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Timestamp: 2018-11-13 03:24:48+00:00

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Classificazione: Editoria | Open Media Coalition | Page 2
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento del 25 ottobre 2007 – Diffusione indifferenziata di risultanze audio di intercettazioni
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. …
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento del 21 giugno 2006 – Pubblicazione di intercettazioni telefoniche e dignità della persona
La pubblicazione, da parte di organi di informazione, di estratti tratti da intercettazioni telefoniche relative ad un procedimento penale deve rispettare l’art. 154, comma 1, lett. c) del Codice in materia di protezione dei dati personali che prescrive ai titolari del trattamento in ambito giornalistico di conformare con effetto immediato i trattamenti di dati personali relativi alla pubblicazione di trascrizioni di intercettazioni telefoniche a tutti i principi affermati dal medesimo Codice e dall’allegato codice di deontologia per l’attività giornalistica, richiamati nel presente provvedimento.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento del 30 ottobre 2008 – L’organigramma partitico della Rai
La pubblicazione di un documento interno relativo all’organigramma della RAI, dal quale risulta la presunta appartenenza politica dei dirigenti della società, non costituisce violazione della privacy dal momento che la pubblicazione integrale del documento è stata effettuata nel quadro di un esercizio del diritto di cronaca e di critica rispetto ad un fatto (l’esistenza di tale organigramma) che costituisce l’elemento essenziale della notizia pubblicata e che si inserisce nell’ampio e annoso dibattito, di evidente interesse pubblico, sulla struttura e sull’organizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo e soprattutto sulle sue interrelazioni con il sistema politico e partitico.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento del 6 maggio 2009 – Giornalismo: uso di immagini tratte dai social network
I giornalisti che utilizzano notizie, fotografie e dati personali tratti dai social network devono sempre verificare le informazioni raccolte per esercitare con correttezza il diritto di cronaca (caso relativo ad un soggetto la cui immagine, ripresa da Facebook, era stata erroneamente associata a persone omonime decedute).
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento del 29 maggio 2008 – Diffusione di compensi di enti pubblici
Non travalica i limiti del diritto di cronaca la pubblicazione, da parte di un quotidiano locale, dei nomi di dipendenti di una pubblica amministrazione e dei compensi che avrebbero ricevuto a titolo di incentivo per la progettazione di un’opera la cui realizzazione era stata sospesa con una sentenza del giudice amministrativo, trattando un fatto di interesse pubblico nel contesto locale di maggiore diffusione della testata giornalistica.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento n. 31 del 24 gennaio 2013 – Archivi storici on line dei quotidiani e reperibilità dei dati dell’interessato mediante motori di ricerca esterni
I giornali hanno l’obbligo di aggiornare gli articoli presenti nel proprio archivio storico on line, individuando modalità che segnalino al lettore l’esistenza di rilevanti sviluppi delle vicende che riguardano i due interessati (ad esempio, con un link, un banner o una nota all’articolo). L’adozione di questo accorgimento è in grado, infatti, di garantire alle persone il rispetto della propria identità, così come si è evoluta nel tempo, consentendo al lettore di avere un’informazione attendibile e completa.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Provvedimento n. 434 del 20 dicembre 2012 – Archivi storici on line dei quotidiani e reperibilità dei dati dell’interessato mediante motori di ricerca esterni
I giornali devono predisporre, nell’ambito del proprio archivio storico on-line, un sistema idoneo a segnalare (ad esempio, a margine dei singoli articoli o in nota agli stessi) l’esistenza degli sviluppi delle notizie relative ad un determinato soggetto, nel rispetto dell’art. 7 del Codice della privacy, che prevede il diritto all’aggiornamento dei propri dati personali.
Cass. civ. Sez. III, Sent., 09/07/2010, n. 16236
Al giornalismo di inchiesta, quale species, deve essere riconosciuta ampia tutela ordinamentale, tale da comportare in relazione ai limiti regolatori, dell’attività di informazione, quale genus, già individuati dalla giurisprudenza di legittimità, una meno rigorosa e comunque diversa applicazione dell’attendibilità della fonte, fermi restando i limiti dell’interesse pubblico alla notizia, e del linguaggio continente, ispirato ad una correttezza formale dell’esposizione (nel caso di specie, la Cassazione ha escluso la natura diffamatoria di un articolo in cui i giornalisti avevano dato conto dei risultati di una loro inchiesta all’esito della quale era emerso che un laboratorio di analisi, richiesto di esaminare alcuni campioni di thè, li aveva confusi con reperti di natura organica)
Cass. civ. Sez. III, Sent., 19/05/2011, n. 11004
In tema di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa, nel caso in cui l’articolo giornalistico riporti il contenuto di uno scritto anonimo offensivo dell’altrui reputazione, l’applicazione dell’esimente del diritto di cronaca ( art. 51 c.p.) presuppone la prova, da parte dell’autore dell’articolo, della verità reale o putativa dei fatti riportati nello scritto stesso (non della mera verità dell’esistenza della fonte anonima); con la conseguenza che, laddove siffatta prova non possa essere fornita, proprio in ragione del carattere anonimo dello scritto, la menzionata esimente non può essere applicata, anche per la carenza del requisito dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia (nel caso di specie, la Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Milano, che non aveva correttamente applicato il principio sopra enunciato, rigettando l’azione di risarcimento del danno proposta contro l’editore e il direttore responsabile di un giornale sul quale era stato riprodotto il contenuto di una lettera anonima senza una preventiva verifica circa la veridicità della notizia)
Cass. civ. Sez. III, Sent., 06/04/2011, n. 7847
Il diritto di critica non si concreta, come quello di cronaca, nella narrazione veritiera dei fatti, ma si esprime per sua natura in un giudizio, che, come tale, non può che essere soggettivo rispetto ai fatti stessi (La Corte di Cassazione, nel rigettare un ricorso per motivi procedurali, ha comunque chiarito che un’azione di risarcimento per diffamazione non può essere accolta sull’unico presupposto che il convenuto non è riuscito a fornire la prova dei fatti oggetto di critica, in quanto occorre distinguere tra i giudizi soggettivi espressi nell’articolo, ai quali non si applica il principio di “veridicità”, e i fatti che, costituendone il fondamento,devono necessariamente essere “veri”)

References: sentenza 
 Provvedimento n. 
 Provvedimento n. 

Cass. 

Cass. 
 art. 51
 sentenza 

Cass.