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Timestamp: 2019-02-16 19:37:18+00:00

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Sent. C. Cass. 15/12/1993, n. 12419 | Bollettino di Legislazione Tecnica
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1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Piano regolatore generale - Inosservanza del procedimento di sua formazione - Applicabilità dell'art. 17 lett. c) L. 1967 n. 765. 2. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Costruzione sul confine - Realizzazione lungo linea spezzata - Costruzione del vicino in rispetto di tale andamento - Necessità - Nuove intercapedini - Inconfigurabilità. 3. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Costruzione in appoggio o in aderenza.
1. La deliberazione del Consiglio comunale con la quale viene emanato il piano regolatore generale deve essere presentata per l'approvazione (art. 8 L. 17 agosto 1942 n. 1150), che interviene entro un anno dall'inoltro; qualora tale procedimento di formazione non sia stato osservato, e dunque in mancanza di un'efficace normativa di piano, le distanze restano regolate dall'art. 17 lett. c) L. 6 agosto 1937 n. 765. 2. Nel caso in cui una costruzione sia stata realizzata non già lungo una linea retta, ma lungo una linea spezzata, ora coincidente col confine, ora no, il vicino deve rispettare le distanze imposte dalla legge computate dalle sporgenze e rientranze dell'altrui fabbricato; e, quando tali distanze siano state osservate, non sono configurabili nuove intercapedini vietate e sussiste l'interesse del proprietario che abbia costruito per primo a che i distacchi siano mantenuti da ciascun punto del suo edificio. 3. Con riguardo alla disciplina delle distanze tra le costruzioni è in appoggio la costruzione che scarica sul muro del vicino il peso degli elementi che la costituiscono o che in qualsiasi modo la utilizzi per contenere spinte a trovare l'equilibrio statico; è invece in aderenza la costruzione che si trova in semplice contatto col muro del vicino dal quale è, dal punto di vista strutturale, autonoma in modo che se venisse meno questo muro l'evento risulterebbe del tutto indifferente all'autonomia della costruzione.
1. Conf. Cass. 24 aprile 1993 n. 4883[R=W24A934883], 1° marzo 1990 n. 1577[R=W1M901577]. 2. Conf. Cass. 18 ottobre 1982 n. 5414[R=W18O825414]. 3. Ved. Cass. 11 agosto 1982 n. 4549 [R=W11AG824549](Sulla nozione di costruzione in aderenza e in appoggio).
1. Ai fini del calcolo delle distanze fra le costruzioni, non deve tenersi conto di quegli sporti che non siano idonei a determinare intercapedini dannose o pericolose, consistendo in sporgenze di limitata entità, con funzione meramente decorativa, mentre vengono in considerazione le sporgenze costituenti, per i loro caratteri strutturali e funzionali, veri e propri aggetti, implicanti, perciò, un ampliamento dell'edificio in superficie e volume, come, appunto, i balconi formati da solette aggettanti (anche se scoperti) di apprezzabile profondità, ampiezza e consistenza.
Sent. C. Cass. 10/06/1998, n. 5719
1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Sporti e balconi - Computabilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Regolamenti locali - Norme di interesse generale e norme integrative del Cod. civ. - Violazione - Mezzi di tutela rispettivi.
1. Ai fini del calcolo delle distanze fra le costruzioni, non deve tenersi conto di quegli sporti che non siano idonei a determinare intercapedini dannose o pericolose, consistendo in sporgenze di limitata entità, con funzione meramente decorativa, mentre vengono in considerazione le sporgenze costituenti, per i loro caratteri strutturali e funzionali, veri e propri aggetti, implicanti, perciò, un ampliamento dell'edificio in superficie e volume, come, appunto, i balconi formati da solette aggettanti (anche se scoperti) di apprezzabile profondità, ampiezza e consistenza. 2. Gli artt. 871 e 872 Cod. civ. distinguono, nell'ambito delle leggi speciali e dei regolamenti edilizi, le norme integrative delle disposizioni del Codice civile sui rapporti di vicinato e le norme che, mentre tendono ad assicurare una migliore consistenza ed utilizzazione della proprietà privata nell'interesse dei singoli proprietari confinanti, si propongono principalmente una più ampia finalità di interesse generale, quale quella di provvedere alle necessità igieniche della popolazione e di tutelare l'estetica edilizia; a tale distinzione corrisponde, in caso di violazione della norma, una diversa tutela del privato, assicurata, per le norme del secondo tipo, soltanto dall'azione per il risarcimento del danno a lui arrecato e, per quelle del primo tipo, anche all'azione reale per l'eliminazione dello stato di cose creato dalla violazione edilizia.
Sent. C. Cass. 20/03/1998, n. 2975
1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Computo - Costruzione frontistante realizzata secondo una linea spezzata - Calcolo in base a distanza media - Inammissibilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Violazione - Asservimento di fatto in pregiudizio del vicino - Configurabilità - Conseguente risarcimento del danno.
1. Nel caso in cui le norme sulle distanze devono osservarsi rispetto ad un'altra costruzione realizzata non secondo una linea retta, ma secondo una linea spezzata, non è giuridicamente configurabile una distanza media rispetto alle rientranze e sporgenze della costruzione di riferimento, come effetto della compensazione tra distanze minime e massime dalla stessa. (Fattispecie relativa alla norma di cui al programma di fabbricazione del Comune di Loro Piano, la quale prescrive fra le costruzioni un distacco minimo di metri 10 e centimetri 40). 2. La costruzione del confinante realizzata in violazione delle norme sulle distanze implica una sorta di asservimento da facto in pregiudizio del vicino, al quale spetta conseguentemente il risarcimento del danno rimesso, in difetto di precise indicazioni della parte danneggiata, alla valutazione equitativa del giudice di merito.

References: Cass. 
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