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Timestamp: 2019-11-14 19:09:46+00:00

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Commercialisti e Giuristi d'impresa - a cura di Victor Di Maria: maggio 2014
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/13/2014 10:27:00 AM Nessun commento:
Per la non punibilità penale dell'omesso versamento IVA occorre la prova di Victor Di Maria
Cassazione Penale, sentenza depositata il 12 maggio 2014
L'imprenditore non è perseguibile penalmente se l’omesso versamento dell’IVA è dipeso da una grave crisi di liquidità determinata da circostanze eccezionali e non preventivabili, ossia per cause indipendenti dalla sua volontà e a lui non imputabili. Tale circostanza, tuttavia, deve essere documentalmente provata.
La sentenza. È quanto ha avuto modo di ribadire la Corte di Cassazione – Terza Sezione Penale nella sentenza 12 maggio 2014 n. 19426.
Il caso. Con la sentenza depositata ieri è stata confermata la condanna inflitta nel merito a un imprenditore lombardo per il reato di omesso versamento IVA di cui all’articolo 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000.
L’imputato non è riuscito a dimostrare la dedotta carenza dell’elemento soggettivo del reato, essendosi limitato ad allegare, in modo assolutamente generico, lo stato d’illiquidità della società da lui amministrata.
Quando il reato non è punibile. Per gli Ermellini è possibile escludere, in astratto, l’assenza di dolo e l’assoluta impossibilità di adempiere l’obbligazione tributaria. È tuttavia necessario che siano assolti gli oneri di allegazione che, per quanto attiene la crisi di liquidità, dovranno investire non solo l'aspetto della non imputabilità a chi abbia omesso il versamento della crisi economica che ha investito l'azienda o la sua persona, ma anche la prova che tale crisi non sarebbe stata altrimenti fronteggiabile tramite il ricorso, da parte dell'imprenditore, a idonee misure da valutarsi in concreto (non ultimo, il ricorso al credito bancario).
Detto in altri termini, il contribuente che voglia giovarsi in concreto di tale esimente - evidentemente riconducibile alla forza maggiore (ex art. 45 c.p.) – “dovrà dare prova – si legge in sentenza - che non gli è stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, atte a consentirgli di recuperare la necessaria liquidità, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e a lui non imputabili” (cfr. Cass. Sez. III pen. n. 5467/2014).
Insomma, l’impossibilità ad adempiere, quando è dovuta al dissesto economico aziendale e personale, configura l’esimente della forza maggiore. Ma tale impossibilità, evidenziano i giudici della Terza Sezione Penale, va dimostrata, e nel caso di specie ciò non è avvenuto. Il ricorso dell’imprenditore è stato pertanto respinto.
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/13/2014 09:59:00 AM Nessun commento:
PROFESSIONISTI LIBERI CONTRO TUTTE LE MAFIE - PROPOSTA DIRETTA AI COLLEGHI COMMERCIALISTI
LETTERA APERTA AI COLLEGHI COMMERCIALISTI
La società civile ha il dovere di contrastare la criminalità organizzata per rendere la vita democratica e partecipativa effettivamente libera da condizionamenti.
La penetrazione delle mafie, al sud come al nord ma anche sulla scena internazionale, nasce grazie al verificarsi di una pre-condizione di vuoto etico degli attori principali della vita quotidiana.
Spesso abbiamo pensato, e purtroppo anche per un lungo periodo, al fenomeno mafioso, così come a qualsiasi altro fenomeno criminoso associativo, come a una realtà appartenente solo a certe “aree grigie” della società e a fenomeni strettamente legati all’attività di “criminali tra criminali”.
La società civile, nel corso degli anni passati, non ha tenuto conto e non ha voluto vedere che la forza delle associazioni criminali risiede proprio nella capacità che esse hanno di collegarsi con “agenti” esterni al nucleo criminale.
Le associazioni mafiose hanno avuto, storicamente, un bacino di connivenze e complicità, che, a volte inconsapevolmente, hanno generato ramificazioni nell'indifferenza totale e nella presunzione che quello del crimine organizzato fosse un problema degli altri.
Le mafie hanno sempre mirato a infiltrare l'economia e condizionare la politica.
Lo hanno fatto in passato e continuano a farlo con nuovi strumenti e maggiore capacità di penetrazione, approfittando di un tessuto sociale oggi molto fragile e disgregato.
C'è, nel nostro paese, un'illegalità diffusa che non va confusa con le mafie, ma che rafforza una mentalità favorevole alle logiche mafiose.
Per questi motivi ritengo fondamentale che i professionisti, più di ogni altro settore di attività, siano “attori” sensibili di una realtà complessa e articolata.
Sappiamo bene che la corruzione significa 120 miliardi di euro sottratti ogni anno ai servizi sociali, alla scuola, al lavoro, alla sanità, cioè alle basi della democrazia: una tassa di 2000 euro per ogni cittadino!
Ricordiamo tutti quanto diceva il prefetto Dalla Chiesa quando affermava che per sconfiggere le mafie bisogna dare come diritto ciò che esse offrono come favore.
Non è possibile costruire una società migliore, votata al “bene comune”, se non facciamo nostra la filosofia del rispetto della legalità come principio fondativo del diritto di cittadinanza. Per far ciò ognuno di noi deve assumere un comportamento conseguente.
La pericolosità del sistema mafioso impone ad ogni soggetto sociale, singolo o associato, pubblico o privato, di svolgere un ruolo attivo nel contrastarlo.
La Mafia si potrà sconfiggere solo se a combatterla non saranno più alcuni soggetti isolati, ma tutte le istituzioni, compresi gli Ordini Professionali oltre che la larga maggioranza della società civile, anche attraverso l’assunzione simbolica, ma per questo fortemente significativa di un impegno morale, di un atto di impegno etico contro TUTTE LE MAFIE.
A tal al fine proporrei di avviare una discussione per verificare la disponibilità dei colleghi singoli e dell’Ordine Professionale a cui apparteniamo a sottoscrivere il “Manifesto dei Professionisti Liberi” promosso da LiberoFuturo e Addiopizzo.
Sarebbe un bel segnale di impegno civico.
Campobello di Mazara 07 maggio 2014
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/08/2014 02:41:00 PM Nessun commento:

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 45
 sentenza 
 Cass. Sez.