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Timestamp: 2020-05-28 20:00:32+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23757 del 10/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23757 del 10/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/10/2017, (ud. 16/05/2017, dep.10/10/2017), n. 23757
sul ricorso 13991-2016 proposto da:
RASPATELLI COSTRUZIONI SRL,, in persona del legale rappresentante pro
presso lo studio dell’avvocato MICHELE CLEMENTI rappresentata e
difesa dall’avvocato RENATO PACIELLO;
avverso la sentenza n. 658/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
partecipata del 16/05/2017 dal Consigliere Dott. SOLAINI LUCA.
Con ricorso in Cassazione affidato a due motivi, che possono essere esaminati congiuntamente perchè connessi, nei cui confronti la società contribuente ha resistito con controricorso, illustrato da memoria, l’Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza della CTR della Puglia, relativa a un avviso di liquidazione emesso a seguito della registrazione di una sentenza civile di condanna, lamentando la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36 comma 2, dell’art. 132 c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c., nonchè dell’art. 115 c.p.c., comma 1 e art. 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in quanto, i giudici d’appello avevano emesso una sentenza con una motivazione apparente priva di una sufficiente disamina logico – giuridica che desse conto del perchè non avessero inteso dare alcun rilievo alla fondamentale circostanza che l’avviso di liquidazione, prodromico alla cartella impugnata, fosse stato ritualmente notificato e non opposto nei termini, come da annessa relazione di notificazione, ritualmente prodotta nei giudizi di merito e nuovamente allegato nel presente grado di legittimità, ai fini dell’autosufficienza, in apposito sotto fascicolo. Tale fatto storico primario, rendeva inconferente l’eccezione di giudicato formatosi in un giudizio riferito a diversa cartella rispetto a quella oggetto d’impugnazione (quand’anche originante dal medesimo avviso di liquidazione), e solo rispetto a quest’ultima era ed è onere dell’ufficio dimostrare l’avvenuta notificazione.
Il primo motivo di ricorso è fondato, con assorbimento del secondo, in quanto vi è difetto assoluto di motivazione, in quanto i giudici d’appello non affrontano in alcun modo la circostanza decisiva per l’esito del giudizio, della documentazione da parte dell’ente impositore delle retate relative alla notifica del prodromico avviso d’accertamento, di talchè la motivazione della sentenza impugnata è ben al di sotto del “minimo costituzionale” (Cass. n. 8053/14); infatti, la rituale notifica del prodromico atto impositivo, rende contestabile la successiva cartella, esclusivamente per vizi propri, il D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 19.
La sentenza va, pertanto, cassata e rinviata nuovamente alla Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione di Foggia, affinchè, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale ella Puglia, sezione di Foggia, in diversa composizione.

References: Sentenza 
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 art. 36
 art. 118
 art. 116
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 art. 19
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