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PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL VENETO Anno PDF
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Raffaela Pinto
1 PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL VENETO Anno 2013 Giugno 2014
2 ARPAV Direttore Generale Carlo Emanuele Pepe Direttore Tecnico Paolo Rocca Direttore Dipartimento Provinciale di Treviso Loris Tomiato Servizio Osservatorio Rifiuti Osservatorio Regionale per il Compostaggio Lorena Franz Progetto e realizzazione: Lorena Franz Lucio Bergamin, Alberto Ceron, Federica Germani, Beatrice Moretti, Silvia Rizzardi, Stefania Tesser Si ringraziano per la collaborazione: Amministrazioni comunali, Consorzi, gestori del servizio, impianti che hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione del rapporto la Direzione Statistica della Regione Veneto per i dati demografici Per la gentile concessione delle immagini si ringrazia il fotografo Samuele Cappelletto 2
3 INDICE PRINCIPALI INDICATORI DEI RIFIUTI URBANI...4 PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA...9 La raccolta differenziata per fasce demografiche, capoluoghi di provincia e presenze turistiche SISTEMI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI La raccolta secco-umido La raccolta delle frazioni secche riciclabili I centri di raccolta dei Rifiuti Urbani GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI Aspetti generali Impianti di recupero della frazione organica Impianti di recupero delle frazioni secche recuperabili Impianti di selezione del multimateriale Impianti di recupero della carta Impianti di recupero del vetro Impianti di recupero della plastica Impianti di recupero degli imballaggi metallici Impianti di recupero dei RAEE Impianti di recupero di pile ed accumulatori Impianti di recupero di oli e grassi vegetali Impianti di recupero del legno Impianti di recupero dei rifiuti tessili Il recupero degli ingombranti Il recupero dello spazzamento Il recupero di materia dal secco residuo (RUR) Impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) Impianti di incenerimento Impianti di smaltimento in discarica ENTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN VENETO CONFRONTO DEI DATI CON LE PREVISIONI DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONI DEI RIFIUTI URBANI E SPECIALI ADOTTATO CON DGRV N. 264/
4 PRINCIPALI INDICATORI DEI RIFIUTI URBANI Indicatore Unità Anno Variazione di misura /2012 Produzione totale di RU t/anno ,04% Percentuale di RD % 63,6 1,1 Raccolta Differenziata t/anno ,7% Rifiuto Urbano Residuo t/anno ,0% Indicatori di produzione Produzione RU pro capite kg/ab anno 449 0,5% Quantità organico pro capite kg/ab anno 134 3,0% Quantità vetro pro capite kg/ab anno 41 4,8% Quantità carta e cartone pro capite kg/ab anno 59 0,4% Quantità plastica pro capite kg/ab anno 22 8,9% Indicatori di gestione RU avviati a recupero t/anno ,7% Ingombranti, spazzamento e RUR a recupero di materia Trend t/anno ,3% RU avviati a trattamento t/anno ,3% RU inceneriti t/anno ,0% RU smaltiti in discarica (scarti esclusi) t/anno ,4% ITALIA NORD ITALIA VENETO VENETO Indice Unità di misura 2012* 2012* Percentuale di RD % 39,9 52,6 62,5 63,6 Produzione RU pro capite kg/ab*anno Quantità organico pro capite kg/ab*anno Quantità vetro pro capite kg/ab*anno Quantità carta pro capite kg/ab*anno Quantità plastica pro capite kg/ab*anno RU a recupero % [1] RU inceneriti % [1] RU trattati % [1] RU smaltiti in discarica % [1] [1]: % riferita al rifiuto urbano totale raccolto * Stima da dati ISPRA provvisori 4
5 PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI 1 LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI La produzione totale di rifiuti urbani in Veneto nel 2013 si mantiene pressoché stabile rispetto all anno precedente, attestandosi a 2,213 milioni di t con una leggera riduzione dello -0,04% (Fig. 1.1) tonnellate Fig Andamento della produzione totale di rifiuto urbano nel Veneto - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. L andamento della produzione di rifiuti urbani, sostanzialmente stabilizzato rispetto il 2013 rivela nell ultimo anno uno scostamento rispetto l andamento della spesa delle famiglie (Fig. 1.2), che invece continuano a calare per effetto della crisi economica in corso. rifiuto urbano totale consumi delle famiglie migliaia di tonnellate milioni di euro Fig Andamento della produzione totale di rifiuto urbano e dei consumi delle famiglie - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti, Regione Veneto - Direzione Sistema Statistico Regionale e ISTAT Rapporto
6 Nella analisi di dettaglio della composizione e dei trend delle diverse frazioni differenziate, trattata successivamente, verrà messo in luce che la frazione che maggiormente incide sull aumento la raccolta differenziata aumentando il rifiuto totale, che altrimenti calerebbe ulteriormente rispetto il 2012, è il VERDE. Tale rifiuto, indipendente dalle logiche di mercato e dal potere di acquisto delle famiglie, aumenta o cala solamente in relazione ai dati meteorologici: il 2013 è stato un anno estremamente piovoso ed sono quindi stati raccolti più sfalci e potature rispetto le precedenti annate. La ripartizione del rifiuto urbano totale per provincia non subisce variazioni consistenti rispetto all anno precedente. La provincia che produce più rifiuti rimane Venezia seguita da Verona e Padova, che presentano più abitanti e presenze turistiche (Fig. 1.3). Verona 20% Vicenza 16% Belluno 4% Padova 19% Rovigo 6% Treviso 14% PROVINCIA RIFIUTO TOTALE (t) Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona Venezia 21% Totale REGIONE Fig Ripartizione per provincia della produzione totale di rifiuto urbano - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Nel 2013 la produzione pro capite regionale aumenta leggermente dall anno precedente (447 kg/ab*anno) per effetto del calo della popolazione e corrisponde a 449 kg/ab*anno (1,23 kg/ab*giorno), valore tra i più bassi nel panorama nazionale nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e 61,5 milioni di presenze turistiche, che anche nel 2013 lo hanno confermato al vertice della classifica nazionale. 6
7 Analizzando la situazione a livello comunale, come riportato in cartina di fig. 1.5 si nota come la maggior parte dei comuni possa vantare produzioni procapite nettamente inferiori ai 500 kg/ab*anno. Prendendo in considerazione il Piano Regionale adottato con DGRV n. 264/2013 si ricorda che gli obiettivi di produzione procapite proposti per gli scenari 1A e 1B corrispondono rispettivamente a 440 kg/ab*anno e 420 kg/ab*anno al 2020, mentre le previsioni di piano allo step intemedio del 2015 prevedono una produzione pari a 437 kg/ab*anno. Rispetto tali soglie si evidenzia come la maggior parte dei Comuni veneti siano al di sotto dei valori previsti già nell anno A livello provinciale la produzione pro capite oscilla tra il valore massimo della provincia di Venezia, determinato dall elevata presenza di turisti (562 kg/ab*anno), e quello minimo della provincia di Treviso (355 kg/ab*anno) (Fig. 1.4). Si evidenzia come il procapite di Venezia sia comunque diminuito negli ultimi 5 anni di quasi il 10% kg/ab*anno Venezia Rovigo Verona Padova Belluno Vicenza Treviso Fig Andamento provinciale del rifiuto urbano pro capite prodotto per anno - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il flusso turistico regionale nel 2013 è stato superiore ai di presenze ma è diminuito dell 1,3% rispetto al I rifiuti prodotti da tali presenze, imputati agli abitanti residenti, determinano una produzione procapite regionale maggiore del 3,4%, che incide anche fino al +10,8% per la zone a maggior impatto turistico come la provincia di Venezia, che richiama più della metà dei turisti che giungono in Regione (oltre di presenze). Risulta quindi più appropriato ricorrere al uso del procapite equivalente 1, che permette un confronto più adeguato tra le diverse realtà regionali (Tab. 1.1). PROVINCIA Abitanti Presenze turistiche Abitanti equivalenti Tasso di turisticità RU pro capite (kg/ab.anno) RU pro capite equivalente (kg/ab.anno) Differenza tra pro capite e pro capite equivalente (%) Belluno , ,2 Padova , ,3 Rovigo , ,7 Treviso , ,5 Venezia ,8 Vicenza , ,6 Verona , ,2 Totale REGIONE , ,4 Tab Confronto tra la produzione pro capite di rifiuto totale riferita agli abitanti residenti e agli abitanti equivalenti per provincia - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 1 Pro capite equivalente: produzione totale di rifiuti divisa per gli abitanti equivalenti. 7
8 Fig Distribuzione dei comuni in base alla produzione procapite di rifiuti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 8
9 2 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA La raccolta differenziata in Veneto nel 2013 non ferma il suo trend positivo e si attesta al 63,6% del totale prodotto, corrispondendo a circa 1,406 milioni t di rifiuti, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto all anno precedente (Fig. 2.1). Tale risultato consente al Veneto di superare, ormai da sette anni, l obiettivo regionale del 50%, stabilito dal Piano Regionale Rifiuti Urbani del 2004 e dalla normativa nazionale, e di collocarsi ai primi posti tra le regioni italiane per la quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato. Contemporaneamente alla crescita delle raccolte differenziate (+1,7%), si assiste alla diminuzione del rifiuto residuo (-3,0%), pari a 806 mila t (che corrisponde ad una riduzione del 47% rispetto al 2000, superando l obiettivo del -20% previsto dalla Direttiva 2008/98). raccolta differenziata residuo ,5% 49,0% 51,0% 53,9% 56,3% 58,3% 60,5% 62,5% 63,6% ,5% 43,1% 45,1% tonnellate ,4% 34,5% Fig Andamento della produzione di rifiuto urbano differenziato e del rifiuto urbano residuo nel Veneto - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Tutte le province superano l obiettivo del 50% previsto dalla legge 296/2006 per l anno La provincia di Treviso, con il 75,8% di raccolta differenziata, oltrepassa non solo l ultimo obiettivo previsto dal d.lgs. 152/06 per il 2012, superato anche dalle province di Belluno e Vicenza, ma anche il 70% di RD previsto per il 2020 dagli scenari di nuovo Piano Regionale Rifiuti adottato con DGRV n. 264/2013. Tutte le altre province, ad eccezione di Venezia, hanno raggiunto o superato l obiettivo del 60% stabilito per il 2011 (Figg ). 80 % RD Obiettivo Piano RSU Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona PROVINCIA % RD Belluno 68,5 Padova 62,2 Rovigo 64,4 Treviso 75,8 Venezia 55,8 Vicenza 65,2 Verona 62,0 Fig La percentuale di raccolta differenziata provinciale a confronto con gli obiettivi di legge (art. 205 del d.lgs 152/06) - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 9
10 residuo raccolta differenziata tonnellate PROVINCIA RACCOLTA DIFFERENZIATA (t) RESIDUO (t) Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona VENETO Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona Fig Quantità di raccolta differenziata e di rifiuto residuo a livello provinciale - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il raggiungimento di tali risultati viene favorito da un organizzazione capillare della raccolta differenziata che risponde alle esigenze del territorio, informando e responsabilizzando tutti i soggetti coinvolti. Di seguito si riportano nelle figure 2.4 e 2.5 alcuni dati sulla distribuzione del numero di comuni e delle relative percentuali di popolazione in funzione degli obiettivi di raccolta differenziata. Aumenta il numero di comuni che hanno superato l obiettivo massimo del 65%, raggiungendo quota 455 (pari al 64% della popolazione). Di questi 311 hanno superato il 70% e 67 comuni l 80%. I comuni che hanno raggiunto la percentuale di raccolta differenziata più elevata per fascia demografica sono i seguenti: Zenson di Piave (TV) con 85,7% per i comuni con popolazione inferiore a abitanti; Maser (TV) con 85,1% per i comuni con popolazione compresa tra e abitanti; Preganziol (TV) con 84,9% per i comuni con popolazione compresa tra e abitanti; Vicenza con 61,0% per i comuni con popolazione superiore a abitanti. >70% 65%-70% <50% 50%-65% Popolazione Obiettivi %RD Comuni (n.) Popolazione Comuni (n.) <50% % 5% 50%-65% % 17% 65%-70% % 25% >70% % 54% Totale REGIONE % 100% Fig Ripartizione percentuale della popolazione in base agli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 10
11 Fig Distribuzione dei comuni in base agli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 11
12 Il rifiuto urbano raccolto risulta composto (Fig. 2.6) dal 36,4% di rifiuto urbano residuo (RUR) e dal 63,6% di raccolta differenziata così composta (Fig. 2.7): 30% di frazione organica (FORSU e verde), 34% di frazioni recuperabili che comprendono: o le frazioni riciclabili come carta, vetro, plastica e metalli ; o o altre categorie di rifiuti recuperabili come legno, RAEE e la categoria altro recuperabile che contiene tessili, rottami ferrosi, pneumatici, ecc. rifiuti particolari come farmaci e medicinali scaduti, cartucce e toner, contenitori etichettati e altri rifiuti che, pur avendo come destino lo smaltimento, devono comunque essere separati per la tutela dell ambiente e dei lavoratori del settore. organico 19% RUR 36% carta 15% altro recuperabile 2% plastica 6% vetro 11% RAEE 1% rifiuti particolari 0,3% legno 2,5% metallo 1,2% Fig Composizione del rifiuto urbano totale prodotto- Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. verde 20,7% carta 21% FORSU 26,4% plastica 8% vetro 14% altro recuperabile 6% RAEE 1,5% rifiuti particolari 0,4% imballaggi in metallo 2% Fig Composizione della raccolta differenziata in Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 12
13 Entrando nel dettaglio della composizione della sola raccolta differenziata si evidenzia che per quasi la metà (47%) risulta composta dalla frazione organica, di cui il 26, 4% di da scarti di cucina - FORSU (CER ) e il 20,7% di sfalci e ramaglie - verde (CER ). Complessivamente l organico raccolto nel 2013 ammonta a 662 mila t con un valore pro capite di 134 kg/ab*anno (75,4 kg/ab*anno per la FORSU e 58,9 kg/ab*anno per il verde) (Fig. 2.8). La quantità di organico intercettato in Veneto ha raggiunto valori di gran lunga superiori alla media nazionale (76 kg/ab*anno media italiana 2011) e colloca la regione al primo posto nella classifica nazionale per questo tipo di raccolta. Il notevole quantitativo di organico raccolto e avviato a recupero, grazie alla diffusione della raccolta secco-umido, ha contribuito a raggiungere gli obiettivi di riduzione del quantitativo dei Rifiuti Urbani Biodegradabili (RUB) avviati in discarica stabilito dall articolo 5 del D. Lgs. n. 36/2003. Con DGRV n.2633 del è stato aggiornato il Programma Regionale per la Riduzione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili (RUB) da avviare i discarica, adottato con Deliberazione del Consiglio regionale del Veneto n. 76 del 15/06/2006, per l annualità 2011, che ha confermato in tutti gli ATO della Regione Veneto il raggiungimento, già nel 2010, dell obiettivo previsto al 2018 ( 81 kg/ab.*anno). Va evidenziato che il Veneto è una regione in cui risulta estremamente diffusa la pratica del compostaggio domestico (vedi Scheda 2 a pg. 76) che permette di ridurre gli scarti organici che entrano nel sistema di gestione dei rifiuti forsu verde kg/ab.anno Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona Fig Pro capite di rifiuto organico per provincia - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il 45% della raccolta differenziata veneta è invece composta da frazioni secche riciclabili quali carta e cartone, vetro, plastica e imballaggi in metallo, che nel 2013 sono state complessivamente 630 mila t, pari ad un quantitativo procapite di 128 kg/ab*anno. Un 6% della raccolta differenziata risulta composto dalle altre frazioni recuperabili che comprendono i rottami ferrosi, il legno, indumenti usati e tessili, pneumatici fuori uso, inerti etc. I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) rappresentano l 1,5% e il restante 0,5% è composto dai rifiuti particolari come cartucce e toner, oli e grassi animali e vegetali, contenitori etichettati come tossici o infiammabili, vernici, detergenti, farmaci e medicinali, etc. Questi ultimi rifiuti vengono intercettati tramite la raccolta differenziata anche se in parte vengono avviati a recupero energetico o smaltimento in quanto per la loro pericolosità devono essere gestiti in modo appropriato e distinto dagli altri rifiuti. 13
14 Tutte le frazioni oggetto di raccolta differenziata hanno seguito nel tempo un trend progressivamente crescente, che negli ultimi anni ha evidenziato però un assestamento dovuto al calo generale dei rifiuti ed in particolare ai rifiuti la cui produzione risulta particolarmente legata ai consumi delle famiglie a seguito della crisi economica, quali principalmente i rifiuti di imballaggio (Fig. 2.9) tonnellate Organico Vetro Carta e cartone Plastica Imballaggi metallici Fig Andamento dei quantitativi di rifiuti avviati a recupero e riciclo nella regione Veneto Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Solo la frazione organico mostra una controtendenza, che però è dovuta all aumento della sola frazione VERDE del 5,7% rispetto al 2012 (Fig. 2.10). Tale crescita, che influenza direttamente la produzione procapite di rifiuti totali facendola aumentare di 2 Kg/ab*anno, è legata alla maggior produzione di sfalci e ramaglie riscontrata nel 2013 in relazione alle abbondanti piogge di tale anno rispetto i precedenti, come riscontrabile dai dati pluviometrici elaborati dal Servizio Meteorologico di ARPAV. Gli apporti meteorici sul territorio regionale nel 2013 sono infatti risultati superiori alla media del 25% e la stagione primaverile è risultata la più piovosa degli ultimi 20 anni (in alcune località da 50 anni) Organico FORSU Verde tonnellate Fig Andamento dei quantitativi di rifiuto organico avviati a recupero nella regione Veneto Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 14
15 La raccolta differenziata per fasce demografiche, capoluoghi di provincia e presenze turistiche La demografia e gli afflussi turistici influenzano fortemente i risultati raggiunti da un determinato territorio sia in termini di ottimizzazione del servizio di gestione che relativamente a produzione totale di rifiuti e percentuale di raccolta differenziata. L analisi per fasce demografiche evidenzia infatti quanto segue: - i comuni con numero di abitanti compreso tra e , che rappresentano il 38% della popolazione, hanno raggiunto i migliori risultati in termini di raccolta differenziata (70% medio); - i comuni con numero di abitanti inferiore ai 5.000, che rappresentano il 16% della popolazione, sono caratterizzati dal quantitativo più basso di residuo pro capite (121 kg/ab.anno); - i comuni con numero di abitanti maggiore di , che rappresentano il 20% della popolazione, hanno ottenuto percentuali di raccolta differenziata più basse (48% medio) a fronte di una più elevata produzione di rifiuto urbano procapite (Fig. 2.11). kg/ab*anno ,5% RD 69,6% RD 68,2% RD 48,1% RD < > raccolta differenziata residuo 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% %RD Fascia demografica < > Comuni (n.) Abitanti (%) RU prodotti (%) RU pro capite (kg/ab.anno) Residuo pro capite (kg/ab.anno) %RD Fig Produzione pro capite e percentuale di RD per fasce demografiche - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. I capoluoghi di provincia rappresentano inoltre realtà particolari riguardo gli abitanti residenti, la densità abitativa e il rapporto tra utenze domestiche e non domestiche, che influenza la quantità di rifiuti assimilati che rientrano nel circuito dei rifiuti urbani. Nei sette comuni capoluogo di provincia del Veneto, in cui risiede il 21% della popolazione, si produce circa il 26% dei rifiuti urbani regionali. La produzione pro capite di rifiuto urbano più elevata si rinviene nel comune di Rovigo che presenta anche il più alto procapite di raccolta differenziata, strettamente legato all elevata raccolta della frazione VERDE. Venezia, il comune con più abitanti e con più utenze non domestiche è il capoluogo con la minore percentuale di raccolta differenziata, ma escludendo la particolarità e unicità dell area lagunare, le modifiche di gestione del servizio nell area della terraferma stanno iniziando a produrre migliori risultati ( Scheda 1 - IL CAPOLUOGO DI REGIONE: VENEZIA). Belluno, con meno abitanti e molte seconde case, è caratterizzato dalla produzione di residuo pro capite più bassa e dalla percentuale di raccolta differenziata più elevata. Tra le tre città con popolazione maggiore di abitanti Padova nel 2013 è quella con la raccolta differenziata più alta (46,5%), seguita da Verona con il 46,4% (Tab. 2.1). Comune Abitanti (n ) Utenze domestiche (n ) Utenze non domestiche (n ) Rapporto tra ut. domestiche e ut. non domestiche Raccolta differenzia ta pro capite (kg/ab.anno) Residuo pro capite (kg/ab*anno) RU pro capite (kg/ab.anno) RU pro capite equivalente (kg/ab.anno) Belluno : ,6 64,4 Padova : ,5 41,0 Rovigo : ,3 58,8 Treviso : ,3 52,4 Venezia : ,9 33,5 Verona : ,8 45,0 Vicenza : ,0 50,3 Totale : ,6 43,1 Tab Principali indicatori di produzione per i comuni capoluogo - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. % RD % RD
16 Nel 2013 in tutti i capoluoghi era attiva la raccolta separata della frazione organica (raccolta secco-umido), anche se nel comune di Venezia interessa solo la terraferma, mentre il centro storico e le isole principali hanno ancora la raccolta del rifiuto indifferenziato (vedi di seguito Scheda 1 - IL CAPOLUOGO DI REGIONE: VENEZIA). Gli altri capoluoghi sono caratterizzati da una raccolta prevalentemente stradale con alcune zone a raccolta domiciliare o da modalità di controllo del conferimento tramite contenitore stradale con calotta. Il Veneto grazie alla varietà del suo territorio riesce a richiamare contemporaneamente un turismo montano, balneare, lacuale, termale e artistico-culturale tale da renderla la regione italiana con maggiore presenza turistica. Nel Veneto il turismo costituisce un fenomeno di incidenza rilevante che si riflette con dinamiche complesse sulla produzione, raccolta e gestione dei rifiuti urbani. E interessante quindi confrontare la produzione di rifiuti urbani e la percentuale di raccolta differenziata nei comuni in cui il turismo è più significativo rispetto a quelli non interessati da tale fenomeno. L elaborazione dei dati per valutare l influenza del turismo viene fatta utilizzando il parametro degli abitanti equivalenti che considera oltre ai residenti le presenze turistiche rilevate nell anno. Valutando i Comuni con la maggiore incidenza del turismo e i relativi dati di produzione procapite e percentuale di raccolta differenziata emerge come i comuni con tasso di presenze turistiche medio-basso presentano una produzione procapite equivalente inferiore ai 450 kg/ab.eq*anno, mentre le classi più elevate sono9 vicine ai 600 kg/ab.eq*anno. L aumento di produzione procapite dovuta al turismo è quasi il 9% per i Comuni a tasso di turisticità elevato mentre per quelli con tasso di turisticità molto elevato è del 59% (Tab. 2.2). Tasso di turisticità Comuni (n.) Abitanti (n.) Presenze Turistiche (n.) Abitanti equivalenti (n.) %RD RU pro capite (kg/ab.anno) RU pro capite equivalente (kg/ab.anno) Variazione 1 (%) basso , medio , elevato , molto elevato , REGIONE , variazione percentuale: variazione degli abitanti equivalenti rispetto gli abitanti residenti pari all incremento del rifiuto procapite rispetto al rifiuto procapite equivalente Tab Confronto fra produzione procapite e % RD considerando la diffusione delle presenze turistiche - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Si sottolinea che, nonostante l effetto che il turismo induce sulla produzione dei rifiuti, alcuni comuni a tasso di turisticità molto elevato hanno comunque raggiunto percentuali di raccolta superiori al 50%. Questo indica che, applicando idonei strumenti nella gestione integrata dei rifiuti, è possibile affrontare gli aspetti critici, spesso contingenti, legati al flusso turistico. 16
17 Scheda 1 - IL CAPOLUOGO DI REGIONE: VENEZIA Venezia, capoluogo del Veneto, merita un approfondimento dedicato nel quadro regionale di gestione dei rifiuti urbani. L unicità di questa città è caratterizzata da aspetti decisivi nelle dinamiche di produzione e raccolta differenziata dei rifiuti: - la suddivisione del territorio comunale in zone con specifici e differenti sistemi di raccolta; - le presenze turistiche che ammontano a circa 9 milioni nel le caratteristiche peculiari del centro storico quale città d acqua che influenzano fortemente le modalità di intercettazione. I sistemi di raccolta applicati nelle diverse aree del territorio si distinguono nel seguente modo: centro storico e isole principali (Murano e Burano) municipalità 1: raccolta del rifiuto indifferenziato (senza separazione secco-umido) con modalità domiciliare effettuata da barche; zona dell estuario (Lido e Pellestrina) municipalità 2: raccolta del rifiuto indifferenziato con modalità stradale e poi su chiatta fino alla terraferma; terraferma (Mestre e Marghera) municipalità : raccolta secco-umido tramite contenitori stradali. Il secco viene conferito in contenitori con accesso controllato tramite calotta apribile con chiave fornita alle singole utenze Date le peculiarità delle diverse zone risulta corretto riportare (Tab. 1.1) i risultati di %RD e procapite di rifiuti prodotti per singole area evidenziando in particolare che: 1. i cambiamenti del sistema di raccolta introdotti nell area della terraferma, che riguardano il 68% degli abitanti, con l utilizzo di cassonetti a conferimento controllato, stanno producendo un progressivo aumento della % di RD, che nel 2013 ha superato in questa zona il 50%; 2. la produzione procapite di rifiuti, elevata del centro storico e della zona dell estuario, risentono fortemente delle presenze turistiche come evidenza il valore più ridotto del procapite equivalente (calcolato considerando anche le presenza turistiche). Abitanti Turisti Procapite Procapite equivalente Zone %RD % % (kg/ab.*anno) (kg/ab.*anno) Centro Storico , Estuario , Terraferma , VENEZIA Totale , Tab Variazioni di %RD e produzione procapite nelle tre aree del Comune di Venezia anno 2013 Fonte Veritas. 17
18 PRODUZIONE TOTALE DI RIFIUTI URBANI, RACCOLTA DIFFERENZIATA E RIFIUTO RESIDUO (tonnellate) - ANNO 2013 PROVINCIA BACINO ABITANTI (n.) FORSU ( ) VERDE (200201) VETRO (200102, ) CARTA E CARTONE (200101, ) PLASTICA (200139, ) IMBALLAGGI METALLICI (150104) MULTIMATERIALE (150106) RAEE (200121, , , ) ALTRO RECUPERABILE RIFIUTI PARTICOLARI RACCOLTA DIFFERENZIATA RESIDUO RIFIUTO TOTALE %RD BL BL ,5 BL Totale ,5 PD PD ,4 PD ,4 PD ,8 PD ,8 PD Totale ,2 RO RO ,4 RO Totale ,4 TV TV ,8 TV ,9 TV ,3 TV Totale ,8 VE VE ,5 VE ,0 VE ,6 VE ,7 VE ,8 VE Totale ,8 VI VI ,6 VI ,3 VI ,0 VI ,7 VI ,7 VI Totale ,2 VR VR ,0 VR ,7 VR ,5 VR ,7 VR ,8 VR Totale ,0 Totale REGIONE ,6 18
19 PRODUZIONE PRO CAPITE DI RIFIUTI URBANI, RACCOLTA DIFFERENZIATA E RIFIUTO RESIDUO (kg/ab.*anno) - ANNO 2013 PROVINCIA BACINO ABITANTI (n.) FORSU VERDE VETRO CARTA E CARTONE PLASTICA IMBALLAGGI METALLICI MULTIMATERIALE RAEE ALTRO RECUPERABILE RIFIUTI PARTICOLARI RACCOLTA DIFFERENZIATA RESIDUO RIFIUTO TOTALE BL BL ,60 13,24 18,86 67,40 11,15 0,00 52,95 6,51 31,36 2,06 279,12 128,12 407,25 BL Totale ,60 13,24 18,86 67,40 11,15 0,00 52,95 6,51 31,36 2,06 279,12 128,12 407,25 PD PD ,91 54,83 31,97 54,56 2,86 0,00 28,99 3,44 11,36 1,09 250,02 115,69 365,71 PD ,13 51,87 19,26 62,81 0,92 0,00 52,07 3,12 13,26 0,70 290,13 233,81 523,95 PD ,79 95,24 36,23 54,43 0,97 0,00 32,61 3,51 11,74 0,85 318,38 124, PD ,35 67,15 32,33 53,84 0,02 0,00 33,98 3,85 11,98 1,23 273,74 118, PD Totale ,79 61,28 26,91 58,18 1,31 0,00 40,66 3,36 12,36 0,90 281,76 171,00 452,76 RO RO ,89 105,70 27,45 57,21 2,19 0,00 42,83 4,40 11,31 1,42 331,40 182,82 514,22 RO Totale ,89 105,70 27,45 57,21 2,19 0,00 42,83 4,40 11,31 1,42 331,40 182,82 514,22 TV TV ,75 43,59 33,52 52,43 6,06 0,00 30,85 3,95 19,30 1,42 262,88 70,75 333,63 TV ,99 68,94 2,06 54,22 3,97 0,04 54,83 4,70 22,85 1,24 281,84 115,68 397,52 TV ,61 45,79 31,29 46,09 1,39 0,01 35,10 5,04 17,91 1,23 258,47 59,35 317,82 TV Totale ,36 54,35 20,30 51,56 4,05 0,02 41,57 4,52 20,38 1,30 269,40 85,97 355,37 VE VE ,28 93,46 2,62 71,26 1,55 0,00 91,54 4,15 13,27 1,15 375,28 255,56 630,85 VE ,14 49,46 3,74 75,26 0,55 0,00 63,95 3,83 14,29 1,18 265,41 337,61 603,02 VE ,95 116,03 1,93 67,33 0,56 0,00 81,47 4,12 16,84 1,52 405,75 263,63 669,39 VE ,47 81,55 1,98 58,62 1,48 0,00 58,03 3,94 13,04 1,14 297,24 155,41 452,65 VE ,28 33,83 1,41 63,58 0,55 0,00 90,12 4,52 27,02 0,97 317,27 195,99 513,27 VE Totale ,77 73,66 2,59 67,40 0,96 0,00 69,96 4,00 15,19 1,20 313,73 248,22 561,95 VI VI ,44 54,40 33,14 57,61 0,90 0,02 32,06 4,43 23,98 1,34 282,34 148,28 430,61 VI ,46 30,97 35,95 48,02 0,36 0,23 27,22 4,64 18,20 1,21 218,25 121,16 339,41 VI ,02 26,44 36,51 44,91 0,75 0,00 22,39 6,19 20,47 1,11 217,79 117,32 335,12 VI ,28 35,83 47,29 60,29 43,32 0,00 1,65 4,76 6,38 0,79 256,59 344,86 601,46 VI ,36 66,33 33,79 53,56 23,52 0,39 5,13 4,75 16,81 1,67 276,31 119,94 396,24 VI Totale ,19 47,24 34,68 53,09 6,01 0,13 23,90 4,79 20,50 1,33 257,87 137,65 395,52 VR VR ,84 81,67 53,74 68,48 0,21 0,00 31,02 5,20 27,09 1,61 366,86 164,66 531,52 VR ,21 84,19 44,30 63,16 2,84 0,00 26,69 4,03 22,65 1,20 337,27 168,33 505,60 VR ,38 49,91 30,18 53,19 6,24 0,00 23,13 3,17 20,02 0,83 262,06 126,09 388,16 VR ,92 84,05 36,65 54,75 2,20 0,01 29,49 4,31 18,55 1,12 314,04 117,93 431,97 VR ,42 16,65 34,36 65,46 1,97 0,07 24,86 2,50 15,78 0,61 237,68 248,96 486,64 VR Totale ,49 56,26 38,86 61,67 2,44 0,03 26,86 3,63 19,74 0,99 292,98 179,28 472,25 Totale REGIONE ,40 58,92 24,77 58,69 3,24 0,03 41,02 4,17 17,87 1,19 285,32 163,55 448,87 19
20 3 SISTEMI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI Il sistema di raccolta, cioè la modalità con la quale vengono intercettati i rifiuti, condiziona fortemente la quantità e la qualità delle diverse frazioni e in tal senso rappresenta un nodo strategico per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla normativa perché. Per essere efficiente, il sistema adottato deve tener conto oltre che dell eterogeneità dei materiali anche dei diversi fattori territoriali, urbanistici e socio economici del territorio interessato, e non ultimo della situazione impiantistica disponibile e degli accordi stipulati con i diversi consorzi dei produttori o tendenza del libero mercato. Un metodo di classificazione dei sistemi di raccolta in base alle frazioni merceologiche intercettate prevede: raccolta RU indifferenziato: raccolta del rifiuto senza la separazione della frazione umida (frazioni secche riciclabili e frazione indifferenziata), raccolta secco-umido: il rifiuto urbano viene separato in 3 flussi principali: umido, frazioni secche riciclabili (carta, vetro, plastica, imballaggi metallici, etc.) e secco residuo non riciclabile. Nel Veneto questo sistema di raccolta interessa oltre il 90% dei cittadini. I sistemi di raccolta possono essere distinti anche in base alle modalità di raccolta in: raccolta stradale: raccolta del rifiuto mediante contenitori posizionati su strade o aree pubbliche. L accesso ai contenitori stradali è libero e non è soggetto ad alcun tipo di controllo, senza alcun obbligo per l utente di rispettare orari e date prestabilite per il conferimento; raccolta domiciliare o porta a porta: raccolta del rifiuto di ogni singola utenza mediante appositi contenitori forniti dal gestore del servizio. Il prelievo dei rifiuti avviene in orari e date prestabiliti, in cui gli utenti espongono i contenitori all esterno della loro casa. In questa categoria rientrano anche quelle realtà caratterizzate dalla raccolta dell umido stradale ma con chiavetta che permette un controllo del conferimento. Quando tutte le frazioni, non solo secco e umido ma anche le secche riciclabili quali carta, vetro, plastica, vengono raccolte porta a porta, il sistema di raccolta viene definito raccolta domiciliare spinta; raccolta mista: modalità di raccolta che si differenzia o per frazione merceologica (esempio più diffuso è l adozione della raccolta porta a porta per la frazione umida e di quella stradale per la frazione secca) o per area urbana (ad esempio raccolta domiciliare nei centri storici e stradale nelle aree periferiche). Rientrano in questo raggruppamento anche quelle modalità di raccolta stradale del rifiuto urbano residuo che utilizzano contenitori stradali con accesso controllato (contenitori con calotta apribile con chiave/tessera) e il comune di Venezia nel quale coesistono 3 diverse tipologie di intercettazione in base al territorio (vedi Scheda - IL CAPOLUOGO DI REGIONE: VENEZIA). Nel Veneto esistono molteplici differenti combinazioni di tipologia di raccolta, dettate da scelte economiche e logistiche, in funzione delle caratteristiche territoriali e impiantistiche. Fondamentale è altresì il ruolo dei centri di raccolta ed in particolare dove la raccolta è domiciliare, in quanto consentono ai cittadini il conferimento di tutte quelle particolari categorie di rifiuti che non rientrano nelle raccolte stradali o domiciliari. In una regione come il Veneto, dove la percentuale di raccolta differenziata è tra le più elevate in ambito nazionale, queste strutture rivestono un ruolo di fondamentale importanza, sia per sottrarre dal rifiuto residuo rifiuti contenenti sostanze pericolose, sia per incentivare la raccolta differenziata di tutti i rifiuti recuperabili, fornendo ai cittadini un servizio aggiuntivo rispetto a quello ordinario, in modo da soddisfare il maggior numero possibile di esigenze. 3.1 La raccolta secco-umido Nel Veneto il sistema di raccolta secco-umido, ossia la raccolta differenziata della frazione organica, interessa 575 comuni (98,9% dei comuni veneti) e il 98,7% della popolazione (Fig ). Restano esclusi parte del Comune di Venezia che comprende il centro storico e le isole principali (Murano e Burano) e piccoli comuni di montagna che hanno adottato, come strategie per limitare la presenza di organico nel rifiuto indifferenziato, una buona diffusione del compostaggio domestico e/o la raccolta separata della FORSU solo presso le utenze non domestiche (es. alberghi, ristoranti, bar, etc.). Nella raccolta secco-umido il rifiuto urbano viene separato in 3 flussi principali: umido, frazioni secche riciclabili (carta, vetro, plastica, imballaggi metallici, multi materiale, etc.), rifiuto secco residuo. La raccolta separata della frazione organica (FORSU) è fondamentale per conseguire elevati livelli di raccolta differenziata e ridurre gli impatti negativi delle discariche. 20
21 La modalità domiciliare risulta essere la prevalente, con 476 comuni interessati e circa il 68% della popolazione, pari a oltre di abitanti coinvolti (Figg e Tabb ). Sono inoltre 424 i comuni che applicano la raccolta domiciliare spinta, ossia la modalità domiciliare estesa a tutte le frazioni di rifiuto intercettate raccolta RU indifferenziato secco-umido misto n. Comuni secco-umido stradale secco-umido porta a porta Fig Numero di comuni suddivisi per raccolta del rifiuto indifferenziato, raccolta separata secco-umido porta a porta, stradale e mista - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Sistema di raccolta n. Comuni % Comuni n. Abitanti % Abitanti % RD Procapite (kg/ab*anno) RU indifferenziato 6 1, ,1 27% 419 Secco Umido , ,9 63,6 449 Stradale 50 8, ,4 52% 555 Secco - Umido misto 49 8, ,7 53% 568 Domiciliare , ,8 71% 396 Tab Ripartizione dei comuni e degli abitanti del Veneto in funzione del sistema di raccolta, con relativa %RD e produzione di rifiuti pro capite - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Sistema di raccolta RU indifferenziato Sistema di raccolta Secco-Umido n. Procapite % n. % PROVINCIA Com Comuni Abitanti Abitanti % RD Procapite n. % % % n. Abitanti (kg/ab.an (kg/ab.anno) Comuni Comuni Abitanti RD uni no) Belluno , ,0 68,5 407 Padova , ,0 62,2 453 Rovigo , ,0 64,4 514 Treviso , ,0 75,8 355 Venezia , ,0 55,8 562 Vicenza 3 2, ,4 40, , ,6 65,3 396 Verona 3 3, ,4 17, , ,6 62,2 472 REGIONE 6 1, ,1 27, , ,9 63,6 449 Tab Ripartizione dei Comuni e degli abitanti in funzione dei sistemi di raccolta (RU indifferenziato e secco-umido) per provincia con %RD e produzione pro capite - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 21
22 secco-umido porta a porta kg/ab secco-umido misto 200 secco-umido stradale Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona VENETO RU indifferenziato Fig Contributo procapite dei diversi sistemi di raccolta a scala provinciale - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Provincia Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona modalità raccolta seccoumido porta a porta stradale misto n. Comuni con raccolta seccoumido n. abitanti con raccolta secco-umido porta a porta % stradale 12 17% misto % tot porta a porta stradale 1 1% 98% misto 1 1% tot porta a porta stradale 1 0% 98% misto 0 2% 0 tot porta a porta stradale 1 98% misto 1 1% % tot porta a porta stradale 1 27% misto 12 2% 71% tot porta a porta 92 4% stradale 21 18% misto 5 78% tot porta a porta stradale 13 14% 0% misto 0 86% 0 tot % 20% 56% 22% 2% 76% 0% 21% 79% 3% 88% 9% 37% 57% 6% 2% 20% 78% 0% 33% 67% Tab Suddivisione dei Comuni e degli abitanti in funzione delle modalità di raccolta secco-umido per ogni provincia - Anno 2013 Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 22
23 Valutando i risultati raggiungibili in funzione dei diversi sistemi di raccolta applicati si riscontra che i sistemi di raccolta che prevedono la separazione dell organico permettono una maggiore intercettazione dei quantitativi differenziati e una conseguente riduzione del secco residuo. Anche la percentuale di raccolta differenziata media supera il 50% solo con sistemi di separazione dell umido, andando dal 51% della modalità stradale al 66% di quella domiciliare e arrivando addirittura al 71% per l adozione del porta a porta spinto (Fig. 3.3) % procapite RD procapite RESIDUO 50% 66% 71% 250 kg/ab*anno % 50 0 RU indifferenziato secco-umido stradale secco-umido misto secco-umido domiciliare secco-umido domiciliare spinto Fig Contributo procapite dei diversi sistemi di raccolta alla percentuale di RD - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. L analisi per fasce demografiche mostra inoltre che la maggior parte dei comuni di medie dimensioni (con numero di abitanti inferiore a ) presenta un sistema secco-umido porta a porta (Tab e Fig ). Viceversa la maggior parte dei comuni con più di , ossia prevalentemente i capoluoghi di provincia, effettua la raccolta secco-umido stradale, alla quale si stanno però affiancando raccolte domiciliari localizzate (ad es. in zone industriali o piccoli quartieri). Sistema di raccolta Indicatori FASCIA DEMOGRAFICA < > Totale comuni (n.) RU indifferenziato Secco-Umido stradale Secco-Umido misto Secco umido domiciliare n. Comuni RU pro capite (kg/ab*anno) % RD n. Comuni RU pro capite (kg/ab*anno) % RD n. Comuni RU pro capite (kg/ab*anno) % RD n. Comuni RU pro capite (kg/ab*anno) % RD Tab Produzione pro capite e percentuale media di raccolta differenziata per fascia demografica in funzione del sistema di raccolta - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 23
24 Fig Distribuzione dei comuni in base ai sistemi di raccolta - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 24
25 3.2 La raccolta delle frazioni secche riciclabili Nel 2013 la raccolta separata delle frazioni secche riciclabili in Veneto (carta, vetro, plastica e imballaggi in metallo) è effettuata prevalentemente con modalità domiciliare (porta a porta). Dal 2002 al 2013 i comuni che hanno adottato tale sistema sono più che raddoppiati passando dal 28% al 72% (Fig ). La situazione a livello provinciale, illustrata in dettaglio nella tabella 3.2.1, evidenzia la quasi totale diffusione della raccolta domiciliare nelle province di Padova, Rovigo e Treviso, mentre in quella di Belluno è più diffusa quella stradale misto n. Comuni 300 stradale 200 porta a porta Fig Evoluzione dei sistema di raccolta per le frazioni secche riciclabili Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Provincia Comuni (n ) Abitanti (n ) n. Comuni Raccolta porta a porta Raccolta stradale Raccolta mista % Comuni n. Abitanti % Abitanti n. Comuni % Comuni n. Abitanti % Abitanti Belluno , , , ,2 n. Comuni % Comuni n. Abitanti % Abitanti 3 4, ,1 Padova , ,3 2 1, ,5 1 1, ,1 Rovigo , ,4 1 2, ,6 Treviso , ,3 5 5, ,5 1 1, ,9 Venezia , ,7 9 20, ,3 1 2, ,9 Vicenza , , , ,6 8 6, ,3 Verona , , , ,4 2 2, ,0 Veneto , , , ,5 16 2, ,0 Tab Suddivisione della popolazione e dei comuni per principale modalità di raccolta delle frazioni secche riciclabili dato ricavato dalle schede comunali - Anno 2013 Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 25
26 Entrando nel dettaglio delle diverse frazioni secche riciclabili la carta mantiene una modalità di raccolta prevalentemente monomateriale. L intercettazione degli altri rifiuti di imballaggio (vetro, plastica e metalli) è invece generalmente congiunta nel multimateriale che può essere definito multimateriale pesante qualora contenga il vetro (vetro-metalli o vetro-plastica-metalli) o multimateriale leggero (senza il vetro come plastica-metalli) come descritto in tabella Sigla Composizione Definizione VPM vetro plastica metalli multimateriale pesante VM vetro metalli multimateriale pesante PM plastica metalli multimateriale leggero Tab Tipologie di raccolta multimateriale. La più utilizzata nel 2013 è la raccolta del multimateriale leggero PM, presente nel 78% dei Comuni e corrispondente al 44% del multi materiale raccolto (percentuale bassa considerando che in peso la plastica è notevolmente più leggera del vetro) (Figg ). 100% PM 78% 80% 60% VM 4% 40% VPM 18% altro 0,2% 20% 0% BL PD RO TV VE VI VR PM VM VPM Fig Percentuale di comuni in relazione alla tipologia di raccolta multimateriale, a livello regionale e provinciale - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 100% VPM 53% VM 2% PM 44% 80% 60% 40% altro 1% 20% 0% BL PD RO TV VE VI VR PM VM VPM Fig Quantitativo di multimateriale prodotto per tipologia di raccolta, a livello regionale e provinciale - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. La raccolta multimateriale, che nel 2013 è stata superiore alle 202 mila t, scomposta nelle varie categorie merceologiche, risulta costituita in peso dal 38% di vetro, 44% di plastica, 13% di imballaggi metallici e 5% di scarti (frazioni erroneamente conferite all interno di tale raccolta). 26
27 3.3 I centri di raccolta dei Rifiuti Urbani I centri di raccolta sono aree connesse e funzionali al sistema di raccolta dei rifiuti urbani previsti e normati ai sensi del DM 8 aprile 2008 e ss.mm.ii. Tali aree permettono di intercettare diverse tipologie di rifiuti quali: rifiuti difficilmente conferibili ai normali circuiti di raccolta per dimensioni, come i rifiuti ingombranti, gli inerti o il legno, o perché necessitano di specifiche precauzioni nella raccolta come oli, vernici, batterie e accumulatori o perché costituirebbero un serio problema alla salute e all ambiente se non fossero raccolte separatamente, come i medicinali scaduti, gli imballaggi contaminati da sostanze pericolose, i RAEE (piccoli elettrodomestici, frigoriferi, televisori, computer, etc.). A questi centri vengono inoltre conferiti le tipologie di rifiuti per i quali risulterebbe oneroso e tecnicamente impegnativo prevedere un servizio di raccolta capillare sul territorio quali: pneumatici, verde, rottami ferrosi, cartucce e toner, contenitori etichettati T/F, ecc. Queste strutture rivestono un ruolo di fondamentale importanza sia, come già evidenziato, per sottrarre dal rifiuto residuo rifiuti contenenti sostanze pericolose, sia per incentivare la raccolta differenziata di tutti i rifiuti recuperabili, fornendo ai cittadini un servizio aggiuntivo rispetto a quello ordinario. Il Veneto, grazie anche ai finanziamenti regionali erogati negli anni, possiede una fitta rete di centri di raccolta distribuiti uniformemente nel territorio regionale che nel 2013 hanno garantito il servizio in 537 comuni su 581, ossia a quasi il 97% della popolazione. Sono 422 i Comuni dotati di un centro di raccolta nel proprio territorio, in altri 115 i cittadini possono accedere a strutture presenti nei comuni limitrofi. A livello provinciale in 4 province su 7 (Belluno, Rovigo, Treviso e Venezia, l utilizzo del centro di raccolta è garantito al 100% dei comuni (Tab ). Provincia n. Comuni serviti 2 % Comuni serviti n. Abitanti serviti % Abitanti serviti Belluno , ,0 Padova 89 85, ,9 Rovigo , ,0 Treviso , ,0 Venezia , ,0 Vicenza , ,2 Verona 84 85, ,1 REGIONE , ,5 Tab Numero di comuni e abitanti per provincia con presenza di almeno un centro di raccolta - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 2 Comuni nei quali è presente almeno un centro di raccolta e amministrazioni che fruiscono, in virtù di accordi intercomunali, di centri di raccolta siti nei comuni limitrofi. 27
28 Si è stimato che a livello regionale il contributo dei centri di raccolta alla percentuale di raccolta differenziata sia di poco inferiore al 20% (Fig ) % RD BL PD RO TV VE VI VR REGIONE Fig Contributo dei centri di raccolta al raggiungimento della % di RD provinciale - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il contributo alla raccolta differenziata in termini di tipologie di rifiuti conferiti vede come frazione predominante il VERDE (221 mila t intercettate grazie ai centri di raccolta) seguito dagli ingombranti (67 mila), gli inerti di origine domestica e il legno (Fig ). Fondamentale importanza rivestono i centri di raccolta all interno del sistema di gestione dei RAEE, rappresentando lo snodo fondamentale tra cittadini, commercianti e recuperatori. In figura è rappresentata la situazione regionale in merito ai comuni che offrono il servizio dei centri di raccolta. verde (sfalci e potature) ingombranti inerti di origine domestica legno rottami ferrosi RAEE abbigliamento e tessili altri rifiuti olii batterie e accumulatori sostanze pericolose contenitori etichettati farmaci e medicinali terra e roccia tonnellate Fig Rifiuti conferiti ai centri di raccolta - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 28
29 Fig Distribuzione dei comuni in base possibilità di fruire di un centro di raccolta - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 29
30 4 GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI 4.1 Aspetti generali La gestione dei rifiuti urbani relativa al 2013 è caratterizzata dai seguenti aspetti: Il recupero della frazione organica raccolta separatamente e avviata a recupero rappresenta il 30% dei rifiuti urbani raccolti; il recupero delle frazioni recuperabili (carta, vetro, plastica, legno, RAEE, ecc.) costituisce il 33% dei rifiuti urbani; il recupero di frazioni storicamente avviate alla discarica, come ingombranti, spazzamento e secco residuo (RUR), che vengono destinate ad impianti di recupero di materia in percentuale sempre maggiore, rappresenta il 5% del rifiuto urbano totale (circa t); il quantitativo avviato agli impianti di TMB (produzione di CDR, produzione di biostabilizzato e altre forme di trattamento), pari al 17% del rifiuto totale, il quantitativo avviato a incenerimento rappresenta il 10% del rifiuto urbano totale; il quantitativo di rifiuto residuo smaltito direttamente in discarica equivale ormai solo al 5% del rifiuto totale (Figg e 4.1.2). Recupero organico 30% Recupero frazioni secche 33% Incenerimento 10% Trattamento 17% Discarica 5% Spazzamento e ingombranti a recupero 4% RUR a recupero di materia 1% Fig Destinazione dei rifiuti urbani nel Veneto rispetto al totale di rifiuto prodotto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. L analisi del trend delle diverse forme di gestione negli anni prevede un progressivo aumento del recupero di materia, a cui vengono destinate da qualche anno anche frazioni storicamente destinate alla discarica (es. spazzamento, ingombranti e secco residuo). 30
31 Rispetto al 2012 cresce ancora di un punto percentuale sia il rifiuto organico avviato a recupero, arrivando al 30%, soprattutto per influenza dell aumento del VERDE avvenuto nel Stabile al 34% il recupero delle frazioni secche. Cresce dell 1% il rifiuto secco residuo avviato ad impianti di valorizzazione dei materiali tonnellate Spazzamanto e ingombranti a recupero a recupero recupero organico recupero frazioni secche incenerimento trattamento (CDR-BDaltro) discarica Fig Smaltimento e recupero nel Veneto - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 4.2 Impianti di recupero della frazione organica Nel 2013, le frazioni verde e umida intercettate mediante raccolta differenziata dei rifiuti urbani ammontano complessivamente a circa 662 mila t, con una produzione pro capite di 134 kg/ab*anno. Il sistema impiantistico veneto è attualmente costituito da 26 impianti di compostaggio e digestione anaerobica autorizzati con procedura ordinaria e da una cinquantina di impianti di compostaggio che operano in procedura semplificata. Nella tabella nella pagina seguente (Tab ) sono riportati gli impianti autorizzati in procedura ordinaria con una sintesi delle principali informazioni a riguardo. Dall analisi delle informazioni riportate nella tabella appare evidente la presenza di molti impianti di digestione anaerobica; la filiera del recupero dell organico in Veneto, da tempo consolidata con il compostaggio, ha visto infatti, negli ultimi anni, la realizzazione di impianti di digestione anaerobica per la produzione di energia elettrica e termica. Tra i 26 impianti in autorizzazione che operano sul territorio regionale si sottolinea la presenza di 10 impianti di digestione anaerobica che, schematicamente, possono essere così raggruppati: 4 impianti integrati di digestione anaerobica, compostaggio e depurazione del digestato liquido (SESA, Fertitalia, Agrinord e ETRA di Bassano) che dispongono nel medesimo polo impiantistico, oltre al compostaggio anche di una sezione di depurazione acque per il trattamento della frazione liquida del digestato. L impianto di Bassano viene considerato come integrato in quanto collegato al depuratore fuori sito tramite condotto. 4 impianti di digestione anaerobica con sezione di depurazione del digestato liquido depuratore (ETRA di Camposampiero, Alto Trevigiano Servizi, Berica Utilya e Villa Bioenergie) che effettuano la separazione solido/liquido del digestato destinando la frazione solida ad impianti terzi di compostaggio e trattando in conto proprio la frazione liquida nella sezione di depurazione acque; l impianto Villa Bioenergie potrebbe essere anche inserito tra gli impianti integrati in quanto la frazione solida del digestato viene avviata all adiacente impianto Fertitalia. 1 impianto di digestione anaerobica e compostaggio (La Dolomiti Ambiente), che effettua la separazione solido/liquido del digestato destinando la frazione solida alla sezione di compostaggio nel medesimo sito impiantistico e quella liquida a depurazione presso un altro sito; 1 impianto di digestione anaerobica (Agrilux) che non effettua la separazione solido/liquido del digestato e lo avvia tal quale a trattamento fuori sito. 31
32 N. Provincia Comune 1 BL S. Giustina Bellunese Ragione sociale DOLOMITI AMBIENTE Potenzialità totale autorizzata (t/anno) [1] Compostaggio Attività effettuate Digestione anaerobica [3] x x 2 PD Lozzo Atestino AGRILUX [2] x Depurazione frazione liquida digestato 3 PD Camposampiero ETRA x x 4 PD Vigonza ETRA [6] x 5 PD Este SESA x x x 6 RO Rovigo NUOVA AMIT x 7 TV Carbonera 8 TV Treviso ALTERNATIVA AMBIENTE ALTO TREVIGIANO SERVIZI x 9 TV Trevignano CONTARINA x 10 TV Orsago 11 VI Arzignano 12 VI 13 VI Montecchio Precalcino Bassano del Grappa AMBIENTE E FUTURO AGNO CHIAMPO AMBIENTE [6] x x x x BERTUZZO x ETRA [3] x x x [5] 14 VI Asigliano V.to BERICA UTILYA x x 15 VR S. Bonifacio VALLIFLOR (ex AGRIFLOR) x 16 VR Isola della Scala AGRINORD x x x 17 VR Isola della Scala AGROFERT x 18 VR Valeggio sul Mincio 19 VR Villa Bartolomea FERTITALIA BIOGARDA x VR Cerea NIMAR x 21 VR Ronco all Adige AGRICER x 22 VR Isola della Scala AMIFLORA x 23 VR Villa Bartolomea VILLA BIOENERGIE 24 VE Musile di Piave AGRO T. E C x 25 VE Scorzè TRONCHIN x 26 VE Caorle IMPRESA GIRO 500 x [4] x x x x x TOTALE Tab Impianti di compostaggio e di digestione anaerobica della frazione organica dei RU in regime di autorizzazione ordinaria e operativi al 31/12/2013. Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Compostaggio. [1] rif. ultimo provvedimento disponibile [2] m3/anno equiparati a t/anno (densità ~ 1 t/m3) [3] relativamente alla linea di qualità [4] t di rifiuti avviate a compostaggio e t di rifiuti avviate a digestione anaerobica [5] avviato a depuratore ETRA mediante condotto [6] attività temporaneamente sospesa nel
33 Nella figura seguente (Fig ), con riferimento ai dati della tabella 4.2.1, si riporta l ubicazione degli impianti con dettaglio provinciale, suddivisa per tipologia di trattamento. BELLUNO 1 10%U TREVISO VICENZA13 9 #S %U 7 %U 12 %U 8$T 24 %U 11 3$T %U %U 25 VERONA 15 4%U VENEZIA %U %U $T %U 22 #S $T 2 PADOVA %U 21 %U #S #S $T 20%U $T #S %U 23 6 ROVIGO #S 26 %U LEGENDA Compostaggio Compostaggio e Digestione Digestione anaerobica Figura Ubicazione degli impianti di compostaggio e digestione anaerobica del Veneto in regime di autorizzazione ordinaria e operativi al 31/12/2013. Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Compostaggio. La potenzialità complessiva degli impianti, operanti sia in procedura ordinaria sia in regime di comunicazione, è pari a circa 1,3 milioni di t/anno e risulta quasi il doppio rispetto al fabbisogno regionale di trattamento dell organico proveniente dalle raccolte differenziate. In particolare le province di Padova e Verona presentano una potenzialità significativamente elevata rispetto al fabbisogno interno, così da essere in grado di trattare rifiuto organico di altre provincie e regioni. Nelle provincie di Treviso e Venezia si assiste invece ad un trasferimento fuori regione di parte del rifiuto organico prodotto. In provincia di Treviso è stato valutato positivamente dalla commissione VIA un progetto di ampliamento di un impianto esistente, la cui realizzazione comporterà il trattamento di gran parte del rifiuto organico prodotto nel territorio provinciale. Gli impianti elencati, oltre alla frazione organica di origine regionale, ricevono un quantitativo di FORSU e verde proveniente da altre regioni italiane. In particolare, sono state trattate circa 263 mila t di FORSU di provenienza extra regionale e 46 mila t di verde (pari a quasi il 40% del quantitativo totale di FORSU e verde 33
34 trattati), provenienti soprattutto da Campania, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna (Fig e Fig ). Flussi FORSU a BL 0,5% FORSU da Veneto ad altre Regioni (~ 110 mila t) 100% a Friuli Venezia Giulia a VI 1% da TV 41% FORSU da extraregione (~ 260 mila t) 40% da Campania 15% da Lombardia 12% Piemonte 12% TrentoBolzano 10% Lazio 11% Altro a VR 23% a PD 75% a RO 0,5% da VE 59% Fig Provenienza e destinazione della FORSU (anno 2013) Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Compostaggio. Flussi Verde Verdeda Veneto ad altre Regioni (~ 54 mila t) 71,5% a Friuli Venezia Giulia 28% a Lombardia 0,5% a Emilia Romagna Verde da extraregione (~ 46 mila t) 67% da Emilia Romagna 21% da Lombardia 6% TrentoBolzano 5% Friuli Venezia Giulia 1% Altro da TV 51% a VI 0,5% a TV 5% da VR 0,5% da PD 10% a VR 43% a PD 44% a RO 7,5% da VE 38,5% Fig Provenienza e destinazione del Verde (anno 2013) Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Compostaggio. 34
35 Oltre a FORSU e verde, gli impianti di compostaggio e digestione anaerobica hanno ritirato 139 mila t di fanghi (di origine agroindustriale e non agroindustriale, tra i quali 113 mila t di origine civile) e 43 mila t di altri scarti organici (il 4.5% del totale trattato) (Fig ). SCARTI AGROINDUSTRIALI 1% FORSU 55% FANGHI 15% ALTRO 3% Fanghi agroindustriali 2% Fanghi non agroindustriali 13% VERDE 26% Fig Ripartizione percentuale delle tipologie di rifiuti ritirati dagli impianti di compostaggio e digestione anaerobica nel 2013 Fonte: ARPAV - Osservatorio Regionale Compostaggio. Dalla digestione anaerobica dei 10 impianti autorizzati in Veneto al trattamento di rifiuti organici sono stati prodotti, nel 2013, 35 milioni di Nm 3 di biogas e oltre 78 GWh di energia elettrica lorda (Fig ). Tali impianti producono inoltre energia termica che nel caso dell impianto di Este viene recuperata mediante una rete di teleriscaldamento. Biogas (Nm3) Energia elettrica (MWh) Energia el prodotta Biogas prodotto Fig Produzione di biogas ed energia elettrica - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Compostaggio. 35
36 Il compost prodotto presenta caratteristiche qualitative ampiamente rispondenti ai requisiti previsti dalla normativa sui fertilizzanti come risulta dai monitoraggi periodicamente effettuati a cura dell Osservatorio Regionale per Compostaggio (tab 4.2.2). Determinazione Unità di misura ACM Media Limiti D.Lgs. 75/10 e ss. mm. ii. ACV Media Limiti D.Lgs. 75/10 e ss. mm. ii. ph 7,7 6,0-8,8 8,3 6,0-8,5 Umidità % Carbonio Organico % s.s Azoto organico % s.t Cadmio mg/kg s.s. < 1 1,5 < 1 1,5 Rame mg/kg s.s Mercurio mg/kg s.s. 0,4 1,5 0,1 1,5 Nichel mg/kg s.s Piombo mg/kg s.s Zinco mg/kg s.s Rapporto C/N Materiali plastici ( 2 mm) % s.s. 0, Inerti litoidi ( 5 mm) % s.s. 3,0 5 4,3 5 Carbonio umico e fulvico % s.s. 13 2, Salinità Meq /100 g s.s. 85 Da dichiarare 25 Da dichiarare Tabella Analisi qualitative effettuate su ACM/ACF ed ACV (anno 2013). Nel 2013 gli impianti di compostaggio hanno prodotto e commercializzato 236 mila t di compost, di cui il 75% è rappresentato dall Ammendante Compostato Misto (ACM). Il compost a marchio di qualità Compost Veneto è stato prodotto per un quantitativo pari a circa t. Il compost è stato impiegato principalmente per le colture in pieno campo. 4.3 Impianti di recupero delle frazioni secche recuperabili Tutti i comuni del Veneto hanno attivato nel proprio territorio la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica e metalli che consente di intercettare un importante quota di rifiuto da avviare al comparto industriale di riciclo e recupero. Essendo quindi non solo parte della gestione dei rifiuti, ma anche del complesso industriale, l attivazione, il potenziamento e la razionalizzazione dei necessari ed adeguati circuiti di raccolta e trattamento rappresentano gli elementi maggiormente in grado di supportare e condizionare le esigenze di approvvigionamento dell industria riciclatrice. Ciò determina l esigenza che tutti gli attori coinvolti nelle diverse fasi di gestione e riciclo perseguano la migliore valorizzazione dei materiali raccolti e trattati, in tutte le fasi di selezione, trattamento e reimpiego vero e proprio delle materie prime secondarie. In Veneto la filiera del recupero delle frazioni secche riciclabili è un settore particolarmente attivo e vitale che rappresenta professionalità e capacità impiantistiche di grande livello e può vantare un comparto impiantistico con potenzialità di recupero ampiamente maggiore del fabbisogno regionale. Ciò nonostante tale settore presenta caratteristiche eterogenee (tipologia di rifiuto trattato, struttura del mercato, dimensione delle imprese, applicazione delle normative) che hanno determinato una crescente attenzione al miglioramento dell efficienza delle raccolte, alle performance di riciclo, all individuazione di nuovi sbocchi per il materiale recuperato e di nuove forme di valorizzazione delle materie prime seconde. La gestione delle frazioni secche riciclabili segue percorsi sostanzialmente diversi in relazione al tipo di materiale considerato e alla modalità di raccolta con cui lo stesso viene intercettato (Fig ). 36
37 Qualora la forma di intercettazione delle frazioni sia il monomateriale, i rifiuti (per esempio la carta e cartone ed il vetro prevalentemente raccolti in questa forma) vengono avviati ad impianti di selezione che li trattano in un ciclo dedicato, al termine del quale si ottiene materia prima seconda avviata direttamente al riciclo (cartiere e vetrerie). Le frazioni raccolte congiuntamente nel cosiddetto multimateriale, vanno invece preventivamente avviate a piattaforme di primo livello che effettuano una prima selezione suddividendo le diverse tipologie di materiali. Da qui i rifiuti, ora separati in flussi omogenei, vengono quindi avviati a specifici impianti di recupero da cui usciranno le materie prime seconde che andranno ad alimentare il comparto industriale. La plastica presenta il percorso più complesso, in quanto, per la composizione stessa del rifiuto, costituita da molti polimeri diversi, oltre ad essere suddivisa dalle altre frazioni con cui viene raccolta (es. vetro e metalli), deve essere ulteriormente scomposta nelle tipologie di polimero compatibili con i diversi processi industriali: bottiglie in PET (ulteriormente suddivise in base al colore), contenitori per liquidi in HDPE, film in LDPE, ecc. carta vetro plastica acciaio alluminio selezione Pressatura selezione selezione selezione e pressatura I selezione Impianto di produzione pronto forno II selezione destagnazione fonderia cartiera vetreria Impianto di produzione scaglie e granuli fonderia MONOMATERIALE MULTIMATERIALE MATERIA PRIMA SECONDA Produzione industriale Fig Filiera del recupero delle frazioni secche riciclabili - Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Compostaggio. Nel 2013 in Veneto sono state raccolte circa 630 mila t di frazioni secche riciclabili, composte prevalentemente da imballaggi cellulosici, ossia carta e cartone (21%) e imballaggi in vetro, raccolte storicamente attive già da molti anni in tutte le realtà comunali. La plastica, attualmente raccolta in grandi volumi in qualsiasi contesto locale, risulta in termini di peso percentuale meno rilevante, essendo estremamente leggera. Tali rifiuti vengono avviati ad una consistente rete impiantistica composta in Veneto da oltre un migliaio di impianti di selezione e recupero che presentano capacità di trattamento molto variabile e grande flessibilità dal punto di vista tecnologico. In tali piattaforme vengono trattati non solo i rifiuti raccolti in Veneto, urbani ma anche speciali, ma anche rifiuti di provenienza extra regionale (soprattutto vetro). La potenzialità impiantistica per il recupero delle frazioni secche riciclabili supera infatti ampiamente il fabbisogno regionale. Ragionando in termini di frazioni estranee presenti nei rifiuti intercettati si può dire tranquillamente che le raccolte differenziate in Veneto rappresentano in media una buona qualità e i quantitativi di scarti provenienti dalla selezione delle diverse frazioni sono sostanzialmente bassi (Fig ). Questo permette alle Amministrazioni comunali di poter ricavare modesti introiti dalla vendita del materiale e/o dai corrispettivi previsti dalle convenzioni sottoscritte con i Consorzi di filiera del sistema CONAI. Di certo esistono ancora concreti margini di miglioramento della qualità, sulle quali le Amministrazioni comunali saranno chiamate nei prossimi anni ad investire risorse in termini di sensibilizzazione/informazione 37
38 ai cittadini e di adozione di sistemi di raccolta che permettano un maggior controllo dei conferimenti da parte dei gestori della raccolta. Altro differenziato 55% Scarti dalla selezione del multimateriale 1% Scarti dalla selezione del multimateriale 1% Altro differenziato 55% Carta 21% Carta 20,6% Metalli 2% Plastica 7% vetro 14% scarti metalli 0,02% Plastica Metalli 6% 2% scarti plastica 1% vetro 12% scarti vetro 2% scarti carta 0,4% Nota: Gli scarti associati alle operazioni di recupero sono specifici per ciascuna frazione e dipendono dal sistema di raccolta adottato (mono o multimateriale). Le percentuali di scarto applicate sono pertanto il risultato di una media ponderata. Fig Percentuale delle frazioni secche riciclabili al netto degli scarti derivanti dalla selezione del multi materiale (a sinistra) e stima degli scarti associati alle stesse dopo le operazioni di recupero (a destra)- Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Impianti di selezione del multimateriale In Veneto, nel 2013, sono state raccolte 202 mila t di multimateriale (oltre il 14% della raccolta differenziata totale, per una produzione pro capite di 41 kg/ab*anno). Tale quantitativo è stato avviato a diversi impianti di selezione sia in Veneto sia fuori Regione, di cui 8 principali che operano in Veneto (Tab ). Gli scarti derivanti dalla selezione del multimateriale, calcolati sulla base di analisi merceologiche, sono pari al 5% del totale trattato e nel 2013 ammontano a circa 11 mila t. Le piattaforme a cui viene avviato il multimateriale operano una selezione preliminare delle frazioni merceologiche omogenee (vetro, plastica, metalli e carta), separando le diverse tipologie di materiali da avviare ai successivi impianti di recupero dedicati. Ogni componente subisce quindi specifici processi di recupero, da cui usciranno nuove materie pronte per il comparto industriale. La capacità impiantistica, costituita da piattaforme di selezione e pretrattamento è distribuita in tutte le province anche considerando i piccoli impianti, con preminenza dell area veneziana (Fig ). 38
39 altri piccoli impianti in Regione 19,8% fuori Regione 3,0% VE 56,4% VR 11,6% TV 9,2% Fig Percentuale di multimateriale trattata in Veneto e fuori Regione - Anno Fonte: Arpav Osservatorio Regionale Rifiuti. Provincia Comune Destinatario % trattata VE Venezia ECO-RICICLI VERITAS 50,0 TV Godega di Sant Urbano IDEALSERVICE 9,2 VR Cerea CONSORZIO CEREA 6,8 VE Santo Stino di Livenza ECOLFER 6,4 VR Cavaion Veronese SER.I.T. 4,8 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n 42) 19,8 ALTRI IMPIANTI FUORI REGIONE (n 3) 3,0 TOTALE 100,0 Tab Principali impianti di selezione del multimateriale in Veneto e fuori Regione - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Impianti di recupero della carta Carta e cartone rappresentano il 21% di tutti i rifiuti raccolti in modo differenziato e i quantitativi intercettati aumentano progressivamente di anno in anno (produzione pro capite anno 2013: 58,7 kg/ab*anno) (Fig ). In Veneto nel 2013 sono state raccolte 289 mila t di rifiuti cellulosici di cui l 82% è costituito dalla raccolta congiunta (237 mila t di carta e cartone) mentre il 18% dalla raccolta selettiva degli imballaggi in cartone (52 mila t). altro differenziato 79% carta 21% carta e cartone (200101) 82% cartone da imballaggio (150101) 18% Kg/ab*anno
40 Fig Percentuale di carta sul totale differenziato e sua ripartizione (anno 2013) e andamento della quantità di carta pro capite - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il quantitativo raccolto viene avviato a circa 70 impianti di selezione e recupero presenti in regione, la maggior parte di piccola potenzialità o che, oltre a carta e cartone, riceve altre tipologie di rifiuti. Una quarantina di destinatari ha ritirato infatti meno di t di imballaggi cellulosici. Gli impianti di trattamento della carta sono distribuiti in tutte le province, anche considerando i piccoli impianti, con preminenza delle aree veneziana, in cui è situato l impianto che tratta i quantitativi maggiori, e padovana (Fig e Tab ). altri piccoli impianti in Regione 34,3% VE 23,8% PD 14,4% RO 3,1% VR 10,9% TV 13,5% Fig Percentuale di carta e cartone trattata n Veneto - Anno Fonte: Arpav Osservatorio Regionale Rifiuti. Provincia Comune Destinatario % trattata VE Noale TREVISAN 23,8 PD Campodarsego ENERGIA TERRITORIO RISORSE AMBIENTALI - ETRA 9,7 TV Godega di sant'urbano IDEALSERVICE 7,3 VR Zevio TRANSECO 6,8 TV Istrana CARTIERA DI CARBONERA 6,2 PD Este SOCIETA' ESTENSE SERVIZI AMBIENTALI - SESA 4,7 VR Villafranca di Verona LAMACART 4,1 varie sedi FUTURA 4,5 RO Adria CARTIERE DEL POLESINE 3,1 ALTRI PICCOLI IMPIANTI IN REGIONE (n 58 ) 29,6 TOTALE 100,0 Tab Principali impianti di selezione e recupero degli imballaggi cellulosici in Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 40
41 Negli ultimi anni questi impianti hanno ricevuto congiuntamente a carta e cartone anche i contenitori poliaccoppiati per bevande, che sono stati inseriti tra le frazioni accettabili in questa tipologia merceologica. Dopo la selezione operata da questi impianti, il macero, che ha già cessato di essere considerato rifiuto, viene avviato alle cartiere per il riciclo. Attualmente il Veneto, in cui si contano ben 13 cartiere utilizzanti macero di diversa provenienza. Di queste, 9 cartiere utilizzano macero proveniente dalla selezione di carta e cartone da raccolta differenziata urbana, e lo utilizzano per la produzione di imballaggi, prevalentemente sottoforma di cartoncino per confezioni di pasta, riso, biscotti, etc Impianti di recupero del vetro Il vetro, così come la carta, costituisce in Veneto una delle raccolte che i comuni effettuano da più tempo e corrisponde circa al 14% del totale differenziato. Nell anno 2013 ne sono state intercettate 199 mila t, di cui il 61%, pari a 122 mila t, di vetro monomateriale e il 39% (pari a 77 mila t) di vetro derivante da selezione del multimateriale, per una produzione pro capite di 41 kg/ab*anno (Fig ). L intercettazione del vetro, in passato spesso associata a plastica e metalli come multimateriale pesante, negli ultimi anni ha evidenziato una controtendenza a favore della raccolta monomateriale, modalità di raccolta preferita dagli impianti perchè permette una migliore selezione e recupero di tale frazione. Il rottame di vetro ottenuto dai processi di selezione e recupero del vetro viene avviato al comparto vetrario in cui, attraverso il riciclo, avviene la produzione delle bottiglie. A tale settore si è aggiunto negli ultimi anni anche il comparto della ceramica, che utilizza la sabbia di vetro ottenuta dai materiali di scarto del processo di recupero (frazioni scartate dai lettori ottici quali gli inerti diversi dal vetro e le frazioni fini non idonee alla fusione per la produzione di bottiglie). Kg/ab*anno altro differenziato 86% vetro 14% vetro monomateriale 61% vetro da multimateriale 39% Fig Percentuale di vetro sul totale differenziato e sua ripartizione (anno 2013) e andamento della quantità di vetro prodotto pro capite - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il vetro raccolto nel territorio regionale viene principalmente avviato ad un impianto in provincia di Vicenza in grado di trattare il 31% di tutto il raccolto, producendo vetro PaF (pronto al forno) poi direttamente avviato al forno della vetreria connessa. Il 51% è trattato da piccoli impianti dislocati in tutto il territorio regionale. Il restante 20% è avviato ad altri impianti, sia di prima selezione, cioè di separazione del vetro dal multimateriale, sia di recupero e produzione di PaF, diffusi omogeneamente nel resto della regione (ad esclusione della Provincia di Belluno) (Fig Tab ). Nel corso del 2013 circa il 2% del vetro raccolto è stato avviato fuori regione. 41
42 altri piccoli impianti in Regione 51,3% altri impianti fuori Regione 2,0% VI 31,1% VE 1,5% VR 4,3% TV 9,8% Fig Percentuale di vetro trattata in Veneto e fuori Regione - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Provincia Comune Destinatario % trattata VI Lonigo ECOGLASS 31,1 VE Musile di Piave ECOPATE' 0,5 TV Ormelle RIVETRO 6,6 VR Rivoli Veronese DALLE VEDOVE Nello & Antonio Trasporti 4,3 TV Godega di Sant'Urbano IDEALSERVICE 2,0 TV Cordignano CASAGRANDE DARIO 1,2 VE Venezia ECO-RICICLI VERITAS 1,0 ALTRI PICCOLI IMPIANTI IN REGIONE (n 26 ) 51,3 ALTRI IMPIANTI FUORI REGIONE (n 2) 2,0 TOTALE 100,0 Tab I principali impianti di selezione del vetro in Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Ad una elevata potenzialità di selezione e recupero, per quanto riguarda i rifiuti vetrosi, corrisponde una ancor maggiore potenzialità di riciclo del vetro PaF, di cui il Veneto rappresenta un grosso consumatore. Il mercato di questo materiale si sviluppa infatti tra 6 vetrerie, di cui 4, in relazione alla specifica produzione industriale, lavorano con un ridotto quantitativo di rottame di vetro, mentre le 2 principali, in provincia una di Vicenza ed una di Treviso, utilizzano il rottame in quota preponderante. A tali vetrerie, appartenenti alle grandi multinazionali del vetro quali la Saint Gobain e la O.I., tra le più importanti nel panorama nazionale, converge quasi interamente, per il riciclo, il vetro PaF derivante dal flusso del vetro cavo raccolto in Veneto, oltre a rilevanti flussi provenienti da altre regioni Impianti di recupero della plastica La raccolta differenziata degli imballaggi in materie plastiche continua a registrare, anche nel 2013, in linea con quanto avviene da alcuni anni, un complessivo aumento dei quantitativi intercettati, passati dalle 91 mila t del 2009 a 105 mila t, pari ad una produzione pro capite di 22 kg/ab*anno (Fig ). Mentre un tempo questa frazione era raccolta prevalentemente come monomateriale, negli ultimi anni viene più frequentemente associata agli imballaggi metallici, da cui può essere agevolmente separata nei processi di selezione, nella raccolta multimateriale leggera, che progressivamente si sta sostituendo alla multimateriale pesante (tendenza opposta agli imballaggi in vetro). L efficienza del recupero degli imballaggi in plastica è fortemente legata non solo alle modalità di raccolta ma soprattutto alla formazione/informazione dei cittadini effettuata dalle amministrazioni locali e dagli enti 42
43 gestori della raccolta. Infatti questa frazione, in considerazione della molteplicità e dell eterogeneità dei polimeri presenti in commercio, risente più delle altre di conferimenti impropri che rendono difficoltose le successive operazioni di recupero plastica monomateriale 15% altro differenziato 93% plastica 7% plastica da multimateriale (150106) 85% Kg/ab*anno Fig Percentuale di plastica sul totale differenziato e sua ripartizione (anno 2013) e andamento della quantità di plastica prodotta pro capite - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il trattamento della plastica, ossia le operazioni di selezione e recupero, presenta, rispetto le altre frazioni, una maggiore intensità di selezione in quanto i rifiuti di imballaggio vanno ulteriormente suddivisi per tipologia di polimero prima di essere avviate al processo di recupero vero e proprio da cui usciranno le nuove materie prime seconde. Tali operazioni di selezione, cernita e recupero interessano in Veneto numerosi impianti, diffusi abbastanza omogeneamente nel territorio regionale, di cui i 6 principali trattano il 70% circa del totale raccolto (Fig e Tab ). Le caratteristiche tecniche di questi impianti possono essere notevolmente differenti contrapponendo complessi tecnologici incentrati su selettori ottici a cascata e aspiratori, a siti in cui prevale la selezione manuale del materiale che riescono a selezionare quantitativi inferiori ma spesso di migliore qualità. BL 2,2% PD 6,8% altri piccoli impianti in Regione 11,3% fuori Regione 1,5% VI 31,8% VR 13,8% VE 7,2% TV 25,4% Fig Percentuale di imballaggi in plastica trattata in Veneto e fuori Regione Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 43
44 Provincia Comune Destinatario % trattata VI Bassano del Grappa ENERGIA TERRITORIO RISORSE AMBIENTALI - ETRA 31,8 TV Godega di Sant'Urbano IDEALSERVICE 14,3 VE Venezia ECO-RICICLI VERITAS 7,2 VR Cerea CONSORZIO CEREA 6,1 TV Cordignano CASAGRANDE DARIO 7,3 PD Monselice NEK 4,9 VR Cavaion Veronese SER.I.T. 4,2 TV Vedelago CENTRO RICICLO VEDELAGO 3,8 VR Zevio TRANSECO 3,5 BL Pieve D Alpago CASAGRANDE DANIELE 2,2 PD Este SOCIETA' ESTENSE SERVIZI AMBIENTALI - SESA 1,9 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n 57) 11,3 ALTRI IMPIANTI FUORI REGIONE (n 2) 1,5 TOTALE 100,0 Tab Principali impianti di selezione degli imballaggi in plastica in Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. A differenza di carta e vetro che vengono quasi totalmente riciclate in ambito regionale, il sistema di distribuzione dei rifiuti di imballaggio in plastica, prevalentemente delegato al sistema consortile COREPLA, è basato su aste telematiche, attraverso le quali il materiale viene messo all asta e aggiudicato al miglior offerente (indipendentemente dalla posizione geografica dello stesso) che dovrà sobbarcarsi anche il costo del trasporto. Questa modalità, che risponde a criteri di pari opportunità, garantisce però un recupero e riciclo limitato di tali materiali nella regione di provenienza. In Veneto ad oggi sono presenti diversi impianti di riciclo della plastica, con potenzialità di trattamento che potrebbe tranquillamente assorbire la produzione di rifiuti di imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani Impianti di recupero degli imballaggi metallici La frazione metallica, che comprende i rifiuti di imballaggio in alluminio e banda stagnata, viene tipicamente raccolta congiuntamente ad altre frazioni nel multimateriale e, solo in alcuni casi, singolarmente presso i centri di raccolta comunali. In Veneto, nel 2013, sono state intercettate 26 mila t di imballaggi metallici (2% della raccolta differenziata per una produzione pro capite di 5 kg/ab*anno) (Fig ). Tali rifiuti vengono avviati per la selezione e il recupero agli stessi impianti che trattano il multimateriale, dato che l intercettazione avviene quasi totalmente in questa forma. Gli scarti della selezione, che avviene piuttosto facilmente per sottrazione attraverso magneti dal multimateriale, sono estremamente ridotti (inferiori all 1%) e la quota potenzialmente riciclabile si avvicina perciò al 100%. Si comprende quindi come tale frazione, pur rappresentando una quota piuttosto ridotta nella raccolta differenziata, rivesta un ruolo fondamentale nel mercato, sostituendosi attraverso il riciclo all utilizzo di materie prime vergini, la cui estrazione richiede consumi molto elevati di energia e produce notevoli impatti ambientali. plastica monomateriale 15% Kg/ab*anno 4,5 4,0 3,5 altro differenziato 93% plastica 7% plastica da multimateriale 85% 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Fig Percentuale di metalli sul totale differenziato e sua ripartizione (anno 2013) e andamento della quantità di metalli pro capite - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 44
45 4.3.6 Impianti di recupero dei RAEE I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o semplicemente rifiuti elettronici (RAEE o in lingue inglese e-waste) consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all'abbandono. I RAEE sono rifiuti che devono essere gestiti in modo adeguato perché contengono sostanze che possono diventare dannose per l uomo e l ambiente, quali i CFC (clorofluorocarburi), il piombo, il cadmio, il mercurio, ed inoltre devono inoltre essere trattati correttamente al fine di differenziare le componenti e i materiali (rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro,etc.), evitando così uno spreco di risorse. La legislazione comunitaria e nazionale in materia di RAEE nasce dalla direttiva europea 2002/96/CE, recepita nell ordinamento italiano con il D.lgs. 151/05, che obbliga tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita di questi rifiuti (produttori, distributori e amministrazioni locali) ad organizzare un sistema che ne faciliti e finanzi la raccolta e il recupero. L art. 6 del D.lgs. 151/05 prevedeva un obiettivo di raccolta separata dei RAEE domestici pari a 4 kg/ab*anno. In Veneto tale obiettivo è stato superato nel 2013 con un valore pro capite di 4,2 kg/ab*anno, che corrisponde complessivamente a t di rifiuti raccolti (Fig ). Nel 2014 sono stati emanati 2 decreti attuativi della nuova disciplina comunitaria che riformula definizioni, obiettivi di riciclo e obblighi dei diversi soggetti coinvolti nel sistema RAEE. Si tratta del D.lgs n. 27/2014, che ha recepito la Direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), e il D.lgs n. 49/2014, che recepisce la Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti da AEE (RAEE) definendo con maggiore chiarezza la distinzione tra RAEE domestici e professionali e rimandando ad un successivo decreto la definizione delle modalità del ritiro uno contro zero per le apparecchiature di piccolissime dimensioni. Secondo i dati pubblicati dal Centro di Coordinamento RAEE, nel 2012 il Veneto è stata la seconda Regione d Italia per quantitativi assoluti di RAEE raccolti e in fig è riportata la ripartizione per raggruppamento, di cui alla tabella a livello provinciale. CODICE RAGGRUPPAMENTO R1 R2 R3 R4 R5 DESCRIZIONE RAGGRUPPAMENTO Freddo e clima [Apparecchi per la refrigerazione e la climatizzazione inclusi gli scalda acqua elettrici] Altri grandi bianchi [apparecchi per la cottura, lavatrici, lavastoviglie, etc.] Tv e monitor It e consumer electronics, apparecchi di illuminazione ed altro [Piccoli elettrodomestici (PED), attrezzature informatiche (IT), apparecchi di illuminazione (senza sorgenti luminose), giocattoli e altro] Sorgenti luminose [tutte, tranne le lampadine a incandescenza, ovvero lampade a risparmio energetico, tubi fluorescenti, etc] Tab Raggruppamenti RAEE. 100% 80% R5 60% R4 R3 40% R2 20% R1 0% Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza Fig Raccolta RAEE provinciale per singoli raggruppamenti - Anno Fonte: Centro di Coordinamento RAEE. 45
46 9,0 8, ,0 6,0 kg/ab*anno 5,0 4,0 3,0 Obiettivo D.lgs 151/05 2,0 1,0 0,0 Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza Veneto Fig Produzione pro capite dei RAEE per provincia - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. In Veneto sono circa una trentina gli impianti che trattano i RAEE domestici: il 30% viene trattato da un impresa che ha acquisito negli ultimi anni diversi impianti dislocati nel territorio regionale. Altri impianti importanti sono presenti nelle province di Venezia e Vicenza (Tab ). Provincia Comune Destinatario % trattata VE e VR varie sedi STENA TECHNOWORLD 30,3 VE Fossò NEW ECOLOGY CON SIGLA NEC 22,2 VI Sandrigo ESO RECYCLING 13,7 VI Malo S.E.A. - SERVIZI ECOLOGICI AMBIENTALI 10,3 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n 25) 20,6 ALTRI IMPIANTI FUORI REGIONE (n 5) 2,9 Totale 100,0 Tab Destinazione dei RAAE trattati in Veneto e fuori Regione - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 46
47 4.3.7 Impianti di recupero di pile ed accumulatori Pile, batterie ed accumulatori intercettati nel 2013 mediante raccolta differenziata sono 634 t e sono stati avviati a circa una quarantina di impianti in Regione: i 3 principali trattano oltre il 50% del raccolto (Tab ). Provincia Comune Destinatario % trattata VE Vigonovo L.M. LIVIERI MIGLIORINI SERVIZI ECOLOGICI 21,0 VE San Donà di Piave SE.FI. AMBIENTE 20,3 TV Vittorio Veneto DE LUCA SERVIZI 15,2 VR Villafranca di Verona SAVIO PIETRO METALLI 8,8 VR Verona S.ECO. - SERVIZI ECOLOGICI 6,8 RO Ceregnano POLARIS - POLESANA AZIENDA RIFIUTI SPECIALI 7,1 VR Cavaion Veronese SER.I.T. 4,5 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n 33) 16,3 TOTALE 100,0 Tab Destinazione di pile ed accumulatori negli impianti del Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Impianti di recupero di oli e grassi vegetali Nel 2013 sono state raccolte in modo differenziato t di oli di cui il 64% di natura vegetale e il 36% minerale. Le principali destinazioni coincidono con 6 impianti presenti nel territorio regionale che ricevono quasi l 80% del raccolto (Tab ). Gli impianti presenti in Veneto non effettuano un vero e proprio trattamento, ma un accorpamento in base alla tipologia, se rigenerabile o non rigenerabile, e alla contaminazione. Gli oli rigenerabili vengono inviati verso uno dei depositi del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, e da qui, dopo analisi e verifiche, sono avviati ad impianti di coincenerimento e produzione di materia. Provincia Comune Destinatario % trattata VE Campagnia Lupia SERVIZI ECOLOGICI BRENTA 30,2 TV Vittorio Veneto DE LUCA SERVIZI 25,1 VE San Donà di Piave SE.FI. AMBIENTE 10,7 PD Monselice COOPERATIVA SOCIALE MONTERICCO 4,1 RO Lendinara RECOIL 3,8 VI Rossano Veneto FIORESE ECOLOGIA 3,5 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n. 26) 22,6 TOTALE 100,0 Tab Destinazione di oli e grassi vegetali negli impianti del Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Impianti di recupero del legno In Veneto la raccolta differenziata del legno è piuttosto sviluppata, normalmente presso i centri di raccolta comunali ma anche con servizi dedicati a chiamata. La maggior parte dei rifiuti raccolti è composta da cassette ortofrutticole e mobili vecchi. Nel 2013 sono state raccolte t di legno destinate a 8 principali impianti presenti nel territorio regionale che hanno trattato quasi il 55% del raccolto (Tab ). Una consistente parte (più del 30% del prodotto) è destinato ad impianti extra regionali. 47
48 Provincia Comune Destinatario % trattata VR Verona ECOLEGNO VERONA 14,4 TV Vazzola MORANDI - BORTOT 10,2 TV S.Biagio di Callalta BIGARAN 6,0 VI Lonigo ECO-TRANS 5,4 VI Sandrigo VALORI FRANCO & C. 4,8 VE Fossò ECOLANDO 3,5 BL Fonzaso SAP DI DALLA SANTA ITALO E C. 3,0 VI Noventa Vicentina FILIPPI ECOLOGIA 2,0 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n 34 ) 16,3 ALTRI IMPIANTI FUORI REGIONE (n 12) 34,4 TOTALE 100,0 Tab Destinazione del legno negli impianti del Veneto e fuori Regione - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Impianti di recupero dei rifiuti tessili Nel 2013 sono state raccolte in modo differenziato t di rifiuti tessili avviati per la maggior parte a grossi impianti fuori Regione; il 56% è stato selezionato nel territorio regionale da una ventina di impianti (Tab ). Provincia Comune Destinatario % trattata varie sedi HUMANA PEOPLE TO PEOPLE ITALIA 19,3 VE Venezia IL GRILLO COOPERATIVA SOCIALE A RESPONSABILITA' LIMITATA 9,2 VE Venezia MA.CE. COOPERATIVA SOCIALE DI SOLIDARIETA' 7,8 PD Pernumia DUE ZETA DI ZATTIN MARINA & C. 6,8 PD Padova COOPERATIVA CITTA' SO.LA.RE. A RESPONSABILITA' LIMITATA 5,8 VI Valdagno IL CERCHIO COOPERATIVA SOCIALE 2,3 PD Monselice COOPERATIVA SOCIALE MONTERICCO 2,2 VI Longare ELICA SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE A RESPONSABILITA' LIMITATA 1,9 VI Schio PRIMAVERA NUOVA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS 1,5 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n 5) 8,2 ALTRI IMPIANTI FUORI REGIONE (n 17) 35 TOTALE 100,0 Tab Destinazione dei tessili negli impianti del Veneto e fuori Regione - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 48
49 4.4 Il recupero degli ingombranti Per rifiuti ingombranti si intendono quei rifiuti che, a causa delle loro dimensioni, non possono essere conferiti al servizio di raccolta ordinario costituiti prevalentemente da mobili, materassi ed arredi in genere, attrezzi sportivi, etc. Il quantitativo di ingombranti raccolto in Veneto nel 2013 è di circa 72 mila t; valore analogo al Il trend di produzione e il quantitativo destinato a recupero, nel periodo , sono evidenziati nella figura sottostante (Fig ). ingombranti raccolti ingombranti a recupero % 73% t/anno % 41% 35% 41% 43% % 28% 26% anno Fig Produzione di rifiuto ingombrante e quantitativo avviato a recupero - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Mentre storicamente il destino degli ingombranti è sempre stato lo smaltimento o l incenerimento, negli ultimi anni, in particolare dal 2012, la percentuale di ingombranti avviati a recupero è aumentata passando da valori del 30-40% del periodo , a valore superiori al 70% nel biennio Nel 2013 il 73% degli ingombranti raccolti è stato avviato a recupero presso impianti di selezione e cernita. L 11% del raccolto è stato destinato allo smaltimento diretto in discarica e ad incenerimento diretto. La quota restante (circa 5%) è stata avviata ad altri impianti di trattamento per la produzione di CDR o di sovvalli destinati poi a recupero energetico. In Veneto gli impianti di recupero degli ingombranti sono quasi una ventina (Tab ). Le operazioni svolte presso questi impianti consistono nella selezione e cernita finalizzate ad estrarre dal rifiuto ingombrante frazioni omogenee da avviare a successivo recupero quali legno, ferro, cartone, etc. In media questi impianti permettono di recuperare il 30% del trattato. Provincia Comune Destinatario % trattata PD Este S.E.S.A. 26,8 TV Vittorio Veneto BIGARAN 19,2 VI Montebello Vicentino FUTURA 14,1 VI Bassano del Grappa ETRA 9,9 Vi Alonte BERICA RECUPERI 8,8 TV Cordignano CASAGRANDE DARIO 4,9 VR Oppeano USVARDI GINO 4,8 VE Santo Stino di Livenza E.C.O.L.FER 4,1 ALTRI IMPIANTI IN REGIONE (n. 10) 7,5 TOTALE 100 Tab I principali impianti di recupero degli ingombranti in Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 49
50 Le Province che avviano le maggiori quote di ingombranti ad impianti di recupero sono Verona, Venezia e Treviso (Fig ) DISCARICA INCENERIMENTO RECUPERO MATERIA TRATTAMENTO Tonnellate BL PD RO TV VE VI VR Province Fig Destino dei rifiuti ingombranti nelle province del Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 4.5 Il recupero dello spazzamento Il rifiuto da spazzamento è un rifiuto urbano derivante dalle operazioni di pulizia delle strade e delle spiagge (cosiddetto piaggiato ) (escluse le operazioni di sgombero della neve della sede stradale, effettuate al solo scopo di garantire la loro fruibilità e la sicurezza del transito). Il quantitativo di spazzamento prodotto in Veneto nel 2013 è circa 66 mila t (3% del rifiuto urbano totale prodotto), sostanzialmente invariato negli ultimi 6 anni. La quantità procapite media in Veneto è di circa 13 kg/ab*anno. Con il codice CER viene codificato anche il rifiuto piaggiato. Nel 2013 la produzione di tale rifiuto è stata dichiarata dai soli comuni litoranei della Provincia di Venezia, per un totale di circa 18 mila t, di cui più del 60% è avviato ad impianti di recupero. Considerando solo il rifiuto da spazzamento si vede come quello avviato a recupero sia aumentato negli anni, fino a raggiungere una percentuale di circa il 50% nel 2013 (Figura 4.5.1), diminuendo notevolmente la quota destinata alla discarica. Se si considera i residui della pulizia delle strade rappresentano circa il 7% del rifiuto residuo si giustifica l importanza dell individuazione di tecnologie che ne consentano il recupero totale prodotto avviato a recupero quantità (t) ,6% 50% ,2% 9,9% 13,8% 18,8% anno Figura Spazzamento raccolto nel Veneto e quota avviata ad impianti di recupero (anni ) - Fonte: ARPAV Osservatorio Regionale Rifiuti. 50
51 Negli ultimi cinque anni si è infatti notato un notevole incremento della quota di tale rifiuto avviato a recupero, passando da 3 mila t del 2005 alle 32 mila circa del 2013 (Figura 6). Gli impianti di recupero a cui è destinato lo spazzamento sono principalmente 4 (Tab ) di cui due localizzati in Lombardia e uno in Trentino. L unico impianto che recupera tale rifiuto in Veneto è quello di ETRA di Limena (PD). Si fa presente che è stato autorizzato nel 2013 dalla Provincia di Venezia un nuovo impianto, non ancora realizzato. Provincia Comune Destinatario % trattata PD Limena ETRA 49 TN Dro PULISABBIE 26 BS Brescia A2A AMBIENTE (ex Aprica) 20 BG Gorle ESPOSITO SERVIZI ECOLOGICI 5 TOTALE 100 Tab Principali impianti di recupero delle terre da spazzamento (anno 2013) - Fonte: ARPAV Osservatorio Regionale Rifiuti. DISCARICA INCENERIMENTO RECUPERO DI MATERIA TRATTAMENTO tonnellate BL PD RO TV VE VI VR Province Fig Destino dello spazzamento nelle province del Veneto (anno 2013) - Fonte: ARPAV Osservatorio Regionale Rifiuti Le province che avviano le quote maggiori di spazzamento a recupero sono Padova, Venezia, Vicenza e Verona (Fig ). Da rilevare che in alcuni casi il CER avviato in discarica non viene smaltito ma piuttosto sottoposto all operazione R5, ossia utilizzato per la manutenzione della viabilità interna dell impianto. Si tratta di circa 16 mila t destinate a questa funzione in 2 discariche del Veneto. 4.6 Il recupero di materia dal secco residuo (RUR) Generalmente il rifiuto secco che residua dalla raccolta differenziata (CER ) viene avviato a trattamento, smaltimento o incenerimento sulla base dell impiantistica presente nella provincia in cui lo stesso viene prodotto (Fig ). Accanto alle destinazioni tradizionali, così come lo spazzamento e gli ingombranti, una particolare attenzione meritano da qualche anno le operazioni di selezione e cernita effettuate sul rifiuto secco residuo a valle della raccolta differenziata. A recupero di materia viene infatti avviato il 3% di tale rifiuto, pari ad oltre 18 mila tonnellate, che vengono in questo modo sottoposte ad un ulteriore valorizzazione di alcune frazioni quali carta, plastica, metalli prima dello smaltimento o incenerimento finale. 51
52 SMALTIMENTO INCENERIMENTO TRATTAMENTO RECUPERO DI MATERIA tonnellate BL PD RO TV VE VI VR Fig Destino del secco residuo (CER ) nelle province del Veneto (anno 2013) - Fonte: ARPAV Osservatorio Regionale Rifiuti I 6 impianti che trattano il CER (Tab ) sono distribuiti principalmente in 3 province (Fig ) ma è Padova quella che tratta oltre l 80% del rifiuto. Considerato il fatto che, pur con l adozione di sistemi di raccolta ad alta intercettazione (come il porta a porta spinto), nel rifiuto residuo restano comunque significative percentuali di frazioni recuperabili, si può affermare che il recupero di materia sul rifiuto urbano residuo a valle della raccolta differenziata risulta possibile in idonee strutture impiantistiche. Provincia Comune Destinatario % trattata PD Este SESA 75,3 TV Godega S.Urbano IDEALSERVICE 15,8 PD S. Giorgio delle Pertiche ETRA 5,1 VR Povegliano Veronese SEV 2,4 TV Vedelago CENTRO RICICLO VEDELAGO 1,1 TV San Biagio di Callalta BIGARAN 0,3 TOTALE 100 Tab Principali impianti di recupero del secco residuo (CER ) (anno 2013) - Fonte: ARPAV Osservatorio Regionale Rifiuti. PD 80,4% Fig Percentuale di rifiuto secco residuo (CER ) trattata nelle diverse province dai principali impianti in Veneto Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. VR 2,4% TV 17,2% 4.7 Impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) Il trattamento meccanico-biologico è finalizzato alla valorizzazione della frazione ad elevato potere calorifico mediante la produzione di CDR (Combustibile Da Rifiuti), ora definito CSS (Combustibile Solido Secondario), alla stabilizzazione del rifiuto residuo da avviare in discarica con produzione di Biostabilizzato da Discarica (BD) e all eventuale recupero di ulteriori materiali. 52
53 Nel 2013 in Veneto sono state avviate complessivamente a questi impianti trattamento meccanico-biologico circa 432 mila t di rifiuto, di cui circa 354 mila t di secco residuo (CER ). La parte restante è costituita da altri rifiuti, tra cui il codice CER rappresenta la parte predominante (circa 68 mila t). Tra gli impianti di TMB (elencati nelle tabelle e e di cui si riporta la dislocazione nel territorio regionale in figura 4.7.1) alcuni sono autorizzati alla produzione di CDR con operazioni R3 e R12 (tabella 4.7.1), altri alla sola produzione di Biostabilizzato da discarica con operazione D8 (tabella 4.7.2). L impianto di Rovigo, inserito nella tabella dei produttori di CDR è autorizzato anche alla produzione di Biostabilizzato. BELLUNO 6 "8 4 "8 TREVISO 1 "8 VICENZA VENEZIA 5 "8 VERONA PADOVA 3 "8 LEGENDA # Impianti di TMB 1 - Spresiano 2 - Rovigo 3 - Venezia (Fusina) 7 "8 2 "8 ROVIGO 4 - Bassano del Grappa 5 - Verona 6 - S.Giustina Bellunese 7 - Legnago Figura Impianti di TMB che hanno ricevuto rifiuti urbani nel Fonte: ARPAV Osservatorio Regionale Rifiuti N. Provincia Comune Tipologia Potenzialità autorizzata (t/anno) Rifiuto Urbano (t) Rifiuti ritirati (t) Altro (t) Totale (t) 1 TV Spresiano CDR _ RO Rovigo BD - BM - CDR * VE Venezia CDR
54 N. Provincia Comune Tipologia Potenzialità autorizzata (t/anno) Rifiuto Urbano (t) Rifiuti ritirati (t) Altro (t) Totale (t) 4 VI Bassano CDR VR Verona CDR Totale *di cui t dedicate all operazione D8 in quanto l impianto di Rovigo è autorizzato anche alla produzione di BD e BM. Tab Impianti di TMB autorizzati alla produzione di CDR in Veneto (esclusi gli impianti di sola vagliatura) - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. N. Provincia Comune Tipologia 6 BL S. Giustina Bellunese Potenzialità totale autorizzata (t/anno) Rifiuto Urbano (t) Rifiuti ritirati (t) Altro (t) Totale (t) BD - BM VR Legnago BD Totale Tab Impianti di TMB autorizzati alla sola produzione di Biostabilizzato in Veneto (esclusi gli impianti di sola vagliatura) - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. TOTALE IMPIANTI TMB Complessivamente questi 7 impianti di TMB, rispetto al totale del rifiuto trattato, hanno generato i flussi indicati in figura (4.7.2). scarti (191212) 47,0% perdite di processo 12,6% Biostabilizzato 4,9% CDR (191210) 31,0% Recuperi vari 4,4% Fig Uscite dagli impianti di TMB - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Dal bilancio di massa si evidenzia un quantitativo di scarti (CER ), 203 mila t circa, per il quale si riporta in figura il dettaglio delle destinazioni finali tra cui gli ulteriori trattamenti, che consistono principalmente nell avvio della frazione costituita dal sottovaglio ad impianti di biostabilizzazione con produzione di Biostabilizzato destinato infine alla discarica (circa 28 mila t), o in un ulteriore raffinazione per la produzione di CSS con differenti requisiti di qualità. 54
55 Discarica 42% Ulteriori trattamenti 31% Incenerimento Coincenerimento 27% Fig Dettaglio delle destinazioni finali per il CER in uscita dagli impianti di TMB - Anno 2013 Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Per quanto riguarda i 5 impianti di TMB autorizzati alla produzione di CDR (Tab operazioni R3 e R12), nel 2013 hanno prodotto il 33% di combustibile (fig ) rispetto al totale del rifiuto trattato, dato sostanzialmente in linea con gli anni precedenti t e la e n t o ,3% 33,6% 30,6% 39,5% 31,0 % 33,3% 36,3% 33,5% 33,3% 27,6% 33,4% 29,5% Rifiuto trattato CDR prodotto Fig CDR prodotto nei 5 impianti autorizzati a tale operazione rispetto al totale trattato dagli stessi - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Il CDR prodotto (circa t) è stato avviato per la sua totalità ad impianti di incenerimento o coincenerimento sia in Veneto che fuori Regione (Fig ). Incenerimento in Veneto 0,1% Incenerimento fuori Veneto 15,0% coincenerimento in Veneto 46,9% coincenerimento fuori Veneto 37,9% Fig Dettaglio delle destinazioni del CDR rispetto alle quantità prodotte nel Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 55
56 La ripartizione incenerimento/coincenerimento vede una netta differenza in favore del coincenerimento (85% del totale prodotto con t circa) rispetto all incenerimento (15%), con la centrale ENEL di Fusina che riceve il 55% di tutto il CDR avviato a coincenerimento ( t). In figura vengono evidenziati i quantitativi e le destinazioni di CDR, scarti (CER ) e Biostabilizzato (CER ), se prodotti, in uscita dai 7 diversi impianti di TMB relativamente al incenerimento/coincenerimento fuori Veneto smaltimento fuori Veneto ulteriori trattamenti fuori Veneto incenerimento/coincenerimento in Veneto smaltimento in Veneto ulteriori trattamenti in Veneto CDR CDR CDR CDR AGSM - Verona Contarina - Spresiano Ecoambiente - Rovigo Ecoprogetto - Venezia Etra - Bassano La Dolomiti Ambiente - S. Giustina LE.SE. - Legnago Fig Dettaglio delle destinazioni dei flussi in uscita per impianto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. CDR a incenerimento/coinc t t in Veneto t fuori Veneto t in Veneto Inerti, metallo e legno a recupero t t fuori Veneto t A TMB (7 impianti) di cui: Biostabilizzato da Discarica t t in Veneto t fuori Veneto RU( ): t RS (191212): t Altro: t Scarti a smalt. in discarica t t in Veneto t fuori Veneto Scarti a incenerimento/coinc t t in Veneto t fuori Veneto t in Veneto Scarti a ulteriori trattamenti t t fuori Veneto La differenza fra i quantitativi in entrata ed in uscita va attribuita alle perdite di processo. Fig Diagramma di flusso del rifiuto urbano residuo trattato da tutti gli impianti di TMB - Anno Fonte: Arpav Osservatorio Regionale Rifiuti. 56
57 4.8 Impianti di incenerimento Nel 2013 sono state avviate direttamente a incenerimento 215 mila t circa di rifiuto urbano, pari al 10% del totale del rifiuto urbano prodotto, ripartite tra i 3 impianti attivi (Tab , Figg ): Padova S. Lazzaro, Vicenza-Schio, Venezia-Fusina. L impianto di Verona Cà del Bue, attivo fino al 2006, rimane tuttora chiuso in attesa di ristrutturazione. Dalla fine dell anno 2013 ha smesso di ricevere rifiuti anche l impianto di Fusina. BELLUNO 3 $ TREVISO VICENZA VERONA 1 $ PADOVA 2 $ VENEZIA LEGENDA $ Inceneritori 1 - Padova S. Lazzaro 2 - Venezia Fusina 3 - Vicenza Schio ROVIGO Fig Inceneritori che hanno ricevuto rifiuti urbani nel Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 57
58 Impianto Padova S. Lazzaro Venezia Fusina Vicenza Schio Totale regionale Tecnologia griglia griglia griglia - Linee Potenzialità (t/g) PCI (Kcal/kg) 2.500/ Produzione Energia elettrica al netto degli autoconsumi (MWh) Rifiuti Urbani (t) (t) Rifiuti Sanitari (t) , Altri Rifiuti speciali (t) Totale smaltito (t) Residui dal trattamento fumi (t) Ceneri pesanti e scorie non pericolose (t) Metalli (t) Totale prodotto (t) Tab Situazione degli impianti di incenerimento nel Veneto - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti tonnellate Padova - S. Lazzaro Venezia - Fusina Vicenza - Schio Fig Quantità di rifiuto urbano incenerito per singolo impianto - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. L analisi dell andamento dei rifiuti avviati ad incenerimento negli anni mostra un trend crescente a partire dall anno 2010, corrispondente all entrata in funzione della terza linea dell inceneritore di Padova e dell analoga sezione dell impianto di Schio. La potenzialità regionale d incenerimento con queste integrazioni arriva alle t/g. Si osserva negli ultimi anni, benché la produzione di rifiuti urbani sia sostanzialmente stabile, un aumento dei rifiuti urbani avviati ad incenerimento a scapito dello smaltimento in discarica. Sono state incenerite anche circa 81 mila t di rifiuti (conferiti con codice ) provenienti da impianti di recupero e impianti di trattamento meccanico del rifiuto residuo, limitate quantità di rifiuti sanitari (quasi 5 mila) e di altri rifiuti speciali (circa 15 mila) (Figg e 4.8.4). 58
59 Rifiuto urbano incenerito incenerito tonnellate Fig Quantità incenerite di rifiuto urbano e di rifiuto dal trattamento meccanico di rifiuti (191212) - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Rifiuto urbano 67% Sanitari 2% Altri speciali 5% Sovvalli da trattamento rifiuti % Fig a - Ripartizione percentuale dei rifiuti inceneriti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Sovvalli da trattamento rifiuti Altri speciali Rifiuto urbano Sanitari tonnellate Padova - S. Lazzaro Vicenza - Schio Venezia - Fusina Fig b - Dettaglio dei rifiuti inceneriti presso i 3 impianti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 59
60 Analogamente all incremento di rifiuti inceneriti si è osservato dal 2010 un picco di produzione di energia elettrica sia lorda che netta (al netto degli autoconsumi interni dell impianto) in seguito all aumento della potenzialità degli inceneritori di Padova e Schio (Fig ). MWh MWh netti MWh lordi Fig Produzioni lorde e nette di energia elettrica - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Complessivamente il 77% dell energia elettrica prodotta dall incenerimento è stata venduta in rete: si tratta di oltre 122 mila MWh MWh ,0% Recupero energetico elettrico lordo(mwh) Recupero energetico elettrico netto(mwh) ,0% 82,5% Padova - S. Lazzaro Venezia - Fusina Vicenza - Schio Fig Produzione lorda e netta di energia elettrica negli impianti di incenerimento veneti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 60
61 4.9 Impianti di smaltimento in discarica Nell anno 2013, come negli ultimi anni, il ricorso alla discarica si conferma in Veneto l opzione residuale nella gestione integrata dei rifiuti. Nel 2013 poco meno di 110 mila t ( il 22% in meno rispetto il 2012) sono state smaltite direttamente nelle 9 discariche attive per rifiuti non pericolosi (rispetto l anno precedente ha chiuso l impianto di Campodarsego), di cui 8 ex 1^ categoria e 1 ex 2B (discarica di Perarolo di Cadore). In tali discariche sono state inoltre conferite 164 mila t di scarti e sovvalli provenienti da impianti di recupero dei rifiuti urbani e rifiuti speciali e impianti di trattamento meccanico biologico (CER ). Questo quantitativo ha rappresentato nel 2013 il 38% del rifiuto totale ricevuto dalle discariche elencate in tabella e dislocate nel territorio regionale come riportato in figura % 1 BELLUNO 3 % % 2 % 4 VICENZA 5 % TREVISO 6 % % 7 VERONA 12 % 8 10 % % % 9 PADOVA 11 % ROVIGO VENEZIA LEGENDA Discariche % 1 - Cortina D'Ampezzo 2 - Perarolo di Cadore 3 - Longarone 4 - Ponte nelle Alpi 5 - Asiago 6 - S.Donà di Piave 7 - Jesolo 8 - Grumolo delle Abbadesse 9 - Este 10 - Sant'Urbano 11- Villadose 12 - Legnago Fig Discariche che hanno ricevuto rifiuti urbani nel Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 61
62 Impianto Rifiuto Urbano (t) (t) Altro (t) Totale (t) 1 BL Ponte nelle Alpi* BL Cortina BL Longarone** BL Perarolo di Cadore PD Este PD S.Urbano RO Villadose* VE Jesolo VE S.Donà di Piave VI Asiago VI Grumolo delle Abbadesse VR Legnago Totale *discariche a servizio dell impianto di trattamento meccanico-biologico **discarica esaurita ma con nuova volumetria già approvata Tab Rifiuti smaltiti nelle discariche del Veneto - dato ricavato dalle dichiarazioni degli impianti - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Lo smaltimento in discarica dal 2003 al 2013 evidenzia una diminuzione complessiva del 53% (-79% considerando solo i rifiuti urbani) in linea con le finalità e gli obblighi previsti dalla normativa (Fig ). Oltre ai rifiuti urbani vengono smaltite quote di rifiuti speciali provenienti dal trattamento di rifiuti urbani e speciali. (Fig ) t Rifiuto Urbano CER Altro Fig Trend di smaltimento - Anni Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. CER % Altri rifiuti speciali 35% Rifiuto Urbano 26% Fig Composizione del rifiuto smaltito in discarica - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 62
63 La provincia che ricorre maggiormente al conferimento in discarica risulta quella di Verona. (Figg ) tonnellate BL PD RO S.Urbano VE VI VR Fig Rifiuti smaltiti in discarica per provincia - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti Rifiuto Urbano CER Altri rifiuti speciali tonnellate BL PD RO S.Urbano VE VI VR Fig Dettaglio delle tipologie di rifiuti smaltiti in discarica per provincia - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Nella figura si riporta la stima per provincia dei volumi residui in discarica al 31/12/2013, per un totale regionale ancora disponibile di m 3. Nei prossimi anni diverranno disponibili ulteriori m 3 già approvati nelle province di Belluno e Verona. 63
64 Volume residuo Nuova volumetria approvata m BL PD RO S.Urbano VE VI VR Fig Volume residuo e già approvato al 31/12/2013 per provincia - Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Nel 2013 le discariche considerate hanno generato oltre 22 milioni di metri cubi di biogas, quantitativo che, salvo picchi dovuti ad interventi migliorativi effettuati in alcuni impianti, presenta la tendenza a calare per effetto del progressivo esaurimento dei processi degradativi all interno delle discariche e alla riduzione del contenuto di sostanza organica nel rifiuto conferito. La captazione e il recupero energetico del biogas nello stesso anno hanno permesso la produzione di circa 32 mila MWh di energia elettrica, in buona parte ceduta alla rete pubblica (Fig ). Questa energia risulta sottostimata di circa il 20% MWh * * * diminuzione di produzione di biogas dovuto al mancato funzionamento di alcuni gruppi di cogenerazione Fig Produzione lorda di energia elettrica da biogas nelle discariche venete - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 64
65 5 ENTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN VENETO Recenti novità riguardano l individuazione dell Ambito Territoriale Ottimale per la gestione dei rifiuti e dei Bacini territoriali. La Legge Regionale n. 52/2012 dal titolo Nuove disposizioni per l organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ha individuato l intero territorio regionale come Ambito Ottimale Territoriale, avente le seguenti funzioni: 1. monitoraggio dei livelli di servizio raggiunti, mediante la definizione di indicatori e l acquisizione di banche dati; 2. controllo del rispetto delle normative di settore e della pianificazione regionale; 3. fornire indirizzi ai consigli di bacino [ ] 4. vigilanza sulla corretta determinazione dei livelli tariffari, in relazione al metodo e alle direttive disposte dalla normativa nazionale di settore. Inoltre nella stessa L. R. 52/2012 vengono definiti i bacini territoriali e consigli di bacino, con le seguenti funzioni: 1. quantificazione della domanda di servizio e determinazione della sua articolazione settoriale e territoriale; 2. individuazione ed attuazione delle politiche e delle strategie volte ad organizzare il servizio di raccolta, trasporto, avvio a smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale; 3. indizione della procedura di affidamento del servizio di raccolta, trasporto, avvio a smaltimento e recupero; 4. approvazione e stipulazione del contratto di servizio con i soggetti gestori dei rifiuti urbani; 5. determinazione dei livelli di imposizione tariffaria del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani; 6. vigilanza sulla corretta erogazione del servizio da parte del gestore del servizio; 7. individuazione degli obiettivi di raccolta differenziata e delle relative modalità attuative; 8. formulazione delle osservazioni al piano regionale di gestione dei rifiuti urbani; La Giunta Regionale, sentita la competente Commissione Consiliare, approva il riconoscimento dei bacini territoriali, che può coincidere con il territorio provinciale oppure di diversa dimensione, infraprovinciale o interprovinciale. Questo criterio di riconoscimento è stato più volte modificato dal Consiglio regionale e dalla Giunta. La Deliberazione della Giunta Regionale n. 13 del 21 gennaio 2014 ha individuato 12 bacini territoriali,non coincidenti con le Province, come illustrato nella mappa di figura 5.1. Il Consiglio, in due momenti diversi, si è espresso in modo discordante: nella Legge Regionale n.3 del 7 febbraio 2014 si prevede che i consigli di bacino coincidano con le Province (non riconoscendo pertanto quanto perimetrato dalla DGRV 13/2014), mentre nella Legge Regionale n. 11 del 2 aprile 2014 (Legge finanziaria regionale per l esercizio 2014) all articolo 63 si riammette la possibilità di riconoscere dei bacini infraprovinciali o interprovinciali. Attualmente la gestione dei rifiuti urbani è condotta da più di trenta soggetti, e risulta molto frammentata soprattutto nelle province di Verona e Vicenza (Fig. 5.2). 65
66 BELLUNO BRENTA DESTRA PIAVE PADOVA CENTRO PADOVA SUD ROVIGO SINISTRA PIAVE VENEZIA VERONA EST VERONA OVEST VERONA SUD VICENZA Fig Bacini territoriali individuati dalla DGRV 13/
67 BELLUNO TREVISO VICENZA VERONA PADOVA VENEZIA ROVIGO Fig Soggetti che gestiscono la raccolta dei rifiuti urbani (anno 2013). Provincia di Belluno COMUNITA' MONTANA DEL COMELICO E SAPPADA ECOMONT s.r.l. COMUNITA' MONTANA VALLE DEL BOITE UNIONE MONTANA DELL'ALPAGO COMUNITA' MONTANA FELTRINA COMUNITA' MONTANA VAL BELLUNA UNIONE MONTANA AGORDINA PONTE SERVIZI S.r.L. BELLUNUM s.r.l. GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE Provincia di Treviso GRUPPO CONTARINA S.p.A. SAVNO VERITAS S.p.A. Provincia di Venezia VERITAS S.p.A. ALISEA S.p.A. ASVO GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE Provincia di Padova ETRA S.p.A. PADOVA TERRITORIO RIFIUTI ECOLOGIA S.r.l. ACEGAS APS S.p.A. SAVI SERVIZI GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE Provincia di Rovigo ECOAMBIENTE ROVIGO Provincia di Vicenza ALTO VICENTINO AMBIENTE s.r.l. AGNOCHIAMPO AMBIENTE s.r.l. AIM VICENZA UTILYA S.r.L. SORARIS S.p.A. ETRA S.p.A. VICENZA NORD SERVIZI s.r.l. GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE Provincia di Verona AMIA VERONA SPA BOVOLONE ATTIVA s.r.l. DE VIZIA TRANSFER s.r.l. UNIONE COMUNI S.Anna-Erbezzo SERIT s.r.l. SGL MULTISERVIZI srl SIVE s.r. l. SOCIETA' VALDALPONE SERVIZI s.r.l. ESA-Com S.p.A. MULTISERVIZI SAN BONIFACIO s.r.l. 67
68 6 CONFRONTO DEI DATI CON LE PREVISIONI DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONI DEI RIFIUTI URBANI E SPECIALI ADOTTATO CON DGRV N. 264/13 I risultati raggiunti nel 2013 risultano perfettamente in linea con le previsioni di Piano e permettono di raggiungere gli obiettivi individuati, come - ridurre la produzione dei rifiuti urbani, - favorire prioritariamente il recupero di materia a tutti i livelli, - incentivare il recupero di energia, - minimizzare il ricorso alla discarica. Per monitorare l efficacia dell attuazione delle azioni il Piano propone alcuni indicatori suddivisi in indicatori di stato (S) e di monitoraggio (M). I primi vengono rilevati con cadenza annuale e confrontati con l andamento storico per seguire il trend di evoluzione. Quelli di monitoraggio sono più complessi, normalizzati, e consentono un controllo continuo dell effetto generato dall attuazione delle azioni di piano e possono essere confrontati con un valore di riferimento (valore obiettivo). Il livello geografico di dettaglio è per tutti quello regionale, mentre la frequenza di rilevamento dei dati è annuale. Dalla lettura degli indicatori emerge che nel 2013 rispetto all anno 2010 (anno zero): RISPETTO L OBIETTIVO DI RIDURRE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI la produzione totale di rifiuti è diminuita dell 8%, la produzione procapite di rifiuti è diminuita dell 8%, è aumentato il numero di comuni che adotta la pratica del compostaggio domestico, RISPETTO L OBIETTIVO DI FAVORIRE IL RECUPERO DI MATERIA la percentuale di raccolta differenziata è aumentata di 5,3 punti, la produzione procapite di raccolta differenziata è aumentata leggermente, il quantitativo di rifiuti urbani avviato a recupero è aumentato del 4,4%, è aumentata la percentuale di abitanti che adottano il sistema di raccolta secco-umido domiciliare, è aumentato il numero di comuni dotati di centro di raccolta, RISPETTO L OBIETTIVO DI FAVORIRE ALTRE FORME DI RECUPERO è aumentato l avvio a recupero di materia del rifiuto secco residuo del 10% è aumentato l avvio di rifiuto residuo e spazzamento e ingombranti ad impianti di recupero rispettivamente del 5% e 61%, RISPETTO L OBIETTIVO DI MINIMIZZARE IL RICORSO ALLA DISCARICA è diminuito del 10% il quantitativo smaltito direttamente in discarica, i rifiuti urbani smaltiti direttamente in discarica (scarti esclusi) rispetto al totale del rifiuto residuo sono solo il 13% continuando il progressivo trend di diminuzione. Di seguito si riportano i valori calcolati per alcuni indicatori: 68
69 Obiettivo di Piano 1.Ridurre la produzione dei rifiuti urbani Indicatore RU Produzione totale di rifiuti urbani - S Produzione pro capite di rifiuti urbani - M Andamento della produzione totale di rifiuto e dei consumi delle famiglie - M Unità di misura tonnellate kg/abitante*anno Variazione % rispetto anno precedente Produzione totale di rifiuti (t) Spesa per consumi delle famiglie (milioni di euro) Metodo di calcolo Dato ricavato dalle dichiarazioni annuali dei Comuni (O.r.So) RU pro capite RU = ab RU = Produzione totale di rifiuti urbani ab = abitanti (fonte Regione Veneto - Sistema statistico) var % pro capite = (procapiteru) (procapiteru) anno anno 1 (procapiteru) (Procapite RU) anno-1 =procapite anno precedente (Procapite RU) anno=procapite anno considerato anno 1 x100 Si confronta l andamento della produzione totale di rifiuti con la spesa per i consumi delle famiglie Valore obiettivo kg/ab 440 kg/ab (anno 2020) valori negativi sempre positivi; valori positivi accettabili solo entro il 10-20% (le azioni di piano devono garantire il mantenimento del pro capite dal 2015 al di sotto di 440 kg/abitante) La produzione totale di rifiuti dovrebbe seguire l andamento della spesa per i consumi delle famiglie consumi produzione RU consumi produzione RU % +0,5% Rif: +1,6 Spesa: +1% Rif.tot. stabile Spesa:-2,6% Dati discordanti per effetto della crescita del VERDE (frazione indipendente dai consumi delle famiglie) 2.Favorire il recupero di materia Rifiuti urbani pericolosi - M Pratica del compostaggio domestico - M % Raccolta Differenziata - M % su produzione totale rifiuti urbani n. Comuni % RD CER pericolosi e si rapportano percentualmente alla produzione totale RU per = (RU) (RUpericolosi) x 100 RU pericolosi = CER pericolosi inseriti dai Comuni nel programma O.R.So RU = Produzione totale di rifiuti urbani Dato ricavato dalle dichiarazioni annuali dei Comuni (O.r.So) RD RD (%) = RU x100 Dai dati 2014 nuovo metodo di calcolo secondo la DGRV n. 288/2014 dato ,54% 1,3% > del dato % al % al ,3% 63,6% 69
70 Obiettivo di Piano Indicatore RU Raccolta Differenziata procapite - S Quantitativo di rifiuti urbani avviato al recupero - S Racolta differenziata pile e accumulatori - M Unità di misura RD procapite kg/abitante*anno tonnellate tonnellate Metodo di calcolo RD RD pro capite = ab Tonnellate rifiuti avviate ad impianti di recupero (compresi ingombranti, spazzamento e RUR a recupero di materia). t di pile e accumulatori raccolti in maniera differenziata Dato ricavato dalle dichiarazioni annuali dei Comuni (O.R.So) e dalle dichiarazioni MUD Valore obiettivo > Valore > Valore Il D.Lgs. 188 del 2008, ha fissato entro il un tasso di raccolta separata di Pile e Accumulatori portatili pari al 25% dell immesso sul mercato; entro il il 45% Sistemi di raccolta dei rifiuti urbani - M Centri di raccolta- M % abitanti % ab PaP = ab ab PaP ab PaP = abitanti serviti dal sistema secco-umido domiciliare (Porta a Porta) ab= abitanti (fonte Regione Veneto - Direzione Sistema Statistico) Dato desunto dalle dichiarazione dei Comuni nel programma O.R.So n. Comuni dotati Dato dichiarati dai Comuni > Valore ,8% 68% Copertura del servizio Favorire altre forme di recupero Rifiuto secco residuo avviato a recupero - M spazzamento e ingombranti avviati a recupero - M % % RUR rec RUR RUR rec = RUR avviato a recupero RUR = Rifiuto Urbano Residuo ( Spazz + Ing) rec (spazz + Ing) (spazz +ing) rec = spazzamento e ingombranti avviati a recupero (spazz + ing = spazzamento e ingombranti prodotti n.d. 5% 36% 61% 4. Minimizzare il ricorso in discarica Rifiuti smaltiti direttamente in discarica - M tonnellate RU (escluso scarti) avviato a D1 (discarica) t (valore al 2020) Rifiuti smaltiti direttamente in discarica (scarti esclusi) rispetto al RUR - M % RU RUR D1 x 100 RU D1 = Rifiuto urbano avviato in discarica RUR = Rifiuto Urbano Residuo Decremento costante fino al % 13% 70
71 Obiettivo di Piano Indicatore RU discariche attive per RU - S Unità di misura Metodo di calcolo Valore obiettivo n. numero impianti
72 Scheda 2 Il compostaggio domestico Molto diffusa nella Regione Veneto è la pratica del compostaggio domestico che risulta un importante misura di riduzione della produzione di rifiuti urbani. I rifiuti domestici biodegradabili, costituiti da scarti di cucina, scarti da orto e giardino, rappresentano circa il 30% del rifiuto urbano totale. Sottrarre parte di questi quantitativi alla gestione del servizio pubblico consente un risparmio notevole in termini economici e di ottimizzazione della fase di raccolta. Pur trattandosi di un iniziativa che incide sulla quantità di rifiuti prodotti, ossia una misura di prevenzione della produzione di rifiuti, molte regioni hanno cercato di legare tale strumento alla percentuale di raccolta differenziata, parametro usualmente utilizzato per permettere o meno alle amministrazioni comunale l accesso a determinati incentivi fiscali. Anche la Regione Veneto ha incentivato, prima con DGRV n del 2002 e ss.mm.ii., poi rinnovato con DGRV n 288 del 2014, la diffusione di tale pratica, introducendo la stima della quantità di rifiuto compostato in ambito domestico nel metodo di calcolo per il riconoscimento della riduzione del tributo per il conferimento in discarica. Secondo tali provvedimenti il rifiuto compostato annualmente a domicilio, stimato mediante la seguente formula: RCD (Rifiuto compostato domestico) [kg/anno] = N abitanti ACD * 0,25 [kg Organico/ab*g] * 365 [g/anno] viene sommato al quantitativo di raccolta differenziata, determinando un aumento della %RD. Il numero di abitanti aderenti viene calcolato in base al numero di utenze, tenendo conto del numero medio di abitanti per nucleo familiare definito dall ISTAT (pari a 3). A seguito di tali provvedimenti molti Comuni hanno adottato le necessarie misure applicative, mediante l approvazione di un apposita convenzione e l individuazione delle modalità di controllo da effettuare presso le utenze aderenti. Nella maggior parte dei casi a ciò si è associata una modifica del regolamento comunale in modo da prevedere una riduzione del tributo comunale sui rifiuti per le utenze che praticano il compostaggio domestico, come previsto dall apposita normativa di settore. Va sottolineato che il compostaggio domestico rappresenta una valida pratica di ottimizzazione del servizio e contenimento dei costi legati alla riduzione dei rifiuti qualora il servizio di raccolta dell organico non venga effettivamente svolto presso le utenze compostanti, ossia quando tali famiglie non vengano fornite dell apposito bidoncino per l umido o quando intere vie non vengono comprese nel circuito di raccolta. Nel 2013 la pratica del compostaggio domestico è stata attivata nell 86% dei Comuni della Regione con percentuali superiori al 95% nelle Province di Treviso, Belluno, Padova e Venezia (Tab. 1-Figg. 1-2). Il quantitativo di rifiuto sottratto al servizio pubblico grazie al compostaggio domestico viene quindi stimato in 112 mila t per l anno 2013, che corrisponderebbe a livello regionale ad un aumento di rifiuto totale del 5%. Provincia n. Comuni Comuni in cui è attivato % Comuni n. utenze Produzione stimata (t) Pro capite stimato (kg/ab.anno) Belluno ,6 Padova ,4 Rovigo ,7 Treviso ,7 Venezia ,7 Vicenza ,3 Verona ,9 Tot. Regionale ,8 Tab. 1 - Numero di utenze aderenti alla pratica del compostaggio domestico - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 72
73 20% 4% 25% 10% 23% 3% 15% Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona Fig. 1: Ripartizione della produzione stimata di rifiuto organico a compostaggio domestico - Anno 2013 Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. Fig. 2 - Distribuzione dei comuni in base all attuazione della pratica del compostaggio domestico - Anno Fonte: Arpav - Osservatorio Regionale Rifiuti. 73
74 Scheda 3 - Il nuovo metodo di calcolo della percentuale di raccolta differenziata approvato con DGRV n.288/2014 e applicabile dal L Osservatorio Regionale Rifiuti da anni, come attribuito dalla L.R. 3/2000, ha il compito di raccogliere ed elaborare i dati sui rifiuti urbani relativi ai 581 Comuni veneti. A tal fine è stato adottato un metodo di calcolo dedicato a valutare la situazione della raccolta differenziata nel Veneto. Il criterio fino ad oggi utilizzato risponde alle indicazioni fornite a livello nazionale da ISPRA, oltre a prendere in considerazione le disposizioni della Giunta Regionale riguardanti la definizione delle frazioni oggetto di raccolta differenziata nel Veneto (DGRV n.3918/02, DGRV n.511/04 e DGRV n.769/05). Il metodo di calcolo utilizzato per le pubblicazioni periodiche riguardanti la produzione di rifiuti urbani, prende come riferimento la definizione di raccolta differenziata espressa dall art. 6 del D.Lgs. 22/97, ossia: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee. Alla luce di tale definizione è stata considerata raccolta differenziata la somma dei quantitativi delle frazioni di rifiuti urbani ed assimilati raccolti separatamente prima dell avvio ad operazioni di recupero. Rientrano nel conteggio della raccolta differenziata anche i rifiuti urbani pericolosi che devono obbligatoriamente essere raccolti separatamente anche se avviati ad operazioni di smaltimento (farmaci e medicinali scaduti, acidi, solventi ed imballaggi contaminati da sostanze pericolose) per la tutela dell ambiente. RD = Somma in peso di tutte la frazioni oggetto di Raccolta Differenziata inclusi i rifiuti assimilati agli urbani avviati ad impianti di recupero. RUR = rifiuto secco che residua dopo aver attivato le raccolte differenziate. Comprende il rifiuto urbano non differenziato (CER ), i residui della pulizie delle strade (CER ), i rifiuti ingombranti (CER ) e altri rifiuti non biodegradabili (CER ) RD + RUR = Totale Rifiuti Urbani prodotti, ossia somma di tutte le frazioni di RD e Rifiuto Urbano Residuo (RUR) che comprende il rifiuto secco non riciclabile, i rifiuti cimiteriali, i rifiuti ingombranti e lo spazzamento stradale al netto dei rifiuti provenienti dalla pulizia delle spiagge. Il metodo di calcolo così definito non prende in considerazione le frazioni merceologiche ottenute da processi di recupero e/o trattamento a valle della raccolta, non rientrano quindi la frazione organica umida ottenuta dal sottovaglio della separazione del rifiuto urbano indifferenziato e tanto meno il rifiuto residuo avviato al recupero di materia per la produzione di Combustibile da Rifiuti (CDR). Non si configurano inoltre come raccolta differenziata le frazioni merceologiche raccolte attraverso servizi integrativi per la gestione di rifiuti speciali non assimilati agli urbani ed i rifiuti inerti, anche se conferiti dai singoli cittadini presso i centri di raccolta comunali, in quanto ritenuti rifiuti speciali per definizione. Alla luce delle modifiche legislative avvenute in questi anni ed in linea con le indicazioni normative finalizzate ad incentivare il recupero di materia, la Regione Veneto ha modificato l art. 39 della L.R. 3/2000 con l art. 44 della L.R. 3/2013, fissando nuovi obiettivi di percentuale di raccolta differenziata da raggiungere per ottenere le riduzioni al tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti urbani (la cosiddetta ecotassa ), rispettivamente posti al 50% e al 65%. In seguito a ciò è stato approvato con DGRV n. 288 del 28 marzo 2014 un nuovo metodo di calcolo per la certificazione annuale della raccolta differenziata che verrà applicato a partire dall anno 2015 relativamente ai dati dell anno Le modifiche introdotte hanno la finalità di promuovere il recupero di materia, conteggiando nella %RD, oltre alle raccolte differenziate classiche anche frazioni storicamente avviate a smaltimento come lo spazzamento e gli ingombranti, qualora avviati a recupero di materia. Di contro, in linea con la volontà di evidenziare non solo il raccolto ma anche ciò che effettivamente può essere recuperato, ossia valorizzare la qualità dell intercettazione, le frazioni che presentano perdite significative nei processi di selezione verranno valutate al netto degli scarti. Rispetto al precedente metodo quindi verranno inclusi nella raccolta differenziata: il rifiuto multimateriale raccolto al netto degli scarti, lo spazzamento avviato a recupero al netto degli scarti, i rifiuti ingombranti avviati a recupero al netto degli scarti. La DGRV n. 288/2014 (Allegato 1) riporta inoltre il nuovo metodo di calcolo della percentuale di raccolta differenziata ai fini del pagamento dell ecotassa (%RDE) che verrà applicato ai comuni che nell anno di riferimento hanno conferito direttamente in discarica dei rifiuti urbani (CER e tutti i rifiuti con CER di cui al capitolo 20) e che non hanno superato il 65% di raccolta differenziata (obiettivo massimo previsto 74
75 dall art. 39 della L.R. 3/2013). Tale calcolo prevede agevolazioni per le amministrazioni che adottano il compostaggio domestico e che sono soggette ad elevati flussi turistici. Differentemente dal metodo in vigore fino ai dati relativi all anno 2013 non verranno più sommati nella %RDE i quantitativi di rifiuti ingombranti ed di rifiuto urbano residuo (RUR) avviati ad impianti di recupero (di materia o di energia), denominati secondo la DGRV n. 1845/05 appositi impianti. 75
76 Scheda 4 - Simulazione di calcolo del tasso di riciclaggio Decisione 2011/753/CE La Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE all articolo 11 ( riutilizzo e riciclaggio ) stabilisce che gli Stati membri debbano aumentare entro il 2020 la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materiale fino al 50% in peso per i rifiuti domestici e simili. La decisione 2011/753/Ue, pubblicata sulla Guue del 25 novembre 2011, detta regole e modalità di calcolo che gli stati devono seguire al fine di verificare il rispetto di tali obiettivi ed in particolare definisce quattro metodi alternativi possibili, lasciando ad ogni stato membro la scelta sulle tipologie di rifiuti da conteggiare (rifiuti domestici o urbani) e sulle frazioni merceologiche che è possibile includere nel calcolo: 1) preparazione per il riutilizzo e riciclaggio di rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro; 2) preparazione per il riutilizzo e riciclaggio di rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e di altri tipi di rifiuti domestici o di rifiuti simili di altra origine (metodo rettificato dalla stessa Commissione tramite avviso pubblicato sulla Guue del 12 dicembre 2013); 3) preparazione per il riutilizzo e riciclaggio di rifiuti domestici; 4) preparazione per il riutilizzo e riciclaggio di rifiuti urbani. Il Ministero dell Ambiente con comunicato stampa del 10 gennaio 2014 ha reso noto di aver scelto e indicato alla Commissione Ue il metodo scelto dall Italia come il numero 2, che prevede che il Tasso di Riciclaggio dei rifiuti domestici e rifiuti simili, espresso in %, sia dato dal rapporto tra la quantità riciclata di rifiuti urbani (domestici e simili) e la quantità totale prodotta di rifiuti urbani e che le frazioni merceologiche da conteggiare siano: - carta e cartone, - plastica, - metalli, - vetro, - legno, - frazione organica. Il calcolo del tasso di riciclaggio prevede la stima della somma delle quote al netto degli scarti delle frazioni scelte sul totale delle quote di queste frazioni, ossia compresi gli scarti e compresa la quota delle stesse non intercettata dalle raccolte differenziate e quindi presente nel secco residuo. In Veneto il rifiuto totale risulta composto dalla raccolta differenziata di numerose categorie, contenenti ciascuna più frazioni differenziate, come riportato nella figura seguente (Fig. 1): organico 19% RUR 36% carta 15% altro recuperabile 2% RAEE 1% rifiuti particolari 0,3% legno 2,5% plastica 6% metallo 1,2% vetro 11% Fig. 1 Composizione del rifiuto totale con suddivisione della raccolta differenziata nelle diverse categorie che la compongono. Ognuna di queste frazioni contiene una certa percentuale di scarti che residueranno dai processi di selezione e recupero. I dati utilizzati per la stima delle percentuali di recupero di ogni singola frazione sono stati ricavati dalle analisi merceologiche eseguite nel corso degli anni dall Osservatorio Regionale Rifiuti, dall Università di Padova Dipartimento IMAGE, dai Consorzi di filiera del sistema CONAI, dagli impianti stessi, da studi specifici svolti da enti e istituzioni come la Regione Piemonte e Lombardia, oltre che da informazioni bibliografiche. Si tratta degli stessi dati utilizzati negli anni precedenti per il calcolo dell Indice di Recupero di Materia (IR). Nel calcolo del tasso per la frazione multimateriale si è inoltre tenuto conto dei diversi sistemi di intercettazione valutando l influenza della modalità di raccolta sulla quantità totale di rifiuto recuperato. 76
77 Il rifiuto urbano residuo (RUR) a sua volta comprende quote di rifiuti non correttamente differenziati o non conformi ai requisiti delle raccolte (es. gli oggetti in plastica). Una media del peso di queste frazioni può essere stimata attraverso campagne di analisi merceologiche sul secco residuo. I dati utilizzati per il calcolo riportato in questa sezione prende in considerazione i risultati delle analisi merceologiche effettuate nel 2011 da Contarina ed ARPAV su un campione di comuni della Provincia di Treviso, di cui si riportano i risultati (Tab. 1 Fig. 2): FRAZIONE SEPARATA % sul RUR Organico 13,08% Carta e cartone 16,05% Plastica 15,07% Metalli 1,33% Vetro 1,15% Pannolini 16,45% Tetrapak 1,73% RUP 0,37% Altra RD 7,55% Altro non recuperabile 23,44% Sottovaglio 3,79% Tab. 1 Percentuali della varie frazioni rilevate nel RUR durante la campagna di analisi merceologiche effettuate da Contarina in collaborazione con ARPAV durante l anno RUP 0,4% Altra RD 7,5% Altro non recuperabile 23,4% Sottovaglio 3,8% Organico 13,1% Tetrapak 1,7% Pannolini 16,4% Carta e cartone 16,0% Vetro 1,2% Metalli 1,3% Plastica 15,1% Fig. 2 Scomposizione del RUR sulla base di analisi merceologiche effettuate da Contarina ed ARPAV. 77
78 Sulla base di quanto detto l Osservatorio Regionale Rifiuti ha provveduto a stimare il Tasso di Riciclaggio per i Comuni veneti (Tab. 2). Provincia Bacino Tasso di riciclaggio Decisione 2011/753/CE Metodo 2 (%) Valore minimo (%) Valore massimo (%) BL BL1 85,0 65,9 93,0 Belluno 85,0 65,9 93,0 PD PD1 81,8 76,7 87,3 PD2 81,7 64,5 87,3 PD3 85,0 78,2 90,6 PD4 83,5 80,5 86,4 Padova 83,3 64,5 90,6 RO RO1 80,7 72,4 89,3 Rovigo 80,7 72,4 89,3 TV TV1 89,1 84,4 92,7 TV2 89,4 69,9 92,4 TV3 90,5 86,5 92,6 Treviso 89,5 69,9 92,7 VE VE1 82,3 63,2 88,4 VE2 75,7 60,4 83,9 VE3 81,9 61,5 90,6 VE4 80,8 72,6 86,9 VE5 79,9 74,9 84,9 Venezia 81,0 60,4 90,6 VI VI1 83,9 71,8 89,0 VI2 75,7 54,1 88,2 VI3 81,0 66,8 83,4 VI4 62,3 31,6 79,5 VI5 83,1 66,7 88,6 Vicenza 79,9 31,6 89,0 VR VR1 80,4 7,9 90,0 VR2 82,9 67,1 89,7 VR3 81,4 63,0 88,6 VR4 85,4 78,8 89,4 VR5 64,1 0,0 90,9 Verona 80,2 0,0 90,9 Veneto 82,9 0,0 93,0 Tab. 2 Tasso di riciclaggio in Veneto. 78
79 ELENCO DEI COMUNI IN BASE ALLA PERCENTUALE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA RAGGIUNTA Comune Prov %RD 1 Zenson di Piave TV 85,7 2 Castelcucco TV 85,2 3 Castellavazzo BL 85,2 4 Maser TV 85,1 5 Preganziol TV 84,9 6 Possagno TV 84,3 7 Fonte TV 84,2 8 Ponte nelle Alpi BL 84,1 9 Moriago della Battaglia TV 84,1 10 Refrontolo TV 83,8 11 Cornuda TV 83,8 12 Roncade TV 83,8 13 San Zenone degli Ezzelini TV 83,7 14 Arcade TV 83,6 15 Asolo TV 83,5 16 Trevignano TV 83,5 17 San Biagio di Callalta TV 83,4 18 Breda di Piave TV 83,2 19 Caerano di San Marco TV 83,2 20 Piacenza d'adige PD 83,2 21 Quinto di Treviso TV 83,1 22 Sernaglia della Battaglia TV 83,0 23 Istrana TV 83,0 24 Loria TV 83,0 25 Monfumo TV 82,9 26 Morgano TV 82,8 27 Vedelago TV 82,8 28 Carbonera TV 82,8 29 Oderzo TV 82,7 30 Borso del Grappa TV 82,5 31 Battaglia Terme PD 82,4 32 Gorgo al Monticano TV 82,4 33 Ponzano Veneto TV 82,3 34 Casier TV 82,3 35 Salgareda TV 82,0 36 Paese TV 81,6 37 Casale sul Sile TV 81,6 38 Portobuffolè TV 81,5 39 Spresiano TV 81,4 40 San Pietro di Feletto TV 81,4 41 Santa Lucia di Piave TV 81,4 42 Forno di Zoldo BL 81,4 43 Maserada sul Piave TV 81,4 44 Ceggia VE 81,3 45 Volpago del Montello TV 81,3 46 Resana TV 81,2 47 Giavera del Montello TV 81,1 48 Calalzo di Cadore BL 81,0 49 Quero BL 81,0 50 Povegliano TV 81,0 51 Orsago TV 81,0 Comune Prov %RD 52 Vigo di Cadore BL 81,0 53 Lozzo di Cadore BL 80,9 54 San Vendemiano TV 80,9 55 Altivole TV 80,9 56 Castello di Godego TV 80,8 57 Cimadolmo TV 80,8 58 Susegana TV 80,7 59 Chiarano TV 80,7 60 San Pietro in Cariano VR 80,6 61 Crocetta del Montello TV 80,3 62 Montebelluna TV 80,3 63 Monastier di Treviso TV 80,2 64 Vittorio Veneto TV 80,2 65 Concamarise VR 80,1 66 Riese Pio X TV 80,1 67 Pieve di Soligo TV 80,1 68 Paderno del Grappa TV 80,0 69 Mansuè TV 80,0 70 Pontecchio Polesine RO 80,0 71 Fontanelle TV 79,9 72 Feltre BL 79,9 73 Vas BL 79,8 74 San Fior TV 79,8 75 Nervesa della Battaglia TV 79,8 76 Castelfranco Veneto TV 79,8 77 San Gregorio nelle Alpi BL 79,4 78 Palù VR 79,4 79 Lorenzago di Cadore BL 79,3 80 Cinto Caomaggiore VE 79,3 81 Silea TV 79,3 82 Zero Branco TV 79,2 83 Domegge di Cadore BL 79,2 84 Pederobba TV 79,2 85 Colle Umberto TV 79,1 86 Vescovana PD 79,1 87 Bovolone VR 79,0 88 Santa Giustina BL 78,9 89 Ospitale di Cadore BL 78,8 90 Miane TV 78,5 91 Sommacampagna VR 78,5 92 Terrazzo VR 78,5 93 Villorba TV 78,4 94 Monticello Conte Otto VI 78,3 95 Vazzola TV 78,3 96 Gruaro VE 78,2 97 Cessalto TV 78,1 98 Gaiarine TV 78,1 99 Gaiba RO 78,1 100 Stanghella PD 78,1 101 Salizzole VR 78,0 102 Cesiomaggiore BL 77,9 79
80 Comune Prov %RD 103 Ponte di Piave TV 77,9 104 Segusino TV 77,9 105 San Polo di Piave TV 77,8 106 Merlara PD 77,8 107 Mareno di Piave TV 77,7 108 San Tomaso Agordino BL 77,6 109 Cencenighe Agordino BL 77,6 110 Livinallongo del Col di Lana BL 77,6 111 Rivamonte Agordino BL 77,6 112 Alleghe BL 77,6 113 Gosaldo BL 77,6 114 Falcade BL 77,6 115 Agordo BL 77,6 116 La Valle Agordina BL 77,6 117 Rocca Pietore BL 77,6 118 Canale d'agordo BL 77,6 119 Selva di Cadore BL 77,6 120 Voltago Agordino BL 77,6 121 Taibon Agordino BL 77,6 122 Vallada Agordina BL 77,6 123 Colle Santa Lucia BL 77,6 124 Conegliano TV 77,6 125 Crespano del Grappa TV 77,5 126 Godega di Sant'Urbano TV 77,3 127 Farra di Soligo TV 77,3 128 Codognè TV 77,3 129 Cordignano TV 77,1 130 Cappella Maggiore TV 77,0 131 Noventa Vicentina VI 77,0 132 Pozzonovo PD 76,9 133 Zoldo Alto BL 76,8 134 Follina TV 76,7 135 Correzzola PD 76,7 136 Boara Pisani PD 76,7 137 Badia Calavena VR 76,7 138 Solesino PD 76,7 139 Soverzene BL 76,6 140 Zevio VR 76,4 141 Gambugliano VI 76,4 142 Carceri PD 76,3 143 Fumane VR 76,3 144 Motta di Livenza TV 76,3 145 Perarolo di Cadore BL 76,3 146 Villafranca Padovana PD 76,1 147 Villaverla VI 76,0 148 Bevilacqua VR 76,0 149 Baone PD 76,0 150 Vigodarzere PD 76,0 151 Cison di Valmarino TV 76,0 152 Grezzana VR 76,0 153 Casaleone VR 75,9 154 Nove VI 75,9 155 Gazzo Veronese VR 75,8 156 Meolo VE 75,8 Comune Prov %RD 157 Cavaso del Tomba TV 75,7 158 Erbè VR 75,7 159 Isola Rizza VR 75,7 160 Pramaggiore VE 75,6 161 Martellago VE 75,4 162 Negrar VR 75,4 163 Ospedaletto Euganeo PD 75,3 164 San Giovanni Lupatoto VR 75,3 165 Tarzo TV 75,2 166 Altavilla Vicentina VI 75,1 167 Pernumia PD 75,1 168 Meduna di Livenza TV 75,1 169 Spinea VE 75,1 170 Campodoro PD 75,1 171 Isola della Scala VR 75,1 172 Roverchiara VR 75,1 173 Lamon BL 75,0 174 Granze PD 74,9 175 San Pietro di Morubio VR 74,9 176 Belfiore VR 74,9 177 Caldogno VI 74,8 178 Sant'Ambrogio di Valpolicella VR 74,8 179 Galliera Veneta PD 74,8 180 Torreglia PD 74,7 181 Dolcè VR 74,6 182 Sorgà VR 74,6 183 Bonavigo VR 74,6 184 Loreggia PD 74,6 185 Bosaro RO 74,6 186 Fossalta di Portogruaro VE 74,6 187 Agugliaro VI 74,5 188 Bagnoli di Sopra PD 74,5 189 Bovolenta PD 74,4 190 Colognola ai Colli VR 74,3 191 Annone Veneto VE 74,3 192 Ormelle TV 74,3 193 Caldiero VR 74,2 194 Danta di Cadore BL 74,2 195 Borgoricco PD 74,1 196 Seren del Grappa BL 74,1 197 Pedavena BL 74,0 198 Legnaro PD 73,9 199 San Giorgio in Bosco PD 73,8 200 Pojana Maggiore VI 73,8 201 Illasi VR 73,8 202 Rovolon PD 73,7 203 Codevigo PD 73,7 204 Vighizzolo d'este PD 73,7 205 Nogarole Rocca VR 73,6 206 Teglio Veneto VE 73,5 207 Valdobbiadene TV 73,5 208 San Donà di Piave VE 73,4 209 Sarmede TV 73,4 210 Teolo PD 73,3 80
81 Comune Prov %RD 211 Villaga VI 73,2 212 Santa Margherita d'adige PD 73,2 213 San Martino Buon Albergo VR 73,1 214 Fonzaso BL 73,1 215 Vo PD 73,1 216 Albignasego PD 73,1 217 Brentino Belluno VR 73,0 218 Sovramonte BL 73,0 219 Pianiga VE 73,0 220 Rossano Veneto VI 72,9 221 Tambre BL 72,9 222 Pieve d'alpago BL 72,9 223 Puos d'alpago BL 72,9 224 Chies d'alpago BL 72,9 225 Farra d'alpago BL 72,9 226 Revine Lago TV 72,9 227 Concordia Sagittaria VE 72,8 228 Cona VE 72,8 229 Urbana PD 72,7 230 Villa Bartolomea VR 72,6 231 Brugine PD 72,6 232 Ponte San Nicolò PD 72,6 233 Cavaion Veronese VR 72,6 234 Piazzola sul Brenta PD 72,6 235 Pescantina VR 72,5 236 Schiavon VI 72,5 237 Arsiè BL 72,4 238 Santa Giustina in Colle PD 72,4 239 Lentiai BL 72,4 240 San Nicolò di Comelico BL 72,4 241 Costabissara VI 72,3 242 Santo Stino di Livenza VE 72,3 243 Frassinelle Polesine RO 72,3 244 Pianezze VI 72,3 245 Fossò VE 72,2 246 Zoppè di Cadore BL 72,2 247 Alano di Piave BL 72,2 248 Masi PD 72,1 249 Limena PD 72,1 250 Angiari VR 72,0 251 Casale di Scodosia PD 72,0 252 Oppeano VR 71,9 253 Vidor TV 71,8 254 Candiana PD 71,8 255 Buttapietra VR 71,7 256 Nanto VI 71,7 257 Soave VR 71,7 258 Bolzano Vicentino VI 71,7 259 Ponso PD 71,7 260 Grisignano di Zocco VI 71,7 261 Grancona VI 71,7 262 Casalserugo PD 71,6 263 Quarto d'altino VE 71,6 264 Cismon del Grappa VI 71,6 Comune Prov %RD 265 Saletto PD 71,6 266 Marano Vicentino VI 71,6 267 Pettorazza Grimani RO 71,5 268 Bassano del Grappa VI 71,5 269 Campodarsego PD 71,5 270 Castelguglielmo RO 71,5 271 Portogruaro VE 71,5 272 Montagnana PD 71,4 273 Ceneselli RO 71,4 274 Arzergrande PD 71,3 275 Barbona PD 71,3 276 Longare VI 71,3 277 Pincara RO 71,2 278 Nogarole Vicentino VI 71,1 279 Cadoneghe PD 71,0 280 Torre di Mosto VE 71,0 281 Calto RO 70,9 282 Mozzecane VR 70,9 283 Minerbe VR 70,9 284 San Martino di Venezze RO 70,8 285 Castel d'azzano VR 70,8 286 Villanova Marchesana RO 70,8 287 Trevenzuolo VR 70,7 288 Mestrino PD 70,7 289 Arre PD 70,6 290 Bagnolo di Po RO 70,6 291 Curtarolo PD 70,6 292 Marcon VE 70,6 293 Castelbaldo PD 70,6 294 Rivoli Veronese VR 70,6 295 Massanzago PD 70,5 296 Grumolo delle Abbadesse VI 70,5 297 Monteforte d'alpone VR 70,5 298 Bussolengo VR 70,4 299 Tribano PD 70,4 300 Ceregnano RO 70,4 301 Sant'Angelo di Piove di Sacco PD 70,4 302 Mason Vicentino VI 70,4 303 Pontelongo PD 70,4 304 Zimella VR 70,3 305 Sarcedo VI 70,3 306 Sant'Urbano PD 70,3 307 Pove del Grappa VI 70,3 308 Castegnero VI 70,2 309 Cinto Euganeo PD 70,1 310 Villafranca di Verona VR 70,1 311 Galzignano Terme PD 70,0 312 Noventa di Piave VE 70,0 313 Vigonza PD 70,0 314 Sant'Elena PD 70,0 315 Vigasio VR 69,9 316 Canaro RO 69,9 317 Tezze sul Brenta VI 69,8 318 Mussolente VI 69,7 81
82 Comune Prov %RD 319 Due Carrare PD 69,7 320 Salara RO 69,7 321 Sandrigo VI 69,5 322 Villa Estense PD 69,5 323 Adria RO 69,5 324 San Germano dei Berici VI 69,4 325 Musile di Piave VE 69,4 326 Zovencedo VI 69,3 327 Arquà Polesine RO 69,3 328 San Pietro Viminario PD 69,2 329 Megliadino San Fidenzio PD 69,2 330 Villamarzana RO 69,2 331 Conselve PD 69,2 332 Fratta Polesine RO 69,2 333 Agna PD 69,1 334 Cartigliano VI 69,1 335 Villanova di Camposampiero PD 69,1 336 Torri di Quartesolo VI 69,0 337 Legnago VR 69,0 338 Monteviale VI 69,0 339 Mogliano Veneto TV 69,0 340 Povegliano Veronese VR 68,9 341 Monselice PD 68,9 342 Fossalta di Piave VE 68,9 343 Molvena VI 68,9 344 Nogara VR 68,8 345 Marostica VI 68,8 346 Cervarese Santa Croce PD 68,8 347 Rosà VI 68,8 348 Creazzo VI 68,8 349 Santa Maria di Sala VE 68,7 350 Pastrengo VR 68,7 351 Canda RO 68,7 352 Castelmassa RO 68,6 353 Lonigo VI 68,6 354 Roncà VR 68,6 355 Cazzano di Tramigna VR 68,6 356 Guarda Veneta RO 68,6 357 Belluno BL 68,6 358 Montegalda VI 68,5 359 Sossano VI 68,5 360 Polverara PD 68,5 361 San Martino di Lupari PD 68,5 362 Veronella VR 68,4 363 Megliadino San Vitale PD 68,4 364 Campiglia dei Berici VI 68,4 365 Porto Viro RO 68,4 366 Cerea VR 68,4 367 Lavagno VR 68,4 368 Dueville VI 68,3 369 Alonte VI 68,3 370 Chiampo VI 68,3 371 Saccolongo PD 68,3 372 Breganze VI 68,3 Comune Prov %RD 373 Sanguinetto VR 68,3 374 Campo San Martino PD 68,3 375 Saonara PD 68,3 376 Castagnaro VR 68,2 377 Corbola RO 68,2 378 Camisano Vicentino VI 68,2 379 Piovene Rocchette VI 68,2 380 Orgiano VI 68,1 381 Brogliano VI 68,1 382 Noventa Padovana PD 68,0 383 Villadose RO 68,0 384 Zanè VI 68,0 385 Fiesso Umbertiano RO 67,9 386 Campagna Lupia VE 67,9 387 Lozzo Atestino PD 67,9 388 Salzano VE 67,9 389 Quinto Vicentino VI 67,8 390 Lendinara RO 67,8 391 Cassola VI 67,8 392 Fregona TV 67,7 393 Sarego VI 67,6 394 Asigliano Veneto VI 67,6 395 Cartura PD 67,6 396 Romano d'ezzelino VI 67,6 397 Veggiano PD 67,6 398 Stra VE 67,5 399 Valdagno VI 67,5 400 Sona VR 67,5 401 Papozze RO 67,3 402 Piombino Dese PD 67,2 403 Anguillara Veneta PD 67,2 404 Longarone BL 67,2 405 Pressana VR 67,2 406 Giacciano con Baruchella RO 67,1 407 San Giorgio delle Pertiche PD 67,1 408 Lusia RO 67,0 409 Scorzè VE 66,9 410 Boschi Sant'Anna VR 66,9 411 Ariano nel Polesine RO 66,9 412 Montegaldella VI 66,9 413 Piove di Sacco PD 66,9 414 Cologna Veneta VR 66,8 415 Costermano VR 66,7 416 Occhiobello RO 66,5 417 Cavarzere VE 66,5 418 Gazzo PD 66,4 419 Mezzane di Sotto VR 66,3 420 Mirano VE 66,2 421 Taglio di Po RO 66,2 422 San Pietro Mussolino VI 66,1 423 Villa del Conte PD 66,1 424 Garda VR 66,1 425 Sappada BL 66,0 426 Bressanvido VI 66,0 82
83 Comune Prov %RD 427 Sovizzo VI 66,0 428 Montecchia di Crosara VR 65,9 429 Lusiana VI 65,9 430 Polesella RO 65,9 431 San Pietro in Gu PD 65,9 432 Albaredo d'adige VR 65,9 433 Valeggio sul Mincio VR 65,8 434 Tregnago VR 65,8 435 Solagna VI 65,8 436 Camponogara VE 65,7 437 Stienta RO 65,7 438 Schio VI 65,6 439 Selvazzano Dentro PD 65,6 440 Costa di Rovigo RO 65,6 441 Eraclea VE 65,6 442 Roveredo di Guà VR 65,6 443 Montegrotto Terme PD 65,5 444 Arquà Petrarca PD 65,5 445 Campolongo sul Brenta VI 65,5 446 San Pietro di Cadore BL 65,3 447 San Nazario VI 65,3 448 Este PD 65,3 449 Cogollo del Cengio VI 65,3 450 Maserà di Padova PD 65,3 451 Montorso Vicentino VI 65,2 452 Terrassa Padovana PD 65,1 453 Lugo di Vicenza VI 65,1 454 Porto Tolle RO 65,1 455 Fiesso d'artico VE 65,1 456 Badia Polesine RO 64,9 457 Grantorto PD 64,9 458 Montecchio Precalcino VI 64,9 459 Gavello RO 64,8 460 Campolongo Maggiore VE 64,7 461 Tombolo PD 64,6 462 Fara Vicentino VI 64,6 463 Trebaseleghe PD 64,5 464 Valstagna VI 64,5 465 Carmignano di Brenta PD 64,4 466 Caprino Veronese VR 64,4 467 Thiene VI 64,3 468 Altissimo VI 64,2 469 Loreo RO 64,2 470 Gambellara VI 64,1 471 Calvene VI 64,0 472 San Bonifacio VR 64,0 473 Cavallino-Treporti VE 64,0 474 Zugliano VI 63,8 475 Rubano PD 63,8 476 Marano di Valpolicella VR 63,8 477 Arcole VR 63,7 478 Cittadella PD 63,7 479 Arzignano VI 63,6 480 Castelgomberto VI 63,6 Comune Prov %RD 481 Trissino VI 63,6 482 Fontaniva PD 63,5 483 Recoaro Terme VI 63,4 484 Cornedo Vicentino VI 63,3 485 Isola Vicentina VI 63,3 486 Montecchio Maggiore VI 63,3 487 Albettone VI 63,1 488 Castelnuovo del Garda VR 63,1 489 Montebello Vicentino VI 63,1 490 Bardolino VR 63,0 491 Trichiana BL 63,0 492 Malcesine VR 63,0 493 Brendola VI 62,9 494 Torrebelvicino VI 62,9 495 Malo VI 62,8 496 Villanova del Ghebbo RO 62,8 497 Zermeghedo VI 62,7 498 Barbarano Vicentino VI 62,6 499 Brenzone VR 62,5 500 Rotzo VI 62,3 501 Crespino RO 62,2 502 Chiuppano VI 62,2 503 Peschiera del Garda VR 62,0 504 Castelnovo Bariano RO 61,9 505 San Vito di Leguzzano VI 61,9 506 Ronco all'adige VR 61,8 507 Velo d'astico VI 61,8 508 Affi VR 61,7 509 San Bellino RO 61,7 510 Pieve di Cadore BL 61,6 511 Noale VE 61,2 512 Camposampiero PD 61,1 513 Comelico Superiore BL 61,1 514 Vicenza VI 61,0 515 San Zeno di Montagna VR 61,0 516 Chioggia VE 60,3 517 Borca di Cadore BL 60,1 518 Bergantino RO 60,1 519 Melara RO 59,6 520 Limana BL 59,6 521 Torri del Benaco VR 59,6 522 Cibiana di Cadore BL 59,5 523 Salcedo VI 59,2 524 Arsiero VI 58,9 525 Dolo VE 58,8 526 Trecenta RO 58,5 527 Rovigo RO 58,3 528 Caltrano VI 58,2 529 Carrè VI 58,2 530 Vodo Cadore BL 58,2 531 Santo Stefano di Cadore BL 57,0 532 Abano Terme PD 56,8 533 Ficarolo RO 56,7 534 Mossano VI 56,4 83
84 Comune Prov %RD 535 Santorso VI 56,1 536 Mira VE 55,8 537 Vigonovo VE 55,7 538 Roana VI 55,5 539 San Vito di Cadore BL 55,3 540 Conco VI 55,2 541 Cortina d'ampezzo BL 55,1 542 Rosolina RO 54,8 543 Pedemonte VI 54,8 544 Valdastico VI 54,3 545 Arcugnano VI 53,9 546 San Giovanni Ilarione VR 53,6 547 Mel BL 53,5 548 Treviso TV 53,3 549 Valle di Cadore BL 53,3 550 Sospirolo BL 52,8 551 Auronzo di Cadore BL 51,1 552 Lastebasse VI 51,0 553 San Michele al Tagliamento VE 50,3 554 Crespadoro VI 49,9 555 Cerro Veronese VR 49,4 556 Enego VI 48,9 557 Lazise VR 48,8 558 Monte di Malo VI 48,8 559 Pozzoleone VI 48,2 560 Sedico BL 48,0 561 Padova PD 46,5 562 Posina VI 46,4 563 Vestenanova VR 45,1 564 Verona VR 44,8 565 Caorle VE 44,8 566 Selva di Progno VR 44,6 567 Valli del Pasubio VI 43,5 568 Iesolo VE 42,1 569 Venezia VE 41,9 570 San Mauro di Saline VR 41,7 571 Velo Veronese VR 41,7 572 Roverè Veronese VR 41,7 573 Asiago VI 36,8 574 Laghi VI 36,4 575 Tonezza del Cimone VI 32,8 576 Bosco Chiesanuova VR 32,7 577 Sant'Anna d'alfaedo VR 26,2 578 Gallio VI 19,9 579 Foza VI 18,9 580 Ferrara di Monte Baldo VR 3,4 581 Erbezzo VR 0,0 84
85 ELENCO DEI COMUNI IN BASE ALLA PRODUZIONE PRO CAPITE DI RIFIUTO URBANO Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 1 Zoppè di Cadore BL Altissimo VI Salcedo VI Monfumo TV Meduna di Livenza TV San Germano dei Berici VI Gambugliano VI San Pietro Mussolino VI Miane TV Mansuè TV Barbona PD Loria TV Codognè TV Sarmede TV Cartigliano VI Ospitale di Cadore BL Cappella Maggiore TV Sarcedo VI Roveredo di Guà VR Caltrano VI San Gregorio nelle Alpi BL Nogarole Vicentino VI Castellavazzo BL Villanova di Camposampiero PD Segusino TV Vedelago TV Santa Giustina in Colle PD Zovencedo VI Calvene VI Alano di Piave BL Revine Lago TV Fara Vicentino VI San Zenone degli Ezzelini TV Trevignano TV Seren del Grappa BL Resana TV Grancona VI San Fior TV Asigliano Veneto VI Pedemonte VI Gorgo al Monticano TV Soverzene BL Valdastico VI Sovramonte BL Torrebelvicino VI Moriago della Battaglia TV Fontanelle TV Cesiomaggiore BL Istrana TV Fregona TV 275 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 51 Lamon BL Villaga VI Monte di Malo VI Mareno di Piave TV Asolo TV Brogliano VI Orsago TV Breda di Piave TV Montecchia di Crosara VR Teglio Veneto VE Valli del Pasubio VI Roncà VR Agugliaro VI Vazzola TV Lusiana VI San Pietro di Feletto TV Ponzano Veneto TV Carceri PD Crespadoro VI Polverara PD Massanzago PD Candiana PD Cessalto TV Altivole TV Riese Pio X TV Santa Giustina BL Tarzo TV Povegliano TV Refrontolo TV Cogollo del Cengio VI Castello di Godego TV Lugo di Vicenza VI Sossano VI Zero Branco TV Zugliano VI Monteviale VI Mussolente VI Fonte TV Correzzola PD Caerano di San Marco TV Borso del Grappa TV Nervesa della Battaglia TV Vas BL Godega di Sant'Urbano TV Mason Vicentino VI Carbonera TV Velo d'astico VI Cinto Euganeo PD Campiglia dei Berici VI Cornedo Vicentino VI
86 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 101 Cimadolmo TV Maserada sul Piave TV Giavera del Montello TV Alonte VI Puos d'alpago BL San Giorgio in Bosco PD Farra d'alpago BL Ponte nelle Alpi BL Ormelle TV Chiuppano VI Crocetta del Montello TV Chiampo VI Quero BL Villa del Conte PD San Polo di Piave TV Maser TV Castegnero VI Vigodarzere PD Pianezze VI Cavaso del Tomba TV Malo VI Megliadino San Vitale PD Molvena VI Gaiarine TV Montorso Vicentino VI Paese TV Laghi VI Villaverla VI Arsiero VI Cordignano TV Grantorto PD Fonzaso BL Montegaldella VI Volpago del Montello TV Possagno TV San Giovanni Ilarione VR Badia Calavena VR Rossano Veneto VI Posina VI Nanto VI Isola Vicentina VI Borgoricco PD Gazzo PD Longare VI Follina TV Granze PD Salgareda TV Lozzo Atestino PD Vestenanova VR Salzano VE Cinto Caomaggiore VE Anguillara Veneta PD Farra di Soligo TV 323 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 154 Casale sul Sile TV Arsiè BL Brugine PD Erbè VR Castelgomberto VI Ronco all'adige VR Bolzano Vicentino VI Sernaglia della Battaglia TV Santa Lucia di Piave TV Sovizzo VI Gambellara VI Gavello RO Arzergrande PD San Biagio di Callalta TV Concamarise VR Carrè VI Palù VR Colle Umberto TV Masi PD Pozzoleone VI Bagnoli di Sopra PD Sandrigo VI Marano Vicentino VI Piovene Rocchette VI San Vito di Leguzzano VI Veronella VR Montecchio Precalcino VI Annone Veneto VE Preganziol TV Loreggia PD Trichiana BL Ospedaletto Euganeo PD Arcade TV Trebaseleghe PD Albettone VI Chiarano TV Crespano del Grappa TV Roncade TV Paderno del Grappa TV Morgano TV Pieve di Soligo TV Torreglia PD Sarego VI Marostica VI Campodoro PD Nove VI Portobuffolè TV Chies d'alpago BL Recoaro Terme VI Trissino VI Ceggia VE Valstagna VI Buttapietra VR
87 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 207 Veggiano PD Vidor TV Piazzola sul Brenta PD Quinto di Treviso TV Vittorio Veneto TV Montegalda VI Casier TV Spresiano TV San Pietro di Morubio VR Piombino Dese PD Bovolenta PD Castelcucco TV Fumane VR Guarda Veneta RO Casalserugo PD San Giorgio delle Pertiche PD Stra VE Cazzano di Tramigna VR Santorso VI Valdobbiadene TV Arquà Petrarca PD Creazzo VI Villafranca Padovana PD Maserà di Padova PD Povegliano Veronese VR Casale di Scodosia PD Castelbaldo PD Breganze VI Carmignano di Brenta PD Ponte di Piave TV Mel BL Pettorazza Grimani RO Brendola VI Cornuda TV Codevigo PD Crespino RO Zenson di Piave TV Valdagno VI Zermeghedo VI Costabissara VI Pederobba TV Orgiano VI Boschi Sant'Anna VR Mezzane di Sotto VR Pramaggiore VE Zimella VR San Pietro in Gu PD Zanè VI Curtarolo PD Campolongo sul Brenta VI Mestrino PD Negrar VR Cison di Valmarino TV 359 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 260 Pedavena BL Rivoli Veronese VR Monteforte d'alpone VR Belfiore VR Rubano PD Roverchiara VR Feltre BL San Pietro Viminario PD Ponso PD Bosaro RO Montecchio Maggiore VI Saccolongo PD Camponogara VE Vigasio VR Santo Stino di Livenza VE San Nazario VI Pontecchio Polesine RO Pontelongo PD Saonara PD Barbarano Vicentino VI Sospirolo BL Salizzole VR Agna PD Caldogno VI Villanova Marchesana RO Domegge di Cadore BL Montebello Vicentino VI Lavagno VR Sorgà VR Fontaniva PD Susegana TV Campolongo Maggiore VE Grumolo delle Abbadesse VI Romano d'ezzelino VI Galzignano Terme PD Montebelluna TV Vighizzolo d'este PD Grezzana VR Campodarsego PD Cartura PD Pojana Maggiore VI Lozzo di Cadore BL Mossano VI Arzignano VI Ceregnano RO Albaredo d'adige VR Villorba TV Tombolo PD Canda RO Bressanvido VI Arre PD Fiesso d'artico VE Forno di Zoldo BL
88 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 313 Terrassa Padovana PD Pescantina VR Rovolon PD Isola della Scala VR Cervarese Santa Croce PD Frassinelle Polesine RO Gazzo Veronese VR Bagnolo di Po RO San Pietro di Cadore BL Sant'Angelo di Piove di S. PD Lonigo VI Pressana VR Ponte San Nicolò PD Campo San Martino PD Silea TV Quinto Vicentino VI Castel d'azzano VR Loreo RO Thiene VI Concordia Sagittaria VE Valle di Cadore BL Cassola VI Monticello Conte Otto VI Arcole VR Vigo di Cadore BL Belluno BL Saletto PD Motta di Livenza TV Oppeano VR Conegliano TV San Martino di Lupari PD Torre di Mosto VE San Vendemiano TV Casaleone VR Terrazzo VR Isola Rizza VR Limana BL Baone PD Trevenzuolo VR Polesella RO Schio VI Cavarzere VE Illasi VR Sant'Ambrogio di Valp. VR Conco VI Stanghella PD Altavilla Vicentina VI Angiari VR Sant'Urbano PD Castelfranco Veneto TV Cismon del Grappa VI Tregnago VR Sedico BL 401 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 366 Vescovana PD Cadoneghe PD Pove del Grappa VI Soave VR Mozzecane VR Bonavigo VR San Martino di Venezze RO Albignasego PD Urbana PD Villa Estense PD Lentiai BL Salara RO Gruaro VE Perarolo di Cadore BL Pianiga VE Rosà VI Cologna Veneta VR Camisano Vicentino VI Arcugnano VI Musile di Piave VE Dueville VI San Mauro di Saline VR Roverè Veronese VR Velo Veronese VR Cona VE Tezze sul Brenta VI Grisignano di Zocco VI Castelguglielmo RO Pernumia PD Caldiero VR Portogruaro VE Nogarole Rocca VR Spinea VE Noventa Vicentina VI Legnaro PD Tribano PD Boara Pisani PD Battaglia Terme PD Caprino Veronese VR Comelico Superiore BL Castelnovo Bariano RO Dolcè VR Meolo VE Lastebasse VI Ariano nel Polesine RO Vigonza PD Calalzo di Cadore BL Colognola ai Colli VR Lusia RO Selvazzano Dentro PD Fossò VE Limena PD Bevilacqua VR
89 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 419 Rotzo VI Campagna Lupia VE San Pietro in Cariano VR Camposampiero PD Sant'Anna d'alfaedo VR Schiavon VI Villadose RO Vigonovo VE Galliera Veneta PD Vo PD San Martino Buon Albergo VR Teolo PD Selva di Cadore BL Voltago Agordino BL San Tomaso Agordino BL Rocca Pietore BL Vallada Agordina BL Taibon Agordino BL Gosaldo BL Rivamonte Agordino BL Cencenighe Agordino BL Livinallongo del Col di Lana BL Canale d'agordo BL Agordo BL Falcade BL Alleghe BL La Valle Agordina BL Colle Santa Lucia BL Santo Stefano di Cadore BL Ceneselli RO Erbezzo VR Taglio di Po RO Canaro RO Nogara VR Bovolone VR Sona VR Costa di Rovigo RO Fossalta di Piave VE Mogliano Veneto TV Merlara PD Cerea VR Villanova del Ghebbo RO Lorenzago di Cadore BL Minerbe VR Pieve d'alpago BL Monastier di Treviso TV Zevio VR Montagnana PD San Giovanni Lupatoto VR Fossalta di Portogruaro VE Fiesso Umbertiano RO Bussolengo VR San Bellino RO 459 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 472 Torri di Quartesolo VI Noventa Padovana PD Santa Margherita d'adige PD Solagna VI San Bonifacio VR Cavaion Veronese VR Trecenta RO Castagnaro VR San Donà di Piave VE Villafranca di Verona VR Villamarzana RO Villa Bartolomea VR San Nicolò di Comelico BL Scorzè VE Piacenza d'adige PD Piove di Sacco PD Quarto d'altino VE Cittadella PD Martellago VE Pozzonovo PD Sommacampagna VR Arquà Polesine RO Santa Maria di Sala VE Melara RO Bergantino RO Pincara RO Oderzo TV Sanguinetto VR Selva di Progno VR Marano di Valpolicella VR Calto RO Bassano del Grappa VI Foza VI Brentino Belluno VR Due Carrare PD Valeggio sul Mincio VR Noale VE Corbola RO Cerro Veronese VR Conselve PD Giacciano con Baruchella RO Adria RO Danta di Cadore BL Noventa di Piave VE Sant'Elena PD Cibiana di Cadore BL Pastrengo VR Mira VE Verona VR Papozze RO Lendinara RO Stienta RO Marcon VE
90 Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 525 Dolo VE Ficarolo RO Legnago VR Occhiobello RO Enego VI Fratta Polesine RO Badia Polesine RO Castelmassa RO Vodo Cadore BL Longarone BL Mirano VE Porto Viro RO Este PD Zoldo Alto BL Monselice PD Chioggia VE Castelnuovo del Garda VR Costermano VR Eraclea VE Megliadino San Fidenzio PD Porto Tolle RO Pieve di Cadore BL Vicenza VI Treviso TV Bosco Chiesanuova VR Montegrotto Terme PD Tambre BL Venezia VE Padova PD Solesino PD Gaiba RO Affi VR Rovigo RO Brenzone VR Auronzo di Cadore BL Borca di Cadore BL Torri del Benaco VR Roana VI Sappada BL Gallio VI Abano Terme PD San Vito di Cadore BL Rosolina RO San Zeno di Montagna VR Asiago VI Tonezza del Cimone VI Peschiera del Garda VR Ferrara di Monte Baldo VR Garda VR Lazise VR Cortina d'ampezzo BL Iesolo VE Cavallino-Treporti VE Comune Prov Procapite RU (kg/ab*anno) 578 Caorle VE Malcesine VR San Michele al Tagliamento VE Bardolino VR

References: articolo 5
 art. 6
 articolo 63
 art. 6
 art. 39
 art. 44
 art. 39
 articolo 11