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Timestamp: 2018-10-20 19:39:08+00:00

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memoria difensiva prefetto sostanze stupefacenti sanzioni. | Studio Legale De Lalla
Inizio Difesa in tema di spaccio di sostanze stupefacenti ex DPR 309/1990., Modelli di atti difensivi., Topnews. Tutte le news in ordine di pubblicazione. Art. 75 DPR 309/1990: la sanzione amministrativa per il consumatore di stupefacenti. La memoria difensiva al Prefetto.
Pubblichiamo in questa pagina un modello di memoria difensiva redatta in relazione al procedimento amministrativo che può scaturire ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/90 (Testo Unico sugli stupefacenti) nei confronti di colui che venga trovato in possesso di sostanze stupefacenti. Come è noto, l’art. 75 del DPR 309/90 punisce attraverso l’applicazione di sanzioni amministrative “Chiunque illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope fuori dalle ipotesi di cui all’articolo 73, comma 1-bis, o medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella II, sezioni B e C, fuori delle condizioni di cui all’articolo 72, comma 2,…”. La condotta di cui al citato articolo integra un illecito amministrativo e sostanzialmente riguarda tutte quelle ipotesi in cui la detenzione è destinata al solo uso personale (diversamente dalla detenzione a fini di spaccio e traffico di stupefacenti di cui all’art. 73 del medesimo decreto che ha, invece, rilevanza penale).
Brevemente ricordiamo l’iter procedurale previsto dalla normativa qualora venga accertato da parte delle forze dell’ordine il possesso di sostanze stupefacenti.
In primo luogo, al momento del fermo da parte delle Forze dell’ordine, accertato il possesso di presunta sostanza stupefacente, a carico del possessore viene elevato verbale di contestazione ai sensi dell’art. 75 DPR 309/1990 e la sostanza stupefacente viene sequestrata ed inviata ad un laboratorio di analisi per determinare la qualità e la quantità di principio attivo. Successivamente, le forze dell’ordine provvedono a segnalare il possessore al Prefetto del luogo di residenza per l’avvio del relativo procedimento amministrativo. Peraltro, se al momento del fermo l’interessato ha la diretta ed immediata disponibilità di un veicolo a motore, è previsto che le Forze dell’ordine procedano al ritiro immediato della patente di guida per un periodo di trenta giorni e alla trasmissione al Prefetto competente (se si tratta di un ciclomotore oltre alla patente viene ritirato anche il certificato di idoneità tecnica e viene disposto il fermo amministrativo del mezzo).
Il Prefetto, una volta ricevuta la segnalazione, ritenuta la fondatezza dell’accertamento, entro quaranta giorni (ma il termine non è perentorio) convoca avanti a sé la persona segnalata per valutare, a seguito del colloquio, le sanzioni amministrative da irrogare.
Le sanzioni amministrative previste consistono sostanzialmente nella sospensione o nel divieto di conseguimento (se non si è ancora in possesso), a seconda della gravità della violazione, dei seguenti documenti: – Patente di guida, per un periodo fino a tre anni; – Licenza di porto d’armi; – Passaporto e ogni altro documento equipollente; – Permesso di soggiorno per motivi di turismo per i cittadini extracomunitari.
Tuttavia, vi è anche la possibilità che il Prefetto, qualora ne ricorrano i presupposti, in luogo delle sanzioni di cui sopra, possa formulare a carico dell’interessato solamente un invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti. L’ultimo comma dell’art. 75, infatti, espressamente prevede che “se per i fatti previsti dal comma 1, nel caso di particolare tenuita’ della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il Prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno”.
Ciò premesso, nell’ambito del procedimento amministrativo di cui si è detto, è prevista la possibilità per il soggetto segnalato di presentare al Prefetto scritti difensivi e documenti, nonché di richiedere un’audizione (ovvero di essere ascoltato).
Sebbene la normativa indichi il termine di 30 giorni dalla notifica del verbale di contestazione per la presentazione di scritti difensivi, in ogni caso non si tratta di un termine perentorio e vi è la possibilità di depositare memorie anche successivamente (nelle more del procedimento).
Illustriamo, dunque, qui di seguito il modello di memoria difensiva per il procedimento amministrativo di cui all’art. 75 DPR 309/1990 redatta dallo Studio legale de Lalla al fine di contenere la portata afflittiva delle eventuali sanzioni amministrative irrogande dal Prefetto competente.
Lo scopo è quello di illustrare e documentare un quadro di stabilità sociale, lavorativa, familiare e giudiziaria (ovvero l’assenza di procedimenti penali di qualsivoglia natura) del presunto assuntore affinché l’illecito amministrativo sia effettivamente valutato come occasionale e tenue.
ALL’ILL.MA PREFETTURA
Memoria difensiva e allegazione documentale
per il procedimento amministrativo ex art. 75 DPR 309/1990
Il sottoscritto Avv. Giuseppe Maria de Lalla del Foro di Milano, con Studio in Milano, Via Francesco Sforza 19, difensore (come da nomina in atti) del Signor
nato a il , residente in , via , – elettivamente domiciliato per la presente procedura presso lo Studio del sottoscritto difensore in Milano, via Francesco Sforza 19 – in relazione alla procedura amministrativa di cui al verbale di contestazione elevato dalla Questura di Milano – Squadra Mobile del 26.03.2015 (All.ti 1)
– Che in data 26.03.2015 veniva elevato a carico del Signor Rossi dalla Squadra Mobile di Milano verbale di contestazione ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/1990 per il possesso finalizzato al consumo personale di sostanza stupefacente di tipo cocaina per un peso lordo pari a g. 1,2.
– Che a seguito del suddetto verbale scaturiva innanzi a Codesto Ill.mo Prefetto il relativo procedimento amministrativo a carico del Signor Rossi ex art. 75 D.P.R. 309/1990;
– Che il fatto contestato al Rossi, fermato in occasione di un controllo di routine effettuato dalla Squadra Mobile, evidenziava una condotta dalla gravità contenuta, considerato che veniva riscontrato il possesso di sostanza stupefacente di tipo cocaina per un quantitativo destinato al solo uso personale (soli 1,2 grammi lordi);
– Che, in sede di accertamenti, non veniva riscontrata alcuna alterazione fisica e psichica nell’assistito di chi scrive;
– Che il medesimo non si trovava alla guida di alcun veicolo;
– Che il Rossi aveva un atteggiamento del tutto collaborativo con gli operanti;
– Che per il Rossi – soggetto del tutto incensurato ed assolutamente privo di procedimenti penali pendenti (All.ti 2, 3 e 4) – si tratta di un fatto assolutamente occasionale; una iniziativa del tutto isolata non essendo egli mai stato un consumatore sistematico o anche solo reiterato e per puro spirito edonistico di sostanze stupefacenti di qualsivoglia natura;
– Che, invero, il percorso personale, di studi e lavorativo del Rossi (oltre dettagliatamente illustrato e documentato) depone per uno stile di vita improntato all’impegno ed alla realizzazione personale anche attraverso l’assunzione di responsabilità nell’ottica del raggiungimento degli obbiettivi prefissatisi
– Che il Rossi nel 2004 si laureava a pieni voti presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università degli studi di Milano (All.to 5);
– Che durante il periodo universitario partecipava con profitto anche a corsi di formazione specifica, tra cui il Master in …… organizzato dalla …… (All.to 6)
– Che, altresì, dal luglio 2001 al novembre 2002 collaborava con la ….. di Milano, in qualità di interprete e traduttore di lingua russa e francese nell’ambito di un indagine coordinata dagli agenti X e Y;
– Che il Rossi dall’anno 2013 al maggio 2015 svolgeva la propria attività lavorativa alle dipendenze della Società “…….” con la qualifica di Dirigente (All.to 7);
– Che dalla suddetta attività l’assistito di chi scrive percepiva uno stipendio mensile di € ….. (All.to 8);
– Che il Rossi a far data dal 15 maggio 2015 inizierà un nuovo rapporto di lavoro presso la Società “……..”, con contratto di assunzione a tempo indeterminato, con qualifica di Dirigente e con il ruolo di “…….” (All.to 9);
– Che tra le prime e fondamentali mansioni del Rossi quale dirigente rientrano anche spostamenti e viaggi in Italia ed eventualmente all’estero;
– Che il Rossi da tempo si prende cura della nonna Sempronia gravemente ammalata;
– Che, invero, alla Signora Sempronia veniva diagnosticato ……. che la costringeva a subire tra il …. e il …. diversi interventi chirurgici e cicli di terapie …….. (All.to 10);
– Che il Rossi per assistere la nonna compie frequenti spostamenti tra …. e …., dove vive la Signora Sempronia e dove la stessa è seguita e spesso ricoverata.
– Che il Rossi dall’aprile 2015 partecipa al programma di Sostegno a distanza della ….. – che si occupa di migliorare le condizioni di vita dei bambini del terzo mondo – contribuendo ogni mese con una donazione in denaro (All.to 11);
– Che il Signor Rossi in data 21.03.2015 sottoscriveva proposta irrevocabile di acquisto relativa all’immobile sito nel Comune di …….., via (All.to 12);
– Che per l’acquisto del suddetto immobile l’assistito di chi scrive dovrà versare entro …….. la somma complessiva di ………;
Come è noto, l’art. 75 del DPR 309/99 prevede l’applicazione di sanzioni amministrative che riguardano la sospensione o il divieto di conseguimento per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno, di una o più licenze, tra cui la patente di guida, il passaporto ed equipollente, il porto d’armi e il permesso di soggiorno per motivi di turismo.
L’ultimo comma del citato articolo prevede, altresì, che “se per i fatti previsti dal comma 1, nel caso di particolare tenuita’ della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il Prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno”.
Nel caso di specie, come rilevato nelle premesse, l’accertamento veniva eseguito in maniera del tutto casuale ed evidenziava una condotta dalla gravità contenuta per modi e tempi di esecuzione (un acquisto estemporaneo avvenuto in mezzo alla strada da un pusher, evidentemente, che il Rossi non aveva mai incontrato prima) e per la quantità del tutto modica di sostanza stupefacente e, soprattutto, occasionale.
Come detto, il Rossi, che veniva fermato durante un normale controllo di routine:
– non si trovava alla guida di alcun veicolo;
– non veniva riscontrata alcuna alterazione fisica e psichica nel medesimo;
– veniva trovato in possesso di un esiguo quantitativo di sostanza stupefacente destinata al solo uso personale.
I documenti allegati dimostrano che il Rossi – oltre ad essere esente da qualsiasi procedimento penale ed assolutamente estraneo a qualsiasi contesto criminale o criminogeno o legato a tossicodipendenze – ha sempre tenuto una condotta personale, familiare e lavorativa impeccabile ed irreprensibile.
Dopo un proficuo percorso formativo, il Rossi conseguiva importanti traguardi in ambito lavorativo, sino ad arrivare a ricoprire cariche dirigenziali in importanti e rinomate aziende oltre che a collaborare con l’Autorità Giudiziaria nel contesto di una operazione contro il crimine organizzato.
Peraltro, proprio l’attuale posizione lavorativa comporta per il Rossi frequenti spostamenti in Italia e all’estero.
A tale significativa attività lavorativa, l’istante affianca il proprio impegno a favore di persone bisognose, in particolare, a bambini del terzo mondo, fornendo ogni mese, tramite la ONLUS “Save the children”, un aiuto costante e concreto attraverso donazioni in denaro.
Ciò posto, è di intuitiva evidenza come l’eventuale applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’art 75 del DPR 309/99 (ed in special modo il ritiro del passaporto e della patente di guida) comporterebbe per il Signor Rossi un pregiudizio nella sfera lavorativa assolutamente più incisivo e punitivo rispetto all’intenzione del Legislatore in ordine allo scopo delle sanzioni prefettizie per l’uso personale di sostanze stupefacenti (ed invero, si potrebbe realizzare l’irreversibile danno della perdita dell’attività lavorativa fondamentale anche per l’oneroso impegno economico del Rossi sopra documentato inerente l’acquisto della prima casa).
A ciò si aggiunga la fondamentale esigenza per l’odierno istante di spostarsi da…. a …. per poter assistere al meglio la madre di cui è l’unico ad occuparsi.
Alla luce della documentazione allegata e in difetto di qualsivoglia comportamento recidivo del Rossi – che mai prima di oggi è stato oggetto di provvedimenti di codesta Autorità Amministrativa o di quella Giudiziaria – è possibile formulare una previsione certamente favorevole circa l’astensione del giovane da altre condotte illecite; ipotesi in astratto precipuamente prevista dal Legislatore per la migliore applicazione dell’art. 75 in parola.
Tutto ciò premesso, evidenziato ed osservato il sottoscritto difensore
Che l’Ill.mo Prefetto di ……. – previa audizione dell’istante – Voglia archiviare il presente procedimento o, in subordine, Voglia definire il predetto procedimento, anche alla luce della richiesta audizione – con il formale invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti.
Milano, li ……
(Ogni diritto riservato).
art. 75 DPR 309/1990assuntore stupefacentisanzioni amministrative
L’assistenza delle persone offese nel giudizio a carico di minorenni. La tragedia di Siliqua.
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References: Art. 75
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 sentenza 
 art. 624