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Timestamp: 2020-07-11 10:51:15+00:00

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D. Leg.vo 19/09/1994, n. 626 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN2425
G.U. 12/11/1994, n. 265
D. Leg.vo 19/11/2007, n. 257
Modifica titolo del provvedimento; Modifica Titolo V-bis e inserimento Titolo V-ter (vigenza dal 30/04/2008); Articolo 89; Inserimento nuovo Allegato VI-bis
D. Leg.vo 25/07/2006, n. 257
Modifica titolo del provvedimento; Modifica Titolo V-bis; Articolo 89
D. Leg.vo 10/04/2006, n. 195
Titolo del provvedimento; Inserimento del Titolo V-bis; Articolo 89
Interp. Comm. Interpelli 27/03/2014, n. 4
Interp. Comm. Interpelli 27/03/2014, n. 5
Interp. Comm. Interpelli 27/03/2014, n. 9
Interp. Comm. Interpelli 02/05/2013, n. 6
Interp. Min. Lavoro, Salute e Pol. Soc. 19/12/2008, n. 52
Circ. Min. Interno 25/01/2008, n. 3
D. Min. Salute 12/07/2007, n. 155
Lett. Circ. Min. Interno 31/01/2007, n. 400
Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 03/11/2006, n. 30
Lett. Circ.Min. Interno 10/03/2006, n. 1000
Lett. Circ.Min. Interno 22/02/2006, n. 800
Circ. Min. Interno 04/08/2005, n. 24
Circ. Min. Att. Produttive 02/03/2005, n. 12117
Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 30/09/2004, n. 36
Lett. Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 13/07/2004, n. 6125
Circ. Min. Interno 01/03/2002, n. 4
Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 08/01/2001, n. 5
Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 30/10/2000, n. 74
Circ. Min. Lavoro e Prev. Soc. 11/07/2000, n. 46
NotaMin. Interno 07/04/2000, n. 285
Circ.Min. Pubblica Istr. 29/04/1999, n. 119
Circ.Min. Interno 12/12/1998, n. 6104
Circ.Min. Interno 08/07/1998, n. 16
NotaMin. Interno 28/02/1997, n. 631
D. Min. Pubblica Istr. 21/06/1996, n. 292
Lett. Circ.Min. Interno 17/05/1996, n. 954
Circ.CNI 12/02/1996, n. 311
Lett. Circ.Min. Interno 29/08/1995, n. 1564
Lett. Circ.Min. Interno 08/06/1995, n. 2511
Sent. C. Cass. pen. 24/06/2016, n. 26490
Sent. C. Cass. pen. 09/11/2015, n. 44793
Articolo 35, comma 4-bis
Sent. C. Cass. pen. 08/06/2015, n. 24452
Sent. C. Cass. pen. 24/04/2015, n. 17119
Sent. C. Cass. pen. 03/06/2014, n. 22965
Sent. C. Cass. pen. 21/05/2014, n. 20682
Articoli 8, 8 bis
Sent. C. Cass. pen. 01/10/2013, n. 40605
Sent. C. Cass. pen. 08/05/2012, n. 17074
art. 1, comma 4 bis
Sent. C. Cass. pen. 25/09/2009, n. 37840
Sent. C. Cass. pen. 19/01/2009, n. 1825
Sent. C. Cass. pen. 29/12/2008, n. 48295
Articolo 1, comma 4-ter; Articolo 4.
Sent.C. Cass. 15/12/2008, n. 29323
Sent. C. Cass. pen. 07/11/2008, n. 41815
Sent. C. Cass. pen. 27/02/2008, n. 8620
Sent. C. Cass. pen. 08/02/2008, n. 6277
Sent.C. Cass. 18/05/2007, n. 11622
Sent. C. Cass. pen. 28/01/2004, n. 2946
Sent. C. Cass. pen. 14/06/1999, n. 10551
Il presente decreto è stato abrogato dalla data di entrata in vigore (15.5.2008) del D.Leg.vo del 09/04/2008 n.81 "Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", ad eccezione delle disposizioni attuative dell'art. 1, comma 2, (nei riguardi cioè delle Forze armate e di Polizia, dei servizi di protezione civile nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli archivi, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato, delle rappresentanze diplomatiche e consolari, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi), in vigore fino al 15.5.2009, data limite entro cui è prevista l'emanazione di appositi decreti ministeriali.Testo coordinato con le modifiche introdotte dalle LL. 608/96, 422/2000, 39/2002, 14/2003, del 18/04/2005 n.62, del 27/12/2006 n.296, del 03/08/2007 n.123, dal D.Min.Lav.Prev.Soc. del 12/11/99, del 04/02/2008, dal D.Min.Lavoro del 26/02/2004, dai D.Leg.vi 758/94, 242/96, 359/99, 66/2000, 25/2002, 195/2003, 233/2003, 235/2003, 195/2006, 257/2006, del 19/11/2007 n.257 e dall'Avviso di rettifica ed Errata corrige in G.U. 9.4.2002, n. 83.
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Il presente decreto è stato abrogato dalla data di entrata in vigore (15.5.2008) del D.Leg.vo del 09/04/2008 n.81 "Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", ad eccezione delle disposizioni attuative dell'art. 1, comma 2, (nei riguardi cioè delle Forze armate e di Polizia, dei servizi di protezione civile nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza p
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N37 "2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, dei servizi di protezione civile nonché nell'ambito delle s
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"1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto si intendono per:
a) lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestano la loro attività per conto delle società e degli enti stessi e gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o per perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresì equiparati gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari, e i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in g
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Art. 3. - Misure generali di tutela
1. Le misure generali per la protezione della salute per la sicurezza dei lavoratori sono:
b) eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non é possibile, loro riduzione al minimo;
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Art. 4. - Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto
«1. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, valuta tutti i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro»N16
a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;M1
3. Il documento é custodito presso l'azienda ovvero unità produttiva.
4. Il datore di lavoro :
a) designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art. 8;M2
b) designa gli addetti al servizio di prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art. 8;M3
c) nomina, nei casi previsti dall'art. 16, il medico competente.
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Art. 5. - Obblighi dei lavoratori
In particolare i lavoratori:
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Art. 6. - Obblighi dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori
1. I progettisti dei luoghi o posti di lavoro e degli impianti rispettano i principì generali di prevenzione in materia di sicurezza e di salute al momento delle scelte progettuali e tecniche e scel
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Art. 7. - Contratto di appalto o contratto d'opera
N31 "Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima:"
a) verifica, anche attraverso l'iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato, l'idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affi
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Capo II - Servizio di prevenzione e protezione
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Art. 8. - Servizio di prevenzione e protezione
2. Il datore di lavoro designa all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, una o più persone da lui dipendenti per l'espletamento dei compiti di cui all'articolo 9, tra cui il responsabile del servizio in possesso «delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 8-bis»,N20 previa consultazione del rappresentante per la sicurezza.
3. I dipendenti di cui al comma 2 devono essere in numero sufficiente, possedere le capacità necessarie e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa dell'attività sv
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Art. 8-bis - Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni o esterni
N20 «1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.
2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore ed essere inoltre in possesso di un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivit&agra
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Art. 9. - Compiti del servizio di prevenzione e protezione
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Art. 10. - Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi
1. Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nei casi previsti nell'allegato I, dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui a
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Art. 11. - Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi
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Capo III - Prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori, pronto soccorso
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Art. 12. - Disposizioni generali
1. Ai fini degli adempimenti di cui all'art. 4, comma 5, lettera q), il datore di lavoro:
a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell'emergenza;
" b) designa preventivament
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Art. 13. - Prevenzione incendi
1. Fermo restando quanto previsto dal D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, R i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione al tipo di attività, al numero dei lav
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Art. 14. - Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato
1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si al
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Art. 15. - Pronto soccorso
1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura dell'attività e delle dimensioni dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, sentito il medico competente ove previsto, prende i provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e di assi
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Capo IV - Sorveglianza sanitaria
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Art. 16. - Contenuto della sorveglianza sanitaria
1. La sorveglianza sanitaria é effettuata nei casi previsti dalla normativa vigente.
54580 1030445
Art. 17. - Il medico competente
d) istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilità, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sa
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Capo V - Consultazione e partecipazione dei lavoratori
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Art. 18. - Rappresentante per la sicurezza
1. In tutte le aziende, o unità produttive, é eletto o designato il rappresentante per la sicurezza.
2. Nelle aziende, o unità produttive, che occupano sino a 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza é eletto direttamente dai lavoratori al loro interno. Nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza può essere individuato per più aziende nell'ambito territoriale ovvero del comparto produttivo. "Il rappresentante di cui al precedente periodo è di norma eletto dai lavoratori".
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Art. 19. - Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza
b) é consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'azienda ovvero unità produttiva;
c) é consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori;
d) é consultato
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Art. 20. - Organismi paritetici
1. A livello territoriale sono costituiti organismi paritetici tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, con funz
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Capo VI - Informazione e formazione dei lavoratori
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Art. 21. - Informazione dei lavoratori
a) i rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività dell'impresa in gener
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Art. 22. - Formazione dei lavoratori
"1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore, ivi compresi i lavoratori di cui all'articolo 1 comma 3, riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni." N3
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Capo VII - Disposizioni concernenti la pubblica amministrazione
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Art. 23. - Vigilanza
"1. La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro é svolta dall'unità sanitaria locale e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché, per il settore minerario, dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali dalle regioni e province autonome
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Art. 24. - Informazione, consulenza, assistenza
"1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero dell'interno tramite le strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l'Istituto sup
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Art. 25. - Coordinamento
1. Con atto di indirizzo e coordinamento, da emanarsi, su proposta dei Ministri del lavoro e della pr
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Art. 26. - Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro
1. L'art. 393 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, é sostituito dal seguente:
"Art. 393 (Costituzione della commissione). - 1. Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale é istituita una commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro. Essa é presieduta dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale o dal direttore generale della Direzione generale dei rapporti di lavoro da lui delegato, ed é composta da:
a) cinque funzionari esperti designati dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di cui tre ispettori del lavoro, laureati uno in ingegneria, uno in medicina e chirurgia e uno in chimica o fisica;
" d) Il Direttore generale competente del Ministero della sanità e un funzionario per ciascuno dei seguenti Ministeri: industria, commercio e artigianato; interno; difesa; trasporti; risorse agricole alimentari e forestali; ambiente e della presidenza del Consiglio dei Ministri dipartimento della funzione pubblica e degli affari regionali;"
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Art. 27. - Comitati regionali di coordinamento
1. Con atto di indirizzo e coordinamento, da emanarsi entro un anno dalla data di entrata in vigore d
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Art. 28. - Adeguamenti al progresso tecnico
1. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la commissione co
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Capo VIII - Statistiche degli infortuni e delle malattie professionali
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Art. 29. - Statistiche degli infortuni e delle malattie professionali
1. L'INAIL e l'ISPESL si forniscono reciprocamente i dati relativi agli infortuni ed alle malattie professionali anche con strumenti telematici.
2. L'ISPESL e l'INAIL indicono una conferenza permanente di servizio per assic
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Art. 30. - Definizioni
a) i luoghi destinati a contenere posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo nell'area della medesima azienda ovvero unità produttiva comunque acce
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Art. 31. - Requisiti di sicurezza e di salute
"1. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari vigenti e fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 4, del D.L.vo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dal D.L.vo 7 dicembre 1993, n. 517, i luoghi di lavoro costruiti o
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Art. 32. - Obblighi del datore di lavoro
a) le vie di ci
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Art. 33. - Adeguamenti di norme
1. L'art. 13 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, é sostituito dal seguente:
"Art. 13 (Vie e uscite di emergenza). - 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
"c-bis) larghezza di una porta o luce netta di una porta: larghezza di passaggio al netto dell'ingombro dell'anta mobile in posizione di massima apertura se scorrevole, in posizione di apertura a 90 gradi se incernierata (larghezza utile di passaggio)." N3
6. Qualora le uscite di emergenza siano dotate di porte, queste devono essere apribili nel verso dell'esodo e, qualora siano chiuse, devono poter essere aperte facilmente ed immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza. "L'apertura delle porte delle uscite di emergenza nel verso dell'esodo non é richiesta quando possa determinare pericoli per passaggio di mezzi o per altre cause, fatta salva l'adozione di altri accorgimenti adeguati specificatamente autorizzati dal Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio;" N3
8. Nei locali di lavoro e in quelli destinati a deposito é vietato adibire, quali porte delle uscite di emergenza, le saracinesche a rullo, le porte scorrevoli verticalmente e quelli girevoli su asse centrale.
9. Le vie e le uscite di emergenza, nonché le vie di circolazione e le porte che vi danno accesso non devono essere ostruite da oggetti in modo da poter essere utilizzate in ogni momento senza impedimenti.
"12. Gli edifici che sono costruiti o adattati interamente per le lavorazioni che presentano pericoli di esplosioni o specifici rischi di incendio alle quali sono adibiti più di cinque lavoratori devono avere almeno due scale distinte di facile accesso o rispondere a quanto prescritto dalla specifica normativa antincendio. Per gli edifici già costruiti si dovrà provvedere in conformità, quando non ne esista la impossibilità accertata dall'organo di vigilanza: in quest'ultimo caso sono disposte le misure e cautele ritenute più efficienti. Le deroghe già concesse mantengono la loro validità salvo diverso provvedimento dell'organo di vigilanza." N3
13. Per i luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993 non si applica la disposizione contenuta nel comma 4, ma gli stessi debbono avere un numero sufficiente di vie ed uscite di emergenza.".
2. L'art. 14 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, é sostituito dal seguente:
"Art. 14 (Porte e portoni). - 1. Le porte dei locali di lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione, e materiali di realizzazione, consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall'interno durante il lavoro.
2. Quando in un locale le lavorazioni ed i materiali comportino "pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio"N3 e siano adibiti alle attività che si svolgono nel locale stesso più di 5 lavoratori, almeno una porta ogni 5 lavoratori deve essere apribile nel verso dell'esodo ed avere larghezza minima di m 1,20.
3. Quando in un locale si svolgono lavorazioni diverse da quelle previste al comma 2, la larghezza minima delle porte é la seguente:
a) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano fino a 25, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m "0,80;" N3
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Titolo III - Uso delle attrezzature di lavoro
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Art. 34. - Definizioni
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Art. 35. - Obblighi del datore di lavoro
2. Il datore di lavoro attua le misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte."Inoltre, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché durante l'uso delle attrezzature di lavoro siano rispettate le disposizioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter.".N6
"c-bis) i sistemi di comando, che devono essere sicuri anche tenuto conto dei guasti, dei disturbi e delle sollecitazioni prevedibili in relazione all'uso progettato dell'attrezzatura."N6
54580 1030470
Art. 36. - Disposizioni concernenti le attrezzature di lavoro
"2. Le modalità e le procedure tecniche delle verifiche seguono il regime giuridico corrispondente a quello in base al quale l'attrezzatura è stata costruita e messa in servizio.".N6
3. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente, "stabilisce"N6 modalità e procedure per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 2.
4. Nell'art. 52 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, dopo il comma 2 é aggiunto, in fine, il seguente comma:
54580 1030471
«Art. 36-bis - Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota
N19 "1. Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti criteri:
b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, all
54580 1030472
Art. 36-ter - Obblighi del datore di lavoro relativi all'impiego delle scale a pioli
N19 "1. Il datore di lavoro assicura che le scale a pioli siano sistemate in modo da garantire la loro stabilità durante l'impiego e secondo i seguenti criteri:
a) le scale a pioli portatili devono poggiare su un supporto stabile
54580 1030473
Art. 36-quater - Obblighi del datore di lavoro relativi all'impiego dei ponteggi
N19 "1. Il datore di lavoro procede alla redazione di un calcolo di resistenza e di stabilità e delle corrispondenti configurazioni di impiego, se nella relazione di calcolo del ponteggio scelto non sono disponibili specifiche configurazioni strutturali con i relativi schemi di impiego.
2. Il datore di lavoro è esonerato dall'obbligo di cui al comma 1, se provvede all'assemblaggio del ponteggio in conformità ai capi IV, V e VI del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164.
3. Il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio, in funzione della complessità del ponteggio scelto. Tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lav
54580 1030474
Art. 36-quinquies - Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi
N19 "1. Il datore di lavoro impiega sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi in conformità ai seguenti requisiti:
b) lavoratori dotati di un'adeguata imbracatura di sostegno collegata alla fune di sic
54580 1030475
Art. 37. - Informazione
1. Il datore di lavoro provvede affinché per ogni attrezzatura di lavoro a disposizione, i lavoratori incaricati dispongano di ogni informazione e di ogni istruzione d'uso necessaria in rapport
54580 1030476
Art. 38. - Formazione ed addestramento
54580 1030477
Art. 39. - Obblighi dei lavoratori
54580 1030478
Titolo IV - Uso dei dispositivi di protezione individuale
54580 1030479
Art. 40. - Definizioni
1. Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento
54580 1030480
Art. 41. - Obbligo di uso
1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridott
54580 1030481
Art. 42. - Requisiti dei DPI
1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al D.L.vo 4 dicembre 1992, n. 475.R
54580 1030482
Art. 43. - Obblighi del datore di lavoro
c) valuta, sulla base delle informazioni a corredo dei DPI fornite dal fabbricante e delle norme d'uso di cui all'art. 45 le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raff
54580 1030483
Art. 44. - Obblighi dei lavoratori
1. I lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'art. 43, commi 4, lettera g), e 5.
54580 1030484
Art. 45. - Criteri per l'individuazione e l'uso
1. Il contenuto degli allegati III, IV e V costituisce elemento di riferimento per l'applicazione di quanto previ
54580 1030485
Art. 46. - Norma transitoria
1. Fino alla data del 31 dicembre 1998 e, nel caso di dispositivi di emergenza destinati all'autosalv
54580 1030486
Titolo V - Movimentazione manuale dei carichi
54580 1030487
Art. 47. - Campo di applicazione
1. Le norme del presente titolo si applicano alle attività che comportano la movimentazione manuale dei carichi con i rischi,
54580 1030488
Art. 48. - Obblighi dei datori di lavoro
2. Qualora n
54580 1030489
Art. 49. - Informazione e formazione
54580 1030490
Titolo V-bis - «PROTEZIONE DA AGENTI FISICI: RUMORE»
54580 1030491
54580 1030492
"Art. 49-bis. - Campo di applicazione
N26 1. Il presente titolo determina i
54580 1030493
"Art. 49-ter. - Definizioni
N26 1. Ai fini del presente titolo si intende per:
54580 1030494
"Art. 49-quater. - Valori limite di esposizione e valori di azione
N26 1. I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a:
54580 1030495
54580 1030496
"Art. 49-quinquies. - Valutazione del rischio
N26 1. Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'articolo 4, il datore di lavoro valuta il rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:
b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 49-quater;
c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore;
54580 1030497
"Art. 49-sexies. - Misure di prevenzione e protezione
N26 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3 il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione, mediante le seguenti misure:
b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il mi
54580 1030498
"Art. 49-septies. - Uso dei dispositivi di protezione individuali
N26 1. Il datore di lavoro, qualora i rischi derivanti dal rumore non possono essere evitati con le misure di prevenzione e protezione di cui all'articolo 49-sexies, fornisce i dispositivi di protezione individuali per l'udito conformi alle d
54580 1030499
"Art. 49-octies. - Misure per la limitazione dell'esposizione
N26 1. Fermo restando l'obbligo del non superamento dei va
54580 1030500
"Art. 49-nonies. - Informazione e formazione dei lavoratori
N26 1. Nell'ambito degli obblighi di cui agli articoli 21 e 22, il datore di lavoro garantisce che i lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione vengano informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare riferimento:
54580 1030501
"Art. 49-decies. - Sorveglianza sanitaria
N26 1. Il datore di lavoro sottopone alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 16, i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione.
54580 1030502
"Art. 49-undecies. - Deroghe
N26 1. Il datore di lavoro può richiedere deroghe all'uso dei dispositivi di protezione individuale e al rispetto del valore limite di esposizione, quando, per la natura del lavoro, l'utilizzazione completa ed appropriata di tali dispositi
54580 1030503
"Art. 49-duodecies. - Linee guida
N26 1. La Conferenza permanente per i
54580 1030504
«TITOLO V-TER - PROTEZIONE DA AGENTI FISICI: CAMPI ELETTROMAGNETICI
54580 1030505
54580 1030506
Art. 49-terdecies - Campo di applicazione
1. Il presente titolo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e
54580 1030507
Art. 49-quaterdecies - Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni del presente titolo si intendono per:
a) «campi elettromagnetici»: c
54580 1030508
Art. 49-quindecies - Valori limite di esposizione e valori di azione
1. I valori limite di esposizione sono riportati nell’allegato VI-bis, lettera A, tabella 1.
54580 1030509
54580 1030510
Art. 49-sexiesdecies - Identificazione dell’esposizione e valutazioni dei rischi
1. Nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 4, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati in conformità alle norme europee standardizzate del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC). Finché le citate norme non avranno contemplato tutte le pertinenti situazioni per quanto riguarda la valutazione, misurazione e calcolo dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, il datore di lavoro adotta le specifiche linee guida individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l’igiene del lavoro, di cui all’articolo 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e successive modificazioni, o, in alternativa, quelle del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), tenendo conto, se necessario, dei livelli di emissione indicati dai fabbricanti delle attrezzature in confonnità alle specifiche direttive comunitarie di prodotto.
54580 1030511
Art. 49-septiesdecies - Misure di prevenzione e protezione
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3 il datore di lavoro, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di misure per controllare il rischio alla fonte, elimina alla sorgente o riduce al minimo i rischi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici.
2. A seguito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 49-sexiesdecies, qualora risulti che i valori di azione di cui all’articolo 49-quindecies sono superati, il datore di lavoro, a meno che la valutazione effettuata a norma dell’articolo 49-sexiesdecies, comma 2, dimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza,
54580 1030512
Art. 49-octiesdecies - Informazione e formazione dei lavoratori
1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 21 e 22, il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori esposti a rischi derivanti da campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei risc
54580 1030513
Art. 49-noviesdecies - Sorveglianza sanitaria
1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16 e dall’articolo 17, e fermo restando il rispetto di quanto stabilito dall’articolo 49-septiesdecies, comma 4, sono s
54580 1030514
Art. 49-vicies - Cartelle sanitarie e di rischio
1. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all’articolo 49-noviesdecies, comma
54580 1030515
54580 1030516
Art. 50. - Campo di applicazione
54580 1030517
Art. 51. - Definizioni
a) vide
54580 1030518
Art. 52. - Obblighi del datore di lavoro
1. Il datore di lavoro, all'atto della valutazione del rischio di cui all'art. 4, comma 1, analizza i posti di lavoro c
54580 1030519
Art. 53. - Organizzazione del lavoro
1. Il datore di lavoro assegna le mansioni e i compiti lavorativi comportanti l'uso dei videoterminal
54580 1030520
Art. 54. - Svolgimento quotidiano del lavoro
54580 1030521
Art. 55. - Sorveglianza sanitaria
1. I lavoratori, prima di essere addetti alle attività di cui al presente titolo, sono sottoposti a una visita medica per evidenziare eventuali malformazioni strutturali e ad un esame degli occhi e della vista effettuati dal medico competente. Qualora l'esito della visita medica ne evidenzi la necessità, il lavoratore é sottoposto ad esami specialistici.
54580 1030522
Art. 56. - Informazione e formazione
54580 1030523
Art. 57. - Consultazione e partecipazione
1. Il datore di lavoro informa preventivamente i lavoratori e il rappresentante per la sicurezza dei
54580 1030524
Art. 58. - Adeguamento alle norme
"1. I posti di lavoro dei lavoratori di cui all'articolo 51, comma 1, lettera c), devono essere confo
54580 1030525
Art. 59. - Caratteristiche tecniche
1. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e dell'industr
54580 1030526
«TITOLO VI-BIS - PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI CONNESSI ALL’ESPOSIZIONE AD AMIANTO
54580 1030527
54580 1030528
Art. 59-bis. - Campo di applicazione
N28 1. Fermo restando quanto previsto
54580 1030529
Art. 59-ter. - Definizioni
54580 1030530
54580 1030531
Art. 59-quater. - Individuazione della presenza di amianto
1. Prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche
54580 1030532
Art. 59-quinquies. - Valutazione del rischio
1. Nella valutazione di cui all’articolo 4, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall’amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare.
2. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole
54580 1030533
Art. 59-sexies. - Notifica
1. Prima dell’inizio dei lavori di cui all’articolo 59-bis, il datore di lavoro presenta una notifica all’organo di vigilanza competente per territorio.
2. La notifica di cui al comma 1 comprende almeno una descriz
54580 1030534
Art. 59-septies. - Misure di prevenzione e protezione
1. In tutte le attività di cui all’articolo 59-bis, l’esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall’amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite fissato nell’articolo 59-decies, in particolare medi
54580 1030535
Art. 59-octies. - Misure igieniche
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 59-quinquies, comma 2, per tutte le attività di cui all’articolo 59-bis, il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinché:
54580 1030536
Art. 59-nonies. - Controllo dell’esposizione
1. Al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato all’articolo 59-decies e in funzione dei risultati della valutazione iniziale dei rischi, il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell’aria del luogo di lavoro. I risultati delle misure sono riportati nel documento di valutazione dei rischi.
54580 1030537
Art. 59-decies. - Valore limite
1. Il valore limite di esposizione per l’amianto è fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. I datori di lavoro provvedono affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell’aria superiore al valore li
54580 1030538
Art. 59-undecies. - Operazioni lavorative particolari
1. Nel caso di determinate operazioni lavorative in cui, nonostante l’adozione di misure tecniche preventive per limitare la concentrazione di amianto nell’aria, è prevedibile che l’esposizione dei lavor
54580 1030539
Art. 59-duodecies. - Lavori di demolizione o rimozione dell’amianto
2. Il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, predispone un piano di lavoro.
3. Il piano di cui al comma 2 prevede le misure necessarie per garantire la sicurezza e la
54580 1030540
Art. 59-terdecies. - Informazione dei lavoratori
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 21, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, prima che essi siano adibiti ad attività comportanti esposizione ad amianto, nonché ai loro rappresentanti, informazioni su:
54580 1030541
Art. 59-quaterdecies. - Formazione dei lavoratori
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 22, il datore di lavoro assicura che tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenenti amianto ricevano una formazione sufficiente ed adeguata, ad intervalli regolari.
2. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le co
54580 1030542
Art. 59-quinquiesdecies. - Sorveglianza sanitaria
1. Fermo restando l’articolo 59-quinquies, comma 2, i lavoratori esposti ad amianto sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 16.
54580 1030543
Art. 59-sexiesdecies. - Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio
1. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all’articolo 59-quinquiesdecies, provvede ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio, secondo quanto previsto dall’articolo 17, comma 1, lettera d). Il datore di la
54580 1030544
Art. 59-septiesdecies. - Mesoteliomi
1. Nei casi accertati di mesotelioma asbesto-correlati, trovano applicazione le disposizioni contenut
54580 1030545
Titolo VII - "Protezione da agenti cancerogeni mutageni"
54580 1030546
54580 1030547
Art. 60. - Campo di applicazione
54580 1030548
Art. 61. - Definizioni
" 1. Agli effetti del presente decreto si intende per:
1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione quali categorie cancerogene 1 o 2, stabiliti ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52
54580 1030549
54580 1030550
Art. 62. - Sostituzione e riduzione
1. Il datore di lavoro evita o riduce l'utilizzazione di un agente cancerogeno "o mutageno"N7 sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, sempre che ciò &ea
54580 1030551
Art. 63. - Valutazione del rischio
1. Fatto salvo quanto previsto all'art. 62, il datore di lavoro effettua una valutazione dell'esposizione a agenti cancerogeni "o mutageni"N7 , i risultati della quale sono riportati nel documento di cui all'art. 4, "comma 2." N3
2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle caratteristiche delle lavorazioni, della loro durata e della loro frequenza, di quantitativi di agenti cancerogeni "o mutageni"N7 prodotti ovvero utilizzati, della loro concentrazione, della capacit
54580 1030552
Art. 64. - Misure tecniche, organizzative, procedurali
a) assicura, applicando metodi e procedure di lavoro adeguati, che nelle varie operazioni lavorative sono impiegati quantitativi di agenti cancerogeni "o mutageni"N7 non superiori alle necessità delle lavorazioni e che gli agenti cancerogeni "o mutageni"N7 in attesa di impiego, in forma fisica tale da causare rischio di introduzione, non sono accumulati sul luogo di lavoro in quantitativi superiori alle necessità predette;
54580 1030553
Art. 65. - Misure igieniche
54580 1030554
Art. 66. - Informazione e formazione
1. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, sulla base delle conoscenze disponibili, informazioni ed istruzioni, in particolare per quanto riguarda:
a) gli agenti cancerogeni "o mutageni"N7 presenti nei cicli lavorativi, la loro dislocazione, i rischi p
54580 1030555
Art. 67. - Esposizione non prevedibile
1. Se si verificano eventi non prevedibili o incidenti che possono comportare un'esposizione anomala dei lavoratori, il datore di lavoro adotta quanto prima misu
54580 1030556
Art. 68. - Operazioni lavorative particolari
1. Nel caso di determinate operazioni lavorative, come quella di manutenzione, per le quali, nonostante l'adozione di tutte le misure di prevenzione tecnicamente
54580 1030557
54580 1030558
Art. 69. - Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche
2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competete, adotta misure preventive e protettive per singo
54580 1030559
Art. 70. - Registro di esposizione e cartelle sanitarie
" - 1. I lavoratori di cui all'articolo 69 sono iscritti in un registro nel quale è riportata, per ciascuno di essi, l'attività svolta, l'agente cangerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell'esposizione a tale agente. Detto registro è istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta per il tramite del medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione ed i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro.
2. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 69, provvede ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio, custodita presso l'azienda o l'unità produttiva sotto la responsabilità del datore di lavoro.
54580 1030560
Art. 71. - Registrazione dei tumori
54580 1030561
Art. 72. - Adeguamenti normativi
" - 1. La Commissione consultiva tossicologica nazionale individua periodicamente le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione che, pur non essendo classificate ai sensi del dec
54580 1030562
Titolo VII-bis - Protezione da agenti chimici
54580 1030563
54580 1030564
1) agenti chimici classifica
54580 1030565
54580 1030566
54580 1030567
54580 1030568
54580 1030569
b) informazioni
54580 1030570
54580 1030571
b) periodicamente, di norma una volta
54580 1030572
1. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 72-decies istituisce ed aggiorna una cartella sanitaria e di ris
54580 1030573
1. La consultazione e partecipazione dei lavoratori o dei loro rappresentanti sono attuate ai sensi d
54580 1030574
1. Con decreto dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, è istituito senza oneri per lo Stato, un comitato consultivo per la determinazione e l'aggiornamento dei valori limite di esposizione professionale e dei valori limite biologici relativi agli agenti chimici. Il Comitato è composto da nove membri esperti nazionali di chiara fama in materia tossicologica e sanitaria di cui tre in rappresentanza del Ministero della salute su proposta dell'Istit
54580 1030575
Titolo VIII - Protezione da agenti biologici
54580 1030576
54580 1030577
Art. 73. - Campo di applicazione
1. Le norme del presente titolo si applicano a tutte le attività lavorative nelle quali vi &ea
54580 1030578
Art. 74. - Definizioni
54580 1030579
Art. 75. - Classificazione degli agenti biologici
54580 1030580
Art. 76. - Comunicazione
1. Il datore di lavoro che intende esercitare attività che comportano uso di agenti biologici dei gruppi 2 e 3, comunica all'organo di vigilanza territorialmente competente le seguenti informazioni, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori:
a) il no
54580 1030581
Art. 77. - Autorizzazioni
2. La richiesta di autorizzazione é corredata da:
54580 1030582
54580 1030583
Art. 78. - Valutazione del rischio
54580 1030584
Art. 79. - Misure tecniche, organizzative, procedurali
54580 1030585
Art. 80. - Misure igieniche
54580 1030586
Art. 81. - Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie
1. Il datore di lavoro, nelle strutture sanitarie e veterinarie, in sede di valutazione dei rischi, presta particolare attenzione alla possibi
54580 1030587
Art. 82. - Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari
54580 1030588
Art. 83. - Misure specifiche per i processi industriali
1. Fatto salvo quanto specificatamente previsto all'allegato XI, punto 6, nei processi industriali co
54580 1030589
Art. 84. - Misure di emergenza
1. Se si verificano incidenti che possono provocare la dispersione nell'ambiente di un agente biologico appartenente ai gruppi 2, 3
54580 1030590
Art. 85. - Informazioni e formazione
a) i rischi
54580 1030591
54580 1030592
Art. 86. - Prevenzione e controllo
2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari per quei
54580 1030593
Art. 87. - Registri degli esposti e degli eventi accidentali
1. I lavoratori addetti ad attività comportanti uso di agenti del gruppo 3 ovvero 4 sono iscritti in un registro in cui sono riportati, per ciascuno di essi, l'attività svolta, l'agente utilizzato e gli eventuali casi di esposizione individuale.
54580 1030594
Art. 88. - Registro dei casi di malattia e di decesso
1. Presso l'ISPESL é tenuto un registro dei casi di malattia ovvero di decesso dovuti all'esposizione ad agenti biologici.
54580 1030595
"Titolo VIII-bis - Protezione da atmosfere esplosive
54580 1030596
54580 1030597
Art. 88-bis. - Campo di applicazione
N21 1. Il presente titolo prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive come definite all'articolo 88-ter.
2. Il presente titolo si applica anche nei lavori in sotterraneo ove è presente
54580 1030598
Art. 88-ter. - Definizioni
1. Ai fini del presente titolo, si intende per: «atmosfera esplosiva» una miscela con l'a
54580 1030599
54580 1030600
Art. 88-quater. - Prevenzione e protezione contro le esplosioni
1. Ai fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni, sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di tutela di cui all'articolo 3, il datore di lavoro adotta le misure tecni
54580 1030601
Art. 88-quinquies. - Valutazione dei rischi di esplosione
1. Nell'assolvere gli obblighi stabiliti dall'articolo 4, il datore di lavoro valuta i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, tenendo conto almeno dei seguenti elementi:
54580 1030602
Art. 88-sexies. - Obblighi generali
1. Al fine di salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori, e secondo i principi fondamentali della valutazione dei rischi e quelli di cui all'art
54580 1030603
Art. 88-septies. - Coordinamento
1. Qualora nello stesso luogo di lavoro operino lavoratori di più imprese, ciascun datore di l
54580 1030604
Art. 88-octies. - Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive
1. Il datore di lavoro ripartisce in zone, a norma dell'allegato XV-bis, le aree in cui possono forma
54580 1030605
Art. 88-novies. - Documento sulla protezione contro le esplosioni
1. Nell'assolvere gli obblighi stabiliti dall'articolo 88-quinquies il datore di lavoro provvede a elaborare e a tenere aggiornato un documento, denominato: «documento sulla protezione contro le esplosioni».
54580 1030606
Art. 88-decies. - Termini per l'adeguamento
1. Le attrezzature da utilizzare nelle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive, già utilizzate o a disposizione dell'impresa o dello stabilimento per la prima volta prima del 30 giugno 2003, devono soddisfare, a decorrere da tale data, i requisiti minimi di cui all'allegato XV-ter, parte A, fatte sa
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Art. 88-undecies. - Verifiche
1. Il datore di lavoro provvede affinché le installazioni elettriche nelle aree classificate c
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Titolo IX - Sanzioni
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Art. 89. - Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti
"1. Il datore di lavoro é punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a otto milioni per la violazione degli articoli 4 commi 2, 4 lettera a), 6, 7 e 11, primo periodo; «49-quinquies, commi 1 e 6» N26 «49-sexiesdecies, commi 1 e 6» N33 «59-quinquies, commi 1 e 3;» N29 63 commi 1, 4 e 5; 69 comma 5 lettera a); 78 commi 3 e 5; 86 comma 2-ter.
2. I datori di lavoro ed il dirigente sono puniti:
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre mili
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Art. 90. - Contravvenzioni commesse dai preposti
"1. I preposti sono puniti:
a) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni p
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Art. 91. - "Contravvenzioni commesse dai progettisti, dai fabbricanti e dagli installatori" N3
1. La violazione dell'art. 6, comma 2, é punita con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda
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Art. 92. - Contravvenzioni commesse dal medico competente
1. Il medico competente é punito:
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Art. 93. - Contravvenzioni commesse dai lavoratori
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Art. 94. - Violazioni amministrative
1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 65, comma 2, e 80, comma 2, é punito co
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Art. 95. - Norma transitoria
1. In sede di prima applicazione del presente decreto e comunque non oltre il 31 dicembre 1996 il dat
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Art. 96. - Decorrenza degli obblighi di cui all'art. 4
1. É fatto obbligo di adottare le misure di cui all'art. 4 nel termine di dodici mesi dalla da
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Art. 96-bis. Attuazione degli obblighi
"1. Il datore di lavoro che intraprende un'attività lavorativa di cui all'articolo 1 é
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Art. 97. - Obblighi d'informazione
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Art. 98. - Norma finale
1. Restano in vigore, in quanto non specificatamente modificate dal presente decreto, le disposizioni
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Casi in cui é consentito lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi (art. 10)
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Allegato II - Prescrizione di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro
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A seconda delle dimensioni e dell'uso degli edifici, delle attrezzature presenti, delle caratteristiche fisiche e chi
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2. Locali adibiti al pronto soccorso.
Qualora l'importanza dei locali, il tipo di attività in essi svolta e la frequenza degli infortuni lo richiedano, occorre prevedere uno o più locali adibiti al pronto soccors
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(Allegato III)
Urti, colpi,
impatti, com- pressioni
Vibra-zioni
Scivolamen-ti, cadute
ELET-TRICI
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- Caschi di protezione per l'industria (caschi per miniere, cantieri di lavori pubblici, industrie va
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contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tag
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- Scarpe con protezione supplementare della punta del piede;
- Scarpe e soprascarpe con suola anticalore;
- Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il calore;
- Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il freddo;
- Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro le vibrazioni;
- Scarpe, stivali e soprastivali di protezione antistatici;
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Allegato V - Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a disposizione attrezzature di protezione individuale
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1. Protezione del capo (protezione del cranio)
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"Elmetti" N3 di protezione.
- Lavori su ponti d'acciaio, su opere edili in strutture d'acciaio di grand
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- Lavori su ponti d'acciaio, opere edili in strutture di grande altezza, piloni, torri, ascensori e montacarichi, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie, laminatoi, grandi contenitori, grandi condotte, gru, caldaie, e impianti elettrici;
- Costruzioni di forni, installazione di impianti di riscaldamento e di aerazione, nonch&
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- Lavori in contenitori, in vani ristretti ed in forni industriali riscaldati a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno;
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8. "Indumenti" N3 fosforescenti.
- Lavori in cui é necessario percepire in tempo la presenza dei lavoratori.
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Allegato VI - Elementi di riferimento
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L'attività può comportare un rischio tra l'altro dorso-lombare se comporta una o pi&ugra
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"ALLEGATO VI-BIS - VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E VALORI DI AZIONE PER I CAMPI ELETTROMAGNETICI
(previsto dall’art. 49-quindecies)
Le seguenti grandezze fisiche sono utilizzate per descrivere l’esposizione ai campi elettromagnetici:
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Tabella 1 - Valori limite di esposizione (art. 49-quindecies, comma 1)
Densità di corrente per corpo e tronco J (mA/m²) (rms)
SAR localizzato (corpo e tronco) (W/kg)
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I valori di azione di cui alla tabella 2 sono ottenuti a partire dai valori limite di esposizione sec
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Tabella 2 - Valori di azione (art. 49-quindecies, comma 2)
[valori efficaci (rms) imperturbati]"
Induzione magnetica B (μT)
Densità di potenza di onda piena Seg (W/m²)
Ie (mA)
0-1Hz
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Gli obblighi previsti dal presente allegato si applicano al fine di realizzare gli obiettivi del tito
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La tastiera dev'essere inclinabile e dissociata dallo schermo per consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale
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Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, essere di dimensioni sufficienti e per
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Il sedile di lavoro dev'essere stabile, permettere all'utilizzatore una certa libertà di movim
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"2. Ambiente
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a) Spazio
Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per
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b) Illuminazione
L'illuminazione generale ovvero l'illuminazione specifica (lampade di lavoro) devono garantire un'ill
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c) Riflessi e abbagliamenti
I posti di lavoro devono essere sistemati in modo che le fonti luminose quali le finestre e le altre
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d) Rumore
Il rumore emesso dalle attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro deve essere preso in conside
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e) Calore
Le attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che pos
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f) Radiazioni
Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono esse
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g) Umidità
Si deve fare in modo di ottenere e mantenere un'umidità soddisfacente.
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Allegato VIII -ELENCO DI SOSTANZE, PREPARATI E PROCESSI
N7 (art. 61, comma 1, lettera a), numero 3), e art. 72, comma 2, lettera a) )
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"Allegato VIII-bis
(art. 61, comma 2; art. 62, comma 3 e art. 72, comma 2, lettera a)
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"Allegato VIII-ter - (art. 72-ter, comma 1, lettera d))
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VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE"
mg/m³ (6)
Tricloroetano 1,1,1-
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"Secondo elenco di VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE (articolo 72-ter, comma 1, lettera d) D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626)"
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Allegato VIII-quater - (art. 72-ter, comma 1, lettera e))
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1. Il monitoraggio biologico comprende la misurazione del livello di piombo nel sangue (PbB) con l'ausilio della spettroscopia ad assorbimento atomico o di un metodo che dia risul
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Allegato VIII-quinquies - (art. 72-novies, comma 1)
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Allegato VIII-sexies - (art. 72-sexies, comma 2)
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Allegato IX - Elenco esemplificativo di attività lavorative che possono comportare la presenza di agenti biologici
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N13 1. Sono inclusi nella classificazione unicamente gli agenti, di cui è noto che possono provocare malattie infettive in soggetti umani.
In sede di compilazione di questo primo elenco di agenti biologici classificati non si è tenuto conto dei microrganismi geneticamente, modificati.
Essa non tiene conto dei particolari effetti sui lavoratori la cui sensibilità potrebbe essere modificata da altre cause quali malattia preesistente, uso di medicinali, immunità compromessa, stato di gravidanza o allattamento, fattori dei quali è tenuto conto nella sorveglianza sanitaria di cui all'art. 95.
Per gli agenti di cui è nota per numerose specie la patogenicità per l'uomo, l'elenco comprende le specie più frequentemente, implicate nelle malattie, mentre un riferimento di carattere più generale indica che altre specie appartenenti allo stesso genere possono avere effetti sulla salute dell'uomo.
4. Quando un ceppo è attenuato o ha perso geni notoriamente virulenti, il contenimento richiesto dalla classificazione del ceppo parentale non è necessariamente applicato a meno, che la valutazione del rischio da esso rappresentato sul luogo di lavoro non lo richieda.
6. Taluni agenti classificati nel gruppo tre ed indicati con doppio asterisco (**) nell'elenco allegato possono comportare un rischio di infezione limitato perché normalmente non sono veicolati dall'aria. Nel caso di particolari attività comportanti l'utilizzazione dei suddetti agenti, in relazione al tipo di operazione effettuata e dei quantitativi impiegati può risultare sufficiente, per attuare le misure di cui ai punti 2 e 13 dell'allegato XII ed ai punti 2, 3, 5 dell'allegato XIII, assicurare i livelli di contenimento ivi previsti per gli agenti del gruppo 2.
D: l'elenco dei lavoratori che hanno operato con detti agenti deve essere conservato per almeno dieci anni della cessazione dell'ultima attività comportante rischio di esposizione;
Actinomyces gereneseriae
Actinomycee israelli
Arcanobacterium haemolyticum (Corynebaderium haemolyticum)
Bartonella (Rochalimea) spp
Bartonella quintana (Rochalimea quintana)
Chiamydia pneumoniae
Chiamydia trachomatis
Chlamydia psittaci (ceppi aviari)
Chlamydia psittaci (ceppi non aviari)
Escherichia coli (ad eccezione dei ceppi non patogeni)
Escherichia coli, ceppi verocitotossigenici (es.157:H7 oppure O103)
Fluoribacter bozemanii (Legionella)
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Livelli di contenimento
La zona di lavoro deve essere separata da
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Allegato XIII - Specifiche per processi industriali
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Agenti biologici del gruppo 1
Per le attività con agenti biologici del gruppo 1, compresi i vaccini spenti, si osserveranno
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Agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4
Può risultare opportuno selezionare ed abbinare specifiche di contenimento da diverse categorie tra quelle sottoindicate, in base ad una valutazione di rischio connessa con un particolare processo o parte di esso.
Gli organismi vivi devono essere manipolati in un sistema che separi fisicamente il processo dell'ambiente
I gas di scarico del sistema chiuso devo
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"a) Allegato XIV. Elenco delle attrezzature da sottoporre a verifica:
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Le disposizioni del presente allegato si applicano allorché esiste, per l'attrezzatura di lavo
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a) mediante una
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«2-bis. Ulteriori prescrizioni minime di carattere generale per le attrezzature di lavoro.
N25 2-bis.1 La persona esposta deve avere il tempo e/o i mezzi di sottrarsi rapidamente ad eventuali rischi causati dalla messa in moto e/o dall'arresto dell'attrezzatura di lavoro.
2-bis.2 La rimessa in moto di un'attrezzatura dopo un arresto, indipendentemente dalla sua origine, e il comando di
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«Allegato XV-bis - (art. 88-octies, comma 1, art. 88-novies, comma 2, lettera c) RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE
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Il sistema di classificazione che segue si applica alle aree in cui vengono adottati provvedimenti di
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1. Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
Un'area in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di prote
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2. Classificazione delle aree a rischio di esplosione.
Le aree a rischio di esplosione sono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive. Il livello dei provvedimenti da adottare in conformità dell'allegato XV-ter, parte A, è determinato da tale classificazione.
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Allegato XV-ter - (art. 88-octies, comma 2, art. 88-novies, comma 2, lettera d), art. 88-decies, commi 1 e 2)
54580 1030719
A. - PRESCRIZIONI MINIME PER IL MIGLIORAMENTO DELLA PROTEZIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI CHE POSSONO ESSERE ESPOSTI AL RISCHIO DI ATMOSFERE ESPLOSIVE.
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Il datore di lavoro provvede ad una sufficiente ed adeguata formazione in mat
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2.3. Per la prevenzione dei rischi di accensione, conformemente all'articolo 88-quater, si tiene conto anche delle scariche elettrostatiche che provengono dai lavoratori o dall'ambiente di lavoro che agiscono come elementi portatori di carica o generatori di carica. I lavoratori sono dotati di adeguati indumenti di lavoro fabbricati con materiali che non producono scariche elettrostatiche che possano causare l'accensione di atmosfere esplosive.
2.4. Impianti, attrezzature, sistemi di protezione e tutti i loro dispositivi di collegamento sono posti in servi
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B. - CRITERI PER LA SCELTA DEGLI APPARECCHI E DEI SISTEMI DI PROTEZIONE.
Qualora il documento sulla protezione contro le esplosioni basato sulla valutazione del rischio non preveda altrimenti, in tutte le aree in cui possono formarsi atmosfere
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Allegato XV-quater - (art. 88-octies, comma 3) SEGNALE DI AVVERTIMENTO PER INDICARE LE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE
Area in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva
forma triangolare;

References: Articolo 89
 Articolo 89
 Articolo 89
 Cass. 
 Cass. 

Articolo 35
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 

art. 1
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 

Articolo 1
 Articolo 4
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36
in fine

Art. 36

Art. 36

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 96

Art. 97

Art. 98
 art. 72
 art. 62
 art. 72
 art. 88
 art. 88
 art. 88