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Timestamp: 2019-09-23 10:08:54+00:00

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Tafanus: Fabrizio Cicchitto, Tessera P2 n° 2232, ha parlato, da statista: una bella manifestazione di piazza, e cancelliamo le condanne a Berlusconi.
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Fabrizio Cicchitto, Tessera P2 n° 2232, ha parlato, da statista: una bella manifestazione di piazza, e cancelliamo le condanne a Berlusconi.
A quando una manifestazione per la riabilitazione dello "stalliere" Mangano?
Secondo il capogruppo Pdl alla Camera la sentenza sul lodo Mondadori fa parte di una manovra concentrica per ribaltare la vittoria elettorale del 2008 - Pdl: "In piazza per Berlusconi" (vedi articolo Repubblica)
Da quando mi occupo di questo blog - e più in generale da quando so leggere - di minchiate ne ho lette e sentite di tutti i colori, di tutti gli odori, e di tutte le dimensioni. Questa del post-piduista Cicchitto, però, le supera tutte, in dimensioni e in fetore. La condanna di Berlusconi a risarcire i danni a De Benedetti per la sentenza che ha accertato la "corruzione in atti giudiziari" del giudice Metta, grazie alla quale il lodo Mondadori è stato annientato, consegnando la Mondadori a Berlusconi anzichè a De Benedetti, non poteva che avere uno sbocco, in sede civile, di risarcimento danni proporzionato alle dimensioni della posta in gioco. E tanto per capirci: la Fininvest è condannata al pagamento di un risarcimento danni di circa 750 milioni, mentre la capitalizzazione di borsa della Mondadori, a fine 2008, era di 847 milioni. Insomma, gli hanno fatto anche lo sconto.
Qualcuno dimentica che il "lodo Mondadori", capovolto dal giudice Metta per sentenza scritta nello studio Previti e pagata dalla Fininvest, stabiliva che la famiglia Formenton avrebbe consegnato a De Benedetti azioni e controllo della Mondadori entro il 1991. Invece nel 1989 il lodo viene stracciato, e la Mondadori finisce, chissà perchè, in mano a Berlusconi. Quindi oggi a Berlusconi viene imposto (ed è una sentenza molto mite) SOLO il pagamento di ciò che è addirittura meno della capitalizzazione di borsa della Mondadori, senza alcun riguardo al fatto che per quasi 20 anni (dal 1991 ad oggi) Berlusconi si è ficcato nelle capaci tasche sei suoi Caraceni gli utili prodotti dalla Mondadori. Utili che avrebbero dovuto invece finire in tasche d'altri.
Grazie al piduista, la cultura dell'illegalità compie un ulteriore balzo in avanti: piazza contro sentenze. Non se ne sentiva il bisogno.
Viceversa, per il piduista basta una bella manifestazione, magari nella piazzetta di Porto Rotondo, per rovesciare una sentenza della magistratura ed assolovere "per acclamazione" qualsiasi pregiudicato. Perchè la legge è uguale per tutti. O no? L'idea di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, di "una grande manifestazione popolare" per rispondere a quella che considera un'offensiva contro il premier, puzza di Cile lontano un miglio.. "E' evidente - afferma in una nota in riferimento alla sentenza sul lodo Mondadori - che l'attacco al presidente Berlusconi di precisi settori politici e finanziari è concentrico e lungo più direttrici che vanno dal gossip, all'evocazione degli attentati di mafia del '92, ad altro ancora che si prepara e, adesso a questa sentenza civile dalle proporzioni inusitate ben studiata anche nei tempi". [...]
Cicchitto punta il dito contro l'Ingegnere. "Ovviamente il beneficiario è De Benedetti, il vero leader della sinistra editoriale e finanziaria. Infatti la debolezza della sinistra politica è surrogata dalle iniziative giudiziarie, finanziarie e editoriali. Il tutto avviene mentre lo scandalo reale della Regione Puglia è tenuto coperto usando le D'Addario di turno. L'obiettivo è sempre quello: manipolare con manovre di Palazzo la vittoria elettorale del 2008, che evidentemente non è accettata da una serie di ambienti. Rispetto a tutto ciò il governo e la maggioranza devono svolgere il loro ruolo sostenuto dal consenso della maggioranza dei cittadini. La libertà di dibattito interno non deve comunque portarci a rinchiuderci in noi stessi; anzi bisogna cominciare a esaminare l'opportunità di una grande manifestazione popolare".
Ancora qualche giorno, e Cicchitto, seguito dai cicchittoidi, chiederà il giudizio divino. La Prova del Fuoco?
Per intanto, accontentiamoci dell'estratto delle [motivazioni della sentenza]
Ecco le tappe principali della vicenda giudiziaria per il Lodo Mondadori che ha visto il Tribunale civile di Milano emettere una provvedimento di condanna contro la Fininvest, che dovrà versare a Cir circa 750 milioni a titolo di risarcimento per danno patrimoniale.
4 ottobre 2001. Davanti ai giudici della quarta sezione del tribunale di Milano comincia il processo per il Lodo Mondadori. Imputati sono Cesare Previti, Attilio Pacifico, Vittorio Metta e Giovanni Acampora. A giugno, i giudici della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano hanno ritenuto che nei confronti di Silvio Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice e, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, questo reato è stato dichiarato prescritto. (...prescritto, non assolto... NdR)
23 maggio 2005. I giudici confermano la condanna di Cesare Previti per la sola vicenda Imi-Sir, assolvendolo per quella Lodo Mondadori. Previti e Attilio Pacifico hanno avuto una riduzione della condanna da undici a sette anni. Riduzioni delle pene per gli altri imputati: Vittorio Metta da 13 a 6 anni, Renato Squillante da 8 anni e 6 mesi a 5 anni, Felice Rovelli da 6 a 3 anni, Primarosa Battistella da 4 anni e 6 mesi a 2 anni. Per la vicenda Lodo Mondadori l'avvocato Giovanni Acampora, Metta, Pacifico e Previti sono stati assolti "perché il fatto non sussiste".
3 ottobre 2009. La I sezione del Tribunale di Milano ha dichiarato che la Cir ha diritto al risarcimento di 750 milioni da parte di Fininvest per il danno patrimoniale da 'perdita di chance' subito nella vicenda per la 'battaglia di Segrate'. Il provvedimento civile è arrivato alla luce dalla definitiva condanna penale del 2007 per corruzione. [Dalla scheda di Repubblica]
L'ANALISI, di Giuseppe D'Avanzo:.Berlusconi chiama la politica a difesa del suo patrimonio. Metà del Paese chiamata a sostenrlo per un episodio di corruzione. E il premier trasforma in complotto un'ordinaria storia di malaffare
Ricapitoliamo. E' il giugno 2000. Berlusconi è accusato di aver comprato la sentenza che gli ha permesso di mettere le mani sul più grande impero editoriale del Paese scippandolo a Carlo De Benedetti (editore di questo giornale). Per suo conto e nel suo interesse, gliela compra l'avvocato e socius Cesare Previti (poi suo ministro). L'udienza preliminare del "caso Mondadori" ha un esito sorprendente: non luogo a procedere. E' salvo. Il pubblico ministero Ilda Boccassini si appella. La Corte le dà ragione, ma Previti e Berlusconi hanno destini opposti. Per una svista, i legislatori nel 1990 si sono dimenticati del "privato corruttore" aumentando la pena della corruzione nei processi soltanto per il "magistrato corrotto". Correggono l'errore nel 1992, ma i fatti della Mondadori sono anteriori a quell'anno e dunque Berlusconi è passibile della pena meno grave, da due a cinque anni (corruzione semplice), anziché da tre a otto (corruzione in atti giudiziari). Se ottiene le attenuanti cosiddette generiche, può farla franca perché il reato sarebbe estinto. La sentenza del 25 giugno 2001 le concede a Berlusconi, non a Previti che va a processo.
Stravagante la motivazione che libera il premier: è vero, Berlusconi ha corrotto il giudice, ma si è adeguato a una prassi d'un ambiente giudiziario infetto e poi l'attuale suo stato "individuale e sociale" (si è appena insediato di nuovo a Palazzo Chigi) merita riguardi. Diciamolo in altro modo. Per i giudici non si possono negare le attenuanti, e quindi la prescrizione, a quell'uomo che - è vero - è un "privato corruttore" perché è "ragionevole" e "logico" che il mandante della tangente al giudice sia lui, ma santiddio oggi governa l'Italia, è ricco, potente, conduce la sua vita in modo corretto, come si fa a mandarlo a processo? (...insomma, una sentenza di un fetore tale, che farebbe indossare le maschere antigas persino ai peggiori paesi dell'America Latina... NdR)
Berlusconi potrebbe rinunciare alla prescrizione, affrontare il giudizio, dimostrare la sua estraneità, pretendere un'assoluzione piena o almeno testimoniare e dire perché ha offerto a Previti i milioni da cui attinge per pagare il mercimonio del giudice. Non lo fa, tace, si avvale della facoltà di non rispondere e il titolo indecoroso di "privato corruttore" gli resta appiccicato alla pelle.
Rimettiamo allora in ordine quel che si sa e ha avuto conferma nel lungo percorso processuale, in primo grado, in appello, in Cassazione. Berlusconi è un "privato corruttore". Incarica il socius Previti di corrompere il giudice che decide la sorte e la proprietà della casa editrice. Previti ha "stabilmente a libro paga" Vittorio Metta. Il giudice si fa addirittura scrivere la sentenza. Ottiene "almeno quattrocento milioni" da una "provvista" messa a disposizione dalla Fininvest che "incassa" in cambio la Mondadori.(...OK... il prezzo è giusto... per 200.000 euri, questo bandito di Metta si vende una cosina che oggi capitalizza 847 milioni di euri. Se Metta non fosse stato condannato per corruzione, andrebbe interdetto per coglioneria. Nell'affare, si è accontentato di una mancetta dello 0,024%. Insomma, siamo all'accattonaggio... NdR)
Scritto il 05 ottobre 2009 alle 20:00 nella Media , Politica | Permalink
Tag: berlusconi, cir, corruzione, lodo mondadori, metta, previti

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