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Timestamp: 2020-07-02 11:57:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3945 del 14/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3945 del 14/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 14/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.14/02/2017), n. 3945
sul ricorso 2218-2015 proposto da:
D.M., elettivamente domiciliato in ROMA, V. CATTARO 28,
presso lo studio dell’avvocato PAOLA ANGOTTI, che lo rappresenta e
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, P.ZA BARBERINI 12,
avverso la sentenza n. 1103/3/2014 del 14/11/2013 della Commissione
Tributaria Regionale della CALABRIA, depositata il 20/05/2014;
udito l’Avvocato della parte controricorrente Papa Malatesta Alfonso
Maria, che si riporta agli scritti.
D.M. ricorre, affidandosi ad unico motivo, avverso la sentenza indicata in epigrafe con la quale la C.T.R. della Calabria -in accoglimento dell’appello principale proposto da Equitalia Sud s.p.a. e rigettando quello incidentale proposto dal contribuente, in riforma della sentenza di primo grado – aveva rigettato il ricorso proposto avverso iscrizione di ipoteca.
L’unico motivo, prospettante violazione di legge ed error in procedendo, è fondato.
Sulla questione controversa sono, infatti, intervenute le Sezioni Unite di questa Corte le quali, con sentenza n.19667/2014, hanno enunciato i due seguenti principi di diritto:
a) l’iscrizione ipotecaria prevista dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 non costituisce atto dell’espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria, sicchè può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell’intimazione di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, la quale è prescritta per l’ipotesi in cui l’espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notificazione della cartella di pagamento.
b) In tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere ipoteca su beni immobili su beni immobili ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 (nella formulazione vigente “catione temporis”), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis medesimo D.P.R, come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità.
Se alla stregua del principio sopra trascritto sub a), l’art. 50, comma 2 D.P.R. cit. non si applica alle iscrizioni ipotecarie in oggetto, deve tuttavia rilevarsi che l’originario ricorso si risolve in sostanza in una denuncia di mancata applicazione dei principi che impongono, anche in materia di iscrizione ipotecaria, il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale; denuncia da giudicarsi fondata alla stregua del principio sopra trascritto sub a). In proposito è, ormai, consolidato l’orientamento (v. di recente Cass. n. 6072/15; n. 8447/15; n. 9926/15; n. 11505/2015; n. 15509/15) secondo cui le Sezioni Unite abbiano implicitamente riconosciuto che spetta al giudice qualificare giuridicamente la tesi del contribuente, che ha comunque dedotto la nullità della iscrizione di ipoteca a causa della mancata istaurazione del contraddittorio; e non assume rilievo la circostanza che sia stata invocata una norma in concreto non applicabile, dovendo il giudice dare adeguata veste giuridica ai fatti, utilizzando la normativa che ad essi si attaglia (nella medesima prospettiva, si vedano i precedenti con cui questa Corte ha affermato che il giudice che dichiari la decadenza dal potere impositivo in forza di una norma diversa rispetto a quella invocata dal contribuente “non rileva d’ufficio un’eccezione non proposta, ma si limita a qualificare in termini giuridici diversi la già formulata deduzione, sulla base di circostanze di fatto acquisite agli atti” (sentt. nn. 25077/14, 25402/14 e 2943/10, quest’ultima in relazione ad una controversia in cui la parte aveva eccepito la prescrizione ed il giudice aveva fatto applicazione di una causa di decadenza).
Ne consegue, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio alla CTR la quale provvederà anche al regolamento delle spese processuali.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 77
 art. 50
 art. 77
 Cass. 
 sentenza