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Timestamp: 2016-12-08 20:12:06+00:00

Document:
Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di
contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra
l'altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e
«cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della
riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa
comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento
di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari
settori. (10G0062)Decreto legge 25 marzo 2010, n. 40GU 71
[Testo coordinato con la legge di conversione 22
maggio 2010, n. 73 ed eventuali successive modifiche]
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA(Visti...)Emana:il
Art. 1 Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali
e finanziarie internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella
forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere» 1. Per contrastare l'evasione fiscale operata nella forma dei
cosiddetti «caroselli» e «cartiere», anche in
applicazione delle nuove regole europee e sulla fatturazione
elettronica, i soggetti passivi all'imposta sul valore aggiunto
comunicano telematicamente all'Agenzia delle entrate, secondo
modalità e termini definiti con decreto del Ministro
data di entrata in vigore del presente decreto, tutte le cessioni di
beni e le prestazioni di servizi di importo superiore a euro 500 effettuate e ricevute, registrate o
sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list di cui al
decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 107 del 10
maggio 1999 e al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 273 del 23 novembre 2001. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze può escludere,
con proprio decreto di natura non regolamentare, l'obbligo di cui al
settori di attività svolte negli stessi Paesi; con lo stesso
fiscale, l'obbligo può essere inoltre esteso anche a Paesi
cosiddetti non black list, nonché a specifici settori di
attività e a particolari tipologie di soggetti. 3. Per l'omissione delle comunicazioni di cui al comma 1, ovvero per
la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica,
elevata al doppio, la sanzione di cui all'articolo 11,comma 1, del
472, e successive modificazioni. 4. Ai fini del
contrasto degli illeciti fiscali internazionali e ai fini della
tutela del diritto di credito dei soggetti residenti,con decorrenza
dal 1º maggio 2010, anche la comunicazione relativa alle
all'estero della sede sociale delle società nonché
tutte le comunicazioni relative alle altre operazioni straordinarie,
quali conferimenti d'azienda, fusioni e scissioni societarie, sono
obbligatorie,da parte dei soggetti tenuti, mediante la comunicazione
unica di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, nei
confronti degli Uffici del Registro imprese delle Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell'Agenzia delle
entrate, dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale e
lavoro. 5. Per gli stessi fini di cui ai commi da 1 a
4, le disposizioni contenute negli articoli 15 e 17 della legge 26
luglio 1984, n. 413, e nell'articolo 156, comma 9, del codice della
navigazione, si applicano anche all'Istituto di previdenza per il
settore marittimo (IPSEMA) e all'Agenzia delle entrate. Con
riferimento a quest'ultima il previo accertamento di cui all'articolo
15 della legge 26 luglio 1984, n. 413, deve intendersi riferito
all'assenza di carichi pendenti risultanti dall'Anagrafe tributaria
concernenti violazioni degli obblighi relativi ai tributi dalla
stessa amministrati, ovvero alla prestazione, per l'intero ammontare
di detti carichi, di idonea garanzia, mediante fideiussione
rilasciata da un'azienda o istituto di credito o polizza fideiussoria
rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione, fino alla data
in cui le violazioni stesse siano definitivamente accertate. I
crediti per i premi dovuti all'IPSEMA di cui all'articolo 2778, primo
comma, numero 8), del codice civile sono collocati, per l'intero
ammontare, tra quelli indicati al numero 1) del primo comma del
medesimo articolo. 6. Al fine di contrastare fenomeni
di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta e per accelerare le
d'imposta agevolativi la cui fruizione è autorizzata da
amministrazioni ed enti pubblici, anche territoriali, l'Agenzia delle
entrate trasmette a tali amministrazioni ed enti, tenuti al detto
recupero, entro i termini e secondo le modalità telematiche
stabiliti con provvedimenti dirigenziali generali adottati d'intesa,
i dati relativi ai predetti crediti utilizzati in diminuzione delle
imposte dovute, nonché ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Le somme recuperate sono riversate
all'entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all'erario.
Resta ferma l'alimentazione della contabilità speciale n. 1778
amministrazioni e degli enti pubblici gestori dei crediti d'imposta,
sulla base degli stanziamenti previsti a legislazione vigente per le
compensazioni esercitate dai contribuenti ai sensi dell'articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, attraverso i codici
tributo appositamente istituiti. 6-bis. Fatta salva
la disciplina vigente in materia di indebiti relativi a prestazioni
previdenziali e assistenziali, il recupero coattivo delle somme
indebitamente erogate dall'Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS) nonché dei crediti vantati dall'Istituto
medesimo ai sensi dell'articolo 4, comma 12, della legge 30 dicembre
1991, n. 412, e riconosciuti ai sensi dell'articolo 6, comma 26, del
decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48, è
effettuato mediante ruoli ai sensi e con le modalità previste
dal decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602. 6-ter. L'INPS provvede a determinare i criteri,
i termini e le modalità di gestione delle somme e dei crediti
di cui al comma 6-bis nelle fasi antecedenti l'iscrizione a ruolo. 6-quater. All'articolo 3, comma 25-bis, primo periodo, del
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, dopo le parole:
«l'attività di riscossione» sono inserite le
seguenti: «, spontanea e coattiva,». 6-quinquies. Il comma 6 dell'articolo 3 del decreto legislativo 13
aprile 1999, n. 112, è abrogato con effetto dal 1º
gennaio 2011. Art. 2 Disposizioni in materia di potenziamento
dell'amministrazione finanziaria ed effettività del recupero
di imposte italiane all'estero e di adeguamento comunitario 1. In fase di prima applicazione della direttiva Ecofin del 19
italiane: a) all'articolo 60 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il
terzo comma sono inseriti i seguenti: «Salvo quanto previsto dai commi precedenti ed in alternativa a
notificazione ai contribuenti non residenti è validamente
effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di
ricevimento all'indirizzo della residenza estera rilevato dai
registri dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero o a quello
della sede legale estera risultante dal registro delle imprese di cui
ricevimento è effettuata all'indirizzo estero indicato dal
le disposizioni di cui al primo comma, lettera e). La notificazione ai contribuenti non residenti è validamente
e le successive variazioni, con le modalità previste con
giorno successivo a quello della ricezione.»; b) le nuove disposizioni in materia di notificazione operano
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo la parola: «decreto»
sono aggiunte le seguenti: «; per la notificazione della
cartella di pagamento ai contribuenti non residenti si applicano le
disposizioni di cui al quarto e quinto comma dell'articolo 60 del
600». 1-bis. Al fine di contribuire al
perseguimento della maggiore efficienza e funzionalità
dell'amministrazione economico-finanziaria, fermo restando quanto
previsto dall'articolo 21, comma 9, del decreto-legge 1º luglio
2009, n. 102, e dall'articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30
febbraio 2010, n. 25, i soggetti già appartenenti alle diverse
categorie di personale dell'amministrazione economico-finanziaria,
ivi compreso quello di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in possesso di specifiche
esperienze e professionalità, possono essere trasferiti, a
domanda, nei ruoli del personale dell'Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato, delle Agenzie fiscali o del Ministero
dell'economia e delle finanze, con provvedimento adottato
dall'Agenzia ovvero dall'amministrazione interessata, d'intesa con
l'amministrazione di provenienza, previa verifica della disponibilità
di organico e valutate le esigenze organizzative e funzionali sulla
base di apposita tabella di corrispondenza approvata con decreto di
natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze.
In ogni caso il passaggio di ruolo avviene senza maggiori oneri
rispetto alle risorse assegnate a legislazione vigente ai predetti
organismi. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento
economico corrisposto all'atto dell'inquadramento. Per le finalità
indicate al presente comma, all'articolo 83, comma 12, primo periodo,
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo le parole:
«Agenzie fiscali», sono inserite le seguenti: «,
nonché tra le predette Agenzie e il Ministero dell'economia e
delle finanze,»; nello stesso periodo, dopo le parole: «fascia
in servizio» sono inserite le seguenti: «presso il
Ministero ovvero»; nel secondo periodo, dopo le parole: «di
lavoro in essere presso» sono inserite le seguenti: «il
Ministero ovvero presso». La presente disposizione non si
applica al personale in servizio a tempo determinato. 1-ter. Al fine di razionalizzare l'assetto organizzativo
dell'amministrazione economico-finanziaria, potenziando
l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in vista della sua
trasformazione, ai sensi dell'articolo 40 del decreto-legge 1º
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222, in Agenzia fiscale disciplinata dalla sezione
II del capo II del titolo V del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, e successive modificazioni, le direzioni territoriali
dell'economia e delle finanze sono soppresse. La riduzione delle
dotazioni organiche di livello dirigenziale non generale e di livello
non dirigenziale derivante dal presente comma concorre a realizzare
gli obiettivi fissati dall'articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge
30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2010, n. 25. Le funzioni svolte dalle direzioni
territoriali dell'economia e delle finanze sono riallocate
prioritariamente presso gli uffici centrali del Dipartimento
dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi, ovvero
presso le ragionerie territoriali dello Stato, con uno o più
decreti di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e
delle finanze; con i predetti decreti sono stabilite le date di
effettivo esercizio delle funzioni riallocate ai sensi del presente
comma e sono individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie
da trasferire. Il personale in servizio presso le direzioni
territoriali dell'economia e delle finanze è trasferito, a
domanda, prioritariamente all'Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato, anche in soprannumero con riassorbimento al momento della
cessazione dal servizio a qualunque titolo, ovvero è assegnato
alle ragionerie territoriali dello Stato. Si applica il comma 5-bis
dell'articolo 4-septies del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, e
successive modificazioni. Nei confronti dell'Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato non si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
modificazioni. Con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera
e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla
decreto, sono apportate le modifiche all'assetto organizzativo
interno del Ministero. 2. Per garantire il
pieno rispetto dei principi comunitari sulla concorrenza in materia
di concessioni pubbliche statali generatrici di entrate erariali, si
considerano lesivi di tali principi, e conseguentemente vietati, ogni
pratica ovvero rapporto negoziale di natura commerciale con soggetti
terzi non precedentemente previsti in forma espressa e regolati negli
atti di gara; ogni diverso provvedimento di assenso amministrativo di
tali pratiche e rapporti, anche se già adottato, è
nullo e le somme percepite dai concessionari sono versate
all'amministrazione statale concedente. Le amministrazioni statali
concedenti, attraverso adeguamenti convenzionali ovvero l'adozione di
carte dei servizi, ivi incluse quelle relative alle reti fisiche di
raccolta del gioco, assicurano l'effettività di clausole
idonee a garantire l'introduzione di sanzioni patrimoniali, nel
rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e non
automaticità, a fronte di casi di inadempimento delle clausole
della convenzione imputabile al concessionario, anche a titolo di
colpa, la graduazione di tali sanzioni in funzione della gravità
dell'inadempimento, nonché l'introduzione di meccanismi tesi
alla migliore realizzazione del principio di effettività della
clausola di decadenza dalla concessione, oltre che di maggiore
efficienza, efficacia ed economicità del relativo procedimento
nel rispetto del principio di partecipazione e del
contraddittorio. 2-bis. Fermo quanto previsto
dall'articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88, in materia di
raccolta del gioco a distanza e fuori dei casi ivi disciplinati, il
gioco con vincita in denaro può essere raccolto dai soggetti
titolari di valida concessione rilasciata dal Ministero dell'economia
e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato
esclusivamente nelle sedi e con le modalità previste dalla
relativa convenzione di concessione, con esclusione di qualsiasi
altra sede, modalità o apparecchiatura che ne permetta la
partecipazione telematica; è conseguentemente abrogata la
lettera b) del comma 11 dell'articolo 11-quinquiesdecies del
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. 2-ter. L'articolo 88 del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni, si interpreta nel senso che la licenza ivi
prevista, ove rilasciata per esercizi commerciali nei quali si svolge
l'esercizio e la raccolta di giochi pubblici con vincita in denaro, è
da intendersi efficace solo a seguito del rilascio ai titolari dei
medesimi esercizi di apposita concessione per l'esercizio e la
raccolta di tali giochi da parte del Ministero dell'economia e delle
finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. 2-quater. La licenza di cui all'articolo 88 del testo unico di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è
richiesta altresì per la gestione delle sale ove si installano
gli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b), del
predetto testo unico, e successive modificazioni. Nell'ambito del
piano straordinario di contrasto del gioco illegale di cui
all'articolo 15-ter del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
sono elaborate specifiche azioni finalizzate al costante monitoraggio
e alla repressione dei fenomeni elusivi delle disposizioni di cui
all'articolo 88 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno
1931, n. 773, e successive modificazioni. 2-quinquies. Le maggiori entrate derivanti dai commi da 2-bis a
2-quater, accertate annualmente con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze, affluiscono, per l'anno 2010, al Fondo
con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e, per
l'anno 2011, sono destinate al rifinanziamento per l'anno 2011 del
regime di devoluzione del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche. A decorrere dall'anno 2012 le medesime maggiori
entrate, accertate annualmente con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze, affluiscono al fondo di cui
n. 33, per essere destinate alle esigenze di finanziamento delle
missioni internazionali di pace. 2-sexies. Stante il
protrarsi, per motivi tecnici, della sperimentazione dei sistemi di
gioco di cui all'articolo 12, comma 1, lettera l), del decreto-legge
giugno 2009, n. 77, e successive modificazioni, e al fine di
determinare la certezza delle condizioni di affidamento
dell'esercizio e della raccolta agli operatori interessati, le
procedure previste dall'articolo 21, comma 7, del decreto-legge 1º
agosto 2009, n. 102, sono avviate a far data dal 16 maggio 2011.
Conseguentemente, al n. 4) del richiamato articolo 12, comma 1,
lettera l), del decreto-legge n. 39 del 2009, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 77 del 2009, le parole: «30
giugno 2010» sono sostituite dalle seguenti: «30 novembre
2010». 2-septies. Al fine della deflazione del
contenzioso e dell'economicità delle relative procedure, i
soggetti di cui all'articolo 3,
comma 10, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, possono
definire le controversie, pendenti alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto e relative alle
attività svolte, fino al 30 giugno 1999, in proprio o da loro
partecipate, nell'esercizio in concessione del servizio di
riscossione, derivanti dalle contestazioni di cui agli articoli 83 e
90 del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n.
43, dalle pretese risarcitorie recate da inviti a dedurre di cui
all'articolo 5 del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, e
successive modificazioni, ovvero da atti di citazione introduttivi di
giudizi di responsabilità. 2-octies. La
definizione di cui al comma 2-septies si realizza con il versamento
di un importo pari ad una percentuale delle somme dovute in base alla
sentenza impugnata o impugnabile ovvero, in mancanza, all'ultimo atto
amministrativo o all'invito a dedurre o all'atto di citazione. Tale
percentuale è individuata, con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze, in misura pari al rapporto tra il
riscosso nel triennio 2006-2008 sui ruoli affidati dall'Agenzia delle
entrate e il carico affidato dalla stessa Agenzia negli anni 2006 e
2007, al netto di sgravi e sospensioni. Il decreto individua,
altresì, il termine e le modalità per il versamento. 2-novies. Una copia della ricevuta del versamento di cui al comma
2-octies è prodotta all'organo amministrativo o
giurisdizionale presso il quale pende la controversia. 2-decies. Restano escluse dalla definizione di cui al comma 2-septies
le controversie relative all'attività di riscossione dei
tributi e delle altre entrate delle regioni, degli enti locali e
delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e di
quella delle entrate costituenti risorse proprie dell'Unione
europea. 2-undecies. Le maggiori entrate derivanti
dai commi da 2-septies a 2-decies, pari a 81 milioni di euro
nell'anno 2010, accertate con decreto del Ministero dell'economia e
delle finanze, affluiscono nel medesimo anno, nel limite di 48
milioni di euro, al Fondo per interventi strutturali di politica
dicembre 2004, n. 307, e nel limite di 3 milioni di euro sono
destinate a copertura finanziaria di quota parte degli oneri
derivanti dal comma 4-quinquies del presente articolo. La parte
residua delle maggiori entrate derivanti dai predetti commi è
destinata ad incrementare, nel limite di 30 milioni di euro per
l'anno 2010, lo stanziamento iscritto nella tabella C allegata alla
legge 23 dicembre 2009, n. 191, alla rubrica «Ministero
dell'economia e delle finanze », missione «comunicazioni»,
programma «sostegno all'editoria», voce «legge n.
67 del 1987». A tal fine, all'articolo 1 comma 2, del
decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, sono soppresse le
parole da: «le associazioni le cui pubblicazioni periodiche»
fino alla fine del comma. A fronte del citato stanziamento, le
tariffe postali a favore dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2,
del citato decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, come modificato
dal presente comma, possono essere ridotte con decreto del Ministro
delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri; in
ogni caso la tariffa agevolata non deve essere superiore al 50 per
cento della tariffa ordinaria e deve comunque rispettare il limite
massimo di spesa indicato al presente comma. Il rimborso dovuto a
favore della società Poste italiane Spa non può essere
superiore al predetto importo. Il Ministero dello sviluppo economico
provvede al monitoraggio degli oneri derivanti dal presente comma con
riguardo alle disposizioni di cui al terzultimo e quartultimo
periodo; nel caso in cui l'andamento della spesa sia tale da
determinare un possibile superamento della spesa autorizzata, con
decreto adottato con le modalità indicate al presente comma è
stabilita la sospensione o la riduzione dell'agevolazione. 3. Ai fini della rideterminazione dei principi fondamentali della
n. 33, ed allo scopo di assicurare omogeneità di applicazione
di tale disciplina in ambito nazionale, con decreto del Ministro
dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata
di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate, entro e non oltre il 30 giugno
2012, urgenti disposizioni
materia. Con il suddetto decreto sono, altresì, definiti gli
indirizzi generali per l'attività di programmazione e di
Comuni, dei titoli autorizzativi. 4. A fini di
razionalizzazione della disciplina della liquidità giacente su
conti e rapporti definiti dormienti ai sensi della normativa vigente,
fatti salvi gli importi che, alla data di entrata in vigore del
presente provvedimento, siano stati comunque già versati al
fondo di cui all'articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, le disposizioni del comma 345-quater del citato articolo 1 si
applicano esclusivamente ai contratti per i quali il termine di
prescrizione del diritto dei beneficiari scade successivamente al 28
ottobre 2008. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4-bis. Al fine di assicurare il pieno rispetto dei principi
comunitari in materia di imposta sul valore aggiunto, il numero 16)
del primo comma dell'articolo 10 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, è
sostituito dal seguente: «16) le
prestazioni del servizio postale universale, nonché le
cessioni di beni e le prestazioni di servizi a queste accessorie,
effettuate dai soggetti obbligati ad assicurarne l'esecuzione». 4-ter. Le disposizioni di cui al comma 4-bis si applicano a decorrere
dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto; sono fatti salvi i
comportamenti posti in essere fino a tale data dal soggetto obbligato
a fornire il servizio postale universale in applicazione della norma
di esenzione previgente. 4-quater. Al fine di
potenziare l'Amministrazione finanziaria, al comma 23-novies
dell'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25,
le parole: «di 3.400.000 euro a decorrere dall'anno 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «di 9.300.000 euro a decorrere
dall'anno 2011». 4-quinquies. Per favorire la
trasparenza dei mercati e promuovere un consumo consapevole anche al
fine di garantire ai consumatori un'informazione chiara e inequivoca
sull'origine dei prodotti immessi in commercio e proteggerli dai
falsi, è istituito un fondo presso il Ministero dell'economia
e delle finanze con una dotazione di 5 milioni di euro per l'anno
2010 destinato a misure di sostegno e incentivazione in favore delle
imprese dei distretti del settore tessile e dell'abbigliamento che
volontariamente applicano il sistema di etichettatura dei prodotti,
di cui alla legge 8 aprile 2010, n. 55. Le modalità di
attuazione del presente comma sono stabilite con decreto del Ministro
delle finanze, sentite le associazioni di categoria delle imprese e
le associazioni sindacali e dei consumatori, da adottare entro trenta
presente decreto. 4-sexies. Agli oneri derivanti dal
comma 4-quater, pari a 5,9 milioni di euro a decorrere dall'anno
2011, si provvede a valere sulle maggiori entrate derivanti dal comma
4-bis. Agli oneri derivanti dal comma 4-quinquies, pari a 5 milioni
di euro per l'anno 2010, si provvede, quanto a 3 milioni di euro, a
valere sulle maggiori entrate di cui al comma 2-undecies, e, quanto a
2 milioni di euro, a valere sulle maggiori entrate derivanti dal
comma 4-bis. 4-septies. Al fine di assicurare il
pieno rispetto dei principi comunitari, al decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni: a) all'articolo
14, comma 1, la lettera e) è sostituita dalla seguente: «e) offerta, attraverso la rete internet e altre reti
telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse con vincite
in denaro, con esclusione del lotto, delle lotterie ad estrazione
istantanea o ad estrazione differita e concorsi pronostici, in
presenza o in assenza delle autorizzazioni concesse dal Ministero
di Stato, ai sensi dell'articolo 1, comma 539, della legge 23
dicembre 2005, n. 266»; b)
all'articolo 14, comma 1, la lettera e-bis) è sostituita dalla
seguente: «e-bis) offerta di
giochi o scommesse con vincite in denaro, con esclusione del lotto,
delle lotterie ad estrazione istantanea o ad estrazione differita e
concorsi pronostici, su rete fisica, da parte di soggetti in possesso
delle concessioni rilasciate dal Ministero dell'economia e delle
finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato». 4-octies. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 16, comma 1,
lettera a), del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con
provvedimento dirigenziale del Ministero dell'economia e delle
finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è
stabilita la data entro la quale i soggetti risultati aggiudicatari
della gara di cui all'articolo 21 del medesimo decreto-legge 1º
agosto 2009, n. 102, effettuano il versamento delle somme dovute
all'esito dell'aggiudicazione. Le maggiori entrate derivanti dal
presente comma per l'anno 2010, accertate con decreto del Ministero
all'articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 4-novies. Per l'anno finanziario 2010, con riferimento alle
dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2009, sulla
base dei criteri e delle modalità di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 20 gennaio 2006, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 27 gennaio 2006, fermo quanto già
dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone
fisiche, una quota pari al cinque per mille dell'imposta stessa è
destinata in base alla scelta del contribuente alle seguenti
finalità: a) sostegno del
volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità
sociale di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre
1997, n. 460, e successive modificazioni, nonché delle
associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale,
regionali e provinciali previsti dall'articolo 7 della legge 7
dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni e fondazioni riconosciute
che operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a),
del citato decreto legislativo n. 460 del 1997; b) finanziamento della ricerca scientifica e dell'università; c) finanziamento della ricerca sanitaria; d) sostegno delle attività sociali svolte dal comune di
residenza del contribuente; e) sostegno
delle associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini
sportivi dal Comitato olimpico nazionale italiano a norma di legge,
che svolgono una rilevante attività di interesse sociale. 4-decies. Resta fermo il meccanismo dell'otto per mille di cui alla
legge 20 maggio 1985, n. 222. 4-undecies. I soggetti
di cui al comma 4-novies ammessi al riparto redigono, entro un anno
dalla ricezione delle somme ad essi destinate, un apposito e separato
rendiconto dal quale risulti, anche a mezzo di una relazione
illustrativa, in modo chiaro e trasparente a destinazione delle somme
ad essi attribuite. 4-duodecies. Con decreto di
natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto
ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il
Ministro della salute, sono stabiliti le modalità di
del riparto delle somme stesse nonché le modalità e i
termini del recupero delle somme non spettanti. 4-terdecies. Per le associazioni sportive dilettantistiche, di cui al
comma 4-novies, lettera e), ai fini dell'individuazione dei soggetti
che possono accedere al contributo, delle modalità di
rendicontazione e dei controlli sui rendiconti si applicano le
disposizioni contenute negli articoli 1, 3 e 4 del decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze 2 aprile 2009, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2009, come modificato
dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 16 aprile
2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2009.
Sono fatti salvi gli effetti del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri adottato per la disciplina delle modalità di
ammissione al riparto del cinque per mille per l'anno 2010. 4-quaterdecies. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da
4-novies a 4-terdecies si provvederà solo successivamente
all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che integrino le
risorse finanziarie rese disponibili ai sensi del comma 2-quinquies.
4-quinquiesdecies. Alla lettera a) del comma 1234 dell'articolo 1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e delle fondazioni
riconosciute che operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1,
lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460». 4-sexiesdecies. Alla lettera a) del comma 5 dell'articolo 3
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e delle altre
fondazioni riconosciute che senza scopo di lucro operano in via
esclusiva o prevalente nei settori di cui all'articolo 10, comma 1,
lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460». 4-septiesdecies. Sono prorogati al 30 giugno 2010 i termini per la
presentazione delle dichiarazioni sostitutive previste dall'articolo
1, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16
marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 4 giugno
2007, e dall'articolo 1, comma 6, del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 19 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 128 del 3 giugno 2008, per l'integrazione documentale
delle domande tempestivamente presentate in via telematica,
rispettivamente per l'esercizio finanziario 2007 e per quello 2008,
dagli enti individuati nei commi 4-quinquiesdecies e 4-sexiesdecies.
Art. 3 Deflazione del contenzioso e razionalizzazione della
riscossione 1. Al fine di potenziare il contrasto
all'evasione concentrando e razionalizzando le risorse
dell'Amministrazione finanziaria, si dispone quanto segue per
deflazionare e semplificare il contenzioso tributario in essere e
accelerarne la riscossione: a)
all'articolo 38, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992,
n. 546, le parole: «a norma degli articoli 137 e seguenti del
codice di procedura civile» sono sostituite dalle seguenti: «a
norma dell'articolo 16» e, dopo le parole: «dell'originale
notificato,», sono inserite le seguenti: «ovvero copia
autentica della sentenza consegnata o spedita per posta, con
fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per
raccomandata a mezzo del servizio postale unitamente all'avviso di
ricevimento»; b) all'articolo 48,
comma 3, del predetto decreto legislativo, dopo le parole: «previa
prestazione» sono inserite le seguenti: «, se l'importo
delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 euro,»
e, coerentemente, all'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 19
giugno 1997, n. 218, dopo le parole: «e per il versamento di
tali somme» sono inserite le seguenti: «, se superiori a
50.000 euro,»; c) il comma 2
dell'articolo 52 del predetto decreto legislativo è
abrogato. 2. Le disposizioni di cui all'articolo 68
del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, relative alle
sentenze delle commissioni tributarie regionali, si intendono
applicabili alle decisioni della Commissione tributaria centrale. 2-bis. Al fine di contenere la durata dei processi tributari nei
termini di durata ragionevole dei processi, previsti ai sensi della
libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto
1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine
ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della predetta
Convenzione, le controversie tributarie pendenti che originano da
ricorsi iscritti a ruolo nel primo grado, alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, da oltre
dieci anni, per le quali risulti soccombente l'Amministrazione
finanziaria dello Stato nei primi due gradi di giudizio, sono
definite con le seguenti modalità: a) le controversie tributarie pendenti innanzi alla Commissione
tributaria centrale, con esclusione di quelle aventi ad oggetto
istanze di rimborso, sono automaticamente definite con decreto
assunto dal presidente del collegio o da altro componente delegato.
Il compenso in misura variabile previsto per i componenti della
Commissione tributaria centrale è riconosciuto solo nei
confronti dell'estensore del provvedimento di definizione. Il
Consiglio di presidenza della giustizia tributaria stabilisce i
carichi di lavoro minimi per garantire che l'attività delle
sezioni di cui all'articolo 1, comma 351, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, sia esaurita entro il 31 dicembre 2012; il mancato
rispetto dei predetti carichi è motivo di decadenza
dall'incarico. Entro il 30 settembre 2010 il predetto Consiglio
provvede alle eventuali applicazioni alle citate sezioni, su domanda
da presentare al medesimo Consiglio entro il 31 luglio 2010, anche
dei presidenti di sezione, dei vice presidenti di sezione e dei
componenti delle commissioni tributarie provinciali istituite nelle
sedi delle sezioni stesse; b) le
controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di cassazione
possono essere estinte con il pagamento di un importo pari al 5 per
cento del valore della controversia determinato ai sensi
dell'articolo 16, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni, e contestuale rinuncia ad ogni eventuale
pretesa di equa riparazione ai sensi della legge 24 marzo 2001, n.
89. A tal fine, il contribuente può presentare apposita
istanza alla competente segreteria o cancelleria entro novanta giorni
presente decreto, con attestazione del relativo pagamento. I
procedimenti di cui alla presente lettera restano sospesi fino alla
scadenza del termine di cui al secondo periodo e sono definiti con
compensazione integrale delle spese del processo. In ogni caso non si
fa luogo a rimborso. Le maggiori entrate derivanti dal presente
comma, accertate annualmente con decreto del Ministero dell'economia
e delle finanze, affluiscono al fondo di cui all'articolo
7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, per
essere destinate alle esigenze di finanziamento delle missioni
internazionali di pace. L'avvenuto pagamento estingue il giudizio a
seguito di attestazione degli uffici dell'amministrazione finanziaria
comprovanti la regolarità della istanza ed il pagamento
integrale di quanto dovuto ai sensi del presente decreto. 2-ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, l'agente della riscossione non può
iscrivere l'ipoteca di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive
modificazioni, se l'importo complessivo del credito per cui procede è
inferiore complessivamente ad 8.000 euro. 3. In
caso di crisi di società di riscossione delle entrate degli
enti locali, le società che, singolarmente ovvero appartenendo
ad un medesimo gruppo di imprese, hanno esercitato le funzioni di cui
locali e che siano cancellate, con deliberazione ancorché non
dotata di definitività, dall'albo di cui all'articolo 53 del
predetto decreto legislativo n. 446 del 1997 ai sensi dell'articolo
11 del decreto del Ministro delle finanze 11 settembre 2000, n. 289,
sono ammesse di diritto, su domanda della società ovvero della
società capogruppo, alle procedure di cui al decreto-legge 23
febbraio 2004, n. 39. Sono altresì ammesse di diritto a tali
procedure, anche in assenza di domanda, le predette società
per le quali venga dichiarato dal tribunale lo stato di insolvenza.
In tali casi il commissario è nominato dal Ministro dello
sviluppo economico, su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze. L'ammissione alle procedure, fino all'esaurimento delle
stesse, comporta la persistenza nei riguardi delle predette società
delle convenzioni vigenti con gli enti locali immediatamente prima
della data di cancellazione dall'albo di cui al citato articolo 53
del decreto legislativo n. 446 del 1997, ferme in ogni caso le
riaggiudicazioni eventualmente effettuate nel frattempo con gara,
nonché dei poteri, anche di riscossione, di cui le predette
società disponevano anteriormente alla medesima data di
cancellazione. Sono comunque fatte salve le disdette, le revoche o le
risoluzioni degli affidamenti o delle convenzioni già
intervenute, o che interverranno nel corso della procedura, per cause
diverse dalla cancellazione delle medesime società dall'albo
di cui al citato articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997.
Su istanza degli enti locali, creditori di somme dovute in
adempimento delle predette convenzioni, il commissario può
certificare, secondo modalità e termini di attuazione
stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, se
il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di
consentire all'ente locale la cessione pro soluto a favore di banche
o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente.
con il Ministero dell'interno, possono essere corrispondentemente
ridefiniti i termini di approvazione dei bilanci annuali e
pluriennali e relative variazioni, nonché del rendiconto. I
regolamenti emanati in attuazione dell'articolo 53, comma 3, del
decreto legislativo n. 446 del 1997 sono aggiornati entro sessanta
prevedendo, fra l'altro, i requisiti per l'iscrizione all'albo di cui
al medesimo articolo, in particolare quelli tecnico-finanziari, di
onorabilità, professionalità e di assenza di cause di
incompatibilità, che sono disciplinati graduandoli in funzione
delle dimensioni e della natura, pubblica o privata, del soggetto che
chiede l'iscrizione, del numero degli enti locali per conto dei quali
il medesimo soggetto, singolarmente ovvero in gruppo di imprese,
svolge le funzioni di cui all'articolo 52 del medesimo decreto
legislativo n. 446 del 1997, nonché dell'eventuale
disposta nei riguardi di tale soggetto. Gli amministratori delle
società ammesse, secondo le disposizioni di cui al presente
comma, alle procedure di cui al decreto-legge 23 dicembre 2003, n.
347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n.
39, non possono esercitare le funzioni di amministratore e di
revisore di società di riscossione di tributi per un periodo
3-bis. Capitale sociale delle società di riscossione dei
tributi 1. Per l'iscrizione all'albo dei soggetti
abilitati ad effettuare attività di accertamento dei tributi e
quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e
dei comuni, di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446, sono richieste le seguenti misure minime di
capitale interamente versato: a) 1
milione di euro per l'effettuazione, anche disgiuntamente, delle
attività nei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti,
con un numero di comuni contemporaneamente gestiti che, in ogni caso,
non superino complessivamente 100.000 abitanti; b) 5 milioni di euro per l'effettuazione, anche disgiuntamente, delle
attività di accertamento dei tributi e di quelle di
riscossione dei tributi e di altre entrate nei comuni con popolazione
fino a 200.000 abitanti; c) 10 milioni di
euro per l'effettuazione, anche disgiuntamente, delle attività
di accertamento dei tributi e di quelle di riscossione dei tributi e
di altre entrate nelle province e nei comuni con popolazione
superiore a 200.000 abitanti. 2. I soggetti iscritti
all'albo di cui al comma 1 devono adeguare alle predette misure
minime il proprio capitale sociale entro il 30 giugno 2010; in ogni
caso, fino all'adeguamento non possono ricevere nuovi affidamenti o
partecipare a gare indette a tale fine. 2-bis. Le
disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle società
a prevalente partecipazione pubblica. 3. E' abrogato
il comma 7-bis dell'articolo 32 del decreto-legge 29 novembre 2008,
Art. 4 Fondo per interventi a sostegno della domanda in
particolari settori 1. E' istituito presso il
Ministero dello sviluppo economico un fondo per il sostegno della
domanda finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica,anche con
riferimento al parco immobiliare esistente, ecocompatibilità e
di miglioramento della sicurezza sul lavoro, con una dotazione pari a
300 milioni di euro per l'anno 2010. Il fondo è finanziato,
per 200 milioni di euro, ai sensi del comma 9, nonché per 50
milioni di euro a valere sulle risorse destinate alle finalità
di cui all'articolo 1, comma 847, della legge27 dicembre 2006,n. 296,
disponibili iscritte in conto residui e che a tale fine vengono
al medesimo Fondo, e per ulteriori 50 milioni di euro mediante
riduzione dell'autorizzazione di spesa, per l'anno 2010, di cui
all'articolo 2, comma 236, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Con
energetica e di ecocompatibilità, con il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono
stabilite le modalità di erogazione mediante contributi delle
risorse del fondo definendo un tetto di spesa massima per ciascuna
tipologia di contributi e prevedendo la possibilità di
avvalersi della collaborazione di organismi esterni alla pubblica
amministrazione, nonché ogni ulteriore disposizione
applicativa. 1-bis. Ai fini dell'erogazione dei
contributi di cui al comma 1 per l'acquisto di gru a torre nel
settore dell'edilizia, previa rottamazione, secondo le modalità
stabilite dall'articolo 2, comma 1, lettera m), del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 26 marzo 2010, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 2010, il contributo è
riconosciuto anche nel caso di acquisto tramite locazione finanziaria
e il certificato di rottamazione richiesto è prodotto a cura
dell'acquirente, ovvero del conduttore nei casi di acquisto tramite
locazione finanziaria. 1-ter. I contributi previsti
dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 marzo 2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 2010, per
l'acquisto di motocicli si intendono applicabili anche all'acquisto
di biciclette a pedalata assistita, nell'ambito delle risorse
disponibili a tale fine. 1-quater. Qualora
l'acquirente sia un'impresa, i contributi di cui al comma 1 sono
fruibili nei limiti di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 3 giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2009, e alla decisione della
Commissione europea n. C(2009)4277 del 28 maggio 2009, con cui è
stato approvato il regime di aiuti temporanei di importo limitato
previsto dalla comunicazione n. 2009/C 83/01 della Commissione, del 7
aprile 2009, relativa al quadro di riferimento temporaneo comunitario
per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al
finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed
economica, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n.
C 83 del 7 aprile 2009. 1-quinquies. Presso il
Ministero dello sviluppo economico è istituito un fondo con
una dotazione pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2010 e
2011, finalizzato all'efficientamento del parco dei generatori di
energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna rientranti nelle
categorie C, D ed E di cui al titolo IV della regola tecnica allegata
al decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994, e generata da pannelli
centraline idroelettriche, impianti fotovoltaici, gruppi elettrogeni
funzionanti a gas metano biologico, con potenza elettrica non
superiore a 30 kW. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro trenta giorni
presente decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze e, per gli obiettivi di efficienza energetica e di
ecocompatibilità, con il Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, sono stabilite le modalità di
erogazione mediante contributo delle risorse del fondo, definendo un
tetto di spesa massima per ciascun rifugio di cui al presente
comma. 1-sexies. All'onere derivante dal comma
1-quinquies, pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2010 e
2011, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo 39-ter
del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. 1-septies. Il Ministro dell'economia e delle finanze è
variazioni di bilancio. 2. E' escluso
dall'imposizione sul reddito di impresa, nel limite complessivo di
settanta milioni di euro, il valore degli investimenti in attività
di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo finalizzate alla
realizzazione di campionari fatti nell'Unione europea dalle imprese
che svolgono le attività di cui alle divisioni 13, 14, 15 o
32.99.20 in relazione all'attività di fabbricazione di bottoni
della tabella ATECO di cui al provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle entrate in data 16 novembre 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2007, a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009 e
fino alla chiusura del periodo d'imposta in corso alla data del 31
dicembre 2010. L'agevolazione di cui al presente comma può
essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle
imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta di effettuazione
degli investimenti. Per il periodo di imposta successivo a quello di
effettuazione degli investimenti l'acconto dell'IRPEF e dell'IRES è
comma. 3. L'agevolazione di cui al comma 2 è
fruibile nei limiti di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente
aprile 2009, relativa al quadro di riferimento dell'accesso al
C 83 del 7 aprile 2009. 4. Con provvedimento
del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro 30 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti
criteri e modalità di attuazione dell'agevolazione di cui al
comma 2, anche al fine di assicurare il rispetto del limite
complessivo di risorse stanziate. 5. Fermo restando
quanto previsto al comma 1, con decreto di natura non regolamentare
dell'economia e delle finanze e con il Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare limitatamente alle attività
di cui all'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono
stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione e
destinazione delle risorse disponibili iscritte in conto residui di
cui all'articolo 1, comma 847, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
e successive modificazioni, che a tale fine sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnate alle pertinenti unità
previsionali di base con riguardo alle seguenti finalità: a) realizzazione di piattaforme navali multiruolo da destinare,
tecnologie duali; b) interventi per il
settore dell'alta tecnologia, per le finalità ed i soggetti di
cui all'articolo 1 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, e
applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 100,
lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662; c) interventi di cui all'articolo 45, comma 3, della legge 23
dicembre 2001, n. 448, nonché per l'avvio di attività
di cui all'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99.
All'articolo 2, comma 238, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
l'ultimo periodo è soppresso. 5-bis. Per
l'anno 2010, al fine di agevolare il rinnovo della flotta di navigli
impiegati per il trasporto di persone sui laghi, attraverso
l'acquisto di battelli solari a ridotto impatto ambientale, è
riconosciuto alle imprese esercenti attività di trasporto di
persone sui laghi un contributo di 40.000 euro per ogni acquisto di
battelli solari a ridotto impatto ambientale effettuato entro il 31
dicembre 2010, nel limite massimo di spesa di 700.000 euro per l'anno
2010. Tale contributo è riconosciuto a condizione che, per
ogni battello acquistato, le predette imprese provvedano
contestualmente alla cessazione dell'attività e alla
demolizione di un battello con propulsione a vapore e privo dei
requisiti ambientali che sono definiti con apposito decreto del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
il quale sono altresì stabiliti gli standard ambientali che
devono possedere i battelli solari per accedere all'agevolazione. 5-ter. All'onere derivante dall'applicazione del comma 5-bis, pari a
700.000 euro per l'anno 2010, si provvede mediante corrispondente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell'ambito del
programma «Fondi di riserva e speciali» della missione
«Fondi da ripartire » dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010, allo scopo
affari esteri. 6. E' istituito, presso il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il «Fondo per
le infrastrutture portuali», destinato a finanziare le opere
infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Il Fondo è
ripartito, previo parere del Comitato interministeriale per la
programmazione economica, con decreto del Ministro delle
dell'economia e delle finanze. Al fondo è trasferito, con il
decreto di cui al comma 8, una quota non superiore al cinquanta per
cento delle risorse destinate all'ammortamento del finanziamento
statale revocato ai sensi del comma 7, ancora disponibili, da
utilizzare come spesa ripartita in favore delle Autorità
portuali che abbiano speso, alla data del 31 dicembre 2009, una quota
superiore almeno all'80 per cento dei finanziamenti ottenuti fino a
tale data. Inoltre le predette risorse devono essere destinate a
progetti, già approvati, diretti alla realizzazione di opere
immediatamente cantierabili, finalizzate a rendere le strutture
operative funzionali allo sviluppo dei traffici.6-bis. Gli
stanziamenti nei limiti della quota relativa alla concessione del
finanziamento per l'incentivazione e il sostegno dell'alta formazione
professionale nel settore nautico prevista dal fondo di cui
all'articolo 145, comma 40, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive modificazioni, ivi compresi quelli iscritti nel capitolo
2246 istituito nell'ambito dell'unità previsionale di base
4.1.2 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti impegnati nel triennio 2007-2009, sono utilizzati a
decorrere dall'anno 2010 per finanziare l'incentivazione, il sostegno
e i recuperi infrastrutturali per l'alta formazione professionale
realizzati dagli istituti per le professionalità nautiche le
cui richieste siano state dichiarate ammissibili, con relativa
convenzione, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai
sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17
aprile 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio
2003. 7. E' revocato il finanziamento statale
previsto per l'opera «Sistema di trasporto rapido di massa a
guida vincolata per la città di Parma», fatta salva la
quota necessaria agli adempimenti di cui al terzo e quarto periodo
del presente comma. Gli effetti della revoca si estendono,
determinandone lo scioglimento, a tutti i rapporti convenzionali
stipulati dal soggetto aggiudicatore con il contraente generale. Il
contraente generale può richiedere, nell'ambito di una
attuatore, un indennizzo. L'indennizzo è corrisposto a valere
sulla quota parte del finanziamento non ancora erogata. Il contratto
di mutuo stipulato dal soggetto attuatore continua ad avere effetto
nei suoi confronti nei limiti della quota del finanziamento erogata,
anche per le finalità di cui al terzo e quarto periodo del
presente comma. Qualora la transazione di cui al presente comma non
sia stipulata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, è comunque
accantonato, ai fini innanzitutto della transazione e sull'eventuale
residuo per quelli previsti dal comma 8, primo periodo, l'8 per cento
della quota parte del finanziamento statale non ancora erogata. La
disciplina introdotta dagli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 20
marzo 2010, n. 53, non si applica per i collegi arbitrali già
costituiti alla data di entrata in vigore del predetto decreto
legislativo e il comma 6 dell'articolo 15 del citato decreto
legislativo è abrogato. 8. Con decreto del
competente, la quota di finanziamento statale residua all'esito della
destinazione delle risorse per le finalità di cui ai commi 6 e
7 può essere devoluta integralmente, su richiesta dell'ente
pubblico di riferimento del beneficiario originario, ad altri
investimenti pubblici. Qualora, ai sensi del presente comma, quota
parte del finanziamento sia devoluta all'ente pubblico territoriale
di riferimento del beneficiario originario, il predetto ente può
succedere parzialmente nel contratto di mutuo. Per la residua parte
il mutuo si risolve e le corrispondenti risorse destinate al suo
ammortamento sono utilizzate per le finalità del comma 6, ivi
incluse le quote già erogate al soggetto finanziatore e non
necessarie all'ammortamento del contratto di mutuo rimasto in
essere. [8-bis. abrogato] [8-ter. abrogato] [8-quater. abrogato] 8-quinquies. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei
finanze, sono dettati, ai sensi dell'articolo 2 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, i principi e i criteri di registrazione delle
operazioni finanziarie di cui ai commi da 8-bis a 8-quater nei
bilanci delle Autorità portuali. 9. A
quota parte degli oneri derivanti dal comma 1, pari a 200 milioni di
euro per l'anno 2010, e dal comma 2, pari a 70 milioni di euro per
l'anno 2011, si provvede mediante utilizzo di una quota delle
maggiori entrate derivanti dall'attuazione degli articoli 1, 2 e 3.In
attuazione dell'articolo 17, comma 13, della legge 31 dicembre 2009,
n. 196,a compensazione del minor versamento sull'apposita contabilità
di euro per l'anno 2012 viene versata sulla contabilità
speciale n. 5343 per le finalità di cui all'ultimo periodo del
medesimo articolo 8, comma 1, lettera a). La restante parte delle
maggiori entrate derivanti dal presente provvedimento concorre alla
realizzazione degli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche
Art. 5 Attività edilizia libera 1.
L'articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative e
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal
seguente: «Art. 6. (L) - (Attività
edilizia libera). - 1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti
urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative
di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività
antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all'efficienza
energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei
gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun
titolo abilitativo: a) gli interventi di
manutenzione ordinaria; b) gli interventi
volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino
la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti
che alterino la sagoma dell'edificio; c)
le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che
abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di
centro edificato; d) i movimenti di terra
strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e
le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti
idraulici agrari; e) le serre mobili
stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo
svolgimento dell'attività agricola. 2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa
comunicazione, anche per via telematica, dell'inizio dei lavori da
parte dell'interessato all'amministrazione comunale, possono essere
eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi: a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo
3, comma 1, lettera b), ivi compresa l'apertura di porte interne o lo
spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti
strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle
unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri
urbanistici; b) le opere dirette a
soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere
immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque,
entro un termine non superiore a novanta giorni; c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche
per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di
permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico
comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente
interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali
tombati; d) i pannelli solari,
fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a
servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di
cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n.
1444; e) le aree ludiche senza
fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli
edifici. 3. L'interessato agli interventi
di cui al comma 2 allega alla comunicazione di inizio dei lavori le
autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di
settore e, limitatamente agli interventi di cui alla lettera a) del
medesimo comma 2, i dati identificativi dell'impresa alla quale
intende affidare la realizzazione dei lavori. 4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera a),
l'interessato, unitamente alla comunicazione di inizio dei lavori,
trasmette all'amministrazione comunale una relazione tecnica
provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati
progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari
preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa ne´
con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità,
che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e
regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. 5. Riguardo agli interventi di cui al presente articolo,
l'interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni,
alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale nel termine
di cui all'articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del
dalla legge 9 marzo 2006, n. 80. 6. Le regioni
a statuto ordinario: a)
possono estendere la disciplina di cui al presente articolo a
interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dai commi 1 e
2; b) possono individuare
ulteriori interventi edilizi, tra quelli indicati nel comma 2, per i
quali è fatto obbligo all'interessato di trasmettere la
relazione tecnica di cui al comma 4; c) possono stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica di
cui al comma 4, nel rispetto di quello minimo fissato dal medesimo
comma. 7. La mancata comunicazione dell'inizio
dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di
cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, comportano la sanzione
pecuniaria pari a 258 euro. Tale sanzione è ridotta di due
terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando
l'intervento è in corso di esecuzione. 8. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione
incendi per le attività di cui ai commi 1 e 2, il certificato
stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con
l'esame a vista. Per le medesime attività, il termine previsto
dal primo periodo del comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, è
ridotto a trenta giorni». 2.
Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono
Art. 6 Entrata in vigore 1. Il presente
decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà
- Taranto, 11 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: Art. 1
 Art. 2
 articolo 12

sentenza 
 articolo 1
in fine
in fine

Art. 3
 sentenza 
 articolo 53
 articolo 53

Art. 4
 articolo 8

Art. 5

Art. 6