Source: http://www.studiopaserio.com/News/Lavoro/2010/06/News.aspx
Timestamp: 2014-04-23 09:12:21+00:00

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Piano di vigilanza delle aziende stagionali Mess. Inps 16741/2010Italia Oggi 30 giugno 2010Prende il via da domani, e si protrarrà fino al 30.09 il piano di vigilanza straordinario Inps nei confronti delle aziende stagionali. Nel mirino ci sono bar, locali notturni, centri benessere, villaggi vacanze che potranno essere oggetto di ispezione per verificare l’impiego di personale non in regola.
Ricostruzione dei dati inps Mess. Inps 16252/2010Italia Oggi 30 giugno 2010Con il nuovo sistema UniEmens, il tradizionale modello DM (denuncia contributiva) è elaborato dall’Inps sulla base dei dati retributivi e contributivi inviati dalle aziende. Poichè i DM ricostruiti dall’Inps possono dar vita a discordanze con gli importi calcolati dalle aziende a titolo di contributi, l’Istituto ha previsto una franchigia di 5 euro (25 euro per quelli ricostruiti entro il 30.04).
Mobilità agli apprendisti licenziati Mess. Inps 16238/2010Italia Oggi 30 giugno 10La mobilità agli apprendisti licenziati deve essere liquidata in presenza del requisito dell’anzianità aziendale di 12 mesi, di cui almeno 6 di lavoro effettivo.
L’Inps prepara centomila ispezioni sulle invalidità civili varato dal Governo e delegato all’Inps Un programma straordinario di ispezioni è stato varato dal Governo e delegato all’Inps, in materia di verifica delle invalidità civili. L’obiettivo che si è dato il Governo è particolarmente ambizioso: verificare 100 mila posizioni per l’anno 2010 e duecentomila per gli anni 2011 e 2012. La procedura mira a verificare la sussistenza delle condizioni cliniche che determinano l’accesso all’indennità di accompagnamento e agli altri benefici previsti dalla legge, al fine di contenere il ricorso abusivo a questo tipo di istituto. Saranno vagliate le pratiche relative ai soggetti titolari di indennità di accompagnamento e che hanno un’età compresa tra i diciotto e i sessantasette anni compiuti, la cui prestazione è stata riconosciuta in data antecedente il 1° aprile 2007. Obiettivi della verifica saranno anche i titolari di assegno mensile , di età compresa tra quarantacinque e sessant’anni di età la cui prestazione è stata riconosciuta in data anteriore al 1° aprile 2007. Le Direzioni regionali Inps, avranno il compito di vagliare le domande in questione e di attivare tutte le iniziative utili con le Asl al fine di stabilire accorsi che rendano più snella e rapida l’istruttoria delle pratiche. L’istruttoria si avvierà mediante la richiesta della cartella sanitaria all’Asl di competenza che saranno tenute a metterla a disposizione dell’Inps nel minor tempo possibile. La documentazione sarà indirizzata al centro medico legale dove sarà esaminata da un’apposita commissione medica. La commissione , esaminata la documentazione, potrà eventualmente confermare la posizione del soggetto in merito al beneficio di legge, ovvero convocarlo a visita medica di controllo. Nei casi più gravi, potrà rettificare il verbale che ha dato luogo alla prestazione in essere come previsto dall’art. 10 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010. Potranno essere esonerati dal presentarsi alla visita medica, i soggetti che si trovano in una condizione di invalidità che impedisce spostamenti, o che si trovino ricoverati presso struttura sanitarie. In tal caso, l’interessato, o il soggetto che ne ha in carico la cura o l’assistenza, è tenuto a produrre apposita certificazione medica a sostegno dello stato invalidante impeditivo degli spostamenti medici. In assenza di comunicazioni preventive ovvero in caso di mancata presenza alle visite mediche da parte del soggetto rientrante nel programma di ispezioni, l’Istituto, attivate tutte le procedure previste dalla legge, procederà alla sospensione di quanto corrisposto al soggetto Studio Cassone
Inoltro domande relative allo sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello circolare Inps n. 39/2010 Le procedure relative allo sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello, sono state oggetto di numerosi interventi da parte dell’Inps. Si ricordano, tra gli altri, quello di cui alla circolare n. 39/2010, con il quale sono stati rappresentati i benefici contributivi di cui alla legge n. 247/2007 e fornite le prime indicazioni per richiedere lo sgravio relativamente agli importi corrisposti nel 2009. Con il messaggio 14586 del 2010, sono state fornite le specifiche tecniche per la composizione dei flussi XML contenenti molteplici domande di ammissione al beneficio. Infine con il messaggio 15238/2010, è stato fornito il manuale utente della procedura di sgravio al fine dell’acquisizione delle domande. Con la il messaggio n. 16214 del 18 giugno 2010, vengono precisati i criteri di accesso alla procedura telematica per l’inoltro delle domande. Dalle ore 15.00 del 21 giugno fino alle ore 23,00 dell’ 11 luglio 2010, potranno essere trasmesse via internet, sia singolarmente che tramite flussi XML, le domande utili per lo sgravio 2009. L’applicazione è disponibile sul sito www.inps.it, tra i servizi per aziende e consulenti all’interno della sezione dei servizi on-line. Di seguito vengono riportate alcune delle precisazioni pervenute all’Inps durante l’utilizzo sperimentale della procedura e si rimanda all’analisi del messaggio per un quadro completo delle problematiche affrontate. Il beneficio segue una logica di cassa e pertanto potranno essere portati beneficio esclusivamente gli importi collegati alla contrattazione di secondo livello corrisposti nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2009. In caso ci siano più contratti di secondo livello che incidono sempre sul 2009, sarà necessario inviare distinte domande con riferimento ad ogni singolo contratto. Le aziende che nel corso dell’anno 2009 hanno proceduto a corrispondere premi rientranti nel campo dell’applicazione del beneficio e che nelle frattempo hanno sospeso l’attività, sono comunque autorizzate a richiedere il beneficio di cui trattasi. Le società capogruppo, delegate allo svolgimento degli adempimenti di cui alla legge n. 12/79 per tutte le società controllate e collegate, potranno inoltrare singole domande di sgravio riferite alle medesime società. Viene precisato che l’indirizzo mail del datore di lavoro è un campo obbligatorio che deve essere necessariamente inserito nella domanda. Per le domande inviate tramite file XML, per lo sgravio del datore di lavoro e lo sgravio del lavoratore, non deve essere indicato il numero dei lavoratori. Per tutti i chiarimenti che dovessero essere ritenuti utili, viene attivato un apposito indirizzo di posta elettronica SgraviContrattazione.IILivello@inps.it .
Contratto di collaborazione Trib. Bergamo sent. 20 maggio 2010 n. 2844Italia Oggi 28 giugno 2010 Se l’attività è svolta in forma subordinata, non rileva il fatto che il contratto di lavoro a progetto sia stato preventivamente certificato da una commissione: deve essere convertito in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con effetto dal momento della sottoscrizione.
Pensioni e manovra correttiva Italia Oggi 26 giugno 2010I dipendenti che, alla data del 31.03.2010, hanno raggiunto 40 anni di lavoro e che al 30.06.2010 compiono 57 anni di età, potranno fare richiesta di pensionamento con decorrenza 1.07.2010, a condizione che presentino domanda all’Inps entro il 31.07.2010.
Assunzioni a termine Corte Giust. Ue sent.98/2009Il Sole 24Ore 25 giugno 2010Secondo la Corte di Giustizia Europea, l’assunzione a termine per ragioni sostitutive (ad esempio assenza per malattia), senza indicare il nome del lavoratore sostituito, è legittima in quanto non rappresenta un arretramento di tutela, purché riguardi una categoria circoscritta di lavoratori o le nuove condizioni siano compensate dall’adozione di altre garanzie o misure di tutela. Tali circostanze devono essere verificate dal giudice nazionale.
Sistema di sicurezza sul lavoro Italia Oggi 28 giugno 2010Per ottenere l’efficacia esimente dalla responsabilità amministrativa, le persone giuridiche, società ed associazioni anche prive di personalità giuridica devono adottare ed efficacemente attuare un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. I soggetti non obbligati all’adozione del sistema ma che lo adottano volontariamente possono chiedere una riduzione dei premi Inail.
Ferie Il Sole 24Ore 28 giugno 2010Il periodo di riposo annuale risponde a regole ben precise dettate dall’art. 36 della Costituzione, dall’art. 2109 del Codice Civile e dal D. Lgs. 66/2003. Gli ultimi interventi hanno modificato notevolmente sia i criteri di scelta dei periodi, sia gli obblighi contributivi legati alla mancata fruizione. Numerose sentenze, circolari ministeriali e interpelli hanno, inoltre, reso più chiari i confini entro i quali si devono orientare datori e lavoratori per la corretta gestione del periodo di recupero psico-fisico delle energie. Numerosi contratti collettivi infine intervengono in modo sostanziale, sia sulla durata sia sulle regole di fruibilità.
Assunzioni a termine Corte Giust. Ue sent.98/2009Il Sole 24Ore 25 giugno 2010Secondo la Corte di Giustizia Europea, l’assunzione a termine per ragioni sostitutive (ad e-sempio assenza per malattia), senza indicare il nome del lavoratore sostituito, è legittima in quanto non rappresenta un arretramento di tutela, purché riguardi una categoria circoscritta di lavoratori o le nuove condizioni siano compensate dall’adozione di altre garanzie o misure di tutela. Tali circostanze devono essere verificate dal giudice nazionale.
Disposizioni in materia di lavoratori stagionali circolare congiunta Ministero del Lavoro e Ministero dell’Interno del 18 giugno 2010 Con la circolare congiunta Ministero del Lavoro e Ministero dell’Interno del 18 giugno 2010, sono state fornite indicazioni agli Sportelli Unici della Prefettura per la gestione delle domande d’ingresso di lavoratori stagionali. La finalità della disposizione, mira a raggiungere l’obiettivo di contrastare il fenomeno del ricorso al lavoro nero e irregolare , che riguarda l’impiego di lavoratori extracomunitari. Come noto, l’impiego di lavoratori extracomunitari, in ambito stagionale, avviene soprattutto nei settori dell’agricoltura e nel settore turistico alberghiero, dove vi sono, prevalentemente nel settore agricolo, tassi di irregolarità particolarmente elevati nella gestione dei rapporti di lavoro. I flussi d’ingresso per lavoro stagionale sono stati autorizzati per l’anno in corso con D.P.C.M. del 1° aprile 2010 secondo la procedura telematica in vigore per tali domande. La nota ministeriale, invita in primo luogo le direzioni provinciali del lavoro a considerare nella sua valutazione , i comportamenti sostenuti dai datori di lavoro in precedenti decreti flussi per lavoro stagionale. In particolare, va prestata attenzione a quei datori che hanno presentato l’istanza ed hanno ottenuto il nulla osta per lavoro stagionale e che poi successivamente non hanno provveduto all’assunzione del lavoratore o nei casi ancora più gravi, abbiano dif atto richiesto la revoca dei nulla osta già rilasciati. Il datore di lavoro, continua la nota interministeriale, è tenuto ad accompagnare il lavoratore allo sportello unico per l’Immigrazione presso la Prefettura, dove si procederà alal stipula del contratto di soggiorno. La nota segnala che entro 48 ore dalla data di sottoscrizione del contratto di soggiorno, risultante dal timbro apposto dall’Ufficio pubblico, il datore di lavoro dovrà effettuare la prescritta comunicazione obbligatoria ai fini dell’assunzione. L’indicazione ministeriale sembrerebbe far riferimento alla comunicazione che di regola viene effettuata verso la Prefettura e che prevede la tempistica delle 48 ore. Al riguardo tale comunicazione è ancora valida solo per la comunicazione riguardo al disponibilità dell’alloggio ( dichiarazione di ospitalità) e non è più prevista per l’assunzione dello straniero. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro non dovesse essere più interessato all’assunzione del lavoratore stagionale, è possibile il sub ingresso di un altro datore di lavoro nella procedura, a condizione che tale sub ingresso sia debitamente motivato. In tale ipotesi il sub ingresso sarà autorizzato per un periodo uguale a quello autorizzato e per la medesima tipologia contrattuale prevista nel nulla osta al lavoro. Viene precisato che la revoca del nulal osta può avvenire solo nell’ipotesi in cui non si sia già proceduto al rilascio del visto d’ingresso e soltanto i n presenza di cause di forza maggiore adeguatamente motivate. Gli sportelli unici per l’Immigrazione, anche al fine di evitare il ripetersi del rilascio di nulla osta al lavoro consecutivi , sempre per il medesimo lavoratore, di mettere in atto tutte quelle azioni che consentano l’emanazione di un provvediemtno di nulal osta pluriennale ai sensi dell’art. 5, comma 3 ter del d.lgs. 286/98. Studio Cassone
Indennità di disoccupazione Il Sole 24Ore 23 giugno 2010L’Inps, con il messaggio n. 16825/2010, ha precisato che l’indennità di disoccupazione non spetta nel caso di dimissioni volontarie da parte del lavoratore.
Bonus contributivo per apprendisti Il Sole 24Ore 23 giugno 2010La Corte di Cassazione, con la sentenza 22.06.2010, n. 15055, ha escluso l’applicazione del regime contributivo agevolato per la trasformazione del contratto di apprendistato nell’ipotesi in cui il lavoratore cambi mansione.
Rivalutazione assegni familiari Inpdap Il Sole 24Ore 22 giugno 2010L’Inpdap, con la nota operativa 19.06.2010, n. 30, ha diramato, con effetto dal 1.07.2010 e fino al 30.06.2011, i nuovi livelli di reddito familiare per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare.
Sicurezza del lavoro: soppressione dell’Ispesl e dell’Ipsema decreto legge del 31 maggio 2010 n. 78 A distanza di circa due anni dall’entrata in vigore del Testo Unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, n. 81/08, successivamente modificato ed integrato per opera del correttivo n. 106/09, la particolare disciplina prevenzionistica ha subito una significativa evoluzione in materia di sistema istituzionale così come previsto dall’art. 5 della succitata disciplina. La rivoluzionaria novità è da ascrivere al decreto legge del 31 maggio 2010 n. 78 con il quale è stata disposta la soppressione immediata dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) e dell’Ispema, per il settore marittimo, con il trasferimento delle relative competenze all’Inail, divenuta così il nuovo polo della sicurezza. Non può omettersi di evidenziare come la predetta scelta era stata paventata già nelle precedenti legislature in relazione alla necessità di procedere ad una effettiva razionalizzazione del sistema istituzionale e ad una concentrazione delle funzioni in capo ad un unico soggetto pubblico, quale appunto l’Inail, capace di una gestione integrata dei diversi profili della salute e sicurezza sul lavoro e, soprattutto, dotato di una diffusione capillare sul territorio. Non poche perplessità e critiche sono derivate in relazione ai tempi ed ai modi di attuazione della succitata soppressione, adottata con il Dl. n. 78/2010 senza la previsione di un regime transitorio, a decorrere dal 1 giugno 2010. Tale provvedimento è stato presentato al Parlamento per la conversione in legge che, com’è noto, dovrà avvenire entro 60 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In virtù di quanto evidenziato l’Inail, oltre a svolgere le proprie funzioni, avocherà a sé tanto quelle svolte dall’Ispesl quanto quelle dell’Ipsema e che risultano puntualmente elencate al comma 5 dell’art. 9 d. lgs. n. 81/08. In assenza per il momento di concrete istruzioni operative da parte dell’Inail regna, come fisiologica conseguenza, uno stato di forte incertezza sia sugli uffici competenti che sulle procedure da osservare. Volendo trarre le conclusioni del nuovo quadro operativo promanante dal Dl n. 78/2010 si può sicuramente affermare che da oggi tutte le funzioni istituzionali prevenzionali sono da ascrivere in capo ad un unico soggetto, l’Inail, ad eccezione della sola vigilanza che rimane ben salda in capo alle Asl ed in via integrativa alle Direzioni Provinciali del Lavoro. Studio Cassone
Consultazione online del contributi accreditati Il Sole 24Ore 22 giugno 2010L’Inps sta per inviare a 20 milioni di lavoratori dipendenti le lettere con le quali dirama le istruzioni per accedere all’estratto conto e al Cud previdenziale online. Il periodo di riferimento è compreso tra il 1.01.2005 e il 31.12.2009.
Indennità di disoccupazione e dimissioni volontarie Mess. Inps 16285/2010Italia Oggi 22 giugno 2010L’Inps conferma che non è dovuto l’assegno di disoccupazione in presenza di dimissioni volontarie. Secondo la normativa vigente, la cessazione dal lavoro per dimissioni volontarie non consente la concessione dell’indennità di disoccupazione ordinaria, agricola e non agricola, con requisiti normali e con requisiti ridotti.
Contratto a termine ed assunzione di soggetti disabili Cass., sez. lav., 31 maggio 2010, n. 13285 In caso di assunzione con contratto a tempo determinato di un disabile psichico sulla base di apposita convenzione stipulata tra il datore di lavoro e gli uffici competenti, ai sensi dell’art. 11 legge 68/1999, non è richiesta l’indicazione nel contratto di lavoro delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano l’apposizione del termine. Cass., sez. lav., 31 maggio 2010, n. 13285 La Cassazione con la sentenza in esame ha avuto la possibilità di affrontare e risolvere la delicata questione avente ad oggetto la necessità di indicare le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, espressamente richieste dall’art. 1 del d. lgs. 368/2001, nell’ipotesi in cui si proceda all’assunzione di un disabile psichico sulla base di specifica previsione convenzionale ex art. 11 legge 681/1999. E sul punto è stato evidenziato come nel caso evidenziato l’obbligo di allegazione e specificazione delle ragioni giustificatrici non è richiesto ai fini della valida stipulazione del contratto a tempo determinato. Secondo quanto affermato dalla Suprema Corte l’obiettivo primario che la legge n. 68/1999 si propone è fondamentalmente quello di realizzare la “promozione dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato”. Tale finalità viene concretamente perseguita attraverso la puntuale predisposizione di strumenti che vanno dall’imposizione dell’obbligo di assunzione degli invalidi nell’ambito delle quote di riserva alla predisposizione, nei confronti dei datori di lavoro, di forme di promozione di tali assunzioni e del corretto impiego dell’invalido assunto. Oggigiorno, per poter legittimamente derogare alle prescrizioni contenute nell’art. 1 del d. lgs. 368/01, in materia di contratto a tempo determinato, si richiede, ed è opportuno evidenziarlo, la preventiva stipulazione di una convenzione tra i datori di lavoro e gli uffici competenti contenente un programma mirante al conseguimento degli obiettivi indicati. La succitata normativa può essere qualificata, senza alcun dubbio, come speciale rispetto alle generali regole vigenti in materia di costituzione del rapporto di lavoro e la predetta specialità investe anche la peculiare figura del contratto a termine. Alla luce di quanto evidenziato, la Cassazione è giunta ad affermare che non appare in linea col perseguimento degli importanti obiettivi perseguiti dalla legge 68/1999 ritenere applicabile all’assunzione di un disabile, che avvenga secondo l’art. 11 della succitata normativa, la disciplina generale delle causali giustificative del contratto a tempo determinato. Studio Cassone
Qual è la ripartizione degli obblighi in materia di sicurezza tra somministratore ed utilizzatore in caso di somministrazione di lavoro? art. 23, comma 5, del d. lgs. n. 276/03 La disciplina applicabile nella fattispecie in esame è puntualmente prevista dall’art. 23, comma 5, del d. lgs. n. 276/03, che disciplina e regolamenta la precisa ripartizione degli obblighi di sicurezza tra il somministratore e l’utilizzatore. Ai sensi della succitata norma, il soggetto somministratore è tenuto ad informare, in modo puntuale, i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute strettamente correlati allo svolgimento dell’attività lavorativa, a formare ed addestrare i medesimi in relazione all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per l’espletamento della quale essi vengono assunti, in perfetta conformità con quanto previsto dal T.U. n. 81/08. Non può tuttavia omettersi di evidenziare come, lo specifico contratto di somministrazione può porre deroghe a tali prescrizioni ponendo tali obblighi a carico dell’utilizzatore. Espressamente il succitato T.U. all’art. 5, comma 3, ascrive tutti gli obblighi in materia di prevenzione e protezione in capo al soggetto utilizzatore in quanto è lo stesso ad avvalersi ed a beneficiare, in concreto, dell’opera prestata dai singoli lavoratori. Studio Cassone
Comunicazione di assunzione lavoratori extracomunitari C.M. Interno-Lavoro 3965/2010Il Sole 24Ore 22 giugno 2010I Ministeri dell’Interno e del Lavoro hanno precisato, con una circolare congiunta, che la comunicazione di assunzione al Centro per l’impiego del lavoratore extracomunitario stagionale deve essere effettuata entro 48 ore dalla data indicata sul contratto di soggiorno sottoscritto allo sportello unico.
Godimento dei benefici contributivi ex lege 407/90 in caso di trasferimento d’azienda risposta ad istanza d’interpello n. 20 del 9 giugno 2010 I benefici contributivi di cui all’art. 8, comma 9 della legge n. 407/90 possono essere goduti anche dal cessionario per la parte residua in caso di trasferimento d’azienda. Il consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con apposita istanza d’interpello, ha sollecitato un parere del Ministero del Lavoro in merito alal questione sopra richiamata. Tale parere è contenuto nella risposta ad istanza d’interpello n. 20 del 9 giugno 2010. In particolare la questione attiene alla cessione d/azienda, all’interno della quale sono impiegati lavoratori per i quali il cedente gode dei benefici di cui all’art. 8, comma 9 della legge n. 407/90. Lo sgravio contributivo in questione prevede due diverse gradazioni: una prima, pari al 50% dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti, e una seconda pari all’intero importo dei contributi a carico del datore di lavoro beneficiario per un arco temporale pari a 36 mesi. I requisiti che consentono l’accesso al beneficio sono di seguito indicati: · il datore di lavoro deve aver provveduto all’assunzione di lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro o beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale per un periodo pari sempre a ventiquattro mesi, a condizione che le stesse non siano state poste in essere per sostituire lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi. · il datore di lavoro deve assumere i lavoratori in questione con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a tempo aprziale, di durata non inferiore a venti ore settimanali. Qualora si verifichino le condizioni sopra richiamate, al datore di lavoro viene riconosciuto uno sgravio contributivo pari al 50% ( generalità dei datori di lavoro) che arriva al 100% per le imprese artigiane e per quelle operanti nel mezzogiorno d’Italia. Per la concessione del beneficio viene dunque individuata una duplice condizione, soggettiva, e oggettiva. La condizione soggettiva, riguarda i lavoratori occupati, mentre la condizione oggettiva, riguarda la tipologia contrattuale prescelta ( lavoro subordinato a tempo in determinato con orario di lavoro non inferiore alle venti ore settimanali). Ricorrendo i presupposti di legge, conclude l’interpello, non vi sono ostacoli a che in caso di trasferimento d’azienda, il datore di lavoro cessionario, prosegua a godere del beneficio previsto, ovviamente per la sola parte residua. Con particolare riferimento alle imprese operanti nel Mezzogiorno, occorre ricordare che lo sgravio nella misura del 100% è condizionato al fatto che anche l’impresa cessionaria operi comunque in tale ambito territoriale. Studio Cassone
Indennità spettante ai collaboratori di attività di autotrasporto conto terzi istanza d’interpello da parte della CONFAPI L’indennità di trasferta e l’assoggettamento di tale indennità ai fini contributivi e fiscali nell’attività di autotrasporto, è il quesito proposto con istanza d’interpello da parte della CONFAPI. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con risposta a distanza d’interpello n. 24 del 9 giugno 2010, interviene sulla materia dell’indennità di trasferta nell’ipotesi in cui la società committente impiega nel trasporto autotrasportatori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Preliminarmente nell’interpello non viene valutata la compatibilità di tale contratto di lavoro autonomo, con l’attività di autotrasporto, tenuto conto che l’attività di lavoro autonomo che contraddistingue tale tipo di rapporto potrebbe non essere confacente con l’attività propriamente resa dagli autisti. Nell’interpello si procede ad una disamina dell’istituto della trasferta ed in particolare dell’indennità di trasferta corrisposta agli autotrasportatori per comprendere se la stessa avesse natura retributiva od anche fosse possibile riconsiderarla ai fini della determinazione dell’imponibile contributivo su cui determinare la quota dovuta all’Inps. L’interpello ripercorre le disposizioni normative e di prassi amministrativa che disciplinano l’istituto della trasferta fino ad arrivare al D.lgs. 314/97 . Al riguardo , soprattutto ai fini fiscali, il riferimento è costituito dall’art. 51 TUIR, comma 5 il quale stabilisce che concorrono a formare il reddito imponibile, le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori dal territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente euro 46,48 al giorno, elevate a euro 77,47 per le trasferte all’estero. Nell’interpello viene chiarito che ai lavoratori in questione ( autisti che svolgono attività dia autotrasporto merci per conto terzi) non è possibile la riconduzione alla figura dei trasferisti e pertanto ai fini del caso in esame, la valutazione deve limitarsi all’eventuale computabilità dell’indennità di trasferta, in considerazione del fatto che il Ministero delle Finanze, con risoluzione del 9 maggio 2000, n. 56, ha stabilito che a tale categoria di lavoratori competono somme non correlate ad una specifica trasferta, ma contrattualmente attribuite per tutti i giorni lavorativi. In definitiva, conclude, l’interpello le somme corrisposte con carattere di continuità ai lavoratori delle imprese dia autotrasporto, non correlate ad una specifica trasferta, ma contrattualmente attribuite per tutti i giorni lavorativi non rivestono natura meramente retributiva, rientrano nella base imponibile ai fini fiscali e contributivi per gli importi eccedenti di cui all’art. 51, comma 5 , ossia per gli importi che superano euro 46,48 al giorno, elevati a € 77,47 per le trasferte all’estero. Tale previsione era già a suo tempo prevista nel contratto collettivo nazionale di lavoro logistica, trasporto merci e spedizioni che prevede che il personale viaggiante nonché il personale affiancato, comandato a prestare servizio extraurbano oltre alla normale retribuzione giornaliera ha diritto ad un’indennità di trasferta in relazione al tempo trascorso in territorio extraurbano. Venendo alla questione specifica, con la Finanziaria 2007 i compensi corrisposti ai lavoratori a progetto devono essere in ogni caso proporzionati alla qualità e alla quantità del lavoro eseguito e devono tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per prestazioni di analoga professionalità, anche sulla base dei contratti collettivi nazionali di riferimento. Nel caso di specie, qualora anche per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa si decida di prendere a riferimento la disciplina della trasferta prevista per i lavoratori subordinati, questa può trovare applicazione, e quindi rientrare nella base imponibile secondo le modalità sopra richiamate, a condizione che vengano rispettati i livelli minimi di trattamento retributivo. Studio Cassone
Modifica dell’illecito nella contestazione di licenziamento Il Sole 24Ore 21 giugno 2010 La Corte di Cassazione, con la sentenza 14212/2010, ha stabilito che è possibile modificare, nel corso del giudizio, la contestazione disciplinare che ha dato luogo al licenziamento, purché i nuovi fatti addebitati al dipendente non configurino una fattispecie di illecito diversa e più grave di quella iniziale.
Regolarizzazione di colf e ordine di espulsione Trib. Perugia sent. 421/10Il Sole24Ore 21 giugno 2010La presentazione della domanda di regolarizzazione per colf e badanti di cui alla L. 102/2009 non costituisce motivo di sospensione del giudizio penale avente ad oggetto l’inosservanza dell’ordine di espulsione emesso dal questore.
Rilascio del Durc in assenza di decisione sul ricorso Il Sole 24Ore 19 giugno 2010 Il Ministero del Lavoro, in risposta all’interpello 31.07.2009, n. 64, ha affermato che l’assenza di una decisione tempestiva sul ricorso amministrativo, avverso il recupero contributivo disposto dall’Inps, non ostacola il rilascio del Durc.
Durc e associazione temporanea d’imprese risposta ad istanza d’interpello n. 19 del 9 giugno 2010 La regolarità contributiva sancita dal Durc rappresenta un elemento indispensabile sia al fine dell’affidamento di appalti per l’esecuzione di opere pubbliche, sia per il successivo pagamento in occasione dello stato di avanzamento dei lavori. Il quesito proposto dal Ministero, riguarda una particolare situazione determinatasi quando il lavoro viene affidata ad un Associazione temporanea di imprese che ha proceduto a sottoscrivere un contratto di appalto per l’esecuzione dei lavori e che poi in una seconda fase, ne affida il reale compimento ad una società consortile. Il quesito è stato proposto dall’ANCE, Associazione nazionale dei costruttori edili che ha determinato la risposta ad istanza d’interpello n. 19 del 9 giugno 2010. La questione verte sulla regolarità contributiva delle singole imprese facenti parte dell’Associazione temporanea d’imprese in quanto una di esse potrebbe non essere in regola con il versamento dei contributi e pertanto non avere un Durc regolare. Viene chiesto se tale condizione potrebbe determinare una sospensione dei pagamenti derivanti dalla conclusione del contratto di appalto, in conseguenza dello stato di avanzamento lavori. Nella risposta del Ministero, viene affrontata la questione partendo dalla disposizione di cui al d.lgs. n. 81/2008 che tratta della verifica dell’idoneità tecnico professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi. In tal senso appare evidente come la posizione di regolarità contributiva, attestata mediante un DURC regolare, debba essere verificata in capo ai due soggetti impegnati nell’appalto, ossia l’impresa affidataria e l’impresa esecutrice. Tale verifica è una verifica iniziale che necessariamente deve essere verificata all’atto dell’affidamento dei lavori. Successivamente alla stipula del contratto da parte dell’associazione temporanea di imprese, l’esecuzione dei lavori viene affidata alla società consortile costituita ad hoc che si assume tutti i rapporti che derivano dall’esecuzione dei lavori oggetto del contratto di appalto, compreso quello di sub appaltare parte dell’opera e di organizzare il proprio personale ai fini dell’esecuzione dei lavori appaltati. Sulla base di tale considerazione l’interpello distingue due diversi momenti di verifica della regolarità contributiva di cui il primo si ha all’atto dell’affidamento dei lavori ed è riferito a tutte le imprese riunite nell’associazione temporanea di imprese, mentre il secondo fa capo al momento dell’esecuzione dei lavori e necessariamente prende a riferimento la sola società consortile quale impresa esecutrice e autorizzata dal committente a stipulare contratti di sub appalto. In tal senso in occasione del pagamento delle somme previste per lo stato di avanzamento dei lavori, la regolarità contributiva deve essere verificata esclusivamente in capo alla società consortile autorizzata all’esecuzione effettiva dell’opera. Studio Cassone
Istanze per sgravi contributivi Inps Il Sole 24Ore 19 e 20 giugno 2010Italia Oggi 19 giugno 2010L’Inps, con il messaggio 18.06.2010, n. 16214, ha precisato le modalità operative per inviare le domande di sgravio contributivo sui premi pagati nel 2009, relativi alla contrattazione di secondo livello. Le istanze dovranno essere inviate telematicamente dalle ore 15,00 del 21.06 e fino alle ore 23,00 di domenica 11.07.2010. Dal 2011 potranno beneficiare dei predetti sgravi solo i premi di produttività disciplinati da accordi o contratti collettivi di secondo livello, ai sensi dell’art, 53 del D.L. n. 78/2010.L’agevolazione può essere richiesta anche nelle ipotesi di fusione per incorporazione o di cessione di azienda o di ramo di azienda.
Assegno per il nucleo familiare Il Sole 24Ore 19 giugno 2010La Corte di Cassazione, con la sentenza 18.06.2010, n. 14783, ha affermato che spettano gli assegni familiari al lavoratore per i figli naturali, minori di età, legalmente riconosciuti e conviventi, nati more uxorio.
Formazione dei rappresentanti dei lavoratori Italia Oggi 21 giugno 2010 L’obbligo di aggiornamento periodico della formazione dei rappresentanti dei lavoratori (Rls) vige anche per le aziende che occupano fino a 15 dipendenti. Quanto al contenuto di tale aggiornamento, occorre fare riferimento alla contrattazione collettiva nazionale (Ccnl), che ne disciplina anche le modalità, fissando comunque una durata minima di 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e di 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
Contributi dovuti dagli iscritti alla gestione separata per i redditi eccedenti il minimale circolare Inps n. 73 del 14 giugno 2010. L’Inps ha avviato la procedura di riscossione dei contributi dovuti dagli iscritti alla gestione artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art.2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, circolare Inps n. 73 del 14 giugno 2010. A seguito di uno scambio di informazioni con l’Agenzia delle entrate, l’Inps ha provveduto all’invio di un prospetto di liquidazione dei contributi dovuti alla gestione separata relativi all’anno 2010 con importi e causali, allegando una nota esplicativa nella quale vengono illustrate le modalità di determinazione degli importi dovuti dai commercianti e artigiani con partita iva. Per i soggetti che non sono titolari di partita iva, sono stati spediti i modelli F24 per i versamenti. Per gli artigiani e gli esercenti attività commerciali i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedenti il minimale vanno versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Per l’anno 2010 le scadenze sono fissate nel 16 giugno 2010 per il saldo 2009 ed il primo acconto 2010 e del 30 novembre 2010 per il secondo acconto 2010. Viene ricordata la possibilità di procedere ai versamento nel più ampio termine del 16 luglio 2010 anziché entro il 16 giugno 2010, aggiungendo una maggiorazione pari allo 0,40% a titolo di interessi. La maggiorazione dello 0,40%, ricorda la circolare, deve essere versata separatamente ai contributi con la causale “API” (artigiani) o “CPI” ( commercianti) e la codeline Inps utilizzata per il versamento del conseguente contributo. Il reddito imponibile da prendere in considerazione risulta pari al totale di redditi d’impresa conseguiti nell’anno 2009, al netto delle eventuali perdite sostenute nei precedenti periodi d’imposta e scomputate nei redditi dell’anno di cui trattasi. Per i soci di società a responsabilità limitata iscritti alla gestione artigiani o commercianti, la quota imponibile è data dalla quota di utili attribuita dalla società al socio stesso od anche dalla quota di reddito attribuita al socio per le società partecipate in regime di trasparenza. Per i contribuenti minimi la base imponibile per il calcolo dei contributi prende a riferimento il reddito lordo conseguito al netto delle perdite riferite agli anni precedenti. La rateizzazione è limitata alla quota di contributi relativo al reddito eccedente il minimale imponibile; pertanto la stessa non si applica alla quota base di contributi calcolata all’interno del minimale anche se l’interessato non ha ancora provveduto al relativo versamento. La prima rata, va versata entro il termine per il versamento del saldo e/o dell’acconto. Le rate successive devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza. Il pagamento rateale ha comunque come termine ultimo il mese di novembre 2010. Si ricorda che il pagamento rateale prevede la maggiorazione per il di ferimento pari all’importo dello 0,40% a cui deve essere aggiunta la quota interessi, da applicare ad ogni singola rata al tasso dello 0,5 per cento calcolato su base mensile. Gli interessi vanno indicati e versati separatamente dai contributi secondo le causali che vengono espressamente richiamate nella circolare in commento. Studio Cassone
Doppia iscrizione Inps per soci amministratori D.L. 78/2010Italia Oggi 21 giugno 2010 Con una norma di interpretazione autentica, la manovra correttiva ha ribaltato il consolidato orientamento della giurisprudenza che sosteneva che gli obblighi di iscrizione e di pagamento dei contributi all’Inps per il socio amministratore di società ricorrevano solo per la gestione previdenziale riferita all’attività svolta con carattere di abitualità e prevalenza.L’esclusione della doppia iscrizione si applica esclusivamente con riferimento ai lavoratori autonomi che svolgono più attività come commercianti, artigiani o coltivatori diretti e non anche se una delle attività autonome comporti l’iscrizione alla gestione separata.
Rimborso del t.f.r. durante i periodi di cassa integrazione Inps mess mess. 8 giugno 2010, n. 14963. L'Inps riepiloga le condizioni di rimborso delle quote di t.f.r. maturate nei periodi di C.i.g.s. maturate nei periodi di C.i.g.s./C.i.g. in deroga, l'Istituto con il messaggio 8 giugno 2010, n. 14963, In base all'art. 2, comma 2 della L. n. 464/1972 è ammesso il rimborso delle quote di t.f.r. (indennità di anzianità) maturate durante il periodo di C.i.g.s. e dovute ai lavoratori ininterrottamente sospesi e licenziati nel corso o al termine del periodo integrato. Le quote rimborsabili sono quelle immediatamente precedenti la cessazione del rapporto di lavoro: pertanto, qualsiasi evento che interrompa la continuità cronologica della sospensione (es. rioccupazione presso la stessa azienda) comporterà l'impossibilità di imputare a carico della C.i.g.s. tali quote. Non sono considerate interruzioni: l'astensione per maternità, le festività, la rioccupazione a tempo determinato presso altra impresa se preceduta da regolare comunicazione ex art. 8, comma 5, L. n. 160/1988. L'Inps precisa che non può essere considerato evento interruttivo la collocazione del dipendente in C.i.g. in deroga; ma il periodo di sospensione per intervento della C.i.g. in deroga, peraltro, non può prevedere il rimborso delle relative quote di t.f.r. maturate non essendovi norma che lo preveda specificatamente. Pertanto, può essere riconosciuto il rimborso delle quote di t.f.r., maturate durante l'intervento della C.i.g.s. (ma solo per tale periodo) anche nel caso in cui sopravvenga il licenziamento del lavoratore, dopo un ulteriore periodo di C.i.g. in deroga fruito senza soluzione di continuità rispetto alla conclusione del periodo di C.i.g.s.. Le quote di t.f.r. maturate in costanza di periodo di C.i.g.s., non essendo qualificabili come somme dovute a titolo d'integrazione salariale, sono corrisposte in rapporto alla retribuzione che sarebbe effettivamente spettata e non sono soggette quindi al massimale mensile.
Apprendistato nel settore del turismo Il Sole24Ore 18 giugno 2010Dopo l’interpello n. 25/2010 in tema di apprendistato da svolgersi in cicli stagionali, la Federalberghi ha elaborato una guida al contratto di apprendistato nel settore del turismo. Non essendo più previsto un termine minimo di durata del contratto, sono applicative le regole del Ccnl del 2007 che, nelle more di una compiuta definizione a livello territoriale, dà la possibilità di articolare lo svolgimento dell’apprendistato in più stagioni (svolgimento dei diversi rapporti di lavoro non oltre i 48 mesi consecutivi).
Godimento dei benefici contributivi ex lege 407/90 in caso di trasferimento d’azienda risposta ad istanza d’interpello n. 20 del 9 giugno 2010 Godimento dei benefici contributivi ex legge 407/90 in caso di trasferimento d’azienda I benefici contributivi di cui all’art. 8, comma 9 della legge n. 407/90 possono essere goduti anche dal cessionario per la parte residua in caso di trasferimento d’azienda. Il consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con apposita istanza d’interpello, ha sollecitato un parere del Ministero del Lavoro in merito alla questione sopra richiamata. Tale parere è contenuto nella risposta ad istanza d’interpello n. 20 del 9 giugno 2010. In particolare la questione attiene alla cessione d/azienda, all’interno della quale sono impiegati lavoratori per i quali il cedente gode dei benefici di cui all’art. 8, comma 9 della legge n. 407/90. Lo sgravio contributivo in questione prevede due diverse gradazioni: una prima, pari al 50% dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti, e una seconda pari all’intero importo dei contributi a carico del datore di lavoro beneficiario per un arco temporale pari a 36 mesi. I requisiti che consentono l’accesso al beneficio sono di seguito indicati: · il datore di lavoro deve aver provveduto all’assunzione di lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro o beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale per un periodo pari sempre a ventiquattro mesi, a condizione che le stesse non siano state poste in essere per sostituire lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi. · il datore di lavoro deve assumere i lavoratori in questione con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a tempo aprziale, di durata non inferiore a venti ore settimanali. Qualora si verifichino le condizioni sopra richiamate, al datore di lavoro viene riconosciuto uno sgravio contributivo pari al 50% ( generalità dei datori di lavoro) che arriva al 100% per le imprese artigiane e per quelle operanti nel mezzogiorno d’Italia. Per la concessione del beneficio viene dunque individuata una duplice condizione, soggettiva, e oggettiva. La condizione soggettiva, riguarda i lavoratori occupati, mentre la condizione oggettiva, riguarda la tipologia contrattuale prescelta ( lavoro subordinato a tempo in determinato con orario di lavoro non inferiore alle venti ore settimanali). Ricorrendo i presupposti di legge, conclude l’interpello, non vi sono ostacoli a che in caso di trasferimento d’azienda, il datore di lavoro cessionario, prosegua a godere del beneficio previsto, ovviamente per la sola parte residua. Con particolare riferimento alle imprese operanti nel Mezzogiorno, occorre ricordare che lo sgravio nella misura del 100% è condizionato al fatto che anche l’impresa cessionaria operi comunque in tale ambito territoriale. Studio Cassone
Sconti edili Il Sole 24Ore 17 giugno 2010L’Inail, con la nota 16.06.2010, n. 4736, ha precisato che lo sconto previsto nel settore edile, per i dipendenti a tempo pieno, è cumulabile con le agevolazioni Inail spettanti alle aziende che eseguono interventi per migliorare le condizioni igieniche e di sicurezza sul lavoro.
Addizionali Inps per copertura danno biologico Il Sole 24Ore 17 giugno 2010L’Inps, con la circolare n. 75/2010, ha comunicato gli importi delle addizionali Inail a carico delle aziende agricole a titolo di copertura del danno biologico. Tale recupero sarà operato, mediante modello F24, in occasione del versamento dei contributi dovuti per il 4° trimestre.
Soci di s.r.l. commerciale (Art. 12, comma 11) decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 E' stato pubblicato sul S.O. n. 114 alla G.U. n. 125 del 31 maggio scorso il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, entrato in vigore lo stesso giorno e recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica". Il comma 11 dell'art. 12 fornisce l'interpretazione autentica dell'art. 1, comma 208 della legge n. 662/1996, nel senso che le attività autonome, per le quali opera il principio di assoggettamento all'assicurazione prevista per l'attività prevalente, sono quelle esercitate in forma d'impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell'Inps. Il principio della prevalenza di cui al richiamato comma 208 non si applica, invece, ai rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l'iscrizione alla Gestione separata del lavoro autonomo, di cui all'art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995. Vengono così meno gli effetti della sentenza n. 3240 depositata il 12 febbraio 2010 dalla Corte di Cassazione a sezioni unite, secondo cui l'Inps avrebbe dovuto decidere a quale gestione, e solo a quella, i soci delle s.r.l. del settore commercio avrebbero dovuto iscriversi in caso di attività prestata nell'impresa da cui percepiscono anche un compenso quale amministratori. A seguito dell'interpretazione del Governo, i suddetti soci devono iscriversi nella Gestione pensionistica del commercio, in presenza dei presupposti di prevalenza ed abitualità, nonché alla Gestione separata dell'Inps a seguito dell'erogazione di un compenso come amministratore. Studio Cassone
Versamento contributi sospesi per calamità Il Sole 24Ore 16 giugno 2010L’Inps ha ricordato che i contributi che sono stati sospesi in occasione del sisma in Abruzzo, da aprile a novembre 2009, devono essere versati in 60 rate mensili, a decorrere da oggi. L’Istituto ha chiarito, inoltre, le modalità di recupero dei contributi sospesi per l’alluvione di Messina, l’incidente ferroviario di Viareggio e le calamità che hanno colpito le Province di Pisa, Lucca e Massa Carrara.
Licenziamento: anche la condotta colposa può far venir meno il rapporto fiduciario sentenza 8 marzo 2010, n. 5548 La semplice condotta colposa del lavoratore può violare i doveri di cautela ed attenzione e, quando è abbinata ad un rapporto fiduciario, come la custodia di beni patrimoniali dell'azienda, può portare al provvedimento disciplinare del licenziamento. Così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza 8 marzo 2010, n. 5548, permettendo di approfondire il concetto di "giustificato motivo soggettivo" sotteso al licenziamento. La vicenda nasce dal ricorso presentato da un lavoratore per sentire annullare il licenziamento in tronco comminatogli dalla società di autotrasporti da cui dipendeva, con le conseguenze reintegratorie e risarcitorie previste dall'art. 18 della L. n. 300 del 1970. In punto di fatto, era accaduto che il ricorrente, autista addetto a trasporti eccezionali, nel condurre un autoarticolato della società, mentre percorreva l'autostrada in vicinanza di un blocco del traffico su tutte le corsie, pur frenando ed effettuando una manovra di emergenza, entrava in collisione con un automezzo pesante fermo sull'autostrada, finendo fuori strada. La società datrice di lavoro lo licenziava senza preavviso ritenendo che il sinistro fosse addebitabile alla sua negligente condotta di guida. In giudizio la società stessa si costituiva, proponendo finanche una domanda riconvenzionale, volta ad ottenere il risarcimento del danno nella misura del valore dell'automezzo andato distrutto. Il Giudice di primo grado rigettava la domanda del ricorrente, sostenendo che il recesso era supportato dalla giusta causa, ed accoglieva la domanda riconvenzionale dell'azienda per un determinato importo. La Corte di Appello, chiamata a pronunciarsi su ricorso del lavoratore, riformava parzialmente la sentenza impugnata, dichiarando pur sempre legittimo il licenziamento, stavolta assistito da giustificato motivo soggettivo e non da giusta causa, e riducendo di circa un terzo la condanna al risarcimento danni del lavoratore. Specificamente, per quanto riguarda il licenziamento, i Giudici di appello lo ritenevano fondato su di un giustificato motivo soggettivo, rappresentato dal fatto che il lavoratore, nel condurre l'autoarticolato, si era distratto dalla guida mentre percorreva l'autostrada, che peraltro si trovava in condizioni di tempo e luogo giudicate ottimali. Il lavoratore si rivolgeva, quindi, alla Corte di Cassazione, lamentando, tra gli altri motivi, la circostanza secondo cui i Giudici del merito avevano trascurato, nel verificare la giusta causa di licenziamento, l'intensità dell'elemento soggettivo dell'illecito disciplinare e la sua inettitudine a "negare gli elementi essenziali del rapporto di lavoro ed in particolare quello fiduciario". In sostanza, la negligenza dovuta a colpa non sarebbe idonea ad integrare la giusta causa del recesso, che, ai sensi dell'art. 2119 cod. civ., è individuata, come noto, nella causa che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro, incidendo direttamente sulla fiducia che deve improntare le relazioni tra datore e lavoratore. La Suprema Corte non accoglie tale censura. Afferma che anche una condotta colposa del lavoratore, benché non indicativa di un'aperta ribellione alla disciplina dell'impresa, può rivelare una violazione dei doveri di cautela e di attenzione pregiudizievole del rapporto fiduciario, specie quando il datore abbia affidato al prestatore di lavoro l'uso e la custodia di beni patrimoniali di rilevante valore. Peraltro, la Suprema Corte evidenzia, conclusivamente, che, non essendo stato specificatamente investito dal ricorso il tema della proporzionalità della reazione espulsiva rispetto alla gravità del comportamento colposo del ricorrente (oggetto viceversa di specifica analisi nella sentenza impugnata), resta acquisita la valutazione in proposito operata dai Giudici dell'appello, secondo i quali la condotta descritta integra un giustificato motivo soggettivo di licenziamento, da cui ne consegue il rigetto dello specifico motivo di ricorso. La sentenza in rassegna si segnala per dare un contributo alla nozione del "giustificato motivo soggettivo", che l'art. 3 della L. n. 604 del 1966 individua nel "notevole inadempimento degli obblighi del prestatore di lavoro". In realtà, la pronuncia della Cassazione conferma la legittimità del licenziamento sotto il profilo della ricorrenza del giustificato motivo soggettivo, come individuato dalla Corte di Appello, e non anche della giusta causa, posto viceversa a fondamento della sentenza di primo grado. Tuttavia, la nozione di giustificato motivo soggettivo deve essere interpretata tenendo conto della nozione di giusta causa dettata dall'art. 2119 cod. civ., richiamato dall'art. 1 della stessa L. n. 604/1966. Tra le due nozioni, come insegnano la dottrina e la giurisprudenza, non esiste una differenza qualitativa ma solo quantitativa, che si sostanzia nella differente gravità dell'inadempimento (Cass. n. 6609/2003): la giusta causa, in altre parole, sarebbe un giustificato motivo soggettivo caratterizzato particolarmente dal fatto che, per la sua entità e gravità, rende improseguibile il rapporto. Anche la giurisprudenza è d'accordo nel ritenere che le due nozioni corrispondono a forme d'inadempimento differenziate solo sul piano quantitativo, costituendo due species di un unico genus, entrambe integrate dalla colpevole violazione, da parte del lavoratore, degli obblighi di diligenza, richiesti dalla natura delle prestazioni assegnategli, o di obbedienza alle disposizioni impartitegli dall'imprenditore e dai suoi ausiliari (Cass. n. 765/1991). Sia la giusta causa che il giustificato motivo soggettivo costituiscono qualificazioni giuridiche di comportamenti ugualmente idonei a legittimare la cessazione del rapporto di lavoro, l'uno con effetto immediato e l'altro con preavviso (Cass. n. 7103/1998), con la specificazione che entrambe le forme di recesso possono assumere natura disciplinare. È stato ritenuto (in tempi risalenti, ma con una pronuncia importante sotto l'aspetto sistematico: Cass. n. 2815/1985) che il particolare grado di gravità, tale da rendere impossibile la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro, che l'infrazione del lavoratore deve rivestire perché gli possa essere intimato il licenziamento in tronco per giusta causa, non esclude che anche il licenziamento per giustificato motivo soggettivo presupponga, come è desumibile dall'art. 3 della L. n. 604/1966, in cui si parla di un inadempimento notevole, una violazione contrattuale avente carattere di gravità (pur se di grado minore rispetto alla violazione giustificativa del licenziamento in tronco) e idonea a scuotere la fiducia, posta a fondamento del rapporto di lavoro, ed a far ritenere che la continuazione di questo sia pregiudizievole per il conseguimento degli scopi aziendali. Coerentemente con l'impostazione della medesima natura qualitativa delle due tipologie giuridiche di licenziamento, anche i criteri che il Giudice deve applicare ai fini della verifica della sussistenza del giustificato motivo di recesso sono sostanzialmente identici a quelli individuati dalla giurisprudenza per la giusta causa. In particolare, anche in tema di giustificato motivo soggettivo il Giudice del merito deve valutare se il comportamento del prestatore di lavoro sia idoneo a far venire meno l'elemento della fiducia che deve necessariamente sussistere tra le parti (Cass. n. 1475/2004). Secondo la giurisprudenza, inoltre, il notevole inadempimento si configura in presenza di gravi violazioni dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro, quei doveri cioè che sorreggono la stessa esistenza del rapporto, quali sono quelli imposti dagli artt. 2104 e 2105 cod. civ. (obblighi di diligenza ed obbedienza), e, specificamente, quelli derivanti dalle direttive aziendali. Sotto un primo profilo, infatti, si è ritenuto che, in presenza di alcuni presupposti, anche la negligenza, così come la disattenzione e l'inaccortezza del lavoratore, possano dar luogo ad una violazione degli obblighi di cui all'art. 2104 cod. civ., di gravità tale da condurre al licenziamento per giustificato motivo soggettivo. In proposito, in una fattispecie particolare, la Cassazione ha affermato che rientra negli obblighi di diligenza e fedeltà di un dipendente dotato di responsabilità nella scala gerarchica (vicedirettore di una filiale di banca), allertare i superiori o gli organi ispettivi delle gravi irregolarità commesse dal suo immediato superiore gerarchico (Cass. n. 7819/2001). Sotto altro profilo, si è affermato che il licenziamento possa derivare anche dal mancato o difettoso espletamento, da parte del lavoratore, delle mansioni affidategli, derivante da imperizia, ove la stessa si traduca in un notevole inadempimento contrattuale. Secondo la sentenza n. 10187 del 1995 della Cassazione, il notevole inadempimento può consistere anche nella continua inosservanza, dolosa o colposa, delle disposizioni per l'esecuzione o la disciplina del lavoro dettate dall'imprenditore o dai suoi collaboratori. Nella fattispecie concreta esaminata dalla Corte, il lavoratore, pur svolgendo regolarmente le mansioni di informatore tecnico-scientifico, aveva reiteratamente omesso di rispettare le altre disposizioni datoriali, in base alle quali era tenuto ad informare, con rapporti settimanali e con riepilogo mensile, la società circa i risultati del suo lavoro. Il licenziamento è stato dichiarato legittimo dalla Corte poiché era stato accertato che le informazioni richieste al prestatore di lavoro erano necessarie all'impresa per controllare le giacenze di magazzino e procedere ai tempestivi rifornimenti e che il lavoratore era stato più volte richiamato a rispettare le disposizioni datoriali. La sentenza in rassegna, come si è visto, ha affrontato anche il tema del risarcimento del danno che può scaturire dalla condotta colposa del lavoratore. La casistica è molto ampia ed in massima parte è concentrata sui danni derivanti agli strumenti di lavoro forniti dall'imprenditore o a terzi fruitori dei servizi resi dall'impresa. In effetti, secondo costante giurisprudenza, l'inosservanza del dovere di diligenza del lavoratore subordinato nell'esecuzione della prestazione posta a suo carico comporta l'obbligo del risarcimento del danno cagionato al datore di lavoro per responsabilità contrattuale, anche per colpa lieve; in ordine alla ripartizione dell'onere della prova, compete al datore di lavoro la prova del danneggiamento del bene, affidato quale strumento di lavoro, e quindi dell'inadempimento del lavoratore, e a quest'ultimo la prova liberatoria a norma dell'art. 1218 cod. civ. della non imputabilità del fatto dannoso per caso fortuito o forza maggiore (Cass. n. 6664/2000; conforme, Cass. n. 18375/2006 e n. 13891/1999, per un caso di applicazione del Ccnl degli autoferrotranvieri). Così, in una fattispecie in cui un dipendente aveva omesso di stampare alcune fatture inserite nel sistema informatico, da cui era conseguito il danno per il datore di lavoro derivante dall'impossibilità di detrarre l'Iva e dall'obbligo di pagare una sanzione pecuniaria, la Corte ha affermato che il datore di lavoro deve provare l'inadempimento, il danno ed il nesso di causalità, mentre resta a carico del lavoratore la prova della non imputabilità della violazione delle regole del rapporto. In applicazione di tale principio, la Corte ha cassato la sentenza impugnata che pur ritenendo accertato l'inadempimento del lavoratore e sussistente il nesso di causalità tra tale inadempimento e il danno, aveva fatto discendere la non imputabilità dell'inadempimento, in difetto di prove specifiche che era onere del lavoratore fornire, dalla possibilità che aveva il datore di lavoro di controllare l'esecuzione della prestazione e dall'obbligo del lavoratore di uniformarsi alle direttive impartite da un professionista che collaborava nell'azienda (Cass. n. 16530/2004). Anche nel settore bancario non è infrequente che gli istituti di credito si rivalgano nei confronti dei dipendenti che, violando l'obbligo di diligenza, producono un danno all'azienda. In una ipotesi di furto di somme di denaro della banca affidate in custodia al dipendente, la Suprema Corte ha affermato che la violazione del dovere di diligenza, in relazione alla natura della prestazione nonché all'espletamento dei compiti ad essa accessori, comporta l'obbligo del medesimo lavoratore di risarcire, a titolo di responsabilità contrattuale, il danno che dalla sua condotta negligente o imprudente sia derivato al datore di lavoro. In particolare, il risarcimento è stato riconosciuto allorché l'ammanco delle somme di denaro era ricollegabile con nesso causale alla condotta colposa del dipendente sotto il profilo della negligenza o dell'imperizia o della violazione di istruzioni legittimamente impartitegli dal datore di lavoro (Cass. n. 7861/1987). Sempre in tema di rapporto di lavoro bancario, la Suprema Corte ha escluso la responsabilità risarcitoria contrattuale del responsabile di agenzia, nei confronti del datore di lavoro, in relazione ad operazioni rivelatesi negative, una volta accertato che il dipendente aveva operato secondo una media diligenza nell'ambito della discrezionalità tecnica riconosciutagli dal datore di lavoro. Il caso riguardava la negoziazione, a favore di persona diversa dal beneficiario, di assegni non trasferibili, poi risultati di provenienza furtiva. La Corte ha rilevato che l'istituto bancario non aveva mai voluto prendere una posizione chiara su tale tipo di operazioni e che, in un contesto di prassi - in realtà imputabili ai dirigenti della banca - sotto molto aspetti lontane dai principi di correttezza, trasparenza e legalità, non potevano essere mossi addebiti ai singoli dipendenti in relazione alle inerenti deviazioni dai suddetti principi, salva l'ipotesi di responsabilità per veri e propri misfatti (Cass. n. 3591/1988). In altra occasione, invece, la Suprema Corte ha confermato la diretta responsabilità del direttore della filiale di una nota banca italiana che aveva mantenuto ed ampliato, anche in violazione delle regole tecniche relative al tipo di operazioni, l'esposizione debitoria di un gruppo d'imprese nei confronti dell'istituto di credito, nonostante i numerosi inviti della direzione centrale a ricondurre le posizioni nell'ambito della regolarità formale e sostanziale, finendo con il generare una perdita di oltre 43 miliardi di lire. La Corte ha motivato la sua decisione evidenziando che la violazione degli obblighi di fedeltà e diligenza da parte di un dipendente comporta, oltre all'applicabilità di sanzioni disciplinari, anche l'insorgere del diritto al risarcimento dei danni e ciò tanto più nel caso in cui il medesimo, quale dirigente di un istituto di credito in rapporto di collaborazione fiduciaria con il datore di lavoro, del quale è un alter ego, occupi una posizione di particolare responsabilità, collocandosi al vertice dell'organizzazione aziendale e svolgendo mansioni tali da improntare la vita dell'azienda. Da ciò la Cassazione ne fa conseguire che, ove il dirigente consenta alla clientela della banca la formazione di una esposizione debitoria anomala facendo assumere alla banca stessa rischi eccedenti l'ordinata e corrente gestione dei rapporti di mutuo, si realizza una violazione dell'obbligo di diligenza, con la produzione di un danno risarcibile pari alla perdita subita dall'istituto di credito a causa della situazione di insolvenza dei beneficiari del credito (Cass. n. 394/2009). Da ultimo, sotto un profilo strettamente procedurale, si evidenzia che, generalmente, l'azione di risarcimento del danno proposta dal datore di lavoro nei confronti del proprio dipendente inadempiente non è condizionata dall'onere della preventiva contestazione dell'addebito secondo la norma dell'art. 7 Stat. Lav., perché tale norma riguarda esclusivamente la responsabilità disciplinare, né tale onere è desumibile dalle regole di correttezza e di buona fede di cui agli artt. 1175 e 1375 cod. civ. (Cass. n. 208/1995). Tuttavia, è stata considerata legittima la clausola collettiva che subordina la possibilità del datore di lavoro di proporre l'azione risarcitoria alla preventiva adozione di un provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore inadempiente (Cass. n. 4083/2002, in ordine ad una fattispecie relativa alla previsione contenuta nell'art. 31 del Ccnl del settore autotrasporti). Studio Cassone
Arbitrato nelle controversie di lavoro Il Sole 24Ore 16 giugno 2010Secondo le modifiche apportate dalle commissioni del Senato al testo del disegno di legge “collegato lavoro”, la scelta dell’arbitrato per la soluzione delle controversie individuali che i lavoratori porranno in essere sottoscrivendo le clausole compromissorie del contratto una volta superato il periodo di prova, dovrà essere accertata da apposite commissioni di certificazione.
Disoccupazione ordinaria e periodi di Co.Co.Co. Il Sole 24Ore 16 giugno 2010L’Inps, con la circolare 74/2010, ha dettato le regole per consentire a chi è rimasto senza lavoro nel 2010 ad accedere all’indennità di disoccupazione ordinaria utilizzando i periodi di co.co.co.
Lavoro accessorio nei parchi divertimento risposta ad istanza d’interpello n. 21/2010 del 9 giugno 2010 È possibile ricorrere al lavoro accessorio nei parchi divertimento ( acquatici, tematici, naturalistici e parchi avventura) anche se i dipendenti di tali parchi sono assoggettabili a contribuzione Enpals, risposta ad istanza d’interpello n. 21/2010 del 9 giugno 2010. Il lavoro accessorio è quel determinato rapporto che prevede lo svolgimento di prestazioni di tipo accessorio, che possono essere svolte da una serie determinata di soggetti. Uno stimolo al lavoro accessorio è arrivato dalla legge n. 133/2008 e successivamente dalla 191/2009 che hanno inteso rilanciare ed allargare la platea delle attività e dei destinatari. I buoni vaucher sono sostituti della retribuzione del lavoratore, per il quale non devono essere svolti adempimenti da parte del committente che con la consegna del vaucher assolve anche agli obblighi contributivi e assicurativi nei confronti degli enti. Nell’interpello viene ribadito come il Legislatore, non introdurre al disciplina dei buoni lavoro non abbia voluto limitarne il campo di applicazione a quei settori assoggettati a contribuzione Enpals in virtù del fatto che per l’applicazione della legislazione è necessaria esclusivamente la ricorrenza di requisiti soggettivi e oggettivi. In virtù di tale considerazione quindi, anche nei parchi divertimento è possibile l’applicazione del lavoro accessorio laddove siano realizzati i requisiti di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 276/2003 che prevede l’impiego in qualsiasi settore produttivo durante il sabato e la domenica e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado compatibilmente con gli impegni scolastici ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università. L’interpello tiene a precisare che il rapporto tra parco divertimento e lavoratore occasionale deve necessariamente essere diretto senza che intervengano intermediari nel rapporto tra le parti. Infatti il ricorso ai buoni lavoro nel contatto di appalto o mediante somministrazione viene consentito esclusivamente per lo svolgimento dei servizi di stewarting negli stadi di calcio in considerazione del fatto che il D.M. 24 febbraio 2010 ha previsto che per lo svolgimento dei predetti servizi, le società organizzatrici, gli istituti di sicurezza autorizzati, le agenzie di somministrazione e le altre società appaltatrici dei servizi possono ricorrere a tutte le forme di lavoro subordinato , compreso il lavoro intermittente e a prestazioni di lavoro occasionale accessorio di cui al d.lgs. n. 276/2003. Studio Cassone
Piano triennale contro il sommerso Il Sole 24Ore 15 giugno 2010In arrivo il piano triennale del lavoro che prevede indagini conoscitive sui fenomeni distorsivi dell’occupazione con lo scopo di eliminare il lavoro irregolare.
Collaborazioni coordinate e continuative e associazioni dilettantistiche risposta ad istanza d’interpello n. 22/201 del 9 giugno 2010 Con risposta ad istanza d’interpello n. 22/201 del 9 giugno 2010, il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali interviene sul tema delle collaborazioni coordinate e continuative svolte presso società sportive dilettantistiche. I compensi erogati per le collaborazioni coordinate e continuative, di cui all’art. 90 della legge n. 289/2002 e di cui all’art. 61 comma 3 del d.lgs n. 276/2003, sono soggetti alla disciplina fiscale dei redditi diversi di cui all’art. 67, lettera m) del T.U.I.R. Ai fini fiscali per tali collaborazioni è prevista la seguente forma di tassazione: 1. Fino a € 7.500 sono esclusi dalal formazione del reddito; 2. Oltre i 7.500 euro e fino a 28.158,28 sono soggetti a ritenuta a titolo di imposta; 3. Oltre i 28.158,28 sono soggetti a ritenuta a titolo di acconto. Per i suddetti redditi non è previsto il versamento di una contribuzione previdenziale. Per quanto riguarda l’obbligo di inviare la comunicazione al Centro per l’Impiego competente, si ricorda come la circolare del Ministero del Lavoro del 14 febbraio 2007 abbia fatto ricadere tra le tipologie contrattuali per le quali è prevista la suddetta comunicazione, anche le prestazioni sportive di cui all’art. 3 della legge n. 89/81 se svolte in forma di collaborazione coordinata e continuativa e le collaborazioni individuate e disciplinate dall’art. 90 della legge n. 289/2002 ossia le collaborazioni coordinate e continuative utilizzate a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I. Con riferimento invece ai compensi erogati a impiegati, operai , istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi, senza che assuma rilievo la natura giuridica subordinata o parasubordinata o autonoma del rapporto di lavoro, sono comunque tenuti all’iscrizione e al versamento della contribuzione presso l’Enpals. Le prestazioni svolte dai dipendenti in favore delle associazioni sportive dilettantistiche, non possono essere assimilate a quelle svolte in favore della associazioni di volontariato. I rimborsi percepiti per l’attività svolta, dovranno essere comunque riportati sul libro unico del lavoro secondo quanto a suo tempo già precisato nel vademecum sezione B risposta n. 24 del Ministero del lavoro. Infine un approfondimento viene riservato al contratto di lavoro applicabile a questo tipo di attività. Viene segnalato come la giurisprudenza non ritiene più applicabile l’art. 2070 del codice civile che consentiva di determinare il contratto collettivo di lavoro applicabile sulla base dell’attività effettivamente esercitata dall’imprenditore. In questo senso è indispensabile far riferimento alla volontà delle parti desumibile dal contratto individuale o, in alternativa, dall’applicazione continuata e non contestata di un determinato CCNL.
Diritto al Durc per imprese insolventi Nota Min. Lavoro 10382/2010Il Sole 24Ore 15 giugno 2010L’Inps e l’Inail devono rilasciare il Durc alle grandi imprese commerciali insolventi che sono entrate in amministrazione straordinaria, anche se non hanno versato i contributi e i premi. Secondo il Ministero del Lavoro, infatti, questa situazione di insolvenza non fa venir meno la regolarità contributiva, in quanto l’azienda ha sospeso i pagamenti per disposizione di legge.
Test di lingua italiana e permesso di soggiorno D.M. Interno 4.06.2010Italia Oggi 15 giugno 2010È stato pubblicato nella G.U. 11.06.2010, n. 134 il decreto relativo alle modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana previsto dall’art. 9 del D.Lgs. 25.07.1998, n. 286, introdotto dall’art. 1, c. 22, lett. i) della L. n. 94/2009. Coloro che supereranno tale test potranno ottenere il permesso di soggiorno.
Turno su 7 giorni e riposi compensativi Il Sole 24Ore 14 giugno 2010La sezione lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza 13674/2010, ha chiarito che il lavoratore turnista che presta la propria opera per 7 o più giorni consecutivi ha diritto ad un trattamento differenziato per l’attività svolta, che però non deve essere necessariamente economico. Il disagio, infatti, può essere compensato da giorni consecutivi di riposo successivi a quelli della prestazione.
Polizza infortuni e regime ordinario Il Sole 24Ore 14 giugno 2010La polizza di assicurazione stipulata dal datore di lavoro contro gli infortuni dei dipendenti è una normale assicurazione contro i danni stipulata secondo lo schema dell’art. 1891 C.C.; pertanto, secondo la Corte di Cassazione (sent. 4.06.2010, n. 1351), il diritto all’indennizzo non è assoggettato al regime dei crediti di natura previdenziale o assistenziale.
Misure antincendio Italia Oggi 14 giugno 2010In base alle vigenti regole, la valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione costituiscono parte specifica del documento di valutazione dei rischi. In tale documento sono riportati anche i nominativi dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze.
Autoliquidazione Inail per autotrasportatori Il Sole 24Ore 13 giugno 2010Scade il prossimo 16 giugno il termine per effettuare il versamento dell’autoliquidazione relativa al premio Inail 2009/2010 per il settore dell’autotrasporto.
Formazione esclusivamente interna e apprendistato professionalizzante istanza d’interpello n. 25/2010 del 10 giugno 2010, avanzata dalla Federalberghi Come noto la sentenza della Corte Costituzionale n. 176 del 10/14 maggio 2010 è intervenuta sul tema dell’apprendistato professionalizzante con particolare riferimento a quei contratti che prevedono che la formazione venga svolga esclusivamente all’interno dell’azienda. Nella risposta ad istanza d’interpello n. 25/2010 del 10 giugno 2010, avanzata dalla Federalberghi, vengono chiesti chiarimenti sulla possibilità, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale citata, di poter continuare a svolgere formazione esclusivamente interna nell’apprendistato professionalizzante. Viene anche richiesta la conferma riguardo la possibilità di sottoscrivere contratti di apprendistato professionalizzante per quei settori nei quali i contratti collettivi consentono la possibilità di assumere apprendisti da impiegare in cicli stagionali. La pronuncia della Corte, ribadisce il Ministero del Lavoro sottolinea come anche nell’ipotesi di formazione esclusivamente aziendale, alle regioni e alle Province autonome deve comunque esser riconosciute o mantenuto un ruolo rilevante di stimolo e di controllo dell’attività formativa. In tal senso la pronuncia della Corte non deve essere letta come una bocciatura del comma 5 ter dell’art. 49 del d.lgs. n. 276/2003, il quale, come precisa il Ministero, rimane pienamente applicabile non escludendo la possibilità di percorsi di formazione esclusivamente aziendale per l’apprendistato professionalizzante. Una lettura corretta della sentenza, determina la necessità che anche per la formazione esclusivamente interna nell’apprendistato professionalizzante non possa e non debba prescindere da una legislazione di livello regionale frutto di un’intesa tra regioni e Province autonome di Trento e Bolzano con le associazioni dei datori di lavoro e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello regionale. La sentenza della Corte, prevedendo il principi di leale collaborazione, non intende svuotare di contenuto i principi informatori del comma 5 dell’art. 49 della legge Biagi che riguardano ad esempio la previsione di un monte annuo di formazione interna o esterna all’azienda pari a 120 ore per l’acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali. Il principio di leale collaborazione deve necessariamente essere realizzato mediante la conclusione di apposite intese regionali con le diverse parti sociali, che non prescindano comunque dalla necessaria diversificazione che occorre garantire tra i diversi profili formativi previsti dall’art. 49 del d.lgs. n. 276/2003. In considerazione di ciò è fatta salva la disciplina contrattuale già adottata ai sensi del comam 5 ter dell’art. 49 del d.lgs. n. 276/2003 che eventualmente potrà essere modificata nel momento in cui saranno approvati gli accordi a livello regionale. Similmente la stessa posizione deve trovare rispondenza anche in quelle regioni nella quali sono stati approvati i suddetti accordi ma che gli stessi non risultano applicabili in considerazione di un’accertata carenza relativa ai profili formativi o alle mansioni ,adeguata alle esigenze aziendali. In ragione delle considerazioni espresse, l’interpello si conclude con la possibilità di concludere ancora contratti di apprendistato da svolgersi in cicli stagionali secondo le previsioni dei contratti collettivi e come a suo tempo già affermato dal Ministero del Lavoro nella risposta ad istanza d’interpello n. 27/2008.
Indennità di trasferta erogate a Co.Co.Co. Italia Oggi 12 giugno 2010 Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 24/2010, ha precisato che anche le indennità di trasferta erogate ai collaboratori coordinati e continuativi sono equiparate, sotto il profilo fiscale e contributivo, a quelle disposte a favore dei lavoratori dipendenti, purché sia assicurato il livello minimo di trattamento retributivo.
Approvato l’accordo d’integrazione per gli stranieri Ministero dell’Interno Come previsto dal Pacchetto sicurezza, è stato approvato dal Ministero dell’Interno, l’accordo d’integrazione che prevede che lo straniero che entri in Italia, consegua percorsi d’integrazione al fine di assicurare un ottimale inserimento nella nostra comunità L’accordo d’integrazione è articolato su di un sistema di crediti, che vengono assegnati al momento dell’ingresso e che possono essere perduti o incrementati a secondo che lo straniero mette in pratica comportamenti favorevoli o non favorevoli all’inserimento. Destinatari dell’accordo d’integrazione sono gli stranieri che entrano per la prima volta in Italia. L’accordo d’integrazione deve essere sottoscritto presso lo Sportello unico per l’Immigrazione o presso la Prefettura. La durata dell’accordo è pari a due anni ed è riferito agli stranieri con una fascia di età compresa tra sedici e sessantacinque anni. Per i minori, l’accordo d’integrazione è sottoscritto dai genitori o dai soggetti esercenti la potestà genitoriale. Per i minori non accompagnati, affidati o sottoposti a tutela, l’accordo viene sostituito dal progetto d’integrazione sociale e civile. Non sono tenuti a sottoscrivere l’accordo d’integrazione gli stranieri con permesso di soggiorno inferiore ad un anno ( come quello per lavoro stagionale pari a nove mesi). L’esclusione riguarda anche gli stranieri affetti da patologie o handicap tale da limitarne l’autosufficienza e l’apprendimento linguistico e culturale. Per le vittime di tratta, di violenza o grave sfruttamento, l’accordo è sostituito dal completamento del percorso di protezione sociale. Lo straniero è tenuto ad acquisire la conoscenza base della lingua italiana e ad apprendere le principali nozioni in materia di cultura civica, riferite ai settori della sanità, degli obblighi fiscali del dovere di istruzione dei figli minori e più in generale dell’organizzazione delle istituzioni pubbliche. La partecipazione ai corsi e gratuita ed i corsi, di durata compresa tra le cinque e le dieci ore, sono tenuti presso lo sportello Unico per l’Immigrazione delle prefetture. Il monte iniziale di crediti è pari a 16, dei quali quindici possono essere sottratti in caso di mancata frequenza ai corsi di formazione civica. I crediti possono essere incrementati mediante l’acquisizione di determinate conoscenze attinenti la lingua italiana, la cultura civica e la vita civile in Italia oltre che dallo svolgimento di determinate attività quali la partecipazione a percorsi di istruzione e formazione professionale, il conseguimento di titoli di studio, la stipula di un contratto di locazione o l’acquisto di un’abitazione, od anche lo svolgimento di un’attività di volontariato. I crediti possono essere detratti in caso di condanna penale anche non definitiva, in caso di sottoposizione a misure di sicurezza personali anche in via non definitiva ovvero in caso di commissione di gravi illeciti amministrativi o tributari. In caso di raggiungimento di trenta crediti, l’integrazione si ritiene raggiunta. Allo straniero viene comunque consentita la possibilità di fruizione di attività culturali e formative premiali a carico del Ministero del lavoro che garantiscono il diritto all’acquisizione fino a 40 crediti. Qualora al termine del periodo lo straniero sia in possesso di meno di 30 crediti, si procederà alla proroga di un anno dell’accordo. Se dalla verifica dovesse risultare che lo straniero ha azzerato i crediti, si procederà alla risoluzione dell’accordo con conseguente espulsione dello straniero. Il permesso di soggiorno sarà revocato o non rinnovato, nell’ipotesi in cui lo straniero non abbia provveduto a far assolvere lì’obbligo scolastico ai propri figli minori.
Apprendistato professionalizzante Interp. Lav. 10.06.2010 n. 25 Il Sole 24Ore 11 giugno 2010Il Ministero del Lavoro, con la risposta all’interpello a margine, ha confermato che nonostante il ripristino delle competenze regionali da parte della Corte costituzionale, continueranno ad applicarsi i contratti collettivi per la formazione aziendale del giovane assunto con contratto di apprendistato professionalizzante. La sentenza della Consulta non mette in discussione ciò che è previsto dai contratti collettivi per la formazione interna.
Accordo di integrazione per stranieri Italia Oggi 11 giugno 2010 Lo straniero che entra per la prima volta in Italia e che vuole conseguire la cittadinanza, dovrà sottoscrivere un accordo con lo Stato, impegnandosi ad acquisire quelle conoscenze fondamentali di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia. L’iter del provvedimento dovrebbe concludersi entro l’anno ed entrare in vigore dal 2011.
Comunicazioni preventive per collaboratori di società sportive dilettantistiche Interp. Min. Lavoro n. 22/2010Italia Oggi 11.6.10 p. 28Le associazioni e le società sportive dilettantistiche che stipulano contratti di collaborazione sono sempre tenute all’obbligo di comunicazione preventiva al competente Centro per l’Impiego.
Sospensione cartella esattoriale Inps Il Sole 24Ore 11 giugno 2010Dal 31.05.2010, data di entrata in vigore del D.L. 78/2010, è stata abrogata la norma che consentiva, ad aziende e contribuenti, di ottenere dagli enti di previdenza e assistenza la sospensione della cartella esattoriale.
Agevolazioni e trasferimento di azienda Interp. Min. Lavoro n. 20/2010 e n. 18/2010 Italia Oggi 11 giugno 10 Il trasferimento di azienda non annulla i benefici contributivi sulle assunzioni agevolate. Il nuovo datore di lavoro può infatti continuare a fruire degli eventuali sgravi di cui siano titolari alcuni o tutti i lavoratori coinvolti nel trasferimento. L’agevolazione non può essere fruita in relazione a lavoratori emersi a seguito di procedure di regolarizzazione o emersione dal lavoro nero.
Contratto di lavoro a chiamata Il Sole24Ore 11 giugno 2010Il contratto a chiamata offre il vantaggio di garantire un’elevata flessibilità: il lavoratore si mette infatti a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente. Il contratto può essere stipulato a tempo indeterminato o determinato. In questo secondo caso devono essere rispettate le ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive che legittimano l’apposizione del termine.
Collaboratori esclusi dai flussi stagionali Il Sole 24Ore del 8 giugno 2010 Il Ministero dell’Interno, con la nota prot. 8809/2010, ha precisato che i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto sono esclusi dai flussi d’ingresso 2010. Studio Cassone
Turni massacranti per autisti e responsabilità del titolare Corte di Cassazione - sent. 8.06.2010 n. 21810 Rischia una condanna per omicidio colposo il titolare della ditta di trasporti che costringe i suoi autisti a turni così massacranti da provocare incidenti autostradali mortali.
Procedura di emersione dei lavoratori Il Sole 24Ore del 10.06.2010 Il ministero del Lavoro, con la risposta n. 18/2010 ad un interpello, ha precisato che i lavoratori assunti a seguito di una procedura di emersione non possono essere considerati disoccupati in quanto, prima di emergere, già prestavano attività lavorativa alle dipendenze del datore di lavoro.
Ferie Italia Oggi del 7 giugno 2010 Entro fine mese i datori di lavoro devono consentire ai propri dipendenti di fruire del residuo ferie maturato nell’anno 2008. Se non si fornisce tale opportunità ai dipendenti, si rischia di incorrere in una sanzione amministrativa. Sul periodo maturato per l’anno 2008 e non ancora fruito dai lavoratori alla fine del mese di giugno 2010 deve comunque essere versata la contribuzione dell’Inps. Inoltre, agli stessi lavoratori deve essere concesso durante il 2010 la fruizione di almeno 2 settimane di ferie a carico del monte maturato nel 2010. Studio Cassone
Restituzione dell'indennità di mobilità Il Sole 24Ore del 7 giugno 2010 La sezione lavoro della Cassazione, con la sentenza n. 12746, ha precisato che le somme anticipate a titolo di “indennità di mobilità” devono essere restituite per intero se il beneficiario, nei 24 mesi successivi a quello della corresponsione, viene impiegato in un lavoro subordinato nel settore privato o pubblico. Studio Cassone
Sconto sui premi INAIL Italia Oggi del 8 giugno 2010 L’Inail ha precisato che sui premi unitari degli artigiani la riduzione del 14,50% spetta soltanto per l’anno 201°, mentre per il 2009 si applica lo sconto del 14,10%. La scadenza dell’autoliquidazione dei premi è prorogata al 16.06.2010. Studio Cassone
Preavviso di licenziamento al manager Il Sole 24Ore del 7 giugno 2010 L’art. 10 della legge 604/66, che prevede l’applicabilità della normativa in materia di licenziamento nei confronti dei soli lavoratori che rivestano la categoria di impiegato e operaio, è stata estesa successivamente anche alla categoria dei quadri. Il licenziamento di un dirigente è regolato dalle norme del codice civile, che non richiedono una motivazione per il recesso del rapporto di lavoro, ma si limitano ad imporre il rispetto di un termine di preavviso ovvero il pagamento della corrispondente indennità sostitutiva, la cui durata è determinata generalmente da i contratti collettivi. Studio Cassone
Assunzione disabile a tempo determinato Il Sole 24Ore del 7 giugno 2010 La Cassazione, con la sentenza n. 13285 del 31.05.2010, ha precisato che il disabile psichico può essere assunto a tempo determinato senza che sia necessario indicare nel contratto le ragioni che giustificano la scelta del rapporto a termine. Studio Cassone
In caso di sciopero la malattia salva lo stipendio Il Sole 24Ore del 7 giugno 2010 La sezione lavoro della Cassazione, con la sentenza n. 13256/2010, ha precisato che il lavoratore assente per malattia non perde la retribuzione anche se in quei giorni uno sciopero ha “paralizzato” completamente l’attività dell’impresa rendendo impossibile la prestazione per causa non imputabile all’imprenditore. Studio Cassone
Riscossione somme dovute all'INPS Il Sole 24Ore del 8 giugno 2010 La manovra economica correttiva prevede che dal 1.01.2011 l’attività di riscossione relativa al recupero delle somme dovute all’Inps, anche a seguito di accertamenti degli uffici, è effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito. Studio Cassone
Durc nel settore edile Il Sole 24Ore del 6 giugno 2010 In base alle norme sulla semplificazione, per gli interventi di manutenzione straordinaria in edilizia non è più richiesto, con la dichiarazione di inizio attività, l’invio del modello Durc in allegato. Studio Cassone
Conseguenze del mancato esercizio di un diritto per lungo tempo Cass. Sezione lavoro 4 maggio 2010, n. 10712 Il mancato esercizio di un diritto per un tempo sufficientemente lungo, determina la perdita della posizione di vantaggio riconosciuta ad un soggetto, in quanto la controparte ritiene determinatosi l’abbandono della pretesa a suo tempo avanzata, Cass. Sezione lavoro 4 maggio 2010, n. 10712. La questione sottoposta al vaglio della Corte, riguarda la richiesta presentata da un lavoratore al proprio datore di lavoro, prima del compimento del sessantesimo anno di età, di prolungare la sua permanenza al lavoro fino al sessantacinquesimo anno. Allo scadere del sessantesimo anno, il datore di lavoro decideva di non proseguire il rapporto di lavoro in essere e il lavoratore veniva unilateralmente collocato a riposo dall’azienda, che non concedeva la possibilità di prosecuzione del rapporto di lavoro. Il lavoratore decide quindi di far trascorrere quasi cinque anni prima di presentare ricorso per la mancata concessione del diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro, richiedendo, a titolo di risarcimento del danno, il pagamento delle retribuzioni perdute dalla data di collocamento a riposo fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età. Il giudice del lavoro a cui veniva presentato il ricorso, procedeva al rigetto della richiesta del lavoratore. Il lavoratore ricorreva in Appello,e in quella sede la sentenza precedente veniva ribaltata con conseguente condanna del datore di lavoro alla corresponsione al lavoratore dell’ammontare delle retribuzioni dovute per il periodo ricompreso dalla data di collocazione in quiescenza ( sessant’anni) e sino al compimento del 65° anno di età. Tale posizione assunta dalla Corte veniva motivata dal fatto che il lavoratore aveva presentato al proprio datore di lavoro la richiesta di prosecuzione dell’attività lavorativa nei termini previsti ( prima del compimento del sessantesimo anno di età) e che non fossero necessarie e tantomeno richieste, ulteriori reiterazioni della domanda stessa. Il datore di lavoro sottopone la questione alla Corte di Cassazione, la quale nell’esprimere il proprio giudizio, si sofferma sul comportamento assunto dal lavoratore nel periodo che va dall’interruzione del rapporto di lavoro fino alla richiesta di risarcimento del danno. In questo situazione, argomenta la Corte, il lavoratore non ha mai provveduto ad offrire la propria prestazione lavorativa presso l’azienda, rimanendo in una situazione di totale inerzia, fino alla proposizione del ricorso. In questa situazione, il lavoratore pur trovandosi in una posizione creditoria, non ha provveduto a metter in atto comportamenti che lasciassero intendere la volontà di voler esercitare il suo diritto di credito . Tale situazione ha generato nella controparte ( il datore di lavoro) , tenuto conto anche del lungo lasso di tempo trascorso ( quasi cinque anni), dell’intenzione del lavoratore di abbandonare la relativa pretesa creditoria, alla luce dei principi di correttezza e buona fede contenuti negli articoli 1175 e 1375 del codice civile. Studio Cassone
Per l’infortunio il lavoratore non è tenuto a provare la colpa del datore di lavoro sentenza Corte di Cassazione n. 4510 del 24.02.2010 In caso di infortunio sul lavoro, il lavoratore è tenuto a fornire la prova dell’esistenza del danno e del nesso di causalità tra ambiente di lavoro ed evento occorso. Il lavoratore tuttavia non è tenuto a fornire prova del comportamento colposo del datore di lavoro ( sentenza Corte di Cassazione n. 4510 del 24.02.2010). Il fatto in questione riguarda l’infortunio occorso ad un lavoratore avvenuto all’interno della sede aziendale. Tale infortunio era avvenuto a seguito del distacco di un tubo di acciaio dall’imbracatura che doveva sorreggerlo e tale tubo aveva finito per colpire il lavoratore dipendente addetto alle operazione di aggancio alle gru del tubo destinato al sottosuolo. Al riguardo la Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore che agisce nei confronti del datore di lavoro per il risarcimento del danno derivante da infortunio sul lavoro, ha l’onere di provare il fatto costituente inadempimento e il nesso di causalità tra inadempimento ed evento lesivo. Il lavoratore non è tenuto a provare anche la colpa del datore di lavoro per il danno subito dal lavoratore in quanto al riguardo opera la presunzione di cui all’art. 1218 del codice civile. Al fine del superamento della colpa, il datore di lavoro è tenuto a fornire prova di aver adottato tutte le misure necessarie ad evitare il danno, in relazione al rischio specifico e alle lavorazioni effettivamente eseguite. In questa particolare ipotesi, il datore di lavoro non può essere esentato dalla responsabilità derivante dai danni prodotti a seguito di un infortunio sul lavoro, semplicemente dimostrando di aver adottato tutte le misure di protezione individuale previste dalla legge ( consegna dei guanti, del casco,…) in quanto era comunque tenuto ad assolvere gli obblighi previsti in materia di prevenzione e protezione dai rischi intervenendo preventivamente sulla specifica situazione ed adottando tutte le misure di prevenzione atte ad escludere o ridurre le conseguenze che potevano generarsi da una situazione di pericolo. Studio Cassone
Invio del modello SM20 dell’Inail nota inail del 27 maggio 2010 Come noto, per le imprese di autotrasporto merci in conto terzi, inquadrate alla voce di tariffa 9121 e 9123 viene previsto uno sconto del premio Inail in ragione di un’agevolazione che intende premiare questo determinato settore. Con la nota del 27 maggio 2010, l’Inail ha provveduto a comunicare alle imprese interessate e ai consulenti le procedure da seguire per il calcolo del premio e per la determinazione delle agevolazioni. Con la nota del 7 giugno 2010, vengono informati gli interessati che si sta procedendo all’invio dei modelli SM 20 . Tali modelli contengono tutti gli elementi utili al calcolo del premio da versare con riferimento all’autoliquidazione 2009-2010. Le spedizioni dei modelli SM 20 dovrebbero concludersi il giorno 8 giugno e di conseguenza , nel giro di pochi giorni, raggiungere tutte le imprese interessate da questo tipo di agevolazione. Tuttavia l’Inail prende atto che potrebbero esserci dei disguidi nella consegna della posta e quindi alcune aziende comunque interessate dalla procedura, potrebbero non vedersi recapitato il modello in questione. Qualora dovesse ricorrere tale eventualità, le aziende o in loro vece, i consulenti delegati, potranno rivolgersi ad una qualsiasi sede Inail richiedendo la stampa del modello SM 20 che andrà eseguita e consegnata dall’operatore nelle mani del richiedente. Si ricorda che il termine per effettuare il pagamento del premio è stabilito nel 16 giugno prossimo e riguarda sia la regolazione del premio 2009 che l’acconto riferito al premio 2010. Per le imprese che pur avendo i requisiti per accedere alle agevolazione, avessero comunque già versato il premio in misura intera senza beneficiare delle agevolazioni, viene consentita la possibilità di compensare l’importo in più pagato tramite modello F24 secondo le procedure già in vigore. Delle precisazioni vengono fatte per gli artigiani tenuti al pagamento del premio speciale unitario ed inquadrati alle voci di tariffa 9121 e 9123. Per quanto riguarda la regolazione del premio 2009, lo sconto risulta pari al 14,01%. In tal caso il modello inviato all’artigiano a suo tempo per la determinazione del premio in sede di autoliquidazione, era già stato calcolo al netto dello sconto. Per quanto riguarda invece l’acconto 2010, si ricorda che il beneficio risulta pari all’importo del 14,50%. Studio Cassone
Non è infortunio in itinere quello avvenuto dopo l’ingresso nel condominio sentenza n. 10028 del 27 aprile 2010 L’infortunio in itinere ha sempre rappresentato una problematica particolarmente complessa che attiene ad una forma di protezione riconosciuta al lavoratore ancor prima che questi raggiunga fisicamente il luogo di lavoro. Al riguardo, con la sentenza n. 10028 del 27 aprile 2010, la Cassazione, sezione lavoro, ribadisce la non configurabilità dell’infortunio in itinere qualora l’evento si sia realizzato all’interno di luoghi di esclusiva proprietà del lavoratore assicurato, o in quelli di proprietà comune ( come le scale, i cortili condominiali, i viali di complessi residenziali con le relative componenti strutturali). Al fine della ricorrenza dei presupposti per l’identificazione dell’infortunio in itinere, viene richiesto che l’evento si sia verificato in una pubblica strada. Tale requisito viene richiesto in quanto è necessario che l’infortunio avvenga in luoghi sui quali il lavoratore non abbia la possibilità di incidere , in via diretta o indiretta, per escludere o ridurre i rischi di incidente. Nel caso di specie, una lavoratrice, al ritorno a casa dopo una giornata di lavoro, mentre scendeva dalla propria auto, cadeva rovinosamente provocandosi una frattura del femore. Tale evento avveniva in prossimità del proprio portone di abitazione, dopo che era stato varcato il cancello e attraversato il giardino privato. La richiesta di riconoscimento dell’infortunio veniva rigettata dall’Inail, ragion per cui la lavoratrice provvedeva a ricorrere al Tribunale del Lavoro di Pesaro e successivamente alla Corte di Appello, che confermando la sentenza di primo grado, rilevava l’inesistenza dei presupposti per il riconoscimento dell’infortunio in itinere. La lavoratrice quindi procedeva a ricorrere in Cassazione, che con la sentenza in commento conferma le posizioni precedentemente espresse. In particolare viene ribadito nella sentenza che dalla dichiarazione della stessa lavoratrice, risultava come fosse carente il presupposto dell’infortunio in itinere in quanto l’evento non era accaduto all’interno di una pubblica strada ma in un privato condominio. La protezione assicurativa riconosciuta ai lavoratori, prosegue la sentenza, non può essere estesa a fatti o comportamenti che non sono finalizzati all’attività lavorativa e per i quali sussiste solo un eventuale rischio generico. Per tale ragione viene esclusa la possibilità che venga indennizzato l’infortunio avvenuto all’interno della casa privata di abitazione, e , in via estensiva, anche quelle intervenuto nello spazio che va dalla privata abitazione stessa e la strada pubblica, secondo il richiamato principio della possibilità per il soggetto di intervenire per ridurre o limitare i rischi che possono realizzarsi all’interno di un luogo del quale detiene direttamente o indirettamente la disponibilità e la proprietà ( confronta al riguardo Cass. 9211/2003).
Invio telematico domande di autorizzazione CIG ordinaria messaggio Inps n. 14811 del 3 giugno 2010 La richiesta di cassa integrazione guadagni ordinaria, potrà essere presentata all’Inps anche in via telematica, messaggio Inps n. 14811 del 3 giugno 2010. Tale servizio è disponibile su tutto il territorio nazionale e permette l’invio della richiesta per le domande di Cassa Integrazione Ordinaria relative sia al settore industria che al settore edilizia. L’acquisizione delle domande da parte delle sedi Inps avviene in modalità on-line tramite la compilazione del modello IGI 15. Questa possibilità è riconosciuta ai consulenti e ai datori di lavoro che in tal modo potranno conservare le istanze inoltrate in formato digitale evitando di procedere al caricamento di ulteriori programmi informatici scaricati dall’esterno. Il sistema permette altresì controlli di congruenza tra i dati immessi e quelli in possesso dell’Istituto mediante le anagrafiche Inps disponibili in linea. La procedura è disponibile sul sito Inps, nella nuova funzionalità rintracciabile tra i “Servizi per aziende e consulenti”, sotto la voce CIG, alla denominazione “Acquisizione OnLine Domande CIGO”. La seconda parte del messaggio Inps, si occupa delle procedure interne che dovrà seguire l’Istituto per garantire la piena e corretta operatività della procedura di gestione delle domande di Cassa integrazione guadagni ordinaria. I funzionari delle sedi saranno tenuti a consultare periodicamente tramite il sistema intranet dell’Inps, le domande pervenute tramite procedura telematica e dopo aver verificato che le stesse rispettano i requisiti previsti e risultano assolti i criteri di congruità e completezza dei dati inviati, dovranno procedere alla loro validazione. Al fine di garantire un adeguato supporto all’utenza, le sedi Inps saranno tenute ad attivare, qualora la stessa non fosse già operativa, la casella di posta elettronica sostegnoreddito.sede , nonché un apposito numero di telefono a cui gli interessati potranno rivolgersi per le richieste di assistenza normativa e tecnica collegate all’inoltro delle domanda di Cassa integrazione ordinaria. I quesiti di carattere normativo, ricevuti dalle diverse Direzioni provinciali Inps, dovranno essere inoltrati dalle stesse alle Direzioni regionali dell’istituto, al fine di ottenere un’uniformità di orientamenti sui singoli punti controversi. Il quesito dovrà essere accompagnato da ogni elemento di fatto e di diritto utile per la soluzione della questione. La Direzione regionale dell’Inps, una volta ricevuta la richiesta di chiarimenti, ha la possibilità di inoltrare il quesito alla Direzione centrale, tramite posta elettronica, al fine di ricevere un orientamento ufficiale da destinare alla soluzione dei casi maggiormente controversi. Studio Cassone
Richieste cassa integrazione on line Il Sole 24Ore del 4 giugno 2010 L’Inps, con il messaggio 14811/2010, ha rilasciato il servizio di invio telematico delle domande di autorizzazione alla Cassa integrazione guadagni ordinaria, che potrà essere utilizzato dai consulenti che saranno autorizzati dalle aziende interessate. Studio Cassone
Contribuzione di amministratori di società D.L. 78/2010 Italia Oggi del 3 giugno 2010 I soci amministratori, se svolgono un’altra attività, sono assoggettati al contributo dovuto alla Gestione separata Inps. Con una norma di interpretazione autentica, infatti, la manovra ribalta la sentenza della Corte di Cassazione, stabilendo che l’esclusione della doppia iscrizione Inps (socio e lavoratore) prevista dalla L. 662/1996 si applica esclusivamente con riferimento ai lavoratori autonomi che svolgono più attività come commercianti, artigiani o coltivatori diretti. Studio Cassone
Effetti dell'iscrizione alla gestione separata Mess. Inps 14810/2010 Italia Oggi del 4 giugno 2010 La sola iscrizione anagrafica alla gestione separata non ha alcun rilievo dal punto di vista previdenziale. Gli effetti previdenziali si realizzano esclusivamente in presenza di un effettivo versamento di contributi. Il soggetto che si iscrive determina infatti la creazione della posizione anagrafica, ma la sua iscrizione si sostanzia solo col versamento dei contributi, a cui segue la copertura previdenziale. Studio Cassone
Lavori occasionali per gli studenti Italia Oggi del 2 giugno 2010 Con decorrenza dal 1.06.2010 e fino al 30.09.2010 gli studenti che intendono offrire prestazioni di lavoro occasionale potranno essere interessati dai voucher (buoni lavoro), nell’ipotesi di impiego nei settori turismo, agricoltura e terziario. Studio Cassone
Estratto conto previdenziale Il Sole 24Ore del 31 maggio 2010 Con l’estratto conto previdenziale online, tramite l’apposita opzione “segnalazioni”, l’assicurato potrà segnalare eventuali anomalie o dati difformi. Facendo riferimento ai dati contenuti nel Cud previdenziale, gli assicurati potranno effettuare, direttamente o tramite un patronato, la segnalazione di informazioni errate o mancanti. Studio Cassone
Apprendistato in azienda con partecipazione regionale Il Sole 24Ore del 1 giugno 2010 La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 176/2010, ha affermato l’illegittimità la disposizione del c. 5-ter del D. Lgs. n. 276/2003, relativo all'apprendistato con formazione esclusiva-mente aziendale sotto un triplice profilo: - disapplicazione dei principi e dei criteri direttivi generali dell'apprendistato professionalizzante; - integrale affidamento alla contrattazione collettiva e agli enti bilaterali della definizione dei profili formativi; - attribuzione alla contrattazione collettiva della facoltà di definire la nozione stessa di formazione. Studio Cassone
Riscossione coattiva crediti INPS Il Sole 24Ore del 29 maggio 2010 A decorrere dal 2011, ai fini della riscossione coattiva dei crediti dell'Inps, ci sarà l'avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo: ne deriverà la possibilità di procedere alla riscossione coattiva, decorsi 90 giorni dalla notifica dell'avviso, evitando l’emissione della cartella di pagamento. La disposizione è contenuta nella manovra correttiva, così come previsto per i crediti tributari. Studio Cassone
Ricorso per avvisi bonari INPS Manovra correttiva Italia Oggi del 31 maggio 2010 Ricevuto l’avviso di addebito da parte dell’Inps, l’impresa può fare ricorso amministrativo avverso l’atto di accertamento nei termini ordinari, in relazione alla natura dell’obbligo contributivo, ma comunque non oltre 90 giorni dalla notifica. Il ricorso dovrà obbligatoriamente essere trasmesso anche all’Istituto. In caso di rigetto del ricorso, l’impresa avrà 5 giorni di tempo per pagare. Una volta scaduto tale termine, l’Inps darà avvio alla procedura di espropriazione forzata. Studio Cassone
Versamento contributi INPS per lavoratori clandestini Italia Oggi del 31 maggio 2010 La Corte di Cassazione, con la sentenza 738/2010, ha affermato che l’assunzione di lavoratori clandestini non esonera il datore di lavoro dal versare i relativi contributi all’Inps. Studio Cassone
Permessi per assistenza ai disabili Il Sole 24Ore del 1 giugno 2010 L’Inps ha precisato, con il messaggio n. 14480/2010, che i permessi per assistere il familiare disabile possono essere riconosciuti anche nell’ipotesi in cui questi sia ricoverato in una struttura sanitaria e debba sottoporsi, ad esempio, ad una terapia o una visita medica specialistica al di fuori della struttura medesima. Studio Cassone
Assegno di invalidità agli extracomunitari Il Sole 24Ore del 29 maggio 2010 La Corte Costituzionale, con la sentenza 28.05.2010, n. 187, ha precisato che, ai fini del riconoscimento dell’assegno di invalidità ai cittadini extracomunitari, non è necessario il possesso della carta di soggiorno, poiché la finalità del predetto assegno è quello di garantire il sostentamento. In altri termini, la permanenza da almeno 5 anni nel territorio nazionale costituisce una discriminate che non può essere applicata. Studio Cassone
Avviso al sindacato per avvio cassa integrazione Il Sole 24Ore del 31 maggio 2010 Con la sentenza 11254/2010, la Corte di Cassazione ha chiarito che la comunicazione aziendale di avere una contrazione dell’attività produttiva non è sufficiente per collocare i dipendenti in cassa integrazione. Il datore di lavoro deve, infatti, informare preventivamente le rappresentanze sindacali. Studio Cassone
Autoliquidazione premi per le imprese di autotrasporto per conto terzi nota Inail 4245 del 27 maggio 2010 Per le imprese di autotrasporto merci in conto terzi, classificate alla voce di tariffa n. 9121 e 9123 viene prevista una riduzione del premio Inail anche per l’anno 2010, come disposto dalla legge Finanziaria per l’anno in corso, nota Inail 4245 del 27 maggio 2010. Con l’approvazione del DPCM del 19 marzo 2010 è stato previsto lo stanziamento delle spese sia per la riduzione dei tassi medi di tariffa che per i premi speciali unitari dovuti dalle imprese artigiane a cui ha fatto seguito l’approvazione di un’apposita delibera da parte del Presidente-commissario straordinario dell’Inail che ha messo in atto i provvedimenti conseguenti a tale disposizione. Si ricorda che il termine per il versamento del premio in autoliquidazione per le imprese di autotrasporto in conto terzi, inizialmente fissato per il 16 aprile 2010, è stato successivamente posticipato alla data del 16 giugno 2010. Al riguardo le istruzioni Inail ricordano come le imprese rientranti nell’agevolazione, appartenenti alle voci di tariffa 9121 e 9123, hanno già ricevuto le basi di calcolo per la determinazione del premio per l’autoliquidazione 2009-2010. I soggetti interessati dovranno provvedere a calcolare i premi ordinari dovuti ai dipendenti e agli altri soggetti assimilati applicando alle retribuzioni già dichiarate entro il 16 febbraio scorso ( 16 marzo in caso di invio telematico) con il modello 1031, i tassi di premio indicati nel modello 20SM che , la nota ricorda, sono in corso di notifica da parte delle sedi dell’Inail. Per i componenti del nucleo artigiano (titolari, soci, collaboratori familiari, associati in partecipazione) occorrerà calcolare i premi speciali unitari applicando al premio di rata 2010, per le sole voci di tariffa 9121 e 9123 e in base alle percentuali di incidenza presenti, la percentuale di riduzione del 14,50 %. Il versamento, come già detto dovrà essere effettuato in un’unica soluzione nel termine del 16 giugno prossimo ovvero procedere con la rateazione prevista dalle disposizioni di legge regolanti la materia. In tal caso gli interessi non andranno applicati alla rata da versare alla data del 16 giugno prossimo, mentre per le rate del 16 agosto e quella del 16 novembre, sono previsti due coefficienti che determinano l’importo degli interessi, che sono stati determinati rispettivamente nella misura di 0,003643288 e nella misura di 0,009138082. Per le imprese che hanno versato in un’unica soluzione il premio 902010 entro la data del 16 aprile, senza beneficare della riduzione del 14,50% ai premi speciali unitari, possono beneficiare del relativo credito in compensazione tramite modello F24. Tenuto conto del nuovo termine di versamento fissato per il prossimo 16 giugno, le imprese che non avessero provveduto ad oggi effettuare versamenti , sono da considerarsi in regola ai fini contributivi con effetto retroattivo. Studio Cassone
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References: sentenza 
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 art. 11
 art. 23
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 art. 8
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