Source: http://docplayer.it/1175723-Ai-genitori-coraggiosi-custodi-di-sogni.html
Timestamp: 2017-08-22 13:26:59+00:00

Document:
Ai genitori, coraggiosi custodi di sogni - PDF
Ai genitori, coraggiosi custodi di sogni
Download "Ai genitori, coraggiosi custodi di sogni"
2 C é chi educa, senza nascondere l assurdità ch è nel mondo, aperto ad ogni sviluppo ma cercando d esser franco all altro come a sé sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato Ai genitori, coraggiosi custodi di sogni
3 Gruppo di lavoro interistituzionale provinciale per l integrazione dell USP di Pavia Guida per i genitori di alunni con bisogni speciali Opportunità per l integrazione in collaborazione con PROVINCIA DI PAVIA Assessorato alla Solidarietà Sociale e Parità
5 P R E F A Z I O N I Cari Genitori, è un grande piacere, per me, accompagnare l uscita di questa Guida, messa a punto dal GLIP di Pavia, coordinato, con professionalità, energia e passione encomiabili, dal Dirigente Tecnico Francesco Provinciali. Un opuscolo pensato appositamente per Voi, con lo scopo di offrire informazioni pratiche, segnalare indirizzi e recapiti, orientare tra i diversi servizi territoriali, dare una prima consulenza alla luce delle più recenti normative. Il percorso che Voi state affrontando, insieme ai Vostri figli, è delicato e complesso, ed è per questo che abbiamo voluto, fin da questo momento, testimoniarvi la nostra presenza, la nostra vicinanza, offrirvi il nostro supporto: riuscire ad assicurare ai nostri ragazzi la possibilità di dispiegare pienamente le proprie capacità, i propri talenti, le proprie vocazioni, affermando e vedendo riconosciuta la ricchezza di cui sono portatori, sono obiettivi che noi condividiamo con Voi e che ci vedono vicini, affiancati in un percorso comune. È un cammino, quello che ci attende, che si costruisce giorno per giorno, che può presentare le sue difficoltà: ma gli ostacoli vanno affrontati, uno dopo l altro, ed è più agevole superarli quando si collabora, quando si sa di poter contare su un aiuto affidabile. Noi ci impegniamo a dare il massimo: lo dico a nome mio, dei Docenti, dei Dirigenti Scolastici, del Personale Amministrativo e Tecnico, di tutti coloro che nei diversi Uffici territoriali, seguono, quotidianamente, le esigenze dei ragazzi diversamente abili. Vorrei anche dirvi che, per raggiungere le sue finalità, e, in particolare, per poter garantire il diritto, costituzionalmente garantito, al successo scolastico e formativo che la legislazione scolastica prospetta per tutti e per ciascuno degli Alunni, la Scuola deve essere supportata da tanti Partner: Enti Locali, operatori sanitari, mondo del volontariato. e Voi, in primo luogo. Quanto più riusciremo a stringere relazioni solide, tanto più numerose ed efficaci saranno le opportunità di crescita che potremo offrire ai nostri bambini e ai nostri ragazzi, prendendoci cura delle loro persone e del loro diritto a crescere, in tutte le dimensioni, con serenità e ricchezza, sentendosi accolti, capiti, amati: poiché il loro benessere è il premio che consideriamo più grande. Anna Maria Dominici (Direttore Generale USR Lombardia)
6 Tra le molte funzioni, le Istituzioni hanno certamente quella di sostenere ed accompagnare processi, interventi volti all integrazione dei soggetti in maggiore difficoltà: una comunità territoriale si costruisce a partire da una logica siffatta nella quale l essere solidali prende le mosse da concrete azioni di lavoro. Se questo punto di vista viene sposato da più realtà, dagli Enti Locali al mondo associazionistico, dalla Scuola all Azienda Ospedaliera e all ASL, risulta evidente la soddisfazione della Provincia. La breve prefazione dunque a questa guida rivolta ai genitori di figli con bisogni educativi speciali e a tutti coloro che a vario titolo si occupano di integrazione scolastica non mi vede appuntare casualmente una nota introduttiva: conoscendo il lavoro svolto all interno del Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale per l integrazione ritengo che questo manuale vada nella direzione sopra indicata. Si risponde in modo semplice ad un bisogno forse altrettanto semplice ma che sovente non trova risposta: uno strumento agile che mi pare confermi un solco già tracciato da precedenti interventi nell ambito dell integrazione scolastica, prima frontiera in cui una comunità sperimenta la propria capacità d essere tale. E di lavorare per una cittadinanza alla portata di tutti. E in quest ottica che la Provincia è presente ed impegnata sul fronte della disabilità, ed è in tale logica che s augura il buon uso della presente pubblicazione. Vittorio Poma Presidente della Provincia di Pavia
7 Un opportunità per l integrazione, questa guida rivolta ai genitori dei bambini e dei ragazzi con bisogni educativi speciali: uno strumento che ritengo utile nella quotidianità ma che penso possa essere anche emblematico di un impegno che tutti i rappresentanti del GLIP di Pavia, e dunque di tutte le istituzioni in esso rappresentate, hanno voluto testimoniare al territorio. La mia attenzione al lavoro condotto sin qui dal Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale per l integrazione, e alle pagine che seguono, è poi ulteriormente acuita dalle funzioni che svolgo in qualità d assessore provinciale alla solidarietà sociale e parità: l inclusione sociale è tra i miei primi obbiettivi, con una particolare sottolineatura alla complessità dei problemi correlati alla disabilità, alla malattia, alle difficoltà d apprendimento, difficoltà talvolta dipendenti anche dalla provenienza dei ragazzi da altri paesi e che parlano altre lingue - e in tale senso il mio assessorato ha già lavorato in collaborazione con l Ufficio Scolastico Provinciale di Pavia e l Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. Ragionare di solidarietà e di pari opportunità significa infatti facilitare ogni percorso possibile, dal più diretto al più mediato, che renda a tutti accessibile la vita nella società, in relazione con gli altri, e a partire dalle medesime possibilità. Fornire per esempio informazioni pratiche, indirizzi, indicazioni sui diversi servizi, fare una carrellata sulle più recenti normative significa mettere in grado chi tra noi parte da una situazione svantaggiata di avere le medesime chiavi d ingresso al vivere della comunità. Significa facilitare la creazione di un senso d appartenenza al proprio al territorio, non più vissuto come lontano o peggio ostile. Significa essere vicini, come Istituzione insieme agli altri soggetti pubblici e realtà quali l ANFFAS e la UIC, al mondo reale dei cittadini cominciando dalla scuola. L opportunità di un integrazione qui si è tradotta in un manuale che ben esplicita l idea di una costante attenzione rivolta particolarmente a chi tra noi parte svantaggiato.. Annita Daglia Assessore alla Solidarietà sociale e parità della Provincia di Pavia
9 INTRODUZIONE Il GLIP di Pavia (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale per l integrazione) che ho l onore di coordinare, nell ambito delle sue attività istituzionali ha ritenuto opportuno predisporre una guida, rivolta ai genitori di figli con bisogni educativi speciali e a tutti coloro che a vario titolo si occupano di integrazione scolastica. Un ampio spazio è stato dedicato ai complessi problemi della disabilità; nella seconda parte vengono considerate le particolari necessità di bambini e ragazzi malati, degli alunni con problemi di apprendimento o con disturbi dell attenzione ed iperattività, degli alunni affetti da diabete ed infine le esigenze di coloro che, provenendo da paesi stranieri e parlando altre lingue, incontrano difficoltà ad inserirsi nel sistema scolastico italiano. Nella stesura il GLIP si è avvalso della collaborazione preziosa, oltre che dell Azienda Ospedaliera e dell ASL, degli Enti Locali (Provincia e Comuni), dell ANFFAS e della UIC, associazioni di famiglie che hanno sempre offerto negli anni la loro collaborazione all USP pavese (Ufficio Scolastico Provinciale, l ex Provveditorato agli Studi ). Questo manuale si occupa di fornire un panorama sintetico ma il più possibile completo delle opportunità che la scuola e il territorio offrono a questi genitori speciali o, per meglio dire, specializzati, perché spesso chiamati ad assolvere un compito educativo particolarmente difficile ed impegnativo. Rinnovando l auspicio che l opuscolo che viene consegnato alle famiglie, nella sua voluta semplicità e immediatezza, possa essere un utile strumento di orientamento e semplificazione mi sia consentito di esprimere un doveroso, particolare apprezzamento alla Dott.ssa Laura Caseria dell Ufficio Scol.co prov.le di Pavia che ha seguito il gruppo di lavoro e curato il coordinamento dei contributi pervenuti da Enti e Associazioni con dedizione e passione. Un particolare ringraziamento infine va rivolto al Direttore Generale dell Ufficio Scol.co Reg.le per la Lombardia, Dott.ssa Anna Maria Dominici, per l attenzione e la benevola considerazione che ha riservato a questa pubblicazione e per la preziosa, partecipe presentazione che dà certamente lustro all iniziativa. Francesco Provinciali Presidente del GLIP di Pavia
11 Ai genitori degli alunni delle scuole pavesi La guida che Vi presentiamo è suddivisa in due parti: la prima riguarda l integrazione dei ragazzi in situazione di disabilità nella scuola e le risorse a loro offerte dal territorio a livello di strutture pubbliche e di volontariato. L integrazione scolastica proprio oggi compie, nel 2007, trent anni: è un processo giunto alla maturazione, ben delineato dal punto di vista legislativo, ma, tutti noi ne siamo consapevoli, talvolta ancora incerto e faticoso nella prassi quotidiana. Essa riguarda trasversalmente tutte le scuole: nell anno scolastico 2007/08 nella provincia di Pavia risultano iscritti alunni disabili, di cui 91 nella scuola dell infanzia, 592 nella primaria, 603 e 344 rispettivamente nelle secondarie di 1 e 2, pari al 2,7% della popolazione scolastica generale. Il libretto accenna poi nella seconda parte alle particolari necessità di bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali, che presentano, cioè, in qualche momento della loro vita, particolari necessità: perché non conoscono bene la lingua italiana, oppure perché hanno particolari difficoltà negli apprendimenti scolastici o problemi di attenzione e di concentrazione, o che non possono frequentare la scuola perché malati. E stata scelta una forma semplice, per permettere una consultazione agevole e immediata; gli stessi riferimenti normativi sono volutamente sintetici, per favorirne la fruibilità. Il lettore può fare ricorso, per ricavare informazioni aggiornate od approfondimenti, oltre alla pubblicistica in materia, particolarmente abbondante, anche ai siti web indicati nell opuscolo o ricorrere ai motori di ricerca preferiti. In calce sono riportate tutte le Scuole statali e paritarie della nostra provincia e le indicazioni per raggiungere le più importanti istituzioni nel settore operanti nel nostro territorio. Un ringraziamento particolare va alla Dott.ssa Luisa Piacentini dell AO, che ci ha fornito indicazioni sulle loro modalità di lavoro, alla Dott.ssa Carla Torselli (ANFFAS) e al Dott. Paolo Colli (UIC) che hanno messo a disposizione la loro competenza fornendo una accurata mappatura delle risorse esistenti sul territorio. Laura Caseria Referente area sostegno alla persona - USP di Pavia
13 PRIMA PARTE SCUOLA E DISABILITA DIRITTI DI GENITORI E FIGLI Avere figli speciali richiede a genitori e familiari un impegno speciale. Quando un genitore scopre alla nascita o successivamente di avere un figlio disabile deve presto imparare a riorganizzare la propria vita e quella della famiglia. Si potrebbe dire che, se da una parte essi sono stati privati di qualcosa, dall altra sono più dotati in quanto a diritti: sta ai genitori imparare a tutelarli essendo sempre informati e capaci di esigerli. La Repubblica Italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dei disabili in quanto persone: l art. 2 della Costituzione richiede alla società l adempimento di doveri inderogabili di solidarietà ; l art. 3 ribadisce come sia compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini possono impedire il pieno sviluppo della persona umana e l art. 34 afferma che la scuola è aperta a tutti. Secondo le Indicazioni per il curricolo per la scuola dell infanzia e per il primo ciclo d istruzione, pubblicate il 31/7/2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione, La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi, (...) per il successo scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. Questo comporta saper accettare la sfida che la diversità pone: innanzi tutto nella classe, dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate, evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza; inoltre nel Paese, affinché le situazioni di svantaggio sociale, economiche, culturali non impediscano il raggiungimento degli essenziali obiettivi di qualità che è doveroso garantire. In entrambi i casi con la finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e promuovere la dignità e l uguaglianza di tutti gli studenti senza distinzione di sesso e di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. La Legge Quadro 5 febbraio 1992, n 104 costituisce il principale riferimento per tutte le problematiche dell handicap: attribuisce alle persone con disabilità ed ai loro familiari la titolarità di precisi diritti, sancisce l assistenza, la piena integrazione, la prevenzione ed il recupero funzionale e sociale ed assicura ad esse tutela giuridica ed economica. In tempi più recenti sono state emanate la Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali dell 8 novembre 2000, n 328 e la Legge 28 marzo 2003, n 53, riguardante il mondo della scuola, per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. Le persone in situazione di handicap grave riconosciuto godono di diritti prioritari e sono oggetto di attenzioni particolari nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici (L. n 104 art. 3 comma 3). Solo genitori consapevoli, informati e collaborativi riescono però a far in modo che le leggi traducano la loro programmaticità in realizzazioni concrete. E importante anche che le famiglie sappiano distinguere i diritti esigibili, cioè quelli che, se non rispettati, prevedono sanzioni giuridiche, da quelli possibili, riconoscibili nell espressività delle leggi dai verbi può e possono. 11
14 Ecco pertanto un elenco di diritti per i genitori e per i figli dalla nascita a tutta la scolarizzazione fino all università e all entrata nel mondo del lavoro. DIRITTI (E DOVERI) DEI GENITORI I genitori di figli disabili sono titolari di precisi diritti. La legislazione infatti prevede il diritto: 1) per madri e padri, anche adottivi, di minore con handicap accertato grave, a prolungare fino a tre anni il periodo di astensione facoltativa dal lavoro oppure di fruire di due ore di permesso giornaliero fino al compimento del terzo anno del bambino. Oltre i tre anni possono ottenere tre giorni di permesso mensile per assistere il proprio bimbo. Hanno pure diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non possono essere trasferiti senza il loro consenso ad altra sede. (Legge Quadro n 104, art. 33). 2) ad essere informati circa le particolari difficoltà dei figli dalla Scuola dopo un periodo di osservazione e dopo che questa ha attivato le proprie risorse per superare i problemi. 3) a richiedere che l Unità Interdisciplinare (dell UONPIA o di altro Centro accreditato) che ha in carico il bambino elabori la diagnosi clinico-funzionale e che l apposita commissione ASL (ai sensi dell art.35 della L. 289/02 e del Regolamento applicativo di cui al DPCM , n 185) accerti, con apposito verbale, che il proprio figlio è alunno in situazione di handicap. Diagnosi clinico funzionale e verbale di accertamento, trasmessi ai genitori, vengono da questi consegnati all Istituzione scolastica in cui il figlio viene iscritto al fine dell assegnazione del sostegno didattico. 4) a sottoscrivere il Piano Educativo predisposto dalla Scuola in base alle esigenze del bambino, in accordo con la famiglia e gli operatori sanitari, e a condividerne l attuazione. 5) a essere rappresentati a livello del Gruppo di Lavoro per l integrazione della scuola (GLH di istituto) o, se facenti parti di associazioni, al GLIP (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale). Ai doveri, comuni a tutti i genitori, di cura e assistenza, nonché di educazione dei figli, si aggiungono, nel caso di genitori di figli disabili, impegni considerevoli, che li vedono fungere da raccordo tra interventi sanitari, sociosanitari, educativi e assistenziali nei confronti dei propri figli, e divenire parte attiva nella soluzione dei loro problemi. DIRITTI DEI FIGLI I figli disabili hanno diritto: 1) di frequentare scuole attrezzate, fornite di arredi scolastici speciali quando necessario, di nuove tecnologie per l apprendimento, di sussidi e materiali specifici per l attività didattica, con l eliminazione delle barriere architettoniche e mediante l adeguamento edilizio con l intervento di Comuni, Provincia, le ASL, l USP (L. Quadro n 104 art. 24); 2) al trasporto, in casi particolari, a carico degli Enti Locali secondo l art 26 della legge quadro e con le modalità previste dalle normative regionali (v. anche L. 118/71 e D.Lgl. 112/98); 3) di avere la possibilità di frequentare scuole paritarie che, ai sensi della L. n 162/2000, hanno l obbligo di realizzare l integrazione per gli alunni disabili con le stesse modalità delle statali; 4) alla piena integrazione in una classe con assegnazione, per un numero di ore adeguato, di un insegnante per il sostegno, il quale opera in piena contitolarità con i colleghi, collabora con il consiglio di classe, con i genitori e gli specialisti delle strutture territoriali per la programmazione, attuazione e valutazione dei piani educativi personalizzati; 5) a partecipare pienamente alla vita della scuola usufruendo del servizio di mensa scolastica, dell inserimento in centri estivi, partecipando (L. Quadro 104 e C.M. 623/96) a gite e visite di istruzione con la propria classe accompagnati da personale docente o ausiliario o, nelle secondarie di secondo grado, anche da un coetaneo maggiorenne volontario. 6) all assegnazione di personale per l assistenza, a carico degli Enti Locali, durante le attività scolastiche per gli alunni con grave disabilità motoria, sensoriale o psichica; 7) per gli studenti con disabilità sensoriali, ad avere a disposizione a carico della Provincia, laddove necessario: per i minorati dell udito frequentanti la scuola secondaria di secondo grado, una figura specialistica di assistente della comunicazione e interprete della lingua dei segni 12
15 (L.I.S.); per i minorati della vista frequentanti le scuole secondarie di primo e secondo grado, un lettore per le attività di supporto in orario extrascolastico; 8) per gli studenti con disabilità visiva delle scuole di ogni ordine e grado la Provincia interviene, su richiesta, per fornire laddove necessari: consulenza tiflo-didattica agli insegnanti e al personale educativo ed assistenziale; materiale didattico specifico e libri di testo (integrali o parziali) in braille o a grandi lettere. 9) all attivazione di un progetto educativo didattico (a carico dell istituzione scolastica), di un progetto sociale (Comune e ASL), di uno abilitativo-riabilitativo, (UONPIA), calibrati sulle esigenze individuali; 10) a forme sistematiche e personalizzate di orientamento scolastico e professionale con inizio almeno dal penultimo anno del primo ciclo di istruzione. COMPITI DELLE ISTITUZIONI In risposta ai diritti dei genitori e dei loro figli disabili si esplicano i doveri delle Istituzioni preposte a garantirne e realizzarne l attuazione. Li elenchiamo sinteticamente. Compiti dei Comuni Realizzare il progetto globale di vita delle persone con disabilità ai sensi dell art.14 L.n. 328/00. Assegnare alle scuole dell infanzia, primarie e secondarie di primo grado assistenti per l autonomia e la comunicazione, nei casi indicati nella diagnosi funzionale, ai sensi dell art.139 del decreto legislativo n. 112/98. Concedere il trasporto gratuito degli alunni con disabilità particolari da casa a scuola e viceversa, ai sensi dell art.28, L.n. 118/1971 e secondo le indicazioni della legge 328/00. Eliminare le barriere architettoniche negli edifici scolastici delle scuole dell infanzia, primaria e secondaria di primo grado (L.n. 20/1994). Fornire arredi specifici, come banchi e sedie apposite per alunni con particolari difficoltà motorie ed ausili e sussidi previsti dalle leggi regionali sul diritto allo studio. Compiti della Provincia Garantire per le scuole secondarie di 2 grado (superiori) quanto visto sopra a carico dei Comuni relativamente ai temi delle barriere architettoniche e degli arredi specifici. Assicurare l integrazione scolastica ad alunni con minorazione visiva ed uditiva nelle scuole di ogni ordine e grado ai sensi della LR.n.34/2005, come indicato ai punti 7 e 8 del precedente paragrafo diritti dei figli, secondo le modalità definite annualmente con appositi atti di indirizzo e in accordo con i Comuni. Compiti dell Azienda Ospedaliera (Servizio di Unità Operativa di Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza - UONPIA) o degli Enti accreditati. Redigere la diagnosi clinico-funzionale Collaborare con la Scuola alla stesura del profilo dinamico funzionale (PDF) e del piano educativo individualizzato (PEI) ed alle loro verifiche periodiche. Compiti dell Azienda Sanitaria Locale (ASL) Assicurare prima delle iscrizioni scolastiche il verbale di accertamento di disabilità e la diagnosi funzionale ai sensi dell art. 35 comma 7, della L. 289/02 e del regolamento applicativo di cui al Decreto Presidente Consiglio Ministri , n 185. Le modalità operative regionali sono dettagliate nella circolare dell a firma congiunta della Direzione Sanità e della Direzione Famiglia e Solidarietà sociale della Regione 13
16 Lombardia e trasmesse alle Istituzioni scolastiche dal Direttore dell Ufficio Scolastico Regionale con la circ. prot del 18/2/2006. Compiti delle Istituzioni Scolastiche Il Dirigente Scolastico è tenuto: ad accogliere le richieste di iscrizione dei bambini disabili, anche in attesa di certificazione; a convocare all inizio dell anno scolastico il GLH di Istituto (previsto dalla legge 104, art.15) per elaborare e proporre i criteri per la definizione del progetto di integrazione, da inserire nel Piano dell Offerta Formativa (POF) di Istituto, analizzare le risorse umane, professionali e materiali della Scuola, individuare i criteri di distribuzione ed organizzazione delle ore di sostegno. Compiti dell USP Presso l Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato agli Studi) opera il Gruppo di lavoro Interistituzionale Provinciale per la disabilità (GLIP), che ha tra i suoi compiti la stipula dell Accordo di Programma per l integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap (ai sensi dell art.13 L.104). Esso regola i rapporti tra USP di Pavia, Istituzioni Scolastiche, Provincia di Pavia, Azienda Ospedaliera, Comuni e viene periodicamente rinnovato (l attuale è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia il 5 febbraio 2005 ed ha durata quinquennale; è visionabile sul Web, sul sito Altri compiti del Glip, al quale partecipano anche rappresentanti di associazioni di disabili, sono il raccordo tra gli interventi dei diversi Enti coinvolti oltre all analisi dei dati relativi allo stato dell integrazione, la ripartizione e l assegnazione dei finanziamenti per la disabilità per le Scuole e per la formazione e l aggiornamento degli insegnanti, il monitoraggio delle attività di formazione, aggiornamento, consulenza dei tre Centri Territoriali Risorse Handicap (CTRH), di cui si parlerà in seguito. Le relazioni annuali sulle attività del GLIP pavese vengono pubblicate nel sito sopracitato. Ogni anno, l Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia attribuisce alla provincia di Pavia un numero definito di insegnanti per il sostegno; la loro assegnazione alle Istituzioni scolastiche è compito dell USP. L Ufficio Sostegno alla Persona prende atto delle iscrizioni nelle scuole della provincia e si avvale, per l analisi dei bisogni e per l attribuzione di ore aggiuntive alle situazioni più problematiche, di un apposita commissione di esperti, il GLH, che analizza attentamente la documentazione pervenuta. Compiti del Direttore Scolastico Regionale Autorizzare entro il 31 luglio delle ore di sostegno in deroga e gli sdoppiamenti delle classi con articolata motivazione nei casi di mancata autorizzazione (art.35, comma 7, L.n. 289/02). Stimolare e facilitare la costituzione di reti di scuole, di centri territoriali per l integrazione scolastica, di centri di documentazione, risorse e consulenze. Promuovere con i Dirigenti scolastici e gli Enti locali la stipula di accordi di programma per l integrazione scolastica di cui al paragrafo precedente. 14
17 TEMPI DELL INTEGRAZIONE Le famiglie degli alunni in situazione di disabilità possono esercitare il diritto all istruzione e all educazione dei propri figli segnalando alla scuola che li accoglierà i problemi e le difficoltà del bambino affinché questa si possa attrezzare nell ottica di una positiva integrazione. I genitori degli alunni (o chi ne esercita la potestà parentale) devono come prima cosa acquisire la diagnosi clinico-funzionale redatta dal medico specialista (Neuropsichiatra infantile) operante presso l UONPIA provinciale o presso un Ente accreditato. L UONPIA (Unità operativa di Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza) opera all interno dell Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia e si configura come Servizio delegato per le competenze in merito all integrazione scolastica dei soggetti minori in situazione di handicap (a Pavia in Corso Garibaldi, 69 - tel , a Voghera in via Repubblica, 88, tel , a Vigevano in viale Togliatti, 54, c/o Asilo Nido Gioia, tel ). Nella provincia di Pavia, gli Enti accreditati sono i seguenti: IRCCS C.Mondino, Via Mondino,2, Pavia (tel ), Istituto Dosso Verde, Via Fasolo, 1, Pavia (tel ), Istituto Don Gnocchi - Santa Maria alle Fonti, Via Mangiagalli, 52, Salice Terme (tel ). Su richiesta dei genitori verrà stabilito un appuntamento con il Neuropsichiatra Infantile, che procederà alla valutazione clinica del bambino, avvalendosi anche della documentazione medica già in possesso della famiglia. La Diagnosi Clinico-Funzionale conterrà, oltre alla diagnosi vera e propria, le osservazioni sulle funzioni del soggetto, sulle aree di maggiore difficoltà ma anche sulle sue potenzialità, oltre alla proposta degli interventi necessari per la sua integrazione scolastica: sostegno didattico, con l indicazione delle ore necessarie, eventuale necessità di un assistenza ad personam. In alcuni particolari casi (ad esempio gravi compromissioni motorie non accompagnate da difficoltà nell apprendimento) può essere richiesta solo l assistenza. Successivamente la famiglia si dovrà rivolgere alla commissione ASL per ottenere il verbale di accertamento della situazione di handicap, ai fini dell attribuzione del sostegno didattico (sulla base dell art. 35 della L. n 289/2002 e del regolamento applicativo, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n 185 del 23 /2/06, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 115 del ). La domanda, da rivolgere all ASL di residenza, deve essere prodotta direttamente dalla famiglia dell alunno (o da chi ne esercita la potestà parentale) con il modello che viene presentato in allegato. Deve essere inoltre corredata da un certificato medico, contenente la diagnosi clinico-funzionale di cui sopra, oltre all indicazione se trattasi di una patologia stabilizzata o progressiva, e, quando ritenuto utile, da una relazione clinica, rilasciata da un medico specialista o da uno psicologo dell età evolutiva operante presso una struttura pubblica o un ente accreditato. Potrà essere allegata ogni eventuale altra documentazione medica posseduta. L accertamento è collegiale e va effettuato in tempo utile per la formazione delle classi e l inizio dell anno scolastico e comunque entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. La commissione produrrà un verbale, sottoscritto da tutti i componenti del collegio, che verrà consegnato alla famiglia, la quale dovrà presentarlo tempestivamente all Istituzione scolastica presso la quale il bambino è iscritto. 15
18 Il verbale di accertamento ratifica l assenza o la presenza di handicap (art.3, c.1 L.104/92) o di handicap grave (art.3, c.3 L.104/92), definisce il tipo di patologia, accertata con riferimento alle classificazioni internazionali dell Organizzazione Mondiale della Sanità (ICD-10 e ICD9-CM) oltre all eventuale termine di rivedibilità. L A.S.L. di Pavia ha costituito un unico collegio di accertamento presso la propria sede (via Indipendenza,3 Pv), composto da neuropsichiatria infantile, psicologo, assistente sociale, operativo il mercoledì mattina. Le domande potranno essere presentate lunedì e mercoledì (9-12) oltre che il giovedì (14-16) al 4 piano della stessa sede A.S.L. Le scuole statali trasmetteranno, in tempi immediatamente successivi alle iscrizioni, i documenti di cui sopra all Ufficio Scolastico Provinciale nel mese di febbraio, per l assegnazione dei docenti di sostegno, mentre le paritarie e le private provvederanno direttamente alla nomina. L eventuale richiesta di assistenza viene trasmessa direttamente dalla Scuola agli Enti Locali di competenza. La certificazione sanitaria è valida per l intera durata del grado di scuola frequentato al momento della prima segnalazione. E necessario rinnovarla in ogni passaggio di grado scolastico oltre che nel caso di rilevanti modifiche del quadro clinico. I genitori devono perciò occuparsi di prendere appuntamento a tale scopo con il servizio UONPIA quando il figlio frequenta l ultimo anno della scuola dell infanzia, primaria o secondaria di primo grado. In alcuni casi può accadere che sia la scuola stessa a rilevare difficoltà negli apprendimenti o nella socializzazione dell alunno e informarne i genitori. Dopo un colloquio con gli Insegnanti ed il Dirigente Scolastico, la famiglia, se lo riterrà opportuno, prenderà contatti con l UONPIA. Per evidenziare quali sono le aree nelle quali il bambino presenta le maggiori difficoltà, la scuola può consegnare ai genitori il Modello R compilato. Sarà cura dei docenti, curricolari e di sostegno, insieme agli operatori designati dall Azienda Sanitaria e con la collaborazione dei genitori dell alunno, redigere prima il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e poi il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Il Profilo Dinamico Funzionale accompagnerà il bambino nel suo percorso scolastico; in esso ogni anno gli insegnanti, in collaborazione con l UONPIA, inseriranno una descrizione funzionale dell alunno e l analisi del suo sviluppo potenziale a breve e medio termine, prefigurando obiettivi e strategie di intervento. Il Piano Educativo Individualizzato è invece il documento nel quale è descritto il progetto globale di intervento per l alunno nell arco di ogni anno scolastico e comprende gli aspetti educativi e didattici, ma anche gli aspetti riabilitativi e di socializzazione. In esso si elaborano proposte relative alle risorse per l integrazione; si prendono in considerazione gli aspetti educativi e didattici ma anche quelli riabilitativi e di socializzazione. Viene elaborato entro i primi mesi di scuola, dopo un primo periodo di attenta osservazione delle competenze possedute dal ragazzo. Il PEI si raccorda al piano di lavoro della classe ma è adattato ai bisogni educativi del bambino e rappresenta lo strumento per l attuazione coordinata dei progetti educativo-didattico, riabilitativo e sociale. Nella elaborazione di questi due strumenti, PEI e PDF, è fondamentale il coinvolgimento dei genitori: oltre che essere previsto dalle Legge (art. 4-5 del DPR 24/2/1994), la condivisione del processo educativo con la famiglia è fondamentale per un suo buon esito. PEI e PDF vengono elaborati su uno schema concordato a livello provinciale ai fini di promuovere una progettualità condivisa; essi sono parte integrante dell Accordo di programma pavese e con esso visionabili sul web (www.diversamenteabili.it) 16
19 I PRINCIPI E LE FIGURE RESPONSABILI DELL INTEGRAZIONE I PRINCIPI DELL INTEGRAZIONE Priorità : la Legge 104/1992 stabilisce che devono essere considerati prioritari i diritti delle persone con handicap grave. Ogni anno sono previsti (L. 104/1992, art. 42 e D.M. 331/1998), proprio per tutelare queste persone con particolari difficoltà, forme particolari di finanziamento su iniziative anche sperimentali da attivare per persone in situazione di gravità. Interventi prioritari negli Accordi di Programma servono a tutelare per i gravi il principio dell integrazione nella scuola di competenza territoriale dell alunno. Adeguamento edilizio scolastico e attrezzature: la Legge-quadro (art. 24) ribadisce le norme preesistenti che prescrivono di attrezzare le scuole, da parte rispettivamente dei Comuni e della Provincia, con l aiuto dell AO, attraverso l eliminazione delle barriere (architettoniche e sensoriali) e con l introduzione di idonei sussidi e ausili, affinché sia consentita la frequenza agli alunni disabili, anche in situazione di gravità, nella propria zona di competenza. Trasporti: gli Enti Locali sono tenuti, in casi particolari, a fornire il trasporto, sulla base di quanto previsto dalla Legge-quadro (art. 26) e con le modalità previste dalla normativa regionale. Paritarie: le scuole private per ottenere la parità (L. 62/2000) devono rispettare alcune condizioni, tra cui l obbligo di realizzare l integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Gite e visite di istruzione : gli allievi con disabilità hanno diritto, con adeguato accompagnamento, a partecipare alle gite e visite di istruzione organizzate dalla scuola, per la valenza educativa che rivestono: culturale, sociale e dell autonomia personale. Gruppi istituzionali e interistituzionali per l integrazione: sono attivi gruppi di lavoro creati ai sensi della L.104 (art. 15) che, a vari livelli, si propongono come luoghi di progettazione e lavoro per l integrazione scolastica. G.L.I.P.: Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale, composto da rappresentanti dell Ufficio Scolastico Provinciale, dell Azienda Ospedaliera, dell ASL, degli Enti Locali (Comune e Provincia) e delle associazioni di persone con disabilità. G.L.H.: Gruppo di Lavoro Handicap dell USP, composto dal rappresentante dell Ufficio Sostegno alla Persona, da tre rappresentanti dei dirigenti scolastici, da quattro rappresentanti di insegnanti dei diversi ordini di scuola, con particolari competenze in questo settore, con compiti di individuazione dei bisogni e delle risposte più adeguate. G.L.H.I.: Gruppo di Lavoro Handicap di Istituto, per la programmazione delle politiche generali per l handicap di Istituto e per realizzare opportunamente l integrazione all interno della scuola garantendo al tempo stesso la riservatezza e la privacy. La necessità di tale gruppo viene ricordata nella nota min del 27/7/2005. Realizzazione del progetto individualizzato di vita: la Legge quadro per la riforma dell assistenza (L.n. 328/2000, art. 14) propone che i Comuni, su richiesta delle famiglie e d intesa con le aziende sanitarie locali, predispongano un progetto individuale di vita della persona disabile, per realizzare la sua piena integrazione nell ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi di istruzione scolastica e professionale 17
20 LE DIVERSE FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE NEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE Il processo di integrazione è ovviamente affidato ai docenti della classe, a supporto sono previsti interventi di personale qualificato di competenza dello Stato e degli Enti Locali, che operano in relazione all insegnamento, all assistenza di base, all assistenza specialistica, alla mediazione riguardo l autonomia e la comunicazione. L insegnante di sostegno : è un docente, preferibilmente in possesso di specializzazione, previsto dalla L. 517/77, che viene assegnato alla classe in cui è iscritto uno studente disabile, per un numero di ore congruo ai bisogni individuati sulla base della diagnosi funzionale e del progetto formulato dal Consiglio di Classe. Il Dirigente Scolastico inoltra al Direttore Scolastico Regionale tramite l USP la richiesta delle ore di sostegno necessarie, anche in deroga. L educatore assistente per l autonomia (o assistente ad personam): si tratta di una figura professionale in possesso di titoli di studio specifici richiesti dall Ente Locale che, nella scuola, opera nell ambito dell assistenza educativa, contribuendo alla elaborazione e realizzazione dei Piani Educativi Individualizzati; la richiesta viene fatta dalla Scuola al Comune. Il collaboratore scolastico : ha la mansione di supportare l alunno in difficoltà, qualora necessiti di accompagnamento all entrata ed all uscita, per spostarsi all interno della scuola, nell uso dei servizi igienici e nella cura personale (nota 30/11/2001). Inoltre possono essere richieste le seguenti figure (non previste dalla normativa nazionale), che alcune Province, tra le quali Pavia, offre come supporto, secondo le modalità definite al paragrafo i compiti delle istituzioni : l assistente alla comunicazione interprete della lingua dei segni per disabili sensoriali dell udito, in ambito scolastico; e il lettore per studenti con minorazione visiva, come ausilio all attività di studio in orario extrascolastico. 18

References: art. 2
 art. 3
 art. 34
 art. 3
 art. 33
 art.35
 art. 24
 art.14
 art.139
 art.28
 art. 35
 art.15
 art.13
 art. 35
 art. 42
 art. 14