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Timestamp: 2016-06-30 17:30:40+00:00

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Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (artt. 1-29)	Sabato 24 Gennaio 2009 12:39	DECRETO LEGISLATIVO 19 settembre 1994, n. 626Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE e 2003/10/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12-11-1994 Suppl. Ordinario n.141
Art. 4. Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto1. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, valuta tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonchè nella sistemazione dei luoghi di lavoro. 2. All'esito della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro elabora un documento contenente:a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;b) l'individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione di cui alla lettera a);c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.3. Il documento è custodito presso l'azienda ovvero l'unità produttiva.4. Il datore di lavoro:a) designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art. 8;b) designa gli addetti al servizio di prevenzione e protezione interno o esterno all'azienda secondo le regole di cui all'art. 8;c) nomina, nei casi previsti dall'art. 16, il medico competente.5. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori, e in particolare:a) designa preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;b) aggiorna le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e della sicurezza del lavoro, ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;c) nell'affidare i compiti ai lavoratori tiene conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;d) fornisce ai lavoratori i necessari e idonei dispostivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione;e) prende le misure appropriate affinchè soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;f) richiede l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonchè delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione;g) richiede l'osservanza da parte del medico competente degli obblighi previsti dal presente decreto, informandolo sui processi e sui rischi connessi all'attività produttiva;h) adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinchè i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;i) informa il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;l) si astiene, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;m) permette ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante per la sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute e consente al rappresentante per la sicurezza di accedere alle informazioni ed alla documentazione aziendale di cui all'art. 19, comma 1, lettera e);n) prende appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno;o) tiene un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonchè la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il registro è redatto conformemente al modello approvato con decreto dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Commissione consultiva permanente, di cui all'art. 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e successive modifiche, ed è conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza. Fino all'emanazione di tale decreto il registro è redatto in conformità ai modelli già disciplinati dalle leggi vigenti;p) consulta il rappresentante per la sicurezza nei casi previsti dall'art. 19, comma 1, lettere b), c) e d);q) adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei lavoratori, nonchè per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti.6. Il datore di lavoro effettua la valutazione di cui al comma 1 ed elabora il documento di cui al comma 2 in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e con il medico competente, nei casi in cui sia obbligatoria la sorveglianza sanitaria, previa consultazione del rappresentante per la sicurezza.7. La valutazione di cui al comma 1 e il documento di cui al comma 2 sono rielaborati in occasione di modifiche del processo produttivo significative ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori.8. Il datore di lavoro custodisce, presso l'azienda ovvero l'unità produttiva, la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, con salvaguardia del segreto professionale, e ne consegna copia al lavoratore stesso al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, ovvero quando lo stesso ne fa richiesta.9. Per le piccole e medie aziende, con uno o più decreti da emanarsi entro il 31 marzo 1996 da parte dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, in relazione alla natura dei rischi e alle dimensioni dell'azienda, sono definite procedure standardizzate per gli adempimenti documentali di cui al presente articolo. Tali disposizioni non si applicano alle attività industriali di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, alle centrali termoelettriche, agli impianti e laboratori nucleari, alle aziende estrattive ed altre attività minerarie, alle aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, e alle strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.10. Per le medesime aziende di cui al comma 9, primo periodo, con uno o più decreti dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, possono essere altresì definiti:a) i casi relativi a ipotesi di scarsa pericolosità, nei quali è possibile lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione in aziende ovvero unità produttive che impiegano un numero di addetti superiore a quello indicato nell'allegato I;b) i casi in cui è possibile la riduzione a una sola volta all'anno della visita di cui all'art. 17, lettera h), degli ambienti di lavoro da parte del medico competente, ferma restando l'obbligatorietà di visite ulteriori, allorchè si modificano le situazioni di rischio.11. Fatta eccezione per le aziende indicate nella nota [1] dell'allegato I, il datore di lavoro delle aziende familiari nonchè delle aziende che occupano fino a dieci addetti non è soggetto agli obblighi di cui ai commi 2 e 3, ma è tenuto comunque ad autocertificare per iscritto l'avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi e l'adempimento degli obblighi ad essa collegati. L'autocertificazione deve essere inviata al rappresentante per la sicurezza. Sono in ogni caso soggette agli obblighi di cui ai commi 2 e 3 le aziende familiari nonchè le aziende che occupano fino a dieci addetti, soggette a particolari fattori di rischio, individuate nell'ambito di specifici settori produttivi con uno o più decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanità, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, delle risorse agricole alimentari e forestali e dell'interno, per quanto di rispettiva competenza.12. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tal caso gli obblighi previsti dal presente decreto, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all'amministrazione competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico. Giurisprudenza collegata: Cass. Pen. 6804/2002; Cass. Pen. 500/2002; Trib. Pisa 354/2003; Cass. Pen. 25944/2003; Cass. civ. 7328/2004; Cass. Pen. 12370/2005; Cass. pen. 20595/2005; Cass.Pen. 29229/2005; Cass. pen. 14192/2005 ; Cass. Pen. 47249/2005 ; Cass. Pen. 47363/2005 ; Cass. Pen. 34415/2005 ; Cass. Pen. 36981/2005 ; Cass. Pen. 33308/2005 ; Cass. Pen. 11351/2005 ; Cass. Pen. 39268/2004 ; Cass. Pen. 18319/2003 ; Cass. Pen. 28350/2006 ; Tribunale di Nola 28/2/2006 ; Cass. Pen. 37576/2006 ; Cass. Pen. 40287/2006 ; Cass. Pen. 41943/2006 ; Corte Cost. 399/96;Cass. pen. 212/1999; Cass. Pen. 21593/2007; Cass. Pen. 6277/2007; Cass. Pen. 3011/2007; Cass. Pen. 4063/2007; Cass. Pen. 47173/2007; Cass. Pen. 802/2007; Cass. Pen. 35671/2007; Cass. Pen. 37397/2007; Cass.Pen. 15234/2008; Cass. Pen. 8620/2008; Cass. Pen. 27420/2008; Cass.Pen. 15247/2008; Cass. Pen. 38009/2008; Cass.Pen. 39888/2008; Cass. Pen. 37997/2008; Cass. Pen. 40783/2008; Cass. Civ. 27480/2008; Cass. Pen. 37079/2008; Cass. Pen. 36470/2008; Cass. Pen. n.48295/2008; Cass.Pen. 43840/2008; Cass. Pen. 45073/2008; Cass. Pen. 45020/2008; Cass. Pen. 47485/2008; Cass. Pen. 26539/2008; Cass.Pen. 42131/2008;Cass. Pen. 40796/2008; Cass. Pen. 25648/2008; Cass. Pen. 8604/2008; Cass. Civ. 11928/2008; Cass. 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Napoli, 04 febbraio 2011;Corte di Appello di Trento, 18 marzo 2011;Cass. Pen. 17214/2011; Cass. Pen. 104/2011; Cass. Pen. 17443/2011;Cass. Pen. 18514/2011; Cass. Civ. 10018/2011; Cass. Pen. 20576/2011;Cass. Pen. 22541/2011;Cass. Pen. 21575/2011; Cass. Pen. 22178/2011;Corte di Appello di Milano, 13 aprile 2011;Cass. Pen. 24280/2011; Cass. Pen. 23968/2011; Tribunale di Milano, 27 settembre 2002; Cass. Pen. 24544/2011; C.d.S. 4105/2011; Cass. Pen. 28779/2011; Cass. Pen. 27738/2011; Cass. Pen. 28921/2011; Cass. Pen. 28897/2011; Cass. Pen. 28892/2011; Tribunale di Trento, 21 giugno 2011; Cass. Pen. 31571/2011; Cass. Pen. 35204/2011; Cass. Pen. 34727/2011; Cass. Pen. 34727/2011; Corte di Appello di Firenze, 19 settembre 2011; Cass. Pen. 36605/2011; Tribunale di Trento, 18 luglio 2011; Cass. Pen. 38209/2011; Cass. Pen. 38791/2011; Tribunale di Torino, Seconda Corte di Assise, 14 novembre 2011; Tribunale di Torino, Seconda Corte di Assise, 14 novembre 2011; Cass. Pen. 39266/2011; Cass. 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Pen. 10319/2013; Cass. Pen. 10327/2013; Cass. Pen. 11062/2013; Cass. Pen. 15881/2013; Cass. Pen. 13731/2013; Cass. Pen. 16266/2013; Cass. Pen. 20128/2013; Cass. Pen. 21628/2013; Cass. Pen. 26420/2013; Cass. Pen. 31304/2013; Cass. Pen. 35827/2013; Cass. Pen. 37738/2013; Cass. Pen. 38129/2013; Cass. Pen. 38643/2013; Cass. Pen. 39491/2013; Cass. Pen. 43080/2013; Cass. Civ. 25392/2013; Cass. Pen. 46706/2013; Cass. Pen. 1511/2014; Cass. Pen. 1870/2014; Cass. Pen. 2343/2014; Cass. Pen. 5029/2014; Cass. Pen. 12377/2014; Cass. Pen. 14547/2014; Cass. Pen. 19487/2014; Cass. Pen. 20682/2014; Cass. Pen. 21241/2014; Cass. Pen. 22964/2014; Cass. Pen. 22965/2014; Cass. Pen. 24616/2014; Cass. Pen. 23620/2014; Cass. Pen. 27615/2014; Cass. Pen. 25213/2014; Cass. Pen. 25222/2014; Trib. di Sondrio 102/2014; Cass. Pen. 29276/2014; Cass. Pen. 29877/2014; Cass. Pen. 36248/2014; Cass. Pen. 36257/2014; Cass. Pen. 36348/2014; Cass. Pen. 36438/2014; Cass. Pen. 36452/2014; Cass. Pen. 36476/2014; Cass. Pen. 36510/2014; Cass. Pen. 38100/2014; Cass. Pen. 42309/2014; Trib. Milano, 7017/2014; Cass. Pen. 42317/2014; Cass. Pen. 46438/2014; Cass. Pen. 47018/2014; Cass. Pen. 49725/2014; Cass. Pen. 49734/2014; Cass. Pen. 51781/2014; Cass. Pen. 52442/2014; Cass. Pen. 53035/2014; Cass. Pen. 1996/2015; Cass. Pen. 2177/2015; Cass. Pen. 3266/2015; Cass. Pen. 3272/2015; Cass. Pen. 3797/2015; Cass. Pen. 4361/2015; Cass. Pen. 5983/2015; Cass. Pen. 7960/2015; Cass. Pen. 14010/2015; Cass. Pen. 14167/2015; Corte di Appello Torino, 20 maggio 2015; Cass. Civ. 7388/2015; Cass. Pen. 15172/2015; Cass. Pen. 16389/2015; Cass. Pen. 17119/2015; Cass. Pen. 18083/2015; Cass. Pen. 18085/2015; Cass. Civ. 9564/2015; Cass. Pen. 21256/2015; Cass. Pen. 21304/2015; Cass. Pen. 22028/2015; Cass. Pen. 22813/2015; Cass. Pen. 24452/2015; Cass. Pen. 24460/2015; Cass. Pen. 24826/2015; Cass. Pen. 26263/2015; Cass. Pen. 26288/2015; Cass. Pen. 26292/2015; Cass. Pen. 26993/2015; Cass. Pen. 27120/2015; Cass. Pen. 27182/2015; Cass. Civ. 14492/2015; Cass. Pen. 16084/2015; Cass. Pen. 30349/2015; Cass. Pen. 31223/2015; Cass. Pen. 34701/2015; Cass. Pen. 35336/2015; Corte di appello di Milano, 8128/2015; Cass. Pen. 40065/2015; Cass. Pen. 43013/2015; Cass. Pen. 43425/2015; Cass. Civ. 23784/2015; Cass. Pen. 47002/2015; Cass. Pen. 46991/2015; Cass. Pen. 48376/2015; Cass. Pen. 49349/2015; Cass. Pen. 51190/2015; Cass. Pen. 2544/2016; Cass. Pen. 4347/2016; Cass. Pen. 4973/2016; Cass. Pen. 4987/2016; Cass. Pen.9571/2016; Cass. Pen. 12223/2016; Cass. Pen. 12257/2016; Cass. Civ. 6775/2016; Cass. Pen. 16620/2016; Cass. Pen. 20068/2016; Cass. Pen. 22147/2016; Cass. Civ. 12088/2016; Cass. Pen. 24708/2016; Cass. Pen. 26166/2016; Cass. Pen. 26476/2016; Cass. Pen. 26490/2016;
Giurisprudenza collegata: Cass. pen. 20145/2001; Cass. Pen. 25944/2003; Cass. pen. 20595/2005; Cass. Pen. 47249/2005; Cass. Pen. 37397/2007;Cass. Pen. 6281/2007; Cass. Pen. 38002/2008; Cass. Pen. 45020/2008; Cass. Pen. 13953/2008; Cass.Pen. 6195/2009; Cass. Civ. 9698/2009; Cass. Pen. 15009/2009; Cass. Pen. 20454/2009;Cass. Pen. 41791/2009; Cass. Pen. 3587/2010; Corte di Appello di Milano, 10 febbraio 2010; Cass.Pen. 34774/2010; Cass. Pen. 35749/2010; Corte di Appello di Trieste, 18 maggio 2010; Cass. Pen. 42469/2010;Trib. Novara, 26 ottobre 2010;Cass. Pen. 1237/2011;Cass. Pen. 8296/2011;Tribunale di L'Aquila, 28 gennaio 2011;Cass. Pen., 19566/2011;Cass. Pen. 23292/2011; Cass. Pen. 27738/2011; Cass. Pen. 28897/2011; Cass. Pen. 33285/2011; Cass. Pen. 42083/2011; Cass. Civ. 16474/2012; Cass. Civ. 18469/2012; Cass. Civ. 12201/2011; Cass. Pen. 24544/2011; Cass. Pen. 35204/2011; Cass. Pen. 21204/2012; Cass. Pen. 36262/2012; Cass. Pen. 11451/2013; Cass. Civ. 10553/2013; Trib. di Taranto, 06 febbraio 2013; Cass. Pen. 14450/2013; Cass. Pen. 39158/2013; Cass. Pen. 1511/2014; Cass. Pen. 18436/2014; Trib. di Sondrio 102/2014; Cass. Pen. 22964/2014; Cass. Pen. 36277/2014; Cass. Pen. 36452/2014; Trib. Milano, 7017/2014; Cass. Pen. 44806/2014; Cass. Pen. 15172/2015; Cass. Pen. 19543/2015; Cass. Pen. 24452/2015; Cass. Pen. 29794/2015; Cass. Pen. 29798/2015; Cass. Pen. 34704/2015; Cass. Pen. 34818/2015; Cass. Pen. 43358/2015; Cass. Pen. 4973/2016; Cass. Pen. 9558/2016; Cass. Pen. 16620/2016; Cass. Civ. 12198/2016; Cass. Pen. 26166/2016; Cass. Pen. 26476/2016;
Cass. Pen. 31549/2002; Cass. Pen. 25944/2003; Cass. Pen. 2946/2004 ; Cass. Pen. 31296/2005 ; Cass. Pen. 11351/2005 ; Cass. Pen. 3447/2004 ; Cass. Pen. 22823/2006; Cass. pen. 2604/2006; Cass. Pen. 37588/2007; Cass. Pen. 3502/2007;Cass. Pen. 15226/2007; Cass. Pen. 18881/2008; Cass. Pen. 37997/2008; Cass.Pen. 15247/2008; Cass.Pen. 41815/2008; Cass. Pen. 37079/2008; Cass. Pen. 12348/2008; Cass. Civ. 45/2009; Cass. Pen. 47370/2008; Cass. Civ. 11928/2008; Cass. Pen. 41187/2008; Cass. Pen. 46207/2008;Cass. Pen. 1825/2009; Cass.Pen. 42131/2008; Cass.Pen. 28529/2008; Cass. Pen. 12673/2009; Cass. Pen. 23090/2008; Cass.Pen. 6884/2009; Cass. Pen. 26115/2008; Cass. Pen. 14440/2009; Cass. Pen. 23604/2009; Cass. Pen. 28197/2009; Cass. Pen. 46744/2009; Cass. Pen. 40561/2009; Cass. Pen. 32204/2009; Cass. Pen. 25946/2009; Cass. Pen. 27443/2009; Cass. Pen. 26684/2009; Cass. Pen. 40865/2009; Cass. Pen. 45931/2009; Cass. Pen. 34327/2009; Cass. Pen. 36857/2009; Cass. Pen. 48328/2009; Cass. Pen. 44591/2009; Cass. Pen. 1490/2010;Cass. Pen. 41791/2009;Cass. Pen. 37840/2009;Cass. Pen. 10348/2009; Tribunale di Monza, 11 gennaio 2010; Cass. Pen. 45860/2010; Cass. Pen. 4925/2010; Corte di Appello di Milano, 10 febbraio 2010; Cass. Pen. 9951/2010; Cass. Pen. 16140/2010; Tribunale di Napoli, 14 luglio 2010; Cass. Pen. 37600/2010; Cass. Pen. 37583/2010; Cass. Pen. 40499/2010; Corte di Appello di Trieste, 18 maggio 2010; Cass. Pen. 41074/2010;Cass. Pen. 32144/2010; Cass. Pen. 99/2011;Trib. Novara, 26 ottobre 2010; Cass. Pen. 2567/2011; Cass. Pen. 115/2011;Cass. Pen. 5013/2011;Cass. Pen. 6806/2011; Cass. Pen. 8277/2011;Cass. Pen. 5032/2011;Cass. Pen. 10656/2011; Cass. Pen. 13744/2011;Cass. Pen. 15000/2011;Trib. Napoli, 04 febbraio 2011;Tribunale di L'Aquila, 28 gennaio 2011;Cass. Pen. 44881/2011;Cass. Pen. 15562/2011; Cass. Pen. 19311/2011; Corte di Appello di Milano, 13 aprile 2011; Cass. Pen. 23336/2011; Cass. Pen. 23316/2011; Cass. Pen. 24817/2011; Cass. Pen. 27738/2011; Cass. Pen. 32119/2011; Cass. Pen. 34727/2011; Cass. Pen. 34727/2011; Cass. Pen. 36605/2011; Cass. Pen. 35412/2011; Cass. Pen. 38209/2011; Cass. Pen. 38785/2011; Cass. Pen. 38785/2011; Cass. Pen. 3563/2012; Cass. Pen. 5420/2012; Cass. Pen. 6389/2012; Cass. Civ. 4482/2012; Tribunale di Trento, 11 febbraio 2012; Cass. Pen. 17846/2012; Cass. Civ. 8686/2012; Cass. Civ. 9441/2012; Cass. Pen. 21842/2012; Cass. Pen. 27045/2012; Cass. Pen. 32343/2012; Cass. Pen. 32422/2012; Cass. Pen. 34141/2012; Cass. Pen. 36284/2012; Cass. Pen. 35909/2012; Cass. Pen. 37325/2012; Cass. Pen. 37334/2012; Cass. Civ. 18469/2012; Cass. Pen. 42494/2012; Cass. Pen. 43805/2012; Trib. Ivrea, 01 agosto 2012; Cass. Pen. 1713/2013; Cass. Pen. 1715/2013; Cass. Civ. 1873/2013; Cass. Pen. 2285/2013; Cass. Pen. 4486/2013; Cass. Pen. 5465/2013; Trib. Como 129/2013; Cass. Pen. 5473/2013; Cass. Pen. 10608/2013; Cass. Civ. 14207/2013; Cass. Pen. 15683/2013; Cass. Pen. 18568/2013; Cass. Pen. 28167/2013; Cass. Civ. 17178/2013; Cass. Pen. 23670/2013; Cass. Pen. 35827/2013; Cass. Civ. 19081/2013; Cass. Pen. 36398/2013; Cass. Pen. 38643/2013; Cass. Pen. 41831/2013; Cass. Civ. 22739/2013; Cass. Pen. 1511/2014; Cass. Pen. 22964/2014; Cass. Pen. 25213/2014; Cass. Civ. 25758/2013; Cass. Pen. 39158/2013; Cass. Pen. 37738/2013; Cass. Pen. 44482/2013; Cass. Pen. 46761/2013; Cass. Pen. 18459/2014; Cass. Pen. 19487/2014; Cass. Pen. 22286/2014; Cass. Pen. 30483/2014; Cass. Pen. 29276/2014; Cass. Pen. 36268/2014; Cass. Pen. 36438/2014; Cass. Pen. 36510/2014; Trib. Milano, 7017/2014; Cass. Pen. 44107/2014; Cass. Pen. 49725/2014; Cass. Pen. 52455/2014; Cass. Pen. 3265/2015; Cass. Pen. 3278/2015; Cass. Pen. 3804/2015; Cass. Pen. 3937/2015; Cass. Pen. 5857/2015; Cass. Pen. 6394/2015; Cass. Pen. 9864/2015; Trib. ReggioEmilia 346/2015; Cass. Pen. 12228/2015; Cass. Pen. 14150/2015; Cass. Pen. 14157/2015; Cass. Pen. 14167/2015; Cass. Pen. 15696/2015; Cass. Pen. 18073/2015; Cass. Pen. 18085/2015; Cass. Pen. 22369/2015; Cass. Pen. 22813/2015; Cass. Pen. 29798/2015; Cass. Pen. 29906/2015; Cass. Pen. 31000/2015; Cass. Pen. 34083/2015; Cass. Pen. 34704/2015; Cass. Pen. 34818/2015; Cass. Pen. 35534/2015; Cass. Pen. 36024/2015; Cass. Pen. 43013/2015; Cass. Pen. 44131/2015; Cass. Pen. 46991/2015; Cass. Pen. 16/2016; Cass. Civ. 287/2016; Cass. Pen. 1836/2016; Cass. Pen.9571/2016; Cass. Pen. 10177/2016; Cass. Pen. 10187/2016; Cass. Pen. 12224/2016; Cass. Pen. 14770/2016; Cass. Pen. 23521/2016; Cass. Civ. 12347/2016; Cass. Pen. 26115/2016; Cass. Pen. 26490/2016;
Art. 21. Informazione dei lavoratori1. Il datore di lavoro provvede affinchè ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione su:a) i rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività dell'impresa in generale;b) le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate;c) i rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;d) i pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;e) le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei lavoratori;f) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ed il medico competente;g) i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 12 e 15.2. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a), b), c), anche ai lavoratori di cui all'art. 1, comma 3.Giurisprudenza collegata: Pretura di Trento, 25 gennaio 1999; Cass. pen. 18638/2004; Cass. civ. 7328/2004; Cass. pen. 10353/2006 ; Cass. Pen. 36981/2005 ; Cass. Pen. 47137/2007;Cass. Pen. 6281/2007; Cass.Pen. 39888/2008; Cass. Pen. 41187/2008; Cass. Pen. 13953/2008;Cass. Pen. 40796/2008; Cass. Pen. 15009/2009; Cass.Pen. 23929/2009 ; Cass. Pen. 44890/2009; Cass. Pen. 22822/2009; Cass. Pen. 1831/2009; Cass. Pen. 41823/2009; Tribunale Roma, 21 luglio 2009;Cass. Pen. 4917/2010; Cass. Pen. 6694/2010;Cass. Pen. 10448/2010; Corte di Appello di Milano, 4 febbraio 2010; Cass. Pen. 11262/2010; Cass. Pen. 9951/2010; Cass. Pen. 4930/2010; Cass. Pen. 34771/2010; T.A.R. 35028/2010;Cass. Pen. 1856/2011;Cass. Pen. 8257/2011;Tribunale di Campobasso, 21 marzo 2011;Cass. Pen. 17214/2011; Cass. Pen. 28921/2011; Cass. Pen. 31569/2011; Cass. Pen. 36612/2011; Tribunale di Torino, Seconda Corte di Assise, 14 novembre 2011; Cass. Pen. 43022/2011; Trib. Taranto 13 agosto 2012; Cass. Civ. 1401/2012; Cass. Pen. 3999/2012; Cass. Pen. 19452/2012; Cass. Pen. 21850/2012; Cass. Pen. 21842/2012; Cass. Pen. 24085/2012; Cass. Pen. 23630/2012; Trib. Ivrea, 01 agosto 2012; Trib. Nuoro, 14 luglio 2012; Corte di Appello di Napoli, 9 gennaio 2013; Cass. Pen. 2564/2013; Cass. Civ. 8861/2013; Cass. Pen. 9454/2013; Cass. Pen. 10327/2013; Cass. Pen. 13731/2013; Cass. Pen. 20970/2013; Cass. Pen. 18639/2013; Cass. Pen. 24764/2013; Cass. Pen. 44482/2013; Cass. Pen. 1471/2014; Cass. Pen. 5029/2014; Cass. Pen. 14787/2014; Cass. Pen. 24616/2014; Cass. Pen. 25222/2014; Cass. Pen. 46820/2014; Cass. Pen. 7960/2015; Cass. Pen. 9864/2015; Cass. Pen. 17163/2015; Cass. Pen. 18083/2015; Cass. Pen. 21256/2015; Cass. Pen. 22849/2015; Cass. Pen. 24460/2015; Cass. Pen. 29908/2015; Cass. Pen. 36882/2015; Cass. Pen. 49349/2015; Cass. Pen. 8591/2016; Cass. Pen. 26115/2016; Cass. Pen. 26490/2016; Contratti e relazioni Sindacali collegati: Verbale di Accordo tra Ass. industriali vetro e sindacati 1/3/1996 ; Accordo comparto agricolo 18/12/1996 ; Accordo Federchimica, Farmindustria, Intersind 20/9/1995; Cass. Pen. 25702/2016;Note e commenti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, I minori al lavoro ;Art. 22. Formazione dei lavoratori1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore, ivi compresi i lavoratori di cui all'art. 1, comma 3, riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni. 2. La formazione deve avvenire in occasione:a) dell'assunzione;b) del trasferimento o cambiamento di mansioni;c) dell'introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.3. La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi ovvero all'insorgenza di nuovi rischi.4. Il rappresentante per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia di sicurezza e salute e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.5. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono essere adeguatamente formati. 6. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti di cui al comma 4 deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'art. 20, durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.7. I Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, sentita la commissione consultiva permanente, possono stabilire i contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro di cui all'art. 10, comma 3, tenendo anche conto delle dimensioni e della tipologia delle imprese.
Giurisprudenza collegata: Cass. civ. 7328/2004; Cass. Pen. 20220/2006; Cass. Pen. 47137/2007; Cass. Pen. 4063/2007; Cass. Pen. 6281/2007; Cass.Pen. 39888/2008; Cass.Pen. 43117/2008; Cass. Pen. 23604/2009;Cass. Pen. 20454/2009; Cass. Pen. 44890/2009; Cass. Pen. 1831/2009; Tribunale Roma, 21 luglio 2009;Cass. Pen. 4917/2010;Cass. Pen. 6694/2010; Cass. Pen. 10448/2010;Tribunale di L'Aquila, 19 gennaio 2010;Cass.Pen. 39964/2009; Cass. Pen. 46744/2009; Cass. Pen. 22822/2009; Cass. Pen. 3587/2010; Cass. Pen. 4922/2010; Corte di Appello di Milano, 4 febbraio 2010; Cass. Pen. 11262/2010; Cass. Pen. 9951/2010; Cass. Pen. 13247/2010; Cass. Pen. 34771/2010; Cass.Pen. 34774/2010; Tribunale di Ivrea, 31 marzo 2010; Corte d'Appello di Bologna, 10 marzo 2010;Tribunale di Milano, 4339/2010; Cass. Pen. 6202/2010; Cass. Pen. 38700/2010;Trib. Novara, 26 ottobre 2010;Cass. Pen. 1856/2011; Cass. Pen. 8257/2011; Tribunale di Campobasso, 21 marzo 2011;Cass. Pen. 16086/2011; Cass. Pen. 16087/2011;Cass. Pen. 17214/2011; Cass. Pen. 23270/2011; Cass. Pen. 23314/2011; Cass. Pen. 24547/2011; Trib. Monza 05 maggio 2011; Cass. Pen. 28800/2011; Cass. Pen. 31569/2011; Cass. Civ. 16780/2011; Cass. Pen. 36612/2011; Tribunale di Torino, Seconda Corte di Assise, 14 novembre 2011; Cass. Pen. 43022/2011; Trib. Taranto 13 agosto 2012; Cass. Pen. 626/2012; Cass. Civ. 1401/2012; Cass. Pen. 3999/2012; Cass. Pen. 7611/2012; Cass. Pen. 7904/2012; Cass. Pen. 19452/2012; Cass. Pen. 21850/2012; Cass. Pen. 24085/2012; Cass. Pen. 23630/2012; Tribunale di Monza, 14 maggio 2012; Corte di appello di Firenze, 23 aprile 2012; Trib. Ivrea, 01 agosto 2012; Trib. Nuoro, 14 luglio 2012; Corte di Appello di Napoli, 9 gennaio 2013; Cass. Pen. 3283/2013; Cass. Pen. 3837/2013; Cass. Civ. 8861/2013; Cass. Pen. 9454/2013; Cass. Pen. 10319/2013; Cass. Pen. 13731/2013; Cass. Pen. 18639/2013; Cass. Pen. 20970/2013; Cass. Pen. 24764/2013; Cass. Pen. 40605/2013; Cass. Pen. 43080/2013; Cass. Pen. 50605/2013; Cass. Pen. 1471/2014; Cass. Pen. 14787/2014; Cass. Pen. 24616/2014; Cass. Pen. 25222/2014; Cass. Pen. 37312/2014; Cass. Pen. 43846/2014; Cass. Pen. 46438/2014; Cass. Pen. 46820/2014; Cass. Pen. 7960/2015; Cass. Pen. 9864/2015; Cass. Pen. 17163/2015; Cass. Pen. 18083/2015; Cass. Pen. 21256/2015; Cass. Pen. 24460/2015; Cass. Pen. 29908/2015; Cass. Pen. 36882/2015; Cass. Pen. 49349/2015; Cass. Pen. 8591/2016; Cass. Pen.9571/2016; Cass. Pen. 26115/2016; Cass. Pen. 26166/2016; Cass. Pen. 26476/2016; Cass. Pen. 26490/2016;

References: Art. 4
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Art. 21
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