Source: http://skywalkerboh.blogspot.com/2012/06/il-consiglio-regionale-della-sardegna.html
Timestamp: 2017-08-18 03:06:08+00:00

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21 Cost.: Il Consiglio Regionale della Sardegna sputa in faccia ai Referenda: stipendi rialzati
Il Consiglio Regionale della Sardegna sputa in faccia ai Referenda: stipendi rialzati
Troppo attaccati ai soldini, con nessun interesse sincero alla res publica... la regione più povera e con meno abitanti, la stessa che ha i consiglieri con lo stipendio più alto d'Italia, la stessa regione che aveva votato i referenda per abbassare numero dei consiglieri e i loro stipendi.... questa regione ha preso un bel calcio in faccia. La feccia si rialza lo stipendio. Notevole la rabbia del vice segretario dell'IdV Salvatore Lai, che di fatto punta il dito contro gli stessi consiglieri IDV sardi, che come tutti gli altri si ritroveranno le tasche piene dei nostri soldi. Buona lettura.
Gli onorevoli sardi si riprendono il loro stipendio (di notte)
Rabbia dell'Idv Sardegna: «Così la politica si allontana dai cittadini»
SASSARI. I consiglieri regionali si riprendono il "loro" stipendio. E lo fanno con la complicità delle tenebre. Alle 21.53 di ieri notte, dopo cinque minuti di sospensione, l'aula di via Roma ha approvato a maggioranza trasversale il disegno di legge numero 327/A: formalmente si trattava di una legge regionale per la salvaguardia di circa 30 precari che operano nel parco di Molentargius e dell'Arpas. In realtà, con un sistema vecchio come la politica, nel testo è stato infilato un misterioso emendamento (il numero 4 all'art. 1 quinquies per la precisione) che non ha niente a che fare con la salvaguardia dei precari. Conoscere il testo dell'emendamento è praticamente impossibile. Perché nel resoconto ufficiale della seduta del consiglio regionale del 12 giugno il testo non appare da nessuna parte. Si sa soltanto che il testo è passato ad alzata di mano e che la giunta Cappellacci (lo stesso Cappellacci che aveva appoggiato i referendum) ha espresso parere positivo sull'emendamento tramite l'assessore Rassu. Sembrerebbe che il testo parli di un taglio del 30 per cento delle indennità rispetto però ai parametri del 2003 (quando gli stipendi erano più alti). Il risultato sarebbe un sostanziale ripristino dell'indennità che precedevano il referendum del 6 maggio: circa 9mila euro al mese. Una cifra che, come è facile immaginare, non comporterà particolari "sacrifici" per gli 80 consiglieri regionali. Sulla questione si è consumata anche una spaccatura interna ai Riformatori, con alcuni consiglieri che, al momento della votazione, hanno abbandonato l'aula.
LEGGI IL RESOCONTO DELLA SEDUTA
LE REAZIONI. Per il momento l'unico partito a prendere posizione è l'Italia dei Valori. «Con il solito blitz a tarda notte il Consiglio regionale ha ripristinato le indennità dei consiglieri sostanzialmente vanificando l'esito del referendum dello scorso 6 maggio». Così il vice segretario dell'IdV Salvatore Lai commenta la reintroduzione delle indennità dei consiglieri. «La leggina approvata ieri notte alla chetichella, che riduce minimamente gli stipendi dei consiglieri e i fondi per i gruppi consiliari, non rispetta la volontà degli elettori che hanno chiesto un netto taglio ai privilegi e ai costi della politica regionale. L'Italia dei Valori - prosegue Lai - ribadisce che i tagli delle voci degli stipendi dovevano essere più radicali e soprattutto ritiene che i fondi per i gruppi debbano essere totalmente soppressi perché, senza una adeguata rendicontazione, sono risorse la cui spesa non può essere in alcun modo controllata. Certo – continua l'esponente dipietrista - approvare un emendamento di straforo è molto più semplice che affrontare una riforma seria e radicale come quella contenuta nelle due proposte di legge di iniziativa popolare sottoscritte da 20mila sardi da noi presentate al Consiglio regionale. Non possiamo fare altro - conclude Lai - che constatare l'ennesima occasione persa di ricostituire un rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini».
Prima che i due link sopra evidenziati spariscano (era successo tempo fa proprio nella voce degli stipendi sia nel sito del consilgio regionale che in quello della Regione Sardegna), scrivo per intero i due testi:
DISEGNO DI LEGGE N. 327/A
su proposta dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione,
Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative
Il presente disegno di legge, formato da un unico articolo, si rende necessario per superare la situazione di difficoltà operativa in cui si è venuta a trovare l'Amministrazione nella gestione degli interventi finanziati con risorse comunitarie e statali a seguito dell'entrata in vigore dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale).
Alcuni interventi, infatti, necessitano di apporti supplementari di tipo qualificato o specialistico, non sempre disponibili nell'Amministrazione, per i quali la forma giuridica più adeguata e possibile, nel quadro che disciplina le assunzioni nella pubblica amministrazione, risulta quella della collaborazione coordinata e continuativa che l'articolo 6 bis della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, regola puntualmente mutuandone la disciplina dal decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165, articolo 7, comma 6 e seguenti.
La citata norma della legge regionale n. 16 del 2011, dopo aver previsto che l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione presenti annualmente alla competente Commissione consiliare una relazione al fine di verificare il rispetto del limite massimo del 3 per cento della dotazione organica stabilito, per le assunzioni a tempo determinato, dall'articolo 3, comma 1, della legge regionale n. 3 del 2009 ¹ dispone che, nel limite del 3 per cento, rientrino tutte le forme di lavoro a termine e le forme contrattuali flessibili o atipiche (compresa quella cosiddetta interinale).
In tal modo vengono inclusi nella tipologia delle "assunzioni di personale a tempo determinato" anche gli incarichi di lavoro autonomo di elevata professionalità regolati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, secondo la disciplina dell'articolo 6 bis della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, introdotto dall'articolo 7, comma 1, lettera a) della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, e modificato dalle leggi regionali 5 marzo 2008, n. 3, e 28 dicembre 2009, n. 1. Tipologia lavorativa, questa, che secondo la qualificazione legislativa dei rapporti di lavoro, non rientra nell'accezione del tempo determinato, ma che la legge n. 16 del 2011 fa comunque rientrare nel contingente del 3 per cento come sopra prescritto.
Al riguardo, è utile ricordare che il citato articolo 6 bis disciplina in modo organico gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa; la norma ha in particolare: a) limitato il ricorso ai casi in cui la complessità o la straordinarietà del problemi da risolvere richiedano particolari professionalità non presenti nell'Amministrazione; b) imposto procedure di selezione comparativa per l'attribuzione degli incarichi (sulle quali, successivamente, è stato introdotto li parere vincolante della Direzione del personale); c) previsto la pubblicazione nel sito internet dell'Amministrazione delle agenzie e degli enti e nel Bollettino ufficiale della Regione, dei dati relativi agli incarichi conferiti (nel sito dell'Amministrazione, sezione "trasparenza", risultano pubblicati tutti i dati degli incarichi e collaborazioni attribuiti dall'anno 2006 in poi).
Inoltre, la stessa legge regionale n. 2 del 2007 (articolo 7, comma 2), ha previsto che le spese per gli incarichi disciplinati dal predetto articolo 6 bis non possano superare, nell'anno 2007 e seguenti "il 50 per cento delle risorse destinate a tali finalità nell'anno 2006; fanno eccezione le spese correlate a entrate statali o comunitarie a tali finalità vincolate".
La materia è stata fatta oggetto di apposite e organiche direttive per definire i limiti e i presupposti per il ricorso alle collaborazioni coordinate e continuative e per contenerne la spesa (circolari dell'Assessore n. 27910 dell'8 ottobre 2007 e n. 13864 del 5 maggio 2008; deliberazioni della Giunta regionale n. 45/15 del 7 novembre 2007 e n. 50/21 del 10 novembre 2009).
Infine con le deliberazioni n. 13/10 del 15 marzo 2011 e n. 20/12 del 26 aprile 2011, la Giunta regionale ha dato attuazione alle disposizioni del decreto legge n. 78 del 2010, convertito in legge n. 122 del 2010, laddove ha previsto che la spesa per i rapporti di lavoro a tempo determinato, o a convenzione, o di collaborazione coordinata e continuativa, non debba superare il 50 per cento di quella sostenuta nel 2009 per le stesse finalità, escludendo dal limite i contratti finanziati con risorse all'Unione europea (sul punto è intervenuta con un atto di indirizzo la Conferenza delle regioni e province autonome).
Da tutto quanto detto emerge che, sinora, tutti gli interventi legislativi riguardo ai rapporti di lavoro atipici (l'Amministrazione non ha più fatto ricorso ad assunzioni a tempo determinato) sono stati finalizzati al contenimento e al monitoraggio della spesa; mentre la legge regionale 4 agosto 2011, n. 16, ha introdotto l'ulteriore limite numerico al quale tali rapporti sono assoggettati. Limite che prescinde da valutazioni sulla spesa e sulla relativa fonte di finanziamento ed è da ricondurre ad obiettivi di contenimento del lavoro flessibile e atipico e del conseguente tendenziale impatto derivante dalle aspettative di stabilizzazione dei lavoratori.
Ma come si è detto l'attuale impedimento ad attivare nuove collaborazioni coordinate e continuative, derivante dalla saturazione dei contingente del 3 per cento previsto dalla nuova norma, sta creando difficoltà nell'attuazione di progetti comunitari e statali a finanziamento UE e FAS per superare il quale viene predisposto il presente intervento normativo.
¹ "Al fine del superamento delle forme di lavoro precario nella pubblica amministrazione regionale, a far data dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione, gli enti e le agenzie regionali possono procedere alle assunzioni di personale a tempo determinato, esclusivamente per motivate esigenze straordinarie ed entro la misura massima del 3 per cento delle proprie dotazioni organiche"
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AUTONOMIA - ORDINAMENTO REGIONALE - RAPPORTI CON LO STATO - RIFORMA DELLO STATO - ENTI LOCALI - ORGANIZZAZIONE REGIONALE DEGLI ENTI E DEL PERSONALE - POLIZIA LOCALE E RURALE - PARTECIPAZIONE POPOLARE
MANINCHEDDA, Presidente - COCCO Pietro, Vice Presidente - MELONI Francesco, Segretario - AGUS, Segretario - CAMPUS - CAPELLI - CONTU Mariano Ignazio - CUCCUREDDU - GRECO - PITEA - SORU - STERI, relatore - TOCCO
pervenuta il 7 giugno 2012
La Prima Commissione ha iniziato l'esame del disegno di legge n. 327 nella seduta del 29 maggio 2012 e ha licenziato il testo nella seduta pomeridiana del 6 giugno 2012 in seguito all'acquisizione del parere finanziario.
Rispetto al testo presentato dalla Giunta regionale, il testo esitato contiene ulteriori disposizioni in ordine all'organizzazione amministrativa e al personale che si rendono necessarie, da un lato, per agevolare l'interpretazione di alcune norme in vigore, dall'altro, per consentire la prosecuzione di alcune misure già adottate.
L'articolo 1 (che resta identico al testo del proponente) contiene una disposizione che consente all'Amministrazione regionale di ricorrere al conferimento di incarichi di elevata professionalità per lo svolgimento di attività finanziate con fondi statali e comunitari, senza il vincolo del limite massimo previsto per l'assunzione a tempo determinato.
L'articolo 2 prevede alcune misure per la salvaguardia del litorale e delle zone umide di interesse internazionale consentendo la prosecuzione dell'attività del Parco naturale regionale "Molentargius-Saline".
Gli articoli 3 e 4 chiariscono alcuni dubbi interpretativi relativi ai requisiti di accesso alla dirigenza e al piano per il superamento del precariato.
L'articolo 5 prevede un contributo straordinario in favore dell'ARPAS per l'espletamento del programma Master and back.
L'articolo 6 contiene, infine, la norma finanziaria.
La Commissione Bilancio, nella seduta del 6 giugno 2012, ha espresso parere favorevole sugli aspetti finanziari del provvedimento. La Commissione ha nominato, ai sensi dell'articolo 45, comma 2, del Regolamento, relatore in Aula il Presidente.
Titolo: Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative
Titolo: Disposizioni urgenti e integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative
Modifiche alle disposizioni per il superamento del precariato
1. Nell'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), dopo il comma 1 è introdotto il seguente:
"1 bis. Nel limite del 3 per cento non rientrano i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui all'articolo 6 bis della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), introdotto dall'articolo 7, comma 1, lettera a) della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), e modificato dalle leggi regionali 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), 14 maggio 2009, n. 1 (legge finanziaria 2009), che vengono instaurati per lo svolgimento di attività finanziate con fondi statali e comunitari.".
2. I rapporti attivati dopo l'entrata in vigore della presente legge non costituiscono in alcun modo presupposto per l'assunzione a tempo indeterminato.
Collaborazioni coordinate e continuative - Modifiche all'articolo 6 della legge regionale n. 6 del 2011
Salvaguardia del litorale e delle zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari
1. Per la salvaguardia del litorale e delle zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari è autorizzata a decorrere dall'anno 2012 una spesa valutata in euro 1.600.000 annui (UPB S04.08.005).
2. Il Consorzio per la gestione del Parco naturale regionale "Molentargius-Saline", di cui alla legge regionale 26 febbraio 1999, n. 5 (Istituzione del Parco regionale "Molentargius-Saline"), entro centocinquanta giorni dalla pubblicazione della presente legge predispone tutti gli atti inerenti l'organizzazione funzionale del parco, approva la pianta organica del personale ai sensi dell'articolo 5 della medesima legge regionale e provvede alla copertura delle figure professionali previste.
3. Il Consorzio, per l'espletamento delle suddette funzioni e al fine di assicurare nel frattempo la gestione degli ecosistemi presenti nel parco, è autorizzato a rinnovare per un periodo di sei mesi il contratto di lavoro del personale precario con coloro che già operavano alla data del 31 marzo 2012, privilegiando, in caso di scelta, l'anzianità di servizio maturata alla predetta data.
Concorso dirigenti: requisiti da applicare
1. Le riserve aventi ad oggetto il possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza contenute nella graduatoria definitiva del concorso per n. 57 dirigenti approvata con determinazione N.P. 19691/482 dell'8 luglio 2011 sono risolte positivamente qualora gli interessati siano in possesso dei requisiti per l'accesso previsti dall'articolo 32 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione).
Attuazione del Piano regionale sul precariato di cui all'articolo 36 della legge regionale n. 2 del 2007, e successive modifiche ed integrazioni
1. Il personale del "Progetto Sfera", promosso nell'ambito di misure PON di assistenza tecnica e POR Sardegna relative al QCS 2000/2006, in quanto sottoposto a procedure selettive di natura concorsuale attestate dal direttore generale della struttura presso cui originariamente è stato selezionato, è inquadrato a domanda, in attuazione del piano di cui all'articolo 36, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), aggiornato ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale).
2. Dall'attuazione del presente articolo non discendono oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.
Rinnovo contratti ex articolo 4, comma 45, della legge regionale n. 6 del 2012
1. Per l'anno 2012 è autorizzata la concessione di un contributo straordinario di euro 880.000 in favore dell'ARPAS per l'attuazione dell'articolo 4, comma 45, della legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 (legge finanziaria 2012) (UPB S04.07.001).
Art. 1 sexies
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati complessivamente in euro 2.480.000 per l'anno 2012 ed in euro 1.600.000 per gli anni successivi, si fa fronte con le seguenti variazioni nel bilancio della Regione per gli anni 2012-2014:
2012 euro 1.600.000
2012 euro 880.000
Fondo speciale nuovi oneri legislativi - parte corrente
mediante corrispondente riduzione della voce 1) della tabella A allegata alla legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 (legge finanziaria 2012)
mediante corrispondente riduzione dal capitolo SC06.0177 - Spese per la promozione del turismo in Sardegna (articolo 2, legge regionale 21 aprile 1955, n. 7 (Provvedimenti per manifestazioni, propaganda e opere turistiche), e articolo 26, legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005)).
2. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle suddette UPB del bilancio della Regione per gli anni 2012-2014 e a quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Seduta n.330 del 12/06/2012
CCCXXX Seduta
DESSI', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 16 maggio 2012 (322), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Francesco Cuccureddu e Marco Espa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 12 giugno 2012.
Numero 890, 891
PRESIDENTE. Considerato che è ancora in corso la Commissione d'inchiesta sospendo i lavori, riprenderanno alle ore 17 e 15. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 03, viene ripresa alle ore 17 e 24.)
Continuazione e fine della discussione congiunta delle mozioni Uras - Diana Giampaolo - Salis - Agus - Barracciu - Ben Amara - Bruno - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Corda - Cucca - Cuccu - Cugusi - Espa - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Porcu - Sabatini - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Soru - Zuncheddu sulle procedure di nomina degli amministratori degli enti strumentali, delle agenzie, delle società in house, partecipate e controllate dalla Regione, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (184) e Diana Giampaolo - Uras - Salis - Agus - Barracciu - Ben Amara - Bruno - Capelli - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Corda - Cucca - Cuccu - Cuccureddu - Cugusi - Espa - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Porcu - Sabatini - Sechi - Solinas Antonio - Sanna Gian Valerio - Soru - Zuncheddu sulla nomina dell'amministratore unico della Carbosulcis, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (186).
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto.
L'ordine del giorno reca la discussione congiunta delle mozioni numero 184 e 186.
Stamattina abbiamo interrotto i nostri lavori nel corso della discussione generale, il primo iscritto a parlare è l'onorevole Salis… onorevole Cucca su cosa vuole intervenire?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.). Intervengo sull'ordine dei lavori, Presidente, semplicemente per farle presente che la Commissione d'inchiesta parrebbe essere ancora riunita e l'onorevole Salis si è recato, essendo componente della Commissione d'inchiesta, presso la sede della Commissione, quindi si vuole valutare l'opportunità eventualmente di una sospensione di ulteriori cinque minuti, in maniera tale che si faccia luce su questa vicenda.
PRESIDENTE. Ero convinta che la Commissione d'inchiesta avesse concluso i propri lavori, adesso verifico, sospendo i lavori per due minuti in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 25, viene ripresa alle ore 17 e 26.)
E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (I.d.V.). La discussione di oggi, a mio modesto parere, dovrebbe tentare di uscire dalla contingenza della nomina del dottor Lorefice e delle nomine all'IGEA per tentare di spaziare un po' sui problemi che ci troviamo a dover affrontare in una situazione economica, sociale e drammatica per la Sardegna.
Ho letto la rassegna stampa, adesso all'ora di pranzo, Signora Presidente, lo spread vola a 490 punti, la borsa è crollata anche oggi, il 2013 si presenterà difficilissimo per le regioni e per gli enti locali perché il pareggio di bilancio previsto per il 2013 comporterà ulteriori tagli ai trasferimenti per gli enti locali e per le regioni, l'imminente stipula, noi speriamo che questo non avvenga, ma l'imminente stipula dell'accordo sul fiscal contract comporterà che il bilancio dello Stato si dovrà sobbarcare, per il contenimento del debito pubblico, del taglio di circa 40 miliardi annui che si aggiungono agli ulteriori tagli e agli ulteriori esborsi per gli interessi che il bilancio dello Stato dovrà sopportare. Questo cosa vuol dire Signor Presidente? Che noi da oggi, in presenza anche di un atteggiamento "patrigno" da parte del Governo nazionale che finora ci ha sottratto quello che ci doveva relativamente alle entrate, ci troviamo ad affrontare una situazione di disagio e di vera e propria disperazione, in moltissimi territori e di migliaia di famiglie sarde, senza avere gli strumenti per poter compiere il nostro dovere. Io le confesso, Signor Presidente, che mi trovo, forse per la prima volta dopo tanti anni di politica, in una situazione di estremo disagio perché mi sento, personalmente e come forza politica, quasi al di fuori della possibilità di poter incidere sulla realtà.
La settimana scorsa il mio paese di nascita e di residenza è stato scosso dal dramma del suicidio di un giovane artigiano di 35 anni schiacciato dai problemi e dalle difficoltà economiche, quello che ha colpito me e migliaia di altri nostri concittadini è che nelle tasche di questo ragazzo, perché un ragazzo si può definire, di questo povero ragazzo, c'erano le cartelle di Equitalia che lui non era in grado di pagare.
Questo caso, e non voglio assolutamente rischiare di oltrepassare la soglia della retorica, lo faccio come esempio perché, effettivamente, questo caso, unito agli altri innumerevoli casi di disperazione a cui siamo costretti ad assistere quotidianamente ormai da alcuni mesi a questa parte, unito anche alle migliaia di altre testimonianze che ognuno di noi nella sua attività politica coglie nei bar, nelle piazze, nelle edicole, quando ci fermiamo a comperare il giornale, siamo subissati da testimonianze di disperazione crescente a cui non riusciamo a dare risposte. Ecco perché di fronte a questa situazione di dramma sociale così disperante l'ordinaria amministrazione nella gestione del potere, nella gestione delle nomine che vengono fatte incuranti di quello che succede nella realtà, al di fuori delle stanze del potere, è qualcosa di inaccettabile, presidente Cappellacci, è qualcosa di immorale, io lo definisco immorale. Non ci si può più trastullare incuranti di tutto con modalità di nomina, cioè di occupazione dei posti di potere all'interno della Regione, modalità di nomina che gridano vendetta per la loro superficiale contraddittorietà con i principi della competenza, della professionalità, del merito. E' una sorta di cartina di tornasole, signor Presidente della Regione e signora Presidente del Consiglio, perché o si riesce veramente a dire basta, io vorrei che nella sua replica signor Presidente, mi aspetto da lei che in premessa voglia tentare di riavvicinare quelle che sono le sensibilità del Presidente della Giunta con le prerogative del Consiglio regionale, mio aspetto pertanto che ella, signor presidente Cappellacci, voglia, in premessa, chiedere scusa a questo Consiglio regionale, perché io non mi sento né gallo, né gallina e non mi sento di stare in un pollaio o in un cortile, anzi considero una grave offesa che questo Parlamento dei sardi possa essere stato paragonato ad un pollaio e ad un cortile e mi auguro, mi aspetto anzi, che ella voglia rimarginare questa lesione che c'è stata nella considerazione di quest'Aula. Nessuno vuole urlare in maniera incontrollata e incontrollabile, sui comportamenti della Giunta, abbiamo con le nostre mozioni posto un problema serissimo, cioè se sia possibile continuare con l'ipocrisia dei proclami e delle dichiarazioni altisonanti e, contemporaneamente, continuare con gli atteggiamenti da vecchia, vecchissima politica. Questo abbiamo posto. Peraltro, anche tentando di intercettare quello che è il sentimento che è venuto dei sardi nell'espressione di voto per il referendum. Abbiamo forse sbagliato, anzi sicuramente abbiamo sbagliato ad aspettare l'esito del referendum, avremmo dovuto anticipare questa sensibilità che era già evidente nel popolo sardo, avremmo dovuto anticiparlo, non l'abbiamo fatto, però evitiamo di contraddire le dichiarazioni altisonanti sulla necessità di cambiamento della politica, sulla necessità del rinnovamento dei metodi, oltre che degli uomini, e poi alla prima della prova dei fatti, presidente Cappellacci, ricaschiamo nei vecchi meccanismi delle spartizioni partitiche e correntizie. Badate se vogliamo dare un aiuto a Beppe Grillo continuate con questa modalità di gestione del potere, ma l'antipolitica è la vostra non è quella di Beppe Grillo, l'antipolitica è legata a questi atteggiamenti, voi state alimentando questi comportamenti contro la politica e se non si cambia, se non si ha il coraggio di cambiare e di invertire i comportamenti, state veramente minando la democrazia, basta vedere i dati delle elezioni anche di domenica e di lunedì in Sardegna, il tasso altissimo di astensionismo. E chi regge? Ma nessuno deve trarre soddisfazione da questo, reggono soltanto i percettori di potere, chi può gestire potere e chi può dare qualche illusoria sensazione di risoluzione dei problemi degli elettori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Intervengo in un clima… peccato che non ci sia l'onorevole Soru questa sera, per cui ho apprezzato anche alcuni aspetti del suo intervento nonostante… vista dalla sua ottica. Intervengo in un clima non di primo giorno di scuola, quanto piuttosto di un'atmosfera rarefatta quasi kafkiana, che sogna scarafaggi ad occhi aperti, ovvero sembra, questa platea, ebbra di un alcol obnubilante che deforma la realtà. Una realtà che invece è drammatica, presente nella nostra Regione. Una realtà che ci dice qual è il dramma della crisi che si vive sotto l'aspetto economico, sociale, valoriale. Ho sentito tanti richiami alla moralità e si è fatto moralismo, che è una cosa ben diversa dalla moralità. Moralità che va praticata in sé stessi prima che richiederla gli altri, quando per esempio ci si comporta in maniera tale che qualcuno pretende che un proprio famiglio possa avere qualcosa da quell'ambito di politica ove esso pratica. Valori, ideali. Ma vi chiedete quanto costa un Consiglio regionale e quante volte in questi due anni e mezzo, e non è la prima volta che lo richiamo, ci riuniamo per una mozione, per un ordine del giorno, tutte cose che danno da mangiare al popolo sardo, tutte cose che fanno crescere l'economia, tutte cose che danno opportunità al nostro sistema produttivo di creare sviluppo, di creare quell'occupazione che noi andiamo sistematicamente a riempirci la bocca. Mozioni, ordini del giorno, è questo il valore? Sono queste le cose che pratichiamo quotidianamente. Quante leggi abbiamo esitate, quante proposte di legge sono ancora ferme da essere portate in Consiglio alla disamina dei consiglieri? Certamente sarebbero state molto più produttive, per il popolo dei sardi, che da questo Parlamento doveva essere rappresentato degnamente.
Qual è quindi la produttività? Vedete, soprattutto all'opposizione dico: se continuate a portare, come se stiamo a discutere di questioni sindacali o in modo sindacale qui dentro le proposte di ordine del giorno e di mozioni, non avrete mai l'opportunità di essere prossima maggioranza perché non proponete un'alternativa seria, programmatica e di sviluppo. Questo è quello che difetta all'opposizione in questi anni. E non si venga a cercare un qualcosa che nei referendum, caro onorevole Uras, che abbiamo fatto meglio e più di lei, ci possa essere incolpato. Noi difendiamo tutto quello che è disceso dai referendum, che piaccia o no! Senza fare arroccamenti ma certamente cercando di dare una risposta a quei 500 mila e passa sardi che hanno votato! E questo contempla non le Province, come qualcuno pensa, ma una Regione nuova, ipotizzando uno Statuto nuovo, di vera autonomia, che riscontri una contrattazione nuova con lo Stato italiano, con l'Unione europea, nel momento in cui la stessa Unione europea per la grave crisi mondiale che attraversiamo pretende di avere decisioni politiche più pregnanti, più alte e più forti, anche nei confronti dello Stato.
Onorevole Barracciu, non si scandalizzi molto, se io mi mettessi a contare tutto ciò che lei ha fatto, o preteso di fare nella scorsa legislatura, con nomine e contro nomine, Dio solo sa quello che ne viene, e vorrei vedere la qualità delle sue proposte, perché non è stata mai capace di fare una proposta seria! Prima di fare nomi e cognomi e attribuzioni a partiti che lei ben dovrebbe guardarsi, a cui riferirsi, gliel'ho detto anche in altra circostanza, stia attenta, stia attenta a quello che dice.
BARRACCIU (P.D.). Presidente, mi sta minacciando!
DEDONI (Riformatori Sardi). Io capisco che l'arroganza sta di casa ma non è così che funziona. L'etica e il comportamento inizia da qui.
BARRACCIU (P.D.). Mi sta minacciando, mi sta minacciando!
DEDONI (Riformatori Sardi). Senta, se vuol far ridere qualcuno ci riesce pure.
BARRACCIU (P.D.). Lei fa piangere!
DEDONI (Riformatori Sardi). E guardi, non ho proprio bisogno di minacciarla e non la posso minacciare. Io non mi preoccupo e neanche faccio come il suo Capogruppo che ferma l'orologio per poter continuare, ci mancherebbe altro.
PRESIDENTE. Non costringetemi a sospendere l'Aula! Onorevole Dedoni, si riferisca alla Presidenza, non si riferisca all'onorevole Barracciu.
DEDONI (Riformatori Sardi). Mi riferisco a chi mi ha cercato, Presidente, a chi ha cercato di offendere la moralità.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni!
DEDONI (Riformatori Sardi). Io so che do fastidio, lo capisco, perché vi dico la verità e non la volete sentire, è come quando quella sinistra di cui siete eredi negava anche l'evidenza nei Paesi dell'Est, uccideva anche i dissidenti moralmente. Non avete il coraggio della vostre idee e di essere veramente progressisti come vi qualificate.
Noi vogliamo essere coloro i quali si richiamano valori ben più consistenti, uno di questi è che noi abbiamo cercato di trovare soluzioni, e i sardi ci hanno ascoltato, nel dare nuova moralità al panorama politico isolano, e cercando di cambiare all'interno. Io credo che bene abbia fatto il presidente Cappellacci, checché ne pensi l'onorevole Uras, a sbaraccare un consiglio di amministrazione, perché segue quello che è stato detto dai sardi, dalla maggioranza di quelli che hanno votato, poi possiamo entrare sul merito e non essere d'accordo, ma oggi non è in discussione perché non ho nessuno che è nominato ed è presente in quella posizione, ma noi sfidiamo voi, maggioranza e opposizione, a fare nel più breve tempo possibile le leggi che diano certezza che quello che hanno detto i sardi possa essere attuato, quello che chiedono i referendum, quello che i sardi vogliono che una politica sia diversa! Quindi una regolamentazione nuova, un indirizzo da offrire alla Giunta perché possa avere una regolamentazione nella nomina nelle proprie competenze di chi dovrà andare a gestire gli enti. Ridurre gli enti, renderli efficaci ed efficienti per quello che servono, per questo si è votato, e vi sfidiamo su queste cose! E quando qualcuno mette la testa sotto la sabbia come lo struzzo, gli ricordiamo che abbiamo depositato e richiesto a tutti i Capigruppo di esaminare quelle proposte di legge che riguardavano tutti i referendum, quindi le proposte giacenti ci sono, la sfida e: ne avete di alternative? Vorrete (…)? Avete tempo? Bisogna farlo nel più breve tempo possibile, perché questa è la vera sfida: dare una risposta seria, corretta e onesta al popolo sardo, cambiando quel tipo di politica fatta di annunci certamente non rispondenti a quelle che sono le esigenze della gente che soffre e ha bisogno.
Non mi dispiace che mi abbiano interrotto, Presidente…
BARRACCIU (P.D.). Tanto non stavi dicendo nulla.
DEDONI (Riformatori Sardi). Guarda, probabilmente ti stai specchiando, perché è quello che puoi riuscire a fare, e come donna ti imbelletti abbastanza in quello specchio per riguardarti bene quello che dici, o meglio quello che non dici e non capisci!
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, la invito ad avere rispetto per il genere femminile e a non banalizzare in questo modo.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io rispetto nella misura in cui mi viene…
DEDONI (Riformatori Sardi). Lei dovrebbe fare la terza persona qui, non la difesa d'ufficio di nessuno, ha capito? Gliel'ho detto anche altre volte: faccia non la difesa d'ufficio ma sia la terzietà in quest'Aula!
PRESIDENTE. Io non faccio difese d'ufficio ma (…), e rifletta sulle cose che dice!
DEDONI (Riformatori Sardi). So bene quello che ho detto e lei ascolti quello che dicono altri, e permetta che venga portato a compimento un dibattito.
PRESIDENTE. E' già finito il suo tempo.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Diana. Ne ha facoltà.
DIANA MARIO (Sardegna Domani). A me pare che il clima sia quanto meno surreale, io ho perso le elezioni ad Oristano ma spero di non essere contaminato. Cerco di mantenere la mia serenità e la mia tranquillità, evidentemente non è così per tutti perché se è vero che siamo qui per discutere delle mozioni, una delle quali, lo dico molto chiaramente ai colleghi del centrosinistra ai quali non ci accomuna ideologicamente nulla per quanto mi riguarda, mi sarei aspettato che stamattina il presidente Cappellacci chiedesse la parola in apertura e comunicasse lui la rinuncia del dottor Lorefice a ricoprire un incarico così importante e prestigioso - spero perché magari da qui al termine della legislatura potremmo anche discutere forse se quell'incarico era così prestigioso e così importante - ma non è questo che mi interessa oggi, mi interessa che io, se fossi stato uno dei firmatari, avrei ritirato quella mozione e avrei concentrato probabilmente i ragionamenti della giornata odierna su altri argomenti, certamente molto ma molto più importanti e che interessano molto di più la gente di Sardegna. Così non è stato, così come non è stato che il presidente Soru abbia forse non ben compreso ciò che è accaduto. Io capisco che il presidente Soru non abbia a cuore lo scioglimento del Consiglio regionale, è un momento un po' particolare e forse non si sente pronto per cui ci sta un attimino attento, fino al punto quasi quasi di venire in soccorso, ma in soccorso di che cosa? I numeri li conosciamo tutti quanti: non esiste nessun rischio, non c'è la possibilità che qua si stia votando lo scioglimento del Consiglio regionale, volti rilassati, tutti sereni e tranquilli, non ci sono problemi, il Presidente è qua, anzi ci ha fatto anche un regalo perché è venuto due giorni prima della data annunciata, più di questo credo che oggi non si potesse ottenere. Io invece dico che ciò che è mancato oggi, non solo oggi a dire la verità, è un'idea di Sardegna: Lorefice non rappresenta solo una nomina sbagliata, è un modo sbagliato di voler amministrare, questo sì, lo hanno riconosciuto tutti peranco i Riformatori che nel merito avrebbero avuto qualcosa da dire prima, qui i referendari. La vertenza entrate, i pastori, i trasporti, i referendum anticasta, il nucleare, il Presidente non ha fatto altro che cavalcare l'antipolitica, la demagogia e il populismo e alla fine non trova di meglio che optare per il più bieco nepotismo. Questo è classico nepotismo. Questo per smascherare la totale assenza di programmazione e di idee, unita alla costante volontà di scaricare sul Consiglio i mali della Sardegna. Beh, che questo Consiglio abbia anche le sue colpe credo che possiamo riconoscerlo tutti quanti e guai a chi non riconosce le proprie responsabilità e io sono il primo a riconoscere le mie.
Potremo fare l'elenco dei fallimenti che purtroppo ha collezionato, delle arroganze, delle prevaricazioni, dell'invito al suo Capogruppo a dimettersi offrendo in cambio la Presidenza della terza Commissione. Un leader non fa mai queste cose. Un leader fa altre cose. Ma preoccupano di più quelle che potrebbero venire in futuro, perché se è vero che si può sempre fare di più è altrettanto vero che al peggio può non esserci fine. Lei, Presidente, è troppo arrogante e presuntuoso per rendersi conto di tutto ciò, ma basta, lo dico, guardare le facce dei suoi assessori, tutte persone degnissime che godono della mia spero immutata amicizia e del massimo rispetto che gli si può dare, per capire dove si annida il primo vero male della Sardegna. Trattati come scolaretti e obbligati sotto chissà quale minaccia a non presentarsi davanti a questo Consiglio e a diventare bersaglio delle critiche non solo le nostre ma di tutta la Sardegna. E' questo che vuole questo Consiglio regionale, io spero che non sia neanche questo che vuole il presidente Cappellacci, purtroppo evidentemente non ha la capacità di farci capire cose diverse, perché io solo questo ho capito fino adesso. E' una situazione, colleghi, per la quale, mi rivolgo ai colleghi del centrosinistra, quando si vogliono affondare i colpi o lo si fa o non ci si nasconde. Se c'è il vero intendimento di mandare a casa il presidente Cappellacci sfidatelo il presidente Cappellacci e presentate la mozione di sfiducia. State attenti però, perché dovete essere certi di aver i numeri perché altrimenti diventa l'ennesima propaganda bugiarda che non serve a niente.
Allora a me si può accusare di tutto, so quali sono le critiche che circolano, approfitto della situazione per fare i complimenti al collega Pittalis, so essere stato per acclamazione nominato Capogruppo del Popolo della Libertà. Gli faccio i complimenti, spero che abbia la stessa pazienza, ne dubito. Perché di pazienza ce ne vuole veramente tanta E soprattutto ci vuole voglia, ci vuole impegno, non basta che il Presidente della Regione venga un Giorno in consiglio e determini la quiete, la pace e il Capogruppo del P.d.L. Non può funzionare così.
I partiti hanno smesso di avere un ruolo? Forse è colpa nostra anche questa, c'è troppa gente che sta pensando di rioccupare la poltrona che ha avuto fino ad adesso e di tutto si preoccupa fuorché del proprio partito. E quindi i partiti vivono da quelle stagioni tragiche, onorevole Salis. Io non credo che Grillo faccia presa in Sardegna, non ha fatto presa neanche in questa circostanza se vogliamo; e non mi spaventa Grillo, mi interessano quelli che non parlano, quelli mi preoccupano. Perché il silenzio è il peggior nemico della politica, non bisogna aver paura. E il presidente Soru che di parola ne ha tanta, mi fa specie non sia presente in questa aula, si faccia l'esame di coscienza perché lui certamente dalla sua parte avevo una cosa, gliel'ho riconosciuto l'ultimo giorno che sono intervenuto in questa aula con lui Presidente quando ho detto che la sua maggioranza non lo meritava come Presidente, lo ribadisco adesso: quella maggioranza di allora non meritavo un Presidente come Soru. Dico in questa circostanza ai colleghi del P.d.L. e a nessun altro che non meritano questo Presidente della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Grazie Presidente, il clima non è male, il clima è quello al quale in altri momenti qualcuno ci ha abituato, quello della strategia dell'incasso. Credo che sia superato dopo 3 anni di legislatura chi ancora spera di incassare qualcosa si arrenda. E agli amici dell'opposizione non potrei certo essere io a suggerirvi come si fa l'opposizione. E' il vostro compito, fatte come ritenete più giusto e alla maggioranza dico il contrario, che la maggioranza si deve preoccupare di ciò che in questi 3 anni è accaduto e sta accadendo.
Guardate, il partito nel quale milito ha oltre 90 anni di vita ha vissuto esperienze diverse difficili, accompagnate da scissioni, da incomprensioni ma essere in vita dopo oltre novant'anni ha un significato. Dopo aver visto scomparire tutti i simboli della politica della prima Repubblica e anche della seconda, mantenere il simbolo che abbiamo noi inalterato credo che abbia un significato forte e quindi ci sono radici che ci consentono di superare difficoltà e queste difficoltà quasi quasi siamo anche abituati. Guardate, nelle nostre alleanze qualcuno, alleanze di carattere programmatico, ogni tanto pensa che questo partito si è venduto, che questo partito si può comprare. Poi però strada facendo si rende conto che non abbiamo venduto niente, che non possiamo essere comprati e che la libertà di critica nelle cose che non condividiamo non può essere messa da parte e non potremo mai rinunciarvi anche stando in maggioranza, l'abbiamo sempre fatto e lo stiamo facendo in questa legislatura che quando le leggi non ci piacciono, quando il sistema del metro cubo a 300 metri non ci piace lo manifestiamo col voto, quando una determinata legge, vedi quella sul golf, non ci piace lo manifestiamo col voto, siamo abituati così.
Ma credo che in questa maggioranza il Partito Sardo abbia portato un grande contributo certamente non facendosi imbrigliare e allora con assoluta chiarezza ci diciamo che dopo la fase referendaria vissuta male e in modo inopportuno, il risultato è quello che i sardi ci hanno sottoposto e a quel risultato ci dobbiamo abituare tutti quanti: chi era d'accordo, chi faceva la finta e chi non era d'accordo in parte. Oggi quel risultato, che è davanti agli occhi di tutti, deve essere portato all'incasso dentro questa aula quanto prima, non facendo presupposti di chi fa proposte di legge o aspetta i disegni di legge della Giunta che non arrivano. Guardate, non ci possono essere incomprensioni e allora noi diciamo che l'attuazione di quei punti deve iniziare dalla prima legge utile, idonea che entra in questa aula senza remore, senza infingimenti perché non saremmo arrivati al punto in cui siamo.
Guardate, noi non abbiamo partecipato a due tornate di riunione di maggioranza, non abbiamo partecipato per il semplice motivo che quella nomina non l'abbiamo condivisa, sapevamo benissimo in che situazione si trovava la persona, e debbo dire che, meno male, ieri ha firmato le dimissioni, perché io mi sto immaginando cosa sarebbe accaduto in quest'aula oggi alla luce di una situazione che noi avremmo portato a conoscenza della stessa Aula. Mi sto immaginando questo scenario, per capire cosa abbiamo rischiato, a che cosa stavamo andando incontro. Io credo che queste non siano più cose sopportabili, né tantomeno condivisibili. Questa maggioranza deve quanto meno cercare di fare un minimo di analisi, si è riunita una volta in tre anni, uso termini calcistici visto che in televisione in questo periodo sono di moda, ma una maggioranza che si riunisce una volta, una squadra che si ritrova una volta, dove nello spogliatoio non c'è volontà comune, dove si scende in campo e non c'è un minimo di regia e di coordinamento, dove in panchina a volte si siede chi in sostituzione non ne capisce niente, può stare seduto da altre parti tranne lì. Mi chiedo, tutto questo sommato porta a che cosa? A un passaggio continuo, quasi una transumanza, prima del tempo al quale eravamo abituati, perché in ogni fine legislatura c'è qualche movimento, è comprensibile, è fisiologico, qua i movimenti si stanno iniziando da troppo tempo, i tempi sono ancora lunghi, il danno non è di poco conto, e non ci possiamo neanche permettere il lusso di far finta di niente, la maggioranza per le responsabilità che ha, l'opposizione perché non può stare a guardare uno scenario come questo nel più assoluto silenzio. Questa fuga che è in corso io credo che meriti un'attenzione. In altri tempi, qualcuno certamente con maggiore esperienza di me mi ha insegnato che in queste fasi necessariamente ci si ferma e ci si guarda in faccia facendo una verifica di carattere politico e programmatico, perché se non ci dovesse essere questa, se il tutto dovesse scivolare stasera con un ordine del giorno, con un voto unitario e pensare che domani la cosa possa continuare indisturbata, significa girarsi dalla parte sbagliata, significa far finta di niente, significa non assumersi le responsabilità che abbiamo comunque nel rispetto dei ruoli, ognuno di noi. Questo credo che sia doveroso, perché noi abbiamo fatto un'alleanza di carattere programmatico, Presidente, abbiamo fissato quei tredici punti, non era un accordo così, tanto per dire che si doveva fare ed era necessario. In quei punti c'è buona parte della nostra storia, e avere l'ambizione di realizzarli, se non tutti, in buona parte, credo che resti nell'animo di tutti i Sardisti. Allora, su quei punti a questa maggioranza noi chiediamo se c'è la volontà di fissare anche la tempistica, perché siamo arrivati agli sgoccioli, perché abbiamo il sacrosanto dovere, oltre che diritto, di capire che fuori da questo Palazzo, e lo ripeto per l'ennesima volta, vige una disperazione sconosciuta, nella quale ancora molti di noi non sono riusciti ad immergersi per capirne la portata. E' ora di uscire dal guscio, è ora di capire che la gente sta chiedendo a gran voce risposte da una politica, e la politica è quella che tutti qua rappresentiamo, maggioranza e opposizione, e di ogni erba un fascio purtroppo si sta facendo, non se ne salva manco uno. Allora, su questo stabiliamo subito se ci sono convergenze per la parte riformista e quindi per le leggi necessarie, per le regole che devono essere diverse da quelle che sino a questo momento abbiamo utilizzato, da quelle elettorali, a quella che riguarda anche la nomina negli enti, perché questo la gente ci ha chiesto; a un discorso di assemblea costituente, che è la madre di tutte le riforme, e della quale ancora non volete sentirne parlare, ma della quale ne parleremo continuamente, anche stancandovi, anche stancandovi, perché preferirei trovarvi stanchi piuttosto che distratti e inoperosi. Noi questo vogliamo, questo è il progetto che ci mettiamo in mente, quello di fissare punti programmatici attuali rispetto alla volontà di chi sta fuori da questo Palazzo. Se noi avremo questa capacità, va bene, se no il Partito Sardo d'Azione credo che serenamente possa riprendere il suo percorso in solitudine.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Steri. Ne ha facoltà.
STERI (U.D.C.-FLI). Il discorso di oggi, che è centrato sulle due mozioni numero 184 e 186, e anche a seguito delle dimissioni del dottor Lorefice, si è ampliato e ogni interveniente ha ritenuto opportuno spostare l'intervento secondo una propria angolazione, così siamo passati dal parlare dei massimi sistemi al parlare del carbone della Carbosulcis. In effetti, questo dibattito subisce anche le conseguenze dell'errata impostazione che è stata fatta ab origine, nel caricare queste mozioni di significati che non avevano, del significato di mozione di sfiducia. Queste non sono una mozione di sfiducia tecnicamente, non lo sono neanche in base al contenuto, del resto abbiamo proprio in questa legislatura un precedente di una mozione con cui era stata rilevata l'illegittimità di una nomina, quella del dottor Mariani, e nessuno ha mai ritenuto o pensato di dare a quella mozione un significato di sfiducia. Quindi, impostazione sbagliata che ha comportato un'apertura del discorso che non è stata congruente con il punto di partenza. Però, tutte le discussioni svolte offrono lo spunto per fare una serie di precisazioni. In primo luogo, quello che devo dire è che noi dell'U.D.C. siamo diversi, siamo completamente diversi da tante voci che ho sentito in quest'aula, noi siamo coerenti, quando prendiamo un impegno questo impegno lo manteniamo, rappresentiamo all'interno della maggioranza, come ci hanno insegnato nel sistema democratico, tutta le nostre perplessità, e poi quando le nostre voci non sono raccolte andiamo avanti ovviamente in quanto non vengono lesi dei principi fondanti su cui noi ci basiamo, questo è il sistema democratico. Nel momento in cui dovessimo dire che non siamo d'accordo, noi ringraziamo e faremo altre scelte, però quando c'è un impegno, l'impegno si mantiene, si mantiene in maggioranza, si mantiene negli accordi con l'opposizione, si mantiene nei rapporti tra i partiti. E questo impegno di coerenza, anche in questi giorni, ci ha premiato fortemente con l'elettorato, che ha capito la nostra coerenza, che ha capito che senza alzare la voce noi poniamo problemi concreti, facciamo proposte concrete, abbiamo un ben preciso modello di Sardegna, e non prendiamo in giro gli elettori, perché quando ci sono problemi, come problemi c'erano sulle province, lo abbiamo detto chiaramente, precisando: "Vogliamo rispettare la volontà elettorale", attenzione che per una serie di errori di percorso iniziale ci sono tutte queste difficoltà da affrontare. Ecco, questo è il comportamento che noi chiediamo a tutte le forze, sia maggioranza che opposizione, opposizione che anche di recente ha dato atto del grande senso di responsabilità istituzionale che ha dimostrato quando abbiamo approvato la leggina sulle province, a questo comportamento noi continuiamo ad attenerci. Anche il caso specifico di dottor Lorefice, noi abbiamo preso atto delle designazioni, non condividiamo una designazione, però non è una scelta nostra. Noi abbiamo un'enorme stima anche del predecessore di dottor Lorefice, Sergio Matzuzzi, il quale, come a tutti dovrebbe essere noto, ha risanato la Carbosulcis, e non, come è stato detto erroneamente, utilizzando fondi dati dalla Regione, risanandoli effettivamente ed eliminando una serie di sprechi. Gliene diamo atto, però abbiamo preso atto dalla situazione. Nomine: noi abbiamo sempre fatto nomine di altissimo livello. Insieme con la Carbosulcis è stato nominato il presidente dell'IGEA, Bista Zurru, ebbene noi andiamo orgogliosi di questo nome, una persona che ha dimostrato in tutta la sua carriera competenza, capacità e onestà, ma non c'è una nomina fatta su nostra indicazione che possa essere criticata per mancanza di capacità del soggetto da noi indicato. Noi seguiamo sempre questa linea, di scegliere all'interno delle nostre possibilità per il meglio e mettere persone, come peraltro anche in quest'Aula più volte c'è stato riconosciuto, di elevatissima professionalità. Questo chiediamo a tutti, ma di questo è ben conscia anche la maggioranza. Noi abbiamo presentato, con il numero 1, un ordine del giorno in cui abbiamo detto espressamente che per quanto riguarda le nomine va cambiato il sistema, sistema che non è imputabile a questa maggioranza, sistema imputabile nella precedente legislatura all'altra maggioranza, e così via andando. Sarebbe facilissimo per me parlare per un'ora e fare nomi di persone non particolarmente dotate designate in enti o in società ora dagli uni, ora dagli altri; non voglio fare polemica, non mi interessa fare polemica, voglio essere costruttivo. Questo sistema noi vogliamo abbandonarlo, abbiamo chiesto alla Giunta di predisporre un codice deontologico che disciplini le nomine, e abbiamo chiesto alla Giunta di verificare tutte le nomine che sono state effettuate, quelle nella nostra responsabilità, ovviamente, e questo senza voler nasconderci dietro paraventi politici, con coraggio abbiamo sostenuto che c'è la necessità di fare tutti questi adempimenti. E ugualmente abbiamo ribadito che la volontà referendaria debba essere rispettata. I consigli d'amministrazione vanno aboliti, ove possibile, perché sappiamo tutti benissimo che in talune ipotesi questo non può essere fatto, ma abolire il consiglio di amministrazione di un ente non è cosa facile, signori, perché non è che prendo un pennarello e cancello. L'ente è organizzato in funzione della presenza del consiglio di amministrazione e del Direttore generale, come io abolisco il consiglio di amministrazione devo riorganizzare la struttura decisionale dell'ente, salvo che non vogliamo prenderci in giro e dire: "Ho cancellato il consiglio di amministrazione, ho rispettato il referendum", però così non lo rispetto, perché il referendum, se effettivamente la volontà del referendum è cancellare i consigli di amministrazione, in effetti mi stanno dicendo: "Noi vogliamo che quell'ente sia produttivo e non sia solo una spendita inutile di somme"; fare questo vuol dire riorganizzare seriamente gli enti. Se lo vogliamo fare, noi siamo disponibili, così come siamo disponibili a fare tutte le riforme. Dal primo giorno noi l'abbiamo proposto; abbiamo presentato, come terzo polo, con Roberto Capelli e altri colleghi, un disegno di legge che per primo proponeva la soppressione dei consigli di amministrazione. Abbiamo chiesto all'Aula l'iscrizione all'ordine del giorno urgente, e l'Aula ci ha detto di no. Quindi, come vedete il nostro comportamento, anche in questo caso, è perfettamente coerente con quello che noi abbiamo sempre sostenuto e con quello che noi abbiamo portato avanti, e questo viene ribadito anche nell'ordine del giorno. Sicuramente vanno fatte tutte le altre riforme; va fatta la riforma delle province con urgenza, va fatta la riforma della legge elettorale e così via. Ma signori, attenzione, fare riforme non vuol dire risolvere i problemi, il fallimento di Segni dopo il 93-94 ce lo insegna; fare le riforme vuol dire solo creare i presupposti per ben operare, per fare. Ecco, il motivo per cui noi manteniamo la nostra presenza in Giunta è questo. Noi abbiamo posto l'esigenza di realizzare una serie di punti programmatici, neanche a noi ci interessa il metro cubo nei 300 metri, non ci interessa giocare a golf, a cricket o a qualche altra cosa, ci interessa fare dei provvedimenti legislativi che consentano lo sviluppo della Sardegna. Su questo noi incalzeremo pesantemente la Giunta. E non ci basta che vengano fatte norme di legge, vogliamo anche che vengano attuate. Quello che è successo nel campo dell'agricoltura è di tutta evidenza; non ce l'ho con l'amico Cherchi che l'altro giorno ha equivocato una mia intervista, mi riferisco alla gestione dei primi due anni. Signori, qua si parla di qualcuno che ha il coraggio di dare dello "sciupone" ad altre persone, e meglio farebbe a vedere quello che ha fatto, e lo dico avendo degli atti sul tavolo che, sinceramente, non avrei mai voluto leggere da parte di un amministratore della Regione Sardegna. Sicuramente queste cose non le fanno i nostri Assessori. Ecco noi, con semplicità, con coerenza, con delle idee siamo pronti a lavorare, senza ricorrere a false pubblicità, senza ricorrere a offese nei confronti di nessuno. Se questa maggioranza è in grado di fare questo, noi sosteniamo la maggioranza.
PITTALIS (P.d.L.). Intanto io non voglio assolutamente sminuire il significato delle due mozioni, rientra nelle prerogative dell'opposizione anche se, per la verità, a mio avviso si sta facendo un uso forse abnorme di questo strumento, nel senso che questo Consiglio ormai, nella stragrande maggioranza dei casi, è impegnato a discutere mozioni. Ben vengano quando portano ad un qualche risultato utile e produttivo, ma mi pare che in questo caso la strumentalità e l'inconsistenza anche del tema che è stato portato all'attenzione dell'Aula abbia fatto, ancora una volta, perdere, a mio avviso, punti alla politica, anzi, e lo dico senza retorica, mi pare che il confronto politico per le cose che abbiamo sentito questa mattina e questo pomeriggio rappresenti un esempio negativo per l'immagine della politica. E poi ci lamentiamo del tasso di sfiducia verso i partiti che oramai è a livello patologico; ma ce lo siamo chiesti? E badate, ciascuno, pur nei ruoli di maggioranza e di opposizione, dovrebbe chiederselo, perché non si può far finta che nulla succeda fuori da questo Palazzo, e oggi abbiamo avuto la rappresentazione di come si possa equivocare con una Istituzione prestigiosa come il Consiglio regionale, e farlo diventare un teatrino della politica, un teatrino dove è necessario ad un antagonista contrapporre un protagonista, dove è assolutamente necessario consumare un dramma shakespeariano perché questo è il gioco delle parti, questo è il confronto al quale l'opposizione ci ha abituati. E allora, io davvero vorrei che il confronto potesse vertere su temi che forse interessano di più chi è fuori da quest'Aula e uscire dalla logica dei giochetti di Palazzo, che forse possono soddisfare le mire o le ire, se non anche i livori personali di chi ben ha saputo armare la mano di qualcuno per creare il "casus belli". Io ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Soru per una parte, e non posso che essere d'accordo con lui. Come si fa, colleghi, a convocare un Consiglio regionale, un'Assemblea, a sprecare risorse pubbliche alla vigilia di una competizione elettorale quali sono le amministrative in Sardegna? Come si fa, colleghi, di fronte a una richiesta serena, legittima del Presidente della Giunta regionale, che ha motivato l'impossibilità di poter essere presente nei giorni fissati, per impegni assunti presso il Ministero che si occupa di ammortizzatori sociali. Badate, caro onorevole Uras, non è andato a fare una gitarella a Roma, è andato per parlare di ammortizzatori sociali. Come si fa a non accogliere una richiesta serena, legittima, giustificata di un impegno istituzionale e fare un caos sulla stampa, in quest'aula, con una irrituale, mi consenta anche lei Presidente del Consiglio, che deve essere necessariamente terza, deve necessariamente assumere un ruolo che non può essere quello di scendere nell'agone politico, lo faccia ma si dimetta se lei vuole scendere nell'agone politico per assumere le parti di questa o di quella parte politica. Glielo diciamo con serenità: nessuno le impedisce di fare politica, di parteggiare per questa o quell'altra parte, ma non se lo può permettere nel ruolo di alta magistratura che lei assolve e deve assolvere da quello scranno.
E allora se dobbiamo riportare il confronto serenamente sulle questioni, anche entrando nel merito di questa mozione, io non mi sottraggo. Qual è il crimine commesso dal Presidente della Giunta regionale? Quello di avere assecondato un esito referendario che sin dalla prima nomina avuta a disposizione gli consentiva di cancellare un consiglio di amministrazione? Veramente è un non senso, un controsenso. Si è equivocato perché si è nominato un giovane? Di chi stiamo parlando? Di qualche delinquente, di qualche ladro, di qualche persona impresentabile? Di chi stiamo parlando? Stiamo parlando di un giovane, di un giovane come il sindaco di Cagliari, come la Romina Congera, onorevole Uras, si ricorda? Altro che Carbosulcis, l'avete messa a gestire un Assessorato come quello del lavoro, dell'agenzia del lavoro, di tutto il complesso meccanismo che presiede alle politiche attive del lavoro, non ci ha destato scandalo. Ci ha destato scandalo sa che cosa? L'inconcludenza di quell'azione di governo perché è stato, quello sì, un fallimento, ma non perché fosse giovane, anzi abbiamo salutato favorevolmente proprio la nomina di una giovane perché riteniamo che alle parole debbano seguire i fatti. Spesso facciamo appello alle nomine dei giovani, fare spazio ai giovani, bisogna che i giovani abbiano le opportunità e quando qualcuno ci prova, anziché giudicarlo sul risultato, sugli effetti di una gestione, lo si giudica aprioristicamente perché si ritiene che non abbia esperienza. Giovani della Sardegna, ricordatevi che con questo sistema, con il sistema che promuove la sinistra in Sardegna, giovani non ce ne saranno salvo che non abbiano forse la vostra tessera di partito e di appartenenza in tasca.
Onorevole Diana, a me dispiace seriamente, e mi dispiace che il tempo passi, rivolgendomi all'onorevole Giampaolo Diana, noi non abbiamo mai demonizzato nessuno, mai demonizzato gli esponenti della sinistra coinvolti in inchieste giudiziarie; siamo stati sempre garantisti, come lo stiamo oggi lo siamo stati ieri e lo saremo domani, indistintamente nei confronti di tutti e non a fasi alterne e a questo canone di correttezza, mi consenta, io la richiamo perché non è possibile davvero (…) il dibattito trasformando questo Consiglio in un'aula giudiziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (P.D.). Presidente, come spesso accade la professione dell'onorevole Pittalis lo porta a manipolare la realtà con la stessa duttilità che porta un bambino a forgiare la plastilina, però la realtà è realtà e noi ci dobbiamo attenere ai fatti cominciando dalla sua preoccupazione sull'immagine della politica. L'immagine della politica non è più comandata dalle parole, dalle inutili parole che spesso vengono usate qua dentro, ma purtroppo è determinata dai fatti e allora questo Presidente che da tre anni ci propina la giustificazione delle sue inconcludenze come la quotidiana lotta sua contro le criticità… ultimamente è arrivato Barca, gli ha detto: "Se non mettete a posto le cose non vedete i soldi" e lui di rimando: "Ma abbiamo una criticità, la dobbiamo superare", cioè non siamo mai in regola, abbiamo sempre e solo criticità, però io vorrei usare la realtà per mettere a posto le cose. Noi abbiamo presentato dalle mozioni dove, colleghi, l'elemento rilevatore del problema non è il numero 28, l'età dell'eletto alla Carbosulcis, è il 35. E che cos'è il 35? E' la percentuale di consenso congressuale preso da quel signore a favore di una componente del partito del Presidente. E' l'elemento rilevatore perché spiega come vengono usati i poteri pubblici in relazione agli affari interni e particolari dei partiti. E' questo l'elemento degeneratore, l'elemento grave, l'elemento che fa di quel gesto un elemento insopportabile. Perché, volete dire a noi, lo sappiamo, le scelte della politica sono scelte fiduciarie e devono avere una certa discrezionalità, ma non si può avere fiducia nella sprovvedutezza e nell'incompetenza, c'è un limite - c'è un limite! - e quindi questo limite è stato travalicato. Poi vi riunite e si sentono delle cose surreali. Badate, io credo di dire la cosa più semplice che si può registrare alla fine di una giornata come oggi. L'opposizione, quella vera, perché ci sono anche altre opposizioni che si stanno formando, quella che partì dalle elezioni 27 a 53, dopo tre anni può registrare un lusinghiero successo perché oggi si è data dimostrazione della situazione diversa dall'origine che si è creata, dove i problemi ce li avete voi fino al collo! Non riuscite a risolvere un problema, avete dentro di voi opposizioni, gente che se ne va… gente che viene è difficile, gente che va, gente che si perde. Confondete il dovere della programmazione con le azioni demolitorie e i Riformatori, che hanno confuso il dovere di governare che gli compete con una sorta di diritto di tribuna che non hanno, ci incitano a fare le leggi per tempo. Ma a chi? Ma non siete stati eletti per farle voi? Mica vi hanno detto di usare il mandato per produrre con i referendum un surrogato dei vostri doveri, mi pare di no. Vi hanno detto: "Governate" e invece con i referendum si fanno i surrogati dei propri doveri. E' questo di cui dovete rispondere davanti ai cittadini, e un Presidente che accetta il fallimento per inseguire quel surrogato. Questo è il dato di fatto di una politica che ha finito un ciclo. Badate, io penso questo: il problema non è più il Presidente, per me ma credo anche per noi, è che il Presidente la sua è ormai una patologia irreversibile, lo dite voi nei corridoi a noi, è inutile che lo ripeta io a lui. Poi non avete il coraggio di dirglielo in faccia, ma ce lo dite anche a noi: la sua è una condizione irreversibile, ha perso il controllo della realtà, non ha combinato niente, vi dice che il vostro programma sarebbe quello di rilanciare niente poco di meno l'esito referendario, addirittura, e la riforma del PPR e del piano sanitario regionale. Ma voi pensate che questi siano tempi nei quali voi potete fare queste cose, con questo clima, con la gente affamata, con la gente disperata, con la gente che si ammazza? Pensate davvero? Io credo che chi fa politica debba avere un requisito: mantenere la quota della sua sensibilità al proprio posto, ma voi non avete neanche più questo perché non vi rendete più conto di qual è il rapporto con la realtà, con i bisogni, per noi è fin troppo facile dire anche a una parte, a una parte della vostra maggioranza. Ho sentito stamattina qualcosa di questo tipo: non possiamo fare altro perché dall'altra parte non siete pronti. Vorrei dire una parola su questo. Noi aspettiamo i cicli democratici, ma se qualcuno pensa di fare il gioco del pendolo pensando che al momento opportuno si può spostare senza dimostrare qual è il limite del fallimento dell'impegno che ha assunto davanti agli elettori e di saperlo interrompere, non c'è pendolo che funziona. E non è che da questa parte non siamo pronti, da questa parte siamo pronti a vedere gente che stia su un terreno neutro a costruire l'alternativa, non su un terreno nel quale tiene un piede in due staffe per prendere quello che c'è da prendere e per ammiccare quello che c'è da ammiccare. Il dovere di servire i cittadini sardi è una cosa troppo seria per poter tollerare ancora questi comportamenti e questi equivoci. E' tempo di finirla, questa legislatura restituita alla volontà dei cittadini è un segno di responsabilità che probabilmente ci potrà salvare perché io non penso che la prossima legislatura sarà una legislatura, potrà essere una legislatura di ordinaria alternanza, ci vuole una lungimiranza più reale, più concreta, nessuno può fare niente più da solo, la politica sta fallendo perché ha mancato il suo obiettivo di coesione sociale, di coesione politica tra forze diverse che non possono invocare tra di loro neo ideologie che non esistono più nel codice di lettura che hanno i cittadini! E allora è bene uscire allo scoperto e se c'è un dato di fallimento del presidenzialismo di cui discutiamo in Commissione, è quello che esprime il vostro Presidente al quale non interessa affatto la coesione. Noi abbiamo bisogno non di rinunciare alla prospettiva presidenzialista, ma di costruire un presidenzialismo virtuoso che è quello che viene definito presidenzialismo cooperativo e collegiale dove scelte come quella che ha fatto in solitudine e in prepotenza rispetto alla sua maggioranza vanno solidarizzate per far fronte a dei filtri che impediscano di fare gli errori che si sono fatti, ma chiedono anche alle forze politiche di non usare la spartizione del potere come ragione della propria esistenza, come state facendo voi. A me non importa nulla che ci siano nomine migliori di altre quando nella geografia di questa maggioranza le nomine sono il frutto di un equilibrio di poteri. Perché noi possiamo aver sbagliato, ma una cosa ve la posso dire, perché ero un po' dentro quel sistema, alcune nomine avevano preventivamente uno scopo, un obiettivo da raggiungere e rispetto a quello scopo qualche nomina è anche saltata in corso d'opera proprio perché non ha raggiunto quegli obiettivi. Per cui anche le funzioni di nomina e i poteri devono essere sempre al servizio della gente non contro la gente. E voi avete fallito nonostante le cose che dite, noi sappiamo che la nostra posizione di opposizione 27 a 53 fa il calcolo delle possibilità di una mozione di sfiducia, ma la sfiducia che oggi abbiamo registrato è una sfiducia che parte da dentro la maggioranza e per noi è un grandissimo risultato quello di averla fatta emergere, di averla notificata davanti a tutti i sardi e che è un'opposizione che si somma alla nostra ma che non sarà mai uguale alla nostra perché noi abbiamo un progetto, l'abbiamo dimostrato, voi avete ancora oggi difficoltà a individuare che cosa sia ciò che...
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.
CAPPELLACCI (P.d.L.), Presidente della Regione. Come sempre quando partecipo ai lavori di quest'Aula ascolto con attenzione, cerco di capire, di cogliere gli spunti positivi e stavolta ho cercato anche di convincermi di aver mal compreso dei passaggi precedenti, quindi l'ho fatto con uno spirito veramente costruttivo e propositivo. Ma devo dire purtroppo che quando poi faccio la sintesi, provo a selezionare quello che ho raccolto, quello che ho colto, quello che emerge, il raccolto è fatto di ipocrisia, di bugie, di mistificazione della realtà. E mi dispiace doverlo ripetere, dover confermare affermazioni che hanno suscitato le ire di improvvisati e sedicenti autorevoli censori rispetto a delle affermazioni del sottoscritto. Vorrei riprendere alcune delle cose che sono state dette, vorrei riprendere anche alcuni dei passaggi dei giorni scorsi per affermare un principio o una considerazione molto banale: le bugie di cui quest'Aula spesso è costretta a nutrirsi perché evidentemente qualcuno le propina quotidianamente. Prima di tutto l'assenza della Giunta al dibattito della scorsa settimana. E' stato detto, lo voglio sottolineare, la Giunta non ha mai negato la propria disponibilità a partecipare a questo dibattito, come vedete siamo qua, e siamo qua, sono qua nel primo giorno utile in cui, come dire, è stato possibile impegni permettendo. La ragione della richiesta di rinvio era assolutamente condivisibile io credo ma reale, concreta, era un tema importante che non poteva vedere, mi fa piacere che sia stato detto in particolare dai banchi dell'opposizione che sarebbe stato grave che la Giunta mancasse a degli appuntamenti romani, allora ho chiesto molto educatamente, molto pacatamente di poter far slittare il dibattito alla settimana successiva; perché? E perché la Giunta non si è presentata? Perché desideravo essere direttamente presente in aula, cioè desideravo assicurare quella condizione che è stata spesso invocata e sulla quale si è spesso parlato e sparlato a proposito e a sproposito dicendo che il Presidente non vuole partecipare ai lavori di quest'Aula. In questo caso chiedevo di poter partecipare direttamente e quindi non essendo possibile nella giornata di giovedì, non essendo possibile nella giornata di venerdì, chiedevo: spostatela alla settimana successiva. Ho dato la data del 14 come ipotesi, ma sono qua oggi 12 perché il Consiglio è stato fissato per oggi e io potevo organizzarmi l'agenda per essere presente oggi. Da Roma ho usato dei termini che qualcuno, forse anche in un eccesso di considerazione di se stesso, ha ritenuto di riferire al Consiglio quasi che le persone alle quali erano rivolte le mie affermazioni rappresentassero il Consiglio, forse rappresentano parti del Consiglio, rappresentano se stesse, sono componenti importanti, il Consiglio è dato da tutte le componenti, questa è un'istituzione nella sua completezza ma è un'istituzione, un qualcosa che va al di là delle singole persone, è anche un simbolo di qualche cosa di importante. Ed io l'ho detto sin dal primo momento perché questo è il comunicato, l'agenzia che riporta il mio comunicato, ho detto che avevo grande rispetto per questa sede istituzionale, ero dispiaciuto che mi giungessero notizie di affermazioni che erano più adatte a pollai e cortili. E quindi mi riferivo ad affermazioni di taluni, e credo che nel diritto di critica anche possa permettermi di fare degli apprezzamenti rispetto a singole affermazioni. Non è nella mia testa, non lo è mai stata, l'idea di dare a questo Consiglio del pollaio, ne faccio parte, ne fate parte tutti, ho grande rispetto per l'istituzione. E veramente invito chiunque voglia travisare i fatti, facendomi dire delle cose che non ho detto, ad astenersi dal dire cose del genere, non l'ho mai detto, semmai ho detto, e lo confermo, che talvolta le cose che sento da parte di taluni sono più adatte al pollaio. Ma forse, considerato quello che sta succedendo, avrei dovuto riferirmi non tanto ai polli, ma magari ai caponi, perché rende più l'idea di quello che è l'utilizzo strumentale di determinati momenti, anche di determinati luoghi e di determinati ruoli. Un utilizzo strumentale che mi dispiace dirlo vede questo Consiglio ancora una volta impegnato, con impegno anche ingente di risorse pubbliche, a discutere di mozioni sul niente peraltro, perché oggi stiamo discutendo di una cosa che non esiste più, quindi stiamo discutendo del niente, e dimenticare che invece ci sono appuntamenti importanti, abbiamo responsabilità. C'è un ruolo che prima di tutto, e credo sia quello primario, principale di questo Consiglio, che è quello del legislatore, che ci aspetta, che aspetta che arrivino una serie di risultati, e che forse meriterebbe maggiore come dire attenzione e maggior impegno. Allora siamo qua a discutere invece in questo momento difficile, in un momento in cui all'esterno credo i sardi e la società abbia una visione probabilmente sbagliata, probabilmente esagerata, ma certamente critica della politica, del contributo della politica allo sviluppo della società, siamo qua a discutere nel merito di una nomina, e a mettere in campo quella strumentalità, e mi dispiace dirlo, attraverso un atteggiamento di taluni, un atteggiamento dell'opposizione, che diventa strumento forse anche di qualcun altro, forse si presta consapevolmente o inconsapevolmente ad azioni di piccolo cabotaggio maturate qua e là, così, che non hanno niente a che vedere con l'interesse generale, non hanno niente a che vedere con il bene comune. Forse quello che brucia è il fatto che si tenti con una nomina di affermare un principio che è prima di tutto quello di andare in linea con il referendum ed eliminare un consiglio di amministrazione, si poteva fare e l'abbiamo fatto, in Igea abbiamo già dato l'impulso, ed è già stata convocata l'assemblea straordinaria che deve modificare lo statuto per poter andare verso un amministratore unico, abbiamo fatto qualche cosa che forse avremmo potuto e dovuto fare prima, ma lo abbiamo fatto raccogliendo l'invito dei sardi a farlo. Forse ha dato fastidio nel merito una nomina che ha rotto qualche equilibrio, probabilmente ha dato fastidio a qualcuno. Forse quando si parla di poteri forti, politicamente o economicamente parlando, bisogna riflettere anche su quello che si scatena dopo, forse alcune nomine non sono esattamente coincidenti con l'interesse generale, esistono le nomine che sono forse coraggiose, magari che sono anche delle sfide, esistono le nomine di scopo che servono magari ad ottenere qualche risultato, a raggiungere qualche risultato, poi vedremo se è un risultato di bene comune, d'interesse generale, oppure no. Nel caso specifico si è puntato su un giovane. La nostra società in Europa è quella che ha un male grave, è quello di essere incapace di generare classe dirigente, è quello che ha un'età media che è la più alta in Europa nei vari luoghi, nei vari posti di responsabilità, dalla politica, al management, ai dirigenti bancari, ai vescovi, in qualunque settore della società la nostra Italia primeggia in termini di anzianità dei ruoli, dei rappresentanti, e si fa un tentativo per cambiare le cose. E risultato qual è? Un linciaggio pubblico di un giovane, che nessuna colpa ha se non quella di essere stato indicato, è che peraltro nell'ambito delle bugie che vengono richiamate si dice avrebbe detto che è stato indicato per un risultato congressuale.
Lo dice chi è stato nominato, lo dice alla stampa in un'intervista mai smentita, dice sostanzialmente che ciò che avrebbe indotto il Presidente della Regione a nominarlo è la stima perché ha preso il 30 per cento in un congresso. Questo è quello che viene riportato in un intervento.
Questa è l'intervista del signore, che dice esattamente: "Non sono un lottizzato politico. La mia nomina ad amministratore della Carbosulcis non c'entra niente con gli equilibri interni del P.d.L., né con la Giunta di Iglesias, né con l'esecutivo regionale, non è ricompensa per essere stato candidato come coordinatore del P.d.L.". Vorrei sapere dove sta scritto quello che invece gli si vuole far affermare, che è stato nominato per questo.
Ma non importa adesso approfondire questi aspetti, perché torniamo dentro il solito problema della politica e del discorso del nulla, perché stiamo discutendo di una cosa che non esiste. Proviamo invece a fare un esercizio? Io faccio una proposta, la faccio anche in termini di sfida a tutti, ma è una sfida costruttiva, quelle che gli americani chiamano challenge, qualche cosa di positivo. Allora la sfida è, troviamoci in questa'Aula per parlare non di nomine, ma del futuro della Carbosulcis, troviamoci per parlare del piano di sviluppo del Sulcis, troviamoci per parlare della strategia energetica, troviamoci per parlare, organizziamo un incontro per parlare di queste cose, e così ci sarà forse più tempo per fare ipotesi e proposte concrete, potremo raccontare ancora meglio che cos'è il progetto integrato carbone-centrale con stoccaggio di anidride carbonica, potremo raccontare come è formato quel progetto, potremo farvi capire qual è il contributo che a quel progetto danno la commissione che è stata nominata per legge, spiegarvi chi fa parte di quella commissione, come chi fa parte di quella commissione svolge un ruolo importante anche all'interno della società, chiarire qual è il contributo dell'assessorato, capire che cosa siamo riusciti a fare sul livello europeo, capire infine qual è la sfida, che è quella di riuscire a vincere una resistenza che esiste del Governo a far passare definitivamente quel progetto, e capire che forse dovrebbe esserci l'unica unità vera possibile, che ha un senso per i sardi e per chi sta fuori da questa'Aula, che è quella di unire le forze sul raggiungimento degli obiettivi. Unire le forze per convincere il Governo, unire le forze per far affermare quelle che sono le strategie e le strade per arrivare a risultati concreti. Questa dovrebbe essere una discussione che impegna questo Consiglio regionale, oltre al ruolo di legislatore, questa è una discussione che potrebbe appassionare tutti, me compreso. Io sono pronto a farlo da domani, e l'auspicio, l'augurio, è che una volta tanto si possa finire di discutere di cose inutili, di discutere di cose che non esistono come stiamo facendo oggi, che si provi a fare un ragionamento diverso. E questo lo dico con grande tristezza, e nello stesso tempo col più grande rispetto di questa istituzione, come tale, e come simbolo, per quello che rappresenta, e per quello che veeramente di alto ha espresso nel tempo, nella storia, e che io spero possa tornare ad esprimere anche oggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Presidente, intanto quanto abbiamo dichiarato in merito all'offesa arrecata al Consiglio regionale non è per il Consiglio regionale nelle persone che lo compongono, ma per quello che essi rappresentano, perché rappresentano il popolo sardo, lo rappresentano complessivamente, prescindendo da maggioranze e minoranze. Un'offesa, badi, che io mi sarei aspettato, Presidente, che lei volesse in qualche misura superare dicendo: Sono stati commessi degli errori. Ho commesso degli errori, e come tutte le persone che commettono degli errori io chiedo scusa, ho commesso un grave errore a non essere presente, ma impegni altri mi portavano ad essere in altre sedi. Ma ho commesso anche l'errore di non inviare nessuno della Giunta, su tredici componenti tutti a Roma, tutti ad occuparsi della Regione dei sardi e della comunità? Incredibile! Non esiste nella storia! Qualcuno sarebbe potuto venire qua, per esempio il Presidente Floris, uomo di grande esperienza, per esempio l'assessore Zedda, competente per materia, partecipare ad una Conferenza dei Presidenti di gruppo, chiedere alle minoranze di soprassedere alla riunione del giorno, concordare una data diversa, nulla di tutto questo è stato fatto perché c'era un problema di far capire chi comanda. Poi altre questioni, io non so se sia vero, mi dicono che è vero, che lei avrebbe dichiarato che mentre era impegnato in sedi istituzionali a Roma giungevano notizie di affermazioni più adatte a pollai e cortili che ad una sede istituzionale di cui ho grande rispetto. Siccome quella mattina, Presidente, le minoranze prendendo atto dell'assenza della Giunta hanno aperto un dibattito e hanno partecipato a quel dibattito, che lei si riferisse ad altri era solo immaginabile da coloro che secondo lei l'avrebbero dovuto immaginare, certamente non da noi! Io le ho prese come un'offesa non personale ma come un'offesa a chi rappresento, in questo posto, per svolgere una funzione nell'interesse della mia comunità. Ed è nell'interesse della mia comunità avere - poi io ho un'intervista, gliela faccio avere in copia - avere le qualità migliori nei posti di maggiore responsabilità e quando si fanno nomine non può succedere quello che è successo in questa legislatura, forse è successo anche in altre legislature, forse è responsabile anche il centrosinistra, forse ha anche pagato un prezzo onorevole Pittalis per gli errori commessi nell'individuazione di persone che non erano forse all'altezza del compito gravoso che gli veniva affidato, però è mio dovere preciso sottolineare quanto sia pericoloso per la nostra amministrazione assegnare compiti difficilissimi senza passare attraverso una selezione, una comparazione delle competenze e delle esperienze professionali più elevate, non basta essere giovani! C'è una differenza, onorevole Pittalis, tra il sindaco di Cagliari che ha preso il 60 per cento dei voti in una consultazione elettorale alla quale si è presentato e un giovane di belle speranze, a cui io auguro tutto il bene del mondo, che invece è stato nominato all'interno di una Giunta regionale dove, guarda caso, non si facevano gli interessi dei sardi in quel momento. In quel momento si decideva di attribuire la competenza di amministrare una società mineraria di particolare complessità e la valenza anche finanziaria per quanto riguarda il bilancio della Regione ad una persona dalla quale non ci si poteva aspettare certo un contributo di ampissima esperienza nel campo.
Io non ho fatto nessun linciaggio, ho presentato una mozione Presidente che aveva a questo compito: chiedere a lei di riferire al Consiglio regionale sullo stato delle procedure di nomina; chiedere a lei di riferire sulle modalità di selezione dei candidati alle diverse cariche di amministrazione; chiedere, infine, che si inviassero alle competenti Commissioni, bilancio ed industria, la documentazione relativa alle procedure di selezione per la nomina agli incarichi di amministrazione. Perché? Perché, purtroppo, io lo so, lei non si vuole dare una risposta che è quella che invece bisogna darsi! Dopo tre anni che cosa abbiamo amministrato bene? AREA, che non fa le case, lascia marcire i soldi pubblici e non ripara neppure edifici fatiscenti delle aree urbane più in difficoltà, che vivono il maggiore disagio? Chi ha fatto bene Sardegna IT? Abbiamo una spesa improponibile di decine e decine di milioni di euro di sistemi informativi al quale non si può accedere mai, non possiamo accedere noi che saremo dei privilegiati, figuriamoci il cittadino!
Chi è che ha fatto bene in questa legislatura? Quali sono le funzioni, gli incarichi che non possono essere sottoposti a critica? Anche sotto il profilo economico, quanti soggetti chiamati a responsabilità nella gestione della cosa pubblica non attuano le leggi, anzi le violano sistematicamente e impunemente. Anche oggi ne abbiamo avuto esempi. Io penso che bisogna intervenire, lo dico al collega Dedoni, bisogna intervenire fuori dalla demagogia in cui molti sono bravissimi, la prima cosa che noi chiederemo, infatti, è che il primo provvedimento utile che approda in aula contenga norme stringenti sulla valutazione e sulle procedure di nomina degli amministratori e l'immediata revoca di tutte le nomine già fatte che non corrispondono a quelle procedure di selezione, perché la Regione sarda, la sua comunità, hanno diritto di avere il meglio e non di raccattare qualcosa in ogni angolo di sgabuzzino e di corrente politica al quale questa maggioranza si rifà.
PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Giampaolo Diana. Ne ha facoltà.
DIANA GIAMPAOLO (P.D.). Presidente Cappellacci, a mi dispiace che la seduta odierna sia stata causa della sua tristezza, immagini noi a sentirla accusare per dieci minuti quest'Aula di ipocrisia, di bugie, di falsificazioni della realtà, ha accusato questa aula di autoalimentarsi di queste bugie. Le chiedo, Presidente, abbia il coraggio di dire a chi si riferisce! Chi sono questi settori del Consiglio? Appartengono alla sua maggioranza? Appartengono al suo partito? Nemmeno a lei, Presidente Cappellacci, è permesso di indirizzare accuse così pesanti genericamente senza che si assuma la responsabilità di dire chi sono i destinatari di quanto lei ha testé proferito.
Lei oggi ha avuto, abbia pazienza, un comportamento quasi vile Presidente, so bene che avrei suscitato questo rumore, rumore, rumore. Io credo che quando, in particolare il Presidente della Regione, si rivolge con questi termini abbia il dovere di dire a chi si riferisce, se poi i colleghi della maggioranza assistono passivamente a queste accuse, buon pro, vuol dire che ognuno di noi produce il vino che ha in botte, per carità, a voi sta bene, è il vostro Presidente, tenetevelo ovviamente e lunga vita a voi con questo Presidente. Per quanto ci riguarda politicamente vorremmo e lavoreremo, onorevole Pittalis, perché sia una vita il più breve possibile. Lei, Presidente, oggi ha svolto un intervento, per un verso e per un altro ci si sono stati tanti interventi, alcuni anche della maggioranza che la esprime, non c'è stato, a parte l'intervento del Capogruppo del suo partito e di quello dei Riformatori, non c'è stato un intervento, nemmeno dagli altri Capigruppo della maggioranza, che abbia espresso un giudizio positivo sul suo operato. Questo è quello che è avvenuto quest'oggi. Poi, si può fare anche finta che ciò non sia avvenuto, io ho sentito l'onorevole Pittalis e l'onorevole Dedoni, appunto, giudicare positivamente l'azione politica di questo Presidente. Non ho sentito sulla stessa linea gli altri Capigruppo della stessa maggioranza che la sostiene, Presidente.
Onorevole Maninchedda, lei propone una svolta, chiedo scusa se la sminuiscono, il logo, il tema è: uniti contro Roma. A noi questa cosa non convince, però io ne ho grande rispetto, capisco che è un cartello politico, ne ho grande rispetto, ma non ci convince; potrebbe convincerci se oggi, già da oggi, il Partito Sardo d'Azione, per come giudico io i fatti politici, se già da oggi assumesse un atteggiamento consequenziale alle critiche che costantemente, in particolare in quest'ultimo periodo, vengono rivolte all'azione di governo del Presidente della Regione, allora chiedo al Partito Sardo d'Azione se è disponibile, e si aprirebbe veramente una fase nuova, a far venir meno l'appoggio a questa Giunta e a far parte della maggioranza. Se c'è questa disponibilità noi siamo pronti a verificare l'apertura di una fase nuova, non resteremo certamente insensibili di fronte a un fatto che contenga questa novità.
Onorevole Stochino, lei c'ha invitato a parlare di merito. Lei, presidente Cappellacci ha sfidato l'Aula. Presidente Cappellacci, chi le impedisce a lei, al suo Assessore di venire in Aula a dirci qual è l'idea che ha questa Giunta, questa maggioranza su Carbosulcis, noi siamo pronti, qualche idea l'abbiamo, io vi ricordo che per quanto ci riguarda siamo convinti che l'uso del carbone, badate, anche nelle centrali convenzionali, quelle dotate di desolforazione di denitrificazione, sono, comunque, centrali che possono produrre un chilowattora ai morsetti della centrale sensibilmente inferiore a qualsiasi altra fonte per produrre energia elettrica. Immaginiamoci poi se si parla di tecnologie diverse, come quella del letto fluido circolante o pressurizzato, o meglio ancora quello dello stoccaggio in miniera della CO2. Ma chi vi impedisce di parlare di queste cose? Dobbiamo essere noi oppure deve essere la Giunta a impegnare il Consiglio in una discussione di merito? Noi ci siamo, siete voi assenti. Adesso dobbiamo essere noi a proporre questo? Se volete possiamo presentare un'altra mozione, ma le state talmente stigmatizzando, queste mozioni, diteci voi, presidente Cappellacci, come, quando, presenti domattina, quando vuole, si presenti in Aula e ci dica cosa vuol fare della politica energetica in questa Regione.
A lei, onorevole Dedoni, con tutto il rispetto, senza urlare, invita e sfida l'opposizione a fare le riforme, bene, io con altrettanto rispetto, onorevole Dedoni, voi siete il Partito dei Riformatori, con coraggio avete fatto una battaglia referendaria che ha dato un risultato importante, non solo di partecipazione, ma anche di espressione molto netta e molto forte che ha messo anche in difficoltà il Consiglio. Il Consiglio però, onorevole Dedoni, lei ha anche partecipato parzialmente a quei lavori, si è assunto la responsabilità, come diceva l'onorevole Steri, di intervenire immediatamente dopo il referendum, per evitare che gli enti locali si trovassero nelle condizioni che sa bene l'assessore Rassu, se non ci fosse stato un intervento di quella natura, le chiedo onorevole Dedoni, quali sono le proposte di legge per fare queste riforme?
DEDONI (Riformatori Sardi). Sono tutte depositate!
DIANA GIAMPAOLO (P.D.). Anche le nostre sono depositate. Voi avete la maggioranza e avete il dovere di far sì che vengano esitate quanto prima nelle Commissioni competenti e avete il dovere, più dell'opposizione, di far sì che queste arrivino in Aula. Allora, per cortesia, con tutto il rispetto, non nascondete le vostre insufficienze, il vostro fallimento come maggioranza, non è soltanto il fallimento del presidente Cappellacci, qui siamo di fronte a un fallimento della maggioranza e l'abbiamo visto anche attraverso i fatti nuovi che sono intervenuti. In questo senso, onorevole Mario Diana, anche lei stia tranquillo e sereno, sappiamo bene che non ci sono i numeri per porre una mozione di sfiducia, a meno che non ci diciate stasera che ci vuole una mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Chiedo cinque minuti di sospensione in Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Sospendo i lavori, riprenderanno alle ore 19 e 14. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 09, viene ripresa alle ore 20 e 01.)
PRESIDENTE. Sono stati presentati due ordini del giorno, se ne dia lettura.
L'ordine del giorno numero 2 è stato presentato a seguito del ritiro delle mozioni numero 184 e 186.
(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno:
ORDINE DEL GIORNO DEDONI - PITTALIS - STERI - ARTIZZU - CUCCUREDDU sulle modalità di effettuazione delle nomine negli enti e società regionali. (1)
ORDINE DEL GIORNO DIANA Giampaolo - URAS - SALIS - CAPELLI - DIANA Mario - MULAS sulla definizione di un progetto di legge che introduca procedure oggettive di nomina alle funzioni di direzione e amministrazione degli enti, agenzie e società regionali. (2).)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Intanto per chiedere una votazione per parti, la prima parte fino a "impegna altresì" e la seconda parte da "impegna altresì" fino alla conclusione dell'ordine del giorno.
La mia dichiarazione di voto è sostanzialmente contenuta in questa richiesta: io sono contrario in linea generale, per come è stato impostata, sulla prima parte, mentre convengo sull'utilità dell'ultima parte di questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la prima parte dell'ordine del giorno numero 1.
URAS (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'ordine del giorno numero 1.
Prendo atto che il presidente Cappellacci e i consiglieri Milia e Rodin hanno votato a favore e che il consigliere Diana ha votato contro.
Metto ora in votazione la seconda parte dell'ordine del giorno numero 1.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'ordine del giorno numero 1.
Passiamo all'ordine del giorno numero 2.
A seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno numero 1, decade il punto 1 dell'ordine del giorno numero 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Steri. Ne ha facoltà.
STERI (U.D.C.-FLI). Per chiedere la votazione per parti: in una prima votazione tutto l'impegno al Consiglio regionale e come votazione separata l'impegno al Presidente della Regione e alla Giunta regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la prima parte dell'ordine del giorno numero 2, sino a "dell'intero Sulcis Iglesiente", escluso il punto 1 decaduto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'ordine del giorno numero 2.
Metto ora in votazione la seconda parte dell'ordine del giorno numero 2, gli impegni al Presidente della Regione e alla Giunta regionale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'ordine del giorno numero 2.
La seduta è sospesa, convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 10, viene ripresa alle ore 20 e 15.)
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto, la Conferenza Capigruppo ha deciso di aggiornare i lavori alle ore 21 e 15. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 16, viene ripresa alle ore 21 e 27.)
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative" (327/A).
L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 327/A.
Ha facoltà di parlare il consigliere Steri, relatore.
STERI (U.D.C.-FLI), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
Passiamo all'esame del titolo.
Al titolo è stato presentato l'emendamento numero 3 aggiuntivo.
Emendamento numero 3 .)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
2. I rapporti attivati dopo l'entrata in vigore della presente legge non costituiscono in alcun modo presupposto per l'assunzione a tempo indeterminato.)
3. Il Consorzio, per l'espletamento delle suddette funzioni e al fine di assicurare nel frattempo la gestione degli ecosistemi presenti nel parco, è autorizzato a rinnovare per un periodo di sei mesi il contratto di lavoro del personale precario con coloro che già operavano alla data del 31 marzo 2012, privilegiando, in caso di scelta, l'anzianità di servizio maturata alla predetta data.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 ter.
1. Le riserve aventi ad oggetto il possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza contenute nella graduatoria definitiva del concorso per n. 57 dirigenti approvata con determinazione N.P. 19691/482 dell'8 luglio 2011 sono risolte positivamente qualora gli interessati siano in possesso dei requisiti per l'accesso previsti dall'articolo 32 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione.)
Passiamo all'esame dell'articolo 1 quater.
All'articolo 1 quater sono stati presentati gli emendamenti numero 5 sostitutivo parziale e numero 6 aggiuntivo.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 quater e dei relativi emendamenti:
Emendamenti numero 5 e 6.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 1 quater, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Le chiedo per cortesia cinque minuti di sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Se l'Aula è d'accordo sospendiamo i lavori per cinque minuti, riprenderanno alle 21 e 35. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 29, viene ripresa alle ore 21 e 53.)
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 quinquies.
All'articolo 1 quinquies è stato presentato l'emendamento numero 4 aggiuntivo.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 quinquies e del relativo emendamento:
Emendamento numero 4.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, intendo intervenire sull'articolo 1 quinquies per dire che il Gruppo dei Riformatori, avendo preso visione soltanto adesso dell'emendamento numero 4 e non conoscendone la sostanza politica, che potrebbe anche essere condivisibile, ma non abbiamo la più pallida idea di cosa attenga, e riteniamo che questo emendamento sarebbe dovuto arrivare in Aula in modo più organico di come arriva, lascia i lavori dell'Aula.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Non rinuncio proprio per niente. Presidente, io ho lo stesso problema che hanno i Riformatori, nel senso che neanche io ho avuto l'opportunità di prendere in visione questo emendamento. Tra l'altro, qui c'è il punto 2), per quanto riguarda ad esempio l'indennità di carica, che prevede una riduzione del 30 per cento, e io, per ribadire una mia vecchia posizione sin dall'inizio della legislatura, sono ad esempio per la soppressione. Però, se ci date il tempo per analizzare meglio questo emendamento, se no io mi astengo. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
RASSU (P.d.L), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 sexies. All'articolo 1 sexies è stato presentato l'emendamento numero 1 aggiuntivo.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 sexies e del relativo emendamento:
EMENDAMENTO NUMERO 1.)
RASSU (P.d.L.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. E' stato ritirato.
E' aperta la discussione sull'articolo 1 sexies.
Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
All'articolo 1 sexies è stato presentato l'emendamento numero 2 aggiuntivo.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO NUMERO 2.)
RASSU (P.d.L.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole.
Passiamo alla votazione finale della legge. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Marco Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MELONI MARCO (P.D.). Per dichiarare il mio voto di astensione, perché in questa legge ci sono delle norme che non trovo condivisibili e non mi consentono di votare a favore, nel senso che a me sembra che la gestione delle politiche del personale e il continuo e reiterato tentativo di procedere attraverso le poche maglie che sono rimaste a stabilizzare il personale, anziché affrontare in maniera radicale la questione, consentendo un'attivazione… credo che sia profondamente sbagliata. Esiste una norma generale anche sui piani di stabilizzazione, che è la legge numero 2 del 2007, articolo 36, non capisco perché si faccia una norma che riguarda una categoria specifica di persone. C'è una delibera della Giunta, che è la delibera numero 20/23 del 15 maggio, che è inspiegabilmente ancora secretata perché contiene i piani di stabilizzazione, chiederei una volta per tutte che questo tema sia affrontato. La legge contiene anche delle norme positive, in particolare quella sulla salvaguardia del litorale delle zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari, ragion per la quale io ritengo di confermare la mia volontà di astenermi rispetto al provvedimento complessivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (P.S.d'Az.). Per dire, Presidente, che probabilmente all'onorevole Meloni - io voterò a favore - è stato rappresentato un percorso della legge differente da quello reale. Succede questo, mi permetto di illustrarlo. La delibera di Giunta a cui lei fa riferimento, rispetto a quella delibera di Giunta almeno due direttori generali hanno eccepito che, per un difetto di formulazione della legge del 2007, persone che avevano parità di diritti venivano sperequate. La norma, così come è scritta, non determina un ampliamento, ma determina una perequazione tra soggetti che erano sperequati per la modalità di formulazione, al punto che, come lei vedrà al comma 2, si dice che non c'è aumento di spesa. Non è un'iniziativa di Gruppi consiliari, ma è un'iniziativa che nasce dalla necessità di non sperequare rispetto all'applicazione di una norma del 2007, la cui responsabilità viene dalla scorsa legislatura, e che in questa fase viene semplicemente attuata, questa è l'origine. L'altra origine è quella del tetto del 3 per cento che serve ai centri servizi per il lavoro. Non nasce da una volontà di sfondamento sul precariato, glielo assicuro, nasce da una volontà di mettere in ordine risorse invariate.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 327/A.
I lavori si concludono qui, riprenderanno domani alle ore 11 con la prosecuzione dell'ordine del giorno. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 22.
I consiglieri regionali si riprendono gli stipendi
Dopo il blitz notturno in consiglio regionale partono le accuse: «Ignorati referendum e no dei sardi». Lai (Pd): la politica costa ma non sapevo nulla. Pittalis (Pdl): scandalo? No, giusto così
da La Nuova Sardegna (di Alfredo Franchini)
CAGLIARI. Quello che stupisce spesso della Casta è la fantasia. Martedì notte, il Consiglio regionale per reintrodurre le indennità dei consiglieri regionali, abrogate a colpi di referendum il 6 maggio scorso, ha scelto la strada più paradossale: un emendamento a un provvedimento che riguardava i precari della Regione. Era in discussione il disegno di legge che prevedeva nuove norme "in materia di organizzazione e personale relative ai contratti di collaborazione coordinate e continuative". L’emendamento è arrivato sul tavolo dei Riformatori, che avevano promosso il referendum abrogativo delle indennità oltre a quelli più conosciuti sulle Province, dieci minuti prima del voto. Ed è stato questo che ha portato il gruppo dei Riformatori ad abbandonare l’aula: «Non avevamo alcuna idea di che cosa significasse quell’emendamento», spiega Pier Paolo Vargiu, «e per quello abbiamo inviato una lettera alla segreteria generale del Consiglio. Chiariamo una cosa: le indennità, ovviamente devono essere reintrodotte, lo prevede lo Statuto ma non ne conosciamo la sostanza». Il metodo scelto per ridare stipendi, diaria e indennità di carica è stato criticato da più parti. Ha prevalso la fretta e da qui la fantasia di reintrodurre gli stipendi nelle norme dei precari della Regione.
«E’ stato un blitz a tarda notte», afferma Salvatore Lai, vicesegretario dell’Idv, «in quel modo il Consiglio ha ripristinato le indennità dei consiglieri vanificando l’esito del referendum dello scorso 6 maggio. La leggina approvata alla chetichella riduce minimamente gli stipendi dei consiglieri e i fondi per i gruppi, non rispetta la volontà degli elettori che hanno chiesto un netto taglio ai privilegi e ai costi della politica regionale: è l’ennesima occasione persa». Per Italia del valori sarebbe stata necessaria una decurtazione più radicale. Ma non è tutto. La politica costa molto e troppe persone vivono di politica. Dice Salvatore Lai: «Dovevano essere soppressi i fondi per i gruppi».Questo perché senza una adeguata rendicontazione, quelle risorse non possono essere in alcun modo controllate. «Approvare un emendamento di straforo», conclude Lai, «è molto più semplice che affrontare una riforma seria e radicale come quella contenuta nelle due proposte di legge di iniziativa popolare sottoscritte da 20mila sardi».
Il paradosso è che ancora una volta i politici non abbiano colto il sentimento dei cittadini; da una parte c’è la Sardegna che arranca, dall’altra un esercito che vive di politica. Il segretario del Pd, Silvio Lai, prende le distanze sul metodo seguito: «La politica giustamente dev’essere retribuita perché non dev’essere appannaggio solo dei ricchi. Del voto del Consiglio, però, non ne sapevo nulla, è una scelta che ha fatto l’assemblea regionale».
Approvato l’emendamento è difficile quantificare i tagli per il meccanismo che è stato scelto. I tagli alle varie voci, (indennità di carica, diaria e contributo per i gruppi) sono compresi fra il 20 e il 30%, ma i parametri scelti riguardano indennità e rimborsi spese in vigore al 31 dicembre 2003, immediatamente successivi a un aumento di stipendio dei parlamentari (cui è agganciato quello dei consiglieri regionali), entrato in vigore nell’autunno precedente. L’emendamento assegna ai consiglieri regionali le indennità di base attribuite nel 2003, che era pari a circa 9.263 euro mentre la cifra del 2011 era di 9.023 euro.
I tagli dichiarati, invece, riguardano l’indennità di carica riconosciuta a partire dai vicepresidenti di commissione fino alla presidenza del Consiglio regionale (-30%), la diaria (-20%) e i contributi ai gruppi (-20%). La norma, approvata nella notte all’unanimità, non tocca le spese di segreteria e cancelleria, quelle per i cosiddetti «portaborse», confermate a 3.352 euro. La cifra è rimasta la stessa dal 2003. A conti fatti, i consiglieri non sosterranno particolari «sacrifici», come dimostra il confronto fra gli importi del 2003 e quelli attuali.
Pietro Pittalis, neo capogruppo del Pdl, spiega: «L’indennità è sancita dalla Costituzione perché bisogna garantire le condizioni di accesso alla politica non solo a chi ha grandi disponibilità di risorse. La politica non la devono fare solo i ricchi. In questa circostanza è stato previsto un abbattimento del 30 per cento delle indennità di carica, quindi nessuno scandalo, anzi credo che sia la migliore risposta all’esito del referendum». Per Pittalis, però, il problema non sta nel “quantum” delle indennità: «Un considerevole abbattimento dei costi», spiega potrà venire dalla riduzione del numero dei consiglieri da ottanta a sessanta. Tra i promotori dei dieci referendum c’era Efisio Arbau, leader del movimento La Base: «È la peggiore pagina della storia dell’autonomia», dice, «il Consiglio regionale si piega al conflitto di interessi dei propri componenti. Si riprendono le indennità pesanti nonostante i cittadini avessero detto che i soldi dovevano essere tagliati, non eliminano i consigli di amministrazione degli enti regionali e prorogano le poltrone dei loro amici politici provinciali».
Arbau non lascia spiragli all’ottimismo: «Fanno finta di litigare tutto il giorno per le nomine clientelari e poi votano all’unanimità sui loro soldi. Presto in piazza contro la casta che ha deciso di cancellare il voto dei cittadini».
In Italia, secondo il Censis, un milione e trecentomila persone vivono di politica; un esercito che costa più di 24 miliardi di euro. In Sardegna il Consiglio regionale ha ridotto con la presidente Lombardo i costi che restano alti, poco sotto i cento milioni di euro.
Pier Paolo Vargiu spiega: «Nella poco invidiabile graduatoria delle spese siamo ai primi posti in Italia. Se si riuscisse a scendere nella parte bassa della classifica, sarebbe un risultato importante sotto tutti i punti di vista e anche per rimettere la politica in sintonia con la gente». Ecco perché i Riformatori non hanno partecipato al voto in aula: «La proposta della maggioranza doveva essere messa al centro di un dibattito aperto e trasparente». Non è stato così.
Pubblicato da Skywalkerboh a 03:00
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