Source: https://farovenezia.org/convenzione-di-faro/?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-05-22 11:40:45+00:00

Document:
La Convenzione di Faro | Faro Venezia
Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società
CONSIGLIO D’EUROPA – (CETS NO. 199) FARO, 27.X.2005
Traduzione non ufficiale in Italiano, diffusa in occasione del convegno del 2 marzo 213, a Venezia; “Il ruolo delle comunità patrimoniali nella partecipazione democratica alla cultura”, promosso dal Consiglio d’Europa, sede di Venezia. A cura del Ministero per i beni e le attività culturali – Segretariato generale
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari della presente Convenzione:
riconoscendo la necessità di mettere la persona e i valori umani al centro di un’idea ampliata e interdisciplinare di eredità culturale;
rimarcando il valore ed il potenziale di un’eredità culturale usata saggiamente come risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita, in una società in costante evoluzione;
richiamando i vari strumenti del Consiglio d’Europa, in particolare la Convenzione Culturale Europea (1954), la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Architettonico d’Europa (1985), la Convenzione Europea sulla protezione del Patrimonio Archeologico (rivista nel 1992) e la Convenzione Europea del Paesaggio (2000);
convinti dell’importanza di creare un quadro di riferimento pan-europeo per la cooperazione che favorisca il processo dinamico di attuazione di questi principi;
Articolo 3 – Eredità comune dell’Europa
gli ideali, i principi e i valori, derivati dall’esperienza ottenuta grazie al progresso e facendo tesoro dei conflitti passati, che promuovono lo sviluppo di una società pacifica e stabile, fondata sul rispetto per i diritti dell’uomo, la democrazia e lo Stato di diritto.
Articolo 4 – Diritti e responsabilità concernenti l’eredità culturale
Articolo 5 – Leggi e politiche sull’eredità culturale
Articolo 6 – Effetti della Convenzione
limitare o mettere in pericolo i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali che possono essere salvaguardate dagli strumenti internazionali, in particolare, dalla Dichiarazione universale dei Dirittidell’Uomo e dalla Convenzione per la protezione dei Diritti dell’uomo e delle Libertà fondamentali;
Articolo 7 – Eredità culturale e dialogo
integrare questi approcci in tutti gli aspetti dell’educazione e della formazione permanente.
Articolo 8 – Ambiente, eredità e qualità della vita
promuovere l’obiettivo della qualità nelle modificazioni contemporanee dell’ambiente senza mettere in pericolo i suoi valori culturali.
Articolo 9 – Uso sostenibile dell’eredità culturale
promuovere l’alta qualità degli interventi attraverso sistemi di qualifica e accreditamento professionali per gli individui, le imprese e le istituzioni.
accertarsi che queste politiche rispettino l’integrità dell’eredità culturale senza comprometterne i valori intrinseci.
incoraggiare organizzazioni non governative interessate alla conservazione dell’eredità ad agire nell’interesse pubblico
Articolo 12 – Accesso all’eredità culturale e partecipazione democratica
al processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione,conservazione e presentazione dell’eredità culturale;
promuovere azioni per migliorare l’accesso all’eredità culturale, in particolare per i giovani e le persone svantaggiate, al fine di aumentare la consapevolezza sul suo valore, sulla necessità di conservarlo e preservarlo e sui benefici che ne possono derivare.
Articolo 13 – Eredità culturale e conoscenza
Articolo 15 – Impegni delle Parti
Articolo 16 – Meccanismo di monitoraggio
Articolo 17 – Cooperazione nei seguiti
informando l’opinione pubblica sugli obiettivi e l’esecuzione delle disposizioni della presente Convenzione
Articolo 18 – La firma e l’entrata in vigore
la presente Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese seguente la scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui dieci Stati membri del Consiglio d’Europa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dalla Convenzione, in conformità con le disposizioni del paragrafo precedente.
Dopo l’entrata in vigore di questa Convenzione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa potrà invitare qualsiasi Stato non membro del Consiglio d’Europa e l’Unione europea ad aderire alla Convenzione tramite una decisione presa dalla maggioranza prevista nell’articolo 20.d dello statuto del Consiglio d’Europa all’unanimità dei rappresentanti degli Stati Parti aventi diritto a sedere nel Comitato dei Ministri;
per ogni Stato aderente, o per l’Unione Europea in caso di adesione, questa Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese seguente la scadenza di un periodo di tre mesi successivi alla data del deposito dello strumento di adesione presso il Segretario Generale del Consiglio di Europa.
Articolo 20 – Applicazione territoriale
Ogni Stato può, al momento della firma o all’atto del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, specificare il territorio o i territori in cui si applica la presente Convenzione;
ogni Stato, in qualsiasi data successiva, può, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazione di questa Convenzione a qualunque altro territorio specificato nella dichiarazione. Nei confronti di detto territorio, la Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi successivi alla data del ricevimento di tale dichiarazione da parte del Segretario Generale;
ogni dichiarazione fatta in virtù dei due paragrafi precedenti potrà, rispetto a qualunque territorio specificato in tale dichiarazione, essere ritirata tramite notifica indirizzata al Segretario Generale. Il ritiro entrerà in vigore il primo giorno del mese seguente la scadenza di un periodo di sei mesi successivi alla data del ricevimento di tale notifica da parte del Segretario Generale.
Articolo 22 – Emendamenti
Ogni Parte, ed il comitato di cui all’articolo 16, possono proporre emendamenti alla presente Convenzione;
ogni proposta di emendamento sarà notificata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, che la comunicherà agli Stati membri del Consiglio d’Europa, alle altre Parti ed ad ogni Stato non membro e all’Unione europea invitati ad aderire a questa Convenzione in conformità con le disposizioni dell’articolo 19;
il comitato esaminerà ogni emendamento proposto e presenterà il testo adottato da una maggioranza di tre quarti dei rappresentanti dei partecipanti al comitato dei Ministri per l’approvazione. A seguito dell’approvazione del Comitato dei Ministri, in base alla maggioranza prevista dall’articolo 20 dello statuto del Consiglio d’Europa e con voto all’unanimità degli Stati Parti aventi diritto a sedere nel Comitato dei Ministri, il testo sarà spedito alle Parti per accettazione;
ogni emendamento entrerà in vigore, nei confronti delle Parti che lo abbiano accettato, il primo giorno del mese seguente la scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui dieci Stati membri del Consiglio d’Europa abbia informato il Segretario Generale della loro accettazione. Per ogni Parte che la accetti in seguito, tale emendamento entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui detta Parte abbia informato il Segretario Generale della relativa accettazione.
qualsiasi altro atto, dichiarazione, notifica o comunicazione concernente questa Convenzione.
2 pensieri su “La Convenzione di Faro”
Gina Di Cataldo settembre 29, 2016 alle 09:40
Allora, se è così, perché non si interviene sulla Città storica di Venezia a livello internazionale e si danno norme e direttive che impediscano ai non residenti di speculare sui beni immobili che acquistano per affittanza turistica e non per uso personale? Senza contare che i proventi si riversano su altre città italiane ma, sempre più spesso, all’estero con bonifici bancari fantasma. Perché non vi fate promotori di eventi in questo senso?
Adriano De Vita Autore articolo settembre 29, 2016 alle 10:00
Questi interventi dipendono dai sindaci. A Venezia nessun sindaco ha voluto sottoscrivere la convenzione, che è molto impegnativa. Noi proponiamo infatti, facciamo convegni, eventi ,ecc, ma è il sindaco che decide.

References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 20

Articolo 22