Source: http://www.confrontandoci.it/2011/03/
Timestamp: 2019-05-27 05:14:52+00:00

Document:
Confrontandoci: marzo 2011
Il Progetto Cambiamo prosegue con la presentazione
in diverse citta' dello spettacolo teatrale
"PETROLIO, CAMBIAMO DI NUOVO VITA"
che e' stato sviluppato per fornire informazioni sul tema
cruciale del PICCO DEL PETROLIO.
In altre nazioni sono stati fatti studi govenativi. sono
attive delle commissioni parlamentari, e sono stati
messi in atto anche dei meccanismi di regolamentazione
del mercato come le Tradable Energy Quotas. Nel
nostro paese non se ne parla affatto, il problema
sembra non esistere.
E' invece di importanza fondamentale che ogni cittadino
sia informato e consapevole dei mutamenti in essere,
e abbia gli elementi per prendere decisioni e orientare
i propri comportamenti sulla base della situazione
energetica che si sta profilando a livello mondiale.
La prima data in calendario e' il venerdi 1 aprile alle
ore 21:00 presso il
Teatro Barrio's
Seguira' CAVA MANARA (PAVIA) il venerdi 8 aprile
alle ore 21:00 presso la
Sala Teatro di Via Vittorio Emanuele II.
Successivamente ci saranno eventi a PAVIA citta',
COMO, VERCELLI ed altre localita'.
Tutte le date che stanno man mano entrando in
calendario sono visibili sul  sito
che viene mantenuto costantemente aggiornato.
Il D.M. 7 maggio 1998 recante "Linee Guida per le attività di riabilitazione" è il provvedimento che recepisce l'intesa raggiunta su tale materia dalla Conferenza Stato/Regioni. Il documento non ha una valenza normativa impositiva, ma è stato ripreso nel provvedimento che ha stabilito i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria e sociosanitaria (DPCM 29.11.2001). Le linee guida, definiscono quali attività di riabilitazione sociale le azioni e gli interventi finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita sociale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, indipendentemente dalla gravità delle menomazioni e delle disabilità irreversibili, al fine di contenere la condizione di handicap.
vedi qui: analisi della situazione italiana sulla riabilitazione dal Ministero della Salute
Santuario di Gandhi a Kanyakumari
Alcune citazioni di Mahatma Gandhi
Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verita’ per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta e’ la tolleranza reciproca. La coscienza non e’ la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella liberta’ di coscienza di ognuno.
La vita e’ governata da una moltitudine di forze. Le cose andrebbero assai lisce se si potesse determinare il corso delle proprie azioni esclusivamente in base a un unico principio morale, la cui applicazione in un dato momento fosse tanto ovvia da non richiedere neppure un istante di riflessione. Ma non riesco a ricordare una sola azione che si sia potuta determinare con tanta facilita’.
Giornalista durante un’intervista: Mr. Gandhi, cosa ne pensa della civilta’ occidentale?
La vera moralita’ consiste non gia’ nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente.
A Cagliari si è tenuto il 19 e 20 marzo il Congresso Nazionale della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.
Ad incidere in modo determinante sul dibattito congressuale è sicuramente il contesto di grande incertezza che governa le politiche sociali, sanitarie e – più in generale – di inclusione sociale per le persone con disabilità. L’espressione del “sentire” del movimento italiano delle persone con disabilità è stata ben sintetizzata dalla circostanziata relazione del Presidente Pietro Barbieri che ha centrato i temi principali e ha ventilato le possibili azioni politiche della Federazione.
vedi articolo qui
E' possibile adesso consultare una guida "Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili" aggiornata, grazie alla collaborazione tra il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e le Associazioni Crescere - Bologna e Prader Willi - Calabria.
Tra le novità e aggiornamenti nella guida 2011, ci sono le normative riguardanti i Disturbi Specifici dell’Apprendimento ma anche le norme di riordino del Sistema Sanitario Nazionale, le nuove leggi sui permessi e sulla sede di lavoro, nonché i dati sulle pensioni 2011.
La guida è uno strumento prezioso per le persone con disabilità e i loro familiari, per gli operatori sanitari, i giuristi, i lavoratori del settore scolastico e in generale per chiunque abbia a confrontarsi con questo mondo.
Conoscere le norme serve a far valere i propri diritti!
Lungo il rivo, a specchio dell'acqua, fioriscono
i nontiscordar di me.
Dalle umili foglioline, sugli steli piegati
spuntano i fiori: sono pezzettini
di cielo e in mezzo a ognuno splende un
grano d'oro, come il riflesso d'un raggio di sole.
Alcuni si piegano e bagnano
la fronte nell'acqua, tremando.
Festeggiamo la festa del papà con le zeppole di San Giuseppe:
da: pourfemme
La convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità afferma una serie di diritti e di libertà che devono essere riconosciuti alle persone con disabilità. Si tratta in particolare:
del diritto alla vita;
della protezione in situazioni di rischio e di emergenza umanitaria;
del riconoscimento della personalità e della capacità giuridica, soprattutto al fine di accedere alla proprietà e alla libera gestione finanziaria, sempre restando protetti dagli abusi;
dell'accesso alla giustizia attraverso accomodamenti procedurali;
della libertà e della sicurezza;
del diritto di non essere sottoposti a tortura, a pene o trattamenti crudeli inumani o degradanti;
del diritto di non essere sottoposti a sfruttamento, violenza e maltrattamenti;
della protezione dell'integrità fisica e mentale;
del diritto di circolare liberamente, di scegliere il luogo di residenza e la nazionalità;
della vita indipendente e dell'inclusione nella società;
della mobilità personale, in particolare attraverso apparati e tecnologie di supporto alla mobilità;
della libertà di espressione e di accesso all'informazione;
del rispetto della vita privata;
del rispetto del domicilio e della vita familiare;
del diritto all'istruzione;
dell'accesso ai servizi sanitari,
dell'abilitazione e della riabilitazione, attraverso la piena realizzazione del potenziale fisico, mentale, sociale e professionale;
del diritto al lavoro, senza discriminazioni e in condizioni eque e favorevoli;
del diritto ad adeguati livelli di vita e alla protezione sociale;
della partecipazione alla vita politica e pubblica, comprese le votazioni e le elezioni;
della partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi e allo sport.
Come garantire migliori servizi per le persone disabili
L’International Road Transport Union (IRU), l’Unione internazionale del trasporto su strada, ha organizzato il quarto Forum internazionale del taxi a Colonia, in Germania. Il tema era: “Immagine dell’industria del taxi: verso una visione dei servizi taxi sicuri e sostenibili per tutti”.
da "La Volpe e il Sipario"
art.32 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
1. Gli Stati Parti riconoscono l’importanza della cooperazione
internazionale e della sua promozione, a sostegno degli sforzi dispiegati
a livello nazionale per la realizzazione degli scopi e degli obiettivi della
presente Convenzione, e adottano adeguate ed efficaci misure in questo
senso, nei rapporti reciproci e al proprio interno e, ove del caso, in
partenariato con le organizzazioni internazionali e regionali competenti e
con la società civile, in particolare con organizzazioni di persone con
disabilità. Possono, in particolare, adottare misure destinate a:
(a) far sì che la cooperazione internazionale, compresi i programmi
internazionali di sviluppo, includa le persone con disabilità e sia a loro
(b) agevolare e sostenere lo sviluppo di competenze, anche attraverso lo
scambio e la condivisione di informazioni, esperienze, programmi di
formazione e buone prassi di riferimento;
(c) agevolare la cooperazione nella ricerca e nell’accesso alle conoscenze
scientifiche e tecniche;
(d) fornire, ove del caso, assistenza tecnica ed economica, anche
attraverso agevolazioni all’acquisto ed alla condivisione di tecnologie
di accesso e di assistenza e operando trasferimenti di tecnologie.
2. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l’obbligo di ogni
Stato Parte di adempiere agli obblighi che ha assunto in virtù della presente
art.31 Convenzione ONU sui diritti delle persone condisabilità
1. Gli Stati Parti si impegnano a raccogliere le informazioni appropriate,
compresi i dati statistici e i risultati di ricerche, che permettano loro di
formulare ed attuare politiche allo scopo di dare attuazione alla presente
Convenzione. Il processo di raccolta e di conservazione di tali
informazioni deve:
(a) essere coerente con le garanzie stabilite per legge, compresa la
legislazione sulla protezione dei dati, per garantire la riservatezza e il
rispetto della vita privata e familiare delle persone con disabilità;
(b) essere coerente con le norme accettate a livello internazionale per la
protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dei principi
etici che regolano la raccolta e l’uso delle statistiche.
2. Le informazioni raccolte in conformità al presente articolo devono
essere disaggregate in maniera appropriata, e devono essere utilizzate per
valutare l’adempimento degli obblighi contratti dagli Stati Parti alla
presente Convenzione e per identificare e rimuovere le barriere che le
persone con disabilità affrontano nell’esercizio dei propri diritti.
3. Gli Stati Parti assumono la responsabilità della diffusione di tali statistiche
e garantiscono la loro accessibilità sia alle persone con disabilità che agli altri.
Profumo di donna. Tenue, quasi impalpabile come quello delle mimose che ne celebrano la festa, l'otto di marzo - ma che quest'anno, complice una fioritura precoce, da oltre un mese disseminano di colore le terre di riviera. E forte, invasivo, pregnante, inquietante: sono tanti, infatti, i profumi di donna. Velati e prepotenti, dominanti ad ore alterne. Del resto, nessun'altra creatura è da sempre come lei: materia e idea. Santa e dannata - anzi «dannante». Amata e respinta, disprezzata e posta sopra un altare (magari per essere sacrificata in nome di un'infinità di cose...).
La natura «fiutabile» della donna, viene diffusamente raccontata in un libro che è anche una grande miniera di materiali, testimonianze e citazioni: La donna di fiori. Eros, botanica, alchimia scritto da Giuseppe Testa per Sellerio .
articolo su La Stampa.it/libri
art.30 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a
prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e
adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità:
(b) abbiano accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre
attività culturali, in formati accessibili;
(c) abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei,
cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano
accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale.
2. Gli Stati Parti adottano misure adeguate a consentire alle persone con disabilità
di sviluppare e realizzare il loro potenziale creativo, artistico e intellettuale,
non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arricchimento della società.
3. Gli Stati Parti adottano tutte le misure adeguate, in conformità al diritto
internazionale, a garantire che le norme che tutelano i diritti di proprietà
intellettuale non costituiscano un ostacolo irragionevole e discriminatorio
all’accesso da parte delle persone con disabilità ai prodotti culturali.
4. Le persone con disabilità hanno il diritto, su base di uguaglianza con gli
altri, al riconoscimento ed al sostegno della loro specifica identità culturale
e linguistica, ivi comprese la lingua dei segni e la cultura dei sordi.
5. Al fine di consentire alle persone con disabilità di partecipare su base
di uguaglianza con gli altri alle attività ricreative, agli svaghi e allo sport,
gli Stati Parti adottano misure adeguate a:
(a) incoraggiare e promuovere la partecipazione più estesa possibile delle
persone con disabilità alle attività sportive ordinarie a tutti i livelli;
(b) garantire che le persone con disabilità abbiano la possibilità di
organizzare, sviluppare e partecipare ad attività sportive e ricreative
specifiche per le persone con disabilità e, a tal fine, incoraggiare la
messa a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, di adeguati
mezzi di istruzione, formazione e risorse;
(c) garantire che le persone con disabilità abbiano accesso a luoghi che
ospitano attività sportive, ricreative e turistiche;
(d) garantire che i minori con disabilità possano partecipare, su base di
uguaglianza con gli altri minori, alle attività ludiche, ricreative, agli
svaghi ed allo sport, incluse le attività previste dal sistema
(e) garantire che le persone con disabilità abbiano accesso ai servizi forniti
da coloro che sono impegnati nell’organizzazione di attività ricreative,
turistiche, di tempo libero e sportive.
art.29 Convenzione ONU sui diritti delle persone condisabilità
Gli Stati Parti garantiscono alle persone con disabilità il godimento dei
diritti politici e la possibilità di esercitarli su base di uguaglianza con gli
altri, e si impegnano a:
(a) garantire che le persone con disabilità possano effettivamente e
pienamente partecipare alla vita politica e pubblica su base di
uguaglianza con gli altri, direttamente o attraverso rappresentanti
liberamente scelti, compreso il diritto e la possibilità per le persone con
disabilità di votare ed essere elette, tra l’altro:
(i) assicurando che le procedure, le strutture ed i materiali elettorali
siano appropriati, accessibili e di facile comprensione e utilizzo;
(ii) proteggendo il diritto delle persone con disabilità a votare tramite
scrutinio segreto, senza intimidazioni, in elezioni ed in referendum
popolari, e a candidarsi alle elezioni, ad esercitare effettivamente
i mandati elettivi e svolgere tutte le funzioni pubbliche a tutti i livelli
di governo, agevolando, ove appropriato, il ricorso a tecnologie
nuove e di supporto;
(iii) garantendo la libera espressione della volontà delle persone con
disabilità come elettori e a questo scopo, ove necessario, su loro
richiesta, autorizzandole a farsi assistere da una persona di loro
scelta per votare.
(b) promuovere attivamente un ambiente in cui le persone con disabilità
possano effettivamente e pienamente partecipare alla conduzione degli
affari pubblici, senza discriminazione e su base di uguaglianza con gli
altri, e incoraggiare la loro partecipazione alla vita pubblica, in
particolare attraverso:
(i) la partecipazione ad associazioni e organizzazioni non governative
impegnate nella vita pubblica e politica del paese e alle attività e
all’amministrazione dei partiti politici;
(ii) la costituzione di organizzazioni di persone con disabilità e
l’adesione alle stesse al fine di rappresentarle a livello
internazionale, nazionale, regionale e locale.
art.28 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto ad un livello di vita adeguato alle
persone con disabilità ed alle loro famiglie, incluse adeguate condizioni
di alimentazione, abbigliamento e alloggio, ed al miglioramento continuo
delle loro condizioni di vita, e adottano misure adeguate per proteggere e
promuovere l’esercizio di questo diritto senza alcuna discriminazione
fondata sulla disabilità.
2. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità alla
protezione sociale ed al godimento di questo diritto senza alcuna
discriminazione fondata sulla disabilità, e adottano misure adeguate a
tutelare e promuovere l’esercizio di questo diritto, ivi incluse misure per:
(a) garantire alle persone con disabilità parità di accesso ai servizi di acqua
salubre, ed assicurare loro l’accesso a servizi, attrezzature e altri tipi di
assistenza per i bisogni derivanti dalla disabilità, che siano appropriati
ed a costi accessibili;
(b) garantire l’accesso delle persone con disabilità, in particolare delle donne
e delle minori con disabilità nonchè delle persone anziane con disabilità,
ai programmi di protezione sociale ed a quelli di riduzione della povertà;
(c) garantire alle persone con disabilità e alle loro famiglie, che vivono in
situazioni di povertà, l’accesso all’aiuto pubblico per sostenere le spese
collegate alle disabilità, includendo una formazione adeguata, forme di
sostegno ed orientamento, aiuto economico o forme di presa in carico;
(d) garantire l’accesso delle persone con disabilità ai programmi di
alloggio sociale;
(e) garantire alle persone con disabilità pari accesso ai programmi ed ai
trattamenti pensionistici.
art.27 Convenzione ONU sui diritti delle persone condisabilità
1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto al lavoro delle persone con disabilità,
su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi
mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un
mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca
l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità. Gli Stati Parti
devono garantire e favorire l’esercizio del diritto al lavoro, anche a coloro
i quali hanno subìto una disabilità durante l’impiego, prendendo
appropriate iniziative – anche attraverso misure legislative – in particolare
(a) vietare la discriminazione fondata sulla disabilità per tutto ciò che
concerne il lavoro in ogni forma di occupazione, in particolare per
quanto riguarda le condizioni di reclutamento, assunzione e impiego,
la continuità dell’impiego, l’avanzamento di carriera e le condizioni di
sicurezza e di igiene sul lavoro;
(b) proteggere il diritto delle persone con disabilità, su base di uguaglianza
con gli altri, di beneficiare di condizioni lavorative eque e favorevoli,
compresa la parità di opportunità e l’uguaglianza di remunerazione per
un lavoro di pari valore, condizioni di lavoro sicure e salubri, la
protezione da molestie e le procedure di composizione delle
(c) garantire che le persone con disabilità siano in grado di esercitare i
propri diritti di lavoratori e sindacali su base di uguaglianza con gli altri;
(d) consentire alle persone con disabilità di avere effettivo accesso ai
programmi di orientamento tecnico e professionale, ai servizi per
l’impiego e alla formazione professionale e continua;
(e) promuovere opportunità di impiego e l’avanzamento di carriera per le
persone con disabilità nel mercato del lavoro, quali l’assistenza nella
ricerca, nell’ottenimento e nel mantenimento di un lavoro, e nella
reintegrazione nello stesso;
(f) promuovere opportunità di lavoro autonomo, l’imprenditorialità,
l’organizzazione di cooperative e l’avvio di attività economiche in
(h) favorire l’impiego di persone con disabilità nel settore privato attraverso
politiche e misure adeguate che possono includere programmi di
azione antidiscriminatoria, incentivi e altre misure;
(i) garantire che alle persone con disabilità siano forniti accomodamenti
ragionevoli nei luoghi di lavoro;
(j) promuovere l’acquisizione, da parte delle persone con disabilità, di
esperienze lavorative nel mercato del lavoro;
(k) promuovere programmi di orientamento e riabilitazione professionale,
di mantenimento del posto di lavoro e di reinserimento nel lavoro per
2. Gli Stati Parti assicurano che le persone con disabilità non siano tenute
in schiavitù o in stato di servitù e siano protette, su base di uguaglianza
con gli altri, dal lavoro forzato o coatto.
La vita, tua storia,segnata dal desiderio d'essere
come nessun altro,il segreto della vita!
Nella tua storia la macchia dell'indifferenza,
la bellezza più trasparente,l'affetto più puro
Eliomar Ribeiro de Souza(poeta brasiliano)
Giornata internazionale della donna, comunemente definita festa della donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al 1908, quando le operaie dell'industria tessile Cotton di New York, scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, ma l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Scoppiò un incendio e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.
Con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista e l'8 marzo divenne un giorno per riflettere sulla condizione femminile e per organizzare lotte per migliorare le condizioni di vita della donna: in questo modo questa data assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il proprio riscatto.
Oggi la festa della donna viene celebrata da tutte le donne e anche da molti uomini, in tutto il mondo. E’ un giorno di festa e dobbiamo ricordare che è anche un giorno di memoria e di rivendicazione dei diritti delle donne, che dovrebbe essere festeggiato da tutti come la celebrazione di un diritto umano, il diritto alla libertà di essere donne, appunto, di essere lavoratrici e madri, un diritto alla dignità che spesso gli uomini continuano a calpestare.
Le discriminazioni che le donne subiscono ancora oggi in Italia e nel mondo sono molte, per non parlare della violenza a cui sono sottoposte giornalmente. In Italia le statistiche parlano chiaro, purtroppo ancora oggi,ogni tre giorni muore una donna uccisa tra le mura domestiche: il femminicidio continua inesorabile
perche' a dispetto di ogni aridita' e disillusione esso e' perenne come l'erba.
dal sito cendonpartners & Persona e Diritti
Nozione - il danno da discriminazione ai danni delle persone con disabilità ha natura non patrimoniale ed è espressamente previsto dalla legge 67/2006. Questa voce di danno rende risarcibili le conseguenze della discriminazione subita da una persona disabile. In particolare, in questa ipotesi la ragione profonda del danno sta nel non aver potuto fare qualcosa che invece chi non è disabile può fare.
Esempio - un soggetto può chiedere un risarcimento, una volta accertata la discriminazione ex legge 67, per la presenza di barriere architettoniche.
Natura - il danno in questione ha natura non patrimoniale ed esistenziale in quanto la lesione che si lamenta riguarda le attività realizzatrici della persona. Il diritto della persona con disabilità a non essere discriminata trova fondamento nell'art. 3 della Costituzione, nell'art. 2 della legge 67/2006 e nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Casistica - il giudice ha riconosciuto un danno da discriminazione (€ 4000) in un caso nel quale, durante una prova d'esame, un candidato su sedia a rotelle non era stato messo in condizione di espletare la prova in modo confortevole a causa della inadeguata altezza del tavolo e della presenza di barriere architettoniche all'ingresso; il giudice ha altresì riconosciuto un danno da discriminazione (€ 4000) ad un soggetto disabile cui era stata spostata la barca dal posto usuale ed impedito, da parte del circolo nautico di cui il soggetto era socio, di posizionare un'attrezzatura per il sollevamento accanto al natante.
Il diritto a non essere discriminati delle persone con disabilità - sancito appunto nel nostro ordinamento dalla Legge 67/06 e a livello internazionale dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2006 - sta trovando sempre maggiore rispondenza nella giurisprudenza di merito.
E' emerso il ruolo fondamentale delle associazioni di persone con disabilità che, anche attraverso sapienti azioni giudiziarie, potranno sempre più incidere nella società per promuovere l'inclusione delle persone disabili.
Oggi comportamenti e situazioni che impediscono alle persone con disabilità di avere una vita ordinaria trovano risposte adeguate nel nostro ordinamento. Da un lato i risarcimenti e dall'altro l'attenzione che i Giudici hanno dimostrato per i dettagli delle attività della vita, sono segnali importanti che attestano la forza sempre maggiore che va assumendo oggi - e in termini assolutamente concreti - il principio di parità di trattamento il quale, secondo l'articolo 2 della Legge 67/06, comporta che non possa essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità.
Le ipotesi di discriminazione contro cui è possibile reagire presentando ricorso al Tribunale sono quella diretta (che determina cioè un trattamento meno favorevole per motivi connessi alla disabilità) e quella indiretta (in cui un fatto apparentemente neutro mette una persona con disabilità in posizione di svantaggio rispetto agli altri: si pensi al divieto di portare cani in un ristorante, fatto di per sé neutro, che però, per una persona non vedente con cane guida, diventa ragione di svantaggio).Inoltre, si può reagire con lo stesso strumento anche contro le molestie e, in genere, contro tutti quei comportamenti, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità o creano un clima di intimidazione, umiliazione e ostilità nei suoi confronti.
da superando.it, qui
PERCHÉ “FAMIGLIA CON DISABILITÀ” E PERCHÉ DISABILITÀ IN FAMIGLIA: LA MIGLIORE ED UNICA VITA POSSIBILE
La disabilità, soprattutto nelle forme più gravi, crea un insieme di problematiche che coinvolgono tutta la famiglia. Infatti, le persone con disabilità grave vivono essenzialmente in famiglia (dal 70 al 90% dei casi, secondo le fonti): per questo motivo parliamo di “famiglia con disabilità”.
L’approccio alla disabilità e alle sue conseguenze agisce in maniera diversa sui vari membri della famiglia: i genitori, i fratelli e le sorelle, i nonni e gli altri parenti vivono la disabilità del loro congiunto ciascuno in modi specifici. Tuttavia queste diverse esperienze e sensibilità, almeno nei casi più felici, si fondono armoniosamente e creano il miglior ambiente possibile per la vita di un bambino o di un ragazzo con disabilità.
Le nostre esperienze ci inducono ad affermare che una vita extrafamiliare di buona qualità sia estremamente difficile da realizzare, sia sotto il profilo concreto che sotto quello affettivo: l’istituzionalizzazione va vista come soluzione estrema, da adottare solo quando la persona non può più godere del supporto familiare; anche in questo caso, comunque, il modello organizzativo a cui fare riferimento è la famiglia. A parte tali considerazioni, è chiaro che una scelta di vita extrafamiliare è più che benvenuta quando questa deriva dal desiderio di autonomia e di realizzazione di sé della persona; ma questo avviene molto raramente nei casi di disabilità gravissima.
Le interazioni tra disabilità e famiglia sono numerosissime ed investono in pratica tutti gli aspetti della vita familiare: da quello affettivo, a quello economico, dai rapporti tra i vari membri della famiglia a quelli con la società. L’analisi di queste interazioni verrà esaminata nei capitoli seguenti.
Se il crescere in famiglia è, o almeno dovrebbe essere, la condizione ottimale e naturale per la persona, ancor più lo è per quella con disabilità grave. Il neonato o il bambino con disabilità dovrebbe vivere fuori della famiglia solo per inderogabili necessità di carattere sanitario; anche i ricoveri ospedalieri, almeno nei reparti non di terapia intensiva, sono oggi fortunatamente alleviati dalla possibilità di presenza costante dei genitori.
Naturalmente il concetto di famiglia è oggi mutato rispetto ad un tempo: la famiglia può essere composta anche da una sola persona, anche da un non-genitore, l’importante è che sia presente il legame affettivo e di cura che ne costituisce l’essenza.
Affetto e cura sono in effetti le due necessità-base di un bambino con disabilità grave; non intendiamo ovviamente che queste necessità vengono a mancare con la maggiore età, ma da piccoli sono veramente indispensabili.
art.2 - La famiglia con disabilità di Giorgio Genta e Dario Petri (testo integrale qui)

References: art.32

art.31

art.30

art.29

art.28

art.27

art.2