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1 2 Indice 1. PRESENTAZIONE 1 2. INTRODUZIONE 2 3. LA NORMATIVA E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI IN AMBITO DI PROMOZIONE TURISTICA 4 4. QUALITA AMBIENTALE E TURISMO Le certifi cazioni ambientali Marchi ambientali turistici in Europa Legambiente Turismo La carta di qualità delle fattorie didattiche della Regione Emilia Romagna L Educazione ambientale: il laboratorio paesaggio IL PROGETTO ECOMAPPA PARTECIPATA DEL TERRITORIO FERRARESE Perché un Ecomappa La metodologia partecipativa: i tavoli di lavoro Le emergenze La check list e i risultati dell indagine Osservazioni e azioni LA FORMAZIONE 34 7 IN VIAGGIO TRA TERRA E ACQUE La navigazione fl uviale Il cicloturismo ANDARE PER Prodotti tipici Le strade dei vini e dei sapori della provincia di Ferrara GLOSSARIETTO SITOLOGIA PRESENTAZIONE Il turismo rappresenta un indubbio vantaggio per un territorio, poiché è in grado di promuovere attività economiche anche a contenuto artigianale e di sollecitare le amministrazioni ad un miglioramento della qualità della vita e della vivibilità di intere località. È anche un efficacissimo veicolo di promozione delle problematiche di tutela ambientale. Infatti, tra i requisiti richiesti ad un sistema turistico efficiente si annoverano il rispetto e la tutela dell ambiente e la salvaguardia del patrimonio culturale. Ferrara per le sue emergenze storico-artistiche e per essere al centro di un patrimonio ambientale e naturalistico di estrema importanza presenta tutte le caratteristiche e le condizioni per l ulteriore implementazione di un turismo fondato sulla qualità ed il rispetto dell ambiente. Per questo motivo abbiamo ritenuto di candidare il Progetto Ecomappa partecipata del Territorio Ferrarese, predisposto dal Centro Idea del Servizio Città Sostenibile e Partecipata del nostro Comune, al Bando regionale INFEA (Informazione, Educazione Ambientale 2006). L ammissione al finanziamento ci ha consentito di sviluppare un progetto, che è stato condiviso con tutti i principali attori del settore. Grazie alla loro collaborazione e al ricco contributo d informazioni e di idee è stato possibile costruire la mappa delle emergenze ambientali e naturalistiche del nostro territorio. Durante il lavoro, organizzato in incontri periodici, si è proceduto a mettere a sistema tutte le informazioni in precedenza disperse in documenti e in brochure tematiche e settoriali, che riguardavano il patrimonio ambientale e naturalistico del territorio ferrarese e si è discusso sugli indicatori di sostenibilità da adottare nel valutare l effettiva compatibilità di attività e strutture con i requisiti di turismo sostenibile. Si è potuto, in tal modo, disporre di numerose informazioni, che sono state selezionate sulla base di criteri condivisi e improntati a principi di sostenibilità. Solo le strutture pubbliche e private in possesso di parte o di tutti requisiti previsti da certificazioni ambientali o rispondenti ad indicatori di sostenibilità sono state incluse nella mappa. Sono state così fornite ai turisti chiavi di lettura per valutare l efficienza ambientale delle realtà ricettive e museali. L ecomappa fornisce anche un insieme d informazioni in rete, che possono rappresentate un utile base di partenza per il successivo lavoro di elaborazione di percorsi e di pacchetti turistici da attivare, in accordo con i Comuni del territorio e l Amministrazione provinciale, per promuovere azioni ed iniziative rivolte all implementazione e al miglioramento dell accoglienza nel nostro territorio. L Assessore al Turismo Davide Stabellini L Assessore all Ambiente e alla Città Sostenibile Mascia Morsucci 13 2. INTRODUZIONE Coniugare ambiente e turismo è impresa complessa, che induce spesso in contraddizione, soprattutto da quando il turismo è divenuto una vera impresa industriale che muove milioni di persone in tutto il mondo. Ma di fronte all effetto talvolta devastante e massificante del turismo è nata l esigenza di un modo di viaggiare alternativo lontano dalle grandi rotte turistiche, capace di mettere a contatto i visitatori con la natura e con luoghi poco conosciuti e di consentire loro di ritemprarsi e ricercare condizioni di nuovo benessere. L ecoturismo è nato intorno agli anni 70 e 80 con l intento di diffondere un diverso atteggiamento nei comportamenti dei turisti più attento alla salvaguardia della natura, alle risorse del territorio, agli usi, costumi e tradizioni locali. In sostanza si è voluto diffondere uno stile di viaggio più riflessivo rispettoso al modo di vivere l esperienza dell approccio con i paesi e i luoghi di destinazione, più attento alle emergenze ambientali, culturali e sociali, più educato ai valori della conservazione e tutela dei luoghi visitati. Questa nuova tendenza si è diffusa rapidamente grazie anche all emergere, su scala internazionale, dei nuovi ideali di tutela ambientale e al principio di sviluppo sostenibile. Le risorse del pianeta non sono infinite ed è necessario quanto più possibile preservare il capitale naturale, animale, umano, sociale e culturale della Terra come condizione di uno sviluppo compatibile con la sopravvivenza del Pianeta stesso e delle generazioni future. E questo il principio sancito nel 1987 nel rapporto Our Common Future della Commissione Mondiale dell Ambiente istituita dell ONU. Alla base di un turismo di nuova generazione vi è la condizione di responsabilità e di consapevolezza rispetto ai luoghi visitati. I fautori del nuovo turismo, dando attuazione ai principi su cui esso si fonda, si muovono proponendo alternative concrete ai viaggi tradizionali, appoggiandosi a circuiti non industrializzati e massificati e ricercando il supporto e la collaborazione di imprese locali fondate su una economia soft. Uno stimolo importante nella diffusione di un turismo responsabile è venuto dall Agenda 21 per l industria del Turismo: verso uno sviluppo sostenibile il documento stilato al termine del Summit delle Nazioni Unite per l Ambiente di Rio de Janeiro nel I 27 principi esposti nell Agenda, tracciano le linee guida per una crescita responsabile del settore che tuteli il patrimonio naturale e appoggi l identità, la cultura e gli interessi delle popolazioni locali. Anche i grandi organismi internazionali sulla scia dei principi di sviluppo compatibile sanciti a Rio hanno promosso convegni nel corso degli anni 90 per sancire comportamenti e codici etici e elaborare principi di comportamento da condividere con l industria del turismo. La Carta di Lanzarote rappresenta il documento finale del convegno internazionale che si è tenuto nelle Isole Canarie nel 1995 e costituisce la pietra miliare del turismo sostenibile. Con i suoi 18 punti la Carta definisce obiettivi e priorità dello sviluppo turistico futuro. La Carta di Lanzarote è accompagnata da un Piano d Azione elaborato dagli stessi partecipanti alla Conferenza per definire le azioni che debbono guidare un turismo consapevole e rispettoso del territorio. Alla Carta di Lanzarote ha fatto seguito La carta europea del turismo durevole elaborata da un gruppo formato dai rappresentati europei delle aree protette e del settore turistico e rientra nel programma d azione Park for Life dell Unione Mondiale per la Natura (UICN). In essa sono contenuti obiettivi strategici per i parchi che coniugano protezione della natura e sviluppo economico locale. 2 34 3. LA NORMATIVA E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI IN AMBITO DI PROMOZIONE TURISTICA La normativa nazionale in particolare la legge 29 marzo 2001, n. 135 Riforma della legislazione nazionale del turismo che definisce i principi fondamentali e gli strumenti della politica del turismo in attuazione degli articoli 117 e 118 della Costituzione, all articolo 1 lettere c) f) g) h) prevede tra l altro che: La Repubblica: 1. tutela e valorizza le risorse ambientali, i beni culturali e le tradizioni locali anche ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile; 2. valorizza il ruolo delle comunita locali, nelle loro diverse ed autonome espressioni culturali ed associative, e delle associazioni pro loco. Nella normativa nazionale viene riconosciuto il ruolo di un turismo orientato alla ecocompatibilità e alla tutela delle risorse naturali ed alla promozione delle tradizioni locali. La legge 131/2001 all art. 5 definisce i sistemi turistici locali. Sono definiti sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell agricoltura e dell artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate. Gli enti locali o soggetti privati, singoli o associati, promuovono i sistemi turistici locali attraverso forme di concertazione con gli enti funzionali, con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell offerta turistica, nonche con i soggetti pubblici e privati interessati. Nell ambito delle proprie funzioni di programmazione e per favorire l integrazione tra politiche del turismo e politiche di governo del territorio e di sviluppo economico, le regioni provvedono a riconoscere i sistemi turistici locali. Va rilevato che con l art. 5 della legge 131 è stata introdotta una nuova forma di organizzazione turistica il sistema turistico locale in ciò intendendo il turismo come un sistema complesso, in cui le strutture e le istituzione pubbliche concorrono con il privato a costruire una offerta turistica integrata. La legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 - avente ad oggetto l Organizzazione turistica regionale - interventi per la promozione e commercializzazione turistica disciplina l organizzazione turistica della Regione Emilia-Romagna e definisce l attività della Regione e l esercizio delle funzioni conferite agli enti locali territoriali e agli altri organismi interessati allo sviluppo del turismo nel rispetto dei principi di: sussidiarietà verticale, integrazione tra i diversi livelli di governo, completezza, omogeneità delle funzioni, unicità della responsabilità amministrativa. La programmazione turistica regionale è definita dal programma poliennale degli interventi regionali. Al fine di promuovere lo sviluppo delle attività turistiche, la Regione destina risorse finanziarie per programmi, progetti, iniziative di promozione e commercializzazione d interesse regionale, nonché per programmi, progetti, iniziative di promozione d interesse locale (art. 7). L agenzia regionale per il turismo è l organo rappresentativo del sistema turistico regionale. Il suo Comitato di Concertazione è il luogo di elaborazione e condivisione delle linee strategiche e programmatiche in campo turistico. La regione partecipa alla costituzione e gestione di una società a responsabilità limitata denominata APT Servizi, che è lo strumento tecnico scientifico regionale, che ha tra i propri compiti istituzionali anche quelli di: gestione e attuazione dei progetti e dei piani regionali in materia di turismo sul mercato nazionale, ed internazionale; promozione e valorizzazione integrata delle risorse turistico-ambientali, storico-culturali, dell artigianato locale e dei prodotti tipici dell agricoltura; fornitura di servizi relativi alla progettazione e alle attività di realizzazione di programmi e iniziative in materia di turismo, ambiente, cultura, artigianato locale e prodotti tipici dell agricoltura; La Regione favorisce il processo di aggregazione dei soggetti pubblici e privati per la concertazione, l integrazione e l attuazione di progetti di promozione e di commercializzazione turistica, al fine di premiare le azioni congiunte per lo sviluppo dell economia turistica regionale, di rafforzare e integrare i prodotti turistici, nonché d incrementare ed ottimizzare le risorse disponibili. A tal fine individua come prioritari per il turismo dell Emilia-Romagna i comparti Mare e costa adriatica, Città d arte, cultura e affari, Appennino, Terme e benessere. Con la legge 7 vengono promosse le aggregazioni di prodotto d interesse regionale, denominate unioni, che rappresentano le aggregazioni di soggetti istituzionali ed economici (pubblici e privati) che operano sul mercato turistico quali gli enti locali, le Camere di Commercio, le società e gli organismi operativi locali e regionali, i club di prodotto, le cooperative, le imprese turistiche aggregate anche temporaneamente, le Società d area. Possono essere definiti organismi autoorganizzati, associazioni con compresenza di soci pubblici e privati che concertano progetti di promozione - gestiti dalla parte pubblica - e favoriscono l integrazione dei progetti di commercializzazione - gestiti dalle imprese private aderenti all Unione - con la promozione. 4 55 Alle Province la legge regionale conferisce il ruolo di ente intermedio e competenze nel campo della programmazione della promozione turistica locale, ai sensi dell articolo 6, comprensiva delle eventuali iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e delle destinazioni turistiche per i sistemi turistici locali, denominati STL, ai sensi dell articolo 13 bis. Le Province svolgono, tra l altro, le attività amministrative connesse al programma turistico di promozione locale, ivi compresa l erogazione dei fondi assegnati dalla Regione ai sensi dell articolo 7, comma 3, lettera a). Ciascuna Provincia approva, sulla base delle modalità stabilite dalla Giunta regionale di cui all articolo 5, comma 4, lettera d), e sentiti i Comuni, il programma turistico di promozione locale per l esercizio di riferimento. Le Province promuovono, anche in accordo tra loro, forme di concertazione con gli enti locali, con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell offerta turistica, nonché con altri soggetti pubblici e privati interessati. Ai Comuni compete la valorizzazione dell economia turistica del proprio territorio. Nell ambito di tali funzioni i Comuni: a) assicurano i servizi turistici di base relativi all accoglienza, che comprende in particolare l assistenza ai turisti e l informazione a carattere locale; b) organizzano o compartecipano a manifestazioni di intrattenimento o altre iniziative di animazione e promozione turistica di interesse locale. A conclusione di questo sintetico escursus sulle competenze istituzionali in campo di promozione turistica si può rilevare come il sistema delle competenze sia stato delineato dalla recente normativa in forma nuova sulla base ddi principi di governance e in una logica di sistema: l approccio tradizionale alla politica del turismo è insufficiente a dare risposte esaustive alla domanda di qualità turistica; l industria tradizionale non è più in grado, da sola, di far decollare il Sistema Turismo, occorre una politica di rete tra pubblico e privato; emergono poi difficoltà nell individuare gli standards per migliorare la qualità dell accoglienza e di tutela ambientale a livello locale che hanno dei riflessi importanti sulle scelte di viaggio; sempre più a i territori debbono ragionare in una logica di sistema e di governance ; vi è una crescente richiesta di nuove e specifiche figure professionali che possono facilitare l approccio degli Enti Locali alle problematiche del turismo. Da tutto ciò discende che il sistema turismo è un meccanismo articolato che va governato tramite azioni e concertazione tra istituzione e tra queste ed il privato, soprattutto sul livello locale. Una delle soluzioni proposte per migliorare l efficienza turistica è proprio quella di ragionare su sistemi locali che è anche la soluzione ottimale per sistemi turistici che fanno dell ecocompatibilità e della valorizzazione delle risorse naturali e territoriali il proprio punto di forza. A tal fine possono avvalersi anche delle Pro-Loco e di altri organismi operativi sul territorio. I Comuni possono far parte della rete integrata di servizi di informazione turistica di interesse regionale. I Comuni possono essere inseriti nella rete integrata di cui alla lettera d), del comma 1 dell art. 2, ed essere ammessi ai cofinanziamenti regionali ai sensi della lettera b) del comma 3 dell art. 7 qualora, oltre a fornire i servizi di accoglienza a carattere locale, assicurino servizi di redazione e diffusione delle informazioni di interesse regionale, nel rispetto degli standard di qualità stabiliti dalla Giunta regionale. I Comuni possono gestire i servizi di cui sopra anche in forma aggregata ovvero in collaborazione con le Province. La Regione incentiva tali aggregazioni con specifiche disposizioni da prevedersi nelle direttive applicative del Programma poliennale. I Comuni possono altresì affidare la gestione di servizi di propria competenza in concessione a soggetti pubblici o privati o ad organismi associativi a capitale misto pubblico - privato che assicurino il rispetto degli standard definiti dalla Giunta regionale. 6 76 4. QUALITÀ AMBIENTALE E TURISMO Il Turismo è un fenomeno importante per lo sviluppo socio-economico di un territorio, ma al tempo stesso potenziale causa di degrado ambientale e di perdita di identità locale. Si rende quindi necessario lo sviluppo di un Turismo che soddisfi parallelamente le aspettative economiche e le esigenze ambientali e che rispetti non solo la struttura fisica e sociale del territorio, ma anche le istanze delle popolazioni locali, migliorando la qualità di vita della gente e creando interrelazioni socio-culturali. Il Turismo deve partecipare attivamente alla strategia dello Sviluppo Sostenibile coinvolgendo tutti gli attori del settore, informandoli e sensibilizzandoli sull introduzione di nuovi concetti operativi che prevedano sia lo scambio di percorsi ed esperienze, che l adozione di certificazioni ambientali. Il principio di turismo sostenibile è stato definito nel 1988 dall Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT): Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un area turistica per un tempo illimitato, non alterano l ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. 4.1 LE CERTIFICAZIONI AMBIENTALI Gli operatori del turismo possono avvalersi delle certificazioni ambientali per attivare processi volontari di miglioramento continuo e di informazione al pubblico. Nel settore del turismo le certificazioni ambientali possono svolgere un ruolo importante in quanto incoraggiano, da una parte, l industria del turismo a commercializzare servizi eco-compatibili e, dall altra, i turisti a effettuare scelte con un maggior numero di informazioni a disposizione. Esistono due tipi di certificazione ambientale, una a valenza europea ed una a valenza internazionale, utilizzabili entrambe dalle strutture ricettive (alberghi, rifugi di montagna, agriturismi, bed&breakfast, campeggi) in quanto offrono indicazioni ai turisti e agli altri operatori sulle prestazioni ambientali della struttura stessa. Si tratta quindi di strumenti che, oltre a garantire una gestione di qualità dei servizi, offrono garanzie dal punto di vista della tutela ambientale. Sono tutti strumenti volontari, in quanto non esiste alcuna imposizione legislativa per il loro utilizzo, ma rientrano nell ambito delle scelte strategiche delle singole direzioni aziendali. 1. La certificazione ambientale europea: è stata istituita dalla Comunità Europea con il Regolamento EMAS ed il Regolamento ECOLABEL. Ambedue i regolamenti si prefiggono l obiettivo di promuovere lo sviluppo economico in armonia con l ambiente e, a tal fine mirano a: influire sulla responsabilizzazione diretta dei produttori di beni e servizi quali protagonisti del miglioramento delle condizioni ambientali; instaurare un processo di informazione sistematica alle parti interessate (Pubblica Amministrazione, cittadini, consumatori, ONG, ecc.) dei miglioramenti conseguiti o conseguibili; introdurre elementi di visibilità per le organizzazioni (enti o aziende) ambientalmente virtuose. Le imprese che utilizzano i loghi dei marchi europei ottengono un riconoscimento ufficiale che le distingue per essere tra le più efficienti dal punto di vista ambientale. In Italia l Organismo competente al rilascio della certificazione EMAS o Ecolabel è l APAT - Comitato Ecolabel - Ecoaudit. EMAS (Eco - Management and Audit Scheme) Disciplinato dal Regolamento comunitario CE 761/2001. La certificazione EMAS è principalmente destinata a migliorare l ambiente e a fornire alle autorità di controllo, ai cittadini e ai turisti uno strumento di valutazione e gestione dell impatto ambientale delle attività di una organizzazione produttiva. La certificazione EMAS da diritto all organizzazione di utilizzare il logo EMAS come strumento di marketing. ECOLABEL Disciplinato dal Regolamento comunitario CE 1980/2000. E un riconoscimento che viene concesso a quei prodotti e servizi che rispettano i criteri ecologici stabiliti a livello europeo. L ottenimento del marchio è un attestazione di eccellenza che viene rilasciata solo a quei prodotti o servizi (tra i quali la ricettività turistica) che hanno un ridotto impatto ambientale. L Ecolabel europeo per il servizio di ricezione turistica è stato creato per incoraggiare le strutture ricettive ed i turisti al rispetto dell ambiente 2. La certificazione ambientale internazionale: UNI EN ISO Nell ambito della certificazione ambientale un ulteriore riferimento importante è costituito dagli standard internazionali della serie ISO 14000, adottati a partire dal 1996 dall International Organization for Standardization. Questo tipo di certificazione consente anche alle strutture ricettive di porre sotto controllo i propri aspetti ambientali e migliorare le proprie prestazioni in tale campo. Tratto da A proposito di turismo sostenibile ARPA Veneto. 8 97 Dalle statistiche emerge che tra i fattori di scelta della struttura ricettiva da parte del turista, gli aspetti ambientali (vicinanza a zone di interesse ambientale e gestione del servizio che rispetti l ambiente) siano comparabili a quelli tradizionali (prezzo, varietà del servizio, vicinanza alla zona di interesse). Perciò nei Comuni e nelle imprese delle località turistiche appare un interessante strada quella della certifi cazione ambientale, poiché la diff usione di tali sistemi non può far altro se non incentivare la probabilità che l ambiente globale delle località migliori sensibilmente, a vantaggio di tutti: imprenditori e lavoratori del settore, residenti e turisti. 4.2 MARCHI AMBIENTALI TURISTICI IN EUROPA L iniziativa Visit Dal 2001 l organizzazione mondiale del turismo WTO ha promosso e incoraggiato le organizzazioni responsabili dei vari schemi di certificazione ad incontrarsi e coordinare i loro sforzi; nasce il progetto LIFE VISIT che raccoglie un gruppo di sistemi di certificazione regionali, nazionali e internazionali e identifica uno standard comune di certificazione turistica riconosciuto. Questi i marchi ambientali di VISIT: Italia Legambiente Turismo Svizzera Ö Plus Danimarca/Francia Green Key Gran Bretagna Green Tourism Business Scheme Lussemburgo EcoLabel Luxemburg Paesi Bassi Milieubarometer Lettonia Latvian Ecolabel LA COMUNICAZIONE AGLI OSPITI È importante valorizzare l impegno delle strutture che adottano una politica ambientale e un approccio al miglioramento della proprie prestazioni attraverso la comunicazione con la clientela, che può così essere resa partecipe e coinvolta attivamente nella gestione ambientale dell albergo, del campeggio, del bed and breakfast, della fattoria, ecc. La comunicazione ambientale, oltre a costituire un approccio più sinergico con il cliente verso la gestione sostenibile, rappresenta anche un importante momento di sensibilizzazione. Il cliente va sempre informato, reso partecipe e coinvolto all interno del processo di gestione ambientale. La comunicazione con la clientela può essere gestita attraverso: strumenti di comunicazione generalmente utilizzati come brochures, pagine internet sulle quali evidenziare le proprie attività ambientali costruendo una propria immagine ecologica ; informazioni su servizi di carattere ambientale e naturalistico che si svolgono a livello locale o su iniziative intraprese dalle autorità locali in tema di tutela ambientale; comunicazioni e inviti a partecipare attivamente alle scelte eco-compatibili adottate dalla struttura (per esempio la raccolta differenziata). Tutto ciò contribuisce a coinvolgere i turisti e a creare una consapevolezza che, spesso, rimane patrimonio del turista anche quando torna alla vita quotidiana. 108 4.3 LEGAMBIENTE TURISMO Legambiente Turismo è impegnata dal 1997 nella sensibilizzazione degli operatori turistici verso il rispetto e la tutela dell ambiente. Ha creato un etichetta ecologica che prevede un decalogo per le strutture che vogliono attuare una politica di salvaguardia ambientale e turismo sostenibile, attività di formazione e sviluppo degli operatori, controlli e verifica. Il decalogo di Legambiente Turismo Consigliato per l impegno in difesa dell ambiente 1. Rifiuti: riduzione della produzione dei rifiuti e raccolta differenziata ove possibile 2. Acqua: Riduzione dei consumi con tecnologie per il risparmio idrico e invitando gli ospiti ad un uso responsabile della risorsa 3. Energia: riduzione dei consumi con l applicazione di tecnologie per il risparmio energetico 4. Alimentazione: utilizzo di frutta e verdura di stagione, da lotta integrata o biologiche; non utilizzo di prodotti OGM; prime colazioni biologiche 5. Gastronomia: promozione della cucina del territorio e dei prodotti tipici locali 6. Trasporto: promozione del trasporto collettivo con informazioni su servizi e orari 7. Mobilità leggera: promozione di piste ciclabili, aree pedonali ed utilizzo di mezzi alternativi all auto privata 8. Rumore: impegno nel contenere i rumori e sensibilizzazione degli ospiti al rispetto degli orari di riposo e delle norme previste 9. Beni naturali e culturali: promozione dei beni naturali e culturali del luogo con informazioni e proposte 10. Comunicazione: coinvolgimento degli ospiti in comportamenti eco-sostenibili Inquinamento turistico Il turista, non fosse altro che con la sua presenza fi sica, trasforma l ambiente che lo circonda. Il turismo, che da elitario si è fatto di massa, è sempre più incisivo in termini ambientali così che il turismo tende a distruggere la stessa materia prima che lo alimenta e quindi, alla lunga, se stesso. Se per inquinamento intendiamo una perturbazione degli equilibri ambientali dovuta all immissione di agenti di modifi ca estranei, il turismo è, senza dubbio, il più penetrante e sistematico fattore inquinante che oggi opera sull ambiente umano in quanto riguarda ogni aspetto: fi sico, sociale, culturale, ecc. Le dimensioni dell inquinamento turistico sono sottovalutate per il carattere poco evidente dei suoi eff etti, dovuto alla distribuzione mondiale del fenomeno. Questo spiega perché l inquinamento turistico, sia diffi cile da combattere in quanto richiede politiche e strumenti di controllo non solo tecnici ma anche sociali. La capacità di carico di una destinazione turistica: può essere defi nita come il numero massimo di persone che possono visitare nello stesso momento una destinazione turistica, senza causare distruzione dell ambiente fi sico, economico e socio-culturale, portando ad abbassamento del livello di soddisfazione da parte dei visitatori. Attualmente, l Analisi della Capacità di Carico Turistica rappresenta una delle maggiori tecniche di pianifi cazione e gestione delle destinazioni turistiche. Essa ha l obiettivo di determinare lo scenario di sviluppo auspicabile, ossia l uso ottimale delle risorse del territorio Tratto dal sito ECOZERO della regione Liguria. 129 4.4 LA CARTA DI QUALITÀ DELLE FATTORIE DIDATTICHE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA (Allegato A atto G. R. n. 1580/2004) Le aziende agricole, inserite nella rete delle fattorie didattiche dell Emilia-Romagna aderenti al progetto, si impegnano a rispettare la Carta della qualità. Caratteristiche produttive Adozione di sistemi di produzione biologica o integrata o di produzioni tipiche di qualità. Formazione degli agricoltori Partecipazione al corso specifico di base e a successivi aggiornamenti. Accoglienza Presenza di locali o ambienti coperti attrezzati con arredo indispensabile per la realizzazione delle attività didattiche in caso di maltempo e di almeno un servizio igienico riservato agli ospiti. Adeguata pulizia dei luoghi prossimi al centro aziendale, che devono essere liberi da materiale d ingombro, attrezzature in disuso o altro che possano costituire ostacolo, pericolo o comunque effetto sgradevole. Presenza di aree delimitate dove i bambini possano consumare la merenda e/o giocare in libertà e sicurezza. Suggerire ai visitatori un abbigliamento comodo, adeguato alla stagione e all attività all aria aperta. Prevedere un approccio interattivo: i soggetti dell incontro sono agricoltori, insegnanti e ragazzi. Predisporre schede di valutazione dell esperienza in fattoria. prevedere modalità feed-back (di interazione) tra aziende e classi e tenere un registro delle classi in visita. Sottoporsi al monitoraggio e ai controlli effettuati dalle Province. Sicurezza Rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza vigenti in materia. Redazione di un documento programmatico sulla sicurezza entro 18 mesi dall accreditamento, ai sensi del D.Lgs. 626/94. Prevedere un assicurazione di responsabilità civile che includa i rischi d intossicazione alimentare. Rendere inaccessibili ai visitatori le sostanze pericolose. Segnalare opportunamente, anche in forma verbale all insegnante o al referente di gruppo, le aree e le attrezzature a rischio. Accertarsi con il corpo insegnante della presenza di bambini con eventuali allergie, intolleranze o problemi particolari. Dotarsi di un piccolo pronto soccorso (scatola con contenuto di pronto intervento) ai sensi della Legge 626/94. Didattica Accogliere un numero di bambini proporzionato al numero di operatori presenti in azienda. Fornire alle classi il materiale didattico di supporto predisposto dalla Regione Emilia-Romagna e/o da altri Enti qualificati, oltre a quello specifico della fattoria didattica. Concordare, prima della visita, con gli insegnanti, gli obiettivi educativi da raggiungere e il programma da realizzare con la classe. Predisporre l itinerario in funzione dell età dei ragazzi e dei programmi dei cicli scolastici10 4.5 L EDUCAZIONE AMBIENTALE: IL LABORATORIO PAESAGGIO Un contributo di Silvana Collini (C.S.A. Ferrara) che affronta le problematiche scuola ambiente turismo scolastico. Dall affermarsi della globalizzazione e delle problematiche ad essa connesse, l Educazione Ambientale è diventata uno dei momenti più importanti della formazione degli studenti europei. La scuola, infatti, progressivamente è stata chiamata a sviluppare attitudini complesse e, fra queste, soprattutto la capacità di mettere lo studente in relazione con il mondo e le grandi sfide del suo tempo. L azione educativa si è quindi rivolta alla promozione di comportamenti responsabili verso l Ambiente, quale patrimonio di tutti, partendo da singoli contesti di vita e di relazione: dallo spazio dell aula a quello della città a quello del mondo, cercando di evolvere il pensiero in senso globale attraverso l agire locale. In Italia già a partire dal 1987 i Ministeri della Pubblica Istruzione e dell Ambiente hanno promosso intese, protocolli, circolari, accordi per il coordinamento delle iniziative nel campo dell educazione ambientale, ma è solo con l introduzione dell autonomia scolastica, D.P.R. n. 275 del 8 marzo 1999, che in tutte le scuole italiane l Educazione Ambientale entra in modo preponderante nei Piani dell Offerta Formativa con la consapevolezza della forte valenza educativa e formativa della stessa. L autonomia scolastica ha consentito, attraverso la flessibilità oraria, la libertà didattica ed organizzativa, di andare oltre i vincoli dei programmi disciplinari, ora Indicazioni Nazionali, e di sperimentare la trasversalità di questo percorso, che vede coinvolte tutte le discipline attraverso strategie didattiche alternative ed innovative. E possibile oggi affermare che attraverso l Educazione Ambientale i docenti si sono impegnati in sperimentazioni con forte valore innovativo, superando spesso difficoltà burocratiche e recuperando quella dimensione della ricerca e del progetto che ha per tanti versi anticipato la nuova identità di una scuola saldamente radicata sul territorio e capace di collegarsi ai bisogni ed alle specificità dell ambiente sociale, culturale ed economico in cui si trova ad operare. Le migliori sperimentazioni di educazione ambientale, in generale si sono sforzate, di uscire dalle antiche logiche di tipo riproduttivo per caratterizzarsi come laboratorio di ricerca educativa e di progettazione del sapere, del saper fare, e del saper essere, in una prospettiva di assunzione di consapevolezza e responsabilità, così da stimolare gli allievi ad un approccio diretto e personale con la realtà focalizzato più sulla congruità delle strategie attivate per risolvere un problema dato che non su risposte formali sul piano dei contenuti disciplinari. (Milena Bertacci, L educazione ambientale: dagli appennini al Po, in Da qui la riscoperta da parte del turismo scolastico delle aree protette, dei boschi, dei parchi naturali. Miriadi di studenti con torpedoni, a piedi, in biciclette, in scuola bus, hanno popolato le zone verdi del nostro Paese. Guidati da motivati insegnanti hanno per un giorno rivisto quello che nel tempo è stato loro sottratto. Tuttavia ancora pochi hanno potuto usufruire del paesaggio in senso strettamente didattico. Normalmente viaggi e visite nei parchi e nelle riserve naturali sono considerati come momenti conclusivi di progetti in cui siano sviluppate attività connesse alle problematiche ambientali (Circolare Ministeriale del 2 ottobre 1996). Le visite restano, in molti casi, qualcosa al di fuori che può indurre stupore, ma anche distacco. L estraneità del concetto di aula all aperto porta spesso i ragazzi a ricondurre quest esperienza a un momento esclusivamente ludico e socializzante: un bel ricordo. Questa prassi di conseguenza induce inevitabilmente, anche se sviluppata partendo da ottimi propositi, a fare di queste visite una sorta di insulto all ambiente. Portare le scolaresche in specifici periodi dell anno, di solito in primavera, al termine dell iter progettuale, presso le zone protette, fa di queste ultime, delle vere e proprie vittime. Flora e fauna, indipendentemente da comportamenti scrupolosamente corretti, ne risentono inevitabilmente. I numeri elevati dei giovani visitatori, in sé costituiscono un danno. Per evitare che lo studio dell ambiente, si trasformi in un disturbo dello stesso, esistono pratiche alternative e, forse più efficaci dal punto di vista strettamente didattico e educativo. Certo è necessario un ulteriore sforzo progettuale da parte degli insegnanti che già molto hanno fatto fino ad oggi. Enti Locali e strutture specializzate (Musei di scienze naturali, Associazioni Ambientaliste ecc...) negli ultimi anni hanno messo a punto itinerari didattici guidati: veri e propri laboratori a cielo aperto, dove l aula diventa il paesaggio. Per poter pienamente e compiutamente utilizzare questi servizi è tuttavia indispensabile che la loro fruizione non sia estemporanea, bensì periodica, progettata e strutturata all interno del curricolo come un vero e proprio laboratorio di osservazione e di sperimentazione diretta. Un attività così concepita risulta per gli studenti più coinvolgente e certamente più incisiva in quanto consente di toccare con mano il concetto astratto. Basti pensare come i non più giovani hanno memorizzato la fotosintesi clorofilliana e come, oggi, in uno di questi laboratori naturali, gli studenti possono constatarne materialmente il processo. Certamente per rendere sostenibile una pratica periodica di questi laboratori è indispensabile che questi possano essere facilmente e velocemente raggiungibili e che quindi le scuole privilegino, per l educazione ambientale, le visite guidate, anziché i viaggi di istruzione (Circolare Ministeriale n. 291 del 14 ottobre I992). Fra i più diffusi laboratori naturali, su tutto il territorio nazionale, sono le Fattorie Didattiche. Qui gli studenti possono seguire numerosi e 16 1711 diversi percorsi didattici (storico antropologico, biologico, alimentare, letterario ecc.) prevalentemente strutturati, in accordo, da docenti ed agricoltori. Numerose sono le classi che hanno e continuano a usufruire di questa opportunità formativa. Tuttavia anche in questo caso, non è stato operato il salto di qualità capace di rendere queste visite degli effettivi momenti di didattica curricolare. Purtroppo, infatti, l utilizzo da parte del Consiglio di Classe della Fattoria, come degli altri laboratori naturali, è sporadico e quindi l esperienza mantiene un sapore di occasionalità. Per far sì che gli studenti, possano pienamente e positivamente usufruire di questa opportunità formativa è necessario che l attività in Fattoria non sia solo preceduta, come già avviene, dai doverosi e diversi approfondimenti disciplinari, ma che entri nel curricolo e quindi nel Piano dell Offerta Formativa come attività laboratoriale di prassi e non come parentesi conclusiva o uscita premio, affidata ad un unico docente. L evoluzione in questo senso sarà possibile solo attraverso l apporto progettuale di tutta l equipe pedagogica integrata con l agricoltore ospitante per la costruzione di un percorso educativo e formativo che vedrà il suo disnodarsi nell arco di tutto il curricolo scolastico. Molto è stato fatto in questo senso, ma molto resta ancora da fare. Un attività così concepita è, nella maggior parte dei casi ostacolata da non poche diffidenze e preconcetti, nell erronea convinzione che una didattica fortemente orientata alla trasversalità vada a discapito degli apprendimenti di base. Quest atteggiamento diventa via, via più tangibile quanto più si sale nel grado scolastico. Un primo passo per abbattere queste barriere è comunque stato compiuto. Nell anno scolastico 2006/2007, si è sviluppato a Ferrara un progetto di ricerca/azione rivolto ad insegnanti ed agricoltori titolari di Fattorie Didattiche sul tema Paesaggio agricoltura: uomo idee espressioni: Raccontare l agricoltura con Plauto. Il progetto, organizzato dal Centro Studi Aziendali di Bologna, dall Assessorato all Agricoltura della Provincia di Ferrara, dall Ufficio Scolastico Provinciale di Ferrara, in collaborazione con il Dipartimento di Storia dell Università degli Studi di Ferrara, con il Liceo Classico L. Ariosto di Ferrara e l I.P.S.S.A.R. O. Vergani di Ferrara ha permesso di elaborare, ad agricoltori ed insegnanti, un percorso interdisciplinare pluriennale sull evoluzione del paesaggio ferrarese attraverso l ausilio delle Fattorie Didattiche intese appunto in senso laboratoriale. Volendo è quindi possibile apprendere il rispetto e le strategie per la salvaguardia dell ambiente senza soffocare con il troppo amore l oggetto della nostra attenzione. Dopo aver appreso le leggi che regolano l ecosistema in piccoli laboratori naturali, sarà più facile per le future generazioni apprezzare parchi e oasi che, protette per definizione, vanno osservate e gustate in silenzio e in punta di piedi. 5. IL PROGETTO ECOMAPPA PARTECIPATA DEL TERRITORIO FERRARESE L ambiente, le risorse naturali, le zone ecologicamente sensibili, la cultura e il patrimonio artistico sono tra le componenti fondamentali di una destinazione turistica. E indubbio che un ambiente degradato riduce la propria attrazione. La presa di coscienza che il turismo può causare inquinamento e degrado ambientale e sociale è recente: fino agli anni 60, infatti, il turismo era considerato una industria che genera ricchezza pulita. Per questo motivo negli ultimi anni si sta diffondendo una maggior sensibilità che coinvolge anche la gestione ecocompatibile delle risorse nelle strutture destinate all accoglienza. Si intende per turismo sostenibile ogni forma di attività turistica che rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali, culturali e sociali e che contribuisce in modo positivo ed equo allo sviluppo economico e al benessere degli individui che vivono e lavorano in questi spazi. Fonte: AITR Associazione Italiana Turismo Responsabile 5.1 PERCHÉ UN ECOMAPPA I materiali di informazione turistica prodotti in provincia di Ferrara sono moltissimi: vanno dalla descrizione di percorsi storico artistici, alla valorizzazione di percorsi enogastronomici, dalle oasi naturalistiche, agli agriturismi, alle fattorie didattiche, agli itinerari in bicicletta. Con questo progetto ci interessava andare oltre le tipologie informative standard per provare a costruire insieme, con metodi partecipativi, un prodotto di larga comunicazione che definisse criteri di qualità rispetto a: accoglienza mobilità sostenibile (Bus, bici, piedi, canoa...) materiali informativi, educativi e di comunicazione prodotti adozione di Sistemi di Gestione Ambientale per individuare sul territorio tutte le risorse naturalistiche, i percorsi alternativi alle grandi strade di comunicazione da effettuarsi a piedi o in bicicletta, le strutture ricettive amiche dell ambiente. Il documento che ci ha ispirato principalmente è stato sottoscritto nel 1995 a Lanzarote - alla conferenza mondiale per il turismo sostenibile - e per questo è conosciuto come Carta di Lanzarote. Obiettivo è stato lo studio, assieme a vari attori del territorio, della 18 1912 sostenibilità in ambito di turismo ambientale, che richiede per definizione di integrare l ambiente naturale, culturale e umano e di rispettare il fragile equilibrio che caratterizza molte località turistiche. Il Turismo ambientale deve garantire un carico accettabile delle attività sulle risorse naturali, sulla biodiversità e sulla capacità di assorbimento dell impatto dei prodotti residui. Infine, dovrebbe essere completamente integrato con lo sviluppo economico locale e contribuire positivamente allo stesso. 5.2 LA METODOLOGIA PARTECIPATIVA: I TAVOLI DI LAVORO Il progetto Ecomappa partecipata del territorio ferrarese ha coinvolto attivamente tutti gli interlocutori che avevano dato l adesione al progetto. La forte valenza di questo approccio deriva oltre che dalla valorizzazione del sapere di tutti, anche dal coinvolgimento degli attori dal punto di vista della sensibilizzazione e formazione, utilizzando lo strumento della partecipazione non solo per condividere temi, punti di vista e contenuti, ma anche per formare linguaggi comuni sul turismo sostenibile. È stato importante il ruolo dei CEA del territorio provinciale, per contribuire alla realizzazione di legami sempre più stretti con le comunità locali, per il consolidamento della rete dei soggetti coinvolti e dei concetti appresi. Da qui quindi la necessità di costruire un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati. Il tavolo di lavoro ha coinvolto diversi attori del territorio, tra cui: Amministrazioni Pubbliche Centri di Educazione Ambientale Pro - Loco Associazioni no profit e di volontariato Cooperative Associazioni di categoria Aziende ed Enti Privati. I principali compiti assegnati al tavolo di lavoro sono stati i seguenti: definizione delle emergenze del territorio e accorpamento per tipologia; definizione della check list; applicazione alla stessa del set di indicatori partecipati e condivisi; definizione e preparazione di incontri di approfondimento e formazione rivolti ai soggetti individuati. Il lavoro si è svolto sia attraverso incontri con i soggetti del tavolo di lavoro, sia attraverso posta elettronica, che si è rivelata di fondamentale importanza per la condivisione di strumenti, contenuti e tematiche, inserendo nella progettualità un ulteriore valore di sostenibilità, dato dalla comunicazione a distanza. Il percorso si è sviluppato secondo una scansione temporale così sintetizzata, che ha visto lo svolgimento di 5 successivi incontri con il tavolo di lavoro: 1 tavolo di lavoro Presentazione progetto al tavolo di lavoro; durante questo incontro sono state anche discusse le fasi progettuali, è stata condivisa la metodologia di lavoro e discusse alcune tematiche importanti per chiarire il concetto di sostenibilità; 2 tavolo di lavoro Presentazione emergenze per la loro condivisione ed eventuale inserimento/scelta di altre da inserirsi nell ecomappa. In merito alle strutture alberghiere è stata fatta la scelta condivisa di riportare solamente quelle che avessero una certificazione. Inoltre è stata presentata una bozza del seminario formativo, che è stata discussa dal tavolo di lavoro ed implementata in merito ad alcune tematiche; 3 tavolo di lavoro Validazione emergenze e definizione di macroaree tematiche, presentazione della check list e sua elaborazione; il documento prodotto è stato in seguito spedito a tutti i possibili attori per eventuali ulteriori integrazioni attraverso il web; 4 tavolo di lavoro Definizione e condivisione chek list; raccolta attraverso la sua distribuzione di informazioni riguardanti tutte le emergenze validate; 5 tavolo di lavoro Presentazione bozza ecomappa, rielaborazione ed implementazione13 Il tavolo di lavoro COMUNE DI FERRARA CEA Centro IDEA Ufficio Turismo Museo di Storia Naturale PROVINCIA DI FERRARA Servizio protezione flora e fauna Servizio produzione e sviluppo agricolo CEA Giardino delle Capinere - Oasi Lipu CEA Museo delle Valli - Campotto Comune di Codigoro Comune di Portomaggiore Comune di Ro Comune Comacchio Comune di Ostellato Pro Loco Mesola Legambiente Turismo Associazione ITHACA U.N.P.L.I. C.N.A. Turismo Paola Poggipollini Carla Crestanello Elisabetta Martinelli Paola Tommasini Federica Gavini Ines Zanella Marco Caselli Chiara Lugli Marilena Marzola Lorenzo Borghi Monica Guerra Gianna Braghin Conti Viviana Giancarlo Medici Melania Scarpa Ivana Zampollo Valentina Roma Paola Fagioli Jorge De Iure Fabio Colombari Adriano Piffanelli Mauro Balestra 5.3 LE EMERGENZE Le emergenze validate dal tavolo di lavoro sono state suddivise in alcune macroaree affini per tipologia: Strutture ricettive / Informazione e comunicazione Agriturismi, campeggi, ostelli, aree sosta camper, strutture ricettive certificate (Legambiente Turismo, Turismo Rurale), IAT, proloco. Strutture educative museali Fattorie didattiche, CEA, centri visite, musei naturalistici e del territorio. Trasporti e mobilità Ciclovie, idrovie, ippovie, traghetti, attracchi, noleggio e deposito bici, trasporti combinati (percorsi multipli (bici+barca), house boat. Percorsi / aree naturalistiche Sentieri e percorsi naturalistici, aree protette, oasi naturali Economia e prodotti sostenibili Botteghe artigiane, aziende bio/ vendita diretta, commercio equo e solidale, mercatini bio/filiera corta Nota: vedremo che non tutte le emergenze validate dal tavolo sono state riportate in mappa, in quanto non sono pervenute informazioni sufficienti e attendibili14 5.4 LA CHECK LIST E I RISULTATI DELL INDAGINE ENERGIA L indagine statistica che segue è stata realizzata al fine di avere un quadro piuttosto esaustivo delle strutture di accoglienza nella provincia di Ferrara, in tema di condotta sostenibile. A tale scopo si è scelto di inviare una scheda di auto-valutazione alle emergenze individuate, sviluppata sui vari campi d interesse per la valutazione: energia accessibilità acqua comunicazione/informazione rifiuti alimentazione acquisti verdi mobilità. Per quanto riguarda i criteri e gli indicatori utilizzati, si è fatto riferimento all Ecolabel Europeo e a quelli di Legambiente. L elaborazione delle risposte è stata effettuata in primo luogo sul totale delle strutture d accoglienza che hanno risposto al questionario (a seconda dei campi di valutazione, variano da un minimo di 30 ad un massimo di 37 su un totale di 74 strutture contattate e riportate in mappa) e che comprendono agriturismi, turismi rurali, ostelli, alberghi*, B&B e affittacamere* e campeggi (terza colonna in tabella). Secondariamente si è scelto di approfondire il dato valutando le risposte ricevute dalle singole categorie tra quelle che compongono il totale delle strutture d accoglienza (quarta e quinta colonna in tabella). *(in possesso di certificazioni ambientali.) La check list utilizzata è disponibile in rete, all indirizzo La struttura Produce o usa energia pulita? Se si...in che modo? Adotta doppi vetri alle finestre? Ha pareti coibentate? Usa lampade a basso consumo? Ha acquistato elettrodomestici di classe A? Ha installato interruttori a tempo? Ha installato cellule fotoelettriche? Adotta sistemi di autospegnimento? Ha i termostati nelle stanze? Strutture d accoglienza (totale 37/74) Agriturismi (20/45) Ostelli (4/5) Si 50% 5 (14%) 4 1 Si < 50% 4 (11%) 2 0 No 26 (75%) 14 3 Fotovoltaico Teleriscaldam. altro (n.s.) Fotovoltaico Teleriscaldam. Si 50% 29 (78%) 19 0 Si < 50% 1 (3%) 0 0 No 7 (19%) 1 4 Si 25 (68%) 16 0 No 12 (32%) 4 4 Si 50% 28 (76%) 13 2 Si < 50% 8 (21%) 6 2 No 1 (3%) 1 0 Si 50% 18 (49%) 11 1 Si < 50% 13 (35%) 6 2 No 6 (16%) 3 1 Si 50% 10 (27%) 4 2 Si < 50% 20 (54%) 13 2 No 7 (19%) 3 0 Si 50% 6 (16%) 2 0 Si < 50% 16 (43%) 10 2 No 15 (41%) 8 2 Si 50% 10 (27%) 6 0 Si < 50% 10 (27%) 6 2 No 17 (46%) 8 2 Si 31 (84%) 17 3 No 6 (16%) 3 1 Dai dati si evince come, in questo campo, siano positivamente diffuse le buone pratiche per il risparmio energetico attuato sia in modo passivo (doppi vetri alle finestre, pareti e solai coibentati), che attivo (lampade ed elettrodomestici a basso consumo). Rimane ancora poco diffusa l auto-produzione (solare termico e fotovoltaico), realizzata da poche strutture pioniere. 2515 ACQUA RIFIUTI La struttura... Strutture d accoglienza (totale 34/74) Agriturismi (18/45) Turismo Rurale (3/4) La struttura... Strutture d accoglienza (totale 35/74) Agriturismi (18/45) Alberghi (3/5) Ha installato dispositivi per il risparmio idrico? Si 25 (76%) 13 1 No 9 (24%) 5 2 Raccoglie i rifiuti in maniera differenziata? Si 33 (94%) 17 3 No 2 (6%) 1 0 Effettua il cambio biancheria su richiesta? Effettua recupero delle acque? Ha installato dispositivi d irrigazione a risparmio idrico? Preleva l acqua per irrigare da pozzi artesiani? Si 28 (82%) 14 3 No 6 (18%) 4 0 Si 9 (24%) 8 0 No 25 (76%) 10 3 Si 20 (59%) 14 1 No 14 (41%) 4 2 Si 50% 7 (21%) 6 1 Si < 50% 8 (24%) 6 1 No 19 (55%) 6 1 Se si...cosa? Carta 31 (94%)* 15 3 Plastica 28 (85%)* 14 2 Vetro 33 (100%)* 17 3 Alluminio 14 (42%)* 6 Tetrapak 2 (6%)* 1 Pile 23 (70%)* 12 3 Toner/cartucce 10 (30%)* 7 Organico 16 (48%)* 9 1 Per quanto riguarda i risparmi idrici, è emerso come molte strutture si siano dotate dei dispositivi in commercio per ridurre lo spreco di tale risorsa. Ancora scarsamente diffusa è risultata essere invece la pratica del recupero delle acque (piovane, grigie e dei condizionatori), che consentirebbe una notevole riduzione dell approvvigionamento dalla rete idrica degli acquedotti, per quegli impieghi che non necessitano di acqua potabile (irrigazione, scarichi dei WC, ecc.). Verde 13 (39%)* 7 Oli esausti 15 (45%)* 10 1 Materiale elettronico 6 (18%)* 4 Ha attivato il riutilizzo dei materiali? Utilizza prodotti usa e getta o monodose? Si 10 (29%)* 7 No 25 (71%)* 11 Si>50% 9 (26%)* 3 2 Si<50% 7 (20%)* 2 1 No 19 (54%) 13 0 * (percentuale calcolata sulla base delle risposte affermative, ossia 33) Dalle risposte che le strutture ci hanno fornito, risulta forte l interesse e la sensibilizzazione su questo tema. Molto diffusa è infatti la pratica di differenziare i rifiuti prodotti, nelle principali categorie. Molti inoltre stanno abbandonando l utilizzo dei prodotti usa e getta e monodose, poco sostenibili dal punto di vista della produzione di rifiuti. Ancora poco diffusa è la pratica del riuso e quella della produzione di compost dal rifiuto organico e dal verde16 ACQUISTI VERDI ALIMENTAZIONE La struttura... Strutture d accoglienza (totale 35/74) Agriturismi (20/45) B&B (4/6) La struttura... Strutture d accoglienza (totale 30/74) Agriturismi (16/45) B&B (4/6) Acquista/ consuma prodotti ecocompatibili? Se si...cosa? Sistematicamente 17 (46%) 10 2 Occasionalmente 14 (38%) 9 1 No 6 (16%) 1 1 Utilizza alimenti biologici, biodinamici, ecc. rispettandone la stagionalità? Promuove la gastronomia locale? Si 20 (67%) 12 3 No 10 (33%) 4 1 Si 27 (90%) 14 4 No 3 (10%) 2 0 Carta riciclata 21 (68%)* 11 3 Toner/cartucce rigenerati 9 (29%)* 8 0 Adotta metodi di coltivazione tipici Regg CE 2081/92 e 2082/92 e marchi DOP, IGP, DOC? Si 9 (30%) 9 0 No 21 (70%) 7 4 Arredi in materiale naturale 10 (32%)* 8 1 Detergenti biodegradabili al 100% 21 (68%)* 12 3 Dall indagine risulta che nel campo dell alimentazione, la maggior parte delle strutture utilizza prodotti provenienti da agricoltura biologica e biodinamica ed è fortemente impegnata nella promozione della gastronomia locale. Prodotti del commercio equosolidale 3 (6%)* 3 0 ACCESSIBILITÀ Acquista energia prodotta da fonti rinnovabili? Si 3 (8%) 2 1 No 34 (92%) 18 3 La struttura... Strutture d accoglienza (totale 37/74) Agriturismi (20/45) Ostelli (4/5) * (percentuale calcolata sulla base delle risposte affermative, ossia 31) In questo caso si nota come l acquisto di prodotti eco-compatibili si stia positivamente diffondendo, in prevalenza di carta riciclata e di detergenti biodegradabili al 100%. Risultano ancora poche le strutture che acquistano energia prodotta da fonti rinnovabili. È accessibile ai disabili? È in possesso di attrezzature per i disabili? Presenta al suo interno percorsi accessibili? Si 32 (86%) 19 4 No 5 (14%) 1 0 Si 21 (57%) 11 4 No 16 (43%) 9 0 Si 18 (49%) 12 2 No 19 (51%) 8 2 Assicurare l accessibilità ai disabili, abbattendo le barriere architettoniche, che impediscono la piena fruizione della struttura e dei servizi offerti, è uno dei requisiti fondamentali delle strutture ricettive. Dall indagine risulta come la quasi totalità delle strutture prese in esame risponda positivamente a questo parametro17 MOBILITÀ COMUNICAZIONE / INFORMAZIONE La struttura... Strutture d accoglienza (totale 35/74) Agriturismi (18/45) Campeggi (3/12) La struttura... Strutture d accoglienza (totale 35/74) Agriturismi (18/45) Campeggi (3/12) E raggiungibile con i mezzi pubblici? Dispone di un servizio navetta per il trasporto collettivo? Dispone di un servizio noleggio di mezzi di trasporto alternativi? Si 26 (74%) 13 2 No 9 (26%) 5 1 Si 8 (23%) 4 1 No 27 (77%) 14 2 Si 31 (89%) 16 3 No 4 (11%) 2 0 Aderisce a circuiti o reti? È dotata di centro visite / aula didattica? Dispone di materiale informativo sul territorio? Dispone di tale materiale in versione plurilingue? Si 21 (60%) 14 2 No 14 (40%) 4 1 Si 8 (23%) 6 0 No 27 (77%) 12 3 Si 30 (86%) 15 3 No 5 (14%) 3 0 Si 30 (86%) 15 3 No 5 (14%) 3 0 E situata nelle vicinanze di percorsi ciclabili? Dispone di un servizio manutenzione per le biciclette degli ospiti? (solo per i campeggi) Si 33 (94%) 16 3 No 2 (6%) 2 0 Si / / 3 No / / 0 Dispone di tale materiale in versione differenziata per utenza? Fornisce informazioni sui trasporti alternativi all auto? Possiede certificazioni ambientali? Si 10 (29%) 3 1 No 27 (71%) 15 2 Si 34 (97%) 17 3 No 1 (3%) 1 0 Si 11 (31%) 5 1 No 24 (69%) 13 2 Quest indagine è finalizzata a inquadrare, dal punto di vista della mobilità sostenibile, sia il contesto in cui si trovano le strutture, sia il loro apporto diretto per promuovere lo spostamento con mezzi alternativi all automobile. Si nota che molte di esse offrono tra i differenti servizi anche la possibilità di noleggiare biciclette ed altri mezzi che consentono all utente di poter fruire a pieno, e in maniera del tutto sostenibile, del territorio in cui è inserita la struttura. Con quest ultima indagine si è voluto chiedere alle strutture quanto direttamente partecipino alla promozione del territorio nei confronti delle loro utenze. Ne è risultato che i mezzi principali impiegati a tal scopo sono i materiali informativi, spesso in versioni plurilingue e differenziati per utenza, ma ci sono inoltre alcune strutture che si sono dotate di centro visita o aula didattica. Sono ancora poche le strutture che si avvalgono di strumenti di certificazione ambientale (es. Ecolabel-Legambiente), i quali si offrono da supporto per intraprendere un percorso di buone pratiche di sostenibilità18 5.5 OSSERVAZIONI E AZIONI Dal tavolo di lavoro sono emerse osservazioni/azioni che vengono di seguito elencate, quale strumento di riflessione per gli amministratori e gli operatori del turismo. Economia del turismo È sentita la necessità di approfondire il tema de L indotto dell ecoturismo che indichi quanto l emergenza ambientale, con le proprie attività, incida economicamente sul territorio circostante, incrementando il valore della zona attigua e creando posti di lavoro. Turismo scolastico È importante educare alla sostenibilità sfruttando tutto l arco dell anno scolastico per effettuare le gite nelle oasi e aree naturalistiche, in modo da evitare il sovraffollamento dei mesi primaverili. Di conseguenza occorre che anche le proposte didattiche, offerte alle scuole per fare educazione in queste zone, siano calendariate lungo l anno scolastico. (Vedi al cap. 4.3 L Educazione ambientale: il laboratorio paesaggio Silvana Collini) Trasporti Promuovere in tutte le loro potenzialità i modi più efficienti di trasporto, sia dal punto di vista dei risparmi energetici che attivando sempre più l integrazione e l intermodalità (treno più bici, bici più barca, ecc.). Il tavolo sottolinea l importanza del turismo fluviale, quale forma alternativa di trasporto, che potrebbe coniugare gli obiettivi di tutela ambientale con quelli dello sviluppo e di un interessante indotto economico. Fare rete Il Turismo Sostenibile deve riguardare tutto il territorio, in stretta connessione con la comunità locale. Vanno rafforzate le interazioni positive tra ambiente, economia e collettività, in una logica di rete. Non è sufficiente infatti la creazione di isole sostenibili: occorre consapevolezza della comunità, coordinamento e impegno di tutti. Accessibilità dei luoghi Per Oasi e strutture dedicate al turismo avere il requisito dell accessibilità è essenziale. Di fatto la categoria di cittadini che ha più tempo a disposizione per viaggiare è quella degli anziani, persone che hanno spesso deficit motorii. Lo stesso per consentire alle persone disabili di muoversi in autonomia. Azioni suggerite 1. La ciclabile Destra Po, per essere un percorso fruibile al meglio, ha bisogno di: punti di ristoro segnaletica adeguata gestione efficiente di servizi nolo biciclette 2. Sarebbe utile disporre di una card multicomprensiva che permetta di essere usata per trasporti, strutture museali, strutture ricettive. 3. È opportuno realizzare adesivi e materiali informativi, da distribuire nelle strutture, che segnalino all utenza l azione sostenibile svolta in quel contesto specifico. 4. Si sottolinea l importanza della formazione degli addetti, sia nell Ente Pubblico che nel privato, sulle modalità di accesso ai finanziamenti pubblici. In viaggio, come d altronde nella vita, il meno è quasi sempre meglio. William Hurt (Turista per caso) Vi fu sempre nel mondo assai più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti, figuriamoci se lo potranno vedere andando veloci. John Ruskin (Viaggio in Italia) 32 3319 6. LA FORMAZIONE 34 Gli abstract degli interventi sono scaricabili per intero dal sito 3520 7. IN VIAGGIO TRA TERRA E ACQUE 7.1 LA NAVIGAZIONE FLUVIALE Il Po è la generosa arteria che con il lento scorrere dei millenni, ha originato e modellato la vasta pianura, dove da sempre gli uomini hanno fatto prosperare le loro grandi civiltà, ieri rurali, oggi industriali. La decadenza della navigazione fluviale, un tempo prediletta, è cominciata a partire dagli anni 50, quando, soprattutto in Italia, i canali sono stati sacrificati alla forte spinta urbanistica e alla costruzione delle strade asfaltate. L idrovia ferrarese offre all uomo la possibilità di recuperare in parte il suo rapporto con il Grande Fiume: ancora oggi è infatti possibile percorrere i diversi rami che lo collegano al mare, anche se non si possiede un imbarcazione privata, attraverso il noleggio o partecipando alle diverse escursioni guidate. Esplorare la nostra provincia dalla visuale del fiume che ha mutevolmente disegnato l assetto del nostro territorio garantisce un esperienza unica per godere dell inestimabile patrimonio naturalistico che ci circonda. L idrovia ferrarese è all attenzione delle politiche locali per un suo rilancio. Il fiume Po come prodotto turistico: la legge quadro sul turismo, la 135 del 2001, prevede la promozione e lo sviluppo di sistemi turistici in ambiti interregionali; ambiti tra cui c è anche il rilancio del grande fiume che, nelle intenzioni delle Amministrazioni regionali, dovrà essere potenziato di infrastrutture e strutture turistiche Le Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna si devono attivare per rilanciare e valorizzare il Po dal punto di vista turistico: la costruzione di piste ciclabili, di nuovi approdi, di pontili e di tutte le infrastrutture necessarie; la formazione di personale specializzato che guiderà il turista attraverso la storia che si affaccia sul fiume; la promozione turistica con l organizzazione di mostre, manifestazioni ed eventi; la segnaletica innovativa, con cartelli ed indicazioni studiate ad hoc. L obiettivo è trasformare questo capolavoro della natura che è il Po in un percorso europeo come quelli del Danubio, della Loira o del Reno. (fonte: Ermes Ambiente) Nei paesi europei alle idrovie é assegnato un ruolo prioritario per i trasporti di materie prime. In Europa, dove nel corso degli anni sono stati realizzati progetti di sviluppo della navigazione, esistono più di 25 mila chilometri di idrovie collegate con le principali città e zone industriali. Oltre 7 mila chilometri si trovano in Germania, dove ogni anno vengono movimentate su acqua circa 250 milioni di tonnellate di merci. Le chiatte utilizzate sono larghe circa 12 metri e lunghe 100, con una capacità di carico di 2000 tonnellate. In Italia il trasporto fluviale nel 1960 raggiungeva i 3 milioni di tonnellate di merci all anno. Poi purtroppo un inarrestabile declino, fino a toccare un valore minimo di circa un milione di tonnellate l anno, nel Impronta ecologica trasporti Una chiatta di modeste dimensioni può trasportare: 1 convoglio di 2 chiatte lungo 100m è uguale a un convoglio di 80 carri ferroviari lunghi 1 km ed a una colonna di 88 camion lunga 2.8 km. L idrovia sul Po potrebbe togliere dall autostrada A4 Milano/Venezia oltre TIR al giorno. Il trasporto incide sull Impronta Ecologica per via del consumo di combustibile e dell energia impiegata per la realizzazione dei veicoli. A titolo di esempio si consideri che l impronta ecologica di una persona che percorre 5 chilometri due volte al giorno per ogni giorno lavorativo può essere pari a circa 120 mq. se usa la bicicletta, circa 500 mq. se usa l autobus, più di 2500 mq. se usa l automobile. 7.2 IL CICLOTURISMO Il cicloturismo è una forma di turismo praticata in bicicletta, una maniera di viaggiare particolarmente economica, che esce fuori dai canoni e dai consueti itinerari del turismo di massa. I cicloturisti sono quasi sempre accomunati da una spiccata sensibilità ambientale, da una grande passione per la bicicletta come mezzo di trasporto e come stile di vita, da una vivace curiosità per i luoghi sconosciuti al grande pubblico e da una grande adattabilità alle situazioni impreviste. Vi sono associazioni come la ECF (European Cyclists Federation) che hanno progettato itinerari specifici per gli sportivi intenzionati a intraprendere questo tipo di vacanza. A questo scopo è stata elaborata Eurovelo una mappa di itinerari ciclistici specifici, di cui fa parte la Destra Po Vedere altro
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 articolo 5
 art. 2
 art. 7
 articolo 33