Source: http://www.evangeliciadiguidonia.it/le-assemblee-di-dio-in-italia/legge-22-novembre-1988-n-517-gu-n-283-suppl-ord-del-02121988-norme-per-la-regolazione-dei-rapporti-tra-lo-stato-e-le-assemblee-di-dio-in-italia/
Timestamp: 2018-11-15 14:51:20+00:00

Document:
LEGGE 22 NOVEMBRE 1988, n. 517 (GU n. 283 SUPPL.ORD. del 02/12/1988) NORME PER LA REGOLAZIONE DEI RAPPORTI TRA LO STATO E LE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA. | Chiesa Cristiana Evangelica DI Guidonia Via Giuseppe Motta, 32 Guidonia
LEGGE 22 NOVEMBRE 1988, n. 517 (GU n. 283 SUPPL.ORD. del
02/12/1988)
NORME PER LA REGOLAZIONE DEI RAPPORTI TRA LO STATO E LE
144 RELIGIONE CULTI E CHIESE – 071 RAPPRESENTANZA
PD: S9882987
URN: urn:nir:stato:legge:1988-11-22;517
1 . I RAPPORTI TRA LO STATO E LE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA SONO
REGOLATI DALLE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI CHE SEGUONO,
SULLA BASE DELL’INTESA STIPULATA IL 29 DICEMBRE 1986,
2 . DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE
CESSANO PERTANTO DI AVERE EFFICACIA ED APPLICABILITÀ NEI
CONFRONTI DELLE ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA, DEGLI ISTITUTI ED
OPERE CHE NE FANNO PARTE E DEGLI ORGANI E PERSONE CHE LE
COSTITUISCONO, LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 24 GIUGNO 1929, N.
1159 , E DEL REGIO DECRETO 28 FEBBRAIO 1930, N. 289 .
1 . LA REPUBBLICA ITALIANA DÀ ATTO DELL’AUTONOMIA DELLE
ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA (ADI) LIBERAMENTE ORGANIZZATE
SECONDO I PROPRI ORDINAMENTI E DISCIPLINATE DAI PROPRI
2 . LA REPUBBLICA ITALIANA, RICHIAMANDOSI AI DIRITTI
INVIOLABILI DELL’UOMO GARANTITI DALLA COSTITUZIONE,
RICONOSCE CHE LE NOMINE DEI MINISTRI DI CULTO,
L’ORGANIZZAZIONE COMUNITARIA E GLI ATTI IN MATERIA
DISCIPLINARE E SPIRITUALE, NELL’AMBITO DELLE ADI, SI SVOLGONO
SENZA INGERENZA STATALE.
1 . I MILITARI APPARTENENTI ALLE CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI
HANNO DIRITTO DI PARTECIPARE, NEI GIORNI E NELLE ORE FISSATE,
ALLE ATTIVITÀ RELIGIOSE ED ECCLESIASTICHE EVANGELICHE CHE SI
SVOLGONO NELLE LOCALITÀ DOVE ESSI SI TROVANO PER RAGIONI
DEL LORO SERVIZIO MILITARE. 2 . QUALORA NON ESISTANO CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI NEL
LUOGO OVE PRESTINO IL SERVIZIO, I MILITARI MEMBRI DI TALI
CHIESE POTRANNO COMUNQUE OTTENERE, NEL RISPETTO DI
ESIGENZE PARTICOLARI DI SERVIZIO, IL PERMESSO DI FREQUENTARE
LA CHIESA PIÙ VICINA NELL’AMBITO PROVINCIALE, PREVIA
DICHIARAZIONE DEGLI ORGANI ECCLESIASTICI COMPETENTI.
3 . OVE IN AMBITO PROVINCIALE NON SIA IN ATTO ALCUNA ATTIVITÀ
DELLE CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI E VE NE SIA RICHIESTA, I
MINISTRI ISCRITTI NEL RUOLO GENERALE DELLE ADI E COMPETENTI
PER TERRITORIO POSSONO SVOLGERE RIUNIONI DI CULTO PER I
MILITARI INTERESSATI. IL COMANDO MILITARE COMPETENTE, FATTE
SALVE LE IMPRESCINDIBILI ESIGENZE DI SERVIZIO, METTE A
DISPOSIZIONE I LOCALI NECESSARI E CONSENTE L’AFFISSIONE DI
APPOSITI AVVISI.
4 . IN CASO DI DECESSO IN SERVIZIO DI MILITARI FACENTI PARTE
DELLE CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI IL COMANDO MILITARE
COMPETENTE ADOTTA, D’INTESA CON I FAMILIARI DEL DEFUNTO, LE
MISURE NECESSARIE AD ASSICURARE CHE LE ESEQUIE SIANO
CELEBRATE DA UN MINISTRO DELLE ADI.
5 . I MINISTRI ISCRITTI NEL RUOLO GENERALE DELLE ADI CHE
PRESTANO SERVIZIO MILITARE SONO POSTI IN CONDIZIONE DI POTER
SVOLGERE, UNITAMENTE AGLI OBBLIGHI DI SERVIZIO, ANCHE IL
LORO MINISTERO DI ASSISTENZA SPIRITUALE NEI CONFRONTI DEI
MILITARI CHE LO RICHIEDONO.
1 . L’ASSISTENZA SPIRITUALE DEI RICOVERATI FACENTI PARTE DELLE
CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI O DI ALTRI RICOVERATI CHE NE
FACCIANO RICHIESTA, NEGLI ISTITUTI OSPEDALIERI, NELLE CASE DI
CURA O DI RIPOSO E NEI PENSIONATI, È ASSICURATA DA MINISTRI
ISCRITTI NEL RUOLO GENERALE DELLE ADI.
2 . L’ACCESSO DI TALI MINISTRI AI PREDETTI ISTITUTI È A TAL FINE
LIBERO E SENZA LIMITAZIONE DI ORARIO. L’ACCESSO È ALTRESI
CONSENTITO AI DIACONI MUNITI DELLE NECESSARIE
AUTORIZZAZIONI DA PARTE DEGLI ORGANI DELLE ADI COMPETENTI.
3 . LE DIREZIONI DI TALI ISTITUTI SONO TENUTE A COMUNICARE AI
SUDDETTI LE RICHIESTE DI ASSISTENZA SPIRITUALE FATTE DAI
1 . AI FINI DELL’APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 4 LE ADI
RILASCIANO APPOSITA CERTIFICAZIONE DELLA QUALIFICA DI
MINISTRO DI CULTO O DI DIACONO.
ART. 6. 1 . NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI È ASSICURATA LA ASSISTENZA
SPIRITUALE DA MINISTRI DI CULTO DESIGNATI DALLE ADI.
2 . A TAL FINE LE ADI TRASMETTONO ALL’AUTORITÀ COMPETENTE
L’ELENCO DEI MINISTRI DI CULTO, ISCRITTI NEI RUOLI TENUTI DALLE
ADI E COMPETENTI PER TERRITORIO, RESPONSABILI DELL’ASSISTENZA
SPIRITUALE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI RICADENTI NELLA
CIRCOSCRIZIONE DELLE PREDETTE AUTORITÀ STATALI COMPETENTI.
TALI MINISTRI RESPONSABILI SONO COMPRESI TRA COLORO CHE
POSSONO VISITARE GLI ISTITUTI PENITENZIARI SENZA PARTICOLARE
AUTORIZZAZIONE. L’ASSISTENZA SPIRITUALE È SVOLTA NEI SUDDETTI
ISTITUTI, A RICHIESTA DEI DETENUTI O DELLE LORO FAMIGLIE O PER
INIZIATIVA DEI MINISTRI DI CULTO, IN LOCALI IDONEI MESSI A
DISPOSIZIONE DAL DIRETTORE DELL’ISTITUTO PENITENZIARIO.
3 . IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO INFORMA DI OGNI RICHIESTA
PROVENIENTE DAI DETENUTI IL MINISTRO DI CULTO RESPONSABILE,
1 . GLI ONERI FINANZIARI PER LO SVOLGIMENTO DELLA ASSISTENZA
SPIRITUALE DI CUI AGLI ARTICOLI 3, 4 E 6 SONO A CARICO ESCLUSIVO
DEGLI ORGANI COMPETENTI DELLE ADI.
1 . LA REPUBBLICA ITALIANA, NEL GARANTIRE LA LIBERTÀ DI
COSCIENZA DI TUTTI, RICONOSCE AGLI ALUNNI DELLE SCUOLE
PUBBLICHE NON UNIVERSITARIE IL DIRITTO DI NON AVVALERSI DI
INSEGNAMENTI RELIGIOSI. TALE DIRITTO È ESERCITATO AI SENSI
DELLE LEGGI DELLO STATO DAGLI ALUNNI O DA COLORO CUI
COMPETE LA POTESTÀ SU DI ESSI.
2 . PER DARE REALE EFFICACIA ALLA ATTUAZIONE DI TALE DIRITTO,
L’ORDINAMENTO SCOLASTICO PROVVEDE A CHE L’INSEGNAMENTO
RELIGIOSO NON ABBIA LUOGO SECONDO ORARI CHE ABBIANO PER
GLI ALUNNI EFFETTI COMUNQUE DISCRIMINANTI E CHE NON SIANO
PREVISTE FORME DI INSEGNAMENTO RELIGIOSO DIFFUSO NELLO
SVOLGIMENTO DEI PROGRAMMI DI ALTRE DISCIPLINE. IN OGNI CASO,
NON POTRANNO ESSERE RICHIESTI AGLI ALUNNI PRATICHE RELIGIOSE
O ATTI DI CULTO.
1 . LA REPUBBLICA ITALIANA, NEL GARANTIRE IL CARATTERE
PLURALISTICO DELLA SCUOLA, ASSICURA AGLI INCARICATI DALLE
CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI, DESIGNATI DAL CONSIGLIO GENERALE,
IL DIRITTO DI RISPONDERE AD EVENTUALI RICHIESTE PROVENIENTI
DAGLI ALUNNI, DALLE LORO FAMIGLIE O DAGLI ORGANI SCOLASTICI,
IN ORDINE ALLO STUDIO DEL FATTO RELIGIOSO E DELLE SUE
IMPLICAZIONI. TALI ATTIVITÀ SI INSERISCONO NELL’AMBITO DELLE
ATTIVITÀ CULTURALI PREVISTE DALL’ORDINAMENTO SCOLASTICO. 2 . GLI ONERI FINANZIARI SONO COMUNQUE A CARICO DEGLI ORGANI
DELLE ADI COMPETENTI.
1 . SONO RICONOSCIUTI I DIPLOMI DI FORMAZIONE TEOLOGICA E
CULTURA BIBLICA RILASCIATI DALL’ISTITUTO BIBLICO ITALIANO,
SECONDO IL VIGENTE REGOLAMENTO, AL TERMINE DI CORSI
TRIENNALI, A STUDENTI IN POSSESSO DEL TITOLO DI STUDIO DI
2 . I REGOLAMENTI VIGENTI E LE EVENTUALI MODIFICAZIONI SONO
COMUNICATI AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
3 . GLI STUDENTI DEL PREDETTO ISTITUTO POSSONO USUFRUIRE
DEGLI STESSI RINVII DAL SERVIZIO MILITARE ACCORDATI AGLI
STUDENTI DELLE SCUOLE UNIVERSITARIE DI PARI DURATA.
4 . LA GESTIONE ED IL REGOLAMENTO DELL’ISTITUTO NONCHÉ LA
NOMINA DEL PERSONALE INSEGNANTE SPETTANO AGLI ORGANI
COMPETENTI DELLE ADI ED A LORO CARICO RIMANGONO I RELATIVI
1 . GLI EDIFICI APERTI AL CULTO PUBBLICO DELLE CHIESE ASSOCIATE
ALLE ADI NON POSSONO ESSERE OCCUPATI, REQUISITI, ESPROPRIATI O
DEMOLITI SE NON PER GRAVI RAGIONI E PREVIO ACCORDO CON IL
PRESIDENTE DELLE ADI.
2 . LA FORZA PUBBLICA, SALVO CASI DI URGENTE NECESSITÀ, NON
PUÒ ENTRARE NEGLI EDIFICI APERTI AL CULTO PUBBLICO PER
L’ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI, SENZA PREVIO AVVISO AI
MINISTRI DELLE SINGOLE CHIESE.
1 . LA REPUBBLICA ITALIANA RICONOSCE GLI EFFETTI CIVILI AI
MATRIMONI CELEBRATI DI FRONTE AI MINISTRI DI CULTO DELLE ADI
AVENTI LA CITTADINANZA ITALIANA, A CONDIZIONE CHE L’ATTO
RELATIVO SIA TRASCRITTO NEI REGISTRI DELLO STATO CIVILE,
PREVIE PUBBLICAZIONI NELLA CASA COMUNALE.
2 . COLORO I QUALI INTENDONO CELEBRARE IL MATRIMONIO AI
SENSI DEL COMMA PRIMO COMUNICANO TALE INTENZIONE
ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE AL QUALE RICHIEDONO LE
PUBBLICAZIONI, INDICANDO ALLO STESSO IL NOMINATIVO DEL
MINISTRO DI CULTO CERTIFICATO PER TALI FUNZIONI DAL
3 . L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE, IL QUALE ABBIA PROCEDUTO
ALLE PUBBLICAZIONI RICHIESTE DAI NUBENDI, ACCERTA CHE NULLA
SI OPPONE ALLA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO SECONDO LE
VIGENTI NORME DI LEGGE E NE DÀ ATTESTAZIONE IN UN NULLA OSTA
CHE RILASCIA AI NUBENDI IN DUPLICE ORIGINALE. 4 . IL NULLA OSTA, OLTRE A INDICARE CHE LA CELEBRAZIONE
NUZIALE SEGUIRÀ SECONDO LA PREVISIONE DEL COMMA PRIMO E
NEL COMUNE INDICATO DAI NUBENDI, DEVE ATTESTARE CHE AD ESSI
SONO STATI SPIEGATI, DAL PREDETTO UFFICIALE, I DIRITTI E I DOVERI
DEI CONIUGI, DANDO AD ESSI LETTURA DEGLI ARTICOLI DEL CODICE
CIVILE AL RIGUARDO.
5 . IL MINISTRO DI CULTO DAVANTI AL QUALE HA LUOGO LA
CELEBRAZIONE NUZIALE ALLEGA IL NULLA OSTA RILASCIATO
DALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE ALL’ATTO DI MATRIMONIO,
CHE EGLI REDIGE IN DUPLICE ORIGINALE SUBITO DOPO LA
6 . LA TRASMISSIONE DI UN ORIGINALE DELL’ATTO DI MATRIMONIO
PER LA TRASCRIZIONE È FATTA DAL MINISTRO DI CULTO, DAVANTI AL
QUALE È AVVENUTA LA CELEBRAZIONE, ALL’UFFICIALE DELLO
STATO CIVILE DEL COMUNE DEL LUOGO NON OLTRE I CINQUE GIORNI
DALLA CELEBRAZIONE.
7 . LO UFFICIALE DELLO STATO CIVILE, CONSTATATA LA REGOLARITÀ
DELL’ATTO E L’AUTENTICITÀ DEL NULLA OSTA ALLEGATO, EFFETTUA
LA TRASCRIZIONE ENTRO LE VENTIQUATTRO ORE DAL RICEVIMENTO
DELL’ATTO E NE DÀ NOTIZIA AL MINISTRO DI CULTO.
8 . IL MATRIMONIO HA EFFETTI CIVILI DAL MOMENTO DELLA
CELEBRAZIONE ANCHE SE L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE, CHE HA
RICEVUTO L’ATTO, ABBIA OMESSO DI EFFETTUARE LA TRASCRIZIONE
NEL TERMINE PRESCRITTO.
1 . LE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA”, ENTE MORALE RICONOSCIUTO
CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 DICEMBRE 1959,
N. 1349 , PERSEGUONO FINI DI CULTO, DI ISTRUZIONE E BENEFICENZA
SIA DIRETTAMENTE, SIA ATTRAVERSO CHIESE, ISTITUTI, OPERE
PREVISTI DALLO STATUTO DELLE ADI E GESTITI DALLE MEDESIME.
2 . LE ATTIVITÀ DI ISTRUZIONE E BENEFICENZA, SVOLTE DALLE ADI
AI SENSI DEL COMMA PRIMO, SONO SOGGETTE, NEL RISPETTO
DELL’AUTONOMIA E DEI FINI DELLE STESSE, ALLE LEGGI CIVILI
CONCERNENTI LE STESSE ATTIVITÀ SVOLTE DA ENTI NON
3 . LE CHIESE, ISTITUTI ED OPERE GESTITI DALLE ADI AGISCONO
SOTTO IL CONTROLLO DELLE MEDESIME E SENZA INGERENZA DA
PARTE DELLO STATO, DELLE REGIONI E DI ALTRI ENTI TERRITORIALI.
1 . FERMA RESTANDO LA PERSONALITÀ GIURIDICA DELLE
“ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA”, ENTE MORALE RICONOSCIUTO CON
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 DICEMBRE 1959, N.
1349 , CON L’ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, SONO
CIVILMENTE RICONOSCIUTI I SEGUENTI ENTI ECCLESIASTICI AVENTI FINALITÀ DI CULTO, I QUALI SVOLGONO ANCHE ALTRE ATTIVITÀ AI
SENSI DELL’ARTICOLO 15:
a) ISTITUTO EVANGELICO “BETANIA-EMMAUS”, CON SEDE
IN GUIDONIA-MONTECELIO, FRAZIONE TORLUPARA;
b) ISTITUTO EVANGELICO “EBEN-EZER”, CON SEDE IN
c) ISTITUTO EVANGELICO “BETESDA”, CON SEDE IN
GIARRE, FRAZIONE MACCHIA.
2 . GLI STATUTI DI TALI ENTI SONO DEPOSITATI PRESSO IL MINISTERO
3 . I TRASFERIMENTI DI BENI IMMOBILI SCORPORATI DAL
PATRIMONIO DELLE ADI ED ASSEGNATI AGLI ENTI DI CUI AL
PRESENTE ARTICOLO E GLI ALTRI ATTI E ADEMPIMENTI RELATIVI,
NECESSARI A NORMA DI LEGGE, EFFETTUATI ENTRO DICIOTTO MESI
ESENTI DA OGNI TRIBUTO ED ONERE.
1 . LE ADI PRENDONO ATTO CHE AGLI EFFETTI DELLE LEGGI CIVILI SI
CONSIDERANO COMUNQUE:
a) ATTIVITÀ DI RELIGIONE O DI CULTO QUELLE DIRETTE
ALLA PREDICAZIONE DELL’EVANGELO, ALLO ESERCIZIO
DEL CULTO E ALLA CURA DELLE ANIME, ALLA
FORMAZIONE DEI MINISTRI DI CULTO, A SCOPI
MISSIONARI, ALLA EDUCAZIONE CRISTIANA;
b) ATTIVITÀ DIVERSE DA QUELLE DI RELIGIONE O DI
CULTO QUELLE DI ASSISTENZA, BENEFICENZA,
ISTRUZIONE, EDUCAZIONE E CULTURA E, IN OGNI CASO,
LE ATTIVITÀ COMMERCIALI O A SCOPO DI LUCRO.
1 . LA GESTIONE ORDINARIA E GLI ATTI DI STRAORDINARIA
AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 13 E 14 SI
SVOLGONO SOTTO IL CONTROLLO DEI COMPETENTI ORGANI DELLE
ADI E SENZA INGERENZA DA PARTE DELLO STATO.
2 . PER GLI ACQUISTI DI BENI IMMOBILI, L’ACCETTAZIONE DI
DONAZIONI ED EREDITÀ ED IL CONSEGUIMENTO DI LEGATI DA PARTE
DI TALI ENTI SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI CIVILI
RELATIVE ALLE PERSONE GIURIDICHE.
1 . GLI ENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 13 E 14 SONO SOGGETTI AL REGIME
TRIBUTARIO PREVISTO DALLE LEGGI DELLO STATO. ART. 18.
1 . L’ENTE MORALE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” E GLI ALTRI ENTI
DELLE ADI CIVILMENTE RICONOSCIUTI DEVONO ISCRIVERSI AGLI
EFFETTI CIVILI NEL REGISTRO DELLE PERSONE GIURIDICHE ENTRO
2 . NEL REGISTRO DELLE PERSONE GIURIDICHE, CON LE INDICAZIONI
PRESCRITTE DAGLI ARTICOLI 33 E 34 DEL CODICE CIVILE, DEVONO
RISULTARE LE NORME DI FUNZIONAMENTO E I POTERI DEGLI ORGANI
DI RAPPRESENTANZA DELL’ENTE.
3 . DECORSI I TERMINI DI CUI AL COMMA PRIMO, GLI ENTI
ECCLESIASTICI INTERESSATI POSSONO CONCLUDERE NEGOZI
GIURIDICI SOLO PREVIA ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE PERSONE
1 . OGNI MUTAMENTO SOSTANZIALE NEL FINE, NELLA DESTINAZIONE
DEL PATRIMONIO E NEL MODO DI ESISTENZA DI UN ENTE DELLE ADI
CIVILMENTE RICONOSCIUTO ACQUISTA EFFICACIA CIVILE MEDIANTE
RICONOSCIMENTO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA, UDITO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO.
2 . IN CASO DI MUTAMENTO CHE FACCIA PERDERE ALL’ENTE UNO DEI
REQUISITI PRESCRITTI PER IL SUO RICONOSCIMENTO PUÒ ESSERE
REVOCATO IL RICONOSCIMENTO STESSO CON DECRETO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SENTITO IL RAPPRESENTANTE
DELL’ENTE MORALE ” ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” E UDITO IL
PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO.
3 . LA NOTIFICA DELL’AVVENUTA REVOCA DELL’EREZIONE DI UN
ENTE DA PARTE DEL COMPETENTE ORGANO DELLE ADI DETERMINA
LA CESSAZIONE CON PROVVEDIMENTO STATALE DELLA
PERSONALITÀ GIURIDICA DELL’ENTE STESSO.
4 . LA DEVOLUZIONE DEI BENI DELL’ENTE SOPPRESSO O ESTINTO
AVVIENE SECONDO QUANTO PREVEDE IL PROVVEDIMENTO DELLE
ADI, SALVI COMUNQUE LA VOLONTÀ DEI DISPONENTI, I DIRITTI DEI
TERZI E LE DISPOSIZIONI STATUTARIE E OSSERVATE, IN CASO DI
TRASFERIMENTO AD ALTRO ENTE, LE LEGGI CIVILI RELATIVE AGLI
ACQUISTI DELLE PERSONE GIURIDICHE.
1 . LE AFFISSIONI E LA DISTRIBUZIONE DI PUBBLICAZIONI E STAMPATI
RELATIVI ALLA VITA RELIGIOSA E ALLA MISSIONE DELLE CHIESE
ASSOCIATE ALLE ADI, EFFETTUATE ALL’INTERNO E ALL’INGRESSO DEI
LUOGHI DI CULTO E DELLE PERTINENTI OPERE RELIGIOSE, NONCHÉ LE
COLLETTE RACCOLTE NEI PREDETTI LUOGHI CONTINUANO AD ESSERE
EFFETTUATE SENZA AUTORIZZAZIONE NÉ ALTRA INGERENZA DA PARTE DEGLI ORGANI DELLO STATO E AD ESSERE ESENTI DA
QUALUNQUE TRIBUTO.
2 . TENUTO CONTO CHE L’ORDINAMENTO RADIOTELEVISIVO SI
INFORMA AI PRINCIPI DI LIBERTÀ DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO
E DI PLURALISMO DETTATI DALLA COSTITUZIONE, NEL QUADRO
DELLA PIANIFICAZIONE DELLE RADIOFREQUENZE SI TERRÀ CONTO
DELLE RICHIESTE PRESENTATE DALLE EMITTENTI GESTITE DALLE
CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI, OPERANTI IN AMBITO LOCALE,
RELATIVE ALLA DISPONIBILITÀ DI BACINI DI UTENZA IDONEI A
FAVORIRE LA ECONOMICITÀ DELLA GESTIONE ED UNA ADEGUATA
PLURALITÀ DI EMITTENTI IN CONFORMITÀ ALLA DISCIPLINA DEL
3 . È RICONOSCIUTA AGLI INCARICATI DALLE ADI LA LIBERTÀ DI
DISTRIBUIRE GRATUITAMENTE IN LUOGHI PUBBLICI BIBBIE ED ALTRE
PUBBLICAZIONI DI CARATTERE RELIGIOSO, SENZA SPECIFICA
AUTORIZZAZIONE O IL PAGAMENTO DI ALCUNO TRIBUTO LOCALE.
1 . PREMESSO CHE A NORMA DELL’ARTICOLO 26 DELLO STATUTO
DELLE ADI LE CHIESE ASSOCIATE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI
SCOPI DELL’ENTE STESSO SI SOSTENGONO CON OFFERTE VOLONTARIE
DEI FEDELI, A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 1989 LE PERSONE
FISICHE POSSONO DEDURRE DAL PROPRIO REDDITO COMPLESSIVO,
AGLI EFFETTI DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE,
LE EROGAZIONI LIBERALI IN DENARO, FINO ALL’IMPORTO DI LIRE DUE
MILIONI, A FAVORE DELL’ENTE MORALE ADI DI CUI ALL’ARTICOLO 13
PER IL SOSTENTAMENTO DEI MINISTRI DI CULTO DELLE ADI E PER
ESIGENZE DI CULTO, DI CURA DELLE ANIME E DI AMMINISTRAZIONE
2 . LE RELATIVE MODALITÀ SONO DETERMINATE CON DECRETO DEL
1 . GLI ASSEGNI CORRISPOSTI DALLE ADI PER IL SOSTENTAMENTO
TOTALE O PARZIALE DEI PROPRI MINISTRI DI CULTO SONO
EQUIPARATI, AI SOLI FINI FISCALI, AL REDDITO DA LAVORO
2 . LE ADI PROVVEDONO AD OPERARE SU TALI ASSEGNI LE RITENUTE
FISCALI SECONDO LE DISPOSIZIONI TRIBUTARIE IN MATERIA.
1 . A DECORRERE DALL’ANNO FINANZIARIO 1990 LE ADI CONCORRONO
ALLA RIPARTIZIONE DELLA QUOTA, PARI ALL’OTTO PER MILLE
DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE, LIQUIDATA
DAGLI UFFICI SULLA BASE DELLE DICHIARAZIONI ANNUALI,
DESTINANDO LE SOMME DEVOLUTE A TALE TITOLO DALLO STATO AD INTERVENTI SOCIALI ED UMANITARI ANCHE A FAVORE DI PAESI DEL
2 . LE DESTINAZIONI DI CUI AL COMMA PRIMO VENGONO STABILITE
SULLA BASE DELLE SCELTE ESPRESSE DAI CONTRIBUENTI IN SEDE DI
DICHIARAZIONE ANNUALE DEI REDDITI. IN CASO DI SCELTE NON
ESPRESSE DA PARTE DEI CONTRIBUENTI, LE ADI DICHIARANO DI
RINUNCIARE ALLA QUOTA RELATIVA A TALI SCELTE IN FAVORE
DELLA GESTIONE STATALE, RIMANENDO TALE IMPORTO DI
ESCLUSIVA PERTINENZA DELLO STATO.
3 . A DECORRERE DALL’ANNO FINANZIARIO 1993 LO STATO
CORRISPONDE ANNUALMENTE, ENTRO IL MESE DI GIUGNO, ALLE ADI
LA SOMMA DI CUI AL COMMA PRIMO, CALCOLATA SULL’IMPORTO
LIQUIDATO DAGLI UFFICI SULLA BASE DELLE DICHIARAZIONI
ANNUALI RELATIVE AL TERZO PERIODO D’IMPOSTA PRECEDENTE CON
DESTINAZIONE ALLE ADI.
4 . LA QUOTA DI CUI AL COMMA PRIMO È QUELLA DETERMINATA
NELL’ ARTICOLO 47 DELLA LEGGE 20 MAGGIO 1985, N. 222 .
1 . AL TERMINE DI OGNI TRIENNIO SUCCESSIVO AL 1989, UN’APPOSITA
COMMISSIONE PARITETICA, NOMINATA DALL’AUTORITÀ
GOVERNATIVA E DAL CONSIGLIO GENERALE DELLE CHIESE, ORGANO
RAPPRESENTATIVO DELLE ADI, PROCEDE ALLA REVISIONE
DELL’IMPORTO DEDUCIBILE DI CUI ALL’ARTICOLO 21 E ALLA
VALUTAZIONE DEL GETTITO DELLA QUOTA IRPEF DI CUI
ALL’ARTICOLO 23 AL FINE DI PREDISPORRE EVENTUALI MODIFICHE.
1 . IL PRESIDENTE DELLE ADI TRASMETTE ANNUALMENTE AL
MINISTERO DELL’INTERNO UN RENDICONTO RELATIVO ALLA
EFFETTIVA UTILIZZAZIONE DELLE SOMME DI CUI AGLI ARTICOLI 21 E
23 E NE DIFFONDE ADEGUATA INFORMAZIONE.
2 . TALE RENDICONTO DEVE COMUNQUE PRECISARE:
a) IL NUMERO DEI MINISTRI DI CULTO A CUI È STATA
ASSICURATA L’INTERA REMUNERAZIONE E DI QUELLI AI
QUALI È STATA ASSICURATA UNA INTEGRAZIONE;
b) L’AMMONTARE COMPLESSIVO DELLE SOMME DI CUI
ALL’ARTICOLO 21 DESTINATE AL SOSTENTAMENTO DEI
MINISTRI DI CULTO, NONCHÉ L’AMMONTARE DELLE
RITENUTE FISCALI OPERATE SU TALI SOMME;
c) GLI INTERVENTI OPERATI PER LE ALTRE FINALITÀ
PREVISTE ALL’ARTICOLO 23.
ART. 26. 1 . LA REPUBBLICA ITALIANA E LE ADI SI IMPEGNANO A
COLLABORARE PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI
AFFERENTI AL PATRIMONIO STORICO E CULTURALE DELLE ADI.
1 . LE AUTORITÀ COMPETENTI, NELL’EMANARE LE NORME DI
ATTUAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE, TERRANNO CONTO DELLE
ESIGENZE FATTE LORO PRESENTI DALLE ADI E AVVIERANNO, SE
RICHIESTE, OPPORTUNE CONSULTAZIONI.
1 . OGNI NORMA CONTRASTANTE CON LA PRESENTE LEGGE CESSA DI
AVERE EFFICACIA NEI CONFRONTI DELLE CHIESE, ISTITUTI ED OPERE
DELLE ADI, NONCHÉ DEGLI ORGANI E DELLE PERSONE CHE LE
COSTITUISCONO, DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE
1 . LE PARTI SOTTOPORRANNO A UN NUOVO ESAME IL CONTENUTO
DELLA ALLEGATA INTESA AL TERMINE DEL DECIMO ANNO DALLA
2 . OVE, NEL FRATTEMPO, UNA DELLE DUE PARTI RAVVISASSE LA
OPPORTUNITÀ DI MODIFICHE AL TESTO DELLA ALLEGATA INTESA, LE
PARTI TORNERANNO A CONVOCARSI A TALE FINE. ALLE MODIFICHE SI
PROCEDERÀ CON LA STIPULAZIONE DI UNA NUOVA INTESA E CON LA
CONSEGUENTE PRESENTAZIONE AL PARLAMENTO DI APPOSITO
DISEGNO DI LEGGE DI APPROVAZIONE AI SENSI DELL’ARTICOLO 8
3 . IN OCCASIONE DI DISEGNI DI LEGGE RELATIVI A MATERIE CHE
COINVOLGONO RAPPORTI DELLE CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI CON
LO STATO VERRANNO PROMOSSE PREVIAMENTE, IN CONFORMITÀ
ALL’ ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE , LE INTESE DEL CASO.
LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ
INSERITA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DEGLI ATTI NORMATIVI
DELLA REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI
DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.
LAVORI PREPARATORI CAMERA DEI DEPUTATI (ATTO N. 1829): PRESENTATO DAL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (GORIA) IL 5 NOVEMBRE 1987. ASSEGNATO ALLA I COMMISSIONE
(AFFARI COSTITUZIONALI), IN SEDE REFERENTE, IL 25 GENNAIO 1988, CON PARERI DELLE
COMMISSIONI II, IV, V, VI, VII, VIII E IX. ESAMINATO DALLA I COMMISSIONE IL 2 MARZO 1988.
RELAZIONE SCRITTA ANNUNCIATA IL 15 APRILE 1988 (ATTO N. 1829/A – RELATORE ON.
LABRIOLA). ESAMINATO IN AULA IL 16 MAGGIO 1988 E APPROVATO L’1 GIUGNO 1988. SENATO
DELLA REPUBBLICA (ATTO N. 1086); ASSEGNATO ALLA PRIMA COMMISSIONE (AFFARI
COSTITUZIONALI), IN SEDE REFERENTE, IL 28 GIUGNO 1988, CON PARERI DELLE COMMISSIONI
SECONDA, QUARTA, QUINTA, SESTA, SETTIMA, OTTAVA E TREDICESIMA. ESAMINATO DALLA
PRIMA COMMISSIONE IL 20 OTTOBRE 1988. RELAZIONE SCRITTA ANNUNCIATA L’8 NOVEMBRE 1988 (ATTO N. 1086/A – RELATORE SEN. CABRAS). ESAMINATO IN AULA E APPROVATO IL 9
ALLEGATO INTESA TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E LE
“ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA”, IN ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 8, TERZO
COMMA, DELLA COSTITUZIONE
LA REPUBBLICA ITALIANA E LE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” (ADI), RICONOSCIUTE IN
ENTE MORALE DI CULTO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5
DICEMBRE 1959, N. 1349 , RICHIAMANDOSI AI PRINCIPI DI LIBERTÀ RELIGIOSA SANCITI
DALLA COSTITUZIONE E AI DIRITTI DI LIBERTÀ DI COSCIENZA E DI RELIGIONE
GARANTITI DALLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO, DALLA
FONDAMENTALI, RATIFICATA CON LEGGE 4 AGOSTO 1955, N. 848, E SUCCESSIVE
INTEGRAZIONI E RATIFICHE, E DAI PATTI INTERNAZIONALI RELATIVI AI DIRITTI
ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI E AI DIRITTI CIVILI E POLITICI DEL 1966 RATIFICATI
CON LEGGE 25 OTTOBRE 1977, N. 881;
CONSIDERATO CHE IN FORZA DELL’ ARTICOLO 8, COMMI SECONDO E TERZO, DELLA
COSTITUZIONE , LE CONFESSIONI RELIGIOSE HANNO DIRITTO DI ORGANIZZARSI
GIURIDICO ITALIANO E CHE I LORO RAPPORTI CON LO STATO SONO REGOLATI PER
LEGGE SULLA BASE DI UNA INTESA CON LE RELATIVE RAPPRESENTANZE;
RITENUTO CHE LA LEGISLAZIONE SUI CULTI AMMESSI DEL 1929-1930 NON SIA IDONEA
A REGOLARE I RECIPROCI RAPPORTI;
RICONOSCIUTA L’OPPORTUNITÀ DI ADDIVENIRE ALLA PREDETTA INTESA;
CONVENGONO CHE LA LEGGE DI APPROVAZIONE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 8 DELLA
COSTITUZIONE, DELLA PRESENTE INTESA SOSTITUISCE AD OGNI EFFETTO, NEI
CONFRONTI DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE ASSOCIATE ALLE ADI, LA CITATA
LEGISLAZIONE SUI CULTI AMMESSI.
NELL’ADDIVENIRE ALLA PRESENTE INTESA LA REPUBBLICA ITALIANA PRENDE ATTO
LE ADI, CONVINTE CHE LA FEDE NON NECESSITA DI TUTELA PENALE DIRETTA,
RIAFFERMANO IL PRINCIPIO CHE LA TUTELA PENALE IN MATERIA RELIGIOSA DEVE
ESSERE ATTUATA SOLAMENTE ATTRAVERSO LA PROTEZIONE DELL’ESERCIZIO DEI
DIRITTI DI LIBERTÀ RICONOSCIUTI E GARANTITI DALLA COSTITUZIONE, E NON
MEDIANTE LA TUTELA SPECIFICA DEL SENTIMENTO RELIGIOSO;
LE ADI, NELLA CONVINZIONE CHE L’EDUCAZIONE E LA FORMAZIONE RELIGIOSA DEI
FANCIULLI E DELLA GIOVENTÙ SONO DI SPECIFICA COMPETENZA DELLE FAMIGLIE E
DELLE CHIESE, NON RICHIEDONO DI SVOLGERE NELLE SCUOLE GESTITE DALLO STATO O DA ALTRI ENTI PUBBLICI, PER QUANTI FANNO PARTE DELLE CHIESE AD ESSE
ASSOCIATE, L’INSEGNAMENTO DI CATECHESI O DI DOTTRINE O PRATICHE DI CULTO.
CON LA ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI APPROVAZIONE
DELLA PRESENTE INTESA LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 24 GIUGNO
1929, N. 1159 , E DEL REGIO DECRETO 28 FEBBRAIO 1930, N. 289 ,
CESSANO DI AVERE EFFICACIA ED APPLICABILITÀ NEI RIGUARDI
DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE ASSOCIATE ALLE
“ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” (ADI), DEGLI ISTITUTI ED OPERE CHE
NE FANNO PARTE E DEGLI ORGANI E PERSONE CHE LE
LA REPUBBLICA ITALIANA DÀ ATTO DELL’AUTONOMIA DELLE ADI
LIBERAMENTE ORGANIZZATE SECONDO I PROPRI ORDINAMENTI E
DISCIPLINATE DAI PROPRI STATUTI.
LA REPUBBLICA ITALIANA, RICHIAMANDOSI AI DIRITTI INVIOLABILI
DELL’UOMO GARANTITI DALLA COSTITUZIONE, RICONOSCE CHE LE
NOMINE DEI MINISTRI DI CULTO, L’ORGANIZZAZIONE COMUNITARIA E
GLI ATTI IN MATERIA DISCIPLINARE E SPIRITUALE, NELL’AMBITO
DELLE ADI, SI SVOLGONO SENZA INGERENZA STATALE.
I MILITARI APPARTENENTI ALLE CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI
QUALORA NON ESISTANO CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI NEL LUOGO
OVE PRESTINO IL SERVIZIO, I MILITARI MEMBRI DI TALI CHIESE
POTRANNO COMUNQUE OTTENERE, NEL RISPETTO DI ESIGENZE
PARTICOLARI DI SERVIZIO, IL PERMESSO DI FREQUENTARE LA CHIESA
PIÙ VICINA NELL’AMBITO PROVINCIALE, PREVIA DICHIARAZIONE
DEGLI ORGANI ECCLESIASTICI COMPETENTI.
OVE IN AMBITO PROVINCIALE NON SIA IN ATTO ALCUNA ATTIVITÀ
IN CASO DI DECESSO IN SERVIZIO DI MILITARI FACENTI PARTE DELLE
CHIESE ASSOCIATE ALLE ADI IL COMANDO MILITARE COMPETENTE
ADOTTA, D’INTESA CON I FAMILIARI DEL DEFUNTO, LE MISURE NECESSARIE AD ASSICURARE CHE LE ESEQUIE SIANO CELEBRATE DA
UN MINISTRO DELLE ADI.
I MINISTRI ISCRITTI NEL RUOLO GENERALE DELLE ADI CHE
LORO MINISTERIO DI ASSISTENZA SPIRITUALE NEI CONFRONTI DEI
L’ASSISTENZA SPIRITUALE DEI RICOVERATI FACENTI PARTE DELLE
L’ACCESSO DEI TALI MINISTRI AI PREDETTI ISTITUTI È A TAL FINE
LIBERO E SENZA LIMITAZIONE DI ORARIO. L’ACCESSO È ALTRESÌ
LE DIREZIONI DI TALI ISTITUTI SONO TENUTE A COMUNICARE AI
AI FINI DELL’APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 4 LE ADI
NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI È ASSICURATA LA ASSISTENZA
A TAL FINE LE ADI TRASMETTONO ALL’AUTORITÀ COMPETENTE
IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO INFORMA DI OGNI RICHIESTA
ARTICOLO 7. GLI ONERI FINANZIARI PER LO SVOLGIMENTO DELLA ASSISTENZA
LA REPUBBLICA ITALIANA, NEL GARANTIRE LA LIBERTÀ DI
PER DARE REALE EFFICACIA ALLA ATTUAZIONE DI TALE DIRITTO,
LA REPUBBLICA ITALIANA, NEL GARANTIRE IL CARATTERE
IMPLICAZIONI. TALI ATTIVITÀ SI INSERISCONO NELLO AMBITO DELLE
ATTIVITÀ CULTURALI PREVISTE DALL’ORDINAMENTO SCOLASTICO.
GLI ONERI FINANZIARI SONO COMUNQUE A CARICO DEGLI ORGANI
GLI EDIFICI APERTI AL CULTO PUBBLICO DELLE CHIESE ASSOCIATE
LA FORZA PUBBLICA, SALVO CASI DI URGENTE NECESSITÀ, NON PUÒ
ENTRARE NEGLI EDIFICI APERTI AL CULTO PUBBLICO PER L’ESERCIZIO
DELLE PROPRIE FUNZIONI, SENZA PREVIO AVVISO AI MINISTRI DELLE
SINGOLE CHIESE.
LA REPUBBLICA ITALIANA RICONOSCE GLI EFFETTI CIVILI AI
AVENTI LA CITTADINANZA ITALIANA, A CONDIZIONE CHE L’ATTO RELATIVO SIA TRASCRITTO NEI REGISTRI DELLO STATO CIVILE,
COLORO I QUALI INTENDONO CELEBRARE IL MATRIMONIO AI SENSI
DEL COMMA PRECEDENTE COMUNICANO TALE INTENZIONE
L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE, IL QUALE ABBIA PROCEDUTO
CHE RILASCIA AI NUBENDI IN DUPLICE ORIGINALE.
IL NULLA OSTA, OLTRE A INDICARE CHE LA CELEBRAZIONE NUZIALE
SEGUIRÀ SECONDO LA PREVISIONE DEL PRIMO COMMA E NEL
COMUNE INDICATO DAI NUBENDI, DEVE ATTESTARE CHE AD ESSI
IL MINISTRO DI CULTO DAVANTI AL QUALE HA LUOGO LA
LA TRASMISSIONE DI UN ORIGINALE DELL’ATTO DI MATRIMONIO PER
LA TRASCRIZIONE È FATTA DAL MINISTRO DI CULTO, DAVANTI AL
L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE, CONSTATATA LA REGOLARITÀ
IL MATRIMONIO HA EFFETTI CIVILI DAL MOMENTO DELLA
LE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA”, ENTE MORALE RICONOSCIUTO
N. 1349 , PERSEGUONO FINI DI CULTO, DI ISTRUZIONE E BENEFICIENZA
PREVISTI DALLO STATUTO DELLE ADI E GESTITI DALLE MEDESIME. LE ATTIVITÀ DI ISTRUZIONE E BENEFICIENZA, SVOLTE DALLE ADI AI
SENSI DEL PRECEDENTE COMMA, SONO SOGGETTE, NEL RISPETTO
CONCERNENTE LE STESSE ATTIVITÀ SVOLTE DA ENTI NON
LE CHIESE, ISTITUTI ED OPERE GESTITI DALLE ADI AGISCONO SOTTO
IL CONTROLLO DELLE MEDESIME E SENZA INGERENZA DA PARTE
DELLO STATO, DELLE REGIONI E DI ALTRI ENTI TERRITORIALI.
FERMA RESTANDO LA PERSONALITÀ GIURIDICA DELLE “ASSEMBLEE
DI DIO IN ITALIA”, ENTE MORALE RICONOSCIUTO CON DECRETO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 DICEMBRE 1959, N. 1349 , CON
L’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI APPROVAZIONE DELLA
PRESENTE INTESA, SONO CIVILMENTE RICONOSCIUTI I SEGUENTI ENTI
ECCLESIASTICI AVENTI FINALITÀ DI CULTO, I QUALI SVOLGONO
ANCHE ALTRE ATTIVITÀ AI SENSI DELL’ARTICOLO 14:
IN GUIDONIA- MONTECELIO, FRAZIONE TORLUPARA;
GLI STATUTI DI TALI ENTI SONO DEPOSITATI PRESSO IL MINISTERO
DELLO INTERNO.
I TRASFERIMENTI DI BENI IMMOBILI SCORPORATI DAL PATRIMONIO
DELLE ADI ED ASSEGNATI AGLI ENTI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO E
GLI ALTRI ATTI E ADEMPIMENTI RELATIVI, NECESSARI A NORMA DI
LEGGE, EFFETTUATI ENTRO DICIOTTO MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE
DELLA LEGGE DI APPROVAZIONE DELLA PRESENTE INTESA, SONO
LE ADI PRENDONO ATTO CHE AGLI EFFETTI DELLE LEGGI CIVILI SI
ALLA PREDICAZIONE DELL’EVANGELO, ALL’ESERCIZIO
ARTICOLO 15. LA GESTIONE ORDINARIA E GLI ATTI DI STRAORDINARIA
AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 12 E 13 SI
PER GLI ACQUISTI DI BENI IMMOBILI, L’ACCETTAZIONE DI DONAZIONI
ED EREDITÀ ED IL CONSEGUIMENTO DI LEGATI DA PARTE DI TALI ENTI
SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI CIVILI RELATIVE ALLE
GLI ENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 12 E 13 SONO SOGGETTI AL REGIME
TRIBUTARIO PREVISTO DALLE LEGGI DELLO STATO.
L’ENTE MORALE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” E GLI ALTRI ENTI
DODICI MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI
APPROVAZIONE DELLA PRESENTE INTESA.
NEL REGISTRO DELLE PERSONE GIURIDICHE, CON LE INDICAZIONI
DECORSI I TERMINI DI CUI AL PRIMO COMMA, GLI ENTI
OGNI MUTAMENTO SOSTANZIALE NEL FINE, NELLA DESTINAZIONE
IN CASO DI MUTAMENTO CHE FACCIA PERDERE ALL’ENTE UNO DEI
DELL’ENTE MORALE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” E UDITO IL
LA NOTIFICA DELL’AVVENUTA REVOCA DELL’EREZIONE DI UN ENTE
DA PARTE DEL COMPETENTE ORGANO DELLE ADI DETERMINA LA
CESSAZIONE CON PROVVEDIMENTO STATALE DELLA PERSONALITÀ
GIURIDICA DELL’ENTE STESSO.
LA DEVOLUZIONE DEI BENI DELL’ENTE SOPPRESSO O ESTINTO
AVVIENE SECONDO QUANTO PREVEDE IL PROVVEDIMENTO DELLE ADI, SALVI COMUNQUE LA VOLONTÀ DEI DISPONENTI, I DIRITTI DEI
SONO RICONOSCIUTI I DIPLOMI DI FORMAZIONE TEOLOGICA E
I REGOLAMENTI VIGENTI E LE EVENTUALI MODIFICAZIONI SONO
GLI STUDENTI DEL PREDETTO ISTITUTO POSSONO USUFRUIRE DEGLI
STESSI RINVII DAL SERVIZIO MILITARE ACCORDATI AGLI STUDENTI
DELLE SCUOLE UNIVERSITARIE DI PARI DURATA. LA GESTIONE ED IL
REGOLAMENTO DELL’ISTITUTO NONCHÉ LA NOMINA DEL PERSONALE
INSEGNANTE SPETTANO AGLI ORGANI COMPETENTI DELLE ADI ED A
LORO CARICO RIMANGONO I RELATIVI ONERI FINANZIARI.
LE AFFISSIONI E LA DISTRIBUZIONE DI PUBBLICAZIONI E STAMPATI
EFFETTUATE SENZA AUTORIZZAZIONE NÉ ALTRA INGERENZA DA
PARTE DEGLI ORGANI DELLO STATO E AD ESSERE ESENTI DA
TENUTO CONTO CHE L’ORDINAMENTO RADIOTELEVISIVO SI
FAVORIRE L’ECONOMICITÀ DELLA GESTIONE ED UNA ADEGUATA
È RICONOSCIUTA AGLI INCARICATI DALLE ADI LA LIBERTÀ DI
AUTORIZZAZIONE O IL PAGAMENTO DI ALCUN TRIBUTO LOCALE.
PREMESSO CHE A NORMA DELL’ARTICOLO 26 DELLO STATUTO DELLE
ADI LE CHIESE ASSOCIATE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SCOPI DELL’ENTE STESSO SI SOSTENGONO CON OFFERTE VOLONTARIE DEI
FEDELI, A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 1989 LE PERSONE
MILIONI, A FAVORE DELL’ENTE MORALE ADI DI CUI ALL’ARTICOLO 12
LE RELATIVE MODALITÀ SONO DETERMINATE CON DECRETO DEL
GLI ASSEGNI CORRISPOSTI DALLE ADI PER IL SOSTENTAMENTO
LE ADI PROVVEDONO AD OPERARE SU TALI ASSEGNI LE RITENUTE
A DECORRERE DALL’ANNO FINANZIARIO 1990 LE ADI CONCORRONO
DESTINANDO LE SOMME DEVOLUTE A TALE TITOLO DALLO STATO AD
INTERVENTI SOCIALI ED UMANITARI ANCHE A FAVORE DI PAESI DEL
LE DESTINAZIONI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE VENGONO
STABILITE SULLA BASE DELLE SCELTE ESPRESSE DAI CONTRIBUENTI
IN SEDE DI DICHIARAZIONE ANNUALE DEI REDDITI. IN CASO DI
SCELTE NON ESPRESSE DA PARTE DEI CONTRIBUENTI, LE ADI
DICHIARANO DI RINUNCIARE ALLA QUOTA RELATIVA A TALI SCELTE
IN FAVORE DELLA GESTIONE STATALE, RIMANENDO TALE IMPORTO DI
A DECORRERE DALL’ANNO FINANZIARIO 1993 LO STATO
LA SOMMA DI CUI AL PRIMO COMMA, CALCOLATA SULL’IMPORTO
LA QUOTA DI CUI AL PRIMO COMMA È QUELLA DETERMINATA NELL’
ARTICOLO 47 DELLA LEGGE 20 MAGGIO 1985, N. 222 .
ARTICOLO 24. AL TERMINE DI OGNI TRIENNIO SUCCESSIVO AL 1989, UN’APPOSITA
IL PRESIDENTE DELLE ADI TRASMETTE ANNUALMENTE AL
LA REPUBBLICA ITALIANA E LE ADI SI IMPEGNANO A COLLABORARE
PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI AFFERENTI AL
PATRIMONIO STORICO E CULTURALE DELLE ADI.
LE AUTORITÀ COMPETENTI, NELL’EMANARE LE NORME DI
ATTUAZIONE DELLA LEGGE DI APPROVAZIONE DELLA PRESENTE
INTESA, TERRANNO CONTO DELLE ESIGENZE FATTE LORO PRESENTI
DALLE ADI E AVVIERANNO, SE RICHIESTE, OPPORTUNE
OGNI NORMA CONTRASTANTE CON LA PRESENTE INTESA CESSA DI
DI APPROVAZIONE, AI SENSI DELL’ ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE ,
DELL’INTESA STESSA.
ARTICOLO 29. LE PARTI SOTTOPORRANNO A UN NUOVO ESAME IL CONTENUTO
DELLA PRESENTE INTESA AL TERMINE DEL DECIMO ANNO
DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI APPROVAZIONE, AI SENSI
DELL’ ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE , DELL’INTESA STESSA.
OVE, NEL FRATTEMPO, UNA DELLE DUE PARTI RAVVISASSE LA
OPPORTUNITÀ DI MODIFICHE AL TESTO DELLA PRESENTE INTESA, LE
IN OCCASIONE DI DISEGNI DI LEGGE RELATIVI A MATERIE CHE
ALL’ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE, LE INTESE DEL CASO.
IL GOVERNO PRESENTERÀ AL PARLAMENTO APPOSITO DISEGNO DI
LEGGE DI APPROVAZIONE DELLA PRESENTE INTESA, AI SENSI DELL’
ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE .
BETTINO CRAXI FRANCESCO TOPPI
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References: ART. 6
 ART. 18
 ARTICOLO 47

ART. 26
 ARTICOLO 8
 ARTICOLO 8

ARTICOLO 7

ARTICOLO 15

ARTICOLO 47

ARTICOLO 24
 ARTICOLO 8

ARTICOLO 29
 ARTICOLO 8

ARTICOLO 8