Source: http://www.uonna.it/ue-sindrome-berlusconi-secretare-documenti.htm
Timestamp: 2019-02-21 05:57:44+00:00

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Sindrome di Berlusconi
Sindrome di Berlusconi: La censura Ue
3 febbraio 2011 Federico Formica
La Commissione europea vuole cambiare (in peggio) la norma sull'accesso pubblico
ai dati delle sue discussioni e dei suoi documenti. Un passo indietro incredibile nella strada
verso la trasparenza della politica. E ora la questione arriva al Parlamento di Strasburgo
Trasparenza e open-data, l'Unione Europea tenta il passo indietro.
Nasconde agli occhi di cittadini, giornalisti e associazioni molti dei documenti prodotti da Commissione, Consiglio e Parlamento. Centinaia di file, carteggi, banche dati fino ad ora accessibili a tutti i cittadini dell'Unione, tra qualche tempo potrebbero essere oscurati. A suon di cavilli e veti.
Nei giorni scorsi 130 associazioni europee e globali, più una sessantina tra avvocati e giornalisti hanno firmato una lettera aperta al Parlamento europeo per bloccare quella che considerano una minaccia per il diritto al libero accesso alle informazioni. Alla base di tutto c'è il regolamento 1049/2001. A prima vista potrebbe apparire come uno dei tanti emanati dalla gigantesca burocrazia di Bruxelles. In realtà fissa principi molto importanti: tutti hanno diritto ad accedere ai documenti dell'Unione Europea in un tempo massimo di 30 giorni, senza pagare un centesimo fino alle 20 pagine. Senza se e senza ma.
Principi che hanno fatto scuola anche oltreoceano, come dimostra il portale Data.gov varato dall'amministrazione Obama, in cui è possibile consultare e scaricare una miriade di dati e statistiche prodotte all'interno dello stato federale. Un progetto nato anche grazie al buon esempio dato dalla vecchia Europa.
L'Europa oggi si pente e fa marcia indietro.
La Commissione Europea, ufficialmente per «rendere meno vago il regolamento». ha proposto una serie di modifiche decisamente in controtendenza rispetto ai tempi. La bozza risale all'aprile del 2008, ma il voto del Parlamento è previsto nei prossimi mesi.
Il nuovo testo contiene principi che fanno a cazzotti con la libertà di stampa.
Fino ad oggi il principio è stato piuttosto semplice: l'Europa nega l'accesso ai documenti che, se pubblicati, metterebbero a rischio il processo di decision-making «a meno che non ci sia un interesse pubblico predominante». Nella bozza, su quest'ultima frase è stata tirata una riga sopra. Soppressa.
Tra i punti più contestati c'è la definizione di "documento".
Se fino ad oggi ogni pezzo di carta (o quasi) può essere letto da chiunque, secondo il nuovo testo potranno essere divulgati solo quelli ufficialmente registrati o già trasmessi ai destinatari. «In sostanza potremo leggere solo i testi finali di qualsiasi provvedimento e non tutte quelle carte che sono state scritte prima dell'approvazione», spiega Guido Scorza, avvocato ed esperto di diritto dell'informazione.
Cosa rimarrà fuori dal cono di luce?
«Lettere più o meno informali, report di riunioni preparatorie, forse anche molti studi commissionati da Bruxelles per consentire alla Ue di assumere una posizione formale in merito ai temi più disparati». Insomma, chi vorrà indagare in profondità, dietro le quinte dei processi decisionali del moloch europeo incontrerà molte difficoltà. Anche solo conoscere le opinioni personali dei nostri rappresentanti europei diventerà un'impresa impossibile. Ma è sull'utilizzo dei dati che l'Europa rischia un pericoloso dietro-front. Nella bozza che si sta studiando in questi mesi vengono posti paletti molto precisi: in sostanza si potrà solo chiedere una versione stampata di un database oppure navigarlo via web, ma solo «utilizzando gli strumenti già a disposizione». Una frase criptica che Scorza interpreta così: «Ci si dovrà accontentare dei dati così come ce li presentano da Bruxelles. Non potremo estrarli né incrociarli con altri dati e numeri per ottenere nuove informazioni. In questo modo l'Europa tutela la privacy e l'interesse pubblico, mettendo però in secondo piano il principio della trasparenza». Con buona pace del giornalismo investigativo, che potrebbe ritrovarsi in mano un'arma spuntata.
potremo sapere quanto ha guadagnato una società per aver realizzato una consulenza in un paese europeo, ma non sarà più possibile confrontare i dati di altri paesi e scoprire che, magari, quella società ha ottenuto ricchi contratti di consulenza anche in molti altri stati membri.
i documenti che si salveranno dalla mannaia del nuovo regolamento potranno essere forniti dopo un tempo massimo di 45 giorni, mentre fino ad oggi il limite è fissato a 30 giorni. Cittadini e giornalisti potrebbero quindi accedere a informazioni ormai già superate dagli eventi.
Intanto la lettera aperta comincia a fare breccia: Michael Mann, portavoce del vice-presidente della commissione Maros Sefcovic, ha recentemente dichiarato che «la Commissione Europea non ha alcuna intenzione di limitare l'accesso ai dati»
ed è disponibile «a discutere un testo alternativo. L'importante è che si raggiunga l'obiettivo: più chiarezza per tutti,
cittadini e istituzioni».
Si preannuncia uno scontro con il Parlamento europeo, che già più di un anno fa ha approvato una risoluzione
in cui chiede che il regolamento 1049 venga modificato, sì, ma per ampliare il diritto all'accesso dei cittadini.
Libero accesso ai documenti comunitari
Il regolamento 1049/2001 applicabile dal 3 XII
Il regolamento, applicabile dal 3 dicembre 2001 (art.19), definisce "documento", qualsiasi contenuto informativo, a prescindere dal suo supporto (art. 3) e prevede che l'accesso al registro dei documenti esistenti dovrà aver luogo in forma elettronica (art.11).
Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2001
(gazzetta ufficiale n. L 145 del 31.5.2001)
(17) A norma dell'articolo 255, paragrafo 3, del trattato CE, ciascuna istituzione definisce nel proprio regolamento interno disposizioni specifiche riguardanti l'accesso ai propri documenti. La decisione 93/731/CE del Consiglio, del 20 dicembre 1993, relativa all'accesso del pubblico ai documenti del Consiglio, la decisione 94/90/CECA, CE, Euratom della Commissione, dell'8 febbraio 1994, relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Commissione, la decisione 97/632/CE, CECA, Euratom del Parlamento europeo, del 10 luglio 1997, relativa all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, e le disposizioni relative alla riservatezza dei documenti di Schengen dovrebbero quindi, se necessario, essere modificate o abrogate,
Articolo 2 Destinatari e campo di applicazione
Articolo 4 Eccezioni
- gli obiettivi delle attività ispettive, di indagine e di revisione contabile, a meno che vi sia un interesse pubblico prevalente alla divulgazione.
Articolo 5 Documenti negli Stati membri
Articolo 6 Domande
Articolo 7 Esame delle domande iniziali
Articolo 8 Trattamento delle domande di conferma
Articolo 9 Trattamento di documenti sensibili
Articolo 10 Accesso a seguito di una domanda
Articolo 11 Registri
Articolo 12 Accesso diretto sotto forma elettronica o attraverso il registro
Articolo 13 Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
1. Fatti salvi gli articoli del presente regolamento, oltre agli atti di cui all'articolo 254 del trattato CE
e all'articolo 163 del trattato Euratom, i seguenti documenti sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale:
b) le posizioni comuni adottate dal Consiglio secondo le procedure di cui agli articoli 251 e 252 del trattato CE
e le relative motivazioni e la posizione del Parlamento europeo nel quadro di tali procedure;
c) le direttive diverse da quelle previste all'articolo 254, paragrafi 1 e 2, del trattato CE,
le decisioni diverse da quelle previste all'articolo 254, paragrafo 1, del trattato CE, le raccomandazioni e i pareri.
Articolo 14 Informazione
Articolo 15 Prassi amministrativa nelle istituzioni
Articolo 16 Riproduzione di documenti
Il presente regolamento non pregiudica le disposizioni esistenti in materia di diritto d'autore,
che possono limitare il diritto di terzi di riprodurre o sfruttare i documenti divulgati.
1. Ciascuna istituzione pubblica annualmente una relazione riguardante l'anno precedente e comprendente
il numero dei casi in cui ha rifiutato l'accesso ai documenti, i motivi di tali rifiuti, nonché il numero dei documenti
sensibili non inseriti nel registro.
Articolo 18 Efficacia
1. Ciascuna istituzione adatta il proprio regolamento interno alle disposizioni del presente regolamento.
Tali adattamenti hanno effetto a decorrere dal 3 dicembre 2001.
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Esso si applica a decorrere dal 3 dicembre 2001.

References: Articolo 2

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 18