Source: https://www.laleggepertutti.it/161930_condominio-come-si-dividono-le-spese-per-risarcimenti-a-terzi
Timestamp: 2018-12-11 03:39:03+00:00

Document:
27 maggio 2017 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 27 maggio 2017
Criteri di ripartizione dei danni dovuti a terzi all’interno del condomino. Obbligo di risarcimento diverso da obbligo di partecipazione alle spese.
Nel codice civile vi sono tutta una serie di norme che mirano a disciplinare il riparto delle spese occorrenti per la manutenzione e riparazione dei beni in comune. Dall’articolo 1123 all’articolo 1126 c.c. sono previsti una serie di criteri di riparto delle spese, ma nel caso in esame, detta normativa è esclusa, qualora il danno è addebitabile al singolo condomino o per fatto di terzo. La responsabilità, che è alla fonte del danno, fa sì che nasca non un obbligo di partecipazione alla spesa, bensì un obbligo al risarcimento, senza tenere in alcun conto il criterio dell’utilità (uso potenziale) o del rapporto dominicale con il bene su cui fondano invero gli anzidetti criteri. Per cui possiamo affermare che ogni qualvolta il danno e le spese necessarie alla riparazione delle parti comuni o alle singole proprietà esclusive abbiano la loro fonte non nella comproprietà del bene, ma in una particolare condotta, commissiva od omissiva di uno o più condòmini, andrebbe unicamente affermata la responsabilità aquiliana di questi ultimi [1]. Così come il concorso di colpa del danneggiato andrebbe regolato alla luce del disposto di cui all’articolo 2056 c.c. Per cui il condomino (ora da considerare terzo) può chiedere il risarcimento integrale del danno a ciascuno dei coautori che ne rispondono solidalmente [2].
Il risarcimento del danno da infiltrazione dal lastrico solare
La Suprema Corte [3] ha stabilito che per le infiltrazioni d’acqua provenienti dal lastrico solare ne rispondono tutti gli obbligati inadempienti al vincolo di conservazione.
Insomma, se questa è la costruzione giusta bisogna intendere che l’obbligo al risarcimento del danno è collegato al mero diritto reale di proprietà? Sul punto si è assistito ad un vero e proprio contrasto di giurisprudenza culminato con la sentenza 3672/1997 della Cassazione a Sezioni Unite, che ha ricondotto la responsabilità per il risarcimento dei danni provocati dalle infiltrazioni all’inadempimento di un generale obbligo a custodire e manutenere. Per la qual cosa, ove si verificasse un illecito aquiliano (danno ad un terzo), avremmo in aggiunta un altro tipo di azione risarcitoria. La prima fondata su di un’obbligazione propter rem che può essere fatta valere nel termine ordinario decennale, ed a carico di chi è proprietario attuale della cosa. La seconda che fonda proprio sull’inadempimento della prima, consistente in un rapporto di responsabilità (mancata e corretta custodia) che dà luogo al risarcimento del danno. Nel caso di risarcimento per atto illecito, dei danni arrecati ne risponde l’intero condominio però secondo i criteri di riparto legali fissati dalla legge (concetto di proprietà parziaria) salvo che nel corso del giudizio non sia stata accertata una particolare responsabilità di qualcuno di essi. È come se coloro che non manutenessero il bene comune vengano meno ad un vero e proprio obbligo per il quale sono tenuti al risarcimento.
Sul punto si è pronunciata la Cass. a SS.UU. con sentenza n. 9449 del 10- 5-2016 confermando sostanzialmente il riparto di 1/3 e 2/3 in caso di danno dovuti a vetustà della guaina.
[1] Cass. 6849/2001.
[2] Cass. 4797/2001.
[3] Cass. 3672/1997.

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.