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Timestamp: 2020-01-22 04:36:04+00:00

Document:
Uno 'svarione' della Corte di Cassazione sul principio di non contestazione? (Cassazione 10285/10)
Materia: Sentenze - Fonte: Cassazione - 01.06.2010
Abstract: Si son dimenticati del nuovo art. 115 c.p.c.? E della sentenza SS.UU. 761/02?
Si fa fatica, onestamente, ad inquadrare questa sentenza della Corte di Cassazione.
Prendendo in mano il codice di procedura civile, all'art.115 (novellato con la legge 69/09, ricordiamolo) leggiamo:
Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita.
Certo, la riforma del 2009 si applica solo ai giudizi iniziati dopo la data, fatidica, del 4 luglio 2009.
Ma come dimenticare l'intervento sempre della Cassazione, e per di più a Sezioni Unite, in tema di principio di non contestazione con la sentenza n. 761/02?
Gli artt. 167, primo comma e 416, terzo comma, imponendo al convenuto l’onere di prendere posizione su tali fatti, fanno della non contestazione un comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell’oggetto del giudizio, con effetti vincolanti per il giudice, che dovrà astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato e dovrà ritenerlo sussistente, proprio per la ragione che l’atteggiamento difensivo delle parti, valutato alla stregua dell’esposta regola di condotta processuale, espunge il fatto stesso dall’ambito degli accertamenti richiesti.
In altri termini, la mancata contestazione, a fronte di un onere esplicitamente imposto dal dettato legislativo, rappresenta, in positivo e di per sè, l’adozione di una linea difensiva incompatibile con la negazione del fatto (onde, nell’ambito di operatività di un onere siffatto si rende sostanzialmente inavvertibile, ai fini dell’identificazione dei fatti “pacifici”, la tradizionale differenza – per la quale cfr. da ultima, Cass. 18 luglio 2000, n. 9424 e, fra le altre, Cass. 23 maggio 1995, n. 5643;Id., 2 giugno 1994, n. 5359; Id., 20 maggio 1993, n. 5733; Id., 5 dicembre 1992, n.12947; Id. 6 marzo 1987, n..2386 – fra ammissione implicita e non contestazione) e, quindi, rende inutile provarlo, perché non controverso, come è già stato posto in lince da altro orientamento espresso dalla Corte sul punto, con sentenza 2 marzo 1995, n. 2415.
Lo ripeto, in primis a me stesso: già nel 2002 (e quindi ben prima della riforma del 2009) la Corte di Cassazione si è espressa in questi termini.
Che ora, a distanza di otto anni, e dopo la modifica dell'articolo 115 d.p.c. nel senso che sopra si è visto, si dica che
affinchè un fatto allegato da una parte possa considerarsi pacifico sì da essere posto a base della decisione, ancorchè non provato, non è sufficiente la mancata contestazione, non sussistendo nel nostro ordinamento processuale un principio che vincoli alla contestazione specifica di ogni situazione di fatto dichiarata dalla controparte,
e ribadendo poche righe più sotto che
non sussistendo per la parte un onere di contestazione specifica di ogni fatto dedotto ex adverso, la mera mancata contestazione in quanto tale non può avere automaticamente l'effetto di prova
non può che lasciare, o quantomeno lascia nello scrivente, un senso di fastidiosa incertezza.
(sia ben chiaro: se sono io, che non ho capito la sentenza, sarò ben lieto di ricevere delucidazioni da chi l'abbia diversamente interpretata e avrà la cortesia di illuminarmi. Sia detto senza ironia)
Cass. civ. Sez. II, 29-04-2010, n. 10285
Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio - rel. Consigliere
*****, in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore *****, elettivamente domiciliato in ROMA, *****, presso lo studio dell'avvocato *****, rappresentato e difeso dagli avvocati *****, *****; - ricorrente -
*****, elettivamente domiciliata in ROMA, *****, presso lo studio dell'avvocato *****, rappresentata e difesa dall'avvocato *****;- controricorrente -
avverso la sentenza n. 377/2004 della CORTE D'APPELLO di CAGLIARI, depositata il 20/10/2004;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 25/03/2010 dal Consigliere Dott. LUCIO MAZZIOTTI DI GELSO;
udito l'Avvocato *****, con delega depositata in udienza dell'Avvocato ***** difensore del ricorrente che ha chiesto accoglimento del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FEDELI Massimo, che ha concluso per l'accoglimento per quanto di ragione del primo motivo di ricorso.
01.06.2010 - Renato Savoia - Fonte: Cassazione
Sentenze Procedura civile Principio di non contestazione Cassazione 10285/10 Cassazione 10285 2010 Articolo 115 codice procedura civile Podcast diritto

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