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TEMPIO DI GIOVE on line - PDF
1 TEMPIO DI GIOVE on line INFORMAZIONI GIURIDICHE DALL AVVOCATURA DI ROMA CAPITALE N. 3 ANNO 2012 Marzo Aprile 2011 Numero 2 1
2 Settembre Ottobre 2012 Numero 3 TEMPIO DI GIOVE ON LINE Informazioni giuridiche dall Avvocatura di Roma Capitale 2
3 TEMPIO DI GIOVE ON LINE Informazioni giuridiche dall Avvocatura di Roma Capitale DIRETTORE RESPONSABILE Simone Turbolente COMITATO DI DIREZIONE Guglielmo Frigenti, Pier Ludovico Patriarca, Stefania Pistacchio COORDINAMENTO REDAZIONALE Stefania Pistacchio HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO I DOTTORI PRATICANTI ** Margherita Amitrano Zingale (1) Sarah Cardaci (2) Martina Carsetti (1) Alfonso Cernelli (4) Caterina Cortese (1) Carla De Marco (2) Marialuisa Fontanazza (1) Piergiorgio Fusillo (2) Carolina Antonella Giglio (2) Ilaria Gramaccioni (1 ) Flaminia Ielo (1) Rosa Iodice (2) Eva Mariucci (3) Isabella Mastrangeli (6) Francesca Mazzetta (2) Giordana Pagnutti (2) Annalisa Pomes (3) Valeria Puddighinu (1) Giulia Sangermano (1) Federica Valente (2) Cristina Zaccheo (3). ** Tra parentesi il numero dei contributi inseriti in questo numero. Proprietà: Roma Capitale Sede: Via del Tempio di Giove, Roma Registrazione del Tribunale di Roma n. 448/2009 del Grafica di copertina: Paolo Cazzella 3
4 AVVERTENZA La rivista Tempio di Giove suddivisa in 4 sezioni distinte, è corredata da indici che consentono di rintracciare le sentenze ed i pareri sia attraverso l'ordine cronologico, sia attraverso l'ordine tematico. Lo stile redazionale è quello tipico delle riviste giuridiche, dunque l'uso dei caratteri e dei formati non è mai casuale ma serve ad identificare le diverse parti della sentenza o del parere dai quali è stato estratto il principio giuridico generale. La testatina della 'massima', in carattere tondo normale, riporta tutti i dati utili ad identificare la sentenza, garantendo l'anonimato delle parti. Il neretto riporta i principi giuridici di valore generale desumibili da quella specifica sentenza. Il corsivo commenta in forma più argomentata il principio sintetico espresso nel neretto. I pareri espressi dagli avvocati sono rintracciabili sia attraverso l'indice che li elenca per ordine cronologico di emissione sia attraverso l'ordine alfabetico delle tematiche elencate nell'indice alfabetico sistematico. Nella Sezione 'Argomenti e Note' vengono inseriti contributi più argomentati, firmati dai propri autori. L'indice sistematico alfabetico riporta tutti i neretti, sia quelli tratti dalle sentenze sia quelli tratti dai pareri. I trattini lunghi sottintendono le voci già espresse nella riga sovrastante. 4
5 SOMMARIO Giurisprudenza amministrativa pag. 6 Giurisprudenza civile pag. 16 Pareri pag. 22 Argomenti e note pag. 28 Indice cronologico della giurisprudenza pag. 82 Indice cronologico dei pareri pag. 84 Indice delle note e degli argomenti pag. 85 Indice alfabetico sistematico sentenze e pareri pag. 86 5
6 GIURISPRUDENZA AMMINISTRATIVA 6
7 TAR LAZIO Sez. I quater 14 gennaio 2012 n. 370 Pres. Orciuolo Est. Francavilla B.L. (avv. Santiapichi) c. Roma Capitale (avv. Ciavarella). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Demolizione Ordine Potere vincolato della P.A. Mero accertamento dell abuso E sufficiente. 2. Edilizia ed urbanistica Abusi Acquisizione al patrimonio comunale Avvenuta demolizione Conseguenze. 1. In materia di abusi edilizi, l assenza del titolo edilizio legittima la sanzione demolitoria ai sensi dell art. 31 D.P.R. n. 380 del 2001 e, avendo i provvedimenti repressivi natura vincolata, questi devono essere obbligatoriamente emessi sul presupposto del mero accertamento dell abuso; pertanto, eventuali circostanze opposte, quali l avvio del procedimento urbanistico finalizzato al recupero degli insediamenti abusivi ovvero la perdita di vocazione agricola dell area in cui si è realizzata l opera, non influiscono sull abusività della stessa, né sulla legittimità dei provvedimenti demolitori. 2. In materia di abusi edilizi, il provvedimento con cui si da atto dell avvenuta acquisizione del bene abusivo al patrimonio dell Ente pubblico, si ordina la trascrizione del provvedimento nei registri immobiliari, lo sgombero dell area e l immissione in possesso dell Amministrazione, avendo natura meramente dichiarativa e vincolata, si limita a dare atto dell avvenuta acquisizione, che si verifica peraltro automaticamente ai sensi dell art. 31 D.P.R. n. 380 del 2001 in seguito all inottemperanza alle ordinanze demolitorie, disponendo altresì gli adempimenti consequenziali ai fini dell opposizione ai terzi dell acquisizione in favore dell Amministrazione; pertanto, la mancata considerazione di eventuali censure mosse dall interessato nell emanazione del provvedimento de quo non pregiudica la legittimità dello stesso. TAR LAZIO Sez. I quater 14 gennaio 2012 n. 373 Pres. Orciuolo Est. Biancofiore C.G. (avv. Marsili) c. Roma Capitale (avv. Ciavarella). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Lottizzazione materiale e negoziale Estremi Individuazione. 1. Ai sensi dell art. 30 del T.U. n. 380 del 2001 il reato di lottizzazione abusiva può essere realizzato mediante attività materiale costituita dall esecuzione di opere che determinano una trasformazione edilizia o urbanistica del territorio, in violazione degli strumenti urbanistici vigenti o adottati o comunque di leggi statali o regionali, ovvero con il compimento di attività negoziale che, con il frazionamento dei terreni, ne determina inequivocabilmente la destinazione d uso a scopo edificatorio; pertanto, costituisce lottizzazione abusiva c.d. mista, materiale e negoziale, la suddivisione in lotti di un area di terreno destinata dal P.R.G. al verde pubblico e pubblici servizi a livello locale, qualora il P.R.G. non preveda la suddivisione dell area stessa e su taluno dei lotti venga effettuata attività edificatoria. 7
8 TAR LAZIO Sez. I quater 27 febbraio 2012 n Pres. Orciuolo Est. Francavilla P.L. ed altro (avv. Fedeli) c. Roma Capitale (avv. Siracusa). 1. Edilizia ed urbanistica D.I.A. Decorso del termine di cui all art. 23 D.P.R. n. 380 del 2001 Potere di vigilanza e sanzionatorio Permane. 2. Edilizia ed urbanistica Permesso di costruire Opere di recinzione Criterio di valutazione Individuazione. 1. Nel procedimento di denuncia di inizio attività la scadenza del termine perentorio di trenta giorni, previsto dall art. 23 del D.P.R. n. 380 del 2001, pur precludendo all Amministrazione il controllo a fini inibitori, non impedisce alla stessa di verificare se le opere possono essere realizzate sulla base della denuncia stessa e, nell ipotesi negativa, di esercitare i conseguenti poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall ordinamento. 2. La realizzazione di un muro in pietra e di significativo impatto edilizio non ha natura meramente pertinenziale e, pertanto, necessita di permesso di costruire a differenza della mera recinzione la quale costituisce esplicazione delle facoltà dominicali ed, in particolare, dello ius excludendi alios (nella fattispecie si trattava di blocchetti di pietra di tufo e quindi incidevano in modo permanente e non precario sull assetto edilizio del territorio, occorreva il permesso di costruire). TAR LAZIO Sez. II bis 17 marzo 2012 n Pres. Pugliese Est. Caminiti Cond. V.C. (avv.ti Serafini e Stella Richter) c. Soc. I. (avv.ti Fonti e Valeri) e Roma Capitale (avv. Magnanelli). 1. Edilizia ed urbanistica Piano regolatore Adozione Art. 105 NTA del NPRG adottato Efficacia temporale delle norme transitorie. 2. Edilizia ed urbanistica Abusi Demolizione Ordine Opere realizzate in difformità dal permesso di costruire Art. 31 D.P.R. 380 del 2001 Applicabilità. 1. Ai sensi dell art. 105, lett. c), delle norme tecniche di attuazione del NPRG adottato, le prescrizioni dello stesso non si applicano, nel periodo intercorrente tra l adozione e la definitiva approvazione, alle concessioni richieste entro il 18 giugno 2002 e non ancora rilasciate alla data di adozione; pertanto, tale norma transitoria, volta a rendere più agevole il passaggio dal vecchio al nuovo strumento urbanistico, consente la prosecuzione nell applicazione del precedente PRG in un periodo di salvaguardia di durata limitata nel tempo. 2. La realizzazione di opere in difformità dal progetto assentito mediante rilascio di permesso di costruire va sanzionata ai sensi dell art. 31 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 8
9 380, ma non può costituire motivo di annullamento in autotutela del titolo edilizio legittimamente rilasciato 1. TAR LAZIO Sez. II ter 24 aprile 2012 n Pres. Filippi Est. Quiligotti L. S.D. (avv. Marsili) c. Roma Capitale (avv. Graglia). 1. Commercio Somministrazione alimenti e bevande Istanza di rilascio dell autorizzazione Liberalizzazione attività commerciali Determinazione criteri comunali Legittimità. 2. Commercio Somministrazione alimenti e bevande Istanza di rilascio dell autorizzazione Liberalizzazione attività commerciali Determinazione criteri comunali Provvedimento di diniego Legittimità. 1. L attività di somministrazione di cibi e bevande, pur essendo stata liberalizzata, richiede comunque un espressa autorizzazione; ne consegue, altresì, che l Amministrazione comunale competente per territorio può legittimamente adottare una specifica programmazione, stabilendo criteri predeterminati aventi carattere oggettivo, finalizzati a garantire sia l interesse della collettività, inteso come fruizione di un servizio adeguato, sia quello dell imprenditore al libero esercizio dell attività. 2. È legittimo il diniego di rilascio della richiesta autorizzazione alla somministrazione, in quanto il cd Decreto Bersani, pur mirando alla liberalizzazione delle attività commerciali, non osta alla possibilità che i Comuni disciplinino in materia, tenendo conto degli ulteriori interessi, eventualmente contrapposti, di rilevanza anche costituzionale e dei quali gli stessi si fanno portatori nei confronti della collettività residente. TAR LAZIO Sez. I quater 15 maggio 2012 n Pres. Orciuolo Est. Tricarico B.R.(avv. Lavitola) c. Roma Capitale (avv. Siracusa). 1. Atto amministrativo Procedimento Comunicazione dei motivi ostativi all accoglimento dell istanza Quando si verifica. 2. Atto amministrativo Procedimento Motivazione Per relationem Concetto di disponibilità dell atto richiamato Fattispecie. 3. Edilizia ed urbanistica Attività edilizia Mutamento di destinazione d uso Assenza di opere Ripristino della destinazione d uso Necessità. 1 Cfr. Tar Campania, Sez. VIII, 8 ottobre 2009 n
10 1. L art. 10 bis della L. n. 241 del 1990 contiene l obbligo di preavviso dei motivi ostativi all accoglimento di un istanza di parte e non concerne i procedimenti d ufficio quali sono quelli che conducono all irrogazione di una sanzione. 2. Non può configurarsi violazione dell art. 3 della L. n. 241 del 1990 qualora il provvedimento contenga la descrizione dell abuso contestato e della disposizione di cui si fa applicazione, nonché il richiamo all accertamento tecnico posto a fondamento, integrante una motivazione per relationem; nella motivazione per relationem ex art. 3 L. n. 241 del 1990, il concetto di disponibilità dell atto diverso cui si fa riferimento comporta che questo sia disponibile a norma di legge, ossia che si siano espressamente indicati gli estremi o la tipologia dell atto richiamato, mentre non è necessario che lo stesso venga allegato. 3. I cambi di destinazione d uso da una categoria generale ad un altra in assenza di permesso di costruire o di denuncia di inizio di attività sono sanzionati con l ingiunzione di demolizione, da intendersi, ove manchino opere, quale riduzione in pristino dell originaria destinazione TAR LAZIO Sez. II ter 19 giugno 2012 n Pres. Filippi Est. Panzironi B. M. (avv. Salinetti) c. Roma Capitale (avv. Siracusa). 1. Autorizzazione e concessione Concessione suolo pubblico Diniego Preponderanza interesse pubblico Legittimità. 2. Autorizzazione e concessione Concessione suolo pubblico Sospensione o revoca Potere decisionale della P.A Sissistenza. 1. Nel rilascio di una nuova concessione o nel rinnovo di una concessione esistente, la preponderanza del pubblico interesse motiva, di per sé, il diniego, che non consiste in un arbitraria opposizione alla domanda del richiedente ma si basa sull esistenza di una valida ragione che è da individuarsi nella tutela dei beni architettonici della città e nella salvaguardia delle proprietà pubblica rispetto agli interessi imprenditoriali dei privati. 2. La concessione di occupazione di suolo pubblico può essere modificata, sospesa o revocata in qualsiasi momento, con provvedimento motivato, concedendo all Amministrazione un ampio grado di discrezionalità, modulabile a seconda delle preordinate esigenze di tutela dell interesse della collettività o di protezione del patrimonio storico, artistico e culturale della città storica. TAR LAZIO Sez. I quater 20 luglio 2012 n Pres. Orciuolo Est. Russo Soc. A.N. (avv.ti Cetrano e Nibali) c. Roma Capitale (avv. Ciavarella). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Demolizione Ordine Motivazione Criterio di sufficienza. 10
11 2. Atto amministrativo Procedimento Comunicazione di avvio Omissione Annullamento dell atto Esclusione. 1. In tema di abusi edilizi, presupposto per l adozione dell ordine di demolizione di opere abusive è soltanto la constatata esecuzione di un intervento edilizio in assenza del prescritto titolo abilitativo, con la conseguenza che essendo tale ordine un atto dovuto esso è sufficientemente motivato con l indicazione delle opere realizzate e dell accertata abusività delle stesse, senza la necessità di motivare in ordine ad alcun interesse pubblico da ritenersi in re ipsa La violazione dell obbligo di comunicazione dell avvio del procedimento non costituisce motivo idoneo a determinare l annullabilità dei provvedimenti sanzionatori in materia di abusi edilizi, in quanto è palese, attesa l assenza di qualsivoglia titolo abilitativo all edificazione, che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato, sicché sussiste la condizione prevista dall art. 21 octies, comma 2, della L. n. 241 del 1990 per determinare la non annullabilità del provvedimento impugnato 2. TAR LAZIO Sez. II ter 4 settembre 2012 n Pres. M. Filippi Est. Quiligotti F.P.M. (avv. Di Meglio) c. Roma Capitale (avv. Rizzo). 1. Commercio Esercizio del commercio su aree pubbliche Posteggio assegnato Istanza di ricollocazione Silenzio assenso della P.A. Inconfigurabilità. 2. Commercio Esercizio del commercio su aree pubbliche Posteggio assegnato Istanza di ricollocazione Silenzio Rifiuto Art. 117 Cod. proc. amm. Ricorso per motivi aggiunti Inammissibilità. 1. L istanza di ricollocazione sulla medesima postazione di un posteggio già assegnata per l esercizio del commercio su area pubblica ai sensi dell art. 44 comma 3 della L.R. Lazio n. 33 del 1999 è un procedimento atipico; pertanto, alla luce della normativa del settore, non è prevista la formazione del silenzio-assenso alla decorrenza del termine di conclusione del procedimento stesso. 2. Il meccanismo diretto ad accertare se l inerzia serbata da una P.A. in ordine all istanza del privato violi o meno l obbligo di adottare il provvedimento esplicito di cui all art. 2 della L. n. 241 del 1990 è il rito speciale del silenzio disciplinato dall art. 117 Cod. proc. amm.; pertanto, deve essere dichiarato inammissibile il ricorso per motivi aggiunti con cui si impugna la conferenza di servizi che abbia espresso parere negativo sull istanza di ricollocazione di un posteggio per l esercizio del commercio su area pubblica prospettando il formarsi del silenzio-rigetto. 1 Cfr. Tar Campania, Sez. IV, 28 dicembre 2009 n. 9638; Tar Lazio, Sez. I quater, 10 maggio 2011 n Cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 15 maggio 2009 n
12 TAR LAZIO Sez. II ter 18 settembre 2012 n Pres. Filippi Est. Quiligotti Soc. C.C.D. (avv.ti Mazzola e Manni) c. Roma Capitale (avv. Rocchi). 1. Autorizzazione e concessione Concessione suolo pubblico Subentro per variazione gestione attività Documentazione E necessaria. 2. Autorizzazione e concessione Occupazione suolo pubblico Divieti ai sensi della deliberazione del Consiglio comunale n. 119 del 2005 Potere decisionale della P.A. Sussistenza. 1. Il subentro per variazione nella gestione dell attività è un ipotesi di rilascio di una nuova concessione; pertanto, deve essere presentata anche la documentazione necessaria ex art. 4 quater, comma 4, della deliberazione del Consiglio comunale n. 119 del I divieti inerenti alle occupazioni di suolo pubblico nel territorio comunale imposti dalla deliberazione del Consiglio comunale n. 119 del 2005 non hanno il carattere della esclusività; pertanto, l Amministrazione può esercitare la propria discrezionalità in relazione alle concrete situazioni, pur se non direttamente contemplate dalla predetta deliberazione. TAR LAZIO Sez. II bis 21 settembre 2012 n Pres. Vinciguerra Est. Caminiti G.M.A. ed altri (avv. Lallini) c. Ministero per i Beni Culturali (Avv.ra gen. Stato) e Roma Capitale (avv. Murra). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Condono Istanza Vincoli Parere ex art. 32 L. n. 47 del 1985 Necessità. 2. Edilizia ed urbanistica Abusi Condono Istanza Vincoli Insorgenza Irrilevanza. 1. In tema di rilascio di concessione in sanatoria, l abuso edilizio realizzato su un area sottoposta a vincolo storico e archeologico necessita del parere favorevole delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso, costituendo il suddetto parere preventivo un elemento necessario e condizionante il provvedimento comunale di sanatoria edilizia. 2. In tema di abusi edilizi, l esistenza del vincolo archeologico deve essere valutata al momento in cui viene esaminata la domanda di sanatoria, a prescindere dall epoca della sua introduzione e, quindi, anche per le opere eseguite anteriormente all apposizione del vincolo stesso; pertanto, anche l esistenza di vincoli di inedificabilità sopravvenuti alla presentazione dell istanza di condono, impone un giudizio di compatibilità dei manufatti realizzati abusivamente con i summenzionati vincoli. 12
13 TAR LAZIO Sez. I quater 4 ottobre 2012 n Pres. Orciuolo Est. Russo Soc. C. (avv. Spada) c. Roma Capitale (avv. Siracusa). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Demolizione Ordine Atto dovuto della P.A. 2. Edilizia ed urbanistica Abusi Demolizione Ordine Atto dovuto della P.A. Comparazione tra interesse pubblico e privato Non è necessaria. 1. L ordine di demolizione di opere edilizie abusive, ancorché risalenti nel tempo, costituisce atto dovuto, non potendo il semplice trascorrere del tempo giustificare il legittimo affidamento del contravventore. 2. La sanzione edilizia, quale l ordinanza di demolizione di opere abusive, costituisce un atto dovuto della P.A.; pertanto, la stessa non necessita di una comparazione dell interesse privato alla conservazione dell abuso con l interesse pubblico alla repressione dell illecito. TAR LAZIO Sez. I quater 19 ottobre 2012 n Pres. Orciulo Est. Bignami P.S. (avv. Iacobucci) c. Roma Capitale (avv. Murra). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Demolizione Ordine In caso di compromissione della parte conforme E legittimo. 1. In materia di abusi edilizi, il profilo secondo cui l opera non potrebbe venire demolita senza compromettere la parte conforme del fabbricato preesistente viene rilievo solo nella fase esecutiva; pertanto, siffatto profilo non incide sulla legittimità dell ordine di rimozione e/o demolizione delle opere abusivamente realizzate 1. TAR LAZIO Sez. I quater 19 ottobre 2012 n Pres. Orciuolo Est. Bignami L.M. (avv. Catalano) c. Roma Capitale (avv. Garofoli). 1. Edilizia ed urbanistica Abusi Acquisizione al patrimonio comunale Responsabilità del proprietario È necessaria. 1. Il Comune non può applicare la sanzione dell acquisizione gratuita al proprio patrimonio qualora l abuso edilizio sia stato commesso da un terzo e non risulti provata la responsabilità del proprietario; pertanto, affinché l acquisizione gratuita al patrimonio del Comune sia configurabile, quale conseguenza dell abuso, è sempre necessaria la prova della responsabilità del proprietario. 1 Cfr. ex plurimis, Tar Campania, 27 luglio 2011 n
14 TAR LAZIO Sez. II 24 ottobre 2012 n Pres. Tosti Est. Martino Soc. C.R. (avv. Nardocci) c. Roma Capitale (avv. Rossi). 1. Processo amministrativo Sentenza dichiarativa dell obbligo di provvedere Inadempimento della P.A. Nomina Commissario ad acta Necessità Fattispecie. 1. Nel caso in cui l Amministrazione, tenuta a dare esecuzione ad una sentenza dichiarativa dell obbligo di provvedere, non adotti nel termine assegnato alcuna iniziativa al riguardo, in sua sostituzione è necessario designare un Commissario ad acta, affinché provveda in sua vece. (Nel caso di specie, in occasione di una procedura aperta per l affidamento della concessione relativa ai lavori di riqualificazione stradale, una Società aveva proposto istanza al Comune, sollecitando l Amministrazione a definire la procedura e a seguito del silenzio serbato aveva quindi agito dinanzi al Tar che aveva accertato e dichiarato l obbligo di Roma Capitale di provvedere sull istanza entro un termine definito). TAR LAZIO Sez. II bis 30 ottobre 2012 n Pres. Pugliese Est. Sestini Soc. C. (avv. Manzia) c. Roma Capitale (avv. Sabato). 1. Edilizia ed urbanistica Piano particolareggiato decaduto Validità Osservanza allineamenti e prescrizioni di zona Nessun limite temporale Fattispecie. 2. Edilizia ed urbanistica Permesso di costruire Standard urbanistici Sufficiente urbanizzazione Criteri di valutazione Ambito territoriale Individuazione. 1. Le norme tecniche di attuazione di PRG costituiscono indicazioni generali che devono essere conformate alle prescrizioni di zona anche se decadute, poiché la scadenza del termine previsto per l attuazione del piano di zona priva di efficacia il piano medesimo per la parte in cui non abbia avuto esecuzione, permanendo invece a tempo indeterminato l obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti nei piani stessi (artt. 17 e 41 quinquies L. 17 agosto 1942 n. 1150); pertanto, il piano di zona che recepisca una densità comprensoriale massima inferiore a quella fissata con norme tecniche di attuazione di P.R.G. previgente non comporta violazione o falsa applicazione di queste ultime. 2. In sede di valutazione degli standard urbanistici previsti ex D.M. 2 aprile 1968 n ai fini del rilascio del permesso di costruire, ogni lotto va valutato dall Amministrazione con riferimento al comprensorio in cui interviene, secondo un ottica globale e relazionale delle singole parti, e la compatibilità dell edificazione di un area deve essere verificata non solo sotto il profilo dei nuovi carichi urbanistici per le aree limitrofe, bensì anche sotto quello del venir meno di standard sui quali le aree limitrofe potevano in precedenza far affidamento secondo la pianificazione territoriale; 14
15 pertanto, l affermata autosufficienza di un progetto edilizio quanto agli standard ex D.M. 2 aprile 1968 n non risulta in assoluto risolutiva ai fini del rilascio del permesso di costruire. CONSIGLIO DI STATO Sez. V 31 ottobre 2012 n Pres. Baccarini Est. Amicuzzi Roma Capitale (avv. Siracusa) c. Soc. S.C.I.. (avv. Tobia). 1. Processo amministrativo Risarcimento danni Omessa impugnazione del provvedimento illegittimo E oggetto di valutazione da parte del giudice Danni evitabili con l impugnazione del provvedimento Risarcibilità Esclusione. 2. Affissioni e pubblicità Impianti abusivi Rimozione Provvedimento Caratteri. 3. Competenza e giurisdizione Affissioni e pubblicità Impianti abusivi Rimozione Giurisdizione G.A. Esclusione. 1. L'art. 30 comma 3 del Cod. proc. amm. afferma che l'omessa attivazione da parte dell'interessato del ricorso per annullamento del provvedimento lesivo costituisce una condotta valutabile, nel quadro del comportamento complessivo delle parti, alla stregua del canone di buona fede e del principio di solidarietà; pertanto, il comportamento della parte può autorizzare il giudice ad escludere il risarcimento, o a ridurne l importo, ove accerti che la tempestiva impugnazione del atto lesivo avrebbe evitato o limitato i danni da quest ultimo derivanti Il provvedimento di rimozione degli impianti pubblicitari posizionati abusivamente ai sensi dell art. 23 del D.L.vo n. 285 del 1992 è un ordine che deriva direttamente dall accertamento della violazione e dall irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria; pertanto, detto provvedimento costituisce uno accessorio della sanzione amministrativa pecuniaria. 3. Il provvedimento di rimozione di impianti pubblicitari posizionati abusivamente ai sensi dell art. 23 del D.L.vo n. 285 del 1992 costituisce un accessorio della sanzione amministrativa pecuniaria; pertanto, l atto, se anche di emanazione del Comune, è soggetto alla giurisdizione del giudice ordinario, come il provvedimento principale 2. 1 Cfr. Cons. Stato, Ad. Plen., 23 marzo 2011 n Cfr. Cass. Civ., SS.UU., 23 giugno 2010 n ; id. 14 gennaio 2009 n
16 GIURISPRUDENZA CIVILE 16
17 CORTE D APPELLO DI ROMA Sez. lav. 17 febbraio 2012 n Pres. Cortesani Est. Cocchia S.S. (avv. Tomassetti) c. Roma Capitale (avv. Graglia). 1. Impiego pubblico e privato Incarichi dirigenziali Trattamento economico Onnicomprensività Cumulo per incarichi differenti Impossibilità Fattispecie. 2. Impiego pubblico e privato Incarichi dirigenziali Attribuzione di incarichi interinali Riconoscimento della retribuzione di risultato Esclusione. 1. Il trattamento retributivo del personale con qualifica dirigenziale ex art. 24 del D.L. vo n. 165 del 2001 determinato dai contratti collettivi in relazione alle funzioni e alle responsabilità, remunera ogni genere di incarico conferito in ragione dell ufficio (anche secondari ed accessori) ed anche ogni incarico comunque conferito dall Amministrazione; pertanto, qualora venga conferito un incarico non connesso con quello di direzione del Dipartimento lo stesso risulta compensato dal trattamento contrattuale 2. La normativa in materia di attribuzione di incarichi dirigenziali prevista dal contratto collettivo decentrato per gli Enti locali stabilisce, con riferimento agli incarichi interinali, solo la retribuzione di posizione pro quota e non quella di risultato; inoltre, è esplicitamente stabilito che il compenso è limitato alla misura prevista per un solo incarico, senza possibilità di incremento in caso di doppio o plurimo incarico. TRIBUNALE DI ROMA Sez. III lav. 3 aprile 2012 n Est. Gandini A.S. (Avv. Casamassima) c. Roma Capitale (Avv. Graglia). 1. Impiego pubblico e privato Risarcimento del danno ex art Cod. civ. Onere della prova A carico del ricorrente. 1. Presupposto necessario per la liquidazione del danno, anche se questa sia effettuata in via equitativa ex art Cod. civ. è la prova della effettiva sussistenza del danno ex art Cod. civ. in termini di danno emergente e lucro cessante e della sussistenza del nesso causale tra il danno che si assume di aver subito e la condotta tenuta dal Comune resistente, da fornirsi dalla parte che si assume danneggiata dalla effettiva esistenza di un danno causato dall inadempimento; pertanto, il risarcimento dei danni scaturiti dal rapporto lavorativo non può mai ritenersi in re ipsa, dovendo essere gli stessi allegati e provati in giudizio ex art Cod. civ. sottoponendo alla valutazione del giudice precisi elementi in base ai quali sia possibile risalire attraverso un prudente apprezzamento alla esistenza dei danni denunziati 1. 1 Cfr. Cass., Sez. lav. 13 gennaio 2012 n. 392; id., SS.UU. 11 novembre 2008 n
18 TRIBUNALE DI ROMA Sez. VI 16 aprile 2012 n Est. Di Mauro V.B. (avv. Di Maggio) c. Roma Capitale (avv. Pasquali). 1. Competenza e giurisdizione Alloggi A.T.E.R. Domanda di accertamento dell assenza del diritto Giurisdizione ordinaria. 2. Competenza e giurisdizione Alloggi A.T.E.R. Domanda di annullamento o revoca del decreto di rilascio dell immobile occupato senza titolo Giurisdizione amministrativa. 1. In tema di edilizia residenziale pubblica, la controversia introdotta da chi si opponga ad un provvedimento dell Amministrazione comunale di rilascio di immobili ad uso abitativo occupati senza titolo rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, essendo contestato il diritto ad agire esecutivamente e configurandosi l ordine di rilascio come un atto imposto dalla legge e non come esercizio di un potere discrezionale dell Amministrazione, la cui concreta applicazione richieda, di volta in volta, una valutazione del pubblico interesse. 2. In tema di edilizia residenziale pubblica, ove il ricorrente nell atto introduttivo del giudizio non si limiti a chiedere al giudice ordinario di disapplicare in via incidentale il decreto di rilascio dell immobile occupato senza titolo ma ne chieda, in via principale, l annullamento o la revoca, stante l irregolare espletamento dell attività amministrativa che ha condotto alla sua emanazione, la controversia verterebbe non in materia di lesione di diritti soggettivi, ma in materia di interessi legittimi e come tale è di competenza del giudice amministrativo. TRIBUNALE DI ROMA Sez. V 20 aprile 2012 n Est. Dedato E.T. (avv. Berti) c. Roma Capitale (avv. Pasquali). 1. Usucapione Possesso ad usucapionem Azione per l accertamento del possesso Onere probatorio Fattispecie. 1. E posto in capo a colui che agisce al fine di far accertare il diritto di proprietà per usucapione l onere di provare il compimento di idonee attività materiali, in opposizione al proprietario, idonee a trasformare la detenzione in possesso utile ad usucapionem; in particolare, laddove il bene sia stato consegnato per effetto di una convenzione, la natura del rapporto di fatto che si instaura tra il soggetto che ha ricevuto il bene ed il bene medesimo non può che rientrare nella mera detenzione, in quanto la relazione che si crea con il bene è in nomine alieno, ovvero inidonea all usucapione. 18
19 TRIBUNALE DI ROMA Sez. IV 14 maggio 2012 n Est. Di Mauro C.C. D. (avv. Alcaro) c. Roma Capitale (avv. Ciavarella). 1. Competenza e giurisdizione Edilizia residenziale pubblica Giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo Criteri di riparto Individuazione. 1. In tema di edilizia residenziale pubblica, ove si controverta di questioni insorte nella fase procedimentale antecedente all assegnazione degli alloggi ERP si ravviserà la giurisdizione del giudice amministrativo, laddove, viceversa, si discuta della disciplina del rappporto già instaurato, la giurisdizione spetterà al giudice ordinario 1 ; pertanto, la controversia relativa al diritto ad usufruire del cambio dell alloggio ERP in godimento, configurandosi questo quale interesse legittimo a che la competente Amministrazione eserciti il proprio potere di assegnazione dell alloggio in modo da meglio contemperare le esigenze abitative del titolare del diritto su menzionato con i distinti e concorrenziali interessi dei diversi legittimati all ottenimento dell abitazione medesima, oltre che con le risorse pubbliche obiettivamente e concretamente destinabili al soddisfacimento di tali bisogni, sarà dervoluta al giudice amministrativo. TRIBUNALE CIVILE DI ROMA Sez. VI 15 maggio 2012 n Est. Di Mauro A.N. (Avv. Petrella) c. Roma Capitale (Avv. Graglia) e Soc. R.G (Avv. Cavallaro). 1. Edilizia ed urbanistica Edilizia residenziale pubblica Ampliamento del nucleo familiare Subentro nell assegnazione Condizioni. 1. Nelle locazioni di immobili di edilizia residenziale pubblica, il diritto al subentro nell assegnazione ai componenti del nucleo familiare dell assegnatario originario o ampliato si determina, così come previsto dall art. 12 comma 4 della L. R. 12/99 nei seguenti casi: a) matrimonio dell assegnatario, b) convivenza more uxorio dell assegnatario da almeno due anni, c) accrescimento della prole dell assegnatario dovuta a nascita naturale, riconoscimento o adozione, d) affidamento di minori, e) rientro dei figli; pertanto, l assenza dei suddetti requisiti legittima le iniziative intraprese dall Amministrazione allo scopo di ottenere il rilascio dell immobile di edilizia pubblica residenziale. CORTE DI CASSAZIONE Sez. I 18 giugno 2012 n Pres. Vitrone Est. Macioce Soc. A.V. (avv. Ranuzzi) c. Roma Capitale (avv. Magnanelli). 1. Contratti della P.A. Appalto opere pubbliche Risoluzione per inadempimento Art. 23, comma 4, D.L. n. 66 del 1989 Azione di indebito arricchimento nei confronti della P.A. Improponibilità Responsabilità diretta del funzionario deliberante. 1 Cass. SS.UU. 12 giugno 2006 n
20 1. Il meccanismo di imputazione diretta delle obbligazioni stipulate dagli amministratori, dirigenti e funzionari degli Enti locali, introdotto dall art. 23, comma 4, D.L. 2 marzo 1989 n. 66 e trasfuso nell art. 191, comma 4, D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267, è operativo tutte le volte in cui l accordo intercorso, comportante un rilievo patrimoniale per l Ente, difetti delle condizioni di giuridica riferibilità ad esso (il difetto della forma scritta ad substantiam); pertanto, la domanda di ingiustificato arricchimento, esperita nei confronti di un Ente locale per progettazioni commissionate senza la stipulazione di un contratto scritto, è improponibile dato il carattere residuale del rimedio ex art Cod. civ., potendosi esperire azione diretta nei confronti del funzionario che ha proceduto all accordo senza alcuna formalità. TRIBUNALE DI ROMA Sez. XII 20 giugno 2012 n Est. Canonaco A.V. (avv.diaco) c. Roma Capitale (avv. Pasquali). 1. Circolazione stradale Sanzioni Amministrative Accertamento e contestazione di infrazioni Poteri degli ausiliari del traffico Limiti Infrazione connessa a sosta in area riservata alla fermata dei mezzi pubblici Attribuzione. 1. I soggetti indicati dall art. 17 commi 132 e 133 L. n. 12 del 1997 non possono contestare ogni tipo di violazione del Codice della strada, ma solo quelle che sono espressamente contemplate dalla legge e funzionali al servizio da essi svolto; in particolare, i soggetti di cui al comma 132 (dipendenti del Comune e delle società di gestione dei parcheggi) possono contestare esclusivamente le violazioni concernenti le disposizioni in materia di sosta mentre, i soggetti di cui al comma 133 (appartenenti al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone) possono invece contestare esclusivamente le violazioni in materia di sosta e circolazione nelle aree o corsie riservate ai mezzi pubblici 1. TRIBUNALE DI ROMA Sez. II 16 luglio 2012 n Est. Scalia P.A. (avv. Conti) c. Roma Capitale (avv. Magnanelli), Soc. P.P.M. e Soc. C.P.M. (avv. Perone). 1. Processo civile Domanda principale Domanda subordinata di ingiustificato arricchimento ex art Cod. civ. Mancata specificazione nell atto di citazione Tardività Inammissibilità. 1. Nel processo civile l attore deve formulare le proprie istanze nell atto introduttivo del giudizio; pertanto, deve ritenersi inammissibile la domanda di arricchimento senza causa che abbia trovato ingresso in lite solo in sede di conclusionale, laddove l atto di citazione non contenga alcun riferimento all azione di cui all art Cod. civ. 1 Cfr. Cass. civ. 17 marzo 2009 n. 6502; Cass. civ. 18 agosto 2006 n

References: sentenza 
 art. 31
 art. 31
 art. 30
 art. 23
 art. 23
 Art. 105
 Art. 31
 art. 105
 art. 31
 art. 10
 art. 3
 art. 3
 art. 21
 Art. 117
 art. 44
 art. 2
 art. 117
 art. 4
 art. 32
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 23
 art. 23
 Cass. 
 art. 24
 art. 12
 Art. 23
 Cass. 
 art. 23
 art. 191
 art. 17
 Cass. 
 Cass.