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Timestamp: 2017-05-29 05:47:38+00:00

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Corte d'Appello di Bologna, sentenza del 3 gennaio 2017 - Asgi
Tribunale di Milano, ordinanza del 12 maggio 2017 12/05/2017 Giurisprudenza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione. Corte d’appello di Firenze, sentenza del 11 maggio 2017 11/05/2017 Giurisprudenza Sentenza Corte d'Appello Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il cittadino extra UE che non è titolare di permesso di lungo periodo ha comunque diritto di beneficiare del cd. assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6, L. 335/95 poiché l'introduzione successiva del requisito di 10 anni di residenza per cittadini italiani e stranieri ad opera dell'art 20 comma 10 d.l. 112/2008 conv. L. 133/2008 ha implicitamente abrogato il requisito del permesso di lungo periodo previsto dall’art. 80 comma 19 della L. (finanziaria) n.388/2000 Corte di Cassazione, sentenza n. 11165 e 11166 del 8 maggio 2017 08/05/2017 Giurisprudenza Sentenza Corte di Cassazione Contrasto alle discriminazioni Le associazioni iscritte nell’elenco di cui all’art. 5 dlgs 215/03 hanno legittimazione attiva anche per le discriminazioni collettive basate sul fattore “nazionalità” . Corte Costituzionale, ordinanza del 4 maggio 2017 04/05/2017 Giurisprudenza Ordinanza Corte Costituzionale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Sono manifestamente inammissibili le questioni di costituzionalità dell’art. 74 Dlgs 151/01 nella parte in cui non riconosce il diritto all’assegno di maternità di base alle donne straniere titolari di permesso unico lavoro e a quelle titolari di permesso umanitario poiché il giudice a quo non ha esaminato le norme nazionali e comunitarie; in particolare in relazione alla prima categoria poiché l’art. 12 della direttiva UE 2011/98 già garantisce il diritto alla parità di trattamento; quanto alla seconda categoria poiché l’art. 34, comma 5, d.lgs 251/07 garantisce al titolare di permesso di soggiorno umanitario i medesimi diritti, anche in materia di assistenza sociale, riconosciuti al titolare di protezione sussidiaria e dunque anche il diritto al predetto assegno. Tribunale di Milano, ordinanza del 2 maggio 2017 02/05/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione. Tribunale di Milano, ordinanza del 28 aprile 2017 28/04/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Costituisce discriminazione il comportamento dell’INPS che non consente il computo nel nucleo familiare del cittadino straniero lungosoggiornante – ai fini del pagamento del relativo assegno – dei familiari residenti all’estero, mentre ne consente il computo per il cittadino italiano; tale disparità di trattamento, benché prevista dall’art. 2, commi 6 e 6bis, L. 153/88, è in contrasto con il principio sovraordinato di parità tra italiani e stranieri lungosoggiornanti contenuto nell’art. 11 Direttiva 109/2003 che, in quanto sufficientemente preciso, deve trovare applicazione diretta nel nostro ordinamento Tribunale di Alessandria, ordinanza del 19 aprile 2017 19/04/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione. Tribunale di Milano, ordinanza del 14 aprile 2017 14/04/2017 Giurisprudenza Ordinanza INPSTribunale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione. Tribunale di Milano, ordinanza del 12 aprile 2017 12/04/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 e l'assegno famiglie numerose di cui all'art. 65 L. 488/1998 rientrano tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al Regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di un cittadino extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione. Tribunale di Treviso, ordinanza del 29 marzo 2017 29/03/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Lavoro /Diritti sociali Il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento n. 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce una discriminazione. Tribunale di Brescia, ordinanza del 2 marzo 2017 28/03/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni Costituisce discriminazione postare su facebook affermazioni che degradano i richiedenti asilo a clandestini e irridono le associazioni che danno loro ospitalità attribuendo ad esse il fine illecito di lucrare sul traffico dei clandestini. Quale rimedio a tale discriminazione le associazioni hanno diritto al risarcimento del danno (che nella specie è stato quantificato in euro 2000 per ognuna delle associazioni ricorrenti) Tribunale di Como, ordinanza del 27 marzo 2017 27/03/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni I cittadini extra UE titolari di permesso unico lavoro hanno diritto – stante l’efficacia diretta del principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 – a beneficiare del cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 e il diniego di detta prestazione costituisce discriminazione Tribunale di Perugia, ordinanza 16.8.2016 26/03/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Asilo/Protezione internazionale Il Tribunale riconosce la protezione umanitaria ad un giovane nigeriano sottolineando che l’ effettuazione di un viaggio così lungo, incerto e rischioso per la propria vita, apparirebbe contraddittorio se nel Paese di origine il ricorrente potesse vedersi garantite condizioni di vita accettabili e consone all’esercizio dei diritti fondamentali dell’individuo. Il rimpatrio porrebbe, pertanto,... Tribunale di Catania, sez.I civ., ordinanza 14.2.2017 25/03/2017 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Asilo/Protezione internazionale E’ riconosciuta la protezione umanitaria ad un cittadino togolese per avere soggiornato tre anni in Libia durante il violento conflitto. Il Giudice richiama pregressa giurisprudenza di merito (Corte d’appello di Cagliari 18.5.2012) secondo cui non è infondata l’equiparazione tra cittadini libici e quanti, pur non essendo libici, hanno vissuto in Libia per un lungo periodo.... Corte d’appello di Milano, sez. persone, minori e famiglia, sentenza 9.3.2017 09/03/2017 Giurisprudenza Sentenza Corte d'Appello Asilo/Protezione internazionale La Corte d’appello di Milano ha riconosciuto la protezione umanitaria ad un cittadino del sud del Mali, peraltro ritenuto poco credibile in relazione alla sua narrazione, attesa la situazione di grave instabilità ed il rischio di attentati terroristici incombenti sul Paese Protezione internazionale – cittadino del Mali proveniente dalla zona di Kayes – domanda di... Numero dei documenti:
Corte d’Appello di Bologna, sentenza del 3 gennaio 2017
03/01/2017 Giurisprudenza Sentenza Corte d'Appello Contrasto alle discriminazioni L’appello proposto avverso una ordinanza emessa dal giudice del lavoro in materia di discriminazione, secondo il rito previsto dagli artt. 28 dlgs 150/11 e 702 bis c.p.c., deve essere proposto nei termini previsi dall’art. 702 quater e pertanto entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza; è pertanto inammissibile l’appello proposto nei termini di cui agli art. 326 e 327 c.p.c. in quanto tardivo.
Azione civile antidiscriminatoria – decisione in primo grado del giudizi del lavoro – termine di impugnazione – art. 702quater c.p.c – applicabilità – appello proposto nei termini di cui agli artt. 326 e 327 c.p.c – inammissibilità
Corte d’Appello di Bologna, sentenza del 3.1.2017, pres. Brusati, rel. Ponterio, INPS (avv.to Lamanna), Comune di Bologna (contumace) c. XXX (avv.to Zorzella) Tweet
Corte di Cassazione, sentenza n. 27577 del 30 dicembre 2016	Tribunale di Roma, sentenza 7307/2016 del 12 aprile 2016	Tematica

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