Source: http://www.csfo.it/statuto/
Timestamp: 2018-02-21 09:07:11+00:00

Document:
Statuto - CSFO
– STATUTO –
Art. 1 – Denominazione – Sede dell’Associazione
E’ costituita l’Associazione denominata “C.S.F.O. – Centro Studi Formazione e Orientamento Professionale per la Pubblica Amministrazione”, di seguito indicata sinteticamente “Associazione”, avente durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma del titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del Codice civile, nonché dal presente Statuto.
Ai sensi del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 l’Associazione non distribuisce utili od avanzi di gestione, ma li utilizza per la realizzazione dell’attività istituzionale e di quelle a questa connesse.
L’Associazione è completamente autonoma da qualsiasi altra associazione o ente che abbia finalità politiche ed essa stessa non ne persegue.
L’Associazione ha sede legale in Solesino (PD) , Via A. de Gasperi 4 e può istituire uffici anche in altre località, nonché proprie sezioni provinciali.
L’Associazione può aderire ad altre associazioni od enti o creare rapporti di partenariato, quando ciò torni utile al conseguimento dei fini sociali ed in ogni caso quando da tali adesioni siano realizzate l’attività istituzionale e quelle a questa connesse.
Gli scopi perseguiti dall’associazione, volti a soddisfare i bisogni di natura ideale dei propri associati, sono lo studio e la promozione sociale e culturale nonché l’istruzione extrascolastica e la formazione professionale, anche a favore di persone svantaggiate esterne all’associazione ed extracomunitari, in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.
L’associazione promuove iniziative con lo scopo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle risorse umane, anche extracomunitarie, in un contesto di piena integrazione sociale.
L’associazione promuove e/o aderisce e realizza iniziative finalizzate al miglioramento della condizione sociale e della salute pubblica della comunità.
In particolare promuove e realizza progetti e interventi e politiche a favore dei giovani, adolescenti e anziani.
Il seguente statuto contiene la struttura e le modalità di esecuzione del rapporto associativo.
Art. 3.1 – Finalità
Le finalità perseguite dall’associazione consistono in:
compiere ed incentivare studi e ricerche, raccogliere, elaborare, diffondere dati e notizie in campo nazionale ed internazionale, per monitorare situazioni e fenomeni sui temi inerenti la formazione, l’orientamento, l’inserimento nel mondo del lavoro e l’integrazione sociale, la cultura, il turismo, lo sport, anche a favore di persone svantaggiate, in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, con particolare attinenza alla pubblica amministrazione ed alla polizia locale, nonché inerenti tematiche di sicurezza personale, educazione stradale, viabilità e traffico, trasporti ed ogni altra problematica che coinvolga la comunità, la crescita sociale e la salute pubblica, la cultura e il turismo e lo sport;
promuovere e realizzare, anche di concerto con le strutture della Pubblica Amministrazione, azioni connesse alla formazione per aspiranti alle attività dei vari settori dell’ente pubblico, i-noccupati e disoccupati, nonché inerenti tematiche di sicurezza, educazione stradale, viabilità e traffico, trasporti ed ogni altra problematica che coinvolga la comunità, la crescita sociale e la salute pubblica, la cultura e il turismo e lo sport;
promuovere qualsiasi forma di attività, anche tramite avviamenti anche temporanei al lavoro nella Pubblica Amministrazione, finalizzate ad uno sbocco occupazionale atto a favorire le forme flessibili di lavoro;
collaborare con autorità, università, enti pubblici e culturali, scuole internazionali ed associazioni alla risoluzione dei problemi connessi ai temi della formazione, dell’orientamento, dell’inserimento nel mondo del lavoro e dell’integrazione sociale, con particolare riguardo a persone svantaggiate, in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, anche attraverso progetti comuni, nonché alle tematiche di sicurezza personale, educazione stradale, viabilità e traffico, trasporti ed ogni altra problematica che coinvolga la comunità, la crescita sociale, la cultura, lo sport e la salute pubblica.
collaborare con Istituti scolastici e altri Enti, per contribuire alla formazione specifica dei do-centi delle scuole di ogni ordine e grado, che intendano prestare la loro opera per i fini istituzionali dell’associazione;
provvedere alla raccolta e/o pubblicazione di volumi, periodici, atti di convegni e di quant’altro sia strumentale o connesso con l’attività istituzionale dell’associazione;
relazionarsi con altre associazioni, enti ed organizzazioni, favorendo gli scambi culturali in materia di formazione, orientamento, inserimento nel mondo del lavoro ed integrazione sociale con particolare riguardo a persone svantaggiate, in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari;
promuovere e sviluppare progetti anche a livello europeo per la tutela della salute e della sicurezza degli anziani, dei giovani, degli adolescenti e delle persone svantaggiate;
lo studio, la ricerca, il dibattito, le iniziative editoriali, l’aggiornamento culturae e ambientale nei settori dell’economia, della politica, dei problemi sociali e del tempo libero, svolgere in genere tutte le attività che si riconoscono utili per il raggiungimento dei fini che l’associa-zione si propone.
Art. 3.2 – Soci
Possono essere soci dell’Associazione coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali.
I soci saranno classificati in sei distinte categorie:
I Soci Fondatori: coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo dell’Associazione;
I Soci Benemeriti: coloro che hanno contribuito alla promozione, alla divulgazione dell’attività e degli scopi del C.S.F.O.;
I Soci Ordinari: qualunque persona o ente che si impegni a pagare, per tutta la permanenza del vincolo associativo, la quota annuale stabilita dal Consiglio Direttivo; qualunque persona o ente che, avendo preso visione dello Statuto, concordi con i suoi scopi ed intenda prestare la propria opera a favore dell’attività dell’associazione;
I Soci Sostenitori: qualunque ente locale, regionale o statale, scuola, università, associa-zione che persegua gli scopi previsti nel presente statuto; la loro ammissione avviene previa valutazione del Consiglio Direttivo;
I Soci Onorari: qualunque persona o ente che abbia fornito particolare contributo alla vita dell’associazione ovvero che si sia distinta, in Italia o all’estero, con studi ed opere particolarmente significativi nell’ambito della ricerca e delle applicazioni nel settore della pubblica amministrazione e della polizia locale. Sono nominati direttamente dal Consiglio Direttivo su proposta del Presidente e sono esonerati dal pagamento della quota associativa. Su invito del Presidente partecipano come osservatori alle assemblee sociali;
I Soci Simpatizzanti: qualunque persona o ente che favorisca l’attività dell’associazione, esclusivamente con il versamento una tantum di un contributo in denaro o in altri beni mobili o immobili, strumentali o servizi. Su invito del Presidente partecipano come osservatori alle assemblee sociali.
Art. 3.3 – Condizioni di ammissione e cessazione dei Soci
L’ammissione dei Soci ordinari avviene su domanda scritta degli interessati, che accettano senza riserve lo statuto; essa è sottoposta al nulla osta inappellabile del Consiglio Direttivo, che formulerà la relativa risposta entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della domanda medesima. I soci ordinari sono tenuti a versare all’associazione, dal momento in cui entrano a farne parte, un contributo annuo nella misura e con le modalità che verranno stabilite nel Regolamento approvato con apposita delibera del Consiglio Direttivo.
L’ammissione dei Soci sostenitori avviene attraverso specifici accordi con il Presidente, stabiliti nel Regolamento approvato con apposita delibera del Consiglio Direttivo.
L’ammissione dei Soci onorari viene proposta dal Presidente ed è approvata dal Consiglio Direttivo nell’ambito delle assemblee ordinarie ovvero straordinarie, su apposito ordine del giorno.
L’ammissione dei Soci simpatizzanti avviene direttamente a seguito del versamento di un contributo in denaro o tramite convenzione se trattasi di Enti Pubblici, ovvero tramite il conferimento di beni mobili, immobili, strumentali o servizi.
dimissione;
morosità, così come definita nell’ambito del Regolamento dell’associazione approvato con apposita delibera del Consiglio Direttivo;
indegnità, così come definita nell’ambito del Regolamento dell’associazione approvato con apposita delibera del Consiglio Direttivo;
La cessazione della qualità di socio sarà sancita attraverso apposita delibera del Consiglio Di-rettivo, in quanto organo associativo che rileva il manifestarsi di uno dei casi suindicati, che determinano la perdita di tale qualità.
Art. 3.4 – Obblighi degli associati
Tutti i soci sono tenuti a rispettare le norme del presente Statuto, dell’eventuale regolamento interno, e le deliberazioni adottate dagli Organi sociali. Devono mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’Associazione e versare il contributo stabilito dal Consiglio Direttivo.
Qualora preventivamente concordata, i soci devono conferire la propria opera personale a titolo gratuito, ma con l’eventuale rimborso delle spese sostenute in tale attività.
Art. 3.5 – Diritti degli associati
I soci hanno diritto :
a conoscere i programmi con i quali l’associazione intende attuare gli scopi sociali;
a partecipare alle attività promosse dall’associazione;
a usufruire dei servizi dell’associazione;
a dare le dimissioni.
Art. 3.6 Organi dell’associazione
il Coordinatore Generale;
Art. 3.6.1 – L’Assemblea dei soci
L’Associazione nell’assemblea ha il suo organo sovrano.
L’assemblea è formata da tutti i soci, regolarmente iscritti all’associazione alla data di convocazione, ognuno dei quali ha diritto ad un voto, qualunque sia il valore della quota.
I soci si reputano regolarmente iscritti all’Associazione alla data in cui il Consiglio direttivo ha rila-sciato il “nulla osta“ all’ammissione di cui all’art. 3.3 del presente statuto.
L’assemblea viene convocata almeno una volta all’anno in via ordinaria, ed in via straordinaria quando sia necessaria o sia richiesta dal Consiglio direttivo o da almeno un quinto degli associati.
L’assemblea straordinaria delibera in prima convocazione con la presenza dei due terzi dei soci e delibera col voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è valida con la presenza della maggioranza dei soci e delibera con la maggioranza assoluta dei presenti.
Ogni associato può farsi rappresentare con delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio, ciascun socio può rappresentare più soci.
La convocazione va fatta con avviso pubblico affisso in bacheca presso la sede legale dell’Associazione almeno 15 giorni prima della data dell’assemblea.
Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità mediante affissione, nella bacheca presso la sede, del relativo verbale.
Art. 3.6.2 – Compiti dell’assemblea
ratifica i provvedimenti di competenza, adottati dal Consiglio Direttivo per motivi d’urgenza.
L’Assemblea dei soci è convocata dal Consiglio direttivo e presieduta dal Presidente, il quale nomina un segretario verbalizzante.
Art. 3.6.3 – Il Consiglio Direttivo
Il Consiglio direttivo è composto da tre membri, eletti dall’assemblea fra i propri componenti. Il Consiglio direttivo è validamente costituito quando sono presenti 2 membri e le sue decisioni quando ottengano l’approvazione della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente dell’associazione.
I membri del Consiglio direttivo durano in carica dieci anni e possono essere rieletti; l’assemblea ordinaria può determinare a loro favore, oltre al rimborso delle spese varie regolarmente documentate, anche un compenso entro i limiti stabiliti dal D. Lgs. 460/97.
Di ogni riunione del Consiglio deve essere redatto verbale, firmato dal Presidente e dal segretario nominato dal Presidente tra i presenti alla riunione, da affiggere nella bacheca presso la sede dell’associazione.
Qualora durante il mandato venissero a mancare uno o più membri del Consiglio direttivo, il Consiglio Direttivo coopterà altri membri in sostituzione dei membri mancati; i membri cooptati dureranno in carica fino alla prima assemblea, la quale potrà confermarli in carica fino alla scadenza del Consiglio direttivo che li ha cooptati.
Qualora venisse meno la maggioranza dei membri, l’intero Consiglio direttivo si intenderà decaduto.
Art. 3.6.4 – Poteri del Consiglio direttivo
dal Presidente dell’associazione, ogniqualvolta egli lo ritenga necessario;
da uno dei suoi componenti su richiesta motivata;
da almeno il 60% dei soci su richiesta motivata.
Il Consiglio direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione secondo le direttive indicate dall’assemblea.
deliberare l’ammissione, il recesso e l’esclusione dei soci;
nominare soci benemeriti e i membri dell’eventuale Comitato scientifico;
proporre modifiche allo statuto;
proporre lo scioglimento dell’associazione;
istituire Commissioni di lavoro permanenti o a termine;
ratificare nella prima seduta successiva i provvedimenti di competenza del Consiglio direttivo adottati dal Presidente per motivi di necessità ed urgenza.
Art. 3.6.5 – Il Presidente
Il Presidente dell’associazione viene eletto dal Consiglio Direttivo al proprio interno, dura in carica dieci anni e può essere rieletto; egli è legale rappresentante dell’Associazione a tutti gli effetti ed ha il compito di:
dare esecuzione alle deliberazioni del Consiglio direttivo;
sottoscrivere tutti gli atti amministrativi compiuti dall’associazione;
presiedere l’Assemblea dei soci;
nominare il Coordinatore generale;
ratificare l’elezione da parte delle sezioni provinciali dei rappresentanti provinciali in seno all’Assemblea dei soci;
assumere personale e/o affidare incarichi esterni, ove ciò sia strettamente necessario per la continuità della gestione, ove non assicurata dai soci e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste dal bilancio;
proporre lo scioglimento dell’associazione.
Il Presidente può delegare ad uno o più membri del Consiglio direttivo od al Coordinatore generale parte dei suoi compiti, in via transitoria o permanente.
In particolare il Presidente può affidare al Coordinatore generale una procura generale, al fine di rappresentare in sua vece l’Associazione.
In caso di assenza o impedimento del Presidente, questi viene sostituito dal Coordinatore ge-nerale.
Art. 3.6.6 – Il Coordinatore generale
Il Coordinatore è nominato dal Presidente tra i membri del Consiglio Direttivo; dura in carica dieci anni ed ha potere di programmazione ed attuazione, per i fini che l’associazione si propone, di iniziative proprie ovvero provenienti dal Presidente medesimo.
Al Coordinatore generale spettano i seguenti compiti:
dirigere gli uffici dell’associazione;
curare il disbrigo degli affari ordinari;
provvedere alla firma della corrispondenza corrente;
svolgere ogni altro compito a lui demandato dal Presidente o dal Consiglio Direttivo, dai quali riceve le direttive;
mantenere i contatti di carattere continuativo con gli uffici pubblici e privati, gli enti e le organizzazioni che interessano le attività dell’associazione;
proporre modifiche dello Statuto;
Per l’attività svolta in nome dell’associazione, al Coordinatore generale può essere conferita la rappresentanza legale verso i terzi.
Gli uffici di segreteria diretti dal Coordinatore generale sono a disposizione dei soci per tutti i compiti di assistenza, informazione e tutela, che rientrano nelle finalità dell’associazione medesima.
Il Coordinatore generale dovrà rispondere al Presidente, in merito all’adeguatezza del proprio operato, ai fini associativi ed agli indirizzi espressi dall’Assemblea generale.
Il Coordinatore generale sostituisce il Presidente in caso di assenza od impedimento del me-desimo.
Il Consiglio direttivo potrà stabilire a favore del Coordinatore generale, oltre al rimborso delle spese documentate, una retribuzione adeguata all’attività svolta e conforme a quanto stabilito dal D. Lgs. 460/97.
In caso di insorgenza di dispute, non altrimenti dirimibili, che dovessero insorgere tra il Coordinatore generale ed il Presidente, la questione sarà sottoposta ad un arbitrato, formato da tre membri designati al momento da parte uno del Coordinatore generale, uno del Presidente ed uno del Consiglio Direttivo.
La decisione dell’arbitrato così composto, espressa secondo i canoni previsti nello statuto associativo, sarà inappellabile.
Art. 3.6.7 – Il Comitato Scientifico
Il Comitato Scientifico è nominato, su proposta del Presidente, dal Consiglio Direttivo ed è composto da studiosi, ricercatori ed esperti di particolare rilevanza nel settore della pubblica amministrazione, della Sanità e della polizia locale. Al Comitato si richiede di pronunciarsi sui diversi aspetti inerenti le problematiche di settore e ad esso possono essere affidati lavori di ricerca ed approfondimento su argomenti specifici. Il Comitato scientifico può essere presieduto da un esperto di chiara fama o docente di materie specifiche in Università italiane nominato dal Consiglio direttivo dell’Associazione.
Art. 3.7 – Patrimonio ed entrate
beni mobili, immobili e strumentali che potranno divenire di proprietà dell’associazione;
fondi di riserva, costituiti con gli eventuali avanzi di esercizio;
eventuali erogazioni liberali, donazioni o lasciti da parte di terzi o associati;
versamenti iniziali in denaro o mediante polizza fidejussoria effettuati dai soci Beneme-riti;
rimborsi derivanti da convenzioni, così come previste nel Regolamento dell’Associazione;
entrate derivanti da a attività marginali di carattere commerciale e produttivo, struttural-mente funzionali all’attività istituzionale;
fondi provenienti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente;
ogni altro tipo di entrata.
Le elargizioni liberali in denaro, le donazioni e i lasciti, sono accettate dall’assemblea, che delibera sulla utilizzazione di esse in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.
I proventi derivanti da attività commerciali o produttive marginali sono comunque utilizzati in ar-monia con le finalità istituzionali dell’Associazione.
Art. 3.8 – Rendiconto annuale
Il bilancio consuntivo sarà redatto in forma di rendiconto economico e finanziario.
Nel rispetto del comma 6 dell’art. 10 del D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, non si dà luogo ad alcuna distribuzione di utili o avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione, salvo che nei casi imposti o consentiti dalla legge.
Art. 3.9 – Scioglimento
Lo scioglimento dell’Associazione può essere proposto dal Consiglio direttivo, dal Presidente e dal Coordinatore generale ed ha effetto con delibera dell’assemblea straordinaria con specifico ordine del giorno e con il voto favorevole di almeno due terzi degli aventi titolo.
L’assemblea provvederà, eventualmente alla nomina di un liquidatore e le relative spese saranno a carico dell’Associazione.
Il patrimonio residuo dell’ente deve essere devoluto ad associazione con finalità analoghe o per fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui art. 3, comma 190 Legge n. 662/1996, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 3.10 – Rimborsi spese
Ai soci ed anche ai non soci per l’eventuale attività svolta a favore dell’associazione compete, in ogni caso, il rimborso delle spese varie regolarmente documentate.
Art. 3.11 – Regolamento
Le norme di funzionamento dell’associazione, predisposte dal Consiglio Direttivo, saranno rese note per iscritto sotto forma di Regolamento ai soci, che ne richiederanno copia personale.
Art. 3.10 – Norme di rinvio
Per tutto quanto non contemplato nel presente statuto, si fa rinvio alle disposizioni di legge speciali ed a quelle del Codice Civile, nonché al Regolamento di esecuzione.

References: Art. 1
 art. 36

Art. 3

Art. 3

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