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Timestamp: 2017-07-28 02:50:28+00:00

Document:
• • • ISTITUZIONALE • • • LO STATUTO
NUOVO STATUTO SEZIONE DI BRESCIA
Art. 1 Denominazione e durata
E’ costituita, con sede legale in Brescia, l’associazione (già fondata nel 1874), denominata “CLUB ALPINO ITALIANO - Sezione di Brescia - Onlus” con sigla “CAI - Sezione di Brescia - onlus”, struttura periferica del Club Alpino Italiano, di cui fa parte a tutti gli effetti. E’ soggetto di diritto privato, è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, iscritta al Registro generale Regionale del Volontariato della Regione Lombardia al foglio n. 659 prog. 2630 sez. B, è inoltre iscritta al Registro delle Persone Giuridiche. Essa è dotata di proprio ordinamento che le assicura una autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Si rapporta al Club Alpino Italiano- Regione Lombardia. L’associazione ha durata illimitata. L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre
L’Associazione, che non ha scopo di lucro, è indipendente, apartitica, aconfessionale ed improntata a principi di democraticità; uniforma il proprio ordinamento allo Statuto ed al Regolamento Generale del Club Alpino Italiano.
Art. 3 – Scopi e funzioni
L’Associazione ha per scopo, nell’ambito nazionale ed in particolare della Regione Lombardia l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, attraverso la pratica dell’alpinismo in ogni sua manifestazione, della conoscenza e dello studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e della tutela del loro ambiente naturale.
a) alla realizzazione, alla manutenzione, ed alla gestione diretta o indiretta di rifugi e bivacchi;
c) alla diffusione della frequentazione della montagna e alla organizzazione di iniziative ed attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile, dell’escursionismo seniores e di quelle ad esse propedeutiche;
d) alla indizione e programmazione, in accordo con le apposite scuole competenti in materia, o alla organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per le attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleolo-giche, naturalistiche, dell’alpinismo giova-nile e di quelle ad esse propedeutiche;
e) alla programmazione e collaborazione con le apposite Scuole del CAI, competenti per materia, per la formazione di soci dell’associazione come istruttori di alpinismo e scialpinismo, sci fondo-escursionismo ed accompagnatori per lo svolgimento delle attività di cui alle lett. c) e d);
f) alla promozione, anche in collaborazione con Enti ed Associazioni locali, di attività scientifiche, culturali, artistiche e didat-tiche per la diffusione della conoscenza di ogni aspetto della montagna;
i) a pubblicare il periodico sezionale denominato “Adamello” del quale è editrice e proprietaria;
l) alla sede dell’associazione e ne cura la biblioteca, la cartografia e l’archivio.
Costituisce inoltre una dotazione di materiale alpinistico per le sue attività
Sono previste le seguenti categorie di soci: benemeriti, ordinari, famigliari, giovani (minorenni). Non è ammessa alcuna altra categoria di soci.
Chiunque intenda aderire al Club Alpino Italiano deve presentare domanda al Consiglio Direttivo della Sezione, completa dei propri dati anagrafici, su apposito modulo, controfirmato da almeno un socio presentatore, iscritto alla Sezione da almeno due anni. Se minore di età la domanda deve essere firmata anche da chi esercita la potestà. Il Consiglio Direttivo della Sezione alla quale è stata presentata la domanda decide sull’accettazione.
La domanda presentata nell’ultimo bimestre ha effetto per l’anno successivo.
I diritti dei Soci sono quelli stabiliti nell’art. II.4 dello Statuto e nell’art. II.IV.1 del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano.
Il socio con l'ammissione, si impegna ad osservare il presente Statuto e lo Statuto ed il Regolamento Generale dal CAI, nonché ad osservare le delibere dell'Assemblea del Soci e del Consiglio Direttivo dell'Associazione.
Il Socio è tenuto a corrispondere all’associazione:
a) la quota di ammissione, comprensiva della tessera, del distintivo sociale, delle copie dello Statuto e del Regolamento Generale del CAI e di quello Sezionale, che gli vengono consegnati all’atto di iscrizione;
d) eventuali contributi straordinari destinati a fini istituzionali
Non si può riacquistare la qualifica di socio, mantenendo l’anzianità di adesione, se non previo pagamento alla Sezione alla quale si era iscritti delle quote associative annualiarretrate. Il socio di cui sia stata accertata la morosità perde tutti i diritti spettanti ai soci.
La partecipazione della vita associativa si estende a tutta la durata del rapporto sociale, non sono ammesse iniziative dei soci in nome della Sezione del CAI, se non da questi autorizzate. Non sono ammesse altresì iniziative o attività dei soci in concorrenza o in contrasto con quelle ufficiali programmate dalla Sezione o dal CAI. Le prestazioni fornite dai soci sono volontarie e gratuite.
- per morte del Socio
- per morosità;
- per provvedimento disciplinare.
Il Consiglio Direttivo può adottare nei confronti del socio, che tenga un contegno non conforme ai principi informatori del Club Alpino Italiano ed alle regole della corretta ed educata convivenza, i provvedimenti previsti dal Regolamento disciplinare.
In conformità ai principi, alle procedure e nei termini stabiliti dal Regolamento disciplinare, contro i provvedimenti disciplinari il socio può presentare ricorso al Collegio Regionale dei Probiviri, competente per territorio, quale organo giudicante di primo grado. Il socio ed il Consiglio Direttivo della Sezione possono presentare ricorso avverso le decisioni di primo grado avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri del Club Alpino Italiano
Art. 13 – Organi dell’Associazione:
- i due vice Presidenti;
- il vice Segretario;
- i Delegati.
Tutte le cariche sociali sono a titolo gratuito e devono essere conferite a soci maggiorenni iscritti all’associazione da almeno 24 mesi.
L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano dell’associazione; essa è costituita da tutti i soci ordinari e familiari di età maggiore di anni diciotto, le sue deliberazioni vincolano anche gli assenti o i dissenzienti.
- elegge il Presidente Sezionale, i due vice Presidenti,il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti ed i Delegati all’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano nel numero assegnato, scelti tra i Soci maggiorenni ordinari e familiari della Sezione, con le modalità stabilite dal presente statuto, escluso il voto per corrispondenza;
- delibera le quote associative ed i contributi a carico dei soci, per la parte destinata alla sezione ed eccedente le quote stabilite dall’Assemblea dei Delegati. - approva l’operato del Consiglio Direttivo, i bilanci d’esercizio e la relazione del Presidente;
- delibera su ogni altra questione, contenuta nell’ordine del giorno, che le venga sottoposta dal Consiglio Direttivo o da almeno il 10% dei soci aventi diritto al voto
L’Assemblea ordinaria dei Soci si svolge almeno una volta all’anno entro il termine perentorio del 31 marzo di ciascun anno per l’approvazione dei bilanci e la nomina delle cariche sociali. L’Assemblea deve essere convocata senza indugio quando ne faccia richiesta almeno un ventesimo dei soci aventi diritto al voto, inoltre può essere convocata ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne sia inoltrata richiesta da parte del CDC (Comitato Direttivo Centrale), del CDR (Comitato Direttivo Regionale), del Collegio dei Revisori dei Conti della Sezione.
La convocazione può avvenire:
- mediante avviso esposto nella sede sociale - con comunicato a mezzo stampa ;
- per posta elettronica;
almeno 15giorni prima della data fissata per l’Assemblea.
In caso di elezioni il Consiglio Direttivo insedia un Comitato Elettorale per la valutazione formale delle candidature.
Ogni socio può farsi rappresentare in assemblea da altro socio, che non sia membro del Consiglio Direttivo e farlo votare in sua vece anche nelle votazioni a scheda segreta, mediante rilascio di delega; ogni socio delegato può portare tre deleghe. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza, di persona o per delega, di almeno della metà degli aventi diritto al voto; in seconda convocazione, che dovrà tenersi almeno ventiquattro ore dopo la prima, l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti. E’ escluso il voto per corrispondenza.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti mediante votazioni per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto, secondo la modalità decisa dalla maggioranza dei soci presenti aventi diritto al voto. Per la designazione e per l’elezione alle cariche sociali il voto è libero, in quanto l’elettore ha diritto di esprimere il proprio voto a favore di qualsiasi socio eleggibile, anche se non indicato ufficialmente come candidato alla carica. Il voto viene espresso mediante votazione con scheda segreta.
E’ escluso pertanto dal procedimento di designazione o di elezione ogni altro tipo di votazione, inclusa quella per acclamazione. A parità di voti è eletto il socio con maggiore anzianità di iscrizione al CAI. Sono esclusi dal computo i voti di astensione. Nessun socio può trovarsi eletto contemporaneamente a più di una carica sociale.
Le deliberazioni concernenti l’acquisto, l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su immobili devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei soci presenti aventi diritto al voto, tali deliberazioni non acquistano efficacia se non dopo l’approvazione da parte del Comitato Centrale di indirizzo e controllo.
Le deliberazioni relative alle modifiche del presente Statuto devono essere approvate dall’Assemblea Straordinaria con un minimo di almeno un ventesimo dei Soci aventi diritto al voto e con la maggioranza dei due terzi dei Soci presenti.
Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione e si compone da un minimo di 10 ad un massimo di 14 componenti, più il Presidente e i due vice Presidenti, eletti dall’Assemblea dei soci.
Il Consiglio Direttivo nello svolgimento delle sue funzioni: - convoca l’Assemblea dei soci;
Nella sua prima riunione il Consiglio Direttivo nomina: il Tesoriere, il Segretario ed il vice Segretario, che possono essere scelti anche fra i soci non facenti parte del Consiglio Direttivo, e che, in questo caso specifico, non hanno diritto di voto.
Art. 20 - (Durata e scioglimento) Il Presidente e i due vice Presidenti durano in carica tre anni e sono rieleggibili una prima volta e lo possono essere ancora dopo almeno un anno di interruzione.
I consiglieri durano in carica tre anni e sono rieleggibili per altri due mandati consecutivi; possono essere nuovamente rieletti dopo almeno un triennio di interruzione.
Alle riunioni del Consiglio Direttivo il Presidente può invitare i Delegati all’Assemblea Generale del CAI ed i soci che fanno parte di Organi Centrali del CAI. Il Presidente può altresì invitare alle riunioni del Consiglio Direttivo, con il consenso di questo, altre persone esterne, qualora lo ritenga utile o necessario.
Gli ex Presidenti dell’associazione hanno diritto di presenza alle riunioni del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente o da chi ne fa le veci, o a richiesta di un terzo dei consiglieri almeno una volta ogni quattro mesi mediante avviso contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora della convocazione, ed inviato almeno cinque giorni prima della riunione, salvo i casi di urgenza. Le riunioni del Consiglio Direttivo, per essere valide, devono essere presiedute dal Presidente o, in caso di sua mancanza od impedimento, da uno dei Vice Presidente, o in mancanza dei detti dal consigliere con più anzianità di iscrizione al CAI.
All’insorgere di eventuale conflitto di interessi su una particolare operazione della Sezione che riguardi un componente del Consiglio Direttivo, il suo coniuge o il convivente, i suoi parenti entro il secondo grado, lo stesso componente non può partecipare alla discussione né alle deliberazioni relative, né assumere in materia incarichi di controllo o di ispezione.
Art. 23 - Compiti del Presidente e dei vice Presidenti
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’associazione e la firma sociale. Convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo. Il Presidente, con il Tesoriere o il Segretario, previa delibera del Consiglio Direttivo, hanno la firma congiunta dei titoli di pagamento.
In caso di impedimento temporaneo le sue funzioni sono svolte dal vice Presidente con maggiore anzianità di iscrizione al CAI.
In caso la disponibilità del Presidente venisse a mancare per qualsiasi motivo, il Consiglio nominerà il nuovo Presidente scegliendo tra i due vice Presidenti. Il nuovo eletto subentrerà a tutti gli effetti con la stessa scadenza del sostituito. Nella carica di Vice Presidente subentrerà il Consigliere con maggiore anzianità di iscrizione al CAI.
TESORIERE E SEGRETARIO E VICE SEGRETARIO
Il Tesoriere ha la responsabilità della custodia dei fondi dell’associazione e ne cura l’amministrazione
Art. 25 –Compiti del Segretario e del vice Segretario
In caso di impedimento temporaneo le sue funzioni sono svolte dal vice Segretario.
Il Collegio dei Revisori dei Conti è l’organo di controllo contabile e amministrativo della gestione finanziaria, economica e patrimoniale della Sezione. E’ costituito da almeno tre componenti, soci ordinari con anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a due anni sociali completi. Durano in carica tre anni , sono rieleggibili, come i Consiglieri.
Il Collegio dei Revisori dei conti si riunisce almeno una volta ogni tre mesi e per ogni riunione il collegio redige apposito verbale; alle sue riunioni si applicano le norme procedurali stabilite per il Consiglio Direttivo.
- esaminano i bilanci consuntivi e preventivi e redigono in proposito l’apposita relazione da sottoporre all’Assemblea dei soci;
- hanno diritto di assistere alle riunioni del Consiglio Direttivo e possono far inserire a verbale le proprie osservazioni;
- hanno diritto di chiedere al Consiglio Direttivo notizie sulla contabilità sociale e possono procedere in qualsiasi momento, anche individualmente , ad atti di ispezione e controllo;
- procedono alla convocazione dell’Assemblea dei soci nel caso di riscontro di gravi irregolarità contabili o amministrative o di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo.
COMITATO ELETTORALE E DELEGATI
Art. 27 – Comitato elettorale
Il Consiglio Direttivo provvede alla nomina del Comitato Elettorale composto da cinque membri. I suoi compiti sono:
- la valutazione formale delle candidature;
- la cura dello svolgimento delle elezioni rimanendo in carica dal giorno della nomina alla chiusura degli scrutini ed alla proclamazione degli eletti.
Art. 28 – Delegati
I Delegati rappresentano l’associazione all’Assemblea del CAI ed al Club Alpino Italiano – Regione Lombardia. Non vi è incompatibilità tra la carica di Delegato e quella di qualsiasi organo sociale.
Prima di ogni Assemblea nazionale e regionale del CAI il Consiglio Direttivo convoca una riunione dei Delegati per discutere gli argomenti iscritti nei relativi ordini del giorno.
I Delegati durano in carica tre anni e sono rieleggibili come i Consiglieri.
Art. 29 – Condizioni di eleggibilità
Sono eleggibili alle cariche sociali i soci con diritto di voto in possesso dei seguenti requisiti: siano iscritti all’associazione da almeno due anni, non abbiano riportato condanne per un delitto non colposo; siano soggetti privi di interessi personali diretti o indiretti nella gestione del patrimonio sociale; siano persone di capacità e competenza per attuare e conseguire gli scopi indicati dallo Statuto e dal Regolamento generale del Club Alpino Italiano.
Non sono eleggibili alle cariche sociali o candidabili ad incarichi quanti hanno rapporto di lavoro dipendente con il Club Alpino Italiano o quanti intrattengono un rapporto economico continuativo con le strutture centrali o periferiche.
Art. 30 – Commissioni e Gruppi
Il Consiglio Direttivo può costituire organi tecnici consultivi, formati da consiglieri e/o soci aventi competenza in specifici rami dell’attività associativa; determinandone il numero dei componenti, le funzioni, i poteri, specialmente definiti in un regolamento predisposto dallo stesso Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo può costituire gruppi, aventi particolari autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa in linea con le direttive sezionali e degli eventuali OTC (Organi Tecnici Centrali) /OTR (Organi Tecnici Regionali) di riferimento.
Art. 31 – Costituzione
Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale del CAI, costituire una o più Sottosezioni; la Sottosezione fa parte integrante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati elettivi all’Assemblea dei Delegati del CAI. I soci della Sottosezione sono a tutti gli effetti soci attivi dell’Associazione ed hanno gli stessi diritti e doveri. Le Sottosezioni non sono dotate di soggettività distinta da quella della Sezione di appartenenza, non dispongono di autonomia patrimoniale, ma solo gestionale e non intrattengono rapporti diretti con l'Organizzazione Centrale.
La Sottosezione è diretta ed amministrata da un Consiglio Direttivo presieduto da un Presidente, nominato dall’Assemblea dei Soci della Sottosezione. I nomi dei componenti del Consiglio Sottosezionale verranno comunicati al Consiglio Direttivo dell’Associazione entro venti giorni dalla nomina.
La Sottosezione, al termine di ogni anno, trasmette al Consiglio Direttivo dell’Associazione la relazione del Presidente, il verbale dell’Assemblea ed il proprio rendiconto contabile , redatti in conformità di uno schema predisposto dalla Sezione. Per le obbligazioni assunte dalla Sottosezione risponde nei confronti sia dell'Associazione sia dei Soci e dei terzi il Consiglio Direttivo della Sottosezione, nonché personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto della Sottosezione
La durata delle cariche è uguale a quella prevista dallo Statuto della Sezione.
Il Consiglio Direttivo della Sezione stabilisce la quota che la Sottosezione deve versare alla Sezione stessa ed il minimo della quota annuale da richiedere ai soci.
In caso di scioglimento delle Sottosezioni, le attività delle stesse passano alla Sezione la quale le amministra per due anni per il caso di ricostituzione; trascorso tale periodo vengono incamerate.
Le Sottosezioni possono essere sciolte in conformità all’art. VI.III.3 del Regolamento Generale. La liquidazione deve farsi sotto il controllo del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti competente per territorio.
Le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione, restano immediatamente acquisite al patrimonio dell’Associazione.
Art. 32 –Patrimonio
La Sezione ha un proprio patrimonio autonomo che è costituito da:
- beni mobili ed immobili;
- eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio; - qualsiasi altra somma che venga erogata da enti o privati. Le entrate sociali sono costituite: - dalle quote associative annuali; - dai canoni dei rifugi ed altri introiti sui beni sociali; - dai contributi di soci benemeriti ed enti pubblici; - da altre donazioni, proventi o lasciti. I fondi liquidi che non siano necessari per le esigenze di cassa, devono essere depositati in un conto corrente bancario o postale intestato all’Associazione stessa. I soci non hanno alcun diritto sul patrimonio sociale. Gli utili e gli avanzi di gestione devono essere reimpiegati per la realizzazione delle attività istituzionali. E’ vietata la distribuzione fra i soci, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi riserve.
E' vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi e riserve durante la vita dell'associazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per legge, Statuto o Regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
In caso di scioglimento dell'Associazione si applica quanto previsto dallo Statuto del C.A.I.
Art. 34 – Tentativo di conciliazione
La giustizia interna al Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il primo a livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio Regionale dei Probiviri è l’organo giudicante di primo grado, il Collegio Nazionale dei Probiviri è l’organo giudicante di secondo grado. Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci o fra i Soci ed organi periferici, relative alla vita sociale, non potranno essere deferite all’autorità giudiziaria, né al parere o all’arbitrato di persone o enti estranei al sodalizio, senza che prima vengano aditi gli organi competenti a giudicare, secondo le norme procedurali stabilite dallo Statuto, da Regolamento Generale del CAI e dal regolamento disciplinare, e non si sia esaurito nei suoi possibili gradi l’intero iter della controversia relativa.
- il Consiglio Direttivo, integrato dai Revisori dei conti, per le controversie tra i soci;
- Club Alpino Italiano – Regione Lombardia per le controversie tra i soci e gli organi dell’Associazione e fra le Sottosezioni e l’Associazione.
Art. 35 – Rinvio alle norme del Club alpino italiano
Ogni modifica del presente Statuto dovrà essere deliberata dall’Assemblea Straordinaria con le modalità previste dall’art. 18 del presente Statuto. Essa acquisterà efficacia solo dopo l’approvazione da parte del Comitato centrale di indirizzo e controllo del CAI. Il suesteso testo è stato approvato dalla Assemblea dei Soci della Sezione di Brescia del Club Alpino Italiano nella seduta del giorno 31 marzo 2007.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 13

Art. 20

Art. 23

Art. 25

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 34

Art. 35