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Timestamp: 2018-01-23 06:15:20+00:00

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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 5 agosto 2009, n. 128 - Regolamento recante agevolazioni fiscali al bioetanolo di origine agricola, da adottare ai sensi dell'articolo 22-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle accise). (09G0137) (GU n. 205 del 4-9-2009 - Geologi.info | Geologi.info
<MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 28 luglio 2009
AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 6 luglio 2009>
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 5 agosto 2009, n. 128 – Regolamento recante agevolazioni fiscali al bioetanolo di origine agricola, da adottare ai sensi dell’articolo 22-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle accise). (09G0137) (GU n. 205 del 4-9-2009
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 5 agosto 2009, n. 128 - Regolamento recante agevolazioni fiscali al bioetanolo di origine agricola, da adottare ai sensi dell'articolo 22-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle accise). (09G0137) (GU n. 205 del 4-9-2009 )
DECRETO 5 agosto 2009 , n. 128
Regolamento  recante agevolazioni fiscali al bioetanolo di origine
agricola,  da  adottare  ai  sensi  dell’articolo  22-bis del decreto
legislativo  26  ottobre  1995,  n.  504  (Testo unico delle accise).
(09G0137)
n. 504, e successive modificazioni ed, in particolare, l’articolo 21,
che  prevede  la  sottoposizione  ad  accisa  dei prodotti energetici
secondo  le  aliquote  indicate  nell’Allegato  I al medesimo decreto
Visto  l’articolo 22-bis, comma 5, del predetto decreto legislativo
n.   504  del  1995,  che  stabilisce,  allo  scopo  di  incrementare
l’utilizzo  di  fonti  energetiche che determinino un ridotto impatto
ambientale, aliquote di accisa ridotte, su taluni prodotti di origine
agricola, impiegati come carburanti da soli o in miscela con prodotti
energetici  nell’ambito  di  un  programma  con decorrenza 1° gennaio
Visto   l’articolo   22-bis,  comma  5-bis,  del  predetto  decreto
legislativo  n.  504  del 1995 che prevede l’emanazione di un decreto
forestali,  per stabilire, entro il limite complessivo di spesa di 73
milioni di euro annui comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto, i
criteri  di  ripartizione  della  predetta  agevolazione tra le varie
tipologie  di  prodotti  e  tra  gli  operatori,  le  caratteristiche
tecniche  dei  prodotti  singoli e delle relative miscele ai fini del
loro  impiego  nella  carburazione,  nonche’ le modalita’ di verifica
della  loro  idoneita’  ad  abbattere i principali agenti inquinanti,
valutata sull’intero ciclo di vita;
Visto  l’articolo  3  della  direttiva  2003/30/CE  del  Parlamento
Visto  l’articolo 2-quater del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,
convertito  dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, recante disposizioni in
materia  di  obbligo  di immissione in consumo di quantitativi minimi
prestabiliti di biocarburanti per i soggetti che immettono in consumo
benzina e gasolio;
Vista  la  decisione  della  Commissione europea C(2008)4589 del 20
agosto  2008  con  la  quale la medesima Commissione statuisce che la
misura di aiuto disposta dall’articolo 22-bis, commi 5, 5-bis e 5-ter
del  predetto decreto legislativo n. 504 del 1995, e’ compatibile con
il  mercato  comune  in  quanto  soddisfa  le  condizioni di cui alla
sezione 3.1.6.2 della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per
Visto  il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri 23
maggio   2007   recante   le  modalita’  con  cui  e’  effettuata  la
dichiarazione   sostitutiva   dell’atto  di  notorieta’,  concernente
determinati   aiuti   di   Stato,   dichiarati   incompatibili  dalla
Commissione  europea,  di cui all’articolo 1, comma 1223, della legge
27  dicembre 2006, n. 296, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 160
del 12 luglio 2007;
Visto   il   regolamento  adottato  con  il  decreto  del  Ministro
dell’economia  e delle finanze 20 febbraio 2004, n. 96, contenente la
disciplina del progetto sperimentale, relativo al triennio 2003-2005,
inerente  la  riduzione  delle  aliquote  di accisa sul bioetanolo ed
altri  prodotti  di origine agricola impiegati come carburanti o come
Visti  gli  esiti  del  previgente  progetto  sperimentale previsto
dall’articolo 21, comma 6-bis del predetto decreto legislativo n. 504
del   1995   nella  formulazione  in  vigore  al  31  dicembre  2006,
finalizzato ad incrementare, attraverso l’applicazione di aliquote di
accisa  ridotte,  l’impiego  di  taluni prodotti di origine agricola,
impiegati   come  carburanti  da  soli  o  in  miscela  con  prodotti
energetici, che determinassero un ridotto impatto ambientale;
Visto  il  decreto  legislativo  21  marzo  2005,  n.  66,  recante
l’attuazione  della direttiva 2003/17/CE relativa alla qualita’ della
benzina e del combustibile diesel;
Ravvisata la necessita’ di disciplinare con un nuovo regolamento le
modalita’   di   attuazione  della  riduzione  dell’accisa  stabilita
dall’articolo 22-bis, comma 5, del citato testo unico nell’ambito del
predetto programma triennale a decorrere dal 1° gennaio 2009;
effettuata con nota 3-10008 del 9 luglio 2009;
1.  Ai  fini  del  presente  regolamento  si  applicano le seguenti
a)  testo  unico:  il  testo  unico delle disposizioni legislative
b)  programma  agevolativo:  il programma di agevolazione fiscale,
previsto  dall’articolo  22-bis,  comma 5, del testo unico per alcuni
prodotti  destinati  ad  essere  impiegati, nel territorio nazionale,
come carburanti, da soli o in miscela con prodotti energetici;
c)  aliquote  ridotte del programma: le aliquote ridotte di accisa
di  cui all’articolo 22-bis, comma 5 come eventualmente rideterminate
ai  sensi  dei  commi  5-bis,  ultimo  periodo  e  5-ter del medesimo
articolo 22-bis;
e)  Ufficio  competente:  l’Ufficio  delle dogane, competente per
f)  rete: l’insieme degli impianti di distribuzione di carburanti
g)  extra-rete:  l’insieme  degli  impianti  di  distribuzione di
h)  DAA  e  DAS:  i  documenti  di  accompagnamento  previsti dal
regolamento  adottato  con  il  decreto del Ministro delle finanze 25
marzo  1996,  n.  210,  per  le  spedizioni di prodotti sottoposti ad
i) Ufficio incaricato: Agenzia delle dogane – Direzione generale;
m)   cancello  di  ingresso:  deposito  fiscale,  preventivamente
autorizzato   dall’Ufficio   competente,   ubicato   nel   territorio
nazionale,  attraverso  il  quale  i  soggetti  titolari  di impianti
situati  in  altri Paesi comunitari introducono i prodotti rientranti
nei  quantitativi  assegnati  ai sensi del successivo articolo 4, nel
2.   Nell’ambito   del   programma  agevolativo,  ai  sottoindicati
prodotti,  destinati  ad  essere impiegati, nel territorio nazionale,
come  carburanti,  da soli o in miscela con prodotti energetici, sono
applicate  le  rispettive  aliquote  ridotte  del  programma entro il
limite massimo di spesa annuo di euro 73.000.000,00 comprensivo delle
conseguenti  minori  entrate derivanti dall’applicazione dell’imposta
sul  valore  aggiunto,  ripartito,  per  gli  anni  2009 e 2010, come
indicato nell’allegato 4 al presente regolamento:
b)  etere etilterbutilico, d’ora in avanti indicato ETBE, derivato
da alcole di origine agricola;
d)   additivi   prodotti  da  biomasse  per  gasolio,  escluso  il
f)  riformulanti  prodotti  da  biomasse  per  gasolio, escluso il
–  Il testo degli articoli 21 e 22-bis, commi 5, 5-bis e
5-ter  e dell’Allegato I del decreto legislativo 26 ottobre
1995,  n.  504 – Testo unico delle disposizioni legislative
concernenti  le  imposte  sulla  produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative, e’ il seguente:
«Art.  21  (Prodotti  sottoposti  ad  accisa).  –  1. Si
intendono per prodotti energetici:
a)  i  prodotti  di cui ai codici NC da 1507 a 1518, se
destinati   ad  essere  utilizzati  come  combustibile  per
riscaldamento o come carburante per motori;
b)  i prodotti di cui ai codici NC 2701, 2702 e da 2704
a 2715;
d)  i  prodotti  di cui al codice NC 2905 11 00, non di
origine  sintetica,  se destinati ad essere utilizzati come
combustibile   per  riscaldamento  o  come  carburante  per
f) i prodotti di cui al codice NC 38 11;
h)  i  prodotti  di  cui  al  codice  NC 3824 90 99, se
riscaldamento o come carburante per motori.
2.  I  seguenti prodotti energetici sono assoggettati ad
imposizione   secondo   le  aliquote  di  accisa  stabilite
nell’allegato I:
a) benzina con piombo (codici NC 2710 11 31, 2710 11 51
e 2710 11 59);
b)  benzina  (codici NC 2710 11 31, 2710 11 41, 2710 11
45 e 2710 11 49);
c)  petrolio lampante o cherosene (codici NC 2710 19 21
e 2710 19 25);
d) oli da gas o gasolio (codici NC da 2710 19 41 a 2710
19 49);
e)  oli combustibili (codici NC da 2710 19 61 a 2710 19
f)  gas di petrolio liquefatti (codici NC da 2711 12 11
a 2711 19 00);
h)  carbone,  lignite  e  coke  (codici NC 2701, 2702 e
2704).
3.  I  prodotti  di  cui  al  comma 1, diversi da quelli
indicati  al  comma  2,  sono soggetti a vigilanza fiscale.
Qualora siano utilizzati, o destinati ad essere utilizzati,
come carburanti per motori o combustibili per riscaldamento
ovvero  siano  messi  in vendita per i medesimi utilizzi, i
medesimi  prodotti  sono sottoposti ad accisa, in relazione
al  loro uso, secondo l’aliquota prevista per il carburante
per   motori   o   il   combustibile   per   riscaldamento,
4.  E’ sottoposto ad accisa, con l’aliquota prevista per
il carburante equivalente, ogni prodotto, diverso da quelli
indicati  al  comma  1,  utilizzato,  destinato  ad  essere
utilizzato  ovvero  messo  in  vendita, come carburante per
motori  o  come  additivo  ovvero  per accrescere il volume
finale  dei carburanti. I prodotti di cui al presente comma
possono  essere sottoposti a vigilanza fiscale anche quando
non sono destinati ad usi soggetti ad accisa.
5. E’ sottoposto ad accisa, cori l’aliquota prevista per
il   prodotto  energetico  equivalente,  ogni  idrocarburo,
escluso  la  torba, diverso da quelli indicati nel comma 1,
da  solo  o  in  miscela  con  altre  sostanze, utilizzato,
destinato  ad  essere  utilizzato  ovvero messo in vendita,
come  combustibile  per  riscaldamento. Per gli idrocarburi
ottenuti  dalla depurazione e dal trattamento delle miscele
e  dei  residui  oleosi  di  recupero,  destinati ad essere
utilizzati come combustibili si applica l’aliquota prevista
per gli oli combustibili densi.
6.  I  prodotti  di  cui  al  comma  2, lettera h), sono
sottoposti  ad  accisa, con l’applicazione dell’aliquota di
cui  all’allegato I, al momento della fornitura da parte di
societa’,  aventi  sede  legale  nel  territorio nazionale,
registrate  presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle
dogane.  Le  medesime  societa’ sono obbligate al pagamento
dell’imposta  secondo le modalita’ previste dal comma 8. Il
competente   Ufficio   dell’Agenzia   delle   dogane   puo’
autorizzare  il  produttore nazionale, l’importatore ovvero
l’acquirente  di  prodotti  provenienti  dagli  altri Paesi
dell’Unione  europea  a  sostituire  la societa’ registrata
nell’assolvimento  degli  obblighi  fiscali.  Si  considera
fornitura  anche  l’estrazione o la produzione dei prodotti
di  cui  al  comma  2,  lettera  h),  da  impiegate per uso
7.  Le  societa’  di  cui  al comma 6, ovvero i soggetti
autorizzati  a  sostituirle  ai  sensi  del medesimo comma,
hanno  l’obbligo  di  prestare  una  cauzione sul pagamento
dell’accisa,    determinata,    dal    competente   Ufficio
dell’Agenzia  delle  dogane,  in  misura  pari ad un quarto
dell’imposta dovuta nell’anno precedente. Per il primo anno
di  attivita’  l’importo della cauzione e’ determinato, dal
competente  Ufficio dell’Agenzia delle dogane, nella misura
di  un quarto dell’imposta annua da versare in relazione ai
dati  comunicati  al  momento della registrazione ovvero ai
dati  in  possesso  del  medesimo  Ufficio. L’Agenzia delle
dogane  ha  facolta’  di  esonerare  dal predetto obbligo i
soggetti  affidabili  e  di notoria solvibilita’. L’esonero
puo’  essere  revocato in qualsiasi momento ed in tale caso
la  cauzione  deve  essere  prestata  entro quindici giorni
dalla notifica della revoca.
8.  L’imposta  di cui al comma 6 e’ versata, a titolo di
acconto,  in  rate  trimestrali  calcolate  sulla  base dei
quantitativi  dei  prodotti  di cui al comma 2, lettera h),
forniti  nell’anno  precedente.  Il  versamento  a saldo e’
effettuato  entro  la  fine  del  primo trimestre dell’anno
successivo  a  quello  cui  si  riferisce,  unitamente alla
presentazione  di apposita dichiarazione annuale contenente
i  dati  dei  quantitativi forniti nell’anno immediatamente
precedente  e al versamento della prima rata di acconto. Le
somme  eventualmente versate in eccedenza sono detratte dal
versamento  della  prima rata di acconto e, ove necessario,
delle    rate,    successive.   In   caso   di   cessazione
dell’attivita’   del   soggetto  nel  corso  dell’anno,  la
dichiarazione   annuale   e  il  versamento  a  saldo  sono
effettuati entro i due mesi successivi alla cessazione.
9.  I  prodotti  energetici  di  cui al comma 1, qualora
siano  utilizzati  per  la produzione di energia elettrica,
sono   sottoposti   ad   accisa   per  motivi  di  politica
ambientale,  con  l’applicazione  delle  aliquote stabilite
nella tabella A.
10.   Nella   movimentazione   con   gli   Stati  membri
dell’Unione  europea, le disposizioni relative ai controlli
e alla circolazione intracomunitaria dal presente titolo si
applicano  soltanto  ai seguenti prodotti energetici, anche
quando destinati per gli impieghi di cui al comma 13:
a)  i  prodotti  di  cui ai codici NC da 1507 a 1518 se
b)  i  prodotti  di  cui ai codici NC 2707 10, 2707 20,
2707 30 e 2707 50;
c)  i prodotti di cui ai codici NC da 2710 11 a 2710 19
69;  per i prodotti di cui ai codici NC 2710 11 21, 2710 11
25 e 2710 19 29, limitatamente ai movimenti commerciali dei
prodotti sfusi;
d)  i  prodotti di cui ai codici NC 27 11, ad eccezione
dei  prodotti  di  cui ai codici NC 2711 11, 2711 21 e 2711
f)  i  prodotti  di  cui ai codici NC 2902 20, 2902 30,
2902 41, 2902 42, 2902 43 e 2902 44;
g)  i  prodotti  di cui al codice NC 2905 11 00, non di
11.  I  prodotti  di  cui  al  comma  10  possono essere
esonerati, mediante accordi bilaterali tra gli Stati membri
interessati  alla loro movimentazione, in tutto o in parte,
dagli  obblighi  relativi  ai controlli e alla circolazione
intracomunitaria  previsti  dal presente titolo, sempre che
non siano tassati ai sensi del comma 2.
12.   Qualora   vengano   autorizzate  miscelazioni  dei
prodotti  di  cui  al  comma  1,  tra  di  loro o con altre
sostanze,  l’imposta  e’  dovuta secondo le caratteristiche
della miscela risultante.
13.  Le  disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 5, ferme
restando  le  norme  nazionali  in  materia  di controllo e
circolazione  dei  prodotti  sottoposti  ad  accisa, non si
applicano   ai   prodotti   energetici  utilizzati  per  la
riduzione chimica, nei processi elettrolitici, metallurgici
e  mineralogici  classificati  nella  nomenclatura generale
delle attivita’ economiche nelle Comunita’ europee sotto il
codice  DI  26 «Fabbricazione di prodotti della lavorazione
di minerali non metalliferi» di cui al regolamento (CEE) n.
3037/90  del  Consiglio,  del 9 ottobre 1990, relativo alla
classificazione statistica delle attivita’ economiche nella
Comunita’ europea.
14.  Le  aliquote  a volume si applicano con riferimento
alla   temperatura   di   15°  Celsius  ed  alla  pressione
normale.».
«Art.  22-bis  (Disposizioni  particolari  in materia di
biodiesel  ed  alcuni  prodotti derivati dalla biomassa). –
5.  Allo  scopo  di  incrementare  l’utilizzo  di  fonti
a) bioetanolo derivato da prodotti di origine agricola:
euro 289,22 per 1.000 litri;
b)  etere etilterbutilico (ETBE), derivato da alcole di
origine agricola: euro 298,92 per 1.000 litri;
1)  per  benzina  senza  piombo: euro 289,22 per 1.000
2)  per gasolio, escluso il biodiesel: euro 245,32 per
1.000 litri.
5-bis.  Con  decreto  del Ministro dell’economia e delle
5-ter.  In caso di aumento dell’aliquota di accisa sulle
relativa  all’ETBE,  di  cui  al  comma  5,  lettera b), e’
Consiglio,  dell’8  maggio  2003,  relativa alla promozione
rinnovabili nei trasporti.».
ELENCO PRODOTTI ASSOGGETTATI AD IMPOSIZIONE
ED ALIQUOTE VIGENTI ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE
usato come combustibile per riscaldamento: lire 415.990
per mille litri;
usato come carburante: lire 747.470 per mille litri
usato come combustibile per riscaldamento: lire 747.470
Oli  combustibili  a  basso tenore di zolfo: lire 45.000
per mille kg;
usato come combustibile per riscaldamento: lire 359.220
a)  per  usi domestici di cottura cibi e produzione di
acqua   calda   di   cui   alla  tariffa  T1  prevista  dal
provvedimento CIP n. 37 del 26 giugno 1986: lire 86 al mc;
b)  per  usi di riscaldamento individuale a tariffa T2
fino a 250 metri cubi annui: lire 151 al mc;
per  i consumi nei territori di cui all’art. 1 del testo
unico   delle   leggi   sugli  interventi  nel  Mezzogiorno
approvato  con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, si applicano le
a)  per gli usi di cui alle precedenti lettere a) e b):
lire 74 al mc;
b) per gli altri usi civili: lire 238 al mc;
Carbone,  lignite  e  coke (codici NC 2701, 2702 e 2704)
impiegati  per uso riscaldamento: da parte di imprese: 4,60
euro  per  mille  chilogrammi; da parte di soggetti diversi
dalle imprese: 9,20 euro per mille chilogrammi.
Bevande  fermentate diverse dal vino e dalla birra: lire
per  qualsiasi applicazione nelle abitazioni: lire 4,10
per ogni kWh;
per  qualsiasi  uso  in  locali  e luoghi diversi dalle
abitazioni: lire 6 al kWh.
–  La  direttiva 2003/30/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio  dell’8  maggio 2003 e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale L 123 del 17 maggio 2003.
–   Il  decreto  legislativo  30  maggio  2005,  n.  128
(Attuazione   della   direttiva  2003/30/CE  relativa  alla
rinnovabili  nei  trasporti)  e’  pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 12 luglio 2005, n. 160.
–  Il  testo  dell’art.  2-quater  del  decreto-legge 10
gennaio  2006,  n.  2  (Interventi  urgenti  per  i settori
dell’agricoltura,  dell’agroindustria, della pesca, nonche’
in  materia  di  fiscalita’  d’impresa),  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 2006, n. 8, e’ il seguente:
«Art.  2-quater (Interventi nel settore agroenergetico).
–  1.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2007  i soggetti che
al comma 4, nonche’ di combustibili sintetici purche’ siano
esclusivamente ricavati dalle biomasse, con le modalita’ di
cui  al  comma  3. I medesimi soggetti possono assolvere al
predetto  obbligo  anche  acquistando, in tutto o in parte,
l’equivalente quota o i relativi diritti da altri soggetti.
2.  Per l’anno 2007 la quota minima di cui al comma 1 e’
dell’ambiente e della tutele del territorio e del mare e il
Ministro  delle  politiche agricole alimentari e forestali,
da  emanare  entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della  presente  disposizione,  vengono fissate le sanzioni
amministrative  pecuniarie, proporzionali e dissuasive, per
il  mancato  raggiungimento  dell’obbligo  previsto  per  i
singoli  anni  di  attuazione  della  presente disposizione
successivi  al  2007,  tenendo conto dei progressi compiuti
nello  sviluppo  delle  filiere  agroenergetiche  di cui al
comma  3.  Gli  importi  derivanti dalla comminazione delle
eventuali   sanzioni   sono   versati   al   Fondo  di  cui
all’articolo 1, comma 422, della legge 23 dicembre 2005, n.
266,   per   essere  riassegnati  quale  maggiorazione  del
quantitativo di biodiesel che annualmente puo’ godere della
riduzione  dell’accisa  o  quale  aumento allo stanziamento
previsto   per   l’incentivazione  del  bioetanolo  e  suoi
derivati   o  quale  sostegno  della  defiscalizzazione  di
programmi sperimentali di nuovi biocarburanti.
3.  Con  decreto  del  Ministro delle politiche agricole
alimentari  e  forestali, di concerto con il Ministro dello
sviluppo  economico,  il  Ministro  dell’ambiente  e  della
tutela   del   territorio   e   del   mare  e  il  Ministro
dell’economia  e  delle  finanze, da emanare entro tre mesi
dalla   data   di   entrata   in   vigore   della  presente
disposizione,  sono dettati criteri, condizioni e modalita’
per  l’attuazione  dell’obbligo  di cui al comma 1, secondo
obiettivi  di sviluppo di filiere agroenergetiche e in base
a  criteri  che  in  via  prioritaria  tengono  conto della
quantita’  di prodotto proveniente da intese di filiera, da
contratti quadro o contratti ad essi equiparati.
4. I biocarburanti e gli altri carburanti rinnovabili da
immettere  in  consumo  ai sensi dei commi 1, 2 e 3 sono il
biodiesel,  il  bioetanolo  e  suoi  derivati,  IETBE  e il
5.  La  sottoscrizione  di  un  contratto  di  filiera o
contratto   quadro,   o   contratti   ad  essi  equiparati,
a)   nei  bandi  pubblici  per  i  finanziamenti  delle
iniziative  e  dei  progetti  nel  settore della promozione
delle energie rinnovabili e dell’impiego dei biocarburanti;
b)  nei contratti di fornitura dei biocarburanti per il
trasporto ed il riscaldamento pubblici.
6.  Le  pubbliche  amministrazioni stipulano contratti o
accordi  di programma con i soggetti interessati al fine di
promuovere  la  produzione  e  l’impiego  di  biomasse e di
biocarburanti di origine agricola, la ricerca e lo sviluppo
di specie e varieta’ vegetali da destinare ad utilizzazioni
7. Ai fini dell’art. 21, comma 5, del testo unico di cui
al  decreto  legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, il biogas
e’ equiparato al gas naturale.
8.   Gli   operatori   della  filiera  di  produzione  e
distribuzione  dei biocarburanti di origine agricola devono
garantire  la  tracciabilita’  e la rintracciabilita’ della
filiera.    A   tal   fine   realizzano   un   sistema   di
identificazioni  e  registrazioni  di tutte le informazioni
necessarie  a  ricostruire  il  percorso  del biocarburante
attraverso tutte le fasi della produzione.».
– La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la
legge   finanziaria  2007)  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 27 dicembre 2006, n. 299, supplemento ordinario.
–  Il  decreto  ministeriale  20  febbraio  2004, n. 96,
allegato  del  presente  regolamento,  recava: «Regolamento
recante   agevolazioni  fiscali  al  bioetanolo  di  orgine
agricola,  da adottare ai sensi dell’art. 22 della legge 23
dicembre 2000, n. 388.».
– Il decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66 (Attazione
della  direttiva  2003/17/CE  relativa  alla qualita’ della
benzina  e  del  combustibile  diesel)  e’ pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  27  aprile  2005,  n.  96, supplemento
–  Il  testo  dell’art.  17, commi 3 e 4, della legge 23
–  Per il testo dell’art. 22-bis, commi 5, 5-bis e 5-ter
del  decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, si vedano
–   Il  decreto  ministeriale  25  marzo  1996,  n.  210
(Regolamento  recante norme per estendere alla circolazione
interna   le   disposizioni   relative   alla  circolazione
intracomunitaria  dei  prodotti  soggetti  al  regime delle
accise)  e’  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 26 aprile
1996, n. 97, supplemento ordinario.
1.  Il  bioetanolo  da  destinare  alla  miscelazione con benzina o
all’utilizzo   tal   quale   come   carburante,   deve  possedere  le
caratteristiche  tecniche  indicate  rispettivamente  nei punti 1 e 3
dell’allegato 1 al presente regolamento.
2.   L’accertamento  dell’origine  agricola  dei  prodotti  di  cui
all’articolo 1, comma 2, e’ effettuato attraverso le metodiche di cui
all’allegato   2  al  presente  regolamento.  L’individuazione  della
derivazione  da  biomasse per i prodotti di cui all’articolo 1, comma
2, lettere c), d), e) ed f), puo’ avvenire anche mediante lavorazioni
controllate   effettuate   con   la   partecipazione   di   personale
3.  La  competente Direzione generale del Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e del mare, avvalendosi dell’Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), provvede
a  valutare  l’idoneita’, per i prodotti di cui all’articolo 1, comma
2,  lettere  c),  d),  e)  ed  f)  ad  abbattere  i principali agenti
inquinanti con riferimento all’intero ciclo di vita, sulla base delle
modalita’  di cui all’allegato 3 al presente regolamento. Il medesimo
allegato  potra’  essere  integrato  o modificato sulla base di nuove
conoscenze  di  carattere scientifico o metodologico e dell’eventuale
evoluzione  delle  procedure  normalizzate  europee  con  decreto del
e del mare e delle politiche agricole, alimentari e forestali.
4.  Le  miscele  di  benzina  con i prodotti di cui all’articolo 1,
comma  2,  lettere  a),  b),  c) ed e), e le miscele di gasolio con i
prodotti  di  cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) e f), destinate
all’impiego  come  carburanti, sono avviate al consumo presso la rete
di distribuzione ovvero presso l’extra rete.
5.  Sono  fatte salve le specifiche tecniche ed i divieti previsti,
per  la  commercializzazione e l’impiego dei carburanti da utilizzare
nei  veicoli  azionati  da  un motore ad accensione comandata o da un
motore  ad  accensione  per  compressione, dalla normativa vigente in
materia  ambientale  e  dal decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66,
recante   l’attuazione   della  direttiva  2003/17/CE  relativa  alla
qualita’ della benzina e del combustibile diesel.
–  Per  il  riferimento  al decreto legislativo 21 marzo
2001, n. 66, si vedano le note alle premesse.
Modalita’   per   la   partecipazione  al  programma  agevolativo  ed
1.  Sono ammessi a partecipare al programma agevolativo i soggetti,
operanti  in regime di deposito fiscale nel territorio nazionale o in
un   altro  Stato  dell’Unione  europea,  titolari  di  impianti  che
realizzano  uno o piu’ prodotti di cui all’articolo 1, comma 2. A tal
fine  gli  stessi presentano una istanza, redatta in lingua italiana,
per  ciascuno  dei  prodotti  di  cui  all’articolo  1, comma 2 e per
ciascuna  delle  annualita’  del programma agevolativo, contenente le
a)  i  dati  identificativi propri e del legale rappresentante, la
partita IVA, il codice di accisa, l’ubicazione dell’impianto;
b)  il  tipo  e  la quantita’ di prodotto per il quale si richiede
l’applicazione dell’aliquota di accisa ridotta;
c)  la  capacita’  produttiva  annuale  dell’impianto  espressa in
tonnellate,  quale  risulta  dalla  verifica  effettuata dall’Ufficio
competente.  Per  gli  impianti  situati  negli  altri  Stati  membri
dell’Unione europea, la capacita’ produttiva e’ quella risultante dai
provvedimenti  rilasciati,  ai  fini dell’esercizio, dalle competenti
autorita’ nazionali;
e)  la  dichiarazione  relativa  alla quantita’ di prodotto di cui
alla  lettera  b), espressa in tonnellate, che, nell’anno precedente,
e’  stata realizzata nell’impianto di cui alla lettera a) e destinata
ad   essere  immessa  in  consumo,  anche  in  miscela  con  prodotti
f)  l’indicazione,  per gli impianti situati in altri Stati membri
dell’Unione europea, del cancello di ingresso prescelto.
2. All’istanza di cui al comma 1 sono allegate:
a) la dichiarazione, resa anche in forma di autocertificazione, di
conformita’  del prodotto di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a),
alle  caratteristiche  di  cui al punto 1 dell’allegato 1 al presente
b)   la   valutazione   circa  l’idoneita’  dei  prodotti  di  cui
all’articolo  1,  comma  2,  lettere  c), d) e) ed f), ad abbattere i
principali  agenti  inquinanti,  valutati  sull’intero  ciclo di vita
secondo quanto previsto dall’articolo 2, comma 3;
c)  la  dichiarazione,  resa  ai  sensi dell’articolo 47 del testo
2000,  n.  445,  di  non  rientrare  fra coloro che hanno ricevuto e,
Commissione  europea  specificati  nel  decreto  del  Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri  23  maggio  2007  pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2007.
3.  I  soggetti  operanti in altri Stati membri dell’Unione europea
allegano  all’istanza di cui al comma 1 la documentazione equivalente
a   quella   prescritta,  per  i  soggetti  operanti  nel  territorio
nazionale, dal comma 2.
4.  Le  istanze  di  cui  al  comma 1, sono presentate direttamente
all’Ufficio   incaricato  ovvero  spedite  al  medesimo  a  mezzo  di
raccomandata  con  avviso  di  ricevimento;  le predette istanze sono
presentate,  per  l’anno  2009, entro il termine perentorio di trenta
giorni  dalla  data  di  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunita’  europee  del  comunicato di cui all’articolo 8, comma 1 e,
per  l’anno  2010, entro il 31 gennaio 2010. Per le istanze spedite a
mezzo  di  raccomandata con avviso di ricevimento fa fede la data del
timbro   dell’ufficio   postale   accettante.   Non   sono  prese  in
considerazione   le   istanze  risultate  incomplete  o  prive  della
5.  Sono  esclusi  dalla procedura di assegnazione i soggetti per i
quali i contenuti della dichiarazione di cui all’articolo 3, comma 2,
lettera c), risultassero non corrispondenti al vero.
6.  Entro  il  mese  di  gennaio  dell’anno  successivo a quello di
presentazione delle istanze di cui al comma 1, i soggetti assegnatari
presentano  all’Agenzia  delle  dogane,  al  Ministero dello sviluppo
economico,  Direzione  generale per l’energia e le risorse minerarie,
alla  competente  Direzione  generale  del  Ministero dell’ambiente e
della  tutela del territorio e del mare, al Ministero delle politiche
agricole   alimentari   e   forestali,  Direzione  generale  sviluppo
agroalimentare,  qualita’  e  tutela  del  consumatore  e  al Comando
generale della Guardia di finanza una relazione dalla quale risultino
la  quantita’,  la  natura ed i Paesi di origine degli alcoli e delle
biomasse  utilizzati, i quantitativi di ETBE, additivi e riformulanti
prodotti su base annua, nonche’ la loro destinazione.
– Il testo dell’art. 47 del decreto del Presidente della
Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445 (Testo unico delle
documentazione amministrativa), e’ il seguente:
«Art.   47   (Dichiarazioni   sostitutive  dell’atto  di
Modalita’ di assegnazione dei quantitativi dei prodotti agevolati
1.  L’Ufficio  incaricato  provvede  a  determinare, annualmente, i
quantitativi  dei  prodotti  di cui all’articolo 1, comma 2, d’ora in
avanti  indicati come quantitativi generali assegnabili, in relazione
ai  rispettivi importi di cui all’allegato 4 al presente regolamento.
Per la determinazione dei predetti quantitativi, l’Ufficio incaricato
fa  riferimento  alle aliquote di accisa sulla benzina e sul gasolio,
impiegati  come  carburanti,  vigenti  al  momento dell’assegnazione,
d’ora   in   avanti   indicate,  rispettivamente,  come  aliquote  di
riferimento della benzina e del gasolio.
2.   Successivamente  a  quanto  previsto  al  comma  1,  l’Ufficio
incaricato  determina,  annualmente,  per  ciascun soggetto ammesso a
partecipare   al   programma  agevolativo,  la  rispettiva  capacita’
produttiva  convenzionale,  riferita  a  ciascuno dei prodotti di cui
all’articolo   1,  comma  2,  richiesti.  Tale  capacita’  produttiva
convenzionale  e’ pari alla somma del 60 per cento della quantita’ di
cui  all’articolo  3,  comma  1,  lettera e) e del 40 per cento della
quantita’  di  cui  all’articolo 3, comma 1, lettera c) riferibili al
medesimo  soggetto,  rapportate  ai  rispettivi valori totali. Per il
primo  anno  di  partecipazione  al  programma  agevolativo e per gli
impianti  di  nuova installazione la quantita’ di cui all’articolo 3,
comma 1, lettera e) e’ convenzionalmente fissata pari a zero.
3. Nel caso in cui la somma dei quantitativi richiesti dai soggetti
ammessi  a  partecipare al programma agevolativo per uno dei prodotti
di  cui  all’articolo  1,  comma 2, sia minore o uguale al rispettivo
quantitativo  assegnabile  per  l’anno  ai  sensi  dell’allegato 4 al
presente   regolamento,  l’assegnazione  e’  effettuata  in  modo  da
soddisfare  integralmente  tutte  le  richieste; nel caso contrario i
quantitativi  generali  assegnabili  per  l’anno sono ripartiti tra i
predetti   soggetti   proporzionalmente   alle  rispettive  capacita’
produttive convenzionali.
4.  Nel caso in cui, a seguito dell’assegnazione di cui al comma 3,
non  fossero  impiegate integralmente le somme previste per l’anno ai
sensi dell’allegato 4 al presente regolamento per alcuni dei prodotti
di cui all’articolo 1, comma 2, le somme residuali, fermo restando il
prefissato limite massimo complessivo annuo di spesa di 73.000.000 di
euro,  sono  ripartite  tra gli altri prodotti di cui all’articolo 1,
comma  2,  proporzionalmente  ai  rispettivi  importi  stabiliti, per
l’anno, dal medesimo allegato 4.
5.  Le  procedure  di assegnazione di cui al presente articolo sono
concluse  dall’Ufficio  incaricato  entro  i trenta giorni successivi
alle   scadenze   previste   per   la   presentazione  delle  istanze
dall’articolo  3,  comma 4. Le quantita’ assegnate non possono essere
Modalita’ applicative del regime fiscale agevolato
1.  Il  prodotto  di  cui  all’articolo  1,  comma  2,  lettera a),
rientrante  nelle  assegnazioni  di  cui all’articolo 4, destinato ad
essere  impiegato nel territorio nazionale come carburante, da solo o
in  miscela  con  benzina,  per  il  quale  il  soggetto assegnatario
richiede   l’applicazione   della  rispettiva  aliquota  ridotta  del
programma  e’  denaturato  con l’1  per  cento  in  volume,  di etere
metilterbutilico,   d’ora  innanzi  denominato  MTBE.  Lo  stesso  e’
accertato    quantitativamente    e   qualitativamente   dall’Ufficio
competente  presso  l’impianto  di produzione ovvero, per il prodotto
proveniente  da  stabilimenti  di  produzione  ubicati in altri Paesi
comunitari, presso il rispettivo cancello di ingresso.
2.  Il  prodotto  di  cui  all’articolo  1,  comma  2,  lettera b),
essere impiegato nel territorio nazionale in miscela con benzina, per
il  quale  il  soggetto  assegnatario  richiede  l’applicazione della
rispettiva    aliquota    ridotta   del   programma,   e’   accertato
quantitativamente  e  qualitativamente dall’Ufficio competente presso
l’impianto  di  produzione  ovvero,  per  il  prodotto proveniente da
stabilimenti  di produzione ubicati in altri Paesi comunitari, presso
il  rispettivo  cancello  di  ingresso;  l’accertamento  puo’  essere
effettuato,  su  richiesta  dell’operatore, presso lo stabilimento di
produzione   di  ETBE,  sul  bioetanolo  da  trasformare  in  ETBE  a
condizione  che lo stesso abbia le caratteristiche tecniche di cui al
punto 2 dell’allegato I al presente regolamento e sia preventivamente
denaturato   con l’1   per   cento,   in  volume,  di  ETBE.  Per  la
trasformazione  del  bioetanolo in ETBE viene considerato il rapporto
convenzionale di trasformazione di 1:2,1 in peso.
3. I prodotti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere c), d), e) ed
f), rientranti nelle assegnazioni di cui all’articolo 4, destinati ad
essere  impiegati  nel  territorio nazionale in miscela con benzina o
con   gasolio,   per   i  quali  il  soggetto  assegnatario  richiede
l’applicazione  delle  aliquote ridotte del programma, sono accertati
quantitativamente e qualitativamente dall’Ufficio competente presso i
rispettivi  impianti di produzione ovvero, per i prodotti provenienti
da  stabilimenti  di  produzione  ubicati  in altri Paesi comunitari,
presso il rispettivo cancello di ingresso.
4.  L’Ufficio  competente  puo’  consentire  che  le  operazioni di
denaturazione  di  cui al comma 1 siano effettuate presso un impianto
nazionale gestito in regime di deposito fiscale qualora l’impianto di
produzione del bioetanolo non disponga delle necessarie attrezzature.
In   tal  caso  l’accertamento  di  cui  al  comma  1  e’  effettuato
contestualmente alla denaturazione di cui al presente comma.
5.  Per  la produzione dell’ETBE e dei prodotti di cui all’articolo
1,  comma  2, lettere c), d), e) ed f), rientranti nelle assegnazioni
di   cui   all’articolo  4,  non  puo’  essere  impiegato  bioetanolo
denaturato con MTBE.
6.  Sui  prodotti  accertati  ai  sensi  dei  commi  1,  2  e 3, e’
riconosciuto  al  produttore,  alle  condizioni  di  cui  al presente
articolo, un credito d’imposta, pari:
a)  per  il bioetanolo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a),
destinato  ad  essere  impiegato  tal  quale ovvero in miscela con la
benzina, alla differenza, tra l’aliquota di riferimento sulla benzina
e  la  rispettiva aliquota ridotta del programma, moltiplicata per il
volume dello stesso prodotto, cosi’ come accertato ai sensi del comma
b)  per  il  prodotto  di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b),
alla  differenza,  tra  l’aliquota  di riferimento sulla benzina e la
rispettiva aliquota ridotta del programma, moltiplicata per il volume
dello stesso prodotto, cosi’ come accertato ai sensi del comma 2;
c)  per  i  prodotti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere c) ed
e), alla differenza, tra l’aliquota di riferimento sulla benzina e le
rispettive aliquote ridotte del programma, moltiplicata per il volume
degli  stessi  prodotti  accertati  ai  sensi  del  comma  3 e per la
percentuale di prodotto effettivamente derivante da biomasse;
d)  per  i  prodotti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed
f),  alla  differenza  tra l’aliquota di riferimento sul gasolio e le
percentuale di prodotto effettivamente derivante da biomasse.
7.  I  soggetti  assegnatari  redigono  una apposita contabilita’ a
scalare  per  ciascuno  dei  prodotti di cui all’articolo 1, comma 2,
contenente  l’indicazione  del  quantitativo del prodotto assegnato e
dei  soggetti a cui il prodotto e’ stato ceduto con indicazione delle
rispettive quantita’.
8.  Ai  fini del riconoscimento del beneficio di cui al comma 6 del
presente  articolo,  il  soggetto  beneficiario  comunica all’Ufficio
competente i quantitativi dei prodotti di cui all’articolo 1, comma 2
del  presente regolamento realizzati ed il credito spettante ai sensi
del medesimo comma 6. Alla comunicazione sono allegati i documenti di
accompagnamento  attestanti  che  i  prodotti per i quali si richiede
l’applicazione  delle  aliquote  ridotte  del  programma  sono  stati
trasferiti  a  depositi  fiscali  per  la successiva miscelazione con
prodotti   energetici  ovvero  sono  stati  immessi  in  consumo  nel
territorio  nazionale  per il successivo impiego. Entro trenta giorni
dal  ricevimento  della  predetta  comunicazione l’Ufficio competente
verifica  il  credito  d’imposta  spettante  procedendo all’accredito
secondo  le  modalita’  stabilite  dall’articolo  6  del  regolamento
adottato  con il decreto del Ministro delle finanze 12 dicembre 1996,
–  Il  testo  dell’art. 6 del decreto del Ministro delle
finanze 12 dicembre 1996, n. 689 (Regolamento recante norme
per   l’effettuazione  del  rimborso  delle  imposte  sulla
produzione e sui consumi), e’ il seguente:
«Art.  6 (Modalita’ di effettuazione dei rimborsi). – 1.
Le domande di rimborso sono presentate in due esemplari, se
il  rimborso e’ richiesto in danaro, o in tre esemplari, se
il  rimborso  e’  richiesto mediante accredito. Ricevuta la
domanda,   l’UTF  verifica  la  regolarita’  formale  della
medesima  e  della  documentazione allegata e la congruita’
del  rimborso  richiesto.  Se dalla suddetta documentazione
non  si puo’ stabilire l’aliquota dell’imposta corrisposta,
il  rimborso  e’  commisurato  all’aliquota  piu’  bassa in
vigore  nei  dodici  mesi  precedenti  il  giorno in cui e’
maturato il diritto al rimborso.
2.  Quando  il  rimborso  e’ richiesto in danaro, l’UTF,
espletate le incombenze di cui al comma 1, trasmette, entro
trenta giorni, uno degli esemplari della domanda, corredato
dal   proprio   parere,   alla   circoscrizione   doganale,
competente  ai  sensi dell’art. 5, comma 2, del decreto del
Ministro  delle  finanze  26 novembre 1991, che provvede in
merito,  anche  per quanto concerne la corresponsione degli
3.  Il  soggetto  che desidera avvalersi della procedura
del  rimborso  mediante accredito, indica, nella domanda di
rimborso,   presso   quale   impianto   intende  utilizzare
l’accredito.  L’UTF, effettuati i riscontri di cui al comma
1  ed  apposto sulla domanda il visto attestante il diritto
al  rimborso  con  il  conteggio degli interessi decorrenti
dalla  data della presentazione della domanda fino a quella
di  evasione della medesima, entro trenta giorni dalla data
di  ricezione  trasmette  uno degli esemplari della domanda
all’interessato,   ed  altro  all’ufficio  o  alla  propria
articolazione  competente  sull’impianto  presso cui verra’
utilizzato   l’accredito,   comunicando  all’esercente  del
suddetto impianto il nominativo del beneficiario, l’entita’
e  gli  estremi  dell’accredito. Effettuata l’immissione in
consumo  di  prodotto  per l’importo di accisa per il quale
viene  utilizzato  l’accredito,  l’esercente  dell’impianto
pone    l’esemplare   della   domanda   consegnatogli   dal
beneficiario,  munito dell’attestazione di ricevuta apposta
da  quest’ultimo,  a  corredo  delle  proprie registrazioni
4.  La  procedura  di  cui  al comma 3, con l’esclusione
della    comunicazione   all’esercente   dell’impianto   di
estrazione,  e’  seguita  anche nel caso in cui il soggetto
che  chiede  il rimborso e’ un depositario autorizzato o un
operatore     professionale     che    intende    avvalersi
dell’accredito  a  scomputo di versamenti d’imposta che sia
tenuto ad effettuare.
5.  Il rimborso di cui al comma 3 puo’ essere trasferito
dall’avente  diritto  ad  altro  soggetto,  che deve essere
indicato nella domanda di rimborso. Si applica la procedura
stabilita  dal  predetto  comma, con la sola differenza che
l’immissione  in  consumo  del  prodotto per il quale viene
utilizzato  l’accredito e’ effettuata a favore del soggetto
cui il rimborso e’ stato trasferito.».
1.  La rispondenza dei prodotti di cui all’articolo 1, comma 2, del
presente regolamento ai requisiti di cui all’articolo 2, commi 1, 2 e
3,  del  presente  regolamento  e’ verificata dagli organi competenti
all’accertamento  delle violazioni in materia fiscale. Le analisi dei
campioni,  prelevati  durante  l’attivita’ di verifica, sono eseguite
l’eventuale   revisione   di   analisi,  su  richiesta  del  soggetto
interessato,  trova  applicazione la procedura di cui all’articolo 15
2.  Al fine della verifica del contenuto delle dichiarazioni di cui
all’articolo   3,  comma  2,  lettera  c)  del  presente  regolamento
l’Agenzia  delle  dogane  richiede al Ministero dell’economia e delle
finanze,  al  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali ed
all’Agenzia   delle   Entrate  gli  elenchi,  aggiornati  al  termine
previsto,  per la presentazione delle istanze, dall’articolo 3, comma
4,  del  presente  regolamento  dei  soggetti  che  hanno ricevuto e,
Commissione  europea  e  specificati  nell’articolo 4 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2007 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2007. I medesimi elenchi sono
trasmessi  dalle  predette  Amministrazioni, anche in via telematica,
3.  Il  Corpo  della  Guardia di finanza ha facolta’ di procedere a
verifiche e riscontri presso le ditte che producono, commercializzano
o   utilizzano  i  prodotti  di  cui  al  presente  decreto  per  gli
accertamenti fiscali ritenuti necessari, anche avvalendosi dei poteri
di cui all’articolo 18 del testo unico.
– Il testo dell’art. 15 della legge 24 novembre 1981, n.
689 (Modifiche al sistema penale), e’ il seguente;
«Art.  15 (Accertamenti mediante analisi di campioni). –
Se   per  l’accertamento  della  violazione  sono  compiute
analisi  di  campioni,  il  dirigente  del laboratorio deve
comunicare all’interessato, a mezzo di lettera raccomandata
con avviso di ricevimento, l’esito dell’analisi.
L’interessato  puo’  chiedere  la revisione dell’analisi
con  la partecipazione di un proprio consulente tecnico. La
richiesta  e’ presentata con istanza scritta all’organo che
ha  prelevato  i  campioni  da  analizzare,  nel termine di
quindici  giorni dalla comunicazione dell’esito della prima
analisi, che deve essere allegato all’istanza medesima.
Delle  operazioni  di  revisione  dell’analisi  e’  data
comunicazione all’interessato almeno dieci giorni prima del
I risultati della revisione dell’analisi sono comunicati
all’interessato  a mezzo di lettera raccomandata con avviso
di ricevimento, a cura del dirigente del laboratorio che ha
eseguito la revisione dell’analisi.
Le  comunicazioni  di  cui  al  primo  e al quarto comma
equivalgono  alla  contestazione  di  cui  al  primo  comma
dell’art.  14  ed  il  termine  per  il pagamento in misura
ridotta  di cui all’articolo 16 decorre dalla comunicazione
dell’esito  della  prima analisi o, quando e’ stata chiesta
la  revisione  dell’analisi, dalla comunicazione dell’esito
Ove   non  sia  possibile  effettuare  la  comunicazione
all’interessato  nelle  forme  di  cui al primo e al quarto
comma, si applicano le disposizioni dell’art. 14.
Con  il  decreto  o  con  la  legge  regionale  indicati
nell’ultimo  comma  dell’art.  17 sara’ altresi’ fissata la
somma   di   denaro   che   il   richiedente  la  revisione
dell’analisi   e’   tenuto  a  versare  e  potranno  essere
indicati,  anche  a  modifica delle vigenti disposizioni di
legge, gli istituti incaricati della stessa analisi.».
–  Il  testo  dell’art. 4 del decreto del Presidente del
Consiglio  dei  Ministri  23  maggio 2007 (Disciplina delle
modalita’   con   cui   e’   effettuata   la  dichiarazione
sostitutiva    dell’atto    di    notorieta’,   concernente
determinati  aiuti di Stato, dichiarati incompatibili dalla
Commissione  europea,  di cui all’art. 1, comma 1223, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296), e’ il seguente:
«Art.  4 (Oggetto della dichiarazione sostitutiva). – 1.
La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’ di cui
all’art.  8,  da  effettuarsi  ai  sensi  dell’art.  47 del
decreto  del  Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,
n.  445,  e successive modificazioni, riguarda gli aiuti in
relazione  ai  quali  la Commissione europea ha ordinato il
recupero, ai sensi delle seguenti decisioni:
a)  decisione  della  Commissione  dell’11 maggio 1999,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee
n.  L  42,  del  15 febbraio 2000, concernente il regime di
aiuti di Stato concessi dall’Italia per interventi a favore
dell’occupazione,  mediante  la concessione di agevolazioni
contributive  connesse  alla  stipulazione  di contratti di
formazione lavoro, previsti dalle seguenti norme:
1)  decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge 19 dicembre 1984, n. 863,
recante  misure  urgenti  a  sostegno  e  ad incremento dei
livelli occupazionali;
2)   legge   29   dicembre   1990,   n.  407,  recante
disposizioni  diverse  per  l’attuazione  della  manovra di
finanza pubblica 1991-1993;
3)  decreto-legge  29  marzo 1991, n. 108, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  1°  giugno 1991, n. 169,
recante   disposizioni   urgenti  in  materia  di  sostegno
4)  decreto-legge  16 maggio 1994, n. 299, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  19  luglio 1994, n. 451,
recante disposizioni urgenti in materia di occupazione e di
fiscalizzazione degli oneri sociali;
5) art. 15 della legge 24 giugno 1997, n. 196, recante
Il   recupero  ordinato  dalla  Commissione  europea  e’
effettuato  secondo  le procedure previste dalla disciplina
generale    della    riscossione    dei   crediti   vantati
dall’I.N.P.S.  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica   9   settembre   1973,  n.  602,  e  successive
b)  decisione  della  Commissione  del  5  giugno 2002,
n.  L 77, del 24 marzo 2003, concernente il regime di aiuti
di Stato concessi dall’Italia per esenzioni fiscali e mutui
agevolati,  in  favore  di  imprese  di  servizi pubblici a
prevalente  capitale  pubblico,  istituite  ai  sensi della
legge 8 giugno 1990, n. 142, previsti dalle seguenti norme:
1)  art. 3, comma 70, della legge 28 dicembre 1995, n.
549,  e  art. 66, comma 14, del decreto-legge del 30 agosto
1993,  n.  331,  convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n.
2)  art.  9-bis  del  decreto-legge 1° luglio 1986, n.
318,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 9 agosto
1986,  n. 488, recante provvedimenti urgenti per la finanza
locale.  Il  recupero ordinato dalla Commissione europea e’
speciale  di cui all’art. 27 della legge 18 aprile 2005, n.
62  e all’art. 1 del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007,
n. 46;
c)  decisione  della  Commissione  del  30  marzo 2004,
n.  L  352,  del 27 novembre 2004, concernente il regime di
aiuti  di Stato concessi dall’Italia per interventi urgenti
in  materia  di  occupazione, previsti dal decreto-legge 14
febbraio  2003, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla
legge  17  aprile 2003, n. 81, recante disposizioni urgenti
in materia di occupazione.
d)  decisione  della  Commissione  del 20 ottobre 2004,
n.  L  100,  del  20  aprile 2005, concernente il regime di
aiuti di Stato concessi dall’Italia in favore delle imprese
che  hanno  realizzato  investimenti  nei comuni colpiti da
eventi calamitosi nel 2002, previsti dall’art. 5-sexies del
decreto-legge  24  dicembre  2002,  n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, recante
disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e
fiscali,  di  riscossione e di procedure di contabilita’, e
che  proroga  per  determinate  imprese i benefici previsti
dall’art. 4, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383.
speciale di cui all’art. 24 della legge 25 gennaio 2006, n.
29,  e  al  provvedimento  del direttore dell’Agenzia delle
entrate,  del  6  aprile  2006,  pubblicato  nella Gazzetta
Ufficiale  della  Repubblica  italiana  12  aprile 2006, n.
82.».
–  Il  testo  dell’art.  18  del  decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, e’ il seguente:
«Art.  18  (Poteri  e controlli). – 1. L’amministrazione
finanziaria esplica le incombenze necessarie per assicurare
la  gestione dei tributi relativi all’imposizione indiretta
sulla  produzione  e sui consumi; negli impianti gestiti in
regime  di deposito fiscale, puo’ applicare agli apparecchi
ed  ai meccanismi bolli e suggelli ed ordinare, a spese del
depositario  autorizzato,  l’attuazione delle opere e delle
misure  necessarie  per  la tutela degli interessi fiscali,
ivi compresa l’installazione di strumenti di misura. Presso
i   suddetti   impianti  possono  essere  istituiti  uffici
finanziari  di  fabbrica  che,  per  l’effettuazione  della
vigilanza,    si    avvalgono,    se    necessario,   della
collaborazione  dei  militari  della  Guardia di finanza, e
sono eseguiti inventari periodici.
2. I funzionari dell’amministrazione finanziaria, muniti
della speciale tessera di riconoscimento di cui all’art. 31
della  legge  7 gennaio 1929, n. 4, e gli appartenenti alla
Guardia di finanza hanno facolta’ di eseguire le indagini e
i  controlli  necessari  ai  fini  dell’accertamento  delle
violazioni alla disciplina delle imposte sulla produzione e
sui  consumi;  possono,  altresi’, accedere liberamente, in
qualsiasi  momento,  nei  depositi,  negli  impianti  e nei
luoghi  nei quali sono fabbricati, trasformati, detenuti od
utilizzati   prodotti   sottoposti  ad  accisa  o  dove  e’
custodita  documentazione  contabile  attinente ai suddetti
prodotti per eseguirvi verificazioni, riscontri, inventari,
ispezioni  e ricerche e per esaminare registri e documenti.
Essi  hanno  pure  facolta’  di  prelevare,  gratuitamente,
campioni  di  prodotti  esistenti negli impianti, redigendo
apposito  verbale  e,  per  esigenze  di tutela fiscale, di
applicare suggelli alle apparecchiature e ai meccanismi.
3.  Gli  ufficiali  e  sottufficiali  della  Guardia  di
finanza, oltre a quanto previsto dal comma 2, procedono, di
iniziativa  o  su  richiesta  degli  uffici  finanziari, al
reperimento  ed  all’acquisizione  degli  elementi utili ad
accertare  la  corretta  applicazione delle disposizioni in
materia  di  imposizione  indiretta  sulla produzione e sui
consumi  e  delle  relative  violazioni.  A  tal  fine essi
a)   invitare  il  responsabile  d’imposta  o  chiunque
partecipi,    anche    come   utilizzatore,   all’attivita’
industriale  o commerciale attinente ai prodotti sottoposti
ad  accisa, indicandone il motivo, a comparire di persona o
per  mezzo  di  rappresentanti  per fornire dati, notizie e
chiarimenti o per esibire documenti relativi a lavorazione,
trasporto,  deposito,  acquisto o utilizzazione di prodotti
soggetti alla predetta imposizione;
b)  richiedere, previa autorizzazione del comandante di
zona    ad    aziende    ed    istituti    di   credito   o
all’amministrazione  postale  di trasmettere copia di tutta
la  documentazione relativa ai rapporti intrattenuti con il
cliente,   secondo   le  modalita’  e  i  termini  previsti
dall’art.  18  della  legge  30  dicembre 1991, n. 413. Gli
elementi acquisiti potranno essere utilizzati anche ai fini
c)  richiedere copie o estratti degli atti e documenti,
ritenuti   utili   per  le  indagini  o  per  i  controlli,
depositati   presso   qualsiasi   ufficio   della  pubblica
amministrazione o presso pubblici ufficiali;
d)  procedere a perquisizioni domiciliari, in qualsiasi
ora, in caso di notizia o di fondato sospetto di violazioni
costituenti reato, previste dal presente testo unico.
4.   Il  coordinamento  tra  la  Guardia  di  finanza  e
l’amministrazione finanziaria relativamente agli interventi
negli  impianti  presso  i quali sono costituiti gli uffici
finanziari  di  fabbrica  di  cui  al  comma  1  od  uffici
doganali,  e’  disciplinato, anche riguardo alle competenze
in  materia  di verbalizzazione, con direttiva del Ministro
5.  Gli  uffici  tecnici  di  finanza possono effettuare
interventi   presso  soggetti  che  svolgono  attivita’  di
produzione   e   distribuzione   di   beni  e  servizi  per
accertamenti tecnici, per controllare, anche a fini diversi
da quelli tributari, l’osservanza di disposizioni nazionali
o  comunitarie.  Tali interventi e controlli possono essere
eseguiti   anche   dalla  Guardia  di  finanza,  previo  il
necessario coordinamento con gli uffici tecnici di finanza.
6. Il personale dell’amministrazione finanziaria, munito
della speciale tessera di riconoscimento di cui al comma 2,
avvalendosi  del segnale di cui all’art. 24 del regolamento
di  esecuzione  e  di  attuazione  del codice della strada,
approvato  con  decreto  del Presidente della Repubblica 16
dicembre  1992,  n.  495,  e  la  Guardia  di finanza hanno
facolta’   di  effettuare  i  servizi  di  controllo  sulla
circolazione  dei  prodotti di cui al presente testo unico,
anche  mediante  ricerche sui mezzi di trasporto impiegati.
Essi   hanno  altresi’  facolta’,  per  esigenze  di tutela
fiscale,   di   apporre   sigilli  al  carico,  nonche’  di
procedere, gratuitamente, al prelevamento di campioni.».
1.  Il  bioetanolo  di  cui  all’articolo  1,  comma 2, lettera a),
destinato ad essere impiegato tal quale come carburante e’ immesso in
consumo,   con  la  scorta  del  DAS  direttamente  dall’impianto  di
produzione.  Sul  documento di accompagnamento e’ apposta la dicitura
«prodotto  rientrante  nel  programma agevolativo di cui all’articolo
22-bis  del  testo  unico  delle accise destinato all’impiego diretto
come carburante».
2. I prodotti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c) ed
e)  del  presente  regolamento,  destinati  ad  essere impiegati come
carburanti in miscela con la benzina, sono trasferiti, in sospensione
di accisa relativa alla benzina, al deposito fiscale di miscelazione,
con  la  scorta  del  DAA  sul quale e’ apposta la dicitura «prodotto
rientrante  nel  programma agevolativo di cui all’articolo 22-bis del
testo  unico  delle  accise  destinato all’impiego come carburante in
miscela con la benzina».
3.  I  prodotti  di  cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed f),
destinati  ad  essere  impiegati  come  carburanti  in miscela con il
gasolio,  sono  trasferiti,  in  sospensione  di  accisa, relativa al
gasolio,  al  deposito fiscale di miscelazione, con la scorta del DAA
sul  quale  e’ apposta la dicitura «prodotto rientrante nel programma
agevolativo  di  cui all’articolo 22-bis del testo unico delle accise
destinato all’impiego come carburante in miscela con il gasolio».
4.  Sui  documenti  di  accompagnamento di cui ai commi 1, 2 e 3 e’
indicato  altresi’  se  il prodotto e’ denaturato con ETBE o MTBE con
l’indicazione della rispettiva percentuale in volume.
–  Per il testo dell’art. 22-bis del decreto legislativo
n. 504 del 1995 si vedano le note alle premesse.
Pubblicita’ in seno all’Unione europea
1.  Al  fine  di consentire la partecipazione al programma anche ai
1.   Nell’ambito  del  monitoraggio  infrannuale  del  mercato  dei
biocarburanti    previsto   dal   regolamento   adottato   ai   sensi
dell’articolo  2-quater,  comma 3, del decreto-legge 10 gennaio 2006,
n.  2, convertito dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, sono valutati gli
riduzione  delle emissioni di CO2 dei prodotti di cui all’articolo 1,
comma  2,  lettere  a)  e b) del presente regolamento con riferimento
all’intero  ciclo  di vita semplificato. In base ai risultati di tale
monitoraggio,  con  successivo  decreto  del Ministro dell’economia e
delle  finanze,  di concerto con i Ministri dello sviluppo economico,
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e  del mare e delle
politiche   agricole   alimentari  e  forestali,  sono  eventualmente
rimodulate,  relativamente  alla  annualita’  2010,  le  somme di cui
all’allegato  4  al  presente  regolamento  fermo  restando il limite
complessivo prefissato di spesa annuale.
– Per il testo dell’art. 2-quater del decreto-legge n. 2
del 2006, si vedano le note alle premesse.
1.  Il  regolamento  di cui al decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 20 febbraio 2004, n. 96, e’ abrogato.
2.  Il  presente  regolamento  entra in vigore il giorno successivo
Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2009
4 Economia e finanze, foglio n. 340
–  Per i riferimenti al decreto ministeriale 20 febbraio
2004, n. 96, si vedano le note alle premesse.
—->  Vedere Allegato a pag. 6  <----
---->  Vedere Allegato a pag. 7  <----
---->  Vedere Allegato da pag. 8 a pag. 9  <----
---->  Vedere Allegato a pag. 10  <----
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 5 agosto 2009, n. 128 – Regolamento recante agevolazioni fiscali al bioetanolo di origine agricola, da adottare ai sensi dell’articolo 22-bis del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle accise). (09G0137) (GU n. 205 del 4-9-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:14:39+00:00

References: articolo 22
 articolo 4
 art. 15
 art. 3
 art. 66
 art.  9