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Timestamp: 2018-02-25 17:30:25+00:00

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European Strategy for Plastics in a Circular Economy: finalmente plastica e riciclo vengono posti al centro dei nuovi piani per il futuro
E’ stata presentata il 16 gennaio scorso la nuova “Strategia europea sulla plastica in un’economia circolare”, quadro normativo di riferimento per le decisioni UE dei prossimi anni in tema di materie plastiche ed ambiente che riportiamo sinteticamente.
Uno dei punti di partenza della “European Strategy for Plastics in a Circular Economy” è una considerazione sulla plastica: “…. un elemento importante e onnipresente nella nostra economia e nella nostra vita di tutti i giorni, viene utilizzata in diverse maniere e possiede diverse funzioni. Troppo spesso, il modo in cui la plastica oggi viene prodotta, utilizzata e scartata finisce per non ricevere i benefici economici di un approccio più “circolare” e finisce per danneggiare l’ambiente. Ripensare e migliorare il funzionamento del sistema per dare valore a questo materiale richiede sforzi e migliore cooperazione da tutti i principali attori della filiera, dai produttori di plastiche ai riciclatori, rivenditori e consumatori. E’ inoltre necessario un certo grado di innovazione e visione condivisa per condurre gli investimenti nella direzione giusta, con una mobilizzazione da una parte delle autorità nazionali e regionali, città e cittadini e dall’altra del settore privato.”
Nel dicembre 2015, la Commissione ha adottato l’ “EU Action Plan for a circular economy”, dove ha identificato la plastica come una fondamentale priorità e ha affermato che si sarebbe impegnata a “preparare una strategia volta a accettare le sfide imposte alla plastica per mezzo della valorizzazione della filiera, e prendendo in considerazione il suo intero ciclo di vita”.
Nel 2017, la Commissione ha confermato la sua concentrazione sulla produzione e uso di plastica e ha lavorato al raggiungimento dell’obiettivo di rendere riciclabili tutti gli imballaggi in plastica entro il 2030.
In Europa, il valore potenziale della plastica riciclata rimane largamente inespresso: il riciclo e il riutilizzo della plastica a fine vita è a livelli molto bassi, in particolar modo se confrontati con quelli di altri materiali come carta, vetro o metalli. Prendendo in considerazione il riciclo meccanico, ad esempio, esso non è mai stato veramente supportato ed è sempre stato troppo poco valorizzato: ogni anno in Europa si producono circa 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui meno del 30% viene raccolto per il riciclo. Di questa quantità, una buona percentuale lascia il continente per essere trattata in altri paesi, dove possono essere applicati altri tipi di standard ambientali, regolamentazioni o restrizioni. La domanda di plastica riciclata oggi copre solo circa il 6% della totale domanda di plastica in Europa.
Nella Plastics Strategy vengono forniti dei principi guida per un’intelligente, sostenibile e innovativa industria della plastica, dove il design e la produzione rispettano completamente i bisogni del riciclo e del riuso, portando crescita e lavoro all’Europa e aiutando a ridurre le emissioni di gas serra e la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
E’ riconosciuto che l’incremento del riciclo della plastica può portare importanti benefici ambientali ed economici: più alti livelli di riciclo della plastica, comparabili a quelli di altri materiali, possono solo essere raggiunti da un migliora-mento del modo in cui la plastica e i prodotti in plastica vengono pensati e realizzati. Secondo la Commissione, per attuare efficacemente questa strategia, sarà inoltre necessaria una maggiore cooperazione tra tutti gli attori della filiera: dall’industria, i produttori di plastica e trasformatori alle aziende di gestione dei rifiuti, pubbliche e private. Nello specifico, gli attori-chiave di questo processo devono lavorare insieme per:
• Migliorare il design e supportare l’innovazione per rendere la plastica e i prodotti in plastica più facili da riciclare;
• Espandere e migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti plastici, in modo da garantire una certa qualità di input per l’industria di riciclo;
• Espandere e modernizzare le tecniche di riciclo e selezione a livello europeo;
• Creare mercati praticabili per le plastiche riciclate e riciclabili.
Poco dopo la presentazione della Plastics Strategy, PlasticsEurope, l’industria europea delle materie plastiche, si è dichiarata favorevole al tragitto da percorrere, e ha annunciato un impegno a volontario a supporto della strategia: con il documento “Plastics 2030 – Voluntary Committment”, l’industria intende supportare le istituzioni europei impegnandosi ad incrementare il riuso e il riciclo delle materie plastiche, con l’obiettivo di raggiungere il 60% per gli imballaggi in plastica entro il 2030, per poi puntare al 100% nel 2040.
Qualche giorno fa, anche sei associazioni della filiera delle materie plastiche hanno risposto positivamente alla strategia europea annunciando un impegno, il “Circularity Platforms”, con l’obiettivo di raggiungere l’obiettivo di riciclo di almeno il 50% dei rifiuti plastici in Europa entro il 2040, e di almeno il 70% per quanto riguarda gli imballaggi in plastica.
Speriamo che la strategia europea venga implementata in maniera efficace, e che soprattutto venga recepita in Italia in maniera corretta e trasparente, evitando che rimanga solo un proclamo, visto che è dal 2007 che il Consorzio CARPI ribadisce questi concetti e spera nella giusta valorizzazione che il settore riciclo merita.
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SOTTOPRODOTTI, i chiarimenti del Ministero dell’Ambiente: la nuova circolare esplicativa del 30 Maggio 2017
Con nota del 30 maggio 2017 della Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero dell’Ambiente, è stata invita alle Regioni e Province Autonome, ISPRA, Unioncamere, e al Comando Carabinieri per la Tutela dell’ambiente la Circolare ministeriale di chiarimento sull’applicazione del decreto ministeriale 13 ottobre 2016, n. 264, recante «Criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti».
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Pubblicato sul S.O. n .22 alla G.U. n.103 del 05 Maggio il D.lgs. 19 aprile 2017 n. 56 dal titolo “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50” (Green Public Procurement)
Il Decreto, che entrerà in vigore il 20 Maggio 2017, interviene sui seguenti articoli del Codice Appalti: Art. 34. (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale) modificato dall’Art. 23 del Decreto correttivo; Art. 50. (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi) modificato dall’Art. 33 del Decreto correttivo; Art. 82. (Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova) modificato dall’Art. 51 del Decreto correttivo; Art. 86. (Mezzi di prova) modificato dall’Art. 55 del Decreto correttivo; Art. 93. (Garanzie per la partecipazione alla procedura) modificato dall’Art. 59 del Decreto correttivo; Art. 95. (Criteri di aggiudicazione dell’appalto) modificato dall’Art. 60 del Decreto correttivo; Art. 213 (Autorità Nazionale Anticorruzione) modificato dall’Art. 125 del Decreto correttivo.
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References: Art. 34
 Art. 50
 Art. 82
 Art. 86
 Art. 93
 Art. 95
 Art. 213