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Timestamp: 2019-05-20 08:36:25+00:00

Document:
Leggi – Diabaino Vip Vip dello stretto
In questa sezione sono riportare le numerose leggi che interessano chi soffre di diabete.
Riforma legge 104
Legge 16 Marzo 1987 n° 115
Permessi sul posto di lavoro
Minori con diabete
l) istituzione o adattamento di centri socio-riabilitativi ed educativi diurni, a valenza educativa, che perseguano lo scopo di rendere possibile una vita di relazione a persone temporaneamente o permanentemente handicappate, che abbiano assolto l'obbligo scolastico, e le cui verificate potenzialità residue non consentano idonee forme di integrazione lavorativa.
Gli standard dei centri socio-riabilitativi sono definiti dal Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per gli affari sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui all'articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400 ;
1. I comuni, anche consorziati tra loro o con le province, le loro unioni, le comunità montane e le unità sanitarie locali, nell'ambito delle competenze in materia di servizi sociali loro attribuite dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 , possono realizzare con le proprie ordinarie risorse di bilancio, assicurando comunque il diritto alla integrazione sociale e scolastica secondo le modalità stabilite dalla presente legge e nel rispetto delle priorità degli interventi di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184 , comunità-alloggio e centri socio-riabilitativi per persone con handicap in situazione di gravità.
5. All'individuazione dell'alunno come persona handicappata ed all'acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale, fa seguito un profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona handicappata, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico individuato secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione. Il profilo indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali ed affettive dell'alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona handicappata (1).
e) la sperimentazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 419 , da realizzare nelle classi frequentate da alunni con handicap. 2. Per le finalità di cui al comma 1, gli enti locali e le unità sanitarie locali possono altresì prevedere l'adeguamento dell'organizzazione e del funzionamento degli asili nido alle esigenze dei bambini con handicap, al fine di avviarne precocemente il recupero, la socializzazione e l'integrazione, nonché l'assegnazione di personale docente specializzato e di operatori ed assistenti specializzati.
6. Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti (2).
5. Fino alla prima applicazione dell'articolo 9 della citata legge n. 341 del 1990 , relativamente alle scuole di specializzazione si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417 , e successive modificazioni, al decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970 e all'articolo 65 della legge 20 maggio 1982, n. 270 .
Art. 15. Gruppi per l'inclusione scolastica.
4. I gruppi di lavoro predispongono annualmente una relazione da inviare al Ministro della pubblica istruzione ed al presidente della giunta regionale. Il presidente della giunta regionale può avvalersi della relazione ai fini della verifica dello stato di attuazione degli accordi di programma di cui agli artt. 13, 39 e 40 (3).
4. I rapporti dei comuni, dei consorzi tra comuni e tra comuni e province, delle comunità montane e delle unità sanitarie locali con gli organismi di cui al comma 1 sono regolati da convenzioni conformi allo schema tipo approvato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità e con il Ministro per gli affari sociali, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (4).
1. In attesa dell'entrata in vigore della nuova disciplina del collocamento obbligatorio, le disposizioni di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482 , e successive modificazioni, devono intendersi applicabili anche a coloro che sono affetti da minorazione psichica, i quali abbiano una capacità lavorativa che ne consente l'impiego in mansioni compatibili. Ai fini dell'avviamento al lavoro, la valutazione della persona handicappata tiene conto della capacità lavorativa e relazionale dell'individuo e non solo della minorazione fisica o psichica.
La capacità lavorativa è accertata dalle commissioni di cui all'articolo 4 della presente legge, integrate ai sensi dello stesso articolo da uno specialista nelle discipline neurologiche, psichiatriche o psicologiche.
1. La persona handicappata sostiene le prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni con l'uso degli ausili necessari e nei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione allo specifico handicap. 2. Nella domanda di partecipazione al concorso e all'esame per l'abilitazione alle professioni il candidato specifica l'ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonché l'eventuale necessità di tempi aggiuntivi.
1. La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648 , assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.
2. Per gli edifici pubblici e privati aperti al pubblico soggetti ai vincoli di cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089 , e successive modificazioni, e 29 giugno 1939, n. 1497 , e successive modificazioni, nonché ai vincoli previsti da leggi speciali aventi le medesime finalità, qualora le autorizzazioni previste dagli articoli 4 e 5 della citata legge n. 13 del 1989 non possano venire concesse, per il mancato rilascio del nulla osta da parte delle autorità competenti alla tutela del vincolo, la conformità alle norme vigenti in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche può essere realizzata con opere provvisionali, come definite dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164 , nei limiti della compatibilità suggerita dai vincoli stessi.
2. Al comma 1 dell'articolo 1 della legge 9 aprile 1986, n. 97 , sono soppresse le parole: «, titolari di patente F» e dopo le parole: «capacità motorie,» sono aggiunte le seguenti: «anche prodotti in serie,».
3. (...) (5).
[1. Le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità e menomazione, per la parte del loro ammontare complessivo che eccede il 5 o il 10 per cento del reddito complessivo annuo dichiarato a seconda che questo sia o meno superiore a 15 milioni di lire, sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente che ha sostenuto gli oneri per sè o per le persone indicate nell'articolo 433 del codice civile, purché dalla documentazione risulti chi ha sostenuto effettivamente la spesa, la persona da assistere perché invalida e il domicilio o la residenza del percipiente] (7).
3. Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità, nonché colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità, parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno (8).
1. Per i reati di cui agli articoli 527 e 628 del codice penale, nonché per i delitti non colposi contro la persona, di cui al titolo XII del libro secondo II del codice penale, e per i reati di cui alla legge 20 febbraio 1958, n. 75 , qualora l'offeso sia una persona handicappata la pena è aumentata da un terzo alla metà (9).
2. I comuni, anche consorziati tra loro, le loro unioni, le comunità montane, rilevata la presenza di associazioni in favore di persone handicappate, che intendano costituire cooperative di servizi o comunità-alloggio o centri socio-riabilitativi senza fini di lucro, possono erogare contributi che consentano di realizzare tali iniziative per i fini previsti dal comma 1, lettere h), i) e l) dell'articolo 8, previo controllo dell'adeguatezza dei progetti e delle iniziative, in rapporto alle necessità dei soggetti ospiti, secondo i principi della presente legge.
a) tre assessori scelti tra gli assessori regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano designati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 16 dicembre 1989, n. 418 (10);
7. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a lire 120 miliardi per l'anno 1992 e a lire 150 miliardi a decorrere dall'anno 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1992, all'uopo utilizzando l'accantonamento «Provvedimenti in favore di portatori di handicap».
(1) Per l'interpretazione autentica del presente comma 5, vedi l'art. 2, D.L. 27 agosto 1993, n. 324.
(2) Vedi, anche, il D.M. 9 luglio 1992.
(3) Vedi, anche, il D.M. 26 giugno 1992.
(4) Con D.M. 30 novembre 1994 (Gazz. Uff. 16 dicembre 1994, n. 293) è stato approvato lo schema-tipo di convenzione previsto dal presente articolo.
(5) Aggiunge un comma, dopo il secondo, all'art. 1, L. 9 aprile 1986, n. 97.
(6) Aggiunge la lett. r-bis) all'art. 3, comma 1, L. 5 agosto 1978, n. 457.
(7) Abrogato dall'art. 2, D.L. 31 maggio 1994, n. 330.
(8) Per l'interpretazione autentica dell'espressione «hanno diritto a tre giorni di permesso mensile», vedi l'art. 2, D.L. 27 agosto 1993, n. 324.
(9) Comma così modificato dall'art. 17, L. 15 febbraio 1996, n. 66 (Gazz. Uff. 20 febbraio 1996, n. 42).
(10) La Corte costituzionale, con sentenza 21-29 ottobre 1992, n. 406 (Gazz. Uff. 4 novembre 1992, n. 46 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 41, sesto comma, nella parte in cui, con riguardo alla lettera a), prevede che il Comitato «si avvale di», anziché «è composto da».
Il Senato della Repubblica, il 3 marzo 2010, ha approvato il seguente disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dallo stralcio degli articoli 23, 24, 32, da 37 a 39 e da 65 a 67 di un disegno di legge d’iniziativa del Governo, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati:
In particolare il nuovo testo è interessante perché, all'articolo 24, disciplina definitivamente le norme di riforma della legge 104 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
Art. 24. (Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità)
Di seguito presentiamo una breve sintesi di quale sarà l'assetto che regolerà i permessi dei dipendenti pubblici per l'assistenza a portatori di handicap..
Chi ne beneficia I tre giorni di permesso possono essere riconosciuti al malato, oppure a un qualunque parente entro il terzo grado (legge 104/92). I tre giorni di permesso si riconoscono anche ai parenti entro il terzo grado solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona malata abbia più di 65 anni, oppure sia anch’egli affetto da handicap, oppure siano deceduti.
Quanti Vuoto interpretativo. La norma non specifica se più di un parente può godere dei privilegi concessi per assistere un malato. Alcune amministrazioni riconoscono i privilegi a più di un parente, altre no (legge 104/92). I tre giorni di permesso non possono essere riconosciuti a più di una persona per assistere uno stesso familiare, a meno che non si tratti di due genitori per l'assistenza del figlio, che possono usufruirne alternativamente.
Scelta della sede di lavoro Il genitore può scegliere di essere trasferito presso una sede di lavoro più vicina al proprio domicilio (legge 104/92). Qualunque soggetto che gode dei benefici della norma può scegliere di essere trasferito presso la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere.
Revoca in caso di mancati requisiti NON PRESENTE. I benefici della legge 104 possono essere revocati in caso di mancanza dei "requisiti" accertata dal datore di lavoro o dall'INPS.
Assistenza ad un figlio maggiorenne I genitori possono usufruire dei permessi per assistere un figlio maggiorenne solo se convivente o in condizioni di assistenza “continuativa ed esclusiva”. (legge 151/01) Questo limite viene cancellato.
Assistenza di parenti non conviventi La legge 104 concedeva i benefici per l’assistenza solo ai genitori o parenti conviventi; la legge 53/2000 li concedeva anche ai parenti e affini non conviventi. Questa ambiguità viene cancellata. E per quanto riguarda i tre giorni di permesso mensili non si fa più alcun riferimento alla convivenza.
Gli interventi regionali di cui al comma 1 sono rivolti:
1. Ai fini della prevenzione e della diagnosi precoce della malattia diabetica e delle sue complicanze, i piani sanitari e gli altri strumenti regionali di cui all’articolo 1 indicano alle unità sanitarie locali, tenuto conto di criteri e metodologie stabiliti con atto di indirizzo e coordinamento da emanarsi ai sensi dell’articolo 5 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sentito l’Istituto superiore di sanità, gli interventi operativi più idonei per:
1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge valutato in lire 6.400 milioni per l’anno 1987 ed in lire 8.800 milioni per ciascuno degli anni 1988 e1989, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1987-1989, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno finanziario 1987, utilizzando lo specifico accantonamento di cui alla voce "disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito".
Data a Roma addi 16 Marzo 1987 Cossiga.
Ottenimento e rinnovo patenti di guida
Il Decreto Legislativo n.2 del 16/1/2013 fa chiarezza sul tema ed introduce criteri per il rinnovo basati essenzialmente sul livello di rischio per la sicurezza alla guida per i pazienti diabetici. Questi livelli sono tre: basso, medio ed elevato e vengono decisi dal medico curante sulla base di chiare indicazioni. In funzione di questa valutazione si procede alla proposta di rinnovo secondo il seguente schema:
Livello dirischio
Basso 10 anni (età inferiore a 50 anni)
5 anni (età compresa fra 50 e 70 anni)
3 anni (età superiore a 70 anni)
Medio 5 anni (età inferiore a 50 anni)
3 anni (età compresa fra 50 e 70 anni)
1 anni (età superiore a 70 anni)
Elevato Invio alla Commissione Medico Legale con foglio firmato dall'interessato per presa visione e ritiro della certificazione
1. Vanno sempre utilizzati i modelli del Ministero in relazione al gruppo di appartenenza del tipo di patente da rinnovare:
Gruppo 1 - per Patenti: A, B, BE e sottocategorie
Gruppo 2 - per Patenti C, D, CE, DE e sottocategorie
2. Il Certificato diabetologico non deve essere stato rilasciato in data anteriore a 3 mesi.
3. Per la redazione del certificato possono essere accettati esami strumentali e di laboratorio effettuati entro l’anno con eccezione della emoglobina glicata il cui referto non deve essere superiore a 6 mesi
Non devono essere soggetti a pagamento:
- Il certificato del Servizio di Diabetologia in quanto non è un certificato «Legale» ma è una SCHEDA relativa al giudizio sul profilo attribuibile in relazione al rischio per la sicurezza della guida basato sulle complicanze della persona (registrate).
- Gli esami strumentali e di laboratorio effettuati dal Servizio di Diabetologia eseguiti nel regolare percorso di assistenza.
I criteri per la valutazione dei rischi sono i seguenti:
Assenza di retinopatia
Assenza di neuropatia
Assenza di ipoglicemie gravi e ricorrenti riferite negli ultimi 12 mesi
Capacità del soggetto di avvertire l’ipoglicemia e gestirla precocemente e adeguatamente
Controllo glicemico ADEGUATO *
Giudizio sull’ipoglicemia BUONO **
Nei punti 5 e 6 possono rientra anche chi usa Insulina o farmaci che possono indurre ipoglicemie gravi
Uso di farmaci che possono indurre ipoglicemie gravi
Retinopatia non proliferante o proliferante, se con buona conservazione del visus
Neuropatia autonomica o sensitivo-motoria di grado lieve, se con buona conservazione della percezione sensitiva e delle capacità motorie, non trattata con farmaci specifici
Nefropatia se solo con microalbuminuria o macroalbuminuria
Ipertensione se ben controllata
Controllo glicemico NON ADEGUATO *
Giudizio sull’ipoglicemia ACCETTABILE **
Retinopatia proliferante, con riduzione del visus
Neuropatia autonomica o sensitivo-motoria grave, con perdita della percezione sensitiva e delle capacità motorie, trattata con farmaci specifici
Nefropatia con insufficienza renale cronica
Ipertensione non controllata, TIA/Ictus, ischemia cardiaca recente (< 1 anno) o non ben controllata
Ipoglicemie gravi e ricorrenti riferite negli ultimi 12 mesi
Incapacità del soggetto di avvertire l’ipoglicemia e gestirla precocemente e adeguatamente
Giudizio sull’ipoglicemia SCARSO **
* potrà essere considerato come controllo glicemico ADEGUATO, riferito alla valutazione di pericolosità alla guida, un valore di emoglobina glicata < 9,0 %, non adeguato in caso di valori > 9,0 %
** per le valutazioni delle ipoglicemie dovranno essere tenuti presenti al fine di attribuzione del giudizio di BUONO, ACCETTABILE, SCARSO i seguenti parametri valutativi:
a. Valutazione anamnestica della capacità del soggetto di avvertire l’ipoglicemia e gestirla precocemente e adeguatamente
b. Presenza/assenza di ipoglicemie gravi (che richiedono l’intervento di altra persona) e ricorrenti (almeno 2 episodi) riferiti negli ultimi 12 mesi
La Commissione Medico Legale: In COMMISSIONE MEDICO LEGALE, integrata con Specialista Diabetologo devono andare:
per Patenti del gruppo 1 (A, B, BE e sottocategorie) solo chi ha Rischio Elevato per la sicurezza alla guida
per Patenti gruppo 2 (C, D, CE, DE e sottocategorie) tutti
I pazienti del Gruppo 1 con Rischio Basso o Medio possono andare da qualunque medico abilitato ai sensi dell’Art. 119 del C.d.S. (ACI o ML Privato)
I genitori lavoratori, o i parenti e gli affini entro il terzo grado, e gli stessi disabili che lavorano possono fruire di permessi dal posto di lavoro (Legge n.104, 5/2/92 art. 33). Possono fruire delle agevolazioni anche i genitori affidatari: l’affidamento deve risultare da una copia del provvedimento rilasciato dal Tribunale competente, con l’indicazione della sua durata presunta e una copia del documento rilasciato dall'autorità competente attestante la data dell’effettivo ingresso del bambino handicappato nella famiglia affidataria.
Il riconoscimento della condizione di gravità e il rilascio del certificato vengono effettuati da apposite Commissioni Mediche presso la ASL che devono pronunciarsi entro 180 giorni dalla domanda (art.3-bis,Legge n. 423/93). Se la Commissione non si pronuncia entro i termini o nel caso in cui non sia costituita, i genitori possono farsi rilasciare il certificato da un medico specialista della ASL. La documentazione rilasciata dallo specialista non è definitiva e produce effetto fino all’accertamento della commissione.
Una volta ottenuto questo certificato, si può presentare domanda al proprio datore di lavoro, allegando ad essa l'autocertificazione contenente lo stato di famiglia; l'esistenza in vita del figlio e la condizione di non ricovero a tempo pieno di questo.
Astensione facoltativa e permessi orari fino al compimento del terzo anno di vita del bambino
Una volta trascorso il periodo di tre mesi dopo il parto di astensione obbligatoria dal lavoro (o eventualmente i quattro mesi dopo il parto nel caso si decida di fruire della flessibilità dell’astensione obbligatoria, prevista dall’art. 12 della Legge n. 53/2000) e i successivi sei mesi previsti di astensione facoltativa, ai sensi dell’art. 4, comma 1 lettera c, della Legge n.1204/71 (Tutela delle lavoratrici madri) e art. 7 della stessa legge come sostituito dall’art. 3, comma 2 della Legge n. 53/2000 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città), le madri di bambini riconosciuti in situazione di gravità possono usufruire di un periodo di ulteriore astensione dal lavoro, la possibilità cioè di fruire dell’astensione facoltativa viene prolungata fino al compimento di 3 anni di vita del bambino (art. 33, comma 1, Legge n. 104/92).
Durante tale periodo il lavoratore riceverà un’indennità pari al 30% della retribuzione; su tale questione il Consiglio di Stato si è espresso con parere n. 1611/92 osservando che “la spettanza della indennità giornaliera pari al 30% della retribuzione deriva immediatamente dalla circostanza che l’astensione facoltativa contemplata dall’art. 33 comma 1, ricade nell’ambito della stessa astensione di cui all’art. 7 della Legge n.1204/71 che va corrisposta, secondo l’art. 15 comma 3 della Legge n.1204/71 con i criteri previsti per le prestazioni previdenziali contro le malattie” (Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 43, 1/4/94). Va fatto notare che il prolungamento dell’astensione facoltativa può essere fruito una volta trascorso il periodo “previsto” dell’astensione facoltativa stessa, cioè sei mesi. Il genitore può anche non godere di tutti i mesi di cui ha diritto di astensione facoltativa, ma decidere di utilizzarli, così come prevede laLegge n. 53/2000 fino al compimento dell’ottavo anno di vita del bambino. Il prolungamento ai sensi dell’art. 33 della Legge n.104/92 può essere comunque fruito solo a partire quindi dal compimento del nono mese di vita del figlio (o decimo, se l’astensione obbligatoria è stata di quattro mesi dopo il parto).
Per quanto riguarda i permessi orari, tale agevolazione, alternativa all’astensione facoltativa suddetta, è interamente retribuita. Va ricordato comunque che fino al compimento dell’anno di età le due ore di permesso giornaliere sono quelle previste dall’art. 10 della Legge n.1204/71 che, come integrato dal comma 3 dell’art. 3 della Legge n. 53/2000, prevede che in caso di parti plurimi i periodi di riposo siano raddoppiati e che le ore aggiuntive possano essere utilizzate anche dal padre. Tra l’altro il padre può godere dei riposi orari di cui all’art. 10 della Legge n. 1204/71 in tutti i casi in cui la madre decida di non avvalersene (ma non se, per es., la madre fruisce dell'astensione facoltativa o del suo prolungamento -Circolare INPS n.109/00; Circolare Ministero Lavoro n. 53/00; Circolare Ministero Tesoro 25/10/00), oppure il figlio sia affidato al solo padre o la madre non sia lavoratrice dipendente (art. 13, comma 3,Legge n. 53/2000).
Secondo la circolare INPS n. 109/2000, è possibile che la madre fruisca delle due ore previste dalla Legge n.1204/71 (parliamo quindi di bambini tra 0 e il primo anno di età) e il padre del periodo di astensione facoltativa “normale”; non è possibile il contrario. Per quanto riguarda le ore previste dall’art. 33 dellalegge 104/92 (quindi i bambini tra due e tre anni) queste sono fruibili da un genitore, chiunque esso sia contemporaneamente alla fruizione dell’altro del periodo spettantigli di astensione facoltativa “normale” (Circolare INPS n. 133/2000).
Nel caso in cui l’orario di lavoro del lavoratore in esame sia inferiore alle sei ore giornaliere, il permesso retribuito è limitato ad una sola ora (Circolare Funzione Pubblica n. 90543/488, 26/6/92, Circolare INPS n. 291, 30/10/95 e Circolare Ministero Lavoro n. 59, 30/4/96).
Cumulabilità con i permessi previsti dal comma 2, art. 7 della Legge n.1204/71
La cumulabilità si esplica solo per la malattia del bambino handicappato al di sotto dei tre anni di età: nel caso di “malattia in fase acuta”, al genitore che fruisce delle due ore di permesso giornaliero può essere concessa l’astensione, non retribuita, per le ulteriori ore di lavoro della giornata (Circolare INPS n. 80, 24/3/95).
Nel caso in cui nel nucleo familiare ci siano un figlio handicappato e un altro di età inferiore ai 3 anni non handicappato, uno dei due genitori, che fruisca o meno dei permessi della Legge n.104/92, può fruire dell’astensione prevista per la malattia del figlio non handicappato dalla Legge n.1204/71, art. 7, comma 2, come modificato dall’art. 3, comma 2 della Legge n. 53/2000. Se entrambi i figli sono di età inferiore ai 3 anni, e si trovano contemporaneamente affetti da malattia, un genitore può fruire, per quello handicappato dei riposi orari della Legge n.104/92 e per le restanti ore di lavoro dell’assenza non retribuita della Legge n.1204/71, l’atro genitore può fruire della astensione non retribuita per la malattia del figlio non handicappato (Circolare Ministero Lavoro n. 59, 30/4/96 e Circolare INPS n. 211, 31/10/96).
È possibile che durante la fruizione dei giorni di permesso di un genitore, l’altro goda del periodo di astensione facoltativa (Circolare INPS n. 133/2000).
Tre giorni di permessi mensili fruibili con persone con più di tre anni di età
Congedi retribuiti per due anni
La legge finanziaria per il 2001, legge n. 388, 23/12/2000, introduce al comma 2 dell’art. 80, la possibilità per i genitori (in alternativa) o, dopo la loro scomparsa, per uno dei fratelli conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità, accertata ai sensi del comma 3, art. 3 della legge n. 104/92 da almeno cinque anni, di fruire di un periodo di congedo fino a due anni retribuito e coperto da contribuzione figurativa (fino ad un importo massimo di L. 70.000.000 annui).
L’INPS ha emanato la Circolare applicativa di tale nuova norma, la n. 64 del 15 marzo 2001.
I due anni di congedo retribuito, possono essere fruiti da entrambi i genitori, ma in alternativa. Questo significa che i genitori possono “dividersi” i due anni, fruendo l’uno del periodo di congedo quando l’altro svolge attività lavorativa. Il congedo è quindi fruibile anche in maniera frazionata. Lo stesso vale per i fratelli, nel caso di decesso di entrambi i genitori; ai fratelli viene però sempre richiesta la convivenza.
La domanda per fruire del congedo in questione va compilata sugli appositi modelli predisposti dall’INPS.
Il datore di lavoro deve sempre accordare il congedo, può farlo non oltre 60 giorni dalla data della richiesta.
Nell’articolo che, nella legge finanziaria n. 388/2000 introduce la possibilità del congedo retribuito, si afferma esplicitamente che “durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui all’art. 33 della legge n. 104/92”. Dal momento però che il congedo è fruibile anche frazionatamente, e quindi per periodi inferiori al mese, l’INPS precisa che la preclusione alla fruizione dei permessi dell’art. 33 vale anche per quel mese durante il quale, anche solo per una sua parte, si è fruito del congedo retribuito.
L’art. 4, comma 2, della Legge n. 53/2000 introduce la possibilità di fruire di un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non retribuito, non computato nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali (il lavoratore può procedere al riscatto) non superiore a due anni, per gravi e documentati motivi familiari.
Il successivo Decreto Ministeriale del Dipartimento per la Solidarietà sociale della presidenza del Consiglio dei Ministri n. 278, del 21 luglio 2000 (“Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 4 della Legge n. 53/2000, concernente congedi per eventi e cause particolari”), all’art. 2 chiarisce i requisiti necessari per fruire di detto congedo: i gravi motivi devono essere relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei soggetti di cui all’art. 433 del Codice Civile (coniuge, figli e in loro mancanza i discendenti prossimi, i genitori e in loro mancanza gli ascendenti prossimi, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle) anche se non conviventi, nonché dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado, anche se non conviventi.
le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell“assistenza delle persone sopraindicate;
patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica,derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2 e 3 per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.
Per quei genitori che hanno i requisiti per godere del congedo di due anni retribuito (vedi paragrafo precedente), la Circolare INPS n. 64/2001 precisa che il diritto è di due anni complessivi, le due diverse agevolazioni quindi non vanno a sommarsi (non è possibile cioè godere dei due anni di congedo retribuito più i due anni di congedo non retribuito).
Non sono obbligati a prestare lavoro notturno (dalle ore 24 alle ore 6) la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge n. 104/92.
Inoltre, è vietato adibire al lavoro notturno tutte le lavoratrici dal momento dell’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
Non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore ai tre anni o in alternativa il lavoratore padre convivente e ancora, la lavoratrice o il lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore ai 12 anni.
(Art. 53, Decreto Legislativo n. 151/2001, che riprende il testo dell’art. 5, commi 1 e 2, lettere a) e b), della legge 9 dicembre 1977 n. 903).
Secondo la circolare INPS n. 37/99 è possibile che contemporaneamente al lavoratore handicappato fruiscano dei permessi i genitori o parenti e affini dello stesso lavoratore (diversamente da quanto affermato dalla Circolare Ministero Pubblica Istruzione n. 99, 23/3/95 e Circolare INPS n. 80, 24/3/95) purché questo abbia una effettiva necessità di essere assistito oppure nel caso in cui nel nucleo familiare non sia presente un altro familiare, non lavoratore, in condizione di prestare assistenza..
L'INPDAP ha emanato una Circolare informativa sull'argomento, la n. 75, 27/12/01, riguardante i dipendenti pubblici, nella quale specifica che i contributi figurativi incidono non solo per il raggiungimento del diritto alla quiescienza ma anche sull'ammontare della pensione.
Riscatti di periodi di congedo per assistenza a disabili
I lavoratori dipendenti, che possono far valere complessivamente almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attività lavorativa nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti o nelle forme di previdenza sostitutive od esclusive della medesima hanno la facoltà di riscattare, a domanda e nella misura massima complessiva di 5 anni, periodi corrispondenti a quelli di assenza facoltativa dal lavoro per gravidanza e puerperio e periodi di congedo per motivi familiari relativi all’assistenza e cura dei disabili in misura non inferiore all’80%, purché in ogni caso si tratti di periodi non coperti da assicurazione e successivi al 1∞ gennaio 1994 (art. 14, Decreto Legislativo n. 503/92).
Per coloro che sono stati assunti dopo la data del 1 gennaio 1996 e coloro che comunque rientrano nel sistema pensionistico contributivo (Legge n. 335, 8/8/1995, “Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare”) sono riconosciuti i seguenti periodi di accredito figurativo (art. 1, comma 40):
I lavoratori disabili o con familiari disabili, oltre alle agevolazioni stabilite dall’art. 33 della Legge n. 104/92, possono fruire di ulteriori facilitazioni e di particolari condizioni previste eventualmente nei rispettivi contratti di lavoro. In particolare per quanto riguarda la legge n. 53/2000 all’art. 17, comma 3, questa considera che “I contratti collettivi di lavoro possono prevedere condizioni di maggiore favore rispetto a quelle previste dalla presente legge”. Facilitazioni possono essere turni di lavoro più adeguati per genitori con figli disabili, periodi di aspettativa non retribuita, flessibilità di orario, part-time.
Come è facilmente deducibile dalla lettura di queste pagine, la materia relativa ai congedi e in genere alle agevolazioni sul posto di lavoro per i genitori, i familiari e i disabili stessi è particolarmente intricata perché fa riferimento ad una imponente serie di disposizioni normative.
Minori con Diabete: Stop alle inutili visite di revisione! L'INPS pone fine anche alla disomogeneità di giudizio tra le commissioni medico legali
Un documento ufficiale dell'Inps chiede a tutte le Commissioni mediche territoriali di prevedere per i minori con diabete il riconoscimento automatico di tutte le prestazioni previste dalla legge (lo status di minore invalido e la condizione di handicap con connotazione di gravità). E lo fa con una argomentazione informata e di alto tenore civile e umano.
Basta con le incertezze delle famiglie, le incivili iniquità fra le decisioni prese davanti a casi smili da Commissioni diverse. Basta con la umiliante richiesta, quasi fosse un favore da sollecitare, del soddisfacimento di diritti del minore e della sua famiglia!.
Le prime 11 pagine del documento sono interessanti per la loro capacità di selezionare fra i molti materiali esistenti quelli più autorevoli e rilevanti: (gli Standard di cura AMD-SID e quelli dell'Ada, la legge 187, i lavori della Commissione Diabete del Ministero della Salute, il Manuale operativo per l’applicazione del ‘Piano sulla Malattia Diabetica’ in età pediatrica della SIEDP) e per i ripetuti riferimenti alla Scuola. Sono però di fatto una lunga introduzione. Il messaggio autorevole lanciato dall'Inps alle Commissioni mediche è concentrato a pagina 12. In pratica, vista la complessità dei compiti richiesti al minore per la gestione del diabete, la Commissione Medica Superiore dell'Inps scrive:
Bingo! Si dirà e fa piacere notare come il documento ritenga questa prestazione non un 'favore' fatto ai portatori della più diffusa fra le serie malattie croniche dell'infanzia.
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VOLONTARIATO – LA Croce Verde Torino, sezione Borgaro-Caselle, tra manifestazioni e Fiere

References: Art. 15
 sentenza 

Art. 24
 art. 33
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 3