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Timestamp: 2018-01-16 15:31:52+00:00

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11220 IL CASO.it - Foglio di informazione giuridica.
Mancata sospensione della delibera impugnata – Legittimità atti esecutivi – Art. 2378 c.c. – Modifica maggioranza .
Gli atti esecutivi adottati in funzione di una delibera impugnata che non sia stata oggetto di sospensione ex art. 2378 c.c., sono legittimi ancorché si tratti di una delibera modificativa della composizione della maggioranza. Tale legittimità resiste anche al sopravvenire dell’annullamento della libera impugnata. (Luciano Ferlisi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Novembre 2017. Segue...
Procedimento ex art.2378 co. 3 c.c. – Applicabilità alle società cooperative
Termini per la proposizione del ricorso ex art. 2378 co. 3 c.c. – Necessaria pendenza del giudizio di merito – Non necessaria contestualità con l’iscrizione a ruolo del giudizio di merito
Procedimento ex art.2378 co.3 c.c. – Periculum in mora – Necessaria valutazione del pregiudizio che subirebbe la società dalla sospensione della delibera impugnata.
Benché nel nostro ordinamento non sia più previsto, a seguito dell’abolizione del cd. rito societario avvenuta con il d.lgs. 69/2009, uno strumento cautelare tipico per la sospensione delle deliberazioni dell’assemblea di società cooperativa, è applicabile anche alle società cooperative, stante l’espresso meccanismo di rinvio previsto dall’art. 2519 c.c., lo strumento impugnatorio di cui all’art. 2378 co. 3 c.c., espressamente previsto per le società per azioni; sarebbe, invero, del tutto irragionevole escludere l’applicabilità dell’art. 2378, co. 3 c.c., e rinvenire nella tutela d’urgenza ex art. 700 c.p.c. l’unico strumento finalizzato alla sospensiva, poiché detta tutela ha carattere del tutto residuale, essendo ammissibile solo ove non sussistano i presupposti di fatto e di diritto per accedere a diversi rimedi. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata)
L’istanza di cui all’art. 2378 co. 3 c.c. può essere proposta anche non contestualmente all’introduzione del giudizio, ma in un momento successivo; invero, il riferimento, nell’art. 2378 co. 3 c.c. alla contestualità tra il deposito del ricorso ed il deposito della citazione, va inteso nel senso che il legislatore ha inteso correlare la proposizione dell’istanza cautelare alla pendenza del giudizio di merito. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata)
Relativamente al periculum in mora, va osservato che la regola di giudizio formulata dall’art. 2378 co. 4 c.c., non costituisce applicazione pedissequa del generale principio secondo cui nel procedimento cautelare il presupposto del pericolo debba essere parametrato sul solo ricorrente. A mente del citato art. 2378 co.4 c.c., infatti, il giudice deve procedere ad una comparazione tra il pregiudizio che subirebbe l’istante dalla esecuzione della delibera e quello che subirebbe la società dalla sospensione della sua esecuzione, dovendosi effettuare un bilanciamento tra l’interesse ad agire in via cautelare del socio e quello a resistere della società: tale meccanismo derogatorio evidenzia l’attenzione del legislatore all’opportunità di salvaguardare la stabilità degli atti della società adottante il provvedimento, che viene ritenuta essenziale per il buon funzionamento dell’impresa collettiva sul mercato. In ragione del dettato normativo, pertanto, l’interesse della società alla continuità e alla stabilizzazione dell’organizzazione dell’impresa costituisce parte integrante e determinante della suddetta valutazione comparativa. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Febbraio 2017. Segue...
Società – Deliberazioni assembleari – Approvazione del bilancio d’esercizio – Aumento di capitale – Istanza cautelare di sospensione dell’esecuzione delle deliberazioni – Inammissibilità.
Va respinta la richiesta di sospensione della delibera di approvazione del bilancio in quanto inammissibile, avendo essa natura dichiarativa e di mero accertamento e come tale non suscettibile di esecuzione.
La rimozione della delibera ex art.2482 ter c.c., con efficacia retroattiva, nel caso di accertata sussistenza dei vizi fondanti l’impugnazione è compito del solo giudice di merito, non di quello della cautela. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Maggio 2015. Segue...
Associazioni riconosciute - Impugnazione di delibere - Procedimento - Applicazione alle ipotesi di nullità ed anche a quelle di annullabilità.
L’art. 23, comma 1, c.c. prevede una speciale forma di annullabilità e delinea la procedura che l’interessato deve seguire al fine di impugnare la delibera che egli ritiene viziata: tale procedura -come parallelamente avviene in materia di impugnazione delle deliberazioni, siano esse nulle o annullabili, assunte dalle assemblee di società di capitali (art. 2378 c.c.)- ben si attaglia sia alle ipotesi di nullità della deliberazione che a quelle di annullabilità (cfr. Cass. 1498/78 proprio sulla applicabilità dell’art. 23 c.c. con riferimento ad entrambe le fattispecie di invalidità). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015. Segue...
Associazioni riconosciute - Impugnazione di delibere - Inesistenza - Applicazione del procedimento di cui all'articolo 23 c.c..
La riforma del diritto societario intervenuta nel 2004 (e l’evoluzione giurisprudenziale intervenuta sul punto) ha, da una parte, manifestato l’intenzione di eliminare la categoria, di creazione giurisprudenziale, dell’inesistenza dell’atto, codificando le ipotesi in passato ad essa riconducibili come cause di nullità ed ha, dall’altra parte, evidenziato il carattere tassativo dei vizi sanzionati con la nullità stessa, categoria ridotta ad ipotesi eccezionali, con tutti gli effetti conseguenti in tema di interpretazione ed applicazione; ne consegue che, nell’ambito del mutato quadro normativo di riferimento, anche la deliberazione nulla costituisce un atto giuridico, comunque esistente, che andrà eventualmente rimosso dall’autorità giurisdizionale sulla base di una istanza promossa, per le associazioni, dall’interessato con il procedimento previsto dall’art. 23 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015. Segue...
Controversie societarie previste dall’art. 3 del d. lgs. 168/2003 – Procedimenti di volontaria giurisdizione – Competenza della Sezione Specializzata in materia di impresa – Sussistenza. .
Nell’ambito dei procedimenti attribuiti alla sezione specializzata in materia di impresa di cui all’art. 3, comma 2, del d. lgs. 27 giugno 2003, n. 168, novellato dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 rientrano anche quelli di volontaria giurisdizione, stante la portata generale ed onnicomprensiva della norma. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Ottobre 2013. Segue...
L’utile accesso al rimedio della sospensione ex at.2378 c.c. è ipotizzabile solo in relazione a quelle deliberazioni che richiedano un’attività esecutiva e che non siano state già interamente eseguite.
La delibera di approvazione del bilancio di esercizio non necessita di alcuna attività esecutiva e risulta pertanto insuscettibile di sospensione.
Esaurita, con la sottoscrizione ed il versamento dell’intero aumento di capitale deliberato, l’esecuzione della delibera ex art.2482 ter c.c., l’istanza di sospensione non può più trovare ingresso. La rimozione della delibera con efficacia retroattiva è compito del solo giudice di merito, non di quello della cautela. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Luglio 2013. Segue...
Esclusione del socio - Istanza cautelare - Necessaria instaurazione del giudizio di merito..
In virtù delle previsioni dell’art. 2287 c.c. l’istanza cautelare è proponibile solo previa instaurazione del giudizio di merito ed a conclusioni analoghe si perverrebbe pur a voler ritenere applicabile la disciplina dell’art. 2378 c.c., richiamata dall’art. 2479 ter c.c. In entrambi i casi vale infatti la regola dell’incidentalità del ricorso cautelare. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013. Segue...
Procedimento sommario - Impugnazione di delibere assembleari - Impugnazione di delibera dell'assemblea degli obbligazionisti - Giudice monocratico..
Può trovare applicazione il procedimento sommario di cui all'art. 702 bis c.p.c. in ipotesi di impugnazione di delibera dell'assemblea degli obbligazionisti, trattandosi di controversia in cui il tribunale giudica in composizione monocratica. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Novembre 2010. Segue...

References: Art. 2378
 art. 2378
 art.2378
 art. 2378
 art.2378
 art. 700
 art. 2378
 art.2482
 Cass. 
 art.2482