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Timestamp: 2017-08-22 09:13:40+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE: TESTO DELLA SENTENZA 2400/2015 – Sì alla famiglia
CORTE DI CASSAZIONE: TESTO DELLA SENTENZA 2400/2015
da Sì alla famiglia | Feb 10, 2015 | sì jus |
Come anticipato nei giorni scorsi, pubblichiamo il testo della sentenza 2400/2015 della Corte di Cassazione, la quale, rigettando il ricorso proposta da una coppia di persone dello stesso sesso che intendeva contrarre il matrimonio al Comune di Roma, ha spiegato che né le disposizioni dei trattati europei né l’esegesi della Costituzione pongono un obbligo a carico del Parlamento di estendere il vincolo del matrimonio alle persone dello stesso sesso. Costoro hanno invece diritto ad uno “statuto protettivo”, con diritti e doveri per i componenti delle coppie di fatto.
coppie dello stesso sesso agli interdetti, il che contrasta anche con l’art. 22 Cost.
Deve, pertanto, escludersi, secondo la sentenza n. 138 del 2010, che la mancata estensione del modello matrimoniale alle unioni tra persone dello stesso sesso determini una lesione dei parametri integrati della dignità umana e dell’uguaglianza, i quali assumono pari rilievo nelle situazioni individuali e nelle situazioni relazionali rientranti nelle formazioni sociali costituzionalmente protette ex art. 2 e 3 Cost. Per formazione sociale secondo la Corte “deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, quale stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri. Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento (che necessariamente ostula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia) possa essere
realizzata soltanto attraverso un’equiparazione delle
unioni omosessuali al matrimonio”. Nella pronuncia vi è, di conseguenza, l’espresso riconoscimento del rilievo costituzionale ex art. 2 delle unioni tra persone dello stesso sesso e si avverte l’ esigenza di rimettere al legislatore “nell’esercizio della sua piena
discrezionalità, d’individuare le forme di garanzia e di

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 SENTENZA 
 sentenza 
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 art. 2
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