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Timestamp: 2013-05-22 16:30:31+00:00

Document:
Assemblea legislativa delle Marche - Legge Regionale
Va vigenteIndice sistematicoIndice cronologico
Art. 2 Ambiti degli interventi
Art. 3 Progetti regionali
Art. 4 Attivit� di informazione e di educazione allo sviluppo
Art. 5 Relazione della giunta regionale
Art. 6 Attuazione degli interventi
Art. 7 Comitato tecnico scientifico
Art. 8 Conferenza regionale
Art. 9 Disposizioni transitorie
1. La Regione, al fine di promuovere la cultura della pace e della solidariet� tra i popoli, partecipa alle attivit� di cooperazione allo sviluppo secondo quanto disposto dalla legge 26 febbraio 1987, n. 49, con le modalit� previste dalla presente legge.
2. A tal fine la Regione promuove la partecipazione della societ� marchigiana alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e ne cura l'armonizzazione, nel rispetto dell'autonomia dei soggetti partecipanti e delle direttive degli organi statali competenti.
Ambiti degli interventi
1. La Regione avanza proposte alla direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, di cui all'articolo 10 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e partecipa, ove richiesta, alle iniziative promosse dalla stessa direzione generale in ordine alle seguenti attivit� di cooperazione:
a) l'elaborazione di studi, la progettazione, la fornitura e costruzione di impianti, infrastrutture, attrezzature e servizi, la realizzazione di progetti di sviluppo integrati e l'attuazione delle inziative anche di carattere finanziario, atte a consentire il conseguimento delle finalit� di cui all'articolo 1;
b) l'impiego di personale qualificato per compiti di assistenza tecnica, amministrazione e gestione, valutazione e monitoraggio dell'attivit� di cooperazione allo sviluppo;
c) la formazione professionale e la promozione sociale di cittadini dei paesi in via di sviluppo "in loco", in altri paesi in via di sviluppo e in Italia, anche ai fini della legge 30 dicembre 1986, n. 943, e la formazione di personale italiano destinato a svolgere attivit� di cooperazione allo sviluppo;
d) il sostegno alla realizzazione di progetti e interventi ad opera di organizzazioni non governative idonee anche tramite l'invio di volontari e di proprio personale nei paesi in via di sviluppo;
e) l'attuazione di interventi specifici per migliorare la condizione femminile e dell'infanzia, per promuovere lo sviluppo culturale e sociale della donna con la sua diretta partecipazione;
f) la promozione di programmi di educazione ai temi dello sviluppo, anche nell'ambito scolastico, e di inziative volte all'intensificazione degli scambi culturali tra l'Italia e i paesi in via di sviluppo, con particolare riguardo a tra i giovani.
1. La Regione, in attuazione dell'articolo 2 della presente legge, approva progetti di attivit� di cooperazione allo sviluppo elaborati:
a) d'iniziativa propria, anche in collaborazione con forze economiche, sociali e culturali;
b) su proposta di enti locali o di organizzazioni non governative che abbiano ottenuto il riconoscimento di idoneit� di cui all'articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49;
c) su richiesta della direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli affari esteri.
2. La Regione sostiene altres� le inziative degli enti locali e delle organizzazioni non governative operanti nel territorio anche fornendo ad esse l'assistenza tecnica, secondo gli indirizzi in merito espressi dagli organi nazionali della cooperazione allo sviluppo.
Attivit� di informazione e di educazione allo sviluppo
1. Per le finalit� di cui all'articolo 1 la giunta regionale cura inziative di informazione e di educazione ai temi dello sviluppo anche sostenendo l'attivit� delle ONG operanti nel settore, secondo gli indirzzi in materia espressi dal governo.
2. La giunta regionale provvede altres� perch� i programmi regionali adottati in campo culturale ed educativo tengano conto delle problematiche attinenti alla cooperazione allo sviliuppo e alla solidariet� tra i popoli.
1. La giunta regionale all'inizio di ogni anno presenta all'approvazione del consiglio il programma delle attivit� di cui ai precedenti articoli 3 e 4.
2. Il programma determina obiettivi e priorit� ed individua le iniziative relative anche in relazione agli indirizzi generali di intervento espressi dagli organi nazionale della cooperazione allo sviluppo.
3. Il programma � accompagnato dalla relazione sullo stato di attuazione e sui risultati delle inziative assunti in base ai programmi degli anni precedenti.
4. Il programma e la relazione di cui al presente articolo sono trasmessi alla direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, agli stessi � data ampia diffusione in ambito regionale.
1. Agli interventi di cui all'articolo 3 la Regione d� attuazione dopo che gli stessi siano stati approvati dal comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo e successivamente alla stipula della convenzione con la direzione generale per la cooperazione allo sviluppo ai sensi del comma 5 dell'articolo 2 della legge 26 febbraio 1987, n. 49.
2. Alla realizzazione degli interventi provvede la giunta regionale:
a) direttamente, attraverso i propri uffici o quelli degli enti dipendenti dalla Regione;
b) avvalendosi, previa convenzione, della societ� finanziaria regionale che vi provvede direttamente, ai sensi della L.R. 21 novembre 1974, n. 42, o mediante apposite strutture organizzative ai sensi del secondo comma dell'articolo 2 della L.R. 25 ottobre 1983, n. 33;
c) affidando gli stessi interventi, previa convenzione, ad enti locali, organizzazioni non governative, associazioni di volontariato di comprovata esperienza in materia, ad universit�, enti ed istituti di ricerca ed imprese aventi sede nella Regione.
3. Le convenzioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo sono stipulate dal presidente della giunta regionale, previa deliberazione della giunta stessa.
4. Per la predisposizione dei progetti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 3 ed il sostegno delle iniziative di cui al comma 2 dello stesso articolo, la giunta regionale pu� incaricare i propri uffici, gli enti dipendenti e la societ� finanziaria regionale di fornire l'opportuna assistenza tecnica agli enti locali e alle organizzazioni non governative.
5. Sulla base delle convenzioni di cui al comma 1 del presente articolo, la giunta regionale � autorizzata ad anticipare per conto della direzione generale per la cooperazione allo sviluppo i fondi necessari alla realizzazione degli interventi.
1. E' istituito il comitato tecnico scientifico per la cooperazione allo sviluppo.
2. Il comitato � presieduto dal presidente della giunta regionale o da un assessore da lui delegato ed � composto, oltre che dal presidente, da 9 esperti, di cui 3 designati, rispettivamente, dalle rappresentanze degli enti locali, dalle organizzazioni sindacali pi� rappresentative, dalle associzioni degli imprenditori;
tre designati dalle organizzazioni non governative di cui all'articolo 28 della legge 28 febbraio 1987, n. 49 e tre scelti dalla stessa giunta regionale.
3. Alla nomina del comitato provvede il presidente della giunta regionale con proprio decreto.
4. Il comitato esprime parere in merito ai programmi e progetti di cooperazione nonch�, su richiesta della giunta regionale, su ogni altro argomento attinente la materia anche formulando proposte in merito.
1. La Regione convoca ogni due anni la conferenza regionale sulla cooperazione allo sviluppo quale occasione di confronto promozionale e verifica delle iniziative intraprese e momento di coinvolgimento di tutti i soggetti operanti nella Regione nel campo della cooperazione, pubblici e privati.
1. In attesa della legge di riorganizzazione dei servizi della giunta regionale � istituito nell'ambito del servizio affari generali della presidenza per la cura e l'effettuazione degli adempimenti di cui alla presente legge l'ufficio per la cooperazione allo sviluppo.
2. Nell'ambito dell'ufficio di cui al precedente comma viene altres� istituito un apposito centro di documentazione a servizio di tutti i soggetti interessati e della direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9