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Timestamp: 2019-08-23 20:35:51+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez.4^ 17/01/2012 Sentenza n.1431 | AmbienteDiritto.it
SICUREZZA SUL LAVORO - Cantieri edili - Lavori su ponteggio privo di parapetti - Infortunio - Violazione delle prescrizioni - Responsabilità del datore di lavoro e proprietario dell'unità immobiliare - Sussiste - Risarcimento del danno - Art. 590 c.p..
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 4^, 17/01/2012, Sentenza n. 1431
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 4^, 17 gennaio 2012, Sentenza n. 1431
Si configura la responsabilità del datore di lavoro, (nella specie anche proprietario dell'unità immobiliare nella quale si eseguivano lavori edili), per aver consentito di lavorare su un ponteggio del tutto difforme rispetto alle prescrizioni sotto diversi profili tecnici e soprattutto perché privo di parapetti atti ad impedire la precipitazione al suolo. Sicché, sussiste la responsabilità del datore di lavoro, in ordine al reato di cui all'articolo 590 c.p. in violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro e il conseguente risarcimento del danno in favore della parte civile.
(dich. inamm. ricorso avverso la sentenza n. 2732/2010 CORTE APPELLO di MILANO, del 03/12/2010) Pres. BRUSCO, Est. BLAIOTTA
1. Il Tribunale di Lodi ha affermato la responsabilita' dell'imputato in epigrafe in ordine al reato di cui all'articolo 590 c.p. commesso con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro e lo ha altresi' condannato al risarcimento del danno in favore della parte civile.
La sentenza e' stata confermata dalla Corte d'appello di Milano.
All'imputato, nella qualita' di datore di lavoro di fatto e proprietario dell'unita' immobiliare nella quale si eseguivano lavori edili, e' stato mosso l'addebito di aver consentito al nipote (...a.d...), manovale irregolare addetto al cantiere, di lavorare su un ponteggio del tutto difforme rispetto alle prescrizioni sotto diversi profili tecnici e soprattutto perche' privo di parapetti atti ad impedire la precipitazione al suolo.
Non si e' inoltre tenuto conto del teste indotto dalla difesa che ha attribuito le lesioni alla caduta dal balcone di casa, si e' trascurato che l'indagine e' stata effettuata a distanza di oltre due anni dall'evento e che essa e' stata deviata dall'utilizzo di un interprete di lingua italiana nominato in modo non corretto.
Si lamenta infine vizio della motivazione per cio' che attiene alla mancata concessione delle attenuanti generiche.
L'incensuratezza e la limitata gravita' del fatto avrebbero dovuto indurre all'accoglimento della richiesta.
Le dichiarazioni della vittima, oltre ad essere coerenti, sono suffragate da elementi esterni costituiti dalle dichiarazioni testimoniali del fratello e di un teste estraneo, nonche' dalle fotografie che mostrano il lavoratore proprio nel luogo dell'infortunio.
Inoltre l'ipotesi di un'iniziativa calunniosa non e' confortata da emergenze concrete giacche' la documentazione concernente una diffida e' priva di significativita' e d'altra parte l'avversione ipotizzata dovrebbe coinvolgere anche il teste estraneo ai rapporti familiari ed alle relative contese.
Si tratta di argomentazione analitica fondata su diverse e significative acquisizioni probatorie, immune da vizi logico-giuridici e dunque non censurabile nella presente sede di legittimita'. A fronte di tale compiuto apparato argomentativo la difesa del ricorrente si limita a proporre enunciazioni critiche gia' argomentatamente confutate dal giudice di merito; e tenta di sollecitare impropriamente questa Corte alla riconsiderazione del merito.
Il diniego delle attenuanti generiche trova infine ben appropriata motivazione nel perdurare delle violazioni riscontrato in occasione di un sopralluogo; nonche' nell'assenza di iniziative risarcitorie.
Il ricorso e' quindi inammissibile.
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References: Sentenza 
 Art. 590
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