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Mantenimento solo per i figli che superano gli esami
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Corte di Cassazione I Sezione Civile Sentenza 29 settembre 2015 – 1 febbraio 2016, n. 1858
Posted on 4 febbraio 2016 by Avv. Giuseppe Tripodi
Sentenza 29 settembre 2015 – 1 febbraio 2016, n. 1858
Con la sentenza che di seguito si riporta, la Suprema corte di Cassazione ha esaminato un caso molto interessante relativo al mantenimento dei figli maggiorenni, studenti universitari e non economicamente autosufficienti.
I giudici di Piazza Cavour, richiamando dei principi già consolidati, hanno ribadito che “il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne cessa ove il genitore onerato dia prova che il figlio abbia raggiunto l’autosufficienza economica pure quando il genitore provi che il figlio, pur posto nelle condizioni di addivenire ad una autonomia economica, non ne abbia tratto profitto, sottraendosi volontariamente allo svolgimento di una attività lavorativa adeguata e corrispondente alla professionalità acquisita” (tra le altre Cass. N. 407 del 2007; n 8954 del 2010).
Nel caso di specie la Corte osservava che “i genitori hanno dato ai figli l’opportunità di frequentare l’Università” ma il ricorrente non ne aveva saputo “trarne profitto” avendo sostenuto pochissimi esami.
Possono trattarsi congiuntamente i primi due motivi del ricorso, strettamente collegati.
Va precisato che,ai fini della determinazione del luogo di residenza o dimora dei destinatario della notificazione, non sono decisive le risultanze anagrafiche che hanno un mero valore consuntivo circa il luogo di residenza ( al riguardo tra le altre, Cass. N. 11562 del 2011). La notificazione ai sensi dell’art. 140 cpc va eseguita con il compimento delle prescritte formalità ( deposito della copia presso la casa comunale; affissione di avviso alla porta dell’abitazione; comunicazione della notizia del deposito per raccomandata con avviso di ricevimento) del loro avveramento fa fede fino a querela di falso la relazione di notifica da parte dell’Ufficiale giudiziario ( così, tra le altre, Cass. N. 18492 del 2013 ). II destinatario che intenda contestare l’avvenuta esecuzione della notificazione, affermando di non aver mai ricevuto l’atto, ha dunque l’onere di impugnarlo a mezzo di querela di falso ( al riguardo, Cass. S.U. n. 9962 del 2010 ).
Chiarisce il decreto impugnato che, nella specie, i genitori hanno dato ai figli l’opportunità di frequentare l’Università , dalla quale non hanno saputo trarre profitto: M. nel 2008 risultava iscritto all’Università, Corso di Laurea di Scienze Biologiche al terzo anno, e aveva superato soltanto 4 esami; (omissis), fuori corso per la quarta volta al corso di laurea in Cultura e Amministrazione dei beni Culturali aveva superato meno della metà degli esami complessivi; trascorrevano ancora n i ino alla valutazione della Corte di merito. Precisa altresì la Corte Partenopea che dalle note dell’Agenzia delle
Entrate emergevano redditi da lavoro dei due figli fin dal 2008.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P. R. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso art. 13.
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