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Timestamp: 2018-02-24 12:57:13+00:00

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TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA. Sezione I - PDF
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1 Tribunale di Verona Sentenza (Composizione monocratica Giudice LANNI) TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA Sezione I Al termine della camera di consiglio il Giudice pronuncia mediante lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto la seguente SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Civile e Penale in composizione monocratica nella persona del dott. Pier Paolo Lanni, visti gli atti e le conclusioni formulate dalle parti in udienza ; preso atto della discussione della causa; considerato in fatto e in diritto che: - con atto citazione notificato il 30/5/08 (che si richiama per relationem), A. C. ha convenuto in giudizio S. K., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei due interventi di mastoplastica eseguiti dal convenuto sull attrice in 16/1/06 e il 10/4/06; - in particolare, l attrice ha dedotto che: si era rivolta al convenuto per l esecuzione di un intervento idoneo a risollevare il seno, gravato da una ptosi mammaria di I grado; l attore aveva proposto ed eseguito prima un intervento di mastoplastica additiva e poi un intervento di mastopessi sovra-aerolare, senza alcuna informazione in merito ai rischi e ai possibili risultati negativi di tali interventi, che, infatti, 1
2 avevano prodotto l unico effetto di determinare il peggioramento della ptosi; - sulla base di tali deduzioni l attrice, deducendo la responsabilità del convenuto per l erronea scelta dell intervento rispetto al risultato perseguito e comunque per la violazione del consenso informato, ha chiesto la condanna del convenuto al risarcimento del danno patrimoniale, pari al corrispettivo versato al convenuto, alla somma necessaria per l esecuzione di un intervento riparatore e alle spese mediche sostenute, e del danno non patrimoniale, consistente nel danno biologico, nel danno da invalidità temporanea, nel danno morale e nel danno estetico; - con comparsa depositata il 22/10/08 (anch essa richiamata per relationem) si è costituito in giudizio il convenuto ed ha contestato la domanda dell attrice sotto ogni profilo, evidenziando, tra l altro, che la parte era stata adeguatamente informata dei rischi degli interventi, tanto sottoscrivere una specifica lettera di conferimento dell incarico; - il convenuto ha inoltre chiamato in causa (proponendo una domanda di manleva) la compagnia di assicurazione con cui aveva stipulato una polizza per la responsabilità professionale, la A. S.p.a., la quale si è costituita in giudizio con comparsa depositata il 26/1/09 (anch essa richiamata per relationem) e, tra l altro, ha eccepito l inoperatività della polizza, in quanto l art. 8 delle condizioni generali aveva escluso dal rischio assicurato i danni e le pretese derivata dalla mancata rispondenza di interventi di tipo estetico; - orbene, la CTU espletata nel corso del giudizio ad opera dei dottori C. C. e L. S.: ha accertato l erroneità della scelta del convenuto di entrambi gli interventi eseguiti sull attrice; ha accertato la necessità di un intervento riparatore per risolvere il maggiore inestetismo provocato dagli interventi (quantificandone il costo in una somma 2
3 ricompresa tra 6750 e 9.500); ha accertato la configurabilità di un danno da invalidità temporanea, conseguente agli interventi, di 30 gg (di cui 10 al 50 % e 20 al 25 %), nonché un danno biologico dell 1-2 %, corrispondente ai maggiori esiti cicatriziali che residueranno all esito dell intervento riparatore; - gli accertamenti e le conclusioni dei CCTTUU, la cui relazione depositata il 29/1/13 deve intendersi integralmente richiamata in questa sede, possono essere posti a base della decisione; - tenuto conto di tali accertamenti, e considerato che è pacifica tra le parti la circostanza che l attrice si fosse rivolta al convenuto per porre rimedio alla ptosi del seno, è sicuramente configurabile un inadempimento contrattuale del professionista, caratterizzato da un elevato profilo di colpa, alla luce della manifesta erroneità della tipologia di intervento proposto alla paziente; - in questa prospettiva è superfluo l accertamento anche della violazione del consenso informato, anche perché non è stata fatta valere in giudizio anche la lesione del diritto all autodeterminazione; - il danno patrimoniale subito dall attrice, e ricollegabile all inadempimento del convenuto, deve essere quantificato nella somma massima ( 9.500), individuata dalla relazione peritale come possibile costo dell intervento riparatore, necessario per porre rimedio ai maggiori inestetismi provocati dagli interventi eseguiti dal convenuto; - trattandosi di un danno futuro, su detto importo devono essere riconosciuti solo gli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza al saldo; - non può essere invece riconosciuto a titolo di danno patrimoniale il corrispettivo pagato al convenuto per l esecuzione degli interventi contestati, in quanto lo stesso potrebbe formare tutt al più oggetto di 3
4 una domanda restitutoria (e non risarcitoria), che in ogni caso presupporrebbe la dichiarazione di risoluzione del contratto, nel caso di specie non richiesta; - il danno non patrimoniale, conseguente all inadempimento su indicato, deve essere invece liquidato, nella sua dimensione unitaria delineata dalle sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione dell 11/11/08, facendo riferimento: a) alla lesione dell integrità psicofisica in sé, quantificabile nella misura del 2 % e liquidabile equitativamente secondo le tabelle in uso presso il Tribunale di Milano; b) al periodo di invalidità temporanea su considerato e liquidabile equitativamente secondo le tabelle in uso presso il Tribunale di Milano; c) alle sofferenze soggettive patite dall attrice, che giustificano una personalizzazione in aumento della liquidazione su indicata; - in particolare, a quest ultimo riguardo va considerata la presumibile sofferenza che può aver provocato il risultato antiestetico ad una donna (di giovane età), che aveva deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico proprio per rimediare ad un problema estetico del seno, tenuto conto altresì delle normali preoccupazioni ingenerate dalla necessità di sottoporsi ad un nuovo intervento; - alle luce di tali considerazioni, nella fattispecie in esame si rende necessaria una personalizzazione in aumento della liquidazione per le sofferenze soggettive, persino superiore al valore della lesione anatomo-funzionale in sé; - più precisamente, sulla base di tali riferimenti, il danno non patrimoniale provocato dal convenuto all attrice può essere liquidato nella somma complessiva di 8.000, già comprensiva di interessi e rivalutazione; - la domanda dell attrice va quindi accolta nei termini su esposti; 4
5 - quanto alla domanda di manleva del convenuto, alla luce dell art. 8 delle condizioni generali della polizza, invocato dalla chiamata in causa, va rilevata l inoperatività della polizza stessa per i danni provocati della mancanza realizzazione del risultato estetico promesso (e quindi per il danno patrimoniale conseguente alla necessità di un nuovo intervento), mentre non si ravvisano ragioni idonee ad escludere l operatività della polizza assicurativa per i danni non patrimoniali provocati dall intervento (e quindi per il danno alla salute su accertato); - la domanda di manleva deve quindi giudicarsi fondata e va accolta limitatamente a quest ultima voce di danno, decurtata d 1/10 alla luce dell art. 5 delle condizioni generali della polizza; - le spese di lite (liquidate in rapporto ai valori per cui sono state accolte le rispettive domande) seguono le rispettive soccombenze; - l accoglimento della domanda del convenuto per un importo pari a circa la metà della domanda risarcitoria dell attrice giustifica l accoglimento della domanda di manleva anche per la metà delle spese di lite poste a carico del convenuto; - P.Q.M. definitivamente pronunciando: 1. accoglie nei termini di cui in motivazione la domanda di risarcimento del danno proposta dall attrice e, per l effetto, condanna S. K. a pagare in favore di A. C.: a) la somma di 9.500, oltre interessi legali dalla domanda al saldo, a titolo di danno patrimoniale; b) la somma di 8.000, oltre interessi legali dalla domanda al saldo, a titolo di danno non patrimoniale; 2. condanna S. K. a rimborsare ad A. C. le spese di lite, che liquida in complessivi 3.000, di cui 200 per spese, oltre iva e cpa; 5
6 3. pone definitivamente a carico di S. K. le spese della CTU espletata nel corso del giudizio e lo condanna a rimborsare ad A. C. le somme anticipate ai CCTTUU; 4. condanna la A. S.p.a. a rimborsare a S. K. i 9/10 della somma che verserà in esecuzione del capo n. 1 lett. b e la metà della somma che verserà in esecuzione dei capi nn. 2 e 3; 5. condanna la A. S.p.a. a rimborsare a S. K. le spese relative alla chiamata in causa che liquida in complessivi 1.500, di cui 50 per spese. Verona, 24 settembre 2013 Il Giudice Dott. Pier Paolo Lanni 6
REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI VERONA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
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References: Sentenza 
 SENTENZA 
 art. 8
 sentenza 
 art. 8
 art. 5
 Sentenza 
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