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PARLAMENTO EUROPEO. Commissione giuridica e per il mercato interno DOCUMENTO DI LAVORO. Commissione giuridica e per il mercato interno - PDF
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1 PARLAMENTO EUROPEO Commissione giuridica e per il mercato interno 8 giugno 2001 DOCUMENTO DI LAVORO sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE (COM(2000) /00004(COD)) Commissione giuridica e per il mercato interno Relatore: Rainer Wieland DT\ doc PE
2 INTRODUZIONE La presente proposta di direttiva ha lo scopo di modificare le disposizioni comunitarie vigenti per le macchine, codificate nella direttiva 98/37/CE, nonché la direttiva sugli ascensori (95/16/CE). Con la proposta la legislazione comunitaria e la relativa attuazione dovrebbero essere semplificate. Al riguardo vanno considerate le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti ad alto livello presieduto da Bernd Molitor del 1995 e le esperienze e i problemi finora rilevati nel contesto dell applicazione delle due direttive comunitarie citate. Sulla base delle disposizioni comunitarie in materia di sicurezza e salute, per un ampio settore di mercato, dovrebbe migliorare la libera circolazione delle merci all interno della Comunità. Inoltre, va previsto un elevato livello di protezione e va prefigurato il principio dell equiparazione degli obiettivi perseguiti nel settore della tutela della sicurezza e della salute con quelli di altre politiche comunitarie. Prima di presentare emendamenti dettagliati sulla proposta della Commissione, il relatore intende formulare alcuni quesiti che dovrebbero essere esaminati con gli esperti nell ambito dell audizione del 21 giugno A momento della redazione del presente documento la discussione con il Consiglio ha luogo nella presunzione condivisa che, secondo le intenzioni del Consiglio, gli articoli 1 e 2 della proposta di direttiva devono essere completamente riformulati. Per accelerare la procedura si raccomanda pertanto, prima di redigere emendamenti dettagliati, di attendere i risultati delle consultazioni. Secondo le previsioni, il Consiglio adotterà la sua decisione il 21 giugno I. OSSERVAZIONI DI FONDO SULLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE Il relatore esprime fermo sostegno all intenzione di semplificare e adeguare meglio alle esigenze pratiche la direttiva sulle macchine. A suo avviso si tratta di un contributo per facilitare ulteriormente la libera circolazione delle merci e nel contempo perfezionare a un livello elevato la tutela dei consumatori e la protezione della salute. Secondo il relatore si possono individuare molti elementi positivi, per esempio le precisazioni riguardanti il campo di applicazione, le regolamentazioni più concrete e mirate attinenti alle quasi macchine, l estensione delle misure per la sorveglianza del mercato e l ulteriore ottimizzazione dei requisiti di sicurezza. Tuttavia non sono conseguiti obiettivi essenziali, indicati anche nella relazione Molitor o risultanti dalle esperienze raccolte nell applicazione delle disposizioni comunitarie vigenti per le macchine. In parte si è invertita nel suo contrario l intenzione di semplificare la direttiva. L articolazione globale è poco comprensibile, così come molte regolamentazioni. Non viene conseguito l indispensabile chiarimento del campo di applicazione. Le disposizioni concernenti le quasi macchine e la sorveglianza del mercato sono orientate nella giusta direzione, tuttavia sono ancora incomplete. Il relatore accoglie con favore la nuova impostazione di limitare, in relazione alle disposizioni comunitarie concernenti il materiale elettrico, la possibilità di una procedura di regolamentazione nel caso in cui risultassero necessarie specifiche tecniche più dettagliate, PE /6 DT\ doc
3 nonché l adeguamento alle esigenze effettive della procedura di valutazione della conformità. Il relatore ritiene necessario migliorare i requisiti in materia di protezione della salute (per esempio riduzione delle emissioni sonore, vibrazioni e radiazioni), in modo da evitare in futuro le differenze concorrenziali risultanti dalle diverse modalità di attuazione della direttiva e migliorare di conseguenza il relativo livello di protezione. II. ANALISI DETTAGLIATA DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE Per quanto riguarda singole regolamentazioni, il relatore ritiene che si pongano le questioni seguenti (le osservazioni che seguono sugli articoli 1 e 2 fanno riferimento all attuale redazione del documento, ossia prima della decisione sopra citata che il Consiglio adotta il 21 giugno). 1. Campo di applicazione (articolo 1) In relazione all articolazione scelta emergono problemi concernenti il campo di applicazione, che dovrebbe essere precisato più chiaramente per quanto riguarda le armi da fuoco, i mezzi di trasporto, gli elevatori di scenotecnica e i motori. Si dovrebbe riflettere l eventuale opportunità di trasferire nell articolo 1 l articolo 2, lettere da a) ad i). 2. Definizioni (articolo 2) La definizione di quasi macchine e fabbricante ed eventualmente altre definizioni vanno migliorate. Il catalogo dei componenti di sicurezza è incompleto. Ci si pone il quesito se non debba essere soppresso per ragioni di certezza giuridica e se non possa essere sostituito con una definizione. Le definizioni riguardanti determinate questioni orizzontali (articolo 2, lettere j-n) vanno adeguate alle definizioni già esistenti a fini di coerenza. 3. Quasi macchine La struttura della proposta di direttiva va migliorata, cosicché risulti chiaro che anche le quasi macchine rientrano nel campo di applicazione della direttiva. Ciò significa, da un lato, che per le quasi macchine vigono i requisiti in materia di sicurezza e salute e, dall altro, che si prevede la responsabilità limitata del fabbricante/importatore per la conformità della macchina completa, sostanzialmente anche in termini di sorveglianza del mercato. Le specificità della sorveglianza del mercato devono tuttavia essere tenute in più netta considerazione nel caso delle quasi macchine, in particolare in tale materia vanno indicate con precisione le competenze degli Stati membri e delle loro autorità. 4. Sorveglianza del mercato Nel caso della sorveglianza del mercato si tratta di un tema orizzontale. Di regola, per quanto riguarda i prodotti rientranti nel mercato interno, gli Stati membri gestiscono soltanto un DT\ doc 3/6 PE
4 sistema di sorveglianza del mercato. La clausola di salvaguardia (articolo 11) dovrebbe consentire, a determinate condizioni, di comprendere nella disposizione anche i commercianti. Sono possibili interventi di ritiro e in caso di gravi rischi per la vita e la salute tra gli Stati membri e la Commissione hanno luogo rapidi scambi di informazioni. Il relatore si attende proposte concrete di miglioramento del sistema di una sorveglianza di mercato efficace e uniforme nel quadro dell'audizione. 5. Clausola di ritiro (articolo 9) In merito all articolo 9 va chiarito che secondo l intenzione originaria della Commissione l articolo riguarda esclusivamente macchine usate. Se non viene inserita tale precisazione, resta in sospeso la questione dei motivi per cui l articolo 9 secondo la Commissione relativo a macchine usate dovrebbe distinguersi tanto da una procedura a norma dell articolo 11 e seguenti. Al momento della redazione del presente documento il relatore è tendenzialmente favorevole a uniformare la fattispecie di cui all articolo 9 a quella degli articoli Procedure di valutazione della conformità (articolo 12) Sarebbe opportuno esaminare modi per stabilire in modo più univoco le responsabilità in materia di valutazione della conformità, nel quadro della procedura di cui all articolo 12 oppure con la definizione di fabbricante a norma dell articolo Organismi notificati (articolo 14 I requisiti concernenti gli organismi notificati dovrebbero essere disciplinati in modo quanto possibile uniforme in tutte le disposizioni attinenti al mercato interno. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero avere l obbligo di vigilare sul rispetto duraturo dei criteri ed eventualmente revocare la notifica. Sulla stessa base va adeguato l allegato XII. 8. Marcatura CE (articolo 16) Secondo il relatore, nell ambito dell articolo 16 si pone la questione di come integrare la marcatura CE con procedure esterne di certificazione. Sorge in particolare la questione, se e come si potrebbe in un certo senso generalizzare in una direttiva CE la marcatura CE e le relative procedure di certificazione, anche se non da tutte le pertinenti direttive e non soltanto dalla presente proposta della Commissione. Sicuramente un simile cambiamento paradigmatico non può essere indotto soltanto dalla presente proposta di direttiva. Se del caso, la Commissione che finora nelle conversazioni ha mostrato un atteggiamento favorevole in materia - può però essere indotta con formulazioni corrispondenti nei considerando a preparare e introdurre un simile cambiamento paradigmatico. La marcatura CE si sta gradualmente diffondendo presso i cittadini dell Unione. L intenzione della Commissione, percepibile nella proposta di direttiva, di valorizzare la marcatura CE con il ridimensionamento o la retrocessione di altre denominazioni di certificazione, secondo il relatore rappresenta un passo nella direzione sbagliata, non soltanto PE /6 DT\ doc
5 viste le riflessioni in atto sulle problematiche OMC, ma anche quelle sugli ordinamenti dell Unione. Piuttosto l importanza della marcatura CE andrebbe valorizzata in modo distinto, conservando nel contempo le possibilità di apporre sull apparecchio denominazioni certificate da terzi. In materia sono necessarie maggiore trasparenza e chiarezza per il consumatore. Una direttiva CE distinta potrebbe definire chiaramente da 3 a 5 classi di rischio per i prodotti e prevedere per ogni classe di rischio una procedura pertinente di certificazione (per esempio da una semplice dichiarazione di conformità senza deposito presso terzi da parte di chi fabbrica o immette in commercio il prodotto fino a un collaudo rigoroso di un modello tramite un ente terzo di certificazione con deposito pubblico del modello e dei risultati del collaudo presso un terzo indipendente o un organo statale prima della fabbricazione/commercializzazione del prodotto). Nella direttiva corrispondente, come esempio si possono citare la direttiva sugli apparecchi a bassa tensione o quella sugli ascensori, si potrebbe fare riferimento agli apparecchi in questione e alla classe di rischio rispettiva e rimandare alle procedure di certificazione di una simile direttiva CE. 9. Rischi per la salute (allegato I) I requisiti di cui all allegato I vanno migliorati per quanto riguarda diversi aspetti. 10. Modifica della direttiva sugli ascensori La proposta di modifica della direttiva sugli ascensori non è né funzionale né sufficiente. La riformulazione del campo di applicazione della direttiva sugli ascensori è, da un lato, soltanto parzialmente necessaria, dato che per esempio gli ascensori da cantiere sono già esclusi dalla direttiva 95/16/CE, e, dall altro, nulla osta a un estensione corrispondente del campo di applicazione della direttiva sulle macchine. Di fatto, nulla osta a una deroga per ascensori a bassa velocità (meno di 0,1 m/s) privi di chiusura laterale completa della cabina. In ogni caso il Parlamento dovrebbe vigilare affinché sia esclusa l attuale possibilità di passare, utilizzando la definizione (per esempio nella direttiva sugli ascensori) di una norma vigente (con requisiti rigorosi), attraverso la semplificazione costruttiva, a un altra norma (con requisiti più blandi). 11. Future possibilità di intervento del Parlamento Proprio nel contesto della discussione su Nizza il Parlamento deve vigilare affinché non siano ridimensionati gli spazi di manovra conseguiti nelle procedure legislative. Sono inaccettabili procedure ma sostanzialmente anche singoli atti giuridici che prevedono un ulteriore sviluppo o modifica delle disposizioni legislative tramite organi privi di legittimità democratica, aggirando Parlamento e Consiglio. Anche quando determinati processi di DT\ doc 5/6 PE
6 modifica sono deliberati con una semplice procedura amministrativa, al Parlamento deve restare la possibilità di bloccare in quanto legislatore sviluppi indesiderati in campo legislativo. PE /6 DT\ doc

References: articolo 1
 articolo 2
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 11
 articolo 9
 articolo 12
 articolo 16