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Timestamp: 2020-07-14 01:33:16+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15314 del 20/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15314 del 20/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/06/2017, (ud. 11/04/2017, dep.20/06/2017), n. 15314
sul ricorso 7323-2016 proposto da:
CS APPALTI SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE PARIOLI 44, presso lo
studio dell’avvocato MASSIMILIANO MARSILI, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato PIETRO MARSILI;
COMUNE SANTA MARIA LA FOSSA;
avverso la sentenza n. 18759/2015 del TRIBUNALE di RONL’, depositata
Equitalia Sud s.p.a. propone ricorso per cassazione, articolato in due motivi, contro la sentenza n. 18759 del 22.9.2015 con la quale il Tribunale di Roma ha accolto l’appello del debitore esecutato C.S.Appalti s.r.l. accogliendone l’opposizione all’esecuzione ed annullando la cartella esattoriale ed il sollecito di pagamento impugnati, condannando Equitalia, in solido con l’ente impositore, al pagamento delle spese di primo grado e di appello.
Resiste C.S. APPALTI S.R.L. con controricorso.
I due motivi, che possono essere esaminati congiuntamente in quanto connessi, sono relativi alla questione se, in un giudizio di opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi che veda soccombente l’Ente impositore, sia legittima o meno la condanna in solido dell’Agente per la riscossione, in applicazione del principio di causalità, o se essa determini, come sostiene la ricorrente, una violazione del principio della soccombenza, allorchè la opposizione sia originata da mancanze che in nessun modo siano imputabili alla condotta dell’Agente per la riscossione.
La decisione adottata resiste alle critiche in quanto è conforme con il principio di diritto, recentemente ribadito da questa Corte, secondo il quale in tema di esecuzione esattoriale per la riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie, ove, a seguito di opposizione, la cartella di pagamento sia annullata, le spese di lite vanno poste, in solido tra loro ed in base al principio di causalità, a carico dell’ente impositore e dell’agente della riscossione, da considerarsi entrambi soccombenti rispetto all’opponente, il quale è, invece, estraneo alla circostanza, rilevante solo nei rapporti interni, per cui il secondo ponga in essere atti dovuti su richiesta del primo (Cass. n. 1070 del 2017; v. anche Cass. n. 3105 del 2017).
Atteso che il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013, ed in ragione della soccombenza della ricorrente, la Corte, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.
La Corte rigetta il ricorso. Pone a carico della ricorrente le spese di giudizio sostenute dalla controricorrente, che liquida in complessivi Euro 700,00 di cui 200,00 per esborsi, oltre accessori e contributo spese generali al 15%.

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 Cass. 
 art. 13
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