Source: https://www.diritto.it/regime-fiscale-degli-atti-nel-processo-agrario/
Timestamp: 2020-07-13 05:23:04+00:00

Document:
Procedure agrarie, regime fiscale ed esenzioni
processo civile, tributario
Controversie agrarie e rito del lavoro
Una panoramica nei siti ufficiali degli Uffici Giudiziari porterebbe ad una risposta negativa. La giustificazione alla esenzione risiederebbe nel fatto che, essendo le procedure in oggetto regolamentate dal rito del lavoro, troverebbe applicazione, anche in materia agraria, la generale esenzione prevista dal Legislatore.
Nei siti ufficiali di molti uffici giudiziari, al di là di quelli che si limitano ad una lapidaria “controversie agrarie esenti”, leggiamo che nei processi agrari ”tutti i ricorsi, atti, documenti, sono esenti, senza limite di valore o di competenza, dall’imposto di bollo, di registro e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura (art. 10, 1° comma, legge Il agosto 1973, n. 533).” Quanto sopra sarebbe, nella convinzione dei tanti, la “logica conseguenza” al fatto che le procedure innanzi alle sezioni agrarie seguono il rito del lavoro.
L’articolo 11 del decreto legislativo 1 settembre 2011 n. 150 nell’abrogare il richiamato articolo 47 della legge 203/1982 confermava che “1. le controversie in materia di contratti agrari o conseguenti alla conversione dei contratti associativi in affitto sono regolate dal rito del lavoro, ove non espressamente disposto dal presente articolo. 2. sono competenti le sezioni specializzate agrarie di cui alla legge 2 marzo 1963 n. 320…omissis…”
L’esenzione dalle spese e diritti nella prassi ordinaria
L’esenzione da diritti, bolli e imposte viene, quindi, giustificata richiamando il disposto di cui al primo comma dell’articolo 10 legge 533/1973 , relativo alle controversie di lavoro “ Gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi alle cause per controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, gli atti relativi ai provvedimenti di conciliazione dinanzi agli uffici del lavoro e della massima occupazione o previsti da contratti o accordi collettivi di lavoro nonché’ alle cause per controversie di previdenza e assistenza obbligatorie sono esenti, senza limite di valore o di competenza, dall’imposta di bollo, di registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.”
Ai fini del presente lavoro la sopra richiamata distinzione assume particolare valenza. Infatti un conto è l’ applicazione processuale del rito, altro è far rientrare una determinata procedura nelle controversie del lavoro. Controversie di lavoro per le quali troverebbero applicazioni non solo le norme relative al rito, ma tutta la normativa di riferimento compresa quella esentiva del 1973.
Dalla lettura delle richiamate disposizioni appare come il dettato normativo faccia, letteralmente, riferimento al rito, quindi alla procedura da seguirsi nel processo. Applicazione del rito che non estende, se non espressamente previsto, anche la normativa esentiva propria del giudizio di lavoro. Né è possibile il ricorso ad interpretazioni per analogia.
Le spese di giustizia in esame hanno, tranne le anticipazioni forfettarie dai privati all’erario nel processo civile (art. 30 d.P.R. 115/02 testo unico spese di giustizia), natura tributaria. Ha natura di “entrata tributaria erariale”, il contributo unificato “indipendentemente dal nomen iuris utilizzato dalla normativa che lo disciplina” [cfr = Corte Costituzionale Sentenza n. 73/2005, Cassazione Sezioni Unite sentenze nn. 3007/08 e 3008/08, e da ultimo sentenza n. 5994/2012].
Norme regolatrici dei procedimenti innanzi alle sezioni specializzate agrarie
Ai sensi dell’articolo 9 della Legge 2 marzo 1963 n. 320 ( Disciplina delle controversie innanzi alle sezioni specializzate agrarie) “rimangono conservati, per i giudizi innanzi alle Sezioni istituite con la presente legge, i benefici fiscali e di diversa natura previsti dalle leggi vigenti per le procedure innanzi alle soppresse Sezioni specializzate agrarie”. Analizziamo, quindi, se pur con gli oggettivi limiti dovuti alle difficoltà di reperire normativa non più in vigore, le disposizioni in materia di spese nelle procedure agrarie .
Il decreto legislativo luogotenenziale 10 agosto 1945, n. 639 (norme per l’applicazione del decreto legislativo luogotenenziale 19 ottobre 1944, n. 311, relativo alla disciplina dei contratti di mezzadria impropria, colonia parziaria e compartecipazione ) all’ art. 10 “gli atti del procedimento successivi al ricorso sono esenti da tasse di bollo. I compensi dovuti agli ufficiali giudiziari, ai periti ed ai testimoni sono quelli previsti dalle norme vigenti in materia per il procedimento ordinario civile”. Quindi esenzione successiva al ricorso ma limitatamente alle “tasse di bollo”.
Nulla riguardo ad eventuali spese o depositi per i processi civili espressamente previsti dall’articolo 90 [in vigore dal 21/4/1942] Regio Decreto 28 ottobre 1940, n. 1443 : Codice di procedura civile e dall’articolo 38 [in vigore dall’08/01/1942] Regio Decreto 18 dicembre 1941, n. 1368 : Disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie.
La Legge 18 agosto 1948, n. 1140 (Contratto di affitto dei fondi rustici e di vendita delle erbe per il pascolo) che all’articolo 1 dispone che “per le controversie di cui alla presente legge si applicano le disposizioni procedurali previste dal decreto legislativo luogotenenziale 10 agosto 1945, n. 639, in quanto non sia diversamente stabilito nella presente legge.”
La Legge 25 aprile 1957, n. 283 articolo 3 istituisce la tassa per la iscrizione a ruolo delle cause civili . Tassa di iscrizione a ruolo oggi sostituita dal contributo unificato, articolo 9 e ss D.P.R. 115/02 testo unico spese di giustizia.
Importante, ai fini del presente lavoro, è la disposizione del 3° comma del sopra richiamato articolo ai sensi del quale “ dal pagamento delle tasse di cui ai precedenti commi sono esentate le controversie in materia di lavoro, di assicurazioni sociali obbligatorie, di assistenza malattia ai lavoratori, di infortuni sul lavoro e malattie professionali, nonche’ quelle in materia agraria, che si svolgono avanti alle sezioni specializzate del tribunale e della Corte di appello, e quelle sull’equo fitto”.
Singole spese e relativo regime tributario
Dalla sopra richiamata normativa appare confermata l’esenzione dal pagamento del contributo unificato. Esenzione dal pagamento dell’istituto in argomento in tutte e tre le forme previste dall’articolo 14 d.P.R. 115/02 testo unico spese di giustizia e nello specifico:
contributo unificato integrativo ( articolo 14 punto 3, prima parte, d.P.R. 115/02 ) dovuto dalla parte che introduce il giudizio e spiega domanda riconvenzionale o chiamata in causa di terzo modificando il petitum [ cfr =Circolare Ministero della Giustizia 10 ottobre 2014 n 0136174/U, confermata Ministero della Giustizia 10/11/1015.0169084.U];
contributo unificato autonomo ( articolo 14 punto 3, seconda parte, d.P.R. 115/02 ) dovuto dalle altre parti ( convenuti o resistenti) che spiegano domanda riconvenzionale o chiamata di terzo in causa e dalla parte che interviene volontariamente nel processo, il pagamento del contributo unificato autonomo è indipendente dalla modifica del petitum.
In materia di contributo unificato, a conferma dell’esenzione di pagamento dello stesso, da ultimo Cassazione, Sez. III, 31 marzo 2016, n. 6227. Per la Suprema Corte di Cassazione, che si è pronunciata in merito all’applicabilità dell’articolo 13 1-quater d.P.R. 115/02 in caso di appello dichiarato inammissibile o improcedibile, per le cause di competenza delle Sezioni Specializzate Agrarie non è dovuto il contributo unificato.
Anticipazioni forfettarie dai privati all’erario nel processo civile
In materia di esenzioni dal pagamento delle anticipazioni forfettarie vale il principio stabilito nella circolare Ministero della Giustizia – Direzione Generale – Ufficio I- prot. n. 1/6561/U/44 giugno 2005: “…..l’importo forfettario di 8 euro (ndr= ora € 27) non è dovuto per tutti quei procedimenti, disciplinati da norme speciali, non abrogate dal T.U. per i quali è prevista in maniera chiara ed inequivoca l’esenzione da ogni imposta, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.”.
Riguardo, infine, all’imposta di registro in materia di esenzione dalla registrazione degli atti giudiziari, opera l’articolo 10 tabella al d.P.R. 26 aprile 1986 n 131 ai sensi del quale non vi è l’obbligo di chiedere la registrazione per:” sentenze, decreti ingiuntivi ed altri atti dei conciliatori; atti documenti e provvedimenti previsti dalla legge 11 agosto 1973 n. 533; atti documenti e provvedimenti di cui all’articolo 57 della legge 27 luglio 1978 n 392” mentre in materia agricola ne dispone l’esenzione per i “ contratti di mezzadria,di colonia e di soccida; convenzioni per pascolo e per alimenti di animali” nulla stabilendo per i provvedimenti definitori dei giudizi innanzi alle sezioni specializzate agrarie.
Appare comunque auspicabile, stante la prassi attuata nei vari uffici giudiziari e i dubbi in materia un intervento del legislatore e, nel frattempo, di un chiaro indirizzo ministeriale atto non solo ad uniformare le procedure tra gli uffici ma, e soprattutto, a scongiurare, eventuali, danni erariali.
di Concas Alessandra 9 ottobre 2018
di Villani Maurizio 30 giugno 2020

References: articolo 47
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 10
 articolo 3
 articolo 9
 articolo 14
 articolo 14