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Timestamp: 2017-11-24 02:00:33+00:00

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﻿ CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza n. 34356 depositata il 13 luglio 2017 - Viene confermata la custodia in carcere al presunto evasore inchiodato dalle intercettazioni se esiste il reale e concreto pericolo che distrugga la contabilita' - Studio Cerbone
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CUSTODIA IN CARCERE – INDAGATO – PRESUNTO EVASORE – INTERCETTAZIONI – CONCRETEZZA E ATTUALITA’ DEL PERICOLO – DISTRUZIONE CONTABILITA’ – SUSSISTENZA ESIGENZE CAUTELARI
1. Con ordinanza del 05.01.2017, il Tribunale del riesame di Milano pronunciando sull’istanza di riesame proposta dall’indagato A.S. avverso l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Varese in data 14.12.2016 con la quale veniva applicata la misura cautelare della custodia cautelare in carcere per la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati di cui all’art. 416 c.p., (capo a) art. 110 c.p., D.Lgs. n. 74 del 2000, artt. 110 e 8 (capo b) art. 110 c.p., e art. 648 ter c.p., comma 1 (capo c) art. 110 c.p. e D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2 (capo e, f) art. 110 c.p. e D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 quater (capo d) ed a tutela delle esigenze cautelari di cui all’art. 274 c.p.p., lett. a) b) e c), annullava l’ordinanza impugnata con riferimento al capo c) – disponendo per tale delitto la formale scarcerazione dell’indagato – e confermava nel resto.
2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione A.S., per il tramite del difensore di fiducia, articolando tre motivi di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall’art. 173 disp. att. c.p.p., comma 1.
1. Il primo motivo di ricorso e’ inammissibile, in quanto non ha costituto oggetto dei motivi di riesame.
4. Quanto ai motivi nuovi, va osservato che, in tema di ricorso per cassazione contro provvedimenti de libertate emessi dal giudice del riesame, l’art. 311 c.p.p., comma 4, consente al ricorrente di enunciare motivi nuovi davanti alla corte di cassazione sino a che non sia iniziata la discussione. Cosa che la difesa del ricorrente ha per l’appunto ritualmente fatto con la memoria depositata in udienza.
5. Essendo il ricorso inammissibile e, a norma dell’art. 616 c.p.p., non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita’ (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura, ritenuta equa, indicata in dispositivo.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 art. 110
 art. 110
 art. 648
 art. 110
 art. 2
 art. 110
 art. 10