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Timestamp: 2013-05-19 09:27:22+00:00

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Assegno di mantenimento e assegno divorzile: definizioni e differenze
27 luglio 2012 DI Maria Monteleone | 12.774 letture Spesso la somiglianza terminologica tra “assegno di mantenimento” e “assegno divorzile” crea confusione, inducendo a ritenere che si tratti di due modi diversi di chiamare la stessa cosa. In realtà, si tratta di istituti differenti, con presupposti e discipline diverse. Vediamo quali.
L’assegno di mantenimento svolge la propria funzione nella separazione legale dei coniugi: il giudice, nel pronunciare la separazione, impone al coniuge che disponga di una migliore condizione economica [1] di contribuire al mantenimento dell’altro, se privo di adeguati redditi propri [2] che gli consentano lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio.
I presupposti per ottenere l’assegno di mantenimento sono:
a) una separazione legale;
b) l’assenza di redditi propri in capo al coniuge beneficiario;
c) la non addebitabilità della separazione al coniuge beneficiario (in altri termini, la separazione non deve essere avvenuta per sua colpa);
c) l’esistenza, in capo al coniuge obbligato, di redditi effettivamente sufficienti a garantire il mantenimento.
Questi presupposti devono essere valutati caso per caso dal giudice, il quale, al fine di determinare la cifra da versare [3], deve tener conto della disparità economica tra i redditi dei coniugi, del loro tenore di vita durante il matrimonio e di ogni altra circostanza rilevante (per es. nuove stabili relazioni sentimentali di uno o di entrambi i separati).
L’obbligo di mantenimento opera, con efficacia retroattiva, dal momento della domanda del coniuge beneficiario. Se l’obbligato non procede al mantenimento, potranno essere avviate nei suoi confronti le procedure esecutive di sequestro dei beni o di pignoramento dello stipendio o della pensione.
L’assegno di mantenimento ha funzione assistenziale: serve cioè, al coniuge privo di mezzi per mantenersi autonomamente, di adeguarsi alla nuova condizione di vita, venutasi a creare dopo la rottura del nucleo familiare. Ciò vuol dire che, qualora l’esigenza assistenziale dovesse cambiare o cessare, perché muta il reddito dei coniugi, si potrà chiedere la modifica o la revoca del provvedimento di imputazione dell’assegno.
Occorre stare attenti a non confondere l’assegno di mantenimento con gli alimenti [4], i quali devono essere corrisposti obbligatoriamente a favore del coniuge che, a seguito di separazione, si trovi in una situazione di indigenza o povertà. Gli alimenti servono dunque a fornire al coniuge in difficoltà il minimo indispensabile per la sopravvivenza. Invece, l’assegno di mantenimento, va oltre, per garantire al coniuge meno benestante lo stesso tenore di vita che aveva in costanza di matrimonio.
L’assegno divorzile, invece, deve essere corrisposto al coniuge bisognoso dopo la sentenza di divorzio, cioè quando il vincolo matrimoniale viene sciolto definitivamente (a differenza di quanto avviene nella separazione che è ancora una situazione “temporanea” di allontanamento dei coniugi).
Il giudice, al fine di ordinare la corresponsione dell’assegno e il suo ammontare, deve tener conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni del divorzio, del contributo personale ed economico di ciascuno alla conduzione familiare e patrimoniale, della durata del matrimonio [5].
Presupposto essenziale dell’assegno divorzile è, oltre alla definitività della sentenza di divorzio, la situazione di necessità del coniuge beneficiario, il quale deve essere nella condizione di non avere mezzi adeguati di sostentamento e di non poter procurarseli per ragioni oggettive (per. es. inabilità fisica che non gli consente di lavorare).
Dunque anche l’assegno divorzile, come quello di mantenimento, ha una funzione assistenziale/solidaristica: serve a evitare che, a causa del divorzio, si deteriorino le condizioni patrimoniali e vitali del coniuge economicamente più debole. Ma, a differenza dell’assegno di mantenimento, esso interviene in un momento in cui il nucleo familiare non esiste più e, pertanto, può risultare maggiormente complicato, per il coniuge bisognoso, “andare avanti”.
L’ultima differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile consiste nel fatto che, essendo il legame personale dei coniugi cessato definitivamente dal punto di vista civilistico, la legge richiede requisiti più rigidi per il riconoscimento del secondo. Infatti, ai fini della corresponsione dell’assegno divorzile non basta che il coniuge beneficiario sia privo di mezzi adeguati, ma anche che egli sia oggettivamente nella condizione di non poterseli procurare. Tale condizione deve essere provata dal coniuge interessato al mantenimento e verificata dal giudice.
In ogni caso l’assegno divorzile non può essere corrisposto se il coniuge beneficiario passa a nuove nozze, perché in questo caso i doveri di solidarietà economica e morale si spostano in capo al nuovo coniuge.
[1] La condizione economica dei coniugi viene valutata con riferimento al reddito e al patrimonio complessivo proprio e comune, e quindi beni mobili, immobili, crediti, risparmi ecc.
[3] La corresponsione della cifra dovuta può avvenire periodicamente o con un unico versamento. Lo stesso dicasi per l’assegno divorzile.
[4] Art. 433 e ss. cod. civ.
[5] Art. 5, c. 6, L. n. 898/1970.
[6] Cosiddetto “Passaggio in giudicato”.
Per determinare l’assegno di divorzio il giudice può avvalersi della finanzaAssegno di mantenimento. La Cassazione alla donna: “Vada a lavorare”L’assegno familiare non è dovuto se la ex moglie convive col nuovo partnerRevisione dell’assegno per l’ex coniuge se c’è un nuovo figlio: no alle discriminazione tra famiglieDivorzio: obbligo di versare l’assegno al figlio anche se benestante 2 Commenti
b giorno …..sono una donna divorziata …a meta’ cioe’ il lato economico sempre da defiire ….il mio ex marito non lavora piu’…dice lui ma in realta’ lavora al nero io ho chiesto per me e mio figlio che siamo al momento disoccupati um mantenimento ..mal lui intimato piu’ volte dal giudice a darmi la cifra pattuita in sede legale …ma lui questo non lo fa …non e’ servito a niente neppure una denuncia da parte mia ….che cosa devo fare di piu’ ?… premetto che sono in una situazione drammatica !
Nella sentenza di divorzio è riportato assegno di mantenimento e non assegno divorzile come prevede la legge. Chiedo se tale sentenza di omologa possa essere revocata. Grazie

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 433
 Art. 5
 sentenza 
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