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Timestamp: 2017-03-26 09:53:50+00:00

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REGOLAMENTO TARES. Art. 1 - Istituzione e regolamentazione del Tares. 1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 è istituito il tributo comunale sui rifiuti e. - ppt scaricare
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Art. 1 - Istituzione e regolamentazione del Tares. 1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 è istituito il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (di seguito denominato “Tares”), a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, ai sensi dell’art. 14 del D.L. 201/2011 convertito dalla Legge 214/2011. 2. L’applicazione del tributo di cui al comma 1 nel Comune di … è disciplinata dal presente regolamento, adottato ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997, nonché dell’art. 14, c. 22, del D.L. 201/2011 convertito dalla Legge 214/2011.
Art. 2 – Oggetto dell’imposizione. 1. Il tributo si applica ai locali e alle aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e la cui superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul territorio del Comune. 2. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva. 3. Nel caso di locali vuoti e non utilizzati, l’esclusione da tassazione opera qualora il detentore dimostri la disattivazione delle utenze relative ai servizi pubblici (acqua, elettricità, gas).
4. Sono esclusi da tassazione i locali che per la particolare conformazione non possono essere oggetto di alcuna tipologia di utilizzazione (es.: locali tecnici quali i vani caldaia, locali delle abitazioni aventi altezza inferiore a metri ________, locali inagibili o in corso di ristrutturazione), nonché le aree scoperte destinate a verde ornamentale e quelle destinate all’attività agricola. 5. Sono inoltre esclusi i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l’obbligo di conferire al Comune i relativi rifiuti per effetto di leggi, regolamenti e ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stato esteri.
Art. 3 – Soggetti passivi. 1. Il tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo gli immobili di cui al comma 1 dell’articolo 2 del presente regolamento. 2. Sussiste un vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse. 3. In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie. 4. Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando, nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.
Art. 4 – Determinazione superficie imponibile. 1. Fino all'attuazione delle disposizioni di cui all’art. 14, c. 9- bis, del D.L. 201/2011 (allineamento tra i dati catastali dell’Agenzia del Territorio relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun Comune, al fine di addivenire alla determinazione della superficie assoggettabile al tributo pari all'80 % di quella catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al DPR n. 138/1998), la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. 2. Per le altre unità immobiliari la superficie assoggettabile al tributo è in ogni caso quella calpestabile.
3. La superficie calpestabile viene calcolata escludendo muri, pilastri, balconi e terrazze; per le aree esterne si misura il perimetro interno al netto di eventuali costruzioni su di esse insistenti; nel computo si escludono le frazioni inferiori a 0,50 metri quadrati, mentre quelle superiori vanno arrotondate ad un metro quadrato. 4. In sede di prima applicazione, vengono utilizzate le superfici già dichiarate o accertate ai fini di TARSU/TIA1/TIA2. 5. Ai fini dell'attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile al tributo quella pari all' 80 % della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al DPR n. 138/1998. 6. Sono escluse dall’utilizzo della superficie imponibile, di cui al presente articolo, le sole unità immobiliari utilizzate dalle istituzioni scolastiche statali, alle quali si applica la disciplina di cui all'art. 33-bis D.L. n. 248/2007 convertito con modificazioni dalla Legge n. 31/ 2008.
Art. 5 – Determinazione delle tariffe. 1. Il tributo è corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria. 2. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al DPR n. 158 del 27 aprile 1999. 3. La tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio. La tariffa è determinata ricomprendendo anche i costi di cui all'articolo 15 del D.Lgs. n. 36/2003 (costi smaltimento in discarica), mentre deve essere sottratto il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche statali.
4. Il Consiglio Comunale delibera le tariffe entro il termine fissato dalla normativa statale per l'approvazione del bilancio di previsione, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dall’autorità competente; la deliberazione di approvazione delle tariffe, anche se approvata successivamente all'inizio dell'esercizio purchè entro il termine di cui al periodo precedente, ha effetto dal 1° gennaio dell'anno di riferimento; in caso di mancata approvazione entro il termine di cui al primo periodo, le tariffe si intendono prorogate di anno in anno; il Consiglio Comunale ha inoltre facoltà di variare le tariffe anche successivamente ai termini di approvazione del bilancio di previsione, ma non oltre il 30 settembre dell’anno di riferimento, qualora ciò risulti necessario al fine della salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Art. 6 – Tariffa utenze domestiche. 1. Le quote fisse e variabili di tariffa da applicare alle utenze domestiche vengono deliberate dal Consiglio Comunale, nei termini di cui al comma 4 dell’articolo 5, utilizzando i criteri di cui al DPR n. 158/1999 nonché i parametri e i coefficienti in esso indicati, con facoltà di calibrarli in base alle specificità del Comune. (opzioni) 2. Il numero di componenti del nucleo familiare viene acquisito d’ufficio dall’anagrafe comunale e le variazioni vengono aggiornate con decorrenza dalla data della variazione anagrafica / dal 1° giorno del mese successivo alla variazione anagrafica. 2. Il numero di componenti del nucleo familiare viene acquisito d’ufficio dall’anagrafe comunale al 1° gennaio di ogni anno e le variazioni sono aggiornate con la medesima decorrenza; per le nuove utenze è utilizzato il numero anagrafico di componenti risultante alla data di attivazione delle stesse. 3. Vengono conteggiate all’interno del numero dei componenti del nucleo familiare le persone non facenti parte dello stesso ma dimoranti nei locali oggetto di tassazione per almeno n. ______ mesi / giorni.
4. Qualora nei locali oggetto di tassazione non risulti anagraficamente alcun nucleo familiare, il calcolo del tributo verrà effettuato sulla base del numero di persone, dichiarate dal soggetto passivo, che utilizzano l’immobile, salvo verifiche da parte degli uffici comunali. 4. Qualora nei locali oggetto di tassazione non risulti anagraficamente alcun nucleo familiare, verrà presuntivamente utilizzato il numero dei componenti del nucleo familiare risultante dall’anagrafe del Comune ove il soggetto passivo ha la residenza, che tale soggetto dovrà dichiarare salvo verifiche presso il Comune di residenza da parte degli uffici comunali; il contribuente potrà richiedere l’utilizzo di un numero inferiore di componenti dimostrando documentalmente che i locali non vengono utilizzati dall’intero nucleo familiare; qualora il soggetto passivo sia una persona non fisica, dovrà essere dichiarato il numero di persone che utilizzano l’immobile, salvo verifiche da parte degli uffici comunali. 4. Qualora nei locali oggetto di tassazione non risulti anagraficamente alcun nucleo familiare, verrà presuntivamente utilizzato un numero di componenti del nucleo calcolato in base alle metrature dell’immobile secondo i seguenti parametri: - fino a mq ________: n. ___ componenti - da mq ________ fino a mq ________: n. ___ componenti - oltre mq ________: n. ___ componenti.
Art. 7 – Tariffa utenze non domestiche. 1. Le quote fisse e variabili di tariffa da applicare alle utenze non domestiche vengono deliberate dal Consiglio Comunale, nei termini di cui al comma 4 dell’articolo 5, utilizzando i criteri di cui al DPR n. 158/1999 nonché i parametri e i coefficienti in esso indicati, con facoltà di calibrarli in base alle specificità del Comune. 2. Il Consiglio Comunale utilizzerà anche la suddivisione delle utenze nelle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti riportate negli allegati al predetto decreto; qualora siano presenti sul territorio attività non direttamente inquadrabili in alcuna di tale categorie, esse verranno associate alle categorie che presentano una potenzialità di produzione di rifiuti maggiormente similare. 3. Qualora nell’ambito dei medesimi locali o aree scoperte oggetto di tassazione siano presenti attività incluse in categorie differenti e non sia possibile provvedere alla suddivisione delle corrispondenti superfici, si procederà ad applicare all’intera superficie la tariffa corrispondente all’attività prevalente.
Art. 8 – Maggiorazioni tariffarie. 1. Alla tariffa di cui all’art. 5 si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del Comune. 2. Il Consiglio Comunale ha facoltà di deliberare l’aumento della maggiorazione di cui al al comma 1 fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell'immobile e della zona ove esso è ubicato. 3. All’importo del Tares, con esclusione della quota di cui ai commi precedenti, viene inoltre applicato il tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente di cui all'articolo 19 del D.Lgs. n. 504/1992, nella misura percentuale deliberata dalla Provincia.
Art. 9 – Esenzioni e riduzioni. 1. Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l'avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente. 2. Per le seguenti attività, considerata l'obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove si formano i rifiuti speciali, si applica ni le indicate riduzioni forfetarie rispetto all'intera superficie su cui l'attività viene svolta. 3. Sono inoltre previste le seguenti riduzioni tariffarie (sono facoltative) a) abitazioni con unico occupante: riduzione del _____ % b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale, od altro uso limitato e discontinuo, entro il termine massimo di gg. _____ per anno solare: riduzione del _____ % c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, entro il termine massimo di gg. _____ per anno solare: riduzione del _____ %; d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero: riduzione del _____ %; e) fabbricati rurali ad uso abitativo: riduzione del _____ %.
4. Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, il tributo è dovuto nella misura del _____ % se la distanza è superiore a metri __________ dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita, ovvero nella misura del _____ % se la predetta distanza è inferiore a metri __________ ma superiore a metri __________. 5. Il tributo è dovuto nella misura del ______ % (massimo 20%) in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente. 6. Per le utenze domestiche, nella modulazione della tariffa il Consiglio Comunale assicura riduzioni della parte variabile per la raccolta differenziata. 7. Per le utenze non domestiche, il Consiglio Comunale delibera l’applicazione, alla parte variabile della tariffa, di un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero. 8. Le agevolazioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alla maggiorazione di cui all’art. 8, commi 1 e 2, del presente regolamento.
Art. 10 – Occupazioni temporanee. 1. Alle occupazioni o detenzioni temporanee, con o senza autorizzazione, di locali od aree pubbliche o di uso pubblico si applica una tariffa giornaliera pari alla tariffa annuale, rapportata a giorno, maggiorata del ___ %. (fino al 100%) 2. L'occupazione o detenzione è temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare. 3. In caso di occupazione o detenzione temporanea, l’obbligo di presentazione della dichiarazione è assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalità e nei termini previsti per la Tosap e per l'IMU. 4. Per ogni altro aspetto si applicano, in quanto compatibili, le altre disposizioni del presente regolamento relative al tributo annuale, compresa la maggiorazione di cui all’articolo 8.
Art. 11 – Dichiarazione. 1. La dichiarazione Tares deve essere presentata entro ________ giorni dalla data di inizio o cessazione del possesso, dell'occupazione o della detenzione dei locali e delle aree di cui all’articolo 2. 2. Nel caso di occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti. 3. Il modello di dichiarazione è reso disponibile presso il Servizio Tributi del Comune, ovvero è scaricabile dal sito istituzionale comunale www.***********.it; tale modello, debitamente compilato e firmato, deve essere consegnato a mano al Servizio Tributi del Comune, che rilascerà ricevuta, oppure spedito per raccomandata con avviso di ricevimento oppure trasmesso tramite PEC all’indirizzo: ********@*******.**). www.***********.it 4. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il termine di cui al comma 1. 5. Non è necessario presentare la dichiarazione nel caso di variazione dei componenti del nucleo famigliare delle utenze domestiche, in quanto i relativi dati vengono acquisiti d’ufficio dall’anagrafe comunale, tranne nel caso di cui al comma 4 dell’art. 6 del presente regolamento
Art. 12 – Versamenti. 1. Il versamento del tributo, nonché della maggiorazione di cui all’articolo 8, è effettuato secondo le disposizioni di cui all'art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997 (modello F24) oppure tramite bollettino di conto corrente postale, a disposizione presso il Servizio Tributi del Comune. (facoltativo) 2. Il Servizio Tributi del Comune trasmette ai contribuenti risultanti nella banca dati comunale il modello F24 / bollettino di versamento precompilato con l’importo da versare; tale trasmissione non esime il contribuente dal verificare la correttezza del proprio debito, provvedendo a comunicare agli uffici comunali eventuali discordanze, ovvero non esime dal versamento in autotassazione i contribuenti cui non dovesse pervenire la documentazione in oggetto. 3. Il versamento del tributo, nonché della maggiorazione di cui all’articolo 8, è effettuato in quattro rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre (modificabili); è consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno; per il solo anno 2013, il termine di versamento della prima rata è posticipato ad aprile 6. Il pagamento del tributo deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto, se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.
4. Per l'anno 2013, fino alla determinazione delle tariffe da parte del Comune, l'importo delle rate di cui al comma 3 è determinato in acconto, commisurandolo all'importo versato nell'anno precedente a titolo di TARSU / TIA 1 / TIA 2.; per le nuove occupazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013, l'importo delle corrispondenti rate di cui al periodo precedente è determinato tenendo conto delle tariffe relative alla TARSU / TIA 1 / TIA 2. applicate nell'anno precedente; in ogni caso, il versamento a conguaglio è effettuato con la rata successiva alla determinazione delle tariffe da parte del Comune. 5. Per l'anno 2013, il pagamento della maggiorazione di cui all’articolo 8 è effettuato in base alla misura standard, pari a 0,30 euro per metro quadrato, senza applicazione di sanzioni e interessi, contestualmente al tributo, alla scadenza delle prime tre rate di cui al comma 3; il conguaglio riferito all'incremento della maggiorazione di cui al comma 2 dell’articolo 8 è effettuato al momento del pagamento dell'ultima rata.
Art. 13 – Compensazione (opzionale) 1. Si applica anche alla Tares la disciplina della compensazione di cui all’articolo ____ del Regolamento generale sulle entrate comunali. 1. Il contribuente ha diritto a compensare le somme Tares a credito con quelle a debito, di competenza del Comune, relative ad annualità differenti, nonché le somme Tares con quelle relative ad altri tributi comunali, con riferimento sia alla stessa annualità d’imposta che ad annualità differenti. 1. Il contribuente ha diritto a compensare le somme Tares a credito e a debito, di competenza del Comune, con quelle relative ad altri tributi comunali e con riferimento alla stessa annualità d’imposta. 1. Il contribuente ha diritto a compensare le somme Tares a credito e a debito, di competenza del Comune, con quelle della stessa annualità d’imposta e relative ai seguenti tributi comunali: … 2. Al fine di beneficiare della facoltà di cui al comma 1, il contribuente deve presentare, almeno … gg. prima della scadenza dell’importo a debito, la comunicazione contenente i dati relativi, utilizzando l’apposita modulistica disponibile presso il Servizio Tributi del Comune e scaricabile dal sito internet comunale.
Art. 14 – Versamento minimo (opzioni) 1. Non sono dovuti né versamenti né rimborsi fino all’importo minimo di € ____________, comprensivo di eventuali sanzioni ed interessi. 1. Non sono dovuti né versamenti né rimborsi fino all’importo minimo di € 12,00, comprensivo di eventuali sanzioni ed interessi, stabilito dall’articolo 25 della legge n. 289/2002. 1. Non sono dovuti né versamenti né rimborsi fino all’importo minimo stabilito nel Regolamento generale delle entrate tributarie.
Art. 15 – Rateizzazione dei pagamenti (opzioni) 1. Sia la Tares ordinaria sia quella derivante da avvisi di accertamento e i relativi accessori possono essere oggetto di rateizzazione, con applicazione degli interessi di cui all’articolo 21 del presente regolamento, in caso di comprovata temporanea difficoltà del contribuente ad adempiere. 2. Il numero massimo di rate di uguale importo concedibili è pari a: - ______ rate, in caso di importi a debito fino ad € _____, - ______ rate, in caso di importi a debito superiori ad € ______. 3. Qualora l’importo complessivo oggetto di rateizzazione sia superiore ad € ________, il contribuente dovrà presentare idonea polizza fideiussoria. 4. La rateizzazione viene concessa con atto del funzionario responsabile, previa presentazione di istanza utilizzando l’apposita modulistica disponibile presso il Servizio Tributi del Comune e scaricabile dal sito internet comunale. 5. In caso di mancato pagamento di una rata, il contribuente decade dal beneficio in oggetto ed è obbligato al versamento dell’intero debito residuo entro gg. ______ dalla scadenza della predetta rata.
Art. 16 – Funzionario responsabile. 1. Il Comune designa il funzionario responsabile, cui sono attribuiti tutti i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attività, nonché la rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
Art. 17 – Attività di accertamento. 1. Il Comune procede alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonchè all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. 2. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.
3. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto nè ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale. Gli avvisi devono contenere, altresì, l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato, del responsabile del procedimento, dell' organo o dell' autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela, delle modalità, del termine e dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere, nonchè il termine di 60 gg. entro cui effettuare il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti dal funzionario designato dall'ente locale per la gestione del tributo.
4. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari, il funzionario responsabile può inviare questionari al contribuente, richiedere dati e notizie a uffici pubblici ovvero a enti di gestione di servizi pubblici, in esenzione da spese e diritti, e disporre l'accesso ai locali ed aree assoggettabili a tributo, mediante personale debitamente autorizzato e con preavviso di almeno sette giorni. 5. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l'accertamento può essere effettuato in base a presunzioni semplici di cui all'articolo 2729 del codice civile. 6. Non si procede all'emissione degli avvisi di accertamento qualora il relativo importo, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi l'importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d'imposta.
Art. 18 – Sanzioni. 1. In caso di omesso o insufficiente versamento del tributo risultante dalla dichiarazione, si applica una sanzione pari al 30 % del tributo non versato. 2. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 100 % al 200 % del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. 3. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50 % al 100 % del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. 4. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario di cui all’art. 17, comma 4, entro il termine di 60 gg. dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione da euro 100 a euro 500. 5. Le sanzioni di cui ai commi 2 e 3 sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.
6. (facoltativo) Il Funzionario responsabile ha facoltà di non applicare le sanzioni in presenza delle seguenti situazioni esimenti: - errore del contribuente derivante da evidenti criticità che hanno caratterizzato l’interpretazione della norma; - omesso versamento nei termini caratterizzato da obiettiva e documentata impossibilità materiale del contribuente ad adempiere; - errore del contribuente conseguente ad errate o fuorvianti indicazioni del Comune in merito alla materia imponibile.
Art. 19 – Riscossione coattiva. 1. Nel caso di riscossione coattiva, il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. 2. Non si procede alla riscossione del dovuto qualora il relativo importo, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l'importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d'imposta.
Art. 20 – Rimborsi. 1. Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di 5 anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. L'ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro 180 gg. dalla data di presentazione dell'istanza.
Art. 21 – Interessi. 1. Gli interessi, da applicare agli avvisi di accertamento, sono determinati (opzioni) in misura pari al tasso di interesse legale in misura pari al tasso di interesse legale aumentato/diminuito di ___ punti percentuali (max. 3 punti percentuali) - nella misura indicata all’interno del Regolamento generale delle entrate tributarie 2. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. 3. Gli interessi di cui ai commi precedenti devono essere calcolati anche relativamente ai rimborsi dovuti ai contribuenti, a decorrere dalla data dell'eseguito versamento.
Art. 22 – Contenzioso e istituti deflativi. 1. Contro l'avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il provvedimento che respinge l'istanza di rimborso può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 546/1992 e successive modificazioni. 2. Al Tares si applica l'istituto dell'accertamento con adesione e gli altri strumenti deflativi del contenzioso, come disciplinati negli articoli _____________________ del Regolamento generale comunale delle entrate tributarie (oppure) come disciplinati nel Regolamento comunale dell’accertamento con adesione e nel Regolamento comunale ___________________.
Art. 23 – Entrata in vigore e rinvio. 1. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2013; a decorrere da tale data sono soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l'addizionale per l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. 2. Per quanto non espressamente previsto nel presente regolamento, si rinvia a quanto stabilito in materia dalle normative vigenti e, in particolare, dall’art. 14 del D.L. 201/2011 convertito dalla Legge 214/2011, dal Dpr n. 158/1999 e dall'articolo 1, commi da 161 a 170, della Legge n. 296/2006.
RIFERIMENTO NORMATIVO La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie; in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte; sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al DPR 158/1999
D.P.R. 158/1999 Art. 1: E’ approvato il metodo normalizzato per la definizione: delle componenti di costo da coprirsi con le entrate tariffarie e della tariffa di riferimento relativa alla gestione dei rifiuti urbani.
D.P.R. 158/1999 Art. 2: La tariffa di riferimento rappresenta “l’insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli enti locali” (co. 1), La tariffa deve «coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani” (co. 2).
Metodo: complesso di regole, metodologie e prescrizioni per determinare i costi del servizio di gestione la struttura tariffaria applicabile alle varie categorie di utenza in modo che il gettito che deriva dalla tariffa copra tutti i costi del servizio
DPR 158/1999 Art. 3, comma 2: “La tariffa è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione. L’art. 4, comma 3, DPR 158: “La tariffa, determinata ai sensi dell'articolo 3, è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica”.
METODO TARIFFARIO Individuazione/classificazione costi del servizio suddivisione tra costi fissi e variabili PIANO FINANZIARIO (PEF) ripartizione costi F/V tra ut.dom e non dom. calcolo delle voci tariffarie DELIBERE TARIFFARIE
PIANO FINANZIARIO Contenuto (art. 8, D.P.R. 158/1999): programma degli interventi: acquisti beni/servizi e realizzazione impianti beni, strutture e servizi disponibili o di terzi piano finanziario degli investimenti risorse finanziarie necessarie relazione: modello gestionale, livelli di qualità dei servizi, ricognizione impianti esistenti, eventuali scostamenti da anno precedente. Le tariffe sono approvate in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani
Costi del servizio Integrale copertura di tutti i costi afferenti al servizio + i costi sono determinati dal metodo =  nessun costo non previsto può entrare nel PEF;  tutti i costi previsti devono entrare nel PEF;  i costi entrano nel PEF esattamente nella misura consentita dal metodo
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI Costi operativi di gestione (CG) Costi di gestione RSU indifferenziati (CGIND): -costi spazzamento e lavaggio strade e piazze pubbliche (CSL) -costi di raccolta e trasporto RSU (CRT) -costi di trattamento e smaltimento RSU (CTS) -altri costi (AC) Costi di gestione raccolta differenziata (CGD): -costi di raccolta differenziata per materiale (CRD) -costi di trattamento e riciclo (CTR)
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI Costi comuni (CC) -costi amministrativi (CARC) -costi generali di gestione (CGG) -costi comuni diversi (CCD)
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI Costi d’uso capitale (CK) -ammortamenti (Amm.) -accantonamenti (Acc.) -remunerazione del capitale investito (Rn)
Rilevanza temporale costi  T n = (CG + CC) n-1 (1+ IP n - X n ) + CK n IVA Nel TARES “tributo” l’IVA non è detraibile e non va addebita agli utenti
Costi operativi di gestione - CG Gestione rifiuti urbani comprende (art. 184.2, d.lgs. 152/2006) raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti “interni”; raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti “esterni” + verde pubblico gestione rifiuti cimiteriali
CG: riferimento a costi della produzione bilancio Spa:  B6 - Costi per materie di consumo e merci;  B7 - Costi per servizi;  B8 - Costi per godimento di beni di terzi;  B9 - Costi del personale;  B11 - Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;  B12 - Accantonamento per rischi nei limiti fiscali  B13 - Altri accantonamenti;  B14 - Oneri diversi di gestione NB: B10, ammortamenti e svalutazioni in CK
Principi di redazione del PEF: chiarezza, verità e correttezza (art. 2423 c.c.) inerenza = finalizzazione attività di gestione competenza (art. 2423bis, c.c.) = momento di maturazione del fatto gestionale
Attività COSTI GENERALI CG B6 B7B8B9B11B12B13B14 CGIND Rif. indiff. CSL – spazz. e lavaggio strade e piazze CRT - raccolta e trasporto RSU CTS tratt. e smaltim. RSU AC - altri costi CGD - Racc. diff. CRD - raccolta diff. per materiale CTR - trattamento e riciclo
Costo del personale, anche interinale, non lavoro autonomo (va in B7). Comprende: salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza e simili (art. 2425 c.c.). Entra in CG fino al 50%; la parte restante va in CGG. Costi a carico di altri soggetti pubblici o privati. Non entrano nel PEF. -costi per imballaggi, a carico CONAI -contributo MIUR per scuole statali (art. 33-bis, d.l. 248/2007)
Tributo speciale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica: è parte del corrispettivo di smaltimento. Risorse con impiego promiscuo: imputazione pro quota. Sgombro neve: non in PEF (art. 183.1, lett. oo) TUA) Entrate da vendita di materiale ed energia: detratte da CTR (all. 1, punto 2.1. D.P.R. 158/1999). Appalti a terzi: distinzione CF/CV; in particolare per smaltimento v. all. 1, p.to 3, DPR 158/1999.
Verde pubblico. Non in PEF manutenzione e gestione del verde. Sì raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti verdi. Accantonamenti per rischi (B12): passività probabili -fondo rischi per cause in corso; -il fondo per rischi non assicurati. Altri accantonamenti (B13): -fondo sostituzione e ripristino beni gratuitamente devolvibili (art.107, comma 2, TUIR); -fondo recupero ambientale.
Oneri diversi (B12): gestione isole ecologiche, campagne informative, ecc. Mutui. No rate. Interessi passivi di mutuo in CC; quote di ammortamento beni finanziati col mutuo in CK.
Costi comuni CC -costi amministrativi accertamento, riscossione e contenzioso (CARC): per intero -costi generali di gestione (CGG) pro quota + residuo personale CG -costi comuni diversi (CCD): es. consulenze e studi non inseribili in CG o Carc; crediti inesigibili In deduzione da CCD: contributo Miur, recupero evasione
Crediti inesigibili: divengono CCD quando -la perdita risulta da elementi “certi e precisi” -se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ad accordo di ristrutturazione (art. 101.5 TUIR) -per crediti prescritti -per crediti scaduti per crediti scaduti da più di sei mesi e inferiori a 2.500 € (ma prima completamento procedure) per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa.
Costi d’uso del capitale CK a) ammortamenti (Amm.); b) accantonamenti (Acc.); c) remunerazione del capitale investito (Rn). CKn = AMMn + ACCn + Rn
Ammortamenti. Sono deducibili -nella misura massima fiscalmente riconosciuta (costo x coefficienti ministeriali); -dall’esercizio in cui i beni entrano in funzione (nel primo anno al 50%) Accantonamenti. Sono destinati a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile dei quali tuttavia alla chiusura dell'esercizio sono indeterminati l'ammontare o la data di sopravvenienza (art. 2424 bis c.c.).
Remunerazione del capitale investito (KN): investimenti non ancora ammortizzabili, ad es. perché in corso di realizzazione; valore residuo netto dei cespiti ammortizzabili. Rn = (Ts + 2%) x (KNn-1+ In) Mutui: interessi in CCD; quote di ammortamento beni in AMMn nuovi investimenti in capitale investito.
RIDUZIONI E AGEVOLAZIONI Riduzioni (art. 14 d.l. 201, commi 15, 16 e 18), tra i costi del PEF. Riduzione per Raccolta diff. utenze dom: spostamento oneri a carico utenze non domestiche. Agevolazioni. In PEF, controbilanciate da contributo a carico del comune.
Costi fissi  spazzamento e lavaggio strade e aree pubbliche (CSL)  per accertamento, riscossione e contenzioso (CARC)  costi generali di gestione (CGG) (≥ 50% personale);  costi diversi (CCD)  altri costi (AC)  costi d’uso del capitale (CK) Costi variabili  raccolta e trasporto rifiuti indifferenziati (CRT)  trattamento e smaltimento rifiuti indifferenziati (CTS)  raccolta differenziata (CRD)  trattamento e riciclo, al netto entrate da recupero materiali ed energia (CTR) COSTI FISSI E VARIABILI
APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO Redazione: ente gestore Approvazione: Comune (consiglio) Termine: prima dell’approvazione delle tariffe => entro bilancio preventivo. Pubblicazione: Albo pretorio per 15 giorni successivi (art. 124, TUEL) Trasmissione: entro giugno all’Osservatorio nazionale dei rifiuti
TIPOLOGIE DI UTENZA Utenze domestiche: abitazioni familiari. Utenze non domestiche: -attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere; -comunità, ossia “residenze collettive e simili in gruppo catastale B1): collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari, caserme
Utenze domestiche Utenze non domestiche Costi variabiliCVdCVnd Costi fissiCFdCFnd Ripartizione costi tra utenze
Ripartizione tecnica costi in base ai rifiuti prodotti. -rilevazioni statistiche, anche a campione -in base ai coeff. Kb e Kd QTd =  Kb(n). N(n) QTnd =  Kd(ap). Stot(ap) Td = QTd/(QTd + QTnd) Tnd = QTnd/(QTd + QTnd)
CostiUtenze domesticheUtenze non dom. Fissi Variabili Rd: riduzione riconosciuta alle utenze domestiche: es. incremento % RD rispetto anno precedente.
Utenze domestiche Utenze non domestiche Costi variabili CVd =  TVdCVnd =  TVd Costi fissiCFd =  TFdCFnd =  TFnd Equazioni costi-gettito
Quote Ut. DomesticheUt. non domestiche FissaFd = Quf. Ka(n)Fnd(ap) = Qapf. Kc(ap) Variab.Vd = Quv.Kb(n).CuVnd(ap) = Cu.Kd(ap) Tariffe
UTENZE DOMESTICHE Quota fissa
Approvazione delle tariffe - formalità Competenza: consiglio comunale (14.23, d.l. 201/2011) Termine: bilancio di previsione Allegati: PEF Pubblicazione: Albo pretorio per 15 giorni successivi (art. 124, d.lgs. 267/2000) Trasmissione: entro 30 giorni al MEF (art. 52.2, d.lgs. 446/97) per pubblicazione su sito MEF. NB: dal 2012 mancato invio dopo diffida Ministero interno, comporta blocco dei trasferimenti (art. 13.15, d.l. 201/2011).
Rilievi di legittimità del MEF: erano previsti da art. 69.4, d.lgs. 507/1993 per TARSU; non sono più previsti per TARES Art. 13.13, d.l. 201/2011: Ai fini del quarto comma dell'articolo 2752 c.c. il riferimento alla "legge per la finanza locale" si intende effettuato a tutte le disposizioni che disciplinano i singoli tributi comunali e provinciali.
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