Source: http://www.cedifop.it/2007.htm
Timestamp: 2019-01-16 11:16:00+00:00

Document:
CEDIFOP articoli 2007
La storia CEDIFOP raccontata in 33 articoli, pubblicati in 18 news mensili dal 2006 ad oggi
Anno 2007 (n. 26 articoli)
CEDIFOP news n. 18 - Dicembre 2007 - articolo 033
OTS: Esercitazione di rilevamenti batimetrici in area portuale
Venerdì 9 novembre, gli allievi OTS - Operatori Tecnici Subacquei del CEDIFOP hanno compiuto una esercitazione di notevole importanza didattica e operativa presso il porto di Termini Imerese. L'obiettivo era la rilevazione della batimetria di un tratto del molo. La batimetria è la misurazione delle profondità dei fondali marini e dei laghi. E' essenziale prima della progettazione di qualsiasi opera ingegneristica e, in genere, in ogni occasione in cui è necessario avere a disposizione una rappresentazione grafica del fondale, ad esempio per monitorarne i processi di erosione o di insabbiamento.
A questa esercitazione gli allievi OTS sono giunti dopo aver svolto la prevista fase di addestramento in piscina (immersioni alla profondità di cinque metri) con l'utilizzo dell'equipaggiamento e degli strumenti specifici. In particolare, con riferimento all'esercitazione, hanno dovuto apprendere tutte le funzionalità del casco Kirby-Morgan, del Pannello di controllo, dei collegamenti ombelicale-aria-telecomunicazione, di tutte le procedure di preparazione dell'immersione e della gestione successiva, sia in acqua sia a terra. L'OTS infatti svolge il suo lavoro all'interno di una squadra, composta da unità addette a compiti precisi, ognuno determinante per portare a termine in modo ottimale il lavoro assegnato.
Giunti sul molo, dopo l'autorizzazione della locale Capitaneria di Porto, gli allievi, con la supervisione degli istruttori del CEDIFOP, hanno iniziato a mettere in atto le procedure previste. Sono stati divisi in due squadre, ognuna delle quali doveva realizzare una postazione da cui svolgere le operazioni previste dall'esercitazione. Ai responsabili delle due squadre è stata consegnata una Check List, un protocollo di lavoro con tutte le fasi operative e di controllo a cui le squadre devono attenersi durante il lavoro, confermando passo-passo l'attuazione di quanto indicato, a partire dalla preparazione e dell'attrezzatura e dal controllo del funzionamento di ogni strumento. Una fase tutt'altro che di routine, durata oltre un ora.
Completata la verifica, è iniziata preparazione degli OTS. In ognuna delle postazioni dovevano esserne equipaggiati due: il Diver, che si immerge per svolgere il lavoro assegnato; il Diver in Stand by, pronto, a terra, per intervenire nel caso di un problema al Diver, che è sempre in contatto telefonico con la postazione attraverso uno dei cavi che collegano il casco Kirby-Morgan con il Pannello di controllo. Nell'eventualità che in fase di controllo degli strumenti, il collegamento telefonico non fosse funzionate, lo Stand by si immerge insieme al Diver.
Intanto si completava la costruzione del perimetro entro cui eseguire la batimetria: un quadrilatero di 80x50 metri, con boe e bandiere di segnalazione. A partire dal molo fino al lato opposto del perimetro, sono stati stesi alcuni cavi con dei nastri posizionati a distanze differenti. Il Diver aveva il compito di individuare ognuno dei nastri, leggere la profondità a cui si trovava e comunicarla alla postazione. Alla fine delle misurazioni, i dati di ognuna delle postazioni sono stati raccolti ed è stato realizzato un grafico.
Un lavoro dimostratosi utile oltre l'esercitazione, perché utilizzabile anche in altri contesti. Per gli allievi del CEDIFOP una giornata a contatto diretto con uno dei tanti settori in cui può essere impiegato un OTS.
CEDIFOP news n. 17 - Novembre 2007 - articolo 031
Venerdì 23/11/07 CEDIFOP sul canale 848 di SKY
Venerdì 23 novembre andrà in onda alle ore 20,30 - in replica alle ore 23,30 - su OASI.TV, canale 848 di Sky, una puntata della trasmissione CULT, interamente dedicata alla attività formatica del CEDIFOP.
Per collegarsi ad Oasi.Tv:
satellite Hot Bird 13° Est - polarizzazione verticale - trasponder 6 - symbol rate 27.500 - frequenza 12.520
Sintonizzazione automatica: SKY.CANALE 848
CEDIFOP news n. 17 - Novembre 2007 - articolo 030
CEDIFOP 2007/08: Panoramica sulla formazione per OTS
La nuova stagione dei corsi per OTS - Operatori Tecnici Subacquei organizzati dal CEDIFOP di Palermo è iniziata a settembre. Gli allievi, come ormai caratteristica consolidata, sono ragazzi (e quest'anno anche una ragazza) provenienti da varie regioni italiane - dalla Lombardia alla Puglia all'Abruzzo, dal Lazio alla Calabria, alla Sardegna, alla Sicilia - alcuni con esperienza, lavorativa e imprenditoriale, nel settore. Va sottolineato che, dopo la sentenza del Tar del Lazio dello scorso anno, è stato superato l'ostacolo del limite di età per l'iscrizione al Registro sommozzatori delle Capitanerie di porto, con conseguente estensione della fascia dei possibili allievi OTS.
Questa qualifica, anche grazie alla promozione realizzata dal CEDIFOP, ha acquisto nel corso degli anni una importanza crescente in ambito professionale, tanto che, da qualche tempo si assiste a un fenomeno significativo: aziende che operano nell'ambito della subacquea professionale/industriale inviano propri dipendenti al CEDIFOP per formarli come OTS. Una scelta che permette di migliorare il proprio know-how interno e risparmiare sui costi dell'outsourcing. Ne è esempio un allievo del corso in fase di svolgimento. Avendo avuto occasione di conoscere il CEDIFOP attraverso un collega (che ha conseguito la qualifica un paio di anni fa), ha portato a conoscenza di questa opportunità formativa e professionale l'azienda in provincia di Lecce presso cui lavora, trovando parere positivo circa i benefici per entrambe le parti.
Si arriva al CEDIFOP anche grazie ai mass media: Internet (il mese scorso il sito www.cedifop.it ha superato quota un milione di accessi) e riviste di subacquea, dove non di raro sono pubblicati articoli su iniziative previste nel piano di studi (es. esercitazioni svolte nel porto di Palermo) e lettere di persone interessate a iscriversi al corso.
La formazione è molto articolata. Accanto alla parte teorica vi sono, come sopra accennato, le esercitazioni (sia nell'area portuale, sia presso impianti industriali), e la preparazione atletica. Quest'ultima è composta da sessioni di addestramento in piscina e potenziamento (due ore, tre volte la settimana). Inoltre CEDIFOP permette all'allievo di avere una visione più ampia della subacquea professionale/industriale, organizzando iniziative che lo portano all'interno del contesto lavorativo. Basti ricordare la visita, compiuta in ottobre, a due impianti di allevamento ittico, a Milazzo e a Patti Marina (strutture progettate e realizzate da Palumbarus srl di Palermo). Qui gli allievi OTS hanno potuto conoscere direttamente un settore che rientra tra quelli in cui potranno essere impiegati dopo il conseguimento della qualifica.
Grazie alla conoscenza e all'utilizzo dell'equipaggiamento, tecniche e degli strumenti utilizzati dagli OTS (diversi tipi di Kirby-Morgan, pannelli di controllo dei dispositivi collegati, casco aperto, casco da palombaro, pinza "broco" per la saldattura e il taglio subacqueo, muta stagna, muta a circolazione di acqua calda, uso del ROV, ecc), gli allievi acquisiscono una preparazione applicabile sia nella subacquea industriale sia in altre realtà. Il mondo della subacquea è infatti molto articolato e il mare, visto come risorsa, vede la propria rilevanza crescere ogni giorno, sia da punto di vista professionale sia legislativo.
Si pensi ad esempio alle aree marine, con il recente inserimento di 4 di loro (Miramare, Plemmirio, Tavolara-Punta Coda Cavallo e Torre Guaceto) nel protocollo "Aree Specialmente Protette di importanza mediterranea" come aree idonee a rappresentare il patrimonio di biodiversità nel Mediterraneo. Il risultato è stato conseguito nell'ottobre 2007 all'incontro di Madrid degli stati aderenti al "Mediterranean Action Plan", protocollo dell'ONU per la salvaguardia della qualità ambientale del Mediterraneo. Le quattro aree marine avevano presentato la candidatura lo scorso giugno, in occasione dell'Eight Meeting of Focal Point, svoltosi a Palermo.
Il CEDIFOP, oltre a potenziare ogni anno la qualità della formazione, sta partecipando, insieme alle massime organizzazioni professionali e dirigenziali della subacquea (industriale, sportiva, ricreativa) alla fase di formulazione dei principi su cui dovrebbe fondarsi la nuova legge, articolata per settore. Un impianto normativo ampio, riguardante operatori, enti e aziende. Nell'ambito della formazione, ad esempio, permetterà di stabilire procedure per il controllo della qualità della didattica, in modo che sia costantemente adeguata allo sviluppo tecnologico e in linea con le esigenze della aziende.
Quello del CEDIFOP è un microcosmo di culture ed esperienze in cui, come negli anni scorsi, si è subito creata una sintonia notevole tra gli allievi e tra loro e i docenti. I primi corsi per OTS furono organizzati nel 1993. Da allora, anno dopo anno, il CEDIFOP ha perfezionato i propri metodi formativi, tanto che sta per diventare "Full Member" di IDSA - International Diving Schools Association.
CEDIFOP news n. 15 - Settembre 2007 - articolo 027
Palermo si candida per ospitare il meeting internazionale dell'ISDA per il 2009
Su invito ufficiale del Centro Studi CEDIFOP e PALUMBARUS s.r.l. sono state poste le premesse affinchè Palermo ospiti il meeting internazionale dell'IDSA nel 2009. Il meeting si svolge annualmente in uno dei Paesi di appartenenza delle scuole e delle imprese associate. Negli ultimi anni il meeting annuale ha avuto luogo a Galveston Texas - USA (23-25 Ottobre 2006) e ad Helsinki Finlandia (10-12 Settembre 2007). Nel 2008 il meeting si svolgerà negli USA.
CEDIFOP news n. 15 - Settembre 2007 - articolo 025
Operatore Tecnico Subacqueo: la seconda sessione del 2007 inizia il 18 settembre
Scatta il 18 settembre il nuovo corso per allievi OTS (Operatore Tecnico Subacqueo) organizzato dal Centro Studi CEDIFOP presso il Molo Sammuzzo del porto di Palermo. Sono venti gli aspiranti sommozzatori arrivati non solo dalla Sicilia ma anche da altre regioni d’Italia, come la Lombardia, la Sardegna, il Lazio e la Puglia. Tra loro anche una ragazza originaria di Chieti, e diversi “over 35”, che partecipano grazie alla sentenza del Tar del Lazio che ha giudicato “illogico e iniquo” il limite d’età di 35 anni per iscriversi al registro sommozzatori. Il CEDIFOP, diretto da Manos Kouvakis, è uno dei pochi centri nel nostro Paese a rilasciare un attestato valido per l’iscrizione a tale registro, tenuto dalle Capitanerie di Porto. Senza questo documento gli OTS non potrebbero operare in acque portuali e svolgere legalmente questa attività. Il corso si concluderà il prossimo 21 dicembre. Durante questi tre mesi gli allievi si dedicheranno a teoria e pratica, tra lezioni in aula, esercitazioni in piscina e nelle acque dei porti di Palermo e Termini Imerese, nel porticciolo di Acquasanta e presso i Cantieri Navali. Per il CEDIFOP si tratta del secondo corso dell’anno dopo quello organizzato tra febbraio e maggio. Per informazioni sui prossimi appuntamenti si può consultare il sito www.cedifop.it.
CEDIFOP news n. 14 - Agosto 2007 - articolo 024
OTS: Sicurezza, Tutela, Professionalità al centro della futura legge.
Come rilevato dal convegno promosso e organizzato dal Cedifop lo scorso 14 aprile a Palermo, l'attuale carenza legislativa nella subacquea (sportiva, ricreativa, industriale) ha almeno tre pesanti ripercussioni: sul riconoscimento delle qualifiche professionali; sulla tutela degli operatori; sulla sicurezza nel lavoro. Mentre nei tre settori si registra un costante sviluppo formativo, tecnico e organizzativo, la normativa nazionale è ferma al biennio 1979-81, ovvero al decreto ministeriale che riconosceva la figura di "sommozzatore in servizio locale" (che affiancava quella di "palombaro in servizio locale" istituita nel 1942) e alle successive integrazioni relative alla formazione e alla certificazione (possibilità di iscrizione al registro sommozzatori per tutti i cittadini europei). Sembrava l'inizio di un percorso che in poco tempo avrebbe potuto giungere a una regolamentazione completa delle attività subacquee. Invece lì ci si è fermati perchè i successivi disegni di legge non hanno avuto seguito, qualche volta per motivi di schieramento parlamentare, in altre occasioni per la conclusione della legislatura a iter ancora in corso.
Quello più recente, presentato nel 2006 dall'on. Bellotti, è stato subito criticato dagli addetti ai lavori, poichè subordinerebbe le società e gli operatori a una serie di vincoli di cui non appare chiara l'efficacia in riferimento alle richieste di certificazione di qualità, tutela della salute degli operatori, sicurezza del lavoro. Nel complesso, il disegno appare ideato sull'ipotesi della "legge unica per la tutta la subacquea", prospettiva ormai superata dalle recenti analisi dei massimi dirigenti delle organizzazioni professionali e formative di categoria. Anzi, è proprio la differenza di mansioni e competenze per gli operatori dei tre settori e la complessità (forse l'inutilità) della ricerca di una sintesi che valga per tutti ad essere considerato uno dei principali motivi del finora mancato raggiungimento del traguardo legislativo. E' ormai parere comune che la subacquea professionale, quella sportiva/ricreativa e quella industriale debbano avere singole leggi proprie.
Tra i precedenti disegni qualcuno conteneva invece delle innovazioni, che hanno poi avuto seguito sebbene attraverso altre strade. Per esempio, quello presentato dal senatore Battaglia nel 1997. I punti principali erano: riconoscimento della qualifica di OTS; innalzamento a 45 anni del limite di età per l'iscrizione al registro dei sommozzatori; estensione della territorialità entro cui si può operare. Quasi dieci anni dopo, il secondo punto ha trovato un riscontro importante in una sentenza del Tar del Lazio (poi recepita da tutte le Capitanerie di porto), che ha dato ragione ad un sommozzatore il quale, in possesso dell'attestato di OTS, non aveva potuto iscriversi al registro poichè aveva più di 35 anni. Così, in mancanza di una legge nazionale si procede per sentenze e regolamenti che, fin dove possibile, colmano qualcuna delle lacune. Valga in tal senso l'ordinanza emessa dalla Capitaneria di porto di Ravenna nel 1992, con cui si cercava di stabilire regole sulla sicurezza del lavoro subacqueo, sulla competenza dei supervisori delle immersioni e sull'attrezzatura da utilizzare. Regole - poi fatte proprie anche da altre Capitanerie - che sarebbero da inserire nella futura legge.
E' nell'ambito della sicurezza sul lavoro che la mancanza di una normativa nazionale assume risvolti drammatici. Tema di attualità evidenziato dopo la morte nel 2002, per incidente sul lavoro, di Elga Leoni, sub di 29 anni. Al tema della sicurezza è strettamente legato quella della tutela degli lavoratori nel settore. Attualmente le competenze sono divise tra Ipsema - Istituto di Previdenza del Settore Marittimo e Inail. Entrambe però riscontrano un numero ridotto di iscritti (poche centinaia l'Inail, alcune decine Ipsema), segno di un ipotizzabile ampio lavoro sommerso. La legislazione sulla subacquea è necessaria non solo per colmare una lacuna normativa e allinearsi agli altri stati dell'Unione Europea, ma anche per poter utilizzare appieno le professionalità acquisite in sede di formazione. Oggi infatti gli OTS italiani, dopo aver maturato competenze di alto livello per lo svolgimento di lavori di elevata complessità esecutiva, incontrano ostacoli nel riconoscimento della qualifica da parte di grandi società petrolifere internazionali, per le quali, a volte, non è sufficiente l'iscrizione al registro della Capitaneria di Porto.
Nel convegno del Cedifop è emersa una realtà particolarmente esplicita. A fronte delle lacune normative in Italia, vi sono realtà, quali i paesi anglosassoni e in genere quelli dell'Europa settentrionale che si affacciano (e operano) nel Mar del Nord, in cui sono in vigore leggi specifiche e articolate su ogni aspetto della subacquea, sia nell'ambito della sicurezza sia in quello che disciplina le figure professionali. L'attuale fase, che si potrebbe definire transitoria, non deve però essere intesa come periodo di stallo. E' invece, per gli addetti ai lavori, una occasione di elaborazione di progetti e idee da poter subito presentare in sede di redazione della legge. Per i legislatori - nazionali e regionali - è invece una opportunità per sperimentare soluzioni amministrative da cui trarre beneficio in sede comunitaria e internazionale.
CEDIFOP news n. 13 - Luglio 2007 - articolo 022
Conclusi gli esami per gli allievi CEDIFOP. Il prossimo corso OTS partirà a settembre
Con gli esami finali del 7 e 8 giugno, si è concluso il primo corso dell’anno per la formazione di Operatori Tecnici Subacquei (OTS) organizzato dal centro studi Cedifop di Palermo. I venti allievi che tra febbraio e maggio hanno frequentato le lezioni nel centro diretto da Manos Kouvakis sono stati impegnati in una “due giorni” durante la quale, valutati da una commissione, hanno mostrato quanto appreso in questi tre mesi.
Il 7 gli aspiranti OTS hanno sostenuto una prova scritta, che comprendeva una serie di quiz a risposta multipla per un totale di 50 domande. Il giorno dopo, invece, gli allievi si sono recati a Villabate dove, nella piscina Hydra, hanno messo in pratica “sul campo” le tecniche professionali imparate. I sommozzatori non solo hanno dovuto dimostrare ai commissari di essere in grado di gestire un cantiere subacqueo, ma anche di sapere indossare e utilizzare nel modo corretto le attrezzature professionali, come ad esempio i caschi Kirby-Morgan. Per chi opera sott’acqua, infatti, maneggiare con attenzione e cura gli strumenti di lavoro può essere una
questione vitale. Da qui l’importanza di un centro come il Cedifop, uno dei pochi in Italia che rilascia un attestato valido per l’iscrizione al registro sommozzatori delle Capitanerie di Porto, senza cui gli OTS non potrebbero operare in acque portuali e svolgere legalmente questa attività. Il secondo corso del 2007 per diventare OTS comincerà a settembre. Per informazioni consultare il sito www.cedifop.it
CEDIFOP news n. 13 - Luglio 2007 - articolo 021
Operatore Tecnico Subacqueo: Una mancanza cronica nella legislazione Italiana
La figura del “sommozzatore in servizio locale” – che affianca la figura del “palombaro in servizio locale” già istituita dal Codice della Navigazione (articoli 114 e 116) approvato con Regio Decreto n. 327 del 30.03.1942 - istituita dal DM 13 Gennaio 1979, integrato dal DM 31 Marzo 1981, appare subito vincolata al conseguimento di una qualifica professionale che attesti la formazione specifica dell’operatore subacqueo, attuata secondo le modalità previste dall’art. 05 della legge n. 845 del 21 Dicembre 1978 e dalle relative leggi regionali di attuazione. La integrazione del DM 31 Marzo 1981 risultano introdotte allo scopo di contemperare i requisiti formativi e certificativi di questa figura con il quadro internazionale e comunitario (q.v. art 48, § 2 del trattato CEE e art. 1, § 2 del Regolamento CEE / 16, 12 / 1968), che allarga ai cittadini europei la possibilità di iscriversi al registro sommozzatori.
Nei successivi decenni, nessun adeguamento legislativo.
Così, col passare degli anni, e a differenza degli altri Stati dell'Unione Europea, l'Italia non crea una disciplina professionale che, identificando e regolamentando la categoria degli operatori subacquei e iperbarici, nel contempo li tutela. O per meglio dire è rimasta indietro rispetto all’evolversi della professione degli OTS.
Questa mancanza legislativa viene invece recepita dalla Capitaneria di Porto di Ravenna, che nel 1992, con l’ordinanza N. 77, cerca di mettere un po’ d’ordine almeno nel territorio di sua competenza. Cosi introduce una serie di regole, valide per tutto l’ambito delle acque territoriali ricadenti nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Ravenna, per lo svolgimento dei lavori subacquei.
Tra le “regole” più rilevanti che introduce questa ordinanza, citiamo:
- l’obbligo che il personale subacqueo operi sempre sotto la direzione di un responsabile, di comprovata esperienza, che deve autorizzare e sorvegliare tutte le immersioni non solo ai fini della sicurezza sul lavoro, ma anche ai fini della sicurezza della navigazione;
- il responsabile deve poter disporre sempre di un secondo operatore subacqueo, che deve tenersi sempre equipaggiato, pronto ad intervenire in caso di
- gli operatori in immersione devono essere sempre collegati, a mezzo di efficaci e collaudati sistemi di comunicazione, con gli operatori in superficie, per
comunicare qualsiasi necessità, attraverso l’uso di idonei caschi che consentano contemporaneamente la respirazione e la comunicazione.
Regole importanti che innalzano il livello di sicurezza di chi si immerge per fare dei lavori subacquei, ma purtroppo non sono recepite in ambito nazionale. Solo poche capitanerie seguono l’esempio di Ravenna.
Nei 25 anni trascorsi, dal 1982 ad oggi, sono stati elaborati alcuni disegni di legge.
Il primo tentativo di proposta legislativa, è firmato dal senatore Antonio Battaglia che nel 1997 presenta il Disegno di legge 2339. Esso presenta alcune novità:
- lo spostamento del limite di età dai 35 anni (per l’iscrizione al registro dei sommozzatori), a 45 anni;
- il riconoscimento degli OTS come operatori che svolgono attività subacquee lavorative, di qualsiasi tipo, genere, natura e specializzazione operativa, sia in basso che in alto fondale;
- allargamento della territorialità a tutte le acque di demanio marittimo e a quelle interne;
con l’obbiettivo di disciplinare il settore delle attività subacquee professionali/industriali, sia pubbliche che private.
La proposta non completa l’iter legislativo in Parlamento, per cui ci ritroviamo nel 2001 con il Disegno di legge 1219 - presentato dall’On. Alberto Arrighi e, nello stesso anno, viene presentato un altro disegno di legge il Disegno di legge 1698 dall’On. Luigi Martini. Dopo 4 anni di verifica nelle varie commissioni parlamentari, si arriva nel 2005 al Testo unificato della C. 1219 Arrighi e C. 1698 L. Martini. Il fine legislatura non ne consente la trasformazione in legge.
In ordine temporale, l’ultimo disegno di legge, è stato presentato nel Luglio 2006, proposta di legge n.ro 1394 dell’On. Luca Bellotti. Esso altro non è che un ritorno alla proposta 1219 del 2001, senza nessuna miglioria per il settore degli OTS.
Questa proposta di legge, se ratificata, secondo il mio parere, allungherà senza risolverlo il vuoto legislativo che lamenta il settore degli OTS. Infatti questo disegno legge, nel tentativo di ordinare tutta la subacquea, di fatto opera mescolanze di figure professionali che nell’esercizio delle attività subacquee di pertinenza si differenziano enormemente. Mi sembra un regresso che squalifica l'OTS Italiano e non l’auspicato progresso che permetta il riconoscimento dei nostri operatori anche all'estero, contrariamente agli intenti manifestati dal legislatore nella parte introduttiva.
E' nostra convinzione, che c'è assolutamente bisogno di una legge dedicata a chi fa la professione di OTS, questa deve essere differenziata da qualsiasi proposta legislativa che riguardi la professione di subacqueo sportivo (agonistica) o ricreativo (diving), o si occupi della subacquea amatoriale, con disposizioni, vincoli e regole nettamente separati.
Una buona proposta di legge, nel settore subacqueo, non deve contenere al suo interno il tentativo di regolamentare, con le medesime modalità, l’attività dei
sommozzatori e l’attività dei subacquei sportivi o ricreativi, questi ultimi infatti hanno, nell’esercizio della loro attività, (e quindi anche negli strumenti e nelle attrezzature adottate) obbiettivi, regole, addestramento e problematiche molto diverse da quelle degli OTS, inoltre ritengo sia compito delle regioni stabilire i criteri e le regole della subacquea sportivo/ricreativa, adeguandole al territorio specifico, ed è quanto attualmente accade nella maggior parte del territorio Italiano. Mischiare le competenze crea confusione, senza risolvere le problematiche fondamentali della categoria.
Va, comunque sottolineato, alla data odierna, che la proposta legislativa dell'On. Luca Belloti n. 1394, non ha ancora iniziato l'esame nelle varie commissioni
parlamentari, ad iniziare dalla XI commissione alla quale è stata assegnata il 6 dicembre 2006.
In tema legislativo, bisogna anche sottolineare che nel 2006, il TAR del Lazio con la sentenza n.ro 200602150 del 29/03/2006, ha dato ragione ad un sommozzatore che avendo superato il 35esimo anno di età, ed avendo conseguito un attestato di qualifica professionale di OTS, aveva visto respingere la sua domanda l’iscrizione cosi come prevede la legge vigente.
Dopo 2 anni di causa, il tribunale, dando ragione al sommozzatore, si è pronunciato a favore della sua iscrizione nel registro dei sommozzatori.
Ora questa sentenza, recepita da tutte le Capitanerie di Porto, è una realtà.
Ma c’era bisogno di arrivare a tanto?
Di certo, tutte le proposte legislative, elaborate lel'ultimo decenio, non avrebbero risolto tutti i problemi della categoria OTS, che rimangono ancora oggi integralmente da affrontare.
Molti incidenti si sarebbero evitati, con una legge adeguata, con un maggior controllo da parte degli organi preposti, per garantire a chi è OTS una maggiore
professionalità ed impedendo, a chi si improvvisa essere quello che non è, di operare rischiando, a volte, sia la propria vita che quella di chi gli sta vicino.
CEDIFOP news n. 12 - Giugno 2007 - articolo 020
Tempo di esami per gli allievi del CEDIFOP, si conclude il primo corso OTS del 2007
Arriva giugno e anche per gli allievi del Cedifop è tempo di esami. I venti aspiranti OTS (Operatore Tecnico Subacqueo), che tra febbraio e maggio hanno frequentato il corso tenuto dal centro di formazione diretto da Manos Kouvakis, il 7, l’8 e il 9 giugno saranno infatti impegnati nelle prove finali davanti a una commissione che valuterà quanto appreso durante tre mesi di duro lavoro.
Alla fine del corso, articolato su lezioni per un totale di 480 ore, suddivise in 228 di pratica, 198 di teoria e 54 di stage, gli allievi provenienti non solo dalla Sicilia, ma anche da Lombardia, Calabria, Campania e Sardegna, conseguiranno la qualifica di Operatore Tecnico Subacqueo e un attestato, valido per l’iscrizione al Registro Sommozzatori delle Capitanerie di Porto. Il secondo corso del 2007 per diventare OTS inizierà il 18 settembre e terminerà il 21 dicembre.
CEDIFOP news n. 12 - Giugno 2007 - articolo 019
Tutto pronto per il corso 02/PA/2007
Tutto pronto all'avvio del secondo corso del 2007 per diventare O.T.S., con inizio il 18 settembre - terminerà il 21 dicembre. Fra gli iscritti allievi provenienti dall' ABRUZZO, FRIULI-VENEZIA GIULIA, LAZIO, LOMBARDIA, SARDEGNA, VENETO e naturalmente dalla SICILIA, ai quali diamo il benvenuto. Sono inoltre aperte le iscrizioni ai corsi del 2008 per diventare OTS. Come sempre i corsi si svolgeranno nel periodo febbraio/maggio 2008 e settembre/dicembre 2008. Ogni corso è riservato a 20 allievi, la prenotazione è obbligatoria, fino ad esaurimento posti. Il regolamento si può leggere sul seguente link:
http://www.cedifop.it/corsi-2005/regolamento.htm
CEDIFOP news n. 12 - Giugno 2007 - articolo 018
Concetto e limiti del “Sommozzatore in servizio locale” D.M. 13.01.1979
(di Giulio Melegari)
Il DM 13.Gennaio.1979 dell’allora Ministro della Marina Mercantile istituì la figura del “sommozzatore in servizio locale” per affiancarla, differenziandola adeguatamente, alla figura del “palombaro in servizio locale” già istituita dal Codice della Navigazione (articoli 114 e 116) approvato con Regio Decreto n. 327 del 30.03.1942 e dal relativo regolamento di esecuzione (articoli 204 e seguenti) approvato con DPR n. 328 del 15.02.1952. Il Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione Marittima all’articolo 204 specifica la attività dei palombari in servzio locale e le caratteristiche delle imbarcazioni di appoggio e delle attrezzature di supporto (ad esempio pompe e compressori), che devono avere certificazione RINA. All’articolo 205 viene istituito e specificato il registro dei palombari in servizio locale e vengono definiti i requisiti per l’iscrizione allo stesso. In particolare, al punto 6 del primo comma, viene posto come ultimo requisito: “avere effettuato un anno di navigazione in servizio di coperta o avere prestato per lo stesso periodo, servizio nella Marina Militare in qualità di palombaro”.
Se ne desume che ancora oggi chi è dotato di libretto di navigazione e può documentare un anno di imbarco in servizio di coperta, magari a bordo di un peschereccio o di un mezzo navale minore, può richiedere e ottenere l’iscrizione al registro dei palombari in servizio locale pur non possedendo alcuna attestazione o certificazione di formazione professionale specifica. E’ chiaramente una situazione di carenza legislativa e normativa generata da una vacatio legis che, all’epoca, mirava a consentire la formazione e l’inserimento professionale come palombaro a quanti, pur non provenendo dalla Marina Militare, avevano seguito un effettivo e adeguato processo pratico di addestramento al seguito di qualche palombaro esperto, unica via in assenza di scuole riconosciute per palombari civili o commerciali.
La figura del “sommozzatore in servizio locale” istituita e definita dal DM 13 Gennaio 1979, integrato dal DM 31 Marzo 1981 e modificato con DM 02 Febbraio 1982, appare invece subito vincolata dal presupposto di una certificazione che ne attesti la formazione specifica attuata secondo le modalità previste dall’art. 05 della legge n. 845 del 21 Dicembre 1978 e dalle relative leggi regionali di attuazione. La integrazione del DM 31 Marzo 1981 e la modifica del DM 02 Febbraio 1982 risultano introdotte allo scopo di contemperare i requisiti formativi e certificativi di questa figura con il quadro internazionale e comunitario (q.v. art 48, § 2 del trattato CEE e art. 1, § 2 del Regolamento CEE / 16, 12 / 1968), rendendo anche accessibile l’iscrizione ai cittadini di stati comunitari dotati di una certificazione di formazione professionale del paese di origine.
Poiché i porti hanno acque normalmente di batimetria limitata e contenuta e comunque ben inferiore alla profondità di demarcazione tra basso (bf < 50 m.) e alto (af > 50 m.) fondale è intuitivo e implicito che per la iscrizione al registro risulta sufficiente una qualifica formativa professionale di sommozzatore (OSS) o di operatore subacqueo (OTS.bf) di basso fondale rispettivamente abilitato a immergersi con sistemi ad aria compressa fra 0 e 30 metri o fra 0 e 50 metri di profondità.
Tipicamente, inoltre, il tipo di attività espletata dal “sommozzatore in servizio locale” e per la quale è richiesta la coesistenza di certificazione adeguata e di competenze specifiche, è una attività configurabile come attività subacquea costiera (inshore diving), ben diversa dalla attività subacquea industriale in altura (offshore diving), tanto per le profondità raggiunte quanto per il quadro meteomarino e ambientale (mezzi navali di appoggio, attrezzature, tecniche di intervento) nel quale si deve operare.
Aggiuntivamente si deve oggi considerare che le qualifiche e le certificazioni professionali e industriali IDSA e di altre organizzazioni internazionali (e.g. AODC, ADC international, IMCA) non accettano la equivalenza degli attestati di formazione subacquea militare (giudicati invece sufficienti e validi per la iscrizione al registro dei sommozzatori in servizio locale, DM 13.01.1979) per i quali impongono una formazione integrativa e aggiuntiva che comprenda gli argomenti e gli aspetti tipici e caratteristici dell’intervento industriale in altura.
CEDIFOP news n. 11 - Maggio 2007 - articolo 017
nella news di Maggio, dando continuità all'annunciato Convegno del 14 aprile scorso, riportiamo i vari articoli che sono stati scritti sul Convegno, ribadendo il concetto che una legge sulla subacquea professionale/industriale è sempre piu necessaria affinchè questo settore abbia finalmente il suo giusto riconoscimento.
Tutti i tentativi di mischiare la subacquea sportiva (agonistica), ricreativa (diving) con quella professionale/industriale (palombari, sommozzatori, OTS, OTI) non possono che essere criticate sia da noi, che da tutti quelli che durante il convegno del 14 aprile hanno con i loro interventi ribadito questo concetto (IDSA, CMAS, ADISUB, RSTC). E' anche questo che ci porta a contestare la validità della proposta 1394 dell'On. Bellotti (dicembre 2006), che è l'ennesimo tentativo di globalizzare le attività subacquee, facendo confusione e non definendo gli ambiti di competenza degli OTS. Per esempio, le disposizioni dell'ordinanza n.ro 77 del 1992 della capitaneria di porto di Ravenna vengono completamente ignorate. Non vengono definiti gli ambiti lavorativi degli OTS in maniera netta, nè vengono menzionati gli standard minimi per la loro qualificazione.
E' un tentativo che porterà di nuovo un altro vuoto legislativo, almeno per il settore professionale/industriale. Mi sembra un regresso che squalifica l'OTS Italiano e non un progresso che permette il riconoscimento dei nostri operatori anche all'estero, contrariamente agli intenti manifestati dal legislatore nella parte introduttiva.
Anche per tutto questo è stato organizzato il convegno del 14 aprile scorso a Palermo. (http://www.cedifop.it/1997/le%20foto.htm)
E' nostra convinzione, che c'è assolutamente bisogno di una legislazione separata per chi fa la professione di OTS da chi fa la professione di subacqueo sportivo o ricreativo, con disposizioni e leggi nettamente separate.
Tutto questo, ma anche tantissime altre osservazioni in negativo, portano la nuova proposta legislativa ed essere da noi contestata e discutibile nella sua validità, e che ci obbliga moralmente a continuare sulla strada intrapresa per presentare le basi di una nuova proposta legislativa che viene dagli operatori che da anni operano nel settore sia come associazioni internazionali di categoria, sia come ditte di lavori subacquei, sia come enti di formazione nel settore, ma anche e soprattutto dagli operatori che esercitano la professione di OTS.
Noi continueremo nel nostro intento di definire, nelle prossime settimane, le basi di una proposta legislativa dedicata al settore della subacquea professionale/industriale, che qualifica l'operatore tecnico subacqueo italiano sia a livello nazionale che internazionale, sperando dopo tanti decenni e dopo tanti tentativi, di riuscire a sensibilizzare i legislatori ad approvare una legge lineare e senza ambiguità, che rappresenti equamente e valorizzi tutti gli operatori del settore della subacquea professionale industriale.
CEDIFOP news n. 11 - Maggio 2007 - articolo 014
Una legge per le attività subacquee
Tante anime che si fondono in un’unica voce per chiedere una legge che identifichi e tuteli la categoria degli operatori subacquei. Il 14 aprile il Cedifop, il centro studi diretto da Manos Kouvakis, ha organizzato a Palermo il convegno “Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche - le basi per una nuova proposta legislativa”.
L’incontro, che si è svolto presso il Centro direzionale della Provincia, ha riunito, tra gli altri, molti rappresentanti delle tante categorie che coesistono all’interno dell’affascinante ma complesso mondo delle immersioni subacquee. Sportivi, Ots, palombari, guide, archeologi marini. Uomini e donne che amano il mare, che nelle profondità svolgono ruoli e mansioni diverse. C’è chi ci lavora e così si guadagna da vivere, chi semplicemente si tuffa sott’acqua per diletto. Tutti quanti, però, sono concordi su un punto, che li unisce e li mette d’accordo. In Italia esiste un vuoto legislativo, non c’è una chiara disciplina professionale che dica chi sono gli operatori subacquei e iperbarici e che poi li tuteli, per esempio, in caso di infortuni sul lavoro. Questo vuoto va colmato al più presto, secondo loro.
Da qui il convegno. Un primo, importante passo per stilare la base di un disegno di legge nel settore, un documento rispondente alle esigenze delle diverse categorie di lavoratori subacquei. Per capire l’anarchia che regna nel settore, basti pensare che attualmente essi fanno riferimento a un decreto ministeriale, che risale al 13 gennaio 1979 su “Istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale”, con cui nasceva un apposito registro tenuto dalle Capitanerie di porto. Poi basta. A parte un’integrazione del 1981 (che allargava ai cittadini europei e non più solo a quelli italiani la possibilità di iscriversi al registro), tutto è rimasto immutato, mentre nel resto del mondo i legislatori mettevano ordine al settore con provvedimenti e leggi.
Qualcosa, in realtà, i nostri politici hanno provato a farla. Negli ultimi dieci anni, a partire dal 1997, quattro proposte di legge sono state formulate, ma nessuna ha mai completato l’iter parlamentare e quindi è stata mai approvate. Ma anche questi disegni di legge sembrano insufficienti e inadeguati. L’ultimo in ordine di tempo, il testo unificato della C. 1219 Arrighi e C. 1698 L. Martini del 2005, che in alcune delle sue parti introduceva una grande confusione fra subacquea sportivo-turistica-ricreativa e subacquea professionale lavorativa, soprattutto per quanto concerneva le qualifiche e gli attestati di qualificazione professionale: “Noi riteniamo le attività subacquee turistico-ricreative totalmente separate dalle attività connesse ai ‘lavori’ subacquei - ha detto Gaetano Occhiuzzi, presidente dell’Adisub - I due settori si rivolgono ad un mercato completamente diverso”.
Il vuoto normativo crea una sorta di zona d’ombra in cui si insinuano facilmente fenomeni come quello del lavoro nero. A lamentare ciò non solo i sommozzatori, ma anche Antonio Parlato, presidente dell’Ipsema, che ha espresso tutta la sua preoccupazione: “I dati in nostro possesso - ha spiegato - indicano che troppo spesso chi lavora nelle profondità marine lo fa senza tutela a causa della discontinuità e disorganicità dell’attuale legislazione. Servono norme chiare”. Dello stesso avviso l’ammiraglio Ferdinando Lavaggi, comandante della Capitaneria di porto di Palermo, che ha ammesso le difficoltà operative che ogni giorno incontra: “Servono dei paletti, delle regole certe che ci permettano di concedere con più facilità, ma anche con più rigore, i permessi per le immersioni. Ma servirebbero anche per agevolare i controlli che facciamo per attestare eventuali irregolarità. Apprezzamento al convegno ha espresso l’assessore provinciale per le Politiche di coesione ed autonomie locali, Francesco Mangiaracina, che auspica “un maggior interessamento delle istituzioni a questo tema, vitale per la tutela dei lavoratori”.
CEDIFOP news n. 10 - Aprile 2007 - articolo 013
(di Roberta Cefalia)
Dalla Sardegna per visitare la sede operativa del Centro studi Cedifop presso il Molo Sammuzzo del porto di Palermo. Sono nove allievi della III D dell’Istituto tecnico nautico “Buccari” di Cagliari che, accompagnati dal professore di metodologia Fernando Magno, hanno partecipato all’incontro sul tema “Operatore tecnico subacqueo: lavoro e sicurezza nelle immersioni professionali”.
I giovani visitatori sono arrivati nella mattinata di domenica 25 marzo e si sono immediatamente recati al Cedifop, dove hanno potuto conoscere da vicino le tecniche e gli strumenti professionali utilizzati dagli Ots, come il casco da sommozzatore Kirby Morgan, alimentato dalla superficie mediante cavi ombelicali e dotato di microfono, e la sorbona, uno strumento che serve a spianare il territorio sott’acqua. Lunedì mattina gli studenti hanno poi assistito ad una esercitazione presso la Capitaneria di Porto, dove hanno visionato la centrale operativa Wts (stazione radio-radar di sicurezza) e, accompagnati dal Nostromo del Porto, Giovanni Fricano, hanno visitato la Stazione Marittima di Palermo e l’intero scalo.
L’idea di visitare il Cedifop è venuta proprio a uno degli allievi della III D, Davide Marongiu, che una volta terminato il proprio corso di studi intende ottenere la qualifica di Ots. “Sono venuto a conoscenza del Cedifop su Internet cercando alla voce Ots. L’incontro di domenica - racconta Davide - mi ha convinto ancora di più a proseguire su questa strada”. E grazie all’incontro “anche noi - sottolinea Riccardo Porceddu, un altro dei ragazzi - siamo venuti a conoscenza di un’opportunità di formazione e di lavoro importante per il futuro.
CEDIFOP news n. 9 - Marzo 2007 - articolo 012
CEDIFOP news n. 8 - Febbraio 2007 - articolo 011
Giovedì 8 e Venerdì 9 febbraio Esami Finali per il 2° corso OTS del 2006
Per gli allievi del centro studi Cedifop è tempo di esami. Dopo 3 mesi di corso i 14 giovani arrivati da tutta Italia per ottenere la qualifica di Operatore Tecnico Subacqueo sono alla loro ultima prova che, una volta superata, consentirà loro di conseguire l’attestato valido per l’iscrizione al Registro Sommozzatori del Ministero dei Trasporti presso le Capitanerie di Porto. In questo modo si ottiene il libretto di ricognizione che permette di lavorare presso le ditte di subacquea. Senza questa qualifica, infatti, non è possibile operare nelle acque portuali e nelle riserve marine, praticare la maricoltura facendo attività professionale da OTS.
L’esame finale si è svolto al Cedifop, presso il Molo Sammuzzo del Porto di Palermo, davanti una commissione nominata da un decreto dall’Assessorato al Lavoro e presieduta dal Funzionario dell’ufficio di gabinetto del medesimo assessorato Sanfratello Salvatore. Era presente in commissione anche il Capitano di Corvetta Raiteri Rodolfo, nominato dalla Capitaneria di Porto in quanto esperto tecnico del settore.“Da quanto ho riscontrato in questi giorni – ha dichiarato il presidente della Commissione Sanfratello – il Cedifop ha lavorato con molta professionalità e oculatezza. Requisiti essenziali nella formazione visto il tipo di lavoro “rischioso” che svolgeranno questi ragazzi”.
Tra l’altro tutti i partecipanti al corso hanno già svolto attività subacquea sia come passione per il mare sia come lavoro. “Queste persone – ha continuato Sanfratello - non hanno necessità di cercare un lavoro perché sono le stesse aziende a cercare delle figure qualificate. Soprattutto le aziende di estrazione petrolifera, in special modo quelle che operano nei cosiddetti paesi emergenti, hanno grande necessità di figure di OTS specializzate". Il giudizio tecnico da parte del Capitano Raiteri è stato altrettanto soddisfacente: “Ho potuto verificare la serietà con cui vengono svolti questi corsi. I ragazzi hanno già una base di esperienza subacquea ma non tecnica lavorativa per cui è stato curato molto l’aspetto della sicurezza per saper tutelare la propria vita e quella dei colleghi. Il lavoro di sommozzatore oggi è disciplinato in maniera che si lavori in team. Per quanto ho potuto vedere come membro di Commissione tecnica dal Cedifop escono ragazzi in gamba che hanno la possibilità di lavorare in quest’ambiente e ciò costituisce un elemento di vanto per la Sicilia, dato che le scuole sub sono pochissime in tutta Italia”.
CEDIFOP news n. 8 - Febbraio 2007 - articolo 010
Patrocinio IPSEMA, Assessorato Regionale al Turismo e della Provincia Regionale di Palermo per il convegno di marzo
Si svolgerà a Palermo, Sabato 14 Aprile 2007 sul tema "Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche - le basi per una nuova proposta legislativa", l'obiettivo principale del Convegno è quello di stilare un documento che possa fungere da base per formulare una proposta legislativa, riguardante il settore della subacquea professionale e, in particolare i sommozzatori. Fra i primi a dare il loro patrocinio è l'Assessorato al Turismo - Regione Sicilia; la Provincia Regionale di Palermo - Assessorato alle Politiche di Coesione Territoriale ed Autonomie Locali; e l'IPSEMA (Istituto di Previdenza per il settore Marittimo).
Continua, inoltre, la raccolta delle adesioni di quanti in rappresentanza di Enti, Associazioni, Imprese, Ditte ed Organizzazioni, sono interessati ad intervenire. Fra i partecipanti Enti Locali, Capitanerie di Porto, Autorità Portuali, Istituzioni, Ditte di lavori subacquei e Organizzazioni private, interessati all'argomento. Chiunque voglia aderire all'iniziativa, può mandare la sua adesione all'indirizzo cedifop@cedifop.it, o contattare il CEDIFOP ai numeri telefonici 338 3756051 - 091 426935.
CEDIFOP news n. 8 - Febbraio 2007 - articolo 009
Tavola rotonda in tema di OTS a Lerici (La Spezia)
Giorno 06/02/2007 ha avuto luogo la riunione, presso la sede HydroCAT – Centro di Formazione Tiresia – via Matteotti, 61 – Bellavista – a Lerici (La Spezia), alla quale hanno partecipato:
Nella foto, da sinistra: Luca Gatti (HydroCAT-ANPS), Manos Kouvakis (Cedifop), Riccardo Cattaneo (HydroCAT), Ignazio De Judicibus, (DOWC) – Franco Lamenza, (Geo Survey Offshore), Eliana Mini, (SubAqua), Giulio E. Melegari presidente IDSA, Ornella Gattei (DOWC), Zuurbier Stendert e Alberto Gasparin (Palumbarus), Marcello Vinciguerra (Hydra Sport Poseidon)
Durante la riunione, si è discusso, tra l’altro:
- dell’eventuale passaggio del Centro Studi CEDIFOP dall’attuale posizione di "Affiliate Members IDSA" a "Full Members IDSA".
- del Convegno che avrà luogo a Palermo, il 14 Aprile 2007, sul tema “Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche”.
- delle problematiche della professione O.T.S.
CEDIFOP news n. 7 - Gennaio 2007 - articolo 008
L’esercitazione dei sommozzatori rientrava nell’International Cleanup Day.
Gli studenti del Cedifop bonificano i fondali.
I sub OTS hanno recuperato tonnellate di rottami nel porto di Palermo
A caccia di rottami e ferraglia nelle acque del porto di Palermo. I quattordici allievi che partecipano al corso per operatore tecnico subacqueo, organizzato dal Centro Studi Cedifop, diretto da Manos Kouvakis, il 20 e il 21 dicembre scorsi hanno passato al setaccio lo spazio antistante i moli Vittorio Veneto e Sammuzzo dello scalo palermitano.
Due parabordi per la protezione delle navi dal peso di oltre 900 chilogrammi ciascuno, e poi svariate lastre di ferro corrose dall’acqua marina, transenne in acciaio, pneumatici, tubi innocenti. E’ il bottino finale di due giorni di lavoro, nel quale gli aspiranti sommozzatori sono stati guidati dal gruppo di docenti che li ha seguiti durante il corso, cominciato nel mese di settembre. Gli uomini sono stati divisi in due squadre, ciascuna composta da sette elementi, tra chi materialmente scendeva in acqua, chi invece si occupava di gestire le comunicazioni con gli operatori sul fondo e chi, infine, era impegnato nella cura dei cavi che forniscono aria ai subacquei.
Per la due giorni di immersioni, inserite nel progetto europeo AWARE chiamato “CleanUp Day - Pulizia fondali Porto di Palermo”, divulgato dalla Project AWARE Foundation, gli allievi OTS hanno utilizzato moderne apparecchiature professionali come il casco Kirby Morgan ad alimentazione ombelicale che, oltre a proteggere la testa dell’operatore da eventuali urti, gli permette di respirare senza erogatore e di comunicare con la superficie tramite un canale radio, e il R.O.V. Phantom Hd, un robot subacqueo a due motori radiocomandato, al quale è fissata una telecamera per il monitoraggio dei fondali. Una volta individuati i rottami da prelevare, i sommozzatori li hanno portati in superficie grazie a dei palloni di sollevamento. Tutto il materiale rinvenuto è poi stato consegnato all’Amia per lo smaltimento. Tra le personalità presenti all’evento, anche gli assessori provinciali alla Coesione territoriale, Francesco Mangiaracina, e quello al Personale, Giuseppe Prestigiacomo, e il capitano di vascello Salvatore Valastro, in rappresentanza della Capitaneria di porto di Palermo.

References: articolo 033
 articolo 031
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