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Timestamp: 2020-07-02 20:10:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1392 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1392 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017, (ud. 07/12/2016, dep.19/01/2017), n. 1392
sul ricorso 29861/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 4470/50/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA depositata il 12/05/2015;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di R.P.M., medico convenzionato con il servizio sanitario locale, del silenzio rifiuto opposto a istanza di rimborso dell’IRAP, versata dal 2004 al 2009, la Commissione Tributaria Regionale della Campania, con la sentenza indicata in epigrafe, a parziale riforma della decisione di primo grado, dichiarava il diritto del contribuente al rimborso dell’imposta versata per gli anni dal 2006 al 2009, ribadendo che, nella particolare fattispecie, la presenza di un dipendente part-time e la corresponsione di compensi ad altri medici per le sostituzioni, non costituissero elementi tali da concretizzare il requisito dell’autonoma organizzazione.
Il ricorso, fondato su due motivi afferenti violazione di legge ed involgenti la medesima questione è manifestamente infondato. Il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa è stato, di recente, composto dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali, con la sentenza n. 9451/16, hanno statuito, con riguardo al presupposto dell’IRAP, il seguente principio di diritto: il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
Alla luce di tale principio, la sentenza impugnata, nel ritenere irrilevante ai fini impositivi la presenza di un dipendente pari time è immune da censura.
Ne consegue il rigetto del ricorso senza pronuncia sulle spese per non avere l’intimato svolto attività difensiva.
Depositato in Cancelleria il 19 gennaio

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 art. 2
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