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Timestamp: 2018-01-18 05:31:19+00:00

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CHIUSURA DELLE LITI PENDENTI <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
PAGAMENTO RATEALE E DINIEGHI: LE RISPOSTE DELLE ENTRATE
L’Agenzia delle Entrate ha risposto ad alcuni quesiti (sul versamento rateale e dinieghi) relativi alla chiusura delle liti fiscali pendenti, disciplinata dall’art. 16, legge n. 289/2002 (Finanziaria 2003), e dall’art. 2, comma 49, legge n. 350/2003 (Finanziaria 2004).
(Circolare Agenzia delle Entrate 02/02/2007, n. 4/E)
FINANZIARIA 2007 – SOCIETÀ DI COMODO: LE ENTRATE ILLUSTRANO LA NUOVA DISCIPLINA
L’Agenzia delle Entrate ha illustrato la disciplina per le società non operative (c.d. società «di comodo»), alla luce delle novità introdotte dalla Finanziaria 2007: Funzione, modalità di presentazione ed effetti dell’istanza di disapplicazione prevista dal nuovo art. 30, comma 4-bis, legge n. 724/1994.
(Circolare Agenzia delle Entrate <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />02/02/2007, n. 5/E)
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 5/2007 ha fornito chiarimenti in merito alle novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2007, riguardo la disciplina delle società non operative: Funzione, modalità di presentazione ed effetti dell’istanza di disapplicazione prevista dal nuovo comma 4-bis dell’art. 30 della Legge n. 724/1994.
Nel suddetto documento viene evidenziato che, in presenza di validi motivi, si può chiedere al direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate la disapplicazione delle norme che obbligano le società non operative a dichiarare un reddito minimo.
La circolare, inoltre, ha effettua una ricognizione dei più ricorrenti casi che consentono la disapplicazione, rilevando che, in assenza del contraddittorio con l’ufficio dell’Amministrazione fiscale, non é ammesso il ricorso alla Commissione Tributaria.
MASSIMALE DI REDDITO IMPONIBILE PER IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI 2007
Le aliquote contributive dovute per il pagamento dei contributi di pertinenza degli iscritti alla gestione separata per il 2007 devono essere applicate facendo riferimento ai redditi conseguiti fino al raggiungimento del massimale di reddito, pari – per il 2007 – a 87.187,00 euro. Il minimale da prendere in considerazione – per il 2007 – relativamente all’accredito dei contributi mensili è pari a 13.598,00 euro.
(Messaggio INPS 31/01/2007, n. 2647)
IVA – IL CONFINE TRA PERIZIA E CONSULENZA SEGNA LA TERRITORIALITÀ DELLA PRESTAZIONE
Relativamente alla territorialità delle prestazioni di servizi l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta individuazione dei caratteri distintivi delle attività di perizia rispetto a quella di consulenza di cui rispettivamente alle lett. b) e d) dell’art. 7, comma 4 D.P.R. n. 633/1972.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 01/02/2007, n. 15/E)
Con la Risoluzione n. 15/2007, è stato precisato che per quanto riguarda il criterio di territorialità ai fini IVA, il servizio di classificazione di una nave (secondo le norme del registro navale italiano) non consiste in una prestazione a carattere scientifico, ma può essere fatta rientrare tra le perizie o le consulenze, di cui all’art. 7, comma 4, lett. b), oppure alle lettere d) ed e) del comma medesimo.
IVA – OPZIONE PER LA SEMPLIFICAZIONE CONTABILE: SULLE OPERAZIONI ATTIVE NON SI APPLICA L’ESENZIONE EX ART. 10, N. 27-QUINQUIES
Le cessioni di veicoli afferenti l’attività di credito al consumo – in riferimento alla quale vengono svolte anche operazioni imponibili – operate da una società che ha esercitato l’opzione per la semplificazione contabile ex art. 36-bis, D.P.R. n. 633/1972, non possono beneficiare del trattamento di esenzione stabilito dall’art. 10, n. 27-quinques), dello stesso decreto.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 01/02/2007, n. 16/E)
Con la Risoluzione n. 16/2007, l’Agenzia, prendendo le mosse dalla Circolare n. 328/1997, afferma che la dispensa degli adempimenti di fatturazione e registrazione per le operazioni esenti in base all’opzione di cui all’art. 36-bis, pur determinando il divieto di detrazione (anche in caso di operazioni imponibili) al momento dell’acquisto dei beni, non rende ammissibile, per le successive cessioni, l’esenzione di cui all’art. 10, n. 27-quinquies.
Indetraibilità compatibile con l’Iva
E’ dovuta l’Iva sulla vendita di un bene per il cui acquisto non era stata esercitata la detrazione per effetto dell’opzione per la dispensa dagli adempimenti relativi alle operazioni esenti; in tale ipotesi, l’indetraibilità a monte non vale quindi a escludere la tassazione a valle. Lo ha dichiarato l’agenzia delle entrate con la risoluzione n. 16 del 1° febbraio 2007, ribadendo l’orientamento espresso nella circolare n. 328/97, secondo cui il divieto di detrazione conseguente all’attivazione della dispensa di cui all’articolo 36-bis del dpr 633/72 non consente di applicare, in fase di cessione, la norma di esenzione di cui all’art. 10, n. 27-quinquies. Nella risposta, l’agenzia ha osservato che la disposizione dell’art. 36-bis, secondo comma, che rende totalmente indetraibile l’Iva a monte in caso di opzione per la dispensa degli adempimenti relativi alle operazioni esenti di cui al primo comma, costituisce una previsione speciale nell’ambito del sistema dell’Iva, essendo dettata con esclusivo riferimento a un regime attivabile in via opzionale.
L’OPZIONE PER IL CONSOLIDATO NAZIONALE SOPRAVVIVE ALLA SCISSIONE MA NON ALLA FUSIONE
L’Agenzia delle Entrate ha analizzato le possibilità del mantenimento del regime di tassazione del consolidato nazionale nel caso in cui vengano effettuate operazioni straordinarie che coinvolgono società comprese nel c.d. perimetro di consolidamento.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 01/02/2007, n. 17/E)
CURATORI FALLIMENTARI: SONO TENUTI AD EFFETTUARE LA RITENUTA D’ACCONTO SUI COMPENSI EROGATI ALL’IVG
L’Istituto Vendite Giudiziarie incaricato di effettuare le operazioni di vendita nell’ambito della procedura fallimentare agisce in base ad un rapporto di commissione e, di conseguenza, i compensi ad esso erogati devono essere assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del curatore, in quanto riconducibili all’art. 25-bis, D.P.R. n. 600/1973.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 02/02/2007, n. 18/E)
ICI: I COMUNI DEVONO AMMETTERE IL PAGAMENTO CON IL MODELLO F24
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota diffusa il 1.2.2007, ha chiarito che la Legge Finanziaria 2007 non impedisce ai Comuni di disporre, con proprio regolamento, le modalità di riscossione dell’ICI, ma essi non possono, però, impedire il versamento del tributo attraverso il modello F24.
Il problema era sorto dal fatto che il comma 175, Legge n. 296/2006 ha abrogato l’art. 59, comma 1, lett. n), D.Lgs. n. 446/1997, che lasciava ai Comuni ampia autonomia nella disciplina delle modalità di esecuzione dei versamenti, ma non ha modificato l’art. 52, del decreto medesimo, che stabilisce la potestà regolamentare del Comune relativamente alle proprie entrate tributarie.
Pertanto, i Comuni potranno richiedere il versamento dell’ICI attraverso una delle seguenti modalità:
– tramite bollettino intestato al concessionario;
– con il bollettino intestato al conto di tesoreria comunale;
– con altre modalità (bollettino telematico, sito web propria banca, ecc.);
– con F24, senza necessità della preventiva sottoscrizione della convenzione con l’Agenzia delle entrate da parte del singolo Comune.
NOVITÀ DELLA FINANZIARIA ALL’ACCERTAMENTO DA STUDI DI SETTORE: SENTENZA DELLA CTP DI BARI
Con Sentenza 26 gennaio 2007, n. 228/8/06, la Commissione Tributaria Provinciale di Bari si è espressa in merito all’ambito di applicazione delle novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2007 in materia di accertamento basato sugli studi di settore.
In particolare, i Giudici hanno disposto che la nuova previsione secondo la quale l’accertamento da studi può basarsi sui dati forniti da Ge.ri.co. anche nell’ipotesi in cui non vi sia grave scostamento tra redditi dichiarati e redditi presunti:
– non ha efficacia retroattiva, e trova quindi applicazione solo a decorrere dal 1° gennaio 2007;
– non ha natura procedimentale.
DESTINAZIONE DEL TFR E FONDI INPS: FIRMATI I DECRETI ATTUATIVI
I Ministri del Lavoro e dell’Economia hanno firmato i due decreti interministeriali che disciplinano:
1) le modalità di conferimento del TFR maturando alla previdenza complementare,
2) il versamento all’Inps del TFR non destinato ai fondi pensione da parte dei lavoratori delle aziende che occupano almeno 50 dipendenti.
La soglia è calcolata in base alla media dei lavoratori subordinati impiegati nell’anno 2006, indipendentemente dalle tipologie contrattuali e dalla durata del rapporto di lavoro.
I lavoratori a tempo parziale sono, però, conteggiati in base all’orario effettivamente svolto, come disposto dal D.Lgs.61/2000.
Al decreto che disciplina l’adesione alla previdenza complementare sono allegati i modelli TFR1 e TFR2 che i dipendenti dovranno utilizzare per esprimere la scelta di destinazione del TFR maturando.
Sono fatte salve le scelte già espresse dal 1° gennaio 2007 alla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, fermo restando che quelle manifestate a favore dei fondi pensione dovranno essere confermate compilando il modello ministeriale entro 30 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta.
DECRETO SULLE LIBERALIZZAZIONI: PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1 febbraio 2007, n. 26, il Decreto Legge 31 gennaio 2007, n. 7, contenente le “Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese”, e meglio conosciuto come Decreto sulle liberalizzazioni.
Il Decreto produce i suoi effetti a decorrere dal 2 febbraio 2007 (tale fonte normativa entra infatti in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione), e dovrà essere presentato alle Camere per la conversione in Legge.
Ai fini dell’avvio dell’attività d’impresa, l’interessato presenta all’ufficio del registro delle imprese, per via telematica, la comunicazione unica che vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonchè per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.
L’ufficio del registro delle imprese contestualmente rilascia la ricevuta, che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività imprenditoriale, e dà notizia alle Amministrazioni competenti dell’avvenuta presentazione della comunicazione unica.
– Le attività di acconciatore e l’attività di estetista sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività, da presentare al comune territorialmente competente.
– Le attività di pulizia e disinfezione, e di facchinaggio sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività da presentare alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente, e non possono essere subordinate a particolari requisiti professionali.
– Le attività di guida turistica e accompagnatore turistico non possono essere subordinate all’obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza, fermo restando il possesso dei requisiti di qualificazione professionale.
– L’attività di autoscuola é soggetta alla sola dichiarazione di inizio attività da presentare all’amministrazione provinciale territorialmente competente.
IVA – LA STABILE ORGANIZZAZIONE NON È SOGGETTO PASSIVO
La prestazione di servizi eseguita da una società a favore di una propria struttura secondaria priva di personalità giuridica, quale una filiale, anche se situata in altro Paese membro dell’Unione europea, non può ritenersi soggetta ad IVA anche se alla struttura secondaria viene addebitato un costo dalla casa madre.
(Cassazione civile Sentenza 12/01/2007, n. 526)
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References: art. 30
 ART. 10
 art. 36
 SENTENZA 
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