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Timestamp: 2017-11-23 07:27:22+00:00

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Circolare n.196/2013
Circolare n. 196/2013
Oggetto: Funzione pubblica – Finanziamenti – Tributi – Lavoro – Codice della Strada – D.L. n.69/2013 convertito nella Legge 9.8.2013, n.98, su S.O. alla G.U. n.194 del 20.8.2013.
Il cosiddetto “decreto del fare” è stato convertito in legge, senza modifiche sostanziali di rilievo.
Di seguito si riepilogano le disposizioni di maggiore e più diretto interesse per le imprese associate.
Fondo di garanzia per le PMI (art.1) – La legge di conversione ha confermato le norme introdotte dal decreto volte a migliorare l’operatività del Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale a favore delle piccole e medie imprese che ricorrono a prestiti bancari; tra l’altro, è stata elevata fino all’80 per cento la misura dell’intervento del Fondo sulle operazioni di anticipazioni bancarie sui crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
Finanziamenti per l’acquisto di impianti e macchinari (art.2) – Sono stati confermati i finanziamenti e i contributi a tasso agevolato per le micro, piccole e medie imprese che investono in immobilizzazioni, anche mediante leasing finanziario; la legge di conversione ha ampliato le tipologie di beni finanziabili: macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature, investimenti in hardware, software e tecnologie digitali; le modalità di applicazione della misura dovranno essere stabilite da un successivo decreto.
Sblocca cantieri (art.18) – Sono stati confermati gli stanziamenti per il nuovo Fondo per la continuità dei cantieri; la legge di conversione ha inoltre previsto un piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici mediante fondi in disponibilità dell’Inail.
Lavori pubblici (art.19) – Sono state confermate tutte le modifiche al Codice degli Appalti Pubblici (D.Lgvo n.163/2006) per snellire le procedure di concessione degli appalti.
Riduzione per pagamento immediato delle multe stradali (art.20) – Nell’ambito del nuovo piano di interventi per la sicurezza stradale, sono state introdotte con la legge di conversione norme per incentivare il pagamento immediato delle multe stradali. Per le violazioni meno gravi, per le quali non siano previste le sanzioni accessorie della sospensione della patente o della confisca del mezzo, è stata introdotta una riduzione del 30 per cento se il pagamento è effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica. E’ stato inoltre previsto che le sanzioni possano essere pagate con carte di credito e bancomat, anche direttamente all’agente accertatore. Per i conducenti di veicoli pesanti che non effettuino immediatamente il pagamento della sanzione su strada, la cauzione dovuta è stata ridotta al minimo edittale della sanzione stessa, anziché alla metà del massimo come previsto finora. Si tratta di una modifica dovuta in quanto finora la misura della cauzione per i vettori stranieri era già pari al minimo e dunque i vettori nazionali erano ingiustamente penalizzati.
Ferrovie (art.24) – Inopinatamente è stata mantenuta la norma prevista dal decreto legge che consente al gestore dell’infrastruttura ferroviaria di autodefinire il canone dovuto per l’utilizzo dell’infrastruttura stessa. Sono state inoltre rafforzate le disposizioni già previste nel decreto, tese a limitare l’entrata dei vettori comunitari nel mercato nazionale del trasporto ferroviario passeggeri.
Misure urgenti in materia di infrastrutture e trasporti (art.25) – L’articolo contiene numerose integrazioni rispetto al decreto legge che introduceva solo norme di carattere contabile-finanziario per i rapporti tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e gli enti collegati. Si segnala in particolare la destinazione di risorse finanziarie per i lavori di completamento del passante ferroviario di Torino, per il collegamento Torino-Ceres/Aeroporto di Caselle, per il collegamento ferroviario Novara-Seregno-Malpensa, per la realizzazione della terza corsia della A4 tratta Quarto d’Altino-Villessa-Gorizia, per interventi di soppressione e automazione dei passaggi a livello nella tratta terminale pugliese del corridoio ferroviario Bologna – Lecce.
Authority dei Trasporti a Torino (art.25 bis) – La legge di conversione ha previsto che l’istituenda Autorità dei Trasporti debba risiedere a Torino.
Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo (art.28) – E’ stata confermata la disposizione sull’indennizzo di 30 euro giornalieri - fino ad un massimo di 2.000 euro – a carico delle Pubbliche Amministrazioni che non osservino i termini dei procedimenti amministrativi. L’indennizzo deve essere richiesto dall’interessato entro il termine perentorio di 20 giorni dalla scadenza del termine del procedimento.
Data unica di efficacia di nuovi obblighi (art.29) – E’ stato confermato che gli atti normativi del Governo e gli atti amministrativi dovranno fissare la data di decorrenza dell’efficacia di nuovi obblighi all’1 luglio o all’1 gennaio successivi alla loro entrata in vigore.
Appalti pubblici, finanziamenti pubblici e DURC (art.31) – La legge di conversione ha previsto che il DURC (Documento unico di regolarità contributiva) da presentare alle Pubbliche Amministrazioni in caso di appalti pubblici abbia validità di 120 giorni dalla data del rilascio. Analoga validità di 120 giorni è stata introdotta per i DURC che le imprese devono presentare in caso siano beneficiarie di contributi pubblici o finanziamenti comunitari. Nel caso il DURC evidenzi mancati pagamenti, i finanziamenti e contributi pubblici saranno erogati al netto di quanto dovuto agli enti previdenziali.
Abolizione licenza di pubblica sicurezza per le imprese di spedizione (art.31 comma 8-septies) – Per le imprese di spedizione, è stato definitivamente soppresso l’obbligo della licenza di PS e di tutti gli adempimenti connessi (es. tenuta registro degli affari).
Sicurezza sul lavoro (art.32) – Sono divenute definitive le norme introdotte dal decreto legge per semplificare la disciplina della sicurezza sul lavoro a carico dei settori a basso rischio di infortuni e malattie professionali che saranno individuati dal Ministero del Lavoro; la legge di conversione ha inoltre introdotto modifiche formali alla disciplina della verifica delle attrezzature di lavoro a carico delle imprese.
Prestazioni lavorative di breve durata (art.35) – Con successivo decreto interministeriale Lavoro – Salute dovranno essere definite semplificazioni della documentazione relativa ai rapporti di lavoro che durano non oltre 50 giorni lavorativi all’anno.
EXPO Milano 2015 (art. 46, 46bis e 46ter) – E’ stato introdotto un pacchetto di misure per la migliore organizzazione dell’EXPO 2015 (finanziamenti, semplificazioni per l’assunzione di personale, riduzione dell’aliquota Iva sui diritti di accesso all’esposizione, ecc.).
Responsabilità fiscale negli appalti (art.50) – Nei contratti di appalto è stata confermata l’esclusione della responsabilità fiscale dei committenti per il versamento dell’Iva sul corrispettivo dell’appalto. In capo ai committenti resta solo l’obbligo di controllare il corretto versamento da parte dell’appaltatore (e dell’eventuale subappaltatore) delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro degli occupati nell’appalto. Sull’esatta decorrenza della disposizione si attendono ancora i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.
Comunicazione delle fatture all’Agenzia delle Entrate (art.50 bis) – Dall’1 gennaio 2015 è stata prevista la facoltà per tutti i soggetti Iva di comunicare quotidianamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati analitici delle fatture emesse e ricevute. Chi opterà per la comunicazione quotidiana sarà esonerato da una serie di dichiarazioni periodiche (speso metro, elenco clienti e fornitori, ecc.); la disposizione dovrà essere regolata con successivo decreto.
Soppressione degli elenchi Intrastat servizi acquistati (art.50 bis) – Venendo incontro alle richieste di semplificazione delle associazioni di categoria, tra cui la Confetra, sono stati semplificati i modelli degli scambi intracomunitari; in particolare non dovranno essere più redatti i modelli per i servizi acquistati da operatori comunitari; non è peraltro chiaro da quando decorrerà la semplificazione.
Estensione dell’assistenza fiscale (art.51bis) – E’ stata introdotta la possibilità di presentare il mod.730 ai Caf e professionisti abilitati anche da parte dei dipendenti che abbiano interrotto il rapporto di lavoro e non abbiano pertanto un sostituto in grado di effettuare i conguagli in busta paga; al posto dei conguagli, gli interessati dovranno provvedere al pagamento diretto delle imposte a debito, ovvero dovranno chiedere il rimborso delle imposte a credito.
Riscossione mediante ruolo (art.52) – Sono state confermate le disposizioni introdotte dal decreto legge, in particolare l’allungamento del periodo per effettuare il pagamento rateale delle somme iscritte a ruolo per chi dimostri la grave difficoltà economica (fino a 120 rate).
Concordato preventivo (art.82) – Sono state confermate le norme per limitare il ricorso al nuovo istituto del concordato preventivo “in bianco”, cioè senza presentazione della documentazione sul ripianamento dei debiti.
Mediazione civile e commerciale (art.84) – Com’è noto, il decreto legge ha reintrodotto l’istituto della mediazione civile obbligatoria come condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria; ora la legge di conversione ha delineato con maggior precisione e vincoli l’ambito di applicazione dell’istituto.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.145/2013
S.O. alla G.U. n.194 del 20.82013
Testo del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 coordinato con la legge
di conversione 9 agosto 2013, n. 98, recante: «Disposizioni
urgenti per il rilancio dell'economia».
1. Al fine di migliorare l'efficacia degli interventi del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese di cui all'articolo 2, comma
100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, con decreto
dell'economia e delle finanze, sono adottate, entro 30 giorni
dall'entrata in vigore del presente decreto e nel rispetto degli
a) assicurare un piu' ampio accesso al credito da parte delle
piccole e medie imprese, anche tramite:
1) l'aggiornamento, in funzione del ciclo economico e
dell'andamento del mercato finanziario e creditizio, dei criteri di
Fondo e della misura dell'accantonamento a titolo di coefficiente di
2) l'incremento, sull'intero territorio nazionale, della misura
inferiore a 36 mesi» di cui, rispettivamente, agli articoli 4 e 5 del
Ministro dell'economia e delle finanze, 26 giugno 2012, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2012, n. 193, fermi restando gli
ulteriori limiti nonche' i requisiti e le procedure previsti dai
medesimi articoli; la misura massima di copertura della garanzia
diretta di cui al presente numero si applica anche alle operazioni in
favore di imprese ubicate in aree di crisi definite dall'articolo 27
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, nonche' alle
infrastrutture e dei trasporti 27 luglio 2009, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2009;
3) la semplificazione delle procedure e delle modalita' di
modalita' telematiche di ammissione alla garanzia e di gestione
delle relative pratiche ;
4) misure volte a garantire l'effettivo trasferimento dei vantaggi
della garanzia pubblica alle piccole e medie imprese beneficiarie
b) limitare il rilascio della garanzia del Fondo alle operazioni
esecutivita', all'acquisizione della garanzia da parte del Fondo.
b-bis) prevedere specifici criteri di valutazione ai fini
delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
2. Le condizioni di ammissibilita' e le disposizioni di carattere
generale di cui all'articolo 13 del decreto del Ministro
economico, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze.
4. Al comma 3, ultimo periodo, dell'articolo 39 del decreto-legge
22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «all'80 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «al 50 per cento».
5. All'articolo 39, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 214, e successive modificazioni , le parole: «nonche' alle grandi
dalla legge 12 luglio 2011, n. 106» sono soppresse.
5-bis. Nell'ambito delle risorse del Fondo di cui al comma 1 e
risorse del Fondo non superiore al 5 per cento delle risorse
imprese di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a) , della legge 23
previa assegnazione all'entrata del bilancio dello Stato, contributi
su base volontaria per essere destinati alla microimprenditorialita'
ai sensi e secondo le modalita' di cui all'articolo 39, comma 7-bis,
Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta
presente decreto, sono definite le modalita' di attuazione del
presente comma nonche' le modalita' di contribuzione da parte di
enti, associazioni, societa' o singoli cittadini al predetto fondo di
garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge n.
662 del 1996.
Finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e
attrezzature da parte delle piccole e medie imprese
produttivo, le micro , le piccole e medie imprese, come
individuate dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6
maggio 2003, possono accedere a finanziamenti e ai contributi a tasso
agevolato per gli investimenti, anche mediante operazioni di
dicembre 2016, dalle banche e dagli intermediari finanziari
purche' garantiti da banche aderenti alla convenzione di cui al comma
7, a valere su un plafond di provvista, costituito, per le finalita'
di cui all'articolo 3, comma 4-bis, del decreto-legge 10 febbraio
n. 33, presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti
S.p.A., per l'importo massimo di cui al comma 8.
del predetto contributo e' effettuata in piu' quote determinate con
il medesimo decreto. I contributi sono concessi nel rispetto della
disciplina comunitaria applicabile e, comunque, nei limiti
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 8, secondo periodo.
con il Ministro dell'economia e delle finanze sono stabiliti i
requisiti e le condizioni di accesso ai contributi di cui al presente
articolo, la misura massima di cui al comma 4 e le modalita' di
erogazione dei contributi medesimi, le relative attivita' di
controllo nonche' le modalita' di raccordo con il finanziamento di
6. La concessione dei finanziamenti di cui al presente articolo
puo' essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia per le
dell'ottanta per cento dell'ammontare del finanziamento. Con decreto
dell'economia e delle finanze sono disciplinate priorita' di accesso
e modalita' semplificate di concessione della garanzia del Fondo sui
predetti finanziamenti.
7. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo,
il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero
dell'economia e delle finanze, l'Associazione Bancaria Italiana e
Cassa depositi e prestiti S.p.A. stipulano una o piu' convenzioni, in
relazione agli aspetti di competenza, per la definizione, in
a) delle condizioni e dei criteri di attribuzione alle banche e
agli intermediari di cui al comma 2 del plafond di provvista di cui
al comma 2, anche mediante meccanismi premiali che favoriscano il
piu' efficace utilizzo delle risorse;
b) dei contratti tipo di finanziamento e di cessione del credito in
garanzia per l'utilizzo da parte delle banche e degli intermediari
di cui al comma 2 della provvista di cui al comma 2;
c) delle attivita' informative, di monitoraggio e rendicontazione
che devono essere svolte dalle banche e dagli intermediari di cui
al comma 2 aderenti alla convenzione, con modalita' che assicurino
piena trasparenza sulle misure previste dal presente articolo .
8. L'importo massimo dei finanziamenti di cui al comma 1 e' di 2,5
miliardi di euro incrementabili, sulla base delle risorse disponibili
ovvero che si renderanno disponibili con successivi provvedimenti
legislativi, fino al limite massimo di 5 miliardi di euro secondo gli
esiti del monitoraggio sull'andamento dei finanziamenti effettuato
dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a., comunicato trimestralmente al
Ministero dello sviluppo economico ed al Ministero dell'economia e
delle finanze. Per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione
dei contributi di cui al comma 4, e' autorizzata la spesa di 7,5
milioni di euro per l'anno 2014, di 21 milioni di euro per l'anno
2015, di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019,
di 17 milioni di euro per l'anno 2020 e di 6 milioni di euro per
l'anno 2021.
8-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano,
compatibilmente con la normativa europea vigente in materia, anche
alle piccole e medie imprese agricole e del settore della pesca.
1. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui
all'articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sono
destinate risorse pari a 150 milioni di euro per il finanziamento
dei programmi di sviluppo nel settore industriale, ivi inclusi quelli
relativi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli, da realizzare nei territori regionali che, sulla base delle
risorse finanziarie disponibili alla data di entrata in vigore
del presente decreto, non sono destinatari di risorse per la
2. I programmi di cui al comma 1 sono agevolati tramite la
concessione del solo finanziamento agevolato, nel limite massimo del
cinquanta per cento dei costi ammissibili. Alla concessione del
contributo a fondo perduto si provvede, conformemente a quanto
previsto dall'articolo 8, comma 1, del decreto del Ministro dello
sviluppo economico 24 settembre 2010, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 24 dicembre 2010, n. 300, nel
limite finanziario dell'eventuale cofinanziamento regionale disposto
in favore dei singoli programmi d'investimento.
3. Per le finalita' di cui al comma 1, il Ministero dello sviluppo
economico utilizza le disponibilita' esistenti del Fondo per la
crescita sostenibile di cui all'articolo 23 del decreto-legge 22
agosto 2012, n. 134, secondo le procedure e le modalita' previste dal
Ministero dell'economia e delle finanze 8 marzo 2013, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2013, n. 113. Le somme di cui al
comma 1 che non risultano impegnate entro il 30 giugno 2014 per le
finalita' previste dal medesimo comma, ritornano nella disponibilita'
del Fondo per la crescita sostenibile.
4. Il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto,
provvede a ridefinire le modalita' e i criteri per la concessione
delle agevolazioni e la realizzazione degli interventi di cui
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 , anche al fine
di accelerare le procedure per la concessione delle agevolazioni, di
favorire la rapida realizzazione dei programmi d'investimento e di
prevedere specifiche priorita' in favore dei programmi che ricadono
nei territori oggetto di accordi, stipulati dal Ministero dello
sviluppo economico , per lo sviluppo e la riconversione di aree
interessate dalla crisi di specifici comparti produttivi o di
rilevanti complessi aziendali.
4-bis. Al fine di consentire la migliore attuazione di quanto
previsto all'articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
decreto del Ministro dello sviluppo economico di cui al comma 4 deve
prevedere l'importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili
degli investimenti oggetto del contratto di sviluppo, con esclusione
del costo di opere infrastrutturali se previste, non inferiore a 20
milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo industriale
di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro
dello sviluppo economico 24 settembre 2010, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 24 dicembre
2010, ovvero 7,5 milioni di euro, qualora tali programmi riguardino
esclusivamente attivita' di trasformazione e commercializzazione di
prodotti agricoli. Nell'ambito del programma di sviluppo, i progetti
d'investimento del proponente devono prevedere spese ammissibili di
importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro, a parte
eventuali progetti di ricerca industriale a prevalente sviluppo
sperimentale, con riferimento ai programmi di sviluppo industriale di
cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del medesimo decreto del
Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2010, ovvero 3 milioni
di euro se tali programmi riguardano esclusivamente attivita' di
Misure urgenti per i pagamenti dei debiti
1. Le risorse per il pagamento dei debiti degli enti del
Servizio sanitario nazionale, ripartite ai sensi dell'articolo 3,
comma 2, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e non richieste
dalle regioni entro il 31 maggio 2013, possono essere assegnate, con
decreto di aggiornamento del decreto direttoriale di cui al medesimo
articolo 3, comma 2, del decreto-legge n. 35 del 2013, alle regioni
che ne fanno richiesta entro il 30 giugno 2013, prioritariamente in
funzione dell'adempimento alla diffida prevista dall'articolo 1,
2. In relazione a quanto previsto al comma 1, all'articolo 3,
comma 9, ultimo periodo, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, le
parole: «30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «15 luglio».
Norme in materia di concorrenza nel mercato
del gas naturale e nei carburanti
1. All'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 23 maggio
2000, n. 164, come modificato dall'articolo 7, comma 1, del decreto
legislativo 1 giugno 2011, n. 93, le parole «Per gli stessi clienti
vulnerabili» sono sostituite dalle seguenti «Per i soli clienti
2. I termini previsti dall'articolo 3 del regolamento di cui al
decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 novembre 2011, n.
226, come modificati ai sensi del comma 3 del presente articolo,
relativi all'avvio delle procedure di gara per l'affidamento del
servizio di distribuzione del gas naturale sono da intendersi di
natura perentoria. In particolare, scaduti tali termini, la Regione
con competenza sull'ambito, avvia la procedura di gara attraverso la
nomina di un commissario ad acta, ai sensi dell'articolo 14, comma 7,
3. Le date limite di cui all'Allegato 1 del regolamento di cui al
226 , relative agli ambiti ricadenti nel primo e secondo
raggruppamento dello stesso Allegato 1, che sono scadute o che
verrebbero a scadere entro il mese di ottobre 2013, sono prorogate di
quattro mesi, con uno spostamento dei rispettivi termini di cui
all'articolo 3 del medesimo regolamento relativi alla mancata
nomina della stazione appaltante comunque a data non anteriore al
1° gennaio 2014 . Per tutti gli ambiti dello stesso Allegato in
cui non e' presente il capoluogo di provincia, la designazione della
stazione appaltante di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 12 novembre 2011, n. 226, avviene a
maggioranza qualificata dei due terzi dei comuni appartenenti
all'ambito che rappresentino almeno i due terzi dei punti di
riconsegna dell'ambito, come risultanti dai dati di riferimento per
la formazione degli ambiti pubblicati sul sito internet del Ministero
3-bis. Le date stabilite dall'Allegato 1 annesso al regolamento
di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 novembre
2011, n. 226, sono prorogate di ventiquattro mesi, comprensivi delle
proroghe disposte dal comma 3 del presente articolo, per gli ambiti
in cui almeno il 15 per cento dei punti di riconsegna e' situato nei
comuni colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e
inseriti nell'elenco di cui all'Allegato 1 annesso al decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze 1° giugno 2012, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 6 giugno 2012, e successive
4. Decorsi quattro mesi dalla scadenza dei termini di cui al comma
2 senza che la Regione competente abbia proceduto alla nomina del
commissario ad acta, il Ministero dello sviluppo economico, sentita
la Regione, interviene per dare avvio alla gara, nominando un
5. Nei casi in cui gli Enti locali concedenti non abbiano
rispettato i termini di cui all'articolo 3 del decreto del Ministro
dello sviluppo economico 12 novembre 2011, n. 226, come modificati
ai sensi del comma 3 del presente articolo , il venti per cento
delle somme di cui all'articolo 8, comma 4, del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 12 novembre 2011, n. 226, ad essi
spettanti a seguito della gara, e' versato dal concessionario
subentrante, con modalita' stabilite dall'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas, in uno specifico capitolo della Cassa conguaglio
per il settore elettrico per essere destinato alla riduzione
delle tariffe di distribuzione dell'ambito corrispondente.
6. Al fine di facilitare lo svolgimento delle gare di cui al
comma 2 e di ridurre i costi per gli enti locali e per le
imprese , il Ministero dello sviluppo economico puo' emanare linee
guida su criteri e modalita' operative per la valutazione del valore
di rimborso degli impianti di distribuzione del gas naturale, in
conformita' con l'articolo 5 del decreto del Ministro dello sviluppo
economico 12 novembre 2011, n. 226.
7. Al fine di promuovere la razionalizzazione della rete di
distribuzione dei carburanti liquidi e per diffondere l'uso del
metano e del GPL per autotrazione nelle aree con scarsa presenza di
impianti di distribuzione di tale carburante, il fondo per la
razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti di cui
all'articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e'
destinato anche alla erogazione di contributi per la chiusura e
contestuale trasformazione da impianti di distribuzione di
carburanti liquidi in impianti di distribuzione esclusiva di metano
o di GPL per autotrazione, secondo le modalita' definite con i
decreti del Ministro dello sviluppo economico 19 aprile 2013,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2013 , e
7 agosto 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25
settembre 2003 .
7-bis. All'articolo 34 della legge 12 novembre 2011, n. 183, il
«1. Per tenere conto dell'incidenza delle accise sul reddito di
impresa degli esercenti impianti di distribuzione di carburante, il
reddito stesso e' ridotto, a titolo di deduzione forfetaria, di un
importo pari alle seguenti percentuali dei volumi d'affari di cui
all'articolo 20, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633:
b) 0,6 per cento del volume d'affari oltre 1.032.000 euro e fino
a 2.064.000 euro;
Disposizioni per la riduzione
dei prezzi dell'energia elettrica
n. 112, convertito, con modificazioni , dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133, e successive modificazioni, le parole: «volume di ricavi
superiore a 10 milioni di euro e un reddito imponibile superiore a 1
milione di euro» sono sostituite dalle seguenti: «volume di ricavi
superiore a 3 milioni di euro e un reddito imponibile superiore a 300
mila euro».
2. Le maggiori entrate generate dalle disposizioni di cui al comma
1 sono destinate, al netto della copertura finanziaria di cui
all'articolo 61, alla riduzione della componente A2 della tariffa
elettrica deliberata dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas
sulla base delle modalita' individuate con decreto adottato dal
dello sviluppo economico entro 60 giorni dalla data di entrata in
3. Per l'anno 2013, il valore del costo evitato di combustibile di
cui al provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi n.
6/92 del 29 aprile 1992 , pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12
maggio 1992, n. 109, da riconoscere in acconto fino alla fissazione
del valore annuale di conguaglio, e' determinato, per la componente
convenzionale relativa al prezzo del combustibile, sulla base del
paniere di riferimento individuato ai sensi dell'articolo 30, comma
15, della legge 23 luglio 2009, n. 99 , in cui il peso dei prodotti
petroliferi sia progressivamente ridotto in ciascun trimestre e posto
pari all'ottanta per cento nel primo trimestre, al settanta per cento
nel secondo trimestre, al sessanta per cento nel terzo trimestre e al
sessanta per cento nel quarto trimestre. Il complemento al cento per
cento e' determinato in base al costo di approvvigionamento del gas
naturale nei mercati all'ingrosso come definito dalla deliberazione
del 9 maggio 2013, n. 196/2013/R/GAS e degli ulteriori provvedimenti
dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas . Il Ministro
dello sviluppo economico, con provvedimento da adottare entro 60
decreto su proposta dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,
stabilisce le modalita' di aggiornamento del predetto valore, in
acconto e in conguaglio, nonche' le modalita' di pubblicazione dei
valori individuati secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5. Restano
ferme le modalita' di calcolo della componente relativa al margine di
commercializzazione all'ingrosso e della componente di trasporto
nonche' i valori di consumo specifico di cui al decreto del Ministro
dello sviluppo economico 20 novembre 2012, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 30 novembre 2012, n. 280.
4. A decorrere dal 1° gennaio 2014 , in attesa della
ridefinizione della disciplina organica di settore, il valore di
cui al comma 3, primo periodo , e' aggiornato trimestralmente in
base al costo di approvvigionamento del gas naturale nei mercati
all'ingrosso come definito al comma 3 , ferma restando
l'applicazione dei valori di consumo specifico di cui al decreto del
Ministro dello sviluppo economico 20 novembre 2012, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 30 novembre 2012, n. 280.
5. In deroga ai commi 3 e 4, per gli impianti di
termovalorizzazione di rifiuti in esercizio da non piu' di otto anni
alla data di entrata in vigore del presente decreto e che sono stati
ammessi al regime di cui al provvedimento del Comitato
interministeriale dei prezzi n. 6/92 del 29 aprile 1992, fino al
completamento del quarto anno di esercizio dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, il valore di cui al comma 3, primo
periodo, e' determinato sulla base del paniere di riferimento
individuato ai sensi dell'articolo 30, comma 15, della legge 23
luglio 2009, n. 99, in cui il peso dei prodotti petroliferi e' pari
al 60 per cento. Per gli anni di esercizio successivi, si applica il
metodo di aggiornamento di cui al comma 4 del presente articolo. Per
gli impianti situati in zone di emergenza relativa alla gestione del
ciclo dei rifiuti, il valore di cui al comma 3 e' determinato sulla
base del paniere di riferimento in cui il peso dei prodotti
petroliferi e' pari al 60 per cento fino al completamento dell'ottavo
anno di esercizio dalla data di entrata in vigore del presente
7. I commi 7-bis, 7-ter e 7-quater dell'articolo 25 del decreto
legislativo 3 marzo 2011, n. 28, come introdotti dal comma 364
dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono abrogati.
7-bis. I titolari di impianti di generazione di energia elettrica
alimentati da bioliquidi sostenibili entrati in esercizio entro il 31
dicembre 2012 possono optare, in alternativa al mantenimento del
diritto agli incentivi spettanti sulla produzione di energia
elettrica, come riconosciuti alla data di entrata in esercizio, per
un incremento del 20 per cento dell'incentivo spettante, per un
periodo massimo di un anno a decorrere dal 1° settembre 2013, e del
10 per cento per un ulteriore successivo periodo di un anno, con
corrispondente riduzione del 15 per cento dell'incentivo spettante
nei successivi tre anni di incentivazione o, comunque, entro la fine
del periodo di incentivazione su una produzione di energia pari a
quella sulla quale e' stato riconosciuto il predetto incremento.
L'incremento e' applicato sul coefficiente moltiplicativo spettante
per gli impianti a certificati verdi e, per gli impianti a tariffa
onnicomprensiva, sulla tariffa onnicomprensiva spettante al netto del
prezzo di cessione dell'energia elettrica definito dall'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas in attuazione dell'articolo 13, comma 3,
nell'anno 2012. L'opzione per il regime di cui al presente comma e'
comunicata dal titolare dell'impianto, entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al
Gestore dei servizi energetici (GSE).
8. Le disposizioni di cui al presente articolo sono attuate in modo
da comportare una riduzione effettiva degli oneri generali di sistema
elettrico e dei prezzi dell'energia elettrica.
delle coltivazioni sotto serra
1. A decorrere dal 1° agosto 2013 e fino al 31 dicembre 2015, a
favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli
professionali iscritti nella relativa gestione previdenziale ed
assistenziale e' applicata, sul gasolio utilizzato per il
riscaldamento delle coltivazioni sotto serra, nel rispetto di
quanto previsto dall'articolo 17, paragrafo 1, lettera b), della
direttiva 2003/96/CE del Consiglio del 27 ottobre 2003 e successive
modificazioni, l'accisa al livello di imposizione, per l'anno 2013,
pari a euro 25 per 1.000 Litri, qualora gli stessi soggetti, in sede
di richiesta dell'assegnazione del gasolio, ai sensi del decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze 14 dicembre 2001, n. 454, si
obblighino a rispettare la progressiva riduzione del consumo di
gasolio per finalita' ambientali.
2. Ai sensi dell'articolo 25 del regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione del 6 agosto 2008, il livello di accisa da corrispondere
non deve essere inferiore al livello minimo di imposizione definito
dalla direttiva n. 2003/96/CE, e successive modificazioni. Qualora
tale livello minimo sia modificato l'accisa dovuta per il gasolio
utilizzato per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra viene
corrispondentemente adeguata. La sintesi delle informazioni relative
alla misura di cui al presente articolo e' comunicata alla
Commissione europea con le modalita' di cui all'articolo 9 del citato
3. All'onere derivante dall'attuazione dei commi 1 e 2, pari a 14,4
milioni di euro per l'anno 2013 e 34,6 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2014 e 2015 si provvede mediante riduzione dei consumi
medi standardizzati di gasolio da ammettere all'impiego agevolato di
cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 26
febbraio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 marzo 2002, n.
67, in misura tale da garantire la copertura finanziaria di cui al
4. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze , viene disciplinata l'applicazione del presente articolo.
1. Il comma 1 dell'articolo 7 della legge 26 febbraio 1987, n. 49,
«1. A valere sul Fondo di rotazione di cui all'articolo 6 e con le
stesse procedure, possono essere concessi ad imprese italiane crediti
agevolati per assicurare il finanziamento della quota di capitale di
rischio, anche in forma anticipata, per la costituzione di imprese
miste. Possono altresi' essere concessi crediti agevolati ad
investitori pubblici o privati o ad organizzazioni internazionali,
affinche' finanzino imprese miste da realizzarsi in Paesi in via di
sviluppo (PVS) o concedano altre forme di agevolazione identificate
dal CIPE che promuovano lo sviluppo dei Paesi beneficiari. Una quota
del medesimo Fondo puo' essere destinata alla costituzione di un
Fondo di garanzia per prestiti concessi dagli istituti di credito a
imprese italiane o per agevolare gli apporti di capitale delle
imprese italiane nelle imprese miste.».
1-bis. Nel quadro degli impegni assunti dall'Italia in ambito
internazionale per il superamento dell'aiuto legato, per accedere ai
crediti agevolati a valere sul Fondo rotativo previsto dall'articolo
6 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni, le
imprese italiane si devono formalmente impegnare a rispettare quanto
previsto dalle Linee guida dell'Organizzazione per la cooperazione e
lo sviluppo economico (OCSE) sulla responsabilita' sociale delle
imprese per gli investimenti internazionali e dalla risoluzione
P7 TA(2011)0141 del Parlamento europeo, del 6 aprile 2011, in materia
di investimenti internazionali e di rispetto da parte delle imprese
delle clausole sociali e ambientali e delle norme internazionali sui
1. Dopo l'articolo 14 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e'
«Art. 14-bis (Partenariati). - 1. Per la realizzazione di
programmi, progetti o interventi rientranti nelle finalita' della
presente legge in partenariato con altri soggetti, sono stipulati
appositi accordi di programma ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.
241, con enti od organismi pubblici sovranazionali o privati.
2. I soggetti realizzatori degli interventi rendicontano secondo le
regole ordinarie le entrate e le spese sostenute per ogni intervento,
indicando la provenienza dei fondi, i soggetti beneficiari e la
tipologia di spesa, secondo uno schema da stabilire con decreto di
natura non regolamentare del Ministro degli affari esteri, d'intesa
con il Ministro dell'economia e delle finanze. Si applica l'articolo
11, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 giugno 2011, n.
3. Le somme statali non utilizzate alla fine dell'intervento sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato. Le somme non statali
non utilizzate alla fine dell'intervento sono riversate agli enti o
organismi sovranazionali o privati firmatari dell'accordo di
programma.».
Accelerazione nell'utilizzazione
1. Le amministrazioni e le aziende dello Stato anche ad ordinamento
autonomo, ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e
grado e le istituzioni educative, le istituzioni universitarie, le
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, gli enti
pubblici non economici nazionali, le agenzie di cui al decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono tenuti a dare precedenza,
nella trattazione degli affari di competenza, ai procedimenti,
provvedimenti e atti anche non aventi natura provvedimentale relativi
alle attivita' in qualsiasi modo connesse all'utilizzazione dei fondi
strutturali europei, compresi quelli inerenti allo sviluppo rurale e
alla pesca e alla realizzazione dei progetti realizzati con i
2. Al fine di non incorrere nelle sanzioni previste
dall'ordinamento dell'Unione europea per i casi di mancata attuazione
dei programmi e dei progetti cofinanziati con fondi strutturali
europei e di sottoutilizzazione dei relativi finanziamenti,
relativamente alla programmazione 2007-2013, in caso di inerzia o
inadempimento delle amministrazioni pubbliche responsabili degli
interventi, il Governo, allo scopo di assicurare la competitivita',
la coesione e l'unita' economica del Paese, esercita il potere
sostitutivo ai sensi dell'articolo 120, secondo comma, della
Costituzione secondo le modalita' procedurali individuate
dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, dagli articoli 5 e
11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, e
dalle disposizioni vigenti in materia di interventi sostitutivi
finalizzati all'esecuzione di opere e di investimenti nel caso di
inadempienza di amministrazioni statali ovvero di quanto previsto dai
contratti istituzionali di sviluppo e dalle concessioni nel caso di
inadempienza dei concessionari di servizi pubblici, anche attraverso
la nomina di un commissario straordinario, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica, il quale cura tutte le attivita' di
competenza delle amministrazioni pubbliche necessarie per
l'autorizzazione e per l'effettiva realizzazione degli interventi
programmati, nel limite delle risorse allo scopo finalizzate. A tal
fine, le amministrazioni interessate possono avvalersi di quanto
previsto dall'articolo 55-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.
3-bis. Al fine di accelerare le procedure di certificazione delle
spese europee relative ai programmi cofinanziati dai fondi
strutturali europei 2007-2013 e per evitare di incorrere nelle
sanzioni di disimpegno automatico previste dai regolamenti europei,
le autorita' di gestione dei programmi operativi regionali o
nazionali che hanno disponibilita' di risorse sui relativi assi
territoriali o urbani attingono direttamente agli interventi
candidati dai comuni al piano nazionale per le citta', di cui
all'articolo 12 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, stipulando
accordi diretti con i comuni proponenti, a condizione che tali
interventi risultino coerenti con le finalita' dei citati programmi
operativi. Su iniziativa del Ministro per la coesione territoriale e
d'intesa con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro trenta
presente decreto, e' istituito un tavolo tecnico, a cui partecipano
le autorita' di gestione dei programmi operativi regionali e
nazionali e, in rappresentanza dei comuni beneficiari, l'Associazione
nazionale dei comuni italiani (ANCI) che provvede a supportare le
autorita' competenti nell'istruttoria di tutti gli adempimenti
necessari per l'ammissione al finanziamento dei suddetti interventi.
Mediante apposita convenzione da stipulare entro trenta giorni dalla
costituzione del tavolo tecnico tra l'ANCI, il Ministro per la
coesione territoriale, il Ministro per gli affari regionali e le
autonomie e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono
definite le linee di indirizzo per la stipulazione degli accordi
diretti tra i comuni e le autorita' di gestione nonche' per il
raccordo tra le attivita' di supporto alla stipulazione di tali
convenzioni e le misure di assistenza tecnica o le azioni di sistema
dei programmi di capacity building della programmazione regionale
4. ( soppresso).
5. Le risorse economiche rivenienti dal Fondo di solidarieta'
dell'Unione Europea per gli interventi di emergenza sono accreditate
al Fondo di rotazione previsto dall'articolo 5 della legge 16 aprile
1987, n. 183, del Ministero dell'economia e delle finanze e da questo
trasferite, per quanto di rispettiva spettanza, alle gestioni
commissariali attivate per le emergenze di cui trattasi, ovvero, in
mancanza, alle amministrazioni competenti, fermo il ruolo
dell'organismo responsabile dell'attuazione dell'Accordo sottoscritto
Attuazione rafforzata degli interventi
per lo sviluppo e la coesione territoriali
1. Per le finalita' di cui all'articolo 9, nonche' per
accelerare la realizzazione di nuovi progetti strategici, sia di
progetti o di investimenti articolati in singoli interventi tra loro
funzionalmente connessi, in relazione a obiettivi e risultati,
finanziati con risorse nazionali, dell'Unione europea e del Fondo per
legislativo 31 maggio 2011, n. 88, le amministrazioni competenti
possono stipulare un contratto istituzionale di sviluppo.
2. Al fine di cui al comma 1, il contratto istituzionale di
sviluppo e' promosso dal Ministro per la coesione territoriale o
dalle amministrazioni titolari dei nuovi progetti strategici,
coerenti con priorita' programmatiche di rango europeo, nazionale o
territoriale, ed e' regolato dai commi 2 e seguenti dell'articolo 6
del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, come modificato dal
presente articolo, in quanto compatibili con il presente articolo.
3. Il terzo periodo del comma 2 dell'articolo 6 del decreto
legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e' sostituito dal seguente: «Il
contratto istituzionale di sviluppo prevede, quale modalita'
attuativa, che le amministrazioni centrali, ed eventualmente
regionali, si avvalgano, anche ai sensi dell'articolo 55-bis del
dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni,
sviluppo d'impresa Spa, costituita ai sensi dell'articolo 1 del
decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, e successive modificazioni,
ad esclusione di quanto demandato all'attuazione da parte dei
concessionari di servizi pubblici».
4. Al comma 4 dell'articolo 5 del decreto legislativo 31 maggio
2011, n. 88, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)alla lettera a), la parola: «attuatrici» e' sostituita dalle
seguenti: «responsabili dell'attuazione e dell'Agenzia nazionale per
l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa,
costituita ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo 9 gennaio
1999, n. 1, e successive modificazioni, anche quale centrale di
committenza della quale si possono avvalere le stesse amministrazioni
responsabili dell'attuazione degli interventi strategici»;
b)alla lettera d) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,
nonche' gli incentivi all'utilizzazione del contratto istituzionale
di sviluppo di cui all'articolo 6».
5. L'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d'impresa Spa, per le attivita' di progettazione e di
realizzazione degli interventi di cui al presente articolo opera nel
rispetto della disciplina nazionale ed europea in materia. Ai
progetti strategici si applicano le disposizioni vigenti in materia
di prevenzione e di repressione della criminalita' e dei tentativi di
infiltrazione mafiosa, comprese quelle concernenti le comunicazioni e
le informazioni antimafia.
6. Con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri, su
1997, n. 281, e successive modificazioni, e' aggiornato il contenuto
minimo delle convenzioni di cui al comma 5 dell'articolo 2 del
decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, e successive
7. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
Liberalizzazione dell'accesso alla rete internet tramite tecnologia
WIFI e dell'allacciamento dei terminali di comunicazione alle
interfacce della rete pubblica
1. L'offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite
tecnologia WIFI non richiede l'identificazione personale degli
utilizzatori. Quando l'offerta di accesso non costituisce l'attivita'
commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano
applicazione l'articolo 25 del codice delle comunicazioni
successive modificazioni, e l'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio
2005, n. 155, e successive modificazioni.
2. ( soppresso).
3. Al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198, sono apportate
a) l'articolo 2 e' abrogato ;
b) all'articolo 3 il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Il
decreto del Ministro delle poste e telecomunicazioni 23 maggio 1992,
n. 314, e' abrogato».
Proroga del credito d'imposta per la produzione,
la distribuzione e l'esercizio cinematografico
1. Per il periodo d'imposta 2014 spettano i crediti d'imposta di
cui all'articolo 1, commi da 325 a 328 e da 330 a 337, della legge 24
dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni, nel limite massimo
di spesa di 45 milioni di euro per l'anno 2014. Con provvedimento
dell'Agenzia delle entrate sono dettati termini e modalita' di
fruizione dei crediti di imposta nonche' ogni altra disposizione
finalizzata a garantire il rispetto del limite massimo di spesa di
per le televisioni locali
1. Le misure economiche compensative percepite dalle emittenti
televisive locali a titolo risarcitorio a seguito del volontario
rilascio delle frequenze di cui al decreto del Ministro dello
sviluppo economico 23 gennaio 2012, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 50 del 29 febbraio 2012, sono da qualificare come
contributi in conto capitale di cui all'articolo 88, comma 3, lettera
modificazioni, e come tali partecipano alla formazione del reddito
nell'esercizio in cui sono stati incassati o in quote costanti
nell'esercizio in cui sono stati incassati e nei successivi esercizi
non oltre il quarto.
delle Societa' di Gestione del Risparmio
1. Al comma 1 dell'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
111, le parole: «3 milioni di euro» sono sostituite dalle seguenti:
«6 milioni di euro». Al relativo onere si provvede mediante
all'articolo 1, comma 139, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
Sostegno alle imprese creditrici dei comuni dissestati
1. All'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e'
«17-sexies. Al fine di sostenere la grave situazione delle
imprese creditrici dei comuni dissestati e di ridare impulso ai
relativi sistemi produttivi locali, una quota annua fino all'importo
massimo di 100 milioni di euro dell'autorizzazione di spesa di cui al
comma 10 della -Sezione per assicurare la liquidita' per pagamenti
dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali-, non
erogata dalla Cassa depositi e prestiti negli anni 2013 e 2014, e'
destinata a favore dei comuni che hanno deliberato il dissesto
finanziario nei ventiquattro mesi precedenti alla data di entrata in
vigore del presente decreto e che hanno aderito alla procedura
semplificata prevista dall'articolo 258 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, previa apposita istanza
dell'ente interessato. Tali somme sono messe a disposizione
dell'organo straordinario di liquidazione, che provvede al pagamento
dei debiti commerciali al 31 dicembre 2012, ad eccezione dei debiti
fuori bilancio non riconosciuti ai sensi dell'articolo 194 del testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, entro la
medesima data, con le modalita' di cui al citato articolo 258, nei
limiti dell'anticipazione erogata, entro centoventi giorni dalla
disponibilita' delle risorse. Con decreto del Ministro dell'interno,
stabiliti i criteri e le modalita' per il riparto e l'attribuzione
della somma stanziata tra gli enti beneficiari e la relativa
restituzione, ai sensi del comma 13. Dall'attuazione del presente
1. Il comma 2 dell'articolo 47 del decreto-legge 9 febbraio 2012,
n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012 n. 35
«2. E' istituita la cabina di regia per l'attuazione dell'agenda
digitale italiana, presieduta dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o da un suo delegato e composta dal Ministro dello sviluppo
economico, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, dal Ministro per la coesione territoriale, dal
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, dal
Ministro della salute, dal Ministro dell'economia e delle finanze,
dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali , da
un Presidente di regione e da un Sindaco designati dalla Conferenza
Unificata. La cabina di regia e' integrata dai Ministri interessati
alla trattazione di specifiche questioni. La cabina di regia presenta
al Parlamento, entro novanta giorni dall'entrata in vigore del
presente decreto, avvalendosi anche dell'Agenzia per l'Italia
digitale e delle amministrazioni rappresentate nella cabina di regia,
un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e
del loro stato di avanzamento e delle risorse disponibili che
costituiscono nel loro insieme l'agenda digitale. Nell'ambito della
cabina di regia e' istituito con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri il Tavolo permanente per l'innovazione e l'agenda
digitale italiana, organismo consultivo permanente composto da
esperti in materia di innovazione tecnologica e da esponenti delle
imprese private e delle universita', presieduto dal Commissario del
Governo per l'attuazione dell'agenda digitale posto a capo di una
struttura di missione per l'attuazione dell'agenda digitale istituita
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. All'istituzione
della cabina di regia di cui al presente comma si provvede con le
1-bis. Alla lettera f) del comma 2-bis dell'articolo 47 del
dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, dopo le parole: «per favorire
l'accesso alla rete internet» sono inserite le seguenti: «nelle zone
rurali, nonche'».
2. Al decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le
a) all'articolo 19, comma 1, sono soppresse le parole da «del
Ministro dell'economia e delle finanze , » sino alla fine del
b) all'articolo 20, comma 2, sono soppresse le parole da
«,altresi', fatte salve» sino a «istituzioni scolastiche , »;
«2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, o il Ministro
delegato, nomina il direttore generale dell'Agenzia , tramite
procedura di selezione ad evidenza pubblica, tra persone di
particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di
innovazione tecnologica e in possesso di una documentata esperienza
di elevato livello nella gestione di processi di innovazione.»;
d) all'articolo 21, comma 4, il secondo, il terzo e il quarto
periodo sono sostituiti dai seguenti: «Lo Statuto prevede che il
Comitato di indirizzo sia composto da un rappresentante della
Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante del
Ministero dello sviluppo economico, da un rappresentante del
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, da un
rappresentante del Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, da un rappresentante del Ministero dell'economia e
delle finanze e da due rappresentanti designati dalla Conferenza
unificata e dai membri del Tavolo permanente per l'innovazione e
l'Agenda digitale italiana. Ai componenti del Comitato di indirizzo
non spettano compensi, gettoni, emolumenti o indennita' comunque
definiti e rimborsi spese e dalla loro partecipazione allo stesso non
pubblica. Con lo Statuto sono altresi' disciplinate le modalita' di
nomina, le attribuzioni e le regole di funzionamento del Comitato di
indirizzo e le modalita' di nomina del Collegio dei revisori dei
d-bis) all'articolo 22, comma 3, dopo il secondo periodo e'
inserito il seguente: «Sono fatti salvi le risorse finanziarie di cui
all'articolo 1, comma 222, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e i
relativi rapporti in essere, nonche' le risorse finanziarie a valere
sul Progetto operativo di assistenza tecnica -Societa'
dell'informazione- che permangono nella disponibilita' della
Presidenza del Consiglio dei ministri, che puo' avvalersi, per il
loro utilizzo, della struttura di missione per l'attuazione
dell'Agenda digitale italiana istituita presso la medesima Presidenza
del Consiglio dei ministri, ai sensi del comma 2 dell'articolo 47 del
dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e successive modificazioni»;
«6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del
finanze, da emanarsi entro quarantacinque giorni dalla nomina del
direttore generale dell'Agenzia, e' determinata la dotazione delle
risorse umane dell'Agenzia, fissata entro il limite massimo di 130
unita', con corrispondente riduzione delle dotazioni organiche delle
amministrazioni di provenienza, nonche' la dotazione delle risorse
finanziarie e strumentali necessarie al funzionamento dell'Agenzia
stessa, tenendo conto del rapporto tra personale dipendente e
funzioni dell'Agenzia, in un'ottica di ottimizzazione delle risorse e
di riduzione delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni
esterne. Con lo stesso decreto e' definita la tabella di
equiparazione del personale trasferito con quello appartenente al
comparto Ministeri. I dipendenti trasferiti mantengono
l'inquadramento previdenziale di provenienza, nonche' il trattamento
continuative. Nel caso in cui il trattamento risulti piu' elevato
rispetto a quello del comparto Ministeri, il personale percepisce per
miglioramenti economici.».
2-bis. I regolamenti previsti dagli articoli 2, comma 5, 3, comma
4, 12, comma 13, e 14, comma 2-bis, del decreto-legge 18 ottobre
2012, n. 221, qualora non ancora adottati e decorsi ulteriori trenta
presente decreto, sono adottati su proposta del Presidente del
2-ter. I decreti del Presidente del Consiglio dei ministri
previsti dalle disposizioni di cui agli articoli 2, comma 1, 3, comma
1, e 7, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
qualora non ancora adottati e decorsi ulteriori trenta giorni dalla
decreto, sono adottati anche ove non sia pervenuto il concerto dei
2-quater. I decreti ministeriali previsti dalle disposizioni di
cui agli articoli 4, comma 1, 8, commi 2 e 13, 10, comma 10, 12,
comma 7, 13, comma 2, e 15, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre
presente decreto, sono adottati dal Presidente del Consiglio dei
Piattaforme accreditate per gli acquisti di beni e servizi delle
1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,
sentita l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture, da emanare entro centottanta giorni
presente decreto, sono dettate linee guida per l'accreditamento di
conformita' alla normativa in materia di contratti pubblici, di
servizi, soluzioni e piattaforme tecnologiche per le aste on line e
per il mercato elettronico da utilizzare per gli acquisti di beni e
servizi delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione.
L'accreditamento indica, tra l'altro, i livelli di sicurezza
informatica, gli elementi minimi di tracciabilita' dei processi e i
requisiti di inalterabilita', autenticita' e non ripudio dei
documenti scambiati.
2. Le pubbliche amministrazioni possono usare piattaforme e
soluzioni di acquisto on line accreditate anche ponendole in
competizione tra loro. Qualora vi siano prodotti open source che non
comportino oneri di spesa, il ricorso ai medesimi prodotti deve
essere ritenuto prioritario.
3. Gli operatori che mettono a disposizione soluzioni e
tecnologie accreditate sono inseriti nell'elenco dei fornitori
qualificati del Sistema pubblico di connettivita' ai sensi
dell'articolo 82 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al
1. All'articolo 10 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
dopo il comma 3- ter sono aggiunti i seguenti :
«3-quater. All'atto della richiesta del documento unificato ,
ovvero all'atto dell'iscrizione anagrafica o della dichiarazione di
cambio di residenza a partire dall'entrata a regime dell'Anagrafe
nazionale della popolazione residente, di cui all'articolo 2 del
dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e' assegnata al cittadino una
casella di posta elettronica certificata, di cui all'articolo 16-bis,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, con la funzione di
domicilio digitale, ai sensi dell'articolo 3-bis del codice
2005, n. 82, successivamente attivabile in modalita' telematica dal
medesimo cittadino . Con il decreto del Ministro dell'interno di cui
al comma 3 sono stabilite le modalita' di rilascio del domicilio
digitale all'atto di richiesta del documento unificato.
3-quinquies. Il documento unificato di cui al comma 3
sostituisce, a tutti gli effetti di legge, il tesserino di codice
fiscale rilasciato dall'Agenzia delle entrate».
1-bis. All'articolo 47, comma 2, lettera c), del codice
2005, n. 82, dopo le parole: -di cui all'articolo 71- sono inserite
le seguenti: -. E' in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti
a mezzo fax-.
1-ter. All'articolo 43 del testo unico delle disposizioni
dicembre 2000, n. 445, il comma 3 e' sostituito dal seguente: -3.
del precedente comma, esclusivamente per via telematica (L)-.
2. Dall'applicazione della disposizione di cui al comma 1 non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
di sistema pubblico di connettivita'
1. Il comma 2 dell'articolo 80 del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, e successive modificazioni e' sostituito dal seguente:
«2. Il Presidente della Commissione e' il Commissario del Governo per
l'attuazione dell'agenda digitale o, su sua delega, il Direttore
dell'Agenzia digitale. Il Presidente e gli altri componenti della
Commissione restano in carica per un triennio e l'incarico e'
Razionalizzazione dei CED Centri elaborazione dati - Modifiche al
1. All'articolo 33-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.
221, dopo il comma 4 e' inserito il seguente:
«4-bis. Nell'ambito del piano triennale di cui al comma 4 sono
individuati i livelli minimi dei requisiti di sicurezza, di capacita'
elaborativa e di risparmio energetico dei CED, nonche' le modalita'
di consolidamento e razionalizzazione, ricorrendo ove necessario
all'utilizzo dei CED di imprese pubbliche e private nonche' di enti
locali o di soggetti partecipati da enti locali nel rispetto della
legislazione vigente in materia di contratti pubblici.».
Modifiche al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, in materia
di accesso alle banche dati pubbliche
1. Al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, sono apportate
a)all'articolo 30-ter, dopo il comma 7 e' inserito il
«7-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 7, nell'ambito
delle medesime»;
b)all'articolo 30-sexies, dopo il comma 2 e' aggiunto il
«2-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
sentito il parere del gruppo di lavoro di cui all'articolo 30-ter,
comma 9, puo' essere rideterminata la misura delle componenti del
contributo di cui al comma 2 del presente articolo».
Misure per favorire la realizzazione
1. All'articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
a) al comma 2, dopo le parole: «Il FSE e' istituito dalle
regioni e province autonome,» sono inserite le seguenti:
«conformemente a quanto disposto dai decreti di cui al comma 7, entro
il 30 giugno 2015,»;
«2-bis. Per favorire la qualita', il monitoraggio,
l'appropriatezza nella dispensazione dei medicinali e l'aderenza alla
terapia ai fini della sicurezza del paziente, e' istituito il dossier
farmaceutico quale parte specifica del FSE, aggiornato a cura della
farmacia che effettua la dispensazione»;
c) al comma 6, le parole «senza l'utilizzo dei dati
identificativi degli assistiti e dei documenti clinici presenti nel
FSE» sono sostituite dalle seguenti «senza l'utilizzo dei dati
identificativi degli assistiti presenti nel FSE»;
d) al comma 7, le parole: «con decreto» sono sostituite dalle
seguenti: «con uno o piu' decreti» e le parole: «i contenuti del FSE
e» sono sostituite dalle seguenti: «i contenuti del FSE e del dossier
farmaceutico nonche'»;
e) al comma 15, dopo le parole: «dei servizi da queste erogate»
sono aggiunte le seguenti: «, ovvero partecipare alla definizione,
realizzazione ed utilizzo dell'infrastruttura nazionale per
l'interoperabilita' per il FSE conforme ai criteri stabiliti dai
decreti di cui al comma 7, resa disponibile dall'Agenzia per l'Italia
digitale,»;
f) dopo il comma 15 sono aggiunti i seguenti commi:
«15-bis. Entro il 30 giugno 2014, le regioni e le province
autonome presentano all'Agenzia per l'Italia digitale e al Ministero
della salute il piano di progetto per la realizzazione del FSE,
redatto sulla base delle linee guida rese disponibili dalla medesima
Agenzia e dal Ministero della salute, anche avvalendosi di enti
pubblici di ricerca, entro il 31 marzo 2014.
15-ter. L'Agenzia per l'Italia digitale, sulla base delle
esigenze avanzate dalle regioni e dalle province autonome,
nell'ambito dei rispettivi piani, cura, in accordo con il Ministero
della salute, con le regioni e le province autonome, la progettazione
e la realizzazione dell'infrastruttura nazionale necessaria a
garantire l'interoperabilita' dei FSE.
15-quater. L'Agenzia per l'Italia digitale e il Ministero della
salute operano congiuntamente, per le parti di rispettiva competenza,
a) valutare e approvare, entro sessanta giorni, i piani di
progetto presentati dalle regioni e dalle province autonome per la
realizzazione del FSE, verificandone la conformita' a quanto
stabilito dai decreti di cui al comma 7 ed in particolare
condizionandone l'approvazione alla piena fruibilita' dei dati
regionali a livello nazionale, per indagini epidemiologiche,
valutazioni statistiche, registri nazionali e raccolta di dati a fini
di programmazione sanitaria nazionale;
b) monitorare la realizzazione del FSE, da parte delle regioni e
delle province autonome, conformemente ai piani di progetto
approvati. La realizzazione del FSE in conformita' a quanto disposto
dai decreti di cui al comma 7 e' compresa tra gli adempimenti cui
sono tenute le regioni e le province autonome per l'accesso al
finanziamento integrativo a carico del Servizio sanitario nazionale
da verificare da parte del Comitato di cui all'articolo 9 dell'intesa
sancita il 23 marzo 2005 dalla Conferenza permanente per i rapporti
Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
n. 105 del 7 maggio 2005.
15-quinquies. Per il progetto FSE di cui al comma 15-ter, da
realizzare entro il 31 dicembre 2015, e' autorizzata una spesa non
superiore ai 10 milioni di euro per l'anno 2014 e a 5 milioni di euro
a decorrere dall'anno 2015, da definire su base annua con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze su proposta dell'Agenzia per
l'Italia digitale».
Modifica all'articolo 2 della legge 13 luglio 1966, n. 559, in
materia di compiti dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato
1. All'articolo 2 della legge 13 luglio 1966, n. 559, e
«10-bis. Ai fini del presente articolo, ferme restando le
specifiche disposizioni legislative in materia, sono considerati
carte valori i prodotti, individuati con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, aventi
certificazioni, abilitazioni, documenti di identita' e
alle relative infrastrutture, di assicurare un'idonea protezione
dalle contraffazioni e dalle falsificazioni».
Sistema pubblico per la gestione
dell'identita' digitale di cittadini e imprese
1. Al comma 2 dell'articolo 64 del codice dell'amministrazione
successive modificazioni, dopo il primo periodo e' inserito il
seguente: «Con l'istituzione del sistema SPID di cui al comma 2-bis,
le pubbliche amministrazioni possono consentire l'accesso in rete ai
propri servizi solo mediante gli strumenti di cui al comma 1, ovvero
mediante servizi offerti dal medesimo sistema SPID».
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 64 del codice di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come da ultimo modificato dal
presente articolo, sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. Per favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare
l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, anche in
mobilita', e' istituito, a cura dell'Agenzia per l'Italia digitale,
il sistema pubblico per la gestione dell'identita' digitale di
cittadini e imprese (SPID).
2-ter. Il sistema SPID e' costituito come insieme aperto di
soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte
dell'Agenzia per l'Italia digitale, secondo modalita' definite con il
decreto di cui al comma 2-sexies, gestiscono i servizi di
registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli
strumenti di accesso in rete nei riguardi di cittadini e imprese per
conto delle pubbliche amministrazioni, in qualita' di erogatori di
servizi in rete, ovvero, direttamente, su richiesta degli
2-quater. Il sistema SPID e' adottato dalle pubbliche
amministrazioni nei tempi e secondo le modalita' definiti con il
decreto di cui al comma 2-sexies.
2-quinquies. Ai fini dell'erogazione dei propri servizi in rete,
e' altresi' riconosciuta alle imprese, secondo le modalita' definite
con il decreto di cui al comma 2-sexies, la facolta' di avvalersi del
sistema SPID per la gestione dell'identita' digitale dei propri
utenti. L'adesione al sistema SPID per la verifica dell'accesso ai
propri servizi erogati in rete per i quali e' richiesto il
riconoscimento dell'utente esonera l'impresa da un obbligo generale
di sorveglianza delle attivita' sui propri siti, ai sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.
2-sexies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro delegato per l'innovazione tecnologica e del
Garante per la protezione dei dati personali, sono definite le
caratteristiche del sistema SPID, anche con riferimento:
a) modello architetturale e organizzativo del sistema;
b) alle modalita' e ai requisiti necessari per l'accreditamento
dei gestori dell'identita' digitale;
c) agli standard tecnologici e alle soluzioni tecniche e
organizzative da adottare anche al fine di garantire
l'interoperabilita' delle credenziali e degli strumenti di accesso
resi disponibili dai gestori dell'identita' digitale nei riguardi di
cittadini e imprese, compresi gli strumenti di cui al comma 1;
d) alle modalita' di adesione da parte di cittadini e imprese in
qualita' di utenti di servizi in rete;
e) ai tempi e alle modalita' di adozione da parte delle
pubbliche amministrazioni in qualita' di erogatori di servizi in
f) alle modalita' di adesione da parte delle imprese interessate
in qualita' di erogatori di servizi in rete».
3. Il sistema pubblico per la gestione dell'identita' digitale di
cittadini e imprese (SPID) e' realizzato utilizzando le risorse
finanziarie gia' stanziate a legislazione vigente per l'Agenzia per
l'Italia digitale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
Sblocca cantieri, manutenzione reti e territorio
e fondo piccoli Comuni
1. Per consentire nell'anno 2013 la continuita' dei cantieri in
all'avvio dei lavori e' istituito nello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un Fondo con una
dotazione complessiva pari a 2.069 milioni di euro, di cui 335
milioni di euro per l'anno 2013, 405 milioni di euro per l'anno 2014,
652 milioni di euro per l'anno 2015, 535 milioni di euro per l'anno
2016 e 142 milioni di euro per l'anno 2017. Il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti presenta semestralmente alle Camere
una documentazione conoscitiva e una relazione analitica
sull'utilizzazione del Fondo di cui al presente comma.
da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, si provvede
all'assegnazione delle risorse occorrenti, nei limiti delle
disponibilita' annuali del Fondo di cui al comma 1. Gli interventi
finanziabili ai sensi del presente comma riguardano il
completamento delle infrastrutture di rilevanza strategica nazionale
in corso di realizzazione , il potenziamento dei nodi, dello
standard di interoperabilita' dei corridoi europei e il miglioramento
delle prestazioni della rete e dei servizi ferroviari, il
collegamento ferroviario funzionale tra la Regione Piemonte e la
Valle d'Aosta, il superamento di criticita' sulle infrastrutture
viarie concernenti ponti e gallerie, l'asse di collegamento tra la
strada statale 640 e l'autostrada A19 Agrigento-Caltanissetta, gli
assi autostradali Pedemontana Veneta e Tangenziale Esterna Est di
Milano. Per quest'ultimo intervento, l'atto aggiuntivo di
aggiornamento della convenzione conseguente all'assegnazione del
finanziamento e' approvato con decreto del Ministro delle
dell'economia e delle finanze da adottarsi entro trenta giorni dalla
trasmissione dell'atto convenzionale ad opera dell'amministrazione
concedente. Gli interventi rispondenti alle finalita' di
potenziamento dei nodi, dello standard di interoperabilita' dei
corridoi europei e del miglioramento delle prestazioni della rete e
dei servizi ferroviari sono in ogni caso riferiti a infrastrutture
comprese nel Programma delle infrastrutture strategiche di cui alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443, per le quali si sono perfezionate le
procedure di individuazione con il coinvolgimento degli enti
3. Con delibere CIPE, da adottarsi entro quarantacinque giorni
presente decreto possono essere finanziati, a valere sul fondo di cui
al comma 1, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, l'asse
viario Quadrilatero Umbria-Marche, la tratta Colosseo-Piazza Venezia
della linea C della metropolitana di Roma, la linea M4 della
metropolitana di Milano, il collegamento Milano-Venezia secondo lotto
Rho-Monza, nonche', qualora non risultino attivabili altre fonti di
finanziamento, la linea 1 della metropolitana di Napoli, l'asse
autostradale Ragusa-Catania e la tratta Cancello-Frasso Telesino
della linea AV/AC Napoli-Bari.
4. Le risorse gia' assegnate con la delibera CIPE n. 88/2010 al
«Corridoio tirrenico meridionale A12 - Appia e bretella autostradale
Cisterna Valmontone» sono indistintamente utilizzabili per i lotti in
cui e' articolata l'opera. L'opera, interamente messa a gara, puo'
essere realizzata e finanziata per lotti funzionali, senza alcun
obbligo del concedente nei confronti del concessionario al
finanziamento delle tratte non coperte ove nei tre anni successivi
all'aggiudicazione non vengano reperite le risorse necessarie.
5. Per assicurare la continuita' funzionale e per lo sviluppo degli
investimenti previsti nella Convenzione vigente relativa alla
realizzazione e gestione delle tratte autostradali A24 e A25 «Strade
dei Parchi», a valere sul Fondo di cui al comma 1, ed in deroga alla
procedura di cui al comma 2, e' destinato alla societa'
concessionaria, secondo le modalita' previste dal Verbale d'Intesa
sottoscritto da ANAS S.p.A. e Strada dei Parchi S.p.A. il 16 dicembre
2010, l'importo complessivo di 90,7 milioni di euro, in ragione di
82,2 milioni di euro per l'anno 2013 e 8,5 milioni di euro per l'anno
2014, di cui 34,2 milioni di euro quale contributo dovuto dallo Stato
e 56,5 milioni di euro in via di anticipazione a fronte del
contributo dovuto dalla Regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune
di Roma ai sensi della Convenzione. Le risorse anticipate vengono
restituite dalla Regione e dagli enti locali interessati entro il 31
dicembre 2015, con versamento all'entrata del bilancio dello Stato
per la successiva riassegnazione al Fondo di cui all'articolo 32,
comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito, con
6. Entro il 30 ottobre 2013 viene sottoposto al CIPE il progetto
definitivo della tratta Colosseo-Piazza Venezia della linea C della
metropolitana di Roma, da finanziarsi a valere sul Fondo di cui al
comma 1 a condizione che la tratta completata della stessa linea C da
Pantano a Centocelle sia messa in pre-esercizio entro il 15
7. Nelle more dell'approvazione del Contratto di Programma - parte
investimenti 2012-2016 sottoscritto con RFI e' autorizzata la
contrattualizzazione degli interventi per la sicurezza ferroviaria
immediatamente cantierabili per l'importo gia' disponibile di 300
milioni di euro di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 1° marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 maggio
2012, n. 119.
8. Per innalzare il livello di sicurezza degli edifici
scolastici, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL), nell'ambito degli investimenti
immobiliari previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di
cui all'articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive
modificazioni, destina fino a 100 milioni di euro per ciascuno degli
anni dal 2014 al 2016 a un piano di interventi di messa in sicurezza
degli edifici scolastici e di costruzione di nuovi edifici
scolastici, anche con strumenti previsti dall'articolo 53, comma 5,
del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, secondo un programma
concordato tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e delle
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e
8-bis. Al fine di predisporre il piano di messa in sicurezza
degli edifici scolastici, di cui al comma 8, e' autorizzata la spesa
di 3,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, in
relazione all'articolo 2, comma 329, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, per l'individuazione di un modello unico di rilevamento e
sismico. Al relativo onere, pari a 3,5 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2014, 2015 e 2016, si provvede mediante corrispondente
8-ter. Al fine di attuare misure urgenti in materia di
scolastiche statali, con particolare riferimento a quelle in cui e'
stata censita la presenza di amianto, nonche' di garantire il
regolare svolgimento del servizio scolastico, ferma restando la
procedura prevista dall'articolo 11, commi da 4-bis a 4-octies, del
dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, per le altre risorse destinate
al Fondo unico di cui al comma 4-sexies del medesimo articolo 11 e
nelle more della completa attuazione della stessa procedura, per
l'anno 2014 e' autorizzata la spesa di 150 milioni di euro. Per le
suddette finalita', nonche' per quelle di cui al comma 8, fino al 31
dicembre 2014, i sindaci e i presidenti delle province interessati
operano in qualita' di commissari governativi, con poteri derogatori
rispetto alla normativa vigente, che saranno definiti con decreto del
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e del Ministro
dell'economia e delle finanze. Ai relativi oneri si provvede ai sensi
del comma 8-sexies.
8-quater. Le risorse previste dal comma 8-ter sono ripartite a
livello regionale per essere assegnate agli enti locali proprietari
degli immobili adibiti all'uso scolastico sulla base del numero degli
edifici scolastici e degli alunni presenti in ciascuna regione e
della situazione del patrimonio edilizio scolastico ai sensi della
tabella 1 annessa al presente decreto. Le quote imputate alle
province autonome di Trento e di Bolzano sono rese indisponibili in
attuazione dell'articolo 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191. L'assegnazione agli enti locali e' effettuata con decreto del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca entro il
30 ottobre 2013 sulla base delle graduatorie presentate dalle regioni
entro il 15 ottobre 2013. A tale fine, gli enti locali presentano
alle regioni entro il 15 settembre 2013 progetti esecutivi
immediatamente cantierabili di messa in sicurezza, ristrutturazione e
manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. La mancata
trasmissione delle graduatorie da parte delle regioni entro il 15
ottobre 2013 comporta la decadenza dall'assegnazione dei
finanziamenti assegnabili. Le risorse resesi disponibili sono
ripartite in misura proporzionale tra le altre regioni.
L'assegnazione del finanziamento prevista dal medesimo decreto
autorizza gli enti locali ad avviare le procedure di gara con
pubblicazione delle medesime ovvero le procedure di affidamento dei
lavori. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca comunica al Ministero dell'economia e delle finanze l'elenco
dei finanziamenti assegnati agli enti locali e semestralmente lo
stato di attuazione degli interventi, che sono pubblicati nel sito
internet dei due Ministeri.
8-quinquies. Il mancato affidamento dei lavori di cui al comma
8-quater entro il 28 febbraio 2014 comporta la revoca dei
finanziamenti. Le eventuali economie di spesa che si rendono
disponibili all'esito delle procedure di cui al citato comma 8-quater
ovvero le risorse derivanti dalle revoche dei finanziamenti sono
riassegnate dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca alle richieste che seguono nell'ordine della graduatoria. Lo
stesso Ministero provvede al trasferimento delle risorse agli enti
gli stati di avanzamento dei lavori debitamente certificati.
8-sexies. La somma di 150 milioni di euro giacente sul conto
corrente bancario acceso presso la banca Intesa Sanpaolo Spa,
relativo alla gestione stralcio del Fondo speciale per la ricerca
applicata (FSRA) di cui all'articolo 4 della legge 25 ottobre 1968,
n. 1089, e' versata all'entrata del bilancio dello Stato entro il 31
gennaio 2014 per essere riassegnata al Fondo unico per l'edilizia
scolastica di cui all'articolo 11, comma 4-sexies, del decreto-legge
17 dicembre 2012, n. 221. Il Ministro dell'economia e delle finanze
variazioni di bilancio. Le ulteriori somme disponibili all'esito
della chiusura della gestione stralcio del FSRA sono versate
riassegnate al Fondo per il finanziamento ordinario delle universita'
8-septies. All'articolo 1, comma 141, della legge 24 dicembre
2012, n. 228, dopo le parole: «non possono effettuare spese di
ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta in media
negli anni 2010 e 2011 per l'acquisto di mobili e arredi,» sono
inserite le seguenti: «se non destinati all'uso scolastico e dei
servizi all'infanzia,».
9. A valere sul Fondo di cui al comma 1, in deroga alla procedura
indicata al comma 2, l'importo di 100 milioni di euro per l'anno
2014, da iscriversi nello stato di previsione del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, e' destinato alla realizzazione del
primo Programma «6000 Campanili» concernente interventi
all'adozione di misure antisismiche , ovvero di realizzazione e
manutenzione di reti viarie e infrastrutture accessorie e
funzionali alle stesse o reti telematiche di NGN e WI-FI, nonche'
di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Possono accedere
al finanziamento solo gli interventi muniti di tutti i pareri,
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e dal decreto del Presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Entro 30 giorni dalla data di
con apposita convenzione tra il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti - Dipartimento per le infrastrutture, gli affari generali e
il personale - e l'Associazione nazionale dei comuni italiani
(ANCI), da approvare con decreto del Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti e pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, sono
disciplinati i criteri per l'accesso all'utilizzo delle risorse degli
interventi che fanno parte del Programma. I Comuni con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti, le unioni composte da comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti e i comuni risultanti da
fusione tra comuni, ciascuno dei quali con popolazione inferiore a
5.000 abitanti , per il tramite dell' ANCI , presentano entro 60
giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana della sopra citata convenzione, le richieste di contributo
finanziario al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il
contributo richiesto per il singolo progetto non puo' essere
inferiore a 500.000 euro e maggiore di 1.000.000 di euro e il costo
totale del singolo intervento puo' superare il contributo richiesto
soltanto nel caso in cui le risorse finanziarie aggiuntive necessarie
siano gia' immediatamente disponibili e spendibili da parte del
Comune proponente. Ogni Comune puo' presentare un solo progetto. Il
Programma degli interventi che accedono al finanziamento e' approvato
10. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e' approvato il
programma degli interventi di manutenzione straordinaria di ponti,
viadotti e gallerie della rete stradale di interesse nazionale in
gestione ad ANAS SpA con l'individuazione delle relative risorse e
apposita convenzione che disciplina i rapporti tra Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e ANAS SpA per l'attuazione del
programma nei tempi previsti e le relative modalita' di monitoraggio.
La societa' ANAS SpA presenta semestralmente alle Camere una
relazione sull'attuazione del programma di cui al presente comma.
11. Il mancato conseguimento, alla data del 31 dicembre 2013, delle
finalita' indicate al comma 1, determina la revoca del finanziamento
assegnato ai sensi del presente articolo. Con i provvedimenti di
assegnazione delle risorse di cui ai commi 2 e 3 sono stabilite, in
ordine a ciascun intervento, le modalita' di utilizzo delle risorse
assegnate, di monitoraggio dell'avanzamento dei lavori e di
applicazione di misure di revoca. Le risorse revocate confluiscono
nel Fondo di cui all'articolo 32, comma 1, del decreto-legge 6 luglio
12. Le risorse assegnate a valere sul Fondo di cui al comma 1 non
possono essere utilizzate per la risoluzione di contenziosi.
13. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede: quanto a euro 235
milioni per l'anno 2013, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 213, della
legge 24 dicembre 2012, n. 228; quanto a euro 50 milioni per l'anno
2013, a euro 120 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e a euro
142 milioni per l'anno 2016, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 1, della
legge 6 febbraio 2009, n. 7; quanto a euro 96 milioni per l'anno
2014, a euro 258 milioni per l'anno 2015, a euro 143 milioni per
l'anno 2016 e a euro 142 milioni per l'anno 2017 mediante
all'articolo 1, comma 208, della legge 24 dicembre 2012, n. 228;
quanto a euro 50 milioni per l'anno 2013, a euro 189 milioni per
l'anno 2014, a euro 274 milioni per l'anno 2015 e a euro 250 milioni
per l'anno 2016 mediante corrispondente utilizzo delle risorse
assegnate dal CIPE in favore del secondo lotto del Terzo Valico dei
Giovi a valere sul Fondo di cui all'articolo 32, comma 1, del
14. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, negli stati di previsione dei
Ministeri interessati, le variazioni di bilancio conseguenti alla
ripartizione del Fondo di cui al comma 1.
14-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
riferisce semestralmente alle Camere sullo stato di attuazione dei
decreti attuativi di propria competenza di cui al presente
1) al comma 5 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All'atto
della consegna dei lavori il soggetto concedente dichiara di disporre
di tutte le autorizzazioni, licenze, abilitazioni, nulla osta,
permessi o altri atti di consenso comunque denominati previsti dalla
normativa vigente e che detti atti sono legittimi, efficaci e
validi.»;
2) al comma 8, le parole: «o nuove condizioni per l'esercizio delle
attivita' previste nella concessione, quando determinano una modifica
dell'equilibrio del piano», sono sostituite dalle seguenti: «o che
comunque incidono sull'equilibrio del piano economico-finanziario,
previa verifica del CIPE sentito il Nucleo di consulenza per
l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di
pubblica utilita' (NARS) »;
3) dopo il comma 8, e' inserito il seguente:
«8-bis. Ai fini della applicazione delle disposizioni di cui al
comma 8 del presente articolo, la convenzione definisce i presupposti
e le condizioni di base del piano economico-finanziario le cui
variazioni non imputabili al concessionario, qualora determinino una
modifica dell'equilibrio del piano, comportano la sua revisione. La
convenzione contiene inoltre una definizione di equilibrio economico
finanziario che fa riferimento ad indicatori di redditivita' e di
capacita' di rimborso del debito, nonche' la procedura di verifica e
la cadenza temporale degli adempimenti connessi.»;
1) al comma 3-bis, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Per le concessioni da affidarsi con la procedura ristretta, nel
bando puo' essere previsto che l'amministrazione aggiudicatrice
possa indire , prima della scadenza del termine di presentazione
delle offerte, una consultazione preliminare con gli operatori
economici invitati a presentare le offerte, al fine di verificare
l'insussistenza di criticita' del progetto posto a base di gara sotto
il profilo della finanziabilita', e possa provvedere , a seguito
della consultazione, ad adeguare gli atti di gara aggiornando il
termine di presentazione delle offerte, che non puo' essere inferiore
a trenta giorni decorrenti dalla relativa comunicazione agli
interessati. Non puo' essere oggetto di consultazione l'importo delle
misure di defiscalizzazione di cui all'articolo 18 della legge 12
novembre 2011, n. 183, e all'articolo 33 del decreto-legge 18 ottobre
2012, n. 221, nonche' l'importo dei contributi pubblici, ove
previsti.»
«3-ter. Il bando puo' prevedere che l'offerta sia corredata dalla
dichiarazione sottoscritta da uno o piu' istituti finanziatori di
manifestazione di interesse a finanziare l'operazione, anche in
considerazione dei contenuti dello schema di contratto e del piano
3-quater. L'amministrazione aggiudicatrice prevede nel bando di
gara che il contratto di concessione stabilisca la risoluzione del
rapporto in caso di mancata sottoscrizione del contratto di
finanziamento o in mancanza della sottoscrizione o del
collocamento delle obbligazioni di progetto di cui all'articolo 157,
entro un congruo termine fissato dal bando medesimo, comunque non
superiore a ventiquattro mesi, decorrente dalla data di approvazione
del progetto definitivo. Resta salva la facolta' del concessionario
di reperire la liquidita' necessaria alla realizzazione
dell'investimento attraverso altre forme di finanziamento previste
dalla normativa vigente, purche' sottoscritte entro lo stesso
termine. Nel caso di risoluzione del rapporto ai sensi del primo
periodo, il concessionario non avra' diritto ad alcun rimborso delle
spese sostenute, ivi incluse quelle relative alla progettazione
definitiva. Il bando di gara puo' altresi' prevedere che in caso di
parziale finanziamento del progetto e comunque per uno stralcio
tecnicamente ed economicamente funzionale, il contratto di
concessione rimanga valido limitatamente alla parte che regola la
realizzazione e gestione del medesimo stralcio funzionale.»;
c) all'articolo 153, dopo il comma 21 e' aggiunto il seguente:
«21-bis. Al fine di assicurare adeguati livelli di bancabilita' e
il coinvolgimento del sistema bancario nell'operazione, si applicano
in quanto compatibili le disposizioni contenute all'articolo 144,
commi 3-bis, 3-ter e 3-quater.»;
d) all'articolo 174, dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente:
«4-bis. Al fine di assicurare adeguati livelli di bancabilita' e il
coinvolgimento del sistema bancario nell'operazione, si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni contenute all'articolo 144, commi
3-bis, 3-ter e 3-quater.»;
e) all'articolo 175 dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente:
«5-bis. Al fine di assicurare adeguati livelli di bancabilita' e il
3-bis, 3-ter e 3-quater.».
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b), c), d) ed e), non
si applicano alle procedure in finanza di progetto, di cui agli
articoli 153 e 175 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
con bando gia' pubblicato alla data di entrata in vigore del presente
decreto , ne' agli interventi da realizzare mediante finanza di
progetto le cui proposte sono state gia' dichiarate di pubblico
interesse alla data di entrata in vigore del presente decreto .
3. All'articolo 33 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
a) il comma 1, il primo periodo, e' sostituito dal seguente: «1. Al
fine di favorire in via sperimentale la realizzazione di nuove opere
infrastrutturali di rilevanza strategica nazionale di importo
superiore a 200 milioni di euro mediante l'utilizzazione dei
contratti di partenariato pubblico-privato di cui all'articolo 3,
comma 15-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la cui
progettazione definitiva sia approvata entro il 31 dicembre 2016, per
i quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto ed e'
accertata, in esito alla procedura di cui al comma 2, la non
sostenibilita' del piano economico-finanziario , e' riconosciuto
al soggetto titolare del contratto di partenariato
pubblico-privato , ivi comprese le societa' di progetto di cui
all'articolo 156 del medesimo decreto legislativo n. 163 del 2006, un
credito di imposta a valere sull'IRES e sull'IRAP generate in
relazione alla costruzione e gestione dell'opera»;
b) il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Il CIPE, previo
parere del NARS che allo scopo e' integrato con due ulteriori
componenti designati rispettivamente dal Ministro dell'economia e
delle finanze e dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprie
delibere individua l'elenco delle opere che, per effetto
dell'applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2-ter, conseguono
le condizioni di equilibrio economico-finanziario necessarie a
consentirne il finanziamento, e il valore complessivo delle opere che
possono accedere alle agevolazioni; per ciascuna infrastruttura sono
inoltre determinate le misure agevolative necessarie per la
sostenibilita' del piano economico-finanziario , definendone le
modalita' per l'accertamento, per il relativo monitoraggio nonche'
per la loro rideterminazione in caso di miglioramento dei parametri
posti a base del piano economico-finanziario e applicando, per quanto
compatibili, i principi e i criteri definiti dal CIPE con le apposite
linee guida per l'applicazione dell'articolo 18 della legge 12
c) il comma 2-ter e' sostituito dal seguente: « 2-ter. Al fine di
favorire la realizzazione di nuove opere infrastrutturali di
rilevanza strategica nazionale di importo superiore a 200 milioni di
euro mediante l'utilizzazione dei contratti di partenariato
pubblico-privato di cui all'articolo 3, comma 15-ter, del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la cui progettazione definitiva
sia approvata entro il 31 dicembre 2016, per le quali e' accertata,
in esito alla procedura di cui al comma 2, la non sostenibilita' del
piano economico-finanziario, e' riconosciuta al soggetto titolare del
contratto di partenariato pubblico-privato , ivi comprese le
societa' di progetto di cui all'articolo 156 del medesimo decreto
legislativo n. 163, al fine di assicurare la sostenibilita' economica
dell'operazione di partenariato pubblico-privato , l'esenzione dal
pagamento del canone di concessione nella misura necessaria al
raggiungimento dell'equilibrio del piano economico-finanziario»;
d) al comma 2-quater, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Le misure di cui al presente articolo sono alternative a quelle
previste dall'articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183. Le
stesse misure sono riconosciute in conformita' alla disciplina
comunitaria in materia di aiuti di Stato .
4. All'articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono
a) al comma 2 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con le
modalita' di cui al precedente periodo puo' essere altresi' definita
ogni altra disposizione attuativa del presente articolo.»;
5. All'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 22 giugno 2012, n.
le parole: «le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3» sono sostituite
dalle seguenti «le disposizioni di cui al comma 1».
5-bis. Fino alla data del 15 settembre 2013 sono sospesi i
pagamenti dei canoni per le concessioni demaniali marittime indicate
all'articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive
modificazioni, anche qualora i relativi importi siano stati iscritti
al ruolo esattoriale e siano state emesse cartelle di pagamento da
parte degli agenti incaricati alla riscossione. Fino alla stessa data
del 15 settembre 2013 sono sospesi i procedimenti amministrativi
avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi,
relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione
demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone
demaniale marittimo nella misura determinata dal medesimo articolo 03
del decreto-legge n. 400 del 1993. Entro dieci giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto le
amministrazioni competenti provvedono a trasmettere all'agente della
riscossione l'elenco dei codici tributo interessati dalla
Riprogrammazione degli interventi
1. Con ricognizione, da completare entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, da effettuare con i
soggetti beneficiari, il Ministero delle Infrastrutture e dei
trasporti verifica lo stato di attuazione degli interventi del 1° e
2° Programma annuale di attuazione del Piano Nazionale della
Sicurezza Stradale cofinanziati con legge 23 dicembre 1999, n. 488.
Ove dalla predetta ricognizione risultino interventi non ancora
avviati i corrispondenti finanziamenti ed i relativi impegni di spesa
sono revocati con uno o piu' decreti, di natura non regolamentare,
2. Le risorse derivanti dalle revoche dei finanziamenti sono
iscritte nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e sono destinate alla realizzazione in
cofinanziamento di un programma di interventi di sicurezza stradale,
concernenti prevalentemente lo sviluppo e la messa in sicurezza di
itinerari e percorsi ciclabili e pedonali, nonche' al finanziamento
della realizzazione e della messa in sicurezza dei tratti stradali
mancanti per dare continuita' all'asse viario Terni-Rieti , alla
prosecuzione del monitoraggio dei Programmi di attuazione del Piano
Nazionale della Sicurezza Stradale ed all'implementazione ed al
miglioramento del sistema di raccolta dati di incidentalita' stradale
in coerenza con quanto previsto dall'articolo 56 della legge 29
3. Le somme relative ai finanziamenti revocati iscritte in conto
residui sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica nel
triennio 2013-2015, per le finalita' del comma 2.
4. Il programma da cofinanziare e' definito sulla base delle
proposte formulate dalle Regioni a seguito di specifica procedura
fondata su criteri di selezione che tengono prioritariamente conto
dell'importanza degli interventi in termini di effetti sul
miglioramento della sicurezza stradale di cui al comma 2 e della
loro immediata cantierabilita'.
apportare le variazioni di bilancio conseguenti all'attuazione del
5-bis. Al fine di garantire l'efficacia del sistema sanzionatorio
relativo alle violazioni del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e l'effettiva disponibilita'
delle risorse destinate al finanziamento dei programmi annuali di
attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, di cui ai
commi 1 e 2 del presente articolo, all'articolo 202 del citato codice
a)al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Tale
somma e' ridotta del 30 per cento se il pagamento e' effettuato entro
cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione. La riduzione
di cui al periodo precedente non si applica alle violazioni del
presente codice per cui e' prevista la sanzione accessoria della
confisca del veicolo, ai sensi del comma 3 dell'articolo 210, e la
b)al comma 2:
«ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico»;
«2.1. Qualora l'agente accertatore sia munito di idonea
apparecchiatura il conducente, in deroga a quanto previsto dal comma
2, e' ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell'agente
accertatore medesimo, il pagamento mediante strumenti di pagamento
1. L'agente trasmette il verbale al proprio comando o ufficio e
rilascia al trasgressore una ricevuta della somma riscossa, facendo
menzione del pagamento nella copia del verbale che consegna al
trasgressore medesimo»;
d) al comma 2-bis e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Qualora l'agente accertatore sia dotato di idonea apparecchiatura,
il conducente puo' effettuare il pagamento anche mediante strumenti
di pagamento elettronico»;
e) al comma 2-ter, le parole: «alla meta' del massimo» sono
sostituite dalle seguenti: «al minimo».
5-ter. Il Ministro dell'interno, sentito il Ministro
dell'economia e delle finanze, promuove la stipulazione di
convenzioni con banche, con la societa' Poste italiane Spa e con
altri intermediari finanziari al fine di favorire, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, la diffusione dei pagamenti
mediante strumenti di pagamento elettronico previsti dall'articolo
202 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, come da ultimo modificato dal comma 5-bis del presente
5-quater. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con
semplificazione, sono disciplinate, senza nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica, entro quattro mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, le procedure
per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del
285, tramite posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti
abilitati all'utilizzo della posta medesima, escludendo l'addebito
delle spese di notificazione a carico di questi ultimi.
Differimento dell'operativita' della garanzia globale
1. Il termine previsto dall'articolo 357, comma 5, del decreto del
Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, gia' prorogato ai
sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 giugno 2012, n.
73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2012, n.
119, e' ulteriormente differito al 30 giugno 2014.
1. All'articolo 5-bis della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e
a) al comma 1, primo periodo, le parole: «Nei siti oggetto di
interventi» sono sostituite dalle seguenti: «Nelle aree portuali e
marino costiere poste in siti» e il quarto periodo e' sostituito dal
seguente: «Il decreto di approvazione del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare deve intervenire entro trenta
giorni dalla suddetta trasmissione, previo parere, solo se il
progetto di dragaggio prevede anche il progetto di infrastrutture di
contenimento non comprese nei provvedimenti di rilascio della
Valutazione d'impatto ambientale dei Piani regolatori portuali di
riferimento, o comunque difformi da quelle oggetto dei provvedimenti,
della Commissione di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, sull'assoggettabilita' o meno del progetto alla
valutazione di impatto ambientale»;
b) al comma 2, lettera a), le parole: «analoghe al fondo naturale
con riferimento al sito di prelievo e» sono soppresse;
c) al comma 2, lettera c), le parole «con le modalita' previste dal
decreto di cui al comma 6» sono soppresse;
d) al comma 6, le parole: «sentita la Conferenza permanente per i
Bolzano, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, definisce con proprio decreto le
modalita' e le norme tecniche per i dragaggi dei materiali, anche al
fine dell'eventuale loro reimpiego, di aree portuali e marino
costiere poste in siti di bonifica di interesse nazionale» sono
sostituite dalle seguenti: «adotta con proprio decreto le norme
tecniche applicabili alle operazioni di dragaggio nelle aree portuali
e marino costiere poste in siti di bonifica di interesse nazionale al
fine dell'eventuale reimpiego dei materiali dragati ed al fine di
quanto previsto dal comma 2 del presente articolo».
2. Nell'ambito della propria autonomia finanziaria, alle autorita'
portuali e' consentito di stabilire variazioni in diminuzione, fino
all'azzeramento, delle tasse di ancoraggio e portuale, cosi' come
adeguate ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 28 maggio 2009, n. 107, nonche' variazioni in
aumento, fino a un limite massimo pari al doppio della misura
delle tasse medesime. L'utilizzo delle entrate rivenienti
dall'esercizio dell'autonomia impositiva e tariffaria delle autorita'
portuali , nonche' la compensazione, con riduzioni di spese
correnti, sono adeguatamente esposti nelle relazioni sul bilancio
di previsione e nel rendiconto generale. Nei casi in cui le autorita'
portuali si avvalgano della predetta facolta' di riduzione della
tassa di ancoraggio in misura superiore al settanta per cento, e'
esclusa la possibilita' di pagare il tributo con la modalita'
dell'abbonamento annuale. Il collegio dei revisori dei conti attesta
la compatibilita' finanziaria delle operazioni poste in essere.
Dall'attuazione delle disposizioni del presente comma non devono
3. All'articolo 18-bis della legge 28 gennaio 1994, n. 84, al comma
1, dopo le parole: «nei collegamenti stradali e ferroviari nei porti»
sono aggiunte le seguenti: «e gli investimenti necessari alla messa
in sicurezza, alla manutenzione e alla riqualificazione strutturale
degli ambiti portuali» e le parole: «di 70 milioni di euro annui»
sono sostituite dalle seguenti: «di 90 milioni di euro annui».
Disposizioni urgenti per il rilancio della nautica
da diporto e del turismo nautico
01. All'articolo 49-bis, comma 1, del decreto legislativo 18
luglio 2005, n. 171, dopo le parole: «il titolare persona fisica»
sono inserite le seguenti: «o societa' non avente come oggetto
sociale il noleggio o la locazione».
1. All'articolo 49-bis, comma 5, del decreto legislativo 18 luglio
2005, n. 171, dopo le parole: «di cui al comma 1» sono inserite le
seguenti: «, di durata complessiva non superiore a quarantadue
giorni ,» e le parole «sempreche' di importo non superiore a 30.000
euro annui» sono soppresse.
2. Al comma 2 dell'articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 214, le lettere a) e b)sono abrogate e le lettere c) e d) sono
«c) euro 870 per le unita' con scafo di lunghezza da 14,01 a 17
d) euro 1.300 per le unita' con scafo di lunghezza da 17,01 a 20
metri;».
Modifiche al decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188,
ed alla legge 3 luglio 2009, n. 99
1. All'articolo 17 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188,
a) al comma 1, le parole: «d'intesa con», sono sostituite dalla
seguente: «sentita» e le parole: «e' stabilito il canone dovuto» sono
sostituite dalle seguenti: « e' approvata la proposta del gestore
per l'individuazione del canone dovuto»;
b) il comma 11 e' sostituito dal seguente: «11. Con uno o piu'
decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sono
definiti il quadro per l'accesso all'infrastruttura, i principi e le
procedure per l'assegnazione della capacita' di cui all'articolo 27
del presente decreto, per il calcolo del canone ai fini dell'utilizzo
dell'infrastruttura ferroviaria e dei corrispettivi dei servizi
di cui all'articolo 20 del presente decreto, non ricompresi in quelli
obbligatori inclusi nel canone di accesso all'infrastruttura, nonche'
le regole in materia di servizi di cui al medesimo articolo 20.».
2. Al fine di completare l'adeguamento della normativa nazionale
agli obblighi previsti dalla direttiva 91/440/CEE, all'articolo 5 del
decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, dopo il comma 4, e'
«4-bis. La separazione contabile e dei bilanci di cui ai precedenti
commi del presente articolo deve fornire la trasparente
rappresentazione delle attivita' di servizio pubblico e dei
corrispettivi e/o fondi pubblici percepiti per ogni attivita'.».
3. Al fine di semplificare le procedure di accesso al mercato nei
segmenti di trasporto nazionale a media e lunga percorrenza nonche'
al fine di integrare il recepimento della direttiva 2007/58/CE,
all'articolo 59 della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le
a) al comma 2, le parole: «diritto di far salire e scendere» sono
sostituite dalle seguenti «diritto di far salire o scendere»;
«4-bis. L'autorita' competente, qualora venga accertata la
compromissione dell'equilibrio economico del contratto di servizio
pubblico, puo' richiedere all'impresa ferroviaria oggetto della
procedura di cui al comma 2, il pagamento di opportuni,
trasparenti e non discriminatori diritti di compensazione.
L'importo di tali diritti deve, in linea con l'analisi economica
effettuata dall'organismo di regolazione, essere tale da
neutralizzare la predetta compromissione dell'equilibrio economico
e non puo' comunque eccedere quanto necessario per coprire i costi
originati dall'adempimento degli obblighi di servizio, inclusa la
componente di remunerazione del capitale investito prevista nei
contratti di servizio. I diritti riscossi devono essere utilizzati
per il cofinanziamento dei servizi oggetto del contratto di servizio
pubblico al fine di ristabilirne l'equilibrio economico . Nel caso
in cui le imprese ferroviarie, interessate dal procedimento di
limitazione di cui ai commi 1 e 2, provvedano al pagamento dei sopra
indicati diritti alla competente autorita', non sono piu' soggette
alle limitazioni nel diritto di far salire o scendere le persone
fintanto che non si verifichino nuove ulteriori compromissioni
dei contratti di servizio pubblico sulle relazioni interessate.
4-ter. Si prescinde dalla valutazione di cui ai commi precedenti e
dalle limitazioni conseguenti qualora il modello di esercizio sia
tale che le fermate intermedie siano a distanza superiore ai 100 Km e
i livelli medi tariffari applicati risultino di almeno il 20%
superiori a quelli dei servizi a committenza pubblica.».
3-bis. Dopo il comma 3 dell'articolo 12 del decreto legislativo
10 agosto 2007, n. 162, e' inserito il seguente:
«3-bis. Le modifiche di cui al comma 2 non possono prescrivere
livelli di sicurezza diversi da quelli minimi definiti dai CST, a
meno che non siano accompagnate da una stima dei sovraccosti
necessari e da un'analisi di sostenibilita' economica e finanziaria
per il gestore dell'infrastruttura e per le imprese ferroviarie,
corredata di stime ragionevoli anche in termini di relativi tempi di
Misure urgenti di settore in materia
1. Al fine di assicurare la continuita' dell'attivita' di vigilanza
sui concessionari della rete autostradale da parte del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti in attuazione dell'articolo 11,
comma 5, secondo periodo, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14,
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i
Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica
amministrazione e la semplificazione, si procede alla individuazione
delle unita' di personale trasferito al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e alla definizione della tabella di
comparto Ministeri e all'Area I della dirigenza nonche' alla
individuazione delle spese di funzionamento relative all'attivita' di
vigilanza e controllo sui concessionari autostradali. Il personale
trasferito, cui si applicano, per quanto non espressamente previsto,
le disposizioni di cui all'articolo 36, comma 5, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 111, mantiene la posizione assicurativa gia'
costituita nell'ambito dell'assicurazione generale obbligatoria,
ovvero delle forme sostitutive o esclusive dell'assicurazione stessa.
Per le finalita' di cui al presente comma, la dotazione organica
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' incrementata di
un numero pari alle unita' di personale con rapporto di lavoro a
tempo indeterminato individuate dal decreto del Presidente del
2. Con il decreto di cui al comma 1 si provvede all'individuazione
delle risorse derivanti dalle sub concessioni su sedime autostradale
e, ove necessario, di quelle derivanti dal canone comunque
corrisposto ad ANAS S.p.a. ai sensi dell'articolo 1, comma 1020,
secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - anche
mediante apposita rideterminazione della quota percentuale del
predetto canone da corrispondere direttamente ad ANAS S.p.a. da parte
dei concessionari autostradali - destinate a coprire gli oneri
derivanti dal comma 1, da iscrivere corrispondentemente nello stato
di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
ANAS S.p.a. provvede a dare esplicita evidenza tra i ricavi propri
del conto economico delle entrate acquisite ai sensi del citato comma
3. ANAS S.p.a. versa, entro il 30 giugno 2013, all'entrata del
bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione ad apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, la quota relativa al periodo 1° ottobre-31 dicembre
2012 , al netto delle anticipazioni gia' effettuate, dei canoni
afferenti alla competenza dell'anno 2012 concernenti le sub
concessioni sul sedime autostradale previsti a carico dei
concessionari autostradali. A decorrere dal 2013 i canoni di
competenza relativi alle sub concessioni sul sedime autostradale
previsti a carico dei concessionari autostradali sono versati al
bilancio dello Stato con cadenza mensile, entro il mese successivo,
nella misura del novanta per cento dell'ammontare degli importi
dovuti per il corrispondente periodo dell'anno precedente, salvo
conguaglio da effettuarsi entro il 31 marzo dell'anno successivo. Per
il solo anno di competenza 2013 il termine di versamento delle prime
sei rate e' fissato al 31 luglio 2013. Il Ministro dell'economia e
4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti assume le
situazioni debitorie e creditorie relative alle funzioni di cui
all'articolo 36, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ed
all'articolo 11, comma 5, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216,
nonche' l'eventuale contenzioso, sorti a far data dal 1° ottobre
5. Le disponibilita' residue delle risorse iscritte in bilancio per
l'anno 2012 destinate ai Contratti di servizio e di programma
dell'ENAV S.p.A. di cui all'articolo 5, comma 10, del decreto-legge 4
marzo 1989, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 5
maggio 1989, n. 160, possono essere utilizzate per la compensazione
dei costi sostenuti dall'ENAV nell'anno 2012, e previsti dai predetti
contratti, per garantire la sicurezza degli impianti ed operativa di
cui all'articolo 11-septies del decreto-legge 30 settembre 2005, n.
5-bis. Al fine di ridurre il rischio aeronautico e ambientale
correlato all'insistenza di abitazioni a uso residenziale intercluse
nel sedime dell'aeroporto di Pisa, e' stipulato tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della difesa, il
Ministero dell'economia e delle finanze, l'Ente nazionale per
l'aviazione civile (ENAC), la societa' di gestione interessata, la
regione, la provincia e il comune competenti apposito accordo di
programma per la delocalizzazione delle abitazioni intercluse nel
sedime dell'aeroporto di Pisa. Nello stesso accordo sono previsti le
modalita' di attuazione dell'intervento, le risorse che concorrono al
finanziamento e i termini per la loro erogazione nonche' le modalita'
di trasferimento delle aree al demanio aeronautico civile e
5-ter. All'accordo di programma di cui al comma 5-bis puo' essere
destinata una quota delle risorse da assegnare per l'anno 2013
all'ENAC, ai sensi dall'articolo 11-decies del decreto-legge 30
dicembre 2005, n. 248, nella misura massima di 10 milioni di euro e,
6. Al fine di superare lo stato di emergenza derivante dalla
scadenza delle gestioni commissariali gia' operanti per la messa in
sicurezza delle grandi dighe senza concessionario, all'articolo 55,
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, dopo il primo
periodo e' inserito il seguente: «A tal fine la dotazione organica
del personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e'
incrementata di un numero corrispondente di posti».
7. All'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
1) all'alinea, le parole: «, anche avvalendosi di Anas s.p.a.,»
2) alla lettera a), le parole: «ovvero in affidamento diretto ad
Anas s.p.a. a condizione che non comporti effetti negativi sulla
finanza pubblica, nonche', subordinatamente alla medesima condizione,
di affidamento diretto a tale societa' della concessione di gestione
di autostrade per le quali la concessione sia in scadenza ovvero
revocata» sono soppresse;
3) alla lettera b), il numero 3) e' abrogato;
b)al comma 3, lettera a) , le parole: «anche per effetto di
subentro ai sensi del precedente comma 2, lettere a)e b)» sono
8. All'articolo 36, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo periodo, le parole: «L'amministratore unico» sono
sostituite dalle seguenti: «L'organo amministrativo» e le parole:
«entro il 30 marzo» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30
novembre»;
b)al secondo periodo, le parole: «Entro 30 giorni
dall'emanazione del decreto di approvazione dello statuto» sono
sostituite dalle seguenti: «Entro 30 giorni dalla data di
approvazione da parte dell'assemblea del bilancio per l'esercizio
c) il terzo periodo e' soppresso.
9. Le funzioni ed i compiti di vigilanza sulle attivita' previste
dalla Convenzione per l'esercizio dei servizi di collegamento
marittimo con le isole minori siciliane stipulata ai sensi
dell'articolo 1, comma 998, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e
dell'articolo 19-ter del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,
sono attribuiti alla Regione Siciliana a decorrere dall'entrata in
10. All'articolo 6, comma 19, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
135, le parole «con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze»
sono soppresse e dopo le parole «ogni successiva modificazione ovvero
integrazione delle suddette convenzioni e' approvata» sono inserite
le seguenti «con decreto del Presidente della Regione Siciliana.».
11. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
si provvede, nei successivi trenta giorni, alle modifiche del testo
convenzionale, stipulato in data 30 luglio 2012, necessarie
all'adeguamento alle presenti disposizioni.
11-bis. Le risorse revocate ai sensi dell'articolo 18, comma 11,
che confluiscono nel Fondo di cui all'articolo 32, comma 1, del
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono attribuite
a)al completamento della copertura del Passante ferroviario di
b)alla regione Piemonte, a titolo di contributo per spese
sostenute per la realizzazione del collegamento
Torino-Ceres/Aeroporto di Caselle;
c) al collegamento ferroviario Novara-Seregno-Malpensa
(potenziamento e variante di Galliate);
d) alla regione autonoma Friuli Venezia Giulia per la
realizzazione della terza corsia della tratta autostradale A4 Quarto
d'Altino-Villesse-Gorizia, al fine di consentire l'attuazione
dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3702/2008
del 5 settembre 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 213
dell'11 settembre 2008;
e) agli interventi di soppressione e automazione di passaggi a
livello sulla rete ferroviaria mediante costruzione di idonei
manufatti sostitutivi o deviazioni stradali o di miglioramento delle
condizioni di esercizio di passaggi a livello non eliminabili,
corridoio ferroviario adriatico da Bologna a Lecce, con decreto del
11-ter. Le proposte dei soggetti promotori per l'approvazione dei
progetti preliminari, anche suddivisi per lotti funzionali in
coerenza con le risorse finanziarie disponibili, degli interventi di
adeguamento della strada statale 372 «Telesina» tra lo svincolo di
Caianello della strada statale 372 e lo svincolo di Benevento sulla
strada statale 88 nonche' del collegamento autostradale Termoli-San
Vittore devono essere sottoposte al CIPE per l'approvazione entro
conversione del presente decreto. Le risorse gia' assegnate con la
delibera del CIPE n. 100/2006 del 29 marzo 2006, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 2006, e quelle a valere sul
Fondo per le aree sottoutilizzate assegnate con la delibera del CIPE
n. 62/2011 del 3 agosto 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
304 del 31 dicembre 2011, sono destinate esclusivamente alla
realizzazione della predetta opera di adeguamento della strada
statale 372 «Telesina». La mancata approvazione delle proposte
determina l'annullamento della procedura avviata e la revoca dei
11-quater. All'articolo 11, comma 1, della legge 26 ottobre 1995,
n. 447, dopo le parole: «dagli autodromi,» sono inserite le seguenti:
«dalle aviosuperfici, dai luoghi in cui si svolgono attivita'
sportive di discipline olimpiche in forma stabile,». All'articolo 1,
Repubblica 3 aprile 2001, n. 304, dopo le parole: «di autodromi,»
sono inserite le seguenti: «aviosuperfici, luoghi in cui si svolgono
attivita' sportive di discipline olimpiche in forma stabile,».
All'articolo 4, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 14 novembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280
del 1° dicembre 1997, dopo la parola: «aeroportuali» sono inserite le
seguenti: «, di aviosuperfici, dei luoghi in cui si svolgono
attivita' sportive di discipline olimpiche in forma stabile».
All'articolo 1, comma 1, lettera a) , del decreto del Ministro
dell'ambiente 31 ottobre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
267 del 15 novembre 1997, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, nonche' delle aviosuperfici e dei luoghi in cui si svolgono
11-quinquies. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 11, commi
6 e 7, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, nonche' quanto
disposto dall'articolo 16, commi 4 e 9, del decreto-legge 22 giugno
2012, n. 134, le regioni interessate, al fine di consentire la
rimozione dello squilibrio finanziario derivante da debiti pregressi
a carico dei rispettivi bilanci regionali concernenti i servizi di
trasporto pubblico regionale e locale e di applicare i criteri di
incremento dell'efficienza e di razionalizzazione previsti
dall'articolo 16-bis, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
e successive modificazioni, predispongono un piano di
ristrutturazione del debito a tutto il 31 dicembre 2012, da
sottoporre, entro il 31 ottobre 2013, all'approvazione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'economia e
delle finanze. Il piano di ristrutturazione del debito deve
individuare le necessarie azioni di razionalizzazione e di incremento
dell'efficienza da conseguire attraverso l'adozione dei criteri e
delle modalita' di cui al citato articolo 16-bis, comma 3, del
legge n. 135 del 2012. Per il finanziamento del piano di
ristrutturazione, ciascuna regione interessata e' autorizzata, previa
delibera del CIPE, a utilizzare, per gli anni 2013 e 2014, le risorse
ad essa assegnate a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione in
attuazione della delibera del CIPE n. 1/2011 dell'11 gennaio 2011,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 7 aprile 2011, nel
limite massimo dell'importo che sara' concordato tra ciascuna
regione, il Ministero per la coesione territoriale, il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'economia e
delle finanze sulla base del piano stesso. Per le regioni interessate
sara' conseguentemente sottoposta all'esame del CIPE, per la presa
d'atto, la nuova programmazione delle risorse del Fondo per lo
sviluppo e la coesione.
11-sexies. Per il biennio 2013-2014, al fine di consentire il
raggiungimento degli obiettivi di efficientamento e razionalizzazione
di cui all'articolo 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, la
regione Calabria e' autorizzata, acquisito il parere del Ministro per
la coesione territoriale, del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti e del Ministro dell'economia e delle finanze, ad utilizzare
le risorse destinate alla programmazione regionale del Fondo per lo
sviluppo e la coesione, nel limite di 40 milioni di euro per
operazioni di potenziamento del sistema di mobilita' regionale su
ferro, compreso l'acquisto di materiale rotabile automobilistico e
ferroviario. Le risorse sono rese disponibili, entro il predetto
limite di 40 milioni di euro, previa rimodulazione del piano di
interventi rientrante nella programmazione regionale del Fondo per lo
Modifica all'articolo 37
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201
1. All'articolo 37, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 214, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «La sede
dell'Autorita' e' individuata in un immobile di proprieta' pubblica
nella citta' di Torino, laddove idoneo e disponibile, con decreto del
infrastrutture e dei trasporti, entro il termine del 31 dicembre
1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il comma
418 e' sostituito dal seguente:
«418. In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui
all'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190, i dati
ivi previsti relativi all'anno 2012 sono pubblicati unitamente ai
dati relativi all'anno 2013.».
a)al comma 9-bis:
1) al primo e al secondo periodo, le parole: «31 dicembre 2013»
sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2015»;
2) al primo periodo, le parole: «ai migliori cinque anni del
decennio» sono sostituite dalle seguenti: «al decennio»;
b) al comma 15-bis le parole: «31 dicembre 2013» sono sostituite
dalle seguenti: «31 dicembre 2015»;
c) al comma 20-bis le parole: «31 dicembre 2013» sono sostituite
1. All'articolo 2, comma 1-bis, del codice di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, dopo
il primo periodo e' inserito il seguente: «Nella determina a
contrarre le stazioni appaltanti indicano la motivazione circa la
mancata suddivisione dell'appalto in lotti».
2. All'articolo 6, comma 5, del codice di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo le parole: «principi di
correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente,»
sono inserite le seguenti: «di tutela delle piccole e medie imprese
attraverso adeguata suddivisione degli affidamenti in lotti
funzionali».
3. All'articolo 7, comma 8, lettera a) , del codice di cui al
modificazioni, dopo le parole: «i dati concernenti il contenuto dei
bandi» sono inserite le seguenti: «, con specificazione
dell'eventuale suddivisione in lotti ai sensi dell'articolo 2, comma
1-bis,».
1. Per i contratti di appalto relativi a lavori, disciplinati dal
codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, affidati
a seguito di gare bandite successivamente alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31
dicembre 2014, in deroga ai vigenti divieti di anticipazione del
prezzo, e' prevista e pubblicizzata nella gara d'appalto la
corresponsione in favore dell'appaltatore di un'anticipazione pari al
10 per cento dell'importo contrattuale. Si applicano gli articoli
124, commi 1 e 2, e 140, commi 2 e 3, del regolamento di cui al
2. Nel caso di contratti di appalto relativi a lavori di durata
pluriennale, l'anticipazione va compensata fino alla concorrenza
dell'importo sui pagamenti effettuati nel corso del primo anno
3. Nel caso di contratti sottoscritti nel corso dell'ultimo
trimestre dell'anno, l'anticipazione e' effettuata nel primo mese
dell'anno successivo ed e' compensata nel corso del medesimo anno
Semplificazione in materia di procedura CIPE
e concessioni autostradali
1. Il comma 5 dell'articolo 21 del decreto-legge 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004,
n. 47, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente:
«5. Il concessionario formula al concedente, entro il 15 ottobre di
ogni anno, la proposta di variazioni tariffarie che intende applicare
nonche' la componente investimenti dei parametri X e K relativi a
ciascuno dei nuovi interventi aggiuntivi. Con decreto motivato del
Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro il 15
dicembre, sono approvate o rigettate le variazioni proposte. Il
decreto motivato puo' riguardare esclusivamente le verifiche relative
alla correttezza dei valori inseriti nella formula revisionale e dei
relativi conteggi, nonche' alla sussistenza di gravi inadempienze
delle disposizioni previste dalla convenzione e che siano state
formalmente contestate dal concessionario entro il 30 giugno
2. All'articolo 169-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
a) al comma 1, terzo periodo, le parole: «Dipartimento per la
programmazione economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
sono sostituite dalle seguenti: «Dipartimento per la programmazione e
il coordinamento della politica economica della Presidenza del
Consiglio dei Ministri» e, dopo il terzo periodo e' inserito il
seguente: «Il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento
si pronuncia entro sessanta giorni, decorsi infruttuosamente i quali
il decreto puo' essere comunque adottato»;
b) al comma 3 e' aggiunto, in fine il seguente periodo: «In caso di
criticita' procedurali, tali da non consentire il rispetto del
predetto termine di trenta giorni per l'adozione del decreto, il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti riferisce al Consiglio
dei Ministri per le conseguenti determinazioni.».
1. La pubblica amministrazione procedente o , in caso di
procedimenti in cui intervengono piu' amministrazioni, quella
responsabile del ritardo e i soggetti di cui all'articolo 1, comma
1-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241, in caso di inosservanza del
termine di conclusione del procedimento amministrativo iniziato ad
istanza di parte, per il quale sussiste l'obbligo di pronunziarsi,
con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi
pubblici, corrispondono all'interessato, a titolo di indennizzo per
il mero ritardo, una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo
con decorrenza dalla data di scadenza del termine del procedimento,
comunque complessivamente non superiore a 2.000 euro.
2. Al fine di ottenere l'indennizzo, l'istante e' tenuto ad
azionare il potere sostitutivo previsto dall'articolo 2, comma 9-bis,
della legge n. 241 del 1990 nel termine perentorio di venti
giorni dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.
Nel caso di procedimenti in cui intervengono piu' amministrazioni,
l'interessato presenta istanza all'amministrazione procedente, che la
trasmette tempestivamente al titolare del potere sostitutivo
dell'amministrazione responsabile del ritardo . I soggetti di cui
all'articolo 1, comma 1-ter, della medesima legge individuano a tal
fine il responsabile del potere sostitutivo.
3. Nel caso in cui anche il titolare del potere sostitutivo non
emani il provvedimento nel termine di cui all'articolo 2, comma
9-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241 , o non liquidi
l'indennizzo maturato fino alla data della medesima liquidazione
l'istante puo' proporre ricorso ai sensi dell'articolo 117 del codice
del processo amministrativo di cui all'Allegato 1 al decreto
legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e successive modificazioni,
oppure, ricorrendone i presupposti, dell'articolo 118 dello
4. Nel giudizio di cui all'articolo 117 del codice di cui
all'Allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e
successive modificazioni , puo' proporsi, congiuntamente al ricorso
avverso il silenzio, domanda per ottenere l'indennizzo. In tal caso,
anche tale domanda e' trattata con rito camerale e decisa con
5. Nei ricorsi di cui al comma 3, nonche' nei giudizi di
opposizione e in quelli di appello conseguenti , il contributo
unificato e' ridotto alla meta' e confluisce nel capitolo di cui
all'articolo 37, comma 10, secondo periodo del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni .
6. Se il ricorso e' dichiarato inammissibile o e' respinto in
relazione all'inammissibilita' o alla manifesta infondatezza
dell'istanza che ha dato avvio al procedimento, il giudice, con
pronuncia immediatamente esecutiva, condanna il ricorrente a pagare
in favore del resistente una somma da due volte a quattro volte il
7. La pronuncia di condanna a carico dell'amministrazione e'
comunicata, a cura della Segreteria del giudice che l'ha pronunciata,
alla Corte dei conti al fine del controllo di gestione sulla pubblica
amministrazione, al Procuratore regionale della Corte dei Conti per
le valutazioni di competenza, nonche' al titolare dell'azione
disciplinare verso i dipendenti pubblici interessati dal procedimento
8. Nella comunicazione di avvio del procedimento e nelle
informazioni sul procedimento pubblicate ai sensi dell'articolo 35
del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, e' fatta menzione del
diritto all'indennizzo, nonche' delle modalita' e dei termini per
conseguirlo , e sono altresi' indicati il soggetto cui e'
attribuito il potere sostitutivo e i termini a questo assegnati per
la conclusione del procedimento.
9. All'articolo 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
«1-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 e ad esclusione
delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, in
caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento ad
l'istante ha diritto di ottenere un indennizzo per il mero ritardo
alle condizioni e con le modalita' stabilite dalla legge o, sulla
base della legge, da un regolamento emanato ai sensi dell'articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. In tal caso le somme
corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo sono detratte
dal risarcimento».
10. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in via
sperimentale e dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, ai procedimenti amministrativi
relativi all'avvio e all'esercizio dell'attivita' di impresa iniziati
successivamente alla medesima data di entrata in vigore.
11. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo
restano a carico degli stanziamenti ordinari di bilancio di ciascuna
amministrazione interessata.
12. Decorsi diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto e sulla base del monitoraggio
relativo alla sua applicazione, con regolamento emanato ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
semplificazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sentita la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del
modificazioni, sono stabiliti la conferma, la rimodulazione, anche
con riguardo ai procedimenti amministrativi esclusi, o la cessazione
delle disposizioni del presente articolo, nonche' eventualmente il
termine a decorrere dal quale le disposizioni ivi contenute sono
applicate, anche gradualmente, ai procedimenti amministrativi diversi
da quelli individuati al comma 10 del presente articolo .
1. Gli atti normativi del Governo e gli atti amministrativi a
carattere generale delle amministrazioni dello Stato, degli enti
pubblici nazionali e delle agenzie di cui al decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 300, fissano la data di decorrenza dell'efficacia
degli obblighi amministrativi introdotti a carico di cittadini e
imprese, al 1° luglio o al 1° gennaio successivi alla loro entrata in
vigore, fatta salva la sussistenza di particolari esigenze di
celerita' dell'azione amministrativa o derivanti dalla necessita' di
dare tempestiva attuazione ad atti dell'Unione europea.
2. Per obbligo amministrativo ai sensi del comma 1 si intende
qualunque adempimento, comportante raccolta, elaborazione,
trasmissione, conservazione e produzione di informazioni e documenti,
cui cittadini e imprese sono tenuti nei confronti della pubblica
3. All'articolo 12 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,
dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Il responsabile
della trasparenza delle amministrazioni competenti pubblica sul sito
istituzionale uno scadenzario con l'indicazione delle date di
efficacia dei nuovi obblighi amministrativi introdotti e lo comunica
tempestivamente al Dipartimento della funzione pubblica per la
pubblicazione riepilogativa su base temporale in un'apposita sezione
del sito istituzionale. L'inosservanza del presente comma comporta
4. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei
la semplificazione, sono determinate le modalita' di applicazione
delle disposizioni di cui all'articolo 12, comma 1-bis, del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33, inserito dal comma 3 del presente
5. Il comma 1 del presente articolo ha efficacia a decorrere dal 2
Disposizioni transitorie in materia di incompatibilita' di cui
all'articolo 13, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
1. Le disposizioni di cui all'articolo 13, comma 3, primo
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, non si
applicano alle cariche elettive di natura monocratica relative ad
organi di governo di enti pubblici territoriali con popolazione tra
5.000 e 20.000 abitanti, le cui elezioni sono state svolte prima
della data di entrata in vigore del medesimo decreto.
Disposizioni transitorie in materia di incompatibilita'
di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39
1. In sede di prima applicazione, con riguardo ai casi previsti
dalle disposizioni di cui ai capi V e VI del decreto legislativo 8
aprile 2013, n. 39, gli incarichi conferiti e i contratti stipulati
prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto
legislativo in conformita' alla normativa vigente prima della stessa
data, non hanno effetto come causa di incompatibilita' fino alla
scadenza gia' stabilita per i medesimi incarichi e contratti.
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 22, comma 6, del
2001, n. 380, al medesimo decreto sono apportate le seguenti
0a) dopo l'articolo 2

References: articolo 3
in fine
 articolo 258
 articolo 11
in fine
in fine
in fine
in fine
 articolo 03
in fine
in fine
 articolo 20
in fine
 articolo 16
in fine