Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2015_0124.htm
Timestamp: 2017-01-19 23:29:52+00:00

Document:
legge n. 124/2015 (p.a.)
Capo I - SEMPLIFICAZIONI AMMINISTRATIVE Art. 1. Carta della cittadinanza digitale 1. Al fine di garantire ai cittadini e alle imprese, anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, il diritto di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale, nonché al fine di garantire la semplificazione nell'accesso ai servizi alla persona, riducendo la necessità dell'accesso fisico agli uffici pubblici, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, uno o più decreti legislativi volti a modificare e integrare, anche disponendone la delegificazione, il codice dell'amministrazione digitale, di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, di seguito denominato «CAD», nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) individuare strumenti per definire il livello minimo di sicurezza, qualità, fruibilità, accessibilità e tempestività dei servizi on line delle amministrazioni pubbliche; prevedere, a tal fine, speciali regimi sanzionatori e premiali per le amministrazioni stesse; b) ridefinire e semplificare i procedimenti amministrativi, in relazione alle esigenze di celerità, certezza dei tempi e trasparenza nei confronti dei cittadini e delle imprese, mediante una disciplina basata sulla loro digitalizzazione e per la piena realizzazione del principio «innanzitutto digitale» (digital first), nonché l'organizzazione e le procedure interne a ciascuna amministrazione; c) garantire, in linea con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea, la disponibilità di connettività a banda larga e ultralarga e l'accesso alla rete internet presso gli uffici pubblici e altri luoghi che, per la loro funzione, richiedono le suddette dotazioni, anche attribuendo carattere prioritario, nei bandi per accedere ai finanziamenti pubblici per la realizzazione della strategia italiana per la banda ultralarga, all'infrastrutturazione con reti a banda ultralarga nei settori scolastico, sanitario e turistico, agevolando in quest'ultimo settore la realizzazione di un'unica rete wi-fi ad accesso libero, con autenticazione tramite Sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale (SPID), presente in tutti i luoghi di particolare interesse turistico, e prevedendo la possibilità di estendere il servizio anche ai non residenti in Italia, nonché prevedendo che la porzione di banda non utilizzata dagli uffici pubblici sia messa a disposizione degli utenti, anche non residenti, attraverso un sistema di autenticazione tramite SPID; garantire l'accesso e il riuso gratuiti di tutte le informazioni prodotte e detenute dalle amministrazioni pubbliche in formato aperto, l'alfabetizzazione digitale, la partecipazione con modalità telematiche ai processi decisionali delle istituzioni pubbliche, la piena disponibilità dei sistemi di pagamento elettronico nonché la riduzione del divario digitale sviluppando le competenze digitali di base; d) ridefinire il Sistema pubblico di connettività al fine di semplificare le regole di cooperazione applicativa tra amministrazioni pubbliche e di favorire l'adesione al Sistema da parte dei privati, garantendo la sicurezza e la resilienza dei sistemi; e) definire i criteri di digitalizzazione del processo di misurazione e valutazione della performance per permettere un coordinamento a livello nazionale; f) coordinare e razionalizzare le vigenti disposizioni di legge in materia di strumenti di identificazione, comunicazione e autenticazione in rete con la disciplina di cui all'articolo 64 del CAD e la relativa normativa di attuazione in materia di SPID, anche al fine di promuovere l'adesione da parte delle amministrazioni pubbliche e dei privati al predetto SPID; g) favorire l'elezione di un domicilio digitale da parte di cittadini e imprese ai fini dell'interazione con le amministrazioni, anche mediante sistemi di comunicazione non ripudiabili, garantendo l'adozione di soluzioni idonee a consentirne l'uso anche in caso di indisponibilità di adeguate infrastrutture e dispositivi di comunicazione o di un inadeguato livello di alfabetizzazione informatica, in modo da assicurare, altresì, la piena accessibilità mediante l'introduzione, compatibilmente con i vincoli di bilancio, di modalità specifiche e peculiari, quali, tra le altre, quelle relative alla lingua italiana dei segni; h) semplificare le condizioni di esercizio dei diritti e l'accesso ai servizi di interesse dei cittadini e assicurare la conoscibilità della normativa e degli strumenti di sostegno della maternità e della genitorialità corrispondenti al profilo dei richiedenti, attraverso l'utilizzo del sito internet dell'Istituto nazionale della previdenza sociale collegato con i siti delle amministrazioni regionali e locali, attivabile al momento dell'iscrizione anagrafica della figlia o del figlio nato o adottato, secondo modalità e procedure che garantiscano la certezza e la riservatezza dei dati; i) razionalizzare gli strumenti di coordinamento e collaborazione delle amministrazioni pubbliche al fine di conseguire obiettivi di ottimizzazione della spesa nei processi di digitalizzazione favorendo l'uso di software open source, tenendo comunque conto di una valutazione tecnico-economica delle soluzioni disponibili, nonché obiettivi di risparmio energetico; l) razionalizzare i meccanismi e le strutture deputati alla governance in materia di digitalizzazione, al fine di semplificare i processi decisionali;
m) semplificare le modalità di adozione delle regole tecniche e assicurare la neutralità tecnologica delle disposizioni del CAD, semplificando allo stesso tempo il CAD medesimo in modo che contenga esclusivamente principi di carattere generale; n) ridefinire le competenze dell'ufficio dirigenziale di cui all'articolo 17, comma 1, del CAD, con la previsione della possibilità di collocazione alle dirette dipendenze dell'organo politico di vertice di un responsabile individuato nell'ambito dell'attuale dotazione organica di fatto del medesimo ufficio, dotato di adeguate competenze tecnologiche e manageriali, per la transizione alla modalità operativa digitale e dei conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un'amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità; o) adeguare il testo delle disposizioni vigenti alle disposizioni adottate a livello europeo, al fine di garantirne la coerenza, e coordinare formalmente e sostanzialmente il testo delle disposizioni vigenti, anche contenute in provvedimenti diversi dal CAD, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo e coordinare le discipline speciali con i principi del CAD al fine di garantirne la piena esplicazione; p) adeguare l'ordinamento alla disciplina europea in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche; q) prevedere che i pagamenti digitali ed elettronici effettuati con qualsiasi modalità di pagamento, ivi incluso l'utilizzo per i micropagamenti del credito telefonico, costituiscano il mezzo principale per i pagamenti dovuti nei confronti della pubblica amministrazione e degli esercenti servizi di pubblica utilità; r) indicare esplicitamente le norme abrogate, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.
3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Art. 2. Conferenza di servizi
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) ridefinizione e riduzione dei casi in cui la convocazione della conferenza di servizi è obbligatoria, anche in base alla complessità del procedimento; b) ridefinizione dei tipi di conferenza, anche al fine di introdurre modelli di istruttoria pubblica per garantire la partecipazione anche telematica degli interessati al procedimento, limitatamente alle ipotesi di adozione di provvedimenti di interesse generale, in alternativa a quanto previsto dall'articolo 10 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e nel rispetto dei principi di economicità, proporzionalità e speditezza dell'azione amministrativa; c) riduzione dei termini per la convocazione, per l'acquisizione degli atti di assenso previsti, per l'adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento; d) certezza dei tempi della conferenza, ovvero necessità che qualsiasi tipo di conferenza di servizi abbia una durata certa, anche con l'imposizione a tutti i partecipanti di un onere di chiarezza e inequivocità delle conclusioni espresse; e) disciplina della partecipazione alla conferenza di servizi finalizzata a:
1) garantire forme di coordinamento o di rappresentanza unitaria delle amministrazioni interessate; 2) prevedere la partecipazione alla conferenza di un unico rappresentante delle amministrazioni statali, designato, per gli uffici periferici, dal dirigente dell'Ufficio territoriale dello Stato di cui all'articolo 8, comma 1, lettera e); f) disciplina del calcolo delle presenze e delle maggioranze volta ad assicurare la celerità dei lavori della conferenza; g) previsione che si consideri comunque acquisito l'assenso delle amministrazioni, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e dell'ambiente che, entro il termine dei lavori della conferenza, non si siano espresse nelle forme di legge; h) semplificazione dei lavori della conferenza di servizi, anche attraverso la previsione dell'obbligo di convocazione e di svolgimento della stessa con strumenti informatici e la possibilità, per l'amministrazione procedente, di acquisire ed esaminare gli interessi coinvolti in modalità telematica asincrona; i) differenziazione delle modalità di svolgimento dei lavori della conferenza, secondo il principio di proporzionalità, prevedendo per i soli casi di procedimenti complessi la convocazione di riunioni in presenza; l) revisione dei meccanismi decisionali, con la previsione del principio della prevalenza delle posizioni espresse in sede di conferenza per l'adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento nei casi di conferenze decisorie; precisazione dei poteri dell'amministrazione procedente, in particolare nei casi di mancata espressione degli atti di assenso ovvero di dissenso da parte delle amministrazioni competenti; m) possibilità per le amministrazioni di chiedere all'amministrazione procedente di assumere determinazioni in via di autotutela ai sensi degli
articoli 21-quinquies e 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, purché abbiano partecipato alla conferenza di servizi o si siano espresse nei termini; n) definizione, nel rispetto dei principi di ragionevolezza, economicità e leale collaborazione, di meccanismi e termini per la valutazione tecnica e per la necessaria composizione degli interessi pubblici nei casi in cui la legge preveda la partecipazione al procedimento delle amministrazioni preposte alla tutela dell'ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità, in modo da pervenire in ogni caso alla conclusione del procedimento entro i termini previsti; previsione per le amministrazioni citate della possibilità di attivare procedure di riesame; o) coordinamento delle disposizioni di carattere generale di cui agli
articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, con la normativa di settore che disciplina lo svolgimento della conferenza di servizi; p) coordinamento delle disposizioni in materia di conferenza di servizi con quelle dell'articolo 17-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dall'articolo 3 della presente legge; q) definizione di limiti e termini tassativi per le richieste di
provvedimento finale. 2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato.
3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Art. 3. Silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazioni pubbliche e gestori di beni o servizi pubblici 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo l'articolo 17 è inserito il seguente: «Art. 17-bis. Silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazioni pubbliche e gestori di beni o servizi pubblici
1. Nei casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta comunque denominati di amministrazioni pubbliche e di gestori di beni o servizi pubblici, per l'adozione di provvedimenti normativi e amministrativi di competenza di altre amministrazioni pubbliche, le amministrazioni o i gestori competenti comunicano il proprio assenso, concerto o nulla osta entro trenta giorni dal ricevimento dello schema di provvedimento, corredato della relativa documentazione, da parte dell'amministrazione procedente. Il termine è interrotto qualora l'amministrazione o il gestore che deve rendere il proprio assenso, concerto o nulla osta rappresenti esigenze istruttorie o richieste di modifica, motivate e formulate in modo puntuale nel termine stesso. In tal caso, l'assenso, il concerto o il nulla osta è reso nei successivi trenta giorni dalla ricezione degli elementi istruttori o dello schema di provvedimento; non sono ammesse ulteriori interruzioni di termini. 2. Decorsi i termini di cui al comma 1 senza che sia stato comunicato l'assenso, il concerto o il nulla osta, lo stesso si intende acquisito. In caso di mancato accordo tra le amministrazioni statali coinvolte nei procedimenti di cui al comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, decide sulle modifiche da apportare allo schema di provvedimento. 3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche ai casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta comunque denominati di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, per l'adozione di provvedimenti normativi e amministrativi di competenza di amministrazioni pubbliche. In tali casi, ove disposizioni di legge o i provvedimenti di cui all'articolo 2 non prevedano un termine diverso, il termine entro il quale le amministrazioni competenti comunicano il proprio assenso, concerto o nulla osta è di novanta giorni dal ricevimento della richiesta da parte dell'amministrazione procedente. Decorsi i suddetti termini senza che sia stato comunicato l'assenso, il concerto o il nulla osta, lo stesso si intende acquisito. 4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei casi in cui disposizioni del diritto dell'Unione europea richiedano l'adozione di provvedimenti espressi.». Art. 4. Norme per la semplificazione e l'accelerazione dei procedimenti amministrativi 1. Con regolamento da emanare, ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
amministrativi, sulla base delle seguenti norme generali regolatrici della materia:
a) individuazione dei tipi di procedimento amministrativo,
generale o all'avvio di attività imprenditoriali, ai quali possono
ridotti in misura non superiore al 50 per cento rispetto a quelli applicabili ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni; d) per i procedimenti di cui alla lettera b), attribuzione,
pubblica. Art. 5.
Segnalazione certificata di inizio attività, silenzio assenso,
autorizzazione espressa e comunicazione preventiva 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la precisa individuazione dei procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso, ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché di quelli per i quali è necessaria l'autorizzazione espressa e di quelli per i quali è sufficiente una comunicazione preventiva, sulla base dei principi e criteri direttivi desumibili dagli stessi articoli, dei principi del diritto dell'Unione europea relativi all'accesso alle attività di servizi e dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, introducendo anche la disciplina generale delle attività non assoggettate ad autorizzazione preventiva espressa, compresa la definizione delle modalità di presentazione e dei contenuti standard degli atti degli interessati e di svolgimento della procedura, anche telematica, nonché degli strumenti per documentare o attestare gli effetti prodotti dai predetti atti, e prevedendo altresì l'obbligo di comunicare ai soggetti interessati, all'atto della presentazione di un'istanza, i termini entro i quali l'amministrazione è tenuta a rispondere ovvero entro i quali il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'interno in relazione alle autorizzazioni previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, previa intesa, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del medesimo decreto legislativo n. 281 del 1997 e previo parere del Consiglio di Stato, che è reso nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Art. 6. Autotutela amministrativa 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 19, i commi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:
b) all'articolo 21: 1) al comma 1, la parola: «denuncia» è sostituita dalla seguente: «segnalazione»;
2) il comma 2 è abrogato; c) all'articolo 21-quater, comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La sospensione non può comunque essere disposta o perdurare oltre i termini per l'esercizio del potere di annullamento di cui all'articolo 21-nonies»;
d) all'articolo 21-nonies: 1) al comma 1, dopo le parole: «entro un termine ragionevole» sono inserite le seguenti: «, comunque non superiore a diciotto mesi dal momento dell'adozione dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, inclusi i casi in cui il provvedimento si sia formato ai sensi dell'articolo 20,»;
2) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: «2-bis. I provvedimenti amministrativi conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell'atto di notorietà false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati dall'amministrazione anche dopo la scadenza del termine di diciotto mesi di cui al comma 1, fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali nonché delle sanzioni previste dal capo VI del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445». 2. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il comma 136 è abrogato. Art. 7. Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, nel rispetto dei principi e criteri direttivi stabiliti dall'articolo 1, comma 35, della legge 6 novembre 2012, n. 190, nonché dei seguenti principi e criteri direttivi: a) ridefinizione e precisazione dell'ambito soggettivo di applicazione degli obblighi e delle misure in materia di trasparenza; b) previsione di misure organizzative, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, anche ai fini della valutazione dei risultati, per la pubblicazione nel sito istituzionale dell'ente di appartenenza delle informazioni concernenti: 1) le fasi dei procedimenti di aggiudicazione ed esecuzione degli appalti pubblici; 2) il tempo medio di attesa per le prestazioni sanitarie di ciascuna struttura del Servizio sanitario nazionale; 3) il tempo medio dei pagamenti relativi agli acquisti di beni, servizi, prestazioni professionali e forniture, l'ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici, aggiornati periodicamente; 4) le determinazioni dell'organismo di valutazione; c) riduzione e concentrazione degli oneri gravanti in capo alle amministrazioni pubbliche, ferme restando le previsioni in materia di verifica, controllo e sanzioni; d) precisazione dei contenuti e del procedimento di adozione del Piano nazionale anticorruzione, dei piani di prevenzione della corruzione e della relazione annuale del responsabile della prevenzione della corruzione, anche attraverso la modifica della relativa disciplina legislativa, anche ai fini della maggiore efficacia dei controlli in fase di attuazione, della differenziazione per settori e dimensioni, del coordinamento con gli strumenti di misurazione e valutazione delle performance nonché dell'individuazione dei principali rischi e dei relativi rimedi; conseguente ridefinizione dei ruoli, dei poteri e delle responsabilità dei soggetti interni che intervengono nei relativi processi; e) razionalizzazione e precisazione degli obblighi di pubblicazione nel sito istituzionale, ai fini di eliminare le duplicazioni e di consentire che tali obblighi siano assolti attraverso la pubblicità totale o parziale di banche dati detenute da pubbliche amministrazioni; f) definizione, in relazione alle esigenze connesse allo svolgimento dei compiti istituzionali e fatto salvo quanto previsto dall'articolo 31 della legge 3 agosto 2007, n. 124, e successive modificazioni, dei diritti dei membri del Parlamento inerenti all'accesso ai documenti amministrativi e alla verifica dell'applicazione delle norme sulla trasparenza amministrativa, nonché dei limiti derivanti dal segreto o dal divieto di divulgazione e dei casi di esclusione a tutela di interessi pubblici e privati; g) individuazione dei soggetti competenti all'irrogazione delle sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza; h) fermi restando gli obblighi di pubblicazione, riconoscimento della libertà di informazione attraverso il diritto di accesso, anche per via telematica, di chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, salvi i casi di segreto o di divieto di divulgazione previsti dall'ordinamento e nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati, al fine di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche; semplificazione delle procedure di iscrizione negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa istituiti ai sensi dell'articolo 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190, e successive modificazioni, con modifiche della relativa disciplina, mediante l'unificazione o l'interconnessione delle banche dati delle amministrazioni centrali e periferiche competenti, e previsione di un sistema di monitoraggio semestrale, finalizzato all'aggiornamento degli elenchi costituiti presso le Prefetture - Uffici territoriali del Governo; previsione di sanzioni a carico delle amministrazioni che non ottemperano alle disposizioni normative in materia di accesso, di procedure di ricorso all'Autorità nazionale anticorruzione in materia di accesso civico e in materia di accesso ai sensi della presente lettera, nonché della tutela giurisdizionale ai sensi dell'articolo 116 del codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e successive modificazioni. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 3. In attesa della realizzazione del sistema unico nazionale di cui all'articolo 2, comma 82, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il Governo è delegato ad adottare, entro otto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la ristrutturazione e la razionalizzazione delle spese relative alle prestazioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera i-bis), del testo unico di cui al d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, anche se rese anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
a) revisione delle voci di listino per prestazioni obbligatorie, tenendo conto dell'evoluzione dei costi e dei servizi, in modo da conseguire un risparmio di spesa di almeno il 50 per cento rispetto alle tariffe stabilite con il decreto del Ministro delle comunicazioni 26 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2001; b) adozione di un tariffario per le prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione sulla base del costo medio per tipologia di prestazione rilevato dall'amministrazione giudiziaria nel biennio precedente, al fine di conseguire un risparmio di spesa complessivo pari almeno al 50 per cento; c) definizione dei criteri e delle modalità per l'adeguamento delle spettanze relative alle operazioni di intercettazione in conseguenza delle innovazioni scientifiche, tecnologiche e organizzative; d) armonizzazione delle disposizioni previste dal testo unico di cui al d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, in materia di liquidazione delle spese di intercettazione, anche al fine di velocizzare le operazioni di pagamento; e) abrogazione di ogni altra disposizione precedente incompatibile con i principi di cui al presente comma. 4. I decreti legislativi di cui al comma 3 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, che è reso nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 3 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 5. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 3, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Capo II -
ORGANIZZAZIONE Art. 8. Riorganizzazione dell'amministrazione dello Stato 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data
destinati ad attività strumentali, fatte salve le esigenze connesse
dimostrata impossibilità, per la gestione unitaria dei servizi
funzioni, adottare i provvedimenti conseguenti alla ricognizione di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n.
operative da realizzare in ambito regionale, secondo le modalità
dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della
sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità
esistenti, delle specialità e dell'unitarietà delle funzioni da
tenendo conto del merito e delle professionalità, nell'ottica della
delle esigenze di funzionalità e della consistenza effettiva alla
facoltà assunzionali previste alla medesima data, nonché
transitorie, fermi restando le peculiarità ordinamentali e
funzionali del personale di ciascuna Forza di polizia, nonché i
nonché la facoltà di transito, in un contingente limitato, previa
determinazione delle relative modalità, nelle altre Forze di
attribuite e già svolte dal medesimo personale, con l'assunzione
dell'economia e delle finanze, di una quota parte dei risparmi dispesa di natura permanente, non superiore al 50 per cento, derivanti
altresì le funzioni di ispettore fitosanitario di cui all'articolo
delle duplicazioni organizzative, logistiche e funzionali, nonché
legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché,
funzionali al mantenimento dell'unità dell'indirizzo e alla
promozione dell'attività dei Ministri da parte del Presidente del
autorità indipendenti e viceversa; individuazione di criteri
componenti e del personale delle autorità indipendenti, in modo da
relativa professionalità; individuazione di criteri omogenei di
finanziamento delle medesime autorità, tali da evitare maggiori
riferimento, o comunque regolate o vigilate; 7) introduzione di maggiore flessibilità nella disciplina
comunque la compatibilità finanziaria degli stessi, anche attraverso
connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla
valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle
introduzione di un'unica modalità di archiviazione finalizzata al
rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di
residente, all'eventuale presenza della città metropolitana, alle
caratteristiche del territorio, alla criminalità, agli insediamenti
cittadini; attribuzione al prefetto della responsabilità
dell'erogazione dei servizi ai cittadini, nonché di funzioni di
soggetti privati che svolgono attività omogenee: semplificazione e
mantenimento della sua specificità; riconoscimento delle
peculiarità dello sport per persone affette da disabilità e
attualmente in disponibilità o attribuite al CONI e si avvalga per
tutte le attività strumentali, ivi comprese le risorse umane, di
disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28
all'individuazione di autorità di sistema nonché alla governance
conformità al predetto comma 1, al fine di semplificare l'esercizio
non duplicazione ed economicità, e di coordinare e rendere
1, lettera a), è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per
dell'interno. 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad
quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun
decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per
decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine
scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora
dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare,
cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti
dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché la sicurezza e i
controlli nel settore agroalimentare. Restano altresì ferme le
autonome in materia di funzioni prefettizie, in conformità a quanto
attuazione. Art. 9. Disposizioni concernenti l'Ordine al merito della Repubblica italiana (omissis)
Art. 10. Riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, anche mediante la modifica della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23, e il conseguente riordino delle disposizioni che regolano la relativa materia. Il decreto legislativo è adottato nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) determinazione del diritto annuale a carico delle imprese tenuto conto delle disposizioni di cui all'articolo 28 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114; b) ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, con riduzione del numero dalle attuali 105 a non più di 60 mediante accorpamento di due o più camere di commercio; possibilità di mantenere la singola camera di commercio non accorpata sulla base di una soglia dimensionale minima di 75.000 imprese e unità locali iscritte o annotate nel registro delle imprese, salvaguardando la presenza di almeno una camera di commercio in ogni regione, prevedendo la istituibilità di una camera di commercio in ogni provincia autonoma e città metropolitana e, nei casi di comprovata rispondenza a indicatori di efficienza e di equilibrio economico, tenendo conto delle specificità geo-economiche dei territori e delle circoscrizioni territoriali di confine, nonché definizione delle condizioni in presenza delle quali possono essere istituite le unioni regionali o interregionali; previsione, fermo restando il predetto limite massimo di circoscrizioni territoriali, dei presupposti per l'eventuale mantenimento delle camere di commercio nelle province montane di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e, anche in deroga alle soglie dimensionali minime, nei territori montani delle regioni insulari privi di adeguate infrastrutture e collegamenti pubblici stradali e ferroviari; previsione di misure per assicurare alle camere di commercio accorpate la neutralità fiscale delle operazioni derivanti dai processi di accorpamento e dalla cessione e dal conferimento di immobili e di partecipazioni, da realizzare attraverso l'eventuale esenzione da tutte le imposte indirette, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto; c) ridefinizione dei compiti e delle funzioni, con particolare riguardo a quelle di pubblicità legale generale e di settore, di semplificazione amministrativa, di tutela del mercato, limitando e individuando gli ambiti di attività nei quali svolgere la funzione di promozione del territorio e dell'economia locale, nonché attribuendo al sistema camerale specifiche competenze, anche delegate dallo Stato e dalle regioni, eliminando le duplicazioni con altre amministrazioni pubbliche, limitando le partecipazioni societarie a quelle necessarie per lo svolgimento delle funzioni istituzionali nonché per lo svolgimento di attività in regime di concorrenza, a tal fine esplicitando criteri specifici e vincolanti, eliminando progressivamente le partecipazioni societarie non essenziali e gestibili secondo criteri di efficienza da soggetti privati; d) riordino delle competenze relative alla tenuta e valorizzazione del registro delle imprese presso le camere di commercio, con particolare riguardo alle funzioni di promozione della trasparenza del mercato e di pubblicità legale delle imprese, garantendo la continuità operativa del sistema informativo nazionale e l'unitarietà di indirizzo applicativo e interpretativo attraverso il ruolo di coordinamento del Ministero dello sviluppo economico; e) definizione da parte del Ministero dello sviluppo economico, sentita l'Unioncamere, di standard nazionali di qualità delle prestazioni delle camere di commercio, in relazione a ciascuna funzione fondamentale, ai relativi servizi ed all'utilità prodotta per le imprese, nonché di un sistema di monitoraggio di cui il Ministero dello sviluppo economico si avvale per garantire il rispetto degli standard; f) riduzione del numero dei componenti dei consigli e delle giunte e riordino della relativa disciplina, compresa quella sui criteri di elezione, in modo da assicurare un'adeguata consultazione delle imprese, e sul limite ai mandati, nonché delle unioni regionali, delle aziende speciali e delle società controllate; individuazione di criteri che garantiscano, in caso di accorpamento, la rappresentanza equilibrata negli organi camerali delle basi associative delle camere di commercio accorpate, favorendo il mantenimento dei servizi sul territorio; riordino della disciplina dei compensi dei relativi organi, prevedendo la gratuità degli incarichi diversi da quelli nei collegi dei revisori dei conti; definizione di limiti al trattamento economico dei vertici amministrativi delle camere di commercio e delle aziende speciali; g) introduzione di una disciplina transitoria che tenga conto degli accorpamenti già deliberati alla data di entrata in vigore della presente legge; h) introduzione di una disciplina transitoria che assicuri la sostenibilità finanziaria, anche con riguardo ai progetti in corso per la promozione dell'attività economica all'estero, e il mantenimento dei livelli occupazionali e che contempli poteri sostitutivi per garantire la completa attuazione del processo di riforma, anche mediante la nomina di commissari in caso di inadempienza da parte delle camere di commercio. 2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato. 3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. Capo III - PERSONALE Art. 11. Dirigenza pubblica
dall'articolo 17, comma 2, uno o più decreti legislativi in materia
caratterizzato dalla piena mobilità tra i ruoli, secondo le
nazionali, delle università statali, degli enti pubblici di ricerca
sezioni per le professionalità speciali; introduzione di ruoli unici
anche per la dirigenza delle autorità indipendenti, nel rispetto
dei ministri, di una Commissione per la dirigenza statale, operante con piena autonomia di valutazione, i cui componenti sono selezionati
con modalità tali da assicurarne l'indipendenza, la terzietà,
l'onorabilità e l'assenza di conflitti di interessi, con procedure
merito e incompatibilità con cariche politiche e sindacali;
in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, di un ruolo
numero 1) della presente lettera; mantenimento della figura del direttore generale di cui all'articolo 108 del testo unico
di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, nel rispetto di quanto
di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività
amministrativa e controllo della legalità dell'azione
accesso in carriera già avviate alla data di entrata in vigore della
attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività
amministrativa, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;previsione che gli incarichi di funzione dirigenziale apicale cessano
degli organi esecutivi; previsione della possibilità, per le città
ipotesi, dell'affidamento della funzione di controllo della legalità
associata, coerentemente con le previsioni di cui all'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010,
122,, e successive modificazioni; in
citato articolo 108 del testo unico
di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 di conferire l'incarico di direzione apicale con compiti
amministrativa, direzione degli uffici e controllo della legalità
dell'azione amministrativa ai predetti soggetti, già iscritti nel
predetto albo e confluiti nel ruolo di cui al numero 3), nonché ai
soggetti già iscritti all'albo, nella fascia professionale C, e ai
vincitori del corso di accesso in carriera, già bandito alla data di
titolo VI della legge 11 marzo 1972, n. 118, nonché dalle leggi
2014, n. 11, anche in conformità al titolo XI del testo unico delle
Trentino-Alto Adige, di cui al d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, e alle
relative norme di attuazione di cui al d.P.R. 15 luglio 1988, n. 574, sull'uso della lingua tedesca nei
e' stato attribuito l'incarico iniziale; possibilità di reclutare,
e delle autorità indipendenti; previsione di sezioni speciali del
lettera; esclusione di graduatorie di idonei; possibilità di
speciali e delle autorità indipendenti; formazione della graduatoria
c), in modo da assicurare l'omogeneità della qualità e dei
possibilità di avvalersi, per le attività di reclutamento e di
nazionale dell'amministrazione in coerenza con le previsioni di cui all'articolo 21, comma 4, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,
comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti; e) con riferimento alla formazione permanente dei dirigenti:definizione di obblighi formativi annuali e delle modalità del
attività di formazione; f) con riferimento alla mobilità della dirigenza:
semplificazione e ampliamento delle ipotesi di mobilità tra le
casi e delle condizioni nei quali non è richiesto il previo assenso
delle amministrazioni di appartenenza per la mobilità della
possibilità di conferire gli incarichi ai dirigenti appartenenti a
complessità, delle responsabilità organizzative e delle risorse
specifiche competenze organizzative possedute, nonché delle
settore privato o presso altre amministrazioni pubbliche, purché
conto della diversità delle esperienze maturate, anche in
partecipazione alla procedura di avviso pubblico; facoltà di rinnovo
una sola volta, purché motivato e nei soli casi nei quali il
equilibrio di genere nel conferimento degli incarichi; possibilità
incarico e loro collocamento in disponibilità; disciplina della
collocamento in disponibilità successivo a valutazione negativa;
altre amministrazioni ovvero nelle società partecipate dalle
amministrazioni pubbliche, o per svolgere attività lavorativa nel
settore privato, con sospensione del periodo di disponibilità;
possibile destinazione allo svolgimento di attività di supporto
della possibilità, per i dirigenti collocati in disponibilità, di
formulare istanza di ricollocazione in qualità di funzionario, in
valutazione; m) con riferimento alla responsabilità dei dirigenti: riordino
responsabilità dirigenziale, amministrativo-contabile e disciplinare
dei dirigenti e ridefinizione del rapporto tra responsabilità
dirigenziale e responsabilità amministrativo-contabile, con
particolare riferimento alla esclusiva imputabilità ai dirigenti
della responsabilità per l'attività gestionale, con limitazione
della responsabilità dirigenziale alle ipotesi di cui all'articolo
responsabilità disciplinare ai comportamenti effettivamente
posizione e di risultato rispetto al totale; possibilità di ciascun
dirigente di attribuire un premio monetario annuale a non più di un
decimo dei dirigenti suoi subordinati e a non più di un decimo dei
disponibilità dei fondi a essa destinati; pubblicazione nel sito
istituzionale dell'identità dei destinatari dei suddetti premi;
nonché, ove previsto dalla legislazione regionale, di direttore dei
che procede secondo le modalità del citato articolo 3-bis del
sistema di verifica e di valutazione dell'attività dei direttori
servizi sanitari regionali; decadenza dall'incarico e possibilità di
regolamenti o del principio di buon andamento e imparzialità;
direttori amministrativi e dei direttori sanitari, nonché, ove
o del principio di buon andamento e imparzialità; definizione delle
modalità per l'applicazione delle norme adottate in attuazione della
di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque
procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è
data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può
comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di
competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova
stabiliti dal presente articolo, uno o più decreti legislativi
recanti disposizioni integrative e correttive. Art. 12.
dell'Avvocatura dello Stato 1. Dopo l'articolo 16 della legge 3 aprile 1979, n. 103, è
sue funzioni e assicurano l'omogeneità delle difese e delle
la durata di quattro anni, al termine dei quali l'incarico può
del candidato, nonché della professionalità acquisita, desunta in
e ricavabili dall'esame dell'attività svolta. 5. Alla scadenza del termine di cui al comma 2, l'avvocato dello
reiezione delle stesse, è assegnato alle funzioni non direttive nel
medesimo ufficio». Art. 13.
Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca 1. Al fine di favorire e semplificare le attività degli enti
pubblici di ricerca (EPR) e rendere le procedure e le normative più
consone alle peculiarità degli scopi istituzionali di tali enti,
anche considerando l'autonomia e la terzietà di cui essi godono, il
Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di
uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti principi e
particolare riguardo alla libertà di ricerca e all'autonomia
professionale; consentire la portabilità dei progetti di ricerca e
la relativa titolarità valorizzando la specificità del modello
più snello e più appropriato a gestirne la peculiarità dei tempi e
missioni fuori sede finalizzate ad attività di ricerca, del
altre attività proprie degli EPR; c) definizione di regole improntate a principi di responsabilità
proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della
sentite le parti sociali per gli aspetti di compatibilità con le
Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche 1. Le amministrazioni pubbliche, nei limiti delle risorse di
nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione
dei dipendenti, ove lo richiedano, di avvalersi di tali modalità,
penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della
altresì i propri sistemi di monitoraggio e controllo interno,
sull'efficacia e sull'efficienza dell'azione amministrativa, nonché
sulla qualità dei servizi erogati, delle misure organizzative
genitorialità, aperti durante i periodi di chiusura scolastica. 3. Con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita
possono definire modalità e criteri per l'adeguamento dei rispettivi
modificazioni: a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. Il fondo di cui al comma 1 è finanziato per l'importo di 2
del fondo di cui al comma 1 è determinata annualmente ai sensi
nonché da minori figli di dipendenti delle amministrazioni locali e
da minori che non trovano collocazione nelle strutture pubbliche comunali,». 6. Dopo il comma 1-bis dell'articolo 30 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, è inserito il
sociali del comune di residenza, può presentare domanda di
maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo
a casi o esigenze eccezionali». Art. 15.
Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale per il personale delle Forze armate 1. L'articolo 1393 del codice dell'ordinamento militare, di cui al
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituito dal seguente: «Art. 1393 (Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento
l'autorità giudiziaria, si applica la disciplina in materia di
rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale di cui all'articolo 55-ter del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».
DELEGHE PER LA SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA Art. 16.
Procedure e criteri comuni per l'esercizio di deleghe legislative di semplificazione 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data
più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie
destinatari dell'azione amministrativa. 3. Il Governo si attiene altresì ai principi e criteri direttivi
scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora
cui ai commi 2, 3 e 4, uno o più decreti legislativi recanti
disposizioni integrative e correttive. Art. 17.
Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche 1. I decreti legislativi per il riordino della disciplina in
della capacità dei candidati di utilizzare e applicare a problemi
specifici e casi concreti nozioni teoriche, con possibilità di
adeguate partecipazione ed economicità dello svolgimento della
uniformi, per assicurare omogeneità qualitativa e professionale in
delle modalità di espletamento degli stessi, in particolare con la
misure di pubblicità sui temi di concorso e di forme di preselezione
termini di validità delle graduatorie; per le amministrazioni
approvazione dello schema di decreto legislativo di cui al presentecomma, in attuazione dell'articolo 1, commi 424 e 425, della legge 23
l'introduzione di norme transitorie finalizzate esclusivamenteall'assunzione dei vincitori di concorsi pubblici, le cui graduatorie
giudicatrici, secondo modalità definite dal bando anche in relazione
delle prerogative sindacali, nonché di funzioni di supporto tecnico
stessa; definizione dei termini e delle modalità di svolgimento
amministrativa, la valorizzazione del merito e la parità di
trattamento tra categorie omogenee, nonché di accelerare le
procedure negoziali; i) rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici; l) riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento
pubblici, al fine di garantire l'effettività del controllo, con
definizione delle modalità d'impiego del personale medico
la finanza pubblica e con la previsione del prioritario ricorso alle liste di cui all'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31
ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni; m) definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni,
differenziati in base agli effettivi fabbisogni; n) per garantire un'efficace integrazione nell'ambiente di lavoro
delle persone con disabilità di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68,
il compito di: 1) elaborare piani per ottemperare agli obblighi derivanti
dalla legge 12 marzo 1999, n. 68; 2) prevedere interventi straordinari per l'adozione degli
3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216; 3) monitorare e controllare l'obbligo di trasmissione annuale
nonché al centro per l'impiego territorialmente competente della
coperti e di un programma relativo a tempi e modalità di copertura
pubbliche amministrazioni; o) disciplina delle forme di lavoro flessibile, con
dalla compatibilità con la peculiarità del rapporto di lavoro alle
prevenire il precariato; p) previsione della facoltà, per le amministrazioni pubbliche,
564, la possibilità di conseguire l'invarianza della contribuzione
previdenziali e delle amministrazioni pubbliche; q) progressivo superamento della dotazione organica come limite
facilitare i processi di mobilità; r) semplificazione delle norme in materia di valutazione dei
dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e di premialità;
efficienza e qualità dei servizi e delle attività delle
pubblica amministrazione; s) introduzione di norme in materia di responsabilità
l'esercizio dell'azione disciplinare; t) rafforzamento del principio di separazione tra indirizzo
responsabilità dei dirigenti, attraverso l'esclusiva imputabilità
agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per
l'attività gestionale; u) razionalizzazione dei flussi informativi dalle amministrazioni
in ambiti temporali definiti; v) riconoscimento alle regioni a statuto speciale e alle province
autonome di Trento e di Bolzano della potestà legislativa in materia
contenimento del costo del personale, nonché dei rispettivi statuti
a carico della finanza pubblica; z) al fine di garantire un'efficace integrazione in ambiente di
lavoro di persone con disabilità ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, previsione della nomina, da parte delle amministrazioni
pubbliche con più di 200 dipendenti, senza nuovi o maggiori oneri
territorialmente competente, non solo della comunicazione relativa alle scoperture di posti riservati ai lavoratori disabili, ma anche
di una successiva dichiarazione relativa a tempi e modalità di
pubbliche, nonché previsione di adeguate sanzioni per il mancato
numerico di lavoratori con disabilità da parte del centro per
l'impiego territorialmente competente. 2. Le deleghe di cui all'articolo 11 e al presente articolo possono
essere esercitate congiuntamente mediante l'adozione di uno o più
purché i decreti siano adottati entro il termine di cui all'articolo
11, comma 1. 3. All'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
successive modificazioni, il terzo periodo è sostituito dai
soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità, la durata non può essere superiore a un anno, non prorogabile né
rinnovabile, presso ciascuna amministrazione.». Art. 18.
Riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche 1. Il decreto legislativo per il riordino della disciplina in
materia di partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche è adottato al fine prioritario di assicurare la chiarezza della
disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione
della concorrenza, con particolare riferimento al superamento dei
regimi transitori, nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi, che si aggiungono a quelli di cui all'articolo 16: a) distinzione tra tipi di società in relazione alle attività
svolte, agli interessi pubblici di riferimento, alla misura e
qualità della partecipazione e alla sua natura diretta o indiretta,
alla modalità diretta o mediante procedura di evidenza pubblica
dell'affidamento, nonché alla quotazione in borsa o all'emissione di
strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, e
individuazione della relativa disciplina, anche in base al principio
di proporzionalità delle deroghe rispetto alla disciplina
privatistica, ivi compresa quella in materia di organizzazione e
crisi d'impresa; b) ai fini della razionalizzazione e riduzione delle
partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed
economicità, ridefinizione della disciplina, delle condizioni e dei
limiti per la costituzione di società, l'assunzione e il
pubbliche entro il perimetro dei compiti istituzionali o di ambiti
strategici per la tutela di interessi pubblici rilevanti, quale la
principi della presente lettera anche alle partecipazioni pubbliche
già in essere; c) precisa definizione del regime delle responsabilità degli
amministratori delle amministrazioni partecipanti nonché dei
dipendenti e degli organi di gestione e di controllo delle società
partecipate; d) definizione, al fine di assicurare la tutela degli interessi
pubblici, la corretta gestione delle risorse e la salvaguardia
dell'immagine del socio pubblico, dei requisiti e della garanzia di
onorabilità dei candidati e dei componenti degli organi di
amministrazione e controllo delle società, anche al fine di
garantirne l'autonomia rispetto agli enti proprietari; e) razionalizzazione dei criteri pubblicistici per gli acquisti e
il reclutamento del personale, per i vincoli alle assunzioni e le
di valutazione oggettivi, rapportati al valore anche economico dei
risultati; previsione che i risultati economici positivi o negativi
ottenuti assumano rilievo ai fini del compenso economico variabile
degli amministratori in considerazione dell'obiettivo di migliorare
la qualità del servizio offerto ai cittadini e tenuto conto della
congruità della tariffa e del costo del servizio; f) promozione della trasparenza e dell'efficienza attraverso
l'unificazione, la completezza e la massima intelligibilità dei dati
economico-patrimoniali e dei principali indicatori di efficienza,
nonché la loro pubblicità e accessibilità; g) attuazione dell'articolo 151, comma 8, del testo unico di cui
al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di
consolidamento delle partecipazioni nei bilanci degli enti
proprietari; h) eliminazione di sovrapposizioni tra regole e istituti
pubblicistici e privatistici ispirati alle medesime esigenze di
disciplina e controllo; i) possibilità di piani di rientro per le società con bilanci
in disavanzo con eventuale commissariamento; l) regolazione dei flussi finanziari, sotto qualsiasi forma, tra
amministrazione pubblica e società partecipate secondo i criteri di
parità di trattamento tra imprese pubbliche e private e operatore di
mercato; m) con riferimento alle società partecipate dagli enti locali: 1) per le società che gestiscono servizi strumentali e
funzioni amministrative, definizione di criteri e procedure per la
scelta del modello societario e per l'internalizzazione nonché di
procedure, limiti e condizioni per l'assunzione, la conservazione e
la razionalizzazione di partecipazioni, anche in relazione al numero
dei dipendenti, al fatturato e ai risultati di gestione; 2) per le società che gestiscono servizi pubblici di interesse
economico generale, individuazione di un numero massimo di esercizi
società, nonché definizione, in conformità con la disciplina
dell'Unione europea, di criteri e strumenti di gestione volti ad
assicurare il perseguimento dell'interesse pubblico e ad evitare
effetti distorsivi sulla concorrenza, anche attraverso la disciplina
dei contratti di servizio e delle carte dei diritti degli utenti e
attraverso forme di controllo sulla gestione e sulla qualità dei
servizi; 3) rafforzamento delle misure volte a garantire il
raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed
economicità, anche attraverso la riduzione dell'entità e del numero
e società partecipate nel rispetto degli equilibri di finanza
pubblica e al fine di una maggior trasparenza; 4) promozione della trasparenza mediante pubblicazione, nel
sito internet degli enti locali e delle società partecipate
interessati, dei dati economico-patrimoniali e di indicatori di
efficienza, sulla base di modelli generali che consentano il
confronto, anche ai fini del rafforzamento e della semplificazione
dei processi di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi
di bilancio delle amministrazioni pubbliche partecipanti e delle
società partecipate; 5) introduzione di un sistema sanzionatorio per la mancata
attuazione dei principi di razionalizzazione e riduzione di cui al
presente articolo, basato anche sulla riduzione dei trasferimenti
dello Stato alle amministrazioni che non ottemperano alle
disposizioni in materia; 6) introduzione di strumenti, anche contrattuali, volti a
favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di
ristrutturazione e privatizzazione relativi alle società
partecipate; 7) ai fini del rafforzamento del sistema dei controlli interni
previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, revisione degli obblighi di trasparenza e di
rendicontazione delle società partecipate nei confronti degli enti
locali soci, attraverso specifici flussi informativi che rendano
analizzabili e confrontabili i dati economici e industriali del
qualità, per ciascun servizio o attività svolta dalle società
medesime nell'esecuzione dei compiti affidati, anche attraverso
l'adozione e la predisposizione di appositi schemi di contabilità
separata. Art. 19.
Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale 1. Il decreto legislativo per il riordino della disciplina in
materia di servizi pubblici locali di interesse economico generale è
adottato, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nel
a quelli di cui all'articolo 16: a) riconoscimento, quale funzione fondamentale dei comuni e delle
città metropolitane, da esercitare nel rispetto dei principi e dei
criteri dettati dalla normativa europea e dalla legge statale,
dell'individuazione delle attività di interesse generale il cui
svolgimento è necessario al fine di assicurare la soddisfazione dei
bisogni degli appartenenti alle comunità locali, in condizioni di
accessibilità fisica ed economica, di continuità e non
discriminazione, e ai migliori livelli di qualità e sicurezza, così
da garantire l'omogeneità dello sviluppo e la coesione sociale; b) soppressione, previa ricognizione, dei regimi di esclusiva,
comunque denominati, non conformi ai principi generali in materia di
concorrenza e comunque non indispensabili per assicurare la qualità
e l'efficienza del servizio; c) individuazione della disciplina generale in materia di
regolazione e organizzazione dei servizi di interesse economico
generale di ambito locale, compresa la definizione dei criteri per
l'attribuzione di diritti speciali o esclusivi, in base ai principi
di adeguatezza, sussidiarietà e proporzionalità e in conformità
alle direttive europee; con particolare riferimento alle società in
partecipazione pubblica operanti nei servizi idrici, risoluzione
europea, tenendo conto dell'esito del referendum abrogativo del 12 e
13 giugno 2011; d) definizione, anche mediante rinvio alle normative di settore e
armonizzazione delle stesse, dei criteri per l'organizzazione
territoriale ottimale dei servizi pubblici locali di rilevanza
economica; e) individuazione, anche per tutti i casi in cui non sussistano i
presupposti della concorrenza nel mercato, delle modalità di
gestione o di conferimento della gestione dei servizi nel rispetto
di auto-produzione, e dei principi generali relativi ai contratti
pubblici e, in particolare, dei principi di autonomia organizzativa,
economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata
pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo
riconoscimento, proporzionalità; f) introduzione, nell'ambito delle risorse disponibili a
legislazione vigente, di incentivi e meccanismi di premialità o di
enti locali che favoriscono l'aggregazione delle attività e delle
gestioni secondo criteri di economicità ed efficienza, ovvero
l'eliminazione del controllo pubblico; g) individuazione dei criteri per la definizione dei regimi
tariffari che tengano conto degli incrementi di produttività al fine
di ridurre l'aggravio sui cittadini e sulle imprese; h) definizione delle modalità di tutela degli utenti dei servizi
pubblici locali; i) revisione delle discipline settoriali ai fini della loro
armonizzazione e coordinamento con la disciplina generale in materia
di modalità di affidamento dei servizi; l) previsione di una netta distinzione tra le funzioni di
regolazione e controllo e le funzioni di gestione dei servizi, anche
attraverso la modifica della disciplina sulle incompatibilità o
sull'inconferibilità di incarichi o cariche; m) revisione della disciplina dei regimi di proprietà e gestione
delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di
valorizzazione della proprietà pubblica, di efficienza, di
promozione della concorrenza, di contenimento dei costi di gestione,
di semplificazione; n) individuazione e allocazione dei poteri di regolazione e
controllo tra i diversi livelli di governo e le autorità
indipendenti, al fine di assicurare la trasparenza nella gestione e
nell'erogazione dei servizi, di garantire l'eliminazione degli
contempo gli standard qualitativi dei servizi; o) previsione di adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale
per gli utenti dei servizi; p) introduzione e potenziamento di forme di consultazione dei
cittadini e di partecipazione diretta alla formulazione di direttive
alle amministrazioni pubbliche e alle società di servizi sulla
qualità e sui costi degli stessi; q) promozione di strumenti per supportare gli enti proprietari
nelle attività previste all'articolo 18, per favorire investimenti
razionalizzazione, riduzione e miglioramento delle aziende che
operano nel settore; r) previsione di termini e modalità per l'adeguamento degli
attuali regimi alla nuova disciplina; s) definizione del regime delle sanzioni e degli interventi
sostitutivi, in caso di violazione della disciplina in materia; t) armonizzazione con la disciplina generale delle disposizioni
speciali vigenti nei servizi pubblici locali, relative alla
disciplina giuridica dei rapporti di lavoro; u) definizione di strumenti per la trasparenza e la
pubblicizzazione dei contratti di servizio, relativi a servizi
pubblici locali di interesse economico generale, da parte degli enti
affidanti anche attraverso la definizione di contratti di servizio
tipo per ciascun servizio pubblico locale di interesse economico
generale; v) definizione di strumenti di rilevazione, anche attraverso
banche dati nazionali già costituite, dei dati economici e
industriali, degli obblighi di servizio pubblico imposti e degli
standard di qualità, nel rispetto dei principi dettati dalla
normativa nazionale in materia di trasparenza. Art. 20.
Riordino della procedura dei giudizi innanzi la Corte dei conti 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo
recante il riordino e la ridefinizione della disciplina processuale
concernente tutte le tipologie di giudizi che si svolgono innanzi la
e i giudizi a istanza di parte. 2. Il decreto legislativo di cui al comma 1, oltre che ai principi
e criteri direttivi di cui all'articolo 20, comma 3, della legge 15
si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a) adeguare le norme vigenti, anche tramite disposizioni
innovative, alla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle
giurisdizioni superiori, coordinandole con le norme del codice di
procedura civile espressione di principi generali e assicurando la
concentrazione delle tutele spettanti alla cognizione della
giurisdizione contabile; b) disciplinare lo svolgimento dei giudizi tenendo conto della
peculiarità degli interessi pubblici oggetto di tutela e dei diritti
soggettivi coinvolti, in base ai principi della concentrazione e
dell'effettività della tutela e nel rispetto del principio della
informatiche e telematiche; c) disciplinare le azioni del pubblico ministero, nonché le
funzioni e le attività del giudice e delle parti, attraverso
disposizioni di semplificazione e razionalizzazione dei principi
vigenti in materia di giurisdizione del giudice contabile e di
riparto delle competenze rispetto alle altre giurisdizioni; d) prevedere l'interruzione del termine quinquennale di
prescrizione delle azioni esperibili dal pubblico ministero per una
sola volta e per un periodo massimo di due anni tramite formale atto
di costituzione in mora e la sospensione del termine per il periodo
di durata del processo; e) procedere all'elevazione del limite di somma per il rito
monitorio di cui all'articolo 55 del testo unico di cui al regio
decreto 12 luglio 1934, n. 1214, concernente fatti dannosi di lieve
entità patrimonialmente lesiva, prevedendo che esso sia
dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati; f) prevedere l'introduzione, in alternativa al rito ordinario,
con funzione deflativa e anche per garantire l'incameramento certo e
la responsabilità amministrativa che, esclusi i casi di doloso
arricchimento del danneggiante, su previo e concorde parere del
pubblico ministero consenta la definizione del giudizio di primo
grado per somma non superiore al 50 per cento del danno economico
imputato, con immediata esecutività della sentenza, non appellabile;
prevedere che, in caso di richiesta del rito abbreviato formulata in
cento del quantum della pretesa risarcitoria azionata in citazione,
restando in ogni caso precluso l'esercizio del potere di riduzione; g) riordinare la fase dell'istruttoria e dell'emissione di
eventuale invito a dedurre in conformità ai seguenti principi: 1) specificità e concretezza della notizia di danno; 2) dopo l'avvenuta emissione dell'invito a dedurre, nel quale
devono essere esplicitati gli elementi essenziali del fatto, pieno
accesso agli atti e ai documenti messi a base della contestazione; 3) obbligatorio svolgimento, a pena di inammissibilità
dell'azione, dell'audizione personale eventualmente richiesta dal
presunto responsabile, con facoltà di assistenza difensiva; 4) specificazione delle modalità di esercizio dei poteri
istruttori del pubblico ministero, anche attraverso l'impiego delle
forze di polizia, anche locali; 5) formalizzazione del provvedimento di archiviazione; 6) preclusione in sede di giudizio di chiamata in causa su
ordine del giudice e in assenza di nuovi elementi e motivate ragioni
di soggetto già destinatario di formalizzata archiviazione; h) unificare le disposizioni di legge vigenti in materia di
obbligo di denuncia del danno erariale e di tutela del dipendente
pubblico denunciante, anche al fine di favorire l'adozione di misure
cautelari; i) disciplinare le procedure per l'affidamento di consulenze
tecniche prevedendo l'istituzione di specifici albi regionali, con
indicazione delle modalità di liquidazione dei compensi, ovvero
l'utilizzo di albi già in uso presso le altre giurisdizioni o
l'avvalimento di strutture e organismi tecnici di amministrazioni
pubbliche; l) riordinare le disposizioni processuali vigenti integrandole e
coordinandole con le norme e i principi del codice di procedura
civile relativamente ai seguenti aspetti: 1) i termini processuali, il regime delle notificazioni, delle
domande ed eccezioni, delle preclusioni e decadenze, dell'ammissione
ed esperimento di prove, dell'integrazione del contraddittorio e
dell'intervento di terzi, delle riassunzioni anche a seguito di
translatio, in conformità ai principi della speditezza procedurale,
della concentrazione, della ragionevole durata del processo, della
salvaguardia del contraddittorio tra le parti, dell'imparzialità e
terzietà del giudice; 2) gli istituti processuali in tema di tutela cautelare anche
azioni previste dal codice di procedura civile, nonché i mezzi di
conservazione della garanzia patrimoniale di cui al libro VI, titolo
III, capo V, del codice civile; m) ridefinire le disposizioni applicabili alle impugnazioni
nonché riordinare e ridefinire le norme concernenti le decisioni
impugnabili, l'effetto devolutivo dell'appello, la sospensione
dell'esecuzione della decisione di primo grado ove impugnata, il
regime delle eccezioni e delle prove esperibili in appello, la
disciplina dei termini per la revocazione in conformità a quella
prevista dal codice di procedura civile in ossequio ai principi del
giusto processo e della durata ragionevole dello stesso; n) ridefinire e riordinare le norme concernenti il deferimento di
questioni di massima e di particolare importanza, i conflitti di
competenza territoriale e il regolamento di competenza avverso
ordinanze che dispongano la sospensione necessaria del processo,
proponibili alle sezioni riunite della Corte dei conti in sede
giurisdizionale, in conformità alle disposizioni dell'articolo 374
del codice di procedura civile, in quanto compatibili, e in ossequio
ai principi della nomofilachia e della certezza del diritto; o) ridefinire e riordinare le disposizioni concernenti
l'esecuzione delle decisioni definitive di condanna al risarcimento
del danno, attribuendo al pubblico ministero contabile la titolarità
di agire e di resistere innanzi al giudice civile dell'esecuzione
mobiliare o immobiliare, nonché prevedere l'inclusione del credito
titolo III, capo II, del codice civile; p) disciplinare esplicitamente le connessioni tra risultanze ed
esiti accertativi raggiunti in sede di controllo e documentazione ed
elementi probatori producibili in giudizio, assicurando altresì il
rispetto del principio secondo cui i pareri resi dalla Corte dei
conti in via consultiva, in sede di controllo e in favore degli enti
locali nel rispetto dei presupposti generali per il rilascio dei
medesimi, siano idoneamente considerati, nell'ambito di un eventuale
procedimento per responsabilità amministrativa, anche in sede
istruttoria, ai fini della valutazione dell'effettiva sussistenza
dell'elemento soggettivo della responsabilità e del nesso di
causalità. 3. Il decreto legislativo di cui al comma 1 provvede altresì a:
a) confermare e ridefinire, quale norma di chiusura, il rinvio
alla disciplina del processo civile, con l'individuazione esplicita
delle norme e degli istituti del rito processuale civile compatibili
e applicabili al rito contabile; b) abrogare esplicitamente le disposizioni normative oggetto del
riordino e quelle con esso incompatibili, fatta salva l'applicazione
dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse
al codice civile; c) dettare le opportune disposizioni di coordinamento in
relazione alle norme non abrogate; d) fissare una disciplina transitoria applicabile ai giudizi già
in corso alla data di entrata in vigore della nuova disciplina
processuale. 4. Per la stesura dello schema di decreto legislativo di cui al
comma 1 è istituita presso il Dipartimento per gli affari giuridici
e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri una
del libero foro e dell'Avvocatura generale dello Stato, i quali
prestano la propria attività a titolo gratuito e senza diritto al
rimborso delle spese. 5. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta
del Presidente del Consiglio dei ministri. Sullo schema di decreto
sono acquisiti il parere delle sezioni riunite della Corte dei conti
ai sensi dell'articolo 1 del regio decreto-legge 9 febbraio 1939, n.
273, convertito dalla legge 2 giugno 1939, n. 739, e,
I pareri sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione
dello schema. Decorso il termine, il decreto può essere comunque
adottato, anche senza i predetti pareri, su deliberazione del
Consiglio dei ministri. 6. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo di cui al comma 1, il Governo può adottare uno o più
decreti legislativi recanti le disposizioni integrative e correttive
che l'applicazione pratica renda necessarie od opportune, nel
presente articolo. 7. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 21. Modifica e abrogazione di disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi 1. Al fine di semplificare il sistema normativo e i procedimenti
amministrativi e di dare maggiore impulso al processo di attuazione
delle leggi, il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica, entro novanta giorni
delegato per le riforme costituzionali e i rapporti con il
Parlamento, uno o più decreti legislativi per l'abrogazione o la
modifica di disposizioni legislative, entrate in vigore dopo il 31
dicembre 2011 e fino alla data di entrata in vigore della presente
legge, che prevedono provvedimenti non legislativi di attuazione.
Nell'esercizio della delega il Governo si attiene ai seguenti
principi e criteri direttivi: a) individuare, fra le disposizioni di legge che prevedono
l'adozione di provvedimenti attuativi, quelle che devono essere
modificate al solo fine di favorire l'adozione dei medesimi
provvedimenti e apportarvi le modificazioni necessarie; b) individuare, fra le disposizioni di legge che prevedono
l'adozione di provvedimenti attuativi, quelle per le quali non
sussistono più le condizioni per l'adozione dei provvedimenti
medesimi e disporne l'abrogazione espressa e specifica; c) garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della
normativa; d) identificare le disposizioni la cui abrogazione comporterebbe
effetti, anche indiretti, sulla finanza pubblica; e) identificare espressamente le disposizioni che costituiscono
adempimento di obblighi derivanti dalla normativa dell'Unione
europea; f) assicurare l'adozione dei provvedimenti attuativi che
e di quelli necessari per l'attuazione di trattati internazionali ratificati dall'Italia.
2. Lo schema di ciascun decreto legislativo di cui al comma 1 è
trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari e
della Commissione parlamentare per la semplificazione. I pareri sono
decorso il quale il decreto può essere comunque adottato. Qualora il
termine per l'espressione dei pareri cada nei trenta giorni che
precedono o seguono il termine per l'esercizio della delega,
quest'ultimo è prorogato di sessanta giorni. Il Governo, qualora non
intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i
testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali
termine, i decreti possono comunque essere adottati. 3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dell'ultimo
dei decreti legislativi di cui al presente articolo, il Governo può
procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi
recanti disposizioni integrative e correttive. Art. 22. Clausola di salvaguardia 1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Art. 23. Disposizioni finanziarie
2. I decreti legislativi di attuazione delle deleghe contenute nella presente legge sono corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura. 3. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
in fine
 sentenza 
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9

Art. 10
 Art. 11
 articolo 108
 articolo 3
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23