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Timestamp: 2020-07-06 21:07:56+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26326 del 17/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26326 del 17/10/2019
Cassazione civile sez. III, 17/10/2019, (ud. 13/09/2019, dep. 17/10/2019), n.26326
sul ricorso iscritto al n. 14915/2016 R.G. proposto da:
S.S., e Sc.Sa.Ar., rappresentati e difesi
dagli Avv.ti Gianfranco Di Mattia e Cesare Giuseppe Baldi, con
domicilio eletto in Roma, via L. Mantegazza, n. 24, presso lo studio
dell’Avv. Marco Gardin;
Sc.Mi., Sc.Fr. e M.A.,
rappresentati e difesi dagli Avv.ti Cesare Capotorto, Massimo
Carella e Pasquale Caso, con domicilio eletto in Roma, via di
Società per la Gestione di Attività S.G.A. s.p.a., in persona del
legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv.
Paolo Pepe, domiciliato, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 2,
Italfondiario s.p.a., quale procuratrice della Castello Finance
s.r.l. e della Intesa Sanpaolo s.p.a., in persona del legale
rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli Avv.ti
Ercole di Biase e Benedetto Gargani, con domicilio eletto presso lo
studio di quest’ultimo in Roma, viale di Villa Grazioli, n. 15;
Nettuno Gestione Crediti s.p.a., in persona del legale rappresentante
Allianz s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore;
doBank s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore;
Ma.Al.;
avverso la sentenza n. 931 del Tribunale di Foggia depositata il 29
letti il ricorso e i controricorsi.
S.S. e Sc.Sa.Ar., nella qualità di affittuari, hanno proposto ricorso ex art. 591-ter c.p.c. avverso gli atti del professionista delegato alla vendita forzata di due fondi rustici appartenenti l’uno a S.M. e l’altro a S.G.P.M..
Il giudice dell’esecuzione rigettava il ricorso con ordinanza avverso la quale gli interessati proponevano ricorso ex art. 617 c.p.c. Nel frattempo, la procedura esecutiva seguiva il suo corso e, aggiudicati i fondi, venivano emessi i relativi decreti di trasferimento, anch’essi opposti dagli affittuari.
Il Tribunale di Foggia decideva la prima opposizione agli atti esecutivi, rigettandola.
Avverso tale decisione gli affittuari hanno proposto ricorso per cassazione articolato in cinque motivi. Hanno resistito Sc.Mi., Sc.Fr., M.A., la Società per la Gestione di Attività S.G.A. s.p.a. e Italfondiario s.p.a., quale procuratrice della Castello Finance s.r.l. e della Intesa Sanpaolo s.p.a.
A prescindere da ogni questione sulla rituale produzione di copia autentica della sentenza impugnata, corredata delle relative notifiche, e sulla proponibilità del ricorso straordinario ex art., 111 Cost., comma 7, avverso una sentenza che espressamente ha qualificato l’azione come proposta ai sensi dell’art. 619 c.p.c., il ricorso è inammissibile per insufficiente esposizione dei fatti di causa (art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3).
In particolare, il ricorso in esame va ascritto al genere dei c.d. ricorsi “assemblati”, ossia nei quali l’esposizione dei fatti di causa è sostituita dalla mera interpolazione grafica o dalla testuale riproduzione degli atti dei gradi di merito. Il ricorso per cassazione redatto mediante assemblaggio – cioè attraverso la pedissequa riproduzione dell’intero, letterale, contenuto degli atti processuali è carente del requisito di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, che non può, a fronte dell’utilizzo di tale tecnica, neppure essere desunto, per estrapolazione, dall’illustrazione del o dei motivi (Sez. 6 – 3, Sentenza n. 3385 del 22/02/2016, Rv. 638771). Ciò in quanto la tecnica di redazione mediante integrale riproduzione di una serie di documenti si traduce in un’esposizione dei fatti non sommaria, in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, e comporta un mascheramento dei dati effettivamente rilevanti, tanto da risolversi in un difetto di autosufficienza (Sez. 5, Sentenza n. 18363 del 18/09/2015, Rv. 636551).
Tale elaborazione giurisprudenziale è peraltro conforme a quanto già ritenuto dalle Sezioni unite, secondo cui, ai fini del requisito di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, la pedissequa riproduzione dell’intero, letterale contenuto degli atti processuali è, per un verso, del tutto superflua, non essendo affatto richiesto che si dia meticoloso conto di tutti i momenti nei quali la vicenda processuale si è articolata; per altro verso, è inidonea a soddisfare la necessità della sintetica esposizione dei fatti, in quanto equivale ad affidare alla Corte, dopo averla costretta a leggere tutto (anche quello di cui non occorre sia informata), la scelta di quanto effettivamente rileva in ordine ai motivi di ricorso (Sez. U, Sentenza n. 5698 del 11/04/2012, Rv. 621813).
In conclusione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico del ricorrente, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1, nella misura indicata nel dispositivo, considerati unitariamente i controricorrenti Sc. M. e F. e M.A..
Ricorrono altresì i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, sicchè va disposto il versamento, da parte dell’impugnante soccombente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione da lui proposta, senza spazio per valutazioni discrezionali (Sez. 3, Sentenza n. 5955 del 14/03/2014, Rv. 630550).
dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento, in favore di ciascuno dei controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge, oltre alle spese prenotate a debito.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 591
 art. 617
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 13
 art. 1
 Sentenza 
 art. 13
 art. 1
 art. 13