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Timestamp: 2019-10-17 16:08:47+00:00

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Fisco e Diritto - Corte Di Cassazione n 8875 2010
Corte Di Cassazione n 16628 2011
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G Verde - Diritto Di Difesa e Nuova Disciplina Delle Impugnazioni
Cassciv99_2013 Azione Di Reintegraz Possesso
NOTESUASPETTIPROCEDURALI DELLACONSULENZATECNICAIN MATERIACIVILE
AcuradellaCommissione ConsulenzaTecnicadiUfficio Presidente MarioGiovanniScandura Componenti LuciaDiLauro(Segretario) MonicaBaldassarre GennaroBrescia CiroCozzolino DomenicoDiMichele AlessandroGallone FrancescoMancini MarcoManovelli BiancaMariaVitali Segreteriatecnica ChiaraMicarelli
Mandato20082012 Areadidelega ConsigliereDelegato ConsiglieriCoDelegati
FunzioniGiudiziarie FeliceRuscetta MarcelloDanisi MassimoMellacina GiuliaPusterla
1.Vigilanzanelconferimentodegliincarichi..................................................................................................... 4 2.NominadelConsulentetecnicoeformulazionedeiquesiti .......................................................................... 5 3.Astensioneericusazionedelconsulentetecnico.......................................................................................... 9 4.Laposizionedelconsulentetecnicodiparte.............................................................................................. 10 5.Comunicazionealleparti.IniziooperazioniCTUeeventualirinvii.............................................................11 6.Svolgimentodelleoperazioniperitalieterminididepositodellarelazione...............................................14 7.Verbaledelleoperazionicompiuteerelazionediconsulenzatecnica........................................................19 8.AcquisizionedocumentazionedapartedelCTU......................................................................................... 22 9.LEsamecontabileexart.198C.P.C.ediltentativodiconciliazione..........................................................24 10.LeipotesidinullitdellarelazionediCTU................................................................................................. 26 11.Aspettideontologicidellafunzionediconsulentetecnico....................................................................... 31 12.ResponsabilitdelCTUerelativesanzioni................................................................................................ 34 13.Laliquidazionedeicompensi ..................................................................................................................... 42 14.Formulario.................................................................................................................................................45
1. Vigilanzanelconferimentodegliincarichi
Il nuovo testo dellart. 23 delle disposizioni per lattuazione del codice di procedura civile ha introdotto il principio della natura essenzialmente routinaria della attribuzione degli incarichi agli esperti e, nel prevedere un dovere di sorveglianza da parte del Presidente del Tribunale, ha stabilitountettomassimo(relativo)pergliincarichiconferibilialmedesimosoggetto. La nuova norma prevede espressamente che Il presidente del Tribunale vigila affinch, senza danno per lamministrazione della giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nellalbo, in modo tale che a nessuno dei consulenti iscritti possano essere conferiti incarichi in misura superiore al dieci per cento di quelli affidati dallufficio, e garantisce che sia assicurata ladeguatatrasparenzadelconferimentodegliincarichiancheamezzodistrumentiinformatici. Tuttavia resta opportuno sottolineare come la prescrizione richiamata ha unoperativit necessariamente posticipata, mentre il dato temporale rilevante, in mancanza di specificazione, si ritienesiaquellocheindividualannogiudiziario,equindii12mesiprecedenti. QuantoallemodalitpratichediinterventodelPresidente,nellanormanonrisultaindicataalcuna prescrizione e pertanto stato ritenuto che la vigilanza del Presidente debba essere esercitata esclusivamente in via posticipata nel momento in cui il Presidente segnaler al giudice il superamento del tetto stabilito e lo inviter eventualmente a soprassedere per un certo periodo nellanominadiundatoconsulentesinoarientrareneilimitistabilitidallenorme. Pur essendo stata auspicata da tempo la necessit di garantire un equa ripartizione e rotazione degli incarichi affidati ai CTU, stato tuttavia rilevato come con le modifiche cos come introdotte e riformulate dalla riforma del 2009 il giudice potrebbe restare apparentemente vincolato unicamente ad una equa distribuzione degli incarichi con il rischio che tale forzata turnazione non tenga, invece, conto della eventuale preparazione specialistica degli esperti iscritti negli Albi in relazioneallespecifichetecnichedellacontroversia. Atalfine,vaevidenziatocomeineffettilincisosenzadannoperlamministrazionedellagiustizia dovrebbe consentire al giudice di derogare al prescritto principio di rotazione in presenza di controversie su materie particolarmente specialistiche o in presenza di controversie molto complesse per le quali richiesta una professionalit sufficientemente collaudata con la conseguenza che va ritenuta non sufficiente la semplice regola matematica restando, invece,
necessario contemperare lesigenza di equa distribuzione degli incarichi con il rapporto fiduciario chedevelegareilconsulentealgiudice. In ultimo, va ricordata la disposizione, introdotta dalla riforma, che attribuisce al Presidente del tribunale il compito di garantire l'adeguata trasparenza del conferimento degli incarichi, anche a mezzo di strumenti informatici e/o con leventuale inserimento di apposita sezione nelleventuale sitointernetdelTribunale. 2.NominadelConsulentetecnicoeformulazionedeiquesiti Con riferimento a tale aspetto, va riferito come la Legge numero 69 del 18 Giugno 2009, Disposizioni per lo Sviluppo Economico, la Semplificazione, la Competitivit, nonch in materia di ProcessoCivile,invigoredal4Luglio2009,haintrodotto,tralealtre,alcunemodifichealCodicedi Procedura Civile negli articoli 191 e 195, che trattano dell'incarico e dello svolgimento della ConsulenzaTecnica. Una prima lettura delle novit introdotte con la riforma del processo civile del 2009 denota una evidente razionalizzazione e riduzione dei tempi di svolgimento delle attivit relative alla consulenza tecnica di ufficio atteso lo scopo delle nuove norme che stato infatti quello di accelerare liter della consulenza tecnica anticipando la formulazione dei quesiti da sottoporre allesperto e prevedendo che il giudice provveda a ci con la stessa ordinanza che ammette la consulenzatecnicadiufficio. Ricostruendolelineedellariforma,statoancheaffermatocomeilnostrolegislatoreabbiainteso realizzare una sorte di miniprocedimentalizzazione dellistituto della consulenza tecnica di ufficio, incentrando le trasformazioni essenzialmente sulla disciplina degli artt. 191 e 195 c. p. c. che, quali norme intese a regolarne lo svolgimento, possano garantire una efficace accelerazione delliterdellaconsulenzatecnica. In particolare, con riferimento alla entrata in vigore delle modifiche di legge e alla eventuale applicabilit ai processi gi in essere, lart. 58 delle nuove norme (Disposizioni transitorie) ha stabilito che le nuove disposizioni in materia di C. t.u. che modificano il codice di procedura civile eledisposizioniperlattuazionedelcodicediproceduracivilesiapplicanoaigiudiziinstauratidopo
la data della sua entrata in vigore 1 tuttavia trattandosi di norme che non comportano decadenze o restrizioni alle facolt e ai poteri delle parti non vi alcun motivo ostativo che impedisca ai giudici, quando nominano il CTU in cause pendenti prima dell'entrata in vigore della riforma, di emanare le relative ordinanze secondo il contenuto indicato dai nuovi articoli 191, 1 commae195,3comma. Premesso ci e volendo opportunamente procedere con una analisi comparativa tra vecchie e nuove norme, va riferito come il nuovo primo comma dellart. 191 dispone che il giudice istruttore, con lordinanza con cui nomina il consulente, formula i quesiti e fissa ludienza nella qualeilconsulentedevecomparire. VECCHIOTESTO TESTORIFORMATO Art.191 Nominadelconsulentetecnico I. Nei casi di cui agli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con I. Nei casi previsti dagli articoli 61 e l'ordinanza prevista nell'articolo 187, seguenti il giudice istruttore, con ultimo comma (1), o con altra ordinanza ai sensi dellarticolo 183, successiva, nomina un consulente settimo comma, o con altra successiva tecnico e fissa l'udienza nella quale ordinanza, questidevecomparire. nomina un consulente, Art.191 Nominadelconsulentetecnico
formula i quesiti e fissa ludienza nella
II. Possono essere nominati pi qualeilconsulentedevecomparire.(1)
Art.58.(Disposizionitransitorie) 1.Fattosalvoquantoprevistodaicommisuccessivi,ledisposizionidellapresenteleggechemodificanoil codicedi proceduracivile e le disposizioni per lattuazione del codice di procedura civile si applicano ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore. 2. Ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della presente legge si applicano gli articoli 132, 345 e 616 del codice di procedura civile e larticolo 118 delle disposizioni per lattuazione del codice di procedura civile, come modificati dalla presentelegge. 3. Le disposizioni di cui ai commi quinto e sesto dellarticolo 155 del codice di procedura civile si applicano anche ai procedimenti pendentialladatadel1marzo2006. 4. La trascrizione della domanda giudiziale, del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili eseguita ventianniprimadellentratainvigoredellapresenteleggeoinunmomentoancoraanterioreconservailsuoeffettoserinnovataai sensidegliarticoli2668bise2668terdelcodicecivileentrododicimesidalladatadientratainvigoredellapresentelegge. 5. Le disposizioni di cui allarticolo 47 si applicano alle controversie nelle quali il provvedimento impugnato con il ricorso per cassazione stato pubblicato ovvero, nei casi in cui non sia prevista la pubblicazione, depositato successivamente alla data di entratainvigoredellapresentelegge.
consulenti soltanto in caso di grave II.Possonoesserenominatipiconsulenti necessit o quando la legge soltanto in caso di grave necessit o espressamentelodispone. quando la legge espressamente lo dispone. __________________________ (1) Comma sostituito dallart. 46, comma 4, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, leggecit.). Conlemodifichedicuisopravienestabilitoche,qualorailgiudiceritengadiavvalersidellapporto di conoscenze tecniche e specialistiche per la definizione della controversia procede con lordinanza ammissiva dei mezzi di prova o con altra ordinanza successiva alla nomina del consulente, alla contestuale formulazione dei quesiti e alla fissazione della udienza nella quale il consulente sar tenuto a comparire per laccettazione dellincarico e la prestazione del giuramento. Pi in particolare, va rilevato come il provvedimento di ammissione della consulenza tecnica di ufficiodovrdunqueprevedere: ilnominativodellesperto; lacompiutaformulazionedeiquesitidasottoporrealCTU la fissazione delludienza nel quale lo stesso dovr comparire per laccettazione e il giuramentodellincarico,unitamenteallordinediconvocazioneacuradellacancelleria; la succinta motivazione delle ragioni che giustificano lammissione della consulenza tecnica; la fissazione del termine ex art. 201 c.p.c. concesso alle parti per la nomina di propri consulentitecnici. Secondo, quindi, le nuove disposizioni, il Giudice formula i quesiti gi nel momento in cui dispone laConsulenzad'UfficioenominailConsulenteepertantoilCTUvienepreventivamenteinformato
dell'oggettodellaConsulenzastessa. Lo stesso quindi, attraverso lesame del fascicolo e dei nominativi della parti, potr valutare se sussistano o meno eventuali condizioni ostative alla accettazione dellincarico e quindi eventualmentepresentareunaistanzadiastensionealGiudiceIstruttorechelohanominato. E stato infatti ritenuto che le nuove disposizioni introducono una maggiore incidenza del contraddittorio con i consulenti delle parti e una maggiore collaborazione fra il professionista e il giudice. La legge, accogliendo una prassi gi utilizzata in alcuni Tribunali, ha inteso modificare l'art. 191, 1 comma, c.p.c. stabilendo che il giudice deve formulare i quesiti con la stessa ordinanza con la qualenominailperitoefissal'udienzaperilgiuramento. Lo scopo principale di tale modifica quello di accelerare le operazioni di nomina e giuramento del consulente, anticipando le eventuali discussioni in ordine al quesito e riducendo il tempo delludienza di giuramento, con la conseguenza che la modificazione del primo comma dellart. 191 dovrebbe, infatti, nelle intenzioni del legislatore tagliare gli usuali tempi morti che vedevano nel sistema previgente separate nel tempo nomina, formulazione dei quesiti e udienza di giuramentoeconferimentodellincarico. Rassegnadigiurisprudenza: 1.TribunaleBari,sez.I,20Ottobre2006,n.2618 2.Cassazionecivile,sez.I.02maggio2006n.10117 3.Cassazionecivile,sez.I,07febbraio2006,n.2605 4.Cassazionecivile,sez.II,11gennaio2006,n.212 5.Cassazionecivile,sez.III,7Dicembre2005,n.27002 6.Cassazionecivile,sez.III,30Novembre2005,n.26083 7.Cassazionecivile,sez.III,07Luglio2005,n.14306 8.Cassazionecivile,sez.III,22giugno2005n.13401 9.Cassazionecivile,sez.III,27Ottobre2004n.20814
3.Astensioneericusazionedelconsulentetecnico Il consulente tecnico dufficio, in quanto ausiliario del magistrato, deve essere garanzia di terziet ediimparzialitallastreguadelgiudiceedelpubblicoministero. Va riferito come, lart. 192 c.p.c. recita che: Lordinanza notificata al consulente tecnico a cura delcancelliere,coninvitoacomparirealludienzafissatadalgiudice. Il consulente che non ritiene di accettare lincarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al giudice che lha nominato almeno tre giorni prima delludienza di comparizione; nello stesso termine le parti debbono proporre le loro istanze diricusazione,depositandonellacancelleriaricorsoalgiudiceistruttore. Questiprovvedeconordinanzanonimpugnabile. Come si evince dalla lettura del testo, il consulente tecnico non ha lobbligo di astenersi, bens la facolt di farlo con la conseguenza che laddove il consulente tecnico non si astenga le parti possonoinvocarelistitutodellaricusazione. La differenza sostanziale tra lastensione e la ricusazione che la prima rappresenta una iniziativa posta in essere dal consulente nominato il quale rileva la sussistenza di motivi di incompatibilit conlafunzionechedeveesercitarenelgiudizio,laseconda,invece,rappresentaildirittocheviene riconosciutoalleparti,dallalegge,affinchquestenonvenganoassoggettateallesamedipersone chenonabbianoirequisitidioggettivitediimparzialit. Le principali giuste cause di ricusazione e astensione sono riconducibili innanzitutto al venir meno dei requisiti necessari per liscrizione allAlbo dei CTU, al venir meno della specchiata condotta morale del professionista, nonch allesistenza di rapporti di parentela, di coniugio e di amicizia e/o di inimicizia con una delle parti del giudizio, con i suoi parenti pi prossimi o difensori e laver svoltoattivitprofessionaleoaverlavoratoalledipendenzediunadellepartidelgiudizio. Va riferito sul punto come listanza di astensione e/o di ricusazione del CTU deve essere presentata con apposita istanza depositata in cancelleria almeno tre giorni prima delludienza di comparizione. E stato anche ritenuto che listanza di astensione possa essere richiesta anche verbalmente innanzi al cancelliere o al giudice attraverso la redazione di apposito processo verbale, tuttavia si ritiene opportuno che lausiliario che intenda astenersi depositi ritualmente apposita istanza di astensione.
Va, tuttavia, riferito come tale possibilit successivamente resta preclusa con la conseguenza che laconsulenzadepositatarimaneacquisitaalprocesso. Nel caso in cui la situazione di incompatibilit dovesse emergere successivamente,occorrer informareilgiudicechehanominatoilCTUilqualevaluterlasuasostituzione. Va, infine, riferito come nel caso di presentazione di istanza di astensione il giudice provvede con ordinanzanonimpugnabileappostaincalcealricorso. Rassegnadigiurisprudenza: 1. Cassazionecivile,sez.I.22Luglio2004n.13667 2. Cassazionecivile,sez.I,22Luglio2004,n.13667 3. Cassazionecivile,sez.Lav,17febbraio2004,n.3105 4.Laposizionedelconsulentetecnicodiparte Secondo l'art. 201 del Codice di Procedura Civile (Consulente Tecnico di Parte): Ilgiudiceistruttore,conl'ordinanzadinominadelconsulente,assegnaallepartiuntermineentroil quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico. Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell'articolo 194 alle operazioni del consulente delgiudice,partecipaall'udienzaeallacameradiconsiglioognivoltacheviintervieneilconsulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultatidelleindaginitecniche. EimportantesulpuntoricordarecomelanominadelCTPdeveessere,tassativamente,presentata inCancelleriaentroilterminestabilitodalGiudice(disolito,l'iniziodelleoperazioniperitali),enon alCTUinsedediaperturadelleoperazioniperitali,apenadinullitdellanominastessa. Lart. 201 c.p.c. stabilisce, infatti, che la nomina di consulenti tecnici di parte deve essere effettuata con dichiarazione ricevuta dal cancelliere senza la possibilit di delegare al CTU la ricezione della dichiarazione di nomina del CTP in quanto tale attivit demandata chiaramente edinequivocabilmenteallacancelleria. Sul punto, va infatti rilevato come la semplice comunicazione a verbale, effettuata dal legale o la comunicazioneviafax,dellanominadelCTPcostituirebbeunadelegadelleattivitprocessualidal GiudicealCTU,cheinveceinammissibile.
Le disposizioni del richiamato art. 201 c.p.c. si integrano con quelle dell'art. 91 delle Disposizioni diAttuazione,(ComunicazioneaiConsulentidiParte): Nella dichiarazione di cui all'articolo 201 primo comma del Codice deve essere indicato il domicilio oilrecapitodelconsulentedellaparte. Ilcancellieredevedarecomunicazionealconsulentetecnicodiparte,regolarmentenominato,delle indagini predisposte dal consulente d'ufficio, perch vi possa assistere a norma degli articoli 194 e 201delCodice. Resta pertanto opportuno evitare la nomina del Consulente tecnico di parte nel corso delle operazioni peritali mediante comunicazionee/o dichiarazione al CTU ein assenza della preventiva dichiarazioneinCancelleria. Va,invece,riferitocomerestaqualchedubbiointerpretativoqualoravisianecessitdisostituireil CTPalmomentodell'aperturadelleoperazioniperitali,ovveronelcorsodiqueste,inrelazionealla impossibilitmaterialedidepositarepreventivamentelanuovanominainCancelleria. Rassegnadigiurisprudenza: 1. Cassazionecivile,sez.III.,01marzo2007,n.4797 2. Cassazionecivile,sez.III,26settembre2006,n.20821 3. TribunalediRoma,07aprile2004 4. TribunaleNola,30Gennaio2004 5.Comunicazionealleparti.IniziooperazioniCTUeeventualirinvii Le modalit di svolgimento dellincarico da parte del consulente tecnico dufficio sono contenute negliartt.61,62,194,195e197c.p.c. Di regola, nonostante la scelta del legislatore volta a privilegiare il principio di oralit nello svolgimentoenelresocontodelleattivitcompiutedalconsulentetecnico,accadenellaprassiche leindaginivengonocondottesenzalinterventodelgiudice,attraversolaredazionedellarelazione scritta. Ci posto, prima di esaminare le modalit di svolgimento delle indagini peritali e le facolt ed i poteri attribuiti al consulente tecnico, va osservato come anche in detta fase dellistruzione probatoriaillegislatorehaintesoassicurareilpienorispettodelprincipiodelcontraddittorio.
Questultimo,infatti,vienegarantitomediante: 1) lapossibilitdataallepartidiparteciparealleoperazioniedinominarepropriconsulenti; 2) lobbligodelconsulentetecnicodufficiodidareavvisodelliniziodelleoperazioniperitali; 3) la facolt riconosciuta alle parti ed ai loro consulenti tecnici di presenziare alle operazioni, fare richieste, domande ed osservazioni al consulente tecnico dufficio, delle quali questi dovrtenereconto; 4) la possibilit, per i consulenti tecnici di parte, di redigere consulenze di parte ed allegarle agliattiqualiscrittidifensivi; 5) la necessit che il giudicante, nellassumere e motivare la decisione, prenda in considerazione le contestazioni ed osservazione mosse dai tecnici di parte al consulente tecnicodufficio; 6) la possibilit che i consulenti tecnici di parte siano presenti qualora il giudice anche collegiale ritenga di sentire a chiarimenti il consulente tecnico dufficio in camera di consiglio. Quanto al diritto delle parti di presenziare, anche di persona, oltre che a mezzo dei difensori e tecnici di fiducia, alle operazioni del consulente tecnico, lo stesso previsto dallart. 194, 2 comma c.p.c. con la conseguenza che le parti devono essere necessariamente avvisate dellinizio delle operazioni peritali per come previsto e stabilito dalle disposizioni di cui agli artt. 90, 1 commae91,2commadisp.att.c.p.c.. Il primo comma dellart. 90 impone, infatti, al consulente tecnico dufficio, qualora venga autorizzato a compiere le indagini in assenza del giudice, di dare comunicazione alle parti del giorno, dellora e del luogo di inizio delle operazioni, con dichiarazione inserita nel verbale di udienzaoconbigliettoamezzodelcancelliere. Nellipotesi in cui vi sia stata la nomina del consulente tecnico di parte ai sensi dellart. 201, 1 comma c.p.c., sar il cancelliere a dover comunicare al consulente di parte la data delle indagini predispostedalconsulentetecnicodufficio,affinchiltecnicodipartepossaassistervi. Tuttavia va rilevato come le norme in questione, nella prassi, vengono di frequente derogate, in quanto, laddove linizio delle operazioni peritali non venga gi stabilito nel corso delludienza di comparizione del consulente tecnico dufficio (e quindi nel contraddittorio delle parti), lo stesso CTU a comunicare a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento alle parti ed ai
consulentidipartegliavvisiimpostidagliartt.90,co.1e91,co.2disp.att.c.p.c.. Poich, ai sensi degli artt. 194, 2 comma c.p.c. e 90, 1 comma disp. att. c.p.c., alle parti va data comunicazione del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni peritali, di regola lobbligo di comunicazione non riguarderebbe le indagini successive, incombendo alle parti l'onere di informarsisulprosieguodiquestealfinediparteciparvi. Tuttavia, ove il consulente di ufficio rinvii le operazioni a data da destinare e successivamente le riprenda, ha comunque l'obbligo di avvertire nuovamente le parti e l'inosservanza di tale obbligo pu dar luogo a nullit della consulenza (peraltro relativa e quindi sanabile se non dedotta nella prima difesa o udienza successiva), ma solo se quella inosservanza abbia effettivamente comportato,conriguardoallecircostanzedelcasoconcreto,unpregiudiziodeldirittodidifesa. In ogni caso, stato ritenuto come la comunicazione di cui sopra non vada eseguita nei confronti della parte contumace, trattandosi di atti non inclusi fra quelli per i quali tale notificazione espressamenteetassativamenteprevistadall'art.292c.p.c. E, invece, necessario notiziare dellinizio delle operazioni peritali il contumace, laddove la sua collaborazionesiaindispensabileperlespletamentodelmandato. Va riferito a tal fine come la mancata comunicazione alle parti delle date di inizio o di proseguimento delle indagini (nella sopra esposta ipotesi di rinvio delle operazioni da parte del consulente tecnico dufficio a data da destinarsi) comporta la nullit della consulenza e la sua inutilizzabilit sia nel giudizio nel quale stata esperita sia in un giudizio diverso (avente ad oggetto un analogo accertamento), restando priva di qualsiasi effetto probatorio, anche solo indiziario. Trattasi, come si gi accennato, di unipotesi di nullit relativa, suscettibile di sanatoria a norma dellart. 157 c.p.c. in quanto dovr necessariamente essere eccepita e dedotta dalla parte interessata, a pena di decadenza, nella prima udienza, o nella prima difesa, successiva al deposito dellarelazione. Per quanto concerne, poi, la eventuale violazione dell'obbligo di comunicazione, al consulente tecnico di parte, delle indagini predisposte dal consulente d'ufficio (art. 91, 2 comma, disp. att. c.p.c.), essa non produce nullit della consulenza di quest'ultimo, ove il consulente della parte interessata avrebbe potuto essere informato di tali operazioni dal difensore della medesima (tempestivamente notiziato dellinizio delle operazioni peritali), e va, comunque, dedotta
tempestivamenteaisensidell'art.157,2comma,c.p.c. E stata infatti ritenuta non viziata da nullit la comunicazione di inizio e/o prosecuzione delle operazioni di CTU inviata ai soli legali domiciliatari, anzich ai consulenti di parte, mentre lavviso datoaisoli consulentidiparteenonailegalidomiciliaricomportanullitrelativadellaconsulenza tecnicadiufficioespletata. Rassegnadigiurisprudenza: 1. Cassazionecivile,sez.I.07maggio2008n.18598 2. Cassazionecivile,sez.III,24Aprile2008,n.10688 3. Cassazionecivile,sez.III,26Novembre2007,n.24620 4. Cassazionecivile,sez.I,22novembre2007,n.24323 5. Cassazionecivile,sez.I.,5Luglio2007,n.15219 6. Cassazionecivile,sez.III,20febbraio2007n.3936 7. Cassazionecivile,sez.II,25Ottobre2006,n.22843 8. Cassazionecivile,sez.III,11Ottobre2006,n.21728 9. Cassazionecivile,sez.I,07aprile2006,n.8227 10. Cassazionecivile,sez.III,29marzo2006,n.7243 6. Svolgimentodelleoperazioniperitalieterminididepositodellarelazione Le parti possono intervenire alle operazioni in persona o tramite propri consulenti o difensori e presentarealconsulenteperiscrittoodavoceosservazioniedistanze. Come gi riferito lomissione dellavviso dellinizio delle operazioni peritali pu determinare una ipotesi di nullit dellelaborato peritale in quanto impedito alle parti di poter esercitare il diritto alladifesa. Se le indagini non possono esaurirsi in una sola volta, ed il CTU ne rinvii il prosieguo ad altra data, occorredistinguerevarieipotesi: datadiinviofissatainesitoallaprimariunione.Seladatadiprosecuzionedelleoperazioni viene fissata in esito alla precedente seduta di indagini, non va fatto nessun avviso alle parti, in quanto la data di rinvio si reputa infatti nota alle parti presenti, o che avrebbero potuto essere presenti, in quanto loro preciso onere quello di seguire nel proprio
interesselosvolgimentodellaconsulenzatecnica; data di rinvio non fissata in esito ala prima riunione. Se, la data di prosecuzione delle indagini non viene indicata dal CTU in esito alla seduta precedente, ad esempio perch il CTU rinvii il prosieguo delle indagini a data da destinarsi, necessario un nuovo avviso alle partiedaicc.tt.pp. Lo stesso dicasi allorch le operazioni sospese e poi riprese: in questo caso, infatti, non di rinvio si tratta, ma di un vero e proprio nuovo inizio (come nel caso di rinnovazione), ed pertantonecessarialacomunicazionedicuiallart.90disp.att.cod.proc.civ. Va anche riferito come il CTU ha lobbligo di dare avviso alle parti anche allorch si avvalga, per lo svolgimentodellincaricoaffidatogli,diunesperto. In questo caso, in particolare, le parti debbono essere tempestivamente avvertite delle indagini eseguitedallausiliodelCTU,eposteingradodimuovereleloroosservazioni. Novit assai importante introdotta dalla riforma (nonostante alcuni Giudici utilizzano tale prassi gi da tempo) riguarda lo svolgimento delle operazioni peritali, in quanto, ex art. 195 c.p.c., il Giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazionesullestesse.Larelazionedeveesseredepositataincancellerianelterminecheilgiudice fissa. Art.195 Processoverbaleerelazione I. Delle indagini del consulente si forma Art.195 Processoverbaleerelazione
I. Delle indagini del consulente si processo verbale, quando sono compiute forma processo verbale, quando con l'intervento del giudice istruttore, ma sono compiute con l'intervento del questi pu anche disporre che il giudice istruttore, ma questi pu consulenteredigarelazionescritta. anche disporre che il consulente II. Se le indagini sono compiute senza redigarelazionescritta. l'intervento del giudice, il consulente
II. Se le indagini sono compiute devefarnerelazione,nellaqualeinserisce senza l'intervento del giudice, il anche le osservazioni e le istanze delle consulente deve farne relazione, parti. nella quale inserisce anche le III. La relazione deve essere trasmessa dal osservazionieleistanzedelleparti. consulente alle parti costituite nel stabilito resa dal giudice di con cui
III. La relazione deve essere termine depositata in cancelleria nel termine ordinanza cheilgiudicefissa.
all'articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e unasinteticavalutazionesullestesse.(1) __________________________ (1) Comma sostituito dallart. 46, comma 5, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, leggecit.).
Con le trasformazioni della disciplina dellart. 195, comma 3 si prevede che lelaborato peritale debba essere trasmesso alle parti prima di essere depositato in cancelleria e ci per consentire a questeditrasmetterealorovoltaallespertoosservazionienotescrittedellequalilespertodovr fornireespressaesinteticarispostacontestualmentealdepositodellarelazione. Si ritiene a tal fine che lesperto, solo allesito della compiuta esplicazione del contraddittorio, potr provvedere al deposito in cancelleria della relazione, delle osservazioni delle parti e di una
sinteticavalutazionedellestesse. IlCTU,quindi,dovrfarconoscereallepartilarispostamotivataaiquesitientrounprimotermine fissato dal Giudice; queste (attraverso i CTP eventualmente nominati) dovranno entro un secondo termine, di regola estremamente breve, comunicare al CTU le proprie osservazioni e controdeduzioni; infine, il CTU dovr depositare, entro l'ultimo termine stabilito, la relazione finale,contenenteanchelerispostealleosservazionidelleparti. Per comprendere tale innovazione negli aspetti procedurali della CTU importante evidenziare come prima delle modifiche di cui allart. 195 c.p.c. le memorie di osservazione alla CTU avevanodiregolaloscopodirichiamareilCTUachiarimentiovverodisollecitareunarinnovazione o un supplemento di CTU con la conseguenza che spesso si rendevano necessari uno o pi rinvii perlaudizionedelconsulentedelgiudiceconleffettuazionedionerosisupplementi. Negli altri casi, quando le memorie rappresentavano semplici argomentazioni critiche, senza finalit ulteriori sullo svolgimento dellistruttoria, queste potevano essere ricomprese nelle memorieconclusionalionelladiscussioneoraledellacausa,senzabisognodiuntermineapposito. Recependo le indicazioni contenute nel parere dellAssociazione Nazionale Magistrati, le commissioniriunitedelSenatoinsedediesamedelpdlS1082,neltestotrasmessodallaCamera hanno ulteriormente modificato il testo dellart. 195, che ora cos dispone: La relazione deve esseretrasmessadalconsulentealleparticostituitenelterminestabilitodalgiudiceconordinanza resaall'udienzadicuiall'articolo193.Conlamedesimaordinanzailgiudicefissailtermineentroil quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione,leosservazionidellepartieunasinteticavalutazionesullestesse. Con le modifiche richiamate stato previsto un termine interno alle operazioni peritali e utilizzando una utile prassi gi sperimentata in alcuni Tribunali stato consentito ai consulenti di parte di svolgere le loro osservazioni nel corso delle operazioni peritali al fine di garantire il contraddittorioconlepartiedevitandouninutilepassaggioinudienza. Nelverbaledigiuramento,dunque,ilgiudicedeveindicarealconsulentedufficio: unprimotermine,entroilqualecostuideveinviareallepartiunarelazioneprovvisoria,per illoroesame; unsecondotermineperfarpervenirealconsulentedufficiole(eventuali)memoriecritiche
deiconsulentidiparte; un terzo termine, con scadenza anticipata rispetto alludienza di rinvio (di modo che sia le parti,siailgiudice,possanoprendernevisionepertempo),entroilqualeilconsulentedeve depositare in cancelleria la relazione conclusiva; questa dovr necessariamente contenere leosservazionidellepartielasinteticarispostadelconsulentedufficioallestesse. Questo meccanismo consente di anticipare le discussioni che normalmente si aprivano alludienza successiva al deposito e che spesso comportavano ulteriore attivit istruttoria; inoltre, riconduce le osservazioni dei consulenti di parte nellambito suo proprio, e cio nel contraddittorio con lausiliariotecnicodelgiudice. Va, in ogni caso, riferito come il termine stabilito per il deposito della relazione viene qualificato comemeramenteordinatoriosullascortadelrilievodellamancataprevisionedellostessoapena di decadenza e pertanto, in mancanza di una espressa declaratoria di perentoriet sembra dunquedoversiritenerechetuttiitretermini,previstidallart.195,comma3,percomeriformato, siano da considerarsi ordinatori restando comunque ferma la necessitche, in casodi proroga del termine per linvio della relazione alle parti richiesta dal consulente e autorizzata dal G.I., saranno conseguentementeprorogatiacatenatuttiiterminiprevistidallart.195,IIIcomma,c.p.c. Edituttaevidenzachelaconcessionedeiterminiprevistidalriformatoart.195c.p.c.finalizzata a consentire alle parti, attraverso i propri consulenti nominati, il compiuto esercizio del contraddittorio sulle risultanze peritali e pertanto la mancata concessione del termine per formulare osservazioni dovrebbe integrare una ipotesi di nullit o inutilizzabilit della stessa relazionediconsulenzatecnica. A ci aggiungasi come il mancato svolgimento di tale attivit da parte del CTU in contraddittorio con i consulenti di parte dovrebbe giustificare la eventuale richiesta delle parti perch siano disposte a cura dellesperto ulteriori indagini suppletive o comunque di chiamare lo stesso a chiarimenti. Rassegnadigiurisprudenza: 1.Cass.Sez.Lav.18/2/86n.978, 2.Cass.2Sez.,14agosto1986,n.5058; 2.Cass.1sez.,7febbraio1996,n.986;
2.Cass.,1sez.,19aprile2001,n.5775; 3.Cass.3sez.,27gennaio1981n.617; 4.Cass.,3sez.,5dicembre1985n.6099; 5.Cass.,2sez.,14agosto1986n.5058, 6.Cass.,2sez.,10ottobre1989n.4054; 7.Cass.,1sez.,24aprile1993n.4821; 8.Cass.,3sez.,5dicembre1985,n.6099. 7.Verbaledelleoperazionicompiuteerelazionediconsulenzatecnica Prima di trattare della verbalizzazione delle operazioni di CTU e della relazione di consulenza tecnica, importante precisare come le varie fasi delle operazioni peritali hanno inizio con laccettazionedellincaricodapartedelperitoaisensidellart.64c.p.c. Va a tale fine precisato che laccettazione dellincarico obbligatoria (a meno che sussista un giusto motivo di astensione), mentre solo quando si in presenza di un CTU che non proviene dallAlbodelTribunale,eglihalafacoltdirifiutare. SuccessiviallaccettazionesonoilgiuramentoeilconferimentodellincaricodapartedelGiudicee laformulazionedeiquesitiacuiilCTUsideveattenere,nonchlafissazionedelladataentrocuila relazioneconilrelativoverbaledelleoperazionicompiutevadepositata. Gli articoli 193 e 194 c.p.c. stabiliscono, infatti, tutte le varie fasi e gli adempimenti a cui il CTU nominatosideveattenereerelazionare. Comegiriferito,fondamentaleimportanza,nellambitodelprocesso civile,rivesteilprincipiodel contraddittorio: alle parti deve essere data la possibilit concreta di svolgere le proprie osservazioni e contestazioni e dunque le proprie difese: pertanto, di ogni attivit del CTU le parti devonoesserepreventivamenteinformateaffinchessepossanoparteciparvi. Come gi rilevato particolare importanza riveste la comunicazione da effettuare alle parti e ai CTP eventualmente nominati, dellinizio delle operazioni peritali in cui verranno indicati il luogo, la dataelorafissatiperlaccesso,ovenongiindicatiinsedediudienzadiconferimentoincarico. Di regola nessuna comunicazione dovuta per la prosecuzione della consulenza, costituendo onere delle parti seguire lo svolgimento delle operazioni, mentre nel caso di prosecuzione delle operazioniinprecedenzarinviateadatadadestinarsi,ilCTUdovrdarnecomunicazionealleparti.
Va evidenziato conseguentemente come qualora la data di inizio operazioni peritali sia stata stabilitaalmomentodellaccettazionedellincariconelverbaledudienza,ilCTUnonhalobbligodi farnecomunicazionealleparti. E opportuno che di ogni accesso e/o riunione operazioni CTU venga redatto un verbale delle operazioni compiute riportando le osservazioni delle parti e lindicazione delleventuale documentazioneedelleosservazioniprodottedaisingoliCTP. Larelazionediconsulenzatecnicarappresentailcompletamentodelleoperazioniperitaliequindii risultatidelleindaginiedelleosservazioniedocumentazioniprodottedalleparti,nonchirisultati degliaccertamenticompiuti. Nonostante di regola la relazione di CTU viene redatta in formato cartaceo, il DPR n.123 del 13.12.2001 ha introdotto una nuova forma di redazione della consulenza cio quella informatica chedeveesseredepositataperviatelematicaeconsottoscrizioneconfirmadigitale. La relazione di CTU deve essere depositata presso la cancelleria del giudice insieme a tutta la documentazione utilizzata, entro il termine indicato nel provvedimento di nomina (cfr. novit introdottedallaL.del18/6/2009n.69). Gli eventuali ritardi possono comportare sanzioni di carattere economico, ma anche la sostituzionedelconsulente,tuttaviaqualorasussistonodellemotivatenecessite/ogiustificazioni si pu chiedere prima della scadenza uno slittamento della data del deposito previa autorizzazionedapartedelGiudicechestabilisceilperiododiproroga. Larelazionesicomponedipipartieprecisamente: lepigrafeincuiilconsulenteriportainomidelleparti,ledomandeedilquesito; la parte narrativa in cui il CTU ripercorre le varie fasi temporali degli accertamenti compiuti; la parte descrittiva in cui il CTU indica il materiale utilizzato ed i fatti su cui ha fondatoilproprioconvincimento; la parte valutativa in cui il CTU risponde ai quesiti del giudice motivando e documentandolesuerispostenelmodopiprecisopossibile; infine la parte conclusiva in cui il CTU espone in modo sintetico quanto esposto precedentemente. Come tutti i mezzi di prova assunti in un qualsiasi giudizio la relazione di CTU pu essere viziatadi
nullitpercausesiaformalichesostanziali. La relazione pu essere inficiata da un vizio di nullit per causa formale come la mancanza di sottoscrizione delCTU, oppure percause sostanziali comenel caso che una delle parti dimostra di nonaverricevutolavvisodiconvocazioneperilgiornoelorastabilita,percuiglistatoimpedito dalCTUdiesserepresenteagliaccertamenticompiuti. Laconsulenzainquestultimocasonullaperviolazionedeidirittididifesa. Come gi riferito tale nullit non assoluta in quanto non deve essere pronunciata in ogni caso e tantomenodufficiodapartedelgiudice. Soltanto la parte nel cui interesse stato stabilito un requisito pu opporre la nullit dellatto per mancanza del requisito necessario ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva allatto o alla notizia di esso (art. 157, co 20 c.p.c.). Nella fattispecie in esame la nullit pu essere pronunciata soltanto se la parte leccepisca e la deduca nella prima udienza successiva o nella primadifesasuccessivaaldepositodellarelazione. Conriferimentoallamateriadiinteresse,particolaretipologiaassumonolerelazionidiconsulenze tecnicheinmateria: dianalisidibilancioeverifichecontabili dilavoro diinvaliditcivile diesecuzioneforzata.
Inmateriadianalisidibilancioeverifichecontabili,lart.1981commac.p.c.e2comma,prevede cheilCTU,nominatoperesaminareidocumenticontabilieiregistri,deveesperireinprimoluogo iltentativodiconciliazionetraleparti. Se laccordo viene raggiunto, il verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti e dal CTU acquista efficacia di titolo esecutivo in seguito all emissione del decreto del giudice il quale rilever gli elementidiprovaperlesuedecisioniaisensidellart.116co2cpc.. Se la conciliazione non si raggiunge il CTU deposita la propria relazione in cui riporter il tentativo di conciliazione e le dichiarazioni delle parti dalle quali il giudice rilever gli elementi di prova per lesuedecisioniaisensidellArt.116co2cpc. La Relazione peritale in materia di lavoro pu avere natura contabile e quindi pu prevedere anche un tentativo di conciliazione che si concluder con il verbale sottoscritto dalle parti che il
giudice riporter nella sua sentenza, oppure pu avere natura medicolegale o tecnica sui macchinarisesitrattadiinfortuniosullavoro. La relazione riguardante linvalidit civile deve prevedere il litisconsorzio necessario tra il Ministero delleconomia e delle finanze e il richiedente per cui il CTU deve comunicare a pena di nullitliniziodelleoperazioniperitali. LaRelazioneinmateriadiesecuzioneforzatascaturiscedallaproceduraesecutivaentratainvigore il 1.3.2006 . Tale nuova normativa si basa principalmente sullattivit dellesperto stimatore che non deve relazionare alle parti, ma solo ed esclusivamente al giudice per cui non prevista la presenza delle parti. In sostanza il procedimento di stima viene esaurito anteriormente alla prima udienza in modo che in tale sede sia gi disponibile la stima e si possa fissare ludienza conclusiva peraddivenireallasentenzadefinitiva. Rassegnadigiurisprudenza: 1.Cassazionecivile,sez.I.7Luglio2008n.18598 2.Cassazionecivile,sez.III.24Aprile2008,n.10688 3.Cassazionecivile,sez.III,26Novembre2007,n.24620 4.Cassazionecivile,sez.I.05Luglio207,n.15219 5.Cassazionecivile,sez.III,20Febbraio2007,n.3936 6.Cassazionecivile,sez.II,25Ottobre2006,n.22843 7.Cassazionecivile,sez.I,07Aprile2006,n.8227 8.Cassazionecivile,sez.III,29Marzo2006,n.7243 9.Cassazionecivile,sez.III,23Febbraio2006,n.3990 10.Cassazionecivile,sez.II,11gennaio2006,n.212 8.AcquisizionedocumentazionedapartedelCTU Va riferito come di regola i difensori e i consulenti di parte possono sottoporre al CTU due tipi di attiprocessuali(art.194c.p.c.e90,commaII,disp.att.,c.p.c.):osservazionieistanze. Entrambi, e solo questi, pur non dovendo essere necessariamente trascritti nella relazione, devonocostituireoggettodiadeguatavalutazionedapartedelconsulentedufficio. Con riferimento alla possibilit di acquisire eventuale documentazione dalle parti, si rileva come
nelprocessocivileidocumentipossonoessereprodottidallepartiinvarimodi: conattodicitazione,almomentodellacostituzione(art.163,comma2,n.5,c.p.c.); conlacomparsadirisposta,almomentodellacostituzione(art.167c.p.c.); conleeventualimemorie,entroiterminidicuiallart.183,comma6,c.p.c.; mediantedepositoincancelleriaecomunicazioneallealtrepartidellelencodeidocumenti depositati,entroiterminidicuiallart.183,comma6,c.p.c.; mediante ottemperanza ad unordinanza di esibizione (art. 210 c.p.c.), entro il termine fissatonellordinanza. IlCTUpuesaminaresoloidocumentiritualmenteprodottidallepartinelleformesopradescritte, eciovalidamenteacquisitinelmaterialeprobatorio. Documentieventualmente prodotti dalle partial di fuori di questi canali tipici non possono essere utilizzatidalgiudice,equindineanchedalCTU. Deve perci ritenersi non corretta leventualit che il CTU accetti, esamini e ponga a fondamento della relazione documentazione che lavvocato, o talora la stessa parte sostanziale del processo, abbia consegnato direttamente al CTU brevi manu, al momento stesso delle indagini peritali, in quantotalepossibilitscorrettaperchimpediscelapossibilitdiuneffettivocontraddittoriosul documentoconsegnatoalCTU. Si ricorda, tuttavia, che, a differenza di quanto previsto per il CTU ordinario, la legge espressamente consente al CTU contabile di esaminare documenti non prodotti in causa, e di menzionarlinellarelazione(art.198,comma2,c.p.c.). Lunaelaltrapossibilit,per,sonosubordinatealconsensounanimedellepartiinmancanzadi taleelementolasuddettaattivitdellausiliare,alparidiognialtroviziodellaconsulenzatecnica, fontedinullitrelativa Proprio con riferimento alla acquisizione di documentazione da parte del CTU, nel dichiarare la nullit della relazione di CTU, stato stabilito che il materiale sul quale il CTU pu fondare le proprieosservazionideveessereilmedesimosulqualeilgiudicefonderpoilasuadecisione. Non infatti ammissibile che una prova, inutilizzabile dal giudice, potesse essere utilizzata dal CTU, per raggiungere conclusioni che possano rifluire nella motivazione della sentenza, con la conseguenza che, in materia di prova documentale, quel che inutilizzabile per il giudice, del pariinutilizzabileperilCTU
Ne consegue che i documenti prodotti dalle parti in modo irrituale, non potendo essere utilizzati dalgiudice,nonpossonoesserloneanchedalCTU. Deve perci ritenersi non corretto loperato del consulente il quale accetti, esamini, e ponga a fondamento della relazione la documentazione che lavvocato, o la stessa parte sostanziale del processo,gliabbiaconsegnatobrevimanu,almomentostessodelleindaginiperitali. Questa prassi scorretta sia da un punto di vista formale, sia da uno sostanziale. Inparticolare,taleprassiformalmentescorrettaperch: a) lart. 87 disp. att. c.p.c. non prevede la possibilit di depositare documenti durante lo svolgimentodelleindaginiperitali; b) lart. 194 c.p.c. consente al CTU, ove autorizzato dal giudice, di richiedere alle parti chiarimenti,manondiraccoglieredaesseprovedocumentali; c) nel rito civile previsto un rigido sbarramento per le deduzioni istruttorie, superato il qualenonpipossibilealcunaproduzionedocumentale(art.184,vecchiotesto,c.p.c.). E poich i termini per la produzione dei mezzi di prova, sono espressamente qualificati perentori, nediscendeche: (c)laviolazionediessirilevabiledufficio; (c)laviolazionediessinonpuesseresanatadallacquiescenzadelleparti. Dal punto di vista sostanziale tale prassi di fatto scorretta perch impedisce la possibilit di un effettivo contraddittorio sul documento consegnato al CTU e sul punto stato affermato che il CTU non pu esaminare documenti non ritualmente prodotti in giudizio, e che, se il CTU esamina documenti irritualmente prodotti, e le sue conclusioni vengono recepite dal giudice, la sentenza deveritenersiviziatanellamotivazione. Rassegnadigiurisprudenza: 1. Cassazionecivile,sez.III,26Novembre2007,n.24620 2. TribunaleRoma,02Febbraio2005 3. Cassazionecivile,sez.III,10Agosto2004 9.LEsamecontabileexart.198C.P.C.ediltentativodiconciliazione Lesame contabile un particolare tipo di consulenza tecnica, avente ad oggetto lesame di
scritturecontabili(bilanci,registri,primenote,ecc.)alfineprevalentementediaccertare: - lammontarediundebito; - ilvalorediunbene; - lentitdiundanno; - laricostruzionediflussidireddito. Il CTU contabile ha poteri maggiori rispetto al CTU ordinario e quindi estremamente importantestabilireselacontroversiapendentetralepartiabbiaomenonaturacontabile. Tenuto conto della formula estremamente generica (quando necessario esaminare documenti contabili e registri), la natura contabile della controversia non dipende dal tipo di domanda formulata dallattore, n dal tipo di eccezione sollevata dal convenuto, ma dal tipo di istruzione cheoccorrecompiere. Lesame contabile soggiace a tutte le regole dettate in generale per la consulenza tecnica, ma si differenziaessenzialmenteperdueparticolarit. La prima che la legge espressamente consente al CTU di esaminare documenti non prodotti in causa,edimenzionarlinellarelazione,tuttavialunaelaltrapossibilit,per,sonosubordinateal consensounanimedelleparti. Lart. 198 cod. proc. civ. esige una duplice manifestazione di consenso dai litiganti: un preliminare consenso, affinch il CTU possa esaminare i documenti prodotti in giudizio, ed un secondo consensoaffinchpossafarnemenzionenellarelazione. La ragione di tale norma si collega alla possibilit per il CTU contabile di esperire il tentativo di conciliazione con le parti con la conseguenza che se la parte avesse consentito al CTU di prendere visione dei propri documenti non prodotti, nella speranza di poter raggiungere una transazione, e poi questa non riesce chi aveva dato il consenso allesame dei documenti pu legittimamente vietarechediessisifacciamenzionenellarelazione. La seconda particolarit dellesame contabile, come anticipato, che il CTU pu esperire tra le partiiltentativodiconciliazione. Qualora il tentativo vada a buon fine il CTU redige verbale della intervenuta conciliazione sottoscrivendoloinsiemealleparti. Tale verbale, una volta depositato in cancelleria, sar reso esecutivo dal giudice con proprio decreto.
Rassegnadigiurisprudenza: 1.CortediCassazione,Sez.II2/2/00N.1132; 2.CortediCassazione,Sez.II20/3/91n.2978; 2.CortediCassazione,Sez.lavoro26/6/84n.3743; 2.CortediCassazione,Sez.lavoro30/5/83n.3734; 2.CortediCassazione,Sez.I,14/4/80n.1058; 2.CortediAppellodiBologna5/2/97. 10.LeipotesidinullitdellarelazionediCTU E importante ricordare come il CTU, nellassolvimento dei propri compiti, deve sempre astenersi dal formulare giudizi attinenti al merito della decisione, ovvero esprimere pareri sulla fondatezza delladomandaepertantonelcorsodellasuaattivitilCTUdovrevitaredi: compierevalutazioniditipogiuridico accertarelesistenzadinorme; interpretare e valutare prove documentali, in quanto giudizio riservato esclusivamente al giudice. Diregolafacoltdeidifensoriedeic.t.p.produrreingiudizio,dopoildepositodellarelazionedel CTU, osservazioni e rilievi a questultima (c.d. Note critiche e/o Note e consulenze tecniche di parte) e qualora queste ultime non appaiono manifestamente infondate, il giudice provveder a disporre la convocazione e a richiedere chiarimenti al consulente dufficio, a disporre la rinnovazionedelleindagini,ovvero,neicasipigravi,adispornelasostituzione,exart.196c.p.c.. LeeventualicontestazioniallaCTUdapartedeilegalidelleparticostituiteconsistonodiregolain: eccezionidinullitdellarelazione; proposizionedinotecritiche,volteasollecitareilmagistratochehaconferitolincaricoal CTUlarinnovazionedellaconsulenza. Leeventualicausedinulliteccepitesidistinguono,invece.in causedinullitformale causedinullitsostanziale,
Inparticolarelecausedinullitsostanziale,derivanoessenzialmenteda:
violazioni commesse dal CTU derivanti da omessi e/o ritardate comunicazioni alle parti (legalie/oconsulentitecnicidiparte); violazioni commesse dal CTU nella acquisizione e valutazione di atti e documenti non ritualmenteprodottidalleparti; violazioni derivanti dallespletamento di indagini e, in generale, di compiti esorbitanti i quesiti posti dal giudice, ovvero non consentiti dai poteri che la legge conferisce al consulente.
Diregolaavvienecheildifensoredellapartepotreccepirelanullitdellarelazionediconsulenza inrelazioneacausesiadiordineformalechediordinesostanziale. Rappresentanocausedinullitformalequellecheattengonoallavesteesterioredellattoealfine dinonincorrereintaliviolazioniilCTU,diregola,deveaverecuradiredigerelarelazioneinlingua italianaeprovvedereallasuasottoscrizione. Rappresenta causa di nullit sostanziale della relazione la violazione del principio del contraddittorio,violazioneche,tuttavia,deveessereaccertatainconcreto. Come gi stato ricordato, le pi frequenti cause di nullit, in tutto o in parte, della relazione peritalesonorappresentate: dallomesso invito alle parti dellavviso contenente la data e il luogo di inizio delle operazioni; dalla valutazione, per rispondere ai quesiti, di documenti non ritualmente prodotti in causa; dallespletamento di indagini e, in generale, di compiti esorbitanti dai quesiti posti dal giudice,ovverononconsentitidaipoterichelaleggeconferiscealconsulente. Comegistatoprecisato,conriferimentoallavvisoiniziooperazioniCTUvariferitocomeilCTU tenuto a comunicare alle parti il giorno, lora e il luogo (citt, via e numero civico) di inizio delle operazioni peritali, qualora tale comunicazione non risulti gi nel verbale di udienza (art. 194, comma2e90,comma1disp.att.). Lavvisoallepartipuavvenire: mediantecomunicazionedapartedelCTUalCancelliere,ilqualeasuavoltaprovvederad avvisareleparti, o informando direttamente il CTU i legali delle parti e i consulenti tecnici di parte
eventualmentenominatiattraversoritualeletteraraccomandataconavvisodiricevimento, ovvero con altro sistema in grado di fornire la prova dellavvenuta ricezione da parte del destinatario. In relazione, invece, allavviso di prosecuzione operazioni, va riferito come lobbligo di comunicazione da parte del CTU ai legali e consulenti tecnici di parte eventualmente nominati sussisteinognicasoincapoalCTUqualoraleindagininonpossanoeseguirsiinunasolavoltaedil CTUnerinviiilproseguoadaltradata,nonfissatainesitoallaprimariunione. Lo stesso accade qualora le operazioni vengano sospese e poi riprese, nel caso in cui venga disposta dal giudice la rinnovazione della Consulenza tecnica di ufficio; nel caso in cui, dopo che sianostatedichiaratechiuseleoperazioniperitali,ilCTUdecidadiprocedereadaltreindagini. E importante sottolineare come qualora la data di prosecuzione delle operazioni venga viene fissata dal CTU in esito alla precedente seduta di indagini, non sussiste obbligo di inviare nuovo avviso alle parti; tuttavia si ritiene opportuno che il CTU proceda con rituale avviso tenuto conto che una delle parti eventualmente assente alla riunione potrebbe anche eccepire una eventuale ipotesi di nullit relativa della CTU per non essere stato ritualmente avvisato della prosecuzione operazionistabilitaaverbale. In relazione alla mancata partecipazione alle operazioni CTU dei legali delle parti e/o dei consulenti di parte eventualmente nominati, va riferito come nel caso in cui, a seguito di regolare comunicazione,compaianoalladatafissataperlinizioolaprosecuzionedelleindaginiidifensorio i c.t.p. soltanto di una o di alcune delle parti, il CTU deve comunque iniziare le indagini e non tenutoadarealcunavvisoallepartiingiustificatamenteassenti. Con riferimento ai destinatari degli avvisi, va rilevato come lavviso di inizio o proseguo delle operazionivacomunicatosiaaidifensoridelleparticostituite,siaaiconsulentidiparte. Sempre con riferimento allobbligo di inviare rituale avviso ai legali e ai consulenti delle parti eventualmentenominati,ilCTUnontenutoadarealcunavvisoallepartinelcasodicompimento diattivitchenoncostituisconovereeproprieindaginitecnichequaliadesempio: attivit meramente acquisitive di elementi emergenti da pubblici registri, accessibili a chiunque, ed in genere le attivit di carattere esclusivamente conoscitivo, intellettivo e ricettivo;
attivitdisemplicevalutazionedidatiinprecedenzaaccertati; attivit volte a fornire al giudice i chiarimenti da questi richiesti, a fronte dei rilievi critici formulati dal consulente di parte, ove tale attivit non implichi lacquisizione di ulteriori e nuovidati.
Con riferimento alla valutazione di atti e documenti non ritualmente prodotti in causa va riferito come il CTU non potr fondare le proprie conclusioni tecniche su fatti o circostanzeche non siano maistatiritualmentededottieprovatinelgiudizio. Con riferimento allesame di atti da parte del CTU va riferito come i legali e i consulenti di parte possonosottoporrealCTUosservazionieistanze,conlaconseguenzacheentrambi,esoloquesti, pur non dovendo essere necessariamente trascritti nella relazione, devono costituire oggetto di adeguatavalutazionedapartedelconsulentedufficio,conlunicaeccezionediquelleosservazioni eistanzenoncomunicatedallepartiallepartiavverse. In ogni caso stato ritenuto che le osservazioni, le consulenze di parte e le note critiche redatte dalc.t.p.costituisconosempliciallegazionidifensiveacontenutotecnico,privediautonomovalore probatorio. ConriferimentoallaacquisizionedeidocumentidapartedelCTU,variferitocomeilCTU,quando svolgelesueindaginidasolo,ciosenzapresenzadelgiudice,pucompieretuttigliaccertamenti che siano collegati con loggetto della perizia e, conseguentemente, legittimamente utilizzare i documenticosacquisiti. Inparticolare,eglipu: attingerealiundenotizienonrilevabilidagliattiprocessuali; ottenerecopiedidocumentidaentioufficipubblici; assumereinformazionidaterzi.
In ogni caso va riferito come il CTU pu esaminare solo i documenti ritualmente prodotti dalle partievalidamenteacquisitinelmaterialeprobatorio. Tenuto conto che, di regola, nel processo civile i documenti possono essere prodotti dalle parti in varimodi: conattodicitazione,almomentodellacostituzione(art.163,comma2,n.5,c.p.c.); conlacomparsadirisposta,almomentodellacostituzione(art.167c.p.c.); conleeventualimemorie,entroiterminidicuiallart.183,comma6,c.p.c.;
mediantedepositoincancelleriaecomunicazioneallealtrepartidellelencodeidocumenti depositati,entroiterminidicuiallart.183,comma6,c.p.c.; mediante ottemperanza ad unordinanza di esibizione (art. 210 c.p.c.), entro il termine fissatonellordinanza,
ne deriva che eventuale documentazione prodotta dalle parti al di fuori di questi canali tipici non puessereutilizzatadalgiudiceeconseguentementedalconsulentetecnicodiufficio. Va a tal fine ricordato come, nonostante una criticabile prassi adottata nella pratica professionale da alcuni CTU che impedisce di fatto la possibilit di un effettivo contraddittorio sul documento consegnato, il CTU non pu in alcun modo accettare, acquisire, esaminare e porre a fondamento della relazione di consulenza tecnica la documentazione che il legale, o talora la stessa parte sostanzialedelprocesso,consegnilorobrevimanu,nelcorsodelleoperazioniperitali. Lunica eccezione, a differenza di quanto previsto per la CTU ordinaria, la legge espressamente consente al CTU (nel caso di perizia contabile) di esaminare documenti non prodotti in causa e di menzionarli nella relazione; tuttavia tale possibilit, resta in ogni caso subordinata al consenso unanime delle parti con la conseguenza che in mancanza di tale elemento la suddetta attivit dellausiliare,alparidiognialtroviziodellaconsulenzatecnica,fontedinullitrelativa. Con riferimento a eventuali informazioni e chiarimenti richiesti alle parti, in relazione a quanto previsto dal combinato disposto dellartt. 62 e 194 c.p.c., il CTU compie le indagini che gli sono commissionate dal giudice e pu essere autorizzato a chiedere chiarimenti alle parti, ad assumere informazionidaterzieaeseguirepiante,calchierilievi. In linea generale, si ricorda che il potere di indagine del CTU, anche se esercitato di propria iniziativa e senza espressa autorizzazione del giudice, deve sempre coniugarsi con il principio secondocuilattivitdelCTUnonpumaisupplirealdifettodiallegazionedellaparte. Tenuto conto di quanto disposto dallart. 194 c.p.c., lassunzione di informazione da terzi da parte del consulente subordinata allautorizzazione del giudice, nonostante sia stato anche previsto che in taluni casi il CTU possa assumere informazioni da terzi anche senza la preventiva autorizzazionedelgiudicealverificarsidelleseguenticondizioni: le notizie acquisite da terzi debbono concernere fatti e situazioni relativi alloggetto della relazione; lacquisizione presso terzi deve essere necessaria per espletare convenientemente il
compitoaffidatoalCTU; nellarelazioneilCTUdeveindicarelefontidelproprioaccertamento.
E stato anche ritenuto che il CTU pu acquisire da terzi soltanto le informazioni strettamente necessarie per rispondere al quesito tecnico postogli dal giudice, per le quali, stato anche ritenuto che non sia neppure necessaria unespressa autorizzazione del giudice, dovendo detta autorizzazioneritenersiricompresaimplicitamentenelmandato. Va riferito come tra gli esami che il CTU non pu assolutamente omettere rientra lesame dei luoghi o delle persone, mentre con riferimento alla dichiarazioni delle parti il consulente tecnico, aisensidellart.194c.p.c.,puassumereinformazionianchedallepartistesse. Con riferimento agli accertamenti sollecitati dal consulente di parte, il CTU non ha alcun obbligo di eseguire gli accertamenti sollecitati dal consulente di parte, in quanto egli vincolato unicamenteallerichiesteaiquesitipostiglidalgiudice. 11.Aspettideontologicidellafunzionediconsulentetecnico EimportanterilevarecomeilprofessionistaalqualesianostatiaffidatiincarichidiCTUinmateria civile, di consulente tecnico e/o perito in materia penale deve sempre ricordare che non pu assolutamente confondere la sua funzione con quella primaria del magistrato che ha conferito l'incarico, in quanto anche nello svolgimento di tali ruoli resta soltanto un libero professionista chiamatoaprestareunacollaborazioneprofessionalenellinteressedellagiustizia. Lecaratteristichepeculiaridelprocessohannocomportatocomedirettaconseguenzal'esaltazione della figura del consulente tecnico che svolge una funzione assai difficile e soprattutto delicata e che solo il possesso di forti doti di conoscenza e di propriet delle problematiche in esame (preparazione tecnica), di obiettivit, di assoluta indipendenza di diligenza e di attitudine psicologicapermettealdottorecommercialistadibensvolgereilproprioruolo. Quantoallapreparazionetecnicarichiesta,varicordatocomesianorichiesteparticolaricognizioni in determinate scienze od arti ed il dottore commercialista deve avere una preparazione altamente qualificata e particolare in materia non solo di economia aziendale ma anche di diritto societario. Quanto invece alla obiettivit, va riferito come il professionista nominato debba conoscere, o poter percepire, l'esistenza o il dettaglio del fatto, attraverso la sua conoscenza ed esperienza
professionale. Tuttavia solo la profonda conoscenza e la "propriet" delle materie cosiddette di "architettura contabile" e "ingegneria societaria" mettono in condizione l'ausiliario di giustizia, sia esso nominatoconsulentetecnicooperito,diessereassolutamenteobiettivoedinon farsiinfluenzare da "falsi bersagli", o da fattori interni o esterni al processo, e soprattutto di essere assolutamente indipendente. Nello svolgimento di incarichi giudiziali, la obiettivit ancora pi importante della competenza, essendodeltuttoinutilelasecondasenonsupportatadallaprima. Quanto infine alla diligenza e attitudine psicologica, va sottolineato come la diligenza nell'espletamento dell'incarico affidato discenda necessariamente dalla sua professionalit e dai criteri elencati in precedenza (preparazione tecnica e obiettivit); l'ausiliario di giustizia deve inoltre avere il solo scopo di far conoscere la verit e non deve quindi procedere per impressioni, ma deve esaminare i fatti, i documenti e le informazioni, sia favorevoli che contrari a ciascuna dellepartiprocessuali,dovendorestareliberodavincoli,condizionamenti,collegamentieconomici direttieindirettiedanchepsicologiciconalcunadellepartieconiconsulentidiparte. Sulla scorta di quanto sopra riferito, ne deriva pertanto che il professionista chiamato a svolgere unincaricogiudiziariodevesempreoperareconunapreparazionetecnicaaltamentequalificatae, adempiendo ad un obbligo di legge, portare a compimento l'incarico affidato con obiettivit, indipendenzaediligenza. Ilprofessionistacheinveceaccettaunincaricosenzaavereleconoscenzetecnicheadeguateenon lofapresenteanormadell'art.233c.p.p.commetteunillecito,perchdisattendequantoprevisto negliartt.221c.p.p.e359c.p.p. Inoltreilprofessionistachedurantelosvolgimentodell'incaricosvolgelesuefunzionisenza,ocon scarsa,diligenzaeobiettivitcommetteunillecito,perchnonadempieaquanto"giurato"exart. 226 c.p.c., oltre ovviamente ad essere passibile di eventuali sanzioni disciplinari ai sensi dell'ordinamentoprofessionalediappartenenza. Va poi detto come con riferimento ai professionisti contabili (dottori commercialisti e esperti contabili), oltre al possesso di adeguata preparazione tecnica, di obiettivit, diligenza e attitudine psicologica, il professionista incaricato di funzioni giudiziarie, esaminando il bilancio e le sue singolecomponentipatrimonialiedeconomiche,debbasempretenercontochealtrovalutarea
posteriori la congruit, la correttezza e la prudenza di stime ed accantonamenti, altro la for mulazioneprevisionalediquellestimeediquegliaccantonamenti. Tra la redazione del bilancio ed il suo esame critico si frappone la storicit degli eventi, che il redattoredelbilanciodeveprevedereedeiquali,adesempio,siailCTUcheilconsulentetecnicoe ilperitoconoscono,invece,perfettamentel'epilogo. Vainfattiriferitocomel'ausiliariodigiustizianonrappresentiuntestimonedeifattidaesaminare, madebbanecessariamenteentrarenelmeritodeifatti. Eglipertanto: deve procedere con metodologia e tecnica, soprattutto quando si rivolge a singoli processi aziendali; deve esaminare i fatti aziendali in un periodo temporale sufficientemente ampio per verificarneleorigini; deve scrupolosamente indicare i soggetti interessati al fatto, ma con particolare attenzione alla successione temporale degli incarichi ed ai processi formativi delle decisioni; deve descrivere esattamente e compiutamente cosa ha esaminato e tutta la documentazione relativa, sia quella favorevole, che contraria a ciascuna delle parti, senza discriminazionenesclusionealcuna; deve descrivere il suo lavoro e le sue conclusioni con linguaggio comune e comprensibile a tutte le parti del processo, affinch le stesse acquisiscano le conoscenze necessarie a risolvere la quaestiofacti, perch solo con un'alta professionalit si pu essere semplici e concisineiconcetti; deve citare il fatto o i fatti e cosa rileva dalle sue analisi e dal suo lavoro, traendo da tutto cilasintesiconlesuededuzionieconclusioni. Quanto alle conclusioni della relazione le stesse devono essere precise, dovendo il professionista incaricato specificare se i dati tecnici sono in via di certezza oppure di probabilit, dovendone necessariamenteintalcasoindicarneilgrado. L'ausiliariodigiustizianondevetrarreconclusioniededuzioniultrapetitumenondevemaibasare lesuededuzionisuimpressionisueodialtri,dovendonecessariamenteprocedereperesame,per analisi,deduttivamente,mamaiperimpressioni.
Ogni affermazione pertanto deve essere supportata da elementi concreti, evitando affermazioni generali, su documenti che sono "elementi di fatto concreti", sulle normative vigenti al momento dei fatti, intendendo con il termine "normative vigenti" tutto il quadro normativo composto da leggi,decreti,regolamenti,normedicomportamentoedancheconsuetudini. Ogni affermazione, inoltre, deve possibilmente essere accompagnata da copie dei documenti e dellenormechevannocitate,manoncommentate. Ilprofessionistadevenecessariamentetenereunatteggiamentoindipendenteconlaconseguenza che il suo lavoro non pu e non deve, per divisione di ruoli, divenire uno strumento funzionale a nessunadellepartidelprocesso,essendoilsuoruolounicamentequellodiricercadellaverit. 12.ResponsabilitdelCTUerelativesanzioni A. LaresponsabilitciviledelCTU Lart. 64, comma secondo, cod. proc. civ., stabilisce che il consulente tecnico in ogni caso tenutoarisarcireidannicausatiallepartinellesecuzionedellincaricoricevuto. In merito alla responsabilit civile del consulente, che ha natura aquiliana e non contrattuale (1),vannoesaminatiiseguentitreaspetti: a) qualesiailgradodellacolpanecessarioperlaperturaungiudiziodiresponsabilit; b) sesiaapplicabilealCTUlalimitazionediresponsabilitdicuiallart.2236cod.civ.(sela prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficolt il prestatore doperanonrispondedeidanni,senonincasodidoloocolpagrave); c) qualisianoidannirisarcibili. 1. Il grado della colpa. In merito alle prime due questioni, permane un insoluto contrasto dottrinario. Secondo un primo orientamento, il consulente risponderebbe dei danni causati alle parti soloseabbiaagitocondoloocolpagrave. Egli quindi sarebbe esonerato da responsabilit nelle ipotesi in cui abbia agito con colpa lieve.Talesoluzionestatacosmotivata: lart. 64 cod. proc. civ. prevede una figura di reato penale contravvenzionale a carico del consulente che incorra in colpa grave nellesecuzione del proprio incarico, sicch la stessa
limitazione dovrebbe trovare applicazione anche con riferimento alla responsabilit civile delconsulentestesso; lattivit del consulente sarebbe per molti versi assimilabile a quella del Giudice, e di conseguenza la responsabilit del primo dovrebbe incontrare gli stessi limiti di quella del secondo(ilgiudicerispondesoloperdolo,frodeoconcussioneocolpagrave). Latesinonappareconvincenteperiseguentimotivi: a. la circostanza che il reato contravvenzionale di cui al comma 2 dellart. 64 cod. proc. civ. esiga la colpa grave non pu esplicare alcune effetto sulla disciplina della responsabilit civile, soprattutto a fronte della chiara lettera del terzo comma dellart. 64 cod. proc. civ.. Ben pu il legislatore infatti, nellesercizio della sua discrezionalit, esigereperlairrogazionedellasanzionepenaleungradodicolpapielevatodiquello sufficienteperlinsorgeredellaresponsabilitcivile; b. la regola generale del nostro ordinamento in tema di responsabilit aquiliana che qualunque fatto colposo (anche se non gravemente colposo) obbliga lautore di esso a risarcire il danno, mentre le limitazioni di responsabilit costituiscono leccezione. Di conseguenza le norme che prevedono tali limitazioni non sono suscettibili di applicazioneanalogica; c. lelimitazioniallaresponsabilitdelgiudiceneiconfrontideiterzi(manonneiconfronti dello Stato che intenda agire in rivalsa) sono poste dallordinamento a salvaguardia dellindipendenza e dellautonomia della funzione svolta dal magistrato, in attuazione di precisi precetti costituzionali (art. 101 e 104 Cost.), esigenze, queste ultime non sussistenticonriferimentoalloperadelCTU. Nonmaggiorecondivisibilitmeritalatesicheritieneapplicabileallaresponsabilitciviledel CTU la limitazione di cui allart. 2236 cod. civ. La norma appena citata, infatti, norma eccezionale, la quale non suscettibile di interpretazioni estensive od applicazioni analogiche. Tale norme dettata dalla legge con specifico riferimento al contratto di
prestazionedoperaprofessionale,mabendifficilmentesipuassimilareilrapportochelega ilcommittentealprestatoredoperaaquellotrailCTUelepartidelgiudiziotralequalinon esistealcunvincolocontrattuale. Rassegnagiurisprudenza: 1.CortediCassazione,Sez.II,sent.25/5/73n.1545. 2.Idannirisarcibili IldannocheilCTUpucausarepuderivaredaiseguentiaspetti: a) nel ritardo con il quale stata accolta la domanda di una delle parti in conseguenza della necessitdirinnovarelaconsulenza; b) nelle conseguenze negative dellaccoglimento dellaltrui domanda, fondato su una consulenzainfedeleoerronea; c) nelle spese sostenute per ladozione di provvedimenti ritenuti indifferibili da una consulenzaerronea; d) nelle spese sostenute per dimostrare ad esempio, attraverso altre indagini peritali lerroneitdellaconsulenzadufficio. Non costituisce, invece, un danno in senso tecnico la somma anticipata da una delle parti al CTUnondiligenteodinfedele. Questa somma ove la consulenza sia dichiarata nulla, costituisce pagamento di un indebito, e se ne potr in qualunque momento chiedere la restituzione, anche a prescindere da qualsiasi giudiziosullacolpagraveolievedelCTU. Legittimataadomandareilrisarcimentolapartecheabbiasubitopregiudizioinconseguenza delloperadelCTUchenonnecessariamentelapartesoccombente. Nel caso di infedelt o colpa dellesperto nominato, ex artt. 2498 e 2343 cod. civ. per la stima del patrimonio sociale, stata ammessa la legittimazione, oltre che della societ, anche dei singolisoci(Cass.,sez.febbraio2000,n.1240) A decidere della domanda di risarcimento sar il giudice competente per valore e territorio secondogliordinaricriteri. Nel silenzio della legge deve escludersi che la competenza sia riservata al giudice del
procedimentonelcorsodelqualeilCTUhaprestatolapropriaopera. Deveescludersi,infine,cheilCTUilqualecolpropriooperatoabbiaritardatoladefinizionedel giudiziopossaesserechiamatoarisponderedidannoperirragionevoleduratadelprocesso,ai sensi dellart. 2 L. 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dellarticolo 375 del codice di procedura civile,c.d.LeggePinto). La responsabilit per irragionevole durata del processo infatti una responsabilit esclusivamente dello Stato, derivante dalla violazione del diritto ad un processo celere, riconosciuto a tutti i cittadini dellart. 6, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti delluomoedellelibertfondamentali,ratificataconlegge4agosto1955,n.848. In questi casi, si deve ammettere la possibilit che lo Stato, indennizzato il danneggiato, possa esercitare lazione di regresso ( ex art. 2055 cod. civ.) nei confronti del consulente, se lirragionevoleduratadelprocessosiadipesaanchedallacondottadiquesti. RassegnadiGiurisprudenza: 1.CortediCassazione,sez.I,21/10/92n.11474; 1.CortediCassazione,sez.III,4/2/00n.1240 TribunalediBologna7/11/94. B.Laresponsabilitpenale. La responsabilit penale del consulente disciplinata sia dal codice di procedura civile che da quellopenale. Lart.64cod.proc.civ.,dopoaverprevistolapplicabilitalconsulentetecnicodellenormedel codice penale concernente i periti (primo comma), prevede al comma secondo una autonoma fattispecie incriminatrice, di natura contravvenzionale, consistente nellesecuzione con colpa grave degli atti che sono richiesti al consulente tecnico (arresto fino a un anno o ammenda finoa10.329,14). Unico presupposto per lirrogazione della sanzione che il consulente sia incorso in colpa grave nellesecuzione dellincarico. Il reato sussiste, pertanto, sia nei casi in cui i contenuti della relazione siano erronei o menzogneri sia nel caso in cui, pur essendo stata redatta una relazioneimparziale,ilCTUabbiaassoltocontrascuratezzaallincaricoconferitogli.
Ilrinvioallenormedelcodicepenalesuiperiti,contenutanellart.64cod.proc.civ.,rendepoi applicabilialconsulentetecnicoleseguentidisposizioni: Al consulente tecnico di parte saranno, inoltre, applicabili le norme incriminatrici relative ai delitti di patrocinio o di consulenza infedele (art. 380 cod. pen.), e di altre infedelt del patrocinatoreodelconsulentetecnico(art.381cod.pen.). Lart.366cod.pen.punisceilfattodichi,nominatodallAutoritgiudiziariaperito,interpreteo custodedicosesottoposteasequestrodalgiudicepenale: a) ottiene con mezzi fraudolenti lesenzione dallobbligo di comparire o di prestare il suo ufficio; b) oppure rifiuta di dare le proprie generalit, di prestare il giuramento richiesto, ovvero di assumereodiadempierelefunzionimedesime. Lart. 373 cod. pen. punisce il fatto del consulente che, nominato dallautorit giudiziaria, dia pareri mendaci, ovvero affermi fatti non conformi al vero. Quale presupposto del reato, la legge esige unicamente che il consulente sia stato nominato dallAutorit Giudiziaria, onde s ritenuto che tale reato possa esser commesso anche dal consulente nominato nel corso di unprocedimentodiistruzionepreventiva,exart.689cod.proc.civ.. Lart. 374 cod. pen. punisce il fatto del consulente che, al fine di trarre in inganno il giudice in atto di ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero nella esecuzione di una perizia, modifichi artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone, al fine di trarre in inganno il giudice. Si ricorda che in tutti i casi di falsa perizia o frode processuale commessa dal consulente, lart. 376, secondo comma cod. pen. esclude la punibilit del reato se questi ritratta il falso e manifestailveroprimachesulladomandagiudizialesiapronunciatasentenzadefinitiva,anche senonirrevocabile.
rifiutodiufficilegalmentedovuti(art.366cod.pen.) falsaperiziaointerpretazione(art.373cod.pen.); frodeprocessuale(art.374cod.pen.)
Rassegnadigiurisprudenza 1.Cassazionesez.penale7/3/03n.10651; 2.Cassazionesez.penale26/3/99n.1109; 2.Cassazionesez.penale21/4/99n.1096; 2.Cassazionesez.penale29/3/03n.23767. C.LaresponsabilitdeontologicaedisciplinaredelCTU Il consulente tecnico dufficio nello svolgimento dellincarico ha inoltre lobbligo di attenersi alle norme deontologiche generali proprie dellordine professionale di appartenenza quali, ad esempio,lindipendenzaprofessionaleedintellettualedelconsulente,lacompetenzaspecifica, lobiettivit, la correttezza e trasparenza del proprio lavoro ed infine la diligenza e lo scrupolo nellosvolgimentodellincarico. Ai sensi dellart. 19 disp. att. c.p.c., lattivit di controllo e vigilanza sulloperato dei consulenti tecnici dufficio viene esercitata dal Presidente del Tribunale, il quale, dufficio o su istanza del ProcuratoredellaRepubblicaodelPresidentedellassociazioneprofessionalediappartenenza, pupromuovereprocedimentidisciplinaricontroiconsulentichenonhannoottemperatoagli obblighichederivanodagliincarichiricevuti. LacompetenzanelgiudiziodisciplinarespettaalComitatoprevistodallart.16c.p.c.eformato dal Presidente del Tribunale, che lo presiede, dal Procuratore della Repubblica e da un professionistaiscrittoallalbo,designatodalConsigliodellordineodalCollegiodicategoriacui appartieneilconsulentetecnicosottopostoalgiudiziodisciplinare. Ai sensi dellart. 19 disp. att. c. p., che stabilisce espressamente quali siano le cause che possonoformareoggettodiunprocedimentodisciplinare,aiconsulentichenonhannotenuto unacondottamoralespecchiataononhannoottemperatoagliobblighiderivantidagliincarichi ricevuti,possonoessereinflitteleseguentisanzionidisciplinari: lavvertimento; lasospensionedallAlboodalCollegioperuntempononsuperioreadunanno; lacancellazionedallAlboodalcollegiodiappartenenza.
Lavvertimento una pena morale e consiste in un rimprovero al consulente tecnico per la mancanzacommessaoperilcomportamentotenuto,conesortazioneanonpiricadervi.
La sospensione dallAlbo, per un tempo non superiore a un anno, incide ovviamente sulle relative funzioni esercitate dal consulente sospeso, in quanto conseguenza di tale sanzione limpedimento ad essere nominati consulenti tecnici dufficio; ad accettare, se nominati, lincarico; a proseguire nellesercizio dellincarico gi affidato per tutta la durata della sospensione. La cancellazione dallAlbo la sanzione pi grave, in quanto la cancellazione definitiva e impedisce al professionista di esercitare le funzioni di consulente tecnico dufficio in modo assoluto. Ilprocedimentodisciplinaredescrittodallart.21c.p.c.eprevedeleseguentifasi: a) Il presidente del Tribunale contesta laddebito al consulente, raccogliendone risposta scritta; b) IlPresidente,sedopolacontestazioneritienedidovercontinuareilprocedimento,invita il consulente, con biglietto di cancelleria, a presentarsi davanti al comitato disciplinare previsto dallart. 14 disp. att. c.p.c., la cui decisione trattandosi di un organo collegiale si ritienevadapresaamaggioranzadeivoti; c) Il Comitato assume le sue decisioni dopo laudizione del consulente; qualora ritenga che le risposte fornite dallo stesso alle contestazioni siano soddisfacenti pu disporre il non luogoaprocedererichiedendopertantolarchiviazionedelprocedimento.Qualorainvece ritenga che il consulente non abbia tenuto una condotta morale specchiata o non abbia ottemperato agli obblighi derivanti dagli incarichi ricevuti, pu decidere ai sensi dellart. 20 disp. att. c.p.c., per lapplicazione nei riguardi del consulente delle gi ricordate sanzioni. Contro leventuale provvedimento di irrogazione delle sanzioni ammesso reclamo, entro quindici giorni dalla notificazione, al Comitato formato dal primo Presidente della Corte di Appello, dal Procuratore generale della Repubblica e dal Presidente della sezione della Corte funzionantecomemagistraturadellavoro,chedecidenelmerito,potendoancheriesaminarei fattiesindacarelirrogazionedellasanzione. Contro la decisone del comitato in sede di appello non previsto alcun altro ricorso, ancorch siaammessoilricorsoalConsigliodiStatotrattandosidiprovvedimentoemessodallaPubblica Amministrazione.
13.Laliquidazionedeicompensi Allesito delle operazioni di consulenza tecnica, il CTU provvede a depositare in cancelleria unitamenteallelaboratoosuccessivamentelarichiestadiliquidazionecompensichevaindirizzata al magistrato che ha conferito lincarico, indicando lufficio giudiziario e il magistrato che ha conferitolincarico,ilndiruoloelepartiprocessuali. Nelladomandadiliquidazione,chevacomunquedepositataneltermineprevistodalT.U.Spesedi Giustizia a pena di decadenza di duecento giorni dalla data del termine delle operazioni o di deposito della relazione di CTU, opportuno fare riferimento alla data del provvedimento di nomina, al quesito sottoposto o allincarico conferito, esponendo sinteticamente gli accertamenti svolti. Nella istanza di liquidazione dovranno essere indicati analiticamente lonorario, lindennit di viaggioesoggiorno,lespesediviaggioelespesesostenuteperladempimentodellincarico. In particolare con riferimento allonorario occorrer individuare, anche in via analogica, una delle materie previste nelle tabelle (art. 2, art. 4, ecc.) allegate al D.M. 30 maggio 2002 attualmente in vigore. Occorrer a tal fine indicare la materia (contabile, in materia di bilancio, ecc.) richiedendo lonorarioiviprevisto. Qualora lonorario sia di tipo variabile opportuno specificare analiticamente gli elementi relativi alla difficolt, completezza e pregio della prestazione fornita, che giustificano la eventuale liquidazionenellamisuramassimaprevistadalletabelle. Va altres riferito che nel caso di onorario a percentuale sar cura dellausiliario indicare il valore dellacausa,specificandoilmetododicalcoloeindicandolonorariominimo,medioemassimocos ottenutomediantelapplicazionedelletabellediriferimento. Sul punto va ricordato come al fine di determinare il valore di riferimento per l'applicazione degli onorari occorre fare riferimento al principio generale stabilito dall'art.1 del D.M. 30 maggio 2002 secondo cui "per la determinazione degli onorari a percentuale si ha riguardo per la perizia al valore del bene o di altra utilit oggetto dell'accertamento determinato sulla base di elementi obiettivi risultanti dagli atti del processo e per la consulenza tecnica al valore della controversia (...)". Ne deriva pertanto che mentre nel caso di consulenza tecnica o di perizia in materia penale occorre avere riguardo al valore del bene o dell'utilit oggetto dell'accertamento risultante dagli
atti, per la consulenza tecnica nel giudizio civile il riferimento va fatto con richiamo alle norme di cui agli artt. 10 e successivi del codice di procedura civile concernenti la competenza per valore secondocuiilvaloredellacausasideterminadalladomanda.2 Si rileva a tal proposito come tale orientamento pu in effetti portare a liquidazioni, in alcuni casi penalizzantienoncongruerispettoallattiviteffettivamentesvolta. Va riferito come il magistrato nello stabilire correttamente l'importo da liquidare al nominato consulente debba accertare, nel caso di CTU civile, sulla base delle norme sulla competenza previste nel codice di rito, il valore della controversia, nel campo penale invece, il valore economico del bene o dell'utilit che costituiscono oggetto dell'accertamento e della contestazionequalerisultadaglielementiobiettividelprocesso. Lenormeregolatriciadoggiinvigoreprevedonounlimitemassimodiliquidazionenonsuperabile. Trattasi di norme regolatrici che possono sempre essere disattese dal giudice qualora portino a situazionidiirragionevolezza. Tuttavia si segnala sul punto come, sulla scorta dellattuale orientamento prevalente della Cassazione,talelimitemassimononderogabile. Qualora si tratti di prestazione non contemplata neppure in via analogica dalle tabelle, cos come nel caso in cui la controversia sia di valore indeterminabile, il CTU dovr indicare il tempo impiegatoperlesecuzionedellincaricoechiederelaliquidazionedelcompensoavacazioni. In tale caso la richiesta dellonorario a tempo non potr superare le quattro vacazioni giornaliere per il periodo calcolato dal giorno del conferimento dellincarico a quello del deposito della relazioneapplicandounasolavoltalonorarioperlaprimavacazione. Qualora si tratti di prestazioni di eccezionale importanza, complessit e difficolt, lausiliario avr cura di richiedere ai sensi dellart. 52 D.P.R. 115/2002 che gli onorari vengano aumentati fino al doppio,evidenziandonelladomandaglielementidifattosecondocuilindagineespletata,purnon presentando aspetti di unicit o di assoluta rarit, abbiano comunque impegnato lausiliario in misuranotevolmentemassivaperimportanzatecnicoscientifica,complessitedifficolt. Si precisa altres che possibile ricorrere al detto principio di aumento sino al doppio quando il
Vedasi in giurisprudenza Cassazione civile, sezione II, del 4 marzo 2002, n. 3061, In Ced Cassazione n. 552744.
valore di riferimento sul quale calcolare lonorario a percentuale superi lo scaglione massimo previstodallavocedellatabella. Nel casi di dichiarata urgenza delladempimento possibile richiedere un ulteriore aumento degli onorarifissievariabilisinoal20%aisensidellart.51,comma2,D.P.R.n.115/2002. Qualora il CTU sia impossibilitato a rispettare il termine di deposito avr cura, prima della scadenza, di richiedere rituale proroga, mentre nel caso di ingiustificato ritardo nellesecuzione dellincarico o di deposito della relazione oltre il termine concesso, la liquidazione subir una decurtazione obbligatoria di un terzo (prima era del 25%), oltre alleventuale provvedimento sanzionatorioacaricodelCTU
14.Formulario 1. IstanzadiastensionedallincaricodiCTU 2. comunicazionediiniziooperazionidiconsulenzatecnica 3. verbalediiniziooperazionidiconsulenzatecnica 4. istanzadiprorogaperildepositodellarelazionediconsulenzatecnica 5. istanzadiliquidazionedeicompensi 6. ricorsoavversodecretodiliquidazione
1.IstanzadiastensionedallincaricodiCTU AlGiudiceIstruttore Dott............. Oggetto:Consulenzatecnicacausacivilen...../R.G.Tribunaledi.........vertentetra(attore)e (convenuto). Il sottoscritto .......... nato a .......... il .........., residente in via .........., Comune di .........., tel. ..........; con studio in via .........., Comune di .........., nominato quale CTU nella causa indicata in epigrafe, conordinanzadel..........notificataalloscriventeindata.......... FAPRESENTE dinonpotersvolgerelefunzioniaffidatediCTUnellacausaindicataperiseguentimotivi.......... epertanto CHIEDE che la S.V. Ill.ma valuti se, qualora sussistano giusti motivi di astensione, resti necessario procedereallasostituzionedelsottoscritto. Conosservanza. Data
Ilconsulentetecnico
2.comunicazionediiniziooperazionidiconsulenzatecnica Egr.Avv............................. Via....................................... Egr.Avv.............................. Via....................................... Oggetto: Inizio operazioni di consulenza tecnica causa civile n. ... / R.G. Tribunale di ............. vertentetra(attore)e(convenuto). Con la presente si informano le parti che alludienza del .......... il sottoscritto stato nominato quale CTU nella causa indicata e che linizio delle operazioni di consulenza tecnica stato fissato per..........alleore..........pressolostudiodelsottoscrittositoin..........,tel........... Si invitano i consulenti tecnici di parte a produrre copie della nomina depositata nella Cancelleria delTribunaleneitempieneimodiprevistidalsig.giudiceistruttore. Vi informo altres che le stesse operazioni di CTU avranno seguito in seduta continua e che il G.I. nelludienzaindicatahapostoacaricodellaparteattriceunanticipodieuro........... allegatic.s. Cordialisaluti. Ilconsulentetecnico
3.Verbalediiniziooperazionidiconsulenzatecnica Consulenzatecnicacausacivilen...../R.G.Tribunaledi.........vertentetra(attore)e (convenuto). Oggi .......... alle ore .......... presso lo studio del Dott. .......... sito a .......... in .......... sono state convocate le parti nella causa n. .......... vertente tra .......... e .......... per linizio dei lavori di consulenzatecnicaaffidatiindata.......... presente per la parte attrice lAvv. .........., che nomina quale proprio consulente di parte il Dott. .........., oggi presente, mentre per la parte convenuta .......... risulta presente quale consulente di parteilDott........... inoltrepresentelaDott.ssa..........,collaboratricedelCTU Sidattochelepartisonostateritualmenteconvocateconracc.teA.R.del........... Lavv. .......... consegna al CTU lanticipo spese posto a carico della parte attrice, e di seguito vengonoesaminateladocumentazioneinattiequellacontenutaneifascicolidiparte. Vengonolettiiquesitipostievengonoprecisatiinparticolareipuntidicui.......... Il Sig. .......... consegna copia di .......... al CTU, il quale, dopo averne preso visione, ne consegna immediatamentecopiaallaparteavversa. LAvv. .......... per conto della parte .......... chiede di riportare nel seguente verbale quanto di seguitoindicato:.......... Alle ore ........., dopo ampia discussione, il CTU si riserva di depositare a breve la propria relazione senzalosvolgimentodiulterioriindagini,avendoormaiacquisitoquantonecessarioperlarisposta ai quesiti posti (ovvero si riserva di richiedere ove necessaria ulteriore documentazione e di fissareabrevelaprosecuzionedelleoperazioniperitali,previoulterioreavvisoalleparti;ovverola prosecuzione delle operazioni di consulenza tecnica viene rinviata al giorno ........ alle ore .......... presso..........). Letto,confermatoesottoscrittodallepartipresenti. Ilconsulentetecnico
4. Istanzadiprorogaperildepositodellarelazionediconsulenzatecnica
Ill.moDott........... G.I.nellacausacivile pressoilTribunaledi..... Oggetto:Causacivilen.........../R.G.Tribunaledi..........vertentetra.......... Ilsottoscritto..........,constudioinvia..........,nominatoalludienzadel..........qualeCTUnella causadicuialloggetto FAPRESENTE che, dopo il giuramento di rito, il giudice istruttore nel fissare il quesito ha stabilito il termineperildepositodellarelazionediconsulenzatecnicaperilgiorno..........; cheilsottoscrittoconletteraraccomandata,inviataallepartieailororispettiviconsulenti, fissava per il giorno .......... alle ore .......... presso .......... linizio delle operazioni di consulenzatecnica; chesuccessivamenteleoperazionivenivanorinviatealladatadel..........; CONSIDERATO chenelcorsodellesuccessiveindaginisiverificatoquantosegue: ; cheperledifficoltsopravvenuteloscriventeCTUsitrovaimpossibilitatoarispettareilfissato terminedidepositodellarichiestarelazione; CHIEDE cheglivengaconcessaprorogadialmenogiorni.......perildepositodelproprioelaboratoperitale. Conperfettaosservanza. Ilconsulentetecnico
5. Istanzadiliquidazionedeicompensi Tribunaledi.......... Causacivilen....... Ill.moDott...........,G.I.nellacausacivilen........... Il sottoscritto Dott. ...................., nominato .............................. in data .................... quale consulente tecnico nella causa indicata in epigrafe, richiamata la propria relazione di consulenza tecnicadepositataindata...................., PRESENTA istanzaperlaliquidazionedelpropriocompensoaisensidellart.71deldecretodelPresidente dellaRepubblicadel30maggio2002,n.115eaisensideld.m.30maggio2002. Allo scopo di fornire alla S.V. elementi di informazione utili per la valutazione dellopera professionalesvolta,esponequantosegue: alloscriventeconsulentetecnicosonostatipostiquesitichehannopostulatolesamedeibilanci edellescritturecontabilidellesociet. Si ritengono quindi applicabile alla fattispecie gli onorari a percentuale (ex art. 4) dando alla praticailvaloredicomplessivieuro..........cosdeterminate:.......... Limpegno profuso, le difficolt che hanno caratterizzato lincarico, la completezza ed il pregio della prestazione fornita, giustificano a parere del sottoscritto lapplicazione dellonorario medio(vedasitabellaallegata)previstodalcitatoart.4. A chiarimento di quanto affermato il sottoscritto consulente tecnico fa presente di aver presentato una relazione composta di n. ...... pagine che testimonia limpegno profuso e la complessitdelleprestazioni. Si fornisce pertanto il prospetto allegato di calcolo che stato determinato sulla scorta degli onorariprevistiexart.4d.m.30maggio2002(vedasiprospettoallegato)elaseguente ipotesidiparcella
Il sottoscritto, nel ringraziare per la fiducia accordata nellaffidamento dellincarico peritale, si rimette fin dora alla liquidazione che verr effettuata e confermandosi a disposizione per ogni chiarimentochesirendessenecessario,porgeconstimadeferentisaluti ...............,l............... Ilconsulentetecnico
6. Ricorsoavversodecretodiliquidazione Tribunaledi.................. llsottoscritto................... PREMESSO cheindata..............loscriventestatonominatodal(Tribunale,P.M.,G.I.P.,ecc.)CTUalla causa............................conlincaricodirisponderealseguentequesito: che il (Tribunale, P.M., G.I.P., ecc.) ha concesso al consulente termine di giorni ............................perildepositodellarelazionescritta; che in data .............. hanno avuto regolare inizio, presso ..................................... le operazioniperitali; cheindata..............statodepositatolelaboratoperitalecompostodapartedescrittivae ........................................................ che in pari data stata chiesta la liquidazione del compenso spettante al CTU a norma della legge n. 349/1980 chiedendo che venisse esaminatalopportunitdiliquidareuncompensototaledieuro.............. che in data ...................................... stato notificato allo scrivente il decreto di liquidazionedelcompensocheprevede....................................... CIPREMESSO (allegatacopiadellistanza); ..............................................................................................................................
lo scrivente ricorre, ai sensi dellart. 170 del d.P.R. n. 115 del 30 maggio 2002, contro il provvedimentodiliquidazionedelpropriocompensoperlattivitsvoltadiCTU ritenendoloinadeguatoperiseguentimotivi:................................................................ .......................................................................................................................................... Pur riconoscendo la piena autonomia del (Tribunale, P.M., G.I.P., ecc.) si vuole segnalare che altri Tribunali hanno liquidato gli onorari, per perizie analoghe, in misura diversa; ad esempio (citare) .......................................... InConclusione il sottoscritto ricorrente ritiene che il (Tribunale, P.M., G.I.P., ecc.) sia incorso in errore nella liquidazione del compenso al CTU sopra richiamata determinandola nella somma complessiva di euro............................ pertantoloscrivente CHIEDE chevengasospesalesecuzioneprovvisoriadeldecretonotificatoil.........................evenga riliquidatoilcompensoalCTUcheil(Tribunale,P.M.,G.I.P.,ecc.)riterrnellamisuradopoaver tenutocontodelpresentericorso. Data............................ IlConsulentetecnico
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Art.58
 art. 201
 art. 201
 art. 195
 Art.195
 Art.195
 sentenza 
 art. 2055
 art. 4
 art. 4