Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Finanziario/legittimita
Timestamp: 2018-04-20 04:51:52+00:00

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Responsabilità esclusiva dell’intermediario per i danni conseguenti a investimenti azzardati.
Contratti finanziari – Investimento azzardato non adeguato al profilo del cliente – Inosservanza degli obblighi informativi – Responsabilità dell’intermediario – Sussiste – Corresponsabilità del cliente – Esclusione.
Qualora l’intermediario abbia dato corso all’acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi nei confronti del cliente, e questi non rientri in alcuna delle categorie di investitore qualificato o professionale, non è configurabile un concorso di colpa del medesimo cliente nella produzione del danno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 May 2016, n. 9892.
L’azione di nullità del contratto finanziario proposta con rito societario non impedisce di optare per il risarcimento del danno.
Processo societario – Modificazione della domanda con memoria ex art.6 – Conseguente alle difese della controparte – Identità o connessione della domanda modificata con la vicenda dedotta in lite – Ammissibilità – Sussiste.
In tema di intermediazione finanziaria, la parte che abbia modificato in sede di memoria ai sensi dell’art.6 del D.Lgs. n.5 del 2003 la propria domanda di nullità del contratto di acquisto degli strumenti finanziari in quella di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, in conseguenza delle difese proposte dal convenuto, di ogni genere e tipo, non incorre in una inammissibile mutatio libelli ove la domanda così modificata riguardi la medesima vicenda sostanziale dedotta in lite o sia ad essa collegata, perché, in tal modo, non si determina né la compromissione delle potenzialità difensive della controparte né il sostanziale allungamento dei tempi processuali di definizione della lite. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 February 2018, n. 3254.
Ha natura finanziaria l'operazione promossa da promotori finanziari di compravendita di opere d'arte con diritto di ripensamento.
Intermediazione finanziaria - Strumenti finanziari - Compravendita di opere d'arte garantita da un diritto di "ripensamento" - Natura - Rischio emittente - Operazione ricondotta nel novero dei prodotti finanziari.
Tale operazione complessa, caratterizzata dalla predeterminazione dell'importo promesso, non è esente da rischio - nella specie del "rischio emittente" - così come indicato da questa Corte, in fattispecie del tutto analoga, per il riconoscimento della sussistenza di un prodotto finanziario (Cass. n. 2736/2013 in cui il meccanismo negoziale consisteva nella consegna in affidamento di un diamante del valore ipotetico di 1.000 euro, chiuso in un involucro sigillato, contro il versamento in denaro della stessa somma e l'impegno della società, dopo dodici mesi, di "riprendersi" il diamante, restituendo il capitale di 1.000 euro e corrispondendo l'importo di 80 euro a titolo di custodia, meccanismo attraverso cui si realizzava un investimento del capitale con la prospettiva dell'accrescimento delle disponibilità investite). Si ritiene infatti che «poiché anche il "rischio emittente" è incluso nell'alea assunta dall'investitore mediante l'investimento, ai fini della configurabilità della presenza di un prodotto finanziario, con la correlata applicazione della disciplina in materia di sollecitazione, è sufficiente che sussista l'incertezza in merito non all'entità della prestazione dovuta o al momento in cui questa sarà erogata - bensì alla capacità stessa dell'emittente di restituire il tantundem, con la maggiorazione promessa». (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 12 March 2018, n. 5911.
Doveri informativi dell'intermediario: la rappresentazione di un rischio straordinario può essere determinante nella formazione del consenso dell'investitore.
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Violazione - Conseguenze - Nesso si causalità - Onere della prova - Informazione relativa a rischio di carattere straordinario - Incidenza sulla decisione degli investitori.
Per la verità, non appare importante entrare qui nel merito specifico e puntuale dell'interpretazione che va correttamente data a tale clausola. E' sufficiente segnalare, in effetti, il messaggio di forte, straordinario rischio che la stessa di base contiene, per rilevare che la sua comunicazione agli investitori ben può rilevarsi comunque decisiva per la formazione di una decisione di investimento. Per rilevare altresì, e in via correlata, che la Corte territoriale ha finito per violare le norme invocate dai ricorrenti nell'escludere la sussistenza del nesso di causalità senza tenere adeguato conto delle caratteristiche presentate dalla fattispecie in esame e, in particolare, del forte rilievo che tale comunicazione avrebbe potuto avere per la formazione della decisione degli investitori.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 March 2018, n. 6920.
Rito societario e onere di sollevare con la comparsa contestazioni chiare e specifiche alle allegazioni di parte attrice.
Il diritto di recesso riconosciuto all’investitore ex art. 30 TUF, sesto comma, e la previsione di nullità dei contratti in cui quel diritto non è contemplato, trova applicazione anche alle vendite fuori sede che hanno avuto esecuzione in virtù di un servizio di investimento diverso da quello di collocamento, compresa l’esecuzione di ordini impartiti dal cliente in esecuzione di un contratto quadro. (Giovanni Cedrini) (Patrizia Mammone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 February 2018, n. 3644.
Presunzione di responsabilità dell’intermediario a seguito della violazione degli obblighi informativi.
Nella prestazione dei servizi di investimento, qualora l’intermediario abbia dato corso all’acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi, ed il cliente non rientri nelle categorie di investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile alcun concorso di colpa di quest’ultimo nella produzione del danno. In particolare, non costituisce concorso colposo ex art. 1227 c.c. la condotta dell’investitore che non accoglie i suggerimenti, provenienti dall’intermediario, di disinvestimento totale o parziale rispetto ai titoli già acquistati, atteso che tale condotta non comporta un’esposizione volontaria ad un rischio, né viola una regola di comune prudenza. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 February 2018, n. 4727.
Operatore qualificato: non solo requisiti ma volontà di essere considerato tale.
Intermediazione finanziaria - Operatore qualificato - Volontà di essere considerato tale - Necessità.
Per principio oramai consolidato, le persone fisiche, per essere considerate operatori qualificati ai sensi dell'art. 31, comma 2, del Regolamento Consob, adottato con delibera 1 luglio 1998, n. 11522, in attuazione del d.lgs. n. 58 del 1998 (nella formulazione in vigore nell'anno 2003), devono aver manifestato all'intermediario la volontà di essere considerate tali, non essendo sufficiente che le stesse siano in possesso dei requisiti di professionalità stabiliti dal medesimo decreto legislativo per i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso società di intermediazione mobiliare (in tal senso le pronunce 23805/2015, 21887/2015 e 13872/2017). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 February 2018, n. 4460.
Dovere dell’intermediario di fornire al cliente informazioni specifiche sulla singola operazione. Presunzione di responsabilità in caso di inosservanza di tale obbligo.
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi a carico dell’intermediario ex art. 21 d.lgs. 58/1998 (TUF) – Obbligo di fornire informazioni specifiche circa natura, rischi ed implicazioni della singola operazione ex art. 28 reg. consob 11522/98 – Estensione a tutti i tipi di servizi di investimento – Affermazione
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi a carico dell’intermediario ex art. 21 d.lgs. 58/1998 (TUF) – Contenuto – Informazione “su misura” per ogni singola operazione – Necessità – Esperienza dell’investitore – Peso della singola operazione rispetto al patrimonio complessivamente investito – Irrilevanza
Intermediazione finanziaria – Responsabilità contrattuale dell’intermediario – Nesso di causalità – Onere della prova – Disciplina dei servizi di investimento – Impronta conformativa delle obbligazioni risarcitorie dell’intermediario – Affermazione – Circostanze concrete – Tendenziale irrilevanza.
L’obbligo dell’intermediario di fornire al cliente informazioni specifiche circa la natura, i rischi, e le implicazioni della singola operazione di investimento, di cui all’art. 21 del d.lgs 58/1998 come specificato dall’art. 28 del reg. consob 11522/98, ha carattere generale, e si riferisce dunque non al solo contratto di gestione di portafogli, ma a tutti i tipi di servizi di investimento. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)
Nella prestazione di servizi di investimento, l’intermediario deve fornire al cliente informazioni concrete e specifiche, ritagliate sul prodotto oggetto della singola operazione; tale obbligo deve essere assolto indipendentemente dalla familiarità del cliente con quel genere di operazioni, ed a prescindere dal peso dell’investimento rispetto al patrimonio complessivamente investito. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)
La violazione degli obblighi di informazione del cliente, rispetto ad una singola operazione, ingenera una presunzione di riconducibilità di tale scelta di investimento all’intermediario, ai sensi del combinato disposto degli artt. 21 e 23 d. lgs. 58/1998 (TUF), come arricchito dalla disciplina del reg. consob 11522/1998; l’intermediario è dunque responsabile del danno patito dal cliente, se non offre la prova positiva di sopravvenienze idonee a deviare il corso della catena causale definita da tale combinato normativo. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)
Nell’indagare il nesso di causalità tra il comportamento dell’intermediario ed il danno patito dal cliente, occorre tenere conto dell’impronta della disciplina dei servizi di investimento, conformativa anche delle obbligazioni risarcitorie degli intermediari, indipendentemente dalle circostanze concrete e, in particolare, delle convinzioni personali del cliente rispetto alla singola operazione. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 February 2018, n. 3914.
Le Sezioni Unite sui Contratti c.d Monofirma: il consenso dell'intermediario si può desumere da comportamenti concludenti.
Borsa e finanza - Contratto quadro relativo ai servizi di investimento - Contratti c.d monofirma - Consegna al cliente - Consenso dell'intermediario desumibile da comportamenti concludenti.
Il requisito della forma scritta del contratto quadro relativo ai servizi di investimento, disposto dall'art. 23 del d.lgs. n. 57 del 1998, è rispettato ove sia redatto il contratto per iscritto e ne venga consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente la sola sottoscrizione dell'investitore, non necessitando quella dell'intermediario, il cui consenso ben si può desumere alla stregua di comportamenti concludenti da lui tenuti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 January 2018, n. 898.
Azione di regresso dell'ente pagatore verso la persona fisica autrice della violazione.
Credito - Istituti o enti di credito - Altre aziende di credito - Vigilanza e controllo - Intermediazione finanziaria - Ordinanza ingiunzione ex art. 145 del d.lgs. n. 385 del 1993, emessa nei confronti della società o dell'ente - Azione di regresso dell'ente pagatore verso la persona fisica autrice della violazione - Difese esperibili, in detto giudizio, dal coobligato - Contestazioni sul merito della responsabilità - Condizioni.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ex art. 145 del d.lgs. n. 385 del 1993, la persona fisica autrice materiale della violazione che sia convenuta in regresso, quale coobbligata solidale, dalla società o dall'ente che, destinatari dell'ingiunzione, abbiano provveduto al relativo pagamento senza proporre opposizione avverso la delibera irrogativa della stessa, può, in tale sede, sollevare contestazioni sulla sua responsabilità, all'uopo spiegando tutte le opportune difese, anche sul merito della sanzione medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 April 2017, n. 8919.
Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano negozi distinti ed autonomi dal punto di vista giuridico.
Intermediazione finanziaria - Operazioni di investimento e di disinvestimento - Autonomia.
Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano distinti negozi che, benché posti in essere in tempi più o meno ravvicinati e benché qualificati da una relazione di interdipendenza sul piano della descrizione empirica (avendo, cioè, riguardo al fatto che con i proventi della vendita di alcuni titoli si è operato l'acquisto degli altri), sono da considerare come autonomi dal punto di vista giuridico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 December 2017, n. 29111.
Nullità dell’ordine di acquisto per carenza di forma convenzionale.
La circostanza che, nell'esecuzione del rapporto contrattuale, il cliente abbia più volte impartito per telefono gli ordini, non impedisce di affermarne la nullità, se l’intermediario non provvede a registrarli su nastro magnetico o supporto equivalente, in conformità all'alternativa fra ordine scritto ed ordine telefonico registrato contemplata dal contratto quadro. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 November 2017, n. 28816.
Responsabilità indiretta della società di intermediazione mobiliare (S.I.M.) per i danni arrecati a terzi dai promotori finanziari.
In tema di responsabilità indiretta della società di intermediazione mobiliare (S.I.M.) per i danni arrecati a terzi dai promotori finanziari nello svolgimento delle incombenze loro affidate, l'accertamento di un rapporto di necessaria occasionalità tra fatto illecito del preposto ed esercizio delle mansioni affidategli comporta l'insorgenza di una responsabilità (anche) diretta a carico della società, la cui configurabilità non è preclusa dall'art. 31, comma 3, del d.lgs. n. 58 del 1998 (già art. 5, comma 4, della legge n. 1 del 1991), il quale si limita a prevedere un'estensione della responsabilità al fatto altrui, non impedendo tuttavia anche l'accertamento della potenziale responsabilità per fatto proprio. (Nell'applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la statuizione di merito sulla responsabilità diretta della S.I.M., la quale aveva omesso di dimostrare l'avvenuto adempimento delle specifiche obbligazioni poste a suo carico, allegate come inadempiute dalla controparte, e di avere agito con la specifica diligenza richiesta). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 July 2017, n. 18928.
Operazione inadeguata rifiuto del cliente di fornire indicazioni e prova positiva del comportamento diligente della banca.
Intermediazione finanziaria – Onere della prova circa la specifica diligenza richiesta all’intermediario – Sottoscrizione di clausola con generico avvertimento di rischio – Insufficienza – Ratio.
Nell’ipotesi in cui un investimento finanziario sia stato qualificato anche dall’intermediario come operazione inadeguata, l’assolvimento degli obblighi informativi cui quest’ultimo è tenuto, in mancanza della prova dell’osservanza delle cogenti prescrizioni contenute negli artt. 28 e 29 del Regolamento Consob, n. 11522 del 1998, attuative dell’art. 21 del T.U.F., non può essere desunta in via esclusiva dal profilo soggettivo del cliente, dal suo rifiuto di fornire indicazioni su di esso o soltanto dalla sottoscrizione dell’avvenuto avvertimento dell’inadeguatezza dell’operazione in forma scritta, essendo necessario che l’intermediario, a fronte della sola allegazione contraria dell’investitore sull’assolvimento degli obblighi informativi, fornisca la prova positiva, con ogni mezzo, del comportamento diligente della banca. Tale prova può essere integrata dal profilo soggettivo del cliente o da altri convergenti elementi probatori ma non può essere desunta soltanto da essi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 August 2017, n. 19417.
Prova testimoniale dell’assolvimento degli obblighi informativi incombenti sull’intermediario.
In tema di intermediazione finanziaria, la prova dell’assolvimento degli obblighi informativi incombenti sull’intermediario può essere data anche mediante deposizione testimoniale del funzionario della banca in quanto nessuna fonte, primaria o secondaria, richiede la prova scritta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 August 2017, n. 19750.
Debito del cliente per il saldo di conto corrente ed effetti del giudicato sulla domanda risarcitoria per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario.
Contratti bancari – Rapporto tra saldo del conto corrente e domanda risarcitoria del cliente per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario – Questione di giudicato del decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca – Esclusione.
Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che agli atti non vi era nessun elemento che potesse far ritenere che il contratto uniforme in contratti derivati e quello di conto corrente potessero essere considerati parti di un unico contratto e che la pretesa risarcitoria non è astrattamente riconducibile ad una posta di conto corrente se non nel caso di espresso riconoscimento debitorio da parte della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 October 2017, n. 25317.
Doveri di informazione da parte dell’intermediario nei vari momenti del rapporto e loro rilevanza.
Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Ordini di investimento - Specifici doveri di informazione da parte dell’intermediario - Violazione - Rilevanza.
In tema di intermediazione nella vendita di strumenti finanziari, gli obblighi di comportamento sanciti dall’art. 21 del d.lgs. n. 58 del 1998 e dalla normativa secondaria contenuta nel reg. Consob n. 11522 del 1998, sorgono sia nella fase che precede la stipulazione del contratto quadro (come quello di consegnare il documento informativo sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari e di acquisire le informazioni sull'investitore circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento e la sua propensione al rischio), sia dopo la sua conclusione (è il caso dell’obbligo d'informazione cd. attiva circa la natura, i rischi e le implicazioni della singola operazione, di astenersi dal porre in esecuzione operazioni inadeguate e di quelli che sono correlati alle situazioni di conflitto di interessi). Tutti i descritti obblighi, finalizzati al rispetto della clausola generale che impone all’intermediario il dovere di comportarsi con diligenza, correttezza e professionalità nella cura dell'interesse del cliente, assumono rilevanza per effetto dei singoli ordini di investimento, che costituiscono negozi autonomi rispetto al contratto quadro originariamente stipulato dall’investitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 August 2017, n. 20617.
Esclusione della responsabilità solidale dell'intermediario per danni arrecati ai terzi.
Intermediario finanziario - Responsabilità solidale per i danni arrecati dalla condotta illecita del promotore finanziario - Esclusione - Condizioni - Violazione delle regole di condotta poste a tutela del risparmio - Consapevolezza da parte dell'investitore - Insufficienza - Connivenza o collusione con il promotore - Necessità - Onere della prova - Ripartizione.
In tema di contratti di intermediazione finanziaria, al fine di escludere la responsabilità solidale dell'intermediario per gli eventuali danni arrecati ai terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari, non è sufficiente la mera consapevolezza da parte dell'investitore della violazione da parte del promotore delle regole di comportamento poste a tutela dei risparmiatori, ma occorre che i rapporti tra promotore ed investitore presentino connotati di anomalia, se non addirittura di connivenza o di collusione in funzione elusiva della disciplina legale. Incombe all'investitore l'onere di provare l'illiceità della condotta del promotore, mentre spetta all'intermediario quello di provare che l'illecito sia stato consapevolmente agevolato in qualche misura dall'investitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 July 2017, n. 18928.

References: art.6
 art. 30
 art. 1227
 art. 21
 art. 28
 art. 21
 art. 145
 art. 145
 art. 5