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⭐ENTE PARCO NAZIONALE DELL ALTA MURGIA
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1 ENTE PARCO NAZIONALE DELL ALTA MURGIA L architettura rurale nel Parco Nazionale dell Alta Murgia: tipologie e linee guida per il Coordinatore Scientifico: Arch. Giovanni CAFIERO Responsabile ATI: Dott. For. Paolo RIGONI REV_GENNAIO 2014 di cui alla Determinazione del Direttore d Area politiche per la mobilità e la qualità urbana della Regione Puglia n. 15 del 21/12/2012. A cura del Servizio Tecnico - Parco Nazionale dell'alta Murgia Arch. Mariagiovanna DELL'AGLIO, Dott.ssa Anna Grazia FRASSANITO, Dott.ssa Chiara MATTIA, Geom. Luigi BOMBINO 12 Premessa Il ruolo svolto dall edilizia rurale nel territorio murgiano è risultato nel passato importantissimo per l attività agricola. Oggi, tuttavia, il patrimonio delle costruzioni rurali è in via di abbandono a causa delle trasformazioni socioeconomiche e dello sviluppo della mobilità di trasporto che consente il trasferimento in tempi relativamente brevi tra il luogo di lavoro e il centro urbano. La presenza del contadino e del pastore ha tradizionalmente garantito la salvaguardia del territorio attraverso le numerose e periodiche opere di manutenzione ambientale (canali, fossi, muretti, terrazzamenti, ecc.) e, quindi, l abbandono delle dimore rurali e degli edifici produttivi ha di conseguenza comportato l abbandono del territorio. L espressioni architettoniche più frequenti sono rappresentate da costruzioni annesse all azienda agricola con diverse funzioni di abitazione, di esercizio per l allevamento animale, di conservazione e trasformazione e anche di ricovero temporaneo o semplici depositi. Il problema attuale consiste, pertanto, nel ri-usare le costruzioni abbandonate assegnando ad esse nuove e diversificate funzioni; Nuove attribuzioni d uso che comunque, prevedano la presenza permanente dell uomo che, come detto in precedenza, con i modesti interventi di manutenzione ambientale ha salvaguardato per secoli quei beni ambientali che oggi ci consentono di perimetrare aree ad elevata valenza ambientale. Le abitazioni presentano, in genere, caratteristiche tecniche di maggiore qualità, in quanto destinate ad ospitare il proprietario o il conduttore raggiungendo a volte, nel caso delle masserie, elevata qualità architettonica ed ambientale oltre che dimensionale per le molteplici funzioni che esse svolgevano rispetto alla campagna. Le altre costruzioni sparse in generale, rivestono un minor interesse in quanto di ridotte dimensioni, realizzate spesso precariamente e comunque di non inferiore qualità architettonica rispetto alle masserie. In alcuni casi però l inserimento ambientale di queste piccole o medie costruzioni è così coerente con il contesto che si ritiene comunque proponibile il loro recupero, in quanto documenti della civiltà contadina. Le tipologie dell architettura rurale ricorrenti nell Alta Murgia, oltre alle importanti masserie, comprendono gli jazzi, i fabbricati per l allevamento ovino e le piccole case sparse nonché i fabbricati di abitazione appartenenti alla Riforma Fondiaria degli anni 50. Anche i muretti a secco che caratterizzano vasti paesaggi della Murgia e quasi tutta l edilizia presente, possono essere annoverati tra le opere architettoniche minori. 1. IL PAESAGGIO DELL ALTA MURGIA Il paesaggio rurale e naturale dell Alta Murgia, elemento primario dell identità dei luoghi, risorsa strategica collettiva delle comunità locali e patrimonio universale, è stato individuato per intero nel Piano Paesaggistico della Regione Puglia nell'ambito n. 06 Alta Murgia, secondo le denominazioni, caratteri strutturali ed invarianti di seguito riportati ed importanti al fine di comprendere il ruolo svolto dall edilizia rurale e definire un'apposita e corretta disciplina d uso del territorio e dei manufatti della tradizione storica locale ivi presenti. Per detto Ambito nel presente Piano sono state individuate quattro unità di paesaggio: Piana ulivetata del versante adriatico, Altopiano della Murgia Alta, Costone murgiano, Piana cerealicola del versante ionico, meglio definite nella Relazione Generale al Piano. 1.1 Individuazione e descrizione delle invarianti specifiche Il territorio dell alta Murgia presenta una struttura geomorfologica caratterizzata da un ossatura calcareodolomitica, coperta talvolta da sedimenti calcarenitici, attraversata da un idrografia superficiale episodica, con solchi erosivi fluvio-carsici (lame) e fenomeni carsici di grande rilievo, in particolare doline e voragini. Le strutture paesaggistico-ambientali sono fortemente interconnesse con i caratteri dell insediamento e dei paesaggi rurali. Già antropizzato in epoca preistorica e protostorica, questo territorio ha rivestito un ruolo strategico di primaria importanza all interno delle strutture statali ed economiche sin dall età normanna e sveva. Dopo la scomparsa dell insediamento sparso nella metà del XIV secolo, che ha come conseguenza l inurbamento 23 della popolazione nei centri sub-costieri e dell interno e una marcata destinazione agro-pastorale del suolo istituzionalizzata nelle aree a Nord dell ambito nelle forme della Dogana delle pecore di Foggia, si assiste ad una notevole pressione demografica in tutti i centri murgiani. Se la parte a Nord, nei territori di Andria Corato, Ruvo, Grumo, ecc, verrà in qualche modo utilizzata dalla Dogana delle pecore di Puglia con Locazioni straordinarie e Riposi, la parte a Sud e cioè i territori estesi di Altamura e Gravina saranno sempre autonomi da essa. Autonomia garantita da privilegi acquisiti e concessi dai vari regnanti alle due città che permise una forte espansione dell industria armentizia locale. Esisteva per questi territori solo la libertà di passaggio nei tratturi, ma non di locazione e permanenza. Questo fattore si rifletterà anche nell organizzazione e nella denominazione delle strutture rurali indispensabili allo sviluppo della pastorizia. Curiosa è la differenziazione della toponomastica in quanto se nelle aree a Nord le strutture deputate all industria armentizia prendono il nome di poste, nei territori di Altamura e Gravina, nonstante l identicità tipologica e funzionale, il nome Jazzi. È in questa fase che si determinano le forme tipiche dell insediamento fortemente accentrato, contrapposte ad una campagna non abitata in forme stabili: in rapporto ai condizionamenti della geomorfologia e all idrografia del territorio si è definita una corona insediativa di centri posti, con diversa regolarità, sui margini esterni del tavolato calcareo (Andria, Corato, Ruvo, Bitonto, Toritto, Grumo, Cassano, Santeramo, Altamura, Gravina, Poggiorsini, Spinazzola, Minervino), disposta su linee di aree tufacee in cui è relativamente facile l accesso alla falda. I centri compatti sono circondati dal ristretto, storicamente strutturatosi in rapporto alla grande viabilità sovraregionale di orientamento ovest-est e alla viabilità minore nord-sud con il commercio marittimo in particolare col sistema binario della costa barese, che già dal Medioevo consente il commercio dei prodotti agrosilvo-pastorali provenienti dall altopiano. I medio-grandi centri abitati rappresentano il fulcro organizzatore dell economia locale: ogni centro ha una rete locale a raggiera che determina una forma stellare e organizza il territorio comunale nella distribuzione verso le masserie con tipologie viarie differenti (mulattiere, carrerecce, tratturelli). L altopiano murgiano, di contro, è scarsamente abitato anche se presidiato ed organizzato intorno ad una fitta rete di masserie da campo o a tipologia mista agro-pastorale e di jazzi stabilmente abitati dai massari e dalle loro famiglie fino alla metà degli anni sessanta del novecento. Interessante, lungo il tratturo Melfi-Castellaneta, il sistema binario di masserie da campo e miste e le strutture (poste e jazzi) legate all allevamento transumante. Molto fitta è anche la rete di addendi rurali che infrastrutturano il territorio tra cui le strutture predisposte alla raccolta e alla captazione delle acque (piscine e i votani), alla produzione del ghiacio (neviere), alla chiusura delle proprietà (fitte, muri a secco, parietoni). L alternanza tra pascolo (sull altopiano calcareo) e seminativo (nelle lame e nella fossa bradanica) è talvolta complicata da altri mosaici agrosilvo- pastorali costituiti da relazioni tra bosco e seminativo, bosco, oliveto e mandorleto, dal pascolo arborato e da fasce periurbane con colture specializzate. L integrazione sistemica tra cerealicoltura e pascolo, risultante dalla necessità di sfruttamento delle scarse risorse disponibili, ha poi storicamente dovuto ricomprendersi all interno di un più ampio sistema economico e sociale di produzione e distribuzione di risorse e forza lavoro su scala regionale, comprendente la fossa bradanica cerealicola a sud-ovest, le pendici collinari arborate del nordest, e il Tavoliere a nord-ovest. Nell Ottocento si assiste a una profonda lacerazione degli equilibri secolari su cui si era costruita l identità dell area murgiana. Con l abolizione delle antiche consuetudini e dei vincoli posti dalla gestione feudale e dall istituzione della Dogana, si dà l avvio a un indiscriminato e non regolato sfruttamento del territorio che porterà nel tempo a un degrado impoverente delle sue qualità. Il progressivo processo di privatizzazione della terra con la quotizzazione dei demani, lo smantellamento delle proprietà ecclesiastiche e la censuazione delle terre sottoposte alla giurisdizione della Dogana, muta il paesaggio 34 agrario murgiano: al posto dei campi aperti, dediti essenzialmente alla pastorizia, si avvia il processo di parcellizzazione delle colture con le proprietà delimitate da muretti a secco. Le colture cerealicole, arboree e arbustive attraverso disboscamenti e dissodamenti invadono territori incolti e boschivi. Nelle quote demaniali sorgono casedde, lamie e trulli a servizio delle coltivazioni dell olivo, del mandorlo e della vite. Con la dissoluzione del tradizionale sistema colturale si assiste a un lento e progressivo processo di abbandono delle strutture agrarie: masserie e jazzi cominciano ad avere forme di utilizzazione impropria e saltuaria, i pagliai non vengono ricostruiti, specchie e muretti a secco si disfanno, i pozzi si prosciugano. Le attività agricole e pastorali continuano ancora oggi a essere le principali fonti di reddito di questo territorio, tuttavia le emigrazioni avvenute durante gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, la meccanizzazione dell agricoltura e il calo della pastorizia hanno portato a un progressivo sfaldamento del sistema socio-insediativo-economico con l abbandono delle strutture architettoniche. In particolare le grandi masserie cerealicolo-pastorali quando non sono state completamente abbandonate, si sono svuotate delle funzioni essenziali sostenute nei cicli produttivi per diventare dei semplici appoggi in occasione dell aratura, della semina e del raccolto. La naturalità dell ambito si caratterizza per includere la più vasta estensione di pascoli rocciosi a bassa altitudine di tutta l Italia continentale. Si tratta di formazioni di pascolo arido su substrato principalmente roccioso, assimilabili, fisionomicamente, a steppe per la grande estensione e la presenza di una vegetazione erbacea bassa. Le specie vegetali presenti sono caratterizzate da particolari adattamenti a condizioni di aridità pedologica, ma anche climatica, si tratta di teriofite, emicriptofite, ecc. Tali ambienti sono riconosciuti dalla Direttiva Comunitaria 92/43 come habitat d interesse comunitario. Tra gli elementi di discontinuità ecologica che contribuiscono all aumento della biodiversità dell ambito si riconoscono alcuni siti di origine carsiche quali le grandi Doline, tra queste la più importante e significativa per la conservazione è quella del Pulo di Altamura, sono poi presenti il Pulicchio, la dolina Gurlamanna. In questi siti sono presenti caratteristici habitat rupicoli, ma anche raccolte d acqua, Gurlamanna, utili alla presenza di Anfibi. I boschi sono estesi complessivamente circa ha, quelli naturali autoctoni sono estesi circa 6000 ha caratterizzati principalmente da querceti caducifogli, con specie anche di rilevanza biogeografia, quali Quercia spinosa (Quercus calliprinos), rari Fragni (Quercus trojana), diverse specie appartenenti al gruppo della Roverella Quercus dalechampii, Quercus virgiliana. Nel tempo, per motivazioni soprattutto di difesa idrogeologica, sono stati realizzati numerosi rimboschimenti a conifere, vegetazione alloctona, che comunque determinano un habitat importante per diverse specie. In prospettiva tali rimboschimenti andrebbero rinaturalizzati. 1.2 Stato di conservazione delle invarianti per ambito I caratteri strutturali, da un punto di vista idrogeomorfologico del paesaggio dell ambito dell Alta Murgia sono progressivamente alterati da diverse tipologie di occupazione antropica delle forme carsiche e di quelle legate all idrografi a superficiale. Tali occupazioni (abitazioni, infrastrutture stradali, impianti, aree a servizi,aree a destinazione turistica, cave) contribuiscono a frammentare la naturale continuità delle forme del suolo, e ad incrementare le condizioni sia di rischio idraulico, ove le stesse forme rivestono un ruolo primario nella regolazione dell idrografi a superficiale (lame, doline, voragini). I rapporti di equilibrio tra idrologia superficiale e sotterranea, che dipendono, nei loro caratteri qualitativi e quantitativi, dalle caratteristiche di naturalità dei suoli e delle forme superficiali che contribuiscono alla raccolta e percolazione delle acque meteoriche (doline, voragini, lame, depressioni endoreiche) soffrono delle alterazioni connesse alla progressiva artificializzazione dei suoli, all inquinamento dovuto all uso di fitofarmaci in agricoltura, al proliferare di discariche abusive. La conseguenza più appariscente della fenomenologia carsica dell area è la scomparsa pressoché totale di un idrografia superficiale, il cui ricordo è attestato tuttavia nella toponomastica locale, ricca di idronomi che 45 testimoniano l antica presenza di fontane, laghi, torrenti e pantani, così come i numerosi solchi di erosione (lame) che costituiscono un reticolo abbastanza denso che non di rado arriva fino al mare. Per la sua posizione strategica, sia rispetto al mare che alle montagne, l altopiano murgiano (le cui quote variano da un minimo di 340 metri ad un massimo di 679 metri), è interessato da condizioni climatiche favorevoli alla vegetazione. La durezza e l aspetto, in alcuni tratti quasi lunare, fanno si che gli innumerevoli segni che caratterizzano questo paesaggio si sottraggano ad uno sguardo superficiale. Basta percorrere una qualsiasi strada che attraversi l Alta Murgia oppure andare a piedi dovunque sull altopiano, per rendersi conto della straordinaria quantità di emergenze, risultato di un rapporto millenario tra l uomo e l ambiente. Il paesaggio dell Alta Murgia si presenta saturo di una infinità di segni naturali e antropici che sanciscono un equilibrio secolare tra l ambiente e le attività storicamente prevalenti, quali la pastorizia e l agricoltura. Le attività prevalenti che l uomo ha esercitato in sintonia con la vocazione d uso del territorio, quali la pastorizia e l agricoltura, hanno dato vita a forme di organizzazione dello spazio estremamente ricche e complesse: estesi reticoli di muri a secco, villaggi ipogei e necropoli, chiese rupestri e cappelle rurali, cisterne e neviere, trulli, ma soprattutto innumerevoli masserie da campo e masserie per pecore, i cosiddetti jazzi, che sorgono lungo gli antichi tratturi della transumanza. È in questo scenario che colori, profumi, pietre e manufatti rurali mutano stagionalmente il loro aspetto, quasi a garantire l estrema variabilità e bellezza che caratterizzano questo originale paesaggio agrario. L equilibrio tra la valorizzazione agricola del territorio e la riproduzione della funzionalità ecologica è stato violentemente alterato dalle azioni di spietramento, le quali, senza ottenere risultati dal punto di vista dell aumento della produttività dei suoli, e del miglioramento complessivo della redditività della produzione agricola, ha tuttavia profondamente impoverito la qualità ambientale dell ambito, e alterato le qualità percettive, sia dal punto di vista della continuità delle forme del suolo, sia dal punto di vista cromatico. La fruibilità del territorio aperto è fortemente limitata, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, dalla presenza di poligoni di tiro militari, ciò che provoca la inaccessibilità di ampie zone dell altopiano e che impedisce la fruizione di un paesaggio di alto valore naturale e culturale. Gli esiti morfologici della attività estrattiva alterano sensibilmente il carattere di continuità degli orizzonti visivi fruibili sull altipiano. Il fenomeno della dispersione insediativa, costituito da nuovi insediamenti sia di carattere produttivo, sia di carattere residenziale, altera profondamente i caratteri di identità degli assetti insediativi, concentrandosi intorno agli assi viari (secondo modalità completamente estranee ai caratteri di lungo periodo) o in prossimità dei centri urbani. Il paesaggio, coerentemente con la struttura morfologica, varia secondo un gradiente nord-est /sud-ovest, dal gradino pedemurgiano alla fossa bradanica. La prima fascia è costituita da un paesaggio essenzialmente arborato, con prevalenza di oliveti, mandorleti e vigneti che si attesta sul gradino murgiano orientale, elemento morfologico di graduale passaggio dalla trama agraria della piana olivetata verso le macchie di boschi di quercia e steppe cespugliate dell altopiano. Il gradino rappresenta l orizzonte visivo persistente per chi arriva dal versante adriatico. La seconda fascia è quella dell Altopiano carsico, caratterizzato da grandi spazi aperti, senza confini né ostacoli visivi. La matrice ambientale prevalente è costituita da pascoli rocciosi e seminativi: il cosiddetto paesaggio della pseudosteppa, un luogo aspro e brullo, dalla morfologia leggermente ondulata. In questa matrice è possibile 56 individuare alcune sfumature paesaggistiche caratterizzate da elementi ambientali e antropici spesso di estensione più piccola come: boschi, sistemi rupicoli, pascoli arborati, zone umide ecc.., che diversificano il paesaggio soprattutto in corrispondenza dei margini. Verso sud-ovest, l altopiano precipita con una balconata rocciosa, il costone murgiano, verso la Fossa Bradanica e traguarda visivamente i profili degli Appennini lucani. Il costone rappresenta l elemento visivo persistente per chi attraversa la Fossa Bradanica ed è caratterizzato da profondi valloni, steppa erbacea con roccia affiorante e un suggestivo e complesso sistema rupicolo. Ai suoi piedi si sviluppa la viabilità principale (coincidente per un lungo tratto con la vecchia via Appia e con il tratturo Melfi-Castellaneta ) e la ferrovia, che circumnavigano l altopiano da Canosa a Gioia del Colle e collegano i centri di Spinazzola, Minervino e Altamura, posti a corona sui margini esterni del tavolato calcareo. Lungo questa direttrice storica nord-sud si struttura il sistema bipolare formato dalla grande masseria da campo collocata nella fossa bradanica e il corrispettivo jazzo posto sulle pendici del costone. 2. L architettura rurale nella Murgia Nord Occidentale: distribuzione, consistenza e tipologie 2.1 La distribuzione territoriale, consistenza del patrimonio e regola insediativa Senza voler qui fornire uno schema, si può fornire un indirizzo generale per la classificazione delle costruzioni rurali presenti nell area del parco, incentrato sulle caratteristiche di ciascun manufatto rurale. Il più imponente esempio di edificio rurale è la masseria, parola probabilmente derivata dai termini celtici mas = dimora, e er = campagna. Secondo il prevalere dell'indirizzo produttivo, le masserie si distinguono in masserie di pecore a prevalenza di pastorizia, o masseria da campo se a prevalere è la cerealicoltura. Esistono poi le cosiddette masserie fortificate, perché dotate di torri e garitte pensili. In realtà, la difesa della masseria è insita nel concetto stesso di casa rurale, isolata e quindi facile preda di chiunque avesse voluto saccheggiarla. I casi più evidenti sono il risultato più della loro storia e di una mutuazione di forme dai castelli. Tutti gli edifici rurali, infatti, ripetono spesso le forme in uso negli insediamenti urbani già presenti. E perciò, in funzione del periodo di colonizzazione dell'agro, nei primi secoli sono le forme a torre, a corpo unico, a prevalere; più tardi, in epoche più sicure, le forme divengono più orizzontali e aperte. Alle masserie si contrappongono le forme primordiali meno evolute corrispondenti a quelle dimore dei contadini a bassissimo reddito, spesso ricavate nelle grotte (dimore troglodite). Esse sono generalmente monocellulari e mancano in realtà di una tipologia costruttiva, dovendosi adattare di volta in volta alla morfologia delle pareti rocciose in cui sono scavate. Il Colamonico classifica come dimora elementare le case utilizzate dal contadino per risiedere e costituite da due elementi giustapposti su un unico livello, raramente pluricellulari così come rari sono i casi di dimore elementari a due piani. Per pagliaro si intende la casa elementare monocellulare. La torre è una dimora elementare mono- o pluricellulare con la cucina affiancata. Lo sviluppo di tale tipo di dimora è rappresentato dalla casa, strettamente collegata però a colture legnose specializzate. Nella murgia è, infatti, presente nelle zone ad orientamento arboreo mandorleto, oliveto e 67 agrumeto. Nel momento in cui all'agricoltura si affianca l'attività di allevamento, testimoniata dalla presenza al piano terreno dei locali per il bestiame, la casa prende il nome di casino. Lo sviluppo della pianta è sempre su due livelli, con i rustici e la stalla al piano inferiore mentre a quello superiore, collegato con una scala esterna, ci sono la cucina ed una stanza, più spesso un balcone. La caratteristica di accentramento in nuclei della popolazione rurale, ha fatto si che alle dimore dei villaggi, si affianchino nelle campagne le case utilizzate saltuariamente nel periodo di lavoro nei campi o dai pastori per la transumanza delle greggi, lavoro che pertanto richiedeva la presenza costante per soli pochi mesi all'anno. Questo spiega la diffusione delle capanne o pagliai. Essi sono il risultato del lavoro del contadino o del pastore che si adattava a ciò che la terra gli offriva, essendo costituite di soli elementi vegetali (come legno e paglia) o pietre che certo non mancano in un territorio carsico. Esistono poi complessi pastorali formati da una o più capanne di pietra con annessi recinti per le greggi: sono gli jazzi e gli scariazzi. Le poste si configurano invece come ricoveri per le greggi costituiti da tettoie e porticati in muratura, isolati o prossimi alle masserie. Esse inizialmente si identificarono con gli jazzi, ma nel tempo si trasformarono in edifici per la lavorazione dei prodotti caseari, per la residenza invernale degli addetti alla transumanza, fino a diventare strutture complesse e a configurarsi come nuclei autosufficienti per lunghi periodi. Le ville ubicate generalmente nella fascia pianeggiante che si sviluppa verso il mare adriatico o dell entroterra collinare, venivano temporaneamente abitate (periodo estivo) a scopo di svago. La loro funzione di svago è sottolineata dalle forme spesso deviate dalla tradizione locale, con elementi architettonici di abbellimento. Le regole insediative si possono così elencare sinteticamente: la struttura principale (l infrastrutturazione stradale) dell insediamento si colloca lungo le lame principali seguendone l orografia; la rete stradale minore (vicinali, comunali, carrarecce, mulattiere e sentieri) costeggia i canali seminatoriali e le lame; le strutture produttive (masserie, jazzi dell altopiano) si posizionano in prossimità delle lame e dei canali seminatoriali, ma sempre su aree calcaree o tufacee non occupando suolo fertile e aree coltivabili; l integrazione pastorizia-agricoltura si esplica in un complesso sistema che ha tra lama cerealicola e area pascolativa uno snodo importante. Le costruzioni (edilizie e rurali) sono strettamente collegate alla captazione dell acqua, con ricchezza di elementi minori in prossimità, sia naturali che seminaturali o costruiti (doline, laghi, laghetti, votani, piscine, ecc.); le masserie con annessi (da campo, per pecore, miste) che si sono conformate nel tempo per giustapposizioni successive, sono spesso in luoghi dotati di grotte naturali che ne costituiscono il nucleo storico. I materiali da costruzione prevalenti sono il tufo, nelle sue varie articolazioni e qualità, e la pietra calcarea. Il riconoscimento del legame specifico dei manufatti rurali con il sito e i fattori climatici può consentire un recupero attento e compatibile con l ambiente. E quindi indispensabile indagare accuratamente sulle tecniche costruttive tradizionali che hanno consentito, per molto tempo, di annullare lo spreco di risorse naturali e di ottimizzare le condizioni di benessere degli abitanti, pur avendo a disposizione pochi mezzi. Al fine di un appropriata conoscenza, nella presente trattazione si riporta una disamina di tecniche costruttive, materiali da costruzione e dispositivi bioclimatici insiti nella architettura tradizionale pugliese e applicati nei secoli. Unità di Paesaggio. Le 4 unità di paesaggio: Piana ulivetata del versante adriatico, Altopiano della Murgia Alta, Costone murgiano, Piana cerealicola del versante ionico, rappresentano sistemi territoriali e paesaggistici individuati alla scala territoriale ed all'interno dell'ambito di Paesaggio Alta Murgia, individuato nel PPTR, caratterizzati da particolari relazioni tra le componenti fisico-ambientali, storico-insediative e culturali, che ne connotano l identità di lunga durata. L unità è individuata attraverso una visione sistemica e relazionale in cui 78 prevale la rappresentazione della dominanza dei caratteri che volta a volta ne connota l identità paesaggistica. Tale articolazione deriva anche dalle forme dei sistemi insediativi rurali, che in tutto il territorio dell'alta murgia si presentano con varianti tipologiche e caratterizzazioni costruttive fortemente condizionate dai caratteri morfologici del territorio, dagli aspetti climatici, dalle trasformazioni storico-culturali, dalle colture agrarie e dai caratteri ambientali ed ecosistemici. 1. Rapporto tra unità di paesaggio e morfotipi edilizi E' evidente la necessità di descrivere e interpretare il territorio analizzandone l uso del suolo, le trame agrarie, i tipi di coltura, i sistemi orografici ed idrogeo-morfologici, e capirne la connessione con i sistemi insediativi ed i caratteri antropici. A tal fine nella tavola nella tavola delle Unità di paesaggio, in analogia con Le morfotipologie rurali, elaborata in sede di PPTR, sono stati individuati i caratteri dominanti di ciascuna unità, che ricorrono con una certa frequenza all interno di ciascuna. Al fine di individuare i diversi morfotipi edilizi, si è proceduto a partire da una matrice spaziale elementare,così i vari tipi edilizi censiti sono stati riletti come risultato delle modalità aggregative di una stessa cellula base. Il morfotipo edilizio è stato, quindi, classificato quando lo schema aggregativo individuato è risultato ricorrente e trasversale ai differenti tipi edilizi. Esso, pertanto, rappresenta un modello formale e funzionale invariante degli insediamenti rurali nel territorio regionale. Tipologia Prevalente: nell'alta Murgia, la pastorizia è stata per millenni l'attività più diffusa, dando origine ad edifici a corte chiusa, con ampi vani destinati al ricovero degli animali ed alla lavorazione dei prodotti caseari, con enormi camini che servivano anche per i rigidi inverni. All'esterno si trovano gli jazzi per il ricovero degli ovini. Sono diffuse le aggregazioni lineari ed il casino, tipologia che si diffonde soprattutto agli inizi del XX secolo. A supporto della transumanza, in questa area geografica, viene pianificata una vera e propria rete di vie erbose: tratturi, tratturelli e bracci di collegamento sulle terre a pascolo delle università, dei feudatari, degli enti ecclesiastici e dei privati. Ampia diffusione trovano le poste, ambienti per le operazioni di mungitura e di lavorazione del latte, per il riposo e l'alloggio degli addetti, e tutti i manufatti legati alla pastorizia. Derivanti da vecchie quote demaniali, ritroviamo casedde, lamie e trulli a servizio della coltivazione dell'olivo, del mandorlo e della vite. Per le caratteristiche orografiche e per la vastità delle originarie proprietà, l edilizia rurale nel parco dell Alta murgia è poco densa, con distanze notevoli tra i diversi insediamenti; solo nell 800, con ulteriori modifiche nell assetto proprietario e di alcuni indirizzi produttivi, si è avuta una intensificazione con la realizzazione di nuovi fabbricati destinati alla conduzione dei fondi. La distribuzione territoriale dell edilizia rurale sparsa nel comprensorio murgiano è caratteristica delle zone collinari e risulta evidente come il numero di unità diminuisce man mano che si passa dalla pianura alle quote più elevate. Dall esame della carta del sistema delle masserie del Piano del Parco e dall interpretazione cartografia dell IGM (1:25.000), oltre che dalle verifiche in loco, sono emerse alcune preliminari considerazioni che di seguito si riportano. Le masserie, in numero di poco inferiore alle 500 unità, costituiscono l ossatura principale del patrimonio di edilizia rurale dell Alta Murgia e sono distribuite in maniera uniforme sull intero territorio. I caratteristici jazzi, anch essi numerosi (circa 100 insediamenti) sono principalmente concentrati lungo i confini orografici della Murgia verso la pianura, ad Ovest la fossa Bradanica e ad Est la piana costiera pugliese. Le altre tipologie riscontrate sono le case e casini in numero complessivo di circa 70 unità, le prime concentrate, a Nord, nelle aree maggiormente distanti dai centri abitati, le altre, invece, in prossimità dei centri abitati, a Sud e ad Est. Altre costruzioni a torre e le case dell Ente Riforma completano lo scenario delle tipologie dell edilizia rurale nell Alta Murgia. Lo stato d uso e la conservazione dei manufatti risente della crisi generalizzata in cui versa il settore primario da diversi decenni. Pertanto, ad oggi, più del 60% di essi risulta abbandonato e in stato di degrado medio o elevato e la restante parte, pur funzionante, risente in maniera spesso evidente della mancata manutenzione anche di tipo ordinario manifestando, in qualche 89 caso, un inesorabile destino alla fatiscenza. L abbandono e il degrado dei fabbricati non sembrano essere sempre condizionati dalla collocazione geografica, infatti anche in prossimità di località abitate e turisticamente rilevanti (Castel del Monte, Canosa), molte costruzioni risultano in avanzato grado di fatiscenza per l abbandono dell attività agricola. Le masserie, stante le migliori caratteristiche costruttive originarie, risultano, ancorché parzialmente in disuso, meglio conservate rispetto a tipologie costruttive specializzate come gli jazzi e le case che appaiono quelle a maggior rischio in quanto la sopravvenuta mancanza di funzione specifiche (ricovero temporaneo delle greggi, mungitura, ecc.) e punto di appoggio per il coltivatore e la scarsa consistenza volumetrica ne fanno beni di scarso interesse economico. Sotto il profilo della dotazione infrastrutturale gran parte dei fabbricati è servito da una viabilità rurale a scarsa o nulla manutenzione, solo il 40% circa è dotata di elettricità e recentemente l uso di pannelli solari fotovoltaici ha favorito l estendersi di tale dotazione ad un maggior numero di case sparse difficilmente raggiungibili dall elettrificazione rurale. Peraltro l inserimento delle strutture dei pannelli solari non sempre è avvenuto in maniera indolore per il paesaggio circostante e forse occorrerà ricercare soluzioni adeguate per evitare che giustificate esigenze funzionali comportino danni evidenti a beni ambientali (il paesaggio)e culturali (il patrimonio edilizio storico). 2.2 Le tipologie edilizie L edilizia rurale in Puglia In Puglia, le tipologie delle costruzioni rurali sono fortemente coerenti con le aree geografiche in cui ricadono, pertanto una classificazione sufficientemente corretta delle stesse può essere effettuata in relazione alle sub-area in cui è suddivisibile la regione (cfr. Tabella 1). Sub-area Tipologia prevalente Coltivazioni Allevamenti Fabbricati Note 1. Tavoliere a-d in atto utilizzati 2. Sub-Appenino a-e non abbandonate abbandonate utilizzati 3. Gargano a-b-f non Casa fortilizio abbandonate abbandonate utilizzati 4. Murgia N-O a-e in atto non Jazzo abbandonate utilizzati 5. Fascia costiera barese a-b-c-d in atto in atto utilizzati 6. Murgia dei trulli a-trullo in atto in atto utilizzati Casedda ostunese 7. Salento a-c in atto abbandonate utilizzati 8. Area tarantina N-O a-f in atto in atto utilizzati a) masseria,b)casino,c)villa, a/b)casino-masseria, d)dimora pluricellulare,e)dimora semplice, f)ipogea. Tabella 1 - Puglia: Tipologie prevalenti delle costruzioni rurali Per ciascuna tipologia coincidente con le aree indicate, esistono fabbricati rurali-isolati o aggregati (masseria) di notevole pregio architettonico oltre che storico. L epoca dell edificazione varia dall inizio del millennio per le masserie del tarantino, al 600 per le tipologie a trullo, al 700 per le masserie del sud-barese e del tavoliere e dell 800 per le costruzioni rurali, in genere sparse, del Gargano e del Sub-Appennino. I sistemi edilizi presenti sul territorio possono essere classificati in: 910 SISTEMI ELEMENTARI 1. Organismi edilizi monocellulari trullo Pagliara Torretta Lamia Casa Colonica della Riforma Torre Cappella rurale Grotta casedda SISTEMI ELEMENTARI 2. ORGANISMI EDILIZI BICELLULARI Trullo casedda Pagliara Torre Torretta Lamia Grotta Cappell a rurale Combinazioni possibili: a+a; a+b; a+d; b+b 3. ORGANISMI EDILIZI PLURICELLULARI 3 a. Accorpamenti lineari (trulli, casedde, casini, lamie, grotta, ecc. in combinazione) 3 b. Accorpamenti a grappolo (trulli, casedde, casini, case coloniche, lamie, torre, torretta, grotta,ecc. in combinazione) 1011 3 c. Accorpamenti a corte (trulli, casedde, casini, lamie, torre, torretta, grotta, ecc. in combinazione) 3 d. Accorpamenti verticali (casedda, torre, torretta, casini) SISTEMI ELEMENTARI SISTEMI COMPLESSI EDIFICI ISOLATI COMPLESSI 4.a Tipo a corte o a recinto a. Masseria non fortificata b. Masseria con trulli c. Villa-Casina 4.b Tipo lineare a. Masseria lineare non fortificata b. Masseria lineare fortificata c. Villa -Casina d. Casino 1112 e. Abbazia/ Monastero f. Opificio agro-alimentare (Manifattura Tabacchi) 4.c Tipo compatto a. Masseria non fortificata b. Masseria fortificata c. Masseria fortificata con torre d. Torre- Masseria e. Villa- Casina f. Casino g. Abbazia/ Monastero 5. ELEMENTI ACCESSORI RICORRENTI(anche isolati) a. Jazzo e/o Posta b. Corti c. Aia d. Colombaia e. Stalla/Ovile f. Orto/Frutteto con recinzione g. Pozzo/Pozzella h. Cisterna/Sistema di convogliamento delle acque i. Neviera j. Cappella k. Edicola Votiva l. Forno m. Palmento n. Frantoio o Tappeto o. Manifattura Tabacchi p. Pergolato q. Colonne poderali 1213 r. Muri e paretoni a secco s. Muri di terrazzamenti a secco t. Tratturi e tratturelli u. Strade interpoderali SISTEMI IN RETE 6. EDIFICI ISOLATI "IN RETE" a. Insediamenti monocellulari in rete b. Insediamenti bicellulari in rete c. Insediamenti pluricellulari in rete d. Edifici isolati complessi in rete Sistema delle Masserie-Torre Sistema delle pagliare e delle casedde su terrazzamenti Sistema degli opifici agro-alimentari ( Manifatture Tabacchi) Sistema delle ville BORGHI E VILLAGGI a. Borghi Rurali,collegati ai poderi tramite un sistema viario lontani dai centri cittadini, vere e proprie Borgate, dotate dei servizi pubblici essenziali per la vita quotidiana dei contadini 1314 2.2.2 Cenni storici E importante per la ricostruzione storica degli organismi edilizi presenti sul territorio dell'alta Murgia lo studio del paesaggio agrario e del suo mutamento nel corso dei secoli, a tal fine si riporta lo studio effettuato dal prof. Luigi Mongiello, Le Masserie di Puglia, Organismi Architettonici ed ambiente territoriale, Mario Adda Editore, Bari, I Romani esercitarono la conquista della campagna ed effettuarono la partitura della terra con lo scopo di assegnarla ai contadini-soldati. La Puglia fu sottoposta ad un processo di catastazione, la terra fu suddivisa in appezzamenti corrispondenti ad una centuria. Ogni centuria fu suddivisa in lotti più piccoli, sortes, assegnate ai coloni. Ciò comportò la verifica del sistema difensivo in ogni nucleo urbano e l istituzione di una serie di capisaldi fortificati che favorirono gli insediamenti rurali. I documenti di quell epoca riportano la nascita dei castra e dei casali. In epoca normanna riscontriamo l affidamento di alcuni feudi agli ordini religiosi. Intorno all anno 1000 esistevano due poteri, quello politico e quello religioso che si occupavano entrambi del lavoro agricolo. La diffusione degli Ordini religiosi comportò la costruzione di considerevoli organismi architettonici che erano concepiti come luoghi di preghiera e come grossi contenitori in grado di organizzare la produzione agricola, di trasformare e conservare i relativi prodotti. Nascono così i depositi per il grano, per il fieno, depositi per gli attrezzi agricoli, spazi per le stalle, spazi per porcilaie, il frantoio, il palmento, la cantina, la fucina, le cisterne, la colombaia, ecc. I castra e i casali comportarono l incremento della produzione agricola e la riduzione dei tempi di percorrenza che quotidianamente bisognava effettuare per raggiungere i luoghi di lavoro. Secondo lo storico Raffaele Licinio Il casale era un piccolo nucleo economico, composto di più fondi di natura e coltura diversa situati nella medesima località con una o più case ed edifici necessari all azienda rurale assegnati a più famiglie. Gli insediamenti monastici ed i casali devono essere considerati gli antichi addendi delle masserie. Si tratta di masserie regie. Sono caratteristiche del periodo svevo-angioino. Addendi necessari delle masserie regie erano: la domus, il casalinum, la curtis. La curtis era lo spazio delimitato dagli edifici destinato all allevamento. La domus era la residenza permanente, il casalinum aveva diverse funzioni, deposito, stalla, ecc. Gli insediamenti considerati hanno contribuito alla genesi delle masserie di Puglia. Questa organizzazione si ebbe fino al Nel 1443 Alfonso V istituì la Regia Dogana per la Mena delle Pecore in Puglia, la transumanza, la periodica ed alternativa trasmigrazione del bestiame, quasi esclusivamente ovino, tra Puglia e regioni limitrofe (Abbruzzo, Campania; Molise, Lucania) a causa della diversità climatica stagionale, che sussisteva e sussiste, tra queste regioni, col fine di assicurare periodicamente un congruo introito di denaro al Regio Fisco, ed aveva sede a Foggia. Il ricovero e la custodia delle greggi, la mungitura, la lavorazione dei prodotti caseari imposero una diversa organizzazione planimetrica e volumetrica. Il ricovero delle pecore è di forma rettangolare con dimensione trasversale esigua, con altezza limitata, con murature cieche su tre lati mentre il quarto lato, generalmente esposto ad est è costituito da una consecuzione di fornici arcuati o di aperture con architravi. Antistante quest ultimo lato esistono degli ampi recinti prevalentemente delimitati da muri di pietra a secco che, in alcuni casi, sono articolati con la prerogativa di conformare ulteriori superfici che assolvono a particolari esigenze. I volumi destinati alle abitazioni sono disgiunti da quelli di pertinenza degli animali ed ubicati dalla parte opposta della direzione dei venti predominanti. 1415 Quando l orografia del suolo presenta delle pendenze si verifica lo sdoppiamento della struttura produttiva in due nuclei diversi: a monte i recinti ed i ricoveri degli ovini (gli jazzi) in quanto maggiormente ventilati e soleggiati, a valle le abitazioni con i relativi aggregati, la Posta. Nella consecutiva evoluzione di queste strutture architettoniche si tenne conto della necessità di cautelarsi contro le temperature rigide che si verificavano durante l inverno e fu puntualizzato un modello edilizio che ammetteva la sistemazione di un grosso camino posizionato, possibilmente in maniera contigua sia alle superfici destinate alle abitazioni, sia a quelle fruite per la lavorazione dei prodotti caseari. Successivamente la posta acquisisce la fisionomia di una struttura complessa finalizzata al supporto dell allevamento e quindi detentrice non solo dei recinti per le pecore e delle abitazioni degli addetti, bensì di tutti gli altri addendi che la portano ad essere diagnosticata come nucleo operativo autosufficiente per lunghi periodi. Nel maggio 1806 fu abolita la Regia Dogana per la Mena delle Pecore in Puglia. Si innescarono drastici cambiamenti di colture e conseguentemente dell organizzazione planimetrica delle masserie. Questa riappropriazione del territorio da parte di nuovi ceti sociali, parzialmente favorita dalla facilitazioni accordate con l affrancazione degli antichi locati, comportò un ripopolamento di questa campagna con l edificazione di nuove masserie. Nell impianto planimetrico di queste nuove strutture prevale l aggregazione a corte, ossia gli addendi che la compongono delimitano una superficie libera in cui vi è la lavorazione dei prodotti agricoli. Particolarità di questo impianto è l esiguo numero di aperture nelle porzioni inferiori ai paramenti murari, ed in genere la porzione della struttura destinata ad abitazione fa da quinta terminale del percorso viario che conduce alla masseria e manifesta sia delle garitte pensili o delle torrette angolari, sia un unico fornice di accesso. L assetto volumetrico comune della serie è l edificio onnicomprensivo nel quale l abitazione patronale acquisisce notevole importanza Le tipologie edilizie della Murgia Nord Senza voler qui fornire uno schema, si può fornire un indirizzo generale per la classificazione delle costruzioni rurali presenti nell area del parco, incentrato sulle caratteristiche di ciascun manufatto rurale. Il più imponente esempio di edificio rurale è la masseria, parola probabilmente derivata dai termini celtici mas = dimora, e er = campagna (cfr. Figura 1 - sub1). Secondo il prevalere dell'indirizzo produttivo, le masserie si distinguono in masserie di pecore a prevalenza di pastorizia, o masseria da campo se a prevalere è la cerealicoltura. Esistono poi le cosiddette masserie fortificate, perché dotate di torri e garitte pensili. In realtà, la difesa della masseria è insita nel concetto stesso di casa rurale, isolata e quindi facile preda di chiunque avesse voluto saccheggiarla. I casi più evidenti sono il risultato più della loro storia e di una mutuazione di forme dai castelli. Tutti gli edifici rurali, infatti, ripetono spesso le forme in uso negli insediamenti urbani già presenti. E perciò, in funzione del periodo di colonizzazione dell'agro, nei primi secoli sono le forme a torre, a corpo unico, a prevalere; più tardi, in epoche più sicure, le forme divengono più orizzontali e aperte. Alle masserie si contrappongono le forme primordiali meno evolute corrispondenti alle dimore Dalla forma più evoluta delle masserie, si passa a quelle dimore dei contadini a bassissimo reddito, spesso ricavate nelle grotte (dimore troglodite). (cfr. Figura 1 - sub7). Esse sono generalmente monocellulari e mancano in realtà di una tipologia costruttiva, dovendosi adattare di volta in volta alla morfologia delle pareti rocciose in cui sono scavate. Il Colamonico classifica come dimora elementare le case utilizzate dal contadino per risiedere e costituite da due elementi giustapposti su un unico livello, raramente pluricellulari così come rari sono i casi di dimore elementari a due piani. Per pagliaro si intende la casa elementare 1516 monocellulare. La torre è una dimora elementare mono- o pluricellulare con la cucina affiancata. Lo sviluppo di tale tipo di dimora è rappresentato dalla casa, strettamente collegata però a colture legnose specializzate. Nella murgia è, infatti, presente nelle zone ad orientamento arboreo mandorleto, oliveto e agrumeto. Nel momento in cui all'agricoltura si affianca l'attività di allevamento, testimoniata dalla presenza al piano terreno dei locali per il bestiame, la casa prende il nome di casino (cfr. Figura 1- sub1,2,3). Lo sviluppo della pianta è sempre su due livelli, con i rustici e la stalla al piano inferiore mentre a quello superiore, collegato con una scala esterna, ci sono la cucina ed una stanza, più spesso un balcone. La caratteristica di accentramento in nuclei della popolazione rurale, ha fatto si che alle dimore dei villaggi, si affianchino nelle campagne le case utilizzate saltuariamente nel periodo di lavoro nei campi o dai pastori per la transumanza delle greggi, lavoro che pertanto richiedeva la presenza costante per soli pochi mesi all'anno. Questo spiega la diffusione delle capanne o pagliai. Essi sono il risultato del lavoro del contadino o del pastore che si adattava a ciò che la terra gli offriva, essendo costituite di soli elementi vegetali (come legno e paglia) o pietre che certo non mancano in un territorio carsico. Nella loro forma più evoluta questo tipo di costruzioni si trasforma in trullo. (cfr. Figura 1- sub5) Esistono poi complessi pastorali formati da una o più capanne di pietra con annessi recinti per le greggi: sono gli iazzi e gli scariazzi (cfr. Figura 1-sub 6). Le poste si configurano invece come ricoveri per le greggi costituiti da tettoie e porticati in muratura, isolati o prossimi alle masserie. Esse inizialmente si identificarono con gli iazzi, ma nel tempo si trasformarono in edifici per la lavorazione dei prodotti caseari, per la residenza invernale degli addetti alla transumanza, fino a diventare strutture complesse e a configurarsi come nuclei autosufficienti per lunghi periodi. Le ville ubicate generalmente nella fascia pianeggiante che si sviluppa verso il mare adriatico o dell entroterra collinare, venivano temporaneamente abitate (periodo estivo) a scopo di svago La loro funzione di svago è sottolineata dalle forme spesso deviate dalla tradizione locale, con elementi architettonici di abbellimento. Tra le tipologie rilevate quelle di maggior pregio architettonico sono le masserie (masserie miste, di campo e di pecore) che a volte risultano fortificate. Presentano consistenti volumi e, in generale, sono in discrete condizioni statiche, mentre le manutenzioni più elementari non vengono effettuate da decenni. 1 Le case mono cellulari sono costituite da un unico vano per lo più coperto con pseudo cupola o volta a botte. In un vano giustapposto è collocato il forno, con uno spazio antistante sufficiente per la cucina, ridotta ai suoi elementi essenziali. I vani non sono comunicanti. 1617 2 La casa può diventare anche pluricellulare, ma conserva sempre la sua struttura elementare. Altri esempi di case pluricellulari hanno due o più vani, anche di grandi dimensioni (5x6-6x7), e sono coperte con volte finte sottostanti ad una originale capriata o semplice struttura in legname su cui poggiano i coppi ; quando ospitavano, anche solo temporaneamente il proprietario si sviluppava su due livelli, con dislocazione della residenza al piano superiore: in questo caso la scala esterna contribuisce a conferire una tipicità alla casa garganica. Tra l altro tale tipologia è riscontrabile anche nei centri storici dei centri urbani con lievi modifiche soprattutto con riferimento alle funzioni (piano inferiore asino,mulo, cane; al piano superiore l abitazione e nel sottoscala il deposito per la legna). 3 I casini costituiscono, tranne che in alcuni casi in cui assumono una connotazione specifica, una via di mezzo tra la casa pluricellulare su due livelli e la masseria; hanno in comune con quest ultima la residenza del proprietario al piano superiore. Si tratta di costruzioni più rifinite destinate ad un uso più frequente e che denotano anche, a volte, il livello sociale del proprietario. Spesso le piccole masserie, si confondono con i casini e ciò è ascrivibile, probabilmente, alle piccole estensioni dei terreni agricoli delle prime e alle necessità di maggiore protezione per i secondi. In generale si tratta di fabbricati di dimensioni considerevoli, con almeno 56 grandi vani oltre a locali accessori; anche in questa tipologia i vani sono coperti con volte o con falsi soffitti sottostanti a strutture lignee conformate a tetto con coppi di chiusura. 4 Le masserie rappresentano, anche sul Gargano, la massima espressione dell edilizia rurale. Hanno maggiori dimensioni e un maggior numero di vani rispetto alle altre tipologie, si presentano con fattezze architettoniche di qualità e spesso delimitano spazi nel paesaggio rurale di grande suggestione e di immediata riconoscibilità. Si possono suddividere in quelle accorpate, che racchiudono in un unico volume le diverse funzioni connesse con la produzione e per la residenza, in genere distribuite lungo la fascia costiera e, comunque, in zone pianeggianti, e per tale motivo spesso con evidenti segni di fortificazione ed in quelle articolate o a volumi aggregati, in cui le diverse funzioni sono appunto distribuite sui volumi che possono progressivamente aggregarsi a uno o più corpi principali; in tal caso l agglutinamento che consente l identificazione della Masseria è costituita da altri elementi:l aia, il muro di recinzione,ecc.. Per la particolarità che ciascuna masseria rappresenta, in quanto espressione di realtà agricole,economiche e sociali non esistono tecniche costruttive ricorrenti ma affinamenti e diversificazioni di una rispetto ad un altra alla ricerca di maggiore identità. Ed è proprio ciò che fa delle masserie un vero e proprio patrimonio della cultura tout court e non solo di quella contadina. Il numero dei vani è sempre considerevole ma la loro dislocazione e distribuzione planimetrica è influenzata dalla tipologia. 1718 5 Le capanne o pagliai sono il risultato del lavoro del contadino o del pastore che si adattava a ciò che la terra gli offriva, essendo costituite di soli elementi vegetali (come legno e paglia) o pietre che certo non mancano in un territorio carsico. Il primo tipo è diffuso nel Gargano settentrionale, il secondo nel Gargano meridionale. I trulli, pur primordiali nella loro struttura, risultano forme più evolute dei pagliai, trasformandosi in manufatti lapidei a forma tronco conica. 6 Gli jazzi sono complessi pastorali formati da una o più capanne di pietra con annessi recinti per le greggi. Con questo termine vengono indicati i manufatti architettonici per il ricovero degli animali, soprattutto ovini. Molto frequenti nelle aree interessate dal paesaggio dei tratturi della transumanza, gli jazzi sono costituiti da un lungo lamione con un ampio recinto antistante, di muratura a secco. Può avere locali per il ricovero dei pastori e per la lavorazione del latte. Spesso lo jazzo appartiene ad una masseria da cui dista qualche centinaio di metri. Gli jazzi sono solitamente situati su pendii esposti a mezzogiorno in modo da sfruttare meglio i raggi del sole per la trasformazione in fertilizzante dei resti organici degli animali. A volte si tratta di semplici recinti murati a rustico, senza ricoveri coperti. Spesso, lungo l intero perimetro dello jazzo, corre una sorta di sottile cornice di chiancarelle fortemente sbalzata; essa aveva la funzione di impedire alle volpi o ad altri predatori di scavalcare la muratura ed introdursi al interno del recinto. 7 Le grotte sono ricoveri ricavati in cavità naturali. La distribuzione degli ambienti, la loro ampiezza e il numero, risultano determinate dalla necessità e dalle possibilità offerte dalla natura della roccia. In genere le stanze sono quadrangolari o rettangolari con lati di m 3x3,50 o, m 3x4. Le aperture sulle pareti sono ridotte al minimo. Le pareti non sono intonacate ma imbiancate con la calce, il pavimento è sempre in terra battuta. 9 Il Lamione ha uno sviluppo modulare ad andamento lineare, consistente in una successiva aggregazione di cellule con volta a crociera a botte o copertura lignea. Il prospetto può essere contrassegnato da una serie regolare di arcate cieche, interrotte, a volte, da piccole aperture. In alcuni casi i pilastri, su cui impostano gli archi interni normali alla facciata, sono irrobustiti esternamente da un rinforzo della muratura che contrasta le spinte. Negli jazzi una singola cellula o più d una può costituire il ricovero dei pastori, o se provvisto di camino, il luogo i trasformazione dei prodotti caseari. 8 Il trullo primordiale altro non era se non una sorta di semplice capanna in pietra a pianta pressocché circolare. In essa si riconoscono quattro elementi costruttivi: il muro, l'arco trilitico dell'ingresso, la volta a calotta ed il tetto, tutti costituiti da pietra calcarea senza alcun tipo di legante (parte destra dell'immagine). Da questa forma originaria il trullo si evolve acquisendo caratteristiche architettoniche da altre culture; è tipica di tale trasformazione la sostituzione dell'arco trilitico dell'ingresso con l'arco romano a tutto sesto sormontato, comunque, da un timpano triangolare. Allo stesso modo, per rispondere sempre meglio alla sua funzione di abitazione, la forma base si arricchisce di particolari architettonici e funzionali quali il focolare, le finestre, una cisterna posta sotto il trullo stesso per la raccolta e la conservazione delle acque piovane, una pavimentazione a basole di calcare. 1819 10 La pianta da circolare diventa quadrata e si cominciano ad addossare più trulli tra di loro formando vere e proprie abitazioni unifamiliari, costituite da un ampio vano centrale e da diverse stanze o dipendenze laterali. Infine si verificano sempre più evidenti adattamenti all'uso domestico del trullo, si creano mensole in aggetto e nicchie per la conservazione di beni e suppellettili, si intonacano le pareti interne, il muro portante esterno e le parti superiori del tetto in prossimità dei pinnacoli (parte sinistra dell'immagine). Foto T.Sigismondi 11 I ricoveri stagionali per i lavoratori salariati hanno una tipologia a schiera, le cui singole unità comprendono uno o due vani con o senza focolare. A volte a questi manufatti sono annessi ricoveri di animali e depositi di attrezzi. 12 Edicola votiva/chiesetta rurale: Struttura edilizia sacra che sorge isolata tra i pascoli o in prossimità dei querceti lungo i tracciati degli antichi tratturi, o presso le masserie, di cui costituiscono un addendo fondamentale e di cui riprendono le caratteristiche architettoniche; di dimensioni piuttosto ridotte spicca per la semplicità degli interni, in genere intonacata e dipinta con colori chiari e solo di rado affrescata, e con l altare posto di fronte all ingresso. Figura 1 - Edilizia rurale sparsa nell Alta Murgia Abaco delle tipologie 1920 1 Le Neviere sono strutture al tempo essenziali per l accumulo e la conservazione della neve, e oggi per ovvie ragioni non più in uso. Le neviere soddisfacevano un grande bisogno sino al più recente passato quando, in mancanza di elettricità e quindi di frigoriferi, non vi era altro modo di produrre ghiaccio e servirsene soprattutto nei periodi estivi per combattere la calura. Le neviere sono distribuite in varie zone del territorio murgiano, soprattutto presso le masserie. Esteriormente il piano di calpestio risulta formato da tericcio che ricopre le lastre speciali adagiate sulla volta a botte, per neutralizzare in modo più efficace il calore intenso dei raggi del sole estivo. 2 Le Piscine servivano per l abbeveraggio degli animali da pascolo sono invece, costruite in pietra calcarea, nella forma di un parallelepipedo con volta a botte e pavimentata con pietre squadrate disposte a due spioventi. Sorgono affondate nel terreno, negli avvallamenti per raccogliere l acqua piovana. 4 Le Pozzelle sono sistemi di ritenzione e conservazione dell acqua, di origini antichissime. Si tratta di rudimentali ma efficacissimi pozzi ricavati in una depressione naturale del terreno dove solitamente si addensavano le acque piovane. Tali depressioni venivano lastricate e rivestite di pietre a secco per evitare la dispersione dell acqua nel terreno. Sopra il bacino idrico veniva poi costruito, a cerchi concentrici di pietre a secco che si riducono verso l alto, dei coni di pietra, rivestiti esteriormente di pietrame e terra. Tale operazione serviva ad evitare che il calore del sole favorisse l evaporazione dell acqua e che il contatto con l esterno ne pregiudicasse la potabilità. 5 Il Palmento è il luogo in cui avveniva la pigiaturadell uva per produrre il mosto che veniva riposto ij grandi vasche, spesso ipogee. 6 Il Votano è una struttura per l immagazzinamento di acqua, collocate generalmente negli avvallamenti, al centro dei bacini carsici e delle doline, affondate nel terreno in senso verticale e di forma cilindrica, prive di copertura, a volte delimitate da un muro a secco in pietra calcarea 7 Cisterne o pescare: Manufatti in pietra calcarea affondati nel terreno, alla confluenza di più solchi erosivi che vi convogliano le acque meteoriche, a forma parallelepipeda con volta a botte pavimentata alla sommità con lastre di pietra calcarea disposte a due spioventi, ed utilizzati quasi esclusivamente per abbeverare gli animali da pascolo. Di dimensioni variabili, presentano una o due aperture laterali per l acqua che vi defluisce sono munite di grandi vasche dette pile scolpite in blocchi di calcare e legate alla bocca principale posta alla sommità della volta, mediante condutture incise anch esse nella pietra. 8 La pariete era destinata prevalentemente a delimitare i confini delle proprietà. Era anche utilizzata per scopi difensivi se realizzata in prossimità del centro aziendale o quale elemento di confinamento e protezione degli animali. In virtù della sua struttura, pietrame informe sovrapposto senza l ausilio di malte o elementi leganti, la parete a secco si trasformava in opera di difesa idrogeologica, briglia per il controllo del ruscellamento delle acque meteoriche e muri paraterra nei terrazzamenti. Nel tempo si è raggiunta la consapevolezza che la parete a secco svolge anche un importante funzione ecologica dando ospitalità nei suoi anfratti a numerose specie di invertebrati, anfibi, rettili e consente a specie naturali arbustive ed arboree di crescere, a ridosso delle stesse, a costituire una formazione naturale biotica e abiotica complessa, che garantisce un buon livello di naturalizzazione e biodiversità dell ambiente agricolo Figura 2 Elementi accessori ricorrenti Abaco delle tipologie 20 Vedere altro
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 ART. 6
 ART. 1
 ART. 2
 Art. 1
 art.63
 art.63
 art.67
 art. 52