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Timestamp: 2019-08-26 05:44:59+00:00

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L'accordo con il difensore circa le sue spettanze è disciplinato nella natura e nelle forme dalla legge. Vediamo come. | Studio Legale De Lalla
Inizio Topnews. Tutte le news in ordine di pubblicazione. La legge disciplina la retribuzione dell'avvocato? Quali sono i parametri dettati dalla legge? E' possibile un accodo tra professionista e cliente? Le nuove regole del DM 20.7.2012 a seguito del Decreto Legge n. 1/2012 in tema di onorari del professionista.
Il Legislatore si è espresso assai recenetemnte sul tema con il Decreto Ministeriale (Decreto del Ministro della Giustizia) del 20 luglio 2012 n. 140 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 195 del 22 agosto 2012.
Si tratta del Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della Giustizia ai sensi dell’articolo 9 del Decreto-Legge 24 gennaio 2012 n. 1 convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012 n. 27.
Il DM n. 140/2012 prevede, dunque, le modalità e le quantificazioni (mdiante l’inserimento di apposite tabelle) inerenti la retribuzione (anche) degli avvocati (sia in materia di diritto civile, che penale che stragiudiziale) e, in special modo, indica i principi (oltre che le somme, come detto, nelle apposite tabelle allegate alla norma) alla base del calcolo della retribuzione dell’attività svolta dal difensore.
Le modalità si diversificano a seconda che si tratti di assistenza professionale in campo civile, penale e stragiudiziale sebbene alcuni principi indicati nel primo articolo della norma in commento siano comuni a tutti e tre i campi.
Si riportano in questa sede – prima di commentarli – gli articoli del DM che riguardano l’attività di difesa tecnica in relazione al procedimento penale e, in primis, l’estratto del primo comma del DM che delimita l’ambito di applicazione della norma medesima:
Art. 1 – Ambito di applicazione e regole generali
Art. 12 – Attività giudiziale penale
4. Qualora l’avvocato difenda più persone con la stessa posizione processuale il compenso unico puo’ essere aumentato fino al doppio.
6. Costituisce elemento di valutazione negativa in sede di liquidazione giudiziale del compenso l’adozione di condotte dilatorie tali da ostacolare la definizione del procedimento in tempi ragionevoli. (…)
Art. 13 – Parte civile
1. I parametri previsti per l’attività giudiziale penale operano anche nei riguardi della parte e del responsabile civile costituiti in giudizio, ma per quanto non rientri nelle fasi penali, operano i parametri previsti per l’attivita’ giudiziale civile.
Art. 14 – Determinazione del compenso per l’attivita’ giudiziale penale
Qui di seguito si riporta anche il citato articolo 9 comma 4 del Decreto Legge anch’esso parte integrante della “nuova” disciplina del trattamento economico dei professionisti (avvocati compresi) e che menziona il preventivo richiamato anche al (citato letteralmente) comma 6 dell’art. 1 del DM sopra citato e (in parte) trascritto:
art. 9 comma 4 TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012 n. 27.
4. Il compenso per le prestazioni professionali e’ pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessita’ dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico e deve altresi’ indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attivita’ professionale. In ogni caso la misura del compenso e’ previamente resa nota al cliente con in preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi (…).
Orbene, bisogna subito sottolineare che la Legge in commento disciplina la liquidazione dell’avvocato quando la stessa deve essere decisa da un organo giurisdizionale ovvero quando gli importi per la difesa prestata devono essere decisi – non già tra cliente e avvocato – ma dal Giudice (tribunale composto da un solo Giudice o collegiale).
Questo è un aspetto molto importante: la disciplina menzionata ed in parte riportata riguarda non già l’accordo sull’ammontare della parcella del difensore che, come tale, può essere liberamente deciso tra cliente e avvocato; ma la quantificazione della parcella stessa qualora debba essere decisa dal Giudice.
Tale ventualità – parcella del difensore decisa non con il cliente ma dall’Organo Giudicante – nel procedimento penale si verifica principalmente:
1) quando all’assistito (indagato o persona offesa) è stato concesso il beneficio del patrocinio a spese dello Stato (sarà il Giudice delle varie fasi procedimentali a liquidare gli onorari del difensore che saranno pagati, appunto, dallo Stato);
2) quando l’imputato è condannato al pagamento delle spese legali sostenute ed anticipate dalla persona offesa che si è costituita parte civile (ovvero ha chiesto i danni nel procedimento penale per il danno subito);
3) quando il difensore di ufficio presta la propria attività nell’interesse di un indagato/imputato irreperibile di fatto (o dichiarato tale dal Giudice secondo i parametri della procedura penale di cui all’art. 159 c.p.p.).
Dunque, in riferimento alla quantificazione del dovuto al difensore per l’assistenza prestata rimane principale l’accordo tra il professionista e il cliente; accordo che è bene segua alla consegna di un preventivo relativo all’importo che il professionista pronostica sia necessario per la difesa.
La liquidazione ad opera del Giudice è un’eventualità particolare e, solitamente, il corrispettivo dell’avvocato è deciso tra cliente e professionista con un “contratto” le cui forme sono previste dalla Legge.
– l’accordo tra le parti rimane centrale per i soggeti coinvolti (cliente e avvocato) e non vi è nessun obbligo nè per il primo nè per il secondo di applicare le tariffe riportate nelle tabelle allegate alla Legge in commento (tabella B per i procedimenti penali) che, invece, sono vincolanti per il Giudice che nei tre casi sopra menzionati deve decidere la parcella del difensore (per inciso: nel diritto penale questa eventualità è molto più limitata rispetto a ciò che avviene nei procedimento civili).
Proprio l’accordo tra le parti è il criterio principe per la fissazione dell’ammontare della parcella dell’avvocato. Eccone i principi:
– l’accordo tra le parti è quello previsto dall’articolo 2233 del Codice Civile che è richiamato (l’accordo) proprio nel primo comma del DM in commento;
– l’accordo di cui sopra NON prevede alcun parere “dell’associazione professionale” ovvero il Consiglio dell’Ordine a cui appartiene l’avvocato; ma è fondamentale che il “contratto” integri o, comunque, segua, un preventivo fornito dal difensore al cliente.
Ma quali devono essere i requsiti dell’accordo sulla parcella che cliente e professionista hanno la libertà di concordare? Eccone i punti salienti:
a) la forma scritta dell’accordo è richiesta espressamente dalla Legge (ovvero dal richiamato art. 2233 Codice Civile);
b) il compenso nel suo intero ammontare deve essere pattuito al momento del conferimento dell’incarico ovvero all’inizio della prestazione dell’avvocato e non già durante la stessa o al termine (e questo è un aspetto di notevole – e, direi, sacrosanta – tutela del cliente/consumatore);
c) l’avvocato deve fornire al cliente un preventivo di massima (non deve trattarsi di un elenco standard di voci e costi ma di una previsione di spesa abbastanza precisa con un range di variabilità non nullo ma piuttosto contenuto che, tuttavia, non è precisato nelle norme di riferimento) e il difetto dello stesso è ritenuto penalizzante per l’avvocato qualora la parcella debba essere approvata dall’Ordine di appartenenza (il parere è richiesto nella maggioranza dei casi qualora sia necessario per il difensore richiedere l’esecuzione coattiva per ottenere il dovuto dal cliente moroso).
d) il difensore ha l’obbligo di informare il cliente della difficoltà del procedimento e della complessità dell’incarico nonchè di comunicare allo stesso i dati della polizza professionale assicurativa (che è divenuta obbligatoria per ogni avvocato e che deve essere stipulata entro il 14 agosto 2013).
Dunque, centralità del volere delle parti nella previsione e fissazione della parcella del difensore; ma anche criteri piuttosto rigidi affinchè il “libero accordo tra le parti” tuteli tutti gli interessi coinvolti con la maggiore informazione e sicurezza possibile.
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References: Art. 1

Art. 12

Art. 13

Art. 14
 articolo 9

art. 9
 art. 2233