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Timestamp: 2018-09-26 11:14:33+00:00

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1 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N La polizza del professionista ed il rimborso IVA I chiarimenti della Ris. 112/E del A cura di Matilde Fiammelli Categoria: Iva Sottocategoria: Rimborso L Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 112/E del , chiarisce che la polizza assicurativa stipulata dai professionisti che appongono il visto di conformità sulle dichiarazioni Iva, anche al fine di consentire il rimborso dell eccedenza a credito, deve essere adeguata al numero dei contribuenti assistiti, dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie, ma non anche all ammontare del credito chiesto a rimborso. Premessa La risoluzione in questione offre un importante precisazione circa il legame esistente, o non esistente, fra polizza assicurativa e rimborso IVA. Ci spieghiamo meglio. Contenuto Le regole, in via sintetica, per poter accedere ai rimborsi delle eccedenze IVA a seguito della presentazione della dichiarazione annuale IVA sono le seguenti, per altro riscontrabili nell art. 38bis, DPR 633/72. 1
2 Eccedenza IVA < euro (Limite così modificato dal DL 193/ euro fino al ) Erogazione del rimborso dietro presentazione della dichiarazione annuale IVA o del Mod. TR, per le eccedenze infrannuali, con procedura semplificata, quindi senza l osservanza di particolari obblighi (obblighi validi per rimborsi superiori ad euro ). (Contribuenti non a rischio - comma 3, art. 38bis, DPR 633/72) Per i rimborsi di ammontare superiore a euro, essi sono eseguiti: previa presentazione della relativa dichiarazione o del Mod. TR, per le eccedenze infrannuali, da cui emerge il credito richiesto a rimborso; la dichiarazione o il mod. TR devono recare il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa di cui all'art. 10, co. 7, primo e secondo periodo, DL 78/2010; alla dichiarazione o al Mod. TR va allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, che attesti la sussistenza delle seguenti condizioni in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente: o il patrimonio netto non è diminuito, rispetto alle risultanze contabili dell'ultimo periodo d'imposta, di oltre il 40 per cento; o la consistenza degli immobili non si è ridotta, rispetto alle risultanze contabili dell'ultimo periodo d'imposta, di oltre il 40 per cento per cessioni non effettuate nella normale gestione dell'attività esercitata; o l'attività stessa non è cessata né si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nelle suddette risultanze contabili; o non risultano cedute, se la richiesta di rimborso è presentata da società di capitali non quotate nei mercati regolamentati nell'anno precedente la richiesta, azioni o quote della società stessa per un ammontare superiore al 50 per cento del capitale sociale; o sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi. (Contribuenti a rischio - comma 4, art. 38bis, DPR 633/72) In questo caso i rimborsi sono eseguiti previa prestazione della garanzia se richiesti: da soggetti passivi che esercitano un'attività d'impresa da meno di due anni diversi dalle imprese start-up innovative di cui all'articolo 25 del Decreto-Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221; da soggetti passivi ai quali, nei due anni antecedenti la richiesta di rimborso, sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell'imposta dovuta o del credito dichiarato superiore: o al 10 per cento degli importi dichiarati se questi non superano euro; 2
3 o al 5 per cento degli importi dichiarati se questi superano euro ma non superano euro; o all' 1 per cento degli importi dichiarati, o comunque fino a euro, se gli importi dichiarati superano euro; da soggetti passivi che nelle ipotesi di cui al comma 3, presentano la dichiarazione o istanza da cui emerge il credito richiesto a rimborso priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, o non presentano la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà; da soggetti passivi che richiedono il rimborso dell'eccedenza detraibile risultante all'atto della cessazione dell'attività. Nel caso di specie rappresentato dalla Ris. 112/E, con apposita istanza di consulenza giuridica è stato richiesto da un Ufficio preposto all erogazione dei rimborsi, come si debba procedere in materia di garanzia, qualora il contribuente, presentando istanza di rimborso ai sensi dell art. 38bis, DPR 633/72, lo facesse a mezzo della presentazione della dichiarazione IVA con visto di conformità. Fino a qua, nulla di che, basterebbe verificare se il contribuente rientra in uno dei casi enunciati in tabella e procedere o meno al rimborso. La richiesta nasce dal fatto che il professionista che ha apposto il visto di conformità presenta una polizza assicurativa ad hoc con massimale di euro mentre il credito chiesto a rimborso è superiore ad euro Nasce quindi la domanda dell agenzia istante che dovrebbe procedere a rimborso, domanda che prevede una doppia alternativa di risposta: richiedere garanzia a copertura totale del credito al contribuente che ha chiesto il rimborso, considerando quindi privo di efficacia il visto di conformità apposto dal professionista sulla dichiarazione; in alternativa richiedere garanzia aggiuntiva per la differenza al contribuente considerando valida la polizza legata al visto di conformità fino a concorrenza di euro
4 Il contribuente parrebbe quindi rientrare nel caso di cui in tabella poco sopra: (Contribuenti non a rischio - comma 3, art. 38bis, DPR 633/72) Il parere dell Agenzia e l utile precisazione L Agenzia instrada sulla corretta via come segue. Secondo la formulazione ad oggi in vigore dell art. 38-bis, i rimborsi dell eccedenza di credito Iva vengono eseguiti: previa presentazione della garanzia; ovvero, in presenza di determinati requisiti soggettivi, previa apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o sull istanza trimestrale. In particolare l obbligo di prestazione di garanzia è stato eliminato in via generale, fatto salvo il caso in cui i crediti chiesti a rimborso abbiano importo superiore a euro (limite modificato dal DL 193/2016, in origine euro ) e quando si verificano le situazioni di rischio elencate all art. 38bis, co. 4. Pertanto, per esclusione, al di fuori dei casi di cui all art. 38-bis, co. 4 i crediti superiori a 30mila euro possono essere rimborsati al verificarsi dei requisiti soggettivi attestati mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio previa presentazione della relativa dichiarazione o istanza recante il visto di conformità. In materia di visto di conformità, d altro canto, l art. 22, DM 164/99 prevede che: I professionisti ed i certificatori stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati e, comunque, non inferiore a tre milioni di euro, al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'attività prestata e al bilancio dello Stato o del diverso ente impositore le somme di cui all'articolo 39, comma 1, lettera a) del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n A riguardo, l Agenzia, con Circolare 7/2015, ha chiarito che la polizza assicurativa della responsabilità civile per i danni causati nel fornire assistenza deve garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente, dallo Stato o altro ente impositore (nel caso di dichiarazione modello 730), non includendo franchigie o scoperti, e prevedere il risarcimento nei cinque anni successivi alla scadenza del contratto. 4
5 La precisazione: L agenzia precisa quindi che: la garanzia da prestare a supporto della richiesta del rimborso, da un lato, e la garanzia da prestare a mezzo dell apposizione del visto di conformità, a sua volta corroborato da idonea garanzia assicurativa del professionista che appone il visto medesimo, dall altro, sono due tipologie di garanzia diverse, quella della polizza assicurativa legata al visto di conformità e quella richiesta dall art. 38bis, finalizzata all ottenimento del rimborso IVA. Infatti la norma fa riferimento a un ipotesi di responsabilità civilistica nei confronti del cliente e del terzo creditore, in quanto la polizza mira a garantire il completo risarcimento ai contribuenti dell eventuale danno arrecato, anche di entità minima, nonché il risarcimento delle sanzioni amministrative irrogate ai soggetti indicati nell articolo 35 del D.Lgs. 241/1997 che rilasciano il visto di conformità ovvero l asseverazione infedele. Diversamente, la garanzia disposta dall articolo 38-bis è volta ad assicurare all Erario la possibilità di recuperare il credito fiscale rimborsato, qualora se ne ravvisi successivamente la non spettanza. La conclusione dell Agenzia Conseguentemente a quanto sopra esposto, se il massimale connesso alla polizza del professionista è inferiore rispetto al credito richiesto a rimborso dal contribuente, il visto di conformità apposto alla dichiarazione non è da considerarsi privo di efficacia. La conseguenza è quindi che non si può obbligare il contribuente a prestare garanzia per ottenere il credito chiesto a rimborso né totale né parziale salvo che lo stesso non si trovi in uno dei casi di cui al comma 4 dell articolo 38-bis. Riferimenti normativi e di prassi Ris. 112/E del ; Art. 38bis, DPR 633/72; Art. 22, DM 164/99. - Riproduzione riservata - 5
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