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Timestamp: 2017-10-16 23:47:13+00:00

Document:
PD Settegiorni n° 417
eliopoli	11 Settembre 2017	Visite: 372
numero 417 del 08/09/2017
Una sobrietà intermittente
Passato buone vacanze? Ci auguriamo di sì.
La pausa agostana non ha portato a grandi sorprese nella politica regionale.
Maroni ha ormai un unico obiettivo: il referendum per l'autonomia del 22 ottobre.
Già più volte abbiamo ricordato come l'idea di garantire alla regione maggiori competenze non ci dispiaccia, anzi, riteniamo che seguire il percorso stabilito dall'articolo 116 della Costituzione sia una scelta lungimirante. Quello che non ci piace è il modo in cui la maggioranza regionale ha strumentalizzato l'appuntamento referendario: Maroni sta chiaramente utilizzando la consultazione come un primo passo della sua campagna elettorale con chiari intenti polemici nei confronti dello Stato. L'autonomia è una cosa seria e come tale va trattata con tutta la disponibilità a collaborare con Governo e Parlamento per costruire le migliori condizioni possibili per la Lombardia. Tutto il resto non serve, se non a fare propaganda. Si è molto parlato in queste settimane anche di vaccinazioni obbligatorie.
La Lombardia ha provato a ritagliarsi uno spazio mediatico criticando i provvedimenti del governo e sottolineando i disagi a cui le famiglie sarebbero stati sottoposti. L'assessore alla sanità Gallera si è anche spinto a ipotizzare una proroga dei termini previsti dalla legge nazionale, ma il presidente Maroni ha fatto una rapida marcia indietro per non arrivare a uno scontro con il Governo. D'altronde la collaborazione di Roma è in queste settimane determinante per riuscire ad organizzare il referendum di cui abbiamo già detto.
La vicenda vaccini ci propone però anche un impietoso confronto tra la Lombardia e altre regioni riguardo l'esistenza dell'anagrafe vaccinale unica. In altre regioni, si pensi ad esempio alla Liguria, proprio sulla base dell'anagrafe vaccinale, sono stati inviati direttamente alle famiglie i certificati comprovanti la regolarità della situazione per le vaccinazioni obbligatorie. In Lombardia nulla di tutto ciò, visto che l'anagrafe unica regionale è un obiettivo ancora da raggiungere e se ne potrà parlare, forse, a metà 2018. Per uscire dall'imbarazzo che ha cosa fatto l'assessorato? Ha scaricato sulle famiglie l'onere di dimostrare la regolarità della propria situazione e le attività di supporto alle famiglie stesse sanno molto di un tentativo di mascherare l'inadeguatezza del sistema regionale su questo fronte.
L'assessore Gallera ha anche dichiarato che la spedizione dei certificati alle famiglie interessate sarebbe stata molto onerosa per le casse regionali. Potremmo anche essere d'accordo, ma come la mettiamo allora con le spese per il referendum?
Il milione e mezzo necessario per far arrivare i certificati nelle case dei lombardi che cos'è rispetto agli oltre 45 milioni previsti per il referendum del 22 ottobre? Dimezzando i manifesti che tra luglio e agosto hanno accompagnato le ferie dei lombardi ricordando loro che il 22 ottobre ci sarà il referendum, i soldi per la spedizione sarebbero stati già lì pronti. E forse anche per qualcosa di più immediatamente utile alle famiglie.
Pensando ancor al referendum e ai vaccini, siamo di fronte a un paradosso: la Lombardia si vanta di essere pioniera del voto elettronico acquistando per la modica cifra di 24 milioni di euro le voting machine per ottobre, ma non ha a disposizione il programma informatico in grado di costruire l'anagrafe unica dei vaccini (pare che utilizzerà il software elaborato dal Veneto). E pensare che, negli ultimi 10 anni, la regione ha speso, mal contato, un miliardo e mezzo di euro per il sistema informatico della sanità e per le tessere sanitarie elettroniche (che sono in via di sostituzione con quelle nazionali). Ma, evidentemente, le vaccinazioni non venivano considerati parte del sistema sanitario.
Essere sobri riguardo le spese è meritorio, ma speriamo che la sobrietà non venga attivata solo sulla base del proprio interesse. Ci stiamo addentrando in una lunga campagna elettorale: ci auguriamo che la Giunta non la faccia a spese dei lombardi.
VACCINI, TARDIVAMENTE LA LOMBARDIA SI ADEGUA ALLA NORMATIVA
Il Pd chiede di anticipare i tempi per la costituzione dell'anagrafe unica regionale
Alla fine la Lombardia si adeguerà al decreto 119 in materia di vaccini e non prenderà la strada inizialmente imboccata dal Veneto, per non entrare in collisione con il Governo. Lunedì prossimo, 11 settembre, dunque chi non avrà i certificati necessari delle vaccinazioni obbligatorie previste, resterà fuori dagli istituti. "Prendiamo atto del fatto che Regione Lombardia ha deciso di applicare pienamente la legge nazionale sui vaccini - ha detto la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi - La decisione tardiva ha comunque generato incertezza e caos per le famiglie che a tuttoggi non hanno saputo quale percorso intraprendere. La quasi totalità delle regioni, a prescindere dal colore politico ha invece scelto di svolgere un ruolo proattivo nell'applicazione della legge, direttamente o per mezzo delle proprie aziende sanitarie locali, attraverso l'invio diretto alle famiglie, nei tempi previsti dalla legge, dell'attestazione della avvenute vaccinazioni o della segnalazione della situazione di inadempienza".
Le regioni che, in un'ottica di semplificazione, hanno inviato alle famiglie attestazioni o segnalazioni di inadempienza sono Val d'Aosta, Piemonte, Liguria, Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.
Il Pd ha poi presentato un'interrogazione a risposta immediata durante la seduta di Aula di venerdì per chiedere quali iniziative Regione Lombardia stia assumendo per per dotarsi di un sistema informativo vaccinale regionale unico e quale eventuale cronoprogramma si fosse stabilito per portare a compimento l'obiettivo. "L'anagrafe vaccinale omogenea, è infatti uno strumento strategico per la piena applicazione della legge 119 del 2017 - spiega Valmaggi - Gallera ci ha assicurato di aver attivato un percorso per costituire l'anagrafe unica regionale entro la fine del 2017 avendo recentemente acquisito, attraverso Lombardia Informatica, il codice sorgente dell'applicativo già in uso in Veneto e di procedere, entro il 2018, alla sua diffusione in tutta la Lombardia. Auspico che questa tempistica sia rispettata e anzi anticipata, in modo da non trovarsi impreparati di fronte alle emergenze, come già accaduto in passato, con la patologia del morbillo".
Sul mancato invio del certificato di conformità vaccinale alle famiglie dei bambini in età prescolare il segretario regionale Alessandro Alfieri attacca la Regione: "Sorprende che la Regione non abbia voluto spendere un milione per scrivere almeno alle famiglie che hanno i figli in regola con i vaccini, semplificando la vita a questi cittadini, mentre pensa di spendere almeno dieci volte tanto per recapitare a tutti i lombardi una lettera per il referendum consultivo sull'autonomia. È una questione di priorità, e per la giunta Maroni i cittadini vengono dopo un referendum di cui, come è noto, si poteva utilmente fare a meno".
IL REFERENDUM INUTILE E L'AUTONOMIA NECESSARIA, UN LIBRO PER FARE CHIAREZZA
Un lavoro del capogruppo Enrico Brambilla per fare chiarezza e ricucire la tela lacerata del regionalismo
Del referendum consultivo regionale del 22 ottobre ormai sanno tutti, grazie alla poderosa e assai costosa campagna di comunicazione. Ma che cosa sia davvero questa consultazione, da dove nasca e dove porti, di fatto, nessuno lo sa, anche perché Maroni non ha lesinato energie nel confondere le acque con mirabolanti promesse da marinaio su miliardi di euro e statuto speciale. A fare chiarezza ci ha provato il capogruppo democratico Enrico Brambilla con un libro appena uscito dal titolo significativo "Il referendum inutile e l'autonomia necessaria" edito da Novecento Editore, con prefazione del sociologo Aldo Bonomi. Il libro dà elementi utili per comprendere le basi giuridiche della richiesta di maggiore autonomia, i tentativi precedenti delle diverse Regioni e i motivi per i quali non sono andati a buon fine, fino ai costi, alla sperimentazione del voto elettronico e alle questioni politiche del "che fare" per ottenere davvero il trasferimento delle materie e le opzioni in campo per il 22 ottobre. Brambilla non fa mistero della sua scelta per l'astensione, ma da regionalista convinto ribadisce che il percorso di attribuzione di maggiore autonomia va finalmente imboccato, senza infingimenti e senza le chiacchiere che hanno caratterizzato l'iniziativa ventennale della Lega sul federalismo, variamente declinato.
"Il regionalismo differenziato è un'istanza caratterizzante del Pd lombardo - spiega Brambilla - e vederlo svilito da una consultazione che serve prima di tutto a far dimenticare la totale mancanza di risultati della Lega, in Parlamento come in Regione, su questo fronte. Il mio saggio vuole essere un contributo per aiutare a comprendere questo passaggio che determinerà l'agenda politica dei prossimi mesi. Non vuole essere una semplice dichiarazione di voto, o meglio, di non voto, ma un modo per ricucire la tela di un pensiero, quello regionalista del nostro partito, che questo referendum ha colpevolmente lacerato".
LA TRASPARENZA MANCATA DI AREXPO
Ancora inevasa la richiesta di accesso agli atti della consigliera regionale cinquestelle
La mancata consegna alla consigliera regionale Silvana Carcano del verbale del consiglio di amministrazione di Arexpo del 17 Marzo 2016 rischia di diventare un caso risolvibile solo attraverso sentenze della magistratura. Almeno così è stato sino ad ora.
Arexpo è una società partecipata da Regione Lombardia e voluta per gestire la cosiddetta fase Post Expo. Come ogni società pubblica deve rispondere a criteri di informazione e trasparenza definiti dalle normative nazionali, tra cui l'obbligo di fornire i documenti ufficiali a coloro - come i consiglieri regionali - ne facciano richiesta. Almeno così dovrebbe essere perché la vicenda, che avrebbe dovuto risolversi solo a seguito di una semplice richiesta di accesso agli atti, si è invece protratta per quasi un anno e mezzo in una girandola di richieste, rimandi e risposte negative da parte di Arexpo. E stiamo parlando di una vicenda che non si è ancora conclusa.
"La consigliera regionale - ha detto il presidente della commissione Antimafia Gian Antonio Girelli - ha semplicemente chiesto di poter vedere il verbale di una riunione del Cda di Arexpo. Quella del 17 marzo dell'anno scorso, per inciso. Niente di illegittimo o astruso. Una semplice richiesta di accesso agli atti che dovrebbe trovare la società pronta a rispondere senza problemi. Si è invece trovata di fronte: prima ad un documento colmo di omissis e, successivamente, a reiterati rinvii".
Per questo il consigliere regionale del PD ha ritenuto importante farsi anch'egli portavoce di una richiesta di chiarimento presentando una interpellanza, depositata questa settimana, che aiuti a far luce sulla vicenda e a richiamare tutti alle proprie responsabilità".
Quello che è inconcepibile è che sia dovuta persino intervenire il TAR della Lombardia per ordinare ad Arexpo di ottemperare ai suoi obblighi e che, nonostante ciò, e nonostante anche una interrogazione parlamentare, ancora non si sia arrivati ad un esito positivo, costringendo la Carcano a richiedere una esecuzione della sentenza e per la quale è stata fissata un'ulteriore udienza il prossimo 27 settembre.
"Ho ritenuto utile presentare questa interpellanza perché fatti di questo tipo non aiutano ad avere un'opinione positiva delle istituzioni - ha poi sottolineato Girelli - e per sapere come sia possibile che si sia venuta a creare una situazione di questo tipo in una società a partecipazione pubblica che deve rispondere agli obblighi di trasparenza e informazione previsti dalle norme vigenti, oltre che per capire quali siano state le misure messe in atto per garantire il diritto di accesso agli atti della consigliera regionale. Le risposte a queste domande dovrebbero così costringere Regione Lombardia a mettere in atto misure adeguate ad impedire comportamenti lesivi delle prerogative di trasparenza dei consiglieri ma anche di singoli cittadini che si avvalgono dei diritti di accesso che le leggi nazionali garantiscono".
ASAM IN LIQUIDAZIONE, OPERAZIONE NON CHIARA
La Regione ha deciso di chiudere la holding autostradale ereditata dalla ex Provincia di Milano
Il 21 agosto scorso l'assemblea dei soci ha deliberato la messa in liquidazione di Asam, la holding delle autostrade lombarde che la Regione ha ereditato dalla ex Provincia di Milano. A determinare la decisione il pesante indebitamento che ne ha compromesso la continuità aziendale. Asam possiede il 52,9% di Milano Serravalle-Milano Tangenziali che a sua volta controlla, fra l'altro, il 78,98% della Pedemontana e una quota di Tangenziali Esterne di Milano.
La decisione della Regione non trova d'accordo il Pd: "È un'operazione dai contorni non chiari, sulle cui finalità è necessario che si discuta, sia per la rilevanza sul piano finanziario, sia per il destino delle società partecipate", dichiara il capogruppo Enrico Brambilla.
NON AUTOSUFFICIENZA, ARRIVANO I SOLDI
Oltre 78 milioni di euro che in Lombardia potranno essere utilizzati per le esigenze degli anziani
Via libera al riparto del fondo per le non autosufficienze relativo al 2017. Circa 500 milioni saranno destinati alle Regioni dopo la Conferenza unificata che si è tenuta nei giorni scorsi.
"È una buona notizia il ripristino integrale del Fondo nazionale per la non autosufficienza anche perché porta in Lombardia 78,7 milioni di euro per misure da riservare alla non autosufficienza e in particolare alla fascia di popolazione anziana. Ed è una buona notizia anche rispetto alla riduzione del Fondo sociale regionale operata dalla Regione nei confronti dei Comuni in questi ultimi anni", commenta Carlo Borghetti, capogruppo in Commissione Sanità, appena ricevuta la notizia da Roma.
"Mi auguro ora che la legge badanti, approvata ormai da due anni e rimasta nel cassetto, possa finalmente trovare implementazione a beneficio delle famiglie lombarde con badanti", conclude Borghetti.
TRENORD E REGIONE "BASTONATE"
La Corte di Appello di Milano accoglie la class action di oltre 3mila pendolari: la società dovrà sborsare 300mila euro per i disagi subiti
"La sentenza della Corte di Appello di Milano deve suonare più che come un campanello d'allarme, perché a questo punto la situazione del trasporto pubblico lombardo, oltre ai bonus tradizionali, vede per la prima volta riconosciuta una class action di pendolari. Precedente che deve far riflettere sia la Regione che i dirigenti di Trenord", è stato il commento di Agostino Alloni alla notizia del riconoscimento del maxi risarcimento di 300mila euro per 3.018 pendolari, aderenti alla class action di Altroconsumo, per i gravi disagi subiti nel dicembre 2012.
Ma al di là dell'indubbio risultato, ciò che più preoccupa Alloni è il fatto che l'esperienza rischia di non insegnare, considerato che "a giugno siamo ritornati non molto distanti dai livelli di disagio del dicembre 2012, con soppressioni, cancellazioni e ritardi inaccettabili. Tant'è che 16 direttrici del trasporto regionale su 40, a giugno, hanno subito disagi, tra cui quasi tutte quelle cremonesi, e riceveranno il bonus per l'abbonamento di settembre 2017 da Trenord".
Insomma, "non è sufficiente l'investimento che Regione Lombardia ha deciso di fare con l'acquisto di 160 treni, ma in tempi lunghissimi: se l'iniziativa è importante, impostata così serve a poco e soprattutto è meglio intervenire subito sulle infrastrutture, perché i problemi grossi sono dovuti alla cattiva manutenzione del materiale rotabile, delle stazioni, dei passaggi a livello da riqualificare. È necessaria maggiore attenzione da parte di Trenord e di Regione Lombardia, che è il soggetto controllore, le quali non possono non tenere conto del fatto che abbiamo un'infrastruttura vetusta".
Alloni ricorda che il Pd, già 4 anni fa, aveva fatto la sua proposta: "I treni andavano acquistati tutti e subito, mettendo a gara europea il servizio regionale lombardo. L'Emilia Romagna ha seguito questa strada e avrà 80 treni nuovi tutti insieme".
DOTE SCUOLA: BOCCIATA LA DISPARITA'
La sentenza del Consiglio di Stato boccia la disparità per bonus libri fra pubblico e privato
Risale ad alcune settimane fa la sentenza del Consiglio di Stato che boccia la politica della dote scuola di Regione Lombardia, certificando la disparità di contributi per studenti frequentanti le scuole pubbliche e quelle paritarie.
Tutto nasce con il ricorso di alcune famiglie di studenti iscritti alle scuole pubbliche che denunciano disparità di trattamento, a parità di reddito, a favore di studenti che frequentano le scuole private.
La richiesta di rivedere i criteri di assegnazione dei contributi per il sostegno al reddito è stata presentata dal Pd in più occasioni, anche con una mozione in Consiglio regionale, proprio per impegnare la Giunta regionale a "garantire un trattamento imparziale a tutti gli studenti lombardi in nome dell'equità e del buon andamento della pubblica amministrazione".
In quella occasione la mozione non fu approvata, poiché, come ha dichiarato l'assessore Aprea, la politica assunta dalla maggioranza si fonda sul sostegno della libertà di scelta. Il Partito Democratico ha più volte denunciato non solo in Aula, ma anche in commissione Istruzione, che le scelte fatte sulla dote scuola sono discriminanti e penalizzano gli studenti delle scuole statali, ma la Giunta è sempre rimasta sorda alle richieste, fino ad arrivare, ai giorni nostri, con la bocciatura da parte del Consiglio di Stato.
"Le discriminazioni che abbiamo sempre denunciato hanno avuto riscontro nella sentenza del Consiglio di Stato", ha commentato Fabio Pizzul, capogruppo in Commissione Istruzione, la sentenza del Consiglio di Stato sul bonus libri di Regione Lombardia. "Era già emerso che fosse iniquo dare più contributi a famiglie che ne avevano meno bisogno, lasciando fuori o dando meno sostegno finanziario chi era in difficoltà - ha spiegato Pizzul -. E infatti già da qualche anno la Regione aveva modificato le regole. Ma adesso è costretta a pagare in ritardo scelte fatte in passato che erano chiaramente sbagliate".
Rimane un fatto, per il Pd, che le famiglie più in difficoltà vanno aiutate indipendentemente dalla scuola che frequentano i figli. In particolare, per quanto riguarda i libri che sono da sempre la voce di spesa più pesante.
TIROCINI EXTRACURRICOLARI, IL PD SOLLECITA LA GIUNTA
L'assessore assicura al più presto un confronto in Commissione per predisporre un regolamento ad hoc
Il Pd ha presentato in Aula una mozione a prima firma Jacopo Scandella per sollevare la questione dei tirocini formativi e sollecitare la Giunta ad un intervento risolutivo.
Compenso minimo, durata, monitoraggio: queste le questioni al centro delle preoccupazioni del consigliere Pd, che ha accettato la proposta dell'assessore all'Istruzione Aprea ad affrontare la questione in commissione Cultura, Formazione e Istruzione professionale.
"Ho accolto la richiesta dell'assessore Aprea al rinvio della mozione in Commissione perché lo scopo era proprio questo, stimolare la Giunta a modificare il regolamento dedicato ai tirocini extra-curricolari. Oggi - ha specificato Scandella -.una buona parte dei tirocini è ancora impropria: per questo è importante spingere per una sempre maggiore qualità dei tirocini che devono essere esperienze formative di crescita e non sostituzione a basso costo di lavoro vero".
Con l'accordo Stato Regioni del 25 maggio 2017 vengono adottate le linee guida in materia di tirocinii extracurriculari, che aggiornano quelle del 2013.
"Dobbiamo contrastare ogni forma di distorsione o uso improprio. Regione Lazio ha alzato l'indennità a 800 euro al mese, anche Regione Lombardia può fare qualcosa di simile per contribuire così a limitare le situazioni di sfruttamento - puntualizza il consigliere Pd - . Questi sono alcuni principi che vorremmo vedere dentro il regolamento, l'importante è che questa discussione si faccia in tempi rapidi".
Il primo grosso incendio risale a dicembre scorso: allora ci fu davvero da preoccuparsi perché a prendere fuoco fu un'intera area dell'impianto Eni di Sannazzaro de' Burgondi. Replica, un po' più contenuta, a febbraio. E già l'allarme era scattato di nuovo. Poi, a maggio, fiamme anche all'Aboneco di Parona che tra le altre cose si occupa di smaltimento rifiuti. Infine, in queste ore, un incendio a rischio diossina si è sviluppato alla Eredi Bertè Antonino di Mortara, che tratta rifiuti metallici, speciali non pericolosi e, in minima parte, speciali pericolosi.
"La Lomellina è in stato di emergenza", lo dice senza tanti giri di parole Giuseppe Villani, dopo aver effettuato un sopralluogo, parlato con chi di dovere e saputo che la popolazione deve rimanere chiusa in casa, non consumare prodotti della sua terra e le scuole rinvieranno le lezioni di qualche giorno. Per questo ha immediatamente inviato una richiesta di discussione urgente al presidente della commissione Ambiente del Consiglio regionale, dove Villani è capogruppo per il Pd, per parlare delle criticità ambientali di quella zona della provincia di Pavia.
"Innanzitutto, siamo vicini alla popolazione e ai sindaci del posto. Stiamo seguendo costantemente la situazione, in contatto diretto con la Prefettura e l'Asst per cercare di comprendere le eventuali implicazioni sanitarie e ambientali. Ringraziamo i vigili del fuoco e le forze dell'ordine per l'impegno che stanno mettendo per riportare la situazione alla normalità e per monitorare il territorio - dice Villani -. Ma adesso rimaniamo in attesa di analisi più dettagliate da parte degli enti preposti al controllo che devono verificare i rischi connessi alla eventuale emissione di diossina. Sicuramente, da quanto è emerso dalle mie verifiche, non risultano ricoveri dovuti a malori nei pronto soccorso della zona, ma questo non è sufficiente a farci stare tranquilli".
Quello che però preoccupa di più il consigliere Pd "è il verificarsi dell'ennesimo fatto grave di questo genere in Lomellina, dopo il gravissimo incendio all'Eni di Sannazzaro e quello in un'altra azienda di trattamento di rifiuti speciali, a Parona, sulla strada che collega Vigevano a Mortara".
E "pur senza alimentare inutili allarmismi, soprattutto finché non sarà chiaro cosa abbia preso fuoco all'interno della ditta, l'incendio di Mortara si pone come un'ulteriore emergenza. Ci auguriamo che finalmente, d'ora in poi, anche Regione Lombardia, attraverso l'Arpa, svolga maggiori azioni di prevenzione e controllo".
Ma intanto il consigliere Pd non si sogna di stare semplicemente ad aspettare e nella lettera urgente inviata alla Commissione si dice "molto preoccupato per la situazione della Lomellina. È un territorio che ha diverse criticità dal punto di vista ambientale e negli ultimi mesi si sono sviluppati ben 4 grandi incendi. In particolare, grande attenzione credo vada data al fenomeno dei roghi sospetti in impianti di trattamento rifiuti, fenomeno non certo di natura solo locale".
Per questo, Villani chiede al presidente "di prendere in considerazione la possibilità, da parte della commissione Ambiente, di aprire una discussione urgente sulle criticità ambientali in Lomellina, programmando una serie di audizioni con le istituzioni locali, gli enti di controllo, le forze dell'ordine, le associazioni di categoria agricole e industriali e le associazioni ambientaliste.
Lo scopo è quello di costruire una fotografia aggiornata delle criticità in Lomellina e individuare azioni concrete e mirate da sottoporre all'attenzione del Consiglio regionale", conclude il consigliere Pd.
UNA REGIONE CONSUMATA
I dati di una ricerca rivelano che i lombardi hanno perso metà territorio in 60 anni. Perché manca un cambio culturale e normativo, dice il Pd
In poco più di 60 anni ogni cittadino lombardo ha perso metà della sua quota di prati e aree coltivate. Secondo un'analisi di Legambiente e Coldiretti Lombardia, basata sui dati elaborati dal Centro di ricerca sui consumi di suolo del Politecnico di Milano, la disponibilità di superfici agricole è passata da quasi 2mila metri quadrati a meno di mille per ogni residente in Lombardia, mentre a livello regionale il 30% dei terreni coltivabili è stato abbandonato o trasformato in insediamenti residenziali, capannoni e nuove autostrade.
"Le preoccupazioni di Legambiente e Coldiretti sono pienamente giustificate perché riportano la realtà di consumo di suolo che in Lombardia ha raggiunto dimensioni enormi", commenta i dati Jacopo Scandella.
"La crisi economica ha rallentato il consumo di suolo, ma in questa legislatura Regione Lombardia non ha stimolato né un cambio culturale, né una riforma della legge urbanistica tale da giustificare ottimismo rispetto a un migliore utilizzo del suolo e a una salvaguardia dei terreni destinati all'agricoltura", continua Scandella.
"Per noi è fondamentale che si facciano convergere tutte le risorse economiche e tutte le semplificazioni burocratiche attorno all'obiettivo della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente", conclude il consigliere Pd.
Il confronto organizzato a Palazzo Pirelli dal PD nell'ottica di favorire un ragionamento sul mondo del lavoro a 360 gradi
Negli ultimi anni si è parlato spesso della mancanza di lavoro, ma poco della sua dignità. La Settimana dei Cattolici Italiani in programma a Cagliari dal 26 al 29 ottobre e intitolata "Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale" (clicca qui per approfondire), si pone l'obiettivo di affrontare il tema del lavoro anche dal punto di vista più profondo, liberandolo dall'unico orizzonte economico-strumentale all'interno del quale la politica e il dibattito pubblico - con poche meritorie eccezioni - sembrano averlo relegato con l'aggravarsi della crisi economica.
Il confronto organizzato a Palazzo Pirelli da Fabio Pizzul il 4 settembre scorso, con la partecipazione anche di Enrico Brambilla, ha avuto il merito di segnare un passo in questo senso, nell'ottica di favorire un ragionamento partecipato sul mondo del lavoro a 360 gradi.
Nel lavoro l'uomo non cerca semplicemente un salario, ma anche una parte della propria realizzazione, ha ricordato nel suo intervento Giuseppe Notarstefano, vicepresidente dell'Azione Cattolica Italiana. Nel momento in cui l'industria 4.0 va rideterminando gli equilibri del lavoro, il tema della competitività andrebbe quindi sviluppato accanto ai temi della custodia del creato, della crescita dei talenti, della valorizzazione dei doni e delle individualità di ciascuno, della cura per le persone che appaiono più in difficoltà in questo processo.
Per avvicinarlo alla costruzione dell'identità, il lavoro andrebbe anzitutto ricollegato al quotidiano, ha argomentato durante il suo intervento Mons. Luca Bressan, Vicario Episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l'Azione Sociale della Diocesi di Milano. Quando il lavoro manca o non è dignitoso, non solo l'individuo ma anche la famiglia e la società nel suo complesso ne sono indebolite e aspetti della vita quotidiana e della convivenza civile considerati minimi rischiano di essere messi in crisi. Il Fondo Famiglia Lavoro istituito dalla Diocesi di Milano trae infatti ispirazione anche da questo dato antropologico, uno dei due pilastri dell'Orat et Labora benedettino. L'uomo non è un robot, ha poi precisato Mons. Bressan, perché non lavora come un robot ma perché vive il suo rapporto con il lavoro come un'attività connessa alla creazione, in cammino verso un orizzonte che per noi cattolici è il cammino verso il Regno.
Riscoprire una dimensione di senso così alta nella propria esperienza lavorativa non è sempre facile, e forse nei troppo numerosi contesti lavorativi caratterizzati dal precariato, da scarse retribuzioni, da mansioni usuranti e ripetitive appare praticamente impossibile. Per questa ragione, farsi carico del mondo del lavoro - ha concluso Fabio Pizzul - significa per la politica interrogarsi concretamente da un lato sul tema delle risorse e delle redistribuzioni e dall'altro anche sui principi e sulle regole che lo caratterizzano per generare dinamiche che ne favoriscano la dimensione etica e valoriale, di libertà e di crescita individuale e sociale, senza trascurare l'importanza del rapporto tra la dimensione produttiva e quella del riposo.
Per chi volesse approfondire, le conclusione del convegno sono disponibili qui.
[Como Lecco]
UN OSTELLO PER IL RILANCIO DEL LARIO ORIENTALE?
I dubbi del PD sulle risorse e sulle finalità dei progetti dedicati all'iniziativa
"Il protocollo d'intesa finalizzato al rilancio dell'area centro-orientale del lago di Como mediante la promozione e la diffusione innovativa dei saperi, della creatività e della cultura approvato dalla Giunta regionale lo scorso 29 maggio e il progetto ivi inserito e presentato dal comune di Esino Lario sulla realizzazione di un ostello tecnologico continuano a sembrarmi molto poco attinenti".
E' perplesso il consigliere del PD Raffaele Straniero che si dichiara solo parzialmente soddisfatto delle risposte ricevute dal sottosegretario Nava durante il question time di venerdì in Consiglio regionale.
"Nell'interrogazione - spiega Straniero - chiedevamo chiarimenti sullo stanziamento delle risorse previste per il progetto indicato dall'accordo di programma e sull'attinenza del protocollo d'intesa con il progetto presentato dal comune di Esino Lario: uno finalizzato allo sviluppo dei saperi e delle tecnologie digitali e l'altro fondamentalmente finalizzato all'acquisizione e alla ristrutturazione di due immobili".
"Le nostre domande hanno ricevuto sì delle risposte, ma permangono dubbi sia sulle effettive risorse messe a disposizione e che al momento trovano copertura di bilancio per soli 500mila euro rispetto al milione che invece era stato annunciato, sia sulla poca inerenza tra i due progetti, ma mi auguro - conclude il consigliere - che questi dubbi possano essere presto risolti".
[Como Sondrio]
Desta preoccupazione la situazione del fiume Mera invaso dai detriti in seguito alla vasta frana del mese di agosto verificatasi nella parte grigionese della val Bregaglia: una coltre di detriti e limo che, scesa a valle, minaccia di riversarsi anche nel Lario.
"Lo strato di fango e di altri materiali che galleggiano sulla superficie del fiume - dice Luca Gaffuri - può rappresentare un pericolo ambientale, sia per la qualità e l'inquinamento delle acque e lo stato delle sponde, sia per la fauna lacustre, in particolare ittica".
Gli allarmi, da parte di chi svolge la sua attività sul fiume, sono stati già lanciati e per Gaffuri "è opportuno che Regione Lombardia faccia celermente il punto insieme alle province di Como e Sondrio, coinvolgendo anche il Canton Grigioni, per quanto riguarda le conseguenze sul nostro territorio del disastro che è avvenuto più a monte, al di là del confine con la Svizzera".
"In particolare - aggiunge il consigliere - è importante attivarsi, come peraltro hanno già iniziato a fare i privati a Novate Mezzola e altrove, per la pulizia e lo smaltimento dei detriti presenti, anche per evitare che il problema si estenda al lago di Como. Inoltre, visto che la situazione del Pizzo Cengalo in val Bregaglia non è stabilizzata e quando c'è maltempo si registrano ancora scariche di materiale verso valle, occorrerà individuare soluzioni per intercettare i detriti e prevenire che essi si accumulino peggiorando una situazione già adesso delicata".
[Cremona Brescia Mantova]
Interventi urgenti sulla linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia e interventi urgenti sulla linea ferroviaria Cremona-Brescia: le linee sono diverse, ma l'oggetto non cambia.
La richiesta è stata forte e chiara, ma non altrettanto la risposta che venerdì mattina ha dato l'assessore Sorte alle due interpellanze presentate dai consiglieri del PD Agostino Alloni, Marco Carra e Gian Antonio Girelli.
"Non siamo assolutamente soddisfatti! Ogni volta l'assessore Sorte risponde parlando dei nuovi treni che arriveranno con una proiezione che si chiuderà nel 2032, senza tener conto che sulla linea Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia viaggiano solo treni diesel e che si tratta di una linea in parte non ancora elettrificata (una carrozza quando va male e due carrozze quando va bene) e quindi sono gli investimenti sulla elettrificazione che servono e non certo i treni nuovi che qui, finché la situazione resta tale, non potranno mai arrivare".
E' un tuono la replica di Alloni dopo la risposta alla prima interpellanza che, prendendo spunto dall'incendio verificatosi su una carrozza a Casalmaggiore lo scorso 2 giugno, chiedeva quali azioni la Giunta avesse in previsione per migliorare il servizio su queste linee disastrate, nel breve e medio periodo.
Alloni e Carra hanno inoltre ricordato alla Giunta che il ponte su Po di Casalmaggiore è stato definitivamente chiuso al transito di auto e camion e che il servizio ferroviario potrebbe, se urgentemente sostenuto, diventare una valida alternativa per coloro che sono costretti quotidianamente a collegarsi tra i territori del parmense e quelli del casalasco.
L'assessore Sorte non ha dato alcun riscontro alle reiterate richieste di incontro avanzate dai sindaci di Asola, Canneto e Piadena per conferire in merito all'elettrificazione della linea tra Montichiari e Piadena, anche in vista del raddoppio della Cremona-Mantova e dell'aumento dei passeggeri. "Non è un comportamento accettabile - aggiunge Carra -. L'assessore ha il dovere di ascoltare i sindaci e di dare risposte".
In merito al disagio creato dalla chiusura del ponte, Alloni e Carra hanno annunciato la presentazione di una specifica richiesta di intervento da parte della Giunta lombarda.
"La situazione infrastrutturale stradale e ferroviaria dell'Oglio-Po - dice Carra - è ormai diventata una vera e propria emergenza e gli interventi devono essere rapidi e immediati"
Non particolarmente soddisfatto risulta anche il collega bresciano Gian Antonio Girelli che in Aula ha presentato la seconda interpellanza relativa alla tratta Cremona-Brescia dove, il 25 e 26 giugno, si sono verificati veri e propri momenti di panico su una monocarrozza diesel e ci sono stati dei malori che hanno richiesto l'attivazione della procedura di soccorso.
Su questa tratta l'assessore ha però annunciato, da parte di RFI, una serie di interventi strutturali sulla infrastruttura ferroviaria che, tra il 2017 e il 2018, riguarderanno i binari tra Olmeneta e San Zeno, il restyling della stazione di Olmeneta, gli ascensori in quella di Cremona e altre opere che consentiranno di aumentare la velocità dei treni. Ha inoltre assicurato che da settembre la composizione delle carrozze sarà adeguata al numero degli utenti.
Insomma, nessun nuovo treno e nessun raddoppio dei binari, ma sulla linea Cremona-Brescia l'assessore ha comunque garantito il miglioramento del servizio.
"Ringraziamo RFI per i lavori che si appresta a realizzare - ha sottolineato Girelli - ma ancora una volta Regione Lombardia non è in grado di dare risposte celeri a situazioni di inadeguatezza e criticità presenti da anni. E' tempo di agire e non di promettere".
"No alle intromissioni politiche nella nuova gestione del Centro vitivinicolo di Riccagioia", lo dice Giuseppe Villani, componente della commissione Agricoltura, a proposito delle novità nella gestione della struttura, una delle sedi territoriali di Ersaf, specializzata in attività di ricerca e servizi per il settore vitivinicolo e l'agricoltura collinare appenninica.
"È in corso una procedura ad evidenza pubblica e da questa ogni posizione politica o gruppo partitico deve rimanerne fuori. Ciò che importa è che tutto l'iter avvenga in maniera corretta: nessuno influenzi scelte che sono tecniche", precisa meglio Villani.
Il Centro di Riccagioia "rappresenta una importante eccellenza per il territorio pavese, da valorizzare - ricorda ancora il consigliere Pd -. Le valutazioni sulle proposte presentate per la gestione e il rilancio del Centro saranno effettuate da una apposita commissione nominata da Ersaf e dovranno essere puramente tecniche, appunto".
Per quanto lo riguarda, il consigliere Pd assicura che vigilerà sulla procedura e fa presente che la finalità della concessione, così come prevista all'articolo 1 del bando, "ha lo scopo di valorizzare e riqualificare il Centro vitivinicolo (terreni, vigneti, fabbricati, impianti) e le sue potenzialità per la produzione di servizi e lo sviluppo dell'innovazione per il settore vitivinicolo ed agroalimentare dei territori collinari e pedemontani e, più in generale, per il territorio lombardo, attraverso una gestione che consenta di promuoverne il valore pubblico in un contesto di complessiva sostenibilità economica e in coerenza con le politiche regionali di settore".
Aperitivo e incontro sui temi del welfare e dell'abitare
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< IN SCADENZA > DECRETO N. 6309 DEL 30 MAGGIO 2017 - SOSTEGNO ALLA REALIZZAZIONE E ALLO SVILUPPO DI ATTIVITÀ AGRITURISTICHE
Beneficiari: altro - Impresa agricola individuale e società agricola di persone, capitali o cooperativa.
Link: http://www.psr.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/0d4567ab-32b2-4580-859a-b05d4d37ac41/PDF+da+RIMPIAZZARE.pdf?MOD=AJPERES&CONVERT_TO=url&CACHEID=0d4567ab-32b2-4580-859a-b05d4d37ac41
< IN SCADENZA > DECRETO N. 8764 DEL 18/07/2017 - CONTRIBUTI PER INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ DELLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Beneficiari: Amministratori - I comuni in forma singola o associata nelle forme previste dal D.Lgs. 267/2000 (TUEL)
Link: http://bit.ly/2uJ2wBU
< IN SCADENZA > PSR- OPERAZIONE 16.04.01 "FILIERE CORTE"
Scadenza: 20/09/2017 dal 21 giugno al 20 settembre 2017 (ore 12,00)
Link: http://www.psr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FEASR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/bando-operazione-16.04.01-filiere-corte
< IN SCADENZA > BANDO SIAVS - START UP INNOVATIVE A VOCAZIONE SOCIALE
Beneficiari: Imprese - Start up innovative a vocazione sociale già costituite e iscritte nella sezione speciale del registro imprese di una delle Camere di commercio lombarde ai sensi del DL 179/2012 e ss.mm.ii.; gli aspiranti imprenditori, ossia persone fisiche che provvedano, nel termine perentorio di 90 giorni a partire dalla data del provvedimento di concessione, ad iscrivere ed attivare nella sezione speciale del registro imprese di una delle camere di commercio lombarde una start up innovativa a vocazione sociale ai sensi del DL 179/2012 e ss.mm.ii.
Scadenza: 29/09/2017 a partire dalle ore 14:30 del 4 settembre fino alle ore 12:00 del 29 settembre 2017 esclusivamente tramite la piattaforma servizi online
Link: http://www.unioncamerelombardia.it/images/file/AT_BANDI%202017/Bando%20SIAVS%202017.pdf
PSR- OPERAZIONE 8.3.01 "PREVENZIONE DEI DANNI ALLE FORESTE"
Scadenza: 18/10/2017 dal 21 luglio al 18 ottobre 2017 (ore 12,00)
Link: http://www.psr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FEASR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/bando-Misura-8-Operazione-8.3.01-prevenzione-danni-foreste
INFRASTRUTTURE VERDI A RILEVANZA ECOLOGICA E DI INCREMENTO DELLA NATURALITÀ (D.D.U.O. 22 DICEMBRE 2016 - N. 13767)
Beneficiari: altro - persone fisiche o giuridiche di diritto privato e persone giuridiche di diritto pubblico, proprietarie di terreni, in ambiti di pianura e collina secondo classificazione ISTAT
Link: http://www.regione.lombardia.it/shared/ccurl/416/215/Bando_Infrastrutture_verdi_30_12_2016.pdf
PSR- OPERAZIONE 16.10.02 "PROGETTI INTEGRATI D'AREA"
Scadenza: 31/10/2017 dal 5 luglio al 31 ottobre 2017 (ore 16,00).
Link: http://www.psr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FEASR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/bando-operazione-16.10.02-progetti-integrati-area
DELIBERA N. 6716 DEL 14 GIUGNO 2017 - MISURA NIDI GRATIS 2017-2018
Beneficiari: Amministratori - i Comuni che all'atto di adesione alla misura Nidi Gratis 2017-2018, in forma singola o associata, siano nelle seguenti condizioni: compartecipino alla spesa per i servizi per la prima infanzia (asili nido/micro-nidi); adottino agevolazioni tariffarie a favore delle famiglie, differenziate in base all'ISEE per la frequenza dei bambini ai servizi per la prima infanzia (asili nido/micro-nidi); siano titolari in forma singola o associata di asili nido e/o micro-nidi pubblici, e/o abbiano acquisito nel 2016-2017 posti in convenzione con asili nido e/o micro-nidi privati e abbiano riconfermato per il 2017-2018 i medesimi posti acquisiti in convenzione per il 2016-2017; non abbiano applicato per l'annualità 2017-2018 aumenti di tariffe rispetto all'annualità 2016-2017 ad eccezione di: adeguamenti con aumenti entro 1,7%, in coerenza con il Tasso di Inflazione Programmato; arrotondamenti dell'importo della retta all'euro per eccesso o per difetto; aumenti delle rette per le fasce ISEE superiori a € 20.000,00.
Scadenza: 31/10/2017 prima finestra aperta da venerdì 7 luglio a mercoledì 13 settembre 2017; seconda finestra aperta da lunedì 9 ottobre a martedì 31 ottobre 2017
Link: http://www.fse.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FSE/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/decreto-8052-4-luglio-2017-modalita-adesione-comuni-nidi-gratis-delibera-6716-2017
DECRETO 2460/2017 - SOSTEGNO ABITATIVO A FAVORE DI GENITORI SEPARATI O DIVORZIATI
Beneficiari: altro - gli Enti pubblici, gli Enti privati non profit iscritti nei rispettivi registri ed albi e gli Enti riconosciuti dalle confessioni religiose operanti in Lombardia, con cui lo Stato ha stipulato patti o accordi
Scadenza: 31/10/2017 Le singole ATS provvederanno a pubblicare gli avvisi rivolti ai genitori separati/divorziati entro il 27 aprile 2017
Link: https://tinyurl.com/lnr7ow9
PSR- OPERAZIONE 16.10.01 "PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA"
Scadenza: 15/11/2017 dal 10 luglio al 15 novembre 2017 (ore 12,00)
Link: http://www.psr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FEASR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/bando-operazione-16.10.01-progetti-integrati-di-filiera
DDUO 979 DELL'1/2/2017 - BANDO SPORT - 2017 - SOSTEGNO A MANIFESTAZIONI SPORTIVE SUL TERRITORIO LOMBARDO
Beneficiari: altro - Possono ricevere contributi a fronte della realizzazione di eventi e manifestazioni sportive esclusivamente i soggetti aventi sede legale e/o operativa in Lombardia e rientranti in una delle seguenti tipologie: CONI; CIP; Federazioni Sportive Nazionali e loro Comitati regionali; Discipline Sportive Associate; Enti di Promozione Sportiva; Associazioni benemerite riconosciute dal CONI; Associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al CONI o al CIP o affiliate a Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate o Enti di Promozione Sportiva; Comitati organizzatori regolarmente costituiti; Altri soggetti con statuto dal quale si evincano le finalità sportive, ricreative e motorie, e non lucrative.
Scadenza: 29/11/2017 15 marzo 2017 (per manifestazioni dal 01/01/17 al 31/03/17)
31 marzo 2017 (per manifestazioni dal 01/04/17 al 30/06/17)
31 maggio 2017 (per manifestazioni dal 01/07/2017 al 30/09/2017)
31 agosto 2017 (per manifestazioni dal 01/10/2017 al 31/12/2017)
29 novembre 2017 (per manifestazioni dal 01/01/2018 al 31/03/2018)
Link: https://tinyurl.com/zrvjccx
Decreto 2460/2017 - ABBATTIMENTO CANONE DI LOCAZIONE A FAVORE DI GENITORI SEPARATI O DIVORZIATI
D.D.S. 2 FEBBRAIO 2017 - N. 1051 - "ANTICIPAZIONE SOCIALE" PER L'ANNO 2017
DDS 1716/2017 - EDILIZIA SCOLASTICA: BANDO PER LAVORI IMPREVEDIBILI, URGENTI ED INDIFFERIBILI
Renata Soria, Laura Sebastianutti, Paola Stringa, Stefano Tessera
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