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Timestamp: 2020-05-31 13:29:27+00:00

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Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria sezione Staccata di Reggio Calabria sentenza n. 418 depositata il 16 luglio 2018 - Chi volontariamente e liberamente si è astenuto dal partecipare ad una selezione non è dunque legittimato a chiederne l’annullamento ancorché vanti un interesse di fatto a che la competizione – per lui res inter alios acta – venga nuovamente bandita - Studio Cerbone
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Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria sezione Staccata di Reggio Calabria sentenza n. 418 depositata il 16 luglio 2018
M. S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Mangialardi, Domenico Ielo, Fulvio Rocco Antonio Mancini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Fulvio Mancini in Reggio Calabria, via Cavour, n. 1;
Gom BMM, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Giuseppe Basile, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Consip S.p.A., Ministero dell’Economia e delle Finanze, Regione Calabria non costituiti in giudizio;
della determinazione del Grande Ospedale Metropolitano “BMM” – U.O.C. Provveditorato Economato e Gestione Logistica ( d’ora in avanti l’”Ospedale”), pubblicata in data 13 aprile 2018 su sito telematico, recante le “Condizioni di fornitura” per “la somministrazione, per anni tre, di latte adattato per la UOC di Neonatologia”, nelle parti in cui ha fissato l’importo a base di gara del “Lotto 1- N. 6.000 litri” in “€ 120,00 oltre oneri IVA” e ha stabilito che l’aggiudicazione avverrà per l’intero lotto con il criterio del prezzo più basso; della richiesta di offerta (cui è allegata la determinazione) pubblicata dall’Ospedale sul portale MEPA in data 13 aprile 2018; degli atti presupposti connessi e conseguenti;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Gom BMM;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 20 giugno 2018 il dott. Andrea De Col e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1.Con ricorso notificato in data 21 aprile 2018 la società M. spa ha impugnato l’atto meglio indicato in epigrafe riguardante la procedura negoziata indetta dall’Ospedale per la fornitura in somministrazione per anni tre di latte adattato per la UOC di Neonatologia da affidare con il criterio del prezzo più basso.
Con il terzo e quarto motivo viene lamentata l’illegittimità delle condizioni di fornitura per violazione – sotto distinti profili – dell’art.26 comma 8 del D.Lgvo 81/2008 perché la base d’asta, così come formulata, non consentirebbe al potenziale concorrente di elaborare un’offerta tale da coprire i costi per la sicurezza e i costi del lavoro.
8.L’esame della prima censura, incentrata sull’eccesso di potere per illogicità ed irragionevolezza della clausola del bando che ha estromesso la M. spa dalla partecipazione alla gara a causa della sostanziale antieconomicità della richiesta d’offerta, impone la preventiva verifica della legittimazione a ricorrere in capo all’operatore economico che, come la società in parola, non abbia presentato la domanda di partecipazione alla gara.
9. Tornando alla vicenda contenziosa in essere, il Collegio non reputa inutile richiamare la distinzione – valorizzata anche dalla giurisprudenza meno recente (Cass. Civ. Sez. II 28 agosto 1993 n.9144) – tra vendita a prezzo vile e vendita a prezzo irrisorio o simbolico. L’esistenza di un divario, anche considerevole, tra il valore di mercato del bene venduto e il prezzo pattuito non è di per sé incompatibile con la causa del contratto di compravendita. La giurisprudenza di legittimità ha infatti avuto modo di precisare che nell’ipotesi in cui risulta concordato un prezzo obiettivamente non serio o perché privo di valore reale e perciò meramente apparente o simbolico o perché programmaticamente destinato nella comune intenzione delle parti a non essere pagato il contratto è nullo per mancanza di un elemento essenziale; viceversa, nell’ipotesi in cui sia pattuito un prezzo di gran lunga inferiore all’effettivo valore di mercato del bene compravenduto o fornito, la conseguenza non sarà l’invalidità del contratto per difetto di causa ma una diversa qualificazione giuridica della fattispecie negoziale, che potrà essere ascritta a seconda dei casi a diverse categorie negoziali (es. donazioni indirette o negozi misti a donazione; cfr. Cass. Civ. Sez. I 04.11.2015 n.22567 citata dalla società ricorrente).
10.L’avviso pubblicato dall’ Ospedale viene impugnato perché impone condizioni negoziali tali da rendere il rapporto contrattuale economicamente non conveniente e “matematicamente” in perdita, come puntualmente dimostrato dalle argomentazioni difensive della M. spa.
Tale prezzo, a differenza di altri casi di cui si è occupata la recente giurisprudenza (cfr.TAR Veneto sent.n.212/17), è infatti macroscopicamente incongruo ed irragionevole, dato che, come efficacemente dimostrato a pag.5 del ricorso “il solo prezzo medio dei recipienti necessari a contenere 6000 litri di latte (2.400 euro) – è di 20 volte superiore alla base d’asta (120 euro-2.400/120=20), mentre come si è sopra precisato “il prezzo al dettaglio del latte è mediamente di circa 5 euro al litro (tale dato si può agevolmente ricavare dalla lista di Altroconsumo –doc.5) e il prezzo a base d’asta è di 250 volte inferiore rispetto a quello di dettaglio” (pag.6 ricorso).
Benché la previsione si riferisca alla diversa fase della verifica dell’anomalia dell’offerta e non al contenuto del bando o dell’avviso di gara l’art.97 comma 5 del D.Lgvo 50/16 è l’unica previsione che possa fare da parametro di legittimità della base d’asta fissata dalla lex specialis, stabilendo che la stazione appaltante “esclude l’offerta solo se la prova fornita non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di costi proposti, tenendo conto degli elementi di cui al comma 4 o se ha accertato, con le modalità di cui al primo periodo, che l’offerta è anormalmente bassa in quanto… a) non rispetta gli obblighi di cui all’articolo 30, comma 3;b) non rispetta gli obblighi di cui all’articolo 105;
c) sono incongrui gli oneri aziendali della sicurezza di cui all’articolo 95, comma 10 rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture; d)il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all’articolo 23, comma 16”.
La determinazione del prezzo d’asta può essere “criticata” ed il prezzo di gara dev’essere necessariamente collegato a quello di mercato quando determini un’effettiva alterazione della concorrenza o, come è accaduto nella vicenda de qua, quando ingeneri una falsa rappresentazione della concorrenza producendo effetti deleteri per il mercato, ancor più pericolosi in quanto destinati a durare nel tempo (cd. effetto “àncora” –cfr.pag.6 memoria M. spa del 4 giugno 2018).
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