Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/04/novita-fiscali-del-26-aprile-2010-ipoteca-illegittima-agenzia-entrate-ed-equitalia-condannate-al-pagamento-del-danno.html
Timestamp: 2018-04-25 14:34:21+00:00

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Novità fiscali del 26 aprile 2010: ipoteca illegittima: Agenzia Entrate ed Equitalia condannate al pagamento del danno morale; nuova revisione legale dei conti; indennità di trasferta: importi esenti fino al limite fiscale; procedimento disciplinare: il lavoratore si deve poter discolpare; modello F24: codice tributo per il garante che presta la copertura per rateazioni sopra i 50mila euro; IRPEF - risposte a quesiti relativi a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta; posta elettronica certificata: debuttano le caselle dell’Agenzia; INPS: Red 2010–2011
1) La fatturazione “ripetuta” può portare all’abuso del diritto
2) Acquisto Intra: Nelle operazioni triangolari l’Iva è indetraibile
3) Conferimento azienda in SpA: Si paga l’imposta registro proporzionale
4) Indennità di trasferta: importi esenti fino al limite fiscale anche se superiori ai valori del CCNL
5) Procedimento disciplinare: Il lavoratore si deve poter discolpare
6) Responsabilità solidale in materia di appalto: Circolare della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro
7) Ipoteca illegittima: Agenzia Entrate ed Equitalia condannate al pagamento del danno morale
8) Nuova revisione legale dei conti
9) Modello F24: istituito il codice tributo identificativo per il garante che presta la copertura per rateazioni sopra i 50mila euro
10) Cinque per mille 2010, istruzioni per l’uso: Iscrizioni online aperte fino al 7 maggio
11) IRPEF – Risposte a quesiti relativi a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta
12) Posta elettronica certificata: Debuttano le caselle dell’Agenzia
13) Inps, campagne Red 2010 – 2011
In tema di fatture false il giudice tributario, prima di accertare l’effettiva sussistenza delle operazioni fatturate, deve preliminarmente valutare se siano riscontrabili ipotesi di abuso del diritto, in presenza di ripetute e spesso ingiustificate vendite e acquisti posti in essere dalle imprese coinvolte.
Secondo i giudici, infatti, in presenza di numerose (e spesso ingiustificate) vendite e acquisti posti in essere dalle imprese coinvolte, potrebbe configurarsi un’ipotesi di abuso di diritto e quindi un indebito vantaggio fiscale attraverso un utilizzo distorto di strumenti giuridici.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 9476 del 21 aprile 2010)
2) Acquisto Intra: Nelle operzioni triangolari l’Iva è indetraibile
La Corte di giustizia Ue è intervenuta sulla riduzione della base imponibile nelle triangolazioni comunitarie.
Se l’operazione (triangolazione comunitaria) non va a buon fine, poiché non è stata provata l’applicazione dell’Iva nel Paese di destinazione dei beni, il soggetto che ha promosso la transazione non potrà detrarre l’Iva che è tenuto ad assolvere sull’acquisto intracomunitario nel Paese in cui è identificato.
La Corte di Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 9301 del 2010, ha stabilito che la norma che assoggetta ad imposta proporzionale di registro il trasferimento di un immobile o di un’azienda o di un suo ramo connesso all’atto di un conferimento ad una società di capitali non è in contrasto con la direttiva n. 69/335/CE e con i limiti e i divieti in essa posti.
Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 7301/2010, ha fatto un passo indietro rispetto a quanto comunicato nella risposta all’interpello n. 14 del 02 aprile 2010 sulla possibilità per il datore di lavoro di erogare ai propri dipendenti un’indennità di trasferta superiore a quella stabilita in sede di contrattazione collettiva, nazionale o di secondo livello.
Il nuovo orientamento del Ministero chiarisce che tali indennità sono esenti da imposte e contributi, fino a un massimo di 46,48 euro al giorno, elevati a 77,47 euro per le trasferte all’estero (art. 51, comma 5 del TUIR).
Se il lavoratore chiede di essere “sentito a difesa”, il datore ha l’obbligo dell’audizione orale del dirigente sottoposto a procedimento disciplinare
Con la sentenza n. 5864 del 11 marzo 2010 la Corte di Cassazione si è pronunciata sull’applicabilità delle tutele previste dall’art. 7.
La Corte di Cassazione conferma: se il lavoratore chiede di essere “sentito a difesa”, il datore ha l’obbligo dell’audizione orale del dirigente sottoposto a procedimento disciplinare.
Con tale sentenza la Suprema Corte si è pronunciata sull’applicabilità delle tutele previste dall’art. 7 Statuto dei Lavoratori ai dirigenti e sul diritto di questi di essere sentiti, se ne facciano richiesta, durante un procedimento disciplinare a loro carico pena l’illegittimità del procedimento di irrogazione della sanzione disciplinare.
La Cassazione nella sentenza ha affrontato in primo luogo l’applicabilità dell’art. 7 osservando che: il tratto caratterizzante deve essere individuato nell’esigenza di garantire ad ogni lavoratore, nel momento in cui gli siano addebitate condotte con finalità sanzionatorie, il diritto di difesa, e tutto ciò implica che non si può arrivare ad una lettura restrittiva del dato normativo che finisca per penalizzare i dirigenti, i quali, specialmente se con posizioni di vertice e se dotati di più incisiva autonomia funzionale, possono subire danni con conseguenze irreversibili per una futura ricollocazione professionale nel mercato del lavoro.
In secondo luogo l’azienda denunciava la violazione e la falsa applicazione dell’art. 7, poiché la richiesta di audizione orale richiesta dal dirigente appariva puramente dilatoria non potendo nulla aggiungere alla difese esperite.
La Corte a questo proposito ha voluto precisare che la disposizione dell’art. 7, secondo comma L. 300/70, deve essere interpretato nel senso che il lavoratore è libero di discolparsi nelle forme da lui prescelte e, quindi, per iscritto o a voce, e se il lavoratore esercita il proprio diritto chiedendo espressamente di essere “ sentito a difesa” nel termine previsto dal comma quinto dello stesso art. 7, il datore di lavoro ha l’obbligo della sua audizione, pena l’illegittimità del procedimento di irrogazione della sanzione disciplinare.
Pertanto, la richiesta di audizione del lavoratore non risulta sindacabile da parte del datore di lavoro in ordine alla sua effettività difensiva, ma viceversa è funzionale a consentire la piena rispondenza del giudizio disciplinare al principio del contraddittorio tra le parti e, quindi, alla piena realizzazione del diritto di difesa dell’incolpato”.
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 7 del 22 Aprile 2010, ha fornito chiarimenti riguardo all’interpello 3/2010 Ministero del Lavoro sulla responsabilità solidale in materia di appalto.
Con la risposta a detto interpello la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva ha fornito indicazioni circa gli effetti della posizione debitoria acquisita da un’azienda per effetto dell’applicazione del principio di responsabilità solidale e il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC).
Inoltre, l’interpello interviene anche in ordine alla determinazione dell’importo oggetto di obbligazione solidale tra committente e appaltatore nonché tra appaltatore e subappaltatore.
Relativamente al primo aspetto il Ministero del Lavoro chiarisce che la posizione debitoria nei confronti degli Istituti, attribuita all’azienda per effetto della responsabilità solidale, non può impedire il rilascio del documento unico di regolarità contributiva.
Come è stato rilevato in questi ultimi giorni, con risvolti positivi in Dottrina, la Commissione Tributaria Regionale di Bari (sentenza n. 36/08/2010) ha condannato l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia al pagamento del danno (ex art. 96 c.p.c.) subito da un soggetto che aveva, prima, subito l’iscrizione di un’illegittima ipoteca e, poi, aveva dovuto sostenere i costi di due gradi di giudizio a causa “dell’ostinazione” (tipica) dei due uffici.
In particolare, tale CTR ha rilevato che “il danno per lite temeraria non deve essere liquidato unicamente a seguito di una prova rigorosa del quantum, in quanto il risarcimento è volto al ristoro del disagio psicologico patito dal soggetto per l’ingiusto procedimento”.
In materia di revisione legale dei conti il CNDCEC ha dedicato la circolare n. 17 del 14 aprile 2010.
Con la pubblicazione del D.Lgs. 39/2010 è stato definito il testo unico della revisione contabile, in attuazione della Direttiva 2006/43/CE, abrogando e coordinando le disposizioni contenute in numerose norme.
Il decreto, entrato in vigore il 07.04.2010, contiene rinvii a regolamenti specifici sulle modalità di attuazione di alcuni aspetti innovativi.
Tuttavia, alcune disposizioni sono immediatamente operative.
In merito alla procedura di conferimento dell’incarico, dal 07.04.2010, la proposta deve venire dal collegio sindacale, anziché dal consiglio di amministrazione.
Dalla stessa data, inoltre, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria nelle S.r.l. tenute alla redazione del bilancio consolidato e nelle S.r.l. che controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti.
Tali disposizioni, non esistendo norme transitorie, coinvolgono le assemblee tenute dal 7.04.2010, con complicazioni di notevole rilievo.
Il decreto conferma la possibilità per le S.p.A. non quotate (diverse dagli enti di interesse pubblico) e non tenute a redigere il bilancio consolidato di optare per una soluzione interna, che consiste nella facoltà statutaria di attribuire le funzioni di revisione legale dei conti al collegio sindacale che, in questi casi, è costituito da revisori iscritti nell’apposito Registro.
Allo stesso modo, nelle S.r.l. obbligate a nominare il collegio sindacale questo organo effettua anche la revisione legale, con la differenza, rispetto alle S.p.a., che tale compito gli è attribuito di “default”, per cui sarà necessaria un’apposita disposizione dell’atto costitutivo qualora si intenda individuare un revisore esterno.
Obbligo del collegio sindacale nelle s.r.l. art. 2477 c.c.
Alcune disposizioni sono immediatamente operative. In merito alla procedura di conferimento dell’incarico, dal 7.04.2010, la proposta deve venire dal collegio sindacale, anziché dal consiglio di amministrazione. Dalla stessa data, inoltre, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria nelle S.r.l. tenute alla redazione del bilancio consolidato e nelle S.r.l. che controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti. Tali disposizioni, non esistendo norme transitorie, coinvolgono le assemblee tenute dal 7.04.2010, con complicazioni di notevole rilievo. Il decreto conferma la possibilità per le S.p.a. non quotate (diverse dagli enti di interesse pubblico) e non tenute a redigere il bilancio consolidato di optare per una soluzione interna, che consiste nella facoltà statutaria di attribuire le funzioni di revisione legale dei conti al collegio sindacale che, in questi casi, è costituito da revisori iscritti nell’apposito Registro.
La nomina del collegio sindacale è obbligatoria se:
La norma è immediatamente efficace; pertanto, le assemblee di bilancio successive al 7.04.2010 delle S.r.l. che redigono il bilancio consolidato o controllano una società obbligata alla revisione legale dovranno provvedere alla nomina del collegio sindacale.
Nuove indicazioni in nota integrativa (art. 2427 c.c.):
– Importo totale dei corrispettivi spettanti al revisore legale o alla società di revisione legale per la revisione legale dei conti annuali.
– Importo totale dei corrispettivi di competenza per gli altri servizi di verifica svolti, per i servizi di consulenza fiscale e per altri servizi diversi dalla revisione contabile.
Salvo che la società sia inclusa nel consolidamento e le informazioni siano contenute nella nota integrativa del relativo bilancio consolidato.
La previsione è di portata generale e applicabile già ai bilanci approvati dal 7.04.2010.
L’assemblea, su proposta motivata dell’organo di controllo:
– Conferisce l’incarico di revisione legale dei conti;
– determina il corrispettivo spettante al revisore legale o alla società di revisione legale per l’intera durata dell’incarico e gli eventuali criteri per l’adeguamento di tale corrispettivo durante l’incarico.
L’incarico ha la durata di 3 esercizi, con scadenza alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al 3° esercizio dell’incarico dell’organo di controllo.
(Ratio, n. 5/2010)
Istituito, dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 31/E del 23.04.2010, il codice identificativo “60”, da specificare nel modello F24, che permette all’Agenzia di conoscere chi garantisce per il contribuente nel caso di rateizzazione di debiti con il fisco, derivanti da comunicazioni di irregolarità, superiori ai 50mila euro.
La Finanziaria 2008 ha, infatti, esteso ai contribuenti soggetti a controlli automatici delle dichiarazioni la possibilità di rateizzare le somme dovute.
Se queste superano i 50mila euro, il contribuente deve prestare adeguata garanzia pari all’ammontare dell’importo dovuto, compresa la sanzione in misura piena.
Il nuovo codice “60” denominato “garante/ terzo datore” consente all’Amministrazione di individuare chi presta tale “copertura” e, quindi, di invitarlo al pagamento del debito residuo in caso di inadempienza da parte del contribuente.
10) Cinque per mille 2010, istruzioni per l’uso: Iscrizioni online aperte fino al 7 maggio prossimo
Al via anche quest’anno la campagna per beneficiare del 5 per mille. È stato firmato oggi, infatti, il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che individua le categorie dei soggetti ammessi, analoghe a quelle dello scorso anno.
Per iscriversi c’è tempo fino al 7 maggio e spazio alla telematica – Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche, per i quali l’Agenzia delle Entrate cura, anche quest’anno, la predisposizione degli elenchi, hanno tempo fino al 7 maggio per presentare la domanda di iscrizione esclusivamente via web. Una procedura che deve essere necessariamente ripetuta anche dagli enti che si erano iscritti negli anni scorsi. Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche possono iscriversi utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia, fisconline o entratel, purché siano abilitati.
Basta collegarsi al sito Internet www.agenziaentrate.gov.it e compilare il modulo di iscrizione seguendo le istruzioni e usando il software disponibile online. In alternativa è possibile ricorrere ad un intermediario abilitato.
Chi può fare domanda all’Agenzia – Possono presentare domanda all’Agenzia delle Entrate tutti gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche.
Gli enti del volontariato devono essere Onlus, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali (legge 383 del 2000) e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo 10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 460/1997.
Possono accedere al beneficio, invece, le associazioni sportive dilettantistiche nella cui organizzazione è presente il settore giovanile, che sono affiliate ad una Federazione sportiva nazionale o ad una Disciplina sportiva associata o ad un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e che svolgono prevalentemente una delle seguenti attività:
– avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60
– avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati per via
delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.
Elenchi in linea il 14 maggio – Gli elenchi provvisori degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche saranno predisposti dall’Agenzia tenendo conto delle domande di iscrizione inviate telematicamente. La lista degli enti della ricerca scientifica e dell’università sarà curata dal ministero competente, che acquisirà le richieste di ammissione al beneficio presentate online presso quel ministero.
Per gli enti della ricerca sanitaria, invece, sarà il ministero della Salute a predisporre l’elenco e a trasmetterlo all’amministrazione finanziaria.
I quattro elenchi saranno consultabili online sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 14 maggio prossimo.
Per facilitare la compilazione della dichiarazione la procedura telematica di iscrizione permette ai contribuenti di stampare il modello parzialmente precompilato con le informazioni indicate al momento dell’iscrizione.
Il rappresentante legale dell’ente non deve far altro che stampare il modulo, completarlo con le informazioni mancanti, sottoscriverlo, allegare la copia del documento di identità e mandarlo per posta.
Le istruzioni e i modelli del 5 per mille 2010 sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia – www.agenziaentrate.gov.it – nella sezione dedicata al 5 per mille.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 23 aprile 2010)
Più semplice, per le persone disabili, certificare il diritto alle agevolazioni fiscali. Sconto d’imposta anche dal trasporto e dal montaggio di mobili ed elettrodomestici.
In tema di ristrutturazioni edilizie, va in soffitta la comunicazione di fine lavori per gli interventi sopra i 51.645,69 euro.
Sono alcuni dei numerosi chiarimenti contenuti nella circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, con cui l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad una serie di quesiti in materia di oneri detraibili/deducibili.
· non è necessario – proprio a proposito del collegamento con il bonus ristrutturazioni – che le spese per gli interventi di recupero edilizio siano state sostenute prima di quelle per l’acquisto dell’arredo; è sufficiente che precedente sia la data di inizio lavori indicata nell’apposita comunicazione trasmessa al Centro operativo di Pescara
· se il contribuente vende l’abitazione in riferimento alla quale ha acquisito il diritto al bonus arredi (detrazione del 20% su un importo massimo di 10.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo), può continuare a beneficiare dell’agevolazione anche per le rate residue
· se l’acquisto di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di classe energetica non inferiore ad A+ non è accompagnato dalla contestuale rottamazione di un vecchio apparecchio (e quindi non spetta la specifica detrazione del 20% prevista per quegli elettrodomestici), per tali beni è tuttavia possibile fruire del bonus arredi, ovviamente se rispettate tutte le altre condizioni richieste
· tra le spese agevolabili con il bonus arredi rientrano anche quelle sostenute per il trasporto e il montaggio di mobili ed elettrodomestici, purché sostenute mediante bonifico bancario o postale
· se la fattura per l’acquisto dell’arredo è intestata a un soggetto mentre ordinante del bonifico risulta il coniuge, il bonus spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa (la circostanza va annotata sulla fattura)
· se le spese di ristrutturazione sono state sostenute da uno dei coniugi mentre all’arredo dello stesso appartamento ha provveduto l’altro coniuge, quest’ultimo non ha diritto alla detrazione del 20%, in quanto il bonus spetta esclusivamente ai contribuenti che già fruiscono del 36% per le ristrutturazioni.
Via libera, invece, al bonus per la sostituzione dei portoni di ingresso, a patto che si tratti di “serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio, verso l’esterno o verso locali non riscaldati” e vengano rispettati i requisiti di trasmittanza termica previsti per la sostituzione delle finestre.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 art. 96
 art. 2477