Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-secondo/titolo-iv/capo-i/sezione-ii/art438.html
Timestamp: 2020-06-04 05:35:53+00:00

Document:
Art. 438 codice di procedura civile - Deposito della sentenza di appello - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO SECONDO - Del processo di cognizione > Titolo IV - Norme per le controversie in materia di lavoro > Capo I - Delle controversie individuali di lavoro > Sezione II - Del procedimento > Articolo 438
Articolo 438 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 438 Codice di procedura civile
Il deposito della sentenza di appello è effettuato con l'osservanza delle norme di cui all'articolo 430(1).
Si applica il disposto del secondo comma dell'articolo 431 (2)(3).
(1) Come la sentenza di primo grado, anche la sentenza d'appello deve essere depositata in cancelleria entro 15 giorni dalla pronuncia del dispositivo. Sarà poi la cancelleria a dover dare avviso alle parti dell'avvenuto deposito.
(2) Il secondo comma della norma in esame rinvia all'art. 431, in base al quale vi è la possibilità di procedere ad esecuzione forzata sulla base del dispositivo della sentenza. Tuttavia, è bene precisare che tale facoltà viene riservata solamente al lavoratore quando venga pronunciata sentenza di condanna del datore di lavoro al pagamento di crediti derivanti da uno dei rapporti di lavoro di cui all'art. 409 del c.p.c., restando esclusa per il datore di lavoro che abbia ottenuto una sentenza di condanna nei confronti del lavoratore.
(3) In merito alla sospensione della esecuzione, l'opinione dottrinale prevalente ritiene applicabile, nel silenzio della legge, la previsione generale di cui all'art. 373 che consente al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata di concedere la sospensione nel caso in cui dall'esecuzione della sentenza possa derivare un danno grave e irreparabile.
Massime relative all'art. 438 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 2348/1980
Anche nel rito del lavoro, la sentenza d'appello che riforma quella di primo grado provvisoriamente esecutiva non fa venir meno gli atti di esecuzione già posti in essere che restano in vita fino al passaggio in giudicato della sentenza di riforma. Questo principio si applica sia agli atti del processo esecutivo sia a quelli di parte che costituiscono spontanea esecuzione della decisione riformata.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 2348 del 12 aprile 1980)

References: sentenza 
 Articolo 438

Articolo 438
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza