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Timestamp: 2019-02-21 20:34:03+00:00

Document:
Diritto di accesso - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Palermo
Legge 7 Agosto 1990 n. 241 e ss. mm.
La legge 7 agosto 1990 n. 241 e ss.mm., agli artt. 22 e ss. e il Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi (D.P.R.12.04.2006 n° 184) riconoscono il diritto di accesso agli atti amministrativi agli interessati che abbiano un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento di cui si chiede l'accesso.
L'art. 24 della legge 241/90 disciplina i limiti del diritto di accesso, sia prevedendone l'espresso divieto per i documenti coperti da segreto di Stato, sia individuando specifici ambiti rispetto ai quali l'indicazione delle ulteriori categorie di atti ritenuti non ostensibili viene affidata alla normativa regolamentare.
In virtù del medesimo articolo, nel caso in cui l'accesso riguardi documenti contenenti dati sensibili riferiti a soggetti terzi, questo può essere negato laddove si ritenga prevalente il diritto alla riservatezza. L'accesso è comunque garantito qualora la conoscenza dei documenti amministrativi sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici, salvo il limite della stretta indispensabilità e quello della non ostensibilità qualora gli interessi giuridici che stanno alla base della istanza di accesso siano giudicati non prevalenti rispetto alla esigenza di protezione dei dati c.d. sensibili.
3. Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli indicati all' articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6 .
5. L'acquisizione di documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici, ove non rientrante nella previsione dell'articolo 43, comma 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 , si informa al principio di leale cooperazione istituzionale.
1. Il diritto di accesso di cui all' articolo 22 si esercita nei confronti delle amministrazioni , delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autorità di garanzia e di vigilanza si esercita nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo quanto previsto dall'articolo 24.
3. Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti dall' articolo 24 e debbono essere motivati.
4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell' articolo 24, comma 4 , il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente per l'ambito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all' articolo 27 nonché presso l'amministrazione resistente. Il difensore civico o la Commissione per l'accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o la Commissione per l'accesso ritengono illegittimo il diniego o il differimento, ne informano il richiedente e lo comunicano all'autorità disponente. Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o della Commissione, l'accesso è consentito. Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al difensore civico o alla Commissione stessa. Se l'accesso è negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l'accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all'acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione.
(comma così sostituito dall'Allegato 4, art. 3, comma 2, D. Lgs. n. 104 del 2010)
5-bis. (comma abrogato dall'Allegato 4, art. 4, del D. Lgs. n. 104 del 2010)
6. (comma abrogato dall'Allegato 4, art. 4, del D. Lgs. n. 104 del 2010)
1. (comma abrogato dall'art. 53, comma 1, D. Lgs. n. 33 del 2013)
Art. 28 (Modifica dell' articolo 15 del testo unico di cui al D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 , in materia di segreto di ufficio)
«Art. 15 ( Segreto d'ufficio ) - 1. L'impiegato deve mantenere il segreto d'ufficio. Non può trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalità previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento» .
1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis , 11 , 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6 , nonché quelle del capo IV-bis si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche.
Data pubblicazione il 08/09/2014
Ultima modifica il 14/12/2016 alle 12:02

References: articolo 24
 articolo 22
 articolo 24
 articolo 24
 articolo 27
 art. 3
 art. 4
 art. 4

Art. 28
 articolo 15