Source: https://forum.enti.it/viewtopic.php?f=2&t=18441&p=1169290
Timestamp: 2019-01-20 15:57:57+00:00

Document:
TRASCRIZIONE ATTI ESTERO - Pagina 5 - Forum Enti.it
Messaggioda emartire » 29/05/2013, 12:06
Diego: Non è l'atto di nascita in sè che fa il cittadino italiano, è invece l'accertamento che fa - in questo caso la rappresentanza estera - sullo stesso atto che da il diritto alla stessa. Sbaglio? Ma bisogna confermare che vi sia stato tale accertamento in un caso come questo?
Quindi, se l'atto è stato comunque presentato all'estero, e la rappresentanza lo aveva a suo tempo inviato x la trascrizione vi è cittadinanza, anche se l'atto è andato smarrito nei meandri delle poste.
Se il Comune come sembra ha la certezza che l'atto esiste, è stato presentato in Ambasciata che lo ha accettato come prova di cittadinanza, e poi si è perso, allora secondo me può trascrivere il matrimonio, ma deve comunque richiedere una bella e amata certificazione sostitutiva che per tua felicità la ligia rappresentanza emetterà sulla base dei documenti agli atti... Poi magari la certificazione te la manda Londra...ma lui è nato in Kenya..
Messaggioda diego » 29/05/2013, 12:11
Non è l'atto di nascita in sè che fa il cittadino italiano, è invece l'accertamento che fa - in questo caso la rappresentanza estera - sullo stesso atto che da il diritto alla stessa. Sbaglio? Ma bisogna confermare che vi sia stato tale accertamento in un caso come questo?
non vorrei si volesse dare natura costitutiva ad un atto di nascita che ha notoriamente mero valore dichiarativo. mi sembra discutibile che un cittadino non possa essere considerato italiano (con tutto ciò che consegua) in mancanza della trascrizione del suo atto di nascita. se il consolato mi manda un CONS/01 HA verificato che siamo in presenza di un cittadino italiano. se l'iscrizione aire avvenga per nascita è un conto, per altri motivi valutiamo.
poi, ripeto, non ho ben capito cosa intendi...
Messaggioda emartire » 29/05/2013, 12:28
Per esplicare i propri effetti giuridici, il possesso della cittadinanza é subordinata alla registrazione in Italia. La "registrazione in italia" è intesa anche come "consegna dell'atto" alla rappresentanza che una volta accertato il diritto, lo invia al Comune. Almeno mi sembra che questa interpretazione sia prassi.
Ovviamente se la rappresentanza invia un CONS01, tutto ciò e implicito come dici tu. Devono x forza di cose avere tutto loro. Ma ai comuni basta quello? Mi sembra strano. E allora che si spediscono a fare migliaia di atti di nascita se poi...potete farne anche a meno?
Messaggioda diego » 29/05/2013, 12:34
ripeto: di quali casi stiamo parlando? di cittadino che acquisti la cittadinanza? di cittadino per nascita? (sulla cittadinanza art. 10 dlgs 71/2011; art. 16 comma 9 dpr 572/1993 per la certificazione e dai commi 1-7 da un lato e 8 dall'altro per l'accertamento/attestazione); perchè chi sia cittadino per nascita è tenuto ad adempiere a determinati obblighi, chi lo sia diventato, un po' meno...
se un cittadino ti presta giuramento e non fa trascrivere l'atto di nascita (di questo parlavamo non di attestazioni/accertamenti/giuramenti o altro), NON e' cittadino?
Messaggioda emartire » 29/05/2013, 12:40
x nascita...come mi sembra che sia il caso sollevato dall'utente....
Ma mi hai già risposto e siamo d'accordo.... credo..
Messaggioda Ospite » 30/05/2013, 14:50
Mi si prospetta questo caso:
1) cittadino straniero è regolarmente coniugato con la moglia A, nasce un figlio;
2) nel 2005, lo stesso cittadino si sposa con altra donna e forma nuova famiglia con la nuova moglie B, consegnado regolare certificato di matrimonio tradotto e legalizzato;
3) nel 2006 la moglie A, riesce a far trascrivere nei registri di stato civile di questo Comune il ... chiamiamo 1 matrimonio, la richiesta di trascrizione la firma solo lei ed il collega precedente trascrive;
4) il "bacucco" dell'ex marito non è a conoscenza di nulla;
5) arrivo io nuova nuova, il marito prende la cittadinanza italiana ed ecco la moglie A, la quale ha aspettato buona buona, inizia la guerra;
6) prima richiesta: vuole far riconoscere la cittadinanza anche a sua figlia, ma non essendo convivente con il padre e soprattutto non avendo rapporti con il padre, questo ufficio ha ritenuto opportuno non concedere la cittadinanza non essendo figli minore convivente con chi è diventato cittadino italiano;
7) seconda richiesta: la moglie A, si è recata in Questura, per denunciare il marito perchè con quello che è successo la loro figlia non ha acquistato la cittadinanza la cittadinanza italiana... cacciata dalla Questura in quanto nulla loro potevano fare;
terza richiesta: la moglie A, torna in Questura per denunciare il marito, perchè non paga gli alimenti.... cacciata dalla Questura in quanto non avendo la sentenza non conoscendo gli accordi loro nulla potevano fare;
9) quarta richiesta: la moglie A, torna in Questura questa volta all'ufficio passaporti e denuncia il marito per falso, in quanto quest'ultimo ha chiesto ed ottenuto sia il passaporto che la carta d'identità non chiedendo a lei il permesso, ma solo alla moglie B, madre di altri 2 figli;
10) il "povero" marito, mi chiede la trascrizione dell'atto di matrimonio della seconda moglie, ma io non posso farlo essendoci un atto di matrimonio trascritto, e secondo me nulla importa se la trascrizione è stata fatta ai sensi dell'art. 19 del DPR 396/2001, ma ora mi sorge un dubbio:
a) poteva il collega trascrivere l'atto solo con la richiesta di 1 coniuge?
b) essendo il marito, alla data della trascrizione, già coniugato con altra donna, la trascrizione è valida?
c) la moglie B è andata giù di testa, perchè assolutamente non vuole che sui documenti del marito compaia il nome della ex moglie e chiede l'annullamento della trascrizione.
Tornando a noi la mia domanda è:
E' corretto dire al cittadino che per "annullare" quel matrimonio deve produrre sentenza di divorzio tradotta e legalizzata e poi io andrò a verificare se è trascrivibile, oppure se non lo è mandare il tutto alla Corte d'Appello? e solo successivamente trascrivere il nuovo atto con la moglie B?, (come insistentemente mi chiede il cittadino), anche perchè se lo dovessi trascrivere adesso, non sarei obbligata a fare denuncia per bigamia?
Ci sono altre soluzioni da prospettare al cittadino per la risoluzione del problema degli atti?
La locale Questura gli ha ritirato tutti i documenti, è corretto indirizzarlo dal giudice tutelare per farsi fare assenso all'espatrio, considerato che il cittadino lavora all'estero e per il momento è bloccato qui?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 30/05/2013, 18:14
Se si trattasse di cittadino italiano, si dovrebbe considerare (reato di bigamia a parte), la sussistenza delle condizioni di nullità del secondo, in ordine di tempo matrimonio, che, per altro, richiede sentenza, passata in giudicato, del tribunale con cui sia accertata tale nullità.
Trattandosi invece di straniero (al momento di entrambe le successive celebrazioni) va fatto riferimento alla relativa legge nazionale.
Sulla applicabilità dell’art. 14 L. 5 febbraio 1992, n. 91 e succ. modif., a figlio minore, difetta l’ulteriore condizione – di legge – della convivenza, al momento dell’acquisto della cittadinanza italiana, con il genitore dante causa.
Sulla questione del coinvolgimento della questura: è stato improprio, dato che la questura non ha legittimazione processuale in un giudizio di nullità matrimoniale (se si trattasse di cittadino italiano), né la moglie A, pur essendo “interessata”, può presentare ricorso per ottenere la dichiarazione di nullità del matrimonio. Astrattamente, potrebbe anche farlo, magari integrando l’azione civile, con quella penale in relazione al reato di cui all’art. 556 C.P., non trascurando che quale giudice ha ritenuto di non poter intervenire, neppure sotto questo ultimo profilo, affermando come il secondo, in ordine di tempo, matrimonio, essendo radicalmente privo di effetti nell’ordinamento giuridico italiano (art. 16 L. 31 maggio 1995, n. 218 ) non puo’ produrre in questo effetti, neppure di ordine penale.
Oltretutto, anche ottenendo una dichiarazione di nullita’ del secondo, in ordine di tempo matrimonio o (anche) u decreto di rettificazione che annulli, per indebita registrazione, la trascrizione del successivo matrimonio (ma come e’ avvenuta, se era/risultava gia’ coniugato?), non si avrebbero certo effetti per la cittadinanza della figlia di 1° letto, difettando la convivenza, al momento dell’acquisto della cittadinanza italiana, da parte del genitore dante causa.
Circa la 3^ richiesta: quest’indicazione fa sorgere il dubbio (in precedenza non vi erano indicazioni in proposito) che il 1° matrimonio sia stato sciolto e che il 2° sia avvenuto dopo tale scioglimento: se cosi’ sia, cadono le ipotesi di nullita’ del matrimonio, del reato di cui all’art. 556 C.P. e dintorni.
L’interessata potrebbe avvalersi dell’azione di cui all’art. 570 C.P. richiedendo, contestualmente, al giudice il riconoscimento della sentenza, emessa all’estero, di condanna agli alimenti, ma tale azione, in quanto penale, non comporterebbe l’obbligo (civilistico) di ottenere gli alimenti non versati e relativi interessi. Al piu’, passata in giudicato una condanna in sede penale, questa potrebbe essere titolo per un’azione civile per ottenere gli alimenti ed interessi.
Violazione dell’art. 3, comma 1, lett. b) L. 21 novembre 1967, n. 1185: sussiste. Dichiarazione mendace (art. 495, 1 CP): sussiste.
Un atto di stato civile trascritto ai sensi dell’art. 19 d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 e succ. modif., rimane atto di stato civile, anche quando la persona (o, le persone) interessate acquisti la cittadinanza italiana. Con l’acquisto della cittadinanza solo che questo atto, pur se trascritto in precedenza, diviene un vero e proprio atto di stato civile, ad ogni effetto, per cui, ricorrendone le condizioni, è suscettibile di annotazione, ecc.
La trascrizione considerata dall’art. 19 sopra citato richiede la richiesta di persona avente interesse (non di più persone parimenti avanti interesse), per cui, nel caso di atto di matrimonio, era del tutto indifferente che la richiesta di trascrizione sia stata formulata da uno o da entrambi i coniugi.
Sulla validità (ma forse il termine è anche improprio) dell’atto, si torna alla questione (non indicata) se, al momento della celebrazione del 2° matrimonio, il precedente matrimonio fosse stato sciolto o meno.
Circa le “rimostranze” della moglie B non vi e’ molto da dire, ma questa non può ignorare come il precedente matrimonio vi sia stato …. Anche se volesse richiedere al tribunale decreto di rettificazione per l’annullamento della trascrizione, per indebita registrazione, dovrebbe comprovare documentalmente ed in sede giudiziale una tale indebitezza (cosa che, probabilmente, potrebbe avere effetti sulle condizioni di ingresso e soggiorno, di vario ordine).
Se vi sia stato scioglimento del matrimonio (informazione che emerge alla fine ….), fermo restando la valutazione circa se questo abbia avuto effetti prima/dopo l’acquisto della cittadinanza dell’interessato, si deve considerare che, se l’effetto sia successivo all’acquisto della cittadinanza, può procedersi, ricorrendo tutte le condizioni, ai sensi dell’art. 64 L. 31 maggio 1995, n. 218 (ma,. In tale ipotesi, ritorna in gioco l’art. 556 C.P.).
Se antecedente, il riconoscimento della sentenza estera potrebbe avvenire (sempreche’ sussistano le condizioni) anche in sede di applicazione dell’art. 102 d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, ritenendosi non applicabile l’art. 63, comma 2, lett. g) d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 e succ. modif. in quanto , al momento degli effetti, il coniuge (marito) era ancora straniero (per altro, alcuni potrebbero propendere per l’applicazione di tale ultima disposizione anche nella fattispecie, ipotesi che (personalmente) non sembra avere grandi argomenti …).
Parte finale: probabilmente la questura ha presentato all’A. G. denuncia, cosa che consente di fare un cenno all’art. 3, 1, lett. d) L. 21 novembre 1967, n. 1185 )la lett. c) è stata abrogata dall’art. 215 D. Lgs. 28 luglio 1989, n. 271.
Messaggioda Life » 08/11/2018, 15:30
Un Consolato italiano in Svizzera chiede la trascrizione dell'atto di matrimonio contratto da un cittadino iscritto nella mia AIRE con cittadina iscritta nell'AIRE di un Comune limitrofo.
Nell'atto, redatto su modello CIEC, la sposa (titolare di duplice cittadinanza jure sanguinis) è identificata con il cognome XXX, corrispondente a quello del primo marito da cui ha divorziato, ed i nomi di AB. Nella richiesta di trascrizione il Consolato ha indicato invece il cognome da nubile ZZZ ed il nome A.
Sentito telefonicamente il collega del Comune di iscrizione AIRE della sposa, presso il quale sono stati trascritti l'atto di nascita, l'atto di matrimonio e la sentenza di divorzio dell'interessata, ho avuto conferma del fatto che alla signora competono il cognome ZZZ ed il nome A, come indicato nella richiesta di trascrizione inviata dal Consolato.
Ora, considerato che dovrò trascrivere fedelmente l'atto così come pervenuto, avrei bisogno del consiglio dei colleghi su quanto segue:
- l'atto riporta anche i nominativi dei genitori degli sposi: è corretto omettere questi dati (vedi art. 11 DPR 396/2000) oppure, nel caso specifico, è meglio riportarli, in modo che si possa indirettamente desumere il cognome da nubile della sposa?
- una volta acquisita la copia integrale dell'atto di nascita della sposa, è possibile correggere d'ufficio l'atto di matrimonio con un'annotazione del tipo <<Ai sensi dell'art. 98, comma 2, del DPR 396/2000 il cognome della sposa di cui all'atto controscritto viene corretto in ZZZ, come risulta dall'atto di nascita ...>>?
- per quanto riguarda il prenome AB, anch'esso deve essere corretto nell'atto di matrimonio?
Messaggioda l'auxelugatu » 08/11/2018, 23:12
La signora ha duplice cittadinanza, quindi prima di adottare la legge italiana attribuendole cognome e nome secondo la nostra normativa ci penserei due volte, anche perché ci sarebbe palese violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europea (Garcia-Avello, Grunkin-Paul) che chiaramente affermano che una persona non può avere generalità diverse in diversi stati dell'unione. In casi come questo, verificata la plurima cittadinanza, i consolati dovrebbero far dichiarare all'interessata quali sono le generalità che intende mantenere e allegarlo alla richiesta di trascrizione.
Messaggioda Life » 18/11/2018, 19:43
Se i coniugi sono iscritti AIRE di Comuni diversi, l'atto di matrimonio deve essere trascritto in entrambi i Comuni?
Un'eventuale sentenza di divorzio deve essere riconosciuta e trascritta in entrambi i Comuni oppure è sufficiente che provveda un solo Comune, inviando le comunicazioni per la prevista annotazione sull'atto di matrimonio ivi trascritto e l'aggiornamento AIRE?
Messaggioda Marina » 06/12/2018, 07:21
Ho ricevuto da un Consolato italiano la richiesta di trascrizione dell'atto di nascita di una persona nata in Australia alla quale sono stati attribuiti il cognome paterno e 2 prenomi, il cui secondo elemento è il cognome della madre.
E' possibile procedere alla trascrizione dell'atto senza fare alcuna segnalazione alla Procura della Repubblica oppure la segnalazione è atto dovuto?
Messaggioda onda_blu » 06/12/2018, 08:08
Segnalazione alla Procura. Il divieto di dare un cognome come nome è generale, non limitato alle sole nascite dichiarate in Italia.
Se poi la Procura deciderà di procedere o meno, non dipende da te.
Per la mia Provincia: la Procura non fa nulla perché per procedere vogliono una marca da bollo da 27 euro (anche se sarebbe un procedimento d'ufficio)....soldi che io non ho alcuna intenzione di mettere né di tasca mia, né del Comune (figuriamoci poi se l'interessato li mette!)
Messaggioda Pancrazio Romeo » 06/12/2018, 11:34
Sicuri che non è un doppio cognome
Messaggioda Marina » 06/12/2018, 11:59
Oggi è 20/01/2019, 16:57

References: art. 10
 art. 16
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 11
 sentenza