Source: https://grembiuledacucina.wordpress.com/2018/03/11/tortelli-con-radicchio-rosso-e-saba/
Timestamp: 2019-12-14 09:33:47+00:00

Document:
Tortelli con radicchio rosso e saba | Grembiule da cucina
Dalla gentile segnalazione di una docente del Convitto R. Corso.
Per realizzare questi tortelli ho seguito pedissequamente la ricetta che ho agevolmente trovato sul web dopo che la summenzionata docente mi aveva parlato di questo piatto ideato dallo chef della scuola alberghiera di Correggio proprio per valorizzare un antico prodotto della della tradizione emiliana (e non solo).
Unica variante la forma. Ai tortelli quadrati ho preferito i miei soliti cappellacci.
Il risultato mi è sembrato davvero ottimo e ha fugato le perplessità dei miei figli nei confronti dell’uso della saba nei piatti salati.
100 g di caciotta stagionata
100 ml di saba
Mettete a cuocere le patate con la buccia.
Intanto preparate la pasta, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo.
Lavate il radicchio e tritatelo abbastanza fine.
Versate un giro d’olio in una padella e unite l’aglio schiacciato.
Fate rosolare il radicchio, togliete l’aglio e bagnate con due cucchiai di saba. Lasciate sfumare, salate e pepate, spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.
Sbucciate le patate ormai lesse e passatele al setaccio.
Grattugiate la caciotta con la grattugia grossa.
Versate sulle patate il radicchio, il formaggio e il pangrattato, aggiustate di sale e pepe.
Lessate i tortelli in abbondante acqua in ebollizione per 5-6 minuti dalla ripresa del bollore.
Scolateli con la schiumarola e conditeli a strati, con burro fuso, basilico tritato e qualche cucchiaiata di saba.
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18 pensieri su “Tortelli con radicchio rosso e saba”
Mi....semplicemente 11 marzo 2018 alle 13:08
Scusa l’ignoranza, ma la saba cos’ è?
Comunque anch’io , senza nulla togliere ai ravioli, preferisco i cappellacci
Buona domenica 🌧☔
Grembiule da cucina Autore articolo 11 marzo 2018 alle 14:24
La saba è “mosto cotto”. Non mi ricordo come la chiamava Artusi, ma la fanno in tutta Italia
giovanna 11 marzo 2018 alle 15:10
Qui si chiama vinocotto, i tuoi cappellacci sono proprio belli e penso pure ottimi senza il vin cotto che ho da anni ma che non riesco mai a usare, mio marito non ama questi sapori.
Grembiule da cucina Autore articolo 11 marzo 2018 alle 15:46
Io l’ho detto dopo. Figurati che per anni mi hanno minacciato. Non fare gli gnocchi con la saba, non fare i tortelli di castagne…..
Paola 11 marzo 2018 alle 15:45
Anche per me la saba è una novità, nel nome e perchè non l’ho mai assaggiata. Indagherò
Grembiule da cucina Autore articolo 11 marzo 2018 alle 19:17
Credo che si chiami saba anche nel modenese. In Appennino era molto usata. Un condimento povero.
Paola 11 marzo 2018 alle 19:23
Chiederò, ho delle amiche bravissime. Grazie!
Francesca 11 marzo 2018 alle 18:54
Ma sono bellissimi!! ❤ Io poi ammetto di avere un debole per il radicchio quindi per partito preso li adoro…
Grembiule da cucina Autore articolo 11 marzo 2018 alle 19:18
Grazie mille. Sono anche anche molto buoni. Un abbinamento riuscitissimo.
milesweetdiary 12 marzo 2018 alle 16:59
Io che adoro gli abbinamenti insoliti o il dolce e il salto insieme apprezzo moltissimo questo ripieno. Ciao Simona!
Grembiule da cucina Autore articolo 12 marzo 2018 alle 21:50
Devo dire che è davvero apprezzabile.
mangiareacasablog 14 marzo 2018 alle 10:01
Molto molto appetitosi! Buona ricetta complimenti! Ciao e buona giornata
Grembiule da cucina Autore articolo 14 marzo 2018 alle 14:41
Grazie Max. Mi lusunghi!
mangiareacasablog 14 marzo 2018 alle 14:57
Addirittura ti lusingo? Non sono mica Cracco 🤣🤣🤣🤣🤣 grazie ciao
Grembiule da cucina Autore articolo 14 marzo 2018 alle 15:00
Non c’è molto feeling tra il mio modo di vedere la vita e quello di Cracco!
mangiareacasablog 14 marzo 2018 alle 15:04
Nemmeno tra il mio è quello di Cracco, era così per citare un cuoco conosciuto dato che mi hai scritto che ti lusingao e io non sono nessuno. Ciao e grazie per il tuo gradito commento. Max
Grembiule da cucina Autore articolo 14 marzo 2018 alle 17:51
Macchè non sei nessuno. Forse non farai pizze margherite inquietanti da 16 euro, ma io credo che la professionalità debba avere anche decoro.
mangiareacasablog 14 marzo 2018 alle 17:52
Condivido perfettamente! Ciao grazie

References: articolo 11
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