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Timestamp: 2019-01-16 08:53:51+00:00

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Tribunale di Taranto: la prova dei rapporti bancari in c/c nella fase monitoria - Scudo Illeciti Bancari
Tribunale di Taranto: la prova dei rapporti bancari in c/c nella fase monitoria
4 Gennaio 2018 ufficiostampa
Sull’atavico dilemma circa la necessità di come provare in fase monitoria i rapporti intercorsi tra banca e cliente nei contratti di c/c di lunga durata si potrebbero versare fiumi e fiumi di inchiostro.
Questo dilemma ha da sempre interessato giudici di tutta Italia, chiamati a pronunciarsi in tutti quei casi pratici di rapporti bancari in conto corrente in cui venga vantato un credito che debba risultare dagli estratti conto che coprano l’intero rapporto. Ebbene, ciò deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, o può aver luogo con altri elementi di prova?
Scopriamo cosa ha deciso il Giudice adito a mezzo della menzionata decisione.
Lacuna istruttoria e prescrizione
La banca chiamata in causa si opponeva basando la propria difesa su due elementi:
Eccezione di prescrizione: la stessa si dichiarava in diritto di non produrre documentazione completa essendo decorsi più di dieci anni dalla stipula del contratto;
Presunta lacuna istruttoria: per il periodo pregresso non coperto dalla documentazione contabile la banca dichiarava potesse essere colmata la lacuna con la regola del saldo zero.
Ebbene, il Tribunale negava entrambe le eccezioni avanzate dall’istituto di credito.
Sul primo punto dichiarava l’eccezione di prescrizione non fondata in questo caso, in quanto la banca aveva agito con l’azione di adempimento contrattuale, rispetto alla quale peraltro l’eccezione di nullità può sempre essere fatta valere ex art. 1422 c.c.
Sul secondo punto a nulla vale la tesi addotta da parte convenuta, quindi, dalla banca, la quale sosteneva che la regola negoziale fosse stata formalizzata secondo le prescrizioni di legge e che la presunta lacuna istruttoria per il periodo pregresso non coperto dalla documentazione contabile potesse ritenersi di fatto superata con la regola del saldo zero.
Il Tribunale rigettava l’intera difesa così fondata.
Decisione e motivi ad essa correlati
Ecco sul punto come si pronuncia, sempre per mezzo della sentenza in oggetto, Il Tribunale adito: “La tesi non può essere accolta; infatti se così fosse sarebbe superato il principio della necessaria continuità del rapporto di conto corrente bancario di cui sopra si è detto; senza contare che il ricorso al saldo zero finirebbe per tradursi in un comodo escamotage per la difesa della banca, di escludere ad arte dal ricalcolo del saldo di conto corrente, proprio quella parte del rapporto inficiata dall’inosservanza di norme imperative, quale quella che impone la forma scritta ad substantiam per la pattuizione di interessi superiori (…)”.
Nel corso del giudizio si ammetteva CTU, che, visti gli esiti della causa, può ritenersi aver svolto un ruolo cruciale a favore della società mutuataria.
La Cassazione accoglie così, in conclusione, sempre con la menzionata sentenza, l’opposizione, revocando il decreto ingiuntivo proposto dalla banca e condannando quest’ultima al pagamento delle spese del giudizio per un importo di euro 551,00 per esborsi ed euro 12.000,00 per compenso professionale, oltre accessori di legge e costo della CTU.
Ma, a ben vedere, è molto più alto il prezzo che la banca è stata chiamata a pagare, perché questa sentenza rappresenta un importantissimo precedente di cui dottrina e giurisprudenza non potranno tenere conto in materia di controversie tra banche e risparmiatori.
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References: art. 1422
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 Cass. 
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