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Timestamp: 2020-01-25 07:48:30+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 33982 del 19/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33982 del 19/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 19/12/2019, (ud. 22/10/2019, dep. 19/12/2019), n.33982
sul ricorso 8214/2018 proposto da:
P.M.L., elettivamente domiciliati in Roma, via
Romeo Romei 27, presso lo studio dell’Avv. Savarese Roberto, che la
avverso la sentenza n. 5095/2017 della CTR di Roma, depositata il
Con sentenza n. 5095/2017, depositata il 07/09/2017, la CTR di Roma, ha confermato la decisione di primo grado, con la quale era stato accolto il ricorso presentato da P.M.L. contro l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), con cui l’Agenzia delle entrate, ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, aveva provveduto alla revisione parziale del classamento dell’unità immobiliare di sua proprietà (categoria C2), sita in (OMISSIS), innalzandolo dalla classe 2 alla classe 3.
Avverso la sentenza di appello, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, con atto notificato il 05/03/2018, formulando un unico motivo di impugnazione.
Depositata memoria ex art. 380-bis c.p.c. da parte della ricorrente, il fascicolo è stato trasmesso alla sezione semplice con ordinanza interlocutoria del 20/03/2019. La controricorrente ha depositato memoria difensiva.
Il ricorso, inoltre, non si limita a proporre una soluzione interpretativa diversa a quella del giudice di appello, ma ne illustra gli argomenti, fondandosi su un orientamento giurisprudenziale, sia pure attualmente minoritario.
Infine, non è pertinente il riferimento ai limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione, in relazione a pronunce di appello che confermano la decisione di primo grado (cd. doppia conforme), non essendo prospettate censure con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5
2. Con il primo e unico motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate ha censurato la sentenza impugnata prospettando la violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, della L. n. 212 del 2000, art. 7 e della L. n. 241 del 1990, art. 3 (e dei principi generali in ordine alla motivazione degli atti in materia catastale) e dell’art. 2697 c.c., ritenendo che, al contrario di quanto asseritamente affermato dalla CTR, l’atto di accertamento dovesse ritenersi compiutamente motivato, non solo con riferimento ai requisiti richiesti dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, ma anche in rapporto a quelli riguardanti le regole ordinarie di classamento.
3. Si deve subito rilevare che la censura riguarda la parte della sentenza di appello in cui il giudice di merito ha dato rilievo alla produzione in giudizio da parte della contribuente di una perizia asseverata, dalla quale si evinceva lo stato di abbandono e di degrado del vicolo degli Spagnoli, in cui era sita l’unità immobiliare in questione, e altre limitazioni al valore commerciale del bene, costituente un magazzino (scarsa luminosità, collocazione interna senza affaccio su strada, forte umidità sui muri perimetrali e pessimo stato di manutenzione e conservazione), aggiungendo che l’Agenzia, in ordine a tali aspetti, non aveva replicato, limitandosi ad confermare che l’aumento della classe dipendeva dalla qualità del contesto esterno. La CTR ha così ritenuto di dover respingere l’appello “in mancanza di prove contrarie offerte dall’ufficio volte a contestare gli elementi puntuali forniti dal contribuente con perizia”.
Secondo l’Agenzia delle entrate, le emergenze risultanti dalla perizia non incidevano sui presupposti per operare la revisione del classamento ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nè sull’obbligo di motivazione dell’atto di accertamento.
4. Il motivo di ricorso è infondato e deve pertanto essere respinto.
4.1. Com’è noto, l’atto di classamento delle unità immobiliari a destinazione ordinaria consiste nella collocazione di ogni singola unità in una data categoria e in una data classe, in base alle quali viene attribuita la rendita (cfr. art. 61 del Regolamento per la formazione del nuovo catasto edilizio urbano, approvato con D.P.R. n. 1142 del 1949, e D.P.R. n. 138 del 1998, artt. 8 e 9).
4.2. Il legislatore è intervenuto più volte, nel tentativo di realizzare una riforma del catasto, al fine di eliminare, o quanto meno di contenere, le sperequazioni impositive derivanti dallo squilibrio, per alcuni immobili, tra i valori catastali riferiti ad anni risalenti e i valori di mercato attuali, accresciuti notevolmente dalla collocazione in un mutato sistema economico-culturale dell’assetto urbano.
4.3. Le tre ipotesi appena richiamate sono tra loro distinte ed hanno presupposti, condizioni e procedure diverse.
4.4. Quando è operato il mutamento della rendita ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, la ragione giustificativa della revisione non è la mera evoluzione del mercato immobiliare, nè la richiesta di adeguamento del Comune, bensì l’accertamento di una peculiare modifica nel valore degli immobili presenti nella microzona, posto che, come si evince dalla norma, l’intervento è possibile nelle microzone per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato e il corrispondente valore medio catastale si discosti significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali.
La revisione è, in altre parole, finalizzata a ridurre lo scarto tra valore di mercato e valore catastale delle unità immobiliari nelle microzone in cui esso è maggiore del 35% rispetto al rapporto tra valore di mercato e valore catastale mediamente presente sul territorio comunale. Le rendite catastali delle unità immobiliari comprese nella microzona “anomala” possono dunque essere aumentate in misura percentualmente corrispondente a quella necessaria e sufficiente a rendere il rapporto tra il valore medio di mercato ed il valore medio catastale delle unita immobiliari della microzona non superiore al 35% rispetto all’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali.
4.5. Da quanto appena evidenziato emerge con chiarezza che, nelle ipotesi in esame, la revisione del classamento delle singole unità immobiliari è espressione della specifica (ed esclusiva) valorizzazione del “fattore posizionale”, con finalità chiaramente perequative.
4.6. In conclusione, se l’Amministrazione intende procedere alla revisione del classamento ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, deve seguire un iter scomponibile, sul piano funzionale, in due fasi.
4.7. Com’è noto, la L. n. 212 del 2000, art. 7, richiede di indicare “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che determinano la decisione dell’amministrazione”, al fine di consentire al contribuente il pieno esercizio del diritto di difesa e di delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’Ufficio nell’eventuale successiva fase contenziosa, (v. ex multis Cass., Sez. 5 civ., n. 14987 dell’08/06/2018; Cass., Sez. 5 civ., n. 12777 del 23/05/2018; Cass. Sez. 6-5 civ., n. 25037 del 23/10/2017).
4.8. In tale quadro, correttamente la CTR ha attribuito rilevanza alla mancata valutazione da parte dell’Amministrazione degli elementi illustrati nella perizia asseverata, prodotta in giudizio dalla contribuente.
Da tale perizia, come sopra riportato, si evince uno stato di abbandono e di degrado del (OMISSIS), in cui è sita l’unità immobiliare per cui è causa, unitamente ad altre informazioni relative a detta unità, adibita a magazzino (scarsa luminosità, collocazione interna senza affaccio su strada, forte umidità sui muri perimetrali e pessimo stato di manutenzione e conservazione).
Queste informazioni incidono sul “fattore edilizio” (soprattutto con riferimento alla qualità e allo stato edilizio) ed anche sul “fattore posizionale” (in considerazione delle condizioni della vicolo, dal quale si accede all’unità immobiliare), come determinati dal D.P.R. n. 138 del 1998, art. 8, comma 7, a loro volta rilevanti, come sopra evidenziato, ai fini della variazione catastale del singolo bene, anche quando è operato a seguito della revisione prevista dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335.
5. Rigettato il ricorso, le spese del presente procedimento devono essere compensate in considerazione della recente stabilizzazione della giurisprudenza in materia di motivazione del provvedimento di revisione di classamento.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Quinta Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 22 ottobre 2019.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 art. 380
 sentenza 
 art. 1
 art. 7
 art. 3
 art. 1
 sentenza 
 art. 1
 art. 61
 art. 1
 art. 1
 art. 7
 Cass. Sez. 
 art. 8
 art. 1