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Timestamp: 2020-08-15 03:04:51+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 11660 del 11/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11660 del 11/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 09/03/2017, dep.11/05/2017), n. 11660
sul ricorso 4905-2012 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO LATINA;
avverso la sentenza n. 1090/2010 della COMM. TRIB. REG. SEZ .DIST. di
1. R.G., in proprio e nella qualità di legale rappresentante p.t. dell’associazione “Villa Giulia” Onlus, proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Latina avverso un avviso di accertamento relativo ad IRPEF, anno di imposta 1999, per ritenute non operate e non versate, conseguenti a rapporti di lavoro subordinato. La CTP rigettava il ricorso, sostenendo che nel caso in esame vi era la prova documentale (copia libro matricola e copia denuncia rapporto di lavoro presentata all’INAIL) che i dipendenti risultavano regolarmente iscritti al libro matricola della ONLUS e che trattavasi di rapporto di lavoro domestico, subordinato e retribuito. Le parti contribuenti proponevano appello, che veniva rigettato dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, la quale respingeva l’eccezione di difetto di giurisdizione, in quanto inammissibile ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, e rilevava nel merito la legittimità dell’operato dell’Ufficio. Propone ricorso per la cassazione della sentenza l’associazione “Villa Giulia” ONLUS e R.G., svolgendo otto motivi. La parte intimata non ha svolto difese.
Nella specie, i contribuenti hanno impugnato l’avviso di accertamento per imposta IRPEF, relativa all’anno 1999, emesso a seguito di omessa dichiarazione e versamento di ritenute fiscali sui compensi corrisposti a dipendenti regolarmente iscritti sul libro matricola della ONLUS.
5. Con il terzo motivo, si censura la sentenza impugnata, denunciando in rubrica: “Carenza di motivazione della sentenza e violazione e/o falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., e del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ex art. 360 c.p.c., nn. 5 e 3, e nullità della stessa ex art. 360 c.p.c., n. 4,” atteso che il giudice di appello avrebbe omesso di esporre adeguatamente le ragioni di diritto della decisione e di fornire una ragionata valutazione delle censure prospettate in sede di gravame, limitandosi ad operare un rinvio per relationem alle ragioni poste a fondamento della sentenza di primo grado.
7. Con il quarto motivo di ricorso si censura la sentenza impugnata denunciando in rubrica: “Violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403 ex art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto il giudice di appello avrebbe erroneamente considerato i nominativi indicati nell’avviso di accertamento come non componenti della comunità religiosa, ma addetti al servizio dell’Associazione Onlus, e quindi soggetti alle varie forme di previdenza e assistenza sociale e, quale reddito di lavoro dipendente, soggette alla ritenute alla fonte.
8. Con il quinto motivo di ricorso, si censura la sentenza impugnata, denunciando in rubrica: “Violazione e/o falsa applicazione delle norme relative allo Statuto del contribuente approvato con L. 27 luglio 2000, n. 212 e del D.Lgs. 26 giugno 2001, art. 32 e conseguente nullità ed illegittimità dell’atto di irrogazione per difetto di motivazione e per mancata allegazione degli atti in essa richiamati ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”, atteso che l’avviso di accertamento impugnato sarebbe un atto illegittimo, per assoluta carenza di motivazione, non risultando allegato l’atto a cui fa riferimento, ossia il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 360
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 32
 art. 360