Source: https://webtv.camera.it/evento/15989
Timestamp: 2020-07-04 19:18:44+00:00

Document:
Giovedì 20 Febbraio 2020 ore 09:00
AULA, Seduta 308 - Sì al decreto sulla proroga dei termini
https://webtv.camera.it/evento/15989
La Camera ha approvato il disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica (A.C. 2325-A/R). Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento.
Giovedì 20 febbraio 2020 - Ore 9
Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica.	(C. 2325-A/R)
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Deputato FRAILIS Andrea (PARTITO DEMOCRATICO)
Deputata DEIANA Paola (MOVIMENTO 5 STELLE)
Deputato LOVECCHIO Giorgio (MOVIMENTO 5 STELLE)
La seduta, sospesa alle 9,10, è ripresa alle 9,30
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica (A.C. 2325-A/R) (Seguito della discussione ed approvazione)
Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica.(C. 2325-A/R)
Esame degli ordini del giorno - A.C. 2325-A/R
Votazione ordini del giorno - A.C. 2325-A/R
Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2325-A/R
Coordinamento formale - A.C. 2325-A/R
Votazione finale - A.C. 2325-A/R
La seduta, sospesa alle 15,10, è ripresa alle 16,20
Modifica nella composizione della Commissione parlamentare per le questioni regionali
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Amitrano, Ascari, Azzolina, Battelli, Boccia, Brescia, Cancelleri, Colucci, Davide Crippa, Delrio, Fraccaro, Frusone, Gallo, Gebhard, Giaccone, Giachetti, Iovino, Liuzzi, Lollobrigida, Lorefice, Lupi, Maniero, Molinari, Parolo, Rizzo, Ruocco, Paolo Russo, Schullian, Tasso e Zoffili sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 9,30.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2325-A/R: Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica.
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa l'illustrazione degli ordini del giorno e il rappresentante del Governo ha espresso i pareri.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli ordini del giorno. Ha chiesto di intervenire la sottosegretaria Laura Castelli per alcune precisazioni sui pareri espressi nella giornata di ieri.
LAURA CASTELLI,. Presidente, mi scuso per queste correzioni. Nell'ordine, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/9 Baldini il parere è favorevole aggiungendo nella riformulazione “nei limiti di finanza pubblica”.
PRESIDENTE. Quindi, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/9 Baldini da raccomandazione diventa parere favorevole con riformulazione?
LAURA CASTELLI,. Esatto. A seguire, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/22 Ferro il parere cambia e diventa favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”.
PRESIDENTE. Quindi, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/22 Ferro è confermata la riformulazione con questa precisazione…
LAURA CASTELLI,. Esattamente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Prego.
TOMMASO FOTI(FDI). Essendo due i punti, bisognerebbe capire su quale dei due punti, perché sul primo, se non mi sbaglio, il parere era già favorevole ieri.
PRESIDENTE. Sottosegretaria?
LAURA CASTELLI,. Sul secondo punto, che infatti era contrario, riteniamo che sia opportuno cambiare il parere in questo modo. Andando avanti, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/35 Rizzetto il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”, quindi non come raccomandazione.
PRESIDENTE. Quindi, si passa da raccomandazione a parere favorevole con riformulazione secondo il testo che lei ha appena letto…
LAURA CASTELLI,. Esattamente. Poi, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/38 Trancassini, il parere è favorevole con la riformulazione che espunge le parole: “i dieci anni”. Sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/42 Fassina il parere diventa favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/82 Ianaro il parere diventa favorevole nel testo integrale.
LAURA CASTELLI,. Sì. Quindi, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/95 Lacarra c'è un parere contrario, quindi cambia il parere…
PRESIDENTE. A noi risulta, dalle nostre carte, che anche sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/88 Trizzino c'è una modifica…
LAURA CASTELLI,. Sì, mi perdoni, grazie Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/88 Trizzino c'è una riformulazione, che vado a leggere: “a valutare l'opportunità di adottare iniziative, anche legislative, volte a impegnare le organizzazioni ed i soggetti che operano nel campo delle cure domiciliari ai sensi dell'articolo 22 del DPCM 12 gennaio 2017, a possedere l'autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie relativamente alle organizzazioni che erogano i percorsi di cure domiciliari e, successivamente, qualora intendano operare in nome e per conto del Servizio sanitario nazionale, anche l'accreditamento istituzionale e il relativo convenzionamento.”
PRESIDENTE. Perfetto, l'unica precisazione: così come lei ce lo ha letto nella riformulazione, il parere si intende favorevole o sempre raccomandazione?
LAURA CASTELLI,. Favorevole. Poi andiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/95 Lacarra, dove il parere cambia e diventa contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/96 Pini il parere è favorevole se riformulato nello stesso testo dell'ordine del giorno n. 9/2325-AR/82 Ianaro. Dopodiché, Presidente, abbiamo l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/110 Novelli, su cui devo precisare la riformulazione: espungiamo tutte le premesse e l'impegno si modifica così: “a valutare l'opportunità di adoperarsi affinché sia revocata ogni forma di finanziamento pubblico concesso alle iniziative che, anche in contrasto con il contenuto delle norme istitutive del Giorno del Ricordo, negano il dramma delle Foibe.”
PRESIDENTE. Quindi, in buona sostanza, resta il parere favorevole con riformulazione, ma cambia la riformulazione secondo quanto da lei precisato e letto.
PRESIDENTE. Prego, andiamo avanti.
LAURA CASTELLI,. Poi, abbiamo l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/113 Mulè, dove il parere è favorevole con riformulazione, ma non è più “a valutare l'opportunità di”, è favorevole con la riformulazione che include i residenti di Campione d'Italia. Quindi, al secondo periodo: “e dei residenti di Campione d'Italia”.
PRESIDENTE. Quindi, resta parere favorevole con riformulazione, ma con la modifica della riformulazione secondo quanto da lei letto.
LAURA CASTELLI,. Con riferimento all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/139 Marco Di Maio, espungiamo le premesse e diamo parere favorevole solo al primo impegno.
PRESIDENTE. Quindi, parere favorevole con riformulazione.
LAURA CASTELLI,. L'ultimo, Presidente, è l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/187 Benamati, con riferimento al quale il parere, per noi, resta favorevole al primo impegno.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/187 Benamati, resta il parere favorevole con riformulazione relativamente al primo impegno. Le chiedo scusa, sottosegretaria, sempre relativamente alle informazioni in nostro possesso, c'era l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/100 Bruno Bossio.
LAURA CASTELLI,. Sì, Presidente, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/100 Bruno Bossio, c'è un cambio di parere: è un parere contrario.
PRESIDENTE. Quindi, eravamo ben informati. Possiamo procedere. Passiamo, dunque, alla votazione degli ordini del giorno. Abbiamo i primi due inammissibili, quindi il primo ordine del giorno è l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/3 Frate, accolto come raccomandazione. La deputata Pini chiede di parlare, su cosa? Prego.
GIUDITTA PINI(PD). Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori: non ho capito la riformazione al mio ordine del giorno n. 9/2325-AR/96 perché la sottosegretaria ha detto che era parere favorevole se veniva riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/82 Ianaro. L'unica cosa che chiedo è se stiamo parlando solo dell'impegno oppure di tutto l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. A lei la parola, sottosegretaria Castelli.
LAURA CASTELLI,. Interamente l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Torniamo, dunque, all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/3 Frate, accolto come raccomandazione: è d'accordo? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/4 Giannone, parere contrario. Ha chiesto di parlare la deputata Giannone. Ne ha facoltà.
VERONICA GIANNONE(MISTO). Grazie, Presidente. Per questo ordine del giorno che, tra l'altro, io ho riportato già in altre occasioni qui, parliamo degli aspiranti allievi di Polizia che, nel 2017, hanno partecipato ad un concorso che li ha reputati idonei, ma, in seguito, nel 2019, a febbraio nello specifico, sono stati cambiati i requisiti all'interno dello stesso concorso, quindi in corso d'opera. Questi ragazzi e queste ragazze oggi si ritrovano a non avere lavoro, ad aver fatto diversi sacrifici per poter arrivare a fare quel concorso, ad essere, comunque, risultati idonei e non poter partire e fare quello che è il lavoro che desideravano fare, seppure avrebbero potuto farlo, perché li abbiamo sospesi per aver cambiato i requisiti all'interno. Questa è una violazione dei diritti: queste persone hanno diritto di partire, così come è stato detto anche dal TAR e così come è stato detto dal Consiglio di Stato. Pregherei cortesemente di rivedere il parere, anche perché questo è semplicemente un ordine del giorno, quindi è un impegno che, quanto meno, dovrebbe prendere il Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà.
SALVATORE DEIDDA(FDI). Grazie, Presidente. Sottoscriviamo l'ordine del giorno della collega, perché ricordo che questo era un impegno trasversale preso con questi cittadini che avevano partecipato a un concorso della Polizia.
Come sapete tutti, oramai, perché da sempre noi, come Fratelli d'Italia, siamo stati in piazza con loro, ma con altre forze politiche, si era preso un impegno ben preciso, cioè di rimettere a posto quello che la politica, in maniera vergognosa, aveva tolto, cambiando i requisiti di una graduatoria quando la graduatoria era già chiusa e stava andando avanti.
Non solo: il TAR e il tribunale gli hanno dato ragione. Non solo: tutti hanno garantito che dovevano cominciare un corso allievi di Polizia, ma, nonostante questo, nonostante le promesse del Governo, si continua ad aspettare delle sentenze. Grazie al cavolo, si aspettano le sentenze del tribunale mentre i corsi sono già partiti e loro sono ancora a casa, mentre dovrebbero essere a un corso di Polizia, come il TAR ha deciso, come anche il Consiglio di Stato ha deciso, come giustizia vuole che questi ragazzi non si possano vedere cambiare i requisiti di una graduatoria già chiusa, in corso, soprattutto perché a 26 anni non si è più vecchi per essere poliziotti .
ROBERTO NOVELLI(FI). Grazie, Presidente. Solo una precisazione, perché qui su, purtroppo, l'acustica non è buona. Sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/110, se la sottosegretaria, Viceministro, mi può riformulare, per cortesia, l'impegno.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, deputato Novelli, arriveremo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/110. Adesso stiamo per votare l'ordine del giorno Giannone.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/4 Giannone, con il parere contrario del Governo.
Mentre i colleghi prendono posto per la prima votazione, ricordo che abbiamo di fronte a noi 192 ordini del giorno, quindi vi prego di stare il più possibile in Aula, così cerchiamo di accelerare un po' i tempi.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/5 Emanuela Rossini, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/6…
GUIDO GERMANO PETTARIN(FI). Grazie, Presidente. Solamente per chiedere, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/5 Emanuela Rossini, se posso essere autorizzato a sottoscriverlo.
PRESIDENTE. Penso che non ci sia problema, ancorché la deputata Rossini debba confermare: non la vedo, però. Conveniamo che è firmatario dell'ordine del giorno, salvo diverse indicazioni.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/6 Plangger, parere favorevole da parte del Governo. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/7…
GUIDO GERMANO PETTARIN(FI). Presidente, anche su questo, chiedo di essere autorizzato a sottoscriverlo.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno Plangger, va bene, quindi è cofirmatario.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/7 Lupi, con parere contrario del Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Lupi. Ne ha facoltà.
MAURIZIO LUPI(M-NI-USEI-C!-AC). Grazie, signor Presidente. Io chiedo un attimo di attenzione all'Aula e anche al sottosegretario una possibilità di rileggere il testo di questo ordine del giorno e mi permetto, nella dichiarazione di voto, di sottolineare un passaggio. Vedo anche il collega Delrio in Aula e credo che, non solo per l'amicizia, ma per il lavoro che lui ha fatto, possa comprendere l'oggetto di questo ordine del giorno. Si tratta dell'articolo 35: la revoca delle concessioni. È evidente che su questo tema vi sono pareri diversi in Aula e, quindi, non entro nel merito di questo, ma io credo sia interesse del Governo, della maggioranza, ma di tutto il Parlamento, dare la possibilità di individuare una via d'uscita su un tema che interessa il sistema economico ed infrastrutturale di questo Paese e la certezza del diritto.
Mi spiego, sono tre questioni molto semplici che non entrano nel merito della polemica. La prima: sul tema della revoca noi abbiamo già il codice dei contratti pubblici che prevede dei casi di revoca in recessione e il Governo dice: ho bisogno di un'arma più forte nella trattativa col concessionario e lascia l'articolo 35. Secondo: attenzione - lo dico al Governo -, dietro ASPI e dietro qualsiasi revoca non ci sono solo - tra virgolette - i proprietari e i soggetti privati, perché ASPI - faccio un esempio, perché non si sa - ha appena emesso un debito andando sul mercato a chiedere ai risparmiatori di finanziare questo debito, che è stato sottoscritto da 17 mila risparmiatori privati. Il Governo è più volte intervenuto sul caso delle banche perché i risparmiatori privati, che hanno sottoscritto, per esempio, obbligazioni o altro, fossero tutelati; in caso di revoca, questi 17 mila risparmiatori privati, che hanno sottoscritto quel debito, chi li tutela? Quali danni, oltre al tema della revoca, cioè del rapporto tra società e Stato, provocherebbe al Governo, se non si individua una strada corretta, e quali danni dovremmo andare a pagare ai risparmiatori privati, 17 mila risparmiatori? Terzo elemento: la Corte europea e il Consiglio di Stato si sono già più volte espressi, dicendo che, in caso di revoca, ci deve essere assolutamente un indennizzo. Quindi, il dispositivo che io propongo al Parlamento non è di dire “non revocare”, ma di dire - e lo leggo -: invita il Governo a riesaminare l'intero sul sistema concessorio e a misurare quali potrebbero essere le ricadute, a scala nazionale e internazionale, relative alle partecipazioni di capitali privati in attività finanziarie promosse dallo Stato; ad analizzare quali possono essere, in termini di sicurezza della rete, i danni generati dalla temporanea assenza di un soggetto interlocutore responsabile della gestione. In sintesi: proprio mentre approvate l'articolo 35, da me non condiviso, credo che il Parlamento possa, attraverso un ordine del giorno, dare un indirizzo al Governo e dire: attenzione, è un tema delicato, prima di prendere qualsiasi decisione, verifica i danni, le opportunità, quali sono i soggetti in causa, e prendi poi le decisioni. Suggerisco al Governo, per esempio, che si può votare per parti separate. Cioè, credo che la premessa non lo possa condividere il Governo o la maggioranza, ma il dispositivo secondo me è un interesse di tutti. In ogni caso, qui non c'è in gioco - e concludo, signor Presidente - il parere contrario, stiamo parlando di interessi dell'Italia, stiamo parlando di infrastrutture, stiamo parlando di certezza del diritto, di investimenti. Quando è possibile revocare? Non c'è in gioco la responsabilità del tal concessionario e dell'altro concessionario, c'è in gioco il fatto che qualsiasi Governo, di qualsiasi parte politica, in un Paese che è l'Italia, che ancora deve essere in Occidente, deve garantire la certezza del diritto, deve garantire la certezza di quei 17 mila risparmiatori che, avendo ASPI un AAA+, hanno sottoscritto quel debito concessorio. Ecco, io credo che - me lo auguro, ma lo dico con passione - che l'intero Parlamento comprenda in questo passaggio, che è quello degli ordini del giorno, e che sia utile dare questo spiraglio. Avrebbe interesse - lo dico anche alla maggioranza e al Governo - avere questo spiraglio, poi ovviamente discuteremo nel merito .
BRUNO TABACCI(MISTO-CD-RI-+E). Presidente, mi sembra che le argomentazioni portate dal collega Lupi siano molto pertinenti.
Ovviamente, l'articolo 35 può essere interpretato come un rafforzamento delle ragioni nel confronto con il concessionario, però questo non è in contrasto con l'approvazione di un ordine del giorno - almeno per la parte del dispositivo, dell'impegno al Governo - per collocare anche la questione della revoca dentro una revisione complessiva dell'intero sistema concessorio; tra l'altro, ricordo che i precedenti delle revoche non sono stati positivi nella storia di questo Paese e vorrei citare, per tutti, il caso di Longarini. Questa mi sembra una cosa banalmente di buonsenso, che sarebbe bene accogliere, che dà più forza al Governo nella trattativa che comunque si aprirà, piuttosto che scegliere la strada di un brutale confronto di natura giudiziaria il cui esito è tutto da verificare. Quindi suggerisco un voto per parti separate e, per quel che mi riguarda, per la parte riferita all'impegno del Governo, il mio voto favorevole c'è.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato D'Ettore. Ne ha facoltà.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). Presidente, innanzitutto intervengo per sottoscrivere, come anche il collega Pettarin, l'ordine del giorno. L'onorevole Lupi ha in maniera sintetica centrato alcune questioni, una molto rilevante, che è affrontata in modo ragionevole dall'ordine del giorno. Si tratta di un impegno che porta ad analizzare anche tutti gli effetti di carattere negativo che possono rivelarsi e riverberarsi sia sugli investitori sia, dall'altro lato, sui costi che potrebbe affrontare lo Stato in una trattativa che dovesse poi concludersi con un atto di revoca, cioè con uno scioglimento unilaterale, non concordato del rapporto convenzionale. La Corte di giustizia europea e il Consiglio di Stato - nell'ordine del giorno è citato - hanno sempre ribadito che qualsiasi revoca, ma anche le assegnazioni temporanee - per esempio i passaggi ad ANAS di una gestione - devono essere tutti assistiti da meccanismi compensativi adeguati, e che ogni atto che può avere natura espropriativa o carattere espropriativo - come in questo caso, perché si potrebbe giungere a questo - non può realizzarsi senza una precisa valutazione e un'adeguata determinazione delle compensazioni e degli indennizzi. Allora, l'ordine del giorno non sposta nulla rispetto al portato normativo dell'articolo 35, ancorché quella norma io sono certo che sarà di carattere costituzionale, quantomeno nella parte in cui non determina meccanismi automatici di subentro, di assegnazione, indipendentemente dall'adeguato indennizzo, che è previsto dalla Carta costituzionale, in particolare anche sulla funzionalizzazione della proprietà privata, della gestione privata e del rapporto impresa-Stato, che è tipico della Costituzione economica e del nostro modo di intendere la esternalizzazioni nell'attuale regime ordinario e costituzionale. Questa è una tipicità italiana. Quindi, io ritengo che non toccando direttamente la norma, semplicemente, l'impegno è volto anche a dare ai mercati, alle imprese e ai lavoratori una tranquillità che lo Stato affronterà questa tematica in maniera ragionevole, valutando ogni aspetto relativo anche all'analisi degli effetti e delle ricadute di carattere negativo, dei costi che può subire lo Stato e di quello che è poi l'approccio con i lavoratori e, dall'altro lato, come hanno ben sottolineato gli onorevoli Lupi e Tabacci, il tema fondamentale dei risparmiatori, che comunque sono stati chiamati a partecipare, a investire, come anche investitori non professionali. Allora, tutto questo, se uno legge il dispositivo dell'impegno, è ragionevole, di buonsenso e, semplicemente, va nell'ottica di molte dichiarazioni del Governo, anche dello stesso Premier Conte, che ha più volte detto che non è che si può fare un atto unilaterale di scioglimento del rapporto indipendentemente da una valutazione preliminare, che poi, del resto, è obbligatoria per legge. Qui, semplicemente, l'ordine del giorno caratterizza e determina un comportamento e una condotta della mano pubblica ragionevole, che può trovare soluzioni rispetto anche all'esito finale dello scioglimento unilaterale. È in linea con molti degli ordini del giorno e degli emendamenti che avevamo presentato noi al “Milleproroghe” su questo tema. Mi rivolgo, quindi, al Governo, ma anche, a questo punto, al PD, a Italia Viva, perché si tratta di questioni che sono affrontate con quell'equilibrio e con quella razionalità che nulla spostano rispetto all'intento e alla principale della norma dell'articolo 35, per cui valutatelo nel merito e nella possibilità; quantomeno, mi rivolgo anche al sottosegretario, io penso che possa essere affrontato favorevolmente, perché non sposta nulla rispetto a quello che è l'intento del Governo, o meglio, lo rende più ragionevole nelle soluzioni .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pettarin. Ne ha facoltà, per un minuto.
GUIDO GERMANO PETTARIN(FI). Presidente, naturalmente per chiedere, come già preannunciato dal collega D'Ettore, di essere autorizzato a sottoscrivere l'ordine del giorno e per ricordare che le osservazioni fatte sono ancor più significative quando pensiamo che qui siamo sul filo del rasoio del diritto comunitario. Ricordo che uno dei princìpi determinanti del diritto comunitario è il “” e questa normativa tutto fa, meno che conservare i patti pregressi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Musella. Ne ha facoltà.
GRAZIANO MUSELLA(FI). Grazie, Presidente. Solo per sottoscrivere l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fassina. Ne ha facoltà.
STEFANO FASSINA(LEU). Grazie, Presidente. Il parere del Governo è assolutamente condivisibile su questo ordine del giorno per diverse ragioni; poi, quando faremo gli interventi in dichiarazione di voto cercherò di essere più analitico. Ora, quello che mi preme sottolineare è che le valutazioni che si richiedono nel dispositivo dell'ordine del giorno del collega Lupi mi pare siano state molto presenti nel comportamento del Governo. Credo che sia anche infondato sottolineare una temporanea assenza di un soggetto interlocutore responsabile della gestione, perché, come indicato nell'articolo 35, è previsto il subentro di un gestore, che, in particolare, è l'ANAS.
Dopodiché vorrei, con grande attenzione alle posizioni di tutti, ricordare che questa logica dei e dei diritti acquisiti dovrebbe essere considerata alla luce di convenzioni che sono totalmente sbilanciate e assolutamente favorevoli al concessionario. Non è l'opinione del sottoscritto e vi invito a leggere tra i vari documenti che sono stati prodotti in merito al “autostrade”, non uno dei tanti di ricerca ma una delibera della Corte dei conti, nelle conclusioni della quale è indicato che siamo di fronte a una normativa - perché, come sapete, poi, le concessioni sono state anche tradotte in normative - assolutamente sfavorevole all'interesse pubblico. Se andate a vedere i dati riportati dalla Corte dei conti - lo ripeto, dalla Corte dei conti - i signori delle autostrade, nel periodo 2012-2017, hanno aumentato le tariffe del 14 per cento a fronte di un'inflazione che è rimasta piatta. Si potrebbe dire: questi signori, con le maggiori entrate dell'aumento delle tariffe hanno fatto tanti investimenti. Ebbene, sempre dalle tabelle della Corte dei conti viene fuori che gli investimenti di questi signori della rendita - perché di tale questione stiamo parlando - nello stesso periodo in cui le tariffe aumentavano del 14 per cento, a fronte di un'inflazione nulla, sono passati da 2 miliardi e 63 milioni a 959 milioni: più che dimezzati. Che cosa è successo con queste maggiori entrate dall'aumento delle tariffe? L'utile netto è aumentato del 50 per cento, da un miliardo a oltre un miliardo e mezzo all'anno; quindi, signori, la revoca è un atto dovuto a difesa dell'interesse generale, perché con quel diritto acquisito a cui fate riferimento si sta alimentando una rendita spropositata.
Dopodiché, sarà la magistratura ad andare fino in fondo sulle responsabilità specifiche di ponte Morandi, ma la norma è generale, è una norma che vuole avere un impatto sistemico e va salvaguardata, perché il sistema che si vuole difendere è un sistema inaccettabile, non solo inefficiente, ma inaccettabile sul piano della giustizia sociale .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
FEDERICA ZANELLA(FI). Signor Presidente, solo per chiedere di poter sottoscrivere l'ordine del giorno, ancor più convintamente dopo l'intervento dell'onorevole Fassina.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rixi. Ne ha facoltà.
EDOARDO RIXI(LEGA). Presidente, devo dire che sono rimasto molto sorpreso dall'andamento dei lavori sull'articolo 35 in discussione… scusi, Presidente, c'è un rumore che non si riesce a parlare in quest'Aula…
EDOARDO RIXI(LEGA). Soprattutto, quello che abbiamo notato in queste settimane, è il fatto degli incontri che dovevano essere fatti con tavoli con tutti i concessionari autostradali, per, come diceva l'onorevole Fassina, riscrivere le regole di un settore che abbiamo visto che non funziona, mentre invece il Governo ha deciso di incontrare singolarmente ogni singolo concessionario, con un principio che manca assolutamente di trasparenza e di condivisione. Quindi, non sappiamo dove stiamo andando, non sappiamo come verrà applicato questo articolo 35, a chi verrà applicato, se verrà applicato, per cui, credo che da questo punto di vista il commento che ha fatto, invece, il deputato Lupi sia assolutamente condivisibile, perché, o si decide di rivedere il sistema concessionario in maniera trasparente, portando all'esame delle Camere le intenzioni che ha il Governo, oppure continuare a rinviare, facendo promesse ai vari concessionari di utilizzare o meno l'articolo 35 come una minaccia, una pistola scarica, come qualcuno l'ha definito, sinceramente non tutela né lo Stato né la sicurezza stradale.
Vorrei ricordare che l'articolo 13 rinvia l'approvazione dei piani economici finanziari dei concessionari fino a luglio, il che vuol dire che non avremo manutenzioni autostradali fino a luglio e abbiamo quasi tutte le autostrade ormai a corsia unica. Credo che sia un senso di irresponsabilità che sta dimostrando questo Governo che preferisce discutere singolarmente col concessionario, magari, anche per vicinanze politiche di qualche concessionario, che affrontare in maniera trasparente questo argomento. Quindi, credo che a questo Paese la tragedia del ponte Morandi non abbia insegnato nulla e mi dispiace che anche chi era membro del nostro Governo e oggi si trova nel Governo Conte- una volta invocava la trasparenza, oggi, invoca l'opacità .
PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste d'intervento, voglio chiedere al deputato Lupi che nel suo intervento aveva messo il condizionale rispetto alla possibilità di procedere alla votazione per parti separate, anche in forza del suggerimento dato dal collega Tabacci, se intende formalizzare la richiesta di votazione per parti separate oppure no. Mi dica; a lei la parola, deputato Lupi.
MAURIZIO LUPI(M-NI-USEI-C!-AC). Ovviamente, se questo può facilitare l'approvazione, almeno, del dispositivo, credo che sia utile votare per parti separate. Rimane, ovviamente, la richiesta di parere favorevole sia sulla premessa che sul dispositivo, da parte mia.
PRESIDENTE. Avverto che voteremo prima il dispositivo e poi la premessa, nel caso in cui il dispositivo fosse approvato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli impegni relativi all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/7 Lupi, con il parere contrario del Governo.
Come già preannunciato non poniamo dunque in votazione la premessa dell'ordine del giorno n. 9/2325-AR/7 Lupi.
Passiamo all'ordine giorno n. 9/2325-AR/8 Acquaroli: il Governo si è espresso favorevolmente. Ordine del giorno n. n. 9/2325-AR/9 Baldini: c'è una proposta di riformulazione con parere conseguente positivo. Collega Baldini?
MARIA TERESA BALDINI(FDI). Non ho capito la riformulazione.
PRESIDENTE. Sottosegretaria Castelli, ce la può ribadire cortesemente.
LAURA CASTELLI,. La riformulazione prevede di aggiungere al dispositivo “nei limiti della finanza pubblica”.
PRESIDENTE. Accolto. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/10 Bellucci con parere contrario da parte del Governo. Prego a lei la parola, deputata Bellucci.
MARIA TERESA BELLUCCI(FDI). Grazie, Presidente. Rappresentanti del Governo, il parere contrario sul mio ordine del giorno dimostra la totale cecità e sordità da parte delle sinistre di Governo. Ancor più grave questa cecità e sordità perché è a danno di chi ha il compito di difendere i più fragili, cioè parliamo di oltre 300.000 organizzazioni del Terzo settore, parliamo di 5 milioni di volontari, parliamo di 1 milione di operatori sociali che si occupano di tenere in piedi e insieme l'assistenza sociale e sanitaria della nostra Italia. Il vostro parere è del tutto assurdo perché il nostro è un ordine del giorno di buonsenso. Abbiamo cercato in tutti i modi di aiutarvi rispetto ad una assurda mancanza in termini di adeguati decreti attuativi del codice del Terzo Settore. I ritardi sono cronici e, da una parte, il Governo è inerme e ritarda ma, dall'altra, chiede alle organizzazioni del Terzo settore di essere puntuali e di rispettare a giugno un adeguamento degli statuti che non si può fare, perché non avete ancora emanato il decreto attuativo e non avete ancora emanato la regolamentazione del registro unico del Terzo settore. E allora come potete chiedere a quelle organizzazioni di adeguare gli statuti, di andare dal notaio, di evidentemente destinare delle economie ad un adeguamento che non può avere ad oggi, a causa della colpa del Governo, tutti gli elementi per provvedere ad un intervento emendativo corretto del proprio statuto. La vostra cecità e sordità è legata anche al fatto che abbiamo provato a consigliarvi durante i lavori in Commissione con un emendamento; abbiamo provato con questo ordine del giorno a convincervi; ancora oggi ci troviamo in Aula a dirvi che la vostra iniziativa è del tutto assurda. E allora, di grazia, da una parte il Ministro Gualtieri si preoccupa così tanto di proporre emendamenti per dare 900 mila euro alla casa internazionale delle donne e su questo poi evidentemente c'è anche un interesse, dato che ci troviamo in campagna elettorale; dall'altra il Governo propone anche emendamenti per proporre la commercializzazione della e anche su questo dimostrando vergognosamente di non conoscere come si governa il “Milleproroghe” perché il proprio emendamento viene dichiarato inammissibile.
Ma, per contro, quando c'è da fare un'iniziativa che veramente va a tutelare coloro i quali si occupano di assistenza dei più fragili e, quindi, parliamo di assistenza a bambini abbandonati, a donne vittime di violenza, alla protezione degli anziani, alla protezione dei disabili, a chi versa in una condizione di difficoltà, quando si tratta di intervenire velocemente in maniera urgente a quel punto sì con un “Milleproroghe” che serve, voi siete assolutamente sordi ad ogni aiuto da parte dell'opposizione. Questo è incomprensibile. Le sinistre di Governo si battono quando si tratta di difendere un'organizzazione del Terzo settore che si trova in mezzo al Mediterraneo, ma quando si tratta di pensare a tutte le organizzazioni, a quelle che silenziosamente ogni giorno difendono i più fragili e intervengono in situazioni di emergenza, allora invece chiudete gli occhi ma soprattutto chiudete il cuore e lasciate sole e abbandonate quelle realtà. Ma che senso ha? Ma voi del sociale che cosa fate, materia e tema di campagna elettorale? E poi quando siete in Parlamento e dovete fare misure giuste, invece ve ne dimenticate? Allora, sono veramente basita, indignata, preoccupata e vi ho portato in tutti i modi il grido di aiuto e la richiesta che veniva da parte di quelle 300.000 organizzazioni, la parte sana della nostra società, l'unico settore che in Italia è in crescita, che dà posti di lavoro e opportunità, che accompagna i nostri ragazzi nel poter vivere la propria vita in maniera piena all'insegna della solidarietà e dell'amore verso l'altro.
MARIA TERESA BELLUCCI(FDI). Questa maggioranza di Governo, queste sinistre dimostrano continuamente invece anche attraverso questa contrarietà di essere cieche, sorde, e, permettetemi, in questo caso anche senza cuore. Questa è la sinistra, quella che non dà attenzione e importanza al sociale; questa è invece la destra quella che del sociale…
PRESIDENTE. Concluda, per favore, ha esaurito il suo tempo.
MARIA TERESA BELLUCCI(FDI). …ne fa attenzione e poi amore.
MARIA CHIARA GADDA(IV). Grazie, Presidente. Per dire che voto convintamente contro l'ordine del giorno in esame perché, prima di fare interventi come questo, bisognerebbe conoscere e bisognerebbe sapere. Peraltro poche settimane fa, tre settimane fa, è uscito ad esempio un decreto collegato alla riforma del Terzo settore sulle erogazioni liberali e sulle donazioni e le norme fiscali legate alle associazioni e agli enti del Terzo settore sono già in vigore dal 1° gennaio 2018 e questi passaggi sono tutti funzionali all'entrata in vigore del registro unico nazionale e anche propedeutici all'approvazione da parte dell'Unione europea di tutto il pacchetto soprattutto delle misure fiscali che vanno proprio nella direzione, finalmente dopo tanti anni, di mettere il Terzo settore nelle condizioni di crescere, di strutturarsi e di dare senso a tutte le attività di interesse generale che sono inserite all'interno della riforma del Terzo settore a cui finalmente si dà dignità anche giuridica e anche fiscale, perché la riforma del Terzo settore ha fatto questo e dare informazioni sbagliate e fuorvianti, come è stato fatto questa mattina, non è un buon servizio al Terzo settore
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/10 Bellucci.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/11 Bignami, con parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare il deputato Bignami. Ne ha facoltà.
GALEAZZO BIGNAMI(FDI). Grazie, Presidente. Ritengo doveroso in premessa ricordare all'Aula e anche a tutta la nostra nazione come oggi pendono dinanzi ai nostri organi di giustizia oltre 5 milioni e mezzo di cause di cui 1 milione e 300 mila circa…
PRESIDENTE. Colleghi deputati, chiedo scusa, deputato Bignami: aspettiamo un attimo che si faccia silenzio, altrimenti non è possibile ascoltarla. Prego, prosegua.
GALEAZZO BIGNAMI(FDI). Grazie, Presidente. Ritengo doveroso in premessa ricordare come oggi, dinanzi ai tribunali italiani, pendano oltre 5 milioni e mezzo di cause, di cui circa 1 milione e 300 mila incardinate davanti agli uffici dei giudici di pace, i quali, nel nostro sistema giustizia, recitano un ruolo assolutamente fondamentale per la tenuta complessiva del sistema giudiziario. Nonostante ciò e nonostante la disponibilità spesso anche, direi, quasi eccessiva che i giudici di pace mostrano nello svolgimento delle proprie funzioni, registriamo ormai da tempo, dai Governi di marca rosso-gialla, rossa, tecnici, quello che voi volete, un'ostilità nei confronti di questa categoria, a cui tuttavia sono affidate anche funzioni ben importanti, probabilmente anche quelle più sentite dai cittadini presi da vicende di rilevanza giudiziaria comune, sia in materia penale che in materia civile. Oggi i giudici di pace sono, direi, l'unica categoria di lavoratori sprovvista di assistenza sanitaria, di strumenti minimi di supporto sociale come l'istituto della maternità; sono una delle ultime categorie che lavora addirittura a cottimo, vedendosi retribuita in base alla sentenza. E nonostante questo ruolo fondamentale, oggi il Governo esprime un parere contrario sulla possibilità, raccogliendo le istanze che tanti giudici di pace hanno, in un senso di onore e dovere nei confronti della nostra patria, messo a disposizione, che i giudici di pace rimangano in servizio, laddove essi vogliano, fino ai 73 anni: cosa che, a nostro modo di vedere, non solo costituisce un rispetto alla disponibilità di questi servitori dello Stato, ma anche rispetto a quello che è il futuro del sistema ordinamentale giudiziario. Allora il motivo per il quale noi chiediamo che l'ordine del giorno venga messo ai voti, pur apprendendo della contrarietà del Governo, è per fissare le responsabilità in quest'Aula di chi è a favore di una categoria verso cui crediamo come cittadini si debba dire grazie, e chi invece continua nella sua battaglia di ostilità nei confronti dei giudici di pace .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/11 Bignami, con il parere contrario del Governo.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/2325-AR/12 Bucalo.
Ha chiesto di parlare la deputata Bucalo. Ne ha facoltà.
CARMELA BUCALO(FDI). Presidente, con questo ordine del giorno avevo chiesto la possibilità di prevedere la riapertura della moratoria sanzionatoria per la tardiva emissione della fattura elettronica, che sta ancora oggi provocando tanta preoccupazione soprattutto tra le aziende, i professionisti e soprattutto i piccoli esercenti. E soprattutto sapete perché? Perché ci sono sanzioni elevatissime anche per piccoli ritardi. Bocciando, quindi, questo ordine del giorno, il Governo continua ancora ad accanirsi in modo ingiustificato contro i contribuenti. L'invio tardivo della fattura elettronica è solo una mera formalità e quindi dovuta non al contribuente, che non vuole evadere, ma soprattutto alla poca dimestichezza che ha con il mondo digitale. Si continua così, ancora di più, ad ammazzare un Paese intero!
Io chiedo al Governo di poter rivedere questo parere, per il bene soprattutto dell'intero Paese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/12 Bucalo, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/13 Butti. C'è un parere favorevole condizionato all'accettazione della riformulazione, che viene accolta dal collega Butti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/15 Caretta con il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare la deputata Caretta. Ne ha facoltà.
MARIA CRISTINA CARETTA(FDI). Presidente, con la legge di bilancio per il 2020 è stata istituita una tassa sulle bevande zuccherate, la cosiddetta che è stata introdotta nella misura di 10 euro ogni 100 litri di bevanda. L'idea che sottende questa tassa è chiaramente quella dell'imposta pigouviana, quindi l'idea di disciplinare il comportamento dei consumatori tramite maggiori imposte per disincentivare l'acquisto di bevande zuccherate.
Tuttavia, sono numerosi gli studi scientifici comportamentali che attestano che un consumatore difficilmente ridurrà il consumo di bevande zuccherate in seguito all'introduzione dell'imposta in oggetto, ma preferirà acquistare prodotti surrogati non tassati. Va ricordato che questa imposta, combinata con la cosiddetta , ha già sortito degli effetti negativi ancor prima di entrare in vigore: voglio ricordare l'esempio della Sibeg, azienda che imbottiglia bevande a marchio Coca Cola, che ha annunciato che, senza una rimodulazione dell'imposta, dovrà delocalizzare tutte le sue attività produttive in Albania.
Escludendo multinazionali di questo tipo, numerosi dubbi sono stati espressi anche da produttori locali di zucchero italiano, il nostro zucchero . Ricordo che in Italia sono 7 mila le aziende agricole che forniscono barbabietole agli zuccherifici, con 30 mila ettari coltivati, garantendo una corretta rotazione agronomica e contribuendo alla sostenibilità dei territori. Tali aziende, che rappresentano circa 25 mila persone concentrate in Emilia-Romagna e in Veneto, con una produzione pari a circa il 15 per cento della domanda di zucchero italiano, verrebbero penalizzate ulteriormente da questa imposta, che non tiene conto delle difficoltà a cui vanno incontro tutti i giorni i nostri produttori nazionali. Ecco, Presidente, con questo ordine del giorno noi volevamo chiedere al Governo di rinviare l'entrata in vigore della almeno fino al 2022, per dare modo di predisporre un confronto più approfondito con le realtà produttive italiane e salvare dall'ennesima mazzata erariale le nostre aziende; salvare anche un settore importante, che è quello degli zuccherifici, che è quello del nostro zucchero . Chiedo al Governo di rivedere il parere su questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Approfittiamo intanto per salutare studenti e gli insegnanti della Scuola secondaria “Falconetto” di Padova (a proposito di Veneto), che sono qui in tribuna ad assistere ai nostri lavori . Li ringraziamo per questo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/15 Caretta, con il parere contrario del Governo.
Ordine il giorno n. 9/2325-AR/16 Cirielli parere favorevole con riformulazione: viene accolta. Ordine il giorno n. 9/2325-AR/17 Ciaburro parere contrario del Governo: lo pongo in votazione?
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/17 Ciaburro, con il parere contrario del Governo.
Ordine del giorno 9/2325-AR/19 Luca De Carlo è accolto dal Governo. Ordine il giorno n. 9/2325-AR/20 Delmastro Delle Vedove parere contrario del Governo: lo pongo in votazione. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/20 Delmastro Delle Vedove, con il parere contrario del Governo.
Ordine il giorno n. 9/2325-AR/21 Donzelli parere contrario del Governo: lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/21 Donzelli, con il parere contrario del Governo.
Ordine il giorno n. 9/2325-AR/22 Ferro c'è una proposta di riformulazione.
Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI(FDI). Signor Presidente, come convenuto, noi chiediamo, accogliendo la riformulazione, solo su questo ordine del giorno, che sia posto in votazione perché riteniamo che possa essere utilmente rafforzato dal voto dell'Aula, anche in ragione delle considerazioni e del dibattito che c'è stato in Commissione, e prendiamo atto che il Governo ha condiviso una posizione che in Commissione aveva trovato anche qualche contrarietà.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/22 Ferro, così come riformulato, con il parere favorevole del Governo.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/23 Foti il parere del Governo è favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/24 Frassinetti il parere è contrario. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.
PAOLA FRASSINETTI(FDI). Molto brevemente, signor Presidente, approfittando anche della presenza del Ministro dell'Istruzione Azzolina. Questo ordine del giorno riguarda la riapertura delle graduatorie per fare in modo che gli insegnanti esclusi possano essere inseriti e partecipare. Abbiamo, e non è una novità, un grandissimo precariato nel campo dei docenti. La stabilizzazione, che è l'obiettivo da raggiungere, si può fare, riaprendo le gare e dando l'opportunità anche ai diplomati magistrali che sono stati coinvolti in quella questione, che è nota a tutti, di esclusione, di potere essere riammessi. È un modo di reclutamento degli insegnanti, il Governo ci ripensi e adotti delle iniziative normative entro il 30 giugno 2020. Questa è la nostra richiesta, è la richiesta di Fratelli d'Italia.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/24 Frassinetti, con il parere contrario del Governo.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/25 Galantino c'è una riformulazione da parte del Governo, che viene accolta.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/26 Gemmato parere contrario da parte del Governo: lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/26 Gemmato, con il parere contrario del Governo.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/28 Lucaselli c'è una riformulazione da parte del Governo, che viene accolta. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/29 Mantovani parere contrario del Governo: lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/29 Mantovani, con il parere contrario del Governo.
PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/30 Meloni, parere favorevole con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/31 Mollicone parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/32 Montaruli parere contrario: lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/32 Montaruli.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/33 Osnato, con il parere contrario del Governo.
Ordine del giorno n. 9/2325/34 Prisco, favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione, va bene. Ordine del giorno n. 9/2325/35 Rizzetto, favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione. Ordine del giorno n. 9/2325/36 Rotelli, inammissibile. Ordine del giorno n. 9/2325/37 Silvestroni, raccomandazione. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestroni. Ne ha facoltà.
MARCO SILVESTRONI(FDI). Grazie, Presidente. Io vorrei ricordare al Governo, che ha dato questo parere come raccomandazione, che a gennaio approvammo una mozione unitaria sui segretari comunali e il Governo prese l'impegno, per quanto riguarda la parte del trattamento economico soprattutto per i comuni montani e i piccoli comuni, che il trattamento economico, appunto, fosse messo a carico del Ministero dell'Interno. Questo era l'impegno del Governo e ora nel “Milleproroghe” il Governo non l'ha reinserito. Uno, significa che quella mozione unitaria allora è stata una presa in giro nei confronti dei piccoli comuni e dei comuni montani. Quindi, o viene riformulato con un parere favorevole oppure chiedo che venga messo in votazione.
PRESIDENTE. Governo?
LAURA CASTELLI,. Possiamo anche trasformarlo in parere favorevole .
PRESIDENTE. Perfetto, parere favorevole. Andiamo avanti. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/38 Trancassini, favorevole con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/39 Zucconi, parere contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/39 Zucconi.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/40 Dall'Osso, con parere contrario. Ha chiesto di parlare il deputato Dall'Osso. Ne ha facoltà.
MATTEO DALL'OSSO(FI). Grazie, Presidente. Presidente, suppongo che il Governo non abbia capito il mio ordine del giorno - era a loro tutela - e quindi, coinvolgendo i parlamentari del MoVimento a controfirmarlo, io ritiro anche la mia firma. Potete controfirmarlo.
PRESIDENTE. Quindi, lo vuole ritirare? È ritirato. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/41 Rostan, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/42 Fassina, favorevole con riformulazione: accetta. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/43 Gagliardi, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/44 Macina, inammissibile.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/46 Barbuto, favorevole con riformulazione: accetta.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/47 Siragusa, favorevole con riformulazione: accetta. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/48 Sabrina De Carlo, favorevole. Il deputato Pettarin chiede di parlare, sull'ordine dei lavori?
GUIDO GERMANO PETTARIN(FI). No, voglio chiedere l'autorizzazione per quanto riguarda l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/48 Sabrina De Carlo di apporre la mia sottoscrizione e, non essendo riuscito prima per tempo a farlo presente, chiedo se sia possibile apporre la sottoscrizione anche all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/31 Mollicone.
PRESIDENTE. Ordini del giorno n. 9/2325-AR/49 Misiti, n. 9/2325-AR/50 Roberto Rossini e n. 9/2325-AR/51 Rizzo. Andiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/62 Deiana, favorevole con riformulazione: accetta. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/67 Marino, favorevole con riformulazione: accetta. Il deputato Andrea Romano chiede di intervenire, prego.
ANDREA ROMANO(PD). Mi scusi, Presidente. Voglio chiedere, visto che ha saltato il numero, di poter apporre la mia firma all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/64 Berti.
PRESIDENTE. Va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/78 Sarli, raccomandazione: accetta?
Chiede di intervenire la sottosegretaria Castelli. Prego.
LAURA CASTELLI,. Se posso intervenire, Presidente, faccio presente che il Governo ritiene che, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/78 Sarli, per come è scritto l'impegno, ci possa essere un favorevole pieno.
PRESIDENTE. Quindi, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/79 Bologna, favorevole con riformulazione: va bene. Ordini del giorno n. 9/2325-AR/81 Lapia e n. 9/2325-AR/82 Ianaro. Chiede di intervenire il deputato Giachetti.
ROBERTO GIACHETTI(IV). Immagino che non l'abbia chiamato perché il parere è favorevole. Comunque, vorrei sottoscrivere l'ordine del giorno n. 9/2325-AR/80 Sportiello.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2325-AR/80 Sportiello è inammissibile.
ROBERTO GIACHETTI(IV). Non dubitavo…
PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/82 Ianaro, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/84 Menga, favorevole con riformulazione. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/85 Mammì, raccomandazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/88 Trizzino, favorevole con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/94 Pezzopane, favorevole con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/95 Lacarra, favorevole con riformulazione? È ritirato. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/96 Pini, favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare la deputata Pini. Ne ha facoltà.
GIUDITTA PINI(PD). Grazie, Presidente. Io chiedo al Governo, visto che accetto la proposta di riformulazione sull'impegno ma visto che la premessa era la lettera fatta dai rettori sempre sullo stesso tema e chiedeva, appunto, che la ricerca potesse continuare, quella per cui noi ci vantiamo sempre e facciamo le foto insieme ai ricercatori dello Spallanzani e, però, poi dopo non gli diamo la possibilità di continuare il loro lavoro, chiedo, quindi, se il Governo possa, insomma, rivalutare la proposta di riformulazione almeno per la premessa, tenendo la richiesta dei rettori.
LAURA CASTELLI,. Chiedo di parlare.
LAURA CASTELLI,. Sì, Presidente, lo accogliamo .
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/97 Gribaudo, favorevole con riformulazione: va bene.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/99 Carnevali, favorevole con riformulazione: va bene.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/100 Bruno Bossio, parere contrario.
Ha chiesto di parlare la deputata Bruno Bossio. Ne ha facoltà.
VINCENZA BRUNO BOSSIO(PD). Io sono veramente stranita dal fatto che ieri sera c'è stato un parere favorevole con riformulazione su questo ordine del giorno e oggi, inopinatamente, c'è un parere negativo. Voglio ricordare che l'argomento riguarda il decreto-legge n. 135 del 2018, dove, ricordo, il mio partito, il Partito Democratico, ha votato contro. Oggi si dovrebbe riaprire una discussione su questo decreto estemporaneo, che ha creato grossi problemi alle imprese del trasporto privato non in linea. In particolare, quello che si chiedeva, attraverso la riformulazione che era stata accolta, era semplicemente di riaprire le interlocuzioni bruscamente interrotte dal precedente Governo, questo è stato tolto, nella sede del tavolo di confronto istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, cioè si chiede solo di riaprire un tavolo. Voi mi dovete spiegare perché c'è in questo momento una persecuzione nei confronti di una parte di imprese che lavorano coerentemente e onestamente su questo territorio.
LAURA CASTELLI,. Sì, Presidente, il Governo ritiene di poter accogliere il primo impegno del deputato e riformulare nello stralcio del secondo e del terzo con la frase: “a valutare l'adozione di eventuali iniziative, se ricorrono le condizioni, in materia di trasporti non di linea e NCC”, se la collega la accetta.
PRESIDENTE. Prendo atto che lo accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/101 Ripani, su cui c'è un parere favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare la deputata Ripani. Ne ha facoltà.
ELISABETTA RIPANI(FI). Grazie, Presidente. Io mi rivolgo al Governo per avere un cambio di parere su questo ordine del giorno, anche perché - mi riferisco all'ordine del giorno n. 101 - non può essere liquidato con una banale riformulazione “a valutare l'opportunità di”. L'ordine del giorno chiede il completamento del famoso corridoio tirrenico, la A12 Livorno-Grosseto-Civitavecchia, mediante la messa in sicurezza e l'adeguamento della statale Aurelia. Questo ordine del giorno ricalca precisamente quello che è il contenuto di un emendamento, se non erro il 34.016 Ceccanti, che è stato poi sottoscritto da tutte le forze politiche e approvato con consenso unanime in sede di Commissione bilancio. In questo emendamento si procede con l'abrogazione dell'articolo 9 della legge del 12 agosto 1982, che è quella che ha autorizzato la SAT a realizzare l'autostrada A12 Livorno-Grosseto-Civitavecchia, si procede con l'affidamento al 31 ottobre 2028 alla SAT della gestione della sola tratta autostradale aperta al traffico alla data di entrata in vigore della vigente disposizione e si dispone che MIT e SAT procedano alla revisione della convenzione unica vigente. Quindi, coerenza e logica vorrebbero che se è stato approvato l'ordine del giorno, quello che risulta scritto attualmente all'interno dell'articolo 35 veda anche una logica e conseguente approvazione di questo ordine del giorno.
Anche perché, la vicenda del corridoio tirrenico merita una particolare attenzione: si parla di una grande opera incompiuta, di cui si parla per la bellezza di oltre mezzo secolo; si sono realizzati molti più tracciati che chilometri, la statale Aurelia, secondo fonti Istat, risulta essere la strada statale più pericolosa d'Italia, noi abbiamo ormai quotidiani incidenti, purtroppo anche moltissimi incidenti mortali, soltanto 38 nelle statistiche dell'anno 2018, per cui abbiamo una situazione che non è più accettabile, sia per quanto riguarda le criticità in ordine alla sicurezza stradale, ma soprattutto anche in ordine al rilancio economico di una meravigliosa terra, che è quella di Maremma, che vede un pesante infrastrutturale che la mortifica e che, sicuramente, non sfrutta quelle che sono le grandissime potenzialità del territorio.
Quella del corridoio tirrenico è una vicenda assolutamente travagliata, chi è del territorio conosce bene tutto l'iter del progetto autostradale, ricorda bene la con il Governo Gentiloni, con cui si è passati al reperimento di una soluzione alternativa a quella del progetto autostradale e, quindi, quella dell'ammodernamento e della messa in sicurezza della statale Aurelia, quindi una moderna superstrada. Ci ricordiamo bene la procedura di infrazione della Commissione europea a carico dell'Italia per quanto riguarda la proroga della concessione a SAT, il pronunciamento della Corte di giustizia dell'Unione europea sempre sulla proroga, sull'illegittimità della proroga della concessione di 18 anni a SAT. Si è arrivati, praticamente, ad un certo punto in cui, in Maremma, si è avuta veramente la paura di rimanere, come si dice da noi, con il lumicino in mano, e quindi non avere né la realizzazione del progetto autostradale, tanto meno la messa in sicurezza di una strada che è estremamente pericolosa, per cui si è arrivati ad una soluzione unanime che ha visto finalmente concorde tutta la politica in maniera trasversale, tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle regionali, nel procedere con la messa in sicurezza della statale Aurelia.
Quindi, a questo punto, coerentemente con quanto è stato detto anche recentemente dal Ministro De Micheli, che si è assunta un impegno ben preciso nei confronti di queste infrastrutture, e coerentemente con quanto scritto all'articolo 35 del seguente provvedimento, noi chiediamo che ci sia un cambio di parere, anche perché non siamo più arrivati, a questo punto, nella condizione di poter dire “valuteremo l'opportunità di” terminare il corridoio tirrenico. Bisogna che ci sia una presa di posizione netta, decisa, responsabile e seria, anche da parte del Governo e dell'Aula parlamentare, nel dire che il corridoio tirrenico si farà, si completerà con tempi certi e con il recepimento anche delle risorse necessarie, altrimenti siamo portati a pensare che tutto questo sia soltanto l'ennesima “marchetta” elettorale, l'ennesima presa in giro in previsione delle ormai prossime elezioni regionali che si terranno in Toscana nella prossima primavera.
Quindi io chiedo una revisione del parere, altrimenti procediamo e lo mettiamo in votazione.
PRESIDENTE. Sottosegretaria Castelli?
LAURA CASTELLI,. Per noi rimane il parere come espresso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ferri. Ne ha facoltà.
COSIMO MARIA FERRI(IV). Grazie, Presidente. Volevo anch'io sottoscrivere questo ordine del giorno perché, ha ragione la collega, abbiamo inserito nel “Milleproroghe” un provvedimento che riguarda il corridoio tirrenico. È un provvedimento importante, è un impegno che aveva preso la Ministra De Micheli e che voglio ringraziare perché ha mantenuto l'impegno, e quindi è un primo passo importante. È una questione di cui si parla da anni e c'è un tema sicurezza, un tema viabilità da non sottovalutare, e oggi per coerenza non costa niente, secondo me, al Governo dare un parere favorevole, riformulare l'ordine del giorno, però dare continuità.
Tra l'altro nella conferenza stampa di pochi minuti fa del senatore Matteo Renzi si parla di piano , di sblocca cantieri, e noi vorremmo andare oltre, come gruppo parlamentare Italia Viva, a questo ordine del giorno, che è giusto ma che può andare anche oltre, perché noi vogliamo davvero che si sblocchino i cantieri e anche per il corridoio tirrenico parlare di una legge obiettivo, di una legge specifica che possa derogare a tutte le regole anche del contratto e degli appalti pubblici e possa semplificare. Quindi, ora quello che serve è un impegno forte del Governo per realizzare questa opera.
L'emendamento del “Milleproroghe” è giusto, occorre ora fare di più, approvare una legge obiettivo per tutta una serie di opere pubbliche che sblocchino veramente i cantieri. Quindi, non conferenze di servizio, ma deroghe col controllo di tutte le autorità, ma deroghe veloce e responsabilità nell'arrivare all'esecuzione dell'opera. Quindi, dobbiamo, con coraggio, eseguire le opere, sbloccare i cantieri, approvare per ogni opera una legge obiettivo e anche per il corridoio tirrenico noi chiediamo, come Italia Viva, una legge obiettivo che consenta di realizzare l'opera, soldi, meno burocrazia e semplificazione.
Invito il Governo davvero a rivedere il parere, perché, tra l'altro, è in contrasto con l'emendamento firmato da tutta la maggioranza e che è entrato nel provvedimento e indebolisce la Ministra De Micheli, che comunque ci ha messo la faccia e sta avviando la risoluzione di questo problema, che, devo ammettere, e guardo a tutti gli anni però, anche ai nostri Governi, ma anche a quelli che vengono, se ne parla da trent'anni. Quindi, ora che stiamo cambiando insieme e ci stiamo mettendo tutti la faccia per risolverla, mi sembra davvero, questa presa di posizione del Governo di dare un parere contrario, incoerente, in contrasto e dalla quale, comunque, mi dissocio con forza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silli. Ne ha facoltà.
GIORGIO SILLI(M-NI-USEI-C!-AC). Grazie, Presidente. Velocemente, anche per sottoscrivere l'ordine del giorno. Le opere pubbliche sono le opere pubbliche: su qualsiasi libro di politica economica c'è scritto che, sbloccando le opere pubbliche e riaprendo i cantieri, l'economia riparte. Da toscano, non posso che essere d'accordo con la collega Ripani e con il collega Ferri. Ricordo a quest'Aula che il l'ex Ministro Matteoli è morto su una strada per la quale ha combattuto per tutta la vita. Io, francamente, non capisco questo incaponirsi da parte del Governo a non aprire neppure uno spiraglio per risolvere un problema che è annoso e che isola completamente intere città del sud della Toscana che non riescono a decollare proprio per colpa di questa opera, che non vedrà mai, almeno con questo Governo, la fine.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere l'ordine del giorno dei colleghi Ripani e Battilocchio. Si tratta di una questione - come ha notato anche il collega Ferri - di coerenza applicativa di una norma che è stata già modificata in sede emendativa. Allora, non si capisce per quale ragione non si possa prendere un impegno. Mi rivolgo al Vice Ministro, che è stata attenta anche su questa parte in sede di lavori delle Commissioni: più che valutare l'opportunità, è oramai un impegno che il Governo può prendere, così come aveva preso il Governo precedente lo stesso impegno. È semplicemente la volontà di esprimere questa direzione in ordine a un'opera fondamentale, perché la tratta Grosseto-Capalbio-Civitavecchia riguarda poi anche…
PRESIDENTE. Deve concludere, deputato D'Ettore.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). …gli interessi di due regioni. Ho concluso, semplicemente dicendo, grazie, Presidente, che mi fa concludere sempre all'orario perfetto, preciso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Romano. Ne ha facoltà.
ANDREA ROMANO(PD). Grazie, Presidente. Per suo tramite, vorrei invitare la collega Ripani, firmataria di questo ordine del giorno, ad accettare la riformulazione proposta dal Governo. Mi permetta un minuto: io sono autore dell'emendamento che lei ha citato, che, poi, è stato firmato da tutti i capigruppo nelle Commissioni, che è stato accolto nel testo che oggi voteremo e che va proprio nella direzione da lei auspicata e, cioè, sbloccare la convenzione SAT e, quindi, rimettere nelle mani di ANAS, auspicabilmente, il completamento di quella tratta superstradale, così lo sappiamo tutti che è stata definita. È questa una misura che abbiamo approvato e che oggi approveremo nel testo finale che, finalmente, sbloccherà quella tratta - dobbiamo ricordarlo - ed è anche un auspicio di tutto il territorio, di tutte le forze politiche del territorio, compreso, mi permetto di citarlo, il sindaco di Grosseto, presidente della provincia di Grosseto, che certamente non appartiene al Partito Democratico. È un lavoro che stiamo facendo tutti sul territorio, che, finalmente, permetterà di completare quella tratta, al di là delle contrapposizioni politiche. Quindi, questo ordine del giorno, così come viene riformulato dal Governo, va nella direzione giusta. Se vogliamo per un attimo uscire dalle nostre contrapposizioni e fare, tutti insieme, un passo nella direzione giusta, oggi è l'occasione per farlo. Quindi, davvero, lo sottolineo ancora una volta, l'invito alla collega è ad accettare la riformulazione proposta dal Governo .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rotelli. Ne ha facoltà.
MAURO ROTELLI(FDI). Per sottoscrivere, grazie.
EDOARDO RIXI(LEGA). Grazie, Presidente. Per sottoscrivere e per dire che il Governo precedente, tra l'altro, aveva inserito quest'opera tra le opere dello “Sblocca cantieri” che dovevano essere messe con il commissario dopo varie riunioni a Palazzo Chigi. Ora, siccome a Palazzo Chigi è rimasto lo stesso Presidente del Consiglio del Governo precedente, mi sembra surreale che ci si domandi ancora se quest'opera deve essere fatta, non deve essere fatta e ci debba essere addirittura ammorbidito un ordine del giorno. Mi sembra che prima di pensare a leggi nuove, mi piacerebbe che l'attuale Governo, per lo meno, iniziasse a sbloccare gli 11 miliardi di euro privati sulle concessioni autostradali e iniziasse a dar vita a quelle opere, come la Gronda di Genova, che già nel vecchio Governo erano state sbloccate e l'attuale Governo, nonostante il Ministro De Micheli abbia più volte dichiarato ai giornali che avrebbe concluso l'iter entro dicembre, continua a non firmare i piani economici-finanziari per le nuove opere.
Quindi, ritengo che l'ordine del giorno sia importante e come questo ordine del giorno se ne potrebbero fare almeno altri trentasei che erano le opere individuate dal vecchio Governo e dalla vecchia maggioranza, con il Presidente del Consiglio che torna a dire lo stesso di questa maggioranza , ma si è dimenticato quello che aveva detto di fare a maggio dell'anno scorso e non ha mai fatto .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mugnai. Ne ha facoltà.
STEFANO MUGNAI(FI). Grazie, Presidente. Io ieri ho sentito il Presidente del Consiglio fare appello a tutte le forze di maggioranza e minoranza rispetto alla necessità di una leale collaborazione per dare una prospettiva a questo Paese, citando anche la necessità di fare opere pubbliche importanti. Questa è un'opera pubblica importante che la Toscana e un pezzo d'Italia stanno attendendo da anni. Allora, se si richiede, come Governo, la collaborazione al Parlamento, io credo che, su un tema come questo, il Governo debba dimostrare di credere in ciò che dice il Presidente del Consiglio. Allora, un po' di sensibilità, sottosegretario: rimettetevi all'Aula. Il tema dell'ordine del giorno Ripani è un tema condiviso, perché, di fatto, ricalca, in maniera pressoché letterale, un emendamento portato avanti da un collega del Partito Democratico e, quindi, della vostra maggioranza. Abbiate il buonsenso di rimettervi all'Aula, si mette in votazione e vediamo che esito questa votazione porterà .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Lolini. Ne ha facoltà.
MARIO LOLINI(LEGA). Grazie, Presidente. Chiedo di controfirmare l'ordine del giorno e rammento anche la situazione, che sopportiamo da più di cinquant'anni, di promesse sulla tratta Livorno-Roma. Chiediamo veramente che il Governo si metta una mano sulla coscienza per far sì che quest'opera effettivamente venga alla luce. Mi fa piacere che anche il collega Ferri sia della nostra opinione e, quanto meno, mi auguro che tutta la maggioranza riveda la propria posizione e che questa opera veda una buona luce e una nuova luce, effettivamente, dopo il buio di cinquant'anni .
MARIA TERESA BALDINI(FDI). Presidente, per sottoscrivere questo ordine del giorno.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/101 Ripani, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2325-AR/102 Germanà, accolto come raccomandazione: Germanà? Va bene.
Ordine del giorno n. 9/2325-AR/103 Mandelli, ordine del giorno n. 9/2325-AR/104 Cassinelli… Ordine del giorno n. 9/2325-AR/105 Pittalis, raccomandazione.
Ha chiesto di parlare il deputato Pittalis. Ne ha facoltà.
PIETRO PITTALIS(FI). Signor Presidente, non vorrei che l'ordine del giorno da me proposto e retrocesso a raccomandazione dalla rappresentante del Governo sia un tentativo di annacquare il problema posto, che è il diritto dei sardi alla mobilità.
Signora sottosegretario, forse il problema non l'avete colto nella sua gravità. C'è una compagnia aerea che ha chiesto la messa in liquidazione, c'è un problema della continuità territoriale, anche con riferimento ad inefficienze, anche del Governo italiano, oltre che della scarsa voce che questo Governo ha nei tavoli a Bruxelles: non avete ancora saputo rappresentare quello che in altri Paesi, dalla Francia alla Spagna al Portogallo, si sta facendo.
Non assuma il tono infastidito, signora sottosegretaria, e abbia la pazienza e anche il garbo di seguire quello che le sto rappresentando.
PRESIDENTE. Collega Pittalis, con calma.
PIETRO PITTALIS(FI). Sì, signor Presidente. Fuori di questo palazzo c'è l'intera giunta regionale sarda, ci sono i rappresentanti del Movimento per l'insularità, c'è una parte della Sardegna, c'è tutta la Sardegna, se è vero come è vero che i rappresentanti di questo Parlamento, di tutte le forze politiche, sono usciti fuori per manifestare la solidarietà. E notiamo un'attenzione non all'altezza da parte di questo Governo . Questa è la ragione per la quale io vorrei che il Governo prendesse a cuore il problema vero e che la vertenza dei lavoratori di Air Italy sia, signora sottosegretaria, non una vertenza confinata solo nell'ambito della regione Lombardia e della regione sarda, dove i 1.450 dipendenti svolgono il loro servizio, ma sia una vertenza nazionale, al pari di altre vertenze che questo Governo ha affrontato. Allora, Presidente, su questa raccomandazione chiedo, proprio per rappresentare che la politica non lascia irrisolti i problemi posti da una regione come la Sardegna, che vi sia il voto di questo Parlamento, perché ritengo che ci debba essere una forte spinta perché questo problema sia un problema avvertito da tutte le forze politiche e non un problema che, dopo questa seduta, venga lasciato nel dimenticatoio. Mi auguro che vi sia un voto corale e unanime a sostegno di un'azione forte che il popolo sardo in questo momento sta facendo su questo fronte .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Mura. Ne ha facoltà.
ROMINA MURA(PD). Signor Presidente, intervengo per ricordare al collega Pittalis, ma a tutta l'Aula, che, rispetto al tema continuità territoriale aerea e rispetto alla crisi Air Italy, che ci sta impegnando in questi giorni tutti quanti, ci sono due importanti provvedimenti che verranno assunti, uno, che verrà assunto immediatamente, nelle prossime ore, dalla Ministra De Micheli, è quello della proroga del regime di continuità territoriale aerea, in modo tale da consentire alla regione Sardegna, alla giunta regionale - che sino ad ora non lo ha fatto - di predisporre un adeguato bando di continuità territoriale aerea che possa essere accettato dall'Unione europea. Ma aggiungo di più, perché, lo ha detto stamattina anche il nostro capogruppo, Graziano Delrio, come gruppo del Partito Democratico, e credo anche come Governo - anzi, rispetto a questo pongo nuovamente la questione -, noi dobbiamo aprire un tavolo con l'Unione europea affinché si rivedano le regole degli aiuti di Stato e della concorrenza rispetto al tema dell'insularità. Terza cosa fondamentale: al MIT, al Ministero per le Infrastrutture e per i trasporti, è in corso un tavolo con le regioni Sardegna e Lombardia, con tutte le rappresentazioni sindacali, proprio su Air Italy. Noi, come Governo, attraverso la Ministra De Micheli, abbiamo chiesto alla società di ritirare la procedura di liquidazione e di sostituirla con un'altra che consenta di aprire una trattativa, di salvaguardare i lavoratori e soprattutto di provare a trovare un altro vettore che possa sostituire quello che ha lasciato la compagine Air Italy, per far sì che la stessa compagnia possa tornare operativa per assicurare appunto il servizio di trasporto aereo da e per la Sardegna. Dico questo per dire che siamo in campo, che stiamo lavorando tutti quanti e che il Governo è impegnato su questa vertenza, ahimè compensando anche a molti degli errori fatti dall'attuale giunta regionale della Sardegna .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cappellacci. Ne ha facoltà.
UGO CAPPELLACCI(FI). Grazie, Presidente. Credo sia necessario fare alcune puntualizzazioni, perché qui si continua a parlare di problema risolto. In Sardegna ci sono tre aeroporti: Cagliari, Alghero e Olbia; su Cagliari e Alghero è in vigore la continuità territoriale, che scadrà il 16 aprile, operata da Alitalia; su Olbia c'è quella operata da Air Italy. Si comprende quindi che la proroga non potrà riguardare Olbia, perché Air Italy ha dato l'impossibilità a continuare dopo il 16 aprile. Si deve attivare una procedura diversa, che è quella di fare un bando urgente per trovare un soggetto che sostituisca, nelle more della soluzione di Air Italy, Air Italy. Allora, forse è il caso di fare chiarezza e di smetterla di parlare di proroga che arriverà oggi per tutti gli aeroporti.
Quanto ad Air Italy, il problema non è solo quello di individuare la procedura giusta, il problema è quello di attivare un tavolo serio, da parte del Governo, dove ci sia una vera attività di che miri a individuare un nuovo imprenditore che sostituisca quello che vuole uscire dalla compagine. Senza questi presupposti non si va da nessuna parte.
Infine, ho sentito, soprattutto ieri, su questo tema, qui in quest'Aula, parlare del malgoverno degli anni precedenti e dell'inattività della giunta: ci tengo a dire che la giunta ha comunicato al Ministero sin dall'anno scorso le condizioni e lo stato dell'arte. Se il Ministero avesse adottato prima di oggi il decreto, non ci sarebbe stato il danno per l'economia turistica per la Sardegna, che ormai è irreparabile; numero uno. Numero due: c'è qualcuno che parla di tentativo del sottoscritto di mascherare gli anni del suo governo e, nello stesso tempo, plaude al Ministro perché sta prorogando una continuità territoriale che è targata giunta Cappellacci. Faccia pace con se stesso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Marino. Ne ha facoltà.
BERNARDO MARINO(M5S). Grazie, Presidente. Non trovo grande senso nelle proteste da parte dei colleghi di Forza Italia, visto che c'è già un ordine del giorno, il n. 67, che riguarda la continuità territoriale, che è stato approvato proprio poco fa; forse se lo sono perso.
Quanto alla questione riguardante il bando, sì, è vero, lei dice, collega Cappellacci, che è stato presentato lo scorso anno, ma le vorrei ricordare che è stato presentato a novembre, quindi lei dovrebbe dire qualche mese fa, non l'anno scorso, perché in tutto il tempo che ha avuto la giunta guidata dal presidente Solinas per presentare un bando, buona parte di quel periodo lo ha sprecato inutilmente. Quindi, credo che il Governo stia facendo tutto il possibile per risolvere la drammatica situazione di Air Italy, lo dimostra il fatto che anche oggi c'è un tavolo, importantissimo, convocato al Ministero dei Trasporti. I riflettori su questa vicenda sono accesi da tempo, quindi direi che forse è il caso di smetterla con speculazioni politiche e lavorare insieme, perché qui ne va del futuro di 1.450 persone, e questo non ce lo dobbiamo dimenticare mai .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato De Martini. Ne ha facoltà.
GUIDO DE MARTINI(LEGA). Buongiorno. Allora, adesso tutti parlano di Sardegna, della continuità territoriale e di Air Italy, come se questo problema fosse spuntato oggi dal nulla. Sono mesi che in Sardegna l'assessorato sta lavorando per riuscire a portare avanti questo risultato, ma la verità è stata che il Ministro non riceveva il nostro assessore ai trasporti e in Europa, in Europa la Commissione europea non riceveva il presidente della regione Sardegna. Questa è la realtà! Adesso, quando siamo arrivati a ridosso della stagione turistica, è scoppiata questa cosa.
Noi faremo di tutto per portare avanti questa situazione, bisogna trovare una soluzione per Air Italy. Questa cosa il Ministero la sapeva da mesi, perché non ha aperto prima un tavolo di crisi? Perché dobbiamo arrivare a questo punto? Adesso si fa lo scaricabarile, ma la Lega c'è e sosterrà in tutte le maniere la continuità per la Sardegna .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Frailis. Ne ha facoltà.
ANDREA FRAILIS(PD). Grazie, Presidente. Visto che c'è un invito alla chiarezza da parte delle forze di opposizione, dobbiamo anche dire che se l'attuale giunta regionale guidata da Solinas avesse avuto un atteggiamento di guida verso il precedente bando che era stato varato dal presidente Pigliaru e da Careddu, oggi, la Sardegna una continuità territoriale l'avrebbe, e l'avrebbe nelle migliori delle condizioni. Questo dobbiamo ricordarcelo, perché il bando di Pigliaru e Careddu aveva avuto un parere favorevole da parte dell'Unione europea, addirittura era stato pubblicato dalla e si era anche cominciato a vendere i biglietti, quindi, di che cosa stiamo parlando? La Sardegna una continuità aerea ce l'aveva ed è stata la giunta di Solinas che non ha voluto accompagnare quel progetto, ritirandolo, revocandolo e, quindi, privando di una continuità territoriale aerea vera la Sardegna .
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi… Pittalis, lei accetta la raccomandazione?
PIETRO PITTALIS(FI). No, ho accettato la raccomandazione…
PRESIDENTE. Va bene, ha accettato la raccomandazione… quindi, andiamo avanti. Ordine del giorno n. 9/2325-AR/107 Baratto…
Scusate, ha chiesto di parlare il deputato Pittalis. Ne ha facoltà.
PIETRO PITTALIS(FI). Presidente, ho chiesto un gesto politico da parte di questo Parlamento, proprio perché si desse forza anche al Governo, che deve poi portare all'attenzione della Commissione europea la questione della continuità territoriale…
PRESIDENTE. No, il punto, il punto. Mi venga un attimo dietro. Il punto è: se lei ha accettato comunque la raccomandazione, andiamo avanti.
PIETRO PITTALIS(FI). Chiedo un voto del Parlamento, sulla raccomandazione, è possibile?
PRESIDENTE. Chiede il voto, quindi? Però, col voto il parere è contrario. Se chiede il voto, il parere del Governo si trasforma in contrario.
PIETRO PITTALIS(FI). Allora, Presidente, io voglio vedere se qualcuno vota contro il diritto dei sardi alla mobilità. Chiedo il voto .
ROBERTO GIACHETTI(IV). Presidente, le chiedo scusa. L'onorevole Pittalis aveva presentato un ordine del giorno, la Vice Ministra gli ha detto che lo avrebbe accettato come raccomandazione, l'onorevole Pittalis chiede che sia votata la raccomandazione su cui c'è il parere favorevole della Vice Ministra, perché non può essere votato l'ordine del giorno? Lui chiede che sia votata la raccomandazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo non è favorevole…
ROBERTO GIACHETTI(IV). Ma ha detto che come raccomandazione, sì.
PRESIDENTE. Come raccomandazione, quindi non è favorevole.
ROBERTO GIACHETTI(IV). Ma lui ha chiesto di votare la raccomandazione.
PRESIDENTE. Nel momento in cui si vota l'ordine del giorno, il parere del Governo diventa contrario, perché è come se non accettasse la raccomandazione.
ROBERTO GIACHETTI(IV). Ma lui la accetta la raccomandazione, Presidente.
PRESIDENTE. Se l'accetta come raccomandazione, non si vota. Se, invece, non accetta la raccomandazione e, quindi, andiamo al voto, il parere del Governo diventa contrario. Non è interpretabile, funziona così.
Onorevole Pittalis, prego.
PIETRO PITTALIS(FI). Presidente, penso che veramente ci perdiamo nei bizantinismi… raccomandazione o ordine del giorno, poi, alla fine è la stessa cosa. Voglio vedere se, come ordine del giorno, questo Parlamento non riconosce il diritto alla mobilità dei sardi .
PRESIDENTE. Allora, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2325-AR/105 Pittalis, con il parere contrario del Governo.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/2325-AR/107 Baratto.

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