Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/bancheclienti/ultime_pubblicate/64
Timestamp: 2019-07-23 07:11:42+00:00

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Protesto illegittimo e ricorso in sede cautelare.
Protesto di assegni – Competenza a provvedere in via cautelare da parte dell’A.G.O. – Sussistenza.
Poiché non è conciliabile con le esigenze di celerità e speditezza del procedimento cautelare il ricorso ai mezzi tipici previsti dall’ordinamento per verifica dell’autenticità del documento (querela di falso ed istanza di verificazione), il giudice della cautela deve svolgere un accertamento solo sommario sulla conformità della copia all’originale o sull’autenticità della scrittura. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17 September 2009.
Segnalazione alla centrale rischi e valutazione della complessiva situazione del cliente.
Segnalazione alla Centrale rischi – Presupposti – Valutazione della complessiva situazione patrimoniale e reddituale del cliente – Necessità..
Nel valutare la sussistenza dei presupposti per la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, l’intermediario creditizio deve verificare se la complessiva esposizione del cliente supera o meno la sua capacità reddituale e patrimoniale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 07 September 2009.
Accesso gratuito ai dati personali di conti correnti bancari.
Codice della privacy – Rapporti di conto corrente bancario – Richiesta di comunicazione dei dati personali – Diritto all’accesso gratuito – Diritto ad ottenere copia dei documenti – Distinzione..
Il diritto di accesso ai dati personali esercitato ai sensi dell’art. 7 del Codice della privacy deve essere garantito gratuitamente e non può essere condizionato, per quanto attiene alle modalità di esercizio, a quanto statuito ad altri fini dal testo unico in materia bancaria (d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385) in riferimento al distinto diritto del cliente di ottenere copia di interi atti e documenti bancari contenenti o meno dati personali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Garante per protezione dei dati personal, 23 July 2009.
Anatocismo, interpretazione secondo buona fede e indeterminatezza della clausola di CMS.
Anatocismo – Nullità della clausola – Interpretazione del contratto secondo buona fede – Applicazione agli interessi passivi della capitalizzazione prevista per gli interessi attivi – Esclusione – Nullità.
Non è condivisibile l'opinione secondo la quale, una volta dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi, interpretando il contratto secondo buona fede, deve ritenersi applicabile agli interessi passivi la stessa periodicità di capitalizzazione degli interessi attivi prevista nel contratto stesso. Tale clausola è infatti nulla per lo stesso motivo per il quale deve essere ritenuta nulla la clausola di capitalizzazione trimestrale che non sia stata espressamente approvata per iscritto dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La clausola che preveda l'applicazione di commissioni di massimo scoperto che non ne indichi l'ammontare e che non contenga l'indicazione di un elemento di calcolo essenziale per determinare l'importo dovuto per tale titolo deve ritenersi nulla a i sensi del combinato disposto degli articoli 1418, 1419 e il 1346, codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 23 July 2009.
Contratti bancari - Indebito pagamento di somme in forza di clausole nulle - Lesione da mancata percezione degli utili di esercizio dell'impresa - Danno da perdita di chance - Prova - Sussistenza..
La lesione da mancata percezione degli utili di esercizio dell'impresa causata dalla illegittima corresponsione agli istituti di credito di somme non dovute perché originate da clausole nulle può essere inquadrata nel cosiddetto danno da perdita di chance che, ove adeguatamente provato, deve essere risarcito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 13 July 2009.
Omessa indicazione del tasso ultralegale e tasso applicabile.
Apertura di credito in conto corrente bancario – Omessa indicazione del tasso ultralegale – Tasso applicabile..
In mancanza dell’indicazione, nel contratto di apertura di credito in conto corrente, dell’eventuale saggio ultralegale sugli interessi debitori, troverà applicazione il tasso legale tempo per tempo vigente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 07 July 2009.
Centrale Rischi, credito contestato e provvedimento d’urgenza.
Centrale rischi – Credito della banca oggetto di contestazione – Erronea segnalazione – Tutela del segnalato – Necessità – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità..
Qualora il credito nei confronti del correntista sia in contestazione, in ragione dell’applicazione della capitalizzazione semplice od annuale, in luogo di quella trimestrale, nulla ex art. 1283 c.c., la segnalazione alla Centrale Rischi risulta illegittima ed idonea a pregiudicare in modo irreparabile la posizione del soggetto segnalato. Il provvedimento d’urgenza è dunque l’unico possibile ed idoneo a tutelare chi sia rimasto vittima di una erronea segnalazione dall’aggravamento del pregiudizio insito nel decorso del tempo necessario per ottenere una decisione sul merito a cognizione piena. (Fernando Greco) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce-Galatina, 02 July 2009.
Procedimento monitorio e prova del credito della banca.
Rapporti bancari – Conto corrente – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Produzione dell’estratto conto relativo all’intero rapporto – Necessità..
Il saldaconto riveste efficacia probatoria nel solo procedimento sommario per decreto ingiuntivo ed ai fini dell’emissione di questo, mentre gli estratti conto costituiscono il mezzo di prova idoneo a sostenere la pretesa del creditore nel successivo giudizio contenzioso instaurato dall’opponente, in quanto contenenti la specifica descrizione delle eventuali operazioni controverse. Ne deriva che la domanda della banca opposta non può ritenersi provata qualora questa ometta di produrre gli estratti di conto corrente e quindi gli elementi conoscitivi in base ai quali ricostruire il rapporto (generalmente in relazione alla intera durata del rapporto bancario) ed il definitivo saldo preteso. Appello Roma, 28 May 2009.
Segnalazione alla centrale rischi, presupposti e pregiudizio per l’imprenditore.
Segnalazione alla c.d. centrale rischi – Automaticità – Esclusione – Verifica in concreto della situazione di rischio – Necessità – Erronea segnalazione di crediti in sofferenza – Pregiudizio imminente e irreparabile ex art. 700 c.p.c. – Sussistenza.
Segnalazione alla c.d. centrale rischi – Erronea segnalazione di crediti in sofferenza – Pregiudizio imminente e irreparabile ex art. 700 c.p.c. – Sussistenza..
La segnalazione alla c.d. centrale rischi presso la Banca d’Italia non costituisce un fatto automatico ed implica una valutazione della banca dovendo il soggetto segnalante verificare se il proprio debitore si trovi in una situazione che induca a ritenere la riscossione del credito a rischio, tenendo conto degli elementi quali la liquidità del soggetto, la sua capacità produttiva e reddituale, la situazione di mercato in cui opera e l’ammontare complessivo del credito, fermo restando che tali elementi non possono integrare da soli i presupposti per la segnalazione laddove la concreta situazione del cliente non crei allarme quanto alla sua generale solvibilità. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
La erronea segnalazione di crediti in sofferenza alla c.d. centrale rischi integra per l’imprenditore un pericolo di danno che mal si presta ad essere oggetto di risarcimento per equivalente sicché sussiste il presupposto per ottenere, tramite il rimedio di cui all’art. 700 c.p.c., l’ordine di revoca della segnalazione stessa. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 28 May 2009.
Protesto di pagherò cambiario pagato e responsabilità della banca.
Titoli di credito – Cambiale (o pagherò) – In genere – Banca presso cui il pagherò cambiario risulta pagabile – Intervenuto pagamento – Omessa attivazione per impedire il protesto – Responsabilità da contatto – Responsabilità da comportamento omissivo – Configurabilità – Fattispecie..
La banca presso cui il pagherò cambiario risulta pagabile, qualora abbia notizia dell'intervenuto pagamento, ha l'obbligo di attivarsi per impedire che, attraverso il protesto, si verifichino gli effetti pregiudizievoli di un evento che non ha più ragione d'essere a fronte dell'intervenuto pagamento del titolo; in mancanza di tale attivazione, si configura una responsabilità da contatto, oltre che una responsabilità da comportamento omissivo, in relazione all'affidamento incolpevole dell'interessato, che abbia comunicato l'avvenuto pagamento dell'effetto cambiario. (Nella specie, il pagamento era avvenuto il primo dei due giorni successivi alla scadenza e l'ordine di ritiro era pervenuto alla banca in tempo utile per effettuare le comunicazioni al notaio, ai sensi dell'art. 9 della legge 12 giugno 1973, n. 349). (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 13 May 2009, n. 11130.
Mutuo di scopo, mancata realizzazione dell’opera e nullità.
Mutuo – Mutuo di scopo legale – Caratteristiche – Rilievo causale dello scopo – Sussistenza – Conseguenze – Patto di compensazione tra debito preesistente e somme mutuate – Nullità del contratto per mancanza originaria della causa – Condizione – Mancata realizzazione dell'opera per cui il finanziamento era stato concesso – Configurabilità..
Nel cosiddetto mutuo di scopo legale (nella specie, per la costruzione di un complesso edilizio), poiché il mutuatario non si obbliga solo a restituire la somma mutuata, con i relativi interessi, ma anche a realizzare l'attività programmata, siffatto impegno assume rilievo causale nell'economia del contratto: pertanto, l'accertamento di un eventuale difetto di causa non può prescindere dalla verifica dell'attuazione o meno di tale risultato, con la conseguenza che il patto di compensazione tra un debito preesistente nei confronti del mutuante e le somme mutuate, con la parziale utilizzazione di queste ultime per estinguere i debiti precedentemente contratti dal mutuatario verso il mutuante, non determinano la nullità del contratto per mancanza originaria della causa, solo qualora sia stata realizzata l'opera per la quale i finanziamenti sono stati concessi. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 08 April 2009, n. 8564.
Mutuo di scopo, patto di compensazione e nullità per mancanza originaria di causa.
Ripetizione di indebito – Oggettivo – Declaratoria di nullità del contratto – Obblighi restitutori – Decorrenza degli interessi – Dal giorno del pagamento – Condizioni – Consapevolezza dell'"accipiens" – Fattispecie in tema mutuo di scopo legale.
Nell'ipotesi di nullità di un contratto, la disciplina degli eventuali obblighi restitutori è mutuata da quella dell'indebito oggettivo, con la conseguenza che qualora l'"accipiens" sia in mala fede nel momento in cui percepisce la somma da restituire è tenuto al pagamento degli interessi dal giorno in cui l'ha ricevuta. (Nella specie, relativa a un mutuo di scopo legale per la costruzione di un complesso edilizio non realizzato, la S.C. ha ritenuto superata la presunzione di buona fede del mutuatario, avendo riconosciuto la nullità del contratto, per mancanza originaria della causa, sulla base dell'esistenza di un patto di compensazione tra un debito preesistente nei confronti del mutuante e le somme mutuate, con la parziale utilizzazione di queste ultime per estinguere i debiti precedenti, così da risultare evidente la consapevolezza del mutuatario, che aveva prestato il consenso all'effettuazione delle trattenute). (fonte CED – Corte di Cassazione)
Nel cosiddetto mutuo di scopo legale (nella specie, per la costruzione di un complesso edilizio), poichè il mutuatario non si obbliga solo a restituire la somma mutuata, con i relativi interessi, ma anche a realizzare l'attività programmata, siffatto impegno assume rilievo causale nell'economia del contratto: pertanto, l'accertamento di un eventuale difetto di causa non può prescindere dalla verifica dell'attuazione o meno di tale risultato, con la conseguenza che il patto di compensazione tra un debito preesistente nei confronti del mutuante e le somme mutuate, con la parziale utilizzazione di queste ultime per estinguere i debiti precedentemente contratti dal mutuatario verso il mutuante, non determinano la nullità del contratto per mancanza originaria della causa, solo qualora sia stata realizzata l'opera per la quale i finanziamenti sono stati concessi. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 08 April 2009, n. 8564.
Ordinanza ex art. 186 ter c.p.c. – Requisiti di cui all’art. 50 TUB – Esclusione..
Non ricorrono i presupposti per l’emanazione dell’ordinanza ex art. 186 ter codice di procedura civile richiesta dalla banca ove la documentazione da questa prodotta sia costituita da un estratto conto che non riporta tutte le movimentazioni debitorie e creditorie intercorse tra le parti e sia inoltre priva della sottoscrizione apposta da un suo dirigente, non potendosi ritenere la documentazione così formata conforme alle disposizioni di cui all’art. 50 del Testo Unico Bancario. (Matteo Acciari) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 02 April 2009.
Centrale Rischi, segnalazione e valutazione della situazione debitoria.
Credito – Istituti o enti di credito – Altre aziende di credito – Vigilanza e controllo – Centrale dei Rischi – Segnalazione di una posizione in sofferenza – Condizioni.
Credito – Istituti o enti di credito – Banca d’Italia – In genere – Centrale dei Rischi – Disciplina generale in tema di trattamento dei dati personali – Applicabilità – Conseguenze – Segnalazione erronea – Responsabilità civile della Banca d'Italia – Configurabilità – Legittimazione passiva in ordine all'azione ex art. 152 del digs. n. 196 del 2003 – Sussistenza – Rettifica o cancellazione – Ammissibilità..
La segnalazione di una posizione "in sofferenza" presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia, secondo le istruzioni del predetto istituto e le direttive del CICR, richiede una valutazione, da parte dell'intermediario, riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente, e non può quindi scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o dal volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d'insolvenza. (fonte CED – Corte di Cassazione)
Nella gestione della Centrale dei Rischi, la Banca d'Italia non si sottrae alla disciplina generale in tema di trattamento dei dati personali, dettata dal d.lgs. 3 giugno 2003, n. 196, in quanto la riconducibilità di tale trattamento all'ipotesi prevista dall'art. 8, comma 2, lettera d), del d.lgs. cit. esclude soltanto l'applicabilità della tutela amministrativa e di quella alternativa alla tutela giurisdizionale, ma non anche di quella giurisdizionale prevista dall'art. 152 e di quella dinanzi al Garante nelle forme previste dall'art. 141, lettere a) e b): è pertanto configurabile una responsabilità civile della Banca d'Italia in relazione ai danni cagionati dal predetto trattamento, ai sensi dell'art. 11 del d.lgs. cit., con la conseguenza che spetta alla medesima Banca la legittimazione passiva in ordine all'azione proposta dall'interessato per ottenere la rettifica o la cancellazione della segnalazione erroneamente effettuata, in ordine alla quale il giudice, ai sensi dell'art. 152, comma 12, può provvedere anche in deroga al divieto di cui all'art. 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 01 April 2009, n. 7958.
Valore probatorio del saldaconto.
Conto corrente (contratto di) - Contenuto del conto - In genere - Estratto di saldaconto - Valore probatorio - Limitazione al procedimento monitorio - Rilevanza indiziaria nei procedimenti ordinari - Fattispecie disciplinata dalla legge bancaria n. 141 del 1938..
L'art. 102 della legge 7 marzo 1938, n. 141 limita il valore probatorio dell'estratto di saldaconto (costituente documento diverso dagli estratti conto veri e propri) al procedimento monitorio, mentre nel successivo procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo siffatto documento può assumere rilievo solo come documento indiziario, la cui portata è liberamente apprezzata dal giudice nel contesto di altri elementi ugualmente significativi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 March 2009, n. 6705.
Bancomat, prelievi abusivi e misure di sicurezza.
Banca – Servizio bancomat – Mancata restituzione della tessera allo sportello automatico – Omessa comunicazione immediata alla banca – Estrema negligenza – Esclusione – Mancata adozione di adeguate misure di sicurezza – Responsabilità della banca – Sussistenza..
Il fatto che il cliente non abbia immediatamente comunicato alla banca la mancata restituzione della tessera bancomat da parte dello sportello automatico non integra la fattispecie della “estrema negligenza” quale prevista dal paragrafo 8.3 della raccomandazione CEE 88/590 del 17 novembre 1988, per cui la banca, ove non provi di aver adottato misure idonee per la sicurezza del servizio da manomissioni, è tenuta a rimborsare al cliente prelievi illegittimamente eseguiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 March 2009.
Ordine alla banca di esibizione della documentazione ex artt. 210 c.p.c. e 119 TUB.
Rapporti bancari – Ordine di esibizione della documentazione ex art. 119 TUB – Istanza istruttoria – Ammissibilità..
E’ ammissibile l’istanza istruttoria ex art. 210 cod. proc. civ. volta ad ottenere l’emanazione, nei confronti della banca, dell’ordine di esibizione, ai sensi dell’art. 119 del TUB, degli estratti conto e dei riassunti scalari relativi al rapporto di conto corrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 March 2009.
Fideiussione - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Contratto autonomo di garanzia - Distinzione dalla fideiussione - Criteri - Eccezioni relative all'invalidità del contratto principale - Opponibilità da parte del garante - Esclusione - Limiti - Nullità della pattuizione di interessi ultralegali - Conseguenze..
Nel contratto autonomo di garanzia - ai fini della cui distinzione dalla fideiussione non è decisivo l'impiego o meno di espressioni quali "a prima richiesta" o "a semplice richiesta scritta", ma la relazione in cui le parti hanno inteso porre l'obbligazione principale e quella di garanzia - il garante, improntandosi il rapporto tra lo stesso ed il creditore beneficiario a piena autonomia, non può opporre al creditore la nullità di un patto relativo al rapporto fondamentale, salvo che dipenda da contrarietà a norme imperative o dall'illiceità della causa e che, attraverso il medesimo contratto autonomo, si intenda assicurare il risultato vietato dall'ordinamento. Nondimeno, si deve escludere che la nullità della pattuizione di interessi ultralegali si comunichi sempre al contratto autonomo di garanzia, atteso che detta pattuizione - eccezion fatta per la previsione di interessi usurari - non è contraria all'ordinamento, non vietando quest'ultimo in modo assoluto finanche l'anatocismo, così come si ricava dagli artt. 1283 cod. civ. e 120 del d.lgs. n. 385 del 1993. Cassazione civile, sez. III, 03 March 2009, n. 5044.
Prec1...63646566...71Succ

References: art. 1283
 art. 700
 art. 700
 art. 186
 art. 186
 art. 152
 art. 119
 art. 210