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Timestamp: 2020-03-30 16:41:25+00:00

Document:
Era il maggio 2009 quando con Ferruccio Sansa si individuò un filone di contiguità che passava dagli ANEMONE ai RINZIVILLO. I primi i costruttori tanto impegnati negli appalti per gli impianti dei mondiali di Nuoto a Roma e poi al G8 della Maddalena, i secondi la famiglia mafiosa di Gela, pura Cosa Nostra.
Era proprio nel palazzo di Giustizia di Roma - quello dell'indagato eccellente dalla Procura di Firenze sulle opere all'isola della Maddalena, il procuratore aggiunto Achille TORO – che si svolgeva, con giudizi separati, il procedimento penali a carico da un lato ai RINZIVILLO e dall'altro, tra gli altri, all'ANEMONE Dino che ne uscirà indenne.
Il capo di imputazione che vedeva i nomi dei costruttori e quello dei mafiosi era questo:
“RINZIVILLO Antonio, RINZIVILLO Crocifisso inteso “Gino”, RINZIVILLO Salvatore, COLLURA Vitale Salvatore, COLLURA Angelo, RUGGERO Antonia intesa “Antonella”, RUGGERO Filippo, VESPIGNANI Luigi, ONOFRI Stefano, MONACO Salvatore, FRANTELLIZZI Biagio, CECCARELLI Massimo, RUSSO Mario. (CANALE Pietro, RUSSO Franz, RUSSO Nicola, CECCACCI Fabio, LONGO Achille separatamente giudicati con sentenza ex art. 444 c.p.p. In data 05.05.2004)
(LA ROSA Antonio, PIANO DEL BALZO Renato, ANEMONE Dino, SPORTIELLO Salvatore separatamente giudicati con sentenza ex art. 425 cpp in data 05.05.2004)
(CECI Elvira intesa “Vera”, TUNDO Michele separatamente giudicati con sentenza ex art. 438 c.p.p. in data 05.05.2004).
… in ordine al delitto p.p. dall'art. 416 C.P.
In quanto si associavano tra di loro, costituendo tra l'altro addirittura un consorzio, denominato “CONSORZIO CENTRO ITALIA” allo scopo di commettere più delitti di abuso in atti d'ufficio e turbata libertà di incanti finalizzata all'illecita acquisizione di pubblici appalti. A questo consorzio... vi partecipavano di fatto RINZIVILLO Antonio, RINZIVILLO Crocifisso ineso “Gino”, RINZIVILLO Salvatore, (tramite le società di copertura “C.S.G.M. di TOMMASI Rocco”, “PUMA srl”, “COLLURA srl”)...”
A breve on line l'articolo integrale
Ebbene il Salvatore "totò vasa vasa" Cuffaro è stato condannato anche in Appello a 7 anni per aver agevolato Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio. Insieme al Cuffaro sono stati anche condannati il boss della sanità, l'Aiello Michele, a 15 anni e 6 mesi per associazione mafiosa e, di nuovo per favoreggiamento, ad 8 anni il Riolo Giorgio, ex maresciallo del ROS.
Il processo per le "talpe" che rivelavano a Cosa Nostra lo stato delle indagini su Cosa Nostra e Sanità in Sicilia, ha segnato un passo avanti...
Scritto da Ufficio di Presidenza - Elio Veltri
"L'Odore dei Soldi" (2001) rieditato senza il consenso (e senza domanda) ad uno dei due autori, Elio Veltri. Anzi sino all'altro giorno si negava che quel libro sarebbe stato rieditato. Un libro corretto allora ma ormai superato, con documenti (come il Rapporto della Banca d'Italia dichiarato errato dallo stesso estensore in Aula o l'intervista a Paolo Borsellino nella versione non conforme a quanto dichiato dal giudice) che sono stati, negli ultimi anni, verificati come non corretti.
Oggi "Il Fatto", pubblicando un articolo con la firma di Elio Veltri m,a l'articolo non è di Elio Veltri. Poi dà l'annuncio della presentazione della nuova edizione del libro, di cui copertina a lato, il 4 dicembre a Roma con Marco Travaglio, Furio Colombo e Carlo Freccero... Ma Elio Veltri autore con Travaglio del libro non ne sa nulla e non ha autorizzato la riedizione del libro e del 4 dicembre non ha manco ricevuto un invito. Possiamo solo dire che tutto questo è scandaloso e vergognoso... un fatto gravissimo. Esprimiamo quindi piena solidarietà e sostegno ad Elio Veltri. Il Direttore de "Il Fatto" dichiara che non ne sapeva niente. E l'altro autore nemmeno? E gli altri invitati pure? E chi ha pubblicato l'articolo firmato "Elio Veltri" che però non ne è l'autore? E la casa editrice fa finta di nulla e non dice di chi sia la responsabilità? Non ha verificato come mai le integrazioni annununciate non erano degli autori, ma di un solo di un autore? Di seguito il suo comunicato in merito.
apprendo con vivo stupore di essere uno degli autori del pezzo: "Imputato Berlusconi chi le ha dato quei soldi?..." pubblicato in data odierna a pg. 4 del giornale da te diretto: "Il Fatto Quotidiano".
Con altrettanto vivo stupore apprendo, sempre dal tuo giornale (pg. 4 ultime cinque righe dell'articolo "Nascita di Fininvest"), che venerdì prossimo, 4 dicembre, nella sala della Stampa Estera, presenterò la nuova edizione de "L'Odore dei soldi" insieme all'altro autore, a Furio Colombo ed a Carlo Freccero.
1- non sono l'autore delle righe che hai pubblicato;
2- non ho alcuna notizia di una mia presentazione de "L'Odore dei soldi";
3 -la nuova edizione de "L'Odore dei soldi" è avvenuta a mia insaputa con modifiche e capitoli aggiunti non concordati con me.
Oggi, 24 novembre 2009, un noto quotidiano scrive: "1992, 21 maggio. Paolo Borsellino parla a due cronisti francesi di un'indagine in corso sui rapporti fra il boss Mangano, Dell'Utri e Berlusconi."
Non è vero. Non è così, non è affatto così.
Borsellino NON PARLA MAI di "una indagine" (quale, dove, di che?) che coinvolge Mangano, Berlusconi e Dell'Utri. Accenna a inchieste varie, delle quali è venuto più o meno direttamente a conoscenza, e nelle quali compare Mangano, nelle quali compare di striscio Dell'Utri (del quale lui, Borsellino, non sa quasi niente), e nelle quali NON COMPARE MAI BERLUSCONI. MAI...
Ieri è finita la lunga latitanza del numero due di Cosa Nostra, Domenico Raccuglia. Il lavoro dei reparti investigativi, nonostante i tagli, continua ad andare a segno e uno ad uno i potenti boss di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra finiscono in carcere, mentre i loro patrimoni vengono aggrediti! Il potente boss Raccuglia continuava nel controllo delle attività mafiose ed è stato catturato dagli agenti della Catturandi e dello SCO di Palermo a Calatafimi in provincia di Trapani.
Quindi grrrrazzzieee ragazzi!!! Ora bisogna prendere una volta per tutte Messina Denaro... bisogna colpire definitivamente la rete di collusioni che hanno permesso a Cosa Nostra di "ripartire" dopo i colpi inflitti nel recente passato. Non bisogna dargli tregua... bisogna colpire uno dopo l'altro gli affiliati e la rete di fiancheggiatori e complici. Bisogna partire dallo sradicare una volta per tutte l'organizzazione dei "gelesi" che, con i riesini, dai residuati degli Emmanuello e Madonia, continuano ad operare, anche grazie ad "insospettabili" (per altri, non per noi), lungo l'asse che va da Gela e la provincia di Caltanissetta, a Genova e la Liguria, a Milano ed alla Lombardia... sino al circondario del torinese. Questa struttura, con ancora il proprio "gruppo di fuoco", nonostante i recenti arresti tra Liguria e Lombardia, è quella che garantisce una pesante infiltrazione di Cosa Nostra anche nel settore degli appalti pubblici e delle forniture, soprattutto nel settore dell'edilizia...
Scritto da Giulio Cavalli e nota Ufficio di Presidenza
Ci sono tutti gli elementi per imbarazzare anche i più grandi negazionisti. Per tanti motivi: c'è l'imprenditore "chiaccherato" atterrato nel lodigiano (con la solita chiacchera, forse malalingua, che accompagna grandi liquidità non indigene che si rovesciano sulla cittadina di provincia) che si compra i prestigiosi bar del centro per un atterraggio in grancassa. Ci sono i gelesi (che in Lodi e nel lodigiano hanno trovato probabilmente un pascolo molto più tranquillo di quella terra di confine che è il sud milano) legati alla famiglia Fiandaca, uomini d'onore di Niscemi attivi a Genova...
Lettura delle parole di Paolo Borsellino dopo la morte di Falcone
di seguito gli altri video della manifestazione...
Anche a Marsala c'è qualcosa che non va nel Palazzo di Giustizia. E forse è per garantire che tutto resti così che nell'Ufficio che fu di Paolo Borsellino, è stato mandato uno dei principali oppositori del giudice antimafia ucciso il 19 luglio 1992, ovvero Alberto Di Pisa. In certe Procure funziona così...

References: sentenza 
 art. 444
 sentenza 
 art. 425
 sentenza 
 art. 438