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Timestamp: 2019-03-19 23:03:26+00:00

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Parte II Costituzione Italiana Vicolo Italia
Costituzione -> Parte II
Art. 55 - Il Parlamento si compone della Camera dei deputati [56, 60] e del Senato della Repubblica [57 - 60]. Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione [83, 90, 96, 104, 135].
Art. 56 - La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
Art. 57 - Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due [IV], la Valle d'Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
Art. 58 - I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età [48; III].
Art. 59 - È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi � stato Presidente della Repubblica [83 ss.].
Art. 60 - La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.
Art. 61 - Le elezioni delle nuove Camere [87 III] hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Art. 62 - Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
Art. 63 - Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza.
Art. 64 - Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento [72] a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Art. 65 - La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore [66].
Art. 66 - Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità [56, 58, 65].
Art. 67 - Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Art. 68 - I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare [14], né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale [13], o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna [c.p.p. 442 II, 533 I, 605, 648 I-II], ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza [c.p.p 380].
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni [c.p.p. 266-271, 295 IIIbis; coord. c.p.p. 226] e a sequestro di corrispondenza [c.p.p 254].
Art. 69 - I membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge.
Art. 70 - La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere [55 ss., 71, 76 ss.].
Art. 71 - L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo [87, 89, 92 ss.], a ciascun membro delle Camere [55] ed agli organi [99, 121] ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale [138].
Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli [75].
Art. 72 - Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento [64], esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento [64], stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale [138] ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa [77], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [80], di approvazione di bilanci e consuntivi [81].
Art. 73 - Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso [prel. c.c. 10].
Art. 74 - Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Art. 75 - È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Art. 76 - L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Art. 78 - Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.
Art. 79 - L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
Art. 80 - Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Art. 81 - Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
Art. 82 - Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
Art. 83 - Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Art. 84 - Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.
Art. 85 - Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Art. 86 - Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.
Art. 87 - Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione [61 ss.].
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo [71, 92 ss.].
Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione [75]. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere [86].
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere [78]. Presiede il Consiglio superiore della magistratura [104].
Può concedere grazia [c.p. 174] e commutare le pene [68].
Art. 88 - Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse [85].
Art. 89 - Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità [71, 90].
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri [92, 95].
Art. 90 - Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione [89, 134; c.p. 283].
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune [55], a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Art. 91 - Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune [55].
Art. 92 - Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri [93].
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri [95] e, su proposta di questo, i ministri.
Art. 94 - Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere [55].
Art. 95 - Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei ministri.
La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri [97].
Art. 96 - Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Art. 97 - I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge [95], in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge [51].
Art. 99 - Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
È organo di consulenza delle Camere [55 ss.] e del Governo [92 ss.] per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.
Ha l'iniziativa legislativa [71]e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
Art. 100 - Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione [103].
La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo [92 ss.], e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato [81]. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere [55] sul risultato del riscontro eseguito [103].
La legge assicura l'indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo [92 ss.].
Art. 101 - La giustizia è amministrata in nome del popolo.
Art. 102 - La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario [106 - 108].
Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura [VI].
Art. 103 - Il Consiglio di Stato [100 I] e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi[113, 125, 130].
La Corte dei conti [100 II] ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge.
Art. 104 - La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica [87, 105].
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune [55] tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento [55] o di un Consiglio regionale[121 I-II].
Art. 105 - Spettano al Consiglio superiore della magistratura [104], secondo le norme dell'ordinamento giudiziario [108], le assunzioni [106], le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati [107].
Art. 106 - Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso [105].
Su designazione del Consiglio superiore della magistratura [104, 105] possono essere chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d'esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
Art. 107 - I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura [104, 105], adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Art. 108 - Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge [102, 105 ss.; VII].
La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia [101].
Art. 109 - L'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria [c.p.p. 55-59].
Art. 110 - Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura [104, 105], spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati [c.p.c. 132 II n.4, 134 I, 135 IV; c.p.p. 125 III].
Contro le sentenze [c.p.c. 131] e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge [c.p.c. 360; c.p.p. 606]. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra [VI].
Art. 112 - Il pubblico ministero [107] ha l'obbligo di esercitare l'azione penale [c.p.p. 50].
Art. 113 - Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa [100, 103, 125].
Art. 115 - Abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3.
Art. 116 - Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
Art. 119 - I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
Art. 120 - La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, nè adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Art. 122 - Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonchè dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Art. 124 - Abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 127 - Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.
Art. 128 - Abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 129 - Abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 130 - Abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 131 - Sono costituite le seguenti Regioni:
Art. 132 - Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d'abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Art. 133 - Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.
Art. 134 - La Corte costituzionale giudica:
Art. 135 - La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune [55] e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica [90], intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
Art. 136 - Quando la Corte dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
Art. 137 - Una legge costituzionale [138] stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte.
- Leggi costituzionali.
Art. 138 - Le leggi di revisione della Costituzione [139] e le altre leggi costituzionali [71 ss., 116, 132, 137, XI] sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi [75].
Art. 139 - La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale [138].

References: Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68
 sentenza 

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 105

Art. 106

Art. 107

Art. 108

Art. 109

Art. 110

Art. 112

Art. 113

Art. 115

Art. 116

Art. 119

Art. 120

Art. 122

Art. 124

Art. 127

Art. 128

Art. 129

Art. 130

Art. 131

Art. 132

Art. 133

Art. 134

Art. 135

Art. 136

Art. 137

Art. 138

Art. 139