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Timestamp: 2019-07-20 05:10:21+00:00

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II ACCONTO 30 NOVEMBRE 2014: alla cassa entro 1 dicembre – Studio Balestra
Studio Balestra–News– 10 Novembre 2014 24 Marzo 2017
Seconda o unica rata di acconto delle imposte 2014:
alla cassa entro il 1 dicembre
Entro il prossimo 1.12.2014 (in quanto il 30 novembre è domenica) i contribuenti interessati dovranno corrispondere la seconda o unica rata degli acconti 2014 relativi, ad esempio: i) alle imposte dirette (IRPEF e IRES); ii) all’IRAP; iii) all’imposta sostitutiva del regime dei “nuovi” contribuenti minimi; iv) alla cedolare secca sulle locazioni di immobili abitativi; v) alle imposte patrimoniali su immobili e attività finanziarie all’estero (IVIE e IVAFE); (vi) ecc.. Gli acconti possono essere determinati sulla base di uno dei seguenti metodi: i) metodo storico, che prevede la determinazione dell’acconto sulla base del risultato dichiarato per il periodo d’imposta 2013 al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta ed elle ritenute d’acconto spettanti; ii) metodo previsionale, che prevede la determinazione dell’acconto sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta 2014 sempre al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto. Resta possibile adottare differenti metodologie di determinazione dell’acconto per i diversi tributi (IRPEF/IRES, da un lato, e IRAP, dall’altro). Così, ad esempio, è possibile scegliere il metodo storico per l’IRPEF/IRES e quello previsionale per l’IRAP (o viceversa). Ugualmente, il metodo storico e quello previsionale possono essere adoperati in maniera non uniforme, nel senso che, per esempio: i) in sede di versamento della prima rata, può essere adottato il metodo c.d. storico; ii) in sede di versamento della seconda rata, può essere adottato il metodo c.d. previsionale.
La scadenza per il versamento degli acconti: alla cassa il prossimo 1° dicembre 2014
Come anticipato in premessa, entro il prossimo 1.12.2014 (in quanto il 30 novembre è domenica) i contribuenti interessati dovranno corrispondere la seconda o unica rata degli acconti 2014 relativi, ad esempio:
alle imposte dirette (IRPEF e IRES);
alla cedolare secca sulle locazioni di immobili abitativi;
alle imposte patrimoniali su immobili e attività finanziarie all’estero (IVIE e IVAFE);
Acconti sulle imposte sui redditi (IRPEF)
Tutti coloro che hanno presentato il modello UNICO 2014 per i redditi del 2013 sono potenzialmente tenuti al versamento degli acconti d’imposta; occorre però verificare se l’acconto sia dovuto o meno sulla base degli importi indicati in dichiarazione.
Più precisamente, devono pagare l’acconto IRPEF i soggetti che hanno presentato il modello UNICO 2014 PF con l’indicazione al rigo RN33 di un importo superiore a 52 euro, ovvero che, pur essendovi obbligati, hanno omesso di presentare tale dichiarazione.
Sono esclusi dal versamento dell’acconto IRPEF i soggetti riportati nella seguente tabella.
Soggetti esclusi dall’obbligo di versamento
Soggetti che, al predetto rigo RN33, hanno evidenziato un’imposta pari a zero, ovvero di importo pari o inferiore a 51,00 euro.
Soggetti che, pur essendo debitori d’imposta, hanno potuto beneficiare di crediti d’imposta superiori all’imposta dovuta a titolo di acconto.
Soggetti che presumono di non dover pagare imposte nella dichiarazione dei redditi del 2014, da presentare nel 2015, in base ad opportuni calcoli delle imposte dovute per il periodo in corso, tenendo conto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute subite.
Contribuenti che hanno dichiarato nel modello UNICO 2014 solo redditi d’impresa o di lavoro autonomo soggetti:
all’imposta sostitutiva prevista dal regime per le nuove iniziative produttive ( art. 13 della L. 23.12.2000 n. 388, c.d. “forfettino”);
all’imposta sostitutiva prevista dal regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (c.d. “nuovi” contribuenti minimi).
Soggetti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi relativi al 2013, in quanto non erano tenuti a farlo.
Eredi dei contribuenti deceduti nel corso del 2014, se il decesso è intervenuto anteriormente al termine per il versamento dell’acconto (contribuenti deceduti fra il 1° gennaio 2014 e il 30 novembre 2014).
Soggetti che hanno un credito d’imposta IRPEF, risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente e non utilizzato in compensazione, che copre tutto l’acconto dovuto.
Soggetti falliti.
L’acconto va versato in due rate qualora l’importo della prima rata superi 103,00 euro. In tale ipotesi:
la prima rata, del 40%, è dovuta entro il termine del versamento a saldo relativo alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente;
la seconda, pari alla differenza tra l’acconto complessivamente dovuto e quanto corrisposto a titolo di prima rata, va versata entro l’1.12.2014.In caso contrario, il versamento è effettuato in un’unica soluzione entro l’1.12.2014.
OSSERVADiversamente dall’acconto versato a giugno/luglio/agosto 2014 che poteva essere versato in forma rateizzata, gli acconti relativi alle imposte (Ires, Irpef, Irap e contributi previdenziali) in scadenza entro il prossimo 01 dicembre 2014 NON POSSONO ESSERE RATEIZZATI e devono essere versati in un’unica soluzione.
L’art. 11 co. 18 – 19 del DL 76/2013 ha disposto l’aumento dal 99% al 100% dell’acconto IRPEF dovuto in relazione all’anno 2013 e a quelli successivi.
AUMENTO DEGLI ACCONTI DI IMPOSTA
Soggetto Imposte Incremento acconti
Persone fisiche e società di persone IRPEF Dal 2013 passaggio dal 99% al 100%
L’acconto IRPEF può essere determinato in due modi:
Metodo di calcolo acconto
Metodo storico In tale ipotesi, il calcolo è effettuato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente (nel caso di specie, 2013), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto, risultante dal modello UNICO.In particolare, occorre assumere il 100% dell’ammontare indicato nel rigo RN33 del modello UNICO 2014 PF.
Metodo previsionale Con il presente metodo, ai fini del calcolo si utilizza il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno in corso (nel caso di specie, 2014), tenendo conto dei redditi che presumibilmente saranno conseguiti nell’anno (e delle ritenute che saranno eventualmente operate), degli oneri deducibili e/o detraibili che si ipotizza di sostenere e dei crediti d’imposta spettanti. In particolare, occorre assumere il 100% di tale imposta.
Secondo acconto 2014 IRPEF
Soggetti Modello IRPEFSi versa se Misura Termine
Persone fisiche UNICO 2014 PF RN33 ≥ 52,00 euro 100% – 1ª rata(1) 1.12.2014
1 Al netto dell’eventuale maggiorazione dello 0,40%, pagata a titolo di interessi per il differimento del versamento di 30 giorni o fino al 20.8.2014 (DPCM 13.6.2014).
Si ricorda che la prima rata potrebbe non essere stata versata, se di ammontare pari o inferiore a 103,00 euro: in questo caso, alla scadenza indicata, dovrà essere versato l’intero acconto.
Acconti sulle imposte sui redditi (IRES)
L’acconto IRES è dovuto da tutti i soggetti che hanno presentato, in alternativa:
il modello UNICO 2014 SC – Società di capitali;
il modello UNICO 2014 ENC – Enti non commerciali ed equiparati;
OSSERVAAnalogamente, l’acconto è dovuto da quei contribuenti che, pur essendovi obbligati, hanno omesso di presentare tali dichiarazioni.
Sono esclusi dal versamento dell’acconto IRES i contribuenti elencati nella seguente tabella.
Soggetti che, nel modello UNICO 2014, hanno evidenziato una perdita fiscale
Soggetti che si sono costituiti nel corso del 2014
Soggetti che hanno rilevato:
nel rigo RN17 (per le società di capitali)
nel rigo RN28 (per gli enti non commerciali)
Un importo pari o inferiore a 20,66 euro: posto che tutti gli importi indicati in dichiarazione sono espressi in unità di euro, l’acconto risulta dovuto qualora l’importo dei righi in questione risulti pari o superiore a 21,00 euro.
Soggetti che, pur avendo riportato nei suddetti righi un importo pari o superiore a 21,00 euro, sanno o presumono di conseguire una perdita nel 2014.
Soggetti che hanno un credito d’imposta IRES, risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente e non utilizzato in compensazione, che copre tutto l’acconto dovuto.
Come già rilevato con riferimento all’IRPEF, l’acconto IRES va versato in due rate qualora l’importo della prima rata superi 103,00 euro. In tale ipotesi:
la seconda, pari alla differenza tra l’acconto complessivamente dovuto e quanto corrisposto a titolo di prima rata, va versata entro l’1.12.2014 ovvero entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese dell’esercizio per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.In caso contrario, si effettua il versamento in un’unica soluzione entro il termine del 01.12.2014, ovvero entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese dell’esercizio per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.Per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2013 (2014, per i soggetti “solari”), la misura dell’acconto IRES è fissata al 101,5%.
OSSERVASi ricorda che, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31.12.2013 (2013, per i soggetti “solari”):
per le banche (inclusa la Banca d’Italia), le altre società finanziarie e le società e gli enti che esercitano attività assicurativa, la misura dell’acconto IRES è risultata pari al 130% (1,5% ex DM 30.11.2013 + 128,5% ex art. 11 co. 20-bis del DL 76/2013);
per gli altri soggetti IRES diversi da banche, finanziarie e assicurazioni, la misura dell’acconto IRES è risultata pari al 102,5% (1,5% ex DM 30.11.2013 + 101% ex art. 11 co. 20 del DL 76/2013).
Società di capitali ed enti commerciali – Enti non commerciali IRES Dal 101% al 101,5%
L’acconto IRES può essere determinato in due modi:
Metodo storico In tale ipotesi, il calcolo è effettuato utilizzando il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno precedente (nel caso di specie, 2013), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto, risultante dal modello UNICO.In particolare, occorre assumere il 101,5% dell’ammontare indicato nel rigo RN17 (per le società di capitali) o nel rigo RN28 (per gli enti non commerciali), salva la sussistenza di obblighi di ricalcolo.
Metodo previsionale Si utilizza il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno in corso (nel caso di specie, 2014), tenendo conto dei redditi che presumibilmente saranno conseguiti nell’anno (e delle ritenute che saranno eventualmente operate), degli oneri deducibili e/o detraibili che si ipotizza di sostenere e dei crediti d’imposta spettanti. In particolare, occorre assumere il 101,5% di tale imposta.
Righi della dichiarazione rilevanti per la verifica dell’obbligo di versamento.
Secondo acconto 2014 IRES
Soggetti Modello IRESSi versa se Misura Termine
Società di capitali ed enti commerciali UNICO 2014 SC RN17 ≥ 21,00 euro 101,5% – 1ª rata(1) 1.12.2014 o undicesimo mese dell’esercizio
Enti non commerciali UNICO 2014 ENC RN28 ≥ 21,00 euro 101,5% – 1ª rata(1) 1.12.2014 o undicesimo mese dell’esercizio
L’art. 3 del DLgs. 14.3.2011 n. 23 ha introdotto un nuovo regime opzionale di imposizione sostitutiva sul reddito fondiario derivante dalla locazione di immobili abitativi, noto come “cedolare secca”.
OSSERVALa cedolare secca sugli affitti interessa i proprietari (o titolari di diritti reali di godimento) di abitazioni concesse in locazione a terzi al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni. Deve cioè trattarsi di soggetti passivi IRPEF che, in relazione alla locazione posta in essere, conseguano reddito fondiario.
in misura pari al 21%, se il contratto di locazione non è concordato, e quindi:
per i contratti del c.d. “canale libero” (4+4);
per i contratti soggetti alla disciplina civilistica degli artt. 1571 ss. c.c., quali quelli aventi ad oggetto abitazioni censite in Catasto nelle categorie A/1, A/8 e A/9[1], ovvero locate esclusivamente per finalità turistiche (Art. 1 co. 2 lett. a) della L. 9.12.98 n. 431. Sempre che il contratto non sia stipulato secondo le modalità dei contratti concordati, ai sensi dell’art. 2 co. 3 della stessa L. 431/98);
in misura pari al 10% (19% fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2012 e 15% fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2013),
per i soli contratti concordati, ovvero per i soli contratti stipulati ex art. 2 co. 3 e 8 della L. 431/98, relativi ad abitazioni ubicate nei Comuni di cui all’art. 1 co. 1 lett. a) e b) del DL 30.12.88 n. 551, conv. L. 21.2.89 n. 61, e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE con apposite delibere[2] (si tratta, ad esempio, dei Comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché dei Comuni confinanti con gli stessi, e degli altri Comuni capoluogo di Provincia).
OSSERVASul punto, si rammenta che, nel corso della corrente annualità, il legislatore è intervenuto sulla tassazione in esame, rendendo più appetibile, per il locatore, la stipula di contratti di locazione a canone concordato, in regime di cedolare secca: al fine di stimolare l’offerta nei comuni ad alta densità abitativa, con il D.L. n. 47/2014 convertito (noto con il nome “Piano casa”) è stata, infatti, ulteriormente ridotta al 10% l’aliquota della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato. Ad ogni modo, bisogna precisare che:
la riduzione dell’aliquota al 10% non è a regime, ma si applica soltanto su tutti i canoni percepiti dal 2014 al 2017, sicché al termine del predetto triennio, la tassazione in parola dovrebbe ritornare alla misura del 15%, salvo nuovi interventi legislativi adottati nel frattempo;
lo sconto fiscale in argomento è automatico per tutti i proprietari di casa che abbiano già optato per la cedolare, senza bisogno di alcun ulteriore adempimento;
Aliquota imposta sostitutiva sulla cedolare secca sui contratti a canone concordato
PERIODO D’IMPOSTA ALIQUOTA
Fino al 31.12.2012 19%
Dal 01.01.2013 al 31.12.2013 15%
Dal 01.01.2014 al 31.12.2017 10%
Dal 01.01.2018 e seguenti 15%, salvo nuovi interventi legislativi adottati nel frattempo
L’imposta sostitutiva della cedolare secca segue le regole dell’Irpef, ovvero deve essere versata con la modalità dell’acconto e del saldo. In buona sostanza, analogamente all’IRPEF, gli acconti per la cedolare secca devono essere versati entro le seguenti scadenze:
entro il 16 giugno di ogni anno deve essere versato il primo acconto;
entro il 30 novembre (per il 2014, 01 dicembre 2014, poiché il 30 cade di domenica) deve essere versato il secondo o unico acconto.Quello che cambia, rispetto all’IRPEF, è la misura degli acconti.
IRPEF L’’articolo 11, comma 18 del DL 76/2013 (disposizioni in materia fiscale) ha stabilito che “a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è fissata al 100 per cento“.
CEDOLARE SECCA L’art.3, comma 4, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, ha stabilito che i versamenti in acconto della cedolare secca sono dovuti, a partire dal 2012, nella misura del 95% per cento.
OSSERVAGli acconti devono essere calcolati sull’imponibile derivante dalla cedolare secca, ovvero l’importo maggiore tra:
à l’ammontare dei canoni di locazione maturati nel periodo di vigenza dell’opzione per la cedolare secca, assunti senza operare alcun abbattimento;
à l’ammontare della rendita catastale riferita al medesimo periodo determinata secondo le regole ordinarie, vale a dire con la rivalutazione del 5%.
Il versamento dell’acconto attualmente a regime, pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno di riferimento, deve essere effettuato:
in unica soluzione, entro il 30 novembre di ciascun anno, se d’importo inferiore a 257,52 euro (il che equivale a distinguere a seconda che l’importo della prima rata superi, o meno, 103,00 euro);
la prima, nella misura del 40% dell’acconto, entro il termine del versamento a saldo relativo alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.
OSSERVALa prima rata dell’acconto della cedolare secca può essere versata ratealmente e sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi, secondo le disposizioni previste per la rateazione dell’Irpef;
la seconda, nella restante misura del 60% dell’acconto, entro il 01 dicembre 2014 (poiché il 30 novembre 2014 cade di domenica)
Metodologie per il calcolo degli acconti d’imposta
Metodo storico In tale ipotesi, il calcolo è effettuato utilizzando il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno precedente (nel caso di specie, 2013). In particolare, occorre assumere il 95% dell’ammontare indicato nel rigo RB11, colonna 3 (“Totale imposta cedolare secca”) del modello UNICO 2014 PF.
Metodo previsionale Con tale metodo, ai fini del calcolo si utilizza il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno in corso (nel caso di specie, 2014). In particolare, occorre assumere il 95% di tale imposta determinata con la minore aliquota del 10%.
Se il contribuente prevede una minore imposta da dichiarare per il 2014, rispetto a quella dovuta per il 2013, può, pertanto, determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta.
OSSERVAQuesto metodo (determinazione degli acconti con il metodo previsionale), quindi, può essere impiegato per ridurre l’importo degli acconti 2014, per considerare la riduzione della percentuale dell’imposta nei contratti a canone concordato dal 15% al 10 %. In caso contrario (determinazione degli acconti con il metodo storico) occorrerà versare il 95% di quanto pagato nel 2013.
Acconti imposta sostitutiva contribuenti minimi
L’art. 1 co. 105 della L. 244/2007 dispone che, per il versamento dell’imposta sostitutiva eventualmente dovuta dai contribuenti minimi, si devono osservare le medesime disposizioni in materia di versamento dell’IRPEF: la Relazione governativa alla L. 244/2007 ha chiarito, peraltro, che si applicano “le disposizioni vigenti in materia di acconto dell’imposta, compensazione e rateazione”. Pertanto, l’aumento dell’1% dell’acconto IRPEF dovuto in relazione all’anno 2013 e ai successivi (ex art. 11 co. 18 del DL 76/2013) è applicabile anche ai fini del versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva dei “nuovi” contribuenti minimi, anch’esso pari al 100%.
Sostitutiva minimi
Analogamente a quanto previsto ai fini IRPEF, sono tenuti a pagare l’acconto dell’imposta sostitutiva i “nuovi” contribuenti minimi che hanno presentato il modello UNICO 2014 PF con l’indicazione al rigo LM14 di un importo pari o superiore a 52,00 euro.
DEBENZA DELL’ACCONTO
Nel campo LM 14 è indicato un importo pari o superiore ad € 52,00 SI ACCONTO
Nel campo LM 14 è indicato un importo pari o inferiore ad € 52,00 NO ACCONTO
L’acconto va versato in due rate qualora l’importo della prima superi 103,00 euro . In tale ipotesi:
la prima rata, pari al 40%, è dovuta entro il termine del versamento a saldo relativo alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (riguardo al 2014, la scadenza è fissata al 16.6.2014 ovvero al 16.7.2014, con la maggiorazione dello 0,4%);
la seconda, pari alla differenza tra l’acconto complessivo e la prima rata, va versata entro il 30 novembre entro il 30 novembre (per il 2014, la scadenza è stabilita all’1.12.2014, dato che il 30.11.2014 cade di domenica).
OSSERVAIn caso contrario (importo della prima rata non superiore ad € 103,00), il versamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 novembre (per il 2014, la scadenza è stabilita all’1.12.2014, dato che il 30.11.2014 cade di domenica).
Gli acconti d’imposta costituiscono una riscossione anticipata dei tributi per il periodo d’imposta in corso, cioè prima che sia sorta l’effettiva obbligazione tributaria; per questo motivo è consentito al contribuente di effettuare un ricalcolo degli stessi, tenendo conto dei redditi effettivamente conseguiti nell’anno. In buona sostanza, detti acconti possono essere determinati sulla base di uno dei seguenti metodi:
METODO DETERMINAZIONE ACCONTI
Metodo storico L’acconto si determina sulla base del risultato dichiarato per il periodo d’imposta 2013.
Metodo previsionale L’acconto si determina sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta 2014.
II acconto IVIE
L’articolo 19, commi da 13 a 17, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 ha istituito, a decorrere dal 2011, un’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) di proprietà di persone fisiche residenti nel territorio dello Stato o in relazione ai quali le stesse siano titolari di diritti reali, nella misura dello 0,76% del valore dell’immobile.
Si rammenta, al riguardo, che, con l’esclusiva finalità di evitare censure a livello comunitario, posto che la Commissione europea aveva sollevato l’esistenza di alcuni profili discriminatori di queste imposte rispetto ai corrispondenti prelievi nazionali, è stata introdotta, a decorrere dal 01.01.2013, una modifica alle modalità di versamento del tributo: in luogo del versamento in un’unica soluzione, è stato introdotto il pagamento con le stesse regole procedurali dell’IRPEF, ovvero in acconto e saldo.
In linea generale, l’acconto per l’anno 2014 risulta dovuto se l’importo indicato nel rigo RW7, colonna 1 (con riferimento all’IVIE) del modello UNICO 2014 PF, supera 52 euro.
L’acconto va versato in due rate, invece, qualora la prima rata superi l’importo di euro 103,00. In tale ipotesi:
la seconda, pari alla differenza tra l’acconto complessivo e la prima rata, va versata entro il 01.12.2014.In caso contrario, il versamento è effettuato in un’unica soluzione entro il 01.12.2014.L’art. 11 co. 18 – 19 del DL 76/2013 ha disposto l’aumento dal 99% al 100% dell’acconto IRPEF dovuto in relazione all’anno 2013 (e a quelli successivi). In pratica, per stabilire l’ammontare dovuto a titolo di seconda o unica rata, occorrerebbe:
determinare l’acconto complessivamente dovuto in misura pari al 100% dell’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente, indicate nel rigo RW7, colonna 1 (IVIE);
sottrarre a tale ammontare quanto eventualmente versato come prima rata.Per quanto concerne, infine, le cessioni di immobili avvenute nel corso del corrente periodo d’imposta (anno 2014), si ritiene che il contribuente potrebbe determinare l’acconto utilizzando il metodo previsionale.
Rammentiamo, al riguardo, che gli acconti d’imposta costituiscono una riscossione anticipata dei tributi per il periodo d’imposta in corso, cioè prima che sia sorta l’effettiva obbligazione tributaria; per questo motivo è consentito al contribuente di effettuare un ricalcolo degli stessi, tenendo conto, nella fattispecie sopra evidenziata, della minor base imponibile per effetto della cessione dell’immobile effettuata in corso d’anno.
Acconti IVAFE
L’art. 19 co. 18 del D.L. 201/2011 ha istituito, a decorrere dal 2011, un’imposta patrimoniale da applicarsi sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato nella seguente misura:
1 per mille annuo per il 2011 e il 2012;
1,5 per mille per il 2013;
2 per mille a partire dal 2014 ([3]).
Periodo d’imposta Aliquote ANTE novità della legge di stabilità 2014 Aliquote POST novità della legge di stabilità 2014
Anno 2011 e 2012 0,1% 0,1%
Anno 2013 0,15% 0,15%
Anno 2014 e seguenti 0,15% 0,2%
Analogamente all’IVIE, la Legge di stabilità per il 2013 ha introdotto una modifica alle modalità di versamento del tributo: in luogo del versamento in un’unica soluzione, è stato introdotto il pagamento con le stesse regole procedurali dell’IRPEF, ovvero in acconto e saldo.
In linea generale, l’acconto per l’anno 2014 risulta dovuto se l’importo indicato nel rigo RW6, colonna 1 (con riferimento all’IVAFE) del modello UNICO 2014 PF, supera 52 euro.
la seconda, pari alla differenza tra l’acconto complessivo e la prima rata, va versata entro il 01.12.2014.
L’art. 11 co. 18 – 19 del DL 76/2013 ha disposto, come noto, l’aumento dal 99% al 100% dell’acconto IRPEF dovuto in relazione all’anno 2013 (e a quelli successivi). In pratica, per stabilire l’ammontare dovuto a titolo di seconda o unica rata, occorrerebbe:
In caso contrario, il versamento è effettuato in un’unica soluzione entro il 01.12.2014.
determinare l’acconto complessivamente dovuto in misura pari al 100% dell’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente, indicate nel rigo RW6, colonna 1 (IVAFE);
sottrarre a tale ammontare quanto eventualmente versato come prima rata.Si rammenta, infine, che, il contribuente potrebbe decidere di determinare gli acconti per il 2014 utilizzando il metodo previsionale, recependo le differenti novità intervenute sul prelievo in argomento:
incremento aliquota IVAFE dal 01.01.2014. Sul punto, però, bisogna precisare, al riguardo, che, tale evenienza potrebbe rendere sconveniente il ricorso a tale criterio posto che, nel caso di applicazione del metodo storico, l’imposta presa a base del calcolo è determinata sulla base dell’aliquota dello 0,15%, in luogo dell’imposta del 0,2% prevista a decorrere dal 2014;
definitiva approvazione della legge europea 2013 – bis che ha recentemente modificato il presupposto impositivo dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe), il allineando lo stesso a quello dell’imposta di bollo dovuta sui prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio detenuti in ItaliaPiù precisamente, per il periodo d’imposta 2014, deve intendersi in parte superata la lista delle attività finanziarie estere assoggettabili a Ivafe contenuta nella circolare n. 28/E/2012, mentre si dovrà fare riferimento alla lista di prodotti finanziari contenuta nell’articolo 1 del decreto legislativo n.58/1998, a cui rinvia il Dm 24 maggio 2012 (relativo all’imposta di bollo).
Elenco prodotti finanziari contenuti nell’articolo 1 del decreto legislativo n. 58/1998
Le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio negoziabili sul mercato dei capitali
Gli strumenti finanziari, negoziabili sul mercato dei capitali, previsti dal codice civile
le quote di fondi comuni di investimento
qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che permetta di acquisire gli strumenti indicati nelle precedenti lettere e i relativi indici
I contratti «futures» su strumenti finanziari, su tassi di interesse, su valute, su merci e sui relativi indici, anche quando l’esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti;
i contratti di scambio a pronti e a termine (swaps) su tassi di interesse, su valute, su merci nonché su indici azionari (equity swaps), anche quando l’esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti
i contratti a termine collegati a strumenti finanziari, a tassi di interesse, a valute, a merci e ai relativi indici, anche quando l’esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti
le combinazioni di contratti o di titoli indicati nelle precedenti lettere
Una delle principali differenze che emergono dall’applicazione delle nuove disposizioni è costituita dall’inapplicabilità dell’Ivafe con riferimento alla detenzione di quote di società di diritto estero equiparabili alle Srl italiane.
Le modifiche introdotte dal legislatore, che avranno efficacia a partire dall’anno d’imposta 2014, potrebbero esplicare i propri effetti già a partire dai calcoli relativi al secondo acconto Ivafe, dovuto entro il 1° dicembre 2014 (il 30 novembre è domenica). Sul punto, il quotidiano Il sole 24 ore dello scorso 23.10.2014 – p.48 “Ivafe, per l’acconto di dicembre calcoli sotto esame” precisa che: “Coloro che avessero calcolato l’acconto per l’anno d’imposta in corso, facendo riferimento anche all’imposta dovuta su attività finanziarie estere non più assoggettate a tassazione, potranno rivedere i calcoli relativi alla seconda rata di acconto beneficiando delle nuove disposizioni appena approvate, che entreranno in vigore una volta trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge europea 2013-bis”.
Le modalità di determinazione e di versamento degli acconti IRAP seguono quelle previste ai fini IRPEF e IRES. Ai sensi dell’art. 30 del DLgs. 446/97 e dell’art. 17 co. 3 del DPR 435/2001, i versamenti in acconto relativi all’IRAP devono essere effettuati secondo le modalità e nei termini previsti per le imposte sui redditi.
Non sono tenuti al versamento dell’acconto IRAP i produttori agricoli che, nel 2013, risultavano esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 34 co. 6 del DPR 633/72 e che in tale anno hanno superato i limiti previsti per l’esonero. Invece, sono obbligati al versamento dell’acconto i produttori agricoli che, avendo superato nel corso del 2013 il limite di un terzo delle cessioni di altri beni, non rientrano nel regime di esonero per l’anno 2014.
la prima rata, del 40%, è dovuta entro il termine di scadenza del versamento a saldo relativo alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente;
la seconda, del 60%, va versata entro il 01.12.2014 (poiché il 30.11.2014 cade di sabato) ovvero entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese dell’esercizio per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.
Tipologia di contribuente Misura dell’acconto
Persone fisiche e società di persone Per i soggetti IRPEF (persone fisiche, società di persone commerciali e soggetti assimilati), a decorrere dal periodo d’imposta 2013, la misura dell’acconto IRAP è fissata al 100%. L’incremento opera “a regime”.
à determinare l’acconto complessivamente dovuto, pari all’importo indicato nel rigo IR21 del modello IRAP 2014 (a condizione che non sussistano obblighi di ricalcolo e sempre che non si decida di applicare il criterio previsionale);
à sottrarre a tale ammontare quanto eventualmente versato come prima rata.Società di capitali ed enti (commerciali e non commerciali)Per i soggetti IRES (società di capitali ed enti commerciali e non commerciali), la misura dell’acconto IRAP è pari al 101,5%.
à determinare l’acconto complessivamente dovuto, pari al 101,5% dell’importo indicato nel rigo IR21 del modello IRAP 2014 (a condizione che non sussistano obblighi di ricalcolo e sempre che non si decida di applicare il criterio previsionale);
à sottrarre a tale ammontare quanto eventualmente versato come prima rata.
In caso contrario, si effettua il versamento in un’unica soluzione entro il 01.12.2014 poiché il 30.11.2014 cade di domenica.
L’acconto IRAP può essere determinato in due modi:
Determinazione acconto IRAP
Metodo storico In tale ipotesi, il calcolo è effettuato utilizzando il riferimento dell’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente (nel caso di specie, 2013), risultante dalla dichiarazione IRAP.
In particolare, occorre assumere:
per le persone fisiche e le società di persone, il 100% dell’ammontare indicato nel rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2014 (salva la sussistenza di obblighi di ricalcolo);
per le società di capitali e gli enti (commerciali e non commerciali), il 101,5% dell’ammontare indicato nel rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2014 (salva la sussistenza di obblighi di ricalcolo).
Metodo previsionaleSi utilizza il riferimento dell’imposta dovuta per l’anno in corso (nel caso di specie, 2014), tenendo conto del valore della produzione netta che presumibilmente sarà conseguito nell’anno. In particolare, di tale imposta occorre assumere:
il 100%, per le persone fisiche e le società di persone;
il 101,5%, per le società di capitali e gli enti (commerciali e non commerciali).
A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2013 (si tratta del 2014, per i soggetti “solari”), le aliquote IRAP applicabili ai diversi soggetti passivi del tributo sono state ridotte del 10% circa. Soltanto per le Amministrazioni Pubbliche è stata confermata la misura dell’8,5%. In pratica, ne deriva il quadro riportato nella seguente tabella.
Tipologia di soggetto Aliquota IRAP
Fino al 2013 Dal 2014
Banche e altri enti e società finanziari 4,65% 4,2%
Imprese di assicurazione 5,9% 5,3%
Imprese concessionarie per la gestione di servizi e opere pubbliche (diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori) 4,2% 3,8%
Soggetti operanti nel settore agricolo e cooperative di piccola pesca e loro consorzi 1,9% 1,7%
Amministrazioni Pubbliche 8,5% 8,5%
Altri soggetti (misura ordinaria) 3,9% 3,5%
Peraltro, ai fini della determinazione dell’acconto con il metodo previsionale, l’IRAP che si prevede dovuta per il 2014 (base di commisurazione dell’acconto medesimo) deve essere calcolata non già sulla base delle “nuove” aliquote, bensì tenendo conto di specifiche aliquote transitorie, intermedie tra quelle vecchie e quelle nuove. In questo modo, gli effetti finanziari della modifica normativa vengono parzialmente posticipati all’atto del versamento del saldo 2014 (da effettuare nel 2015). In particolare, le aliquote da utilizzare, ai soli fini del calcolo dell’acconto “previsionale” 2014, sono le seguenti:
Tipologia di soggetto Aliquota per acconto previsionale 2014
Banche e altri enti e società finanziari 4,5%
Imprese di assicurazione 5,7%
Imprese concessionarie per la gestione di servizi e opere pubbliche (diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori) 4%
Soggetti operanti nel settore agricolo e cooperative di piccola pesca e i loro consorzi 1,8%
Altri soggetti (misura ordinaria) 3,75%
Righi della dichiarazione da assumere per il calcolo dell’acconto IRAP
SECONDO ACCONTO 2014 – IRAPSoggettiModelloSi versa se%TerminePersone fisicheDichiarazione IRAP 2014IR22 ≥ 52,00 euro100% –
1° rata[4]*30.11.2012Società di personeDichiarazione IRAP 2014IR22 ≥ 52,00 euro100% –
1° rata*30.11.2012Società di capitali ed enti commercialiDichiarazione IRAP 2014IR22 ≥ 21,00 euro101,5% –
1° rata*Undicesimo mese dell’esercizioEnti non commercialiDichiarazione IRAP 2014IR22 ≥ 21,00 euro101,5% –
1° rata*Undicesimo mese dell’esercizio
Determinazione acconti con il metodo previsionale: rischi e opportunità
Come già anticipato nel contesto della predetta informativa, gli acconti possono essere determinati sulla base di uno dei seguenti metodi:
metodo storico, che prevede la determinazione dell’acconto sulla base del risultato dichiarato per il periodo d’imposta 2013 al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta ed elle ritenute d’acconto spettanti;
metodo previsionale, che prevede la determinazione dell’acconto sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta 2014 sempre al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto. E’ il caso del contribuente (sia esso persona fisica o società) che prevede una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, ad esempio per effetto di oneri sostenuti nel 2014 o di minori redditi percepiti nello stesso anno, maggiori oneri deducibili o detraibili, detrazioni e crediti d’imposta, componenti reddituali soggetti a tassazione sostitutiva.
Resta possibile adottare differenti metodologie di determinazione dell’acconto per i diversi tributi (IRPEF/IRES, da un lato, e IRAP, dall’altro). Così, ad esempio, è possibile scegliere il metodo storico per l’IRPEF/IRES e quello previsionale per l’IRAP (o viceversa). Ugualmente, il metodo storico e quello previsionale possono essere adoperati in maniera non uniforme, nel senso che, per esempio:
in sede di versamento della prima rata, può essere adottato il metodo c.d. storico;
in sede di versamento della seconda rata, può essere adottato il metodo c.d. previsionale.
Al fine di non incorrere nelle previste sanzioni, nell’ipotesi di adozione del criterio previsionale, l’acconto deve essere almeno pari al:
100% dell’IRPEF e dell’imposta sostitutiva per i “nuovi” contribuenti minimi, ovvero al 95% della “cedolare secca” sulle locazioni, relative ai redditi del 2014, da dichiarare nel 2015, per le persone fisiche;
100% dell’IVIE e dell’IVAFE, relative al valore degli immobili e delle attività finanziarie all’estero nel 2014, da dichiarare nel 2015, per le persone fisiche;
101,5% dell’IRES relativa ai redditi del 2014, da dichiarare nel 2015, per le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali;
100% dell’IRAP relativa al 2014, da dichiarare nel 2015, per le persone fisiche e le società di persone;
101,5% dell’IRAP relativa al 2014, da dichiarare nel 2015, per le società di capitali e gli enti (commerciali e non).
L’utilizzo del metodo previsionale è un’ipotesi opzionale per il singolo contribuente; in considerazione delle variabili che potrebbero incidere sul calcolo, onde evitare spiacevoli conseguenze in sede di determinazione delle imposte dovute a saldo, lo Studio consiglia il ricalcolo solo alla clientela che preveda una sensibile riduzione del reddito per il periodo d’imposta 2014 ovvero se sono stati sostenuti rilevanti oneri che danno diritto ad una deduzione/detrazione (es: spese mediche, riscatto degli anni di laurea, recupero del patrimonio edilizio con detrazione 65% ovvero nterventi di risparmio energetico, ecc).
Lo Studio, pertanto, provvederà come di consueto al calcolo dell’acconto di novembre sulla base del metodo storico.
Nel caso in cui la clientela ritenesse opportuno determinare l’acconto sulla base del metodo previsionale deve farne esplicita richiesta allo Studio. In tal caso è comunque necessario ricordare che qualora il versamento ricalcolato risultasse insufficiente (la verifica verrà fatta in sede di compilazione del prossimo modello Unico 2015 ( redditi 2014), quando sarà determinata l’imposta effettivamente dovuta), tale differenza sarà oggetto di sanzione.
Le sanzioni in caso di violazioni nel versamento degli acconti sono quelle previste a seguito della riforma del sistema sanzionatorio tributario non penale, in vigore dall’01.04.1998. In caso di omesso, insufficiente o ritardato versamento degli acconti IRPEF, IRES e IRAP, si applicano:
Si evidenzia, comunque che sarà possibile regolarizzare il versamento applicando il ravvedimento operoso applicando:
la sanzione è ridotta ad un decimo del minimo (3%), nei casi di mancato pagamento del tri­buto o di un acconto, se il versamento viene effettuato entro 30 giorni dalla scadenza ( quindi entro il 31.12.2014, per l’acconto scadente il 1.12.2014);
la sanzione è ridotta ad un ottavo del minimo (3,75%), se la regolarizzazione degli errori e delle omis­sioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il 30° giorno dalla scadenza, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al 2014 ( Unico 2015).
Inoltre, sono dovuti gli interessi moratori al tasso legale, con maturazione giorno per giorno, pari all’1% a partire dall’1.1.2014, salvo eventuali modifiche applicabili dall’1.1.2015, da stabilire con DM da pubblicare sulla G.U. entro il 15.12.2014.
Si ricorda, inoltre, che ai sensi dell’art. 13 del DLgs. 471/97 così come modificato dal DL 98/2011, in caso di tardivo versamento con ritardo non superiore ai quindici giorni, le sanzioni sono ridotte per un importo pari ad un quindicesimo per giorno di ritardo. Questo beneficio si cumula con le riduzioni previste per il ravvedimento operoso. Quindi, se il pagamento delle somme relative ai versamenti derivanti dalle imposte risultanti dalla dichiarazione avviene, per ipotesi, con un solo giorno di ritardo, il contribuente può beneficiare, cumulativamente, delle riduzioni delle sanzioni previste dall’art. 13 co. 1 del DLgs. 471/97 e dal ravvedimento operoso.
La sanzione contemplata dall’art. 13 del DLgs. 471/97, pari al 30% delle somme non versate o versate in ritardo, è ridotta quindi a un importo pari ad un quindicesimo per ogni giorno di ritardo, perciò nella misura del 2% giornaliero. In pratica, per i versamenti tardivi che avvengono nei 14 giorni successivi alla scadenza di legge:
le sanzioni “ordinarie” variano, a seconda dei giorni di ritardo, dal 2% per un giorno di ritardo (1/15 del 30%) al 28% per 14 giorni di ritardo (14/15 del 30%)
se entro i suddetti 14 giorni si effettua il ravvedimento operoso, tali sanzioni sono ulteriormente ridotte di un decimo, diventando quindi dello 0,2% per un giorno di ritardo (1/15 del 30% : 10) e del 2,8% per 14 giorni di ritardo (14/15 del 30% : 10).In pratica, la situazione può essere riepilogata sulla base della seguente tabella
Giorni di ritardo Sanzione ordinaria applicabile Sanzione ridotta per effetto del ravvedimento operoso“sprint”
1 2% 0,2%
2 4% 0,4%
3 6% 0,6%
4 8% 0,8%
5 10% 1%
6 12% 1,2%
7 14% 1,4%
8 16% 1,6%
9 18% 1,8%
11 22% 2,2%
12 24% 2,4%
13 26% 2,6%
14 28% 2,8%
15 – 30 30% 3%
31 – scadenza ravvedimento 30% 3,75%
[1] Art. 1 co. 2 lett. a) della L. 9.12.98 n. 431. Sempre che il contratto non sia stipulato secondo le modalità dei contratti concordati, ai sensi dell’art. 2 co. 3 della stessa L. 431/98.
[2] Il richiamo dell’art. 2 co. 3 e dell’art. 8 della L. 431/98 dovrebbe consentire di estendere l’applicabilità della cedolare secca:
sia ai contratti di natura transitoria per la soddisfazione di particolari esigenze delle parti, stipulati a norma dell’art. 2 co. 3 e 5 co. 1 della L. 431/98;
sia ai contratti di natura transitoria per la soddisfazione delle esigenze abitative di studenti universitari, stipulati ai sensi dell’art. 2 co. 3 e 5 co. 2 e 3 della L. 431/98.
[3] La legge di stabilità 2014 è intervenuta sula misura del prelievo in commento incrementando, al 2 per mille (in luogo del 1,5 per mille originariamente previsto), l’aliquota dell’imposta a partire dal 2014.
[4] * Al netto dell’eventuale maggiorazione dello 0,40%, pagata a titolo di interessi per il differimento del versamento di 30 giorni o fino al 20.8.2014.Si tenga, inoltre, presente che la prima rata potrebbe non essere stata versata, se di ammontare pari o inferiore a 103,00 euro: in questo caso, alle scadenze indicate, dovrà essere versato l’intero acconto.

References: art. 13
 art. 11
 art. 11
 art. 2
 art. 11
 Art. 1