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Timestamp: 2018-10-21 02:36:28+00:00

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Indennità speciale una tantun d.p.r. 738/81 : CARABINIERI - Pagina 3 - GrNet.it
Indennità speciale una tantun d.p.r. 738/81
Re: Indennità speciale una tantun d.p.r. 738/81
da Emanuela27 » lun feb 02, 2015 11:01 pm
italiauno61 ha scritto: Senza alcun dubbio. L'importante è che la riforma parziale, oltre a discendere da infermità giudicate dipendenti da causa di servizio dal Comitato di Verifica, comporti una classifica maggiore rispetto quella già liquidata ai fini dell'equo indennizzo. Dall'importo dell'Una Tantum, che ricordo corrisponde a quello dovuto a titolo di equo indennizzo maggiorato del 20 per cento, sarà detratto l'equo indennizzo in precedenza corrisposto...
Ho avuto la riforma parziale però nessuno mi ha modificato alcuna cateroria (tab.A/8^ massima)
Qyuindi??
Ai dettagli normativi in merito. Grazie Ciao!
(Pino99 ). Ricordi per caso di che patologia si trattava?
Credo che il problema sta nel fatto che il decreto 2012 e l'aggravamento 2013 erano troppo vicini. Giusto?
da christian71 » lun feb 02, 2015 11:35 pm
Emanuela27 ha scritto:
Leggendo questo argomento dovresti trovare +/- tutto su Pino99
carabinieri-f43/consulenza-urgente-t10166-15.html
Secondo me non dovrebbe influire il tempo, ma solo esclusivamente il diverso grado di invalidità accertato tra prima e dopo l'aggravamento...ovviamente la CMO deve metterci anche un po di buona volontà...
Inoltre io avevo avuto il decreto di 7^ Cat. a marzo 2013 e a marzo 2014 mi è stato riconosciuta la 6^ Cat. + Riforma Parziale...
da Emanuela27 » lun feb 02, 2015 11:42 pm
Purtroppo non riesco ad aprire gli allegati. Su "cerca" cosa devo inserire?
Re: R: Indennità speciale una tantun d.p.r. 738/81
da christian71 » mar feb 03, 2015 12:04 am
Emanuela27 ha scritto: Purtroppo non riesco ad aprire gli allegati. Su "cerca" cosa devo inserire?
È il link di questo stesso forum…comunque se cerchi trai i posti di Pino99, a pagina 3 dell'elenco, troverai un'argomento intitolato "consulenza urgente!!" risalente al 18.04.2013…
da panorama » mer apr 15, 2015 5:13 pm
Il Ministero dell'Interno perde l'Appello in CdS relativamente al termine semestrale "conoscenza".
Sentenza fresca di oggi per chi ne abbia bisogno.
denegata concessione indennità una tantum per causa di servizio ex art. 7 d.P.R. n. 738/81.
1) - Tuttavia in concreto, diversamente da quanto sostenuto anche in questa sede dal Ministero dell’interno, nel caso in esame il dies a quo del predetto primo termine semestrale non può farsi risalire al momento delle dimissioni del dipendente, dopo il ricovero presso l’Ospedale militare Celio nell’anno 1985, con la diagnosi “ipertensione arteriosa in soggetto con ulcera duodenale”.
2) - Tale diagnosi, invero, non era idonea a consentire di percepire la più grave infermità di “ipertensione arteriosa con retinopatia secondaria”, coinvolgente l’apparato visivo, oggetto della domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio presentata il 7 ottobre 1994.
3) - Com’è noto, la dizione “data in cui” il dipendente “ha avuto conoscenza” dell'infermità o lesione va intesa nel senso che il relativo termine non decorre dal momento in cui si abbia conoscenza di una malattia o lesione, bensì da quello della percezione della natura e della gravità dell'infermità e del suo nesso causale con un fatto di servizio.
4) - In altre parole, la decorrenza dello stesso termine va individuata tenendo presente il momento in cui l'interessato abbia acquisito consapevolezza dell'effettiva consistenza e gravità della infermità e delle relative conseguenze invalidanti, rilevando un criterio di normalità riferibile alle ordinarie conoscenze di un pubblico dipendente.
5) - In tale ottica, non comporta una irrimediabile preclusione la pregressa conoscenza dell'avvenuto instaurarsi di minori patologie, quando sopraggiunga quella, più grave, per la quale il dipendente chiede il riconoscimento (cfr, in tal senso, tra le più recenti, Cons. St., sez. VI, 17 marzo 2014 n. 1304).
SENTENZA ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 3 ,numero provv.: 201501935
- Public 2015-04-15 -
N. 01935/2015REG.PROV.COLL.
N. 05426/2011 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 5426 del 2011, proposto da:
Ministero dell'Interno, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Luigi Parenti, con domicilio eletto presso l’avv. Luigi Parenti in Roma, viale delle Milizie n. 114;
della sentenza del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE I TER n. 0-OMISSIS-/2011, resa tra le parti, concernente denegata concessione indennità una tantum per causa di servizio ex art. 7 d.P.R. n. 738/81
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 febbraio 2015 il Cons. Angelica Dell'Utri e uditi per le parti gli avvocati Francesca Giuffrè su delega dell'avv. Luigi Parenti e dello Stato Paola Saulino;
Il signor -OMISSIS-, ispettore capo della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di -OMISSIS-, chiedeva in data 16 marzo 1995 la concessione dell’indennità una tantum, prevista dall’art. 7 del d.P.R. n. 738 del 1981 nel caso in cui al dipendente sia stata accertata dall’apposita commissione medica un’invalidità derivante da causa di servizio che non comporti l’inidoneità assoluta al servizio di istituto, per varie infermità tra le quali “ipertensione arteriosa con retinopatia secondaria”, la cui domanda era ritenuta “si tempestiva ai fini dell’E.I.” dalla commissione medica di seconda istanza con verbale del 2 marzo 1995.
Riguardo a tale infermità la domanda era respinta con decreto dirigenziale 12 giugno 1996 nel rilievo della presentazione della domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio oltre il termine semestrale di legge poiché l’interessato era a conoscenza dell’infermità sin dal 1985, quando è stato ricoverato presso l’O.M. di Roma e dimesso con 30 giorni di convalescenza per “ipertensione arteriosa in soggetto con ulcera duodenale”.
L’interessato ha impugnato il detto decreto davanti al TAR per il Lazio, sede di Roma, che ha accolto il ricorso con sentenza 22 febbraio 2011 n. -OMISSIS- della sezione prima ter, ritenendo che ai sensi del cit. art. 7 la tempestività della domanda va riferita al semestre dal riconoscimento dell’invalidità, quindi nella specie al verbale del 2 marzo 1995 della commissione medica di II istanza.
Di qui l’appello in epigrafe, proposto con atto notificato il 20 giugno 2011 e depositato il 28 seguente, con cui il Ministero dell’interno sostiene che il ripetuto art. 7, co. 3, prevede espressamente l’applicabilità delle disposizioni relative all’equo indennizzo, tra cui vi è quella (art. 3 r.d. n. 1024 del 1928, sostituito dall’art. 36 del d.P.R. n. 686 del 1957 e poi dall’art. 2 del d.P.R. n. 461 del 2001) che individua nel momento in cui il dipendente assume consapevolezza dell’infermità, della sua natura e della sua gravità il dies a quo del termine semestrale per la presentazione della domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, dell’equo indennizzo, dell’indennità una tantum e della pensione privilegiata. Dies a quo che, nella specie, va ricondotto a quando il ricorrente nel 1985 fu dimesso dall’Ospedale militare Celio in relazione alla stessa patologia posta a fondamento della domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.
Il 4 luglio 2011 il signor -OMISSIS- si è costituito in giudizio e con memoria del 23 gennaio 2015 ha svolto controdeduzioni.
L’appello, introitato all’udienza pubblica del 26 febbraio 2015, è infondato.
In astratto, va condivisa la tesi giuridica prospettata dall’Amministrazione appellante, secondo cui, stante il rinvio dell’art. 7, co. 3, del d.P.R. 25 ottobre 1981 n. 738 (recante “Utilizzazione del personale delle forze di polizia invalido per causa di servizio”) alle disposizioni relative all’equo indennizzo, la domanda del dipendente diretta a far accertare l’eventuale dipendenza da causa di servizio deve essere presentata entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l'evento dannoso o da quella in cui ha avuto “conoscenza” dell'infermità o della lesione ai sensi di tali disposizioni (art. 3 del d. P.R. 20 aprile 1994 n. 349, applicabile alla fattispecie ratione temporis, che ha sostituito l’art. 36 del d.P.R del d.P.R. 3 maggio 1957 n. 686 ed è stato poi, a sua volta, sostituito dall’art. 2 del d.P.R. 29 ottobre 2001 n. 461). Pertanto, la presentazione della domanda di corresponsione della indennità una tantum entro sei mesi dal positivo accertamento, a norma del co. 2 del citato art. 7, non vale a superare la tardività dell’iniziale domanda di riconoscimento della dipendenza.
Tuttavia in concreto, diversamente da quanto sostenuto anche in questa sede dal Ministero dell’interno, nel caso in esame il dies a quo del predetto primo termine semestrale non può farsi risalire al momento delle dimissioni del dipendente, dopo il ricovero presso l’Ospedale militare Celio nell’anno 1985, con la diagnosi “ipertensione arteriosa in soggetto con ulcera duodenale”.
Tale diagnosi, invero, non era idonea a consentire di percepire la più grave infermità di “ipertensione arteriosa con retinopatia secondaria”, coinvolgente l’apparato visivo, oggetto della domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio presentata il 7 ottobre 1994.
Com’è noto, la dizione “data in cui” il dipendente “ha avuto conoscenza” dell'infermità o lesione va intesa nel senso che il relativo termine non decorre dal momento in cui si abbia conoscenza di una malattia o lesione, bensì da quello della percezione della natura e della gravità dell'infermità e del suo nesso causale con un fatto di servizio.
In altre parole, la decorrenza dello stesso termine va individuata tenendo presente il momento in cui l'interessato abbia acquisito consapevolezza dell'effettiva consistenza e gravità della infermità e delle relative conseguenze invalidanti, rilevando un criterio di normalità riferibile alle ordinarie conoscenze di un pubblico dipendente. In tale ottica, non comporta una irrimediabile preclusione la pregressa conoscenza dell'avvenuto instaurarsi di minori patologie, quando sopraggiunga quella, più grave, per la quale il dipendente chiede il riconoscimento (cfr, in tal senso, tra le più recenti, Cons. St., sez. VI, 17 marzo 2014 n. 1304).
E proprio tale aspetto ha evidentemente condotto la Commissione medica di seconda istanza, adìta dal signor -OMISSIS-, a rivedere nel senso del riconoscimento dell’infermità “ipertensione arteriosa con retinopatia” come “si tempestiva ai fini dell’E.I.” (p.v. 2 marzo 1995) il contrastante giudizio della Commissione medica di prima istanza (p.v. 23 febbraio 1995 n. 528) basato sulla diagnosi di dimissione sopra riportata.
Non senza notare che il decreto ministeriale 12 giugno 1996, impugnato in primo grado, indica erroneamente come ambedue le Commissioni abbiano giudicato tardiva la domanda in questione.
In conclusione, la sentenza appellata va confermata, sia pure con le modificazioni ed integrazioni motivazionale suestese. Ne deriva la reiezione dell’appello.
Condanna l’Amministrazione appellante al pagamento, in favore dell’appellato, delle spese del grado che liquida in complessivi euro 3.000,00 (tremila/00).
Manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del provvedimento, all'oscuramento delle generalità dell’appellato, nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelarne lo stato di salute delle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 febbraio 2015 con l'intervento dei magistrati:
da christian71 » mer apr 15, 2015 10:22 pm
Ti ringrazio panorama… trovo questa sentenza molto molto interessante ed importante…
Tuttavia, trovo altrettanto sconcertante sapere che si sia concluso oggi un ricorso iniziato nel 1996 (prima al TAR e poi al CdS)… se ho capito bene sarebbero trascorsi quasi 20 anni… Viva l'Italia!!!…
Ancora grazie e buona serata panorama…
da panorama » mer apr 15, 2015 10:38 pm
ciao christian, purtroppo ogni ricorso richiede il suo tempo specie se poi c'è l'appello.
Al CdS è durato per modo di dire 4 ma almeno il collega ha ottenuto un suo diritto.
da christian71 » mer apr 15, 2015 10:52 pm
panorama ha scritto: ciao christian, purtroppo ogni ricorso richiede il suo tempo specie se poi c'è l'appello.
Si infatti mi è sembrato di capire che mediamente il CdS impiega quei 3/4 anni… mentre il TAR fa veramente paura…
Lo scorso anno anche io ho concluso, perdendo, un ricorso al TAR iniziato nel 1998 (per motivi diversi da quelli della sentenza che hai postato), e sinceramente dopo aver già speso in parcelle più di quanto avrei potuto ricavare, non me la sono sentita di continuare a spendere per andare in appello… quindi, con dispiacere, ho dovuto incassare la sconfitta palesemente ingiusta ed li ho mandati al diavolo… e sempre Viva l'Italia!!!…
Buona serata panorama…
da panorama » dom set 09, 2018 10:03 am
N.B.: in questo post, ci sono altre informazioni circa l'indennità speciale "una tantum".
mancato riconoscimento dell'indennità "una tantum" ex art. 7. d.P.R. 738/1981
1) - l'Amministrazione ha operato in base all'art. 7 del d.P.R. n.738 del 25 ottobre 1981 ("Stato giuridico - Trattamento - Indennità speciale"), che recita testualmente: "... L'interessato che abbia ottenuto il riconoscimento dell'invalidità a norma degli articoli precedenti ha diritto alla corresponsione, su domanda da presentare entro sei mesi dal riconoscimento stesso, di una indennità speciale «una tantum», proporzionata al grado di invalidità accertato, non cumulabile con altre specifiche provvidenze corrisposte o da corrispondersi allo stesso titolo, il cui importo è pari a quello dell'equo indennizzo previsto dalle vigenti disposizioni maggiorato del venti per cento …”
2) - Nel caso di specie, il militare non ha diritto ad ottenere il beneficio richiesto, perché non cumulabile all'equo indennizzo, già corrispostogli per la patologia "artrosi cervico lombare" in sede di accertamento della dipendenza prima e di aggravamento poi.
3) - Per quanto attiene l’offerta di restituire le due indennità, come affermato dalla giurisprudenza in materia di equo indennizzo (cfr., da ultimo, Cons. St., Sez. VI, n. 2028/2012; Cons. St., Sez. III, n. 1296/2012; Tar Catanzaro, Sez. II, n. 136/2012; Cons. St., Sez. III, n. 3621/2011), il provvedimento di concessione dell'equo indennizzo (come quello di concessione dell'indennità una tantum di cui all'art. 7 d.p.r. n. 738/1981) ha natura autoritativa, non paritetica, e, pertanto, non è liberamente disponibile da parte del ricorrente.
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201802084 - Public 2018-09-04 -
Numero 02084/2018 e data 27/08/2018 Spedizione
Adunanza di Sezione del 27 luglio 2018
NUMERO AFFARE 00869/2014
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da C.. R.., contro Ministero dell'economia e delle finanze, Comando Generale della Guardia di Finanza, avverso il mancato riconoscimento dell'indennità "una tantum";
Vista la relazione n. 267189 del 18/09/2013, con cui il Ministero dell'economia e delle finanze, Comando Generale della Guardia di Finanza, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare in oggetto;
1.) Con il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in epigrafe, il luogotenente della Guardia di Finanza C.. R.., in servizio presso il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di ...., ha impugnato la determina del Comando Generale della Guardia di Finanza del 25 ottobre 2012, con cui è stata respinta la richiesta di liquidazione dell'indennità speciale "una tantum" ex art. 7. d.P.R. 738/1981, presentata in data 9/10/2009 in quanto "l'aggravamento può essere liquidato una sola volta" nonché la determina del Comando Generale della Guardia di Finanza del 26/02/2013 di rigetto del ricorso gerarchico.
1.1) Il ricorrente chiede che gli venga riconosciuta l’indennità speciale "una tantum" rilevando la specialità dell'indennità richiesta, in quanto riservata alle sole Forze di Polizia, e la disponibilità dello stesso alla rinuncia alle somme concesse a titolo di equo indennizzo ed aggravamento già percepite, in quanto incompatibili con l’indennità “una tantum”.
2.) Il ricorrente ha chiesto la concessione dell'equo indennizzo, con istanza datata 4 agosto 1995, per la menomazione dell'integrità fisica conseguente all'infermità "artrosi cervico-lombare", già riconosciuta dipendente da causa di servizio, concessa dall’Amministrazione, con decreto n. 507, in data 12 febbraio 1998, del Comando Generale, Servizio Amministrativo III" Divisione.
2.1.) Successivamente il militare, con istanze datate 13 agosto 1999 e 6 agosto 2001, ha chiesto l'aggravamento dell'equo indennizzo per le infermità note di “gastroduodenite" e "artrosi c/d/I lievemente discopatica", già riconosciute dipendenti da causa di servizio, successivamente concesso con decreto n.700, in data 10 settembre 2003, del Comando Generale, Servizio Amministrativo III" Divisione.
2.2.) Il luogotenente, con istanza prodotta in data 9 ottobre 2009, ha chiesto la corresponsione dell'indennità speciale "una tantum" ai sensi dell'art.7 del d.P.R. n. 738 del 25 ottobre 1981, per le infermità "artrosi cervico lombare" e "artrosi c/d/l lievemente discopatica", già giudicate dipendenti da causa di servizio e classificate per cumulo alla 7" categoria Tab.A.
Il Dipartimento Militare di Medicina Legale di Firenze — C.M. Dipendenze, con verbale modello BL/B n.018166 del 30 marzo 2010, ha diagnosticato in atto nei confronti dell'interessato l'aggravamento dell'infermità "artrosi cervico lombare" in "limitazione funzionale del rachide lombare, danno radicolare", ascrivendola, per cumulo con altre infermità, alla Tabella A, Cat.6", giudicandolo idoneo al servizio in modo parziale.
3.) L’Amministrazione eccepisce l’infondatezza del gravame in oggetto.
4.) La Sezione ritiene il ricorso infondato e, quindi, da rigettare.
Le argomentazioni formulate dal ricorrente a sostegno delle proprie pretese risultano prive di fondamento, in quanto l'Amministrazione ha operato in base all'art. 7 del d.P.R. n.738 del 25 ottobre 1981 ("Stato giuridico - Trattamento - Indennità speciale"), che recita testualmente: "... L'interessato che abbia ottenuto il riconoscimento dell'invalidità a norma degli articoli precedenti ha diritto alla corresponsione, su domanda da presentare entro sei mesi dal riconoscimento stesso, di una indennità speciale «una tantum», proporzionata al grado di invalidità accertato, non cumulabile con altre specifiche provvidenze corrisposte o da corrispondersi allo stesso titolo, il cui importo è pari a quello dell'equo indennizzo previsto dalle vigenti disposizioni maggiorato del venti per cento …”
Nel caso di specie, il militare non ha diritto ad ottenere il beneficio richiesto, perché non cumulabile all'equo indennizzo, già corrispostogli per la patologia "artrosi cervico lombare" in sede di accertamento della dipendenza prima e di aggravamento poi.
Per quanto attiene l’offerta di restituire le due indennità, come affermato dalla giurisprudenza in materia di equo indennizzo (cfr., da ultimo, Cons. St., Sez. VI, n. 2028/2012; Cons. St., Sez. III, n. 1296/2012; Tar Catanzaro, Sez. II, n. 136/2012; Cons. St., Sez. III, n. 3621/2011), il provvedimento di concessione dell'equo indennizzo (come quello di concessione dell'indennità una tantum di cui all'art. 7 d.p.r. n. 738/1981) ha natura autoritativa, non paritetica, e, pertanto, non è liberamente disponibile da parte del ricorrente.
Francesco Paolo Tronca Gianpiero Paolo Cirillo
da Hachi » lun lug 18, 2011 3:57 pm
mar apr 08, 2014 2:42 pm
da papalima » gio lug 14, 2011 10:19 am
gio lug 14, 2011 11:08 pm
Indennita Integrativa Speciale
da papalima » mar gen 24, 2012 5:26 am
mar gen 24, 2012 5:26 am
INDENNITA' SPECIALE ANNUA
da darvin » ven set 07, 2012 9:12 am
1, 2da enea57 » mer mag 01, 2013 12:07 pm
dom mag 06, 2018 10:33 pm

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 art. 7

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