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21Gradi | IL SUPERMINIMO
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31 gennaio 2008 Pier-Luigi (0)
Pubblico questo articolo, anche se un po ostico da leggere, perche sicuramente interessa molti di noi
2.1.b) gli emolumenti convenuti individualmente in misura addizionale ai minimi contrattuali si cumulano, invece, con i miglioramenti discendenti dal rinnovo contrattuale collettivo, solo qualora il ccnl faccia espressa eccezione al principio dell’assorbimento; si cumulano altresì ai benefici apportati da quest’ultimo - salva espressa previsione contraria disposta al momento del conferimento (sede individuale) o nel sopravvenuto contratto nazionale - quegli emolumenti che poggiano su una causale remunerativa autonoma rispetto all’ intervenuto incremento dei minimi tabellari (es. premio di rendimento o di operosità individuale[6]), tali da occasionare la fattispecie dell’attribuzione intuitu personae[7].A tale scopo, è necessario tuttavia dar corso ad una approfondita opera di ricognizione della reale volontà che ha spinto le parti alla loro assegnazione ed accettazione[8] ed il cui onere probatorio grava sul lavoratore che intenda opporsi all’assorbimento in ragione dell’asserito carattere meritocratico dell’attribuzione originaria.
[1]Sulla tematica del riassorbimento dei superminimi, si rinvia a P.G. Alleva, Automatismi e riassorbimenti salariali, in RGL 1979,I,59; L. Galantino, Sui trattamenti retributivi individuali più favorevoli, in RIDL 1980, I, 129 e ss.; R. Regazzo, L’assorbimento del superminimo individuale ed i suoi limiti, in L80, 1985,739 e ss. In precedenza, v. M. Meucci, Le condizioni e i limiti per l’assorbimento dei superminimi, in LPO, n.1/1978, 115 (nota a Trib. Monza 17.9.1977), cui adde, Superminimi e meccanismo di assorbimento, ivi n.1/1998, 1 e ss.
[2]Afferma essere consolidato il principio del raffronto - ai fini dell’individuazione del trattamento più favorevole - delle intere discipline contrattuali nel complesso delle clausole costitutive (o quantomeno per singoli “istituti” delle stesse discipline), escludendo effetti di cumulo: Cass. 11.2.1984, n.1065 (inedita) nonché Cass. 16.6.1977, n. 2516 in MGL 1978,12 e 457 con nota di G. Pera.
[3]Così espressamente Cass. 20.3.1998, n. 2984, in NGL 1998, 376, 20 (m.); conf. Cass.7.8.1999 n. 8498, ivi 1999, 631; Cass. 13.3.1996, n. 2058, ivi 1996, 305, 17 (m.); Cass. 16.8.1993,n. 8711, ivi 1993, 851; Cass. 21.10.1991, n. 11139; Cass., 25 agosto 1986, n. 5192; Cass. n. 4122/1979; Cass. n.491/1979; Pret. Torino 2.3.1981, in MGL 1982, 195.
[4]Esplicita tale convincimento espressamente Cass., 22 febbraio 1985, n. 1600, in FI, 1985, I, c. 1316, secondo cui l'assorbimento del superminimo non viola l'art. 2103 c.c., in quanto il meccanismo del trattamento globale più favorevole esaurisce la sua funzione nel confronto tra la retribuzione raggiunta prima della promozione e quella immediatamente successiva, senza garantire al lavoratore promosso una retribuzione superiore - in ogni momento temporale successivo alla promozione — a quella che gli sarebbe spettata secondo il precedente inquadramento.
[5]Conf. App. Milano 16.11.1973, in OGL 1973, 152.
[6]Cfr. Cass. 12.4.1980, n. 2376 in RGL 1980, II, 583.
[7]Cfr. Cass. 16.8.1993, n. 8711, cit.; Cass. 11.10.1989, n. 4064, in DPL 1989, 44, 2957.
[8]Cfr. Cass. 23.12.1986, n. 7868, in DPL 1987, 9, 634.
[10]Così Cass. 28.1.1978, n. 429, in MGL 1979, 24.
[12]Cass. 14 maggio 1979 n. 2783, in GI,1979, I, 1, 1436.
Diritto.- 1. Con il primo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e ss. c. c., nonché errata, insufficiente, contraddittoria motivazione, i ricorrenti sostengono che i superminimi sono assorbibili ove sussistano congiuntamente due condizioni: che siano espressamente configurati come tali e non costituiscano aumenti di merito. Di conseguenza, il giudicante avrebbe dovuto accertare l'eventuale presenza della clausola di assorbibilità, e poi, eventualmente (in presenza di questa clausola), accertare se il beneficio non fosse aumento di merito.
7. Assumendo che, in base all'art. 117 del contratto collettivo 14 dicembre 1990, l'assegno dimerito non è riassorbibile, i ricorrenti sostengono che per ritenere l'assorbibilità sarebbe stato necessario escludere nell'assegno tale natura.
Stabilire la natura del superminimo costituisce operazione fondamentale, in quanto quello generico è soggetto al principio generale dell'assorbibilità in futuri miglioramenti, quale che sia la ragione che determina l'aumento della paga base (rinnovo del contratto collettivo, promozione o progressione automatica in carriera, riconoscimento giudiziale del diritto ad un inquadramento superiore, ecc.), a meno che il contratto collettivo o la clausola individuale non stabiliscano diversamente; viceversa, al superminimo di merito si applica il criterio del cumulo, cioè l'erogazione deve essere conservata ed aggiunta al minimo tabellare più favorevole, dovuto per uno dei richiamati eventi, salva, anche in tal caso, la previsione contrattuale contraria (Cass., 9 luglio 2004, n. 12788, in questa Rivista, 2005, p. 97; Cass., 7 agosto 1999, n. 8498, ibidem, 1999, p. 631; Cass., 21 ottobre 1991, n. 11139, inedita per quanto consta). L'onere di provare in giudizio la natura del superminimo quale compenso aggiuntivo speciale per particolari meriti del dipendente grava sul lavoratore (Cass., 9 luglio 2004, n. 12788, cit.; Cass., 20 marzo 1998, n. 2984, in questa Rivista, 1998, p. 376, n. 20; Cass., 16agosto 1993, n. 8711, ibidem, 1993, p. 851); a sua volta, il giudice del merito deve compiere l'indagine probatoria sull'esistenza di una particolare pattuizione e quella ermeneutica sulla effettiva portata derogatoria della stessa alla regola generale dell'assorbimento, ed è tenuto a fornire congrua motivazione dell'apprezzamento che sostiene la decisione (Cass., 20 marzo 1998, n. 2984, cit., che richiama in senso conforme, Cass., 24 febbraio 1984, n. 1347, inedita per quanto consta).
da: http://dirittolavoro.altervista.org/superminimi.html
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References: Cass. 
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