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Timestamp: 2018-11-14 06:01:23+00:00

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1 IL COLLEGIO DI ROMA composto dai Signori: Dott. Giuseppe Marziale Presidente Avv. Bruno De Carolis Avv. Massimiliano Silvetti Prof. Avv. Diego Corapi Prof. Avv Marco Marinaro Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Membro designato dal Conciliatore Bancario e Finanziario per le controversie in cui sia parte un consumatore Membro designato dal C.N.C.U. nella seduta del 23/11/2012 dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica, FATTO Il ricorrente, titolare dal gennaio 2009 di una carta di credito revolving rilasciata dall intermediario A, contesta il blocco ingiustificato dello strumento di pagamento avvenuto in assenza di preavviso. Egli afferma infatti di aver avuto conoscenza del blocco soltanto in data 5 agosto 2011, nel momento in cui gli veniva negata l autorizzazione per eseguire una transazione. Alla sua richiesta di spiegazioni, inviata contestualmente alla conoscenza del blocco, l intermediario A emittente la carta affermava, con comunicazione del 20 settembre 2011, che il blocco era dovuto ad uno smarrimento della carta e successiva denuncia. L intermediario B convenuto, invece, con missiva del 8 dicembre 2011, sosteneva che il blocco era stato disposto senza preavviso per giusta causa perché dovuto ad uno sconfinamento non autorizzato del conto, sul quale non vi erano giacenze necessarie a far fronte agli addebiti della carta revolving. Il ricorrente contestava quest ultima circostanza, sostenendo di aver sempre provveduto a costituire la provvista necessaria per saldare il debito. Pag. 2/6
2 Con ricorso depositato il 16 marzo 2012, il ricorrente conviene dinanzi all Arbitro Bancario Finanziario l intermediario B per sentir accertare il suo illegittimo comportamento e, conseguentemente, per sentirlo condannare al risarcimento dei danni materiali e morali pari a 7.000,00 sofferti a causa dell ingiustificato blocco della carta di credito. L intermediario B resistente, nel costituirsi in giudizio, afferma quanto segue: - il 19 gennaio 2009, il ricorrente sottoscriveva l adesione ad una convenzione per l accensione di un conto corrente, di un dossier titoli e del rilascio di una carta bancomat; - il 23 gennaio 2009 il ricorrente sottoscriveva anche una richiesta di concessione di linea di credito con contestuale rilascio della carta a valere sul conto corrente attivato pochi giorni prima; tale linea di credito cosiddetta revolving viene concessa da altro intermediario ( A ) ed è utilizzabile previa autorizzazione di quest ultimo; - il contratto prevede che il sottoscrittore autorizzi l intermediario B ad addebitare sul conto corrente di propria pertinenza tutti gli ordini di incasso elettronici inviati dall intermediario A, a condizione che vi siano disponibilità sufficienti e senza necessità per l intermediario B di inviare la relativa contabile di addebito; - la gestione del conto corrente da parte del ricorrente è stata anomala, tanto che controparte, nel ricorso, afferma che le coperture del conto sono sempre state effettuate seppur in momenti immediatamente successivi e con sporadiche carenze di liquidità di lievi importi ; - il 1 agosto 2011 l intermediario B bloccava la carta di credito rilasciata dall intermediario A, a causa dei continui sconfinamenti del conto corrente digitando erroneamente come causale furto e/o smarrimento invece di mancanza di fondi ; - tale errata digitazione non causava alcun pregiudizio per il ricorrente, non essendovi state segnalazioni in CAI; - il blocco della carta era da ricondursi alla condotta del ricorrente, non consona ai canoni di correttezza e buona fede alla base dell esecuzione del contratto e che, in data 19 settembre 2011 induceva l intermediario ad inviare una comunicazione di segnalazione di sconfinamento consistente sul conto del Pag. 3/6
3 ricorrente, protrattosi per oltre un mese; - il 19 aprile 2012, l intermediario comunicava l estinzione del conto corrente come da richiesta del ricorrente del 14 gennaio 2012, comunicando che il debito al 31 dicembre 2011 era pari ad 1.773,68; - il persistere dell indisponibilità di conto poteva considerarsi giusta causa per procedere al blocco della carta di credito, utilizzata spesso in mancanza di adeguata disponibilità sul conto corrente; - l art. 3 delle Condizioni Generali del rapporto di conto corrente prevede la facoltà per l intermediario di rifiutare incarichi conferiti dalla clientela, qualora ricorra un giustificato motivo, in primis la mancata disponibilità di conto; - per quanto concerne la richiesta di risarcimento di 7.000,00 per i danni materiali e morali causati dal blocco della carta di credito, essa non risulta supportata da alcuna prova ed è quantificata in modo assolutamente arbitrario. L intermediario convenuto chiede pertanto che il ricorso sia rigettato. DIRITTO 1. L oggetto della presente controversia concerne la legittimità dell operato della banca convenuta che ha disposto il blocco della carta di pagamento della quale era titolare il ricorrente, senza fornirgli alcun preavviso. 2. L art. 6 del D.Lgs. 11/2010 prevede la possibilità per il prestatore di servizi di bloccare lo strumento di pagamento per giustificati motivi, anche connessi all aumento del rischio di insolvenza del debitore nel caso sia stata concessa una linea di credito. Il 2 comma di tale norma prevede che Il contratto quadro può prevedere il diritto del prestatore di servizi di pagamento di bloccare l'utilizzo di uno strumento di pagamento al ricorrere di giustificati motivi connessi con uno o più dei seguenti elementi: [...] c) nel caso in cui lo strumento preveda la concessione di una linea di credito per il suo utilizzo, un significativo aumento del rischio che il pagatore non sia in grado di ottemperare ai propri obblighi di pagamento. È ben vero che l art. 6 è entrato in vigore in epoca successiva alla stipulazione del contratto. Tuttavia, il principio di irretroattività non impedisce che la legge nuova si applichi ai rapporti che, pur avendo avuto origine sotto il vigore della legge abrogata, siano destinati a durare ulteriormente (Cass. 15 gennaio 1996, n. 267; 31 marzo 1983, n. 2351) e ne modifichi l assetto con effetto ex nunc, Pag. 4/6
4 ovvero dal momento della sua entrata in vigore (Cass. 31 gennaio 2006, n. 2140; 28 marzo 2002, n. 4490). Ebbene, esaminando gli estratti conto versati in atti, risulta che spesso il conto corrente è risultato privo della provvista necessaria a pagare quanto dovuto all intermediario che aveva concesso la linea di credito, ma non può dirsi emergere soprattutto con riferimento al periodo antecedente il blocco della carta il necessario presupposto consistente nel significativo aumento del rischio che il pagatore non sia in grado di ottemperare ai propri obblighi di pagamento. Tali considerazioni, unitamente alla circostanza in base alla quale il blocco della carta è avvenuto in forza di un errata causale (come riconosciuto dalla stessa resistente), inducono il Collegio a ravvisare profili di illegittimità nella condotta dell intermediario. 3. Ciò posto, che di per sè condurrebbe a ritenere non giustificato il blocco della carta di pagamento, con particolare riferimento alla necessità del preavviso, si deve considerare quanto disposto dal 3 comma dell art. 6 D.Lgs. 11/2010 a norma del quale nei casi di cui al comma 2 il prestatore di servizi di pagamento informa il pagatore, secondo le modalità concordate, del blocco dello strumento motivando tale decisione. Ove possibile, l'informazione viene resa in anticipo rispetto al blocco dello strumento di pagamento o al più tardi immediatamente dopo, salvo che tale informazione non risulti contraria a ragioni di sicurezza o a disposizioni di legge o regolamento. Ebbene fermo restando che l art. 6 del D.Lgs. 11/2010 prevede che l intermediario informi l utilizzatore dello strumento di pagamento del blocco dello stesso anche nei casi in cui esso avvenga per giustificato motivo non si comprende per quale ragione la banca convenuta non abbia inteso rendere in anticipo l informazione rispetto al blocco dello strumento di pagamento, in ottemperanza anche del disposto degli artt. 125-quater, 2 comma, lett. b) e 126- septies TUB. Dalla documentazione in atti non risultano in effetti inviate comunicazioni di blocco della carta di credito, avendo l intermediario provveduto soltanto a segnalare lo sconfinamento del conto corrente il 19 settembre Anche sotto tale profilo, pertanto, la condotta della banca convenuta non appare aver rispettato il criterio della diligenza particolarmente qualificata del buon banchiere o dell accorto banchiere (cfr. Cass. 12 giugno 2007, n ). Pag. 5/6
5 4. Il ricorrente domanda quindi la condanna della banca resistente al risarcimento dei danni quantificati in 7.000,00 e asseritamente cagionati dall illegittimo blocco della carta di pagamento. La domanda non è tuttavia fornita del benché minimo supporto probatorio. Peraltro, come già ritenuto dal Collegio (cfr. Collegio di Roma, decisione n del 30 luglio 2012), in mancanza della prova del danno non è possibile neppure procedere alla liquidazione in via equitativa, trovando applicazione l'ulteriore principio giurisprudenziale secondo cui l'esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa, conferito al giudice dagli artt e 2056 c.c. [ ] presuppone che sia provata l'esistenza di danni risarcibili e che risulti obiettivamente impossibile o particolarmente difficile, per la parte interessata, provare il danno nel suo preciso ammontare (Cass. 30 aprile 2010, n ). La domanda risarcitoria non può che essere rigettata. 5. In conclusione il Collegio pur ritenendo non legittima, in parziale accoglimento del ricorso, la condotta dell intermediario non accoglie la domanda risarcitoria dispiegata dal ricorrente. P.Q.M. Il Collegio accoglie parzialmente il ricorso nei sensi di cui in motivazione. Dispone, inoltre, ai sensi della vigente normativa, che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di Euro 200,00 (duecento/00) quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente quella di Euro 20,00 (venti/00) quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 Pag. 6/6

References: art. 3
 art. 6
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 Cass.