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REGIONE LAZIO Assessorato Urbanistica
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1 2 REGIONE LAZIO Assessorato Urbanistica Direzione Regionale Territorio e Urbanistica Vice-presidente e Assessore Urbanistica Presidente Giunta Regionale Pietro Marrazzo Massimo Pompili Direttore Regionele Territorio e Urbanistica Dirigente Area Pianificazione Territoriale e Pasistica Coordinatore del Piano Paolo Ravaldini Daniele Iacovone Redazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale Gruppo di Lavoro Giuliana De Vito (dirigente Ufficio Piani Regionali), Marina Aiello, Giuseppe Franco, Paolo Benedetto Nocchi Emiliana Albertario, Luigi Bonadonna, Alfredo Canali, Vito Cervellini, Giuseppe Crisci, Valerio Donati, Luciano Gentili, Pietro Pannone, Augusto Pelliccia, Raffaele Perrone, Francesco Pieroni (capo segreteria Assessorato Urbanistica), Domenico Siracusa, Edoardo Sole, Antonio Vallerotonda Collaborazione Gianni Gianfrancesco, Claudio Cattena, Marco De Falco, Alessia Di Giacobbe, Pietro Feuda, Stefano Lo Fazio, Vittoria Martino, Vittorio Pergolini, Patrizia Procaccini, Carlo Recine, Francesco Saverio Riccitelli, Federica Sperandio, Andrea Valeri, Claudio Viola Commissione tecnica per l esame delle osservazioni preliminari Demetrio Carini, Bernardino Cinardi, Gabriella De Angelis, Daniele Iacovone, Maria Teresa Longo, Francesco Paolo Lorito, Paolo Ravaldini Comitato Scientiﬁco Accordo Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Regione Lazio ( ) Rappresentanti Regione Lazio: Giovanna Bargagna, Lucrezia Casto, Enzo Ciarravano, Raniero De Filippis, Daniele Iacovone, Maurizio Meiattini, Gino Settimi, Paolo Ravaldini Rappresentanti MiBac: Benedetta Adembri, Anna Maria Affanni, Maddalena Alessandro, Patrizia Aureli, Roberto Banchini, Alessandro Bedini, Irene Berlingò, Angelo Bottini, Carla Brusa, Anna Di Bene, Roberto Egidi, Federica Galloni, Luciano Marchetti, Marco Merelli, Annamaria Moretti, Stefania Panella, Luigi Pellegrino, Antonietta Tomei, Rocco Tramutola, Mariasanta Valenti, Luigi Vergantini Rappresentanti dell Università degli studi Roma Tre DIPSU: Vieri Quilici, Pietro Ranucci Novembre 20073 SOMMARIO 1 CRITERI PER LA REDAZIONE DEL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE 1.1 Il nuovo Ptpr 1.2 Struttura redazionale 1.3 Strategia del Ptpr 1.4 Sintesi dell evoluzione della pianificazione paesaggistica 2 REDAZIONE DEL PTPR 2.1 Il Ptpr piano unico regionale 2.2 Metodologia per la transizione delle classificazioni di tutela dai PTP al PTPR 2.3 Il GIS per il paesaggio 2.4 Elaborati del Ptpr 2.5 Ricognizione e graficizzazione dei vincoli paesaggistici 2.6 Beni naturali e culturali non appartenenti ai beni paesaggistici e azioni strategiche del PTPR 2.7 Classificazione del piano per categorie di paesaggi 2.8 Normativa del Ptpr 2.9 Applicazioni delle innovazioni del Codice DLg 42/ CONSULTAZIONI PRELIMINARI CON GLI ENTI LOCALI 3.1 Procedimento 14 1 CRITERI PER LA REDAZIONE DEL PTPR 1.1 Il nuovo Piano Territoriale Paesistico Territoriale Regionale Con la legge regionale 6 luglio 1998 n. 24 sono stati approvati in via definitiva i 29 piani territoriali paesistici redatti e adottati dalla Giunta regionale dal1985 al1993, ai sensi della Legge 431/85. La legge regionale di particolare rilevanza ha concluso in tal modo, cioè mediante l approvazione con provvedimento legislativo, un decennale periodo di incertezza amministrativa in relazione all effettiva efficacia dei piani adottati; imponendo al contempo l approvazione di un unico Piano Territoriale Paesistico Regionale, con l introduzione degli articoli 21, 22 e 23. Il Ptpr costituisce un unico Piano paesaggistico per l intero ambito regionale ed è stato predisposto dalla struttura amministrativa regionale competente in materia di pianificazione paesistica e ha come obiettivo l omogeneità delle norme e dei riferimenti cartografici. Dopo la sua definitiva approvazione il PTPR sostituirà tutti i Piani Territoriali Paesistici attualmente vigenti. Il Piano è realizzato interamente su supporto informatico. La base cartografica è costituita dalla Carta Tecnica Regionale in scala 1: georeferenziata secondo le coordinate Utm. 33 ed il sistema geografico europeo ED50. La redazione del PTPR ha comportato la complessiva revisione dei piani paesistici vigenti che avevano come riferimento la legge Galasso per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale del 1985 e la legge del 1939 sulle bellezze naturali, misurandosi oggi con un quadro legislativo delle materie ambientali, culturali e del paesaggio profondamente modificato. Si deve considerare il PTPR un piano paesaggistico di terza generazione. Infatti la prima generazione di piani discende direttamente dall applicazione della legge 1497 del 29 giugno1939 e dal suo regolamento di attuazione, il Regio Decreto del 3 giugno 1940 n ancora vigente, che ha visto come unica amministrazione competente il Ministero per i beni e le attività culturali, la relativa produzione di piani, molto sporadica e senza logica sistemica, è sostanzialmente durata fino al 1972 anno in cui con il DPR n. 8 è stata trasferita alle Regioni la funzione amministrativa per la redazione e l approvazione dei piani paesaggistici. Nella Regione Lazio risultano redatti e/o adottati solo tre piani di ambiti molto circoscritti: Appia Antica ; Comprensorio del Terminillo e Sperlonga. Mentre la seconda generazione di piani è quella discendente dagli obblighi della legge Galasso dell 8 agosto 1985 n. 431 che ha confermato come amministrazione competente la Regione imponendo la redazione di piani paesistici o piani urbanistico territoriali con specifica considerazione dei valori paesistici e ambientali la relativa produzione di piani, ben più ampia e articolata della precedente, è di fatto durata fino all entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio del Nella Regione Lazio sono trenta i piani di seconda generazione adottati e approvati. Il Codice ha infatti imposto alle Regioni una verifica e adeguamento dei piani paesaggistici vigenti entro il 1 maggio del 2008., pena l applicazione dei poteri sostitutivi da parte del Ministero. La specializzazione e l evoluzione tecnica e normativa, nel frattempo intervenuta, sia degli approcci nelle materie ambientali sia del loro sviluppo nell azione amministrativa hanno ridefinito la collocazione della pianificazione paesaggistica in un preciso e più ampio ambito, infatti successivamente alla legge Galasso sono state introdotte nel nostro ordinamento innumerevoli disposizioni regionali, nazionali e comunitarie che hanno modificato il campo d azione del piano paesaggistico e ne hanno specializzato e ampliato le finalità. Le disposizioni sulla difesa del suolo, sulla protezione civile, sulla salute, sulle valutazioni ambientali, sulla difesa degli inquinamenti di acqua, aria e suolo hanno fatto si che gli aspetti relativi alle corrispondenti discipline scientifiche ed ai relativi compiti istituzionali inerenti i rischi sulla salute delle specie e la vulnerabilità fisica del territorio si distaccassero progressivamente dalle 25 discipline che si occupano della salvaguardia del patrimonio dei beni culturali e dei beni naturali, portando di fatto ad una specializzazione settoriale di ogni singolo aspetto. Mentre i piani paesistici vigenti redatti in ottemperanza della legge Galasso, in assenza di tali più recenti disposizioni, nel considerare le categorie dei beni ivi elencati hanno spesso spinto le proprie attività conoscitive di base e le relative strutture normative ad interessarsi dei fattori di rischio ambientali, in qualche caso introducendo elementi di ambiguità e conflittualità fra discipline differenti, assumendo spesso tali componenti di rischio come elementi di innalzamento dei livelli di tutela paesaggistica generando una invasione di competenze spesso non sostanziata da una coerente apparato cognitivo e scientifico. Le categorie dei beni naturali diffusi introdotti dalla legge Galasso sono state quindi considerate zone di particolare interesse ambientale nel senso strettamente ecologico del termine dalla pianificazione paesistica di seconda generazione. Così il Piano paesistico, che la legge Galasso aveva già proiettato verso il superamento dello stretto ambito della tutela delle valenze territoriali estetico-formali dichiarate di notevole interesse pubblico, si è sbilanciato troppo nell ambito ambientale-ecologico. È quindi necessario oggi ridefinire la sfera di competenza della pianificazione paesaggistica, attraverso un più ampio approccio settoriale che comprenda e disciplini l insieme dei beni del patrimonio naturale e culturale del territorio dalla stessa interessato, assumendo così le funzioni di un piano quadro settoriale con valenza territoriale avente finalità di salvaguardia dei valori culturali, del paesaggio e del patrimonio naturale quale sistema identitario della Regione Lazio intesa sia come comunità che come territorio. La consapevolezza che detto sistema identitario dei beni culturali e naturali non è tutto ricompresso negli ambiti sottoposti già a vincolo paesistico, rende necessario estendere, se pur con differenti livelli di efficacia giuridica, il nuovo Piano paesistico all intero territorio della Regione Lazio. Ad avvalorare tale impostazione sono state numerose iniziative e disposizioni intervenute dalla legge Galasso ad oggi, ed in particolare: - 1 Conferenza Nazionale per il Paesaggio, promossa dal Ministero per i Beni e le attività Culturali nell ottobre 1999; - lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo del maggio 1999; - il Testo Unico in materia di Beni Culturali e Ambientali (D.Lg. n. 490 del 29 ottobre dicembre 1999); - l Accordo Stato Regioni sull esercizio dei poteri in materia di paesaggio nell aprile 2001; - la Convenzione Europea del paesaggio sottoscritta nell ottobre 2000, (ratificata con L. n. 14 del ); - Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del febbraio 2004, modificato a marzo del 2006, (D.Lg. n. 42 del modificato con i DD.Lg. nn. 156 e 157 del ). Tali iniziative hanno creato i presupposti per un rinnovato interesse dell azione regionale e nazionale sulle politiche per il paesaggio che possono prefigurare una nuova stagione di rivisitazione della pianificazione paesistica esistente e oggi in vigore. Il Piano territoriale paesistico regionale quindi interessa l intero ambito della Regione Lazio ed è un piano urbanistico-territoriale avente finalità di salvaguardia dei valori paesistici e ambientali ai sensi dell art. 135 del D.Lg. 42 del , in attuazione comma 1 dell art. 22 della Lr 24 del 6 luglio 1998 nel testo in vigore. Il Ptpr si configura pertanto anche quale strumento di pianificazione territoriale di settore con specifica considerazione dei valori e dei beni del patrimonio paesaggistico naturale e culturale del Lazio ai sensi e per gli effetti degli artt. 12, 13 e 14 della Lr 38/99 Norme sul Governo del territorio ; in tal senso costituisce integrazione, completamento e aggiornamento del Piano territoriale generale regionale (Ptgr), adottato con Dgr n del 19 dicembre6 Il Ptpr ottempera agli obblighi previsti dall art. 156 del Dlgvo n 42/2004, in ordine alla verifica e adeguamento dei Piani Paesistici vigenti; applica i principi, i criteri e le modalità contenuti nell art. 143 e in più in generale della parte III del Codice dei Beni culturali e del paesaggio. Il Ptpr accoglie e trasferisce in ambito regionale gli obiettivi e le opzioni politiche per il territorio europeo relative ai beni del patrimonio naturale e culturale contenuto nello Schema di sviluppo dello spazio Europeo (Ssse), approvato dal Consiglio informale dei Ministri responsabili dell assetto del territorio degli Stati membri dell Unione europea, a postdam il 10 e l 11 maggio del 1999 nel testo in vigore. Il Ptpr applica altresì i principi contenuti nella Convenzione europea del paesaggio adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa il 19 luglio 2000, sottoscritta dallo Stato e ratificata con L. n. 14 del Altro aspetto innovativo che sviluppato nel Ptpr riguarda l individuazione di obiettivi di qualità paesaggistica che si concretizzano in descrizioni, prescrizioni ed indirizzi tesi a consentire attraverso interventi concreti, l attuazione della tutela per la conservazione e per la creazione dei paesaggi. Gli obiettivi di qualità paesaggistica riguardano: - mantenimento delle caratteristiche dei paesaggi; - valori costitutivi; - morfologie; - tipologie architettoniche; - tecniche e materiali costruttivi tradizionali; - linee di sviluppo compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti senza diminuire il pregio paesistico; - salvaguardia delle aree agricole; - riqualificazioni parti compromesse o degradate; - recupero dei valori preesistenti; - creazione di nuovi valori paesistici coerenti ed integrati. Il perseguimento dei suddetti obiettivi avviene, in coerenza con le azioni e gli investimenti di sviluppo economico e produttivo delle aree interessate attraverso: - progetti mirati; - misure incentivanti di sostegno per il recupero, la valorizzazione e la gestione finalizzata al mantenimento dei paesaggi; - indicazione di idonei strumenti di attuazione. 1.2 Struttura redazionale La redazione del piano è stata effettuata all interno dell Amministrazione Regionale dalla Direzione Regionale Territorio e Urbanistica tramite un gruppo di progettazione integrato con altre strutture regionali, utilizzando quanto previsto dall art. 18 della L. 109/94, previo approvazione della Giunta Regionale di un programma di lavoro e sviluppato con progetti specifici tramite il personale della Lazio Service spa.. Inoltre con l accordo di collaborazione per la Redazione del PTPR tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Lazio sottoscritto il 9 febbraio 1999 (DGR 03/11/99 n. 5814) è stata avviata una cooperazione istituzionale fra la Regione Lazio e la Direzione centrale per il Paesaggio, la Direzione regionale e le Soprintendenze per i beni paesaggistici e per i beni archeologici. Le consulenze particolari e gli studi collaterali sono stati effettuate dalla Università di Roma Tre e da altre Università. L attività informatica è sviluppata con l ausilio di società esterne. 47 La consultazione preliminare è stata assicurata tramite la consulta permanente delle associazioni ambientaliste e culturali del PTPR e tramite il comitato Regione autonomie funzionali e organizzazioni economiche sociali nonché tramite illustrazioni nelle sedi provinciali; Il Consiglio Regionale è stato costantemente aggiornato tramite relazioni periodiche annuali seguite da audizioni specifiche. 1.3 Strategia del PTPR Il lavoro di redazione del PTPR si è rivelato subito molto complesso e di non semplice definizione in quanto il mandato del legislatore era rivolto verso due precise direzioni: 1) rendere omogenei ed univoci i Piani su tutto il territorio regionale evitando disparità di comportamento nell azione amministrativa; infatti allo stato attuale sono in vigore nella Regione ben 29 piani paesistici tra loro diversi per norme e cartografia creando una oggettiva difficoltà getionale ad amministrazioni, cittadini ed operatori. 2) trasferire su una cartografia omogenea e aggiornata, la Carta Tecnica regionale in scala 1:10.000, i Piani stessi e tutte le informazioni sul regime vincolistico. Il Piano ha ottemperato tali obiettivi istituzionali ed ha inoltre tenuto in considerazione l evoluzione della legislazione e degli indirizzi nel frattempo intervenuti a livello nazionale ed europeo Il PTPR in sintesi si è prefisso i seguenti obiettivi: Riorganizzazione e sistematizzazione dell intera normativa tenendo conto della prassi di applicazione dei PTP approvati, della definizione della normativa transitoria posta dalla l.r.24/98 e dell introduzione di disposizioni che integrano e colmano i vuoti normativi dei precedenti PTP. Previsione dei sistemi di paesaggio, con cui viene classificato l intero territorio regionale, in sostituzione delle attuali classificazioni per livelli di tutela previste dai PTP approvati, a cui si attengono anche i beni diffusi di cui al capo II della Lr. 24/98; inoltre sono stati definiti, per ciascun paesaggio, gli usi compatibili escludendo dalle norme ogni riferimento ai parametri ed agli indici urbanistici. Costruzione di un quadro conoscitivo certo e condiviso contenente tutte le informazioni utilizzate nel PTPR, attraverso la realizzazione della nuova cartografia, integralmente elaborata sulla base della Carta Tecnica Regionale in scala 1:10.000, e attraverso la creazione informatica di una Banca Dati cartografica ed alfanumerica, in cui sono inseriti: piano, norme, vincoli paesaggistici e di altra natura; la Banca Dati consente l accesso alle informazioni in essa contenute da parte di cittadini ed enti tramite la rete Web. Trasformazione del piano in uno strumento piu flessibile, con un quadro normativo e conoscitivo che viene aggiornato periodicamente e con procedure abbreviate sia in funzione delle modificazioni delle esigenze di tutela degli aspetti naturalistici, culturali e percettivi sia in ordine ad esigenze puntuali di sviluppo espresse dagli enti locali. Incentivazione della copianificazione e della partecipazione dei Comuni e degli altri enti locali attraverso la previsione di proposte di modifica ed integrazione al PTPR, anche per esigenze di sviluppo delle comunità locali, da effettuarsi in occasione della redazione di varianti generali o di nuovi Piani Regolatori Generali. Previsione di strumenti di tutela attiva volti ad una promozione paesaggistica e socioeconomica del territorio. Con tali interventi, infatti, si consente, a soggetti pubblici e privati, di partecipare alla gestione e al recupero del paesaggio e del territorio nonché di accedere a finanziamenti pubblici e privati. 58 In ragione delle innovazioni e degli obiettivi sopra descritti e considerato il contrasto di tali novità con la legge regionale n. 24 del luglio 1998 si è reso necessario, al fine di rispettare la gerarchia delle fonti e rendere lineare il comportamento amministrativo, apportare una modifica alla LR 24/98 che ha preceduto l adozione del PTPR intervenuta in maniera organica con la LR n.18 del Sintesi dell evoluzione della Pianificazione paesaggistica Stato della pianificazione paesaggistica Regione Lazio : L. 1497/39. Protezione delle bellezze naturali; L. 431/85. Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale (legge Galasso); Adozione di 27 piani territoriali paesistici fra il 1987 e il Lr 24/98. Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico. o approva i 27 PTP limitatamente alle aree con vincolo paesaggistico; o introduce omogenee disposizioni sulle categorie dei beni art. 1 l. 431/85; o introduce omogenea normativa sugli strumenti urbanistici comunali; o prevede la redazione di un unico piano paesistico regionale. Nel 1998 sono adottati due ulteriori piani paesistici nel territorio del comune di Roma, uno approvato nel 2001 e l altro nel 2006; E stato adottato dalla Giunta Regionali il piano paesistico dell Appia Antica. Evoluzioni intervenute dalla legge Galasso : Maturazione esperienze regionali in materia di PTP; Evoluzione dei piani ambientali: o Piani dei rischi ecologici e igienico-sanitari (di Bacino); o Piani delle aree protette e di gestione dei siti di importanza Comunitaria; o Piani settoriali di utilizzazione delle risorse fisiche (suolo-acqua); 1 conferenza nazionale del paesaggio; Testo unico in materia di beni culturali e ambientali Dlgvo n 490 del 29 ottobre 1999; Convenzione europea sul paesaggio 19 luglio 2000; Accordo Stato-Regioni DM del sull esercizio dei poteri in materia di paesaggio; Modifica al titolo V della Costituzione lc n 3; Codice dei beni culturali e del paesaggio Dlgvo n 42 del modificato con i DD.Lg. nn. 156 e 157 del Sviluppo del Piano Paesaggistico: Evoluzione del concetto di paesaggio nella Convenzione Europea: paesaggio significa una determinata parte del territorio così come concepita dalle popolazione il cui carattere è il risultato dell azione ed interazione di fattori naturali e/o umani art. 1; esso riguarda paesaggi considerati straordinari così come quelli comuni o degradati art. 2; promuove la salvaguardia, la gestione e l assetto del paesaggio; organizza la cooperazione europea sui temi del paesaggio; Evoluzione del concetto di paesaggio nel Codice dei Beni Culturali; si intende per paesaggio parte del territorio in cui i caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni; 69 la tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili; Il piano paesaggistico: è esteso all intero territorio regionale; si specializza sui beni del patrimonio naturale e culturale; rivaluta il valore della percezione; Disposizioni attuative degli artt. 21,22,23 l.r. 24/98 per la redazione del PTPR: verifica delle perimetrazioni delle aree sottoposte a vincolo ai sensi della L. 1497/39; graficizzazione dei beni diffusi di cui all art. 1 della L. 431/85; perimetrazione delle aree di interesse archeologico sulla base dei contenuti dell articolo 13 della LR 24/98; classificazione delle aree sottoposte a vincolo L. 1497/39 per zone; individuazione dellele modalità di tutela dei beni della L. 431/85; 710 2 REDAZIONE DEL PTPR 2.1 Il Ptpr piano unico regionale La Regione procede all approvazione del PTPR quale unico piano territoriale paesistico regionale redatto nel rispetto dei criteri di cui all articolo 22 ( art21 LR 24/98). La redazione del PTPR unico per l intero territorio del Lazio è finalizzata a superare l attuale frammentazione normativa e cartografica che ha dei negativi risvolti sull azione amministrativa dell Ente e sui cittadini. Infatti oggi vigono nell ambito regionale n 29 piani territoriali paesistici. di cui 14 interessano il territorio dei comuni di Roma e di Fiumicino. È inoltre adottato dalla Giunta Regionale ed in fase di pubblicazione un altro PTP di Roma il 15/12 Appia Antica e Parco della Caffarella, per tale ragione il PTPR non considera nei propri elaborati tale ambito. Segue il quadro dei PTP vigenti. Tabella 1 - I Piani Territoriali Paesistici nel Lazio Tipo di strumento Ambito territoriale Norme di adozione Norme di approvazione Ptp n. 1 Viterbo Dgr 2266/87 Lr 24/98 Ptp n. 2 Litorale nord Dgr 2268/87 Lr 24/98 Ptp n. 3 Laghi di Bracciano e Vico Dgr 2270/87 Lr 24/98 Ptp n. 4 Valle del Tevere Dgr 2271/87 Lr 24/98 Ptp n. 5 Rieti Dgr 2272/87 Lr 24/98 Ptp n. 6 Bassa Sabina Dgr 2273/87 Lr 24/98 Ptp n. 6/1-7/1-8/1 Monti Lucretili Dgr 2274/87 Lr 24/98 Ptp n. 7 Monterotondo, Tivoli Dgr 2285/87 Lr 24/98 Ptp n. 8 Subiaco, Fiuggi, Colleferro Dgr 2275/87 Lr 24/98 Ptp n. 9 Castelli romani Dgr 2276/87 Dgr 5358/90 Lr 24/98 Ptp n. 10 Latina Dgr 2277/87 Lr 24/98 Ptp n. 11 Frosinone Dgr 2278/87 Lr 24/98 Ptp n. 12 Sora, Valle del Liri Dgr 2279/87 Lr 24/98 Ptp n. 13 Terracina, Ceprano, Fondi Dgr 2280/87 Lr 24/98 Ptp n. 14 Cassino, Gaeta, Ponza Dgr 2281/87 Lr 24/98 Tabella 2 - I Piani Territoriali Paesistici nel Comune di Roma e di Fiumicino Tipo di strumento Norme di adozione Norme di approvazione Ambito territoriale Ptp n. 2 Stralcio Ostia lido nord Dgr 2267/87 Lr 24/98 Ptp n. 2 XIII e XIV Circoscr. Dgr 2269/87 Lr 24/98 Ptp n. 15/0 Area Piccolomini Dgr 2284/87 Dcr 213/91 Ptp n. 15/1 Marcigliana Dgr 2282/87 Lr 24/98 Dgr 6647/90 Dgr 10209/92 Ptp n. 15/2 Insugherata Dgr 2283/87 Dcr 755/93 Ptp n. 15/3 Cecchignola Valleranno Dgr 9849/94 Lr 24/98 Ptp n. 15/4 Arrone Galeria Dgr 2458/87 Lr 24/98 Ptp n. 15/5 Decima Frigoria Dgr 4581/87 Lr 24/98 Ptp n. 15/6 Pineto Dgr 4582/87 Dcr 1229/95 Ptp n. 15/7 Veio Cesano Dgr 10018/88 Lr 24/98 Dgr 10672/91 Ptp n. 15/8 Valle del Tevere Dgr 5580/98 Dcr 25/2006 Ptp n. 15/9 Aniene Dgr 9250/95 Lr 24/98 Ptp n. 15/10 Valle dei Casali Dgr 7318/88 Lr 24/98 Ptp n. 15/11 Pendici dei Castelli Dgr 5579/98 Dcr 74/2001 L.r. Legge Regionale - Dgr Delibera della Giunta Regionale - Dcr Delibera del Consiglio Regionale 811 12 13 2.2 Metodo per la transizione delle classificazioni di tutela dai PTP al PTPR. Di seguito sono sintetizzate le principali fasi di lavoro che sono state espletate per il coordinamento delle classificazioni di tutela delle aree sottoposte a vincolo ai sensi della legge 1497/1939, dei 29 piani paesistici vigenti tra loro profondamente diversi sia sotto il profilo normativo che zonizzativo, allo scopo di individuare gli elementi di carattere metodologico utili alla formulazione del nuovo impianto normativo e dei nuovi livelli di tutela (i paesaggi) del Piano Territoriale Paesistici Regionale. Le fasi previste sono descrivibili secondo cinque categorie di attività prevalenti: 1. lettura e restituzione sotto forma di quadro sinottico della normativa dei singoli PTP relativamente alle definizioni dei livelli di tutela sotto forma di matrice di confronto dei singoli PTP relativamente ai livelli di tutela e in base ai tipi di trasformazione individuati come ricorrenti dalla lettura delle norme dei singoli PTP; 2. Scomposizione e riarticolazione dei livelli di tutela sulla base delle aree con caratteristiche omogenee già individuate dai singoli PTP; 3. Confronto dei livelli di tutela ordinati per aree a caratteristiche omogenee e in base ai tipi di trasformazione; 4. Individuazione di una base prescrittiva comune ai vari PTP relativamente alle singole aree a caratteristiche omogenee; di eventuali eccezioni, relativamente a singoli PTP, alla base prescrittiva comune 5. Visualizzazione su base cartografica della distribuzione delle aree a caratteristiche omogenee, individuate sulla base dei livelli di tutela dei PTP, sul territorio regionale. La prima attività è stata finalizzata alla stesura: di quadri sinottici delle singole normative dei PTP che ne consentono una lettura spedita e contestuale riferiti alle sole norme concernenti le classi di tutela; di matrici di confronto per singoli PTP dove i livelli di tutela sono confrontati sulla base di tipi di trasformazione ricorrenti nelle norme dei PTP; La seconda attività ha previsto la scomposizione delle norme relative ai livelli di tutela dei singoli PTP e la riarticolazione delle stesse norme a seguito della definizione di aree a carattere omogeneo di nuova proposizione (aree d integrità naturalistica, aree agricole, aree di valore storico-ambientale, aree con caratteri specifici, aree urbanizzate, aree di recupero). Il prodotto si configura sotto forma di matrice. La terza attività ha previsto il confronto delle prescrizioni normative dei singoli PTP. Qui, infatti, sono stati verificati per singoli livelli di tutela e per singole aree a carattere omogeneo le diverse prescrizioni normative. Dal confronto si esplicitano, a parità di livelli di tutela e per il medesimo tipo di trasformazione, le differenti prescrizioni normative che il PTPR dovrà integrare e/o semplificare per renderle omogenee. 914 La quarta attività ha previsto l individuazione: di una base prescrittiva comune ai vari PTP relativamente alle singole aree a caratteristiche omogenee, che può suggerire indicazioni per la stesura della normativa del PTPR; di eventuali eccezioni, relativamente a singoli PTP, alla stessa base prescrittiva. Queste eccezioni possono determinare: a) articolazione in sottozone dell area a caratteristiche omogenee, b) predispozizione di una scheda normativa d ambito specifico, c) stralcio di eventuali indicazioni ridondanti o non pertinenti alla scala del PTPR; La quinta attività ha previsto la visualizzazione su base cartografica della distribuzione delle aree a caratteristiche omogenee, individuate sulla base dei livelli di tutela dei PTP, sul territorio regionale. 1015 16 2.3 Il GIS per il Paesaggio Le informazioni di base Il PTPR è stato redatto interamente in forma numerica sulla base della CTR in scala 1: che si compone di 537 sezioni. Sono state altresì utilizzate, per le verifiche e l aggiornamento, le ortofoto del volo AIMA del 1996 acquistate in forma digitale e La Direzione Regionale, in particolare l Area Servizi Tecnici ha acquistato di recente le ortofoto (1:10.000) IT 2000 del a colori sempre in digitale della Compagnia Generali Riprese aeree di Parma, anch esse utilizzate per il PTPR. L area Pianificazione Territoriale ha inoltre espletato la gara per la redazione della cartografia tematica dell Uso del Suolo dell intera regione sempre in scala 1: che potrà essere ben utilizzata per le precisazioni in sede di esame delle osservazioni, i lavori sono stati affidati e risultono in corso la conclusione è prevista per la primavera Sono state inoltre utilizzate le informazioni in possesso del SIRA della Direzione Ambiente e Protezione Civile. Infine la maggior parte dei dati riguardano informazioni originali e sono state prodotte dal gruppo di lavoro per il PTPR Elaborazione del geodatabase Prima fase Informatizzazione dell Area Pianificazione Territoriale La prima fase si è concentrata nel costituire le basi dell ufficio in termini di strutture, know-how, patrimonio informativo, provvedendo nel contempo ad ottenere una serie di risultati concreti ed ad erogare alcuni servizi prioritari. Costituzione dell infrastruttura del servizio: sono state poste in essere tutte quelle operazioni che hanno portato alla costituzione di un gruppo di lavoro qualificato, organizzato e dotato degli strumenti e del know-how necessari. In particolare è stata operata la messa in esercizio degli strumenti di analisi ESRI ArcGIS ed è stato formato il personale sull uso di tali strumenti in modo da operare al meglio le delicate attività di produzione dati. Acquisizione delle banche dati relative ai vincoli: sono stati acquisiti su Carta Tecnica Regionale 1:10.000, con il supporto della documentazione di riferimento gli strati informativi relativi ai seguenti vincoli: o Vincoli dichiarativi o Vincoli ricognitivi o Altri vincoli Realizzazione della Carta di Uso del Suolo: la Carta di Uso del Suolo è una carta tematica che rappresenta lo stato attuale di utilizzo del territorio e si inquadra nell ambito del progetto CORINE Land Cover. La CUS articola la lettura dell intero territorio della Regione Lazio al IV livello di dettaglio, per un totale di 72 classi di uso del suolo, con una unità minima cartografata di un ettaro. L attuale CUS della Regione Lazio, costituisce un naturale prodotto di approfondimento dell originario rilievo eseguito dall UE, ed è stata realizzata nell ambito della redazione del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale. Realizzazione del servizio di pubblicazione della Carta dell Uso del Suolo: la CUS è disponibile per l uso amministrativo delle strutture della Regione Lazio su rete Intranet tramite un servizio di consultazione avanzata ed analisi realizzato su base ArcIMS. Realizzazione tecnica delle carte del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale: utilizzando le banche dati suddette sono state realizzate le carte del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale scala 1: riduzione da CTR 1:17 Seconda fase Strutturazione del S.I.T. e gestione dei dati Nell ambito della seconda fase, attualmente in corso, vengono attuate tutte le politiche atte alla gestione a regime del patrimonio acquisito durante la prima fase e forniti servizi di diffusione di tale patrimonio rivolti agli utenti interni qualificati. In particolare sono stati pianificati ed avviati una serie di interventi rivolti a: Messa in esercizio di un GIS Data Server centralizzato: tale attività prevede la messa in esercizio di un Data Server basato su DBMS in modo da gestire in maniera ottimale il patrimonio informativo prevedendo gestione dei diritti di accesso, politiche di aggiornamento dati, possibilità di condividere i dati con altri operatori. Il GIS Data Server è basato su uno stack tecnologico ampiamente collaudato: o Sistema Operativo: Windows 2000 Server o DBMS SQL Server 2000 o GIS Application Server ESRI ArcSDE Formazione specifica: come già evidenziato, durante la prima fase è stato costituito il gruppo di lavoro e acquisito il know-how che ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati concentrandosi sugli aspetti necessari alla produzione, verifica di dati territoriali che per le loro caratteristiche necessitano particolare cura. Nella seconda fase vengono affinati gli aspetti più legati alla gestione di un sistema evoluto e centralizzato con particolare riferimento a: Realizzazione e manutenzione di geodatabase ad oggetti Gestione di un data server enterprise (DBMS, ArcSDE) Realizzazione e gestione di servizi dati (WEB application server ArcIMS) Costituzione del PTPR Geodatabase: il Geodatabase relativo al Piano Territoriale Paesaggistico Regionale mette in relazione tutte le banche dati acquisite durante la prima fase spostando l attenzione dagli elementi geografici agli oggetti definendo per ognuno regole, relazioni, proprietà. Ciò consente di gestire al meglio in maniera organica le informazioni derivate dall acquisizione dei dati di base (vincoli, CTR, fotogrammetria) e dalle analisi svolte (Carta dell uso del suolo) che portano al Piano Territoriale Paesaggistico e relative derivazioni (Carta dei Beni del Patrimonio Naturale e Culturale, Beni Paesaggistici ed Ambientali, ecc.) Tale attività è costituita dall analisi delle caratteristiche delle singole classi di oggetti, e da una valutazione che porti ad una scelta ottimale delle regole e relazioni da implementare in modo da semplificare le attività di analisi GIS ed ottimizzare la qualità dei dati stessi. Realizzazione di servizi dati: per condividere all interno dell Amministrazione Regionale il patrimonio informativo (in completa compatibilità ed apertura verso gli altri progetti in essere) è prevista la costituzione di servizi dati che consentano di accedere al SIT, cercare le informazioni di interesse ed usufruire di servizi cartografici interattivi arricchendo in questo modo i servizi già messi a disposizione (Carta dell uso del suolo). Tali servizi e relativi metadata vengono erogati su un architettura standard basata sul Web Application Server ESRI ArcIMS. 1218 Terza fase Servizi applicativi su WEB GIS La terza fase ha l obiettivo, partendo dall organizzazione del Geodatabase relativo al PTPR, di predisporre dei servizi applicativi dedicati ad utenza esterna sia di tipo professionale che di tipo generico, in un ottica di servizio pubblico ad alto valore aggiunto In particolare i servizi WEB GIS che si intendono realizzare sono i seguenti : Applicazione per la consultazione, ricerca, accesso ai documenti correlati, da parte degli Enti Locali (Comuni, Comunità Montane, ) alle informazioni sui beni Paesistici, Ambientali, Naturali e Culturali di loro interesse. Applicazione per l accesso, attraverso profili utente predefiniti, in consultazione, navigazione e ricerca delle informazioni sui diversi strati informativi (mappe, cartografia, documenti) relativi della banca dati dei Piani Paesaggistici ed implementazione di un applicazione per il rilascio delle informazioni sulla pre-certificazione di Destinazione Urbanistica delle aree di Piano. Questo strumento, una volta definite le procedure normative necessarie, sarà in grado di fornire il certificato stesso. Applicazione per l accesso a servizi applicativi semplificati, dedicati principalmente alla consultazione da parte di utenza generica (Università ed istituti di ricerca, studi professionali, cittadini) 1319 Tabella 1) Carta dell'uso del Suolo della Regione Lazio: valori areali e percentuale delle classi di uso del suolo (4 livello) Codice Descrizione Area (ha) % Territorio regionale 1111 Tessuto residenziale continuo e denso 18974,63 1, Tessuto residenziale continuo e mediamente denso 13539,69 0, Tessuto residenziale discontinuo 20661,33 1, Tessuto residenziale rado e nuclei forme 9625,43 0, Tessuto residenziale sparso 20656,67 1, Insediamento industriale o artigianale con spazi annessi 14626,71 0, Insediamento commerciale 583,38 0, Insediamento dei grandi impianti di servizi pubblici e privati 5962,9 0, Insediamenti ospedalieri 316,34 0, Insediamenti degli impianti tecnologici 217,08 0, Reti stradali e spazi accessori (svincoli,...) 3689,39 0, Reti ferroviarie comprese le superfici annesse (stazioni,...) 802,58 0, Grandi impianti di concentramento e smistamento merci 26, Aree per impianti delle telecomunicazioni 96,39 0, Reti ed aree per la distribuzione, la produzione e il trasporto dell'energia (elettrodotti,...) 850,14 0, Reti ed aree per la distribuzione idrica compresi gli impianti di captazione, serbatoi e stazioni di pompaggio 66, Aree portuali 281,9 0, Aree aeroportuali ed eliporti 3144,76 0, Aree estrattive 4567,41 0, Discariche e depositi di cave, miniere, industrie e collettività pubbliche di superficie 752,93 0, Depositi di rottami a cielo aperto, cimiteri di autoveicoli 322,98 0, Cantieri e spazi in costruzione e scavi 1792,01 0, Suoli rimaneggiati e artefatti 790,43 0, Aree verdi urbane 4150,35 0, Campeggi, strutture turistiche ricettive a bungalow o simili 512,96 0, Aree sportive (Calcio,..) 3523,84 0, Parchi di divertimento 58, Aree archeologiche, limitatamente a quelle aperte al pubblico 427,98 0, Cimiteri 636,08 0, Seminativi semplici in aree non irrigue ,52 23, Vivai in aree non irrigue 103,31 0, Colture orticole in pieno campo, in serra e sotto plastica in aree non irrigue 6575,83 0, Seminativi semplici in aree irrigue ,15 8, Vivai in aree irrigue 351,63 0, Colture orticole in pieno campo, in serra e sotto plastica in aree irrigue 11314,1 0, Vigneti 26848,54 1, Frutteti e frutti minori 41564,48 2, Oliveti ,11 7, Arboricoltura da legno 1310,8 0, Castagneti da frutto 9801,24 0, Altre colture 44, Superfici a copertura erbacea densa a composizione floristica rappresentata principalmente da graminacee non soggette a rotazione 51487,08 2, Colture temporanee associate a colture permanenti 5444,58 0, Sistemi colturali e particellari complessi 15981,53 0, Aree prevalentemente occupate da colture agrarie con presenza di spazi naturali importanti 16956,34 0, Boschi di latifoglie ,41 27, Boschi di conifere 10516,47 0, Boschi misti di conifere e latifoglie 8215,75 0, Aree a pascolo naturale e praterie di alta quota 55236,34 3, Cespuglietti e arbusteti 94538,3 5, Aree a vegetazione sclerofilla 1742,41 0, Aree a ricolonizzazione naturale 16096,53 0, Aree a ricolonizzazione artificiale 1251,2 0, Spiagge, dune e sabbie 1418,05 0, Rocce nude, falesie, affioramenti 3198,55 0, Aree con vegetazione rada 30870,7 1, Boschi percorsi da incendi 108,04 0, Altre aree della classe 3 percorsi da incendi 113,72 0, Aree degradate per altri eventi 12, Paludi interne 110,68 0, Paludi salmastre 76, Saline 101,69 0, Fiumi, torrenti e fossi 3181,13 0, Canali e idrovie 395,38 0, Bacini senza manifeste utilizzazioni produttive 21744,05 1, Bacini con prevalente utilizzazione per scopi irrigui 214,44 0, Bacini con prevalente altra destinazione produttiva 62, Acquacolture 27, Lagune, laghi e stagni costieri 1242,94 0, Estuari 0, Aree al di là del limite delle maree più basse 83,95 020 Tabella 2) Carta dell'uso del Suolo della Regione Lazio Valori areali e distribuzione percentuale delle classi di uso del suolo ( 2 livello) Codice Descrizione Area (ha) % Territorio regionale 1.1 Zone urbanizzate 83457,74 4, Zone industriali, commerciali e reti di comunicazione 30664,27 1, Aree estrattive 8225,76 0, Zone verdi artificiali non agricole 9309,72 0, Seminativi ,5 32, Colture permanenti , Prati stabili 51487,07 2, Zone agricole eterogenee 38382,44 2, Zone boscate ,6 28, Zone caratterizzate da vegetazione arbustiva e/o erbacea ,8 9, Zone aperte con vegetazione rada o assente 35721,08 2, Zone umide interne 110,67 0, Zone umide marittime 177,99 0, Acque continentali 25625,75 1, Acque marittime 1327,39 0,08 Tabella 3) Carta dell'uso del Suolo della Regione Lazio: valori areali (in ettari), per provincia, delle classi di 2 livello CODICE Frosinone Latina Roma Rieti Viterbo Totale regionale 1.1 Zone urbanizzate 12895, , , , , , Zone industriali commerciali e reti di comunicazione 3361, , , , , , Aree estrattive 1310,16 904, , ,79 936, , Zone verdi artificiali non agricole 548,47 777, , , , , Seminativi 93454, , , , , , Colture permanenti 30592, , , , , , Prati stabili 6522, , , , , , Zone agricole eterogenee 11131, , , , , , Zone boscate , , , , , , Zone caratterizzate da vegetazione arbustiva e/o erbacea 44587, , , , , , Zone aperte con vegetazione rada o assente 14269, , , , , , Zone umide interne 0 7,528 61,616 13,317 28, , Zone umide marittime 0 49,786 26, , , Acque continentali 994, , , , , , Acque marittime ,585 52, , ,392 Vedere altro
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 Art. 2
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 ART. 1
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 articolo 18