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007_2) Insegnamenti Del Profeta Muhammad* - Seconda edizione 1994 - Edizioni del Càlamo
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007_2) Insegnamenti Del Profeta Muhammad* - Seconda edizione 1994
Raccolta di 404 detti, 50 dialoghi e 5 discorsi fatta dalle 6 Collezioni di tradizioni profetiche [as-siḥāḥ as-sìttah] dei 6 Luminari del ḤĀDĪTH (al-Bukhārī, Muslim, at-Tirmidhī, Ibn Magiah, Abu Daūd e an-Nisā‹ī). Seconda edizione [prima di copertina: porticato della Moschea del Profeta [ṣ]; quarta: Cupola e minareti], stampata nel Dicembre del 1994, di cui rimangono pochissimi esemplari.
Riferimento: ci007_2
FONDAMENTO CORANICO DEL MAGISTERO MUHAMMADICO E SCIENZA DEL HADITH
Nell'anno 13 prima dell'Egira ebbe inizio la Rivelazione coranica. Nella notte di un giorno dispari dell'ultima decade del mese di Ramadàn, Gibrìl, il messaggero angelico di Allàh, annunciò a Muhàmmad figlio di Abdullàh:
"0 Muhàmmad, io sono Gibrìl e tu sei l'Apostolo di Allàh ".
Iddio, sia gloria a Lui l'Altissimo, ha chiamato quella notte "la notte del destino" (làilatu-I-qàdr).
Dice Iddio, sia gloria a Lui l'Altissimo, nel Sublime Corano:
"In verita,l'abbiamo fatto scendere nella notte del destino..." (Sura 97/1)
"nel mese di Ramadàn il mese nel quale fu fatto scendere il Corano come guida per l'umanità con gli insegnamenti per praticare la rettitudine ed il criterio per distinguere tra bene e male" (Sura 2/ 185)
Nel Sublime Corano ci sono numerose direttive divine che danno al Profeta* l'autorità di dettare regole di vita sia con l'insegnamento che con l'esempio. Dice Iddio, sia gloria a Lui l'Altissimo:
`Attenetevi a ciò che l'Apostolo vi ordina ed astenetevi da ciò che vi proibisce! Siate timorati di Dio. In verità, Iddio è severo nel castigo. " (Sura 59/7)
"Chi obbedisce all'Apostolo obbedisce ad Allàh." (Sura 4/8)
"C'è per voi nell'Apostolo di Allàh un modello esemplare di comportamento." (Sura 33/21)
I Compagni del Profeta*, che Iddio si compiaccia di loro, in obbedienza a questi insegnamenti, prendevano nota con cura scrupolosa sia degli insegnamenti dell' Apostolo di Allàh, sia d'ogni suo comportamento, diffondendone oralmente la notizia a coloro che non erano stati presenti. Con il passar del tempo alcuni Compagni dell'Apostolo di Allah incominciarono a soccorrere la memoria con la scrittura, per loro tranquillità spirituale. Un giorno uno dei Compagni si rivolse all'Apostolo di Allah, facendogli presente che spesso la memoria lo tradiva; allora l'Apostolo* gli rispose con il gesto mimico della scrittura.
Alla morte del Profeta*, la maggior parte dei suoi Compagni più assidui aveva imparato a memoria il grande patrimonio di insegnamenti e di precetti che avevano ricevuto da lui, durante l'esercizio del suo magistero apostolico-profetico,divenendone diffusori appassionati e devoti. Con la prodigiosa espansione del Califfato, dall'Atlantico al cuore dell'Asia, vennero aperte Scuole per lo studio del Sublime Corano e degli Insegnamenti del Profeta*, nelle città più importanti e in queste Scuole i primi a far lezioni di Corano e di insegnamenti del Profeta* furono molti Compagni, che Allah si compiaccia di loro. I discepoli più diligenti incominciarono a mettere per iscritto gli insegnamenti che venivano impartiti oralmente.
Questi discepoli dei Compagni del Profeta*, divenuti a loro volta insegnanti, facevano lezione ad un sempre crescente numero di discepoli, tra i quali erano numerosissimi quelli che prendevano appunti scritti a sussidio della memoria. In tal modo, dopo alcune generazioni, si era formato un vero e proprio oceano di manoscritti, contenenti pro­memoria più o meno fedeli delle lezioni sugli Insegnamenti e sugli esempi del Profeta*. L'enorme mole di questo materiale scritto pose, ad un certo momento, il problema dell'autenticità. L'esigenza di certezza dell'autenticità degli insegnamenti apostolico-profetici, trasmessi oralmente dai docenti con l'ausilio di note ed appunti scritti, produsse, nel 3° secolo dell'Egira, la fioritura di una nuova scienza: la scienza del hadìth. Tutto il materiale scritto, che si era formato nel corso di due secoli, venne sottoposto a severissimo vaglio critico da un considerevole numero di studiosi.
Le tradizioni vennero fatte oggetto di approfondite analisi, condotte sulla base di una metodologia scientifica accurata e meticolosa, elaborata per ricavare dalle risultanze dell'indagine la certezza inoppugnabile che la tradizione sottoposta ad esame aveva come fonte originaria il Profeta Muhammad*. Alcuni ricercatori e studiosi del "hadìth" - dedicandosi anima e corpo all'indagine sui testi scritti sparsi nei numerosi centri di studio del Califfato - selezionarono un certo numero di tradizioni, il cui contenuto è, senza ombra alcuna di dubbio, riferibile all'insegnamento orale del Profeta Muhammad*, nell'esercizio del suo magistero apostolico­profetico. La trattazione della scienza del hadìth richiederebbe, per essere appena appena soddisfacente, le pagine d'un testo assai voluminoso, perciò ci limitiamo ad offrire al lettore soltanto i nomi degli Autori più prestigiosi, le date di nascita e di morte, i titoli delle opere ed altre, poche, informazioni inerenti. Nel vasto campo della scienza del hadìth due sono i nomi di prima grandezza nella costellazione degli Autori di Raccolte di Tradizioni profetiche. Questi due nomi sono:
Muhàmmad ben Ismaìl ben al Mughìra al Bukhari, più in breve nominato come "al-irnàrn al Bukhari";
Abu-I-Husàin Asakiru-d-dìn Mùslim ben Haggiàg al Qushàyri originario di Nishapùr (al Nishapùri), nominato più in breve come cc al-imàm Mùslim".
L'Imàm al-Bukhari nacque nell'anno 194 dell'Egira a Bukhàra, dove morì nell'anno 256. La Collezione di Tradizioni autentiche, da lui realizzata dopo anni di viaggi e di studio, è il testo più importante per l'Islam, subito dopo il Sublime Corano. La Collezione, il cui nome accorciato è, in arabo, "sahìh al Bukhàri" contiene 2.602 tradizioni, che sono il risultato finale della selezione fatta dall'Imam al-Bukhari dopo un'indagine critica condotta su ben 600.000 testi.
L'Imàm Mùslim nacque a Nishapùr nell'anno 204 dell'Egira e mori nell'anno 261. La Collezione di Tradizioni autentiche dell'Imàm Mùslim, il cui titolò accorciato è "sahìh Mùslim" raccoglie 3.033 tradizioni, che furono selezionate dall'esame di 300.000 testi.
Per l'importanza delle loro opere nella scienza del hadìth, quando una tradizione è stata ritenuta valida da ambedue, 1'lmàm al-Bukhari e 1'Imàm Mùslim vengono associati, per dare maggior pregio alla tradizione, nella definizione "al-shaikhàn", che potremmo tradurre con l'espressione italiana "i due luminari".
A diverse lunghezze di distanza dai due luminari godono di buona rinomanza altri quattro studiosi del hadìth. I loro nomi sono:
Abu Dawùd (202 - 275 E.), al-Thirmìdhi (209 279 E.), Ibn Màgiah (209 -273 E.) e an-Nisà//i (212 - 303 E.).
Ciascuno dei sopra menzionati autori produsse, tra le sue numerose opere, una Collezione di tradizioni profetiche, che ricevette il titolo di "Sùnan" (pratiche di vita).
I due "Sahìh" e le quattro "Sùnan" formano quel Corpus di Tradizioni che va sotto il nome di "al-sihùh al-sìttah" (Le sei raccolte di tradizioni autentiche). Da non dimenticare, nella pleiade degli autori più famosi di Raccolte di Tradizioni, sono l'Imàm Ahmad, l'Imàm Màlik ben Anas, lo shàikh al-Darìmi e lo Shàikh al-Baihàqi, i quali si segnalarono per le loro ricerche i loro studi e i loro lavori nella scienza del hadìth.
Alle opere degli autori sopra indicati sono state attinte le Tradizioni raccolte in questo libro.
Preghiera del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria
Fondamento coranico del magistero muhammadico e scienza del Hadìth
PARTE PRIMA: Detti
La vostra religione (1)
§ 1 - L'Islàm (2 - 38)
§ 2 - La Fede (39-113)
§ 3 - L'eccellenza nel comportamento (114)
L'intenzione (116 -118)
Il sapere (119 -133)
Il rispetto dell'autorità islamica e dell'unità dei musulmani (134-142)
Il rispetto dei genitori (143 -149)
La vita, la proprietà, l'onore
§ 1 - La vita (150 -161)
§ 2 - La proprietà (162 -189)
§ 3 - L'onore (190 - 210)
Il rispetto della purezza fisica (211 - 223)
Il rispetto della verità (224 - 234)
La legge dell'amore (235 - 269)
Le Virtù (270 - 298)
I vizi (299 - 323)
Il ricordo di Allàh e il Sublime Corano (324 - 340)
Lo sforzo e l'indifferenza per le cose del mondo (341 - 356)
Miscellanea di detti sciolti (357- 405)
PARTE SECONDA: dialoghi
PARTE TERZA: discorsi
1° - Il discorso del timor di Allàh
2° - Il discorso della Ka'ba liberata dall'idolatria
3° - Il discorso agli Ansàr dopo Hunàin
4° - Il discorso di Tabùk
5° - Il discorso del pellegrinaggio dell'addio

References: § 1

§ 2

§ 3

§ 1

§ 2

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