Source: http://www.consultorionuoro.it/IT/LEGGE_REG_CF.HTM
Timestamp: 2019-04-23 16:31:44+00:00

Document:
Legge regionale SARDEGNA 08-03-1979, n. 8 [1]
(B.U.R. 19-03-1979, n. 11)
Art. 3 - Prestazioni del servizio
Art. 4 - Figure professionali
Art. 5 - Personale del Consultorio
Art. 6 - Formazione e aggiornamento del personale
Art. 7 - Metodologia d'intervento
Art. 8 - Gestione sociale
Art. 9 - Gratuità del servizio e onere delle prestazioni
Art. 10 - Consultori di istituzioni ed enti pubblici e privati
Art. 11 - Erogazione dei contributi ai Consultori di istituzioni ed enti pubblici e privati
Art. 12 - Programmi regionali
Art. 15 - Finanziamento integrativo regionale
La Regione autonoma della Sardegna, in attuazione della legge 29 luglio 1975, n. 405, e della legge 22 maggio 1978, n. 194, nell'ambito della riorganizzazione e della integrazione dei servizi sociali e sanitari e della programmazione regionale, promuove e programma il servizio consultoriale quale organismo operativo delle istituende unità sanitarie locali.
L'istituzione del servizio consultoriale è indirizzata agli scopi di cui all'art. 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405, e all'art. 2 della legge 22 maggio 1978, n. 194:
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al precedente articolo, il servizio consultoriale deve garantire tra l'altro:
1) l'educazione sessuale del singolo, della coppia e della comunità anche in collaborazione con le altre strutture sociali formative e scolastiche; la diffusione delle conoscenze scientifiche relative alla sessualità; l'assistenza psicologica, sociale e sanitaria ai singoli, alla coppia ed alla famiglia in ordine ai problemi della sessualità; la prevenzione e gli interventi sanitari ambulatoriali per la cura dei fattori patologici connessi alla sessualità;
3) la diffusione delle conoscenze scientifiche e delle informazioni riguardanti tutti i metodi idonei a promuovere o a prevenire la gravidanza; la somministrazione dei mezzi, con i relativi interventi, pi? idonei per consentire al singolo o alla coppia il conseguimento delle finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione, informando sull'efficacia e sui riflessi di ordine sanitario e psicologico; l'assistenza psicologica, sociale e sanitaria ai singoli e alla coppia in ordine ai problemi della procreazione, anche mediante visite prematrimoniali;
4) l'assistenza nei casi di interruzione spontanea della gravidanza e nei casi di interruzione ammessa dalla legge, avvalendosi delle strutture a ciÚ abilitate;
5) la diffusione delle conoscenze scientifiche in merito all'igiene della gravidanza e alla fisiologia del parto; la preparazione psico-profilattica al parto, l'effettuazione dei controlli clinici e strumentali sulla gestazione e l'individuazione delle gravidanze a rischio; la prevenzione delle cause patogene che influiscono sul corso della gravidanza; la raccolta l'archiviazione e la gestione dei dati;
7) la diffusione delle conoscenze riguardanti le malattie ereditarie e congenite, con particolare riguardo a quelle pi? diffuse nel territorio regionale, provvedendo all'accertamento dell'eventuale rischio genetico nel singolo e nella coppia;
9) la promozione di indagini, di incontri e di dibattiti con gli utenti del servizio di cui alla presente legge e ogni altra iniziativa volti alla conoscenza e alla divulgazione delle finalità e delle prestazioni del servizio medesimo, nonchè per il pi? efficace espletamento dello stesso;
In fase di avvio del servizio, ciascun Consultorio puÚ operare se è in grado di assicurare le prestazioni delle seguenti figure professionali:
b) un medico specialista in ostetricia e ginecologia, un medico specialista in pediatria e un laureato o specializzato in psicologia, salvo che sia oggettivamente impossibile inserire quest'ultimo nell'Èquipe, sulla base di orari fissati dall'ente gestore del servizio.
Presso il Consultorio deve essere prioritariamente utilizzato e fino ad esaurimento, il personale degli enti locali nonchè quello già dipendente dalla disciolta Opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia e quello di altri enti pubblici, come gli enti mutualistici, comunque trasferito o comandato alla Regione o agli enti locali.
La Regione, per il personale di cui al comma che precede, istituisce appositi corsi o seminari di studio, a frequenza obbligatoria, per favorire l'approfondimento da parte dell'operatore della conoscenza della realtà economica, sociale e culturale, in cui si svolge il servizio, di modo che possa adeguatamente svolgere la propria attività sulla base della metodologia di interventi di cui al successivo art. 7.
Solo in caso di comprovata necessità o di mancanza di personale coi requisiti necessari, l'ente gestore del servizio puÚ procedere direttamente all'assunzione per pubblico concorso o alla stipula di contratti di consulenza.
La Regione, nell'ambito dei piani di formazione professionale di propria competenza, promuove attività di formazione, riqualificazione e aggiornamento per il personale del servizio consultoriale di cui all'art. 4 della presente legge.
Il servizio consultoriale deve tenere conto delle esigenze d'informazione dei gruppi e delle comunità, oltrechè dei singoli, intervenendo in modo particolare, anche al fine di promuovere la formazione di una coscienza socio sanitaria nei luoghi di lavoro, quartieri, scuole e comunità in genere.
A tal fine devono essere messi a disposizione locali per riunioni e gli strumenti informativi che consentano dibattiti, confronti e verifiche, nonchè momenti specifici di aggregazione.
I Comuni, singoli o associati, e le Comunità montane promuovono e attuano la gestione sociale e il controllo garantendo le pi? ampie forme di partecipazione dei cittadini, attraverso gli organismi di base e le formazioni sociali e le rappresentanze delle donne presenti nel territorio, espresse dalla Consulta femminile o dalle associazioni femminili o dall'assemblea delle donne.
Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale all'igiene e sanità, previa consultazione della Consulta regionale femminile, e sentita la Commissione consiliare competente, stabilisce in un regolamento-tipo le modalità e le forme di partecipazione sociale del servizio.
Le prestazioni effettuate dai servizi consultoriali previsti dalla presente legge sono gratuite per tutti i cittadini italiani nonchè per gli stranieri residenti o che soggiornino anche temporaneamente nel territorio italiano.
Le istituzioni e gli enti pubblici e privati di cui all'art., 2, lettera b), della legge 29 luglio 1975, n. 405, che intendono istituire Consultori familiari per lo svolgimento dei compiti di cui all'art. 2 della presente legge, debbono chiedere l'autorizzazione alla Regione.
b) che siano assicurate le dotazioni minime ambientali, le attrezzature tecniche idonee previste dai programmi della Regione, l'organico, le figure professionali e le prestazioni fondamentali necessarie per il conseguimento degli scopi di cui all'art. 2 della presente legge;
Le istituzioni e gli enti autorizzati di cui al precedente art. 10 possono chiedere contributi finanziari alla Regione.
Le domande di contributo corredate dal programma di previsione annuale di attività e, per gli anni successivi, anche da una relazione sul lavoro svolto, devono essere presentate alla Giunta regionale entro e non oltre il 30 settembre di ogni anno.
La Giunta regionale, d'intesa con la competente Commissione consiliare, dopo aver verificato l'attività svolta dalle istituzioni e dagli enti di cui al precedente art. 10, provvede all'assegnazione dei contributi finanziari di cui al comma precedente, sulla base dei programmi regionali d'intervento e tenuto conto dell'esigenza di funzionalità di una adeguata dislocazione territoriale.
Il Consiglio regionale, in ottemperanza all'art. 6 della legge 29 luglio 1975, n. 405, e in adempimento a quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194, nell'ambito della programmazione nel settore socio-sanitario, approva, entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, su proposta della Giunta regionale, sentite le unità sanitarie locali - e, in attesa della loro costituzione, gli Organismi comprensoriali o le Comunità montane territorialmente competenti - che devono esprimersi nel termine di 30 giorni dal ricevimento della richiesta, il programma annuale da valere per l'anno successivo, sulla base delle proposte dei Comuni singoli o consorziati, delle Comunità montane, delle esigenze di articolazione territoriale del servizio e delle eventuali iniziative di altri enti pubblici e privati che intendono usufruire dei finanziamenti pubblici.
e) i criteri e la misura di ripartizione dei finanziamenti e dei contributi di cui all'art. 11, tenuto conto della consistenza demografica e dell'estensione territoriale, della situazione socio-economica, dello stato dei servizi sanitari e sociali, del tasso di natalità, morbosità e mortalità perinatale e infantile, dell'incidenza degli aborti, delle condizioni di viabilità e dei trasporti;
Della somma complessiva destinata ai Consultori dalle leggi statali e regionali, il 90 per cento viene assegnato per l'istituzione e la gestione del servizio consultoriale e l'educazione sanitaria della popolazione, il residuo 10 per cento viene utilizzato per il finanziamento delle iniziative concernenti la qualificazione e l'aggiornamento del personale.
Il programma relativo al 1979 è predisposto dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'igiene e sanità, entro 40 giorni dalla scadenza fissata dal comma precedente.
Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale all'igiene e sanità, sentita la Commissione consiliare competente, istituisce le attività speciali di aggiornamento di cui al secondo comma del precedente art. 5.
Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per il 1979 la denominazione del capitolo corrispondente al capitolo 21185 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1978 è cosÏ modificata.
Quota, assegnata alla Regione dal Ministero del Tesoro, dei finanziamenti disposti per i servizi di assistenza alla famiglia e alla maternità (art. 5, legge 29 luglio 1975, n. 405, e art. 3, legge 22 maggio 1978, n. 194).
Nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno 1979 il capitolo dello stato di previsione dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, corrispondente al capitolo 10041 dello stesso stato di previsione del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1978, è trasferito allo stato di previsione dell'Assessorato all'igiene e sanità con la seguente nuova denominazione:
Titolo 1 - Sezione 5 - Categoria 05
Fondo da ripartire, in base al programma annuale, per il finanziamento dei Consultori di assistenza alla famiglia e alla maternità (legge 29 luglio 1975, n. 405, e legge 22 maggio 1978, n. 194).
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'art. 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 15
 art. 7
 art. 10
 art. 10
 art. 5
 art. 3