Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2011/10/analisi-critica-delle-dichiarazioni-del.html
Timestamp: 2017-09-26 20:08:01+00:00

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Note di Grondacci : Analisi critica delle dichiarazioni del Direttore della centrale enel!
LA CENTRALE ENEL STA RISPETTANDO LA LEGGE VIGENTE IN TUTTI I SUOI ASPETTI?
“ Purtroppo il nostro impianto è costantemente considerato il male peggiore della Spezia,
mentre noi siamo costantemente impegnati in interventi atti a garantire il miglioramento dell’impianto, anno dopo anno: un metodo che in più occasioni ci ha permesso di anticipare quanto previsto dalle nuove normative, facendo dell’impianto spezzino un sito d’avanguardia nell’attenzione all’ambiente. La centrale già opera con le migliori tecnologie disponibili”
La centrale enel attualmente non rispetta la seguente normativa:
non è adeguata alla autorizzazione integrata ambientale e quindi funziona sulla base di una autorizzazione scaduta da 4 anni come affermata dalla Corte di Giustizia (sentenza 31/3/2011) secondo la quale: “ Occorre ricordare che dall’art. 5, n. 1, della direttiva IPPC[1] risulta che la data di scadenza per rendere conformi gli impianti esistenti era fissata al 30 ottobre 2007 (v. sentenza 4 marzo 2010, causa C‑258/09, Commissione/Belgio, punto 27)”
non rispetta il principio delle medie delle 48 ore[2] per monitorare le emissioni delle inquinanti della centrale. Questa norma è in vigore dal 2006 (vedi punto 5.1. allegato II al DLgs 152/2006)
non rispetta la norma per cui per i transitori (guasti anomalie o spegnimenti e riaccensione della centrale) si possono prevedere apposite prescrizioni nella autorizzazione alla centrale. Non solo ma sempre secondo questa norma, che esiste da oltre 5 anni, nel caso di emissioni di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate (tutte emesse da questa centrale) l’autorizzazione deve stabilire prescrizioni volte a consentire la stima delle quantità di tali sostanze emesse durante i periodi transitori e fissare appositi valori limite di emissione, riferiti a tali periodi, espressi come flussi di massa annuali. Questa norma è in vigore dal 2006 (comma 14 articolo 271 del dlgs 152/2006
la norma secondo la quale l'autorizzazione alle emissioni può stabilire, per ciascun inquinante, valori limite di emissione espressi come flussi di massa[3] annuali riferiti al complesso delle emissioni. Questa norma è in vigore dal 2006 (comma 5 articolo 269 del DLgs 152/2006)
la norma che disciplina il monitoraggio degli inquinanti organici e inorganici (metalli pesanti, diossine, IPA e PCB dioxine like). Questa norma è in vigore dal 2007 (comma 2 articolo 1 del DLgs 152/2007). Peraltro questa è una norma che doveva essere attuata su imput delle amministrazioni locali in primo luogo la Provincia.
la norma che stabilisce specifiche prescrizioni per le emissioni diffuse[4] (comma 4 articolo 269 del dlgs 152/2006 ) nonché quella che può obbligare al convogliamento[5] delle emissioni diffuse (comma 2 articolo 270 del dlgs 152/2006). Entrambe in vigore dal 2006.
La documentazione presentata da Enel ai fini del rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) non rispetta la vigente normativa, in quanto:
- non c’è alcun riferimento alle alternative su combustibili e modalità di gestione dell’impianto (in contrasto con quanto previsto dalla lettera i comma 1 articolo 29 ter del dlgs 152/2006 relativamente al contenuto della domanda di AIA), ma un semplice adeguamento alla vigente normativa sulle emissioni;
- non c’è alcun riferimento alla specificità del sito (in contrasto con la lettera d) comma 1 articolo 29ter del dlgs 152/2006 relativamente al contenuto della domanda di AIA);
- nella scheda A24 relativa alla Relazione sui vincoli territoriali, urbanistici ed ambientali, si fa riferimento al piano regionale di risanamento della qualità dell’aria (approvato con delibera consiglio regionale n.4 del 21 febbraio 2006) che non è aggiornato alla più recente normativa, in particolare quella relativa ai microinquinanti (dlgs 152/2007) e la normativa quadro sulla qualità dell’aria (dlgs 105/2010), sia per la tipologia degli inquinanti da monitorare, sia per i metodi di campionamento, sia per i limiti dei diversi inquinanti.
- per il monitoraggio delle emissioni e delle immissioni non si considerano i microinquinanti e il PM2,5, rilevando anche le deposizioni ambientali, e che in tal senso non viene rispettato l’allegato III al dlgs 152/2007: criteri per l’ubicazione ed il numero minimo delle stazioni di rilevamento di arsenico, cadmio, mercurio, nichel e degli idrocarburi policiclici aromatici, PCDD/F, PCB nell'aria ambiente;
- non si tiene conto sia della situazione reale della qualità dell’aria nel sito della CTE, delle criticità emerse dai dati della rete pubblica di rilevamento in alcune aree cittadine in tutti questi anni, del mancato rilevamento di alcuni inquinanti (microinquinanti organici e inorganici), del confronto tra i dati e i limiti di tutela sanitaria dell’OMS; in particolare mancano i riferimenti alle particelle del diametro compreso tra 0.1 e 0.5 micron, le più pericolose, di cui la maggior parte notoriamente si forma successivamente alle emissioni dei fumi (particolato secondario) e che tutto ciò risulta in contrasto con il secondo capoverso del comma 5 articolo 251 del Dlgs 152/2006 (disciplina generale emissioni): “Si devono altresì valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell'aria nella zona interessata.”;
- non è data la chiara definizione della tipologia del carbone che verrà bruciato in centrale al fine di verificare in primo luogo se corrisponda ai limiti di cui all’allegato X alla Parte V del dlgs 152/2006;
- non è presente una analisi della composizione dei metalli pesanti nel carbone, anche in rapporto alle BREF per grandi impianti di combustione;
- non sono affrontati gli effetti indiretti dell’inquinamento ambientale in termini di effetto serra e riscaldamento globale;
- si considera la ricaduta delle emissioni in un ambito geografico locale e non si estende la valutazione alla vasta area regionale e nazionale potenzialmente interessata dal trasporto a distanza delle polveri fini;
- in assenza di dati ambientali certi, appare inadeguata la valutazione sui possibili effetti sanitari della contaminazione da metalli (arsenico, nickel, mercurio).
LA GESTIONE ATTUALE DELLA CENTRALE CREA PROBLEMI DI EMISSIONI DIFFUSE E SONORE?
“Le fermate programmate dei gruppi di generazione avvengono periodicamente e con durata predefinita sulla base dei migliori standard di manutenzione del macchinario”
Anche in questo caso il Direttore è reticente in realtà la fermata prevista dal 2014 non è di semplice manutenzione programmata ma è volta a risolvere un serio problema di emissioni diffuse come affermato dalla stessa documentazione presentata da Enel in sede di domanda di AIA riferimento alle emissioni polverose e sonore dalla attività di scarico del carbone dalla navi per poi avviarle alla centrale. Questi interventi erano già previsti tra il 2005 e il 2008 e ora sono nuovamente rinviati.
GLI SCARICHI TERMICI DELLA CENTRALE SONO PERICOLOSI?
“l’immissione delle acque di raffreddamento delle turbine della centrale non producono effetti sulla fauna e sulla flora, come evidenziato anche da studi eseguiti in questi ultimi anni da parte di enti autorevoli, qualificati e super partes. Anche in periodi di forte criticità, come nell’estate del 2003, in presenza di specifiche deroghe, la centrale non ha mai superato i normali limiti imposti alla temperatura”.
Qui siamo veramente alla presa in giro e vi rinvio ai miei due post precedenti sul punto vedi
IL CARBONE E’ ECONOMICAMENTE STRATEGICO?
“Il carbone non è una fonte energetica obsoleta. Questa fonte energetica svolge un ruolo fondamentale da un punto di vista strategico I tre gruppi sono sempre pronti a entrare in servizio e a decidere quale gruppo funzionerà, quando e per quanto tempo è il meccanismo della Borsa dell’energia elettrica, che a livello centrale, giorno per giorno, chiama a produrre i gruppi più competitivi”.
Ma è davvero così strategico questo carbone? Secondo il Rapporto "The true cost of coal" reso noto qualche settimana fa da Greenpeace e realizzato con il contributo dell´istituto indipendente olandese "CE Delft" "nel 2007 il carbone è costato al mondo circa 360 miliardi di euro". Ma al di la di questi dati ci sono i dati ufficiali che vengono dal governo USA. Oggi 1 MW a carbone costa, soltanto, circa 3-4 euro in meno del metano. I prezzi del petrolio in rialzo spingono in alto la domanda di carbone che a sua volta tende a rialzare i prezzi di questo combustibile. Sono aumentati i noli delle navi carboniere ( + costi di navigazione, + domanda di carbone di fronte a meno disponibilità di navi). A kw installato una centrale a carbone costa 800 euro cioè il doppio di qualche anno fa. Il mercato USA del carbone è ben più assistito di quelli delle fonti rinnovabili, dal 2002 al 2008 le fonti fossili ( carbone e petrolio) hanno ricevuto incentivi per 72 miliardi di dollari contro i 29 per le fonti rinnovabili. Al 2010 negli USA sono stati chiusi 12.000 MW di centrali a carbone e 32.000 nuovi MW sono stati bocciati.
Ma se non vogliano credere ai rapporti indipendenti europei o al mercato USA vediamo cosa dice la Relazione annuale del Gestore dei Mercati energetici [6] per il 2010. Relativamente alla evoluzione del mercato del carbone la Relazione afferma (pagina 55 e 56): “A partire dalla seconda metà del 2009, il flusso tipico del carbone nelle principali macro-aree geografiche è stato stravolto dalle differenti velocità di crescita economica, fino al punto che quote consistenti di prodotto sudafricano (prodotto di riferimento storico per il mercato europeo) vengono esportate in India e altri paesi orientali, per far fronte alla crescente richiesta del continente asiatico rispetto al calo di domanda europea (-6% nel 2009). Una trasformazione epocale se si considera che il prodotto sudafricano, dall’avvio della sua commercializzazione, è stato rivolto per circa il 98% al solo mercato atlantico e in particolare all’Europa. In effetti la Cina nel 2009 ha registrato un boom di importazioni che hanno raggiunto i 92 milioni di tonnellate (M/t) di steam coal (+173% rispetto al 2008) contro un crollo del 47% delle esportazioni (18 M/t). Similmente in India l’import nel 2010 è cresciuto del 49% (da 38 M/t a 56 M/t)…….. L’andamento degli indici di prezzo medio nel 2010 ha registrato un incremento pesante attestandosi a 92,5 $/t al porto di sbarco di Rotterdam (CIM CIF ARA: +31,1%), a 91,7 $/t al porto di imbarco di Richards Bay-Sud Africa (FOB RB: +43,0%) e a 115,4 $/t per l’indice di prezzo cinese (Qinhdao STM FOB: +32,4%).”
Mi chiedo se a questi dati di tendenza oggettiva dei mercati aggiungessimo tutte le esternalità (ambientali, sociali e diritti civili) dei costi (individuate dal rapporto indipendente sopra citato) quanto sarebbe ancora conveniente il carbone?
LA CENTRALE E’ UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO OCCUPAZIONALE PER LA NOSTRA PROVINCIA?
“Nonostante il ridimensionamento avvenuto alla fine degli anni 90 Enel ha fatto in modo che non si creasse alcuna emergenza sociale. Oggi siamo probabilmente una delle poche aziende in controtendenza: negli ultimi quattro anni abbiamo assunto 33 giovani”
Bene e i 600 posti persi dalla fine degli anni 80? E comunque i 33 assunti non vanno calcolati negli ultimi 4 anni ma da quando la centrale è stata nuovamente autorizzata (autorizzazione ora scaduta come abbiamo visto in precedenza) e cioè dal 1997. Quindi in 14 anni sono stati assunte 33 persone di contro ad una perdita di posti di lavoro di oltre 600 unità. Complimenti!
[1] La normativa che disciplina la c.d. AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)
[2] Più le medie orarie sono ristrette temporalmente più il dato è attendibile
[3] flusso di massa: massa di sostanza inquinante emessa per unità di tempo (lettera u) articolo 268 del DLgs 152/2006)
[4] Sono le emissioni che non avvengono attraverso appositi punti ma sono prodotte ad esempio dalla movimentazione del carbone dall’attracco al pontile fino ai carbonili. (lettera d articolo 268 del DLgs 152/2006)
[5] emissione tecnicamente convogliabile: emissione diffusa che deve essere convogliata sulla base delle migliori tecniche disponibili o in presenza di situazioni o di zone che richiedono una particolare tutela (lettera e articolo 268 del DLgs 152/2006)
[6] È la società costituita dal Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale SpA (GSE SpA) a cui è affidata la organizzazione e la gestione economica del mercato elettrico (Borsa elettrica italiana), secondo criteri di neutralità, trasparenza, obiettività e concorrenza tra produttori. Essa assicura, inoltre, la gestione economica di una adeguata disponibilità della riserva di potenza.

References: sentenza 
 articolo 271
 articolo 269
 articolo 1
 articolo 269
 articolo 270
 articolo 29
 articolo 29
 articolo 251
 articolo 268
 articolo 268
 articolo 268