Source: http://www.cesvol.it/chi-siamo/statuto/
Timestamp: 2018-03-22 05:54:30+00:00

Document:
Statuto | Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Terni
ART. 1 – DENOMINAZIONE – SEDE – SCOPO
E’ costituita l’associazione denominata “Ce. S. Vol. ” Centro Servizi per il Volontariato – provincia di Terni
L’Associazione ha sede in Terni Via Montefiorino n. 12/c.
L’Associazione non ha fini di lucro. E’ vietato distribuire , anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’Associazione , salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla legge. Gli utili o gli avanzi di gestione sono impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Il Ce. S. Vol. garantisce pari condizioni di accesso di tutti gli utenti alle iniziative ed ai servizi prodotti senza alcuna discriminazione.
Sostenere, sviluppare e promuovere il volontariato e l’associazionismo sul territorio della Regione Umbria;
Promuovere iniziative idonee a favorire l’aggregazione e la crescita di una cultura democratica solidale ed inclusiva di volontariato sociale valorizzando le risorse delle già esistenti associazioni, vincolando il sostegno finanziario alla effettiva assenza di condizioni discriminatorie;
Gestire centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato volti a sostenerne e qualificarne l’attività ai sensi e per gli effetti della legge 266/91;
Esercitare , in via meramente marginale ed occasionale , senza scopo di lucro, attività di natura commerciale per autofinanziamento, osservando le normative amministrative e fiscali vigenti;
Fornire servizi agli Enti Locali ed Istituzioni Pubbliche tramite convenzioni;
Erogare servizi utili alla implementazione delle attività istituzionali dei soci.A tal proposito l’associazione potrà:
Prestare consulenze legali, fiscali, amministrative e contabili;
Svolgere attività di ricerca, collaborazione e consulenza per l’organizzazione e lo sviluppo delle associazioni esistenti o da costituire , con speciale attenzione alle associazioni di volontariato;
Favorire l’ingresso e l’adesione di altre associazioni ed enti, aventi oggetto analogo .
Compiere ogni azione di carattere mobiliare, immobiliare e finanziario che fosse ritenuta utile, necessaria e pertinente, e in particolare quelle relative alla costruzione, l’ampliamento ed il miglioramento delle strutture organizzative dell’associazione, ivi compresa l’acquisizione delle relative aree, nonché l’acquisto di immobili da destinare ad attività di promozione sociale.
ARTICOLO 5- SOCI
Sono soci, le associazioni e gli enti che desiderino contribuire al conseguimento degli scopi dell’associazione stessa e la cui domanda di ammissione verrà vagliata dal Consiglio Direttivo che ne deciderà l’ammissione o la non iscrizione. All’atto dell’ammissione l’associazione verserà la quota di adesione che verrà annualmente stabilita dal Consiglio stesso. I soci sono tenuti al pagamento della quota annuale sociale. Tale quota non è trasmissibile né rivalutabile né temporanea.I soci, nel rispetto degli appositi regolamenti, hanno diritto di frequentare le strutture ed i locali dell’Associazione , di usufruire dei relativi servizi e di partecipare a tutte le attività e manifestazioni indette dall’Associazione stessa. Il rapporto associativo e le modalità associative sono volti a garantire l’effettività del rapporto medesimo. Tutti i soci attraverso il proprio rappresentante, hanno diritto di voto ed il diritto ad essere eletti alle cariche sociali. Non sono ammessi soci temporanei.
La qualità di socio si perde per mancato pagamento della quota associativa, inattività prolungata, scioglimento, per espulsione, per indisciplina, comportamento scorretto e sleale dei propri rappresentanti, danno morale nei confronti del Ce. S. Vol. della provincia di Terni.Il socio che intenda recedere deve comunicare tale volontà a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al Consiglio Direttivo entro il 30 settembre di ogni anno, unitamente alla convocazione dell’Assemblea straordinaria ed il conseguente verbale di scioglimento, il recesso diviene efficace alla fine dell’esercizio. Le espulsioni sono decise dal Consiglio Direttivo. L’assemblea dei soci, ne prenderà atto nella prima riunione utile successiva alla comunicazione di recesso. L’uscita del socio dal Ce. S. Vol., non comporta attribuzioni di diritti patrimoniali al socio uscente, né la restituzione delle quote versate.I soci espulsi possono ricorrere al Collegio dei Probiviri.
Il Collegio dei ProbiviriSono incompatibili con gli incarichi negli organi sociali, tutti coloro che rivestono ed hanno ruoli con mandato elettorale politico di Enti Pubblici.
L’Assemblea, ordinaria e straordinaria, è l’organo deliberativo dell’Associazione.All’Assemblea, ordinaria e straordinaria, hanno diritto ad intervenire tutti gli associati in regola con il pagamento della quota associativa.
deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni del Consiglio Direttivo;
eleggere ogni tre anni il Consiglio Direttivo secondo il regolamento all’uopo previsto;
approvare le linee di indirizzo del programma di attività dell’associazione;
La comunicazione della convocazione deve essere effettuata in forma scritta con qualunque mezzo (consegna brevi manu, lettera, e-mail, fax) purché vi possa essere un riscontro scritto dell’avvenuta comunicazione, contenente i punti all’ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo dell’eventuale Assemblea di seconda convocazione, unitamente alla affissione di copia della convocazione nella Sede Sociale per almeno 10 giorni.
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata dal Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio.
L’Assemblea, ordinaria e straordinaria, è convocata ogni qual volta il Presidente lo ritenga opportuno oppure quando ne sia fatta richiesta motivata al Consiglio Direttivo da almeno 1/10 (un decimo) dei soci regolarmente iscritti o da almeno 1/3 (un terzo) dei Consiglieri, oppure dal Collegio dei Revisori dei Conti.
L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta da un Presidente nominato dall’Assemblea stessa, il quale nomina a sua volta fra i soci un segretario verbalizzante. Spetta al Presidente dell’Assemblea constatare la regolarità delle deleghe ed in generale, il diritto di intervenire in Assemblea.
Per la validità delle delibere assembleari, si fa pieno riferimento all’art. 21C.C.
L’assemblea ordinaria sarà regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà (50%) più uno ( 1) degli associati; in seconda convocazione, da tenersi almeno con un giorno di distanza dalla prima, l’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei soci intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio ed in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno diritto di voto.
L’Assemblea straordinaria sarà regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà (50%) più uno (+ 1) degli associati; in seconda convocazione, da tenersi almeno con un giorno di distanza dalla prima, l’Assemblea è valida con la presenza di almeno 1/3 (un terzo) degli associati. L’Assemblea ordinaria e straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, deliberano a maggioranza dei presenti; per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio, si rinvia a quanto previsto dal successivo articolo 16.
Le votazioni in Assemblea possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno 1/10 (un decimo) dei presenti. Le votazioni avvengono sempre sulla base del principio del voto singolo di cui all’articolo 2532, secondo comma, del Codice Civile.
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero minimo di cinque consiglieri e massimo di quindici membri eletti dall’Assemblea fra i soci, e resta in carica per tre esercizi.
I membri del Consiglio sono rieleggibili. In caso di dimissioni di un componente del Consiglio Direttivo, viene nominato il primo dei non eletti; la prima successiva assemblea prende atto della nomina.
Nella sua prima seduta il Consiglio Direttivo elegge fra i suoi membri il Presidente, il VicePresidente, l’ufficio di Presidenza.
Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente o 1/5 (un quinto) dei propri componenti lo ritenga necessario, ed è presieduto dal Presidente od in sua assenza, dal Vicepresidente. Il Presidente designa tra i presenti un Segretario verbalizzante. Delle riunioni del Consiglio Direttivo verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale , che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà (50%) più uno (+ 1) dei componenti; le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice.
Redige i Piani di programmazione previsti dallo Statuto sulla base delle linee di indirizzo approvate dall’Assemblea dei soci;
Nomina e revoca il Direttore, collaboratori, consulenti, dipendenti, definendone i contratti, emana ogni provvedimento riguardante il personale in genere e compila regolamenti per il funzionamento interno;
Determina l’ammontare della quota annua associativa e la modalità di versamento;
Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario oppure quando ne sia fatta richiesta da almeno 1/5 (un quinto) dei membri e comunque almeno una volta ogni due mesi.
Il Consiglio Direttivo può delegare parte delle proprie attribuzioni ad apposite Commissioni di lavoro, costituite in prevalenza dai propri membri.
Il Presidente convoca il Consiglio Direttivo e cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
Il Presidente dura in carica per un triennio e non può essere rieletto per più di due mandati consecutivi.
ARTICOLO 11 – COLLEGIO DEI SINDACI (REVISORI DEI CONTI)
I Revisori dei Conti sono nominati dall’Assemblea in numero di 2 (due), più 2 (due) supplenti, oltre quello designato dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Umbria; di cui al Decr. Min. Tesoro dell’8.10.1997 e dal Bando della Regione Umbria, delibera 4482 dell’8.7.1997 .
Durano in carica per 3 (tre) anni e sono rieleggibili. La carica di Revisore dei Conti è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Probiviri, di dipendente e/o collaboratore. Il Presidente del Collegio viene eletto nella prima riunione del Collegio stesso.
Compiti del Collegio dei Revisori dei Conti:
Partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto;
Redige la Relazione annuale al Bilancio Consuntivo, richiesta dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione dell’Umbria, la presenta all’Assemblea e partecipa ai lavori di stesura del Bilancio di previsione.
Esercita una funzione di controllo preventivo e successivo sulla gestione della contabilità dell’associazione. Controlla la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza dei bilanci alle scritture.
Svolge funzioni complete di verifica contabile ed amministrativa.
I Probiviri sono nominati dall’Assemblea in un numero di 5 (cinque) di cui 3 (tre) effettivi e 2 (due) supplenti, durano in carica 3 (tre) anni. La carica di Proboviro è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo, di Revisore dei Conti, di dipendente e/o collaboratore. Partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto.
Il Presidente del collegio viene eletto nella prima riunione del Collegio stesso. Compiti del Collegio dei Probiviri:
Decide, senza formalità di rito, entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso da parte di qualche socio, per controversie interne all’associazione;
Esamina e ratifica la radiazione dei soci. Il loro lodo arbitrale è inappellabile;
Il Collegio vigila sul rispetto delle norme Statutarie e del Regolamento. Il Collegio dei Probiviri ha il compito di esaminare e giudicare, su segnalazione del Consiglio Direttivo o, debitamente motivata, di almeno un quinto (1/5) dei soci, il comportamento dei componenti gli organi sociali qualora questo fosse non confacente alle finalità e alle deliberazioni associative e regolamentari ed in materia disciplinare.
ARTICOLO 13 – PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE ED ESERCIZI SOCIALI
dai fondi regionali finalizzati all’attuazione dei programmi previsti dal Decreto Ministero del Tesoro dell’8 ottobre 1997 (già D.M. 21/11/1991) e dal bando regionale Delibera 4482 dell’8/7/1997, entrambi in riferimento alla L.266/91;
proventi derivanti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, anche mediante offerte di modico valore. Le somme versate per la quota annuale di adesione all’Associazione, e le quote straordinarie, rappresentano unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno economico del sodalizio. Non costituiscono pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, e non sono in alcun caso rimborsabili o trasmissibili.
L’esercizio finanziario chiude al 31 dicembre di ogni anno.Entro il 31 marzo dell’anno successivo verranno predisposti dal Consiglio Direttivo il bilancio consuntivo ed adeguato quello preventivo dopo l’assegnazione dei Fondi dal Comitato di Gestione relativo all’esercizio in corso.Il bilancio, oltre a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale , economica e finanziaria dell’Associazione , con distinzione tra quella attinente all’attività istituzionale e quella relativa alle attività direttamente connesse, deve contenere una sintetica descrizione dei beni, contributi e lasciti ricevuti.
Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’Associazione tiene i libri dei verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell’ Assemblea, del Consiglio Direttivo nonché il libro dei soci dell’associazione . I libri dell’Associazione sono consultabili al socio che ne faccia motivata istanza.
Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea, con il voto favorevole di ¾ (tre quarti) degli associati, la quale provvederà alla nomina di uno o più liquidatori.Il patrimonio residuo, derivante da beni acquisiti con le risorse del Fondo Speciale per il Volontariato , dedotte le passività, ritornerà al Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Umbria. L’eventuale residuo patrimonio extra-fondo sarà devoluto secondo le norme stabilite dal C.C.
Tutte le eventuali controversie sociali tra associati e tra questi e l’associazione o suoi organi, saranno sottoposte, con esclusione di ogni altra giurisdizione, alla competenza del Collegio dei probiviri. Essi giudicheranno ex bono et aequo senza formalità di procedura.I soci hanno diritto di ricorrere al Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Umbria o se di competenza al T.A.R.
ARTICOLO 18 – Modifiche Statuto
Le proposte di modifiche allo Statuto devono essere formulate da una apposita commissione presieduta da un Presidente nominato dal Consiglio Direttivo.Lo Statuto può essere modificato dall’Assemblea dei Soci.
Per tutto quanto non espressamente previsto si rinvia alle norme del Codice Civile.

References: ART. 1

ARTICOLO 5
 articolo 16

ARTICOLO 11

ARTICOLO 13

ARTICOLO 18