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Timestamp: 2015-11-28 23:44:37+00:00

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Eventi | DPCE
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Corte di Giustizia dell’Unione europea (Settembre-Ottobre 2015) 1) Causa C-321/14 del 3 settembre 2015.
Colena AG contro Karnevalservice Bastian GmbH.
Rinvio pregiudiziale – Ravvicinamento delle legislazioni – Tutela dei consumatori – Indicazione sulla confezione che designa il prodotto di cui trattasi come prodotto cosmetico
2) C-383/14 del 3 settembre 2015.
Établissement national des produits de l’agriculture et de la mer (FranceAgriMer) contro Sodiaal International SA.
Rinvio pregiudiziale – Protezione degli interessi finanziari dell’Unione – Interpretazione del diritto dell’Unione – Ordinamento giuridico dell’Unione Europea
3) Causa C-398/13 P del 3 settembre 2015.
Inuit Tapiriit Kanatami e altri contro Commissione europea.
Impugnazione – Restrizioni all’importazione e alla commercializzazione di prodotti derivati dalla foca – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni
4) Causa C-44/14 dell’8 settembre 2015.
Regno di Spagna contro Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea.
Ricorso di annullamento – Ordinamento giuridico dell’UE – Attraversamento delle frontiere esterne – Cooperazioni giudiziaria in materia penale – Sistema Eurosur – Sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen
5) Causa C-511/13 P. dell’8 settembre 2015.
Philips Lighting Poland S.A. e Philips Lighting BV contro Consiglio dell’Unione europea.
Impugnazione – Ordinamento giuridico dell’Unione europea / Interpretazione del diritto dell’Unione Europea – Politica esterna / Politica commerciale / La disciplina degli scambi con i paesi terzi / Difesa contro le pratiche di dumping o di sovvenzione.
6) Causa C-160/14 del 9 settembre 2015.
João Filipe Ferreira da Silva e Brito e a. contro Estado português.
Rinvio pregiudiziale – Ravvicinamento delle legislazioni – Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti – Responsabilità degli Stati membri in caso di violazione del diritto dell’Unione
7) Causa C-20/13 del 9 settembre 2015.
Daniel Unland contro Land Berlin.
Rinvio pregiudiziale – Politica sociale – Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
8) Causa C-363/14 del 10 settembre 2015.
Parlamento europeo contro Consiglio dell’Unione europea.
Ricorso di annullamento – Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale – Europol – Quadro giuridico applicabile a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
9) Causa C-417/14 RX-II del 10 settembre 2015.
Livio Missir Mamachi di Lusignano contro Commissione europea.
Riesame della sentenza del Tribunale dell’Unione europea Missir Mamachi di Lusignano/Commissione (T-401/11 P, EU:T:2014:625) – Funzione pubblica – Responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea fondata sull’inadempimento, da parte di un’istituzione, del suo obbligo di garantire la protezione dei suoi funzionari.
10) Causa C-81/14 del 10 settembre 2015.
Nannoka Vulcanus Industries BV contro College van gedeputeerde staten van Gelderland.
Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Inquinamento atmosferico – Limitazione delle emissioni – – Obblighi a carico degli impianti esistenti.
11) Causa C-67/14 del 15 settembre 2015.
Jobcenter Berlin Neukölln contro Nazifa Alimanovic e altri.
Rinvio pregiudiziale – Libera circolazione delle persone – Cittadinanza dell’Unione – Parità di trattamento – Principi generali del diritto – Certezza del diritto.
12) Causa C-215/14 del 16 settembre 2015
Société des Produits Nestlé SA contro Cadbury UK Ltd.
Rinvio pregiudiziale – Marchi – Nozione di “carattere distintivo acquisito a seguito dell’uso” – Segno costituito al tempo stesso dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto e da quella necessaria per ottenere un risultato tecnico.
13) Causa C-85/14 del 17 settembre 2015.
KPN BV contro Autoriteit Consument en Markt (ACM).
Rinvio pregiudiziale – Telecomunicazioni – Diritto di stabilimento – Libera prestazione dei servizi – Tutela dei consumatori.
14) Causa C-201/14 del 1° ottobre 2015
Smaranda Bara e altri contro Președintele Casei Naționale de Asigurări de Sănătate
Rinvio pregiudiziale – Trattamento dei dati personali – Trasmissione a fini di trattamento, da un’amministrazione pubblica di uno Stato membro ad un’altra, di dati fiscali personali
15) Causa C-230/14 del 1° ottobre 2015 Weltimmo s. r. o. contro Nemzeti Adatvédelmi és Információszabadság Hatóság,
Rinvio pregiudiziale – Tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali
16) Causa C-290/14 del 1° ottobre 2015
Procedimento penale a carico di Skerdjan Celaj
Rinvio pregiudiziale – Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Politiche dell’immigrazione – Controlli alla frontiera, asilo e immigrazione
17) Causa C-432/14 del 1° ottobre 2015
O contro Bio Philippe Auguste SARL
Rinvio pregiudiziale – Politica sociale – Principi di parità di trattamento e di non discriminazione in ragione dell’età –Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro
18) Causa C-357/14 P del 1 ottobre 2015.
Electrabel SA e Dunamenti Erőmű Zrt. contro Commissione europea.
Contenzioso – Diritti fondamentali – Diritto ad una buona amministrazione – Adesione di nuovi Stati
19) Cause riunite C-340/14 e C-341/14 del 1 ottobre 2015.
L. Trijber (C-340/14) contro College van burgemeester en wethouders van Amsterdam e J. Harmsen (C-341/14) contro Burgemeester van Amsterdam.
Rinvio pregiudiziale – Libertà di stabilimento – Libera prestazione di servizi – Mercato interno – Principi
20) Causa C-650/13 del 6 ottobre 2015.
Thierry Delvigne contro Commune de Lesparre-Médoc e Préfet de la Gironde.
Rinvio pregiudiziale – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Parlamento europeo – Elezioni – Diritto di voto – Cittadinanza dell’Unione europea – Retroattività della legge penale più favorevole
21) Causa C-471/14 del 6 ottobre 2015
Seattle Genetics contro Österreichisches Patentamt
Rinvio pregiudiziale – Proprietà intellettuale e industriale – Specialità farmaceutiche
22) Causa C-203/14 del 6 ottobre 2015
Consorci Sanitari del Maresme contro Corporació de Salut del Maresme i la Selva
Rinvio pregiudiziale – Competenza della Corte – Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici – Nozione di “ente pubblico” – Amministrazioni pubbliche
23) Causa C-362/14 del 6 ottobre 2015
Maximillian Schrems contro Data Protection Commissioner Reference for a preliminary ruling Rinvio pregiudiziale – Dati personali – Trasferimento dei dati a un paese terzo – Trasferimento dei dati agli USA – Safe Harbor
24) Causa C-71/14 del 6 ottobre 2015
East Sussex County Council contro Information Commissioner
Rinvio pregiudiziale – Convenzione di Aarhus –Accesso del pubblico all’informazione ambientale – Tassa per la fornitura di informazioni ambientali– Controllo amministrativo e giurisdizionale della decisione che applica una tassa
25) C-61/14 del 6 ottobre 2015
Orizzonte Salute – Studio Infermieristico Associato contro Azienda Pubblica di Servizi alla Persona San Valentino – Città di Levico Terme, Ministero della Giustizia, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Segretario generale del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento Rinvio pregiudiziale – Appalti pubblici – Tassazione per l’accesso alla giustizia amministrativa nell’ambito degli appalti pubblici –Principi di effettività e di equivalenza
26) Causa C-23/14 del 6 ottobre 2015
Post Danmark A/S contro Konkurrencerådet,
Rinvio pregiudiziale –Abuso di posizione dominante –– Criterio del concorrente altrettanto efficiente – Grado di probabilità e carattere serio di un effetto anticoncorrenziale
27) Causa C-137/14 del 15 ottobre 2015.
Commissione europea contro Repubblica federale di Germania.
Inadempimento di uno Stato – Valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati – Emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) – Accesso alla giustizia.
28) Causa C‑174/14 del 29 ottobre 2015
Saudaçor – Sociedade Gestora de Recursos e Equipamentos da Saúde dos Açores SA contro
Rinvio pregiudiziale – Imposta sul valore aggiunto –Nozione di “ente di diritto pubblico” –– Determinazione delle modalità di tali servizi, ivi compresa la loro retribuzione, in alcuni contratti programma stipulati tra detta società e la stessa regione
admin9 novembre 2015CommentaGiurisprudenza CGUE e CEDU Corte europea dei diritti dell’uomo (settembre-ottobre 2015) 1) Corte europea dir. uomo 1 settembre 2015 (ric. 16483/12)
Affaire Khlaifia et autres c. Italie (decisione in parte unanime e in parte a maggioranza)
Art. 3, 5, 13 CEDU e 4 Protocollo n. 4 (addizionale alla Convenzione EDU)
Rimpatrio migranti clandestini, violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza, della proibizione di trattamenti degradanti, del diritto a un ricorso effettivo, del divieto di espulsioni collettive di stranieri.
2) Corte europea dir. uomo 3 settembre 2015 (ric. 22588/08)
Case of Sõro v. Estonia (1 opinione concorrente e 1 opinione dissenziente)
Legge est-europea sulla “lustrazione” post-comunista, attività prestata in passato per i servizi segreti sovietici (KGB), pubblicazione (in forma cartacea e su internet) delle informazioni riguardanti tale attività in appendice alla G.U. estone, violazione del diritto al rispetto della vita privata.
3) Corte europea dir. uomo 22 settembre 2015 (ric. 22685/09 e 39472/09)
Affaire Dedecan et Ok c. Turquie (decisione unanime)
Art. 11 CEDU
Funzionari dello Stato, partecipazione a una manifestazione organizzata da associazione sindacale-politica, violazione del diritto alla libertà di riunione e di associazione.
4) Corte europea dir. uomo 6 ottobre 2015 (ric. 15450/03)
Müdür Duman v. Turkey (decisione unanime)
Partito politico, protezione dell’ordine pubblico in una società democratica, interferenza non proporzionata delle autorità pubbliche, violazione della libertà di espressione.
5) Corte europea dir. uomo 15 ottobre 2015 (Grande Camera) (ric. 27510/08)
Perinçek v. Switzerland (decisione a maggioranza, opinioni dissenzienti e concorrenti)
Deportazioni di massa e massacri di Armeni nell’Impero ottomano nel 1915, genocidio, negazione, condanna penale, violazione della libertà di espressione.
6) Corte europea dir. uomo 20 ottobre 2015 (Grande Camera) (ric. n. 35343/05)
Vasiliauskas v. Lithuania (decisione a maggioranza, opinioni dissenzienti)
Servizi di sicurezza della Repubblica Socialista Sovietica di Lituania, genocidio di partigiani lituani antisovietici, applicazione retroattiva di norma penale, violazione del principio nulla peona sine lege.
7) Corte europea dir. uomo 29 ottobre 2015 (ric. n. 12474/12)
Affaire Companhia Agrícola da Apariça, SA c. Portugal (decisione unanime)
Art. 1 del Protocollo addizionale n. 1 alla CEDU
Riforma agraria, espropriazione, giusto indennizzo, fissazione e pagamento tardivi dell’indennità di espropriazione, violazione del diritto alla protezione della proprietà.
admin9 novembre 2015CommentaGiurisprudenza CGUE e CEDU Corte di Giustizia dell’Unione europea – luglio e agosto 2015 1) Causa C-83/14 del 16 luglio 2015.
CHEZ Razpredelenie Bulgaria AD contro Komisia za zashtita ot diskriminatsia.
Rinvio pregiudiziale – Non discriminazione e cittadinanza europea – Provvedimenti per combattere discriminazioni fondate sul sesso, razza, ecc.
2) Causa C-95/14 del 16 luglio 2015.
Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC) e Unione Nazionale dei Consumatori di Prodotti in Pelle, Materie Concianti, Accessori e Componenti (Uni.co.pel) contro FS Retail e altri.
Rinvio pregiudiziale – Libera circolazione delle merci, restrizioni quantitative, ravvicinamento delle legislazioni
3) Cause riunite C-108/14 e C-109/14 del 16 luglio 2015.
Beteiligungsgesellschaft Larentia + Minerva mbH & Co. KG contro Finanzamt Nordenham (C-108/14) e Finanzamt Hamburg-Mitte contro Marenave Schiffahrts AG (C-109/14).
Rinvio pregiudiziale – Affari fiscali, imposta sul valore aggiunto, ravvicinamento delle legislazioni
4) Causa C-145/14 del 16 luglio 2015.
Commissione europea contro Repubblica di Bulgaria.
Impugnazione: Ambiente, sviluppo sostenibile, clima
5) Causa C-170/13 del 16 luglio 2015.
Huawei Technologies Co. Ltd contro ZTE Corp. e ZTE Deutschland GmbH.
Domanda di pronuncia pregiudiziale – Concorrenza – Intese – Abuso di posizione dominante.
6) Causa C-184/14 del 16 luglio 2015.
A contro B.
Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Misure relative al diritto di famiglia – Sicurezza e giustizia
7) Causa C-218/14 del 16 luglio 2015.
Kuldip Singh e altri contro Minister for Justice and Equality.
Rinvio pregiudiziale – Non discriminazione e cittadinanza dell’Unione europea – Diritto di ingresso e soggiorno – Diritto di dimora
8) Causa C-222/14 del 16 luglio 2015.
Konstantinos Maïstrellis contro Ypourgos Dikaiosynis, Diafaneias kai Anthropinon Dikaiomaton.
Rinvio pregiudiziale – Politica sociale – Direttiva 96/34/CE – Accordo quadro sul congedo parentale – Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego
9) C‑237/15 PPU del 16 giugno 2015
Minister for Justice and Equality contro Francis Lanigan
Rinvio pregiudiziale –Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Diritto alla libertà e alla sicurezza – Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale – Mandato d’arresto europeo
10) Causa C-369/14 del 16 luglio 2015.
Sommer Antriebs- und Funktechnik GmbH contro Rademacher Geräte-Elektronik GmbH & Co. KG.
Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
11) Causa C-580/13 del 16 luglio 2015.
Coty Germany GmbH contro Stadtsparkasse Magdeburg.
Rinvio pregiudiziale – Proprietà intellettuale e industriale – Diritto di informazione nel contesto di un procedimento riguardante la violazione di un diritto di proprietà intellettuale.
12) Causa C-612/13 P del 16 luglio 2015.
ClientEarth contro Commissione europea.
Impugnazione – Accesso ai documenti delle istituzioni dell’Unione europea – Informazioni ambientali – Convenzione di Aarhus.
13) Causa C-615/13 P del 16 luglio 2015.
ClientEarth e Pesticide Action Network Europe (PAN Europe) contro Autorità europea per la sicurezza alimentare.
Impugnazione – Accesso ai documenti delle istituzioni dell’Unione europea – Tutela dei dati personali
14) Causa C-653/13 del 16 luglio 2015.
Inadempimento di uno Stato – Ambiente – Gestione dei rifiuti
15) Causa C-681/13 del 16 luglio 2015
Diageo Brands BV contro Simiramida-04 EOOD.
Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Proprietà intellettuale, industriale e commerciale.
16) Causa C-249/14 P. del 9 luglio 2015.
Pêra-Grave – Sociedade Agrícola, Unipessoal Lda contro Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
Proprietà intellettuale, industria commerciale e marchi
17) Causa C-183/14 del 9 luglio 2015.
Radu Florin Salomie e Nicolae Vasile Oltean contro Direcția Generală a Finanțelor Publice Cluj.
Rinvio pregiudiziale – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Principio della certezza del diritto – Principio di tutela del legittimo affidamento
18) Causa C-153/14 del 9 luglio 2015.
Minister van Buitenlandse Zaken contro K e A.
Rinvio pregiudiziale – Misure di integrazione – Politica di migrazione e asilo
19) Causa C-497/12 del 2 luglio 2015.
Davide Gullotta e Farmacia di Gullotta Davide & C. Sas contro Ministero della Salute e Azienda Sanitaria Provinciale di Catania.
Rinvio pregiudiziale – Diritto di stabilimento, Diritti fondamentali, Carta dei diritti fondamentali, concorrenza, Intese
20) Causa C-461/13 del 1 luglio 2015.
Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland eV contro Bundesrepublik Deutschland.
Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Politica dell’Unione europea nel settore dell’acqua
admin8 settembre 2015CommentaGiurisprudenza CGUE e CEDU Corte europea dei diritti dell’uomo (luglio-agosto 2015) 1) Corte europea dir. uomo 7 luglio 2015 (ric. 60125/11)
Affaire V.M. et Autres c. Belgique (3 opinioni dissenzienti)
Art. 3 e 13 CEDU
Rifugiati, richiedenti asilo, espulsione, trattamenti inumani e degradanti, diritto a un ricorso effettivo, violazione art. 3 e 13 CEDU.
2) Corte europea dir. uomo 16 luglio 2015 (ric. 43490/07 e 44304/07)
Case of Ciprian Vlăduţ and Ioan Florin Pop v. Romania (decisione unanime)
Agente sotto copertura, incitamento a commettere un reato, uso delle prove in tal modo acquisite, diritto a un processo equo, violazione art. 6 CEDU.
3) Corte europea dir. uomo 21 luglio 2015 (ric. 18766/11 e 36030/11)
Case of Oliari and Others v. Italy (1 opinione concorrente)
Matrimonio/unione civile tra presone dello stesso sesso, legislazione italiana, diritto al rispetto della vita privata e familiare, violazione art. 8 CEDU.
4) Corte europea dir. uomo 27 agosto 2015 (ric. 46470/11)
Case of Parrillo v. Italy (opinioni concorrenti e dissenzienti)
Donazione di embrioni (ottenuti da fertilizzazione in vitro) per la ricerca scientifica, margine di apprezzamento dello Stato membro, diritto al rispetto della vita privata e familiare, non violazione art. 8 CEDU.
admin3 settembre 2015CommentaGiurisprudenza CGUE e CEDU Recensione. Giorgio Sacerdoti, General Interests Of Host States In International Investment Law, Cambridge, Cambridge University Press, 2014, pp. 461 Recensione. Giorgio Sacerdoti, General Interests Of Host States In International Investment Law, Cambridge, Cambridge University Press, 2014, pp. 461
di Ruggiero Cafari Panico
Il volume collettaneo curato dal Professor Giorgio Sacerdoti esplora un tema di grande attualità nell’ambito del diritto internazionale degli investimenti. Lo studio del rapporto fra i poteri regolatori degli Stati a tutela dei loro interessi di natura pubblicistica e il diritto degli investitori a che siano salvaguardati i loro altrettanto legittimi interessi economici è infatti di fondamentale importanza in un momento in cui – complice l’attivismo dell’Unione europea in virtù della nuova competenza ad essa attribuita dal Trattato di Lisbona in materia di investimenti esteri – è stata avviata la rinegoziazione di numerosi accordi internazionali che riguardano (anche ma non solo) gli investimenti.
Come fa notare lo stesso Sacerdoti nel contributo che apre il volume, la crisi economica che si protrae ormai da diversi anni ha indotto gli Stati a intervenire nel contesto economico con sempre più frequenti atti di regolamentazione; di qui il rischio di un quadro giuridico più incerto per gli investitori internazionali. La prima parte del volume è dedicata dunque al rapporto fra poteri regolatori degli Stati e diritti degli investitori. L’introduzione di nuove regole idonee a far fronte alle difficoltà economiche legate al momento di crisi può addirittura dar luogo a violazioni della clausola di trattamento giusto ed equo e del divieto di espropriazioni indirette, elementi tipici dei trattati bilaterali sugli investimenti. Proprio a questi due principi del diritto internazionale degli investimenti sono dedicati i contributi di Mara Valenti e Anna De Luca. Valenti ricostruisce il contenuto della clausola di trattamento giusto ed equo attraverso un approccio casistico che permette di individuarne gli elementi costitutivi. La definizione di tale clausola resta infatti un punto di grande discussione e di incertezza nel diritto internazionale degli investimenti. De Luca, invece, analizza il rapporto, ancora incerto allo stato attuale, fra la dottrina delle legittime aspettative e il tema delle espropriazioni indirette, sottolineando la necessità di subordinare l’adozione di misure di esproprio indiretto al rispetto della citata dottrina, in modo da garantire il più possibile l’investitore straniero da interventi statali pregiudizievoli del suo diritto di proprietà. I contributi di Valenti e De Luca acquistano ancor maggior rilievo, se letti alla luce degli accordi di libero scambio che l’Unione europea sta concludendo con alcuni Stati terzi. Invero, negli accordi con Singapore (EU-Singapore Free Trade Agreement, EUSFTA), Canada (Comprehensive Trade and Economic Agreement, CETA) e Stati Uniti (Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP), l’Unione europea e i suoi partner si stanno sforzando di definire in modo più puntuale le nozioni di trattamento giusto ed equo e di espropriazione indiretta, così da creare, da un lato, un ambiente giuridico più stabile e trasparente per l’investitore e ridurre, dall’altro, il margine di discrezionalità dell’arbitro internazionale chiamato a dirimere eventuali controversie.
I contributi di Giorgio Sacerdoti, Friedl Weiss e Jürgen Kurtz si soffermano sulla possibilità di utilizzare i canoni interpretativi e le nozioni del diritto del commercio internazionale in relazione al diritto internazionale degli investimenti. Una tale soluzione renderebbe più omogeni i due sistemi normativi in discorso, che si trovano in continua interazione fra loro – di slow convergence parla Kurtz –, e darebbe maggiore stabilità all’interpretazione dei trattati sugli investimenti da parte degli arbitri internazionali. Col medesimo obiettivo di rendere più prevedibile il diritto internazionale degli investimenti, Weiss si dichiara favorevole all’istituzione di un sistema d’appello per questioni di diritto cui sottoporre i lodi arbitrali fra Stato e investitore. Un siffatto meccanismo potrebbe in effetti creare giurisprudenza e quindi stabilità sul piano interpretativo. Si tratta di una proposta avanzata già da più parti della dottrina che, tuttavia, sembra aver incontrato solo parzialmente il favore degli Stati. A ben vedere, facendo ancora una volta riferimento agli accordi che l’Unione europea sta negoziando con Stati terzi, il CETA contiene una clausola che permette alle parti del trattato di istituire di comune accordo un organo d’appello per i lodi arbitrali. Unione europea e Canada hanno così ritenuto opportuno introdurre la possibilità di ricorrere a tale meccanismo di revisione, ma allo stesso tempo hanno rinviato ad un momento successivo ogni decisione sulla sua effettiva istituzione. Su questa scelta sembra pesare il fatto che la Convenzione ICSID non permetta la revisione dei lodi arbitrali emessi da tribunali istituiti in base alla Convenzione medesima, se non attraverso i meccanismi di revisione e annullamento in essa previsti. Ciononostante, sempre con l’obiettivo di una più certa interpretazione dei trattati sugli investimenti, il CETA prevede che – qualora vi siano seri dubbi circa l’interpretazione del trattato – il tribunale arbitrale adito da un investitore possa di fatto chiedere un’interpretazione delle clausole controverse a comitati intergovernativi che, costituiti dalle parti dell’accordo, agirebbero in qualità di amicus curiae.
Ai fondi sovrani, sempre più presenti nei mercati globalizzati, è dedicato il contributo di Michele Barbieri, il quale analizza i comportamenti tenuti da tali investitori. Barbieri classifica le attività dei fondi in due categorie: quelle che hanno obiettivi politici e macroeconomici (e che incidono quindi sulla sicurezza nazionale dello Stato ospite dell’investimento) e quelle che hanno i medesimi obiettivi di profitto degli investitori privati. Secondo Barbieri, qualora le attività dei fondi sovrani fossero oggetto di misure restrittive da parte degli Stati ospiti dell’investimento, ciò non implicherebbe l’esistenza di alcuna discriminazione, in quanto i fondi sovrani (che perseguono fini politici) non sono equiparabili ad alcun altro investitore. Diversamente, le attività condotte dai fondi sovrani alla stregua di privati investitori dovrebbero godere delle medesime garanzie fornite a questi ultimi.
Nella seconda parte l’opera fornisce una panoramica della protezione dei non-investment concerns. Pia Acconci suggerisce l’adozione di un accordo multilaterale che permetta agli obiettivi non economici, come la tutela dell’ambiente e della salute, di entrare a far parte in modo stabile del diritto internazionale degli investimenti, così da rinnovare questo sistema normativo e facilitare ancora una volta l’azione interpretativa degli arbitri internazionali. Anche Alessandro Perfetti si concentra, pur in una prospettiva europea, sui non-trade values che, attraverso il principio di coerenza dell’azione esterna dell’Unione europea (di cui agli articoli 21 TUE e 205 TFUE), dovrebbero diventare parte integrante della politica europea sugli investimenti internazionali. Successivamente il volume accoglie studi a carattere regionale che riguardano, anzitutto, il ruolo dell’Unione europea come nuovo player nel panorama degli investimenti internazionali. Paola Mariani sottolinea le criticità del rapporto fra trattati bilaterali sugli investimenti conclusi fra vecchi e nuovi Stati membri dell’Unione, prima dell’entrata di questi ultimi nell’Unione, e diritto dell’Unione europea, suggerendo (in assenza di un accordo fra Stati e Unione) la denuncia dei suddetti trattati da parte dei nuovi Stati membri. Ai trattati bilaterali sugli investimenti conclusi dagli Stati membri con Stati terzi è dedicato, invece, il contributo di Elsa Milanesi. In esso vengono prese in considerazione le sentenze con cui la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato nel 2009 Austria, Svezia e Finlandia per non aver modificato alcuni trattati bilaterali conclusi in passato con Stati terzi al fine di renderli compatibili col diritto dell’Unione (e, in particolare, con le norme relative alla libera circolazione dei capitali). Milanesi esamina in particolare il regolamento 1219/2012 che detta disposizioni transitorie riguardanti gli accordi sottoscritti da Stati membri con Stati terzi in materia di investimenti e che oggi, insieme al regolamento 912/2014 sulla responsabilità finanziaria derivante da lodi arbitrali investitore-Stato istituiti da accordi di cui l’Unione europea è parte, costituisce l’asse normativo portante della politica europea sugli investimenti stranieri.
Se i saggi fin qui considerati si collocano in una prospettiva unicamente europea, il quadro di indagine si apre nel prosieguo del volume anche ad aree regionali di altri continenti, in particolare Mercosur e Asia-Pacifico, con contributi rispettivamente di Arno Dal Ri Jr., con Paulo Potiara de Alcântara Veloso, e di Claudio Dordi, con Hay Yen Trinh.
L’ultima parte del volume è dedicata all’Italia. Matilde Recanati si sofferma sulla recente prassi italiana di negoziazione bilaterale nell’ambito degli investimenti, sottolineando il favore del nostro Paese per il ritorno al sistema di soluzione delle controversie fra Stati come alternativa al sistema di risoluzione investitore-Stato. Ciò tuttavia sembra confliggere con la posizione favorevole espressa dall’attuale governo italiano circa l’inserimento di clausole di risoluzione delle controversie investitore-Stato negli accordi che l’Unione europea sta negoziando. Recanati sostiene che un meccanismo di risoluzione delle controversie Stato-Stato non implica necessariamente una mortificazione dei diritti degli investitori rispetto a un sistema di risoluzione investitore-Stato. Tali considerazioni assumono un valore particolare dopo che, il 23 novembre 2014, l’Assemblea nazionale francese ha approvato una risoluzione in cui chiede al proprio governo di agire sull’Unione europea affinché nel trattato di libero scambio col Canada (CETA) non sia previsto un sistema di risoluzione delle controversie investitore-Stato. Per ora la Francia è l’unico Stato membro che si è pronunciato espressamente in senso avverso a questo strumento di risoluzione delle controversie negli accordi di libero scambio negoziati dall’Unione europea. Non vi è dubbio però che nei prossimi mesi il dibattito su questo, come sugli altri temi trattati dal volume curato da Giorgio Sacerdoti, sarà di crescente intensità e importanza. Come saranno di assoluta rilevanza le conseguenze che tale dibattito avrà sul futuro sviluppo del diritto internazionale degli investimenti. Il volume General Interests Of Host States In International Investment Law rappresenta quindi uno strumento essenziale per meglio comprendere i futuri sviluppi di questo settore mai come oggi in continua evoluzione.
admin27 agosto 2015CommentaLo Scaffale G. Franco Ferrari – Introduzione alla nuova Rivista online DPCE online 1 – 2015
admin20 maggio 2015CommentaEditoriale2015I T. E. Frosini – Il Westminster Model è vivo (e lotta insieme a noi) DPCE online 1 – 2015
admin19 maggio 2015CommentaEditoriale2015I Cronache dal Mondo DPCE online 1 – 2015
admin14 maggio 2015CommentaCronache dal Mondo2015I Contattaci
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 art. 8
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