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Timestamp: 2019-06-20 22:14:37+00:00

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L'ordine di reintegra e la sua revoca rientrano nelle prerogative assegnate dalla normativa statale al commissario per gli usi civici
L'ordine di reintegra, e conseguentemente la sua revoca, rientrano nelle prerogative che la normativa in materia di usi civici assegna al Commissario al fine di assicurare l'effettività della funzione giurisdizionale riconosciutagli della L. n. 1766 del 1927, art. 27, comma 1 e art. 29, comma 4 e ribadita nel R.D. n. 332 del 1928, recante il regolamento di attuazione e nella L. n. 1078 del 1930, sulla definizione delle controversie.
I beni gravati da usi civici e assegnati al comune per affrancazione invertita non possono essere oggetto di sdemanializzazione tacita
La sdemanializzazione tacita non può operare se il bene pubblico è assegnato al comune, per affrancazione invertita, nella qualità di ente esponenziale, o, se si vuole, rappresentativo, degli utenti dell'uso civico, con la precisazione che non si tratta della rappresentatività generale e tipica degli enti territoriali, bensì di una rappresentatività affatto peculiare, in quanto il comune è tenuto ad assicurare l'uso civico di destinazione, al quale non può rinunziare liberamente, perchè non gli appartiene.
Illegittimità costituzionale della legge regionale che sdemanializza terreni di uso civico: il mutamento della qualità dei suoli è inefficace
In tema di regolamento di giurisdizione relativo ad un procedimento di accertamento della qualitas soli, promosso dal Commissario per la liquidazione degli usi civici, qualora i ricorrenti alleghino - a "sdemanializzazione" dei suoli, sulla base di una disposizione recata da una legge regionale per la quale sopravvenga la dichiarazione di illegittimità costituzionale per l'esistenza di un vizio originario della disposizione, l'inefficacia della previsione normativa si comunica anche ai provvedimenti amministrativi che, sulla base di essa, hanno disposto il mutamento della qualità dei suoli, con il conseguente radicamento della giurisdizione in capo al Commissario ai sensi della L. 16 giugno 1927, n. 1766, art. 29, comma 2.
Usi civici: la trasformazione del demanio in allodio per una determinata terra va provata dal privato che eccepisce la natura allodiale
In tema di usi civici, ove sia dimostrato che una terra fa parte di un demanio universale, la demanialità della stessa si presume, a meno che non sussista un preciso titolo da cui risulti, per quella determinata terra, la trasformazione del demanio in allodio, con onere della prova a carico del privato che eccepisce la natura allodiale.
I beni di uso civico diventano commerciabili solo se e quando il provvedimento di legittimazione viene emanato
Soltanto una volta completate le procedure volte a far perdere all'immobile la sua destinazione all'uso civico, sorge in favore del possessore (quand'anche abusivo) un diritto soggettivo di natura privatistica e i beni perdono la natura di beni assoggettati a proprietà collettiva e diventano commerciabili.
Sui fondi soggetti ad uso civico non è possibile la sdemanializzazione di fatto ma solo la formale liquidazione commissariale
In relazione a fondi soggetti ad uso civico, non è possibile la sdemanializzazione di fatto, bensì esclusivamente la liquidazione commissariale secondo la formale procedura prevista dalla L. n. 1766 del 1927 e R.D. 332 del 1928.
Si considerano definitive le decisioni commissariali che risolvano questioni concernenti esistenza, natura o estensione dei diritti di uso civico
In tema di usi civici, devono considerarsi definitive, e quindi suscettibili di reclamo alla corte d'appello, ai sensi della L. 16 giugno 1927, n. 1766, art. 32, comma 3, le decisioni commissariali che, ancorchè non esauriscano l'intero giudizio, risolvano questioni concernenti l'esistenza, la natura o l'estensione dei diritti di uso civico.
Sui terreni gravati da uso civico sussiste il vincolo paesaggistico senza la necessità di qualsivoglia altro provvedimento dichiarativo
Sui terreni gravati da uso civico vi è, immanente ed in assenza della necessità di qualsivoglia altro provvedimento dichiarativo, il vincolo paesaggistico. Ciò deriva direttamente da quanto previsto dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 142, a mente del quale "le zone gravate da usi civici" sono considerate di interesse paesaggistico.
Un bene gravato da uso civico non può essere alienato al di fuori delle ipotesi tassative previste dalla legge 1766/1927 e dal r.d. 332/1928
Un bene gravato da uso civico non può essere oggetto di alienazione al di fuori delle ipotesi tassative previste dalla legge n. 1766 del 1927 e dal r.d. n. 332 del 1928 per il particolare regime della sua titolarità e della sua circolazione, che lo assimila ad un bene appartenente al demanio, nemmeno potendo per esso configurarsi una cosiddetta sdemanializzazione di fatto.
La definizione del procedimento di liquidazione è essenziale per la validità del preliminare di compravendita di un fondo già gravato da uso civico
La definizione del procedimento amministrativo di liquidazione degli usi civici è elemento autonomo essenziale per la validità del contratto preliminare concluso fra le parti avente ad oggetto un fondo già gravato da uso civico, nel senso che da esso discende la sdemanializzazione del bene e va accertato in base ad una distinta valutazione del titolo d'acquisto e del possesso, rimanendo preclusa la possibilità di integrare le risultanze di detta procedura successivamente alla stipulazione del preliminare.
La legittimazione a favore dell'abusivo occupante di demanio civico è opzione del tutto eccezionale rispetto alla reintegrazione a favore dell’amministrazione
Quanto alla dinamica procedimentale della legittimazione dell'avvenuta occupazione di terre di demanio civico, nell'alternativa tra reintegrazione a favore dell'amministrazione e legittimazione a favore dell'abusivo occupante, tale ultima sia da ritenersi opzione da adottare in via del tutto eccezionale, in quanto la legittimazione realizza un effetto ablativo, in favore dell'abusivo occupante di beni pubblici ed in una sottrazione di questi alla soddisfazione di esigenze di rilievo pubblicistico.
Il giudice ordinario può modificare il decreto del commissario per la liquidazione degli usi civici solo in caso di tempestivo reclamo ex art. 29 l. 1766/1927
Il sistema disegnato dalla L. n. 1766 del 1927 prevede sì che il giudice ordinario possa modificare il decreto del Commissario per la liquidazione degli usi civici per l'occupazione di terreno demaniale, ma questo può avvenire ove contro tale provvedimento sia stato proposto reclamo ai sensi dell'art. 29, comma 2 della legge suddetta. La mancata tempestiva proposizione del rimedio preclude la possibilità di successive contestazioni di quanto in esso stabilito.
La legittimazione delle terre di uso civico è un procedimento ordinario di competenza regionale che deve essere concluso con un provvedimento espresso
La legittimazione delle terre di uso civico costituisce un procedimento ordinario di “sanatoria” di competenza regionale che deve essere concluso, al pari di tutti i procedimenti amministrativi, con l'adozione di un provvedimento espresso, che può essere di legittimazione o di diniego di legittimazione.
I beni collettivi in possesso dei comuni sono sottoposti a regime di uso civico se sono destinati ad esso: è irrilevante l'acquisto da privati
A seguito della L. n. 1766 del 1927, ciò che rileva al fine della sottoposizione dei beni al regime dei beni collettivi, ove in possesso dei Comuni, è la circostanza che ad essi siano pervenuti in liquidazione di usi civici, ovvero che su di essi si esercitino effettivamente, al momento dell'entrata in vigore della legge, gli usi civici: la destinazione all'esercizio dell'uso civico è pertanto indispensabile, mentre è irrilevante che l'acquisto sia avvenuto iure privatorum.
Sussiste la giurisdizione dei commissari per la liquidazione degli usi civici quando si discuta di usi civici in via principale o incidentale
Va riconosciuta la giurisdizione del giudice amministrativo per le ipotesi in cui non sia necessario accertare la “qualitas soli” né in via principale, né in via incidentale e/o non venga in contestazione l'appartenenza dell'area alla collettività civica. Si tratta, in sostanza dei casi in cui la controversia risulti incentrata sul contestato esercizio del potere di legittimazione e/o sulla violazione delle norme che disciplinano il procedimento di legittimazione sugli usi civici e non direttamente sulla sottesa situazione proprietaria.
La legittimazione di fondi gravati da usi civici non consegue all’inclusione negli elenchi redatti dai commissari ma richiede un espresso provvedimento amministrativo regionale
La legittimazione del possesso di fondi gravati da usi civici non consegue all'inclusione negli elenchi redatti dai Commissari agli usi civici o ad altro specifico atto comunque emanato dal Commissario, ma, di contro, richiede un espresso provvedimento amministrativo della regione.
"ubi feuda, ibi demania": la ricerca della prova essere svolta esclusivamente nel campo documentale proprio del diritto feudale
In tema di usi civici, la ricerca della prova della natura feudale di un territorio, onde applicare il principio "ubi feuda, ibi demania", non va intesa nello stesso senso della dimostrazione della proprietà, sottesa all'azione di revindica di diritto comune, dovendo essere svolta esclusivamente nel campo della prova documentale propria del diritto feudale.
La sclassificazione di beni d’uso civico non costituisce una scelta pianificatoria del legislatore regionale ma è condizionata da indefettibili requisiti di legge
La sclassificazione dei beni d'uso civico - in quanto finalizzata alla loro alienazione e legittimazione - non costituisce una scelta pianificatoria del legislatore regionale, bensì un istituto condizionato dalla preesistenza degli indefettibili requisiti di legge in presenza dei quali è possibile l'estinzione della natura pubblica del bene e il suo conseguente assoggettamento ad un pieno regime di diritto privato.
Die Musik ist die Sprache der Leidenschaft (Richard Wagner)

References: art. 27
 art. 29
 art. 29
 art. 32
 art. 142
 art. 29