Source: https://www.slideshare.net/MaurizioBortoletti/bortoletti-corruzione-e-prescrizione-transparency-international-pavia30-novembre-2010
Timestamp: 2017-04-27 02:21:17+00:00

Document:
Bortoletti, corruzione e prescrizione, transparency international, pa…
Greece and the Balkan Wars: An Insi...
Juhlat oppilaalle saksa_7-9
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I risultati sono, quindi, soddisfacenti?
Ritengo di sì, anche per la preziosa garanzia dell’indipendenza del nostro sistema repressivo. Si tratta di risultati, però, assolutamente diversi da quelli che si ascoltano abitualmente, che potremmo definire “false verità” o “vere bugie”: notizie e informazioni false, diventate vere grazie ad un effetto eco paradossale, dopo che qualcuno le ha messe in circolazione, custodendo poi con caparbietà - dopo non essere riuscito a “… resistere alla tentazione di avventurarsi sul rischioso terreno dei paralleli e dei calcoli…”, come ha ricordato il prof. Emanuele Narducci nel suo saggio Processi ai politici nella Roma antica per Laterza - il segreto di questi risultati allegati e non dimostrati, facendo riferimento a parametri noti solo a lui stesso ed eludendo con allegria una serie di evidenti interrogativi. The results are, therefore, satisfactory? I think so, too valuable guarantee for the independence of our law enforcement system. These results, however, totally different from what you usually hear, that could be called "false truth" or "true lies": false news and information, become real thanks to a paradoxical echo effect, after someone has put in circulation, keeping then with stubbornness - after failing to "... resist the temptation to venture into the risky terrain of parallel calculations ...", as pointed out by prof. Emanuele Narducci in his essay in political processes in ancient Rome for Laterza - the secret of these results, attachments and unproven, referring to parameters known only to himself and eluding with joy a number of obvious questions. ...
Termini di prescrizione e corruzione in Italia e in Europa.
Strumento di garanzia o di impunità?
Università degli Studi – Sala Bianca del Collegio Borromeo
Pavia, 30 novembre 2010
Politiche per l’integrità e forme di corruzione nella PA
“… L’analisi delle notizie sulla criminalità proposte dai Tg prime time nel periodo 2005-2009, condotta in base al numero,
fornisce - secondo I. DIAMANTI (a cura di), La sicurezza in Italia: sentimento, immagine e realtà, ricerca per DEMOS,
consultabile all’indirizzo www.agcom.it - alcune indicazioni interessanti:
•  non esiste correlazione tra l’andamento dei reati denunciati e il numero di notizie sulla criminalità;
•  esiste, invece, una forte correlazione tra il numero di notizie di reati e la percezione della criminalità,
con una situazione che in Italia degrada ulteriormente se analizzata in una prospettiva comparata con altri Paesi europei…”.
Fino alla “bolla dell’insicurezza mediatica” rilevata tra il 2007 e il 2008 quando a fronte di una forte crescita
della percezione della criminalità e delle notizie di reati, è stata registrata, invero, una loro diminuzione.
Dimensioni e declinazioni del tema.
L’ultima novità dalla Plenaria OCSE, Parigi 14 – 18 giugno 2010.
L’ultima novità dall’Unione Europea.
I dati ufficiali disponibili e alcune evidenze.
La fotografia resa disponibile dalla Corte dei Conti.
Molta confusione e qualche silenzio a danno del Paese.
In una prospettiva comparata ….
La Ratifica della Convenzione ONU sulla corruzione, legge 3 agosto 2009, n.116
•  L’Autorità Nazionale Anticorruzione
•  I compiti esclusivi assegnati all’Autorità Nazionale
La riforma della PA, legge 15/2009 con il d.lgs. n. 150 del 27 ottobre 2009
•  La Sezione per l’integrità nelle Amministrazioni pubbliche
Il ddl cd. “anticorruzione” (AS 2156) e gli emendamenti presentati dal Relatore di maggioranza
Le tante “declinazioni” del “tema”.
Prima di tutto le ultime novità, sconosciute, colposamente o dolosamente, anche agli
luglio 2010, l’approvazione, unico Paese del G20, nella manovra anticrisi estiva di
uno stanziamento dedicato di 2 Meuro per interventi di prevenzione della corruzione.
luglio 2010, l’approvazione del Piano straordinario contro le mafie, che contiene
pervasive misure per il contrasto alla infiltrazione della criminalità nell’economia
legale e nella Pubblica Amministrazione;
settembre 2010, in Senato, il Relatore di maggioranza del disegno di legge
anticorruzione deposita un emendamento per introdurre quelle misure preventive che
a livello internazionali sono considerate un efficace antidoto alla corruzione:
whistleblowing, cioè la tutela del dipendente che segnala abusi; conflitti di interesse e
controlli su consulenze/incarichi; revolving doors, per limitare le riassunzioni
“interessate” alla fine del servizio pubblico;
settembre 2010, in Senato, l’approvazione del disegno di legge di ratifica della
Convenzione del Consiglio d’Europa contro la corruzione civile firmata nel (!) 1997.
LEGGE 30 luglio 2010, n. 122, Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di
stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica. (10G0146) (GU n. 176 del
30-7-2010 - Suppl. Ordinario n.174)
All'articolo 7 del DECRETO-LEGGE 31 MAGGIO 2010, N. 78, sono aggiunti, in
«31-bis. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni di Autorità nazionale
anticorruzione, ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 agosto 2009, n. 116, da
parte del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, e' autorizzata la spesa di euro 2 milioni per l'anno 2011. Al relativo
onere si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate
derivanti dall'articolo 38, commi 13-bis e seguenti.
La legge 13 agosto 2010, n. 136, Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al
Governo in materia di normativa antimafia. (10G0162) (GU n. 196 del 23-8-2010 ), ha inciso
profondamente sul previgente sistema di tutela dell’evidenza pubblica. In particolare:
Art. 9. (Modifica all'articolo 353 del codice penale, concernente il reato di turbata libertà
degli incanti)
1. All'articolo 353, primo comma, del codice penale, le parole: «fino a due anni» sono
sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a cinque anni».
Art. 10. (Delitto di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente)
1. Dopo l'articolo 353 del codice penale e' inserito il seguente:
«Art. 353-bis. - (Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente). - Salvo che il
fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse,
collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il
contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di
scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione e' punito con la reclusione
da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032».
La legge 13 agosto 2010, n. 136, Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo
in materia di normativa antimafia. (10G0162) (GU n. 196 del 23-8-2010 ), ha inciso
Art. 13. (Stazione unica appaltante)
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell'interno,
dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche
sociali, per i rapporti con le regioni e per la pubblica amministrazione e l'innovazione, da
adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite, previa
intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, e successive modificazioni, le modalità per promuovere l'istituzione, in ambito
regionale, di una o più stazioni uniche appaltanti (SUA), al fine di assicurare la trasparenza, la
regolarità e l'economicità' della gestione dei contratti pubblici e di prevenire il rischio di
(segue articolo 13)
•  gli enti, gli organismi e le società che possono aderire alla SUA;
•  le attività e i servizi svolti dalla SUA, ai sensi dell'articolo 33 del codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
•  gli elementi essenziali delle convenzioni tra i soggetti che aderiscono alla SUA;
•  le forme di monitoraggio e di controllo degli appalti, ferme restando le disposizioni
Per quanto riguarda le disposizioni idonee a migliorare il livello di difesa del settore degli appalti
pubblici da infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso, va ricordato
Art. 2. (Delega al Governo per l'emanazione di nuove disposizioni in materia di documentazione
antimafia)
Art. 3. (Tracciabilità dei flussi finanziari)
Il CdM del 30 luglio 2010 , su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta:
un regolamento che disciplina le modalità con le quali sono rilasciate le informazioni
riguardanti gli accessi e gli accertamenti effettuati presso i cantieri delle imprese impegnate
nell’esecuzione dei lavori pubblici. Il provvedimento amplia l’ambito di intervento dei
prefetti in materia di contrasto alla criminalità organizzata, conferendo la potestà di disporre
accessi e accertamenti nei cantieri avvalendosi di Gruppi interforze. Si tratta dei poteri già
attribuiti all’Alto Commissario antimafia, il cui esercizio trasferito ai prefetti mira
all’accertamento di forme di collusione riscontrate attraverso indagini di polizia; il
provvedimento ha ricevuto il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato.
Legge 22 maggio 2010, n. 73 , Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25
marzo 2010, n. 40, recante disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto
alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti
L’ultima informazione disponibile a livello internazionale
Transparency International nel Review Draft del 6 giugno 2010 del Progress Report on OECD
Convention Enforcement, presentato alla plenaria OCSE – Parigi, 14/18 giugno 2010 - in
I Paesi Active Enforcement sono quelli with a share of world exports over two per cent (the 11 largest exporters) must have
at least ten major cases on a cumulative basis, of which at least three were initiated in the last three years, and at least three
were concluded with substantial sanctions.
Countries with a share of world exports less than two per cent must have brought at least three major cases including at least
one concluded with substantial sanctions and have at least one case pending that was initiated in the last three years.
Gli altri Paesi OCSE sono stati così valutati:
1.  Moderate Enforcement: Belgium, Finland, France, Japan, Netherlands, South Korea, Spain, and Sweden
2.  Little or No Enforcement: Argentina, Australia, Austria, Brazil, Bulgaria, Canada, Chile, Czech Republic,
Estonia, Greece, Hungary, Ireland, Israel, Mexico, New Zealand, Poland, [Portugal], Slovak Republic,
Slovenia, South Africa, Turkey.
Molta confusione, e qualche silenzio, a danno del Paese
L’ultima novità dall’Unione Europea. Ma…..
1.	QoG	Regional	Index:	Corrup6on	PIllar	ECCO L’ERRORE:
La mediana NON è rappresentativa
della reale situazione del Paese
Alcuni dati, ufficiali: le statistiche della delittuosità
“…L’Italia ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all’ammirazione di chi se ne
serve a suo danno…”. G.PREZZOLINI, Codice della vita italiana.
Le “misurazioni” della criminalità
Le statistiche della delittuosità rese disponibili dal Ministero dell’Interno sono l’unica fonte
ufficiale circa i reati e le persone denunciate da tutte le Forze di Polizia, comprese Polizia
Penitenziaria, Direzione investigativa antimafia, Corpo Forestale dello Stato e,
indirettamente, Corpi di polizia locali e Capitanerie di Porto.
Si tratta di una delle due novità estremamente rilevanti introdotte nel 2004, quando il Sistema di
Indagine, più noto con il suo acronimo SDI, sostituì il cd. modello 165 attraverso il quale dal
1955 gli organismi periferici di sole 3 Forze di Polizia - Polizia di Stato, Carabinieri e
Guardia di Finanza - trasmettevano all’Istat le denunce per tutti i delitti previsti dal codice
penale, compendiate in informative trasmesse all’Autorità Giudiziaria.
L’altra rilevante innovazione è stata quella della registrazione:
1.  di “fatti”, cioè di tutti gli avvenimenti d’interesse per le Forze di polizia, che a loro volta si
distinguono in reati ed eventi non sanzionati penalmente,
2.  di “provvedimenti”, cioè atti formali emessi dalle autorità competenti nei confronti di
soggetti od oggetti coinvolti in uno specifico reato o evento.
Le CAUTELE nella lettura del “tema”
• varia sensibilmente da reato a reato, e anche all’interno della stessa tipologia delittuosa;
• è pari a zero per i furti di beni mobili registrati o quelli coperti da assicurazione ( auto e moto),
• è elevatissimo nel caso di furti di beni di modico valore.
dell’assenza dalla rilevazione di quelli relativi al Distretto di
Altri dati, ufficiali: le statistiche giudiziarie
Relativamente al delitto di ABUSO
D’UFFICIO, norma residuale e di
chiusura del sistema, emerge il
“costo” annuale per il Paese, in
termini di risorse finanziarie ed
umane impiegate, tra il rilevante
numero di soggetti denunciati dalle
Forze di polizia per la violazione
della fattispecie p. e p. dall’art. 323
cp e il numero di persone
2738 2892 2939 3320 3501 2973
gli esiti dei controlli sui QUOTIDIANI
Le dimensioni del “tema” : la Relazione 2010
del Procuratore Generale della Corte dei Conti
1.  non utilizza l’unico strumento completo e ufficiale, le statistiche della delittuosità
FORNITE DAL Ministero dell’Interno che grazie al Sistema di Indagine, il cd. SDI,
raccoglie le denunce inoltrate da TUTTE le Forze di Polizia;
2.  comunica che la Guardia di Finanza ha segnalato un aumento del 229% e del 153% dei fatti
di corruzione e concussione, senza completare l’informazione con la sostanziale stabilità
registrata dalle statistiche della delittuosità che comprendono anche il dato della Guardia di
3.  non evidenzia come vi sia stata una diminuzione del 32% del numero delle sentenze di I
grado in materia di responsabilità per “corruzione e concussione”: dalle 185 del 2009 (il
14,5% del totale) alle 126 del 2010 (l’11,7%), come risulta dalle Tabelle in appendice alle
Il tema della corruzione è evocativo ed eclatante, ed è naturale utilizzarlo con termini
quali “allarme” ed “emergenza”, alimentando una nebbia nella quale NESSUNO
1.  l’infedeltà del dipendente pubblico, che è alla base di gravi delitti (corruzione, concussione e
peculato),
3.  la congerie di condotte criminali tentate o consumate da chi, il più delle volte privato
cittadino, ha scambiato la Pubblica Amministrazione, disattenta e indifesa, per un bancomat
senza plafond.
Confusione lessicale, nel 43esimo RAPPORTO CENSIS sulla situazione del Paese
“… Pubblica Amministrazione in terra criminale. Dal 2004 al 2008 sono pervenute alle
Forze dell’ordine 19.019 denunce per reati legati alla corruzione della Pa: il 42,2%
concentrato nelle quattro regioni del Sud più interessate da fenomeni di criminalità
organizzata ….”.
In realtà, le 19.019 denunce riguardano tutti i reati contro la PA. Di questi:
1.  il 40% sono reati predatori commessi da CHIUNQUE, finalizzati ad acquisire fondi,
finanziamenti e contributi pubblici;
2.  il 40% sono “abusi d’ufficio”, p. e p. dall’art. 323 c.p., dove non c’è alcuna infedeltà del
3.  corruzione e concussione sono circa il 10% del dato segnalato
Confusione oggettiva e interpretativa (dal Censis)
La cifra rimbalzata sui media di 60 miliardi di euro quale costo della corruzione in Italia,
con qualche autorevole “addetto ai lavori” che si è spinto ancora più in là,
sostenendo che il dato va “…ben oltre la stima di 50-60 miliardi di euro …”
e ottenendo uno spazio ancor più ampio sui mezzi di informazione,
È ATECNICA ed ERRATA
ed è reale solo l’EFFETTO ECO che la ha resa verosimile.
•  la “stima” deriva da un dato contenuto in una ricerca della World Bank, la cd. “Relazione Kauffman” del
2004, che individuava il costo della corruzione nel mondo nel 3% del PIL mondiale;
•  da qui i 60 miliardi di euro (!), pari al 3% del PIL italiano, cioè un decimo circa del costo della corruzione
mondiale stimata - con questo studio dalla World Bank - in $1 Trillion, 700 miliardi di euro dell’epoca.
L’autore della stima ha, però, dimenticato di proseguire la sua lettura fino a dove la stessa World Bank afferma
quella che poteva sembrare una banalità. E cioè che "First, as shown clearly by the data, the scale of
corruption varies significantly from country to country“.
Il 2 settembre 2010, il SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE BAN KI-MOON A
VIENNA, nel suo intervento in occasione dell’inaugurazione della IACA, l’Accademia internazionale
anticorruzione, ha ricordato il dato madre: one trillion dollar quale costo della corruzione mondiale, 700
Corruption has devastating effects on developing
economies and their citizens’ quality of life. Its cost in
Africa alone has been estimated at US$148 billion a year,
representing 25% of the continent’s GDP.
Corruption undermines economic growth rates and
cripples public services, as money which should be
destined for reinvestment and public expenditure finds its
way into private bank accounts, often abroad.
The size of financial flows has been estimated at up to $1
trillion each year.
These flows, which include state looting, tax evasion and
abusive tax avoidance, rob developing countries of much
needed revenue and therefore seriously undermine the
impact of development assistance from the developed
Confusione strumentale (dal CPI di Trasnsparency International)
L’INDICE DI PERCEZIONE (CPI), comunicato annualmente da Transparency International:
2.  NON consente di stilare classifiche e graduatorie: la stessa Transparency afferma – in
Transparency International, Università di Passau (2008), The Methodology of the
Corruption Perceptions Index 2008 - che “… una graduatoria di Paesi può facilmente
essere erroneamente interpretata come una misura assolutamente precisa delle
performance di un dato paese. Questo non è affatto vero….”;
3.  NESSUNO dice che la stessa Transparency segnala una INTRINSECA IMPRECISIONE
del suo Indice: “…Sin dalla sua prima pubblicazione nel 1995, TI ha fornito i dati relativi
alla deviazione standard e al numero delle fonti utilizzate per la costruzione dell’indice.
Queste informazioni servono per evidenziare che vi è una intrinseca imprecisione. Inoltre
viene fornita l’informazione del range tra il valore più basso/più alto.…”, con l’Italia che fa
segnare una deviazione standard tra le più elevate, superiore a 1, chiaro indicatore di un
sostanziale disaccordo tra le diverse fonti e, quindi, una significativa imprecisione della
4.  NESSUNO dice che nel 2009, è stato calcolato con modalità diverse, da un ente di ricerca
diverso, con le 6 (!) rilevazioni sull’Italia che sono state richieste a 4 enti diversi: Economic
Intelligence Unit, Global Insights, IMD International, World Economic Forum’s Global
1.  NON si dice che si evoca il nomen “corruzione”, ma non si fa riferimento alle condotte che in
Italia integrano le fattispecie penali di corruzione e concussione, bensì a un universo molto più
ampio, tenuto conto che per Transparency International il CPI misura la percezione del “…
misuse of public power for private benefit …” per la nota metodologica del CPI 2008, analoga a
quella contenuta nello stesso documento relativo al CPI 2006: “…as the abuse of public office
for private gain …”. Ciò che Transparency definisce corruzione, nell’Ordinamento Giuridico
italiano corrisponde, in realtà, al risultato della “somma” di corruzione, concussione e abuso
d’ufficio, di cui all’art. 323 c.p., un universo statistico estremamente più vasto.
2.  NON si dice che il punteggio medio registrato dall’Italia che degrada progressivamente e
parallelamente alla graduale riduzione del numero di sources utilizzate: dalle 10 surveys
utilizzate per il CPI 2004, che aiutano evidentemente a raffinare il dato soprattutto in presenza
di rilevanti squilibri tra le diverse aree del Paese, si è passati alle 4 del CPI 2009, tenuto conto
che due delle sei indicate nella Nota Metodologica fanno riferimento alla stessa fonte e a due
La nota metodologia al CPI 2006 precisa, infatti, che “…The reliability of the CPI differs,
however, across countries. Countries with a high number of sources and small differences in the
evaluations provided by the sources (indicated by a narrow confidence range) convey greater
reliability in terms of their score and ranking; the converse is also the case….”.
NON si dice che il Control of Corruption della World Bank, che comprende le 4 fonti
utilizzate da Transparency per il proprio Indice, fornisca un risultato DIVERSO e
POSITIVO per l’Italia? Una domanda legittima per il diverso rilievo della Banca
Mondiale. per il numero minore di fonti utilizzate da Transparency International.
Gli esiti delle 4 fonti utilizzate da Transparency per il proprio indice e quelli di altri
6 istituti di ricerca, danno vita al Control of Corruption del Country Data Report
for Italy dei Worldwide Governance Indicators, il cd. WGI, della World Bank.
MA, l’Italia: mentre nell’Indice di Transparency perde più del 10% (dal 4,8 del
2008 al 4,3 del 2009), nel Control of Corruption della World Bank si leggono 8
indici identici tra le due annualità, uno in aumento (il Gallup World Poll salito da
0,19 a 0,27) e uno che cala in misura minore (l’IMD, l’Institute for Management
& Development World Competitiveness Yearbook, passato dallo 0,26 allo 0,22).
Un esito simile è quello presentato da VIGEO, in How do companies prevent corruption? A
comparative analysis of North-American and European strategies for the prevention of
corruption (2007 - 2009), che è andata a verificare che cosa fanno concretamente 800 companies
nordamericane ed europee, al di là delle affermazioni di principio, per impedire fenomeni di
corruzione attraverso la valutazione di numerosi aspetti rilevanti.
Tra le 800 aziende esaminate, delle quali più del 10% sotto inchiesta penale o amministrativa per fatti
di corruzione l’Italia è ben posizionata:
•  due aziende nelle “top 30”, Terna e Atlantia,
•  l’Enel menzionata come best practices con il suo Piano “tolleranza zero” contro la corruzione.
Il 5 ottobre ANCHE il Gruppo Generali è entrato nell’indice ASPI Eurostock 600 di VIGEO.
VIGEO è una multinazionale Francese: European leading supplier of extra-financial analysis, the Vigeo Group
measures companies' performance in the field of Sustainable Development & Social Responsibility to supply
this information to Asset Managers. The Vigeo Group is also specialised in Social Responsibility audits for
In una prospettiva comparata …..
L'indagine Global Fraud Survey condotta da Ernst & Young , giunta alla sua 11a edizione
Il 76% degli intervistati ritiene che i membri degli organi di governo delle proprie
aziende siano sempre più preoccupati della responsabilità personale associata ai casi
di frode e corruzione e che i rispettivi organi di governo non sono sufficientemente
preparati ad affrontare i nuovi rischi legati a frodi e corruzione quando ci sarà la
La maggior preoccupazione di questi organi è percepita in aree quali l’America Latina (95%), il
Medio Oriente e l’Africa (87%), l’Europa Centrale e Orientale (84%) e l’Australia (81%).
Le risposte di oltre 1.400 top managers delle maggiori aziende di 36 Paesi di tutto il
mondo hanno anche evidenziato come gli episodi di frode siano in netto aumento in
determinate aree geografiche.
Ad esempio, nell'Europa Occidentale il numero di società che negli ultimi due anni hanno subito un
evento di questa natura è cresciuto dal 10% al 21% mentre i livelli di frode si sono mantenuti elevati
in America Latina (21%) e nell'area del Medio Oriente e Africa (18%).
Tuttavia, nonostante i crescenti timori degli organi di governo aziendale, essi non
sembrano assumere comportamenti volti a crescere la propria tutela. Infatti solo a 4
CFO su 10 intervistati è stato chiesto negli ultimi dodici mesi di rivedere i controlli
anti-frode e anti-corruzione mentre solo al 28% è stato chiesto di avviare un progetto
di valutazione del rischio di frodi in azienda.
Attitudes of Europeans towards Corruption. Summary report
Directorate General for Justice, Freedom and Security.
Speciale Eurobarometro 325
Organisation for Economic Co-Operation and Development, Parigi, 2009.
L’ATTIVITA’ REPRESSIVA FUNZIONA e PERMANE SU LIVELLI DI ASSOLUTA
I risultati sono stati conseguiti grazie alle capacità professionali delle Forze di Polizia coordinate dalla Magistratura
e a metodologie particolarmente apprezzate.
Per Franz - Hermann Bruener, compianto Direttore generale dell’OLAF, l’Ufficio anti-frode europeo, l’Italia
“…dispone degli arsenali di protezione penale e investigativa tra i più avanzati a livello europeo …”, con “…
strumenti di indagine utilizzati tra i più avanzati al mondo … strumenti raramente utilizzati nella maggior parte
degli altri Paesi per tali tipi di illeciti …” e con le Forze di Polizia e la Magistratura, per questo, “… spesso invidiati
dai colleghi di altri Paesi…”.
PARADOSSO DELL’EFFICIENZA
se il sistema repressivo cattura un ladro o arresta un rapinatore, i cittadini si sentono rassicurati e provano fiducia
se lo stesso sistema repressivo indaga un corruttore o arresta un concussore, i cittadini non provano alcuna
rassicurazione, piuttosto provano sfiducia verso il sistema
un sistema repressivo NON indipendente e meno efficace
ASSICURA minori livelli di sfiducia verso le Istituzioni e una minore percezione soggettiva negativa
L’ATTIVITA’ REPRESSIVA FUNZIONA e PERMANE SU LIVELLI DI
ASSOLUTA STRAORDINARIETÀ
Nella giornata "porte aperte" delle Istituzioni comunitarie svoltasi a Bruxelles sabato 8
maggio 2010, l’OLAF ha presentato le Forze di Polizia italiane come un "… modello di
polizia europea per il contrasto alle frodi ai danni del bilancio comunitario. L’Italia -
prosegue il lancio dell’agenzia Il Velino, 10 maggio - per troppo tempo all'indice delle
statistiche dei paesi a rischio di frode e corruzione, da tempo sta assumendo un nuovo
ruolo sulla scena internazionale. Non più Paese della frode, ma quello che con maggiore
vigore, maggiori strumenti normativi, maggior numero di mezzi e più spiccata
professionalità investigativa e giudiziaria (sia penale che amministrativa) combatte la
criminalità finanziaria internazionale ….”.
Siim Kallas, Vice Presidente della Commissione europea e Commissario responsabile per
l’amministrazione, l’audit e la lotta antifrode, ha, infatti, evidenziato che “… un numero crescente
di irregolarità comunicate può essere un buon segnale del fatto che i controlli sono migliorati …” :
un alto livello di corruzione accertata dalle Forze di polizia NON EQUIVALE, in una prospettiva
L’Italia, a differenza di altri Paesi sistematicamente considerati a minor “rischio di corruzione”,
non ha riportato segnalazioni negative nell’ultima Risoluzione legislativa sulla tutela degli interessi
finanziari delle Comunità e la lotta contro la frode del Parlamento europeo del 24 aprile 2009 che
si è detto “…profondamente colpito dalla mancanza di disciplina nella segnalazione dei casi da parte degli
Stati membri dopo vari anni e ritiene inaccettabile che 6 Stati membri – Francia, Svezia, Spagna, Irlanda,
Lettonia e Lussemburgo - non utilizzino ancora i sistemi di segnalazione per via elettronica, che 14 di essi –
situazione che costituisce un problema, in particolare in Francia, Spagna e Paesi Bassi - non abbiano rispettato i
termini per la segnalazione e che alcuni di essi non abbiano classificato i casi di irregolarità segnalati ….”.
L’articolo 6 prevede:
1. È designato quale autorità nazionale ai sensi dell’articolo 6 della
Convenzione il soggetto al quale sono state trasferite le funzioni
dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della
corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica
amministrazione, ai sensi dell’articolo 68, comma 6-bis, del decreto-
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge
6 agosto 2008, n. 133.
2. Al soggetto di cui al comma 1 sono assicurate autonomia ed
indipendenza nell’attività.
La questione della INDIPENDENZA e AUTONOMIA
1.  Il Legislatore, con la legge di ratifica, ha voluto garantire che questa struttura operi
concretamente, nella sua attività, in modo autonomo e indipendente.
2.  Si tratta di una previsione che rafforza oltremodo l’azione nazionale nella specifica materia,
•  assicura all’attività dell’Autorità Nazionale Anticorruzione la forza, l’impegno, il peso del
Governo e, in particolare, del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione;
•  prevede contestualmente chedall’analisi dei risultati ottenuti traspaia, in concreto, con
immediatezza, l’esclusiva finalizzazione dell’operatività all’attuazione della Convenzione
Onu contro la corruzione, senza condizionamenti di tipo funzionale o economico quali
quelli lamentati in passato da diversi Alti Commissari per la lotta alla corruzione e alle altre
forme di illecito nella PA.
•  È in linea con la precedente previsione dell’Ato Commissario che la legge costitutiva del
2003 ha posto “alle dipendenze funzionali del Presidente del Consiglio”
Si è trattata di una scelta lungimirante, assolutamente in linea con gli standard di altri Paesi
che hanno previsto una Autorità “vicina” al Potere esecutivo e che vengono
frequentemente additati come esempi nel contrasto al fenomeno corruttivo:
• Germania: Department of Internal Investigations;
• Belgio: Central office for the repression of corruption (Federal Police);
• Austria: BAK (Federal Bureau of Anti-corruption- Ministry of Interior);
• Francia: Central service for prevention of corruption (Ministry of Justice);
• Croazia: Anti-corruption Sector (Ministry of Justice);
• Spagna : Special prosecutors office for the repression of corruption and related
economic offences (Prosecution Service);
• Usa: Office of the Government ethics (Presidente USA).
Ai sensi dell’articolo 6, il Dipartimento della Funzione Pubblica, quale Autorità
Nazionale Anticorruzione:
(Organo od organi di prevenzione della corruzione)
1. Ciascuno Stato Parte assicura, conformemente ai principi fondamentali del proprio sistema
giuridico, l’esistenza di uno o più organi, secondo quanto necessario, incaricati di prevenire la
corruzione mediante mezzi quali:
a) l’applicazione delle politiche di cui all’articolo 5 della presente Convenzione e, se
necessario, la supervisione ed il coordinamento di tale applicazione;
b) l’accrescimento e la diffusione delle conoscenze concernenti la prevenzione della
2. Ogni Stato Parte, conformemente ai principi fondamentali del proprio sistema giuridico,
concede all’organo od agli organi di cui al paragrafo 1 del presente articolo, l’indipendenza
necessaria a permettere loro di esercitare efficacemente le loro funzioni al riparo da ogni
indebita influenza. Le risorse materiali ed il personale specializzato necessari, nonché la
formazione di cui tale personale può aver bisogno per esercitare le sue funzioni, dovrebbero
essere loro forniti.
3. Ciascuno Stato Parte comunica al Segretario Generale delle Nazioni Unite il nome e
l’indirizzo dell’autorità o delle autorità suscettibili di aiutare altri Stati Parte a mettere a punto
ed applicare misure specifiche di prevenzione della corruzione.
Convenzione ONU sulla corruzione
Ai sensi dell’articolo 5, il Dipartimento della Funzione Pubblica, quale Autorità
(Politiche e pratiche di prevenzione della corruzione)
1. Ciascuno Stato Parte elabora o applica o persegue, conformemente ai principi fondamentali
del proprio sistema giuridico, delle politiche di prevenzione della corruzione efficaci e
coordinate che favoriscano la partecipazione della società e rispecchino i principi di stato di
diritto, di buona gestione degli affari pubblici e dei beni pubblici, d’integrità, di trasparenza e di
2. Ciascuno Stato Parte si adopera al fine di attuare e promuovere pratiche efficaci volte a
prevenire la corruzione.
3. Ciascuno Stato Parte si adopera al fine di valutare periodicamente gli strumenti giuridici e le
misure amministrative pertinenti al fine di determinare se tali strumenti e misure sono adeguati
a prevenire e combattere la corruzione.
4. Gli Stati Parte, quando necessario e conformemente ai principi fondamentali del loro sistema
giuridico, collaborano gli uni con gli altri e con le organizzazioni regionali ed internazionali
competenti nella promozione e nella messa a punto delle misure di cui al presente articolo.
Nell’ambito di tale collaborazione, essi possono partecipare a programmi e progetti
internazionali volti a prevenire la corruzione.
Convenzione ONU sulla corruzione : i COMPITI
Ai sensi dell’articolo 61, il Dipartimento della Funzione Pubblica, quale Autorità
(Raccolta, scambio ed analisi delle informazioni sulla corruzione)
1. Ciascuno Stato Parte considererà la possibilità di analizzare, in consultazione con esperti, le
tendenze della corruzione nel proprio territorio, nonché le circostanze in cui sono commessi i
reati di corruzione.
2. Gli Stati Parti considereranno la possibilità di sviluppare e condividere tra loro ed attraverso
organizzazioni internazionali e regionali, statistiche, esperienza analitica riguardante la corruzione
ed informazioni finalizzate ad elaborare, nei limiti del possibile, definizioni, norme e metodologie
comuni, così come informazioni sulle pratiche migliori per prevenire e combattere la corruzione.
3. Ciascuno Stato Parte considererà la possibilità di monitorare le proprie politiche e le attuali
misure per combattere la corruzione e di valutare l’efficacia e l’efficienza delle stesse.
Convenzione ONU sulla corruzione : la MAPPATURA
e il PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE
Ai sensi dell’articolo 9, il Dipartimento della Funzione Pubblica, quale
Autorità Nazionale Anticorruzione:
(Stipulazione di appalti pubblici e gestione delle finanze pubbliche
1. Ciascuno Stato Parte, conformemente ai principi fondamentali del proprio sistema giuridico,
prende le misure necessarie per creare sistemi appropriati di stipulazione degli appalti pubblici che
siano basati sulla trasparenza, la concorrenza e su criteri obiettivi per l’assunzione delle decisioni e
che siano efficaci, inter alia, per prevenire la corruzione. Tali sistemi, per l’applicazione dei quali
dei valori soglia possono essere presi in considerazione, prevedono in particolare:
a) la diffusione pubblica di informazioni concernenti le procedure di stipulazione degli appalti ed i contratti di appalto,
compresa ogni informazione sulle gare d’appalto ed ogni informazione pertinente sull’attribuzione degli appalti, concedendo
ai potenziali offerenti il tempo necessario per preparare e presentare la loro offerta;
b) la definizione preventiva delle condizioni di partecipazione, compresi i criteri di selezione e di attribuzione e le regole delle
gare d’appalto nonché la loro pubblicazione;
c) l’utilizzazione di criteri obiettivi e predeterminati per l’assunzione delle decisioni concernenti la stipulazione di appalti
pubblici, al fine di facilitare la successiva verifica della corretta applicazione delle regole o procedure;
d) un sistema di ricorso interno efficace, comprendente un sistema di appello efficace che garantisca l’esercizio dei mezzi di
ricorso in caso di inosservanza delle regole o procedure stabilite conformemente al presente paragrafo;
e) se del caso, una serie di misure volte a disciplinare le questioni riguardanti il personale incaricato della stipulazione degli
appalti, quali una dichiarazione d’interesse per alcuni appalti pubblici, le procedure per la selezione di detto personale ed i
requisiti in materia di formazione.
2. Ciascuno Stato Parte, conformemente ai principi fondamentali del proprio sistema giuridico,
prende le misure appropriate al fine di promuovere la trasparenza e la responsabilità nella
gestione delle finanze pubbliche. Tali misure comprendono in particolare:
a) le procedure per l’adozione del bilancio nazionale;
b) la comunicazione tempestiva delle entrate e delle uscite;
c) un sistema di norme in materia di contabilità e di revisione dei conti, e di controllo di secondo livello;
d) dei sistemi efficaci di gestione dei rischi e di controllo interno; e
e) se del caso, delle misure correttive in caso di inosservanza dei requisiti stabiliti nel presente paragrafo.
3. Ciascuno Stato Parte, conformemente ai principi fondamentali del proprio diritto interno,
prende le misure civili ed amministrative necessarie per preservare l’integrità dei libri e delle
registrazioni contabili, dei rendiconti finanziari o di ogni altro documento concernente le entrate e
le uscite pubbliche e per impedirne la falsificazione.
Ai sensi dell’articolo 12, il Dipartimento della Funzione Pubblica, quale
(Settore privato)
1. Ciascuno Stato Parte, conformemente ai principi fondamentali del proprio diritto interno,
prende le misure necessarie al fine di prevenire la corruzione che coinvolge il settore privato,
rafforzare le norme in materia di contabilità e di revisione dei conti e, se del caso, prevedere delle
sanzioni civili, amministrative o penali efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di inosservanza
di tali misure.
a) la promozione della cooperazione tra i servizi di individuazione e di repressione e gli enti privati interessati;
b) la promozione e l’elaborazione di norme e procedure volte a preservare l’integrità degli enti privati interessati, e anche di
codici di condotta affinché le imprese e tutte le professioni interessate esercitino le loro attività in modo corretto, onorevole
ed adeguato, al fine di prevenire i conflitti d’interesse e promuovere l’uso di buone pratiche commerciali tra le imprese e
nelle loro relazioni contrattuali con lo Stato;
c) la promozione della trasparenza degli enti privati ricorrendo, se del caso, a misure concernenti l’identità delle persone
fisiche e giuridiche che partecipano alla costituzione e gestione delle società;
d) la prevenzione dell’uso improprio delle procedure di regolamentazione degli enti privati, comprese le procedure
concernenti le sovvenzioni e le licenze concesse dalle pubbliche autorità per attività commerciali;
e) la prevenzione dei conflitti d’interesse mediante l’imposizione, se del caso e per un periodo ragionevole, di restrizioni
all’esercizio di attività professionali da parte di ex pubblici ufficiali e all’impiego, da parte del settore privato, di pubblici
ufficiali dopo le loro dimissioni od il loro pensionamento, quando dette attività o detto impiego sono direttamente collegati
alle funzioni che tali ex pubblici ufficiali esercitavano o supervisionavano durante il loro mandato;
f) l’assicurazione che le imprese private, tenuto conto della loro struttura e dimensione, abbiano revisioni contabili interne
sufficienti per facilitare la prevenzione e l’individuazione degli atti di corruzione e che i conti ed i necessari rendiconti
finanziari di tali imprese private siano sottoposti a procedure appropriate di revisione dei conti e di certificazione.
3. Al fine di prevenire la corruzione, ciascuno Stato Parte, conformemente alle proprie leggi e
regolamenti interni concernenti la tenuta dei libri e delle registrazioni contabili, la pubblicazione
di informazioni sui rendiconti finanziari e le norme di contabilità e di revisione dei conti, prende
le misure necessarie per proibire che i seguenti atti siano compiuti al fine di commettere uno
qualsiasi dei reati stabiliti conformemente alla presente Convenzione:
a) la tenuta di conti fuori libro;
b) le operazioni fuori libro o insufficientemente identificate;
c) la registrazione di spese inesistenti;
d) la registrazione di elementi del passivo il cui oggetto non è correttamente identificato;
e) l’utilizzazione di documenti falsi; e
f) la distribuzione intenzionale di documenti contabili prima di quanto previsto dalla legge.
4. Ciascuno Stato Parte rifiuta la deducibilità fiscale delle spese che costituiscono delle tangenti, il
cui versamento è uno degli elementi costitutivi dei reati stabiliti conformemente agli articoli 15 e
16 della presente Convenzione e, se del caso, delle altre spese sostenute ai fini di corruzione.
Ai sensi dell’articolo 13, il Dipartimento della Funzione Pubblica, quale
(Partecipazione della società)
1. Ciascuno Stato Parte, nei limiti dei propri mezzi conformemente ai principi fondamentali del
proprio diritto interno, prende le misure appropriate volte a favorire la partecipazione attiva, nella
prevenzione della corruzione e nella lotta contro tale fenomeno, di persone e di gruppi non
appartenenti al settore pubblico, quali la società civile, le organizzazioni non governative e le
comunità di persone, misure volte inoltre a sensibilizzare maggiormente il pubblico sull’esistenza,
le cause e la gravità della corruzione e sulla minaccia che questa rappresenta. Tale partecipazione
dovrebbe essere rafforzata mediante misure consistenti in particolare nel:
a) accrescere la trasparenza dei processi decisionali e promuovere la partecipazione del pubblico a tali processi;
b) assicurare l’accesso effettivo del pubblico all’informazione;
c) intraprendere delle attività di informazione del pubblico che lo incoraggino a non tollerare la corruzione, nonché dei
programmi di educazione del pubblico, in particolare presso le scuole e le università;
d) rispettare, promuovere e proteggere la libertà di ricercare, ricevere, pubblicare e diffondere informazioni concernenti la
corruzione. Tale libertà può essere sottoposta ad alcune condizioni, le quali devono tuttavia essere prescritte dalla legge e
i) al rispetto dei diritti e della reputazione altrui;
ii) alla protezione della sicurezza nazionale o dell’ordine pubblico, o della pubblica sanitaria e moralità.
2. Ciascuno Stato Parte prende le misure appropriate al fine di assicurare che gli organi di
prevenzione della corruzione competenti menzionati nella presente Convenzione siano noti al
pubblico e si adopera affinché tali organi siano accessibili, se del caso, cosicché i fatti suscettibili di
essere considerati costitutivi di un reato stabilito conformemente alla presente Convenzione
possano essere loro segnalati, anche in forma anonima.
La riforma della PA, legge 15/2009 e d.lgs. n. 150 del 27 ottobre 2009
Il comma 8 dell’art. 13 prevede:
Presso la Commissione è istituita la Sezione per l’integrità nelle
amministrazioni pubbliche con la funzione di favorire, all’interno della
amministrazioni pubbliche, la diffusione della legalità e della
trasparenza e sviluppare interventi a favore della cultura dell’integrità.
La Sezione promuove la trasparenza e l’integrità nelle amministrazioni
pubbliche; a tale fine predispone le linee guida del Programma
triennale per l’integrità e la trasparenza di cui articolo 11, ne verifica
l’effettiva adozione e vigila sul rispetto degli obblighi in materia di
trasparenza da parte di ciascuna amministrazione.
Il comma 2 dell’art. 11 prevede:
Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel
Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotta un
Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, da aggiornare
a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida
elaborate dalla Commissione di cui all’articolo 13;
Alla Commissione e, quindi, alla Sezione per l’Integrità,
potranno essere affidati compiti – dopo la ratifica della
Convenzione ONU contro la corruzione - in materia di:
Il ddl cd. “anticorruzione” (AS 2156)
Gli emendamenti del Relatore di Maggioranza al
ddl cd. “anticorruzione” (AS 2156)
«1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato di coordinamento delle
iniziative anticorruzione, di seguito ''Comitato''. Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei
ministri o, su sua delega, dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ed è, altresì, composto
dai Ministri dell'interno, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, degli affari
esteri e delle politiche comunitarie, o loro delegati, con il compito di definire le linee di indirizzo e di
coordinare le strategie di prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica
amministrazione elaborate a livello nazionale e internazionale.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica, che
opera quale Autorità nazionale anticorruzione ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 agosto 2009, n. 116, ha il
a) sviluppare le strategie di prevenzione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica
amministrazione elaborate a livello nazionale;
b) predisporre e coordinare, sulla base dei piani delle pubbliche amministrazioni centrali di cui
al comma 4, lettera a), il Piano nazionale anticorruzione in attuazione dei princìpi di cui all'articolo 5 della
Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni unite contro la corruzione, adottata dall'Assemblea generale
dell'ONU il 31 ottobre 2003, con risoluzione n. 58/4, firmata dallo Stato italiano il 9 dicembre 2003 e
ratificata con la legge 3 agosto 2009, n. 116 (di seguito ''Convenzione'');
c) svolgere le funzioni di Osservatorio anticorruzione, curando l'analisi aggiornata dei fenomeni
corruttivi e riferendone, con cadenza annuale, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
che, a sua volta, ne informa il Governo, il Parlamento, gli organismi internazionali e la Commissione per la
valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche ai fini di cui all'articolo 13, comma 8,
del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;
d) ai sensi degli articoli 5, comma 4, e 61, comma 2, della Convenzione,
collaborare con i paritetici organismi stranieri, con le organizzazioni regionali ed internazionali competenti al
1) promuovere e mettere a punto definizioni, norme e metodologie comuni per la
2) sviluppare e condividere statistiche, esperienza analitica e informazioni sulle migliori
pratiche per prevenire e combattere il fenomeno;
e) valutare periodicamente, ai sensi degli articoli 5, comma 3, e 61, comma 3, della
Convenzione, l'idoneità degli strumenti giuridici e delle misure amministrative adottate al fine di prevenire e
combattere la corruzione;
f) al fine di favorire il corretto e onorevole esercizio delle funzioni affidate,
definire, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della Convenzione, in collaborazione con la Scuola Superiore della
Pubblica Amministrazione, programmi formativi per i dipendenti pubblici, nonché stabilire le modalità per lo
svolgimento, presso la stessa Scuola e in collaborazione con l'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici,
della formazione dei dirigenti e dei funzionari preposti alle stazioni appaltanti in materia di procedure di gara,
stipula e gestione dell'esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
g) pubblicare, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera c) della Convenzione, le informazioni
relative al rischio corruzione nella pubblica amministrazione;
i) definire modelli standard delle informazioni ed i dati occorrenti per il conseguimento degli
obiettivi previsti dalla presente legge, secondo modalità che consentano la loro gestione ed analisi
informatizzata;
f) convocare periodicamente, ai sensi dell'articolo 13, comma 1, della Convenzione, le
organizzazioni non governative attive nella prevenzione della corruzione e nella lotta contro tale fenomeno.
3. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 2, il Dipartimento della funzione
pubblica si avvale del Servizio Anticorruzione e Trasparenza che costituisce ufficio dirigenziale di livello
4. Le pubbliche amministrazioni centrali elaborano e trasmettono al Dipartimento di cui al comma
1) forniscono una valutazione del diverso livello di esposizione al rischio corruzione degli
3) specificano procedure appropria te per selezionare e formare i dipendenti chiamati ad
operare in settori particolarmente esposti alla corruzione prevedendo, se del caso, la rotazione in tali settori;
4) attuano, in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, i
programmi formativi, di cui al comma 2, lettera f);
5) indicano le soluzioni, anche normative, e le attività volte a individuare tempestivamente
e a prevenire eventuali condotte illecite;
b) elementi idonei allo svolgimento dei compiti di cui al comma 2, lettere e), f), g), h) e i).».
«a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
''1. La trasparenza dell'attività amministrativa, che costituisce livello essenziale delle prestazioni
concernenti i diritti sociali e civili ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione,
secondo quanto previsto all'articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, è assicurata mediante la
pubblicazione, sui siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni relative ai procedimenti
amministrativi, secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione, nel rispetto
delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d'ufficio e di tutela della riservatezza dei dati
personali.'';
b) al comma 2, lettera b), le parole: «secondo le modalità previste dal» sono sostituite dalle
seguenti: «ai sensi del»;
c) al comma 6, primo periodo, le parole da: ''regolamenti'' fino a: ''modificazioni'' sono sostituite
dalle seguenti: ''decreti dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione
normativa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per le materie di competenza, sentita
la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive
modificazioni, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,''».
Dopo l'articoloinserire il seguente:
1. All'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono apportate le seguenti
a) al comma 7, dopo il primo periodo è inserito il seguente: ''Ai fini
dell'autorizzazione,l'amministrazione verifica l'insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di
interesse.'';
b) il comma 11 è sostituito dal seguente: ''11. Entro quindici giorni dall'erogazione del compenso
per gli incarichi di cui al comma 6, i soggetti pubblici o privati comunicano all'amministrazione di appartenenza
l'ammontare dei compensi erogati ai dipendenti pubblici.'';
c) al comma 12, il primo periodo è sostituito dal seguente: ''Le amministrazioni pubbliche che
conferiscono o autorizzano incarichi, anche a titolo gratuito, ai propri dipendenti comunicano in via telematica,
nel termine di quindici giorni, al Dipartimento della funzione pubblica gli incarichi conferiti o autorizzati ai
dipendenti stessi, con l'indicazione dell'oggetto dell'incarico e del compenso lordo, ove previsto.''.
d) dopo il comma 16-bis è aggiunto il seguente: ''16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni di
servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico
impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica
amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di
quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o
conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni''».
1. Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, il pubblico dipendente che
denuncia o riferisce condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in occasione del rapporto di lavoro, non può
essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle
condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia.
2. L'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, nelle fasi preliminari delle
attività volte all'accertamento dei fatti denunciati o riferiti».
«Art. 5. – (Identificazione delle attività a maggior rischio di infiltrazione della criminalità
organizzata ed elenchi di fornitori, prestatori di servizi, esecutori di lavori). – 1. Sono definite come
maggiormente esposte a rischio di infiltrazione della criminalità organizzata le seguenti attività:
a) attività di cava;
b) noli a caldo;
c) fornitura di calcestruzzo;
d) fornitura di bitume;
e) smaltimento di rifiuti per conto terzi;
f) movimento terra per conto terzi;
g) trasporto a discarica per conto terzi.
2. Al fine di garantire l'efficacia dei controlli nelle attività imprenditoriali di cui al comma 1,
presso ogni prefettura sono istituiti elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori operanti
nei medesimi settori. L'iscrizione negli elenchi della prefettura della provincia in cui l'impresa ha sede è
condizione per l'esercizio della relativa attività.
«Art. 5. – (Identificazione delle attività a maggior rischio di infiltrazione della criminalità organizzata ed
elenchi di fornitori, prestatori di servizi, esecutori di lavori).
3. Al momento della richiesta di iscrizione da parte dell'operatore economico interessato e
successivamente ogni tre mesi, per tutta la durata dell'iscrizione, la prefettura effettua gli accertamenti di cui
all'articolo 10, commi 7 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. Quando a seguito
delle verifiche emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle imprese interessate, la richiesta
di iscrizione è negata, ovvero viene dichiarata la decadenza dell'iscrizione stessa.
4. L'impresa iscritta negli elenchi di cui al comma 2 comunica alla prefettura competente qualsiasi
modifica dell'assetto proprietario e dei propri organi sociali. Le società di capitali quotate comunicano le
variazioni rilevanti secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998. La mancata
comunicazione comporta la decadenza dell'iscrizione.»
1. Dopo l'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 è inserito il seguente:
(Danno erariale e sequestro conservativo)
1. L'entità del danno erariale derivante dalla commissione di un reato contro la pubblica
amministrazione si presume, fatta salva la prova contraria, pari al doppio della somma di denaro o del valore di
altra utilità illecitamente percepita dal dipendente. In tal caso, il danno all'immagine della pubblica
amministrazione si presume, salvo prova contraria, pari alla somma di denaro o al valore di altra utilità
illecitamente percepita dal dipendente.
2. Nei giudizi di responsabilità aventi ad oggetto atti o fatti di cui al comma 1, il sequestro conservativo
di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni,
dall'articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 19, è concesso in tutti i casi di probabile attenuazione
della garanzia del credito erariale.''».
(Princìpi generali per regioni ed enti locali)
1. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, anche per quanto concerne i propri enti e
le amministrazioni del servizio sanitario nazionale, nonché gli Enti locali adeguano i propri ordinamenti alle
disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 4, 5 e 6.».
Fall 2010 presentation to the board as of oct 24

References: Art. 9

Art. 10

Art. 13
 articolo 13

Art. 2

Art. 3
 articolo 11