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Timestamp: 2020-08-05 05:16:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7987 del 28/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7987 del 28/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/03/2017, (ud. 18/01/2017, dep.28/03/2017), n. 7987
sul ricorso 23114/2015 proposto da:
P.P., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DEI
STEFANORI, che lo rappresenta e difende giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 247/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di PERUGIA del 9/07/2014, depositata il 06/05/2015;
1. con unico motivo il ricorrente deduce “la nullità dell’intero processo svoltosi nei confronti del solo socio di società di persone, senza litisconsorzio con la società” (la OIER s.a.s. di P. &amp; C., poi OIER s.r.l. in fallimento), oltre che della socia P.C., in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 14 e 61.
2. per consolidato orientamento di questa Corte, il principio di unitarietà dell’accertamento su cui si basa la rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e dei relativi soci poggia sulla automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili (ed indipendentemente dalla percezione degli stessi), con la conseguenza che il ricorso tributario proposto da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia l’una che gli altri, i quali tutti debbono perciò essere parti del procedimento (ex plurimis, Cass. n. 20075/14);
3. il ricorso proposto da uno dei soggetti interessati impone quindi l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri, ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, per violazione del principio del contraddittorio di cui all’art. 101 c.p.c., rilevabile – anche d’ufficio – in ogni stato e grado del procedimento (Cass. Sez. U., n. 14815/08; conf., ex Cass., sez. 5, nn. 26071/15, 7212/15, 1047/13, 13073/12, 23096/12).
4. ove la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario non sia rilevata nè dal giudice di primo grado (che dovrebbe disporre immediatamente l’integrazione del contraddittorio, ovvero riunire i processi in ipotesi separatamente instaurati, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 29), nè da quello d’appello (che dovrebbe rimettere la causa al primo giudice, ai fini dell’integrazione del contraddittorio, ex art. 59, comma 1, lett. b), D.Lgs. cit.), in sede di legittimità deve disporsi – anche d’ufficio – l’annullamento delle pronunce emesse a contraddittorio non integro, con rinvio della causa al giudice di prime cure, ai sensi dell’art. 383 c.p.c., u.c. (Cass., Sez. U. n. 3678/09; conf. Cass. sez. 5, nn. 12547/15, 7212/15, 18127/13, 5063/10, 138825/07).
5. non avendo la sentenza impugnata fatto applicazione dei richiamati principi, va disposto rinvio al giudice di prime cure, per la rinnovazione ab origine del giudizio di merito.
Dichiara la nullità del giudizio per violazione del litisconsorzio necessario, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, in diversa composizione, per la rinnovazione del giudizio, oltre che per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 29
 art. 59
 Cass. sez. 
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