Source: http://docplayer.it/1561193-Linee-guida-per-l-applicazione-del-d-lgs-38-2014.html
Timestamp: 2016-10-21 20:58:51+00:00

Document:
⭐Linee Guida per l applicazione del D. Lgs. 38/2014
Download "Linee Guida per l applicazione del D. Lgs. 38/2014"
1 Linee Guida per l applicazione del D. Lgs. 38/ Premessa Il Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 38 recante Attuazione della Direttiva 2011/24/UE concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera, nonché della Direttiva 2012/52/UE, comportante misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato Membro, stabilisce criteri e modalità per il ricorso a prestatori di assistenza sanitaria operanti negli Stati dell Unione Europea. Il Decreto Legislativo amplia le possibilità già oggi offerte dai Regolamenti 883/2004 e 987/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell UE, relativi al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. I due sistemi coesistono, ma presentano differenze che di seguito vengono evidenziate. 2. Differenze fra Regolamenti CE 883/2004 e 987/2009 e D. Lgs. 38/ Differenze nei principi I Regolamenti CE 883/2004 e 987/2009 sono volti a garantire che le persone che godono dell assistenza sanitaria in uno Stato, non perdano tale diritto in caso di spostamento in un altro Stato aderente ai suddetti Regolamenti. Nel dettaglio i Regolamenti consentono di usufruire dell assistenza sanitaria, che si rende necessaria nel corso del soggiorno in uno Stato estero, alle seguenti categorie di cittadini: - turisti - studenti - lavoratori e loro familiari - pensionati e loro familiari Rappresenta un eccezione, rispetto al criterio di offrire l assistenza sanitaria a persone che si trovano già all estero, la possibilità, prevista dall articolo 20 del Regolamento 883/2004, del trasferimento di un paziente che gode dell assistenza sanitaria in uno Stato, in un altro Stato aderente ai Regolamenti, al fine di ricevervi cure adeguate al suo stato di salute. Il trasferimento all estero per cure programmate è subordinato al rilascio dell autorizzazione da parte dello Stato di appartenenza del paziente. Il D. Lgs. 38/2014, attuativo della Direttiva 2011/24/UE è volto a garantire ai pazienti la libertà di scegliere il luogo di cura in un qualsiasi Paese dell Unione Europea, facilitando l accesso ad un assistenza sanitaria transfrontaliera sicura e di alta qualità e promuovendo la cooperazione in materia di assistenza sanitaria tra gli Stati Membri dell Unione Europea, ne rispetto delle competenze nazionali sull organizzazione dei propri sistemi sanitari. Il D.Lgs. 38/2014, quindi, generalizza quanto previsto dall articolo 20 del Regolamento 883/2004, essendo riconosciuto il diritto di scegliere il luogo di cura, di norma senza la necessità dell autorizzazione preventiva, fatta salva la facoltà degli Stati Membri di introdurla nel rispetto dei limiti imposti dalla Direttiva 2011/24/UE. 2.2 Differenze applicative Ambito territoriale di applicazione Regolamenti: Stati dell UE, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Direttiva: Stati dell UE 12 Erogatori ricompresi nella disciplina Regolamenti: contemplano solo i prestatori di assistenza sanitaria pubblici o privati convenzionati. Direttiva contempla tutti i prestatori di assistenza sanitaria, sia pubblici che privati convenzionati o non. Forma di assistenza Regolamenti: di norma, assistenza diretta. Nei casi in cui le spese siano anticipate dall assistito, si attiva la procedura di rimborso, c.d. di tariffazione, ai sensi dell art. 25 lettera b) del Regolamento 987/09. Direttiva: sempre assistenza indiretta. Prestazioni garantite Regolamenti: prestazioni garantite dallo Stato di soggiorno (escluse le cure programmate autorizzate ai sensi dell articolo 20 del Regolamento 883/2004, che seguono il criterio dei LEA nazionali). Direttiva: prestazioni garantite dallo Stato membro di affiliazione (LEA nazionali/regionali); l articolo 1 comma 3 del D.Lgs. 38/2014, comunque, esclude esplicitamente i seguenti servizi: - Servizi nel settore dell assistenza di lunga durata il cui scopo è sostenere le persone che necessitano di assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani e di routine (ad esempio: assistenza residenziale/semiresidenziale per non autosufficienti, stati vegetativi, lungodegenza, riabilitazione in fase estensiva estensiva); - Assegnazione e accesso agli organi ai fini dei trapianti; - Programmi pubblici di vaccinazione contro malattie contagiose. Si ricorda che resta in vigore anche la normativa introdotta dalla Legge 595/1985 che consente di usufruire, in forma indiretta, delle prestazioni assistenziali presso Centri di Altissima Specializzazione all estero. È importante sottolineare che non esistono differenze fra le varie normative nell individuare le persone che rientrano nel diritto di usufruire dell assistenza sanitaria all estero. Il D.Lgs. 38/2014, infatti, individua gli aventi diritto, facendo riferimento a quanto previsto in materia dalle disposizioni che sono alla base dei Regolamenti europei. Nel dettaglio l articolo 3 comma 1 b) del D.Lgs. 38/2014 definisce la persona assicurata nel modo seguente: - le persone, ivi compresi i loro familiari e i loro superstiti, individuate dall'articolo 2 del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, e che sono definite «persone assicurate» ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera c), di tale regolamento; - i cittadini di Paesi terzi, cui si applica il regolamento (CE) n. 859/2003 del Consiglio, del 14 maggio 2003, o il regolamento (UE) n. 1231/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, o che soddisfano le condizioni richieste dalla legislazione dello Stato membro di affiliazione per quanto concerne il diritto alle prestazioni. 3. Organizzazione 3.1 Strutture deputate alla gestione delle procedure per il ricorso all assistenza transfrontaliera Dal momento che il D.Lgs. 38/2014 prescrive che l assicurato sia informato della scelta più conveniente fra ricorso ai regolamenti e alla direttiva, si ritiene necessario che la gestione delle procedure relative a quest ultima sia affidata alle stesse strutture amministrative e sanitarie preposte alle procedure per la fruizione dell assistenza transfrontaliera attraverso regolamenti e altre normative. Per lo stesso motivo, le strutture specialistiche deputate alla valutazione clinica delle richieste di ricorso all assistenza sanitaria transfrontaliera, previste dall articolo 10 comma 6 del D.Lgs. 38/2014, vengono 23 identificate nei Centri Regionali di Riferimento previsti dall art.3 del DM 3/11/1989. E facoltà della Regione integrare o sostituire i Centri Regionali di Riferimento con altre strutture individuate dalla Regione stessa. 3.2 Punto di Contatto per l assistenza sanitaria transfrontaliera In coerenza con quanto previsto dal Patto della Salute , le Regioni istituiscono i Punti di Contatto Regionali al fine di garantire il raccordo fra il Punto di Contatto Nazionale per l assistenza sanitaria transfrontaliera previsto dall articolo 7 del D.Lgs. 38/2014 e le strutture aziendali deputate alla gestione dell assistenza transfrontaliera. Il Punto di Contatto regionale è la Direzione centrale salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia, che esplicherà le sue funzioni ad utilizzo di personale da individuarsi a cura del Direttore centrale della salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia. 4. Rimborso dei costi In attuazione di quanto disposto dall articolo 8 del D.Lgs. 38/2014 in tema di rimborso dei costi si forniscono le seguenti indicazioni operative. 4.1 Criteri per il rimborso delle spese sostenute a. Prestazioni non soggette ad autorizzazione Per le prestazioni non assoggettate ad autorizzazione preventiva il rimborso è subordinato alla presentazione della seguente documentazione: - prescrizione su ricetta del Servizio Sanitario Nazionale, compilata conformemente alle regole in vigore per il rimborso delle strutture accreditate del nostro territorio; ad eccezione dei casi ammessi di prescrizione farmaceutica ricevuta all estero su ricetta del Paese di cura, così come indicato al paragrafo 7; - fatture relative alle prestazioni erogate. Si sottolinea che, qualora la persona assicurata non abbia presentato la domanda preventiva di verifica ai sensi dell articolo 10, comma 3 del D.Lgs. 38/2014, in sede di riconoscimento di rimborso verranno verificate, anche per le prestazioni che per tipologia non sono incluse fra quelle per cui è richiesta l autorizzazione ai sensi dell art. 9 comma 2 lettera a), se la medesima prestazione avrebbe dovuto essere sottoposta ad autorizzazione preventiva ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettere b) e c). In pratica il rimborso deve essere negato qualora si verifica che la prestazione è fra quelle che comportano un rischio per il paziente non accettabile rispetto al potenziale beneficio, oppure l assistenza sanitaria è stata erogata da un prestatore che suscita gravi e specifiche preoccupazioni quanto al rispetto degli standard e orientamenti relativi alla qualità dell assistenza e alla sicurezza del paziente. b. Prestazioni soggette ad autorizzazione Per le prestazioni soggette ad autorizzazione, si sottolinea che la stessa deve essere acquisita preventivamente e che, di conseguenza, è esclusa la possibilità di richiedere il rimborso in assenza dell autorizzazione preventiva. Per le prestazioni soggette ad autorizzazione preventiva il rimborso è subordinato alla presentazione: - della documentazione sanitaria attestante l avvenuta erogazione delle prestazioni corrispondenti a quanto previsto dall autorizzazione; - delle fatture relative alle prestazioni erogate. 34 Nei casi in cui, a causa di complicanze intervenute nel corso del trattamento autorizzato, sia risultata necessaria l erogazione di prestazioni aggiuntive e/o diverse da quelle autorizzate, il rimborso è subordinato alla presentazione di adeguata certificazione medica attestante le motivazioni cliniche che hanno condotto alla modifica del programma di erogazione delle prestazioni, rispetto a quanto autorizzato. Si evidenzia che, qualora un paziente abbia beneficiato di prestazioni sanitarie all'estero comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza ai sensi della Direttiva fra il 25 ottobre 2013 e la data di entrata in vigore del D.Lgs. 38/2014, ha diritto al rimborso delle stesse anche se si tratta di prestazioni per le quali il D.Lgs. 38/2014 abbia previsto l autorizzazione 4.2 Entità e tempi per il rimborso delle spese sostenute Sia per le prestazioni non soggette ad autorizzazione che per quelle soggette ad autorizzazione sono prese a base del calcolo del rimborso esclusivamente le spese sostenute per prestazioni sanitarie incluse nei LEA (spesa massima rimborsabile) e con esclusione di ogni altro costo connesso all assistenza (ad esempio camere o altri servizi a pagamento) e altre categorie di spese quali viaggi e soggiorno e/o spese per accompagnatori. Secondo quanto previsto dall articolo 8 comma 3 del D.Lgs. 38/2014 il rimborso è riconosciuto in misura pari a quanto calcolato applicando alle prestazioni ricevute le tariffe regionali vigenti al netto della compartecipazione e comunque nel limite della spesa massima rimborsabile. - In FVG essendo in vigore un tariffario per fasce di ospedali, si specifica che si possa applicare la fascia più bassa approccio conservativo per la spesa sanitaria regionale. In effetti le prestazioni in urgenza sono coperte al 100% mediante l utilizzo della TEAM. Per il calcolo del rimborso deve esserci, prima di tutto, una prescrizione, e questo vale sia per i ricoveri che l ambulatoriale. Ai fini del rimborso l interessato presenta la documentazione indicata ai punti precedenti entro 60 giorni dalla erogazione della prestazione. La AAS provvederà ad effettuare il rimborso entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta. Resta fermo quanto previsto per le categorie di cittadini residenti all estero assistiti dallo Stato italiano per i quali durante il soggiorno sul territorio nazionale, possono avvalersi dell assistenza sanitaria prevista dall art. 8 comma 2 del D.Lgs. 38 senza anticipazione dei costi. In pratica i suddetti cittadini hanno diritto all assistenza sanitaria presso strutture pubbliche e accreditate alle stesse condizioni dei residenti in Italia. 5. Autorizzazione L articolo 9 del D.Lgs. 38/2014 disciplina i criteri per assoggettare il ricorso all assistenza transfrontaliera all autorizzazione preventiva; in particolare il comma 8 dell articolo 9 stabilisce che nella fase transitoria sia applicato l istituto dell autorizzazione a tutte le prestazioni che prevedono il ricovero con almeno un pernottamento e a quelle che comportano l impiego di apparecchiature di alta specializzazione. Resta ferma la possibilità di diniego dell autorizzazione nei casi previsti dallo stesso articolo 9 comma 6, che di seguito si riportano: a. Il paziente sarebbe esposto ad un rischio per la sua sicurezza che non può essere considerato accettabile; b. il pubblico sarebbe esposto a notevoli pericoli per la sicurezza; c. il prestatore di assistenza sanitaria suscita gravi e specifiche preoccupazioni quanto al rispetto degli standard e orientamenti relativi alla qualità dell'assistenza e alla sicurezza del paziente; d. l'assistenza sanitaria in questione può essere prestata nel territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico, tenuto presente lo stato di salute e il probabile decorso della malattia. 45 Per quanto riguarda il comma 6 lettera c), il Punto di contatto Nazionale richiederà ai Punti di Contatto Nazionali degli altri Stati UE le informazioni relative al possesso dell autorizzazione sanitaria, con le indicazioni delle tipologie di prestazioni erogabili dal prestatore di assistenza indicato nella richiesta di autorizzazione, al fine di fornirle alle strutture deputate al rilascio dell autorizzazione stessa. Si evidenzia che, qualora una persona assicurata in Italia abbia richiesto l autorizzazione preventiva al fine di ricevere assistenza sanitaria transfrontaliera ai sensi dei Regolamenti ed abbia avuto risposta negativa, la stessa non potrà presentare una nuova domanda per la stessa prestazione e a parità di condizioni cliniche ai sensi della Direttiva 2011/24/UE. In presenza di casi complessi, le AAS potranno chiedere il parere al Punto di Contatto regionale, la cui risposta sarà poi diffusa alle altre AAS, per garantire omogeneità di trattamento delle richieste per casi similari. 6. Procedure amministrative 6.1 Procedura di verifica La procedura di verifica di cui all art. 10 comma 3 del D.Lgs. 38/2014 stabilisce che in ogni caso, la persona assicurata che intende beneficiare dell'assistenza transfrontaliera e del conseguente rimborso, presenta apposita domanda alla AAS territorialmente competente (di residenza), affinché sia verificato se la medesima prestazione debba essere sottoposta ad autorizzazione preventiva ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettere b) e c), ove ricorrano le condizioni ivi previste. Attraverso questa procedura il cittadino potrà: - verificare che la prestazione è ricompresa nei LEA; - avere conferma che la prestazione non è fra quelle per cui è richiesta l autorizzazione; - essere informato sulla documentazione richiesta per accedere al rimborso; - conoscere preventivamente l entità del rimborso. La domanda di verifica deve essere presentata alla AAS di residenza utilizzando la specifica modulistica prevista, indicando: a. la prescrizione/certificazione redatta secondo le regole previste dal sistema sanitario regionale per la tipologia di prestazione richiesta; b. l indicazione del luogo e del prestatore di cura al quale il paziente si rivolgerà per l erogazione delle prestazioni. Tale procedura è affidata alla struttura con competenze sanitarie individuata dalla AAS (di seguito struttura competente). La struttura competente, entro 10 giorni dalla domanda, comunica all interessato se la domanda deve essere sottoposta o meno ad autorizzazione preventiva. 6.2 Procedura di autorizzazione La struttura competente comunica entro 20 giorni dalla predetta verifica rispetto all assoggettamento ad autorizzazione preventiva la concessione o il diniego dell autorizzazione preventiva stessa. Nei casi urgenti il provvedimento deve essere adottato entro 5 giorni dalla medesima verifica. In caso di parere favorevole l AAS rilascia l autorizzazione sull apposito modello indicando il costo della prestazione ammesso al rimborso. Nei casi per i quali è possibile l applicazione dei Regolamenti in alternativa alle 56 modalità previste dalla Direttiva, l AAS informa il cittadino sul suo diritto di avvalersi della soluzione più conveniente. In caso di parere negativo l AAS dovrà debitamente motivare il diniego indicando uno o più casi di cui alle lettere a), b), c) e d) di cui al comma 6 dell art. 9. In particolare, nel caso di diniego ai sensi dell art.9 comma 6 lettera d), l AAS dovrà indicare almeno una struttura presente sul territorio nazionale presso la quale è possibile ricevere la prestazione entro un termine compatibile con le condizioni cliniche del paziente. In caso di diniego, formulato ai sensi dell art.9 comma 6 del D.Lgs. 38/2014, l interessato può ricorrere avverso il provvedimento, entro 15 giorni dalla comunicazione dello stesso, proponendo apposita istanza: al Direttore Generale della AAS; alle competenti sedi giurisdizionali. Nel primo caso il Direttore Generale, nei successivi 15 giorni si esprime sul ricorso. 6.3 Individuazione delle Prestazioni soggette ad autorizzazione Il D.Lgs 38/2014 prevede all art.9 comma 8 che entro 60 giorni il Ministero della Salute con successivo Decreto Ministeriale, definisca l elenco delle prestazioni che debbono essere autorizzate preventivamente. Requisito è che le prestazioni siano comprese nei LEA nazionali o regionali (con integrazioni di prestazioni e/o specifiche condizioni di erogabilità regionali). In attesa dell emanazione del DM sopra citato, è importante dare indicazioni omogenee alle regioni, consapevoli che questo è un primo e provvisorio elenco di prestazioni. a. Ricoveri Il D. Lgs. 38/2014 prevede, nella fase transitoria, l autorizzazione preventiva per: - Ricoveri con almeno una notte in ospedale - Ricoveri (qualsiasi regime) afferenti ai 108 DRG potenzialmente inappropriati - Ricoveri chirurgici diurni (day hospital e day surgery) - Day hospital medici, per i quali è necessario un piano di trattamento al fine della remunerazione degli accessi b. Attività ambulatoriale criteri con i quali sono state individuate le prestazioni sono: - prestazioni ad alto contenuto tecnologico, - prestazioni a rischio di inappropriatezza clinica e/o organizzativa o sulle quali si possono generare comportamenti opportunistici - prestazioni che prevedono specifiche condizioni di erogabilità Sono stati individuati i seguenti gruppi di prestazioni ambulatoriali (Allegato 2): - Risonanze magnetiche - Medicina nucleare (scintigrafie, tomografie, pet..) - Chirurgia ambulatoriale - Radioterapia La Riabilitazione è sempre soggetta ad autorizzazione anche al fine di individuare l appartenenza ai LEA e l inclusione nella casistica prevista nella Direttiva (esclusione della fase estensiva). 67 7. Farmaci Rispetto alle altre tipologie di prestazioni, l assistenza farmaceutica costituisce un settore con caratteristiche specifiche. Il D.Lgs. 38/2014 ha recepito anche la Direttiva 2012/52/UE, comportante misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato Membro e il diritto a ricevere l assistenza farmaceutica in uno Stato Membro diverso dallo Stato di affiliazione. Allo stato attuale è necessario risolvere ancora alcuni problemi tecnici per arrivare alla standardizzazione delle ricette e delle prescrizioni; ma laddove risulti possibile, di seguito sono indicati i diritti riconosciuti dal D.Lgs. 38/2014 e le modalità di fruizione in tema di assistenza farmaceutica. a. Persone assicurate in Italia che si recano in un altro Stato membro: si individuano tre diverse situazioni: il malato cronico che in previsione del soggiorno all estero porta con sé le prescrizioni del prescrittore italiano con ricetta del SSN, per avere la copertura della terapia per il periodo di soggiorno. Il diritto al rimborso è condizionato alla conformità della prescrizione alle regole previste per l assistenza farmaceutica (rispetto limitazioni AIFA, eventuale piano terapeutico, ecc), resta da risolvere quanto esposto in premessa perché la prescrizione sia riconosciuta nello Stato di soggiorno (modifica della ricetta); b. Persone assicurate in Italia che si recano in un altro Stato membro per ricevere una prestazione ospedaliera o ambulatoriale complessa che include anche una prescrizione del farmaco: in questo caso l autorizzazione alla prestazione include automaticamente tutti i servizi forniti durante il ricovero, inclusa l erogazione del farmaco; c. Persone assicurate in Italia che si trovano all estero e ricevono una prescrizione da un prescrittore di quel paese: sia nel caso che la dispensazione del farmaco avvenga nel paese estero o al ritorno in Italia, considerato che il paziente non si è spostato specificamente per ottenere una cura, occorre in primo luogo valutare se la prestazione rientra nell ambito di applicazione della direttiva o della TEAM; d. Persone assicurate in un altro stato membro che chiedono la dispensazione di un farmaco su presentazione di ricetta del proprio Stato di affiliazione: al di là dei problemi tecnici legati alla implementazione degli standard della ricetta e di un database disponibile su web dei farmaci in commercio in Italia non si ravvisano problemi visto che il cittadino straniero paga e chiede il rimborso al proprio Stato di affiliazione. Resta fermo che il farmaco deve essere dispensato nel pieno rispetto della normativa italiana. Le modalità di rimborso sono quelle indicate al Capo IV del D.Lgs. 38/ Documenti analoghi
Intervento di Enrique Terol 1 (abstract).
3. La Direttiva 2011/24/UE sull assistenza sanitaria transfrontaliera: obiettivi europei, recepimento e prospettive italiane Seminario del 25 novembre 2013, Roma. 3.1. La Direttiva 2011/24/UE: gli obiettivi Dettagli 9-11-2012 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 48 25
9-11-2012 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 48 25 direttori generali per ciascun anno di riferimento di validità del Piano e dal relativo processo di verifica e valutazione dei Dettagli LINEE GUIDA REGIONALI PER L'APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SULL'ASSISTENZA SANITARIA DEI CITTADINI NON ITALIANI PRESENTI IN ITALIA
Allegato A) ASSESSORATO ALLA SALUTE DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE LINEE GUIDA REGIONALI PER L'APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SULL'ASSISTENZA SANITARIA DEI CITTADINI NON ITALIANI Dettagli PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE EUROPEE GUIDA ALL UTENTE
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE EUROPEE DPE 2 italia2014.eu GUIDA ALL UTENTE Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali Presidenza Dettagli Linee di indirizzo per l attività libero professionale intramuraria
Linee di indirizzo per l attività libero professionale intramuraria 1/24 NORMATIVA DI RIFERIMENTO Decreto Legislativo 30.12.1992, n. 502 (e successive modificazioni ed integrazioni); Legge 23 dicembre Dettagli AGGIORNAMENTO MEDICO OBBLIGATORIO DEI
REGIONE ABRUZZO AGGIORNAMENTO MEDICO OBBLIGATORIO DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE ANNO 2013/2014 ASSISTENZA SANITARIA AGLI STRANIERI A cura di: S. Di Marco, M. Di Paolantonio, G. Salvio 1 INDICE Obiettivi Dettagli LINEE GUIDA REGIONALI PER L'APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SULL'ASSISTENZA SANITARIA DEI CITTADINI NON ITALIANI PRESENTI IN TOSCANA
Allegato A) ASSESSORATO ALLA SALUTE DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE LINEE GUIDA REGIONALI PER L'APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SULL'ASSISTENZA SANITARIA DEI CITTADINI NON ITALIANI Dettagli Guida ai diritti del malato
Guida ai diritti del malato ERRORI MEDICI? DIMISSIONI FORZATE? INVALIDITÀ CIVILI NEGATE? LISTE D ATTESA INTERMINABILI? CARTE DEI SERVIZI INTROVABILI? DANNI DA TRASFUSIONI E DA VACCINAZIONI OBBLIGATORIE? Dettagli Disposizioni UE sulla sicurezza sociale
Aggiornamento 2010 Disposizioni UE sulla sicurezza sociale I diritti di coloro che si spostano nell Unione europea ANNI di coordinamento UE in materia di sicurezza sociale Commissione europea Disposizioni Dettagli GUIDA ALL ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEI CITTADINI NON ITALIANI RESIDENTI NELLA PROVINCIA DI FERRARA
GUIDA ALL ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEI CITTADINI NON ITALIANI RESIDENTI NELLA PROVINCIA DI FERRARA 1 Indice generale INTRODUZIONE...4 PREMESSA...5 FONTI NORMATIVE...6 LA COSTITUZIONE Dettagli DELIBERAZIONE N. _379_ DEL _18/04/2013_
Pag. 1 di 33 Centro Direzionale Piazza Ospedale, 5 59100 - PRATO C.F. e P.IVA 01683070971 DELIBERAZIONE N. _379_ DEL _18/04/2013_ O GGETTO : Definizione del sistema dei titoli d'acquisto per l 'inserimento Dettagli ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PER I CITTADINI COMUNITARI E STRANIERI
ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PER I CITTADINI COMUNITARI E STRANIERI A cura di Rossella Segurini Azienda Usl di Ravenna - U.O. Direzione Amministrativa dell Assistenza Distrettuale Procedimenti Dettagli I diritti del malato di cancro
La Collana del Girasole n. 11 I diritti del malato di cancro Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici via Barberini 11 I 00187 Roma I tel +39 064825107 I fax +39 0642011216 840 503 579 numero Dettagli Inserto Redazionale - Supplemento al n. 4 2008 Anno 10 di Quas, Salute e Sanità per Quadri
Inserto Redazionale - Supplemento al n. 4 2008 Anno 10 di Quas, Salute e Sanità per Quadri Legenda Prefazione Pag. 5 Premessa Le fonti legislative Pag. 7 La spesa sanitaria Trend dei costi sanitari Pag. Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI INTERVENTI, AI SERVIZI E ALLE PRESTAZIONI DI NATURA SOCIALE, SOCIO-ASSISTENZIALE E SOCIO-EDUCATIVA
REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI INTERVENTI, AI SERVIZI E ALLE PRESTAZIONI DI NATURA SOCIALE, SOCIO-ASSISTENZIALE E SOCIO-EDUCATIVA EROGATI DAL SERVIZIO SOCIALE DEI COMUNI DELL AMBITO DISTRETTUALE URBANO Dettagli ASSISTENZA SANITARIA AGLI STRANIERI NELL ASL di BRESCIA Indicazioni per l applicazione della normativa
ASSISTENZA SANITARIA AGLI STRANIERI NELL ASL di BRESCIA Indicazioni per l applicazione della normativa Luglio 2014 Azienda Sanitaria Locale di Brescia DIPARTIMENTO CURE PRIMARIE Direttore: Dr. Fulvio Lonati Dettagli Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro
Provincia Autonoma di Trento Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro Testo adottato dalla Giunta Provinciale con deliberazione n. xxxx del xx/xx/xxxx ART. 1. ELENCO ANAGRAFICO DEI LAVORATORI Dettagli LINEE GUIDA REGIONALI PER L ASSISTENZA PROTESICA
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA DIREZIONE CENTRALE SALUTE, INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA E POLITICHE SOCIALI LINEE GUIDA REGIONALI PER L ASSISTENZA PROTESICA INDICE 1. PERCORSO DI ASSISTENZA PROTESICA Dettagli Indice. Roma, 24 marzo 2015. Prot. 2009/ OGGETTO: Descrizione. OGGETTO: Depositi IVA CIRCOLARE N. 12/E
CIRCOLARE N. 12/E Direzione Centrale Normativa Prot. 2009/ Roma, 24 marzo 2015 OGGETTO: Descrizione OGGETTO: Depositi IVA Indice 1. Premessa... 3 2. Depositi IVA - definizione... 4 Agenzia delle Entrate Dettagli Domande frequenti 07/02/2012 DOMANDE E RISPOSTE PER LA TRASPOSIZIONE DELLA DIRETTIVA SULL ASSISTENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA
Domande frequenti 07/02/2012 DOMANDE E RISPOSTE PER LA TRASPOSIZIONE DELLA DIRETTIVA SULL ASSISTENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA Versione 1 Informativa redatta da EURORDIS La Direttiva sui Diritti dei Pazienti Dettagli I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI SANITARIE NEI NUOVI STATUTI REGIONALI 1.
I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI SANITARIE NEI NUOVI STATUTI REGIONALI 1. Dott.ssa Maurizia di Massa 1. Introduzione e primi riferimenti normativi Il tema 2 dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Dettagli AZIENDA SANITARIA LOCALE CASERTA. Guida ai Servizi Territoriali del Distretto Socio-Sanitario N 20 CASAL DI PRINCIPE
AZIENDA SANITARIA LOCALE CASERTA Guida ai Servizi Territoriali del Distretto Socio-Sanitario N 20 CASAL DI PRINCIPE 2013 0 La Guida ai servizi territoriali del Distretto Socio-sanitario n. 20 : come e Dettagli Assistenza sanitaria ai migranti: la normativa di riferimento
L albero della salute Struttura di riferimento per la Mediazione culturale in Sanità Regione Toscana Intervento regionale Mum Health (D.G.R. n.259/2006, allegato C) Assistenza sanitaria ai migranti: la Dettagli A relazione dell'assessore Monferino:
REGIONE PIEMONTE BU32 09/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 30 luglio 2012, n. 45-4248 Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale e semiresidenziale socio-sanitaria a favore delle Dettagli REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI
Fondazione di partecipazione dei Comuni di Casole d Elsa Colle di Val d Elsa Poggibonsi San Gimignano Radicondoli REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI - 1- INDICE Premessa... 5 Titolo Primo Dettagli Definizioni CONTRATTO DI ASSICURAZIONE/ATTO. E la parte del Contratto di assicurazione che disciplina i CAPITOLATO TECNICO
Contratto di assicurazione (Schema di Contratto normativo e Capitolato tecnico) per la copertura assicurativa sanitaria dei dipendenti di Equitalia S.p.A. e delle società del Gruppo Equitalia Pagina 1 Dettagli DISABILITÀ E INVALIDITÀ NEL PUBBLICO IMPIEGO. guida alla richiesta di benefici e agevolazioni
DISABILITÀ E INVALIDITÀ NEL PUBBLICO IMPIEGO guida alla richiesta di benefici e agevolazioni Disabilità e invalidità guida alla richiesta di benefici e agevolazioni ultimi decenni il mondo della disabilità Dettagli IL DISTACCO DEI LAVORATORI NELL UNIONE EUROPEA
CON IL SUPPORTO DELL UNIONE EUROPEA Commissione Europea DG Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità IL DISTACCO DEI LAVORATORI NELL UNIONE EUROPEA VADEMECUM AD USO DEGLI ISPETTORI DEL LAVORO E DELLE Dettagli Proposta di un Documento di Consenso sulla Modalità di Valutazione delle Sperimentazioni Cliniche Non profit
Proposta di un Documento di Consenso sulla Modalità di Valutazione delle Sperimentazioni Cliniche n profit A cura di SIF Clinica In collaborazione con: Segreteria Scientifica e Membri dei Comitati Etici Dettagli SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL VENETO INDAGINE SULL ASSISTENZA SANITARIA NEL VENETO
CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL VENETO INDAGINE SULL ASSISTENZA SANITARIA NEL VENETO ASPETTI FINANZIARI E GESTIONALI esercizi finanziari 2001-2003 PRESIDENTE COORDINATORE CONSIGLIERE Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: articolo 20
 articolo 20
 art. 25
 articolo 20
 articolo 1
 articolo 3
 articolo 10
 art.3
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 10
 art. 9
 articolo 8
 art. 8
 articolo 9
 articolo 9
 articolo 9
 art. 10
 art. 9
 art.9
 art.9
 art.9
 ART. 1