Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/173/R*173-8
Timestamp: 2019-08-19 01:40:11+00:00

Document:
Domanda di concordato preventivo - Regolarità e attendibilità delle scritture contabili - Controllo del tribunale - Esclusione - Attestazione del professionista - Verifica completezza dati aziendali e criteri di giudizio - Ammissibilità
In tema di concordato preventivo, nel valutare l'ammissibilità della domanda, il tribunale non può controllare direttamente la regolarità ed attendibilità delle scritture contabili del proponente, ma soltanto svolgere un sindacato sulla corretta predisposizione dell'attestazione del professionista designato ai sensi dell'art. 161, comma 2, l.fall., in termini di completezza dei dati aziendali e di comprensibilità dei criteri di giudizio adottati, rientrando tale attività nella verifica della regolarità della procedura indispensabile per garantire la corretta formazione del consenso dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2019, n. 5653. Segue...
Presentazione di nuova proposta di concordato - Abuso del diritto - Revoca del concordato
Integra la fattispecie dell’abuso dello strumento concordatario la presentazione di una seconda proposta accompagnata da una relazione attestativa superficiale, incongrua e fondata su assunti non suscettibili di riscontro obiettivo, così da apparire complessivamente non credibile e del tutto inidonea allo scopo di rappresentare ai creditori la situazione effettiva della società e giustificare il giudizio di fattibilità che gli stessi sono chiamati ad esprimere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Giugno 2014. Segue...
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Attestazione del professionista - Rilevanza ex articolo 173 L.F.
Significative lacune nell'attestazione del professionista integrano di per sé l'ipotesi di cui all'art.173 III co. l.f. ultima parte, mancando ab origine una condizione prescritta per l'ammissione al concordato, e precisamente non essendo stata prodotta un'attestazione plausibile circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano ex art.161 III co. l.f.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2014. Segue...
Concordato preventivo - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Verifica puntuale ed analitica dei dati aziendali e delle scritture contabili - Necessità - Revoca del concordato ex articolo 173 l.f.
Tra le condizioni di ammissibilità rilevanti ex artt. 162 e 173 l.fall. rientra la relazione del professionista che attesta la veridicità dei dati aziendali. Conseguentemente, il tribunale può e deve dichiarare inammissibile la proposta di concordato preventivo a corredo della quale sia stata presentata una relazione che, pur contenendo la formale attestazione della veridicità dei dati aziendali, debba considerarsi sostanzialmente incompleta e per questo inattendibile. Ciò verifica, tra le altre ipotesi, quando il professionista che redige la relazione che accompagna la domanda di concordato preventivo non abbia svolto una verifica puntuale ed analitica dei dati aziendali e delle scritture contabili. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012. Segue...
Concordato preventivo - Relazione sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità della proposta - Integrazione prima dell'avvio del subprocedimento di revoca ex art. 173 l.fall. - Ammissibilità.
La relazione sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità della proposta può essere integrata prima dell'avvio del subprocedimento di revoca ex art. 173 l.fall.. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012. Segue...
Concordato preventivo - Giudizio di fattibilità del piano riservato al professionista attestatore ed all'approvazione dei creditori - Rischio di manovre fraudolente o truffaldine.
La soluzione interpretativa che, nel concordato preventivo, vorrebbe demandare il giudizio sulla fattibilità del piano esclusivamente al professionista attestatore ed all'approvazione dei creditori comporta il rischio che la maggioranza del ceto creditorio avalli manovre fraudolente o truffaldine dell'imprenditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18 Ottobre 2012. Segue...
In tema di concordato preventivo, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. n.169 del 2007 che è caratterizzato da una prevalente natura contrattuale, e dal decisivo rilievo della volontà dei creditori e del loro consenso informato, il controllo del tribunale nella fase di ammissibilità della proposta, ai sensi degli artt. 162 e 163 legge fall., ha per oggetto solo la completezza e la regolarità della documentazione allegata alla domanda, senza che possa essere svolta una valutazione relativa all'adeguatezza sotto il profilo del merito; ne consegue che, quanto all'attestazione del professionista circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, il giudice si deve limitare al riscontro di quegli elementi necessari a far sì che detta relazione - inquadrabile nel tipo effettivo richiesto dal legislatore, dunque aggiornata e con la motivazione delle verifiche effettuate, della metodologia e dei criteri seguiti - possa corrispondere alla funzione, che le è propria, di fornire elementi di valutazione per i creditori, dovendo il giudice astenersi da un'indagine di merito, in quanto riservata, da un lato, alla fase successiva ed ai compiti del commissario giudiziale e, dall'altro, ai poteri di cui è investito lo stesso tribunale, nella fase dell'omologazione, in presenza di un'opposizione, alle condizioni di cui all'art. 180 legge fall. (Principio affermato dalla S.C. in sede di cassazione, con rinvio, del decreto con cui il tribunale aveva "rigettato" la domanda di ammissione alla procedura di concordato, in realtà pronunciandone l'inammissibilità, con valutazioni sul merito della fattibilità del piano concordatario e con modalità decisorie, dalle quali è conseguita l'ammissibilità del ricorso ex art. 111 Cost.). (conf. Cass. 21860/2010) (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011. Segue...
Il principio secondo il quale, nell'ambito del concordato preventivo, il giudice, nel valutare la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano, si deve astenere da un'indagine di merito, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni e con i limiti di cui all'art. 180 legge fallimentare, è applicabile anche in sede di riesame della proposta ex art. 173 legge fallimentare e ciò anche se, in questo caso, il tribunale dispone del conforto dell'apporto conoscitivo e valutativo del commissario giudiziale. Tale apporto, infatti, non è destinato al giudice ma alla platea dei creditori che possono così comparare la proposta e le valutazioni dell'esperto attestatore con la relazione di un organo investito di una pubblica funzione. Resta, infatti, insuperabile il rilievo secondo cui il tribunale è privo del potere di valutare d'ufficio il merito della proposta, in quanto tale potere appartiene solo ai creditori così che solo in caso di dissidio tra i medesimi in ordine alla fattibilità, denunciabile attraverso l'opposizione alla omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa del tutto inattuabile, invece e per quanto concerne i creditori, nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011. Segue...

References: articolo 173
 art.161
 articolo 173
 art. 173
 art. 173
 art. 111
 Cass. 
 art. 173