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Timestamp: 2018-12-15 04:33:57+00:00

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L'avvocato italiano in Germania
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L’avvocato italiano in Germania: la prova attitudinale per il conseguimento del titolo
di “Rechtsanwalt” (*) di Valerio Sangiovanni (Avv. e RA, clicca qui per scaricare il suo cv)
SOMMARIO: 1. Cenni sul diritto comunitario. – 2. L’attuazione in Germania della normativa europea. 3. Il requisito della prova attitudinale per l’ammissione all’avvocatura. – 4. Le finalità della prova. – 5. La dispensa totale o parziale dalla prova. – 6. L’ufficio per gli esami e le commissioni d’esame. – 7. L’ammissione alla prova. – 8. Le materie d’esame. – 9. Le modalità della prova. –– 10. Mancata partecipazione a prove d’esame e comportamento scorretto del candidato. – 11. La decisione sui risultati della prova. – 12. Eventuali contestazioni sui risultati della prova. – 13. Ripetizione della prova. – 14. Qualche dato statistico.
– La disciplina dell’esercizio transnazionale della professione di avvocato è fortemente influenzata dal diritto comunitario[1]. Alcune importanti norme del Trattato CEE concernenti la libertà di stabilimento e di prestazione di servizi si applicano infatti anche ai legali. Queste disposizioni prevedono la possibilità che vengano emanate delle Direttive attuative. Sono stati così adottati provvedimenti legislativi comunitari miranti a concretizzare l’esercizio di tali libertà anche con riferimento agli avvocati.
Due sono le Direttive che concorrono a disciplinare il diritto di stabilimento degli avvocati: la Direttiva diplomi del 1988[2] e la Direttiva stabilimento del 1998[3]. Mentre la prima prevede la necessità di un tirocinio di adattamento o di una prova attitudinale al fine di conseguire il titolo di avvocato nel Paese ospitante (art. 4 Direttiva diplomi), la seconda fa bastare una esperienza professionale di tre anni (art. 10 Direttiva stabilimento).
La Direttiva diplomi si applica a una generalità di professioni, non solo a quella di avvocato. Essa stabilisce le condizioni che consentono il riconoscimento in uno Stato membro del diploma rilasciato in un altro Stato membro. La Direttiva si fonda sulla considerazione che l’eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi costituisce uno degli obiettivi della Comunità. Per i cittadini degli Stati membri essa implica la facoltà di esercitare una professione in uno Stato membro diverso da quello nel quale essi hanno acquisito le loro qualifiche professionali (1° considerando della Direttiva diplomi). La Direttiva non opera un’armonizzazione dei percorsi formativi, limitandosi a introdurre un meccanismo di riconoscimento dei diplomi che costituisce la base per l’esercizio della professione all’estero. “Quando nello Stato membro ospitante l’accesso o l’esercizio di una professione regolamentata è subordinato al possesso di un diploma, l’autorità competente non può rifiutare a un cittadino di un altro Stato membro, per mancanza di qualifiche, l’accesso a/o l’esercizio di tale professione, alle stesse condizioni che vengono applicate ai propri cittadini” (art. 3 della Direttiva diplomi). Il riconoscimento non è tuttavia automatico, in quanto sono previsti dei meccanismi correttivi quando esistono rilevanti differenze tra la formazione conseguita nello Stato di provenienza e quella richiesta per accedere alla professione nel Paese ospitante. Il candidato può, in genere, scegliere tra un tirocinio di adattamento e una prova attitudinale. In deroga a questo principio, lo Stato ospitante può prescrivere un tirocinio di adattamento o una prova attitudinale se si tratta di professioni il cui esercizio richiede una conoscenza precisa del diritto nazionale e nelle quali la consulenza e/o l’assistenza per quanto riguarda il diritto nazionale costituisce un elemento essenziale e costante dell’attività (art. 4 della Direttiva diplomi). Ottenuto il riconoscimento, l’avvocato può fregiarsi dell’apposito titolo previsto nel Paese ospitante e svolgere in quello Stato l’attività professionale.
La Direttiva stabilimento mira a un’ulteriore liberalizzazione della professione di avvocato. Anch’essa si fonda sulla considerazione che il mercato interno comporta una spazio senza frontiere interne. L’eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi costituisce uno degli obiettivi della Comunità. Per i cittadini degli Stati membri essa comporta la facoltà di esercitare una professione in uno Stato membro diverso da quello in cui essi hanno acquisito le loro qualifiche professionali (1° considerando della Direttiva stabilimento). Diversamente da quanto previsto dalla Direttiva diplomi, per l’integrazione dell’avvocato comunitario nello Stato ospitante non viene richiesto né il superamento di una prova attitudinale né un tirocinio di adattamento. La nuova Direttiva consente di ottenere il titolo dopo il semplice svolgimento di un periodo di tre anni di attività professionale effettiva e regolare nel Paese ospitante. Gli avvocati hanno il diritto di esercitare stabilmente le attività di avvocato in tutti gli altri Stati membri con il proprio titolo professionale di origine (art. 2 c. 1 della Direttiva stabilimento). L’avvocato che eserciti con il proprio titolo professionale di origine e che abbia comprovato l’esercizio per almeno tre anni di un’attività effettiva e regolare nello Stato membro ospitante, e riguardante il diritto di tale Stato, è dispensato dal tirocinio di adattamento o dalla prova attitudinale per accedere alla professione di avvocato dello Stato membro interessato (art. 10 c. 1 della Direttiva stabilimento). Con la Direttiva stabilimento non è stato eliminato il sistema generale di riconoscimento dei diplomi. Un avvocato conserva quindi il diritto d’integrarsi immediatamente nel Paese ospitante mediante superamento della prova attitudinale, senza attendere i tre anni richiesti dalla nuova regolamentazione.
2 – La Direttiva diplomi e quella stabilimento sono state implementate nei diversi Stati membri dell’Unione Europea, tra cui la Germania. In questo Paese si è deciso di regolare l’intera materia con un’apposita legge-quadro. Si tratta della legge di attuazione di Direttive della Comunità Europea in materia di professione di avvocato (Rechtsanwalt)[4]. L’EuRAG si compone di 42 articoli ed è divisa in 8 parti. La parte prima contiene disposizioni generali (§ 1), la seconda regola l’esercizio della professione dell’avvocato europeo stabilito (§§ 2-10), la terza disciplina l’ammissione all’avvocatura per il legale comunitario (§§ 11-15)[5]. La parte quarta si occupa invece della prova attitudinale (§§ 16-24) ed è su questa materia che ci si soffermerà nel prosieguo. La parte quinta concerne la prestazione transitoria di servizi (§§ 25-35). Seguono, nella parte sesta, alcune disposizioni di natura procedurale (§§ 36-39), nella settima norme di carattere amministrativo (§§ 40-41) e, nell’ottava, disposizioni finali (§ 42).
L’EuRAG è accompagnata da un apposito regolamento attuativo[6]. Il § 40 c. 2 autorizza infatti il Ministero federale della giustizia a fissare – con provvedimento regolamentare – gli aspetti minuti della prova attitudinale, in particolare: 1) i settori del diritto che rientrano nella materia obbligatoria e quelli che compongono le materie facoltative; 2) l’ammissione alla prova attitudinale; 3) il procedimento; 4) le prestazioni d’esame; 5) le conseguenze di comportamenti scorretti posti in essere dai candidati; 6) la dispensa da prestazioni d’esame; 7) la ripetizione della prova nonché il numero di possibili ripetizioni; 8) l’imposizione di una tassa. Il regolamento attuativo, che si compone di 14 articoli, fissa così la normativa di dettaglio in tema di prova attitudinale. In Germania è frequente il ricorso al doppio canale legge-regolamento per la disciplina di determinate materie. Il vantaggio di questo meccanismo risiede nel fatto che i regolamenti possono essere modificati più agilmente delle leggi. Atteso che certe evoluzioni economico-sociali possono imporre adattamenti della regolamentazione, è più facile modificare un regolamento di quanto sia variare una legge.
La parte quarta dell’EuRAG (§§ 16-24) disciplina la prova attitudinale, in attuazione della Direttiva diplomi. Originariamente le relative norme erano contenute in un’apposita legge sulla prova attitudinale per l’ammissione all’avvocatura[7]. Questa legge è stata abrogata nel 2000 e sostituita dall’EuRAG.
– Il cittadino di un Paese membro dell’Unione Europea che ha concluso una formazione professionale che dà immediato accesso alla professione di avvocato in un altro Paese dell’Unione può sostenere una prova attitudinale al fine di essere ammesso all’avvocatura (§ 16 c. 1).
Questa norma di legge statuisce il principio per cui gli avvocati comunitari che intendono essere ammessi all’avvocatura in Germania devono superare una prova attitudinale. Si tratta di un requisito non imposto dal diritto europeo. La Direttiva diplomi apre infatti un’alternativa agli Stati membri. Il 9° considerando di tale testo normativo stabilisce che, in linea di massima, la scelta tra il tirocinio di adattamento e la prova attitudinale deve essere lasciata al migrante. La natura di alcune professioni è tuttavia tale che deve essere consentito agli Stati membri di imporre, a determinate condizioni, il tirocinio o la prova. In particolare, le differenze tra gli ordinamenti giuridici degli Stati membri, anche se più o meno rilevanti a seconda degli Stati, giustificano disposizioni particolari in quanto la formazione attestata dal diploma, dai certificati o da altri titoli in una materia del diritto dello Stato membro di origine non copre in linea generale le conoscenze giuridiche richieste nello Stato membro ospitante per quanto riguarda il campo giuridico corrispondente. L’art. 4 della Direttiva diplomi prevede che lo Stato membro ospitante può esigere che il richiedente compia un tirocinio di adattamento, per un periodo massimo di tre anni, o si sottoponga a una prova attitudinale quando la formazione ricevuta verte su materie sostanzialmente diverse da quelle contemplate dal diploma dichiarato dal richiedente. Se lo Stato membro ospitante ricorre a tale possibilità, esso deve lasciare al richiedente la scelta tra il tirocinio di adattamento e la prova attitudinale. In deroga a tale principio, lo Stato ospitante può prescrivere un tirocinio di adattamento o una prova attitudinale se si tratta di professioni il cui esercizio richiede una conoscenza precisa del diritto nazionale e nelle quali la consulenza e/o l’assistenza per quanto riguarda il diritto nazionale costituisce un elemento essenziale e costante dell’attività.
Il legislatore tedesco, posto dinanzi alla alternativa tra prova attitudinale e tirocinio di adattamento, ha preferito la prima scelta. I lavori preparatori alla EigPrüfG illustrano le ragioni che hanno spinto la Germania in questo senso. In tale sede si evidenzia, innanzitutto, come l’ordinamento tedesco si differenzi in modo notevole da tutti gli altri sistemi giuridici europei. Ne consegue che lo studio del solo diritto italiano piuttosto che di quello francese non è sufficiente a garantire che l’avvocato comunitario domini sufficientemente la normativa germanica. Anche se alcuni ordinamenti giuridici di altri Paesi dell’Unione Europea presentano alcune somiglianze con il diritto tedesco, permangono differenze di rilievo. A ciò va aggiunto che la conoscenza approfondita di un certo diritto nazionale comporta la necessità di essere informati non solo sulle norme legislative e regolamentari, ma anche sulle decisioni giurisprudenziali e sugli orientamenti dottrinali. Per queste ragioni è necessario imporre all’avvocato proveniente dall’estero una prova che permetta di verificare se il suo livello di competenza giuridica è sufficiente a consentirgli di prestare assistenza e consulenza in diritto tedesco. Inoltre, il legale comunitario che opera in Germania non è obbligato a indicare dove ha svolto i proprio studi. Chi si rivolge a un avvocato non sa pertanto se egli possegga conoscenze approfondite del diritto tedesco. Secondo i lavori preparatori, anche questa esigenza di tutela della collettività concorre a imporre una prova attitudinale. L’esame serve insomma a evitare che gli avvocati commettano in futuro degli errori e si rendano responsabili civilmente nei confronti dei loro clienti[8]. Secondo il legislatore tedesco, le esigenze elencate non possono essere soddisfatte mediante un semplice tirocinio di adattamento. Atteso che il diritto comunitario vieta che il tirocinio di adattamento sia accompagnato da un esame finale, non vi sarebbe alcuna verifica delle reali conoscenze dei partecipanti. Il legislatore tedesco attribuisce quindi, in definitiva, a esigenze di carattere pubblico (la tutela dei cittadini dinanzi ad avvocati comunitari che non conoscono il diritto germanico) la prescrizione di una prova attitudinale.
La legge tedesca stabilisce che la prova attitudinale è aperta ai cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea. E’ curioso osservare come l’esame possa rendersi necessario anche per persone di nazionalità tedesca[9]. Il caso tipico è quello del cittadino germanico che, effettuati i propri studi giuridici in un altro Paese dell’Unione Europea, ha successivamente conseguito in tale Stato l’abilitazione alla professione di avvocato. Una persona con queste qualifiche non è un “Rechtsanwalt” tedesco. Per poter essere ammesso all’avvocatura in Germania deve superare la prova attitudinale.
Al fine di essere ammessi alla prova attitudinale è necessario avere concluso una formazione professionale che attribuisce, in via immediata, il diritto di accesso alla professione di avvocato. Non è quindi sufficiente aver conseguito un diploma universitario in diritto in uno Stato membro diverso dalla Germania. Occorre invece avere portato a termine il periodo di eventuale pratica professionale richiesta e avere superato l’eventuale esame di abilitazione previsto nel Paese di provenienza[10]. Solo chi ha compiuto l’intero cammino (laurea, pratica e esame di Stato) nella propria nazione di origine ha conseguito una formazione che gli dà “immediato” accesso alla professione di avvocato. Il Consiglio di Stato tedesco (Bundesverwaltungsgericht) ha negato a un cittadino austriaco l’accesso alla prova attitudinale perché questi aveva sì portato a termine gli studi universitari nel proprio Paese di provenienza ma non aveva né compiuto la pratica legale né superato l’esame di avvocato in Austria[11].
– Nel definire le finalità della prova attitudinale, il legislatore tedesco si è dovuto attenere a quanto imposto dal diritto comunitario. Occorre infatti tenere presente che la Direttiva diplomi ne contiene una definizione. Per prova attitudinale si intende “un esame riguardante esclusivamente le conoscenze professionali del richiedente effettuato dalle autorità competenti dello Stato membro ospitante allo scopo di valutare la capacità del richiedente ad esercitare in tale Stato una professione regolamentata. Per consentire il controllo, le autorità competenti redigono un elenco delle materie che, attraverso un confronto tra la formazione richiesta nello Stato rispettivo e quella ricevuta dal richiedente, non sono comprese nel diploma o nel/nei titolo/i presentato/i dal richiedente. La prova attitudinale deve prendere in considerazione il fatto che il richiedente è un professionista qualificato nello Stato membro d’origine o di provenienza. Essa verte su materie da scegliere tra quelle che figurano nell’elenco e la cui conoscenza è una condizione essenziale per poter esercitare la professione nello Stato membro ospitante. Questa prova può anche comprendere la conoscenza della deontologia applicabile alle attività in questione nello Stato membro ospitante. La modalità della prova attitudinale sono determinate dalle autorità competenti di detto Stato membro nel rispetto delle norme del diritto comunitario” (art. 1 lett. g della Direttiva diplomi).
In attuazione di queste disposizioni comunitarie, il legislatore tedesco stabilisce che la prova attitudinale è un esame di Stato che concerne esclusivamente le conoscenze professionali del candidato e con la quale deve essere valutata la sua capacità di esercitare la professione di avvocato in Germania. La prova attitudinale deve tenere in considerazione la circostanza che il candidato dispone, in un altro Stato membro dell’Unione Europea, di una qualificazione professionale che gli consente l’esercizio della professione di avvocato (§ 17).
La prova attitudinale presenta caratteristiche diverse dal secondo esame giuridico di Stato tedesco. L’avvocato comunitario che affronta la prova vuole ottenere l’ammissione all’avvocatura in Germania e esercitare in quel Paese la professione cui è già abilitato, in modo corrispondente, nel proprio Stato di provenienza. Il candidato al secondo esame giuridico di Stato tedesco si prepara invece a tutte e tre le professioni giuridiche: non solo quella di avvocato, ma anche quelle di giudice e di notaio[12]. Ne derivano conseguenze relativamente al tipo di prove che possono essere chieste ai partecipanti. Mentre nel secondo esame giuridico di Stato può essere richiesto ai candidati di redigere una sentenza, un compito del genere non può essere imposto a chi si presenti per la prova attitudinale. L’avvocato comunitario non potrà infatti mai essere chiamato a svolgere le funzioni di giudice in Germania.
Il candidato non può essere esaminato su materie che egli già conosce per effetto della formazione assolta nel proprio Paese di origine. La prova attitudinale non può per esempio estendersi al diritto comunitario, al diritto internazionale pubblico oppure a quei settori che sono stati oggetto di unificazione internazionale (come la normativa in materia di cambiali e assegni).
Nel corso della prova attitudinale non possono essere oggetto di esame materie che non rientrano nella formazione del giurista tedesco. Se lo studio di un certo settore del diritto non viene ritenuto necessario nei programmi universitari e di tirocinio germanici, è evidente come il legislatore ritenga che il loro apprendimento non costituisca condizione per l’esercizio delle professioni giuridiche. Costituirebbe quindi una discriminazione ingiustificata chiedere agli avvocati comunitari di apprendere tali materie. Un’eccezione viene fatta, tuttavia, con riferimento alla deontologia forense. In Germania, diversamente da quanto avviene in Italia con l’esame di avvocato, le regole di correttezza non sono oggetto di verifica nell’esame di Stato. Dal momento che quest’ultimo prepara a tutte le professioni giuridiche, non vengono richieste conoscenze specifiche di deontologia forense. Se le regole di correttezza fossero oggetto di esame, esse dovrebbero infatti essere esaminate anche con riferimento alle professioni di giudice e notaio. E’ certamente utile che l’avvocato comunitario che affronta la prova attitudinale per essere ammesso all’avvocatura in Germania apprenda le regole di deontologia forense. Non si può tuttavia non osservare come il legale proveniente da altro Paese dell’Unione Europea si veda costretto a studiare una materia che il collega tedesco non ha invece dovuto imparare[13]
– La legge stabilisce che la prova attitudinale non è necessaria, in tutto o in parte, quando il candidato ha acquisito – nel corso della sua esperienza – conoscenze che sono necessarie per l’esercizio della professione in Germania (§17). Questa norma prevede quindi che, a certe condizioni, la prova può risultare parzialmente o totalmente superflua. Se il candidato – nel corso della sua esperienza – ha conseguito competenze che sono necessarie per l’esercizio della professione di avvocato in Germania, esse gli devono essere riconosciute. Ne deriva che il richiedente deve essere esentato, in tutto o in parte, dalla prova attitudinale. Si tratta di un vero e proprio riconoscimento di conoscenze conseguite grazie a una certa esperienza professionale. Il caso tipico è quello dell’avvocato, per esempio italiano o francese, che viene assunto da un grosso studio internazionale con sede in Germania. Durante tale esperienza professionale il candidato può conseguire conoscenze specialistiche del diritto tedesco. Si immagini il caso di una persona che per diversi anni si è dedicata esclusivamente al diritto commerciale e societario. Esperienze pratiche in diritto tedesco possono essere state conseguite anche al di fuori della Germania. Si pensi all’ipotesi di un avvocato italiano o francese che presta la propria attività lavorativa in uno studio tedesco che ha una sede secondaria, rispettivamente, in Italia e in Francia[14]. Nel corso dell’attività professionale, questo legale può essersi trovato a lavorare sul diritto tedesco. In tal modo egli può avere acquisito competenze in materia.
Il regolamento prevede che l’ufficio per gli esami esonera il candidato, su domanda dello stesso, in tutto o in parte da prestazioni d’esame quando il richiedente dimostra che – nel corso della sua formazione oppure durante il successivo esercizio della professione – ha conseguito in una determinata materia le conoscenze di diritto materiale e processuale che sono necessarie per l’esercizio della professione di avvocato in Germania. I contenuti della formazione vanno dimostrati presentando certificati d’esame, mentre l’esperienza professionale va provata nei modi previsti dal § 12 (§ 5 EigPrüfVO). Questa norma regolamentare tiene conto del fatto che il candidato, prima di presentarsi alla prova attitudinale, può avere conseguito conoscenze del diritto tedesco tali da consentirgli di svolgere l’esercizio della professione di avvocato in Germania. Queste competenze non possono costituire oggetto di esame. Le conoscenze di diritto tedesco che conducono a una dispensa totale o parziale dalla prova attitudinale possono essere state acquisite con due modalità.
Innanzitutto il candidato potrebbe avere effettuato degli studi di diritto tedesco. Studi di diritto tedesco possono essere stati effettuati sia in territorio germanico sia all’estero[15]. Si pensi al candidato che ha conseguito un master in diritto presso un’università della Germania. Talvolta sono addirittura atenei stranieri a offrire corsi di legislazione tedesca. Dai lavori preparatori si desume tuttavia come questi percorsi formativi debbano essere stati conclusi con un esame. Non è quindi sufficiente, per essere dispensati da parti della prova attitudinale, presentare certificati di mera frequenza a corsi. Certificazioni del genere non dimostrano infatti che il candidato sia in possesso delle necessarie conoscenze. La dispensa da una parte della prova attitudinale in ragione delle competenze di diritto tedesco previamente acquisite grazie allo studio universitario è stata oggetto di una decisione giurisprudenziale[16]. Nel caso di specie il candidato aveva superato – nel 1964 – il primo esame giuridico di Stato in Germania, ma non era stato ammesso all’avvocatura in quel Paese. Egli si era infatti trasferito in Svezia. Il candidato chiede all’ufficio per gli esami di essere esonerato da entrambe le prove scritte in considerazione della previa laurea in giurisprudenza in Germania. A fronte del rifiuto opposto dall’amministrazione con riferimento all’esame obbligatorio “diritto civile”, l’interessato agisce in giudizio. Il tribunale amministrativo aderisce alla sua tesi e stabilisce che il superamento del primo esame giuridico di Stato in Germania attesta una conoscenza del diritto tedesco tale da legittimare una dispensa dalla prova attitudinale.
In secondo luogo il candidato alla prova attitudinale potrebbe avere conseguito conoscenze del diritto tedesco nel corso della sua attività professionale. Anche in questo caso il regolamento obbliga a tenere in considerazione le competenze possedute, con la conseguenza che esse possono condurre a una dispensa totale o parziale dall’obbligo di sottoporsi all’esame. La prova della rilevante esperienza pratica deve essere fornita ai sensi del § 12. Il candidato deve dimostrare il numero e il tipo di questioni giuridiche che ha affrontato in diritto tedesco. Egli deve fornire all’amministrazione della giustizia del Land tutte le informazioni e consegnare tutti i documenti idonei a fornire la prova. L’amministrazione della giustizia del Land può chiedere al candidato di illustrare oralmente o per iscritto le informazioni che ha fornito e i documenti che ha prodotto. Al fine di provare le questioni giuridiche che si sono affrontate in diritto tedesco devono essere presentati degli elenchi di casi, che – di regola – devono contenere le seguenti informazioni: numero di protocollo, oggetto, periodo di tempo, tipo e quantità di attività svolta, stato della pratica. A richiesta dell’amministrazione della giustizia del Land vanno prodotti estratti del lavoro effettuato.
Come risulta dalle statistiche del Consiglio Nazionale Forense (Bundesrechtsanwaltskammer) tedesco, sino al 15 luglio 2000 gli uffici per gli esami hanno dispensato in 14 casi da prove scritte d’esame[17].
6 – L’EuRAG detta poi regole sulla amministrazione pubblica competente per l’organizzazione della prova attitudinale nonché sulle commissioni d’esame. La legge stabilisce che la prova viene gestita dall’ufficio per gli esami che è competente per il secondo esame giuridico di Stato. E’ consentito a più Länder stipulare un accordo al fine di costituire un ufficio per gli esami in comune. E’ consentito inoltre accordarsi per limitare la competenza di un ufficio per gli esami alle prove attitudinali concernenti i soli candidati provenienti da certi Stati. L’esame si svolge dinanzi a una commissione composta di almeno tre membri. In caso di parità di voti decide il voto del presidente. Il diritto dei Länder può prevedere che le prove scritte vengano valutate non tanto dalla commissione quanto, piuttosto, da due esaminatori esterni. Quando questi non trovano un accordo relativamente alla circostanza se i lavori scritti abbiano raggiunto la sufficienza, la decisione spetta a un terzo esaminatore che viene nominato dall’ufficio per gli esami. Nell’esercizio del loro ufficio, gli esaminatori sono indipendenti (§ 18).
Ulteriori norme in materia di ufficio per gli esami e di commissioni d’esami sono contenute nel regolamento. Relativamente all’ufficio per gli esami, ai suoi organi e alle sue competenze trovano applicazione le norme relative all’ufficio per gli esami competente per il secondo esame giuridico di Stato del Land in cui l’ufficio per gli esami oppure l’ufficio per gli esami congiunto è istituito, salvo quanto disposto diversamente nel regolamento (§ 1 EigPrüfVO). Possono rivestire la funzione di esaminatore: il presidente dell’ufficio per gli esami competente per il secondo esame giuridico di Stato, i suoi rappresentanti, gli esaminatori professionali nonché gli avvocati chiamati a ricoprire tale ruolo. Per il resto può essere nominato esaminatore nel contesto della prova attitudinale chi soddisfa le condizioni per diventare esaminatore nel secondo esame giuridico di Stato. Come risulta dai lavori preparatori, normalmente la condizione minima per essere nominati commissari è il possesso della idoneità alla professione di giudice. Relativamente al procedimento di nomina, alla durata dell’incarico nonché alle ipotesi di incarico provvisorio[18] si applicano in modo corrispondente le norme relative agli esaminatori del secondo esame giuridico di Stato del Land in cui l’ufficio per gli esami oppure l’ufficio per gli esami congiunto è istituito. Quando è stato creato un ufficio per gli esami congiunto possono essere chiamati esaminatori dei Länder interessati (§ 2 EigPrüfVO). Il presidente della commissione è il presidente dell’ufficio per gli esami competente per il secondo esame giuridico di Stato oppure un esaminatore nominato dal presidente. Due membri della commissione devono essere avvocati. Le prove scritte vengono valutate autonomamente da ciascun esaminatore, il quale deve accertare se esse raggiungono la sufficienza. La valutazione data dal primo commissario viene trasmessa, insieme con copia della prova scritta, all’altro. I membri della commissione d’esame devono essere sempre presenti durante l’orale (§ 8 EigPrüfVO).
La gestione della prova attitudinale è di competenza dei Länder, presso i quali – del resto – sono istituiti gli uffici che si occupano di organizzare il secondo esame giuridico di Stato tedesco. Il legislatore germanico ha preferito non centralizzare la prova attitudinale a livello di Bund. Si è ritenuto che i Länder siano in grado di garantire l’uniformità della prassi esaminatoria, sia sotto il profilo della difficoltà delle prove che vengono sottoposte ai candidati sia sotto il profilo della valutazione dei risultati posti in essere dai partecipanti. Il problema è noto in Italia, dove gli esiti degli esami di avvocato presentano gravi difformità a seconda dei distretti di corte d’appello ove essi si tengono. In Germania si è ritenuto che un pericolo del genere non sussista. Gli uffici per gli esami dei Länder, attesa la loro competenza ed esperienza nell’organizzazione degli esami di Stato, dispongono delle necessarie capacità per gestire in via autonoma le prove attitudinali. E’ inutile creare nuove strutture a livello di Bund quando i Länder sono in grado di garantire lo stesso risultato.
Diversi Länder si sono avvalsi dalla opportunità di costituire degli uffici per gli esami in comune, anche perché in questo modo si riducono i costi di gestione della prova attitudinale. Attualmente l’esame può essere sostenuto in quattro sedi. Baden-Württenberg e Bayern sono due Länder che hanno deciso di gestire autonomamente propri uffici per gli esami, rispettivamente a Stoccarda e a Monaco. Al contrario Berlin, Brandenburg, Freie Hansestadt Bremen, Freie und Hansestadt Hamburg, Mecklenburg-Vorpommern, Niedersachsen, Sachsen, Sachen-Anhalt e Schleswig-Holstein hanno costituito un ufficio per gli esami in comune con sede a Berlino[19]. Allo stesso modo Hessen, Nordrhein-Westfalen, Rheinland-Pfalz, Saarland e Thüringen hanno creato un ufficio congiunto con sede a Düsseldorf. L’esame può essere sostenuto ogni tre mesi, rispettivamente in marzo, giugno, settembre e dicembre. Nessun Land risulta invece essersi avvalso della facoltà legislativa di creare degli uffici per gli esami specializzati in relazione alla provenienza dei candidati. Si potrebbe infatti prevedere che gli avvocati comunitari provenienti, per esempio, da Italia e Francia siano esaminati in una certa sede, mentre quelli provenienti – sempre a titolo di esempio – da Belgio e Olanda in altra località.
Indipendenza degli esaminatori significa che essi, nei limiti fissati da legge e regolamento, hanno la possibilità di decidere in libertà le questioni che costituiscono oggetto dell’esame. Allo stesso modo autonomia significa autodeterminazione nella valutazione dei risultati. Eventuali contestazioni da parte dei partecipanti alla prova attitudinale vanno gestite in conformità all’apposito procedimento previsto dal § 23.
Va salutata positivamente la circostanza che il regolamento richieda che nella commissione d’esame siedano almeno due avvocati. Trattandosi infatti di una prova che mira ad accertare la capacità di esercitare la professione di legale, coloro che lo sono già sono le persone più indicate per effettuare la relativa valutazione. Dai lavori preparatori risulta che un’eccezione alla presenza di due avvocati può essere fatta solo quando il numero di legali nominato dal consiglio dell’ordine (Anwaltskammer) non risulta sufficiente perché alcuni di essi non hanno dato la propria disponibilità.
Il regolamento specifica che gli esaminatori devono procedere a un esame autonomo delle prove scritte. Ciò significa che un commissario non può affidare a un altro oppure addirittura a terzi il compito di procedere alla correzione. Ciò può avvenire solo quando una possibilità del genere è prevista dal diritto del Land di volta in volta interessato.
7 – La legge tedesca stabilisce che la decisione relativa all’ammissione alla prova attitudinale è di competenza dell’ufficio per gli esami. L’ammissione viene rifiutata quando il candidato non soddisfa le condizioni di legge oppure non presenta la documentazione o non rilascia le dichiarazioni previste dal regolamento (§19).
I dettagli relativi all’ammissione alla prova attitudinale si rinvengono nel § 3 EigPrüfVO. Innanzitutto si stabilisce che il candidato può presentare la propria domanda di ammissione presso uno qualsiasi degli uffici per gli esami. Alla domanda devono essere allegati: 1) un curriculum scritto a mano; 2) la prova della legittimazione all’accesso immediato alla professione di avvocato in uno dei Paesi dell’Unione Europea; 3) la prova che il candidato ha svolto più della metà del proprio periodo di formazione professionale in Stati membri dell’Unione Europea; 4) la prova della cittadinanza di uno degli Stati membri; 5) l’indicazione di una materia a scelta individuata all’interno di ciascuno dei due gruppi di materie previsti nonché l’indicazione della materia per la seconda prova scritta; 6) l’assicurazione che il candidato non ha chiesto l’ammissione alla prova attitudinale presso alcun altro ufficio per gli esami; 7) una dichiarazione se e presso quali uffici per gli esami il candidato si sia già sottoposto senza successo a prove attitudinali. La domanda e i documenti da allegare sono da produrre in lingua tedesca se provengono dal candidato. Gli altri documenti devono essere presentati con una traduzione autenticata.
Il candidato è libero di domandare l’ammissione alla prova attitudinale presso uno qualsiasi degli uffici per gli esami istituiti in Germania. Una volta presentata la domanda, non è tuttavia consentito avanzare richiesta di partecipazione presso un’altra sede.
E’ curioso osservare come il curriculum del candidato debba essere scritto a mano. Si tratta di una prassi comune presso gli uffici per gli esami, ma che – nel frattempo – è diventata certamente antiquata. La scrittura a mano potrebbe, forse, avere un senso se la prova attitudinale dovesse tener conto anche degli aspetti caratteriali del candidato[20]. Considerato – tuttavia – che l’esame mira a valutare esclusivamente le conoscenze tecnico-giuridiche, non si riesce a comprendere appieno il significato della disposizione. La prova della cittadinanza di uno degli Stati membri può essere resa senza particolari formalità. Dovrebbe pertanto essere sufficiente presentare una copia del passaporto o della carta d’identità[21]. Le materie scelte del candidato non possono essere successivamente modificate. L’ufficio per gli esami organizza infatti lo svolgimento della prova attitudinale sulla base delle informazioni fornite dai partecipanti e deve quindi fare affidamento su quanto essi hanno inizialmente dichiarato.
Il legislatore tedesco vuole evitare che la domanda di ammissione alla prova attitudinale possa essere rigettata senza motivo oppure adducendo ragioni strumentali. Per questa ragione si stabilisce a livello di legge che il rigetto è possibile solo quando non sono soddisfatte le condizioni di legge oppure quando non vengono presentati i documenti o rilasciate le dichiarazioni. I motivi per cui può essere rifiutata l’ammissione alla prova attitudinale sono tassativi. La domanda di partecipazione non può quindi essere rifiutata, per esempio, per il fatto che il candidato in passato non ha superato il primo oppure il secondo esame giuridico di Stato tedesco[22]. Una persona, dopo aver tentato inutilmente di superare gli esami di Stato in Germania, potrebbe decidere di studiare in un altro Paese dell’Unione e di conseguire in tale Stato l’abilitazione alla professione di avvocato. A questo punto, tale soggetto ha diritto di essere ammesso alla prova attitudinale.
Una norma particolare del regolamento disciplina il ritiro dalla prova attitudinale. Il candidato, una volta avvenuta l’ammissione, può ritirarsi dall’esame solo in presenza di un importante motivo. In assenza, la prova si considera non superata (§ 4). Ne deriva che il candidato esaurisce una delle tre possibilità a sua disposizione per superare l’esame.
8 – La legge tedesca si premura di fissare quelle che sono le materie d’esame per la prova attitudinale. Si tratta della materia obbligatoria “diritto civile”, di due materie a scelta del candidato e della deontologia forense. Chi affronta la prova attitudinale deve individuare una materia a scelta all’interno di ciascuno dei seguenti gruppi di materie: 1) diritto pubblico oppure diritto penale; 2) diritto commerciale oppure diritto del lavoro oppure altri settori del diritto civile non rientranti nel programma della materia obbligatoria oppure diritto pubblico oppure diritto penale. Il candidato non può scegliere la stessa materia in entrambi i gruppi di materie. E’ compito del regolamento specificare meglio i programmi della prova attitudinale. Vi rientrano comunque sempre anche il corrispondente diritto processuale, oltre che le basi del diritto del diritto dell’ordinamento giudiziario e i tratti essenziali del diritto dell’esecuzione forzata e dell’insolvenza (§ 20).
In attuazione di quanto previsto dalla legge, il § 6 EigPrüfVO determina con maggior precisione i temi che possono essere oggetto di prova attitudinale.
La prova attitudinale comprende, per quanto riguarda la materia obbligatoria “diritto civile”: 1) la parte generale del codice civile tedesco; 2) il diritto delle obbligazioni e il diritto della proprietà comprese le normative particolari che si collocano al di fuori del codice civile; 3) il relativo diritto processuale compresi i fondamenti del diritto dell’ordinamento giudiziario e i tratti essenziali del diritto dell’esecuzione forzata e dell’insolvenza.
La prova attitudinale comprende, per quanto riguarda la materia facoltativa:
1) “diritto pubblico”: a) i diritti fondamentali, b) il diritto amministrativo e il diritto processuale amministrativo in generale, c) i tratti essenziali del diritto urbanistico e del diritto della pubblica sicurezza, d) il diritto processuale amministrativo compresi i fondamenti del diritto dell’ordinamento giudiziario;
2) “diritto penale”: a) la parte generale del diritto penale, b) la parte speciale del codice penale, c) il diritto processuale penale compresi i fondamenti del diritto dell’ordinamento giudiziario;
3) “diritto civile”: a) i tratti essenziali del diritto di famiglia e del diritto delle successioni, b) il relativo diritto processuale compresi i fondamenti del diritto dell’ordinamento giudiziario;
4) “diritto commerciale”: a) i tratti essenziali del diritto commerciale e del diritto societario, b) i tratti essenziali del diritto dei titoli di credito con esclusione del diritto delle cambiali e degli assegni, c) il relativo diritto processuale compresi i fondamenti del diritto dell’ordinamento giudiziario;
5) “diritto del lavoro”: a) i tratti essenziali del diritto individuale e collettivo del lavoro, b) il relativo diritto processuale compresi i fondamenti del diritto dell’ordinamento giudiziario.
Vi sono due ragioni principali che hanno mosso il legislatore tedesco a prevedere con una certa precisione le materie che possono essere oggetto di prova attitudinale. Da un lato la determinazione dei programmi d’esame è essenziale al fine di garantire un minimo di certezza del diritto. Chi chiede l’ammissione alla prova attitudinale è così in grado di valutare in anticipo quale tipo di esame lo aspetti Dall’altro lato la fissazione esatta delle materie evita trattamenti differenziati. Se non fosse infatti chiaro su cosa verte la prova attitudinale, le commissioni di volta in volta chiamate a esaminare i candidati potrebbero adottare approcci completamente diversi.
In sostanza sono quattro le materie su cui verte la prova attitudinale. In ogni caso vengono esaminati il diritto civile (scritto) e la deontologia forense (orale). Per quanto riguarda queste due materie, il legislatore tedesco è dunque dell’opinione che la loro conoscenza sia necessaria per qualunque avvocato comunitario intenda svolgere la professione di legale in Germania. Il candidato deve poi scegliere tra il diritto pubblico e quello penale. Dei tre pilastri del diritto (civile, pubblico e penale) ne sono quindi richiesti complessivamente due all’avvocato comunitario. Il candidato tenderà a scegliere la materia in cui dispone di maggiori conoscenze oppure quella nella quale intende operare in futuro.
I programmi che il candidato comunitario deve preparare sono piuttosto ampi. Per esempio nella materia obbligatoria “diritto civile” viene richiesta la conoscenza di tutto il diritto delle obbligazioni e della proprietà. Lo stesso avviene per il diritto pubblico e per il diritto penale, dove l’esame sembra essere onnicomprensivo. Si osserva come la maggior parte degli avvocati di provenienza comunitaria sia destinata a operare in Germania su materie molto specifiche, per cui sarebbe stato sufficiente esaminarli sulle tematiche in cui sono specializzati, limitando per il resto la prova ai soli principi del diritto civile, pubblico e penale[23].
9 – La prova attitudinale consta di una parte scritta e di una parte orale. Essa deve svolgersi in lingua tedesca. La parte scritta consta di due esami. Il primo concerne la materia obbligatoria, il secondo una materia individuata dal candidato tra quelle a scelta. Il candidato viene ammesso all’orale solo se almeno uno degli scritti è risultato sufficiente; altrimenti l’esame si considera non superato. L’orale consiste in una breve presentazione (Kurzvortrag) e in un colloquio d’esame. Il colloquio d’esame ha a oggetto la deontologia forense, la materia a scelta nella quale il candidato non ha sostenuto la prova scritta e, nel caso uno degli scritti non sia stato sufficiente, anche questa terza materia (§ 21).
Il legislatore tedesco richiede quindi che l’esame si componga tanto di una parte scritta quanto di una parte orale. Dai lavori preparatori risulta come questo doppio canale di esame si renda necessario per quelle che sono le caratteristiche della professione di avvocato in Germania. A un legale tedesco sono richieste competenze sia nell’espressione orale, per esempio nel corso di trattative e arringhe, sia in quella scritta, per esempio per la redazione di pareri e atti giudiziari. La legge richiede che la prova attitudinale si svolga in tedesco. Dal momento che l’avvocato comunitario, una volta conseguito il titolo di “Rechtsanwalt”, esercita la professione in Germania prestando assistenza e consulenza in diritto tedesco, è necessario che possieda ottime conoscenze linguistiche. Il fatto di dover passare prove scritte e orali in tedesco costituisce una garanzia che il candidato conosce bene la lingua. Per essere ammessi agli orali occorre aver passato almeno uno degli scritti. Se il candidato non ottiene la sufficienza in nessuna prova scritta, il legislatore presume che la sua preparazione sia – complessivamente – così scarsa da non poter essere recuperata durante l’orale. Se invece non viene passato uno solo degli scritti, la legge offre al partecipante la possibilità di recuperare la materia in sede orale.
Il regolamento specifica che le prove scritte hanno a oggetto i compiti tipici della prassi professionale dell’avvocato. Il tempo a disposizione per ciascuno scritto è di cinque ore. Allo stesso modo oggetto della breve presentazione e del colloquio d’esame sono compiti tipici della prassi professionale. Il tempo di preparazione per la breve presentazione è di due ore. Per ciascun candidato la durata del colloquio d’esame è di circa 45 minuti e la durata della breve presentazione di circa 15 minuti (§ 7 EigPrüfVO).
La prova attitudinale ha valenza pratica. I compiti che il candidato affronta devono essere tipici dell’esperienza professionale di un avvocato. Può quindi essere chiesto di preparare atti di citazione oppure comparse di risposta. Può inoltre richiedersi la redazione di pareri giuridici oppure la stipulazione di testi contrattuali. Non può invece essere chiesto di redigere una sentenza, in considerazione del fatto che si tratta di un atto tipico del giudice, non di un avvocato. Atteso il carattere pratico dell’esame, non possono essere sottoposti al candidato quesiti di natura dottrinale. I lavori preparatori stabiliscono che ciò può avvenire solo quando la questione teorica ha concreta rilevanza per la professione di avvocato. Il tempo a disposizione per le prove scritte è di cinque ore. Si tratta della stessa durata prevista per il secondo esame giuridico di Stato tedesco. Nei lavori preparatori il legislatore chiarisce che il grado di difficoltà della prova attitudinale non può essere inferiore a quanto previsto per l’esame di Stato tedesco. Il fatto che i candidati provengano da altri ordinamenti giuridici non costituisce ragione sufficiente per rendere la prova più facile. L’orale consiste innanzitutto in una breve presentazione. Il candidato ha tempo due ore per preparare la soluzione di un caso. Al termine di questo lasso di tempo, egli deve esporre oralmente alla commissione i risultati cui è pervenuto. Il candidato può avvalersi di appunti scritti che non possono però essere letti, ma servire solo come veloce riferimento mnemonico per gli argomenti che devono essere toccati nel corso della presentazione. La seconda parte della prova orale è rappresentata da un colloquio d’esame che verte sulla materia scelta dal candidato e sulla deontologia forense.
10 – Se il candidato, senza scusarsi sufficientemente, non segue l’invito a presentarsi per la prova scritta oppure non consegna un compito scritto oppure lo consegna con ritardo, la relativa prestazione d’esame va considerata come non superata. Se il candidato, senza scusarsi sufficientemente, non si presenta oppure non si presenta puntualmente all’appuntamento per la prova orale oppure non partecipa alla stessa sino al termine, l’intero esame va considerato come non superato (§ 9 EigPrüfVO).
Con queste disposizioni regolamentari si vuole assicurare la serietà della prova attitudinale. L’organizzazione dell’esame richiede un certo sforzo amministrativo e comporta dei costi. E’ quindi necessario garantire che eventuali comportamenti scorretti da parte dei candidati non creino danni all’amministrazione. Come risulta inoltre dai lavori preparatori, se il candidato fosse libero di non presentarsi alle prove oppure di ritirarsi dalle stesse, egli potrebbe cercare di procurarsi dei vantaggi ingiustificati. Chi ha superato lo scritto potrebbe per esempio non presentarsi all’orale orale al fine di evitare una commissione che non risulta di suo gradimento. Il caso tipico di scusa sufficiente si ha in caso di malattia del candidato, il quale deve però presentare un certificato medico[24].
L’ufficio per gli esami è competente a decidere sulle conseguenze del comportamento scorretto del candidato consistente nel tentativo d’ingannare la commissione. Se il candidato tenta di influenzare i risultati di una prova scritta con l’inganno, la relativa prova va considerata come non superata. In casi gravi l’intera prova attitudinale va dichiarata non superata. Se il candidato tenta di influenzare i risultati di una prova orale con l’inganno, la prova orale va ripetuta. In casi gravi l’intera prova attitudinale va dichiarata non superata. La prova può essere dichiarata non superata al più tardi entro il termine di cinque anni dal giorno dall’orale (§ 10 EigPrüfVO).
I tentativi di superare la prova attitudinale mediante l’inganno sono evidentemente più frequenti nel corso delle prove scritte che di quelle orali. L’azione posta in essere dal candidato non deve necessariamente mirare ad avvantaggiare sé stesso ma può essere indirizzata ad aiutare altri candidati[25]. L’inganno consiste tipicamente nell’utilizzo di mezzi non consentiti (si pensi al caso di chi porti con sé testi non ammessi al fine di copiare dagli stessi). In certi casi il candidato può poi cercare di far pressione sui commissari oppure sui collaboratori dell’ufficio per gli esami. Può accadere che i raggiri posti in essere vengano scoperti a distanza di tempo. In un caso del genere, la prova può essere invalidata. Esiste tuttavia un limite massimo di tempo di cinque anni. Una soluzione del genere appare ragionevole affinché si raggiunga, a distanza di molti anni, certezza del diritto.
11 – La legge tedesca prevede che la commissione d’esame delibera – a maggioranza dei voti e sulla base dell’impressione complessiva delle prestazioni poste in essere nella prova scritta e in quella orale – se il candidato dispone delle conoscenze richieste dal § 17, vale a dire delle conoscenze che sono necessarie per esercitare la professione di avvocato in Germania (§ 22). Al termine della deliberazione, la commissione rende nota la propria decisione. L’ufficio per gli esami riceve dalla commissione una comunicazione scritta sulla decisione presa (§ 11 EigPrüfVO).
Come si è visto sopra (§ 18), il diritto dei singoli Länder può prevedere che la correzione delle prove scritte venga effettuata da soggetti diversi dai commissari. In questo caso i lavori preparatori chiariscono che i membri della commissione non sono vincolati alle valutazioni espresse dai correttori esterni. Questa soluzione apre spazi troppo ampi di discrezionalità[26]. Si può insomma verificare una situazione del genere. Le prove scritte, secondo la valutazione dei correttori esterni, sono state superate. I commissari ritengono invece che la prova orale non sia sufficiente. In questo caso la commissione può bocciare il candidato nonostante egli avesse superato le prove scritte. Un risultato del genere è accettabile quando le prove scritte sono appena sufficienti. Diverso il caso in cui il candidato ha prodotto scritti eccellenti. Il legislatore tedesco, diversamente da quanto avviene per il secondo esame giuridico di Stato, non ha previsto che la prova attitudinale comporti l’attribuzione di voti. Non vengono dati voti né per le singole prove né relativamente ai risultati dell’intero esame. Se l’orale non raggiunge di poco la sufficienza, il candidato potrebbe essere bocciato nonostante gli scritti fossero eccellenti. Dal momento che agli scritti non vengono attribuiti voti, la commissione non può mediare tra i loro risultati e quelli dell’orale. Più in generale, l’assenza di voti per le singole prestazioni e il fatto che la commissione decida sulla base dell’impressione complessiva risultante da tutte le prove può aprire la strada a valutazioni concernenti circostanze estranee alle competenze del candidato.
12 – Il candidato può sollevare per iscritto contestazioni sulle valutazioni date alle sue prestazioni d’esame. Se il candidato è ammesso all’orale, egli deve far valere le proprie obiezioni al più tardi entro un mese da quando sono stati resi noti i risultati. Le obiezioni relative agli esiti degli orali vanno sollevate immediatamente dopo che sono stati resi noti i risultati. Le contestazioni vanno rivolte all’ufficio per gli esami. Le obiezioni relative alla valutazione degli scritti vanno motivate singolarmente entro due mesi da quando si sono conosciuti i risultati, quelle relative alla valutazione degli orali entro un mese. Se il candidato non è stato ammesso alla prova orale, egli deve far valere le proprie contestazioni contro le valutazioni date alle prove scritte entro un mese da quando sono stati resi noti i risultati e deve motivarle singolarmente entro due mesi da quando sono stati resi noti i risultati. Se le obiezioni non rispettano quanto previsto dai commi che precedono, l’ufficio per gli esami le rigetta. Le contestazioni sollevate dal candidato vengono inoltrate agli esaminatori (§ 23).
Con questa norma il legislatore tedesco introduce un meccanismo di protezione del candidato nei confronti delle valutazioni che sono state attribuite alle prove d’esame. La disposizione tiene conto della giurisprudenza del Consiglio di Stato germanico[27]. Tale autorità giudiziaria ha stabilito che i partecipanti a esami hanno il diritto di sollevare contestazioni sulle valutazioni date alle prove. Un controllo di legittimità dei tribunali amministrativi sulle decisioni prese dai commissari è solo in parte possibile, perché sussistono sempre spazi di discrezionalità nella complessiva valutazione dei numerosi elementi che concorrono a determinare l’esito finale. L’opportunità di chiedere alla commissione di riflettere sulla propria valutazione costituisce una garanzia, per quanto piccola, in favore del candidato.
13 – La legge stabilisce che la prova attitudinale può essere ripetuta (§ 24). Il regolamento specifica che il candidato che non ha superato l’esame può ripeterlo due volte. La commissione d’esame può decidere che la prova attitudinale non possa essere ripetuta prima che sia passato un determinato periodo di tempo che, tuttavia, non può essere superiore a un anno (§ 12 EigPrüfVO).
Rispetto a quanto previsto per il secondo esame giuridico di Stato tedesco, si tratta di una soluzione generosa. Di regola la prova tedesca può infatti essere ripetuta solamente una volta. I lavori preparatori chiariscono che, dopo tre tentativi falliti, le probabilità che il candidato riesca a superare la prova attitudinale sono molto limitate. Se per ben tre volte tre distinte commissioni sono giunte alla conclusione che il soggetto non dispone delle conoscenze sufficienti per esercitare la professione di avvocato in Germania, è inutile dargli nuove possibilità. Va infatti tenuto conto che la prova attitudinale comporta uno sforzo organizzativo e dei costi per l’amministrazione. E’ in questa ottica che si colloca la possibilità per la commissione di fissare un termine entro il quale l’esame non può essere ripetuto. Se le prestazioni del candidato risultano essere particolarmente scadenti, è improbabile che egli – a distanza di pochi mesi – sia in grado di porre in essere risultati eccellenti. Il tempo a disposizione per la preparazione non sarebbe sufficiente. E’ pertanto inutile consentirgli di presentarsi nuovamente all’esame, perché verrebbe bocciato di nuovo.
14 – I dati statistici del Consiglio Nazionale Forense tedesco consentono di formarsi un’idea della rilevanza pratica della prova attitudinale. Sino al 15 luglio 2000 avevano affrontato l’esame 251 avvocati comunitari[28]. E’ curioso osservare come tra questi legali vi fossero ben 22 cittadini tedeschi. La necessità di ricorrere alla prova attitudinale anche per avvocati di nazionalità germanica è dovuta al fatto che si tratta di soggetti che hanno effettuato i propri studi e conseguito il titolo di legale in un Paese diverso dalla Germania. Dei 251 candidati che hanno affrontato la prova attitudinale nel periodo 1990-2000, 191 sono riusciti a superarlo, mentre 60 sono stati bocciati. La percentuale di successo dell’esame è del 76,1%. Questo dato conferma come la prova attitudinale in Germania non costituisca una formalità, ma un rigoroso esame che solo circa i ¾ dei partecipanti riesce a superare. Con particolare riferimento ai candidati provenienti dall’Italia, nel periodo 1990-2000 hanno affrontato la prova 17 candidati, 11 dei quali sono stati promossi, mentre 6 sono stati bocciati.
Il numero di candidati alla prova attitudinale in Germania è destinato a diminuire in modo drastico. Oggi, infatti, il conseguimento del titolo di avvocato tedesco non è più legato al superamento di un esame di Stato. Per effetto della Direttiva stabilimento è possibile essere ammessi all’avvocatura anche solo dopo lo svolgimento di tre anni di attività professionale nel Paese ospitante. Gli avvocati comunitari che già operano in Germania hanno quindi perso ogni incentivo ad affrontare la prova attitudinale. Lo stesso risultato (il conseguimento del titolo di “Rechtsanwalt”) può essere ottenuto comodamente dopo tre anni di esercizio della professione. La prova attitudinale rimane l’unica via disponibile per gli avvocati comunitari che operano con la Germania dai loro Paesi di origine. Anche in questo caso, tuttavia, può darsi che – di fatto – non si renda necessario affrontare l’esame. Occorre infatti tenere presente che si possono verificare dei casi di abuso. Non si può escludere che, tramite avvocati compiacenti, legali comunitari risultino fittiziamente operanti in Germania, ottenendo così – al termine del periodo di tre anni – l’ambito riconoscimento. La prova attitudinale finirà così con il perdere quasi totalmente la propria rilevanza pratica.
(*) Il presente scritto riproduce, con l’aggiunta delle note, il testo della relazione dal titolo “L’avvocato italiano in Germania: la prova attitudinale per il conseguimento del titolo di Rechtsanwalt”, presentata nell’ambito del convegno “Nuove frontiere e libera circolazione dell’avvocato in Europa”, organizzato dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati di Salerno e dalla European Law Students’ Association Italia con il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense e della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense e con il contributo della Provincia di Salerno e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, convegno tenutosi presso la Sala di Rappresentanza della Provincia di Salerno il 27 e il 28 gennaio 2005. L’autore è grato sin d’ora per le osservazioni che gli si vorranno far pervenire (valerio.sangiovanni@libero.it).
Si usano nel testo le seguenti abbreviazioni: AnwBl.: Anwaltsblatt [rivista]; BRAK: Bundesrechtsanwaltskammer (Consiglio Nazionale Forense); BRAK-Mitt.: BRAK-Mitteilungen [rivista]; BVerwG: Bundesverwaltungsgericht (Consiglio di Stato); EigPrüfG: Gesetz über die Eignungsprüfung für die Zulassung zur Rechtsanwaltschaft (legge sulla prova attitudinale per l’ammissione all’avvocatura); EigPrüfVO: Verordnung über die Eignungsprüfung für die Zulassung zur Rechtsanwaltschaft (regolamento sulla prova attitudinale per l’ammissione all’avvocatura); EuRAG: Gesetz zur Umsetzung von Richtlinien der Europäischen Gemeinschaft auf dem Gebiet des Berufsrechts der Rechtsanwälte (legge di attuazione di Direttive della Comunità Europea in materia di professione di avvocato); NJW: Neue Juristische Wochenschrift [rivista]; VG: Verwaltungsgericht (tribunale amministrativo).
I paragrafi di legge cui si fa riferimento nel prosieguo senza indicazione del testo normativo di appartenenza sono quelli dell’EuRAG.
[1] Per uno sguardo d’insieme sulla normativa europea applicabile agli avvocati cfr. NASCIMBENE/SANNA, Norme comunitarie e norme nazionali sull’esercizio della professione forense in Italia, in Riv. dir. int. priv. e proc., 2002, p. 349 ss. Sulla progressiva internazionalizzazione dell’attività di legale, v. VARANO, Verso la globalizzazione delle professione di avvocato. Tendenze e problemi, in Riv. dir. civ., 1999, I, p. 127 ss., il quale ricostruisce anche l’evoluzione giurisprudenziale e normativa a livello comunitario.
[2] Direttiva 89/48/CEE del Consiglio delle Comunità Europee del 21 dicembre 1988 relativa a un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni. Il testo di questa Direttiva è riprodotto in Foro it., 1990, IV, c. 405 ss. Per un commento cfr. SCORDAMAGLIA, La direttiva CEE sul riconoscimento dei diplomi, in Foro it., 1990, IV, c. 391 ss.
[3] Direttiva 98/5/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica. Il testo di questa Direttiva è riprodotto in Nuove leggi civ. comm., 1998, p. 1077 ss. Per un commento cfr. SANTARONI, L’esercizio della professione di avvocato nell’Europa comunitaria, in Nuove leggi civ. comm., 1998, p. 1072 ss. Sulla implementazione in Italia v. DANOVI, La libertà di stabilimento, in Rass. for., 2001, p. 319 ss.; FIORAVANTI, L’attuazione in Italia della Direttiva sull’esercizio permanente della professione di avvocato, in Studium iuris, 2002, p. 24 ss.
[4] Gesetz zur Umsetzung von Richtlinien der Europäischen Gemeinschaft auf dem Gebiet des Berufsrechts der Rechtsanwälte del 9 marzo 2000. Sulla regolamentazione germanica della professione di avvocato sia consentito il rinvio a SANGIOVANNI, La riforma della professione legale nella Repubblica Federale Tedesca, con particolare riferimento alla pubblicità degli avvocati e alla figura dell’avvocato specialista, in questa Rivista, 1999, p. 1389 ss.
[5] Più in generale, sui presupposti e sul procedimento per diventare avvocato in Germania sia consentito rinviare a SANGIOVANNI, L’ammissione all’avvocatura nel diritto tedesco, in questa Rivista, 2001, p. 103 ss. Completamente diverse sono le condizioni e la procedura per divenire cassazionista. Al riguardo sia permesso il rinvio a SANGIOVANNI, L’avvocato cassazionista nel diritto tedesco, in Riv. dir. priv., 2000, p. 829 ss. Sull’ammissione all’avvocatura di una società a responsabilità limitata tra avvocati sia infine permesso rinviare a SANGIOVANNI, La società a responsabilità limitata tra avvocati nel diritto tedesco, in Riv. soc., 1999, p. 919 ss.
[6] Verordnung über die Eignungsprüfung für die Zulassung zur Rechtsanwaltschaft del 18 dicembre 1990. Sull’equivalente regolamento italiano cfr. FIORAVANTI, Il regolamento in materia di prova attitudinale per l’esercizio della professione forense in Italia del cittadino comunitario secondo il sistema di riconoscimento dei titoli (decreto 28 maggio 2003, n. 191), in Studium iuris, 2003, p. 1410 s.
[7] Gesetz über die Eignungsprüfung für die Zulassung zur Rechtsanwaltschaft del 6 luglio 1990. Per una disanima dei contenuti di questa legge v., se ritieni, SANGIOVANNI, La prova attitudinale per il conseguimento del titolo di Rechtsanwalt nella Repubblica Federale Tedesca, in Annuario di diritto tedesco 1999, Milano, 2000, p. 366 ss. I §§ 16-24 riproducono, con alcune modifiche, i contenuti dell’ormai abrogata EigPrüfG.
[8] Sulla responsabilità dell’avvocato in Germania cfr., in lingua italiana, FAVALE, La responsabilità dell’avvocato nel diritto tedesco, in Riv. crit. dir. priv., 1998, p. 483 ss. Il rischio di danni in capo ai clienti è peraltro temperato dal fatto che la legge impone ai legali di stipulare un’assicurazione per il caso di responsabilità civile. Sul punto v., se vuoi, SANGIOVANNI, L’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile dell’avvocato nel diritto tedesco, in Riv. dir. civ., 2000, I, p. 105 ss.
[9] SCHROEDER/FEDERLE, in Bundesrechtsanwaltsordnung, Kommentar, a cura di Henssler/Prütting, 2a ed., München, 2004, p. 1452.
[10] Cfr. FEUERICH, in Bundesrechtsanwaltsordnung, Kommentar, a cura di Feuerich/Weyland, 6a ed., München, 2003, p. 1361; NASCIMBENE/SANNA, op. cit., p. 354 s.; SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1452.
[11] BVerwG, decisione del 20 luglio 1999, in NJW, 1999, p. 3572 s.
[12] FEUERICH, op. cit., p. 1362.
[13] SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1456.
[14] SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1456.
[15] SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1496.
[16] VG Düsseldorf, sentenza del 21 giugno 1996, in AnwBl., 1996, p. 469 s.
[17] Il dato è riportato in BRAK-Mitt., 2000, p. 241.
[18] Come risulta dai lavori preparatori, in alcuni casi può risultare necessario procedere alla nomina solo provvisoria di esaminatori. Questo accade nell’ipotesi di commissari in prova oppure quando si tratta di sostituire velocemente persone impedite a svolgere il proprio ufficio.
[19] Il testo dell’accordo con cui questi Länder hanno costituito un ufficio per gli esami in comune con sede a Berlino è riprodotto in NJW, 1996, p. 1045 s.
[20] SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1494.
[21] Cfr. FEUERICH, op. cit., p. 1365.
[22] Cfr. SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1458 s.
[23] In questo senso SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1459 s.
[24] SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1501.
[25] FEUERICH, op. cit., p. 1396; SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1501.
[26] SCHROEDER/FEDERLE, op. cit., p. 1502 s.
[27] Cfr. FEUERICH, op. cit., p. 1368. s., che riporta anche alcuni passaggi della rilevante decisione.
[28] I dati riportati nel testo sono pubblicati in BRAK-Mitt., 2000, p. 241. Altre informazioni statistiche più datate sono riprodotte in AnwBl., 1998, 651. Cfr. anche EWIG, Eignungsprüfungen nach der EG-Richtlinie Hochschuldiplome, in BRAK-Mitt., 1998, p. 280.
* Si riproduce qui, per gentile concessione di “Rivista trimestrale di diritto e procedura civile”.
Anno: 2005 – Volume: 59 – Fascicolo: 4 – Pagina inizio: 1247 – Pagina fine: 1266

References: § 40
 § 12
 § 12
 § 23
 § 3
 § 6
 § 17
 sentenza