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Timestamp: 2020-01-28 23:53:35+00:00

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D.LGS. 81/08 E DIRETTIVA MACCHINE: CHIARIMENTI, OBBLIGHI E RESPONSABILITA’ IN MATERIA DI SICUREZZA MACCHINE. - Studio SAS
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D.LGS. 81/08 E DIRETTIVA MACCHINE: CHIARIMENTI, OBBLIGHI E RESPONSABILITA’ IN MATERIA DI SICUREZZA MACCHINE.
Il Testo Unico in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. nell’art. 71 definisce gli obblighi del Datore di lavoro relativamente alle macchine e attrezzature messe a disposizione dei lavoratori. In linea di principio il citato articolo del D.Lgs. 81/2008 richiede che tali macchine e attrezzature di lavoro siano sicure al momento della scelta e messa a disposizione dei lavoratori e che rimangano adeguate nel tempo. Il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. analizza la sicurezza inerente l’uso delle attrezzature di lavoro all’interno del Titolo III, nello specifico l’art. 70 richiama gli obblighi del Datore di lavoro al che le stesse, quando messe a disposizione dei lavoratori siano rispondenti alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive Comunitarie di prodotto.
A tal riguardo le macchine immesse sul mercato in Italia dopo il 21/09/1996 alla data di entrata in vigore del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 (normativa di recepimento della prima Direttiva 98/37/CE denominata “Direttiva Macchine”) e successivamente dopo il 06/03/2010 alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 17 (recepimento della vigente Direttiva 2006/42/CE, la cosiddetta “nuova Direttiva Macchine”), devono essere conformi ai requisiti di sicurezza applicabili alla macchina, all’atto dell’immissione sul mercato.
Le macchine immesse sul mercato prima del 21/09/1996, devono rispettare i requisiti generali di sicurezza riportati nell’Allegato V del D.Lgs.81/2008 e ne deve essere attestata la rispettiva conformità e rispondenza ai sensi dell’art. 11 comma 1 del D.P.R. 459/1996 e del D.lgs. 81/2008 all’atto della re immissione sul mercato.
Nel primo caso l’effettiva conformità o meno della macchina alle direttive di riferimento che ne consentono la marcatura CE, spetta al fabbricante o al suo mandatario che immette la macchina sul mercato che sia rispondente ai requisiti essenziali di sicurezza (RES).
Tuttavia tra gli obblighi del Datore di lavoro vi è quello di mettere a disposizione dei lavoratori delle macchine conformi al sopra citato art. 70 del D.Lgs. 81/2008 e quindi quello di mettere a disposizione dei lavoratori, macchine e attrezzature di lavoro sicure che siano effettivamente conformi e non che siano semplicemente marcate CE, individuando le eventuali non conformità o carenze attraverso una specifica valutazione dei rischi delle macchine. Un semplice esame visivo generale e di verifica della presenza della targa di identificazione della marcatura CE non è garanzia di assoluta sicurezza della macchina. Dunque prima di metterle a disposizione dei lavoratori, il Datore di lavoro è tenuto ad effettuare una verifica del livello di sicurezza delle macchine al fine di poterne garantire un utilizzo sicuro da parte degli operatori.
Per quanto riguarda le macchine costruite in data antecedente al 21/09/1996 o non marcate CE, è di competenza del Datore di lavoro, nel caso di modifica sostanziale (interventi che vadano oltre alla straordinaria e ordinaria manutenzione), o che siano utilizzate secondo un utilizzo non previsto dal Fabbricante iniziale, richiedono un processo di certificazione che porti alla nuova marcatura CE ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE, o nel caso di mantenimento delle caratteristiche funzionali originarie già previste, adeguando comunque le macchine stesse ai requisiti generali di sicurezza di cui all’Allegato V del D.Lgs. 81/2008.
Si segnala che tale obbligo di applica inoltre su chi re immette sul mercato macchine costruite in data antecedente al 21/09/1996 o prive di marcatura CE, doverne attestare la rispettiva conformità ai sensi dell’art. 11 comma 1 del D.P.R. 459/1996 e del D.lgs.81/2008, al fine di poter immettere su mercato le stesse macchine.
Con la recente edizione della Guida Ufficiale (Luglio 2017), la Commissione Europea ha ampliato la trattazione dell’art. 2 lettera i) della Direttiva Macchine 2006/42/CE.
Lo stesso Art. 2 lettera i) della suindicata Direttiva cita che il fabbricante è la persona fisica o giuridica che progetta e/o realizza una macchina, ed è responsabile della conformità della macchina stessa ai fini dell’immissione sul mercato o messa in servizio all’interno della U.E. con il proprio nome o con il proprio marchio, ovvero per uso personale. In mancanza di un fabbricante quale definito sopra, è considerato fabbricante la persona fisica o giuridica che immette sul mercato o mette in servizio una macchina non marcata CE all’interno della U.E.
La Guida Ufficiale intende meglio chiarire quali sono gli operatori economici coinvolti nell’immissione sul mercato di una macchina e le casistiche in cui tali figure recepiscono le responsabilità e gli obblighi previsti a carico dei fabbricanti, ed in quali condizioni questo avvenga. A tal proposito si riporta di seguito un diagramma riassuntivo delle varie possibilità che possono presentarsi.
(Rif. Diagramma Guida Direttiva Macchine 2017)
La disposizione di cui alla definizione di fabbricante su riportata, riguarda la situazione che si verifica non solo in caso di macchine non marcate CE importate e immesse sul mercato o messe in servizio all’interno della U.E., ma anche in caso di autocostruzione di una macchina per uso personale.
Se un fabbricante di macchine avente sede fuori dalla C.E. decide di immettere una macchina sul mercato U.E., egli può assolvere ai suoi obblighi ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE, oppure incaricare un proprio mandatario che si occupi di ottemperare in toto a tali obblighi per suo conto, in questo caso la persona che acquista macchinari fuori dalla U.E. non si assume la responsabilità di fabbricante. Diversamente la persona fisica o giuridica nell’importare macchine non marcate CE all’interno della U.E. (es. importatore, distributore o utilizzatore), diviene quindi il soggetto intermediario o mandatario su cui ricadono gli stessi adempimenti equiparati al fabbricante e pertanto dovendo assolvere a tutti gli obblighi previsti dall’Art. 5 della Direttiva Macchine 2006/42/CE
Un altro caso in cui gli obblighi del fabbricante ricadono sulla persona fisica o giuridica diversa da chi ha progettato e costruito la macchina, è nel momento in cui avviene la commercializzazione della macchina non marcata CE quando viene commercializzata e immessa sul mercato dell’U.E. con il nome o il marchio dello stesso distributore.Per ogni figura che risulta interessata e soggetta agli obblighi del Testo Unico in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro D.Lgs. 81/2008, nonché alla sicurezza macchine D.Lgs. 17/2010, normativa di recepimento in Italia della nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE, sono individuati i relativi obblighi e sono messi in evidenza i diversi ruoli che le stesse figure possono assumere nel caso, ad esempio, di introduzioni di nuove macchine non marcate CE o di modifiche alle macchine marcate CE già in uso (es. modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore originario). La legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e relativa alla sicurezza macchine, definisce obblighi in ordine alla progettazione, fabbricazione, fornitura, installatori ai fini dell’immissione e/o messa in servizio, individuando per ogni soggetto propri obblighi e relative responsabilità. La definizione di macchine è inserita nel termine più ampio di attrezzatura di lavoro ai sensi del Titolo III, Capo I, Art. 69 del D.Lgs. 81/2008. Si riporta di seguito un diagramma riassuntivo delle varie possibilità che possono presentarsi.
Si ricorda infine in merito all’utilizzo di macchine non conformi, sia in caso di infortuni sul lavoro o di ispezioni da parte degli Organi di Vilanza, sono sancite dall’art. 87 del D.Lgs.81/2008 le sanzioni penali previste a carico di tutte le figure citate (Datore di lavoro, Progettista, Fabbricante, Fornitore e Installatore) e che si riportano di seguito.
Art. 70, comma 1: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro [Art. 87, comma 2, lett. a)]
Art. 70 comma 1: Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto
Art. 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dell’Allegato V, parte II: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro [Art. 87, comma 2, lett. b)]
Art. 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.7, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dell’Allegato V, parte II: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.096,00 a 5.260,80 euro [Art. 87, comma 3, lett. a)]
Sanzioni amministrative a carico del Datore di lavoro e del Dirigente:
Art. 70, comma 2, limitatamente ai punti dell’Allegato V, parte II, diversi da quelli indicati alla lettera a) del comma 3 e alla lettera b) del comma 2 dell’art. 87: sanzione amministrativa pecuniaria da 548,00 a 1.972,80 euro [Art. 87, comma 4, lett. a)]
Art. 70, comma 2: Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’ALLEGATO V.
Art. 71, comma 4: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro [Art. 87, comma 2, lett. c)]
Art. 71, comma 4: Il Datore di lavoro prende le misure necessarie affinché: a) le attrezzature di lavoro siano:
Sanzioni Penali per i Progettisti
Art. 22: arresto fino a sei mesi o ammenda da 1.644,00 a 6.576,00 euro [Art. 57, comma 1]
Art. 22 comma 1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia.
Sanzioni Penali per i Fabbricanti e i Fornitori
Art. 23: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 10.960,00 a 43.840,00 euro [Art. 57, comma 2]
Art. 23 comma 1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Art. 23 comma 2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure di attestazione alla conformità, gli stessi debbono essere accompagnati, a cura del concedente, dalla relativa documentazione.
Sanzioni Penali per gli Installatori
Art. 24: arresto fino a tre mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro [Art. 57, comma 3]
Art. 24 comma 1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute e sicurezza sul lavoro, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti.
Resta a disposizione david.negri@studiosas.it

References: art. 70
 Art. 2
 Art. 69

Art. 70

Art. 70

Art. 70

Art. 70

Art. 70

Art. 70

Art. 71

Art. 71

Art. 22

Art. 22

Art. 23

Art. 23

Art. 23

Art. 24

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