Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A6-2007-0024&language=IT
Timestamp: 2013-12-05 17:04:57+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’esercizio dei diritti di voto da parte degli azionisti di società aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato e recante modifica della direttiva 2004/109/CE - A6-0024/2007
Procedura : 2005/0265(COD)Ciclo di vita in AulaCiclo del documento :
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5 febbraio 2007PE 374.442v02-00 A6-0024/2007
sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’esercizio dei diritti di voto da parte degli azionisti di società aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato e recante modifica della direttiva 2004/109/CE
(COM(2005)0685 – C6-0000/2006 – 2005/0265(COD))
Relatore per parere (*): Wolf Klinz, commissione per i problemi economici e monetari
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2005)0685 )(1),
– visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0003/2006), – visto l'articolo 51 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione giuridica e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A6-0024/2006),
3. chiede alla Commissione di consultare il Parlamento prima di finalizzare una raccomandazione relativa a questioni e temi emersi nel contesto della direttiva proposta;
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’esercizio dei diritti di voto da parte degli azionisti di società aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato e recante modifica della direttiva 2004/109/CE Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’esercizio di taluni diritti degli azionisti nelle società quotate
(3) I possessori di azioni con diritto di voto devono poter esercitare tali diritti, considerato che essi si riflettono nel prezzo corrisposto all’acquisto delle azioni. Inoltre, un controllo effettivo da parte degli azionisti è una condizione preliminare per un buon governo societario e deve quindi essere agevolato e incoraggiato. A tal fine, è pertanto necessario adottare misure per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri. Gli ostacoli che dissuadono gli azionisti dal votare, come il fatto di subordinare l’esercizio dei diritti di voto al blocco delle azioni da parte dell’azionista, devono essere eliminati. La presente direttiva lascia tuttavia impregiudicata la legislazione comunitaria vigente in materia di quote emesse dagli organismi di investimento collettivo o in materia di quote acquisite o cedute in tali organismi.
(3) I possessori di azioni con diritto di voto devono poter esercitare tali diritti, considerato che essi si riflettono nel prezzo corrisposto all’acquisto delle azioni. Inoltre, un controllo effettivo da parte degli azionisti è una condizione preliminare per un buon governo societario e deve quindi essere agevolato e incoraggiato. A tal fine, è pertanto necessario adottare misure per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri. Gli ostacoli che dissuadono gli azionisti dal votare, come il fatto di subordinare l’esercizio dei diritti di voto al blocco delle azioni per un certo periodo precedente l'assemblea, devono essere eliminati. La presente direttiva lascia tuttavia impregiudicata la legislazione comunitaria vigente in materia di quote emesse dagli organismi di investimento collettivo o in materia di quote acquisite o cedute in tali organismi.
(4) La legislazione comunitaria vigente non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo. La direttiva 2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e che modifica la direttiva 2001/34/CE impone in effetti agli emittenti di mettere a disposizione una serie di informazioni e documenti pertinenti per le assemblee generali, ma quest'obbligo vale solo nello Stato membro dell'emittente. Inoltre, la direttiva 2001/34/CE è incentrata sulle informazioni che gli emittenti devono comunicare al mercato e non riguarda quindi la procedura di voto degli azionisti.
(4) La legislazione comunitaria vigente non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo. La direttiva 2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e che modifica la direttiva 2001/34/CE impone in effetti agli emittenti l'obbligo di mettere a disposizione una serie di informazioni e documenti pertinenti per le assemblee generali, ma quest'obbligo vale solo nello Stato membro dell'emittente. Inoltre, la direttiva 2001/34/CE è incentrata sulle informazioni che gli emittenti devono comunicare al mercato e non riguarda quindi la procedura di voto degli azionisti. Dovrebbero pertanto essere introdotte alcune norme minime volte a proteggere gli investitori e a promuovere l'esercizio agevole e efficiente dei diritti degli azionisti inerenti alle azioni con diritto di voto. Riguardo ai diritti diversi dal diritto di voto, gli Stati membri possono estendere l'applicazione di tali norme minime anche alle azioni senza diritto di voto, nella misura in cui tali azioni non godano già di siffatte norme.
(5) Percentuali significative di azioni delle società europee quotate sono detenute da azionisti che non risiedono nello Stato membro nel quale le società di cui sono azionisti hanno la loro sede legale. Gli azionisti non residenti devono essere in grado di esercitare i loro diritti in relazione all’assemblea generale altrettanto agevolmente che gli azionisti che risiedono nello Stato membro nel quale la società ha la sede legale. Questo comporta la necessità di eliminare gli ostacoli che impediscono attualmente agli azionisti non residenti di avere accesso alle informazioni pertinenti per l’assemblea generale e di esercitare i diritti di voto senza partecipare fisicamente all’assemblea generale. L’eliminazione di tali ostacoli dovrebbe andare anche a vantaggio degli azionisti residenti che non partecipano, o non possono partecipare, all’assemblea degli azionisti.
(5) Percentuali significative di azioni delle società quotate sono detenute da azionisti che non risiedono nello Stato membro nel quale la società ha la propria sede legale. Gli azionisti non residenti devono essere in grado di esercitare i loro diritti in relazione all’assemblea generale altrettanto agevolmente che gli azionisti che risiedono nello Stato membro nel quale la società ha la sede legale. Questo comporta la necessità di eliminare gli ostacoli che impediscono attualmente agli azionisti non residenti di avere accesso alle informazioni pertinenti per l’assemblea generale e di esercitare i diritti di voto senza partecipare fisicamente all’assemblea generale. L’eliminazione di tali ostacoli dovrebbe andare anche a vantaggio degli azionisti residenti che non partecipano, o non possono partecipare, all’assemblea generale.
(6) Gli azionisti devono poter votare con cognizione di causa nel corso dell'assemblea degli azionisti, o prima della sua tenuta, indipendentemente dal luogo in cui risiedono. Tutti gli azionisti devono disporre di tempo sufficiente per esaminare la documentazione che deve essere sottoposta all'assemblea generale e decidere come far uso dei diritti di voto inerenti alle loro azioni. A tal fine, la convocazione dell'assemblea generale deve essere comunicata con sufficiente anticipo e gli azionisti devono ricevere in tempo le informazioni complete che saranno sottoposte all'approvazione dell'assemblea generale. Gli azionisti devono inoltre, in linea di principio, avere la possibilità di aggiungere punti all'ordine del giorno dell'assemblea, di presentare risoluzioni e di porre domande in relazione ai punti all'ordine del giorno. È opportuno a tale proposito sfruttare le possibilità offerte dalle tecnologie moderne, che consentono di rendere immediatamente disponibili e accessibili le informazioni, anche per quanto concerne i risultati del voto dopo l'assemblea generale.
(6) Gli azionisti devono poter votare con cognizione di causa nel corso dell'assemblea generale, o prima della sua tenuta, indipendentemente dal luogo in cui risiedono. Tutti gli azionisti devono disporre di tempo sufficiente per esaminare la documentazione che deve essere sottoposta all'assemblea generale e decidere come far uso dei diritti di voto inerenti alle loro azioni. A tal fine, la convocazione dell'assemblea generale deve essere comunicata con tempestività e gli azionisti devono ricevere le informazioni complete che saranno sottoposte all'assemblea generale. È opportuno a tale proposito sfruttare le possibilità offerte dalle tecnologie moderne, che consentono di rendere immediatamente accessibili le informazioni. La presente direttiva presuppone che tutte le società quotate abbiano già un sito Internet. Emendamento 7
(6 bis) Gli azionisti dovrebbero, in linea di principio, avere la possibilità di iscrivere dei punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale, e di presentare progetti di risoluzioni sui punti all'ordine del giorno. Fatti salvi i diversi termini temporali e le diverse modalità attualmente applicati nella Comunità, l'esercizio di tali diritti dovrebbe essere disciplinato da due regole di base, ossia che le soglie richieste per l'esercizio di tali diritti non superino il 5% del capitale azionario della società e che tutti gli azionisti ricevano comunque la versione finale dell'ordine del giorno in tempo utile per preparare la discussione e per votare su ciascun punto all'ordine del giorno.
(6 ter) Ciascun azionista dovrebbe, in linea di principio, avere la possibilità di porre domande in relazione ai punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale e di ricevere risposte alle stesse, mentre il compito di stabilire norme relative alle modalità e ai tempi per porre le domande e per rispondervi andrebbe lasciato agli Stati membri.
(7) Gli azionisti devono poter disporre di una gamma di strumenti semplici per esercitare i diritti di voto senza partecipare all'assemblea degli azionisti. L'esercizio del voto senza partecipare personalmente all'assemblea generale non deve essere soggetto a restrizioni diverse da quelle necessarie per la verificazione dell'identità e per la sicurezza delle comunicazioni. Le restrizioni e i vincoli amministrativi che rendono attualmente il voto a distanza o per delega complesso e costoso devono essere eliminati.
(7) È opportuno che nell'offrire ai propri azionisti mezzi di partecipazione all'assemblea generale per via elettronica le società non incontrino ostacoli giuridici. L'esercizio del voto, per corrispondenza o per via elettronica, senza partecipare personalmente all'assemblea generale,
non deve essere soggetto a restrizioni diverse da quelle necessarie per la sicurezza delle comunicazioni. Tuttavia, ciò non dovrebbe impedire agli Stati membri di adottare norme intese ad assicurare che i risultati del voto rispecchino le intenzioni degli azionisti in ogni circostanza, comprese le norme destinate a far fronte a situazioni in cui si verificano o si rivelano nuove circostanze dopo che un azionista ha espresso il suo voto per corrispondenza o per via elettronica.
(7 bis) Il buon governo societario richiede una procedura di voto per delega agevole ed efficiente. Le limitazioni e i vincoli esistenti che rendono il voto per delega malagevole e oneroso dovrebbero pertanto essere eliminati. Tuttavia il buon governo societario richiede anche opportune salvaguardie contro eventuali abusi del voto per delega. Per tale motivo il rappresentante dovrebbe essere tenuto a osservare le istruzioni eventualmente ricevute dall'azionista e gli Stati membri dovrebbero poter introdurre misure appropriate per garantire che il rappresentante non persegua nessun interesse diverso dall'interesse dell'azionista, indipendentemente dal motivo che ha dato origine al conflitto di interessi. Le misure contro possibili abusi potrebbero, in particolare, essere costituite da regimi adottati dagli Stati membri al fine di disciplinare l'attività di persone attive nella raccolta di deleghe o che abbiano di fatto raccolto più di un determinato numero significativo di deleghe, in particolare per garantire un livello adeguato di affidabilità e trasparenza. In forza della presente direttiva, gli azionisti dispongono del diritto illimitato di designare tali persone come rappresentanti incaricati di partecipare e votare a loro nome nelle assemblee generali. La presente direttiva lascia tuttavia impregiudicate le disposizioni o le sanzioni che gli Stati membri possono applicare a tali persone quando i voti sono stati espressi utilizzando in modo fraudolento le deleghe raccolte. Inoltre la presente direttiva non impone alle società l'obbligo di verificare che i rappresentanti votino conformemente alle istruzioni di voto impartite dall'azionista che essi rappresentano.
(7 ter) Allorquando sono coinvolti intermediari finanziari, l'efficacia del voto sulla base di istruzioni dipende in ampia misura dall'efficacia della catena di intermediari, considerato che gli investitori spesso non sono in grado di esercitare i diritti di voto derivanti dalle loro azioni senza la cooperazione di ogni intermediario della catena, che può non avere un interesse economico nelle azioni. Per consentire all'investitore di esercitare i propri diritti di voto in situazioni transfrontaliere è quindi importante che gli intermediari facilitino l'esercizio dei diritti di voto. La Commissione dovrebbe considerare ulteriormente la questione nel quadro di una raccomandazione, nella prospettiva di assicurare che gli investitori abbiano accesso a servizi di voto efficaci e che i diritti di voto siano esercitati conformemente alle istruzioni impartite dagli investitori.
(7 quater) I tempi della comunicazione all'organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza e al pubblico dei voti espressi prima dell'assemblea generale per via elettronica o per corrispondenza sono un'importante questione di governo societario, che può essere tuttavia stabilita dagli Stati membri.
(7 quater) I risultati delle votazioni dovrebbero essere stabiliti secondo metodi che riflettano le intenzioni di voto espresse dagli azionisti; dopo l'assemblea generale la loro trasparenza dovrebbe essere assicurata almeno mediante pubblicazione sul sito Internet della società.
(9) Al fine di evitare una duplicazione delle disposizioni aventi lo stesso oggetto, la direttiva 2004/109/CE deve essere modificata,
(9bis) Conformemente al punto 34 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"1 gli Stati membri sono incoraggiati a redigere e rendere pubblici, nell'interesse proprio e della Comunità, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra la presente direttiva e i provvedimenti di recepimento,
1 GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1. Emendamento 16
1. La presente direttiva stabilisce i requisiti relativi all'esercizio dei diritti di voto nelle assemblee generali di emittenti aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato.
1. La presente direttiva stabilisce i requisiti relativi all'esercizio di taluni diritti degli azionisti inerenti alle azioni con diritto di voto nel quadro delle assemblee generali di società aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato situato o operante all'interno di uno Stato membro.
1 bis. Lo Stato membro competente a disciplinare le materie oggetto della presente direttiva è lo Stato membro in cui la società ha la sede legale e i riferimenti alla "legge applicabile" si intendono fatti alla legge di tale Stato membro.
2. Gli Stati membri possono escludere dall'ambito di applicazione della presente direttiva gli emittenti che sono:
2. Gli Stati membri possono escludere dall'ambito di applicazione della presente direttiva i seguenti tipi di società:
i) organismi di investimento collettivo costituiti in forma di società ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 85/611/CEE e
i) organismi di investimento collettivo costituiti ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 85/611/CEE; ii) organismi, il cui oggetto esclusivo è l'investimento collettivo dei capitali raccolti presso il pubblico, il cui funzionamento è soggetto al principio della ripartizione dei rischi e che non mirano all'assunzione del controllo o della direzione degli emittenti degli investimenti, a condizione che tali organismi di investimento collettivo siano autorizzati e soggetti alla vigilanza di autorità competenti e che dispongano di un depositario che eserciti funzioni equivalenti a quelle previste dalla direttiva 85/611/CEE.
ii) organismi, il cui oggetto esclusivo è l'investimento collettivo dei capitali raccolti presso il pubblico, il cui funzionamento è soggetto al principio della ripartizione dei rischi e che non mirano all'assunzione del controllo o della direzione degli emittenti degli investimenti, a condizione che tali organismi di investimento collettivo siano autorizzati e soggetti alla vigilanza di autorità competenti e che dispongano di un depositario che eserciti funzioni equivalenti a quelle previste dalla direttiva 85/611/CEE; ii bis) società cooperative.
a) “emittente”: una persona giuridica di diritto privato o pubblico, compreso uno Stato, le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato;
La nozione di "emittente" è sostituita da quella di "società".
c) “azionista”: una persona fisica o giuridica di diritto privato o pubblico che detiene:
c) “azionista”: la persona fisica o giuridica riconosciuta come azionista dalla legge applicabile;
i) azioni dell’emittente a proprio nome e per proprio conto;
ii) azioni dell’emittente a proprio nome, ma per conto di un’altra persona fisica o giuridica;
La definizione di azionista varia notevolmente tra gli Stati membri. La modifica proposta consente agli Stati membri di mantenere il proprio sistema di azionariato e non impone nuovi requisiti che potrebbero intaccare la definizione nazionale di azionista.
d) “ente creditizio”: un’impresa ai sensi dell’articolo 1, punto 1, lettera a), della direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
e) “delega”: il potere conferito ad una persona fisica o giuridica da un azionista di esercitare alcuni o tutti i diritti di tale azionista nell’assemblea generale a suo nome e per suo conto;
e) “delega”: il potere conferito ad una persona fisica o giuridica da un azionista di esercitare alcuni o tutti i diritti dell'azionista nell’assemblea generale a suo nome;
f) “conto collettivo”: un conto titoli nel quale possono essere detenuti titoli per conto di diverse persone fisiche o giuridiche.
Requisiti nazionali più rigorosi
Gli Stati membri possono assoggettare gli emittenti aventi la sede legale sul loro territorio a requisiti più rigorosi di quelli previsti dalla presente direttiva.
La presente direttiva non impedisce agli Stati membri di imporre obblighi ulteriori alle società o di prendere ulteriori misure intese ad agevolare l'esercizio da parte degli azionisti dei diritti indicati nella presente direttiva.
L'emittente assicura la parità di trattamento di tutti gli azionisti che si trovano nella stessa posizione per quanto concerne la partecipazione e l'esercizio dei diritti di voto alle sue assemblee generali.
La società assicura la parità di trattamento di tutti gli azionisti che si trovano nella stessa posizione per quanto concerne la partecipazione e l'esercizio dei diritti di voto all'assemblea generale.
Avviso di convocazione dell'Assemblea generale
Informazioni prima dell'Assemblea generale
1. Fatto salvo l'articolo 9, paragrafo 4, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, l'avviso di prima convocazione dell'assemblea generale è inviato dall'emittente almeno 30 giorni di calendario prima dell'assemblea.
1. Fatti salvi l'articolo 9, paragrafo 4, e l'articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, gli Stati membri assicurano che la società emetta la convocazione dell'assemblea generale secondo una delle modalità specificate al paragrafo 1 bis, al più tardi il ventunesimo giorno precedente la data dell'assemblea.
Gli Stati membri possono prevedere che, qualora la società offra agli azionisti la possibilità di votare utilizzando mezzi elettronici accessibili a tutti gli azionisti, l'assemblea generale degli azionisti possa decidere di emettere la convocazione di un'assemblea generale che non sia un'assemblea generale annuale secondo una delle modalità specificate al paragrafo 1 bis al più tardi il quattordicesimo giorno precedente il giorno dell'assemblea. Tale decisione deve essere presa da una maggioranza di almeno due terzi dei voti inerenti ai titoli o al capitale sottoscritto rappresentato e per un periodo che non vada oltre la successiva assemblea generale annuale.
Gli Stati membri non sono tenuti ad applicare tali periodi minimi alla seconda convocazione o alle convocazioni successive dell'assemblea generale, indette per mancato raggiungimento del quorum richiesto in prima convocazione, a condizione che siano state rispettate le disposizioni del presente articolo per la prima convocazione e che non siano stati iscritti nuovi punti all'ordine del giorno, e che intercorrano almeno 10 giorni tra la convocazione finale e la data dell'assemblea generale.
1 bis. Fatti salvi gli ulteriori requisiti in materia di notifica o pubblicazione stabiliti dallo Stato membro competente definito all'articolo 1, paragrafo 1bis, la società è tenuta a emettere la convocazione di cui al paragrafo 1 in modo tale da assicurare un accesso rapido e su base non discriminatoria alla medesima. Lo Stato membro prescrive alla società di utilizzare i mezzi di comunicazione che possono ragionevolmente garantire un'efficace diffusione delle informazioni presso il pubblico in tutta la Comunità. Lo Stato membro non può imporre l'obbligo di ricorrere unicamente a mezzi di comunicazione i cui operatori sono stabiliti sul suo territorio.
Lo Stato membro non è tenuto ad applicare le disposizioni del primo comma alle società in grado di desumere nomi e indirizzi dei loro azionisti da un registro aggiornato degli azionisti, a condizione che le società in questione abbiano l'obbligo di inviare l'avviso di convocazione a ciascun azionista registrato.
In entrambi i casi la società non può addebitare costi specifici per l'emissione della convocazione secondo le modalità prescritte.
2. L'avviso di convocazione di cui al paragrafo 1 include almeno i seguenti elementi:
2. La convocazione di cui al paragrafo 1 deve come minimo:
a) l'indicazione precisa del luogo, della data e dell'ora e del progetto di ordine del giorno dell'assemblea;
a) indicare con precisione dove e quando si svolgerà l'assemblea generale, e l'ordine del giorno proposto per la stessa;
b) una descrizione chiara e precisa delle procedure che gli azionisti devono rispettare per poter partecipare e votare all'assemblea generale, inclusa la data di registrazione applicabile;
b) contenere una descrizione chiara e precisa delle procedure che gli azionisti devono rispettare per poter partecipare e votare all'assemblea generale, comprese le informazioni riguardanti:
i) i diritti di cui godono gli azionisti ai sensi dell'articolo 6, nella misura in cui possono essere esercitati dopo l'emissione della convocazione, e ai sensi dell'articolo 9, e i termini entro cui tali diritti possono essere esercitati; la convocazione può limitarsi ad indicare solo i termini entro cui tali diritti possono essere esercitati, a condizione che contenga un riferimento alla disponibilità di informazioni più dettagliate in merito a tali diritti sul sito Internet della società;
ii) la procedura di voto per delega, in particolare i formulari da utilizzare per il voto per delega e le modalità che la società è disposta ad accettare per la notifica elettronica della designazione di rappresentanti; e
iii) se applicabile, le procedure di voto per corrispondenza o per via elettronica;
c) una descrizione chiara e precisa degli strumenti a disposizione degli azionisti per poter partecipare e votare all'assemblea generale. In alternativa, l'avviso di convocazione può indicare dove reperire tali informazioni;
c) se applicabile, indicare la data di registrazione di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e precisare che solo coloro che sono azionisti a quella data avranno il diritto di partecipare e di votare all'assemblea generale;
d) un'indicazione di dove sia possibile reperire il testo completo e integrale delle risoluzioni e dei documenti che saranno sottoposti all'approvazione dell'assemblea generale e delle modalità per ottenerlo;
d) indicare dove sia possibile reperire il testo completo e integrale dei progetti di risoluzioni e dei documenti di cui al paragrafo 3, lettere c) e c bis), e le modalità per ottenerli;
e) l'indirizzo del sito Internet sul quale saranno disponibili le informazioni di cui al paragrafo 3.
e) indicare l'indirizzo del sito Internet sul quale saranno disponibili le informazioni di cui al paragrafo 3.
3. Entro il termine di cui al paragrafo 1, gli emittenti rendono disponibili sui loro siti Internet almeno le informazioni seguenti:
3. Gli Stati membri assicurano che, per un periodo ininterrotto avente inizio al più tardi il ventunesimo giorno precedente il giorno dell'assemblea generale, e comprendente il giorno dell'assemblea, la società metta a disposizione degli azionisti sul suo sito Internet almeno le informazioni seguenti:
a) l'avviso di convocazione dell'assemblea di cui al paragrafo 1;
a) la convocazione dell'assemblea di cui al paragrafo 1 bis;
b) il numero complessivo delle azioni e dei diritti di voto;
b) il numero complessivo delle azioni e dei diritti di voto alla data della convocazione (compresi i totali, riportati separatamente, di ciascuna classe di azioni, nel caso in cui il capitale della società sia ripartito in due o più classi di azioni);
c) i testi delle risoluzioni e dei documenti di cui al paragrafo 2, lettera d);
c) i documenti che saranno sottoposti all'assemblea generale;
c bis) un progetto di risoluzione o, qualora non sia proposta l'adozione di alcuna risoluzione, un commento dell'organo competente della società, designato conformemente alla legge applicabile, su ciascun punto dell'ordine del giorno proposto dell'assemblea generale; inoltre, i progetti di risoluzioni presentati dagli azionisti saranno aggiunti non appena possibile una volta che siano pervenuti alla società;
d) i formulari da utilizzare per il voto per corrispondenza e per delega.
In alternativa ai formulari previsti alla lettera d), il sito indica l'indirizzo presso il quale ottenere i formulari e le modalità relative.
d) se applicabile, i formulari da utilizzare per il voto per delega e per corrispondenza, salvo che tali formulari siano trasmessi direttamente a ciascun azionista.
Qualora i formulari di cui alla lettera d) non possano essere messi a disposizione su Internet per motivi tecnici, la società indica sul suo sito le modalità per ottenerli in forma cartacea. In tal caso la società è tenuta a inviarli gratuitamente per posta a ciascun azionista che ne faccia richiesta.
Se, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 4, o dell'articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2004/25/CE, o in virtù del paragrafo 1, secondo comma, del presente articolo, la convocazione dell'assemblea generale è emessa oltre il ventunesimo giorno precedente l'assemblea, il periodo di cui al presente paragrafo è ridotto di conseguenza.
Diritto di aggiungere punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale e di presentare progetti di risoluzioni
Diritto di iscrivere punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale e di presentare progetti di risoluzioni
1. Gli azionisti, che agiscano individualmente o collettivamente, hanno il diritto di aggiungere punti all'ordine del giorno delle assemblee generali e di presentare a tali assemblee progetti di risoluzioni.
1. Gli Stati membri assicurano che gli azionisti, che agiscano individualmente o collettivamente,
a) abbiano il diritto di iscrivere punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale, purché ciascuno di questi punti sia corredato di una motivazione o di un progetto di risoluzione da adottare nell'assemblea generale; e
b) abbiano il diritto di presentare progetti di risoluzioni sui punti che figurano o figureranno all'ordine del giorno di un'assemblea generale.
Gli Stati membri possono stabilire che il diritto di cui alla lettera a) possa essere esercitato solo in relazione all'assemblea generale annuale, a condizione che gli azionisti, agendo individualmente o collettivamente, abbiano il diritto di convocare, o di chiedere alla società di convocare, un'assemblea generale che non sia un'assemblea generale annuale con un ordine del giorno comprendente almeno tutti i punti che essi hanno chiesto.
Gli Stati membri possono stabilire che tali diritti siano esercitati per iscritto (per corrispondenza o con mezzi elettronici).
2. Qualora il diritto di aggiungere punti all’ordine del giorno delle assemblee generali e di presentare a tali assemblee progetti di risoluzioni sia subordinato alla condizione per cui l’azionista o gli azionisti in questione detengano una partecipazione minima nel capitale azionario dell’emittente, tale partecipazione minima non supera l’importo più basso non supera il il 5% del capitale azionario dell’emittente e un valore nominale di 10 milioni di EUR.
2. Qualora uno dei diritti di cui al paragrafo 1 sia subordinato alla condizione che l’azionista o gli azionisti in questione detengano una partecipazione minima nella società, tale partecipazione minima non supera il 5% del capitale azionario.
3. I diritti di cui al paragrafo 1 sono esercitati con sufficiente anticipo rispetto alla data dell’assemblea generale per consentire agli altri azionisti di ricevere l’ordine del giorno modificato e le risoluzioni proposte o di avere accesso a tali documenti prima dell’assemblea generale
3. Ciascuno Stato membro fissa un'unica scadenza, in funzione di un determinato numero di giorni precedenti l'assemblea generale o la convocazione, entro la quale gli azionisti possono esercitare il diritto di cui al paragrafo 1, lettera a). Analogamente, ciascuno Stato membro può fissare una scadenza per l'esercizio del diritto di cui al paragrafo 1, lettera b).
3 bis. Gli Stati membri assicurano che, qualora l'esercizio del diritto di cui al paragrafo 1, lettera a) comporti una modifica dell'ordine del giorno dell'assemblea generale già comunicato agli azionisti, la società rende disponibile un ordine del giorno modificato seguendo le stesse modalità utilizzate per l'ordine del giorno precedente, prima della data di registrazione applicabile o, in mancanza di una data di registrazione applicabile, con sufficiente anticipo rispetto alla data dell'assemblea generale, in modo da consentire agli altri azionisti di conferire la delega o, se applicabile, di votare per corrispondenza.
Ammissione all'assemblea generale
Requisiti per partecipare e votare all' assemblea generale. 1. Il diritto di partecipare e di votare ad un'assemblea generale non è soggetto a condizioni che impongano all'azionista di bloccare le azioni di cui trattasi mediante deposito, o in altro modo, presso un ente creditizio o un altro soggetto prima dell'assemblea generale, anche se il blocco non influisce sulla possibilità di negoziazione delle azioni.
a) che i diritti di un azionista di partecipare a un'assemblea generale e di votare, in funzione delle sue azioni, non siano soggetti ad alcun requisito di depositare, trasferire o registrare, a nome di un'altra persona fisica o giuridica, tali azioni prima dell'assemblea generale; e
b) che i diritti di un azionista di vendere o trasferire in altro modo le sue azioni durante il periodo che intercorre tra la data di registrazione e l'assemblea generale cui questa si applica non siano soggetti ad alcuna limitazione a cui non sono soggetti in altri momenti.
2. Il diritto di partecipare e di votare ad un'assemblea generale di un emittente può essere subordinato alla condizione per cui una persona fisica o giuridica abbia la qualità di azionista dell'emittente in questione ad una determinata data, precedente l'assemblea generale.
2. Gli Stati membri dispongono che i diritti di un azionista di partecipare a un'assemblea generale e di votare, in funzione delle sue azioni, siano determinati dalle azioni detenute da tale azionista a una determinata data precedente l'assemblea generale (data di registrazione).
La prova della qualità di azionista può essere soggetta solo ai requisiti necessari per assicurare l'identificazione degli azionisti, nella misura in cui essi siano proporzionati a tale obiettivo.
Gli Stati membri non sono tenuti ad applicare le disposizioni del primo comma alle società in grado di desumere nomi e indirizzi dei loro azionisti da un registro aggiornato degli azionisti alla data dell'assemblea generale.
3. La data di cui al paragrafo 2, primo comma è fissata da ciascuno Stato membro per le assemblee generali degli emittenti aventi la sede legale in tale Stato membro..
Tale data non può tuttavia precedere di più di 30 giorni di calendario l'assemblea generale.
Ciascuno Stato membro comunica la data così fissata alla Commissione, la quale pubblica le date in questione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
3. Ciascuno Stato membro assicura che a tutte le società si applichi un'unica data di registrazione; tuttavia uno Stato membro può stabilire una data di registrazione per le società che hanno emesso azioni al portatore e un'altra data di registrazione per le società che hanno emesso azioni nominative, a condizione che a ciascuna società che ha emesso azioni di entrambe le categorie si applichi un'unica data di registrazione. La data di registrazione non può precedere di oltre 30 giorni la data dell'assemblea generale cui si applica. Nell'attuare la presente disposizione e le disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 1, ciascuno Stato membro assicura che tra l'ultima data in cui è possibile convocare l'assemblea generale e la data di registrazione intercorrano almeno otto giorni e che nel calcolo del numero dei giorni tali due date siano escluse. Nei casi di cui all'articolo 5, paragrafo 1, terzo comma, uno Stato membro può tuttavia chiedere che intercorrano almeno sei giorni tra l'ultima data ammissibile per la seconda convocazione o le convocazioni successive dell'assemblea generale, indette per mancato raggiungimento del quorum necessario in prima convocazione, e la data di registrazione; nel calcolo del numero dei giorni tali due date sono escluse.
3 bis. La prova della qualità di azionista può essere soggetta solo ai requisiti necessari per assicurare l'identificazione degli azionisti e solo nella misura in cui detti requisiti siano proporzionati al raggiungimento di tale obiettivo.
Gli Stati membri non vietano la partecipazione degli azionisti all'assemblea generale per via elettronica.
I requisiti e i vincoli che ostacolano o potrebbero ostacolare la partecipazione degli azionisti all'assemblea generale per via elettronica sono vietati, salvo qualora siano necessari per assicurare l'identificazione degli azionisti e la sicurezza della comunicazione elettronica e siano proporzionati al fine dell'identificazione.
1. Gli Stati membri consentono alle società di offrire ai loro azionisti qualsiasi forma di partecipazione all'assemblea generale per via elettronica, in particolare attraverso una o più delle seguenti forme:
a) trasmissione audio/video in tempo reale dell'assemblea generale; b) comunicazioni nei due sensi, in tempo reale, che consentono agli azionisti di intervenire nell'assemblea generale da un'altra località;
c) un meccanismo per esercitare il diritto di voto, prima dell'assemblea generale o durante il suo svolgimento, senza che sia necessario designare un rappresentante fisicamente presente alla stessa.
1 bis. Il ricorso a mezzi elettronici per consentire agli azionisti di partecipare all'assemblea generale può essere soggetto solo ai requisiti e ai vincoli necessari per assicurare l'identificazione degli azionisti e la sicurezza della comunicazione elettronica e solo nella misura in cui detti requisiti e vincoli siano proporzionati al raggiungimento di tali obiettivi. La presente disposizione non pregiudica le norme giuridiche che gli Stati membri hanno adottato o possono adottare riguardo al processo decisionale della società ai fini dell'introduzione o dell'attuazione di qualsiasi forma di partecipazione per via elettronica.
1. Gli azionisti hanno il diritto di porre domande oralmente, durante un'assemblea generale, e/o per iscritto o in forma elettronica, prima dell'assemblea generale.
1. Ogni azionista ha il diritto di porre domande connesse con i punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale. La società risponde alle domande poste dagli azionisti.
2. Gli emittenti rispondono alle domande poste loro dagli azionisti, fatte salve le misure che gli Stati membri possono adottare, o consentire agli emittenti di adottare, per garantire il corretto svolgimento delle assemblee generali, la loro preparazione e la tutela della riservatezza e degli interessi degli emittenti. Una risposta si considera data se le informazioni in questione sono disponibili sul sito Internet dell’emittente sotto forma di “domande frequenti”.
2. Il diritto di porre domande e l'obbligo di rispondere sono soggetti alle misure che gli Stati membri possono adottare, o consentire alle società di adottare, per garantire l'identificazione degli azionisti, il corretto svolgimento delle assemblee generali, la loro preparazione e la tutela della riservatezza e degli interessi delle società. Gli Stati membri possono consentire alle società di fornire un'unica risposta globale alle domande di contenuto analogo.
Gli Stati membri possono prevedere che si consideri data la risposta se le informazioni pertinenti sono disponibili sul sito Internet della società sotto forma di domanda e risposta.
3. Le risposte alle domande degli azionisti di cui al paragrafo 1 sono messe a disposizione di tutti gli azionisti mediante il sito Internet dell’emittente.
1. Ciascun azionista ha il diritto di designare un'altra persona fisica o giuridica come rappresentante incaricato di partecipare e votare per suo conto ad un'assemblea generale. Non vi sono restrizioni quanto alla persona alla quale può essere conferita una delega, fatto salvo il requisito per cui la persona in questione deve avere capacità giuridica.
1. Ciascun azionista ha il diritto di designare un'altra persona fisica o giuridica come rappresentante incaricato di partecipare e votare a suo nome in un'assemblea generale. Il rappresentante gode degli stessi diritti di intervenire e di rivolgere domande nell'assemblea generale di cui godrebbe l'azionista rappresentato.
Tuttavia, gli Stati membri possono limitare il diritto dei rappresentanti di esercitare a loro discrezione i diritti di voto nei casi in cui:
A parte il requisito che il rappresentante abbia capacità giuridica, gli Stati membri aboliscono le norme giuridiche che limitano, o consentono alle società di limitare, l'ammissibilità delle persone a essere designate come rappresentanti.
a) abbiano legami economici, familiari o di altro genere con l'emittente,
b) siano azionisti di maggioranza dell'emittente,
c) facciano parte degli esponenti aziendali dell'emittente o di uno dei suoi azionisti di maggioranza.
Un azionista può designare una sola persona come rappresentante per una determinata assemblea generale.
1 bis. Gli Stati membri possono limitare la designazione di un rappresentante a una singola assemblea o alle assemblee che si svolgono in un determinato periodo.
Fatto salvo l'articolo 13, paragrafo 5, gli Stati membri possono limitare il numero di persone che l'azionista può designare come rappresentanti per una determinata assemblea generale. Tuttavia, qualora l'azionista possieda azioni di una società detenute in più di un conto titoli, detta limitazione non impedisce all'azionista di designare un rappresentante distinto in riferimento alle azioni detenute in ciascun conto titoli per una determinata assemblea generale. Ciò non pregiudica le norme nell'ambito della legge applicabile che vietano di votare in modo differenziato per azioni detenute dallo stesso azionista.
1 ter. A parte le restrizioni espressamente consentite dalle disposizioni dei paragrafi 1 e 1 bis, gli Stati membri non possono limitare o consentire alle società di limitare l'esercizio dei diritti degli azionisti tramite il rappresentante, salvo al fine di risolvere i potenziali conflitti di interesse tra il rappresentante e l'azionista nell'interesse del quale il rappresentante è tenuto ad agire; nel fare ciò gli Stati membri non possono imporre requisiti diversi dai seguenti:
a) gli Stati membri possono stabilire che il rappresentante comunichi taluni fatti specifici i quali possono essere rilevanti per consentire agli azionisti di valutare se esistono rischi che il rappresentante possa perseguire un interesse diverso dall'interesse dell'azionista;
b) gli Stati membri possono limitare o escludere l'esercizio dei diritti di un azionista attraverso un rappresentante in mancanza di istruzioni di voto specifiche per ciascuna risoluzione in relazione alla quale il rappresentante dovrà votare per conto dell'azionista;
c) gli Stati membri possono limitare o escludere il trasferimento della delega a un'altra persona, ma ciò non impedisce a un rappresentante che sia una persona giuridica di esercitare, tramite un membro dei suoi organi di direzione o di amministrazione o un suo dipendente, i poteri conferitigli.
ii) sia membro dell'organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza della società o di un azionista di controllo o di un soggetto controllato di cui al punto i);
1 quater. Il rappresentante esprime il voto conformemente alle istruzioni di voto impartite dall'azionista che esso rappresenta.
Gli Stati membri possono chiedere ai rappresentanti di tenere una traccia delle istruzioni di voto per un determinato periodo minimo e di confermare su richiesta che le istruzioni di voto sono state rispettate.
2. Una persona che agisca in qualità di rappresentante può ricevere deleghe da parte di più di un azionista, senza limitazioni al numero di azionisti rappresentati. 2. Una persona che agisca in qualità di rappresentante può ricevere deleghe da parte di più di un azionista, senza limitazioni al numero di azionisti rappresentati. Se detiene deleghe di più azionisti, un rappresentante può esprimere voti divergenti, a favore e contrari, per quanto concerne una determinata risoluzione e/o astenersi dal votare la risoluzione conformemente alle istruzioni di voto degli azionisti che rappresenta.
La legge applicabile consente a un rappresentante che detenga deleghe di più azionisti di esprimere per un azionista un voto diverso da quello espresso per un altro.
3. Un rappresentante gode degli stessi diritti di intervenire e porre domande alle assemblee generali di cui godrebbe l'azionista che rappresenta, salvo istruzioni contrarie dell'azionista.
Formalità per la nomina e la notifica dei rappresentanti
-1. Gli Stati membri consentono agli azionisti di designare un rappresentante per via elettronica. Inoltre gli Stati membri consentono alle società di accettare le notifiche di designazione effettuate per via elettronica, e provvedono affinché tutte le società offrano ai loro azionisti almeno un modo effettivo di notifica per via elettronica.
1. La designazione di un rappresentante e la formulazione delle istruzioni di voto da parte dell’azionista non sono soggette a requisiti formali diversi da quelli strettamente necessari per l’identificazione dell’azionista e del rappresentante.
1. Gli Stati membri garantiscono che i rappresentanti possano essere designati, e la loro designazione notificata alla società, esclusivamente per iscritto. Oltre a questo requisito formale essenziale, la designazione di un rappresentante, la notifica della designazione alla società e la formulazione delle istruzioni di voto, se del caso, al rappresentante possono essere solo assoggettate a requisiti formali necessari, rispettivamente, ad assicurare l'identificazione dell'azionista e del rappresentante o ad assicurare la possibilità di verificare il contenuto delle istruzioni di voto e solo nella misura in cui detti requisiti siano proporzionati al raggiungimento di tali obiettivi. 2. I rappresentanti possono essere designati per via elettronica fatto salvo il rispetto dei requisiti, diversi dalla firma elettronica, che possono essere strettamente necessari per l’autenticazione dell’azionista designante e per l’identificazione del rappresentante.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano, mutatis mutandis, alla revoca della nomina di un rappresentante.
3. I requisiti imposti dagli Stati membri ai sensi dei paragrafi 1 e 2 sono proporzionati ai loro obiettivi.
Voto per corrispondenza 1. Qualsiasi azionista di una società quotata ha la possibilità di votare per corrispondenza prima dell'assemblea generale, fatto salvo il rispetto dei requisiti necessari per garantire l'identificazione degli azionisti e proporzionati a tale obiettivo.
Gli Stati membri consentono alle società di offrire ai loro azionisti la possibilità di votare per corrispondenza prima dell'assemblea generale. Il voto per corrispondenza può essere assoggettato unicamente ai requisiti e ai vincoli necessari ad assicurare l'identificazione degli azionisti e solo nella misura in cui detti requisiti e vincoli sono proporzionati al raggiungimento di tale obiettivo.
2. Gli Stati membri vietano i requisiti e i vincoli che ostacolano l'esercizio per via elettronica dei diritti di voto inerenti alle azioni da parte di azionisti che non sono fisicamente presenti all'assemblea generale, salvo qualora tali requisiti siano necessari per assicurare l'identificazione degli azionisti e la sicurezza delle comunicazioni elettroniche e siano proporzionati a tale obiettivo.
Voto sulla base di istruzioni
Soppressione di taluni impedimenti all'effettivo esercizio dei diritti di voto 1. Gli Stati membri assicurano che qualsiasi persona fisica o giuridica autorizzata dalla loro legislazione a detenere, nel quadro di un'attività commerciale, valori mobiliari per conto di un'altra persona fisica o giuridica possa detenere tali valori mobiliari in conti individuali o in conti collettivi.
1. Il presente articolo si applica nei casi in cui una persona fisica o giuridica, riconosciuta come azionista dalla legge applicabile, agisca, nel quadro di un'attività professionale, per conto di un'altra persona fisica o giuridica (il "cliente").
2. Se le azioni sono detenute in conti collettivi, non è consentito esigere che siano registrate temporaneamente in conti individuali, per poter esercitare i diritti di voto inerenti a tali azioni nel corso di un'assemblea generale.
2. Qualora la legge applicabile imponga requisiti di comunicazione, come condizione preliminare per l'esercizio dei diritti di voto da parte di un azionista di cui al paragrafo 1, detti requisiti non vanno al di là di un elenco che comunica alla società l'identità di ciascun cliente e il numero di azioni in relazione alle quali è esercitato il diritto di voto per suo conto. 3. Alle persone di cui al paragrafo 1 non viene impedito di esprimere voti inerenti alle azioni che detengono per conto di un'altra persona fisica o giuridica, a condizione che abbiano ricevuto istruzioni in tal senso da parte loro. Le persone fisiche o giuridiche di cui al paragrafo 1 conservano tracce delle istruzioni ricevute per un periodo minimo di un anno.
3. Qualora la legge applicabile imponga requisiti formali riguardo all'autorizzazione di un azionista di cui al paragrafo 1 a esercitare diritti di voto, o alle istruzioni di voto, detti requisiti formali non vanno al di là di quanto necessario, rispettivamente, per l'identificazione del cliente o per consentire la verifica del contenuto delle istruzioni di voto, e sono proporzionati al raggiungimento di tali obiettivi.
4. Una persona fisica o giuridica di cui al paragrafo 1 che detenga azioni di uno stesso emittente in un conto collettivo è autorizzata ad esprimere voti disgiunti per le diverse azioni rappresentate.
4. Un azionista di cui al paragrafo 1 è autorizzato ad esprimere voti inerenti a determinate azioni in maniera diversa rispetto a quelli relativi ad altre azioni.
5. In deroga all'articolo 10, paragrafo 1, terzo comma, una persona fisica o giuridica di cui al paragrafo 1 che detenga valori mobiliari in un conto collettivo ha il diritto di conferire una delega a qualsiasi persona per conto della quale detenga le azioni in tale conto o ad una terza parte designata da tale persona.
5. Qualora la legge applicabile limiti il numero delle persone che un azionista può designare come rappresentanti in conformità dell'articolo 10, paragrafo 1bis, tale limitazione non deve impedire all'azionista di cui al paragrafo 1 di conferire una delega a ciascuno dei suoi clienti o a una terza parte designata da un cliente.
Risultato della votazione Ai fini del conteggio dei voti, sono presi in considerazione tutti i voti espressi in relazione ad una determinata risoluzione sottoposta all'approvazione dell'assemblea generale.
1. La società stabilisce per ogni risoluzione almeno il numero di azioni per le quali sono stati espressi voti validi, la proporzione di capitale azionario che tali voti rappresentano, il numero totale di voti validamente espressi, nonché il numero di voti favorevoli e contrari alla risoluzione e, se applicabile, il numero delle astensioni.
Tuttavia, gli Stati membri possono prevedere o permettere alle società di prevedere che, se nessun azionista richiede un pieno rendiconto del voto, sia sufficiente stabilire i risultati della votazione solo nella misura in cui ciò è necessario per assicurare che per ogni risoluzione venga raggiunta la maggioranza richiesta.
2. Entro un termine, determinato dalla legislazione nazionale, che non supera i 15 giorni dopo l'assemblea generale, la società pubblica sul suo sito Internet i risultati della votazione conformemente al paragrafo 1.
3. Il presente articolo lascia impregiudicate le eventuali norme giuridiche che gli Stati membri hanno adottato o possono adottare circa le formalità necessarie affinché una risoluzione sia valida o la possibilità di una successiva impugnazione legale dei risultati della votazione.
Informazioni successive all'assemblea generale
1. Entro un termine che non supera i 15 giorni di calendario successivi all'assemblea generale, l'emittente pubblica sul suo sito Internet i risultati dei voti relativi a ciascuna risoluzione presentata all'assemblea generale. 2. I risultati delle votazioni includono per ciascuna risoluzione, almeno il numero di azioni in relazione alle quali sono stati espressi voti e le percentuali dei voti favorevoli e contrari per ciascuna risoluzione.
1. Gli Stati membri provvedono a far entrare in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il [31 dicembre 2007]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.
Gli Stati membri provvedono a far entrare in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il [...]1. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.
In deroga al primo comma, gli Stati membri in cui al 1º luglio 2006 fossero in vigore disposizioni nazionali che limitano o vietano la designazione di un rappresentante nell'ambito della casistica di cui all'articolo 10, paragrafo 1ter, secondo comma, punto (ii), mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi all'articolo 10, paragrafo 1ter, per quanto riguarda siffatta limitazione o divieto, entro il [...]2 Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il numero di giorni di cui all'articolo 6, paragrafo 3, e all'articolo 7, paragrafo 3, e qualsiasi modifica al riguardo; la Commissione pubblica tali informazioni nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
1 Ventiquattro mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.
2 Cinque anni dopo l'entrata in vigore della direttiva.
A partire dalla data specificata all’articolo 16, paragrafo 1, l’articolo 17 della direttiva 2004/109/CE è così modificato:
1. Il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
“2. L’emittente garantisce che tutti gli strumenti e le informazioni necessari per consentire ai possessori di azioni di esercitare i loro diritti siano disponibili nello Stato membro d’origine e che sia preservata l’integrità dei dati. In particolare,
i) l’emittente designa come suo agente un istituto finanziario presso il quale gli azionisti possano esercitare i loro diritti finanziari; nonché
ii) pubblica le comunicazioni o distribuisce le circolari relative all’assegnazione e al pagamento dei dividendi nonché alle emissioni di nuove azioni, comprese le informazioni sulle modalità di attribuzione, di sottoscrizione, di cancellazione e di conversione.”
Al paragrafo 4, l’espressione “paragrafo 2, lettera c)” è sostituita dall’espressione “paragrafo 2, punto i)”.
Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale
Il relatore sostiene la proposta della Commissione, volta ad agevolare o rendere possibile l'esercizio transfrontaliero dei diritti degli azionisti.
Gli emendamenti concernono essenzialmente otto punti.
1. Le cooperative, data la loro particolare composizione, sono espressamente escluse dal campo di applicazione della direttiva.
2. Per quanto concerne i termini di convocazione (articolo 5 della proposta della Commissione), si opera una distinzione fra assemblea generale annuale e assemblea generale straordinaria. La convocazione per l'assemblea generale annuale deve comportare venti giorni di calendario; il termine per l'assemblea generale straordinaria deve tener conto del modo in cui gli Stati membri hanno recepito gli articoli 9 e 11 della direttiva concernente le offerte pubbliche di acquisto (quindi "almeno due settimane").
3. Occorre inoltre distinguere tra azioni al portatore e azioni nominative. La distinzione ha effetto in due casi. Da un lato, quando si deve decidere a chi indirizzare la convocazione per l'assemblea generale. Di norma, nel caso di azioni nominative, la convocazione è fatta direttamente all'azionista iscritto nel libro soci (articolo 5 della proposta della Commissione). Dall'altro, nel caso di azioni nominative, è più facile dimostrare la proprietà azionaria che, in base all'articolo 7 della proposta, conferisce all'azionista il diritto di votare all'assemblea generale. Pertanto, il termine richiesto dall'articolo 7 della proposta della Commissione per le azioni nominative può essere più vicino al termine dell'assemblea generale rispetto alle azioni al portatore.
4. Inoltre, per la convocazione all'assemblea generale, dovrebbe essere utilizzato il "meccanismo ufficialmente stabilito" previsto all'articolo 21, paragrafo 2 della direttiva sulla trasparenza, nella misura in cui la convocazione per l'assemblea generale può essere pubblicata mediante tale meccanismo (cfr. emendamento all'articolo 5 della proposta della Commissione).
5. Per quanto riguarda il diritto di porre domande (articolo 9), si propone che le società siano tenute a fornire risposta al più tardi all'assemblea generale. Le domande poste dai detentori dell'1% del capitale azionario devono ricevere risposta entro un termine adeguato, indipendentemente dall'assemblea generale (diritto di domanda qualificato); le società hanno la responsabilità di fornire una risposta a tali domande "qualificate". Inoltre, eventuali diritti d'impugnazione degli azionisti non devono essere estesi fino ad includere le domande poste dinanzi all'assemblea generale.
6. Il voto su delega (articolo 10) deve essere reso possibile o agevolato. La persona del rappresentante deve soddisfare solo il requisito della capacità giuridica; per quanto concerne l'espletamento della rappresentanza, gli Stati membri devono fissare o recepire adeguatamente soltanto le regole intese ad evitare i conflitti d'interesse tra azionista e rappresentante. Le eventuali regole devono essere necessarie e proporzionate. Eventuali problemi nel rapporto interno tra azionista e rappresentante non hanno alcun effetto sul rapporto esterno con la società.
7. In analogia con l'esercizio dei diritti dell'azionista da parte del rappresentante, deve essere agevolato anche l'esercizio dei diritti dell'azionista da parte di intermediari. Per soddisfare l'esigenza di trasparenza, gli Stati membri devono poter prevedere regole che consentano di identificare le persone per le quali viene esercitato il diritto di voto ("clienti").
8. Infine, la relazione prevede che la modifica dell'articolo 17 della direttiva sulla trasparenza non abbia una portata così ampia come quella prevista all'articolo 17 della proposta della Commissione. Le informazioni di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera a) della direttiva sulla trasparenza (tra l'altro luogo, data e ordine del giorno dell'assemblea generale) devono continuare ad essere disciplinate da detta direttiva. I requisiti della presente direttiva e quelli della direttiva sulla trasparenza si integrano a vicenda ma non si escludono. Tra l'altro, l'articolo 17 della direttiva sulla trasparenza consente che gli azionisti residenti ricevano facilmente tutte le informazioni pertinenti.
A seguito di negoziati è stato raggiunto un accordo verbale con il Consiglio e la Commissione, che si riflette negli emendamenti di compromesso presentati dal relatore.
PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (27.11.2006)
Relatore per parere (*): Wolf Klinz
Il controllo esercitato attraverso un'elevata e attiva partecipazione degli azionisti alle assemblee generali è indispensabile per un efficace governo societario. L'efficacia di questo controllo viene messa a rischio dalla scarsa partecipazione alle assemblee generali. Uno dei principali motivi risiede nella crescente proporzione dei titoli azionari in possesso di investitori stranieri, che devono superare vari ostacoli per partecipare a un'assemblea generale. In primo luogo, gli azionisti detengono normalmente i loro titoli attraverso catene di intermediari sottoposti a varie giurisdizioni. Per questo motivo è difficile e costoso ottenere un tempestivo accesso all'informazione ed esercitare il diritto di voto attraverso la presenza personale o per delega, rispettando nel contempo le specifiche condizioni giuridiche nazionali. In secondo luogo, l'obbligo del blocco delle azioni rende la partecipazione all'assemblea generale meno attraente.
Per agevolare e rafforzare la partecipazione degli azionisti alle assemblee generali in un contesto transfrontaliero, il che a sua volta rafforzerebbe la responsabilità della società nei confronti dei suoi proprietari e favorirebbe il mercato unico, la Commissione europea propone cinque misure:
a) garantire che le assemblee generali siano convocate con sufficiente anticipo;
b) sostituire tutte le forme di blocco delle azioni attraverso un sistema basato sulla data di registrazione;
c) eliminare tutti gli ostacoli giuridici alla partecipazione alle assemblee generali per via elettronica;
c) offrire agli azionisti il diritto di formulare domande oralmente e per iscritto (anche per via elettronica) nel corso e prima dell'assemblea generale;
e) offrire agli azionisti non residenti la possibilità di votare per delega, per posta o per via elettronica.
3. La posizione del relatore per parere
Il relatore per parere si compiace degli obiettivi e degli strumenti della direttiva proposta, ma ritiene che siano necessarie le seguenti modifiche:
3.1. Misura a): avviso di convocazione dell'assemblea
Al fine di compiere decisioni informate, gli azionisti devono ottenere la data, l'ordine del giorno e i documenti pertinenti in notevole anticipo. L'introduzione di un preavviso minimo rappresenta quindi un utile strumento. Questo avviso dovrebbe figurare non solo sul sito Internet della società, ma dovrebbe essere inviato anche al depositario centrale di titoli, che rappresenta, soprattutto in caso di azioni al portatore, il primo anello della catena tra la società e l'azionista. In caso di azioni nominative, l'avviso dovrebbe essere inviato direttamente all'azionista nominativo o al delegato. Inoltre, si dovrebbe operare una distinzione tra assemblee generali annuali e assemblee generali straordinarie, che sono convocate per diversi scopi e con vari livelli di urgenza.
3.2. Misura b): data di registrazione anziché blocco delle azioni
La sostituzione del blocco delle azioni attraverso un sistema di registrazione della data rappresenta un passo fondamentale. Un sistema di questo genere dovrebbe fornire una data di registrazione quanto più vicina possibile all'assemblea generale e un sufficiente lasso di tempo tra l'avviso di convocazione dell'assemblea generale e la data di registrazione, affinché gli azionisti (istituzionali) siano in grado di revocare i prestiti azionari. Inoltre, considerate le disparità strutturali tra le azioni al portatore e le azioni nominative, gli Stati membri dovrebbero poter stabilire diverse date di registrazione per questi due tipi di azioni.
3.3. Misura c): partecipazione per via elettronica
La possibilità di partecipare per via elettronica, vale a dire di aggiungere punti all'ordine del giorno, presentare risoluzioni, formulare domande, votare, ecc. potrebbe sostanzialmente rafforzare la partecipazione alle assemblee generali. Tuttavia, a seconda della dimensione e delle possibilità tecniche, le società dovrebbero avere la facoltà di decidere se fare o meno ricorso ai mezzi elettronici.
3.4. Misura d): diritto di formulare domande
Il diritto di formulare domande è essenziale per consentire agli azionisti di compiere decisioni informate. Tuttavia, le società devono essere messe in grado di proteggersi contro un abuso di questo diritto. Di conseguenza, gli azionisti dovrebbero avere il diritto di formulare domande oralmente nel corso di un'assemblea generale e, se previsto dalla società, far ricorso ai mezzi elettronici. Gli Stati membri, invece, non sono tenuti a consentire domande scritte prima dell'assemblea. Inoltre, le società risponderanno solo alle domande oralmente il giorno dell'assemblea e non saranno tenute a pubblicare le risposte sul loro sito web.
3.5. Misura e): voto per delega
Il relatore per parere sostiene il principio secondo cui non dovrebbero esservi restrizioni per quanto riguarda la persona che può ottenere una delega. Tuttavia, per evitare conflitti di interessi, gli Stati membri dovranno avere la possibilità di scegliere le opportune misure per limitare i diritti dei delegati.
3.6. Rapporto azionista-intermediario-società
L'obiettivo dovrebbe essere che l'azionista economico, vale a dire la persona che ha deciso di effettuare l'investimento e sostiene i rischi inerenti ai titoli azionari, dovrebbe controllare l'esercizio dei propri diritti di voto. Considerate le ampie disparità tra i sistemi nazionali di azionariato, il relatore per parere non propone una definizione del cosiddetto "ultimo investitore". Egli sottolinea però che gli intermediari che non siano azionisti legali dovrebbero esercitare solo i diritti di voto previsti dal proprio regime contrattuale generale con il cliente e seguire le istruzioni di voto se esse sono state eventualmente impartite dal cliente. Se non è l'ultimo elemento della catena tra l'azionista e la società, l'intermediario trasferirà le istruzioni di voto all'intermediario successivo.
La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’esercizio dei diritti di voto da parte degli azionisti di società aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato e recante modifica della direttiva 2004/109/CE
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’esercizio di taluni diritti degli azionisti nelle società quotate
(3) I possessori di azioni con diritto di voto devono poter esercitare tali diritti, considerato che essi si riflettono nel prezzo corrisposto all’acquisto delle azioni. Inoltre, un controllo effettivo da parte degli azionisti è una condizione preliminare per un buon governo societario e deve quindi essere agevolato e incoraggiato. A tal fine, è pertanto necessario adottare misure per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri. Gli ostacoli che dissuadono gli azionisti dal votare, come il fatto di subordinare l’esercizio dei diritti di voto al blocco delle azioni per un certo periodo prima dell'assemblea, devono essere eliminati. La presente direttiva lascia tuttavia impregiudicata la legislazione comunitaria vigente in materia di quote emesse dagli organismi di investimento collettivo o in materia di quote acquisite o cedute in tali organismi.
(4) La legislazione comunitaria vigente non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo. La direttiva 2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e che modifica la direttiva 2001/34/CE impone in effetti agli emittenti di mettere a disposizione una serie di informazioni e documenti pertinenti per le assemblee generali, ma quest’obbligo vale solo nello Stato membro dell’emittente. Inoltre, la direttiva 2001/34/CE è incentrata sulle informazioni che gli emittenti devono comunicare al mercato e non riguarda quindi la procedura di voto degli azionisti.
(4) La legislazione comunitaria vigente non è sufficiente per agevolare l'esercizio dei diritti degli azionisti in relazione alle assemblee generali in un contesto transfrontaliero. La direttiva 2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e che modifica la direttiva 2001/34/CE impone in effetti agli emittenti l'obbligo di mettere a disposizione una serie di informazioni e documenti pertinenti per le assemblee generali, ma quest’obbligo vale solo nello Stato membro dell’emittente. Inoltre, la direttiva 2001/34/CE è incentrata sulle informazioni che gli emittenti devono comunicare al mercato e non riguarda quindi la procedura di voto degli azionisti.
Andrebbero pertanto introdotte talune norme minime allo scopo di proteggere gli investitori e promuovere l'esercizio agevole ed efficace dei diritti degli azionisti inerenti alle azioni con diritto di voto. Per quanto riguarda i diritti diversi da quello di voto, gli Stati membri sono liberi, ove non avvenga già, di estendere l'applicazione di tali norme minime alle azioni senza diritto di voto.
Gli Stati membri definiscono procedure efficienti, trasparenti, semplici ed economicamente accessibili per assicurare che gli azionisti possano esercitare i diritti conferiti loro dalla presente direttiva e che le società adempiano ai loro obblighi.
(6) Gli azionisti devono poter votare con cognizione di causa nel corso dell’assemblea degli azionisti, o prima della sua tenuta, indipendentemente dal luogo in cui risiedono. Tutti gli azionisti devono disporre di tempo sufficiente per esaminare la documentazione che deve essere sottoposta all’assemblea generale e decidere come far uso dei diritti di voto inerenti alle loro azioni. A tal fine, la convocazione dell’assemblea generale deve essere comunicata con sufficiente anticipo e gli azionisti devono ricevere in tempo le informazioni complete che saranno sottoposte all’approvazione dell’assemblea generale. Gli azionisti devono inoltre, in linea di principio, avere la possibilità di aggiungere punti all’ordine del giorno dell’assemblea, di presentare risoluzioni e di porre domande in relazione ai punti all’ordine del giorno. È opportuno a tale proposito sfruttare le possibilità offerte dalle tecnologie moderne, che consentono di rendere immediatamente disponibili e accessibili le informazioni, anche per quanto concerne i risultati del voto dopo l’assemblea generale.
(6) Gli azionisti devono poter votare con cognizione di causa nel corso dell’assemblea generale, o prima della sua tenuta, indipendentemente dal luogo in cui risiedono. Tutti gli azionisti devono disporre di tempo sufficiente per esaminare la documentazione che deve essere sottoposta all’assemblea generale e decidere come far uso dei diritti di voto inerenti alle loro azioni. A tal fine, la convocazione dell’assemblea generale deve essere comunicata con tempestività e gli azionisti devono ricevere le informazioni complete da sottoporre all’assemblea generale. Gli azionisti devono inoltre, in linea di principio, avere la possibilità di aggiungere punti all’ordine del giorno dell’assemblea e di presentare risoluzioni sui punti di tale ordine del giorno, fatte salve le norme che limitano la distribuzione di materiale illecito e diffamatorio e la facoltà della società di rifiutarsi di diffondere tale materiale. Le tecnologie moderne rendono immediatamente disponibili le informazioni prima e dopo l'assemblea generale e consentono di partecipare attivamente a un'assemblea generale senza dover essere fisicamente presenti. Occorre quindi sfruttare queste possibilità. La presente direttiva presuppone che tutte le società quotate dispongano già di un proprio sito Internet.
(6 bis) Al fine di accrescere la partecipazione degli azionisti alle assemblee generali, consentendo loro di adottare decisioni con cognizione di causa, gli azionisti devono essere in grado di comprendere la convocazione e i testi presentati all'assemblea generale. La Commissione deve formulare raccomandazioni relative al linguaggio utilizzato, evitando tuttavia nel contempo di creare oneri per le società quotate di minori dimensioni o per quelle che non hanno un congruo azionariato straniero né sono alla ricerca attiva di investimenti stranieri. La Commissione deve consultare il Parlamento europeo a tale proposito e presentare i risultati raggiunti in una raccomandazione entro sei mesi dall'adozione della presente direttiva.
(6 ter) L'assemblea generale annuale di una società rappresenta la principale opportunità per il consiglio di amministrazione di rendere conto agli azionisti in merito ai risultati di gestione degli affari della società. Ciò deve riflettersi nella natura e nell'organizzazione dell'assemblea, che deve dare agli azionisti la possibilità di sollevare questioni in merito al governo societario. Una tale possibilità non deve sussistere in nessuna delle altre assemblee generali convocate dalla società, richieste di norma per ottenere il necessario consenso degli azionisti su aspetti relativi a una determinata transazione od operazione di finanziamento, e durante le quali è improbabile che sia opportuno effettuare un riesame più approfondito delle preoccupazioni degli azionisti. Tuttavia, una minoranza di azionisti deve avere la facoltà di richiedere, nel periodo intercorrente tra le assemblee generali annuali, la convocazione di un'assemblea generale se ritiene che valga la pena procedere a un siffatto riesame più approfondito delle preoccupazioni degli azionisti.
Occorre chiarire l'importante distinzione tra assemblee generali annuali e altre assemblee generali (assemblee generali straordinarie) e il diverso obiettivo dei due tipi di assemblea.
(6 quater) Onde assicurare l'autenticità del voto degli azionisti ed evitare l'abuso dei diritti di voto inerenti ad azioni prestate da investitori istituzionali a scopo finanziario, la Commissione deve valutare la prassi del prestito di titoli e le sue implicazioni sul governo societario, consultare il Parlamento europeo sulla questione e presentare una raccomandazione entro sei mesi dall'adozione della presente direttiva, improntata al Codice di buona pratica dell'International Corporate Governance Network sul prestito di titoli mobiliari dell'ottobre 2005.
(6 quinquies) In linea di principio, ciascun azionista deve avere la possibilità di porre quesiti relativi ai punti all'ordine del giorno dell'assemblea generale e di ottenere una risposta.
(7) Gli azionisti devono poter disporre di una gamma di strumenti semplici per esercitare i diritti di voto senza partecipare all’assemblea degli azionisti. L’esercizio del voto senza partecipare personalmente all’assemblea generale non deve essere soggetto a restrizioni diverse da quelle necessarie per la verificazione dell’identità e per la sicurezza delle comunicazioni. Le restrizioni e i vincoli amministrativi che rendono attualmente il voto a distanza o per delega complesso e costoso devono essere eliminati.
(7) Le società non devono incontrare ostacoli giuridici nell'offrire ai propri azionisti la possibilità di partecipare per via elettronica a un'assemblea generale. L’esercizio del voto senza partecipare personalmente all’assemblea generale, quindi per corrispondenza o per via elettronica, non deve essere soggetto a restrizioni diverse da quelle necessarie per la verificazione dell’identità e per la sicurezza delle comunicazioni.
(7 bis) Un buon governo societario necessita di una procedura di voto per delega flessibile ed efficace. È quindi necessario sopprimere tutte le limitazioni e tutti i vincoli esistenti che hanno l'effetto di complicare eccessivamente o di rendere troppo costoso il voto per delega. Tuttavia, un buon governo societario necessita altresì di adeguate garanzie per evitare eventuali abusi nel ricorso al voto per delega. Il rappresentante deve quindi essere tenuto a seguire tutte le eventuali istruzioni dell'azionista, mentre gli Stati membri devono poter adottare misure appropriate intese a garantire che il rappresentante persegua unicamente gli interessi dell'azionista, qualunque sia l'origine del conflitto di interessi. In particolare, le misure intese ad evitare eventuali abusi possono assumere la forma di regimi adottati dagli Stati membri per disciplinare l'attività delle persone che si dedicano alla raccolta delle deleghe o che di fatto hanno raccolto un numero significativo di deleghe che supera un livello determinato, segnatamente allo scopo di garantire un sufficiente livello di affidabilità e trasparenza. Ai sensi della presente direttiva, gli azionisti hanno il pieno diritto di nominare tali persone in qualità di rappresentanti per partecipare e votare alle assemblee generali a loro nome. La presente direttiva non incide tuttavia sulle regole o sanzioni che gli Stati membri possono applicare alle persone in oggetto, qualora il diritto di voto sia stato esercitato utilizzando in maniera fraudolenta le deleghe raccolte, né impone l'obbligo alle società di verificare che i rappresentanti votino sulla base delle istruzioni di voto impartite dagli azionisti che li hanno designati.
(7 ter) I risultati delle votazioni devono essere stabiliti attraverso metodi che riflettano nel modo più fedele possibile tutte le istruzioni di voto espresse dagli azionisti e devono essere pubblicati dopo l'assemblea generale, quanto meno sul sito Internet della società. Motivazione
Esigenze di credibilità richiedono che gli azionisti possano contare sul fatto che i propri desiderata e intenzioni espressi durante il voto si riflettano compiutamente nei risultati e che tali risultati siano pubblicizzati in modo trasparente.
1. La presente direttiva stabilisce i requisiti relativi all’esercizio dei diritti di voto nelle assemblee generali di emittenti aventi la sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato.
1. La presente direttiva stabilisce i requisiti relativi all’esercizio di taluni diritti degli azionisti connessi alle azioni con diritto di voto nel quadro delle assemblee generali di società aventi sede legale in uno Stato membro e le cui azioni sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato situato o operante all'interno di uno Stato membro.
1 bis. Lo Stato membro competente a disciplinare le materie contemplate dalla presente direttiva è lo Stato membro in cui la società ha la propria sede legale. Per "legge applicabile" si intende la legge di detto Stato membro.
2. Gli Stati membri possono escludere dall’ambito di applicazione della presente direttiva gli emittenti che sono:
2. Gli Stati membri possono escludere dall’ambito di applicazione della presente direttiva le seguenti tipologie di società:
i) organismi di investimento collettivo costituiti in forma di società ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 85/611/CEE e
i) organismi di investimento collettivo costituiti ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 85/611/CEE;
ii) organismi, il cui oggetto esclusivo è l’investimento collettivo dei capitali raccolti presso il pubblico, il cui funzionamento è soggetto al principio della ripartizione dei rischi e che non mirano all’assunzione del controllo o della direzione degli emittenti degli investimenti, a condizione che tali organismi di investimento collettivo siano autorizzati e soggetti alla vigilanza di autorità competenti e che dispongano di un depositario che eserciti funzioni equivalenti a quelle previste dalla direttiva 85/611/CEE.
ii) organismi, il cui oggetto esclusivo è l’investimento collettivo dei capitali raccolti presso il pubblico, il cui funzionamento è soggetto al principio della ripartizione dei rischi e che non mirano all’assunzione del controllo o della direzione degli emittenti degli investimenti, a condizione che tali organismi di investimento collettivo siano autorizzati e soggetti alla vigilanza di autorità competenti e che dispongano di un depositario che eserciti funzioni equivalenti a quelle previste dalla direttiva 85/611/CEE; e
iii) cooperative.
Il termine "emittente" è sostituito da "società" in tutta la direttiva, onde sottolineare il carattere di diritto societario di questa direttiva rispetto al carattere di diritto del mercato dei capitali della direttiva 2004/109/CE (direttiva sulla trasparenza). Inoltre, gli Stati non possono essere quotati in borsa per cui occorre eliminare il riferimento allo Stato.
c) “azionista”: una persona fisica o giuridica che è riconosciuta quale azionista a norma del diritto applicabile;
La definizione di azionista varia sensibilmente tra gli Stati membri. La modifica proposta consente agli Stati membri di mantenere il proprio sistema di azionariato e non impone nuovi requisiti che potrebbero intaccare la definizione nazionale di azionista.
ARTICOLO 2, LETTERA C BIS) (nuova)
c bis) "azionista residente": un azionista normalmente residente, avente sede legale o altro centro di attività nello Stato membro in cui ha sede legale la società;
gli azionisti che non soddisfano nessuno di questi criteri sono considerati "azionisti non residenti";
L'articolo 4 prevede la parità di trattamento tra azionisti residenti e non residenti.
ARTICOLO 2, LETTERA C TER) (nuova)
c ter) "per via elettronica": mediante mezzi elettronici per il trattamento (compresa la compressione digitale), lo stoccaggio e la trasmissione di dati via cavo, onde radio, tecnologie ottiche o qualsiasi altro mezzo elettromagnetico;
La definizione di "via elettronica" è mutuata da quella di "mezzi elettronici" della direttiva 2004/109/CE (direttiva sulla trasparenza).
e) “delega”: il potere conferito ad una persona fisica o giuridica da un azionista di esercitare alcuni o tutti i diritti dell'azionista in un’assemblea generale a suo nome;
ARTICOLO 2, LETTERA F BIS) (nuova)
f bis) “per iscritto”: qualsiasi formato di testo tecnico in grado di garantire che l'informazione contenuta in un messaggio sia fissata in modo permanente.
È necessaria una definizione del termine "per iscritto", visto che in alcuni Stati membri "per iscritto" equivale a "firmato di proprio pugno". Ai fini della presente direttiva, ciò significherebbe che la nomina di un rappresentante e la relativa notifica alla società, ad esempio, che deve essere effettuata per iscritto, potrebbero non essere realizzate utilizzando una piattaforma Internet protetta o per fax, e non è questa l'intenzione. Emendamento 23
Requisiti nazionali più rigorosi o supplementari
Gli Stati membri possono stabilire requisiti supplementari o più rigorosi di quelli previsti dalla presente direttiva purché detti requisiti abbiano l'effetto di facilitare e non ostacolare l'esercizio dei diritti degli azionisti.
La direttiva proposta si basa su un approccio di armonizzazione minimo e mira a facilitare l'esercizio dei diritti degli azionisti. A questo fine possono essere introdotti requisiti nazionali supplementari, oltre che più rigorosi. Gli eventuali requisiti supplementari tuttavia devono comunque agevolare la capacità degli azionisti di esercitare i propri diritti piuttosto che limitarla.
L’emittente assicura la parità di trattamento di tutti gli azionisti che si trovano nella stessa posizione per quanto concerne la partecipazione e l’esercizio dei diritti di voto alle sue assemblee generali.
La società assicura la parità di trattamento degli azionisti residenti e non residenti che detengono la stessa categoria di azioni per quanto concerne la partecipazione e l’esercizio dei diritti di voto alle assemblee generali, fatte salve eventuali sanzioni o altre misure che la società può legittimamente applicare all'emittente.
1. Fatto salvo l’articolo 9, paragrafo 4, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, l’avviso di prima convocazione dell’assemblea generale è inviato dall’emittente almeno 30 giorni di calendario prima dell’assemblea.
1. Fatti salvi l’articolo 9, paragrafo 4, e l'articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, gli Stati membri si adoperano affinché la società emetta la convocazione dell'assemblea generale non oltre ventuno giorni prima della data dell'assemblea.
Gli Stati membri non sono tenuti ad attenersi al termine minimo di cui sopra per l'emissione della seconda o successiva convocazione di un'assemblea generale, resa necessaria in ragione del mancato raggiungimento del quorum richiesto nel corso della prima, a condizione che per la prima convocazione siano state soddisfatte le disposizioni del primo comma, che all'ordine del giorno non siano iscritti nuovi punti e che tra la convocazione finale e la data dell'assemblea generale trascorrano almeno 10 giorni.
1 bis. Fatti salvi altri requisiti di notifica o di pubblicazione fissati dallo Stato membro competente, di cui all'articolo 1, paragrafo 1 bis, la società è tenuta a emettere la convocazione di cui al paragrafo 1 in modo tale che sia possibile accedervi rapidamente e su base non discriminatoria. Lo Stato membro prescrive alla società di utilizzare i mezzi di comunicazione che possono ragionevolmente garantire un'effettiva diffusione delle informazioni al pubblico in tutta la Comunità. Lo Stato membro non può imporre l'obbligo di utilizzare solo i mezzi di comunicazione i cui operatori sono stabiliti sul suo territorio.
Se una società è in grado di desumere i nominativi e gli indirizzi dei propri azionisti da un apposito registro aggiornato, detta società invia una convocazione a ciascuno degli azionisti registrati. Le società che consentono agli azionisti di registrare il loro indirizzo e-mail possono inviare la convocazione per posta elettronica senza essere obbligate a effettuare un'ulteriore spedizione mediante posta convenzionale.
In ambo i casi la società non può addebitare costi specifici per l'emissione della convocazione secondo le modalità prescritte. Emendamento 27
Qualora risulti impossibile per ragioni tecniche mettere a disposizione su Internet i formulari di cui alla lettera d), la società precisa sul proprio sito le modalità per ottenerli su supporto cartaceo. In tal caso, la società è tenuta a inviarli gratuitamente per posta a ciascun azionista che ne faccia richiesta.
Nei casi in cui, in virtù dell'articolo 9, paragrafo 4, o dell'articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1, la convocazione dell'assemblea generale è emessa più tardi dal ventunesimo giorno prima della data dell'assemblea, il periodo di cui al presente paragrafo è ridotto di conseguenza.
1 GU L 142 del 30.4.2004, pag. 12
1. Gli azionisti, che agiscano individualmente o collettivamente, hanno il diritto di aggiungere punti all’ordine del giorno delle assemblee generali e di presentare a tali assemblee progetti di risoluzioni.
1. Gli Stati membri provvedono affinché gli azionisti, che agiscano individualmente o collettivamente, a) abbiano il diritto di iscrivere punti all’ordine del giorno dell'assemblea generale, purché ciascuno di questi punti sia corredato di una motivazione o di un progetto di risoluzione da adottare nell'assemblea; e b) abbiano il diritto di presentare progetti di risoluzioni relativamente ai punti iscritti o da iscrivere all'ordine del giorno di un'assemblea generale.
Gli Stati membri possono prevedere che il diritto di cui alla lettera a) possa essere esercitato soltanto in relazione all'assemblea generale annuale, purché gli azionisti, che agiscano individualmente o collettivamente, abbiano il diritto di convocare, o di imporre alla società di convocare, un'assemblea generale diversa da un'assemblea generale annuale con un ordine del giorno comprendente almeno tutti i punti richiesti da tali azionisti.
Gli Stati membri possono altresì prevedere che tali diritti siano esercitati per iscritto (per corrispondenza o per via elettronica).
2. Qualora il diritto di aggiungere punti all’ordine del giorno delle assemblee generali e di presentare a tali assemblee progetti di risoluzioni sia subordinato alla condizione per cui l’azionista o gli azionisti in questione detengano una partecipazione minima nel capitale azionario dell’emittente, tale partecipazione minima non supera l’importo più basso tra il 5% del capitale azionario dell’emittente e un valore nominale di 10 milioni di EUR.
2. Qualora uno dei diritti di cui al paragrafo 1 sia subordinato alla condizione che l’azionista o gli azionisti in questione detengano una partecipazione minima nel capitale azionario della società, tale partecipazione minima non supera il 2,5% del capitale azionario.
ARTICOLO 6, PARAGRAFO 3 BIS (nuovo)
3 bis. Gli Stati membri assicurano che, qualora il diritto di cui al paragrafo 1, lettera a), comporti una modifica dell'ordine del giorno dell'assemblea generale già trasmesso agli azionisti, la società pubblichi un ordine del giorno rivisto, in anticipo rispetto alla data di registrazione applicabile o, ove non si applichi una data di registrazione, con anticipo sufficiente rispetto alla data dell'assemblea generale, affinché gli azionisti abbiano il tempo di designare un rappresentante o, se del caso, di votare per corrispondenza.
ARTICOLO 8, COMMA -1 (nuovo)
Nelle assemblee generali la società garantisce la parità di trattamento degli azionisti che sono fisicamente presenti e di quelli che partecipano per via elettronica.
ARTICOLO 8, COMMA 1 Gli Stati membri non vietano la partecipazione degli azionisti all’assemblea generale per via elettronica.
Gli Stati membri consentono alle società di offrire ai loro azionisti qualsiasi forma di partecipazione all'assemblea generale per via elettronica, in particolare attraverso una o più delle seguenti forme:
Gli Stati membri provvedono affinché le società non comunichino i risultati dei voti espressi né alla dirigenza della società né al pubblico prima che abbia avuto luogo la votazione all'assemblea generale. Gli Stati membri possono tuttavia prevedere la possibilità di divulgare in anticipo le informazioni sul tasso di partecipazione al voto.
I requisiti e i vincoli che ostacolano o potrebbero ostacolare la partecipazione degli azionisti all’assemblea generale per via elettronica sono vietati, salvo qualora siano necessari per assicurare l’identificazione degli azionisti e la sicurezza della comunicazione elettronica e siano proporzionati al fine dell’identificazione.
L'impiego di mezzi elettronici per consentire agli azionisti di partecipare all'assemblea generale può essere soggetto soltanto ai requisiti e ai vincoli necessari per assicurare l'identificazione degli azionisti e la sicurezza della comunicazione elettronica e soltanto nella misura in cui essi siano proporzionati al conseguimento di tali obiettivi. La società è libera di scegliere se e in che modo avvalersi di tali mezzi elettronici. Emendamento 39
1. Gli azionisti hanno il diritto di porre domande oralmente, durante un’assemblea generale, e/o per iscritto o in forma elettronica, prima dell’assemblea generale.
1. Gli azionisti hanno il diritto di porre domande connesse con i punti iscritti all'ordine del giorno dell'assemblea generale. La società risponde alle loro domande.
2. Il diritto di porre domande e l'obbligo di fornire risposte sono disciplinati dalle misure che gli Stati membri possono adottare, o consentire alle società di adottare, per garantire l'identificazione degli azionisti, il corretto svolgimento delle assemblee generali, la loro preparazione e la tutela della riservatezza e degli interessi delle società. Gli Stati membri possono consentire alle società di fornire un'unica risposta generale a quesiti dello stesso tenore.
Gli Stati membri possono inoltre prevedere che una risposta si consideri data se le informazioni in questione sono disponibili sul sito Internet della società, sotto forma di domanda e risposta e se nella sua risposta la società precisa l'ubicazione esatta di tali informazioni.
Il paragrafo 3 comporterebbe l'oneroso obbligo di produrre un processo verbale certificato dell'intera assemblea generale. La pubblicazione delle risposte potrebbe dar luogo a lunghe e costose controversie e procedimenti legali circa l'esatta trascrizione di ciò che è stato detto e l'adeguatezza delle risposte. La disposizione va perciò soppressa.
1. Ciascun azionista ha il diritto di designare un’altra persona fisica o giuridica come rappresentante incaricato di partecipare e votare per suo conto ad un’assemblea generale. Non vi sono restrizioni quanto alla persona alla quale può essere conferita una delega, fatto salvo il requisito per cui la persona in questione deve avere capacità giuridica.
1. Ciascun azionista ha il diritto di designare un’altra persona fisica o giuridica come rappresentante incaricato di partecipare e votare a suo nome ad un’assemblea generale. Nel corso dell'assemblea generale il rappresentante gode dello stesso diritto di votare, intervenire e porre domande di cui godrebbe l'azionista rappresentato.
A parte il requisito che il rappresentante abbia capacità giuridica, gli Stati membri aboliscono qualsiasi norma giuridica che limiti, o che consenta alle società di limitare l'ammissibilità delle persone ad essere designate in qualità di rappresentanti, fatte salve le disposizioni della presente direttiva.
a) abbiano legami economici, familiari o di altro genere con l’emittente,
b) siano azionisti di maggioranza dell’emittente,
c) facciano parte degli esponenti aziendali dell’emittente o di uno dei suoi azionisti di maggioranza.
1 bis. Gli Stati membri possono limitare la designazione di un rappresentante a una singola assemblea oppure alle assemblee che si svolgono in un determinato periodo.
Fatto salvo l'articolo 13, paragrafo 5, gli Stati membri possono limitare il numero di persone che una azionista può designare in qualità di rappresentanti per una determinata assemblea generale. Detta limitazione, tuttavia, non può ridurre tale numero a meno di un rappresentante per le azioni detenute nello stesso conto titoli.
ARTICOLO 10, PARAGRAFO 1 TER (nuovo)
c) gli Stati membri possono limitare o escludere il trasferimento della delega a un'altra persona, ma ciò non impedisce a un rappresentante che sia una persona giuridica di esercitare, tramite un membro dei suoi organi di direzione o di amministrazione o un suo dipendente, i poteri conferitigli. Tuttavia, se il predetto trasferimento è stato autorizzato dall'azionista che lo ha designato, gli Stati membri non possono vietare a un rappresentante di trasferire una delega a un'altra persona fisica o giuridica.
Può sorgere un conflitto d'interesse ai sensi del presente paragrafo, in particolare se il rappresentante:
i) è l'azionista di controllo della società o è un'altra entità controllata da tale azionista;
ii) è un membro dell'organo amministrativo, direttivo o di controllo o un dipendente o un revisore dei conti della società o di un azionista di controllo o di un organismo controllato di cui al punto i);
iii) ha legami familiari con una delle persone fisiche di cui al punto ii).
ARTICOLO 10, PARAGRAFO 1 QUATER (nuovo)
Gli Stati membri esigono che i rappresentanti tengano un registro di tali istruzioni per un determinato periodo minimo di tempo e che confermino, su richiesta, di essersi attenuti alle istruzioni di voto ricevute.
Fatte salve altre disposizioni nazionali che consentono di contestare i rappresentanti o impugnare i risultati di una votazione in ragione del mancato rispetto delle istruzioni di voto dell'azionista interessato, il voto di un rappresentante non può essere invalidato perché non riflette le istruzioni del predetto azionista.
2. Una persona che agisca in qualità di rappresentante può ricevere deleghe da parte di più di un azionista, senza limitazioni al numero di azionisti rappresentati. Se detiene deleghe di più azionisti, un rappresentante può esprimere voti divergenti, a favore e contrari, per quanto concerne una determinata risoluzione e/o astenersi dal votare la risoluzione conformemente alle istruzioni di voto degli azionisti che rappresenta.
2. Una persona che agisca in qualità di rappresentante può ricevere deleghe da parte di più di un azionista, senza limitazioni al numero di azionisti rappresentati. Se un rappresentante detiene deleghe di più azionisti, la legge applicabile gli consente di esprimere, per un determinato azionista, voti diversi da quelli espressi per un altro azionista.
3. Un rappresentante gode degli stessi diritti di intervenire e porre domande alle assemblee generali di cui godrebbe l’azionista che rappresenta, salvo istruzioni contrarie dell’azionista.
3. Le società non sono tenute a verificare che durante le assemblee generali i rappresentanti agiscano conformemente alle istruzioni dell'azionista.
1. Gli Stati membri consentono agli azionisti di designare un rappresentante per via elettronica. Inoltre gli Stati membri consentono alle società di accettare le notifiche di designazione effettuate per via elettronica, e provvedono affinché tutte le società offrano ai loro azionisti almeno un modo effettivo di notifica per via elettronica.
2. Gli Stati membri garantiscono che i rappresentanti possano essere designati, e la loro designazione notificata alla società, esclusivamente per iscritto. Oltre a questo requisito formale essenziale, la designazione di un rappresentante, la notifica della designazione alla società e la formulazione delle istruzioni di voto, se del caso, al rappresentante possono essere solo assoggettate a requisiti formali necessari, rispettivamente, ad assicurare l'identificazione dell'azionista e del rappresentante o ad assicurare la possibilità di verificare il contenuto delle istruzioni di voto e solo nella misura in cui detti requisiti siano proporzionati al raggiungimento di tali obiettivi. 2. I rappresentanti possono essere designati per via elettronica fatto salvo il rispetto dei requisiti, diversi dalla firma elettronica, che possono essere strettamente necessari per l’autenticazione dell’azionista designante e per l’identificazione del rappresentante.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano, mutatis mutandis, alla revoca della nomina di un rappresentante.
ARTICOLO 12, TITOLO E PARAGRAFO 1
1. Qualsiasi azionista di una società quotata ha la possibilità di votare per corrispondenza prima dell’assemblea generale, fatto salvo il rispetto dei requisiti necessari per garantire l’identificazione degli azionisti e proporzionati a tale obiettivo.
1. Gli Stati membri consentono alle società di offrire ai loro azionisti la possibilità di votare per corrispondenza prima dell’assemblea generale. Le società decidono se e in che modo avvalersi del voto per corrispondenza. Quest'ultimo può essere soggetto unicamente ai requisiti e ai vincoli necessari per garantire l'identificazione degli azionisti e soltanto se detti requisiti sono proporzionati al conseguimento di tale obiettivo.
Eliminazione di taluni ostacoli all'esercizio effettivo dei diritti di voto
1. Gli Stati membri assicurano che qualsiasi persona fisica o giuridica autorizzata dalla loro legislazione a detenere, nel quadro di un’attività commerciale, valori mobiliari per conto di un’altra persona fisica o giuridica possa detenere tali valori mobiliari in conti individuali o in conti collettivi.
1. Il presente articolo si applica quando una persona fisica o giuridica, riconosciuta quale azionista in virtù della legge applicabile, agisce per conto di un'altra persona fisica o giuridica ("il cliente"). Le società di gestione, che si occupano normalmente della gestione di fondi d'investimento collettivo, sono considerate "clienti" ai sensi del presente articolo allorché detengono azioni per conto di tali fondi di investimento collettivo.
2. Se le azioni sono detenute in conti collettivi, non è consentito esigere che siano registrate temporaneamente in conti individuali, per poter esercitare i diritti di voto inerenti a tali azioni nel corso di un’assemblea generale.
2. Se la legge applicabile condiziona l'esercizio dei diritti di voto da parte di un azionista di cui al paragrafo 1 all'adempimento di requisiti di notifica, tali requisiti si limitano alla trasmissione di un elenco che indichi alla società l'identità di ogni cliente e il numero di azioni in relazione alle quali è esercitato il diritto di voto per suo conto.
3. Alle persone di cui al paragrafo 1 non viene impedito di esprimere voti inerenti alle azioni che detengono per conto di un’altra persona fisica o giuridica, a condizione che abbiano ricevuto istruzioni in tal senso da parte loro. Le persone fisiche o giuridiche di cui al paragrafo 1 conservano tracce delle istruzioni ricevute per un periodo minimo di un anno.
3. Ove la legge applicabile imponga requisiti formali per autorizzare un azionista di cui al paragrafo 1 a esercitare il diritto di voto, o per le istruzioni di voto, tali requisiti formali si limitano, rispettivamente, all'identificazione del cliente o alla possibilità di verificare il contenuto delle istruzioni di voto e sono proporzionati al conseguimento di tali obiettivi.
5. In deroga all’articolo 10, paragrafo 1, terzo comma, una persona fisica o giuridica di cui al paragrafo 1 che detenga valori mobiliari in un conto collettivo ha il diritto di conferire una delega a qualsiasi persona per conto della quale detenga le azioni in tale conto o ad una terza parte designata da tale persona.
5. Se la legge applicabile limita il numero delle persone che un azionista può nominare come rappresentanti a norma dell'articolo 10, paragrafo 1 bis, tale limitazione non deve impedire a un azionista di cui al paragrafo 1 di conferire una delega a ognuno dei suoi clienti o ad una terza parte designata da un cliente. Emendamento 51
ARTICOLO 13 BIS, TITOLO (nuovo)
Esercizio dei diritti di voto tramite intermediari
Il nuovo articolo 13 bis riguarda gli intermediari e va considerato un'integrazione dell'articolo 10. Di solito gli azionisti detengono le loro azioni mediante una catena di intermediari in diverse giurisdizioni. Per evitare che gli intermediari, che non sono azionisti legali, agiscano nel proprio interesse, è opportuno indicare espressamente che possono esercitare i diritti di voto soltanto allorché sono autorizzati a farlo.
ARTICOLO 13 BIS, PARAGRAFO 1 (nuovo)
1. Il presente articolo si applica a qualsiasi persona fisica o giuridica che è autorizzata, nel quadro di un'attività regolare e di un'operazione commerciale, a detenere conti titoli a nome di altre persone fisiche o giuridiche e che non è un'azionista ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1 ("l'intermediario").
Emendamento inteso a fornire una definizione di intermediario – ambito di applicazione dell'articolo.
ARTICOLO 13 BIS, PARAGRAFO 2 (nuovo)
2. Gli intermediari esercitano diritti di voto soltanto sulla base del quadro contrattuale generale tra l'intermediario e il cliente e su istruzioni specifiche ricevute dal cliente per una determinata votazione.
Di solito gli azionisti detengono le loro azioni mediante una catena di intermediari in diverse giurisdizioni. Per evitare che gli intermediari, che non sono azionisti legali, agiscano nel proprio interesse, è opportuno indicare espressamente che possono esercitare i diritti di voto soltanto allorché sono autorizzati a farlo.
ARTICOLO 13 BIS, PARAGRAFO 3 (nuovo)
3. Gli intermediari esprimono i voti inerenti alle azioni conformemente alle istruzioni dei loro clienti o trasferiscono le istruzioni di voto a un altro intermediario che detiene le azioni.
Il paragrafo proposto introduce l'obbligo per l'intermediario di esprimere voti (se è l'ultimo intermediario della catena) o di trasferire le istruzioni di voto al successivo intermediario della catena.
ARTICOLO 13 BIS, PARAGRAFO 4 (nuovo)
4. Gli Stati membri possono obbligare gli intermediari a tenere un registro delle istruzioni per un determinato periodo minimo di tempo e a confermare, su richiesta, di essersi attenuti alle istruzioni di voto.
Gli Stati membri potrebbero voler disciplinare l'eventualità che un intermediario non voti secondo le istruzioni ricevute dall'azionista che lo ha designato. Per tale ragione, possono richiedere di conservare traccia delle istruzioni e di confermare che le istruzioni di voto sono state eseguite.
Ai fini del conteggio dei voti, sono presi in considerazione tutti i voti espressi in relazione ad una determinata risoluzione sottoposta all’approvazione dell’assemblea generale.
L'articolo 15 verte sulle informazioni successive all'assemblea generale e, in particolare, sulla pubblicazione dei risultati delle votazioni, definendo chiaramente quali cifre vanno comunicate. Risulta pertanto superfluo l'articolo 14 sul conteggio dei voti.
Informazioni successive all’assemblea generale
1. Entro un termine che non supera i 15 giorni di calendario successivi all’assemblea generale, l’emittente pubblica sul suo sito Internet i risultati dei voti relativi a ciascuna risoluzione presentata all’assemblea generale.
1. La votazione avviene mediante scrutinio. Tuttavia, gli Stati membri possono disporre o autorizzare le società a disporre che, in assenza di richieste di verifica della votazione da parte degli azionisti, sia sufficiente stabilire i risultati dei voti soltanto nella misura necessaria ad assicurare che sia stata ottenuta la maggioranza richiesta per ciascuna risoluzione.
Se la votazione avviene mediante scrutinio, le società stabiliscono, per ciascuna risoluzione, almeno il numero di azioni per le quali i voti sono stati espressi correttamente, la quota del capitale azionario rappresentato da tali voti, il numero totale dei voti espressi correttamente, nonché il numero dei voti favorevoli e contrari a ciascuna risoluzione e, se del caso, il numero delle astensioni, il numero dei voti per delega e il numero dei voti che sono stati espressi in anticipo.
2. I risultati delle votazioni includono per ciascuna risoluzione, almeno il numero di azioni in relazione alle quali sono stati espressi voti e le percentuali dei voti favorevoli e contrari per ciascuna risoluzione.
2. Entro un termine da definirsi in virtù della legislazione nazionale, che non supera i 15 giorni di calendario successivi all’assemblea generale, la società pubblica sul suo sito Internet i risultati integrali dei voti determinati ai sensi del paragrafo 1.
3. Il presente articolo non inficia in alcun modo eventuali norme giuridiche che gli Stati membri hanno adottato o potrebbero adottare riguardo alle formalità necessarie per assicurare la validità di una risoluzione o alla possibilità di una successiva impugnazione legale dei risultati della votazione.
ARTICOLO 16, PARAGRAFO 1, COMMA 1
1. Gli Stati membri provvedono a far entrare in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il [...]1. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione il termine massimo da essi fissato ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, dell'articolo 6, paragrafo 3, e dell'articolo 7, paragrafo 3, e qualsiasi ulteriore modifica al riguardo; la Commissione procede alla pubblicazione di tali informazioni sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
1 18 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.
Non essendo ancora possibile prevedere quando la presente direttiva sarà adottata ed entrerà in vigore, non è opportuno fissare una data precisa.
Riparazione effettiva in caso di violazione dei diritti degli azionisti
1. Al fine di garantire l'esercizio dei diritti conferiti agli azionisti dalla presente direttiva, gli Stati membri definiscono procedure efficaci, trasparenti, semplici e a costi accessibili per garantire che il consiglio di amministrazione e il consiglio di vigilanza agiscano nel pieno rispetto dei diritti degli azionisti.
2. Gli Stati membri stabiliscono sanzioni adeguate da applicare in caso di violazione dei diritti degli azionisti, che risultino efficaci, proporzionate e deterrenti. Al fine di evitare azioni abusive da parte degli azionisti, gli Stati membri possono fissare soglie per l'accesso al meccanismo di protezione giuridica a condizione, tuttavia, che tali soglie non compromettano l'effetto deterrente del meccanismo.
3. Gli Stati membri garantiscono che l'accesso al meccanismo di protezione giuridica e il ricorso a quest'ultimo siano subordinati al principio di non discriminazione.
Una disposizione che obbliga gli Stati membri a realizzare adeguati meccanismi di regolamentazione per consentire agli azionisti di esercitare i loro diritti è un elemento essenziale richiesto dal principio di legalità. È altresì in linea con i principi del governo societario.
Articolo 17, paragrafo 2 (direttiva 2004/109/CE)
[CONT]0.0.0000
30.1.2006 Relatore sostituito
Deposito 2.2.2007
Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2007Avviso legale

References: ARTICOLO 2

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ARTICOLO 6

ARTICOLO 8

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Articolo 17