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COMUNICAZIONE BLACK LIST : I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE - PDF
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Giorgia Casini
1 Circolare N. 75 Area: TAX & LAW Periodico plurisettimanale 26 ottobre 2010 COMUNICAZIONE BLACK LIST : I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Sul filo di lana della prima scadenza per la presentazione della comunicazione black list, fissata al prossimo 2 novembre, l'agenzia delle Entrate fornisce gli attesi chiarimenti operativi. In particolare viene precisato che l obbligo di comunicazione interessa le operazioni poste in essere con soggetti localizzati nei Paesi a fiscalità privilegiata, come individuati dalla combinazione delle due specifiche liste, a prescindere dalla natura giuridica e dall attività svolta dagli operatori economici esteri. QUADRO NORMATIVO L art. 1, DL 40/2010, convertito dalla Legge 73/2010, ha introdotto l obbligo di comunicare all Agenzia delle Entrate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, poste in essere con operatori economici localizzati in Paesi che, avendo un regime di fiscalità privilegiata, sono inclusi nelle c.d. black list di cui ai DDMM e Alla norma ha dato attuazione il DM 30 marzo 2010, pubblicato nella GU n. 88 del , il quale ha previsto che il nuovo obbligo decorra per le operazioni effettuate dal 1 luglio 2010 (si veda la circolare n. 31/2010). Con Provvedimento 28 maggio 2010, l Agenzia delle Entrate ha approvato il relativo modello di comunicazione e le relative istruzioni (si veda la circolare n. 44/2010). Con Provvedimento 5 luglio 2010, l Agenzia delle Entrate ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Infine, il DM 5 agosto 2010 ha disposto la proroga al 2 novembre 2010 delle comunicazioni relative ai mesi di luglio e agosto 2010, recepito l esclusione dalle black list, contenuta nel DM 27 luglio 2010, di Malta, Cipro e Corea del Sud, e disposto l esclusione/estensione dell obbligo per talune specifiche operazioni (si veda la circolare n. 62/2010). Con l attesa Circolare n. 53/E/2010, l Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti operativi, di seguito commentati. SOGGETTI OBBLIGATI Il nuovo obbligo di comunicazione interessa tutti i soggetti passivi IVA esercenti imprese o arti e professioni (lavoratori autonomi). Gli enti non commerciali (pubblici e privati) devono presentare la comunicazione solo per le operazioni effettuate nell ambito dell attività commerciale o agricola esercitata. Pertanto, non vanno comunicate le operazioni effettuate nello svolgimento dell attività istituzionale. Tra i soggetti passivi IVA tenuti a presentare la comunicazione in esame, rientrano anche i soggetti non residenti, pur limitatamente alle operazioni territorialmente rilevanti in Italia eseguite con operatori localizzati in Paesi black list. In questi casi l obbligo di comunicazione deve essere assolto, alternativamente: dalla stabile organizzazione in Italia; RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 1 di 8
2 tramite identificazione diretta ex art. 35-ter, DPR 633/1972; dal rappresentante fiscale. SOGGETTI ESONERATI Secondo l Agenzia delle Entrate non sono interessati dal nuovo adempimento: i contribuenti minimi; i soggetti che applicano il regime delle nuove iniziative ex art. 13, Legge 388/2000. INDIVIDUAZIONE DEI PAESI BLACK LIST Per l individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata occorre far riferimento ai Paesi ed ai territori inclusi nei DDMM e Sul punto, l Agenzia delle Entrate precisa che: le liste in essi contenute devono essere applicate congiuntamente e a prescindere dalla condizione soggettiva dell operatore economico. E quindi sufficiente che l operatore economico abbia sede, residenza o domicilio in un Paese contemplato da una sola delle due liste e indipendentemente dalla natura giuridica e dall attività svolta dallo stesso, per far scattare l obbligo di comunicazione. Esempio 1 Ciò significa, ad esempio, che le operazioni effettuate con operatori di San Marino devono essere incluse negli elenchi in quanto la Repubblica del Titano è inclusa nella black list ex DM , anche se non è inclusa nella lista ex DM Ai fini dell obbligo non rilevano neppure i limiti soggettivi ed oggettivi previsti dal DM per talune tipologie societarie. Esempio 2 Sono quindi da comunicare le operazioni effettuate con un operatore economico stabilito in Svizzera, anche se lo stesso è escluso dalle imposte cantonali e municipali, così come vanno comunicate le operazioni poste in essere con un operatore residente in Lussemburgo anche se non si tratta di una holding del In buona sostanza, le operazioni effettuate con operatori economici localizzati nei seguenti Paesi formano sempre oggetto di comunicazione. Alderney Angola Antigua Aruba Barhein Barbuda Bermuda Costarica Ecuador Filippine Giamaica Grenada Guernsey - Isole del Canale Hong Kong Isole Cayman Isole Marshall Isole Vergini britanniche Andorra Anguilla Antille olandesi Bahamas Barbados Belize Brunei Dominica Emirati Arabi Uniti Gibilterra Gibuti (ex Afar e Issas) Guatemala Herm - Isole del Canale Isola di Man Isole Cook Isole Turks e Caicos Isole Vergini statunitensi CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 2 di 8
3 Jersey - Isole del Canale Kiribati - ex Isole Gilbert Liberia Lussemburgo Maldive Mauritius Montserrat Niue Oman Polinesia francese Saint Kitts e Nevis Samoa Saint Vincent e Grenadine Sant'Elena Seychelles Svizzera Tonga Uruguay Kenia Libano Liechtenstein Macao Malesia Monaco Nauru Nuova Caledonia Panama Portorico Salomone Saint Lucia San Marino Sark (Isole del Canale) Singapore Taiwan Tuvalu (ex Isole Ellice) Vanuatu Tali liste sono state aggiornate dal DM , entrato in vigore lo scorso 5 agosto, che ne ha escluso Cipro, Malta e Corea del Sud. L art. 1, DM 5 agosto 2010, ha disposto che le operazioni intercorse con soggetti localizzati in tali Paesi non devono essere comunicate, neppure se effettuate nel periodo che va dal 1 luglio 2010 al 4 agosto 2010, in cui tali Paesi risultavano ancora inclusi in una o più black lists. COSA SI INTENDE PER OPERATORE ECONOMICO Sono oggetto di comunicazione le operazioni effettuate con operatori economici (imprese ed esercenti arti o professioni), mentre non interessano quelle con privati consumatori o con enti non esercenti attività commerciali (almeno per le operazioni afferenti l attività istituzionale). Relativamente alla definizione di operatore economico, l Agenzia delle Entrate precisa che va fatto riferimento all art. 9, c. 1, Direttiva n. 2006/112/CE, e pertanto a: chiunque esercita, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un attività economica, indipendentemente dallo scopo o dai risultati di detta attività. Ai fini della verifica dello status di operatore economico del soggetto estero, secondo l Agenzia è possibile utilizzare: 1) l eventuale certificazione o il numero identificativo rilasciati dalle autorità fiscali dello Stato black list attestanti lo svolgimento di un attività economica (imprenditoriale, professionale o artistica) da parte del soggetto avente sede, residenza o domicilio in detto Stato o, in alternativa, 2) la dichiarazione della controparte attestante lo svolgimento da parte della stessa di un attività imprenditoriale, professionale o artistica. RAPPRESENTANTE FISCALE O STABILE ORGANIZZAZIONE DI SOGGETTI BLACK LIST Secondo l Agenzia delle Entrate sono oggetto di comunicazione anche le operazioni effettuate da un operatore nazionale nei confronti: CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 3 di 8
4 del rappresentante fiscale di un operatore black list, nominato in un Paese non black list ; della stabile organizzazione di un operatore black list, situata in un Paese non black list. LE OPERAZIONI DA SEGNALARE Nella comunicazione vanno indicate le cessioni e gli acquisti di beni, nonché le prestazioni di servizi rese e ricevute, registrate o soggette a registrazione, effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi c.d. black list. Sul punto l Agenzia delle Entrate precisa che nella comunicazione vanno riepilogate anche le esportazioni e le importazioni. CONTROPARTE ESTERA OPERATORE COMUNITARIO OPERATORE EXTRACOMUNITARIO OPERAZIONE - acquisti e cessioni di beni - prestazioni di servizi ricevuti e resi - importazioni ed esportazioni di beni - prestazioni di servizi ricevuti e resi L obbligo di segnalazione sussiste anche nel caso in cui l esportazione/importazione dei beni sia preceduta dalla custodia degli stessi in un deposito IVA ex art. 50-bis, DL 331/1993. Il modello di comunicazione approvato dall Agenzia delle Entrate con Provvedimento , prevede che siano dichiarate le operazioni: imponibili; non imponibili; esenti; non soggette a IVA. Nella definizione di operazioni non soggette a IVA rientrano le sole operazioni per le quali risulta carente il requisito territoriale di applicazione dell imposta. Infatti, il DM ha previsto l estensione dell obbligo di comunicazione alle prestazioni di servizi rese e ricevute che non si considerano effettuate in Italia per mancanza del requisito territoriale. Di conseguenza, l obbligo di inclusione negli elenchi comprende tutti i servizi fuori campo IVA per carenza del presupposto territoriale ai sensi degli artt. 7-ter, 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972. Restano escluse le prestazioni ex artt. 7-sexies e 7-septies, DPR 633/1972, specificatamente rivolte alle operazioni effettuate con privati consumatori. La suddetta estensione trova applicazione per le prestazioni non territoriali poste in essere dal 1 settembre Le prestazioni di servizi territorialmente rilevanti formano invece oggetto di comunicazione già dal 1 luglio OGGETTO DI COMUNICAZIONE DAL OGGETTO DI COMUNICAZIONE DAL prestazioni ricevute ex art. 7-ter, DPR 633/1972, oggetto di autofattura - prestazioni ricevute ex art. 7-quater, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia - prestazioni ricevute ex art. 7-quinquies, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia - prestazioni rese e ricevute ex art. 7-ter, DPR 633/ prestazioni rese e ricevute ex art. 7-quater, DPR 633/ prestazioni rese e ricevute ex art. 7-quinquies, DPR 633/1972 Un ultima annotazione: il riferimento esplicito alle sole prestazioni di servizi escluse da IVA per carenza del presupposto territoriale, comporta che l obbligo di comunicazione non sussiste per le altre operazioni fuori campo IVA, quali, ad esempio: cessioni di beni prive del requisito territoriale CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 4 di 8
5 (beni che non si trovano nel territorio dello Stato al momento della cessione), cessioni di beni prive del requisito oggettivo ex art, 2, DPR 633/1972 (campioni gratuiti, beni omaggio di valore unitario inferiore a 25,82, ecc.), prestazioni di servizi carenti del requisito oggettivo ex art. 3, DPR 633/1972. ESCLUSIONE DALL OBBLIGO DI COMUNICAZIONE Il DM ha altresì previsto l esclusione dall obbligo di comunicazione per le attività con le quali si realizzano operazioni esenti, a condizione che il soggetto interessato abbia optato per la dispensa dagli adempimenti IVA ex art. 36-bis, DPR 633/1972. L obbligo di comunicazione permane per le eventuali operazioni imponibili effettuate. Sul punto, l'agenzia delle Entrate conferma che l'obbligo della comunicazione riguarda solo le operazioni imponibili attive. Sono quindi esclusi gli acquisti imponibili (i soggetti che hanno optato per la dispensa ex art. 36-bis, DPR 633/1972, non possono operare la detrazione dell'iva). QUANDO SEGNALARE UN OPERAZIONE Il momento rilevante per determinare il periodo in cui comprendere le operazioni da segnalare coincide con la data di registrazione nei registri IVA ovvero, se precedente o alternativa, nelle scritture contabili obbligatorie. Per le prestazioni di servizi rese, non soggette ad IVA per carenza del requisito della territorialità (per le quali non vi è obbligo di emissione della fattura), il momento rilevante è quello della registrazione nelle scritture contabili obbligatorie o, in mancanza, quello del pagamento da parte dell operatore economico. Gli stessi criteri trovano applicazione anche per gli acquisti di beni dalla Repubblica di San Marino senza addebito IVA, con riferimento all autofattura ovvero al documento ricevuto dall operatore sammarinese integrato con l indicazione dell imposta. OPERAZIONE operazione per la quale è obbligatoria l emissione della fattura prestazione di servizi resa per la quale non sussiste l obbligo di emettere fattura MOMENTO RILEVANTE data di registrazione nei registri IVA data di annotazione nelle scritture contabili o data di ricezione del pagamento L Agenzia precisa inoltre che le operazioni per le quali trova applicazione il meccanismo del reverse charge vanno considerate operazioni passive. Le stesse sono quindi da indicare tra gli acquisti di beni ovvero le prestazioni di servizi ricevute. La comunicazione deve essere presentata con: PERIODICITA DI PRESENTAZIONE PERIODICITÀ TRIMESTRALE PERIODICITÀ MENSILE soggetti che nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, servizi resi e ricevuti) NON HANNO superato il limite trimestrale di ( ) soggetti che nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, servizi resi e ricevuti) HANNO superato il limite trimestrale di (> ) CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 5 di 8
6 Pertanto, la presentazione trimestrale può avvenire solo se nei trimestri di riferimento non si supera la soglia di in nessuna categoria di operazioni. Attenzione, per effettuare i calcoli occorre far riferimento ai quattro trimestri che compongono l anno solare. Esempio 3 Nel 2011, la società Barca Spa presenta la seguente situazione: Operazioni con controparte black list 1 trimestre 2 trimestre 3 trimestre 4 trimestre cessioni di beni (comprese esportazioni) acquisto di beni (comprese importazioni) prestazioni rese prestazioni ricevute Per la comunicazione riferita al mese di gennaio 2012, la società può partire con la periodicità trimestrale in quanto nei quattro trimestri precedenti nessuna categoria di operazioni ha superato la soglia di Dunque, le singole categorie di operazioni non si sommano ma vanno considerate singolarmente. Tuttavia, il superamento della soglia per una singola categoria comporta l applicazione della periodicità mensile anche per le altre categorie. Esempio 4 Nel corso di un trimestre vengono effettuate le seguenti operazioni con operatori residenti in Paesi black list : cessioni di beni per , prestazioni di servizi per e acquisti di beni per La comunicazione deve essere effettuata con periodicità mensile per tutte le categorie di operazioni. Nella Circolare n. 53/E/2010, l Agenzia delle Entrate precisa che ai fini del conteggio del limite di , le operazioni imponibili vanno assunte al netto della relativa imposta (va indicato l imponibile). I soggetti tenuti alla presentazione della comunicazione con periodicità trimestrale possono optare per la periodicità mensile, tuttavia, la scelta è vincolante per l intero anno solare. A tal fine occorre barrare l apposita casella Variazione di periodicità, contenuta nel secondo rigo del frontespizio del modello, nell ambito della prima comunicazione mensile dell anno. SUPERAMENTO DEL LIMITE NEL CORSO DI UN TRIMESTRE I soggetti trimestrali che superano il limite nel corso di un trimestre, in relazione anche ad una sola delle categorie di operazioni, devono presentare le comunicazioni con periodicità mensile a decorrere dal mese successivo a quello di superamento. In questo caso, per i mesi già trascorsi, devono essere presentati gli elenchi riepilogativi appositamente contrassegnati (barrando la casella Variazione di periodicità ). INIZIO ATTIVITÀ DA MENO DI 4 TRIMESTRI Per i soggetti che hanno iniziato l attività da meno di quattro trimestri, la presentazione della comunicazione deve essere effettuata con periodicità trimestrale (sempre che il limite non sia superato nel trimestre in corso e in quelli precedenti) CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 6 di 8
7 IL CALCOLO DELLA SOGLIA DI PERIODICITÀ PER LA PRIMA COMUNICAZIONE 2010 Per stabilire la periodicità della comunicazione in sede di prima applicazione dell adempimento, occorre distinguere tra: cessioni di beni, per le quali occorre verificare il superamento o meno della soglia nei quattro trimestri precedenti l ; prestazioni di servizi, per le quali occorre verificare il superamento o meno della soglia nei due trimestri precedenti l (per i periodi precedenti vigevano regole diverse in tema di territorialità dei servizi). TIPO DI OPERAZIONE PERIODO DI OSSERVAZIONE ACQUISTI E CESSIONI DI BENI operazioni registrate a decorre dal 1 luglio 2009 PRESTAZIONI DI SERVIZI RESE E RICEVUTE operazioni registrate a decorre dal 1 gennaio 2010 MODALITA E TERMINI DI PRESENTAZIONE La comunicazione va presentata all Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, entro l ultimo giorno del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento. Se il termine di presentazione cade di sabato o in un giorno festivo, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo. SOGGETTI TRIMESTRALI entro l ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento SOGGETTI MENSILI entro l ultimo giorno del mese successivo al mese di riferimento La comunicazione può essere trasmessa: direttamente dal contribuente (Entratel o Fisconline); tramite un intermediario abilitato. In tal caso il soggetto incaricato deve rilasciare apposita dichiarazione contenente l impegno alla presentazione telematica. A seguito delle modifiche apportate dal DM 5 agosto 2010, il primo invio della comunicazione dovrà essere effettuato entro il Di seguito il nuovo calendario di presentazione 2010: SOGGETTI MENSILI SOGGETTI TRIMESTRALI luglio 2010 agosto 2010 settembre 2010 ottobre 2010 entro il * entro il trimestre 2010 entro il * novembre 2010 entro il trimestre 2010 entro il dicembre 2010 entro il *Il cade di domenica, l 1.11 è festivo. Nonostante la coincidenza di scadenze, i soggetti mensili sono tenuti a presentare distinti elenchi per ciascun periodo (uno per luglio, uno per agosto ed uno per settembre) CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 7 di 8
8 Le comunicazioni integrative e/o rettificative, attuate con la presentazione di una nuova comunicazione completa di tutte le sue parti, possono essere inviate entro l ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del termine per la presentazione della comunicazione originaria. LE SANZIONI APPLICABILI Nei casi di omesso invio della comunicazione o di comunicazione con dati incompleti o non veritieri, si applica il doppio della sanzione prevista dall art. 11, c. 1, D.Lgs. 471/1997: da 516 a Per espressa previsione legislativa, in caso di violazioni ripetute non è applicabile l istituto del cumulo giuridico. Pertanto, la violazione di ciascuna comunicazione sarà autonomamente sanzionata. L Agenzia conferma infine che l omessa presentazione della comunicazione o la trasmissione con dati incompleti o inesatti può essere sanata con il ravvedimento operoso (sanzione da 51 a 413). BREVI CONCLUSIONI Considerato l importo delle sanzioni si raccomanda la massima attenzione nella predisposizione degli elenchi. In caso di dubbi sull opportunità o meno di inserire una determinata operazione, è consigliabile includere comunque l operazione negli elenchi. Se, infatti, la mancata dichiarazione di un'operazione che andava inclusa configura certamente una violazione sanzionabile, l inclusione di un'operazione esonerata non dovrebbe comportare l applicazione di sanzioni CF RIPRODUZIONE VIETATA Pag. 8 di 8

References: art. 1
 art. 35
 art. 13
 art. 1
 art. 9
 art. 50
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 3
 art. 36
 art. 36
 art. 11