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Timestamp: 2020-05-27 22:51:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23048 del 03/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23048 del 03/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/10/2017, (ud. 05/07/2017, dep.03/10/2017), n. 23048
sul ricorso 13287-2016 proposto da:
BANCA MONTE PASCHI DI SIENA, in persona del legale rappresentante,
elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II 326,
presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO SCOGNAMIGLIO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato RENATO SCOGNAMIGLIO;
F.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VIRGILIO
18, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO GEROSA, rappresentata e
difesa dall’avvocato MARIO BARRETTA;
avverso il provvedimento n. 8298/2015 della CORTE D’APPELLO di
NAPOLI, depositata il 19/11/2015;
partecipata del 05/07/2017 dal Consigliere Dott. ESPOSITO LUCIA.
che con la sentenza impugnata la Corte territoriale ha confermato la decisione di primo grado con la quale era stata accolta la domanda di impugnativa del licenziamento disciplinare proposta da F.M. nei confronti della datrice di lavoro Banca Monte Paschi di Siena S.p.a.;
che la decisione ha ritenuto la fondatezza dell’eccezione di tardività del gravame proposto dalla Banca, con riferimento al termine breve decorrente dalla notifica della sentenza nei confronti dei procuratori costituiti dell’appellante;
per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso Banca Monte Paschi di Siena S.p.a. sulla base di un unico motivo;
che la F. ha resistito con controricorso;
che con l’unico motivo la ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione dell’art. 170 c.p.c., anche in relazione all’art. 83 c.p.c., rilevando che in primo grado la banca era costituita a mezzo di quattro difensori e che ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, ad evitare la radicale incertezza circa il destinatario della notifica, sarebbe stata necessaria la notifica della sentenza di primo grado nei confronti di tutti i predetti, laddove risultava notificata soltanto una copia dell’atto nei confronti di uno di essi, peraltro con l’indicazione di un avv. Paolo Scognamiglio non costituito in giudizio;
che il motivo è manifestamente infondato alla luce del principio enunciato da questa Corte in forza del quale “La notificazione della sentenza ad uno soltanto dei plurimi difensori nominati dalla parte è idonea a far decorrere il termine breve per impugnare, di cui all’art. 325 c.p.c., a nulla rilevando che il destinatario della notifica non sia anche domiciliatario della parte” (Cass. n. 11744 del 27/05/2011), non essendo ravvisabile incertezza riguardo al destinatario in ragione dell’erronea indicazione del prenome di uno dei procuratori costituiti della parte “Nel caso di notifiche effettuate al difensore, l’erronea indicazione del prenome di questi non è causa di nullità della notificazione se, nonostante l’errore, debba escludersi qualsiasi possibilità di equivoco circa l’effettivo destinatario dell’atto” (Cass. n. 1987 del 29/01/2014);
che in base alle svolte argomentazioni il ricorso rigettato, con liquidazione delle spese secondo soccombenza;

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