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Sms Colorni (Monteverdi-Colorni) via Paolo Uccello 1/A
PubblicatoGiacobbe Andreoli
Presentazione sul tema: "Sms Colorni (Monteverdi-Colorni) via Paolo Uccello 1/A"— Transcript della presentazione:
Sms Colorni (Monteverdi-Colorni) via Paolo Uccello 1/AAnno Scolastico 2009/10 Prof. Elisa Bedini
(in ordine di apparizione)Merli Brambilla Rovera Veronesi Erasmo Belloni Filippo Bressi Angelo Cajo Angelo Elli Gilberto F. Pesenti Nuori Anicetta Fontana Salvatore Mattei Nino Clerici Guglielmo Assistente Economo Inserviente Orfano Direttore Madre di Angelo Cajo Tutore di Erasmo Veronesi Tutore di Angelo Bressi Tutore di Gilberto Elli
Premessa Per la realizzazione di questo lavoro, abbiamo scelto la traccia riguardante “la società anarchico-rivoluzionaria per beffeggiare i superiori” perchè l’idea della “ribellione” e della “trasgressione delle regole” affascina un po’ tutti i ragazzi e quindi…..anche noi! Inoltre la lettura dei documenti storici relativi a questa storia avvenuta cento anni fa ci ha riportato alla mente “Il giornalino di Gianburrasca” di Giovanni Guareschi: ecco perché la musica di sottofondo che state ascoltando è proprio “W la pappa col pomodoro”, cantata da Rita Pavone nella serie televisiva su Gianburrasca realizzata negli anni ’70. Per realizzare la nostra presentazione abbiamo utilizzato: programmi grafici utilizzabili on-line come habbo.it per realizzare alcune scene “a fumetto”, cooltext.com e mondoglitter.it per creare scritte particolari, imagechef.com per creare sfondi e immagini personalizzate, befunky.com per “fumettare” le fotografie; il programma grafico Gimp, scaricabile gratis da internet, per modificare le immagini; il sito wikipedia.it e il motore di ricerca google.it per cercare informazioni; i siti web pioalbergotrivulzio.it ed ex-martinitt.it per trovare le vecchie foto della storia dei Martinitt.
Motivazione del lavoroLo scopo della nostro lavoro è stata la realizzazione di un romanzo storico illustrato, liberamente ispirato a documenti provenienti dell’archivio del Museo dei Martinitt. Questo romanzo racconta la storia di cinque orfani dell’ orfanotrofio Martinitt, che fondarono una società segreta per organizzare scherzi nei confronti dei “superiori”, cioè degli inservienti e degli istitutori. Ogni riferimento a persone o a fatti non è puramente casuale. La visione dell’ipertesto può avvenire con due modalità: 1) potete stare comodamente seduti e osservare le pagine che si sfogliano in automatico 2) passare più velocemente alla pagina successiva con un click del mouse Questo è tutto…… Buona visione!
12 giugno 1910 C’era una volta, cento anni fa … a Milano, nell’Orfanotrofio dei Martinitt, l’assistente Merli che dopo una lunga giornata di lavoro era molto stanco. Al tocco della mezzanotte si diresse a passo deciso verso il suo dormitorio, dove gli orfani di cui si occupava stavano già dormendo. Nonostante il buio riuscì a distinguere il proprio letto. Posò la mano sul letto, pronto a sedercisi sopra, quando sentì qualcosa; infuriato accese la luce e riconobbe gli oggetti che erano stati contenuti nel proprio tavolino, ora scomparso. Si guardò attorno e tra lo stupore degli orfani cominciò ad accusare di furto ciascuno di loro, promettendosi di denunciare il tutto alla direzione l’indomani. 6
… Cosa ci fanno tutti i miei oggetti sparpagliati sul letto??Voglio sapere il colpevole! Subito! Chi è stato?? Insomma! Non devono succedere questi episodi spiacevoli! … …
“13 giugno…nella mia qualità di assistente della camerata n°3…”Mmmh… Cosa potrei scrivere? “13 giugno…nella mia qualità di assistente della camerata n°3…”
13 giugno 1910 Era pomeriggio e l’economo, insieme all’inserviente Rovera, stava perlustrando attentamente l’istituto, alla ricerca del tavolino appartenente all’assistente Merli e scomparso dalla sera precedente. Dunque, dopo averlo cercato in tutto l’orfanotrofio, andarono verso il cortile, dirigendosi verso le cantine delle aule di disegno.
Non aprite quella portaaa!!!Noooo!! Non aprite quella portaaa!!! Oddio!! L’economo e l’inserviente Rovera stanno andando in cantina …. speriamo che non ci scoprano! Abbiamo messo i lucchetti: speriamo che non li forzino per entrare nella nostra “base” segreta….
Saremmo in guai grossi! E’ stato uno scherzo veramente stupido farlo sparire… e pensare che finora l’avevamo fatta sempre franca… E se l’inserviente Rovera scoprisse la verità e trovasse il tavolino di Merli nella nostra “base”?
17 giugno 1910 L’inserviente e l’economo scesero per una scala cupa e buia, per poi trovarsi di fronte ad una porta chiusa a chiave e con due lucchetti, uno in alto e un altro in basso sull’imposta. Ovviamente, come i ragazzi avevano previsto, i due signori, incuriositi dal possibile contenuto della stanza “serrata”, l’aprirono forzando la serratura con molta difficoltà e successivamente entrarono, trovando una cantina priva di finestre, quindi completamente buia. Oltre al tavolino dell’assistente Merli, inoltre, trovarono: un salvadanaio, sedili, lampade, penne, matite, quaderni, bottiglie e un bicchiere. 13
Ehi guardi: una porta! Proviamo a forzare quei lucchetti…Chissà dove sarà il tavolino dell’assistente Merli! Sì! Sicuramente di lì non siamo ancora passati… Non ne ho idea! Cerchiamo meglio!
Ma quello… è il tavolino che stavamo cercando!!!Così mi è stato detto… Ma cos’è questo posto??? qui non doveva esserci il deposito dei materiali da disegno??? Ma quello… è il tavolino che stavamo cercando!!!
17 giugno 1910 Videro inoltre posati su un tavolo un notes con indicate numeri e piccole somme di denaro. Poi notarono una carta con scritti lettere dell’alfabeto e numeri corrispondenti dall’1 al 21. Era una specie di crittografia che, una volta studiata, portò ad individuare come responsabili dell’allestimento del “covo”gli orfani Veronesi, Cajo, Elli, Bressi e Belloni. 16
E là invece c’è un notes con alcuni numeri seguiti da somme di denaroDobbiamo avvertire subito il Direttore! Ma ha visto quei quadri? Caserio e Bresci erano due anarchici!!! Cosa hanno nella testa quei ragazzi?? Guardi! Una crittografia 1h2n4ns5a9dna8f0s
Ma cosa vorranno mai dire tutti questi numeri così combinati?un notes con numeri e piccole somme indicate Potrebbero essere riferiti a quel foglietto con i numeri collegati a delle lettere! Ma cosa vorranno mai dire tutti questi numeri così combinati? Potremmo trovare i colpevoli grazie a questi documenti!!
E questa può essere solo la scrittura di Elli!Quindi è lui l’artefice dell’inno a Gaetano Bresci! Questa qua sembra proprio la calligrafia di Bressi! Sì sì! E questa è sicuramente quella di Cajo!! Dunque può essere solo lui ad avere scritto l’inno a Caserio! Infatti ha scritto il regolamento …
18 Giugno... Il primo dei ragazzi a confessare sotto interrogatorio del direttore fu Cajo, il quale si difese dicendo che, mentre lui faceva da palo, erano stati Belloni e Bressi a portare nel loro “covo” il tavolino dell’assistente Merli. Naturalmente, a sua discolpa, Cajo disse che avrebbe voluto non partecipare a quello scherzo stupido, ma temeva di poter essere escluso dal gruppo degli unici amici che aveva trovato nell’istituto.
Non è giusto che solo io,Cajo, paghiNon è giusto che solo io,Cajo, paghi. Anche gli altri devono essere espulsi!!! Acciderba! Se Erasmo scopre che ho fatto i nomi al Direttore mi ammazza!
Vi prego non espellete mio figlio Angelo!Cara signora Anicetta Nuori, noi purtroppo dobbiamo espellerlo! Per violazione delle regole dell’istituto! Vi prego non espellete mio figlio Angelo!
18 Giugno... Belloni e Bressi furono convocati dal direttore, ma non fecero i nomi degli altri componenti della società. Dal confronto delle calligrafie e dai documenti trovati nella cantina si scoprirono gli altri due orfani responsabili degli scherzi che da qualche tempo avvenivano nell’ istituto.
19 Giugno 1910 Il direttore F.Pesenti scrisse una lettera nella quale riassunse gli episodi finora accaduti, commessi dalla “società anarchico-rivoluzionaria per beffeggiare i superiori”, specificando inoltre i nomi dei componenti del gruppo e i reati di cui erano imputati: manifestazioni di violenza e di reazione, congiunte all’apologia del reato.
Milano 19 giugno 1910 Orfanotrofio maschile di Milano DirezioneLa ricerca di un tavolino scomparso da un dormitorio condusse alla scoperta del luogo di riunione, in altro dei sotterranei dell’istituto, di una associazione di cinque allievi, costituitasi il 22 maggio scorso, avente per programma un regolamento esposto nel locale, il cui art.1 è così concepito: “questa società fondata fra gli orfani (Martinitt) prosegue con idee anarchiche e rivoluzionarie ed è fatta a scopo di beffeggiare i superiori”. A confermare poi le tendenze e i sentimenti degli associati, in altro quadro erano trascritti,da due fra essi, due inni dedicati a Caserio e a Bresci! I giovani cospiratori commisero fortunatamente l’imprudenza di lasciare sul tavolo due documenti preziosi: un cifrario e un registro di cassa, col mezzo dei quali fu agevole di identificare gli orfani : Veronesi Erasmo, organizzatore e capo; Cajo Angelo, attivo segretario della società, al quale si deve la copia del regolamento; Elli Gilberto, autore dell’inno a Bresci; Bressi Angelo, autore dell’inno a Caserio; Belloni Filippo. Davanti a queste manifestazioni di violenza e di reazione, congiunte all’apologia del reato,diventava incompatibile l’ulteriore presenza dei cinque colpevoli dell’istituto, e perciò, su concorde parere dell’On. Consigliere Delegato, Ing. Briosci, ieri sera, allorquando rientravano dal lavoro, li feci successivamente accompagnare da assistenti e consegnare alla madre oppure al tutore con lettera d’accompagnamento, avvertendo che gli orfani dovevansi accogliere e trattenere in attesa di prossimo verdetto dell’On. Consiglio. Uno di essi,il Belloni, dovè essere accompagnato a Cernusco sul Naviglio. La rapida decisione ed esecuzione produsse molto effetto sulla Comunità e fortunatamente l’allontanamento dei 5 orfani raccolse anche l’approvazione completa dei maggiori. I detti allievi, in età variabile fra 16 e 17 anni e tre mesi, fruivano dal ricovero da sette ad otto anni e si trovano in condizioni di mercede sufficienti per far fronte alle esigenze della vita. Il direttore F.Pesenti
di oltraggiare i superiori in questo modo? Inneggiare all’anarchia e alla rivoluzione è apologia di reato!!!! Hanno esaltato e difeso pubblicamente un’azione ritenuta reato dalla legge italiana!!!!! E quella volta, quando mi hanno messo la pece sulla sedia, rovinandomi i pantaloni nuovi? Come si sono permessi di oltraggiare i superiori in questo modo? Sono d’accordo sulla loro espulsione dall’Orfanotrofio!!!
30 Giugno 1910 In seguito all’espulsione dei cinque ragazzi il direttore Pesenti ricevette molte lettere, due delle quali da parte dei tutori di Veronesi e di Bressi. Il primo di essi chiese umilmente perdono per l’inconveniente causato dal ragazzo a lui affidato e pregò il direttore di poter ricevere almeno i vestiti e la paga finora guadagnata, dato che mancavano pochi mesi al raggiungimento della maggiore età e quindi all’uscita dall’Orfanotrofio.
… ma fermiamoci un momento! Vi dobbiamo spiegare l’antefatto………….22 Maggio 1910 Era la sera del 22 maggio e cinque ragazzi ospitati all’orfanotrofio dei Martinitt ebbero un’idea innovativa. Fondarono dunque una società per organizzare scherzi divertenti per beffeggiare i loro superiori, come gli insegnanti, gli inservienti o gli assistenti. Inoltre Veronesi era un “fan” di Gaetano Bresci, un famoso anarchico che il 29 luglio 1900 uccise il re Umberto I di Savoia, come racconta anche un inno a lui dedicato. … ma fermiamoci un momento! Vi dobbiamo spiegare l’antefatto………….
A proposito di Bresci, ho trovato un inno dedicato a luiA proposito di Bresci, ho trovato un inno dedicato a lui! Potremmo ricopiarlo e farne tesoro nella nostra nuova società! Ragazzi, noi siamo anarchici e ci rifiutiamo di seguire le stupide regole di questo orfanotrofio! Ci dobbiamo ribellare, come fece l’anarchico Gaetano Bresci quando uccise Umberto I di Savoia! Erasmo… se mi dai l’inno potrei ricopiarlo io che ho una bella calligrafia!
Vi starete chiedendo come mai i ragazzi formarono la società …Essendo stanchi di dover rispettare le regole imposte dagli adulti dell’orfanotrofio, i cinque ragazzi decisero di formare una società nella quale chi, disgraziatamente, fosse punito per aver organizzato una “bravata”, sarebbe stato risarcito con una piccola somma di denaro. Naturalmente tale socio doveva stare attento a non farsi scoprire troppe volte, poiché una regola della società era di non poter più usufruire del risarcimento se veniva scoperto per tre settimane consecutive. In questo caso ci si poteva reiscrivere. Per iscriversi bisognava pagare £ 50 e per far parte della società bisognava pagare una quota settimanale di 10 centesimi.
REGOLAMENTO Articolo 6°Questa società fondata tra gli orfani (Martinitt) prosegue con idee anarchiche e rivoluzionarie è fatta a scopo di beffeggiare i superiori. Articolo 2° Tutti gli orfani possono far parte a detta società purché sia della 2a sessione. La tassa di iscrizione è di £ 0,50 e di cent. 10 settimanali. Articolo 3° Nessun socio può usufruire dei beni della detta società se non dopo un mese che si trovi iscritto. Articolo 4° Tutti quelli che ritarderanno più di 15 giorni a pagare la tassa settimanale è espulso dalla detta società e perde ogni diritto, potendo ritrasciversi mediante l’art. n. 2. Articolo 5° Trascorso un mese della regolare iscrizione il socio a il diritto ai seguenti beni: 1° Se per cause qualsiasi fosse privato della colazione lo si ricompensa con £ 0,30. 2° Se privato dell’uscita £ 0,50. Ma perderebbe ogni beneficio se si riscontrerebbero per tre settimane consecutive. Il socio perde ogni diritto, può però ritrasciversi mediante l’art. n. 2. Articolo 6° La società è aperta tutte le domeniche e giorni festivi dalle 9 alle 10 e dalle 12 alle 14 ½. Le assemblee si terranno qualora vi fosse un invito di almeno 5 soci i quali abbiano idee atte a migliorare le nostre condizioni. Non si nomineranno né capi né consiglieri, che così lo vogliono. Articolo 7° […] [po]tranno discutere i fatti […] [a tutti i] soci verrà consegnato una tessera di riconoscimento per poter entrare le ore in cui è aperta detta società. La società si scioglierebbe qualora vi fossero meno di 4 soci. Articolo 8° le nostre idee, ma vi sarà però un socio innominabile, il quale ha le chiavi di tutto. Articolo 9° Nessun socio può chiamare o aver risposta di un altro se non è questo chiamato per numero. Articolo 10° Non si deve assolutamente confidare a nessuno dove si trovi la nostra sala. Colui che si azzarderebbe a far ciò senza permesso o consenso de li altri soci viene multato di cent. 10. Si prega vivamente che nel locale si faccia il più rigoroso silenzio.
l'inno dedicato a Brescida qui è stato copiato l'inno dedicato a Bresci
29 Maggio... Cercando tra i vecchi giornali dei nonni, gli orfani trovarono un articolo dedicato a Gaetano Bresci, l’anarchico che aveva assassinato Umberto I di Savoia. Loro, affascinati dall’idea di anarchia, erano però assolutamente contrari alla violenza, volevano soltanto fare degli scherzi alle persone che annoiavano tutti i loro giorni col richiamo alle regole, come faceva soprattutto l’assistente Merli. I ragazzi erano divertiti all’idea di aver realizzato tanti scherzi in una settimana e di non essere, nonostante tutto, mai stati colti in flagrante. Allo stesso tempo, però, temevano di essere scoperti.
Naturalmente! A noi piace solo l’idea dell’anarchia, del ribellarci a regole stupide: facciamo solo scherzi agli adulti che se lo meritano per la loro prepotenza?! Devo aver letto un inno dedicato a Caserio in un vecchio giornale della mia nonna: potremmo ricopiarlo assieme a quello su Bresci! Sapete che una volta mio nonno mi ha parlato di un altro anarchico di nome Sante Geronimo Caserio! Mi ha anche detto che Caserio ha pugnalato un presidente per vendicare un’ingiustizia Ma … noi siamo contrari alla violenza e agli assassinii di Gaetano Bresci e di Caserio,vero?
Guardiamo tra i giornali di mio nonnoGuardiamo tra i giornali di mio nonno. Magari troviamo qualcosa di interessante su Gaetano Bresci
Ehi,guarda questa copertinaEhi,guarda questa copertina!!! Questo è il re Umberto primo di Savoia che è stato ucciso dall’anarchico Bresci. Leggiamo come è avvenuto!
Siamo troppo forti! Non ci scopriranno mai!Ahah. Si è arrabbiato tanto!! E invece quando gli abbiamo bucato la gomma della bicicletta?!? …è stato forte! E quando ho messo il miele nel calamaio al posto dell’inchiostro?! Ti ricordi quando ho messo la pece sulla sedia dell’insegnante, sporcandogli i pantaloni?! Siamo troppo forti! Non ci scopriranno mai!
Qualche settimana più tardi…12 giugno 1910 La fresca brezza della sera scompigliava le foglie degli alberi fuori dal collegio creando come sottofondo un brusio simile al bisbiglio di due voci. Nel mentre, due ragazzi ospiti del collegio erano impegnati nel loro intento. Si trattava di una beffa fantastica che avrebbe superato qualsiasi record. Belloni, in silenzio, fece cenno a Bressi di sollevare il tavolino che tra poco avrebbero nascosto. Qualche settimana più tardi…
Scesero le scale cautamente, attenti a non causare il minimo rumore per non destare sospetti che sarebbero costati cari alla loro associazione. Arrivati alla fine delle scale Belloni, fece scattare il meccanismo di apertura di ogni lucchetto, per entrare in quella misteriosa cantina colma dei frutti delle beffe fatte finora. Bressi e Belloni posarono il tavolino in un angolo remoto della stanza impolverata, per poi lasciare quel luogo contenente tutti i loro segreti più preziosi. Cajo, nel frattempo,silenzioso e impassibile era a fare la guardia, nel caso ci fossero problemi. La fresca brezza della sera,
Passarono i giorni…e cominciarono anche le indagini riguardanti la misteriosa scomparsa del tavolino dell’assistente Merli. Nessuno confessò nulla, tranne Cajo che, timido e impaurito, narrò l’impresa dei suoi complici, Belloni e Bressi, specificando però di aver avuto il ruolo di guardia e non di “ladro”.
relazione del direttore,Ma… torniamo alla storia che vi stavamo raccontando…… … in seguito alla relazione del direttore, venne convocato il Consiglio d’Istituto.
A mio parere dovrebbero essere espulsi. Che ne pensa direttore???Esattamente signore sono i peggiori in tutto l’istituto: fanno scherzi ai superiori e rubano gli oggetti appartenenti a noi insegnanti Direttore, ho consultato le liste delle punizioni degli ultimi anni e pare che i ragazzi appena nominati siano i peggiori in campo di condotta nell’ istituto. Ha assolutamente ragione signor Merli. I signorini Belloni, Bressi, Cajo, Elli, Veronesi sarebbero da espellere dall’istituto. A mio parere dovrebbero essere espulsi. Che ne pensa direttore??? Il comportamento di questi ragazzi non è assolutamente consentito nel nostro istituto …
Naturalmente favorevole!Votiamo … Chi è favorevole e chi , invece, contrario all’espulsione dei cinque ragazzi? Favorevole! Contrario! Favorevole! Favorevole!!! Naturalmente favorevole! Favorevole!
Stava ridendo alle mie spalle con i suoi amichetti!!!Ma come!!! Signore magari si dimentica che il signor Veronesi era la mente del complotto, il capo!!! Signor direttore, almeno a Veronesi , che ha lavorato tanto in tutti questi anni, e fra pochi mesi verra’ dimesso dall’ istituto, consentiamo di finire il suo percorso … Ne sono sicuro!!! Stava ridendo alle mie spalle con i suoi amichetti!!! Signore … Come mai è contrario all’espulsione dei ragazzi?? Ma signor Merli, come fa a sapere che e’ stato proprio il signorino Veronesi? Il ragazzo ce l’ ha sempre avuta con me, Dopo la prima volta che l’ho rimproverato mi sono ritrovato i lombrichi nel cuscino!
23 Giugno 1910 Il Consiglio d’Istituto, dopo una lunga riflessione, decise che l’unica cosa giusta da fare era espellere gli orfani dall’istituto e trattenere ogni sorta di avere personale dei cinque ragazzi, compresa biancheria e paghe ricevute durante la permanenza all’orfanotrofio.
Devo scrivere una lettera a tutte le famiglie degli orfani espulsi…
Con l’espulsione, ai cinque ragazzi vennero comunque trattenuti i risparmi finora guadagnati, che ammontavano ad un totale di £ 313,35. Allo stesso tempo arrivarono diverse lettere da parte delle madri o dei tutori dei ragazzi, nelle quali veniva implorato il direttore di aver pietà delle azioni commesse dai propri figli e di restituire ad essi quelle somme e la biancheria. Ma il consiglio d’istituto, a cui avevano deciso di appellarsi, fu irremovibile: la decisione era ormai presa!
Il sottoscritto, tutore del Gilberto ElliChiedo gli vengano, in via di speciale favore, restituiti gli indumenti (abiti etc) che a lui appartenevano. Spera che la sua preghiera verrà ascoltata favorevolmente, tanto più se le Sig.e VV. Ill.me vorranno tener calcolo dell’assoluta impossibilità di mezzi del sottoscritto, che assolutamente non può aiutarlo in nessun modo. Il sottoscritto, tutore del Gilberto Elli Confidando nel buon cuore di lor Signori, con stima e rispetto, si professa della S.V. Ill.ma devotissimo ed obbligatissimo. Guglielmo Clerici Corso Buenos Ayres, n. 49 fa rispettosa istanza a codesto Spett.e Consiglio Milano
I soldi e la biancheria di quei cinque ragazzi irresponsabili li terremo in istituto. La punizione deve essere esemplare! Naturalmente… secondo voi dovremo rendergli le loro cose dopo quello che hanno fatto?!? Bene! La decisione è stata presa! Quei cinque mascalzoni non riceveranno proprio nulla! Certo che no!
Il sottoscritto Alberto Fontana, tutore dell’alunno si permette di presentare questa nuova istanza, onde maggiormente far conoscere a codesto onorevole consiglio gli estremi bisogni dell’orfano Veronesi. Forse il sottoscritto, vecchio,che già fece tanti sacrifici per i minorenni nipoti che erano sei senza padre ne madre e già fin dall’ora in cattive condizioni pecuniarie, non morali però? E poi mi si permette di dirlo francamente,è giusto e decoroso che un Istituto così beneviso ,rispettato e ricco, si trattenga quanto un orfano ivi ricoverato ha col proprio sudore guadagnato lavorando,tanto più che l’istituto già si trattiene il terzo dell’utile, per la magra scusa che l’orfano fu espulso per una stupida imbecillità, che esso stesso non sa comprendere e decifrare, e pura conseguenza di debolezza di mente o di cattivi compagni. Milano In risposta alla pregiata nota n del 1910 in data 26 corrente mese… Sortito dall’istituto coi puri abiti che lo coprivano e senza un centesimo, chi deve pensare a questo povero derelitto senza genitori? Chi procurarle una camera, la biancheria ed il vestiario appena necessari? Chi tenerlo presso di sé, onde sorreggerlo ed aiutarlo in questi tristi tempi e dato la misera giornata che guadagna (£1.80 al giorno )?
Sapete…è arrivata una lettera dal suo avvocato, che minaccia di farci ricorso, poiché il nostro regolamento potrebbe rappresentare un abuso di potere e quasi quasi sembriamo noi i ladri perchè tratteniamo parte delle somme guadagnate dagli orfani, per il loro sostentamento nel Collegio. Inoltre, siccome l’orfano ha quasi 18 anni, sarebbe dovuto comunque uscire dall’orfanotrofio a breve, con le somme a lui spettanti. Va bene diamogli biancheria e soldi, per non rischiare delle grane in tribunale e pagare i danni. Però…silenzio!!! Se gli altri non si lamenteranno di nulla, noi abbiamo tutti i diritti di tenerci i loro soldi. Ci converrebbe rendere la biancheria e i soldi guadagnati ad Erasmo Veronesi.. E perché mai dovremmo fare una cosa simile? …però non è giusto che vincano sempre i prepotenti! THE END
Siete per caso curiosi di saperne di più sugli anarchici Bresci e Caserio e conoscere gli inni creati dai loro sostenitori? Se sì attendete qualche secondo, altrimenti cliccate sul No. NO
Gaetano Bresci Nascita Prato,11 Novembre 1869 Morte Isola di santo Stefano, 22 maggio 1901, impiccato (non si sa se spontaneamente o ucciso dallo stato) Anarchico Italiano Autore dell’ uccisione del re d’Italia Umberto I di Savoia Uccise a Monza,la sera di domenica 29 luglio 1900, sparandogli contro tre colpi di pistola ( o quattro, le fonti storiche non concordano), il Re d’Italia Umberto I di Savoia. Il sovrano stava rientrando in carrozza nella sua residenza monzese. L’ assassinio, immortalato in una celebre tavola del pittore Achille Beltrami per La Domenica del Corriere, avvenne sotto gli occhi della popolazione festante che salutava il monarca. Bresci si lasciò catturare senza opporre resistenza; e fu il carabiniere a salvarlo, proteggendolo dal linciaggio a cui stava per essere sottoposto dalla folla inferocita. Appositamente in Italia con il preciso intento di uccidere Umberto I: intendeva così vendicare la strage avvenuta a Milano nel 1898, quando l’ esercito guidato dal generale Bava-Beccaris sparò su una folla di manifestanti (il totale dei morti non è mai stato accertato, ma superò sicuramente il centinaio).
Il processo di Gaetano BresciL’imputato ha qualcosa da aggiungere alla sua deposizione testé letta? Dopo lo stato d’assedio di Sicilia e Milano illegalmente stabiliti con decreto reale io decisi di uccidere il re per vendicare le vittime. Il fatto l’ho compiuto da me, senza complici. Il pensiero mi venne vedendo tante miserie e tanti perseguitati. Bisogna andare all’estero per vedere come sono considerati gli italiani! Ci hanno soprannominati “maiali”… Non ammazzai Umberto; ammazzai il Re, ammazzai un principio! E non dite delitto ma fatto! I fatti di Milano, dove si adoperò il cannone, mi fecero piangere e pensai alla vendetta. Pensai al re perché oltre a firmare i decreti premiava gli scellerati che avevano compiuto le stragi. Perché lo avete fatto? Non divaghi. Resti nel tema. Ebbene, dirò che la condanna mi lascia indifferente, che non mi interessa punto e che sono certo di non essermi sbagliato a fare ciò che ho fatto. Non intendo neppure presentare ricorso. Io mi appello soltanto alla prossima rivoluzione proletaria. Ammette di aver ucciso il re?
Sante Geronimo CaserioNascita Motta Visconti 8 settembre 1873 Morte Lione,16 agosto 1894 ghigliottinato in tribunale Anarchico Italiano Uccise, per vendicare Auguste Vaillant, il presidente Carnot All'età di dieci anni scappò di casa per trasferirsi a Milano. Qui trovò lavoro come garzone di un fornaio. Venne in contatto con gli ambienti anarchici locali e diventò anarchico egli stesso nel a seguito degli scontri avvenuti il primo maggio a Roma. Successivamente fondò un piccolo circolo anarchico nella zona di Porta Genova denominato A pè (in milanese "a piedi", cioè "senza soldi"). Era un compagno molto generoso: lo avevano visto, davanti alla Camera del Lavoro, dispensare ai disoccupati pane e opuscoli anarchici stampati con il suo misero stipendio. Nel 1892, identificato e schedato durante una manifestazione e arrestato per aver distribuito un opuscolo antimilitarista a dei soldati, fu costretto a fuggire prima in Svizzera, a Lugano e Ginevra e poi in Francia a Lione, Vienne e Sète. Il 24 giugno 1894, deciso a vendicare Auguste Vaillant a cui il presidente Carnot aveva negato la grazia, nonostante la bomba del Vaillant non avesse procurato alcun morto, si diresse a Lione dove Carnot era atteso per l’inaugurazione dell’Exposition Universelle. Raggiunto il presidente, lo colpì al cuore con un coltello dal manico rosso e nero (i colori che simboleggiano l’anarchismo). Dopo l’atto non tentò la fuga,ma corse Attorno alla carrozza del moribondo gridando “Viva l’anarchia!”. Fu processato il 2 e 3 e fu giustiziato il 16 dello stesso mese tramite ghigliottina.
Scheda tecnica del lavoroScuola Media Statale “Eugenio Colorni”(Monteverdi-Colorni) via Paolo Uccello 1/A – Milano Classe 2°A (23 alunni) Prof. Elisa Bedini Preside Mario Uboldi Titolo ipertesto: “Non aprite quella porta!” Strumenti utilizzati: Powerpoint, Internet (ricerca di documenti,gif animate, costruzione di loghi),materiali da disegno, scanner Tempo di esecuzione del lavoro: 6 mesi Obiettivi del lavoro: Riuscire a creare una storia basandosi su documenti dell’orfanotrofio Martinitt, stimolazione della creatività degli alunni, applicazione delle conoscenze apprese sulla costruzione di diapositive ppt e di ipertesti. Raccolte tutte le informazioni possibili in internet, è avvenuta la progettazione e la realizzazione del lavoro: abbiamo visitato il museo dedicato all’orfanotrofio dei Martinitt e delle Stelline (Milano, C.so Magenta): la guida ci ha raccontato la storia dell’orfanotrofio dei Martinitt, fornendoci notizie e materiali utili per la nostra ricerca; 2) suddivisi gli alunni in gruppi, abbiamo esaminato i documenti in nostro possesso per realizzare le bozze cartacee dele diapositive; 3) abbiamo scelto sfondi, immagini e animazioni per le diapositive, a corredo dei testi, presenti sotto forma di pagine di romanzo o all’interno dei fumetti; 4) l’ipertesto è stato impostato in modo che si sfoglino automaticamente le diapositive, ma chi lo desidera può passare velocemente alla pagina successiva cliccando col mouse. N.B.: E’ consigliata visualizzazione dello schermo 1024x768 e una versione aggiornata di Powerpoint
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References: art.1
 Articolo 6
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10