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Decreto del Ministero delle attività produttive 16 gennaio PDF
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Gilberta Leone
1 AscENSORE: NORME DI RIFERIMENTO INDICE: Decreto del Ministero delle attività produttive 16 gennaio 2006 Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti: UNI EN Ministero dell'interno - Decreto 15 Settembre 2005 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Decreto del Ministero delle attività produttive 26 ottobre 2005 Miglioramento della sicurezza degli impianti di ascensore installati negli edifici civili precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva 95/16/CE. Ministero delle Attività produttive - Decreto dicembre 2003 Elenco delle norme armonizzate ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, concernente l'attuazione della direttiva 95/16/CE in materia di ascensori. (GU n. 292 del ) Decreto del Presidente della Repubblica 162/99 E 369/2000 Collaudo ascensori Decreto del Presidente della Repubblica 19 ottobre 2000, n. 369 Regolamento recante modifica al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, in materia di collaudo degli ascensori. Lettera Circolare prot. n. 856 del 27/07/1999 Oggetto: D.P.R , n Attuazione della Direttiva 95/16/CE sugli ascensori. Decreto del Presidente della Repubblica 30/04/1999 n.162 Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio (G.U. 10 giugno 1999, n. 134). Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio: 95/16/CE del 29/06/1995 ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori. Decreto del Presidente della Repubblica 16/01/1995 n.42 Regolamento di attuazione della legge , n. 235, recante norme sulla pubblicità negli ascensori finalizzata al sostegno degli interventi in favore delle persone handicappate. Legge 9 gennaio 1989, n. 13 "Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati." Decreto del Presidente della repubblica 29 maggio 1963, n Approvazione del regolamento per gli ascensori ed i montacarichi in servizio privato Decreto Decreto del Ministero delle attività produttive 16 gennaio 2006 Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti: UNI EN IL DIRETTORE GENERALE per lo sviluppo produttivo e per la competitività (Gazzetta Ufficiale del 2 febbraio 2006, n. 27) Visto il decreto ministeriale 26 ottobre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2005 «Miglioramento della sicurezza degli impianti degli ascensori installati negli edifici civili precedentemente all'entrata in vigore della direttiva 95/16/CE»; Vista la necessita' che il decreto direttoriale previsto dall'art. 2, comma 5 del citato decreto ministeriale 26 ottobre 2005 sia accompagnato preventivamente dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del testo in lingua italiana della norma tecnica europea UNI EN 81-80; Vista l'autorizzazione alla pubblicazione pervenuta dall'ente nazionale italiano di unificazione; Considerata l'opportunità di provvedere alla diffusione della norma UNI EN 81-80; Decreta:
2 Art. 1. In relazione all'emanazione del decreto direttoriale previsto dall'art. 2, comma 5 del decreto ministeriale 26 ottobre 2005, è disposta la pubblicazione della norma EN nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 16 gennaio 2006 Il direttore generale: Goti In allegato al Decreto il testo della Norma UNI EN MINISTERO DELL'INTERNO DECRETO 15 Settembre 2005 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. IL MINISTRO DELL'INTERNO (G. U. n. 232 del 5 0ttobre 2005) Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570, concernente nuove norme per l'organizzazione dei servizi antincendi; Visto l'art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469, concernente l'ordinamento dei servizi antincendi e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; Visto l'art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966, concernente la disciplina delle tariffe, delle modalità di pagamento e dei compensi al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a pagamento; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, e successive modificazioni, recante l'approvazione del regolamento concernente l'espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi; Rilevata la necessità di aggiornare le disposizioni di prevenzione incendi per la realizzazione dei vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi; Visto il progetto di regola tecnica elaborato dal Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi di cui all'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; Visto l'art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 «Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio; Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE; Decreta: Art.1. Campo di applicazione 1. Nel rispetto della direttiva 95/16/CE la regola tecnica allegata al presente decreto si applica, in conformità alle specifiche prescrizioni di settore in materia di prevenzione incendi, ai vani degli impianti di sollevamento installati nelle nuove attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ed in quelle esistenti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, in caso di modifiche sostanziali.
3 2. Per modifiche sostanziali agli edifici si intendono: a) l'installazione di nuovi impianti di sollevamento; b) le modifiche costruttive degli impianti quali l'aumento delle fermate, oppure il cambiamento del tipo di azionamento; c) la sostituzione delle pareti del vano di corsa, delle porte di piano, del locale del macchinario e/o delle pulegge di rinvio, se eseguita con materiali, modelli, dimensioni e/o criteri costruttivi diversi da quelli esistenti; d) il rifacimento dei solai dell'edificio, quando coinvolge le strutture di pertinenza dell'impianto di sollevamento; e) il rifacimento strutturale delle scale dell'edificio, quando coinvolge le strutture di pertinenza dell'impianto di sollevamento; f) l'aumento in altezza dell'edificio, se coinvolgente le strutture di pertinenza dell'impianto di sollevamento; g) il cambiamento della destinazione d'uso degli ambienti, interni all'edificio, in cui si esercitano attività riportate nell'allegato al decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e successive modifiche ed integrazioni. 3. Per quanto non espressamente previsto nelle presenti disposizioni tecniche si rinvia alle specifiche prescrizioni tecniche di settore. Art.2. Obiettivi 1. Ai fini della prevenzione degli incendi, della sicurezza delle persone e della tutela dei beni contro i rischi di incendio, i vani degli impianti di sollevamento di cui all'art. 1 devono essere realizzati in modo da: a) minimizzare le cause d'incendio; b) limitare danni alle persone ed alle cose; c) limitare danni all'edificio ed ai locali serviti; d) limitare la propagazione di un incendio ad edifici e/o locali contigui; e) consentire ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza. Art.3. Disposizioni tecniche 1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi descritti e' approvata la regola tecnica di prevenzione incendi allegata al presente decreto. Art.4. Commercializzazione CE 1. I materiali ed i prodotti per la protezione contro l'incendio provenienti da uno degli Stati membri dell'unione europea o dalla Turchia, ovvero da uno degli Stati aderenti all'associazione europea di libero scambio (EFTA), firmatari dell'accordo SEE, legalmente riconosciuti sulla base della conformità alle direttive europee applicabili possono essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal presente decreto sempre che garantiscano un livello di protezione equivalente a quello previsto dalla allegata regola tecnica. Art.5. Disposizioni finali e abrogazioni 1. Sono abrogate tutte le precedenti disposizioni tecniche di prevenzione incendi impartite in materia e sostituite dall'allegata regola tecnica. 2. Il punto 2.5. «Ascensori» dell'allegato al decreto del Ministro dell'interno 16 maggio 1987, n. 246, recante «Norme di sicurezza antincendio per edifici di civile abitazione» pubblicato nella
4 Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 148 del 27 giugno 1987 e' sostituito dal seguente: «2.5. Ascensori. Il vano di corsa dell'ascensore deve avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del vano scala (vedi tabella A) e deve essere conforme alle specifiche disposizioni vigenti». 3. Il punto 6.8. «Ascensori antincendio» della parte prima «Attività di nuova costruzione» del titolo II «Disposizioni relative alle attività ricettive con capacità superiore a venticinque posti letto» dell'allegato al decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turisticoalberghiere» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 95 del 26 aprile 1994 e' sostituito dal seguente: «6.8. Ascensori antincendio. Nelle strutture ricettive, ubicate in edifici aventi altezza antincendio superiore a 54 m, devono essere installati ascensori di soccorso, da realizzare in conformità alle specifiche disposizioni vigenti». 4. Il punto «Montalettighe utilizzabili in caso di incendio» del titolo II «Strutture di nuova costruzione che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero e/o in regime residenziale a ciclo continuativo e/o diurno» dell'allegato al decreto del Ministro dell'interno 18 settembre 2002, recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle strutture sanitarie, pubbliche e private» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 227 del 27 settembre 2002 e' sostituito dal seguente: « Montalettighe utilizzabili in caso di incendio. Gli edifici destinati anche in parte ad aree di tipo D devono disporre di almeno un ascensore montalettighe antincendio, da realizzare in conformità alle specifiche disposizioni vigenti. Negli edifici, destinati anche in parte ad aree di tipo D, aventi altezza antincendio superiore a 24 m, deve essere installato almeno un ascensore di soccorso da realizzare in conformità alle specifiche disposizioni vigenti». Il punto «Montalettighe utilizzabili in caso di incendio» del titolo III «Strutture esistenti che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero e/o in regime residenziale a ciclo continuativo e/o diurno» dell'allegato allo stesso decreto del Ministro dell'interno 18 settembre 2002 e' sostituito dal seguente: «15.7. Montalettighe utilizzabili in caso di incendio. Gli edifici di altezza antincendio superiore a 12 m, destinati anche in parte ad aree di tipo D, devono disporre di almeno un ascensore montalettighe antincendio, da realizzare in conformità alle specifiche disposizioni vigenti». Art.6. Entrata in vigore 1. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entrerà in vigore il centoventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 15 settembre 2005 Il Ministro: Pisanu Allegato Regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi 1. Termini, definizioni generali, tolleranze dimensionali e simboli grafici di prevenzione incendi. Ai fini delle presenti disposizioni si applicano i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali approvate con il decreto ministeriale 30 novembre 1983.
5 2. Disposizioni generali. Le pareti del vano di corsa, le pareti del locale del macchinario, se esiste, e le pareti del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, ivi compresi porte e portelli di accesso, nel caso in cui non debbano partecipare alla compartimentazione dell'edificio, devono comunque essere costituiti da materiale non combustibile. Le pareti del locale del macchinario, se esiste, e le pareti del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, ivi comprese le loro porte e botole di accesso, se posti in alto ed esigenze di compartimentazione lo richiedano, devono avere caratteristiche di resistenza al fuoco uguali o superiori a quelle richieste per le pareti del vano di corsa con il quale comunicano. I setti di separazione, tra vano di corsa e locale del macchinario, se esiste, o locale delle pulegge di rinvio, se esiste, devono essere realizzati con materiale non combustibile; i fori di comunicazione, attraverso detti setti per passaggio di funi, cavi o tubazioni, devono avere le dimensioni minime indispensabili. All'interno del vano di corsa, del locale del macchinario, se esiste, del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, e delle aree di lavoro, destinate agli impianti di sollevamento, non devono esserci tubazioni o installazioni diverse da quelle necessarie al funzionamento o alla sicurezza dell'impianto come prescritto dalla direttiva 95/16/CE. L'intelaiatura di sostegno della cabina deve essere realizzata con materiale non combustibile. Le pareti, il pavimento ed il tetto devono essere costituiti da materiali di classe di reazione al fuoco non superiore a 1. Per gli ascensori antincendio e per quelli di soccorso, anche le pareti, il pavimento ed il soffitto della cabina devono essere realizzati con materiale non combustibile. Le aree di sbarco protette, realizzate negli edifici quando necessario davanti agli accessi di piano degli impianti di sollevamento, nonché nell'eventuale piano predeterminato d'uscita, di cui al punto 6, devono essere tali che si possa ragionevolmente escludere ogni possibilità d'incendio in esse. 3. Vano di corsa. In relazione alle pareti del vano di corsa si distinguono tre tipi di impianti di sollevamento: in vano aperto; in vano protetto; in vano a prova di fumo. 3.1 Vano aperto. Si considera vano aperto un vano di corsa che non deve costituire compartimento antincendio; in tal caso e' sufficiente che le pareti del vano di corsa e le porte di piano, le eventuali altre porte o portelli di soccorso ed ispezione siano realizzati con materiali non combustibili Vano protetto. Si considera vano protetto un vano di corsa per il quale sono soddisfatti i seguenti requisiti: le pareti del vano di corsa, comprese le porte di piano, le porte di soccorso e porte e portelli d'ispezione, le pareti del locale del macchinario, se esiste, le pareti del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, nonché gli spazi del macchinario e le aree di lavoro, se disposti fuori del vano di corsa, devono avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento; gli eventuali fori di passaggio di funi, cavi e tubi relativi all'impianto, che debbono attraversare gli elementi di separazione resistenti al fuoco, devono avere le dimensioni minime indispensabili in relazione a quanto stabilito al punto 2; tutte le porte di piano, d'ispezione e di soccorso devono essere a chiusura automatica ed avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento.
6 3.3. Vano a prova di fumo. Si considera vano a prova di fumo un vano di corsa per il quale sono soddisfatti i seguenti requisiti: le pareti del vano di corsa devono essere separate dal resto dell'edificio a tutti i piani e su tutte le aperture, ivi comprese le porte di piano, di soccorso e di ispezione sul vano di corsa, mediante filtro a prova di fumo. E' consentito che il filtro a prova di fumo sia unico per l'accesso sia alle scale che all'impianto di sollevamento, fatta eccezione per gli impianti di cui ai successivi punti 7 e 8; le pareti del vano di corsa, comprese le porte di piano, le porte di soccorso e porte e portelli d'ispezione, le pareti del locale del macchinario, se esiste, le pareti del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, nonché gli spazi del macchinario e le aree di lavoro, se disposti fuori del vano di corsa, devono avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento; gli eventuali fori di passaggio di funi, cavi e tubi relativi all'impianto, che debbono attraversare gli elementi di separazione resistenti al fuoco, devono avere le dimensioni minime indispensabili in relazione a quanto stabilito al punto 2; le porte di piano, di ispezione e di soccorso, possono dare accesso direttamente ad aree di sbarco che siano aperte per almeno un lato verso uno spazio scoperto, ovvero verso filtri a prova di fumo. 4. Accessi al locale del macchinario, agli spazi del macchinario e/o alle aree di lavoro. Per i vani di cui ai punti 3.3 e 7, gli accessi al locale del macchinario, se esiste, gli accessi al locale delle pulegge di rinvio, se esiste, nonché agli spazi del macchinario e alle aree di lavoro devono avvenire attraverso spazi scoperti o protetti con filtri a prova di fumo. Per i vani di cui al punto 8, gli accessi al locale del macchinario e gli accessi al locale delle pulegge di rinvio, se esiste, devono avvenire attraverso spazi scoperti o protetti con filtri a prova di fumo con esclusione di quelli in sovra pressione. Nei vani di cui ai punti 3.2, 3.3 e 7 in cui sono installati impianti di sollevamento ad azionamento idraulico, i serbatoi che contengono l'olio devono essere chiusi e costruiti in acciaio; le tubazioni per l'olio, se installate fuori del vano di corsa, devono essere di acciaio; in alternativa, i serbatoi e le tubazioni devono essere protetti dall'incendio e dotati di chiusure capaci di trattenere l'olio. Le aree di lavoro, poste fuori del vano di corsa, devono essere facilmente e chiaramente individuate e devono essere ubicate in ambienti aventi caratteristiche conformi con quelle stabilite al punto 3 per il vano di corsa. 5. Aerazione del vano di corsa, dei locali del macchinario, delle pulegge di rinvio e/o degli ambienti contenenti il macchinario. Le aerazioni del vano di corsa, del locale del macchinario, se esiste, del locale delle pulegge di rinvio, se esiste, e/o degli spazi del macchinario devono essere fra loro separate e aperte direttamente, o con canalizzazioni anche ad andamento suborizzontale, verso spazi scoperti a condizione che sia garantito il tiraggio. Le canalizzazioni devono essere realizzate con materiale non combustibile. L'aerazione del vano di corsa, degli spazi del macchinario o dei locali del macchinario e/o delle pulegge di rinvio, se esistono, deve essere permanente e realizzata mediante aperture, verso spazi scoperti, non inferiori al 3% della superficie in pianta del vano di corsa e dei locali, con un minimo di: 0,20 m2 per il vano di corsa; 0,05 m2 per il locale del macchinario, se esiste, e per il locale delle pulegge di rinvio, se esiste. Dette aperture devono essere realizzate nella parte alta delle pareti del vano e/o dei locali da aerare e devono, inoltre, essere protette contro gli agenti atmosferici e contro l'introduzione di corpi estranei (animali vari, volatili ecc.); tali protezioni non devono consentire il passaggio di una sfera di diametro maggiore di 15 mm. Quando il vano di corsa e' aperto su spazi scoperti, per esso non e' richiesta aerazione.
7 La canalizzazione di aerazione del vano può attraversare il locale del macchinario, se esiste, o delle pulegge di rinvio; allo stesso modo la canalizzazione di aerazione degli ambienti contenenti il macchinario o del locale del macchinario, se esiste, può attraversare il vano di corsa ed il locale delle pulegge di rinvio o altri locali interni dell'edificio, purché garantisca la prevista compartimentazione. 6. Misure di protezione attiva. Se in vano protetto o in vano a prova di fumo, gli impianti di sollevamento, quando le esigenze di compartimentazione dell'edificio lo richiedono, prima che la temperatura raggiunga un valore tale da comprometterne il funzionamento, previo comando proveniente dal sistema di rilevazione di incendio dell'edificio, devono inviare la cabina al piano predeterminato di uscita e permettere a qualunque passeggero di uscire. In prossimità dell'accesso agli spazi e/o al locale del macchinario deve essere disposto un estintore di classe 21A89BC, idoneo per l'uso in presenza d'impianti elettrici. Nel locale del macchinario, se esiste, possono essere adottati impianti di spegnimento automatici a condizione che siano del tipo previsto per incendi di natura elettrica, convenientemente protetti contro gli urti accidentali e siano tarati a una temperatura nominale d'intervento tale che intervengano dopo che l'ascensore si sia fermato a seguito della manovra prevista al precedente paragrafo. 7. Vani di corsa per ascensore antincendio. Il vano di corsa, per un ascensore antincendio, deve rispondere alle caratteristiche indicate al punto 3.3. ed alle seguenti ulteriori misure: tutti i piani dell'edificio devono essere serviti dall'ascensore antincendio; l'uscita dall'ascensore deve immettere in luogo sicuro, posto all'esterno dell'edificio, in corrispondenza del piano predeterminato di uscita, direttamente o tramite percorso orizzontale protetto di lunghezza non superiore a 15 m, ovvero di lunghezza stabilita dalle disposizioni tecniche di settore; le pareti del vano di corsa, il locale del macchinario, se esiste, gli spazi del macchinario e le aree di lavoro di un ascensore antincendio, devono essere distinti da quelli degli altri eventuali ascensori e devono appartenere a compartimenti distinti da quelli degli altri eventuali ascensori; gli elementi delle strutture del vano di corsa, del locale del macchinario, se esiste, o degli spazi del macchinario e delle aree di lavoro, se disposti fuori del vano di corsa, devono avere una resistenza al fuoco corrispondente a quella del compartimento e comunque non inferiore a REI 60; l'accesso al locale macchinario, se esiste, agli spazi del macchinario o alle aree di lavoro deve avvenire da spazio scoperto, esterno all'edificio, o attraverso un percorso, protetto da filtro a prova di fumo di resistenza al fuoco corrispondente a quella del compartimento e comunque non inferiore a REI 60; ad ogni piano, all'uscita dall'ascensore, deve essere realizzata un'area dedicata di almeno 5 m2 aperta, esterna all'edificio, oppure, protetta da filtro a prova di fumo di resistenza al fuoco corrispondente a quella del compartimento e comunque non inferiore a REI 60; la botola installata sul tetto della cabina, per il salvataggio o per l'auto salvataggio di persone intrappolate, deve essere prevista con dimensioni minime m 0,50 x m 0,70 di facile accesso sia dall'interno, con la chiave di sblocco, sia dall'esterno della cabina. Le dimensioni interne della cabina devono essere di almeno m (1,10 x 2,10) con accesso sul lato più corto; le porte di piano devono avere resistenza al fuoco non inferiore a quella richiesta per il vano di corsa e, comunque, non inferiore a REI 60; la linea di alimentazione di un ascensore antincendio deve essere distinta da quella di ogni altro ascensore presente nell'edificio e deve avere una doppia alimentazione primaria e secondaria di sicurezza;
8 i montanti dell'alimentazione elettrica del macchinario devono essere separati dall'alimentazione primaria ed avere una protezione non inferiore a quella richiesta per il vano di corsa e, comunque, non inferiore a REI 60; in caso di incendio il passaggio da alimentazione primaria ad alimentazione secondaria di sicurezza deve essere automatico; i locali del macchinario e delle pulegge di rinvio, se esistono, ed il tetto di cabina devono essere provvisti di illuminazione di emergenza, con intensità luminosa di almeno 5 lux, ad 1 m di altezza sul piano di calpestio, e dotata di sorgente autonoma incorporata, con autonomia di almeno 1 ora e comunque non inferiore al tempo di resistenza richiesto per l'edificio; in caso di incendio la manovra di questi ascensori deve essere riservata ai Vigili del fuoco ed eventualmente agli addetti al servizio antincendio opportunamente addestrati; un sistema di comunicazione bidirezionale deve collegare in maniera permanente la cabina all'ambiente contenente il macchinario o al locale del macchinario, se esiste, ed alle aree di sbarco; nel progetto dell'edificio devono essere adottate misure idonee a limitare il flusso d'acqua nel vano di corsa, durante le operazioni di spegnimento di un incendio; il materiale elettrico all'interno del vano di corsa, nella zona che può essere colpita dall'acqua usata per lo spegnimento dell'incendio, e l'illuminazione del vano devono avere protezione IPX3; gli ambienti e le aree di sbarco protette devono essere tali da consentire il funzionamento corretto della manovra degli ascensori antincendio per tutto il tempo prescritto per la resistenza al fuoco dell'edificio; gli ascensori antincendio non vanno computati nella valutazione delle vie di esodo. 8. Vano di corsa per ascensore di soccorso. Quando in un edificio, in relazione alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi, deve essere installato un ascensore di soccorso, utilizzabile in caso di incendio, installato esclusivamente per trasporto delle attrezzature del servizio antincendio ed, eventualmente, per l'evacuazione di emergenza delle persone, devono essere adottare, oltre alle misure di cui al punto 7, anche le seguenti: il numero degli ascensori di soccorso deve essere definito in modo da servire con essi l'intera superficie orizzontale di ciascun piano dell'edificio; il locale del macchinario deve essere installato nella sommità dell'edificio con accesso diretto dal piano di copertura del medesimo; non e' ammesso un azionamento di tipo idraulico; i condotti di aerazione del locale del macchinario devono essere separati da quelli del vano di corsa. In caso di condotto di aerazione del vano di corsa, che attraversasse il locale del macchinario o che fosse contiguo, il condotto di aerazione deve essere segregato e protetto con materiali aventi resistenza al fuoco almeno REI 120; le dimensioni interne minime della cabina e dell'accesso devono essere stabilite in base alle esigenze dei vigili del fuoco ed in ogni caso non devono essere inferiori ai seguenti valori: larghezza 1,10 m profondità 2,10 m altezza interna di cabina 2,15 m larghezza accesso (posto sul lato minore) 1,00 m le porte di piano e di cabina devono essere ad azionamento manuale, la porta di cabina deve essere ad una o più ante scorrevoli orizzontali. Al fine di assicurare la disponibilità dell'impianto, anche in caso di uso improprio, deve essere installato un dispositivo che, quando il tempo di sosta della cabina ad un piano diverso di quello di accesso dei vigili del fuoco supera i due minuti, riporti automaticamente la cabina al piano anzidetto. Un allarme luminoso ed acustico, a suono intenso non inferiore ai 60 db(a), deve segnalare il fallimento di questa manovra al personale dell'edificio; tale
9 allarme non deve essere operativo quando l'ascensore e' sotto il controllo dei vigili del fuoco; un interruttore a chiave, posto a ogni piano servito, deve consentire ai vigili del fuoco di chiamare direttamente l'ascensore di soccorso; per l'auto salvataggio, dall'interno della cabina, deve essere presente una scala che consenta di raggiungere in sicurezza il tetto della cabina stessa attraverso la relativa botola; per consentire il diretto e facile accesso alla botola, all'interno della cabina non sono ammessi controsoffitti. 9. Norme di esercizio. L'uso degli ascensori in caso d'incendio e' vietato. Presso ogni porta di piano di ogni ascensore deve essere affisso un cartello con l'iscrizione «Non usare l'ascensore in caso d'incendio». In edifici di civile abitazione e' sufficiente prevedere l'affissione del cartello solo presso la porta del piano principale servito e di tutti gli altri piani da cui si può accedere dall'esterno. In caso d'incendio e' consentito unicamente l'uso di ascensori antincendio e di soccorso in relazione a quanto stabilito dalle specifiche regole tecniche di settore. Inoltre, e' proibito accendere fiamme libere in cabina, nel vano di corsa, nei locali del macchinario e delle pulegge di rinvio e nelle aree di lavoro, nonché depositare in tali ambienti materiale estraneo al funzionamento dell'ascensore. I suddetti divieti, limitazioni e condizioni di esercizio devono essere segnalati con apposita segnaletica conforme al decreto legislativo n. 493/1996. D.M. 26 ottobre Adeguamenti ascensori Decreto del Ministero delle attività produttive 26 ottobre 2005 Miglioramento della sicurezza degli impianti di ascensore installati negli edifici civili precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva 95/16/CE. (Gazzetta Ufficiale del 14 novembre 2005, n. 265) IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE Vista la direttiva 95/16/CE; Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 162/1999; Vista la norma tecnica europea UNI EN ; Ritenuto di dover salvaguardare la sicurezza degli utenti degli apparecchi di sollevamento installati in edifici civili precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva 95/16/CE Decreta : Art. 1. Oggetto e ambito di applicazione 1. Il presente decreto si applica agli ascensori definiti dall'art. 1 e dall'art. 2, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, di seguito denominato «regolamento». 2. Gli ascensori installati negli edifici civili prima del 25 giugno 1999 sono adeguati alle regole previste dalla norma tecnica europea UNI EN e dalla sua appendice nazionale, secondo le modalità disciplinate dal presente decreto. 3. Sono fatte salve le disposizioni previste in materia dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.
10 Art. 2. Adeguamento tecnico degli ascensori 1. In occasione della prima verifica periodica prevista dal regolamento, effettuata dopo l'entrata in vigore del presente decreto, l'autorità' competente, o l'organismo di certificazione di cui all'art. 13 del regolamento, effettua l'analisi dei rischi presenti nell'impianto esaminato, secondo la norma europea UNI EN , e prescrive gli interventi necessari per il suo adeguamento, indicando i termini per gli adempimenti, di cui al seguente comma Per l'esecuzione degli interventi di adeguamento, sono prescritti i seguenti termini: a) entro i sei mesi successivi alla data di effettuazione della verifica periodica di cui al comma 1 se i rischi accertati hanno priorità alta; b) da due anni a quattro anni se i rischi accertati hanno priorità media; c) da quattro anni a sei anni se i rischi accertati hanno priorità bassa. 3. In caso di particolari ed eccezionali rischi per l'incolumità' delle persone l'impianto e' sottoposto a fermo e le prescrizioni di cui al comma 1 devono indicare gli interventi ritenuti indispensabili per la prosecuzione dell'esercizio dell'impianto in condizioni di sicurezza. 4. L'autorità' competente dispone il fermo dell'impianto fino all'accertamento della corretta esecuzione degli interventi di cui al comma 3, nonché nel caso di accertata inottemperanza alle prescrizioni di cui al comma 2, ovvero riguardanti i componenti essenziali di sicurezza dell'ascensore, indicati nell'allegato IV del regolamento. 5. Con successivo decreto del Direttore generale dello sviluppo produttivo e competitività, adottato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono definite, in conformità alla disciplina prevista dal regolamento previo parere della Conferenza unificata, le modalità di svolgimento delle verifiche e i criteri generali delle prescrizioni di adeguamento. In ogni caso, l'analisi dei rischi non comprende le parti dell'impianto costituenti la struttura architettonica della cabina, dei cancelli e delle ringhiere di protezione. 6. Restano salve le disposizioni vigenti in materia di prevenzione incendi. Art. 3. Requisiti professionali del personale degli organismi notificati 1. L'analisi dei rischi e la formulazione delle prescrizioni di cui all'art. 2 sono effettuate da personale in possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di laurea in ingegneria e iscrizione al relativo Albo professionale; b) esperienza professionale specifica, acquisita nel settore degli ascensori, per un periodo di almeno due anni; c) copertura assicurativa della responsabilità civile derivante dall'attivata' professionale, con massimale non inferiore a due milioni e cinquecentomila euro. Art. 4. Libretto dell'impianto 1. Il proprietario dell'immobile e' tenuto alla corretta custodia del libretto dell'impianto di cui all'art.
11 16 del regolamento. 2. I risultati dell'analisi dei rischi e le prescrizioni impartite ai sensi dell'art. 2 devono essere allegati al libretto di impianto. 3. I soggetti indicati all'art. 2, comma 1, annotano sul libretto l'avvenuta esecuzione delle prescrizioni richieste; il manutentore annota le operazioni di manutenzione effettuate ai sensi dell'art. 15 del regolamento. MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE DECRETO 4 dicembre 2003 Elenco delle norme armonizzate ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, concernente l'attuazione della direttiva 95/16/CE in materia di ascensori. (GU n. 292 del ) IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE Vista la direttiva 95/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 giugno 1995, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, di attuazione della direttiva 95/16/CE sopracitata; Visto l'art. 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, che prevede la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana delle norme nazionali, che traspongono le norme armonizzate europee; Visti gli articoli e i riferimenti delle norme armonizzate europee, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' europea n. C90/4 del 31 marzo 1999; Decreta: Articolo unico 1. Ai sensi dell'art. 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana l'elenco delle norme nazionali, che traspongono le norme armonizzate europee in materia di ascensori. 2. L'allegato I, parte integrante del presente decreto, contiene l'elenco dei titoli delle norme armonizzate europee e delle norme italiane corrispondenti. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 4 dicembre 2003 Il Ministro: Marzano NORMA ARMONIZZATA AI SENSI DELLA DIRETTIVA 95/16/CE (D.P.R. 30 APRILE 1999, n. 162) Numero e anno Numero e Titolo titolo in
12 dipubblicazione anno di ratifica GUCE EN 81-1: :1999 C90/ Regole disicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori e dei montacarichi - Ascensori elettrici UNI EN EN 81-2: :1999 C90/ Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori e dei montacarichi - Ascensori idraulici UNI EN EN 12016: :1999 C90/ Compatibilità elettromagnetica - Norma per famiglia di prodotti per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili - Immunita' UNI EN DPR 162/99 E 369/2000: Collaudo ascensori L Italia detiene il record di Paese con più ascensori al mondo e ora, dopo oltre cinquant anni, è andata in pensione la legge n del 24 ottobre Nel settembre 1995 è stata pubblicata la direttiva 95/16/CE recante nuove regole in materia di ascensori e montacarichi. Il DPR 162 del 30 aprile 1999* (recentemente modificato dal DPR 369 del 19 ottobre 2000**) ha recepito la Direttiva introducendo una serie di obblighi per aumentare la sicurezza degli impianti. AMBITO DI APPLICAZIONE Le norme del regolamento si applicano agli impianti aventi le seguenti caratteristiche: - siano in servizio permanente - si spostino lungo un percorso perfettamente definito nello spazio Si intende per ascensore un apparecchio a motore che collega piani definiti mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto di persone, di persone e cose, o soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una persona può entrarvi senza difficoltà, e munita di comandi situati al suo interno o alla portata di una persona che si trova al suo interno. Il montacarichi è un apparecchio a motore di portata non inferiore a 25 Kg che collega piani definiti mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto di sole cose, inaccessibile, non munita di comandi situati al suo interno o alla portata di una persona che si trova al suo interno. MESSA IN ESERCIZIO DEGLI ASCENSORI E MONTACARICHI IN SERVIZIO PRIVATO Per ascensori e montacarichi in servizio privato si intendono gli impianti installati in edifici pubblici o privati a scopi ed usi privati, anche se accessibili al pubblico. Per tutti gli impianti commercializzati e messi in esercizio dopo il 30/06/99non è più necessario richiedere al Comune in cui si trova l ascensore la licenza di impianto e quella di esercizio. Spariscono anche l approvazione del progetto e il collaudo tecnico da parte dell ISPESL.
13 Prima della commercializzazione ogni ascensore è costruito, installato e provato attuando le procedure di controllo finale,verifica dell unità (ad opera di un organismo notificato) e garanzia di qualità indicate nel nuovo regolamento. L installatore (il responsabile della progettazione, della fabbricazione, dell installazione e della commercializzazione dell ascensore) appone la marcatura CE all ascensore e redige una dichiarazione di conformità.la marcatura CE di conformità deve essere apposta in ogni cabina di ascensore (in modo chiaro e visibile) e su ciascun componente di sicurezza. E vietato apporre sugli ascensori o sui componenti di sicurezza marcature che possano indurre in errore i terzi circa il significato ed il simbolo grafico della marchiatura CE. Sugli ascensori o sui componenti di sicurezza può essere apposto ogni altro marchio purché questo non limiti la visibilità e la leggibilità della marcatura CE. Entro 10 giorni dalla data della dichiarazione di conformità dell impianto il proprietario (o il suo legale rappresentante) deve comunicare al comune competente per territorio, o alla provincia autonoma competente secondo il proprio statuto, la messa in esercizio dei montacarichi e degli ascensori non destinati ad un servizio pubblico di trasporto. La comunicazione deve contenere: -l indirizzo dello stabile ove è installato l impianto -la velocità, la portata, la corsa, il numero delle fermate e il tipo di azionamento -il nominativo o la ragione sociale dell installatore dell ascensore o del costruttore del montacarichi -la copia della dichiarazione di conformità -l indicazione della ditta, abilitata ai sensi della legge 5 marzo 1990 n. 46, cui il proprietario ha affidato la manutenzione dell impianto -l indicazione del soggetto incaricato di effettuare le ispezioni periodiche sull impianto che abbia accettato l incarico Entro 30 giorni l ufficio competente del comune assegna all impianto un numero di matricola e lo comunica al proprietario o al suo legale rappresentante dandone contestuale notizia al soggetto competente per l effettuazione delle verifiche periodiche. Quando si apportano modifiche costruttive non rientranti nell ordinaria o straordinaria manutenzione, in particolare: -il cambiamento della velocità -il cambiamento della portata -il cambiamento della corsa -il cambiamento del tipo di azionamento, quali quello idraulico o elettrico -la sostituzione del macchinario, della cabina con la sua intelaiatura, del quadro elettrico, del gruppo cilindro pistone, delle porte di piano, delle difese del vano e di altri componenti principali il proprietario, previo adeguamento dell impianto, per la parte modificata o sostituita nonché per le
14 altra parti interessate alle disposizioni del nuovo regolamento, deve inviare la comunicazione (nominata sopra) al comune competente per territorio, nonché al soggetto competente per l effettuazione delle verifiche periodiche. ASCENSORI E MONTACARICHI NON ANCORA COLLAUDATI Gli impianti che al 30/06/99 erano sprovvisti della certificazione CE di conformità ovvero della licenza di esercizio sono legittimamente messi in servizio se, entro il 30 giugno 2001, il proprietario o il suo legale rappresentante trasmettono al competente ufficio comunale l esito positivo del collaudo effettuato ( ai sensi delle norme vigenti fino alla data dell entrata in vigore del nuovo regolamento): - da organismi, competenti ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e dall ISPESL -da un organismo di certificazione (art. 9) -dall installatore avente il proprio sistema di qualità certificato -con autocertificazione dell installatore corredata da perizia giurata di un ingegnere iscritto all albo Negli ultimi tre casi copia della documentazione di collaudo è trasmessa a cura del proprietario o del suo legale rappresentante all organismo già competente per il collaudo di primo impianto (legge 24 ottobre 1942, n.1415 e successive modificazioni e integrazioni) RESPONSABILITÀ DELL IMPIANTO Il proprietario dello stabile, o il suo legale rappresentante, è il responsabile diretto dell impianto installato ed è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell impianto, nonché a sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni. VERIFICHE PERIODICHE Alla verifica periodica, da effettuare ogni due anni, provvedono: -l azienda sanitaria locale competente per territorio, ovvero l ARPA -la direzione provinciale del lavoro del Ministero del lavoro e della previdenza sociale competente per territorio per gli impianti installati presso gli stabilimenti industriali o le aziende agricole -gli organismi di certificazione notificati ai sensi del nuovo regolamento per le valutazioni di conformità (allegato VI o X) Le operazioni di verifica periodica sono dirette ad accertare se le parti delle quali dipende la sicurezza di esercizio dell impianto sono in condizioni di efficienza, se i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente e se è stato ottemperato alle prescrizioni eventualmente impartite in precedenti verifiche. Il soggetto incaricato della verifica fa eseguire dal manutentore dell impianto le suddette operazioni e rilascia al proprietario, nonché alla ditta incaricata della manutenzione, il verbale relativo alla verifica comunicando ove negativo (inidoneità all uso)l esito al competente ufficio comunale per i provvedimenti di competenza. Il proprietario o il suo legale rappresentante devono fornire i mezzi e gli aiuti indispensabili perché siano eseguite le verifiche periodiche dell impianto. Le spese per l effettuazione delle verifiche periodiche sono a carico del proprietario dello stabile ove è installato l impianto.
15 VERIFICA STRAORDINARIA In caso di verbale di verifica periodica con esito negativo, il comune dispone il fermo dell impianto fino alla data della verifica straordinaria con esito favorevole. La verifica straordinaria deve essere eseguita dagli stessi organismi abilitati alle verifiche periodiche ai quali il proprietario o il suo legale rappresentante rivolgono richiesta dopo la rimozione delle cause che hanno determinato l esito negativo. La verifica straordinaria è inoltre necessaria in caso di incidenti di notevole entità ( anche se non sono seguiti da infortunio): il proprietario ne deve dare immediata notizia al competente ufficio comunale che dispone immediatamente il fermo dell impianto fino alla data della verifica straordinaria con esito positivo. Anche nel caso siano apportate all impianto modifiche costruttive non rientranti nell ordinaria o straordinaria manutenzione (vedere il capitolo della messa in esercizio degli impianti) deve essere eseguita una verifica straordinaria. Le spese per l effettuazione delle verifiche straordinarie sono a carico del proprietario dello stabile ove è installato l impianto. MANUTENZIONE Ai fini della conservazione dell impianto e del suo normale funzionamento, il proprietario o il suo legale rappresentante sono tenuti ad affidare la manutenzione di tutto il sistema dell ascensore o del montacarichi a persona munita di certificato di abilitazione o alla ditta specializzata. Il manutentore provvede periodicamente secondo le esigenze dell impianto: -a verificare il regolare funzionamento dei dispositivi meccanici, idraulici ed elettrici e, in particolare, delle porte dei piani e delle serrature -a verificare lo stato di conservazione delle funi e delle catene -alle operazioni normali di pulizia e di lubrificazione delle parti almeno una volta ogni sei mesi per gli ascensori e almeno una volta all anno per i montacarichi: -a verificare l integrità e l efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli altri dispositivi di sicurezza -a verificare minutamente le funi, le catene e i loro attacchi -a verificare l isolamento dell impianto elettrico e l efficienza dei collegamenti con la terra -ad annotare i risultati di queste verifiche sul libretto Il manutentore provvede anche alla manovra di emergenza che, in caso di necessità, può essere effettuata anche da personale di custodia istruito a questo scopo. Il manutentore deve anche promuovere tempestivamente la riparazione o la sostituzione delle parti
16 rotte o logorate e verificarne l avvenuta corretta esecuzione. Il proprietario deve provvedere prontamente alle riparazioni e alle sostituzioni. Nel caso in cui il manutentore rilevi un pericolo in atto, deve fermare l impianto fino a quando esso non sia stato riparato informando subito il proprietario e il soggetto incaricato delle verifiche periodiche, nonché il comune per l adozione degli eventuali provvedimenti di competenza. Il proprietario dello stabile o altro titolare della licenza di esercizio dell ascensore o montacarichi ed i funzionari preposti al controllo sono tenuti ad assicurarsi che il personale incaricato della manutenzione dell impianto sia munito del certificato di abilitazione rilasciato dal prefetto. Decreto del Presidente della repubblica 19 ottobre 2000, n. 369 Regolamento recante modifica al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, in materia di collaudo degli ascensori. (Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14/12/2001) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione; Visto l'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 24 ottobre 1942, n. 1415; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 1963, n. 1497; Visto l'articolo 2 del decreto-legge 30 giugno 1982, n. 390, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 1982, n. 597; Visto il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 441; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, ed in particolare l'articolo 19 che ha previsto che le operazioni di collaudo degli impianti installati fino alla data del 30 giugno 1999 avrebbero dovuto concludersi entro il 25 giugno 2000; Considerato che gli impianti da collaudare risultano essere ancora diverse migliaia, e che pertanto è necessario procedere alla modifica del suddetto articolo 19 provvedendo alla proroga del suddetto termine, in quanto non è stato possibile completare le suddette operazioni entro il termine previsto; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 giugno 2000; Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 28 agosto 2000; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre 2000; Sulla proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero, di concerto con i Ministri per il coordinamento delle politiche comunitarie, per la funzione pubblica, per gli affari regionali, della sanità e del lavoro e della previdenza sociale;
17 EMANA il seguente regolamento: Art. 1. Modifiche all'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n Il comma 3 dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, è sostituito dal seguente: "3. Gli impianti che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento sono sprovvisti della certificazione CE di conformità ovvero della licenza di esercizio, di cui all'articolo 6 della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, nonché gli impianti di cui al comma 1, sono legittimamente messi in servizio se, entro il 30 giugno 2001, il proprietario o il suo legale rappresentante trasmettono al competente ufficio comunale l'esito positivo del collaudo effettuato, ai sensi delle norme vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento: a) dagli organismi competenti ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e dall'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL); b) da un organismo di certificazione di cui all'articolo 9; c) dall'installatore avente il proprio sistema di qualità certificato, ai sensi del presente regolamento; d) con autocertificazione dell'installatore corredata da perizia giurata di un ingegnere iscritto all'albo.". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. NOTE AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dell'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - L'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, reca norme per l'emanazione di regolamenti con decreto del Presidente della Repubblica. - La legge 24 ottobre 1942, n. 1415, reca: "Impianto ed esercizio di ascensori e di montacarichi in servizio privato". - Il decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767, reca: "Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, concernente l'impianto e l'esercizio di ascensori e di montacarichi in servizio privato". - Il decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 1963, n. 1497, reca: "Approvazione del regolamento per gli ascensori ed i montacarichi in servizio privato". - Si riporta l'art. 2 del decreto-legge 30 giugno 1982, n. 390, convertito, con modificazioni, dalla
18 legge 12 agosto 1982, n. 597 (Disciplina delle funzioni prevenzionali e omologative delle unità sanitarie locali e dell'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro): "Art. 2. Ferme le competenze attribuite o trasferite alle unità sanitarie locali dagli articoli 19, 20 e 21 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, è attribuita, a decorrere dal 1 luglio 1982, all'ispesl, la funzione statale di omologazione dei prodotti industriali ai sensi dell'art. 6, lettera n), n. 18, e dell'art. 24 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché il controllo di conformità dei prodotti industriali di serie al tipo omologato. Per omologazione di un prodotto industriale si intende la procedura tecnico-amministrativa con la quale viene provata e certificata la rispondenza del tipo o del prototipo di prodotto prima della riproduzione e immissione sul mercato, ovvero del primo o nuovo impianto, a specifici requisiti tecnici prefissati ai sensi e per i fini prevenzionali della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché anche ai fini della qualità dei prodotti. Le procedure e le modalità amministrative e tecniche, le specifiche tecniche, le forme di attestazione e le tariffe dell'omologazione sono determinate con decreti interministeriali dei Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato, della sanità e del lavoro e della previdenza sociale, previo parere dell'ispesl". - Il decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268, reca: " Riordinamento dell'istituto superiore di prevenzione e sicurezza del lavoro, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ". - Il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 441, reca: "Regolamento concernente l'organizzazione, il funzionamento e la disciplina delle attività relative ai compiti dell'ispesl, in attuazione dell'art. 2, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268". - Il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, reca: "Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine". - Il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, reca: "Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio". - Si riporta il testo dell'art. 6 della citata legge 24 ottobre 1942, n. 1415: "Art Il collaudo di primo impianto degli ascensori e dei montacarichi e le ispezioni periodiche, debbono di regola essere eseguite da funzionari del Corpo del genio civile, forniti di laurea in ingegneria, designati di volta in volta dall'ispettore generale compartimentale del genio civile. Tuttavia il Ministero dei lavori pubblici può autorizzare l'ente nazionale di propaganda per la prevenzione degli infortuni ad eseguire, per tutto il territorio dello Stato o per una parte di tale territorio, a mezzo di ingegneri forniti di laurea dipendenti dall'ente medesimo e scelti da apposito elenco annualmente approvato dal detto Ministero, le prove di collaudo e le ispezioni degli ascensori e dei montacarichi, esclusi quelli delle amministrazioni statali, e degli stabilimenti industriali e delle aziende agricole. La vigilanza sul servizio di cui al precedente comma è esercitato dal Ministero dei lavori pubblici. Spetta esclusivamente all'ispettorato del lavoro di eseguire, a mezzo degli ispettori dipendenti, forniti di laurea in ingegneria, visite ed ispezioni agli ascensori ed ai montacarichi degli stabilimenti industriali ed a quelli delle aziende agricole. Per gli ascensori ed i montacarichi delle amministrazioni statali provvedono, di regola, al collaudo ed alle ispezioni, gli ingegneri del Corpo del genio civile. Le amministrazioni statali che hanno propri ruoli di ingegneri provvedono direttamente per mezzo degli ingegneri dei rispettivi ruoli". Nota all'art. 1: - Si riporta l'art. 19 del citato decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, come modificato dal presente regolamento: "Art. 19 (Norme finali e transitorie) Salvo quanto previsto al comma 3, fino alla data del 30 giugno 1999, è consentito commercializzare e mettere in servizio gli ascensori conformi alle norme
19 vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento. 2. Fino alla data del 30 giugno 1999 si intendono legittimamente commercializzati e messi in servizio i componenti di sicurezza conformi alle normative vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento. 3. Gli impianti che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento sono sprovvisti della certificazione CE di conformità ovvero della licenza di esercizio, di cui all art. 6 della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, nonché gli impianti di cui al comma 1, sono legittimamente messi in servizio se, entro il 30 giugno 2001, il proprietario o il suo legale rappresentante trasmettono al competente ufficio comunale l'esito positivo del collaudo effettuato, ai sensi delle norme vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento: a) dagli organismi competenti ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e dall'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL); b) da un organismo di certificazione di cui all'art. 9; c) dall'installatore avente il proprio sistema di qualità certificato, ai sensi del presente regolamento; d) con autocertificazione dell'installatore corredata da perizia giurata di un ingegnere iscritto all'albo. 4. Copia della documentazione di collaudo, ove effettuato dagli organismi di cui al comma 3, lettere b), c) e d), è trasmessa, a cura del proprietario o del suo legale rappresentante all'organismo già competente per il collaudo di primo impianto ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e successive modificazioni e integrazioni.". Lettera Circolare prot. n. 856 del 27/07/1999 Oggetto: D.P.R , n Attuazione della Direttiva 95/16/CE sugli ascensori. Il 25 giugno c.a. è entrato in vigore il DPR 30/4/199, n. 162 "Regolamento recante norme per l'attuazione della Direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio". Tale regolamento agli articoli 12, 13 e 14 disciplina la "messa in esercizio degli ascensori e montacarichi in servizio privato", le "verifiche periodiche" e le "verifiche straordinarie" nonché agli articoli 19 e 20 le "norme finali e transitorie" e le "abrogazioni". Dall'esame del decreto, ed in particolare dei succitati articoli, si può desumere l'iter procedurale che dovrà essere seguito. Pertanto, le considerazioni che qui di seguito verranno esposte, sentita la Divisione VII dei Rapporti di Lavoro, costituiscono un primo approccio ai problemi applicativi in merito agli impianti installati presso gli stabilimenti industriali e le aziende agricole. In via preliminare si fa rilevare che l'art.20 del DPR 162/99 ha abrogato la legge n e gli articoli 1,2,3,4,5 e 11 del DPR n Da quanto sopra ne discende che non è più previsto il rilascio da parte del Sindaco della licenza di impianto e di quella di esercizio. Pertanto, il preventivo esame del progetto teso al rilascio della licenza di impianto non è più richiesto. Nella lettera circolare quando si farà riferimento al "proprietario" è da intendersi "proprietario o suo legale rappresentante". Considerato che presso le D.P.L. potrebbero essere giacenti richieste di esame del progetto, inoltrate
20 antecedentemente al , si ritiene che per le stesse sia comunque opportuno procedere all'esame, non finalizzato ai rilascio della licenza di impianto ma solo ad un controllo di rispondenza alle norme previgenti. (All.I) L'esito dell'esame andrà comunicato al proprietario e per conoscenza al Comune territorialmente competente; in tale comunicazione dovrà essere precisato che, qualora il proprietario intenda avvalersi della D.P.L. per l'effettuazione del collaudo, dovrà fame richiesta con un congruo anticipo rispetto al 24 giugno 2000, termine fissato dall'art.19, comma 3, del DPR 162/99, per la trasmissione al competente ufficio comunale dell'esito positivo del collaudo. (All. II) Per le richieste di licenza di impianto inoltrate dopo il non si procederà al richiesto esame progetto e ne dovrà essere data comunicazione sia al proprietario che al Comune. (All. III) Il progetto verrà trattenuto presso l'ufficio a disposizione del proprietario che, nel caso voglia far effettuare il collaudo da uno degli organismi di cui all'art.19 comma 3, lettere b), c) e d) del DPR 162/99, potrà richiederne la restituzione. In tal caso i proprietari potranno richiedere il rimborso del contributo di lire , versate per l'esame progetto, alla competente Tesoreria Provinciale dello Stato. Per i collaudi richiesti entro il si procederà alla loro effettuazione, chiedendo preventivamente il versamento del previsto contributo laddove mancante; per le richiesto inoltrate successivamente al si dovrà inoltre acquisire la prova dell'avvenuta commercializzazione e messa in servizio entro il Si ritiene opportuno precisare che il collaudo dell'impianto dovrebbe richiedere comunque l'esame del progetto che, so non è stato già eseguito, potrà essere effettuato propedeuticamente al collaudo stesso; esso sarà finalizzato solo ad un preventivo accertamento della conformità alla norma di riferimento. L'art. 19 c. 3 del D.P.R. 162/99, per la legittimazione della messa in servizio degli ascensori conformi alle norme previgenti, fissa il termine del per la trasmissione al competente ufficio comunale dell'esito positivo del collaudo. In considerazione di quanto sopra si ravvisa l'opportunità che ciascuna Direzione depositaria di pratiche non definite sia per mancanza di richiesta di collaudo che incompleta documentazione, allegata a tale richiesta dia notizia di tale previsione legislativa a ciascun utente utilizzando il modello allegato (All. IV). Per quanto attiene alle verifiche periodiche biennali, il proprietario dell'impianto potrà, come è noto, farle effettuare dalla DPL nonché dagli organismi di certificazione notificati. Si ritiene pertanto opportuno, per gli impianti già in esercizio, secondo la normativa previgente, che gli uffici richiedano entro breve tempo a tutti i proprietari dei corrispondenti impianti se intendono avvalersi della DPL per l'effettuazione delle verifiche; quanto sopra ai fini di una adeguata programmazione. (All. V) Si ritiene inoltre che tutte le richieste di verifiche, sia per gli impianti in esercizio secondo la normativa previgente, che per quelli messi in esercizio ai sensi dell'art.12 del DPR 162/99, vadano comunque accettate; sarà cura di questo Servizio predisporre la conseguente mobilità atta a garantire l'effettuazione delle stesse.

References: Art. 1
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 Art.2
 Art.3
 Art.4
 Art.5
 Art.6
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 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 articolo 19
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 art. 6