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Timestamp: 2020-06-04 06:24:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14646 del 18/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14646 del 18/07/2016
Cassazione civile sez. III, 18/07/2016, (ud. 08/04/2016, dep. 18/07/2016), n.14646
sul ricorso 16998/2011 proposto da:
DAVIOL DI D.B.L. SAS, (OMISSIS), in persona del suo
rappresentante p.t. D.B.L., D.B.L. in
proprio (OMISSIS), M.R. (OMISSIS), elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA MAGNAGRECIA 13, presso lo studio
dell’avvocato SEBASTIANO DI LASCIO, rappresentati e difesi
dall’avvocato EGIZIANO DI LEO giusta procura a margine del ricorso;
BANCA INTESA SPA;
avverso la sentenza n. 847/2010 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata il 12/08/2010;
08/04/2016 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI;
Banca Intesa s.p.a. propose reclamo ex art. 630 c.p.c., avverso il provvedimento con cui il Giudice dell’esecuzione immobiliare promossa dalla Banca in danno della Da.Vi.Ol. s.a.s. e di D.B.L. e M.R. aveva disposto la riduzione del pignoramento.
Tribunale di Foggia dichiarò l’inammissibilità del reclamo, ritenendo che il provvedimento di riduzione avrebbe dovuto essere opposto ai sensi dell’art. 617 c.p.c., ed escludendo che il reclamo proposto potesse essere qualificato come opposizione agli atti esecutivi; nulla dispose sulle spese di lite, dichiarando che su di esse avrebbe dovuto provvedere il G.E..
Dopo che il G.E. ebbe dichiarato di non poter provvedere sulle spese, in difetto di un’espressa previsione di legge in tal senso, la Da.Vi.Ol, il D. e la M. proposero appello avverso la decisione che il Tribunale aveva reso sul reclamo ex art. 630 c.p.c..
La Corte di Appello di Bari ha dichiarato la tardività dell’impugnazione (proposta con ricorso depositato entro l’anno dalla pubblicazione della decisione impugnata, ma notificato oltre il termine annuale), ritenendo che l’appello avrebbe dovuto essere proposto con atto di citazione e che, vertendosi in materia esecutiva, non trovava applicazione la sospensione feriale dei termini.
Ricorrono per cassazione la Da.Vi.Ol., il D. e la M., affidandosi ad un unico motivo; l’intimata non svolge attività difensiva.
Con l’unico motivo, i ricorrenti deducono “violazione o falsa applicazione di norme di diritto in riferimento agli artt. 327 e 737 c.p.c.”: assumono che, dovendosi applicare il principio dell’ultrattività del rito (camerale), il giudizio di appello era stato correttamente e tempestivamente introdotto a mezzo di ricorso depositato il 23.6.2009, entro il termine annuale dal deposito del provvedimento impugnato (risalente al 4.7.2008).
Deve infatti considerarsi che:
– l’appello avverso la sentenza che ha provveduto sul reclamo previsto dall’art. 630 c.p.c., è disciplinato (al pari di quello proposto avverso la sentenza che ha dichiarato l’estinzione del giudizio di cognizione ex art. 308 c.p.c.) dall’art. 130 disp. att. c.p.c., che demanda la decisione al collegio disponendo che vi provveda “in camera di consiglio con sentenza”;
– non osta all’applicazione di tale disposizione la circostanza che la sentenza impugnata abbia dichiarato inammissibile il reclamo ex art. 630 c.p.c., per il fatto che nella specie si sarebbe dovuta proporre opposizione agli atti esecutivi, “non potendo applicarsi il principio dell’inappellabilità, previsto per le decisioni sull’opposizione agli atti esecutivi, ad un caso in cui quest’ultima è stata ritenuta dal giudice mai proposta” (Cass. n. 30201/2008);
– circa le modalità con cui dev’essere proposto l’appello, le SS.UU. di questa Corte hanno affermato il principio secondo cui il procedimento di appello previsto dall’art. 130 disp. att. c.p.c. “è retto dal rito camerale fin dal momento della proposizione della impugnazione, che va, quindi, introdotta con ricorso da depositarsi in cancelleria entro i termini perentori prescritti dagli artt. 325 e 327 c.p.c.” (Cass., S.U. n. 22848/2013), e ciò anche quando l’impugnazione concerna una sentenza pronunciata su reclamo proposto ex art. 630 c.p.c.;
– da ciò consegue che – diversamente da quanto ritenuto dalla Corte di Appello – l’impugnazione va proposta con ricorso e la sua tempestività dev’essere verificata in relazione alla data del deposito.
3. La sentenza va dunque cassata, con rinvio alla Corte territoriale, che si conformerà al richiamato principio di diritto e provvederà anche sulle spese del presente giudizio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese di lite, alla Corte di Appello di Bari, in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 630
 art. 630
 sentenza 
 sentenza 
 art. 308
 sentenza 
 art. 630
 sentenza 
 art. 630
 sentenza