Source: http://handsoffcain.info/bancadati/africa/botswana-60000031
Timestamp: 2020-04-05 23:16:19+00:00

Document:
costituzione: 30 settembre 1966
sistema giuridico: si basa sul diritto romano e olandese e sul diritto consuetudinario
sistema legislativo: bicamerale, Camera dei Rappresentanti (House of Chiefs) e Assemblea Nazionale (National Assembly)
sistema giudiziario: Alta Corte, Corte d'Appello e Corti dei Magistrati (una in ogni distretto)
religione: 71,6% cristiani, 6% Badimo, altro
braccio della morte: 5 (al 30 maggio 2018)
La pena di morte è in vigore da quando il Botswana è divenuto indipendente dalla Gran Bretagna nel 1966. Da allora sono state messe a morte almeno 48 persone (al 30 giugno 2016).
Sono considerati crimini capitali omicidio, pirateria, tradimento, spionaggio, attentato alla vita del Capo dello Stato e reati militari come ammutinamento e diserzione di fronte al nemico.
Il numero delle esecuzioni, spesso effettuate in segreto, è sempre stato molto basso, una o al massimo due l’anno. Nel 2004 e nel 2005, per la prima volta dopo molti anni, non si è registrata alcuna esecuzione. Tra il 2006 e il 2010 sono state effettuate cinque esecuzioni, una all’anno. Nel 2011 non sono state compiute esecuzioni.Nel 2012 è stata effettuata almeno un’esecuzione. Secondo Amnesty International, le esecuzioni sarebbero state 2 e 5 le condanne a morte. Un’altra esecuzione è stata compiuta nel maggio 2013. Nessuna esecuzione è stata effettuata nel 2014 e nel 2015 ma 1 esecuzione è stata compiuta nel 2016. Alla fine del 2016 c'era solo 1 condannato nel braccio della morte.
Nel 2017 sono state comminate 6 nuove condanne a morte e quindi 7 detenuti risultavano nel braccio della morte alla fine dell'anno.
Le esecuzioni non possono avvenire senza un mandato firmato dal Presidente, ma nessun Presidente ha mai concesso la grazia.
Nell’ottobre 2008, il Presidente del Botswana, Seretse Khama Ian Khama, ha dichiarato che il Governo non intende cambiare la sua attuale posizione sulla pena di morte. Ha aggiunto che questo non significa che il governo si diverta a farlo ma è l’unico modo per scoraggiare le persone a uccidere. “La paura di rischiare la pena di morte può portare un possibile omicida a pensarci due volte prima di uccidere qualcuno”, perché “nessuno vuole morire”.
Il 9 ottobre 2013, il giudice dell’Alta Corte di Lobatse, Tshepo Motshwagole, ha stabilito che il processo capitale in Botswana è incostituzionale. Con una sentenza storica, ha demolito l’articolo 203 del Codice Penale, dicendo che esso prevede di fatto una condanna a morte obbligatoria, dal momento che non consente a un imputato di omicidio di primo grado di far valere tutti i fattori attenuanti – ad esempio, il fatto di essere al primo reato, essersi pentito e aver subito una carcerazione preventiva – che possano convincere il giudice di merito a non comminare la pena di morte. Per il giudice dell’Alta Corte era ingiusto che un omicida senza attenuanti non meritasse nessuna clemenza mentre a un altro omicida poteva essere accordata. Motshwagole ha stabilito che tale disparità di trattamento, benefici e tutela di legge è contraria all’articolo 3(a) e 10(1) della Costituzione. Il giudice ha fatto notare che in Botswana, nei casi di omicidio con circostanze attenuanti, la pena massima che può essere inflitta è di 25 anni. Egli ha inoltre spiegato che “c’è una differenza qualitativa tra la pena di morte e la detenzione massima di 25 anni finora applicata dalla Corte d’Appello in una manciata di casi.” “Ciò dovrebbe turbare le nostre coscienze e farci rendere conto che il nostro sistema giudiziario è malato, iniquo e profondamente ingiusto, in quanto offende i principi fondamentali della Giustizia.”
La sentenza di Motswagole riguardava il caso di Rodney Masoko, accusato di aver ucciso la sua fidanzata, Gloria Zwemisi, il 27 febbraio 2006 a Francistown. L’avvocato Kgosietsile Ngakaagae, un ex pubblico ministero, ha annunciato che, a seguito della sentenza dell’Alta Corte, in Botswana non ci saranno più impiccagioni, che resteranno sospese fino a che la sentenza del giudice Motswagole non sarà ribaltata dalla Corte d’Appello, se mai sarà fatto ricorso. Il 16 ottobre 2013, la Direzione della Pubblica Accusa (DPP) ha annunciato con un comunicato stampa di aver deciso di appellarsi contro la sentenza del giudice Tshepo Motshwagole. Il DPP ha detto che la pena di morte in Botswana rimane in vigore ed è costituzionale, come è stato stabilito nella sentenza del 1995 della Corte d’Appello nel caso Ntesang vs State, e la decisione nel caso di Rodney Masoko non la supera né ha effetti vincolanti per gli altri giudici dell’Alta Corte.
Nel 2013, la Corte d’Appello ha risparmiato la vita ad almeno cinque detenuti del braccio della morte attraverso una riduzione di pena o la loro assoluzione definitiva.
Secondo il codice di procedura penale, nel caso in cui la condannata sia una donna incinta, la pena è trasformata in ergastolo.
Il 23 gennaio 2013, il Botswana è stato sottoposto alla Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. Il Governo ha respinto le raccomandazioni di introdurre una moratoria legale delle esecuzioni e di abolire la pena di morte. Finché la maggioranza dei cittadini del Botswana continuerà a volere la pena capitale, il governo continuerà a sostenerla, ha detto il Ministro della Giustizia Dikgakgamatso Seretse.
Il 29 settembre 2017, il Botswana ha votato contro la risoluzione sulla pena di morte (L6/17) alla 36° sessione del Consiglio diritti umani.
Il 17 dicembre 2018, il Botswana ha votato nuovamente contro la Risoluzione per una Moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, come negli anni precedenti.
Queste due ultime esecuzioni portano a quattro le esecuzioni praticate nel Paese da quando il presidente Mokgweetsi Masisi è stato eletto lo scorso ottobre.
Moabi Seabelo Mabiletsa, 33 anni, e il suo co-imputato Matshidiso Tshid Boikanyo, 39 anni, sono stati impiccati di mattina nella Prigione Centrale di Gaborone, secondo quanto riferito dai servizi penitenziari.
I due erano stati condannati a morte nel 2017 dall’Alta Corte di Gaborone in relazione all'omicidio di Vincent Mopipi, un tassista, commesso il 13 settembre 2013 presso il Blocco 9 della città.
L’8 febbraio 2019 le loro condanne erano state confermate dalla Corte d’Appello.
Il Botswana ha giustiziato un uomo il mese scorso e un altro a dicembre.
(Fonti: Agence France-Presse, Times Live, zimeye.net, 28/03/2020)
24 Febbraio 2020 :
Mmika Michael Mpe è il secondo detenuto giustiziato da quando il presidente Mokgweetsi Masisi è entrato in carica a ottobre.
Era stato condannato a morte nel 2018 per l'omicidio del suo datore di lavoro nel 2014 e il suo appello era stato respinto l'anno scorso.
L’impiccagione di Mpe segue l'esecuzione a dicembre del muratore di 44 anni Mooketsi Kgosibodiba, anche lui riconosciuto colpevole dell’omicidio del suo datore di lavoro.
Amnesty International ha invitato Masisi ad abolire la pratica dopo che altre due persone sono state impiccate nel 2018.
Amnesty descrive il Botswana come l'unico Paese dell'Africa meridionale che "giustizia costantemente le persone" e denuncia che le sentenze vengono spesso eseguite senza preavviso.
La pena di morte è stata applicata in Botswana dalla sua indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966.
Il predecessore di Masisi, Ian Khama, ha difeso la pena capitale come uno strumento per combattere l'aumento del tasso di omicidi.
(Fonti: AFP, 22/02/2020)

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