Source: https://www.aeranti.it/delibera-4-novembre-2019-dellagcom-misura-e-modalita-di-versamento-del-contributo-dovuto-allautorita-per-lanno-2020-dai-soggetti-che-operano-nei-settori-delle-comunicazioni-elettrroniche-e-de/
Timestamp: 2020-04-06 23:57:58+00:00

Document:
Delibera 4 novembre 2019 dell'Agcom "Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all'Autorità per l'anno 2020 dai soggetti che operano nei settori delle comunicazioni elettrroniche e dei servizi media" (Delibera n. 434/19/CONS) - Aeranti
Home » Normativa » Normativa in materia di contributo pro Authority » Delibera 4 novembre 2019 dell’Agcom “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2020 dai soggetti che operano nei settori delle comunicazioni elettrroniche e dei servizi media” (Delibera n. 434/19/CONS)
Delibera 4 novembre 2019 dell’Agcom “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2020 dai soggetti che operano nei settori delle comunicazioni elettrroniche e dei servizi media” (Delibera n. 434/19/CONS)
DELIBERA 4 novembre 2019
MISURA E MODALITÀ DI VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO DOVUTO ALL’AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI PER L’ANNO 2020 DAI SOGGETTI CHE OPERANO NEI SETTORI DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE E DEI SERVIZI MEDIA (Delibera n. 434/19/CONS)
(Pubblicata nel sito web dell’Agcom in data 24 febbraio 2020 – in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale)
Testo consolidato con la delibera n. 46/20/CONS
NELLA riunione di Consiglio del 4 novembre 2019;
VISTA la legge 14 dicembre 1995, n. 481, recante “Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità” e, in particolare, l’articolo 2, comma 38, lett. b);
VISTO l’articolo 7 del decreto legge 21 settembre 2019, n. 104, recante “Misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni” ai sensi del quale “Il Presidente e i Componenti del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui all’articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, in carica alla data del 19 settembre 2019, continuano a esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all’insediamento del nuovo Consiglio e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2019”;
VISTA la direttiva n. 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica, come modificata dalla direttiva n. 2009/140/CE;
VISTO il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante “Codice delle comunicazioni elettroniche” (di seguito Codice);
VISTO l’articolo 1, comma 1, lettera g) del Codice, ai sensi del quale «per “autorizzazione generale” si intende il regime giuridico che disciplina la fornitura di reti o di servizi di comunicazione elettronica, anche ad uso privato, ed i relativi obblighi specifici per il settore applicabili a tutti i tipi o a tipi specifici di servizi e di reti di comunicazione elettronica, conformemente al Codice»;
VISTA la legge 23 dicembre 2005, n. 266, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)” e, in particolare, il suo articolo 1, comma 65, secondo cui “[a] decorrere dall’anno 2007 le spese di funzionamento […] dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni […] sono finanziate dal mercato di competenza, per la parte non coperta da finanziamento a carico del bilancio dello Stato, secondo modalità previste dalla normativa vigente ed entità di contribuzione determinate con propria deliberazione da ciascuna Autorità, nel rispetto dei limiti massimi previsti per legge, versate direttamente alle medesime Autorità” nonché il successivo comma 66, secondo cui l’Autorità ha il potere di adottare le variazioni della misura e delle modalità della contribuzione “nel limite massimo del 2 per mille dei ricavi risultanti dal bilancio approvato precedentemente alla adozione della delibera”;
VISTA la legge 29 luglio 2015, n. 115 recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2014” ed in particolare l’articolo 5 il quale inserisce, dopo il comma 2 dell’articolo 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche:
– il comma 2-bis secondo cui “per la copertura dei costi amministrativi complessivamente sostenuti per l’esercizio delle funzioni di regolazione, di vigilanza, di composizione delle controversie e sanzionatorie attribuite dalla legge all’Autorità nelle materie di cui al comma 1, la misura dei diritti amministrativi di cui al medesimo comma 1 è determinata ai sensi dell’articolo 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in proporzione ai ricavi maturati dalle imprese nelle attività oggetto dell’autorizzazione generale o della concessione di diritti d’uso”;
– il comma 2-ter il quale stabilisce che “Il Ministero, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, e l’Autorità pubblicano annualmente i costi amministrativi sostenuti per le attività di cui al comma 1 e l’importo complessivo dei diritti riscossi ai sensi, rispettivamente, dei commi 2 e 2-bis. In base alle eventuali differenze tra l’importo totale dei diritti e i costi amministrativi, vengono apportate opportune rettifiche”;
CONSIDERATO che il citato comma 2-bis dell’articolo 34 del Codice, adottato a seguito dell’avvio da parte della Commissione europea del caso EU Pilot 7563/15/CNCT, è espressamente finalizzato a superare, in radice, le gravi problematiche insorte per effetto della recente giurisprudenza amministrativa che, sulla base di una non corretta interpretazione dall’articolo 12 della direttiva 2002/20/CE c.d. “autorizzazioni”, aveva ancorato l’ambito soggettivo e oggettivo della contribuzione, nonché la stessa base imponibile, “all’autorizzazione generale per i singoli mercati oggetto di regolamentazione ex ante” così restringendo oltremodo il perimetro della fattispecie impositiva;
CONSIDERATO che il citato comma 2-bis ha riallineato, con una norma di interpretazione autentica avente efficacia retroattiva, il quadro normativo nazionale a quello europeo;
CONSIDERATO che il legislatore, in via interpretativa, ha, dunque, pienamente avallato l’interpretazione conforme al diritto UE del combinato disposto di cui all’articolo 34 del Codice e all’articolo 1, commi 65 e 66, della legge n. 266/2005 – sostenuta dall’Autorità nell’adozione delle delibere annuali sul contributo dovuto dagli operatori di comunicazione elettronica negli anni 2014, 2015 e 2016 – secondo la quale, nel settore delle comunicazioni elettroniche:
1) i soggetti tenuti alla contribuzione sono tutti i soggetti titolari dell’autorizzazione generale alla fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche;
2) i costi finanziabili coincidono con tutte le attività di competenza AGCOM ai sensi del Codice;
3) la base imponibile è proporzionata ai ricavi maturati dall’operatore in quanto soggetto autorizzato alla fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche;
CONSIDERATO che l’Autorità svolge competenze riferite a più di un mercato e che, pertanto, al suo finanziamento partecipano soggetti operanti in mercati anche diversi;
CONSIDERATO che, ai sensi della normativa vigente, alla copertura dei costi derivanti dallo svolgimento delle competenze attribuite all’Autorità nel settore postale deve provvedersi con lo specifico contributo di cui all’articolo 2, comma 14, lett. b) del decreto legislativo del 22 luglio 1999, n. 261 come modificato dal decreto legislativo 31 marzo 2011, n. 58;
CONSIDERATO che la stima dei costi amministrativi complessivi che l’Autorità, per l’anno 2020, dovrà finanziare per sostenere le attività relative ai mercati di competenza, ad esclusione di quello postale, è pari a 72,427 milioni di euro, di cui 44,106 milioni di euro per le attività di cui all’art. 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche e 28,321 milioni di euro per le attività relative agli altri mercati di competenza dell’Autorità (radio-televisione, editoria, pubblicità, etc.); 1
CONSIDERATO che con riferimento al settore dei servizi media, 550 mila euro trovano copertura con il gettito derivante dalle attività svolte nell’ambito della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi ex legge n. 9/2008 e 90 mila euro con i contributi derivanti dal rilascio delle autorizzazioni alla diffusione via satellite dei programmi televisivi ex delibera n. 405/02/CONS, riducendo il fabbisogno da finanziare a 27,681 milioni di euro; 2
CONSIDERATO, quindi, che la stima dei costi amministrativi da finanziare attraverso il contributo disciplinato dalla presente delibera è pari a 71,787 di cui 44,106 milioni di euro a carico degli operatori del settore delle comunicazioni elettroniche e 27,681 milioni di euro a carico dei soggetti operanti nel settore dei servizi media; 3
VISTO il “Rendiconto ex articolo 34, comma 2-ter, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 2003 – Anno 2018” (di seguito, il Rendiconto 2018), adottato con delibera n. 426/19/CONS del 17 ottobre 2019;
CONSIDERATO che il rendiconto economico dell’Autorità ha evidenziato – per lo svolgimento delle attività di cui al citato articolo 34 del Codice – un saldo positivo, per la gestione di competenza 2018, pari a 3,239 milioni di euro;
CONSIDERATO che, con riferimento al contributo dovuto dal settore delle comunicazioni elettroniche, le iniziative assunte dall’amministrazione nel campo del recupero dei contributi relativi alle annualità 2013-2017 hanno prodotto nel 2018 un gettito di 596 mila euro, riferito alle spese sostenute dall’Autorità, per detto settore, negli anni 2013-2017 che debbono essere computati ai fini delle rettifiche al mercato di competenza;
CONSIDERATO che a seguito della cancellazione – disposta con l’approvazione del conto consuntivo 2018 (delibera n. 361/19/CONS) – dei residui passivi relativi ad impegni di spesa assunti nel periodo 2013-2017 per lo svolgimento delle attività di regolazione del settore delle comunicazioni elettroniche, sono risultate economie di spesa pari complessivamente a 692 mila euro, che debbono essere computati ai fini delle rettifiche al mercato di competenza;
CONSIDERATO che le verifiche dell’efficacia delle rettifiche disposte con la delibera n. 426/17/CONS a valere sull’esercizio 2018 evidenziano un saldo positivo di 5,116 milioni di euro, che è rimasto nella disponibilità dell’Autorità e che deve anche esso essere computato ai fini delle rettifiche al mercato di competenza;
CONSIDERATO, pertanto, che nell’esercizio contabile 2018 è registrata un’eccedenza di importo pari, complessivamente, a 3,239 milioni di euro, cui si debbono sommare le somme relative agli esercizi pregressi per un importo pari a 17,991 milioni di euro per un totale complessivo pari a 21,230 milioni di euro, come illustrato nel sopra richiamato Rendiconto 2018;
CONSIDERATO che il citato art. 34, comma 2-ter, del Codice, stabilisce che in base alle eventuali differenze tra l’importo totale dei diritti riscossi e i costi amministrativi sostenuti, risultanti dai Rendiconti annuali previsti nel citato articolo, sono apportate le opportune rettifiche;
TENUTO CONTO dell’esigenza di distribuire su più esercizi, in modo graduale, le conseguenti rettifiche, anche al fine di garantire la stabilità nel tempo delle aliquote contributive;
CONSIDERATO, conseguentemente, che alla sopra indicata stima del fabbisogno per lo svolgimento delle attività di cui all’art. 34 del Codice vanno apportate le opportune rettifiche in base alle risultanze dei documenti di Rendicontazione analitica allo stato disponibili, relativi agli anni 2013-2018;
RITENUTO, quindi, di dover portare in diminuzione rispetto alla stima del fabbisogno per l’anno 2020, per lo svolgimento delle attività elencate al richiamato art. 34, un importo pari a 5,038 milioni di euro, con l’effetto di ridurre a 39,068 milioni di euro l’entità del fabbisogno da imputare ai costi attribuibili al mercato dei soggetti di cui al citato art. 34;
RITENUTO, altresì, di dover tendere all’equilibrio finanziario per ogni settore;
RITENUTO, dunque, di dover adottare, sulla base delle sopraindicate stime di fabbisogno, la deliberazione sulla misura della contribuzione (aliquota contributiva) e sulle relative modalità di versamento all’Autorità per l’anno 2020, da sottoporre al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’ultimo periodo del comma 65 dell’art.1 della citata legge finanziaria 2006;
CONSIDERATO che le predette stime di fabbisogno differenziate si riferiscono, altresì, ad attività relative a mercati di competenza caratterizzati da volumi di ricavi differenti e che, per l’effetto, è necessario stabilire differenti aliquote contributive;
CONSIDERATO che l’art. 1, comma 66, della citata legge n. 266/2005 individua la base imponibile per il calcolo del contributo nel complesso dei “ricavi risultanti dal bilancio approvato precedentemente alla adozione della delibera annuale dell’Autorità”;
CONSIDERATO che, con specifico riferimento al settore delle comunicazioni elettroniche, il citato comma 2-bis dell’articolo 34 del Codice aggancia la base imponibile al complesso dei ricavi maturati dall’operatore in quanto soggetto autorizzato alla fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche ovvero concessionario dei diritti d’uso;
CONSIDERATO che, ai sensi dell’art. 2425 del codice civile, nella voce A1 del conto economico vengono inseriti tutti i ricavi derivanti dall’attività caratteristica dell’impresa che, nel caso dei bilanci degli operatori di comunicazione elettronica, corrisponde al complesso delle attività svolte dall’operatore in quanto soggetto autorizzato;
CONSIDERATO che la Corte di Giustizia, nella sentenza del 21 luglio 2011, Telefonica (causa C-284/10), ha chiarito che un criterio di contribuzione basato sui “ricavi lordi” appare “obiettivo, trasparente e non discriminatorio” e, oltretutto, “non privo di relazione con i costi sostenuti dall’autorità nazionale competente”;
RITENUTO, per l’effetto, che la giurisprudenza della Corte di Giustizia e l’articolo 5 della citata c.d. Legge europea 2014, avallino pienamente la scelta operata dall’Autorità, a partire dalla delibera annuale n. 547/13/CONS relativa al contributo per l’anno 2014, di prendere a riferimento, quale base di calcolo per la determinazione della base imponibile anche per il settore delle comunicazioni elettroniche, la voce A1 del conto economico risultante dall’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera annuale;
CONSIDERATO conseguentemente che, per assicurare il gettito complessivo necessario a coprire i costi di funzionamento dell’Autorità, l’aliquota contributiva per l’anno 2020 è fissata:
a) per i soggetti di cui all’art. 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche, sulla base di un fabbisogno netto stimato pari a 39,068 milioni di euro, nella misura dell’1,30 per mille dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera;
b) per le imprese operanti nei restanti mercati di competenza dell’Autorità, sulla base di un fabbisogno netto stimato pari a 25,922 milioni di euro, nella misura dell’1,9 per mille dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera;
RITENUTO, inoltre, di confermare per l’anno 2020 la non assoggettabilità al contributo dei soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00), in considerazione di ragioni di economicità delle attività amministrative inerenti all’applicazione del prelievo, nonché delle imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e delle imprese che hanno iniziato la loro attività nel 2019;
RITENUTO infine che, nel caso di rapporti di controllo o collegamento di cui all’art. 2359 del codice civile, ovvero di società sottoposte ad attività di direzione e coordinamento di cui all’art. 2497 del codice civile, anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società debba versare un autonomo contributo sulla base dei ricavi iscritti nel proprio bilancio e che, per agevolare le verifiche di competenza dell’Autorità sulla esattezza della contribuzione versata, la società capogruppo debba indicare in modo dettagliato nella propria dichiarazione il contributo versato da ciascuna delle predette società;
1. I soggetti di cui all’art. 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche e gli altri soggetti esercenti attività che rientrano nelle competenze attribuite dalla normativa vigente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono tenuti alla contribuzione prevista dall’articolo 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei limiti e con le modalità disciplinate dalla presente delibera.
3. Non sono tenuti al versamento del contributo i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00), le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2019.
3. Gli operatori non tenuti alla redazione del bilancio calcolano l’importo del contributo sull’ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni applicando l’aliquota di cui al comma precedente alle corrispondenti voci delle scritture contabili o fiscali obbligatorie relative all’esercizio finanziario 2018.
1. Il versamento del contributo di cui all’art. 1 deve essere eseguito entro il 1° aprile 2020, sul conto corrente bancario intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che è pubblicato sul sito istituzionale.
1. Entro il 1° aprile 2020 i soggetti tenuti al versamento del contributo di cui all’articolo 1 dichiarano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni i dati anagrafici ed economici richiesti utilizzando il modello telematico all’uopo predisposto e pubblicato sul sito web dell’Autorità, dando contestualmente notizia dell’avvenuto versamento.
3. La dichiarazione di cui ai commi precedenti deve essere inviata in via telematica utilizzando esclusivamente il modello di cui al comma 1.
4. La mancata o tardiva dichiarazione nonché l’indicazione, nel modello telematico, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29 e 30, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
1. La presente delibera, ai sensi dell’articolo 1, comma 65, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è sottoposta, per l’approvazione, al Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, e successivamente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito web dell’Autorità.
1 Considerato così sostituito dalla delibera n. 46/20/CONS.
2 Considerato così aggiunto dalla delibera n. 46/20/CONS.
3 Considerato così aggiunto dalla delibera n. 46/20/CONS.

References: articolo 1
 articolo 34
 articolo 34
 art. 34
 art. 34
 art. 34
 sentenza