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Timestamp: 2017-02-27 21:07:54+00:00

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Attività e considerazioni dell’atti...
contiene CD-Rom Manuale della Professione MedicaDeontologia Etica Normativa 2.
Manuale della Professione Medica Deontologia Etica Normativa EDITOR IN CHIEF Aldo PAgni Past President FNOMCeO Sergio Fucci Giurista e bioeticista, già consigliere presso la Corte d’Appello di Milano Presentazione a cura di PreSidente dellA FederAzione nAzionAledegli ordini dei Medici-chirurghi e degli odontoiAtri FnoMceo AMedeo BiAnco 3.
C.G. EDIZIONI MEDICO SCIENTIFICHE s.r.l.Via Candido Viberti, 7 - 10141 TORINOTel. 011.33.85.07 r.a. - Fax 011.38.52.750Sito Web: www.cgems.it - E-mail: cgems.clienti@cgems.itManuale della Professione Medica. Deontologia Etica NormativaVolume unico© 2011 C.G. Edizioni Medico Scientifiche s.r.l. Tutti i diritti riservati.Questo libro è protetto da Copyright. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in unsistema di recupero o trasmessa in ogni forma con ogni mezzo meccanico, di fotocopia, incisione oaltrimenti, senza il permesso scritto dell’Editore.ISBN 978-88-7110-270-2Realizzato in ItaliaDuplicazione Datatex - Torino 4.
Hanno collaborato EDITOR IN CHIEF SiMonA del vecchio Direttore S.C. Medicina Legale, ASL 1 ImperieseAldo PAgniPast President FNOMCeO vittorio FineSchi Ordinario di Medicina Legale,Sergio Fucci Università degli Studi di FoggiaGiurista e bioeticista, già consigliere presso laCorte d’Appello di Milano Sergio Fucci Giurista e bioeticista già consigliere presso la Corte d’Appello di Milano HANNO COLLABORATO WAlter gAttiAleSSSAndro AliMonti Direttore portale web FNOMCeODipartimento Ambiente e prevenzione primaria, BArtoloMeo griFFAIstituto Superiore di Sanità Presidente CAO, TorinogiAncArlo Aulizio MArio grecoPresidente OMCeO Forlì-Cesena Pubblicista, già Direttore FNOMMAuro BArni Dirigente sup. ar. Min. Lavoro e P.S., RomaProfessore Emerito di Medicina Legale, AleSSAndro innocentiUniversità di Siena Presidente OMCeO, SondrioPAolo Benciolini Bruno MAglionAOrdinario di Medicina Legale, Ricercatore presso la SezioneUniversità degli Studi di Padova di Medicina Legale del DipartimentocriStinA Boni di Anatomia Umana, FarmacologiaFIMMG, Federazione Italiana Medici di Famiglia e scienze medico-forensi,Sergio BovengA Università degli Studi di ParmaPresidente OMCeO, Grosseto cArlo MAnFrediFABio ceMBrAni Presidente OMCeO, Massa CarraraDirettore Unità Operativa di Medicina Legale, MASSiMo MArtelloniAzienda provinciale per i Servizi Sanitari di Trento Direttore UO Medicina Legale AUSL 2, LuccaFABio centini PAtriziA MASciovecchioAssociato di tossicologia forense, Direttore medico-legale, ASL L’AquilaUniversità degli studi di Siena dAnielA MAtteiluigi conte Dipartimento Ambiente e prevenzione primaria,Presidente OMCeO, Udine Istituto Superiore di Sanità 5.
VI Manuale della Professione MedicagiuSePPe MiSerotti Aldo PAgniPresidente OMCeO, Piacenza Past President FNOMCeOgiovAnni MorroccheSi Antonio PAntiDirigente OMCeO, Firenze Presidente OMCeO, FirenzegiAn-AriStide norelli chiArA rivielloOrdinario di Medicina Legale, Specialista in Ginecologia e Ostetricia,Università degli Studi di Firenze Dipartimento di AnatomiacoSiMo nuMe Istologia e Medicina Legale,Presidente OMCeO, Taranto Università di FirenzeAlBerto oliveti giovAnBAttiStA SiScAVice Presidente ENPAM e Medico di famiglia, Specialista in Medicina dello SportSenigallia (AN) elenA terroSi-vAgnoliAriStide PAci Dottore di Ricerca in Deontologia ed EticaPresidente ONAOSI Medica, Università di SienaPresidente OMCeO, Terni eMAnuelA turillAzziFederico PAgAno Professore Associato Legale,FIMMG, Federazione Italiana Medici di Famiglia Università di Foggia 6.
IndiceRiflessioni per una nuova deontologia Etica e deontologia 1 Il contributo della bioetica 4 L’attività medica tra doverosità e legittimità 8 Dovere di relazione e certezza di consenso 10 Il dovere d’informare 11 Segretezza e informativa 17 Il Codice di Deontologia 21 Il dovere dell’appropriatezza 24 Percorsi dell’appropriatezza 29 Conclusioni 29 Appendice: doveri legali di informativa 31Capitolo 1 - L’Ordine professionale e il Codice deontologico 45 Art.1 Definizione 45 L’evoluzione nel corso del tempo della deontologia professionale 46 Il valore del Codice nell’ordinamento generale 49 L’uso delle norme deontologiche nella motivazione delle sentenze 50 Art. 2 Potestà e sanzioni disciplinari 52 Il potere disciplinare dell’Ordine e il suo esercizio 53 Il procedimento disciplinare 54 Rapporti tra l’Ordine professionale e le Aziende sanitarie in materia disciplinare 57 Art. 64 Doveri di collaborazione 58Capitolo 2 - La responsabilità professionale 61 Introduzione al tema della responsabilità professionale per malpratica 61	La	responsabilità	penale	per	malpratica	–	colpa	medica.	Definizione 64 7.
VIII Manuale della Professione Medica La responsabilità penale per malpratica – colpa medica. Casistica 70 La responsabilità penale per malpratica – nesso di causalità. Definizione e casistica 74 Il concorso di diverse condotte colpose e di più cause. La responsabilità penale nel lavoro in équipe 80 La responsabilità penale per intervento sanitario “arbitrario” 84 La responsabilità civile per malpratica. Definizione e contenuto 89 La responsabilità civile per malpratica – colpa e nesso di causalità 92 Cenni alla responsabilità della struttura sanitaria 94 Cenni alle problematiche assicurative in campo sanitario 96 La responsabilità davanti alla Corte dei Conti per “danno erariale” 98 Introduzione 98 Il concetto di dolo o colpa grave rilevante nel danno erariale 99 La responsabilità a carico del medico di medicina generale per “iperprescrizione” 100Capitolo 3 - Doveri del medico e diritti del cittadino 103 Art. 3 Doveri del medico 103 Art. 4 Libertà e indipendenza della professione 105 Indipendenza ed autonomia nell’esercizio della professione all’interno delle strutture sanitarie o in convenzione 106 Art. 7 Limiti dell’attività professonale 108 Art. 20 Rispetto dei diritti del cittadino 108 Art. 28 Fiducia del cittadino 110 Art. 21 Competenza professionale 112 Art. 6 Qualità professionale e gestionale 116 Qualità gestionale 117 Qualità professionale 122 Art. 70 Qualità delle prestazioni 123	L’efficacia	e	l’efficienza	delle	prestazioni	(fare	solo	ciò	che	è	utile	a	chi	ne	ha veramente bisogno) 124 L’efficienza	e	l’appropriatezza	organizzativa	(utilizzare	al	meglio	le	risorse	disponibili) 124 La	tempestività	e	la	continuità	delle	cure	(la	risposta	giusta	al	momento	giusto:	il paziente al centro della organizzazione) 126 L’accessibilità	e	l’equità	(garantire	agli	utenti	un	accesso	equo	al	servizio	di	cui	hanno	bisogno) 126 8.
Indice IX La soddisfazione	degli	utenti	(ascolto	dell’utente) 127 Responsabilizzazione	e	miglioramento	continuo	della	qualità	(valutazione,	monitoraggio	e	MCQ…	chi	si	ferma	è	perduto!) 127 Art. 14 Sicurezza del paziente e prevenzione del rischio clinico 128 Art. 33 Informazione al cittadino 130 Art. 34 Informazione a terzi 131 Art. 35 Acquisizione del consenso 134 Art. 37 Consenso del legale rappresentante 139 Art. 32 Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili 143 Art. 27 Libera scelta del medico e del luogo di cura 146Capitolo 4 - Gli obblighi del medico 149 Art. 19 Aggiornamento e formazione professionale permanente 149 L’Ordine per la qualità della professione ed il ruolo dell’ECM 149 Art. 10 Segreto professionale 155 Art. 11 Riservatezza dei dati personali 156 Il dovere della riservatezza 156 Esercizio della medicina e tutela della riservatezza 156 Art. 12 Trattamento dei dati sensibili 167 La protezione dei dati sensibili 167 Normativa 167 Trattamento dei dati personali in ambito sanitario 168 L’informazione della persona assistita 169 Deroghe	ammesse 171 Reclami alle ASL e qualità del SSN 172 Il trattamento dei dati genetici 175 Art. 51 Obblighi del medico 176 Art. 52 Tortura e trattamenti disumani 177 Art. 53 Rifiuto consapevole di nutrirsi 178 Art. 40 Donazione di organi, tessuti e cellule 179 Art. 41 Prelievo di organi e tessuti 179 9.
X Manuale della Professione MedicaCapitolo 5 - Tutela della salute collettiva, igiene pubblica eambiente 183 Art. 5 Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente 183 Attenzione per l’ambiente e prevenzione della salute 183 Art. 8 Obbligo d’intervento 190 Art. 9 Calamità 191 Art. 36 Assistenza d’urgenza 191 Art. 74 Trattamento sanitario obbligatorio e denunce obbligatorie 192 La tutela della salute mentale 192 Fonti normative 192 Il Dipartimento di Salute Mentale 195 La profilassi delle malattie infettive 196 La	notifica	di	malattia	infettiva 197 Provvedimenti sulle fonti di infezione 202 Vaccinazioni 220 Notifica delle malattie infettive e altre denunce sanitarie 229 Art. 75 Prevenzione, assistenza e cura della dipendenza da sostanze da abuso 234 Le tossicodipendenze 234 Aspetti generali 234 Definizione	di	“stupefacente” 243 Definizione	di	tossicodipendenza 245 L’aspetto penalistico 249 Il trattamento medico dei tossicodipendenti 252 Tossicodipendenze e deontologia medica 254 Le comunità terapeutiche 255 Appunti su “tabagismo” e “alcolismo” 257 Il tabagismo 257 L’alcolismo 259Capitolo 6 - Pubblicità e informazione sanitaria 263 Art. 55 Informazione sanitaria 263 Art. 56 Pubblicità dell’informazione sanitaria 263 Art. 57 Divieto di patrocinio 267 Allegato: Pubblicità dell’informazione sanitaria. Linea-guida inerente l’applicazione degli artt. 55-56-57 del Codice di Deontologia medica 270 10.
Indice XICapitolo 7 - Gli accertamenti diagnostici e i trattamentiterapeutici 277 Art. 13 Prescrizione e trattamento terapeutico 277 Art. 23 Continuità delle cure 277 La prescrizione dei farmaci 278 La scelta terapeutica 278 Le attese del paziente 278 L’alleanza terapeutica 279 I condizionamenti del medico 279 La prescrizione delle cure primarie 280 La	conoscenza	scientifica	come	base	della	terapia 281 Efficienza	farmacologica,	efficacia	clinica 283 Terapia ed EBM 284 La prescrizione tra linee-guida ed esigenze di personalizzazione 289 Il processo terapeutico 289 L’appropriatezza prescrittiva 295 Il medico come prescrittore pubblico 296 La terapia: una trama di arcaico e di nuovo 297 La prescrizione di farmaci on-label e off-label 299 Farmacovigilanza 300 Art. 22 Autonomia e responsabilità diagnostico-terapeutica 301 Art. 15 Pratiche non convenzionali 304 Art. 29 Fornitura di farmaci 306 Art. 30 Conflitto di interesse 306 Allegato: Conflitto d’interesse. Linea-guida inerente l’applicazione dell’art. 30 311 Art. 31 Comparaggio 314 L’interpretazione della Giurisprudenza sui rapporti “di confine” tra comparaggio e gli altri reati ipotizzabili a carico del medico 316Capitolo 8 - La sperimentazione 319 Art. 47 Sperimentazione scientifica 319 Art. 48 Ricerca biomedica e sperimentazione sull’uomo 320 Art. 49 Sperimentazione clinica 322 Conflitto	d’interesse 324 Art. 50 Sperimentazione sull’animale 325 11.
XII Manuale della Professione MedicaCapitolo 9 - La documentazione dell’attività medica 329 Art. 24 Certificazione 329 Art. 25 Documentazione clinica 329 Art. 26 Cartella clinica 334 La cartella clinica 334 Definizione	e	normativa 334 Cartella	clinica:	verso	una	nuova	definizione 335 Il	DLgs	318/1999,	art.	9	punto	4 337 Inquadramento giuridico 338 Cartella clinica e segreto professionale 341 Requisiti formali 342 Cartella	clinica:	compilazione 342 Cartella	clinica:	conservazione 349 Gli	archivi 349 La circolazione della cartella clinica 350 Gestione della documentazione sanitaria 352 Cartella	clinica	orientata	per	problemi	(CMOP) 356 Controllo di qualità e cartella clinica 358 Cartella clinica e responsabilità secondo il diritto vivente 360 La scheda di dimissione ospedaliera (SDO) 365 Il registro operatorio 368 La scheda sanitaria 370Capitolo 10 - Assistenza al malato inguaribile 373 Art. 39 Assistenza al malato a prognosi infausta 373 Art. 16 Accanimento diagnostico-terapeutico 373 Art. 17 Eutanasia 373 Art. 18 Trattamenti che incidono sull’integrità psico-fisica 373 Art. 38 Autonomia del cittadino e direttive anticipate 374 L’assistenza al malato inguaribile: consentita e appropriata 376 Le scelte mediche: tra desistenza e accanimento 378 Il rifiuto del trattamento 380 Le direttive anticipate 382 Definizioni 384Capitolo 11 - Sessualità e riproduzione 387 Art. 42 Informazione in materia di sessualità, riproduzione e contraccezione 387 12.
Indice XIII La contraccezione e la sterilizzazione 387 La contraccezione 387 La sterilizzazione 389 Il transessualismo e il mutamento di sesso 391 Le procedure 392 Art. 43 Interruzione volontaria di gravidanza 394 L’interruzione volontaria di gravidanza 394 Le procedure della legge 194/1978 394 L’impiego della RU486: necessità di un aggiornamento normativo 400 La storia dell’aborto e dell’intercezione medica 400 RU486:	meccanismo	di	azione 402 Evoluzione	politica	italiana,	dall’indagine	conoscitiva	del	Senato	alla	compatibilità	della	RU486	con	la	legge	n.	194/1978 402 Art. 44 Fecondazione assistita 408 La procreazione medicalmente assistita 408 Art. 45 Interventi sul genoma umano 412 Art. 46 Test predittivi 414Capitolo 12 - Rapporti con i colleghi 417 Art. 58 Rispetto reciproco 417 Art. 59 Rapporti con il medico curante 418 Art. 60 Consulenza e consulto 419 Art. 61 Supplenza 421 Art. 62 Attività medico-legale 421 Art. 63 Medicina fiscale 422Capitolo 13 - Rapporti con il SSN e con enti pubblici e privati 431 Art. 54 Onorari professionali 431 Art. 65 Società tra professionisti 434 Art. 66 Rapporto con altre professioni sanitarie 436 Art. 67 Esercizio abusivo della professione e prestanomismo 438 Premessa 439 L’interdizione della professione come sanzione disciplinare 440 L’esercizio abusivo della professione come reato 441 Art. 68 Medico dipendente o convenzionato 442 Art. 69 Direzione sanitaria 444 13.
XIV Manuale della Professione MedicaCapitolo 14 - Medicina dello sport 449 Art. 71 Accertamento della idoneità fisica 449 Art. 72 Idoneità - Valutazione medica 449 Art. 73 Doping 451 La legislazione 452Capitolo 15 - La tutela dell’esercizio professionale: il Fondo diPrevidenza ENPAM e la previdenza integrativa ONAOSI 453 Il sistema previdenziale della Fondazione ENPAM 453 Solidarietà,	sostenibilità	ed	equità	generazionale:	la	convenienza	per i futuri contribuenti 454 La contribuzione e le prestazioni dei Fondi 456 Il Fondo di Previdenza Generale 462 La composizione del Fondo 462 La contribuzione al Fondo “Quota A” 464 La contribuzione proporzionale al “Quota B” o Fondo della Libera	Professione:	requisiti 466 Le prestazioni del Fondo Generale 468 Pensione di invalidità assoluta e permanente 470 Pensione indiretta ai superstiti 470 Pensione di reversibilità ai superstiti 471 Restituzione dei contributi 471 Indennità	di	maternità,	adozione	e	affidamento	preadottivo 472 Indennità di aborto 472 Prestazioni	assistenziali	all’iscritto	e	ai	suoi	superstiti:	Fondo	Generale	“Quota A” 473 Prestazioni	assistenziali	aggiuntive	all’iscritto	e	ai	suoi	superstiti:	Fondo	Generale “Quota B” 474 Integrazione al trattamento minimo INPS 476 Maggiorazione della pensione per gli ex combattenti e loro superstiti 476 I riscatti nel Fondo 477 Il Fondo Speciale dei Medici di Medicina Generale 481 La composizione del Fondo 481 La contribuzione al Fondo 482 Le prestazioni del Fondo 483 I riscatti nel Fondo 488 Il Fondo Speciale degli Specialisti Ambulatoriali 493 La composizione del Fondo 493 14.
Indice XV La contribuzione al Fondo 494 Le prestazioni del Fondo 494 I riscatti nel Fondo 499 Il Fondo Speciale degli Specialisti e degli Accreditati Esterni 501 La composizione del Fondo 501 La contribuzione al Fondo 502 Le prestazioni del Fondo 504 I riscatti nel Fondo 509 Aliquota Modulare su base volontaria 510 La ricongiunzione 511 La totalizzazione 513 La previdenza complementare 515 “Fondo Sanità” 516 Riscatto di laurea, riscatto di allineamente o Fondo Pensione 517 La previdenza integrativa ONAOSI 525 La legge istitutiva dell’obbligo di contribuzione 525 Il	DPR	616/1977	e	la	legge	167/1991 526 La privatizzazione degli enti di previdenza dei professionisti 526 Giurisprudenza della Corte Costituzionale sull’obbligatorietà di contribuzione	all’ONAOSI 527 Legge	298/2002:	l’estensione	dell’obbligo	di	contribuzione	a	tutti	i	sanitari 529 Finanziaria	2007:	restrizione	di	obbligo	di	contribuzione 529 Le	prestazioni	e	i	servizi	ONAOSI 530 Misura	della	contribuzione	ONAOSI 532 Contribuenti volontari 532 Il	nuovo	Statuto	ONAOSI 533 Cosa	fare	per	iscriversi	volontariamente	all’ONAOSI 535 Le	nuove	sfide	della	previdenza	ed	assistenza	delle	professioni	sanitarie 535 Perché	iscriversi	all’ONAOSI 538Capitolo 16 - La libera circolazione nell’Unione Europea 539 Il diritto di stabilimento e la prestazione di servizi 539 Le “direttive medici” e le norme di attuazione 540 Le “direttive odontoiatri” e le norme di attuazione 541Capitolo 17 - L’esercizio dell’odontoiatria 543 Presupposti formativi 543 Normativa 546 Requisiti giuridici per l’esercizio 548 Campo di attività dell’odontoiatra 548 15.
XVI Manuale della Professione Medica Lo studio odontoiatrico 549 L’autorizzazione all’esercizio dell’attività 549 L’impianto elettrico 551 Le apparecchiature radiologiche 554 I dispositivi medici 559 Lavori odontotecnici nello studio odontoiatrico 562 La prevenzione del contagio professionale da HIV 563 Norme per gli operatori odontoiatrici (art. 4) 565 Obblighi degli operatori (art. 9) 565 Lo smaltimento dei rifiuti sanitari 565Appendice - Web e medici: elementi per un uso correttodel web 571 16.
Sommario per articoloCodice DeontologicoTitolo I – Oggetto e campo di applicazioneArt. 1 – Definizione 45Art. 2 – Potestà e sanzioni disciplinari 52Titolo II – Doveri generali del medicocAPo i – liBertà, indiPendenzA e dignità dellA ProFeSSioneArt. 3 – Doveri del medico 103Art. 4 – Libertà e indipendenza della professione 105Art. 5 – Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente 183Art. 6 – Qualità professionale e gestionale 116Art. 7 – Limiti dell’attività professionale 108cAPo ii – PreStAzioni d’urgenzAArt. 8 – Obbligo d’intervento 190Art. 9 – Calamità 191cAPo iii – oBBlighi PeculiAri del MedicoArt. 10 – Segreto professionale 155Art. 11 – Riservatezza dei dati personali 156Art. 12 – Trattamento dei dati sensibili 167cAPo iv – AccertAMenti diAgnoStici e trAttAMenti terAPeuticiArt. 13 – Prescrizione e trattamento terapeutico 277Art. 14 – Sicurezza del paziente e prevenzione del rischio clinico 128Art. 15 – Pratiche non convenzionali 304Art. 16 – Accanimento diagnostico-terapeutico 373Art. 17 – Eutanasia 373Art. 18 – Trattamenti che incidono sulla integrità psico-fisica 373Art. 19 – Aggiornamento e formazione professionale permanente 149 17.
XVIII Manuale della Professione MedicaTitolo III – Rapporti con il cittadinocAPo i – regole generAli di coMPortAMentoArt. 20 – Rispetto dei diritti del cittadino 108Art. 21 – Competenza professionale 112Art. 22 – Autonomia e responsabilità diagnostico-terapeutica 301Art. 23 – Continuità delle cure 277Art. 24 – Certificazione 329Art. 25 – Documentazione clinica 329Art. 26 – Cartella clinica 334cAPo ii – doveri del Medico e diritti del cittAdinoArt. 27 – Libera scelta del medico e del luogo di cura 146Art. 28 – Fiducia del cittadino 110Art. 29 – Fornitura di farmaci 306Art. 30 – Conflitto di interesse 306Art. 31 – Comparaggio 314cAPo iii – doveri di ASSiStenzAArt. 32 – Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili 143cAPo iv – inForMAzione e conSenSoArt. 33 – Informazione al cittadino 130Art. 34 – Informazione a terzi 131Art. 35 – Acquisizione del consenso 134Art. 36 – Assistenza d’urgenza 191Art. 37 – Consenso del legale rappresentante 139Art. 38 – Autonomia del cittadino e direttive anticipate 374cAPo v – ASSiStenzA Ai MAlAti inguAriBiliArt. 39 – Assistenza al malato a prognosi infausta 373cAPo vi – trAPiAnti di orgAni, teSSuti e celluleArt. 40 – Donazione di organi, tessuti e cellule 179Art. 41 – Prelievo di organi e tessuti 179cAPo vii – SeSSuAlità e riProduzioneArt. 42 – Informazione in materia di sessualità, riproduzione e contraccezione 387 18.
Sommario per articolo XIXArt. 43 – Interruzione volontaria di gravidanza 394Art. 44 – Fecondazione assistita 408Art. 45 – Interventi sul genoma umano 412Art. 46 – Test predittivi 414cAPo viii – SPeriMentAzioneArt. 47 – Sperimentazione scientifica 319Art. 48 – Ricerca biomedica e sperimentazione sull’uomo 320Art. 49 – Sperimentazione clinica 322Art. 50 – Sperimentazione sull’animale 325cAPo iX – trAttAMento Medico e liBertà PerSonAleArt. 51 – Obblighi del medico 176Art. 52 – Tortura e trattamenti disumani 177Art. 53 – Rifiuto consapevole di nutrirsi 178cAPo X – onorAri ProFeSSionAli nell’eSercizio liBero ProFeSSionAleArt. 54 – Onorari professionali 431cAPo Xi – PuBBlicità e inForMAzione SAnitAriAArt. 55 – Informazione sanitaria 263Art. 56 – Pubblicità dell’informazione sanitaria 263Art. 57 – Divieto di patrocinio 267Titolo IV – Rapporti con i colleghicAPo i – rAPPorti di collABorAzioneArt. 58 – Rispetto reciproco 41Art. 59 – Rapporti col medico curante 418cAPo ii – conSulenzA e conSultoArt. 60 – Consulenza e consulto 419cAPo iii – Altri rAPPorti trA MediciArt. 61 – Supplenza 421cAPo iv – Attività Medico-legAleArt. 62 – Attività medico legale 421Art. 63 – Medicina fiscale 422 19.
XX Manuale della Professione MedicacAPo v – rAPPorti con l’ordine ProFeSSionAleArt. 64 – Doveri di collaborazione 58Titolo V – Rapporti con i terzicAPo i – ModAlità e ForMe di eSPletAMento dell’Attività ProFeSSionAleArt. 65 – Società tra professionisti 434Art. 66 – Rapporto con altre professioni sanitarie 436Art. 67 – Esercizio abusivo della professione e prestanomismo 438Titolo VI – Rapporti con il Servizio Sanitario Nazionalee con enti pubblici e privaticAPo i – oBBlighi deontologici del Medico A rAPPorto di iMPiegoo convenzionAtoArt. 68 – Medico dipendente o convenzionato 442Art. 69 – Direzione sanitaria 444Art. 70 – Qualità delle prestazioni 123cAPo ii – MedicinA dello SPortArt. 71 – Accertamento della idoneità fisica 449Art. 72 – Idoneità – Valutazione medica 449Art. 73 – Doping 451cAPo iii – tutelA dellA SAlute collettivAArt. 74 – Trattamento sanitario obbligatorio e denunce obbligatorie 192Art. 75 – Prevenzione, assistenza e cura della dipendenza da sostanze da abuso 234 20.
Indice XXIIl Giuramento Professionale Consapevole dell’importanza e della solennitàdell’atto che compio e dell’impegno che assumo,giuro:• di esercitare la medicina in libertà e indipen- denza di giudizio e di comportamento rifug- gendo da ogni indebito condizionamento;• di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabi- lità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;• di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazio- nalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;• di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;• di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;• di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica;• di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana con- tro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;• di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina;• di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia compe- tenza e alle mie doti morali;• di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e compor- tamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione; 21.
XXII Manuale della Professione Medica• di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;• di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;• di prestare assistenza d’urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’autorità competente;• di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;• di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e pru- denza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione. 22.
Presentazione Amedeo Bianco Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri Il nuovo Manuale della Professione Medica, edito dalla C.G. Edizioni MedicoScientifiche, si presenta come opera pregevole e di notevole valore editorialerealizzata con il contributo di autorevoli rappresentanti istituzionali e della pro-fessione, nonché di studiosi che da sempre si dedicano, con competenza e at-tenzione, alle problematiche della moderna professione medica e odontoiatrica. Si tratta di un’opera prestigiosa nei suoi contenuti e nella sua struttura, lacui lettura ci sentiamo di consigliare vivamente a tutti i medici, anche a queicolleghi giovani che stanno per entrare nel mondo della professione. Essa in-fatti offre spunti ed elementi di profonda riflessione per quanto attiene allaattività del medico. Ci troviamo di fronte ad un volume che spazia nei più svariati campi delmondo medico: dall’etica alla responsabilità, dalla materia tecnico-scientificaad elementi di diritto sanitario che sempre devono supportare il medico nellosvolgimento della propria attività. Rappresenta pertanto un valido strumentodi apprendimento e di conoscenza sia per chi debba acquisire maggiore de-strezza nella pratica professionale che per chi voglia essere pronto al confrontocon le nuove problematiche della professione sempre emergenti. Non mancano riferimenti alle nostre istituzioni ordinistiche, alla legislazio-ne sanitaria e soprattutto al Codice Deontologico i cui principi sottendono atanti aspetti fondamentali e a tante problematiche nuove rispetto al passato, cuiil professionista della salute è quotidianamente posto di fronte. Esprimo pertanto il mio compiacimento più sincero, certo di riportare ilparere positivo del Comitato Centrale della FNOMCeO, sia alla Casa Editricedel resto già ampiamente nota per la proficua attività da lungo tempo svoltain campo sanitario, sia agli Autori che con il loro pregevole contributo hannodato maggiore lustro all’iniziativa. 23.
XXIV Manuale della Professione MedicaPer un nuovo professionalismo medicofondato sull’alleanza terapeutica* La malattia, al centro del tradizionale paradigma biomedico e al quale, apartire dalla metà dell’800, si è saldamente ancorata la travolgente ascesa delprofessionalismo medico del ventesimo secolo, oggi configura in realtà unasorta di oggetto fluttuante all’interno dello spazio definito da tre diverse ed avolte conflittuali rappresentazioni: quella del malato, quella del medico, quelladella società. In questo spazio si muovono con discrete fortune culture della salute edella cura “non ortodosse”, alcune relativamente vecchie (medicine e pratichenon convenzionali), altre del tutto nuove: il self-care, il well-being. La malattia, territorio indiscusso dei dottori, rappresenta in questi tempi,o meglio in questo nuovo secolo, un fenomeno multidimensionale in costantemutamento non solo per gli aspetti tecnico scientifici, ma anche come prodot-to dell’interazione delle esperienze soggettive delle persone malate e dei nume-rosi condizionamenti che la società nel suo complesso, per scelte economiche,politiche ed etiche, impone alle pratiche professionali ed alle stesse possibilitàdi scelta dei cittadini. La moltiplicazione e la segmentazione dei saperi e delle competenze inmedicina ed in sanità è paradossalmente diventato un tallone d’Achille dellatradizionale dominanza tecnica del medico, laddove ha prima determinato epoi incentivato lo sviluppo di nuovi professionalismi sanitari che oggi lambi-scono e talora invadono gli storici territori di attività esclusiva del medico edell’odontoiatra. Questi processi destabilizzano in modo pervasivo le basi cognitive e rela-zionali dell’esercizio professionale, producendo evidenti disagi nella misura incui impongono risposte efficaci e coerenti ai cambiamenti che coinvolgonomedici, medicina e sanità, salvo scontare una sostanziale marginalità tecnica,civile e sociale della professione. Anche questo ci insegna la storia che abbiamo inteso raccontare in questo vo-lume dedicato a cento anni di professione, naturalmente vissuta in contesti socia-li, civili e tecnico scientifici diversi ma straordinariamente accomunata da ragionie passioni professionali che intatte dobbiamo consegnare al secolo che verrà.*Introduzione al volume Centenario	della	istituzione	degli	Ordini	dei	Medici, pubblicato daFNOMCeO (2010). Per gentile concessione FNOMCeO. 24.
Indice XXV Abbiamo infatti bisogno della forza di quelle passioni e di quelle ragioniper comprendere il fenomeno, all’apparenza paradossale, secondo il quale, nelvissuto e nel percepito dei medici, siano avvertite profonde incertezze sui finie sugli scopi della medicina, della sanità e dello stesso esercizio professionalein una fase in cui è invece in crescita esponenziale il grande patrimonio civile esociale che ha costruito l’ascesa e l’affermazione della dominanza del professio-nalismo medico e cioè i saperi e i poteri della medicina sulla salute e sulla vita. Queste incertezze vanno affrontate individuando i determinanti dei gran-di processi di cambiamento, valutando il loro impatto tecnico professionale,etico e sociale sul complesso sistema delle cure e dell’assistenza, sulle praticheprofessionali, per contrastarne le derive minacciose, per accettarne invece lesfide capaci di produrre miglioramenti e prospettare in tal modo un riposizio-namento, autonomo e responsabile, della professione medica nel core di queiprocessi decisionali che oggettivamente le competono e dai quali sempre piùspesso risulta emarginata. Oggi, forse più di ieri, non è facile rivendicare ruoliautonomi ed avocare responsabilità in un contesto che, sempre più spesso,mette in evidenza preoccupanti inadeguatezze del decisore politico ad assu-mere le scelte che gli competono sugli aspetti direttamente connessi con ilcorpo umano e con i suoi valori etici e civili e più in generale con le questionidi carattere sanitario concernenti le garanzie dell’equità e dell’efficacia dellatutela della salute. Le scelte in sanità coinvolgono diritti dei cittadini e libertà delle persone e,anche per questo, hanno bisogno di una politica buona, capace cioè di sceglieregli indirizzi con autorevolezza, trasparenza e responsabilità, così come di unagestione dei servizi di cura ed assistenza competente ed efficiente nell’uso dellerisorse. Questo cerchio virtuoso fatica a chiudersi, se i professionisti sono tenutinell’angolo, ridotti ad una anonima prima linea, esposta su un fronte scon-finato di mediazioni difficili tra presunte infallibilità e i limiti oggettivi dellamedicina e dei medici, tra domande infinite e risorse definite, tra speranze edevidenze, tra accessibilità e equità, tra chi decide e che cosa si decide. In questi nuovi contesti, assume una straordinaria rilevanza il compito diesercitare un ruolo efficace di indirizzo e governo della qualità dell’esercizioprofessionale non solo inteso come buona pratica tecnica ma anche comeconsapevole e responsabile assunzione di responsabilità civili e sociali nellagaranzia del diritto alla tutela della salute nel secolo che verrà. La storia che proponiamo ci consegna la speranza di una missione possi- 25.
XXVI Manuale della Professione Medicabile, quella cioè di poter responsabilmente e legittimamente saldare interessiprofessionali ad interessi generali della comunità. È ancora possibile che la professione medica possa cessare di subire e co-minciare a stupire se abbandonerà logiche e culture del passato, troppo spessoridotte a mera difesa di interessi immediati e parcellizzati, nell’illusione miopeche salvando le rispettive parti si possa salvare il tutto. Queste logiche e queste culture hanno chiuso i medici nelle varie ridotteprofessionali, i Sindacati di categoria, gli Ordini, le Società Medico-scientifi-che, ognuno legittimamente ed orgogliosamen el nuovo paziente-impazienteed esigente, ma il frutto più prezioso di intelligenze, di culture, di esperienzee sofferenze che hanno profondamente caratterizzato e talora condizionato iprofili etici, civili e sociali di grandi questioni attinenti a diritti costituzional-mente protetti. Il Codice Deontologico, approvato nel dicembre 2006, si colloca all’inter-no di questa tradizione e, rispetto al precedente del 1998 che aveva recepitoi principi bioetici della Convenzione di Oviedo, appare ancora più positivoe propositivo, ancora meno paternalista e più lontano dalle suggestioni deivecchi poteri e dei tradizionali autoritarismi della medicina e dei medici, perrafforzare invece una relazione medico paziente, equilibrata, di pari dignità,fondata sull’informazione e sul consenso che, nel momento di ogni scelta, di-venta un’alleanza. Un passaggio culturale e professionale non facile e non scontato che per al-cuni suona ancora come una rinuncia o quantomeno come una intollerabile limi-tazione all’esercizio di una delega storicamente dominio indiscusso dei medici, inaltre parole una sorta di capitolazione dell’autonomia del medico al prorompen-te emergere di un forte protagonismo del cittadino nelle scelte, a questo titolovariamente ridefinito come impaziente, consumatore, prepotente, esigente. Può così accadere, ed alcune esperienze lo confermano, che i conflitti oggieffettivamente comprimenti l’autonomia dei medici ed oscuranti ruoli e poteri,quali ad esempio i limiti oggettivi della medicina e dei medici a fronte di atteseillimitate, la sostenibilità economica dei servizi sanitari scioccamente giocata suvincoli burocratici imposti, l’esasperato contenzioso medico legale, predatoredi fiducia e di risorse ed alla base di devastanti pratiche difensive, i laceranticonflitti etici sulle scelte di inizio e fine vita, vengano talora identificati comeil prodotto di una ipertrofia del principio di autodeterminazione del paziente. Il tramonto della storica “dominanza medica” rischia così di scaricare tuttoil suo potenziale di frustrazioni professionali nella relazione di cura, sollecitan- 26.
Indice XXVIIdo una sorta di restaurazione di un neo paternalismo illuminato, un ritorno alpassato improponibile ed per giunta incapace a curare quel disagio. La centralità dell’alleanza terapeutica è dunque rafforzata in uno scenariodi esercizio professionale nel quale i due soggetti della relazione di cura sonoattraversati da profondi e travolgenti cambiamenti. Il paziente è più consapevole dei suoi diritti, più informato e quindi più at-tento a rivendicare ed esercitare il proprio protagonismo nelle scelte; il medicoè sempre più schiacciato tra i crescenti obblighi verso questo paziente e i vin-coli del contenimento dei costi, spesso malamente imposti e quindi percepiticome invadenti ed invasori delle sfere di autonomia e responsabilità propriedell’esercizio professionale. Ma è soprattutto cambiato il contenuto della relazione di cura:• sul piano tecnico professionale, l’esplosione delle biotecnologie, della post genomica, delle nanotecnologie, mentre esalta le potenzialità del tradizio- nale paradigma biomedico della diagnosi e cura della malattia accenden- do attese e speranze quasi miracolistiche di nuovi straordinari poteri della medicina e dei medici sulla vita biologica dal suo inizio alla sua fine, fatica invece a far comprendere i propri limiti e a motivare gli insuccessi senza perdere fiducia e ruoli;• sul piano etico alcune di queste straordinarie conquiste si accompagnano a conflitti bioetici che toccano (e lacerano) valori profondi della persona e della collettività, altre pongono seri ed inquietanti dilemmi di giustizia in ragione delle risorse limitate;• sul piano civile e sociale l’accesso equo a servizi di tutela efficaci, appro- priati e sicuri sostanzia un diritto di cittadinanza, contribuendo a determi- nare senso di appartenenza ad una comunità ed ai suoi valori di solidarietà, di libertà, di tutela dei più fragili. Ai medici di questo nuovo secolo spetta pertanto il difficile compito ditrovare il filo del loro agire posto a garanzia della dignità e della libertà delpaziente, delle sue scelte, della sua salute fisica e psichica, del sollievo dellasofferenza e della sua vita in una relazione di cura costantemente tesa a realiz-zare un rapporto paritario ed equo, capace cioè di ascoltare ed offrire rispostediverse a domande diverse. L’autonomia decisionale del cittadino, che si esprime nel consenso/dis-senso informato, è l’elemento fondante di questa alleanza terapeutica al paridell’autonomia e della responsabilità del medico nell’esercizio delle sue fun-zioni di garanzia. In questo equilibrio, alla tutela ed al rispetto della libertà di 27.
XXVIII Manuale della Professione Medicascelta della persona assistita deve corrispondere la tutela ed il rispetto dellaautonomia e responsabilità del medico, in ragione della sua scienza e coscienza. Lo straordinario incontro, ogni volta unico e irripetibile, di libertà e respon-sabilità non ha dunque per il nostro Codice Deontologico natura meramentecontrattualistica, ma esprime l’autentico e moderno ruolo del medico nell’eser-cizio delle sue funzioni di garanzia. In questo nucleo forte di relazioni etiche, civili e tecnico-professionali ilsoggetto di cura e il curante, ciascuno “auto-re” di scelte, esprimono entrambil’autonomia e la responsabilità che caratterizza ogni alleanza terapeutica e chein tal senso compiutamente rappresenta il luogo, il tempo e lo strumento perdare forza, autorevolezza e legittimazione a chi decide e a quanto si decide. Più in generale, in un progetto che si propone di superare il disagio profes-sionale di questi tempi, ci deve animare il comune disegno di una Professionevicina alle Istituzioni sanitarie, a supporto dei loro compiti di tutela della salutepubblica, ed ai cittadini soprattutto dove e quando sono oltraggiati da disin-formazione, silenzi, incapacità amministrative e colpiti nei loro diritti alla tuteladella salute da una devastazione dei territori e degli ambienti di vita e di lavoro. Una vicinanza ai cittadini, ai loro bisogni, alle loro inquietudini è oggi piùche mai indispensabile per dare risposte forti ed equilibrate ai dubbi e alleincertezze tecniche, civili, etiche, che il travolgente sviluppo della medicinainevitabilmente propone, non dimenticando mai che anche in un mondo do-minato dalle tecnologie, le parole, gli sguardi e le emozioni sono straordinaristrumenti di cura. Dobbiamo tutelare i nostri giovani, garantendone l’ottimale formazione dibase e specialistica, favorendo il loro ingresso esperto nella professione, pro-muovendo lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze derivanti da fontiautorevoli e libere da conflitti di interesse. È nostro compito contribuire a rendere il sistema sanitario affidabile peri cittadini, a vincere la sfida della sostenibilità economica assumendoci la re-sponsabilità morale e tecnico-professionale dell’uso appropriato delle risorse. Credo che questo sia l’appuntamento a cui ci chiama l’avvio del secolonuovo che si spalanca dinnanzi a noi. Non lo possiamo mancare per ritornaread essere autori orgogliosi del nostro futuro e cittadini responsabili del nostropaese. 28.
Prefazione Aldo Pagni La deontologia, intesa come il complesso delle norme di comportamentodel professionista, ha carattere essenzialmente etico, ma il rapporto del medicocon la società, e la potenza della tecnologia sanitaria, hanno reso certamentecomplessi e ineliminabili, anche se discussi, i collegamenti tra la morale e le leggi. Anche perché la deontologia (deon + logos), il discorso su ciò che si deve fare, ola scienza del dovere, resta un ampio ed elastico spazio etico-teorico, nel qualel’aggiunta professionale richiama ai doveri etico-sociali inerenti l’esercizio di unaprofessione. Tuttavia, la deontologia e il Codice deontologico non sono la stessa cosa,anche se strettamente collegati. Il Codice contiene norme deontologiche giuri-diche (che aspirano a divenire leggi), che disciplinano la pratica relativa a que-stioni concrete e specifiche frequentemente rivisitate, in relazione ai cambia-menti sociali e tecnici emergenti. La deontologia rimane il fondamento dellariflessione filosofica intorno a quei principi di etica medica, che prendendole mosse dal Giuramento di Ippocrate sono giunti fino al giuramento attuale. Etica In generale è la scienza della condotta, e si riferisce «all’insieme di scritti ediscorsi nei quali si presentano riflessioni sui problemi che si pongono pergli esseri umani quando agiscono e cercano regole e principi da seguire nellediverse dimensioni della loro vita pratica» (E. Lecaldano) Nella storia del pensiero umano, dall’antichità ai nostri giorni, si sonointrecciate variamente due concezioni fondamentali, che devono essere tenutesempre presenti quando si discute di etica.1. Una la considera come la	scienza	del	fine	cui la condotta degli uomini deve essere indirizzata e dei mezzi per raggiungerlo. Sia il fine che i mezzi sono dedotti dalla natura dell’uomo. Essa parla il linguaggio dell’ideale a cui l’uomo è indirizzato dalla sua natura, e per conseguenza dalla “natura” o “essenza” o “sostanza” dell’uomo. 29.
XXX Manuale della Professione Medica In questa concezione la nozione del bene corrisponde a una realtà perfetta (Aristotele e S. Tommaso: «il bene è la felicità» deducibile dalla natura razio- nale dell’uomo).2. L’altra la concepisce come la scienza del movente della condotta umana e cerca di determinare tale movente per dirigere o disciplinare la condotta stessa. Essa, quindi, si occupa dei “motivi” o delle “cause” della condotta umana o delle forze che la determinano, e pretende di attenersi al riconoscimento dei fatti. In questa concezione la nozione di bene è un oggetto di desiderio, normal- mente istintivo, di qualcosa che sentiamo come mancante e il cui possesso da soddisfazione («il bene è il piacere», come movente abituale e costante della condotta umana). Considerazioni generali1. L’Etica non è immutabile ed è oggetto di continue riflessioni e polemiche. Sartre aveva osservato che i periodi nei quali si avverte il bisogno di etica sono quelli di conflitto, di incertezza e di ricerca di nuovi orizzonti, non quelli in cui certi ideali sembrano realizzarsi, bensì quelli di trasformazione, di ricerca di disorientamento.2. Poiché la nozione di bene mostrava una certa ambiguità, corrispondente alle due concezioni prima citate (Bene significa ciò che è (per il fatto che è), o ciò che è oggetto di aspirazione e di desiderio ?), nel XIX secolo la nozione di valore soppiantò quella di bene nelle discussioni morali, anche per l’amplia- mento dato al significato economico del termine. E tuttavia, nello stesso periodo, si ebbe nella teoria dei valori una distin- zione analoga a quella che aveva caratterizzato la teoria del bene: 1. Un valore metafisico	o	assolutistico, indipendente dai suoi rapporti con l’uomo. 2. Un valore empiristico o soggettivistico, in stretto rapporto con l’uomo, o con le attività e il mondo umano.3. La filosofia morale suscita oggi i maggiori interessi e i maggiori dibattiti, ma secondo B. Williams, J. Mackie, T. Nagel e altri, non riuscirebbe a for- nire motivazioni plausibili alle sue pretese legiferanti per molteplici motivi: a. La crisi delle credenze morali comuni. b. Il declino delle visioni totalizzanti della realtà e della storia. c. Gli sviluppi della scienza e della tecnica in grado di intervenire e modi- ficare la costituzione biologica e psichica dell’uomo. 30.
Prefazione XXXI d. La complessità del vivere moderno e l’individuazione di nuovi codici di comportamento. e. La necessità di garantire la coesistenza tra razze, culture e forme di vita diverse.La combinazione di questi motivi spiega perché, a partire dagli anni ’70, la rifles-sione di alcuni pensatori sui problemi concreti degli esseri umani sia divenuta unadenuncia e una contestazione dell’utilità di una ricerca esclusivamente meta-etica eastratta, irrilevante per i problemi pratici e reali degli uomini. La svolta è stata definita l’irruzione dell’etica applicata, il proliferare di unaserie di ricerche etiche interessate alla soluzione di questioni morali specifiche:la bioetica, l’etica degli affari, l’etica dell’ambiente e quella degli animali, l’eticadei differenti trattamenti di persone di sesso diverso, l’etica delle generazionifuture, l’etica dell’intelligenza artificiale ecc. Insieme alla ricchezza di queste riflessioni, e del dibattito che ne consegue,non possiamo neanche escludere che, in assenza di teorie generali e di unnucleo etico comune, questo specializzarsi e professionalizzarsi dei vari campidell’etica applicata non possa provocare una pericolosa frammentazione. L’etica medica non corre, tuttavia, questo pericolo perché, dagli anni ’90,sulla base dei principi che risalgono agli albori della civiltà, i medici hannosempre affrontato responsabilmente i nuovi problemi etici generati dagli svi-luppi della medicina in tema di nascita, morte e cura degli esseri umani, cherichiedevano soluzioni urgenti, e non potevano essere soddisfatte né dalle legginé dalla meta-etica. In questa prospettiva, scrisse S.E. Toulmin nel 1986, la medicina ha salvatol’etica dall’astrattezza. Etica medica Da sempre filosofia e medicina sono state intrecciate, e tale intreccio ècontinuato almeno fino al XVI secolo quando gli studi medici e quelli filosoficifacevano parte del curriculum degli studi di coloro che volevano esercitare laprofessione di medico. La separazione avvenne nel XIX secolo con l’introduzione del metodo speri-mentale in medicina di C. Bernard, quando la disciplina si trasformò in una scienza. Dalla metà del secolo scorso i progressi compiuti dalle conoscenze medichehanno sollevato molti problemi filosofici, sia sotto il profilo dell’epistemologia 31.
XXXII Manuale della Professione Medicadel sapere medico, che dell’analisi dell’agire medico, e il cammino della medi-cina e quello della filosofia hanno ricominciato nuovamente ad incontrarsi. Quei progressi hanno richiamato anche l’attenzione dei sociologi sui rap-porti tra società e medicina, l’interesse per le valutazioni economiche nelledecisioni dei medici, e nel ’70 la nascita della bioetica, definita come «lo studiosistematico della condotta umana nell’area delle scienze della vita e della curadella salute, quando tale condotta viene esaminata alla luce dei valori e deiprincipi morali». Le riflessioni e le ricerche della bioetica hanno preso in esame una grandequantità di problemi: dall’eutanasia all’aborto, dallo statuto dell’embrione allafecondazione assistita, dall’accanimento terapeutico alla fine della vita, dallanatura della persona al suo rispetto, dalla genetica alla sperimentazione animalee a quella clinica, e sicuramente hanno influenzato positivamente la deontolo-gia medica. In questi ultimi tempi, tuttavia, la bioetica, trasformatasi da riflessione difilosofia morale in un’etica normativa ispiratrice di provvedimenti legislativi adhoc, ha rischiato di far sparire i confini tra bioetica, etica medica e deontologia,ignorando che l’etica medica, ispiratrice della deontologia, è per tradizione mil-lenaria equidistante da etiche laiche e religiose contrapposte. La medicina in quanto tale non si configura come una ricerca scientificadella verità, bensì come un’applicazione pratica delle conoscenze scientifichein rapporto alle esigenze imposte dal contesto umano, unico e irripetibile, nelquale si svolge l’incontro clinico La medicina, infatti, è una prassi particolare, un’attività scientifica volta albene del paziente. Le decisioni prese dal medico sono intese soprattutto a indi-viduare il procedimento terapeutico “buono e giusto” per il singolo pazienteche ha in cura. È questa specifica constatazione a legare la medicina all’etica,perché una decisione clinica non è mai un atto puramente cognitivo, ma hasempre un fine che è di natura etica e si identifica con il bene del paziente. E.D. Pellegrino, insieme al suo collaboratore D.C. Thomasma, ha soste-nuto che ciò che chiamiamo il bene del paziente è composto da quattro ele-menti diversi: 1. Il bene biomedico. 2. Il bene percepito dal paziente. 3. Il benedel paziente in quanto persona. 4. Il bene supremo, secondo cui il pazienteregola le sue scelte. «Per esercitare la professione medica in modo virtuoso, hanno scritto,sono necessarie alcune disposizioni: senza dubbio l’attenzione scrupolosa alla 32.
Prefazione XXXIIIconoscenza e anche all’abilità tecnica, ma anche la compassione (…), la bene-ficità e la benevolenza (…), l’onestà e la fedeltà alle promesse; forse talvoltaanche il coraggio. Si tratta dell’intero elenco delle virtù definite da Aristotele:giustizia, coraggio, temperanza, magnanimità, generosità, mitezza, prudenza,saggeza». Deontologia La deontologia medica si alimenta, come scrive Barni, «ancora dell’inesau-sta sorgente dell’etica medica, ispiratrice dei doveri di ogni tutore della salute,che nei millenni della civiltà occidentale si è deprivata, sia pure in parte, dellearcane suggestioni e dei fatalismi esoterici, ancora peraltro dominanti sull’altramedicina». La deontologia essendo la traduzione dei principi etici della medicina, nondeve mai contrastare con questi e deve rispettare l’equilibrata coesistenza tradiritti del cittadino e doveri del medico. “La notevole mole di documenti diffusi nel corso degli ultimi anni (rispettoalla storia millenaria della medicina), aveva scritto F. Introna nel 1996, dimostrache l’Etica professionale medica (e quindi la somma dei doveri da osservareper rispettare quell’Etica), non tanto è cambiata (né poteva cambiare) quantosi è complicata per due motivi principali:1. Ai doveri del medico (che sono sostanzialmente quelli di sempre), si affian- cano i diritti dei cittadini onde più chiaro diventa il principio secondo cui il primo dovere del medico sta nel rispettare “i diritti dell’uomo”, sano, malato, fanciullo o anziano, libero o prigioniero, povero o ricco, modesto oppure illustre.2. Il progresso tecnologico della medicina, nella diagnosi e nella terapia, suscita dubbi, timori e interrogativi nel medico impegnato in uno speci- fico caso, e poiché egli non sempre ha un’autentica sensibilità e una prepa- razione culturale nel campo dell’etica, il Codice deontologico gli fornisce una Guida (ovverosia un reticolo di norme etiche dettagliate) per decidere come comportarsi. 33.
Riflessioni per una nuova deontologiaNel centenario degli Ordini dei Medici 34.
Indice 1 Etica e deontologia Le radici storico-culturali della bioetica e del biodiritto, categorie conven-zionali atte a ispirare e definire un’armoniosa biopolitica, forse inattingibilema necessariamente perseguibile a livello globale e nazionale, si alimentanoancora dalla inesausta sorgente dell’etica medica, ispiratrice dei doveri di ognitutore della salute, che nei millenni della civiltà occidentale si è deprivata, siapure in parte, delle arcane suggestioni e dei fatalismi esoterici, ancor peraltrodominanti sull’altra medicina (nota 1). Le alterne vocazioni relazionali tra ga-ranti, operatori e fruitori del progresso tecnico-scientifico hanno in effetti ser-bato, pur nella tensione massima del nostro tempo, la continuità del filo rossodell’umanesimo. E il medico, oggi meno che mai solista nella concertazione enell’esecuzione di un’adeguata tutela della salute, raccoglie ed esprime, nell’es-senzialità simbolica e nella responsabilità delle scelte, la chiave di lettura delcamaleontico scibile conoscitivo essenziale e variabile in ogni vicenda diagno-stica e curativa della malattia dell’uomo, intesa sempre di più in un’accezione dibenessere, ieri sconosciuta, oggi controversa. L’etica medica ha dunque percorso e innervato la storia della medicina, anzine ha supplito la scientificità in proporzione inversa dall’aurora ippocraticadel nostro tempo sanitario, costituendosi, d’altronde, come garanzia per unaincompiuta liberazione dalle ormai remote presunzioni magiche e paternalisti-che e dall’agghiacciante dottrina moderna della onnipotenza scientifica e peruna rispettosa valorizzazione di un patrimonio sociale, la salute, la vita, sempremeglio inteso nella sua duplice pertinenza individuale e collettiva e scandito neitermini non necessariamente coincidenti di sacralità e di qualità. Il rivoluzionario incontro tra buona medicina e buona filosofia, soprattuttopolitica, non rifiuta in effetti il retaggio di un mito, di un giuramento (nota 2) cheil tempo ha peraltro sfumato e sfrondato serbandone non tanto le ridondanzeretoriche, quanto il magistero civile per una sintonia vecchia e nuova tra scienzae coscienza, tra autonomia e responsabilità: termini che definiscono il sensodella vera alleanza terapeutica da perseguire non tanto tra persone quanto tradoverosità intimamente sentite e/o coerentemente disciplinate, seguendo unpercorso tortuoso ma essenziale al fine di offrire giusti indirizzi alla missionemedica, verso una acquietante ed equa dimensione giuridica. Si staglia cosìe si alimenta proficuamente una categoria nomologica, incisa nella coscienzaprima che nelle tavole, la deontologia medica, magmatico ma imprescindibile com-plesso di precetti, variamente intesi, talvolta solo teoricamente sentiti e spessonon compresi dai personali egoismi e dal pubblico potere: ma pur sempre 35.
2 Manuale della Professione Medicaposti a salvaguardia reciproca dei protagonisti della vicenda sanitaria (nota 3),così come esige la nostra Costituzione repubblicana. Nel nostro paese il ruolo formativo della dottrina deontologica anche neisuoi riflessi giuridici è stato da almeno tre secoli assunto da una disciplina, lamedicina legale, sviluppatasi nella sua autonomia in ossequio alla necessità tuttamoderna e civile di stabilire regole e metodi e di fornire specialisti per un im-pegno pubblico e privato, alimentato da un modus operandi tecnico-culturale e dauna forma mentis professionale, sempre più arricchiti e potenziati dal progressoscientifico, essenzialmente versati sulla condizione umana, attenti allo sviluppodella persona sino alla fine della vita e oltre, passando attraverso le catego-rie della maturazione somatica e mentale, della sessualità, della riproduzione,della malattia, della lesività, delle inabilità; una disciplina che non poteva nonassumere connotazioni e responsabilità socio-politiche ed etiche oltre che me-ramente criminalistiche, quest’ultime, di peculiare e specifico interesse forense(nota 4). Così la deontologia italiana si è qualificata sempre di più e sempre meglio(nota 5), a sua volta diversificando la nostra medicina legale dalle consorelle an-glosassoni e nordeuropee (inflessibilmente rimaste a presidiare la fucina dellefunzioni criminalistico-forensi, d’altronde connaturate al sistema di common law)(nota 6), rendendola sensibile stazione ricevente di stimolazioni sociali, opifi-cio operoso di soluzioni e di valutazioni in ambito assicurativo, assistenziale,pensionistico, sempre presente là dove la società organizzata recluta paradigmiscientifici e capacità d’apprezzamenti tecnici equi e controllabili, assolutamentenecessari allorché previsioni normative e pulsioni etiche esigano giudizi relativial substrato biologico, fisico e mentale della persona. Così si è consolidata unavocazione al biodiritto specialmente in ambito di medicina pubblica, allorché siè resa necessaria la doverosa e talvolta ineludibile collaborazione della medicinae del medico e dei professionisti sanitari ai fini dell’affermazione e del soddi-sfacimento di esigenze umane, non soltanto protettive della salute e della vitadi ciascuna persona (anch’esse peraltro esperibili solo nel rispetto dei dirittifondamentali dell’individuo: alla riservatezza, alla libertà, alla dignità) ma an-che (e in armonia con le prime) strumentali per una difesa sociale sempre piùattenta e matura contro il delitto, le inabilità e le disuguaglianze, contribuen-do così all’edificazione di un sistema sociosanitario ispirato all’efficienza, allaqualità, alla sicurezza, all’eticità. Ed è qui che la deontologia acquisisce ancheuna necessaria dimensione giuridica per opera di norme non solo autoctone,ma anche strettamente correlate alla giurisdizione che peraltro non possononé debbono forzare (queste ultime) né la libertà professionale, né l’autonomia 36.
Riflessioni per una nuova deontologia 3scientifica, né la coscienza dell’operatore e tanto meno la libertà e la dignità deicittadini, come è in altri momenti sciaguratamente occorso (nota 7). Le regole	giuridiche, e in primo luogo quelle penali e quelle afferenti al dirittosanitario, dalla tutela del segreto medico (art. 622 cp), all’obbligo di referto (art.365 cp), di denuncia delle malattie infettive e diffusive e di certificazioni (finoalle questioni inerenti la sperimentazione nell’uomo e la tutela della privacy) el’etica medica, genuinamente laica seppure attenta e non indifferente a una cul-tura assistenziale permeata di messaggi d’ispirazione pastorale (nota 8), hannoslatentizzato la prevalente essenza pubblicistica della deontologia italiana. Essaha saputo rendersi sensibile più di ogni altra disciplina medica, nella secon-da metà del Novecento, alle raccomandazioni sopranazionali d’indole bioeti-ca relative alle intemperanze della ricerca (fin dalla sentenza di Norimberga dicondanna dei medici nazisti), alle grandi vulnerabilità globali quali colpisconosegnatamente il bambino, la donna, gli handicappati, i diversi, alle degradazionidell’ecosistema, all’esasperarsi delle disuguaglianze, trovandosi così nelle con-dizioni ideali per raccogliere il messaggio esaltante (e ormai tradito) di una bio-etica sorta non tanto dal magma delle speculazioni di filosofia politica e morale,quanto da soprassalti di responsabilità nei confronti delle energie slatentizzatedal progresso e intesa come presidio atto a denunciare e, se del caso, a contra-stare la pervasività della speculazione scientifica (spinta talora dall’avventuri-smo) fin nelle più intime matrici biologiche della vita, e quindi appassionata aitemi di frontiera che indagano e prospettano l’essere e il divenire dell’uomo,ma anche felicemente interessata ai problemi del quotidiano, inerenti la tuteladella salute, della riservatezza, della sicurezza, della dignità personale. Si è così affermata – ed è questo un dato fortemente positivo – la nuovadeontologia (doverosità) del medico e degli altri esercenti le professioni sanita-rie, che tende a ricercare nel professionista sanitario spazi di attenzione e disensibilità per gli aspetti umanistici e morali, essenziali quanto quelli tecnici,per l’esercizio dell’arte sanitaria e che permea di saldezza giuridica e di signifi-catività etica i nuovi codici comportamentali ispirati anche e sempre di più dadirettive sopranazionali generali (come la Convenzione	di	Oviedo	sui	diritti	dell’uomo	e la bioetica, siglata il 4 aprile 1997 e da tempo ratificata dal Parlamento italiano)(nota 9) e da codificazioni particolari e nuovissime (sulle tossicodipendenze,sulla sperimentazione dei farmaci, sulla tutela della privacy, sulla terapia del do-lore, sull’accertamento della morte, sui trapianti d’organo ecc.) (nota 10). La deontologia ha fatto tesoro dei principi bioetici fondamentali conden-sandoli e consolidandoli nel Codice di Deontologia medica, trasferendoli quali do-veri ineludibili nella propria trattatistica e affidandoli alla coscienza del medico 37.
4 Manuale della Professione Medica(nota 11). E sebbene nella profusione di regole deontologiche si senta vivis-sima l’ispirazione proficua di una bioetica sostenitrice (nota 12), l’obiettivoepistemologico anela comunque all’armonia possibile tra scienza, diritto (quiespresso in primo luogo dalla Carta costituzionale) e morale cui è essenzialel’accettazione consapevole e preparata ad accogliere da parte di ciascuno re-sponsabilità eticamente e giuridicamente irrifiutabili. Il contributo della bioetica La deontologia medica fino agli ultimi decenni del secolo scorso è sta-ta limitata, nell’insegnamento universitario e nell’aggiornamento spinto sinoall’Educazione Medica Continua, all’enunciazione dottrinaria e all’applicazionepratica degli articoli dei codici penale e di procedura penale, e delle leggi spe-ciali di rilievo penale e sanitario, nonché del Testo Unico delle leggi sanitarie astento sopravvissuto al furore delle autonomie, dedicati alla refertazione, allacertificazione, alle denunce sanitarie, all’accertamento della morte, ai trapiantidi organi ecc. Venne dunque il tempo, intorno agli anni ’90 dello scorso secolo,della permeazione bioetica, di chiara matrice nordamericana, spesso fideistica-mente invocata quasi che il medico italiano fosse stato fino ad allora insensibileal richiamo dell’umanesimo solidaristico, carattere sempre, in realtà, presente ein lui vivido per l’antico influsso ippocratico e per i richiami culturali recepitianche dalla Costituzione. Se ne fecero promotori e partecipi filosofi e moralistinel sogno e nel segno di una medicina finalmente sensibile alla realtà sociale,intesa non tanto alla stregua di oggetto di pietas e obiettivo di “beneficità” oltreche di scienza, quanto come matrice di diritti civili non necessariamente blin-dati dalle norme del diritto positivo. Eppure molto era già stato scolpito convigorosa precisione ma, peraltro troppo lentamente inteso, nella Costituzionedella Repubblica entrata in vigore fin dal 1° gennaio 1948. La medicina legale se ne fa ancora una volta protagonista e con prontezza nerivendica il magistero nel Documento di Erice sui rapporti della bioetica e della deon-tologia	medica, entrato più tardi in un oblio senza orizzonti (nota 13).	Il ruolodecisivo del documento di Erice, e il riflesso pragmatico nell’applicazione delmessaggio della bioetica, era già stato sussunto dalla Società italiana di Medicinalegale stessa nella felice armonia del suo patrimonio (nota 14) scientifico e di-dattico (Congresso della SIMLA di Bari del 1989). La Federazione Nazionaledei Medici (FNOMCeO), interpretando il malessere di una professione lusin-gata dal novum bioetico e, per contro, raggelata nell’interpretazione in chiavedifensivistica dei doveri della medicina e del medico quali delineati dalla Ma-gistratura e in particolare dalla Cassazione penale ed espressivi di un rigore 38.
Riflessioni per una nuova deontologia 5inusitato nei confronti del medico poco avvezzo al rispetto dell’autonomia delpaziente (negata d’altronde dai più accaniti esegeti del paternalismo e della be-neficità), riscopriva contemporaneamente il senso più ampio della deontologia,offrendole un respiro nuovo, straordinario, ancor più profondo nei subentrantiCodici di Deontologia medica e soprattutto nelle edizioni del 7 ottobre 1998e del 12 dicembre 2006, ove sono riversati principi e direttive di ispirazionesopranazionale e sono ripercorse le stesse ragioni istituzionali e giudiziarie nonpedissequamente considerate e subite, ma scolpite con la forza della ragioneinsita nell’etica della responsabilità. Del che sarà più ampiamente trattato. Certamente due fattori esterni vi hanno contribuito, l’uno di segno nega-tivo, l’altro di valenza assolutamente positiva: da una parte l’implosione del-la bioetica, “otre dei venti” improvvisamente apertosi fino a scatenare unadevastante tempesta ideologica, dottrinaria e legislativa intorno ai valori dellapersona e, quindi, agli scopi stessi della medicina, dall’altra parte l’interpreta-zione autentica della Costituzione della Repubblica, da parte della Corte Costi-tuzionale, ribelle a ogni pretesa del legislatore, regionale o nazionale che sia, dilegiferare in tema di scelte anche tecniche del medico: tendenza da respingerein quanto espressiva di un preoccupante e progressivo disconoscimento dellalibertà professionale e scientifica che troverà in Italia, nella legge 40 del 19febbraio 2004 sulla procreazione assistita e nei puntigliosi orientamenti legi-slativi sulle direttive anticipate, le più evidenti espressioni. Ne riemerge (anchegrazie al continuo messaggio della Consulta), tutto da difendere e sostenere,una deontologia professionale, fondata su scienza e coscienza, su autonomia eresponsabilità, su informazione e consenso. Ed essa soccorre e salvaguardail medico sensibile all’ascolto della voce del cittadino, ferma restando la suaposizione di garanzia nei confronti della tutela della pubblica salute e dellapubblica incolumità quando entrino in gioco interessi della collettività e delmondo del lavoro democraticamente riconosciuti. D’altronde, le bioetiche viep-più si dividono, e in modo sconvolgente sul ruolo da attribuire all’autonomiadel paziente, alimentando spesso il pallido ricorso all’astensionistica medicinadella prudenza (melius	deficere	quam	abundare). Ed è così che si è affermato con forza il significato normativo e disciplinaredegli Ordini professionali e in particolare dei medici, ma anche degli infermierie degli altri professionisti sanitari (nota 15), attraverso Codici non più corpo-rativi o autoreferenziali, ma esplicitamente capaci di recuperare, a motivo dellapreminente funzione formativa e disciplinare degli Ordini, l’ordito e il retaggiocodicistico, prevalentemente orientandoli al rispetto di dettami etici e pratici che(pur nel quadro e sotto l’imperio delle regole generali dell’ordinamento ovvia- 39.
6 Manuale della Professione Medicamente valide erga	omnes, medici compresi) esprimono il senso proprio di direttiveoperanti nel particolare contesto di delicatissimi impegni, relativi, ad esempio,ai trattamenti di fine vita, alla contemporanea reiezione dell’eutanasia attiva edell’accanimento terapeutico, alla legittimazione della leniterapia e delle terapiedel dolore, al rispetto della vita che si forma e dell’autonomia della persona (chenon può essere mortificata al solo ruolo di paziente). Ne emergono una fisiono-mia del medico e un afflato professionale, sensibili al contemporaneo apportodella scientia e della humanitas. L’ultimo atto che i giuristi auspicano (nota 16)è il riconoscimento della deontologia, non solo come dottrina e come guidacomportamentale, ma anche come autentica espressione di disciplina giuridica,ancorché molta strada debba percorrersi – ma il tempo è ormai venuto – perstabilire ex lege un più chiaro compito e onere degli Ordini dei Medici chirurghie degli odontoiatri che trasformi, oltre il centenario, un discusso aggregato rap-presentativo in un’autorità garante per la professione e per la società (nota 17).Ma qualcosa è già presente nel Giuramento del medico, premesso al più recenteCodice deontologico, l’impegno cioè, «di	prestare	la	mia	opera	con	diligenza,	perizia	e	prudenza	secondo	scienza	e	coscienza	e	osservando	le	norme	deontologiche	della	medicina	e	quelle	giuridiche	che	non	risultino	in	contrasto	con	la	mia	professione». Si afferma così chela dignità della professione non è orpello corporativo ma espressione di autono-mia scientifica e morale, bisognosa di contorni severi (quale tra l’altro l’ascoltodella voce di chi soffre) eppur capace di incidere ancora in difesa delle proprielibertà e delle proprie dignità con l’inderogabilità dell’obbligo di rendere contoimmediato e documentario delle proprie scelte), ma non turbativi della sacralitàanche etimologica dell’essere professionista (da profiteor). E tutto ciò va inteso nelsuo ordito civile e non solo “morale”, in quanto contiene e documenta precettisquisitamente medico-legali, fondati sul convinto e contagioso principio per cuila deontologia è e resta momento formativo di un aperto e duttile biodiritto, ancheperché già regolata da uno statuto o da uno strumento giurisprudenziale e disci-plinare fatto di prescrizioni la cui inosservanza è (dovrebbe essere) produttiva disanzioni disciplinari, ben più efficaci, a mio avviso, del calvario giudiziario. La massima beneficità	della bioetica si è per l’appunto espressa in ambitoculturale-normativo, tanto nello sviluppo di idee e di impegni (basti pensaread alcuni fondamentali prodotti del Comitato nazionale per la Bioetica), quan-to nella permeazione etico-deontologica dei codici professionali e in primis diquelli dei medici (2006) e degli infermieri (2009): e non è davvero un picco-lissimo merito, se è ormai certo come vetuste norme di mera prassi opera-tiva e corporativa si siano tradotte in regole di vita professionale concepitanell’effettivo rapporto del sanitario con la persona assistita in ordine ai valori 40.
Riflessioni per una nuova deontologia 7della vita, della libertà, del benessere individuale e collettivo. Meno fertile si èrivelato invece il rapporto bioetica-diritto soprattutto nell’elaborazione legisla-tiva quando ha manifestamente posto in crisi il principio di laicità, su cui tutticoncordano ma solo a parole (nota 18). Bisogna tuttavia convenire che se èvero che alle parole e alle norme dovrebbero infine seguire i fatti, le scelte, èaltrettanto innegabile la vischiosità del come,	dove,	quando. La difficoltà maggioresta forse e ancora nell’equivoco etimo della parola bioetica – purtroppo – sem-pre più nebuloso (nota 19). D’altronde, il bisogno di riflessione è sentito anche a livello internazionale daparte di chi ritiene che la bioetica sia «diventata una costellazione di giudizi in-tuitivi o addirittura di principi assoluti in nome dei quali si pretende di scioglierele questioni più delicate nel campo della ricerca scientifica e della pratica medica[…] con il risultato che spesso viene privilegiata una linea di condotta apodittica,in quanto priva di qualsiasi condivisione». Evidentemente è qui riproponibile ilproblema di una riconsiderazione della materia non solo sotto il profilo filosofi-co e/o epistemologico ma soprattutto nel cimento della pratica, che in definitivainveste e responsabilizza la temperie deontologica e – per logica derivazione – lamedicina legale. Il problema di base se l’è posto uno psicologo lucidissimo, Jonathan Baron,nel suo studio Against	Bioethics (2006, edito in Italia nel 2008), ove viene esaltatala teoria delle decisioni responsabili. Come scrive Massarenti nella prefazioneall’edizione italiana, «tale teoria assomma i pregi della prospettiva morale utili-taristica con l’analiticità della teoria delle decisioni razionali» sicché «la bioeti-ca, affrontando questioni come la sperimentazione sull’uomo, la possibilità dimigliorare la natura attraverso la genetica e i farmaci, la riproduzione assistita,le questioni di fine vita (che racchiudono le direttive anticipate, l’eutanasia e ladonazione d’organi), il paternalismo medico e il consenso informato, il conflit-to d’interesse e la ricerca farmaceutica, dovrebbe far tesoro – almeno – di unodei progressi di ricerca scientifica del ’900: la teoria delle decisioni razionali,appunto». Forse, come per ogni sapere, serviva alla bioetica applicata un metododi lavoro (almeno quello) condiviso: «nella formulazione dei pareri, della diffu-sione degli insegnamenti, nella trattazione delle emergenze (proprie della praticaprofessionale), nella funzione, infine, degli operatori» (nota 20), un metodoche a essa è sfuggito di mano. In definitiva, la summa dei doveri del medico cui questa trattazione è dedi-cata merita ormai una nuova interpretazione dei doveri che superi le vecchieelencazioni e classificazioni, traducendo lo scibile operativo scandito da unacomplessa serie di impegni e di garanzie assolutamente diversificata, molti dei 41.
8 Manuale della Professione Medicaquali offrono plurime modalità e compiti aggiuntivi al nucleo centrale e unita-rio dell’attività medica, che non è solo diagnosi e terapia, che non è più esclu-sivamente prevenzione, assistenza, riabilitazione (nota 21) ma sussume nellasua inscindibile unicità il rapporto, la relazione (che è ben più di una alleanza)tra medico e cittadino, tra medicina e società: un rapporto che non è orpelloformale sia pur doveroso, ma condizione di perfezione di un’attività articolataormai su chiare fasi, talune delle quali oserei definire precliniche. Sicché larelazione, antecedente e successiva al consenso	informato, rappresenta, più che undovere, una componente preliminare dell’atto medico, senza la quale o in difet-to della quale l’atto è di per sé imperfetto quando non illecito. Ed è un concetto,questo, che tratto com’è dal principio fondante della bioetica (l’autonomia) maanche e soprattutto, per quanto ci riguarda, dalla Costituzione della Repubblica(art. 32), trasforma un dovere medico in un diritto e al contempo in un carattereessenziale della professione medica al duplice livello culturale e operativo. Nederiva l’obbligo di una riconsiderazione complessiva dei doveri del medico, chevanno ormai distinti in doveri propri del professionista esercente di un serviziodi pubblica necessità, impegnato a soddisfare esigenze generali di tutela della sa-lute e doveri etico-giuridici del professionista verso la persona, verso il singolocittadino, verso il paziente (se ancora si voglia utilizzare un termine assai discuti-bile), intrinseci tutti all’atto medico, al rapporto di cura, all’essenziale momento dellaspecifica tutela contemporaneamente tecnico-scientifica e relazionale. Il dovere fondamentale del medico resta quello di ben operare e di armonicamentegestire le varie e variamente scandite fasi del rapporto che vanno dall’instaurarsirelazionale all’esecuzione dell’attività diagnostica, unicum di doveri di buona con-dotta, non solo tecnica ma anche e responsabilmente relazionale: e non abbiso-gna di polverose salvaguardie penalistiche (come lo stato di necessità) per esserelegittimo in sé medesimo se reso tale dalla partecipazione decisionale della persona. L’attività medica tra doverosità e legittimità La riflessione più attenta sulla pregressa giurisprudenza e sulla più autorevoledottrina convince pienamente sulla bontà della tesi della autolegittimazione dell’at-tività medica, la quale trae fondamento non tanto dalla scriminante tipizzata delconsenso informato dell’avente diritto (quale definito dall’art. 50 del vigente Codicepenale), quanto dalla stessa intrinseca finalità di tutela della salute, bene costitu-zionalmente garantito. Il riferimento alla scriminante di cui all’art. 50 cp (consensodell’avente diritto) sembra addirittura eccentrico, se inteso quale espressione di sempli-ce non antigiuridicità dell’atto medico, anche senza invocare la lettura, a suo temposcandita da parte della Consulta, dei limiti tracciati dal fantomatico art. 5 del Codi- Recommended

References: Art.1
 Art. 2
 Art. 64
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 7
 Art. 20
 Art. 28
 Art. 21
 Art. 6
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