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Timestamp: 2019-08-17 10:51:57+00:00

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Articolo 3 – Cinema Civile | Rai Movie
Prima Tv. “L’industriale” e “Gli equilibristi”: la crisi secondo Montaldo e Di Matteo
Articolo 3 - Cinema Civile, Focus (0)
Questa sera alle 23.05 e venerdì 6 alle 23.10 vanno in onda, in prima visione Rai, L’industriale di Giuliano Montaldo e Gli equilibristi di Ivano De Matteo.
Tema centrale di entrambi i film è la recessione economica del nostro paese, causa di stravolgimento affettivo nella vita dei protagonisti. Montaldo analizza la progressiva perdita dell’integrità morale di un imprenditore, incapace di garantire la sopravvivenza della propria azienda, mentre Di Matteo si concentra sulla precarietà in cui versa un impiegato medio borghese, impossibilitato a sopravvivere dopo la separazione dalla moglie.
Entrambi i protagonisti, Pierfrancesco Favino ne L’industriale e Valerio Mastandrea ne Gli equilibristi, vivono il disagio di un’instabilità affettiva che mette a repentaglio la propria vita e quella di chi gli sta accanto. E se nel film di Montaldo, il punto di vista è quello di chi gestisce il potere finanziario, un industriale ormai sull’orlo del fallimento, vittima di una percezione delirante e persecutoria che lo induce a nutrire sospetti infondati sulla condotta della moglie, il protagonista de Gli equilibristi è una persona onesta che accetta le conseguenze e i sensi di colpa per un tradimento e si separa, cercando di non far mancare nulla alla moglie e ai due figli. Entrambi schiacciati dai debiti, l’imprenditore e l’impiegato perdono la capacità affettiva di rapportarsi con il resto della società, isolandosi in un mondo in cui vige una dialettica a senso unico con le proprie elucubrazioni mentali. E’ un’analisi lucida, sia che la si guardi dall’ottica privilegiata della classe dirigente sia che si assuma il punto di vista dell’uomo medio, che mette in evidenza come per tutti e due i registi non sia possibile circoscrivere la vita affettiva degli esseri umani isolandola dal contesto sociale in cui vivono.
Martedì 3 alle 23.05 Italiana
Torino, nuovo millennio. La crisi economica post 2008 ha colpito anche l’azienda di Nicola, ereditata dal padre e ora sull’orlo del fallimento. Sbarcare il lunario e garantire il posto ai propri dipendenti non sono però l’unico suo cruccio: il rapporto con la moglie si sta infatti logorando, e Nicola comincia a sospettare l’esistenza di un altro uomo nella vita della consorte… Dramma contemporaneo da uno dei grandi registi italiani di sempre, consegnato alla bravura degli interpreti e a un trattamento estetico radicale dominato dalle immagini di Arnaldo Catinari. PRIMA TV RAI. Una vittoria al Festival Internazionale del Film di Roma 2011: Premio L.A.R.A come miglior interprete italiano (Francesco Scianna). Una candidatura al David di Donatello 2012: migliore scenografo (Francesco Frigeri). Quattro candidature ai Nastri d’Argento 2012: miglior soggetto (Vera Pescarolo Montaldo, Giuliano Montaldo), miglior attrice protagonista (Carolina Crescentini), migliore fotografia (Arnaldo Catinari), migliore scenografia (Francesco Frigeri).
Venerdì 6 alle 23.10 Art. 3 – Cinema Civile
di Ivano De Matteo (Italia/Francia, 2012)
con Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers
Nella vita del quarantenne Giulio, dopo una crisi matrimoniale improvvisa, si apre l’abisso della precarietà. Terzo lungometraggio per Ivano De Matteo, presentato al Festival del Cinema di Venezia, tutto imperniato sulla recitazione interiorizzata di Valerio Mastandrea, contrappuntata dal lavoro di un cast felice in cui si segnalano Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Rolando Ravello, Maurizio Casagrande. PRIMA TV RAI. Una vittoria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2012: Premio Francesco Pasinetti per la miglior interpretazione (Valerio Mastandrea). Due candidature e una vittoria ai david di donatello 2013: miglior attore protagonista (Valerio Mastandrea). Una candidatura al Nastro d’Argento 2013: miglior attore protagonista (Valerio Mastandrea).
Tags: Barbora Bobulova, Carolina Crescentini, Giuliano Montaldo, Gli equilibristi, Ivano De Matteo, L'industriale, Pierfrancesco Favino, Prima visione free, Prima visone Tv, Rai, Valerio Mastandrea
Prima TV – “Any Day Now” (2012) di Travis Fine
Any Day Now (2012) – il poster
L’appuntamento settimanale con il ciclo Art. 3 – Cinema Civile propone questo venerdì la prima televisiva assoluta di Any Day Now (2012) un film che Rai Movie aveva già selezionato e acquisito diversi mesi prima che ne fosse annunciata la distribuzione nelle sale italiane.
West Hollywood, 1979. Il giovane Rudy Donatello (Alan Cumming), drag queen professionista, e il compagno Paul (Garret Dillahunt), procuratore distrettuale, adottano un teenager affetto dalla sindrome di Down e abbandonato dai genitori biologici. Quando la cosa giunge alle orecchie delle autorità competenti, la coppia deve affrontare un percorso difficile e appassionato nel tentativo di far valere il diritto del minore a una serena vita familiare.
Produzione indipendente diretta da Travis Fine, Any Day Now nasce da un copione, ispirato a una storia vera ma rimasto per 30 anni nel cassetto, dello sceneggiatore George Arthur Bloom, attivissimo nel prime time televisivo degli anni Settanta (Starsky e Hutch, I Ragazzi del sabato sera, Chico, Cher, The Billy Crystal Comedy Hour). E’ stato lo stesso regista a rielaborare lo script su due interpreti come Cumming e Dillahunt, costruendo un racconto coinvolgente e, molto al di là della ricostruzione d’epoca, totalmente contemporaneo.
Rudy (Alan Cumming), Paul (Garret Dillahunt) and Marco (Isaac Leyva)
Eterosessuale sposato e con figli, Fine ha messo a fuoco il nucleo emotivo del film sulla base delle proprie dolorose esperienze personali – in particolare il cruento divorzio dalla prima moglie sfociato in un durissimo conflitto sull’affidamento della figlia più piccola: “Ho passato un periodo veramente difficile in cui mi riducevo letteralmente a singhiozzare sul pavimento chiedendomi come qualcuno potesse portarmi via una figlia quando io avevo così tanto amore da donarle”, ha dichiarato il regista in una intervista all’australiana SBS. “È così che ho trovato una connessione diretta con questa vicenda. È una storia assolutamente radicata nei temi dell’eguaglianza e dei diritti dei gay, ma possiede anche una sua universalità comprensibile da chiunque abbia mai perso qualcuno che amava.”
Garret Dillahunt e Alan Cumming
Any Day Now fotografa la prima generazione dei baby boomers, alle prese con una società al bivio in cui i diritti civili faticano a imporsi nell’agenda comune e lo sforzo del singolo appare l’unico grimaldello capace di istigare il mutamento: tutto sta per accadere, da un giorno all’altro come suggerisce il titolo, ma senza volontà individuale e impegno organizzato i risultati sono destinati a una fatale procrastinazione. Ritratto di due uomini coraggiosi, animati dalla convinzione di poter fare una qualche differenza non soltanto per la collettività ma anche e soprattutto per un ragazzo bisognoso di affetto e punti di riferimento sicuri, il film è soprattutto un appello al buon senso, alla comprensione e all’apertura.
Il cursus honorum del film è di tutto rispetto. Al Chicago International Film Festival 2012, Any Day Now ha conquistato il premio del pubblico per il miglior film narrativo. Due vittorie allo L.A. Outfest 2012: premio del pubblico al miglior film e gran premio della giuria ad Alan Cumming come miglior attore. A cui dobbiamo aggiungere il premio del pubblico al miglior film con tematiche maschili (Long Island Gay and Lesbian Film Festival 2013), la doppia vittoria per il miglior film e miglior attore al Seattle International Film Festival 2012, il premio del pubblico al miglior film al Tribeca Film Festival 2012. (af e lr)
Any Day Now (Any Day Now, 2012)
Interpreti: Alan Cumming, Garret Dillahunt, Isaac Leyva
Venerdì 10 ottobre, ore 23.10
Il film sarà trasmesso anche in versione originale sul canale OTH
Articolo 3: omaggio ai fratelli Dardenne
Omaggio ai Dardenne
Per tutto il mese di luglio, Rai Movie rende omaggio ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne con 4 film in onda nella seconda serata del venerdì per il ciclo Articolo 3 – Cinema civile: in programma La promesse, Rosetta, Il figlio e Il matrimonio di Lorna diretti dai fratelli belgi, famosi per aver vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Si comincia venerdì 5 luglio alle 23.05 con La promesse (1966), interpretato da Jérémie Renier, Olivier Gourmet e Assita Ouedraogo, e ambientato in Belgio negli anni Novanta. Protagonista del film, il quindicenne Igor che ha abbandonato gli studi per gestire assieme al padre Roger un traffico di manodopera clandestina e affitti illegali. Ma l’incoscienza del ragazzo viene sconvolta dall’incidente in cui perde la vita un lavorante africano, Hamidou. L’uomo, prima di morire, chiede a Igor di badare alla moglie e al figlioletto: il giovane promette quindi di occuparsi di loro e questa decisione lo metterà in una posizione difficile ma alla lunga costruttiva.
RAI MOVIE, ‘ARTICOLO 3’ – OMAGGIO AI FRATELLI DARDENNE:
La promesse (1966) – venerdì 5 luglio, ore 23.05
Rosetta (1999) – venerdì 12 luglio, ore 23.10
Il figlio (2002) – venerdì 19 luglio, ore 22.55
Il matrimonio di Lorna (2008) – venerdì 26 luglio, ore 23.20
Tags: Articolo 3, Assita Ouedraogo, Belgio, Cinema Civile, Il figlio, Il matrimonio di Lorna, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Jérémie Renier, La promesse, Olivier Gourmet, Rosetta

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