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⭐MILANO - MARTEDÌ, 20 NOVEMBRE Sommario. Deliberazione Giunta regionale 31 ottobre n. 8/5743
MILANO - MARTEDÌ, 20 NOVEMBRE Sommario. Deliberazione Giunta regionale 31 ottobre n. 8/5743
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1 REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE MILANO - MARTEDÌ, 20 NOVEMBRE º SUPPLEMENTO STRAORDINARIO Sommario Anno XXXVII - N Poste Italiane - Spedizione in abb. postale - 45% - art. 2, comma 20/b - Legge n. 662/ Filiale di Varese C) GIUNTA REGIONALE E ASSESSORI Deliberazione Giunta regionale 31 ottobre n. 8/5743 [3.2.0] Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l esercizio SERVIZI SOCIALI / Sanità2 3 C) GIUNTA REGIONALE E ASSESSORI Y 3 [BUR ] [3.2.0] D.g.r. 31 ottobre n. 8/5743 Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l esercizio 2008 LA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 recante «Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali» e successive modifiche ed integrazioni; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266 «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2006)»; Visti i documenti di programmazione regionale, con particolare riferimento alla programmazione sanitaria: Piano Regionale di Sviluppo e Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale approvati dal Consiglio Regionale in data 26 ottobre 2005; Risoluzione concernente il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale approvata con d.c.r. n. VIII/188 del 26 luglio 2006; Piano Socio Sanitario Regionale approvato con d.c.r. n. VIII/257 del 26 ottobre 2006; Preso atto che, ai sensi dell articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 in data 5 ottobre 2006 in sede di Conferenza Stato-Regioni è stato sottoscritto l atto di intesa tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano concernente un nuovo Patto sulla Salute che ha fissato le risorse del Fondo Sanitario Nazionale al triennio ; Preso atto, altresì, che l impegno assunto tra Stato e Regioni ha come premessa la garanzia del rispetto del principio della uniforme erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza, di adeguato livello qualitativo e di efficienza, coerentemente con le risorse programmate; Richiamata la d.g.r. n. 8/3776 del 13 dicembre 2006 «Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l esercizio 2007» con la quale sono state stabilite le «Regole» per la gestione del sistema socio sanitario regionale per l anno 2007 nel rispetto della normativa nazionale e regionale e dei provvedimenti nazionali e regionali richiamati nella deliberazione stessa; Richiamate altresì le successive deliberazioni della Giunta regionale n. 8/4239 del 28 febbraio 2007 «Attuazione del comma 796, dell art. 1 della l. 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge finanziaria 2007) e prime integrazioni alla d.g.r. n. 8/3776/2006 Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio-Sanitario Regionale per l esercizio 2007», n. 8/4751 dell 8 maggio 2007 «Estensione dei livelli essenziali di assistenza con ulteriori livelli regionali», n. 8/5237 del 2 agosto 2007 e n. 8/5626 del 23 ottobre 2007 con le quali sono state adottate ulteriori determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l anno 2007; Richiamate altresì le seguenti deliberazioni: d.g.r. 16 dicembre 2004, n. 7/19883 «Riordino della rete delle attività di riabilitazione»; d.g.r. 4 ottobre 2006, n. 8/3257 «Identificazione, a domanda, in capo ad unico soggetto gestore di una pluralità di strutture socio sanitarie accreditate»; d.g.r. 7 novembre 2006, n. 8/3449 «Determinazioni sull accertamento per l individuazione dell alunno con handicap ai fini dell integrazione scolastica d.p.c.m. 23 febbraio 2006, n. 185»; d.g.r. 26 giugno 2007, n. 8/5000 «Determinazioni relative all assistenza di persone disabili presenti in strutture riabilitative»; d.g.r. 10 ottobre 2007, n. 8/5508 «Procedura per l accreditamento e la successiva contrattazione di servizi socio sanitari realizzati con finanziamenti pubblici statali o regionali»; Ritenuto per l anno 2008 di confermare sostanzialmente gli attuali principi di carattere generale, salvo alcuni interventi prioritari di sistema ritenuti fondamentali per la tutela della salute e l organizzazione sanitaria e sociosanitaria lombarda che vedranno coinvolte le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere lombarde, ciascuna per la propria competenza, così come indicato nell Allegato 1 «Indirizzi di programmazione», parte integrante del presente provvedimento; Richiamati: il d.d.l. riguardante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2008); il decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159 «Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l equità sociale»; Richiamata la d.g.r. del 30 maggio 2007 n. 8/4797 ad oggetto: «Determinazioni in ordine all aggiornamento dell elenco degli i- donei alla nomina di direttore generale delle Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere pubbliche Anno 2007», in particolare l Allegato 6 con cui sono state definite le modalità attuative e le procedure connesse alla decadenza automatica dei direttori generali, di cui all art. 14, commi 7-ter e 7-quinquies, della l.r. 31/1997 come modificata dalla l.r. 3/2003; Richiamata, altresì, la d.g.r. del 30 maggio 2007 n. 8/4799 ad oggetto: «L.r. n. 8/2007 Disposizioni in materia di attività sanitarie e socio-sanitarie. Collegato Attuazione art. 6, comma 2» con la quale sono state approvate le indicazioni operative per le attività di controllo svolte dalle ASL sulle strutture sanitarie; Atteso che nell ambito della definizione degli obiettivi economici delle Aziende Sanitarie saranno considerati gli effetti di e- ventuali nuovi assetti organizzativi; Considerato che le risorse nazionali del 2008 saranno oggetto di formale ripartizione tra le Regioni con i medesimi criteri definiti per l anno 2007 che, ai sensi del Patto sulla Salute sopra richiamato, hanno assunto validità triennale; Considerato, altresì che è in corso l iter di approvazione della Legge Finanziaria 2008, che prevede che le risorse disponibili per l anno 2008, a livello nazionale, siano congruenti con quelle indicate nel Patto sulla Salute; Considerato che l allegato n. 2 «Il quadro del sistema per l anno 2008», parte integrante del presente provvedimento, definisce l ammontare e l allocazione, ancorché in attesa dell approvazione della Legge Finanziaria 2008, delle risorse nelle diverse tipologie di spesa e la determinazione dei criteri per la definizione degli obiettivi economici per ciascuna azienda, al fine della redazione del bilancio preventivo economico; Stabilito che il Bilancio preventivo economico 2008 delle a- ziende ed enti sanitari operanti nel SSR dovrà essere presentato entro il 15 dicembre 2007, in linea con le indicazioni contenute nel predetto allegato n. 2 ed in coerenza con gli obiettivi economici assegnati; Attesa la necessità, per quanto riguarda gli obiettivi inerenti gli assetti organizzativi, di proseguire ed estendere i processi di riorganizzazione interna delle Aziende pubbliche, nonché la semplificazione delle procedure amministrative e l affidamento all esterno della gestione di servizi generali non direttamente collegati all assistenza; Dato atto che le «Regole 2008», come sopra descritte, sono state oggetto di consultazione con le rappresentanze dei soggetti che operano nel Servizio Sanitario Regionale oltre che di preventiva informazione alla competente III Commissione Consiliare Regionale; Ritenuto pertanto di definire le Regole di gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l anno 2008 e di approvare a tal fine i seguenti allegati, parti integranti del presente provvedimento: Allegato 1 «Indirizzi di programmazione» Allegato 2 «Il quadro del sistema per l anno 2008» Allegato 3 «Gli acquisti delle Aziende Sanitarie: linee di indirizzo» Allegato 4 «Le attività di Prevenzione Medica e Veterinaria» Allegato 5 «Farmaceutica e protesica» Allegato 6 «Piani regionali di settore e di sviluppo Progetti e Ricerche» Allegato 7 «Le tariffe delle prestazioni sanitarie» (e tab. all. 7/a e 7/b) Allegato 8 «Indici di offerta Negoziazione» Allegato 9 «Attività di controllo» Allegato 10 «Progetto CRS-SISS»4 Allegato 11 «Area organizzazione e personale» Allegato 12 «Linee di programmazione e di indirizzo dei servizi socio-sanitari e di riabilitazione afferenti alla competenza della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale»; Ritenuto di prevedere, in conformità a quanto già disposto per l anno 2007, la predisposizione da parte di ciascuna ASL, anche per l anno 2008, di un documento programmatico denominato «Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari», nel quale saranno indicate le politiche adottate dalle Aziende Sanitarie in campo ospedaliero, ambulatoriale, dei servizi territoriali, dei servizi sociosanitari e le correlate risorse disponibili, secondo i criteri indicati nell allegato 1, precisando che tale documento non è soggetto ad approvazione regionale e che entro il 10 dicembre 2007 andrà trasmesso alle direzioni generali regionali competenti un documento di sintesi, sulla base del quale le stesse direzioni potranno disporre eventuali ed ulteriori approfondimenti, in ragione dei contenuti e degli obiettivi di cui agli allegati alla presente deliberazione; Dato atto che con la citata d.g.r. n. 8/5237 del 2 agosto 2007 sono stati stanziati 20 milioni di euro per il completo finanziamento degli oneri relativi alle degenze di pazienti in stato vegetativo presso Residenze sanitario assistenziali per anziani e disabili accreditate ed ubicate in Lombardia; Ritenuto quindi, alla luce di quanto indicato al punto precedente, che prevede l assistenza permanente di persone in stato vegetativo presso le Residenze sanitario assistenziali per anziani e disabili accreditate ed ubicate in Lombardia, di rideterminare la durata massima della degenza riabilitativa in Area generale e geriatrica, senza alcun abbattimento tariffario, nel modo seguente: 60 giorni per la riabilitazione generale e geriatrica, salvo quanto disciplinato nell all. 12 parte integrante del presente provvedimento; Valutate ed assunte come proprie le predette determinazioni; A voti unanimi, espressi nelle forme di legge; DELIBERA Per le motivazioni indicate in premessa e qui integralmente richiamate: 1. di definire le «Regole di gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l anno 2008» e di approvare a tal fine i seguenti allegati, parti integranti del presente provvedimento: Allegato 1 «Indirizzi di programmazione» Allegato 2 «Il quadro del sistema per l anno 2008» Allegato 3 «Gli acquisti delle Aziende Sanitarie: linee di indirizzo» Allegato 4 «Le attività di Prevenzione Medica e Veterinaria» Allegato 5 «Farmaceutica e protesica» Allegato 6 «Piani regionali di settore e di sviluppo Progetti e Ricerche» Allegato 7 «Le tariffe delle prestazioni sanitarie» (e tab. all. 7/a e 7/b) Allegato 8 «Indici di offerta Negoziazione» Allegato 9 «Attività di controllo» Allegato 10 «Progetto CRS-SISS» Allegato 11 «Area organizzazione e personale» Allegato 12 «Linee di programmazione e di indirizzo dei servizi socio-sanitari e di riabilitazione afferenti alla competenza della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale»; 2. di disporre, in conformità a quanto già disposto per l anno 2007, la predisposizione da parte di ciascuna ASL, anche per l anno 2008, di un documento programmatico denominato «Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari», nel quale saranno indicate le politiche adottate dalle Aziende Sanitarie in campo ospedaliero, ambulatoriale, dei servizi territoriali, dei servizi sociosanitari e le correlate risorse disponibili, secondo i criteri indicati nell allegato 1, precisando che tale documento non è soggetto ad approvazione regionale e che entro il 10 dicembre 2007 andrà trasmesso alle direzioni generali regionali competenti un documento di sintesi, sulla base del quale le stesse direzioni potranno disporre eventuali ed ulteriori approfondimenti, in ragione dei contenuti e degli obiettivi di cui agli allegati alla presente deliberazione; Y 4 3. di rideterminare la durata massima della degenza riabilitativa in Area generale e geriatrica, senza alcun abbattimento tariffario, nel modo seguente: 60 giorni per la riabilitazione generale e geriatrica, salvo quanto disciplinato nell all. 12 parte integrante del presente provvedimento; 4. di disporre la pubblicazione del presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sui siti internet delle Direzioni Generali Sanità e Famiglia e Solidarietà Sociale. Il segretario: Bonomo5 Y 5 Allegato 1 INDIRIZZI DI PROGRAMMAZIONE Il PSSR , sulla scia di quanto previsto dal PSSR , prevede di adeguare le azioni programmatiche regionali alle nuove sfide provenienti da una realtà in continuo divenire e alle nuove esigenze di promozione della qualità ed appropriatezza del servizio. Pertanto nella fase definita dal PSSR, come la fase della qualità e dell appropriatezza perseguite attraverso il coinvolgimento e la corresponsabilizzazione di tutti i soggetti che operano nel sistema, è necessaria e particolarmente importante la presenza sia di una attività programmatoria, svolta secondo le competenze istituzionali, che dell attività di controllo. In quest ottica riveste un ruolo di prim ordine l attività delle ASL, le quali per rafforzare le funzioni di tutela della salute dei cittadini e consolidare il governo dei servizi sanitari territoriali e svolgere le funzioni di regia rispetto alle tematiche della programmazione integrata, devono proseguire nel coinvolgimento degli Enti locali (Comuni, Province, Comunità Montane), nelle scelte programmatiche connesse ai bisogni assistenziali attraverso la valorizzazione del ruolo degli organismi per la partecipazione, prevedendo modalità di confronto che garantiscano l apporto positivo degli Enti stessi. In particolare dovrà proseguire il coinvolgimento dei Comuni che dovranno essere contemporaneamente «responsabilizzati» in funzione delle risorse concretamente a disposizione delle aziende sanitarie, fatta salva la possibilità di intervenire tramite risorse «proprie». Alle ASL è deputata l attività di programmazione, acquisto e controllo delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie rese nel proprio ambito territoriale, pertanto devono sempre più divenire protagoniste delle attività di programmazione locale, intesa come confronto e presa in carico delle richieste dei cittadini di soddisfacimento dei vari bisogni sanitari e sociosanitari, oltre che delle attività di controllo sull uso delle risorse disponibili, affinché possa essere perseguito il miglior esito in termini di efficienza e appropriatezza delle attività sanitarie erogate sul territorio di competenza. Nell ambito delle loro funzioni, le ASL, attraverso il Dipartimento ASSI, sono altresì responsabili delle attività di verifica e controllo dello stato di attuazione dei Piani di Zona e di rispondenza agli stessi obiettivi definiti dalla Regione. Nel sistema di finanziamento dei PdZ relativo al FNPS e al Fondo Sociale Regionale, verrà data sempre più enfasi a criteri di valutazione relativi alla capacità di spesa e alla coerenza tra gli obiettivi regionali e la programmazione locale. L ASL, in tale sistema, dovrà esercitare azioni di raccordo con gli Uffici Regionali, accompagnamento agli operatori degli Uffici di Piano su specifiche indicazioni regionali, verifica e controllo dell attuazione dei piani e del corretto e pieno utilizzo delle risorse assegnate dalla Regione. Tali funzioni dovranno essere garantite prevedendo personale con preparazione adeguata a sostenere tali compiti. Anche nel 2008 è necessario proseguire con l esperienza attivata nel 2007 in merito alla predisposizione e presentazione alla D.G. Sanità e alla D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale di un documento programmatico denominato «Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari», nel quale saranno indicate le politiche adottate dall ASL per i servizi ospedalieri, ambulatoriali, territoriali, socio-sanitari e relative risorse disponibili. Le ASL quindi sulla base degli indirizzi di seguito esplicitati, previa consultazione della Conferenza dei Sindaci, ed acquisite le informazioni necessarie dai soggetti erogatori pubblici e privati del territorio di competenza, per poter redigere il documento come di seguito strutturato, presenteranno alla D.G. Sanità e alla D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale la sintesi del documento programmatico denominato «Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari» entro il 10 dicembre Tale documento dovrà essere strutturato con una prima parte che descriva il contesto ed una successiva con le azioni puntuali conseguenti, elaborate in coerenza alle indicazioni contenute negli allegati al presente provvedimento. In particolare, la prima parte deve comprendere: il quadro epidemiologico del territorio e caratteristiche socio-demografiche; gli indicatori di domanda (consumi in termini di tassi di ricovero, valorizzazione pro-capite, tempi di attesa, mobilità passiva, consumi per specifici percorsi diagnostico-terapeutici); la struttura dell offerta in termini quali-quantitativi (presidi, posti letto, ambulatori, branche specialistiche, dotazioni tecnologiche); gli indicatori di offerta (volumi e valorizzazione delle prestazioni rese, saturazione, attrazione, case-mix). Per quanto riguarda gli indicatori del sistema sociosanitario, gli stessi devono tener conto della programmazione regionale così come definita dai provvedimenti assunti. La parte successiva deve sviluppare le attività da svolgersi nel corso del 2008 rispetto a quanto meglio dettagliato negli allegati della presente deliberazione. La programmazione delle attività e delle azioni contenute nel documento sopra descritto è vincolata alle risorse disponibili ed alla destinazione delle stesse, in coerenza con il bilancio aziendale di previsione per il Il documento di che trattasi deve essere improntato a sintesi e completezza e deve essere fornito anche in formato elettronico. Azienda Regionale dell Emergenza-Urgenza Così come già definito nel PSSR il percorso per l istituzione dell Azienda Regionale dell Emergenza-Urgenza ha già visto la proposta di modifica della l.r. 31/97, di cui alla d.g.r. n. 8/5030 del 4 luglio 2007 che è all esame del Consiglio Regionale, al fine di poter rendere operativa l Azienda secondo le seguenti peculiarità: personalità giuridica pubblica con autonomia patrimoniale, organizzativa, gestionale e contabile; modello gestionale snello che si avvarrà delle risorse e delle reti organizzative già oggi presenti per tali attività nelle A- ziende sanitarie regionali; compiti inerenti l emergenza urgenza volti a favorire il coordinamento di sistema e lo stretto collegamento tra esigenze territoriali e visione regionale. Il percorso descritto porta al superamento delle criticità legate a modalità operative che richiedono una gestione sovra provinciale o di confine, attuabile con protocolli unici (di intervento, formazione e di verifica qualitativa), risorse territoriali e ospedaliere condivise ed il coordinamento con altre componenti a livello regionale, nonché alla ottimizzazione dell attuale gestione amministrativa realizzando economie di scala. L Azienda garantirà il tempestivo coordinamento degli interventi e delle attività in caso di maxiemergenze e potrà programmare l attuazione degli interventi di emergenza urgenza anche legati a condizioni socio-sanitarie critiche, curando le sinergie operative con le Aziende Sanitarie pubbliche.6 Y 6 Allegato 2 IL QUADRO DEL SISTEMA PER L ANNO 2008 Nel 2008 proseguirà e si svilupperà quel rapporto, già iniziato negli scorsi anni, e confermato dal «Patto sulla Salute», fra Stato e Regioni in materia di sanità basato sulla necessità dell equilibrio nella programmazione economico/finanziaria della spesa sanitaria per garantire il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. Il disegno di legge della Finanziaria 2008, attualmente in discussione in Parlamento, in relazione ai contenuti del «Patto sulla Salute» conferma le risorse disponibili per l anno 2008 in 99,082 miliardi di euro (cui potrebbero aggiungersi risorse ulteriori per finanziare la quota parte statale dei rinnovi contrattuali ai sensi degli accordi vigenti) e le regole per l accesso alle risorse stesse già contenute nell Intesa del 23 marzo Come sopra ricordato l accesso a tali risorse da parte della Regione Lombardia, come delle altre Regioni, è condizionato al rispetto perentorio di molteplici adempimenti definiti nella normativa vigente e ulteriormente implementati dalla Legge Finanziaria n. 296/2006. In particolare il disposto della legge n. 311/2004, alla luce di quanto previsto dal Patto per la Salute del 28 settembre 2006, prevede che in caso di mancato adempimento da parte delle Regioni degli obblighi previsti è precluso l accesso alla quota di finanziamento assegnata con conseguente immediato recupero delle somme eventualmente erogate; la quota di finanziamento sottoposta alla suddetta verifica è decisamente significativa in quanto è relativa a circa il 3% del finanziamento complessivo, che per Regione Lombardia vale circa 500 milioni di euro. Si ricordano di seguito, in modo sintetico, i principali adempimenti che coinvolgono tutti gli attori del Servizio Sanitario Regionale: a. mantenere la stabilità e l equilibrio di gestione del servizio sanitario regionale, tramite misure di governo e contenimento della spesa; b. adempiere alle disposizioni in materia di acquisto di beni e servizi; c. adempiere agli obblighi informativi sul monitoraggio della spesa relativi all invio al Sistema Informativo Sanitario dei modelli CE, SP, CP ed LA; d. adeguarsi alle prescrizioni del patto di stabilità interno; e. mantenere l erogazione delle prestazioni ricomprese nei L.E.A; f. adottare provvedimenti in base agli indicatori di utilizzo delle strutture sanitarie, che prevedano uno standard di posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, in linea con quanto definito dall Intesa 23 marzo 2005; g. adottare i criteri e le modalità di erogazione delle prestazioni che soddisfino il principio di appropriatezza organizzativa e di economicità nella utilizzazione delle risorse; h. attuare le adeguate iniziative per il contenimento delle liste di attesa definendo, sulla base dei reali bisogni e con la collaborazione degli attori di sistema, i percorsi diagnostici più adeguati e gestire correttamente la domanda di prestazioni sanitarie; i. adottare i provvedimenti diretti a prevedere la decadenza automatica dei Direttori Generali nell ipotesi di mancato raggiungimento dell equilibrio economico delle aziende sanitarie ed ospedaliere; j. attivare sul proprio territorio il monitoraggio delle prescrizioni mediche, farmaceutiche, specialistiche ed ospedaliere nonché la trasmissione telematica al Ministero dell Economia e delle Finanze di copia dei dati; k. adottare tutti i provvedimenti affinché le Aziende Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico comunichino immediatamente al Ministero dell Economia e delle Finanze i dati relativi ai ricettari consegnati ai loro specialisti; l. ripianare il 40% del superamento del tetto per la spesa farmaceutica, attraverso l adozione di specifiche misure in materia farmaceutica e alla predisposizione di piani di contenimento con particolare riferimento alla spesa farmaceutica ospedaliera (compresa la compartecipazione al costo da parte dei cittadini), anche con riferimento a quanto disposto dal d.l. n. 159/2007; m. garantire il conferimento dei dati al SISS nei tempi e modi stabiliti, anche tramite l utilizzo della carta CRS-SISS; n. adottare una contabilità analitica per centri di costo e responsabilità che consenta analisi comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati delle aziende sanitarie; o. adottare misure specifiche ai fini di prevedere il mancato rispetto in termini di contenuto e tempi dei flussi informativi quale elemento per la confermabilità degli incarichi di Direttore Generale; p. adottare provvedimenti che promuovano il passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno ed il potenziamento di forme alternative al ricovero, in linea con quanto definito dall Intesa 23 marzo 2005; q. assicurare adeguati programmi di assistenza domiciliare integrata, di assistenza residenziale e semiresidenziale extraospedaliera; r. adottare il Piano regionale sulla Prevenzione in raccordo con le linee di indirizzo nazionali in materia e con le attività sperimentali sin qui attivate e validate dalla Regione Lombardia; s. promuovere lo sviluppo e l implementazione di percorsi diagnostici e terapeutici per livello di cura sia ospedaliero che territoriale; t. impegno delle Regioni a rispettare il vincolo dell equilibrio economico-finanziario in sede programmatica e obbligo di verifica trimestrale attraverso le certificazioni delle Aziende sanitarie; u. obbligo costituzione accantonamenti per i rinnovi contrattuali del personale dipendente e convenzionato, ai sensi della l. n. 248 del 2 dicembre Gli adempimenti sopra sinteticamente illustrati, tratti dall Intesa del 23 marzo 2005, integrata con quanto previsto dalla legge 266/2005 (Legge Finanziaria 2006), dal Patto della Salute e dalla legge 296/2006 (Legge Finanziaria 2007) potranno essere integrati ulteriormente dalla legge finanziaria per il 2008, e provvedimenti collegati, il cui iter parlamentare è in corso di approvazione. Ovviamente continueranno ad applicarsi le disposizioni nazionali vigenti sul contenimento della spesa sanitaria e farmaceutica. Con il presente atto si ritiene, altresì, di fornire alle Aziende sanitarie pubbliche, alle Fondazioni IRCCS di diritto pubblico e a tutti gli operatori del settore un quadro di riferimento utile all attuazione di tutte le azioni di governo dei costi al fine di consentire al Sistema Sanitario Regionale di mantenere e migliorare l equilibrio economico tra ricavi e costi, perseguendo obiettivi di miglioramento della qualità assistenziale. Le risorse nazionali del 2008 saranno ripartite fra le regioni secondo criteri definiti in occasione del riparto 2007, che ai sensi del «Patto per la salute» hanno valenza triennale, e quindi il presente atto programma gli interventi sulla base di stime in attesa della formalizzazione dei documenti di riparto tra regioni per l anno Tenendo conto di queste premesse, le risorse sopra definite e destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale sono riferite per milioni di euro circa al finanziamento indistinto comprensivo delle risorse destinate al riconoscimento delle prestazioni per cittadini di altre regioni e della stima, sulla base dei dati storici, del finanziamento per obiettivi del Piano sanitario e per spese vincolate. Le risorse sopra definite saranno utilizzate dal Servizio Sanitario Regionale per soddisfare i bisogni sanitari dei cittadini lombardi che necessitano di assistenza nel territorio della Regione, nelle altre regioni italiane e all estero sulla base delle normative regionali, nazionali, dell Unione Europea e internazionali vigenti tenendo altresì conto delle prestazioni ai cittadini non residenti che vengono rimborsate dalle regioni competenti. Nella seguente tabella sono individuati i finanziamenti per i diversi livelli di assistenza che per i punti 1, 2 e 3 devono essere rispettivamente del 5,5%, almeno del 51% e fino al 43,5%:7 Livello essenziale di assistenza Risorse disponibili Incidenza programmata 1 Assistenza sanitaria collettiva in am ,50% biente di vita e di lavoro 2 Assistenza distrettuale almeno del 51,00% 3 Assistenza ospedaliera fino al 43,50% TOTALE ,00% Saldo di mobilità attiva per cittadini fuori re- 480 gione TOTALE COMPLESSIVO Aziende Sanitarie Locali Le ASL, ai sensi delle norme vigenti e nell ambito del quadro di risorse delineato con il presente provvedimento e con gli atti applicativi conseguenti, sono tenute a garantire l erogazione dei livelli essenziali di assistenza per i propri cittadini e saranno finanziate con l assegnazione della quota capitaria pro-capite/assistibile. Per assistibili si intendono quei cittadini che, secondo i criteri concordati fra la Direzione Generale Sanità e i responsabili delle ASL stesse, alla data del 5 novembre 2007 risultano in carico alla ASL di competenza. Per rispettare la coerenza e la competenza dei costi le ASL disporranno precisi indirizzi agli erogatori, pubblici e privati, per la verifica, sulle documentazioni di ricovero e/o delle altre prestazioni, della situazione degli assistiti segnalando separatamente i cittadini residenti e quelli domiciliati nonché quelli stranieri appartenenti alla UE o extracomunitari, al fine di individuare correttamente quali di questi ultimi rientrano nella casistica prevista dalle norme vigenti ai fini del rimborso da parte delle Prefetture. Si continuerà a finanziare per quota capitaria le risorse per attività sanitarie che, basandosi sulle valutazioni delle attività svolte negli ultimi anni si possono considerare ormai «attività di sistema» (es. vaccinazioni, screening) da garantire in modo omogeneo su tutto il territorio regionale. Aziende Ospedaliere Anche per l anno 2008 l obiettivo economico delle AO e Fondazioni consiste nel mantenimento/miglioramento dell equilibrio e- conomico finanziario basato sulla valutazione delle attività rese e sulla puntuale quantificazione dei ricavi aziendali, che dovranno tenere conto, anche in sede di previsione, delle variazioni connesse a lavori di ristrutturazione e messa a norma, in corso o programmati. In tal modo si sottolinea la responsabilità gestionale affidata ai Direttori Generali che sono tenuti a perseguire obiettivi di equilibrio, non solo di breve periodo, ma anche strutturale delle loro aziende. Il sistema di regole consente alle AO e Fondazioni IRCCS di definire a preventivo le risorse soggette a contratto le voci di ricavo delle AO (ricoveri, specialistica, psichiatria, file F ecc.) che, sommate alle ulteriori quote di contributo finanziate dal sistema e vincolate a specifiche attività (funzioni per servizi non tariffati), e le entrate proprie, rappresentano il monte di risorse disponibili per il funzionamento delle attività. Lo sviluppo dei costi conseguenti, nel rispetto delle normative vigenti e delle linee guida in materia contabile che qui si richiamano integralmente e in particolare nel rispetto del principio della competenza economica e patrimoniale, resta affidato all autonomia aziendale, ovviamente nell ambito dell equilibrio fra le varie voci (personale, beni e servizi, ecc.) che necessitano di verifica e confronto a livello di sistema attraverso l attivazione di attività di benchmarking, ivi compreso l obbligo di prevedere i necessari accantonamenti, ai sensi della l. 248/2005, per il rinnovo dei contratti. Nel quadro sopradescritto la responsabilità gestionale diretta dei Direttori Generali sulla crescita dei costi assume, quindi, una sempre maggiore rilevanza. Per la definizione della quota capitaria la Regione procede ad accantonare le risorse da destinare con successivi provvedimenti al finanziamento di spese accentrate regionali e di altre voci di spesa specifiche che non attengono al finanziamento per quota capitaria: fino a 70 milioni di euro per far fronte alle spese dirette regionali sostenute per conto del SSR; fino a 80 milioni di euro per la remunerazione delle prestazioni sanitarie a favore dei dimessi dagli ex OP; 480 milioni di euro per il pagamento dei ricoveri attivi, per Y 7 cittadini non lombardi, agli erogatori situati sul territorio della Lombardia; tale importo rappresenta il saldo rispetto ai ricoveri e alle altre prestazioni passive a carico delle rispettive ASL di cittadini lombardi che usufruiscono di prestazioni al di fuori della Regione Lombardia; milioni di euro da destinare all Assistenza socio-sanitaria integrata; fino a 150 milioni di euro da destinare a progetti obiettivo di reale interesse nazionale e regionale, in relazione al contenuto dell accordo Stato-Regioni dell 1 luglio 2004 e Intesa Stato-Regioni 23 marzo 2005; fino a 122 milioni di euro quale fondo regionale, stimato sulla base dei dati storici in attesa degli specifici provvedimenti ministeriali di assegnazione, relativo alle quote di EX FSN definite vincolate (veterinaria, legge 210/92); tale fondo sarà poi assegnato alle singole aziende sanitarie attraverso specifici provvedimenti regionali; 60 milioni di euro quale fondo da destinare all ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente); fino a 687 milioni di euro per funzioni non tariffate ripartiti fra le ASL, secondo la competenza territoriale degli erogatori; fino a milioni di euro ripartiti fra le ASL, quale quota capitaria, anche tenendo conto dei livelli diretti di spesa e di quelli di competenza degli erogatori, della necessità di garantire l equilibrio economico di sistema per l esercizio 2008, in relazione ai 3 livelli essenziali di assistenza confermando anche per il 2008 che la Q.C. è comprensiva dei costi di sistema e delle voci relative a: 1. funzioni non tariffate per presidio servizi territoriali, per il trattamento di pazienti anziani in area metropolitana e ad alta densità abitativa, oltre alla quota per funzioni non tariffate sopradescritte, fino a 370 milioni; 2. concorso regionale ai progetti di governo clinico e percorsi ospedale/territorio, anche con il coinvolgimento degli operatori del sistema fino a 148 milioni di euro; 3. informatizzazione sistema sanitario fino a 200 milioni di euro; 4. implementazione dei piani regionali, ricerca, ECM, formazione, prevenzione fino a 150 milioni di euro; 5. per dare attuazione agli obiettivi PSSR fino a 240 milioni di euro; 6. per screening fino a 80 milioni di euro; 7. valutazione dell equiparazione finanziaria sui trattamenti tributari IRAP e IRES nei confronti degli erogatori pubblici rispetto agli erogatori privati quantificati per il sistema pubblico fino a 150 milioni di euro. Alla definizione della quota capitaria per ASL concorrono tre criteri, che confermano quelli utilizzati nell anno 2007 al fine di dare stabilità al sistema di finanziamento delle ASL: Criterio storico. Viene assegnato per questa voce il 75% delle risorse di sistema. Per l attribuzione alle ASL di tale quota viene utilizzata la struttura della spesa storica con i suoi criteri consolidati di pesatura (mortalità, consumi per fasce di età, ecc.); Criterio demografico. Viene assegnato per questa voce il 16% delle risorse di sistema disponibili. Per l attribuzione alle ASL di tale quota sono utilizzati due criteri: per l 8% la popolazione residente con età superiore ai 65 anni (la media è quella che risulta dalle valutazioni); per l 8% la frequenza di popolazione residente con problemi sanitari cronici. Per ciascuno dei due criteri la popolazione pesata viene calcolata utilizzando gli scostamenti tra il valore ASL e quello medio regionale; Criterio geografico. Viene assegnato per questa voce il 9% delle risorse di sistema disponibili. Per l attribuzione alle ASL di tale quota sono utilizzati due criteri: la densità abitativa; la percentuale è del 2%; la distribuzione della popolazione in funzione dell altimetria; la percentuale è del 7%. Per ciascuno dei due criteri viene utilizzato lo scostamento rispetto ai valori medi regionali secondo il principio di pesare maggiormente i territori con maggiore altitudine e con minore densità abitativa.8 Per la percentuale del criterio, demografico e geografico, tenuto conto di quanto assegnato nel 2007, i dati sono considerati all interno di una soglia non superiore e non inferiore allo 0,15% del valore medio di incremento della quota capitaria riferito al La quota capitaria sarà assegnata ad ogni singola ASL con atto del Direttore Generale Sanità, sentiti il Direttore Generale Famiglia e Solidarietà Sociale e il Direttore Centrale Programmazione Integrata, tenuto fermo, anche per le ASL, l obiettivo dell equilibrio economico finanziario sulla base delle risorse assegnate dalla Regione e delle altre entrate aziendali. Si stabilisce inoltre (tenendo conto delle manovre tariffarie che trasferiscono attività di ricovero ad attività ambulatoriali): le risorse regionali disponibili per la contrattazione delle prestazioni di ricovero, fino a milioni di euro; le risorse regionali disponibili per la contrattazione dell attività ambulatoriale e di diagnostica strumentale, fino a milioni di euro. Le risorse regionali, come sopra definite, non comprendono le attività di neuropsichiatria infantile che dovranno essere documentate attraverso i flussi informativi in essere. A decorrere dall anno 2008, in applicazione del d.l. n. 159/2007, il tetto per l assistenza farmaceutica territoriale, comprensiva sia della spesa dei farmaci erogati sulla base della disciplina convenzionale, al lordo delle quote di partecipazione alla spesa a carico degli assistiti, sia della distribuzione diretta, inclusa la distribuzione per conto e la distribuzione in dimissione ospedaliera non può superare il 14,4 per cento del finanziamento cui concorre ordinariamente lo Stato, comprensivo delle risorse vincolate di spettanza regionale e al netto delle somme erogate per il finanziamento di attività non rendicontate dalle Aziende sanitarie. A decorrere dall anno 2008 la spesa farmaceutica ospedaliera così come rilevata dai modelli CE, al netto della distribuzione diretta, come definita al comma 1 dell art. 5 del d.l. n. 159/2007, non può superare la misura percentuale del 2 per cento del finanziamento Gli obiettivi specifici alle singole ASL e alle Aziende Ospedaliere saranno forniti contestualmente agli obiettivi economici; il tetto regionale complessivo, per la spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, come sopra definite, viene determinato fino a milioni di euro. Le scelte strategiche delle aziende AO e ASL che impegnano il sistema a lungo termine e/o che hanno valenza trasversale sui punti di erogazione (ad esempio costruzioni nuovi ospedali o ristrutturazioni significative e il lay-out dei nuovi ospedali, servizi interaziendali 118 ) devono essere preventivamente validate dall Assessorato rispetto alla programmazione di sistema, indipendentemente dagli adempimenti procedurali connessi all approvazione dei progetti e dei decreti di finanziamento, nell ottica di un governo delle decisioni strutturali che interessano il sistema sanitario lombardo. I Direttori Generali delle Aziende sanitarie, in occasione delle certificazioni trimestrali ai sensi della l.r. n. 26/01, nonché dell Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, sono tenuti a rispettare puntualmente i tempi di invio e ad attenersi scrupolosamente alle linee guida in materia contabile emanate dalle Direzioni Generali Sanità e Famiglia e Solidarietà Sociale, prefigurando in ogni trimestre il reale andamento gestionale a fine anno, al fine di consentire un preciso monitoraggio dell andamento della spesa sanitaria regionale e di consentire, ove necessario, interventi correttivi da parte della Regione. Si ritiene di confermare, per quanto compatibile con il presente provvedimento, ciò che è stabilito nelle determinazioni in merito al finanziamento degli anni precedenti. In relazione alla necessità di un puntuale coordinamento regionale nella gestione dell erogazione delle prestazioni soggette a contrattazione tra le ASL e gli erogatori pubblici e privati quali ricoveri e ambulatoriale le ASL dovranno ritenere eventuali risparmi per tali voci di costo indisponibili per la copertura di altre voci di spesa, salvo quanto precisato precedentemente (ASL) e fatte salve le compatibilità di sistema. Anche per l anno 2008 per la spesa farmaceutica si ribadisce che eventuali risparmi dovuti ad effetti di norme nazionali o regionali sono da considerare indisponibili; mentre i risparmi derivanti dalle azioni di governo poste in essere dalle ASL potranno essere utilizzati con diversa finalità. Y 8 L entrata in vigore dei nuovi flussi economici CE, SP ed LA con maggiori livelli di dettaglio, renderà più trasparenti le rilevazioni economico finanziarie delle aziende. I nuovi flussi informativi nazionali non comportano per la Regione Lombardia cambiamenti sostanziali dal punto di vista della mera impostazione tecnica e pertanto si proseguirà sostanzialmente con le medesime modalità di lavoro già avviate negli scorsi anni. SIOPE Dall anno 2008 il sistema di codifica dei pagamenti e degli incassi delle aziende sanitarie denominato SIOPE entrerà a regime presso tutte le Aziende sanitarie lombarde. Negli anni 2006 e 2007 il progetto è stato sviluppato da un gruppo di lavoro a livello nazionale presso il Ministero dell Economia al quale hanno partecipato oltre a Regione Lombardia anche due Aziende sanitarie lombarde. L esito dei lavori di questo gruppo è stato recepito dal decreto del Ministero dell Economia del 5 marzo 2007 ad oggetto «Codificazione, modalità e tempi per l attuazione del SIOPE per le strutture sanitarie». Tale decreto ha previsto a partire dal 1º luglio 2007 l avvio di una fase sperimentale alla quale Regione Lombardia ha inteso partecipare coinvolgendo sette Aziende sanitarie lombarde. La sperimentazione, ancora in corso, sta dando positivi riscontri ed è già stato avviato il coinvolgimento di tutte le Aziende sanitarie lombarde al fine di consentire l avvio delle rilevazioni per il primo gennaio Gestione finanziaria delle Aziende Sanitarie Locali Per l anno 2008 si ritiene di proseguire nel graduale percorso di gestione finanziaria centralizzata delle ASL. Confermando quanto previsto nelle regole di sistema 2007 e successivi provvedimenti correlati, si porta in evidenza che tutti i flussi informativi, attivi ed attivabili, per dare esecuzione alla suddetta operazione, costituiscono debito informativo. Limite degli investimenti autofinanziati Si richiama integralmente quanto definito nella d.g.r. n. 3776/2006 e nella d.g.r. n. 5237/2007. Prospetto obbligazioni territoriali Le ASL anche nel Bilancio preventivo economico dell esercizio 2008 saranno tenute ad elaborare, sulla base degli indirizzi generali contenuti nella presente deliberazione e delle linee guida specifiche della Direzione Generale Sanità e della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, il Prospetto delle obbligazioni territoriali. Attività degli Organi di controllo interno alle Aziende sanitarie Nel quadro di norme e regole, sopra definite, assume rilevante importanza l attività di controllo, ed in particolare quella svolta all interno dell Azienda dal Collegio sindacale. Nel ricordare il contenuto della nota n del 21 giugno 2005 e dei principi di comportamento raccomandati dalla normativa vigente e dagli organismi professionali di riferimento, si richiama l attenzione dei Collegi Sindacali sulla necessità di e- sprimere parere su tutti gli atti di bilancio aziendale: bilancio preventivo economico, conto economico trimestrale (associato alla certificazione di rispetto dell equilibrio economico), bilancio d esercizio. Il Collegio deve esprimere chiaramente un parere favorevole o non favorevole all atto in esame, e nel caso di parere non favorevole dovrà fornire, all Azienda e agli altri organi di controllo, le motivazioni che hanno condotto a tale valutazione. Indicazioni generali per i Bilanci preventivi Le linee operative per il finanziamento delle aziende sanitarie per l anno 2008 e le conseguenti previsioni economiche per la redazione del bilancio preventivo delle singole ASL, nel rispetto degli indirizzi del presente atto, saranno declinate nei successivi atti della Direzione Generale Sanità. In tema di ricavi da inserire nel Bilancio preventivo 2008 le aziende sanitarie dovranno porre la massima attenzione alla precisa distinzione nella classificazione delle poste di bilancio distinguendo in particolare la natura pubblica/privata delle stesse e all interno della natura pubblica differenziare precisamente le poste provenienti da enti pubblici diversi dalla Regione Lombardia. Pari attenzione andrà posta nell imputazione e nella descrizio-9 ne in nota integrativa descrittiva delle eventuali poste di ricavi legati a fatti/accadimenti a carattere straordinario (una tantum): sopravvenienze attive ordinarie e straordinarie, rimborsi assicurativi etc. A tali poste di ricavo potranno eventualmente essere correlati costi di tipo non strutturale ovvero una tantum, nell ottica di un necessario e costante miglioramento degli indici di Bilancio delle aziende. Nel caso di prestazioni/servizi tra aziende sanitarie pubbliche occorre che venga garantita la piena corrispondenza di importo e di competenza con i costi delle aziende interessate. Tale presupposto è infatti essenziale per la garanzia di mantenimento dell equilibrio economico finanziario del Sistema Sanitario Regionale. Per l anno 2008 le cinque tipologie di funzioni non tariffate, per il riconoscimento di specifiche attività territoriali delle Aziende Ospedaliere, delle Fondazioni IRCCS e degli erogatori privati accreditati introdotte nel 2007, vengono integrate con la seguente funzione per un importo complessivo di 370 milioni di euro: riconoscimento dei maggiori oneri connessi al trattamento di pazienti anziani in area metropolitana e ad alta densità abitativa. Relativamente alle funzioni non tariffate che saranno finanziate nel 2008, si confermano sostanzialmente le tipologie definite nell anno 2007 ad eccezione della qualità avanzata e della qualità dell assistenza riabilitativa, ma contemporaneamente ponendo particolare attenzione al potenziamento delle funzioni relative all attività di ricerca degli IRCCS, alla didattica universitaria della Facoltà di Medicina e Chirurgia, all ampiezza del casemix e all alta complessità dell assistenza riabilitativa. Si precisa che in considerazione del fatto che per quasi tutte le funzioni i costi possono essere definiti solo a consuntivo, nel rispetto dell ammontare complessivo pari a 687 milioni di euro gli importi delle singole funzioni saranno meglio determinati nella deliberazione di assegnazione. Le funzioni riferite alle attività di trapianto, emergenza urgenza, neuropsichiatria, terapia intensiva e trasporto neonatale e di formazione universitaria del personale non medico saranno nel 2008 da considerarsi a destinazione vincolata. Per quanto riguarda le funzioni di PS si rileva che il 10% dei fondi saranno destinati sulla base della riduzione dei ricoveri urgenti con un giorno di degenza nel corso del 2008 rispetto a quelli rilevati nel 2007, con la finalità di incentivare la gestione dei pazienti in fase di diagnostica differenziale in una modalità alternativa alla degenza. Va altresì valutata l equiparazione finanziaria sui trattamenti tributari IRAP e IRES nei confronti degli erogatori pubblici rispetto agli erogatori privati che, avendo incidenza sulla determinazione dei costi delle prestazioni di ricovero e ambulatoriali, vanno quantificati per il sistema pubblico in 150 milioni di euro. Per quanto riguarda i contributi vincolati da Regione e da altri Enti Pubblici si precisa che tali contributi dovranno essere documentati con i relativi provvedimenti formali di assegnazione, anche in questo caso facendo attenzione nella corretta classificazione delle poste di bilancio distinguendo la natura pubblico/ privato. I Bilanci preventivi economici anno 2008 dovranno essere approvati, in relazione ai contenuti del presente atto e delle linee di indirizzo operative conseguenti nonché degli obiettivi economici assegnati, entro il 15 dicembre I Direttori Generali hanno l obbligo di porre in essere tutte le azioni utili al fine dell approvazione definitiva dei bilanci preventivi da parte della Regione entro il 31 marzo Tale approvazione è valutata in sede di verifica degli obiettivi aziendali di interesse regionale dei Direttori Generali per l anno Con apposita circolare verranno disciplinati gli adempimenti operativi. Nei bilanci preventivi delle Aziende Ospedaliere e delle Fondazioni IRCCS i ricavi di tutte le prestazioni sanitarie dovranno essere formalmente validati dalla ASL di riferimento territoriale, anche al fine della precisa quadratura del Prospetto delle Obbligazioni territoriali. Alle Aziende sanitarie saranno forniti puntuali indirizzi operativi sulle voci di costo più significative (personale, spesa farmaceutica, protesica, costi per assistenza di base MMG, PLS, MCA ecc.). Y 9 Ai sensi della normativa vigente il bilancio preventivo deve garantire l equilibrio economico finanziario. Il Bilancio preventivo 2008, esecutivo, diviene l obiettivo aziendale da perseguire sia in termini di risultato economico che per l aspetto programmatico, in quanto attuativo delle linee di indirizzo definite. Al fine di garantire l equilibrio economico-finanziario del Sistema Sanitario Regionale il contenuto del presente provvedimento potrà essere riconsiderato, anche nel corso dell esercizio 2008, in relazione alla verifica degli andamenti della spesa in occasione delle chiusure trimestrali e agli esiti dei tavoli di monitoraggio nazionali sui Livelli Essenziali di Assistenza sulla spesa sanitaria. Collegamento funzionale e operativo con gli organi di governo Nell ambito della sanità pubblica è progressivamente emersa la tendenza ad un decentramento regionale, prima degli elementi di organizzazione e gestione delle aziende, poi delle scelte di politica sanitaria. La spinta decisiva alla regionalizzazione del sistema è pervenuta nell Accordo 8 agosto 2001 tra Stato e Regioni e, infine, dalla revisione costituzionale. A tal proposito si ritiene opportuno, in un ottica finalistica di perseguimento degli obiettivi di interesse regionale e di rispetto degli equilibri economici di sistema, un collegamento funzionale e operativo della dirigenza amministrativa strategica con le competenti strutture della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia con particolare riferimento al Direttore Amministrativo e ai Dirigenti dei servizi economico-finanziario e gestione delle risorse umane. Tale modello innovativo, oltre a promuovere una valorizzazione dello «status» del management strategico delle aziende sanitarie, che non ha avuto negli ultimi anni un evoluzione coerente con il rafforzamento del sistema, consente un adeguata definizione di doveri e di responsabilità in ottica di «sistema regionale allargato» (ex l.r. 30/2006). La segregazione delle funzioni e competenze e l individuazione delle singole responsabilità all interno delle strutture organizzative delle aziende sanitarie pubbliche può costituire il naturale sviluppo ed approfondimento dell implementazione del Codice Etico-comportamentale (a regime dal 2007 con le regole di sistema 2007 approvate con d.g.r. 3776/2006). L aggiornamento del Codice Etico-comportamentale comporterà l analisi dei rischi e la manutenzione del Modello Organizzativo. Tale attività, che sarà posta in essere in maniera sistematica, non potrà prescindere dall individuazione delle responsabilità all interno delle aziende. In particolare, per ogni processo aziendale dovranno essere svolte le seguenti attività: analisi del Sistema di Delega; identificazione dei Ruoli e delle Responsabilità; identificazione e analisi di eventuali conflitti interni; formalizzazione della matrice di segregazione dei compiti.10 Y 10 Allegato 3 GLI ACQUISTI DELLE AZIENDE SANITARIE: LINEE DI INDIRIZZO Premessa Le attività delle Aziende sanitarie in materia di acquisti svolte nell anno 2007 hanno positivamente riscontrato l accento posto da Regione Lombardia sugli sviluppi di tale funzione sia nel contesto dei mercati sempre più globalizzati sia con riferimento all evoluzione della normativa italiana. Per l anno 2008, le Aziende Sanitarie dovranno proseguire nel processo di riorganizzazione strutturale e gestionale delineato nelle linee guida dell anno Dovranno, inoltre, dare applicazione alle presenti linee d indirizzo che Regione Lombardia ritiene debbano essere condivise in un ideale percorso evolutivo che si dispiega nel medio e lungo periodo. Gli indirizzi di base per una riorganizzazione diffusa del settore acquisti a livello aziendale e interaziendale rispondono alle seguenti esigenze: capacità di rispondere in maniera adeguata e tempestiva alle esigenze del SSR, utilizzo razionale delle risorse economiche disponibili, costante controllo dei processi, capacità di adeguarsi al mutevole contesto ambientale, capacità di sviluppare innovazione. Il sistema di acquisti delle prestazioni dovrà garantire, anche in ambito sociosanitario ed in particolare nell area della tutela minori, le prestazioni sanitarie o sociosanitarie erogabili tramite strutture pubbliche o private accreditate a contratto della Regione Lombardia (es.: Consultori Familiari, Servizi di Neuro Psichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza), nonché garantire, attraverso proprie modalità organizzative, la funzione di raccordo tra i servizi sociali dei Comuni, singoli e associati, e i servizi specialistici delle Aziende Ospedaliere (UONPIA). Per l anno 2008, le Aziende Sanitarie saranno valutate con idonei strumenti condivisi di verifica sulle attività conseguenti poste in essere. Parte I LA FUNZIONE ACQUISTI DELLE AZIENDE SANITARIE Codice dei contratti pubblici e Regolamento di esecuzione ed attuazione Il complesso normativo, rinnovato dal Codice dei contratti pubblici e dall imminente Regolamento di esecuzione ed attuazione, pone in risalto alcuni elementi per l impatto sull attività degli acquisti delle Aziende Sanitarie, in particolare per quanto concerne la regolamentazione di tutti i contratti e l individuazione di nuove funzioni e responsabilità che comportano una revisione delle strutture organizzative degli acquisti. Responsabile unico del procedimento e Responsabile degli Acquisti Il Responsabile unico del procedimento (di seguito RUP) deve svolgere tutti i compiti relativi alle procedure di progettazione, affidamento ed esecuzione per ogni singolo intervento da realizzarsi mediante un contratto pubblico, compresi gli affidamenti in economia. Per le forniture, il ruolo di RUP sarà svolto dal Responsabile degli Acquisti, mentre per gli appalti di servizi le Aziende Sanitarie potranno, in funzione della propria organizzazione, individuare RUP diversi dal Responsabile degli Acquisti, fatta salva la necessaria integrazione tra le diverse figure professionali inserite nel processo. I Direttori Generali, che nel corso del 2007 devono avere già assunto tutte le iniziative necessarie affinché il RUP sia adeguatamente supportato da tutte le funzioni aziendali coinvolte nel processo d acquisto, dovranno assumere tutte le ulteriori iniziative necessarie in modo che possa svolgere le proprie funzioni coerentemente con l evoluzione della normativa in materia, le linee guida regionali, gli obiettivi aziendali. Direttore esecuzione del contratto Qualora, per i casi previsti dalla norma, fosse necessario individuare un Direttore dell esecuzione del contratto, questi, per quanto concerne la regolare e corretta esecuzione del contratto, dipenderà dal RUP e supporterà il RUP affinché possa svolgere tutti i compiti stabiliti dalla normativa di riferimento e dalle linee guida regionali. Appalti di beni e servizi, appalti di lavori, strutture operative Anche in relazione agli esiti rilevati dalle certificazioni trimestrali, nel corso dell anno 2008 le Aziende Sanitarie dovranno tenere in particolare considerazione i seguenti indirizzi, attivando tutte le leve organizzative per il loro pieno conseguimento. Integrazione della funzione acquisti nell organizzazione aziendale Il Responsabile degli Acquisti fornirà il suo contributo alla direzione generale per la definizione degli obiettivi strategici affinché la programmazione degli acquisti sia fortemente integrata con le decisioni aziendali e direttamente collegata con gli interventi di razionalizzazione della spesa, mentre sarà diretto responsabile del conseguimento degli obiettivi settoriali sviluppando una costante analisi di mercato funzionale alle esigenze aziendali. I Direttori Generali valuteranno l opportunità, considerata la valenza strategica della funzione acquisti, di inserire il Responsabile degli Acquisti nell ambito del comitato di budget. In stretta connessione con i Direttori di esecuzione del contratto, il Controllo di gestione e l area economico finanziaria, garantirà il puntuale monitoraggio dei consumi e un attenta valutazione delle richieste formulate dalle strutture aziendali di produzione di servizi. Organizzazione strutturale della funzione acquisti La funzione acquisti delle Aziende Sanitarie riveste carattere strategico e trasversale per l importanza economica, l incidenza della spesa sul bilancio e i riflessi sull organizzazione delle Aziende Sanitarie. L organizzazione sarà strutturata in funzione della trasversalità dei processi e delle implicazioni a tutti i livelli aziendali. La crescita professionale dei professionisti e degli operatori della funzione acquisti dovrà essere garantita mediante un attività di formazione basata sia sull approfondimento della normativa, sia sulle conoscenze tecniche specifiche della funzione. Rapporti interni all azienda Sia l organizzazione strutturale che la definizione di obiettivi coerenti da parte della Direzione aziendale dovranno garantire una ben definita attribuzione di responsabilità fra le varie funzioni aziendali. Fatto salvo quanto previsto dalla normativa e dalle linee guida regionali in merito alla diretta e complessiva responsabilità del RUP, gli altri soggetti aziendali coinvolti avranno una responsabilità diretta, secondo le proprie funzioni e competenze, per quanto concerne il buon andamento dell intero processo degli acquisti. Qualità In tema di qualità le Aziende Sanitarie dovranno proseguire, anche con il confronto con le altre Aziende Sanitarie, nello sviluppo di metodi e prassi di customer satisfaction per valutare la qualità del servizio reso al cliente interno (Servizi sanitari) e al cliente esterno (Fornitori). Inoltre, dovranno sviluppare strumenti di verifica della qualità del servizio reso dai fornitori e il livello qualitativo dei fornitori stessi. Le collaborazioni con i soggetti del terzo settore Con il decreto del Direttore Generale Famiglia e Solidarietà Sociale 15 giugno 2007, n (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 26 del 25 giugno 2007) sono state impartite alle aziende sanitarie pubbliche le direttive in materia di collaborazioni con i soggetti del terzo settore, anche con riguardo all affidamento di servizi, ivi compresa la gestione di unità d offerta sociosanitarie. Il provvedimento prevede l assunzione di adeguate iniziative da parte delle aziende sanitarie pubbliche rivolte a disciplinare, al proprio interno, i criteri e le modalità procedurali per il ricorso a queste forme di collaborazione. Nel rispetto delle direttive impartite, le aziende sanitarie, entro il febbraio 2008, adotteranno un proprio protocollo interno nella materia in esame, da trasmettere alla Direzione Generale competente.11 Parte II IL SISTEMA DEGLI ACQUISTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE Le Aziende Sanitarie sono invitate ad aderire ovvero a contribuire alla formazione di aggregazioni strategiche della domanda, nel rispetto di quanto disposto dalla normativa vigente, dal contenuto della legge finanziaria nazionale per il 2008 in corso di approvazione e dalle iniziative regionali, tenuto altresì conto dell operatività della Centrale Regionale Acquisti. Le aggregazioni devono basarsi su un costante confronto tecnico della domanda e sullo sviluppo di un intensa attività di marketing d acquisto finalizzata a cogliere le opportunità del mercato. La ricerca delle migliori soluzioni si deve esplicare anche nell individuazione delle formule più funzionali alle esigenze delle Aziende Sanitarie e del SSR, tra le modalità di aggregazione già in uso in questi anni e già elencate nelle regole Fondamento della collaborazione interaziendale sono, comunque, i principi d evidenza pubblica: qualità delle prestazioni; economicità, efficacia, tempestività e correttezza; principi comunitari di libera concorrenza, parità trattamento e non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità. Consorzi e altre riunioni formalizzate Le Aziende Sanitarie sono invitate ad aderire ai Consorzi o ad altre unioni formalizzate a livello provinciale e/o di macro aree finalizzati alla razionalizzazione della spesa per beni e servizi, in modo da fornire ai professionisti aziendali ulteriori opportunità nell approccio ai mercati di riferimento. I Direttori Generali favoriranno, all interno delle Aziende dirette, le condizioni operative e contribuiranno alla rimozione degli ostacoli che si frappongono alla collaborazione interaziendale. Sviluppo di iniziative tecnologiche e piattaforma di e-procurement SinTel Si conferma l invito alle Aziende Sanitarie di assumere le opportune iniziative al fine di modificare progressivamente le procedure concorsuali mediante l utilizzo degli strumenti informatici, e delle funzionalità rese disponibili dalla piattaforma regionale SinTel durante la fase sperimentale. Sistema regionale degli Osservatori Nell anno 2007, in applicazione dell allegato 3 della d.g.r. n. 3776/2006, si è dato corso ad una profonda rivisitazione e integrazione degli strumenti informativi del sistema regionale degli Osservatori (Osservatorio Acquisti, Osservatorio Gare e Osservatorio Regionale Prezzi e Tecnologie). Per l anno 2008 proseguirà l attività di semplificazione e integrazione delle procedure informatiche al fine di raggiungere l obiettivo di creare un unico strumento che consenta alla Direzione Generale Sanità e alle Aziende di colloquiare on line sia per l acquisizione dei dati che per la restituzione di informazioni utili all attività quotidiana degli operatori delle Aziende. Infatti le finalità del sistema degli Osservatori spaziano dal controllo della spesa all attività di benchmarking e sempre di più dovranno costituire strumento conoscitivo e di scambio utile a perseguire un appropriata e consapevole domanda di beni e servizi (comprese le tecnologie), basata su evidenze scientifiche e su standard quali-quantitativi omogenei sul territorio regionale. Osservatorio Regionale Prezzi e Tecnologie In particolare alla luce delle esperienze maturate, per l Osservatorio Regionale Prezzi e Tecnologie (ORPT) si ritiene indispensabile rivedere l intero processo e implementarlo con una nuova architettura informativa che sfrutti la tecnologia Internet non solo per la consultazione dei dati raccolti (come avviene attualmente) ma anche per il loro inserimento in tempo reale. Osservatorio Acquisti e Gare La soluzione applicativa di Gare Web ha consentito di evitare o limitare al minimo la trattazione manuale delle informazioni e aumentare la congruità e la completezza dei dati. Tale azione è stata evidentemente preliminare al rafforzamento della capacità di analisi dei dati da parte di Regione Lombardia e alla restituzione alle aziende di dati di sintesi e di confronto. Y 11 Le azioni delle Aziende Ospedaliere In coerenza con le esigenze del SSR e con le caratteristiche ambientali e di mercato, le Aziende Ospedaliere rafforzeranno le forme d aggregazione della domanda di beni e servizi. Per il 2008 le Aziende Ospedaliere sono tenute a dare ulteriore seguito alle iniziative di aggregazione con riferimento ai prodotti e servizi elencati nelle linee guida Le Aziende Ospedaliere valuteranno forme d integrazione di servizi, in materia di logistica e appalti di servizi, con altre aziende con ambiti territoriali omogenei e/o esigenze comparabili, previa un approfondita analisi del contesto di riferimento e un attenta valutazione del rapporto costi-benefici. Anche negli appalti di servizi alberghieri e servizi di supporto e generali le Aziende Ospedaliere verificheranno l opportunità d iniziative comuni, considerando con attenzione le capacità del mercato di fornire risposte per macroaree. Come per tutte le aggregazioni, dovrà essere prestata particolare attenzione ad alcuni elementi: esigenze coerenti tra le Aziende Ospedaliere; capacità del mercato di dare risposte adeguate; livello qualitativo del servizio reso alle singole Aziende Ospedaliere. Le azioni delle Aziende Sanitarie Locali Le Aziende Sanitarie Locali sono tenute a conformare la propria funzione acquisti, in prosecuzione degli indirizzi forniti nell anno 2007, valutando altresì l opportunità di una gestione integrata dei magazzini con le altre Aziende Sanitarie dalle caratteristiche ambientali tali da rendere il processo d integrazione funzionale, razionale, economico. Le ASL ricorreranno di norma, mediante gli istituti che riterranno più adatti, alle opportunità offerte dai contratti delle A- ziende Ospedaliere, ove sussistano le condizioni contrattuali. Qualora non sussistessero, le ASL privilegeranno comunque forme d acquisti aggregate. Parte III SISTEMI DI VERIFICA E CONCLUSIONI Sistemi di verifica e di monitoraggio In applicazione dell allegato 3 della d.g.r. n. 3776/2006 è stato sviluppato il monitoraggio delle attività d approvvigionamento, favorendo il confronto tra le prestazioni delle diverse Aziende Sanitarie, anche al fine dell individuazione e diffusione di comportamenti virtuosi. I Direttori Generali delle Aziende Sanitarie hanno puntualmente inviato ogni trimestre la relazione sulla base della quale sono anche state predisposte le presenti linee guida. Con lo strumento delle relazioni trimestrali saranno valutate le iniziative aziendali al fine del rispetto delle normative in tema di acquisti di dispositivi medici, ai sensi della legge finanziaria per il 2007 e successivi provvedimenti applicativi. Per il monitoraggio delle iniziative avviate dalle Aziende e la valutazione degli obiettivi indicati nelle linee guida 2007 è stato istituito un Tavolo permanente che coinvolge i professionisti a- ziendali in materia. Il tavolo ha adiuvato la Direzione Generale Sanità nella definizione delle direttive in relazione al monitoraggio trimestrale, nella valutazione quali-quantitativa delle azioni poste in essere dalle aziende e nella formulazione dei nuovi indirizzi definiti con il presente provvedimento. Nel corso del 2008 Regione Lombardia proseguirà nell azione di monitoraggio, diffusione e valutazione delle iniziative attivate dalle Aziende sanitarie, utilizzando in via prioritaria i dati rilevati dai flussi informativi in essere (gare, servizi, tecnologie...) e portando a conoscenza di tutte le aziende le iniziative più interessanti anche oggetto di specifiche ricerche condotte da IRER nell anno 2007.12 Y 12 Allegato 4 LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE MEDICA E VETERINARIA Nella logica di proseguire il percorso di rinnovamento di tutte le attività di prevenzione, già avviato negli ultimi anni, ed in coerenza col Documento programmatico denominato «Programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari», di cui all allegato 1, le AASSLL, a partire dai Dipartimenti Medico e Veterinario, ma con l obiettivo di estendere ad altre strutture aziendali, predisporranno per le attività di prevenzione specifici indirizzi da allegare al predetto Documento, relativi alle aree di prevenzione e profilassi delle malattie infettive, promozione della salute, con particolare riguardo a corretti stili di vita, diagnosi precoce e screening oncologici, prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro, prevenzione veterinaria. Di seguito le indicazioni per la redazione di ciascun documento. 1. Area di prevenzione e profilassi delle malattie infettive: in tale ambito le AASSLL hanno già provveduto alla redazione di piani locali, in coerenza e come indicato da provvedimenti regionali, inerenti le malattie infettive, le vaccinazioni, la malattia tubercolare, la pandemia influenzale. In merito a tali attività sono stati forniti gli obiettivi che vengono confermati e così integrati: A. Coperture vaccinali: gli obiettivi per il 2008 sono così definiti: Tipologia Vaccino Target Obiettivo (Percentuale; Tipologia offerta) Vaccino esavalente Coorte nati residenti 95% (polio difto 2006 tetano pertosse epatite B HIB) Morbillo-Parotite Coorte nati residenti 95% Rosolia 1ª dose 2006 Morbillo-Parotite Coorte nati residenti 90% Rosolia 2ª dose 2002 Morbillo-Parotite Donne in età fertile Offerta attiva primipare Rosolia o Morbillo- Rosolia o Rosolia post-partum nei presidi del territorio di competenza (documentazione n. donne invitate) Verifica offerta attiva da parte di medico competente in operatrici sanitarie e insegnanti (documentazione n. suscettibili) Pneumococco Soggetti a rischio di Offerta attiva (documentaeptavalente, tutte le età, secondo zione n. soggetti contattati e Meningococco, classificazione d.g.r. percentuale rifiuti) Varicella, Epatite B 8/1587/05 Influenza Soggetti di cui alle 75% soggetti di età superiospecifiche circolari re ai 65 aa Offerta attiva e gratuita (documentazione e disponibilità elenchi/numero soggetti) per soggetti < 65 aa, a rischio 45% operatori sanitari dei presidi sanitari e assistenza sanitaria primaria siti nel territorio di competenza B. Anagrafe vaccinale: l informatizzazione dei dati vaccinali delle coorti di residenti è stata realizzata nel corso del 2006; nel 2008 dovrà essere completato l inserimento delle coorti , mentre sarà obiettivo della D.G. Sanità realizzare la disponibilità di lettura dei dati vaccinali individuali tramite l utilizzo della carta SISS. C. Sistema informativo delle malattie infettive: l utilizzo del nuovo applicativo MAINF è da considerarsi a regime, tuttavia la verifica dei dati ha evidenziato la necessità di una maggiore qualificazione nell inserimento; a tal fine la D.G. Sanità realizzerà nel corso del 2008 iniziative di formazione sul campo per migliorare la qualità dei dati e, soprattutto, addestrare alla lettura dei dati epidemiologici a livello locale. Obiettivo delle ASL sarà la predisposizione di report periodici, con cadenza minima semestrale, da diffondere agli operatori del SSR, ivi compresi MMG, PLS, specialisti ospedalieri ed ambulatoriali, e alle associazioni scientifiche del territorio. D. Prevenzione e controllo dell AIDS e delle MST: la rilevazione epidemiologica condotta su indicatori indiretti, ha evidenziato l importanza, in termini quali-quantitativi, dell infezione da HIV nel nostro territorio regionale e la necessità, anche alla luce delle mutate condizioni socio-sanitarie dei soggetti affetti da tale malattia, di adeguare la rete di diagnosi e cura presente. In tal senso la Direzione Generale Sanità, con la collaborazione della commissione regionale recentemente rinnovata, provvederà ad analizzare la rete extraospedaliera, comprensiva dei Centri MTS, per valutarne l adeguatezza ed il livello di attività sulla base del quale dettare nuove e più coerenti linee strategiche in relazione all epidemiologia ed al quadro normativo ed organizzativo della nostra regione. Obiettivo delle ASL sarà la ricognizione completa quali-quantitativa delle attività di diagnosi e cura svolte presso strutture direttamente gestite, compresi i Dipartimenti delle dipendenze, l analisi dei costi diretti e indiretti, le modalità di raccordo con le strutture specialistiche presenti nel territorio. Resta fermo quanto già segnalato in Circolare 2/SAN/2007 circa la rendicontazione delle prestazioni direttamente erogate farmaci, accertamenti che costituisce condizione per la remunerazione delle stesse. E. Controllo delle patologie infettive: nell ambito della realizzazione dei piani locali, saranno perseguiti i seguenti obiettivi: I. Definizione delle categorie a rischio da sottoporre a screening antitubercolare ed effettuazione dell intervento; II. Definizione di protocolli per gli interventi di prevenzione in ambito carcerario e loro realizzazione, secondo le indicazioni regionali; III. Predisposizione degli elenchi di cui al piano pandemico regionale e modalità di aggiornamento (elenchi operatori da informare/allertare; soggetti da sottoporre a vaccinazione e/o chemioprofilassi). Il documento relativo all area di prevenzione e profilassi delle malattie infettive conterrà dunque gli interventi ed attività per la realizzazione dei predetti obiettivi, compresi aggiornamenti dei piani già presentati. 2. Area della promozione della salute, con particolare riguardo a corretti stili di vita: nel corso del biennio si è prestata particolare attenzione agli aspetti metodologici degli interventi di promozione della salute, sia attraverso il progetto di ricerca finanziato dal Ministero della salute, i cui risultati saranno a breve diffusi, che con iniziative di formazione e confronto rivolte agli operatori. Il punto focale, più volte richiamato, è la necessità di integrare i diversi interventi, sia sotto il profilo dei contenuti (privilegiando progetti che affrontino congiuntamente alimentazione, fumo, attività motoria) che degli operatori chiamati ad effettuare gli interventi (evitando che le diverse articolazioni di ASL ed AO operino in maniera disgiunta e settoriale). Nel 2008, la D.G. Sanità avvierà, nell ambito del progetto delle funzioni regionali di supporto al CCM, finanziate con contributo ministeriale, laboratori, su scala regionale e locale, per supportare nella programmazione e realizzazione degli interventi, adattando al contesto locale. Obiettivo delle ASL sarà dunque la predisposizione di un programma integrato di promozione della salute nel quale siano e- splicitati l analisi globale del contesto (dati epidemiologici, iniziative già in atto, richieste avanzate), la valutazione del fabbisogno e la definizione delle priorità, le metodologie da utilizzare (forme di collaborazione con altre agenzie educative o Enti e associazione, strumenti di verifica con indicatori di processo e di risultato). Il programma sarà altresì redatto considerando le raccomandazioni di buona pratica che saranno emanate dalla D.G. Sanità e dalla D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale e dovrà comprendere tutte le attività di promozione della salute che si intenderanno realizzare, a prescindere dalla struttura organizzativa dell ASL che dovrà promuoverle. 3. Area della diagnosi precoce e screening oncologici: riconfermando gli obiettivi relativi allo screening mammografico (estensione 100%; rispetto intervalli di round; 60% adesione corretta), nel corso del 2008 si dovrà completare il primo round dello screening del carcinoma colo-rettale (estensione 100%; rispetto intervalli di round; 30% adesione corretta). Per quanto riguarda lo screening del carcinoma della cervice uterina l analisi della rilevazione condotta nelle ASL ha evidenziato una elevata13 parcellizzazione dei punti di erogazione, con evidente difficoltà a raccogliere volumi e risultati; conseguentemente le linee di indirizzo che verranno emanate definiranno nuove modalità di rendicontazione e remunerazione al fine di «catturare» la popolazione effettivamente testata e programmare specifiche iniziative nei confronti di gruppi di popolazione o aree territoriali ove si evidenzi una carente copertura. Come già segnalato è obbligo delle ASL verificare la rendicontazione di tutte le prestazioni di screening nell ambito del flusso della specialistica ambulatoriale, secondo le modalità indicate negli atti di indirizzo specifici, anche per prestazioni rese dalle stesse ASL (es.: la ricerca del sangue occulto nelle feci). 4. Area della prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro e sanità veterinaria: con l.r. 8/2007 e d.g.r. 8/4799/2007 l attività dei servizi di prevenzione, volta al controllo delle attività e strutture che comportano un rischio per la salute dei lavoratori e della popolazione, è stata profondamente innovata, in forza dei principi di responsabilizzazione ed autocontrollo del sistema socio-economico, semplificazione delle procedure, potenziamento dei controlli a posteriori in corso di attività a regime, programmazione, dell azione di controllo parametrata al livello di rischio, efficienza nell utilizzo delle risorse grazie anche ad una maggior integrazione all interno del sistema regionale della prevenzione. La concreta realizzazione di tali principi si traduce nella stesura dei Piani integrati delle attività di prevenzione e dei controlli ex d.g.r. 4799/07, che dovrà rispondere ai requisiti minimi di metodo e contenuto già indicati in Circolare 32/SAN/07, a cui pertanto si fa rimando; si ricorda sinteticamente che: a) Nel piano saranno inserite tutte le attività di competenza dei Dipartimenti di Prevenzione Medico e Veterinario, ossia ricompresi nel LEA Assistenza sanitaria negli ambienti di vita e di lavoro, con la sola eccezione dei cosiddetti servizi alla persona; in particolare dovranno essere esaminate le diverse attività (sopralluoghi, verifiche e analisi documentali, adempimenti previsti da normativa o da piani e progetti specifici, campionamenti e prelievi, interventi e prestazioni rese su richiesta di cittadini ed altri Enti) afferenti alle seguenti aree di attività: tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati, sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare tutela della salute dei consumatori, salute animale e igiene urbana veterinaria. b) Dovrà essere descritta la graduazione del rischio: posto che la valutazione del livello di rischio rientra nella metodologia di lavoro da tempo assunta nei servizi di prevenzione, il passaggio ulteriore, che è stato richiesto nella stesura dei piani, è, da una parte, la chiara esplicitazione dei criteri e parametri che conducono ad attribuire differenti gradi di rischio (sia per gli insediamenti esistenti che per i nuovi) e, dall altra, una maggiore uniformità degli strumenti utilizzati tra le varie aree di intervento. c) Si dovrà far riferimento alla definizione delle priorità: sebbene il livello di rischio debba essere il criterio guida nella scelta delle attività di controllo da privilegiare, è evidente che altre variabili condizionano la programmazione, a cominciare dal dettato normativo. Il percorso indicato nella circolare ha tuttavia l ambizione di voler ricondurre tali variabili all obiettivo principale e quindi a porre in atto interventi che siano in grado di modificare o innovare le norme, specie ove prive di efficacia, e di allocare le risorse sulla base del fabbisogno, cosiccome indicato nella d.g.r. 4799/07. Il primo passo consiste dunque nell evidenziare con chiarezza e trasparenza le scelte operate, indicando quali sono le aree di intervento, tra le quali assume particolare rilievo l attività di tipo preventivo e di diagnosi precoce dell abuso di sostanze sia illegali che legali, su cui focalizzare gli sforzi e, all interno di esse, gli interventi di maggior impegno. Conseguentemente, anche con la suddivisione per settori di intervento aree (prevenzione in ambienti di vita igiene pubblica; prevenzione in ambiente di lavoro; prevenzione alimenti e acque potabili igiene alimenti origine animale e non; prevenzione veterinaria), nel piano saranno indicati gli interventi programmati nel triennio, il livello di copertura (percentuale di insediamenti/ strutture/rischi da controllare con il criterio di scelta), le motivazioni che ne determinano la priorità. Obiettivo del Piano integrato e delle nuove modalità di impostazione della vigilanza è un potenziamento dei controlli, sotto il versante quali-quantitativo, finalizzato ad ottenere un impatto positivo sulla salute della popolazione dei lavoratori e quindi ad una riduzione o contenimento degli infortuni sul lavoro e malattie professionali o di patologie, acute o croniche, derivanti da Y 13 insediamenti produttivi, attività del settore alimentare, strutture abitative e di vita collettiva. 5. Area della Prevenzione veterinaria: nel corso degli ultimi anni si sono manifestati a più riprese episodi di diffusione di malattie infettive degli animali da reddito negli allevamenti lombardi (influenza aviaria, malattia vescicolare del suino in particolare). Questo fatto ha comportato l utilizzo di risorse economiche per l indennizzo degli allevatori interessati dai provvedimenti di abbattimento e distruzione e per l intensificazione dei controlli negli allevamenti, nei trasporti, negli impianti di macellazione da parte dei Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ASL. Inoltre la presenza di malattie degli animali ha avuto un forte impatto sul mondo produttivo che ha visto messa in discussione la possibilità di accedere con i propri prodotti al mercato mondiale. È quindi indispensabile che a tutti i livelli (allevamenti, concentramenti animali, impianti di macellazione, stabilimenti di deposito e trattamento dei sottoprodotti di origine animale) venga mantenuto un alto livello di attenzione e controllo da parte dei Servizi Veterinari. Obiettivo delle ASL sarà, quindi, l esecuzione presso gli allevamenti, concentramenti animali, impianti di macellazione, stabilimenti di deposito e trattamento dei sottoprodotti di origine animale di un piano di controllo straordinario per la rilevazione tempestiva di casi di malattia vescicolare del suino. Consapevoli dello sforzo professionale ed organizzativo richiesto alle ASL specie nell avvio dei nuovi Piani di vigilanza, ispezione e controllo, come pure per le attività dei servizi alla persona ove viene richiesto un innalzamento sensibile del livello qualitativo, sono previsti contributi vincolati alle ASL con i seguenti o- biettivi. AREA FINALITÀ Prevenzione e profilassi Mantenimento delle coperture vaccinali; inseridelle malattie infettive mento coorti ; potenziamento indagini con finalità preventive. Interventi di vaccinazione antimeningite batterica, antimeningococcica ed antipneumococcica. Deliberazione Consiglio Regionale n. VIII/216 del 2 ottobre 2006: «Piano Pandemico Regionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale secondo le direttive del Ministero della Salute» vincolato al finanziamento nazionale Promozione della salute Supporto a formazione metodologica (sani stili di vita) Diagnosi precoce (screen- Raggiungimento estensione screening colon-retto; ing oncologici) adeguamento software; incremento copertura Ca Cervice uterina Area prevenzione am- Implementazione di vigilanza nei settori a maggior bienti di vita e di lavoro e rischio e adeguamento dei sistemi informativi sanità veterinaria Rilevazione di indicatori di impatto sulla salute della popolazione (patologie acute e croniche) e dei lavoratori (infortuni e malattie professionali) Prevenzione veterinaria Piano di controllo straordinario per la rilevazione tempestiva di casi di malattia vescicolare del suino14 Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y 14 Allegato 5 FARMACEUTICA E PROTESICA Farmaceutica territoriale Il decreto legge n. 159/2007 dispone, all art. 5, che: 1. A decorrere dall anno 2008 l onere a carico del SSN per l assistenza farmaceutica territoriale, comprensiva sia della spesa dei farmaci erogati sulla base della disciplina convenzionale, al lordo delle quote di partecipazione alla spesa a carico degli assistiti, sia della distribuzione diretta, inclusa la distribuzione per conto e la distribuzione in dimissione ospedaliera non può superare a livello nazionale ed in ogni singola regione il tetto del 14,4 per cento del finanziamento cui concorre ordinariamente lo Stato, comprensivo delle risorse vincolate di spettanza regionale e al netto delle somme erogate per il finanziamento di attività non rendicontate dalle Aziende sanitarie. 2. Entro 15 giorni dalla fine di ciascun mese, le Regioni trasmettono all Agenzia italiana del farmaco (AIFA), al Ministero della Salute e al Ministero dell Economia e delle Finanze i dati della distribuzione diretta, per singola specialità medicinale, relativi al mese precedente, secondo le specifiche tecniche definite dal decreto del Ministro della salute del 31 luglio 2007, concernente l istituzione del flusso informativo delle prestazioni farmaceutiche effettuate in distribuzione diretta Il rispetto di quanto disposto dal presente comma costituisce adempimento regionale ai fini dell accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato. Per il 2008 ad ogni azienda farmaceutica verrà attribuito da parte di AIFA un budget annuale calcolato sulla base dei volumi e dei prezzi degli ultimi dodici mesi per i quali sono disponibili i dati, distintamente per i farmaci equivalenti e per i farmaci ancora coperti da brevetto. Dal calcolo viene detratto, ai fini dell attribuzione del budget, l ammontare delle somme restituite al Servizio Sanitario Nazionale per effetto del pay back e il valore della minore spesa prevedibilmente conseguibile nell anno a seguito delle decadenze di brevetti in possesso dell azienda presa in considerazione. Ai fini della definizione dei budget l AIFA utilizza anche il 60 per cento delle risorse incrementali derivanti dall eventuale aumento del tetto di spesa rispetto all anno precedente e di quelle rese disponibili dalla riduzione di spesa complessiva prevista per effetto delle decadenze di brevetto che avvengono nell anno per il quale è effettuata l attribuzione del budget. Un ulteriore 20 per cento delle risorse incrementali, come sopra definite, costituisce un fondo aggiuntivo per la spesa dei farmaci innovativi che saranno autorizzati nel corso dell anno, mentre il restante 20 per cento costituisce un fondo di garanzia per esigenze allocative in corso d anno. Il possesso, da parte di un farmaco, del requisito della innovatività è riconosciuto dall AIFA. Il contenuto del presente allegato dovrà tenere conto, se necessario con ulteriore provvedimento della Giunta regionale, delle eventuali modifiche apportate al d.l. sopraccitato in sede di conversione in legge. Il decreto del Ministro della Salute del 31 luglio 2007 (pubblicato sulla G.U. n. 229/2007), avente per oggetto «Istituzione del flusso informativo delle prestazioni farmaceutiche effettuate in distribuzione diretta o per conto», dispone che le Regioni inviino il flusso sulla distribuzione diretta, definita come «forma di erogazione dei farmaci al paziente per il consumo al proprio domicilio, alternativa alla tradizionale acquisizione degli stessi presso le farmacie, ai sensi dell art. 8, comma 1, della legge del 16 novembre 2001, n. 405». Tale disposizione è vincolante a livello regionale e per singola ASL. Ogni ASL dovrà pertanto garantire, alla D.G. Sanità, la completezza del flusso, come previsto dal decreto del Ministro della Salute del 31 luglio 2007 per quanto riguarda: distribuzione per conto effettuate attraverso le farmacie, comprensiva anche dei dati di acquisto farmaci; distribuzione attraverso le strutture sanitarie di competenza territoriale (File F tipologie 6 e 11); distribuzione diretta (File F tipologia 13). Tale adempimento è un obiettivo di sistema e perciò del Direttore Generale dell ASL. Il nuovo sistema di regole di finanziamento in via di definizione a livello nazionale prevede, come sopra riportato, un tetto complessivo per ogni azienda farmaceutica e quindi in teoria permette, rispetto al 2007, delle differenze di consumo a livello regionale, in incremento o in decremento, che tra loro potranno trovare, a livello nazionale, compensazione algebrica. È necessario quindi che le ASL rafforzino le attività, già messe in campo nel corso del 2007, soprattutto per quanto riguarda la valutazione del mix di prescrizioni appropriate per l iter diagnostico-terapeutico di riferimento, là dove sono o già disponibili o si renderanno tali all interno della stessa categoria terapeutica farmaci equivalenti, tra gli stessi generici ed i farmaci maturi ma ancora sotto brevetto, in particolare per le ATC per cui si rendono disponibili valutazioni di efficacia comparata. Si confermano, quindi, come obiettivi per l anno 2008, le seguenti iniziative già attivate nel 2007: promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti (in particolare ATC: A02, C10, C09, C08, N06, J01); promozione di Percorsi Diagnostico-Terapeutici condivisi tra ASL e AO per uso appropriato di farmaci in patologie croniche ad alto costo (esempio BPCO, HIV, artrite reumatoide, ecc.); condivisione tra AO/Fondazioni e ASL di prontuari alla dimissione, in cui saranno valutate le iniziative aziendali tese a diffondere tra gli operatori sanitari (clinici e farmacisti) l uso e la prescrizione alla dimissione dei farmaci equivalenti (in particolare ATC: A02, C10, C09, C08, N06, J01) in coerenza con le valutazioni di efficacia comparata; promozione di iniziative di informazione e di formazione specifica per i medici prescrittori del territorio e delle strutture ospedaliere che diffondano le valutazioni di efficacia comparata relativamente ai farmaci di maggiore utilizzo e che per gli stessi, partendo dai dati della Banca Dati Assistito ed in coordinamento con i servizi informativi della Mappa della Medicina online, informino a riguardo della appropriatezza prescrittiva intesa come corretto dosaggio di farmaco prescritto e continuità temporale di adesione alla terapia (cosiddetta persistenza) dei pazienti. Il supporto tecnico scientifico di queste iniziative, promosse a livello ASL, AO, Fondazioni IRCCS e regionale, viene garantito dalla collaborazione tra D.G. Sanità e strutture universitarie lombarde; il Tavolo Regionale sull Appropriatezza prescrittiva in Medicina Generale, istituito ai sensi del d.d.g. n. 9900/2006 e aggiornato con la presenza di clinici ospedalieri, diventerà un punto importante di raccordo e confronto tra la D.G. Sanità ed il mondo della professione medica per quanto riguarda la promozione dell utilizzo appropriato dei farmaci, dei dispositivi ed in generale delle tecnologie diagnostico-terapeutiche sia in ambito territoriale che in ambito ospedaliero. Farmaceutica ospedaliera Il decreto legge n. 159/2007, art. 5 comma 5, dispone che «a decorrere dall anno 2008 la spesa farmaceutica ospedaliera così come rilevata dai modelli CE, al netto della distribuzione diretta, come definita al comma 1, non può superare a livello di ogni singola Regione la misura percentuale del 2 per cento del finanziamento. L eventuale sforamento di detto valore è recuperato interamente a carico della Regione attraverso misure di contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera o di voci equivalenti della spesa ospedaliera non farmaceutica o di altre voci del Servizio sanitario regionale o con misure di copertura a carico di altre voci del bilancio regionale. Non è tenuta al ripiano la Regione che abbia fatto registrare un equilibrio economico complessivo». Per quanto riguarda il File F, riferito ai cittadini lombardi (tipologie 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9 e 10) si ritiene possa crescere del 10% rispetto al 2007, nei limiti della complessiva compatibilità di sistema e del rispetto del tetto complessivo del 2% previsto per la farmaceutica ospedaliera. Si conferma la previsione di applicare ai rimborsi dovuti alle strutture una regressione tariffaria omogenea a livello di sistema nel caso in cui i consumi, nel complesso, superino l incremento del 10% rispetto al Tale disposizione è vincolante a livello regionale e per singola azienda. La Direzione Generale Sanità, con specifico provvedimento, aggiornerà l elenco dei farmaci della tipologia 5, di cui alla nota prot. n. H del 29 dicembre 2005, entro il 31 dicembre Si richiama inoltre la necessità che strutture erogatrici di File15 F (AO, IRCCS pubblici e privati, ASL, e case di cura accreditate) garantiscano, in modo continuativo, l erogazione dei farmaci, facilitando il percorso del paziente. Come obiettivo per l anno 2008, tra gli interventi diretti al controllo dei farmaci innovativi, le ASL dovranno controllare/monitorare il 50% della prescrizione/erogazione in File F dei farmaci oncologici con scheda AIFA indipendentemente dalla tipologia di rendicontazione (5, 2o1). Si dà inoltre mandato alla D.G. Sanità di prevedere per il 2008 una specifica attività, in collaborazione con gli operatori del sistema, per l ottimizzazione ed il miglioramento del processo di prescrizione/erogazione/rendicontazione dei farmaci del File F, in raccordo con il SISS. Uso off label dei farmaci Si ribadisce che l utilizzo «off-label» dei farmaci si configura come un uso che deve essere effettuato sotto la diretta responsabilità del medico prescrittore, che necessita di uno stretto monitoraggio a livello specialistico del paziente sia durante il regime di ricovero sia qualora venga trattato in ambito ambulatoriale e territoriale, che deve essere preceduto da una adeguata informazione al paziente sui rischi e benefici del trattamento nonché ovviamente previa acquisizione del consenso informato dello stesso. Il ricorso a tali terapie è consentito: ai sensi del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94 (Legge Di Bella) nei casi in cui non risultino autorizzati farmaci recanti specifica indicazione al trattamento per una determinata patologia ovvero l utilizzo non sia diffuso e sistematico; ai sensi dell art. 1, comma 4 del d.l. n. 536/1996, convertito con legge n. 648 del 23 dicembre 1996, nei casi e secondo le modalità ivi previste; nell ambito delle sperimentazioni cliniche dei medicinali di cui al d.lgs. 24 giugno 2003, n. 211 e al d.m. 17 dicembre 2004 (no profit) e successive modificazioni (si rimanda alla relativa disciplina); nell ambito dell uso compassionevole, come previsto dal decreto del Ministero della Salute 8 maggio 2003 (si rimanda alla relativa disciplina). In merito ai farmaci orfani e ai farmaci prescritti per le malattie rare (fuori dalle indicazioni autorizzate) si rende obbligatoria la compilazione del Registro delle Malattie Rare di Regione Lombardia, e l utilizzo del piano terapeutico. Tale attività sarà sottoposta a monitoraggio da parte della D.G. Sanità nel corso del Accordo tra Regione Lombardia e Ministero di Giustizia in ordine all individuazione di priorità in materia penale per adulti e minori assistenza farmaceutica Ai sensi della d.g.r. n. 7/13915 dell 1 agosto 2003, «Prime determinazioni in attuazione alla d.g.r. n. 7/11705 del 23 dicembre 2002 relativa all accordo quadro tra la Regione Lombardia e il Ministero della Giustizia in ordine all individuazione di priorità in materia penale per adulti e minori» si confermano, anche per l anno 2008, le modalità di fornitura dei farmaci per il tramite della ASL e AO e gli importi massimi per Istituto Penitenziario come stabiliti per l anno Certificazioni in scadenza relativamente a esenzione per farmaceutica Di concerto con la Direzione Centrale Programmazione Integrata si dispone che le certificazioni attestanti il diritto all esenzione sulla base del reddito, previste dalla d.g.r. n. 7/15592 del 12 dicembre 2003, prorogate fino al 31 dicembre 2007 dalla d.g.r. n. 8/3776 del 13 dicembre 2006, continueranno a mantenere la loro validità fino al 31 dicembre Protesica e assistenza integrativa In sede di bilancio preventivo 2008, le ASL dovranno indicare le azioni prioritarie che intendono attivare nel corso del 2008, al fine di promuovere interventi sul processo assistenziale che regolamenta l assistenza protesica e l assistenza integrativa per migliorare i risultati clinici-riabilitativi, nei confronti dei cittadini portatori di invalidità/disabilità, in un ottica di governo della spesa basata sull efficacia delle prestazioni. L importante funzione di prescrittore di ausili/protesi, che la normativa di riferimento assegna al medico specialista, richiede Y 15 una proficua interazione di questa figura con l ASL che, in questo processo, svolge l altra importante funzione: il ruolo autorizzativo. Il prescrittore, per il ruolo centrale che svolge, dovrà quindi conoscere e applicare la normativa di riferimento, inoltre, dovrà aggiornarsi costantemente in prima persona oppure, per alcune tipologie di dispositivi, farà riferimento ad un tecnico specialista del settore, per lo svolgimento di questa funzione, così come previsto dalla normativa. Si ricorda inoltre che sono in via di pubblicazione i decreti attuativi che andranno a determinare i prezzi da assumere come base d asta dei dispositivi per le forniture al Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi dell art. 1, comma 796, lettera v) della legge 27 dicembre 2006, n Si individuano come azioni principali di miglioramento nel campo dell assistenza protesica le seguenti attività: 1. le ASL sono tenute ad individuare i settori più critici di intervento, in relazione all appropriatezza delle prescrizioni (progetto riabilitativo, riconducibilità, collaudo,...) e, singolarmente, o in associazione con altre ASL, organizzare nel corso del 2008 corsi di formazione specifici per i propri prescrittori anche in collaborazione con IREF; 2. le ASL sono tenute ad introdurre, in forma la più possibile condivisa fra tutte le ASL, riferimenti precisi (un modello base) per i dispositivi non inclusi nel nomenclatore allegato al d.m. 332/99, ma riconducibili, a giudizio dello specialista prescrittore, per omogeneità funzionale. Tali riferimenti diventano indispensabili per i dispositivi di uso comune e richiesti con maggiore frequenza (comunicatore telefonico, comunicatore simbolico, video-ingranditore,...); 3. le ASL sono tenute a collaborare con le Associazioni di categoria, per le diverse disabilità, al fine di informare sul processo che regolamenta l assistenza protesica, affinché, in ultima analisi, il cittadino disabile possa scegliere il dispositivo prescritto con maggiore cognizione. Come obiettivo per l anno 2008, le ASL dovranno monitorare la percentuale di prescrizioni predisposte con modalità non conforme a quanto previsto dalla normativa e che pertanto comportano un primo diniego di autorizzazione e/o un prolungamento dei tempi di fornitura. Tale monitoraggio dovrà essere comunicato alla D.G. Sanità con cadenza trimestrale. La casistica, riportata in valore percentuale, sarà suddivisa in sezioni, seguendo lo schema in vigore per la raccolta dati: A, Elenco 1 B, Elenco 2 (protesica maggiore) C, Elenco 2 (protesica minore) D, Elenco 3 Inoltre, per l anno 2008 si dà mandato alle ASL affinché attivino la seguente procedura: i dispositivi forniti tramite SSN, in confezione ancora integra, correttamente conservati e non utilizzati, legittimamente in possesso alle famiglie, possono essere ritirati, su base volontaria da parte del cittadino stesso avente diritto o da parte dei familiari, per subentrati motivi di non utilizzo degli stessi, per essere riutilizzati. Le ASL cureranno la necessaria comunicazione informativa. Il ritiro di questi dispositivi non prevede che lo stesso avvenga in forma di scambio con altri dispositivi; ai fini del loro riutilizzo i dispositivi, di cui al precedente punto, dovranno essere presi in carico dalla struttura o organizzazione interessata, che provvede alla verifica, registrazione e custodia.16 Y 16 Allegato 6 PIANI REGIONALI DI SETTORE E DI SVILUPPO PROGETTI E RICERCHE Nell ambito delle iniziative per la promozione della qualità e l efficacia, attraverso le politiche di governo clinico con l obiettivo che ogni paziente riceva le prestazioni che producano il miglior esito possibile, in attuazione del PSN e di quanto definito dal PSSR approvato con d.c.r. n. VIII/257 del 26 ottobre 2006, nel 2008 verranno continuati e sviluppati i piani di sviluppo regionali che definiscono le linee di indirizzo attuative dell ambito oncologico, dell ambito cardio-cerebrovascolare, del piano salute mentale, del piano sangue e saranno promossi interventi per l integrazione ospedale-territorio nell ambito delle cure primarie. IL PIANO ONCOLOGICO Viene confermata e ribadita la centralità del paziente che viene assistito nelle fasi della sua malattia, come definito dal piano oncologico approvato con d.g.r. 7/18346 del 23 luglio 2004 e confermato dal PSSR e nell ambito della Rete Oncologica Lombarda (ROL), nel duplice aspetto clinico-assistenziale e tecnologico. In questa prospettiva acquisisce sempre più importanza lo sviluppo di programmi di ricerca e di progetti integrati a livello territoriale di ASL con i Dipartimenti Provinciali Oncologici (DIPO). Dopo la validazione del prototipo ROL e l integrazione col CRS-SISS, avviati nel 2007, obiettivi del 2008 saranno la prosecuzione delle fasi programmate di implementazione e diffusione della ROL con l ulteriore definizione di linee guida per le patologie e lo sviluppo di progetti integrati. Rete Oncologica Lombarda Nel 2008 si prevede la prosecuzione delle fasi programmate d implementazione e diffusione della ROL, confermando il coordinamento in capo alla Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori di Milano, il supporto attraverso borse di studio o contratti a termine da destinare allo sviluppo della stessa. In particolare, nell ambito del progetto ROL saranno realizzate le seguenti attività: 1. Linee guida: saranno definite nuove linee guida, in aggiunta a quelle prodotte nel 2006 e nel 2007, per alcune tipologie di tumori, che verranno selezionate con il supporto della Commissione Oncologica Regionale. 2. Banca campioni biologici: progetto per realizzare una banca virtuale di tessuti e campioni biologici, attraverso la condivisione dei dati nell ambito della rete. 3. Mappatura ROL: mappatura dell offerta oncologica, sulla base di indicatori elaborati di concerto con la Commissione Oncologica Regionale. Ad ulteriore implementazione della rete in tema di riabilitazione oncologica, che richiede competenze multidisciplinari e si presta al modello organizzativo in «rete» più che all organizzazione per «centri specialistici» dedicati, saranno promosse attività volte a ottimizzare l offerta. Progetti integrati ASL Per il 2008 sono individuate le seguenti tematiche a livello regionale da finanziare, dopo avere reso sistemici i risultati già attuati, e su cui chiedere la progettazione esecutiva alle ASL, in accordo con i DIPO (Dipartimenti Provinciali Oncologici): sviluppo di progetti di implementazione della rete per le Cure Palliative, attraverso un analisi dei bisogni nel territorio di pertinenza e la messa in opera di modelli organizzativi innovativi; sviluppo di progetti per valutare e promuovere l uso appropriato dei farmaci off-label in oncologia; progetti innovativi nell ambito dell educazione alla salute e della prevenzione primaria dei tumori; sviluppo di programmi per la comunicazione sulla rete oncologica. Piani di progetto Le ASL che intenderanno proporre progetti integrati nel settore oncologico, dovranno trasmettere alla segreteria della Commissione Oncologica Regionale il progetto dettagliato, che verrà valutato avvalendosi dello Steering Committee della Commissione stessa. L esito della valutazione verrà proposto formalmente alla Direzione Generale Sanità, che concluderà l istruttoria basandosi su valutazioni di coerenza programmatico-economico-gestionale di propria competenza. Il termine di scadenza della presentazione dei progetti è fissato al 28 febbraio Le modalità di presentazione sono demandate a successiva nota esplicativa. Per le azioni collegate all attuazione del Piano è previsto un finanziamento autonomo e finalizzato. Sono premiate partnership/aggregazioni tra ASL sullo stesso progetto. Il Piano Oncologico trova attuazione, nel 2008, anche attraverso le seguenti azioni: il potenziamento del ruolo delle ASL nell ambito della Commissione Oncologica Regionale e dello sviluppo della rete oncologica attraverso la gestione dello strumento della banca dati assistito (BDA) per la programmazione, verifica e controllo; la prosecuzione del programma di formazione per il consolidamento dei DIPO, in stretta collaborazione con le ASL, con particolare riferimento ai seguenti temi: comunicazione/coinvolgimento della medicina territoriale nel DIPO e nella ROL; integrazione al CRS-SISS dei sistemi gestionali aziendali necessari per la condivisione dei dati all interno della rete oncologica; strategie di fund-raising e partnerships nel DIPO, anche attraverso forme di collaborazione pubblico-privato; strategie per promuovere le sinergie tra le associazioni di volontariato in oncologia. Cure palliative In merito alla gestione del malato in fase avanzata e terminale, un azione da realizzarsi nel corso del 2008 riguarderà la definizione di indicazioni relativamente alle cure palliative domiciliari specialistiche, come punto qualitativo centrale nello sviluppo della rete di cure palliative. Per questo percorso di ospedalizzazione domiciliare cure palliative oncologiche, previsto quale momento di attuazione del piano oncologico, verranno stanziate, per l anno 2008, risorse a favore di interventi specifici. IL PIANO CARDIO CEREBROVASCOLARE (PCCV) Gli elementi qualificanti derivati dai contenuti del piano, approvato con d.g.r. n. 7/10592 del 14 febbraio 2005, si concretizzano in una visione complessiva del percorso del paziente, che considera tutti gli elementi specifici relativi all ambito di patologia, dove si attribuiscono ai singoli attori ruoli di centralità in un contesto organico e complessivo, integrato e continuo. 1. Prevenzione primaria e secondaria Il PCCV sostiene interventi di prevenzione attraverso la promozione di corretti stili di vita e la rilevazione dell entità del rischio specifico cardio-cerebrovascolare. Le azioni da realizzarsi nel 2008 riguarderanno il consolidamento delle attività già intraprese, abbinato ad interventi di analisi e programmazione degli aspetti farmacologici connessi e di organizzazione dei servizi sanitari ai vari livelli di cura. In questo ambito appaiono strategici il coinvolgimento, la partecipazione e l informazione dei cittadini per cui, tra l altro, dovranno realizzarsi, con la fondamentale collaborazione dei medici di medicina generale e delle Aziende Sanitarie Locali, programmi specifici di informazione. Sono pertanto previste campagne di promozione dei corretti stili di vita e l ulteriore fase di somministrazione della carta del rischio alla popolazione target sensibile per età, genere e patologia, secondo criteri e quantificazione che verranno forniti con apposita circolare; l attenzione sarà focalizzata sull appropriatezza prescrittiva relativa ai farmaci per la cura della patologia cardiovascolare con l obiettivo di definire, in contesti dimostratisi sensibili, modelli organizzativi di sviluppo e di implementazione delle analisi sui comportamenti prescrittivi dei MMG anche attraverso il corretto ed esteso utilizzo della BDA. Tra le azioni da intraprendere, nel 2008, è inclusa la promozione di progetti in grado di incidere sui comportamenti prescrittivi dei MMG, con specifica attenzione alla appropriatezza, che riguarderanno le terapie per patologie cardiocerebrovascolari.17 2. Aree di intervento in urgenza-emergenza Nel 2008, sono previste azioni rivolte alla diffusione dei modelli di gestione della sindrome coronarica acuta direttamente sul territorio e in stretta integrazione con gli ambiti intra e interospedalieri, organizzati funzionalmente per garantire efficacia ed efficienza a interventi che sono strettamente tempo dipendenti. In particolare, costituiscono una ulteriore azione, la defibrillazione precoce e l implementazione dei relativi strumenti, unitamente alla formazione del personale, con particolare riferimento al soccorso di base ed a progetti che integrino realtà territoriali ad elevato rischio statistico epidemiologico. Analogamente sono previste azioni orientate alla implementazione di modelli integrati per la gestione dell evento cerebrovascolare acuto che privilegiano contesti organizzativi di forte integrazione con il sistema di soccorso sanitario preospedaliero e di stretta collaborazione funzionale intra ed interospedaliera e di interazione con le ASL. L ottimizzazione e la definizione di modelli organizzativi originali per la gestione della fase preospedaliera del soccorso sanitario, l analisi di indicatori, anche utilizzando la modellistica matematica e i progetti specifici atti ad ottimizzare gli interventi decisionali, saranno un ulteriore area di interesse per azioni volte alla ottimizzazione della gestione del paziente in fase acuta e degli eventi di maxiemergenza o straordinari. 3. Piani di progetto Le strutture che intendono proporre innovazioni in ambito diagnostico terapeutico nel settore cardio-cerebrovascolare, devono trasmettere alla Direzione Generale Sanità il progetto dettagliato, che verrà valutato avvalendosi dello Steering Committee della Commissione cardio-cerebrovascolare. L esito della valutazione verrà proposto formalmente alla Direzione Generale Sanità, che concluderà l istruttoria basandosi su valutazioni di coerenza programmatico-economico-gestionale di propria competenza. Il termine di scadenza della presentazione dei progetti è fissato al 29 febbraio Le modalità di presentazione sono demandate a successiva nota esplicativa. Per le azioni collegate all attuazione del Piano è previsto un finanziamento autonomo e finalizzato. Le conseguenti attribuzioni per il cofinanziamento dei progetti saranno definite con specifici atti della Direzione Generale Sanità. Sono premiate partnership/aggregazioni tra ASL sullo stesso progetto. 4. La Commissione regionale cardio-cerebrovascolare avrà tra i suoi compiti: elaborazione di strategie per la diffusione delle metodiche del calcolo del rischio CCV in modo da identificare ipertensione arteriosa, diabete mellito e dislipidemie familiari non note, al fine di realizzare interventi preventivi precoci e rilevare il rischio CCV a livello di popolazione lombarda e di singoli cittadini ed al fine di migliorare e razionalizzare gli interventi preventivi a livello di cure primarie con l apporto di strutture specialistiche in casi selezionati; analisi e definizione di un modello di carta del rischio evoluto che consenta di affinare gli strumenti di valutazione e conseguente programmazione coerenti con il CRS-SISS; definizione, per gli eventi acuti, di modelli clinico-organizzativi del percorso del paziente con sindrome coronarica acuta, basata sull estensione ed integrazione dei dati derivati da un registro regionale sull IMA (Infarto Miocardico Acuto); per l ambito della cronicità, individuazione di iniziative concrete da proporre ad ospedali e MMG, compresi gli strumenti di verifica dell efficacia dell iniziativa stessa, riguardanti la gestione dello scompenso cardiaco, con riferimento tecnicoorganizzativo al documento di consenso «Il percorso assistenziale del paziente con Scompenso Cardiaco», sottoscritto dalle Società Scientifiche interessate; proposta di modelli di comunicazione tra ospedale e territorio, in stretta aderenza con quanto previsto dal CRS-SISS; proposta di modelli organizzativi: per il miglioramento dell aderenza alla terapia, del riconoscimento precoce dei sintomi d instabilità e della continuità ospedale-territorio; identificazione di modelli di integrazione in ambito riabilitativo; Y 17 identificazione di una sottocommissione di interesse trasversale con l obiettivo di elaborare protocolli di utilizzo delle nuove tecnologie di bioimaging. 5. Telesorveglianza (Nuove Reti Sanitarie) Per l anno 2008 è confermato il proseguimento della sperimentazione dei percorsi di telesorveglianza e ospedalizzazione domiciliare di cui alla d.g.r dell 11 maggio 2006 per le strutture già autorizzate. IL PIANO REGIONALE SANGUE Al fine di perseguire l obiettivo del processo di miglioramento continuo del sistema sangue regionale, come indicato dalla l.r. 5/05 e ribadito dai dispositivi normativi nazionali (d.lgs. 191/05 e l. 219/05), nel 2008 si dovrà focalizzare l attenzione su quegli obiettivi di piano ritenuti necessari ed indispensabili, al fine di garantire la massima sicurezza e qualità del sistema trasfusionale, a tutela del donatore di sangue e del ricevente. Ritenuto imprescindibile, e comunque prioritario, l aspetto programmatorio finalizzato al mantenimento e perseguimento dell autosufficienza di sangue, emocomponenti ed emoderivati, che vede attori tutti i servizi trasfusionali della Regione e le Associazioni e le Federazioni di donatori di sangue, sulla scorta anche dell imminente recepimento delle direttive comunitarie 2005/61/CE e 2005/62/CE, rispettivamente, in tema di prescrizioni per la rintracciabilità e la notifica di effetti indesiderati ed incidenti gravi e di norme e di specifiche relative ad un sistema di qualità per le strutture trasfusionali coinvolte nel processo donazione-trasfusione, le priorità nel 2008 saranno quelle di: definire un modello organizzativo trasfusionale che, in u- n ottica di razionalizzazione di risorse e in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale, preveda la separazione tra le attività di produzione e le attività di servizio con la riorganizzazione delle attività a livello interaziendale e con il coinvolgimento del Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia (DMTE); mantenere e aumentare i livelli di sicurezza produttiva del Sistema Sangue con strumenti e metodologie necessari al controllo della qualità del processo trasfusionale, dalla promozione dell associazionismo volontario, periodico, anonimo e non remunerato, alla standardizzazione di tutte le procedure trasfusionali attraverso protocolli operativi, alla informatizzazione delle strutture trasfusionali; definire i criteri dell accreditamento per le strutture trasfusionali e dei centri di trapianto di cellule staminali emopoietiche; sostenere le Associazioni e le Federazioni di donatori di sangue e le Associazioni dei Pazienti, nella promozione e nello sviluppo della donazione, nel miglioramento degli stili di vita e nella promozione della salute, secondo le necessità indicate dalla programmazione regionale in sinergia operativa. In linea con quanto già attuato nel corso del 2007 ed in coerenza con i principi della l.r. 5/05 nonché dell Accordo Stato Regioni del 10 luglio 2003, in tema di raccolta, manipolazione e impiego clinico delle cellule staminali emopoietiche, le attività delle strutture trasfusionali si svolgono in stretta sinergia con le strutture dedicate alle diagnosi, cura e follow-up dei pazienti ematologici, nell ottica di una condivisione di obiettivi e di percorsi comuni. Il fondo regionale per le attività progettuali previste dalla legge regionale, dovrà essere di importo equivalente a quello del 2007 e verrà destinato a progetti presentati entro il 28 febbraio 2008, secondo ulteriori e specifiche indicazioni definite mediante nota esplicativa. Per le azioni collegate all attuazione del Piano è previsto un finanziamento autonomo e finalizzato. Sono da considerare a destinazione vincolata sia le assegnazioni per la remunerazione delle attività connesse alla sicurezza con metodica NAT e connesse all attività di produzione del sangue e degli emocomponenti, sia le assegnazioni per la remunerazione delle attività connesse alla conservazione di cellule staminali cordonali e alla ricerca e conservazione del sangue raro attraverso le banche autorizzate. L autosufficienza degli emoderivati va perseguita anche mediante forme di incentivazione di risultato legate alla misura del miglioramento quantitativo e qualitativo della plasmaderivazione, nonché attraverso forme di scambio interaziendale di materia prima destinata alla lavorazione industriale.18 Y 18 CURE PRIMARIE: LINEE DI INDIRIZZO PER PROGETTI DI INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO La riqualificazione delle cure primarie e la promozione della continuità assistenziale sono elementi fondamentali di un sistema sanitario improntato a principi di efficienza, efficacia, qualità e di autentica tutela di salute. Tali obiettivi sono indispensabili al fine di ridurre il ricorso improprio al PS, garantire tassi di ospedalizzazione secondo gli standard, favorire l accesso adeguato a servizi polispecialistici, Day hospital, Day surgery e per consentire al territorio di farsi carico delle necessità socio-sanitarie di molti pazienti, anche in una prospettiva di uso ottimale delle risorse e di reale risposta ai bisogni degli utenti. In coerenza con gli impegni sottoscritti nel Patto per la Salute del 28 settembre 2006, in linea con il PSN 2006/2008 ed in attuazione di quanto stabilito dal PSSR 2007/2009, che sottolinea l esigenza di valorizzazione delle cure primarie e di riequilibrio del sistema sanitario, spostato sul livello ospedaliero, anche attraverso lo sviluppo della medicina di famiglia, la Direzione Generale Sanità intende promuovere progetti che vedano la medicina di famiglia quale riferimento attivo degli assistiti, attraverso modalità organizzative di integrazione multiprofessionale con gli specialisti ospedalieri e anche mediante collaborazioni con il territorio e con le Imprese di settore. In questa ottica, per il 2008, le ASL dovranno proporre progetti operativi innovativi sulla medicina di famiglia, anche nella prospettiva di una nuova rete di offerta sanitaria, da presentare entro il 28 febbraio 2008 alla D.G. Sanità, che procederà alla selezione di progetti di interesse regionale da cofinanziare. Le modalità di presentazione sono demandate a successiva nota esplicativa. RETE HPH (Health Promoting Hospital) Per il periodo prosegue l attuazione del progetto rete HPH (Health Promoting Hospital). Entro il 30 novembre 2007 verranno definite, a cura della Direzione Generale Sanità di concerto con la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, le specifiche di attuazione della seconda fase triennale. IL SISTEMA LOMBARDO DI ECM/CPD Il 31 dicembre 2006 si è chiuso il primo quinquennio di sperimentazione del programma di Educazione Continua in Medicina (ECM). Nelle more della definizione del nuovo assetto, con apposito accordo del 14 dicembre 2006 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha prorogato il Programma sperimentale per un periodo di 6 mesi, confermando contemporaneamente gli obiettivi di formazione continua in medicina e le relative sperimentazioni. Con il successivo recente Accordo dell 1 agosto 2007 è stato approvato il documento recante il «Riordino del sistema di Formazione Continua», il quale, nel definire le linee guida a cui dovranno attenersi tutti gli attori (nazionali e regionali) del sistema di ECM, proroga al 31 dicembre 2007 il vigente programma sperimentale e detta indicazioni innovative. Il nuovo sistema ECM costituisce un sistema integrato e solidale tra il livello regionale e il livello nazionale, basato su regole comuni e condivise che ne assicurano l omogeneità su tutto il territorio nazionale ed una chiara ripartizione dei compiti tra i rispettivi ambiti di azione. Le attività di registrazione e certificazione dei crediti formativi nel nuovo sistema di Formazione Continua sono stati affidati rispettivamente all ente accreditante e al COGEAPS (per il livello nazionale) e agli Ordini, Collegi e Associazioni Professionali. Dal punto di vista dei flussi informativi ciò potrà comportare una parziale modifica del sistema di trasmissione dei tracciati record; occorrerà tuttavia attendere le relative specifiche tecniche concordate da Ministero e Regioni/Province Autonome. I RAPPORTI TRA REGIONE LOMBARDIA E UNIVERSITÀ Il Piano Socio Sanitario Regionale (approvato con d.c.r. 257 del 26 ottobre 2006) manifesta espressamente la necessità di completare il modello sanitario lombardo, prefigurato nella l.r. 31/97, in particolare per ciò che attiene la qualificazione e valorizzazione delle risorse umane, professionali e scientifiche. Attenzione specifica sarà quindi rivolta all insieme delle realtà sia di ricerca sia di assistenza, la cui valorizzazione e utilizzazione ai fini formativi e scientifici rappresenterà un elemento cardinale del sistema. Alle sei Facoltà Mediche del «Sistema Lombardo» verrà dedicata grande attenzione, affinché le funzioni didattiche e scientifiche associate alle attività assistenziali, già operanti nel contesto delle strutture del Servizio Sanitario Regionale, possano essere svolte al meglio nell ambito dei compiti istituzionali loro assegnati. In particolare, tenendo conto delle indicazioni espresse nel citato PSSR , nel primo trimestre saranno ridefinite nuove linee guida nei rapporti tra Regione e Università, improntate a criteri paritari quali la condivisione, la corresponsabilità, il rispetto reciproco dei ruoli istituzionali, la valorizzazione della ricerca e della formazione come investimenti socialmente produttivi, la centralità dello studente e della persona (sana o malata), la qualità dell assistenza sanitaria erogata e la corresponsabilità nella gestione economica. Nel rispetto di quanto indicato dall art. 6, comma 1, del d.lgs. 502/92 e dall art. 5 della l.r. 31/97, la partecipazione delle Università alla elaborazione degli atti di programmazione regionale che attualmente riguarda diversi ambiti correlati all esercizio dei compiti istituzionali nel campo della formazione pre-laurea, post-laurea e di diploma e della ricerca medica finalizzata sarà ulteriormente sviluppata attraverso la collaborazione nella definizione dei bisogni formativi legati alle varie specialità. INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO LOMBARDO ATTRAVERSO CONFRONTI, SCAMBI E GEMELLAGGI FRA I DIVERSI SISTEMI SANITARI Le azioni per l anno 2008, così come previsto dal DPEFR e dal PRS in merito all internazionalizzazione del servizio sanitario lombardo, dovranno da un lato rafforzare i rapporti di collaborazione con le regioni europee più avanzate e dall altro proseguire e consolidare le iniziative poste in essere nel In particolare: 1. Attuazione iniziativa gemellaggi tra strutture ospedaliere L esperienza dei gemellaggi si è mostrata positiva ed ha raccolto grande interesse anche presso strutture accreditate private. Nel prossimo anno, quindi, l iniziativa tenderà a valutare e sostenere collaborazioni che contengano elementi innovativi e strutturali di sviluppo dei sistemi sanitari di altri paesi, con un ottica improntata alla creazione di poli di interesse sui quali coagulare soggetti diversi. 2. Assistenza sanitaria a favore di cittadini stranieri, ai sensi e per gli effetti dell art. 32, comma 15 della l. 449/97 Questa attività necessita di essere sempre più agganciata, nei limiti del possibile, a progettualità più ampie, che mirino a favorire interventi strutturali all interno dei paesi di origine dei beneficiari o che si concentrino su particolari esigenze sanitarie, quali l intervento per le cardiopatie congenite o la cura delle leucemie infantili. In tal senso l iniziativa del corso di cardiochirurgia pediatrica per operatori di paesi in via di sviluppo in collaborazione con IREF va proseguita ed allargata anche ad altri settori. 3. Collaborazioni con altri enti e istituti Si afferma sempre di più la necessità di agire in collaborazione con enti, istituti, università e soggetti della società che, uniti dalla condivisione delle strategie di intervento, possano svolgere a- zione sinergica nei programmi di sostegno al rafforzamento dei sistemi sanitari di paesi stranieri. Accanto, quindi, alla collaborazione con l OMS sul tema della lotta alla tubercolosi, la linea di intervento prevede l individuazione di enti ed istituti con i quali collaborare nel sostegno a progetti di collaborazione che impattino grandi temi sanitari quali, oltre la lotta alla tubercolosi, l AIDS, il sistema dell emergenza-urgenza e l empowerment di sistemi sanitari emergenti con una particolare attenzione alla formazione di personale sanitario. 4. Emergenze sanitarie internazionali Nel 2008 si prevede la definizione di una èquipe stabile regionale, costituita da professionisti che operano quotidianamente in stretto collegamento con le strutture ospedaliere del SSR, con formazione ed esperienza specifica e dotata di materiale idoneo, disponibile per partenze prevedibili nell arco di alcuni giorni, supportata da altri soggetti interessati, che permettano di rispondere sempre più efficacemente alle richieste di aiuto. Per le azioni collegate all attuazione del programma di internazionalizzazione è previsto un finanziamento dedicato e finalizzato.19 ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE Anche per l anno 2008 proseguiranno le attività di comunicazione ai cittadini, in coordinamento con le ASL e le A.O., per familiarizzarli all utilizzo della carta CRS-SISS, per semplificare l accesso ai servizi socio-sanitari e per favorire l adozione di corretti stili di vita. L orientamento principale sarà quello della personalizzazione del linguaggio e l individuazione degli strumenti e mezzi più efficaci, per garantire la tutela dei diritti dei cittadini attraverso l accesso e la fruibilità dei servizi essenziali. RETI DI PATOLOGIA Rete nefrologica lombarda Le attività di diagnosi e di cura per patologie caratterizzate da elevata complessità possono giovarsi della organizzazione in rete delle strutture (ospedale e territorio) e dei servizi e nella implementazione di dossier elettronici di malattia. Nel 2008 si darà avvio graduale alla rete nefrologica lombarda e alla sua integrazione con il registro regionale dialisi e trapianto, in linea con le previsioni del PSSR 2007/2009 che prevede «il rafforzamento del registro lombardo e la riorganizzazione delle strutture in un ottica di rete integrata». L attivazione del network dovrà prevedere una fase sperimentale e una fase di diffusione su tutto l ambito regionale e l implementazione progressiva delle funzioni e degli applicativi. Il CRS-SISS supporta con la propria infrastruttura e i servizi già attivati lo sviluppo della rete nefrologica lombarda. Rete ematologica lombarda (REL) Nel corso del 2008, alla luce di quanto evidenziato dal PSSR 2007/2009 nell ambito del sistema sangue regionale, verrà implementata la rete ematologica lombarda con l intento di arrivare a creare una rete di presidi per diversi livelli di assistenza, in grado di soddisfare le reali necessità di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie ematologiche, valorizzando gli stessi professionisti sanitari, coinvolti in primo piano nella diffusione dell innovazione e delle conoscenze. L attivazione della rete prevederà una fase sperimentale ed una successiva fase di diffusione su tutto l ambito regionale e l implementazione progressiva delle funzioni e degli applicativi. Il CRS-SISS supporta con la propria infrastruttura e i servizi già attivati, lo sviluppo della rete ematologica lombarda. Registro Malattie Rare: valore «mandatorio» ed implementazione del sistema in ambito CRS-SISS Dopo l attivazione della fase pilota del 2006 dell applicativo informatico del Sistema Malattie Rare in ambito web CRS-SISS, è stato possibile registrare on line i nuovi casi di malattia rara diagnosticati dai Presidi della Rete Malattie Rare, identificati a seguito delle dd.g.r. n. 7328/2001; n /2002; n /2005 e n. 3069/2006. L avvio del nuovo sistema è stato formalizzato dal 15 gennaio 2007, e prevede la registrazione di tutti i nuovi casi di Malattia Rara da parte degli specialisti della rete che certificano la diagnosi, al fine di dare adempimento ad una sentenza del Consiglio di Stato del 2005 che richiama alle disposizioni del d.m. 18 maggio 2001, n. 279 circa l obbligo di istituzione del Registro delle Malattie Rare. Per gli specialisti dei Presidi di diritto privato, fino al collegamento alla Rete CRS-SISS, la registrazione viene assolta con l invio cartaceo al Centro di Coordinamento Regionale Mario Negri di Ranica, con cadenza mensile. I riferimenti operativi del sistema sono i seguenti: 1. l indirizzo di rete per raggiungere l applicativo è https://dcss.cgi.crs.lombardia.it/smr; 2. il manuale, scaricabile allo stesso indirizzo di rete; 3. la d.g.r. 8/5198 del 2 agosto 2007 «Progetto Carta Regionale dei Servizi Sistema Informativo Socio-Sanitario (CRS- SISS): individuazione dei responsabili dei trattamenti dei dati personali. disposizioni per le aziende sanitarie pubbliche e schema di convenzione con le aziende socio-sanitarie private accreditate a contratto». In quest anno di prima applicazione il nuovo sistema si è fondato sul doppio corso sia cartaceo sia on-line nel sistema CRS- SISS, considerando la progressiva disponibilità delle postazioni di rete presso i Referenti dei Presidi di Malattie Rare. Anche per i Presidi di diritto privato la d.g.r. 8/5198/2007 consentirà in tempi brevi l operatività della rete. Y 19 Il valore «Mandatorio», alla pari dei Certificati di assistenza al parto, alle Schede Istat di morte, alle denunce obbligatorie di malattie infettive, ecc., delle segnalazioni al Registro delle Malattie Rare è sancito, oltre che dalla sentenza del Consiglio di Stato del 2005, anche dal più recente Accordo Stato-Regioni del 10 maggio 2007 (Rep. n. 103/CSR). Nell ottica di dare piena attuazione all Accordo, la Direzione Generale Sanità, in collaborazione con il Centro di Coordinamento dell Istituto Mario Negri di Ranica, Lombardia Informatica e le altre società coinvolte nella realizzazione della rete CRS- SISS, ha provveduto, già dal 2006, ad effettuare incontri specifici di formazione rivolti ai Referenti clinici dei Presidi di Rete, ai Referenti in materia di esenzione ed ai Responsabili degli Uffici Farmaceutici delle ASL e nel 2007 ha svolto una campagna in quindici giornate di formazione sul campo nei Presidi della rete Malattie Rare incontrando complessivamente oltre duecentocinquanta operatori coinvolti e addestrandoli all utilizzo del Sistema. Nel 2008 si rende pertanto obbligatorio l inserimento dei nuovi casi di malattie rare nel Registro, anche in considerazione del fatto che alla scadenza annuale dei Piani Terapeutici concernenti i farmaci orfani, o i farmaci prescritti per le malattie rare al di fuori dalle indicazioni autorizzate, o per la prescrizione di farmaci in fascia «C», si rende obbligatorio l utilizzo della apposita sezione del Registro delle Malattie Rare riguardante il Piano Terapeutico. Come richiamato a proposito della spesa farmaceutica, tale attività sarà sottoposta a monitoraggio da parte della D.G.S. nel corso del TRAPIANTI Sono da considerare anche nel 2008 a destinazione vincolata le assegnazioni per la remunerazione delle attività di prelievo e per la remunerazione dei trapianti espletati, con l obiettivo di incrementare le donazioni d organo anche attraverso il coinvolgimento attivo e responsabile dei Coordinatori locali. Nel 2008 ogni Azienda e ogni IRCCS impegnati nelle attività di prelievo e di trapianto dovranno, secondo le potenzialità aziendali e per quanto di competenza, definire un budget dedicato nell ambito delle risorse assegnate a destinazione vincolata e prevedere nella definizione del budget anche forme di incentivazione di risultato legate alla misura del miglioramento quantitativo e qualitativo dei prelievi a scopo di trapianto. Le forme di incentivazione saranno oggetto di contrattazione con le rappresentanze di categoria. SEMPLIFICAZIONE ACCESSO AI SERVIZI SANITARI: PRO- GETTO CALL CENTER REGIONALE In relazione alle attività svolte nel corso del 2007, ad oggi il servizio di Call Center Regionale risulta attivato, con differenti modalità nelle seguenti Aziende: ASL di Milano Città (le 7 Aziende Ospedaliere pubbliche della città) e IRCCS Fondazione Policlinico; ASL di Como e Varese (A.O. Sant Anna, Valduce e 9 erogatori privati accreditati A.O. Macchi, A.O. Busto Arsizio, A.O. Gallarate e 19 erogatori privati accreditati); AA.OO. di Cremona, Garbagnate, Lodi, Monza, Pavia; AA.OO. di Crema, Mantova. Nel 2008: dovranno consolidarsi i servizi di prenotazione tramite Call Center mediante la modalità integrata SISS, oltre che nelle Aziende sopra citate, anche presso l A.O. di Lecco, Legnano e Melegnano, attivate nel corso dell ultimo trimestre 2007; dovrà altresì essere ampliato il numero delle agende messe a disposizione dalle Aziende, per tutte quelle prestazioni prenotabili telefonicamente (anche in relazione alle disposizioni che pervengono dalle aziende ospedaliere), affinché possa essere consolidato l 85% delle agende aziendali, potenzialmente accessibili agli utenti che si rivolgono al Call Center Regionale per la prenotazione di prestazioni specialistiche. Sulla base degli approfondimenti tecnici in corso presso la D.G. Sanità in collaborazione con la D.C. Organizzazione, Personale, Patrimonio e Sistema Informativo e la D.C. Affari Istituzionali e Legislativo della Presidenza, saranno valutate le modalità più opportune di coinvolgimento degli erogatori privati accreditati nel progetto «Call Center Regionale», anche alla luce delle esperienze attivate nelle ASL di Como e Varese e ovviamente con addebito agli stessi dei relativi costi. Sarà implementato un adeguato programma di comunicazione20 rivolto alla cittadinanza delle province interessate dall attivazione del servizio, affinché possa essere conosciuto e quindi possa concretamente agevolare e semplificare l accesso ai servizi sanitari. Y 20 Allegato 7 LE TARIFFE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE A) Le tariffe delle prestazioni di ricovero e cura La d.g.r. 8/4799 del 30 maggio 2007, per quanto riguarda la tematica tariffaria, ha stabilito che «dopo verifica su base sistemica si preveda un adeguamento del valore del DRG complicato rispetto a quello non complicato utilizzando un sistema che valuti le giornate di degenza e quindi prevedendo che il DRG possa essere codificato come complicato solo al di sopra di una soglia di degenza, tale soglia sarà calcolata rispetto all omologo non complicato, che rende ragione della necessità di una assistenza più elevata. Sulla base di valutazioni statistiche accurate si può quindi ipotizzare: 1) una rimodulazione del rapporto tra la tariffa complicata e non complicata in proporzione al rapporto calcolato tra le degenze dei DRG complicato e non complicato. Esattamente come viene fatto negli USA; 2) l individuazione, per ciascuna coppia di DRG, di una soglia di degenza al di sotto della quale non vale comunque la tariffa del complicato in quanto non si rilevano gli estremi per finanziare in modo aggiuntivo la maggiore complessità». Il costante monitoraggio delle attività di ricovero e cura attraverso la valutazione delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) fornite alla D.G. Sanità dalle strutture di ricovero accreditate, nonché le rilevazioni e valutazioni sui bilanci di esercizio e sulla contabilità analitica degli erogatori di prestazioni, hanno evidenziato la necessità di intervenire su tre elementi di rilievo che partecipano a formare la tariffa delle prestazioni erogate: il peso relativo del DRG nella coppia di DRG complicato-non complicato, il valore di durata della degenza (valore soglia) oltre il quale è previsto un contributo integrativo giornaliero al DRG, il valore economico del punto DRG a partire dal quale sono ricalcolate le tariffe di ogni DRG. Nel seguito vengono descritti sia la metodologia adottata sia i risultati ai quali si è pervenuti. 1. Rimodulazione del peso relativo del DRG nella coppia di DRG complicato-non complicato Nelle attività di monitoraggio e valutazione delle SDO specifica attenzione è stata dedicata durante l anno 2007 al tema della durata della degenza. Di particolare interesse è risultata la valutazione di quei DRG che ammettono la coppia complicato-non complicato. Essendo proprio la durata della degenza il fattore principale (per quanto non l unico) che determina la differenziazione delle due classi dello stesso DRG si è ritenuto di valutare tale indicatore ai fini di una eventuale rimodulazione del peso relativo di tali DRG. Per ognuno dei DRG facenti parte della coppia complicato-non complicato è stata effettuata la distribuzione di frequenza della durata dei ricoveri ordinari, utilizzando le SDO dei dimessi nel corso del 1º semestre del 2007, evidenziandone i singoli centili. In corrispondenza di alcuni centili rilevanti (5º, 10º, 25º, 50º, 75º, 90º, 95º) è stato calcolato il rapporto tra la durata di ricovero corrispondente alla casistica afferente al DRG complicato rispetto alla durata di ricovero corrispondente alla casistica afferente al DRG non complicato. Tali rapporti tra durate di degenza (entro coppia di DRG) sono stati mediati tra loro per ciascuna coppia di DRG al fine di individuare un indicatore di peso relativo tra DRG complicato e DRG non complicato. Questa metodologia di calcolo è stata ripetuta modificando la scelta dei centili rilevanti, simulando così una analisi di sensibilità, al fine di valutare quanto il risultato finale fosse dipendente (o meno) dalla scelta dei centili considerati: la poca variabilità dei risultati di tali analisi ha fatto ricadere la scelta sui 7 centili sopra riportati di più comune uso ed interpretazione. Moltiplicando il peso DRG del DRG non complicato di ogni coppia per il rapporto calcolato come indicato in precedenza è stato definito il nuovo peso DRG per il DRG complicato della stessa coppia. Un confronto di tali nuovi pesi con i pesi in vigore per ogni singola coppia complicato-non complicato ha permesso di valutare con dettaglio la eventuale presenza di coppie dal comportamento anomalo o meritevoli di specifica rivalutazione. Seppur con qualche eccezione, la adozione della metodologia descritta ha portato ad una generale riduzione della forbice esistente tra il peso del DRG complicato e quello del corrispondente DRG non complicato. Vedere altro
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References: art. 2
 articolo 8
 art. 1
 art. 14
 art. 6
 art. 5
 art. 5
 art. 8
 art. 5
 art. 1
 art. 1
 art. 6
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 art. 32
 sentenza 
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 art. 2
 art. 2
 art. 1
 art. 1
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 Art.1
 articolo 4
 Art. 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 art. 77
 Art. 18
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 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
 Articolo 1
 Articolo 2
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 Art. 20
 Art. 21
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 Art. 23
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 Art. 25
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