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Timestamp: 2020-04-03 23:41:31+00:00

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Legge regionale 6 settembre 1991, n. 24 (BUR n. 81/1991) [sommario] [RTF]
NORME IN MATERIA DI OPERE CONCERNENTI LINEE E IMPIANTI ELETTRICI SINO A 150.000 VOLT. (1) (2)
1. La presente legge disciplina le funzioni trasferite alla Regione in materia di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di opere per la trasmissione, lo smistamento, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica comunque prodotta e di ogni altra opera accessoria, avente tensione nominale non superiore a 150. 000 volt.
a) le norme di cui al R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive modifiche ed integrazioni, concernente il testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici;
b) la legge 6 dicembre 1962, n. 1643, e successive modifiche ed integrazioni, concernente l'istituzione dell'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica (ENEL);
Art. 2 - Domanda di autorizzazione.
3. Le imprese e gli enti non trasferiti all'ENEL ai sensi dei n. 6 e n. 8 dell'art. 4 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, devono allegare alla domanda la documentazione necessaria a comprovare il loro titolo all'esercizio dell'attività elettrica, nonchè le autorizzazioni prescritte dalla legislazione vigente in materia, salvo che si tratti di linee, cabine, stazioni elettriche e relative opere accessorie, costruite per uso proprio e nel proprio ambito con esclusione di ogni attività di vendita e distribuzione di energia elettrica.
5. I richiedenti sono tenuti a trasmettere copia della domanda ai comuni interessati nonchè alle amministrazioni e agli enti di cui al comma 1 dell'art. 8.
6. Non sono soggette all’obbligo dell’autorizzazione [le modifiche di linee esistenti per variazioni di tracciato inferiore a 500 m.,] le trasformazioni di linee con conduttori nudi in linee con cavo aereo, gli adeguamenti alle tensioni di esercizio normalizzate e le sostituzioni dei componenti, a condizione che tali interventi non comportino variazioni alla natura del progetto precedentemente approvato né incremento della potenza già autorizzata e non ricadano in zone soggette a tutela dei beni culturali e del paesaggio ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni. È in ogni caso fatto salvo l’obbligo di progettazione tecnica e relativo collaudo. (3) (4)
Art. 3 - Procedimento ordinario.
a) la pubblicazione mediante affissione per trenta giorni consecutivi, nell'albo pretorio del comune o dei comuni nel cui territorio è prevista la costruzione dell'impianto progettato, dell'avviso, unitamente alla relativa corografia. L'avviso contiene per estratto il testo della domanda di autorizzazione, i dati tecnici dell'impianto progettato, nonchè l'indicazione del luogo ove le osservazioni e le opposizioni possono essere presentate.
b) l'invio di copia della domanda e dei relativi allegati al Ministero delle poste e telecomunicazioni per gli adempimenti previsti dall'ultimo comma dell'art. 111 del R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775, nonchè, qualora richiesto, all'ENEL ai sensi dell'art. 18 del D. P. R. del 18 marzo 1965, n. 342.
2. Entro trenta giorni dall'avvenuta pubblicazione dell'avviso nell'albo pretorio del comune o dei comuni interessati, chiunque vi abbia interesse può presentare all'ufficio regionale del Genio civile competente eventuali osservazioni ed opposizioni.
4. In caso di contrasto fra le condizioni indicate da due o più enti ed amministrazioni, l'ufficio regionale del Genio civile, individua quale condizione debba essere considerata di preminente interesse pubblico e ne dà notizia agli enti e alle amministrazioni stesse, invitandoli ad esprimere le proprie controdeduzioni, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione, effettuata mediante raccomandata con avviso di ricevimento, le loro osservazioni in merito. Trascorso tale termine si procede indipendentemente dalla loro acquisizione.
5. L'ufficio regionale del Genio civile comunica al richiedente le osservazioni e le opposizioni pervenute, nonchè le condizioni indicate e quelle individuate ai sensi del comma 4, mediante raccomandata con avviso di ricevimento invitandolo a formulare, nei successivi trenta giorni, le proprie controdeduzioni e, qualora il medesimo ritenga di accettare in tutto o in parte le condizioni di cui sopra, a dichiarare per iscritto l'accettazione totale o parziale di tali condizioni.
a) alla Commissione consultiva prevista dall'art. 28 della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42 , nel caso in cui si tratti di opere concernenti linee ed impianti elettrici che interessano il territorio di una provincia. Il parere sostituisce ad ogni effetto qualsiasi altro parere di competenza regionale per la realizzazione e l'esercizio dell'opera; (5)
b) alla Commissione tecnica regionale - Sezione opere pubbliche prevista dall'art. 23 della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42 , nel caso in cui si tratti di opere concernenti linee ed impianti elettrici che interessino il territorio di più province. Il parere sostituisce ad ogni effetto qualsiasi altro parere di competenza regionale per la realizzazione e l'esercizio dell'opera, salvo quanto disposto nella lett. c); (6)
c) alla Commissione tecnica regionale - Sezione urbanistica, così come previsto dall'art. 1 della legge regionale 6 marzo 1984, n. 11 , come sostituito dall'art. 1 della legge regionale 23 aprile 1990, n. 30 , nel caso in cui si tratti di opere concernenti linee ed impianti elettrici che interessano più province e ricadono in aree soggette a vincolo ai sensi dell'art. 7 della Legge 28 giugno 1939, n. 1497. Il parere sostituisce ad ogni effetto qualsiasi altro parere di competenza regionale per la realizzazione e l'esercizio dell'opera. (7)
Art. 4 - Autorizzazioni.
c) dal Presidente della Giunta regionale nel caso in cui permangano contrasti fra il richiedente ed i soggetti interessati ovvero nel caso di formulazione di parere negativo da parte del comune di cui al comma 6 dell'art. 7.
2. Il provvedimento di autorizzazione, relativo ad impianti aventi tensione compresa tra 1. 000 e 30. 000 volt, attribuisce al richiedente la facoltà di realizzare anche impianti di tensione fino a 1. 000 volt che si diramino dall'impianto autorizzato o preesistente sempre che non insorgano opposizioni da parte di amministrazioni pubbliche o di privati interessati.
3. Resta fermo quanto disposto dalla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ove la realizzazione degli impianti interessi il patrimonio storico o archeologico.
Art. 5 - Procedimento abbreviato.
2. L'autorizzazione, purchè l'opera non ricada in zone soggette a vincolo ai sensi dell'art. 7 della legge 28 giugno 1939, n. 1497, si intende rilasciata qualora il dirigente dell'ufficio regionale del Genio civile ovvero il dirigente del Dipartimento per i lavori pubblici, rispettivamente competenti ai sensi delle lett. a) e b) del comma 1 dell'art. 4, non si sia pronunciato entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda e degli atti relativi.
Art. 6 - Autorizzazione provvisoria.
1. Nei casi d'urgenza, previa richiesta motivata, il dirigente dell'ufficio regionale del Genio civile competente per territorio, ovvero il dirigente regionale del Dipartimento per i lavori pubblici, rispettivamente competenti ai sensi delle lett. a) e b) del comma 1 dell'art. 4, possono autorizzare, l'inizio delle costruzioni di cui all'art. 113 del R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775.
2. La cauzione prescritta dall'ultimo comma dell'art. 113 del R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775, è depositata presso la Tesoreria regionale nella misura stabilita dai dirigenti competenti ai sensi del comma 1 secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale.
3. L'ENEL è esonerato dal depositare la cauzione a norma dell'art. 9 del D. P.R. 18 marzo 1965, n. 342.
4. L'autorizzazione ha la durata di anni quattro dalla data del relativo provvedimento autorizzativo e può essere prorogata, a richiesta, per un anno, allorchè particolari esigenze tecniche o amministrative abbiano ritardato l'entrata in esercizio dell'impianto.
Art. 7 - Disposizioni urbanistiche.
2. Per le linee elettriche e posti di trasformazione a palo da realizzarsi in conformità alla presente legge non occorre la concessione edilizia di cui all'art. 76 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 ; la valutazione sotto il profilo urbanistico è effettuata dall'organo consultivo competente ai sensi delle lett. a), b) e c) del comma 6 dell'art. 3.
4. Nel caso in cui l'area individuata per l'insediamento delle opere edilizie, di cui ai comma 1 e 3, non abbia conforme destinazione nello strumento urbanistico vigente e per l'impianto sia prevista o richiesta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori, il comune, ai sensi dell'art. 3, entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda, con deliberazione consiliare, si esprime in merito alla localizzazione dell'opera e ne dà comunicazione all'ufficio regionale del Genio civile per il seguito dell'istruttoria. Trascorso inutilmente il termine, il parere si intende espresso favorevolmente. Quando le opere di cui al comma 3 vengono realizzate in zone destinate dagli strumenti urbanistici ad insediamenti produttivi, servizi e destinazione agricola, sono da ritenersi conformi alle previsioni urbanistiche.
Art. 8 - Attraversamento di beni demaniali e zone vincolate ed interferenze con opere pubbliche.
1. Per l'esecuzione di lavori di costruzione, manutenzione straordinaria, di linee, di cabine stazioni elettriche e relative opere accessorie che attraversano zone dichiarate militarmente importanti, fiumi, torrenti, canali, miniere e foreste pubbliche, zone demaniali, lacuali, strade pubbliche, ferrovie, tranvie, funicolari, teleferiche, linee telegrafiche o telefoniche di pubblico servizio o militari, linee elettriche costruite dall'amministrazione delle Ferrovie dello Stato a servizio delle linee ferroviarie da essa esercitate, linee elettriche dell'ENEL o di altri enti pubblici, o che debbano avvicinarsi a tali linee o ad impianti radiotelegrafici o radiotelefonici di Stato o che debbano attraversare altre opere pubbliche od appoggiarsi ad esse, il soggetto esercente deve convenire con le amministrazioni e gli enti interessati le modalità di esecuzione.
2. Restano salve le disposizioni che disciplinano le servitù militari ed aereonautiche per i tratti di linea che attraversano zone soggette a tali servitù.
Art. 9 - Accesso nei fondi altrui per la compilazione di progetti.
1. Per l'accesso nei fondi altrui, al fine di compilare progetti di opere di impianti elettrici, si osserva, quanto disposto dall'art. 110 del R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775.
Art. 10 - Pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità delle opere.
1. Con il provvedimento di autorizzazione sono dichiarate a richiesta, la pubblica utilità, l'urgenza e l'indifferibilità per tutti i lavori e le opere occorrenti alla costruzione ed all'esercizio degli impianti di cui alla presente legge.
2. Il provvedimento di autorizzazione relativo agli elettrodotti da costruirsi da parte dell'ENEL ha efficacia di dichiarazione di pubblica utilità, nonchè di indifferibilità ed urgenza delle opere relative agli elettrodotti medesimi, ai sensi dell'art. 9 del D. P. R. 18 marzo 1965, n. 342.
3. Nel decreto di autorizzazione, che abbia anche valore di dichiarazione di pubblica utilità o contenga tale dichiarazione, devono essere indicati i termini previsti dall'art. 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 e della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni ed integrazioni.
Art. 11 - Obblighi conseguenti all'autorizzazione.
Art. 12 - Amovibilità ed inamovibilità degli elettrodotti.
1. Le linee elettriche la cui tensione sia inferiore a 120. 000 volt si considerano tutte soggette a spostamento, salvo che, a seguito della presentazione di una apposita istanza da parte del richiedente, in considerazione della mancanza di percorsi alternativi o della sussistenza di particolari ragioni di interesse pubblico, non siano espressamente dichiarate inamovibili nello stesso provvedimento di autorizzazione.
2. Le linee elettriche la cui tensione è uguale o superiore a 120. 000 volt sono inamovibili, fatto salvo il disposto dell'art. 13.
3. L'esercente che debba provvedere allo spostamento di un elettrodotto, ai sensi dell'art. 122 del R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775, può chiedere l'autorizzazione provvisoria di cui all'art. 6.
Art. 13 - Modifiche delle opere elettriche per ragioni di pubblico interesse.
3. Il provvedimento con il quale viene ordinato lo spostamento o la modifica dell'impianto costituisce autorizzazione, con dichiarazione implicita di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, della variante dell'impianto da eseguire.
Art. 14 - Collaudo di linee elettriche e relative opere accessorie.
c) la conformità e la rispondenza delle opere al progetto ed alle eventuali prescrizioni tecniche stabilite dall'autorizzazione;
2. Gli accertamenti di cui alle lett. b), c) ed e) del comma 1 sono sostituiti da un attestato dell'esercente qualora le linee elettriche e relative opere accessorie siano costruite con l'impiego di materiali, strutture ed opere conformi a modelli unificati già sottoposti a verifica e collaudo di tipo, secondo quanto previsto dalla legge 28 giugno 1986, n. 339.
4. Per gli elettrodotti con tensione non superiore a 30. 000 volt di proprietà dell'ENEL o degli enti o aziende di cui al n. 5 dell'art. 4, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, il collaudo si intende sostituito, ad ogni effetto di legge, da una dichiarazione dell'esercente attestante l'esatto adempimento di quanto previsto dal comma 1.
5. Il Presidente della Giunta regionale nomina, ai sensi delle leggi regionali 16 luglio 1976, n. 30 e 16 agosto 1984, n. 42, i collaudatori per l'espletamento delle relative operazioni di collaudo. (8)
Art. 15 - Determinazione dell'indennità.
1. L'indennità per l'imposizione della servitù di elettrodotto da corrispondere in base all'art. 123 del T. U. 11 dicembre 1933, n. 1775, fermo restando il diritto di risarcimento dei danni nelle ipotesi previste dal comma 5 del suddetto art. 123, è commisurata:
b) ad un quarto del valore della striscia di terreno necessaria al transito per il servizio di controllo delle condutture, avente una larghezza di metri uno ed una lunghezza pari alla percorrenza dell'elettrodotto misurata lungo il suo asse;
c) ad un sedicesimo del valore dell'area individuata nel piano particolareggiato come fascia asservita, detratte le aree considerate alle lettere a) e b)
Art. 16 - Canoni a Regione, Province e Comuni.
1. Per le servitù costituite sui beni del demanio e del patrimonio indisponibile della Regione, delle province e dei comuni, la corresponsione della indennità di servitù è sostituita dal pagamento di un canone o delle tasse previste dalle vigenti norme sull'occupazione di spazi ed aree pubbliche.
2. Per i beni del patrimonio disponibile è facoltà della Regione, delle province e dei comuni di richiedere la corresponsione del canone anzichè l'indennità di servitù determinata secondo i criteri di cui all'art. 15.
3. Il pagamento di quanto previsto dai commi 1 e 2 non pregiudica il diritto al risarcimento dei danni ai sensi del comma 5, dell'art. 123 del R. D. 11 dicembre 1933, n. 1775.
1. I proprietari degli impianti aventi tensione inferiore ai 30. 000 volt, già in esercizio prima della data di entrata in vigore della presente legge e per i quali non sia stata rilasciata la autorizzazione definitiva, entro due anni dalla data predetta, devono richiedere l'autorizzazione al Presidente della Giunta regionale presentando all'Ufficio regionale del Genio civile competente per territorio ai sensi dei commi 1 e 2 dell'art. 2 apposita istanza corredata da:
a) un elenco degli impianti e una corografia con riportati i loro tracciati in scala 1:25. 000. Tale documentazione, limitatamente agli impianti fino a 1. 000 volt che si diramino da impianti con tensione da 1. 000 volt a 30. 000 volt, viene sostituita da un elenco e una corografia delle cabine di trasformazione per la distribuzione all'utenza;
b) una relazione sottoscritta sotto la propria responsabilità da un tecnico qualificato iscritto nel competente albo professionale, con la quale questi descrive le principali caratteristiche tecniche degli impianti ed attesta la loro rispondenza alle norme vigenti in materia; per impianti di proprietà dell'ENEL o di aziende municipalizzate tale relazione può essere sottoscritta dai legali rappresentanti delle amministrazioni stesse;
3. Per gli impianti aventi tensione fino a 30.000 volt autorizzati anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, che non siano di proprietà dell'ENEL o di aziende municipalizzate, e che siano in esercizio da almeno tre anni, il certificato di collaudo previsto dal comma 4 dell'art. 14 viene redatto dietro presentazione della dichiarazione dell'esercente che l'impianto non ha presentato anomalie, difetti e vizi dalla sua entrata in servizio, nè ha dato origine a contestazione da parte di terzi.
Art. 18 - Sanzioni amministrative.
1. L'esecuzione delle opere previste dall'art. 1, senza la prescritta autorizzazione, ovvero in difformità della stessa, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa a carico del proprietario, dell'esecutore dei lavori e del direttore degli stessi da lire 1. 000. 000 a lire 10.000.000.
3. Il Presidente della Giunta regionale può ordinare d'ufficio ed a spese del proprietario, la demolizione o la riduzione a conformità delle opere realizzate senza la preventiva autorizzazione o in difformità della stessa.
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni della legge regionale 16 agosto 1984, n. 42 :
(1) Con sentenza n. 215/2015 (G.U. - 1ª serie speciale n. 45/2015), la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 5 e comma 6, limitatamente alle parole “le modifiche di linee esistenti per variazioni di tracciato inferiore a 500 m.,” come introdotte dall’articolo 1, comma1, della legge 22 ottobre 2014, n. 30 (Modifiche della legge regionale 6 settembre 1991, n. 24 “Norme in materia di opere concernenti linee e impianti elettrici sino a 150.000 volt”), in quanto hanno l’effetto di sottrarre automaticamente tali modifiche alla valutazione d’impatto ambientale, in contrasto con la disciplina prevista dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e di conseguenza violano l’articolo 117, comma 2, lettera s), della Costituzione che attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia “tutela dell’ambiente”.
(2) Art. 89 comma 7 legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 delega alle province l'autorizzazione alla costruzione ed esercizio di elettrodotti con tensione nominale sino a 150 KV ai sensi della presente legge; nel caso di elettrodotti interprovinciali la predetta autorizzazione è rilasciata d'intesa tra le province interessate e l'articolo 31 della legge regionale 13 settembre 2001, n. 27 detta disposizioni integrative per l'esercizio della delega.
(3) Comma così sostituito da comma 1 art. 1 legge regionale 22 ottobre 2014, n. 30 .
(4) Con sentenza n. 215/2015 (G.U. - 1ª serie speciale n. 45/2015), la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 5 e comma 6, limitatamente alle parole “le modifiche di linee esistenti per variazioni di tracciato inferiore a 500 m.,” come introdotte dall’articolo 1, comma1, della legge 22 ottobre 2014, n. 30 (Modifiche della legge regionale 6 settembre 1991, n. 24 “Norme in materia di opere concernenti linee e impianti elettrici sino a 150.000 volt”), in quanto hanno l’effetto di sottrarre automaticamente tali modifiche alla valutazione d’impatto ambientale, in contrasto con la disciplina prevista dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e di conseguenza violano l’articolo 117, comma 2, lettera s), della Costituzione che attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia “tutela dell’ambiente”.
(7) La legge regionale 6 marzo 1984, n. 11 è stata abrogata dall'art. 11 della legge regionale 31 ottobre 1994, n. 63 che ha introdotto nella LR 11/2004 una nuova disciplina della materia.
(8) La legge regionale 16 luglio 1976, n. 30 è stata abrogata dall'art. 74 comma 1 lettera a) della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 , la legge regionale 16 agosto 1984, n. 42 è stata abrogata dall'art. 73 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 entrata in vigore il 10 gennaio 2004, con le modalità e le decorrenze ivi previste.
Titolo II Procedimento
Titolo III Indennità e canoni

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15
 art. 123

Art. 16

Art. 18
 sentenza 
 Art. 89
 art. 1
 sentenza