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Timestamp: 2019-10-16 06:56:03+00:00

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Regolamento nazionale | AIPIN | Associazione Italiana per l'Ingegneria Naturalistica
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Approvato dall’Assemblea Straordinaria del 12.04.’19
Art. 1. Soci
1.1. Le persone e gli enti che ne condividano lo Sta­tuto, sono ammessi in qualità di soci a far parte del­l’A.I.P.I.N., nel rispetto di quanto previsto all’art. 3 commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dello Statuto, assumendone le qualifiche ivi previste.
1.2. Le modalità di iscrizione all’Associazione sono quelle fissate nei commi 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14 del­l’art. 3 dello Statuto. La domanda di ammissione alla Associazione deve essere inoltrata alla sezione competente territorialmente o, in sua assenza, alla sede nazionale.
1.3. Per assumere la qualifica di socio aderente i richiedenti devono essere in possesso di laurea o diploma in materie afferenti, o aver svolto attività professionale in materie attinenti la rinaturalizzazione e l’ingegneria naturalistica da almeno un anno; avanzare richiesta alla sezione competente territorialmente o, in sua assenza, alla sede nazionale allegando curriculum fina­lizzato alla verifica dei requisi­ti fissati all’art. 3.2. dello Statuto nonchè del possesso di titoli tra i seguenti:
1) aver partecipato a convegni di ingegneria naturali­stica;
2) aver partecipato a corsi di ingegneria naturalistica;
3) aver partecipato ad escursioni tecniche di ingegneria natura­listica;
4) altri titoli valutabili.
1.4. Per assumere la qualifica di socio effettivo i richiedenti devono avan­zare richiesta alla Sezione compe­tente territorialmente o, in sua assen­za, alla sede nazio­nale, allegando curriculum fina­lizzato alla verifica dei requisi­ti fissati all’art. 3.4. dello Statuto nonchè del possesso di titoli tra i seguenti (meglio specificati da apposita delibera del Consiglio Direttivo Nazionale del 19.5.95):
2) aver promosso attraverso scritti, anche non didatti­ci, o tecnici l’ingegneria naturalistica;
3) aver partecipato a corsi di ingegneria naturalistica;
4) aver partecipato ad escursioni tecniche di ingegneria natura­listica;
5) aver organizzato convegni corsi o cantieri di ingegne­ria na­turalistica;
6) aver fatto pubblicazioni tecniche inerenti l’ingegne­ria na­turalistica;
7) aver partecipato a cantieri didattici di ingegneria naturali­stica;
8) essere stato docente a corsi o cantieri didattici di ingegne­ria naturalistica;
9) aver progettato opere di rinaturalizzazione e ingegneria naturali­stica;
10) aver effettuato direzione lavori per opere di rinaturalizzazione e ingegneria naturalistica;
11) aver effettuato collaudi inerenti opere di ingegneria naturalistica;
12) aver effettuato ricerca inerente all’ingegneria naturalistica
1.5. L’Associazione predispone annualmente il reperto­rio dei soci distinto nelle varie categorie previste. I soci hanno diritto a consultare e/o ri­chiedere tale repertorio.
1.6. Tutti i soci hanno diritto a comparire nel reper­torio di cui al comma precedente come appresso speci­ficato:
a) i soci aderenti ed effettivi con il proprio nome e cognome, qualifica professionale, indirizzo/i. I soci pos­sono appog­giarsi all’indirizzo dell’ente di appar­tenenza solamente se ente pubblico e/o di diritto pubblico e/o studio professio­nale; è escluso come indi­rizzo di appoggio quello di socie­tà di ingegneria e di proget­tazione, ditte commerciali, imprese, enti privati in genere. Non è ammessa la divulga­zione dei numeri di telefono e di fax se non su espressa auto­rizzazione dei singoli soci;
b) i soci enti con la propria denominazione e/o ragione sociale ed il proprio indirizzo/i. Nel caso che l’en­te abbia dei distacca­menti e/o filiali, questi per poter com­parire nel repertorio devono essere iscritti al­l’Associa­zione.
1.7. I soci per esercitare il diritto di voto, parte­cipare alle attività, essere messi al corrente di attività e/o pubblica­zioni, ricevere materiali di qualsiasi tipo, otte­nere abbona­menti con sconti o gratuiti devono essere in regola con il versamento della quota sociale annuale che deve essere versa­ta entro il 31 marzo di ogni anno.
1.8. Qualora il socio moroso, sollecitato per iscrit­to, non effettui il versamento della quota sociale entro il 31 marzo del­l’anno successivo a quello di morosità, verrà con­siderato automati­ca­mente decaduto e perderà ogni dirit­to. La declara­toria di deca­denza è assunta dal Consiglio Diret­tivo Nazio­nale.
1.9. Per la reintegrazione al titolo di socio, lo stesso deve versare le annualità arretrate, senza con ciò aver diritto a rice­vere i materiali pre­gressi.
1.10. Trascorsi tre anni dalla morosità l’ex socio può far ri­chiesta di nuova iscrizione, senza versamento delle quote arre­trate. In questo caso si applicano le norme del presen­te artico­lo, nonchè quelle dello Statuto qui richia­mate fatto salvo l’ob­bligo di sot­toporre al parere del Consiglio Diret­tivo Nazionale anche le richieste di rei­scri­zione con la qualifica di socio aderente.
1.11. Il socio effettivo che si trova nella condizione di morosi­tà di cui al comma precedente può essere reiscrit­to solo quale socio aderente.
1.12. I soci cessano di appartenere all’Associazione:
a) per dimissioni volontarie comunicate con lettera rac­coman­data da inviare alla Sede nazionale ed alla Se­zione compe­tente territo­rialmente se costituita;
b) per decadenza a causa di morosità come previsto al prece­dente comma 7;
c) per espulsione, deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Direttivo Nazionale, pro­nuncia­ta contro il socio che commette azioni ritenute disonorevo­li entro e fuori dall’Associazione o che con la sua condot­ta, costituisce ostacolo al buon andamen­to del sodalizio, op­pure in caso di violazione delle norme dello Statuto e del Codice Deontologico.
1.13. La declaratoria di decadenza e di espulsione può essere proposta al Consiglio Direttivo Nazionale, sia dal Consi­glio Diret­tivo Sezionale competente territo­rialmente, sia dal Collegio dei Probiviri.
1.14. La delibera di espulsione deve essere assunta dal Consi­glio Direttivo Nazionale, previo parere del Collegio dei Probivi­ri. Tale delibera deve essere ratificata dalla As­semblea Generale nazionale.
1.15. I soci aderenti ed effettivi se espulsi non pos­sono essere riproposti. Il socio ente espulso può essere ripro­posto, su richie­sta motivata dello stes­so, per una sola volta, con delibe­razione assunta dal Consiglio Diret­tivo Nazionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, pre­vio parere del Collegio dei Probiviri.
Art. 2. Quote Associative
2.1. Ogni anno l’Assemblea generale, su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, determina l’ammontare delle quote asso­ciative.
2.2. Le quote associative per i soci enti possono essere differenziate e devono es­sere diver­se da quelle dei soci aderenti ed effetti­vi.
2.3. Tutte le quote sociali sono riscosse dalla sede centrale ed inviate alle Sezio­ni, ove esistono, per la parte di loro compe­tenza, con scadenza trimestrale.
3.1. La sede centrale dell’Associazione come delle Sezio­ni può essere ubicata all’indirizzo di un socio perso­na fisica o presso il suo studio professionale, cooperativa di pro­fessio­nisti, ente pubblico.
3.2. Le sedi dell’Associazione, sia quella centrale che delle Sezioni, non possono essere ubicate presso ditte commercia­li, im­prese, società di progettazione e di inge­gneria.
Art. 4. Assemblea Generale
4.1. L’Assemblea Generale deve essere convocata con le modali­tà previste dallo Statuto.
4.2. Ciascun socio, sia effettivo che aderente, in regola con le quote associative, nazionali e di Se­zione, ha dirit­to ad un voto.
4.3. Ciascun socio ente, in regola con le quote asso­ciative, nazionali e di sezione, ha diritto ad avere una persona iscritta con diritto di voto.
4.4. Tutti i soci hanno la possibilità di farsi rap­presen­tare per delega scritta, ma ciascun socio non può avere più di tre deleghe, che devono essere consegnate al Segretario dell’As­semblea prima dell’i­nizio della stessa. Le deleghe per essere valide devono essere rilasciate da soci in regola con le quote associative nazio­nali e di sezione.
4.5. In attuazione dell’art. 5.3. dello Statuto l’As­semblea può approvare, su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, specifici bandi per la isti­tuzione di elenchi di:
a1) esperti in materia di Ingegneria Naturalistica;
a2) docenti esperti in materia di Ingegneria Naturalistica;
b) ditte qualificate nella ese­cuzione di lavori di Inge­gne­ria Naturalistica e nella produzione di materiale vivai­stico e nella commercia­lizzazione di prodot­ti da impiegare in opere di IN.
4.6. Per accedere agli elenchi di cui alla lettera a) del comma precedente è necessaria la qualifica di socio effet­tivo; per acce­dere agli elenchi di cui alla lettera b) del comma precedente è necessaria la qualifica di socio ente.
4.7. I bandi di cui al precedente comma 4.5.devono preve­dere il possesso dei requisiti soggettivi dei parte­cipanti, i cri­teri di valutazione dei titoli e degli esami da adot­tarsi per l’accesso ai diversi elenchi, il numero dei componenti della commissione o delle commissioni di esame. I titoli e i requisiti vanno valutati tra i seguenti come elencati per categoria:
a1) per gli esperti:
aver progettato esecutivamente opere di rinaturalizzazione e Ingegneria Naturalistica;
aver effettuato conduzione di cantieri o direzione lavori per opere di rinaturalizzazione e Ingegneria Naturali­stica;
essere stato docente o coordinatore tecnico di corsi o cantieri didattici di Ingegneria Naturalistica;
aver partecipato ad escursioni tecniche guidate e corsi di formazione professionale in Ingegneria Naturali­stica;
aver partecipato a cantieri didattici di Ingegneria Natura­listica;
aver prodotto pubblicazioni tecniche, presentato relazioni a congressi inerenti l’Ingegneria Naturalisti­ca;
a2) per i docenti esperti:
essere stato docente di Ingegneria Naturalistica;
aver organizzato corsi di Ingegneria Naturalistica;
essere stato tutor e/o coordinatore tecnico a corsi di Ingegneria Naturalistica;
aver partecipato a cantieri didattici;
aver organizzato cantieri didattici e/o escursioni tecniche guidate
b) per le ditte qualificate:
aver prodotto progetti esecutivi o assistenza te­cnica alla progettazione, di supporto alla realizzazione e/o commercia­lizzazione, di interventi di Ingegneria Na­turalistica;
aver realizzato o fornito consulenza tecnica o assistenza alla direzione lavori per realizzare interven­ti di Ingegneria Na­turalistica;
aver partecipato a corsi di formazione professio­nale, escursioni tecniche guidate, cantieri didattici in Ingegneria Na­turalistica;
aver prodotto materiale vivo da propagazione di specie autoctone con certificazione d’origine;
essere titolari di brevetti di materiali o tecniche rela­tive all’Ingegneria Naturalistica;
aver prodotto pubblicazioni o relazioni tecniche presentate a congressi sul tema;
commercializzare materiali e tecnologie relativi all’Inge­gneria Naturalistica;
4.8. Le commissioni di esame di cui al comma preceden­te sono nominate dall’Assemblea Generale Nazionale, a scruti­nio se­greto ed a maggioranza assoluta dei pre­senti, sce­glien­done i componenti tra soci iscritti negli elenchi di cui al prece­dente comma 4.5..
4.9. L’ap­provazione dei risultati concorsuali delibe­rati dalle com­missioni di cui al precedente comma è di competen­za del Consi­glio Direttivo Nazionale che la assume a mag­gioranza dei 2/3 dei suoi componenti. Contro di essa non è ammesso appel­lo.
4.10. In sede di prima applicazione della disposizione prevista nel precedente comma 4.7., i componenti delle commis­sioni di cui al precedente comma 4.8. sono scelti dall’As­semblea, su proposta del Consiglio Direttivo Nazio­nale, tra i soci effettivi di riconosciuta competenza in Ingegne­ria Na­turalistica. I componenti delle com­missioni così costituite fanno parte di diritto dell’elenco degli esperti di cui al punto a) del precedente comma 4.5.
4.11. Gli elenchi corredati di nominativo, qualifica professio­nale ed indirizzo, potranno essere ceduti inte­gralmente a chiunque ne faccia esplicita richiesta comprese le amministrazioni pubbli­che. Tali elenchi non saranno in nessun modo vincolanti per i richiedenti.
4.12. L’Assemblea può costituire uno speciale comitato tecnico per la formulazione di un codice deontologico cui devono attenersi gli iscritti agli elenchi di esperti e ditte qualificate di cui ai commi precedenti, nonchè di norme circa i motivi di decadenza dagli stessi elenchi. Tali norme ed il codice deontologico e le modalità della loro applicazione devono essere approvati dalla Assemblea generale ordinaria.
Art. 5. Consiglio Direttivo Nazionale
5.1. L’elezione del Consiglio Direttivo Nazionale si svolge sulla base di una lista di candidature propo­ste dal Consi­glio Direttivo Nazionale uscente, sen­tite le Sezioni ed eventuali gruppi di almeno 30 soci che non abbiano al loro interno candidati.
5.2. Le proposte delle Sezioni e di eventuali gruppi di almeno 30 soci che non abbiano al loro interno candida­ti, devono pervenire al Presidente entro il termine di 60 giorni prima della data di convo­cazione della Assemblea ordinaria.
5.3. La lista di cui al precedente comma 1, eventualmente corredata di brevi programmi, deve essere comunica­ta ai soci con circo­lare informativa almeno 30 giorni prima della data di svolgimento dell’Assem­blea ordi­naria. Tale lista costitui­sce scheda di votazione.
5.4. La lista, così come proposta o con variazioni nominative volute dal socio votante, purchè nel rispetto dei commi 1 e 2 dell’art. 6. dello Statuto, può essere votata da ciascun socio direttamente all’Assemblea ordinaria, oppure essere recapitata direttamente all’Assemblea ordinaria, oppure essere inviata per posta in modo tale che pervenga alla sede cen­trale dell’Associa­zione entro il termine di giorni sette (7) antecedenti alla data di svolgimento dell’Assemblea ordina­ria. La scheda di votazione invia­ta per posta, posta elettronica, pec o recapitata all’Assemblea, è valida se sia possibile controllare che il votante abbia diritto al voto ed il voto rimanga segreto.
5.5. E’ facoltà del candidato alla elezione nel Consi­glio Diret­tivo Nazionale esporre all’Assemblea il suo pro­gramma.
5.6. Per l’elezione dei membri del Consiglio Direttivo Nazio­nale non sono ammesse deleghe.
5.7. Risultano eletti i candidati che abbiano riporta­to il mag­gior nume­ro di voti nominali sino al numero massimo di Consi­glieri previsti dallo Statuto, nel rispetto delle specifiche norme dei commi 1 e 2 dell’art. 6. dello Sta­tuto. In caso di parità prevale il socio che abbia maggior anzianità di iscri­zione.
5.8. I soci enti, al solo fine dell’elezione nell’am­bi­to del Consiglio Direttivo Nazionale, si distinguo­no in enti pubbli­ci e privati.
5.9. Il Consiglio Direttivo Nazionale decide annual­mente, senti­to il Tesoriere ed il Collegio dei Revi­sori dei Conti, ed in base alla disponibilità finan­ziarie, i rimbor­si spese per i viaggi e per altre attività per i membri del Consi­glio stes­so, per l’at­tività del Presidente, della Giunta Esecutiva ed, in casi particolari, per i soci.
5.10. Il consigliere assente ingiustificato per 3 volte alle riunioni del Consi­glio Diret­tivo Nazionale decade automaticamente e viene sostituito dal primo dei non eletti.
Art. 6. Presidente
6.1. Il Presidente in carica alla scadenza del manda­to, se compo­nente del nuovo Consiglio Direttivo, può essere con­fermato nei trienni successivi.
6.2. La norma di cui al precedente comma si applica anche ai Vice­presidenti.
6.3. E’ facoltà del Presidente farsi rappresentare dai Vice­presidenti ed in casi di particolare urgenza anche da altri soci effettivi.
Art. 7. Tesoriere
7.1. Il Tesoriere firma congiuntamente al Presidente o al Vice­presidente delegato tutti gli atti amministra­tivi.
7.2. Il Tesoriere ha facoltà di avere la firma, anche dis­giunta sui conti correnti bancari e postali del­l’Asso­ciazione.
Art. 8. Collegio Dei Revisori Dei Conti
8.1. L’elezione del Collegio dei Revisori dei Conti si svol­ge con le modalità fissate nel precedente art. 5., commi 1, 2, 3 e 4, nel rispetto delle norme sulla composi­zione del Collegio previste dall’art. 10. dello Statuto.
8.2. Per l’elezione dei componenti il Collegio dei Revi­sori dei Conti non sono ammesse deleghe.
8.3. Risultano eletti i candidati con il maggior nume­ro di voti nominali sino al numero massimo di reviso­ri effet­tivi e supplenti previsti dall’art. 10. dello Statuto. In caso di parità di voti prevale il socio che abbia mag­gior anzia­nità di iscrizione.
Art. 9. Collegio Dei Probiviri
9.1. Possono essere eletti Probiviri i soci effettivi che abbia­no i seguenti requisiti:
a) anzianità di iscrizione all’Associazione di almeno 4 anni;
b) conoscenza delle principali norme del Codice Civile e fi­scali riguardanti le associazioni.
9.2. L’elezione del Collegio dei Probiviri si svolge con le modalità fissate nel precedente art. 5, commi 1, 2, 3 e 4, nel rispetto delle norme sulla sua composizione di cui al­l’art. 11 dello Statuto ed al precedente primo comma.
9.3. Per l’elezione dei componenti il Collegio dei Probi­viri non sono ammesse deleghe.
9.4. Risultano eletti i candidati con il maggior nume­ri di voti nominali sino al numero massimo di Probi­viri previ­sti dal­l’art. 11. dello Statuto. In caso di parità di voti prevale il socio che abbia maggiore anzianità di iscri­zione.
9.5. Il Collegio dei Probiviri ha facoltà di sentire le parti in causa, di richiedere documentazione, di dispor­re indagi­ni e supple­menti di indagini.
9.6. E’ facoltà del socio ricorrente e/o chiamato in causa farsi assistere da un socio effettivo.
Art. 10. Sezioni
10.1. La costituzione di Sezioni Regionali, interregio­nali e provinciali è disciplinata dall’art. 22. dello Sta­tuto. Essa è deliberata dal Consiglio Direttivo Nazionale a mag­gioranza assoluta dei suoi componenti.
10.2. La ri­chiesta di costituzione della Sezione deve essere avanzata al Consiglio Direttivo Nazionale e sotto­scritta da almeno sette (7) soci effettivi per le Sezioni Regiona­li o Interregio­nali e da sette (7) soci effettivi per le Sezioni Provinciali di Trento e di Bolza­no.
10.3. La formale costituzione delle Sezioni avviene per atto redatto da notaio o per verbale di costituzione regi­strato presso l’Ufficio del Registro territorial­mente com­petente
10.4. Le Sezioni sono tenute al rispetto dello Statuto e del Regolamento nazionali e di ciò deve farsi espressa menzione nel­l’atto costitutivo. Debbono dotarsi di Regola­mento pro­prio, non in contrasto con quello Nazionale e con lo Sta­tuto. Il Regolamento di Sezione, soggetto a ratifica del Consiglio Direttivo Nazionale, deve essere allegato all’at­to costituti­vo della stessa e deve prevedere l’obbli­go di ogni socio a far parte della Se­zione compe­tente territo­rialmen­te.
10.5. E’ obbligo delle Sezioni avere bilancio proprio ed essere titolari di codice fiscale, da richiedere alle auto­rità com­petenti, diverso da quello dell’As­sociazione nazio­nale.
10.6. Sono organi della Sezione:
il Consiglio Direttivo, composto da almeno 3 membri e non più di 7, di cui almeno 3 scelti tra i soci effettivi; i soci effettivi ed aderenti chiamati a far parte del Consiglio Direttivo Sezionale, con riferimento ai ri­spettivi Ordini e/o Collegi e/o Associazioni professionali, debbono avere qualifiche professionali diverse, con un mas­simo di due (2) aventi la stessa qualifica.
i Revisori dei conti in numero di due.
10.7. Il Consiglio Direttivo di Sezione elegge tra i suoi compo­nenti il Presidente ed eventualmente il Vicepresidente, il Segretario ed il Teso­riere. Il Presi­dente di Sezione è scelto tra i componenti soci effet­tivi.
10.8. Il Consiglio Direttivo di Sezione può restare in carica non meno di due e non più di tre anni. Il periodo per il quale resta in carica è stabilito dal Regolamento di Se­zione.
10.9. Le Sezioni hanno diritto a ricevere una percentuale delle quote associative. Spetta all’Assemblea su proposta del CDN la determinazione della percentuale stessa. Le quote asso­ciative di soci enti a carat­tere nazio­nale sono de­stinate alla sede centrale della Associa­zione.
10.10. E’ fatto obbligo alle Sezioni di trasmettere copia degli atti e documenti da esse redatti, delle convo­cazioni della Assem­blea e del Consiglio Diretti­vo di Se­zione alla sede nazionale ed alle Sezioni già costituite.
10.11. E’ facoltà delle Sezioni predisporre per i propri soci servizi particolari, abbonamenti o quant’altro il Consiglio Diret­tivo e/o l’Assemblea di Sezione ritenesse opportuno.
10.12. In caso di organizzazione di attività didattiche, corsi, seminari e cantieri didattici, è facoltà della Se­zione dare prece­denza nell’iscrizione ai soci della Sezione mede­sima, ma è altresì fatto obbligo comuni­care l’indizione di tali atti­vità e le relative moda­lità di svolgimento alla sede centrale dell’Associa­zione ed alle altre Sezioni, precisan­do il numero massimo di soci non iscritti alla Sezione organizza­trice che possono essere ammessi alla specifica atti­vità.
10.13. Per la sola Sezione Provinciale di Bolzano-Alto Adige / Bozen-Südtirol è ammesso l’uso equiparato della lingua tedesca.
10.14. In attesa di raggiungere il numero minimo per l’istituzione di una Sezione Regionale o Provinciale potrà essere costituito un gruppo promotore per l’istituzione della sezione su richiesta di almeno 10 soci con la sola finalità di promuovere le attività in funzione del raggiungimento delle qualifiche minime per l’istituzione della sezione stessa.
Il responsabile del gruppo sarà nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale su una terna di nomi proposti dal gruppo e la sua carica dura fino alla costituzione ufficiale della sezione salvo revoca da parte del Consiglio Direttivo Nazionale per mancata attività per almeno due anni o per motivi di particolare gravità e dopo 1 richiamo da parte del Presidente.
Per tutte le operazioni organizzative e finanziarie il gruppo farà riferimento alla sede nazionale.
Art. 11. Modifiche Al Regolamento
11.1. Modifiche al presente Regolamento possono essere intro­dotte dall’Assemblea straordinaria da convocarsi se­condo quanto previsto dall’art. 5. dello Statuto. Le rela­tive deliberazio­ni devono essere assunte a maggioranza dei pre­senti non computando gli astenuti.
11.2. Le modifiche al regolamento possono essere propo­ste dal Consiglio Direttivo Nazionale, da Consigli Diretti­vi di Se­zioni che rappresentino almeno un quarto di tutti i soci dell’Associazione, ovvero da almeno un terzo dei soci del­l’Associazione. Tali modifi­che, se non proposte dal Con­siglio Direttivo Nazionale, vanno votate dallo stesso prima dello svolgimento dell’Assemblea.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 art. 5

Art. 9
 art. 5

Art. 10

Art. 11