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Timestamp: 2019-05-21 14:45:10+00:00

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Ecomondo 2015 "Classificazione dei rifiuti e responsabilità"
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Enrico Morigi - Studio Picozzi e Morigi “Classificazione dei rifiuti e responsabilità”
1. il produttore iniziale o altro detentore di rifiuti provvedono direttamente al loro trattamento, oppure li consegnano ad un intermediario, ad un commerciante , ad un ente o impresa che effettua le operazioni di trattamento dei rifiuti, o ad un soggetto pubblico o privato addetto alla raccolta dei rifiuti, in conformità agli articoli 177 e 179.
Fatto salvo quanto previsto ai successivi commi del presente articolo, il produttore iniziale o altro detentore conserva la responsabilità per l'intera catena di trattamento, restando inteso che qualora il produttore iniziale o il detentore trasferisca i rifiuti per il trattamento preliminare a uno dei soggetti consegnatari di cui al presente comma, tale responsabilità, di regola, comunque sussiste.
Fino al 31 dicembre 2015 al fine di consentire la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati nonché l'applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, nonché le relative sanzioni. durante detto periodo, le sanzioni relative al sistri di cui agli articoli 260-bis, commi da 3 a 9, e 260-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, non si applicano………..
Oneri dei Produttori e Detentori
Gli oneri relativi alle attività di smaltimento sono a carico del detentore che consegna i rifiuti ad un raccoglitore autorizzato o ad un soggetto che effettua le operazioni di smaltimento, nonché dei precedenti detentori o del produttore dei rifiuti.
Comma 1; lettera f
il soggetto la cui attività produce rifiuti e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti;
Comma 1; lettera h
Il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è in possesso;
La Posizione del Soggetto rispetto alla Cosa può assumere due aspetti:
1) Potere fisico sulla cosa senza altra intenzione che quella di tenere la cosa, ricordando che la stessa è di altri – Detenzione
2) Potere fisico sulla cosa con l’intenzione di esercitare sulla stessa i poteri del proprietario - Possesso
T.A.R. F.V.G. sez. I n. 342 del 10.05.2007
“… spetta al detentore dei rifiuti, prima del conferimento in discarica, specificarne la composizione […] l'art. 193 del T.U. n. 152/06 prescrive l'accompagnamento nel trasporto dei rifiuti di un formulario di identificazione con indicazione della tipologia di appartenenza. Il che trova autorevole conferma in una nota dell'A.R.P.A. […], ove si afferma appunto che "il produttore in quanto conoscitore approfondito della propria attività di impresa", è il soggetto identificato dalla norma come responsabile della corretta attribuzione del codice C.E.R. da assegnare al rifiuto prodotto". ...”
Cass. pen. sez. III, sent. n.7461 del 19.02.2008
“… Il detentore o produttore di rifiuto può essere esentato da responsabilità solo se consegna il rifiuto al servizio pubblico di raccolta o a soggetti autorizzati all'attività di recupero e smaltimento. In quest'ultimo caso la responsabilità del produttore è esclusa a condizione che il soggetto privato al quale viene consegnato il rifiuto sia autorizzato al recupero ed allo smaltimento proprio di quel tipo di rifiuto; che il detentore abbia ricevuto
(segue) il formulario di cui all'art. 15 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data del conferimento del rifiuto al trasportatore ovvero alla scadenza del predetto termine abbia provveduto a dare comunicazione alla provincia della mancata ricezione del formulario [...] La mancanza di una sola delle anzidette condizioni rende il produttore del rifiuto responsabile dell'illecito smaltimento in forza del principio generale desunto dalla normativa comunitaria in base al quale tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti rispondono solidalmente del corretto smaltimento....”
Cass. pen. sez. III, n.29727 del 11.07.2013
“… La responsabilità non è evidentemente esclusa dal fatto che il terzo sia munito di autorizzazione, ma relativa a rifiuti diversi da quelli in oggetto di conferimento, perché ciò si risolve nella mancanza di autorizzazione per i rifiuti conferiti; ...”
TAR Veneto. sez. III, sent. n.1181 del 16.10.2013
“… Peraltro, contrariamente a quanto dedotto, a causa dell’estensione della suddetta posizione di garanzia che si fonda sull’esigenza di assicurare un elevato livello di tutela ambientale la consegna dei rifiuti a degli intermediari muniti di autorizzazione non vale a trasferire -solo- su di loro la responsabilità per il corretto smaltimento e non autorizza pertanto il produttore a disinteressarsi della destinazione finale dei rifiuti. …”
Cass. pen. sez. III, sent. n.13025 del 20.03.2014
“… il produttore iniziale dei rifiuti […] che consegni tali rifiuti ad un altro soggetto che ne effettui, anche in parte, il trattamento […] conserva la responsabilità per l'intera catena di trattamento, restando inteso che essa sussiste anche nel caso in cui i rifiuti siano trasferiti per il trattamento preliminare ad uno dei soggetti consegnatari …”
Cass. pen. sez. III, sent. n.19884 del 14.05.2014
"colui che conferisce i propri rifiuti a soggetti terzi per il recupero o lo smaltimento ha il dovere di accertare che questi ultimi siano debitamente autorizzati allo svolgimento delle operazioni, con la conseguenza che l'inosservanza di tale regola di cautela imprenditoriale è idonea a configurare la responsabilità per il reato di illecita gestione di rifiuti in concorso con coloro che li hanno ricevuti in assenza del prescritto titolo abilitativo“
Sentenza Corte di Cassazione 19 marzo 2012, n.10518
… la mera osservanza delle condizioni stabilite dalle disposizioni in materia di oneri del produttore e del detentore non vale ad escludere la loro responsabilità allorché si siano resi responsabili di comportamenti materiali o psicologici tali da determinare una compartecipazione, anche a livello di semplice istigazione, determinazione, rafforzamento o facilitazione, negli illeciti commessi dai soggetti dediti alla gestione dei rifiuti (Sez.3 n.1767, 6 febbraio 2000. V. anche Sez.3 n.7746, 27 novembre 2003; Sez.3 n.6420, 11 febbraio 2008; Sez.3 n.8367, 25 febbraio 2008, cit.).
Art.193 d.lgs. 152/2006
Durante il trasporto effettuato da enti o imprese i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare almeno i seguenti dati:
Il formulario di identificazione di cui al comma 1 deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal produttore o dal detentore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il produttore o il detentore e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al detentore. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.
Circolare Comitato Nazionale 18 giugno 2003
……… il Comitato Nazionale, considerato che l’art. 15, comma 2, del D. Lgs. 22/97 stabilisce che il formulario di identificazione dei rifiuti è “compilato, datato e firmato” dal detentore del rifiuto, mentre è solo “controfirmato” dal trasportatore, ritiene che i due diversi termini utilizzati dal legislatore, firma per il detentore e “controfirma” per il trasportatore, siano già indicativi della diversa natura delle responsabilità che fanno capo ai due soggetti. Pertanto, posto che la responsabilità del detentore del rifiuto, compilatore e sottoscrittore del formulario, non può che essere piena e totale per quanto il medesimo ha indicato e dichiarato, la responsabilità assunta dal trasportatore che non compila il formulario, che nulla indica e dichiara e che non firma ma “controfirma”, può logicamente ritenersi diversa dalla prima, quindi non piena e non totale. (segue)
G.U.P. Tribunale Catanzaro sentenza del 13.06.2011
“… La disciplina vigente, quindi, onera il conferitore (e non il singolo autista - trasportatore) della redazione del formulario di identificazione . Il trasportatore si limita, infatti, a controfirmare un modello predisposto, appunto, dal detentore, che attribuisce agli oggetti del conferimento anche il codice identificativo del rifiuto (e quindi la sua natura pericolosa o non pericolosa). La controfirma del trasportatore deve, allora, essere interpretata alla stregua di un'attestazione di ricevimento del carico. …”
Cass. civ. sez. III sent. n 4936 del 12.08.1988
“… la rinuncia dell’affittuario alla proroga legale del contratto di affitto, che deve costituire un fatto attivo e cosciente di cooperazione diretta alla formazione di un accordo, consistere cioè in una partecipazione alla redazione del testo e non già essere limitata ad una neutrale presa d’atto e apposizione di un visto o di una semplice controfirma …”
… Tuttavia, il Comitato Nazionale ritiene di sottolineare che la limitata valenza della “controfirma” del trasportatore, come sopra indicata, non può comportare un facile discarico di responsabilità dove vi sia evidenza “ictu oculi” e senza necessità di analisi di eventuali difformità tra l’apparenza del carico e la descrizione fattane nel formulario o dove le modalità di trasporto ivi indicate appaiano manifestamente non rispondenti alla normativa. di conseguenza gli eventuali e riconoscibili indizi di irregolarità e le obbiettive ragioni di sospetto, che potrebbero consigliare un maggiore approfondimento sulla reale natura del carico o sulle modalità di trasporto, non dovrebbero essere valutate sulla base delle capacità del semplice conducente, ma sulla base della preparazione del Responsabile Tecnico dell’impresa di trasporto cui il conducente deve riferire ogni difformità rispetto al programma ricevuto.
Il trasportatore non e' responsabile per quanto indicato nella Scheda SISTRI - Area movimentazione o nel formulario di identificazione di cui al comma 1 dal produttore o dal detentore dei rifiuti e per le eventuali difformità tra la descrizione dei rifiuti e la loro effettiva natura e consistenza, fatta eccezione per le difformità riscontrabili con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico .
Cass. pen. sez. III, sent. n.16209 del 09.04.2013
“… è evidente che non può legittimamente pretendersi dal trasportatore la verifica di dati riscontrabili attraverso attività di analisi, uso di particolari tecnologie o strumentazione tecnica, ma il riferimento alla normale diligenza richiesta in relazione alla natura dell'incarico rende altrettanto evidente che il trasportatore deve considerarsi comunque un soggetto tecnicamente competente in relazione alla tipologia di attività svolta, nella quale risulta professionalmente inserito e non può, quindi, invocare la sua completa ignoranza circa la natura di quanto trasportato o disinteressarsi del tutto della natura effettiva del carico o della sua destinazione finale”.
Art.259 d.lgs. 152/2006
Alla sentenza di condanna, o a quella emessa ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati relativi al traffico illecito di cui al comma 1 o al trasporto illecito di cui agli articoli 256 e 258, comma 4, consegue obbligatoriamente la confisca del mezzo di trasporto.
Corte di Cassazione, sez. III penale, sent. n.18515
del 05.05.2015
“ … Infatti, in tema di gestione illecita di rifiuti, questa Corte ha affermato il principio al quale occorre dare continuità secondo il quale, al fine di evitare la confisca obbligatoria del mezzo di trasporto nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge incombe al terzo estraneo al reato, individuabile in colui che non ha partecipato alla commissione dell'illecito ovvero ai profitti che ne sono derivati, l'onere di provare la sua buona fede, ovvero che l'uso illecito della “res” gli era ignoto e non collegabile ad un suo comportamento negligente ( Sez. 3, n. 46012 del 04/11/2008, Castellano, Rv. 241771). ”
Corte di Cassazione, Sez. III penale, sent. N.9192 del 02.03.2009
Ai sensi dell'art.11, comma 3, del D.Lgs 13.1.2003 n. 36, infatti, ai fini dell'ammissione dei rifiuti in discarica, il gestore dell'impianto deve effettuare, lett. c) del terzo comma, "l'ispezione visiva di ogni carico di rifiuti conferiti in discarica prima e dopo lo scarico e verificare la conformità del rifiuto alle caratteristiche indicate nel formulario di identificazione...", nonché, lett. f) del terzo comma, "effettuare le verifiche analitiche della conformità del rifiuto conferito ai criteri di ammissibilità come indicato all'art.10, comma 1 lett. g), con cadenza stabilita dall'autorità territorialmente competente e, comunque, con frequenza non superiore ad un anno“.
… segue >
“… Pertanto, allorché venga accertata, la non rispondenza del codice CER attribuito ai rifiuti conferiti in discarica dal produttore degli stessi e la incompatibilità di detti rifiuti, in considerazione della loro effettiva natura, con le categorie di quelli che possono essere ammessi nella discarica, in relazione alla tipologia della stessa ed alla autorizzazione ottenuta, il gestore dell'impianto non va esente da responsabilità per tale fatto, incombendo sullo stesso precisi obblighi di verifica della conformità del rifiuto alle caratteristiche indicate nel formulario di identificazione”.
Cass. pen. sez. III, sent. n. 36818 del 12.10.2011
“… il fatto se i rifiuti fossero accompagnati da certificazioni di analisi predisposte dai conferenti è […] irrilevante, perché non fa venire meno l'obbligo del gestore della discarica di effettuare autonomamente verifiche analitiche della conformità dei rifiuti ai criteri di ammissibilità;...”
Cass. pen. sez. III, sent. n. 21146 del 16.05.2013
“… sul gestore della discarica grava l'obbligo di verificare la caratterizzazione dei rifiuti effettuata dai produttori o dai detentori che li conferiscono al fine di determinare l'ammissibilità dei rifiuti stessi […] e che tale obbligo va assolto con tutti i mezzi idonei, non potendo essere limitato ad una comparazione meramente visiva ...”
TAR Lombardia, Sez. IV, sent. n. 2628 del 04.11.2014
“… l’errore materiale nella redazione del CER può essere invocato solo nel caso in cui il ricorrente dimostri che i rifiuti erroneamente classificati in realtà rientrino nella categoria di cui al codice CER per il quale è autorizzato al trattamento, oppure che il codice CER dichiarato sia analogo a quello del rifiuto che è legittimato a trattare. In questi casi, riconducibili al lapsus calami ed all’errore ostativo, l’errore materiale non può produrre danni a carico del dichiarante in quanto la situazione reale, conforme alla legge, deve prevalere su quella erroneamente dichiarata....”
Corte di Cassazione, Sez. III, sent. n. 42021 del 09.10.2014
“… è stato reiteratamente affermato da questa stessa Sezione che la contravvenzione di inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni è reato formale di pericolo, il quale si configura in caso di violazione delle prescrizioni imposte per l’attività autorizzata di gestione di rifiuti, non essendo richiesto che la condotta sia anche idonea a ledere in concreto il bene giuridico tutelato dalla fattispecie incriminatrice …”

References: Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Sentenza 

Art.193
 sentenza 

Cass. 

Cass. 

Art.259
 sentenza 

Cass. 

Cass.