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Timestamp: 2020-07-07 03:59:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18853 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18853 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. lav., 26/09/2016, (ud. 05/05/2016, dep. 26/09/2016), n.18853
sul ricorso 26020/2011 proposto da:
UNIVERSITA’ STUDI DI (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 116/2011 del TRIBUNALE di (OMISSIS),
depositata il 06/06/2011, R.G. N. 418/2008;
UDITO l’Avvocato BRUNELO PAOLO FRANCESCO;
1 – Il Tribunale di (OMISSIS) con sentenza del 20 aprile 2011 ha respinto le domande proposte dagli attuali ricorrenti e da altri litisconsorti i quali, nel convenire in giudizio l’Università degli studi di (OMISSIS), avevano chiesto l’accertamento del diritto ad essere inquadrati, a decorrere dal 9 agosto 2000, nella posizione economica Dl, previa dichiarazione di nullità dell’art. 74 del CCNL Comparto Università per il quadriennio (OMISSIS) e della tabella 6 allegata allo stesso contratto. I ricorrenti avevano, inoltre, domandato la condanna della convenuta al pagamento delle differenze retributive nonchè al risarcimento del danno da perdita di chance, in quanto l’erroneo inquadramento nella categoria C li aveva privati della possibilità di transitare, per progressione orizzontale, nelle posizioni economiche più elevate.
3 – Per la cassazione della sentenza hanno proposto ricorso per saltum i ricorrenti indicati in epigrafe sulla base di un unico motivo, articolato in più punti. L’Università degli Studi di (OMISSIS) è rimasta intimata.
1- 1 ricorrenti denunciano, ex art. 360 c.p.c., n. 3, “violazione e/o erronea applicazione dell’art. 3 Cost., art. 35 Cost., comma 2, art. 36 Cost. e art. 97 Cost., comma 1, anche in relazione al D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 45, comma 2 e art. 52, comma 1 – disparità di trattamento nell’ambito della medesima qualifica funzionale di provenienza violazione del principio di legalità”. Sostengono, in sintesi, che del D.Lgs. n. 165 del 2001, artt. 45 e 52, sono espressione di principi generali consacrati nelle norme costituzionali richiamate e, quindi, a detti principi deve attenersi anche la contrattazione collettiva, alla quale non può essere consentito di adottare atti di irragionevole discriminazione di un gruppo di lavoratori rispetto ad altri. Evidenziano che il rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni, sebbene contrattualizzato, conserva una sua specificità rispetto a quello privato, posto che la P.A. è, comunque, tenuta al rispetto dell’art. 97 Cost. e, quindi, anche quando non esercita poteri autoritativi, deve sempre rispettare il principio di legalità. Denunciano la arbitrarietà e la irragionevolezza dell’art. 74 del CCNL, rilevando che le procedure selettive riservate sono equipollenti al concorso pubblico. Aggiungono che la diversità di inquadramento nel nuovo sistema di classificazione, a parità di mansioni e qualifica di provenienza, non può essere giustificata dal possesso di un più elevato titolo di studio, dovendo, al contrario, essere valorizzata la anzianità di servizio che aveva consentito la partecipazione alla procedura riservata. Infine sollecitano la Corte a rimeditare l’orientamento già espresso con le sentenze richiamate nella sentenza impugnata, oltre che per le ragioni sopra evidenziate, perchè il parametro normativo alla luce del quale può e deve essere valutata la legittimità della disciplina contrattuale è costituito dagli artt. 3 e 97 della Carta fondamentale.
Detto principio è stato poi richiamato in recenti decisioni (Cass. 20.1.2014 n. 1038; Cass. ord. 14.10.2014 n. 21699; Cass. ord. 30.10.2014 n. 23092) con le quali, nel ritenere infondate pretese analoghe a quella qui fatta valere dai ricorrenti, si è statuito che “l’art. 74, comma 4, del c.c.n.l. del comparto Università del 9 agosto 2000 consente l’inquadramento nella nuova categoria D al solo personale dipendente già inquadrato nella ex 7^ qualifica funzionale che sia stato assunto a seguito di concorso pubblico per la partecipazione al quale era richiesto il diploma di laurea, non potendosi considerare indifferente la modalità di accesso alla ex 7^ qualifica (per concorso pubblico ovvero mediante concorso riservato interno, che prescindeva dal possesso del titolo di studio) e trovando detta soluzione conferma negli accordi di interpretazione autentica, intervenuti in esito alla procedura prevista dal D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 64 del 22 maggio 2003 e del 13 gennaio 2005, che hanno riconosciuto solo l’anzidetto personale come beneficiario di una progressione verticale”.
La mancata costituzione in giudizio dell’intimata esime dal provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 35
 art. 36
 art. 97
 art. 45
 art. 52
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 64