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Timestamp: 2020-04-01 15:36:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9144 del 02/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9144 del 02/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 10/10/2018, dep. 02/04/2019), n.9144
sul ricorso 26071-2017 proposto da:
P.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUDOVISI 35,
dall’avvocato SIUSI CASACCIA;
A.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEL BANCO DI
rappresentato e difeso dall’avvocato RENATO CODIGLIA;
avverso la sentenza n. 1091/2017 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
1. Con atto di citazione del 18/6/2003 P.F. proponeva opposizione avverso il decreto n. 476/2003 emesso in favore di A.L., titolare dell’omonima ditta individuale, che gli ingiungeva il pagamento di Euro 30.707,08 a titolo di residuo dell’importo del corrispettivo dovuto per i lavori di risanamento dell’immobile di proprietà dell’opponente. In via riconvenzionale, l’opponente domandava inoltre, previo accertamento dell’avvenuta risoluzione del contratto a causa delle inadempienze della ditta A., la condanna dell’opposto alle restituzioni nonchè al risarcimento del danno.
Il Tribunale di Ancona, con sentenza n. 555/2011, revocava il decreto opposto, rigettava la domanda riconvenzionale proposta da P. e, in accoglimento della domanda subordinata proposta dalla ditta A., condannava l’opponente al pagamento della somma di Euro 26.730,18.
2. Avverso tale sentenza proponeva appello P.F. e la Corte d’appello di Ancona, con sentenza n. 1091/2017, dichiarava l’impugnazione inammissibile per carenza di specificità dei motivi.
3. Contro la sentenza ricorre per cassazione P.F..
Resiste con controricorso A.L..
L’intimato T.A. non ha proposto difese.
Il ricorrente ha proposto memoria ex art. 380-bis c.p.c..
A) Il primo motivo lamenta violazione e falsa applicazione di norma in diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione all’art. 342 c.p.c., per avere la Corte d’appello dichiarato l’inammissibilità dell’impugnazione per mancata specificazione dei motivi.
Il motivo è manifestamente infondato. Il giudice d’appello ha affermato che non sono state formulate specifiche doglianze nei confronti della sentenza impugnata relative alla esclusione della risoluzione del contratto per inadempimento della ditta appaltatrice e del risarcimento del danno richiesti dall’appellante e alla riconosciuta fondatezza, anche se in termini ridotti, della pretesa di pagamento fatta valere dalla ditta A., essendosi l’appellante limitato a riproporre le ragioni già esposte durante il giudizio di primo grado. Le affermazioni del giudice – che ha fatto espresso richiamo all’orientamento di questa Corte secondo cui la specificità dei motivi esige che, alle argomentazioni svolte nella sentenza impugnata, vengano contrapposte quelle dell’appellante volte a incrinare il fondamento logico-giuridico delle prime (cfr. Cass., sez. un., n. 16/2000, menzionata nella sentenza impugnata) – sono corrette in quanto manca nell’atto di appello (seguito da un “atto integrativo”) la specifica critica alle argomentazioni sviluppate nella sentenza impugnata, cfr. in particolare le pp. 6-7 e 8-11, ove manca il confronto critico con gli argomenti che hanno portato il giudice di primo grado a rigettare la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento e ad accogliere la domanda di pagamento (cfr., rispettivamente le pp. 3-5 e 5-6 della sentenza di primo grado).
B) Il secondo motivo – che denuncia omesso esame circa un fatto decisivo perchè il giudice d’appello, “fermandosi sulla soglia del giudizio, ha evidentemente omesso di entrare nella valutazione di ciò che il giudizio stesso ha prodotto in termini di accertamento istruttorio” – è assorbito dal rigetto del primo e in ogni caso infondato perchè l’omesso esame contestato è il merito dell’appello, non esaminato dal giudice a seguito della dichiarazione di inammissibilità dell’appello stesso.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio in favore del controricorrente che liquida in Euro 4.200,00 di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali (15%) e accessori di legge.
Sussistono, D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1-bis, i presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 360
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13