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Timestamp: 2020-08-12 18:57:20+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10604 del 28/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10604 del 28/04/2017
Cassazione civile, sez. II, 28/04/2017, (ud. 29/09/2016, dep.28/04/2017), n. 10604
sul ricorso (iscritto al N.R.G. 10479/15) proposto da:
D.D., rappresentato e difeso, in forza di procura
speciale a margine del ricorso, dall’Avv.to Valerio Freda del foro
di Avellino ed elettivamente domiciliata presso il dott. Daniel De
Vito in Roma, via Anton Giulio Barrili n. 49;
tempore, rappresentate e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale
dello Stato ed elettivamente domiciliato presso i suoi uffici in
avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli n. 3874
depositata il 1 ottobre 2014;
Udita la relazione della causa svolta nell’udienza pubblica del 29
settembre 2016 dal Consigliere relatore Dott.ssa Milena Falaschi;
uditi gli Avv.ti Valerio Freda, per parte ricorrente, e
T.F., per parte resistente;
Generale Dott. SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per l’estinzione
di entrambi i ricorsi per intervenuta reciproca rinuncia.
Con ricorso depositato dinanzi al Tribunale di Ariano Irpino, D.D. proponeva opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione n. 74687, notificata il 21 gennaio 2010, con la quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze, gli aveva ingiunto il pagamento della somma di Euro 9.485,00 per avere effettuato con la Cassa Arianese di Mutualità, di cui era socio, transazioni finanziarie in contanti senza il tramite di intermediari abilitati, in violazione del D.L. n. 143 del 1991, art. 1, comma 1 conv. in L. n. 197 del 1991.
All’esito del giudizio di primo grado, il Tribunale di Ariano Irpino con la sentenza n. 421 del 12 ottobre 2010, disattese le preliminari eccezioni di carattere procedurale e quella di prescrizione, accoglieva l’opposizione nel merito, ritenendo insussistente l’elemento oggettivo, per essere la Cassa Arianese di Mutualità soc. coop. soggetto abilitato, in forza della L. n. 197 del 1991, art. 6, comma 4 bis. Il Tribunale riteneva, in ogni caso, discriminato dalla buona fede l’agire dell’opponente.
In virtù di rituale appello interposto dal Ministero dell’economia e delle finanze, con il quale chiedeva l’integrale riforma della pronuncia impugnata, la Corte di appello di Napoli, nella resistenza del D. che insisteva per la conferma della sentenza appellata, proponendo a sua volta appello incidentale con cui tra l’altro reiterava l’eccezione di prescrizione e deduceva altre violazioni di carattere formale, e chiedeva l’applicazione della sanzione in misura pari al minimo edittale, con la sentenza n. 3874 del 1 ottobre 2014 accoglieva l’appello, rigettando l’opposizione proposta dal D., applicando la sanzione nella percentuale del 5%, con compensazione delle spese processuali di entrambi i gradi.
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso il D., sulla base di sei motivi, cui ha replicato il Ministero dell’economia e delle finanze con controricorso contenente anche ricorso incidentale affidato ad un unico motivo.
La causa è stata fissata per la discussione alla pubblica udienza del 29 settembre 2016.
In prossimità dell’udienza è stato depositato nella cancelleria di questa Corte, in data 28 settembre 2016, per conto del D. un atto di rinuncia al ricorso, per avere transatto la controversia con l’Amministrazione attraverso la pattuizione del pagamento totale della sanzione come determinata dalla Corte d’appello e la compensazione integrale delle spese di lite, firmato dal ricorrente di persona, dal suo procuratore, avvocato Valerio Freda, nonchè, per adesione, dal procuratore del controricorrente, avvocato dello Stato Fabio Tortora, che a sua volta ha rinunciato al ricorso incidentale.
Il giudizio va conseguentemente dichiarato estinto per sopravvenuta rinuncia al ricorso, principale ed incidentale, in conformità alle conclusioni del Procuratore Generale e poichè la rinuncia è pervenuta dopo la fissazione dell’udienza, la declaratoria di estinzione va pronunciata dal Collegio (Cass. n. 19051 del 2010 e Cass. n. 1878 del 2011).
Non vi è luogo a regolazione delle spese, in ragione dell’adesione alla rinuncia manifestata dalla difesa erariale.
La Corte, dichiara estinto il giudizio per intervenuta rinuncia.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 29 settembre 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 art. 6
 sentenza 
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 Cass.