Source: https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/appartamento-arredato-reato-portar-mobili/620.html
Timestamp: 2019-01-20 15:22:45+00:00

Document:
Appartamento arredato: è reato portar via i mobili - Contratti - Notizie Giuridiche - Brocardi.it
Tu sei qui: Notizie Giuridiche > Contratti > Appartamento arredato: è reato portar via i mobili
Commette il reato di appropriazione indebita l’inquilino che alla scadenza del contratto porta via con sè un oggetto di arredo.
Il Tribunale di Genova, con la sentenza n. 3938 del 20 giugno 2016, si è occupato di un interessante caso di “appropriazione indebita”, connesso alla stipula di un contratto di locazione (art. 1571 del c.c.) e di comodato gratuito (art. 1803 del c.c.).
Nel caso esaminato dal Tribunale, un soggetto era stato accusato del reato di “appropriazione indebita”, di cui all’art. 646 del c.p., in quanto “per procurarsi un ingiusto profitto, si appropriava di un armadio a quattro ante, di cui aveva il possesso, in quanto sito in via (…) Genova, immobile di proprietà di Ca.Ma. e locato al Ro. con comodato gratuito di alcuni arredi”.
In sostanza, l’imputato aveva concluso con il proprietario dell’immobile un contratto di locazione, relativo all’immobile medesimo, nonché un contratto di comodato gratuito, avente ad oggetto i mobili che lo corredavano; il proprietario contestava all’imputato di aver illegittimamente portato via dall’immobile un armadio, oggetto, appunto, di tale contratto di comodato.
In corso di causa, l’imputato sosteneva fermamente che all'interno dell'immobile non vi fosse mai stato alcun armadio di proprietà del locatore.
Il Tribunale osservava, tuttavia, che, dall’istruttoria espletata, era emerso che l’imputato aveva firmato un “verbale di comodato relativo ai mobili presenti nell’appartamento a lui locato”, nel quale “era indicato anche un armadio presente nella camera da letto poi invece rinvenuta vuota”, con la conseguenza che “quanto asserito dall’imputato circa il fatto che l’oggetto non fosse mai stato presente” non trovava riscontro.
Precisava il Tribunale, inoltre, che, in base a quanto statuito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4958 del 22.12.2011, “integra il reato di appropriazione indebita la condotta del conduttore di un appartamento che asporti dall’immobile oggetto di locazione i relativi arredi senza che, ai fini della sussistenza dell’illecito, sia necessaria la formale richiesta di restituzione da parte del locatore ma essendo sufficiente che a detti beni sia stata data dall’agente una diversa destinazione rispetto a quella originaria”.
Alla luce di tali circostanze, il Tribunale concludeva nel senso della penale responsabilità dell’imputato per il reato contestato, condannandolo alla pena di mesi due di reclusione e € 400,00 di multa.
in data 20/06/2016 ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente
SENTENZA E CONTESTUALE MOTIVAZIONE
Si escuteva l’Avv. Ca.Ma., persona offesa e parte civile, il quale riferiva che diede in locazione un appartamento via Vassallo 7 int. 16 all’imputato. Si convenne un comodato gratuito per i mobili ivi presenti. Riconosceva il contratto di locazione (doc. 1) e il comodato (alleg. 2). Di fatto, sulla base di quanto riferito dai condomini, non gli risulta che l’imputato lo avesse mai occupato. Anche se era stato visto entrare e uscire dall’appartamento. Per quello che sapeva il solo Ro. aveva le chiavi. Quando seppe da terzi che l’immobile era occupato da due dorme brasiliane presentò un prima querela. Da quel momento, 2012, iniziò la morosità che portò allo sfratto eseguito in luglio al secondo accesso. Veniva prodotto il verbale dell’ufficiale giudiziario nel quale si dava conto della presenza dei mobili nelle stanze visibili e aperte. Vi era una stanza chiusa, quella da letto, e non procedettero all’apertura forzata perché il Ro. si era offerto di sgomberarla dei suoi effetti personali. Fu necessaria però una diffida visto il ritardo che si accumulava nonostante avessero concordato la data del 24 luglio. Riconosceva la raccomandata nel documento 6 e la email del Ro. del 23 luglio dove questi prometteva che avrebbe fornito la chiave solo il 26 luglio. Lui gli ribadì che comunque avrebbero proceduto il 24 luglio. Dovette così far intervenire un fabbro per aprire la stanza che risultò completamente vuota. Doveva esserci, come indicato nel comodato, un armadio a quattro ante. Riconosceva nelle foto la stanza in oggetto. Venne formato un verbale sottoscritto dall’Avv. Ma. e dal fabbro. Non contattò il Ro. per chiedere spiegazioni: presentò direttamente la querela. Non chiese mai a mezzo lettera o voce la restituzione dell’armadio. Si incontrarono per caso dal Giudice di Pace e nell’occasione contestò la mancanza dell’armadio. Ro. contestò che il 24 luglio non era presente l’Ufficiale Giudiziario.
Per quanto riguarda in diritto, per il reato di appropriazione indebita relativo ai mobili di un appartamento, si riporta: Cass. Sez. 2, Sentenza n. 4958 del 22/12/2011
Visti gli art.533 – 535 – c.p.p.
Secondo la Cassazione, non commette appropriazione indebita il comproprietario di un immobile che stipula un contratto di locazione all'insaputa dell'altro comproprietario, trattenendo per se l'intero ammontare dei canoni percepiti. (continua a leggere)

References: sentenza 
 sentenza 

SENTENZA 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art.533