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Timestamp: 2018-10-20 18:19:09+00:00

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Documenti e riferimenti normativi per gli alunni con disabilità - PDF
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1 Documenti e riferimenti normativi per gli alunni con disabilità Documenti/Procedure Accertamento dell handicap Richiesta documentata dei genitori o esercenti la patria potestà alla ASL Riferimenti normativi Legge 05/02/92 n. 104 art. 3,12,13 ( Leggequadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate ) Legge 27/12/02 n. 289, art. 35 D.P.R. 24/02/94 atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap. D.P.C. M. del 23/02/06 n. 185 ASL entro 30giorni accertamenti collegiali Redazione di un verbale che reca l individuazione della patologia stabilizzata o progressiva in riferimento alle indicazioni dei manuali DSM-IV, ICD-10 e ICF con indicazione dell eventuale termine di rivedibilità. In alternativa diagnosi medica redatta dallo specialista della patologia segnalata ( art. 3, comma 2). Unità multidisciplinare della ASL, o enti convenzionati redazione della Diagnosi funzionale ( descrizione della compromissione funzionale dello stato psico fisico dell alunno). Essendo finalizzata al recupero del soggetto portatore di handicap, deve tener conto delle potenzialità registrabili in ordine agli aspetti cognitivo, affettivo-relazionale, comunicazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia. La diagnosi funzionale viene trasmessa ai genitori e da questi all istituzione scolastica in cui è iscritto il bambino. Formazione delle Classi Le classi che accolgono alunni portatori di handicap, erano automaticamente costituite con un "massimo di 20 alunni DSM-IV ( Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali- dell American Psychiatric Association -1996) ICD-10 Decima revisione della classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali OMS ICF ( International Classification of Functioning, Disability and Healt)- OMS Legge 05/02/92 n. 104 art.12. Atto di indirizzo.. D.P.R. 24/02/94, art. 3. C.M. 03/09/85 n. 250 ( Azione di sostegno a favore degli alunni portatori di handicap ) D.P.R. 12/02/85 n. 104 (Nuovi programmi per la scuola elementare) ( comma 3, art.7 L.517/ confermata all'art.13, comma 1 della Legge 104/92. 1
2 L'art.40 della L. 449/97 ha abrogato questi riferimenti normativi producendo classi molto numerose. Il D.M. n. 141 del 31 Giugno 1999, stabilisce un massimo di 20 alunni, purché sia predisposto, da parte dell'intero Consiglio di classe (e non da parte del solo insegnante di sostegno) un progetto per l'integrazione in cui devono essere espressamente indicati: le motivazioni per la riduzione in rapporto alle esigenze formative dell'alunno, le strategie e le metodologie adottate dal Consiglio di classe. Il progetto va inviato dal Capo di Istituto al GLH del Provveditorato agli Studi, il quale, sulla base dei criteri predisposti dal GLIP in merito alla formazione delle classi, esprime motivato parere al Provveditore. Se tale progetto non è stato presentato o non viene approvato, le classi di ogni ordine e grado frequentate da alunni in situazione di handicap, non possono comunque avere più di venticinque alunni. Esiste però una flessibilità da ventuno a venticinque alunni determinata dalla gravità dell'handicap, dalle situazioni oggettive degli alunni interessati, dalle difficoltà organizzative della scuola e dalle risorse professionali in essa presenti (sufficiente numero di ore di sostegno, preparazione di tutti gli insegnanti sulle tematiche dell'handicap, etc ). La presenza nella stessa classe di più di un alunno in situazione di handicap deve essere prevista solo in casi eccezionali e come ipotesi residuale, e solo in presenza di handicap lievi. Le classi iniziali con più di un alunno in situazione di handicap sono comunque costituite con non più di venti iscritti. Per alunni con o senza handicap, temporaneamente ospitati presso ospedali per un periodo non inferiore a 30 giorni, possono essere autorizzate dal Provveditore agli Studi classi di scuola elementare o media, anche con un basso numero di alunni. La materia è regolata dalla C.M.353 del 7 agosto 1998 (art.11). L'art.40 della L. 449/97 l'art. 26 comma 12 della legge 448/98 (Finanziaria per il 1999) D.M. n. 141 del 31 Giugno 1999 La materia è regolata dalla C.M.353 del 7 agosto 1998 (art.11). C.M.353 del 7 agosto 1998 (art.11). Profilo dinamico funzionale Redatto dall unità multidisciplinare della ASL congiuntamente ai docenti curricolari e specialisti ed in collaborazione con i genitori. Legge 05/02/92 n. 104 art.12 D.P.R. 24/02/94 D.P.C. M. del 23/02/06 n
3 Comprende la descrizione funzionale dell alunno in relazione alle difficoltà che mostra di incontrare nei vari settori di attività e l analisi dello sviluppo potenziale a breve e medio termine (6 mesi -2 anni) desunto dall esame dei seguenti parametri:cognitivo, affettivo-relazionale, comunicazionale, linguistico, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia, apprendimento. Va aggiornato a conclusione della scuola dell infanzia, primaria, media e nel corso delle superiori ( art. 12, comma 8 legge 104 del 92); va atto inoltre un bilancio diagnostico e prognostico a fine II e IV elementare, II media, II e IV superiore. Piano Educativo Individualizzato (PEI) Il Piano educativo individualizzato (P.E.I.), è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione. Il P.E.I. è un progetto operativo interistituzionale redatto congiuntamente dagli operatori sanitari della ASL, dal personale insegnante curriculare e di sostegno e, ove presente, dall'insegnante operatore psicopedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell'alunno. In sintesi P.E.I. è un progetto educativo e didattico personalizzato riguardante la dimensione dell'apprendimento correlata agli aspetti riabilitativi e sociali (prevede forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche). Contiene: - finalità e obiettivi didattici - itinerari di lavoro - tecnologie - metodologie, tecniche e verifiche - modalità di coinvolgimento della famiglia Legge n. 104 del 1992, art. 12, 13. Legge n. 104 del 1992, art. 12, comma 5. Atto di indirizzo: D.P.R. del 24/02/94, art.4. Legge n. 104 del 1992, art. 13, comma 1. Il P:E.I. si definisce entro il secondo mese dell'anno scolastico; - si verifica con frequenza possibilmente trimestrale; -si possono effettuare verifiche straordinarie in 3
4 caso di particolari difficoltà GLH PROVINCIALI Presso ogni ufficio scolastico provinciale è istituito un gruppo di lavoro composto da: un ispettore tecnico nominato dal provveditore, un esperto della scuola utilizzato ai sensi dell'articolo 14, decimo comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, due esperti designati dagli enti locali, due esperti delle unità sanitarie locali, tre esperti designati dalle associazioni delle persone handicappate maggiormente. Il gruppo di lavoro dura in carica tre anni ed ha compiti di consulenza e proposta al provveditore agli studi, alle singole scuole, di collaborazione con gli enti locali e le unità sanitarie locali per la conclusione e la verifica dell'esecuzione degli accordi di programma di cui agli articoli 13, 39 e 40, per l'impostazione e l'attuazione dei piani educativi individualizzati, nonché per qualsiasi altra attività inerente all'integrazione degli alunni in difficoltà di apprendimento Legge n. 104 del 1992, art. 15 GLH di Circolo o d Istituto Presso ogni circolo didattico ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado sono costituiti gruppi di studio e di lavoro composti dal dirigente,un rappresentante dei docenti curricolari che interagiscono con alunni in situazione di handicap, il referente dei docenti di sostegno, il presidente del consiglio di circolo o d istituto, il referente della ASL, il referente dell Ente locale, un referente del personale non docente. Il gruppo si riunisce almeno 2/3 volte all anno ed ha il compito di fare un analisi della realtà di sfondo e delle risorse della scuola; organizzare la vita scolastica ai fini dell integrazione; predisporre interventi di informazione e formazione del Collegio docenti; effettuare verifiche dei risultati. Legge n. 104 del 1992, art. 15 GLH operativo Per ciascun alunno in situazione di handicap deve essere costituito un GLH operativo con il 4
5 compito di definire il P.D.F. ed il P.E.I.e di effettuare le verifiche in itinere dei risultati. Il GLH operativo interagisce con il consiglio di interclasse o di classe dell alunno e si riunisce a seconda delle necessità, ma comunque non meno di 3-4 volte all anno. Ne fanno parte: il dirigente scolastico o un suo delegato; i docenti curricolari che interagiscono con l alunno, il docente di sostegno, i genitori o gli esercenti la patria potestà; l eventuale docente per le attività pedagogiche; gli operatori della ASL; il medico scolastico; l eventuale Assistente educativo comunale ( A.E.C.); eventuali altri operatori interagenti con l alunno. 5

References: art. 3
 art. 35
 art. 3
 art.12
 art. 3
 art.7
 art.12
 art. 12
 art. 12
 art. 12
 art.4
 art. 13
 art. 15
 art. 15