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Timestamp: 2018-12-12 23:19:33+00:00

Document:
Inviato da: pdcibologna@gmail.com
Titolo: A Bologna una battaglia referendaria in difesa della Costituzione, dei diritti sociali e della democrazia
Ora: 16:35:40
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Date: Tue, 21 May 2013 07:35:40 -0700 (PDT)
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Subject: A Bologna una battaglia referendaria in difesa della Costituzione, dei diritti sociali e della democrazia
From: pdcibologna@gmail.com
Injection-Date: Tue, 21 May 2013 14:35:40 +0000
http://pdcibologna.blogspot.it/2013/05/a-bologna-una-battaglia-referendaria=<br /> -in.html<br /> <br /> =ABLa Repubblica detta le norme generali sull=92istruzione ed istituisce s=<br /> cuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto=<br /> di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato=BB=<br /> .. Articolo 33 della Costituzione Italiana<br /> <br /> =ABQuale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie com=<br /> unali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con =<br /> le scuole d=92infanzia paritarie a gestione privata ritieni pi=F9 idonea pe=<br /> r assicurare il diritto all=92istruzione delle bambine e dei bambini che do=<br /> mandano di accedere alla scuola dell=92infanzia?<br /> <br /> A) utilizzarle per le scuole comunali e statali<br /> <br /> B) utilizzarle per le scuole paritarie private=BB<br /> <br /> Quesito del referendum consultivo comunale bolognese del 26 maggio 2013<br /> <br /> <br /> Ci sono battaglie che, partendo da un ambito specifico e da una dimensione =<br /> locale, possono assumere, grazie alle loro implicazioni, un carattere gener=<br /> ale e strategico, perch=E9 riconducono a s=E9 le contraddizioni pi=F9 profo=<br /> nde del quadro politico-sociale nazionale. Basti solo pensare al movimento =<br /> No-Tav della Val Susa o, per altri versi, alla lotta condotta dalla Fiom a =<br /> Pomigliano: conflitti in cui la rivendicazione dei diritti sociali e degli =<br /> spazi di democrazia trova il proprio fondamento nei principi stessi su cui =<br /> si regge la nostra Carta costituzionale.<br /> <br /> Qualcosa di simile sta avvenendo nelle ultime settimane anche a Bologna, do=<br /> ve il prossimo 26 maggio si svolger=E0 un referendum consultivo cittadino p=<br /> romosso dal Comitato Articolo 33, con l=92obiettivo di eliminare i finanzia=<br /> menti comunali alle scuole private paritarie, per destinarli invece al fina=<br /> nziamento delle scuole pubbliche. L=92iniziativa referendaria del Comitato =<br /> =E8 stata sostenuta fin dall=92inizio dal fronte composito della societ=E0 =<br /> civile bolognese (movimenti ed associazioni da sempre attivi a sostegno del=<br /> la scuola pubblica), dalle forze politiche cittadine di sinistra (Pdci, Rif=<br /> ondazione, Sel, Verdi), dal M5S e da forze sindacali come Flc, Fiom e sinda=<br /> calismo di base. Grazie anche al loro attivo sostegno, il Comitato referend=<br /> ario =E8 riuscito a raccogliere lo scorso autunno, nell=92arco di poche set=<br /> timane, quasi 13mila firme di cittadini bolognesi, ben oltre il limite nece=<br /> ssario stabilito dallo statuto comunale.<br /> <br /> =C8 a questo punto, con l=92indizione del referendum, che la partita =E8 en=<br /> trata nel vivo, assumendo via via toni sempre pi=F9 aspri, compattando a so=<br /> stegno del finanziamento alle scuole private uno schieramento che fino a po=<br /> co tempo fa sarebbe stato considerato eclettico, ma che oggi appare profeti=<br /> camente coerente: Pd, Pdl, Udc, Lega Nord, Confindustria, Cisl, Curia, Comu=<br /> nione e Liberazione. In pratica tutti i poteri forti cittadini, a cui va ag=<br /> giunta la malcelata insofferenza al referendum espressa dalla maggioranza d=<br /> ella Camera del Lavoro Metropolitana, in contrasto con la posizione di aper=<br /> to sostegno assunta dalla sinistra sindacale di classe nella Cgil, assieme =<br /> alla Flc ed alla Fiom.<br /> <br /> Ma come =E8 stato possibile che proprio a Bologna si sia determinata una si=<br /> tuazione simile? Per comprenderlo occorre fare un salto all=92indietro di c=<br /> irca vent=92anni.<br /> <br /> Il =93laboratorio Bologna=94 e la liquidazione del patrimonio storico-ideal=<br /> e del Pci<br /> <br /> Come =E8 noto, la storica sezione della Bolognina =E8 stato il proscenio pe=<br /> r lo scioglimento del Pci e l=92avvio della svolta occhettiana. Ma a met=E0=<br /> degli anni Novanta, il gruppo dirigente dell=92allora Pds, che a Bologna a=<br /> mministrava con la giunta del sindaco Walter Vitali, ritenne che, sciolto i=<br /> l Pci, era ormai giunto il tempo di un ulteriore passo in avanti e che la c=<br /> itt=E0 dovesse ancora una volta diventare il laboratorio politico per speri=<br /> mentare in loco, prima di lanciarlo a livello nazionale, l=92accordo tra ex=<br /> -comunisti ed ex-democristiani. E la giunta Vitali ritenne che il terreno d=<br /> i sperimentazione dovesse essere, non casualmente, proprio la scuola, da se=<br /> mpre considerata strategica dalla forze cattoliche.<br /> <br /> Nel settore scolastico tutte le giunte bolognesi a guida comunista avevano =<br /> massicciamente investito, dal dopoguerra fino agli anni Settanta, costruend=<br /> o una rete di istituti comunali di ogni ordine e grado, dagli asili-nido fi=<br /> no agli istituti tecnici superiori. Il fiore all=92occhiello del sistema di=<br /> istruzione pubblico comunale era rappresentato dalle scuole dell=92infanzi=<br /> a, per l=92eccellenza della loro elaborazione pedagogica (riconosciuta anch=<br /> e a livello internazionale) e per la capillarit=E0 dell=92offerta, estesa s=<br /> u tutto il territorio cittadino.<br /> <br /> Nel 1994 il sindaco Vitali decise consapevolmente la fine di questo modello=<br /> virtuoso di intervento pubblico, in nome del =93superamento di antichi ste=<br /> ccati ideologici=94 sostenendo la convenzione che diede vita al cosiddetto =<br /> modello integrato pubblico-privato, fondato ovviamente sui finanziamenti co=<br /> munali alle scuole private, in specie quelle materne cattoliche. Negli anni=<br /> immediatamente successivi alla stipula dell=92intesa, diventarono evidenti=<br /> gli effetti di questo radicale cambiamento di strategia: progressivo smant=<br /> ellamento dell=92apparato scolastico comunale (ridotto unicamente agli asil=<br /> i-nido e alle scuole dell=92infanzia) e continuo incremento della quota di =<br /> finanziamento alle scuole private paritarie, in aggiunta alla quota gi=E0 g=<br /> arantita sia dalla Regione Emilia-Romagna, sia (grazie all=92azione del min=<br /> istro Luigi Berlinguer) dallo Stato italiano.<br /> <br /> =C8 utile ricordare che la stessa giunta Vitali si rese protagonista in que=<br /> gli anni di un=92altra decisa rottura con il =93modello=94 bolognese eredit=<br /> ato dalle passate amministrazioni a guida comunista, ovvero la privatizzazi=<br /> one delle Farmacie Comunali, un=92azienda che produceva un cospicuo utile e=<br /> la cui dismissione venne affidata all=92allora assessore al bilancio Flavi=<br /> o Delbono, professore universitario di area cattolica, che ritroveremo sind=<br /> aco della citt=E0 per una brevissima quanto infelice stagione politica cara=<br /> tterizzata da scandali e cattiva gestione dei fondi pubblici. Dettaglio non=<br /> trascurabile: la privatizzazione delle Farmacie Comunali fu portata a term=<br /> ine nonostante il parere contrario espresso dalla cittadinanza attraverso u=<br /> n referendum popolare consultivo che vide i comunisti bolognesi protagonist=<br /> i di quella importante battaglia. La scusa addotta fu la scarsa affluenza a=<br /> lle urne (36% degli aventi diritto), che secondo la giunta rendeva l=92esit=<br /> o =93non politicamente significativo=94 .<br /> <br /> Sta di fatto che il laboratorio bolognese aveva prodotto i risultati sperat=<br /> i. In quella che una volta era considerata la =93roccaforte rossa=94 si pri=<br /> vatizzava il welfare locale e si finanziavano con fondi pubblici comunali l=<br /> e scuole private cattoliche, un messaggio forte e chiaro di affidabilit=E0 =<br /> che l=92allora Pds lanciava ai suoi interlocutori a livello nazionale. Pecc=<br /> ato che il messaggio non fosse evidentemente gradito ai cittadini bolognesi=<br /> : le elezioni amministrative del 1999 furono infatti vinte dal candidato be=<br /> rlusconiano Giorgio Guazzaloca, a fronte di un astensionismo da record. Per=<br /> riconquistare Palazzo d=92Accursio i Ds furono costretti a schierare nelle=<br /> successive elezioni comunali una figura nazionale quale Sergio Cofferati, =<br /> che si rivel=F2 tuttavia ben presto un corpo estraneo, mai integratosi nell=<br /> a vita pubblica cittadina, tanto da rinunciare volontariamente alla ricandi=<br /> datura.<br /> <br /> Segu=EC il breve intermezzo del sindaco Delbono che ha rapidamente portato =<br /> al commissariamento della citt=E0. La buona politica e la buona amministraz=<br /> ione che avevano contribuito a creare, da Dozza in avanti, un modello socia=<br /> le e politico ammirato in tutto il mondo (e particolarmente studiato dalla =<br /> sinistra nordica, che ha mutuato gran parte del suo modello da quello emili=<br /> ano e bolognese), in poco meno di tre lustri finiva ingloriosamente con un =<br /> commissariamento e la scomparsa di amministratori di alto livello e compete=<br /> nza.<br /> <br /> Il filo conduttore delle tormentate vicende politiche bolognesi degli ultim=<br /> i vent=92anni, qui sommariamente ricordate, emerge evidente: la progressiva=<br /> liquidazione del patrimonio storico e ideale delle amministrazioni a guida=<br /> comunista del secondo dopoguerra, perseguita in maniera esplicita e coeren=<br /> te, alla pari della giunta Guazzaloca di centrodestra, dall=92apparato loca=<br /> le Pds-Ds-Pd. Il terreno ideale su cui operare lo =93strappo=94 =E8 stato i=<br /> dentificato, in ossequio alla vulgata liberista (tra l=92altro egemone a li=<br /> vello accademico anche nell=92Ateneo bolognese) e all=92ormai consolidato a=<br /> sse con i poteri forti cittadini, nel finanziamento pubblico alle scuole pr=<br /> ivate cattoliche e nella privatizzazione di pezzi sempre pi=F9 ampi e signi=<br /> ficativi di welfare comunale.<br /> <br /> La battaglia referendaria del Comitato Articolo 33<br /> <br /> L=92attuale sindaco di Bologna, Virginio Merola, =E8 stato eletto al termin=<br /> e della lunga fase di commissariamento, a seguito di consultazioni amminist=<br /> rative che hanno segnato un=92altra triste rottura col passato: l=92esclusi=<br /> one, per la prima volta dal dopoguerra, di rappresentanti comunisti dal con=<br /> siglio comunale. Merola, diretta espressione dell=92apparato Pd, renziano d=<br /> ell=92ultima ora, =E8 stato investito al ruolo di primo cittadino per dare =<br /> seguito alle politiche di =93larghe intese=94 col mondo cattolico e coi pot=<br /> eri forti cittadini, gi=E0 perseguita dai suoi predecessori.<br /> <br /> Prosegue quindi la strategia di progressiva riduzione nel finanziamento del=<br /> la scuola pubblica comunale e nel rafforzamento del cosiddetto sistema inte=<br /> grato di istruzione. Sotto la giunta Merola i finanziamenti comunali alle s=<br /> cuole private paritarie, di fatto quasi tutte scuole materne cattoliche, ra=<br /> ggiungono la quota di 1milione e 200mila euro all=92anno. Nonostante ci=F2,=<br /> e nonostante gli ulteriori contributi garantiti dalla Regione e dallo Stat=<br /> o (per un totale di quasi 2milioni e 500mila euro), gli istituti privati pa=<br /> ritari bolognesi rimangono tutti a pagamento, con rette da un minimo di 200=<br /> ad un massimo di 1000 euro al mese. Nel frattempo, come =E8 noto, l=92atta=<br /> cco alla scuola pubblica statale raggiunge il culmine, con i tagli lineari =<br /> e le controriforme aziendalistiche operate, in piena continuit=E0 di intent=<br /> i, dal tandem Gelmini-Profumo.<br /> <br /> In questo drammatico contesto, il sistema integrato pubblico-privato bologn=<br /> ese viene apertamente presentato dall=92amministrazione comunale bolognese =<br /> come modello di riferimento a livello nazionale, e non =E8 certo un caso ch=<br /> e uno dei due sottosegretari all=92Istruzione nominati dal governo Monti si=<br /> a stata Elena Ugolini, per lunghi anni preside di un istituto privato bolog=<br /> nese gestito da Comunione e Liberazione.<br /> <br /> Ma il meccanismo, apparentemente ben oliato, improvvisamente si inceppa. L=<br /> =92assessorato alla Scuola del comune di Bologna, per negligenza se non per=<br /> scelta deliberata, sottovaluta il trend demografico positivo degli ultimi =<br /> anni e cos=EC, all=92inizio dell=92a.s. 2012/2013, ben 423 bambini rimangon=<br /> o esclusi dalle liste della scuola dell=92infanzia pubblica, nonostante ris=<br /> ultino 96 posti ancora vacanti nelle scuole materne cattoliche. A dimostraz=<br /> ione del fatto che non tutte le famiglie bolognesi possono permettersi le r=<br /> ette richieste dalle scuole private paritarie, pur cos=EC generosamente sov=<br /> venzionate, n=E9 vogliono sottoporre i loro figli a un=92educazione di stam=<br /> po confessionale.<br /> <br /> Su questa situazione di evidente impasse del cosiddetto sistema integrato d=<br /> i istruzione che si innesta la sfida referendaria lanciata dal Comitato Art=<br /> icolo 33 di Bologna, nato dall=92iniziativa di intellettuali, docenti e gen=<br /> itori da sempre attivi in difesa della scuola pubblica e dei valori costitu=<br /> zionali che la contraddistinguono: inclusivit=E0, laicit=E0 e democrazia. V=<br /> alori che non sembra siano in cima alle preoccupazioni delle scuole paritar=<br /> ie cattoliche: sar=E0 un caso, ma attualmente su 1.730 allievi gli stranier=<br /> i sono solo 80, cio=E8 il 4,6% contro il 23,3% nella scuola dell=92infanzia=<br /> pubblica comunale e statale; i bambini disabili sono lo 0,3% contro il 2,1=<br /> % nella scuola pubblica.<br /> <br /> Come detto, l=92iniziativa del Comitato referendario ha fin dall=92inizio t=<br /> rovato sostegno nella sinistra politica e sindacale bolognese e in larga pa=<br /> rte dell=92opinione pubblica cittadina. Il risultato =E8 stato, in poche se=<br /> ttimane di mobilitazione, la raccolta di quasi 13mila firme. =C8 a questo p=<br /> unto che la battaglia referendaria bolognese =E8 entrata nel vivo e ha assu=<br /> nto anche i connotati di una battaglia per la difesa degli spazi di democra=<br /> zia. Il sindaco e la giunta, infatti, dopo aver sottovalutato le capacit=E0=<br /> di mobilitazione civile del Comitato Articolo 33, trovandosi costretti a i=<br /> ndire la consultazione referendaria e temendo evidentemente una possibile s=<br /> confitta, hanno cominciato a mettere in pratica tutte le possibili iniziati=<br /> ve per contrastare l=92azione del Comitato, anche attraverso palesi violazi=<br /> oni della prassi istituzionale.<br /> <br /> Innanzitutto =E8 stata respinta la richiesta del Comitato promotore di abbi=<br /> nare la consultazione referendaria con le elezioni politiche generali, scel=<br /> ta che avrebbe garantito tra l=92altro un notevole risparmio per le casse c=<br /> omunali. La data scelta dalla giunta =E8 stata quella di domenica 26 maggio=<br /> , per ridurre al minimo l=92affluenza, in modo da replicare l=92escamotage =<br /> gi=E0 messo in pratica ai tempi del referendum consultivo sulla privatizzaz=<br /> ione delle Farmacie Comunali. In questa stessa direzione va letta anche la =<br /> decisione di istituire un numero di seggi nettamente inferiori al fabbisogn=<br /> o, nonostante le ripetute sollecitazioni del Comitato a garantire le miglio=<br /> ri condizioni per la partecipazione popolare.<br /> <br /> Ancora pi=F9 eclatante =E8 stata la consapevole decisione del sindaco Merol=<br /> a di abbandonare il ruolo di arbitro super partes, che gli affiderebbe in q=<br /> uesto caso lo statuto comunale, per scendere direttamente in campo nella pa=<br /> rtita referendaria, appoggiando pubblicamente i fautori del mantenimento de=<br /> l sistema integrato e arrivando a mettere a loro disposizione la quota degl=<br /> i spazi pubblici normalmente riservata alla comunicazione istituzionale. In=<br /> questo modo i sostenitori delle sovvenzioni alla scuola privata (opzione =<br /> =93B=94 al referendum) dispongono dei 2/3 degli spazi informativi, contro s=<br /> olo 1/3 riservato ai sostenitori dell=92abolizione del finanziamento pubbli=<br /> co (opzione =93A=94 al referendum). In un accesso di sincerit=E0, il sindac=<br /> o bolognese =E8 arrivato ad affermare che non terr=E0 comunque conto dell=<br /> =92eventuale esito referendario, se a lui sfavorevole, essendo la sua natur=<br /> a semplicemente consultiva.<br /> <br /> Conscio che le implicazioni della contesa referendaria stavano rapidamente =<br /> travalicando l=92ambito locale, assumendo i caratteri di una significativa =<br /> partita in difesa dei principi costituzionali, il Comitato Articolo 33 ha d=<br /> eciso quindi di ampliare il perimetro della propria azione, promuovendo un =<br /> appello nazionale, intitolato =93Bologna riguarda l=92Italia=94, che ha rap=<br /> idamente raccolto l=92adesione di importanti personalit=E0 del mondo della =<br /> cultura, della politica e del sindacato: da Stefano Rodot=E0, che ha accett=<br /> ato di assumere il ruolo di presidente onorario del Comitato, a Margherita =<br /> Hack, Andrea Camilleri, Wu Ming, Maurizio Landini, Salvatore Settis, Lucian=<br /> o Gallino e molti altri (per vedere tutte le adesioni consulta il sito del =<br /> Comitato: http://referendum.articolo33.org/ ).<br /> <br /> Le parole dell=92appello chiariscono il valore generale assunto dalla conte=<br /> sa referendaria bolognese:<br /> <br /> =93La portata di questo referendum va ben oltre i confini comunali. E=<br /> =92 l=92occasione per dare un segnale forte contro i continui tagli alla sc=<br /> uola pubblica e l=92aumento dei fondi alle scuole paritarie private. In Ita=<br /> lia c=92=E8 urgente bisogno di rifinanziare e riqualificare la scuola pubbl=<br /> ica, quella che non fa distinzioni di censo, di religione, di provenienza. =<br /> Quella dove le giovani cittadine e i giovani cittadini italiani ed europei =<br /> imparano la convivenza nella diversit=E0=94.<br /> <br /> <br /> Alla mobilitazione dei firmatari dell=92appello nazionale, simpaticamente d=<br /> efiniti da un assessore della giunta bolognese =93intellettuali marziani di=<br /> sinistra=94, i sostenitori dell=92opzione referendaria =93B=94 hanno repli=<br /> cato con un manifesto in 10 punti a favore del sistema integrato pubblico-p=<br /> rivato. Non casualmente, la sua presentazione =E8 stata affidata all=92ex-s=<br /> indaco (in seguito senatore Pd) Walter Vitali e al professor Stefano Zamagn=<br /> i, economista bocconiano, figura di riferimento del mondo accademico cattol=<br /> ico bolognese, nonch=E9 maestro dell=92altro ex-sindaco Flavio Delbono. Sim=<br /> bolicamente ricostruito l=92accordo politico che diede vita negli anni Nova=<br /> nta al sistema integrato bolognese di istruzione, la lettura del manifesto =<br /> ne rivela con coerenza gli elementi fondanti. Agli attacchi strumentali sul=<br /> presunto carattere ideologico e laicista della proposta referendaria, alle=<br /> falsit=E0 propalate sui suoi contenuti di merito, si affianca ora la consa=<br /> pevole rivendicazione di un modello di istruzione che si situa al di fuori =<br /> del perimetro delineato dalla Costituzione repubblicana.<br /> <br /> Nella visione del professor Zamagni e del senatore Vitali, la scuola perde =<br /> ogni residuo connotato di =93organo costituzionale=94, come rivendicava Pie=<br /> ro Calamandrei, e l=92istruzione, lungi dall=92essere considerata un diritt=<br /> o universale, viene definita, coerentemente con le concezioni neoliberiste,=<br /> un =93investimento per il futuro=94 soggetto alla libera scelta tra offert=<br /> e concorrenti (purch=E9 debitamente finanziate con fondi pubblici). Non si =<br /> poteva essere pi=F9 chiari di cos=EC. In soccorso delle posizioni di Zamagn=<br /> i, a ulteriore conferma del rilievo nazionale assunto dal referendum bologn=<br /> ese, =E8 giunta l=92esplicita presa di posizione del presidente della Cei, =<br /> il cardinale Bagnasco. Ancora pi=F9 recentemente, il sindaco bolognese Mero=<br /> la ha deciso di alzare ulteriormente il tiro, affermando di voler =93fare d=<br /> el referendum un caso nazionale in quanto occasione per chiarire da che par=<br /> te sta il Pd=94 e definendo la consultazione popolare, in una lettera propa=<br /> gandistica inviata a tutte le famiglie bolognesi, un =93imbroglio ideologic=<br /> o=94.<br /> <br /> Un=92 occasione per il rilancio della presenza comunista e per la ridefiniz=<br /> ione dei rapporti a sinistra.<br /> <br /> Il laboratorio politico bolognese ha ancora una volta anticipato i tempi: g=<br /> li schieramenti referendari locali ricalcano quelli stabilitisi a livello p=<br /> olitico nazionale sulle =93larghe intese=94 del governo Letta. E anche la p=<br /> osta in gioco =E8 la stessa, insieme altamente simbolica e profondamente co=<br /> ncreta. Si confrontano da un lato un progetto neomoderato, fondato sulla ri=<br /> duzione degli ambiti di democrazia e sulla ridefinizione in chiave liberist=<br /> a dei rapporti economici e sociali e dall=92altro una visione ad esso radic=<br /> almente alternativa, che persevera nel mantenere ben saldi i riferimenti ai=<br /> valori fondanti della nostra Carta costituzionale.<br /> <br /> Il confronto =E8 apparentemente asimmetrico: il fronte favorevole al finanz=<br /> iamento pubblico delle scuole private controlla la macchina comunale, dispo=<br /> ne dell=92appoggio di potenti apparati di partito e del sostegno di tutti i=<br /> poteri forti cittadini. Opposto a uno schieramento cos=EC vasto e coeso, i=<br /> n grado di condizionare anche i principali canali di comunicazione locali, =<br /> e che sta oltretutto giocando una partita di cui ha stabilito le regole e c=<br /> on l=92arbitro schierato in campo, il Comitato Articolo 33 rilancia alla ci=<br /> ttadinanza bolognese, nelle tante iniziative pubbliche realizzate grazie al=<br /> l=92impegno diretto e generoso dei suoi volontari, l=92appello in difesa de=<br /> i principi costituzionali e dell=92identit=E0 repubblicana. Di fronte alle =<br /> falsit=E0 propagandistiche sulle ricadute negative per le famiglie bolognes=<br /> i in caso di vittoria al referendum, i sostenitori dell=92opzione pubblica =<br /> contrappongono una semplice ma inconfutabile verit=E0: l=92abolizione dei f=<br /> inanziamenti alle scuole private garantirebbe di per s=E9 l=92apertura di u=<br /> n numero di sezioni di scuole dell=92infanzia comunali in grado di assorbir=<br /> e completamente le liste d=92attesa oggi esistenti.<br /> <br /> La posta in gioco =E8 davvero alta. La vittoria al referendum dell=92opzion=<br /> e =93B=94, oltre a confermare il modello integrato di istruzione, aprirebbe=<br /> la strada per i progetti futuri dell=92attuale giunta comunale, che intend=<br /> e portare a termine il percorso di privatizzazioni aperto vent=92anni fa da=<br /> l sindaco Vitali con la vendita delle Farmacie Comunali, provvedendo all=92=<br /> esternalizzazione dell=92intero welfare locale, da affidare ad una Asp unic=<br /> a (Azienda di servizi alla persona, partecipata dal comune), in attesa dell=<br /> a prevedibile entrata in scena del sistema delle cooperative sociali, legat=<br /> o a interessi politico-economici trasversali. In questo schema rientrerebbe=<br /> anche il destino delle scuole dell=92infanzia comunali, preventivamente de=<br /> classate al rango di =93servizio a domanda individuale=94, con la conseguen=<br /> te perdita delle garanzie contrattuali. Su questa prospettiva si =E8 gi=E0 =<br /> aperta a Bologna una fase di profonda conflittualit=E0 sindacale tra la giu=<br /> nta e il personale educativo comunale.<br /> <br /> In questa complessa e delicata partita, i Comunisti Italiani di Bologna, pu=<br /> r esclusi dal consiglio comunale e dalle istituzioni cittadine, hanno da su=<br /> bito giocato un ruolo di primo piano, aderendo formalmente al Comitato Arti=<br /> colo 33 e sostenendolo con determinazione, sia nella fase della raccolta fi=<br /> rme che nella gestione della campagna referendaria. La segreteria della Fed=<br /> erazione bolognese del Pdci ha immediatamente colto il valore strategico de=<br /> lla sfida referendaria, ponendola al centro del progetto di rilancio della =<br /> presenza del Partito sul territorio, tanto sul piano delle lotte sociali, q=<br /> uanto su quello del confronto politico. Straordinariamente rilevante =E8 st=<br /> ato il contributo di militanza fornito dalla sezione cittadina e dalla Fgci=<br /> , che hanno costantemente supportato l=92azione del Comitato referendario, =<br /> ottenendo espliciti riconoscimenti in termini di visibilit=E0 e di credibil=<br /> it=E0 politica. Costante =E8 stata la partecipazione del Partito al dibatti=<br /> to pubblico cittadino, grazie anche alla ricostruzione ex novo degli strume=<br /> nti e dei canali informativi compiuta negli ultimi mesi.<br /> <br /> Ma al di l=E0 delle occasioni contingenti che la sfida bolognese ha offerto=<br /> per la ricostruzione del profilo politico dei comunisti in ambito locale, =<br /> essa offre ulteriori spunti di riflessione di portata pi=F9 generale. Innan=<br /> zitutto, e inevitabilmente, dato l=92ambito in cui si colloca, essa mostra =<br /> con la pi=F9 evidente chiarezza il compimento della parabola politica inizi=<br /> ata vent=92anni fa proprio alla Bolognina, con l=92annuncio della svolta oc=<br /> chettiana. Indubbiamente, anche da parte comunista, si sono manifestati lim=<br /> iti e ritardi d=92analisi che hanno impedito di cogliere per tempo la profo=<br /> ndit=E0 della trasformazione del profilo politico del Partito Democratico, =<br /> nonch=E9 la forza dei legami interni e internazionali che ne condizionano l=<br /> =92azione di governo, a livello locale come a livello nazionale. D=92altro =<br /> canto, la definitiva presa d=92atto di una volontaria rottura con il lascit=<br /> o storico e ideale dell=92esperienza amministrativa di governo dei comunist=<br /> i, in una citt=E0-simbolo come Bologna, deve indurci a rivendicarne apertam=<br /> ente l=92eredit=E0, difendendone senza incertezze il patrimonio di conquist=<br /> e sul terreno dei diritti sociali e di cittadinanza, oggi apertamente minac=<br /> ciati dalla deriva neoliberista.<br /> <br /> Soprattutto, va colta anche nella vicenda bolognese la conferma che nell=92=<br /> attuale fase politica nazionale, complessa e per certi versi drammatica, il=<br /> terreno privilegiato per riunificare le lotte e le resistenze che pur si m=<br /> anifestano con forza nel Paese, deve essere prioritariamente quello della r=<br /> ivendicazione dei valori e dei principi fondativi affermati nella nostra Ca=<br /> rta costituzionale. Attraverso la strenua difesa della Costituzione =93colp=<br /> ita al cuore=94 i Comunisti Italiani sono chiamati a costruire, aprendo l=<br /> =92interlocuzione pi=F9 vasta con le altre forze di sinistra, un fronte com=<br /> une di opposizione alle politiche neoliberiste, che si batta contro la dist=<br /> ruzione dei diritti sociali e la riduzione degli spazi di democrazia. La di=<br /> fesa dell=92articolo 33, come di tutti gli altri che compongono il dettato =<br /> costituzionale, =E8 dunque oggi parte integrante del fronte di lotta princi=<br /> pale, che permette di ricondurre le battaglie in difesa dei cosiddetti beni=<br /> comuni nella dimensione unitaria pi=F9 ampia della tutela del bene pubblic=<br /> o per eccellenza: la Costituzione Italiana nata, come amava ricordare Piero=<br /> Calamandrei, il pi=F9 deciso assertore del ruolo istituzionale della scuol=<br /> a statale nel nostro Paese, nelle montagne dove i partigiani caddero combat=<br /> tendo il nazifascismo.<br />
>http://pdcibologna.blogspot.it/2013/05/a-bologna-una-battaglia-referendaria= >-in.html > > =ABLa Repubblica detta le norme generali sull=92istruzione ed istituisce s= >cuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto= > di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato=BB= >.. Articolo 33 della Costituzione Italiana > >=ABQuale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie com= >unali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con = >le scuole d=92infanzia paritarie a gestione privata ritieni pi=F9 idonea pe= >r assicurare il diritto all=92istruzione delle bambine e dei bambini che do= >mandano di accedere alla scuola dell=92infanzia? > >A) utilizzarle per le scuole comunali e statali > >B) utilizzarle per le scuole paritarie private=BB > >Quesito del referendum consultivo comunale bolognese del 26 maggio 2013 > > >Ci sono battaglie che, partendo da un ambito specifico e da una dimensione = >locale, possono assumere, grazie alle loro implicazioni, un carattere gener= >ale e strategico, perch=E9 riconducono a s=E9 le contraddizioni pi=F9 profo= >nde del quadro politico-sociale nazionale. Basti solo pensare al movimento = >No-Tav della Val Susa o, per altri versi, alla lotta condotta dalla Fiom a = >Pomigliano: conflitti in cui la rivendicazione dei diritti sociali e degli = >spazi di democrazia trova il proprio fondamento nei principi stessi su cui = >si regge la nostra Carta costituzionale. > >Qualcosa di simile sta avvenendo nelle ultime settimane anche a Bologna, do= >ve il prossimo 26 maggio si svolger=E0 un referendum consultivo cittadino p= >romosso dal Comitato Articolo 33, con l=92obiettivo di eliminare i finanzia= >menti comunali alle scuole private paritarie, per destinarli invece al fina= >nziamento delle scuole pubbliche. L=92iniziativa referendaria del Comitato = >=E8 stata sostenuta fin dall=92inizio dal fronte composito della societ=E0 = >civile bolognese (movimenti ed associazioni da sempre attivi a sostegno del= >la scuola pubblica), dalle forze politiche cittadine di sinistra (Pdci, Rif= >ondazione, Sel, Verdi), dal M5S e da forze sindacali come Flc, Fiom e sinda= >calismo di base. Grazie anche al loro attivo sostegno, il Comitato referend= >ario =E8 riuscito a raccogliere lo scorso autunno, nell=92arco di poche set= >timane, quasi 13mila firme di cittadini bolognesi, ben oltre il limite nece= >ssario stabilito dallo statuto comunale. > >=C8 a questo punto, con l=92indizione del referendum, che la partita =E8 en= >trata nel vivo, assumendo via via toni sempre pi=F9 aspri, compattando a so= >stegno del finanziamento alle scuole private uno schieramento che fino a po= >co tempo fa sarebbe stato considerato eclettico, ma che oggi appare profeti= >camente coerente: Pd, Pdl, Udc, Lega Nord, Confindustria, Cisl, Curia, Comu= >nione e Liberazione. In pratica tutti i poteri forti cittadini, a cui va ag= >giunta la malcelata insofferenza al referendum espressa dalla maggioranza d= >ella Camera del Lavoro Metropolitana, in contrasto con la posizione di aper= >to sostegno assunta dalla sinistra sindacale di classe nella Cgil, assieme = >alla Flc ed alla Fiom. > >Ma come =E8 stato possibile che proprio a Bologna si sia determinata una si= >tuazione simile? Per comprenderlo occorre fare un salto all=92indietro di c= >irca vent=92anni. > >Il =93laboratorio Bologna=94 e la liquidazione del patrimonio storico-ideal= >e del Pci > >Come =E8 noto, la storica sezione della Bolognina =E8 stato il proscenio pe= >r lo scioglimento del Pci e l=92avvio della svolta occhettiana. Ma a met=E0= > degli anni Novanta, il gruppo dirigente dell=92allora Pds, che a Bologna a= >mministrava con la giunta del sindaco Walter Vitali, ritenne che, sciolto i= >l Pci, era ormai giunto il tempo di un ulteriore passo in avanti e che la c= >itt=E0 dovesse ancora una volta diventare il laboratorio politico per speri= >mentare in loco, prima di lanciarlo a livello nazionale, l=92accordo tra ex= >-comunisti ed ex-democristiani. E la giunta Vitali ritenne che il terreno d= >i sperimentazione dovesse essere, non casualmente, proprio la scuola, da se= >mpre considerata strategica dalla forze cattoliche. > >Nel settore scolastico tutte le giunte bolognesi a guida comunista avevano = >massicciamente investito, dal dopoguerra fino agli anni Settanta, costruend= >o una rete di istituti comunali di ogni ordine e grado, dagli asili-nido fi= >no agli istituti tecnici superiori. Il fiore all=92occhiello del sistema di= > istruzione pubblico comunale era rappresentato dalle scuole dell=92infanzi= >a, per l=92eccellenza della loro elaborazione pedagogica (riconosciuta anch= >e a livello internazionale) e per la capillarit=E0 dell=92offerta, estesa s= >u tutto il territorio cittadino. > >Nel 1994 il sindaco Vitali decise consapevolmente la fine di questo modello= > virtuoso di intervento pubblico, in nome del =93superamento di antichi ste= >ccati ideologici=94 sostenendo la convenzione che diede vita al cosiddetto = >modello integrato pubblico-privato, fondato ovviamente sui finanziamenti co= >munali alle scuole private, in specie quelle materne cattoliche. Negli anni= > immediatamente successivi alla stipula dell=92intesa, diventarono evidenti= > gli effetti di questo radicale cambiamento di strategia: progressivo smant= >ellamento dell=92apparato scolastico comunale (ridotto unicamente agli asil= >i-nido e alle scuole dell=92infanzia) e continuo incremento della quota di = >finanziamento alle scuole private paritarie, in aggiunta alla quota gi=E0 g= >arantita sia dalla Regione Emilia-Romagna, sia (grazie all=92azione del min= >istro Luigi Berlinguer) dallo Stato italiano. > >=C8 utile ricordare che la stessa giunta Vitali si rese protagonista in que= >gli anni di un=92altra decisa rottura con il =93modello=94 bolognese eredit= >ato dalle passate amministrazioni a guida comunista, ovvero la privatizzazi= >one delle Farmacie Comunali, un=92azienda che produceva un cospicuo utile e= > la cui dismissione venne affidata all=92allora assessore al bilancio Flavi= >o Delbono, professore universitario di area cattolica, che ritroveremo sind= >aco della citt=E0 per una brevissima quanto infelice stagione politica cara= >tterizzata da scandali e cattiva gestione dei fondi pubblici. Dettaglio non= > trascurabile: la privatizzazione delle Farmacie Comunali fu portata a term= >ine nonostante il parere contrario espresso dalla cittadinanza attraverso u= >n referendum popolare consultivo che vide i comunisti bolognesi protagonist= >i di quella importante battaglia. La scusa addotta fu la scarsa affluenza a= >lle urne (36% degli aventi diritto), che secondo la giunta rendeva l=92esit= >o =93non politicamente significativo=94 . > >Sta di fatto che il laboratorio bolognese aveva prodotto i risultati sperat= >i. In quella che una volta era considerata la =93roccaforte rossa=94 si pri= >vatizzava il welfare locale e si finanziavano con fondi pubblici comunali l= >e scuole private cattoliche, un messaggio forte e chiaro di affidabilit=E0 = >che l=92allora Pds lanciava ai suoi interlocutori a livello nazionale. Pecc= >ato che il messaggio non fosse evidentemente gradito ai cittadini bolognesi= >: le elezioni amministrative del 1999 furono infatti vinte dal candidato be= >rlusconiano Giorgio Guazzaloca, a fronte di un astensionismo da record. Per= > riconquistare Palazzo d=92Accursio i Ds furono costretti a schierare nelle= > successive elezioni comunali una figura nazionale quale Sergio Cofferati, = >che si rivel=F2 tuttavia ben presto un corpo estraneo, mai integratosi nell= >a vita pubblica cittadina, tanto da rinunciare volontariamente alla ricandi= >datura. > >Segu=EC il breve intermezzo del sindaco Delbono che ha rapidamente portato = >al commissariamento della citt=E0. La buona politica e la buona amministraz= >ione che avevano contribuito a creare, da Dozza in avanti, un modello socia= >le e politico ammirato in tutto il mondo (e particolarmente studiato dalla = >sinistra nordica, che ha mutuato gran parte del suo modello da quello emili= >ano e bolognese), in poco meno di tre lustri finiva ingloriosamente con un = >commissariamento e la scomparsa di amministratori di alto livello e compete= >nza. > >Il filo conduttore delle tormentate vicende politiche bolognesi degli ultim= >i vent=92anni, qui sommariamente ricordate, emerge evidente: la progressiva= > liquidazione del patrimonio storico e ideale delle amministrazioni a guida= > comunista del secondo dopoguerra, perseguita in maniera esplicita e coeren= >te, alla pari della giunta Guazzaloca di centrodestra, dall=92apparato loca= >le Pds-Ds-Pd. Il terreno ideale su cui operare lo =93strappo=94 =E8 stato i= >dentificato, in ossequio alla vulgata liberista (tra l=92altro egemone a li= >vello accademico anche nell=92Ateneo bolognese) e all=92ormai consolidato a= >sse con i poteri forti cittadini, nel finanziamento pubblico alle scuole pr= >ivate cattoliche e nella privatizzazione di pezzi sempre pi=F9 ampi e signi= >ficativi di welfare comunale. > >La battaglia referendaria del Comitato Articolo 33 > >L=92attuale sindaco di Bologna, Virginio Merola, =E8 stato eletto al termin= >e della lunga fase di commissariamento, a seguito di consultazioni amminist= >rative che hanno segnato un=92altra triste rottura col passato: l=92esclusi= >one, per la prima volta dal dopoguerra, di rappresentanti comunisti dal con= >siglio comunale. Merola, diretta espressione dell=92apparato Pd, renziano d= >ell=92ultima ora, =E8 stato investito al ruolo di primo cittadino per dare = >seguito alle politiche di =93larghe intese=94 col mondo cattolico e coi pot= >eri forti cittadini, gi=E0 perseguita dai suoi predecessori. > >Prosegue quindi la strategia di progressiva riduzione nel finanziamento del= >la scuola pubblica comunale e nel rafforzamento del cosiddetto sistema inte= >grato di istruzione. Sotto la giunta Merola i finanziamenti comunali alle s= >cuole private paritarie, di fatto quasi tutte scuole materne cattoliche, ra= >ggiungono la quota di 1milione e 200mila euro all=92anno. Nonostante ci=F2,= > e nonostante gli ulteriori contributi garantiti dalla Regione e dallo Stat= >o (per un totale di quasi 2milioni e 500mila euro), gli istituti privati pa= >ritari bolognesi rimangono tutti a pagamento, con rette da un minimo di 200= > ad un massimo di 1000 euro al mese. Nel frattempo, come =E8 noto, l=92atta= >cco alla scuola pubblica statale raggiunge il culmine, con i tagli lineari = >e le controriforme aziendalistiche operate, in piena continuit=E0 di intent= >i, dal tandem Gelmini-Profumo. > >In questo drammatico contesto, il sistema integrato pubblico-privato bologn= >ese viene apertamente presentato dall=92amministrazione comunale bolognese = >come modello di riferimento a livello nazionale, e non =E8 certo un caso ch= >e uno dei due sottosegretari all=92Istruzione nominati dal governo Monti si= >a stata Elena Ugolini, per lunghi anni preside di un istituto privato bolog= >nese gestito da Comunione e Liberazione. > >Ma il meccanismo, apparentemente ben oliato, improvvisamente si inceppa. L= >=92assessorato alla Scuola del comune di Bologna, per negligenza se non per= > scelta deliberata, sottovaluta il trend demografico positivo degli ultimi = >anni e cos=EC, all=92inizio dell=92a.s. 2012/2013, ben 423 bambini rimangon= >o esclusi dalle liste della scuola dell=92infanzia pubblica, nonostante ris= >ultino 96 posti ancora vacanti nelle scuole materne cattoliche. A dimostraz= >ione del fatto che non tutte le famiglie bolognesi possono permettersi le r= >ette richieste dalle scuole private paritarie, pur cos=EC generosamente sov= >venzionate, n=E9 vogliono sottoporre i loro figli a un=92educazione di stam= >po confessionale. > >Su questa situazione di evidente impasse del cosiddetto sistema integrato d= >i istruzione che si innesta la sfida referendaria lanciata dal Comitato Art= >icolo 33 di Bologna, nato dall=92iniziativa di intellettuali, docenti e gen= >itori da sempre attivi in difesa della scuola pubblica e dei valori costitu= >zionali che la contraddistinguono: inclusivit=E0, laicit=E0 e democrazia. V= >alori che non sembra siano in cima alle preoccupazioni delle scuole paritar= >ie cattoliche: sar=E0 un caso, ma attualmente su 1.730 allievi gli stranier= >i sono solo 80, cio=E8 il 4,6% contro il 23,3% nella scuola dell=92infanzia= > pubblica comunale e statale; i bambini disabili sono lo 0,3% contro il 2,1= >% nella scuola pubblica. > >Come detto, l=92iniziativa del Comitato referendario ha fin dall=92inizio t= >rovato sostegno nella sinistra politica e sindacale bolognese e in larga pa= >rte dell=92opinione pubblica cittadina. Il risultato =E8 stato, in poche se= >ttimane di mobilitazione, la raccolta di quasi 13mila firme. =C8 a questo p= >unto che la battaglia referendaria bolognese =E8 entrata nel vivo e ha assu= >nto anche i connotati di una battaglia per la difesa degli spazi di democra= >zia. Il sindaco e la giunta, infatti, dopo aver sottovalutato le capacit=E0= > di mobilitazione civile del Comitato Articolo 33, trovandosi costretti a i= >ndire la consultazione referendaria e temendo evidentemente una possibile s= >confitta, hanno cominciato a mettere in pratica tutte le possibili iniziati= >ve per contrastare l=92azione del Comitato, anche attraverso palesi violazi= >oni della prassi istituzionale. > >Innanzitutto =E8 stata respinta la richiesta del Comitato promotore di abbi= >nare la consultazione referendaria con le elezioni politiche generali, scel= >ta che avrebbe garantito tra l=92altro un notevole risparmio per le casse c= >omunali. La data scelta dalla giunta =E8 stata quella di domenica 26 maggio= >, per ridurre al minimo l=92affluenza, in modo da replicare l=92escamotage = >gi=E0 messo in pratica ai tempi del referendum consultivo sulla privatizzaz= >ione delle Farmacie Comunali. In questa stessa direzione va letta anche la = >decisione di istituire un numero di seggi nettamente inferiori al fabbisogn= >o, nonostante le ripetute sollecitazioni del Comitato a garantire le miglio= >ri condizioni per la partecipazione popolare. > >Ancora pi=F9 eclatante =E8 stata la consapevole decisione del sindaco Merol= >a di abbandonare il ruolo di arbitro super partes, che gli affiderebbe in q= >uesto caso lo statuto comunale, per scendere direttamente in campo nella pa= >rtita referendaria, appoggiando pubblicamente i fautori del mantenimento de= >l sistema integrato e arrivando a mettere a loro disposizione la quota degl= >i spazi pubblici normalmente riservata alla comunicazione istituzionale. In= > questo modo i sostenitori delle sovvenzioni alla scuola privata (opzione = >=93B=94 al referendum) dispongono dei 2/3 degli spazi informativi, contro s= >olo 1/3 riservato ai sostenitori dell=92abolizione del finanziamento pubbli= >co (opzione =93A=94 al referendum). In un accesso di sincerit=E0, il sindac= >o bolognese =E8 arrivato ad affermare che non terr=E0 comunque conto dell= >=92eventuale esito referendario, se a lui sfavorevole, essendo la sua natur= >a semplicemente consultiva. > >Conscio che le implicazioni della contesa referendaria stavano rapidamente = >travalicando l=92ambito locale, assumendo i caratteri di una significativa = >partita in difesa dei principi costituzionali, il Comitato Articolo 33 ha d= >eciso quindi di ampliare il perimetro della propria azione, promuovendo un = >appello nazionale, intitolato =93Bologna riguarda l=92Italia=94, che ha rap= >idamente raccolto l=92adesione di importanti personalit=E0 del mondo della = >cultura, della politica e del sindacato: da Stefano Rodot=E0, che ha accett= >ato di assumere il ruolo di presidente onorario del Comitato, a Margherita = >Hack, Andrea Camilleri, Wu Ming, Maurizio Landini, Salvatore Settis, Lucian= >o Gallino e molti altri (per vedere tutte le adesioni consulta il sito del = >Comitato: http://referendum.articolo33.org/ ). > >Le parole dell=92appello chiariscono il valore generale assunto dalla conte= >sa referendaria bolognese: > > =93La portata di questo referendum va ben oltre i confini comunali. E= >=92 l=92occasione per dare un segnale forte contro i continui tagli alla sc= >uola pubblica e l=92aumento dei fondi alle scuole paritarie private. In Ita= >lia c=92=E8 urgente bisogno di rifinanziare e riqualificare la scuola pubbl= >ica, quella che non fa distinzioni di censo, di religione, di provenienza. = >Quella dove le giovani cittadine e i giovani cittadini italiani ed europei = >imparano la convivenza nella diversit=E0=94. > > >Alla mobilitazione dei firmatari dell=92appello nazionale, simpaticamente d= >efiniti da un assessore della giunta bolognese =93intellettuali marziani di= > sinistra=94, i sostenitori dell=92opzione referendaria =93B=94 hanno repli= >cato con un manifesto in 10 punti a favore del sistema integrato pubblico-p= >rivato. Non casualmente, la sua presentazione =E8 stata affidata all=92ex-s= >indaco (in seguito senatore Pd) Walter Vitali e al professor Stefano Zamagn= >i, economista bocconiano, figura di riferimento del mondo accademico cattol= >ico bolognese, nonch=E9 maestro dell=92altro ex-sindaco Flavio Delbono. Sim= >bolicamente ricostruito l=92accordo politico che diede vita negli anni Nova= >nta al sistema integrato bolognese di istruzione, la lettura del manifesto = >ne rivela con coerenza gli elementi fondanti. Agli attacchi strumentali sul= > presunto carattere ideologico e laicista della proposta referendaria, alle= > falsit=E0 propalate sui suoi contenuti di merito, si affianca ora la consa= >pevole rivendicazione di un modello di istruzione che si situa al di fuori = >del perimetro delineato dalla Costituzione repubblicana. > >Nella visione del professor Zamagni e del senatore Vitali, la scuola perde = >ogni residuo connotato di =93organo costituzionale=94, come rivendicava Pie= >ro Calamandrei, e l=92istruzione, lungi dall=92essere considerata un diritt= >o universale, viene definita, coerentemente con le concezioni neoliberiste,= > un =93investimento per il futuro=94 soggetto alla libera scelta tra offert= >e concorrenti (purch=E9 debitamente finanziate con fondi pubblici). Non si = >poteva essere pi=F9 chiari di cos=EC. In soccorso delle posizioni di Zamagn= >i, a ulteriore conferma del rilievo nazionale assunto dal referendum bologn= >ese, =E8 giunta l=92esplicita presa di posizione del presidente della Cei, = >il cardinale Bagnasco. Ancora pi=F9 recentemente, il sindaco bolognese Mero= >la ha deciso di alzare ulteriormente il tiro, affermando di voler =93fare d= >el referendum un caso nazionale in quanto occasione per chiarire da che par= >te sta il Pd=94 e definendo la consultazione popolare, in una lettera propa= >gandistica inviata a tutte le famiglie bolognesi, un =93imbroglio ideologic= >o=94. > >Un=92 occasione per il rilancio della presenza comunista e per la ridefiniz= >ione dei rapporti a sinistra. > >Il laboratorio politico bolognese ha ancora una volta anticipato i tempi: g= >li schieramenti referendari locali ricalcano quelli stabilitisi a livello p= >olitico nazionale sulle =93larghe intese=94 del governo Letta. E anche la p= >osta in gioco =E8 la stessa, insieme altamente simbolica e profondamente co= >ncreta. Si confrontano da un lato un progetto neomoderato, fondato sulla ri= >duzione degli ambiti di democrazia e sulla ridefinizione in chiave liberist= >a dei rapporti economici e sociali e dall=92altro una visione ad esso radic= >almente alternativa, che persevera nel mantenere ben saldi i riferimenti ai= > valori fondanti della nostra Carta costituzionale. > >Il confronto =E8 apparentemente asimmetrico: il fronte favorevole al finanz= >iamento pubblico delle scuole private controlla la macchina comunale, dispo= >ne dell=92appoggio di potenti apparati di partito e del sostegno di tutti i= > poteri forti cittadini. Opposto a uno schieramento cos=EC vasto e coeso, i= >n grado di condizionare anche i principali canali di comunicazione locali, = >e che sta oltretutto giocando una partita di cui ha stabilito le regole e c= >on l=92arbitro schierato in campo, il Comitato Articolo 33 rilancia alla ci= >ttadinanza bolognese, nelle tante iniziative pubbliche realizzate grazie al= >l=92impegno diretto e generoso dei suoi volontari, l=92appello in difesa de= >i principi costituzionali e dell=92identit=E0 repubblicana. Di fronte alle = >falsit=E0 propagandistiche sulle ricadute negative per le famiglie bolognes= >i in caso di vittoria al referendum, i sostenitori dell=92opzione pubblica = >contrappongono una semplice ma inconfutabile verit=E0: l=92abolizione dei f= >inanziamenti alle scuole private garantirebbe di per s=E9 l=92apertura di u= >n numero di sezioni di scuole dell=92infanzia comunali in grado di assorbir= >e completamente le liste d=92attesa oggi esistenti. > >La posta in gioco =E8 davvero alta. La vittoria al referendum dell=92opzion= >e =93B=94, oltre a confermare il modello integrato di istruzione, aprirebbe= > la strada per i progetti futuri dell=92attuale giunta comunale, che intend= >e portare a termine il percorso di privatizzazioni aperto vent=92anni fa da= >l sindaco Vitali con la vendita delle Farmacie Comunali, provvedendo all=92= >esternalizzazione dell=92intero welfare locale, da affidare ad una Asp unic= >a (Azienda di servizi alla persona, partecipata dal comune), in attesa dell= >a prevedibile entrata in scena del sistema delle cooperative sociali, legat= >o a interessi politico-economici trasversali. In questo schema rientrerebbe= > anche il destino delle scuole dell=92infanzia comunali, preventivamente de= >classate al rango di =93servizio a domanda individuale=94, con la conseguen= >te perdita delle garanzie contrattuali. Su questa prospettiva si =E8 gi=E0 = >aperta a Bologna una fase di profonda conflittualit=E0 sindacale tra la giu= >nta e il personale educativo comunale. > >In questa complessa e delicata partita, i Comunisti Italiani di Bologna, pu= >r esclusi dal consiglio comunale e dalle istituzioni cittadine, hanno da su= >bito giocato un ruolo di primo piano, aderendo formalmente al Comitato Arti= >colo 33 e sostenendolo con determinazione, sia nella fase della raccolta fi= >rme che nella gestione della campagna referendaria. La segreteria della Fed= >erazione bolognese del Pdci ha immediatamente colto il valore strategico de= >lla sfida referendaria, ponendola al centro del progetto di rilancio della = >presenza del Partito sul territorio, tanto sul piano delle lotte sociali, q= >uanto su quello del confronto politico. Straordinariamente rilevante =E8 st= >ato il contributo di militanza fornito dalla sezione cittadina e dalla Fgci= >, che hanno costantemente supportato l=92azione del Comitato referendario, = >ottenendo espliciti riconoscimenti in termini di visibilit=E0 e di credibil= >it=E0 politica. Costante =E8 stata la partecipazione del Partito al dibatti= >to pubblico cittadino, grazie anche alla ricostruzione ex novo degli strume= >nti e dei canali informativi compiuta negli ultimi mesi. > >Ma al di l=E0 delle occasioni contingenti che la sfida bolognese ha offerto= > per la ricostruzione del profilo politico dei comunisti in ambito locale, = >essa offre ulteriori spunti di riflessione di portata pi=F9 generale. Innan= >zitutto, e inevitabilmente, dato l=92ambito in cui si colloca, essa mostra = >con la pi=F9 evidente chiarezza il compimento della parabola politica inizi= >ata vent=92anni fa proprio alla Bolognina, con l=92annuncio della svolta oc= >chettiana. Indubbiamente, anche da parte comunista, si sono manifestati lim= >iti e ritardi d=92analisi che hanno impedito di cogliere per tempo la profo= >ndit=E0 della trasformazione del profilo politico del Partito Democratico, = >nonch=E9 la forza dei legami interni e internazionali che ne condizionano l= >=92azione di governo, a livello locale come a livello nazionale. D=92altro = >canto, la definitiva presa d=92atto di una volontaria rottura con il lascit= >o storico e ideale dell=92esperienza amministrativa di governo dei comunist= >i, in una citt=E0-simbolo come Bologna, deve indurci a rivendicarne apertam= >ente l=92eredit=E0, difendendone senza incertezze il patrimonio di conquist= >e sul terreno dei diritti sociali e di cittadinanza, oggi apertamente minac= >ciati dalla deriva neoliberista. > >Soprattutto, va colta anche nella vicenda bolognese la conferma che nell=92= >attuale fase politica nazionale, complessa e per certi versi drammatica, il= > terreno privilegiato per riunificare le lotte e le resistenze che pur si m= >anifestano con forza nel Paese, deve essere prioritariamente quello della r= >ivendicazione dei valori e dei principi fondativi affermati nella nostra Ca= >rta costituzionale. Attraverso la strenua difesa della Costituzione =93colp= >ita al cuore=94 i Comunisti Italiani sono chiamati a costruire, aprendo l= >=92interlocuzione pi=F9 vasta con le altre forze di sinistra, un fronte com= >une di opposizione alle politiche neoliberiste, che si batta contro la dist= >ruzione dei diritti sociali e la riduzione degli spazi di democrazia. La di= >fesa dell=92articolo 33, come di tutti gli altri che compongono il dettato = >costituzionale, =E8 dunque oggi parte integrante del fronte di lotta princi= >pale, che permette di ricondurre le battaglie in difesa dei cosiddetti beni= > comuni nella dimensione unitaria pi=F9 ampia della tutela del bene pubblic= >o per eccellenza: la Costituzione Italiana nata, come amava ricordare Piero= > Calamandrei, il pi=F9 deciso assertore del ruolo istituzionale della scuol= >a statale nel nostro Paese, nelle montagne dove i partigiani caddero combat= >tendo il nazifascismo. >

References: Articolo 33
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