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Timestamp: 2020-08-13 19:20:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26208 del 22/11/2013 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26208 del 22/11/2013
Civile Sent. Sez. 1 Num. 26208 Anno 2013
FALLIMENTO DELLA REVIMEC S.R.L. ed EQUITALIA SESTRI S.P.A. (già
Sestri S.p.a.)
avverso la sentenza della Corte di Appello di Torino n. 1597/09, pubblicata il 26
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vincia del Verbano-Cusio-Ossola, propose istanza d’insinuazione tardiva al passivo del fallimento della Revimec S.r.l., chiedendo, tra l’altro, l’ammissione di un
credito di Euro 3.556,90 per imposta regionale sulle attività produttive relativa all’anno 1999, in via privilegiata si sensi dell’art. 2752, primo comma, cod. civ.
1.1. — Chiamata in causa l’Agenzia delle Entrate, in qualità di ente impositore, il Tribunale di Verbania, con sentenza del 26 febbraio 2007, ammise al passivo
2. — L’impugnazione proposta dall’Agenzia delle Entrate è stata rigettata dalla Corte d’Appello di Torino con sentenza del 26 novembre 2009.
Premesso che il presupposto dell’IRAP, individuato dall’art. 2 del d.lgs. 15
dicembre 1997, n. 446 nell’esercizio abituale di attività autonomamente organizzate dirette alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi, ne
rivela immediatamente la diversità strutturale rispetto all’abolita imposta locale sui
redditi, trattandosi di un tributo non gravante sul reddito, la Corte ha ritenuto irrilevanti, ai fini dell’applicabilità dell’art. 2752, primo comma, cod. civ., sia l’analogia della funzione finanziaria delle due imposte, sia il rinvio alla disciplina delle
imposte dirette ai fini della riscossione dell’IRAP. Ha infatti osservato che le norme che disciplinano i privilegi non sono suscettibili di applicazione analogica, avendo natura eccezionale, ed ha escluso la possibilità d’introdurre un’ulteriore causa di prelazione attraverso lo strumento del giudizio di legittimità costituzionale,
aggiungendo che l’inapplicabilità del privilegio per il periodo d’imposta considera-
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to è confermata dalla sua successiva introduzione ad opera dell’art. 39 del decretolegge 10 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, non applicabile alla fattispecie in esame, in quanto privo di effi-
La Corte ha inoltre escluso l’applicabilità del privilegio di cui all’art. 2752,
quarto comma, cod. civ., invocato in via subordinata dalla concessionaria, affermando che l’IRAP non è qualificabile come tributo proprio delle Regioni, essendo
stata istituita con legge statale, rispetto alla quale le Regioni a statuto ordinario dispongono di competenze meramente attuative, in qualità di destinatarie del relativo gettito.
Con l’unico motivo d’impugnazione, la ricorrente denuncia la violazione
non tassativo dell’elencazione contenuta nell’art. 2752, il quale, nel testo anteriore
alle modificazioni introdotte dall’art. 43 del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, richiamava le imposte dirette nel loro complesso, come categoria residuale. Tale interpretazione, ad avviso dell’Agenzia, non trova ostacolo nella nuova formulazione
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cacia retroattiva.
legio ad opera del decreto-legge n. 159 del 2007, al quale non può attribuirsi carattere innovativo, avendo il legislatore inteso risolvere, attraverso una norma
chiarificatrice, i dubbi precedentemente insorti al riguardo. Diversamente opinan-
secondo, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni
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do, secondo la difesa erariale, dovrebbe dubitarsi della legittimità costituzionale
dall’art. 39, comma
, del decreto-legge n. 159 del 2007, non avente effica-
cia retroattiva, ha trovato definitivamente conferma a seguito dell’ulteriore modi1;
ficazione introdotta dall’art. 23, comma r n as
, del decreto-legge 6 luglio
all’entrata in vigore del presente decreto», in tal modo attribuendo efficacia retroattiva alla nuova formulazione dell’art. 2752, primo comma, cod. civ., senza limitarne l’ambito applicativo ai crediti sorti successivamente all’entrata in vigore del
crediti privilegiati intervenuti nell’esecuzione forzata o ammessi al passivo falli-
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mentare anteriormente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 98 di contestare, in
gomentazioni addotte a sostegno di tale pronuncia rende peraltro evidente che la
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proc. civ. o con l’impugnazione di cui all’art. 98 della legge fall. Il tenore delle ar-
3. — La sentenza impugnata va pertanto cassata, e, non risultando necessari
4. — L’incertezza della questione, che ha costituito oggetto di contrastanti
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata, e, decidendo nel merito,
riconosce il privilegio di cui all’art. 2752, primo comma, cod. civ. in favore del
credito della Sestri S.p.a. per imposta regionale sulle attività produttive ammesso
al passivo del fallimento della Revimec S.r.l.; dichiara irripetibili le spese proces-
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