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Timestamp: 2014-12-23 03:44:17+00:00

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Sentenze della Suprema Corte di CassazionePercorsi giurisprudenziali
Fonte: Studiocataldi.it - Va multato pedone che attraversa fuori dalle strice pedonali. E se viene investito la colpa � sua
Fonte: Studiocataldi.it -Cassazione: responsabilit� della P.A. per caduta del pedone
Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: pendone � responsabile esclusivo dell'incidente se attraversa di corsa. Anche se sulle strisce
Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: automobilista deve sempre fermarsi quando un pedone attraversa sulle strisce
Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: investire un pedone ubriaco? Pu� essere omicidio colposo
Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: Da assolvere il pedone che non usa sottopassaggio
Resoconti Stenografici delle sedi Legislativa, Redigente e Referente(Scarica)
- Risarcimento danni da incidente stradale (Scarica sentenza)
- Sulle strisce pedonali il pedone non � tenuto a dover valutare le intenzioni altrui (Scarica sentenza)
- Concorso di colpa del pedone (Scarica sentenza)
In materia di responsabilit� civile da sinistri derivanti dalla circolazione stradale,in caso di investimento di pedone la responsabilit� del conducente � esclusa quando risulti provato che non vi era da parte di quest�ultimo alcuna possibilit� di prevenire l�evento, situazione questa ricorrente allorch� il pedone tenga una condotta imprevedibile ed anormale, sicch� l�automobilista si trovi nell�oggettiva impossibilit� di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti. Tanto si verifica quando il pedone appare all�improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada,, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza incidenti con nesso di causalit� sul sinistro.
(Cassazione Civile, sezione III, 16 giugno 2003,n. 9620)
Se il giudice di merito accerta la pericolosit� e l�imprudenza della condotta di un pedone investito da un veicolo, la colpa di questi concorre , ai sensi dell�articolo 1227 comma primo del Codice Civile, con quella presunta del conducente, prevista dall�articolo 2054 primo comma del Codice civile.
(Cassazione Civile , sezione III, 16 settembre 1996,n. 8281)
L�accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo, quale che sia la gravit� della colpa , non � sufficiente per l�affermazione della sua esclusiva responsabilit�, essendo pur sempre necessario che l�investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall�articolo 2054 , primo comma c. c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Pertanto,, anche nel caso in cui il pedone, che intenda attraversare la strada, l� dove manchino le strisce pedonali, ometta di dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungono ed inizi l�attraversamento distrattamente, � configurabile una concorrente responsabilit� del conducente il veicolo investitore, ove risulti che questi abbia tenuto una velocit� eccessiva o, comunque,non adeguata alle circostanze di tempo o di luogo, e non abbia rallentato o non abbia arrestato la marcia del veicolo( nella specie, era stato accertato che la comparsa del pedone nella traiettoria di marcia dell�automobilista non era stata improvvisa ed imprevedibile ed il suo avvistamento da parte di quest�ultimo era avvenuto ad una distanza che avrebbe consentito la tempestiva adozione di misure idonee ad evitare l�investimento).
(Cassazione Civile, sezione III, 21 aprile 1995, n. 4490)
L�obbligo del pedone , che attraversi la carreggiata stradale fuori degli appositi passaggi pedonali, di dare la precedenza al veicolo che sopraggiunge , viene messo nel caso che egli faccia ragionevole affidamento nell�astensione da parte del conducente del veicolo da una condotta vietata da una norma specifica del Codice della Strada.
(Cassazione Civile, sezione III, 21 gennaio1982,n. 401)
La condotta del pedone pu� essere assunta esclusiva del sinistro stradale solo quando nessuna infrazione , bench� minima , sia addebitabile al conducente del veicolo investitore . Pertanto � legittima l�affermazione del concorso di colpa del conducente , ove la velocit� del suo veicolo non sia stata quella particolarmente moderata richiesta dalla situazione del luogo e del traffico.
(Cassazione Civile, sezione III, 18 luglio 1974,n. 2163)
L�articolo 134 del Codice della Strada, il quale impone ai pedoni che attraversino la carreggiata , al di fuori delle strisce pedonali, di dare la precedenza ai conducenti dei veicoli, non pu� applicarsi allorch� il pedone inizia l�attraversamento con un congruo anticipo rispetto ai veicoli che sopraggiungono.
(Cassazione Civile ,sezione III, 9 agosto 1973, n. 2322)
In caso di investimento di pedone da parte di un autoveicolo, l�accertamento di un eventuale concorso di colpa del pedone � rimesso all�apprezzamento del giudice di merito e, se immune da errori logici o giuridici, � insindacabile in sede di legittimit�.
(Cassazione Civile , sezione III, 17 aprile 1968,n. 1150. Negli stessi termini, Cassazione Civile 13 luglio 1967,n. 1760)
(fonte : http://www.prontoavvocati.it/assicurazionisea.html )
La nuova giurisprudenza in tema di investimento del pedone
Focus di Massimario.it agg. al 17.02.2010 (Raffaele Plenteda) � La nuova giurisprudenza in tema di investimento del pedone
Articolo di Raffaele Plenteda 17.02.2010
� Circolazione stradale, attraversamento del pedone, imprudenza, conseguenze
Cassazione civile , sez. III, sentenza 24.11.2009 n� 24689
� Investimento doloso del pedone e responsabilit� civile
Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n� 44165 (Angela Calaluna) � R.C.A.: l�assicurazione opera anche in caso di investimento doloso del pedone
Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n� 44165 (Raffaele Plenteda)
� R.C.A., assicurazione obbligatoria, pedone, investimento doloso, copertura
Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n� 44165
� I bambini sono da considerarsi sempre pedoni incerti ed inesperti
Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.10.2009 n� 40587 (Cesira Cruciani)
� Sinistro stradale, omicidio colposo, bambino, imprevedibilit�, pedone inesperto
Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.10.2009 n� 40587
� Sinistri stradali, attraversamento sulle strisce, concorso del pedone, esclusione
Cassazione civile , sez. III, sentenza 30.09.2009 n� 20949
� Comune, rampa, lesioni personali, pedone, risarcimento
Cassazione civile , sez. III, sentenza 22.04.2009 n� 9560 Investimento del pedone, dichiarazioni confessorie, prova liberatoria Cassazione civile , sez. III, sentenza 10.07.2008 n� 18872
� Pedone investito, danno biologico e morale, quantificazione,riduzione percentuale Cassazione civile , sez. III, sentenza 06.06.2008 n� 15029 � Omicidio colposo: investimento di pedone ubriaco e scusabilit� Cassazione penale , sez. IV, sentenza 13.07.2007 n� 27740 (Carlo Alberto Zaina)
� Incidente stradale, pedone investito, responsabilit� del conducente Corte d'Appello Genova, sez. II, sentenza 17.04.2007 � Insidie stradali: l�autoresponsabilit� del pedone e responsabilit� della P.A. Tribunale Brindisi, sentenza 02.12.2004 (Ottavio Carparelli)
R.C.A., assicurazione obbligatoria, pedone, investimento doloso, copertura Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n� 44165
� Circolazione stradale, attraversamento del pedone, imprudenza, conseguenze Cassazione civile , sez. III, sentenza 24.11.2009 n� 24689
� Insidie stradali: l�autoresponsabilit� del pedone e responsabilit� della P.A. Tribunale Brindisi, sentenza 02.12.2004 (Ottavio Carparelli)
� R.C.A.: l�assicurazione opera anche in caso di investimento doloso del pedone Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n� 44165 (Raffaele Plenteda)
� Sinistri stradali, attraversamento sulle strisce, concorso del pedone, esclusione Cassazione civile , sez. III, sentenza 30.09.2009 n� 20949
� Sinistro stradale, omicidio colposo, bambino, imprevedibilit�, pedone inesperto Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.10.2009 n� 40587
� I bambini sono da considerarsi sempre pedoni incerti ed inesperti Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.10.2009 n� 40587 (Cesira Cruciani)
� La nuova giurisprudenza in tema di investimento del pedone Focus di Massimario.it agg. al 17.02.2010 (Raffaele Plenteda) � Investimento del pedone, dichiarazioni confessorie, prova liberatoria Cassazione civile , sez. III, sentenza 10.07.2008 n� 18872 � La nuova giurisprudenza in tema di investimento del pedone Articolo di Raffaele Plenteda 17.02.2010
- La responsabilita' non e' esclusa nel caso che le opere da eseguire siano soggette a provvedimenti di autorizzazione, atteso che e' compito del destinatario dell'ordine adoperarsi sollecitamente per rimuovere gli ostacoli di natura burocratica che si frappongono alla loro rapida esecuzione (C., Sez.I, 01.12.1997).
- Il criterio da adottare e' quello della adeguatezza allo scopo (C., Sez.I, 06.06.1989).
- La segnaletica di pericolo prescritta dall.art. 13, D.P.R. 15.06.1959, n.393 (abrogato dall'art.231, D.Lgs. 30.041992, n.285 e corrispondente alla'ttuale art. 37 c.str.) non esaurisce l'obbligo di prevenzione a carico dell'ente propiretario della strada o tenuto alla manutenzione della strada, il quale deve adottare anche segnali diversi idonei a impedire l'insorgere di situazioni di pericolo per l'incolumita' deglu utenti quando, in relazione a situazioni concrete, i normali segnali siano insufficienti (C., Sez. I, 23.10.1990).
"SENTENZE SUGLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI ED INCIDENTI CON PEDONI" ( fonte: Pluris )
App. Firenze Sez. II, 25/05/2010
La norma dell'art. 190, 5� comma, C.d.S., in base al quale i pedoni che si
accingono ad attraversare la strada in zona sprovvista degli attraversamenti
pedonali debbono dare la precedenza ai conducenti, va interpretata nel senso
che il pedone � tenuto ad astenersi dall'iniziare l'attraversamento in modo da
non costringere i conducenti dei veicoli a compiere improvvise e pericolose
manovre di rallentamento, di arresto e di deviazione. E' tenuto, quindi, a
rendersi conto, dovendo cedere la precedenza ai veicoli sopraggiungenti, della
direzione e della velocit� di essi e a regolare la propria condotta in modo da
non venire a trovarsi pericolosamente sulla loro traiettoria, anche se essi
procedano in violazione di norme di legge o di quelle di comune prudenza.
FONTI: Massima redazionale, 2010
RIFERIMENTI NORMATIVI: DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
Coloro che utilizzano gli autoveicoli per il trasporto delle persone invalide,
sebbene possano godere di alcune agevolazioni a loro accordate, sono comunque
tenuti a rispettare i divieti di fermata e di sosta dei veicoli imposti
dall'art. 158, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 ( nella fattispecie il divieto di
sosta in corrispondenza degli attraversamenti pedonali) poich� alle relative
violazioni il legislatore ha accordato una presunzione di intralcio e pericolo
PARTI IN CAUSA: Comune di Terni c. F.D'A.
FONTI: Massima redazionale, 2007
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 158
Vedi anche: Cass. civ. Sez. II, 05/10/2009, n. 21271
T.A.R. Toscana Firenze Sez. III, 17/02/2006, n. 464
Appaiono plausibili le conclusioni tecniche raggiunte in ordine alla
misurazione del limite di distanza dalle farmacie limitrofe, di cui all'art. 2
legge n. 362 del 1991, operata dagli organi di polizia municipale ai fini
dell'ubicazione di una farmacia, pur nell'esclusione di percorsi alternativi
pi� brevi, ma difficilmente individuabili come percorsi normali per profili di
scarsa sicurezza, per il traffico e per l'assenza di attraversamenti pedonali o
semaforici ovvero costituiti da strada sterrata e dall'andamento tortuoso,
inidonea al traffico pedonale, cos� da escludere il ricorso ad un accertamento
tecnico da parte del giudice amministrativo.
FONTI: Ragiufarm, 2007, 101, 39
RIFERIMENTI NORMATIVI: L 08/11/1991, n. 362, art. 2
Trib. Roma Sez. XII, 08/11/2005
Cause di sinistri, in genere
Il pedone che in violazione dell'art. 190, secondo comma, c.d.s. (D.Lgs. n.
285/1992) abbia attraversato la carreggiata quasi al centro di due
attraversamenti pedonali, uno ad 80 metri da una parte e un altro a 35 metri
dal punto d'impatto, � corresponsabile nella misura del 20% nella causazione
del sinistro, tanto pi� se questo si � verificato in ora buia, su strada a
scorrimento veloce e resa viscida dalla pioggia.
PARTI IN CAUSA: Orelli c. Meieaurora spa e altri
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2006, 4, 407
CC Art. 2054
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
Sussiste un concorso di colpa del pedone che sia stato investito da
un'autovettura durante l'attraversamento della carreggiata, al di fuori delle
strisce pedonali (nella specie � stato riconosciuto un concorso di colpa nella
misura del 20% al pedone che ha attraversato la carreggiata al centro di due
attraversamenti pedonali, l'uno distante 80 metri e l'altro 35 metri dal punto
dell'impatto).
FONTI: Danno e Resp., 2006, 5, 507 nota di LAGHEZZA
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 191
Cass. civ. Sez. I, 31/10/2005, n. 21188
Accertamento, opposizione e contestazione
SANZIONI AMMINISTRATIVE - APPLICAZIONE - OPPOSIZIONE - PROCEDIMENTO -
ISTRUTTORIAOpposizione fondata sulla mancanza dell'elemento psicologico -
Obbligo del giudice di merito di procedere all'accertamento di esso -
Sussistenza - In tema di violazione del codice della strada relativa
all'attraversamento pedonale.
Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il giudice di merito
deve verificare - ove la sua mancanza costituisca motivo di opposizione - la
configurabilit� o meno dell'elemento psicologico del dolo o della colpa nella
commissione dell'illecito, previsto in generale dall'art. 3 della legge n. 689
del 1981, e quindi la conoscenza, o la conoscibilit�, secondo l'ordinaria
diligenza, dei presupposti di fatto dell'illecito; in particolare, in caso di
sanzione amministrativa irrogata per aver attraversato la carreggiata stradale
senza servirsi degli attraversamenti pedonali (in violazione dell'art. 190,
comma secondo, del codice della strada), pur in presenza di un apposito
sottopassaggio situato a meno di cento metri, va verificato se il
sottopassaggio fosse visibile o segnalato nel punto in cui il pedone aveva
effettuato l'attraversamento, dovendo escludersi in caso contrario la
configurabilit� dell'elemento psicologico.
PARTI IN CAUSA: Grieco c. Prefettura Ancona
L 24/11/1981, n. 689, art. 3
L 24/11/1981, n. 689, art. 23
Cass. civ. Sez. I, 31/08/2005, n. 17579
CIRCOLAZIONE STRADALE - CONDOTTA DEI VEICOLI - TRANSITO - FERMATA, SOSTA E
PARCHEGGIODivieto di sosta e fermata - Passaggi pedonali e marciapiedi -
Delimitazione mediante strisce dipinte sulla strada - Effetti.
Integra gli estremi della violazione dell'art. 158, comma 1, del codice della
strada, che vieta la fermata e la sosta dei veicoli "sui passaggi e
attraversamenti pedonali" (lett. g) e "sui marciapiedi" (lett. h), lo
stazionamento di un veicolo su parte della strada su cui siano dipinte strisce
bianche perpendicolari agli edifici esistenti ai lati della strada medesima,
atteso che, per quanto manchi la "striscia bianca continua" parallela agli
edifici, richiesta dall'art. 3, n. 36, del codice della strada per identificare
i passaggi pedonali, comunque le predette strisce perpendicolari, indicando una
"parte delimitata" della strada "destinata ai pedoni", possono identificarsi
con il marciapiede (come definito all'art. 3, cit., n. 33), al quale rinvia
anche il n. 36 cit.
PARTI IN CAUSA: Amato c. Pref. Savona ed altro
FONTI: Mass. Giur. It., 2005 - CED Cassazione, 2005 - Arch. Giur. Circolaz., 2006, 5, 527
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 3
Vedi anche: Cass. civ. Sez. I, 02/02/2006, n. 2340
T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, 09/09/2003, n. 3721
CONCESSIONI E AUTORIZZAZIONI AMM.
Qualora gli attraversamenti pedonali siano posti ad una distanza minore
rispetto a quella prevista dall'art. 190 comma 2 del D.Lgs. n. 285 del 1992, il
calcolo della distanza tra gli esercizi congeneri va effettuato mediante
l'attraversamento in senso perpendicolare della via.
PARTI IN CAUSA: C.A. c. Comune di Milano
FONTI: Massima redazionale, 2004
Cass. pen. Sez. IV, 10/01/2002, n. 16000
Assicurazioni, in genere
In presenza di un autobus fermo su un lato della strada, i conducenti di
veicolo sono tenuti ad adottare una condotta particolarmente attenta e
prudente, al fine di evitare l'investimento di qualche passeggero che
attraversi la strada passando dietro l'automezzo; nondimeno i passeggeri che si
accingono ad attraversare la strada al di fuori degli attraversamenti pedonali
devono controllare se stiano sopraggiungendo autoveicoli e dar loro la
precedenza. (Nel caso di specie essendosi ravvisata un'ipotesi di concorso del
conducente e del pedone nella causazione del sinistro, la S.C. ha rinviato al
giudice di merito la determinazione dell'efficienza causale delle singole
condotte alla produzione dell'evento).
Arch. Giur. Circolaz., 2002, 664 - Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 690
Giudice di pace Roma, 21/07/2001
Se ai sensi dell'art. 134, comma 6, c. strad., i pedoni che attraversano la
carreggiata al di fuori degli attraversamenti pedonali devono cedere la
precedenza ai veicoli che sopraggiungono, correlativamente i conducenti sono
tenuti all'osservanza degli art. 101, 102, comma 2, e 103 c. strad. Pertanto,
dell'investimento di un pedone intento ad intraprendere - fuori dalle strisce
pedonali - l'attraversamento della carreggiata, rispondono tanto il pedone che
non abbia ceduto la precedenza al mezzo investitore, quanto il conducente che,
contravvenendo al dovere di mantenere in centro abitato una velocit� tale da
consentire l'arresto immediato del veicolo a fronte dell'interposizione di un
ostacolo, abbia mantenuto una velocit� non adeguata alla situazione. (Nella
fattispecie il giudicante ha ritenuto di graduare le colpe concorrenti dei
conducente e del pedone rispettivamente nella misura dell'80% e del 20%).
PARTI IN CAUSA: Sparacca c. Bisio e altri
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2002, 318
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 102
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 103
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 101
Cons. Stato Sez. VI, 11/09/1999, n. 1169
In sede di rilascio di autorizzazione all'apertura di una ricevitoria del
lotto, la distanza con quella gi� esistente deve essere misurata percorrendo la
via pi� breve, con eventuali attraversamenti ad angolo retto, tenendo comunque
conto, nelle strade a medio e grande traffico, di deviazioni obbligate dovute a
passaggi e sottopassaggi pedonali, semafori, guardrail, etc.
PARTI IN CAUSA: Soc. Gior� c. Coni
FONTI: Cons. Stato, 1999, I, 1428
Pret. Macerata, 28/10/1996
Il pedone, che attraversa la carreggiata al di fuori degli attraversamenti
pedonali, � tenuto ad astenersi dall'iniziare l'attraversamento, o, nel caso di
attraversamento gi� iniziato, a fermarsi ed aspettare, in modo da non
costringere i conducenti dei veicoli, anche se questi si trovino in posizione
irregolare, a compiere improvvise e pericolose manovre di rallentamento, di
arresto e di deviazione. Egli quindi � tenuto a rendersi conto, dovendo cedere
la precedenza ai veicoli sopraggiungenti, della direzione e della velocit� di
essi e a regolare la propria condotta (anche tenendosi a congrua distanza da
ostacoli che impediscano l'avvistamento) in modo da non venire a trovarsi
pericolosamente sulla loro traiettoria, anche se essi procedano in violazione
di norme di legge o di quelle di comune prudenza (ed anzi a maggiore ragione).
PARTI IN CAUSA: Iosi c. Pref. Macerata
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1997, 448 - Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 688
Cass. pen., 05/04/1988
colpa: pedoni
In tema di circolazione stradale, il conducente di un veicolo pu�
legittimamente impegnare le strisce pedonali, con precedenza rispetto al pedone
che vi si trovi o che si accinga ad attraversare, solo quando il pedone abbia
manifestato inequivocabilmente la propria intenzione di cedere la precedenza,
non bastando a tal fine il semplice fatto che lo stesso abbia interrotto
momentaneamente l'attraversamento fermandosi al centro della strada; non pu�
considerarsi manifestazione di volont� di rinunciare al proprio diritto di
precedenza il fatto che un pedone, fermatosi sulle strisce pedonali, abbia
guardato verso il veicolo sopraggiungente, potendo accadere che egli, dopo
breve sosta, riprenda il cammino perch� preso dal panico o disorientato o o
perch� erroneamente convinto di poter completare l'attraversamento senza
pericolo; una tale fattispecie configura sia l'ipotesi, prevista dall'art. 102
3� comma cod. strad. del pedone indeciso che tarda a scansarsi imponendo al
conducente l'obbligo di rallentare ed occorrendo fermarsi, che la violazione
dell'art. 134, 5� comma, stesso codice, il quale stabilisce che quando il
traffico non � regolato da agenti o semafori, i conducenti debbono dare la
precedenza, rallentando e all'occorrenza fermandosi, ai pedoni che transitano
sugli attraversamenti pedonali.
PARTI IN CAUSA: Illmer
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1989, 390
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 102
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 134
T.A.R. Lazio Sez. I, 17/02/1988, n. 193
Il principio normativo e giurisprudenziale per il quale la misurazione della
distanza tra le sedi farmaceutiche va effettuata per via ordinariamente
percorribile mediante una normale deambulazione e senza dover considerare la
scrupolosa osservanza delle disposizioni amministrative relative ai passaggi
pedonali, non esclude che la p. a. possa con legittimo apprezzamento
discrezionale, ritenere che le circostanze dei luoghi impongano l'osservanza
degli attraversamenti pedonali per la normale deambulazione.
PARTI IN CAUSA: Andronio e Blaserna c. Com. Roma
FONTI: Rass. Dir. Farm., 1988, 799
Cass. pen., 07/07/1983
A norma dell'art. 134 cod. strad. i pedoni che attraversano la strada al di
fuori degli attraversamenti pedonali debbono dare la precedenza ai conducenti
dei veicoli, anche se i veicoli si trovino in posizione irregolare (salvo
l'eventuale responsabilit� concorrente del conducente del veicolo in caso di
PARTI IN CAUSA: Reo
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1984, 313 - Giust. Pen., 1984, II, 298
RIFERIMENTI NORMATIVI: DPR 15/06/1959, n. 393, art. 134
T.A.R. Lazio Sez. I, 18/05/1983, n. 424
Quando la legge ha stabilito che la distanza minima di duecento metri tra le
farmacie va misurata da soglia a soglia secondo il percorso pedonale pi� breve,
ha voluto dettare un criterio empirico di facile applicazione e nello stesso
tempo ragionevole, consistente nella via naturalmente pi� breve percorribile
mediante la normale deambulazione senza particolari ostacoli naturali,
dovendosi, per altro, tener conto che gli attraversamenti delle carreggiate,
sebbene non necessariamente sulle strisce pedonali, vanno calcolati in senso
perpendicolare onde evitare innaturali e rischiosi tragitti sulla sede
PARTI IN CAUSA: Pollera c. Com. Roma
FONTI: Foro Amm., 1983, I, 1708
Cass. pen., 22/04/1982
La violazione della norma di condotta, dettata dall'art. 134, 2� e 3� comma,
cod. strad., compiuta dal pedone che attraversi una strada o una piazza senza
fare uso dei sottopassaggi e fuori dagli appositi attraversamenti pedonali, non
comporta necessariamente la colpa esclusiva del pedone per l'investimento che
ne � derivato da parte di un veicolo; l'osservanza della citata norma deve
infatti essere contemperata con il rispetto, degli art. 101 e 102 dello stesso
codice da parte del conducente del veicolo, il cui comportamento inadempiente
costituisce concausa dell'evento.
PARTI IN CAUSA: Picchi
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1983, 316
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 101
Cass. pen., 28/05/1981
In prossimit� degli attraversamenti pedonali il conducente di un veicolo �
tenuto ad osservare la massima prudenza e a mantenere una velocit�
particolarmente moderata tale da consentire l'esercizio del diritto di
precedenza spettante in ogni caso al pedone, che attraversi la carreggiata
nella zona delle strisce zebrate, essendo al riguardo ininfluente che
l'attraversamento stesso avvenga sulle dette strisce o nelle immediate
PARTI IN CAUSA: Barontini
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1982, 126
Cass. pen., 09/04/1981
L'art. 134 cod. strad. impone ai pedoni, che attraversano la carreggiata al di
fuori degli attraversamenti pedonali, di dare precedenza ai conducenti dei
veicoli; tale norma va intesa nel senso che, in una strada a doppio senso di
marcia, l'attraversamento da parte del pedone deve essere compiuto in due
tempi, superando la prima met� della carreggiata, momentaneamente libera da
veicoli sopraggiungenti da sinistra, per fermarsi in corrispondenza dell'asse
stradale, e dare la precedenza a quelli provenienti da destra.
PARTI IN CAUSA: Bernardini
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1982, 108
Cass. pen., 06/02/1981
I conducenti, avvicinandosi agli attraversamenti pedonali (cos� dette strisce
zebrate), debbono moderare la velocit�, in modo tale da non determinare
situazione di pericolo e da essere all'occorrenza in condizione di arrestare la
marcia del veicolo; � probabile infatti che qualche pedone, facendo
assegnamento sul diritto di precedenza, si immetta improvvisamente sui passaggi
Arch. Giur. Circolaz., 1981, 570 - Giust. Pen., 1982, II, 194 nota di GIUNTI
Cass. pen., 30/12/1980
L'obbligo dei conducenti di veicoli di arrestarsi e dare precedenza ai pedoni
che transitino sugli attraversamenti pedonali sussiste anche quando gli stessi
si trovino a passare sulla linea, pur se discontinua, che comunque delimiti
l'inizio dello spazio loro riservato.
PARTI IN CAUSA: Colombo
Riv. Pen., 1981, 496 - Arch. Giur. Circolaz., 1981, 401
Cass. pen. Sez. IV, 07/11/1977, n. 2568
Nei crocevia regolati da semaforo, quando il segnale dia contemporaneamente
via libera ai veicoli che devono svoltare a destra ed ai pedoni che devono
attraversare la carreggiata in cui la circolazione veicolare � ferma, questi
ultimi godono del diritto di precedenza rispetto ai veicoli nell'ambito degli
apposti attraversamenti pedonali.
PARTI IN CAUSA: Rotondo
Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 688
Cass. civ., 18/07/1974, n. 2163
I pedoni, nell'attraversare la carreggiata al di fuori degli attraversamenti
pedonali debbono dare la precedenza ai veicoli su essa condotti ed accingendosi
all'attraversamento sono tenuti, in ogni caso, ad assicurarsi che lo stesso sia
tempestivo e non crei pericolo per loro e per la circolazione.
FONTI: Massima redazionale, 2005
Trib. Vicenza Sez. II, 16/07/2010
In tema di incidenti stradali che coinvolgono i pedoni, deve essere escluso il
concorso di colpa di quest'ultimo qualora l'attraversamento della carreggiata
in un luogo privo delle strisce pedonali sia giustificato, come nel caso
specifico, dall'interruzione del marciapiede a causa di lavori ivi insistenti
(nella specie un cantiere edile) e dall'osservanza di specifica segnaletica
che, espressamente, imponga ai pedoni di transitare dall'altro lato della
carreggiata. In siffatto frangente, ed in assenza di ulteriori riscontri volti
a dimostrare l'esistenza di profili di imprudenza nella condotta del pedone,
allo stesso non potr� addebitarsi alcun profilo di responsabilit�, neppure in
PARTI IN CAUSA: Sb.Br. c. Ge.As. S.p.A.
Trib. Napoli Ord., 01/03/2007
LAVORO E PREVIDENZA (CONTROV.)
La legge n. 102 del 2006 che ha esteso le norme del processo del lavoro alle
controversie relative ad incidenti stradali seguite da morte o lesioni, deve
intendersi riferita a tutte le fattispecie in cui tali danni derivino anche
dall'uso della strada pubblica, purch� vi sia il necessario concorso di un
veicolo, restando esclusi invece quelli subiti ad esempio dai pedoni per
un'insidia stradale.
PARTI IN CAUSA: Tizio e altri c. Comune di Napoli
FONTI: Corriere del Merito, 2007, 5, 552
L 21/02/2006, n. 102
Cass. civ., 13/12/1983, n. 7348
Nel caso in cui, essendosi un'impresa edile opposta ad un'ingiunzione di
pagamento delle spese sostenute da un comune per l'esecuzione di determinati
lavori (rettifica delle quote di livello dei marciapiedi e del piano di
calpestio di determinati portici, che avevano provocato incidenti nella
circolazione dei pedoni) ed addebitate all'impresa opponente per essersi essa
astenuta dal compiere, su invito del comune, quei lavori, il tribunale abbia
rigettato quella opposizione dell'impresa, dichiarando il proprio difetto di
giurisdizione a conoscere della relativa questione, che invece apparteneva al
giudice amministrativo, trattandosi di materia incidente su posizioni di
interesse legittimo, deve ritenersi che, avendo l'impresa proposto appello
avverso detta statuizione, soltanto per richiamare ed insistere sui suoi motivi
gi� esposti in primo grado e riguardanti esclusivamente l'illegittimit�, per
quanto concerne il merito, della pretesa del comune, senza censurare la
pronuncia declinatoria della giurisdizione espressa dal tribunale, � legittimo
che la corte d'appello abbia escluso di poter riesaminare d'ufficio la
questione relativa alla giurisdizione che il tribunale aveva negato
competergli.
PARTI IN CAUSA: Lessona c. Com. Vercelli
FONTI: Riv. Leg. Fiscale, 1984, 513
CPC Art. 329
CPC Art. 342
L 18/10/1977, n. 793, art. 11
RD 14/04/1910, n. 639, art. 2
Cass. pen. Sez. IV, 11/10/1982, n. 1538
In materia di incidenti stradali, particolarmente nel caso di investimento
mortale di pedoni, l'efficienza causale dell'eccesso di velocit� va valutata
non soltanto in relazione al verificarsi del sinistro ma anche alle conseguenze
dello stesso. Pertanto il nesso eziologico deve essere ravvisato sia quando la
velocit� eccessiva del veicolo investitore abbia causato l'urto, sia quando
essa ne abbia accresciuto notevolmente la violenza, cos� da porsi come causa o
concausa dell'evento finale.
PARTI IN CAUSA: Rovida
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2003, 240
Cass. pen., 11/10/1982
colpa: velocit�
dello stesso; pertanto il nesso eziologico deve essere ravvisato sia quando la
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1983, 661
Cass. civ. Sez. III, 11-01-1988, n. 24
Sintesi - Intestazione - Svolgimento - PQM
Con il primo motivo, denunziando violazione e falsa applicazione dell'art. 1917 c.c., dell'art. 18 L. 24.11.1969 n. 990, nonch� delle condizioni generali di polizza e degli artt. 1176, 2055 c.c.; e, infine, insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia, la ricorrente censura la sentenza impugnata: a) per avere ritenuto che per la ingiustificabile gestione della lite e per la condotta processuale dilatoria e pretestuosa da essa societ� tenuta, sussistesse il suo obbligo di risarcire il maggior danno derivante dalla svalutazione monetaria, e di corrispondere gli interessi legali compensativi sulla somma rivalutata a decorrere dal giorno del sinistro;
b) per aver altres� ritenuto che essa dovesse rispondere oltre i limiti del massimale di polizza, senza accertare se vi fosse stato, sin dall'inizio della causa, una soggettiva incertezza di verificazione dell'ammontare del credito del danneggiato, dovuta alla totale carenza di prove idonee alla quantificazione del danno.
La doglianza � solo parzialmente fondata.
La corte del merito, esaminando le stesse censure, ha rilevato che l'Eurass, come dimostra tutta la sua condotta processuale, a cominciare dall'iniziale sua contestazione dell'an debeatur per estrinsecarsi poi in eccezioni sulla misura delle singole liquidazioni del danno, riproposte in quel giudizio, ha tenuto un comportamento dilatorio e pretestuoso, rivolto senza seri motivi alla negazione dell'obbligazione risarcitoria, manifestatosi da ultimo anche nel sottrarsi all'esecuzione della sentenza di primo grado, munita di clausola, laddove la localizzazione del sinistro lungo le strisce pedonali, non avrebbe dovuto suscitare alcun dubbio sulla responsabilit� del proprio assicurato. Tale ingiustificabile gestione della lite - secondo la stessa Corte - espone la compagnia assicuratrice all'obbligo di corrispondere al terzo danneggiato il maggior danno da svalutazione monetaria, dipendente dal ritardo nella liquidazione del risarcimento, nonch� gli interessi compensativi nella misura legale sulla somma rivalutata, a far tempo dal giorno del sinistro.
Orbene se da un canto l'apprezzamento dei giudici del merito in ordine al comportamento dilatorio della convenuta societ�, (non censurabile in questa sede essendo sorretto da adeguata motivazione), giustifica, sul piano giuridico, l'estensione della sua obbligazione di pagamento degli interessi moratori e del risarcimento del maggio danno anche oltre il limite del massimale (v. Sez. un. sent. 5220 del 29.7.1983; sez III, sent. 1215 del 1984 ed altre) non pu�, d'altra parte, condividersi, perch� giuridicamente errata, la statuizione della sentenza in esame relativa alla decorrenza del giorno del sinistro degli interessi - definiti compensativi - sulla somma liquidata.
Il debito dell'assicuratore per il risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli o natanti, ai sensi della L. 24.12.1969 n. 990, � infatti di natura pecuniaria (Cass. n. 5218 del 1983), si che il ritardo senza valida giustificazione, nell'esecuzione della prestazione dovuta, comporta l'obbligo di corrispondere gli interessi moratori (e non compensativi) con decorrenza dalla data della costituzione in mora che, nella specie, coincide con la scadenza del termine di sessanta giorni dalla richiesta del danneggiato effettuata a norma dell'art. 18 L. cit..
La sentenza impugnata va, quindi cassata, in accoglimento per quanto di ragione, del primo motivo di ricorso, limitatamente al capo concernente la decorrenza degli interessi moratori, che dovr� essere stabilita secondo gli anzidetti criteri.
Con il secondo mezzo, poi, l'Eurass, denunzia violazione e falsa applicazione degli artt. 1224, 2967 c.c. ed insufficiente motivazione della sentenza in ordine all'automatica rivalutazione del debito, a suo avviso non dovuta in mancanza di prova, incombente al creditore, del maggior danno, ai sensi dell'art. 1224 u.c.c.c. Il ritardo nel pagamento dei debiti di valuta comporta, ai sensi dell'art. 1224 c.c. il pagamento, oltre che degli interessi moratori, dei maggiori danni causati, fra i quali � in re ipsa quello da svalutazione monetaria, poich� qualunque impiego di denaro - anche il semplice deposito bancario ovvero la spendita in beni di consumo - produce ricchezza riconducibile al valore della moneta, con la conseguenza che qualora il creditore invochi il fatto notorio della svalutazione monetaria a sostegno della sua domanda di liquidazione del maggior danno derivatogli dalla mora del debitore, ben pu� il giudice procedere alla relativa liquidazione in base agli indici ufficiali del costo della vita, mentre solo a fronte di una richiesta di risarcimento in misura maggiore, sussiste, a carico dell'istante, l'onere di fornire la relativa prova, dimostrando, ad esempio, di non aver potuto, per l'inadempienza del debitore medesimo attuare pi� redditizi investimenti, o di essere stato costretto, sue necessit� impellenti, a procurarsi danaro a condizioni pi� svantaggiose (v. in tal senso sentt. 3356 del 1985; 651 del 1984). La decisione impugnata, pertanto, non � censurabile sotto tale profilo, avendo la Corte del merito applicato i suddetti principi nella liquidazione del maggior danno richiesto dal creditore. E', invece, errata, per le ragioni gi� esposte esaminando la questione della decorrenza degli interessi, la determinazione del tasso di svalutazione monetaria con riferimento all'epoca del fatto perch�, attesa la natura pecuniaria del debito, il maggior danno subito dal creditore per effetto della mora dell'Eurass doveva essere calcolato con riferimento alla data della costituzione in mora, sopra indicata.
Concludendo, in accoglimento, per quanto di ragione, sia del 1� che del secondo motivo, la sentenza impugnata dev'essere cassata in relazione al calcolo del tasso di svalutazione monetaria e degli interessi (1� motivo) che dovranno essere determinati con riguardo alla data predetta. Il terzo motivo � da ritenersi assorbito.
La causa va rinviata, anche per le spese di questa fase, ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina.
"Cassazione civile, sezione III, 14 gennaio 2011, n. 745
Pres. Trifone � Est. Levi
Incidente stradale � Investimento del pedone � Fondo di garanzia
vittime della strada � Risarcibilita`
In caso di azione diretta proposta, ai sensi dell�art. 19, lett. a), l. n.
990 del 1969, nei confronti dell�impresa designata dal Fondo di
garanzia per il risarcimento dei danni cagionati da veicolo non
identificato, la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria,
quanto all�avvenuto evento ad opera di ignoti, non richiede da
parte della vittima un comportamento di non comune diligenza
ovvero di complessa ed onerosa attuazione diretto all�identificazione
del responsabile, dovendosi al riguardo valutare l�esigibilita` di
un idoneo suo comportamento avuto riguardo alle sue condizioni
psicofisiche ed alle circostanze del caso concreto."
Cass. civ. Sez. III, 14/01/2011, n. 745
Assicurazione della responsabilit� civile
In caso di azione diretta proposta, ai sensi dell'art. 19, lett. a), della legge n. 990 del 1969, nei confronti dell'impresa desisgnata dal Fondo di garanzia per il risarcimento dei danni cagionati da veicolo non identificato, la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria, quanto all'avvenuto evento ad opere di ignoti, non richiede da parte della vittima un comportamento di non comune diligenza ovvero di complessa e onerosa attuazione diretto all'identificazione del responsabile, dovendosi al riguardo valutare la esigibilit� di un iddoneo suo comportamento avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche ed alle circostanze del caso concreto.
FONTI: Resp. civ., 2011, 3, 228
L 24/12/1969, n. 990, art. 19
Trib. Modena Sez. I, 05/11/2009
In tema di risarcimento danni da incidente stradale il c.d. danno da fermo tecnico del veicolo incidentato non pu� considerarsi sussistente "in re ipsa", quale conseguenza automatica dell'incidente, ma necessita, per converso, di esplicita prova, che attiene tanto al profilo della inutilizzabilit� del mezzo meccanico in relazione ai giorni in cui esso � stato sottratto alla disponibilit� del proprietario, quanto a quello della necessit� del proprietario stesso di servirsene, cos� che, dalla impossibilit� della sua utilizzazione, ne sia conseguito un danno (quale, ad esempio, quello derivante da impossibilit� allo svolgimento di un'attivit� lavorativa, ovvero da esigenza di far ricorso a mezzi sostitutivi).
FONTI: Resp. civ., 2010, 3, 234
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 art. 37
 art. 190
 art. 158
 Cass. 
 art. 2
 Art. 2054
 art. 190
 art. 191

Cass. 
 art. 3
 art. 23

Cass. 
 art. 3
 Cass. 

Cass. 
 art. 101
 art. 102
 art. 103
 art. 101

Cass. 
 art. 102
 art. 134

Cass. 
 art. 134

Cass. 
 art. 101
 art. 101

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 Art. 329
 Art. 342
 art. 11
 art. 2

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
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Cass. 
 art. 19