Source: http://www.andreamazziotti.eu/parlamento/legge-elettorale-i-miei-emendamenti-su-trasparenza-voto-in-luogo-diverso-da-quello-di-residenza-numero-firme-autenticatori/
Timestamp: 2020-02-28 15:20:20+00:00

Document:
Legge elettorale, i miei emendamenti su trasparenza, voto in luogo diverso da quello di residenza, numero firme, autenticatori - Andrea Mazziotti
Sei in: Home / cosa faccio / Legge elettorale, i miei emendamenti su trasparenza, voto in luogo diverso...
29 Settembre 2017 /in Interrogazioni e altre iniziative /da Andrea Mazziotti
Semplificazione delle procedure, innovazione digitale, trasparenza dei partiti e partecipazione: questi gli obiettivi degli emendamenti che ho presentato al testo di riforma del sistema elettorale.
In particolare, sul fronte della raccolta firme, i miei emendamenti mirano a favorire l’innovazione democratica consentendo le sottoscrizioni con modalità digitale, attraverso l’utilizzo della firma digitale o della firma elettronica qualificata. Ho presentato, inoltre, un’ulteriore proposta di modifica per introdurre la sperimentazione digitale anche per i referendum.
Per garantire l’effettivo esercizio del diritto di voto e favorire la più alta partecipazione alla vita democratica del Paese, invece, ho presentato un emendamento per consentire a chi si trova fuori per motivi di studio o lavoro l’esercizio del diritto di voto in luoghi diversi da quello di residenza.
Le altre mie proposte riguardano: obblighi di trasparenza per i partiti che dovranno pubblicare in forma accessibile lo statuto , il programma e il nome della persona indicata come capo della forza politica (“elezioni trasparenti“); l’allargamento della platea degli autenticatori agli avvocati abilitati al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori; il dimezzamento delle firme in caso di elezioni anticipate.
Gli emendamenti presentati – 321 nel complesso – sono un numero ragionevole e ci sono tutte le condizioni per lavorare bene a partire da martedì. Si respira un clima diverso rispetto all’inizio dell’iter del proporzionale, quando vennero presentati circa 780 emendamenti. Adesso spetta alla commissione affari costituzionali lavorare per approvare un testo da mandare in Aula.
IL TESTO INTEGRALE DEGLI EMENDAMENTI
“6. All’articolo 14, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni
a) dopo le parole: « nei collegi plurinominali » sono inserite le seguenti: «e nei collegi uninominali» e dopo le parole: «nei singoli collegi plurinominali» sono inserite le seguenti: «e nei singoli collegi uninominali».
b) dopo la parola ”organizzato” aggiungere le seguenti parole “nonché, ove iscritto nel registro di cui all’articolo 4 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, il relativo statuto ovvero, in mancanza, una dichiarazione, con la sottoscrizione del legale rappresentante autenticata dal notaio, che indica i seguenti elementi minimi di trasparenza: 1) il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato, il soggetto che ha la titolarità del contrassegno depositato e la sede legale nel territorio dello Stato; 2) gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione nonché le relative attribuzioni».
Conseguentemente, al medesimo articolo 1:
7-bis. All’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al secondo comma è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Qualora la dichiarazione che indica gli elementi minimi di trasparenza di cui all’articolo 14, primo comma, sia incompleta, il Ministero dell’interno invita il depositante ad integrarla nel termine di 48 ore dalla notifica dell’avviso.»;
2) al terzo comma è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono altresì sottoposte all’Ufficio centrale nazionale le opposizioni presentate dal depositante avverso l’invito del Ministero ad integrare la dichiarazione che individua gli elementi minimi di trasparenza di cui all’articolo 14, primo comma.»;
al comma 13, lettera a) premettere la seguente lettera: 0a) dopo il numero 1) sono inseriti i seguenti:
«1-bis) ricusa le liste presentate da partiti o gruppi politici organizzati che non abbiano depositato lo statuto o la dichiarazione di trasparenza in conformità all’articolo 14, primo comma, primo periodo;
1-ter) ricusa le liste presentate da partiti o gruppi politici organizzati che non abbiano depositato il proprio programma elettorale ai sensi dell’articolo 14-bis.»;
dopo l’articolo 3, aggiungere il seguente:
(Elezioni trasparenti).
1. In apposita sezione del sito Internet del Ministero dell’interno, denominata «Elezioni trasparenti», entro dieci giorni dalla scadenza del termine per il deposito del contrassegno di cui all’articolo 15, primo comma, del testo unico per l’elezione della Camera, per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato che ha presentato le liste sono pubblicati in maniera facilmente accessibile:
a) il contrassegno depositato, con l’indicazione del soggetto che ha conferito il mandato per il deposito ai sensi dell’articolo 15, primo comma, del testo unico per l’elezione della Camera;
b) lo statuto ovvero la dichiarazione di trasparenza, depositati ai sensi dell’articolo 14, primo comma, del testo unico per l’elezione della Camera, come modificato dalla presente legge;
c) il programma elettorale, depositato ai sensi dell’articolo 14-bis del testo unico per l’elezione della Camera, con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica, in quanto previsto dal medesimo articolo 14-bis.
2. Nella medesima sezione sono pubblicate, entro dieci giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle liste dei candidati per le elezioni della Camera dei deputati, per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato, le liste di candidati presentate per ciascun collegio.
Al comma 9, lettera a), primo periodo, sostituire le parole da “nel medesimo collegio plurinominale” fino alla fine del periodo con le seguenti “nella circoscrizione, per le circoscrizioni fino a 500.000 abitanti; da almeno 2.500 e da non più di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nella circoscrizione, per le circoscrizioni con più di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; da almeno 4.000 e da non più di 4.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nella circoscrizione, per le circoscrizioni con più di 1.000.000 di abitanti»
Conseguentemente aggiungere la lettera a-bis):
“a-bis) Al secondo periodo, sopprimere le parole “che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni”.
Al comma 9, lettera a), primo periodo, sostituire le parole da “sottoscritta” fino alla fine del periodo con le seguenti “sottoscritta da almeno 750 e non più di 1000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nella circoscrizione, per le circoscrizioni fino a 500.000 abitanti; da almeno 1.250 e da non più di 1.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nella circoscrizione, per le circoscrizioni con più di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; da almeno 2.000 e da non più di 2.250 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nella circoscrizione, per le circoscrizioni con più di 1.000.000 di abitanti»
Al comma 9, aggiungere la lettera a-bis)
“a-bis) al comma 1, terzo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole “o da un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori iscritto all’albo di un distretto rientrante nella circoscrizione. Il sindaco, su richiesta di persona munita di mandato, autenticato da notaio, da parte del presidente o del segretario del partito o del gruppo politico organizzato,delega la funzione di autenticatore a cittadini italiani designati nella richiesta che hanno i requisiti per l’elezione a consigliere comunale. I cittadini così delegati hanno competenza ad autenticare le firme raccolte nel territorio del comune in cui è stata loro concessa la delega. I cittadini delegati dal sindaco sono considerati pubblici ufficiali ad ogni effetto.”
“a-bis) al comma 1 aggiungere in fine le seguenti parole: “Le sottoscrizioni possono essere raccolte in modalità digitale, senza ulteriori oneri per lo Stato, attraverso l’utilizzo della firma digitale ovvero della firma elettronica qualificata ai sensi del codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e s.m i. e secondo le modalità tecniche stabilite dall’Agenzia per l’Italia digitale. In tali casi non è necessaria l’autenticazione delle sottoscrizioni”
“a-bis) al comma 1, aggiungere in fine le seguenti parole: “Le sottoscrizioni possono essere raccolte in modalità digitale, attraverso l’utilizzo della firma digitale ovvero della firma elettronica qualificata ovvero del sistema pubblico di identità digitale (SPID), ai sensi del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e s.m.i. Il Ministero dell’interno provvede, con i propri fondi, entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, alla realizzazione di un sistema, secondo le regole tecniche determinate dall’Agenzia per l’italia Digitale in conformità al decreto legislativo 7 marzo 2005 n.82 e s.m.i., che consenta la raccolta delle sottoscrizioni con il sistema pubblico di identità digitale (SPID) e la verifica delle sottoscrizioni, anche da parte degli uffici comunali preposti. In tali casi non è necessaria l’autenticazione delle sottoscrizioni”
Al comma 7 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) sostituire la parola “sei” con la seguente “tre”
b) dopo le parole ”consultazioni elettorali” aggiungere le parole “e per la presentazione dei quesiti nelle consultazioni referendarie”
Aggiungere il comma 8:
“8. Al fine di garantire l’effettivo esercizio del diritto di voto e la più alta partecipazione alla vita democratica del Paese, il governo, su proposta del Ministro dell’Interno, è delegato ad adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante disposizioni per consentire l’esercizio del diritto di voto in luoghi diversi da quello di residenza, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) prevedere, per i cittadini che per motivi di studio, salute o lavoro si trovino in un comune non appartenente alla propria Regione di residenza, la facoltà di esercitare su richiesta il diritto di voto in una sezione elettorale diversa da quella nella quale si è iscritti nel proprio comune di residenza con una procedura capace di assicurare la segretezza del voto e il rapporto col territorio di residenza;
b) disciplinare la procedura di cui alla lettera a) alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, per le elezioni europee e i referendum, attivabile su richiesta da parte del cittadino fino a trenta giorni prima della data della consultazione;
c) nel caso di elezioni politiche ed europee, individuare il luogo dell’esercizio del diritto di voto di questa categoria di cittadini presso la Prefettura del capoluogo di Provincia all’interno della quale si trova il cittadino per motivi di studio, salute o lavoro;
d) nel caso di elezioni politiche ed europee, definire termini temporali per l’esercizio del diritto di voto anticipati rispetto alla consultazione elettorale di modo che le schede elettorali di questa categoria di cittadini possano essere depositate presso la rispettiva sezione elettorale del comune di residenza entro un’ora dall’insediamento dei seggi;
e) nel caso di referendum, prevedere che l’esercizio del diritto di voto avvenga nelle date fissate per la consultazione referendaria direttamente presso apposite sezioni elettorali del comune in cui il cittadino che ne ha fatto richiesta lavora, studia o è in cura;
f) individuare le più opportune modalità di comunicazione e coordinamento tra le singole Prefetture e i comuni e, nel caso di referendum, tra i comuni stessi ai fini della verifica dell’iscrizione alla lista elettorale e della registrazione del voto.
Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere entro il trentesimo giorno antecedente il termine per l’esercizio della delega, perché su di esso siano espressi, entro venticinque giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle rispettive Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso il termine previsto per l’espressione dei pareri, il decreto può essere comunque adottato.”
Tags: autenticatori, emendamenti, firme, fuori sede, legge elettorale, trasparenza
Diritti umani, Governo s’impegni a diffondere conoscenza Convenzione per... Legge elettorale, dovere del Parlamento approvare sistema degno di un Paese...

References: articolo 1
in fine
in fine
 articolo 14
in fine
in fine
in fine