Source: http://docplayer.it/2691284-Fondazione-studi-consulenti-del-lavoro-parere-n-25-del-07-11-2012.html
Timestamp: 2016-12-08 04:25:09+00:00

Document:
⭐FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N.25 DEL
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N.25 DEL
Download "FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N.25 DEL 07.11.2012"
1 FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N.25 DEL Impianti e apparecchiature per finalità di controllo da installare negli ambienti di lavoro VIDEOSORVEGLIANZA Le regole, i divieti e le autorizzazioni per i datori di lavoro E vietato (art. 4 Legge 20 maggio 1970, n. 300) l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive, ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le Rappresentanze sindacali aziendali. In assenza di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede la DPL, stabilendo le modalità per l'uso di tali impianti. Riferimenti La giurisprudenza tendenzialmente esclude dall ambito di operatività del divieto in esame, quelli che vengono definiti controlli difensivi, cioè volti a tutelare il patrimonio azienda o comunque ad accertare condotte illecite del lavoratore. Tuttavia, anche in questo caso, è necessario rispettare la procedura sindacale o amministrativa. (Corte di Cassazione con sentenza n del ). Sono vietati gli apparecchi di controllo installati a totale insaputa del lavoratore (Cass febbraio 1983 n. 1236). A tale fine non rileva che gli apparecchi siano stati solo installati e non ancora utilizzati (Cass 6 marzo 1986 n. 1490). Si ricorda che il Codice della Privacy (D.Lgs. n. 196/2003) richiama integralmente la disciplina posta dall'art. 4 dello Statuto. Esso, pertanto, si pone quale regolamentazione aggiuntiva rispetto a quella settoriale di limitazione del potere di controllo del datore e impone una lettura integrata dei due sistemi normativi (si veda Provvedimento del Garante per la privacy dell 8 aprile 2010). Procedura L installazione degli impianti presuppone la sussistenza di un accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza di questo, di un autorizzazione della DPL. A tale fine è sufficiente la sottoscrizione da parte delle RSA che esprimano la maggioranza del personale. Devono essere inoltre essere coinvolte necessariamente le RSA o le DPL delle provincie nelle quali sono ubicate le singole unità produttive, anche qualora l impianto tecnologico presenti caratteristiche2 costruttive e di funzionamento standardizzate e del tutto identiche su tutto il territorio nazionale (Risp interpello Min. Lav. 5 dicembre 2005 n. 2975). Dal 3 aprile 2011, espletata la procedura prescritta e prima di installare un impianto di videosorveglianza, il datore di lavoro deve (Provv. Garante Privacy 8 aprile 2010): - informare i lavoratori della presenza delle telecamere con appositi cartelli; - nominare un incaricato della gestione dei dati videoripresi; - posizione le telecamere verso le zone a rischio, evitando di collocarle in maniera unidirezionale sui lavoratori impegnati nella loro attività; - conservare le immagini raccolte solo per un massimo di 24 ore dalla rilevazione (salvo speciali esigenze). Le istanze del datore di lavoro dirette alle Direzioni provinciali del lavoro, tese ad ottenere l'autorizzazione ad installare impianti e apparecchiature audiovisive (vedi fac simile), sono soggette all'imposta di bollo nella misura di euro 14,62 (art. 3 della tariffa allegata al DPR n. 642 del 1972), così come il provvedimento di autorizzazione rilasciato delle predette Direzioni provinciali (Nota Ministero del lavoro 17 febbraio 2011 n. 4016). Il Ministero del lavoro è intervenuto con la nota n. 7162del 16 aprile 2012 per semplificare l installazione dei sistemi di controllo a distanza, soprattutto in quegli esercizi commerciali (ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, farmacie, edicole, distributori di carburante) dove non ci sono rappresentanze sindacali. Il personale ispettivo, pertanto, sarà indirizzato verso attività maggiormente finalizzate alla lotta al sommerso o alla verifica del controllo delle norme sulla sicurezza, piuttosto che al sopralluogo preventivo nei suddetti locali. Finora la procedura di istallazione richiedeva che personale ispettivo delle DPL, prima di procedere al rilascio dell autorizzazione procedessero con un accertamento tecnico dello stato dei luoghi (planimetria dei locali, numero impianti da installare ecc..).il Ministero ha riconosciuto sufficiente la richiesta espressa del datore di lavoro che costituisce una presunzione di ammissibilità della richiesta. Pertanto, d ora in poi, per il rilascio dell'autorizzazione sarà sufficiente la sola documentazione tecnica prodotta. Non è lecito installare telecamere che controllino i lavoratori anche in aree di locali dove si trovino saltuariamente. Nella newsletter 3 aprile 2009, il Garante della privacy ribadisce il principio che il divieto di videosorveglianza vige anche nel caso in cui i luoghi dove sono installate le telecamere siano frequentate dal personale dipendente anche solo temporaneamente. Nella fattispecie l Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha disposto il blocco delle riprese effettuate, senza autorizzazione, da una cooperativa con delle telecamere poste in aree suscettibili di transito da parte dei lavoratori. La Legge 20 maggio 1970, n. 300 vieta l uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell attività dei lavoratori e comunque, qualora l installazione di impianti audiovisivi sia dettata da esigenze tecnico produttive, organizzative o da motivi inerenti la sicurezza sul lavoro, l installazione è ammessa, a condizione che vi sia l accordo con le Rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di accordo, vi sia l autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro che detta le modalità di utilizzo al fine di garantire la tutela dei lavoratori. Evidentemente dall utilizzo di detti impianti c è la possibilità oggettiva di controllo a distanza dell attività dei dipendenti, vietata, appunto, dallo Statuto dei lavoratori.3 Il parere del Garante tiene conto degli interventi nel tempo della Corte di Cassazione, in particolare la sentenza 6 marzo 1986 n. 1490, che prevedeva il divieto di controllo a distanza dei lavoratori, anche all ipotesi di: controlli discontinui o esercitati su locali in cui i lavoratori possano trovarsi solo per attività saltuarie o per temporanea sottrazione ad attività dovute. L utilizzo di sistemi di videosorveglianza è soggetto a precise regole che il Garante privacy ha comunque tracciato nel provvedimento del 20 maggio 2004 e nel rispetto dell art. 4 Legge 300/70: divieto di interferenza nella vita privata e nella sfera di riservatezza; necessità di adempiere ad un obbligo di legge o per garantire un interesse legittimo; proporzionalità del trattamento delle immagini rispetto agli scopi; temporaneità della conservazione delle immagini; informazione a tutto il personale con cartelli e segnaletiche chiare Di Recente la Cassazione ha affermato che non commette reato il datore di lavoro che videosorveglia i lavoratori, dopo avergli fatto firmare un apposito documento autorizzativo, espressione della loro volontà e del loro assenso alla esistenza dell impianto di controllo, ciò anche in assenza di un accordo con le rappresentanze sindacali (Cassazione, sentenza dell 11 giugno 2012, n ). Casistica IPOTESI Registrazioni filmate dirette a tutelare il patrimonio aziendale contro atti penalmente illegittimi posti in essere da terzi o dipendenti Utilizzo di computer portatili/palmari muniti di appositi programmi volto a registrare e successivamente VIOLAZIONE DEL DIVIETO Si se finalizzate al controllo dell'attività dei dipendenti (divieto assoluto e inderogabile) No se trattasi di controllo difensivo e il controllo dell'attività lavorativa è solo incidentale. L'installazione dell'impianto deve essere comunque preceduta dall'accordo con le r.s.a. ovvero dall'autorizzazione amministrativa della D.P.L. e con l'informazione specifica di avvenuta installazione delle apparecchiature fatta nei confronti dei dipendenti Si lo strumento in questione risulta potenzialmente utilizzabile per finalità di controllo a distanza dell'attività FONTE Provvedimento Garante Privacy 8 aprile 2010 risposta interpello Ministero del Lavoro 28/11/2006 n. 25/I/4 inviare via internet al server aziendale l'avvenuta effettuazione delle varie visite presso clienti, memorizzandone data e ora. Con eventuale dotazione di apposita scheda sim è possibile, inoltre, verificare gli spostamenti materialmente compiuti dai lavoratori Rilevazione delle presenze: - in generale con un sistema elettronico lavorativa dei dipendenti. E' necessario l'accordo con le r.s.a. ovvero l'autorizzazione della D.P.L.. No in quanto registra dati estrani alla prestazione lavorativa ed è attivato di volta in volta dallo stesso lavoratore Trib. Milano 26 marzo attraverso le impronte digitali del dipendente Si se si tratta di un so generalizzato No se solo nei confronti di quei dipendenti che abbiano, in virtù delle mansioni ad essi assegnate, la necessita di accedere ad aree meritevoli di particolare protezione Provv. Garante Privacy 21 luglio 2005; Newsletter Garante Privacy 3 agosto 2006 mn. 280 Provv Garante Privacy 15 febbraio 2008 Apparecchiature di controllo del costo del servizio telefonico Sistemi di geolocalizzazione collocati sui veicoli aziendali dei lavoratori tramite impianto GPS Si se viene controllata anche l attività del lavoratore No se il controllo ha lo scopo di consentire una più corretta imputazione contabile dei costi delle linee telefoniche, ma non implica alcun collegamento tra l attività lavorativa dei singoli dipendenti e l uso dell apparecchio telefonico Si se non vi è stato previo accordo con i sindacati o autorizzazione della DPL Risposa interpello Ministero del lavoro 6/06/2006 n. 25/I/ newsletter Garante Privacy 16 dicembre 2010 n. 344 Sistemi che consentano al No se si tratta di controllo Trib. Milano 14 giugno 20015 provider di riconoscere quale lavoratore effettui collegamenti internet difensivo Si se si monitora l attività lavorativa del singolo dipendente Cass. 22 febbraio 2010 n Internet sul posto di lavoro Il controllo dei lavoratori può essere esercitato anche attraverso la tracciabilità della navigazione in internet che attraverso il controllo della posta elettronica aziendale I possibili controlli effettuati dal datore di lavoro sull utilizzo dell account aziendale si pongono però in contrasto con il divieto del controllo a distanza dell attività lavorativa, posto dall art. 4 della L. 300/70 che prevede il divieto generale di installazione e l utilizzo di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature che abbiano quale lo scopo di controllare a distanza l attività dei lavoratori che trova una deroga solamente ove giustificato da esigenze organizzative o di sicurezza. In tali casi, l utilizzo di impianti dai quali possa derivare la possibilità di controllare a distanza l attività lavorativa è legittimo a condizione che tale installazione sia stata preventivamente concordata con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza, autorizzata dall Ispettorato del Lavoro. Il principio viene esteso anche al caso dei cosiddetti controlli difensivi, e cioè ai controlli posti in essere dal datore di lavoro per accertare il compimento di un illecito da parte del prestatore di lavoro e non per controllare, anche indirettamente, l attività lavorativa Il Garante della privacy con la delibera n. 13/2007 ha affermato che può risultare opportuno adottare un codice interno redatto in modo chiaro e senza formule generiche, da pubblicizzare adeguatamente e da sottoporre ad aggiornamento periodico. A seconda dei casi andrebbe ad esempio specificato: se determinati comportamenti non sono tollerati rispetto alla "navigazione" in Internet (ad es., il download di software o di file musicali), oppure alla tenuta di file nella rete interna; in quale misura è consentito utilizzare anche per ragioni personali servizi di posta elettronica o di rete, anche solo da determinate postazioni di lavoro o caselle oppure ricorrendo a sistemi di webmail, indicandone le modalità e l'arco temporale di utilizzo (ad es., fuori dall'orario di lavoro o durante le pause, o consentendone un uso moderato anche nel tempo di lavoro); quali informazioni sono memorizzate temporaneamente (ad es., le componenti di file di log eventualmente registrati) e chi (anche all'esterno) vi può accedere legittimamente; se e quali informazioni sono eventualmente conservate per un periodo più lungo, in forma centralizzata o meno (anche per effetto di copie di back up, della gestione tecnica della rete o di file di log); se, e in quale misura, il datore di lavoro si riserva di effettuare controlli in conformità alla legge, anche saltuari o occasionali, indicando le ragioni legittime specifiche e non6 generiche per cui verrebbero effettuati (anche per verifiche sulla funzionalità e sicurezza del sistema) e le relative modalità (precisando se, in caso di abusi singoli o reiterati, vengono inoltrati preventivi avvisi collettivi o individuali ed effettuati controlli nominativi o su singoli dispositivi e postazioni); quali conseguenze, anche di tipo disciplinare, il datore di lavoro si riserva di trarre qualora constati che la posta elettronica e la rete Internet sono utilizzate indebitamente; le soluzioni prefigurate per garantire, con la cooperazione del lavoratore, la continuità dell'attività lavorativa in caso di assenza del lavoratore stesso (specie se programmata), con particolare riferimento all'attivazione di sistemi di risposta automatica ai messaggi di posta elettronica ricevuti All'onere del datore di lavoro di determinare e rendere noto nell azienda di un codice interno rispetto al corretto uso dei mezzi e agli eventuali controlli, il Garante sottolinea l obbligo di informare comunque i lavoratori ai sensi dell'art. 13 del Codice privacy, rispetto a eventuali controlli gli interessati hanno infatti il diritto di essere informati preventivamente, e in modo chiaro, sui trattamenti di dati che possono riguardarli. Uso della posta elettronica La segretezza della corrispondenza è tutelata nel nostro ordinamento dalla Carta Costituzionale. L art. 15 della Costituzione dispone, infatti, che: La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. A tutela di tale principio, il codice penale punisce chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta ( si veda anche Corte cost. 17 luglio 1998, n. 281 e 11 marzo 1993, n. 81; art. 616, quarto comma, c.p.; art. 49 Codice dell'amministrazione digitale). A seguito della modifica introdotta dall art. 5, Legge 23 dicembre 1993, n. 547, la norma penale equipara espressamente la corrispondenza telematica a quella tradizionale. Presupposto per la configurabilità del citato reato è che si tratti di corrispondenza chiusa. La legge sulla Privacy D. Lgs. n. 196/2003 ed in particolare l Allegato B (Disciplinare Tecnico in materia di misure minime di sicurezza), contempla poi che il datore di lavoro, in qualità di titolare del trattamento dei dati, deve essere a conoscenza della password di accesso alla posta elettronica per garantire l accesso ai dati e ai sistemi utilizzati dal dipendente in caso di sua assenza prolungata. Ne consegue che Il lavoratore che utilizza la casella di posta elettronica aziendale, si espone alla possibilità che anche altri lavoratori della stessa azienda, che è titolare dell'indirizzo, possano lecitamente entrare nella sua casella e leggere i messaggi contenuti, previa consentita acquisizione della relativa password la cui finalità non è quella di proteggere la segretezza dei dati personali del singolo lavoratore ma solo quella di impedire che ai suddetti strumenti possano accedere persone estranee alla società.. Tanto meno si può pensare che leggendo la posta elettronica contenuta nel computer del lavoratore si possa verificare un non consentito controllo sulle attività di quest'ultimo visto che l'uso dell' costituisce un semplice strumento aziendale a disposizione del lavoratore al solo7 fine di consentire allo stesso di svolgere i propri compiti lavorativi e che, come tutti gli altri strumenti di lavoro forniti dal datore di lavoro, rimane nella totale disponibilità dell azeinda senza alcuna limitazione. Al riguardo il Tribunale di Torino del , n. 143 ha affermato quanto segue: «Il dipendente che utilizza la casella di posta elettronica aziendale si espone al rischio che anche altri della medesima azienda - unica titolare del predetto indirizzo - possano lecitamente accedere alla casella in suo uso non esclusivo e leggerne i relativi messaggi in entrata e in uscita ivi contenuti, previa acquisizione della relativa password, la cui finalità non risulta essere allora quella di proteggere la segretezza dei dati personali custoditi negli strumenti posti a disposizione del singolo lavoratore, bensì solo quella di impedire che ai suddetti strumenti possano accedere anche persone estranee alla società. In senso conforme Cass n , che ha stabilito che: «Non integra il reato di cui all'art. 616 cod. pen. la condotta del superiore gerarchico che prenda cognizione della posta elettronica contenuta nel computer del dipendente, assente dal lavoro, dopo avere a tal fine utilizzato la password in precedenza comunicatagli in conformità al protocollo aziendale». Ne consegue che il datore di lavoro è legittimato a porre in essere dei controlli a posteriori sulla correttezza dell operato del dipendente che utilizzi la posta elettronica nel caso in cui ne sospetti l uso abusivo, senza incorrere nel divieto, previsto all art. 4 l. n. 300/70, di controllo all insaputa sulle modalità di esecuzione della prestazione. La conferma viene dalla sentenza della Corte di Cassazione., sez. lav., del 23 febbraio 2012, n.2722, che ha stabilito: «tale fattispecie è estranea al campo di applicazione dell'articolo 4 dello statuto dei lavoratori. Nel caso di specie, infatti, il datore di lavoro ha posto in essere una attività di controllo sulle strutture informatiche aziendali che prescindeva dalla pura e semplice sorveglianza sull'esecuzione della prestazione lavorativa degli addetti ed era, invece, diretta ad accertare la perpetuazione di eventuali comportamenti illeciti dagli stessi posti in essere. Il cd. controllo difensivo, in altre parole, non riguardava l'esatto adempimento delle obbligazioni discendenti dal rapporto di lavoro, ma era destinato ad accertare un comportamento che poneva in pericolo la stessa immagine dell'istituto bancario presso terzi». Nello scenario sopra descritto è necessario che il datore di lavoro renda disponibili indirizzi di posta elettronica condivisi tra più lavoratori (ad esempio: etc.), eventualmente affiancandoli a quelli individuali. Inoltre il datore di lavoro dovrà valutare l opportunità di assegnare al lavoratore un diverso indirizzo destinato ad uso privato; inoltre lo stesso dovrà metta a disposizione di ciascun lavoratore apposite funzionalità nella posta elettronica, di facile utilizzo, che consentano di inviare automaticamente, in caso di assenze (ad es. per ferie o malattia ), messaggi di risposta contenenti le l avviso che quel particolare lavoratore è assente e i contatti di un altro lavoratore che lo sostituisce o dell azienda in genere. In particolare il Grante della Privacy con la delibera n. 13/2007 ha stabilito: il datore di lavoro renda disponibili indirizzi di posta elettronica condivisi tra più lavoratori (ad esempio, etc.), eventualmente affiancandoli a quelli individuali (ad esempio, il datore di lavoro valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un diverso indirizzo destinato ad uso privato del lavoratore8 il datore di lavoro metta a disposizione di ciascun lavoratore apposite funzionalità di sistema, di agevole utilizzo, che consentano di inviare automaticamente, in caso di assenze (ad es., per ferie o attività di lavoro fuori sede), messaggi di risposta contenenti le "coordinate" (anche elettroniche o telefoniche) di un altro soggetto o altre utili modalità di contatto della struttura. É parimenti opportuno prescrivere ai lavoratori di avvalersi di tali modalità, prevenendo così l'apertura della posta elettronica. In caso di eventuali assenze non programmate (ad es., per malattia), qualora il lavoratore non possa attivare la procedura descritta (anche avvalendosi di servizi webmail), il titolare del trattamento, perdurando l'assenza oltre un determinato limite temporale, potrebbe disporre lecitamente, sempre che sia necessario e mediante personale appositamente incaricato (ad es., l'amministratore di sistema oppure, se presente, un incaricato aziendale per la protezione dei dati), l'attivazione di un analogo accorgimento, avvertendo gli interessati; in previsione della possibilità che, in caso di assenza improvvisa o prolungata e per improrogabili necessità legate all'attività lavorativa, si debba conoscere il contenuto dei messaggi di posta elettronica, l'interessato sia messo in grado di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto di messaggi e a inoltrare al titolare del trattamento quelli ritenuti rilevanti per lo svolgimento dell'attività lavorativa. A cura del titolare del trattamento, di tale attività dovrebbe essere redatto apposito verbale e informato il lavoratore interessato alla prima occasione utile; i messaggi di posta elettronica contengano un avvertimento ai destinatari nel quale sia dichiarata l'eventuale natura non personale dei messaggi stessi, precisando se le risposte potranno essere conosciute nell'organizzazione di appartenenza del mittente e con eventuale rinvio alla predetta policy datoriale. Sanzioni Per l inosservanza delle disposizioni in materia di apparecchi di controllo (art. 4 e 38 L. 300/70; artt. 114 e 171 D.lgs 196/2003), a meno che il fato non costituisca un reato più grave, è prevista l ammenda da 154 a 1.549, oppure l arresto da 15 giorni ad un anno. Nei casi più gravi le pene sono applicate congiuntamente ed inoltre, qualora la pena dell ammenda sia inefficace, il giudice può quintuplicarla. Per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di videosorveglianza è prevista la sanzione amministrativa, da ,00 a ,00 (art. 162, comma 2 ter D.lgs 196/2003). Fac simile istanza DPL DITTA Marca Da Bollo Spett.le DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI OGGETTO: ISTANZA AI SENSI DELL ARTICOLO 4 LEGGE 20 MAGGIO 1970 N. 3009 _l_ sottoscritto, in qualità di Legale Rappresentante dell esercizio, con sede in, via n. P.I. e/o C.F. PREMESSO 1. che per esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio aziendale si rende necessaria l installazione di un sistema di videosorveglianza antirapina; 2. che non è presente alcuna Rappresentanza Sindacale in azienda; 3. che il numero dei dipendenti attualmente in forza all azienda è pari a ( ); 4. che verranno installate n. ( ) telecamere fisse o mobili su pareti interne del in modo da permettere una visione globale delle persone che entrano ed escono dal locale, degli scaffali contenenti merce esposta al pubblico, degli spazi destinati alla vendita e alla sosta del pubblico, e n. ( ) telecamere fisse all esterno dei locali; 5. che le registrazioni verranno conservate nel rispetto del punto 3.4 del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 29 Aprile 2004, pubblicato sul bollettino n. 49 dell Aprile 2004 e comunque non oltre 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura dell esercizio per ferie e varie; 6. che non verranno in alcuna maniera ripresi tramite telecamere i posti fissi di lavoro e i dipendenti. Per tramite della presente, ad ogni effetto di legge e di regolamento, CHIEDE Il rilascio dell autorizzazione per l installazione delle apparecchiature audiovisive, così come previsto dall articolo 4 delle legge 20 Maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori). lì In fede (timbro e firma) Documenti da allegare alla presente domanda 1) n. 2 marche da bollo da 14,62 n. 1 da applicare sulla domanda e n. 1 per il rilascio dell autorizzazione. 2) planimetrie dei locali con evidenziato il posizionamento delle telecamere e relativo raggio d azione. 3) descrizione dell impianto di videosorveglianza, che riassuma le caratteristiche tecniche e funzionali dell impianto utilizzato e delle relative prestazioni: caratteristiche della telecamera, tipologia di supporto, capacità e modalità di conservazione delle immagini, caratteristiche del videoregistratore. 4) visura Camera di commercio o fotocopia del registro imprese. Fondazione Studi Il coordinamento scientifico Documenti analoghi
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE Privacy - poteri di controllo del datore di lavoro e nuove tecnologie GIUSEPPE MANTESE 14 gennaio 2009 Milano Argomenti trattati nell intervento: Utilizzo degli strumenti Dettagli Il trattamento dei dati e le misure minime di sicurezza nelle aziende
Il trattamento dei dati e le misure minime di sicurezza nelle aziende Le linee guida del Garante per l'utilizzo sul lavoro della posta elettronica e di internet. Provvedimento a carattere generale 1 marzo Dettagli PROFILI GIURIDICI DELL UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA e DI INTERNET NEL CONTESTO LAVORATIVO
PROFILI GIURIDICI DELL UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA e DI INTERNET NEL CONTESTO LAVORATIVO Argomenti 1) Criticità nell utilizzo degli strumenti informatici nel contesto lavorativo 2) Segretezza della Dettagli Il trattamento dei dati personali e l utilizzo degli strumenti informatici in ambito lavorativo
Il trattamento dei dati personali e l utilizzo degli strumenti informatici in ambito lavorativo Argomenti 1) Trattamento dei dati personali. Cenno ai principi generali per il trattamento e la protezione Dettagli Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo
Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti Dettagli Linee guida del Garante per posta elettronica e internet
CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN INFORMATION SECURITY MANAGEMENT 8ª EDIZIONE, ROMA FEBBRAIO 2011- SETTEMBRE 2011 Abuso di Internet e posta elettronica in azienda Linee guida del Garante per posta elettronica Dettagli Circolare n. 2/09 del 27 aprile 2009*
Circolare n. 2/09 del 27 aprile 2009* PRIVACY E RAPPORTO DI LAVORO Il trattamento dei dati personali dei lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro costituisce una tematica molto complessa Dettagli Lavoro agile. Spunti e riflessioni per una legislazione smart. Controlli sui lavoratori e tutela della privacy: diritti e doveri
Lavoro agile. Spunti e riflessioni per una legislazione smart Controlli sui lavoratori e tutela della privacy: diritti e doveri Milano, 16 marzo 2015 Avv. Renato Scorcelli 1 Controlli sui lavoratori e Dettagli LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA AZIENDALE: USO PERSONALE USO CONNESSO AD ATTIVITA SINDACALI
LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA AZIENDALE: USO PERSONALE USO CONNESSO AD ATTIVITA SINDACALI Premessa L uso improprio o l abuso da parte dei dipendenti degli strumenti informatici assegnati dall azienda Dettagli Associazione Italiana Albergatori Rimini
Associazione Italiana Albergatori Rimini VIDEOSORVEGLIANZA Per quanto riguarda la videosorveglianza, oltre alla verifica di conformità con le disposizioni dello statuto dei lavoratori, serve l informativa, Dettagli PROTOCOLLO DI INTESA SULLA INSTALLAZIONE DI SISTEMI DI SICUREZZA ANTIRAPINA NEI LUOGHI DI LAVORO * * *
PROTOCOLLO DI INTESA SULLA INSTALLAZIONE DI SISTEMI DI SICUREZZA ANTIRAPINA NEI LUOGHI DI LAVORO * * * Addì, 28 maggio 2010, presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, alla presenza del Direttore Dettagli L uso degli strumenti informatici aziendali 1.Premessa posta elettronica e internet 3.2. 2. La giurisprudenza
L uso degli strumenti informatici aziendali di Mario Meucci 1.Premessa Nell esaminare il tema non si può assolutamente prescindere dalle Linee guida emanate dal Garante per la privacy con la Delibera n Dettagli Regolamento attuativo delle linee guida del Garante in tema di utilizzo e controllo degli strumenti elettronici
Azienda Pubblica Servizi alla Persona Città di Siena Regolamento attuativo delle linee guida del Garante in tema di utilizzo e controllo degli strumenti elettronici Testo adottato con delibera del Consiglio Dettagli Piacenza, 8 giugno 2015 Alle Cooperative in indirizzo
SERVIZIO SINDACALE Piacenza, 8 giugno 2015 Alle Cooperative in indirizzo Prot. n. 78 Oggetto: Vademecum privacy Il Garante per la protezione dei dati personali ha diffuso un breve vademecum sul trattamento Dettagli NOVITA LEGISLATIVE IN MATERIA DI TVCC E PRIVACY. Mauro Favetta Veneto Banca Responsabile Servizio Sicurezza e Servizi Ausiliari
NOVITA LEGISLATIVE IN MATERIA DI TVCC E PRIVACY Mauro Favetta Veneto Banca Responsabile Servizio Sicurezza e Servizi Ausiliari PROTOCOLLO DI INTESA PER LA PREVENZIONE DELLA CRIMINALITA IN BANCA Art.4 Le Dettagli Privacy e lavoro, le indicazioni del Garante della Privacy per una corretta gestione del lavoro pubblico e privato
SUPPLEMENTO N. 17 25 maggio 2015 Reg. Tribunale di Milano n. 51 del 1 marzo 2013 IN QUESTO NUMERO Privacy e lavoro, le indicazioni del Garante della Privacy per una corretta gestione del lavoro pubblico Dettagli Privacy e lavoro. Le regole per il corretto trattamento dei dati personali dei lavoratori da parte di soggetti pubblici e privati
Privacy e lavoro Le regole per il corretto trattamento dei dati personali dei lavoratori da parte di soggetti pubblici e privati A cura dell Unione Industriale Pisana 1 DISCIPLINA GENERALE INDICE 1. Cartellini Dettagli Procedure del personale
Il controllo del datore sugli strumenti informatici utilizzati dai lavoratori Sabrina Piselli - Avvocato Quali regole devono rispettare i lavoratori per l utilizzo degli strumenti informatici? Quali limiti Dettagli E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy
E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi 24 Aprile 2015 Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati Privacy Sommario Introduzione La situazione italiana Il quadro europeo Dettagli DISCIPLINARE PER L UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA E DELLA RETE INTERNET
L2010-1 Comunità Montana VALLI ORCO E SOANA AGENZIA di SVILUPPO del TERRITORIO (Art. 9-ter L.R. n. 16/99) DISCIPLINARE PER L UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA E DELLA RETE INTERNET DECRETO LEGISLATIVO 30 Dettagli Posta elettronica, Internet e controlli sui dipendenti Relatore Avv. Giampiero Falasca
Area Professionale Posta elettronica, Internet e controlli sui dipendenti Relatore Avv. Giampiero Falasca Lo Statuto dei lavoratori Art. 4 La norma vieta l utilizzo di impianti audiovisivi per finalità Dettagli ALL P.E. e Internet. DISCIPLINARE AZIENDALE SULL USO DELLA POSTA ELETTRONICA, DELLA RETE INTERNET E INDICAZIONI SULL UTILIZZO DI Personal Computer
ALL P.E. e Internet DISCIPLINARE AZIENDALE SULL USO DELLA POSTA ELETTRONICA, DELLA RETE INTERNET E INDICAZIONI SULL UTILIZZO DI Personal Computer Indice Generalità pag. 2 Regole generali sull uso degli Dettagli PRIVACY 2015 LAVORATORI : I PUNTI PRINCIPALI DEL VADEMECUM DEL GARANTE
PRIVACY 2015 LAVORATORI : I PUNTI PRINCIPALI DEL VADEMECUM DEL GARANTE a cura di Celeste Vivenzi Premessa generale Il Codice della Privacy ( Decreto legislativo 30 giugno 2003 n.196) contiene i principi Dettagli PRIVACY IN AZIENDA. Introduzione Privacy in azienda
La Riservatezza e la Sicurezza dei Dati Personali nei Luoghi di Lavoro Università Giustino Fortunato Milano, 15 giugno 2013 Avv. Gaspare Roma Studio Legale De Berti Jacchia Franchini Forlani La Riservatezza Dettagli Regolamento per la videosorveglianza
Pag.1 www.ictramonti.org Autonomia Scolastica n. 24 Istituto Comprensivo Statale G. Pascoli Via Orsini - 84010 Polvica - Tramonti (SA)Tel e Fax. 089876220 - C.M. SAIC81100T - C.F. 80025250657 Email :saic81100t@istruzione.it- Dettagli Oggetto: Il Potere di Controllo e di Vigilanza
Ai Signori Clienti Rimini, 25/06/2015 Loro indirizzi Oggetto: Il Potere di Controllo e di Vigilanza Il potere di controllo e vigilanza è una diretta conseguenza del potere direttivo che il datore di lavoro Dettagli SICUREZZA DEGLI EDIFICI E DOMOTICA Linee guida e compiti in fase di progettazione Privacy
Quali dati si possono raccogliere e come Molti sono per le aziende i punti critici: Quali dati si possono raccogliere? Quali si devono raccogliere? Quali controlli preventivi si possono fare? Con quale Dettagli Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente
Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente L obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro ha come fonte principale la norma contenuta nell art. 2105 c.c. che così recita: il prestatore di lavoro non Dettagli Il controllo dei lavoratori: stato dell arte anche alla luce del Job Act
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Il controllo dei lavoratori: stato dell arte anche alla luce del Job Act avv.ti Fabrizio Daverio e Barbara Milillo Studio Legale Daverio&Florio 13 aprile Dettagli Il potere di controllo del datore di lavoro e le nuove tecnologie informatiche
Il potere di controllo del datore di lavoro e le nuove tecnologie informatiche Ordine dei Consulenti del Lavoro Ordine degli Avvocati Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Belluno, Dettagli AUTORI: ELENA ORTU - LUISA ROBERTO
PRIVACY ED INTERENT Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi 2014 1 ART. 13 - L informativa all interessato L informativa deve contenere: - Finalità e modalità del trattamento; - Natura obbligatoria o meno; Dettagli Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA
Circolare n.9 / 2010 del 13 ottobre 2010 CONTROLLO SUL LAVORO E PRIVACY: LE ULTIME NOVITA La tutela della riservatezza nella gestione del rapporto di lavoro è una tematica particolarmente complessa e delicata Dettagli REGOLAMENTO IN MATERIA DI TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI MEDIANTE SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA
I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 72 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO IN MATERIA DI TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI MEDIANTE SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con D.G.P. in data 17.10.2005 n. 610 reg. SOMMARIO Dettagli Regolamento interno sull'utilizzo di internet e della casella di posta elettronica istituzionale sul luogo di lavoro
Via Peruzzi, 9 Carpi (MO) Tel. +39 059 695241 Fax + 39 059 643028 Cod. Fisc. 81004250361 itivinci@itivinci.mo.it - motf030004@istruzione.it - motf030004@pec.istruzione.it - www.itivinci.mo.it - MIUR: MOTF030004 Dettagli Domande ricorrenti degli utenti (FAQ)
Domande ricorrenti degli utenti (FAQ) Vorrei installare un impianto di videosorveglianza nella mia azienda, dove occupo un solo dipendente. Cosa devo fare per legittimarne l'utilizzo? Le aziende che occupano Dettagli 2) PRIMO COMMENTO SULLA REVISIONE ART. 4 STATUTO SU CONTROLLI A DISTANZA (Modifiche all'art. 4, legge n. 300/1970 e all'art. 171 d.lgs. n.
C O N FEDERAZIO NE G ENE RALE ITALIANA D EL LAVO RO Ufficio giuridico e vertenze Roma, 8 luglio 2015 2) PRIMO COMMENTO SULLA REVISIONE ART. 4 STATUTO SU CONTROLLI A DISTANZA (Modifiche all'art. 4, legge Dettagli PROTOCOLLO INTERNO PER LA PREVENZIONE DEI REATI INFORMATICI Approvato. Data. Rev C.d.A 02/01/2012
. PROT. 8 Pag 1/7 PROTOCOLLO INTERNO PER LA PREVENZIONE DEI REATI E DEL TRATTAMENTO ILLECITO DEI DATI, PER LA PREVENZIONE DEI DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE E DEI DELITTI CONTRO Dettagli Internet e privacy sul posto di lavoro
Internet e privacy sul posto di lavoro avv. Dario Obizzi Convegno di Udine 4 maggio 2007 Quest'opera è stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-non opere derivate Dettagli Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project
Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project IL MANUALE È AD USO ESCLUSIVO DEI CORSISTI: NE È VIETATA LA RIPRODUZIONE 1 Il D.Lgs. 231/01 Il D.Lgs. Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI BARDONECCHIA
C O M U N E D I B A R D O N E C C H I A Provincia di Torino CAP. 10052 COMANDO POLIZIA LOCALE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI BARDONECCHIA Approvato con deliberazione Dettagli IL DIRETTORE GENERALE ALL ORGANIZZAZIONE, PERSONALE, SISTEMI INFORMATIVI E TELEMATICA
Prot. n.. (DOR/08/110767) IL DIRETTORE GENERALE ALL ORGANIZZAZIONE, PERSONALE, SISTEMI INFORMATIVI E TELEMATICA Visto il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione di dati Dettagli Oggetto: Il Potere di Controllo e di Vigilanza
Ai Signori Clienti Rimini, 25/06/2015 Loro indirizzi Oggetto: Il Potere di Controllo e di Vigilanza Il potere di controllo e vigilanza è una diretta conseguenza del potere direttivo che il datore di lavoro Dettagli Legittimità dell indagine endoaziendale sulla posta elettronica di dipendenti e
Legittimità dell indagine endoaziendale sulla posta elettronica di dipendenti e collaboratori a cura di Emanuele Andreis Gli strumenti informatici offrono rilevanti possibilità di controllo dei comportamenti Dettagli Guardie Giurate. Art. 2 Statuto dei lavoratori.
Guardie Giurate Art. 2 Statuto dei lavoratori. Il datore di lavoro può impiegare le guardie giurate, soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale e non possono essere adibite alla vigilanza sull'attività Dettagli Il controllo nell utilizzo delle strumentazioni informatiche e telematiche aziendali da parte dei collaboratori Avv.
Il controllo nell utilizzo delle strumentazioni informatiche e telematiche aziendali da parte dei collaboratori Avv. Pierluigi Perri Dottore di ricerca in Informatica giuridica e diritto dell informatica Dettagli GUIDA PER L INSTALLATORE. MARSS IP & Security srl. Aprile 2015
GUIDA PER L INSTALLATORE MARSS IP & Security srl Aprile 2015 Questo opuscolo vuole fornire, agli installatori di sistemi di videosorveglianza, le linee guida base in materia di privacy e videosorveglianza Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE DI TREPPO GRANDE
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE DI TREPPO GRANDE Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 51 del 28.12.2011 INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI Dettagli IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Lavoro: le linee guida del Garante per posta elettronica e internet Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2007 Registro delle deliberazioni Del. n. 13 del 1 marzo 2007 IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI Dettagli Per quanto riguarda la posta elettronica, è opportuno che l'azienda:
Lavoro: le linee guida del Garante per posta elettronica e internet Le regole aziendali, il doppio indirizzo e-mail, il fiduciario, i siti non accessibili I datori di lavoro pubblici e privati non possono Dettagli COMUNE DI PUTIGNANO - Provincia di Bari - www.comune.putignano.ba.it REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA (APPROVATO CON DELIBERAZIONE di C.C. n. 3 del 18/03/2008) INDICE Articolo 1 Oggetto del regolamento Articolo 2 Principi e finalità Articolo 3 Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI CALLIANO Provincia Autonoma di Trento REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 32 di data 28 novembre 2013 CAPO I Principi Generali Dettagli Le nuove frontiere dell informatica
Le nuove frontiere dell informatica 27 aprile 2010 IL QUADRO DI RIFERIMENTO - Statuto lavoratori - Giurisprudenza Art. 4 Statuto DIVIETO ASSOLUTO di CONTROLLO INTENZIONALE : È vietato l'uso di impianti Dettagli DISCIPLINARE PER L UTILIZZO DI PERSONAL COMPUTER, DISPOSITIVI ELETTRONICI AZIENDALI, POSTA ELETTRONICA E INTERNET
DISCIPLINARE PER L UTILIZZO DI PERSONAL COMPUTER, DISPOSITIVI ELETTRONICI AZIENDALI, POSTA ELETTRONICA E INTERNET INDICE 1. Premesse. 2. Adozione del Disciplinare e sua efficacia. 3. Principi generali. Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Mons. Gagliano Via Nazario Sauro, 4 90010 Altavilla Milicia Cod. Fiscale 8700145082
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Mons. Gagliano Via Nazario Sauro, 4 90010 Altavilla Milicia Cod. Fiscale 8700145082 REGOLAMENTO SULL USO DI INTERNET E DELLA POSTA ELETTRONICA MESSO A DISPOSIZONE DEI DIPENDENTI Dettagli federfarma federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia italiani
federfarma federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia italiani Videosorveglianza Vademecum per i titolari di Farmacia Ottobre 2015 A cura di B.Foresti, ufficio legale Federfarma Fonti normative Dettagli COMUNE D I CALASCIBETTA
COMUNE D I CALASCIBETTA PROVINCIA DI ENNA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI CALASCIBETTA Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 20 del 29/07/2013 INDICE CAPO Dettagli TI GARANTIAMO UN ADEGUATA SICUREZZA AZIENDALE NEL PIENO RISPETTO DELLA NORMATIVA
V I D E O S O R V E G L I A N Z A sicurezza aziendale TI GARANTIAMO UN ADEGUATA SICUREZZA AZIENDALE NEL PIENO RISPETTO DELLA NORMATIVA L acquisizione di un immagine di un soggetto che ad esempio entra Dettagli Lezione n. 12. Internet e posta elettronica in azienda: Vincoli al controllo
Lezione n. 12 Internet e posta elettronica in azienda: Vincoli al controllo Gli strumenti che consentono il Internet Registrazione dei log di accesso/connessione Registrazione dei log di navigazione Strumenti Dettagli Verona, 9 Maggio 2014. Palazzo della Gran Guardia
L EVOLUZIONE TECNOLOGICA DELLA SICUREZZA FISICA IN UNA VISIONE GLOBALE E INTEGRATA Verona, 9 Maggio 2014 Palazzo della Gran Guardia In collaborazione con: Gabriele Faggioli Adjunct Professor MIP-Politecnico Dettagli REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE APPROVATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI MONTECORVINO PUGLIANO
REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI MONTECORVINO PUGLIANO Approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 11 in data 16 aprile 2007 REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL Dettagli Istituto Comprensivo Statale Villanova d Asti (AT) Scuola dell Infanzia, Primaria, Secondaria di 1
Pagina 1 di 8 REGOLAMENTO SULL USO DI INTERNET E DELLA POSTA ELETTRONICA MESSO A DISPOSIZONE DEI DIPENDENTI PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI D UFFICIO () Approvato con deliberazione del Consiglio di Istituto Dettagli Il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza: chiariti gli. Relatore Avv. Valentina Frediani
Il nuovo provvedimento in materia di videosorveglianza: chiariti gli obblighi normativi Relatore Avv. Valentina Frediani La normativa vigente coinvolta Normativa civile e penale in materia di interferenze Dettagli Liceo Scientifico Statale Leonardo. Regolamento per l utilizzo di telecamere nelle aree all aperto di pertinenza dell Istituto
Liceo Scientifico Statale Leonardo liceo artistico - liceo linguistico liceo scientifico delle scienze applicate Via F. Balestrieri, 6-25124 Brescia Regolamento per l utilizzo di telecamere nelle aree Dettagli Nuovo art. 4 St. Lav. e privacy
Nuovo art. 4 St. Lav. e privacy Le condizioni e i limiti di utilizzo dei dati raccolti ai sensi dei commi 1 e 2 del nuovo Art. 4 St. Lav. Avv. Attilio Pavone 1 Il nuovo art. 4 dello Statuto Le informazioni Dettagli ACCORDO QUADRO. tra. premesso che
ACCORDO QUADRO Il giorno 1 /2/2011, in Milano Intesa Sanpaolo S.p.A. (anche in qualità di Capogruppo) le Organizzazioni Sindacali tra e premesso che L art. 4 della Legge 20 maggio 1970 n. 300 prevede che Dettagli LAVENA PONTE TRESA Provincia Di VARESE Approvato con deliberazione di C.C. N. del.
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE DI LAVENA PONTE TRESA Provincia Di VARESE Approvato con deliberazione di C.C. N. del. INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. Dettagli (Emanato con D.R. n. 320 del 6 Dicembre 2007, pubblicato nel B.U. n. 72)
(Emanato con D.R. n. 320 del 6 Dicembre 2007, pubblicato nel B.U. n. 72) Sommario Art. 1 - Ambito di applicazione e finalità...3 Art. 2 - Definizioni...3 Art. 3 - Principi generali...4 Art. 4 - Conservazione Dettagli Privacy e rapporto di lavoro. Controlli del datore di lavoro su internet ed e-mail. Sistemi di videosorveglianza, geolocalizzazione e biometria.
Aspetti pratici della corretta gestione degli adempimenti necessari. Privacy e rapporto di lavoro. Controlli del datore di lavoro su internet ed e-mail. Sistemi di videosorveglianza, geolocalizzazione Dettagli REGOLAMENTO SULL USO DELLA POSTA ELETTRONICA E DI INTERNET (POLICY AZIENDALE)
REGOLAMENTO SULL USO DELLA POSTA ELETTRONICA E DI INTERNET (POLICY AZIENDALE) PREMESSA Il Garante per la protezione dei dati personali, con Provvedimento 1.03.2007 pubblicato sulla G. U. R.I. 10.03.2007, Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA ADOTTATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N.125 DEL 26.05.2005
REGOLAMENTO COMUNALE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA ADOTTATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N.125 DEL 26.05.2005 Modificato con delibera di C.C. 138 del 09 giugno 2006 Indice Art. 1 - Premessa Art. 2 - Principi Dettagli Sistemi di localizzazione dei veicoli nell'ambito del rapporto di lavoro - 4 ottobre 2011 IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Sistemi di localizzazione dei veicoli nell'ambito del rapporto di lavoro - 4 ottobre 2011 IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI [doc. web n. 1850581] Registro dei provvedimenti n. 370 del 4 ottobre Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI GENONI PROVINCIA DI ORISTANO REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 32 DEL 27 Settembre 2012 Dettagli 1. Utilizzo della posta elettronica e della rete Internet nel rapporto di lavoro.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - PROVVEDIMENTO 1 marzo 2007: Trattamento di dati personali relativo all'utilizzo di strumenti elettronici da parte dei lavoratori. (Pubblicato nella Gazzetta Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI CASALETTO LODIGIANO (Prov. di Lodi) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE (Approvato con deliberazione di C.C. N 25 del 26.06.2008) INDICE CAPO I - PRINCIPI Dettagli Il Controllo a distanza e le nuove tecnologie. dalla L.300/1970 ai più recenti provvedimenti del Garante della Privacy L esperienza amministrativa
Il Controllo a distanza e le nuove tecnologie dalla L.300/1970 ai più recenti provvedimenti del Garante della Privacy L esperienza amministrativa Bologna - Hotel Europa - 11 maggio 2007 Il Controllo a Dettagli TREZZANO ROSA REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI TREZZANO ROSA Provincia di Milano REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N 12 DEL 24.03.2011 Pagina 1 di 12 Indice generale SOMMARIO SOMMARIO...2 Dettagli Il presente regolamento entra in vigore in data: 01/03/2011
Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore "LUDOVICO GEYMONAT" http://www.itisgeymonat.va.it - email: info@itisgeymonat.va.it Via Gramsci 1-21049 TRADATE (VA) Cod.Fisc. 95010660124 - Tel.0331/842371 Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI QUINTANO (Provincia di Cremona) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Articolo 1 Oggetto 1 1. Il presente Regolamento disciplina il trattamento dei dati Dettagli COMUNE DI TAGLIACOZZO Provincia dell Aquila
COMUNE DI TAGLIACOZZO Provincia dell Aquila REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SCHEMA DI NUOVO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE DI TAGLIACOZZO Dettagli CHECK LIST PER LE VERIFICHE SULL OPERATO DEGLI AMMINISTRATORI DI SISTEMA
CHECK LIST PER LE VERIFICHE SULL OPERATO DEGLI AMMINISTRATORI DI SISTEMA Una proposta per rispondere alla misura 4.4 (o e ) del Provvedimento del Garante del 28 novembre 2008. E' possibile dare il proprio Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO COMUNALE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA Indice CAPO I Art. 1 - Premessa Art. 2 - Principi generali Art. 3 - Ambito di applicazione Art. 4 - Informativa Art. 5 - Accertamenti di illeciti e indagini Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI VEDANO OLONA (Provincia di Varese) REGOLAMENTO COMUNALE IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA (Approvato con delibera di C.C. n. 14 del 31/03/2008) INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. Dettagli REGOLAMENTO DI DISCIPLINA SULL USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA
AOU Sassari REGOLAMENTO DI DISCIPLINA SULL USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA AOU Sassari Sommario Art. 1 Oggetto ed ambito di applicazione... 3 Art. 2 Finalità dell attività di videosorveglianza... Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI ARCO
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI ARCO Approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 69 del 7 agosto 2012 IL SEGRETARIO COMUNALE Rolando Mora IL PRESIDENTE DEL Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE CAPO PRIMO: PRINCIPI GENERALI Art. 1 OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Il presente Regolamento detta le norme per l installazione Dettagli DISCIPLINARE INTERNO PER UTILIZZO INTERNET E POSTA ELETTRONICA
CODICE ETICO INFORMATICO DI GEWISS S.P.A. Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 25 luglio 2012 SOMMARIO PREMESSA... 3 1. DEFINIZIONI... 3 2. I SISTEMI INFORMATICI AZIENDALI NORME GENERALI... Dettagli Consorzio Polizia Locale Valle Agno
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA MOBILE EFFETTUATA DAL CONSORZIO DI POLIZIA LOCALE VALLE AGNO NEI TERRITORI COMUNALI DI VALDAGNO, RECOARO TERME, CORNEDO VICENTINO E CASTELGOMBERTO Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO G. FERRARIS Scuola dell Infanzia, Primaria, Secondaria di I Grado Tel. 0742 651248-301635. Fax. 0742 651375
DISCIPLINARE INTERNO PER L UTILIZZO DI INTERNET E POSTA ELETTRONICA DA PARTE DEI DIPENDENTI. 1. OGGETTO Il presente disciplinare, adottato sulla base delle indicazioni contenute nel provvedimento generale Dettagli COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli)
COMUNE DI STRIANO (Provincia di Napoli) Via Sarno, 80040 Striano Tel. 081.8276202 Fax 081. 8276103 P.I. 01254261215 - C.F. 01226000634 segreteria@comune.striano.na.it www.comune.striano.na.it Regolamento Dettagli Uso dei social network in azienda. cognizione e consapevolezza su come tali dati possano circolare
Soluzioni operative Uso dei social network in azienda Graziano Garrisi - Studio legale Lisi Luca Christian Natali - Studio legale Natali-Angelini L utilizzo dei social network sul luogo di lavoro è diventata Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 Cass. 
 art. 4
 art. 15
 art. 616
 art. 49
 art. 5
 art. 4
 sentenza 
 ARTICOLO 4
 articolo 4
 Art.4
 Art. 4
 art. 2105
 ART. 13
 ART. 4
 ART. 4
 Art. 2
 Art. 2
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Art. 4
 art. 4
 art. 4
 Art. 4
 art. 4
 art. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1