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Timestamp: 2020-08-05 16:59:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7033 del 17/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7033 del 17/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/03/2017, (ud. 08/02/2017, dep.17/03/2017), n. 7033
sul ricorso 24648/2014 proposto da:
P.O., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
avvocati ANTONIO MARIA DORIA e MARCO DORIA;
avverso la sentenza n. 425/2014 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
1. P.O. ricorre avverso la sentenza della Corte d’appello di Lecce che, decidendo sugli appelli, principale e incidentale, svolti avverso la sentenza di primo grado, ha in motivazione espressamente dato atto della difformità dal dispositivo (di rigetto del gravame anche dell’assistita);
2. l’assistita denuncia, con il primo motivo, la nullità della sentenza impugnata, ai sensi dell’art. 340 c.p.c., comma 2, n. 4, per essere la parte dispositiva in insanabile contrasto con la motivazione;
5. le censure svolte con il primo motivo sono manifestamente fondate per l’evidente difformità fra il dispositivo e le proposizioni contenute nella motivazione;
6. va dato atto dell’estraneità del comando giudiziale, cristallizzato nel dispositivo, con la motivazione a sostegno della statuizione, conseguendone la nullità della sentenza giacchè, nel processo del lavoro, il dispositivo letto in udienza e depositato in cancelleria ha una rilevanza autonoma poichè racchiude gli elementi del comando giudiziale che non possono essere mutati in sede di redazione della motivazione e non è suscettibile di interpretazione per mezzo della motivazione medesima;
7. il primo motivo del ricorso deve essere accolto, assorbito il secondo, la sentenza dev’essere cassata, in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa alla stessa Corte d’appello, in diversa composizione, alla quale è da attribuire la rinnovazione della decisione conclusiva del grado e, dunque, l’adozione di un atto valido, e la regolamentazione delle spese del primo giudizio di gravame e del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla medesima Corte d’appello, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

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