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Timestamp: 2019-05-22 08:42:22+00:00

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LA SEGUENTE SEZIONE COMPRENDE LE SENTENZE DEL CONSIGLIO DI STATO, DELLA CORTE DI CASSAZIONE, DEI TAR E TRIBUNALI DELLE DIVERSE REGIONI, IN ORDINE DI DATA.
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 16677 del 16 aprile 2018.
…..Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – Configurabilità del reato di cui all’art.659 cod. pen. – Giurisprudenza – Rumori con attitudine a propagarsi per una potenziale pluralità indeterminata di persone – Fattispecie: omissione di custodia adeguata su tre cani…..
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 6^ n. 6867 del 20 marzo 2018
……Immissioni e mezzi di prova esperibili – Rumori fastidiosi udibili nell’immobile sottostante anche in orario notturno – Superamento della normale tollerabilità ex art. 844 c.c. – Poteri del giudice di merito – Accorgimenti idonei a limitare le immissioni – Rivalutazione delle prove in Cassazione…….
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 9361 del 01 marzo 2018.
…..Emissioni rumorose – Sfogo con impeti iracondi – Reato di cui all’art.659 c.p. – Natura di reato di pericolo presunto – Potenziale disturbo delle occupazioni o il riposo di un numero indiscriminato di persone – Configurabilità – Giurisprudenza – Disturbo della pubblica quiete – Verifica del superamento della soglia della normale tollerabilità – Necessità di perizia o consulenza tecnica….
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 2^ n. 1025 del 17 gennaio 2018.
…….. Immissioni rumorose prodotte in orario notturno in zona residenziale – Prova della violazione dei limiti legali assoluti e differenziali – Necessità – Onere della prova del danno – Inattendibilità delle conclusioni del ctu – DM 1.3.2001 e 14.11.1997 – Art. 844 cc – Art. 32 cost…
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 6^ n. 2150 del 12 settembre 2017.
…….. Risarcimento dei danni prodotti alla propria abitazione – C.d. danno da svalutazione – Risarcimento del danno per inquinamento acustico e atmosferico – Danno biologico ed esistenziale ex artt. 844 e 2043 c.c. – Immissioni rumorose e di gas di scarico degli autoveicoli – Necessità di prova del danno…
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. Feriale n. 39883 del 04 settembre 2017.
…..Emissioni rumorose da impianto di condizionamento d’aria – Esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi – Oggettiva idoneità delle emissioni sonore ad arrecare pregiudizio ad un numero indeterminato di persone – Superamento della soglia di normale tollerabilità – Disturbato le occupazioni o il riposo delle persone – Art. 659 cod. pen. – Fattispecie – Prova dell’effettivo disturbo di più persone – Reato di pericolo – Idoneità della condotta a disturbarne un numero indeterminato – Elementi di prova – Convincimento del giudice – Oggettivo superamento della soglia della normale tollerabilità – Giurisprudenza – Differenza tra Art. 659 cod. pen. 1^ e 2^ fattispecie – Fonte del rumore prodotto – Due autonome fattispecie di reato – Esercizio di mestieri rumorosi – Mero superamento dei limiti massimi o differenziali fissati dalle leggi – Presunzione di turbativa della pubblica tranquillità – Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – Oggettiva idoneità degli stessi a superare una soglia di normale tollerabilità….
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 2^ n. 20555 del 30 agosto 2017
……Immissioni e livello di normale tollerabilità ex art. 844 c.c. – Individuazione della intollerabilità delle immissioni di gas di scarico derivanti dalle caldaie e da miasmi da sfiati provenienti dal pozzo nero del condominio – Mezzi di prova esperibili – Indagine tecnica e testimoniale sulle stesse circostanze di fatto – Distanze legali nei rapporti fra proprietari – Condizione abitativa e igiene – Apprestamento di accorgimenti idonei ad evitare danni – Giurisprudenza – RUMORE – Edifici in condominio – Immissioni moleste o dannose nella proprietà di altri condomini – Applicabilità dell’art. 844 c.c. – Criterio di valutazione della normale tollerabilità delle immissioni – Principio della sana convivenza – Limiti – Immissioni di fumo o di calore e rapporti tra i proprietari di fondi vicini – Valutazione di sopportabilità – Disciplina applicabile art. 844 c.c. – Normativa tecnica prescritta per limitare l’inquinamento ed i consumi energetici – Giudizio di intollerabilità, ex art. 844 c.c. – Spetta al giudice di merito accertare in concreto il superamento della normale tollerabilità e individuare gli accorgimenti idonei……..
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 2^ n. 20553 del 30 agosto 2017.
…….. Immissioni sonore provenienti dal locale “cabina idrica” condominiale – Immissioni di rumore superiore ai limiti di decibel di tolleranza – Immissione di rumori oltre la normale tollerabilità – Domanda di cessazione delle immissioni – Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato – Adozione di misure inibitorie – attuazione di accorgimenti che evitino il ripetersi della situazione pregiudizievole – Mezzi di prova esperibili per accertare il livello di normale tollerabilità previsto dall’art. 844 c.c. – Consulenza tecnica d’ufficio con funzione “percipiente” – Limite di tollerabilità delle immissioni rumorose – Accorgimenti idonei – Poteri del giudice di merito…
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 2^ n. 20445 del 28 agosto 2017.
…..Immissioni di polveri, vapori e rumori provenienti da falegnameria – Domanda risarcitoria da danno da immissioni – Domanda di inibitoria – Danno non patrimoniale conseguente a immissioni illecite – Prova del pregiudizio subito fornita mediante presunzioni o sulla base delle nozioni di comune esperienza – Artt. 2 e 32 Cost. e 844, 2043, 2067 cod. civ. – Art. 8 Convenzione europea dei diritti dell’uomo…
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 38973 del 08 agosto 2017
……Schiamazzi e rumori – Condominio – Disturbo delle occupazioni ed il riposo dei condomini – Giudicato assolutorio pieno sul reato penale – Estinzione del reato per prescrizione – Appello della sola parte civile e intangibilità delle statuizioni penali – Condanna dell’imputato al risarcimento del danno – Art. 659 c.p.p…….
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 2^ n. 16407 del 04 luglio 2017.
…….. Immissioni rumorose illecite – Risarcimento del danno biologico e del danno morale – Assenza di prova di un danno biologico documentato – Ininfluenza – Accertamento di fatto adeguatamente motivato – Superamento della normale tollerabilità – Prova mediante presunzioni – Art. 844 c.c. – Responsabilità aquiliana del proprietario – Diritti costituzionalmente garantiti – Divieto di immissioni sonore specificamente previsto nel contratto di locazione – Domanda risarcitoria nei confronti del proprietario dell’immobile – Presupposti e limiti – Responsabilità aquiliana – Fattispecie – Artt. 2043 e 2051 c.c. – Esercizio del potere discrezionale conferito al giudice di merito – Motivazione della decisione adeguata – Sindacato in sede di legittimità – Esclusione se manca l’indicazione del “fatto storico” – Artt. 366, 369 e 360….
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 30189 del 16 giugno 2017.
…….. Reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone – Responsabilità del gestore di un pubblico esercizio che non impedisca i continui schiamazzi provocati degli avventori in sosta davanti al locale – Obbligo giuridico di controllare – Art. 659 cod. pen. – Rilevanza penale della condotta produttiva di rumori – Prove – Disturbo potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone – Produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni. …
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 28670 del 09 giugno 2017.
…….. Condominio rumori e trambusti – Disturbo delle occupazioni e riposo – Televisore e radio ad altissimo volume – Configurabilità del reato di cui all’art. 659 cod. pen…
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 21923 del 05 maggio 2017.
…..Attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone – Configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen. -Modalità di accertamento del disturbo – Elementi probatori di diversa natura..
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 5613 del 07 febbraio 2017
……Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – Natura di reato di pericolo presunto – Prova dell’effettivo disturbo di più persone – Esclusione della perizia o consulenza tecnica – Superamento della soglia della normale tollerabilità – Configurabilità del reato di cui all’art. 659 cod. pen………
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. Unite Civile n. 2611 del 01 febbraio 2017.
…….. Immissioni rumorose e luminose – Festeggiamenti per il santo patrono – Pregiudizio non patrimoniale derivante dallo sconvolgimento dell’ordinario stile di vita – Risarcimento del danno non patrimoniale – Art. 8 Convenzione europea dei diritti dell’uomo – Prova del pregiudizio subito fornita anche mediante presunzioni – Nozioni di comune esperienza…
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 2^ n. 1606 del 20 gennaio 2017.
…….. Accertamento della intollerabilità delle immissioni rumorose – Criterio valutabile caso per caso o criterio comparativo – Situazione ambientale – Poteri del giudice di merito – Accorgimenti idonei o tecnici per ridurre le immissioni – Artt. 844, 2043 e 1226 c.c. – Giurisprudenza – Accertamenti di natura tecnica e prova testimoniale – Immissioni sonore – Modalità di rilevamento e intensità dei rumori – Protezione della salute pubblica – Art. 659 c.p. (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose) – Risarcimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite – Danno biologico – Utilizzo della cosa comune – La sostituzione di un muro di confine comune con un cancello non viola ex se l’art. 1102 c.c…
Sentenza Corte di Cassazione Civile n. 1363 del 19 gennaio 2017.
…..Immissioni sonore provenienti da lavori di demolizione – Lavori condominiale implicanti l’uso di strumenti particolarmente rumorosi protratti per oltre un anno – Superamento della soglia di normale tollerabilità – Onere della prova – Art. 844 cod. civ..
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 1746 del 16 gennaio 2017
……Rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete – Situazione di pericolo concreto per la quiete pubblica – Dimostrazione del pericolo con apprezzamento “in fatto” – Art. 659 c.p. – Fatttispecie: attività di un centro di formazione svolta in ambito condominiale – RUMORE – Dimostrazione della sussistenza di una situazione di pericolo concreto per la quiete pubblica – Immissioni sonore superiori alla “normale tollerabilità” – Verifica della effettiva idoneità della condotta – Natura di reato di pericolo concreto – Art. 659 c.p. giurisprudenza – Ipotesi di reato ex art. 659 cod. pen. – Contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica……..
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 53102 del 15 dicembre 2016.
…….. musica ad alto volume in appartamento – Disturbo al riposo e alle occupazioni dei vicini – Emissioni rumorose e violazione dell’art. 659 cod. pen. – Criteri per la configurabilità reato – Emissioni sonore prodotte dall’impianto stereo – Omissione di adottare le dovute cautele – Anche se solo due persone denunciano il fatto non può incidere sulla sussistenza del reato – Fattispecie – Responsabilità genitoriale nei confronti dei figli minori – Obbligo di sorveglianza – Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo – Art. 40, c.2, cod. pen. – Responsabilità civile per fatti illeciti commessi dal minore convivente – Onere della prova di non avere potuto impedire il fatto – Artt. 147 e 2048 cod. civ..
Sentenza Corte di Cassazione Civile n. 19672 del 03 ottobre 2016.
……Accertamento della non tollerabilità di immissioni di polveri e rumori – Risoluzione del conflitto di giurisdizione – Competenza del giudice ordinario.
Sentenza Corte di Cassazione Penale Sez. 3^ n. 40689 del 29 settembre 2016.
……Condotta produttiva di rumori – Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone – Presupposti per la rilevanza penale – Incidenza sulla tranquillità pubblica – Diffusività del disturbo – Numero indeterminato di persone – Pubblica quiete – Lamentele di una o più persone definite – Artt. 610, 629, 659 c.p. Giurisprudenza – Fattispecie: disturbo sia limitato ad appartamento sovrastante in ambito condominiale……..
Sentenza Corte di Cassazione Penale n. 35854 del 31 agosto 2016.
…… Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone – Autolavaggio – Reato di cui all’art.659 cod. pen. non è abrogato – Delega conferito al Governo non esercitata – Valutazione dell’impatto acustico-ambientale – Getto pericoloso di cose – Configurabilità del reato di cui all’art. 674 cod. pen. – Artt. 606, 659 e 674 codice penale – Attività produttiva di carattere industriale (autolavaggio) – Obbligo di attuazione dei possibili accorgimenti tecnici – Reato permanente – Contestazione c.d. “aperta” ovvero senza indicazione della data di cessazione della condotta illecita – Individuazione della cessazione della permanenza – verifiche ed effetti giuridici.
Sentenza Corte di Cassazione Penale n. 35422 del 24 agosto 2016.
…..Emissioni rumorose – Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – Condotta idonea a turbare la pubblica quiete – Rumori eccedenti la normale tollerabilità – Valori limite di emissione sonore – Concorso formale tra le ipotesi di cui al primo e secondo comma dell’art. 659 cod. pen. – Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – Ipotesi di configurabilità dell’llecito amministrativo e del reato penale – Giudizio di cassazione – Rilettura degli elementi di fatto – Preclusione…….
Sentenza Corte di Cassazione Civile Sez. 1^ n. 14180 del 12 luglio 2016.
……Superamento della soglia di tollerabilità delle immissioni acustiche – Diritto alla salute – Realizzazione della barriera antirumore……..
Sentenza Corte di Cassazione Penale n. 25424 del 20 giugno 2016.
……Rumore o vibrazioni sonore – Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone – Esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi Distinzione – Turbativa della pubblica tranquillità – Emissioni oltre la normale tollerabilità – Illecito penale e amministrativo – Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità – Art. 10, c.2 L. n. 447/1995 – Artt. 650 e 659 cod. pen. – Giurisprudenza – Emissioni sonore provenienti dall’esercizio di una attività commerciale rumorosa (bar con intrattenimento musicale) – Superamento della soglia di normale tollerabilità e potenziale turbativa della quiete pubblica – Distinzione – Configurabilità del reato art. 659 c.p……….
Sentenza Corte di Cassazione Penale n. 10478 del 14 marzo 2016.
……Disturbo della pubblica quiete – Attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone – Superamento della soglia della normale tollerabilità – Emissioni sonore e pregiudizio ad un numero indeterminato di persone – Accertamento del fatto – Convincimento del giudice di merito su elementi probatori di diversa natura – Perizia o consulenza tecnica – Necessità – Esclusione – RUMORE – Idoneità della condotta ad arrecare disturbo – Reato di pericolo presunto – disturbo potenzialmente riferito ad un numero indeterminato di persone – Art. 659 cod. pen. – Art. 844 cod. civ………
Sentenza Corte di Cassazione Civile n. 2864 del 12 febbraio 2016.
……Rumore – Emissioni superiori alla normale tollerabilità – Diritto al risarcimento del danno – Deposizione testimoniale – Ammissibilità – Fattispecie: risarcimento del danno cagionato da immissioni rumorose in condominio……..
Consiglio di Stato n. 4405 del 21 settembre 2015.
……Zonizzazione acustica – Impianti industriali preesistenti – Zona residenziale di nuovo insediamento – Imposizione di limiti di rumorosità propri delle zone residenziali – Classe III – Illegittimità……..
Sentenza Suprema Corte di Cassazione n. 12274 del 14 marzo 2014.
……mediante l’abuso di strumenti di lavoro, cagionato e non impedito la diffusione anche di notte di emissioni rumorose gravemente moleste per le persone residenti nella zona circostante lo stabilimento ed, in specie, non impedendo e consentendo la prosecuzione dell’attività lavorativa senza adozione di modalità che limitassero la produzione di rumori……..
Consiglio di Stato. Sentenza n. 35 del 09/01/2014 ” Barriere acustiche”
Corte Costituzionale, Sentenza n. 103 del 29 maggio 2013.
E’ stato dichiarato incostituzionale l’art. 15, comma 1 della Comunitaria 4 giugno 2010, n. 96 relativa ai requisiti acustici passivi.
Corte di Cassazione, Sezione I Penale. Sentenza del 15 gennaio 2013, n. 1787
Il disturbo alle attività e al riposo dei vicini si può provare anche con semplici testimonianze
Corte di Cassazione Sez. Prima Pen. – Sentenza del 11.01.2012, n° 270
Condizionatore supera i limiti della normale tollerabilità – Se disturba una sola persona nessun reato e neppure multa
Ordine di sospensione attività in orario notturno e di rispetto limiti di acustica ambientale
per la Cassazione i limiti differenziali sono applicabili anche in assenza di zonizzazione acustica del territorio comunale.
In netto contrasto con l’orientamento del Consiglio di Stato, come ribadito dalla sentenza 7 dicembre 2011 n. 6431.
Corte di Cassazione Penale, Sez. I, Sentenza n. 33072 del 05 settembre 2011
Sentenza della Corte di Giustizia, sez. 7 del 19 maggio 2011
Sentenza della Corte del 19 maggio 2011 ” Direttiva 2003/10/CE – Valori di esposizione – Rumore – Protezione dell’udito – Effetto utile”.
Consiglio di Stato, Sez. IV, Sentenza n.2957 del 16 maggio 2011
INQUINAMENTO ACUSTICO – Zonizzazione – Scelte pianificatorie – Discrezionalità amministrativa – Limiti – Artt. 97 e 113 Cost. Se è vero che le scelte di pianificazione, e tra queste, la zonizzazione acustica, rientrano nella discrezionalità amministrativa della Pubblica Amministrazione, esse sono sempre assoggettate, come principio generale del “sistema” delle garanzie comunemente discendenti dagli artt. 97 e 113 Cost., al sindacato giurisdizionale nei limiti della loro (ritenuta) irrazionalità, contraddittorietà e manifesta incongruenza (cfr. sul punto, ex plurimis, le decisioni Cons Stato, n. 664 dd. 6 febbraio 2002 n. 4920 dd. 27 luglio 2010,).
Classi di zonizzazione – DPCM 14 novembre 1997 – Comuni – Pianificazione conforme – Regione Piemonte – L.r. n. 52/2000. La definizione delle classi di zonizzazione acustica è disciplinata nella Tabella A allegata al D.P.C.M. 14 novembre 1997, alla quale sono tenuti a conformarsi i Comuni nella conseguente pianificazione di loro competenza; in Piemonte, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e) della L.R. 52 del 2000, la zonizzazione è attuata secondo le linee guida regionali approvate con deliberazione della Giunta Regionale 6 agosto 2001 n. 85-3802.
Zonizzazione – Parametri di riferimento – Destinazione d’uso futura – Livelli di rumore sussistenti di fatto – Illegittimità. E’ illegittima la zonizzazione acustica del territorio che viene compiuta non già tenendo conto dell’attuale destinazione d’uso delle varie porzioni di territorio, ma di quella che si prevede o si auspica esse possano avere nel prossimo futuro, e non già tenendo conto dei livelli di rumore tollerabili in relazione alle destinazioni esistenti, ma di quelli superiori eventualmente sussistenti di fatto (cfr. in tal senso la decisione Cons. Stato n. 9302 dd. 31 dicembre 2009).
Corte di Cassazione Civile, Sez. II, Sentenza n. 8367 del 12 aprile 2011
INQUINAMENTO ACUSTICO – Immissioni ex art. 844 c.c. – Conflitto tra esigenze della produzione e diritto alla salute – Criterio del c.d. “preuso” – Natura – Limiti di applicabilità. Il criterio del c.d. “preuso”, come evidenziato dalla collocazione della disposizione nell’ultima parte dell’articolo 844 c.c., ha natura meramente sussidiaria e costituisce soltanto una extrema ratio cui il giudicante può, con prudente apprezzamento di fatto, ricorrere nel contemperare le opposte esigenze inerenti l’esercizio delle facoltà di godimento di un immobile adibito ad uso abitativo e quelle produttive di un immobile destinato ad uso industriale, tenendo comunque presente, nell’ambito di una doverosa interpretazione costituzionalmente orientata della norma civilistica, che quando le esigenze della produzione entrino in diretto conflitto con quelle del diritto alla salute, connesse alla fruibilità dell’immobile soggetto alle immissioni, é a quest’ultimo che va attribuita preminenza, costituendo il rispetto di tale primario diritto un limite intrinseco all’esercizio di quello di iniziativa economica e libero esercizio dell’attività imprenditoriale (Cass. nn. 5564/10, 8420/06, 9865/05, 161/96).(Annulla con rinvio sentenza n. 87/2005 della Corte di Appello di Perugia, dep. il 07/04/2005).
Immissioni – Limiti di tollerabilità stabiliti dalla normativa speciale in materia di inquinamento acustico – Irrilevanza ai fini della valutazione ex art. 844 c.c.. I limiti di tollerabilità ambientale previsti dalla normativa speciale in materia di inquinamento acustico, perseguendo interessi pubblici e di tutela ambientale dirette a contenere la diffusività verso una cerchia indeterminata di persone e non, specificamente, verso il fondo del vicino, fissano soltanto dei limiti minimi di accettabilità dei rumori, la cui osservanza tuttavia, sul piano civilistico, agli effetti dell’articolo 844 c.c., non può essere dirimente, dovendo tenersi conto a tal fine della più diretta e continua esposizione dei soggetti passivi, in ragione della vicinanza tra il fondo di provenienza e quello di ricezione, con conseguente necessità di una accurata indagine diretta ad accertarne, secondo la particolarità della situazione concreta, la normale tollerabilità (Cass. nn. 6223/02, 1151/03, 2166/06). Con la conseguenza che la valutazione della normale tollerabilità non può che essere riferita al luogo in cui le “propagazioni” vengano percepite da coloro che fruiscono del bene, in conformità alla destinazione propria dello stesso, e non anche alla relativa fonte di provenienza.(Annulla con rinvio sentenza n. 87/2005 della Corte di Appello di Perugia, dep. il 07/04/2005). Pres. Schettino – Est. Piccialli – P.M. Fucci – Ric. LA. BA.e altri – Controric. SO. IM. MO. ZE. s.n.c. (Fattispecie in tema di costruzione industriale – sita in zona residenziale – contenente silos metallici adibiti all’immagazzinamento di cereali causa di immissioni di rumori e polveri eccedenti la normale tollerabilità).
Consiglio di Stato, Sez. V del 17 settembre 2010, Sentenza n. 6979
INQUINAMENTO ACUSTICO – Salvaguardia dell’ordine, della quiete e della salute pubblica – Ordinanza contingibile ed urgente – Mancata fissazione del termine di efficacia del provvedimento – Violazione del giusto procedimento e del contraddittorio – Illegittimità e colpa in capo all’amministrazione – Esclusione – Art. 54 D.Lgs. n. 267/2000. La presenza di gravi elementi indicativi di pesante disagio per i residenti, considerati fronteggiabili dall’amministrazione solo attraverso la limitazione dell’orario dell’esercizio allo scopo di salvaguardare l’ordine, la quiete e la salute pubblici, in disparte ogni valutazione circa l’idoneità a creare il presupposto di urgenza connesso all’inquinamento acustico ed all’effettivo pericolo di danno grave ed imminente per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana per il legittimo ricorso ai poteri di ordinanza di cui all’art. 54 D.Lgs. n. 267/2000 (Cons. St. Sez. V, 13.2.2009, n. 828), esclude l’elemento soggettivo della colpa in capo all’amministrazione procedente. INQUINAMENTO ACUSTICO – PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DIRITTO PROCESSUALE AMMINISTRATIVO. Fattispecie: situazione di inquinamento acustico e di pericolo per l’ordine, la quiete e la salute pubblica. In sede di giudizio di risarcimento del danno derivante da provvedimento amministrativo illegittimo, l’illegittimità dell’atto costituisce indizio presuntivo della colpa, restando a carico dell’amministrazione l’onere di dimostrare la scusabilità dell’errore per contrasti giurisprudenziali sull’interpretazione della norma, per la complessità del fatto ovvero per l’influenza di altri soggetti (Cons. St. Sez. V, 20 luglio 2009, n. 4527), elementi questi liberamente valutabili dal giudice al fine di escludere la colpevolezza, non potendo l’imputazione avvenire sulla base del dato meramente oggettivo dell’illegittimità del provvedimento (Cons. St. Sez. V, 13.4.2010, n. 2029). Nella specie, l’amministrazione ha fornito piena dimostrazione dell’assenza di imputabilità di ogni responsabilità a titolo di dolo o di colpa, data la molteplicità di richieste di intervento provenienti da soggetti pubblici e privati, l’emergenza della situazione creatasi a causa del livello dei rumori percepiti dall’interno delle abitazioni, la necessità di intervenire prontamente, il giustificato affidamento sulla sussistenza dei presupposti per l’adozione dell’ordinanza contingibile ed urgente come unica misura idonea a fronteggiare immediatamente la situazione di inquinamento acustico e di pericolo per l’ordine, la quiete e la salute pubblica.DIRITTO PROCESSUALE AMMINISTRATIVO .Non si applica al resistente soccombente in primo grado il divieto di ius novorum in appello, dovendo a questo essere riconosciuta la possibilità di formulare mediante i motivi di appello tutte le censure pur se non proposte in primo grado (Cons. St. Sez. V, 24.8.2007 n. 4486).
Consiglio di Stato, Sez. V, del 10 febbraio 2010 n. 670
INQUINAMENTO ACUSTICO – Sindaco – Ordinanza contingibile e urgente – Situazioni di carattere eccezionale e impreviste – Concreta minaccia per la pubblica incolumità – Situazione di pericolo nota da tempo – Irrilevanza – Prevenzione di possibili danni futuri – Carattere della provvisorietà – Necessità – Esclusione – Valutazione in concreto della soluzione adottata. La potestà del sindaco di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti è strettamente finalizzata a prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini: il potere di urgenza può essere esercitato infatti solo per affrontare situazioni di carattere eccezionale ed impreviste, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’ordinamento giuridico (Cons. Stato, IV, 24 marzo 2006, n. 1537) e unicamente in presenza di un preventivo e puntuale accertamento della situazione, che deve fondarsi su prove concrete e non su mere presunzioni (Cons. Stato, sez. VI, 05 settembre 2005, n. 4525). Sebbene gli anzidetti presupposti non ricorrano allorquando il sindaco possa fronteggiare o prevenire la situazione attraverso l’uso dei normali strumenti apprestati dall’ordinamento, ai fini della legittimità dell’ordinanza contingibile è necessario e sufficiente la sussistenza e l’attualità del pericolo, cioè il rischio concreto di un danno grave ed imminente per la salute, a nulla rilevando che la situazione di pericolo fosse nota da tempo (C.d.S., sez. IV, 25 settembre 2006, n. 5639; sez. V, 28 marzo 2008, n. 1322); con i provvedimenti in esame, infatti, non solo può porsi rimedio ai danni già verificatisi, ma si possono anche prevenire possibili danni futuri (C.d.S., sez. V, 7 aprile 2003, n. 1831). Quanto al profilo della contingibilità, l’intervento disposto con l’ordinanza sindacale non deve avere necessariamente il carattere della provvisorietà, giacché il suo connotato peculiare è l’adeguatezza della misura a far fronte alla situazione determinata dall’evento straordinario, il che non rende possibile la fissazione astratta di un rigido parametro di valutazione, imponendo invece la valutazione in concreto della soluzione adottata in ragione della natura del rischio da fronteggiare (C.d.S., sez. V, 9 febbraio 2001, n. 580; sez. IV, 22 giugno 2004, n. 4402; 16 ottobre 2003, n. 6168).
INQUINAMENTO ACUSTICO – Esercizio di una infrastruttura autostradale – Disciplina specifica intervenuta con L. n. 447/95 – Tutela della salute dall’inquinamento acustico anteriormente all’entrata in vigore della legge – Fondamento. La circostanza che solo con la legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) il legislatore abbia puntualmente disciplinato anche il fenomeno dell’inquinamento acustico derivante dall’esercizio di una infrastruttura autostradale, collocando espressamente tra le sorgenti sonore fisse proprio le infrastrutture stradali, non costituisce ragionevole prova del fatto che precedentemente non potesse essere ammessa la tutela della salute dall’inquinamento acustico derivante dall’esercizio di una infrastruttura stradale: una simile conclusione sarebbe invero irragionevole ed inammissibile, perché in stridente ed insanabile contrasto con la previsione costituzionale della tutela della salute.
INQUINAMENTO ACUSTICO – Ordinanza contingibile e urgente – Destinatari – Soggetti posti nelle migliori condizioni per intervenire – Diritto di rivalsa nei confronti dei titolari di diritti – Ripartizione dell’onere finanziario per la realizzazione delle opere di mitigazione dell’inquinamento – Irrilevanza ai fini dell’ordinanza – Tutela della salute pubblica. E’ propria della natura contigibile ed urgente della ordinanza che siano destinatari di essa non solo e non tanto i titolari dei diritti sulle cose oggetto del’ordinanza, quanto coloro che si trovino nelle migliori condizioni per intervenire ai fine di porre rimedio al pericolo evidenziato, salvo il diritto di rivalsa per il costo degli interventi operati. L’eventuale ripartizione dell’onere finanziario, per l’esecuzione delle opere idonee ad eliminare, prevenire o quanto meno a limitare i danni alla salute pubblica derivanti, nella specie, dall’inquinamento acustico per l’esercizio di un’autostrada, sono assolutamente irrilevanti, non potendo ammettersi che la tutela della salute pubblica possa essere in qualche modo limitata da questioni di carattere economico – finanziario.
Consiglio di Stato, Sez. V, del 10 settembre 2009 n. 5420
INQUINAMENTO ACUSTICO – Art. 9 L. n. 447/95 – Eccezionali e urgenti necessità di tutela della salute pubblica – Art. 6 L. n. 447/95 – Strumenti ordinari di intervento – Competenza dirigenziale. La disposizione posta dall’ art. 9 della legge 447/1995, in materia di inquinamento acustico, si riferisce ad eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica, non fronteggiabili nell’ambito delle ordinarie funzioni di controllo sull’osservanza della normativa vigente. In mancanza di tali presupposti, l’inquinamento acustico può essere contrastato attraverso gli ordinari strumenti di intervento a tutela della salute pubblica previsti dall’art.6 della legge n.447 del 1995 di competenza del dirigente comunale.
D.M. 16.3.1988 – Rumore ambientale – Definizione – Livello differenziale di rumore – Individuazione. Secondo quanto previsto dal D.M. 16.3.1988 il rumore ambientale è quello derivante da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un dato luogo ed in un determinato tempo mentre il rumore residuo viene misurato escludendo, dal livello di rumore ambientale, le specifiche sorgenti disturbanti. Il livello differenziale di rumore è quindi dato dalla differenza tra il livello di rumore ambientale e quello del rumore residuo. Pres. Carboni, Est. Capuzzi – Associazione C. (avv.ti Giuffre, Negrello e Govi) c. Comune di Bologna (avv.ti Stella Richter e Carestia)- (Conferma TAR Emilia Romagna, Bologna, n. 131/2008) – CONSIGLIO DI STATO, Sez. V – 10 settembre 2009, n. 5420
Consiglio di Stato , Sez. VI, 22/10/2008 (Ud.. 01/07/2008), Sentenza n. 5174
INQUINAMENTO ACUSTICO – Aeroporti – D.p.r. n. 496/1997 – Piani di contenimento ed abbattimento dei rumori – Fasi di decollo e atterraggio – Attività a terra – Distinzione tra fonti di immissione – Impossibilità – Segmenti di attività unitaria. Il legislatore, nel condizionare l’insorgere dell’obbligo dei gestori dell’aeroporto di predisporre piani di contenimento ed abbattimento dei rumori (artt. artt. 1 e 3, D.p.r. 11 dicembre 1997, n. 496), ha imposto di tenere conto di tassi di rumorosità, in specie quello di immissione, nel computare i quali non è consentito procedere ad un’artificiosa, oltre che tecnicamente ardua, distinzione tra fonti costituenti segmenti di un’ attività unitaria. In particolare, le fasi del decollo e dell’atterraggio sono strettamente connesse, sul piano spaziale e funzionale, con l’attività dell’aeroporto, sicché il rumore percepito nell’ambiente è quello complessivo senza che possa distinguersi tra rumore prodotto dall’attività a terra e quello che, nel medesimo contesto spazio-temporale, proviene da altra fonte. (Conferma TAR Lazio, n. 5891/2002).
INQUINAMENTO ACUSTICO – D.p.r. n. 496/1997 – Rumore aeroportuale – Rilevamento dei dati e misurazione del rumore – Attribuzione in capo ai gestori dell’aeroporto – Sottrazione di competenze proprie delle province e dei comuni – Inconfigurabilità. Dalle funzioni legislativamente assegnate agli enti locali va distinto il compito tecnico di mero rilevamento dei dati e di misurazione quindi del rumore, che l’art. 2, secondo comma, del D.p.r. 11 dicembre 1997, n. 496 riconosce in capo agli enti gestori degli aeroporti. Non si realizza quindi alcuna sottrazione delle competenze proprie delle province e dei comuni, ma è attribuito un compito a connotazione tecnico-accertativa in capo agli enti che, preposti alla gestione degli aeroporti, hanno la disponibilità di tutte le relative infrastrutture e sono dotati della necessaria competenza. (Conferma TAR Lazio, n. 5891/2002).
Consiglio di Stato, Sez. IV, 25/09/2008 (Ud. 12/02/2008), Sentenza n. 4041
INQUINAMENTO ACUSTICO – Esercizio pubblico – Schiamazzi notturni degli avventori – Disagio intollerabile – Danno alla salute delle persone – Potere d’intervento del Sindaco con mezzi eccezionali – Sussistenza – Art. 38, c. 2 bis introdotto dall’art 11 L. n. 265/1999,
(oggi trasfuso dell’art. 54 D.Lgs. n. 267/2000.
Corte di Cassazione Sez. I Penale Sentenza 25716 del 25 giugno 2008
Rumori, musica, locali notturni, musica in pubblico, disturbo quiete pubblica
Corte di Cassazione Sez. II Civile Sentenza n. 7856 del 26 marzo 2008
Condominio,animali,rumori,inquinamento acustico,danni,procedura civile,condanna alle spese.
“Gli attuali ricorrenti avrebbero potuto dolersi della condanna alle spese solo ove fossero risultati totalmente vittoriosi, mentre, invece, essi sono stati risultati vittoriosi soltanto in relazione ad un aspetto secondario del giudizio di appello (regolamento delle spese del giudizio di primo grado).”
Corte di Cassazione Sez. I Penale Sentenza 246 del 07 gennaio 2008
Rumori, penale, civile, disturbo, indeterminatezza del numero delle vittime.
“Pur risultando provato, mediante le deposizioni delle persone lese e gli accertamenti di P.G., che i bambini venivano lasciati liberi di gettare a terra biglie e altri giocattoli, di trascinare oggetti sul pavimento in orari, 5 e 6 del mattino, destinati al riposo delle persone, nonché il totale disinteresse per il disturbo arrecato e più volte segnalato, deve rilevarsi che per la sussistenza del reato deve essere provato, non l’effettivo disturbo a più persone, ma l’idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone (Sez. 18 ottobre 2004 n. 40393, rv. 230643; Sez. III 1 dicembre 2005 n. 3678, rv. 233290); nel caso di specie i rumori provocati erano idonei ad arrecare disturbo solo a coloro che abitavano nell’appartamento sottostante”
Corte di Cassazione Sez. III Penale Sentenza 44815 del 30 novembre 2007
Penale,sassi,disturbo quiete pubblica.
“Nel caso in esame, invece il fatto, pur rimanendo tale nei suoi elementi descrittivi contenuti nel capo di imputazione, lancio di un sasso contro la parte offesa è stato ridimensionato nei suoi elementi soggettivi in quanto si è escluso nell’imputato la volontà di infliggere una menomazione fisica alla parte lesa o di volerne danneggiare l’auto, sicchè l’ipotesi delittuosa, è stata degradata nella figura contravvenzionale, di cui all’art., 674 c.p. (getto pericoloso di cose), del resto conforme alla tesi dell’imputato, di cui è stato assicurato il diritto alla difesa.”
Corte di Cassazione. Sentenza 23130 Penale del 5 luglio 2006
Estratti: L’ipotesi contravvenzionale prevista dal comma 1 dell’articolo 659 C.p. non può essere esclusa per il solo fatto che nell’esercizio di una attività rumorosa l’agente non abbia superato i limiti di rumorosità previsti dall’articolo 4 Dpcm 14 novembre 1997. Infatti, l’agente, il quale svolge attività di per sé rumorosa, è comunque sempre obbligato non solo a rispettare le disposizioni di legge e le prescrizioni impartite dall’Autorità, ma anche a porre in essere tutte le cautele necessarie ad evitare il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Fattispecie: rumori provenienti dagli impianti di climatizzazione e dal gruppo elettrogeno.
Per la sussistenza della contravvenzione prevista dal primo comma dell’art. 659 c.p. è sufficiente la dimostrazione che la condotta posta in essere dall’agente sia tale da poter disturbare il riposo e le occupazioni di un numero indeterminato di persone, anche se una sola di esse si sia in concreto lamentata. La valutazione circa la sussistenza del concreto pericolo di disturbo deve essere effettuata con criteri oggettivi riferibili alla media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente, ove i rumori vengono percepiti, di guisa che non vi è alcuna necessità di disporre una perizia fonometrica per accertare l’ intensità dei rumori, allorché il giudice, basandosi su altri elementi probatori acquisiti agli atti, si sia formato il convincimento che per le modalità di uso e di propagazione la fonte sonora emetta rumori fastidiosi di intensità tale da superare i limiti di normale tollerabilità, arrecando in tal modo disturbo alle occupazioni ed al riposo di un numero indeterminato di persone. Non può ritenersi che nel caso di esercizio di mestiere o di attività rumorosa la contravvenzione prevista dall’art. 659 co. 1 c.p. debba essere esclusa a seguito della entrata in vigore della legge n. 447 del 1995, ostando a tale interpretazione considerazioni di natura letterale e logica. In primo luogo, atteso il tenore dei termini adoperati dal legislatore, la suddetta norma va tenuta distinta da quella di cui all’art. 10 co. 2 L. 447/1995, riguardando la prima gli effetti negativi della rumorosità, mentre la seconda prende in considerazione solo il superamento di una certa soglia di rumorosità. In secondo luogo diverso è lo scopo delle due norme, mirando la prima a tutelare la tranquillità pubblica e, quindi, i diritti costituzionalmente garantiti come le occupazioni o il riposo delle persone, mentre la seconda prescinde dall’accertamento che sia stato arrecato un effettivo disturbo alle persone, essendo diretta unicamente a stabilire i limiti della rumorosità delle sorgenti sonore, oltre i quali deve ritenersi sussistente l’inquinamento acustico. Pertanto, essendo diversi gli scopi perseguiti dalle due norme, non vi è spazio per l’applicazione del principio di specialità, dovendosi escludere che la disposizione amministrativa di cui all’art. 10 co. 2 L. 447/1995 (legge quadro sull’inquinamento acustico) abbia assorbito la norma prevista dall’art. 659 co. 1 c. p.
Corte di Cassazione Sez. VII Penale Sentenza 26107 del 16 maggio 2006
Rumori, risarcimento, animali domestici
Corte di Cassazione. Sentenza 15346 Penale del 03 maggio 2006
Inquinamento acustico – Rumore provocati da schiamazzi di avventori di un bar – Sequestro dei locali – Art. 659 c. 1° c.p..
Corte di Cassazione. Sentenza 2166 Civile del 31 gennaio 2006
Estratto…….”Anche i beni di proprietà degli enti ecclesiastici sono tenuti al rispetto delle norme che limitano il diritto di proprietà, regolando esse i rapporti tra cittadini senza comprimere in alcun modo la libertà religiosa (nel caso di specie è stata ritenuta applicabile la disciplina dettata dall’art. 844 c.c. alle immissioni sonore provocate dalle attività sportive praticate nel campo giochi di una parrocchia)”.
Consiglio di Stato. Sentenza 5033 del 23 settembre 2005
Inquinamento acustico e atmosferico, insediamento di attività artigianali nelle zone residenziali, limiti.
Corte di Cassazione. Sentenza 24562 Penale del 1 luglio 2005
L’infedele certificazione della conformità urbanistica delle opere oggetto di denuncia di inizio
attività configura a carico del professionista il reato
ex. art. 481 c.p. “falsità ideologica in certificati”
Consiglio di Stato. Sentenza 3250 del 21 giugno 2005
Inquinamento acustico – Tutela astratta in sede di rilascio del titolo edilizio – Esclusione. La tutela dell’interesse al rispetto delle norme in materia di inquinamento acustico potrà realizzarsi – siccome presidiato da specifiche norme – non già astrattamente in sede di contestazione del rilascio di titolo edilizio, ma allorché, in corso di attività, si verifichino le condizioni previste dalla disciplina vigente in materia.
Corte di Cassazione. Sentenza 23072 Penale del 17 giugno 2005
Inquinamento acustico, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, rumorosità in funzione della tutela della tranquillità pubblica, esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi, limiti di intensità delle sorgenti sonore.
Corte di Cassazione. Sentenza 8620 Civile del 26 aprile 2005
Inquinamento acustico, sanzioni amministrative.
Sentenza n. 281 Consiglio di Stato del 03 febbraio 2005
Sentenza n. 281 CONSIGLIO DI STATO
Inquinamento acustico – Attività aeroportuale – Dpr 496/1997 – Emissioni prodotte dalle operazioni aeroportuali – Emissioni riferibili direttamente al funzionamento dei velivoli – Possibiità di valutazione differenziata – Esclusione
Corte di Cassazione. Sentenza 45484 Penale del 24 novembre 2004
Rumori provocati dagli avventori fuori dal locale – gestore del pub – anche in presenza di autorizzazione all’esercizio di attività rumorosa – obbligo di rispettare le norme specifiche del Codice penale – sussiste
Consiglio di Stato. Sentenza 6649 del 13 ottobre 2004
Inquinamento acustico – D.P.C.M. del 1° marzo 1991 – Zonizzazione – Limiti di tollerabilità delle emissioni o immissioni sonore compatibili con le attività svolte – Limiti di zona – Criterio differenziale – Tutela della salute pubblica e della quiete pubblica dall’inquinamento acustico. In tema d’inquinamento acustico, il D.P.C.M. del 1° marzo 1991 per ciascuna area in cui è diviso il territorio comunale individua i limiti di tollerabilità delle emissioni o immissioni sonore compatibili con le attività svolte. La corretta applicazione di tale norma persegue lo scopo di tutela della salute pubblica e della quiete pubblica dall’inquinamento acustico. Pertanto, è necessario ai fini di una valutazione esatta delle singole circostanze, considerare in particolare due elementi, la zona o l’area di produzione delle emissioni e la zona di percezioni degli stessi.
Corte di Cassazione. Sentenza 38297 Penale del 29 settembre 2004
Sentenza Corte di Cassazione penale 29 settembre 2004, n. 38297 (Rumore – Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone – Emissione rumorosa determinata dal traffico stradale – Reato di cui all’articolo 674 cod. pen. – Configurabilità – Esclusione.)
Consiglio di Stato. Sentenza 5822 del 7 settembre 2004
Inquinamento acustico – DPCM 14/11/1997 –
L. 447/1995 – Valori limite delle sorgenti sonore – Aeroporti – Mancata perimetrazione delle fasce di rispetto – Verifica del superamento dei valori limite e obbligo di predisposizione dei piani di contenimento del rumore – Inapplicabilità.
Corte di Cassazione. Sentenza 38297 Penale del 18 giugno 2004
L’emissione rumorosa determinata dal complesso del traffico stradale, anche se particolarmente intenso, non è riconducibile alla previsione di cui al reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. (Fattispecie nella quale la Corte ha confermato l’assoluzione degli amministratori comunali rilevando altresì l’assenza di un obbligo di garanzia in capo agli stessi riconducente alla possibile affermazione di responsabilità per il reato de quo, sussistendo diversamente l’ipotesi di reati omissivi propri in caso di inottemperanza alle disposizioni introdotte dalla legge 26 ottobre 1995 n. 447).
Corte di Cassazione. Sentenza 8999 Civile del 29 aprile 2005
Inquinamento acustico e atmosferico, immissioni illecite, azione contro il conduttore, art. 844 cod. civ., ammissibilità.
Consiglio di Stato. Sentenza 1964 del 7 aprile 2004
In tema di immissioni rumorose, l’attività notturna di un insediamento industriale deve intendersi legittimamente svolta nell’esclusivo rispetto della specifica norma di settore prevista dal D.P.C.M. 14 novembre 1997.
Corte di Cassazione. Sentenza 1885 Penale del 21 gennaio 2004
Inquinamento acustico – Misure cautelari – Sequestro preventivo – Presupposti – “Fumus commissi delicti” – Accertamento in sede di riesame – Sufficienza della sola astratta configurabilità del reato – Esclusione – Necessità di un accertamento in base alle risultanze processuali e alla effettiva situazione emergente dagli elementi forniti dalle parti. Inquinamento acustico – Emissione del sequestro preventivo – Presupposti – Astratta configurabilità del reato – Insufficienza.
Consiglio di Stato. Sentenza 5033 del 8 settembre 2003
E’ inammissibile il ricorso proposto da cittadini uti singuli contro il silenzio serbato dall’Amministrazione a fronte delle loro istanze dirette a sollecitare provvedimenti relativi alla viabilità, alla sosta e alla rumorosità. L’art. 36 del codice della strada, che prescrive l’adozione, da parte dei comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, di un piano urbano del traffico (PUT), e l’art. 6 del citato decreto ministeriale, che impone ai comuni tenuti all’adozione del PUT di istituire un “Ufficio Tecnico del Traffico”, con compiti di monitoraggio, di progettazione e di realizzazione di opere per la sistemazione del traffico urbano e per il controllo dell’inquinamento atmosferico ed acustico, sono disposizioni che incidono in modo unilaterale solo sulle amministrazioni comunali, che danno vita a doveri a carico di queste, ai quali non corrispondono posizioni giuridiche soggettive degli amministrati. Si tratta di norme a tutela di interessi collettivi che i singoli non possono far valere con azioni e ricorsi esperiti in nome proprio.
Consiglio di Stato. Sentenza 1224 del 05 marzo 2003
Disturbo da rumore generato dalla proiezione di films in sala cinematografica e rilevato (dall’ARPAV) nelle abitazioni circostanti.
Sentenza completa di motivazione
Consiglio di Stato. Sentenza 880 del 18 febbraio 2003
Inquinamento acustico – il divieto di contatto diretto di aree – zone già urbanizzate – il provvedimento di “bonifica acustica” – il superamento dei valori limite differenziali normativamente disciplinati dalla legge quadro sull’inquinamento acustico – i c.d. piani di zonizzazione – vetustà degli impianti e delle possibili conseguenze dannose alla salute. Definizione di “impianto a ciclo produttivo continuo” – presupposti – la tesi dell’alternatività presupposti (e non la sussistenza cumulativa). Il criterio del limite differenziale – limiti di applicazione – lavoro a ciclo continuo – rappresentanze sindacali.
Corte di Cassazione. Sentenza 43202 del 19 dicembre 2002
Rumore. Autodromo.
Corte di Cassazione. Sentenza 641 del 13 dicembre 2002
Inquinamento acustico – Disturbo della quiete pubblica – Mestiere rumoroso – Superamento dei limiti imposti dalla norma – Art. 659 c.p. – Insussistenza dei presupposti – Risarcimento del danno – Sussiste.
Consiglio di Stato. Sentenza 6274 del 12 novembre 2002
Inquinamento acustico – zonizzazione del territorio – obblighi imposti ex articolo 217 Testo Unico delle leggi sanitarie.
Consiglio di Stato. Sentenza 5423 del 9 ottobre 2002
…..con la quale veniva disposta la sospensione ad horas dell’attività di fabbro; che detta ordinanza era stata emessa a seguito dell’esposto denuncia di alcuni abitanti della zona, tra cui l’odierno appellante, che avevano lamentato l’eccessività dei rumori provocati ed avevano constatato crepi e lesioni lungo i muri dello loro abitazioni causati dalle vibrazioni dei due magli collocati all’interno dell’officina;….
Consiglio di Stato. Sentenza 4457 del 5 settembre 2002
….comporta la produzione di un’intollerabile situazione di rumorosità, certamente qualificabile, in conformità a quanto richiesto dalla norma applicata, come caso di emergenza connesso con l’inquinamento acustico. ..
Sentenza 24018 del 21 giugno 2002
Rumore. Attività rumorose
Corte di Cassazione. Sentenza 10735 del 3 agosto 2001
Sentenza Corte di Cassazione 3 agosto 2001, n. 10735 (Limiti di tollerabilità del suono di pianoforte del vicino di casa – immissioni sonore – articolo 844 C.c. – carattere relativo – sussistenza)
Corte di Cassazione Sez. IV Penale Sentenza 7941 del 07 luglio 2000
LESIONI PERSONALI COLPOSE – SINDROME ANSIOSO-DEPRESSIVA PROVOCATA DA PERDURANTI RUMORI E RIMBOMBI CAUSATI DA ALLENAMENTO SPORTIVO NELL’ABITAZIONE SOVRASTANTE.
Elenco Sentenze 1979-2000
Elenco generale delle sentenze in campo acustico e vibrazioni dal 1979 al 2000.
TAR Abruzzo. Sentenza 665 del 24 luglio 2003
Inquinamento acustico, impianto di condizionamento.
TAR Basilicata, Sez. I – 11 marzo 2010 sentenza 125
INQUINAMENTO ACUSTICO – Valori limite differenziali – Immediata applicabilità – Mancata effettuazione della zonizzazione acustica – Irrilevanza – Ragioni – Artt. 4 e 8 DPCM 14.11.1997. In tema di limiti pubblicistici alle emissioni sonore trova immediata applicazione l’art. 4, comma 1, DPCM 14.11.1997, il quale fissa i valori limite differenziali in 5 dB per il periodo diurno (dalle ore 6,00 fino alle ore 22,00) e in 3 dB per il periodo notturno (dalle ore 22,00 fino alle ore 6,00), in quanto: a) l’art. 8, comma 1, DPCM 14.11.1997 si limita a prevedere che, in attesa della classificazione del territorio da parte dei Comuni in zone, trovano applicazione i limiti del previgente art. 6, comma 1, DPCM 1.3.1991, cioè rinvia ad una norma che disciplina soltanto i valori limite assoluti, per cui dal contenuto letterale dell’art. 8, comma 1, DPCM 14.11.1997 si desume che i valori limite differenziali, previsti dall’art. 4, comma 1, DPCM 14.11.1997, sono immediatamente vigenti, a prescindere dalla circostanza se i Comuni abbiano o meno effettuato le cd. zonizzazioni acustiche; b) in ogni caso, il rinvio dell’art. 8, comma 1, DPCM 14.11.1997 risulta coerente con i principi stabiliti dalla normativa in materia di inquinamento acustico, poiché i valori limite assoluti hanno la finalità di tutelare dall’inquinamento acustico l’ambiente esterno in termini assoluti, mentre i valori limite differenziali si riferiscono al rumore percepito dall’essere umano nel suo ambiente abitativo e perciò hanno la finalità di tutelare il diritto della salute ex art. 32 .
Valori limite differenziali – Aree esclusivamente industriali – Inapplicabilità. I valori limite differenziali, previsti dall’art. 4, comma 1, DPCM 14.11.1997, non si applicano nelle aree esclusivamente industriali.
TAR Basilicata. Sentenza 331 del 19 maggio 2004
(Legge 447/1995 – definizione di “sorgenti fisse” – pianoforti detenuti in abitazioni – vi rientrano)
TAR Calabria, Catanzaro, Sez. I – 2 marzo 2010 sentenza n. 260
INQUINAMENTO ACUSTICO – Art. 9 L. n. 447/95 – Potere extra ordinem – Presupposti – Urgenza di provvedere – Misure di carattere temporaneo. Il testo dell’art. 9 della legge 26 ottobre 1995 n. 447 contempla un potere “extra ordinem”, che si estrinseca mediante provvedimenti di contenuto atipico in presenza dei presupposti propri degli atti di tale natura. L’art. 9 medesimo fissa detti presupposti: è previsto infatti che ricorrano eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente, cui deve farsi fronte con misure di carattere temporaneo ( TAR Umbria, 11 novembre 2008 n. 722). La norma non ritiene quindi sufficiente l’urgenza di provvedere, richiedendo che si tratti di situazione eccezionale, che non può sussistere laddove le circostanze da cui deriva la situazione dannosa abbia carattere permanente, giacché la nozione stessa di eccezionalità richiama l’idea di imprevedibilità di una situazione. A rimarcare ciò è richiesto che le stesse misure adottate per fronteggiare la situazione eccezionale abbiano carattere di temporaneità ( TAR Lazio, sez. II, 20 gennaio 2066 n. 455; TAR Liguria, sez. II, 21 giugno 2004 n. 989; TAR Lombardia, Milano, sez. I, 1 marzo 2004 n. 813; TAR Campania, Napoli, sez. I, 30 gennaio 2004 n. 1139).
TAR Campania. Sentenza 06035 del 30 dicembre 2016
INQUINAMENTO ACUSTICO – Immissioni sonore – Procedimento avviato dall’ente locale per la verifica del rispetto dei limiti- sospensione attività
TAR Campania. Sentenza 8851 del 03 ottobre 2007
INQUINAMENTO ACUSTICO – Immissioni sonore – Procedimento avviato dall’ente locale per la verifica del rispetto dei limiti – Utilizzabilità dell’accertamento tecnico condotto nel corso di un procedimento penale alla presenza dei rappresentanti della società interessata – Fondamento – Segreto istruttorio – Art. 329 c.p.p.. T.A.R. CAMPANIA, Napoli, Sez. V – 3 ottobre 2007
TAR Campania. Sentenza 1127 del 16 febbraio 2005
Inquinamento acustico – Esercizio di somministrazione all’aperto – Limitazione dell’orario di apertura – Presupposto – Mere segnalazioni di schiamazzi notturni – Insufficienza – Autonomo accertamento dell’amministrazione – Necessità. Il provvedimento di limitazione dell’orario di apertura di un esercizio di somministrazione all’aperto non può fondarsi su mere segnalazioni di “eccessivi schiamazzi notturni”, dovendo invece l’amministrazione procedere ad un autonomo accertamento e riscontro.
TAR Campania. Sentenza 1139 del 30 gennaio 2004
con la quale l’amministrazione comunale intimata ha sancito l’obbligo di attenersi al rispetto dei parametri di immissione sonora di cui all’articolo 8, comma 1, del d.P.C.M. 14 novembre 1997, ed ha disposto (al punto 4) di “non utilizzare strumenti acustici amplificati, bensì strumenti acustici naturali, al fine di non arrecare disturbo agli abitanti della zona”.
TAR Campania. Sentenza 511 del 31 gennaio 2003
L’atto di adozione dei piani di zonizzazione in funzione di tutela dall’inquinamento acustico non costituisce un “atto obbligatorio per legge”, ossia un atto espressamente sottoposto dalla legge ad un termine perentorio, come tale idoneo a rendere operativa la previsione dell’art. 136 t.u.e.l., che prevede in caso di mancata assunzione di simili atti da parte dell’Ente Locale l’operatività del potere sostitutorio del Difensore Civico Regionale. All’illegittimità dell’atto sostitutorio del difensore civico segue la illegittimità e la caducazione degli atti posti in essere dal commissario ad acta resistente.
TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. II, n° 1530 del 17 settembre 2009
INQUINAMENTO ACUSTICO – Accertamenti tecnici fonometrici – Partecipazione dei titolari dell’attività rumorosa – Pregiudizio per la genuinità e l’attendibilità dell’accertamento – Comunicazione di avvio del procedimento – Obbligo dell’amministrazione comunale – Momento della comunicazione – Individuazione. In materia di accertamenti tecnici fonometrici, nell’ipotesi in cui l’eventuale partecipazione dei titolari dell’attività che si presume eccessivamente rumorosa agli accertamenti tecnici svolti “in loco” o, comunque, la preventiva conoscenza della data in cui gli stessi sarebbero stati esperiti, possano costituire elementi oggettivamente idonei a pregiudicare la genuinità e l’attendibilità di tali peculiari tipologie di controlli tecnici, costituisce comunque preciso obbligo dell’amministrazione comunale l’invio della comunicazione di avvio del procedimento ai ricorrenti immediatamente dopo la conclusione di detti accertamenti tecnici, allegando ad essa, inoltre, i risultati dei controlli effettuati da A.R.P.A. in loro assenza. Ciò al fine di consentire a questi ultimi di partecipare, almeno a partire da questa fase, al procedimento che li riguarda e, se del caso, di potere contestare la veridicità e/o l’esattezza di tali risultati sotto il profilo tecnico, anche avvalendosi di propri consulenti di fiducia.
TAR Emilia Romagna, Parma, Sez. I, n° 385 del 18 settembre 2008
INQUINAMENTO ACUSTICO – Limiti differenziali – Applicabilità in assenza di classificazione acustica – Esclusione.
TAR Emilia Romagna. Sentenza 716 del 12 maggio 2005
Inquinamento acustico – Accertamenti fonometrici – Assenza di contraddittorio – Violazione del giusto procedimento – Art. 7 L. 241/1990.
TAR Emilia Romagna. Sentenza 244 del 04 maggio 2005
Inquinamento acustico – Zonizzazione – Assenza – Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio 6 settembre 2004 – Diretta applicabilità dei limiti differenziali – Esclusione.
Ordinanza 42 Trib. Modena del 11 novembre 2003
Inquinamento acustico – Immissioni di rumori intollerabili – Divieto – Fondamento – Pericolo che le immissioni stesse travolgano l’equilibrio psichico della persona.
Tribunale di Udine, Sentenza n. 273 del 17/08/2011
INQUINAMENTO ACUSTICO – Esercizio di attività produttive – Emissioni sonore – Art. 659 c. 2, c.p. – Rilevanza penale – Violazione dei limiti di cui alla L. n. 477/95 – Sanzione amministrativa.
TAR Friuli Venezia Giulia, Sez. I, Sentenza n. 183 del 08 aprile 2011
INQUINAMENTO ACUSTICO – Classificazione acustica – Mancanza – Limiti differenziali – Operatività – Esclusione – Art. 8, c. 1 D.P.C.M. 14/11/1997. Nelle more della classificazione del territorio comunale ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. a) della L. n. 447 del 1995, sono operativi i limiti c.d. “assoluti” di rumorosità, ma non anche quelli c.d. “differenziali” (v. T.A.R Puglia Bari, sez. I, 14 maggio 2010, n. 1896; T.A.R. Emilia Romagna Parma, sez. I, 01 luglio 2008 , n. 385, T.A.R. Puglia -LE- sez. I^, 13/6/2007 n. 2334; T.A.R. Lombardia -MI- sez. I^, 1/3/2004 n. 813; T.A.R. Veneto, sez. III^, 31/3/2004 n. 847). Alla base di tale indirizzo vi è l’univoca formulazione dell’art. 8, comma 1, del D.P.C.M. 14/11/1997, secondo cui in attesa che i comuni provvedano agli adempimenti previsti dall’art. 6, c. 1, lett. a) della L. n. 447/1995, si applicano i limiti di cui all’art. 6, c. 1, del D.P.C.M. 1 marzo 1991. Da tale norma si evince che, ove si fosse voluto far sopravvivere integralmente il regime transitorio di cui all’art. 6 del decreto (primo comma relativo ai c.d. limiti “assoluti” e secondo comma relativo ai c.d. limiti “differenziali”), sarebbe stato evidentemente necessario operare il rinvio ad ambedue le fattispecie e quindi non al solo primo comma.
TAR Friuli Venezia Giulia Sez. I. del 10 ottobre 2009 n. 694
INQUINAMENTO ACUSTICO – Misure di contenimento e abbattimento delle emissioni sonore – Sindaco – Ordinanza – Presupposti – Eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute – Art. 9 L. n. 447/95. L’art. 9 della l. 447/1995 attribuisce al Sindaco un potere di disporre il ricorso temporaneo a misure particolari di contenimento o abbattimento delle emissioni sonore qualora ciò sia richiesto “da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente“.
Piano di risanamento acustico – Comune – Imposizione – Preventivo intervento normativo regionale – L. n. 447/95. La l. 447/1995, prevede che vengano definite con legge regionale le “procedure e gli eventuali ulteriori criteri, oltre a quelli di cui all’articolo 7, per la predisposizione e l’adozione da parte dei comuni di piani di risanamento acustico”: sicchè è illegittima l’imposizione di predisporre e trasmettere al comune siffatto piano in assenza di determinazioni normative regionali.
TAR Friuli Venezia Giulia. Sentenza 682 del 24/09/2009
INQUINAMENTO ACUSTICO – Ordinanza di riduzione dell’orario di apertura di esercizi pubblici – Art. 54 d.lgs. n. 267/2000 – Modifica ex art. 6 D.L. n. 92/2008 – Incolumità pubblica e sicurezza urbana – Ordinanze sindacali – Requisiti della contingibilità e dell’urgenza – Ricorso – Necessità – Esclusione. L’art. 54 del D.Lgs. n. 267/2000 è stato profondamente innovato dall’art. 6 del D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con importanti modificazioni, con la legge 24 luglio 2008, n. 125 ed ispirato all’esigenza di predisporre uno schema normativo particolarmente rigoroso in tema di ordine pubblico: in base alla nuova lettura della norma ai Sindaci è consentita l’emanazione di provvedimenti, anche non contingibili e urgenti, senza uno specifico limite temporale, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana(fattispecie relativa all’ordinanza di riduzione degli orari di apertura di alcuni esercizi pubblici, in agione dell’inquinamento acustico e del degrado cagionati dagli avventori).
TAR Friuli Venezia Giulia. Sentenza 411del 17 luglia 2004
L’organo che interviene nel procedimento in funzione ausiliaria, mediante atti preparatori, non riveste la figura di controinteressato nel giudizio in cui è intimata l’amministrazione che adotta il provvedimento finale, al quale soltanto sono imputati gli effetti lesivi (Fattispecie: Impugnato un atto con cui si impone il contenimento delle emissioni sonore, l’ARPA, che ha fornito elementi istruttori al Comune, cui spetta tutelare l’interesse pubblico al contenimento dei rumori entro soglie accettabili, veniva estromessa per carenza di legittimazione passiva).
TAR Friuli Venezia Giulia. Sentenza 1069 del 21 dicembre 2002
Inquinamento acustico – criteri regionali ex articolo 4 comma 1 legge 447/1995 – assenza – zonizzazione acustica comunale – illegittimità.
TAR Lazio. Sentenza 413 del 16 maggio 2005
Art. 9 L. 447/95 – Potere ordinatorio esercitato dal Sindaco – Natura – Indicazione specifica di forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni – Inibitoria dell’attività fonte di inquinamento acustico – Differenza.Ordinanza ex art. 9 L. 447/95 – Requisito della temporaneità – Cessazione – Conseguenze – Istanza di riesame – Comune – Obbligo di avviare il procedimento.
TAR Lazio. Sentenza 1212 del 10 dicembre 2004
Inquinamento acustico – Limiti di accettabilità delle sorgenti sonore – In assenza di apposita zonizzazione – Sono quelli previsti dall’articolo 6 del Dpcm 1 marzo 1991
TAR Lazio. Sentenza 5904 del 26 giugno 2002
dell’ordinanza n. 64 del 21.5.1998, prot. n. 3595 emessa dal Sindaco del Comune intimato e con la quale quest’organo ha ordinato alla ricorrente di attuare ogni adeguata iniziativa per la protezione dell’inquinamento acustico della parte di territorio comunale attraversato dalla autostrada Roma-Napoli,
TAR Liguria , Sez. I – 15 marzo 2010 sentenza 1166
INQUINAMENTO ACUSTICO – Misurazione dell’inquinamento acustico – Tempo di riferimento – Definizione – Tempo di osservazione – Allegato A al D.M. 16 marzo 1998. Nell’allegato A al d.m. 16 marzo 1998 rubricato “tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”, il tempo di riferimento viene definito come il” periodo della giornata all’interno del quale si eseguono le misure”. La stessa norma precisa poi che “la durata della giornata è articolata in due tempi di riferimento: quello diurno compreso tra le h 6,00 e le h. 22,00 e quello notturno compreso tra le h 22,00 e le h 6,00”. La stessa norma definisce poi il tempo di osservazione come il periodo di tempo compreso nel tempo di riferimento nel quale si verificano le condizioni di rumorosità che si intendono verificare. Le norme in esame non impongono quindi necessariamente che il tempo di osservazione sia circoscritto ad uno solo dei due periodi nei quali si articola il tempo di riferimento potendo le condizioni di rumorosità da valutare perdurare per entrambi i periodi in cui si articola il tempo di riferimento.
Rumore ambientale – Rumore residuo – Rumore prodotto dalla sorgente disturbante. Il rumore ambientale è costituito da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un dato luogo e durante un determinato tempo. Il rumore ambientale è costituito dall’insieme del rumore residuo, dove per tale si intende il rumore rilevato quando si esclude la specifica sorgente disturbante, e da quello che prodotto dalla specifica sorgente disturbante.
Valore limite differenziale – Nozione – Rumore trascurabile – Parametri. Il valore limite differenziale è quel valore dato dalla differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale e il rumore residuo. Tenendo presente la definizione di rumore residuo che è il rumore che residua una volta eliminata la sorgente disturbante, il valore differenziale esprime lo specifico grado di inquinamento acustico della specifica fonte disturbante. In altre parole il valore differenziale esprime il contributo che una specifica fonte dà al livello di inquinamento generale. I valori limite sono di 5 db per il periodo diurno e di 3 db per il periodo notturno (art. 4 d.p.c.m. 14 novembre 1997). Tali valori differenziali non si applicano quando comunque il rumore ambientale è al di sotto di determinati valori e precisamente 50 db(A) per il periodo diurno e 40 db (A) per il periodo notturno misurati a finestre aperte e 35 db(A) per il periodo diurno e 25 db (A) per il periodo notturno misurati a finestre chiuse. Si tratta ovviamente di limiti da applicarsi disgiuntamente nel senso che anche il superamento di uno solo di essi consente l’applicazione del valore differenziale. Ciò è fatto palese dalla circostanza che il rumore viene definito in tali casi trascurabile. Orbene è evidente che, essendo il rumore sempre lo stesso, per ritenersi trascurabile non deve superare i parametri di cui sopra per cui il superamento anche di uno solo di essi implica l’applicazione dei valori limite differenziali.
Autorizzazione di un pubblico esercizio – Amministrazione – Potere di imporre le prescrizioni necessarie nel pubblico interesse – Prescrizioni relative alle emissioni sonore. Il rilascio dell’autorizzazione di un pubblico esercizio comprende il potere dell’amministrazione di imporre le prescrizioni necessarie nel pubblico interesse (art. 9 r.d. 773/1931), tra le quali devono ritenersi comprese anche quelle relative alle emissioni sonore.
TAR Liguria. Sentenza 1141 del 1 agosto 2005
Sentenza Tribunale Sanremo 13 gennaio 2003
La determinazione dei limiti massimi di esposizione al rumore – la soglia di tollerabilita’ delle immissioni rumorose nei rapporti tra privati – art. 844 cod. civ. – risarcimento del danno. Il termine prescrizionale acquisitivo a titolo originario di un diritto di servitu’ in tema di distanze tra costruzioni – paratie frangivento – il proprietario frontista – danno.
TAR Liguria. Sentenza 1077 del 5novembre 2002
Nella fattispecie gli episodi a cui l’ordinanza impugnata si riferisce riguardano il disturbo alla quiete pubblica attraverso emissioni sonore provenienti dal locale gestito dalla società ricorrente e superiori ai limiti consentiti in ore notturne.
TAR Lombardia, Milano, Sez. IV del 31 gennaio 2011, n. 288
INQUINAMENTO ACUSTICO – Potere di ordinanza ex art. 9 L. n. 447/95 – Maggiore ampiezza rispetto alla previsione generale di cui all’art. 54 d.lgs. n. 267/2000 – Accertamenti tecnici effettuati dall’ARPA – Minaccia per la salute pubblica. L’art. 9 L. 4471995 attribuisce al Sindaco poteri di intervento richiesto da urgente necessità di tutela della salute pubblica in senso più ampio che non laddove si dovesse ricorrere ai normali poteri di cui all’art. 54 D.lgs. 2672000. L’uso del potere di ordinanza contingibile ed urgente, delineato dall’art. 9 cit., deve pertanto ritenersi sempre ammesso laddove gli accertamenti tecnici all’uopo effettuati dalle competenti Agenzie Regionali di Protezione Ambientale rivelino la presenza di un fenomeno di inquinamento acustico, tenuto conto sia che quest’ultimo – ontologicamente (per esplicita previsione dell’art. 2 della stessa Legge n° 447/1995) – rappresenta una minaccia per la salute pubblica, sia che la Legge quadro sull’inquinamento acustico non configura alcun potere di intervento amministrativo “ordinario” che consenta di ottenere il risultato dell’immediato abbattimento delle emissioni sonore inquinanti ( vedasi TAR Puglia Lecce 4882006, TAR Umbria 4922010, TAR Toscana 19302010).
INQUINAMENTO ACUSTICO – Ordinanza ex art. 9 L. n. 447/95 – Competenza del Sindaco. Le ordinanze ex art. 9 L. 4471995, in materia di inquinamento acustico, sono attribuite alla competenza del Sindaco. Pres. Leo, Est. De Carlo – P. s.n.c. (avv.ti Rattazzi e Bessi) c. Comune di Voghera (avv. Ferrari) ed altro (n.c.)
TAR Lombardia, Milano, Sez. II del 22 novembre 2010 sentenza n. 7312
INQUINAMENTO ACUSTICO – Controlli accertamenti o ispezioni – Partecipazione di tutti i soggetti interessati – Necessità – Esclusione – Compromissione della genuinità dell’attività istruttoria. Non può pretendersi che l’amministrazione, nell’effettuare controlli, accertamenti o ispezioni, debba operare con la necessaria partecipazione di tutti i soggetti interessati, laddove tale coinvolgimento possa compromettere la genuinità dell’attività istruttoria compiuta (Cfr. Cons. Stato, sez. V, 21 gennaio 2003 n. 1224; 18 maggio 2004, n. 3190; Tar Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 17 settembre 2009, n. 1530). (fattispecie relativa alle rilevazioni dei livelli di inquinamento acustico).
TAR Lombardia, Milano Sez. IV, n° 5007 del 11 novembre 2009
INQUINAMENTO ACUSTICO – Comune – Tutela della salute pubblica – Mantenimento della soglia di rumore entro i livelli stabiliti dalla normativa – Tutela apprestata dall’ordinamento ex art. 844 c.c. – Diversità. Il Comune ha il dovere di garantire per motivi di salute pubblica che la soglia del rumore prodotta nell’ambiente dalle varie attività umane non superi i livelli stabiliti dalla normativa per evitare forme di inquinamento acustico e ciò niente ha a che vedere con la tutela apprestata dall’ordinamento attraverso l’istituto regolato dall’art. 844 c.c..
TAR Lombardia, Brescia, Sez. II, n° 1814 del 02 novembre 2009
INQUINAMENTO ACUSTICO – Ordinanza sindacale – Esposto di una sola famiglia – Sufficienza. L’accertata presenza di un fenomeno di inquinamento acustico – pur se non coinvolgente l’intera collettività – deve ritenersi sufficiente a concretare l’eccezionale ed urgente necessità di intervenire a tutela della salute pubblica, con la conseguenza che l’ordinanza sindacale ben può essere adottata anche a seguito dell’esposto di una sola famiglia, non constando nella norma alcun parametro numerico o dimensionale (da ultimo, in tal senso TAR Piemonte, I, 2 marzo 2009, n. 199). Potere di ordinanza comunale – Art. 9 L. n. 447/95 – Potestà regolatoria – Potere conformativo dell’attività privata – Riduzione o rimodulazione dell’orario dell’attività fonte di immissioni. Il potere di ordinanza comunale in materia di inquinamento acustico (art. 9 L. n. 447/1995) costituisce espressione della potestà regolatoria volta a conformare l’attività privata al rispetto dei limiti di emissione acustica nell’ambito del territorio comunale; tale potere conformativo può manifestarsi, anche attraverso l’obbligo per il responsabile delle immissioni rumorose di ridurre o rimodulare l’orario della propria attività fonte delle suddette immissioni (TAR Lombardia, Milano, IV, 2 aprile 2008, n. 715). Superamento dei limiti di legge – Situazione di rischio per la salute pubblica – Ordinanza ex art. 9 L. n. 447/95 – Motivazione per relationem al verbale dei rilievi fonometrici – Idoneità. Il superamento dei limiti di legge, in materia di inquinamento acustico, implica automaticamente la sussistenza di una situazione di rischio per la salute pubblica che i soggetti preposti al controllo sono tenuti a rimuovere attraverso l’unico mezzo a disposizione rappresentato, per l’appunto, dall’ordinanza ai sensi dell’art. 9 della legge 447/95. La motivazione espressa per relationem al verbale dei rilievi fonometrici operati dall’USSL appare, quindi, del tutto sufficiente ad integrare il rispetto dell’obbligo di legge.
TAR Lombardia, Brescia, Sez. I, n° 410 del 25 febbraio 2009
INQUINAMENTO ACUSTICO – Indagine fonometrica – Subentro di un privato nella posizione dell’originario responsabile delle emissioni acustiche – Amministrazione – Coinvolgimento del subentrante negli atti successivi alla comunicazione del subentro – Risultati dell’indagine fonometrica – Omessa comunicazione – Conseguenze in ordine alla legittimità del provvedimento – Art. 21 octies, c. 2 L. 241/1990 – Violazione dei limiti assoluti e differenziali – Normale tollerabilità – Rapporto con l’art. 844 c.c. – Superamento dei limiti di emissione ed immissione – Potere dovere di intervento del sindaco – Assenza di pericolo imminente per la salute delle persone – Irrilevanza – Graduazione delle misure adottabili – Bonifica, riduzione degli orari, chiusura dell’attività – Fattispecie. T.A.R. LOMBARDIA, Brescia, Sez. I – 25/02/2009, n. 410
TAR Lombardia. Sentenza 1127 del 7 novembre 2005
Inquinamento acustico, Infrastrutture ferroviarie, Aree adiacenti, Nuova zonizzazione.
Trib. di Milano Decreto 981/05 del 23 marzo 2005
Emissioni sonore disturbanti provenienti da esercizio commerciale (pub) superante i limiti di cui al D.P.C.M. 14.11.1997. Sequestro dell’impianto di diffusione sonora.
TAR Lombardia. Sentenza 151 del 25 gennaio 2005
Inquinamento acustico – Operazioni di verifica sulla rumorosità – Accertamenti a sorpresa – Omessa comunicazione di avvio del procedimento – Legittimità. Le operazioni di verifica sulla rumorosità sono legittimamente condotte all’insaputa dell’interessato, posto che l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento deve essere escluso ogni qualvolta detta comunicazione possa vanificare l’effetto di operazioni istruttorie, come accertamenti o ispezioni che devono essere attuati a sorpresa. In tal caso, all’interessato dovrà essere data la possibilità di partecipare alle fasi procedimentali successive.
TAR Lombardia. Sentenza 813 del 1 marzo 2004
Sentenza Tar Lombardia – Milano 1 marzo 2004, n. 813 (Piano di zonizzazione acustica – mancanza – applicabilità dei soli limiti assoluti di emissione ex articolo articolo 6, comma 1, Dpcm 1 marzo 1991 – sussiste)
TAR Marche, Sez. I del 29 settembre 2009 n. 930
INQUINAMENTO ACUSTICO – Classificazione acustica – L.R. Marche n. 28/2001 – Raccordo tra pianificazione urbanistica e classificazione acustica – Zone agricole – Classificazione di tipo residuale – Compatibilità con gli insediamenti produttivi – Effetti in tema di classificazione acustica. La L.R. Marche n. 28/2001, ribadendo le disposizioni di cui alla L. n. 447/95, prevede un raccordo tra pianificazione urbanistica e classificazione acustica e pone la regola tassativa secondo cui nella redazione di nuovi strumenti urbanistici o nell’adozione di varianti le destinazioni d’uso debbono essere stabilite in modo da prevenire o contenere i disturbi alla popolazione residente. Quest’ultima disposizione va interpretata alla luce delle altre contenute nella menzionata L.R., in primis quella dell’art. 2, comma 1, che stabilisce che nella classificazione acustica del territorio si tiene conto delle preesistenti destinazioni d’uso. Le difficoltà sorgono in presenza di situazioni in cui si vengono a trovare a contatto zone territoriali omogenee a diversa vocazione, la qual cosa si verifica in particolare con riferimento alle zone agricole. E’ noto infatti che molto spesso la classificazione “E” è di tipo residuale oppure essa viene ritenuta compatibile con un vasto novero di attività umane diverse e con l’allocazione di strutture, impianti e attrezzature di ogni genere. Ed è altrettanto frequente che le zone agricole siano adiacenti a zone industriali e/o destinate ad insediamenti produttivi in genere. E’ quindi quasi inevitabile per i cittadini che risiedono in zone (formalmente) agricole dover sopportare l’allocazione, in zone adiacenti le loro abitazioni, di insediamenti produttivi. Conferma di tale assunto si rinviene fra l’altro proprio nelle disposizioni in materia di classificazione acustica, e segnatamente nell’art. 2, comma 3, lett. e), della L.R. n. 28/2001, il quale prevede la classificazione in classe V (aree prevalentemente industriali) delle zone interessate da insediamenti produttivi e con scarsità di insediamenti abitativi, con ciò ammettendo che gli insediamenti produttivi possono in generale coesistere con insediamenti abitativi (diversa è invece la situazione per le “aree residenziali rurali”, che consistono evidentemente in zone residenziali vere e proprie, ma situate al di fuori degli abitati e per le quali è prevista la classificazione in classe I).
Piano di classificazione acustica – Adozione – Destinazione di zona – Singoli insediamenti produttivi – Irrilevanza. In sede di adozione del Piano di classificazione acustica non si deve tenere conto del singolo insediamento produttivo, ma della destinazione della zona, altrimenti si rischia di confondere due ambiti distinti (che pure debbono in qualche modo trovare un punto di contatto), ossia quello urbanistico-edilizio e quello inerente la classificazione acustica. Si vuol dire cioè che se ad una certa porzione del territorio è stata legittimamente impressa la destinazione urbanistica di zona “D”, in quella zona sono allocabili insediamenti produttivi e la stessa deve essere, ai fini acustici, classificata in classe V o VI a seconda dei casi. A questo proposito non rileva lo specifico impianto produttivo che deve essere allocato, la cui compatibilità con il sito prescelto è oggetto di altri specifici procedimenti, unificati nello Sportello Unico di cui al DPR n. 447/1998 (valutazione di impatto ambientale, compatibilità paesaggistica, compatibilità ai sensi dell’art. 216 del T.U. n. 1265/1934, compatibilità con il Piano di assetto idrogeologico, e così via).
Piano di classificazione acustica – Predisposizione – Adempimenti preventivi – Misurazione sul campo – Necessità – Esclusione – Metodo “qualitativo”. La predisposizione del Piano di classificazione acustica non deve essere preceduta da misurazioni effettuate sul campo (le quali, invece, sono indispensabili per verificare, in qualsiasi momento, se sono superati i limiti previsti per ciascuna zona). Inoltre, per i Comuni di più ridotte dimensioni è del tutto legittimo l’utilizzo del metodo c.d. qualitativo, il quale presuppone un esame delle destinazioni d’uso del territorio previste dal P.R.G., della situazione topografica e un’analisi dell’uso del territorio non basata direttamente su dati quantitativi.
Classificazione acustica – Zone che differiscono per più di 5dBa – Divieto di accostamento – Fasce di transizione – Discontinuità. Il divieto di accostamento di zone che differiscano fra loro per più di 5 dBa non opera quando, in presenza di destinazioni urbanistiche consolidate, sia possibile prevedere fasce di transizione (c.d. zone cuscinetto) oppure quando esistano ostacoli naturali (definite più propriamente “discontinuità”) che attenuino il livello di immissioni.
TAR Molise, Sez. I del 21 aprile 2016 n. 186
TAR Piemonte, Sez. II, del 22 gennaio 2011, n. 58
NQUINAMENTO ACUSTICO – Potere di ordinanza ex art. 9 L. n. 447/1995 – Presupposti – Eccezionali e urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente. Il potere di ordinanza assentito dall’art. 9 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, integrando particolari forme di contenimento e riduzione delle emissioni sonore, inclusa l’inibitoria totale o parziale delle attività, deve essere motivato da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente (in termini T.A.R. Puglia – Bari, I, 29 settembre 2009 n. 2142.
INQUINAMENTO ACUSTICO- Classificazione acustica – Mancata approvazione – Operatività dei soli limiti assoluti. Nelle more della classificazione del territorio comunale ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. a) della L. n. 447 del 1995, sono da ritenersi operativi i soli limiti c.d. “assoluti” di rumorosità, ma non anche quelli c.d. “differenziali” (T.A.R. Emilia Romagna – Bologna, II, 15 novembre 2010 n. 8045; T.A.R. Emilia Romagna, sez. staccata di Parma, 18 settembre 2008, n. 385, 4 maggio 2005 n. 244 e 21 maggio 2008 n. 259; T.A.R. Puglia -Lecce, I, 13 giugno 2007, n. 2334; T.A.R. Friuli Venezia Giulia 24 aprile 2009, n. 275; T.A.R. Lombardia -Milano, I , 1 marzo 2004, n. 813; T.A.R. Veneto, III, 31 marzo 2004, n. 847).
TAR Piemonte, Sez. I – 21 maggio 2010 sentenza n. 2438
INQUINAMENTO ACUSTICO – Regione Piemonte – Art. 10 L.r. n. 52/2000 – Predisposizione della documentazione di impatto acustico – Realizzazione di opere e progetti soggetti a valutazione di impatto ambientale – Fattispecie: strada urbana in piccolo comune. La predisposizione della documentazione di impatto acustico, prescritta dall’art. 10 della L.Reg. Piemonte n. 52/2000, in virtù del rinvio da tale norma operato all’art. 8, commi 1 e 2 della L. n. 447/1995 e da questa veicolato all’art. 6 della Legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente, sostituita dal d.lgs. n. 152/2006, non è richiesta se non per la realizzazione di opere e progetti soggetti a valutazione di impatto ambientale a causa della loro idoneità a produrre rilevanti modificazioni dell’ambiente, opere tra cui non è annoverabile la realizzazione di una piccola strada urbana all’interno di un piccolo Comune.
TAR Puglia,Bari, Sez. III del 22 luglio 2010 sentenza n. 3202.
INQUINAMENTO ACUSTICO – Verbale di accertamento – Percezione del rumore o della musica all’esterno di un locale – Natura – Valutazione o giudizio – Esclusione.
Il verbale di accertamento redatto dal pubblico ufficiale fa prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento, oppure da lui compiuti, nonché riguardo alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale e alle dichiarazioni delle parti; in tale categoria rientra anche la percezione del rumore o della musica all’esterno di un locale, trattandosi non di una valutazione o di un giudizio ma di una percezione di quanto avvenuto in presenza dell’agente.
TAR Puglia,Bari, Sez. II del 30 luglio 2010 sentenza n. 3274
INQUINAMENTO ACUSTICO – L. n. 447/95 – Applicabilità ai rapporti tra privati – Esclusione – Art. 844 c.c. – Immissioni superiori alla normale tollerabilità – Rumore differenziale – Limite dei 3 Db. La L. 447/95 non si applica nei rapporti tra i privati: ai fini dell’art. 844 c.c., le immissioni si presumono superiori alla normale tollerabilità , ai fini dell’art. 844 c.c., quando il c.d. “differenziale” tra il rumore causato dalle fonti rumorose ed il “rumore di fondo” superi il limite di 3 Db.
TAR Puglia, Bari, Sez. I – 14 maggio 2010 sentenza 1896
INQUINAMENTO ACUSTICO – Regione Puglia – Zone non esclusivamente industriali – Applicabilità del criterio differenziale – L.r. Puglia n. 3/2002 – Provvedimenti assunti anteriormente all’entrata in vigore della legge regionale – Criterio differenziale – Applicabilità – Nei comuni privi di zonizzazione acustica – Esclusione. L’art. 3 della L.R. Puglia n. 3/2002 stabilisce, al terzo comma, che per le zone non esclusivamente industriali, oltre ai limiti massimi per il rumore ambientale, trova applicazione anche il cosiddetto “criterio differenziale”, in base al quale non può essere superata la differenza di 5 db durante il periodo diurno e di 3 db durante il periodo notturno. Tale previsione è destinata a valere, in via immediata, anche nei Comuni privi della zonizzazione acustica (cfr. in tal senso TAR Puglia, Lecce, sez. I, sent. n. 3656/2007). Con riguardo ai provvedimenti assunti anteriormente all’entrata in vigore della legge regionale, trova invece applicazione l’orientamento prevalso in giurisprudenza secondo cui, nelle more della classificazione del territorio comunale ai sensi dell’art. 6, primo comma – lett. a), della legge quadro n. 447 del 1995, operano i soli limiti “assoluti” di rumorosità, ma non anche quelli “differenziali” (cfr., tra molte, TAR Emilia Romagna, Parma, sent. n. 385/2008; TAR Friuli Venezia Giulia, sent. n. 578/2005; TAR Lombardia, Milano, sez. I, sent. n. 813/2004; TAR Veneto, sez. III, sent. n. 847/2004).
TAR Puglia. Sentenza 388, Bari del 11 febbraio 2010
INQUINAMENTO ACUSTICO – L.r. Puglia n. 3/2002 – Divieto di attività ricreative all’aperto dopo la mezzanotte – Possibilità di deroga – Art. 16 L. r. Puglia n. 3/2002 – Eventi e manifestazioni singole di carattere episodico – Art. 6 L. n. 447/1995. La possibilità di deroga (su domanda “scritta e motivata”) al divieto di attività ricreative all’aperto dopo la mezzanotte (nella specie: trattenimenti danzanti) di cui all’ art. 16 della L.r. Puglia n. 3/2002, riguarda eventi e manifestazioni singole, di carattere episodico e non può consentire un sistematico inquinamento notturno sine die. Tale interpretazione d’altronde rappresenta la coerente applicazione dell’articolo 6 della legge quadro a livello statale, costituita dalla legge 28 ottobre 1995, n. 447, che legittima il Comune a permettere superamenti dei valori acustici in modo non generalizzato, ma specifico ed episodico.
TAR Puglia. Sentenza 525 del 09 febbraio 2010
INQUINAMENTO ACUSTICO – Deroga agli orari di apertura
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References: Sentenza 

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 art. 674

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 Art. 54
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 art. 481
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