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Timestamp: 2019-06-19 17:42:46+00:00

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Con le modifiche apportate dalla Legge 5 gennaio 1955, n. 15, dalla Legge 21 ottobre 1957, n. 1027, dalla Legge 8 novembre 1991, n. 362, e dal Decreto Presidente della Repubblica 10 dicembre 1959, n. 1360.
Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e disciplina dell'esercizio delle professioni
Visto il decreto legislativo luogotenenziale 31 luglio 1945, n. 446, relativo all'ordinamento ed alle attribuzioni del l’Alto Commissariato per l'igiene e la sanità pubblica;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro per l'interno e Ministro ad interim per gli affari esteri, di concerto con i Ministri per la grazia e giustizia, per la pubblica istruzione e per il lavoro e la previdenza sociale;
Capo I - Degli Ordini e dei Collegi provinciali Art. 1. - In ogni provincia sono costituiti gli Ordini dei medici-chirurgici, dei veterinari e dei farmacisti ed i Collegi delle ostetriche.
Se il numero dei sanitari residenti nella provincia sia esiguo ovvero se sussistano altre ragioni di carattere storico, topografico, sociale o demografico, l'Alto Commissario per l'igiene e la sanità pubblica [ora il Ministro della sanità], sentite le rispettive Federazioni Nazionali e gli Ordini o Collegi interessati, può disporre che un Ordine o un Collegio abbia per circoscrizione due o più provincie finitime designandone la sede.
Art. 2 - (modificato con l’Art. 1 della legge 21 ottobre 1957, n. 1027):
Ciascuno degli Ordini e dei Collegi elegge in assemblea, fra gli iscritti all’Albo a maggioranza relativa di voti ed a scrutinio segreto, il Consiglio Direttivo, che è composto di cinque membri, se gli iscritti all’Albo non superano i cento;
di sette se superano i cento, ma non i cinquecento;
di nove, se superano i cinquecento, ma non i mille e cinquecento;
di quindici se superano i mille e cinquecento.
I componenti del Consiglio durano in carica tre anni e l’Assemblea per la loro elezione deve essere convocata entro il mese di novembre dell’anno in cui il Consiglio scade.
Il Presidente ha la rappresentanza dell’Ordine e Collegio, di cui convoca e presiede il Consiglio Direttivo e le Assemblee degli iscritti;
il Vicepresidente lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento e disimpegna le funzioni a lui eventualmente delegate dal Presidente [vedi gli artt.
38-52 del regolamento di esecuzione, approvato con DPR 5 aprile 1950, n. 221].
Art. 3. - Al Consiglio Direttivo di ciascun Ordine e Collegio spettano le seguenti attribuzioni:
f) esercitare il potere disciplinare nei confronti dei sanitari liberi professionisti iscritti nell’albo, salvo, in ogni caso, le altre disposizioni di ordine disciplinare e punitivo contenute nelle leggi e nei regolamenti in vigore [vedi gli artt.
Art. 4. - Il Consiglio provvede all’amministrazione dei beni spettanti all’Ordine o Collegio e propone all’approvazione dell’assemblea il bilancio preventivo e il conto consuntivo.
Art. 5. - Contro i provvedimenti del Consiglio Direttivo per le materie indicate nel secondo comma dell’Art. 4 è ammesso ricorso all’Assemblea degli iscritti, convocati in adunanza generale, che decide in via definitiva.
Contro i provvedimenti per le materie indicate nelle lettere a) ed f) dell’Art. 3 è ammesso ricorso alla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
Art. 6. - I Consigli Direttivi possono essere sciolti quando non siano in grado di funzionare regolarmente [per altri motivi di scioglimento vedi l’Art. 36 del regolamento approvato con DPR 5 aprile 1950, n. 221].
Lo scioglimento viene disposto con decreto dell’Alto Commissario per l’igiene e la sanità pubblica [ora del Ministero della sanità], sentite le rispettive Federazioni Nazionali.
Con lo stesso decreto è nominata una Commissione straordinaria di tre membri iscritti nell’Albo della provincia. Alla Commissione competono tutte le attribuzioni del Consiglio disciolto.
Capo II - Degli Albi professionali Art. 7. - Ciascun Ordine e Collegio ha un Albo permanente, in cui sono iscritti i professionisti della rispettiva categoria, residenti nella circoscrizione.
Art. 8. - Per l’esercizio di ciascuna delle professioni sanitarie è necessaria l’iscrizione al rispettivo Albo [vedi anche Art. 100, co. II, T.U. 1934 delle leggi sanitarie].
Art. 9. - Per l’iscrizione all’Albo è necessario:
d) aver conseguito il titolo accademico dato o confermato in una università o altro istituto di iscrizione superiore a ciò autorizzato ed essere abilitati all’esercizio professionale oppure, per la categoria delle ostetriche, avere ottenuto il diploma rilasciato dalle apposite scuole [Cfr il T.U. delle leggi sull’istruzione superiore, approvato con RD 31 agosto 1933, n. 1592, e per gli esami di abilitazione, i provvedimenti riportati sub. E della voce istruzione pubblica: istruzione superiore.
Per le ostetriche, vedi i diversi provvedimenti sulle scuole di ostetricia. In materia, hanno inoltre avuto notevole importanza alcune leggi di carattere transitorio come la Legge 25 giugno 1940, n. 1066, recante disposizioni a favore di cittadini italiani, rimpatriati dall’estero e la Legge 18 dicembre 1951, n. 1515, recante norme per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in Austria o in Germania da coloro che riacquistano la cittadinanza italiana ai sensi del D.L.vo 2 febbraio 1948, n. 23, e per l’abilitazione degli stessi all’esercizio della professione];
Possono essere anche iscritti all’albo gli stranieri che abbiano conseguito il titolo di abilitazione in Italia o all’estero, quando siano cittadini di uno Stato con il quale il Governo italiano abbia stipulato, sulla base della reciprocità, un accordo speciale che consenta ad essi l’esercizio della professione in Italia, purché dimostrino di essere di buona condotta e di avere il godimento dei diritti civili [Cfr., al riguardo, la dichiarazione italo-svizzera per regolare, nei rispettivi territori, l’ammissione agli esami per l’esercizio delle professioni di medico, farmacista o veterinario, approvata con RD 28 settembre 1934, n. 1753; l’accordo 19 giugno 1939 fra l’Italia e il Belgio, concernente l’esercizio della medicina e della chirurgia nei due paesi, approvato con Legge 30 novembre 1939, n. 2016; l’accordo fra la Repubblica Italiana e la Repubblica federale di Germania del 20 aprile 1954, per regolare l’esercizio professionale nel territorio di un Paese di medici dell’altro Paese, resa esecutiva con DPR 25 novembre 1954, n. 1372.
Hanno poi indiretta rilevanza nella materia numerose convenzioni di stabilimento, accordi culturali e sull’equivalenza di titoli di studio; possono qui ricordarsi, per la loro importanza, la convenzione di Ginevra 28 luglio 1952, relativa allo statuto dei rifugiati, approvata con Legge 24 luglio 1954, n. 722 (artt. 7 e 19), e la convenzione europea di stabilimento, firmata a Parigi il 13 dicembre 1955, ratificata con legge 23 febbraio 1961, n. 277 (Art. 15)].
Art. 10. - I sanitari che siano impiegati in una pubblica amministrazione ed ai quali, secondo gli ordinamenti loro applicabili, non sia vietato l’esercizio della libera professione, possono essere iscritti all’Albo.
Art. 11. - La cancellazione dall’Albo è pronunziata dal Consiglio Direttivo, d’ufficio o su richiesta del Prefetto o del procuratore della Repubblica, nei casi:
«Art. 3. - Entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, i sanitari di cui ai precedenti articoli possono chiedere la reiscrizione nell’Albo dell’Ordine o del Collegio professionale dal quale sono stati cancellati, ovvero l’iscrizione nell’Albo dell’Ordine o del Collegio professionale di Roma, previo pagamento della tassa di concessione governativa prevista dalla lettera a) nel n. 204 della tabella allegata A al vigente testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 1961, n. 121». Successivamente, però, l’articolo unico, Legge 22 novembre 1967, n. 1197 (Gazz. Uff. 20 dicembre 1967, n. 316) ha così disposto:
Capo III - Delle Federazioni Nazionali Art. 12. - [3° e 4° comma modificati con l’Art. 2 della legge 21 ottobre 1957, n. 1027].
Le Federazioni sono dirette da un Comitato Centrale composto di tredici membri per le Federazioni dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti;
di sette membri per la Federazione delle ostetriche.
Il Presidente ha la rappresentanza della Federazione di cui convoca e presiede il Comitato Centrale ed il Consiglio Nazionale;
il Vicepresidente lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento e disimpegna le funzioni a lui eventualmente delegate dal Presidente.
Art. 13. - [Modificato dall’Art. 3 della legge 21 ottobre 1957, n. 1027].
Art. 14. - Il Consiglio Nazionale è composto dei Presidenti dei rispettivi Ordini e Collegi.
Art. 15 - Al Comitato centrale di ciascuna Federazione spettano le seguenti attribuzioni:
Art. 16. - I Comitati Centrali possono essere sciolti quando non sono in grado di funzionare regolarmente.
Lo scioglimento viene disposto con decreto dell’Alto Commissario per l’igiene e la sanità pubblica [ora del Ministero della sanità], sentito il Consiglio Superiore di Sanità.
Con lo stesso decreto è nominata una commissione straordinaria di cinque membri iscritti agli albi professionali della categoria;
alla Commissione competono tutte le attribuzioni del Comitato disciolto.
Capo IV - Della Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie Art. 17 - [Modificato con l’articolo unico della Legge 5 gennaio 1955, n. 15 e l’ultimo comma, modificato con l’Art. 4 della Legge 21 ottobre 1957, n. 1027].
Per la validità di ogni seduta occorre la presenza di non meno di cinque membri della Commissione, compreso il Presidente;
almeno tre dei membri devono appartenere alla stessa categoria alla quale appartiene il sanitario di cui è in esame la pratica.
Art. 18. - La Commissione Centrale:
Art. 19. - Avverso le decisioni della Commissione Centrale è ammesso ricorso alle Sezioni unite della Corte Suprema di cassazione, a norma dell’Art. 362 del Codice di procedura civile.
Capo V - Disposizioni transitorie e finali Art. 20. - I Presidenti degli Ordini e dei Collegi ed i Presidenti delle Federazioni Nazionali sono membri di diritto rispettivamente dei Consigli Provinciali e del Consiglio Superiore di Sanità.
Art. 21. - Gli iscritti agli Albi sono tenuti anche alla iscrizione ed al pagamento dei relativi contributi all’Ente nazionale di previdenza ed assistenza istituito o da istituirsi per ciascuna categoria [Vedi i provvedimenti riportati alla sottovoce F].
L’ammontare dei contributi verrà determinato dai competenti organi degli enti, d’accordo con il Consiglio Nazionale delle rispettive Federazioni Nazionali.
Art. 22. - Entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente decreto i prefetti, sentito l’ufficio sanitario provinciale, nomineranno per ciascuno degli Ordini e Collegi dei sanitari della provincia una Commissione straordinaria composta di tre membri, iscritti ai rispettivi albi, con l’incarico di amministrare gli Ordini o Collegi fino a quando non saranno eletti i Consigli direttivi.
Tale elezione dovrà essere compiuta non oltre il termine di due mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione del presente decreto.
Art. 23. - Restano fermi i provvedimenti relativi alla iscrizione degli albi professionali nonché i provvedimenti disciplinari a carico degli iscritti, adottati dagli organi indicati all’Art. 22.
Art. 24. - Entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’Alto Commissario per l’igiene e la sanità pubblica nominerà, per ciascuna delle categorie professionali dei sanitari, una Commissione straordinaria composta di cinque membri iscritti nei rispettivi albi professionali con l’incarico di amministrare le federazioni nazionali fino a quando non saranno eletti i Comitati centrali.
Tale elezione dovrà essere compiuta non oltre il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione del presente decreto.
Art. 25. - L’attuale Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie è sciolta.
Essa sarà ricostituita secondo le norme del presente decreto.
Art. 26. - Fino a quando non verrà provveduto alla ricostituzione del Consiglio superiore di sanità, in luogo del membro del Consiglio stesso, il segretario generale presso l’Alto Commissario per l’igiene e la sanità pubblica fa parte della Commissione centrale di cui all’Art. 17.
Art. 27. - Con separato provvedimento saranno emanate norme relative alla disciplina professionale dell’attività infermieristica [Vedi la Legge 29 ottobre 1954, n. 1049].
Art. 28. - Con il regolamento di esecuzione del presente decreto, il Governo provvederà a dettare le norme relative alla elezione dei componenti dei Consigli Direttivi degli Ordini e Collegi provinciali e dei Comitati Centrali delle federazioni nazionali, alla tenuta degli Albi, alle iscrizioni e alle cancellazioni dagli Albi stessi, alla riscossione ed erogazione dei contributi, alla gestione amministrativa e contabile degli Ordini, Collegi e Federazioni, alle sanzioni ed ai procedimenti disciplinari, ai ricorsi ed alla procedura davanti alla Commissione Centrale, nonché a quanto altro possa occorrere per l’applicazione del presente decreto [Regolamento approvato con DPR 5 aprile 1950, n. 221].
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato.
De Nicola - De Gasperi- Gullo - Gonella - D’Aragona
Atti del Governo, registro n. 3 foglio n. 74 - Frasca
Einaudi - De Gasperi - Sforza
Scelba - Piccioni - Vanoni
Gonella - Marazza
Atti del Governo, registro n. 33, foglio n. 33 - Frasca.
Art. 1. - Il Consiglio direttivo di ciascun Ordine o Collegio provinciale provvede, entro il mese di dicembre di ogni anno, alla revisione generale dell’Albo degli iscritti ed alle occorrenti variazioni.
Art. 2. - Entro il mese di febbraio di ogni anno, ciascun Ordine e Consiglio provvede, a proprie spese, alla stampa ed alla pubblicazione del rispettivo Albo e ne invia copia al Prefetto, per l’affissione nella sede della Prefettura.
Art. 3. - L’Albo è formato secondo l’ordine alfabetico.
Per ogni iscritto sono indicati:
il cognome, il nome, la paternità;
la cittadinanza, ove si tratti di sanitario straniero;
la data di iscrizione all’Albo;
il titolo in base al quale ha avuto luogo l’iscrizione con l’indicazione dell’autorità, del luogo e della data del suo rilascio.
Oltre il numero progressivo è indicato per ogni iscritto il numero d’ordine corrispondente all’anzianità di iscrizione nell’Albo della provincia.
L’anzianità di ciascun professionista è stabilita dalla data della deliberazione di iscrizione all’Albo.
Nel caso di parità di tale data si tiene conto di quella di abilitazione all’esercizio professionale e, sussidiariamente, dell’età.
In apposita colona dell’Albo dei medici sono indicati i titoli di docenza o specializzazione [Sulla qualifica di specialista si veda l’Art. 178 T.U. 1933 delle leggi sull’istruzione superiore, e il R.D. 26 gennaio 1942, n. 78, riportati rispettivamente alla voce Istruzione pubblica:
Istruzione superiore, nonché il regolamento di esecuzione della seconda, approvato con R.D. 23 novembre 1942, n. 1609.
Sul riconoscimento della qualifica di specialista erano state emanate norme transitorie, ormai superate, con il R.D. 29 agosto 1929, n. 1823, modificato dal R.D. 15 maggio 1930, n. 861, e dal R.D. 29 luglio 1933, n. 1150] nelle materie che per tale professione formano oggetto delle singole specialità, riconosciute ai sensi di legge;
per ciascuno di essi sono indicati l’autorità, il luogo e la data del rilascio.
Art. 4. - La domanda di iscrizione è diretta all’Ordine o Collegio nella cui circoscrizione il richiedente ha la sua residenza [Per i sanitari italiani residenti all’estero, vedi la nota all’Art. 9 del D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233], e deve essere corredata dei seguenti documenti:
Art. 5. - I sanitari che siano impiegati in pianta stabile presso una pubblica amministrazione e che richiedono la iscrizione nell’Albo professionale, ai termini dell’articolo 10 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, sono esonerati dalla presentazione dei documenti di cui alle lettere b), c), d), e), dell’articolo precedente.
Art. 6. - Non possono essere iscritti nell’Albo coloro che si trovano nelle condizioni che, ai sensi degli articoli 42 o 43 importino la radiazione dall’Albo o la sospensione dell’esercizio professionale, salvo che sussistano le condizioni previste dall’Art. 50 ai fini della riammissione nell’Albo.
Art. 7. - Ai fini dell’iscrizione nell’Albo a norma dell’Art. 9, ultimo comma, del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, i sanitari stranieri devono presentare domanda nei modi previsti dal precedente Art. 4, producendo i seguenti documenti:
Esso non è richiesto per coloro che risiedono in Italia da almeno tre mesi.
Art. 8. - Sulla domanda d’iscrizione il Consiglio delibera nel termine di tre mesi.
Art. 9. - Avverso la deliberazione di rigetto della domanda di iscrizione nell’Albo l’interessato può ricorrere alla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, la quale decide in merito alla iscrizione.
Art. 10. - E’ facoltà dell’iscritto in un Albo provinciale di chiedere il trasferimento dell’iscrizione nell’Albo della provincia ove ha trasferito o intenda trasferire la propria residenza.
La domanda dev’essere presentata all’Ordine o Collegio della circoscrizione nella quale il sanitario si trasferisce.
A corredo di essa dev’essere prodotto soltanto un certificato rilasciato dal Presidente dell’Ordine o Collegio, nel cui Albo l’interessato si trova iscritto ed attestante:
a) la non sussistenza, su conforme deliberazione del Consiglio, di alcune delle cause preclusive indicate dal comma precedente;
L’iscrizione conseguita nel nuovo Albo è comunicata all’Ordine o Collegio di provenienza, che provvede alla conseguente cancellazione e trasmette all’altro orine o Collegio la documentazione dell’interessato.
Art. 11. - Nel caso previsto dall’Art. 11, lettera c) del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, la cancellazione dall’Albo deve essere pronunciata entro un anno dall’accertato trasferimento.
Qualora, ai sensi del citato Art. 11, per la cancellazione dev’essere sentito l’interessato, il Presidente gli notifica la data fissata per l’audizione, specificando il provvedimento che si intende adottare ed i motivi di esso e avvertendolo che, ove non si presenti, si procederà alla cancellazione dall’Albo in su assenza.
Non si può pronunciare la cancellazione quando sia in corso provvedimento penale o disciplinare.
Il sanitario cancellato dall’Albo è, a sua richiesta, reinserito quando siano cessate le cause che hanno determinato la cancellazione.
Art. 12. - Qualora il Consiglio ometta di disporre le cancellazioni nei casi e nei termini previsti dall’Art. 11 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, e dell’Art. 11 del presente regolamento, provvede il prefetto, sentito il Consiglio Provinciale di sanità.
Art. 13. - L’iscrizione all’Albo dà diritto al libero esercizio della professione, oltreché nella provincia cui l’Albo si riferisce, anche in tutto il territorio della Repubblica,.
salvo l’obbligo della registrazione del titolo di abilitazione nell’Ufficio comunale, ai sensi dell’Art. 100, comma secondo, del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 [Riportato alla voce Sanità pubblica].
Art. 14. - [Modificato con l’Art. 1 del D.P.R.10 dicembre 1959, n. 1360].
Ogni triennio, entro il mese di novembre dell’anno in cui il Consiglio scade, a cura del Presidente dell’Ordine o Collegio è convocata l’assemblea degli iscritti per la elezione del nuovo Consiglio.
L’avviso di convocazione, da inviarsi con lettera raccomandata, almeno venti giorni prima di quello fissato per l’inizio delle votazioni a ciascuno degli iscritti all’albo, deve indicare i membri del Consiglio uscente, i giorni delle votazioni nonché per ciascun giorno l’ora di inizio e di cessazione delle relative operazioni.
Art. 15. - [Modificato con l’Art. 2 del D.P.R. 10 dicembre 1959, n. 1360].
L’Assemblea è presieduta dal Presidente in carica dell’Ordine o Collegio.
Art. 16. - [Modificato con l’Art. 3 del D.P.R. 19 dicembre 1959, n. 1360].
La votazione si effettua a mezzo di schede in bianco, munite del timbro dell’Ordine, che vengono riempite con i nomi dei membri da eleggere in numero corrispondente a quello previsto dall’Art. 2 del decreto legislativi 13 settembre 1946, n. 233.
Art. 17. - [Modificato con l’Art. 4 del D.P.R. 19 dicembre 1959, n. 1360].
Per lo svolgimento delle operazioni di voto si osservano le seguenti norme:
La scheda in bianco e una busta recante il timbro dell’Ordine o Collegio vengono dal presidente dell’Ufficio elettorale consegnate all’elettore, previa la sua identificazione, all’atto in cui l’elettore stesso si presenta per esprimere il voto;
contemporaneamente viene consegnata all’elettore una matita copiativa, che dovrà essere restituita al presidente con la scheda e la busta.
Il presidente chiude all’ora fissata le operazioni di voto svoltesi nel primo giorno, provvede alla chiusura dell’urna e procede alla formazione di un plico nel quale vanno riposti gli atti relativi alle operazioni già compiute ed a quelle da compiere nel giorno successivo curando che all’urna e al plico vengano incollate - in mancanza di altri sigilli - due strisce di carta recanti il bollo dell’Ordine o Collegio e la firma del presidente e degli altri componenti l’Ufficio elettorale nonché di qualsiasi altro elettore che voglia sottoscrivere.
Conseguentemente il presidente rinvia la votazione all’ora stabilita e provvede alla custodia della sala e alla chiusura degli accessi e delle aperture della stessa in maniera che nessuno possa entrarvi.
Per l’ulteriore rinvio delle votazioni si osserva la stessa procedura.
Art. 18. - Trascorso il termine per lo svolgimento per le operazioni di voto, il Presidente dichiara chiusa la votazione e procede allo scrutinio assistito dagli scrutatori e dal segretario.
Art. 19. - [Modificato dall’Art. 5 del D.P.R. 10 dicembre 1959, n. 1360].
Ultimato lo scrutinio dei voti, il risultato è immediatamente proclamato dal Presidente, il quale fa bruciare le schede valide mentre le nulle e le contestate sono conservate, dopo essere state vidimate dal Presidente e dagli scrutatori, in piego suggellato nel quale l’uno e gli altri appongono la firma.
A parità di voti è proclamato il più anziano, a termine del precedente articolo 3, secondo comma.
Art. 20. - Il presidente notifica immediatamente i risultati delle elezioni agli eletti e alle autorità ed enti indicati nel precedente Art. 2.
Art. 21. - Entro trenta giorni dalla proclamazione dei risultati delle elezioni ogni iscritto nell’Albo può proporre ricorso avverso la validità delle operazioni elettorali alla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, che decide nel termine di sei mesi.
Art. 22. - [Modificato con l’Art. 6 del D.P.R. 10 dicembre 1959, n. 1360].
Se i componenti del Consiglio, nel corso del triennio per cui esso è eletto, siano ridotti per qualsiasi causa, a meno della metà, si procede entro quindici giorni ad elezioni suppletive secondo le norme dei precedenti articoli.
Art. 23. - L’Assemblea degli iscritti si riunisce in sede ordinaria nel mese di gennaio di ciascun anno.
Le Assemblee straordinarie hanno luogo ogni volta che il Presidente o il Consiglio lo reputino necessario oppure su richiesta sottoscritta da almeno un sesto degli iscritti nell’Albo o quando occorra deliberare sui ricorsi indicati nell’Art. 5 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233.
Art. 24. - Per la validità delle Assemblee occorre l’intervento di almeno un quarto degli iscritti.
La delega deve essere apposta in calce all’avviso di convocazione rimesso al delegato.
La delega non è ammessa per l’elezione del Consiglio.
Quando non si sia raggiunto il numero legale per la validità dell’assemblea, viene tenuta, almeno un giorno dopo la prima, una seconda convocazione, che è valida qualunque sia il numero degli intervenuti, purché non inferiore a quello dei componenti il Consiglio.
Art. 25. - Le votazioni dell’Assemblea avvengono per scrutinio segreto per appello nominale, per alzata e seduta.
Le deliberazioni sono valide se adottate a maggioranza assoluta di voti.
Nel caso di scrutinio segreto le schede bianche e quelle illeggibili o comunque non valide si computano per determinare la maggioranza dei votanti.
A parità di voti prevale il voto del Presidente, salvo che la votazione sia avvenuta per scrutinio segreto, nel qual caso la proposta si intende respinta.
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo II del titolo VII del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383 [Riportato alla voce Comuni e Province:
il capo richiamato contiene disposizioni sulle adunanze e deliberazioni delle amministrazioni locali].
Art. 26. - [Modificato con l’Art. 7 del D.P.R. 10 dicembre 1959, n. 1360].
Le adunanze ordinarie dei Consigli Nazionali della Federazione hanno luogo nel febbraio di ogni anno.
La convocazione del Consiglio Nazionale per l’elezione del Comitato centrale viene fatta nell’anno successivo alla elezione dei presidenti dei Consigli degli Ordini e Collegi non oltre il mese di marzo.
La comunicazione ai componenti il Consiglio nazionale deve essere eseguita, con lettera raccomandata, almeno venti giorni prima della votazione.
Le disposizioni del presente capo ad eccezione di quelle contenute nel secondo comma dell’Art. 14 si applicano anche alle Federazioni, intendendosi sostituiti al presidente dell’Ordine o Collegio, il presidente della federazione e al Consiglio dell’Ordine o Collegio il Comitato centrale della Federazione.
Art. 27. - Per ciascun Ordine o Collegio e per ciascuna Federazione è eletto un collegio di revisori dei conti composto di tre membri effettivi e di un supplente, scelti tra gli iscritti all’Albo ed estranei rispettivamente ai Consigli Direttivi ed ai Comitati Centrali.
Capo III - Dell’amministrazione e contabilità
Art. 28. - Gli Ordini ed i Collegi hanno sede nel capoluogo della provincia per cui sono costituiti.
Qualora l’Ordine o Collegio abbia per circoscrizione due o più provincie finitime, la sede è nel capoluogo di una di esse.
Art. 29. - [Modificato con l’Art. 8 della Legge 10 dicembre 1959, n. 1360].
I Presidenti degli Ordini o dei Collegi e delle Federazioni nazionali curano l’esecuzione delle deliberazioni dei rispettivi organi collegiali e dirigono l’attività degli uffici.
Art. 30. - Le adunanze dei Consigli o Comitati Centrali non sono valide se non interviene la maggioranza dei componenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti;
Esse debbono essere sottoscritte dal Presidente e dal Segretario.
Art. 31. - Il Segretario è responsabile del regolare andamento dell’ufficio.
Sono ad esso affidati l’archivio, i verbali delle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio i registri delle relative deliberazioni, il registro degli atti compiuti in sede conciliativa ai sensi dell’Art. 3 lettera g) del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, il registro dei pareri espressi dal Consiglio, nonché gli altri registri prescritti dal Consiglio stesso.
Spetta al Segretario l’autenticazione delle copie delle deliberazioni e degli altri atti da rilasciarsi a pubblici uffici o, nei casi consentiti, ai singoli interessati.
In caso di assenza o impedimento il Segretario è sostituito dal consigliere meno anziano di età che non sia il Tesoriere.
Art. 32. - Il tesoriere ha la custodia e la responsabilità del fondo in contanti e degli altri valori di proprietà dell’Ordine o Collegio e può essere tenuto a prestare una cauzione, di cui il Consiglio determina l’importo e le modalità.
Il Consiglio può, inoltre, disporre che i valori eccedenti un determinato limite siano depositati presso una Cassa postale o un Istituto di credito di accertata solidità.
Il tesoriere provvede alla riscossione delle entrate dell’Ordine o Collegio non indicate nel successivo Art. 33, paga, entro i limiti degli stanziamenti del bilancio, i mandati spediti dal Presidente e controfirmati dal Segretario, ed è responsabile del pagamento dei mandati irregolari od eccedenti lo stanziamento del bilancio approvato.
a) registro a madre e figlia per le somme riscorre contro quietanza;
d) inventario del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’Ordine o Collegio Art. 33. - Per la riscossione dei contributi da corrispondere a norma degli articoli 4 14, 21 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, si applicano le norme della legge sulla riscossione delle imposte dirette, osservati la forma ed i termini in essa stabiliti e con l’obbligo da parte dell’esattore del non riscosso per il riscosso [Vedi il T.U. sulla riscossione delle imposte dirette, approvato con D.P.R. 15 maggio 1963, n. 858].
L’esattore versa direttamente agli ordini o Collegi, alle Federazioni e all’Ente di previdenza ed assistenza le quote dei contributi ad essi spettanti [Comma così sostituito dal D.P.R. 9 gennaio 1968, n. 640 (G.
21 maggio 1968, n. 129)].
Art. 34. - Le spese non contemplate nel bilancio preventivo, alle quali non possa farsi fronte col fondo per le spese impreviste, devono essere autorizzate con deliberazione dell’Assemblea.
Art. 35. - I regolamenti interni degli ordini o Collegi devono essere deliberati dai rispettivi Consigli e sono soggetti all’approvazione della competente Federazione Nazionale.
Detti regolamenti sono comunicati all’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità Pubblica [Ora al Ministero della sanità], il quale nel termine di tre mesi dalla loro ricezione, può con decreto motivato, disporne l’annullamento per vizi di legittimità.
Art. 36. - Lo scioglimento dei Consigli degli Ordini o Collegi, previsto dall’Art. 6 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, può essere ordinato, su proposta delle rispettive Federazioni Nazionali, anche nei casi di:
b) reiterata inosservanza dei deliberati delle Federazioni Nazionali nell’esercizio delle attribuzioni di cui all’Art. 15 lettera b) del decreto stesso.
Art. 37. - La vigilanza sugli enti indicati nell’Art. 21 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, è esercitata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che provvede d’intesa con l’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica.
Art. 38. - I sanitari che si rendono colpevoli di abusi o mancanze nell’esercizio della professione o, comunque, di fatti disdicevoli al decoro professionale, sono sottoposti a procedimento disciplinare da parte del Consiglio dell’Ordine o Collegio della provincia nel cui Albo sono iscritti.
Art. 39. - Quando risultano fatti che possono formare oggetto di procedimento disciplinare, il presidente, verificatene sommariamente le circostanze, assume le opportune informazioni e, dopo aver inteso il sanitario, riferisce al Consiglio per le conseguenti deliberazioni.
a) la menzione circostanziata egli addebiti;
Art. 40. - Le sanzioni disciplinari sono:
3) la sospensione dall’esercizio della professione per la durata da uno a sei mesi, salvo quanto è stabilito dal successivo Art. 43;
Art. 41. - La radiazione è pronunciata contro l’iscritto che con la sua condotta abbia compromesso gravemente la sua reputazione e la dignità della classe sanitaria.
Art. 42. - La condanna prevista per uno dei reati previsti dal Codice Penale negli artt.
446 (commercio clandestino o fraudolento di sostanze stupefacenti) [Vedi anche la Legge 22 ottobre 1954, n. 1041], 550 (atti abortivi su donna ritenuta incinta) e per ogni altro delitto non colposo, per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni o al massimo a cinque anni, importa di diritto la radiazione dall’Albo.
b) il ricovero in un manicomio giudiziario nei casi indicati dall’Art. 222, secondo comma, del Codice penale:
c) l’applicazione della misura di sicurezza preventiva preveduta dall’Art. 215 del Codice penale, comma secondo n. 1 (assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro).
Art. 43. - Oltre i casi di sospensione dall’esercizio della professione preveduti dalla legge, importano di diritto tale sospensione:
b) l’applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza ordinata dal giudice, a norma egli artt.
140 e 206 del Codice penale;
e) l’applicazione di una delle misure di sicurezza non detentive prevedute nel citato Art. 215 del Codice penale, comma terzo, nn. 1, 2, 3 e 4 (libertà vigilata - divieto di soggiorno in uno o più comuni o in una o più province - divieto di frequentare osterie o pubblici spacci di bevande alcoliche - espulsione dello straniero dallo Stato).
La sospensione è dichiarata dal Consiglio.
Il Consiglio può pronunciare, sentito il professionista, la sospensione del sanitario ammonito dalla autorità di pubblica sicurezza o contro il quale sia stato emesso mandato o ordine di comparizione o di accompagnamento senza pregiudizio delle successive sanzioni.
Art. 44. - Fuori dei casi di radiazione, previsti dall’Art. 42, il sanitario a carico del quale abbia avuto luogo procedimento penale è sottoposto a giudizio disciplinare per il medesimo fatto imputatogli, purché egli non sia stato prosciolto per la non sussistenza del fatto o per non averlo commesso.
Art. 45. - Nel giorno fissato per il giudizio, il relatore espone i fatti addebitati e le circostanze emerse dall’istruttoria quindi viene sentito, ove sia presente, l’incolpato.
Non è ammessa l’assistenza di avvocati o di consulenti tecnici, salvo che, per questi ultimi, il Consiglio non ritenga necessario il loro intervento.
Chiusa la trattazione orale ed allontanato l’incolpato il Consiglio decide.
Art. 46. - Le sedute del Consiglio non sono pubbliche.
Art. 47. - La decisione deve, a pena di nullità, contenere la indicazione della data in cui è stata adottata, dei fatti addebitati e delle prove assunte, l’esposizione dei motivi, il dispositivo.
E’ sottoscritta da tutti i membri del Consiglio che vi hanno preso parte.
La decisione è pubblicata mediante deposito dell’originale negli uffici di segreteria che provvede a notificarne copia all’interessato.
Le disposizioni dei commi precedenti si osservano, in quanto applicabili, per i provvedimenti di radiazione dall’Albo o di sospensione dall’esercizio professionale, da adottarsi ai sensi dei precedenti artt.
Art. 48. - Quando il Consiglio ometta di iniziare il procedimento disciplinare su richiesta del prefetto o del procuratore della Repubblica ovvero nei procedimenti già iniziati trascuri di emettere le sue decisioni, provvede il prefetto, sentito il consiglio provinciale di sanità, con la procedura stabilita per i sanitari condotti nell’Art. 75, primo comma, del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.
Il provvedimento del prefetto deve essere motivato a norma dell’Art. 47.
La disposizione dei precedenti commi si osserva anche, in quanto applicabile, per i provvedimenti di radiazione dall’Albo o di sospensione dall’esercizio professionale, nei casi preveduti negli artt.
Art. 49. - Dell’inizio e dell’esito di ogni giudizio disciplinare è data immediata comunicazione, a cura del presidente, al prefetto e al procuratore della Repubblica territorialmente competenti per l’Albo in cui è iscritto l’incolpato, nonché alle medesime autorità di altra circoscrizione che abbiano promosso il giudizio.
I provvedimenti di sospensione dall’esercizio professionale e di radiazione, quando siano divenuti definitivi, sono comunicati a tutti gli ordini o Collegi della categoria a cui appartiene il sanitario sospeso o radiato ed alle autorità ed agli enti ai quali deve essere inviato l’Albo a norma dell’Art. 2.
Art. 50. - Il sanitario radiato dall’Albo può essere reiscritto, purché siano trascorsi cinque anni dal provvedimento di radiazione e, se questa derivò da condanna penale, sia intervenuta la riabilitazione.
Art. 51. - L’azione disciplinare si prescrive in cinque anni.
Art. 52. - Nei procedimenti disciplinari dinanzi ai Comitati centrali delle federazioni, ai sensi dell’Art. 15, lett.
g), del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, ed in quelli dinanzi alla Commissione centrale, ai sensi dell’Art. 18, lettera b), dello stesso decreto, si osservano le precedenti disposizioni del presente capo.
Nel primo caso al presidente ed al Consiglio dell’Ordine o Collegio si intendono rispettivamente sostituiti il presidente ed il Comitato centrale della Federazione;
nel secondo caso al presidente ed al Consiglio dell’Ordine o Collegio s’intendono rispettivamente sostituiti il presidente della Commissione centrale e la stessa Commissione.
Art. 53. - I ricorsi alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie sono proposti dall’interessato o dal prefetto o dal procuratore della Repubblica, nel termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento.
Il ricorso dell’interessato ha effetto sospensivo quando sia proposto avverso i provvedimenti di cancellazione dall’Albo o avverso i provvedimenti disciplinari, ad eccezione di quelli previsti dai precedenti artt.
Art. 54. - Il sanitario deve notificare copia conforme del ricorso alla autorità che ha emanato il provvedimento impugnato o che abbia (e)omesso la pronuncia, nonché al prefetto e al procuratore della Repubblica.
Il ricorso previsto dall’Art. 21 è notificato all’Ordine o Collegio che ha indetto le elezioni, nonché al prefetto e al procuratore della Repubblica.
Ove l’autorità che ha emanato il provvedimento sia il prefetto, il ricorso deve essere notificato anche all’Ordine o Collegio.
Qualora il ricorrente sia il prefetto, la notificazione è fatta all’interessato, al procuratore della Repubblica e all’Ordine o Collegio.
Se il ricorrente sia il procuratore della Repubblica, la notificazione è fatta all’interessato, al prefetto e all’Ordine o Collegio.
a) la relata delle notificazioni effettuate;
c) quando il ricorso non sia proposto dal prefetto o dal procuratore della Repubblica, anche la ricevuta del versamento della prescritta tassa di bollo [Cfr.
Legge 4 agosto 1939, n. 1517].
Art. 55. - Il ricorso deve contenere:
1) l’indicazione del cognome e nome, della residenza o domicilio del ricorrente;
qualora l’impugnativa sia prodotta dal prefetto o dal procuratore della Repubblica, è sufficiente l’indicazione del pubblico ufficio da essi ricoperto;
Il ricorso è nullo se manchi la sottoscrizione o se vi sia assoluta incertezza sulla persona del ricorrente e sull’oggetto del ricorso.
La segreteria non procede ad alcuna comunicazione inerente lo svolgimento del ricorso, ove manchi l’indicazione del recapito del ricorrente.
Art. 56. - Nei quindici giorni successivi alla data di scadenza del termine indicato nel sesto comma dell’Art. 54 per il deposito degli atti, il ricorrente e coloro ai quali sia stato notificato il ricorso possono presentare alla segreteria della Commissione documenti e deduzioni.
Il prefetto, il procuratore della Repubblica e il Consiglio dell’Ordine o Collegio della provincia di Roma possono essere incaricati rispettivamente dai prefetti dai procuratori della Repubblica e dai Consigli di altre sedi di prendere visione degli atti depositati in segreteria.
Art. 57. - Il deposito di ricorsi, di istanze, memorie, atti e documenti, relativi alle impugnazioni, quando non sia fatto personalmente nella segreteria della Commissione centrale, deve effettuarsi a mezzo posta, ai sensi del successivo Art. 79.
Art. 58. - La segreteria, scaduti i termini fissati dal precedente Art. 56, presenta il ricorso con tutti i relativi atti e documenti al presidente, il quale nomina il relatore e fissa, seguendo l’ordine di presentazione dei ricorsi, l’adunanza per la decisione della Commissione sul ricorso.
E' facoltà del presidente di variare l’ordine predetto.
Art. 59. - Nei procedimenti sui ricorsi in materia disciplinare il sanitario interessato può chiedere di essere udito personalmente dalla Commissione.
Quando i chiarimenti, gli atti ed i documenti non siano forniti entro il termine fissato o la parte non si presenti alla data stabilita, la Commissione decide allo stato degli atti.
Art. 60. - I provvedimenti istruttori, preliminari all’esame del ricorso da parte della Commissione, possono essere disposti dal presidente.
Art. 61. - In caso di assenza o di impedimento, il presidente è sostituito dal funzionario più elevato in grado, che faccia parte della Commissione, ed il segretario, dal membro presente meno anziano di età.
Art. 62. - La Commissione è convocata d’ordine del Presidente con avviso scritto del segretario.
Non è ammessa l’assistenza di avvocati o di consulenti tecnici, salvo che, per questi ultimi, la Commissione non ritenga necessario il loro intervento.
Art. 63. - Alle decisioni della Commissione centrale sui ricorsi presentati contro i provvedimenti della Federazione nazionale non possono prendere parte i componenti che abbiano la qualità di presidente o di membro del Comitato centrale della Federazione medesima.
Art. 64. - I componenti i Consiglio degli ordini o Collegi, dei Comitati centrali delle federazioni e della Commissione centrale, possono essere ricusati per motivi stabiliti dal Codice di procedura civile, in quanto applicabili, e debbono astenersi quando vi sia un motivo di ricusazione che essi conoscono anche se non proposto.
Le decisioni della Commissione sono adottate a maggioranza;
in caso di parità prevale il voto del presidente, che vota per ultimo, dopo aver raccolto i voti dei componenti.
Art. 66. - La decisione è pronunciata in nome del Popolo Italiano e deve contenere:
1. l’indicazione del cognome e nome del sanitario ricorrente o dell’autorità che ha proposto l’impugnazione;
2. l’oggetto del ricorso;
3. una succinta esposizione del fatto e dei motivi di diritto;
4. il dispositivo;
5. la data e il luogo in cui la decisione è pronunciata.
La decisione è sottoscritta dal presidente, dall’estensore e dal segretario.
Art. 67. - La pubblicazione della decisione ha luogo mediante il deposito dell’originale nella segreteria.
Art. 68. - La decisione della Commissione centrale è notificata a cura della segreteria nei modi previsti dal successivo Art. 79, entro trenta giorni dalla sua pubblicazione all’interessato, al prefetto e al procuratore della Repubblica.
Nello stesso termine è comunicata al consiglio dell’Ordine o Collegio ed al Comitato centrale della federazione nazionale.
Il ricorso alle Sezioni unite della Corte di Cassazione avverso la decisione della Commissione può essere proposto, entro trenta giorni dalla sua notificazione, dall’interessato, dal prefetto o dal procuratore della Repubblica.
Art. 69. - In qualunque stadio della controversia si può rinunziare al ricorso mediante dichiarazione sottoscritta dal ricorrente ed autenticata dal notaio o mediante dichiarazione resa personalmente dalla parte al segretario della Commissione che redige apposito verbale.
Dell’avvenuta rinunzia è data comunicazione dalla segreteria della Commissione alle parti ed alle autorità alle quali era stato notificato il ricorso.
Art. 70. - Di ogni adunanza il segretario redige processo verbale nel quale devono essere indicati:
Art. 71. - La segreteria, oltre al registro dei processi verbali delle adunanze della Commissione, deve tenere un registro per ogni categoria professionale, nel quale, sotto numerazione progressiva e con la data di presentazione, si iscrivono i ricorsi con la indicazione del ricorrente, del provvedimento impugnato e degli atti e documenti utili al ricorso.
Art. 72. - La segreteria rilascia, previa autorizzazione del presidente, copia legale di ogni decisione e degli atti a chi dimostri di avervi legittimo interesse.
Art. 73. - Alla sostituzione dei componenti della Commissione centrale dimissionari, defunti, cancellati, radiati dall’Albo o revocati, si provvede con decreto del Capo dello Stato, osservate le disposizioni dell’Art. 17 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233.
Art. 74. - Indipendentemente dall’esercizio del potere disciplinare, con decreto del Capo dello Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per la grazia e giustizia, sentite le rispettive federazioni, può essere revocata la nomina di uno o più dei componenti professionisti della Commissione, qualora ciò si renda necessario per il miglior funzionamento di essa e per la dignità della classe.
Art. 75. - Le disposizioni contenute nei precedenti articoli del presente capo si applicano anche ai ricorsi prodotti avverso i provvedimenti delle Federazioni, In tal caso, oltre alle notifiche prescritte negli articoli stessi, deve farsi luogo alla notifica del ricorso al Comitato della federazione interessata.
Art. 76. - L’ufficio di segreteria della Commissione è diretto da un funzionario in servizio presso l’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica [Ora, Ministero della Sanità] di grado non inferiore al 6° [Ora, un funzionario del Ministero della sanità, di qualifica non inferiore a direttore di divisione, o equiparata], che può essere coadiuvato da altri impiegati in servizio presso l’Alto Commissariato stesso in numero non superiore a due.
Art. 77. - Le spese per il funzionamento della Commissione e dell’Ufficio di segreteria sono a carico delle federazioni nazionali e determinate dall’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica [Ora, Ministero della Sanità] in rapporto al numero degli iscritti a ciascuna categoria.
Art. 78. - Gli atti di qualsiasi natura degli enti, organi ed autorità previsti dal decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, e del presente regolamento sono esenti da bollo, salvo le copie richieste dagli interessati.
Art. 79. - Le comunicazioni e le notificazioni da farsi a norma delle disposizioni del presente regolamento sono eseguite a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, salvo che nelle norme stesse non sia diversamente disposto.
Le comunicazioni o notificazioni predette debbono essere fatte al prefetto ed al procuratore della Repubblica le luogo ove ha sede il Consiglio dell’Ordine o Collegio.
Art. 80. - I Consigli degli Ordini o Collegi ed i Comitati centrali, eletti ai sensi degli artt.
22 e 24 del decreto legislativo 13 settembre 1946, numero 233, dureranno in carica rispettivamente sino al 31 dicembre dell’anno successivo e fino al 31 maggio del secondo anno successivo a quello delle elezioni.
Art. 81. - I ricorsi già depositati alla data di entrata in vigore del presente regolamento e prodotti alla Commissione centrale di cui all’Art. 28 del regio decreto-legge 5 marzo 1935, n. 184, convertito nella legge 27 maggio 1935, n. 983 [recante nuova disciplina giuridica dell’esercizio delle professioni sanitarie], al Consiglio superiore di sanità, o all’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica relativamente alle materie di competenza della Commissione centrale di cui all’Art. 17 del decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, sono decisi dalla Commissione stessa.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 Art. 7

Art. 8
 Art. 100

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 Art. 17

Art. 18

Art. 19
 Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
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Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11
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Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19
 articolo 3

Art. 20
 Art. 2

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32
 Art. 33
 Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40
 Art. 43

Art. 41

Art. 42

Art. 43
 Art. 215

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57
 Art. 79

Art. 58
 Art. 56

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 66

Art. 67

Art. 68
 Art. 79

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81