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Timestamp: 2019-09-17 23:15:20+00:00

Document:
- TUTELA DEL BOSCO
- Vincoli e Prescrizioni
- Vincoli sui territori coperti da boschi
1. Tutti i territori coperti da boschi sono sottoposti a vincolo idrogeologico e secondo le disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (103)
(Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell' articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 ) a vincolo paesaggistico. (100)
Comma così sostituito con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1, art. 191.
2. I cambiamenti di destinazione d’uso dei suoli coperti da bosco, le trasformazioni del bosco e gli imboschimenti sono soggetti alla valutazione d’impatto ambientale (VIA) nei casi di cui alla legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 (Norme in materia di valutazione ambientale strategica “VAS” e di valutazione d'impatto ambientale “VIA”).(206)
- Vincolo idrogeologico sugli altri territori(207)
1. Oltre ai terreni coperti da boschi, sono sottoposti a vincolo idrogeologico i terreni ricompresi nelle zone determinate ai sensi del regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani).
2. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 2, propongono le variazioni alle zone non boscate sottoposte a vincolo idrogeologico, specificando i motivi delle variazioni stesse in riferimento anche alle indicazioni dei piani di bacino di cui all’articolo 66 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).
3. La proposta di cui al comma 2, corredata di cartografia catastale e topografica in scala non inferiore a 1:25.000, indica i nuovi limiti delle zone sottoposte a vincolo idrogeologico.
4. La proposta di cui al comma 2 è pubblicata nell’albo pretorio e sul sito istituzionale dell'ente per sessanta giorni consecutivi, durante i quali chiunque può presentare osservazioni.
5. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 2 adottano la proposta definitiva e la inviano alla Giunta regionale e contestualmente provvedono a comunicare agli interessati le decisioni sulle osservazioni presentate.
6. La Giunta regionale invia al Consiglio regionale la proposta trasmessa dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 2, corredandola di un proprio parere.
7. Il Consiglio regionale approva la variazione delle zone vincolate con deliberazione pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana. La deliberazione diventa esecutiva il giorno successivo alla sua pubblicazione.
- Elenco regionale delle ditte boschive(140)
Articolo inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 43. Si vedano le norme transitorie dell'articolo 69, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
1 bis. Nell’elenco di cui al comma 1 è contenuta una sezione dedicata alle imprese boschive che operano nell’ambito delle comunità del bosco di cui all’articolo 19 bis. (264)
Comma inserito con l.r. 20 marzo 2018, n. 11, art. 8.
3. L’elenco di cui al comma 1, è tenuto, tramite l’utilizzo del SIGAF, dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. (208)
- Regolamento forestale (37)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.16.
1. Ai fini della tutela e del corretto uso del bosco e dell'area forestale, la Regione Toscana approva il regolamento di attuazione della presente legge, denominato regolamento forestale. (86)
Comma così sostituito con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 2.
2. Il regolamento forestale disciplina anche le attività che interessano i terreni non boscati sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici.
3. Il regolamento forestale integra le norme di tutela, i vincoli e le prescrizioni previsti dalla presente legge, si conforma alle prescrizioni dei piani di bacino di cui all’articolo 66 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) (141)
Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 44. Si vedano le norme transitorie dell'articolo 69, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
e tiene altresì conto delle esigenze di tutela della fauna selvatica e dei suoi habitat.
4. Il regolamento forestale disciplina in particolare:
a) per quanto riguarda i boschi:
1) i tagli boschivi ed i piani dei tagli;
2) la conversione dei boschi e la sostituzione di specie nei boschi stessi;
3) la rinnovazione del bosco;
4) la ricostituzione dei boschi degradati, danneggiati o distrutti;
5) la tutela dei boschi in situazioni speciali;
6) le potature, gli sfolli, i diradamenti e altre cure colturali;
7) la produzione, la raccolta e l'utilizzazione dei prodotti forestali non legnosi;
8) la definizione di castagneti da frutto e di sugherete, e la loro coltura e ricostituzione; (142)
Numero così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 44. Si vedano le norme transitorie dell'articolo 69, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
8 bis) il contenuto e le modalità di utilizzo del tesserino di identificazione di cui all’articolo 47, comma 6 quinquies; (143)
Numero aggiunto con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 44. Si vedano le norme transitorie dell'articolo 69, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
b) per tutti i terreni, boscati e non boscati, sottoposti a vincolo idrogeologico:
1) le opere connesse ai tagli boschivi e l'esbosco del legname;
2) lo sradicamento di piante e ceppaie;
3) il taglio e l'estirpazione degli arbusti e dei cespugli;
4) l'asportazione di humus, terreno e cotico erboso e la raccolta delle foglie;
5) l'esercizio e le limitazioni al pascolo;
6) le trasformazioni dei boschi;
7) le trasformazioni dei terreni saldi in terreni a periodica lavorazione;
8) le altre trasformazioni di destinazione dei terreni;
9) la realizzazione di opere e i movimenti di terreno;
10) le modalità di lavorazione dei terreni agrari e le opere di sistemazione superficiale delle acque meteoriche;
c) per tutti i terreni anche non sottoposti a vincolo idrogeologico:
1) la prevenzione e la lotta ai parassiti delle piante forestali;
2) la tutela delle piante forestali non ricomprese nei boschi;
3) gli interventi nelle aree di effettiva produzione di tartufi delimitate ai sensi dell' articolo 15, comma 3 della legge regionale 11 aprile 1995, n. 50 (Norme per la raccolta, coltivazione e commercio di tartufi freschi e conservati destinati al consumo e per la tutela e valorizzazione degli ecosistemi tartufigeni);
4) la prevenzione, la salvaguardia e la tutela del territorio dagli incendi boschivi;
4 bis) il rilascio, la triturazione, l’abbruciamento in loco dei residui ligno-cellulosici provenienti dai tagli boschivi o da altri interventi agro–forestali ed il loro impiego nel ciclo colturale. (106)
Numero aggiunto con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.58.
5. Con la procedura indicata al comma 1 si provvede anche alla revisione del regolamento forestale.
6. Il regolamento forestale può prevedere che modalità di attuazione delle sue disposizioni e specifiche tecniche siano stabilite con atti degli enti locali competenti, formulati in relazione alle esigenze delle diverse realtà territoriali.
- Provvedimenti urgenti per la tutela del bosco (38)
Articolo inserito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.17.
1. La Giunta regionale, in casi di necessità ed urgenza, può adottare con provvedimento motivato specifiche misure di tutela e di salvaguardia del bosco, specificando il periodo e l'ambito territoriale di applicazione delle stesse anche in deroga alle norme del regolamento forestale.
- Regolamenti degli enti locali per la disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni (2)
Articolo prima sostituito con l.r. 31 gennaio 2001, n. 6, art. 2, e ora così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.18.
1. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (209)
, i Comuni e gli Enti parco adottano, con regolamento, ai sensi dell' articolo 117, comma sesto, della Costituzione , la disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, nel rispetto delle norme della presente legge e in coerenza con il regolamento forestale.
2. I regolamenti di cui al comma 1 disciplinano:
a) le procedure e le modalità di presentazione delle domande di autorizzazione e delle dichiarazioni;
b) la modulistica e la documentazione da allegare per le principali tipologie di opere e lavori previsti dal regolamento forestale;
c) le procedure per la richiesta di documentazione aggiuntiva e la relativa sospensione dei termini;
d) le procedure e le modalità di presentazione delle domande di variante in corso d'opera;
d bis) le procedure per coordinare il rilascio delle autorizzazioni ai fini del vincolo idrogeologico con le procedure per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e delle concessioni edilizie;
Lettera aggiunta con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 3.
e) le ulteriori modalità di svolgimento dei procedimenti amministrativi.
2 bis. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (209)
e gli enti parco regionali, nella disciplina di cui al comma 2, prevedono l’utilizzo del SIGAF. (107)
Comma inserito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.59; ed ora così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 45.
- Norma transitoria (210)
1. Fino all’entrata in vigore dei regolamenti di cui all’articolo 40, approvati dalle unioni dei comuni di cui all’allegato D bis della l.r. 22/2015, restano in vigore i regolamenti provinciali.
- Trasformazione del bosco
1. Costituisce trasformazione del bosco ogni intervento che comporti l’eliminazione della vegetazione forestale, al fine di utilizzare il terreno su cui la stessa è insediata per destinazioni diverse da quella forestale.
2. La trasformazione del bosco riveste carattere di eccezionalità ed è consentita esclusivamente nei casi e secondo la disciplina previsti dalla presente legge.
Comma abrogato con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1, art. 192.
3 bis. Abrogato. (101)
- Autorizzazione alla trasformazione dei boschi e dei suoli (41)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.20.
Si veda l'art. 10, comma 2, della l.r. 15 aprile 2014, n. 22.
1. La trasformazione dei boschi è soggetta ad autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico e secondo le disposizioni del d.lgs. 42/2004 , (103)
all'autorizzazione ai fini del vincolo paesaggistico. (102)
Comma così sostituito con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1, art. 193.
1 bis. Sono escluse dall’autorizzazione ai fini del vincolo paesaggistico di cui al comma 1 le trasformazioni effettuate:
a) nelle aree assimilate a bosco di cui all’articolo 3, comma 4;
b) nei paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione e rinaturalizzazione quando oggetto di recupero a fini produttivi, per l’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie e altre opere civili, nel rispetto dei criteri fissati nel regolamento forestale. (183)
Comma inserito con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 2.
2. L'autorizzazione ai fini del vincolo paesaggistico è rilasciata secondo la disciplina di cui al titolo VI, capo IV della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio).
3. Nei territori comunque soggetti a vincolo idrogeologico sono altresì soggetti ad autorizzazione:
a) la trasformazione dei terreni saldi in terreni soggetti a periodica lavorazione;
b) la trasformazione della destinazione d'uso dei terreni attuata per la realizzazione di edifici, manufatti edilizi, opere infrastrutturali ed altre opere costruttive;
c) la realizzazione di ogni opera e movimento di terreno che possa alterare la stabilità dei terreni e la regimazione delle acque.
4. L'autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico è rilasciata dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (211)
a) la trasformazione dei boschi;
b) le trasformazioni dei terreni saldi in terreni soggetti a periodica lavorazione;
c) la realizzazione di movimenti di terreno che possano alterare la stabilità dei terreni agricolo-forestali e la regimazione delle acque connesse alla coltivazione dei terreni agrari ed alla sistemazione idraulico-agraria e idraulico-forestale degli stessi; (144)
Lettera così sostituita con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 46.
d) la realizzazione delle opere connesse al taglio dei boschi di cui all' articolo 49 ;
d bis) la realizzazione delle opere individuate dal piano antincendi boschivi di cui all’articolo 49. (145)
Lettera aggiunta con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 46.
5. L'autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico è rilasciata dal Comune per:
a) la trasformazione della destinazione d'uso dei terreni attuata per la realizzazione di edifici, manufatti edilizi, opere infrastrutturali ed altre opere costruttive diverse da quelle di cui al comma 4 (146)
Parole aggiunte con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 46.
b) la realizzazione di opere o infrastrutture e i movimenti di terreno che possano alterare la stabilità dei terreni e la regimazione delle acque diversi da quelli di cui al comma 4. (147)
6. Nei casi di cui al comma 4 per le trasformazioni e le opere che sono soggette a autorizzazione paesaggistica l'autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico è acquisita d'ufficio dal comune prima del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. (102)
7. Nel regolamento forestale sono individuati i casi in cui il rilascio della autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico può avvenire tramite silenzio-assenso e quelli in cui l'autorizzazione medesima può essere sostituita da dichiarazione d'inizio dei lavori.
8. Nel regolamento forestale sono altresì individuati i casi in cui le opere e i movimenti di terreno sono eseguibili senza autorizzazione o dichiarazione.
9. Ai fini della sostituzione dell'autorizzazione con la dichiarazione d'inizio dei lavori e dell'eseguibilità delle opere e movimenti di terreno senza autorizzazione o dichiarazione, nel regolamento forestale sono definite le norme tecniche relative all'esecuzione dei lavori.
10. Le procedure semplificate di cui al comma 7 riguardano le opere ed i lavori che per loro natura ed entità non comportano trasformazione permanente di boschi, rilevanti movimenti di terreno e rischi di dissesto idrogeologico, nonché gli interventi da attuare in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali nelle aree per le quali sia stata approvata la carta della fattibilità sulla base delle indagini di cui all' articolo 1 della legge regionale 17 aprile 1984, n. 21 (Norme per la formazione e l'adeguamento degli strumenti urbanistici ai fini della prevenzione del rischio sismico, in attuazione dell' articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n. 741 ).
11. I casi di cui al comma 8 sono individuati nel regolamento forestale limitatamente alle seguenti tipologie:
a) interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di opere esistenti;
b) realizzazione di impianti e reti di servizio che non comportino, se lineari, scavi di dimensioni superiori a 1 metro di larghezza e 1,5 metri di profondità, se puntuali, scavi di volume superiore a 3 metri cubi;
c) recinzioni e altre piccole opere pertinenziali che non alterino la circolazione delle acque e non comportino movimentazioni di terreno superiori a 3 metri cubi.
12. Gli interventi di cui al comma 11 sono, in ogni caso, attuati nel rispetto delle norme relative al taglio dei boschi e delle altre piante forestali, escludendo comunque interventi che comportino lo sradicamento di piante e ceppaie forestali.
- Divieti di trasformazione (42)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.21.
1. E' vietata, per un periodo di 20 anni dall'impianto, la trasformazione dei terreni rimboschiti con finanziamento o contributo finanziario pubblico, fatti salvi i casi in cui le norme che prevedono il contributo consentano espressamente tale trasformazione e i casi in cui la trasformazione sia necessaria per la realizzazione di opere pubbliche.
2. È altresì vietata la trasformazione dei boschi distrutti o danneggiati dal fuoco, secondo quanto previsto dall' articolo 76 , comma 5.
3. Per la realizzazione di opere di pubblico interesse o per gli interventi espressamente previsti dal regolamento forestale, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (212)
, in sede di rilascio dell'autorizzazione di cui all' articolo 42 , possono rimuovere il divieto di cui al comma 1.
4. Per la realizzazione di opere o interventi che interessano il territorio di più enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (212)
si procede a mezzo di conferenza dei servizi ai sensi della normativa vigente. La conferenza dei servizi è promossa dall'ente che ha la competenza in ordine al provvedimento amministrativo finale sull'opera o intervento da realizzare.
- Rimboschimento compensativo (43)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.22.
1. La trasformazione del bosco, di cui agli articoli 41 e 42 , che comporti la sua eliminazione per una superficie superiore a 2000 metri quadrati, è compensata dal rimboschimento di terreni nudi di pari superficie. Il rimboschimento è soggetto alle disposizioni di cui al d.lgs. 42/2004. (213)
2. Le disposizioni di cui al comma 1, non si applicano alle trasformazioni di cui all'articolo 42, comma 1 bis. (148)
Comma prima sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 47, ed ora così sostituito con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 3. Si vedano le norme transitorie dell'articolo 69, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
3. Il rimboschimento compensativo è attuato a cura e spese del beneficiario dell'autorizzazione alla trasformazione boschiva. In caso di inerzia del beneficiario, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (213)
provvedono a realizzare il rimboschimento, ponendo i relativi oneri a carico del beneficiario medesimo.
4. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (213)
prescrivono le modalità e i tempi d'attuazione del rimboschimento compensativo e i terreni che ne sono interessati nell'ambito del territorio di competenza.
5. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (213)
possono richiedere un deposito cauzionale o altre garanzie finanziarie al beneficiario.
6. Qualora non siano reperibili terreni da destinare al rimboschimento compensativo, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (213)
subordinano il rilascio dell'autorizzazione alla trasformazione boschiva al versamento del costo presunto del rimboschimento stesso e lo destinano alla realizzazione degli interventi di cui all' articolo 10 nell'ambito dell'attività programmata.
7. Qualora la trasformazione del bosco comporti la sua eliminazione per una superficie superiore a 5 ettari, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, ne danno comunicazione alla Giunta regionale che, entro novanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può prescrivere le modalità ed i tempi d'esecuzione del rimboschimento compensativo o degli interventi di cui all'articolo 10 e prevedere che i terreni interessati ricadano anche nel territorio di altri enti di cui all'articolo 3 ter, comma 1. (214)
7 bis. Nel caso di atti autorizzativi con validità superiore a cinque anni aventi ad oggetto trasformazioni boschive effettuabili in lotti di superficie maggiore a cinque ettari, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (213)
possono prevedere che il pagamento di cui al comma 6, venga effettuato anche in forma rateizzata con le modalità definite nel regolamento forestale di cui all’articolo 39. (149)
Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 47. Si vedano le norme transitorie dell'articolo 69, comma 2, della l.r. 27 dicembre 2012, n. 80.
- Conversione del bosco e sostituzione di specie
1. È vietata la conversione dei boschi d’alto fusto in boschi cedui. Il divieto comprende anche le fustaie transitorie provenienti dalle conversioni dei cedui.
2. È vietata la conversione dei cedui composti in cedui semplici.
3. È vietata la sostituzione di specie forestali autoctone con specie esotiche e di specie definitive con specie pioniere o preparatorie.
4. Per motivi di difesa fitosanitaria, di salvaguardia idrogeologica, di ricerca e sperimentazione, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (215)
montana possono autorizzare la conversione del bosco o la sostituzione di specie, in deroga ai divieti di cui al presente articolo. (44)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.23.
5. Per motivi di difesa fitosanitaria gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (215)
possono, altresì, imporre al proprietario la conversione del bosco o la sostituzione di specie, anche in deroga ai divieti di cui al presente articolo. (44)
- Taglio dei boschi
1. Entro il 30 giugno di ogni anno, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (216)
individuano la superficie massima che, nei dodici mesi successivi al 1 settembre, può essere sottoposta a tagli suscettibili di determinare oltre il 70 per cento di scopertura del suolo. La superficie massima utilizzabile per i predetti tagli è determinata per singolo bacino o sottobacino idrografico in funzione delle sue caratteristiche ambientali, in modo particolare idrogeologiche, della tipologia dei boschi e dei tagli boschivi. (45)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.24.
2. Il regolamento forestale determina le modalità per la corretta applicazione del limite ai tagli di cui al comma 1.
3. Il taglio raso dei boschi d’alto fusto è vietato ad eccezione dei casi espressamente previsti dal regolamento forestale.
- Taglio colturale (3)
Articolo prima inserito con l.r. 31 gennaio 2001, n. 6, art. 3, e ora così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.26.
1. Per taglio colturale s'intende il taglio che rientra nell'ordinaria attività silvana e che è condotto con modalità tali da assicurare la rinnovazione e la perpetuazione del bosco, senza comprometterne le potenzialità evolutive, favorendo la biodiversità e tutelando l'assetto idrogeologico.
2. Per tagli colturali si intendono, in particolare quelli di seguito indicati, purché non comportino trasformazione del bosco ai sensi dell' articolo 41 e non siano eseguiti in sostanziale difformità dalle disposizioni previste nel regolamento forestale, nell'autorizzazione o prescritte a seguito della presentazione della dichiarazione di taglio:
a) le ripuliture, gli sfolli e i diradamenti;
b) i tagli fitosanitari;
c) i tagli di ricostituzione e riconversione dei castagneti da frutto;
d) i tagli destinati al ripristino dei soprassuoli danneggiati dal fuoco e da altri eventi calamitosi, nonché alla riduzione del rischio di incendi boschivi e di dissesto idrogeologico ed all'eliminazione di altri rischi per la pubblica incolumità;
e) i tagli a carico della vegetazione arborea e arbustiva destinati alla regolazione dello sviluppo della vegetazione nell'ambito della manutenzione necessaria al mantenimento in efficienza e sicurezza di manufatti, delle aree di pertinenza di elettrodotti, della viabilità pubblica e delle opere e sezioni idrauliche;
f) i tagli di avviamento dei boschi cedui all'alto fusto;
g) i tagli di utilizzazione dei boschi cedui;
h) i tagli successivi e i tagli saltuari nei boschi d'alto fusto;
i) i tagli di utilizzazione a buche o strisce di superficie inferiore a un ettaro nei boschi d'alto fusto;
l) i tagli a raso di fustaie finalizzati alla rinnovazione naturale o previsti da piani di gestione, di taglio o di assestamento regolarmente approvati e in corso di validità;
l bis) i tagli finalizzati alla tutela e valorizzazione di singole piante arboree. (153)
Lettera aggiunta con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 49.
3. Sono considerati eseguiti in difformità sostanziale dalle disposizioni contenute nel regolamento forestale, nell'autorizzazione o prescritte a seguito della presentazione della dichiarazione di taglio, i seguenti tagli:
a) il taglio di fustaie, ad eccezione del taglio di sfollo o di diradamento soggetto a dichiarazione di taglio, eseguito in assenza di autorizzazione, ove prevista, o su superfici eccedenti di oltre il 20 per cento quella autorizzata o, comunque, eccedenti la superficie autorizzata di oltre 5.000 metri quadri;
b) il taglio di bosco ceduo, ad eccezione del taglio di sfollo o di diradamento o di avviamento all'alto fusto, eseguito senza la prevista autorizzazione o dichiarazione su una superficie superiore a un ettaro o su superficie eccedente quella autorizzata o dichiarata di oltre un ettaro;
c) il taglio eseguito in boschi di età inferiore rispetto al turno minimo prescritto, fatti salvi i casi autorizzati;
d) il taglio di ceduazione in boschi cedui invecchiati eseguito in assenza di autorizzazione ove prescritta;
e) i tagli che comportino un prelievo maggiore ovvero un rilascio minore del 20 per cento, in numero di soggetti o in massa legnosa, rispetto a quanto autorizzato, consentito o prescritto, purché il taglio in violazione sia riferito ad un numero di soggetti superiore a dieci o ad una massa legnosa superiore a 10 metri cubi. (88)
Lettera così sostituita con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 4.
4. I tagli colturali, comprese le opere connesse di cui all' articolo 49 per la cui esecuzione non sia necessario il rilascio di autorizzazione o concessione edilizia, si attuano nelle forme previste ed autorizzate dalla presente legge, costituiscono interventi inerenti esercizio di attività agro-silvo-pastorale e per essi non è richiesta, ai sensi dell'articolo 149 del d.lgs. 42/2004, l'autorizzazione di cui all'articolo 146 del citato decreto legislativo. (218)
- Piano di gestione e piano dei tagli (47)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.27.
1. Il taglio del bosco può essere attuato sulla base di un piano di gestione della durata minima di dieci anni che preveda fra l'altro:
b) il piano dei tagli e la ripresa legnosa;
c) le opere connesse all'attività forestale.
2. Il taglio del bosco può essere altresì attuato sulla base di un piano pluriennale dei tagli della durata minima di cinque anni.
3. Il piano dei tagli e i piani di gestione, con l'esclusione del piano di gestione di cui all' articolo 30 , sono approvati dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. (219)
4. Il regolamento forestale disciplina le modalità per la redazione del piano di gestione e del piano dei tagli.
5. Il piano dei tagli, eventualmente ricompreso nel piano di gestione, è obbligatorio per le superfici boscate di un corpo aziendale che comprende boschi, come definiti dall' articolo 3 comma 1, di superficie accorpata superiore a 100 ettari. Non sono soggetti all'obbligo del piano i tagli di cui all' articolo 47 bis , comma 2, lettere b), c), d) ed e), nonché i tagli di qualsiasi natura e tipologia effettuati su una superficie complessiva non superiore a cinque ettari per quinquennio. (108)
Parole soppresse con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.60.
6. Il piano di gestione e il piano dei tagli possono, per esigenze motivate, prevedere interventi in deroga alle disposizioni del regolamento forestale secondo quanto indicato dal regolamento stesso.
6 bis. I piani di gestione, i piani di taglio e i piani di cui agli articoli 30, 32 e 67, sono redatti secondo i principi della gestione forestale sostenibile. (154)
Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 50.
1. Sono opere connesse al taglio dei boschi quelle necessarie all’esecuzione dei lavori di taglio e d’esbosco dei prodotti legnosi. Esse comprendono:
a) la manutenzione ordinaria e straordinaria e l’adattamento funzionale delle strade e piste forestali, inclusa la realizzazione delle opere necessarie alla regimazione delle acque superficiali;
b) la realizzazione di piste temporanee d’esbosco, che non comportino rilevanti movimenti e modificazioni morfologiche del terreno e che siano oggetto di ripristino al termine dei lavori;
c) la realizzazione, senza l’ausilio di mezzi meccanici per la movimentazione di terreno, di nuovi sentieri o mulattiere per l’accesso ai boschi di persone o bestiame da soma;
d) la realizzazione di condotte o canali temporanei per l’avvallamento ed il trascinamento del legname e di linee d’esbosco con teleferiche, gru a cavo o similari, che non comportino asportazione di ceppaie e che siano oggetto di ripristino al termine dei lavori;
e) la realizzazione di imposti e piazzali temporanei per il deposito del legname, che siano oggetto di ripristino al termine dei lavori.
2. Il regolamento forestale disciplina l’esecuzione delle opere di cui al comma 1.
3. L'esecuzione delle opere di cui al comma 1, è soggetta ad autorizzazione degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, da rilasciarsi comunque in riferimento a tagli boschivi da attuare in conformità all'articolo 47, previa valutazione della compatibilità delle opere medesime con l'assetto idrogeologico dei boschi interessati. L'autorizzazione degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, non è richiesta per i lavori di manutenzione ordinaria della viabilità esistente. (48)
Comma prima sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.28, ed ora così sostituito con l.r. 27 gennaio 2016, n. 4, art. 25.
4. Nel regolamento forestale sono individuati i casi in cui, per l'esecuzione di opere di manutenzione straordinaria della viabilità forestale esistente e per la realizzazione di nuovi sentieri e mulattiere di cui al comma 1, lettera c), l'autorizzazione può essere sostituita da dichiarazione d'inizio dei lavori. A tal fine sono definite norme tecniche per l'esecuzione dei lavori. (48)
5. Nei casi in cui sia prescritto il ripristino dello stato dei luoghi al termine dei lavori, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (220)
possono richiedere la preventiva costituzione di un deposito cauzionale o altre garanzie finanziarie. (48)
6. Abrogato. (49)
Comma abrogato con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.28.
- Epoca del taglio(50)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.29.
1. Il regolamento forestale indica l'epoca del taglio del bosco in funzione delle specie che lo compongono, delle sue forme colturali, delle condizioni stazionali, vegetazionali e fitosanitarie ed in relazione ai periodi riproduttivi della fauna selvatica.
2. L'epoca del taglio è stabilita secondo calendari riferiti ai principali tipi di bosco.
- Sradicamento di piante e ceppaie
1. Nei boschi e nei terreni vincolati per scopi idrogeologici è vietato lo sradicamento di piante forestali e di ceppaie vive, fatti salvi i casi in cui lo sradicamento medesimo si renda necessario per l’esecuzione di opere autorizzate ai sensi della presente legge e i casi particolari previsti dal regolamento forestale.
2. Il regolamento forestale indica, altresì, i casi in cui lo sradicamento di piante morte e di ceppaie secche è vietato o soggetto ad autorizzazione. (221)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.30.
- Boschi in situazioni speciali
1. Sono considerati in situazione speciale i boschi di qualunque specie, governo e trattamento e di qualsiasi estensione che assolvono a specifiche funzioni ambientali e paesaggistiche. Rientrano, tra gli altri, nei boschi in, situazioni speciali quelli ubicati:
a) su terreni instabili, su terreni in forte pendenza o comunque particolarmente esposti a fenomeni di erosione o in aree soggette a valanghe;
b) sulle cime o lungo i crinali ove sono presenti rilevanti limitazioni allo sviluppo della vegetazione;
c) al limite della vegetazione arborea, entro una fascia di 300 metri di larghezza dal mare o lungo i corsi d’acqua.
2. Nell'ambito dei boschi di cui al comma 1, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (222)
, individuano e descrivono in appositi elenchi quelli da assoggettare a particolari norme di tutela, indicate dal regolamento forestale e specificate dagli elenchi stessi. (52)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.31.
3. Gli elenchi sono pubblicati per trenta giorni all'albo dei Comuni nei quali i boschi sono situati. Nei successivi trenta giorni chiunque può presentare osservazioni. I Comuni trasmettono, entro dieci giorni, gli elenchi con le osservazioni agli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (222)
che li approvano. (52)
4. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (222)
aggiornano gli elenchi di cui al comma 2 con le procedure di cui al comma 3. (52)
5. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (222)
utilizzano gli elenchi di cui al comma 2 per redigere l'inventario dei boschi in situazioni speciali. (52)
- Coltivazione della sughera
Abrogato. (155)
Articolo abrogato con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 51.
- Coltivazione dei castagneti da frutto
Abrogato. (156)
Articolo abrogato con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 52.
- Piante forestali non ricomprese nei boschi
1. Il regolamento forestale stabilisce le norme di tutela delle piante forestali isolate, a gruppi, a filari o costituenti siepi non ricomprese nei boschi di cui all’ articolo 3 e situate al di fuori dei centri urbani.
2. Il regolamento forestale stabilisce, altresì, le norme di tutela delle formazioni forestali che non presentano le dimensioni, la densità o copertura del suolo di cui all’ articolo 3 .
3. Il regolamento forestale individua i casi in cui il taglio delle piante di cui al comma 1 e delle formazioni forestali di cui al comma 2 è soggetto ad autorizzazione degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (223)
o a preventiva dichiarazione. (55)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.34.
- Taglio degli arbusti
1. Il taglio degli arbusti e dei cespugli nei boschi e nei terreni vincolati per scopi idrogeologici è consentito nel rispetto delle modalità previste dal regolamento forestale.
2. L’estirpazione degli arbusti e dei cespugli nei boschi e nei terreni vincolati per scopi idrogeologici è vietata salvo i casi in cui sia necessaria per la realizzazione delle trasformazioni, delle opere e dei movimenti di terreno autorizzati ai sensi dell’ articolo 42 e dell’ articolo 49 e per la manutenzione e la ripulitura delle opere idrauliche, idraulico forestali, di bonifica e dei corsi d’acqua.
3. L’estirpazione degli arbusti è, altresì, consentita nei casi previsti e disciplinati dal regolamento forestale.
- Difesa fitosanitaria(56)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.35.
1. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (224)
, avvalendosi del servizio fitosanitario regionale di cui alla legge regionale 29 novembre 2011, n. 64 (Disciplina del servizio fitosanitario regionale), (157)
controllano lo stato fitosanitario dei boschi e la corretta applicazione delle forme di lotta obbligatoria ai sensi della normativa vigente.
2. I proprietari ed i possessori di boschi danno immediata comunicazione agli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, della presenza di attacchi parassitari dannosi alle piante ed all'ambiente e di danni fitosanitari di altra origine. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, informano il servizio fitosanitario regionale, che provvede ad indicare le norme ed i metodi di lotta. (225)
3. I proprietari e i possessori di boschi colpiti da parassiti o da altre fitopatie sono tenuti ad eseguire, a propria cura e spese, gli interventi fitosanitari prescritti dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. In caso di inerzia del proprietario o del possessore, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, provvedono agli interventi fitosanitari ponendo i relativi oneri a carico del soggetto inadempiente. (225)
4. Se i danni causati da parassiti o da altri agenti non possono essere efficacemente contrastati dal solo intervento dei proprietari o dei possessori dei boschi, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (224)
predispongono progetti d'intervento da realizzare nell'ambito degli atti della programmazione regionale o degli interventi urgenti di cui all' articolo 4 , comma 3.
5. Qualora i danni ai boschi superino l'ambito di competenza di uno degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (224)
, la Giunta regionale può adottare direttive per il coordinamento delle prescrizioni di cui al comma 3 o dei progetti di cui al comma 4.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a tutte le aree forestali.
- Danni da fauna selvatica
1. La Regione (226)
, al fine di prevenire, monitorare e contenere i danni provocati ai boschi dalla fauna selvatica, richiede al Comitato di gestione degli ambiti territoriali di caccia (A.T.C.) di cui alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 "Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", agli Enti parco regionali ed agli altri soggetti, pubblici e privati, competenti per la gestione faunistica del territorio, la predisposizione e la realizzazione di programmi d’intervento e di progetti volti al mantenimento della densità faunistica compatibile con l’ambiente.
2. La prevenzione in tutte le aree forestali ed il risarcimento dei danni arrecati dalla fauna selvatica e dall’attività venatoria alle aree forestali in rinnovazione, fino ad un’altezza media delle piante di 3 metri, sono soggetti alla normativa in materia di danni all’agricoltura di cui alla LR 3/1994.
- Circolazione fuori strada
1. La circolazione dei veicoli a motore nei boschi è disciplinata dalla legge regionale 27 giugno 1994, n. 48 "Norme in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore" e successive modificazioni.
2. Sono, altresì, disciplinati dalla LR 48/1994 la costruzione e l’uso di impianti e percorsi, fissi o temporanei, per lo svolgimento di attività ricreative o agonistiche con mezzi motorizzati idonei alla circolazione fuori strada.
- Abbandono di rifiuti
1. È vietato abbandonare rifiuti nelle aree forestali, al di fuori dei punti di raccolta appositamente indicati ed attrezzati.
2. I Comuni e le unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi della l.r. 37/2008 e della l.r. 68/2011 (176)
promuovono e realizzano i punti di raccolta di cui al comma 1 nelle aree maggiormente frequentate.
3. L’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti nei boschi e nelle aree forestali sono sanzionati ai sensi del d.lgs. 152/2006 (227)
1. Per gli alberi monumentali si applica la disciplina di cui al titolo IV della legge regionale 19 marzo 2015, n. 30 (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale. Modifiche alla l.r. 24/1994, alla l.r. 65/1997, alla l.r. 24/2000 e alla l.r. 10/2010). (228)
- Tutela della flora spontanea (6)
Articolo così sostituito con l.r. 31 gennaio 2001, n. 6, art. 6.
1. Per la tutela della flora spontanea delle aree forestali, su tutto il territorio regionale, si applica la disciplina di cui alla l.r. 30/2015. (229)
- Raccolta dei prodotti secondari del bosco
1. Ai fini della presente legge sono considerati prodotti secondari del bosco:
a) i funghi epigei ed ipogei;
b) le fragole;
c) i lamponi;
d) i mirtilli;
e) le more di rovo;
f) le bacche di ginepro;
g) gli asparagi selvatici;
h) i muschi.
2. La raccolta dei funghi epigei ed ipogei è regolata dalla legge regionale 22 marzo 1999, n. 16 "Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei" e successive modificazioni e dalla legge regionale 11 aprile 1995, n. 50 "Norme per la raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi e conservati destinati al consumo e per la tutela e valorizzazione degli ecosistemi tartufigeni" e successive modificazioni.
3. La raccolta degli altri prodotti secondari del bosco, fatti salvi i diritti del proprietario o del possessore del fondo, è consentita entro i limiti stabiliti dalla Giunta regionale.
4. La raccolta dei prodotti di cui al comma 1, lettere da b) a h), deve essere effettuata senza l’ausilio di strumenti. È comunque vietato il taglio e lo sradicamento dell’intera pianta e l’uso, per la raccolta dei frutti, di rastrelli e pettini.
5. Chi raccoglie, a fini di commercio, i prodotti di cui al comma 1, lettere da b) ad h), può essere autorizzato dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (230)
ad operare la raccolta in deroga ai quantitativi stabiliti dalla Giunta regionale ed alle modalità di cui al comma 4. L'autorizzazione, non onerosa, viene rilasciata entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda. L'autorizzazione non è richiesta ai soggetti autorizzati ai sensi della legge 6 gennaio 1931, n. 99 (Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali). La raccolta, nel caso di terreni di proprietà privata, è consentita previo assenso del proprietario o del possessore del fondo; nel caso di terreni appartenenti al patrimonio agricolo-forestale della Regione, è soggetta a concessione. (57)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.36.
5 bis. L’autorizzazione di cui al comma 5, può essere rilasciata anche ai residenti che raccolgono per uso personale. (184)
Comma inserito con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 4.
6. La raccolta dei prodotti secondari del bosco è vietata nelle aree rimboschite prima che siano trascorsi cinque anni dall’impianto. Da tale divieto è escluso il proprietario od il possessore del fondo.
7. La Giunta regionale può modificare l’elenco di cui al comma 1.
- Alberi di Natale (58)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.37.
1. La produzione e la commercializzazione di abeti o di altre conifere destinate ad alberi di Natale, provenienti da vivai, sono disciplinate dalla normativa vigente in materia di attività vivaistica.
2. Il trasporto e la commercializzazione di abeti e di altre conifere o dei loro cimali destinati ad alberi di Natale, provenienti da attività selvicolturale, sono subordinati al rilascio, da parte degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1,(231)
di un attestato di provenienza. Le singole piante o i cimali devono essere muniti di uno speciale contrassegno.
3. È vietato il trasporto e la commercializzazione di piante di abete e di altre conifere dotate di apparato radicale e non provenienti da vivai.
4. La Giunta regionale definisce, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il modello dell'attestato di provenienza e dei contrassegni. Entro lo stesso termine, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (231)
stabiliscono le procedure per il loro rilascio e per l'apposizione dei contrassegni.
- Pascolo nei boschi(59)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.38.
1. Nei boschi sono consentiti il pascolo e l'allevamento di selvaggina ungulata.
2. Il regolamento forestale disciplina il pascolo e l'allevamento nei boschi e nelle aree forestali, con particolare riguardo ai rimboschimenti, alle tagliate, alle aree in rinnovazione, ai boschi degradati ed ai boschi in situazioni speciali di cui all' articolo 52.
3. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1,(232)
possono, altresì, disporre divieti di pascolo e prevedere limiti relativamente alle specie allevate e ai carichi ammissibili.
- Arboricoltura da legno(60)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.39.
1. L'arboricoltura da legno attiene ad impianti di specie forestali destinate alla produzione intensiva di legno, realizzati in terreni non boscati.
2. L'impianto per arboricoltura da legno non vincola la destinazione a bosco del terreno interessato e non è soggetto alla normativa dettata dalla presente legge per i boschi, fatte salve le norme per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi e quelle specificamente indicate dalla presente legge e dal regolamento forestale.
3. Chi intende realizzare un impianto di arboricoltura da legno o il suo espianto presenta una dichiarazione (185)
Parole così sostituite con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 5.
agli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1.(233)
Sono fatte salve le autorizzazioni di legge, in particolare ai fini del vincolo idrogeologico e di polizia delle acque pubbliche.
4. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (233)
redigono l'inventario degli impianti di arboricoltura da legno secondo le indicazioni della Giunta regionale.
- Piano di coltura(61)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.40.
1. I boschi, che sono stati costituiti, migliorati, ricostituiti o assoggettati a conversione o sostituzione di specie con contributo finanziario pubblico sono gestiti in conformità ad un piano di coltura.
2. Il piano, predisposto dal proprietario o dal possessore del bosco ed approvato dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (234)
entro novanta giorni dalla sua presentazione, individua le modalità per la coltivazione, l'utilizzazione e la conservazione del bosco e provvede per un arco di tempo non superiore a dieci anni.
3. Il piano di coltura può essere richiesto dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (234)
anche per la gestione di impianti di arboricoltura da legno e di altri boschi.
4. Il proprietario od il possessore del bosco può proporre agli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, (234)
modifiche al piano di coltura. L'ente che riceve la proposta si esprime entro sessanta giorni dal ricevimento della proposta di modifica o aggiornamento.
5. Il piano di coltura può, per esigenze motivate, prevedere interventi in deroga alle disposizioni del regolamento forestale secondo quanto indicato dal regolamento stesso.
- Interventi ricadenti sul territorio di competenza di più enti (109)
Articolo inserito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.61.
- Difesa dei boschi dagli incendi
- Definizioni relative all'attività antincendi boschiva regionale (AIB) (63)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.42.
1. Per incendio boschivo si intende un fuoco, con suscettività ad espandersi, che interessa il bosco, le aree assimilate e gli impianti di arboricoltura da legno di cui all' articolo 66 , oppure i terreni incolti, i coltivi, ed i pascoli situati entro 50 metri da tali aree.
2. La previsione, la prevenzione e la lotta attiva degli incendi boschivi costituiscono l'attività antincendi boschivi regionale (AIB).
- Competenze della Regione (64)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.43.
1. Ai fini della programmazione delle attività di previsione, di prevenzione e di lotta attiva degli incendi boschivi la Regione approva il piano pluriennale regionale AIB (di seguito indicato come piano AIB), ed i programmi operativi territoriali annuali AIB articolati su base provinciale. (249)
Parole inserite con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 5.
2. Nell'ambito dell'AIB la Regione svolge, in particolare:
a) la pianificazione e realizzazione delle opere, degli interventi e dei servizi di interesse regionale;
a bis) il coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi; (160)
Lettera inserita con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 55.
b) il telecontrollo e le telecomunicazioni;
c) i servizi aerei di supporto alle attività di prevenzione e lotta attiva;
d) il rilevamento dati e statistica;
e) la divulgazione di notizie e dati;
f) l'addestramento e aggiornamento del personale che opera, a qualunque livello, nell'AIB.
f bis) la predisposizione dell'inventario e della cartografia delle aree percorse dal fuoco, ai fini della pianificazione dell'attività di previsione, di prevenzione e di lotta attiva agli incendi boschivi sul territorio regionale. (250)
Lettera aggiunta con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 5.
3. Le attività e l'attuazione degli interventi di cui al comma 2 possono essere affidate agli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (236)
, ai Comuni, agli Enti gestori dei parchi regionali e ad altri enti regionali.
- Competenze degli enti di cui all'articolo 3 ter, comma 2 (65)
Articolo prima inserito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.44, poi sostituito con l.r. con l.r. 27 gennaio 2016, n. 4, art. 41, ed ora abrogato con l.r. 12 aprile 2016, n. 26, art. 6.
- Competenze dei Comuni (66)
Articolo inserito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.45.
1. I Comuni, sulla base delle indicazioni contenute nel piano AIB, svolgono le seguenti attività:
a) istituiscono proprie squadre AIB, anche attraverso convenzioni con le associazioni di volontariato di cui all' articolo 71 , comma 2 (186)
Parole così sostituite con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 6.
per provvedere alla prevenzione e lotta attiva degli incendi boschivi;
b) assicurano i servizi logistici necessari per le squadre di pronto intervento e per gli altri soggetti che concorrono all'estinzione dell'incendio, adottando gli eventuali provvedimenti autoritativi;
c) assicurano la disponibilità, previo apposito censimento, degli automezzi e delle macchine operatrici esistenti nell'ambito territoriale di competenza e utilmente impiegabili nelle operazioni d'estinzione attraverso convenzioni con i proprietari, fermo restando il potere di requisizione del Sindaco nei casi di grave ed urgente necessità, come previsto dall' articolo 7 della legge 20 marzo 1865, n. 2248 concernente "Legge sul contenzioso amministrativo (Allegato E)".
1 bis. I comuni assicurano che i piani comunali di protezione civile di cui all’articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 67 (Ordinamento del sistema regionale della protezione civile e disciplina della relativa attività), siano coerenti con gli interventi previsti dai piani specifici di prevenzione AIB di cui all’articolo 74 bis. (268)
Comma aggiunto con l.r. 20 marzo 2018, n. 11, art. 10.
Comma abrogato con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 56.
4. Abrogato. (161)
- Interventi nell'ambito dell'AIB (67)
Articolo inserito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.46.
1. Nell'ambito dell'AIB sono individuate, in particolare, le seguenti attività:
a) pianificazione, realizzazione e gestione di strutture ed infrastrutture per l'AIB, compreso gli interventi colturali per migliorare gli assetti vegetazionali degli ambienti naturali e forestali;
b) pianificazione, realizzazione e manutenzione degli interventi per la salvaguardia, il ripristino e per la ricostituzione delle aree percorse dal fuoco;
c) gestione ed impiego dei mezzi, delle attrezzature e del personale utilizzati nell'AIB;
d) pianificazione ed effettuazione dei servizi per il controllo del territorio e la lotta attiva agli incendi boschivi.
2. Le attività di cui al comma 1 sono svolte, secondo le attribuzioni e le modalità previste dal piano AIB, dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (237)
, dai Comuni, dagli Enti gestori dei parchi regionali e da altri enti regionali.
- Coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi (68)
Articolo prima sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1 , art.47, ed ora così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 57.
b bis) il referente AIB e il responsabile del centro operativo antincendi boschivi (COP AIB) di ambito provinciale. (194)
Lettera aggiunta con l.r. 30 ottobre 2015, n. 70, art. 15.
5. Per le finalità di cui al comma 1, è istituito il sistema regionale di addestramento e qualificazione dei coordinatori di sala operativa antincendi boschivi e dei direttori delle operazioni antincendi, la cui articolazione e gestione è disciplinata dalla Giunta regionale.
5 bis. Le funzioni di coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi tramite i soggetti di cui al comma 1, lettera b bis), sono esercitate dalla Regione a decorrere dal trasferimento del personale provinciale del comparto regioni-enti locali che risulta assegnato ai compiti di cui alla medesima lettera b bis). Il trasferimento di detto personale è effettuato secondo la disciplina prevista dal capo II della legge regionale 3 marzo 2015, n. 22 (Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”. Modifiche alle leggi regionali 32/2002, 67/2003, 41/2005, 68/2011, 65/2014). (195)
Comma inserito con l.r. 30 ottobre 2015, n. 70, art. 15.
- Obblighi degli Enti locali e degli Enti parco
Abrogato. (69)
Articolo abrogato con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.48.
Abrogato. (70)
Articolo abrogato con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.49.
- Pianificazione dell'AIB (71)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.50.
1. La pianificazione dell'AIB è costituita da:
a) piano AIB, approvato dalla Giunta regionale;
b) programmi operativi territoriali annuali AIB, approvati dalla competente struttura della Giunta regionale. (238)
Lettera così sostituita con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 7.
b bis) piani specifici di prevenzione AIB di cui all’articolo 74 bis. (269)
Lettera aggiunta con l.r. 20 marzo 2018, n. 11, art. 11.
2. Il piano AIB individua l'organizzazione ed il coordinamento dell'AIB e definisce in particolare:
a) gli indici di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi nel territorio regionale;
b) le opere, gli interventi, le attività relativi alla previsione, prevenzione e lotta attiva degli incendi boschivi e in particolare:
1) gli interventi colturali per migliorare gli assetti vegetazionali degli ambienti naturali e forestali;
2) i criteri e le modalità per gli interventi pubblici di salvaguardia e di ripristino delle aree percorse dal fuoco;
3) i servizi per il controllo del territorio e la lotta attiva agli incendi boschivi;
4) le opere e gli impianti destinati alla prevenzione ed estinzione degli incendi;
c) le competenze per il coordinamento e la direzione delle operazioni di spegnimento, nonché le procedure operative per l'AIB;
d) le modalità d'impiego delle squadre del volontariato;
e) le attività informative per la prevenzione degli incendi boschivi e per la segnalazione di ogni eventuale situazione a rischio;
f) l'individuazione dei beni del patrimonio agricolo-forestale regionale, da utilizzare per le attività di addestramento e aggiornamento del personale che opera, a qualunque livello, nell'AIB e detta, altresì, ulteriori disposizioni per il loro svolgimento;
g) i criteri e le modalità di finanziamento dei soggetti che operano all'AIB;
h) qualsiasi altra indicazione e procedura ritenuta necessaria ai fini della pianificazione, organizzazione ed attuazione dell'AIB.
3. Il piano AIB ha validità pluriennale. Annualmente la Giunta regionale può aggiornare o integrare il piano in particolare per quanto riguarda:
a) la verifica degli indici di pericolosità;
b) la localizzazione delle opere e degli impianti di cui al comma 2, lettera b), numero 4), da realizzare nell'ambito della programmazione regionale ai sensi dell' articolo 4 e dell' articolo 10 della presente legge.
4. Il piano AIB contiene una specifica sezione per le aree naturali protette regionali, i cui contenuti sono definiti attraverso le proposte dei rispettivi Enti gestori, trasmesse alla Giunta regionale entro sessanta giorni dalla richiesta e valutate sentito il Corpo forestale dello Stato.
5. Il piano per i parchi naturali e le riserve naturali dello Stato, di cui all' articolo 8, comma 2, della l. 353/2000 , predisposto dal Ministro dell'ambiente d'intesa con la Regione, costituisce, a far data dalla sua approvazione, parte integrante del piano AIB.
6. I programmi operativi territoriali annuali AIB sono redatti con i contenuti e secondo le direttive del piano AIB e contengono, in particolare, la consistenza e la localizzazione di mezzi, attrezzature e personale impiegabili nell’AIB nell’anno di riferimento. (252)
Comma così sostituito con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 7.
Piani specifici di prevenzione AIB (270)
Articolo inserito con l.r. 20 marzo 2018, n. 11, art. 12.
- Addestramento del personale
Abrogato. (72)
Articolo abrogato con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.51.
- Catasto delle aree percorse dal fuoco(162)
Articolo inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 58.
7. In caso di esercizio associato, le disposizioni dei commi 1, 2, 3, 5 e 6, si intendono riferite all'ente responsabile dell'esercizio associato ai sensi dell'articolo 17 della l.r. 68/2011 ; il comma 4 si intende riferito all'ente medesimo in caso di esercizio associato delle funzioni attinenti gli strumenti urbanistici.
- Banca dati delle aree percorse dal fuoco(163)
Articolo inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 59.
1. E’ istituita sul SIGAF la banca dati dei boschi percorsi dal fuoco e dei pascoli situati entro cinquanta metri dal bosco percorso dal fuoco risultanti anche dai rilievi del Corpo forestale dello Stato.
- Disposizioni per la prevenzione degli incendi boschivi (73)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, art.52.
1. Il regolamento forestale definisce:
a) le azioni che possono determinare, anche solo potenzialmente, l'innesco di incendio, i divieti, le prescrizioni e le precauzioni da adottare, nonché le eventuali deroghe;
b) i periodi a rischio per lo sviluppo degli incendi boschivi, determinati su base statistica meteo-climatica e le modalità per la definizione di tali periodi (164)
Parole inserite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 60.
b bis) le aree con rischio particolarmente elevato per lo sviluppo degli incendi boschivi, determinati su base meteo-climatica e le modalità per la definizione di tali aree in relazione ai periodi di cui alla lettera b); (187)
Lettera inserita con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 7.
c) abrogata. (165)
Lettera abrogata con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 60.
2. Abrogato. (166)
Comma abrogato con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 60.
3. I proprietari ed i possessori di tutte le aree definite all'articolo 69, comma 1, colpite o minacciate da incendio, per le operazioni di spegnimento garantiscono il libero accesso e mettono a disposizione la manodopera idonea e le attrezzature ed i mezzi di cui hanno la disponibilità, nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
b) per cinque anni l'esercizio dell'attività venatoria, qualora la superficie bruciata sia superiore ad ettari uno, in presenza della tabellazione realizzata con le modalità definite nel piano AIB. (253)
Parole così sostituite con l.r.12 aprile 2016, n. 26, art. 8.
b) per un periodo di venti anni, la realizzazione di edifici o di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive. (167)
Comma così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 60.
5 bis. Nei certificati di destinazione urbanistica rilasciati dal comune deve essere espressamente richiamato il divieto di cui al comma 5. (168)
Comma inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 60.
7. Sia nei boschi percorsi dal fuoco che nei pascoli, situati entro 50 metri dai boschi, (84)
percorsi dal fuoco, sono vietate, per cinque anni, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell'ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla Regione negli altri casi, per accertate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali o paesaggistici.
- Ambito di applicazione (89)
Articolo inserito con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 5.
1. La disciplina del presente capo si applica al MFP relativo alle specie elencate nell'allegato D e destinato ad interventi relativi all'imboschimento e al rimboschimento, nonché all'arboricoltura da legno.
2. Non è soggetto alla disciplina del presente capo il MFP del quale sia provata la destinazione all'esportazione e riesportazione verso paesi terzi ed il MFP, sotto forma di postime e parti di piante, per il quale sia provato che non è destinato agli interventi di cui al comma 1.
3. Qualora una ditta detenga o commercializzi a qualsiasi titolo materiali appartenenti alle specie di cui all'allegato D non destinati agli interventi di cui al comma 1 o destinati all'esportazione e riesportazione verso paesi terzi, è fatto obbligo di apporre sui materiali etichette recanti la dicitura "non per fini forestali" o "destinato all'esportazione verso paesi terzi".
- Materiale forestale di propagazione
- Certificato principale d'identità (90)
Articolo prima parzialmente modificato con l.r. 2 gennaio 2003, n. 1, art. 53, ed ora così sostituito con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 6.
1. Il MFP è soggetto a controllo di provenienza o identità clonale.
2. Ai fini del controllo di cui al comma 1, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (239)
rilasciano un certificato principale d'identità che attesta la provenienza del MFP e/o l'appartenenza del MFP vegetativo ai cloni iscritti nel registro nazionale dei cloni forestali.
3. La Giunta regionale, previo parere delle commissioni consiliari competenti, definisce le modalità tecniche per l'applicazione del presente articolo, le eventuali disposizioni transitorie e provvede ad aggiornare l'elenco di cui all'allegato D.
- Libro regionale dei boschi da seme
1. Ai fini del controllo del MFP, i boschi, gli arboreti e le piante relativi alle specie di cui all’allegato D, idonei alla produzione del MFP medesimo, sono iscritti nel Libro regionale dei boschi da seme (LRBS).
2. La Giunta regionale stabilisce i requisiti d’idoneità di boschi, arboreti e piante per la produzione del MFP, privilegiando le specie locali, al fine di favorire la tutela e il ripristino della vegetazione forestale autoctona, anche nel rispetto della legge regionale 16 luglio 1997, n. 50 "Tutela delle risorse genetiche autoctone".
3. La Giunta regionale provvede alla compilazione e all’aggiornamento del LRBS. Il LRBS e suoi aggiornamenti sono pubblicati nel Bollettino ufficiale della Regione.
4. L'iscrizione al LRBS è promossa dalla Giunta regionale, anche su proposta degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (240)
, del proprietario o su indicazione di enti scientifici o di ricerca. La proposta è trasmessa al proprietario o al possessore interessato, unitamente ad un disciplinare di gestione dei boschi da seme per un periodo non inferiore ai cinque anni. (75)
Comma prima sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n. 1, art. 54; poi sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 61, ed ora così sostituito con l.r. 27 gennaio 2016, n. 4, art. 45.
5. Avverso la proposta d'iscrizione di cui al comma 4 è ammessa la presentazione di osservazioni alla Giunta regionale da parte del proprietario o del possessore entro i sessanta giorni successivi al ricevimento della proposta medesima. (75)
6. La Giunta regionale verifica le eventuali osservazioni e approva l'iscrizione al LRBS e il relativo disciplinare di gestione, previo parere degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. La Giunta regionale provvede, inoltre, ad un indennizzo annuo nei confronti del proprietario o del possessore in relazione all'eventuale diminuzione del reddito del fondo interessato. Il disciplinare di gestione è vincolante e può derogare alle norme del regolamento forestale di cui all’articolo 39. In caso d'inerzia del proprietario o del possessore, gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1, provvedono agli interventi di gestione previsti dal disciplinare, ponendo i relativi oneri a carico del proprietario o del possessore. (75)
7. Con le procedure di cui ai commi 4, 5 e 6 si provvede all’aggiornamento del LRBS, comprese le revoche dell’iscrizione, e alla revisione del disciplinare di gestione dei boschi da seme.
8. La Regione può acquisire al proprio patrimonio agricolo-forestale, ai sensi dell’articolo 24, i boschi e gli arboreti iscritti nel LRBS.
- Autorizzazione per la produzione e la vendita (76)
Articolo prima sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n.1, n. 55, ed ora così sostituito con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 7.
1. L'esercizio dell'attività di produzione e vendita a qualsiasi titolo del MFP è soggetto all'autorizzazione degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. (241)
2. I titolari di autorizzazione devono:
a) tenere, presso ogni unità produttiva autonoma dell'azienda, il registro di carico e scarico, ove sono annotate cronologicamente e analiticamente l'entrata e l'uscita di MFP;
b) comunicare agli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (241)
, entro il 30 settembre di ogni anno, la consistenza del MFP esistente nelle proprie unità produttive alla data del 31 agosto.
3. Limitatamente all'uso di MFP a fini di ricerca e sperimentazione, l'autorizzazione di cui al comma 1 non è richiesta agli istituti universitari, agli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, nonché ai centri nazionali per la conservazione delle biodiversità forestali di cui all'articolo 10 del d.lgs. 227/2001.
4. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (241)
costituiscono un registro dei soggetti autorizzati.
5. La Giunta regionale, previo parere delle commissioni consiliari competenti, definisce le modalità tecniche per l'applicazione del presente articolo.
- Requisiti di commercializzazione e modalità di movimentazione ed identificazione durante le fasi di produzione (91)
Articolo inserito con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 8.
1. Durante tutte le fasi di produzione, commercializzazione e trasporto il MFP deve essere mantenuto in partite omogenee, separate ed identificate con riferimento agli elementi di cui agli articoli 8 e 9 del d.lgs. 386/2003 .
2. Il MFP deve essere commercializzato e trasportato munito di etichette o cartellini secondo quanto indicato all' articolo 8 del d.lgs. 386/2003 .
3. Gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 della l.r. 39/2000 (242)
possono autorizzare:
a) la mescolanza di materiali di moltiplicazione;
b) la successiva propagazione vegetativa.
4. Nel territorio della Toscana, per effettuare rimboschimenti, imboschimenti od impianti di arboricoltura da legno, la messa a dimora di MFP appartenente alla categoria "identificato alla fonte" è consentita esclusivamente nella regione di provenienza, fatta salva una specifica autorizzazione degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1. (242)
- Importazione (92)
Articolo così sostituito con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 9.
1. Fatta salva l'osservanza delle vigenti disposizioni in materia fitosanitaria, la commercializzazione del MFP prodotto in altre regioni o nei paesi dell'Unione europea è subordinata alla presentazione del certificato attestante la provenienza e l'identità clonale, salvo quanto previsto al comma 2.
2. Per l'importazione di MFP dai paesi terzi si applica quanto previsto dal d.lgs 386/2003 .
- Vigilanza ed accertamento delle infrazioni
1. La vigilanza sull’applicazione della presente legge, l’accertamento e la contestazione delle relative infrazioni sono affidate a tutti i soggetti cui sono attribuiti poteri di accertamento e contestazione di illeciti amministrativi in base alla normativa vigente.
1 bis. Le violazioni alla presente legge sono registrate nel SIGAF dal soggetto accertatore l’infrazione entro trenta giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica della sanzione amministrativa. (169)
Comma inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 62.
2. Per l’accertamento e la contestazione delle infrazioni alla presente legge si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 "Modifiche al sistema penale" e della legge regionale 28 dicembre 2000, n. 81 (Disposizioni in materia di sanzioni amministrative)".(243)
3. La competenza all'irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge e all'introitamento delle somme riscosse è degli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (243)
ad eccezione delle sanzioni relative alla materia di cui all'articolo 42, comma 5, che è di competenza dei Comuni. (77)
Comma così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n. 1, art. 56.
3 bis. L’introitamento delle somme riscosse a seguito di violazioni alla presente legge e l’eventuale emissione di ordinanze di ingiunzione sono comunicate dagli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (243)
, entro trenta giorni, alla competente struttura della Giunta regionale che le registra nel SIGAF. (169)
3 ter. Le registrazioni di cui ai commi 1 bis e 3 bis, sono effettuate secondo le modalità indicate con deliberazione della Giunta regionale. (169)
- Sanzioni (78)
Articolo prima sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n. 1, art. 57, ed ora così sostituito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.62.
3 bis) ogni unità di personale presente nel cantiere forestale privo di tesserino d’identificazione ai sensi dell’articolo 47, comma 6 quinquies; (180)
Parole così sostituite con l.r. 9 agosto 2013, n. 47, art. 48.
Numero aggiunto con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 63.
c) pagamento di una somma minima di euro 120,00 e massima di euro 720,00 per le violazioni ai divieti di cui all’articolo 76, comma 1, lettera a), nei periodi a rischio definiti ai sensi del comma 1, lettera b) (188)
Parole soppresse con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 8.
dello stesso articolo;
1) ogni 2.500 metri quadrati o frazione minore per i tagli boschivi effettuati in assenza di autorizzazione al taglio o di approvazione del piano dei tagli ove prescritta, o in difformità sostanziale, ai sensi dell’articolo 47 bis, comma 3, lettera e), dalle disposizioni previste nel regolamento forestale di cui all’articolo 39, nell’autorizzazione o nel piano dei tagli o prescritte a seguito della presentazione della dichiarazione di taglio;
5) le violazioni ai divieti di cui all’articolo 76, comma 1, lettera a), nei periodi non definiti a rischio ai sensi del comma 1, lettera b) (188)
6) ogni 1.000 metri quadrati o frazione minore per il mancato ripristino delle opere temporanee al termine delle operazioni connesse al taglio boschivo; (171)
Lettera così sostituita con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 63.
1) ogni 500 metri quadrati, o frazione minore, in caso d’inosservanza delle norme relative all’allestimento e sgombero delle tagliate dai prodotti legnosi (172)
Punto così sostituito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 63.
1 bis) ogni 500 metri quadrati, o frazione minore, in caso d’inosservanza delle norme relative alle sramature, sistemazione delle ramaglie e altri residui di lavorazione; (173)
Punto inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 63.
7) ogni pianta o ceppaia abbattuta danneggiata o potata in violazione alle norme, ad esclusione dei casi già sanzionati ai sensi delle lettere a) e b), della lettera d), numero 1) e 2), della lettera e), numero 2), e della lettera f), numero 3) e 8), del presente comma; (172)
3. L'importo complessivo della sanzione proporzionale calcolata ai sensi del comma 1, lettera f), numero 7), è determinato fino ad un massimo di euro 360,00 ogni 2500 metri quadrati, o frazione minore, di bosco in cui sia rilevata la violazione.
a) pagamento di una somma minima di euro 1.033,00 e massima di euro 10.330,00 per le violazioni ai divieti di cui all’articolo 76, comma 1, lettera a), nei periodi a rischio, definiti ai sensi del comma 1, lettera b) e nelle aree di cui al comma 1, lettera b bis), dello stesso articolo; (189)
Lettera cosi sostituita con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 8.
a bis) pagamento di una somma minima di euro 600,00 e massima di euro 3.600,00 per:
1) l’utilizzo da parte di un’impresa anche individuale, sul cantiere forestale per ogni unità di personale non in regola con le norme sulle condizioni di rilascio del tesserino di cui all’articolo 39, comma 4, lettera a), numero 8 bis); la sanzione è raddoppiata in caso di reiterazione delle violazioni;
2) l’utilizzo di una impresa non iscritta all’elenco di cui all’articolo 38 bis nei casi previsti dall’articolo 47, comma 6 ter; la sanzione è raddoppiata in caso di reiterazione delle violazioni; (190)
Lettera inserita con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 8.
3 bis) la mancata esibizione da parte dell’operatore forestale del tesserino prescritto dall’articolo 47, comma 6 quinquies; (191)
Numero inserito con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 8.
4) ogni 1.000 metri quadrati, o frazione minore, di sughereta o di castagneto da frutto sottoposti a coltura agraria in assenza d’autorizzazione o in difformità dalla stessa;
e) pagamento di una somma minima di euro 50,00 e massima di euro 300,00, con un minimo in ogni caso di euro 100,00, per ogni centinaia o frazione di centinaia di piante, astoni od altro MFP messo a dimora in violazione della disposizione di cui all’articolo 79 bis, comma 4.
8. Nel caso di reiterazione delle violazioni di cui al comma 7 (174)
Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 63.
, lettere b), c) e d), gli enti di cui all’articolo 3 ter, comma 1 (244)
possono disporre la sospensione dell’autorizzazione per un periodo compreso tra due e cinque anni.
8 bis. Nel caso di coltivazione e utilizzazione non conformi a quanto indicato nelle prescrizioni di cui all’articolo 74 bis, comma 4, è previsto il pagamento di una somma minima di euro 60,00 e massima di euro 360,00 a ettaro o frazione. (271)
Comma inserito con l.r. 20 marzo 2018, n. 11, art. 13.
- Sanzioni per la violazione delle disposizioni del regolamento forestale (79)
Abrogato. (110)
Articolo abrogato con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.63.
- Sanzioni aggiuntive (80)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n. 1, art. 59.
1. Nei casi in cui, a seguito della violazione delle disposizioni della presente legge, del regolamento forestale, dell'autorizzazione o del piano dei tagli, o prescritte a seguito della presentazione della dichiarazione di taglio, sono causati danni ai boschi ed alle aree forestali, si applica una sanzione dal doppio al sestuplo del valore medio di mercato delle piante tagliate o sradicate o del danno commesso, ferme restando le sanzioni di cui agli articolo 82 e 83.
2. Qualora la violazione consista nel taglio di piante a fini selvicolturali o di trasformazione del bosco, la determinazione del danno riguarda solo le piante che non avrebbero dovuto essere tagliate o estirpate secondo le norme regolamentari vigenti o, in carenza, secondo le corrette tecniche selvicolturali.
3. Nei casi in cui la violazione si configuri come trasformazione del bosco o come difformità sostanziale ai sensi dell' articolo 47 bis , comma 3, l'importo della sanzione di cui al comma 1 è aumentato del 25 per cento.
3 bis. Nel caso di violazioni dell’articolo 76, comma 1, lettera a), la sanzione aggiuntiva non può superare l’importo massimo di euro 10.000,00. (192)
Comma inserito con l.r. 15 aprile 2014, n. 22, art. 9.
4. La Giunta regionale individua le modalità per la valutazione delle piante tagliate o del danno commesso ed i soggetti incaricati di effettuare tale valutazione.
- Ripristino (81)
Articolo così sostituito con l.r. 2 gennaio 2003, n. 1, art. 60.
1. Nel caso di violazione delle disposizioni della presente legge, del regolamento forestale, dell'autorizzazione o del piano dei tagli o delle disposizioni stabilite a seguito della presentazione della dichiarazione di taglio, l'ente titolare della funzione autorizzatoria in materia di vincolo idrogeologico può prescrivere i lavori di ripristino, consolidamento o adeguamento che risultano necessari al fine di ricostituire il bosco e di assicurare, con altre opere o lavori, la stabilità dei suoli e la regimazione delle acque.
2. Qualora non vi sia coincidenza tra il trasgressore e il possessore a qualunque titolo del bene oggetto della violazione i lavori sono prescritti anche a carico dei possessori a qualunque titolo in quanto obbligati in solido ai sensi dell' articolo 6 della l. 689/1981 .
3. Per i fini di cui al comma 1, l'ente titolare della funzione autorizzatoria in materia di vincolo idrogeologico intima ai trasgressori e agli eventuali obbligati in solido l'esecuzione degli interventi necessari, fissando criteri, modalità e tempi di esecuzione, ed i termini dell'eventuale presentazione del progetto esecutivo dei lavori da realizzare.
4. Nel caso in cui i trasgressori o gli eventuali obbligati in solido non diano esecuzione ai provvedimenti d'intimazione nei termini prescritti, l'ente titolare della funzione autorizzatoria in materia di vincolo idrogeologico provvede alla progettazione, alla direzione ed all'esecuzione dei lavori in danno dei trasgressori e degli eventuali obbligati in solido, richiedendo agli stessi il deposito delle somme corrispondenti alla spesa prevista. Se i soggetti obbligati non provvedono al deposito delle somme entro i termini e con le modalità previste, la relativa riscossione è effettuata ai sensi della normativa vigente per l'esazione delle contribuzioni dirette.
5. Per i fini di cui al comma 4 l'ente titolare della funzione autorizzatoria in materia di vincolo idrogeologico provvede all'occupazione temporanea, anche d'urgenza, dei terreni e degli altri beni su cui devono essere eseguiti i lavori. Per tale occupazione non è dovuto alcun indennizzo al proprietario o al possessore da parte dell'ente stesso.
6. I trasgressori o gli eventuali obbligati in solido che non provvedono nei termini prescritti, all'esecuzione dei lavori di cui al comma 1 o alla presentazione del progetto esecutivo degli stessi, se richiesto, sono soggetti alla sanzione amministrativa da un minimo di euro 360,00 a un massimo di euro 2.160,00 (111)
Parole così sostituite con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art.64.
per ogni 1000 metri quadrati o frazione del terreno interessato dalla violazione.
6 bis. Al fine di regolarizzare le opere previste dalla presente legge, e le trasformazioni ad esse connesse, realizzate in assenza di autorizzazione o di dichiarazione d'inizio lavori o in difformità alle stesse, può essere richiesta autorizzazione in sanatoria. L'autorizzazione in sanatoria è rilasciata dall'ente competente quando le opere e le relative trasformazioni non pregiudichino l'assetto idrogeologico dell'area oggetto dei lavori e siano conformi alla presente legge, al regolamento forestale e agli strumenti di pianificazione territoriale. Il rilascio dell'autorizzazione in sanatoria è condizionato al pagamento delle sanzioni amministrative, quando dovute, (175)
Parole aggiunte con l.r. 27 dicembre 2012, n. 80, art. 64.
da parte dei trasgressori o degli obbligati in solido nonché, nei casi previsti, all'attuazione del rimboschimento compensativo con le modalità di cui all 'articolo 44. L'ente competente al momento del rilascio dell'autorizzazione in sanatoria può prescrivere l'esecuzione di lavori di consolidamento o adeguamento. (95)
Comma aggiunto con l.r. 2 agosto 2004, n. 40, art. 11.

References: articolo 10
 art. 191
 art. 43
 art. 8
 art.16
 art. 2
 art. 44
 art. 44
 art. 44
 articolo 15
 art.58
 art.17
 art. 2
 art.18
 articolo 117
 art. 3
 art.59
 art. 45
 art. 192
 art.20
 art. 193
 art. 2
 art. 46
 articolo 49
 art. 46
 art. 46
 articolo 1
 articolo 20
 art.21
 articolo 76
 articolo 42
 art.22
 art. 47
 art. 3
 articolo 10
 art. 47
 art.23
 art.24
 art. 3
 art.26
 articolo 41
 art. 49
 art. 4
 articolo 49
 art.27
 articolo 30
 articolo 3
 articolo 47
 art.60
 art. 50
 art.28
 art. 25
 art.28
 art.29
 art.30
 art.31
 art. 51
 art. 52
 articolo 3
 articolo 3
 art.34
 articolo 42
 articolo 49
 art.35
 articolo 4
 art. 6
 art.36
 art. 4
 art.37
 art.38
 articolo 52
 art.39
 art. 5
 art.40
 art.61
 art.42
 articolo 66
 art.43
 art. 5
 art. 55
 art. 5
 art.44
 art. 41
 art. 6
 art.45
 articolo 71
 art. 6
 articolo 7
 art. 10
 art. 56
 art.46
 art.47
 art. 57
 art. 15
 art. 15
 art.48
 art.49
 art.50
 art. 7
 art. 11
 articolo 4
 articolo 10
 articolo 8
 art. 7
 art. 12
 art.51
 art. 58
 art. 59
 art.52
 art. 60
 art. 7
 art. 60
 art. 60
 art. 8
 art. 60
 art. 60
 art. 5
 art. 53
 art. 6
 art. 54
 art. 61
 art. 45
 art. 7
 art. 8
 articolo 8
 art. 9
 art. 62
 art. 56
 art. 57
 art.62
 art. 48
 art. 63
 art. 8
 art. 63
 art. 63
 art. 63
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 63
 art. 13
 art.63
 art. 59
 articolo 82
 articolo 47
 art. 9
 art. 60
 articolo 6
 art.64
 art. 64
 art. 11