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Timestamp: 2020-08-10 16:36:10+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14854 del 20/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14854 del 20/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 20/07/2016, (ud. 26/05/2016, dep. 20/07/2016), n.14854
sul ricorso 1838/2015 proposto da:
O.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE BRUNO BUOZZI
avverso la sentenza n. 1007/1/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della TOSCANA, depositata il 20/05/2014;
1. O.D. ricorre, affidandosi a due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Toscana – in controversia avente ad oggetto l’impugnazione di avviso di accertamento emesso D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, portante Irpef per l’anno 2005 – ne aveva rigettato l’appello proposto avverso la sentenza di primo grado sfavorevole.
Il Giudice di appello riteneva non credibili le giustificazioni addotte dal contribuente a giustificazione delle spese affrontate (mantenimento di auto di lusso ed acquisto di proprietà immobiliare). In particolare, non riteneva plausibile la dichiarazione del cognato del contribuente il quale gli avrebbe donato 100 mila euro a titolo di pura liberalità.
2. Con il primo motivo – rubricato: violazione di legge – art. 360 c.p.c., lett. n. 3, in relazione all’art. 149 c.p.c. ed al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 6 – il ricorrente lamenta che la sentenza impugnata abbia totalmente omesso di decidere sul motivo di appello sottoposto al suo vaglio e relativo alla dedotta inesistenza della notifica del questionario prodromico all’accertamento previsto dall’art. 38, comma 6 della disposizione citata.
2.1. La censura è inammissibile per più ordini di ragioni. Il mezzo, infatti, non solo avrebbe dovuto essere proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, deducendosi, sostanzialmente un’error in procedendo, ma, ancor prima, difetta in autosufficienza laddove, omettendo di riprodurre il contenuto del ricorso introduttivo, della sentenza di primo grado e dell’atto di impugnazione, impedisce a questa Corte la preliminare valutazione di ammissibilità della censura.
3. Con il secondo motivo – rubricato: violazione di legge, omessa motivazione su punto decisivo della controversia discusso tra le parti, art. 360 c.p.c., n. 3, in riferimento al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 ed all’art. 277 c.p.c.; art. 360 c.p.c., n. 5 – si censura la sentenza impugnata laddove la C.T.R., nell’argomentare la decisione ritenendo non adeguata la dichiarazione del cognato del contribuente, avrebbe adottato una motivazione apparente, non valutando tutta l’ulteriore documentazione prodotta in atti.
3.1. Anche tale mezzo è inammissibile alla luce dei dettami di cui alla pronuncia di questa Corte a Sezioni Unite n. 8053/2014. Con il motivo, infatti, si deduce, nella sostanza, un’omessa/insufficiente motivazione, non più denunciabile in virtù del nuovo disposto di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 e, peraltro, il mezzo impinge nella preclusione di cui all’art. 348 ter c.p.c., laddove il ricorrente non dimostra le diversità delle ragioni in fatto poste a base delle sentenze di primo e secondo grado (cfr. Cass. n. 24909/2015; 14416/2015; 558/2014).
4. Per quanto esposto il ricorso va rigettato senza pronuncia sulle spese non avendo l’intimata svolto attività difensiva.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
 art. 360
 art. 38
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 38
 art. 360
 sentenza 
 Cass.