Source: http://sax.iasf-milano.inaf.it/~lucio/WWW/Opinions/inaf-dic09.html
Timestamp: 2018-01-22 23:46:49+00:00

Document:
Commenti sulla incombente ririforma dell'INAF
Ulteriori riflessioni prenatalizie sull'ennesima riforma dell'INAF
Con gelida integrazione quasi primaverile
Dopo nove stagioni (cfr. referenze sotto), con gli auguri di stagione ... non ci crederete, ma sono costretto a scrivere un decimo giro di considerazioni.
Lucio Chiappetti - IASF Milano - dicembre 2009 con integrazione marzo 2010
Vedere anche in ordine cronologico inverso le referenze di
dicembre 2008 (vicende varie) gennaio 2008 (abortita "riforma Mussi") luglio-agosto 2007 (attivita' istruttorie sugli statuti)
gennaio 2007 (sulle richieste di dimissioni del Presidente) febbraio 2006 (sulle proposte pre-elettorali sull'INAF) aprile-dicembre 2004 (sulla riforma INAF)
giugno 2003 (su INAF) febbraio 2003 ("riforma Moratti") novembre 1999 (su CNR)
agosto 1999 ("riforma Berlinguer") dicembre 1997.
I fatti di fine 2009
La riforma degli Enti di Ricerca prevista dalla Legge Delega "Mussi" sulle autonomie apparentemente abortita nella primavera 2008 e' stata invece resuscitata estendendo a fine anno i termini (sia la data che i terms of reference !) della delega come dall'Art. 27 della legge 69/2009
Presumo sia a tutti chiaro il meccanismo, ormai consueto. Il Parlamento ha dato una delega al Governo per emettere un decreto legislativo. Lo schema di decreto e' al momento all'esame della Camera col n.156. Una copia identica del PDF e' disponibile sul sito ANPRI, mentre al Senato il testo e' supplementato dal materiale prodotto dagli uffici ministeriali. Io avevo esaminato una versione precedente fornita da Nicola (che dovrebbe ancora essere disponibile sul sito dell'INFN e della UIL) con un testo parzialmente diverso, ma anche altro materiale supplementare degli uffici ministeriali.
NEW! Il testo ufficiale e' uscito sulla GU ed e' disponibile sul sito del Parlamento come DL 213/2009
Vi sono pero' due altri fatti legislativi che, per quanto non legati direttamente all'INAF e/o agli enti di ricerca, potrebbero avere qualche impatto. Infatti essi cambiano il quadro normativo di riferimento ... la riforma di cui sopra assume il vecchio quadro ... ma questo potrebbe cambiare in corso d'opera !
Uno e' la c.d. Legge Brunetta (n.15/2009) con i seguenti estremi: la legge vera e propria (testo PDF sul sito ANPRI; testo HTML sul sito del Parlamento) e il suo decreto attuativo (n.150/2009; bozza in PDF sito ANPRI; testo HTML approvato sul sito della Camera). In particolare potrebbe essere rilevante la scomparsa del "comparto contrattuale ricerca".
L'altro e' la c.d. "riforma universitaria Gelmini" correntemente all'esame del Senato (in particolare cambia l'agognato modello di riferimento delle tre fasce universitarie).
Di seguito ho preparato o preparero' il seguente materiale
una sinossi dei punti salienti del decreto di riforma degli enti
un commento ai punti rilevanti della riforma universitaria
un commento ai punti rilevanti della legge Brunetta
degli elementi per il nuovo statuto
e per i nuovi regolamenti
Viene utilizzata la consueta codifica di colore : punti decisamente positivi, punti probabilmente favorevoli, punti neutrali o indifferenti, punti poco chiari o preoccupanti, punti negativi.
Update marzo 2010
In vista delle prossime discussioni in materia di riforma, ho preparato il seguente materiale addizionale e complementare a quanto preparato a dicembre.
Ho preparato una versione PDF "interattiva" del confronto tra lo statuto in vigore, la bozza 2007 (ma non sono sicuro che la versione luglio 2007 che ho io sia l'ultima) e le nuove possibilita', che mi riservo di integrare asap con estratti del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento che dovra' essere assorbito negli statuti. In particolare
qui c'e' un file PDF con link cliccabili per navigare tra le varie versioni (istruzioni in prima pagina)
e qui, per gli interessati, il sorgente LaTeX del medesimo (richiede beamer)
Ho aggiunto una prima parte della sezione sui regolamenti, che fanno parte della revisione statutaria, in particolare per quanto attiene al Regolamento del Personale recentemente ri-emesso a seguito di delibera del CdA
Il decreto di riforma degli enti "Gelmini"
Ho esaminato il testo del decreto nella versione sottoposta alle Camere il 25 novembre, dopo avere esaminato quella preliminare datata 9 novembre. Ho esaminato anche il materiale supplementare (relazione illustrativa, relazione tecnica, analisi tecnico-normativa ecc.) prodotti dall'Ufficio Legislativo del Ministero.
Tale materiale e' interessante perche' da' alcune spiegazioni che presumibilmente chiariscono il punto di vista del Ministero. Tuttavia non so bene come interpretare quando alcune affermazioni, anche favorevoli, compaiono nel materiale supplementare ma non risultano nel testo di legge.
Le differenze tra il testo preliminare e quello presentato alle Camere sono essenzialmente due:
E' stato radicalmente riscritto il Capo II, ora ridotto a 1 solo articolo (17) ma questo non ci riguarda dato che il Capo II e' relativo agli Enti del settore Istruzione (semmai ci si potrebbe lamentare della natura "omnibus" del decreto, ma tant'e')
Sono stati soppressi due articoli (13 e 14 del vecchio testo) e qualche comma (a volte spostato). Se questo ha qualche impatto verra' commentato nel seguito.
Ecco la sinossi degli articoli di qualche interesse o rilevanza.
Art. 1 e altrove p.es. Art. 2 comma 2 Art. 3 comma 1 Art. 5 commi 1-3
Vengono fatti riferimenti "di principio" a documenti di alta politica come il Piano Nazionale della Ricerca sulla cui esistenza ed applicabilita' alla realta' quotidiana della ricerca astronomica nulla sono in grado di dire
Art. 2 comma 1 sull'autonomia
Richiama l'Art. 33 della Costituzione sugli ordinamenti autonomi degli istituti di alta cultura, e la Carta Europea dei Ricercatori
Art. 3 commi 2 e 3 sugli statuti e chi li scrive
La principale preoccupazione del comma 2 pare la riduzione del numero dei membri degli organi. Evidentemente chi ha scritto ha presente quei corposi consigli di amministrazione popolati da politici piu' o meno trombati e lautamente retribuiti. Dato invece che per INAF l'unica riduzione di fatto e' nel numero dei membri del CS, risulta da una tabella allegata che il risparmio previsto e' dell'astronomico :-) (e ridicolo) ammontare di 3000 (dicesi tremila) euro annui !
Anche nel comma 3 con simili argomentazioni di gretta ragioneria, si esplicita che i 5 esperti che affiancheranno il CdA nella stesura "costituente" degli statuti, non riceveranno alcun compenso o indennita' salvo le missioni.
La cosa promettente, se fosse vera, e' che la relazione illustrativa dell'Ufficio Legislativo del Ministero commenta tale comma dicendo che i 5 esperti dovranno essere "membri della comunita' scientifica che operano stabilmente nell'ente [...] selezionati dal Ministro in rose di candidature proposte dai ricercatori {...] mediante modalita' elettive" Tale procedura pero' non e' esplicitata nel testo mentre e' esplicitato che gli statuti siano sottoposti al parere del (vecchio ?) CS.
Nella stestura finale e' stata introdotta una clausola per cui in caso di inottemperanza (alla preparazione dei nuovi statuti) interviene d'ufficio il Ministero
Art. 4 comma 2 sul finanziamento "premiale"
Una quota maggiore o uguale al 7% dell'FFO deve venire ripartito dal Ministero su specifici progetti. Questa potrebbe anche apparire una (valida) procedura competitiva (anche se non si parla di peer review) per quanto l'uso del termine "premiale" mi fa sospettare che chi ha scritto non abbia capito niente di come funziona la ricerca. Non si "premiano" le persone ne' a priori ne' a posteriori, ma si valuta il merito del contenuto dei progetti !
Art. 5 comma 4sul fabbisogno di personale
Questo comma e' nuovo, essendo stato ripescato dal comma 2 del soppresso articolo 14. L'organico e il fabbisogno del personale rientrano nella autonomia dell'ente Tuttavia la piu favorevole versione secondo cui "l'approvazione da parte del [MIUR] previo parere favorevole [della Funzione Pubblica] assorbe ogni ulteriore autorizzazione" (e sarebbe stata ora ! utulien aurë !) e' stata sostituita da una ambigua "avviene previo parere del Ministero dell'Economia [e della Funzione Pubblica] " (aurë entuluva ?)
Art. 6 sui regolamenti
Il comma 1 menziona esplicitamente (quindi con natura "statutaria" ?) i Regolamenti del Personale e di Contabilita' (ma non quello di organizzazione e funzionamento).
Il comma 2 detta norme da inserire nei regolamenti affinche' il CdA valuti il curriculum dei "dirigenti proposti" (chi e che cosa sarebbero ? preposti ? provosti ? si parla di dirigenti amministrativi, o di personale di ricerca ?)
Art. 7 su chi scrive statuti e regolamenti
Non e' affatto chiaro (per le volte successive ... per la prima volta si veda l'art.3).
Il comma 1 parla di formulazione e adozione da parte dei competenti organi deliberativi. Chi sono ? Si puo' metterli nello statuto stesso ?
Il controllo del MIUR avviene per silenzio-assenso in 60 giorni (comma 3). Per i soli regolamenti di contabilita' e del personale il MIUR sentira' anche il parere rispettivamente del Ministero dell'Economie o della Funzione Pubblica (comma 2). Per gli altri regolamenti si suppone si arrangi.
Art. 8 sul CdA
CdA con Presidente e altri 4 membri, per 4 anni rinnovabili una volta sola, tale e quale adesso. Nulla si dice sui criteri di nomina. Ma per questi si veda l'art. 11.
Art. 9 non ci riguarda direttamente
E' l'articolo su CNR, ASI e INFN.
Desta preoccupazione che nel CdA dell'ASI tre membri su quattro siano di nomina ministeriale chiaramente non scientifica (Economia, Esteri e Difesa sic!)
Art. 10 sui CS
La costituzione del CS e le modalita' di consultazione della comunita' scientifica ed economica (cosa vorra' dire ? sono demandati agli statuti
Il numero dei membri del CS scende da 12 a 7.
Art. 11su designazione Presidente e CdA
Secondo il comma 4, il Presidente e due membri del CdA sono di nomina ministeriale mentre gli altri due sono scelti dalla comunita' scientifica mediante forme di consultazione definite negli statuti: quindi potrebbero anche essere finalmente interni ?
Anche gli altri pero' sono scelti dal Ministro (obbligatoriamente ? non viene esplicitato ma e' plausibile) tra una rosa di tre (portati a cinque nella stesura finale) candidati-presidente, e due rose di due (portati a tre nella stesura finale) candidati al CdA (se ho ben compreso il comma 2).
Le rose sono formate da un comitato di selezione (che fa un bando e esamina le domande) (non e' chiaro se un comitato solo tutte e tre le posizioni di presidente e membro CdA) di max 5 persone. Salvo la menzione di "esperti di alta amministrazione" i membri del comitato provengono dalla comunita' scientifica nazionale ed internazionale.
Viene quindi formalizzata ed estesa al CdA la procedura seguita per l'ultima tornata di presidenze degli enti
Si nota che nell'ultima stesura e' rimasto che i comitati di selezione sono a costo zero per il Ministero, ed e' addirittura scomparsa la clausola "salvo le spese documentate". Si potrebbe quindi presupporre che, per risparmiare, i comitati siano formati da membri interni agli enti ?
Art. 12 su "dirigenza interna"
Mentre soprattutto i primi tre commi danno norme generali apparentemente neutre, il comma 4 prevede esplicitamente procedure comparative per la scelta dei direttori degli organi, il che forse, considerato il peso relativamente scarso dei direttori di istituto, e' eccessivo
vecchio Art. 13 soppresso
E' fortunatamente scomparso dato che prevedeva una scuola di formazione per dirigenti di ricerca e ... corsi di lingue per i ricercatori (sic!)
vecchio Art. 14 soppresso
Sono scomparsi la menzione dell'autonomia dei ricercatori al comma 3, la menzione dell'armonizzazione del trattamento del personale al comma 1 (a cosa intendeva riferirsi ? alla vexata quaestio astronomi vs contrattualizzati ?), la menzione del CCNL del Comparto Ricerca sempre al comma 1 ed anche una oscura menzione di compenso economico della gestione dei contratti attivi al comma 3.
Il comma 2 (l'organico va nel piano triennale) e' stato spostato al comma 4 dell'art. 5 (sopra)
Art. 13 (chiara fama)
A parte la menzione di un fantomatico Comitato di Esperti per la Politica della Ricerca richiama la possibilita' di assunzione per chiara fama entro il 3% dell'organico : norma invariata.
Art. 14 sulla riorganizzazione delle sedi
A parte il titolo vagamente preoccupante pare generico ed innocuo,
Articoli oscuri e probabilmente generici, che presumo non ci riguardino troppo da vicino, sulle infrastrutture nazionali di ricerca (Art.15; puo' riguardare telescopi nazionali o satelliti ?) e sul capitale di rischio (Art. 16; gli enti che partecipano a fondi di investimento ! sic !) o che forse sarebbe meglio non ci riguardassero
Sono le consuete disposizioni transitorie e finali come il fatto che gli organi attuali restano in carica fino ai nuovi statuti e al completamento delle procedure di nomina ...
... e le abrogazioni di parti di leggi precedenti, di cui l'unica che riguarda INAF e' un comma sulla chiamata per "chiara fama" che e' abrogato in quanto ripreso invariato nel decreto corrente.
In conclusione la valutazione generale e' (sorprendentemente) sostanzialmente neutra, con un certo numero di aspetti favorevoli e pressoche' altrettanti di natura dubbia.
Non vengono toccati (ne' in bene ne' in male) punti importanti e vitali, o che comunque impattano sulla routine quotidiana, dall'ammontare dei finanziamenti, al reclutamento, alla coesistenza di contrattualizzati e non contrattualizzati. Tuttavia il quadro non viene stravolto, ed e' possibile che si possa sfruttare al meglio le opportunita' di miglioramento senza interrompere l'attivita' dell'ente.
legge Brunetta, comparti ecc.
La lettura della legge (che e' una legge delega) e del decreto legislativo ad essa associato e' estremamente difficoltosa dato che e' infarcita di oscuri riferimenti in legalese. Essa suscita anche disagio in quanto, anche se si volesse ammettere la buona volonta', pare orientata a modificare un modello di burocrazia "ministeriale" che e' del tutto incongruo, incompatibile e non corrispondente con le esigenze e la realta' quotidiana degli istituti di ricerca.
Infine pare paradossale che si vogliano correggere i mali della burocrazia con piu' burocrazia :
dei complicati "piani di gestione della performance", quindi piu' carta (che siano carta o elettroni fritti non importa, sempre tempo perso e'), cfr. in particolare l'Art. 10 del DL 150
dei nuovi comitati, commissioni e organismi di valutazione, quindi piu' burocrazia, cfr. in particolare gli Art. 13 e 14 del DL 150.
L'introduzione di meccanismi di valutazione che sembrano dimostrare una certa ignoranza della statistica. Infatti viene introdotto la ripartizione del "compenso accessorio" incentivante nelle proporzioni 50:50:0 % tra le fasce di merito del 25:50:25 % (cfr. Art. 19 del DL 150).
Ora appare ovvio a chiunque, che assumendo una distribuzione gaussiana del "merito", una ripartizione che usa i due quartili estremi non e' la stessa cosa se la gaussiana e' piccata, o se la sigma e' grande.
quattro distribuzioni gaussiane con integrale 1000 persone, e diverse medie e sigma. I due quartili estremi sono mostrati in blu e rosso, e la HEW centrale in verde.
Cliccare per avere una vista di dettaglio,
Media: 6 Sigma: 1
25% sotto 5.33 e sopra 6.67 Media: 8 Sigma: 1
25% sotto 7.33 e sopra 8.67 Media: 8 Sigma: 0.5
25% sotto 7.66 e sopra 8.34 Media: 8 Sigma: 0.2
25% sotto 7.87 e sopra 8.13
Ho cercato di identificare i pochi punti che possano essere di natura specifica che riguardano (e magari non dovrebbero riguardare) gli enti di ricerca (e il personale di ricerca), e che in qualche modo possono condizionare il contesto della riforma degli enti.
La riduzione del numero dei comparti di contrattazione e' prevista all'Art. 3 comma 2 punto h sub 4 della legge 15 e all'Art. 54 comma 2 del DL 150.
Dagli 11 comparti attualmente previsti si deve passare a un massimo di 4 comparti con un massimo di 4 aree separate per la dirigenza. Non si parla esplicitamente di aree di contrattazione separata di alta professionalita' come si e' finito per avere per ricercatori e tecnologi degli enti di ricerca, anche se c'e' un possibile aggancio alla fine del comma.
L'unica altra prescrizione nel comma riguarda la "dirigenza sanitaria" (medici primari e dirigenti), dato che loro sono tanti e contano.
Dopo di che all'Art 56 comma 2 relativo ai "comitati di settore" (quanto sono diversi dai comparti ?) si parla esplicitamente di regioni e enti locali, e di servizio sanitario, mentre al comma 3 per tutti gli altri viene menzionato un unico "calderone" sotto Presidente del Consiglio, Funzione Pubblica ed Economiaanche se vengono citate le "istanze rappresentative promosse dai presidenti degli enti di ricerca".
Non vorrei ritornassero i tempi cupi del parastato (ante 1987), quando i ricercatori erano chiamati "collaboratori tecnico professionali".
Gli enti di ricerca sono citati in un oscuro Art. 60 del DL 150
Non e' chiaro di cosa parli l'Art. 62 comma 1-bis che assegna tutto il personale a "tre distinte aree funzionali" (anche ai fini delle progressioni ?!), con specifiche esclusioni ... tra cui non rientrano ricercatori e tecnologi
Per finire l'Art. 74 comma 4 in qualche modo esclude dalla applicazione di parte degli Art. da 2 a 31 alcune categorie, tra cui (cara grazia) "nonche' i tecnologi e i ricercatori degli enti di ricerca" demandando "limiti e modalita'" a un futuro DPCM di concerto con MIUR e Economia. Quindi parrebbe questo il momento di esercitare una lobbying a livello ministeriale.
Agli Art. 14 e 30 del DL 150 si istituisce (in ogni ente ?) un "Organismo indipendente di valutazione della performance" e si abrogano preesistenti uffici analoghi. Non e' chiaro come questo impatti sui "comitati di valutazione" previsti (e mai attuati ?) dai vecchi statuti INAF, e nemmeno sui soggetti di valutazione "globale" della ricerca tipo ANVUR.
Appaiono molto confuse le prescrizioni degli Art. 54 commi 3-ter 3-quater del DL 150 relative a contratti integrativi, e graduatorie di performance delle amministrazioni e degli enti. Anche l'Art. 55 comma 2 sui contratti integrativi.
L'Art. 19 del DL 150 e'quello che introduce la famosa ripartizione 25/50/25 per la differenziazione delle valutazioni. Al comma 6 si dice che non si applica nel caso in cui vi siano meno di 8 dipendenti o di 5 dirigenti nella amministrazione. Per amministrazione si intende tutto l'INAF o ogni singola struttura ?.
E poi come si applica questa roba ai ricercatori ?
Gli Art. dal 21 al 24 del DL 150 descrivono tutto un meccanismo di bonus e premi che si applica anche a progressioni economiche e di carriera (si presume nei futuri contratti).
Desta preoccupazione in particolare il comma 1 dell'Art. 24 che pone un limite del 50% alla riserva dei posti per gli interni nei concorsi di avanzamento di carriera. Ci si domanda che impatto questo abbia sui meccanismi contrattuali tipo "Art. 15" o "Art. 64" per il futuro. Infatti, tralasciando per ora la questione se sono interni solo i contrattualizzati o anche gli astronomi (come a me continua a sembrare logico), restano vere tutte queste cose :
Di per se, sarebbe piu' giusto avere concorsi (di avanzamento) "liberi" (p.es. per poter fare rientrare dall'estero persone valide, e non nel livello iniziale)
Un vincitore di concorso interno costa meno di un vincitore di concorso esterno (delta-stipendio vs stipendio intero)
Quindi a parita' di denaro disponibile, se si bandiscono concorsi liberi si bandiscono meno posti
E se poi li vincono gli interni, resta del denaro disponibile che pero' non si puo' utilizzare subito
Una soluzione semplice esisterebbe ... si tratterebbe di bandire concorsi per un numero variabile di posti tra un minimo e un massimo. Poi si prendono i "piu' bravi in graduatoria" (esterni o interni) fino a esaurimento dei fondi.
La ciliegina sulla torta sarebbe attribuire alla commissione di concorso la possibilita' di valutare i candidati "according to age and experience", e di proporre quindi p.es. l'inquadramento in un range di classi stipendiali.
Questo meccanismo rientrerebbe nello spirito "premiale" della legge, ma sarebbe piu' efficiente e consistente con la prassi internazionale. Forse sarebbe il momento di fare una azione di lobbying a livello ministeriale !
Appare ovvio che i punti di cui sopra, mutando il quadro normativo di contorno, possono avere impatto sugli statuti INAF previsti dal DL di riforma assai piu' del DL stesso, che continuava a riferirsi al quadro attuale del comparto ricerca.
Se mi e' consentito un commento personale finale, se uno guarda al non promettente cambio del quadro di riferimento per i "contrattualizzati", parrebbe saggia la scelta degli astronomi che non hanno optato per il contratto ricerca di restare dove manebunt optime (e a noi ricercatori, peste ci colga).
Ma e' da capire se anche per loro il quadro sottostante non stia mutando.
Va notato in primo luogo che la "riforma universitaria", a differenza degli altri provvedimenti qui considerati, e' stata presentata al Parlamento in forma di disegno di legge (quindi avra' tempi piu' lunghi), per quanto tale disegno preveda per ulteriori dettagli una successiva delega al governo.
In secondo luogo si nota come il testo di legge sia mediamente piu' comprensibile e analitico degli altri presi in considerazione, anche se non necessariamente di facilissima lettura (ci sono meno riferimenti e modifiche di altre norme e piu' testo, ma gli articoli sono in genere molto lunghi con molti commi e sottocommi).
In ultimo luogo (ma last but not least) la maggior parte del testo di legge puo' avere anche grande rilevanza per l'Universita' e i suoi ordinamenti interni (e quindi coinvolgerci in quanto cittadini e in quanto membri della comunita' scientifica) ma non e' direttamente rilevante per noi in quanto INAF. Mi concentrero' quindi su quanto e' rilevante, e in particolare :
muta il modello universitario del DPR 382 del 1980, quello che introduceva le tre fasce di ordinari, associati e ricercatori, che ha sempre costituito l'inarrivabile modello dietro cui i contratti del comparto ricerca (a partire dal primo DPR 568 del 1987, il contratto 1985-87) hanno sempre fatto rincorsa
ed inoltre muta tale modello, che e' quello che tuttora si applica agli astronomi non contrattualizzati
Ecco quindi una selezione di punti :
Apparentemente la delega al governo dovra' mantenere la distinzione per gli universitari tra tempo pieno e tempo definito (Art. 5 comma 4 punti a/b/c)
La delega dovra' prevedere forme di mobilita' in aspettativa degli universitari presso soggetti pubblici e privati (Art. 5 comma 4 punto h). Non vi e' esplicita menzione degli enti di ricerca e non e' quindi chiaro quanto impatto vi sia sulle procedure di "associatura all'INAF" da inserire nei nostri statuti
La delega (sic!) dovra' alterare il trattamento economico del personale, quello a cui noi facciamo o indirettamente (contrattualizzati) o direttamente (astronomi) riferimento, anche se a questi ultimi non si fa esplicito riferimento in nessun luogo secondo vari punti sempre nell'Art. 5 comma 4 :
ordinari, associati e ricercatori del vecchio (attuale) ordinamento passeranno da scatti biennali a triennali "con invarianza complessiva" (punto i) anche se potranno optare per il nuovo regime (punto n)
i nuovi assunti avranno un differente regime (ovviamente sempre a costo zero), diverso ma assai oscuro, con "progressioni anche premiali", senza "straordinariato o conferma", senza "ricostruzione della carriera e rivalutazione del trattamento iniziale" [non mi e' personalmente chiaro cosa significhi) (punto m)
Il punto l prevede una revisione per i ricercatori non confermati del vecchio regime, ma non precisa se in meglio o in peggio.
I settori disciplinari andranno rivisti e dovranno essere piuttosto "grandi" (Art. 7)
Viene introdotta (Art. 8) la abilitazione ad associato e ordinario, che
dura quattro anni (comma 1)
si ottiene su concorso per titoli (comma 3 punto a) bandito con cadenza annuale (comma 3 punto c) e, se fallita, non e' ripetibile prima di 2-3 anni (comma 3 punto l)
puo' essere riconosciuta a stranieri (chiara fama ?) (comma 3 punto m)
e' assegnata da una commissione nazionale per disciplina, in carica 2 anni, formata da 4 ordinari piu' 1 esperto presumibilmente straniero, estratti da apposite liste (comma 3 punti e-h). Noto che non sono previsti esperti di pari livello provenienti da enti di ricerca, anche esteri, ma solo universita'
tale abilitazione o la chiara fama e' un prerequisito per potere partecipare ai concorsi per le due fasce di professore (Art.9 comma 2 punto b).
I concorsi a ordinario, associato e ricercatore sono banditi dalle universita' (Art.9 comma 2), per titoli e per lezione pubblica, ma senza scritti o orali (punto d), con una commissione a livello di facolta' o super-dipartimento formata da tutti i professori della stessa (o un subset se sono troppi; i dettagli al punto c).
Per i concorsi di avanzamento (associati e ordinari) sono previste delle quote piuttosto oscure (Art.9 commi 3-4) : almeno un quinto per concorso (e gli altri quattro quinti ?); almeno un terzo di esterni; per i primi 5 anni fino a un terzo di interni su concorso riservato; nuovamente almeno un terzo di esterni. Le somme non tornano ... cosa vuol dire ?
Le fasce previste sono le due (ordinari e associati) da professore, mentre quella da ricercatore e' esclusivamente a tempo determinato (Art. 12). Per quanto nulla venga detto di esplicito sui ricercatori a tempo indeterminato attualmente in servizio (che pure rappresentano il 38% del personale docente "tenured" secondo la tab.7 di Regini et al. 2008) questo muta il quadro di confronto e riferimento delle tre fasce per gli enti di ricerca, dove nell'INAF ricercatori e ricercatori astronomi rappresentano il 62% del personale a tempo indeterminato, anche perche' sono imprevedibili le ricadute sul quadro contrattuale.
In ogni caso i contratti da ricercatore TD sono di 3 anni rinnovabili una volta (quindi max 6 (comma 4) o 7 se si cambia sede (comma 5) ... o 10 ? cosa vuol dire il comma 7 ?), si assegnano su concorso e richiedono Ph/D. o laurea magistrale (o ? comma 2), il concorso puo' essere locale o nazionale (comma 9).
Lo stipendio dei ricercatori TD e' il 120% dell'attuale ricercatore confermato tempo pieno, e presumibilmente, aumentato fino al 30% in caso di rinnovo (comma 8).
Esiste una interessante clausola "tenure track" che consente la chiamata diretta ad associato dei ricercatori TD al secondo contratto che ottengano l'abilitazione.
Restano previsti (Art. 10) gli assegni di ricerca, post-doc e no, di durata tra 1 e 3 anni, rinnovabili fino a un massimo di 4 anni nella stessa sede (comma 3) e 10 in totale (comma 9 se ho capito). Gli assegni possono venire banditi su bandi delle singole universita', generici per disciplina (comma 4 punto a); su bandi specifici per progetto (comma 4 punto b); su un bando nazionale in cui il candidato sceglie la sede (ovviamente col consenso della stessa) (comma 7).
Non viene quindi scoraggiato il precariato.
Sono possibili posizioni da professore a contratto (Art. 11) che paiono distinte se su convenzione con enti di ricerca, gratuiti o pagati, (comma 1) o con "privati cittadini" (pagati), meglio se in possesso di Ph.D. o abilitazione. Che impatto ha sull'Art. 20 dello statuto INAF relativo alla cooperazione con le universita' ? Qualcosa andra' indicato nello statuto ! E' corretto interpretarlo che i ricercatori degli enti di ricerca possono avere il contratto prescindendo dalla abilitazione ?
La preoccupazione del mutato quadro di riferimento universitario riguarda gli imprevidibili impatti che questo potra' avere sui futuri contratti del personale ricercatore e tecnologo. Va inoltre chiarito se gli statuti dell'INAF dovranno o potranno "mimicare" in qualche modo i nuovi ordinamenti universitari per quanto riguarda reclutamento, progressione di carriera ed eventuale utilizzo o emulazione delle abilitazioni.
Infine, come commento personale, riprendendo quanto detto piu' sopra per la legge Brunetta, da una parte anche gli astronomi che non hanno optato per il contratto ricerca si vedono (forse ?) mutare la terra sotto i piedi. Dall'altra la concomitanza di mutamenti a livello universitario e dei contratti con la riforma degli enti potrebbe fornire l'occasione di una qualche forma di lobbying per superare la dicotomia (contrattualizzati/astronomi) o tricotomia (sic!) (contrattualizzati/ astronomi/ universitari). Basta non andare nella tetrapiloctomia !
gavemo uno statuto, no? E te sa perche' el se ciama statuto?
Perche' dentro sta-tuto. Basta zercar.
(un operaio triestino a un congresso di partito)
Cio' che appare chiaro dalla bozza di decreto Gelmini, e' che
Si aprira' una "fase costituente" in cui andra' riscritto un nuovo Statuto, e quanto meno rivisti i Regolamenti del Personale e di Contabilita' (non si parla di quello di Organizzazione e Funzionamento o altri).
Tale costituente coinvolgera' l'attuale CdA piu' 5 membri in qualche modo indirettamente eletti dal personale. Verra' inoltre chiesto un parere all'attuale CS.
Il decreto detta relativamente pochi paletti, tipo il numero di membri di CdA e CS, la durata dei mandati ecc.
Ne consegue che alcune delle cose proposte nelle attivita' istruttorie svolte nel luglio-agosto 2007 non sono piu' applicabili in quanto contrastano con i "paletti".
Inoltre a mio parere sarebbe opportuno cambiare il meno possibile rispetto al quadro attuale, ossia non cambiare per il gusto di cambiare, ma cambiare solo cio' che ha dimostrato non funzionare ... e anche non farsi troppe illusioni, non credo sia vero, contrariamente alla citazione sopra, che nello Statuto ci stia tutto ... in particolare non ci stanno ne' i soldi ne' i contratti ... e il grosso dei nostri problemi derivano da questi aspetti.
Per cominciare, a scopo di sollecitare la discussione e a beneficio dei futuri costituenti, presentero' un quadro sinottico tra lo statuto attualmente in vigore, la bozza del luglio 2007, ed il quadro del decreto attuale, piu' alcuni suggerimenti personali. I "paletti" sono in questo colore e le idee personali in questo colore.
bozza 2007
Riferimento normativo e formato
Decreto Legislativo 138, 4 giugno 2003 Bozza scritta in stile Decreto Ministeriale Venendo adottato per silenzio-assenso dal Ministero, mi pare inopportuno appesantire gli Statuti con orpelli pseudo-legislativi. Si dovrebbe scrivere la sostanza, e poi semmai sara' il Ministero ad emettere un suo decreto o altro atto di approvazione, a cui lo Statuto sara' allegato.
Finalita', natura e attivita' dell'ente
Contenuti negli Articoli da 1 a 3 Contenuti negli Articoli da 1 a 3 con minime modifiche e aggiustamenti rispetto al testo originario La formulazione nella bozza 2007, fatti salvi gli aggiornamenti ai riferimenti di legge, sempre che sia necessario esplicitarli, potrebbe essere pienamente accettabile.
Organi - generalita'
Elencati all'Art. 4 : Presidente, CdA, CS e Revisori dei Conti.
L'Art. 5 demanda e detta un quadro per il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento. Elencati all'Art. 4 : il CdA e' chiamato Direttivo
L'Art. 5 demanda e detta un quadro modificato per il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento
E' presumibile che alcune delle modifiche proposte a luglio 2007 siano pletoriche ai sensi del nuovo decreto, Secondo il decreto sono richiesti : Presidente, CdA (con tale nome) e CS. E' presumibile sia opportuno mantenere anche i Revisori dei Conti (verificare se non esistono altri obblighi di legge in materia)
Potrebbe essere opportuno mantenere la "delega" a un Regolamento di Organizzazione e Funzionamento dei dettagli della organizzazione interna, per quanto non richiesto esplicitamente dal decreto (sarebbe comunque piu' flessibile da aggiornare).
Organi - il Presidente
Specificato all'Art. 6 : mandato di 4 anni, max 2 mandati Art. 6 proponeva mandato di 3 anni, max 2 mandati Il decreto pone un paletto invariato rispetto all'attuale : mandato di 4 anni, max 2 mandati
Inoltre il decreto detta la procedura di selezione al suo Art. 11 ma non specifica come sia garantita la rappresentativita' della comunita' scientifica nel Comitato di Selezione ?
Sarebbe possibile prevederlo negli statuti, fatto salvo che la nomina e' effettuata dal ministro ? Occorrerebbe, tra i 5 membri del Comitato di Selezione, prevedere un bilanciamento tra :
un membro (l'esperto di alta amministrazione) di pura nomina ministeriale
due membri scelti dal ministro in una lista di personale interno all'ente (tutti i dirigenti di ricerca ? i membri del CS ? una lista elettiva ?)
due membri scelti dal ministro in una lista che potrebbe essere quella degli associati all'INAF, italiani o stranieri, con una posizione permanente
oppure tutti e 4 estratti da una lista di esperti precedentemente formata ?
andrebbe ovviamente previsto che i membri del Comitato di Selezione non possano applicare quali candidati alla presidenza o al CdA !
Forse sarebbe utile che la "costituente" ottenesse un parere preliminare dal Ministero se possa fare una proposta autonoma in materia.
Organi - il CdA
Specificato all'Art. 7 : 4 membri, mandato di 4 anni, max 2 mandati Art. 6 proponeva 6 membri, mandato di 3 anni, max 2 mandati Il decreto pone un paletto invariato rispetto all'attuale : 4 membri, mandato di 4 anni, max 2 mandati
Inoltre il decreto specifica al suo Art. 11 la procedura di selezione :
due membri scelti dal Ministro tra una rosa preparata dal Comitato di Selezione . Per questi andrebbero posti dei paletti nello Statuto. Tipicamente non piu' di un membro su 4 dovrebbe essere un non-scientifico (giuridico-amministrativo). Andrebbe specificato il tipo di competenza da mettere nel bando (sia per il candidato presidente che per i candidati CdA). Andrebbe esplicitato se debbano (o non debbano) essere precedentemente associati all'INAF, e se possano (o non possano) essere interni all'ente
due membri scelti dalla comunita' scientifica di riferimento. Questo suppongo voglia dire elettorato attivo riservato al personale INAF e agli associati INAF (solo ricercatori e tecnologi o equivalenti universitari o di altri enti, ed in servizio ? solo tempo indeterminato ? anche tempo determinato purche' nei ruoli contrattuali ? anche assegnisti e contrattisti ?).
L'elettorato passivo dovrebbe essere complementare all'estrazione degli altri due membri. Quindi se i due ministeriali devono essere esterni, questi due dovranno essere personale ricercatore e tecnologo permanente dell'ente. Se invece i due ministeriali possono anche essere interni, l'elettorato passivo potrebbe estendersi a dipendenti e associati, qui decisamente ricercatore e tecnologo o assimilato, in servizio.
Andrebbero comunque previste clausole di "quote" vuoi per le pari opportunita', vuoi per avere tra i dipendenti dell'ente almeno due consiglieri CdA, oppure la maggioranza (presidente e 2 CdA, oppure 3 CdA).
Organi - il CS
Specificato all'Art. 8 : 12 membri, mandato di 4 anni, max 2 mandati.
Per incompatibilita' ecc. cfr. Art. 14 Art. 6 proponeva 9 membri, mandato di 2 anni, max 2 mandati.
Per incompatibilita' ecc. cfr. Art. 15 Il decreto pone un unico paletto : 7 membri, su consultazione della comunita'.
Vi e' quindi ampio margine di manovra sia sulla durata del mandato, sia sulla modalita' di consultazione.
Mandato uguale a CdA e Presidente ?
Mandato piu' breve, stile 2007 ?
Mandato di un anno piu' lungo per garantire continuita' ?
Nomina totalmente elettiva ?
Nomina su quote simile all'attuale (2 scelti dal Presidente, 2 dal CdA su rose fornite dai direttori, 3 eletti) ?
Altre varianti in materia di nomina ?
Anche qui andrebbe specificato elettorato attivo e passivo (quello attualmente previsto e' accettabilissimo), ed eventualmente chiarito se usare lo stesso elettorato per il CS e i due membri del CdA, oppure uno piu' allargato per il CS.
Anche qui andrebbero previste delle quote, vuoi per le pari opportunita', vuoi per prevedere p.es. una proporzione 4:3 tra dipendenti e associati.
Andrebbero esplicitate le incompatibilita' tra essere membro CdA, CS, direttore di dipartimento o istituto, o membro di commissione
Andrebbero previste eventuali indennita' di carica
Altri organi e affini
Specificato agli Art. 9-12 : revisori dei conti, comitato di valutazione, direttore amministrativo, dipartimenti Art. 9-13 proponevano : revisori dei conti, comitato di valutazione, direttore amministrativo, collegio dei direttori e macroaree ; e demandavano dettagli a Regolamento di Organizzazione e Funzionamento Da valutare i vincoli del decreto (oscure norme di legge). Da chiarire se mantenere la dicotomia tra "strutture" e "progetti"
Vanno chiariti gli impatti del decreto Brunetta, in particolare degli Art. 14 e 30 sul comitato di valutazione (che peraltro non compare nell'organigramma INAF pur se previsto nei documenti).
Come da Art. 13 : fra l'altro prevede mandato direttori 5 anni, max 2 mandati Come da Art. 14 : proponeva mandato direttori 3 anni, max 2 mandati, e procedura comparativa e consultazione personale locale per la nomina. Unico vincolo nel decreto la procedura comparativa per la nomina dei direttori
Come da Art. 15-17 e 21 : piani di attivita', entrate dell'ente, strumenti, bilanci Come da Art. 16-18 e 22 : piani di attivita', entrate dell'ente, strumenti, bilanci Si potrebbe sostanzialmente "riciclare" ?
Descritti all'Art. 18 : organizzazione e funzionamento, contabilita', personale Descritti all'Art. 19 : organizzazione e funzionamento, contabilita', personale
Art. 23 propone le norme di revisione dello statuto tramite una commissione redigente nominata dal CdA che poi approva Sono previsti dal decreto solo contabilita' e personale. Non so se il legislatore intendesse con questo che organizzazione e funzionamento vengano dettagliati direttamente nello statuto. La posizione della bozza 2007 mi pare eccessiva e eccessivamente "incerta" (demanda quasi tutto al regolamento di organizzazione e funzionamento). Secondo me sarebbe opportuno dare sufficienti dettagli nello statuto e demandare al regolamento tutti i "parametri" numerici.
Lo Statuto dovrebbe inoltre esplicitare chi in futuro potra' effettuare le modifiche a statuti e regolamenti : il CdA ? il CS ? entrambi in seduta plenaria ? uno dei due allargato ? una commissione nominata ad hoc ?
Art. 20 su mobilita' con universita' e associatura Art. 21 su mobilita' con universita' e associatura Si potrebbe "riciclare" ?
Vi sono impatti dalla riforma universitaria (p.es. Art. 11)
Art. 22-23 norme transitorie e finali e entrata in vigore Art. 24-25 norme transitorie e finali e entrata in vigore Non credo con l'autonomia sia piu' necessaria la pubblicazione di un decreto ministeriale sulla GU. Se non vi sono obiezioni dal ministero, l'entrata in vigore e' 60 giorni dopo la presentazione al ministero. Se vi sono obiezioni, si suppone sia 60 giorni dopo la presentazione di una versione rivista. Forse andrebbe previsto un atto di pubblicazione da parte del (vecchio) CdA.
Tra le norme transitorie e finali andrebbero previste quelle che garantiscano la massima continuita' tipo :
che i regolamenti attuali restino in vigore fino alla approvazione dei nuovi
che i direttori degli istituti (e dipartimenti ? e altre unita' ?) restino in carica fino alla scadenza del loro mandato prevista dalle norme precedenti
sarebbe anche carino che almeno presidente e CdA, dato che non cambiano le durate del mandato, ne' sostanzialmente le attribuzioni, potessero restare in carica fino alla scadenza prevista dalle norme precedenti (il che varrebbe come un mandato ai sensi del nuovo statuto)
per il CS e' piu' complesso dato che passano da 12 a 7, ma si potrebbe prevedere che, in attesa delle elezioni, restino in carica con una "autoriduzione", ossia, fatto salve dimissioni volontarie, presidente e CdA possano diminuire i loro membri nominati da 4 a 3 o 2, e parimenti dei membri eletti decadano quelli con meno voti. Se passare da 4+4+4 a 2+2+3 o 3+2+2 o altra permutazione e' da decidersi.
Regolamenti et al.
(aggiunta parziale di marzo 2010)
Dei tre regolamenti "statutari" solo due sopravvivono alla imminente riforma.
Il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento non e' piu' menzionato dalla legge e si assume che debba venire assorbito nello statuto stesso (alcuni elementi in materia nella versione sinottica PDF citata piu' sopra)
Il Regolamento del Personale e' previsto dalle legge ed e' appena stato riemesso. Tuttavia il Ministero ne ha sospeso l'approvazione chiedendo di risottometterlo col resto delle cose degli Statuti. Quindi potremmo considerarlo un input gia' pronto ?
Il Regolamento di Amministrazione e Contabilita' e' previsto dalle legge ed e' anche qualcosa in cui tutti noi siamo ferratissimi, vero ? :-)
La procedura di revisione di tale regolamento era iniziata almeno un anno fa (e se ne era data notizia in questo sito) e si e' recentemente conclusa con una delibera del CdA Piuttosto che confrontare le varie stesure si preferisce elencare solamente alcuni punti (positivi, critici o negativi) della ultima stesura (omettendo di menzionare tutti quegli articoli che hanno natura formale, o standard per questo tipo di regolamenti).
Art. 3 tratta della programmazione delle assunzioni
Non e' chiaro cosa comporti la emanazione dei bandi per profilo e per livello. Si riferisce esclusivamente ai tecnici, o e' la possibilita' di una differenziazione per fasce stipendiali according to age and experience ?
Il vecchio Art. 3 relativo alle aree disciplinari e tecnologiche (ed ogni menzione della determinazione delle stesse) e' purtroppo scomparsa dal regolamento (anche Art. 7)
L'Art. 4 da' una fotografia precisa per quanto confusa (nel senso che la situazione e' confusa) della situazione, in particolare facendo esplicita menzione sia del personale EPR (R&T e T&A), sia degli astronomi, sia degli EP ad esaurimento
A proposito degli astronomi sono state rimosse le disposizioni transitorie e finali relative alle opzioni "una tantum", mentre e' stato inserito un apposito Art. 16 relativo alla opzione in caso di progressione di carriera
Gli articoli relativi al reclutamento sono stati comunque semplificati tra le varie categorie, anche se permane un senso di confusione, p.es. in proposito di contratti o assegni.
Le norme sulla chiamata diretta sono state spostate dall'Art. 6 all'Art. 8
Le norme sulle commissioni di concorso nell'Art. 6 e 7 sono rimandate a un disciplinare concorsi esterno
L'Art. 9 sul tempo determinato e' stato riscritto. Accettabile in linea di principio ma non pare conforme alla realta' dei fatti. Idem per Art. 12 sui contratti
Il grosso degli altri articoli e' stato aggiustato solo marginalmente e appare comunque pretty standard
Unica eccezione la comparsa di due nuovi Art. 25 e 26 a proposito della liquidazione del personale. Sara' OK ?
La domanda a questo punto, esiste un margine ai sensi della riforma per una ulteriore riscrittura di questo regolamento ? E' desiderabile farlo ? Esiste margine per dei miglioramenti ?

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 5

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 articolo 14

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12
 Art. 13
 Art. 14

Art. 13

Art. 14
 Art. 13
 Art. 19
 Art. 60
 Art. 14
 Art. 54
 Art. 6
 Art. 11
 Art. 6
 Art. 11
 Art. 14
 Art. 6
 Art. 15
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 14
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16

Art. 23

Art. 20
 Art. 21
 Art. 11

Art. 22
 Art. 24

Art. 3
 Art. 3
 Art. 7
 Art. 16
 Art. 12
 Art. 25