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Timestamp: 2016-10-26 02:16:33+00:00

Document:
utente password L'orientamento del Tribunale di Genova sulla ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie nei processi di famiglia.
|	Novit�
cesare fossati
MERCOLED� 12 OTTOBRE 2016
Il Presidente della Sezione Famiglia del Tribunale di Genova, nell'ambito dei compiti assegnati in virt� della Circolare del Consiglio Superiore della Magistratura sulla formazione delle tabelle P. n. 19199 del 27 luglio 2011, ove � previsto ch'egli curi anche lo scambio di informazioni sulle esperienze giurisprudenziali all'interno della sezione, anzich� stilare un protocollo privo di efficacia vincolante, ha optato per la pubblicazione dell'allegato verbale che recepisce la giurisprudenza della sezione.Il documento, come espressamente osserva il Presidente nell'allegato comunicato, � finalizzato ad esprimere in via anticipata l�orientamento uniforme della Sezione per quanto riguarda la definizione di �spesa straordinaria�, da considerarsi non un punto di arrivo, bens� un iniziale spunto di riflessione per tutti gli operatori coinvolti in questo delicato settore, con l�auspicio che una maggiore chiarezza e uniformit� interpretativa consenta di limitare il contenzioso in materia, ed � offerto al dibattito e ai contributi, anche critici, che i singoli legali e le associazioni forensi vorranno fornire.
Il convivente more uxorio ha diritto ai permessi retribuiti ex art. 33, III comma, legge 104 1992
|	Contributi
LUNED� 3 OTTOBRE 2016
Alleghiamo una recentissima ed interessante pronuncia della Corte Costituzionale (n. 213 del 23 Settembre 2016) in materia di fruibilit� di permessi retribuiti concessi ai dipendenti, pubblici o privati, per l�assistenza ad un familiare disabile grave.La Consulta si pronuncia su una questione di legittimit� sollevata dal Tribunale di Livorno chiamato a decidere un caso promosso da una lavoratrice che si era vista negare il diritto di fruire dei permessi previsti della Legge 104/1992 (Legge-quadro per l�assistenza, l�integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) richiesti per assistere il convivente disabile grave.Come noto l�art. 33 � III comma � della citata Legge (rubricato �Agevolazioni�) riconosce ai dipendenti, pubblici o privati, che assistono una persona portatrice di handicap grave che non sia ricoverata a tempo pieno, tre giorni di permesso retribuito al mese. Ma la lettera di tale norma indica quali soggetti legittimati a godere di questa agevolazione unicamente il coniuge, il parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado se i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.Nel caso portato al vaglio del Tribunale livornese, quale Giudice del lavoro, il rigetto da parte del datore di lavoro a concedere i permessi retribuiti alla lavoratrice era motivato dalla mancanza di un vincolo di coniugio, parentela, affinit�, trattandosi il malato di un convivente more uxorio.Il Tribunale solleva dunque una questione di legittimit� della norma citata per contrasto con gli artt. 2, 3, 32 della Costituzione �nella parte in cui non include il convivente more uxorio tra i soggetti beneficiari dei permessi di assistenza al portatore di handicap in situazione di gravit�� ci� alla luce dell�evoluzione normativa e giurisprudenziale che attribuiscono sempre maggiore rilevanza alla famiglia di fatto.Il Tribunale a quo evidenzia infatti come, dal tenore letterale dell�art. 33 della Legge n. 104 del 1992, il concetto di famiglia preso in considerazione dalla norma non sia tanto quello di famiglia nucleare tutelata dall�art. 29 Cost. quanto quello di famiglia estesa nella quale sono ricompresi i parenti e gli affini sino al terzo grado, anche se non conviventi con l�assistito. La famiglia che viene in rilievo nell�art. 33 � aggiunge il rimettente � � allora quella intesa come �formazione sociale� ai sensi dell�art. 2 Cost., strumento di attuazione e garanzia dei diritti fondamentali dell�uomo e luogo deputato all�adempimento di doveri inderogabili di solidariet� politica, economica e sociale.L�inconstituzionalit� dell�art. 33 L. 104/92 quindi emerge sotto un duplice aspetto: 1) per contrasto con l�art. 2 Cost. laddove la norma nega al disabile di beneficiare di una piena ed effettiva assistenza da parte del proprio convivente, pur essendo costoro parte di una formazione sociale che anche il soggetto malato/disabile ha contribuito a formare e che � sede di sviluppo della propria personalit�, come tale meritevole di tutela; 2) con l�art. 3 Cost., unitamente agli artt. 2 e 32 Cost., �stante la irragionevole disparit� di trattamento, in punto di assistenza da prestarsi attraverso i permessi retribuiti, tra il portatore di handicap inserito in una stabile famiglia di fatto e il soggetto in identiche condizioni facente parte di una famiglia fondata sul matrimonio�: il Giudice a quo sottolinea che tale disparit� contrasta con la ratio della norma consistente nel garantire, con le agevolazioni, la tutela della salute psico-fisica della persona affetta da handicap grave nonch� la tutela della dignit� umana, beni primari, meritevoli di tutela ex art. 2 Cost. a prescindere da un rapporto di matrimonio o parentela.Non � quindi in discussione la perfetta equiparabilit� della convivenza di fatto al rapporto di coniugio, quanto la ragionevolezza, ex art. 3 Cost., della diversit� di trattamento per quanto attiene alla particolare disciplina dei diritti di assistenza alle persone con handicap.La Consulta in conclusione dichiara la parziale illegittimit� costituzionale della norma in questione proprio alla luce delle finalit� che la L. 104/92 persegue ossia la tutela del diritto alla salute psico-fisica, che comprende il diritto alla assistenza e alla socializzazione, diritti che vanno garantiti al soggetto con handicap grave sia come singolo sia come parte di una formazione sociale (ex art. 2 Cost.) con essa intendendo �ogni forma di comunit�, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico� in cui viene quindi ricompresa una convivenza stabile.Paola Gatti.
Circolazione e ricongiungimento
|	Internazionale, comunitario, comparato
(tutela del minore)
francesca zadnik
La Corte dell'UE sancisce un importante principio sull'automatismo delle espulsioni da stati membri in presenza di condane penali per soggetti che abbiano familiari cittadini degli stati stessi. Senza una valutazione del livello di pericolosit� sociale dell�interessato non si potranno pi� determinare espulsioni di immigrati. Queste saranno comminate solo nei casi di una minaccia reale,
attuale e sufficientemente grave per un interesse fondamentale dello Stato membro ospitante.Nel caso di specie, le autorit� nazionali non possono negare automaticamente il permesso di soggiorno
o procedere all�espulsione di un cittadino di uno Stato terzo che ha l�affidamento esclusivo dei figli, cittadini Ue, solo per la condanna penale subita dallo stesso.
Divorzio e decadenza dalla responsabilit� genitoriale - Trib. Milano 16.03.2016
Decadenza e sospensione della potest�
|	Giurisprudenza
GIOVED� 22 SETTEMBRE 2016
Divorzio �
domanda di decadenza della responsabilit� genitoriale � competenza del Giudice
del divorzio � sussistenza
della responsabilit� genitoriale � contumacia del padre nel procedimento di
divorzio � presupposto costitutivo - insussistenza
Giudice chiamato a decidere sulla domanda di scioglimento del matrimonio �
competente a pronunciarsi anche sulla domanda di decadenza dalla responsabilit�
genitoriale proposta nel medesimo procedimento. Nel
caso di specie il Tribunale di Milano respinge, in quanto infondata, la domanda
di decadenza formulata dalla moglie, richiedente il divorzio, nei confronti del
marito rimasto contumace nella procedura divorzile. Detta decadenza che
comporta la recisione definitiva del legame tra il figlio ed il genitore va
intesa come extrema ratio ossia come intervento rimediale sussidiario e
residuale. Ne
consegue che non � presupposto costitutivo sufficiente della pronuncia di
decadenza la sola irreperibilit� del genitore, a maggior ragione se non sia
stato accertato che la latitanza nel rapporto genitoriale dipenda da esclusive
o preminenti scelte del genitore medesimo.
la scelta di parte resistente (il padre) di non costituirsi in giudizio esprime
un completo disinteresse al fattivo esercizio della responsabilit� genitoriale
ed indica una verosimile scarsa adeguatezza al consapevole ruolo di genitore,
il che rende necessario disporre l�affido monogenitoriale del figlio minore in
favore della madre.
La conflittualit� genitoriale e le ricadute sul minore. Tribunale di Trento, 4 maggio 2016.
VENERD� 2 SETTEMBRE 2016
con reciproche richieste di addebito - elevata conflittualit� -
episodi sporadici e temporanei di violazioni di obblighi matrimoniali
in uno con l'acuirsi della crisi coniugale - rigetto delle reciproche
domande di addebito
del figlio - ricadute psichiche � CTU � rischi � pesanti
ricadute psichiche sul bambino - carente comprensione empatica nei
genitori � nondimeno valorizzazione del legame affettivo instaurato
� affidamento condiviso - presa in carico del minore da parte del
servizio di psicologia clinica - monitoraggio del nucleo familiare da
parte dei servizi sociali
di contenuto economico - disparit�
patrimoniale tra le parti � accertamento di Polizia Tributaria -
atti di disposizione atti a ridurre la consistenza patrimoniale �
competenze professionali potenzialmente idonee a maggiore redditivit�
� sussistono presupposti assegno per la moglie e per il figlio
Il fenomeno PAS nell'esegesi giurisprudenziale
dibattito sulla riconducibilit� del fenomeno chiamato dagli esperti
con il nome di alienazione parentale tra le sindromi o manifestazioni
cliniche scientificamente riconosciute, � destinato almeno in parte
a sopirsi, in considerazione degli sviluppi giurisprudenziali, tesi,
pi� che ad accreditare la sua riconoscibilit� a livello di comunit�
scientifica, a constatarne l'effettiva emersione nei casi sottoposti
al giudizio delle corti.
esperti parlano oggi pi� prudenzialmente di disagio o problema
relazionale,
volendo evitare accuratamente le secche di una rigorosa prova
scientifica in relazione alla presenza degli indicatori elaborati da
Gardner, l'americano al quale si deve la scoperta del fenomeno che va
sotto l'acronimo di PAS.
� esperienza presente nei casi giudiziari l'osservazione di problemi
relazionali nelle coppie che si separano, e in alcuni casi di figli
che rifiutano una figura genitoriale, rifugiandosi o colludendo con
l'altro genitore, definito alienante. Si
assiste talvolta ad una vera e propria campagna di denigrazione dei
figli nei confronti del genitore alienato che lascia esterrefatti per
la singolare violenza verbale e finanche fisica.
Un padre tenuto al mantenimento di un figlio non pu� decidere di non lavorare. Tribunale di Parma, 17 giugno 2016
Separazione dei coniugi - richiesta di addebito - comportamenti aggressivi e ingiuriosi - episodi confermati in sede istruttoria - domanda accolta.Obblighi di mantenimento della figlia maggiorenne - sussistono - assenza di elementi sul quantum dei redditi dell'obbligato - soccorre valutazione complessiva del minimo essenziale per la vita - art. 147 cc - obblighi minimi ineludibili - deducibili anche in via presuntiva.
Legge n. 76 del 20 maggio 2016. Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.
|	Legislazione
La Corte d'Appello di Torino conferma l'adottabilit� del figlio del compagno. Sentenza 27 maggio 2016.
MARTED� 7 GIUGNO 2016
di adozione ex art. 44 lett. d l. 184/1983 del figlio della
convivente � matrimonio celebrato in Islanda � parere favorevole
del PM c/o TM � TM: mancanza stato di abbandono � rigetto
� mancata valutazione dell'interesse del minore � C.d.A.:
ininfluente la dichiarazione di stato di abbandono � lettura
sistematica e letterale della norma � non necessario l'abbandono
preminente del minore: garantire la copertura giuridica a una
situazione di fatto esistente da anni - concetto di vita familiare
8 CEDU
Lo stato di incapacit� della vittima rende punibile colui che ne approfitta. Cassazione penale 19 gennaio 2016 n. 1923. Amministrazione di Sostegno
MERCOLED� 27 GENNAIO 2016
circonvenzione di persone incapaci - relazione amorosa risalente nel tempo - elevato tenore di vita e consistenti regalie ed elargizioni alla fidanzata allorch� il beneficiante era compos sui - prosecuzione di tali comportamenti nello stato di incapacit� - amministrazione di sostegno - costante attivit� di suggestione e pressione morale - attivit� di induzione penalmente rilevante - valutata in base allo stato psichico della vittima - sussistenza del reato.
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Etica e Biodiritto
Internazionale, comunitario, comparato
Psichiatria e psicologia forense
Ascolto e diritti del minore
Potest� o responsabilit� genitoriale
Professione avvocato di famiglia
Tutela della genitorialit�
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References: art. 33
 art. 2
 art. 3
 art. 2
 art. 147
 Sentenza 
 art. 44