiesta nel 1998.
Procedimento penale contro Bignolini e Patriarca della Corte d’Assise Straordinaria di Udine (sentenza numero 110 del 29 luglio 1946; fascicolo 66/46)
Bignolini e Patriarca sono stati portati a giudizio con l’accusa di collaborazionismo, di aver compiuto rastrellamenti, furti, saccheggi, delazioni, di aver partecipato alla strage di Torlano. Il processo è stato celebrato il 29 luglio 1946 dalla Sezione speciale della Corte d’Assise di Udine; Bignolini era presente, Patriarca era latitante. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli, ma solo per il reato di collaborazionismo. Bignolini è stato condannato a 7 anni di reclusione, originariamente erano 12, ma si sono applicati i benefici del condono; Patriarca è stato condannato a 12 anni di reclusione, il condono non è stato applicabile per latitanza dell’imputato.
La Corte di Cassazione con sentenza del 28 ottobre 1947 ha dichiarato inammissibile il ricorso di Patriarca e ha annullato la sentenza per Bignolini rinviandola alla Corte d’Assise di Treviso che successivamente l’ha amnistiato. Con sentenza del 7 marzo 1960 il Tribunale di Udine ha dichiarato estinto il reato di Patriarca per amnistia e cessata l’esecuzione della pena. La Corte di Cassazione ha annullato la disposizione ed ha rimandato il procedimento al Tribunale di Udine che ha revocato l’ordinanza.
Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Per diverso tempo si è erroneamente ritenuto che il numero delle vittime fosse di 34 unità; nell’elenco delle vittime dell’eccidio era stato incluso anche il nome di Pietro Vizzutti, di 38 anni, che era stato ucciso dai tedeschi a Torlano il 16 dicembre 1943. La memoria si presenta divisa sulle cause che portarono alla rappresaglia tedesca. In occasione degli anniversari sono spesso emerse polemiche e provocazioni rivolte al movimento resistenziale.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-17 08:49:44
Bazzaro Alfredo, di Angelo e Ernestina Caterina. Nato il 30/4/1910. Nato a Povoletto e residente a Nimis, coniugato. Professione operaio. Riconosciuto partigiano della 1ª brigata Osoppo-Friuli. Tumulato a Torlano.
Blasutto Francesco, di Giuseppe e Saccavino Filomena. Nato il 16/7/1872. Nato e residente a Torlano di Nimis, coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Biasutto Romilda, di Francesco e Comelli Anna. Nata il 2/6/1907. Nata e residente a Torlano di Nimis, coniugata. Professione casalinga. Civile. Tumulata a Torlano.
Comelli Bruno, di Giovanni e Vizzutti Antonia. Nato il 27/11/1932. Nato e residente a Nimis, celibe. Professione studente. Civile. Tumulato a Torlano.
Comelli Giannina, di Giovanni e Vizzutti Antonia. Nata il 12/10/1941. Nata e residente a Nimis, nubile. Professione - . Civile. Tumulata a Torlano.
Comelli Giobatta, di Francesco e Vizzutti Anna. Nato il 17/11/1887. Nato e residente a Torlano di Nimis, coniugato. Professione esercente. Civile. Tumulato a Torlano.
Comelli Giovanni, di Luigi e Manzocco Elisabetta. Nato il --/--/1893. Nato e residente Torlano di Nimis, coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Comelli Idelma, di Giovanni e Comelli Maria. Nata il 29/10/1922. Nata e residente a Nimis, nubile. Professione contadina. Civile. Tumulata a Torlano.
Comelli Luciano, di Giovanni e Vizzutti Antonia. Nato il 26/2/1929. Nato e residente a Torlano di Nimis. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Comelli Rita, di Giovanni e Vizzutti Antonia. Nata il 27/12/1925. Nata e residente a Torlano di Nimis nubile. Professione casalinga. Civile. Tumulata a Torlano.
Comelli Rosa, di Giobatta e Vizzutti Lucia. Nata il 21/7/1922. Nata e residente a Torlano di Nimis, nubile. Professione contadina. Civile. Tumulata a Torlano.
Comelli Stefano, di Giovanni e Vizzutti Antonia. Nato il 25/2/1921. Nato e residente a Nimis, celibe. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Comelli Vittorio, di Giovanni e Vizzutti Antonia. Nato il 8/6/1927. Nato e residente a Nimis, celibe. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Cussigh Giuseppe, di Domenico e Bombardir Teresa. Nato il 21/6/1917. Nato e residente a Torlano di Nimis, celibe. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
De Bortoli Antonio, di Virginio e Spinarello Elisabetta. Nato il --/--/1925. Nato a Portogruaro (Ve) e residente a Nimis, celibe. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
De Bortoli Bruna, di Pasquale e Perlin Santa. Nata il --/--/1938. Nata a Portogruaro (Ve) e residente a Nimis, nubile. Professione studentessa. Civile. Tumulata a Torlano.
De Bortoli Luciano, di Pasquale e Perlin Santa. Nato il 19/2/1942. Nato e residente a Nimis, celibe. Civile. Tumulato a Torlano.
De Bortoli Maria, di Pasquale e Perlin Santa. Nata il 15/8/1940. Nata a residente a Nimis, nubile. Civile. Tumulata a Torlano.
De Bortoli Oneglio, di Pasquale e Perlin Santa. Nato il --/--/1936. Nato a Portogruaro (Ve) e residente a Nimis, celibe. Professione studente. Civile. Tumulato a Torlano.
De Bortoli Silvano, di Pasquale e Perlin Santa. Nata il --/--/1923. Nato a Portogruaro (Ve) e residente a Nimis celibe. Professione calzolaio. Civile. Tumulato a Torlano.
De Bortoli Vilma, di Pasquale e Perlin Santa. Nata il --/--/1933. Nata a Portogruaro (Ve) e residente a Nimis nubile. Professione studente. Civile. Tumulato a Torlano.
De Bortoli Virginio, di Pasquale e Soncini Teresa. Nato il --/--/1881. Nato a Portogruaro (Ve) e residente a Nimis, coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Dri Ruggero, di Domenico e Comelli Teresa. Nato 30/9/1896. Nato e residente a Nimis, coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Dri Ferruccio, di Ruggero e Vizzutti Lucia. Nato il 28/2/1933. Nato e residente a Nimis nubile. Professione studente. Civile. Tumulato a Torlano.
Dri Teresina, di Ruggero e Vizzutti Lucia. Nata il 29/8/1931. Nata e residente a Nimis, nubile. Professione studente. Civile. Tumulata a Torlano.
Perlin Santa, di Emilio e Roseda Giovanna. Nata il --/--/1910. Nata a Pramaggiore (Ve) e residente a Nimis coniugata. Professione casalinga. Civile. Tumulata a Torlano.
Pertossi Valentino, di Giovanni e Petrossi Maria. Nato il 14/8/1933. Nato e residente a Torlano di Nimis coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Saracco Luigi. Nato il 12/10/1933. Nato e residente a Torlano di Nimis, coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Sommaro Gelindo, di Giovanni e Jurettig Anna. Nato il 4/7/1906. Nato e residente a Torlano di Nimis, coniugato. Professione contadino. Civile. Tumulato a Torlano.
Vizzuti Antonia Anna, di Giovanni e Bombardin Maria. Nata il --/--/1898. Nata e residente a Torlano di Nimis, coniugata. Professione casalinga. Civile. Tumulata a Torlano.
Bazzaro Alfredo
Blasutto Francesco
Biasutto Romilda
Comelli Bruno
Comelli Giannina
Comelli Giobatta
Comelli Idelma
Comelli Rita
Comelli Rosa
Comelli Stefano
Comelli Vittorio
Cussigh Giuseppe
De Bortoli Bruna
De Bortoli Luciano
De Bortoli Maria
De Bortoli Oneglio
De Bortoli Silvano
De Bortoli Vilma
De Bortoli Virginio
Dri Ruggero
Dri Ferruccio
Dri Teresina
Perlin Santa
Pertossi Valentino
Saracco Luigi
Sommaro Gelindo
Vizzuti Antonia Anna
Vizzuti Lucia
Cognome Patriarca
Note responsabile Patriarca Alfredo, nato il 31 gennaio 1886, residente a Tarcento
Note procedimento Procura Militare di Padova (ora presso la Procura Militare di Verona) Numero del registro generale della Procura Generale 1954. Procedimento penale n. 233/99 e abbinati 215/96 Il caso di Torlano è riemerso dopo il ritrovamento degli atti di inchiesta abbandonati negli archivi di Roma; nel 1995 il fascicolo è stato ripreso dalla Procura Militare di Padova e portato avanti dal sostituto procuratore militare di Padova Sergio Dini, che ne ha proseguito le indagini sino alla chiusura dell’inchiesta nel 1998. Corte d’Assise Straordinaria di Udine Procedimento penale contro Bignolini e Patriarca della Corte d’Assise Straordinaria di Udine (sentenza numero 110 del 29 luglio 1946; fascicolo 66/46) Patriarca è stato portato a giudizio con l’accusa di collaborazionismo, di aver compiuto rastrellamenti, furti, saccheggi, delazioni, di aver partecipato alla strage di Torlano. Il processo è stato celebrato il 29 luglio 1946 dalla Sezione speciale della Corte d’Assise di Udine; Bignolini era presente, Patriarca era latitante. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli, ma solo per il reato di collaborazionismo. Patriarca è stato condannato a 12 anni di reclusione, il condono non è stato applicabile per latitanza dell’imputato. La Corte di Cassazione con sentenza del 28 ottobre 1947 ha dichiarato inammissibile il ricorso di Patriarca . Con sentenza del 7 marzo 1960 il Tribunale di Udine ha dichiarato estinto il reato di Patriarca per amnistia e cessata l’esecuzione della pena. La Corte di Cassazione ha annullato la disposizione ed ha rimandato il procedimento al Tribunale di Udine che ha revocato l’ordinanza.
Note responsabile Bignolini Francesco, nato il 3 aprile 1894, residente a Tarcento
Note procedimento Procura Militare di Padova (ora presso la Procura Militare di Verona) Numero del registro generale della Procura Generale 1954. Procedimento penale n. 233/99 e abbinati 215/96 Il caso di Torlano è riemerso dopo il ritrovamento degli atti di inchiesta abbandonati negli archivi di Roma; nel 1995 il fascicolo è stato ripreso dalla Procura Militare di Padova e portato avanti dal sostituto procuratore militare di Padova Sergio Dini, che ne ha proseguito le indagini sino alla chiusura dell’inchiesta nel 1998. Corte d’Assise Straordinaria di Udine Procedimento penale contro Bignolini e Patriarca della Corte d’Assise Straordinaria di Udine (sentenza numero 110 del 29 luglio 1946; fascicolo 66/46) Bignolini è stato portato a giudizio con l’accusa di collaborazionismo, di aver compiuto rastrellamenti, furti, saccheggi, delazioni, di aver partecipato alla strage di Torlano. Il processo è stato celebrato il 29 luglio 1946 dalla Sezione speciale della Corte d’Assise di Udine; Bignolini era presente, Patriarca era latitante. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli, ma solo per il reato di collaborazionismo. Bignolini è stato condannato a 7 anni di reclusione, originariamente erano 12, ma si sono applicati i benefici del condono. La Corte di Cassazione con sentenza del 28 ottobre 1947 ha annullato la sentenza per Bignolini rinviandola alla Corte d’Assise di Treviso che successivamente l’ha amnistiato.
Cognome Wunderle
Note responsabile Wunderle Fritz, nato il 12 luglio 1912 a Soeckingen (Germania) risulta morto a Augsburg l’8 febbraio 1991
Note procedimento Nessun procedimento a suo carico, nominativo emerso da documentazione e testimonianze orali
monumento a Cimitero di Torlano
Ubicazione: Cimitero di Torlano
Descrizione: Monumento alle vittime della strage all’interno del cimitero di Torlano con i nomi delle persone uccise.
commemorazione a cimitero di Torlano
Descrizione: Ogni anno in occasione dell’anniversario della strage il piccolo cimitero di Torlano accoglie una folla di persone provenienti da diverse località; prendono parte alla cerimonia i sindaci di molti Comuni con i loro gonfaloni.
Beniamino Alessio, L’incendio e il martirio di Nimis, Agraf, Udine 1946.
Ginannino Angeli, Zona libera orientale: Nimis - Attimis - Faedis, Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli”, Udine 2005.
Giovanni Comelli, Il martirio di Nimis, Arti Grafiche Friulane, Udine 1974.
Franco Giustolisi, L’armadio della vergogna, Beat, Roma 2011.
Guido Jesu, I processi per collaborazionismo in Friuli, in «Storia contemporanea in Friuli», anno VI, n. 7, 1976, Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Udine 1976.
Filiberto Segatto, Torlano, 25 agosto 1944: atto unico con 14 poesie degli allievi della Scuola Media Statale R. Turranio di Concordia Sagittaria, Nuova dimensione-Emiciclo, Portogruaro (Ve) 1998.
Imelde Rosa Pellegrini, L’eccidio di Torlano: una famiglia contadina nella storia rurale del Veneto orientale tra le due guerre, Nuova dimensione-Ediciclo, Portogruaro (Ve) 1998.
Archivio della Curia Arcivescovile di Udine, Fondo Manoscritti nuovi, b. 810, fascicolo Nell’ora attuale gennaio-aprile 1945, Relazione sui fatti di Torlano; relazione di monsignor Nogara al Deutch Berater del 29 agosto 1944; corrispondenze varie;
Archivio della Curia Arcivescovile di Udine, Fondo Manoscritti nuovi, b. 810, fascicolo Nell’ora attuale ottobre-dicembre 1944, corrispondenze varie dell’arcivescovo sui fatti di Torlano
Archivio Osoppo della Resistenza in Friuli, b. E 1, fascicolo 58, relazione sul rastrellamento di Attimis e Nimis
Archivio Osoppo della Resistenza in Friuli, b. H 5, fascicoli 99-100, relazione sul rastrellamento di Attimis e Nimis
Archivio Osoppo della Resistenza in Friuli, b. P 2, fascicolo 39, Nimis
AS Udine, Fondo Corte d’Assise Straordinaria, busta E.c. 1, Registri delle sentenze 1946, sentenza n. 110 contro Bignolini e Patriarca
AS Udine, Fondo Corte d’Assise Straordinaria, busta E.d. 20, fascicolo 66/46 «Bignolini e Patriarca»
IFSMLI, Fondo Diari storici parrocchiali, b. 2, fascicolo 44, Nimis volume II, Note storiche della Pieve di Nimis.
Procura Militare di Padova (ora presso la Procura Militare di Verona), Procedimento penale n. 233/99 e abbinati 215/96

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