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Timestamp: 2020-04-08 22:50:15+00:00

Document:
(Esame dell'articolo 12 - A.C. 1746-bis)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C.1746-bis sezione 4).
MICHELE VENTURA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Garavaglia 12.1 e 12.2 e Moffa 12.3; il parere è invece favorevole sugli identici emendamenti Oliva 12.4 e Giudice 12.5.
La Commissione esprime inoltre parere contrario sull'articolo aggiuntivo Zanetta 12.01.
ALFIERO GRANDI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Garavaglia 12.1.
OSVALDO NAPOLI. Signor Presidente, i comuni ritengono che la compartecipazione dinamica all'IRPEF sia indispensabile per garantire agli enti locali risorse finanziarie certe, costanti e stabili nel tempo. Si ritiene che la compartecipazione dinamica all'IRPEF debba partire dall'anno 2007, in primo luogo perché l'avvio previsto a partire dal 2008, con base imponibile di riferimento 2006, farebbe registrare il primo incremento nel 2009, quindi non avrebbe senso inserire nella finanziaria 2007 una compartecipazione che produrrebbe i suoi effetti solo nel 2009; in secondo luogo la compartecipazione all'IRPEF può costituire uno stimolo per i comuni ad adottare politiche di sviluppo locale, tese ad incrementare la produttività del territorio di competenza, che possano determinare l'espansione della base imponibile e quindi del gettito totale IRPEF.
Soprattutto, in base a quanto stabilito dalle norme attualmente vigenti in materia di contabilità generale dello Stato, la legge finanziaria deve contenere esclusivamente norme dirette a realizzare effetti finanziari a decorrere dall'anno a cui si riferisce il bilancio di previsione in discussione. In altri termini, il passaggio dal 2007 al 2008 vi pone un interrogativo. Ebbene, colleghi della maggioranza, parlate tanto di piena disponibilità al federalismo fiscale: certamente, questo non è federalismo fiscale, ma nient'altro che un passo all'indietro.
MAURIZIO FUGATTI. Signor Presidente, l'emendamento che il gruppo della Lega Nord Padania ha proposto tende a sopprimere l'articolo 12 del provvedimento all'esame. Tale articolo prevede una compartecipazione comunale all'IRPEF. In pratica, si prevede che, a partire dall'anno 2008, ai comuni sarà assegnata la quota del 2 per cento dell'IRPEF raccolta sul territorio. Tuttavia, si prevede anche che, a decorrere dall'anno 2009, la quota variabile dell'IRPEF, cioè l'incremento del gettito compartecipato che sarà raccolto sul territorio, sarà devoluta per finalità perequative e di sviluppo economico. In pratica, a partire dall'anno 2009, la quota variabile non rimarrà sul territorio ma sarà ripartita per finalità perequative e di sviluppo. Noi riteniamo che questa sia una forma di federalismo sbagliata, che si tratti di un federalismo «strabico». Se parliamo di quota di compartecipazione all'IRPEF, tutta quella quota, sia quella fissa, sia quella variabile, deve rimanere a Pag. 60quel comune o ente locale, altrimenti, come ha affermato il collega che mi ha preceduto, si torna indietro. Ritengo che, se le quote di imposta sul reddito che dovrebbero rimanere sul territorio - questo è il federalismo fiscale di cui tanto si parla in quest'Assemblea e del quale tanto abbiamo sentito parlare da parte la maggioranza - fossero destinate, nei fatti, a finalità perequative e di sviluppo economico, si tornerebbe sempre al solito «calderone» del quale, da tanti anni si sta parlando all'interno di questa Assemblea e nel nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Padania).
GIAN LUCA GALLETTI. Signor Presidente, intervengo soltanto per svolgere una considerazione. Nessuno pensi che, con questo articolo 12, stiamo applicando il federalismo fiscale, che è altra cosa. Con questo disegno di legge finanziaria si prevede che, nel 2007, per i comuni non cambierà alcunché e che, dal 2008, essi avranno una compartecipazione al gettito IRPEF del 2 per cento ma, contestualmente, saranno ridotti i trasferimenti dello Stato nella misura del 2 per cento. In altri termini, avremo un maquillage di bilancio: per i comuni, ciò che oggi si definisce trasferimento dello Stato domani si chiamerà compartecipazione all'IRPEF. Ci sarà soltanto una diversa classificazione del bilancio. A partire dal 2009, ci sarà un dato diverso. Infatti, una parte dell'incremento, dello sviluppo dell'IRPEF sul territorio, dovrebbe rimanere nel territorio, fatto salvo un valido principio di perequazione. Ancora una volta, questo significa che la quota di gettito che rimarrà sul territorio sarà molto bassa, mentre i trasferimenti si ridurranno ancora. Alla fine, per i comuni non ci sarà alcun trasferimento, ma soltanto una variazione di capitolo di entrata.
Affermo questo perché non vorrei che questo articolo 12 bloccasse un processo di evoluzione verso il federalismo fiscale, che è stato attuato nella scorsa legislatura ed ha portato alla redazione di uno studio redatto dall'alta commissione. Tale studio costituisce una buona base per l'attuazione del vero federalismo fiscale, che passa non soltanto attraverso una modifica dell'IRPEF ma anche attraverso l'IRAP e vere tasse di scopo, che non sono quelle che saranno introdotte da questo disegno di legge finanziaria. Lo dico perché è importante che tutti abbiano la consapevolezza che, con questo articolo, non stiamo certamente attuando il federalismo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garavaglia 12.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Garavaglia 12.2.
MASSIMO GARAVAGLIA. Signor Presidente, con il presente emendamento proponiamo la soppressione del comma 3 dell'articolo 12.
Come già accennato in precedenza, avete avuto la decenza di non denominare questo articolo 12 come attuazione del federalismo fiscale, ma banalmente come compartecipazione comunale all'IRPEF. Quindi, invece di trasferimento dallo Stato, si parla di compartecipazione: se non è zuppa è pan bagnato!Pag. 61
Il comma 2 prevede che una parte fissa sia definita sulla base della ricchezza prodotta nel paese. La stessa cifra viene poi ridotta nei trasferimenti. Ciò vuol dire che se a titolo di compartecipazione il 2 per cento dell'IRPEF del comune di Firenze fa 100, gli si conferisce 100 e gli si toglie 100 di trasferimenti. In definitiva, il comma 2 è assolutamente ininfluente.
Invece, il comma 3 appare peggiorativo, in quanto prevede che, per la parte successiva, l'aumento del gettito, invece di essere lasciato tutto al comune, come sarebbe logico, sia ridistribuito: in primo luogo, sulla base di criteri decisi dal ministro dell'interno; in secondo luogo, di concerto con il ministro degli affari regionali (su questo si potrebbe convenire); in terzo luogo, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali. Al solito, non si capirà niente, passeranno gli anni e non cambierà quasi nulla.
Cos'è il federalismo fiscale? Da noi si usa dire: «Articolo quinto, chi ha in mano i soldi ha vinto!». Ciò vuol dire che il comune si dovrà tenere le tasse che gli spettano, poi si discuterà della percentuale che questo dovrà lasciare agli enti superiori: questo è il federalismo fiscale! Se non si fa così, si prende in giro la gente!
Oltretutto, con questo meccanismo si prevede che, nei criteri di riparto, i ministri e la suddetta Conferenza dovranno considerare le finalità perequative, tenendo conto anche della spesa storica. Quindi, più i comuni sono stati spendaccioni, più saranno premiati. Inoltre, si terrà conto anche dell'esigenza di promuovere lo sviluppo economico. Siamo alle solite, siccome il nord è più sviluppato, avrà somme minori, mentre ne avranno di maggiori le altre aree!
La Lega non è contraria alla solidarietà a livello nazionale, ma vuole sapere esattamente quanto costa tutto ciò. Se una percentuale resta ai comuni, occorre definire quanto dovrà essere attribuito agli enti superiori. Questo è federalismo fiscale, quello che prevedete voi è una «bufala», come si dice a Roma (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!
CESARE CAMPA. Signor Presidente, dichiaro di voler sottoscrivere sia l'emendamento in esame, sia l'emendamento Moffa 12.3.
L'articolo 12 è veramente scandaloso, in quanto non dà nulla alle amministrazioni comunali. Nella prima parte si stabilisce che vi è una compartecipazione del 2 per cento; pertanto, i comuni virtuosi godranno di tale compartecipazione, ma vedranno ridotto nella stessa misura il fondo a loro destinato.
Nell'articolo 12 è passata questa specie di «spada di Damocle». Occorre sopprimere il comma 3 di tale articolo, come si propone attraverso l'emendamento, se si vuole far sì che i comuni siano virtuosi e abbiano la volontà di compartecipare nel combattere l'evasione fiscale che tanto vi sta a cuore; diversamente, se un comune divenisse virtuoso, combattesse l'evasione fiscale, ottenesse una maggiore entrata, alla fine ad esso sarebbe tolta la compartecipazione al gettito IRPEF, mentre i criteri di riparto dovrebbero essere stabiliti negli anni a venire con la spada di Damocle delle finalità perequative. In queste condizioni, per quale motivo dovrebbe essere virtuoso, cercare di combattere l'evasione, se poi tutto questo lavoro andrà a finire a favore di comuni spendaccioni, che non fanno nemmeno parte di quelli che compartecipano al gettito IRPEF?
L'articolo 12 è scandaloso: lo avete proposto in attesa del riassetto organico del sistema di finanziamento in attuazione del Titolo V, che però non avete attuato. Con tale emendamento siete lontani mille miglia dall'attuazione di un federalismo vero. State disincentivando quei sindaci che intendono in qualche modo compartecipare con voi all'individuazione dell'evasione, fate di tutto perché vi sia uno spreco di risorse, tant'è vero che, alla fine, sempre per difendere i vostri amici e amichetti, prevedete criteri di riparto che devono primariamente tenere conto della finalità perequativa (cioè, premiare quelli Pag. 62che non hanno amministrato bene) e dell'esigenza di promuovere lo sviluppo economico!
Su questo non ci stiamo, signor Presidente, amici della maggioranza: mettiamoci veramente, almeno noi del nord, nella carreggiata giusta, votando a favore di questi due emendamenti in esame, che faranno certamente aumentare di molto la compartecipazione all'IRPEF, ma faranno anche sì che i comuni diventino più virtuosi e abbiano bilanci certamente migliori (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
FRANCO RUSSO. Presidente, noi voteremo contro questi emendamenti soppressivi per due motivi molto semplici. Per quanto riguarda il primo, non intendevo prendere la parola, ma, ascoltando il collega della Lega, sono rimasto, se non meravigliato, abbastanza turbato. Colleghi e colleghe della Lega, siamo cittadini e cittadine italiani o, al più, cittadini e cittadine europee ed è abbastanza strano pensare che siamo nuovamente nel Medioevo dei comuni, dove comunque vi era una maggiore democrazia di quanta voi presupponete che debba esservi all'interno dei nostri comuni.
Non siamo più un'organizzazione separata, divisa...
ANDREA GIBELLI. Sei un comunista!
ROBERTO COTA. Stalin!
PRESIDENTE. Colleghi, lasciate parlare l'onorevole Russo.
FRANCO RUSSO. Noi siamo cittadini di uno Stato nazionale. Voi vorreste farci tornare veramente a qualcosa di pre-Ottocento, cioè al Medioevo. Collega, riguardo al problema che lei ha posto in termini di carità, quando ha affermato che siete disposti anche a dare qualcosa (perché non è che non siete cristiani, quindi volete dare qualcosa), lei deve ricordare che siamo guidati da una Costituzione, che all'articolo 119 (glielo rileggo perché probabilmente lo ha perso di vista) afferma: «I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome» - e siamo d'accordo - «Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri» - e siamo ancora d'accordo - «in armonia con la Costituzione...» (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania), cioè a dire garantendo i diritti universali della persona.
Dunque, noi, quando paghiamo le tasse, lo facciamo per garantire dei servizi universali alla persona! (Applausi dei deputati del gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e Comunisti Italiani).
FEDERICO BRICOLO. Sei un comunista!
FRANCO RUSSO. L'articolo 119 della Costituzione - ho concluso, Presidente - stabilisce ancora: «...e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario». In conclusione, non siamo persone, che sono separate l'una dall'altra, ma che convivono nello stesso Stato (Applausi dei deputati dei gruppi L'Ulivo, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e Comunisti Italiani).
GUIDO CROSETTO. Vorrei rivolgere una domanda all'onorevole Franco Russo, perché quando di coerenza si ferisce, si rischia di perire. Infatti, se siamo tutti italiani, se siamo tutti europei e se la cassa è comune, perché questa finanziaria è piena - mi consenta il termine - di «marchette» localistiche pensate per i vostri amici, partendo da questa città e da Veltroni? Non siamo tutti amici (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia e Lega Nord Padania)?
PRESIDENTE. Non è il caso di continuare il dialogo!
FRANCO RUSSO. La democrazia è il compromesso tra gli Stati sociali!
ROBERTO COTA. Signor Presidente, noi non accettiamo lezioni di democrazia dagli eredi di Stalin (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!
FRANCO RUSSO. Buffone!
PRESIDENTE. Capisco che, a quest'ora, in quest'aula vi sia sempre qualche pericolo: quindi, controlliamoci tutti!
PIETRO ARMANI. Signor Presidente, vorrei ricordare ai colleghi della sinistra radicale che loro hanno approvato il titolo V della Costituzione, nel quale lo Stato è all'ultimo posto! Prima vengono regioni, comuni e province. Quindi, sono stati loro a fare riforme sbagliate (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega Nord Padania - Dai banchi dei deputati del gruppo Rifondazione comunista-Sinistra Europea si grida: No!)!
PRESIDENTE. Inviterei i colleghi a contenere le manifestazioni di consenso e di dissenso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garavaglia 12.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Prendo atto che il deputato Pini non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Moffa 12.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Oliva 12.4 e Giudice 12.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romano. Ne ha facoltà.
FRANCESCO SAVERIO ROMANO. Signor Presidente, gli emendamenti, che chiedo peraltro di sottoscrivere, si rifanno a quanto disposto dall'articolo 60 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, che prevede l'istituzione dell'IRAP, dell'addizionale IRPEF ed il riordino della disciplina dei tributi locali.
In relazione all'attribuzione alle province del gettito d'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile, derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, è stabilito che le regioni a statuto speciale e le province autonome provvedano, in conformità ai rispettivi statuti, all'attuazione delle relative disposizioni statali, in cui sono stati contestualmente disciplinati i rapporti finanziari tra lo Stato, le autonomie speciali e gli enti locali, al fine di mantenere il necessario equilibrio finanziario.
Poiché la compartecipazione comunale all'IRPEF, prevista dall'articolo 12, si accompagna ad una riduzione di gettito a carico della regione siciliana, nonché ad una riduzione dei trasferimenti erariali destinati ai comuni, far dipendere l'attuazione Pag. 64del meccanismo compartecipativo per regioni a statuto speciale e province autonome da provvedimenti deliberati da questi ultimi, che assicurino, nei rapporti finanziari tra Stato, autonomie speciali e comuni, il necessario equilibrio finanziario, appare congruo anche per dar corso alla sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 1999, che dichiara legittimo l'articolo 60 della legge n. 446 del 1997.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Oliva 12.4 e Giudice 12.5., accettati dalla Commissione e dal Governo.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi del gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea).
Ha chiesto di parlare per dichiarazioni voto l'onorevole Filippi. Ne ha facoltà.
ALBERTO FILIPPI. Signor Presidente, la Lega Nord è contraria all'articolo 12, come esposto molto bene dal collega onorevole Fugatti, che ha espresso considerazioni sull'intero articolo, e Garavaglia con riferimento al comma 3.
Anche in seguito a ciò che è successo poc'anzi con i colleghi della sinistra, volevo fare chiarezza sulla questione, dopodiché ognuno può pensare a proprio modo, però facciamo un attimo di chiarezza e capiamoci.
Il comma 1 inizia testualmente con questo presupposto: «In attesa del riassetto organico del sistema di finanziamento delle amministrazioni locali in attuazione del federalismo fiscale di cui al Titolo V [...]», ma il resto dell'articolo va nella direzione opposta ai principi del federalismo fiscale.
Se siamo tutti d'accordo che il punto di arrivo debba essere il federalismo fiscale, perché prevedere un regime transitorio, che va esattamente nella direzione opposta? Se si è in buona fede, si è sbagliato a formulare l'articolo e, allora, non dovremmo avere problemi a riformularlo o a correggerlo. Se, invece, non si è in buona fede, ciò deve emergere in modo palese e lo si deve dire ai cittadini. Ognuno se ne assuma la responsabilità e dica di essere a favore del federalismo fiscale, facendo in modo di attuarlo, oppure dica di essere contrario, ma facciamo chiarezza! Altrimenti, è facile fare applausi da circo, ma, in questo modo, si prendono in giro gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!
Hanno votato sì 288
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Zanetta 12.01.
VALTER ZANETTA. Signor Presidente, questo articolo aggiuntivo pone l'attenzione Pag. 65ai problemi della montagna e, in particolare, alla conservazione dei fabbricati tradizionali, che hanno una valenza culturale, adibiti all'agricoltura ma non più adibiti alla stessa funzione.
Essi hanno l'obbligo dell'accatastamento e, quindi, sono soggetti all'ICI. Il mio articolo aggiuntivo intende dare la facoltà ai comuni di esentare dal versamento dell'ICI questi fabbricati.
Credo che, se questo articolo aggiuntivo venisse approvato - successivamente vi sono anche proposte emendative della Lega nord in tal senso -, faremmo una cosa interessante per salvaguardare il patrimonio tradizionale delle nostre montagne (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia e Lega Nord Padania).
MAURIZIO FUGATTI. Signor Presidente, intervengo a nome del gruppo della Lega Nord per aggiungere la mia firma a questo articolo aggiuntivo.
PIETRO ARMANI. Signor Presidente, oltre a chiedere di aggiungere la mia firma a questo articolo aggiuntivo, vorrei ricordare che il problema dei piccoli comuni di montagna è drammatico.
La V e la VIII Commissione stanno discutendo una riedizione della legge sui piccoli comuni, che era stata approvata da questa Camera nella precedente legislatura, proprio in funzione della preoccupazione che l'abbandono dei piccoli comuni, in particolare di montagna, determini anche un degrado del territorio e un problema di difesa ambientale.
Pertanto, credo che l'articolo aggiuntivo Zanetta 12.01 sia da sostenere.
ROBERTO SALERNO. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'articolo aggiuntivo 12.01 dell'onorevole Zanetta, in quanto lo ritengo molto pregevole per il significato economico e sociale che esso riveste.
Non dobbiamo dimenticare che i territori montani sono gradualmente sempre più spopolati, perché non c'è un'economia sufficiente. Questo è un piccolo sostegno molto significativo affinché piccole frazioni, che testimoniano un'identità, una storia e una cultura antichissime del nostro paese, in qualche maniera continuino ad esistere (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale).
GIUSEPPE ROMELE. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere l'articolo aggiuntivo in oggetto e per riflettere sul tema in questione.
Mi rivolgo al rappresentante del Governo: stiamo discutendo di entità economiche irrisorie, perché in ogni comune di montagna esistono certamente alcune situazioni particolari, ma non si tratta di un'enormità. Quindi, si parla di cifre relativamente modeste in capo alla contabilità dello Stato piuttosto che dei comuni.
Vorrei rivolgermi all'intera Assemblea, magari un po' stanca, e alla sensibilità di ognuno di voi, in particolare della maggioranza, affinché non si lasci infastidire dal fatto che questa proposta provenga dall'opposizione. Come nella giornata di ieri è stato accolta con entusiasmo una proposta emendativa di un esponente della maggioranza, per una questione non tanto di par condicio, quanto di reciproca sensibilità, chiedo l'attenzione anche da parte dei colleghi della maggioranza su questo specifico argomento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, l'onorevole Vietti. Ne ha facoltà.
MICHELE GIUSEPPE VIETTI. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'articolo aggiuntivo Zanetta 12.01, senza ripetere le motivazioni dei colleghi, che faccio mie.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sta bene. Dunque, revoco l'indizione della votazione e do la parola per dichiarazione di voto, a titolo personale, all'onorevole D'Ippolito Vitale. Ne ha facoltà.
IDA D'IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, la ringrazio doppiamente per aver revocato l'indizione della votazione e per avermi dato la possibilità di esprimere la condivisione, naturalmente attraverso la richiesta di sottoscrizione dell'emendamento al nostro esame, delle ragioni che sono state rappresentate.
I comuni rurali sono una realtà molto diffusa nel nostro paese. È una realtà che riguarda il nord del paese, come il centro e il sud. Io appartengo ad una regione in cui sono numerosi i piccoli comuni. Quindi, l'iniziativa di evitare la tassazione per quelle unità immobiliari che possano definirsi rurali significa, di fatto, mantenere identità, storia, memoria, tradizioni e cultura nelle varie regioni del paese. Significa anche aprire magari delle prospettive per un utilizzo ed un investimento di tipo diverso (penso, naturalmente, all'agriturismo e al turismo nella sua accezione più generale) proprio in quella realtà. Grazie, Presidente.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Zanetta 12.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Prendo atto che l'onorevole Vietti avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

References: e contrario
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 articolo 12
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e contrario