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Timestamp: 2018-07-19 13:46:47+00:00

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Art. 62 – Movimento delle navi nel porto
Il comandante del porto regola e vigila, secondo le disposizioni del regolamento, l’entrata e l’uscita, il movimento, gli ancoraggi e gli ormeggi delle navi, l’ammaramento, lo stanziamento e il movimento degli idrovolanti nelle acque del porto.
Art. 63 – Manovre disposte d’ufficio
Il comandante del porto può ordinare l’ormeggio, il disormeggio e ogni altra manovra delle navi nel porto.
L’autorità medesima può disporre, in caso di necessità, l’esecuzione di ufficio delle manovre ordinate, a spese delle navi stesse; e, in caso di estrema urgenza, il taglio degli ormeggi.
Art. 64 – Deposito di cose su aree portuali
Decorso il termine fissato per la sosta temporanea di merci o di materiali di cui all’articolo 50, ovvero in caso di deposito abusivo, il comandante del porto può ordinare la immediata rimozione delle merci e dei materiali.
In caso di mancata esecuzione dell’ordine, l’autorità predetta può disporre la rimozione d’ufficio a spese dell’interessato.
Art. 65 – Imbarco e sbarco
Art. 66 – Navi e galleggianti addetti al servizio dei porti
Il comandante del porto regola e vigila, secondo le disposizioni del regolamento, l’impiego delle navi, dei galleggianti e delle altre costruzioni galleggianti addette al servizio del porto.
Art. 67 – Limitazione del numero delle navi addette al servizio dei porti
Art. 68 – Vigilanza sull’esercizio di attività nei porti
Il capo del compartimento, sentite le associazioni sindacali interessate, può sottoporre all’iscrizione in appositi registri, eventualmente a numero chiuso, e ad altre speciali limitazioni coloro che esercitano le attività predette.
L’autorità marittima, che abbia notizia di una nave in pericolo ovvero di un naufragio o di altro sinistro, deve immediatamente provvedere al soccorso e, quando non abbia a disposizione nè possa procurarsi i mezzi necessari, deve darne avviso alle altre autorità che possano utilmente intervenire.
Quando l’autorità marittima non può tempestivamente intervenire, i primi provvedimenti necessari sono presi dall’autorità comunale.
Ai fini dell’articolo precedente, l’autorità marittima o, in mancanza, quella comunale possono ordinare che le navi che si trovano nel porto o nelle vicinanze siano messe a loro disposizione con i relativi equipaggi.
Le indennità e il compenso per l’opera prestata dalle navi sono determinati e ripartiti ai sensi degli articoli 491 e seguenti.
Art. 71 – Divieto di getto di materiali
Art. 72 – Rimozione di materiali sommersi
Qualora gli interessati non adempiano a tale obbligo e a giudizio dell’autorità marittima possa derivare dal fatto un pericolo o un intralcio alla navigazione, il capo del compartimento può provvedere d’ufficio alla rimozione e, ove sia il caso, alla vendita dei materiali predetti per conto dello Stato.
L’interessato è tenuto a corrispondere allo Stato le spese sostenute, o la differenza tra queste e il ricavato dalla vendita.
Art. 73 – Rimozione di navi e di aeromobili sommersi
Nel caso di sommersione di navi o di aeromobili nei porti, rade, canali, ovvero in località del mare territoriale nelle quali a giudizio dell’autorità marittima possa derivarne un pericolo o un intralcio per la navigazione, il capo del compartimento ordina al proprietario, nei modi stabiliti dal regolamento, di provvedere a proprie spese alla rimozione del relitto, fissando il termine per l’esecuzione.
Se il proprietario non esegue l’ordine nel termine fissato, l’autorità provvede d’ufficio alla rimozione e alla vendita dei relitti per conto dello Stato. Per le navi di stazza lorda superiore a trecento tonnellate, se il ricavato dalla vendita non è sufficiente a coprire le spese, il proprietario è tenuto a corrispondere allo Stato la differenza.
Nei casi d’urgenza l’autorità può senz’altro provvedere d’ufficio, per conto e a spese del proprietario. Tuttavia per le navi di stazza lorda non superiore alle trecento tonnellate il proprietario è tenuto al pagamento delle spese di rimozione soltanto entro i limiti del valore dei relitti ricuperati.
Art. 74 – Guardiani di navi in disarmo
Art. 75 – Danni alle opere e agli impianti portuali
In caso di danni cagionati a opere portuali o a impianti attinenti a servizi della navigazione, il capo del compartimento provvede che ne sia accertata l’entità a mezzo dell’ufficio del genio civile ed intima al responsabile di eseguire, entro un termine determinato, le riparazioni necessarie. In caso di urgenza o in caso di inesecuzione da parte del responsabile, l’autorità provvede d’ufficio alle riparazioni a spese del medesimo.
Art. 76 – Interrimento dei fondali e intorbidamento delle acque
Se l’esercizio di impianti industriali o di depositi stabiliti sui margini di banchine o di moli, ovvero di canali navigabili, determina interrimento delle acque adiacenti, gli esercenti sono tenuti a provvedere alla conservazione del buon regime dei fondali, in conformità delle disposizioni impartite dal capo del compartimento.
Del pari gli esercenti sono tenuti a provvedere, secondo le disposizioni impartite dalla predetta autorità, per ovviare all’intorbidamento delle acque prodotto dagli impianti o dai depositi.
Art. 77 – Obbligazioni dei frontisti di canali o di altri corsi di acqua
Art. 78 – Lavori di escavazione lungo le sponde dei canali sboccanti nei porti
Art. 79 – Pesca nei porti
Nei porti e nelle altre località di sosta o di transito delle navi, l’esercizio della pesca è sottoposto all’autorizzazione del comandante del porto.
Art. 80 – Uso di armi ed accensione di fuochi nei porti
Art. 81 – Altre attribuzioni di polizia
Art. 82 – Disordini nei porti e sulle navi
Se l’autorità di pubblica sicurezza non può tempestivamente intervenire, l’autorità marittima del luogo provvede nei casi di urgenza a ristabilire l’ordine, richiedendo ove sia necessario l’intervento della forza pubblica o, in mancanza, delle forze armate, e dandone immediato avviso all’autorità di pubblica sicurezza, nonchè, quando si tratti di nave straniera, all’autorità consolare dello Stato di cui la nave batte la bandiera.
Il ministro dei trasporti e della navigazione può limitare o vietare, per motivi di ordine pubblico, il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, determinando le zone alle quali il divieto si estende.
Art. 84 – Ingiunzione per rimborso di spese
Decorsi venti giorni dalla notificazione dell’ingiunzione al debitore, senza che questi abbia eseguito il pagamento, l’autorità marittima può procedere agli atti esecutivi.
Entro il termine predetto il debitore può fare opposizione al decreto per motivi inerenti all’esistenza del credito o al suo ammontare [previo versamento della somma indicata nell’atto di ingiunzione.
L’opposizione è proposta dinanzi al giudice competente per valore.
Alla vigilanza del comandante del porto sono sottoposti, a norma dell’articolo 68, coloro i quali esercitano un’attività nell’ambito delle zone portuali della navigazione interna.
Le disposizioni degli articoli 72 e 73 si applicano anche in caso di sommersione di navi o materiali in località dei laghi, dei fiumi, e di altre acque interne nelle quali, a giudizio dell’autorità preposta all’esercizio della navigazione interna, possa derivarne intralcio alla navigazione.
La determinazione del numero minimo dei guardiani delle navi in disarmo è fatta dal comandante del porto a norma dell’articolo 74, quando occorre per esigenze di sicurezza.
L’autorità di pubblica sicurezza informa quella preposta all’esercizio della navigazione interna qualora si verifichino avvenimenti che possano turbare l’ordine pubblico nei porti o nell’ambito delle zone portuali ovvero sulle navi che si trovano in porto o in corso di navigazione su vie navigabili interne.
Il divieto di transito o di sosta può essere stabilito dal ministro dei trasporti e della navigazione anche per le zone delle acque interne nelle quali sia necessario per esigenze di ordine pubblico.
Art. 86 – Istituzione del servizio di pilotaggio
Art. 87 – Pilotaggio obbligatorio
Nei luoghi dove è riconosciuta l’opportunità, il pilotaggio può essere reso obbligatorio con decreto del Presidente della Repubblica.
Art. 88 – Vigilanza sulla corporazione dei piloti
1.La corporazione dei piloti è sottoposta alla vigilanza della autorità competente a norma del regolamento.
Il comandante del porto, in particolare, deve periodicamente accertare se la corporazione è provvista dei mezzi tecnici necessari all’espletamento del servizio e, in caso di insufficienza, deve darne avviso al ministro dei trasporti e della navigazione, prendendo, in caso di urgenza, gli opportuni provvedimenti.
Art. 89 – Cauzione della corporazione dei piloti
Art. 90 – Licenze e registro dei piloti
Art. 91 – Tariffe di pilotaggio
Le tariffe di pilotaggio sono approvate dal ministro dei trasporti e della navigazione, sentite le associazioni sindacali interessate.
Art. 92 – Attribuzioni e obblighi del pilota
Nelle località dove il pilotaggio è obbligatorio, il pilota deve prestare la sua opera fino a quando la nave sia giunta fuori della zona di cui all’articolo 87, o sia ormeggiata nel luogo ad essa assegnato.
Art. 93 – Responsabilità del pilota
Art. 94 – Responsabilità della corporazione dei piloti
Art. 95 – Regolamento di pilotaggio
Le norme per l’esercizio del pilotaggio in ciascun porto sono stabilite, sentite le associazioni sindacali interessate, dai regolamenti locali, approvati dal ministro dei trasporti e della navigazione.
Art. 96 – Marittimi abilitati al pilotaggio
Art. 97 – Personale abilitato al pilotaggio
Nelle località di approdo o di transito della navigazione interna il pilotaggio è esercitato da piloti autorizzati dall’ispettorato di porto.
Art. 98 – Pilotaggio obbligatorio
Nei luoghi dove particolari esigenze lo richiedano, il direttore dell’ispettorato compartimentale può rendere temporaneamente obbligatorio il pilotaggio.
Art. 99 – Norme applicabili
Art. 100 – Regolamenti locali
Le norme per l’esercizio del pilotaggio in ciascuna località sono stabilite, sentite le associazioni sindacali interessate, da regolamenti locali, approvati dal ministro dei trasporti e della navigazione.
Art. 101 – Istituzione del servizio di rimorchio marittimo.
L’autorità predetta determina nell’atto di concessione il numero e le caratteristiche dei mezzi tecnici da adibire al servizio.
Art. 102 – Regolamenti locali
Art. 103 – Obblighi derivanti dal contratto di rimorchio
Quando all’armatore del rimorchiatore non è fatta consegna degli elementi da rimorchiare, gli obblighi e le responsabilità derivanti dal contratto di rimorchio si riferiscono esclusivamente alla trazione degli elementi medesimi.
Art. 104 – Responsabilità durante il rimorchio
L’armatore del rimorchiatore e gli armatori degli elementi rimorchiati sono responsabili rispettivamente dei danni sofferti dagli elementi rimorchiati e dei danni sofferti dal rimorchiatore, a meno che provino che tali danni non sono derivati da cause loro imputabili.
Dei danni sofferti da terzi durante il rimorchio sono solidalmente responsabili gli armatori degli elementi rimorchiati e l’armatore del rimorchiatore, che non provino che tali danni non sono derivati da cause loro imputabili.
Quando la direzione della navigazione del convoglio è affidata al comandante del rimorchiatore, gli armatori degli elementi rimorchiati, per quanto concerne i danni causati dalle manovre, devono provare esclusivamente, agli effetti dei commi precedenti, che i danni non sono derivati da mancata o cattiva esecuzione degli ordini impartiti dal comandante del rimorchiatore. Analoga prova deve fornire l’armatore del rimorchiatore, quando la direzione della navigazione è affidata al comandante di un elemento rimorchiato.
Art. 105 – Obblighi e responsabilità in caso di consegna al rimorchiatore
Fermo il disposto dell’articolo precedente, quando è fatta consegna degli elementi rimorchiati all’armatore del rimorchiatore, gli obblighi e le responsabilità di quest’ultimo e dei suoi dipendenti e preposti sono regolati dalle disposizioni sul contratto di trasporto.
Art. 106 – Soccorso prestato alla nave rimorchiata
Il rimorchiatore che, al fine di assistere o salvare la nave rimorchiata, presta un’opera eccedente quella normale di rimorchio, ha diritto alle indennità ed al compenso previsti nell’articolo 491.
Art. 107 – Servizi per l’ordine e la sicurezza del porto
Oltre che nei casi previsti nell’articolo 70, i rimorchiatori devono essere messi a disposizione delle autorità portuali che lo richiedano per qualsiasi servizio necessario all’ordine e alla sicurezza del porto.
Art. 108 – Disciplina delle operazioni (abrogato)
[ Articolo abrogato, a partire dal 19 marzo 1995, dall’art. 27 della l. 28 gennaio 1994 n. 84 come modificato dal D.L. 12 aprile 1996, n. 202.]
Art. 109 – Uffici del lavoro portuale
[1. Nei porti, nei quali l’importanza del traffico lo richieda, la disciplina delle operazioni portuali è affidata ad uffici del lavoro portuale.
Gli uffici del lavoro nei porti marittimi sono istituiti con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione, previo parere del capo del compartimento, e sono diretti da un ufficiale di porto, che svolge la propria attività con l’assistenza di un consiglio di lavoro portuale, costituito a norma del regolamento. La vigilanza sui predetti uffici è esercitata dal capo del compartimento.
Gli uffici del lavoro nei porti della navigazione interna sono parimenti istituiti con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione e sono diretti da un funzionario dell’ispettorato di porto, che svolge la propria attività, con l’assistenza di un consiglio del lavoro portuale, costituito a norma del regolamento. La vigilanza sui predetti uffici è esercitata dal capo dell’ispettorato di porto].
Art. 110 – Compagnie e gruppi portuali
Le maestranze addette alle operazioni portuali sono costituite in compagnie o in gruppi, soggetti alla vigilanza dell’autorità preposta alla disciplina del lavoro portuale.
Alla costituzione, fusione o soppressione delle compagnie e dei gruppi provvedono, per la navigazione marittima, il direttore marittimo e, per la navigazione interna, il direttore dell’ispettorato compartimentale, secondo le norme del regolamento.
Il regolamento stabilisce altresì le norme per il funzionamento delle compagnie e dei gruppi e determina, per i casi di fusione o di soppressione, le modalità relative alla valutazione e devoluzione dei beni costituenti il patrimonio delle compagnie.
Salvo casi speciali stabiliti dal ministro dei trasporti e della navigazione l’esecuzione delle operazioni portuali è riservata alle compagnie o ai gruppi.
Art. 111 – Imprese per operazioni portuali
L’esercizio da parte di imprese di operazioni portuali per conto di terzi è sottoposto a concessione del capo del compartimento, per la navigazione marittima, e del capo dell’ispettorato di porto, per la navigazione interna, secondo le modalità stabilite dal regolamento.
La concessione può essere data alle stesse compagnie delle maestranze portuali.
In ogni caso l’impresa concessionaria deve avvalersi, per l’esecuzione delle operazioni portuali, esclusivamente delle maestranze costituite nelle compagnie o nei gruppi.
Art. 112 – Tariffe delle operazioni portuali
Le tariffe e le altre norme per le prestazioni delle compagnie e dei gruppi portuali, nonchè per le prestazioni delle imprese indicate nell’articolo precedente sono determinate secondo le modalità stabilite dal regolamento.

References: Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 84

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 105

Art. 106

Art. 107

Art. 108

Art. 109

Art. 110

Art. 111

Art. 112