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Timestamp: 2018-07-16 12:44:33+00:00

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TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 novembre 2007, n. 233 - Testo del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'art. 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiornato con le modifiche apportate dal decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. (09A08941) (GU n. 174 del 29-7-2009 - Geologi.info | Geologi.info
TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 novembre 2007, n. 233 – Testo del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a norma dell’art. 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiornato con le modifiche apportate dal decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. (09A08941) (GU n. 174 del 29-7-2009
TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 novembre 2007, n. 233 - Testo del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'art. 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiornato con le modifiche apportate dal decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. (09A08941) (GU n. 174 del 29-7-2009 )
TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26
novembre 2007 , n. 233
Testo  del  decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007,
n.  233, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero per
i  beni  e le attivita’ culturali, a norma dell’art. 1, comma 404,
della  legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiornato con le modifiche
2009, n. 91. (09A08941)
1.  Il  Ministero  per  i beni e le attivita’ culturali, di seguito
denominato:   «Ministero»,   si   articola   in  ((  otto  ))  uffici
dirigenziali  di  livello  generale  centrali e in diciassette uffici
dirigenziali  di  livello  generale  (( regionali,)) coordinati da un
Segretario  generale,  nonche’  in due uffici dirigenziali di livello
generale  presso  il Gabinetto del Ministro per i beni e le attivita’
culturali. (( Uno degli incarichi relativi ai due uffici dirigenziali
di  livello  generale  presso  il  Gabinetto del Ministro puo’ essere
conferito  anche  presso  l’Ufficio  legislativo.  La  direzione  del
Servizio  di  controllo  interno, organo monocratico, e’ affidata dal
Ministro  ad  un  dirigente  con incarico di funzione dirigenziale di
livello  generale,  conferito  ai  sensi  dell’art. 19, comma 10, del
modificazioni,    o    ad   un   esperto   estraneo   alla   pubblica
amministrazione,  entro  i limiti di dotazione organica dei dirigenti
di prima fascia. ))
2.  Ai  sensi  ((  dell’art.  ))  19,  comma 10, del citato decreto
legislativo  n. 165 del 2001, possono essere, altresi’, conferiti, al
di  fuori  della  relativa dotazione organica e per un periodo di sei
anni  a  decorrere  dal  30  gennaio  2004,  fino  a sei incarichi di
funzioni  dirigenziali  di  livello  generale,  anche  presso enti od
organismi  vigilati,  anche  in  posizione di fuori ruolo. In sede di
prima  applicazione  del  presente regolamento, all’esclusivo fine di
consentire  il  conferimento  delle  funzioni dirigenziali di livello
generale  al personale dirigente generale attualmente in servizio nei
ruoli  del  Ministero,  i  predetti  sei  incarichi  sono conferiti a
dirigenti  appartenenti  al  ruolo  del  Ministero ovvero in servizio
dell’art.  19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
e  successive  modificazioni  e,  in  conformita’  a  quanto disposto
dall’art.  6  del  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300 e
successive  modificazioni,  opera  alle  (( dirette )) dipendenze del
Ministro.  Il  Segretario  generale  assicura  il  coordinamento e ((
l’unita’  ))  dell’azione  amministrativa,  coordina  gli  uffici  di
livello  dirigenziale  generale, riferisce periodicamente al Ministro
gli esiti della sua attivita’.
2.  Per  lo  svolgimento  di  specifiche  funzioni,  il  Segretario
generale puo’ avvalersi di dirigenti incaricati ai sensi dell’art. 1,
3.  Il  Segretario  generale,  in  attuazione  degli  indirizzi del
Ministro, in particolare:
a)  esercita  il  coordinamento  anche  attraverso la convocazione
periodica  in  conferenza dei direttori generali, sia centrali che ((
regionali,  ))  per  l’esame  di questioni di carattere generale o di
particolare rilievo oppure afferenti a piu’ competenze;
b)  coordina  le attivita’ delle direzioni generali, centrali e ((
regionali,  ))  nelle materie di rispettiva competenza, per le intese
istituzionali  di programma di cui all’art. 2, comma 203, lettera b),
c) concorda con le direzioni generali competenti le determinazioni
da  assumere  in  sede  di  conferenza  di  servizi per interventi di
carattere intersettoriale o di dimensione sovraregionale;
d)  partecipa  alle  riunioni  del  Consiglio superiore per i beni
culturali e paesaggistici, senza diritto di voto;
e)  coordina  le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio
f)  coordina  l’attivita’  di tutela in base a criteri uniformi ed
omogenei sull’intero territorio nazionale;
g)  coordina le iniziative atte ad assicurare la catalogazione del
patrimonio culturale, ai sensi dell’art. 17 del Codice;
h)  coordina  gli interventi conseguenti ad emergenze nazionali ed
internazionali,   questi   ultimi  anche  in  collaborazione  con  il
Dipartimento per la protezione civile;
i)  coordina  la  predisposizione  delle  relazioni  di legge alle
Istituzioni ed Organismi sovranazionali ed al Parlamento, (( anche ai
sensi dell’art. 84 del Codice; ))
l)  coordina  gli esiti delle elaborazioni dei programmi annuali e
pluriennali  di  competenza  delle direzioni generali del Ministero e
dei  relativi  piani  di spesa, da sottoporre all’approvazione del ((
m)  formula  proposte  al  Ministro, sentiti i direttori generali,
centrali  e (( regionali, )) ai fini dell’esercizio delle funzioni di
cui  all’art.  4,  comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 e successive modificazioni;
((  n)  coordina  le attivita’ internazionali, ivi comprese quelle
relative  alle  convenzioni  UNESCO  sulla  protezione del patrimonio
culturale e naturale mondiale, sulla protezione e la promozione delle
diversita’  delle  espressioni culturali, nonche’ per la salvaguardia
del patrimonio culturale immateriale; ))
o)  coordina  le  attivita’  di  studio  e  di ricerca, attraverso
l’Ufficio studi;
p)  svolge le funzioni di coordinamento e vigilanza, anche ai fini
dell’approvazione del bilancio di previsione, delle relative proposte
di  variazione e del conto consuntivo, sull’Istituto superiore per la
conservazione  ed  il  restauro,  sull’Opificio  delle  pietre  dure,
sull’Istituto  centrale  per  il  restauro  e  la  conservazione  del
patrimonio  archivistico  e  librario e sull’Istituto centrale per il
catalogo e la documentazione;
5.  Il  Segretariato generale costituisce centro di responsabilita’
amministrativa  ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 7 agosto
1997, n. 279 e successive modificazioni.
((   6.   Il  Segretariato  generale  si  articola  in  sei  uffici
dirigenziali di livello non generale, compresi il Servizio ispettivo,
cui  sono assegnati quattordici dirigenti con funzioni ispettive, gli
Istituti  centrali  e l’Istituto superiore per la conservazione ed il
restauro. ))
1.  Il  Ministero  si  articola,  a  livello centrale, nei seguenti
Uffici dirigenziali di livello generale:
((   a)   Direzione  generale  per  l’organizzazione,  gli  affari
generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale;
c) Direzione generale per le antichita’;
d)   Direzione   generale   per   il  paesaggio,  le  belle  arti,
e)   Direzione  generale  per  la  valorizzazione  del  patrimonio
culturale; ))
((   g)  Direzione  generale  per  le  biblioteche,  gli  istituti
culturali ed il diritto d’autore; ))
2.   I   direttori   generali   centrali   esercitano   i   diritti
dell’azionista  nei settori di competenza secondo quanto disposto dal
presente  regolamento,  in  conformita’  agli indirizzi impartiti dal
Ministro,   fermo   restando  quanto  previsto  dall’art.  5-bis  del
decreto-legge  23 aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 1993, n. 202 e successive modificazioni.
3.  I  direttori  generali  centrali  partecipano alle riunioni dei
Comitati  tecnico-scientifici  per  le materie di propria competenza,
4.  Ai  direttori  generali  centrali  competono, per le materie di
settore,  le funzioni relative a progetti di interesse interregionale
o  nazionale  nonche’  l’adozione  delle  iniziative  in  presenza di
interessi  pubblici, rappresentati da piu’ amministrazioni nelle sedi
istituzionali,   per  i  quali  sia  indispensabile  una  complessiva
ponderazione  di  carattere  piu’  generale rispetto ad uno specifico
((  1.  La  Direzione  generale  per  l’organizzazione,  gli affari
generali,  l’innovazione, il bilancio ed il personale svolge funzioni
e  compiti  in  materia  di  bilancio  e programmazione delle risorse
finanziarie,   nonche’  di  qualita’  e  di  standardizzazione  delle
procedure;   cura  la  gestione  efficiente,  unitaria  e  coordinata
dell’organizzazione,  degli  affari  generali,  del  bilancio  e  del
personale   e   dei  servizi  comuni,  anche  mediante  strumenti  di
innovazione  tecnologica; e’ competente in materia di stato giuridico
e  trattamento  economico  del  personale, di relazioni sindacali, di
concorsi,  assunzioni, assegnazioni, mobilita’ nazionale e formazione
del  personale  nonche’  in materia di politiche del personale per le
pari  opportunita’. La Direzione generale, inoltre, e’ competente per
l’attuazione  delle  direttive  del Ministro in ordine alle politiche
del  personale e alla contrattazione collettiva e per l’emanazione di
indirizzi  ai  direttori  regionali  ai  fini  dell’applicazione  dei
contratti  collettivi  e della stipula di accordi decentrati; elabora
proposte  per  la  definizione  di  una  strategia  unitaria  per  la
modernizzazione  dell’amministrazione, anche attraverso le tecnologie
dell’informazione  e  della  comunicazione,  e  traduce  in  progetti
coordinati   e  piani  d’azione  il  conseguente  disegno  strategico
assicurandone il monitoraggio e verificandone l’attuazione.
a)  rappresenta  il  Ministero  in  organismi  e  azioni europee e
internazionali  nel  campo  della digitalizzazione e delle tecnologie
b)   cura   il  coordinamento  nazionale  nel  campo  dei  sistemi
informativi,  della  digitalizzazione,  dei  censimenti di collezioni
digitali,  dei  servizi  per  l’accesso  on-line,  quali  siti  web e
portali,  nonche’  la  identificazione di centri di competenza, anche
attraverso  l’emanazione  di  raccomandazioni, linee guida, standard,
raccolta e analisi di buone pratiche, statistiche, studi, rapporti;
c)  dispone  rilevazioni  ed  elaborazioni  statistiche pertinenti
all’attivita’  del  Ministero,  ai  sensi  dell’art.  3  del  decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni;
d)  coordina  i  sistemi  informativi  del Ministero, ai sensi del
decreto   legislativo   12   febbraio   1993,  n.  39,  e  successive
modificazioni,  dell’art.  4,  comma  2,  del  decreto legislativo 30
luglio  1999,  n.  300,  e successive modificazioni, dell’art. 78 del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni;
e)  svolge  i compiti di cui all’art. 17 del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni;
f)  cura, su proposta dei direttori generali regionali, sentito il
parere  dei competenti direttori generali centrali, l’istruttoria per
la  predisposizione  dei  programmi annuali e pluriennali concernenti
gli  interventi ordinari e straordinari di competenza del Ministero e
dei  relativi piani gestionali di spesa nonche’ dei programmi annuali
di  contributi  in conto capitale, da sottoporre all’approvazione del
Ministro, tenuto conto della necessita’ di integrazione delle diverse
fonti   di   finanziamento,   ed   attribuisce  le  relative  risorse
finanziarie agli organi competenti;
g)  rileva  il fabbisogno finanziario del Ministero sulla base dei
dati forniti dalle direzioni generali, sia centrali che regionali; in
attuazione delle direttive del Ministro cura la predisposizione dello
stato  di  previsione della spesa del Ministero e delle operazioni di
variazione e assestamento, la redazione delle proposte per il disegno
di  legge finanziaria, l’attivita’ di rendicontazione al Parlamento e
i)   assicura  il  necessario  supporto  per  dare  attuazione  ai
programmi  di  ripartizione  delle risorse finanziarie rinvenienti da
leggi  e  provvedimenti,  in  relazione  alle  destinazioni  per esse
previste;  predispone  gli  atti  connessi  con  l’assegnazione delle
risorse  finanziarie ai vari centri di responsabilita’ e ai centri di
costo; coordina i programmi di acquisizione delle risorse finanziarie
nazionali   e   comunitarie,  in  relazione  alle  diverse  fonti  di
finanziamento;  cura  i  rapporti  con  il  Ministero  dello sviluppo
economico  relativamente alle intese istituzionali di programma ed ai
relativi  accordi  attuativi, di cui all’art. 8, comma 2, lettera h),
ed assicura il supporto tecnico ai soggetti attuatori;
l)  analizza ed effettua il monitoraggio dei flussi finanziari, in
raccordo  con  le competenti direzioni generali centrali; effettua il
monitoraggio  relativo  al  controllo  di gestione dei vari centri di
responsabilita’ amministrativa al fine di verificare l’utilizzo delle
risorse  finanziarie  a  livello centrale e periferico, anche tramite
m) assicura l’assistenza tecnica sulle materie giuridico-contabili
di competenza dei diversi uffici centrali e periferici; predispone le
relazioni tecnico-finanziarie sui provvedimenti normativi anche sulla
base dei dati forniti dagli uffici competenti;
n)  esercita  i  diritti  dell’azionista,  secondo  gli  indirizzi
impartiti dal Ministro, sulla societa’ AR.CU.S S.p.A.;
p)  cura,  d’intesa  con  le  direzioni  generali  competenti,  la
formazione   e   l’aggiornamento   professionale  del  personale  del
Ministero, a tale fine predisponendo gli appositi piani di formazione
di  cui all’art. 7-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
q)  provvede all’allocazione delle risorse umane ed alla mobilita’
nazionale  delle  medesime  tra  le  diverse  direzioni generali, sia
centrali che regionali, anche su proposta dei relativi direttori;
r)  salvo  quanto disposto all’art. 8, comma 2, lettera n), svolge
funzioni  di  assistenza  tecnica  per  l’attivita’  contrattuale del
Ministero,  monitorandone i relativi costi, gli standard ed i livelli
di qualita’ procedimentali e finanziari;
s)  cura  la  comunicazione  istituzionale  del Ministero ai sensi
della legge 7 giugno 2000, n. 150, e successive modificazioni;
t)  cura  la tenuta e l’aggiornamento degli elenchi previsti dagli
articoli  29  e 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio per
la professionalita’ di restauratore.
3.  Presso  la  Direzione generale per l’organizzazione, gli affari
generali,  l’innovazione, il bilancio ed il personale opera il Nucleo
per la valutazione degli investimenti.
4. La Direzione generale per l’organizzazione, gli affari generali,
l’innovazione,  il  bilancio  ed  il  personale costituisce centro di
responsabilita’  amministrativa  ai  sensi  dell’art.  3  del decreto
legislativo  7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed e’
responsabile  per  l’attuazione  dei  piani  gestionali di competenza
della  stessa.  Da  essa  dipendono  funzionalmente,  per gli aspetti
contabili, le direzioni regionali di cui all’art. 17.
5. La Direzione generale per l’organizzazione, gli affari generali,
l’innovazione,  il bilancio ed il personale si articola in sei uffici
dirigenziali di livello non generale. ))
Direzione generale per le antichita’
1. La Direzione generale (( per le antichita’ )) svolge le funzioni
e   i   compiti,  non  attribuiti  alle  direzioni  regionali  ed  ai
soprintendenti  di  settore  ai  sensi delle disposizioni in materia,
relativi  alla tutela (( di aree e beni di interesse archeologico, ))
anche subacquei.
a)  esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi
annuali  e  pluriennali  di  intervento  ((  proposti  dai  direttori
regionali, sulla base dei dati del monitoraggio dei flussi finanziari
forniti  dalla  Direzione  generale  per l’organizzazione, gli affari
generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale; ))
b)  concorda  con  la  ((  Direzione generale per il paesaggio, le
belle   arti,   l’architettura   e   l’arte   contemporanee   ))   le
determinazioni da assumere nei procedimenti di valutazione di impatto
ambientale  che  riguardano  interventi  in  aree  ((  o  su  beni di
interesse archeologico; ))
c)  autorizza  il prestito (( di beni di interesse archeologico ))
per  mostre  od esposizioni sul territorio nazionale o all’estero, ai
sensi  dell’art. 48, comma 1, del Codice, (( anche nel rispetto degli
accordi  di  cui all’art. 8, comma 2, lettera c), e delle linee guida
di  cui  al  medesimo  art. 8, comma 3, fatte salve, in ogni caso, le
prioritarie esigenze della tutela; ))
e)   affida   in   concessione   a  soggetti  pubblici  o  privati
l’esecuzione   di  ricerche  archeologiche  o  di  opere  dirette  al
ritrovamento di beni culturali, ai sensi dell’art. 89 del Codice;
f)  elabora,  ((  anche  su proposta dei direttori regionali, )) i
programmi  concernenti  studi, ricerche ed iniziative scientifiche in
tema  di  catalogazione  e  inventariazione  (( dei beni di interesse
((  g) dichiara, ai sensi dell’art. 48, comma 6, del Codice, ed ai
fini  dell’applicazione  delle  agevolazioni fiscali ivi previste, il
rilevante  interesse culturale o scientifico di mostre od esposizioni
di  beni  di  interesse  archeologico  e  di  ogni altra iniziativa a
carattere   culturale   che   abbia  ad  oggetto  beni  di  interesse
archeologico,  anche  nel  rispetto  degli accordi di cui all’art. 8,
comma  2,  lettera c), e delle linee guida di cui al medesimo art. 8,
comma  3,  fatte  salve,  in ogni caso, le prioritarie esigenze della
tutela; ))
h)  esprime  la  volonta’  dell’Amministrazione  nell’ambito delle
determinazioni  interministeriali concernenti il pagamento di imposte
mediante cessione di (( beni di interesse archeologico; ))
l)  provvede  al  pagamento  del  premio  di rinvenimento nei casi
previsti dall’art. 92 del Codice;
m)  irroga  le  sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
Codice,  ((  secondo  le  modalita’  da  esso  definite,  ))  per  la
violazione  delle  disposizioni  in  materia  di (( beni di interesse
((  n)  adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive
di  beni  di  interesse  archeologico,  a  titolo  di  prelazione, di
acquisto   all’esportazione  o  di  espropriazione,  ai  sensi  degli
articoli 60, 70, 95, 96, 97 e 98 del Codice; ))
p)  adotta  i  provvedimenti  di  competenza  dell’amministrazione
centrale  in  materia  di  circolazione  di  cose e beni culturali in
ambito  internazionale,  tra  i quali quelli di cui agli articoli 65,
comma  2,  lettera b), 68, comma 4, 71, comma 4, 76, comma 2, lettera
e), e 82 del Codice;
((  p-bis)  predispone  ed  aggiorna,  sentiti i competenti organi
consultivi,  gli indirizzi di carattere generale cui si attengono gli
uffici  di  esportazione  nella  valutazione  circa  il rilascio o il
rifiuto  dell’attestato di libera circolazione, ai sensi dell’art. 68
del Codice; ))
q)  fornisce  per  le  materie  di  competenza  il  supporto  e la
consulenza   tecnico-scientifica  alle  direzioni  regionali  e  alle
((   q-bis)   cura  la  tenuta  e  il  funzionamento  dell’elenco,
disciplinato dal decreto ministeriale 20 marzo 2009, degli istituti e
dei  dipartimenti  archeologici universitari, nonche’ dei soggetti in
possesso  di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di
dottorato  di  ricerca  in archeologia di cui all’art. 95 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163; ))
r)  decide,  per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi
previsti agli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice.
((   3.  La  Direzione  generale  per  le  antichita’  esercita  il
coordinamento  e  la  vigilanza,  anche ai fini dell’approvazione del
bilancio  di  previsione, delle relative proposte di variazione e del
conto   consuntivo,   sulle   Soprintendenze   speciali  per  i  beni
archeologici di Napoli e Pompei e di Roma. ))
4.  La  Direzione  generale per le antichita’ costituisce centro di
legislativo  7  agosto 1997, n. 279 e successive modificazioni, (( ed
e’  responsabile  per l’attuazione dei piani gestionali di competenza
della stessa. ))
((  5. La Direzione generale per le antichita’ si articola in sette
uffici  dirigenziali  di  livello non generale, compresi gli Istituti
dotati  di  autonomia speciale e gli Istituti nazionali. Con riguardo
alle  attivita’  di valorizzazione, restano ferme le competenze della
Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. ))
Direzione  generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e
((  1.  La  Direzione  generale  per  il  paesaggio, le belle arti,
l’architettura e l’arte contemporanee svolge le funzioni e i compiti,
non  attribuiti  alle  direzioni  regionali  ed  ai soprintendenti di
settore  ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela
dei  beni architettonici, alla qualita’ ed alla tutela del paesaggio,
alla  tutela  dei  beni  storici, artistici ed etnoantropologici, ivi
compresi  i  dipinti  murali e gli apparati decorativi, alla qualita’
architettonica   ed   urbanistica   ed   alla   promozione  dell’arte
annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali,
sulla  base  dei  dati del monitoraggio dei flussi finanziari forniti
dalla  Direzione  generale per l’organizzazione, gli affari generali,
l’innovazione, il bilancio ed il personale;
b) elabora, anche su proposta dei direttori regionali, i programmi
concernenti  studi,  ricerche  ed  iniziative scientifiche in tema di
inventariazione    e    catalogazione    dei   beni   architettonici,
paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici;
c)  esprime  la  volonta’  dell’amministrazione  nell’ambito delle
mediante  cessione  di  beni  immobili  di  interesse architettonico,
storico, artistico ed etnoantropologico;
d)  irroga  le  sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
Codice,  secondo  le  modalita’  da  esso definite, per la violazione
delle  disposizioni in materia di beni architettonici, paesaggistici,
e)   autorizza   il   prestito   di  beni  storici,  artistici  ed
etnoantropologici  per mostre od esposizioni sul territorio nazionale
o  all’estero,  ai sensi dell’art. 48, comma 1, del Codice, anche nel
rispetto  degli  accordi  di  cui  all’art. 8, comma 2, lettera c), e
delle linee guida di cui al medesimo art. 8, comma 3, fatte salve, in
ogni caso, le prioritarie esigenze della tutela;
f)  dichiara,  ai  sensi  dell’art. 48, comma 6, del Codice, ed ai
di  beni  storici,  artistici  ed  etnoantropologici  e di ogni altra
iniziativa  a  carattere  culturale  che  abbia  ad  oggetto  i  beni
medesimi,  anche  nel rispetto degli accordi di cui all’art. 8, comma
2,  lettera  c), e delle linee guida di cui al medesimo art. 8, comma
3, fatte salve, in ogni caso, le prioritarie esigenze della tutela;
g)  adotta  i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di
beni  culturali  nel settore di competenza a titolo di prelazione, di
articoli 60, 70, 95, 96 e 98 del Codice;
h)  adotta  i  provvedimenti  di  competenza  dell’amministrazione
i) predispone ed aggiorna, sentiti i competenti organi consultivi,
gli  indirizzi  di  carattere generale cui si attengono gli uffici di
esportazione  nella  valutazione  circa  il  rilascio  o  il  rifiuto
dell’attestato  di  libera  circolazione,  ai  sensi dell’art. 68 del
l)  esprime le determinazioni dell’amministrazione, concordate con
le  direzioni  generali competenti, in sede di conferenza di servizio
nei  procedimenti di valutazione di impatto ambientale per interventi
di carattere intersettoriale, di dimensione sovraregionale;
m)  istruisce,  acquisite  le valutazioni delle direzioni generali
competenti,  i  procedimenti  di valutazione di impatto ambientale ed
esprime il parere per le successive determinazioni del Ministro;
n)  esprime  il  parere  sulla  proposta  del  direttore regionale
competente,  ai fini della stipulazione, da parte del Ministro, delle
intese di cui all’art. 143, comma 2, del Codice;
o)  concorda,  d’intesa  con il direttore regionale competente, la
proposta   per  l’approvazione  in  via  sostitutiva,  da  parte  del
Ministro, del piano paesaggistico limitatamente ai beni paesaggistici
di cui all’art. 143, comma 1, lettere b), c) e d), del Codice;
p)  ai  sensi dell’art. 141 del Codice adotta, sentiti i Direttori
regionali competenti, la dichiarazione di notevole interesse pubblico
relativamente  ai  beni  paesaggistici che insistano su un territorio
appartenente a piu’ regioni;
q) promuove la qualita’ del progetto e dell’opera architettonica e
urbanistica;  partecipa  all’ideazione  di opere pubbliche o fornisce
consulenza  alla  loro  progettazione,  con particolare riguardo alle
opere  destinate  ad  attivita’  culturali o a quelle che incidano in
modo  particolare  sulla  qualita’  del  contesto storico-artistico e
r)  dichiara  l’importante  carattere  artistico  delle  opere  di
architettura  contemporanea,  ai sensi e per gli effetti dell’art. 20
della  legge  22  aprile  1941, n. 633, e successive modificazioni, e
dell’art. 37 del Codice;
s)  ammette  ai  contributi  economici  le  opere  architettoniche
dichiarate   di  importante  carattere  artistico  e  gli  interventi
riconosciuti  di particolare qualita’ architettonica e urbanistica ai
sensi dell’art. 37 del Codice;
t)  promuove  la formazione, in collaborazione con le universita’,
le  regioni e gli enti locali, in materia di conoscenza della cultura
e della qualita’ architettonica, urbanistica e del paesaggio, nonche’
dell’arte contemporanea;
u)   promuove   la  conoscenza  dell’arte  contemporanea  italiana
all’estero,  fatte  salve  le  competenze  del Ministero degli affari
esteri e d’intesa con il medesimo;
v)  diffonde  la  conoscenza  dell’arte contemporanea e valorizza,
z) esercita la vigilanza sulla Fondazione La Triennale di Milano e
sulla Fondazione La Quadriennale di Roma;
aa)  esprime  alla Direzione generale per il cinema le valutazioni
di competenza ai fini dell’esercizio della vigilanza sulla Fondazione
bb)  fornisce  per  le  materie  di  competenza  il  supporto e la
cc)  decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi
3.   La  Direzione  generale  per  il  paesaggio,  le  belle  arti,
l’architettura  e l’arte contemporanee esercita il coordinamento e la
vigilanza,   anche   ai   fini   dell’approvazione  del  bilancio  di
previsione,  delle  relative  proposte  di  variazione  e  del  conto
consuntivo,  sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico,
artistico  ed etnoantropologico e per il polo museale della citta’ di
Venezia  e  dei  comuni  della  Gronda lagunare, sulla Soprintendenza
speciale  per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e
per  il  polo  museale  della  citta’ di Napoli, sulla Soprintendenza
per  il  polo  museale  della  citta’  di  Roma, sulla Soprintendenza
per  il polo museale della citta’ di Firenze e sull’Istituto centrale
per la demoetnoantropologia.
4.   La  Direzione  generale  per  il  paesaggio,  le  belle  arti,
l’architettura   e   l’arte   contemporanee   costituisce  centro  di
5.   La  Direzione  generale  per  il  paesaggio,  le  belle  arti,
l’architettura  e  l’arte  contemporanee si articola in dodici uffici
dirigenziali di livello non generale, compresi gli Istituti dotati di
autonomia speciale, l’Istituto centrale per la demoetnoantropologia e
gli    Istituti   nazionali.   Con   riguardo   alle   attivita’   di
valorizzazione,  restano ferme le competenze della Direzione generale
per la valorizzazione del patrimonio culturale. ))
((  1.  La  Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio
culturale  svolge  funzioni  e  compiti  nei settori della promozione
della conoscenza, della fruizione pubblica e della valorizzazione del
patrimonio  culturale,  in  conformita’ a quanto disposto dall’art. 6
del  Codice, con riguardo a tutti gli istituti e luoghi della cultura
di  cui  all’art. 101, commi 1 e 2, del Codice medesimo, che siano di
pertinenza dello Stato o costituiti dallo Stato.
b)  cura  la promozione della conoscenza del patrimonio culturale,
in   ambito  locale,  nazionale  ed  internazionale,  anche  mediante
apposite  campagne  integrate  di  informazione,  con  riferimento  a
realta’  territoriali definite o a percorsi culturali determinati, la
cui  definizione  ed  i  cui contenuti sono elaborati d’intesa con le
direzioni  generali  competenti  e  gli  uffici ministeriali cui sono
affidati in consegna i vari istituti e luoghi della cultura coinvolti
nelle   iniziative  promozionali.  Le  campagne  informative  possono
riguardare  anche istituti e luoghi della cultura pertinenti ad altri
soggetti, pubblici o privati, previa intesa con gli interessati;
c) cura la promozione, anche su richiesta degli uffici interessati
e  comunque  sentiti gli stessi, di accordi culturali con istituzioni
dotate  di adeguato prestigio, italiane e straniere, finalizzati alla
organizzazione di mostre od esposizioni, ai sensi dell’art. 67, comma
1, lettera d), del Codice, e ne assicura l’attuazione, adottando ogni
opportuna    iniziativa   intesa   ad   agevolare   la   circolazione
internazionale  delle  opere  d’arte interessate dalle manifestazioni
culturali  concordate,  ai  sensi del Capo V del Titolo I della Parte
Seconda del Codice;
d)  cura i diritti patrimoniali immateriali rinvenienti allo Stato
dalle mostre, esposizioni od eventi di cui alla lettera c);
e)  stabilisce,  sentiti i competenti organi consultivi, criteri e
linee  guida  per  la  ricezione in comodato o in deposito, di cose o
beni  da parte di istituti e luoghi della cultura, ai sensi dell’art.
44  del  Codice,  e  fornisce,  a  richiesta,  il necessario supporto
tecnico-amministrativo per la predisposizione dei relativi atti;
f)  svolge  funzioni  di  indirizzo  e  controllo  in  materia  di
valorizzazione  del  patrimonio  culturale  statale, individuando gli
strumenti giuridici adeguati ai singoli progetti di valorizzazione ed
alle  realta’  territoriali  in essi coinvolte; cura il coordinamento
con le regioni e con gli altri enti pubblici e privati interessati ed
offre    il    necessario    sostegno    tecnico-amministrativo   per
l’elaborazione  dei  criteri  di  gestione,  anche  integrata,  delle
attivita’  di  valorizzazione,  ai sensi degli articoli 112 e 115 del
g)  cura,  nell’esercizio  delle  funzioni  di  valorizzazione, la
predisposizione di modelli di bandi di gara e di convenzioni-tipo per
l’affidamento dei servizi per il pubblico, nonche’ di modelli di atti
per  la  costituzione  dei soggetti giuridici previsti dall’art. 112,
comma 5, del Codice;
h) cura la predisposizione delle intese istituzionali di programma
Stato-regioni  in materia di valorizzazione del patrimonio culturale,
degli  accordi  per  la  valorizzazione  integrata dei beni culturali
previsti  all’art.  112,  comma  4,  del Codice, e per la gestione di
servizi strumentali comuni di cui al comma 9 del medesimo art. 112;
i)  elabora  linee  guida  per  la  individuazione  delle forme di
gestione  delle  attivita’  di valorizzazione, ai sensi dell’art. 115
del  Codice, ovvero per la definizione dei casi in cui risulti ancora
necessario  provvedere  all’affidamento  dei  servizi  di  assistenza
culturale e di ospitalita’ per il pubblico in forma non integrata, ai
sensi dell’art. 117 del medesimo Codice;
l)  assicura  il supporto per la predisposizione e l’aggiornamento
periodico  dei livelli minimi uniformi di qualita’ delle attivita’ di
valorizzazione   ai   sensi  dell’art.  114  del  Codice  e  provvede
all’incremento   della   qualita’   degli   inerenti   servizi   resi
dall’amministrazione,  al  monitoraggio ed alla revisione della carta
dei  servizi,  anche  con riguardo ai servizi per il pubblico resi in
tutti   gli  istituti  ed  i  luoghi  della  cultura  dipendenti  dal
Ministero,  ai  sensi  dell’art. 11 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 286, e successive modificazioni;
m)  assicura comunque, tramite gli uffici ministeriali periferici,
che  le attivita’ di valorizzazione siano compatibili con le esigenze
della tutela, secondo i principi di cui all’art. 6 e i criteri di cui
all’art. 116 del Codice piu’ volte richiamato;
n)  svolge  attivita’  di assistenza tecnico-amministrativa, nelle
materie  di  competenza, per l’attivita’ convenzionale o contrattuale
del  Ministero,  monitorandone  i  relativi  costi, gli standard ed i
livelli  di  qualita’  procedimentali  e  finanziari, con riferimento
anche ai servizi per il pubblico;
o)  adotta  i  provvedimenti in materia di acquisti di cose o beni
culturali,  secondo le modalita’ di cui all’art. 21 del regio decreto
30  gennaio  1913,  n.  363,  e previo parere del competente Comitato
p)  delibera l’assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono
esposti   i  beni  culturali  dei  quali  sia  stata  autorizzata  la
partecipazione  a  mostre  od esposizioni, sul territorio nazionale o
all’estero, ai sensi dell’art. 48, comma 5, del Codice;
q)  cura  il  coordinamento  del sistema dei servizi educativi, di
comunicazione,  di  divulgazione e promozione ai sensi degli articoli
118  e  119  del Codice attraverso il Centro per i servizi educativi,
anche in relazione al pubblico con disabilita’.
3.  L’attivita’  di  valorizzazione  di competenza del Ministero e’
svolta  nel  rispetto delle linee guida del Direttore generale per la
4.  La  Direzione  generale  per  la  valorizzazione del patrimonio
culturale  esercita  la  vigilanza  sulla  Fondazione  MAXXI  – Museo
nazionale  delle  arti  del  XXI  secolo  ed  esercita,  secondo  gli
indirizzi  impartiti  dal  Ministro,  i  diritti dell’azionista sulla
societa’ Ales S.p.A..
5.  La  Direzione  generale  per  la  valorizzazione del patrimonio
culturale  costituisce  centro  di  responsabilita’ amministrativa ai
sensi  dell’art.  3  del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e
successive  modificazioni,  ed  e’  responsabile per l’attuazione dei
piani gestionali di competenza della stessa.
6.  La  Direzione  generale  per  la  valorizzazione del patrimonio
culturale  si  articola  in  due  uffici  dirigenziali di livello non
generale. ))
1.  La  Direzione  generale  per gli archivi svolge le funzioni e i
compiti,  non attribuiti alle direzioni regionali o ai soprintendenti
di  settore  ai  sensi  delle  disposizioni in materia, relativi alla
tutela dei beni archivistici.
annuali  e  pluriennali  di  intervento  ((  sulla  base dei dati del
monitoraggio  dei  flussi finanziari forniti dalla Direzione generale
per l’organizzazione, gli affari generali, l’innovazione, il bilancio
ed il personale; ))
b)  autorizza  gli  interventi previsti dall’art. 21, comma 1, del
Codice da eseguirsi sui beni archivistici;
c)  autorizza  il  prestito  di  beni  archivistici  per mostre od
esposizioni sul territorio nazionale o all’estero, ai sensi dell’art.
48,  comma  1, del Codice, (( anche nel rispetto degli accordi di cui
all’art.  8,  comma  2,  lettera  c),  e  delle linee guida di cui al
medesimo  art.  8, comma 3, fatte salve, in ogni caso, le prioritarie
esigenze della tutela; ))
e)  elabora  programmi  concernenti  studi, ricerche ed iniziative
f)  esercita le funzioni in materia di riproduzione e restauro dei
beni archivistici, conservazione della memoria digitale, rapporti con
gli organismi internazionali di settore;
g)  approva  i piani di conservazione e scarto degli archivi degli
uffici dell’amministrazione statale;
i)   cura   le  intese  con  i  competenti  organi  del  Ministero
dell’interno   per   l’individuazione   dei  documenti  di  carattere
riservato  presso gli archivi pubblici e privati e per la definizione
delle modalita’ di consultazione dei medesimi;
((  l)  dichiara, ai sensi dell’art. 48, comma 6, del Codice ed ai
di beni archivistici e di ogni altra iniziativa a carattere culturale
che  abbia  ad  oggetto  i  beni  medesimi,  anche nel rispetto degli
m)  esprime  la  volonta’  dell’Amministrazione  nell’ambito delle
n)  coordina  l’attivita’  delle  scuole di archivistica istituite
o)  irroga  le  sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
Codice  per  la  violazione  delle  disposizioni  in  materia di beni
p)  adotta  i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di
beni    archivistici    a   titolo   di   prelazione,   di   acquisto
all’esportazione  e  di  espropriazione rispettivamente previste agli
articoli 60, 70, 95 e 98, del Codice;
r)  adotta  i  provvedimenti  di  competenza  dell’amministrazione
centrale  in  materia  di circolazione di beni archivistici in ambito
s)  decide,  per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi
previsti agli articoli 16, 69 e 128, del Codice.
3.  La  Direzione  generale  per  gli archivi svolge le funzioni di
coordinamento  e di vigilanza, (( anche ai fini dell’approvazione del
conto   consuntivo,   ))   sull’Archivio   centrale   dello  Stato  e
sull’Istituto centrale per gli archivi.
4.  La  Direzione generale per gli archivi, in materia informatica,
elabora    e   coordina   le   metodologie   archivistiche   relative
all’attivita’  di  ordinamento  e  di  inventariazione,  esercita  il
coordinamento  dei  sistemi  informativi  archivistici sul territorio
nazionale,  studia  ed  applica  sistemi  di conservazione permanente
degli  archivi  digitali,  promuove  l’applicazione  di metodologie e
parametri, anche attraverso iniziative di formazione e aggiornamento.
5.  La  Direzione  generale  per  gli archivi costituisce centro di
((  6.  La  Direzione  generale per gli archivi si articola in nove
uffici  dirigenziali  di livello non generale, compresi quelli aventi
sede nelle regioni Sicilia e Trentino-Alto Adige, l’Istituto centrale
per  gli archivi e l’Archivio centrale dello Stato. Con riguardo alle
attivita’  di  valorizzazione,  restano  ferme  le  competenze  della
Direzione  generale  per le biblioteche, gli istituti culturali ed il
1. La Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali
ed  il diritto d’autore svolge funzioni e compiti non attribuiti alle
direzioni  regionali  e  ai  soprintendenti di settore ai sensi delle
disposizioni in materia, relativi alle biblioteche pubbliche statali,
ai  servizi  bibliografici  e  bibliotecari  nazionali, agli istituti
culturali,  alla  promozione  del  libro  e  della  lettura  ed  alla
annuali  e  pluriennali  di  intervento,  ((  sulla base dei dati del
b)  autorizza, ai sensi dell’art. 21 del Codice, gli interventi da
eseguirsi sui beni librari sottoposti a tutela statale;
c)  autorizza  il  prestito  di  beni  librari sottoposti a tutela
statale   per  mostre  od  esposizioni  sul  territorio  nazionale  o
all’estero,  ai sensi dell’art. 48, comma 1, del Codice, (( anche nel
ogni caso, le prioritarie esigenze della tutela; ))
((  f)  dichiara, ai sensi dell’art. 48, comma 6, del Codice ed ai
di  beni librari e di ogni altra iniziativa a carattere culturale che
abbia ad oggetto i beni medesimi, anche nel rispetto degli accordi di
cui  all’art.  8,  comma 2, lettera c), e delle linee guida di cui al
g)  esprime  la  volonta’  dell’Amministrazione  nell’ambito delle
h)  irroga  le  sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal
i)  incentiva  l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di
programmi  editoriali tematici, volti in particolare a valorizzare le
opere   di   saggistica,   di   narrativa   e  di  poesia  di  autori
l)  promuove,  presso  le  scuole  di  ogni  ordine  e  grado,  la
materie   insegnate,   attraverso  programmi  concordati  con  il  ((
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca; ))
m)   incentiva,   anche  attraverso  iniziative  promozionali,  la
n)  provvede  allo  svolgimento  dell’attivita’ istruttoria per la
e  contabili, ispezioni e controlli sui soggetti beneficiari ai sensi
della legge 17 ottobre 1996, n. 534;
o)  adotta  i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di
beni   librari   a   titolo   di   prelazione   e  di  espropriazione
rispettivamente previste agli articoli 60, 95 e 98, del Codice;
q)  adotta  i  provvedimenti  di  competenza  dell’amministrazione
centrale  in  materia  di  circolazione  di  beni  librari  in ambito
previsti agli (( articoli 16 e 128 del Codice. ))
((  3.  La  Direzione  generale  per  le  biblioteche, gli istituti
culturali  ed  il  diritto  d’autore,  fermo restando quanto previsto
dall’art.  2 del decreto legge 26 aprile 2005, n. 63, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 25 giugno 2005, n. 109, sentite le altre
direzioni  generali  competenti,  svolge  i  compiti  in  materia  di
proprieta’ letteraria e di diritto d’autore ai sensi dell’art. 10 del
decreto   legislativo   30   luglio   1999,   n.  303,  e  successive
modificazioni, nonche’ di vigilanza sulla Societa’ italiana autori ed
editori  (SIAE)  ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge 9 gennaio
2008, n. 2. ))
4.  Restano  ferme  la  composizione  e  le competenze del Comitato
consultivo  permanente  per  il diritto di autore di cui all’art. 190
della  legge  22  aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni, che
opera  presso  la  Direzione  generale  (( per le biblioteche, )) gli
istituti culturali ed il diritto d’autore e svolge funzioni di organo
consultivo centrale.
5.  La  Direzione  generale  (( per le biblioteche, )) gli istituti
culturali  ed il diritto d’autore svolge le funzioni di coordinamento
e  di  vigilanza,  (( anche ai fini dell’approvazione del bilancio di
consuntivo,  ))  sull’Istituto  centrale  per il catalogo unico delle
biblioteche  italiane  e  per  le  informazioni bibliografiche, sulla
Biblioteca  nazionale  centrale  di  Roma, sulla Biblioteca nazionale
centrale  di  Firenze,  sul  Centro  per  il  libro  e  la  lettura e
sull’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
6.  La  Direzione  generale  (( per le biblioteche, )) gli istituti
culturali    ed   il   diritto   d’autore   costituisce   centro   di
((  7.  La  Direzione  generale  per  le  biblioteche, gli istituti
culturali   ed  il  diritto  d’autore  si  articola  in  otto  uffici
dirigenziali  di livello non generale, compresi gli Istituti centrali
e  gli  Istituti  dotati  di  autonomia  speciale.  Con riguardo alle
materia di attivita’ cinematografiche.
a)  dispone  interventi  finanziari  a  sostegno  delle  attivita’
b)  svolge  verifiche  amministrative  e  contabili,  ispezioni  e
controlli   sugli   enti   sottoposti  a  vigilanza  e  sui  soggetti
c)  esercita  la vigilanza sulla fondazione Centro sperimentale di
((  c-bis)  esercita la vigilanza su Cinecitta’ Holding S.p.A., ai
sensi  dell’art.  5-bis  del  decreto-legge  23  aprile 1993, n. 118,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 202 e
successive modificazioni; ))
d)  ((  esercita  la  vigilanza  sulla  Fondazione  La  Biennaledi
Venezia,  ai  sensi  dell’art.  24 del decreto legislativo 29 gennaio
1998,  n.  19,  sentite le altre direzioni generali competenti per la
materia medesima; ))
e)  esprime  alla  Direzione  generale  per  le  biblioteche,  gli
istituti   culturali   ed  il  diritto  d’autore  le  valutazioni  di
competenza  ai  fini  dello  svolgimento  dei  compiti  in materia di
proprieta’ letteraria, diritto d’autore e di vigilanza sulla Societa’
italiana autori ed editori (SIAE).
3.  Il  Direttore  generale  presiede  le commissioni in materia di
attivita’  cinematografiche  previste  dalla  normativa  di settore e
partecipa  alle  riunioni  della  Consulta  per lo spettacolo e della
relativa sezione competente.
4.  La  Direzione  generale  per  il  cinema  costituisce centro di
(( 5. La Direzione generale per il cinema si articola in tre uffici
CAPO IAmministrazione centrale
1. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo svolge funzioni
e  compiti  in  materia  di  attivita’  di  spettacolo  dal vivo, con
riferimento  alla  musica,  alla  danza,  al  teatro, ai circhi, allo
spettacolo viaggiante ed ai festival teatrali.
a)  dispone interventi finanziari a sostegno delle attivita’ dello
c)  esercita  la  vigilanza  sull’Ente  teatrale  italiano (ETI) e
sull’Istituto nazionale per il dramma antico (INDA);
d) esprime alla Direzione generale per il cinema le valutazioni di
competenza ai fini dell’esercizio della vigilanza sulla Fondazione La
e)  esprime  alla Direzione generale (( per le biblioteche, )) gli
proprieta’  letteraria  e  diritto  d’autore  e  di  vigilanza  sulla
Societa’ italiana autori ed editori (SIAE);
f)  esercita  le  funzioni  relative  alla  vigilanza del Ministro
sull’Istituto  per  il  credito sportivo, ai sensi dell’art. 1, comma
19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito,
spettacolo  dal  vivo previste dalla normativa di settore e partecipa
alle  riunioni  della  Consulta  per  lo  spettacolo e delle relative
sezioni competenti.
4.  Restano ferme la composizione e le competenze dell’Osservatorio
dello  spettacolo,  che  opera  presso  la  Direzione generale per lo
spettacolo  dal  vivo. Resta fermo quanto previsto all’art. 11, comma
2,  del  decreto  legislativo  21  dicembre 1998, n. 492 e successive
5.  La  Direzione  generale  per lo spettacolo dal vivo costituisce
centro  di  responsabilita’  amministrativa  ai sensi dell’art. 3 del
decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 e successive modificazioni,
((  ed  e’  responsabile  per  l’attuazione  dei  piani gestionali di
competenza della stessa. ))
((  6. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo si articola
in tre uffici dirigenziali di livello non generale. ))
1. Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, di
seguito  denominato  «Consiglio  superiore», e’ organo consultivo del
Ministero   a   carattere  tecnico-scientifico  in  materia  di  beni
2.   Il  Consiglio  superiore  esprime  pareri,  su  richiesta  del
direttore  generale  centrale  competente  trasmessa  per  il tramite
dell’Ufficio di Gabinetto:
a) obbligatoriamente, sui programmi nazionali per i beni culturali
e  paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e pluriennali,
predisposti dall’amministrazione;
b)  obbligatoriamente,  sugli  schemi di accordi internazionali in
materia di beni culturali;
c)  sui  piani strategici di sviluppo culturale e sui programmi di
d)   sui  piani  paesaggistici  elaborati  congiuntamente  con  le
e)  sugli  schemi  di  atti  normativi  e  amministrativi generali
afferenti   la   materia   dei   beni  culturali  e  paesaggistici  e
l’organizzazione del Ministero;
f)  su  questioni  di  carattere  generale  di particolare rilievo
concernenti la materia dei beni culturali e paesaggistici;
g)  su  questioni  in  materia  di  beni culturali e paesaggistici
formulate   da  altre  amministrazioni  statali,  regionali,  locali,
nonche’ da Stati esteri.
3.  Il  Consiglio  superiore  puo’  inoltre  avanzare  proposte  al
Ministro  su  ogni  questione  di  carattere  generale di particolare
rilievo afferente la materia dei beni culturali e paesaggistici.
4. Il Consiglio superiore e’ composto da:
b)  otto  eminenti  personalita’ del mondo della cultura nominate,
nel rispetto del principio di equilibrio di genere, dal Ministro, tre
delle  quali  su  designazione  della  Conferenza  unificata  di  cui
all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
5.  Il Ministro nomina il presidente del Consiglio superiore tra le
personalita’  di  cui  al comma 4, lettera b). Il Consiglio superiore
elegge  a  maggioranza  tra  i propri componenti il vice presidente e
adotta  un  regolamento  interno.  I  pareri sono espressi, di norma,
entro  trenta  giorni  dal  ricevimento  della richiesta. Nei casi di
urgenza,  il termine e’ ridotto a dieci giorni. In caso di parita’ di
6.  Il  Consiglio superiore e’ integrato con tre rappresentanti del
personale  del  Ministero, (( eletti da tutto il personale, )) quando
esprime pareri sulle materie di cui al comma 2, lettera a), ovvero su
questioni  aventi  ad  oggetto  il  personale  del Ministero. (( Alle
sedute  del Consiglio sono ammessi altresi’, senza diritto di voto, i
vice  presidenti dei Comitati tecnico-scientifici i quali, in caso di
assenza o impedimento dei rispettivi presidenti, svolgono le funzioni
di componenti del Consiglio medesimo. ))
7. Il termine di durata del Consiglio superiore e’ stabilito in tre
anni.  Prima  della  scadenza  del  termine  di  durata, il Consiglio
superiore  presenta  una  relazione sull’attivita’ svolta al Ministro
per i beni e le attivita’ culturali, che la trasmette alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri, ai fini della valutazione congiunta della
del  Ministro  per  i  beni  e  le attivita’ culturali. Gli eventuali
successivi  decreti  di  proroga  sono  adottati  secondo la medesima
procedura.  Successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente  decreto,  i  componenti  del Consiglio superiore restano in
carica fino alla scadenza del termine di durata dell’organo e possono
essere confermati una sola volta nel caso di proroga della durata del
Consiglio  superiore.  Essi  non  possono  esercitare le attivita’ di
impresa  previste  dall’art.  2195  del  Codice  civile  quando  esse
attengono   a   materie  di  competenza  del  Ministero,  ne’  essere
amministratori  o  sindaci  di  societa’  che  svolgono  le  medesime
attivita’;  non possono essere titolari di rapporti di collaborazione
professionale  con  il  Ministero;  non  possono  essere presidenti o
membri  del  Consiglio  di  amministrazione  di  istituzioni  o  enti
destinatari di contributi o altre forme di finanziamento da parte del
Ministero   ne’   assumere  incarichi  professionali  in  progetti  o
iniziative il cui finanziamento, anche parziale, e’ soggetto a parere
8.  Presso  il  Consiglio superiore opera un Ufficio di segreteria,
formato  da  personale  in  servizio presso il Ministero. Le relative
risorse  umane  e  strumentali  necessarie  per  il funzionamento del
Consiglio  superiore  sono assicurate dalla (( Direzione generale per
l’organizzazione,  gli affari generali, l’innovazione, il bilancio ed
il personale. ))
9.  Il  Consiglio  superiore  e  la  Consulta  per lo spettacolo si
riuniscono  in  seduta  congiunta,  su convocazione del Ministro, per
l’esame di provvedimenti di particolare rilievo attinenti le sfere di
competenza di ambedue gli organi consultivi.
1.  Sono  organi  consultivi  del  Ministero  i  seguenti Comitati
b)  comitato  tecnico-scientifico  per  i  beni  architettonici  e
c)   comitato   tecnico-scientifico  per  il  patrimonio  storico,
e)  comitato tecnico-scientifico per i beni librari e gli istituti
f)  comitato  tecnico-scientifico per la qualita’ architettonica e
urbana e per l’arte contemporanea;
g) comitato tecnico-scientifico per l’economia della cultura.
2.  I  comitati  di  cui  alle lettere a), b), c), d), e) ed f) del
a) avanzano proposte, per la materia di propria competenza, per la
definizione   dei   programmi   nazionali  per  i  beni  culturali  e
paesaggistici e dei relativi piani di spesa;
b)  esprimono  pareri, a richiesta del Segretario generale, (( dei
direttori  generali centrali o dei direttori regionali che presentano
richiesta  per il tramite dei direttori generali centrali competenti,
))  ed  avanzano  proposte  in  ordine  a  metodologie  e  criteri di
intervento   in   materia   di  conservazione  di  beni  culturali  e
c)  esprimono pareri in merito all’adozione di provvedimenti (( di
particolare rilievo, )) quali le acquisizioni e gli atti ablatori, su
richiesta   del   segretario   generale   o  dei  direttori  generali
d)  esprimono  pareri in ordine ai ricorsi amministrativi proposti
e)   esprimono   pareri  su  ogni  altra  questione  di  carattere
tecnico-scientifico  ad  essi  sottoposta  (( con le modalita’ di cui
alla lettera b). ))
a)  avanza  proposte per la definizione di piani e programmi per i
beni  culturali  e  paesaggistici finalizzati a favorire l’incremento
delle risorse destinate al settore;
b)  esprime  pareri,  a  richiesta  del  Segretario generale o dei
direttori  generali,  ed  avanza  proposte  su questioni di carattere
4. Ciascun Comitato e’ composto:
a)  da un rappresentante eletto, al proprio interno, dal personale
tecnico-scientifico   dell’amministrazione  tra  le  professionalita’
attinenti   alla   sfera  di  competenza  del  singolo  Comitato;  il
rappresentante  del Comitato tecnico-scientifico per l’economia della
cultura  e’  eletto,  al  proprio  interno,  da tutto il personale di
livello  dirigenziale  e  di area C del Ministero, appartenente sia a
b)  da  due esperti di chiara fama in materie attinenti alla sfera
di  competenza  del  singolo  Comitato,  designati  dal Ministro, nel
rispetto del principio di equilibrio di genere;
c)   da   un   professore   universitario  di  ruolo  nei  settori
disciplinari  direttamente  attinenti  alla  sfera  di competenza del
5.  Nel  Comitato  di  cui  al  comma  1,  lettera  e), il Ministro
assicura,  nell’ambito  delle designazioni di cui al comma 4, lettera
b),  la  presenza  di  un  esperto  nelle politiche di gestione degli
istituti  culturali.  Alle riunioni dei Comitati possono partecipare,
senza  diritto di voto, il Segretario generale o i direttori generali
competenti  per  materia.  In caso di parita’ di voti, prevale quello
6.  I  comitati  eleggono  a maggioranza tra i propri componenti il
presidente   ed   il  vice  presidente,  assicurando  che  non  siano
espressione  della medesima categoria tra quelle indicate al comma 4.
dello  scrutinio,  diviene  presidente  il  componente  del  Comitato
designato  prioritariamente  dal Ministro. Ai componenti dei Comitati
si applica quanto previsto dall’art. 13, comma 7.
a  richiesta  del  Ministro o del Segretario generale, per l’esame di
8.  Le  risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento
dei  singoli  Comitati  sono  assicurate  dalle  competenti Direzioni
CAPO III Istituti centrali e Istituti con finalita’ particolari
Istituti centrali, (( nazionali )) e dotati di autonomia speciale
b)  l’Istituto  centrale  per  il catalogo unico delle biblioteche
italiane e per le informazioni bibliografiche;
e)  l’Istituto  centrale  per  il  restauro e la conservazione del
patrimonio  archivistico  e librario, che assorbe l’Istituto centrale
per la patologia del libro ed il Centro fotoriproduzione, legatoria e
restauro degli archivi di Stato;
f) l’Istituto centrale per gli archivi di cui all’art. 6, comma 3,
del  decreto  legislativo  20  ottobre  1998,  n.  368  e  successive
g)  l’Istituto  centrale  per  i  beni  sonori ed audiovisivi, che
subentra alla Discoteca di Stato.
a) la Soprintendenza al Museo nazionale preistorico ed etnografico
«L. Pigorini»;
c)  la  Soprintendenza  alla  Galleria  nazionale d’arte moderna e
d) l’Istituto nazionale per la grafica. ))
a)  la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e
c) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico
ed  etnoantropologico e per il polo museale della citta’ di Venezia e
dei comuni della Gronda lagunare;
d) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico
ed etnoantropologico e per il polo museale della citta’ di Napoli;
e) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico
ed etnoantropologico e per il polo museale della citta’ di Roma;
f) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico
ed etnoantropologico e per il polo museale della citta’ di Firenze;
g)  l’Istituto  superiore per la conservazione ed il restauro, che
subentra all’Istituto centrale del restauro;
((  4.  Con  decreti  ministeriali  di  natura  non  regolamentare,
adottati  ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis, lettera e), della legge
23  agosto  1988,  n.  400,  e  dell’art.  4,  comma  4,  del decreto
legislativo  30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, sono
individuati  gli  istituti  di  cui al presente articolo, nonche’ gli
altri  organismi istituiti come autonomi ai sensi dell’articolo 8 del
decreto   legislativo   20   ottobre   1998,  n.  368,  e  successive
5.  L’organizzazione  ed il funzionamento degli Istituti centrali e
degli  Istituti  dotati di autonomia speciale sono definiti con uno o
piu’  regolamenti,  emanati  ai  sensi  dell’art.  17, comma 1, della
citata  legge n. 400 del 1988. Per tutti gli istituti di cui al primo
periodo  continua  ad  applicarsi,  fino  all’entrata  in  vigore dei
predetti regolamenti, la normativa che attualmente li disciplina.
6.  Gli  incarichi  di  direzione degli istituti di cui al presente
articolo  sono conferiti dai titolari delle strutture dirigenziali di
livello   generale  da  cui  gli  stessi  istituti  dipendono  o  cui
afferiscono. ))
CAPO IVAmministrazione periferica
2. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici sono
uffici  di  livello dirigenziale generale ai sensi dell’art. 1, comma
1, primo periodo.
3.   I  dirigenti  preposti  agli  uffici  dirigenziali  periferici
provvedono  alla  organizzazione  e  gestione  delle  risorse umane e
strumentali  ad  essi  rispettivamente  assegnate,  ferme restando le
competenze    in    materia   della   ((   Direzione   generale   per
1.  Le  direzioni  regionali  per  i beni culturali e paesaggistici
coordinano  l’attivita’  delle strutture periferiche del Ministero di
cui  all’art.  16, comma 1, lettere b), c), d), e) e f), presenti nel
territorio   regionale;   ((  queste  ultime,  ))  pur  nel  rispetto
dell’autonomia   scientifica   degli  archivi  e  delle  biblioteche,
costituiscono  articolazione  delle  direzioni  regionali.  Curano  i
rapporti  del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni,
gli  enti  locali  e  le  altre  istituzioni  presenti  nella regione
2.  L’incarico  di  Direttore  regionale  per  i  beni  culturali e
paesaggistici  e’  conferito  ai  sensi  dell’art.  19,  comma 4, del
previa   comunicazione   al  Presidente  della  regione,  sentito  il
a) esercita sulle attivita’ degli uffici di cui all’art. 16, comma
1,  lettere  b),  c), d), e) ed f), i poteri di direzione, indirizzo,
coordinamento,  controllo  e,  solo in caso di necessita’ ed urgenza,
informati   il  direttore  generale  competente  per  materia  ed  il
Segretario generale, avocazione e sostituzione;
b)  riferisce  trimestralmente  ai  direttori generali centrali di
settore sull’andamento dell’attivita’ di tutela svolta;
c)  verifica  la  sussistenza  dell’interesse  culturale  nei beni
fine di lucro, ai sensi dell’art. 12 del Codice;
((  d)  dichiara,  su  proposta delle competenti soprintendenze di
settore,  l’interesse  culturale delle cose, a chiunque appartenenti,
ai sensi dell’art. 13 del Codice; ))
e)  detta, su proposta delle competenti soprintendenze di settore,
prescrizioni di tutela indiretta ai sensi dell’art. 45 del Codice;
((  e-bis)  autorizza  gli  interventi  di  demolizione, rimozione
definitiva,  nonche’ di smembramento di collezioni, serie e raccolte,
da eseguirsi ai sensi dell’art. 21, comma 1, lettere a), b) e c), del
Codice,   fatta   eccezione   per   i  casi  di  urgenza,  nei  quali
l’autorizzazione  e’  rilasciata dalla competente soprintendenza, che
informa contestualmente lo stesso direttore regionale; ))
f)  dispone  il  concorso  del  Ministero,  sulla  base di criteri
definiti  dalle  direzioni  generali centrali di settore, nelle spese
effettuate  dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali
per  interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35
del Codice ed eroga il contributo di cui all’art. 37;
((  g) trasmette al competente direttore generale centrale, con le
proprie  valutazioni,  le  proposte  di prelazione che gli pervengono
dalle  soprintendenze  destinatarie,  ai sensi dell’art. 62, comma 1,
del  Codice,  della  denuncia di cui all’art. 60 del medesimo Codice,
ovvero  le  proposte  di  rinuncia  ad  essa. Con le stesse modalita’
trasmette al competente direttore generale centrale anche le proposte
di  prelazione  formulate  dalla  regione o dagli altri enti pubblici
territoriali  interessati  e,  su indicazione del direttore medesimo,
comunica  alla  regione  o  agli  altri enti pubblici territoriali la
rinuncia  dello  Stato  alla  prelazione,  ai sensi e per gli effetti
dell’art. 62, comma 3, del Codice; ))
h)  autorizza  le  alienazioni,  le  permute,  le  costituzioni di
ipoteca  e  di  pegno  e ogni altro negozio giuridico che comporta il
trasferimento  a  titolo  oneroso  di  beni culturali, ai sensi degli
articoli 55, 56, 57-bis e 58 del Codice;
i) impone ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali
gli  interventi  necessari  per  assicurarne la conservazione, ovvero
dispone,  allo  stesso  fine,  l’intervento  diretto del Ministero ai
sensi dell’art. 32 del Codice;
l)  concede  l’uso dei beni culturali in consegna al Ministero, ai
((  m)  esprime  l’assenso  del  Ministero, sulla base dei criteri
fissati  dal  Direttore generale per la valorizzazione del patrimonio
culturale,  sulle  proposte  di  acquisizione  in  comodato  di  beni
culturali  di  proprieta’  privata,  formulate  dagli  uffici  di cui
all’art.  16,  comma  1,  lettere  b),  c), d), e) e f), presenti nel
territorio regionale, e sulle richieste di deposito di beni culturali
formulate,   ai  medesimi  uffici,  da  soggetti  pubblici  ai  sensi
dell’art. 44 del Codice; ))
n) esprime il parere di competenza del Ministero, anche in sede di
conferenza  di  servizi,  per gli interventi in ambito regionale, che
riguardano le competenze di piu’ soprintendenze di settore;
o)  richiede  alle  commissioni  provinciali,  anche su iniziativa
delle   Soprintendenze  di  settore,  l’adozione  della  proposta  di
dichiarazione  di  interesse  pubblico  per  i beni paesaggistici, ai
sensi dell’art. 138 del codice;
((  o-bis)  adotta, su proposta del soprintendente e previo parere
della regione, ai sensi dell’art. 138 del Codice, la dichiarazione di
notevole  interesse  pubblico relativamente ai beni paesaggistici, ai
sensi dell’art. 141 del medesimo Codice;
o-ter)  provvede,  anche  d’intesa  con la regione o con gli altri
enti   pubblici   territoriali   interessati   e   su   proposta  del
soprintendente,  alla  integrazione del contenuto delle dichiarazioni
di  notevole  interesse pubblico relativamente ai beni paesaggistici,
ai sensi dell’art. 141-bis del Codice;
o-quater)  stipula  l’intesa  con  la  regione  per  la  redazione
congiunta    dei   piani   paesaggistici,   limitatamente   ai   beni
paesaggistici  di cui all’art. 143, comma 1, lettere b), c) e d), del
Codice; ))
p)  propone  al Ministro, (( per il tramite del direttore generale
competente ad esprimere il parere di merito, )) la stipulazione delle
intese di cui (( all’art. 143, comma 2, del Codice; ))
((  q) concorda, d’intesa con il direttore generale competente, la
proposta   da   inoltrare  al  Ministro  per  l’approvazione  in  via
sostitutiva   del   piano   paesaggistico,   limitatamente   ai  beni
s)   unifica   ed  aggiorna  le  funzioni  di  catalogo  e  tutela
nell’ambito  della regione di competenza, secondo criteri e direttive
(( forniti dal Segretario generale; ))
t) propone ai fini dell’istruttoria gli interventi da inserire nei
programmi  annuali  e  pluriennali  e  nei  relativi  piani di spesa,
individuando  le  priorita’  anche sulla base delle indicazioni degli
uffici di cui all’art. 16, comma 1, lettere b), c), d), e) ed f);
u)  stipula,  previa  istruttoria della soprintendenza competente,
accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali, oggetto di
interventi  conservativi, alla cui spesa ha contribuito il Ministero,
al  fine  di stabilire le modalita’ per l’accesso ai beni medesimi da
parte del pubblico, ai sensi dell’art. 38 del codice;
v)  adotta  i  provvedimenti  necessari  per  il  pagamento  od il
recupero di somme che e’ tenuto, rispettivamente, a corrispondere o a
riscuotere  in  relazione  all’esercizio delle funzioni e dei compiti
z)  predispone,  d’intesa  con  le regioni, i programmi ed i piani
finalizzati  all’attuazione  degli  interventi  di  riqualificazione,
recupero  e valorizzazione delle aree sottoposte alle disposizioni di
aa)   propone   al   direttore  generale  competente  i  programmi
catalogazione  e  inventariazione  dei  beni  culturali,  definiti in
l’organizzazione di studi, ricerche ed iniziative culturali, anche in
collaborazione  con  le  regioni,  le  universita’  e  le istituzioni
culturali   e   di   ricerca;  promuove,  in  collaborazione  con  le
universita’,  le  regioni e gli enti locali, la formazione in materia
di   tutela   del   paesaggio,   della   cultura   e  della  qualita’
bb)  promuove,  presso  le  scuole  di  ogni  ordine  e  grado, la
diffusione  della  storia dell’arte e della conoscenza del patrimonio
culturale  della  regione,  attraverso programmi concordati (( con il
Ministero  dell’istruzione,  dell’universita’ e della ricerca, per il
tramite  del  Direttore generale per la valorizzazione del patrimonio
cc)  vigila  sulla  realizzazione delle opere d’arte negli edifici
pubblici  ai  sensi  della  legge 29 luglio 1949, n. 717 e successive
dd) dispone, previa istruttoria delle soprintendenze di settore ((
e  sulla  base delle linee guida elaborate dal Direttore generale per
la  valorizzazione del patrimonio culturale, )) l’affidamento diretto
o   in   concessione  delle  attivita’  e  dei  servizi  pubblici  di
valorizzazione di beni culturali, ai sensi dell’art. 115 del Codice;
ee)  svolge  le  funzioni di stazione appaltante in relazione agli
interventi  conservativi  da  effettuarsi  con  fondi  dello  Stato o
affidati  in  gestione  allo  Stato  sui  beni culturali presenti nel
ff)  organizza  e  gestisce  le risorse strumentali ed umane degli
uffici del Ministero nell’ambito della regione, compresi gli istituti
dotati  di  speciale  autonomia;  l’assegnazione  del  personale agli
uffici   viene   disposta   sentita  la  ((  Direzione  generale  per
il  personale,  ))  nonche’  la  Direzione  generale  competente  per
gg)  cura  le relazioni sindacali e la contrattazione collettiva a
hh)  fornisce  al Segretario generale le valutazioni di competenza
ai fini dell’istruttoria di cui all’art. 2, comma 3, lettera i).
4.  I  direttori  regionali  possono delegare i compiti di cui alle
lettere  i),  l),  u) e cc), del comma 3, fatti salvi i progetti e le
iniziative di rilevanza regionale ovvero intersettoriale.
5. Le direzioni regionali costituiscono centri di costo e dipendono
funzionalmente,  per  quanto riguarda gli aspetti contabili, dalla ((
l’innovazione, il bilancio ed il personale.
6.  Le  Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici si
articolano  negli  uffici  dirigenziali di livello non generale sotto
numericamente indicati:
a)  Direzione  regionale  per  i  beni  culturali  e paesaggistici
dell’Abruzzo,  articolata  in  quattro uffici dirigenziali di livello
non generale;
b)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Basilicata,  articolata in quattro uffici dirigenziali di livello non
c)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Calabria,  articolata  in  quattro uffici dirigenziali di livello non
d)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Campania,  articolata  in  nove  uffici  dirigenziali  di livello non
e)  Direzione  regionale  per  i  beni  culturali  e paesaggistici
dell’Emilia  Romagna,  articolata  in  dodici  uffici dirigenziali di
f)  Direzione  regionale  per i beni culturali e paesaggistici del
Friuli-Venezia  Giulia,  articolata  in cinque uffici dirigenziali di
g)  Direzione  regionale  per i beni culturali e paesaggistici del
Lazio,  articolata  in  undici  uffici  dirigenziali  di  livello non
h)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Liguria,  articolata  in  sei  uffici  dirigenziali  di  livello  non
i)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Lombardia,  articolata  in  nove  uffici  dirigenziali di livello non
l)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle
Marche,  articolata  in  quattro  uffici  dirigenziali di livello non
m)  Direzione  regionale  per i beni culturali e paesaggistici del
Molise,  articolata  in  quattro  uffici  dirigenziali di livello non
n)  Direzione  regionale  per i beni culturali e paesaggistici del
Piemonte,  articolata  in  sette  uffici  dirigenziali di livello non
o)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Puglia,  articolata  in  sette  uffici  dirigenziali  di  livello non
p)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Sardegna,  articolata  in  sei  uffici  dirigenziali  di  livello non
q)  Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della
Toscana, articolata in quattordici uffici dirigenziali di livello non
r)  Direzione  regionale  per  i  beni  culturali  e paesaggistici
dell’Umbria,  articolata in cinque uffici dirigenziali di livello non
s)  Direzione  regionale  per i beni culturali e paesaggistici del
Veneto,  articolata  in  nove  uffici  dirigenziali  di  livello  non
Soprintendenze    per   i   beni   archeologici,   architettonici   e
paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici
1.  Le  strutture  periferiche di cui all’art. 16, comma 1, lettera
b), svolgono, in particolare, i seguenti compiti:
((  a)  svolgono le funzioni di catalogazione e tutela nell’ambito
del  territorio  di  competenza,  sulla  base delle indicazioni e dei
programmi  definiti  dalle  competenti  direzioni generali centrali e
regionali; ))
b)  autorizzano l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere
sui  beni  culturali, (( salvo quanto disposto dall’art. 17, comma 3,
lettera e-bis); ))
((   c)   dispongono  l’occupazione  temporanea  di  immobili  per
l’esecuzione,  con  le  modalita’  ed  entro i limiti previsti per la
conduzione dei lavori in economia, di ricerche e scavi archeologici o
di opere dirette al ritrovamento di beni culturali; ))
e)  partecipano  ed  esprimono  pareri, riferiti ai settori e agli
ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi;
((  f) amministrano e controllano i beni dati loro in consegna, ed
eseguono  sugli  stessi,  con le modalita’ ed entro i limiti previsti
per la conduzione dei lavori in economia, anche i relativi interventi
conservativi; ))
g)  curano  l’istruttoria  finalizzata  alla  stipula di accordi e
conservativi  alla  cui  spesa ha contribuito il Ministero al fine di
stabilire  le  modalita’  per l’accesso ai beni medesimi da parte del
(( h) istruiscono e propongono al competente direttore regionale i
provvedimenti   di   verifica   o   di  dichiarazione  dell’interesse
culturale,   le   prescrizioni   di   tutela  indiretta,  nonche’  le
dichiarazioni  di notevole interesse pubblico paesaggistico ovvero le
integrazioni  del  loro  contenuto,  ai sensi, rispettivamente, degli
articoli 12, 13, 45, 138, comma 3, e 141-bis del Codice; ))
i)  svolgono  le  istruttorie  e  propongono al direttore generale
centrale  competente  i  provvedimenti  relativi a beni di proprieta’
privata,   ((  quali  l’autorizzazione  al  prestito  per  mostre  od
esposizioni,  l’acquisto coattivo all’esportazione, l’espropriazione,
ai sensi, rispettivamente, degli articoli 48, 70 e 95 del Codice; ))
l) esprimono pareri sulle alienazioni, le permute, le costituzioni
trasferimento  a  titolo  oneroso  di  beni  culturali appartenenti a
m)    istruiscono   i   procedimenti   concernenti   le   sanzioni
n)  istruiscono  e  propongono  alla  Direzione  generale centrale
competente,  ((  secondo  le  modalita’  di cui all’art. 17, comma 3,
lettera g), )) l’esercizio del diritto di prelazione;
o)  esercitano  ogni  altro  compito  in  materia  di  tutela  del
paesaggio ad esse (( affidato )) in base al Codice;
p)  esercitano  ogni  altra competenza ad esse affidata in base al
1.  Il  Comitato  regionale di coordinamento e’ organo collegiale a
a)  obbligatoriamente, in merito alle proposte di dichiarazione di
interesse  culturale  o  paesaggistico aventi ad oggetto beni od aree
suscettibili  di  tutela  intersettoriale,  nonche’  in  merito  alle
b)  a  richiesta  del  direttore  regionale,  su ogni questione di
3. Il Comitato e’ presieduto dal direttore regionale ed e’ composto
dai  soprintendenti di settore operanti in ambito regionale quando si
esprime  sulle  questioni  di  cui  al  comma  2,  lettera  a).  Tale
composizione  e’  integrata  con  i  responsabili di tutti gli uffici
4.  Le  risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento
dei  Comitati  sono  assicurate dalle rispettive direzioni regionali,
((  1.  Ai  fini  dell’attuazione dell’art. 74 del decreto-legge 25
agosto   2008,   n.   133,   le  dotazioni  organiche  del  personale
dirigenziale  e  del  personale  non  dirigenziale del Ministero sono
rideterminate  secondo  le Tabelle A e B allegate al presente decreto
di  cui  costituiscono  parte  integrante. Con successivo decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i
beni   e   le  attivita’  culturali,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’economia   e  delle  finanze,  da  adottarsi  al  termine  della
procedura di individuazione dei profili professionali di cui all’art.
7,  comma  3,  del C.C.N.L. del comparto Ministeri sottoscritto il 14
settembre 2007, sara’ ripartito, nell’ambito delle strutture centrali
e  periferiche  in  cui  si  articola il Ministero, il contingente di
personale  delle  aree prima, seconda e terza, come determinato nella
Tabella B, in profili professionali e fasce retributive. ))
1. E’ abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno
2004,  n. 173 e successive modificazioni, (( fatte salve le modifiche
apportate  dallo  stesso  decreto  al  decreto  del  Presidente della
Repubblica 6 luglio 2001, n. 307. ))
3.  La  riorganizzazione disposta ai sensi del presente regolamento
da’  luogo all’applicazione di quanto previsto dall’art. 20, comma 6,
del CCNL per il personale dirigente.
—->  Vedere tabelle A e B a pag. 53  <----
TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 novembre 2007, n. 233 – Testo del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a norma dell’art. 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiornato con le modifiche apportate dal decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. (09A08941) (GU n. 174 del 29-7-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:18:35+00:00

References: art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 112
 art.  8