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Timestamp: 2019-10-20 03:35:25+00:00

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Circolare 74/2005
Circolare n. 74/2005
Oggetto: Lavoro – Tributi - Piano d’azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale – Legge 14.5.2005, n.80, su S.O. alla G.U. n. 111 del 14.5.2005.
Si evidenziano i principali aspetti della legge indicata in oggetto che ha convertito il cosiddetto “decreto sulla competitività” (D.L. 14.3.2005 n. 35)
Porti (articolo 1) – Venendo incontro alle richieste anche della Confetra, è stata introdotta una disposizione per l’istituzione dello “sportello unico doganale dei porti” con compiti di coordinamento e snellimento delle procedure dei vari uffici coinvolti nello sdoganamento delle merci (uffici doganali, veterinari, fitosanitari, Guardia di Finanza, ecc.); lo sportello unico funzionerà sotto l’autorità dell’Agenzia delle Dogane secondo quanto previsto con successivo decreto del Presidente del Consiglio; lo stesso articolo 1 ha inoltre previsto stanziamenti per l’acquisto degli apparecchi “scanner” utilizzati nei porti per i controlli doganali e di security dei container.
Contratti di inserimento (art.1 bis, lett.c) – Sono state precisate le modalità di assunzione delle donne ultraventinovenni con contratto di inserimento (ex contratto di formazione e lavoro). Come è noto, in base alla legge Biagi (DLGVO 276/2003) i limiti di età (tra i 18 e i 29 anni) previsti per la generalità di tali contratti non si applicano in caso di assunzioni di donne residenti in zone a bassa occupazione femminile da individuarsi con apposito decreto ministeriale.
In attesa dell’emanazione di tale decreto la norma in esame ha precisato che i contratti di inserimento stipulati con donne ultraventinovenni non potranno comunque prevedere inquadramenti professionali più bassi come invece consentito in tutti gli altri casi.
Diritto fallimentare (articolo 2) – E’ stata prevista la delega al Governo per la riforma del diritto fallimentare da attuarsi entro i prossimi sei mesi; sono state inoltre introdotte modifiche, immediatamente operative, agli istituti del concordato preventivo e dell’azione revocatoria fallimentare.
Semplificazione amministrativa (articolo 3) – Sono state introdotte modifiche alla legge n.241/1990 prevedendo in particolare che, ove non diversamente stabilito, il termine per l’adozione dei provvedimenti delle pubbliche amministrazioni è di 90 giorni; inoltre è stata generalizzata l’applicazione dell’istituto del silenzio-assenso, in base al quale un‘istanza presentata ad una pubblica amministrazione si intende accolta qualora allo scadere del termine stabilito l’ufficio pubblico non abbia espresso il diniego; rimarranno esclusi dal silenzio-assenso solo quei procedimenti amministrativi espressamente individuati con successivo decreto.
Interventi per lo sviluppo infrastrutturale (articolo 5) – Per accelerare la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche di cui alla legge n.443/2001 è stata prevista la nomina di “commissari straordinari” che avranno il potere di agire in sostituzione degli organi inadempienti (ad es. in materia di pronunce sulla compatibilità ambientale, di affidamento di appalti pubblici, ecc.).
Incentivazione della logistica (articolo 5 bis) – Nonostante il titolo dell’articolo di legge, il testo normativo contiene solo criteri generali per la realizzazione di interventi infrastrutturali generici; l’unica disposizione di una certa rilevanza per le imprese risulta quella del comma 4 concernente “la definizione di adeguati procedimenti amministrativi in grado di rendere più efficiente lo stoccaggio, la manipolazione e la distribuzione delle merci” da attuarsi mediante un successivo decreto del Presidente del Consiglio che dovrà “ridefinire le relative procedure amministrative, ferme restando le vigenti disposizioni in materia di servizi di polizia doganale, nel rispetto degli obiettivi di massima semplificazione, efficacia ed efficienza, nonché di utilizzo di tecnologie informatiche”; l’attuazione di questa disposizione potrebbe consentire l’abolizione di appesantimenti burocratici che riguardano il settore (ad es. la licenza di pubblica sicurezza delle imprese di spedizione).
Riduzione dei finanziamenti agli investimenti (articolo 8) – Sono stati introdotti tagli in materia di finanziamenti alle imprese; in particolare i finanziamenti a fondo perduto per gli investimenti di cui alla legge n.488/92 sono stati dimezzati e trasformati in finanziamenti pubblici agevolati; le risorse liberate con questa modifica legislativa andranno ad incrementare gli stanziamenti per gli interventi infrastrutturali.
Premio di concentrazione per le PMI (articolo 9) – E’ stato introdotto un credito d’imposta per le piccole e medie imprese che si aggregano (mediante fusione, incorporazione, costituzioni di consorzi); l’agevolazione è pari al 50 per cento delle spese sostenute per l’operazione di concentrazione; l’istanza per ottenere il credito d’imposta dovrà essere presentata con un apposito modello in via di approvazione da parte dell’Agenzia delle Entrate; si fa presente che con il successivo decreto legge n.106/2005 è stato previsto un ulteriore credito d’imposta per le PMI che effettuano concentrazioni, il cui ammontare è variabile in base al volume d’affari delle imprese richiedenti.
Irap (articolo 11 ter) – E’ stato previsto un abbattimento della base imponibile dell’imposta regionale delle attività produttive a favore delle imprese che aumentano la base occupazionale; la concessione dell’agevolazione – pari a 20 mila euro annui per ciascun nuovo assunto – è peraltro subordinata all’autorizzazione allo Stato italiano da parte della Commissione Europea; com’è noto, in materia di Irap è in corso un giudizio contro l’Italia presso la Corte di Giustizia Europea che potrebbe condurre all’abolizione dell’imposta.
Reimpiego di lavoratori svantaggiati (art.13, comma 2 lett.d) – Sono stati previsti incentivi a carico dello Stato per i lavoratori in mobilità o in CIGS che accettino di reimpiegarsi presso una sede di lavoro distante più di 100 Km dalla propria residenza. Tali incentivi sono pari a 1 mensilità in caso di assunzione a termine superiore a 12 mesi e a 3 mensilità in caso di assunzione a termine superiore a 18 mesi ovvero di assunzione a tempo indeterminato. Con apposito provvedimento ministeriale saranno definite le modalità attuative delle agevolazioni in questione.
Apprendistato professionalizzante (art.13, comma 13 bis) – Per accelerare l’applicazione dell’apprendistato professionalizzante (rivolto ai lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 29 anni e finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale), è stata attribuita alla contrattazione collettiva la facoltà di regolamentare in via transitoria la materia. Come è noto, l’apprendistato professionalizzante è stato introdotto dalla legge Biagi (DLGVO 276/2003) che ne ha subordinato l’operatività alla definizione degli aspetti formativi da parte delle Regioni; allo stato attuale solo alcune Regioni hanno provveduto in tal senso.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 110/2004 e29/2004
DLo/t
S.O. n. 91/L su G.U. 111 del 14.5.2005 (fonte Guritel)
Testo del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (in Gazzetta
Ufficiale - serie generale - n. 62 del 16 marzo 2005), coordinato con
la legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80, (in questo stesso
supplemento ordinario alla pag. 5), recante: «Disposizioni urgenti
territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di
procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato
nonche' per la riforma organica della disciplina delle procedure
concorsuali.».
sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo)).
311, dopo le parole: «Agenzia delle entrate» sono inserite le
seguenti: «e all'Agenzia delle dogane».
tecnici e ((strumentali nonche' finalizzate)) al potenziamento delle
15.000.000 per ((ciascuno)) degli anni 2006 e 2007, l'accantonamento
capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero
«joint-venture» o altro e che garantiscano il mantenimento delle
legittima provenienza. ((In ogni caso si procede alla confisca
norme di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70)).
dopo le parole: «fallaci indicazioni di provenienza» sono inserite le
10. All'articolo 517 del codice penale, le parole: «due milioni»
sono sostituite dalle seguenti: «ventimila euro».
11. ((L'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione di cui
all'articolo 1-quater)) opera in stretto coordinamento con le
((delle attivita)) produttive.
15. I funzionari delegati di cui all'articolo 3 del ((regolamento
di cui)) al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n.
e servizi nell'ambito dell'unita' previsionale di base «Uffici
all'estero» dello stato di previsione del Ministero degli affari
((15-bis. I fondi di cui all'articolo 25, comma 1, del regolamento
dei finanziamenti disposti a valere sull'ex «Fondo speciale per la
cooperazione allo sviluppo», sia alla gestione di quelli disposti sui
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale»;
1. L'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e' sostituito
dal seguente: «Art. 19. (Dichiarazione di inizio attivita).
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non
costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le
domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio
di attivita' imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui
rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei requisiti e
presupposti di legge o di atti amministrativi a contenuto generale e
non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici
strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti
stessi, con la sola esclusione degli atti rilasciati dalle
amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica
sicurezza, all'immigrazione, all'amministrazione della giustizia,
alla amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti
le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, alla
tutela della salute e della pubblica incolumita', del patrimonio
culturale e paesaggistico e dell'ambiente, nonche' degli atti imposti
dalla normativa comunitaria, e' sostituito da una dichiarazione
dell'interessato corredata, anche per mezzo di autocertificazioni,
delle certificazioni e delle attestazioni normativamente richieste.
L'amministrazione competente puo' richiedere informazioni o
certificazioni relative a fatti, stati o qualita' soltanto qualora
non siano attestati in documenti gia' in possesso
dell'amministrazione stessa o non siano direttamente acquisibili
presso altre pubbliche amministrazioni.
2. L'attivita' oggetto della dichiarazione puo' essere iniziata
decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della dichiarazione
all'amministrazione competente. Contestualmente all'inizio
dell'attivita', l'interessato ne da' comunicazione
3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza delle
condizioni, modalita' e fatti legittimanti, nel termine di trenta
giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, adotta
motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivita' e di
rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove cio' sia possibile,
l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta
attivita' ed i suoi effetti entro un termine fissato
dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. E`
fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di
assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli
articoli 21-quinquies e 21-nonies. Nei casi in cui la legge prevede
l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi, il termine per
l'adozione dei provvedimenti di divieto di prosecuzione
dell'attivita' e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi, fino
all'acquisizione dei pareri, fino a un massimo di trenta giorni,
scaduti i quali l'amministrazione puo' adottare i propri
provvedimenti indipendentemente dall'acquisizione del parere. Della
sospensione e' data comunicazione all'interessato.
4. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono
termini diversi da quelli di cui ai commi 2 e 3 per l'inizio
dell'attivita' e per l'adozione da parte dell'amministrazione
competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivita'
e di rimozione dei suoi effetti.
5. Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi 1, 2 e 3
e' devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo».
2. La prima registrazione dei veicoli nel pubblico registro
automobilistico (P.R.A.) ((puo' anche essere effettuata per istanza
dell'acquirente,)) attraverso lo Sportello telematico
dell'automobilista (STA) di cui all'articolo 2 ((del regolamento di
cui al)) decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000,
n. 358, con le modalita' di cui all'articolo 38, comma 3, del
((regolamento di cui al)) decreto del Presidente della Repubblica 28
3. Alla rubrica dell'articolo 8 ((del regolamento di cui al))
decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n 358,
sono soppresse le seguenti parole: «e dichiarazione sostitutiva»; i
commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 3-quinquies del medesimo articolo 8,
nonche' l'allegato 1 del ((citato regolamento)), sono abrogati.
4. In tutti i casi nei quali per gli atti e le dichiarazioni aventi
ad oggetto l'alienazione di beni mobili registrati e rimorchi di
valore non superiore a 25.000 euro o la costituzione di diritti di
garanzia sui medesimi e' necessaria l'autenticazione della relativa
sottoscrizione, essa puo' essere effettuata gratuitamente anche dai
funzionari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dai
funzionari e dai titolari degli Sportelli telematici
dell'automobilista di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente
della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, nonche' dai funzionari
dell'Automobile Club d'Italia competenti.
5. Con decreto di natura non regolamentare adottato dalla
pubblica, di concerto con il Ministero ((delle infrastrutture)) e dei
trasporti, con il Ministero dell'economia e delle finanze, con il
Ministero della giustizia e con il Ministero dell'interno, sentita la
agosto 1997, n. 281, sono disciplinate le concrete modalita'
applicative dell'attivita' di cui al comma 4 da parte dei soggetti
ivi elencati anche ai fini della progressiva attuazione delle
medesime disposizioni.
6. L'eventuale estensione ad altre categorie della possibilita' di
svolgere l'attivita' di cui al comma 4 e' demandata ad un
regolamento, adottato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il
Ministro ((delle infrastrutture)) e dei trasporti, con il Ministro
dell'economia e delle finanze, con il Ministro della giustizia e con
il Ministro dell'interno, con cui sono altresi' disciplinati i
requisiti necessari, le modalita' di esercizio dell'attivita'
medesima da espletarsi nell'ambito dei rispettivi compiti
istituzionali, e senza oneri a carico della finanza pubblica.
((6-bis. L'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
«Art. 2 (Conclusione del procedimento) - 1. Ove il procedimento
consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere
iniziato d'ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere di
concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
2. Con uno o piu' regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 17,
competente, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica,
sono stabiliti i termini entro i quali i procedimenti di competenza
delle amministrazioni statali devono concludersi, ove non siano
direttamente previsti per legge. Gli enti pubblici nazionali
stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini entro i quali
devono concludersi i procedimenti di propria competenza. I termini
sono modulati tenendo conto della loro sostenibilita', sotto il
profilo dell'organizzazione amministrativa, e della natura degli
interessi pubblici tutelati e decorrono dall'inizio di ufficio del
procedimento o dal ricevimento della domanda, se il procedimento e'
ad iniziativa di parte.
3. Qualora non si provveda ai sensi del comma 2, il termine e' di
4. Nei casi in cui leggi o regolamenti prevedono per l'adozione di
un provvedimento l'acquisizione di valutazioni tecniche di organi o
enti appositi, i termini di cui ai commi 2 e 3 sono sospesi fino
all'acquisizione delle valutazioni tecniche per un periodo massimo
comunque non superiore a novanta giorni. I termini di cui ai commi 2
e 3 possono essere altresi' sospesi, per una sola volta, per
l'acquisizione di informazioni o certificazioni relative a fatti,
stati o qualita' non attestati in documenti gia' in possesso
dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso
altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni
5. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini di cui ai
commi 2 o 3, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione, ai
sensi dell'articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, puo'
essere proposto anche senza necessita' di diffida all'amministrazione
inadempiente, fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non
oltre un anno dalla scadenza dei termini di cui ai predetti commi 2 o
3. Il giudice amministrativo puo' conoscere della fondatezza
dell'istanza. E' fatta salva la riproponibilita' dell'istanza di
avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti».
6-ter. L'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
«Art. 20 (Silenzio assenso). - 1. Fatta salva l'applicazione
dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il
rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio
dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di
accoglimento della domanda, senza necessita' di ulteriori istanze o
diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato,
nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di
2. L'amministrazione competente puo' indire, entro trenta giorni
dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1, una conferenza di
servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni
giuridiche soggettive dei controinteressati.
3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad
accoglimento della domanda, l'amministrazione competente puo'
articoli 21-quinquies e 21-nonies.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti
e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico,
l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e
l'immigrazione, la salute e la pubblica incolumita', ai casi in cui
la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti
amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio
dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonche' agli atti e
procedimenti individuati con uno o piu' decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione
pubblica, di concerto con i Ministri competenti.
6-quater. I regolamenti e le determinazioni di cui al comma 2
dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito
dal comma 6-bis del presente articolo, sono adottati entro
6-quinquies. Continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti alla
decreto, emanate ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 7
agosto 1990, n. 241, se non modificate o sostituite dalle
disposizioni adottate dal Governo o dagli enti pubblici nazionali ai
sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
come sostituito dal comma 6-bis del presente articolo.
6-sexies. Le disposizioni di cui all'articolo 20 della legge 7
agosto 1990, n. 241, come sostituito dal comma 6-ter del presente
articolo, non si applicano ai procedimenti in corso alla data di
ferma la facolta' degli interessati di presentare nuove istanze.
6-septies. Le domande presentate entro centottanta giorni dalla
decreto si intendono accolte, senza necessita' di ulteriori istanze o
diffide, se l'amministrazione non comunica all'interessato il
provvedimento di diniego nel termine di centottanta giorni, salvo
che, ai sensi della normativa vigente, sia previsto un termine piu'
lungo per la conclusione del procedimento. Si applica quanto previsto
dai commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n.
241, come sostituito dal comma 6-ter del presente articolo.
6-octies. Il comma 2 dell'articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n.
241, e' sostituito dal seguente:
«2. I documenti attestanti atti, fatti, qualita' e stati
soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, sono
acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione
procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre
pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente puo'
richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca
dei documenti».
6-novies. All'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo
il comma 2, e' aggiunto il seguente:
«2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e
controllo su attivita' soggette ad atti di assenso da parte di
pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se e'
stato dato inizio all'attivita' ai sensi degli articoli 19 e 20».
6-decies. Al comma 5 dell'articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n.
241, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le controversie
relative all'accesso ai documenti amministrativi sono attribuite alla
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo».
6-undecies. All'articolo 16, comma 3, della legge 29 dicembre 1993,
n. 580, le parole: «una sola volta» sono sostituite dalle seguenti:
«due sole volte».
6-duodecies. Per lo svolgimento delle attivita' di propria
competenza, il Ministro per la funzione pubblica si avvale di una
Commissione istituita fino al 31 dicembre 2007 presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica,
presieduta dal Ministro o da un suo delegato e composta dal Capo del
Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza
del Consiglio dei ministri, con funzioni di vice presidente, e da un
numero massimo di venti componenti scelti fra professori
universitari, magistrati amministrativi, contabili ed ordinari,
avvocati dello Stato, funzionari parlamentari, avvocati del libero
foro con almeno quindici anni di iscrizione all'albo professionale,
dirigenti delle amministrazioni pubbliche ed esperti di elevata
professionalita' . Se appartenenti ai ruoli delle pubbliche
amministrazioni, gli esperti possono essere collocati in aspettativa
o fuori ruolo, secondo le norme ed i criteri dei rispettivi
ordinamenti. La Commissione e' assistita da una segreteria tecnica.
Il contingente di personale da collocare fuori ruolo ai sensi del
presente comma non puo' superare le dieci unita'.
6-terdecies. La nomina dei componenti della Commissione e della
segreteria tecnica di cui al comma 6-duodecies e' disposta con
la funzione pubblica da lui delegato, che ne disciplina altresi'
l'organizzazione e il funzionamento. Nei limiti dell'autorizzazione
di spesa di cui al comma 6-quaterdecies, con successivo decreto dello
stesso Ministro, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sono stabiliti i compensi spettanti ai predetti componenti.
6-quaterdecies. Per l'attuazione dei commi 6-duodecies e
6-terdecies e' autorizzata la spesa massima di 750.000 euro per
l'anno 2005, di 1.500.000 euro per l'anno 2006 e di 1.500.000 euro
per l'anno 2007. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, come determinata dalla
tabella C della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Il Ministro
6-quinquiesdecies. Al comma 8 dell'articolo 50 del decreto-legge 30
novembre 2003, n. 326, dopo le parole: «al Ministero dell'economia e
delle finanze» sono inserite le seguenti: «, entro il giorno 10 del
mese successivo a quello di utilizzazione della ricetta medica, anche
per il tramite delle associazioni di categoria e di soggetti terzi a
tal fine individuati dalle strutture di erogazione dei servizi
sanitari».)
1. Per le finalita' di accelerazione della spesa in conto capitale
di cui al comma 1 dell'art. 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
come modificato dall'art. 4, comma 130, della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, il CIPE, utilizzando anche le risorse rese disponibili ((per
effetto delle)) modifiche dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge
22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge
19 dicembre 1992, n. 488, finanzia prioritariamente gli interventi
inclusi nel programma per le infrastrutture strategiche di cui alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443, selezionati secondo i principi
adottati dalla delibera CIPE n. 21/2004 del 29 settembre 2004,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 23 novembre 2004.
2. Il CIPE destina una quota del Fondo per le aree sottoutilizzate
di cui agli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, al
finanziamento di interventi che, in coerenza con le priorita'
strategiche e i criteri di selezione previsti dalla programmazione
comunitaria per le aree urbane, consentano di riqualificare e
migliorare la dotazione di infrastrutture materiali e immateriali
delle citta' e delle aree metropolitane in grado di accrescerne le
potenzialita' competitive.
3. L'individuazione degli interventi strategici di cui al comma 2
e' effettuata, valorizzando la capacita' propositiva dei comuni,
sulla base dei criteri e delle intese raggiunte dai Ministeri
da tutte le regioni interessate, da rappresentanti dei Comuni e dal
partenariato istituzionale ed economico-sociale a livello nazionale,
come previsto dal punto 1.1 della delibera CIPE n. 20/2004 del
29 settembre 2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265
dell'11 novembre 2004.
4. Per la realizzazione di infrastrutture con modalita' di project
financing possono essere destinate anche le risorse costituenti
investimenti immobiliari degli enti previdenziali pubblici.
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ((possono
essere)) dichiarati interventi infrastrutturali strategici e urgenti,
ai sensi dell'art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e delle
disposizioni del presente articolo, le opere ed i lavori previsti
nell'ambito delle concessioni autostradali gia' assentite, anche se
non inclusi nel primo programma delle infrastrutture strategiche,
approvato dal CIPE con la delibera n. 121/2001 del 21 dicembre 2001,
pubblicata nel supplemento ordinario nella Gazzetta Ufficiale n. 51
del 21 marzo 2002, la cui realizzazione o il cui completamento sono
indispensabili per lo sviluppo economico del Paese.
((6. Per le opere ed i lavori di cui al comma 5, le stazioni
appaltanti procedono alla realizzazione applicando la normativa
comunitaria in materia di appalti di lavori pubblici e, anche
soltanto per quanto concerne le procedure approvative ed
autorizzative dei progetti qualora dalle medesime stazioni
appaltanti, previo parere dei commissari straordinari ove nominati,
ritenuto eventualmente piu' opportuno, le disposizioni di cui alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443. Sono fatti salvi, relativamente alle
opere stesse, gli atti ed i provvedimenti gia' formati o assunti, ed
i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto che le stazioni appaltanti, previo parere dei commissari
straordinari ove nominati, ritengano eventualmente piu' opportuno, ai
fini della celere realizzazione dell'opera proseguire e concludere in
luogo dell'avviare un nuovo procedimento ai sensi del decreto
legislativo 20 agosto 2002, n. 190.
7. Per le opere di cui al comma 5 si puo' procedere alla nomina di
un Commissario straordinario al quale vengono conferiti i poteri di
cui all'art. 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e successive
modificazioni. I Commissari straordinari sono nominati con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Presidente
della regione interessata, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, tra soggetti in possesso di specifica
professionalita', competenza ed esperienza maturata nel settore
specifico della realizzazione di opere pubbliche, provvedendo
contestualmente alla conferma o alla sostituzione dei Commissari
straordinari eventualmente gia' nominati.))
8. I Commissari straordinari seguono l'andamento delle opere,
svolgono le funzioni di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo
2, comma 5, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190. Essi
esercitano i poteri loro attribuiti ai sensi del presente articolo
qualora le procedure ordinarie subiscano rallentamenti, ritardi o
impedimenti di qualsiasi natura e genere, o comunque si verifichino
circostanze tali da determinare rallentamenti, ritardi o impedimenti
per la realizzazione delle opere o nella fase di esecuzione delle
stesse, dandone comunicazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri ed al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
9. E' fatta salva l'applicazione dell'articolo 13, comma 4-bis, del
citato decreto-legge n. 67 del 1997 e successive modificazioni.
((10. Gli enti preposti al rilascio delle ulteriori autorizzazioni
e dei permessi necessari alla realizzazione o al potenziamento dei
terminali di rigassificazione in possesso di concessione rilasciata
ai sensi delle norme vigenti o autorizzati ai sensi dell'art. 8 della
legge 24 novembre 2000, n. 340, e dichiarati infrastrutture
strategiche nel settore gas naturale ai sensi della legge 21 dicembre
2001, n. 443, sono tenuti ad esprimersi entro sessanta giorni dalla
richiesta. In caso di inerzia o di ingiustificato ritardo, il
Ministero delle attivita' produttive, nell'ambito dei propri compiti
istituzionali e con le ordinarie risorse di bilancio, provvede senza
necessita' di diffida alla nomina di un commissario ad acta per gli
adempimenti di competenza.))
11. Nell'esercizio dei poteri e compiti ai medesimi attribuiti ai
sensi del presente articolo, i Commissari straordinari provvedono,
nel limite dell'importo approvato per l'opera dai soggetti competenti
alla relativa realizzazione, anche in deroga alla normativa vigente
nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento e ((della
normativa)) comunitaria.
12. Nei casi di risoluzione del contratto di appalto disposta
dalla stazione appaltante ai sensi degli articoli 118, 119 e 120 del
((regolamento di cui al)) decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre 1999, n. 554, l'appaltatore deve provvedere al
ripiegamento dei cantieri gia' allestiti e allo sgombero delle aree
di lavoro e relative pertinenze nel termine a tale fine assegnato
dalla stessa stazione appaltante; in caso di mancato rispetto del
termine assegnato, la stazione appaltante provvede d'ufficio
addebitando all'appaltatore i relativi oneri e spese. La stazione
appaltante, in alternativa alla esecuzione di eventuali provvedimenti
giurisdizionali cautelari, possessori o d'urgenza comunque denominati
che inibiscano o ritardino il ripiegamento dei cantieri o lo sgombero
delle aree di lavoro e relative pertinenze, puo' depositare cauzione
in conto vincolato a favore dell'appaltatore o prestare fideiussione
bancaria o polizza assicurativa con le modalita' di cui
all'articolo 30, comma 2-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
pari all'uno per cento del valore del contratto. Resta fermo il
diritto dell'appaltatore di agire per il risarcimento dei danni.
((12-bis. In deroga al comma 1-ter dell'articolo 10 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, le stazioni appaltanti, in caso di
fallimento dell'appaltatore o di risoluzione del contratto per grave
inadempimento del medesimo, possono interpellare progressivamente i
soggetti che hanno partecipato alla originaria procedura di gara,
risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo
contratto per l'affidamento del completamento dei lavori. Si procede
all'interpello a partire dal soggetto che ha formulato la prima
migliore offerta, escluso l'originario aggiudicatario.
12-ter. L'affidamento avviene alle medesime condizioni economiche
gia' proposte in sede di offerta dal soggetto progressivamente
interpellato, sino al quinto migliore offerente in sede di gara.
12-quater. In caso di fallimento o di indisponibilita' di tutti i
soggetti interpellati ai sensi dei commi 12-bis e 12-ter, le stazioni
appaltanti possono procedere all'affidamento del completamento dei
lavori mediante procedura negoziata senza pubblicazione di bando, in
deroga alla normativa vigente, ivi inclusi gli articoli 2, 10, commi
1-ter e 1-quater, 19, 20, 21, 23, 24 e 29 della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modificazioni, nel rispetto dei principi
generali dell'ordinamento e della normativa comunitaria.
L'affidamento con procedura negoziata avviene mediante gara
informale, sulla base del progetto originario eventualmente
modificato o integrato per effetto di varianti che si fossero rese
nel frattempo necessarie, alla quale devono essere invitati almeno
dieci concorrenti. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo
14, comma 2, del decreto legislativo 20 agosto 2002 n. 190.
12-quinquies. Qualora il fallimento dell'appaltatore o la
risoluzione del contratto per grave inadempimento del medesimo
intervenga allorche' i lavori siano gia' stati realizzati per una
percentuale non inferiore al 70 per cento, e l'importo netto residuo
dei lavori non superi i tre milioni di euro, le stazioni appaltanti
possono procedere all'affidamento del completamento dei lavori
direttamente mediante la procedura negoziata senza pubblicazione di
bando di cui al comma 12-quater.))
13. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono
stabiliti i criteri per la corresponsione dei compensi spettanti ai
Commissari straordinari di cui al comma 7. Alla corrispondente spesa
si fara' fronte utilizzando i fondi stanziati per le opere di cui al
14. Per la ricostruzione, riconversione e bonifica dell'area delle
acciaierie di Genova-Cornigliano, in coerenza con quanto previsto
dall'art. 53 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e' autorizzata la
concessione di contributi in favore dei soggetti competenti, a carico
del Fondo per gli interventi straordinari della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, istituito ai sensi dell'articolo 32-bis del
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, che viene a tale
fine integrato dell'importo annuo di 5 milioni di euro per quindici
anni a decorrere dall'anno 2005.
15. I vincoli totali o parziali delle riserve idriche disposti in
attuazione del piano regolatore generale degli acquedotti, di
competenza statale ai sensi delle vigenti disposizioni, sono
prorogati fino all'aggiornamento dello stesso piano regolatore ai
sensi della legge 5 gennaio 1994, n. 36.
16. Il contributo di 10 milioni di euro di cui all'articolo 83,
comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, puo' essere utilizzato
anche per la realizzazione di incubatori per imprese produttive.
((16-bis. I limiti di impegno iscritti nel bilancio dello Stato in
relazione a specifiche disposizioni legislative concernenti lo
sviluppo dei progetti di cui all'articolo 3, primo comma, lettera a),
della legge 24 dicembre 1985, n. 808, e di cui all'articolo 1, comma
1, lettera a), della legge 11 maggio 1999, n. 140, sono utilizzati
secondo le specifiche disposizioni recate dall'articolo 4, comma 177,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni.
16-ter. All'articolo 6 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
dopo il comma 24, e' aggiunto il seguente:
«24-bis. La SACE S.p.a. puo' destinare propri beni e rapporti
giuridici al soddisfacimento dei diritti dei portatori dei titoli da
essa emessi. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di
cui all'articolo 5, commi 18 e 24. Alle operazioni di raccolta
effettuate dalla SACE S.p.a. ai sensi del presente comma, non si
applicano gli articoli da 2410 a 2420 del codice civile. Per ciascuna
emissione di titoli puo' essere nominato un rappresentante comune dei
portatori dei titoli, il quale ne cura gli interessi e in loro
rappresentanza esclusiva esercita i poteri stabiliti in sede di
nomina e approva le modificazioni delle condizioni delle operazioni».
16-quater. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge 30 dicembre 2004,
n. 312, e' abrogato.
16-quinquies. Il secondo periodo del comma 3 dell'articolo 7-vicies
quater, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e' soppresso.
16-sexies. All'articolo 32 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, il
comma 2 e' sostituito dai seguenti:
«2. Ai giudizi arbitrali si applicano le disposizioni del codice di
procedura civile, salvo quanto previsto all'articolo 9, comma 4, del
regolamento di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici
2 dicembre 2000, n. 398, nonche' l'obbligo di applicazione da parte
del collegio arbitrale delle tariffe di cui all'allegato al predetto
2-bis. All'atto del deposito del lodo va corrisposta, a cura degli
arbitri, una somma pari all'uno per diecimila del valore della
relativa controversia.
2-ter. In caso di mancato accordo per la nomina del terzo arbitro,
ad iniziativa della parte piu' diligente, provvede la Camera
arbitrale, scegliendolo nell'albo previsto dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554. Ai
giudizi costituiti ai sensi del presente comma si applicano le norme
di procedura di cui al citato decreto del Ministro dei lavori
pubblici 2 dicembre 2000, n. 398».
16-septies. Sono fatte salve le procedure arbitrali definite o
anche solo introdotte alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, purche' risultino rispettate le
disposizioni relative all'arbitrato contenute nel codice di procedura
civile o nell'articolo 32 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
modificato dal comma 16-sexies del presente articolo.
(Incentivazione della logistica)
1.  Nell'ambito  degli strumenti finanziari a disposizione, il CIPE
finanzia  prioritariamente  le  misure  necessarie  per  garantire la
realizzazione  di  un  adeguato sistema di servizi intersettoriali ed
intermodali  per  l'integrazione  delle  infrastrutture materiali del
Paese  con  sistemi  tecnologici  e  di conoscenze, in funzione dello
sviluppo del sistema logistico nazionale.
2.   Per  lo  sviluppo  di  efficaci  strumenti  a  sostegno  della
incentivazione  di  un  sistema  nazionale  della  logistica, anche a
valere sulle risorse del Fondo rotativo di cui all'art. 1, comma 354,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nel rispetto di quanto previsto
dal  comma  361  del  citato  art. 1, e' prevista prioritariamente la
realizzazione  di  piattaforme  tecnologiche e logistiche al servizio
della piccola e media impresa, localizzate in aree strategiche per lo
sviluppo   del  sistema  logistico  nazionale,  partendo  dalle  aree
3. Nell'ambito degli interventi previsti ai sensi del comma 2, sono
adottate  le  misure  necessarie  a  garantire  la  rivalutazione del
sistema   portuale  delle  aree  sottoutilizzate  e  il  sostegno  al
trasporto  ferroviario  e  all'intermodalita', con l'adeguata offerta
dei  servizi  necessari per la realizzazione di una rete logistica ed
intermodale interconnessa.
4.  Per  la  definizione di adeguati procedimenti amministrativi in
grado di rendere piu' efficiente lo stoccaggio, la manipolazione e la
distribuzione  delle merci, in coerenza con le esigenze di un sistema
integrato  di logistica ed intermodalita', con decreto del Presidente
del  Consiglio  dei  ministri  sono  ridefinite le relative procedure
amministrative,  ferme restando le vigenti disposizioni in materia di
servizi  di polizia doganale, nel rispetto degli obiettivi di massima
semplificazione,   efficacia   ed  efficienza,  nonche'  utilizzo  di
tecnologie informatiche.)
1. Al fine di favorire lo sviluppo del mercato del credito nelle
aree sottoutilizzate e, quindi, l'effetto degli incentivi sulla
competitivita' del sistema produttivo, a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, la concessione delle
agevolazioni per investimenti in attivita' produttive disposta ai
sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n.
488, ((e successive modificazioni,)) e dell'articolo 2, comma 203,
lettere d), e) ed f), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e'
attribuita secondo i seguenti principi:
a) il contributo in conto capitale e' inferiore o uguale al
finanziamento con capitale di credito, composto, per pari importo, da
un finanziamento pubblico agevolato e da un finanziamento bancario
ordinario a tasso di mercato;
b) il CIPE, secondo le modalita' di cui all'articolo 1, comma
356, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, fissa i criteri generali e
le modalita' di erogazione e di rimborso del finanziamento pubblico
c) il tasso di interesse da applicare al finanziamento pubblico
agevolato non e' inferiore allo 0,50 per cento annuo;
d) e' previsto l'impegno creditizio dei soggetti che valutano
positivamente le istanze di ammissione agli incentivi e curano il
rimborso unitario del finanziamento pubblico e ordinario, salvo
quanto disposto dal comma 4;
e) gli indicatori per la formazione delle graduatorie ove
previste sono limitati nel numero, univocamente rappresentativi
dell'obiettivo misurato, pienamente verificabili e tali, tra l'altro,
da premiare il minore ricorso al contributo in conto capitale.
2. Con decreto ((di natura non regolamentare)) del Ministro delle
attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e con il Ministro delle politiche agricole e forestali,
per quanto riguardante le attivita' della filiera agricola, sentita
conformita' alla vigente normativa di riferimento sono stabiliti i
criteri, le condizioni e le modalita' di attuazione della
disposizione di cui al comma 1, individuando, tra l'altro:
c) i meccanismi di valutazione delle domande, con le modalita'
della procedura valutativa a graduatoria, ((ad eccezione della misura
di cui all'articolo 2, comma 203, lettera e), della legge 23 dicembre
1996, n. 662;))
d) gli indicatori per la formazione di graduatorie settoriali e
territoriali, secondo i principi di cui al comma 1, lettera e);
e) la misura dell'intervento agevolativo, assicurando che
l'intensita' di aiuto corrispondente sia contenuta nei limiti delle
intensita' massime consentite dalla normativa dell'Unione europea;
f) il rapporto massimo fra contributo in conto capitale e
finanziamento con capitale di credito, entro la soglia di cui al
g) le modalita' e i contenuti dell'istruttoria delle domande,
prevedendo la stipula di apposite convenzioni, ((anche con la
eventuale modifica)) di quelle attualmente in essere, con soggetti in
possesso dei necessari requisiti tecnici, amministrativi e di
terzieta'.
((3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 356,
lettera e), della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le disposizioni di
cui ai commi 1 e 2 non si applicano alla concessione di incentivi
disposta in attuazione di bandi gia' emessi alla data di entrata in
vigore del presente decreto o a fronte di contratti di programma per
i quali il Ministro delle attivita' produttive, alla stessa data,
abbia presentato al CIPE la proposta di adozione della relativa
delibera di approvazione, ai sensi del punto 7.2 della delibera CIPE
n. 26 del 25 luglio 2003 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 215
del 16 settembre 2003.))
4. Il finanziamento bancario ordinario e' concesso dai soggetti
abilitati a svolgere l'istruttoria delle richieste di ammissione agli
incentivi ovvero anche da altri soggetti autorizzati all'esercizio
dell'attivita' bancaria ai sensi ((del testo unico di cui al))
decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385.
5. I finanziamenti pubblici agevolati di cui al comma 1 possono
essere erogati sulla quota del fondo rotativo per il sostegno alle
imprese di cui all'articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, stabilita con le delibere CIPE di cui al medesimo art.
1, comma 355. Si applica la disposizione dell'articolo 1, comma 360,
della citata legge 30 dicembre 2004, n. 311.
6. Nel primo biennio il CIPE, in attuazione delle disposizioni
contenute negli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n.
289, ((e successive modificazioni,)) si conforma all'indirizzo di
assegnare per il finanziamento del contributo in conto capitale, al
complesso degli strumenti di cui al comma 1, una quantita' di risorse
in grado di attivare, unitamente con quelle rivenienti da rinunce e
revoche, un volume di investimenti privati equivalente a quello medio
agevolato dagli stessi negli anni 2003 e 2004. Nella prima fase di
attuazione, nel rispetto di tale indirizzo, il CIPE assicura un
trasferimento da incentivi a investimenti pubblici materiali e
immateriali, nelle assegnazioni di nuove risorse in conto capitale,
non inferiore a 750 milioni di euro, da cui consegua una
disponibilita', non inferiore a 225 milioni di euro nel 2005, 355
milioni di euro nel 2006 e 170 milioni di euro nel 2007, da
utilizzare a copertura degli interventi di cui all'articolo 5, comma
7. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, sono apportate le
a) all'articolo 3, dopo il comma 1, e' aggiunto, in fine, il
«1-bis. Alle agevolazioni di cui al comma 1 si applicano i
massimali previsti dalla normativa comunitaria per gli investimenti
operati da giovani imprenditori agricoli. Per le iniziative nel
settore della produzione agricola il mutuo agevolato ha una durata,
comprensiva del periodo di preammortamento, non superiore a quindici
anni »;
b) all'articolo 5, comma 1, all'articolo 7, comma 1, e
all'articolo 11, comma 2, le parole: « composte esclusivamente da
soggetti di eta' compresa tra i 18 ed i 35 anni, ovvero composte
prevalentemente da soggetti di eta' compresa tra i 18 ed i 29 anni »
sono sostituite dalle seguenti: « composte prevalentemente da
soggetti di eta' compresa tra i 18 ed i 35 anni »;
c) all'articolo 5, comma 2, all'articolo 7, comma 2, all'articolo
11, comma 3, e all'articolo 17, comma 1, dopo le parole: « alla data
del 1° gennaio 2000 » sono inserite le seguenti: « ovvero da almeno
sei mesi, all'atto della presentazione della domanda, »;
d) all'articolo 9, comma 1, le parole: « gli agricoltori di eta'
compresa tra i 18 ed i 35 anni » sono sostituite dalle seguenti: « i
giovani imprenditori agricoli »;
((e) nel titolo I, e' aggiunto il seguente articolo:))
«Art. 12-bis (Ampliamenti aziendali). - 1. Gli incentivi di cui ai
capi I e II ((del presente titolo)) possono essere concessi anche per
finanziare ampliamenti aziendali effettuati da societa' in possesso
dei requisiti di cui agli articoli 5 e 7 da almeno due anni prima
della presentazione della domanda, le quali siano economicamente e
finanziariamente sane ed abbiano effettivamente avviato l'attivita'
di impresa da almeno tre anni prima della predetta data. Nel caso in
cui le societa' richiedenti abbiano gia' beneficiato di incentivi di
cui al presente decreto, esse devono dare dimostrazione di aver
completato l'originario programma di investimenti ammesso alle
agevolazioni almeno tre anni prima della data di presentazione della
domanda e di essere in regola con il pagamento delle rate di mutuo»;
f) all'articolo 17, comma 1, le parole: « nei sei mesi
antecedenti la » sono sostituite dalla seguente: «alla»;
g) all'articolo 23, dopo il comma 4, e' aggiunto, in fine, il
«4-bis. I limiti di investimento di cui agli articoli 6, 8, 10, 12,
18 e 20 del presente decreto legislativo possono essere modificati
con delibera del CIPE».
(Dimensione   europea   per   la   piccola   impresa   e   premio  di
1.   Alle  imprese  rientranti  nella  definizione  comunitaria  di
((microimprese,))    piccole   e   medie   imprese,   di   cui   alla
raccomandazione  ((n.  2003/361/CE  della Commissione,)) del 6 maggio
2003,  che prendono parte a processi di concentrazione e' attribuito,
nel  rispetto delle condizioni previste nel regolamento CE n. 70/2001
della  Commissione, del 12 gennaio 2001, un contributo nella forma di
credito  di imposta pari al cinquanta per cento delle spese sostenute
per  studi  e consulenze, inerenti all'operazione di concentrazione e
comunque  in caso di effettiva realizzazione dell'operazione, secondo
le condizioni che seguono:
a) il  processo  di  concentrazione  deve  essere ultimato, avuto
riguardo  agli  effetti  civili,  nel periodo compreso tra la data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto  e  i  ventiquattro  mesi
b) l'impresa  risultante dal processo di concentrazione, comunque
operata,   ((ovvero   l'aggregazione   fra  singole  imprese,))  deve
rientrare  nella  definizione  di piccola e media impresa di cui alla
raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003;
c) tutte le imprese che partecipano al processo di concentrazione
devono  aver  esercitato  ((attivita'  omogenee nel periodo d'imposta
precedente))   alla   data   in   cui  e'  ultimato  il  processo  di
concentrazione  o  aggregazione  ed  essere residenti in Stati membri
dell'Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo.
((1-bis.  Ai  fini  del  presente  articolo  per  concentrazione si
a) la    costituzione    di    un'unica   impresa   per   effetto
dell'aggregazione di piu' imprese mediante fusione;
b)  l'incorporazione  di  una  o  piu'  imprese da parte di altra
c)  la  costituzione  di  aggregazioni  su  base contrattuale fra
imprese   che   organizzano   in   comune  attivita'  imprenditoriali
d) la costituzione di consorzi mediante i quali piu' imprenditori
istituiscono  una  organizzazione  comune  per lo svolgimento di fasi
rilevanti delle rispettive imprese;
e) ulteriori forme che favoriscano la crescita dimensionale delle
1-ter.  La  concentrazione  di  cui  al  comma 1-bis non puo' avere
durata inferiore a tre anni.
1-quater.  Tutte  le  imprese  di  cui  al comma 1-bis iscrivono al
registro   delle  imprese  l'avvenuta  concentrazione  ai  sensi  del
2.  Il  contributo  di cui al comma 1 non compete se il processo di
concentrazione interessa imprese tra le quali sussiste il rapporto di
controllo  di cui all'articolo 2359 del codice civile ovvero che sono
direttamente   o  indirettamente  controllate  dalla  stessa  persona
fisica,   tenuto   conto  anche  delle  partecipazioni  detenute  dai
familiari  di  cui  all'articolo  5 del testo unico delle imposte sui
22 dicembre 1986, n. 917, ((e successive modificazioni.))
3. Per fruire del contributo, l'impresa concentrataria inoltra, ((a
decorrere)) dalla data di ultimazione del processo di concentrazione,
un'apposita  istanza in via telematica al Centro operativo di Pescara
dell'Agenzia  delle  entrate,  che  ne  rilascia,  in via telematica,
certificazione  della data di avvenuta presentazione. L'Agenzia delle
entrate   esamina   le   istanze   secondo  l'ordine  cronologico  di
presentazione,  e  comunica,  in  via telematica, entro trenta giorni
dalla  presentazione  dell'istanza,  il riconoscimento del contributo
ovvero  il  diniego del contributo stesso per carenza dei presupposti
desumibili dall'istanza ovvero per l'esaurimento dei fondi stanziati,
pari  a  34  milioni di euro per l'anno 2005, 110 milioni di euro per
l'anno 2006 e 57 milioni di euro per l'anno 2007.
4.  Con  provvedimento  del direttore dell'Agenzia delle entrate e'
approvato  il  modello  da utilizzare per la redazione dell'istanza e
sono  stabiliti  i  dati  in  esso  contenuti,  nonche'  i termini di
presentazione  delle  istanze medesime. Dell'avvenuto esaurimento dei
fondi  stanziati  e'  data  notizia  con successivo provvedimento del
direttore della medesima Agenzia.
5.  Per  le  modalita'  di presentazione telematica si applicano le
disposizioni  contenute  nell'articolo  3  del  regolamento di cui al
decreto  del  Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, ((e
successive modificazioni.))
6.   Il   credito   d'imposta  e'  utilizzabile  esclusivamente  in
compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
successivamente  alla  comunicazione  di  avvenuto riconoscimento del
contributo.  Il  credito  d'imposta non e' rimborsabile, non concorre
alla  formazione  del valore della produzione netta di cui al decreto
legislativo  15 dicembre  1997,  n.  446,  ne'  dell'imponibile  agli
di  cui all'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, ((e successive modificazioni.))
7. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni antielusive di cui
all'articolo  37-bis  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, ((e successive modificazioni.)
(Potenziamento delle aree sottoutilizzate)
1.  All'articolo  11  del  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
446,   e   successive   modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti
a) al  comma  4-quater,  i  primi due periodi sono sostituiti dai
seguenti:  «Fino  al  periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2008,
per  i  soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) ad e),
che  incrementano, in ciascuno dei tre periodi d'imposta successivi a
quello  in  corso  al  31 dicembre  2004,  il  numero  di  lavoratori
dipendenti  assunti  con contratto a tempo indeterminato, rispetto al
numero  dei  lavoratori  assunti con il medesimo contratto mediamente
occupati nel periodo d'imposta precedente, e' deducibile il costo del
predetto personale per un importo annuale non superiore a 20.000 euro
per  ciascun  nuovo  dipendente assunto, e nel limite dell'incremento
complessivo     del     costo     del     personale    classificabile
nell'articolo 2425,  primo  comma,  lettera  B), numeri 9) e 14), del
codice  civile. La suddetta deduzione decade se nei periodi d'imposta
successivi  a  quello  in  corso  al  31 dicembre  2004 il numero dei
lavoratori  dipendenti  risulta  inferiore  o pari rispetto al numero
degli   stessi   lavoratori   mediamente  occupati  in  tale  periodo
d'imposta;  la  deduzione  spettante compete in ogni caso per ciascun
periodo  d'imposta  a partire da quello di assunzione e fino a quello
in  corso  al  31 dicembre  2008,  sempreche'  permanga  il  medesimo
rapporto di impiego»;
b) il comma 4-quinquies e' sostituito dal seguente:))
«4-quinquies.  Per  i quattro periodi d'imposta successivi a quello
in  corso  al  31 dicembre  2004,  fermo  restando  il  rispetto  del
regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del 5 dicembre 2002,
l'importo  deducibile  determinato  ai  sensi  del  comma 4-quater e'
quintuplicato   nelle   aree   ammissibili   alla   deroga   prevista
dall'articolo  87, paragrafo 3, lettera a), ((e triplicato nelle aree
ammissibili  alla  deroga  prevista  dall'articolo  87,  paragrafo 3,
lettera c),   del  Trattato  che  istituisce  la  Comunita'  europea,
individuate  dalla  Carta  italiana degli aiuti a finalita' regionale
per  il  periodo  2000-2006  e  da quella che verra' approvata per il
successivo periodo».
2.  Al maggior onere derivante dall'attuazione del comma 1, lettera
b),  valutato  in  15 milioni di euro per l'anno 2005, 183 milioni di
euro  per  l'anno  2006,  282  milioni  di euro per l'anno 2007 e 366
milioni  di  euro  per  l'anno  2008,  si  provvede mediante utilizzo
dell'autorizzazione  di  spesa di cui all'articolo 61, comma 1, della
legge  27 dicembre  2002,  n.  289.  A tale fine sono ridotte di pari
importo,  per  gli  anni  2005  e  2006,  le risorse disponibili gia'
preordinate, con le delibere CIPE n. 16 del 9 maggio 2003 e n. 19 del
29 settembre   2004,   pubblicate,  rispettivamente,  nella  Gazzetta
Ufficiale  n. 156 dell'8 luglio 2003 e n. 254 del 28 ottobre 2004, al
finanziamento  degli  interventi  per  l'attribuzione di un ulteriore
contributo  per  le  assunzioni  di  cui  all'articolo  7 della legge
23 dicembre  2000,  n.  388,  e  per  gli  anni  2007 e 2008 mediante
utilizzo della medesima autorizzazione di spesa come rideterminata ai
sensi  delle  tabelle  D  e  F  della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
L'elenco  degli  strumenti  che  confluiscono  nel  Fondo per le aree
sottoutilizzate,  di cui all'allegato 1 della citata legge n. 289 del
2002,  e'  esteso  agli  interventi  di intensificazione dei benefici
previsti dall'articolo 11, comma 4-quinquies, del decreto legislativo
15 dicembre  1997,  n.  446, come sostituito dal comma 1 del presente
articolo.  Resta  fermo  quanto  disposto  dall'articolo 1, comma 15,
lettera a), della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
3.  Gli  oneri  derivanti  dal comma 1, lettera b), sono soggetti a
monitoraggio  ai  sensi  del  decreto-legge 6 settembre 2002, n. 194,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 31 ottobre 2002, n. 246.
In  caso  di  accertamento  di  livelli  effettivi  di  minor gettito
superiori  a  quelli  previsti, lo scostamento e' recuperato a valere
sulle  risorse  del  Fondo  per  le  aree sottoutilizzate, nelle more
1978,  n.  468,  e successive modificazioni. Il CIPE conseguentemente
provvede  alla eventuale rideterminazione degli interventi sulla base
delle risorse disponibili anche con la modificazione di delibere gia'
di  imposta in cui interviene l'approvazione da parte della Comunita'
europea   ai  sensi  dell'articolo  88,  paragrafo  3,  del  Trattato
istitutivo della Comunita' europea.
5.  Il  comma  361 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n.
311, e' sostituito dal seguente:
«361.  Per  le  finalita'  previste  dai  commi  da  354  a  360 e'
autorizzata  la  spesa di 80 milioni di euro per l'anno 2005 e di 150
milioni  di  euro  annui  a  decorrere  dall'anno 2006. Una quota dei
predetti  oneri,  pari  a  55 milioni di euro per l'anno 2005 e a 100
milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008, e' posta a
carico  del  Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate per gli interventi
finanziati  dallo stesso. La restante quota relativa agli anni 2005 e
2006,  pari  rispettivamente  a  25 milioni di euro e a 50 milioni di
euro, e' posta a carico della parte del Fondo unico per gli incentivi
alle    imprese   non   riguardante   gli   interventi   nelle   aree
sottoutilizzate; alla quota relativa agli anni 2007 e 2008, pari a 50
milioni  di  euro per ciascun anno, ed all'onere decorrente dal 2009,
pari a 150 milioni di euro annui, si provvede con le maggiori entrate
derivanti dal comma 300».
( (Disposizioni in materia di previdenza complementare, per il
potenziamento degli ammortizzatori sociali e degli incentivi al
reimpiego nonche' conferma dell'indennizzabilita' della
disoccupazione nei casi di sospensione dell'attivita' lavorativa)
2. In attesa della riforma organica degli ammortizzatori sociali e
del sistema degli incentivi all'occupazione, per gli anni 2005 e
2006, (( con decorrenza, in ogni caso, non anteriore alla data di
entrata in vigore del presente decreto,)) sono adottati i seguenti
d) nel limite di 10 milioni di euro per l'anno 2005 a carico del
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, al fine di agevolare i processi
di mobilita' territoriale finalizzati al reimpiego presso ((datori di
lavoro privati ed)) al mantenimento dell'occupazione, ai lavoratori
in mobilita' o sospesi in cassa integrazione guadagni straordinaria,
che accettino una sede di lavoro distante piu' di cento chilometri
dal luogo di residenza, e' erogata una somma pari a una mensilita'
dell'indennita' di mobilita' in caso di contratto a tempo determinato
di durata superiore a dodici mesi o pari a tre mensilita'
dell'indennita' di mobilita' in caso di contratto a tempo
indeterminato o determinato di durata superiore a diciotto mesi. Nel
caso del distacco di cui all'articolo 8, comma 3, del citato
decreto-legge n. 148 del 1993, in una sede di lavoro distante piu' di
cento chilometri dal luogo di residenza, al lavoratore interessato
viene erogata, nell'ambito delle risorse finanziarie di cui al
((primo periodo,)) una somma pari a una mensilita' dell'indennita' di
mobilita' in caso di distacco di durata superiore a dodici mesi o
pari a tre mensilita' dell'indennita' di mobilita' in caso di
distacco di durata superiore a diciotto mesi. Con successivo decreto
Ministro dell'economia e delle finanze, sono definite le relative
modalita' attuative.
((13-bis. All'articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente:
«5-bis. Fino all'approvazione della legge regionale prevista dal
comma 5, la disciplina dell'apprendistato professionalizzante e'
rimessa ai contratti collettivi nazionali di categoria stipulati da
associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu'

References: articolo 1
 articolo 8
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 art. 1
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