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Timestamp: 2018-08-17 22:53:00+00:00

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STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO «AMICI DEL TESORO» TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI. ART. 1 (Denominazione e sede) - PDF
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Corinna Leoni
1 Associazione AMICI DEL TESORO Via Fossa Fresca n 9 Cap S.Giovanni Lupatoto - Verona Tel e Fax Nr Iscrizione Registro Volontariato VR0705 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO «AMICI DEL TESORO» TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 (Denominazione e sede) 1. È costituita l organizzazione di volontariato, denominata: «AMICI DEL TESORO» che assume la forma giuridica di associazione. 2. L organizzazione ha sede in Via Fossa Fresca,9 Raldon nel comune di S.G.Lupatoto (VR). ART. 2 (Statuto) 1. L organizzazione di volontariato «AMICI DEL TESORO» è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti della legge 11 agosto 1991 n. 266, delle leggi regionali di attuazione e dei principi generali dell ordinamento giuridico. 2. L assemblea delibera l eventuale regolamento di esecuzione dello statuto per la disciplina degli aspetti organizzativi più particolari. ART. 3 (Efficacia dello statuto) 1. Lo statuto vincola alla sua osservanza gli aderenti alla organizzazione; esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell attività della organizzazione stessa. ART. 4 (Modificazione dello statuto) 1. Il presente statuto è modificato con deliberazione della assemblea adottata con la presenza almeno dei tre quarti degli aderenti e il voto favorevole della maggioranza. ART. 5 (Interpretazione dello statuto) 2
2 1. Lo statuto è interpretato secondo le regole della interpretazione dei contratti e secondo i criteri dell articolo 12 delle preleggi al codice civile. TITOLO II FINALITÀ DELL ORGANIZZAZIONE ART. 6 (Finalità nell obiettivo) 1. La specifica finalità dell organizzazione di volontariato è quella di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale con l obiettivo di : a) supportare e promuovere iniziative di integrazione sociale al fine di garantire una piena partecipazione alla vita comunitaria delle persone diversamente abili. b) favorire attività ricreative, culturali, educative e riabilitative anche in collaborazione con enti o gruppo del pubblico/privato. c) partecipare a manifestazioni sociali a carattere locale, regionale, nazionale o internazionale. ART. 7 (Ambito di attuazione delle finalità) 1. L organizzazione di volontariato opera nel territorio del comune di S. G. Lupatoto e nella provincia di Verona. TITOLO III GLI ADERENTI ART. 8 (Ammissione) 1. Sono aderenti dell organizzazione tutte le persone che condividono le finalità dell organizzazione e sono mossi da spirito di solidarietà. 2. L ammissione all organizzazione è deliberata dal consiglio direttivo, su domanda del richiedente. ART. 9 (Diritti) 1. Gli aderenti all organizzazione hanno il diritto di eleggere gli organi dell organizzazione. 2. Essi hanno i diritti di essere informati sulle attività dell associazione e di controllo sull andamento della medesima come stabilito dalle leggi e dallo statuto. 3
3 3. Gli aderenti all organizzazione hanno il diritto di essere rimborsati dalle spese effettivamente sostenute per l attività prestata, ai sensi di legge. ART. 10 (Doveri) 1. Gli aderenti all organizzazione devono svolgere la propria attività verso gli altri in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro. 2. Il comportamento verso gli altri aderenti ed all esterno dell organizzazione, è animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede (onestà, probità, rigore morale, ecc.). ART. 11 (Esclusione) 1. L aderente all organizzazione che contravviene ai doveri stabiliti dallo statuto, può essere escluso dall organizzazione. 2. L esclusione è deliberata dall assemblea con voto segreto e dopo avere ascoltato le giustificazioni dell interessato (è ammesso il parere dell organo direttivo con possibilità di appello all assemblea e comunque al giudice ordinario). TITOLO IV GLI ORGANI ART. 12 (Indicazione degli organi) 1. Sono organi dell organizzazione: l assemblea, il consiglio direttivo ed il presidente. CAPO I: L assemblea ART. 13 (Composizione) 1. L assemblea è composta da tutti gli aderenti all organizzazione. 2. L assemblea è presieduta da un presidente nominato dagli aderenti. ART. 14 (Convocazione) 1. L assemblea si riunisce su convocazione del presidente dell associazione. 4
4 2. Il presidente convoca l assemblea con avviso (scritto) contenente l ordine del giorno almeno n. sei giorni prima ART. 15 (Validità della assemblea) 1. In prima convocazione l assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli aderenti, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro aderente. 2. In seconda convocazione l assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli aderenti presenti, in proprio o in delega. 3. Non è ammessa più di una delega per ciascun aderente. 4. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto di voto (art. 21 codice civile). ART. 16 (Votazione) 1. L assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti ferme le limitazioni previste per l approvazione e modificazione dello statuto e per lo scioglimento dell associazione. 2. I voti sono palesi, tranne quelli riguardanti persone (e le qualità delle persone). ART. 17 (Verbalizzazione) 1. Le discussioni e le deliberazioni dell assemblea sono riassunte in verbale redatto da un componente dell assemblea e sottoscritto dal presidente. 2. Il verbale è tenuto, a cura del presidente, nella sede dell organizzazione. 3. Ogni aderente dell organizzazione ha diritto di consultare il verbale (e di trarne copia). CAPO II: Il Consiglio Direttivo ART. 18 (Composizione) 1. Il consiglio direttivo è composto da tre a cinque membri, eletti dall assemblea tra gli aderenti. 2. Il consiglio direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti. ART. 19 (Presidente del Consiglio Direttivo) 5
5 1. Il presidente dell organizzazione è il presidente del Consiglio Direttivo ed è nominato dall assemblea assieme agli altri componenti il Consiglio Direttivo. ART. 20 (Durata e funzioni) 1. Il consiglio direttivo dura in carica per il periodo di due anni e può essere revocato dall assemblea, con la maggioranza di 2/3. 2. Il consiglio direttivo è l organo di governo e di amministrazione dell associazione ed opera in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali dell assemblea alla quale risponde direttamente. 3. Le deliberazioni del consiglio direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti. CAPO III: Il presidente ART. 21 (Elezione) 1. Il presidente è eletto dall assemblea tra i suoi componenti a maggioranza dei presenti (si può scegliere l elezione da parte del Consiglio direttivo). ART. 22 (Durata) 1. Il presidente dura in carica quanto il consiglio direttivo. 2. L assemblea, con la maggioranza dei presenti, può revocare il presidente. 3. Almeno un mese prima della scadenza del proprio mandato, il presidente convoca l assemblea per la elezione del nuovo presidente. ART. 23 (Funzioni) 1. Il presidente rappresenta l organizzazione di volontariato e compie tutti gli atti che impegnano l organizzazione. 2. Il presidente presiede il consiglio direttivo e cura l ordinato svolgimento dei lavori. 3. Sottoscrive il verbale dell assemblea, e cura che sia custodito presso la sede dell organizzazione, dove può essere consultato dagli aderenti. TITOLO V LE RISORSE ECONOMICHE (O I BENI) 6
6 ART. 24 (Indicazioni delle risorse) 1. Le risorse economiche dell organizzazione sono costituite da: a) beni, immobili, e mobili; b) contributi e quote associative; c) donazioni e lasciti; d) proventi da attività marginali di carattere commerciale e produttivo; e) ogni altro tipo di entrate ammesse ai sensi della L 266/1991. ART. 25 (I beni) 1. I beni dell organizzazione sono beni immobili, beni registrati mobili e beni mobili. 2. I beni immobili ed i beni registrati mobili possono essere acquistati dall organizzazione, e sono ad essa intestati. 3. I beni immobili, i beni registrati mobili, nonché i beni mobili che sono collocati nella sede dell organizzazione sono elencati nell inventario, che è depositato presso la sede dell organizzazione e può essere consultato dagli aderenti. 4. L associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni che per legge, statuto o regolamento, perseguono scopi analoghi. 5. L associazione ha l obbligo di impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. ART. 26 (Contributi) 1. I contributi ordinari sono costituiti dalla quota associativa degli aderenti, stabilita dall assemblea. 2. I contributi straordinari sono elargiti dagli aderenti, o dalle persone fisiche o giuridiche estranee all associazione. ART. 27 (Erogazioni, donazioni e lasciti) 1. Le erogazioni liberali in denaro, e le donazioni sono accettate dall assemblea, che delibera sulla utilizzazione di esse, in armonia con le finalità statutarie dell organizzazione. 2. I lasciti testamentari sono accettati, con beneficio di inventario, dall assemblea, che delibera sulla utilizzazione di essi, in armonia con le finalità statutarie dell organizzazione. 7
7 ART. 28 (Proventi derivanti da attività marginali) 1. I proventi derivanti da attività commerciali o produttive marginali sono inseriti in apposita voce del bilancio dell organizzazione. 2. L assemblea delibera sulla utilizzazione dei proventi, che deve essere comunque in armonia con le finalità statutarie dell organizzazione e con i principi della L. 266/91. ART. 29 (Devoluzione dei beni) 1. In caso di scioglimento o cessazione dell organizzazione, i beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti ad altre organizzazioni di volontariato o enti non lucrativi socialmente utili aventi scopi analoghi a quelli indicati nel presente statuto e comunque al perseguimento di finalità di pubblica utilità sociale TITOLO VI IL BILANCIO ART. 30 (Bilancio e conto consuntivo) 1. I documenti di bilancio della organizzazione sono annuali e decorrono dal primo gennaio di ogni anno. 2. Il conto consuntivo contiene tutte le entrate intervenute e le spese sostenute relative all anno trascorso. 3. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l esercizio annuale successivo. ART. 31 (Formazione e contenuto del bilancio) 1. Il bilancio preventivo per l esercizio annuale successivo è elaborato dal consiglio direttivo. Esso contiene, suddivise in singole voci le previsioni delle spese e delle entrate relative all esercizio annuale successivo. 2. Il conto consuntivo è elaborato dal consiglio direttivo. Esso contiene le singole voci di spesa e di entrata relative all anno trascorso. ART. 32 (Approvazione del bilancio) 1. Il bilancio preventivo è approvato dalla assemblea (con voto palese) e con la maggioranza dei presenti. 2. Il bilancio preventivo è depositato presso la sede della organizzazione n. venti giorni prima della seduta, e può essere consultato da ogni aderente. 8
8 3. Il conto consuntivo è approvato dalla assemblea (con voto palese) e con la maggioranza dei presenti entro il 31 dicembre di ogni anno. 4. Il conto consuntivo è depositato presso la sede della organizzazione n. venti giorni prima della seduta, e può essere consultato da ogni aderente. TITOLO VII LE CONVENZIONI ART. 33 (Deliberazione delle convenzioni) 1. Le convenzioni tra l organizzazione di volontariato ed altri enti e soggetti sono deliberate dal Comitato esecutivo. 2. Copia di ogni convenzione è custodita, a cura del presidente, nella sede dell organizzazione. ART. 34 (Stipulazione della convenzione) 1. La convenzione è stipulata dal presidente della organizzazione di volontariato. ART. 35 (Attuazione della convenzione) 1. Il Consiglio direttivo esecutivo delibera (oppure: il presidente decide) sulle modalità di attuazione della convenzione. TITOLO VIII DIPENDENTI E COLLABORATORI ART. 36 (Dipendenti) 1. L organizzazione di volontariato può assumere dei dipendenti, nei limiti previsti dalla L. 266/ I rapporti tra l organizzazione ed i dipendenti sono disciplinati dalla legge e da apposito regolamento adottato dall organizzazione. 3. I dipendenti sono, ai sensi di legge e di regolamento, assicurati contro le malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi. ART. 37 (Collaboratori di lavoro autonomo) 9
9 1. L organizzazione di volontariato (per sopperire a specifiche esigenze) può giovarsi dell opera di collaboratori di lavoro autonomo. 2. I rapporti tra l organizzazione ed i collaboratori di lavoro autonomo sono disciplinati dalla legge. 3. I collaboratori di lavoro autonomo sono (ai sensi di legge e di regolamento) assicurati contro le malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi. TITOLO IX LA RESPONSABILITÀ ART. 38 (Responsabilità ed assicurazione degli aderenti) 1. I volontari dell organizzazione sono assicurati per malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell art. 4 della L. 266/91. ART. 39 (Responsabilità della organizzazione) 1. L organizzazione di volontariato risponde, con le proprie risorse economiche, dei danni causati per inosservanza delle convenzioni e dei contratti stipulati. ART. 40 (Assicurazione dell organizzazione) 1. L organizzazione di volontariato può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale della organizzazione stessa. TITOLO X RAPPORTO CON ALTRI ENTI E SOGGETTI ART L organizzazione disciplina con apposito regolamento i rapporti con gli altri soggetti pubblici o privati. TITOLO XI DISPOSIZIONI FINALI ART. 42 (Disposizioni finali) 1. Per quanto non è previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle normative vigenti, ed ai principi generali dell ordinamento giuridico. 10

References: ART. 1
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 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 articolo 12
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
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 ART. 13
 ART. 14
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 ART. 20
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 ART. 22
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 ART. 29
 ART. 30
 ART. 31
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 ART. 33
 ART. 34
 ART. 35
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 ART. 37
 ART. 38
 art. 4
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 ART. 40
 ART. 42