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DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1996 N. - PDF
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1 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1996 N. 503 Regolamento recante norme per l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici TITOLO I - SCOPI E CAMPO DI APPLICAZIONE Art. 1. Definizioni ed oggetto 1. Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli impedimenti comunemente definiti «barriere architettoniche». 2. Per barriere architettoniche si intendono: a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque ed in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi. 3. Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi di nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di intervento edilizio suscettibile di limitare l accessibilità e la visibilità, almeno per la parte oggetto dell intervento stesso. Si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all uso pubblico, nonché ai servizi speciali di pubblica utilità di cui al successivo Titolo VI. 4. Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a recupero o riorganizzazione funzionale, devono essere apportati tutti quegli accorgimenti che possono migliorarne la fruibilità sulla base delle norme contenute nel presente regolamento. 5. In attesa del predetto adeguamento ogni edificio deve essere dotato, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, a cura dell Amministrazione pubblica che utilizza l edificio, di un sistema di chiamata per attivare un servizio di assistenza tale da consentire
2 alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale la fruizione dei servizi espletati. 6. Agli edifici di edilizia residenziale pubblica ed agli edifici privati compresi quelli aperti al pubblico si applica il decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n Non possono essere erogati contributi o agevolazioni da parte dello Stato e di altri Enti pubblici per la realizzazione di opere o servizi pubblici non conformi alle norme di cui al presente regolamento. Art. 2. Contrassegni 1. Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite, modificate o adeguate tenendo conto delle norme per l eliminazione delle barriere, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo di «accessibilità «secondo il modello di cui all allegato A. 2. È fatta salva la specifica simbologia dell Organizzazione internazionale dell aviazione civile ove prescritta. 3. Il sistema di chiamata di cui all art. 1 deve essere posto in luogo accessibile e contrassegnato con il simbolo di «accessibilità condizionata» secondo il modello di cui all allegato B. 4. Uffici, sale per riunioni, conferenze o spettacoli, posti telefonici pubblici ovvero apparecchiature quali ascensori e telefoni che assicurano servizi di comunicazione per sordi, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo internazionale di accesso alla comunicazione per le persone sorde di cui all allegato C. TITOLO II - AREE EDIFICABILI, OPERE DI URBANIZZAZIONE, E OPERE DI ARREDO URBANO Art. 3. Aree edificabili 1. Nell elaborazione degli strumenti urbanistici le aree destinate a servizi pubblici sono scelte preferendo quelle che assicurano la progettazione di edifici e spazi privi di barriere architettoniche. Art. 4. Spazi pedonali 1. I progetti relativi agli spazi pubblici e alle opere di urbanizzazione a prevalente fruizione pedonale devono prevedere almeno un percorso accessibile in grado di consentire con l utilizzo di impianti di sollevamento ove
3 necessario, l uso dei servizi, le relazioni sociali e la fruizione ambientale anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Si applicano, per quanto riguarda le caratteristiche del suddetto percorso, le norme contenute ai punti , e , del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, e, per quanto riguarda le caratteristiche degli eventuali impianti di sollevamento, le norme contenute ai punti , e , dello stesso decreto, con le successive prescrizioni elaborate dall ISPESL e dall UNI in conformità alla normativa comunitaria. Art. 5. Marciapiedi 1. Per i percorsi pedonali in adiacenza a spazi carrabili le indicazioni normative di cui ai punti e del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, valgono limitatamente alle caratteristiche delle pavimentazioni ed ai raccordi tra marciapiedi e spazi carrabili. 2. Il dislivello, tra il piano del marciapiede e zone carrabili ad esso adiacenti non deve comunque superare i 15 cm. 3. La larghezza dei marciapiedi realizzati in interventi di nuova urbanizzazione deve essere tale da consentire la fruizione anche da parte di persone su sedia a ruote. Art. 6. Attraversamenti pedonali 1. Nelle strade ad alto volume di traffico gli attraversamenti pedonali devono essere illuminati nelle ore notturne o di scarsa visibilità. 2. Il fondo stradale, in prossimità dell attraversamento pedonale, potrà essere differenziato mediante rugosità poste su manto stradale al fine di segnalare la necessità di moderare la velocità. 3. Le piattaforme salvagente devono essere accessibili alle persone su sedia a ruote. 4. Gli impianti semaforici, di nuova installazione o di sostituzione, devono essere dotati di avvisatori acustici che segnalano il tempo di via libera anche a non vedenti e, ove necessario, di comandi manuali accessibili per consentire tempi sufficienti per l attraversamento da parte di persone che si muovono lentamente. 5. La regolamentazione relativa agli impianti semaforici è emanata con decreto del Ministro dei lavori pubblici. Art. 7. Scale e rampe
4 1. Per le scale e le rampe valgono le norme contenute ai punti , e , e del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n I percorsi che superano i 6 metri di larghezza devono essere, di norma, attrezzati anche con corrimano centrale. Art. 8. Servizi igienici pubblici 1. Per i servizi igienici valgono le norme contenute ai punti e del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n Deve essere prevista l accessibilità ad almeno un w.c. ed un lavabo per ogni nucleo installato. Art. 9. Arredo urbano 1. Gli elementi di arredo nonché le strutture, anche commerciali, con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi pubblici devono essere accessibili, secondo i criteri di cui all art. 4 del DM LLPP 14 giugno 1989, n Le tabelle ed i dispositivi segnaletici devono essere installati in posizione tale da essere agevolmente visibili e leggibili. 3. Le tabelle ed i dispositivi segnaletici di cui al comma 2, nonché le strutture di sostegno di linee elettriche, telefoniche, di impianti di illuminazione pubblica e comunque di apparecchiature di qualsiasi tipo, sono installate in modo da non essere fonte di infortunio e di intralcio, anche a persone su sedie a ruote. 4. I varchi di accesso con selezione del traffico pedonale devono essere sempre dotati di almeno una unità accessibile. Art. 10. Parcheggi 1. Per i parcheggi valgono le norme di cui ai punti e del DM LLPP 14 giugno 1989, n Per i posti riservati disposti parallelamente al senso di marcia, la lunghezza deve essere tale da consentire il passaggio di una persona su sedia a ruote tra un veicolo e l altro. Il requisito si intende soddisfatto se la lunghezza del posto auto non è inferiore a 6 m; in tal caso la larghezza del posto auto riservato non eccede quella di un posto auto ordinario. 3. I posti riservati possono essere delimitati da appositi dissuasori. Art. 11. Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone disabili 1. Alle persone detentrici del contrassegno di cui all art. 12 viene consenti-
5 ta, dalle autorità competenti, la circolazione e la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare, ovvero quando siano stati stabiliti obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo, oppure quando sia stata vietata o limitata la sosta. 2. Le facilitazioni possono essere subordinate alla osservanza di eventuali motivate condizioni e cautele. 3. La circolazione e la sosta sono consentite nelle «zone a traffico limitato» e «nelle aree pedonali urbane», così come definite dall art. 3 del DLgs 30 aprile 1992, n. 285, qualora è autorizzato l accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l espletamento di servizi di trasporto di pubblica utilità. 4. Per i percorsi preferenziali o le corsie preferenziali riservate oltre che ai mezzi di trasporto pubblico collettivo anche ai taxi, la circolazione deve intendersi consentita anche ai veicoli al servizio di persone invalide detentrici dello speciale contrassegno di cui all art Nell ambito dei parcheggi o delle attrezzature per la sosta, muniti di dispositivi di controllo della durata della sosta ovvero con custodia dei veicoli, devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili. 6. I suddetti posti sono contrassegnati con il segnale di cui alla figura II 79/a art. 120 del DPR 16 dicembre 1992, n Art. 12. Contrassegno speciale 1. Alle persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta è rilasciato dai comuni, a seguito di apposita documentata istanza, lo speciale contrassegno di cui al DPR 16 dicembre 1992, n. 495, che deve essere apposto sulla parte anteriore del veicolo. 2. Il contrassegno è valido per tutto il territorio nazionale. 3. La normativa di cui al presente articolo si intende estesa anche alla categoria dei non vedenti. TITOLO III - STRUTTURA EDILIZIA IN GENERALE Art. 13. Norme generali per gli edifici 1. Le norme del presente regolamento sono riferite alla generalità dei tipi
6 edilizi. 2. Negli edifici pubblici deve essere garantito un livello di accessibilità degli spazi interni tale da consentire la fruizione dell edificio sia al pubblico che al personale in servizio, secondo le disposizioni di cui all art. 3 del DM LLPP 14 giugno 1989, n Per gli spazi esterni di pertinenza degli stessi edifici, il necessario requisito di accessibilità si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso per l accesso all edificio fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. 4. Le normative specifiche riguardanti singoli tipi edilizi possono articolare o limitare il criterio generale di accessibilità alla particolarità del tipo. 5. In sede di definizione e di applicazione di norme concernenti specifici settori, quali sicurezza, contenimento consumi elettrici, tutela ambientale, ecc., devono essere studiate o adottate, nel rispetto di tali normative, soluzioni conformi alle disposizioni del presente regolamento. 6. Per gli alloggi di servizio valgono le disposizioni di cui all art. 3.3 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236, relative agli alloggi di edilizia residenziale sovvenzionata. 7. Negli interventi di recupero, gli eventuali volumi aggiuntivi relativi agli impianti tecnici di sollevamento non sono computabili ai fini della volumetria utile. Art. 14. Modalità di misura 1. Per le modalità di misura dei componenti edilizi e per le caratteristiche degli spazi di manovra con la sedia a ruote valgono le norme stabilite al punto 8.0 del DM LLPP del 14 giugno 1989, n Art. 15. Unità ambientali e loro componenti 1. Per le unità ambientali e loro componenti come porte, pavimenti, infissi esterni, arredi fissi, terminali degli impianti, servizi igienici, cucine, balconi e terrazze, percorsi orizzontali, scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, autorimesse, valgono le norme stabilite ai punti 4.1 e 8.1 del DM LLPP del 14 giugno 1989, n Art. 16. Spazi esterni di pertinenza dell edificio e loro componenti 1. Per gli spazi esterni di pertinenza dell edificio e loro componenti come percorsi, pavimentazioni e parcheggi valgono le norme stabilite ai punti 4.2
7 e 8.2 del DM LLPP giugno 1989, n Art. 17. Segnaletica 1. Per la segnaletica valgono le norme stabilite ai punti 4.3 del DM LLPP 14 giugno 1989, n Art. 18. Raccordi con la normativa antincendio 1. Per i raccordi con la normativa antincendio, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di sistemi di via d uscita, valgono le norme stabilite al punto 4.6 del DM LLPP 14 giugno 1989, n TITOLO IV - PROCEDURE Art. 19. Deroghe e soluzioni alternative 1. Le prescrizioni del presente regolamento, sono derogabili solo per gli edifici o loro parti che, nel rispetto di normative tecniche specifiche, non possono essere realizzati senza dar luogo a barriere architettoniche, ovvero per singoli locali tecnici il cui accesso è riservato ai soli addetti specializzati. 2. Negli edifici esistenti sono ammesse deroghe alle norme del presente regolamento in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali o impiantistici. 3. Per gli edifici soggetti al vincolo di cui all art. 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e all art. 2 della legge 1 giugno 1939, n. 1089, la deroga è consentita nel caso in cui le opere di adeguamento costituiscono pregiudizio per valori storici ed estetici del bene tutelato; in tal caso il soddisfacimento del requisito di accessibilità è realizzato attraverso opere provvisionali ovvero, in subordine, con attrezzature d ausilio e apparecchiature mobili non stabilmente ancorate alle strutture edilizie. La mancata applicazione delle presenti norme deve essere motivata con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio. 4. La deroga è concessa dall amministrazione cui è demandata l approvazione del progetto e della stessa si dà conto nell ambito dell atto autorizzativo. La stessa deroga viene inoltre comunicata alla Commissione di cui all art Sono ammesse eventuali soluzioni alternative, così come definite dall art. 7.2 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236, purché rispondenti ai
8 criteri di progettazione di cui all art. 4 dello stesso decreto. Art. 20. Elaborati tecnici 1. Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al presente regolamento. 2. Al fine di consentire una più chiara valutazione di merito, gli elaborati tecnici devono essere accompagnati da una relazione specifica contenente la descrizione delle soluzioni progettuali e delle opere previste per la eliminazione delle barriere architettoniche, degli accorgimenti tecnico-strutturali ed impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo. 3. Quando vengono proposte soluzioni alternative la relazione di cui al comma 2 corredata dai grafici necessari, deve essere integrata con le illustrazioni delle alternative e dell equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili. Art. 21. Verifiche 1. In attuazione dell art. 24, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è fatto obbligo di allegare ai progetti delle opere di cui al presente regolamento, la dichiarazione del professionista che ha progettato l opera attestante la conformità degli elaborati alle disposizioni contenute nel regolamento stesso e che illustra e giustifica eventuali deroghe o soluzioni tecniche alternative. 2. Spetta all amministrazione cui è demandata l approvazione del progetto, l accertamento e l attestazione di conformità; l eventuale attestazione di non conformità del progetto o il mancato accoglimento di eventuali deroghe o soluzioni tecniche alternative devono essere motivati. Art. 22. Aggiornamento e modifica delle prescrizioni 1. Sono attribuiti alla commissione permanente istituita ai sensi dell art. 12 del DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236, la soluzione dei problemi tecnici derivanti dall applicazione della presente normativa, l esame o l elaborazione delle proposte di aggiornamento e modifica, nonché il parere per le proposte di aggiornamento delle normative specifiche di cui all art. 13. Gli Enti locali, gli istituti universitari, i singoli professionisti possono proporre soluzioni alternative alla commissione la quale, in caso di riconosciuta idoneità, può utilizzarle per le proposte di aggiornamento del presente regolamento.
9 TITOLO V - EDILIZIA SCOLASTICA Art. 23. EDIFICI SCOLASTICI 1. Gli edifici delle istituzioni prescolastiche, scolastiche, comprese le università e delle altre istituzioni di interesse sociale nel settore della scuola devono assicurare la loro utilizzazione anche da parte di studenti non deambulanti o con difficoltà di deambulazione. 2. Le strutture interne devono avere le caratteristiche di cui agli articoli 7, 15 e 17, le strutture esterne quelle di cui all art L arredamento, i sussidi didattici e le attrezzature necessarie per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità (banchi, sedie, macchine da scrivere, materiale Braille, spogliatoi, ecc.). 4. Nel caso di edifici scolastici a più piani senza ascensore, la classe frequentata da un alunno non deambulante deve essere situata in un aula al pianterreno raggiungibile mediante un percorso continuo orizzontale o raccordato con rampe. TITOLO VI - SERVIZI SPECIALI DI PUBBLICA UTILITÀ Art. 24. Tranvie, filovie, linee automobilistiche, metropolitane 1. Sui mezzi di trasporto tranviario, filoviario, metropolitano, devono essere riservati a persone con limitate capacità motorie deambulanti almeno tre posti a sedere in prossimità della porta di uscita. 2. Alle persone con ridotta capacità motoria è consentito l accesso dalla porta di uscita. 3. All interno di almeno un autovettura del convoglio deve essere riservata una piattaforma di spazio sufficientemente ampio per permettere lo stazionamento di sedia a ruote, senza intralciare il passaggio. 4. Tale spazio riservato deve essere dotato di opportuni ancoraggi, collocati in modo idoneo per consentire il bloccaggio della sedia a ruote. 5. Nelle stazioni metropolitane devono essere agevolati l accesso e lo stazionamento su sedia a ruote, anche con l installazione di idonei ascensori e rampe a seconda dei dislivelli, al fine di consentire alle persone non deambulanti di accedere con la propria sedia a ruote al piano di transito della vettura della metropolitana. 6. I veicoli adibiti al trasporto in comune di persone su strada ad uso pub-
10 blico devono rispondere alle caratteristiche costruttive di cui al decreto del Ministro dei trasporti 18 giugno Art. 25. Treni, stazioni, ferrovie 1. Le principali stazioni ferroviarie devono essere dotate di passerelle, rampe mobili o altri idonei mezzi di elevazione al fine di facilitare l accesso alle stesse ed ai treni alle persone con difficoltà di deambulazione. In relazione alle specifiche esigenze tecniche degli impianti ferroviari è consentito il superamento, mediante rampe inclinate, anche di dislivelli superiori a 3,20 m. In assenza di rampe, ascensori o altri impianti necessari per un trasferimento da un marciapiede ad un altro, il disabile su sedia a ruote può utilizzare i passaggi di servizio a raso purché accompagnato da personale di stazione appositamente autorizzato, ad integrazione di quanto previsto dall art. 21 del DPR 11 luglio 1980, n Il sistema di chiamata per l espletamento del servizio di assistenza, previsto dal comma 5 dell art. 1, deve essere realizzato nelle principali stazioni presenziate dal personale ferroviario, mediante l attivazione di appositi centri di assistenza opportunamente pubblicizzati. 3. Per consentire la sistemazione del disabile su sedia a ruote all interno delle carrozze ferroviarie deve essere opportunamente attrezzato un adeguato numero di carrozze da porre in composizione di alcuni treni in circolazione su linee principali. 4. L ente che gestisce il servizio è tenuto ad evidenziare i treni ed i servizi offerti alla clientela portatrice di handicap, sia nelle stazioni che nel proprio «orario ufficiale». 5. In ogni caso deve essere riservato un numero adeguato di posti a sedere per le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Il trasporto gratuito dell eventuale sedia a ruote è consentito in relazione alle caratteristiche del materiale in composizione del treno. 6. Il Ministero dei trasporti, sulla base delle indicazioni fornite dal dipartimento per la famiglia e la solidarietà sociale definisce d intesa con quest ultimo e tenute presenti le peculiarità dell esercizio ferroviario, gli interventi e la loro pianificazione, le relative modalità di finanziamento nonché criteri di copertura dei maggiori oneri derivanti dall attuazione delle norme di cui al presente articolo, entro i limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. 7. Le norme del presente regolamento non sono vincolanti per gli edifici e per gli impianti delle stazioni e delle fermate impresenziate, sprovviste cioè di personale ferroviario sia in via temporanea che in via permanente.
11 Art. 26. Servizi di navigazione marittima: navi nazionali 1. Le aperture dei portelloni di accesso a bordo impiegabili per persone con impedita capacità motoria o sensoriale, trasportate con autovettura o sedia a ruote, devono avere dimensioni adeguate all agevole passaggio dell autovettura e sedia a ruote e non presentare pertanto soglie o scalini. Per il passaggio della sedia a ruote è richiesta una larghezza non inferiore a 1,50 m. 2. Le rampe o passerelle di accesso da terra a bordo devono avere pendenza modesta, e comunque non superiore all 8%, salvo che non siano adottati speciali accorgimenti per garantirne la sicura agibilità per l incolumità delle persone. 3. La zona di ponte ove si accede a bordo deve permettere il passaggio fino all area degli alloggi destinati alle persone con impedita capacità motoria o sensoriale con percorso sullo stesso ponte, ovvero fino all ascensore od alla rampa, nel caso che gli alloggi siano su altro ponte. In tal caso la zona antistante l ascensore o la rampa deve avere dimensioni tali da permettere lo sbarco della persona con impedita capacità motoria o sensoriale dall autovettura, e il trasferimento su sedia a ruote, nonché la manovra di essa. 4. Il percorso di cui al comma 3 raccordato da rampe deve essere privo di ostacoli, con eventuali dislivelli non superiori di norma al 5% e di larghezza, nel caso di impiego di sedie a ruote non inferiore ad 1,50 m. La zona di ponte corrispondente deve essere rivestita con materiale antisdrucciolevole. Eventuali soglie e simili devono avere altezza non superiore a 2,5 cm. 5. Gli ascensori accessibili a persone su sedie a ruote devono avere caratteristiche rispondenti alle norme dell art. 15. Le rampe sostitutive degli a- scensori non essendo ammesse scale se non di emergenza, devono avere le caratteristiche rispondenti alle norme dell art. 7 del presente regolamento. Ascensori e rampe devono sfociare al chiuso entro l area degli alloggi. 6. L area degli alloggi, preferibilmente ubicata su un solo ponte, deve essere tale da consentire, in caso di emergenza, un agevole accesso ai mezzi di sfuggita e di salvataggio e deve avere: corridoi, passaggi e relative porte di larghezza non inferiore a 1,50 m e privi di ostacoli; porte, comprese quelle di locali igienici, di larghezza non inferiore a 0,90 m e provviste di agevoli dispositivi di manovra; pavimenti antisdrucciolevoli nelle zone di passaggio; apparecchi di segnalazione per chiamata del personale di servizio addetto alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale; locali igienici riservati alle stesse persone, rispondenti alle norme dell art. 15.
12 7. Le presenti disposizioni non si applicano alle unità veloci o a sostentamento dinamico quali aliscafi, catamarani, SES, le cui dimensioni sono tali da non rendere ragionevole e praticabile l applicazione delle disposizioni di cui sopra. Art. 27. Servizi di navigazione interna 1. Le passerelle e gli accessi alle navi devono essere larghi almeno 1 m, essere idonei al passaggio delle sedie a ruote ed avere pendenza modesta, e comunque non superiore all 8%, salvo che non siano adottati speciali accorgimenti per garantirne la sicura agibilità per l incolumità delle persone. 2. Sulle navi nelle immediate vicinanze dell accesso deve essere ricavata una superficie di pavimento opportunamente attrezzata per dislocarvi sedie a ruote salvo gravi difficoltà tecniche. 3. Le presenti disposizioni non si applicano alle unità veloci o a sostentamento dinamico quali aliscafi, catamarani, SES, le cui dimensioni siano tali da non rendere ragionevole e praticabile l applicazione delle disposizioni di cui sopra. Art. 28. Aerostazioni 1. Ogni aeroporto deve essere dotato di appositi sistemi per consentire un percorso continuo e senza ostacoli dall aerostazione all interno dell aereo o viceversa. Qualora non siano presenti pontili di imbarco, l accesso all aeromobile è assicurato da elevatore a cabina chiusa. 2. Le strutture esterne connesse agli edifici debbono avere le caratteristiche di cui agli articoli 4, 10 e 11; le strutture interne degli edifici aperti al movimento dei passeggeri debbono avere le caratteristiche di cui agli articoli 7, 15 e All interno del mezzo aereo deve essere prevista la dotazione di sedie a ruote per garantire, per quanto possibile, l autonoma circolazione del passeggero disabile. Art. 29. Servizi per viaggiatori 1. I servizi per i viaggiatori nelle stazioni devono essere accessibili. Art. 30. Modalità e criteri di attuazione 1. Il Ministero dei trasporti stabilisce con propri decreti le modalità e i criteri di attuazione delle norme del presente regolamento relative al trasporto pub-
13 blico di persona. Art. 31. Impianti telefonici pubblici 1. Al fine di consentire l uso di impianti telefonici pubblici da parte anche di persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali sono adottati i seguenti criteri: a) nei posti telefonici pubblici ubicati nei capoluoghi di provincia, deve essere installato in posizione accessibile almeno un apparecchio posto ad un altezza massima di 0,90 m dal pavimento e convenientemente isolato sotto il profilo acustico. Negli uffici anzidetti, con un numero di cabine non inferiore a 10, una delle cabine deve essere strutturata e attrezzata come segue: 1) il dislivello massimo tra il pavimento interno della speciale cabina telefonica e il pavimento esterno non deve essere superiore a 2,5 cm; la porta di accesso deve avere una luce netta minima di 0,85 m; l apparecchio telefonico deve essere situato ad un altezza minima di 0,90 m dal pavimento; sulla parete ove è applicato l apparecchio deve prevedersi un sedile ribaltabile a scomparsa avente piano di appoggio ad un altezza di 0,45 m; la mensola porta elenchi deve essere posta ad un altezza di 0,80 m; eventuali altre caratteristiche sono stabilite con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni; b) in ogni comune, secondo un programma da realizzarsi gradualmente in un quinquennio, deve essere posto a disposizione dell utenza, preferibilmente nella sede del locale posto telefonico pubblico, almeno un apparecchio telefonico con i requisiti di cui alla lettera a); c) il 5% delle cabine di nuova installazione poste a disposizione del pubblico deve essere rispondente ai requisiti di cui alla lettera a); il 5% degli apparecchi posti a disposizione del pubblico deve essere installato ad un altezza non superiore a 0,90 m. I predetti impianti sono dislocati secondo le esigenze prioritarie segnalate da parte dei singoli comuni interessati. Art Sono abrogate, dalla data di entrata in vigore del presente decreto le disposizioni di cui al DPR 27 aprile 1978, n. 384.
14 ALLEGATO A ALLEGATO B ALLEGATO C

References: Art. 1
 Art. 2
 art. 1
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 art. 4
 Art. 10
 Art. 11
 art. 12
 art. 3
 art. 120
 Art. 12
 Art. 13
 art. 3
 art. 3
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 art. 1
 art. 2
 art. 7
 art. 4
 Art. 20
 Art. 21
 art. 24
 Art. 22
 art. 12
 art. 13
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 art. 21
 art. 1
 Art. 26
 art. 15
 art. 7
 art. 15
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31