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Timestamp: 2020-01-28 15:41:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14206 del 07/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14206 del 07/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 07/06/2017, (ud. 26/04/2017, dep.07/06/2017), n. 14206
sul ricorso 10133/2015 proposto da:
ASSENZA E D. S.A.S. DI D.G. C&C, A.R.,
A.C.A., A.L., D.G.C.;
avverso la sentenza n. 3036/17/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
15/10/2014;
L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR Sicilia indicata in epigrafe con la quale, rigettandosi l’appello proposto dall’Ufficio, è stata confermata, per quel che qui rileva, l’illegittimità degli avvisi di accertamento n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS) emessi a carico della Assenza e D’Izzia Sas di D.G. c. &amp; c., nonchè dei soci A.R. Assenza Carolina e A.L. relativi all’accertamento di un maggior reddito d’impresa.
Le parti intimate non hanno depositato difese scritte.
Con il primo motivo la ricorrente deduce la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51 e art. 2697 c.c.. Assume, in particolare, che la CTR avrebbe illegittimamente addossato sull’Ufficio l’onere di provare l’accertamento fondato sulla documentazione bancaria riconducibile alla società A. e D..
Con il secondo motivo si deduce la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., in quanto la CTR avrebbe tralasciato di esaminare il nutrito corredo probatorio addotto dall’Ufficio.
La censura, in effetti, non coglie, per l’un verso, la ratio della sentenza impugnata, che ha rigettato l’appello ritenendo l’impugnazione proposta non idonea a superare gli elementi probatori utilizzati dal giudice di primo grado per annullare gli accertamenti emessi dall’ufficio. In definitiva, la sentenza impugnata, pur nella sua estrema genericità, peraltro non attinta da censura alcuna da parte dell’Agenzia attraverso le censure pur previste dal sistema per aggredire una sentenza priva di un apparato motivazionale adeguato – per cui v. Cass. S.U. n. 8054/2014), non ha affatto violato la disciplina in tema di presunzioni regolata dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, questione della quale si duole l’Agenzia ricorrente. Ne consegue che il primo motivo di ricorso va dichiarato inammissibile.
Il secondo motivo di ricorso è privo di autosufficienza, non indicando gli elementi che la CTR avrebbe omesso di esaminare.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione sesta Civile, il 26 aprile 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 art. 51
 art. 2697
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 32