Source: https://www.laleggepertutti.it/208142_quattordicesima-2018-quando-viene-erogata
Timestamp: 2019-03-25 06:49:16+00:00

Document:
21 Maggio 2018 | Autore: Daniele Bonaddio
Condizioni e requisiti per accedere alla «quattordicesima mensilità». Ecco tutto quello che devi sapere.
Sei un neo pensionato e sei titolare di un trattamento pensionistico molto basso? Riesci con fatica ad arrivare a fine mese? Ti chiedi se per te la legge italiana prevede delle agevolazioni o comunque un riguardo economico per riuscire a vivere più agevolmente. La risposta è assolutamente positiva. Il nostro ordinamento stabilisce la corresponsione di una somma aggiuntiva (c.d. «quattordicesima mensilità»), in presenza di determinate condizioni. Nello specifico, come è possibile intuire dalla parola stessa, si tratta di una somma di denaro che va ad aggiungersi alle tredici mensilità del pensionato, denominata per l’appunto «quattordicesima», e varia in funzione di determinati fattori, quali: anni di contributi versati, categoria di lavoratore e reddito mensile.
Ma quando viene erogata la quattordicesima? A chi spetta? Come faccio ad ottenere la somma aggiuntiva? Devo fare una richiesta all’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) o mi arriva direttamente nel cedolino? E ancora, a quanto ammonta la quattordicesima? Ti basta prenderti cinque minuti e leggere le righe che seguono per sapere sei hai diritto alla quattordicesima mensilità e come fare per ottenerla. Ecco tutto quello che devi sapere.
1 Quattordicesima 2018: in cosa consiste?
2 Quattordicesima 2018: a chi spetta?
3 Quattordicesima 2018: quando viene erogata?
4 Quattordicesima 2018: quanto spetta?
5 Quattordicesima 2018: quali limiti reddituali da rispettare?
5.1 Quali redditi rientrano nel computo della quattordicesima?
Quattordicesima 2018: in cosa consiste?
Prima di entrare nel dettaglio della somma aggiuntiva, devi sapere che essa è stata introdotta nel 2007 [1] e prevede la corresponsione della «quattordicesima mensilità»:
in presenza di specifiche condizioni di età e di reddito;
in funzione dell’anzianità contributiva complessiva e della gestione di appartenenza a carico della quale è liquidato il trattamento principale;
a favore dei titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria.
Come vedremo meglio in seguito, esso è rivolto in favore ai pensionati ultra-sessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria) e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, gestite da Enti pubblici di previdenza obbligatoria.
Per quest’anno, quindi, sono interessati tutti i soggetti nati prima del 1° gennaio 1955. L’aumento spetta, in misura proporzionale, anche a coloro che compiono il 64° anno di età entro il 31 dicembre dell’anno di erogazione, con riferimento ai mesi di possesso del requisito anagrafico, compreso il mese di raggiungimento dell’età. Analogamente, il beneficio viene attribuito in maniera proporzionale sulle pensioni spettanti per un numero limitato di mesi, come ad esempio in caso di pensioni di nuova liquidazione con decorrenza diversa dal 1° gennaio
Ai fini fiscali, lo ricordiamo sin da ora, la somma aggiuntiva non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali.
Quattordicesima 2018: a chi spetta?
La somma aggiuntiva, secondo quanto specificato dalla normativa richiamata, è prevista per soggetti con età pari o superiore a sessantaquattro anni, titolari di pensione a carico:
della gestione separata [2];
i titolari di assegno di invalidità [3];
i titolari di pensione in totalizzazione.
Quattordicesima 2018: spetta anche in presenza di pensione diretta e ai superstiti?
La versione definitiva della Legge ha specificato in maniera chiara le condizioni per le quali spetta tale somma, tra cui i casi in cui:
il soggetto sia titolare sia di pensione diretta sia di pensione ai superstiti: in questa circostanza, si tiene conto della sola anzianità contributiva relativa ai trattamenti diretti;
il soggetto sia titolare solo di pensione ai superstiti: tenendo in considerazione la Tabella A allegata alla norma [4], l’anzianità contributiva complessiva è computata al 60%, ovvero alla diversa percentuale riconosciuta dall’ordinamento per la determinazione del predetto trattamento pensionistico.
La normativa nazionale prevede che l’Inps, anche per l’anno 2018, eroga la somma aggiuntiva:
sulla mensilità di pensione di luglio ai soggetti che, alla data del 31 luglio 2018, hanno un’età maggiore o uguale a 64 anni e che risultino in possesso dei requisiti reddituali previsti. Per coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto 2018 in poi, la corresponsione sarà effettuata con una successiva elaborazione;
per la gestione pubblica, sulla mensilità di pensione di luglio ai soggetti che, alla data del 30 giugno 2018, hanno un’età maggiore o uguale a 64 anni e che risultino in possesso dei requisiti reddituali previsti. Per coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° luglio 2018 in poi, la corresponsione sarà effettuata con una successiva elaborazione, sulla rata di dicembre 2018.
Quattordicesima 2018: quanto spetta?
La disciplina della «quattordicesima» ha subito importanti modifiche per effetto della Legge di Bilancio 2017 [5] che ha rideterminato, a decorrere dal 1° gennaio 2017, sia l’importo che le modalità di fruizione della cd. «quattordicesima».
Le novità hanno quindi esteso l’erogazione della quattordicesima anche ai soggetti che possiedono redditi superiori a una volta e mezza (pari a 752,83 euro) e fino al limite di 2 volte il trattamento minimo Inps (752,83 euro e 1.003,78 euro). Tutto ciò ha comportato ovviamente da una parte l’aumento della platea dei beneficiari, e l’erogazione della quattordicesima anche a quei pensionati che possiedono dei redditi che arrivano fino a 2 volte il trattamento minimo annuo dell’Inps.
Perciò l’importo varierà principalmente in base a due elementi:
l’anzianità contributiva complessivamente maturata (al fine della valutazione dell’anzianità contributiva deve essere considerata tutta la contribuzione – obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto – relativa alla pensione su cui spetta il beneficio, utile e non utile per il diritto a pensione, ivi compresa eventuale contribuzione utilizzata per la liquidazione di supplementi);
e il reddito del pensionato.
Pertanto, se il pensionato percepisce un reddito complessivo individuale non superiore a 1,5 volte il richiamato trattamento minimo annuo, spetta una somma di:
437 euro annui per i pensionati ex lavoratori dipendenti con anzianità contributiva fino a 15 anni e per gli ex autonomi che abbiano versato i contributi fino a 18 anni;
546 euro annui per i pensionati ex lavoratori dipendenti con anzianità contributiva tra i 15 e i 25 anni e per gli ex lavoratori autonomi dai 18 ai 28 anni di contributi versati;
655 euro annui per i pensionati ex lavoratori dipendenti con più di 25 anni di contributi e i pensionati ex lavoratori autonomi con più di 28 anni di contributi versati.
Mentre se il pensionato percepisce un reddito complessivo compreso tra 1,5 volte e 2 volte il trattamento minimo annuo, spetta una somma di:
336 euro annui per i pensionati ex lavoratori dipendenti con anzianità contributiva fino a 15 anni e per gli ex autonomi che abbiano versato i contributi fino a 18 anni;
504 euro annui per i pensionati ex lavoratori dipendenti con più di 25 anni di contributi e i pensionati ex lavoratori autonomi con più di 28 anni di contributi versati.
2017 in poi
1,5 volte il minimo (752,83 euro) Fino a 15 Fino a 18 336
Da 15 a 25 Da 18 a 28 420
Tra 1,5 e 2 volte il minimo (752,83 euro a 1.003,78 euro) Fino a 15 Fino a 18 Non spettante
Da 15 a 25 Da 18 a 28 Non spettante
Oltre 25 Oltre 28 Non spettante
Quattordicesima 2018: quali limiti reddituali da rispettare?
Ai fini della percezione della quattordicesima mensilità, bisogna rispettare dei limiti reddituali che determinano l’erogazione dell’importo in misura piena ovvero parziale, in funzione della c.d. «clausola di salvaguardia». In particolare:
per i pensionati ex lavoratori dipendenti con anzianità contributiva fino a 15 anni e per gli ex autonomi che abbiano versato i contributi fino a 18 anni, l’importo della “quattordicesima” è pari ai 336 euro (limite massimo reddituale pari a 10.122,86 euro);
per i pensionati ex lavoratori dipendenti con anzianità contributiva tra i 15 e i 25 anni e per i pensionati ex lavoratori autonomi con anzianità contributiva dai 18 ai 28 anni di contributi versati, l’importo della “quattordicesima” è pari a 420 euro (limite massimo reddituale pari a 10.206,86 euro);
per i pensionati lavoratori ex dipendenti con più di 25 anni di contributi e i pensionati ex lavoratori autonomi con più di 28 anni di contributi versati, l’importo della “quattordicesima” è pari a 504 euro (limite massimo reddituale pari a 10.290,86 euro).
In altre parole, il beneficio è concesso interamente fino ad un limite di reddito pari a 1,5 volte il trattamento minimo del Fpld (Fondo pensioni lavoratori dipendenti); oltre tale importo l’aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (c.d. clausola di salvaguardia).
Ipotizziamo che un pensionato abbia un reddito personale di 9.830 euro e 21 anni di contributi. In tal caso, il pensionato avrà diritto a una somma aggiuntiva pari a 376,86 euro (10.206,86 euro – 9.830 euro).
Erogazione parziale
Fino a 15 anni di contributi(fino a 18 anni se autonomo) € 437 € 9.786,86 € 10.122,86
Tra i 15 e i 25 anni di contributi(tra 18 a 28 anni se autonomo) € 546 € 9.786,86 € 10.206,86
Oltre 25 anni di contributi(oltre 28 anni se autonomo) € 655 € 9.786,86 € 10.290,86
Quali redditi rientrano nel computo della quattordicesima?
La legge ritiene che bisogna tener conto dei redditi di qualsiasi natura compresi:
redditi esenti da imposte;
redditi assoggettabili all’IRPEF fatte salve le esclusioni previste dalla legge;
redditi soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali;
Restano, dunque, esclusi redditi che derivano:
dall’assegno per il nucleo familiare ovvero dagli assegni familiari;
dall’indennità di accompagnamento;
dal reddito della casa di abitazione;
dai trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
da tutte le competenze arretrate sottoposte tassazione separata.
Non rientrano altresì nel calcolo del reddito:
redditi delle pensioni di guerra;
indennità prevista per i ciechi parziali [6], e dell’indennità di comunicazione prevista per i sordi pre-linguali [7];
indennizzo previsto in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati [8].
l’importo aggiuntivo di 154,94 euro [9] corrisposto in sede di erogazione della tredicesima mensilità ovvero dell’ultima mensilità corrisposta nell’anno a favore dei soggetti che siano titolari di trattamenti pensionistici che non superino l’ammontare del trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, che per espressa previsione della norma stessa non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali;
i sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani, destinati a bisogni strettamente connessi a situazioni personali e contingenti e che non presentano la caratteristica della continuità; ciò in quanto tali interventi economici presentano le caratteristiche di rimborso spese per oneri particolari sopportati dagli anziani piuttosto che quelle di redditi erogati con continuità.
[1] Art. 5, co. da 1 a 4 della Legge 3 agosto 2007, n. 127.
[2] Art. 2, comma 26, della L. 8 agosto 1995, n. 335.
[3] Art. 1 del 12 giugno 1984, n.222.
[4] Decreto Legge 2 luglio 2007, n. 81.
[5] Art. 1, co. 187 della Legge 11 dicembre 2016.
[6] Art. 3 della Legge 21 novembre 1988, n.508.
[7] Art. 4 della Legge 21 novembre 1988, n.508.
[8] Legge 25 febbraio 1992, n. 210.
[9] Art. 70, commi da 7 a 10 della Legge 23 dicembre 2000, n.388.
Arturo Giudice ha detto:
22/05/2018 @ 21:44
una cosa non capisco,si parla di reddito, limiti, anni contribuzione, somme, ma non si precisa se dette somme sono al netto o comprensive delle trattenute. piu elementarmente, somme nette o lorde percepite ???

References: Art. 5
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 70