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Timestamp: 2019-08-24 00:26:32+00:00

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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 10 maggio 2016, n. 9449. - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2016 Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 10 maggio 2016, n. 9449.
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 10 maggio 2016, n. 9449.
In tema di condominio negli edifici, qualora l’uso del lastrico solare (o della terrazza a livello) non sia comune a tutti i condomini, dei danni da infiltrazioni nell’appartamento sottostante rispondono sia il proprietario o l’usuario esclusivo, ai sensi dell’art. 2051 c.c., sia il condominio, in forza degli obblighi ex artt. 1130, comma 1, n. 4, e 1135, comma 1, n. 4, c.c., il cui concorso va risolto, in mancanza della prova contraria della specifica imputabilità soggettiva del danno, secondo i criteri di cui all’art. 1126 c.c.
sentenza 10 maggio 2016, n. 9449
1. – Con atto di citazione, notificato il 15 luglio 1999, (OMISSIS) conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Roma, il Condominio (OMISSIS), ed (OMISSIS) per sentirli condannare al risarcimento dei danni causati dalle infiltrazioni verificatesi, tra il novembre 1997 ed il maggio 1998, nel proprio appartamento sito all’int. 9, palazzina D. L’attrice deduceva che le infiltrazioni erano provenienti dal sovrastante terrazzo di proprieta’ esclusiva della (OMISSIS), avente, in parte, funzione di copertura del medesimo edificio, precisando che il Pretore di Roma, in data 19/21 giugno 1999, adito con ricorso per danno temuto, aveva emesso nei confronti di entrambi i convenuti un provvedimento interinale di condanna in solido all’esecuzione di lavori, come indicati dal C.Testo Unico nel corso del giudizio, ed aveva fissato il termine di trenta giorni per l’instaurazione della fase di merito.
2. – Nel corso del giudizio di primo grado la (OMISSIS) proponeva reclamo al Collegio avverso la predetta ordinanza e il Tribunale di Roma, con provvedimento del 13 settembre 1999, rigettava sia il reclamo principale, che quello incidentale, proposto dal Condominio (OMISSIS), confermando l’ordinanza reclamata, con ordine ad ambedue i reclamanti di eseguire, in solido tra loro, le opere descritte nella consulenza tecnica d’ufficio. In esecuzione di detto provvedimento il Condominio (OMISSIS) eseguiva tutte le opere indicate dal C.T.U..
4. – Avverso tale decisione (OMISSIS) proponeva appello chiedendo che, in parziale riforma della sentenza impugnata, il risarcimento del danno a suo carico, in favore della (OMISSIS) fosse rapportato alla sua quota millesimale e non a quella di 1/3 ex articolo 1126 c.c..
5. – La Corte di appello di Roma, con sentenza n. 3279 del 24 luglio 2007, rigettava il gravame, confermando la sentenza impugnata, e quindi ritenendo (OMISSIS) ed il Condominio tenuti ad eliminare tutte le cause delle infiltrazioni di acqua con le dovute riparazioni al terrazzo di copertura dell’edificio, nonche’ a rifondere i danni che dette infiltrazioni avevano provocato all’interno dell’appartamento di (OMISSIS), nella misura indicata dall’articolo 1126 c.c..
6. – Avverso tale decisione (OMISSIS) proponeva ricorso per cassazione, notificato il 9 luglio 2008, affidato ad un unico motivo.
8. La causa e’ quindi stata discussa all’udienza del 28 aprile 2015, in vista della quale la contro ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’articolo 378 c.p.c..
1. – Con l’unico motivo di ricorso, (OMISSIS) deduce violazione di norme di diritto e contraddittoria motivazione (ex articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5) circa la propria legittimazione passiva ex articolo 1126 c.c., e articoli 1130 e 1131 c.c., evidenziando che le sentenze che si erano succedute, pur avendo riconosciuto in fatto che nessuna responsabilita’ diretta era a lei ascrivibile, la avevano tuttavia condannata al risarcimento del danno subito da (OMISSIS) nella misura di cui all’articolo 1126 c.c., oltre alle spese di giudizio. Precisa che il Condominio era stato tempestivamente avvertito delle infiltrazioni e che aveva ritardato gli interventi a causa del mancato raggiungimento della maggioranza per deliberare gli interventi necessari, nonostante il suo voto favorevole. Chiede, quindi, la cassazione della sentenza di appello, sia con riferimento alla regolamentazione delle spese di tutti i gradi di giudizio, le quali dovevano essere poste a carico di (OMISSIS) e del Condominio, che l’avevano illegittimamente evocata in giudizio, sia con riferimento alla imputazione del risarcimento del danno con riferimento all’articolo 1126 c.c., anziche’ in proporzione della quota millesimale.
2. – Come si e’ gia’ riferito, le decisioni del Tribunale e della Corte d’appello di Roma si sono uniformate al principio espresso dalla sentenza di queste Sezioni Unite n. 2672 del 1997, emessa in sede di risoluzione di contrasto, secondo cui “poiche’ il lastrico solare dell’edificio (soggetto al regime del condominio) svolge la funzione di copertura del fabbricato anche se appartiene in proprieta’ superficiaria o se e’ attribuito in uso esclusivo ad uno dei condomini, all’obbligo di provvedere alla sua riparazione o alla sua ricostruzione sono tenuti tutti i condomini, in concorso con il proprietario superficiario o con il titolare del diritto di uso esclusivo. Pertanto, dei danni cagionati all’appartamento sottostante per le infiltrazioni d’acqua provenienti dal lastrico, deteriorato per difetto di manutenzione, rispondono tutti gli obbligati inadempienti alla funzione di conservazione, secondo le proporzioni stabilite dal citato articolo 1126, vale a dire, i condomini ai quali il lastrico serve da copertura, in proporzione dei due terzi, e il titolare della proprieta’ superficiaria o dell’uso esclusivo, in ragione delle altre utilita’, nella misura del terzo residuo”.
3. – La Seconda Sezione civile di questa Corte, con la ordinanza interlocutoria n. 13526 del 2014, ha quindi ritenuto opportuno l’intervento delle Sezioni Unite, manifestando perplessita’ con riferimento alla posizione argomentativa espressa dalla sentenza del 1997, e sollecitando quindi un ripensamento sulla natura giuridica della responsabilita’ per danni provenienti dal lastrico solare di uso o di proprieta’ esclusiva e conseguenti oneri risarcitori.
4. -Il Collegio ritiene che alla questione posta con l’ordinanza di rimessione debba rispondersi nel senso che la responsabilita’ per danni da infiltrazioni prodotte dal lastrico solare o dal terrazzo di proprieta’ o di uso esclusivo va attratta all’ambito di operativita’ dell’articolo 2051 c.c., avuto riguardo alla posizione del soggetto che del lastrico o della terrazza abbia l’uso esclusivo. Ritiene, altresi’, che, tenuto conto della funzione assolta in ambito condominiale dal lastrico o dalla terrazza posta a copertura dell’edificio o di una sua parte, sia configurabile anche una concorrente responsabilita’ del condominio, nel caso in cui l’amministratore ometta di attivare gli obblighi conservativi delle cose comuni su di lui gravanti ai sensi dell’articolo 1130 c.c., comma 1, n. 4, ovvero nel caso in cui l’assemblea non adotti le determinazioni di sua competenza in materia di opere di manutenzione straordinaria, ai sensi dell’articolo 1135 c.c., comma 1, n. 4, (entrambe tali disposizioni nei rispettivi testi originari, applicabili ratione temporis al caso di specie, e comunque non modificati, per quanto rileva in questa sede, nell’ambito della riscrittura dell’articolo 1130, e dell’articolo 1135, da parte della L. 11 dicembre 2012, n. 220.
5. – In applicazione di tale principio, la motivazione della sentenza impugnata deve essere corretta, risultando comunque il dispositivo conforme a diritto. Invero, la pretesa risarcitoria e’ stata azionata dalla proprietaria dell’appartamento danneggiato nei confronti della proprietaria della terrazza a livello e del condominio e la Corte d’appello, facendo applicazione del precedente orientamento espresso da queste Sezioni Unite, ha ritenuto che correttamente il Tribunale avesse affermato che la (OMISSIS) e il Condominio erano corresponsabili del danno subito dalla (OMISSIS), nella proporzione stabilita dall’articolo 1126 c.c., essendo incontestato che il terrazzo di proprieta’ esclusiva della (OMISSIS) svolgeva anche la funzione di copertura del fabbricato condominiale, con la conseguenza che dei danni subiti dalla (OMISSIS) doveva rispondere per due terzi il Condominio e per un terzo la proprietaria della terrazza a livello. Soluzione, questa, che discende anche dall’applicazione dell’enunciato principio di diritto, non venendo in rilievo, nella specie, profili ulteriori e diversi rispetto a quello della ripartizione della responsabilita’ risarcitoria tra proprietaria esclusiva della terrazza a livello e condominio.

References: sentenza 
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 articolo 1126
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 articolo 360
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