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Guidare il gruppo in Natura Filippo Pecorari. Chi siamo: Ovvero la Guida.
PubblicatoFioralba Fantini
Presentazione sul tema: "Guidare il gruppo in Natura Filippo Pecorari. Chi siamo: Ovvero la Guida."— Transcript della presentazione:
Guidare il gruppo in Natura Filippo Pecorari
Chi siamo: Ovvero la Guida
L.R. 42 del 23 marzo 2000
L.R. 42 del 23 marzo 2000 Mod. L.R. 14 del 17 Gennaio 2005
ART 118 DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONE 1) E guida ambientale chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi assicurando la necessaria assistenza tecnica, nella visita di ambienti naturali, anche antropizzati, di musei eco-ambientali, allo scopo di illustrarne gli elementi, le caratteristiche, i rapporti ecologici, il legame con la storia e le tradizioni culturali, le attrattive paesaggistiche, e di fornire, inoltre, elementi di educazione ambientale. Sono esclusi quei percorsi che richiedono comunque luso di attrezzature e di tecniche alpinistiche.
ART 118 DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONE 4. Le guide ambientali collaborano:
ART 118 DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONE 4. Le guide ambientali collaborano: a) con la Regione e gli enti locali per la difesa e la tutela degli ambienti naturali, in special modo per il mantenimento della rete escursionistica della Toscana di cui alla legge regionale 20 marzo 1998, n. 17 «Rete escursionistica della Toscana e disciplina delle attività escursionistiche»;
ART 118 DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONE 4. Le guide ambientali collaborano: a) con la Regione e gli enti locali per la difesa e la tutela degli ambienti naturali, in special modo per il mantenimento della rete escursionistica della Toscana di cui alla legge regionale 20 marzo 1998, n. 17 «Rete escursionistica della Toscana e disciplina delle attività escursionistiche»; b) con gli enti preposti alla promozione del turismo;
ART 118 DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONE 4. Le guide ambientali collaborano: a) con la Regione e gli enti locali per la difesa e la tutela degli ambienti naturali, in special modo per il mantenimento della rete escursionistica della Toscana di cui alla legge regionale 20 marzo 1998, n. 17 «Rete escursionistica della Toscana e disciplina delle attività escursionistiche»; b) con gli enti preposti alla promozione del turismo; c) con le istituzioni scolastiche per affiancare il corpo insegnante nelle iniziative e programmi di educazione ambientale.
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ
1. Per l'esercizio della professione è necessario il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di scuola media superiore;
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 1. Per l'esercizio della professione è necessario il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di scuola media superiore; b) abilitazione allesercizio della professione, conseguita mediante la frequenza dei corsi di qualificazione professionale e il superamento dellesame, di cui allarticolo 121 ovvero abilitazione conseguita in altra regione o stato membro della Unione europea ovvero abilitazione tecnica di accompagnatore di media montagna di cui allarticolo 22 della legge 2 gennaio 1986, n. 6 (Ordinamento della professione di guida alpina), limitatamente alla specialità escursionistica;
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 1. Per l'esercizio della professione è necessario il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di scuola media superiore; b) abilitazione allesercizio della professione, conseguita mediante la frequenza dei corsi di qualificazione professionale e il superamento dellesame, di cui allarticolo 121 ovvero abilitazione conseguita in altra regione o stato membro della Unione europea ovvero abilitazione tecnica di accompagnatore di media montagna di cui allarticolo 22 della legge 2 gennaio 1986, n. 6 (Ordinamento della professione di guida alpina), limitatamente alla specialità escursionistica; b bis) titolo di studio universitario in materia attinente lambiente, tra quelli indicati con regolamento regionale, e superamento dellesame, di cui allarticolo 121; il possesso del titolo di studio universitario sostituisce la frequenza del corso di cui alla lettera b);.
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 1. Per l'esercizio della professione è necessario il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di scuola media superiore; b) abilitazione allesercizio della professione, conseguita mediante la frequenza dei corsi di qualificazione professionale e il superamento dellesame, di cui allarticolo 121 ovvero abilitazione conseguita in altra regione o stato membro della Unione europea ovvero abilitazione tecnica di accompagnatore di media montagna di cui allarticolo 22 della legge 2 gennaio 1986, n. 6 (Ordinamento della professione di guida alpina), limitatamente alla specialità escursionistica; b bis) titolo di studio universitario in materia attinente lambiente, tra quelli indicati con regolamento regionale, e superamento dellesame, di cui allarticolo 121; il possesso del titolo di studio universitario sostituisce la frequenza del corso di cui alla lettera b); c) idoneità psico-fisica all'esercizio della professione attestata da certificato rilasciato dalla azienda unità sanitaria locale del comune di residenza;.
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 1. Per l'esercizio della professione è necessario il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di scuola media superiore; b) abilitazione allesercizio della professione, conseguita mediante la frequenza dei corsi di qualificazione professionale e il superamento dellesame, di cui allarticolo 121 ovvero abilitazione conseguita in altra regione o stato membro della Unione europea ovvero abilitazione tecnica di accompagnatore di media montagna di cui allarticolo 22 della legge 2 gennaio 1986, n. 6 (Ordinamento della professione di guida alpina), limitatamente alla specialità escursionistica; b bis) titolo di studio universitario in materia attinente lambiente, tra quelli indicati con regolamento regionale, e superamento dellesame, di cui allarticolo 121; il possesso del titolo di studio universitario sostituisce la frequenza del corso di cui alla lettera b); c) idoneità psico-fisica all'esercizio della professione attestata da certificato rilasciato dalla azienda unità sanitaria locale del comune di residenza; d) assenza di condanne penali che comportino l'interdizione, anche temporanea, dall'esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione.
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 2. È inoltre necessario che sia stato assolto l'obbligo della stipula di una polizza assicurativa di responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla partecipazione alle visite, con massimale non inferiore a quello stabilito con deliberazione della Giunta regionale.
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 2. È inoltre necessario che sia stato assolto l'obbligo della stipula di una polizza assicurativa di responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla partecipazione alle visite, con massimale non inferiore a quello stabilito con deliberazione della Giunta regionale. 3. Per l'esercizio della professione di guida ambientale nella specialità prescelta è necessario presentare al comune di residenza una denuncia di inizio attività, ai sensi degli articoli 58 e seguenti della L.R. n. 9/1995, attestante l'esistenza dei presupposti e dei requisiti previsti dalle norme contenute nel presente capo.
Art. 119 REQUISITI E OBBLIGHI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ 4. I non residenti che, in possesso dei requisiti di cui il comma 1, intendano svolgere l'attività di guida ambientale in Toscana, possono presentare la denuncia ad un comune della Regione nel quale abbiano eletto domicilio. 5. Il comune, accertata l'esistenza dei presupposti e requisiti di legge, provvede, ai fini della tutela dell'utente, al rilascio di una tessera di riconoscimento con fotografia secondo il modello indicato dal dirigente della competente struttura regionale. 6. Per il proseguimento dellattività, ogni tre anni le guide ambientali presentano al comune di residenza il certificato di idoneità psico-fisica di cui al comma 1, lettera c). 7. Nel caso di cambiamento di residenza, il comune che abbia ricevuto la comunicazione di inizio dell'attività trasferisce gli atti relativi a questa al nuovo comune
ART. 123 OBBLIGHI PROFESSIONALI. 1. Le guide ambientali garantiscono lo svolgimento dellescursione nella sicurezza per i propri clienti graduando la difficoltà dei percorsi alle effettive capacità degli stessi.
ART. 124 PUBBLICITÀ DEI PREZZI. 1. Il materiale pubblicitario e informativo delle prestazioni professionali deve contenere relativi prezzi. 2. È vietato applicare prezzi superiori a quelli pubblicizzati.
Chi siamo: Ovvero la Guida Appassionato
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Chi accompagniamo: ovvero chi è il Cliente
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Comè il Cliente ???
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Obiettivi (Cliente) Momenti piacevoli Luoghi nuovi Informazioni Conoscenze Qualcosa da raccontare Qualcosa da far vedere Non farsi male Tornare a casa
Obiettivi (Guida)
Obiettivi (Guida) Soddisfare il cliente Tutelare il cliente
Obiettivi (Guida) Soddisfare il cliente Tutelare il cliente Non avere guai
Obiettivi (Guida) Soddisfare il cliente Tutelare il cliente Non avere guai Fidelizzare il cliente
Obiettivi (Guida) Soddisfare il cliente Tutelare il cliente Non avere guai Fidelizzare il cliente Trovare altri clienti
Obiettivi (Guida) Soddisfare il cliente Tutelare il cliente Non avere guai Fidelizzare il cliente Trovare altri clienti Guadagnare qualcosa
Obiettivi (Guida) Soddisfare il cliente Tutelare il cliente Non avere guai Fidelizzare il cliente Trovare altri clienti Guadagnare qualcosa Passare un messaggio
Offerta Pacchetti turistici. 1. I pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti +tutto compreso;, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfettario, e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero estendentisi per un periodo di tempo comprendente almeno una notte: a) trasporto; b) alloggio; c) servizi turistici non accessori al trasporto o all'alloggio di cui all'art. 7,lettere i) e m), che costituiscano parte significativa del pacchetto turistico;. 2. La fatturazione separata degli elementi di uno stesso +pacchetto turistico; non sottrae l'organizzatore o il venditore agli obblighi del presente decreto
Impegno fisico adeguato
Impegno fisico adeguato Lunghezza Dislivello
Impegno fisico adeguato Lunghezza Dislivello Difficoltà di progressione
Impegno fisico adeguato Normalmente lunità di misura per unescursione a piedi sono le ORE di cammino
Impegno fisico adeguato Perché il tempo è la somma di tutte e tre le componenti Km + dislivello + difficoltà di progressione È chiaro che per percorrere 3km al 200% di pendenza su fango occorrerà più tempo e più energie che per percorrerne 6 in una strada bianca pianeggiante
Lunghezza Km Differenza tra distanza reale e cartografica
Lunghezza Km Differenza tra distanza reale e cartografica (la differenza aumenta allaumentare dei dislivelli)
Lunghezza Km Differenza tra distanza reale e cartografica (la differenza aumenta allaumentare dei dislivelli) Luomo ad un passo normale impiega 1 ora per percorrere 4 km senza affrontare asperità
Dislivello Si calcola in carta attraverso la lettura delle curve di livello o ISOIPSE Lequidistanza tra le curve di livello varia insieme alla scala della carta 1: mt 1: mt 1: mt
In sintesi: Più le curve sono vicine, più il pendio è ripido; Più le curve sono distanti, più il pendio è dolce; Quando le curve sono parallele, il pendio è uniforme; Le curve a V con il vertice verso il monte indicano una valle; Le curve a V con il vertice verso il declivio indicano un contrafforte.
Difficoltà di progressione La nostra professione ci permette di accompagnare persone solo dove non cè necessità di attrezzatura alpinistica. Sono quindi da escludere tutte le vie ferrate e qualsiasi progressione su roccia con corde e imbrachi
Difficoltà di progressione Attraversamento corsi dacqua Fango Bosco fitto Ghiaccio Neve Roccette Forti pendenze
Classificazione C.A.I. Scala Difficoltà ESCURSIONISMO Stabilire il grado di difficoltà di un percorso secondo criteri oggettivi è impossibile. Ogni persona percepisce le difficoltà sulla base delle proprie esperienze, dei propri limiti, delle sensazioni e delle reazioni psicologiche. Il Club Alpino Italiano ha adottato, a livello nazionale, una scala per distinguere le difficoltà escursionistiche degli itinerari, che esprime una valutazione sul grado di difficoltà. Questa scala tiene conto di tre parametri oggettivi fondamentali: il dislivello, la distanza planimetrica, la segnaletica del percorso.
T = Turistico Itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri. Sono percorsi abbastanza brevi, ben evidenti e segnalati che non presentano particolari problemi di orientamento. I dislivelli sono usualmente inferiori ai 500m. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica. E = Escursionistico Itinerari che si volgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m EE = Escursionisti Esperti Itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l'uso di attrezzatura alpinistica. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica. Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso dorientamento. Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m. EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura alpinistica Itinerari che richiedono l'uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l'equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all'esposizione e ai terreni alpinistici. EEAG = Escursionisti Esperti Attrezzati Ghiaccio Caratteristiche simili all'EEA ma con utilizzo di attrezzature da ghiaccio (ramponi, piccozza, corda, etc.) oltre alla conoscenza delle relative manovre di assicurazione.
Dove si va? Che mese è? Quanto stiamo fuori? Con chi siamo? Quanto peso riesco a portare?
Equipaggiamento Dove si va? Che mese è? Quanto stiamo fuori? Con chi siamo? Quanto peso riesco a portare? Lessenzialità non è scritta sui libri ma sulla strada
SCARPE Il risultato di unescursione è determinato in buona parte dalle calzature. Impermeabili Resistenti Comode Suola con buon grip
ZAINO Dopo le scarpe è lo zaino il protagonista delle nostre escursioni, la nostra casa viaggiante che deve servire nel modo più funzionale. Le ditte specializzate ne producono di ogni genere, per tutti i gusti e le tasche. Il materiale usato in genere è una tela robusta, un cordura ben resistente agli strappi. Sono da preferire i modelli semplici, leggeri, con dorso anatomico ben imbottito, spallacci che non bloccano i movimenti delle braccia e magari dotati di asola poggiamani, con comode tasche esterne e fascia in vita larga e imbottita nei modelli più capienti. E importante scegliere la dimensione dello zaino prima della partenza: partire con uno zaino troppo grande per una gita di un giorno è inutile e alla lunga si rivela anche ingombrante e fastidioso; si avrà inoltre la tendenza a riempirlo, aumentandone così inutilmente il peso. Viceversa cercare di far stare dentro un piccolo zaino materiale per una marcia di più giorni può creare problemi di organizzazione dello spazio. Più utili si rivelano invece le tasche laterali (in una, ad esempio, si può mettere la borraccia ), e il tascone superiore in cui riporre le cose più fragili e di uso immediato (gli occhiali da sole, laltimetro, ecc.). Un buon zaino, inoltre, deve essere dotato di una cintura imbottita che consenta durante la marcia di agganciarlo alla vita così da distribuire il carico in maniera ottimale.
Come organizzare lo zaino Oggi, dopo numerose tappe, si è giunti alla conclusione che il maggior comfort nel trasporto a spalla si ha se lo schienale del sacco aderisce anatomicamente al dorso e se il carico è ben distribuito tra spalle, dorso e bacino, regolando adeguatamente laltezza del cinturone. Per camminare sicuri e ridurre lo sforzo e laffaticamento, inoltre, è indispensabile che il carico sia equilibrato distribuendo razionalmente il carico allinterno dello zaino. Nel riporre gli oggetti, si dovrà tener conto dei loro pesi, dei tempi duso e della necessità di pronto impiego, della loro sensibilità fragilità allumidità e agli urti, ed evitare che corpi duri e spigolosi si trovino a ridosso della schiena. Dallo zaino non deve sporgere o ciondolare nulla per non impigliarsi ai rami nellattraversamento di un bosco e per avere più equilibrio. o scomparto interno della patella è il posto ideale per i documenti, cartine, guide, soldi; in quello esterno o nelleventuale tasca posteriore potete mettere vari oggetti come un coltello multiuso, gli occhiali, la piccola farmacia, gli strumenti di orientamento, qualche bene di conforto per la marcia. Un consiglio: non caricate lo zaino oltre lindispensabile. I tessuti con i quali sono confezionati gli zaini, infine, non sono mai completamente impermeabili e se incappate in un periodo di maltempo rischiate di giungere al rifugio con indumenti di ricambio bagnati. Per evitare linconveniente esistono delle mantelline di ricambio di nylon che ricoprono anche lo zaino. Ma la soluzione più semplice ed economica è di infilare nello zaino, prima di caricarlo, un saccone di plastica e di riporre in esso tutti gli oggetti, oppure di mettere quanto volete tenere asciutto in sacchetti di plastica.
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References: Art. 119

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ART. 123

ART. 124
 ART.37