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di ogni altro atto antecedente, successivo, dipendente, presupposto o comunque connesso. - PDF
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1 Pubblicato il 15/11/2016 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2016 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 976 del 2016, proposto dal sig. Wilfred Iwelomhen, rappresentato e difeso dall'avvocato Paolo Folco C.F. FLCPLA77C19L219H, con domicilio eletto presso il suo studio in Torino, via Avigliana, 38; contro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura distr.le dello Stato e domiciliato in Torino, corso Stati Uniti, 45; Ufficio della Motorizzazione di Cuneo, non costituito in giudizio; per l'annullamento del provvedimento di rigetto del Direttore dell'ufficio della Motorizzazione Civile di Cuneo emesso in data 28/07/16, notificato al ricorrente in pari data, con il quale veniva disposto il diniego al rilascio del titolo abilitativo alla guida; di ogni altro atto antecedente, successivo, dipendente, presupposto o comunque connesso. Visti il ricorso e i relativi allegati; 1
2 Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2016 il dott. Carlo Testori e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO 1) Con provvedimento n del 28/7/2016 il Direttore dell Ufficio della motorizzazione di Cuneo ha disposto il diniego al rilascio del titolo abitativo alla guida richiesto dal sig. Iwelomhen Wilfred stante la non sussistenza dei requisiti morali di cui all articolo 120, comma 1, CdS come da comunicazione pervenuta dalla Prefettura di Torino. A questo riguardo nel provvedimento si legge che la predetta Prefettura ha inserito nel sistema informativo del Dipartimento dei Trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale un ostativo al rilascio allo stesso sig. Iwelomhen Wilfred del titolo abitativo alla guida. Contro tale determinazione l interessato ha proposto il ricorso in epigrafe formulando un unica censura con cui ha dedotto la totale mancanza di motivazione dell atto impugnato, che non contiene nessuna indicazione utile a comprendere la natura e il contenuto della citata ostatività. Per resistere all impugnazione si è costituito in giudizio il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha eccepito il difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo, in favore del Giudice ordinario e ha comunque chiesto la reiezione del ricorso perché infondato. Nella camera di consiglio del 9 novembre 2016 il Collegio, previo avviso alle parti costituite, ha trattenuto in decisione la causa per definirla con sentenza in forma semplificata ai sensi dell art. 60 del c.p.a. 2) È fondata l eccezione di difetto di giurisdizione formulata dall Avvocatura dello Stato. L art. 120 comma 1 del Codice della strada, applicato nel caso in esame, così dispone: Non possono conseguire la patente di guida i delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro 2
3 che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ad eccezione di quella di cui all'articolo 2, e dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, le persone condannate per i reati di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi, nonché i soggetti destinatari dei divieti di cui agli articoli 75, comma 1, lettera a), e 75-bis, comma 1, lettera f), del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 per tutta la durata dei predetti divieti. Non possono di nuovo conseguire la patente di guida le persone a cui sia applicata per la seconda volta, con sentenza di condanna per il reato di cui al terzo periodo del comma 2 dell'articolo 222, la revoca della patente ai sensi del quarto periodo del medesimo comma. Il secondo comma dell art. 120 dispone poi che nei confronti dei soggetti titolari di patente di guida che vengano, successivamente al rilascio, a trovarsi nelle condizioni indicate nel comma precedente il prefetto revoca la patente di cui siano in possesso. Come evidenziato nella recente sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, n del 29 agosto 2016 i provvedimenti adottati a norma dell art.120 Cds non sono espressione di discrezionalità amministrativa, bensì sono atti vincolati sia nel presupposto (esistenza delle situazioni ivi elencate), sia nel contenuto (impossibilità del rilascio della patente). La parte interessata da tali provvedimenti subisce invero un pregiudizio che investe una posizione di diritto soggettivo che non degrada ad interesse legittimo per effetto della loro adozione (Cass. SS.UU. n del 2010). Alle medesime conclusioni è pervenuta la Sezione Terza del Consiglio di Stato nella sentenza n del 6 giugno 2016 in cui si legge: La giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha più volte affermato che sussiste la giurisdizione del giudice civile in ordine alla contestazione degli atti con cui l Amministrazione rileva la insussistenza dei «requisiti morali» previsti dall art. 120 del d.lg. n. 285 del 1992 (Cass., Sez. Un., sentt. n del 2010, n del 2011, n del 2006; v. anche le sentenze n del 2014, n del 2005 e n del 2003). 3
4 Risulta in effetti evidente che l applicazione della disposizione di cui all art. 120 comma 1 del Codice della strada non implica valutazioni discrezionali, ma solo l accertamento dell esistenza di una ostatività riconducibile alle fattispecie indicate nella norma. In tale quadro la questione circa la sussistenza o meno dei presupposti per chiedere il rilascio della patente di guida coinvolge posizioni di diritto soggettivo e dunque le relative controversie rientrano nella giurisdizione del Giudice ordinario e non in quella del Giudice amministrativo. In tal senso questa Sezione si è già espressa nella sentenza n. 273 del 26 febbraio 2016 e non c è ragione per discostarsi da tale orientamento. 3) In conclusione, il giudizio va definito dichiarando il difetto di giurisdizione di questo TAR sul ricorso in epigrafe, con rinvio della causa al Giudice ordinario, ai sensi e con gli effetti dell art. 11 del codice del processo amministrativo; e con compensazione tra le parti delle spese del giudizio, tenuto conto che è lo stesso provvedimento impugnato a indicare il TAR quale organo a cui proporre ricorso giurisdizionale. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando, dichiara il difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo sul ricorso in epigrafe, con rinvio della causa al Giudice ordinario, ai sensi e con gli effetti dell art. 11 del codice del processo amministrativo. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2016 con l'intervento dei magistrati: Carlo Testori, Presidente, Estensore Savio Picone, Consigliere Paola Malanetto, Primo Referendario IL PRESIDENTE, ESTENSORE 4
5 Carlo Testori IL SEGRETARIO 5

References: SENTENZA 
 articolo 120
 sentenza 
 art. 60
 art. 120
 sentenza 
 art. 120
 sentenza 
 art.120
 sentenza 
 art. 120
 art. 120
 sentenza 
 art. 11
 art. 11
 sentenza