Source: http://www.cartellopoli.net/2016/02/
Timestamp: 2019-01-22 13:08:41+00:00

Document:
CARTELLOPOLI: febbraio 2016
Cartelloni, il Tar dà l’ok al piano che dimezza gli impianti
http://www.vasroma.it/cartelloni-il-tar-da-lok-al-piano-che-dimezza-gli-impianti/
N.B. – La delibera della Giunta Capitolina che il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca dovrebbe ratificare quanto prima con una apposita deliberazione assunta nelle veci dell’Assemblea Capitolina non è la n. 308/2014, come erroneamente riportato nell’articolo, ma la n. 380 del 30 dicembre 2014.
Per un opportuno approfondimento vedi http://www.vasroma.it/le-associazioni-vas-bastacartelloni-e-cittadinanzattiva-chiedono-al-commissario-straordinario-di-ottemperare-alla-sentenza-del-tar-ratificando-nelle-veci-dellassemblea-capitolina-gli-stessi/#more-33030
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http://www.vasroma.it/il-tar-boccia-il-piano-cartelloni-su-formati-e-lotti-parli-in-consiglio/
Con un articolo del genere dal titolo ad effetto il giornalista Lorenzo D’Albergo ha lasciato intendere non solo che al TAR del Lazio abbiano vinto su tutti i fronti le 19 aziende che hanno fatto ricorso anche contro il PRIP (che non è stato affatto bocciato), ma che addirittura possano avere qualche buona chance di successo quando faranno ricorso al Consiglio di Stato, specie per quanto riguarda i cartelloni sui tetti ed in particolare l’impianto “Martini” (“l’ultimo e più caratteristico fregio commerciale di via Veneto“), quando invece così non è assolutamente.
La Sentenza n. 2283 del 22 febbraio 2016 ha messo invece una pietra tombale su tutte le accuse portate da certe associazioni di categoria e da una moltitudine di ditte pubblicitarie e lo ha fatto con motivazioni dettagliatissime, citando per di più una sentenza proprio del Consiglio di Stato che in un caso perfettamente analogo ha già dato ragione all’amministrazione comunale.
Voglio augurarmi che il quotidiano ”la Repubblica”, più che il giornalista Lorenzo D’Albergo, faccia opera di corretta e soprattutto completa informazione, dedicando un prossimo articolo a tutta le sentenza del TAR e non solo ad una sua parte minimale, facendo sapere ai suoi lettori che la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha di fatto rigettato la maggioranza assoluta dei ricorsi.
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http://www.vasroma.it/lavvocatura-comunale-ha-fatto-sospendere-a-livello-cautelativo-il-penultimo-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-dei-mezzi-pubblicitari-del-vi-municipio/
Nell’aula del Consiglio del VI Municipio in via Duilio Cambellotti n. 11 si sarebbe dovuto svolgere dalle ore 15,30 di ieri il 14° e penultimo incontro pubblico sul Piano di Localizzazione dei mezzi pubblicitari del medesimo Municipio.
Nella mattinata di ieri è stata pubblicata la Sentenza n. 2283 del 22 febbraio 2016 con cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha accolto il ricorso n. 3553/2015 (depositato il 18 marzo 2015 dalle ditte ARS PUBBLICITÀ S.r.l., COSMO PUBBLICITÀ S.r.l., G.B.E. S.r.l. e NEW POSTER S.r.l.) ed i ricorsi per motivi aggiunti proposti nei giudizi introdotti con i ricorsi n. 14435/2014 (depositato il 21 novembre 2014 dalle ditte WAYAP e da AP ITALIA in liquidazione) e n. 14436/2014 (depositato anch’esso il 21 novembre 2014 dalla ditta A.P.A.), annullando la parte dei criteri dettati dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 380/2014 in cui vi si sarebbe stata riconosciuta una presunta sua incompetenza a “limitare ulteriormente la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi” ed a “prevedere, per gli impianti privati che devono essere suddivisi in lotti, la composizione di ciascun lotto”.
La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha conseguentemente limitatamente accolto i tre suddetti ricorsi <<limitatamente alla domanda di annullamento dell’impugnata deliberazione n. 380/2014 nella parte in cui prevede: A) che “gli impianti SPQR sono previsti nel formato mt 3×2, mt 1,40×2 e palina mt 1×1”; B) che “gli impianti privati devono essere suddivisi in lotti. Ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti pubblicitari localizzati in più Municipi” e che “ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3×2; mt. 1,40×2 e mt. 1×1. Uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bike Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq. Un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità. I formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20×1,80 e mt. 3,2×1,40. Un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2×2 distribuiti su tutti i Municipi”>>.
La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha anche deciso che <<il ricorso per motivi aggiunti proposto nel giudizio introdotto con il ricorso n. 14526 del 2014 deve essere accolto limitatamente alla domanda di annullamento dell’impugnata determinazione dirigenziale del 27 luglio 2015 nella parte in cui approva piani di localizzazione degli impianti pubblicitari che limitano i formati ammessi ai soli formati previsti dalla deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014.>>
La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha ordinato “che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa” ed ha fatto trasmettere per posta elettronica certificata il provvedimento all’Avvocatura Comunale, che nell’attesa di decidere sul come ottemperare a meglio alla sentenza del TAR, diventata immediatamente esecutiva, ha fatto sospendere a livello cautelativo il penultimo incontro pubblico.
Presumibilmente verrà sospeso anche l’incontro pubblico sul Piano di Localizzazione del XII Municipio, fissato per le ore 16,00 di oggi presso la Sala Consiliare “Caduti di Forte Bravetta” del Municipio in Via Fabiola n. 14.
Il procedimento di partecipazione dei cittadini ai Piani di Localizzazione doveva durare 30 giorni, dal 15 gennaio scorso ad oggi 24 febbraio 2016: l’obbligata interruzione degli ultimi due giorni per cause di forza maggiore non dovrebbe inficiare l’intero percorso già fatto (vale a dire i 13 incontri pubblici già svolti), perché potrà essere ripresa con la posticipazione degli ultimi due incontri pubblici con pieno diritto, subito dopo che il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca avrà ottemperato alla sentenza nel modo che gli è stato chiesto dalle associazioni VAS, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva e di cui parliamo con un articolo a sé stante. (vedi http://www.vasroma.it/le-associazioni-vas-bastacartelloni-e-cittadinanzattiva-chiedono-al-commissario-straordinario-di-ottemperare-alla-sentenza-del-tar-ratificando-nelle-veci-dellassemblea-capitolina-gli-stessi/#more-33030)
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Le associazioni VAS, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva chiedono al Commissario Straordinario di ottemperare alla sentenza del TAR ratificando nelle veci dell’Assemblea Capitolina gli stessi criteri dettati per la redazione dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari dalla Giunta Capitolina
http://www.vasroma.it/le-associazioni-vas-bastacartelloni-e-cittadinanzattiva-chiedono-al-commissario-straordinario-di-ottemperare-alla-sentenza-del-tar-ratificando-nelle-veci-dellassemblea-capitolina-gli-stessi/
Nella mattinata di ieri è stata pubblicata la Sentenza n. 2283 del 22 febbraio 2016 con cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha accolto il ricorso n. 3553/2015 (depositato il 18 marzo 2015 dalle ditte ARS PUBBLICITÀ, COSMO PUBBLICITÀ, G.B.E. e NEW POSTER) ed i ricorsi per motivi aggiunti proposti nei giudizi introdotti con i ricorsi n. 14435/2014 (depositato il 21 novembre 2014 dalle ditte WAYAP e da AP ITALIA in liquidazione) e n. 144362014 (depositato anch’esso il 21 novembre 2014 dalla ditta A.P.A.), annullando la parte dei criteri dettati dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 380/2014 in cui vi si sarebbe stata riconosciuta una presunta sua incompetenza a “limitare ulteriormente la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi” ed a “prevedere, per gli impianti privati che devono essere suddivisi in lotti, la composizione di ciascun lotto”.
Anche il ricorso 14526/2014 è stato depositato il 25 novembre 2014 dalle ditte ARS PUBBLICITÀ, COSMO PUBBLICITÀ G.B.E. e NEW POSTERS.
La Seconda Sezione del TAR ha annullato i criteri dettati con la deliberazione n. 380 del 30 dicembre 2014, perché sarebbero di competenza non tanto della Giunta Capitolina quanto dell’Assemblea Comunale.
Ha motivato questa sua conclusione nel modo seguente: <<Inoltre, secondo la giurisprudenza (ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, 20 agosto 2013, n. 4192), in relazione alla limitata serie di atti tassativamente individuati dall’art. 42, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000 si configura una competenza esclusiva del Consiglio comunale. Ciò posto, il Collegio ritiene che – a fronte della previsione dell’art. 20, comma 1, lett. f), del Regolamento, ove sono dettagliatamente indicati le caratteristiche tipologiche ed i formati ammessi – non spetti alla Giunta limitare la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi. Analoghe considerazioni valgono per le censure relative alla composizione dei lotti in quanto – a fronte della previsione dell’art. 7, comma 1-bis, del Regolamento, ove è previsto che “il territorio capitolino viene suddiviso al massimo in dieci lotti, che ricomprendono impianti ricadenti proporzionalmente in tutti i municipi, a garanzia di un’omogeneità economica complessiva” – vi è motivo di ritenere che non spetti alla Giunta disciplinare la composizione di ciascun lotto con disposizioni di dettaglio come quelle contenute nella deliberazione n. 380/2014.>>
Per un opportuno confronto, il richiamato comma 2 dell’art. 42 del Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.), emanato con D,Lgs. n. 267/2000, dispone testualmente: <<2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
d) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione; e) assunzione diretta dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell’ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione;
m) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge.>>
Come si può bene vedere, fra i suddetti atti fondamentali non sembrano rientrare quelli per cui la Giunta Capitolina è stata ritenuta incompetente dalla Seconda Sezione del TAR del Lazio, che a mio giudizio è caduta in una stridente contraddizione in termini logici: se infatti ai sensi del comma 2 dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità l’approvazione dei Piani di Localizzazione spetta inequivocabilmente alla Giunta Capitolina, che li deve quindi far redigere ai sensi anche dell’art. 31 della normativa tecnica di attuazione del PRIP, ma non può dettare i criteri con cui redigerli anche in funzione di circuiti per tipologie di impianti e lotti territoriali per i futuri bandi di gara (sul presupposto che questi spetterebbero all’Assemblea Capitolina), mi sembra allora un cane che si morde la coda.
Dallo Statuto di Roma Capitale derivano i poteri e le competenze che spettano alla Giunta Capitolina, che “compie tutti gli atti di amministrazione, con esclusione di quelli che la legge riserva al Consiglio e che rientrino nelle competenze attribuite, per legge o per Statuto, al Sindaco, agli organi di decentramento ed ai dirigenti.” (art. 25, comma 2 dello Statuto di Roma Capitale, che recepisce il 2° comma dell’art. 48 del D. Lgs. n . 267/2000).
Fra gli atti che la legge riserva invece al Consiglio Comunale ci sono i regolamenti ed i piani territoriali generali: di entrambi la Giunta Capitolina predispone ed approva le rispettive “proposte” di deliberazione da sottoporre alla approvazione del Consiglio Comunale.
Per quanto riguarda la specifica materia delle affissioni e pubblicità è spettata quindi all’Assemblea Capitolina l’approvazione tanto delle modifiche ed integrazioni al Regolamento di Pubblicità (sulla base della proposta n. 61 della Giunta Capitolina) quanto del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) (sulla base della proposta n. 59 sempre della Giunta Capitolina).
Fra gli atti che invece spettano esclusivamente alla Giunta Capitolina ci sono i piani territoriali particolareggiati, quali strumenti di attuazione dei piani territoriali generali.
Per quanto riguarda sempre la specifica materia delle affissioni e pubblicità è spettata quindi alla Giunta Capitolina l’approvazione della “proposta” dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, così come redatti dalla S.p.A. “Aequa Roma”.
C’è da notare che tutte le “proposte” di deliberazioni da sottoporre alla approvazione del Consiglio Comunale vengono adottate dalla Giunta Capitolina con apposita “decisione” (n. 3 del 2.2.2011 e n. 35 del 30.4.2014 per quanto ha riguardato la proposta n. 59 sul PRIP e n. 36 del 30.4.2014 per quanto ha riguardato la proposta n. 61 sul nuovo Regolamento di Pubblicità), mentre tutte le “proposte” di adozione di piani particolareggiati vengono approvate dalla Giunta Capitolina con apposita “deliberazione” (n. 325 del 13.10.2015 per quanto riguarda i Piani di Localizzazione).
Dal quadro normativo sopra esaminato sembra emergere che la Seconda Sezione del TAR abbia quanto meno fatto un qui pro quo, a maggior ragione perché anche i bandi di gara per “circuiti” con lotti territoriali di impianti pubblicitari da aggiudicare rientrano chiaramente fra gli strumenti attuativi di competenza della Giunta Capitolina.
Ci sarebbero pertanto gli estremi per un ricorso al Consiglio di Stato, che però – quand’anche se ne ritenesse scontato l’esito vincente – comporterebbe quanto meno la sospensione dei Piani di Localizzazione per il tempo indeterminato che si prende sempre la nostra Giustizia Amministrativa.
Va per contro preso in seria considerazione il lavoro che è stato prodotto dalla S.p.A. “Aequa Roma” sulla base dei criteri dettati (ora annullati dal TAR) e che quindi dovrebbe essere rifatto del tutto ex novo in caso di criteri diversi che venissero imposti dall’Assemblea Capitolina, con sperpero in tal caso di denaro pubblico, perché da un lato si butterebbero a monte i 150.000 euro già spesi per la redazione dei Piani di Localizzazione e dall’altro lato si dovrebbero stanziare nuovi fondi per redigere i nuovi Piani di Localizzazione se voluti in modo diversodalla Assemblea Capitolina.
Se si considera per di più che la Giunta Capitolina ha già approvato la “proposta” dei Piani di Localizzazione con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 e che è stato portato quasi a conclusione l’intero percorso di partecipazione popolare (con 13 incontri pubblici già svolti su un totale di 15), per sui sia la “proposta” che gli incontri pubblici diventerebbero nulli con eventuali criteri diversi da quelli con cui sono stati redatti i Piani di Localizzazione.
Ma tutto quanto sopra prospettato non si verificherebbe invece se l’Assemblea Capitolina confermasse tutti gli stessi criteri già dettati dalla Giunta Capitolina con la parte della Deliberazione n. 380/2014 che è stata annullata dal TAR.
È di tutta evidenza allora che per le ragioni sopra esposte non merita nella maniera più assoluta fare ricorso al Consiglio di Stato, se non altro per non allungare sine die la sospensione dei Piani di Localizzazione e degli atti e procedure relative ad essi.
A nome non solo di VAS, ma anche delle associazioni “Bastacartelloni” e “Cittadinanzattiva” che assieme sono intervenute ad opponendum in aiuto del Comune, con Nota VAS prot. n. 2 del 23 febbraio 2016 ho chiesto al Commissario Straordinario del Comune di Roma di voler “ratificare” la deliberazione n. 380/2014 con una apposita deliberazione approvata nelle veci dell’Assemblea Capitolina.
In tal modo si viene ad ottemperare alla sentenza di cui all’oggetto e si consente al tempo stesso di poter continuare senza alcuna ulteriore interruzione il procedimento in corso di partecipazione dei cittadini singoli o associati che si deve concludere con la approvazione definitiva dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari da parte del Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca nelle veci della Giunta Capitolina, così come prescrive il comma 2 dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità.
Debbo rettificare quanto da me scritto riguardo allo sperpero di denaro pubblico perché ho nel frattempo accertato che in base al disposto della deliberazione n. 380/2014 il contratto con la S.p.A. “Aequa Roma” per la redazione dei Piani di Localizzazione ad un costo di 150.000 € è comprensivo di tutte le eventuali ulteriori modifiche degli elaborati dei Piani che si rendessero necessarie.
Da un mio ulteriore esame delle implicazioni che deriverebbero dall’annullamento dei criteri che secondo il TAR non sarebbero di competenza della Giunta Capitolina e da una eventuale diversa ridistribuzione delle quantità dei diversi circuiti per tipologie di impianti da parte dell’Assemblea Capitolina, di cui nell’immediato fa le veci il Commissario Straordinario, è scaturito che non si tratterebbe comunque di rifare ex novo tutti e 15 i Piani di Localizzazione, dal momento che la sentenza del TAR non ha messo in alcun dubbio la piena legittimità né delle ubicazioni sul territorio dei futuri impianti scelte da “Aequa Roma” né degli indici di affollamento applicati nel rispetto di quelli indicati nel PRIP, per cui alla fin fine si dovrebbe tutt’al più operare quello scambio di “pallini colorati” (con cui sono state individuate le diverse tipologie di impianti) per ridistribuire sul territorio le diverse quantità di superfici che fossero state eventualmente prescritte per ogni circuito in nome e per conto dell’Assemblea Capitolina.
L’aggiornamento riporta di seguito anche l’articolo che sull’argomento è stato pubblicato stamattina sulla cronaca di Roma del quotidiano “La Repubblica”.
Lo stesso giornalista Lorenzo D’Albergo ha poi corretto in parte il tiro con il seguente articolo (dal titolo un po’ più corretto) scritto per il sito online del quotidiano “la Repubblica”.
Il Tar al Campidoglio: “Ok al Piano cartelloni ma il Comune di Roma riveda formati e lotti”
Su Cartellopoli la palla passa al commissario Tronca.
Il Tar del Lazio ha vagliato i ricorsi presentati da 19 aziende contro il Piano regolatore degli impianti pubblicitari del Comune, ha valutato tutte le posizioni e poi ha emesso il suo verdetto: il provvedimento approvato dalla squadra dell’ex sindaco Marino è salvo, ma deve essere rivisto in almeno due parti.
I giudici della seconda sezione da una parte hanno approvato la chiusura della procedura di riordino del settore e la sostituzione delle concessioni con bandi a evidenza pubblica per evitare l’oligopolio delle aziende.
Dall’altra i magistrati hanno invece bocciato i nuovi formati dei cartelloni Spqr (di proprietà pubblica) e la divisione in lotti degli impianti.
Gli ultimi due punti non dovevano essere decisi dalla giunta ma dall’Assemblea capitolina.
La sentenza, per ora, ha avuto l’effetto di sospendere l’iter di partecipazione popolare in corso nei municipi per discutere con i residenti dei piani di localizzazione dei cartelloni.
Le associazioni che supportano la riforma hanno già scritto una lettera al Campidoglio per uscire dall’impasse: la speranza è che il commissario Francesco Paolo Tronca (che ha anche i poteri del consiglio comunale) sani la situazione con un suo atto. Altrimenti spetterà al prossimo sindaco chiudere una vicenda che si trascina da decenni.
“L’impostazione del Prip è salva e ha superato il vaglio del Tar – spiega l’ex assessore al Commercio Marta Leonori – ma il Comune dovrà rivedere alcuni aspetti”.
Le toghe di via Flaminia hanno infatti bocciato i tempi di adeguamento concessi dal Campidoglio alle aziende per ridurre i loro cartelloni alle nuove dimensioni.
Il Tar ha inoltre annullato anche alcuni dei nuovi formati decisi dalla giunta, tra cui quelli di 2 metri per 1,40 e 1 metro per 1.
Infine i giudici hanno chiesto di rivedere la divisione dei piani di localizzazione dei cartelloni.
“Il tribunale ritiene che la giunta non sia competente a stabilire i criteri aggiuntivi per la definizione dei lotti per le gare di assegnazione dei nuovi impianti – continua l’ex assessore Leonori – ma Roma può cambiare, basta non fermarsi. La riforma degli impianti pubblicitari può andare avanti e spero che verrà assunta come priorità da tutti i candidati a sindaco“.
Chiunque vincerà le elezioni, dovrà comunque vedersela con il Consiglio di Stato.
Nel giro di poche settimane, le aziende torneranno a chiedere il totale annullamento del Prip.
Tra le società in guerra col Comune c’è anche quella che gestisce la famosa scritta luminosa “Martini”.
Con tutta probabilità i suoi avvocati torneranno a fare leva sull’effetto nostalgia anche davanti ai giudici di palazzo Spada.
Già davanti a quelli del Tar avevano chiesto di salvare la pubblicità sul tetto di via Bissolati 20: “L’impianto Martini figura – hanno scritto nel loro ricorso – in “La dolce vita” di Fellini e “La grande bellezza” di Sorrentino, recentemente premiato con l’Oscar. Il Prip rischia di togliere l’ultimo e più caratteristico fregio commerciale di via Veneto, a dispetto della tradizione e del suo radicamento nel tessuto urbano“.
Motivazioni che, almeno per ora, non hanno convinto la magistratura amministrativa.
(Articolo di Lorenzo D’Albergo, pubblicato con questo titolo il 24 febbraio 2016 sul sito online del quotidiano “la Repubblica”)
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Si è svolto l’11° incontro pubblico sul Piano di Localizzazione degli impianti pubblicitari del VII Municipio
http://www.vasroma.it/si-e-svolto-l11-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-del-vii-municipio/
Si è svolto venerdì sera, a piazza di Cinecittà, l’incontro pubblico sul piano di localizzazione degli impianti pubblicitari del VII° Municipio.
Aula del Consiglio del VII Municipio
Erano presenti, per il Campidoglio, il Sub Commissario alle attività produttive Giuseppe Castaldo, la Responsabile della U.O. Affissioni e Pubblicità, Monica Giampaoli ed il dirigente di Aequa Roma Gianluca Giattino.
Per il Municipio, i lavori sono stati presieduti dall’assessore al Commercio e Patrimonio, Massimo De Simoni.
Inoltre hanno partecipato l’assessore municipale al Turismo e Sport Silvia Natali, la presidente della II Commissione Commercio Stella Caccamo, il presidente della III Commissione Scuola Antonio Ciancio e numerosi consiglieri.
Tra i cittadini, i rappresentanti del Comitato di quartiere Villaggio Appio, Aldo Pirone per la Comunità Territoriale del VII° Municipio e per le associazioni Bastacartelloni Francesco Fiori, il portavoce Filippo Guardascione e il consigliere Fabio Depino.
Inoltre in sala vi erano diverse persone che hanno ascoltato e in alcuni casi posto delle domande.
Durante il suo intervento introduttivo, l’Assessore Massimo De Simoni ha spiegato che la riforma della cartellonistica pubblicitaria riguarda non solo il decoro delle strade, ma costituisce anche un importante fonte di entrata economica per il Comune.
Contrastando il fenomeno dell’affissione selvaggia, la città avrà solo da guadagnare.
L’assessore ha ripercorso le tappe principali del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari fino alla sua approvazione nel luglio del 2014, ricordando i primi atti compiuti dall’assessorato al Commercio della Giunta Marino, tra i quali la cancellazione della sanatoria prevista dall’amministrazione Alemanno con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013.
A tal ultimo riguardo l’Assessore De Simoni ha voluto ringraziare l’ex assessore Leonori che tanto si è battuta per l’approvazione di una riforma che va salvaguardata e portata a termine con l’approvazione dei piani particolareggiati.
Inoltre l’assessore ha precisato di aver ricevuto due documenti da parte dei cittadini: uno dalle associazioni Vas e Bastacartelloni e l’altro dal Comitato Villaggio Appio.
È poi intervenuto il subcommissario Giuseppe Castaldo che ha ringraziato i cittadini che nei precedenti 10 incontri hanno voluto presentare osservazioni che sono state utili per migliorare il lavoro svolto dagli uffici.
“Il nostro compito – ha proseguito – sarà quello di esaminare il dettaglio di tali osservazioni per arrivare ad un lavoro conclusivo che dovrà riuscire a contemperare gli interessi pubblici e quelli degli operatori del settore“.
L’iter di approvazione delle osservazioni è stato precisato dalla dottoressa Giampaoli che ha enunciato le prossime tappe: termine della raccolta delle osservazioni il prossimo 24 febbraio, poi entro il 29 i Municipi dovranno spedire al Dipartimento Attività Produttive tutto il materiale ricevuto, a cui si contro dedurrà per poi predisporre la “proposta” di approvazione finale su cui i Consigli Municipali avranno 20 o 40 giorni (da stabilire) per dire la loro.
È stata poi la volta delle associazioni VAS e Bastacartelloni, per le quali ha parlato Filippo Guardascione che ha illustrato la proposta di dedicare una parte delle strade consolari del Municipio (via Anagnina, via Tuscolana e via Appia Nuova) agli impianti speciali bike sharing e la parte opposta agli impianti SPQR.
In questo modo si potrebbe garantire un ritorno economico adeguato alle ditte chiamate a fornire un servizio molto costoso, quale il bike sharing, senza penalizzare le altre imprese che avrebbero comunque una parità di visibilità per i propri impianti.
La proposta tende ad evitare il rischio che i bandi vadano deserti per la mancata convenienza economica.
Al termine del suo intervento Filippo Guardascione ha consegnato una copia cartacea a colori delle OSSERVAZIONI, PROPOSTE E ISTANZE RELATIVE AL PIANO DI LOCALIZZAZIONE DEL VII MUNICIPIO.
Sono seguiti tre interventi di tre consiglieri municipali.
Stella Caccamo (PD) ha domandato se potranno essere previste tecnologie satellitari o gps per controllare eventuali spostamenti abusivi dei cartelloni.
Il consigliere Antonio Ciancio (PD) ha ricordato quanti impianti abusivi siano stati registrati negli anni nel territorio municipale, senza che il Municipio disponesse dei mezzi economici per rimuoverli.
Il consigliere Rocco Stelitano (PD) ha chiesto certezza delle sanzioni per chi installa cartelli irregolari e un maggiore decentramento delle funzioni.
Infine, per la comunità territoriale VII° Municipio, Aldo Pirone ha chiesto se potranno essere le stesse ditte vincitrici dei futuri bandi di gara a occuparsi delle rimozioni.
A questa domanda ha risposto la dottoressa Giampaoli, spiegando che si potrà valutare tale ipotesi sempre però con il controllo e la supervisione delle istituzioni.
Data l’ora tarda (erano circa le 20.30), la riunione è terminata dopo quest’ultimo intervento.
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Si è svolto il 10° incontro pubblico sul Piano di Localizzazione degli impianti pubblicitari del III Municipio
http://www.vasroma.it/si-e-svolto-il-10-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-del-iii-municipio/
Alle ore 16,15 circa di ieri 19 febbraio 2016 nell’aula consiliare del III Municipio è iniziato il 10° incontro pubblico sul piano di Localizzazione stavolta di questo Municipio, in concomitanza con una manifestazione di protesta dei cittadini che si è svolta davanti alla sede del Municipio in piazza Sempione.
aula del Consiglio del III Municipio
Per il Comune era presente nuovamente il Sub Commissario Giuseppe Castaldo a cui è stata assegnata la delega in materia di Attività Produttive e la Dirigente della Unità Organizzativa “Affissioni e Pubblicità” Dott.ssa Monica Giampaoli.
Era nuovamente presente anche il Dott. Gianluca Giattino della S.p.A. “Aequa Roma” che ha redatto i 15 Piani di Localizzazione.
In rappresentanza del III Municipio era presente il Presidente Paolo Emilio Marchionne, il Direttore Dott. Claudio Saccotelli (che è stato Direttore del nuovo Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità dal gennaio a settembre del 2012), il Presidente della Commissione Commercio Filippo Maria Laguzzi (PD) e la Responsabile Ufficio di Presidenza e Giunta Dott.ssa Giuseppina Nurra.
Erano presenti fra il pubblico, oltre al sottoscritto, il sig. Adriano Tittoni ed il sig. Pietro Brusco (entrambi del comitato di quartiere “Fidene”) ed il sig. Nino d’Aloisio (del Comitato di quartiere “Villa Spada”).
Era inoltre presente il sig. Massimo Centi che aveva già partecipato al 7° incontro pubblico al Municipio X di Ostia.
Il Presidente Paolo Emilio Marchionne ha voluto dare all’incontro pubblico un carattere informale, facendo sedere i rappresentanti delle istituzioni sui banchi dell’opposizione ed i cittadini sui banchi di fronte della maggioranza del Consiglio Municipale, senza tenere accesi i microfoni: ha citato i casi di impianti in totale difformità installati nel suo Municipio per rimarcare per confronto che i Piani di Localizzazione costituiscono uno strumento che permette di ridare ordine.
Ha parlato del futuro lotto territoriale relativo al III Municipio affermando che chi si aggiudicherà la gara avrà anche il compito delle rimozioni di eventuali cartelloni installati abusivamente da altre ditte.
Ha messo in evidenza che i Piani di Localizzazione sono anche una leva all’aumento del valore di mercato di ogni singolo impianto, rimarcando che con tale strumento è l’amministrazione che decide dove va installato ogni impianto e non le ditte.
Ha parlato anche del piccolo benefit che verrà dato alle aree mercatali.
Ha lasciato la parola al Sub Commissario Giuseppe Castaldo che ha parlato della attuazione dell’art. 32 della normativa tecnica del PRIP che prevede questa forma di partecipazione “rafforzata”, che consiste nell’acquisire i contributi dei cittadini ed operare poi delle scelte.
Ha affermato che l’obiettivo di questa fase è quello di arrivare ad una disciplina che contemperi al meglio tutte le esigenze.
Ha fatto presente di essere arrivati al 10° incontro pubblico ed ha spiegato la differenza tra “osservazioni”, “proposte” e “istanze” che ogni cittadini può presentare.
Ha quindi riconfermato l’iter che è partito dalla “proposta” dei Piani di Localizzazione approvata dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 325 del 13 ottobre 2015, sottolineando che su i Piani di Localizzazione sono passati al vaglio di tutti gli enti istituzionali interessati.
Ha voluto anche precisare con riguardo alle posizioni individuate dai Piani di Localizzazione c’è un range di approssimazione di 50 metri, per consentire una eventuale migliore riallocazione di questi impianti al fine di poter mettere a gara tutti quelli effettivamente installabili.
Ha preso per primo la parola il sig. Massimo Centi che si è presentato definendosi un “tecnico”: al Presidente Paolo Emilio Marchionne che gli ha chiesto se fosse un ingegnere ha risposto di essere un semplice geometra.
Ha criticato la scala 1:5.000 in cui sono stati redatti i Piani di Localizzazione e la tolleranza di 50 metri.
Ha posto poi l’attenzione su via Radicofani dove sono previsti 7 impianti per il servizio di Bike Sharing, chiedendosi come sarà possibile fare i futuri lotti dal momento che vi sono previste circa 50 installazioni a suo giudizio in modo improponibile, perché attualmente vi risulterebbero installati solo tre impianti che secondo lui sono pure da rimuovere.
Si tratta di circa tre chilometri e mezzo di strada dove sarebbe di 17 metri ogni pallino con cui sono state indicate le posizioni degli impianti sui riquadri del Piani di Localizzazione.
Al Presidente Paolo Emilio Marchionne che gli ha fatto presente che poteva pur sempre proporre di diminuire le posizioni su via di Radicofani ha risposto che secondo lui il Piano di Localizzazione è da prendere e stracciare.
È intervenuto quindi il sig. Nino d’Aloisio a nome del Comitato di quartiere “Villa Spada” per far presente che gli sembravano strani ben tre cartelloni pubblicitari installati attualmente in un parcheggio.
Gli si è affiancato il sig. Adriano Tittoni del comitato di quartiere “Fidene” che, pur non avendo visto il Piano di Localizzazione per sua stessa ammissione, ha parlato di “una indicazione che possiamo dare fin da adesso”.
Ha quindi sostenuto che i cartelli, specie se di ampia metratura, debbono essere collocati dove non c’è concentrazione di case.
Ha specificato che non c’è per lui alcun problema se vengono installati nel tratto che da via Cortona arriva al ponte sulla ferrovia.
Ha invece affermato che sull’intero tratto di via di Radicofani che dall’incrocio con via Incisa Val d’Arno arriva fino a piazza dei Vocazionisti non dovrebbero essere installati cartelloni pubblicitari.
Ha aggiunto che si stranisce se vede spuntare un cartellone sotto casa sua: ha fatto riferimento ad un cartellone che sarebbe stato installato di recente a ridosso dell’area ferroviaria.
Ha concluso chiedendo chiarimenti sugli spazi pubblicitari concessi nei piccoli mercati rionali: il Presidente Paolo Emilio Marchionne gli ha risposto che Largo S. Felice non è area mercatale.
Mentre si svolgevano i suddetti interventi la porta dell’aula di Consiglio si apriva in continuazione per far entrare un numero anche di manifestanti che alla fine sono andati a riempire quasi interamente le sedie riservate al pubblico, lasciando sentire più distintamente ogni volta i rumori della manifestazione che continuava a svolgersi in piazza Sempione.
Quando mi è stato concesso di intervenire una signora (poi presentatasi come Lorella Garibaldi) si è lamentata che non sentiva nulla da dove era seduta ed ha chiesto se era possibile mettere in funzione i microfoni: non essendo stata accontentata, poco dopo un altro signore ha protestato più vivamente pretendendo che si consentisse di parlare ai microfoni.
Ha continuato a protestare contro il Direttore Claudio Saccotelli che si prendeva tutta la responsabilità di tenere spenti i microfoni: sono allora intervenuto facendo presente a quel signore che prima che lui arrivasse era stato accettato da tutti coloro che avevano intenzione di intervenire di parlare senza microfono, per cui mi impegnavo a sforzarmi di parlare più forte in modo che potessero sentirmi tutti.
Ho premesso che gli interventi dei cittadini che mi avevano preceduto avevano posto l’attenzione sui cartelloni pubblicitari così come li vedono installati oggi sul loro territorio, senza avere analizzato il Piano di Localizzazione e capire quindi quale sarà l’esatta situazione un domani, per cui mi sentivo in dovere di dare una serie di informazioni al pubblico in sala.
Ho quindi fatto presente che all’epoca del Sindaco Alemanno i cartelloni pubblicitari installati a Roma occupavano una superficie espositiva complessiva di 232.000 mq. circa, che attualmente sono scesi a 166.000 mq., stando al dato riportato nella relazione i Piani di Localizzazione che se approvati così prevedono alla fine solo 62.000 mq. di esposizione complessiva.
Riguardo alla grandezza dei “pallini” (che secondo il sig. Centi sarebbero di 17 metri ognuno) ho tenuto a precisare che per esigenze visive non sono stati riportati nella stessa scala 1.5.000 utilizzata per redigere i Piani di Localizzazione.
Quanto alla critica dei troppi impianti su via Radicofani ho messo in evidenza che i cittadini sono portati a “giudicare” in modo critico prendendo a confronto le file di cartelloni pubblicitari appiccicati l’uno all’altro che si vedono tuttora a Roma, senza sapere che i Piani di Localizzazione hanno dovuto rispettare le distanze minime prescritte dal Codice della Strada, collocando i futuri impianti a 25 metri l’uno dall’atro (se di formati diversi) ed addirittura a 50 metri (se dello stesso formato).
Ho fatto sapere che il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) non ha pianificato le aree interne riservate alle ferrovie ed ai mercati chiusi (come ad esempio Porte di Roma), mentre ha pianificato tutti gli spazi delle aree ferroviarie (come quelle lungo via Radicofani, via Cortona e via di Villa Spada) e dei mercati chiusi (ho citato quello di piazza Alessandria), per cui i cartelloni che vi vengono installati debbono rispettare anche la zonizzazione del PRIP.
Riguardo al cartellone che sarebbe spuntato ultimamente, ho fatto sapere che il nuovo regolamento di Pubblicità vieta il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti pubblicitari, ad eccezione però delle paline di mt. 1 x 1 (a cui viene rilasciato un titolo temporaneo, perché valido solo fino a che non si entrerà a regime con l’espletamento dei bandi di gara) e delle ricollocazioni di impianti già autorizzati ma in posizioni che oggi il PRIP destina a zona “A” con divieto assoluto di affissione.
Per quanto riguarda l’indicazione che è stata voluta dare di collocare impianti pubblicitari sostanzialmente dove non c’è concentrazione di case, ho dovuto mettere in evidenza che la pubblicità non si fa in campagna, ma dove la gente passa di più sia a piedi che soprattutto in macchina.
Ho voluto alla fine replicare a chi ha lamentato (anche nei precedenti incontri pubblici) il rischio che il futuro cartellone venga installato davanti al portone o alla finestra di casa sua, facendo presente che anche gli impianti pubblicitari costituiscono elementi di arredo urbano al pari delle strade, delle piazze, delle scuole, delle chiese e dei mercati che il Comune deve comunque assicurare come servizio alla città, per cui – se ogni cittadino si oppone a qualunque elemento che si venga a trovare collocato davanti casa sua – ho domandato provocatoriamente se il Comune debba mettere in cielo quello che non può collocare su questa nostra terra.
Ma allo stesso riguardo ho voluto richiamarmi alla tolleranza dei 50 metri di cui aveva parlato la Dott.ssa Monica Giampaoli, per mettere in risalto che è stata prevista in caso di impedimento facendo presente che come ostacolo va anche e soprattutto considerata una eventuale collocazione davanti ad un portone o ad una finestra che impediscano la visuale e la privacy dei cittadini, di cui il Comune ha l’obbligo di curare gli interessi prima ancora degli interessi delle ditte pubblicitarie.
Fatta questa lunga ma doverosa premessa, ho esposto in estrema sintesi le OSSERVAZIONI, PROPOSTE E ISTANZE RELATIVE AL PIANO DI LOCALIZZAZIONE DEL III MUNICIPIO portate da VAS e Bastacartelloni, evidenziando che la proposta di ricreare arre di pertinenza esclusiva su ognuno dei lati delle vecchie strade consolari che dalle porte delle mura aureliane si irradiano in tutte le direzioni fin oltre il confine comunale non vale più di tanto per la via Salaria e la via Nomentana che attraversano il territorio del III Municipio, dal momento che non vi sono stati ubicati per lo più impianti.
Il tratto della via Salaria non è stato pianificato perché con divieto di affissione imposto dal vincolo paesaggistico del fiume Tevere, mentre quasi altrettanto è stato fatto con la via Nomentana, che fa da confine con il IV Municipio, perché per lo più senza banchine e marciapiedi e contornata di alberi.
Ho quindi fatto sapere che è stata presentata come proposta integrata quella di individuare almeno tre arterie a valenza commerciale da riservare ai tre circuiti degli impianti per il Bike Sharing, degli impianti SPQR e degli impianti privati su suolo pubblico.
Ho infine ricordato i 18 impianti per servizi municipali che spetta al Consiglio del III Municipio individuare sul territorio, specificando che utilizzazione intende dare ad essi.
È intervenuta a questo punto dal pubblico la sig.ra Lorella Garibaldi per sapere del mercato di via Giovanni Conti: il Presidente Paolo Emilio Marchionne le ha risposto che è regolare.
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