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Timestamp: 2018-12-10 09:13:15+00:00

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In tema di reati tributari, l’utilizzo in compensazione di un credito Iva derivante da una dichiarazione omessa integra il reato di indebita compensazione di crediti inesistenti - Renato D'Isa
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In tema di reati tributari, l’utilizzo in compensazione di un credito Iva derivante da una dichiarazione omessa integra il reato di indebita compensazione di crediti inesistenti
Corte di Cassazione, sezione terza penale, Sentenza 3 ottobre 2018, n. 43627.
Sentenza 3 ottobre 2018, n. 43627
In tema di reati tributari, l’utilizzo in compensazione di un credito Iva derivante da una dichiarazione omessa integra il reato di indebita compensazione di crediti inesistenti.
1. La Corte di appello di Milano, con la sentenza del 1 febbraio 2018, ha confermato la sentenza del Tribunale di Milano del 30 maggio 2017 con la quale (OMISSIS) e’ stato condannato alla pena di un anno e tre mesi di reclusione perche’ ritenuto responsabile dei reati di cui al Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articoli 5 e 10-quater.
2. Il difensore di (OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Milano del 1 febbraio 2018.
3. Con i motivi aggiunti la difesa ha dedotto il vizio di violazione di legge in relazione all’articolo 164 c.p., comma 4 per la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. Per la difesa, la Corte di appello non ha motivato sulla mancata concessione della sospensione condizionale della pena. Rileva la difesa che il ricorrente e’ stato gia’ condannato con sentenza irrevocabile il 18 gennaio 2001 alla pena di mesi 8 di reclusione per il reato ex articolo 337 c.p.. Per la difesa la sospensione condizionale della pena e’ concedibile perche’ la somma delle pene inflitte con le due condanne non supera i due anni di reclusione. Invece, per la difesa, la Corte di appello ha affermato che il precedente penale e’ ostativo.
1. Il primo motivo di ricorso e’ inammissibile perche’ manifestamente infondato. Con l’atto di appello l’unica questione proposta con riferimento al capo a) era relativa al superamento della soglia di evasione; la difesa aveva contestato in punto di fatto che il Tribunale aveva ritenuto valido il metodo induttivo adoperato dall’Agenzia delle entrate e in punto di diritto che le presunzioni tributarie non possono costituire prova della commissione del reato.
2. Il secondo motivo e’ manifestamente infondato in diritto.
3. Anche il terzo motivo e’ inammissibile.
In assenza di udienza stralcio tutte le intercettazioni devo ritenersi depositate...

References: Sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 337