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Timestamp: 2017-04-25 17:22:09+00:00

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Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto? - PDF
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Florindo Lorenzi
1 Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto? di Anna de Angelini La maggior flessibilità in entrata introdotta dalla normativa sui rapporti di lavoro a partire seconda metà degli anni 90 ha aumentato le opportunità per chi vuole arrivare a un contratto stabile, costituendo una sorta di trampolino per il lavoro permanente 1, oppure si è tradotta in una trappola del precariato, accentuando la segmentazione del mercato del lavoro fra soggetti forti e soggetti deboli? Questa domanda ha avuto fino ad oggi risposte parziali con attenzione rivolta a specifiche tipologie contrattuali lavoro interinale, apprendistato) e/o a determinati gruppi di lavoratori. I dati contenuti negli archivi dei Centri per l impiego consentono di dare una risposta più complessiva 2, riferita a tutti i lavoratori assunti in un determinato intervallo temporale, con tutti i tipi di contratto. Per conseguire tale risultato è stata effettuata un analisi sul dataset contenente le informazioni principali su tutti i contratti nuovi + proroghe + trasformazioni) relativi a lavoratori iscritti nei Cpi del Veneto con data di inizio successiva all 1 gennaio Il dataset è stato preventivamente sottoposto ad operazioni di correzione statistica al fine di eliminare i records doppi e stimare valori corretti per le date errate o mancanti. Nelle analisi longitudinali tradizionali la finestra iniziale è fissa: i soggetti dell analisi sono tutti quelli che fanno parte dello stock di occupati) ad una determinata data. Il percorso viene ricostruito per confronto con la condizione dichiarata dagli stessi ad una o più date successive. I dati contenuti negli archivi dei Cpi consentono un analisi assai più puntuale di ciascuna storia lavorativa, con riferimento a tutti i soggetti assunti nell ambito di una determinata finestra temporale che qui viene fatta coincidere con l anno solare). La data iniziale è quella della prima assunzione di ciascun individuo nel corso dell anno in questione; la data finale è fissata esattamente tre anni dopo quella dell assunzione iniziale ed è quindi diversa per ciascun lavoratore). Attraverso le informazioni sulla data di inizio e fine di ciascun rapporto di lavoro nuovo o trasformato, e quelle associate sul tipo di contratto, e sul datore di lavoro, è possibile ricostruire, oltre alla condizione finale, anche tutte le tappe del percorso individuale di ciascun lavoratore avvenuto nell intervallo fra le due date. Per poter esporre sinteticamente i risultati ed effettuare confronti fra gruppi di individui con caratteristiche diverse, è necessario costruire un insieme di indicatori statistici, che sintetizzino gli aspetti principali del percorso. 1 Ichino A., Mealli F., Nannicini T. 2004), Un trampolino verso un impiego stabile, La voce.info, 30 marzo 2 La verifica di impatto riguarda gli effetti della normativa antecedente la legge Biagi, in particolare quelli della legge Treu del 1997, perché le innovazioni introdotte con la recente riforma del mercato del lavoro non sono ancora operanti di fatto alla data di ultimo aggiornamento degli archivi. 12 Quelli utilizzati qui di seguito sono stati sperimentati e affinati in nostre precedenti analisi 3 : A) Indicatore della condizione contrattuale iniziale Colonna 1 % lavoratori assunti all interno della finestra annuale iniziale per tipo di contratto composizione percentuale su totale assunti) B) Indicatori della condizione contrattuale finale Colonna 2 % lavoratori che risultano ancora occupati alle dipendenze in uno qualsiasi dei Cpi del Veneto a fine intervallo 4 su totale lavoratori assunti nella finestra iniziale Colonne 3-7 % occupati per tipo di contratto a fine intervallo su totale assunti iniziali 5 C) Indicatori di percorso Colonne 8,10 numero medio di rapporti con diverso datore di lavoro nell intervallo Colonne 9,11 numero medio di anni di esperienza effettiva nell intervallo somma del numero giorni lavorati nei diversi rapporti / 365). Gli indicatori di percorso nelle colonne 8 e 9 a) sono calcolati come valore medio riferito al totale degli assunti iniziali; quelli delle colonne 10 e 11 b) sono invece calcolati sui lavoratori presenti a fine intervallo. I due valori a) e b) di ciascun indicatore vanno considerati come stime approssimate rispettivamente per difetto e per eccesso 6 del valore reale. La tabella n. 1 mostra i risultati dell elaborazione effettuata per tutti i lavoratori assunti almeno una volta) nel Al fine di poterne seguire i percorsi in tutti i tre anni successivi, l indagine è limitata ai 24 centri per l impiego del Veneto che hanno aggiornato i propri archivi a tutto il Partiamo dal confronto fra contratto iniziale col. 1) e il contratto dopo tre anni coll. 3-7). Nel 2000 solo il 36% dei lavoratori assunti ha un contratto a tempo indeterminato colonna 1). Ma a distanza di tre anni cioè, nel 2003) il 68% di quelli che risultano avere ancora un rapporto di lavoro aperto ha un lavoro stabile colonna 7). Il trampolino più efficace verso l occupazione permanente per gli assunti nel 2000 era ancora il contratto di formazione lavoro con una probabilità di stabilizzazione pari all 81%), che è stato abolito dall attuale legislazione. 3 Cfr De Angelini A. 2002), Gli esiti lavorativi degli apprendisti in Veneto: un confronto tra prima e dopo la legge 196/97, in Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Monitoraggio delle politiche occupazionali e del lavoro 2003, Roma, febbraio; de Angelini A., Boldrin A., Mobilità e percorsi lavorativi dei giovani, in Veneto Lavoro, Il mercato del lavoro nel Veneto. Rapporto 2004, F.Angeli, Milano 4 Sono considerati occupati a fine intervallo tutti i lavoratori che risultano aver lavorato almeno un giorno negli ultimi tre mesi del terzo anno. L allargamento della finestra finale a tre mesi consente di non escludere i lavoratori assunti con contratto a termine che si trovano nell intervallo fra un rapporto di lavoro e il successivo. La quota degli occupati presenti in archivio a fine intervallo è dell ordine del 70%. Il fatto che un lavoratore non risulti registrato in nessun Cpi del Veneto con un rapporto di lavoro aperto dopo tre anni non significa necessariamente che non sia più occupato. Il motivo dell assenza dall archivio può essere il trasferimento in un altra regione i lavoratori che sono passati a lavorare in un altra regione senza cambiare il Cpi di iscrizione vengono, invece, rilevati), il passaggio a lavoro autonomo o nella pubblica amministrazione, un ritardo nella registrazione della nuova assunzione. 5 Per i lavoratori che hanno avuto più rapporti di lavoro nell ultimo trimestre, il tipo di contratto preso in considerazione è quello dell ultimo rapporto di lavoro. 6 I valori medi indicati in a) sono stimati per difetto perché non sono note le giornate lavorate in altro luogo o presso un datore di lavoro senza obbligo di comunicazione ai Cpi) da una parte degli assunti iniziali. I valori b) sono invece stimati per eccesso, perché si riferiscono a lavoratori con percorsi di lavoro più stabili sono esclusi lavoratori a termine che non hanno lavorato nell arco di tempo degli ultimi tre mesi o il cui nuovo rapporto di lavoro non è ancora stato registrato). 23 Subito dopo viene il lavoro interinale. Gli assunti con contratto interinale hanno una probabilità di trovare un lavoro stabile entro tre anni di oltre 10 punti superiore a quella degli assunti con contratto tradizionale a tempo determinato. Per i lavoratori adulti il distacco è di oltre 15 punti contro i 6 punti dei giovani. Il tasso di stabilizzazione dopo tre anni degli adulti è quasi 10 punti superiore a quello dei giovani 73,2%, contro 63,9%). Ma tutta la differenza è da imputare ai giovani in età scolare tasso di stabilizzazione pari al 41% al di sotto dei 20 anni), per il fatto che l esperienza iniziale avviene spesso con lavori di breve durata e di bassa qualifica prima della fine del percorso formativo in molti casi durante le vacanze estive). Si tenga inoltre presente che la mobilità giovanile ha caratteristiche diverse da quella dei lavoratori adulti. Il passaggio attraverso più esperienze di durata limitata nel tempo prima di arrivare al posto fisso è diventato in questi ultimi anni il percorso tipico di inserimento nel mondo del lavoro; i contratti di breve durata rivolti ai giovani, sono oggi utilizzati non solo come uno strumento di flessibilità, ma anche come modalità di reclutamento e di selezione pratica, sostitutiva del periodo di prova. La probabilità di pervenire in 3 anni ad un occupazione stabile è superiore all 80% per i maschi di età centrale anni), con in testa i 25-29enni. Le donne hanno una probabilità di almeno 5 punti inferiore a quella degli uomini in tutte le classi d età. Ciò che penalizza il sesso femminile è l elevata quota di assunzioni con contratti a tempo determinato tradizionale. All età di anni sono già il 36% contro il 29% maschile); salgono al 49% per la classe d età anni, al 52% per le trentenni, al 61% per le quarantenni e al 69% oltre i 50 anni. Contemporaneamente aumenta la quota di donne intrappolate in lavori a termine: delle donne assunte con contratto a tempo determinato, alla fine del triennio continuano ad avere un contratto dello stesso tipo il 44% delle trentenni; il 57% delle quarantenni e il 68% delle donne di età superiore 7. Per gli uomini la probabilità è molto più bassa e meno variabile con l età; il nuovo contratto a termine, in molti casi, è di natura interinale: per i quarantenni ciò si verifica nel 12% dei casi. La trappola agisce solo oltre i 50 anni 67% ancora con contratto a termine dopo tre anni, tutti a tempo determinato di tipo tradizionale). Per le donne che vengono assunte con lavoro interinale, invece, la probabilità di stabilizzazione nel triennio è quasi uguale a quella degli uomini, addirittura superiore oltre i 30 anni. Gli indicatori di percorso coll. 8-11) consentono di quantificare per ciascun gruppo di lavoratori il grado di frammentazione delle esperienze e l ammontare complessivo del lavoro effettivamente svolto durante il triennio; per chi aveva all inizio un lavoro a termine, è possibile valutare il costo sopportato per pervenire ad un occupazione stabile. I lavoratori assunti nel 2000 nel Veneto sono passati mediamente nel triennio successivo attraverso 2,8 datori di lavoro diversi: cioè hanno cambiato lavoro quasi una volta l anno. Attraverso questo percorso frammentato gli uomini sono riusciti ad accumulare un numero di 7 In parte notevole si tratta di lavoratrici stagionali che rinnovano il contratto con la stessa ditta di anno in anno. Se si escludono le assunzioni avvenute nella stagione estiva, la quota di lavoratrici adulte a termine che continua ad avere lo stesso tipo di contratto dopo 3 anni si riduce da 51% a 48%, con un divario di 12 punti rispetto alle stagionali. In particolare per le donne trentenni la quota scende da 45% a 40%stagionali 53%); per le quarantenni da 57%% a 51% stagionali:68%). Per le 50-64enni la probabilità è elevata per tutte: 68%, sia che siano state assunte nella stagione estiva che negli altri mesi dell anno. 34 giorni lavorati corrispondenti a 2,1-2,6 8 anni effettivi; le donne 1,9-2,5. Per i giovani il grado di frammentazione del percorso è maggiore ed è dello stesso ordine di grandezza, indipendentemente dal sesso. Quelle che hanno pagato di più i costi della flessibilità sono le donne ultracinquantenni, che hanno potuto lavorare complessivamente solo per la metà del numero di anni potenziali 1,5-,2,2), passando attraverso poco meno di quattro diversi datori di lavoro. Per quanto riguarda il lavoro interinale i risultati conseguiti sotto il profilo della stabilizzazione a fine triennio, sono pagati da una maggior frammentazione del percorso e da un minor numero di giorni lavorati complessivamente nel triennio. Mediamente i maschi che hanno avuto una missione di lavoro interinale nel 2000 hanno potuto lavorare nel triennio successivo solo 1,7-2,3 anni, passando attraverso 4,7-5,6 datori di lavoro diversi, contro gli 1,8-2,4 anni e 3,1-3,5 diversi datori di lavoro degli assunti a tempo determinato. Ma per le donne la situazione, sotto il profilo degli anni lavorati, si inverte: 1,8-2,5 anni per le assunte con lavoro temporaneo, contro 1,6-2,2 delle assunte con contratto a termine tradizionale; l esperienza è inoltre meno frammentata di quella dei maschi. La tabella n. 2 consente di fare un confronto per grandi categorie di lavoratori rispetto ai percorsi del triennio precedente ), relativi ad assunzioni avvenute in gran parte prima che fossero operanti le innovazioni introdotte con la legge Treu. Al di là dei processi di sostituzione fra apprendistato e cfl e fra lavoro interinale e contratti a tempo determinato tradizionale, non sembra di rilevare sostanziali modificazioni nei valori complessivi degli indicatori per sesso e classi aggregate di età. Quello che impressiona, anzi, è la stabilità della struttura complessiva del mercato del lavoro a distanza di tre anni, e il modesto impatto che hanno avuto su di essa le modifiche del quadro formale di regolazione 9, come se vi fosse un meccanismo di spontaneo riadattamento in grado di ripristinare la struttura precedente. Complessivamente la probabilità di avere un impiego stabile dopo tre anni è rimasta pressoché uguale a prima 68%), con un leggero peggioramento per le donne rispetto agli uomini e per gli anziani rispetto ai giovani. Parimenti non è sostanzialmente cambiato il numero di anni effettivamente lavorati 2,1-2,6) ed è aumentato, se pur di pochissimo, il grado di frammentazione delle esperienze, soprattutto per i giovani. Questa apparente stabilità finale è in effetti il risultato di varie compensazioni avvenute fra gruppi di lavoratori assunti con vari tipi di contratto. Per quanto riguarda i giovani, in seguito alla riforma dell apprendistato e al progressivo esaurimento dei Cfl, è peggiorato da 51,2% a 48,7%) l esito dopo tre anni verso il tempo indeterminato dell insieme di giovani assunti con contratti formativi a causa mista in effetti migliora il tasso di stabilizzazione di ciascuna delle due tipologie presa separatamente, ma peggiora il tasso complessivo a causa del più basso tasso di passaggio al tempo indeterminato degli apprendisti e della maggior durata di questo tipo contratto), mentre è migliorato quello dei giovani assunti con contratto temporaneo di diversa natura a tempo determinato + interinale) e degli assunti a tempo indeterminato. Ciò avviene nel quadro di un aumento di mobilità da assunti a ) degli occupati con meno di 30 anni, la cui quota comunque cala sullo stock per cause demografiche e di aumento del tasso di scolarità). In 8 Per gli indicatori di percorso vengono sempre riportati due valori, corrispondenti alla stima per difetto a) e alla stima per eccesso b). Qualora le due stime coincidano, viene riportato un unico valore. 9 Ci si riferisce, in modo specifico, alle innovazioni introdotte nella regolamentazione del mercato del lavoro dalla legge Treu del 1997, in quanto quelle introdotte dalla legge Biagi non hanno ancora avuto effetto 45 valore assoluto 58% degli assunti aggiuntivi è assorbito dal lavoro interinale e 28% dal nuovo apprendistato in aggiunta a quelli sostitutivi di CFL). Per gli adulti il cambiamento apparentemente più importante è la minor probabilità per i lavoratori a termine di rimanere intrappolati in tale tipologia. Per le donne con trenta anni e oltre la probabilità di avere ancora un contratto a termine dopo tre anni per facilitare il confronto fra 1997 e 2000, in tabella sono sommati i contratti a tempo determinato, i contratti giornalieri e quelli interinali) scende dal 57% al 51% con effetto progressivo al crescere dell età e calo massimo, da 88% a 68%, per le cinquantenni). Per gli uomini la probabilità scende da 53% a 40%, con un calo medio di ben 10 punti percentuali, distribuito in tutte la classi di età da 38% a 33% per i trentenni; da 53% a 40% per i quarantenni; da 76% a 67% per i cinquantenni). Anche per i giovani al di sotto del 20 anni, l effetto trappola, che già era notevolmente più contenuto di quello degli adulti, diminuisce di due punti da 29,5% a 27,1%). L aumento della probabilità di stabilizzazione dopo tre anni per i lavoratori temporanei è un risultato apparentemente contraddittorio rispetto a quello precedentemente evidenziato di una sostanziale invarianza del tasso totale di stabilizzazione per l insieme di tutti i lavoratori. Esso è solo in parte spiegato dal contemporaneo calo del corrispondente indicatore relativo agli adulti assunti con contratto a tempo indeterminato passato da 92,6% a 90,4%). In effetti l invarianza del tasso di stabilizzazione degli adulti in complesso è dovuta al fatto che una parte dei lavoratori che, con il quadro di convenienze determinato dal precedente contesto istituzionale, sarebbe stata assunta con contratto a tempo indeterminato, è stata invece assunta con contratto a termine, differendo nel tempo la stabilizzazione, ma mantenendo la stessa probabilità di avere un contratto a tempo indeterminato dopo tre anni. Di conseguenza gli assunti con contratti a termine aumentano, passando dal 47,9% al 53,8%, ma il numero di quelli che continuano ad avere lo stesso contratto dopo tre anni è sempre lo stesso. In conclusione, sembra che, nel contesto della congiuntura economica degli ultimi anni, l aumento di flessibilità in entrata non ha ridotto le opportunità di accesso al lavoro stabile, ma non le ha neanche aumentate. Il numero dei precari permanenti non è maggiore di prima, ma sono più di prima i lavoratori che hanno visto differita nel tempo la probabilità di stabilizzazione. Di conseguenza è aumentata l incertezza per una parte dei lavoratori e la loro esposizione a possibili effetti di eventi congiunturali negativi che si dovessero manifestare in futuro nel sistema economico. 56 Tab. 1a - Lavoratori assunti nel 2000 per sesso ed età, secondo il tipo di rapporto iniziale, il tipo di rapporto dopo tre anni ed il percorso A) Maschi e Femmine per gruppi aggregati di età! " # "" $ $ $ $" $ $ $" $ $"" $ $ %&'!! $ $! $ $ $ $ $ $" $! $ $ $! "$ "$ $ $" $ $ $" $" $ $ $ "$ "$ $ $" $ $ $ $ $ $ # $ $" $ $!$! $! $ $ $" " $! $ $ $!$ $ $ $ $ $ $ " ""$" $ $ $ $ $ $! $ $" $ $!"!$"!$ $ $ $ $ $ $ $ " $ $ $ $!!$ $ $ $ $ # $!$ $! $ $ $ "$ $ $ $ $" $ $!"$ $" $! $ $ "! ""$" $ "$ "$" $ $ $ $ $" $! $ " $ $ $ $" $ $ $! $ $"" $ $ %&' $ $ $ $ $" $ $ $" $! $" $ "$"!$ $ $ $ $ $ $ $ $ $" $ "$ $ $ $ $ $ $ $ $" $" # $ $ "$ $ $ $" "$ $" $! $ $! $ $" "$ $ $ $ $ $ $ $ ""$" $!$ $ $ $ $" $ $" $! $ #!" $ $ $ $ $ $ $" $ $ $ $" %&' $ $ $ $ $ $ $ $! $ $" $! $!!$ "$ $ $ $ $" $ $! $ $! $ $! $! $! $ $! $ $ $ $! $ # " $ $!$ $ $ "$ $!$ $! $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ " ""$" $ $! $ $ $" $ $ $" $ $ " $ $ "$" $" $! $ $" $ $ $ $ $ "$ $ $ $ $ $! # " $ $" $ $! $ "$!$ $! 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""$" $ $" $ $ $ $ $ $"!!"$ $ ""$" $" "$!! $" $ "!$ $" $ " ""$" $ ""$" $! $" $" $ & ) * ' + 78 Tab. 1c - Lavoratori assunti nel 2000 per sesso ed età, secondo il tipo di rapporto iniziale, il tipo di rapporto dopo tre anni ed il percorso C) Maschi per classi di età! "!!" "$ $" $ $!$" $ $ $ $" $ $ %&' " $ "$ $ $ $ $!$ $! $ $! $" " $ $ $ $ $ $!$ $ $ $ $! $ $!$ $!$ $ $ $ $ $ $ # $ $ ""$" $" "$! $" $! $ $ $ $ $ $ $" $ $! $ $" " ""$" $ $ $ $ $ $ $ $ $ $ " $ $ $ $ $ $" $ $ $ $ $ %&'!$ "$ $" $ $! $" $" $ $ $ $! $ $"!$ $ $ $! $! $! $ $ $! " $ $ $! $ "$" $!$" $! $ $ $ # $ $ $" $ $ $ $ $ $ "$ $ $ $" $! $" $ $ $ $ $ ""$" "$! $ $ $ $ $ $ $! $ $! "$!$!$ $ $ $" $ $ $ %&'! $ $"!$ $" $ $ $ $ $ $ $ $ $ $!$ $! $ $ $!" $ $ $ $ "$ $ $" $ $ # " "$! $ ""$" $ $ $" $"! $" $ "$ $ $!"$ $ $ $ $ " " ""$" "$ "$ $ $ $ $ $ $ $ $! "! " "$ ""$" ""$" $" $"" $" $"" %&' " "$ $ $ $ $ $ $ $ " $ $ $ $" $ $ $" $ $ " $! $ $ $ $! $ $ $ $ # $" $!$ $"!$ $" $! $ $!! $ $ $" $!$ $ $ $ $! ""$" $" "$ $ $ $ $ $ $ $" "! 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