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Timestamp: 2019-01-16 06:57:09+00:00

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Lotto boschivo comunale in dotazione: chi paga in caso di incendio?
16 Febbraio 2018 | Autore: Rosalba Sblendorio
Un privato che ha in dotazione un lotto boschivo comunale risponde dei danni causati dall’incendio boschivo?
Sei proprietario di un fondo confinante con un lotto boschivo di proprietà del comune. Su tale lotto è scoppiato un incendio e gli alberi piantati sul tuo fondo sono stati danneggiati. Sei a conoscenza del fatto che il lotto boschivo di proprietà del Comune è in dotazione di un privato. Per cui ti chiedi cosa vuol dire lotto boschivo in dotazione? E chi paga gli alberi danneggiati dall’incendio? In quest’articolo spiegheremo cos’è un lotto boschivo comunale in dotazione e chi paga i danni provocati dall’incendio scoppiato su tale lotto.
1 Cos’è un lotto boschivo comunale in dotazione?
2 Gli obblighi del concessionario
3 Cos’è l’incendio boschivo?
4 La responsabilità penale del concessionario
5 Il risarcimento dei danni in caso di incendio boschivo
6 Prescrizione risarcimento dei danni da incendio boschivo
7 Il danno ambientale e l’incendio boschivo
8 Le aree distrutte dall’incendio boschivo
Cos’è un lotto boschivo comunale in dotazione?
Il lotto boschivo comunale è una porzione estesa di terreno con boscaglia, sterpaglia o altra vegetazione, di proprietà del Comune. Questo terreno rientra in quello che viene definito patrimonio disponibile del Comune. Il patrimonio disponibile comunale è l’insieme di beni di proprietà del Comune che quest’ultimo può dare in uso ai privati cittadini, stipulando veri e propri contratti (ad esempio contratti d’affitto [1] o di comodato [2]). Ma perché il Comune dà in uso i suoi beni ai privati? Per farsi aiutare nella gestione e nella tutela di tali beni. Ad esempio, nel caso del lotto boschivo, il Comune dà in uso (tecnicamente in dotazione) il lotto boschivo ai privati per meglio tutelare e valorizzare il paesaggio e l’ambiente dei boschi.
Gli obblighi del concessionario
Con i contratti con cui il Comune (definito concedente) dà in dotazione il lotto boschivo comunale al privato cittadino (definito concessionario) nasce l’obbligo per quest’ultimo di aver cura del predetto lotto. Infatti, il concessionario dovrà provvedere a tutelare il lotto boschivo comunale in dotazione, rispettando le norme regionali in materia di gestione dei boschi e di misure antincendio boschivo. Ad esempio, il concessionario avrà l’obbligo di:
mantenere libere le vie di passaggio del lotto boschivo, riparandole, ove vengano danneggiate durante il periodo d’affitto o di comodato,
creare piste tagliafuoco (le piste tagliafuoco sono strade che impediscono lo svilupparsi di un incendio boschivo),
svolgere operazioni di pulizia del sottobosco.
In pratica, il concessionario dovrà comportarsi come un vero e proprio custode del lotto boschivo comunale concesso a lui in dotazione. Secondo il codice civile, il custode è responsabile di tutti i danni provocati dalla cosa che ha in custodia, a meno che non provi che tali danni siano dovuti caso fortuito. Il caso fortuito è un fatto che esclude che i danni siano stati causati dal comportamento del custode. Ad esempio il custode non sarà responsabile se dimostra di aver osservato i suoi obblighi e se dimostra che i danni sono stati provocati da un soggetto terzo [3]. Anche il concessionario, essendo custode del lotto boschivo comunale, sarà responsabile dei danni provocati dal lotto boschivo. Ma vediamo nel dettaglio cos’è un incendio boschivo e quali sono le responsabilità del concessionario.
Cos’è l’incendio boschivo?
La legge [4] definisce incendio boschivo il fuoco che si espande:
su aree di bosco con cespugli o alberi;
su terreni confinanti con le predette aree.
Nel nostro ordinamento l’incendio boschivo è considerato un reato e più precisamente un delitto contro l’incolumità pubblica, vale dire contro la salute pubblica. Infatti, secondo il codice penale chiunque provochi intenzionalmente (tecnicamente dolosamente) un incendio boschivo è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se, invece, l’incendio boschivo è causato per colpa (incendio colposo), il colpevole è punito con la reclusione da uno a cinque anni [5]. Nel caso di incendio boschivo colposo, c’è colpa quando un soggetto agisce in modo non prudente. Ad esempio, prendiamo il caso di un escursionista che, mentre è nel bosco, lascia cadere distrattamente una sigaretta accesa su un cespuglio, provocando un incendio boschivo. In questi casi il comportamento dell’escursionista rappresenta un esempio di comportamento non prudente. Tecnicamente l’escursionista ha violato le regole di cautela in materia di utilizzo dei boschi. Per cui l’escursionista potrebbe essere accusato di reato di incendio boschivo colposo.
La responsabilità penale del concessionario
Cosa succede se su un lotto in dotazione al concessionario scoppia un incendio boschivo? Abbiamo visto che il concessionario è custode del lotto boschivo in dotazione e deve osservare gli obblighi contenuti nel contratto con cui il Comune gli ha dato in dotazione il predetto lotto boschivo. Quando il concessionario non rispetta tali obblighi e scoppia un incendio boschivo su tale lotto, il concessionario sarà punibile per il reato di incendio boschivo colposo. Ad esempio, il concessionario è punibile nei casi in cui non ha provveduto a pulire il sottobosco e a causa di questo comportamento l’incendio boschivo si è sviluppato più velocemente. Per il reato di incendio boschivo, tuttavia, sarà punito non solo il concessionario, ma anche chiunque con il suo comportamento intenzionale o colposo abbia contribuito (tecnicamente concorso) a causare l’incendio boschivo. Si pensi, per esempio, alla seguente situazione:
il proprietario del fondo confinate con il lotto boschivo, che deposita, sul suo terreno, materiale infiammabile, lasciandolo incustodito;
il concessionario che non provvede a predisporre piste tagliafuoco per impedire l’espansione dell’incendio.
In questi casi, entrambi i comportamenti non sono prudenti (tecnicamente sono contrari alle regole di diligenza) e pertanto sia il concessionario che il proprietario del terreno limitrofo saranno punibili per il reato di incendio boschivo, ciascuno in relazione alle rispettive responsabilità personali.
Il risarcimento dei danni in caso di incendio boschivo
Chi paga i danni causati dall’incendio boschivo? Si pensi ai proprietari dei terreni confinanti con il lotto boschivo comunale concesso in dotazione che dall’incendio hanno subito danni perché l’incendio ha distrutto gli alberi presenti sui loro fondi. Si pensi ancora al Comune, proprietario del lotto boschivo concesso in dotazione, che vede distrutto non solo un bene di sua proprietà, ma anche la sua immagine. Infatti, il Comune che impegnato a promuovere attività a tutela del paesaggio e dell’ambiente, negli anni ha costruito la sua reputazione di Comune attento all’ambiente. L’incendio boschivo può danneggiare questa reputazione e quindi il Comune avrebbe diritto al risarcimento del relativo danno. Chi paga questi soggetti? Abbiamo visto che l’incendio boschivo è un reato. Il codice penale prevede che ogni reato che ha provocato un danno, obbliga il colpevole al risarcimento dei danni ai sensi del codice civile [6]. Ne consegue che chi ha subito un danno a causa dell’incendio boschivo ha diritto a chiedere il relativo risarcimento al responsabile (nel caso in esame al concessionario e a chi a concorso con quest’ultimo). La richiesta di risarcimento dei danni può essere proposta sia in sede penale che in sede civile. Il danneggiato, quando decide di chiedere il risarcimento danni nel corso del processo penale, deve presentare entro determinati termini e forme, un atto denominato atto di costituzione di parte civile [7], contenente i seguenti elementi:
le generalità del soggetto che si costituisce parte civile;
l’indicazione del difensore e della procura speciale rilasciata a quest’ultimo;
la sottoscrizione del difensore;
i motivi a sostegno della richiesta di risarcimento danni.
Il danneggiato che decide di non costituirsi parte civile, nel corso del processo penale, potrà chiedere, in un autonomo processo civile, il risarcimento dei danni subiti.
Prescrizione risarcimento dei danni da incendio boschivo
Il risarcimento danni, in un autonomo processo civile, dovrà essere richiesto nei confronti del responsabile entro 5 anni dalla data in cui è stato commesso il reato di incendio boschivo. Se entro questo termine non si fa richiesta di risarcimento danni, si verifica la prescrizione. In pratica, il risarcimento dei danni non può essere più richiesto.
Il danno ambientale e l’incendio boschivo
L’incendio boschivo doloso o colposo può essere così esteso da creare un danno all’ambiente, distruggendolo gravemente in tutto o in parte. In questi casi la legge parla di danno ambientale [8] e obbliga i responsabili dell’incendio al relativo risarcimento. In caso di danno ambientale, chi può chiedere il risarcimento danni? Lo Stato, in persona del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Il Comune, sebbene proprietario del lotto boschivo concesso in dotazione, non potrà chiedere il risarcimento del danno ambientale, ma il risarcimento dei danni relativi ad un proprio specifico interesse [9]. Ad esempio, il Comune potrà chiedere il risarcimento del danno subito alla sua immagine. Infatti, il Comune che impegnato a promuovere attività a tutela del paesaggio e dell’ambiente, negli anni ha costruito la sua reputazione di Comune attento all’ambiente. L’incendio boschivo può danneggiare questa reputazione e quindi il Comune avrebbe diritto al risarcimento del relativo danno. Nei giudizi per danno ambientale, anche le associazioni ambientaliste a carattere nazionale potranno intervenire per ottenere il risarcimento del danno che l’incendio boschivo ha causato alla loro attività di tutela del territorio.
Le aree distrutte dall’incendio boschivo
Le aree distrutte dall‘incendio boschivo possono essere utilizzate per costruire edifici o per svolgere altre attività? La legge [10] espressamente vieta:
di utilizzare, per almeno quindici anni, le aree distrutte dall’incendio boschivo per una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio stesso;
di costruire, per dieci anni, sulle aree incendiate, edifici, strutture e infrastrutture destinate a insediamenti civili ed attività produttive;
di far pascolare e cacciare, per dieci anni, sulle predette aree.
Al fine di monitorare la situazione di tutte queste aree incendiate, sono istituiti, presso i Comuni, appositi registri (tecnicamente catasti), in cui queste aree sono inserite.
[1] Artt. 1615 e seguenti cod. civile.
[2] Artt. 1803 e seguenti cod. civile.
[3] La selvicoltura è l’insieme di quelle attività dirette a rinnovare e a sviluppare le coltivazioni di un bosco.
[4] Le piste tagliafuoco sono strade che impediscono lo svilupparsi di un incendio boschivo.
[5] Art. 2051 cod. civile.
[6] Art. 2, Legge n. 353 del 21/11/2000.
[7] Art. 423 bis cod. penale.
[8] Art. 185 cod. procedura penale.
[9] Art. 75 cod. procedura penale.
[10] Art. 300 D.Lgs. 152/2006.
[11] Cass. Penale, Sez. III n. 20150 del 16 maggio 2016.

References: Art. 2051
 Art. 2
 Art. 423
 Art. 185
 Art. 75
 Art. 300
 Cass.