Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A7-2011-0173&language=IT
Timestamp: 2013-12-05 19:18:00+00:00

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RELAZIONE sulla modifica del regolamento del Parlamento europeo a seguito dell’istituzione di un Registro comune per la trasparenza tra il Parlamento europeo e la Commissione - A7-0173/2011
Procedura : 2010/2292(REG)Ciclo di vita in AulaCiclo del documento :
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26 aprile 2011PE 458.480v02-00 A7-0173/2011
sulla modifica del regolamento del Parlamento europeo a seguito dell’istituzione di un Registro comune per la trasparenza tra il Parlamento europeo e la Commissione
Relatore: Carlo Casini
EMENDAMENTI001-013
– vista la decisione della Conferenza dei presidenti del 18 novembre 2010,
– vista la sua decisione del …(1) che approva la conclusione dell’accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sull’istituzione di un “Registro per la trasparenza”,
– visti l'articolo 211, l'articolo 212 e l'articolo 127, paragrafo 2, del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A7-0173/2011),
1. decide di apportare al suo regolamento le modifiche seguenti;
2. decide che il testo dell’accordo summenzionato sarà inserito nel suo regolamento come allegato X, parte B;
3. decide che tali modifiche entreranno in vigore il giorno dell’entrata in vigore dell’accordo;
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione.
Interessi finanziari dei deputati, norme di comportamento e accesso al Parlamento
Interessi finanziari dei deputati, norme di comportamento, Registro per la trasparenza obbligatorio e accesso al Parlamento
È importante per la trasparenza del processo legislativo imporre la tenuta obbligatoria di un registro ai rappresentanti di interesse che mantengono contatti frequenti con i deputati al Parlamento europeo, le istituzioni europee e il loro personale. Il processo di registrazione obbligatoria implicherebbe altresì la registrazione delle persone contattate. Per analogia con il sistema istituito al Congresso statunitense, l'obbligo di registrazione dei colloqui con rappresentanti di interesse sarebbe applicato anche ai rappresentanti eletti, ai funzionari europei e agli altri agenti delle istituzioni europee. I dati così raccolti sarebbero accessibili al pubblico.
3 bis. All'inizio di ogni legislatura i Questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare (assistenti accreditati).
Il paragrafo è spostato dall’articolo 2 dell’allegato X onde rendere la struttura più chiara e raggruppare le disposizioni.
4. I Questori sono competenti per il rilascio di lasciapassare nominativi con validità massima di un anno alle persone che desiderano avere frequentemente accesso ai locali del Parlamento allo scopo di fornire informazioni ai deputati nel quadro del loro mandato parlamentare nell'interesse proprio o di terzi.
4. I titoli di accesso di lunga durata sono rilasciati a persone estranee alle istituzioni dell’Unione sotto la responsabilità dei questori. Tali titoli hanno una durata massima di validità di un anno, rinnovabile. Le modalità di utilizzazione di questi titoli sono fissate dall'Ufficio di presidenza.
In compenso, tali persone sono tenute a – rispettare il codice di condotta pubblicato sotto forma di allegato al regolamento;
Tale registro è messo a disposizione del pubblico, su richiesta, in tutti i luoghi di lavoro del Parlamento nonché, secondo le modalità fissate dai Questori, presso i suoi uffici d'informazione negli Stati membri.
Le disposizioni che disciplinano l'applicazione del presente paragrafo sono fissate in un allegato al presente regolamento.
Tali titoli di accesso possono essere rilasciati:
- alle persone che sono registrate nel Registro per la trasparenza1 o che rappresentano o lavorano per organizzazioni che vi sono registrate, benché la registrazione non conferisca un diritto automatico a siffatti titoli di accesso;
- alle persone che desiderano accedere frequentemente ai locali del Parlamento, ma che non rientrano nel campo di attuazione dell’accordo sull’istituzione di un Registro per la trasparenza2;
- agli assistenti locali dei deputati come pure alle persone che assistono i membri del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni.
1 Registro introdotto dall’accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sull'istituzione di un "Registro per la trasparenza" per le organizzazioni e le persone che agiscono in qualità di indipendenti e che partecipano all’elaborazione e all’attuazione delle politiche dell’Unione europea (cfr. allegato X, parte B).
2 Cfr. allegato X, parte B.
4 bis. Coloro che si iscrivono nel Registro per la trasparenza devono, nell’ambito dei loro rapporti con il Parlamento, rispettare: - il codice di condotta allegato all’accordo1; - le procedure e altri obblighi definiti dall’accordo; e - le disposizioni del presente articolo nonché le sue norme di attuazione.
1 Cfr. allegato 3 dell’accordo figurante all’allegato X, parte B.
La modifica mira a tener conto dei nuovi diritti e doveri relativi alla procedura per organi del Parlamento e per terzi nell’ambito dei loro rapporti con il Parlamento. Si vedano in particolare i punti 7, 17-27 e l’allegato 3 dell’accordo. Emendamento 5
4 ter. I questori definiscono la misura in cui il codice di condotta è applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nel campo di applicazione dell’accordo.
La modifica è volta a assicurare che l’autonomia del Parlamento permanga quanto alla definizione dei diritti e dei doveri nell’ambito dei loro rapporti con il PE di persone (in possesso di un titolo di accesso di lunga durata) che non rientrano nel campo di attuazione del registro (partiti politici, chiese, ecc.). Emendamento 6
Articolo 9 – paragrafo 4 quater (nuovo)
4 quater. Il titolo di accesso è ritirato con decisione motivata dei questori nei casi di:
- radiazione dal Registro per la trasparenza, salvo che ragioni importanti si oppongano al ritiro;
- mancanza grave rispetto degli obblighi di cui al paragrafo 4 bis. Motivazione
Alla luce dei punti 4 e 5 dell’accordo, i questori restano liberi di decidere sul ritiro dei titoli di accesso. Emendamento 7
Articolo 9 – paragrafo 4 quinquies (nuovo)
4 quinquies. L’Ufficio di presidenza, su proposta del segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al Registro per la trasparenza, a norma delle disposizioni dell'accordo sull'istituzione di detto registro.
Le norme di attuazione dei paragrafi 4 – 4 quater sono stabilite nell’allegato3.
3 Cfr. allegato X, parte A. Motivazione
Si vedano i punti 20 e 21 dell’accordo qui trasposti per riflettere l’organizzazione interna del Parlamento. Il secondo comma è un riferimento tratto dal paragrafo 4 per ragioni strutturali.
Allegato I – articolo 2 – commi 2 e 3
I deputati si impegnano a non accettare alcun altro donativo o liberalità nell'esercizio del loro mandato.
I deputati si impegnano a non accettare alcun donativo o liberalità nell’esercizio del loro mandato.
Le dichiarazioni iscritte nel registro sono rilasciate sotto la responsabilità personale del deputato e devono essere aggiornate ogni anno.
Le dichiarazioni iscritte nel registro sono rilasciate sotto la responsabilità personale del deputato e devono essere aggiornate qualora intervengano modifiche e essere rinnovate almeno ogni anno. I deputati sono pienamente responsabili della trasparenza dei loro interessi finanziari. Motivazione
La registrazione degli interessi finanziari dei deputati deve essere adeguata tutte le volte che si verifichino cambiamenti nella situazione del deputato, e non solo una volta l’anno. Emendamento 9
Allegato X – titolo
ALLEGATO X ALLEGATO X Disposizioni di attuazione dell'articolo 9, paragrafo 4 - Gruppi d'interesse presso il Parlamento europeo
A. Disposizioni di attuazione dell'articolo 9, paragrafi 4 – 4 quater
Il registro comune non utilizza i termini “gruppi di interesse”. Emendamento 10
Allegato X – articolo 1
1. Sul lasciapassare, rilasciato sotto forma di tesserino plastificato, figurano la fotografia del titolare, il cognome e i nomi di quest'ultimo e la denominazione dell'impresa, dell'organizzazione o della persona per la quale il titolare lavora.
1. Sul titolo di accesso di lunga durata, rilasciato sotto forma di tesserino plastificato, figurano la fotografia del titolare, il cognome e i nomi di quest'ultimo e la denominazione dell'impresa, dell'organizzazione o della persona per la quale il titolare lavora. Il lasciapassare deve essere portato dal titolare, in permanenza e in maniera visibile, in tutti gli edifici del Parlamento. Il non rispetto di questo diritto comporta il ritiro del lasciapassare.
Il titolo di accesso deve essere portato dal titolare, in permanenza e in maniera visibile, in tutti gli edifici del Parlamento Il non rispetto di questo obbligo comporta il ritiro del titolo di accesso.
I lasciapassare si distinguono per forma e colore dalle tessere rilasciate ai visitatori occasionali.
I titoli di accesso si distinguono per forma e colore dalle tessere rilasciate ai visitatori occasionali.
2. Il lasciapassare è rinnovato unicamente se il titolare ha rispettato gli obblighi di cui all'articolo 9, paragrafo 4.
2. I titoli di accesso sono rinnovati unicamente se il titolare ha rispettato gli obblighi di cui all'articolo 9, paragrafo 4 bis. Qualsiasi contestazione da parte di un deputato circa l'attività di un rappresentante o di un gruppo d'interesse è sottoposta ai Questori, che istruiscono il caso e possono deliberare sul mantenimento o il ritiro del lasciapassare.
Qualsiasi denuncia fondata su fatti materiali e rientrante nel campo di attuazione del codice di condotta allegato all'accordo sull'istituzione di un Registro per la trasparenza1 è sottoposta al segretariato comune del registro. Il segretario generale del Parlamento comunica le decisioni di radiazione dal registro ai questori, che decidono sul ritiro del titolo di accesso. Le decisioni per le quali i questori notificano il ritiro di uno o più titoli di accesso invitano i possessori o le entità che rappresentano o per le quali lavorano a restituire detti titoli di accesso al Parlamento entro 15 giorni dalla notifica della decisione.
3. Il lasciapassare non autorizza in alcun caso i titolari ad assistere alle riunioni del Parlamento o dei suoi organi, fatte salve le riunioni dichiarate aperte al pubblico, e non consente, in tal caso, alcuna deroga alle norme di accesso che si applicano a qualsiasi altro cittadino dell'Unione europea.
3. I titoli di accesso non autorizzano in alcun caso i titolari ad assistere alle riunioni del Parlamento o dei suoi organi, fatte salve le riunioni dichiarate aperte al pubblico, e non consentono, in tal caso, alcuna deroga alle norme di accesso che si applicano a qualsiasi altro cittadino dell'Unione europea.
1 Cfr. allegato 3 dell’accordo figurante nella parte B del presente allegato.
La modifica mira a tener conto di nuovi diritti e doveri relativi alla procedura per gli organi del Parlamento e per terzi riguardante il trattamento delle denunce e il ritiro dei titoli di accesso. Cfr. in particolare i punti 18-19 e l’allegato 4 dell’accordo. Adeguamento alla terminologia utilizzata dall’accordo (“titolo d’accesso”).
Allegato X – articolo 2
1. All'inizio di ogni legislatura i Questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare.
Nell'assumere le loro funzioni gli assistenti accreditati rilasciano una dichiarazione scritta sulle proprie attività professionali e su qualsiasi altra funzione o attività retribuita da essi esercitata.
2. Essi hanno accesso al Parlamento alle stesse condizioni del personale del Segretariato generale o dei gruppi politici.
3. Qualsiasi altra persona, comprese quelle che lavorano a diretto contatto con i deputati, potrà accedere al Parlamento soltanto alle condizioni stabilite all'articolo 9, paragrafo 4. Motivazione
L’articolo 9 verte sulla questione degli assistenti accreditati e degli assistenti locali. Le altre disposizioni sono diventate obsolete, visto che gli assistenti accreditati fanno parte del personale statutario.
Allegato X – articolo 3
1. Nel quadro delle loro relazioni con il Parlamento, le persone figuranti nel registro previsto all'articolo 9, paragrafo 4:
a) devono rispettare le disposizioni dell'articolo 9 e del presente allegato;
b) devono dichiarare l'interesse o gli interessi che rappresentano nei loro rapporti con i deputati, il loro personale o i dipendenti dell'istituzione;
c) devono astenersi da qualsiasi azione volta a ottenere informazioni in modo disonesto;
d) non possono vantare alcun rapporto ufficiale con il Parlamento nelle loro relazioni con terzi;
e) non possono diffondere presso terzi, a scopo di lucro, copie di documenti ottenuti presso il Parlamento;
f) devono ottemperare rigorosamente alle disposizioni dell'allegato I, articolo 2, secondo comma; g) devono assicurarsi che qualsiasi assistenza fornita nel quadro delle disposizioni di cui all'allegato I, articolo 2 sia dichiarata nell'apposito registro;
h) devono ottemperare, in caso di assunzione di ex dipendenti delle istituzioni, alle disposizioni dello statuto del personale;
i) devono conformarsi alle disposizioni adottate dal Parlamento in materia di diritti e responsabilità degli ex deputati;
j) per evitare possibili conflitti di interesse devono ottenere il consenso preliminare del deputato o dei deputati interessati in merito a qualsiasi rapporto contrattuale o all'assunzione di un assistente parlamentare e successivamente far sì che ciò sia dichiarato nel registro previsto all'articolo 9, paragrafo 4.
2. Ogni violazione del presente codice di condotta può condurre al ritiro del lasciapassare rilasciato alle persone interessate e, se del caso, all'impresa di cui sono dipendenti.
L’allegato 3 dell’accordo contiene un codice di condotta comune, che riprende gli elementi di tale articolo: va dunque soppresso.
Allegato X – parte B – titolo (nuovo)
B. Accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sull’istituzione di un Registro per la trasparenza per le organizzazioni e le persone che agiscono in qualità di indipendenti che partecipano all’elaborazione e all’attuazione delle politiche dell’Unione europea. (1)
Testi approvati a questa data, P7_TA(2011)….
I rapporti tra le istituzioni e i responsabili politici europei da un lato, e la società civile, i cittadini e le associazioni rappresentative dall’altro, sono inquadrati e incoraggiati dal trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 11, paragrafo 1 e 2: «1. Le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione. 2. Le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile.» A seguito della ratifica del Trattato di Lisbona, i poteri del Parlamento europeo sono stati rafforzati e quest'ultimo è diventato co-legislatore in pressoché tutti i settori secondo la procedura legislativa ordinaria, la qualcosa attrae l’attenzione di un numero ancora maggiore di rappresentanti di interessi che, peraltro, esercitano una funzione essenziale nel dialogo aperto e pluralista su cui si basa un sistema democratico e sono, per i deputati al Parlamento, una fonte importante di informazione nell'ambito dell'esercizio del loro mandato.
Alla luce di tali evoluzioni e di detto contesto costituzionale, e conformemente al loro impegno a favore della trasparenza, il Parlamento europeo e la Commissione hanno convenuto di istituire e tenere un registro comune per la registrazione del controllo delle organizzazioni e delle persone che partecipano all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione europea.
L’istituzione e la tenuta del registro si basano su sistemi esistenti introdotti e avviati dal Parlamento europeo nel 1996 e dalla Commissione europea nel giugno 2008, integrati dai lavori del gruppo di lavoro congiunto Parlamento europeo–Commissione nonché dagli adeguamenti derivanti dall’esperienza acquisita e dai contributi forniti dalle parti interessate. Questo approccio non incide sugli obiettivi del Parlamento europeo enunciati nella sua precedente risoluzione in materia(1), e non li pregiudica. In particolare, il registro deve rispettare il diritto dei deputati di esercitare il proprio mandato parlamentare senza restrizioni e non impedisce ai loro elettori di accedere ai locali del Parlamento. Inoltre, esso non inciderà sulle competenze o le prerogative dei partiti e non influirà sui loro poteri di organizzazione (ad esempio, sul ruolo dei questori quanto al rilascio e al ritiro dei titoli d'accesso).
Onde assicurare il rispetto dell’approccio sopra descritto e per tener conto delle modifiche apportate ai diritti e doveri esistenti, nonché della creazione di nuovi diritti e doveri relativi alla procedura per i deputati, gli organi del Parlamento e i terzi nell’ambito dei loro rapporti e contatti con il Parlamento, occorre modificare il regolamento del Parlamento a seguito della decisione assunta dalla Conferenza dei presidenti il 18 novembre 2010, ai sensi del suo articolo 127, paragrafo 2.
Risoluzione del Parlamento europeo dell‘8 maggio 2008, sullo sviluppo del quadro che disciplina le attività dei rappresentanti d’interesse (lobbisti) presso le istituzioni dell’Unione europea (P6_TA(2008)0197).

References: Articolo 9

Articolo 9
 articolo 2
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 2
 articolo 127