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Timestamp: 2018-02-21 09:30:53+00:00

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Processo civile: sì all'uso delle prove di quello penale già espletate
Lo sai che? Processo civile: sì all’uso delle prove di quello penale già espletate
Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2015
> Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2015
Prove atipiche anche le perizie, le prove e le decisioni di altri processi: l’elencazione del codice di procedura civile non è tassativa.
È possibile ottenere una sentenza civile di risarcimento del danno confidando nell’utilizzo delle prove già acquisite nel corso di un processo penale. Così, per esempio, si può avere la liquidazione di un sinistro grazie al verbale di polizia e alle perizie acquisite nel precedente giudizio innanzi al giudice penale.
Il dubbio si è posto perché, nell’ambito del processo civile, non esiste una norma di apertura (come invece in quello penale [1]) che consente di acquisire prove oltre a quelle elencate dal codice stesso. Proprio per questo si dice che la prova della causa civile è “tipica”, ossia è solo quella indicata dalla legge (ossia: testimonianza, interrogatorio formale, giuramento, confessione, prova documentale scritta).
Ma – secondo una recentissima sentenza [2] del Tribunale di Reggio Emilia – questo principio non va preso alla lettera. E, difatti, è vero che il codice di procedura civile indica espressamente quali siano le prove che possono trovare ingresso in causa (quelle appena elencate sopra), ma l’elenco non è esaustivo, e quindi c’è sempre spazio per prove atipiche come, appunto, quelle già acquisite in un processo penale.
È questo, del resto, l’orientamento sia della dottrina quanto della giurisprudenza e, in particolare, della stessa Cassazione [3] secondo cui l’elencazione delle prove nel processo civile non è tassativa, ma sono sempre possibili le prove atipiche attraverso lo strumento della produzione documentale. L’efficacia, però, di tali prove sarà quello di “presunzioni semplici” [4].
Che significa “presunzioni semplici”?
Si tratta di considerazioni che il giudice formula sulla base degli indizi e delle circostanze accertate per offrire un carattere di certezza ad altri fatti ignoti, utili per la decisione.
Per poter essere prese in considerazione dal giudice, le presunzioni devono essere gravi, precise e, soprattutto, più di una soltanto, in quanto devono essere, tra loro, concordanti.
Dunque, secondo la sentenza in commento, tra le prove atipiche rientrano, fra l’altro, le perizie, le prove e le decisioni di altri processi. Di conseguenza, possono essere utilizzati gli accertamenti e i verbali di sommarie informazioni rese dai testimoni alla Polizia stradale nell’immediatezza dei fatti, la consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero e il decreto di archiviazione del gip. Atti, questi, che consentono di riscostruire chiaramente e incontrovertibilmente la dinamica del sinistro.
[1] Art. 189 cod. proc. pen.
[2] Trib. Reggio Emilia, sent. del 3.12.2014.
[3] Cass. sent. n. 5440/2010.
[4] Art. 2729 cod. civ.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 189
 Cass. 
 Art. 2729