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Linee guida per i siti web della PA - PDF
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Cristiano Ippolito
1 Linee guida per i siti web della PA art. 4 della Direttiva 8/09 del Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione - ANNO luglio 2010
2 Sommario Presentazione e sintesi Destinatari delle Linee guida e normativa di riferimento Normativa Principi dell'amministrazione digitale Accessibilità Trasparenza e partecipazione attiva del cittadino Privacy Qualità del web Comunicazione pubblica Normativa regionale Analisi e identificazione degli interventi da realizzare Tipologia dei siti web della PA e livelli d interattività Tipologie di intervento da realizzare Criteri d indirizzo per la razionalizzazione dei contenuti e per la riduzione dei siti web delle PA Razionalizzazione dei contenuti di un sito web pubblico (Caso B) Riduzione dei siti web pubblici (Caso C) Effettuare un controllo dei contenuti pubblicati Identificare i collegamenti chiave del sito web Identificare e gestire i contenuti che non devono più essere raggiungibili e i contenuti che devono essere spostati in un archivio storico Migrare i contenuti da conservare on line Criteri di indirizzo e strumenti per garantire la qualità dei siti web della pubblica amministrazione Iscrizione al dominio.gov.it Gestione della migrazione al dominio.gov.it Trasparenza e contenuti minimi dei siti istituzionali pubblici Contenuti minimi dei siti tematici pubblici Aggiornamento e visibilità dei contenuti Aggiornamento Visibilità Accessibilità e usabilità Requisiti per l'accessibilità Indirizzi sul design e usabilità Accesso ai servizi on line Policy Dati per il monitoraggio Criteri di indirizzo e strumenti per il trattamento dei dati, della documentazione pubblica e per la loro reperibilità Classificazione e semantica Formati aperti Contenuti aperti Metodi per la rilevazione e il confronto della qualità dei siti web della PA Valutazione degli utenti Indici di qualità e benchmarking Partecipazione e web A1. Contenuti minimi dei siti istituzionali pubblici A2. Gestione e sviluppo dei siti web della PA A3. Componenti funzionali per la costruzione dei siti web della PA A4. Ruoli coinvolti nello sviluppo e nella gestione dei siti web della PA
3 PRESENTAZIONE E SINTESI Le Linee guida, previste dall art. 4 della Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione 26 novembre 2009, n. 8, intendono suggerire alle pubbliche amministrazioni criteri e strumenti per la riduzione dei siti web pubblici obsoleti ed il miglioramento di quelli attivi, in termini di principi generali, gestione e aggiornamento, contenuti minimi. A tal fine, il documento delinea gli aspetti fondamentali del processo di miglioramento continuo dei servizi e delle informazioni rivolte al cittadino, attraverso la comunicazione via Internet, che devono contraddistinguere l azione di ogni pubblica amministrazione. Indirizzate a tutte le pubbliche amministrazioni di cui all art. 1 comma 2 del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le Linee guida intendono rappresentare uno strumento il più possibile agile e fruibile, ad uso non esclusivo degli addetti ai lavori. Il documento è strutturato come descritto nel seguente Schema. Parte I Inquadramento Principi generali Normativa di riferimento; Destinatari; Figure chiave (il responsabile del procedimento pubblicazione dei contenti dei siti web pubblici) Parte II Raccomandazioni e adempimenti Criteri di indirizzo e strumenti per l'analisi e l'identificazione degli interventi da realizzare in base alla tipologia di sito web pubblico per la razionalizzazione dei contenuti e per la riduzione dei siti web delle PA per la qualità dei siti web delle PA per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica FOCUS (Appendici) per la rilevazione e il confronto della qualità dei siti web della PA Contenuti minimi dei siti web istituzionali pubblici Componenti funzionali per la costruzione dei siti web PA Gestione e sviluppo siti web della PA Ruoli coinvolti nello sviluppo e nella gestione siti web PA In sintesi: la prima sezione definisce i destinatari delle Linee guida e illustra sinteticamente i riferimenti normativi più rilevanti, richiamando i principi generali ai quali devono attenersi le amministrazioni pubbliche nella attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva n. 8/2009; 3
4 la seconda sezione identifica i possibili interventi da realizzare, sulla base delle diverse tipologie di siti web pubblici; la terza sezione è dedicata al processo di razionalizzazione dei contenuti e di riduzione dei siti web obsoleti, con lo scopo di fornire uno schema logico di partenza attraverso cui ogni pubblica amministrazione può pianificare le attività necessarie; la quarta sezione propone criteri di indirizzo per accompagnare le pubbliche amministrazioni nel percorso di miglioramento costante della qualità dei propri siti web, richiamando principi chiave, requisiti essenziali e processi fondamentali; la quinta sezione indica criteri e strumenti per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica; la sesta sezione illustra orientamenti e principi generali utili a fornire elementi di indirizzo per le pubbliche amministrazioni che vorranno confrontarsi su temi innovativi come la valutazione da parte degli utenti, le rilevazioni di qualità attraverso il benchmark tra amministrazioni, il confronto e l interazione dei cittadini. Ad integrazione del documento, in Appendice sono trattati i seguenti temi: Appendice A1 - Contenuti minimi dei siti istituzionali pubblici: descrive in dettaglio un insieme di contenuti minimi che un sito istituzionale pubblico deve necessariamente presentare; Appendice A2 - Componenti funzionali per la costruzione dei siti web delle PA: suggerisce un modello per la strutturazione dei siti web pubblici, distinguendo tra le differenti tipologie di servizi, con lo scopo di fornire alle pubbliche amministrazioni criteri per l individuazione delle categorie applicabili al proprio dominio; Appendice A3 - Criteri per lo sviluppo e la gestione dei siti web delle PA: fornisce raccomandazioni per la realizzazione e la gestione dei siti web delle pubbliche amministrazioni, proponendo l adozione di un approccio metodologico basato sul ciclo di vita di un progetto; Appendice A4 - Ruoli coinvolti nello sviluppo e nella gestione dei siti web delle PA: specifica il ruolo della figura a cui, all interno dell amministrazione, è attribuita la responsabilità del procedimento di pubblicazione dei contenuti del sito, delineandone funzioni e compiti, in coordinamento con altre risorse strategiche. Il presente documento rappresenta la versione definitiva delle Linee guida, per il 2010, che tiene conto dei principali suggerimenti e delle principali osservazioni pervenute dalla consultazione pubblica e dai soggetti competenti in materia. Contestualmente alla pubblicazione della prima versione delle Linee guida ad inizio di marzo 2010, è stata infatti avviata una consultazione pubblica della durata di due mesi, condotta attraverso un Forum di discussione pubblicato sul sito web del Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione (www.innovazionepa.gov.it), con l obiettivo di coinvolgere tutti gli stakeholder interessati. Sono stati oltre gli accessi alle diverse sezioni in cui si è articolato il forum di discussione. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante la fase di condivisione e confronto sono stati utilizzati per la revisione delle Linee guida. Coerentemente al dettato della Direttiva 8/2009, le Linee guida saranno aggiornate con cadenza almeno annuale e corredate da Vademecum di approfondimento, così da fornire con continuità alle pubbliche amministrazioni criteri guida sulle modalità di razionalizzazione, dismissione, gestione, sviluppo e diffusione dei siti web pubblici, costantemente riviste anche tenendo conto degli avanzamenti e dei progressi tecnico-normativi in materia. 4
5 1. DESTINATARI DELLE LINEE GUIDA E NORMATIVA DI RIFERIMENTO La Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione 26 novembre 2009, n. 8, per la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino e alle imprese, prevede all art. 4 l emanazione delle presenti Linee guida. L obiettivo è suggerire alle pubbliche amministrazioni criteri e strumenti per la razionalizzazione dei contenuti on line, la riduzione dei siti web pubblici obsoleti e il miglioramento di quelli attivi. Destinatari delle Linee guida sono tutte le amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ovvero a tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli Enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli Enti del Servizio sanitario nazionale, l'agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al Decreto legislativo 30 luglio 1999, n Al fine di assicurare una gestione coordinata dei contenuti digitali, delle informazioni on line e dei processi redazionali dell Amministrazione, la Direttiva n. 8/2009 introduce la figura del responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti (vedi Appendice Ruoli coinvolti nello sviluppo e nella gestione dei siti web delle PA). Si rammenta che le disposizioni qui richiamate sono rilevanti ai fini della misurazione e della valutazione della performance sia organizzativa, sia individuale previste dagli articoli 8 e 9 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, di attuazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Di seguito è sinteticamente richiamata la normativa di riferimento Normativa Nell ambito della pubblica amministrazione, la progettazione e la realizzazione di un sito web che intenda raggiungere gli obiettivi di efficacia, efficienza e customer satisfaction, che ogni amministrazione è chiamata a garantire, deve avvalersi di una metodologia che consenta la normalizzazione e la standardizzazione dei processi sulla base di regole condivise, in relazione alle diverse finalità istituzionali. La pubblicazione da parte dell ente pubblico di informazioni e documenti, nonché l offerta di servizi on line, oltre alla conformità alla normativa regolamentare nazionale ed internazionale, deve garantire la certezza istituzionale della fonte e l attualità delle relative informazioni. 5
6 Nel nostro ordinamento, le disposizioni legislative emanate nel corso degli ultimi anni rafforzano il quadro di riferimento per la realizzazione di un amministrazione digitale, anche in tema di progettazione e sviluppo di siti web. Nei paragrafi che seguono si evidenziano le più significative in termini di impatto e complessità, offrendo al contempo una sintetica presentazione dei principi fondamentali cui esse si ispirano Principi dell'amministrazione digitale Il testo normativo che riunisce i principi alla base dell Amministrazione digitale è il Codice dell'amministrazione digitale (CAD), considerato nella versione del testo integrato che comprende: Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n S.O. n. 93 "Codice dell'amministrazione digitale"; Decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, pubblicato in G.U. del 29 aprile 2006, n S.O. n. 105 "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante Codice dell'amministrazione digitale"; Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 aprile "Regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del Sistema pubblico di connettività previste dall'art. 71, comma 1-bis del Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell'amministrazione digitale ; Decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito in Legge 28 gennaio 2009, n. 2 che ha introdotto modifiche al CAD; Legge 18 giugno 2009, n. 69, che ha introdotto il comma 2-ter e 2-quater all art. 54 del CAD in materia di contenuto dei siti delle pubbliche amministrazioni. Il CAD promuove e regola la disponibilità, la gestione, l accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell informazione in modalità digitale, utilizzando le tecnologie dell informazione e della comunicazione all'interno della pubblica amministrazione e nei rapporti tra amministrazione e privati. In relazione alla progettazione e allo sviluppo di siti web, il CAD ha espresso alcune indicazioni di carattere generale ed altre più specifiche riguardanti, tra l altro, i contenuti minimi che un sito di una pubblica amministrazione deve contenere per garantire il livello minimo di servizio al cittadino. In particolare, per gli aspetti riguardanti direttamente i siti web delle Amministrazioni, si richiamano le seguenti disposizioni: art. 52: accesso telematico ai dati e documenti delle pubbliche amministrazioni; art. 53: caratteristiche dei siti; art. 54: contenuto dei siti delle pubbliche amministrazioni; art. 55: consultazione delle iniziative normative del Governo; art. 56: dati identificativi delle questioni pendenti dinanzi all autorità giudiziaria di ogni ordine e grado; art. 57: moduli e formulari. In attuazione della normativa contenuta nel CAD, la Direttiva del Ministro per l innovazione e le tecnologie 18 novembre 2005 Linee guida per la Pubblica amministrazione digitale ha definito i criteri e le azioni concrete da attuare nelle pubbliche amministrazioni per realizzare i principi del "Codice dell'amministrazione digitale". La Direttiva regolamenta diversi aspetti dell attività amministrativa ed in particolare: 6
7 la comunicazione telematica tra pubblica amministrazione e cittadini: o comunicazione esterna e posta elettronica; o servizi telematici di informazione preventiva; la comunicazione interna alle pubbliche amministrazioni; la Carta Nazionale dei Servizi; le transazioni economiche on line; la conferenza di servizi on line; la sicurezza dei sistemi informativi; le strutture per l'organizzazione, l'innovazione e le tecnologie Accessibilità Il tema dell accessibilità è stato per la prima volta normato dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (c.d. Legge Stanca), recante Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici che ha introdotto l obbligo per le pubbliche amministrazioni di dotarsi di siti web accessibili. In base a tale norma, l accessibilità è definita come la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari. Successivamente sono stati emanati i regolamenti attuativi: D.P.R. 1 marzo 2005, n. 75 recante il regolamento di attuazione della Legge Stanca per favorire l accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici; Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 contenente i requisiti tecnici ed i diversi livelli per l accessibilità agli strumenti informatici; sono pubblicati, ed aperti alla consultazione, i nuovi requisiti tecnici a cura del gruppo di lavoro per la revisione dell allegato A del D.M. 8 luglio Trasparenza e partecipazione attiva del cittadino La partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio che discende direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal diritto di cittadinanza, riaffermato dalla normativa europea. Alcune azioni dell Unione, quali la "Carta europea dei diritti dell'uomo nella città" (2000) e l'agenda della conferenza di Fuerteventura, "Sviluppo della cittadinanza democratica e di una leadership responsabile a livello locale" (2002), sostengono la partecipazione diretta dei cittadini e la massima trasparenza nelle comunicazioni tra pubblica amministrazione e cittadini. Uno degli obiettivi fondamentali è trasformare, attraverso l uso delle tecnologie dell informazione e della comunicazione, le relazioni interne ed esterne del settore pubblico, con il fine di migliorare l erogazione dei servizi e la partecipazione della società civile alla vita democratica. L impiego delle tecnologie costituisce lo strumento principale per il mutamento delle relazioni fra soggetti, che richiede un rilevante cambiamento culturale, in particolare per i soggetti pubblici, i quali sono tenuti a rendere conoscibili e fruibili i dati in loro possesso, garantendone la qualità e l aggiornamento. Il principio della partecipazione attiva e della trasparenza dell azione amministrativa, ribadito dalla "Carta europea per i diritti del cittadino nella Società dell'informazione e della conoscenza", 7
8 con particolare riferimento alle tecnologie informatiche, sancisce quattro diritti fondamentali: il diritto all'accesso,il diritto all'informazione, il diritto alla formazione, il diritto alla partecipazione. La partecipazione viaggia, dunque, di pari passo con un altro concetto fondamentale: la trasparenza. La trasparenza intesa come accessibilità totale trova naturale attuazione, nell era digitale, attraverso la pubblicazione sui siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione. I curricula, le retribuzioni, i tassi di assenza e di presenza del personale, i risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti sono solo alcuni degli elementi essenziali per favorire la diffusione di forme di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. La trasparenza costituisce, infatti, un livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione. Con il Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, il legislatore ha definito una serie di contenuti obbligatori che le pubbliche amministrazioni hanno l onere di pubblicare in una apposita sezione sui propri siti web istituzionali (cfr. paragrafo 4.2). La Legge 7 giugno 2000, n. 150, nel disciplinare le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, ha riconosciuto il diritto di accesso del cittadino all azione amministrativa anche attraverso il ricorso agli istituti della concertazione e della partecipazione attiva Privacy Il rapporto di condivisione in modalità elettronica dell informazione e della comunicazione tra cittadino e pubblica amministrazione non può prescindere dal rispetto dei principi della privacy. La regolamentazione in materia di privacy è definita dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali (c.d. Codice della Privacy), in vigore dal 1 gennaio 2004 che, in materia informatica, prevede il rispetto di alcune misure minime di sicurezza. Le prescrizioni contenute nel Codice della Privacy sono state aggiornate dai seguenti provvedimenti normativi: Legge 6 agosto 2008 n. 133, di conversione, con modificazioni, del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 "Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria"; Decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 109, "Attuazione della Direttiva 2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell'ambito della fornitura di servizi di capi; L istituzione del Garante per la protezione dei dati personali, con il compito di intervenire nei settori pubblici e privati per assicurare il corretto trattamento dei dati e la conformità dell azione alla normativa vigente, attraverso l esame dei reclami e delle segnalazioni in materia al fine di adottare provvedimenti specifici 1, ha aggiunto un ulteriore tassello alla regolamentazione della tutela dei dati personali. 1 Informazioni sull attività del Garante per la protezione dei dati personali sono disponibili sul sito 8
9 1.1.5 Qualità del web Il tema della qualità del web è, insieme all accessibilità, alla partecipazione e alla comunicazione pubblica, direttamente connesso alla finalità di una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese. La Direttiva 24 marzo 2004 sulla rilevazione della qualità percepita dai cittadini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, introduce il tema delle indagini di customer satisfaction non solo come strumenti per la rilevazione della qualità ex-post, ma anche come metodologia di rilevazione ex-ante delle esigenze dei cittadini, con lo scopo di migliorare la performance dei servizi offerti. Ancora più specifica è la Direttiva27 luglio 2005 per la qualità dei servizi on line e la misurazione della soddisfazione degli utenti dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie e dal Ministro per la funzione pubblica, che prevede, tra i compiti delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento della comunicazione istituzionale e la verifica della soddisfazione del pubblico nei confronti dell'utilizzo dei servizi on line (intendendo siti web, chioschi telematici, tv digitale, call center, telefoni cellulari). Inoltre, la Direttiva statuisce la priorità del canale web rispetto agli altri individuati, ritenendo che: si tratti del canale più utilizzato per l'erogazione di servizi istituzionali; sfrutti pienamente le tecnologie disponibili; sia un "punto di accoglienza e di accesso per un bacino di utenza potenzialmente, e auspicabilmente, molto più esteso e diversificato di quello di qualunque sportello tradizionale"; possa diventare elemento di promozione per gli altri canali; consenta di effettuare rilevazioni sulla soddisfazione dell'utente direttamente (tramite survey) e indirettamente, tramite l'analisi del suo comportamento. In particolare, i punti 5 e 6 della Direttiva 27 luglio 2005 richiamano gli adempimenti in materia di qualità dei siti, dei portali e dei servizi on line. Ulteriore provvedimento di riferimento è la Direttiva 24 ottobre 2005 del Ministro per la funzione pubblica sulla semplificazione del linguaggio delle pubbliche amministrazioni, che si è posta l'obiettivo di implementare nelle pubbliche amministrazioni la semplificazione del linguaggio in linea con le disposizioni in materia di comunicazione pubblica. Infine, la Direttiva del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione 19 dicembre 2006 per una pubblica amministrazione digitale fornisce alla amministrazioni le indicazioni per accogliere un approccio organizzativo improntato sulla qualità, sulla autovalutazione e sul miglioramento continuo nell adozione del Piano di azione nazionale Comunicazione pubblica Il testo fondamentale che norma la materia della comunicazione pubblica è la Legge 7 giugno 2000, n. 150, che disciplina le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni, ed il regolamento attuativo contenuto nella Direttiva P.C.M. 21 settembre 2000 sul programma delle iniziative di informazione e comunicazione istituzionale delle amministrazioni dello Stato che, nel definire i principi e le modalità cui devono attenersi le amministrazioni per il 9
10 perseguimento degli obiettivi di trasparenza, efficacia ed economicità dell azione amministrativa, prevede chele pubbliche amministrazioni siano dotate di uno strumento essenziale per migliorare le relazioni con i cittadini, elevando gli standard qualitativi della comunicazione sia interna che esterna. Gli strumenti previsti dalla Legge per la comunicazione istituzionale rivolta a cittadini ed imprese prevedono: l Ufficio stampa, l Ufficio relazioni con il pubblico (URP) ed analoghe strutture. Le strutture analoghe previste richiamano i nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia: siti web, portali, newsletter Normativa regionale Molte sono le Regioni che hanno regolamentato normativamente i principi della Società dell informazione e gli aspetti organizzativi per garantire la disponibilità e la qualità dei servizi on line, in particolar modo per quanto riguarda le relazioni con gli Enti locali sul territorio. Alcune Leggi regionali dedicano particolare attenzione al tema del pluralismo informatico e dell utilizzo di standard e formati aperti. Tabella 1 - Leggi regionali Regione Abruzzo L.R. del 14 marzo 2000, n. 25 Legge generale sulla società dell informazione Regione Basilicata L.R. del 4 novembre 1996, n.53 Legge generale sulla società dell informazione Regione Emilia Romagna L.R. del 24 maggio 2004, n.11 Legge generale sulla società dell informazione Regione Friuli Venezia Giulia L.R. del 9 gennaio 2006, n. 1 L.R. del 18 maggio 2006, n. 8 Principi e norme del sistema Regione-EELL Diffusione cultura informatica Regione Lazio L.R. del 3 agosto 2001, n. 20 Istituzione società regionale per l'informatica Legge generale in corso di preparazione Regione Liguria L.R. del 18 Dicembre 2006, n.42 Legge generale sulla società dell informazione Regione Molise L.R. del 27 gennaio 1999, n. 3 Informatizzazione uffici e servizi regionali Regione Piemonte L.R. del 26 marzo 2009, n.9 Legge sul pluralismo informatico, software libero e portabilità dei documenti informatici Regione Siciliana L.R. del 3 maggio 2001, n. 6 L.R. del 27 aprile 1999, n. 10 Regione Toscana L.R. 26 gennaio 2004, n. 1 L.R. 5 ottobre 2009, n. 54 Istituzione del Coordinamento sistemi informativi Razionalizzazione spesa informatica Legge generale sulla società dell informazione Istituzione del sistema informativo e del sistema statistico regionale Regione Umbria L.R. 31 luglio 1998, n.27 L.R. 25 luglio 2006, n.11 Legge generale sulla società dell informazione Legge sul pluralismo informatico, software a sorgente aperto e portabilità dei documenti informatici Regione Valle d'aosta L.R. 12 luglio 1996, n. 16 Legge generale sulla società dell informazione Regione Veneto L.R. del 14 novembre 2008, n.19 Legge sul pluralismo informatico, riuso, formati aperti e standard 10
11 2. ANALISI E IDENTIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI DA REALIZZARE I siti web della pubblica amministrazione, in quanto emanazione e rappresentazione dell Ente di riferimento che ne ha la responsabilità, devono porsi, come obiettivo primario, quello di offrire all utenza cui si rivolgono servizi, sia di tipo informativo che transazionale, rispondenti a caratteristiche di qualità sinteticamente esprimibili in: accertata utilità; semplificazione dell interazione tra amministrazione ed utenza; trasparenza dell azione amministrativa; facile reperibilità e fruibilità dei contenuti; costante aggiornamento. Nei successivi paragrafi verrà introdotta una classificazione delle categorie di siti web delle PA, evidenziando per ciascuno, i diversi livelli di interazione con l utente. Tale classificazione è strumentale all individuazione delle differenti tipologie di intervento che le pubbliche amministrazioni sono chiamate a realizzare Tipologia dei siti web della PA e livelli d interattività Distinguiamo, per gli scopi di queste Linee guida, due macrotipologie di siti pubblici: siti istituzionali che si pongono come obiettivo prioritario quello di presentare una istituzione pubblica (Ministero, Ente pubblico non economico, Regione, Ente locale, ecc.), descrivendone l organizzazione, i compiti, i servizi relativi ad atti e procedimenti amministrativi di competenza; siti tematici che vengono realizzati, anche in collaborazione tra più amministrazioni, con una specifica finalità quale, a titolo esemplificativo: la presentazione di un progetto; la presentazione di un evento; l erogazione di un particolare servizio; la focalizzazione di un area di interesse. Per entrambe le tipologie di siti, l impegno richiesto alla pubblica amministrazione è cercare di raggiungere, oltre agli obiettivi specifici del sito, il massimo livello di funzionalità dei servizi offerti all utenza che possono variare in relazione alla finalità del sito che li ospita (istruzione, salute, ambiente, giustizia, Regione, comune, ASL, ecc.) ed al livello dell'interazione con l'utenza. In via generale, distinguiamo cinque livelli d interazione dei servizi messi a disposizione su un sito pubblico, secondo la Tabella 2. 11
12 Tabella 2 - Livelli di interattività Livello di Obiettivi primari interazione Servizi offerti Livello 1 Informazione Sono fornite all utente informazioni sul procedimento amministrativo (es. finalità, termini di richiesta, ecc.) ed eventualmente sulle modalità di espletamento (es. sedi, orari di sportello). Livello 2 Interazione a una via Oltre alle informazioni, sono resi disponibili all utente i moduli per la richiesta dell atto/procedimento amministrativo di interesse che dovrà poi essere inoltrata attraverso canali tradizionali (es. modulo di variazione residenza o moduli di autocertificazione). Livello 3 Interazione a due vie L utente può avviare l atto/procedimento amministrativo di interesse (es. il modulo può essere compilato e inviato on line) e viene garantita on line solo la presa in carico dei dati immessi dall utente e non la loro contestuale elaborazione. Livello 4 Transazione L utente può avviare l atto/procedimento amministrativo di interesse fornendo i dati necessari ed eseguire la transazione corrispondente interamente on line, incluso l'eventuale pagamento dei costi previsti. Livello 5 Personalizzazione L'utente, oltre ad eseguire on line l'intero ciclo del procedimento amministrativo di interesse riceve informazioni (sono ricordate le scadenze, è restituito l esito del procedimento, ecc.), che gli sono inviate preventivamente, sulla base del profilo collegato (c.d. pro-attività). La Tabella 3, in funzione delle tipologie di siti individuate, identifica i possibili obiettivi primari del sito e, in corrispondenza, i contenuti caratterizzanti ed i livelli d interazione prevedibili. Tabella 3 - Obiettivi primari dei siti web della PA Tipologia di sito web Obiettivi primari Contenuti caratterizzanti Livello di interazione Istituzionale Informare gli utenti sulle attività dell'ente Chi siamo; dove siamo; attività istituzionali e correnti (news, comunicati stampa, etc.); organigramma; normativa; documentazione; concorsi; gare e appalti; ecc. Dal 1 al 3 Erogare servizi di competenza Servizi informativi; modulistica; servizi di interazione con l utente (Scrivici, risposte a domande ricorrenti - Faq, ecc.); servizi transattivi e di pagamento. Dal 1 al 5 Tematico Presentare un progetto, un iniziativa, un evento Interviste; interventi; sala stampa; comunicati stampa; speciali; approfondimenti; ecc. Dal 1 al 3 Gestire una community Forum; Wiki; bacheche; social navigation; ecc. Dal 3 al 5 Erogare specifici servizi anche trasversali a più amministrazioni Formare Servizi informativi: modulistica; servizi di interazione con l utente (Scrivici, risposte a domande ricorrenti - Faq, ecc.); servizi transattivi e di pagamento. Documenti formativi; didattica on line; corsi on line (elearning); tassonomie create dagli utenti (folksonomie). Dal 1 al 5 Dal 3 al 5 12
13 L'elenco dei contenuti caratterizzanti ciascuna tipologia di siti non è esaustivo, ma è utile a specificare gli obiettivi. Allo stesso modo, gli obiettivi primari dei siti tematici riportati in Tabella 3 sono tra i più diffusi, ma non esauriscono la gamma delle possibili finalità di un sito appartenente a tale tipologia. Nonostante il livello d interattività dei servizi offerti da un sito web sia un indice importante per la valutazione del sito stesso, l'efficienza, l efficacia e la qualità di un sito web sono legate ad altri aspetti fondamentali ed imprescindibili: la soddisfazione d'uso, l'appropriatezza, la capacità di interpretare i bisogni dell'utenza Tipologie di intervento da realizzare Uno degli obiettivi fondamentali è razionalizzare le informazioni presenti in rete, ridurne i costi di gestione e offrire un servizio che vada nella direzione di un miglioramento continuo. Il tema in questione impatta, secondo dati rilevati a maggio 2010 e stime effettuate, su oltre siti web gestiti dalle pubbliche amministrazioni, suddivisi tra istituzionali e tematici. Per quanto riguarda la categoria dei siti istituzionali, gli interventi di razionalizzazione mirano quasi interamente ad una revisione dei contenuti e ad una eventuale cancellazione di pagine obsolete, predisponendo un archivio storico che preservi, nel tempo, il patrimonio informativo. Di norma, non è previsto arrivare alla chiusura di un sito web istituzionale, salvo che non sia la stessa amministrazione ad essere accorpata o soppressa a seguito di interventi normativi o regolamentari. Per quanto concerne invece la categoria dei siti tematici, oltre alla revisione dei contenuti, si può giungere ad una vera e propria dismissione, ove non sussistano più le condizioni minime di utilità. In relazione ai siti tematici, le presenti Linee guida intendono proporre una strategia di intervento che coinvolga principalmente i responsabili del procedimento di pubblicazione dei contenuti dei siti web. A tali fini, è importante che le pubbliche amministrazioni conferiscano a questi ultimi il compito di: porre in essere azioni continue di manutenzione dei contenuti web pubblicati nel sito istituzionale e di rendere evidente la presenza di questa attività; valutare l opportunità di avviare interventi di razionalizzazione dei contenuti on linee di riduzione dei siti tematici; promuovere una verifica dell utilità riferita all attivazione di un nuovo sito o servizio web. Affinché ciascuna Amministrazione possa identificare quali azioni compiere per il processo di miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino, è opportuno avviare un analisi che comprende tre fasi fondamentali: 1) la raccolta delle informazioni critiche; 2) la valutazione preliminare; 3) l individuazione dello scenario di riferimento. Per ogni sito web dell amministrazione, l attività di raccolta delle informazioni deve essere finalizzata a: realizzare una mappa di tutti i siti web afferenti alla propria amministrazione; predisporre, per ogni sito web, una scheda che includa un insieme minimo di elementi conoscitivi: o la descrizione degli obiettivi e della storia del sito; 13
14 o alcuni indicatori chiave quali: lo stato di aggiornamento dei contenuti; gli accessi unici e le pagine lette; la soddisfazione dell utente 2 ; i dati di costo (investimento, costi correnti, risorse umane). Sulla base delle informazioni raccolte e attraverso una autodiagnosi basata sugli aspetti sintetizzati nella Tabella 4, ogni amministrazione può effettuare una valutazione e individuare lo scenario di riferimento. Tabella 4 Checklist di base per l individuazione della tipologia di intervento da realizzare Identificare il numero dei siti tematici e quando sono stati realizzati. Individuare i siti coincidenti con progetti, iniziative, eventi conclusi già da tempo. Determinare l esistenza di altri siti tematici con contenuti ridondanti rispetto a altri siti, anche gestiti da strutture o uffici differenti (della stessa Amministrazione o di altre), per i quali potrebbe essere attuata una opera di consolidamento. Valutare la possibilità di ricomprendere nel sito istituzionale le tematiche trattate nei siti tematici. Effettuare la rilevazione e l analisi degli accessi, con particolare riguardo alla soddisfazione degli utenti. Nel caso della gestione di una community, valutare la coerenza tra risultati attesi e risultati conseguiti, in termini di numero di iscrizioni, discussioni avviate e messaggi ricevuti. Nel caso dei siti web tematici dedicati a specifici servizi, valutare la coerenza tra risultati attesi e risultati conseguiti, in termini di transazioni gestite e di visite degli utenti. Nel caso di siti web tematici relativi alla formazione, valutare l adeguatezza dell aggiornamento dei contenuti didattici, l adeguatezza del numero di utenti e del livello di utilizzo. Valutare quanto sia necessario rendere visibili contenuti che si considerano obsoleti. Analizzare l effettiva utilità di un sito tematico creato per supportare una attività o un progetto ormai concluso. Valutare se il sito è gestito con un numero congruo di persone. Individuare i costi di gestione del sito. Analizzare i contratti in essere legati al sito. Verificare l avvenuta registrazione del sito al dominio.gov.it. Valutare la chiarezza negli itinerari di navigazione del sito. Valutare la comprensibilità e la chiarezza dei contenuti. Una volta terminato il processo di analisi preliminare, per ciascun sito, l Amministrazione può identificarsi in una delle seguenti situazioni: Caso A - sito da mantenere: il sito risponde positivamente alla valutazione e non richiede interventi di riduzione. Caso B - sito da razionalizzare: il sito non risponde positivamente alla valutazione, ma sussistono gli obiettivi e le condizioni che hanno portato alla sua realizzazione ed è necessaria una revisione dei contenuti o dell'architettura informativa o del nome di dominio. Caso C - sito da dismettere: il sito non risponde positivamente alla valutazione e non sussistono gli obiettivi iniziali o le condizioni che hanno portato alla sua realizzazione. Conseguentemente, deve essere dismesso, trasferendo o archiviando i contenuti. Il Caso A descrive il caso ideale a cui ogni amministrazione deve tendere. Per tali siti l amministrazione dovrà assicurare la manutenzione del livello positivo raggiunto. 2 Per quanto riguarda le modalità di rilevazione della customer satisfaction si rimanda alla sezione 6. 14
15 I Casi B e C sono oggetto di approfondimento nella sezione che segue e che descrive con maggior dettaglio le azioni da compiere per la razionalizzazione dei contenuti (B) e la riduzione dei siti web pubblici (C). Vi è, infine, una quarta tipologia dinnanzi alla quale può trovarsi una pubblica amministrazione: Caso D - sito da realizzare: l amministrazione deve attivare un nuovo sito web tematico. In questa situazione, è importante delineare una procedura standardizzata, all interno dell amministrazione, e condivisa con i vertici amministrativi, che identifichi sia a livello organizzativo, sia a livello tecnologico le azioni da intraprendere per la realizzazione di un nuovo sito web tematico. È raccomandabile seguire le fasi descritte nell Appendice Criteri per lo sviluppo e la gestione dei siti web delle PA, che suggeriscono un approccio operativo basato sul ciclo di vita del progetto, tenendo conto che, relativamente al caso di un sito web tematico, tale procedura dovrà prima di tutto verificare che la nuova realizzazione sia realmente necessaria e non riconducibile a sezioni o aree del sito istituzionale. 15
16 3. CRITERI D INDIRIZZO PER LA RAZIONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI E PER LA RIDUZIONE DEI SITI WEB DELLE PA In base ai criteri indicati nella sezione precedente, l identificazione degli interventi da realizzare può condurre a definire differenti percorsi operativi. Nei paragrafi che seguono sono sintetizzate le azioni consigliate, nel caso in cui gli interventi da porre in essere riguardino: 1) la razionalizzazione dei contenuti on line - Caso B: sito da razionalizzare; 2) la riduzione dei siti web - Caso C: sito da dismettere Razionalizzazione dei contenuti di un sito web pubblico (Caso B) Nella ipotesi in cui sia opportuna una revisione dei contenuti, si raccomanda di definire procedure di controllo dei contenuti (c.d. content audit) e di definizione dei bisogni, nonché di applicare regole di aggiornamento continuo. In particolare, occorre: controllare e aggiornare periodicamente i contenuti soggetti a obsolescenza; evidenziare elementi informativi relativi alla effettiva validità del singolo contenuto (data di pubblicazione di una notizia, vigenza di una norma, scadenza di un provvedimento, ecc.); evidenziare la data di pubblicazione e la periodicità degli aggiornamenti sulla singola pagina, sezione del sito, banca dati; monitorare gli accessi e verificare la rispondenza dei contenuti/servizi alle aspettative degli utenti, anche attraverso strumenti semplici (come nel caso del progetto Mettiamoci la faccia ); valutare la necessità di una revisione del nome di dominio e della architettura dell'informazione, eventualmente con l'integrazione del sito tematico nel proprio sito istituzionale Riduzione dei siti web pubblici (Caso C) È importante rilevare che l azione da intraprendere è un vero e proprio progetto. La sua pianificazione consentirà di coordinare le attività, di gestire il rischio, di assicurare che le questioni critiche siano affrontate in modo appropriato e di garantire la massima trasparenza verso i vari soggetti interessati. Il piano da realizzare dovrebbe essere sviluppato con il contributo proveniente dai vari uffici dell amministrazione, tra cui quelli che hanno prodotto i contenuti e le informazioni pubblicate e quelli dedicati all ICT. Alcune delle attività fondamentali riguardano: il controllo dei contenuti pubblicati; i collegamenti chiave del sito web; la gestione dei contenuti che non devono più essere pubblicati on line; la migrazione dei contenuti. 16
17 Effettuare un controllo dei contenuti pubblicati Le amministrazioni devono effettuare comunque una revisione del contenuto dei siti web nelle prime fasi del progetto. L'audit dovrebbe identificare, per ciascun contenuto, almeno: 1. il proprietario del contenuto; 2. la rilevanza del contenuto; 3. la data di ultimo aggiornamento; 4. l'accuratezza del contenuto. La revisione dei contenuti è utile per determinare il contenuto che dovrebbe essere migrato verso un altro sito web e per identificare quei contenuti che sono (o che dovrebbero) essere opportunamente archiviati. I contenuti che si reputano rilevanti per qualche destinatario potrebbero essere allocati su un altro sito web, suddivisi in più siti esistenti o trasferiti in un sistema di archiviazione. Dovrebbero comunque essere identificati i contenuti di perenne utilità, facendo in modo di segnalarli di conservarli e di renderli accessibili sul lungo periodo, anche attraverso forme di interoperabilità tecnologica, semantica e organizzativa, integrandoli all'interno di sezioni, banche dati del proprio sito istituzionale o di siti di altre fonti pubbliche Identificare i collegamenti chiave del sito web Alcuni dei link presenti all interno del sito web da dismettere potrebbero condurre ad un certo numero di siti/pagine chiave, sia all interno che all esterno dell Amministrazione. Affinché tali siti/pagine continuino ad essere raggiunti, è importante informare i loro gestori della eventuale operazione di dismissione. Oltre a ciò, alcune pagine del sito web da dismettere potrebbero essere tuttora referenziate da siti esterni. In tal caso è importante informare i gestori di questi siti della eventuale operazione di dismissione, in modo da consentire una aggiornamento dei propri link. L analisi degli accessi al sito può essere uno strumento efficace per individuare questi collegamenti. Qualora tali collegamenti siano molto diffusi e non risulti praticabile avvertire tutti i siti che li contengono, è utile fornire una struttura di reindirizzamento che in modo automatico ridiriga gli utenti verso il nuovo sito o avverta dell avvenuta dismissione Identificare e gestire i contenuti che non devono più essere raggiungibili via web e i contenuti che devono essere spostati in un archivio storico I siti web sono una parte essenziale del modo in cui le pubbliche amministrazioni comunicano con i cittadini/imprese. I siti web e i loro contenuti possono continuare ad essere utili, anche se non sono più strettamente legati alla funzione per cui erano stati creati, e occorre prestare molta attenzione ad individuare, a conservare e a preservare queste informazioni. I contenuti che non sono più necessari on line devono essere gestiti, identificando delle procedure interne alla pubblica amministrazione per la gestione delle informazioni e della documentazione. 17
18 In alcuni casi potrebbe essere necessario archiviare l intero sito ed in tal senso occorre attuare delle procedure il più possibile standardizzate per la conservazione di tali contenuti, evidenziando che si tratta di un archivio storico e collocando eventualmente le pagine in una area del sito istituzionale chiaramente identificabile come tale (per esempio, archivio.nomesito.gov.it) Migrare i contenuti da conservare on line Il contenuto che deve essere mantenuto on line necessita di essere spostato su un altro sito web. Le questioni fondamentali che le pubbliche amministrazioni possono prendere in considerazione prima della migrazione comprendono le seguenti azioni: rivedere i contenuti, al fine di garantire che la migrazione sia aggiornata e precisa; garantire che il contenuto risieda in un sistema di archiviazione; elaborare un documento contenente le procedure da adottare comprensive dei dettagli per la migrazione dei contenuti; determinare come e quando i contenuti saranno migrati in modo da produrre il minimo impatto sugli utenti; utilizzare differenti sistemi di gestione dei contenuti per i vecchi e per i nuovi siti web. Infatti spesso i sito web da dismettere sono realizzati con tecnologie che non sono aggiornate e, nel caso di siti gestiti da CMS, possono richiedere infrastrutture di difficile manutenibilità. Al fine di semplificare la gestione degli archivi di siti e in funzione dell immutabilità legata alla loro natura di archivio, può essere conveniente utilizzare strumenti di staticizzazione delle pagine, che li svincolino dai database e dagli application server che inizialmente li gestivano; verificare il completamento ed il buon esito della migrazione prima di dismettere il sito in via definitiva. La migrazione comporta una serie di potenziali rischi che vanno analizzati, al fine di prevenire con anticipo eventuali problemi che possano compromettere la raggiungibilità di servizi al cittadino e l immagine dell Amministrazione. Nell ambito dell analisi dei rischi è importante considerare quelli relativi: alla perdita o ad eventuali danni sui contenuti durante il processo di trasferimento; alla non disponibilità di contenuti importanti per un periodo di tempo; al caricamento di contenuti obsoleti; alla soddisfazione degli utenti nel periodo necessario alla migrazione. È importante individuare come questi rischi possano essere mitigati. Come previsto dall art. 5 della Direttiva n. 8/2009, le amministrazioni pubbliche dovranno altresì comunicare l elenco dei siti web tematici che intendono dismettere al seguente indirizzo di posta elettronica certificata 18
19 4. CRITERI DI INDIRIZZO E STRUMENTI PER GARANTIRE LA QUALITÀ DEI SITI WEB DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Il processo di miglioramento dei siti web delle pubbliche amministrazioni prende avvio da un insieme di fattori chiave: la riconoscibilità della natura pubblica del sito; la chiara identificazione dell'amministrazione che lo gestisce; la concreta indicazione delle modalità per soddisfare i requisiti minimi derivanti dalle previsioni normative di cui al paragrafo 1.1. In questa sezione sono descritte le modalità per: 1) iscrivere un sito al dominio ".gov.it", come condizione essenziale per l'immediata riconoscibilità della sua natura pubblica e scegliere il nome del sito, per identificare livello amministrativo, specificare l'amministrazione che lo gestisce ed il responsabile incaricato; 2) soddisfare i principi di trasparenza dell'azione amministrativa, identificando i contenuti minimi indispensabili di un sito web pubblico e le politiche di gestione in merito alla natura e all'utilizzo dei contenuti on line ed alle modalità di trattamento dei dati inseriti dall'utente; 3) garantire il costante aggiornamento di un sito web pubblico e renderlo visibile; 4) rispettare i requisiti di accessibilità e usabilità; 5) realizzare l'accesso sicuro ai servizi on line; 6) rispettare le corrette regole per il trattamento dei dati personali; 7) monitorare la qualità di un sito web pubblico Iscrizione al dominio.gov.it I siti web rappresentano da tempo un consolidato strumento di comunicazione e diffusione di servizi, di cui anche la pubblica amministrazione fa largo uso, a cui deve essere riconosciuto un significativo contributo nella costruzione di un rapporto aperto e proficuo con gli utenti (cittadini, imprese, istituzioni). Per tale motivo, è necessario che la pubblica amministrazione caratterizzi la propria offerta di informazioni e servizi in modo che possa essere facilmente distinta dall offerta complessiva sul web, senza ambiguità e possibili fraintendimenti. La Direttiva 8/2009 sancisce nelle Premesse l ambito di applicazione e l obbligatorietà dell iscrizione al dominio.gov.it : [ ] le pubbliche amministrazioni sono tenute a provvedere all iscrizione al dominio.gov di tutti i siti che intendono mantenere attivi. La registrazione al dominio.gov.it dei siti della pubblica amministrazione garantisce che, già a partire dall indirizzo web (il più sintetico degli elementi rappresentativi di un sito), sia immediatamente percepita dagli utenti la natura pubblica dell informazione, ovvero l appartenenza del sito alla Pubblica Amministrazione. Il dominio.gov.it è gestito da DigitPA che cura lo svolgimento delle seguenti procedure: registrare un nuovo sottodominio; variare gli attributi di un sottodominio già registrato; 19
20 cessare l utilizzo di un sottodominio; sostituire il referente amministrativo di un sottodominio già registrato. Il documento Dominio.gov.it - Procedura per la gestione delle registrazioni dei sottodomini di terzo livello gov.it, pubblicato sul sito di DigitPA, approfondisce gli scenari cui fare riferimento per avviare correttamente le procedure descritte e fornisce in allegato la relativa modulistica. Il responsabile del procedimento di pubblicazione, all indirizzo indicato nel sito, riceverà gli esiti delle verifiche periodiche per il mantenimento del nome a dominio.gov.it. Per quanto riguarda le modalità di assegnazione del nome e di gestione dei nomi a dominio, ai sensi della Direttiva PCM 30 maggio 2002 [ ] i nomi di dominio di 3 livello da utilizzare nell'ambito del dominio.gov.it dovranno essere il più possibile autoesplicativi e brevi; a tal fine è opportuno non inserire nel nome il suffisso "ministero, ente, dipartimento [ ]" (es. innovazionepa.gov.it). e [ ] La modalità di assegnazione dei nomi nel dominio ".gov.it" è analoga a quanto ad oggi avviene per la registrazione di nomi nel dominio ".it" o sotto la sua struttura geografica predefinita. [ ] Ogni altra attività relativa alla gestione dei domini, come cambio di nome, cessazione, riassegnazione, cambio di provider/mantainer, modifica della delega ecc. dovrà essere tempestivamente comunicata con lettera al Dipartimento. In analogia con quanto stabilito per il dominio.it, da parte dell Ente delegato per la sua gestione (CNR Istituto di Informatica e Telematica di Pisa), anche per il dominio.gov.it DigitPA renderà disponibile ed aggiornerà periodicamente, anche in accordo con il CNR Istituto di Informatica e Telematica di Pisa, un apposito Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi nel dominio.gov.it. In particolare, considerando che l iscrizione al dominio al.gov.it deve essere un occasione per ripensare e riorganizzare in modo omogeneo il nome dei siti dell Ente, all assegnazione e alla gestione dei nomi nel dominio.gov.it, sono applicate le seguenti regole: i criteri di assegnazione dei nomi a dominio dei siti istituzionali delle Amministrazioni sono orientati a favorirne la riconoscibilità; i nomi a dominio dei siti istituzionali delle Amministrazioni sono assegnati e gestiti, ove possibile, in analogia con quanto stabilito per il dominio.it, da parte dell Ente delegato per la sua gestione, al fine di ridurre l impatto organizzativo e comunicativo della migrazione; i siti tematici delle Amministrazioni devono avere dei nomi a dominio auto esplicativi e di facile riconoscibilità e devono preferibilmente risiedere all interno del dominio istituzionale dell' Ente, realizzando dei sottodomini ad hoc oppure delle sottosezioni del dominio istituzionale; La gestione del dominio.gov.it è centralizzata. Non è quindi prevista l assegnazione di domini di terzo livello (third level domain) a specifiche categorie preposte istituzionalmente alla gestione del settore di competenza, per una gestione delegata ed autonoma. Possono essere escluse dalla registrazione al dominio.gov.it le Università e gli Enti di ricerca. A tali fini, sarà necessario darne esplicita comunicazione al DigitPA. Tali amministrazioni dovranno comunque rispettare tutti gli altri requisiti dettati per i siti web e contenuti nelle presenti Linee guida. 20

References: art. 4
 art. 4
 art. 1
 art. 4
 art. 1
 art. 54
 art. 52
 art. 53
 art. 54
 art. 55
 art. 56
 art. 57
 art. 5