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Timestamp: 2019-10-20 19:36:51+00:00

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Diniego di permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo – Sentenza n. 895 del 23 febbraio 2015 Consiglio di Stato | Il Blog di Avvocati Italia
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Diniego di permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo – Sentenza n. 895 del 23 febbraio 2015 Consiglio di Stato
avv. Gianluca Casertano maggio 2017 Giurisprudenza Nessun commento
sul ricorso numero di registro generale 6561 del 2009, proposto da *****, rappresentato e difeso dagli avv. Francesco Casertano e Gianluca Casertano, con domicilio eletto presso l’avv. Gianni Emilio Iacobelli in Roma, Via Panama 74;
Ministero dell’Interno – Questura di Caserta, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio per legge in Roma, Via dei Portoghesi, 12;
della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE VI n. 01448/2009, resa tra le parti, concernente il diniego di permesso di soggiorno; Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di del Ministero dell’ Interno – Questura di Caserta;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 gennaio 2015 il consigliere Bruno Rosario Polito e uditi per le parti l’avv. Cerceo, per delega dell’avv. Casertano Francesco, e l’ avvocato dello Stato Spina; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
1. Con ricorso proposto avanti al T.A.R. per la Campania, Sezione staccata di Salerno, il cittadino Marocchino ***** impugnava il decreto del Questore della Provincia di Caserta in data 8 marzo 2003 di reiezione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
A motivazione del provvedimento di rigetto era fatto richiamo ad arresto per traffico di sostanze stupefacenti e al deferimento in stato di liberà per i reati di ricettazione e false attestazione a pubblico ufficiale in ordine all’identità personale. Con sentenza n. 1448 del 2009 il T.A.R. adito respingeva il ricorso.
Appella il sig. ***** che ha contrastato le conclusioni del primo giudice ed insistito per la riforma della sentenza impugnata. Il Ministero dell’ Interno si è costituito in resistenza formale. Con ordinanza n. 4326 del 2009 l’atto impugnato è stato sospeso in via cautelare.
2.1. Il ricorrente deduce che per l’imputazione relativa a reato inerente a sostanze stupefacenti è a suo tempo intervenuta pronunzia assolutoria del Tribunale di Torino n. 705 del 1995.
Quanto precede priva la motivazione dell’atto impugnato di un presupposto essenziale e determinate ai fini del giudizio di pericolosità sociale dello straniero, ove si consideri che alla tipologia del reato ascritto, per il quale è poi intervenuta l’assoluzione, l’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 286 del 1998, collega con carattere di automatismo il divieto di ingresso e permanenza del territorio nazionale. Il restante tessuto motivazionale dell’atto negativo – che dà rilievo a due imputazioni per reati minori in ordine ai quali le esibizioni del ricorrente (certificato dei carichi pendenti e del casellario giudiziario) mostrano che non sono intervenute iniziative e provvedimenti definitivi dell’ autorità giudiziaria – non si configura idoneo, in base a criteri di congruità dei presupposti del provvedere e di proporzionalità delle determinazione adottata allo scopo perseguito, a evidenziare una condizione di pericolosità sociale dello straniero, quale soggetto abitualmente dedito ad attività delittuose e a trarre da esse i proventi di vita. Per contro il ricorrente, a sostegno dell’inserimento e dell’integrazione sul piano economico e social,e documenta la titolarità di autorizzazione al commercio a posto fisso, di partita i.v.a., nonché di stabile situazione alloggiativa Per le considerazioni che precedono l’appello va accolto e, in riforma della sentenza del T.A.R., va accolto il ricorso di primo grado e va annullato il provvedimento con esso impugnato. In relazione agli interessi coinvolti dalla controversia spese e onorari del giudizio possono essere compensati fra le parti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, accoglie il ricorso di primo grado e annulla il provvedimento con esso impugnato. Spese compensate.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 gennaio 2015
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 23/02/2015
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