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Timestamp: 2020-06-06 01:16:36+00:00

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Genitore disoccupato? è obbligato ugualmente al mantenimento dei figli anche maggiorenni | Avv. Daniela Gattoni
By Avv. Daniela Gattoni | 12/12/2013
Ai giorni nostri la disoccupazione è un tema più che attuale. E appare interessante verificare come essa incide sull’obbligo al mantenimento dei figli nell’ipotesi di genitori separati/divorziati.
E’ noto, infatti, che ai sensi e per gli effetti degli artt. 147 e 148 c.c. i genitori (nel corso dell’unione, sia matrimonio o convivenza more uxorio) siano obbligati a provvedere al mantenimento dei figli, in concorso tra loro e secondo le rispettive proprie capacità economiche.
Così come è noto che ai sensi e per gli effetti dell’art. 155 c.c., tale obbligo in capo ai genitori e secondo la distribuzione del carico e la quantificazione decisa dal giudice (in difetto di accordo tra i genitori), permanga anche dopo la loro separazione/divorzio. Infine, è anche noto che ai sensi e per gli effetti dell’art. 155 quinquies c.c. l’obbligo al mantenimento permanga in favore dei figli anche dopo il raggiungimento della loro maggiore età e sino a che essi non abbiano raggiunto l’indipendenza economica.
Ora, ciò ricordato, è sembrata interessante una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sez. I, 29/10/2013 n. 24424), confermativa della sentenza della Corte d’Appello di Roma (sent. 18/06 – 01/06/2011) secondo la quale lo stato di disoccupazione del genitore obbligato al pagamento del mantenimento dei figli (peraltro, nella specie, maggiorenni) non è di per sè elemento sufficiente per ottenere l’esonero dal citato obbligo.
Precisamente la Corte statuisce che: «il ricorso appare infondato perché le dedotte violazioni di legge appaiono palesemente inesistenti a fronte della motivazione della sentenza della Corte di appello di Roma che ha evidenziato come il modesto contributo economico posto a carico del P è sostenibile sulla base delle sue capacità lavorative e della possibilità di reperire occupazione anche saltuaria».
In sostanza, dunque, secondo la Corte d’Appello di Roma – e secondo la Corte di Cassazione che ‘avalla’ e conferma – il genitore, anche se disoccupato, è ugualmente tenuto a contribuire al mantenimento dei propri figli (nella specie, maggiorenni con attività lavorativa) in considerazione dell’entità modesta del contributo (nella specie € 300,00) e soprattutto in considerazione della sussistenza della propria ‘capacità lavorativa’ e, dunque, della ‘possibilità’ di reperire un’attività lavorativa, anche se saltuaria.
Ora, è pur vero che anche la giurisprudenza di merito si esprime in questi termini laddove, ad esempio, afferma che «In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, la disagiata condizione economica dell’obbligato non fa venir meno il dovere alla corresponsione dei mezzi di sussistenza o del pagamento dell’assegno all’avente diritto e che, a tal fine, non è sufficiente la semplice indicazione dello stato di disoccupazione giacché incombe pur sempre al soggetto obbligato l’onere di allegazione di idonei e convincenti elementi indicativi della concreta impossibilità di adempiere e dimostrativi del fatto che la causa della stessa non sia ricollegabile a un suo comportamento, anche soltanto negligente, in relazione al primario dovere di contribuire al mantenimento dei figli» (Tribunale Monza, 15/02/2011, n. 2801; Tribunale di Lanciano, 24/11/2011).
Ed è chiaro e condivisibile il principio secondo il quale lo stato di disoccupazione di per sè non sia idoneo ad esonerare l’obbligato al mantenimento, qualora l’obbligato medesimo possa contare su altre fonti di reddito.
Ma nel caso, invece, in cui non ricorrano queste altre fonti di reddito, sembra eccessivamente rigoroso pretendere che il genitore disoccupato continui a contribuire al mantenimento dei figli, in virtù della mera ‘capacità lavorativa’, ossia della potenzialità a lavorare (ma se il lavoro non lo ha trovato?); fino ad apparire davvero poco equo nel caso in cui i figli, maggiorenni, beneficiari del mantenimento, percepiscano anche un proprio personale reddito, pur derivante da occupazione lavorativa precaria.
Le conseguenze dell’applicazione rigorosa del predetto principio possono, peraltro, produrre anche conseguenze sotto il profilo penale poichè l’inadempimento all’obbligo (imposto) del mantenimento può dare luogo a procedimento penale per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare ex art. 570 c.p., rispetto al quale – certo – l’obbligato potrà difendersi dimostrando l’impossibilità materiale a pagare, ma ciò comporterà tuttavia doversi procurare una difesa e tutto quanto occorre per evitare la relativa condanna.
Scarica Cass. Civ., Sez. I, 29/10/2013 n. 24424;
Scarica Tribunale Monza, 15/02/2011, n. 2801;
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108 thoughts on “Genitore disoccupato? è obbligato ugualmente al mantenimento dei figli anche maggiorenni”
simone 28/06/2015
Salve a chi lei gentilmente legga questa mia domanda.sono un padre separato legalmente con affidamento della minore al 50 per cento ciascuno ,sembra brutto scrivere cosi ma chiedo scusa non so dire il termine giusto.la bambina ha 8 anni la separazione consensuale è avvenuta circa 2 anni e mezzo fa.ho sempre aderito agli obblighi di mantenimento e a far fronte a spese e exstra quando nei giorni stabiliti la minore è col sul papà cioè io. Purtroppo xò è da dicembre che dall’azienda dove prestano servizio non percepisco alcun reddito anzi x di più pochi giorni fa ho ricevuto da parte dell’azienda la lettera di licenziamento.questo è x tutti gli operai che occupavano come me il posto di lavoro.in poche parole i proprietari dell’ azienda stessa hanno deciso di chiudere definitivamente licenziando tutti i dipendenti.alle spalle di ciò comunque è messo tutto a verbale da parte sindacale ufficio del lavoro prefettura ecc ecc x i nostri diritti.tornando a noi io in poche parole non ho attualmente la disponibilità economica a versare il mantenimento x di più sono nulla tenente e non faccio parte dello stato di famiglia dei miei genitori che vivono solo di pensione e di mala salute.a cosa andrò in contro? La ringrazio e spero che rispondete alla mia domanda in quanto sono un papà disperato xké l ex moglie e il sul legale mi stanno facendo i chiodi.grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 30/06/2015
mi spiace per le vicende lavorative che le stanno capitando e, per rispondere alle sue domande, le preciso che se lei non è in grado di contribuire al mantenimento di sua figlia (e da quanto mi dice non dovrebbe essere difficile dimostrarlo) dovrà senz’altro andare esente da responsabilità penale.
Dal punto di vista civile, tuttavia, sarebbe preferibile che lei chiedesse la modifica delle condizioni di separazione, ed in particolare, di quella condizione che la obbliga al contributo al mantenimento della figlia, proprio in considerazione del fatto che non è più in grado di farlo. Per quanto riguarda i costi e le spese legali, la informo che, se il suo reddito annuo non è superiore a € 11.369,24, ha diritto all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e dunque non avrà costi.
Sonia 09/04/2016
Salve sono Sonia volevo un informazioni gentilmente. Sono separata con il mio ex marito dal 2010 e fino a gennaio o avuto l ultimo mantenimento del figlio che abbiamo insieme che ora a 11anni,dico l ultimo perché lui a dato le dimissioni dalla azienda dove lavorava per ben 20anni il 15/12/2015 mi e arrivata la notizia che lui a dato le dimensioni e pure parlando con un suo collega mi a confermato e da 4mesi che non percepisco nulla vorrei sapere se potrei far qualcosa contro di lui??o bisogno di risposta.salve sobia
Se non è troppo tardi può procedere con il pignoramento del TFR. Ma occorre affrettarsi. Buona fortuna.
antonio 05/04/2016
salve, buongiorno avvocato,,
io e la mia ex moglie, siamo separati ,al momento giudizialmente,
da quattro anni, precisamente dal giugno 2012,,abbiamo 2 figli minori, e il giudice alla prima udienza di separazione,aveva deciso che io padre dovevo dare un mantenimento totale, ai miei due figli di euro 350,00 mensili, in base al reddito che avevo dichiarato nell’anno 2012,,,e niente alla mia ex moglie, dato che lei aveva fatto abbandono del tetto coniugale…., ma io ho sempre e solo versato per i miei figli solo la somma di euro 150,00 mensili,,
perche’ non c’e’ l’ho fatta a dare il giusto,,?? vi spiego il perche’ ;
io , purtroppo, dopo la separazione, quindi verso novembre 2012, sono caduto in depressione, costringendomi a visite pischiatriche continue e a far uso di farmaci pischiatrici, fino a tutto ora,,
quindi sono stato costretto a mettere in liquidazione la mia attivita’ artigianale di fabbro e a cancellarmi dall’albo degli artigiani, dato che ,mi hanno riconosciuto un invalidita’ del 85% , e che nel mio caso, era molto pericoloso continuare la mia attivita’ , e da allora fino ad oggi percepisco una pensione d’ivalidita’ di euro 370,00 mensili…
in piu’ percepisco euro 300,00 mensili di affitto, da una casa di mia propieta’, che allora fu’ anche la nostra casa coniugale ( donata da mio padre prima del matrimonio), ( mi sono sposato con regime di separazione dei beni).
attualmente vivo da solo , in un’altra mia piccola casetta di mia propieta’ , ma diciamo che la maggior parte dei giorni, sto con i miei gentori,, mentre lei, la mia ex moglie e i miei 2 figli vivono dai i miei ex suoceri.
la mia ex, dopo la separazione , ha trovato lavoro , da gia’ circa tre anni, presso un centro accoglienza di extracomunitari immigrati e percepisce una mensilita’ di euro 500,oo mensili , piu’ una delle mie figlie percepisce una pensione d’invalidita’ civile di euro 280,00 mensili da gia’ circa 6 anni e ancora fin ora in corso, per una lieve difficolta’ di apprendimento scolastico, quindi ha anche bisogno di una maestra di sostegno, la banbina attualmente ha 14 anni…
detto tutto questo, in piu’ vi dico , che io personalmente, sto pagando un prestito personale , con rate di euro 280,00 mensili, che avevamo stipulato insieme, io e la mia ex moglie, nell’anno 2010 ,( prima di separarci) e mi scadono queste rate nell’anno 2020..
INSOMMA, COME POSSO DARE EURO 350,00 MENSILI AI MIEI FIGLI, SE FACENDOVI I CONTI, COSA RIMAREBBE’ A ME?? DEVO PUR CAMPARE IN QUALCHE MODO…
IL GIUDICE , A MIO PARERE, PENSO CHE NON ABBIA CAPITO…
IO HO ENTRATA MENSILE TOtALE DI EURO 670,00,, TOGLIAMO IL MUTUO DI EURO 280,00 MENSILI, PIU’ TOGLIAMO LE 150,00 EURO CHE HO SEMPRE DATO AI MIEI FIGLI,
A ME RIMANGONO SOLO EURO 280,00 MENSILI..
la mia ex, mi ha gia’ denunciato 2 volte per il mantenimento , non integralmente versato.
CHE DEVO FARE, MI DATE PER FAVORE UN CONSIGLIO,, GRAZIE AVVOCATO , SPERO CHE MI POSSIATE DARE UNA RISPOSTA,, CORDIALI SALUTI..
ha aggiungo, comunque i figli li vedo regolarmente quando mi toccano, e quando mi e’ possibile, spesse volte, gli compro io personalmente cose di prima necessita’, tipo abbigliamento , scarpe, ricariche telefoniche, e se necessario anche qualche altra cosa,, stringendomi di piu’ , la mia cintura.
La situazione che lei mi descrive è di grave difficoltà, anche economica, sopravvenuta dopo la separazione, dunque, vi sarebbero i presupposti per chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento per i figli. Ciò è necessario anche per evitare di incorrere nelle responsabilità penali derivanti dall’inadempimento. Le ricordo che per le spese legali della procedura è possibile chiedere il gratuito patrocinio.
Fabrizio 11/04/2016
Salve sono un ragazzo separato convivente da due anni e mezzo o una figlia di 5anni e non o un lavoro e non posso dare gli alimenti con il giudice o stabilito 150 mensili me come ripeto non o lavoro cone mi dovrei comportare? Se non trovo lavoro cosa mi succedera dato che la mia ex gia mi a denunciato per mancato mantenimenti
Sarebbe opportuno chiedere la modifica del provvedimento che la obbliga al contributo al mantenimento della figlia, oppure, in difetto, qualora dovesse venire chiamato a risponderne in sede penale, si difenderà in quella sede dimostrando che non poteva pagare.
Dario 21/07/2015
salve, io e mia moglie vogliamo separarci ma abbiamo due figli di cui uno maggiorenne appena diplomato e inoccupato e la piccola ha sei anni, noi coniugi siamo disoccupati e ci stanno aiutando soltanto i miei genitori perchè mia moglie non li ha più e lei non possiede niente, la domanda è a cosa andremmo incontro riguardo ai figli e a chi verrebbero affidati se ai nonni o quant’ altro in caso di effettiva separazione, non sono stato chiaro in queste due righe. Le conseguenze in generale, ringrazio anticipatamente per una esaudiente risposta.
Avv. Daniela Gattoni Post author 27/07/2015
prima di tutto, mi spiace per la vostra situazione, personale ed economica. Ad ogni modo, se quello che mi sta chiedendo è se il fatto di non avere reddito può incidere negativamente sull’affidamento dei figli, le rispondo di non preoccuparsi perchè questo non è un buon motivo per non disporre l’affidamento condiviso ai genitori (salvo l’esistenza di particolari problematiche di natura personale e di relazione con i figli, di cui però non mi parla).
Se siete d’accordo, lei e sua moglie potreste procedere con una separazione consensuale in cui esporre le condizioni concordate di affidamento dei figli, ed in cui, quanto all’aiuto economico, fare riferimento all’aiuto dei nonni paterni.
Spero di averle dissolto qualche dubbio e le auguro buone cose.
Paolo 24/08/2015
buongiorno le formulo la mia domanda:o perso il lavoro da 4 mesi e sono in disoccupazione percepisco circa 1070,00 euro al mese e o 450,00 euro di assegno mantenimento per i miei figli,le chiedo visto che con la crisi non è facile trovare lavoro considerando che o 51 anni e o da pagare circa 500,00 euro di affitto poi le varie spese di casa non riesco più a versare quanto mi è stato chiesto premetto che sino ad oggi o fatto fronte a pagare ma ora mi torna difficile, come posso fare? Per non incorrere a procedimenti che sicuramente mi vedrebbero perdente??? La ringrazio
la sua unica possibilità è quella di chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento a modifica delle condizioni (di separazione o di divorzio? lei non lo specifica), e ciò può farlo con una causa, oppure, se vi sono i presupposti, attraverso la negoziazione assistita (procedura più veloce ed economica). Tenga conto che se ha difficoltà a sostenere le spese legali, se il suo reddito complessivo è inferiore a € 11.528,41 ha diritto al patrocinio a spese dello Stato (le preciso che l’importo non è la semplice somma del suo reddito annuo ma un calcolo complesso risultante, ad esempio, dal certificato ISEE).
Serena 27/08/2015
Salve…sono un padre che non lavora da un anno disoccupato non sposato…ho due bambini di 10 e 12 che vivono con la mamma e i.nonni …ho dato prima il mantenimento ora non posso piu mi sono sposato e ho avuto un altro figlio…devo dare il mantenimento anche se non percepisco.nulla,e non possiedo nulla?
non è possibile rispondere compiutamente al suo quesito perchè mancano i dettagli. In generale, però, le posso dire che se lei è senza reddito, ciò ha e deve avere senz’altro il suo peso; mentre il fatto che abbia un altro figlio e che si sia risposato non vale altrettanto per annullare i suoi obblighi verso i figli della precedente famiglia.
Le preciso, anzi, che l’avere al fianco una nuova persona comporta, latamente, la considerazione anche della sua capacità economica contributiva.
Paolo 29/08/2015
Mia moglie mi ha tradito,siamo sposati,una casa in comunione dei beni,abbiamo un figlio di 3 anni,io prendo 300 euro al mese di stipendio ,lei 1800!io ho preso adesso una casa in affitto,regolarmente gli verso 150 euro in bonifico sul conto ancora intestato in comunione,se ci separiamo con il giudiziario ….riesco ad averlo io l assegno di mantenimento che sono in difetto!grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 30/08/2015
in base al quadro che lei mi descrive, tra i due genitori, sembra essere senz’altro lei quello avente diritto al mantenimento proprio, o, quantomeno, quello cui non si può chiedere di contribuire al mantenimento del figlio.
Ciò che mi chiedo, tuttavia, è come lei riesca a corrispondere € 150,00 mensili ed a pagare l’affitto di una nuova casa, malgrado – come afferma – percepisca solo € 300,00 di stipendio al mese. Devo allora precisarle che se ci sono altre entrate, oltre allo stipendio, vanno anch’esse conteggiate.
Quanto al tradimento, ossia alla violazione del dovere di fedeltà da parte di sua moglie, se compiuto in modo palese ed offensivo per la sua persona, le dà diritto ad un risarcimento del danno, oltre che alla dichiarazione di addebito della separazione a carico di sua moglie (con conseguente perdita da parte di quest’ultima, dei diritti successori, oltre che del diritto all’assegno di mantenimento). La circostanza, tuttavia, non incide sull’assegnazione della casa familiare poichè questa decisione viene presa tenendo presente solo l’interesse del figlio e, nel vostro caso, data la sua tenerà età – fermo l’affido condiviso di esso ad entrambi i genitori – è probabile che la casa venga assegnata alla madre. Ciò, salvo che voi non concordiate di venderla e di ripartirvi il ricavato.
Questo il quadro generale. Poi naturalmente per un parere più approfondito occorrono i dettagli della vostra vicenda. Spero che le sia comunque di utilità.
barbara 31/08/2015
Salve io sono una mamma di 2 bambine una di 3 anni e una di 1 anno..io e il mio compagno non siamo sposati e sulla carta neanche conviventi..viviamo in casa dei suoi genitori e lui nn si cura neanche delle sue figlie così ho deciso di andarmene. Ha lavorato per alcuni mesi ma ora è disoccupato che diritti ho? Grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 08/09/2015
oggi la separazione dei genitori costituenti famiglia di fatto è quasi completamente parificata a quella dei genitori coniugati.
Infatti, lei, nel suo caso, avrebbe diritto sia all’assegnazione della casa familiare (anche se di proprietà di terzi), che all’assegno di mantenimento per le figlie (mentre, non ha diritto all’assegno di mantenimento per sè; questa è una delle poche differenze che ancora sopravvivono). Il fatto che il padre delle bambine non abbia un lavoro, di per sè non lo esonera dall’obbligo di contribuire al mantenimento delle figlie. Occorre verificare se ha altre entrate (indennità di disoccupazione, affitti, tfr, altro) o comunque se vi è la possibilità di rivalersi su qualcos’altro. Spero di esserle stata utile.
Michela 10/09/2015
Salve. Sono mamma di due bimbe una di 3 anni e una di quasi 2.io e il mio compagno non siamo sposati,conviviamo.io sono disoccupata lui invece lavora a tempo indeterminato.viviamo in affitto.abbiamo deciso di lasciarci..le bimbe hanno diritto al mantenimento oppure verranno affidate a lui visto che non ho un lavoro e nessuno che mi aiuti economicamente?grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 15/09/2015
l’affido delle figlie prescinde dall’aspetto economico, dunque, è escluso che esse possano essere affidate al padre solo perchè lei è disoccupata.
Le bambine – che, dunque, se non vi sono ragioni particolari per disporre diversamente, saranno affidate congiuntamente ad entrambi voi genitori – hanno senz’altro diritto al mantenimento a carico del padre (visto che è l’unico che lavora). Le aggiungo che alla luce delle ultime novità legislative, anche lei ha qualche diritto e precisamente di ottenere l’assegnazione della casa (anche se in locazione), il che comporterà che di ciò, poi, si dovrà tenere conto nella quantificazione dell’assegno di mantenimento delle figlie.
Antonio 25/09/2015
Salve, convivevo e ho un bimbo di 22 mesi attualmente vive con lei e i nonni ..
Non lavoriamo senza nessun reddito anzi a lei il padre gli copre i contributi essendo condadini .ma ha il padre materialmente non la aiuta alla crescita del piccolo. ( principi antichi) A differenza di mia madre .
Comunque io vivo solo e a parte 2 weekend al mese più 3 volte a set. Con il piccolo….
Non solo paghiamo l asilo 150 al mese più le spese sempre per asilo ma mi ha chiesto anche 150 euro per Assegno al piccolo. E 50% tutte le altre spese
Ma io non sono pienamente d’accordo consiglio?
Alessandro 05/10/2015
Salve mi chiamo Alessandro sono separato legalmente da due anni ma di fatto da cinque.Ho una bambina di sei anni e la mia ex moglie per cinque anni nn ha rispettato l’omologa di separazione infatti per 5 anni io mia figlia l’ho vista saltuariamente e neanche mi chiamava papà perche la madre le diceva che io nn ero il padre ma suo padre era l’allora compagno di lei.All’epoca il giudice stabilì la somma di € 250 da versare ogni mese piu le spese extra(medicine e scuola) ma avevo busta paga.Subito dopo la separazione legale io persi il lavoro ed ancora oggi risulto disoccupato,ho un impiego ma percepisco 500 euro a nero verso 250 ogni mese tramite vaglia postale perche prima li davo a mano e lei mi ha minacciato che nn avendo nulla di scritto dirà che da me nn ha mai percepito nulla per la bambina prima che decidessi di farle il vaglia.Ora volevo sapere se chiedo di rivedere la sentenza del giudice potrei otrenere di pagare a mia figlia solo i 250 e nn pagare piu gli extra essendo io xlo stato disoccupato nn ho reddito nn ho case nn ho nulla?
se la sua situazione economica è peggiorata rispetto a quella esistente al momento della separazione, penso che abbia speranza di vedersi ridurre l’assegno di mantenimento.
Occorre, naturalmente, anche verificare la situazione della madre (sempre uguale? migliorata? peggiorata? vive o comunque ha una relazione con un nuovo compagno?).
Le preciso, comunque – per rispondere in modo specifico alla sua domanda – che potrebbe ottenere la riduzione dell’assegno mensile per il mantenimento della figlia, ma ben difficilmente otterrà, invece, la ‘eliminazione’ delle spese straordinarie, poichè in quanto tali e non prevedibili, difficilmente saranno poste a carico esclusivo della madre.Sul punto potrebbe semmai ottenere una diversa percentuale a suo carico (per esempio 30% e 70% a carico della madre).
Giuseppe 12/10/2015
Salve, ho una figlia di 7 anni non sono sposato mi sono lasciato con la mamma di mia figlia, non ho nessun tipo di reddito e non lavoro…che può pretendere da me la mia ex. Grazie
come scrivo nel mio commento, non è sufficiente non avere un’occupazione lavorativa per essere esonerati completamente dall’obbligo di contribuzione al mantenimento della propria figlia. Per poter individuare e quantificare il contributo a suo carico bisogna esaminare la sua intera situazione economico-patrimoniale (ad esempio, dove, con chi e come vive).
Angela 08/12/2015
Ciao sono simona cio un figlio de 4 anni mio ex afidanzato.sono straniera lui e reconociuto il bambino Pêro il matenimento del bambino no li da solo cuando li fã piacere.per para mai cercato lá legge.vorrei fare certificado di nascida suo e passaporto brasiliano má lui no me lo firma cosa devo fare gia che lui no mifa e nen manco il matenimento?
Cara Sig.ra Angela,
per risolvere i suoi diversi problemi non le resta che rivolgersi ad un giudice, assistita da un avvocato di fiducia. Un sistema per costringere il padre di suo figlio a pagare puntualmente esiste, se lui ha un reddito da dipendente. Buona fortuna.
Francesco 04/01/2016
Salve mi sono separato nel 2008 e il giudice ha stabilito che dovevo versare un assegno di mantenimento di 400€(oggi con ISTAT 450€) per i miei due figli in piú percepisce gli assegni direttamente la mia ex e ha stabilito che le spese straordinarie dovessero divise con il 65% io e il restante 35% la mia ex.
Oggi i ragazzi hanno 14 e 11 anni e fin da subito i bambini stavano con me il lunedì, il mercoledì, il venerdì dall’ uscita di scuola fino la sera dopo cena in piú il sabato li prendo alle 17: 00 e li porto alle 21:00 e il fine settimana che mi spetta invece li prendo il sabato per riportarli la domenica alle 21:00.
L’ altro giorno la mia ex mi ha detto di non poter mettere la sua quota del 35% per la gita della figlia minore perché lei non lavora, da premettere che sono un papà presente e organizzandosi lei non avrebbe problemi per orari di lavoro perché il mio modo permette di essere a casa alle 12:00. Come mi devo comportare?
Se fossi stato io a non lavorare?
Avv. Daniela Gattoni Post author 17/01/2016
Il quesito che pone è relativo alla spesa straordinaria della gita. Le spese straordinarie possono essere sostenute e ripartite tra i genitori nella maniera di volta in volta prevista (nel suo caso, 65% lei e 35% la madre) se entrambi i genitori concordano. Altrimenti non possono essere sostenute. Nel suo caso, se ho compreso, la madre è d’accordo affinchè la figlia vada in gita, ma afferma di non avere denari per sostenere la propria quota di spesa (35%). In questo caso, quindi, lei padre potrà scegliere tra due alternative: mandare in gita la figlia sostenendo la spesa per intero, oppure, non mandare in gita sua figlia. Se ci pensa bene, se la famiglia fosse ancora unita e voi non foste separati, si troverebbe a dover affrontare la stessa situazione. Questo, sostanzialmente, è lo scopo della norma.
matteo 07/01/2016
Buongiorno Avvocato, chiederei gentilmente di darmi un parere sulla mia situazione.
Convivo con una donna da 13 anni da cui ho avuto due figli (8 e 4 anni), nella casa di proprietà dei miei genitori.
Io ho un reddito dichiarato mentre la mia compagna ha un’entrata non ufficiale nettamente inferiore alla mia e non possiede nulla.
Dopo un tradimento da parte della mia compagna (dimostrabile), l’amore nei miei confronti è finito (probabilmente era già finito prima!) ed ora vuole la separazione condivisa, tenendosi però casa, figli e mantenimento dei figli.
Tra l’altro il figlio di 8 anni è molto più propenso a stare con me che con la madre…però io non voglio dividerlo dalla sorellina.
Io per causa della mia compagna vado di botto a perdere su 4 fronti: casa, figli, amore e soldi (non mi pare per nulla giusto!).
Cosa dice la giurisprudenza in questi casi? (poi il giudice potrebbe valutare con la sua discrezionalità altri elementi). Nell’assegno di mantenimento dei figli si calcola anche quello di sostentamento della casa e compagna? E le entrate non dichiarate che a Lei? Ritiene buone le possibilità che io riesca in giudizio ad avere casa e di conseguenza i figli, visto che sono l’unico ad avere un reddito davanti alla Legge e mandare via Lei eventualmente…..certo è che bisogna tener conto anche poi della disponibilità di tempo per stare dietro ai figli, al momento quella della mia compagna è quasi totale (escluso 1-2 gg alla settimana in cui lavora) e la mia segue orari di ufficio per i quali prima delle 18 non riuscirei ad andare a prenderli all’uscita da scuola che ora avviene alle 16:30 (anche se esiste il servizio dopo scuola alle elementari).
La famiglia di fatto, per effetto di recenti interventi legislativi (in particolare il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 1549, in caso di separazione è sostanzialmente equiparata alla famiglia c.d. legittima, per quanto concerne i figli. Ciò comporta che oggi, effettivamente, nell’interesse dei figli, la sua compagna potrebbe ottenere da lei sia l’assegnazione della casa che un assegno di mantenimento per i figli. Ciò che non può ancora ottenere è un assegno di mantenimento per sè. Il fatto che sia solo lei, padre, ad avere uno stipendio ‘regolare’, non cambia la cosa. Anche se il lavoro in nero della sua convivente incide e rileva a sua volta ai fini della quantificazione dell’assegno per i figli. In altri termini, le condizioni economiche dei genitori non condizionano le modalità di affidamento dei figli. Da quello che mi dice, dunque, la sua ‘unica carta da giocare’, per così dire, è il tradimento. E’ piuttosto difficile, però, questa circostanza, se utilizzata bene, potrebbe farle conseguire qualche buon risultato. Buona fortuna.
daniela 09/01/2016
il mio fidanzato e spesso minacciato dalla sua ex che ha un bambino con lui di quasi 5 anni. Adesso lei vuole il mantenimento per il bambino e lo sta obbligando di vedere il bambino. Il mio ragazzo non ha nessun lavoro…Che può pretendere da noi la sua ex? Se ci sposiamo la situazione, cambiera, sara piu facile per noi?? quanto dobbiamo pagare il mantenimento se il mio stipendio e di circa 1000 euro? Grazie
La situazione che mi descrive è delicata. Ma non tanto da un punto di vista economico, quanto da quello personale. Il suo ragazzo se non ha redditi chiaramente non potrà essere costretto a corrispondere nulla alla madre del bambino. E la situazione non dovrebbe cambiare molto anche dopo che sarete sposati, se, come dice, lei ha uno stipendio di € 1.000 (infatti, il suo reddito può influire solo indirettamente sulla situazione, perchè lei, in quanto estranea al bambino, non ha alcun obbligo). Tuttavia, va anche detto che il suo ragazzo, padre del bambino, potrebbe collaborare ed aiutare la madre di suo figlio, quantomeno tenendolo un po’ con sè. Francamente, non vedo la ragione di rifiutare ciò che, oltre ad un obbligo, dovrebbe essere un piacere.
Juan 27/01/2016
Salve ho una domanda da farle, essendo un padre disoccupato con un figlio minorenne che vive con la madre, da qualche giorno ho saputo che da Marzo per chi è disoccupato come padre non sarà più obbligatorio mandare l’assegno di mantenimento al ragazzo questo decreto è già in atto.
forse non ha ben compreso: non è che i genitori obbligati al mantenimento saranno esonerati dal pagamento, ma si tratta di una misura estrema a tutela del genitore che dovrebbe percepire il mantenimento ed invece non lo percepisce. E’ un fatto un po’ diverso. Insomma, il dovere di contribuire al mantenimento dei figli rimane.
Mara 30/01/2016
Salve.Mio marito vuole la separazione,Io sono disoccupata cn due figlie una di 24 mesi e una di 6 anni quanto mi aspetta di mantenimento.Grazie
Gentile Sig.ra Mara,
siccome non esiste un calcolo precostituito per legge, sulla base di questi pochi dati che lei mi fornisce, non è possibile darle una risposta.
Mario 31/01/2016
sono un uomo di 39 anni e lavoro partime con uno stipendio netto che si aggira intorno ai 700,00 euro mensili mentre mia moglie prende 1200/1300 netti mensili incluso assegno per figlia di anni 3 compiuti. oltre almeno fino al 2014 da 730 altri redditi che si aggirano sui 5000.00 euro lordi per quest’anno non saprei.
e in corso una procedura di separazione ma ancora devo ricevere la notifica del tribunale , mia moglie mi ha chiamato ed informato che non posso piu vedere e sentire mia figlia fino a quando non lo decide il giudice con sentenza quando vederla e come sentirla , premetto che sono uscito di casa a meta novembre 2015 ed fino ad una settimana fa la vedevo il mercoledi ed alternativamente i fine settimana senza mai obbiettare adesso a detto ciò le chiedo due cose ?
la prima quanto dovrei dare come contributo di mantenimento per mia figlia ?
la seconda può sottrarmi la bambina cosi all’improvviso essendo ancora in corso la separazione e non facendomela vedere e sentire fino al giudizio de giudice?
1) mi spiace, ma non è possibile quantificare il contributo al mantenimento per sua figlia a suo carico, valutando solo i vostri rispettivi redditi; occorre avere il quadro completo delle vostre condizioni;
2) No. Se non vi sono ragioni particolari ed urgenti a tutela di sua figlia (tipo: sua moglie l’accusa di qualcosa di grave ai danni di sua figlia), sua moglie non può negarle visite o frequentazioni, nè decidere da sola quando e come lei può vedere sua figlia. Si faccia assistere da un legale di fiducia.
Buona fortuna e buona giornata.
matteo 02/02/2016
Buongiorno avvocato, sono Matteo (vedi sopra), la ringrazio innanzitutto per la sua cortese risposta al mio quesito del 7 gennaio. La disturbo ancora una volta per capire solamente se ci sono gli estremi da parte della mia compagna, in relazione a quanto già scritto sopra, per obbligarmi legalmente a mandarmi via di casa anche se io non voglio, considerando che non sono pericoloso ne per lei e tantomeno per i figli…..ma trattasi di un suo volere.
Sig. Matteo,
credo di averle già risposto. Non si tratta di allontanare lei, padre, dalla casa per sua pericolosità, ma si tratta di un provvedimento che deve essere preso pensando unicamente all’interesse di vostro figlio. La cosa migliore sarebbe trovare un accordo tra voi genitori.
Elisabetta 05/02/2016
Gentile avvocato, mia figlia (studentessa universitaria) ha avuto una bimba da un mese; il suo compagno, residente altrove, si è licenziato circa tre mesi fa, aveva un contratto a tempo indeterminato. Ad oggi il padre di mia nipote non ha versato un euro per il mantenimento della bambina ed, ovviamente, le spese sono tutte a mio carico, visto che mia figlia e mia nipote abitano con me. Vorrei sapere se solo mia figlia può intraprendere un’azione legale nei confronti del padre della bambina o anche io. Grazie.
oltre a sua figlia, che naturalmente in quanto madre della minore può farlo, anche lei è legittimata nei confronti del padre del figlio di sua figlia. E, a mio parere, in quanto persona che provvede al mantenimento, ritengo possa avere la legittimazione ad agire anche nei confronti del padre della figlia di sua nipote. Buona fortuna. Avv. Daniela Gattoni
irishka 06/02/2016
buongiorno. vorrei fare una domanda. il mio fidanzato era sposato,dal matrimonio avuto una figlia.e stato stabilito mantenimento di 300evro[150 alla bambina e 150 alla ex moglie]adesso da un anno che disoccupato e non li da piu il mantenimento. cosa puo succedere se lui continua a non darli i soldi.anche perche pure noi abbiamo un figlio di 2 anni.
altra domanda,se io e lui ci lasciamo,noi non siamo sposati ancora perche deve avere un divorzio,e avendo un figlio in comune[bambino tiene la residenza dal padre]cosa mi tocca come mantenimento. grazie
da quello che mi riferisce posso solo concludere che se il suo compagno non ha reddito per il primo figlio, non lo ha neppure per il secondo.
Claudio 09/02/2016
Salve, sono un ragazzo di 28 anni, di cui fino 4anni fà convivevo con mio figlio e la mia ex ragazza ( la madre di mio figlio) che non siamo sposati, in un appartartamento di una palazzina popolare che dopo che ci siamo lasciati io sono andato a vivere con i miei genitori mentre lei e rimasta in quel appartamento con mio figlio e i genitori della madre di mio figlio, mio figlio ha 9anni. Adesso siamo lasciati da quasi 4 anni e io nell’arco di questi anni non sono riuscito a dargli il mantenimento a mio figlio per mancanza di lavoro essendo disoccupato. Ho lavorato solo qualche giorno in campagna quando capitava. Quindi non ce lo avuta la possibilità di dare il mantenimento gli ho fatto solo dei regali e a volte anche dei soldi quando potevo. Io tuttora sono sempre disoccupato e non posso mantenersi nemmeno io stesso. vivo solo GRZ hai miei genitori che mi danno il vitto e alloggio. Mio padre non può darmi nemmeno una mano di aiuto a livello materiale xke prende una piccola pensione che a mala pena riusciamo a vivere e andare avanti. Mentre oggi mi é arrivata una lettera scritta dall’avvocato della mia ex e con la firma della mia ex compagna in cui dice che vogliono 500 euro al mese e 30000 euro per gli anni mancanti. La cosa strana che mi incoriosice e che non riesco a capire perche mi domanda il mantenimento dopo quasi 4anni. A me e dispiaciuto tantissimo e ferito tantissimo non poter dare un mantenimento a mio figlio ma non ho avuto la possibilità. Anzi ringrazio i genitori della mia ex ragazza che non gli hanno fatto mancare mai nulla a mio figlio avendo la possibilità economica avendo 2lavori fissi statali. Per favore potreste darmi un consiglio? E come mai il prezzo di 500… euro lo dicono loro e non il giudice? GRZ
Gent.mo Sig. Claudio,
da quello che mi dice, immagino che lei abbia ricevuto una richiesta da parte del legale della madre di suo figlio. Dunque, si tratta di una richiesta e non di una ‘condanna’ giudiziale. Quindi è chiamato a valutarla e non ad eseguirla senza discussioni. Sulla base di quello che lei riferisce, la quantificazione del contributo al mantenimento che le viene chiesta sembrerebbe incongrua, visto che lei precisa di non avere reddito. Tuttavia, consideri che a questi fini, non viene valutato solo l’eventuale stipendio o reddito fiscalmente risultante di una persona, ma l’intera sua situazione. Non deve neppure trascurare il possibile coinvolgimento anche dei suoi genitori, rispetto al loro nipote (esattamente a quanto hanno fatto e fanno i nonni materni). Le consiglio di farsi assistere da un legale che saprà consigliarla al meglio. Cordiali saluti. Avv. Daniela Gattoni
Tina 15/02/2016
Salve mi chiamo Tina ho una bimba di 5 anni io sono sposata ma il mio matrimonio è finito abbiamo una casa in affitto se mi separo legalmente oltre all’assegno di mantenimento ho il diritto di un aiuto sul l’affitto di casa visto che non lavoro??? Grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 17/02/2016
in sede di separazione, quando verrà quantificato l’assegno di mantenimento il giudice terrà conto (o comunque dovrebbe tenere conto) di tutta la situazione economico-patrimoniale sia di suo marito, che sua. Per cui starà a lei ed al suo legale rappresentare al giudice esattamente quali sono le sue esigenze anche ai fini del pagamento dell’affitto (locazione) della casa. Insomma, per capirci, oltre all’assegno di mantenimento (per vostra figlia e per lei) non è previsto un ulteriore contributo per le spese di locazione, ma deve necessariamente essere ricompreso tutto lì.
maximiliam 26/02/2016
BUONGIORNO AVVOCATO. LE PORGO IL MIO QUESITO… IO E MIA MOGLIE SIAMO SPOSATI DA 9 ANNI.. ABBIAMO UNA BIMBA DI 6 ANNI DISABILE CHE PERCEPISCE UN ASSEGNO MENSILE DI 500 EURO.. ABBIAMO UN AFFITTO MENSILE DI 450 EURO. IO DA UN ANNO E MEZZO HO PERSO IL LAVORO E MI TROVO ISCRITTO NELLE LISTE DI MOBILITA’ ANCORA X UN’ALTRO ANNO PERCEPENDO CIRCA 1000 EURO AL MESE… SE CI SEPARIAMO CONSENSUALMENTE CON UN AVVOCATO COL GRATUITO PATROCINIO PER NON PAGARE LE SPESE LEGALI,SECONDO LEI QUANTO DOVREI DARE COME CIFRA MENSILE PER IL MANTENIMENTO DI MIA MOGLIE, DI MIA FIGLIA, E DELL’AFFITTO? GRAZIE ASPETTO UNA SUA GENTILE RISPOSTA.
senza conoscere la vostra situazione (sua e della madre della bambina) a fondo e nel suo complesso, non è possibile rispondere al suo quesito.
Mi spiace. Cordiali saluti
Maurizio 28/02/2016
Buonasera Avvocato vorrei sapere come fare a non pagare l’assegno a mia figlia maggiorenne che da 4 anni,dopo la maturita’, si e’trasferita a Londra e non mi rivolge la parola.
Le intesto ogni mese l’assegno che viene regolarmente ritirato in una banca in Italia anche se lei non si trova piu’ qui se non per pochi giorni all’anno.
Posso richiedere, che l’ assegno venga ritirato presso lo studio del mio Avvocato? Sono infatti sicuro che c’e’ un imbroglio e lei sta lavorando da anni.
a mio parere la risposta è no. Nel senso che non ritengo che lei possa pretendere come modalità di pagamento da parte di sua figlia quella di riscuotere presso il suo avvocato. Ciò che invece ha sicuramente diritto di fare è accertare se sua figlia è diventata economicamente indipendente, tenendo comunque presente che il fatto solo di vivere all’estero di per sè non significa esserlo (potrebbe trovarsi lì per ragioni di studio o comunque non avere ancora un lavoro economicamente sufficiente); la situazione andrà valutata nel suo insieme: l’età di sua figlia, dove e con chi vive, con quali mezzi, in che misura contribuisce la madre, ed altro.
Gennaro 13/03/2016
Salve avvocato, mi occorre il suo aiuto. Mi chiamo Gennaro.
Ho conosciuto una donna circa 5anni fa, abbiamo avuto una relazione molto “ballerina” ci si vedeva di tanto in tanto. Lei è un’nsegnante di ruolo percepisce regolare stipendio, circa 1300 euro netti al mese , in più proprietaria di un appartamento . Durante un week end di fine Ottobre 2015 rimane in cinta. Dell’accaduto vengo informato circa un mese e mezzo dopo. Mi viene detto che “vengo informato esclusivamente per una questione di giustizia” ma mi viene ripetuto più volte che non pretende nulla economicamente, sapendo che sono disoccupato da tempo. In un secondo momento quasi a suon di minaccia mi viene detto sempre da questa persona che si può rifare sulla pensione di mio Padre ,il quale percepisce una pensione di artigiano circa 600 euro mensili . Preciso che in famiglia è l’unico reddito. Vorrei sapere da lei a cosa vado in contro.In primis se c’è il reale rischio che venga intacca la pensione di mio padre tenendo presente che io sono un uomo di 43 anni ed inoltre essendo un disoccupato cosa mi devo aspettare in generale la ringrazio anticipatamente.
Gentile Signor Gennaro,
dal riconoscimento del figlio discendono naturalmente alcuni obblighi, tipici genitoriali, tra cui quello di contribuire al suo mantenimento in base alle sue sostanze ed alle sue disponibilità (le segnalo che il contributo potrebbe essere anche attraverso un mantenimento diretto nei giorni in cui il figlio starà con lei in quanto padre). In una situazione di totale indigenza come sembra essere la sua, non si può escludere che anche suo padre, in quanto ascendente, sia chiamato a contribuire.
Tiziana 30/03/2016
Buonasera Avvocato, mi perdoni sono dislessica e faccio fatica a spiegarmi , ma vorrei porle’ il mio quesito. Io sono una donna di 40 anni divorziata da più di 13 anni , ho due figli , il grande 22 anni , convivere ed e auto sufficiente da un anno, cresciuto io insieme al piccolo che oggi ha 16 anni . Dal 2003 ho iniziato avere problemi di salute ho una malattia rara , e ad oggi sono un invalida civile al 75% ho sempre lavorato fino al 24/12/2014 il mio datore di lavoro mi ha licenziato per esubero malattia. tutto il 2015 fino al 16/03/2016 ho provveduto lo stesso a far mangiare mio figlio, tralasciando affitto A.l.e.r. ho chiesto piu volte al padre di darmi qualcosa in più dato che ero in questo condizioni, almeno per mio figlio dato che mi da’ 175 euro al mese . questo mese non mi ha dato nulla perche’ lo obbligato a prendersi nostro figlio dato che non riuscivo piu ad crescerlo con dignita’ . Oltre il dispiacere dell allontanamento . Oggi dopo 14 giorni che lo tiene mi chiede soldi di mantenimento e soldi di biglietti vari per bus e spese straordinarie. Vi chiedo come posso fare ad avere esonero o che altro dato la mia situazione economica ? inoltre devo lasciare la casa perche ho piu di 4. 000euro di debbiti e non riesco piu ad affrontare nessuna spesa , e inoltre ho un debbito di 10.000 euro per essere stata aiutata fino ad oggi , ho un altro debito 3.000 euro di tot,rate auto. Come posso fare? per favore non so piu come comportarmi
mi spiace per la sua situazione. Anche se non mi dice quali siano state e quali siano le condizioni della vostra separazione approvate dal Tribunale ed oggi vigenti, direi che la sua situazione, in considerazione della sopravvenuta malattia e della difficoltà anche economica, induce una richiesta di modifica di quelle condizioni. La richiesta del padre di suo figlio di contributo al mantenimento, per essere accolta deve avere un fondamento e se la situazione è questa che lei descrive non mi pare che lo abbia. Buona fortuna.
Tiziana 09/04/2016
Buongiorno Avvocato la ringrazio per avermi risposto, allora nel 2001 separazione conssesuale con affidamento congiunto in residenza con me, 300 euro al mese per entrambi figli, piu spese straordinarie. con il tempo sono arrivate 350 euro al mese per entrambi , al 2015 mio figlio maggiore e diventato auto sufficente e uscito di casa con la sua morosa, il mio ex mi ha dato 175 euro al mese, la meta’ io ho chiesto di lasciarmi quei soldi dato che ero dissocupata e non riuscivo a mantenerlo , risposta sua, no! ho chiesto aiuto al mio comune assistenti sociali , anche di avere un avvocato d’ufficio per aumento per mio figlio , ma nulla , nulla di tutto, con risposta verbale , CE TANTA GENTE CHE HA BISOGNO E NON RIESCONO AIUTARE TUTTI . poi feci una lettera sia al sindaco che loro dato che volevo una prova che ho chiesto aiuto , in quella lettera , protocollata , ignorata dal comune senza risp. fino ad oggi mi aiutano i miei genitori anziani che vivono di una sola pensione e mio fratello che ha due figli e moglie. MI SENTO UN PESO!!! E ABBANDONATA
Ad oggi sto lasciando casa popolare , piano piano perche’ non mi posso permettere operai x svuotare casa. piu i debbiti, e mi sto trasferendo dal mio fidanzato conosciuto da 1 anno mezzo , non perche desideravammo convivere ma per la mia neccessita’ .
Ora ho paura che il mio ex dato che vivo con il mio fidanzato che ha una figlia di 11 anni lui vedovo, tocchi i suoi beni il suo stipendio e sono costretta a lasciare anche questa casa e trovarmi sotto un ponte sul serio….
per favore mi aiuti
La sua situazione è complessa ma direi che il suo nuovo compagno, in quanto estraneo ai suoi figli, non corre il rischio di vedere aggredito il proprio patrimonio da parte del padre, suo ex.
Per quanto riguarda le spese legali per l’eventuale nuova causa di modifica delle condizioni le faccio presente che per le persone con reddito inferiore a € 11.528,41 esiste l’ammissione al gratuito patrocinio, ossia potrà essere difesa ed assistita, a spese dello Stato, da un avvocato di sua scelta purchè iscritto nelle liste dei difensori ammessi.
Emanuela 01/04/2016
Salve,mi sono da poco lasciata con il mio compagno con il quale ho un figlio di 15 mesi.Non abbiamo intrapreso vie legali per l’affidamento,che gestiamo accorandoci tra noi.Io vivo in affitto e,finora,lui ha pagato la metà di questo come aiuto economico corrispondendomi un assegno mensile di 280,00€.Essendo disoccupato,era la madre a provvedere.Adesso però mi è stato comunicato che non riesce più a farlo in quanto le spese sostenute da quest’ultima non lo permettono.Sua madre percepisce uno stipendio di circa 1500,00 € mensili e lui è nel suo stato si famiglia.La mia domanda è:essendo disoccupato la madre è legalmente obbligata al mantenimento dovuto oppure quest’obbligo decade?E come viene stabilita la cifra del mantenimento?Grazie
al mantenimento del figlio sono obbligati in solido entrambi i genitori, ed, in seconda battuta, anche i nonni e gli ascendenti in generale. E’ chiaro che vi provvede chi può e come può, cioè in abse alle proprie sostanze. Tuttavia, il fatto che il padre del bambino sia disoccupato, di per sè, non significa che non abbia reddito alcuno, perchè, ad esempio, potrebbe percepire l’indennità di disoccupazione oppure perchè svolge attività lavorativa non regolare. Va dunque approfondito.
Claudia 02/04/2016
Salve avvocato. Volevo chiederle dei consigli. Il mio compagno è separato e ha una bimba di 4anni. La sua ex moglie vive da sola con la bimba in affitto ma si fa mantenere dai genitori. Il mio ragazzo non lavora, vive con i suoi nelle case popolari a Roma e non potendo pagare il mantenimento viene costantemente minacciato dalla ex. Dice che non gli fara vedere più la bambina e che gli toglierà il cognome. Minaccia i miei suoceri e me. Cosa possiamo fare?
non avere in modo incolpevole la possibilità economica di provvedere al mantenimento dei figli, di regola non comporta in via automatica la ‘perdita’ dei figli, nè la perdita del diritto di frequentarli, dunque, la minaccia in questo senso è priva di fondamento, ed anzi, può essere a sua volta oggetto di denuncia.
Luisa 04/04/2016
Buongiorno, sono una mamma di un bimbo che è stato affidato al padre, il tribunale ha stabilito che le spese devono essere divise al 50%
non ho lavoro, e non riesco a pagare queste somme richieste dal mio ex marito.
Attualmente convivo e ho un altro bimbo piccolo, e purtroppo ancora non riesco a trovare lavoro.
In sentenza avevamo firmato per la solidarietà economica, e lui mi chiede queste somme che ha pagato per me.
Ora in fase di divorzio vuole scriverle e rivuole queste spese indietro, cosa devo fare?
mi spiace ma dai dati che mi fornisce non è possibile avere un quadro chiaro della sua situazione (non comprendo, in particolare, cosa abbiate concordato e firmato), dunque non posso darle una risposta.
Luisa 06/04/2016
si mi scusi, il giudice ha detto che i odevo corrispondere le spese al 50% senza che io dia un assegno di mantenimento (il padre guadagna molto).
da 2 anni sono disoccupata e non sono riuscita a dare queste spese, lui mi chiede adesso tutte le spese arretrate, e io non posso fare fronte a cio. Ne posso permettermi un avvocato
Firmando per la solidarietà economica, il mio avvocato ha chiesto a lui le mie spese.
Volevo sapere se cmq sono obbligata a dargliele tutte assieme, se rischio un provvedimento penale.
Il bimbo lo vedo sporadicamente, 1 volta al mese anche piu
Mi sembra che la sua situazione richieda una revisione delle condizioni. Si ricordi che per le spese legali del giudizio, se ha un reddito annuo inferiore a € 11.528,41, ha diritto all’ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato.
maurizio 06/04/2016
Buongiorno Avvocato avrei alcune domande da farle,
mi sono separato nel novembre 2104 con una sentenza consensuale, non ho figli
il giudice visto che mia moglie è disoccupata e vista la situazione verso a lei
con tacito accordo una somma di 600 euro fino a che lei non riesca a trovarsi un lavoro.
Il giudice a lasciato la casa in affitto a lei ed io dovevo cercarmi un’altra dimora,
ma d’accordo con lei siamo rimasti insieme fino a qualche giorno fa.
Oggi lei di lavorare non pensa proprio anzi fa una vita molto migliore della mia,
palestra tutti i giorni, si alza all’una il fine settimana esce con le amiche ecc ecc. io sono già stato sposato ed ho un assegno di mantenimento di 450 euro per mia figlia più le solite spese al 50% in più ho un prestito di 480 euro verso la banca ed un 110 euro con equitalia ancora per circa un anno. Io percepisco circa 2000 euro di stipendio se devo pagare tutto il totale sarebbe 1640 euro ed io dovrei vivere con 360 euro trovandomi una casa dove vivere? Potrebbe dirmi cosa posso fare per riuscire a campare grazie
Poichè da quanto mi dice la quantificazione dell’assegno di mantenimento a favore della sua ex convivente è frutto di accordo, potrà ottenere una riduzione dell’assegno, in modifica di esso, solo se le situazioni economico-patrimoniali di voi due (ex conviventi), sono nel frattempo cambiate rispetto a quel momento in cui avete siglato l’accordo.
Antonella 10/04/2016
Gentile avvocato,mi sto separando in modo giudiziale.stiamo chiedendo l’addebito della separazione per causa di gioco d’azzardo e mancanza di assistenza morale e materiale della famiglia.l’ex chiede che gli sia assegnata la casa che è esclusivamente mia e il mantenimento.considerando che stiamo provando con delle autocertificazioni di alcuni suoi clienti che ha fatto dei lavori non dichiarati in quanto non è iscritto regolarmente.ho un bambino di 3 anni.volevo chiederle se il giudice possa accordargli un mantenimento considerando che faccio la commessa part-time e percpisco di busta paga circa 800 compreso il bonus renzi e gli assegni familiari.con questo piccolo stipendio riesco a stento con l’aiuto della mia famiglia ad arrivare a fine mese.anche se risulta disoccupato non deve mantenere il figlio lo stesso?la ringrazio anticipatamente per una sua risposta.buona serata
da quanto mi dice lei ha in corso un giudizio e dunque è assistita da un legale, per cui, mi spiace, ma il mio codice deontologico mi impedisce di esprimere parere al riguardo. Le consiglio di rivolgere questi quesiti al suo legale che sicuramente le fornirà l’adeguata risposta.
Chiara 19/04/2016
Buongiorno, vado subito al sodo, io e il mio ex marito siamo legalmente divorziati da quasi un anno. Purtroppo però per quasi due anni lui non adempie ai suoi obblighi nel versare l’assegno per la figlia (11 aa)…. Dice di non avere più un lavoro ma vedo il suo tenore di vita ( vacanze, abiti firmati, ecc ecc..) so per certo che lavora ma non è una cosa ufficiale!
Io per fortuna lavoro ma le spese sono tante e ora sono arrivata a un punto di grande difficoltà. Ho letto che se lui non può pagare mi potrei rivolgere ai suoi genitori…?
Grazie già da ora!
si anche gli ascendenti dei genitori sono tenuti al mantenimento qualora i genitori non vi provvedano perchè non possano, il che comporta, nel suo caso, dover dimostrare che il padre non contribuisce al mantenimento della figlia non perchè non vuole ma perchè non ha i mezzi per farlo. Però le vacanze ed il tenore di vita indicano una cosa diversa. Dunque, prima di procedere contro i nonni, bisogna verificare la reale situazione del padre.
Agostino 09/05/2016
Buon giorno avvocato mi sto separando cn la mia compagna abbiamo 2figli e una casa in affitto a mio nome lei se ne andò da casa e la sera chiamo i carabinieri dicendo ke la casa dei suoi genitori e in abitabile io quella seera stesso con consiglio dei carabinieri presi le mie cose e me ne andai x paura di subire qualche cattiveria da lei e denunciarni ingiustamente io sn disoccupato nn percepisco niente e lei sta in casa cn affitto regolare e nn sene andra e io nn paghero il pigione a cosa andrò in contro sia cn l’appartamento e sia x il mantenimento dei minori (4anni e 8 mesi)?grazie mille
Non contribuire al mantenimento dei figli minori, può assumere anche rilevanza penale ai sensi dell’art. 570 c.p.. Il fatto di essere disoccupato, di per sè, non la esonera dal contribuire al mantenimento, dovrà dimostrare che non ha altre entrate ed in generale non può contribuire economicamente.
Gennaro 18/05/2016
Salve avvocato mi chiamo Gennaro e già le ho posto qualche tempo fa una domanda alla gentilmente lei mi ha risposto . Ho fatto tutto ciò che fosse fattibile per avvicinarmi alla donna con la quale ho avuto una relazione “ballerina”. Mi sembra di capire che non vuole null’altro da me che il riconoscimento della bimba , sono una persona coscienziosa ho cercato di farle capire che la cosa migliore sia quella di crescere la bimba con la presenza di entrambi i genitori; ma credo lei pensi solo al riconoscimento per un seguito. Qualora io dovessi riconoscere la bimba in che modo posso far valere i miei diritti di padre.Dovrei comunque andare con il mio legale davanti ad un giudice? E contrariamente se riuscissi a distogliere la mia “compagna ” dal farmi riconoscere la piccola se esistono gli estremi affinché ci sia una documentazione scritta nella quale lei dichiara di cresce la bimba ma che non avrebbe nulla a pretendere dal sottoscritto.
La legge prevede una possibilità del genere?. La saluto cordialmente. Gennaro
Per il riconoscimento di sua figlia non ha bisogno di andare dal giudice, basta rivolgersi all’anagrafe.
Per fare valere i suoi diritti, invece, di fronte ad un’opposizione della madre, deve rivolgersi al giudice.
Insieme ai diritti, naturalmente, ci sono i doveri.
Per quanto riguarda l’accordo, anche ammesso che la madre di sua figlia accetti di firmarlo, a mio parere, sarebbe suscettibile di impugnazione perchè relativo ai diritti di vostra figlia minore e dunque indisponibili.
Viola 20/05/2016
Buona sera Avvocato . Vivo da 5 anni col mio compagno e futuro marito il quale è divorziato ed ha 2 figli dal primo matrimonio. Sin dall’inizio non ho fatto altro che sentire ed assistere a continui litigi riguardo il mantenimento (sempre corrisposto ) dei figli e le decisioni riguardanti le attività che essi svolgono. Il loro è un affidamento congiunto ove il mio compagno corrisponde 500 euro mensili in favore dei suoi figli più eventuali spese extra. L ex (con la sua nuova famiglia )ha deciso di andare ad abitare a 20 km di distanza e di conseguenza ha deciso (da sola )di iscrivere i ragazzi a suola li e di farglielo praticare palestra e d altro sempre li perché sostiene di gestirsi meglio il tutto. Conclusione :non fa altro di ripetere ai figli che il padre si disinteressa ,che non li segue, che i soldi li devo uscire sempre lei! Caro avvocato. .si può continua così? Inoltre non lì accompagna mai da noi perché sostiene che il padre è in dovere di farlo lui! Preciso che il mio Compagnoni è un operaio che lavora tuttora il giorno. Cosa si può fare avvocato? Ci aiuti.
Cara Signora, naturalmente bisognerebbe verificare se e quanto è stato previsto in sede di divorzio a proposito del cambio di residenza, dell’iscrizione alla scuola, dell’iscrizione alla palestra, etc.. Nel senso che se non era previsto niente ed il suo compagno non ha acconsentito espressamente al trasferimento di residenza ed alla nuova scuola, può opporsi e chiedere la modifica delle condizioni di divorzio, oltre ad un risarcimento del danno. Per le spese della palestra, essendo normalmente considerate spese straordinarie, se il suo compagno non ha approvato la spesa, non è obbligato a contribuire.
mery 23/05/2016
Buongiorno avv.non mi sono mai sposata con il padre dei miei figli e sono due anni che non stiamo piu insieme i bambini stanno con me lui non mi a mai dato mantenimento ect ect questo mese abbiamo la causa ma lui non lavora e disoccupato i miei figli anno l’obbligo di percepire qualcosa???
I suoi figli hanno certamente diritto a che anche l’altro genitore contribuisca al loro mantenimento secondo le proprie capacità. Se è disoccupato verosimilmente prenderà almeno l’indennità di disoccupazione.
BICE 23/05/2016
buongiorno, desidero chiedere la negoziazione assistita per il divorzio:
percepisco circa 2000,00e al mese ,il mio ex marito lavora a tempo determinato e a contratto nelle scuole come insegnante informatico non conosco il suo reddito;
abita nella seconda casa acquistata in comune e non dà nessuna pigione paga solo le tasse; io abito nella mia casa di proprietà con nostra figlia;
dividiamo le spese vive mensili e non dà nessun assegno di mantenimento perchè dice che guadagna poco (è aiutato dal genitore anziano) ha la nuda proprietà di un immobile. 1) posso ottenere l’assegno di mantenimento per nostra figlia? anche 300e.
2) posso ottenere una pigione per la nostra seconda casa dove abita? la metà di un affitto per es. 300e?
3) può convivere in quella casa con la sua compagna?
4) non vuole vendere la seconda casa, posso obbligarlo?
1) sulla base di questi pochi dati, non è possibile valutare la congruità dell’assegno di mantenimento che mi indica;
2) sì, secondo le normali regole della comunione ordinaria di immobili;
3) sì;
4) no, non può obbligarlo a vendere, quantomeno in modo diretto, ma può farlo indirettamente cioè chiedere la divisione del bene e se questo non è divisibile, andrà venduto.
Veronica 26/05/2016
Buon giorno avvocato, vorrei chiedere una delucidazione sul mio caso è su come potermi comportare nei confronti del mio ex marito.Siamo separati ormai da 4 anni il 23 giugno di quest’ anno e’ previsto il divorzio, lui era moroso per mantenimento di quasi 10 mila euro e’ stato trovato un’ accordo dove invece di 10 mila ho accettato €7.500 piu’ riduzione da 600€ per due figlie minori a 400€ , lui posto fisso tempo indeterminato con pagamento a mio favore direttamente dall’istituto, ovviamente fino alla firma del divorzio dovevo avere per le mie figlie € 600 al mese lui invece si licenzia e ormai da tre mesi non manda un soldo come posso aggirerà grazie mille
Prima di tutto può pensare di pignorare la liquidazione, sempre che sia ancora in tempo. Poi fare accertamenti per verificare se suo marito sta lavorando in nero ovvero ha assunto altri lavori altrove (deve pur vivere, no?)…..
Inoltre, poichè mi dice di avere l’udienza del divorzio congiunto fissata per il prossimo 23 giugno, dovrà valutare se confermare o meno la propria intenzione di procedere con divorzio congiunto, e siccome ne deduco che lei è assistita da un legale di fiducia, la cosa migliore è chiedere consiglio a lui.
Albina 08/10/2016
Salve, sono una nonna disperata non vedo mio nipote perchè l’ex convivente di mio figlio con una scusa se ne andata dalla casa in cui viveva con mio figlio, raggiungendo casa dei suoi genitori. Da precisare che il padre della convivente ha avuto problemi con la giustizia per diversi anni. Vorrei gentilmente sapere se c’e la possibilità di chiedere l’affido del piccolo che ora ha 1 anno e mezzo, sapendo che a fine ottobre ho la causa civile per poter vedere il bambino.
Non sono certa di comprendere bene il quesito ed il suo caso.
Se capisco bene, è pendente una sua causa civile con udienza prossima, relativa a questo problema, per cui le consiglio di rivolgere questi dubbi al suo legale perchè sicuramente potrà fornirle consigli più aderenti al suo caso rispetto a quanto potrei fare io non conoscendo i dettagli.
In generale, comunque, fino a che vi sono i genitori, e salvo che vi siano ragioni del tutto particolari a tutela della prole, l’affidamento del minore deve preferirli a chiunque altro. Ai nonni viene riconosciuto il diritto di visita.
Mi spiace ed auguri.
ADRI 11/10/2016
Gentile Avvocato, le descrivo la mia situazione : ho 26 anni , laureanda, ma ancora senza occupazione. Un’anno e mezzo fa ho avuto una figlia , con il mio ex fidanzato di 29 , anche lui disoccupato, o comunque con lavori saltuari. Da quel momento ho lasciato temporaneamente Milano (la mia città universitaria) per ritornare in Puglia(dove si trova la mia famiglia e il mio ex fidanzato , padre della piccola).Tuttavia in questi mesi ho continuato a studiare e infatti mi mancherebbe un solo esame per laurearmi a febbraio : ecco il mio più grande desiderio sarebbe quello di tornare a
Milano ,essendoci evidenti maggiori possibilità lavorative, iniziare quindi anche solo con uno stage a lavorare e rimanendo OSPITE da amici, ovviamente portando con me la piccola. Ecco il padre della mia bambina continua a “minacciarmi” dicendo che non mi permetterà mai che io parta per Milano e porti via nostra figlia. Tuttavia in questi mesi non solo è stata altalenante la sua presenza ma non ha provveduto nemmeno al mantenimento economico costante della bimba, e quindi ho dovuto vedermela io (con lavori estivi) e la mia famiglia. Dunque cosa mi consiglia di fare ? Potrei sfidare un po’ il destino e con coraggio partire ugualmente in cerca di lavoro, oppure potrei subire sicure conseguenze legali e azioni giudiziali da parte del padre della bimba? La ringrazio in anticipo.
La sua situazione non è semplice, soprattutto, da un punto di vista emotivo.
Sotto il profilo giuridico, non conoscendo bene i dettagli del caso, non posso darle altro consiglio che quello di rivolgersi ad un legale e sottoporgli il suo caso.
Fermo ciò, è pacifico che il padre della bambina non potrà mai impedirle di trasferirsi ove lei vorrà (si tratta di un diritto costituzionalmente garantito).
In generale, inoltre, mi sentirei di dire che le sue ragioni sembrano buone e che il trasferimento di residenza della madre, quando giustificato come sembra essere nel suo caso, non incide sulla modalità di affidamento e collocazione della bambina che, anche in considerazione della sua tenera età, dovrebbe prevedere una preferenza per la madre.
ALBERTO 14/10/2016
Buon giorno Avvocato
Ho avuto una convivenza dalla quale è nata una figlia riconosciuta. A seguito di separazione dalla mia ex mi è stata fatta una causa che mi ha obbligato a versare € 500,00 in un periodo in cui ero titolare di un’impresa. Con accordi VERBALI ho ottenuto una diminuzione a € 400,00. Ora sono disoccupato e percepisco unicamente la Mobilità dall’ INPS per due anni mentre lei si è coniugata e ha sue fonti di reddito. Esiste un’ importo preciso? Se non pago cosa mi succede oltre a scombussolare mia figlia?
Grazie e cordiali saluti ALBERTO
Una quantificazione standard dell’assegno di mantenimento non è prevista, nè dalla legge, nè da altra fonte normativa, perchè ogni caso è diverso dall’altro e, dunque, deve essere oggetto di valutazione da parte del giudice.
Il suo stato di disoccupato di per sé non le consente di sottrarsi al dovere di contribuire al mantenimento di sua figlia, e l’inadempimento può far sorgere anche responsabilità penale, salvo, però, che sia adeguatamente giustificato.
Tuttavia, è chiaro che l’eventuale variazione delle condizioni economiche dei genitori (la sua peggiorata, quella della madre migliorata) potrebbe giustificare una revisione dell’assegno perchè ogni genitore deve contribuire al mantenimento dei propri figli in proporzione alle proprie sostanze.
ROBERTO 07/11/2016
SONO ROBERTO BUONASERA! SONO DIVORZIATO DA CIRCA DIECI ANNI MA DALLA SEPARAZIONE AD OGGI SONO CIRCA 23 ANNI.
E DA CIRCA 23 ANNI VERSO IL MANTENIMENTO E NELL’ARCO DI TUTTI QUESTI ANNI NON HO MAI POTUTO VEDERE I MIEI FIGLI ORA MAGGIORENNI, PERCHE’L’ALTRA PARTE HA DETERMINATO NELLA MENTE DEI MIEI FIGLI LA CANCELLAZIONE DELLA FIGURA PATERNA,SI EVINCE DALLA SENTENZA; ED IO DOPO TUTTI QUESTI ANNI DI LOTTA TRA ASSISTENTI SOCIALI,TRIBUNALE DEI MINORI,PISCOLOGO,E TANTI ALTRI TENTAVI NON HO MAI POTUTO ABBRACCIARE I MIEI FIGLI E DIRCI QUANTO LI AMO.
MA IN TUTTO QUESTO DOPO CIRCA 23 ANNI MI RITROVO A FRONTEGGIARE UNA SITUAZIONE DI GRAVE IDENTITA’, MIO FIGLIO ORA VENTENNE VIENE NEL MIO UFFICIO E MI MINACCIA DI MORTE A ME E LA MIA COMPAGNA CHE CONVIVO DA CIRCA 17 ANNI, ED INSIEME ABBIAMO UNA BAMBINA DI CIRCA 14 ANNI,ORA STO IN CONDIZIONE ECONOMICHE MOLTO A DISAGIO LE CHIEDO SE FACCIO RICHIESTA DI MODIFICA DEI PATTI STABILITI 23 ANNI FA E CHIEDO LA RIDUZIONE DELL’IMPORTO CONSIDERATO CHE HO ANCHE UN ALTRA BAMBINA MINORENNE IL GIUDICE ACCETTARE LA MODIFICA.
Avv. Daniela Gattoni Post author 13/12/2016
La sua situazione sembra alquanto complessa e di certo non può essere oggetto di valutazione sulla base di così pochi elementi che mi fornisce. Di certo dopo 23 anni e la modifica della sua situazione familiare, sembrerebbe quantomeno opportuno ‘rivedere’ le condizioni del divorzio. Le consiglio di rivolgersi ad un legale di fiducia.
Laura 05/12/2016
Salve avvocato,mi chiamo Laura e ho 21 anni
Vi racconto brevemente la mia storia ho avuto una convivenza di 4 anni,da cui è nata la mia PRINCIPESSA Jessica.
2 anni fa però io e il padre ci siamo separati.
Lui però non ha mai contribuito nulla ne affetto e ne tanto meno soldi.
7 mesi fa il giudice insieme al P.M di Castrovillari(cs) ,dopo avergli fatto causa x il mantenimento per sua figlia..hanno deciso anche dopo che lui ha messo in chiaro che nn lavora,un mantenimento di 200€ al mese ogni 11 del mese.
Ma lui dopo 7 mesi nn ha versato nulla nemmeno mezzo centesimo.
Cosa mi consigliate di fare?a cosa va incontro lui?e riuscirà ad avere mia figlia gli arretrati?
ciò che può fare è procedere all’esecuzione forzata nei confronti del padre di sua figlia, anche per gli arretrati. Ma se riuscirà o meno a recuperare le somme cui ha diritto è difficile dirlo se non si conosce la situazione economica-patrimoniale del padre.
angelo musto 06/12/2016
buongiorno, avvocato,sono un pensionato da 613 euro, sono separato cosensualmente,e sto per divorziare, ho 82 anni a febbraio 2017, al’estero,la mia piccola storia,doco piccola sabbe troppo lunga a raccontarla, ho lavorato molte vite,perche ho incominciato a 8 anni, facendo una vita da misero,a 21 anni ho incomincia,d’a re uno stipendio, a 26 anni mi sono sposato,e ho incominciato a lavorare da solo,facendoun infinità di mestieri, alti e bassi nel 1977 ho incominciato a vedere qualche lira e mi sono buttato nel edilizia oltre al lavoro artigianale, in 6 anni ho greato tre socieetà; immobiliare discografia editore, castronomia,un piccolo tesoruccio di oltre 2 miliardi di lire in attività e immobili, la mia salute era un pò precaria, ho tirato avanti finche ho potuto, nel 1994\ 95 la pazza idea di donare tutto a figlie e moglie,con la promessa di un sussidio che gia percepivano, dale società,mi estato pagato, li ho combrati due immobili dove abiamo fatto una bar gelateria tavola calda, e una gastronomia, avviati marzo 2000 tutto fornito con 40.000.000,di lire di scorta, maggio 2000 le banche vanno in rosso senza pagare niente, si lavorava bene,chiedo come mai questi ammanchi stavo sempre peggio anche per il nervosimo,non avevo risposte facevano a scarica barile,fin che mi hanno cacciato, pulito di tuttiimiei risparmi venduto i miei 40 anni di sacrifici, arrivando semi fallimento, mi denunciano per appropriazione indebita,facendomi sequestrare la casa, liberato la casa diviso con mia moglie dando il 60% a lei e svenduto ilmio 40% e via in marocco, adesso mi trovoin dificoltà, hosubito truffe e 07\04\2016 un incidante mi sono rotto il femore sinistro, operato a pagamento, che ha causato altri problemi,prostata il mese di ottobre ho dovuto operare anche qusto, ho la vista che dovrei operare,e vengoin italia per vedere di avere un sussidio, da????? posso chiederlo alle figlie sono obligate ad aiutarmi?
Gentile Sig. Angelo,
mi spiace per la sua vita molto faticosa. Con riferimento al suo quesito la risposta è sì. Ai sensi dell’art. 315 bis cc i figli hanno il dovere di contribuire al mantenimento della famiglia sino a che convivono con i genitori, e dopo, ai sensi dell’art. 433 cc sono obbligati agli ‘alimenti’ nei confronti del genitore che si trova in grave difficoltà.
Marco 06/12/2016
Buona sera avvocato. Sto vivendo una situazione molto particolare. I miei figli hanno deciso di trasferirsi da me. Il grande ha quasi 18 anni ed il piccolo quasi 17. Naturalmente la madre non riesce ad accettare questo. E cerca in tutti i modi di mettere degli ostacoli. Io non verso più mantenimento da quel giorno. E lei non contribuisce nemmeno per le spese mediche e scolastiche. Mi dicono che se lei vuole può riprendersi i miei figli quando vuole. Funziona così? Come dovrei comportarmi ?i miei figli hanno scelto da soli. Non ho mai fatto nessun tipo di lavaggio del cervello.
Per quanto concerne il maggiore di età, in quanto tale, è libero di decidere presso quale genitore vivere, ma questo non vale per quanto riguarda il quasi 17enne. In questo caso, infatti, pur avendo egli il diritto di essere ascoltato in ordine alle sue preferenze, in mancanza di accordo tra i genitori, dovrà essere il giudice a decidere.
Gentile Signora Veronica,
una volta interrotta la relazione e la convivenza, se il figlio è rimasto – come comprendo – a vivere con lei, ha senza dubbio diritto di chiedere al padre di contribuire al suo mantenimento, ordinario e straordinario. Inoltre, se l’assenza del padre assume una portata rilevante (questo non sono in grado di valutarlo da quel poco che mi dice) potrebbe anche chiedere la decadenza del padre dalla responsabilità genitoriale (quella che una volta si chiamava, potestà genitoriale). Le consiglio di rivolgersi ad un legale.
Enzo 21/02/2017
Le scrivo per avere un opinione…..
Sono sposato dal 2011 in comunione dei beni, ho due figli di 10 e di 3 anni, mia moglie è disoccupata….. stiamo pensando di separarci e onestamente non ho idea delle richieste che può avanzare……
Abbiamo una casa che ho acquistato nel 2008 a me intestata ed ancora con mutuo in corso, un prestito per l’acquisto di una macchina per lei e per delle spese legali avute qualche anno fa….. io sono un dipendente statale e con assegni familiari arrivo a prendere 1600 euro scarsi… quale futuro mi aspetta? Può mai essere che lei si vuole separare ed io devo pagarne le conseguenze solo perché non lavora? Grazie mille e scusate lo sfogo
La sua situazione è abbastanza frequente e diffusa. La separazione impoverisce sempre la famiglia, soprattutto quella monoreddito. Occorre, comunque, verificare nello specifico se sua moglie non lavora perchè non può o perchè non vuole. Da questa verifica possono derivare conseguenze che si possono rivelare a lei utili.
Paolo 11/05/2017
Buongiorno,vorrei avere se possibile un informazione:
dopo 10 anni si e fatta viva una mi ex ragazza che dice di vere avuto un figlio da me,e mi chiede il riconoscimento della paternità,cosa che potrei anche fare,ma da ormai 4 anni sono disoccupato (56 anni) sono nullatenente,e vivo in una casa popolare dal 2007 dove oltretutto sono in cronico ritardo con gli affitti,le bollette le pago comunque grazie a qualche piccolo aiuto,e spesso devo fare la spesa alla caritas,per non contare invalidità al 50% ,diabete,cardipatia,(cose tutte dimostrabili con documentazioni varie) e sono anche seguito da un assitente sociale.
Domanda: sono obbligato ad aiutare economicamente questa donna anche in condizioni come le mie? se riconosco il figlio?
dal riconoscimento del figlio conseguono i diritti e i doveri genitoriali, tra cui, anche quello di contribuire al suo mantenimento in proporzione alle proprie sostanze. Dunque lei non sarà obbligato ad ‘aiutare economicamente questa donna’ ma il figlio che avete avuto insieme. Anche qualora lei non accettasse di riconoscere il figlio, la madre potrebbe ugualmente otterene il riconoscimento anche contro la sua voontà. Però la domanda è come mai la madre le svela questo segreto a distanza di 10 anni? e proprio adesso che lei dice di vivere in situazione di indigenza? forse sarebbe opportuno capire questa circostanza.
Ferdinando 25/06/2017
Salve sono un papà con 2 figli di 1 disabile 14 anni purtroppo mia moglie vuole separarsi ha avuto delle depressioni anche x sue malattie ecc. Siamo entrambi disoccupati la casa e di mia moglie io sono anche invalido al 70% lo so che il bambino / i verranno affidati alla mamma , io non ho capacità di contribuire e non so neanche dove andare, vivemamo tutti con l’idennità che sono di quasi 1500€ mensili se verrà deciso un affidamento al 50% cosa succede l’idennita lo preleva mia moglie e piu dovrei mantenerli? Se potessi lo farei chiedo consiglio , grazie 1000 x una risposta
Gentile Sig. Ferdinando,
mi spiace per la sua situazione personale e familiare che, a quanto mi dice, risulta alquanto complessa anche da un punto di vista economico. Premesso che in caso di separazione il principio è che ogni genitore dovrà contribuire al mantenimento dei figli in proporzione alle proprie sostanze (analogamente a quanto accadeva in corso di matrimonio), nel suo caso, non è possibile darle un parere. Quello che è certo, comunque, è che salvo diverso provvedimento giudiziale, non sarà sua moglie a percepire direttamente la sua indennità, ma semmai, lei potrà essere obbligato a versarne una parte alla moglie se i figli saranno collocati presso di lei. Cordiali saluti. Avv. Daniela Gattoni
Gennaro 17/10/2017
Gentile avvocato Daniela Gattoni
Le scrivo ancore una volta per avere delle delucidazioni.
Sono padre di una bambina di 15 mesi che amo profondamente. Non sono sposato, mia figlia è il risultato di una relazione molto ballerina. Da tempo non trovo lavoro ,ma il.mio impegno costante nella ricerca spasmodica nella ricerca di dover trovare un’occupazione consona, è documentabile e facilmente dimostrabile. Sono impossibilitato a dare
Alcun tipo di mantenimento, ma ciò non vuol dire a mio modesto parere di non vedere mia figlia o vederla quando fa più comodo alla madre. Talvolta vedo mia figlia per un’ora e mezza ,una o due volte a settimana abitando a sole tre km di distanza .Pertanto le chiedo gentilmente di spiegarmi in termini di legge quali sono i miei diritti al riguardo; cioè con quali modalità e tempi un padre ha diritto a vedere la propria figlia e se ho il diritto a tenerla anche in week end alternati ,considerando che parlo di una bimba di 15 mesi. La ringrazio e la saluto cordialmente. Gennaro
Avv. Daniela Gattoni Post author 17/10/2017
La normativa in materia non stabilisce a priori i giorni di frequentazione del genitore diverso da quello collocatario (cioè quello presso il quale è collocato il minore) ma stabilisce il principio che deve essere rispettato in caso di separazione, ossia quello dell’affido condiviso del figlio minore (salvo ragioni gravi per disporre l’affidamento esclusivo ad uno dei due genitori). Questo comporta, oltre al diritto/dovere di condividere le decisioni più importanti per il figlio, anche, di regola, che ad ogni genitore dovrebbe essere ‘assicurata’ un’adeguata frequentazione del figlio e questo non tanto a tutela del genitore bensì del figlio.
Questo prescinde dalla capacità di contribuzione al suo mantenimento.
Nel suo caso, mi sembra di capire, non vi è nessuna regola stabilita, mentre bisognerebbe farlo: di comune accordo con la madre, o in difetto di accordo, con ricorso al giudice.
PS: le sue difficili condizioni ecomiche dovrebbero farle ottenere l’ammissione al gratuito patrocinio per affrontare l’eventuale giudizio.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 570
 Cass. 
 sentenza 
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 sentenza 
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