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Timestamp: 2017-07-27 14:03:21+00:00

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API Alessandria - Articoli: 28/11/10 - 05/12/10
La campagna di adesione ad Alleanza per l’Italia è improntata a criteri di trasparenza. L’adesione al movimento prevede l’adesione al Manifesto per il cambiamento e il buongoverno, ai principi e al codice etico e alla dichiarazione sulla laicità di Alleanza per l’Italia. Articolo 2
Possono aderire ad Alleanza per l’Italia tutti i cittadini italiani e stranieri che risiedono in Italia e che possiedono un’età maggiore di 16
L’adesione ad Alleanza per l’Italia è individuale. Al momento della richiesta di adesione si autorizza Alleanza per l’Italia al trattamento
dei dati personali secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 in materia di protezione dei dati personali. Articolo 4
La quota di adesione è stabilita dal coordinamento regionale con una contribuzione minima di € 10,00 destinata a livello nazionale. Articolo 6
Ogni persona può aderire presso il coordinamento regionale, provinciale o comunale competente per territorio. Articolo 7
Il direttivo nazionale può riconoscere autonomia nella campagna di adesione ad associazioni autonome o a laboratori tematici che ne facciano richiesta. In caso di riconoscimento l’associazione costituisce
un ufficio adesione che ha dipendenza diretta dall’Ufficio Adesioni Nazionale di Alleanza per l’Italia.
Non è consentito il rilascio della tessera a persone che siano iscritte
ad altri partiti o aderiscano a gruppi di altre formazioni politiche all’interno di organi istituzionali elettivi. Articolo 10
Tutte le domande di adesione devono essere esaminate dall’Ufficio Adesioni Provinciale che entro 15 giorni dal ricevimento deve comunicare
all’aspirante aderente l’eventuale ricusazione. In caso di ricusazione l’aspirante aderente può proporre ricorso all’Ufficio Adesioni Regionale
competente entro 10 giorni dall’avvenuta comunicazione di rigetto della
sua richiesta di adesione. L’ufficio Adesioni Regionale si deve esprimere entro 10 giorni dal ricevimento del ricorso.
Per ogni richiesta di adesione vanno versate dall’Ufficio Adesioni Regionale al tesoriere nazionale €10,00. Le somme maggiori incassate sono suddivise tra i diversi livelli con delibera del coordinamento regionale. Articolo 13
L’ufficio adesioni di ogni livello garantisce l’applicazione del presente regolamento. Articolo 15
L’ufficio organizzativo nazionale si riserva la facoltà di emanare circolari esplicative del presente regolamento. Allegati:
Regolamento adesione Pubblicato da
Occorre poi considerare che gli Enti Locali, spendono complessivamente circa 1,3 miliardi l’anno in consulenze che spesso altro non sono che strumenti per dare denaro a parenti ed amici dei politici. Pur non negando che il ricorso ad una consulenza da parte di figure con particolare competenza tematica sia spesso indispensabile, mi rifiuto di credere che nell’ambito dei dipendenti del complesso delle Amministrazioni locali italiane non esista qualcuno che abbia la specifica competenza ricercata. Magari questo qualcuno è dipendente di altre amministrazioni ma nulle vieta di ricorrervi contribuendo semplicemente a pagare il suo stipendio mensile. Ciò considerando, è facile prevedere che l’utilizzo di competenze interne alla PA permetterebbe di risparmiare almeno 1 miliardo di Euro l’anno senza incidere sulla qualità dei servizi.
Si tratta di 3 miliardi di Euro, 6000 miliardi delle vecchie lire, ottenuti senza tagliare un solo posto di lavoro dipendente e senza limitare il funzionamento delle Istituzioni. Sempre ricollegandomi ad AnnoZero di ieri mi chiedo: quanti rotoli di carta igienica per le scuole si potrebbero comperare con 3 miliardi di Euro ???
Ovviamente, accanto a questi temi, trovano spazio e materia di dibattito quelli più comunemente risaputi: l’abolizione (di fatto e non solo sulla carta) degli Enti inutili e il controllo (vero) sistematico dei finanziamenti Statali ed europei al sistema privato e pubblico e quant’altro sovvenga al lettore. Siamo tutti consapevoli che il sistema clientelare della partitocrazia italiana ha portato alla creazione di numerosi posti di lavoro pubblici assolutamente inutili, parassitari e motivati da ragioni squisitamente elettorali. Resta il fatto che oggi non si può pensare di eliminare questi posti di lavoro con un colpo di spugna senza creare un rilevante problema sociale. Dobbiamo pertanto reindirizzare questi lavoratori in settori in fase di sviluppo nei quali possano essere produttivi per lo Stato del futuro. Nel contempo dobbiamo risolvere la cronica crisi economica dello Stato recuperando denaro dagli sprechi e tagliando l’unico ramo che si può sicuramente potare senza rovinare la pianta: l’eccessivo costo della politica anche se comprendo che si tratta di una scelta dolorosa.

References: Articolo 2
 Articolo 4
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 10
 Articolo 13
 Articolo 15