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⭐Guida operativa alla descrizione archivistica. Censimenti e guide. a cura di Roberto Grassi e Paolo Pozzi. Edizione provvisoria
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1 Guida operativa alla descrizione archivistica. Censimenti e guide a cura di Roberto Grassi e Paolo Pozzi Edizione provvisoria2 Sesamo - Archivi storici in Lombardia Guida operativa alla descrizione archivistica. Censimenti e guide a cura di Roberto Grassi e Paolo Pozzi Edizione provvisoria3 Copyright 2002 by Regione Lombardia & Archilab Edizione provvisoria Archivio Storico Comunale San Miniato (Pisa) Italia Loggiati San Domenico, San Miniato (Pisa) Tel. 0571/ Fax 0571/ Fotografie in copertina: Domenico Quartieri4 INDICE Presentazione... 3 Nota tecnica Censimenti e guide: prime definizioni Rapporto con altri strumenti archivistici Tra censimenti e guide un confine incerto I sistemi informativi Censimenti e guide: le informazioni e la loro struttura Informazioni generali e di contesto Istruzioni per la consultazione Descrizione dell intervento e note metodologiche Profili istituzionali e archivistici generali Inquadramento storico territoriale Descrizioni individuali Il soggetto conservatore Il soggetto produttore Il complesso documentario Punti di accesso Bibliografia Censimenti e guide: la raccolta e l elaborazione dei dati Il progetto e gli strumenti per la raccolta dei dati La progettazione Gli strumenti della rilevazione Le fonti delle informazioni Precedenti censimenti e opere di reference Monografie e i saggi di carattere storico Strumenti archivistici: inventari, elenchi Documentazione amministrativa presso enti Sopralluoghi Censimenti e guide particolari5 APPENDICE Censimento degli archivi storici degli ospedali lombardi Censimento degli archivi comunali e dei cessati ECA della Lombardia Censimento degli archivi d impresa dell area milanese I carteggi delle biblioteche lombarde Censimento degli archivi parrocchiali della provincia di Sondrio Censimento degli archivi parrocchiali della Diocesi di Bergamo I fondi speciali delle biblioteche lombarde Censimento degli archivi comunali della provincia di Sondrio Censimento degli archivi dei Comuni e degli ex E.C.A. della Provincia di Lodi Censimento degli archivi sindacali della Lombardia Censimento degli archivi editoriali della Lombardia Riferimenti bibliografici6 Presentazione Il presente volume rappresenta la prosecuzione e l ampliamento, in direzione di altre tematiche, di un lavoro edito nel 2001 presso Archilab: la Guida operativa alla descrizione archivistica. La descrizione inventariale 1. Già nel titolo la continuità/contiguità delle due pubblicazioni è evidente. In queste pagine non si tratta, se non in quanto fonti di informazioni da utilizzarsi nei modi che si vedrà, di inventari e di inventariazione ma bensì della produzione di strumenti generali quali sono appunto i censimenti e le guide. Questa Guida operativa, al pari della precedente, è pensata per fornire agli operatori alcuni elementi per uniformare, per quanto possibile, il trattamento delle descrizioni archivistiche di guide e censimenti. Nonostante i suggerimenti qui contenuti possano essere forse spesi per una generalità di casi, il campo specifico di applicazione è quello degli archivi locali: in queste pagine si tratta quindi prevalentemente di guide e censimenti settoriali a base territoriale, molto marginalmente di guide generali e tematiche 2. Uno specifico capitolo è dedicato alla compilazione di Guide particolari. Questa prima stampa viene prodotta in forma di edizione provvisoria e ciò in ragione di alcune considerazioni: in primo luogo perché si intende, per così dire, verificare sul campo le indicazioni qui fornite sottoponendo la bozza, oltre che a tutti i colleghi che ritengano di portare uno specifico contributo, in particolar modo ad alcuni gruppi di operatori che, proprio in questi mesi, sono impegnati su progetti di censimento. Si ha in mente insomma una sorta di sperimentazione sul campo. In secondo luogo perché una messa a punto delle specifiche definitive andrà fatta in ogni caso tenendo conto dello sviluppo che si sta realizzando, e non solo in ambito lombardo 3, di sistemi di implementazione e di gestione di banche dati di descrizio- 1 Grassi, Pozzi, Savoja Per quanto riguarda qualche precisazione sul contenuto di questi termini tecnici guide settoriali, guide particolari ecc. - cfr, cap 1. 3 Si ricorda che, nell ambito dell Accordo di Programma Quadro tra Stato e Regione in materia di beni culturali, è in corso un progetto congiunto con l Archivio di Stato di Milano - 3 -7 ne archivistica su Web. L intendimento sarebbe quello di trasformare le indicazioni qui contenute in una sorta di linee guida per la formulazione di descrizioni archivistiche coerenti con i modelli concettuali dei nuovi sistemi. Sarebbe auspicabile che la redazione di queste future linee guida avvenisse con la partecipazione più ampia e collegiale possibile di operatori del settore eventualmente non solo di area lombarda. Rispetto a questa meta il presente lavoro non può non configurarsi come la prima bozza o, se si preferisce, come il menabò per un successivo confronto. E a proposito di sistemi e di sviluppi tecnologici va ricordato che questo fascicoletto vede la luce praticamente in contemporanea alla presentazione del prototipo della nuova release dell applicativo Sesamo, programma di supporto al lavoro di ordinamento e inventariazione di archivi storici divenuto esso stesso ormai storico (la prima versione in ambiente Macintosh risale giusto a dieci anni fa). E intendimento della Regione affiancare al nuovo Sesamo uno specifico prodotto per gestire censimenti e guide. Ornella Foglieni Beni librari, biblioteche e sistemi documentari per la realizzazione di un Sistema di costituzione e di interrogazione di banche dati di descrizioni archivistiche via Web ; l intervento realizzato presso l Università degli Studi di Pavia condivide modelli concettuali e struttura dati elaborati dal progetto ministeriale SIUSA (cfr. note 29 e 38)8 Nota tecnica In una linea di continuità con il precedente lavoro si è voluto mantenere un taglio prevalentemente operativo o, come veniva affermato nel lavoro sopra citato, di basso profilo teorico 4. Abbiamo inteso utilizzare la teoria archivistica, richiamata in alcuni passaggi particolarmente critici e significativi, come strumento per orientare la prassi degli archivisti che operano sul territorio. Anche in questa Guida operativa, come in quella dedicata agli inventari, si è assunto il punto di vista degli operatori e ci si è proposti di fornire loro indicazioni di ordine pratico per un trattamento omogeneo della descrizioni. Anche in questa Guida operativa il punto di partenza per la specifiche è fornito, ovviamente, dagli standard elaborati dalla comunità internazionale: ISAD (G) e ISAAR (CPF) 5. Da questo punto di vista come è stato scritto altrove -, l ambizione che ha animato la Guida operativa è stata quella di farne un piccolo derivato, diremmo una declinazione in tono minore e locale, degli standard descrittivi 6. Non si è inteso quindi suggerire alcuna particolare innovazione sul piano dei principi della disciplina. 7 Nel panorama delle pubblicazioni di strumenti archivistici i censimenti e le guide non rappresentano certo la produzione quantitativamente più rilevante: si danno alle stampe certamente meno censimenti e guide che inven- 4 Riguardo alla opportunità di produrre strumenti di orientamento al lavoro archivistico di tipo pratico o, come qui si afferma, operativo corre l obbligo di ricordare un proficuo scambio di opinioni intercorso tra il professor Marco Bologna (Bologna 2001) e gli autori della prenominata Guida operativa alla descrizione archivistica. (Grassi Pozzi Savoja 2001b). 5 La letteratura sull uso degli standard e sulle proposte dei gruppi di studio è ormai alquanto ampia ; si rinvia per ora ai documenti ufficiali : Conseil international des archives 1995 e Conseil international des archives Grassi Pozzi Savoja 2001 b. 7 Nessuna innovazione ovviamente, semmai alcune riflessioni da cui per altro discendono indicazioni operative che nella elaborazione teorica, forse, non apparivano sufficientemente esplicite. Ci si riferisce in particolare al suggerimento, ampiamente argomentato nel secondo capitolo, di fornire descrizioni di tipo generale relative alle tipologie istituzionali e archivistiche oggetto delle indagini9 tari 8. E il dato della edizione a stampa altro non è che un indice della effettiva produzione in cui sono impegnati gli archivisti sul territorio. Anche osservando la prassi degli interventi in corso, almeno in Lombardia, ci si accorge immediatamente che, mentre gli interventi di riordino e inventariazione rappresentano una attività in qualche modo ordinaria, i progetti di censimenti e guide si configurano invece come progetti straordinari e in qualche misura inconsueti. In questa eccezionalità risiede forse la causa di scelte metodologiche spesso divergenti che producono risultati tra loro disomogenei e talora difficilmente confrontabili. Le pagine conclusive di questo volume raccolgono una nutrita serie di schede di descrizione e di esemplificazione di interventi condotti sul territorio lombardo: dal loro esame si può agevolmente constatare come il traguardo della uniformità formale e sostanziale sia alquanto distante. E tuttavia la esigenza di normalizzare le descrizioni appare ancor più pressante proprio in considerazione delle specifiche finalità di informazione generale e di primo accesso che questi strumenti dovrebbero perseguire. In altri e più espliciti termini: mentre gli inventari descrivono un solo o tutt al più pochi complessi documentari - e quindi le scelte descrittive possono essere in qualche misura tarate sulle singole peculiarità - le guide e i censimenti ne descrivono solitamente un numero elevato e quindi si impone un maggior rigore sia in fase di rilevamento che in fase di presentazione delle informazioni. Vi sono poi altri motivi che impongono, per censimenti e guide, le ragioni della uniformità: in primo luogo il fatto che questi strumenti generali, oltre a proporsi come veicoli di primo accesso alle descrizioni archivistiche per gli utenti rappresentano la base per la programmazione da parte delle amministrazioni. 8 Cfr a riguardo Ufficio Centrale 1995: a fronte di oltre 1500 segnalazioni bibliografiche di Guide particolari ed inventari, nel catalogo vengono segnalate 370 tra guide generali, settoriali e tematiche10 Va inoltre ricordata a riguardo, e non come ragione secondaria, la crescente tendenza all allestimento di sistemi informativi territoriali che impone un assoluto rigore formale sia nella identificazione che nella descrizione dei livelli alti e dei soggetti produttori. Per quanto riguarda la presentazione delle informazioni - su carta ma anche su altro supporto nel presente elaborato se ne accenna soltanto e ciò per due ordini di motivi. Esiste, a livello internazionale, una riflessione sui temi della rappresentazione infotelematica; riflessione assai promettente ma ancora distante, ci pare, da un preciso punto di approdo 9. D altro canto da un seppur sommario esame dei volumi dati alle stampe non sembra emergere una sorta di modello a cui fare sicuro riferimento: lavori pubblicati, anche in tempi molto recenti, manifestano una sensibile variabilità di soluzioni sia redazionali che grafiche. Come anticipato nelle note di presentazione questa Guida operativa si presenta come bozza o, se si preferisce, come un primo contributo per arrivare alla formulazione di indicazioni più sistematiche, più sperimentate e coerenti con i modelli dei sistemi informativi in corso di allestimento. Anche in ragione del carattere di provvisorietà di questo lavoro alcune sue parti risultano formulate in modo interlocutorio e non è stata prestata eccessiva cura agli aspetti formali. Il primo capitolo, il secondo e l appendice sono stati redatti da Roberto Grassi; il terzo da Paolo Pozzi con la collaborazione di Domenico Quartieri e il quarto da Paolo Pozzi. Nella elaborazione del testo sono stati tenuti presenti preziosi suggerimenti di Maurizio Savoja. 9 Ci si riferisce alla proposta di EAD (encoded archivial description) che in Italia ha avuto al momento un eco non molto rilevante; una prima informazione sta in Tim Hutchinson 1998, pp11 1. Censimenti e guide: prime definizioni In un saggio di alcuni anni fa 10, con la consueta chiarezza e l abituale rigore, Paola Carucci fornisce alcune definizioni del tipo di strumenti archivistici di cui si parla in queste pagine. Vale la pena riprenderle si considerano guide generali quelle che descrivono l insieme dei fondi conservati in una rete di istituti ( ); guide particolari quelle che descrivono l insieme dei fondi conservati in un determinato istituto ( ); guide settoriali o anche censimenti quelle che descrivono una determinata tipologia di archivi conservati però in sedi diverse e di massima rilevati su base territoriale ( ). Le guide tematiche comprendono invece la descrizione di una pluralità di fondi, conservati in uno o più istituti, limitatamente però alle serie e alle unità archivistiche relative a un determinato tema di ricerca. Analoghe definizioni, proposte da altri archivisti in vari ambiti e contesti non si discostano molto, da quelle testé citate 11. Alle tipologie previste da Carucci se ne potrebbe forse aggiungere un altra quella cioè di strumenti che riguardano una pluralità di tipologie istituzionali e archivistiche, tra loro complementari, ma riferite allo stesso territorio: potrebbe ad esempio essere il caso di archivi d impresa e archivi sindacali oppure ancora di archivi comunali, archivi di enti assistenziali e archivi parrocchiali. Quest ultimo esempio sembra particolarmente idoneo a sostenere la opportunità di guide ibride poiché come è noto comune, parrocchia e enti di assistenza e beneficenza, nel corso dei secoli, hanno operato in stretta simbiosi: una lettura complementare degli archivi da loro prodotti incrementa certamente la resa informativa. 10 Carucci 1995 in Ufficio Centrale Ad esempio Giorgetta Bofiglio Dosio in un utile contributo di alcuni anni or sono riguardante i lavori archivistici scrive: Con il termine "censimento" si intende il mezzo di corredo archivistico che elenca tutti gli archivi di un certo tipo esistenti in un territorio determinato: può essere destinato alla stampa, ma più spesso è solo uno strumento di lavoro intermedio, in preparazione della guida, che può essere predisposto su supporto cartaceo o informatico e a proposito di Guide settoriali Con il termine "guida settoriale" si intende il mezzo di corredo archivistico che descrive tutti gli archivi di un certo tipo presenti in un territorio determinato; destinato alla stampa, deve essere composto da un introduzione, in cui si esplicitano i criteri di individuazione del settore e del territorio presi in esame e si delinea un profilo giuridico e istituzionale dei produttori, dalle schede descrittive dei singoli archivi e dall indice dei nomi di persone e famiglie, località e istituzioni. Cfr. Bonfiglio Dosio12 da loro prodotti incrementa certamente la resa informativa. L argomento verrà ripreso in seguito, per ora è sufficiente acquisire il fatto che la produzione di guide rientra senz altro tra i lavori archivistici scientificamente più qualificanti, richiede una buona padronanza della metodologia archivistica e specifiche conoscenze storiche e, qualora l indagine riguardi organizzazioni pubbliche, istituzionali. Una compiuta riflessione su questo tipo di strumenti non può prescindere naturalmente dalla esperienza della Guida generale agli archivi di stato 12, opera per la quale non è eccessivo, spendere l aggettivo monumentale. Non è questa la sede, proprio in ragione dei limiti programmatici del presente lavoro, per ripercorrere il cammino teorico e metodologico che ha condotto alla sua realizzazione occorre tuttavia sottolineare come la Guida generale abbia rappresentato, e tuttora rappresenti, un modello per tutti i lavori di analogo impianto 13. La Guida Generale è ora disponibile in linea 14 presso il sito della Amministrazione archivistica dove sono consultabili non solo le voci riguardanti i singoli Archivi di Stato ma anche il ricco apparato di note metodologiche che, nelle note introduttive, le accompagna. 1.1 Rapporto con altri strumenti archivistici Guide e censimenti descrivono i complessi documentari nel loro insieme limitando la rilevazione delle informazioni ai livelli alti : fondi, grandi partizioni, sezioni, serie o analoghi raggruppamenti 15. Le differenze rispetto ad 12 Ministero per i beni culturali Sulla Guida generale, per quanto attiene ai problemi e alle scelte metodologiche oltre naturalmente alle note introduttive è opportuno consultare la Rassegna degli archivi di Stato, anno LVI, n.2, Roma, maggio agosto 1996 nel quale sono riportati gli atti della giornata di studio La guida generale degli archivi di Stato italiani e la ricerca storica svoltasi presso l Archivio Centrale dello Stato Sulla definizione di questi strumenti un contributo importante è di Antonio Romiti, (Romiti 1990) e mi pare nel suo insieme fondamentale il fascicolo di Archivi per la storia, VII, gennaio-giugno 1994, n.1 che edita gli atti del convegno ANAI su Gli strumenti archivistici. Metodologia e dottrina tenuto a Rocca di Papa il maggio Nonostante il convegno si sia svolto prima della diffusione di ISAD (G) già si avvertono ampiamente in numerosi interventi gli echi del dibattito sulla normalizzazione. Una sintesi intelligente di come gli archivisti italiani abbiano considerato le Guide, a partire dalla Guida generale, - 9 -13 altri tipi di strumenti archivistici, in primis gli inventari, sono notevoli: un inventario descrive sempre un fondo ordinato. Anzi la descrizione inventariale rappresenta la fase conclusiva di un processo che ha come presupposto l ordinamento e cioè la analisi e identificazione della struttura di un fondo, la piena comprensione dei nessi tra le sue parti, le relazioni col soggetto produttore. Censimenti e guide prevedono invece di descrivere anche fondi non ordinati: in questo caso la informazione verrà fornita ovviamente in modo approssimativo e sarà suscettibile di perfezionamenti. Altra differenza assai significativa riguarda la scala delle informazioni ed il grado di dettaglio delle medesime: mentre per gli inventari è prevista la descrizione, più o meno ampia, delle singole unità archivistiche, le guide si limitano come sopra ricordato a trattare i livelli alti. E ancora: mentre nell inventario la descrizione del soggetto, del complesso ai vari livelli, delle relazioni tra soggetto e fondo, ecc. deve essere ampia, meticolosa e documentata, nella Guida è opportuno fornire solo una sintesi di tutti gli elementi principali utili ad una rapida identificazione e ad una prima descrizione. Una ulteriore differenza di non poco conto che intercorre tra inventari da un lato e censimenti e guide dall altro riguarda la longevità dei dati 16 : mentre per i primi si suppone che le informazioni fornite siano se non definitive tendenzialmente stabili e di lunga durata per i secondi la mutevolezza dei dati è fisiologica, connaturata per così dire, al tipo di lavoro proprio in r a- gione del fatto che, come anticipato, vengono descritti anche complessi non ordinati. Va inoltre considerato che nel caso di guide e censimenti settoriali o a base territoriale, la distribuzione dei fondi in una pluralità di sedi si può modificare, possono cambiare le condizioni materiali di collocazione e di accesso, ecc. Il che, ovviamente, aumenta la instabilità dei dati. A proposito di quest ultimo aspetto va inoltre ricordato che un inventario difficilmente è fornita da Roberto Navarrini (Navarrini 1996) in occasione della recensione di un lavoro di Giorgetta Bonfiglio Dosio (Bonfiglio Dosio 1996). Il lavoro della Bonfiglio Dosio, riguardante la amministrazione locale e periferica durante la dominazione veneta, rappresenta per altro una realizzazione per molti aspetti esemplare soprattutto per quanto riguarda le informazioni di inquadramento generale sulle istituzioni e sui complessi documentari14 prevede come specifico oggetto di descrizione il soggetto conservatore mentre questo rappresenta sempre un elemento informativo di rilievo nell economia di un censimento o di una guida. Se le differenze sin qui elencate sembrano, nella elaborazione degli archivisti, piuttosto scontate e condivise ve ne sono altre su cui forse la riflessione appare meno approfondita e sistematizzata. Per quanto riguarda in particolare i censimenti o le guide settoriali - che hanno per oggetto come si è visto una determinata tipologia di archivi prodotti da una determinata tipologia di soggetti appare a nostro parere necessario fornire informazioni non solo sui singoli soggetti e sui singoli archivi ma anche sulle tipologie in quanto tali. In altri termini: vi sono elementi che accomunano sia i singoli soggetti produttori sia i loro archivi, elementi in ragione dei quali il singolo oggetto di descrizione viene identificato come facente parte di una certa tipologia 17. E opportuno che questi elementi comuni, anziché essere replicati per ciascun oggetto di descrizione (soggetto produttore o complesso documentario non importa) vengano trattati autonomamente. E evidente che per un inventario che tratta un solo fondo o comunque un numero limitato di fondi il problema della descrizione di tipologie di appartenenza non si pone in quanto tutte le informazioni utili devono essere fornite, ai vari livelli, all interno dell inventario stesso 18 ; questo è un presupposto essenziale per una sua piena leggibilità. Sempre a proposito di strumenti archivistici di tipo settoriale e pensando soprattutto a quei lavori che insistono su una base territoriale chiaramente identificata, un altro elemento informativo che può rivelarsi di grandissima utilità è dato dalla ricostruzione delle principali vicende storiche e istituzionali che fanno da sfondo e da contesto all area di interesse: dominazioni, 16 Sull argomento cfr. Benedittis L idea di una scheda informativa riferita ad una determinata tipologia istituzionale è stata elaborata e messa a punto nell abito del progetto CIVITA- Le istituzioni storiche del territorio lombardo sec.xiv-xx. Sul tema cfr. in particolare Regione Lombardia Una rilevante eccezione a riguardo potrebbe essere fornita da un inventario informatizzato destinato ad essere inserito in un più ampio sistema informativo: in questo caso si po15 circoscrizioni amministrative o religiose, distrettuazioni a fini giudiziari o fiscali ecc. insomma tutti quegli elementi che servono a chiarire i differenti livelli di inquadramento riguardanti il territorio oggetto dell indagine. I suaccennati argomenti informazioni sulle tipologie archivistiche e istituzionali, informazioni sui livelli di inquadramento territoriale e sui contesti istituzionali - verranno ripresi ampiamente nelle pagine dedicate alle informazioni e alla loro struttura. 1.2 Tra censimenti e guide un confine incerto Si sono sin qui utilizzati i termini di censimento e di guida sempre abbinati. In realtà non si tratta esattamente di sinonimi poiché sia in termini tecnici che in termini operativi esiste, o meglio dovrebbe esistere, una certa differenza. A proposito dei censimenti scrive Renata De Benedittis: In un indagine finalizzata alla conoscenza allargata o parziale di una determinata realtà archivistica il censimento è lo strumento conoscitivo in grado di fornire un primo livello di accertamento. si persegue l obbiettivo di fornire una visione globale di complessi documentari per i quali non si hanno notizie sicure ed attendibili accertandone l esistenza ed individuandone l ubicazione, la consistenza anche approssimativa, lo stato di conservazione e, quando possibile, la datazione e i mezzi di corredo e ancora chiarimenti sulla natura giuridica degli enti produttori degli archivi censiti, notizie sulla loro fondazione, denominazione ed evoluzione storico istituzionale, dettagli sulla idoneità delle sedi di archivio, sulle attrezzature a disposizione, sulle dispersioni e sui danneggiamenti subiti, sulle possibilità di accesso al pubblico 19. Il censimento dunque si configura come una rilevazione di tipo generale, sommaria e programmaticamente provvisoria, di informazioni sintetiche riferite ai complessi documentari, ai soggetti che li hanno prodotti, agli enti trebbe valutare l ipotesi di relazionare le descrizioni di un singolo fondo con schede informative riferite a tipologie (di complessi o di soggetti). 19 De Benedittis16 ed istituti che li conservano. I dati acquisiti in fase di censimento, possono essere variamente rielaborati, sottoposti ad ulteriori indagini e verifiche, a studi specifici ed approfondimenti e possono approdare infine alla elaborazione di guide 20. La guida rappresenta infatti lo strumento archivistico che presenta descrizioni - dei fondi e dei soggetti - di livello generale, in modo organico e con particolare riguardo ai contesti storico istituzionali che presiedono alla formazione dei complessi; la guida è in sostanza un mezzo di ricerca rivolto agli studiosi per indirizzarli nell ambito delle loro ricerche e agli archivisti per il loro operare tecnico 21. Una prima sostanziale differenza tra censimento e guida dunque pare da individuarsi nel grado di elaborazione delle informazioni: di primissimo approccio, scarne e dichiaratamente provvisorie quelle riferite ad un censimento, più meditate, organiche e stabili (con le eccezioni che si sono precedentemente considerate in relazione a fondi non ordinati) le descrizioni di una guida. Utilizzando una similitudine operativa, sempre di ambito archivistico, si potrebbe forse affermare che così come la schedatura provvisoria delle unità di un fondo è propedeutica alla identificazione della struttura e quindi alla inventariazione, così la prima schedatura sommaria dei fondi in fase di ce n- simento è propedeutica alla compilazione di una guida. In realtà, soprattutto esaminando alcuni lavori editi, la differenza non appare in modo poi così netto 22 : spesso alcuni lavori che si autodefiniscono 20 Si riscontra spesso, in questi casi (rilevamento dati di approfondimento per censimenti n.d,r.), è così complesso e ampliato rispetto ai dati della ricogniz ione originaria da presentare le caratteristiche proprie della redazione di un altro strumento di ricerca: la guida. E quest ultimo strumento, infatti, che presuppone un approfondimento critico dei dati raccolti, una più accurata indagine storico-istituzionale degli archivi presi in considerazione, una descrizione omogenea e dettagliata delle voci e una loro esposizione organica. E proprio in questa fase di transizione da dati scarni, essenziali e non uniformi ad informazioni più logiche e ragionate il confine archivistico e metodologico tra i censimenti e le guide (De Benedittis 1994). 21 Navarrini Questa considerazione sembra particolarmente fondata almeno per la realtà lombarda che annovera, come si po verificare dalle schede pubblicate in appendice, un elevato numero di censimenti descrittivi. Vale la pena in proposito ragionare su alcuni esempi riportati in appendice: un importante lavoro sugli archivi storici d impresa (Regione Lombardia, Settore17 censimenti o censimenti descrittivi - si configurano piuttosto come vere e proprie guide o almeno ne evidenziano alcuni dei tratti distintivi quali ad e- sempio una esposizione omogenea, le informazioni strutturate secondo un preciso modello, la presenza di note storico istituzionali ecc. Tra i due e- stremi identificati almeno in via di principio da un lato i censimenti e dall altro le guide -, si colloca tutta una gamma di produzioni intermedie che rendono assai sfumata nella pratica la distinzione che viene effettuata sul piano teorico. Il fatto è, come si vedrà meglio in seguito al cap. 3, che un censimento o una guida rappresentano sempre il risultato di un progetto complesso che risente di variabili sia di tipo tecnico che di tipo organizzativo e finanziario. Ed è in ragione di queste variabili, delle mediazioni necessarie tra effettiva disponibilità delle risorse, esigenze di rigore scientifico e concrete circostanze operative che si determina la natura e la qualità dei risultati. Vi è una ulteriore distinzione che intercorre tra censimento e guida che vale la pena di sottolineare. Si è detto che nell ambito di un censimento si possono rilevare anche i dati relativi alla ubicazione, allo stato di conservazione, alla idoneità delle sedi, alle attrezzature ecc. Tutte informazioni attinenti, si potrebbe dire, alla logistica della conservazione che ai fini di una guida appaiono scarsamente significative. La guida è infatti fondamentalmente uno strumento rivolto agli utenti; utenti per i quali questo tipo di notizie possono rivelarsi interessanti se, e nella misura in cui, riguardano in concreto l accesso ai fondi e la possibilità di consultazione. All interno di cultura e informazione, Gli archivi d impresa dell area milanese, Censimento descrittivo, a cura di Duccio Bigazzi, Milano, Editrice Bibliografica, 1990) si autodefinisce censimento ancorché descrittivo mentre in realtà evidenzia prevalentemente le caratteristiche di una vera e propria guida in ragione soprattutto delle ampie e documentate informazioni sui soggetti e sui fondi. Più prossimi a veri e propri censimenti rilevamento schematico e in qualche misura provvisorio risultano invece gli interventi condotti sugli archivi sindacali della Lombardia e su quelli comunali della Provincia di Lodi. (Cfr. le schede in appendice di: Regione Lombardia, Direzione generale cultura e Centro ricerche Giuseppe di Vittorio, Censimento degli archivi del lavoro in Lombardia: indagine, strumenti e metodo di rilevazione, risultati, a cura di Sandra Barresi, Milano, Regione Lombardia, 1999 e di Provincia di Lodi e Regione Lombardia, Censimento degli archivi dei Comuni e dei cessati E.C.A. della provincia di Lodi, a cura di Daniela Fusari, Lodi, 1999)18 un censimento, assai più che per una guida, vige la preoccupazione di rilevare lo stato degli archivi anche sotto il profilo della conservazione 23 e ciò porta ad acquisire dati di natura prettamente gestionale. Accanto alle varie informazioni di identificazione e descrizione dei fondi dunque si possono rilevare elementi informativi relativi alle sedi e ai locali dove sono conservate le carte, alle scaffalature e agli impianti, ai fattori di rischio, alla presenza di possibili agenti patogeni ecc. Insomma un censimento, se viene approfondita l indagine sulla organizzazione e la logistica, può dare vita, o può contribuire ad alimentare, un vero e proprio sistema di monitoraggio della conservazione archivistica. Questo ultimo tipo di dati appare certamente di grande utilità per chi ha il compito di preoccuparsi della tutela e della salvaguardia fisica dei beni ma sembra di scarsa appetibilità per chi fa ricerca. I censimenti insomma, assai più che le guide, evidenziano una possibile duplicità di linee di indagine che può riflettere in realtà una sostanziale duplicità degli obbiettivi 24. A riguardo vale la pena di sottolineare il fatto che il rilevamento di dati sulla conservazione può richiedere abilità professionali diverse da quelle necessarie per descrivere i complessi documentari e i soggetti che le hanno prodotti. Altro è infatti trattare la storia di un complesso di istituzioni e delle loro carte, altro è saper riconoscere e giudicare le condizioni di conservazione fisica delle carte. Riassumendo le considerazioni si qui esposte si può forse affermare che: la guida è fondamentalmente uno strumento di ricerca, come tale rivolto 23 Uno dei più rilevanti interventi di indagine ad ampio spettro sugli archivi è stato sicuramente il progetto di Anagrafe informatizzata degli archivi italiani all interno del quale venivano perseguiti sia obbiettivi descrittivi che gestionali con risultati, sembra, non sempre entusiasmanti. Scrive a riguardo Stefano Vitali I due obbiettivi, lungi dal fondersi positivamente, si giustappongono e, talvolta, si confondono in modo improprio (Vitali 1996). 24 Duplicità di linee di indagine e di obbiettivi che suppongono anche strumenti diversi per acquisire e gestire i dati. Non a caso il progetto ministeriale SIUSA erede in qualche misura del citato progetto di Anagrafe informatizzata degli archivi italiani - tiene separati gli ambienti di lavorazione : da un lato la componente descrittiva dove vengono acquisiti i dati destinati all utenza, dall altro quella gestionale dove risiedono i dati dei complessi vigilati19 all esterno e dunque tendenzialmente destinato alla pubblicazione 25 (pubblicazione, in questo caso va inteso in senso ampio, non solo evidentemente come prodotto a stampa, si ritiene anzi che la pubblicazione telematica, proprio in ragione del carattere di provvisorietà dei dati e della possibilità di aggiornare in rete le informazioni che di volta in volta necessitano di modifiche, sia quella più consona a questo tipo di strumento archivistico cfr. a riguardo il capitolo successivo). Pubblicata a stampa, su un sito o su un CD una Guida deve prestare dunque una particolarissima attenzione alle modalità di accesso ai dati da parte dell utente; occorrerà meditare su tutti gli aspetti che riguardano non solo la redazione ma anche l interrogazione, l editing, l impaginazione, la grafica, il paratesto, in una parola tutto ciò che concerne la consultazione delle informazioni. Il censimento rappresenta invece un indagine, per così dire, ad uso prevalentemente interno do ve possono trovare ampio spazio anche i dati sulla organizzazione e sulla logistica della conservazione materiale e i cui esiti non necessariamente sono finalizzati alla divulgazione. Il censimento è innanzitutto uno strumento di supporto conoscitivo alla programmazione e in quanto tale deve essere in grado di produrre strumenti di analisi anche quantitativa, viste di sintesi, statistiche ecc. Se realizzato con strumenti informatici richiede, in misura forse maggiore rispetto ad una guida, una attenzione specifica alla struttura e al formato dei dati e alla reportistica. Si ribadisce tuttavia che questa giustapposizione tra censimenti e guide indica, più che una demarcazione netta, una differenza tendenziale fondata sul prevalere dell uno o dell altro aspetto. 1.3 I sistemi informativi Il distinguo, effettuato sul piano teorico tra i due strumenti archivistici sin qui trattati, risulta come si è visto già alquanto appannato in una serie di ap- 25 In quanto rivolta all esterno la guida è dunque destinata per sua natura alla pubblicazione. Sarebbe infatti del tutto illogico, oltre che antieconomico, elaborare uno strumento così20 plicazioni pratiche; la crescente tendenza alla costituzione di sistemi informativi archivistici, in rete locale o su Web, rende questa distinzione ancor più sfumata o meglio la pone su basi diverse. La realizzazione di sistemi informatici e telematici in ambito archivistico è un fenomeno relativamente recente soprattutto se paragonato a quello biblioteconomico dove, ad esempio, l avvio dei primi cataloghi in linea risale, almeno in Italia, alla fine degli anni settanta. Le esperienze degli archivisti, a differenza di quelle dei cugini bibliotecari, hanno scontato forse alcuni o- stacoli dovuti alle specificità degli oggetti di descrizione ma hanno anche innegabilmente accumulato una serie di ritardi per ragioni che potremmo definire di natura culturale 26. In ogni caso, soprattutto a partire dall ultimo scorcio degli anni novanta, anche il mondo degli archivi sta procedendo con una certa speditezza alla creazione di sistemi informativi finalizzati ad incrementare la fruizione e a facilitare l accesso al patrimonio documentario 27. Sono ormai numerosi gli istituti di conservazione che hanno provveduto ad allestire sistemi ad hoc, così come sono numerosi gli enti che, all interno dei propri siti istituzionali, predispongono pagine informative variamente strutturate e consultabili dedicate al patrimonio documentario 28. Tuttavia osservando le non poche realizzazioni su Web si ricava una certa impressione di confusione derivante dalla pluralità delle modalità di presentazione adottate, modalità di presentazione a loro volta riconducibili, in molti casi, a differencomplesso ( ) e dovesse poi rimanere nella veste di dattiloscritto (Porcaro Massafra 1994). 26 Sul tribolato rapporto degli archivisti con le nuove tecnologie è stato scritto molto già a partire dagli anni ottanta, epoca dei primi tentativi di realizzazioni informatiche; un intelligente riflessione relativa alle criticità e alle potenzialità della interazione tra archivistica e informatica è di Mariella Guercio (Guercio 1999). 27 Una ampia rassegna delle realizzazioni in corso si è avuta nell ambito del Seminario nazionale sulla descrizione archivistica e le tecnologie informatica e telematica (Erice il 3-5 maggio 2000) promosso dall Ufficio Centrale per i Beni Archivistici, dall Associazione nazionale archivistica italiana e dal Centro Ettore Majorana; gli atti sono in corso di pubblicazione. 28 Elenchi forse non esaustivi ma molto ricchi e abbastanza aggiornati di siti archivistici si trovano ad esempio nei siti dell Università di Padova e dell Amministrazione archivistica. Pagine Web di istituti o amministrazioni: per la sola Lombardia segnalo a semplice titolo di esempio i siti delle provincie di Sondrio e di Lodi, quello della Biblioteca civica Angelo Mai di Bergamo Vedere altro
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