Source: https://cdporvieto.wordpress.com/parliamo-di/lavoro-2/lavoro-sicurezza/
Timestamp: 2020-07-06 05:31:34+00:00

Document:
LAVORO & SICUREZZA | CDP ORVIETO
MACCHINISTA SOLO: TRENITALIA, AD SOPRANO E UN ALTRO DIRIGENTE RISCHIANO ORA IL PROCESSO
ACCUSATI DI AVER AMPLIATO I RISCHI FERROVIARI
A SEGUITO DELLA RIDUZIONE EQUIPAGGI
ROMA, 26 GENNAIO 2015 – PROSEGUE L’INCHIESTA NEI CONFRONTI DELL’AD DI TRENITALIA, VINCENZO SOPRANO
E DI UN SECONDO DIRIGENTE, I QUALI RISCHIANO ORA UN PROCESSO PENALE PER LA DECISIONE DI RIDURRE GLI EQUIPAGGI DA DUE A UN SOLO MACCHINISTA E L’ ACCUSA DI NON AVER OTTEMPERATO ALLE PRESCRIZIONI IMPARTITE DAGLI ORGANI DI POLIZIA GIUDIZIARIA LO SCORSO ANNO
NEI GIORNI SCORSI IL GIP DI ROMA, VALERIO SAVIO, AVREBBE, INFATTI, RIFIUTATO DI ‘CONCEDERE’ AI DUE INDAGATI L’OBLAZIONE (OVVERO UNA FORTE MULTA AL POSTO DELLA PENA DETENTIVA), PROPOSTA DAL PM, PIETRO POLLODORI, PREVISTA DAL DECRETO LEGISLATIVO 81-2008 PER LA VIOLAZIONE DI ALCUNE IMPORTANTI NORME SULLA SICUREZZA DEL LAVORO GIA’ ACCERTATA DALL’ISPETTORATO DEL LAVORO DI ROMA.
L’INCHIESTA, PARTITA DALLA DENUNCIA DI ALCUNI LAVORATORI E DELEGATI RSU – RLS DI GENOVA, E’ APPRODATA A ROMA, LUOGO NEL QUALE, SECONDO LE ACCUSE, SAREBBERO STATI COMMESSI I REATI CONTESTATI
ANALOGHE INCHIESTE SONO IN CORSO IN PIEMONTE, NELLE MARCHE ED ANCHE PER ALTRE IMPRESE FERROVIARIE CHE UTILIZZANO TRENI CON UN SOLO MACCHINISTA ALLA GUIDA
DOPO SEI ANNI DALL’ACCORDO CAPESTRO SUL ‘MACCHINSITA SOLO’, ANCHE A ROMA LA MAGISTRATURA STA FINALMENTE VERIFICANDO LE RICADUTE IN TERMINI DI RIDUZIONE DI SICUREZZA RISPETTO AI DUE MACCHINISTI ALLA GUIDA, SIA PER I VIAGGIATORI CHE PER GLI STESSI LAVORATORI IMPIEGATI A BORDO DEL TERNO
E’ EVIDENTE INFATTI, CHE OLTRE AI DISSERVIZI E RITARDI LEGATI ALLA GESTIONE DEL CONVOGLIO CON UN SOLO MACCHINISTA, SI APRONO NUMEROSE INCOGNITE SULLA SICUREZZA IN CASO DI EMERGENZA FERROVIARIA O ANCHE PER MALORE DELL’UNICO MACCHINISTA PRESENTE
CI AUGURIAMO CHE LA MAGISTRATURA ESERCITI AL MEGLIO LA PROPRIA INDIPENDENZA ISTITUZIONALE DAI GRANDI GRUPPI INDUSTRIALI – PUBBLICI E PRIVATI – COINVOLTI IN QUESTO PROCEDIMENTO I QUALI TENTANO DI AFFERMARE COME PRIORITARIE E INSIDACABILI LE PROPRIE SCELTE ECONOMICHE ED ORGANIZZATIVE, ANCHE RISPETTO AI PRINCIPI DI COSTITUZIONALI DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA
Tratto da www.inmarcia.it
Altro dalla stampa
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/01/26/news/macchinista_unico-105827336/
CREVALCORE, 17 MORTI E NESSUN COLPEVOLE:
7 GENNAIO 2005 – 7 GENNAIO 2015
SONO TRASCORSI DIECI ANNI DA QUEL TRAGICO GIORNO IN CUI MORIRONO 17 PERSONE A SEGUITO DELLO SCONTRO TRA IL TRENO REGIONALE 2255 E IL MERCI 59308
IL TRENO CHE VIAGGIAVA NELLA NEBBIA A 120 KM/H,
SENZA ALCUN SISTEMA DI PROTEZIONE,
NON RISPETTO’ UN SEGNALE ROSSO.
L’INCOLUMITA’ E LA VITA DI TANTE PERSONE ERANO AFFIDATE
AL MACCHINISTA,VINCENZO DE BIASE, IL NOSTRO COMPAGNO DI LAVORO LASCIATO SOLO ALLA GUIDA DEL TRENO
E MORTO NELL’INCIDENTE.
NON SAPREMO MAI SE QUELLA ‘SVISTA’, DURATA MEZZO SECONDO, FU CAUSATA DA UN PROBLEMA TECNICO AL TRENO, DA UN MALORE O DA UNA BANALE DISTRAZIONE, MAGARI CAUSATA DAL PEDALE DELL‘ “UOMO MORTO”.
VENNE DEFINITO, COME SEMPRE, “ERRORE UMANO” MA NELLA REALTA’ SI TRATTO’ DI UN ERRORE “DISUMANO” PERCHE’ COMMESSO IN PIENA CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO DA ALTRI SOGGETTI, LONTANI DA QUELLE LAMIERE CONTORTE, NEL MOMENTO IN CUI DECIDEVANO DI ELIMINARE IL SECONDO MACCHINISTA SENZA COMPENSARLO
CON DISPOSITIVI DI SICUREZZA.
IL SACRIFICIO DI QUELLE 17 PERSONE, TRA CUI IL CAPOTRENO, PAOLO CINTI E I MACCHINISTI DEL TRENO MERCI, EQUIZIO ABATE E CIRO CUCCINIELLO, MOSTRO’ A QUANTI, FINO A QUEL MOMENTO, NON AVEVANO ‘VOLUTO VEDERE’ LA NECESSITA E L’URGENZA DI MODERNIZZARE
I SISTEMI DI SICUREZZA DEI TRENI.
OGGI UN TRENO IN QUELLE CONDIZIONI
NON POTREBBE NEANCHE USCIRE DAL DEPOSITO
UNA TRAGEDIA RIMASTA SENZA GIUSTIZIA: 17 MORTI E NESSUN COLPEVOLE. SECONDO IL TRIBUNALE DI BOLOGNA, INFATTI, LA RESPONSABILITA’ FU ESCLUSIVAMENTE DEL POVERO VINCENZO, LASCIATO SOLO A GUIDARE A 120 KM/H NELLA NEBBIA FITTA, IL PRIMO A MORIRE NEL TERRIBILE URTO.
I DIRIGENTI DI RFI SONO STATI SCAGIONATI, MENTRE INSPIEGABILMENTE SUI DIRIGENTI E GLI AMMINISTRATORI
DI TRENITALIA, CHE IN QUALITA’ DI DATORI DI LAVORO AVEVANO RIDOTTO GLI EQUIPAGGI,
LE INDAGINI NON SI SONO MAI APERTE.
UNA SENTENZA EMESSA GIUSTO UN MESE PRIMA DELL’ALTRO GRAVISSIMO DISASTRO FERROVIARIO AVVENUTO A VIAREGGIO IL 29 GIUGNO 2009.
UN PROCESSO DA TENERE PRESENTE COME MODELLO NEGATIVO, CULMINATO CON UNA SENTENZA FIGLIA DI UNA CULTURA GIURIDICA DISTANTE DAI NOBILI PRINCIPI AFFERMATI RIPETUTAMENTE DALLA CORTE DI CASSAZIONE RIGUARDO IL “DOVERE DELL’IMPRENDITORE DI ADOTTARE TUTTE LE MISURE TECNICAMENTE POSSIBILI
PER PREVENIRE INCIDENTI ED INFORTUNI”.
QUESTA VICENDA METTE IN LUCE L’ESISTENZA DI UN FILONEDELLA NOSTRA CULTURA GIURIDICA BASATA SU UNA SORTA DI “IMMUNITA’ FERROVIARIA” .
IN QUESTO LA TRAGEDIA DI CREVALCORE INCROCIA E SI INTRECCIA CON ALTRE SENTENZE SCANDALOSE:
– LA SENTENZA THYSSENKRUPP;
– LA SENTENZA DI 2° GRADO DE L’AQUILA;
– LA SENTENZA ETERNIT DEL 19 NOVEMBRE;
– LA SENTENZA MARLANE DI PRAIA A MARE;
– SENTENZA SULLA MEGADISCARICA DI BUSSI;
CHE VEDONO I POTENTI E LE IMPRESE ASSOLTI DIRETTAMENTE O PERCHE’ I REATI CONTESTATI VENGONO DICHIARATI PRESCRITTI .
FAMILIARI, PENDOLARI, SOCCORRITORI, FERROVIERI E QUANTI NON VOGLIONO DIMENTICARE SI INCONTRANO IL 7 GENNAIO 2015, ALLE ORE 10 NELLA STAZIONE DI CREVALCORE.
PER COMMEMORARE LE VITTIME E RIVENDICARE IL DIRITTO ALLA SICUREZZA E ALLA SALUTE,
NELLE FERROVIE COME IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO.

References: SENTENZA 
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