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Timestamp: 2019-03-25 10:40:35+00:00

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Stalking: per l'ammonimento del Questore non è necessario l'avviso
> Donna e famiglia Pubblicato il 24 Giugno 2016
L’avviso di avvio del procedimento, contro il colpevole del reato di stalking, non è necessario se il Questore motiva l’urgenza del provvedimento.
Nel caso di procedura di ammonimento del Questore per stalking, non è necessario l’avviso di avvio del procedimento nei confronti del colpevole se la misura adottata risulta essere motivata dall’urgenza, motivazione che, comunque, deve risultare in modo chiaro e netto dal provvedimento. È quanto chiarito dal Consiglio di Stato in una recente sentenza [1].
3 Stalking: l’ammonimento del Questore
4 L’obbligo di motivazione dell’ammonimento del Questore
Un uomo, accusato di stalking, riceveva l’ammonimento dal Questore. Contro il provvedimento, l’uomo proponeva prima il ricorso gerarchico al Prefetto e, dopo il rigetto, ricorso al giudice amministrativo (TAR). Al centro della contestazione del colpevole, il fatto che allo stesso non fosse stato inviata la comunicazione di avvio del procedimento. La doglianza veniva accolta in primo grado; tuttavia, in secondo, davanti al Consiglio di Stato, la decisione veniva capovolta e l’ammonimento del Questore veniva ritenuto legittimo.
La legge sul procedimento amministrativo [2] stabilisce che, se non vi siano particolari necessità di urgenza e di celerità del procedimento, l’avvio del procedimento stesso va comunicato personalmente al soggetto nei confronti del quale il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed agli altri soggetti che, per legge, devono intervenirvi. Resta salva la facoltà dell’amministrazione di adottare, anche prima di tale comunicazioni, provvedimenti cautelari.
L’obbligo di partecipazione dell’interessato è per garantire a quest’ultimo la possibilità di presentare difese a sostegno della propria posizione e, nel caso di stalking, per dimostrare l’infondatezza delle accuse ricevute. Si tratta, anche dell’espressione del principio di contraddittorio insito in ogni procedimento che possa comportare la compressione di diritti soggettivi.
Stalking: l’ammonimento del Questore
Fino a quando non è proposta querela per il reato di stalking la persona offesa può rivolgersi all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta [3]. Il Questore, dopo aver assunto le necessarie informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate sui fatti, se ritiene fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento.
Una volta investito della questione, il Questore è tenuto a valutare, con ampia discrezionalità, ogni elemento del caso concreto: in particolare, egli deve verificare non solo se sia giusto emettere o meno l’ammonimento per stalking, ma anche quando emetterlo. In particolare egli può decidere se adottare immediatamente detto provvedimento oppure se le circostanze consentano di avvisare prima il presunto colpevole dell’avvio del procedimento, dandogli il tempo di difendersi e chiedere di essere ascoltato.
In buona sostanza, il Questore deve valutare se sussistano le condizioni di urgenza, richieste dalla legge sul procedimento amministrativo (di cui abbiamo parlato nel precedente punto [2]), che consentano di emettere l’ammonimento senza bisogno di avviare in anticipo la fase di partecipazione dell’interessato all’emissione dell’atto.
Se nel proprio provvedimento il Questore da espressamente atto che sussistono “particolari esigenze di celerità del procedimento amministrativo” e che la misura va senz’altro emessa immediatamente “al fine di scongiurare il possibile scatenarsi di dinamiche reattive ulteriori”, allora l’ammonimento può essere inflitto anche senza bisogno del preventivo avviso all’interessato.
Il Consiglio di Stato ha così valutato ragionevoli le considerazioni fatte dal Questore, anche in ragione dei fatti posti a fondamento della richiesta avanzata dalla persona offesa (come il possesso di una licenza di polizia per porto d’armi da parte del destinatario dell’ammonimento).
Non solo quindi la natura cautelare del provvedimento, ma altresì le risultanze del procedimento sono state poste dal Questore a fondamento dell’urgenza oltre che della necessità della misura adottata.
L’obbligo di motivazione dell’ammonimento del Questore
La sentenza in commento chiarisce, comunque, un punto fermo: se vero è che il provvedimento di ammonimento, assolvendo a una funzione tipicamente cautelare e preventiva, non deve necessariamente essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, è anche vero che tale decisione deve essere comunque motivata dal Questore sulla base della particolarità del quadro indiziario alla base della misura adottata.
[1] Cons. St. sent. n. 2419/2016 del 6.06.2016.
[2] Art. 7, legge 241/1990.
[3] Art. 8 del Dl n. 11 del 2009.
N. 02419/2016REG.PROV.COLL. N. 01964/2016 REG.RIC.
in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1964 del 2016, proposto dal Ministero dell’Interno, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici è domiciliato in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12;
Il signor Le. Man., rappresentato e difeso dall’avvocato Maria Riccio, con domicilio eletto presso la signora Giulia Nicolais in Roma, piazza G. Mazzini, n.27;
La signora Da. San.;
della sentenza del T.A.R. per la Liguria, Sez. II, n. 701/2015, resa tra le parti;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del signor Le. Man.; Viste le memorie difensive;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 26 maggio 2016 il pres. Luigi Maruotti e uditi per le parti l’avvocato Giulia Nicolais, su delega dell’avvocato Maria Riccio, e l’avvocato dello Stato Maria Vittoria Lumetti;
2. Col ricorso di primo grado n. 593 del 2015 (proposto al TAR per la Liguria), l’interessato ha impugnato l’atto del Questore e quello del Prefetto, chedendone l’annullamento.
«2. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti
è stato richiesto il provvedimento».
Così deciso in Roma, presso la sede del Consiglio di Stato, Palazzo Spada, nella camera di consiglio del giorno 26 maggio 2016, con l’intervento dei magistrati:
Luigi Maruotti, Presidente, Estensore Carlo Deodato, Consigliere
Lydia Ada Orsola Spiezia, Consigliere Paola Alba Aurora Puliatti, Consigliere Pierfrancesco Ungari, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 06/06/2016

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 7
 Art. 8
 SENTENZA

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