Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/1283
Timestamp: 2020-07-13 15:31:47+00:00

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Delle obbligazioni pecuniarie
I. In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.
Ammortamento alla francese – Regime finanziario composto – Anatocismo – Indeterminatezza della clausola relativa all’interesse.
L’impiego, nell’ammortamento alla francese, del regime finanziario composto comporta pertanto la violazione dell’art. 1283 c.c. (anatocismo) e, laddove non esplicitato in contratto, l’indeterminatezza della clausola relativa all’interesse, con conseguente ricalcolo in regime finanziario semplice ed adozione dei tassi legali ex art. 1284 c.c. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 04 Febbraio 2020. Segue...
[Nel caso specifico, la Banca, che aveva utilizzato nel contratto questo particolare tipo di capitalizzazione, ha violato non solo il dettato dell’art.1283 c.c.,ma anche quello dell’art.1284 c.c. che, in ipotesi di mancata determinazione e specificazione, ovvero di incertezza del tasso di interesse (tra tasso nominale contrattuale e tasso effettivo del piano di ammortamento allegato al medesimo contratto), impone l’applicazione del tasso legale semplice e non quello ultra-legale indeterminato o incerto.] (Carmine de Benedittis) (riproduzione riservata) Appello Campobasso, 05 Dicembre 2019. Segue...
Il fideiussore ma anche il datore autonomo di garanzia sono legittimati ad agire per far valere la nullità delle clausole sugli interessi del contratto concluso col debitore principale per contrasto con norme imperative. (Francesco Baroncini) (Stefano Lo Bianco) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 05 Dicembre 2019. Segue...
Contratto di mutuo - Computo nel TEG della commissione per l’estinzione anticipata e gratuità del mutuo in caso di accertata usurarietà - Regime di capitalizzazione composta degli interessi ed illecito effetto anatocistico - Applicazione dei tassi BOT ex art. 117 TUB in caso di discrasia tra TAEG indicato in contratto e TAEG effettivo (quesiti al CTU).
In caso di eccepita usurarietà pattizia del costo complessivo (espresso in TEG, ad eccezione di imposte e tasse), il CTU dovrà procedere alla verifica della usurarietà computando tutti gli oneri, anche quello pattuito per l’eventuale estinzione anticipata; in caso di acclarata usurarietà, il CTU dovrà rimodulare il piano di ammortamento espungendo ogni interesse.
Il CTU deve verificare se, in ragione del regime finanziario di capitalizzazione composta degli interessi adottato nel piano di ammortamento, si sia verificato un effetto anatocistico e, in caso affermativo, deve procedere alla rimodulazione del piano di ammortamento attualizzando i flussi finanziari a tasso semplice anziché composto.
In caso di accertata discrasia tra il TAEG indicato in contratto e quello effettivo, il CTU dovrà rideterminare il piano di ammortamento applicando come tasso d’interesse, in luogo del tasso convenzionale, quello sostitutivo BOT ex art. 117 TUB. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 04 Novembre 2019. Segue...
Mutuo con ammortamento c.d. “alla francese” – Calcolo della quota di interessi utilizzando la formula del c.d. “interesse composto” – Anatocismo – Esclusione.
La ratio dell’art. 1283 c.c. non consiste nell’esclusione della progressione esponenziale degli interessi atteso che una tale progressione si realizza anche per effetto della convenzione tra creditore e debitore posteriore alla loro scadenza, che è esplicitamente ammessa dallo stesso art. 1283 c.c. Ne segue che non sussiste alcuna analogia tra l’art. 1283 c.c. e il mutuo a rata costante, anche nel caso in cui nel calcolo della quota di interessi di ciascuna rata del mutuo sia compreso un interesse composto. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30 Maggio 2019. Segue...
Conto corrente – Apertura di credito – Onere della prova – Forma – Modalità di deduzione.
In caso di conto corrente a cui accede un’apertura di credito grava sulla banca, l'onere di allegare, ai fini dell'ammissibilità dell'eccezione di prescrizione, e poi di provare, ai fini della fondatezza dell'eccezione, non solo il mero decorso del tempo, ma anche l'ulteriore circostanza dell'avvenuto superamento del limite dell'affidamento. Tale attività di allegazione, per quanto "attenuata" nella relativa deduzione (e, cioè, senza la necessità di un'allegazione analitica delle rimesse ritenute solutorie), deve, però, comunque recare un grado di specificità tale da consentire alla controparte un adeguato esercizio di difesa; in mancanza, la relativa eccezione deve essere respinta, in quanto genericamente formulata.
Il contratto di apertura di credito in conto corrente può provarsi anche per facta concludentia; l’art. 127 TUB prevede, infatti, una c.d. “nullità di protezione” solo a vantaggio del cliente; la Banca non può dunque far valere la nullità del contratto di apertura di credito per mancanza di forma scritta, mentre il cliente può l’affidamento concesso in qualsiasi forma. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 28 Febbraio 2019. Segue...
Conto corrente bancario – Azione di ripetizione – Passaggio “a sofferenza” – Adeguamento della Banca alla delibera C.I.C.R. 09.02.2000 – Prova – Peggioramento delle condizioni contrattuali ed economiche.
L’introduzione della capitalizzazione degli interessi passivi è da considerarsi sicuramente motivo di peggioramento delle condizioni contrattuali ed economiche rispetto a quelle antecedenti alla entrata in vigore della Delibera del 9/2/2000. (Andrea Francesco Forcina) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 14 Febbraio 2019. Segue...
Ammortamento alla francese – Indeterminatezza per mancata specificazione del regime finanziario e del criterio di calcolo degli interessi – Usura bancaria: verifica unitaria – Gratuità del finanziamento.
Deve ritenersi che il divieto di anatocismo non attenga esclusivamente all’accordo preventivo che preveda direttamente la produzione di interessi su interessi, ma altresì a quelli - anch’essi in ipotesi riconducibili al momento genetico contratto (e quindi integranti una convenzione, ai sensi dell’art. 1283 c.c.) – che producano comunque, sotto il profilo economico, il medesimo effetto della produzione di interessi su interessi. Ciò che rileva, a ben vedere, è l’identità degli effetti economico-finanziari delle due modalità operative suindicate, comportando entrambe, anche in ragione del computo degli interessi sul capitale residuo (anzichè su quello in scadenza), un valore della rata di ammortamento superiore rispetto a quello che si presenterebbe adottando il regime di capitalizzazione semplice.
La verifica dell’usura deve essere condotta con riferimento unitario agli interessi corrispettivi e di mora, senza il ricorso ad una “fantomatica” soglia usuraria specifica per gli interessi moratori, determinando il costo complessivo del finanziamento nel “worst case” (scenario più oneroso per il soggetto finanziato). Se tale costo eccede il limite previsto dalla legge 108/96 alla stipula del contratto, il finanziamento deve ritenersi a titolo gratuito in applicazione della sanzione ex art. 1815 c.c. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 13 Novembre 2018. Segue...
Sentenza Corte d’Appello di Milano - Ripetizione di interessi anatocistici.
Non incombe comunque sul correntista l’onere di provare la natura ripristinatoria di una rimessa, ma incombe sulla Banca l’onere di provarne la natura solutoria (provando che la stessa era in assenza di (o extra) affidamento) nel momento in cui ha ritenuto di eccepirne la prescrizione. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Appello Milano, 04 Luglio 2018. Segue...
Contratti bancari – Conto corrente – Aperto prima del 1999 – Anatocismo successivo al giugno 2000 – Ammissibilità – Condizioni.
In un contratto di conto corrente bancario stipulato prima del d.lgs. 4 agosto 1999, n. 342 e della delibera CICR del 9 febbraio 2000 è legittima l’applicazione della capitalizzazione reciproca degli interessi in dare ed in avere laddove la Banca abbia provveduto a dare comunicazione al cliente della modifica contrattuale e a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale le nuove condizioni applicate, non necessitandosi un’espressa pattuizione con il cliente, non trattandosi di condizioni peggiorative. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Milano, 19 Giugno 2018. Segue...
Ordinanza ex art.702 ter - Ripetizione di interessi anatocistici.
L’onere della prova della pattuizione scritta delle condizioni economiche del rapporto di conto corrente ricade sulla Banca. Il correntista, infatti, chiedendo l’accertamento o la ripetizione dell’indebito, in relazione al rapporto di conto corrente, è onerato solamente dell’allegazione e prova dei pagamenti da lei svolti e dell’assenza di causa. Quest’ultimo elemento, essendo negativo, non può essere provato dalla correntista, bensì solo allegato: l’onere di fornire la prova del fatto positivo contrario, ossia della sussistenza del titolo, quindi, ricade sulla Banca.
In punto prescrizione, su un conto pacificamente affidato, spetta alla Banca provare il limite di detto affidamento al fine di verificare quali tra le rimesse potesse avere eventuale funzione solutoria; in mancanza di detta prova l’eccezione di prescrizione andrà rigettata, in quanto le rimesse dovranno considerarsi tutte di natura ripristinatoria.
Anche gli accrediti effettuati sul conto in presenza di un saldo positivo hanno natura ripristinatoria: tutte le annotazioni sul conto, tranne quelle effettuate per ripianarne lo scoperto, rientrano nella disciplina generale del rapporto e, quindi, diventano esigibili solo a partire dalla sua chiusura.
In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 21 Aprile 2018. Segue...
Clausola di capitalizzazione trimestrale - Eccezione di nullità - Rilevo d’ufficio - Contratto autonomo di garanzia.
Il garante autonomo di un rapporto di conto corrente è legittimato a sollevare nei confronti della banca l’eccezione di nullità della clausola anatocistica allorquando essa non si fondi su un uso normativo.
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo la nullità delle clausole anatocistiche può essere rilevata d’ufficio anche in fase di gravame. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 13 Marzo 2018. Segue...
Conto corrente con apertura di credito – Illegittimità degli interessi ultralegali (usi su piazza) ed anatocistici – Sospensione provvisoria esecuzione decreto ingiuntivo.
In una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, relativa ad un rapporto di conto corrente aperto nel 1987, la presenza della clausola “usi su piazza” e di interessi anatocistici illegittimi, integrano i gravi motivi richiesti dall’art. 649 c.p.c., posto che il saldo, come azionato, alla luce delle suddette eccezioni, deve considerarsi frutto dell’applicazione di interessi illegittimi. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 26 Febbraio 2018. Segue...
Anatocismo – Adeguamento Delibera CICR 9/02/2000 – Necessità della approvazione scritta specifica.
Per i contratti accesi prima dell’entrata in vigore della Delibera CICR 9/02/00, l’adeguamento alla pari periodicità trimestrale previsto dalla Delibera richiede necessariamente la specifica approvazione scritta del correntista, per un duplice motivo: da un lato, l’adeguamento è da considerarsi peggiorativo rispetto alla preesistente situazione di diritto, dall’altro, è da rilevarsi la carenza di delega del CICR a normare i rapporti preesistenti, essendo, a seguito della sentenza n. 425/2000 della Corte Costituzionale venuto meno l'art. 25 comma 3 del D.Lgs. n. 342/1999, che costituiva il fondamento legittimante la disciplina transitoria posta dall’art. 7 della delibera C.I.C.R. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 21 Dicembre 2017. Segue...
Ordinanza ex art. 186-quater c.p.c. - Ripetizione di interessi anatocistici.
E’ ammissibile la richiesta di provvedimento anticipatorio di condanna ex art. 186-quater c.p.c. in materia di ripetizione di interessi anatocistici illegittimamente addebitati su conto corrente bancario.
Per quanto riguarda la rilevazione degli interessi usurari, la formula da applicarsi è quella dettata da Banca d’Italia, così come previsto nella sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 12965/2016.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca la sollevi in maniera generica senza riferimento ai presupposti fattuali e giuridici della sua applicazione. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 09 Ottobre 2017. Segue...
Anatocismo - Ripetizione di interessi anatocistici - Prescrizione.
Non incombe comunque sul correntista l’onere di provare la natura ripristinatoria di una rimessa, ma incombe sulla Banca l’onere di provarne la natura solutoria (provando che la stessa era in assenza di (o extra) affidamento) nel momento in cui ha ritenuto di eccepirne la prescrizione. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Appello Milano, 19 Settembre 2017. Segue...
Quanto all’onere probatorio in ordine alla qualificazione delle varie rimesse, compete alla Banca, quale soggetto che eccepisce la prescrizione, specificare quali siano le rimesse aventi natura solutoria, vale a dire i singoli pagamenti in relazione ai quali sarebbe decorso il termine di prescrizione ed in relazione ai quali essa intenda avvalersi della facoltà di eccepire la prescrizione. Ciò in applicazione sia delle regole di cui all’art. 2697 c.c. sia della natura dispositiva dell’eccezione di prescrizione che, in quanto eccezione in senso stretto, impone a colui che le solleva di allegare e provare i fatti fondanti l’eccezione stessa. La prescrizione deve essere pertanto eccepita dalla Banca in modo preciso, con l’indicazione dei versamenti che avrebbero avuto una funzione solutoria. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Appello Milano, 20 Luglio 2017. Segue...
Ai fini dell’adeguamento del contratto di conto corrente sottoscritto prima del 22 aprile 2000 circa la capitalizzazione paritetica di interessi attivi e passivi, la Banca deve dar prova di aver fatto sottoscrivere al correntista apposita clausola ai sensi di quanto previsto dall’art.7.3 di detta delibera, non essendo sufficiente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera citata e la sua comunicazione al correntista.
Ove contestata dalla Banca la prescrizione dell’azione di ripetizione delle somme ritenute indebite dal correntista, sarà onere della Banca dar prova dell’esistenza di eventuali rimesse solutorie, indicandole specificatamente, così come enunciato dalla sentenza della Cassazione n.4518/2014. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Appello Milano, 04 Maggio 2017. Segue...
Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera Cicr 9/2/2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Correttezza – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera Cicr nella Gazzetta Ufficiale e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità.
Mutuo – Usura – Verifica superamento tasso soglia – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità
Mutuo – Usura – Tasso moratorio – Verifica superamento tasso soglia – Esclusione
Mutuo – Usura – Interessi di mora – Ipotesi di ritardi di pagamento – Inammissibilità – Parametrazione a quota di capitale di singola rata – Inammissibilità
Mutuo – Usura – Calcolo TEG – Penale per estinzione anticipata – Non va compresa
Mutuo – Ammortamento alla francese – Anatocismo – Non ricorre
Mutuo – Ammortamento alla francese – Rate impagate – Addebito interessi di mora – Anatocismo – Non ricorre .
Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia d’usura è scorretta la pretesa di sommare tasso corrispettivo e tasso di mora dal momento che gli interessi moratori nel caso di inadempimento si sostituiscono e non si aggiungono agli interessi corrispettivi. Ciò anche nel caso in cui il tasso di mora sia determinato applicando una maggiorazione percentuale sull’interesse corrispettivo perché ciò assume rilievo solo sotto il profilo della modalità adottata per la quantificazione del tasso. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
In assenza di rilevazioni specifiche del TEGM per gli interessi moratori da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze il vaglio di usurarietà di tale categoria di interessi resta circoscritto alla dimensione soggettiva dell’usura quando si dimostri ai sensi dell’art. 644 cp che detti interessi siano stati pattuiti in maniera tale da creare una sproporzione delle prestazioni, con approfittamento delle condizioni di difficoltà economiche e finanziarie del debitore. Deve, invece, escludersi qualunque valutazione di carattere oggettivo per sforamento del tasso soglia. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Del tutto arbitraria, ai fini della verifica dello sforamento del tasso soglia d’usura da parte del tasso effettivo di mora (c.d. T.E.MO.), è la pratica di ipotizzare ritardi nei pagamenti che non abbiano alcun riscontro nei fatti di causa, così come è errato parametrare la quota di interessi moratori alla quota capitale della rata tardivamente onorata e non al capitale residuo al momento del pagamento, con l’effetto di individuare un tasso di mora nettamente superiore a quello effettivamente applicato. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
La penale per anticipata estinzione del mutuo non va computata nel TEG in quanto questa non costituisce un onere collegato all’erogazione del credito ma riguarda piuttosto una fase successiva e eventuale, ossia la risoluzione anzitempo del rapporto, volta a indennizzare la parte mutuante della perdita del lucro discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Non comporta anatocismo la pattuizione di un piano di ammortamento alla francese, ossia mediante la previsione di rate di importo costante, ciascuna delle quali composta di una quota di capitale e una quota di interessi. Ciò in quanto in ciascuna rata la quota di interessi è calcolata non sull’intero importo mutuato ma sulla sola quota capitale via via decrescente per effetto del pagamento delle rate precedenti. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Non comporta anatocismo l’addebito di interessi moratori su rate non tempestivamente pagate, comprensive anche della quota di interessi corrispettivi. Ciò a condizione che sugli interessi moratori così calcolati non siano calcolati interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Febbraio 2017. Segue...
Contratti bancari - Anatocismo - Affidamento - Prova.
Va dichiarata la nullità delle clausole anatocistiche contenute nei contratti bancari di conto corrente sottoscritti prima dell’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000, come delle clausole prevedenti interessi ultralegali facenti rinvio ai cosiddetti “uso piazza”.
In difetto di prova circa l’adeguamento della Banca alla delibera C.I.C.R. 09.02.2000 mediante approvazione scritta della clausola anatocistica, deve escludersi la possibilità per la Banca di capitalizzare gli interessi passivi anche successivamente all’entrata in vigore di detta delibera.
Nel caso sia provata l’esistenza dell’apertura di credito - deducibile anche dagli estratti conto prodotti in giudizio con riferimento all’applicazione di tassi differenti nella medesima liquidazione - ma non provato il limite della stessa, tutte le rimesse dovranno ritenersi ripristinatorie e conseguentemente andrà rigettata l’eccezione di prescrizione sollevata dalla Banca. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Febbraio 2017. Segue...
Mutuo – Usura – Clausola di salvaguardia – E’ legittima
Mutuo – Usura – Tasso Soglia – Verifica del superamento – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità
Mutuo – Ammortamento alla francese – Non è anatocismo
Mutuo – Tasso corrispettivo – Tasso Euribor oltre spread – Determinazione per relationem .
La presenza in un contratto di mutuo di una clausola di salvaguardia che circoscrive la misura degli interessi moratori entro il limite fissato dalla Legge n. 108 del 1996 impedisce il superamento del tasso soglia. Tale clausola è pienamente valida anche nel caso di sua non operatività al momento della stipula, essendo predisposta per un numero indeterminato di casi di mutuo a prescindere dal tasso applicato quale interesse corrispettivo e dal tasso soglia al momento della stipula. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
E’ del tutto infondata la tesi del confronto tra tasso soglia d’usura e somma algebrica di tasso corrispettivo e tasso moratorio. Tasso corrispettivo e tasso d’usura hanno, infatti, base di calcolo differente, essendo il tasso corrispettivo il tasso percentuale applicato sul credito concesso e il tasso di mora il tasso percentuale applicato alla singola rata scaduta e non pagata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
E’ pienamente legittima la pratica del piano di ammortamento alla francese, non individuandosi in esso alcuna ipotesi di anatocismo, posto che pacificamente in tal caso l’interesse sul capitale residuo è calcolato secondo il metodo dell’interesse semplice e non composto. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Non è nulla per indeterminatezza la clausola di un contratto di mutuo che fissa il tasso di interesse corrispettivo ancorandolo alla media giornaliera del tasso euribor a tre mesi, maggiorato di un dato tasso percentuale (cd spread) in ragione di anno, essendo il tasso determinabile per relationem. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 25 Gennaio 2017. Segue...
Anatocismo – Apertura di credito – Prova.
Va dichiarata la nullità delle clausole anatocistiche contenute nei contratti bancari di conto corrente sottoscritti prima dell’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 9 febbraio 2000, come delle clausole prevedenti interessi ultralegali facenti rinvio ai cosiddetti “uso piazza”.
In difetto di prova circa l’adeguamento della Banca alla delibera citata C.I.C.R., deve escludersi la possibilità per la Banca di capitalizzare gli interessi passivi anche successivamente all’entrata in vigore di detta delibera.
Nel caso sia provata l’esistenza dell’apertura di credito - deducibile anche dagli estratti conto prodotti in giudizio con riferimento all’applicazione di tassi differenti nella medesima liquidazione - ma non provato il limite della stessa, tutte le rimesse dovranno ritenersi ripristinatorie e conseguentemente andrà rigettata l’eccezione di prescrizione sollevata dalla Banca. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Gennaio 2017. Segue...
Ordinanza ex art.702 ter - Ripetizione di interessi anatocistici - Tribunale di Pavia.
In caso di mancata produzione del contratto di conto corrente è onere della banca provare che le clausole ritenute nulle rispondano invece ai requisiti di determinatezza e di forma richiesti dalla legge.
Nel caso sia provata l’esistenza dell’apertura di credito - deducibile anche dalle ammissioni della Banca a giustificazione dell’applicazione delle commissioni di massimo scoperto - ma non provato il limite della stessa, l’apertura di credito deve ritenersi illimitata e quindi tutte le rimesse devono ritenersi ripristinatorie, essendo peraltro irrilevante che il saldo del conto sia talvolta stato positivo, posto che i versamenti a carattere solutorio sono solo quelli diretti a reintegrare un passivo del conto eccedente i limiti dell’apertura di credito. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 22 Dicembre 2016. Segue...
Procedimento ex art.702 bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica. E’ onere, infatti, di chi formula l’eccezione stessa di indicare puntualmente le rimesse aventi carattere solutorio, non potendo tale indagine essere affidata al ctu, posto che altrimenti la stessa avrebbe un contenuto esplorativo e ricercherebbe fatti costitutivi dell’eccezione che è onere dell’eccipiente dedurre nel processo.
L’individuazione di eventuali rimesse solutorie deve essere effettuato sul saldo del conto come rideterminato dal CTU una volta espunte le somme percepite sulla base di clausole nulle (e non sul saldo risultante dagli estratti conto – c.d. saldo Banca), posto che una clausola nulla non produce mai effetto e la nullità è imprescrittibile.
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 20 Settembre 2016. Segue...
La costante esposizione debitoria del conto corrente protratta per tanti anni senza che la Banca abbia mai chiesto il rientro della somma comporta la natura affidata “di fatto” del conto corrente in quanto la Banca, tollerando la costante scopertura del conto, ha mostrato di voler considerare il conto in questione non propriamente scoperto, ma semplicemente passivo, e ciò sull’implicito ma chiaro presupposto del riconoscimento di un affidamento in linea di puro fatto.
Ove il conto corrente sia affidato, anche di puro fatto, è onere della Banca allegare quali tra le rimesse possano avere funzione solutoria; in difetto di tale prova le rimesse dovranno considerarsi tutte.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica non allegando tantomeno provando le rimesse aventi funzione solutoria.
In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 09.02.2000. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 17 Settembre 2016. Segue...
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca sollevi detta eccezione in maniera generica. E’ onere, infatti, di chi formula l’eccezione stessa di indicare puntualmente le rimesse aventi carattere solutorio, non potendo tale indagine essere affidata al CTU, posto che altrimenti la stessa avrebbe un contenuto esplorativo e ricercherebbe fatti costitutivi dell’eccezione che è onere dell’eccipiente dedurre nel processo
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 08 Settembre 2016. Segue...
Il correntista che agisce per la ripetizione di somme indebitamente versate alla banca ha l'onere di allegare e provare i fatti costitutivi della sua pretesa mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi all'intero rapporto contrattuale.
"nel caso in cui il correntista agisca per la ripetizione delle somme indebitamente versate sul conto corrente, anche in ragione della nullità di determinate clausole contrattuali, lo stesso ha l’onere di produrre in giudizio l’intera sequenza di estratti conto che, peraltro, sono direttamente accessibili alla parte istante, posto il diritto del correntista, ex art. 119 t.u.b. di ottenere dall’istituto bancario, a proprie spese, la consegna di copia della documentazione relativa a ciascuna operazione registrata sull’estratto conto nell’ultimo decennio. Nel caso in cui (come nella specie) parte attrice non produca la documentazione contabile a sostegno della domanda, né tantomeno dimostri di aver avanzato, prima del giudizio, la richiesta alla banca di acquisizione della documentazione contabile e di non aver ricevuto riscontro o di aver avuto un diniego a detta richiesta, tale carenza probatoria non può essere colmata mediante l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. , in quanto il suddetto ordine non può supplire al mancato assolvimento dell’onere della prova a carico della parte istante" (Tribunale Nocera Inferiore, sez. II, 29/01/2013, n. 79).
In materia di C.M.S.: In mancanza di dimostrazione da parte dell’attrice della circostanza che la commissione stessa sarebbe stata comunque applicata, avendo genericamente ventilato tale ipotesi, non supportata da alcun valido riscontro documentale, attesa la frammentaria ed incompleta produzione degli estratti conto, non si può supplire a tale lacuna probatoria mediante la invocata CTU, che avrebbe una inammissibile finalità esplorativa.
Priva di pregio appare anche l'ulteriore eccezione di nullità del contratto di conto corrente per mancata sottoscrizione da parte della banca; infatti, la sottoscrizione del correntista è di per sè idonea a perfezionare il contratto nella forma richiesta dalla legge, atteso che la volontà del proponente è già espressa nel documento tipo dal medesimo predisposto (vedi Tribunale di Monza, 13.05.2012). A ciò aggiungasi che, secondo la S.C., nel caso in cui manchi la firma sul contratto da parte della banca, l'intento di questa di avvalersi del contratto stesso risulterebbe, comunque, oltre che dal deposito del documento in giudizio, dalle manifestazioni di volontà esternate ai clienti nel corso del rapporto di conto corrente da cui si evidenzia la volontà di avvalersi del contratto (sono sufficienti, a tal fine, le comunicazioni degli estratti conto), con conseguente perfezionamento dello stesso (cfr., tra le tante, Cass. n.22223/06). (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 08 Giugno 2016. Segue...
Anatocismo: Procedimento ex art.702 bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità. (Andrea Pirola) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 21 Aprile 2016. Segue...
In difetto di prova concreta da parte della Banca della pattuizione di interessi anatocistici, ultralegali, CMS e spese il conto corrente, ove siano applicati detti oneri, va depurato di detti oneri.
In difetto di prova circa la pattuizione di una prassi anatocistica, deve escludersi ogni effetto di tale natura in relazione al rapporto oggetto di causa, senza che in proposito possa assumere rilievo alcuna la Delibera C.I.C.R. del 9.2.2000.
Perchè, infatti, in forza di tale Delibera possa considerarsi legittima la capitalizzazione degli interessi con decorrenza al 30.6.2000, è infatti, necessario dimostrare in primo luogo che una pattuizione in termini di capitalizzazione degli interessi fosse inserita nel contratto di conto corrente e, in secondo luogo, che la banca correttamente si sia adeguata a alla nuova disciplina dettata dal secondo comma dell’art. 120 TUB (nella versione all’epoca vigente), secondo le modalità dettate dall’art. 7 della citata Delibera C.I.C.R. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Aprile 2016. Segue...
L'azione del garante ex art. 1945 c.c. è volta alla corretta rideterminazione del saldo dare-avere del rapporto bancario di c/c attraverso una ricostruzione che depuri il rapporto stesso dagli effetti determinati dalla presenza di eventuali clausole nulle, quali la capitalizzazione trimestrale, da prassi del tutto arbitrarie, quali l'addebito di interessi ultralegali non concordati e indeterminati e da altri eventuali oneri non pattuiti, come la commissione di massimo scoperto, le valute e le spese. (Adolfo Pesaresi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12 Aprile 2016. Segue...
Anatocismo bancario – Capitalizzazione – Nuovo art. 120 TUB – Divieto di anatocismo (escluso) – Iter normativo incompleto – Delibera CICR – Incompatibilità disciplina comunitaria.
La necessità di una precisa regolamentazione del predetto divieto in tutti i suoi aspetti ed implicazioni, prima della sua effettiva entrata in vigore, sembra altresì trovare giustificazione anche in esigenze di armonizzazione della nuova e ben più rigorosa disciplina nazionale con quella in vigore nel resto dell’UE. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 25 Marzo 2016. Segue...
Mutuo – Anatocismo – Ammortamento alla francese – Irrilevanza.
Nel contratto di mutuo che preveda un piano di ammortamento cd alla francese non vi è alcuna violazione del divieto di anatocismo, posto che in tal caso la quota di interessi dovuta per ciascuna rata di ammortamento è calcolata applicando il tasso convenuto solo sul capitale residuo, mentre l’anatocismo consiste nella diversa operazione di calcolare interessi sugli interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Marzo 2016. Segue...
Mutuo - Interessi di mora - Corrispettivo del mutuo - Esclusione - Cumulo dei tassi corrispettivi e di mora - Esclusione - Ammortamento alla francese.
Deve escludersi che nell'ammortamento con rata costante e rimborso graduale del capitale vi possa essere l’applicazione di interessi anatocistici, in quanto tale fenomeno può sussistere e si avrebbe "interesse composto" soltanto se gli interessi maturati sul debito in un dato periodo si aggiungono al capitale, andando cosi a costituire la base di calcolo, ossia il capitale produttivo di interessi, del periodo successivo e così via. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 12 Novembre 2015. Segue...
In un contratto di conto corrente bancario stipulato prima del d.lgs. 4 agosto 1999, n. 342 che alla data del 31 dicembre 2000 recava un saldo positivo per il correntista, è legittima la capitalizzazione reciproca degli interessi in dare ed in avere se dal mese di giugno 2000 la Banca, in conformità di quanto previsto dal combinato disposto dell’art. 25 del citato decreto legislativo e della delibera CICR del 9 febbraio 2000, abbia applicato il criterio della capitalizzazione trimestrale reciproca (fattispecie riguardante conto corrente chiuso prima del 1° gennaio 2014). (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Luglio 2015. Segue...
Anatocismo - Procedimento ex art.702-bis in materia di ripetizione di interessi anatocistici.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca non indichi precisamente i versamenti di natura solutoria.
E’ illegittimo l’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ove non siano indicati in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo della stessa e la sua periodicità.
In caso di conto corrente ancora in essere, ove la Banca chiedesse in via riconvenzionale il saldo negativo del conto, detta domanda legittima il correntista attore a chiedere, anche in sede di precisazione delle conclusioni, la condanna della Banca alla ripetizione dell’eventuale saldo attivo ricalcolato, in quanto, con la domanda riconvenzionale, la Banca ha di fatto risolto il conto corrente. (Andrea Pirola) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 25 Giugno 2015. Segue...
Anatocismo bancario e tasso di interesse creditorio – Tasso di interesse meramente simbolico – Nullità della clausola anatocistica – Ricalcolo del credito senza capitalizzazione degli interessi.
È nulla la clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione degli interessi creditori quando il tasso a favore del cliente può ritenersi meramente simbolico (es. 0,01% annuo, ossia pari ad € 1 lordo per un accredito di € 10.000,00 per un intero anno); in tal caso si configurerebbe la classica vendita “nummo uno” nota alla manualistica e, pertanto, con la previsione del solo tasso debitore a favore della banca, non si realizzerebbe la pari periodicità di capitalizzazione. Qualora si riscontrasse, secondo i principi sopra espressi, una capitalizzazione degli interessi calcolata a seguito di clausola viziata da tale nullità, il rapporto dare/avere dovrà essere ricalcolato senza applicare alcuna capitalizzazione degli interessi creditori. (Gabriele Marco Chiparo) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 12 Giugno 2015. Segue...
Conto corrente – Interessi anatocistici – Specifica pattuizione per iscritto – Assenza clausola contrattuale – Nullità – Ricalcolo
Conto corrente – Commissione massimo scoperto – Specifica pattuizione per iscritto – Indeterminatezza clausola contrattuale – Nullità – Ricalcolo
Conto corrente – Spese di tenuta e chiusura del conto – Specifica pattuizione per iscritto – Indeterminatezza della clausola contrattuale – Nullità – Ricalcolo
Conto corrente – Decorrenza valuta – Specifica pattuizione per iscritto – Ricostruzione.
La clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici deve essere specificamente approvata per iscritto. In difetto di tale espressa previsione contrattuale, pertanto, tutte le somme versate dal correntista all’istituto di credito a tale titolo sono da ritenersi versate senza causa. Per l’effetto, gli interessi a debito del correntista devono essere (ri)calcolati senza operare alcuna capitalizzazione, con tasso determinato dal valore – minimo per gli interessi debitori e massimo per quelli creditori – dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti ad ogni chiusura trimestrale del conto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Deve essere dichiarata la nullità della clausola che prevede la commissione di massimo scoperto, se la stessa non è stata specificamente approvata per iscritto o se dal contratto risulta assolutamente indeterminato il criterio di calcolo del relativo tasso. Tale clausola, cioè, deve indicare in modo chiaro il tasso, i suoi criteri di applicazione e la periodicità dell’applicazione stessa. In difetto di tali indicazioni, la clausola è senz’altro nulla per indeterminatezza: così derivandone che le somme addebitate a titolo di c.m.s. sono pagate senza causa, con gli effetti che ne derivano in termini di restituzione e ricalcolo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Sono nulle le clausole che prevedono spese di gestione e chiusura del conto, se non sono state specificamente pattuite o hanno oggetto indeterminato. Ne deriva che le somme addebitate al cliente a tale titolo sono illegittime, con le relative conseguenze in termini di restituzione e ricalcolo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
In assenza di specifica pattuizione scritta, l’istituto di credito non può differire la decorrenza della valuta ad un giorno diverso da quello dell’effettivo accreditamento della somma sul conto. In caso di illegittimo differimento occorrerà quindi procedere alla ricostruzione del rapporto a partire dalla data di valuta di ciascuna operazione, essendo quello il giorno effettivo di disponibilità della somma. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 04 Maggio 2015. Segue...
Illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi – Art. 7 Delibera CICR del 9 febbraio 2000 – Condizioni peggiorative rispetto alla normativa previgente – Specifica negoziazione dell’anatocismo.
Ne consegue la radicale illegittimità dell’anatocismo addebitato anche per il periodo successivo all’entrata in vigore della delibera CICR fino alla chiusura del conto con la conseguenza che gli interessi anatocistici addebitati dalla banca vanno esclusi per tutta la durata del rapporto. (Mirko Parentini) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 21 Febbraio 2015. Segue...
Anatocismo - Ammortamento alla francese - Interessi.
Anatocismo - Indicazione dei versamenti di natura solutoria - Onere a carico della banca.
L’eccezione di prescrizione è inammissibile ove la Banca non indichi precisamente i versamenti di natura solutoria. (Laura Cortellaro) (riproduzione riservata)
In assenza di approvazione per iscritto da parte del correntista, la capitalizzazione degli interessi passivi non si applicherà anche successivamente all’entrata in vigore della delibera C.I.C.R. 9 febbraio 2000. (Laura Cortellaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 20 Ottobre 2014. Segue...
È nulla la clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione degli interessi creditori quando il tasso a favore del cliente può ritenersi meramente simbolico (es. 0,01% annuo, ossia pari ad € 1 lordo per un accredito di € 10.000,00 per un intero anno); in tal caso si configurerebbe la classica vendita “nummo uno” nota alla manualistica e, pertanto, con la previsione del solo tasso debitore a favore della banca, non si realizzerebbe la pari periodicità di capitalizzazione. Qualora si riscontrasse, secondo i principi sopra espressi, una capitalizzazione degli interessi calcolata a seguito di clausola viziata da tale nullità, il rapporto dare/avere dovrà essere ricalcolato senza applicare alcuna capitalizzazione degli interessi creditori. (Gabriele Marco Chiparo) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 31 Gennaio 2014. Segue...
Anatocismo - Contratto di conto corrente bancario stipulato anteriormente al 22 aprile 2000 - Nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici - Necessità di calcolo degli interessi a debito senza alcuna capitalizzazione - Tutela dell'affidamento della banca per "overruling" - Esclusione - Fondamento..
In ipotesi di conto corrente bancario stipulato anteriormente al 22 aprile 2000, l'esclusione del diritto della banca ad operare qualsiasi capitalizzazione degli interessi a debito del correntista, in seguito alla dichiarazione di nullità della relativa pattuizione, secondo quanto precisato dalla sentenza n. 24418 del 2010 resa dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, non integra alcuna ipotesi di "overruling" a tutela dell'affidamento incolpevole della banca stessa, trattandosi di mutamento di giurisprudenza riguardante norme di carattere sostanziale e non processuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Settembre 2013, n. 20172. Segue...
In tema di mutuo agrario di miglioramento disciplinato dalla legge 5 luglio 1928, n. 1760, e con riferimento al calcolo degli interessi di mora, devono ritenersi applicabili le limitazioni previste dall'art. 1283 cod. civ., non rilevando, in senso opposto, l'esistenza di un uso bancario contrario a quanto disposto dalla norma predetta e non essendo l'anatocismo previsto dalla legislazione di settore, in deroga all'art. 1283 cod. civ.; poiché con riguardo al suddetto mutuo non è dato rinvenire, in epoca anteriore al 1942, alcun uso che consentisse l'anatocismo oltre i limiti poi previsti dall'art. 1283 cod. civ., sono illegittime tanto le pattuizioni, quanto i comportamenti - ancorchè non tradotti in patti - che si risolvano in un'accettazione reciproca, ovvero in una unilaterale imposizione, di una disciplina diversa da quella legale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Gennaio 2013. Segue...
Contratti bancari – Interessi – Anatocismo – Delibera CICR 09.02.2000..
In tema di anatocismo bancario, la Delibera CICR 09.02.2000 non può essere interpretata in contrasto con i principi generali la cui deroga può ammettersi solo in presenza di una chiara, puntuale direttiva del legislatore cosicché l’applicazione di interessi su interessi da parte dell’Istituto di credito è legittimo solo per i contratti stipulati dopo il 21.04.2000 – data di entrata in vigore di detta Delibera – e sempre che sussista una specifica pattuizione tra le parti (art. 6) e/o , con riguardo ai contratti bancari stipulati prima di tale data, quando sia stato raggiunto un nuovo accordo col cliente atto a consentire l’effettivo adeguamento da parte della banca alla normativa in questione. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 26 Luglio 2012. Segue...
Procedimento per decreto ingiuntivo – Richiesta del creditore cumulativa di capitale, interessi, clausola penale – Riduzione ex officio degli accessori (interessi e penale) – Sussiste..
La convenzione con cui si determina la misura degli interessi moratori ben può essere assimilata ad una clausola penale, in quanto essa predetermina l'importo dei danni conseguenti all'inadempimento di obbligazioni pecuniarie: ne consegue che, similmente ad una clausola penale, il giudice può ridurla ex officio, già nella fase monitoria, dove essa appaia iniqua. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 16 Aprile 2012. Segue...
La natura imperativa della norma di cui all’art. 1283 codice civile consente la rilevabilità di ufficio della nullità della clausola anatocistica nella fase dell’opposizione, a prescindere dal rilievo del G.D. durante la verifica del passivo, attesa la sommarietà della stessa e la non esaustività delle contestazioni del curatore nella prima fase, non essendo il medesimo un organo che disponga di tutte le necessarie competenze tecnico-giuridiche per sollevare ogni possibile eccezione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 04 Dicembre 2008. Segue...

References: art. 1284
 art. 117
 art. 117
 art. 1283
 art. 1815

Sentenza 
 art.702
 sentenza 
 art. 186
 art. 186
 sentenza 
 sentenza 
 art.702
 art.702
 art. 119
 art. 210
 Cass. 
 art.702
 art. 1945
 art. 120
 art.702
 Art. 7
 sentenza