Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/problemi-caldaia-a-condensazione-81412/
Timestamp: 2020-01-23 03:32:38+00:00

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Da gianni_is, 16 Novembre, 2015
gianni_is
da poco più di un anno ho installato nel mio appartamento situato in un condominio di otto famiglie, una caldaia a condensazione ed ho utilizzato il vecchio scarico a parete come previsto dalla normativa vigente e nel rispetto della norma UNI 7129.
Un mese fa sono stato chiamato in tribunale dai proprietari dell'appartamento posto al piano superiore (ricorso ex art. 700 c.p.c.), poiché "l'emissione dei fumi della caldaia sono tossici perché contenenti ossidi di azoto, monossido di carbonio e polveri sottili, con evidente disturbo, visto che le emissioni superavano la normale tollerabilità" e che tale situazione provocava un serio pericolo per la salute, in quanto nell'appartamento abita una donna ultrasettantenne affetta da problemi di salute (cardiopatica).
Volevo sapere cosa sono i "fumi" che fuoriescono dallo scarico, se sono tossici e/o dannosi per la salute delle persone e soprattutto se è necessario incanalare i fumi in una canna fumaria fino al tetto dell'edificio anche se tutto è stato fatto a regola d'arte e nel rispetto della normativa vigente.
Seppure in regola, per cercare di risolvere l'inconveniente abbiamo apportato delle modifiche allo scarico a parete per indirizzare i fumi oltre la sua abitazione, ma la cosa non è andata a buon fine; infine, ho proposto al condominio di realizzare una canna fumaria collettiva per scaricare i fumi a tetto (dato che da settembre 2015, si devono installare solo caldaie a condensazione ad eccezione di quelle prodotte prima di tale data per favorire il loro utilizzo), poiché il palazzo ne è sprovvisto, però i condomini e l'amministratore ribadivano che dovevo realizzarla a mie spese, in quanto era la mia caldaia a causare tale inconveniente (cosa che anche il giudice ha ribadito nell'ordinanza che mi condanna).
Ad oggi sono stato condannato all'immediata cessazione delle immissioni di fumo provenienti dalla propria caldaia in danno della parte ricorrente, con condanna all'adozione di tutte le misure idonee alla rimozione e/o alla riconduzione alla normale tollerabilità delle immissioni denunciate dal ricorrente.
Volevo sapere il vostro parere in merito e se siete in grado di suggerirmi qualche soluzione?
Salve. Se hai installato un nuova caldaia a condensazione avresti dovuto anche sostituire il kit fumi ex novo perche il vecchio non è compatible con la nuova tecnologia, ma questo influisce poco circa il tuo problema. Premesso che le richiesta da te avanzate sono di un tale buon senso...ma fammi capire: siete in otto e tu a che piano sei? gli altri che caldaie hanno a cominciare da chi ti ha citato in giudizio? Sono tutte caldaie attestate esternamente e ognuna avrà il proprio scarico autonomo o sei solo tu ad everlo?
Tieni presente che quando si parla di fumi da combustione è certo che essi contengono anche una parte di CO monossido di carbonio è la fisica che lo dice!! Ma se scarichi all'aperto, e le norme lo consentono, non capisco come ti abbiano ordinato all'immediata cessazione delle emissioni. Cosa vuol dire che non puoi lavarti con l'acqua calda o riscaldare casa tua??
Sicuramente il tuo manutentore avrà fatto la cosidetta "analisi di combustione" è uno scontrino che trovi allegato al libretto di impianto: è li che è certificato se la caldaia è o non è a norma in termini di emissioni. Se un giudice sentenzia il contrario vuol dire che un CTU da lui nominato avrà eseguito una misurazione in opera del rendimento di combustione secondo la norma UNI10389, traendo dei valori assolutamenti difformi da quelli in tuo possesso. E' avvenuto questo? Dammi altre informazioni.
Probabilmente non hai prodotto al giudice una "perizia tecnica" (magari fornita dalla ditta costruttrice) dove veniva indicato e certificato che le emissioni della tua caldaia a condensazione erano abbondantemente sotto la soglia consentita.
Sappiamo tutti che le caldaie a condensazione non emettono ossidi di azoto e monossido di carbonio se non in quantità minima e perfettamente tollerabile.
Insomma, davanti allo scarico di una "buona" caldaia a condensazione ci potresti fare l'aerosol terapeutico.
Forse l'avvocato della controparte è stato più competente e attivo rispetto al tuo.
Lo scarico a parete è stato "riammesso" dalla legge proprio in funzione delle nuove tecnologie applicate alle caldaie a condensazione, leggi al "solito" link:
Non conoscendo le modalità con le quali si è svolto il dibattimento (oltretutto ex art. 700), non possiamo darti ulteriori riferimenti; non sappiamo se hai nominato un perito di parte, non sappiamo se hai prodotto documentazione probante circa le emissioni (bassissime) della tua caldaia, non conosciamo se hai fatto fare tu stesso una misurazione delle emissioni, ecc.
Abito al primo piano di un condominio fatto a scala di 4 piani con due appartamenti per piano.
Gli altri condomini hanno tutti caldaie normali, le caldaie sono istallate all'interno degli appartamenti (nello specifico nella cucina) e scaricano tutte a parete.
Dal giorno della sentenza non sto più utilizzando la caldaia e di conseguenza acqua calda e riscaldamento.....a tal riguardo secondo i carabinieri era necessario soltanto rifare una rilevazione dei "fumi", mentre per il mio avvocato ciò non era sufficiente in quanto non risolveva il pregiudizio paventato dal ricorrente.
L'analisi dei fumi è stata fatta e allegata alla documentazione della mia difesa, tuttavia il giudice ha preso questo provvedimento sulla base delle dichiarazioni fatte dal ricorrente (il quale ha sostenuto ad es. che i fumi avevano invaso la propria abitazione, la violazione dell’art. 844 c.c. in tema di immissioni, nonché il periculum per danni alla salute e alle condizioni psicofisiche proprie e della moglie) e delle relazioni della asl e comune (che tra l'altro facevano riferimento a stufe a pellet....infatti gli ho risposto allegando anche tutta la documentazione della caldaia), ma non c'è stata nessuna rilevazione da parte di un CTU da lui nominato.
Premetto che fino ad adesso abbiamo affrontato un giudizio cautelare (ex art. 700 cpc) la cui natura è sommaria, ovvero basata sulla domanda del ricorrente che si sente minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile e chiede al Giudice un provvedimento d'urgenza. Il giudice si pronuncia adottando una cognizione sommaria dei fatti e prendendo una decisione cautelare che serve ad assicurare provvisoriamente il diritto presuntivamente leso del ricorrente.
Quindi, per cercare di far valere i miei diritti, dovrò intraprendere un giudizio di merito che è un vero e proprio giudizio civile, dove le prove per sostenere l'erroneità di quanto lamentato dovranno essere prove tecnico-scientifiche.
Come ho scritto in precedenza, la rilevazione è stata fatta e allegata alla documentazione per la difesa.
Da quello che posso immaginare, a lui da fastidio il fumo che gli passa davanti alla finestra, perchè non credo che possa entrargli in casa, anche se lui dichiara il contrario.
Inoltre, sono intervenuti anche i vigili del fuoco da lui stesso chiamati, che non hanno riscontrato nessuna anomalia (tra l'altro anche questa relazione l'ho allegata ai documenti della difesa).
Sulla base delle norme relative allo scarico a parete, so di essere in regola sia perché il tecnico che l'ha istallata ha fatto tutte le comunicazioni agli uffici competenti per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali, sia perché mi sono recato presso gli uffici che si occupano della verifica e controllo degli Impianti Termici della Provincia di Isernia e sulla base della documentazione che gli ho mostrato mi hanno detto che era tutto in regola.
Quello che mi meraviglia è la sentenza del giudice....ma anche l'inoperosità del comune e della asl di fronte alle segnalazioni fatte da questa persona e le relative risposte da me fornite....in particolare, mi sono chiesto più volte come mai non abbiano mandato un tecnico a fare delle rilevazioni dei fumi a tutte le caldaie presenti nel condominio, o quantomeno alla mia e a quella del signore che ha segnalato il tutto.
"Abito al primo piano di un condominio fatto a scala di 4 piani con due appartamenti per piano. Gli altri condomini hanno tutti caldaie normali, le caldaie sono istallate all'interno degli appartamenti (nello specifico nella cucina) e scaricano tutte a parete."
Quindi secondo il testone condomino che ,prima chiama i carabinieri e poi ti ha citato, la tua caldaia produce immissioni inquinanti eccedenti la normale tollerabilita ( art 844 ) e il CTU (che secondo me non sa distingure l'emissione di una marmitta da una canna fumaria) non sa leggere il report di una analisi fumi (quando dici che non ha rilevato nulla immagino ti riferisca all'operazione di misurazione) perchè le risultanze precedente le hai allegate tu? Inoltre le altre sette caldaie normali, non a condensazione, secondo la compagine condominiale sono tutte ok??
E il giudice da ragione a parte attorea e non a te...
"La caldaia è stata istallata il 19/06/2014" Ragazzi è proprio questo il punto: la caldaia non è stata installata nel punto esatoa di quella precedente e pur rispettando tutte le norme in materia, qualche solone buracrate e la compagine condominiale hanno definito tale variazione come nuovo impianto installato dopo il 31/08/2013. Da quì l 'impossibilità , secondo loro di derogare. Ma il dlgs 102 è entrato in vigore il 19/07/2014 !!! e la sostituzione è 19/06/2014. Quindi: accendi la caldaia !!!
Ti ribadisco che la caldaia è stata istallata esattamente dov'era la precedente.
L'unica modifica che avevo fatto riguardava il tubo dello scarico dei fumi, ma solo per andare incontro al condomino che lamentava il problema.
Secondo voi devo intraprendere una causa civile per far valere le mie ragioni? Devo incentrarla sulla richiesta di un intervento del ctu per effettuare una rilevazione tecnica (dato che alcuni condomini hanno ancora caldaie vecchie come la mia dove non è possibile effettuare nemmeno il controllo dei fumi) o chiamare in causa il comune e la asl che hanno preso il problema alla leggera e non si sono preoccupati di risolverlo anche dopo le lettere che gli ho scritto?
Secondo me non drvi fare proprio nulla. Devi far funzionare il tuo impianto. Se I vicini riterranno di ricevere un danno da cio saranno loro ad inttaprendere azioni legali e tu ti difenderai.
Mi trovo in sintonia con voi. Aggiungo il giudice ha sbagliato. Accendi la caldaia , hai diritto al comfort in casa. O devo venire io a farlo????
Ma questa ordinanza o sentenza del giudice, esattamente cosa dice?
Ciao, scusami ma mi ero perso una parte importante della discussione . A questo punto non hai molte scelte se vuoi riaccendere la tua caldaia devi intraprendere una causa e non so neanche con quali modalità , mediazione? giudice di pace? Le argomentazioni per vincere le hai , ma per esperienza personale il giudizio in italia è paragonabile al gioco , tutto affidato al caso e alla capacità di spesa e determinazione di affrontare procedimenti lunghi e stressanti, su questi motivi per altro, molti fondano le proprie azioni. Il punto è hai qualche altra possibilità come farai a scaldarti e l'acqua?
Come ho scritto all'inizio sono stato condannato all'immediata cessazione delle immissioni di fumo provenienti dalla propria caldaia in danno della parte ricorrente, con condanna all'adozione di tutte le misure idonee alla rimozione e/o alla riconduzione alla normale tollerabilità delle immissioni denunciate dal ricorrente, nonché al pagamento delle spese di lite che ammonta a oltre 2000 euro.
A tali spese va aggiungo anche il compenso al mio avvocato....per questo motivo, dato che anche secondo gli uffici che si occupano della verifica e controllo degli Impianti Termici della Provincia di Isernia è tutto in regola, volevo far valere le mie ragioni e "far pagare" chi ha sbagliato (comune, asl o giudice)!!!!!!!
Stando a quanto detto dal mio avvocato, l'unico modo per mettere in discussione la decisione del giudice, è fare una causa civile che potrebbe durare anche qualche anno.
Quello che mi frena un po rispecchia anche il tuo pensiero.....dato che ci sono molti fattori che incidono in un giudizio; quindi, volevo capire la strada da intraprendere (ctu o risarcimento danni comune/asl) e valutare anche in base alle spese da sostenere, la sua convenienza!!!
Quanto al fatto di trovare una soluzione nel breve, parlando con il mio istallatore, mi ha suggerito di incanalare i fumi nella canna predisposta per il camino all'interno del mio appartamento!!!!!!
Caro Gianni, sono schifato di questa giustizia ingiusta, fai come dice il tuo installatore ma ordinanza alla mano pretendi, tramite il tuo legale che anche i restanti condomini cessino l'immissione dei loro fumi certamento più "nocivi2 dei tuoi.
Ciao Gime,
anch'io non riesco a digerirla questa situazione.....avevo provato a chiedere ad un chimico di fare questo tipo di rilevazioni a tutti gli altri condomini, come prova da poter utilizzare in una causa civile, ma oltre al fatto che questo "gioco" mi costerebbe altri 2-3 mila euro, anche secondo lui non potevo avere la certezza di vincerla....dipende sempre dall'interpretazione del giudice!!!!!
Quindi, per il momento penso di adottare la soluzione proposta dall'istallatore, anche se dovrò fare dei lavori all'interno dell'appartamento e soprattutto privarmi dell'utilizzo del camino.
Ciao a te, posso solo esprimerti la mia solidarietà.Purtroppo è vero ogni testa è un tribunale!! Ahi noi. A presto e buona fortuna. Per tutto.
Grazie mille. Per ora penso a sistemare prima la situazione in casa, perché non posso stare senza acqua calda e riscaldamento per tutto il tempo necessario per la conclusione di un eventuale giudizio civile.
Anche se ci vorrà del tempo, mi auguro che venga fatta giustizia!!!!
Attuazione decreto legge 102/2014 e obbligo di caldaia a condensazione

References: art. 700
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 sentenza 
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