Source: http://giovannifanni.blogspot.com/2010/
Timestamp: 2020-07-09 19:47:36+00:00

Document:
Giovanni Fanni: 2010
Lo studio Fanni augura a tutti i clienti e ai navigatori buon Natale e felice anno nuovo!
A decorrere dal 1991, l'art.6 della L.29/12/90 n.405 ha introdotto nel nostro ordinamento l'obbligo di pagamento di un acconto sull'IVA relativa all'ultimo periodo dell'anno (mese o trimestre).
- liquidazioni e versamenti mensili ex art.1 del DPR 100/98;
- liquidazioni e versamenti trimestrali ex art.7 del DPR 542/99 e art.74 co.4 del DPR 633/72.
Non sono invece tenuti al versamento dell'acconto IVA i seguenti soggetti:
- coloro che hanno iniziato l'attività nel corso del 2010;
- coloro che hanno cessato o cesseranno l'attività nel corso del 2010, ma in ogni caso anteriormente all'1/12/2010, se contribuenti mensili, o all'1/10/2010, se contribuenti trimestrali;
- i contribuenti mensili che, nel mese di dicembre del 2009, hanno evidenziato un credito IVA di cui possono o meno aver richiesto il rimborso;
- i contribuenti trimestrali se, dalla liquidazione relativa al quarto trimestre del 2009, ovvero dalla dichiarazione relativa al 2009 (per i trimestrali per opzione), risultava un credito IVA;
- i soggetti che prevedono di chiudere l'ultima liquidazione dell'anno in corso con un'eccedenza detraibile d'imposta;
- i contribuenti trimestrali per opzione che prevedono di evidenziare un credito IVA nella dichiarazione annuale per il 2010;
- i contribuenti in regime agricolo di esonero ex art.34, cco.6 del DPR 633/72;
- i contribuenti che esercitano attività di intrattenimento ex art.74, co.6 del DPR 633/72;
- le società e le associazioni sportive dilettantistiche e le associazioni in genere che applicano il regime forfetario di cui all L.398/91;
- i contribuenti che, nel periodo d'imposta 2009, hanno usufruito del regime agevolativo delle nuove attività produttive (art.13 della L.388/2000);
- i contribuenti minimi (di cui all'art.1, co.96-117 della L.244/2007;
- i contribuenti che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili ai fini IVA.
L'acconto IVA 2010 può essere determinato applicando alternativamente:
- il metodo previsionale
- il metodo della pre-liquidazione
Deve essere versato solo se l'importo è uguale o superiore a € 103,29 e, come previsto dall'art.20, co.1 del D.Lgs.241/97, non può essere rateizzato.
Per il versamento degli acconti, tutti i soggetti devono utilizzare il modello di pagamento unificato F24 inserendo i seguenti codici tributo:
- 6013, per i contribuenti mensili;
- 6035, per i contribuenti trimestrali.
Si ricorda che il versamento deve essere effettuato esclusivamente con modalità telematiche, direttamente o tramite intermediari abilitati, entro la data del 27/12/2010, così come previsto dall'art.6, co.2 della L.405/90.
Incentivi per il fotovoltaico: nuova procedura telematica.
A decorrere dall'1.12.2010, le richieste di incentivazione per fruire dei benefici del "secondo" Conto energia devono essere effettuate esclusivamente in via telematica, attraverso il portale WEB predisposto dal Gestore dei Servizi Energetici - GSE SPA, seguendo la procedura descritta nell’apposita guida. L’unico documento da inviare in forma cartacea - a mezzo raccomandata A/R, posta celere, prioritaria, ordinaria, consegna a mano o tramite corriere - resta la dichiarazione di accettazione della convenzione, con allegata la fotocopia del documento d’identità del soggetto responsabile. Sotto il profilo procedurale, i soggetti responsabili devono presentare al GSE, entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto (pena la decadenza dall'ammissibilità alle tariffe incentivanti), l'apposita richiesta di concessione della tariffa pertinente. Si ricorda che il “secondo” Conto energia, ossia quello previsto dal DM 19.2.2007, riguarda gli impianti fotovoltaici entrati in funzione entro il 31.12.2010; per gli impianti che entreranno in funzione a decorrere dall'1.1.2011 si applica infatti il "nuovo" conto energia di cui al DM 6.8.2010.
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.gse.it/
Etichette: Incentivi fotovoltaico
Addizionale comunale: come si calcola? Come si paga?
Le regole di prelievo dell'addizionale comunale irpef sono le stesse di quelle previste per l'addizionale regionale. Si applicano, quindi, i criteri previsti per l'irpef ordinaria.
Per il calcolo è necessario applicare due quote distinte: una, l'aliquota di compartecipazione, è fissata annualmente dallo Stato con proprio decreto ministeriale. L'altra quota viene stabilita su facoltà del Comune ed è variabile da Comune a Comune.
Per la base imponibile si applicano le medesime regole dettate per l'addizionale regionale all'irpef.
Ai sensi dell'art.1, co.143, L.296/2006, dal 2007 il versamento dell'addizionale comunale irpef va effettuato direttamente al Comune attraverso apposito codice tributo, distinto per ciascun Comune.
In attuazione dell'art.1, co.143, L.296/2006, con il D.M. 5/10/2007 sono state stabilite le modalità operative per effettuare, dall'1/1/2008, il versamento a titolo di acconto e di saldo dell'addizionale comunale irpef direttamente al Comune nel quale il contribuente ha il proprio domicilio fiscale al 1° gennaio dell'anno cui si riferisce l'addizionale. Tali modalità si applicano ai sostituti d'imposta e ai contribuenti per le imposte proprie. In particolare, con riferimento ai soggetti privati, il versamento dell'addizionale va eseguito con il Mod.F24 o il Mod.F24 EP, evidenziando quanto dovuto ad ogni Comune in base al domicilio fiscale dei contribuenti alla data del 1° gennaio dell'anno cui si riferisce l'addizionale ed utilizzando gli appositi codici tributo da associare ai codici catastali dei Comuni disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
I codici tributo per il versamento dell'addizionale comunale irpef sono quelli istituiti con la R.M. n°368/2007 per i versamenti tramite Mod.F24 (entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento), e quelli istituiti con la R.M. n°367/2007 per i versamenti tramite Mod.F24 EP (entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento) per gli enti pubblici in regime di tesoreria unica.
Etichette: Addizionali, IRPEF
Addizionale regionale: come si calcola? Chi lo paga?
L'addizionale regionale all'irpef segue le regole di prelievo dell'irpef ordinaria. Ai sensi dell'art.3,co.1,D.Lgs.56/2000, le singole Regioni, con provvedimento da pubblicare sulla "Gazzetta Ufficiale" entro il 30 novembre di ciascun anno, possono maggiorare l'aliquota dell'addizionale regionale, pari allo 0,9% fino ad un massimo dell'1,4%.
La base imponibile si calcola applicando le relative aliquote sul reddito complessivo determinato ai fini irpef, al netto degli oneri deducibili. In ogni caso, se l'irpef ordinaria risulta pari a zero o negativa, non sono dovute nemmeno le addizionali.
L'obbligo di assoggettamento all'addizionale è previsto solo per i soggetti per i quali è effettivamente dovuta irpef; pertanto sono esonerati dall'addizionale i possessori di redditi:
- esenti da irpef o tassati con imposte sostitutive irpef;
- soggetti a tassazione separata;
ai quali corrisponde un'irpef dovuta di ammontare pari a zero o non superiore a € 12,00.
Per i soggetti che percepiscono redditi di lavoro dipendente, l'addizionale regionale, viene determinata all'atto dell'effettuazione delle operazioni di conguaglio da parte del sostituto d'imposta, il quale ha l'obbligo di indicare l'ammontare dell'addizionale trattenuta nella certificazione unica per i dipendenti e assimilati (CUD) rilasciata al soggetto sostituito a norma dell'art.4,co.6-ter e 6-quater, DPR322/1998. L'importo dell'addizionale dovuta è trattenuto nell'anno successivo a quello di riferimento da un minimo di 9 ad un massimo di 11 rate a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui le operazioni di conguaglio sono effettuate e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre.
Novità sulla casa, il rogito con il notaio si potrà fare online
Arriva il rogito notarile on line. Il consiglio dei ministri stamattina hanno dato l'ok definitivo allo schema di decreto legislativo, che riscrive nuove norme sugli atti pubblici informatici redatti da un notaio. Dopo il via libera di oggi, il provvedimento è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore.
La novità interessa tutti gli atti notarili informatici relativi all'acquisto di una casa, compresa l'apertura di un mutuo e l'eventuale costituzione di una società. La decisione di utilizzare o meno il nuovo strumento è rimessa ai cittadini, che potranno anche scegliere di stipulare il tradizionale atto pubblico su carta. Con la scelta del rogito on line ci saranno, però, più vantaggi. Primo fra tutti, la riduzione di tempi e di costi, visto che si eviteranno del tutto le spese di trasferta. Con il rogito on line, infatti, si potrà acquistare una casa a Roma, restando comodamente a Milano, con il medesimo livello di sicurezza. Anche le spese notarili non subiranno aggravi. La parcella resterà identica a quella che si paga attualmente per un rogito su carta, solo che, se si sceglie la via telematica, sarà divisa tra il notaio che segue la trattavia a Milano e l'altro che la perfeziona a Roma.
«La realizzazione dell'atto notarile informatico risponde alle esigenze del Paese: garantire la sicurezza, l'autenticità e la conservazione degli atti pubblici anche su supporto informatico"», ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale del notariato,Giancarlo Laurini. Laurini ha ricordato, poi, gli investimenti tecnologici della categoria,«14 milioni di euro in dieci anni», ed evidenziato come questo provvedimento «sia all'avanguardia sul piano internazionale».
La procedura di stipula on line è molto semplice. Il cittadino dovrà utilizzare la propria firma elettronica (anche non qualificata). Il notaio, che continua a fare da garante, compilerà l'atto sul proprio pc, lo leggerà alle parti e, alle fine, apporrà il suo sigillo, che comporterà la conclusione del contratto. I rogiti on line saranno conservati dai notai, finché sono in esercizio, utilizzando un'apposita struttura informatica centralizzata gestita dal Consiglio nazionale del notariato. Le spese di conservazione degli archivi sono a carico esclusivo del notariato.
In arrivo, quindi, procedure più snelle e una graduale eliminazione della carta. Del resto, già oggi, è possibile non utilizzare la carta per alcuni tipi di atti, più semplici, come le procure o le piccole fideiussioni. Non tutto, però, partirà con l'entrata in vigore del decreto legislativo. Saranno immediatamente esigibili dai cittadini, il rilascio di copie, l'attestazione di conformità di copie e documenti formati su qualsiasi supporto (e, quindi, anche per via telemativa) e la rettifica di errori mediante certificazione dello stesso notaio. I rogiti on line e la loro conservazione, invece, acquisteranno efficacia in tempi successivi, con appositi decreti attuativi, che dovranno determinare, tra l'altro, le regole tecniche di redazione e di mantenimento in archivio.
(Claudio Tucci - Sole24ore del 24 giugno 2010)
Etichette: notaio, Rogito
Sono ancora disponibili i contributi che facilitano l’assunzione di giovani disoccupati o inoccupati nelle microimprese quartesi. Con questa azione l’amministrazione comunale offre sostegno economico alle attività produttive che creano posti di lavoro. Il rapporto lavorativo, in part-time o a tempo pieno, dovrà comprendere un periodo minimo di 24 mesi.
Le imprese che accedono ai benefici devono essere regolarmente costituite, nelle diverse forme previste dalla normativa di legge, alla data di presentazione della domanda. Sono interessati a questa azione di sostegno i settori dell’artigianato, del turismo, dei servizi, dell’agricoltura e del commercio.
Per ulteriori informazioni si consiglia di rivolgersi all’URP – Ufficio Relazioni col Pubblico (urp@comune.quartusantelena.ca.it) al piano terra del palazzo municipale di via Eligio Porcu 141, telefono 070 86012270.
Documenti disponibili sul sito:
- Bando contributi microimpresa
- Modello domanda microimpresa
Etichette: Microimpresa
Associazioni sportive dilettantistiche - Instaurazione di rapporti di Co.co.co. - Adempimenti lavoristici e contributivi
Il Ministero del Lavoro, nell'interpello 9.6.2010 n. 22, ha fornito chiarimenti in ordine agli adempimenti lavoristici e contributivi connessi all'instaurazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche.
Regime delle collaborazioni instaurate per l'esercizio diretto di attività sportive dilettantisticheLe precisazioni ministeriali concernono, in primo luogo, le collaborazioni instaurate per l'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, i cui compensi sono soggetti - ove erogati dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall'UNIRE, dagli enti di promozione sportiva o da qualunque organismo che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto - alla disciplina fiscale e previdenziale dei “redditi diversi” di cui all'art. 67 co. 1 lett. m) del TUIR, con conseguente:
- esclusione dall'imponibilità fiscale fino ad un importo di 7.500,00 euro;
- assenza di obblighi di contribuzione previdenziale alla Gestione separata ex art. 2 co. 26 della L. 335/95, fermi restando i casi di contribuzione dovuta all'ENPALS in relazione alla natura dell'attività svolta.
Tali collaborazioni sono, inoltre, espressamente escluse dall'ambito di applicazione della disciplina del lavoro a progetto ai sensi dell'art. 61 co. 3 del DLgs. 276/2003.
Obbligo di comunicazione preventiva al Centro per l'impiegoCiò posto, il Ministero conferma che, nelle ipotesi in esame, le associazioni e società sportive dilettantistiche sono soggette all'obbligo di comunicazione preventiva al competente Centro per l'impiego entro il giorno antecedente a quello di instaurazione dei rapporti di collaborazione. Ciò discende dall'art.9-bis co. 2 del DL 510/96, come modificato dalla L. 296/2006, nonché dalla precedente nota ministeriale 14.2.2007 n. 4746, nella quale sono state annoverate tra le tipologie contrattuali soggette al suddetto obbligo anche quelle sportive, se svolte in forma di collaborazione coordinata e continuativa ed utilizzate per i propri fini istituzionali dagli enti dilettantistici.
Iscrizione all'ENPALS per i tecnici sportivi
Con riguardo alla questione se, nei confronti dei tecnici, le associazioni e società sportive dilettantistiche debbano versare i contributi all'ENPALS, la risposta ministeriale in commento ricorda che, in base al DM 15.3.2005, gli "impiegati, operai, istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi", a prescindere dalla natura giuridica subordinata, parasubordinata o autonoma del rapporto di lavoro instaurato, sono soggetti a contribuzione presso il suddetto Ente. Il citato DM ha, infatti, ampliato le categorie dei soggetti iscrivibili all'ENPALS, determinando la modifica del regime previdenziale di alcuni lavoratori già assicurati all'INPS.
Per il resto, resta ferma anche per queste figure l'applicazione dell'art. 67 co. 1 lett. m) del TUIR ove ne sussistano i presupposti.
Iscrizione nel libro unico dei rimborsi percepiti da dipendenti pubblici
Quanto alle prestazioni gratuite svolte, nell'ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche, fuori dall'orario di lavoro, dai dipendenti pubblici ex art. 90 co. 23 della L. 289/2002, il Ministero del Lavoro sottolinea come tali collaborazioni, in quanto disciplinate dalla predetta normativa, non possano in alcun modo rientrare nell'ambito di applicazione della disciplina sulle organizzazioni di volontariato.
Quest'ultima appare, infatti, riferibile esclusivamente alle associazioni aventi i requisiti individuati all'art. 3 della L. 266/91 e non sembra suscettibile di estensione analogica. I rimborsi eventualmente percepiti dai dipendenti pubblici ai sensi del più volte citato art. 67 co. 1 lett. m) del TUIR devono, pertanto, essere riportati nel libro unico del lavoro, come già chiarito nel vademecum ministeriale del 5.12.2008.
- art. 67 co. 1 DPR 22.12.1986 n. 917
- art. 90 co. 23 L. 27.12.2002 n. 289
- Interpello Min. Lavoro 9.6.2010 n. 22
Approfondimenti: - art.17 DPR 7.12.2002 n.435 - Il sole 24 Ore del 11.06.2010, pag.31 "Per Unico proroga da 7,1 miliardi"(Criscione)
Etichette: Dichiarazioni dei redditi, professionisti, Studi di settore, Unico
Tracciabilità e limiti all'utilizzo del contante - Novità della manovra correttiva
La manovra correttiva interviene anche in materia di limitazioni all'uso del denaro contante, assegni e titoli al portatore (art. 49 del DLgs. 231/2007). In particolare, passa da 12.500,00 euro a 5.000,00 euro il limite:
- a partire dal quale sarà vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi. Per tali trasferimenti sarà, quindi, necessario ricorrere ad intermediari finanziari (provvedendo, ad esempio, tramite un bonifico);
- a partire dal quale gli assegni bancari e postali dovranno recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
- fino al quale potra essere richiesto, per iscritto, il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari senza clausola di non trasferibilità;
- sotto il quale deve essere mantenuto il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore. Ai titolari di libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5.000,00 euro, inoltre, è imposto l’obbligo di estinzione, ad opera del portatore, ovvero di riduzione del saldo ad una somma non eccedente il predetto importo, entro il 30.6.2011. Si tenga, peraltro, presente che la manovra si limita a modificare il riferimento al 30.6.2009 con quello al 30.6.2011 nel contesto dell'art. 49 co. 13 del DLgs. 231/2007. Ma tale disposizione si riferisce ai libretti esistenti al 29.12.2007 (data di entrata in vigore del DLgs. 231/2007). La circ. 20.3.2008 del Ministero dell’Economia aveva poi ritenuto applicabili tali obblighi a tutti i libretti emessi prima del 30.4.2008 (data di entrata in vigore del solo art. 49 del DLgs. 231/2007).
Novità relative alla disciplina sanzionatoria
La disciplina sanzionatoria per la violazione delle prescrizioni sopra ricordate è collocata nell'art. 58 del DLgs. 231/2007. La manovra correttiva precisa che per tutte le violazioni ivi contemplate la sanzione amministrativa pecuniaria non può comunque essere inferiore nel minimo a 3.000,00 euro.
Le sanzioni vengono, inoltre, rese maggiormente gravose nel caso in cui gli importi siano superiori a 50.000,00 euro.
- nel caso di violazioni all’utilizzo del denaro contante ovvero in caso di emissione di assegni bancari o postali senza indicare il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità, la sanzione minima è aumentata di cinque volte. Si applica, quindi, la sanzione amministrativa pecuniaria dall'1% al 40% dell'importo trasferito ove questo sia inferiore o pari a 50.000,00 euro e la sanzione dal 5% al 40% dell’importo trasferito ove questo sia superiore a 50.000,00 euro;
- con riguardo, invece, alla violazione della disposizione che impone di tenere il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore sotto i 5.000,00 euro, le sanzioni minima e massima sono aumentate del 50%. Quindi, si applica la sanzione dal 20% al 40% del saldo, ove questo sia compreso tra 5.000,00 e 50.000,00 euro, e la sanzione dal 30% al 60% del saldo, ove questo sia superiore a 50.000,00 euro.
- art. 49 DLgs. 21.11.2007 n. 231
- Il Sole24Ore del 27.5.2010, p. 12 - ''Tracciabilità a 5mila euro''(Deotto-Mobili)
Etichette: Antiriciclaggio, tracciabilità
La prima parte del co. 2 dell’art. 17 del TUIR stabilisce però che i redditi indicati nella lett. g) del precedente co. 1 “sono esclusi dalla tassazione separata se conseguiti da società in nome collettivo o in accomandita semplice”.
- dal punto di vista soggettivo, il cedente che realizza la plusvalenza sia una persona fisica;
- dal punto di vista oggettivo, l’azienda che viene ceduta risulti posseduta da più di cinque anni dal cedente.
Giova sottolineare che la possibilità di avvalersi della tassazione separata non è subordinata alla cessazione dell’attività di impresa da parte dell’imprenditore individuale, il quale può dunque esperirla (se, ben inteso, ne sussistono i requisiti soggettivi e oggettivi) anche se prosegue nella propria attività imprenditoriale.
Etichette: Cessione d'azienda, plusvalenza, tassazione separata
Destinazione dell'8 per mille e del 5 per mille dell'Irpef
• l’otto per mille del gettito IRPEF allo Stato oppure a una Istituzione religiosa;
Le scelte della destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF non sono in alcun modo alternative tra loro e possono, pertanto,essere entrambe espresse. Tali scelte non determinano maggiori imposte dovute.
Per esprimere le scelte, il contribuente deve compilare l’apposita scheda (Mod. 730-1) da presentare integralmente anche nel caso in cui sia stata operata soltanto una delle scelte consentite. Anche i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione, indicati al precedente paragrafo 2, possono comunque effettuare la scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF alle condizioni sottoindicate, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di certificazione unica (CUD 2010) o al modello UNICO Persone Fisiche 2010 e seguendo le relative istruzioni per le modalità di presentazione.
• a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale;
• a scopi di carattere religioso o caritativo a diretta gestione della Chiesa cattolica;
• ad interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero, sia direttamente sia attraverso un ente appositamente costituito da parte dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno;
• ad interventi sociali ed umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo da parte delle Assemblee di Dio in Italia;
• a scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale a diretta gestione della Chiesa Valdese, Unione delle Chiese metodiste e Valdesi;
• agli interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero, direttamente dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia e attraverso le Comunità ad essa collegate;
• alla tutela degli interessi religiosi degli ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari volti alla tutela delle minoranze contro il razzismo e l’antisemitismo a diretta gestione dell’Unione delle Comunità ebraiche.
La ripartizione tra le Istituzioni beneficiarie avviene in proporzione alle scelte espresse. La quota d’imposta non attribuita viene ripartita secondo la proporzione risultante dalle scelte espresse; la quota non attribuita proporzionalmente spettante alle Assemblee di Dio in Italia è devoluta alla gestione statale. La scelta va espressa sul modello 730-1, apponendo la propria firma nel riquadro corrispondente ad una soltanto delle sette istituzioni beneficiarie dell’otto per mille dell’IRPEF.
a) sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale previste dall’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 e successive modificazioni; nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, previsti dall’articolo 7, commi 1, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori dettati all’articolo 10, comma 1, lett.a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
d) sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza;
e) sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale (decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2009). La scelta va espressa sul “Modello 730-1” apponendo la propria firma solo nel riquadro corrispondente alla finalità cui si intende destinare la quota del cinque per mille dell’IRPEF. Il contribuente ha inoltre la facoltà di indicare anche il codice fiscale del soggetto cui vuole destinare direttamente la quota del cinque per mille dell’IRPEF. Gli elenchi dei soggetti ai quali può essere destinata la quota del cinque per mille dell’Irpef sono disponibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it
Etichette: 5 per mille, 730, 8 per mille, Dichiarazioni dei redditi, IRPEF

References: art.1
 art.7
 art.74
 art.34
 art.74
 art. 2
 art. 90
 art. 67
 art. 67
 art. 90
 art.17
 art. 49
 art. 49