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Timestamp: 2018-07-22 18:42:36+00:00

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L'articolo 38 comma 1 del decreto legislativo ricollega l'esclusione dalla gara al dato sostanziale del mancato possesso dei requisiti indicati, mentre il comma 2 non prevede analoga sanzione per l'ipotesi della mancata o non perspicua dichiarazione
L’articolo 38 comma 1 del decreto legislativo ricollega l’esclusione dalla gara al dato sostanziale del mancato possesso dei requisiti indicati, mentre il comma 2 non prevede analoga sanzione per l’ipotesi della mancata o non perspicua dichiarazione
Requisiti di ordine morale – art. 38 del codice dei contratti – dichiarazione delle condanne riportate per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità Europea che incidano sulla moralità professionale – non sussiste l’obbligo per sentenza di condanna per il reato edilizio di cui all’articolo 17 della legge n.10 del 1977 – arresto per giorni 10 e all’ammenda di euro 5,16 – trascorso un rilevante lasso di tempo di oltre 32 anni dal passaggio in giudicato della sentenza – condanna a fatti estranei alla gestione della società – non essere la sanzione di particolare gravità
non è fondato l’assunto della ricorrente che mira a ottenere l’esclusione del costituendo raggruppamento cui sono stati aggiudicati i lavori oggetto di gara
il disciplinare di gara prevedeva espressamente che il concorrente dichiarasse i nominativi dei propri legali rappresentanti e dei soggetti cessati dalla carica nel triennio e di attestare rispetto a queste persone l’assenza delle cause di esclusione dalle gare per l’affidamento di lavori pubblici di cui all’articolo 38 del decreto legislativo numero 163 del 2006, espressamente specificando che ai sensi dell’articolo 38, comma 2, il concorrente, a pena di esclusione, è tenuto a indicare, con riferimento a tutte le persone fisiche di cui sopra, le condanne riportate per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità Europea che incidano sulla moralità professionale, comprese quelle per le quali era stato concesso il beneficio della non menzione nel certificato del casellario giudiziale;
dunque la causa di esclusione consiste non nella omissione della indicazione dei soggetti attuali o cessati bensì in quella delle condanne per reati gravi, sicché la dedotta dalla ricorrente causa di esclusione, integrata in tesi dalla mancata indicazione da parte del raggruppamento controinteressato di un consigliere delegato, cessato nel triennio precedente la gara, non risulta sussistente;
inoltre, ove la detta clausola andasse interpretata nel senso richiesto dalla ricorrente, confliggerebbe con la prevalente giurisprudenza, secondo la quale l’articolo 38 comma 1 del decreto legislativo ricollega l’esclusione dalla gara al dato sostanziale del mancato possesso dei requisiti indicati, mentre il comma 2 non prevede analoga sanzione per l’ipotesi della mancata o non perspicua dichiarazione (cfr. Cons.St., VI, n.1017/2010);
difatti, a meno che non sia la lex specialis a prevedere puntuali prescrizioni sulla modalità e sull’oggetto della dichiarazione, l’omissione non produce alcun pregiudizio agli interessi presidiati dalla norma, incardinando addirittura in capo al concorrente il sindacato sulla rilevanza della condanna in ipotesi pronunciata;
ancora, nel caso in esame l’amministrazione ha proceduto alla verifica in concreto della posizione del signor Adriano V_, accertando che l’unico precedente penale a carico dello stesso, costituito da una sentenza di condanna per il reato edilizio di cui all’articolo 17 della legge n.10 del 1977, con condanna alla pena dell’arresto per giorni 10 e all’ammenda di euro 5,16, non potesse qualificarsi come integrante la fattispecie di cui all’articolo 38, comma 1, lettera c), sia per essere trascorso un rilevante lasso di tempo di oltre 32 anni dal passaggio in giudicato della sentenza, sia per riferirsi la condanna a fatti estranei alla gestione della società, sia per non essere la sanzione di particolare gravità;
in definitiva non è fondato l’assunto della ricorrente che mira a ottenere l’esclusione del costituendo raggruppamento cui sono stati aggiudicati i lavori oggetto di gara, con conseguente reiezione del ricorso, pur potendosi compensare integralmente tra le parti le spese del giudizio
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 278 del 16 febbraio 2011 pronunciata dal Tar Veneto, Venezia
N. 00278/2011 REG.PROV.COLL.
N. 02355/2010 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 2355 del 2010, proposto da:***
della deliberazione del Commissario Straordinario della ATER intimata dd. 16.11.2010 prot. n. 1253/374/C.S. con cui è stato definitivamente aggiudicato l’appalto per i lavori di manutenzione ordinaria, per l’anno 2011, dei fabbricati di sua proprietà o da essa gestiti siti nel Comune compresi nel Comparto A: Zona Nord; della comunicazione; di tutti i verbali di gara; della nota dd. 16.12.2010 prot. n. 0016922; nonchè di ogni atto annesso, connesso o presupposto.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Azienda Territoriale Per L’Edilizia Residenziale della Provincia Padova e di Cognolato Srl, Vi.Ti.Bi Srl;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 gennaio 2011 il dott. Riccardo Savoia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
che il disciplinare di gara prevedeva espressamente che il concorrente dichiarasse i nominativi dei propri legali rappresentanti e dei soggetti cessati dalla carica nel triennio e di attestare rispetto a queste persone l’assenza delle cause di esclusione dalle gare per l’affidamento di lavori pubblici di cui all’articolo 38 del decreto legislativo numero 163 del 2006, espressamente specificando che ai sensi dell’articolo 38, comma 2, il concorrente, a pena di esclusione, è tenuto a indicare, con riferimento a tutte le persone fisiche di cui sopra, le condanne riportate per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità Europea che incidano sulla moralità professionale, comprese quelle per le quali era stato concesso il beneficio della non menzione nel certificato del casellario giudiziale;
che dunque la causa di esclusione consiste non nella omissione della indicazione dei soggetti attuali o cessati bensì in quella delle condanne per reati gravi, sicché la dedotta dalla ricorrente causa di esclusione, integrata in tesi dalla mancata indicazione da parte del raggruppamento controinteressato di un consigliere delegato, cessato nel triennio precedente la gara, non risulta sussistente;
che inoltre, ove la detta clausola andasse interpretata nel senso richiesto dalla ricorrente, confliggerebbe con la prevalente giurisprudenza, secondo la quale l’articolo 38 comma 1 del decreto legislativo ricollega l’esclusione dalla gara al dato sostanziale del mancato possesso dei requisiti indicati, mentre il comma 2 non prevede analoga sanzione per l’ipotesi della mancata o non perspicua dichiarazione (cfr. Cons.St., VI, n.1017/2010);
che, difatti, a meno che non sia la lex specialis a prevedere puntuali prescrizioni sulla modalità e sull’oggetto della dichiarazione, l’omissione non produce alcun pregiudizio agli interessi presidiati dalla norma, incardinando addirittura in capo al concorrente il sindacato sulla rilevanza della condanna in ipotesi pronunciata;
che, ancora, nel caso in esame l’amministrazione ha proceduto alla verifica in concreto della posizione del signor Adriano V_, accertando che l’unico precedente penale a carico dello stesso, costituito da una sentenza di condanna per il reato edilizio di cui all’articolo 17 della legge n.10 del 1977, con condanna alla pena dell’arresto per giorni 10 e all’ammenda di euro 5,16, non potesse qualificarsi come integrante la fattispecie di cui all’articolo 38, comma 1, lettera c), sia per essere trascorso un rilevante lasso di tempo di oltre 32 anni dal passaggio in giudicato della sentenza, sia per riferirsi la condanna a fatti estranei alla gestione della società, sia per non essere la sanzione di particolare gravità;
che in definitiva non è fondato l’assunto della ricorrente che mira a ottenere l’esclusione del costituendo raggruppamento cui sono stati aggiudicati i lavori oggetto di gara, con conseguente reiezione del ricorso, pur potendosi compensare integralmente tra le parti le spese del giudizio;
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 20 gennaio 2011 con l’intervento dei magistrati:

References: art. 38
 sentenza 
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