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Timestamp: 2014-09-21 14:04:49+00:00

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Art. 1351 codice civile - Contratto preliminare - Brocardi.it
Articolo 1351 Codice Civile
Dispositivo dell'art. 1351 Codice Civile
Il contratto preliminare (1) [2932] è nullo [1421] se non è fatto nella stessa formache la legge prescrive per il contratto definitivo [1350, 2645bis, 2725 2, 2739, 2775bis, 2825bis, 2932] (2).
(1) Il contratto preliminare, pur inserendosi, in senso lato, nella fase delle trattative, si stacca da esse in quanto è un contratto in sé perfetto anche se svolge una funzione preparatoria per il contratto definitivo. Nel caso in cui la parte obbligata a prestare il consenso non adempie l'altra parte può: a) rivolgersi al giudice per ottenere l'emanazione di una sentenza costitutiva (qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo). Si tratta di una sentenza che sostituisce il consenso e produce gli stessi effetti del contratto definitivo non concluso [v. 2932]: ad esempio nel caso di inadempimento di un preliminare di vendita, la sentenza disporrà il trasferimento del bene all'acquirente con conseguente pagamento del prezzo in favore del venditore; b) chiedere la risoluzione [v. 1453] del contratto preliminare per inadempimento, con la condanna dell'inadempiente al risarcimento del danno. Il contratto preliminare va tenuto distinto dalle cd. minute, che documentano gli accordi già raggiunti, fino ad un determinato momento, nelle trattative in corso; tali accordi non sono vincolanti per le parti, ma assumono solo il valore di pro-memoria per l'ulteriore svolgimento delle trattative.
(2) Si ricordi che il d.l. 31-12-1996, n. 669 conv. in l. 28-2-1997, n. 30 ha introdotto l'obbligo della trascrizione per i preliminari (risultanti da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente) aventi ad oggetto la conclusione di taluni contratti indicati dall'art. 2643 [v. 2645bis, 2775bis, 2825bis].
Dal contratto preliminare va tenuto distinto il cd. preliminare improprio o compromesso: quest'ultimo è un contratto definitivo immediatamente efficace, ma che contiene l'impegno di riprodurre il consenso in una forma determinata (si pensi al caso in cui le parti di un contratto di compravendita di un bene immobile redatto nella forma della scrittura privata -- contratto di per sé già valido ed efficace -- si impegnano a redigere nuovamente l'atto in forma pubblica). In tal caso, con il compromesso, si producono già gli effetti traslativi della vendita.
165Un sistema accolto per i contratti preliminari (articoli 191 seg.) non è assolutamente identico a quello del progetto del 1936 (art. 25).
Necessità di chiarezza ha richiesto di mettere più in rilievo che il contratto preliminare deve avere la forma prevista per il contratto definitivo; così ho sistemato il principio in un articolo autonomo (art. 220), mentre la Commissione reale lo aveva affidato ad un semplice inciso di dubbia interpretazione.
Si è chiarito, nella formulazione dell'art. 192, che il giudice non ha discrezionalità nell'emanare la pronuncia costitutiva degli effetti del contratto promesso: vi è una scelta fra adempimento e risarcimento dei danni che spetta solo alla parte non inadempiente.
La Commissione reale, propensa a riconoscere che il giudice possa consentire ad una dilazione per l'esecuzione di ogni contratto (art. 178 cpv. del suo progetto), aveva ammesso che anche in tema di contratti preliminari potesse darsi un termine per la conclusione del contralto definitivo: non avendo io aderito al principio della dilazione di grazia, ne conseguiva che nemmeno per i contratti preliminari era consentibile ritardare l'adempimento coatto.
202La sezione si completa con l'art. 220 che prevede la nullità del contratto preliminare per il quale non sia stata usata la forma prescritta per il contratto definitivo.
Plerumque ea quae praefactionibus convenisse concipiuntur, etiam in stipulationibus repetita creduntur
Cass. n. 9063/2012
Qualora le parti, dopo aver stipulato un contratto preliminare, concludano in seguito il contratto definitivo, quest'ultimo costituisce l'unica fonte dei diritti e delle obbligazioni inerenti al particolare negozio voluto e non mera ripetizione del primo, in quanto il contratto preliminare resta superato da questo, la cui disciplina pu� anche non conformarsi a quella del preliminare, salvo che i contraenti non abbiano espressamente previsto che essa sopravviva. La presunzione di conformit� del nuovo accordo alla volont� delle parti pu�, nel silenzio del contratto definitivo, essere vinta soltanto dalla prova - la quale deve risultare da atto scritto, ove il contratto abbia ad oggetto beni immobili - di un accordo posto in essere dalle stesse parti contemporaneamente alla stipula del definitivo, dal quale risulti che altri obblighi o prestazioni, contenute nel preliminare, sopravvivono, dovendo tale prova essere data da chi chieda l'adempimento di detto distinto accordo.
Cass. n. 14463/2011
Il contratto preliminare � fonte di obbli�gazione al pari di ogni altro contratto ed il suo particolare oggetto, cio� l'obbligo di concludere il contratto definitivo, non esclude che, ove non sia fissato un termine n� in sede convenzionale, n� in sede giudiziale, sia applicabile, ai sensi dell'art. 1183 c.c., la regola dell'immediato adempimento ("quod sine die debetur statim debetur"). Ne con�segue che, a norma degli artt. 2934, 2935 e 2946 c.c., l'inattivit� delle parti, protrattasi per oltre dieci anni da quando il diritto alla stipulazione del contratto definitivo poteva essere fatto valere, comporta l'estinzione del diritto medesimo per prescrizione.

References: Articolo 1351
 sentenza 
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Cass. 

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