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Timestamp: 2020-07-05 09:30:38+00:00

Document:
Lawbrary | LDP - Legge federale sui diritti politici
Diritto di voto e espressione del voto(1 - 9)
Votazioni(10 - 15)
Disposizioni generali(16 - 20)
Candidatura(21 - 33)
Operazioni elettorali e spoglio(34 - 46)
Sistema maggioritario(47 - 51)
Pubblicazione dei risultati e verificazione dei poteri(52 - 53)
Modificazioni durante il periodo di nomina(54 - 57)
Referendum obbligatorio(58 - 58)
Disposizioni generali (59 - 59)
Referendum popolare (60 - 66)
Referendum dei Cantoni (67 - 67)
Iniziativa popolare(68 - 76)
Registro dei partiti(76 - 76)
Rimedi di diritto(77 - 81)
Disposizioni comuni(83 - 87)
Modificazioni e abrogazioni(88 - 89)
Diritto transitorio, esecuzione e entrata in vigore(90 - 92)
del 17 dicembre 1976 (Stato 1° novembre 2015)
visto l'articolo 39 capoverso 1 della Costituzione federale2;3 visto il messaggio del Consiglio federale del 9 aprile 19754,
Titolo primo: Diritto di voto e espressione del voto
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 2 Esclusione dal diritto di voto
Per per­so­ne in­ter­det­te esclu­se dal di­rit­to di vo­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 136 ca­po­ver­so 1 del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le s'in­ten­do­no le per­so­ne che a cau­sa di du­re­vo­le in­ca­pa­ci­tà di di­scer­ni­men­to so­no sot­to­po­ste a cu­ra­te­la ge­ne­ra­le o so­no rap­pre­sen­ta­te da una per­so­na che han­no de­si­gna­to con man­da­to pre­cau­zio­na­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
Art. 3 Domicilio politico
1Il vo­to è eser­ci­ta­to nel do­mi­ci­lio po­li­ti­co, os­sia nel Co­mu­ne in cui abi­ta ed è no­ti­fi­ca­to l'aven­te di­rit­to. I no­ma­di vo­ta­no nel co­mu­ne di at­ti­nen­za.1
2Chiun­que de­po­si­ta, in­ve­ce dell'at­to d'ori­gi­ne, un al­tro do­cu­men­to di le­git­ti­ma­zio­ne (cer­ti­fi­ca­to di cit­ta­di­nan­za, cer­ti­fi­ca­to prov­vi­so­rio ecc.) ac­qui­sta il do­mi­ci­lio po­li­ti­co sol­tan­to se pro­va di non es­se­re iscrit­to nel ca­ta­lo­go elet­to­ra­le del luo­go in cui è de­po­si­ta­to l'at­to d'ori­gi­ne.
1 Per. 2 in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 4 Catalogo elettorale
1Gli aven­ti di­rit­to di vo­to so­no iscrit­ti nel ca­ta­lo­go elet­to­ra­le del lo­ro do­mi­ci­lio po­li­ti­co. Iscri­zio­ni e ra­dia­zio­ni so­no fat­te d'uf­fi­cio.
2In­nan­zi un'ele­zio­ne o vo­ta­zio­ne, le iscri­zio­ni so­no fat­te fi­no al quin­to gior­no pre­ce­den­te quel­lo dell'ele­zio­ne o vo­ta­zio­ne, se ri­sul­ta che il gior­no del­la vo­ta­zio­ne so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni di par­te­ci­pa­zio­ne.
3Il ca­ta­lo­go elet­to­ra­le può es­se­re con­sul­ta­to da ogni aven­te di­rit­to di vo­to.
Art. 5 Principi per l'espressione del voto
1Il vo­to è espres­so me­dian­te sche­de uf­fi­cia­li. So­no lo­ro pa­ri­fi­ca­te le sche­de di ri­le­va­men­to can­to­na­li per l'ela­bo­ra­zio­ne elet­tro­ni­ca dei da­ti.1
2Le sche­de non pre­stam­pa­te de­vo­no es­se­re riem­pi­te a ma­no. Le sche­de elet­to­ra­li pre­stam­pa­te pos­so­no es­se­re mo­di­fi­ca­te sol­tan­to a ma­no.
3Il vo­tan­te espri­me per­so­nal­men­te il suo vo­to de­po­nen­do la sche­da nell'ur­na o vo­tan­do per cor­ri­spon­den­za.2 La spe­ri­men­ta­zio­ne del vo­to elet­tro­ni­co è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 8a.3
4 e 5…4
6La sche­da può es­se­re de­po­sta nell'ur­na da ter­zi se ta­le pro­ce­du­ra è am­mes­sa dal di­rit­to can­to­na­le per le vo­ta­zio­ni ed ele­zio­ni can­to­na­li. L'aven­te di­rit­to di vo­to in­ca­pa­ce di scri­ve­re può far riem­pi­re la sche­da se­con­do le sue istru­zio­ni da un aven­te di­rit­to di vo­to di sua scel­ta.5
7Il se­gre­to del vo­to dev'es­se­re tu­te­la­to.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 dic. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
3 Per. 2 in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
4 Abro­ga­ti dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, con ef­fet­to dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 309).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
Art. 6 Voto degli invalidi
I Can­to­ni prov­ve­do­no af­fin­ché pos­sa­no vo­ta­re an­che co­lo­ro che, per in­va­li­di­tà o al­tri mo­ti­vi, so­no du­re­vol­men­te in­ca­pa­ci di svol­ge­re da sé le ne­ces­sa­rie ope­ra­zio­ni di vo­to.
Art. 7 Voto anticipato
1I Can­to­ni prov­ve­do­no af­fin­ché il vo­to an­ti­ci­pa­to sia pos­si­bi­le in due al­me­no dei quat­tro gior­ni pre­ce­den­ti quel­lo del­la vo­ta­zio­ne.
2Per il vo­to an­ti­ci­pa­to, il di­rit­to can­to­na­le pre­ve­de che ci si po­trà re­ca­re a sin­go­le o a tut­te le ur­ne per un tem­po de­ter­mi­na­to ov­ve­ro con­se­gna­re la sche­da, in bu­sta chiu­sa, a un pub­bli­co uf­fi­cio.
3Se i Can­to­ni pre­ve­do­no un vo­to an­ti­ci­pa­to più este­so, que­sto va­le pa­ri­men­te per le vo­ta­zio­ni e ele­zio­ni fe­de­ra­li.
4I Can­to­ni ema­na­no le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie per lo spo­glio di tut­ti i vo­ti, la tu­te­la del se­gre­to del vo­to e l'im­pe­di­men­to di abu­si.1
1 RU 1978 1552
Art. 8 Voto per corrispondenza
1I Can­to­ni prov­ve­do­no per una pro­ce­du­ra sem­pli­ce del vo­to per cor­ri­spon­den­za. Es­si ema­na­no in par­ti­co­la­re di­spo­si­zio­ni per as­si­cu­ra­re il con­trol­lo del­la le­git­ti­ma­zio­ne al vo­to, il se­gre­to del vo­to e lo spo­glio di tut­ti i vo­ti e per im­pe­di­re gli abu­si.
2Il vo­to per cor­ri­spon­den­za può av­ve­ni­re dal mo­men­to in cui il ma­te­ria­le ne­ces­sa­rio per vo­ta­re va­li­da­men­te, se­con­do la nor­ma­ti­va can­to­na­le, è di­spo­ni­bi­le.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 dic. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 8a Voto elettronico
1D'in­te­sa con i Can­to­ni e i Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, il Con­si­glio fe­de­ra­le può au­to­riz­za­re la spe­ri­men­ta­zio­ne del vo­to elet­tro­ni­co li­mi­tan­do­la sot­to il pro­fi­lo ter­ri­to­ria­le, tem­po­ra­le e ma­te­ria­le.
1bisSe un Can­to­ne svol­ge da tem­po sen­za pan­ne e con suc­ces­so spe­ri­men­ta­zio­ni di vo­to elet­tro­ni­co, il Con­si­glio fe­de­ra­le può, a sua do­man­da, au­to­riz­zar­lo a pro­se­gui­re le spe­ri­men­ta­zio­ni per un pe­rio­do di tem­po de­ter­mi­na­to. Può sot­to­por­re l'au­to­riz­za­zio­ne a one­ri o con­di­zio­ni op­pu­re, in ogni mo­men­to e pon­de­ra­te tut­te le cir­co­stan­ze, li­mi­ta­re il vo­to elet­tro­ni­co a a luo­ghi, da­te o og­get­ti de­ter­mi­na­ti.2
2Il con­trol­lo del­la le­git­ti­ma­zio­ne al vo­to, il se­gre­to del vo­to e lo spo­glio di tut­ti i vo­ti de­vo­no es­se­re ga­ran­ti­ti e gli abu­si esclu­si.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002 , in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
2 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
3 Abro­ga­to dal n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
1 Abro­ga­to dal n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575).
Titolo secondo: Votazioni
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le nor­me se­con­do cui so­no fis­sa­ti i gior­ni del­le vo­ta­zio­ni. A tal fi­ne tie­ne con­to del­le esi­gen­ze de­gli aven­ti di­rit­to di vo­to, del Par­la­men­to, dei Can­to­ni, dei par­ti­ti e del­le or­ga­niz­za­zio­ni in­ca­ri­ca­te del re­ca­pi­to del ma­te­ria­le di vo­to ed evi­ta le so­vrap­po­si­zio­ni di da­te che po­treb­be­ro ri­sul­ta­re dal­le dif­fe­ren­ze tra l'an­no ci­vi­le e l'an­no ec­cle­sia­sti­co.1
1bisAl­me­no quat­tro me­si pri­ma del gior­no del­la vo­ta­zio­ne, il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce qua­li te­sti por­re in vo­ta­zio­ne. Le leg­gi fe­de­ra­li di­chia­ra­te ur­gen­ti pos­so­no es­se­re po­ste in vo­ta­zio­ne en­tro un ter­mi­ne più bre­ve.2
2Ogni Can­to­ne or­ga­niz­za la vo­ta­zio­ne sul suo ter­ri­to­rio ed ema­na le ne­ces­sa­rie di­spo­si­zio­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 10a Informazione degli aventi diritto di voto
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma co­stan­te­men­te gli aven­ti di­rit­to di vo­to sui te­sti sot­to­po­sti a vo­ta­zio­ne fe­de­ra­le.
2In tal am­bi­to ri­spet­ta i prin­ci­pi del­la com­ple­tez­za, dell'og­get­ti­vi­tà, del­la tra­spa­ren­za e del­la pro­por­zio­na­li­tà.
3Espo­ne le po­si­zio­ni prin­ci­pa­li so­ste­nu­te du­ran­te il pro­ces­so de­ci­sio­na­le par­la­men­ta­re.
4Non so­stie­ne una rac­co­man­da­zio­ne di vo­to che di­ver­ga dal­la po­si­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 15 gen. 2009 (RU 2009 1; FF 2006 8491 8509).
1La Con­fe­de­ra­zio­ne met­te a di­spo­si­zio­ne dei Can­to­ni i te­sti in vo­ta­zio­ne e le sche­de.
2Ai te­sti è al­le­ga­ta una bre­ve e og­get­ti­va spie­ga­zio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le, che ten­ga an­che con­to del­le opi­nio­ni di im­por­tan­ti mi­no­ran­ze. Es­sa de­ve ri­pro­dur­re let­te­ral­men­te le do­man­de fi­gu­ran­ti sul­la sche­da. Nel ca­so di ini­zia­ti­ve po­po­la­ri e re­fe­ren­dum, i co­mi­ta­ti pro­mo­to­ri tra­smet­to­no le pro­prie ar­go­men­ta­zio­ni al Con­si­glio fe­de­ra­le; que­sti le ri­pren­de nel­la spie­ga­zio­ne. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può ri­fiu­ta­re o mo­di­fi­ca­re di­chia­ra­zio­ni le­si­ve dell'ono­re, ma­ni­fe­sta­men­te con­tra­rie al­la ve­ri­tà op­pu­re trop­po lun­ghe. Nel­la spie­ga­zio­ne so­no am­mes­si ri­man­di a fon­ti elet­tro­ni­che sol­tan­to se gli au­to­ri de­gli stes­si di­chia­ra­no per scrit­to che ta­li fon­ti non han­no con­te­nu­to il­le­ci­to e non con­ten­go­no col­le­ga­men­ti a pub­bli­ca­zio­ni elet­tro­ni­che di con­te­nu­to il­le­ci­to.2
3Gli aven­ti di­rit­to di vo­to ri­ce­vo­no il ma­te­ria­le ne­ces­sa­rio per vo­ta­re va­li­da­men­te, se­con­do la nor­ma­ti­va can­to­na­le (sche­da, le­git­ti­ma­zio­ne, bu­sta, con­tras­se­gno di con­trol­lo e si­mi­li), al mi­ni­mo tre e al mas­si­mo 4 set­ti­ma­ne pri­ma del gior­no del­la vo­ta­zio­ne. La do­cu­men­ta­zio­ne e le spie­ga­zio­ni pos­so­no es­se­re di­stri­bui­te an­che pri­ma. I te­sti in vo­ta­zio­ne e le spie­ga­zio­ni pos­so­no es­se­re di­stri­bui­ti an­che pri­ma. La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le li pub­bli­ca in for­ma elet­tro­ni­ca al­me­no sei set­ti­ma­ne pri­ma del gior­no del­la vo­ta­zio­ne.34
4I Can­to­ni pos­so­no, per leg­ge, au­to­riz­za­re i Co­mu­ni ad in­via­re un uni­co esem­pla­re (te­sti e spie­ga­zio­ne) per eco­no­mia do­me­sti­ca, a me­no che un mem­bro di que­st'ul­ti­ma aven­te di­rit­to di vo­to esi­ga l'in­vio per­so­na­le.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
3 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 12 Schede nulle
1So­no nul­le le sche­de che:
non so­no uf­fi­cia­li;
so­no riem­pi­te non a ma­no;
non fan­no ri­sul­ta­re chia­ra­men­te la vo­lon­tà del vo­tan­te;
con­ten­go­no espres­sio­ni in­giu­rio­se o con­tras­se­gni ma­ni­fe­sti,
2So­no ri­ser­va­ti i mo­ti­vi di in­va­li­di­tà e nul­li­tà giu­sta la pro­ce­du­ra can­to­na­le (bu­sta, tim­bro di con­trol­lo2 ecc.).
3Il Can­to­ne che svol­ge pro­ve3 del vo­to elet­tro­ni­co di­sci­pli­na nel­la sua le­gi­sla­zio­ne le con­di­zio­ni di va­li­di­tà e i mo­ti­vi di in­va­li­di­tà del vo­to.4
1 Abro­ga­ta dal n. II del­la LF del 22 mar. 1991, con ef­fet­to dal 1° lug. 1992 (RU 1991 2388; FF 1990 III 393).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575).
3 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 13 Determinazione del risultato
1Le sche­de in bian­co o nul­le non con­ta­no per la de­ter­mi­na­zio­ne del ri­sul­ta­to.
2Il te­sto in vo­ta­zio­ne è con­si­de­ra­to re­spin­to per i Can­to­ni in cui il nu­me­ro dei sì equi­va­le a quel­lo dei no.1
3In ca­so di ri­sul­ta­to mol­to ri­si­ca­to si pro­ce­de a un ri­con­teg­gio dei vo­ti sol­tan­to se so­no sta­te re­se ve­ro­si­mi­li ir­re­go­la­ri­tà che, per ge­ne­re ed en­ti­tà, so­no sta­te in gra­do di in­flui­re es­sen­zial­men­te sull'esi­to a li­vel­lo fe­de­ra­le.2
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
1Per ogni vo­ta­zio­ne, l'uf­fi­cio elet­to­ra­le de­ve te­ne­re un pro­ces­so ver­ba­le che in­di­chi il nu­me­ro com­ples­si­vo de­gli aven­ti di­rit­to di vo­to, il nu­me­ro de­gli Sviz­ze­ri all'este­ro aven­ti di­rit­to di vo­to, il nu­me­ro dei vo­tan­ti, il nu­me­ro del­le sche­de bian­che, nul­le e va­li­de, non­ché quel­lo dei sì e dei no.1
2Il pro­ces­so ver­ba­le è tra­smes­so al go­ver­no can­to­na­le. Que­st'ul­ti­mo com­pi­la i ri­sul­ta­ti prov­vi­so­ri di tut­to il Can­to­ne, li co­mu­ni­ca al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le e li pub­bli­ca, en­tro tre­di­ci gior­ni da quel­lo del­la vo­ta­zio­ne, nel Fo­glio uf­fi­cia­le can­to­na­le. Se ne­ces­sa­rio, pub­bli­ca un nu­me­ro spe­cia­le del Fo­glio uf­fi­cia­le.2
3I Can­to­ni tra­smet­to­no i pro­ces­si ver­ba­li, a ri­chie­sta an­che le sche­de, al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le en­tro die­ci gior­ni dal­la sca­den­za del ter­mi­ne di ri­cor­so (art. 79 cpv. 3). Ac­cer­ta­to l'esi­to del­la vo­ta­zio­ne, le sche­de so­no di­strut­te.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 15 Accertamento e pubblicazione del risultato
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le ac­cer­ta de­fi­ni­ti­va­men­te il ri­sul­ta­to del­la vo­ta­zio­ne (omo­lo­ga­zio­ne) non ap­pe­na è as­so­da­to che nes­sun ri­cor­so sul­la me­de­si­ma è sta­to de­po­si­ta­to o è an­co­ra pen­den­te di­nan­zi al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le.1
2Il de­cre­to d'ac­cer­ta­men­to è pub­bli­ca­to nel Fo­glio fe­de­ra­le.
3Le mo­di­fi­ca­zio­ni del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le en­tra­no in vi­go­re ac­cet­ta­te che sia­no dal po­po­lo e dai Can­to­ni, sem­pre­ché il te­sto non di­spon­ga al­tri­men­ti.
4Se una mo­di­fi­ca giu­ri­di­ca non può es­se­re ri­tar­da­ta e il ri­sul­ta­to del­la vo­ta­zio­ne è in­dub­bio, il Con­si­glio fe­de­ra­le o l'As­sem­blea fe­de­ra­le può prov­vi­so­ria­men­te por­re in vi­go­re leg­gi o de­cre­ti fe­de­ra­li con­cer­nen­ti l'ap­pro­va­zio­ne di trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li, co­me pu­re man­te­ne­re in vi­go­re o abro­ga­re leg­gi di­chia­ra­te ur­gen­ti, pri­ma che sia ul­ti­ma­to l'ac­cer­ta­men­to.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
Titolo terzo: Elezione del Consiglio nazionale
Art. 16 Ripartizione dei seggi tra i Cantoni
1Per la ri­par­ti­zio­ne tra i Can­to­ni dei seg­gi del Con­si­glio na­zio­na­le so­no de­ter­mi­nan­ti i da­ti sul­la po­po­la­zio­ne re­si­den­te del­le ri­le­va­zio­ni ba­sa­te sui re­gi­stri ef­fet­tua­te nel pri­mo an­no ci­vi­le suc­ces­si­vo al­le ul­ti­me ele­zio­ni per il rin­no­vo in­te­gra­le del Con­si­glio na­zio­na­le nel qua­dro del cen­si­men­to del­la po­po­la­zio­ne ai sen­si del­la leg­ge del 22 giu­gno 20072 sul cen­si­men­to.
2In ba­se all'at­te­sta­zio­ne vin­co­lan­te dei da­ti sul­la po­po­la­zio­ne re­si­den­te ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 13 del­la leg­ge del 22 giu­gno 2007 sul cen­si­men­to, il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce in ma­nie­ra vin­co­lan­te il nu­me­ro dei seg­gi spet­tan­te a cia­scun Can­to­ne al­le suc­ces­si­ve ele­zio­ni per il rin­no­vo in­te­gra­le del Con­si­glio na­zio­na­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 17 n. 1 del­la LF del 22 giu. 2007 sul cen­si­men­to, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6743; FF 2007 55).
Art. 17 Metodo di ripartizione
I 200 seg­gi del Con­si­glio na­zio­na­le so­no ri­par­ti­ti tra i Can­to­ni nel mo­do se­guen­te:2
Ri­par­ti­zio­ne pre­li­mi­na­re:
il to­ta­le del­la po­po­la­zio­ne re­si­den­te del­la Sviz­ze­ra è di­vi­so per 200. Il quo­zien­te ar­ro­ton­da­to all'in­te­ro im­me­dia­ta­men­te su­pe­rio­re è quel­lo de­ter­mi­nan­te per la ri­par­ti­zio­ne pre­li­mi­na­re. Ogni Can­to­ne la cui po­po­la­zio­ne sia in­fe­rio­re a que­sto quo­zien­te ot­tie­ne un seg­gio ed è esclu­so dal­la ri­par­ti­zio­ne suc­ces­si­va.
Il to­ta­le del­la po­po­la­zio­ne re­si­den­te dei ri­ma­nen­ti Can­to­ni è di­vi­so per il nu­me­ro dei seg­gi re­stan­ti. Il quo­zien­te ar­ro­ton­da­to all'in­te­ro im­me­dia­ta­men­te su­pe­rio­re è quel­lo de­ter­mi­nan­te per la se­con­da ri­par­ti­zio­ne. Ogni Can­to­ne la cui po­po­la­zio­ne sia in­fe­rio­re a que­sto quo­zien­te ot­tie­ne un seg­gio ed è esclu­so dal­la ri­par­ti­zio­ne suc­ces­si­va.
L'ope­ra­zio­ne vie­ne ri­pe­tu­ta fin quan­do nes­su­no dei ri­ma­nen­ti Can­to­ni rien­tra al di sot­to dell'ul­ti­mo quo­zien­te di ri­par­ti­zio­ne.
Ri­par­ti­zio­ne prin­ci­pa­le: Ogni ri­ma­nen­te Can­to­ne ot­tie­ne tan­ti seg­gi quan­te vol­te l'am­mon­ta­re del­la sua po­po­la­zio­ne con­tie­ne l'ul­ti­mo quo­zien­te.
Ri­par­ti­zio­ne com­ple­ti­va: I seg­gi ri­ma­nen­ti so­no ri­par­ti­ti tra i Can­to­ni che ot­ten­go­no i re­sti mag­gio­ri. Se più Can­to­ni ot­ten­go­no re­sti ugua­li, so­no dap­pri­ma esclu­si quel­li che han­no ot­te­nu­to i re­sti mi­no­ri dal­la di­vi­sio­ne del­la lo­ro po­po­la­zio­ne per il pri­mo quo­zien­te de­ter­mi­nan­te. Se vi è an­co­ra pa­ri­tà si pro­ce­de a sor­teg­gio.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
1 Abro­ga­to dal n. II 1 dell'all. al­la L sul Par­la­men­to del 13 dic. 2002, con ef­fet­to dal 3 dic. 2007 (RU 2003 3543; FF 2001 3097 4867).
Art. 19 Data dell'elezione
1Le ele­zio­ni per la rin­no­va­zio­ne or­di­na­ria del Con­si­glio na­zio­na­le av­ven­go­no la pe­nul­ti­ma do­me­ni­ca di ot­to­bre. Il go­ver­no can­to­na­le in­di­ce per il ter­mi­ne più vi­ci­no pos­si­bi­le le ele­zio­ni sup­ple­to­rie e com­ple­men­ta­ri.
2Per la rin­no­va­zio­ne straor­di­na­ria a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 193 ca­po­ver­so 3 del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le, la da­ta è sta­bi­li­ta dal Con­si­glio fe­de­ra­le.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF dell'8 ott. 1999, in vi­go­re dal 1° mar. 2000 (RU 2000 411; FF 1999 6784).
Art. 20 Decisione per sorteggio
Gli even­tua­li sor­teg­gi av­ven­go­no nel Can­to­ne per or­di­ne del go­ver­no can­to­na­le, nel­la Con­fe­de­ra­zio­ne per or­di­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309). Abro­ga­to dal n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575).
Capitolo 2: Sistema proporzionale
Sezione 1: Candidatura
Art. 21 Termine per la presentazione delle proposte
1Il di­rit­to can­to­na­le sta­bi­li­sce co­me ul­ti­mo ter­mi­ne per la pre­sen­ta­zio­ne del­le pro­po­ste di can­di­da­tu­ra un lu­ne­dì nel me­se di ago­sto dell'an­no del­le ele­zio­ni e de­si­gna l'au­to­ri­tà pres­so cui de­vo­no es­se­re de­po­si­ta­te det­te pro­po­ste.2
2Le pro­po­ste de­vo­no giun­ge­re al Can­to­ne il più tar­di nel gior­no pre­vi­sto co­me ter­mi­ne per la pre­sen­ta­zio­ne.
3I Can­to­ni co­mu­ni­ca­no sen­za in­du­gio al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le tut­te le pro­po­ste ri­ce­vu­te.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
Art. 22 Numero e designazione dei candidati
1Una pro­po­sta non può con­te­ne­re un nu­me­ro di no­mi su­pe­rio­re a quel­lo dei de­pu­ta­ti da eleg­ge­re nel cir­con­da­rio e nes­sun no­me più di due vol­te. Se la pro­po­sta con­tie­ne un nu­me­ro di no­mi mag­gio­re, gli ul­ti­mi so­no stral­cia­ti.
2Le pro­po­ste de­vo­no in­di­ca­re, per ogni can­di­da­to:
il co­gno­me e il no­me uf­fi­cia­li;
il co­gno­me e il no­me con i qua­li la per­so­na è po­li­ti­ca­men­te o co­mu­ne­men­te co­no­sciu­ta;
il ses­so;
la da­ta di na­sci­ta;
l'in­di­riz­zo, in­clu­so il nu­me­ro po­sta­le di av­via­men­to;
i luo­ghi d'ori­gi­ne, in­clu­so il Can­to­ne di ap­par­te­nen­za; e
la pro­fes­sio­ne.1
3Ogni can­di­da­to de­ve di­chia­ra­re per scrit­to che ac­cet­ta la pro­po­sta. Se ta­le di­chia­ra­zio­ne man­ca, il suo no­me è stral­cia­to.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 23 Denominazione della proposta
Ogni pro­po­sta de­ve re­ca­re una de­no­mi­na­zio­ne che la di­stin­gua dal­le al­tre. I grup­pi che pre­sen­ta­no pro­po­ste con ele­men­ti iden­ti­ci nel­la de­no­mi­na­zio­ne prin­ci­pa­le al fi­ne di con­giun­ger­le de­si­gna­no una del­le pro­po­ste qua­le li­sta pri­vi­le­gia­ta.1
1 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 24 Numero dei firmatari
1Ogni pro­po­sta dev'es­se­re fir­ma­ta per­so­nal­men­te da un nu­me­ro mi­ni­mo di elet­to­ri con do­mi­ci­lio po­li­ti­co nel cir­con­da­rio elet­to­ra­le. Il nu­me­ro mi­ni­mo di elet­to­ri è di:
100 nei Can­to­ni con 2 si­no a 10 seg­gi;
200 nei Can­to­ni con 11 si­no a 20 seg­gi;
400 nei Can­to­ni con ol­tre 20 seg­gi.2
2Un elet­to­re non può fir­ma­re più di una pro­po­sta. Non può ri­ti­ra­re la sua fir­ma do­po il de­po­si­to del­la pro­po­sta.
3L'ob­bli­go di cui al ca­po­ver­so 1 non si ap­pli­ca al par­ti­to che era re­go­lar­men­te re­gi­stra­to pres­so la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le (art. 76a) al­la fi­ne dell'an­no pre­ce­den­te l'ele­zio­ne, sem­pre che nel­la le­gi­sla­tu­ra uscen­te sia rap­pre­sen­ta­to in Con­si­glio na­zio­na­le per lo stes­so cir­con­da­rio o che in oc­ca­sio­ne dell'ul­ti­mo rin­no­vo in­te­gra­le ab­bia ot­te­nu­to al­me­no il 3 per cen­to dei suf­fra­gi nel me­de­si­mo Can­to­ne.3
4Il par­ti­to di cui al ca­po­ver­so 3 de­ve de­po­si­ta­re sol­tan­to le fir­me va­li­de di tut­ti i can­di­da­ti e del­le per­so­ne pre­po­ste al­la pre­si­den­za e al­la ge­stio­ne.4
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002 (RU 2002 3193; FF 2001 5665). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
Art. 25 Rappresentanti
1I fir­ma­ta­ri del­la pro­po­sta de­vo­no de­si­gna­re un rap­pre­sen­tan­te e un suo so­sti­tu­to. Se vi ri­nun­cia­no, si ri­ter­rà rap­pre­sen­tan­te il pri­mo fir­ma­ta­rio e so­sti­tu­to il se­con­do.
2Il rap­pre­sen­tan­te e, se que­sti è im­pe­di­to, il suo so­sti­tu­to han­no il di­rit­to e il do­ve­re di fa­re va­li­da­men­te in no­me dei fir­ma­ta­ri le di­chia­ra­zio­ni ne­ces­sa­rie a to­glie­re le dif­fi­col­tà che po­tes­se­ro sor­ge­re.
Art. 26 Consultazione delle proposte
Gli elet­to­ri del cir­con­da­rio pos­so­no pren­der vi­sio­ne del­le pro­po­ste e dei no­mi dei fir­ma­ta­ri pres­so l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.
Art. 27 Candidature plurime
1Se il no­me di un can­di­da­to fi­gu­ra su più di una pro­po­sta del cir­con­da­rio, il Can­to­ne lo stral­cia im­me­dia­ta­men­te da tut­te le pro­po­ste.
2La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le stral­cia im­me­dia­ta­men­te dal­la pro­po­sta quei can­di­da­ti il cui no­me fi­gu­ra già su li­ste o pro­po­ste di al­tri Can­to­ni.
3La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le no­ti­fi­ca sen­za in­du­gio gli stral­ci ai Can­to­ni in­te­res­sa­ti.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, con ef­fet­to dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 29 Rettificazioni; proposte di sostituzione
1Il Can­to­ne esa­mi­na le pro­po­ste e as­se­gna al rap­pre­sen­tan­te dei fir­ma­ta­ri un ter­mi­ne per ret­ti­fi­car­le, per mo­di­fi­ca­re de­no­mi­na­zio­ni che si pre­sta­no a con­fu­sio­ne e per so­sti­tui­re i can­di­da­ti stral­cia­ti d'uf­fi­cio.1
2I pro­po­sti al­la so­sti­tu­zio­ne de­vo­no con­fer­ma­re per scrit­to l'ac­cet­ta­zio­ne del­la can­di­da­tu­ra.2 Se man­ca ta­le con­fer­ma, il no­me fi­gu­ra già su un'al­tra li­sta o il pro­po­sto non è eleg­gi­bi­le, la pro­po­sta di so­sti­tu­zio­ne è stral­cia­ta.3 Se il rap­pre­sen­tan­te dei fir­ma­ta­ri non di­spo­ne al­tri­men­ti, le pro­po­ste di so­sti­tu­zio­ne so­no in­se­ri­te in fi­ne al­la pro­po­sta di can­di­da­tu­ra.
3La pro­po­sta non ret­ti­fi­ca­ta in tem­po uti­le è nul­la. Se il di­fet­to con­cer­ne sol­tan­to un can­di­da­to, è stral­cia­to uni­ca­men­te il no­me di co­stui.
4Do­po il se­con­do lu­ne­dì suc­ces­si­vo al ter­mi­ne di pre­sen­ta­zio­ne del­le can­di­da­tu­re, le pro­po­ste non pos­so­no più es­se­re mo­di­fi­ca­te. È fat­to sal­vo l'an­nul­la­men­to uf­fi­cia­le di can­di­da­tu­re plu­ri­me sco­per­te suc­ces­si­va­men­te (art. 32a). Il di­rit­to can­to­na­le può li­mi­ta­re a una set­ti­ma­na il ter­mi­ne per la mo­di­fi­ca.4
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
3 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
Art. 30 Liste
1Le pro­po­ste di can­di­da­tu­ra de­fi­ni­ti­va­men­te sta­bi­li­te pren­do­no il no­me di li­ste.
2Le li­ste so­no mu­ni­te di un nu­me­ro pro­gres­si­vo.
Art. 31 Congiunzione di liste
1Due o più li­ste pos­so­no es­se­re con­giun­te per di­chia­ra­zio­ne con­cor­de dei fir­ma­ta­ri o dei lo­ro rap­pre­sen­tan­ti en­tro il ter­mi­ne per la mo­di­fi­ca (art. 29 cpv. 4). Fra le con­giun­zio­ni di li­ste, so­lo le sot­to-con­giun­zio­ni so­no au­to­riz­za­te.
1bisSo­no au­to­riz­za­te sol­tan­to le sot­to-con­giun­zio­ni tra le li­ste con de­no­mi­na­zio­ne ugua­le, dif­fe­ren­zia­te uni­ca­men­te da ag­giun­te in­te­se a spe­ci­fi­ca­re il ses­so, l'ap­par­te­nen­za di un grup­po, la re­gio­ne o l'età dei can­di­da­ti.
2Le con­giun­zio­ni e sot­to-con­giun­zio­ni de­vo­no es­se­re in­di­ca­te sul­le li­ste.
3Le di­chia­ra­zio­ni di con­giun­zio­ne e sot­to-con­giun­zio­ne di li­ste non pos­so­no es­se­re re­vo­ca­te.
Art. 32 Pubblicazione delle liste
1Il Can­to­ne pub­bli­ca il più pre­sto pos­si­bi­le nel pro­prio Fo­glio uf­fi­cia­le le li­ste, con la lo­ro de­no­mi­na­zio­ne, il nu­me­ro pro­gres­si­vo e l'in­di­ca­zio­ne del­le con­giun­zio­ni e sot­to-con­giun­zio­ni.
2La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le pub­bli­ca in for­ma elet­tro­ni­ca le li­ste con il co­gno­me e il no­me uf­fi­cia­li, l'an­no di na­sci­ta, i luo­ghi d'ori­gi­ne e il do­mi­ci­lio dei can­di­da­ti.2
2 In­tro­dot­to dall'art. 21 n. 1 del­la L del 18 giu. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RU 2004 4929; FF 2003 6699). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
Art. 32a Annullamento di candidature
1Se do­po che le pro­po­ste di can­di­da­tu­ra so­no sta­te de­fi­ni­ti­va­men­te sta­bi­li­te è sco­per­ta una can­di­da­tu­ra plu­ri­ma, que­st'ul­ti­ma è di­chia­ra­ta nul­la su tut­te le li­ste in­te­res-sa­te:
dal Can­to­ne, se lo stes­so can­di­da­to fi­gu­ra su più li­ste del Can­to­ne;
dal­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le, se lo stes­so can­di­da­to fi­gu­ra su li­ste di più Can­to­ni.
2I Can­to­ni in­te­res­sa­ti e la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le si co­mu­ni­ca­no im­me­dia­ta­men­te qua­li can­di­da­tu­re so­no sta­te di­chia­ra­te nul­le.
3Per quan­to pos­si­bi­le, i no­mi del­le per­so­ne la cui can­di­da­tu­ra è sta­ta di­chia­ra­ta nul­la so­no stral­cia­ti dal­le li­ste pri­ma che que­ste ul­ti­me sia­no pub­bli­ca­te.
4L'an­nul­la­men­to di una can­di­da­tu­ra che fi­gu­ra su li­ste già pub­bli­ca­te è pub­bli­ca­to im­me­dia­ta­men­te in for­ma elet­tro­ni­ca e nel Fo­glio uf­fi­cia­le di tut­ti i Can­to­ni in­te­res­sa­ti, non­ché nel Fo­glio fe­de­ra­le, con l'in­di­ca­zio­ne dei mo­ti­vi dell'an­nul­la­men­to.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
Art. 33 Allestimento e consegna delle schede
1Per tut­te le li­ste, i Can­to­ni al­le­sti­sco­no sche­de in cui so­no pre­stam­pa­te la de­no­mi­na­zio­ne, all'oc­cor­ren­za l'in­di­ca­zio­ne del­la con­giun­zio­ne e sot­to-con­giun­zio­ne di li­ste, il nu­me­ro pro­gres­si­vo e i da­ti per­so­na­li dei can­di­da­ti (per lo me­no co­gno­me, no­me e do­mi­ci­lio), co­me an­che sche­de non pre­stam­pa­te.
1bisI Can­to­ni che so­sti­tui­sco­no le sche­de di ri­le­va­men­to al­le sche­de elet­to­ra­li tra­smet­to­no agli aven­ti di­rit­to di vo­to an­che un elen­co che in­di­chi i da­ti per­so­na­li di ogni can­di­da­to non­ché la de­no­mi­na­zio­ne del­le li­ste, le con­giun­zio­ni e le sot­to-con­giun­zio­ni.1
2I Can­to­ni prov­ve­do­no af­fin­ché gli elet­to­ri ri­ce­va­no un gio­co com­ple­to di tut­te le sche­de al­me­no tre, ma al più pre­sto quat­tro set­ti­ma­ne pri­ma del gior­no dell'ele­zio­ne.2
3I fir­ma­ta­ri pos­so­no ot­te­ne­re al prez­zo di co­sto pres­so le can­cel­le­rie di Sta­to can­to­na­li sche­de pre­stam­pa­te sup­ple­ti­ve.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Sezione 2: Operazioni elettorali e spoglio
Art. 34 Guida elettorale
Pri­ma di ogni ele­zio­ne per il rin­no­vo in­te­gra­le del Con­si­glio na­zio­na­le, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le al­le­sti­sce una bre­ve gui­da elet­to­ra­le per il si­ste­ma pro­por­zio­na­le da con­se­gna­re agli elet­to­ri as­sie­me al­le sche­de (art. 33 cpv. 2) nei Can­to­ni in cui si vo­ta se­con­do ta­le si­ste­ma.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
Art. 35 Riempimento della scheda
1L'elet­to­re che usa una sche­da non pre­stam­pa­ta può iscri­ver­vi i no­mi di can­di­da­ti eleg­gi­bi­li e in­di­car­vi la de­no­mi­na­zio­ne o il nu­me­ro pro­gres­si­vo di una li­sta.
2L'elet­to­re che usa una sche­da pre­stam­pa­ta può stral­cia­re i no­mi di can­di­da­ti; può iscri­ver­vi no­mi di can­di­da­ti di al­tre li­ste (pa­na­cha­ge). Può inol­tre can­cel­la­re o so­sti­tui­re i nu­me­ri pro­gres­si­vi e le de­no­mi­na­zio­ni di li­sta.
3Il no­me di un can­di­da­to può es­se­re ri­pe­tu­to due vol­te sul­la sche­da (cu­mu­lo).
Art. 36 Suffragi dati a persone decedute
I suf­fra­gi da­ti a can­di­da­ti de­ce­du­ti do­po che le pro­po­ste di can­di­da­tu­ra so­no sta­te de­fi­ni­ti­va­men­te sta­bi­li­te (art. 29 cpv. 4) con­ta­no co­me vo­ti per­so­na­li.
Art. 37 Suffragi di complemento
1Se la sche­da con­tie­ne un nu­me­ro di suf­fra­gi va­li­di in­fe­rio­re al nu­me­ro dei de­pu­ta­ti da eleg­ge­re nel cir­con­da­rio, le li­nee la­scia­te in bian­co val­go­no qua­li suf­fra­gi di com­ple­men­to per la li­sta la cui de­no­mi­na­zio­ne o il cui nu­me­ro pro­gres­si­vo è in­di­ca­to sul­la sche­da. Man­can­do una ta­le de­no­mi­na­zio­ne o un tal nu­me­ro pro­gres­si­vo od es­sen­do in­di­ca­ta più d'una del­le de­no­mi­na­zio­ni o dei nu­me­ri pro­gres­si­vi de­po­si­ta­ti, le li­nee la­scia­te in bian­co non con­ta­no (vo­ti non emes­si).
2Se in un Can­to­ne so­no sta­te de­po­si­ta­te più li­ste re­gio­na­li con la stes­sa de­no­mi­na­zio­ne, i suf­fra­gi di com­ple­men­to ine­ren­ti a sche­de che non re­ca­no la de­si­gna­zio­ne del­la re­gio­ne so­no at­tri­bui­ti al­la li­sta del­la re­gio­ne in cui que­ste sche­de fu­ro­no vo­ta­te.1
2bisNe­gli al­tri ca­si d'ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 31 ca­po­ver­so 1, i suf­fra­gi di com­ple­men­to so­no at­tri­bui­ti al­la li­sta che fi­gu­ra sul­la sche­da. I suf­fra­gi di com­ple­men­to pro­ve­nien­ti da sche­de la cui de­no­mi­na­zio­ne è la­cu­no­sa so­no at­tri­bui­ti al­la li­sta de­si­gna­ta dal grup­po qua­le li­sta pri­vi­le­gia­ta.23
3I no­mi non re­ca­ti da nes­su­na li­sta del cir­con­da­rio so­no stral­cia­ti. …4
4Se vi è con­trad­di­zio­ne tra la de­no­mi­na­zio­ne e il nu­me­ro pro­gres­si­vo quel­la fa sta­to.
2 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
4 Se­con­do e ter­zo per. abro­ga­ti dal n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575).
Art. 38 Schede e suffragi nulli
non con­ten­go­no al­cun no­me di can­di­da­ti del cir­con­da­rio;
so­no riem­pi­te o mo­di­fi­ca­te non a ma­no;
con­ten­go­no espres­sio­ni in­giu­rio­se o con­tras­se­gni ma­ni­fe­sti;
2So­no stral­cia­ti dal­la sche­da:
i suf­fra­gi in so­pran­nu­me­ro, se il no­me di un can­di­da­to fi­gu­ra più di due vol­te su una sche­da;
tut­ti i no­mi del­le per­so­ne la cui can­di­da­tu­ra è sta­ta di­chia­ra­ta nul­la, per­ché plu­ri­ma, do­po che le pro­po­ste di can­di­da­tu­ra so­no sta­te de­fi­ni­ti­va­men­te sta­bi­li­te.2
3Se la sche­da con­tie­ne più no­mi di quan­ti so­no i seg­gi da as­se­gna­re, so­no stral­cia­ti gli ul­ti­mi no­mi pre­stam­pa­ti e non cu­mu­la­ti a ma­no, e in se­gui­to gli ul­ti­mi no­mi ag­giun­ti a ma­no.3
4So­no sal­vi i mo­ti­vi di an­nul­la­bi­li­tà e di nul­li­tà sta­bi­li­ti dal di­rit­to can­to­na­le (bu­sta, tim­bro di con­trol­lo, ecc.).4
5Il Can­to­ne che svol­ge pro­ve del vo­to elet­tro­ni­co di­sci­pli­na nel­la sua le­gi­sla­zio­ne le con­di­zio­ni di va­li­di­tà e i mo­ti­vi di in­va­li­di­tà del vo­to.5
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 39 Compilazione dei risultati
Do­po l'ele­zio­ne, i Can­to­ni sta­bi­li­sco­no in ba­se ai pro­ces­si ver­ba­li de­gli uf­fi­ci elet­to­ra­li:
il nu­me­ro de­gli elet­to­ri e dei vo­tan­ti;
il nu­me­ro del­le sche­de va­li­de, nul­le e bian­che;
il nu­me­ro dei suf­fra­gi rac­col­ti dai sin­go­li can­di­da­ti di ogni li­sta (vo­ti per­so­na­li);
il nu­me­ro dei suf­fra­gi di com­ple­men­to di ogni li­sta (art. 37);
le som­me dei vo­ti per­so­na­li e dei suf­fra­gi di com­ple­men­to del­le sin­go­le li­ste (vo­ti di par­ti­to);
per le li­ste con­giun­te il nu­me­ro to­ta­le dei suf­fra­gi spet­tan­ti ad ogni grup­po;
il nu­me­ro dei vo­ti non emes­si.
Art. 40 Prima ripartizione dei mandati tra le liste
1Il nu­me­ro dei suf­fra­gi di par­ti­to va­li­di di tut­te le li­ste è di­vi­so per il nu­me­ro dei man­da­ti da as­se­gna­re, au­men­ta­to di uno. Il nu­me­ro in­te­ro im­me­dia­ta­men­te su­pe­rio­re al quo­zien­te ot­te­nu­to è quel­lo de­ter­mi­nan­te per la ri­par­ti­zio­ne.2
2Ad ogni li­sta so­no as­se­gna­ti tan­ti man­da­ti quan­te vol­te il quo­zien­te è con­te­nu­to nel to­ta­le dei suoi suf­fra­gi.
3 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, con ef­fet­to dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 41 Ripartizioni successive
1I man­da­ti re­stan­ti do­po la pri­ma ri­par­ti­zio­ne so­no at­tri­bui­ti sin­go­lar­men­te e suc­ces­si­va­men­te se­con­do la pro­ce­du­ra se­guen­te:
il nu­me­ro di suf­fra­gi di cia­scu­na li­sta è di­vi­so per il nu­me­ro dei man­da­ti che le so­no già sta­ti as­se­gna­ti, au­men­ta­to di uno;
la li­sta che con­se­gue il mag­gio­re quo­zien­te ot­tie­ne il man­da­to suc­ces­si­vo;
se più li­ste ot­ten­go­no ugua­le quo­zien­te, il man­da­to suc­ces­si­vo è as­se­gna­to al­la li­sta che ha ot­te­nu­to il mag­gio­re re­sto nel­la ri­par­ti­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 40 ca­po­ver­so 2;
se più li­ste han­no an­co­ra ugua­le di­rit­to, il man­da­to è at­tri­bui­to al­la li­sta che ha ot­te­nu­to il mag­gior nu­me­ro di suf­fra­gi di par­ti­to;
se più li­ste han­no an­co­ra ugua­le di­rit­to, il pri­mo man­da­to re­stan­te è at­tri­bui­to al­la li­sta di cui il can­di­da­to in com­pe­ti­zio­ne ha ot­te­nu­to il mag­gio­re nu­me­ro di suf­fra­gi;
in­fi­ne, se più can­di­da­ti si tro­va­no in que­sta si­tua­zio­ne, si pro­ce­de al sor­teg­gio.
2La pro­ce­du­ra vie­ne ri­pe­tu­ta fi­no all'esau­ri­men­to dei man­da­ti.
Art. 42 Ripartizione dei mandati fra liste congiunte
1Ogni grup­po di li­ste con­giun­te é, nel­la ri­par­ti­zio­ne dei man­da­ti, trat­ta­to dap­pri­ma co­me li­sta uni­ca.
2I man­da­ti as­se­gna­ti so­no poi ri­par­ti­ti fra le sin­go­le li­ste cor­ri­spon­den­te­men­te agli ar­ti­co­li 40 e 41. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 37 ca­po­ver­si 2 e 2bis.1
Art. 43 Proclamazione degli eletti e ordine di subentro
1Fra i can­di­da­ti di una stes­sa li­sta so­no elet­ti, nei li­mi­ti dei man­da­ti ri­ce­vu­ti, co­lo­ro che han­no ot­te­nu­to il mag­gior nu­me­ro di vo­ti.
2I can­di­da­ti non elet­ti su­ben­tre­ran­no nell'or­di­ne dei vo­ti ot­te­nu­ti.
3In ca­so di pa­ri­tà di vo­ti, de­ci­de la sor­te.
Art. 44 Mandati in soprannumero
Se a una li­sta è as­se­gna­to un nu­me­ro di man­da­ti su­pe­rio­re a quel­lo dei suoi can­di­da­ti, per i man­da­ti in so­pran­nu­me­ro si pro­ce­de a un'ele­zio­ne com­ple­men­ta­re giu­sta l'ar­ti­co­lo 56.
Art. 45 Elezione tacita
1Se il nu­me­ro dei can­di­da­ti di tut­te le li­ste non su­pe­ra quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, tut­ti i can­di­da­ti so­no pro­cla­ma­ti elet­ti dal go­ver­no can­to­na­le.
2Se il nu­me­ro dei can­di­da­ti di tut­te le li­ste non rag­giun­ge quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, per i seg­gi re­stan­ti si pro­ce­de a una ele­zio­ne com­ple­men­ta­re giu­sta l'ar­ti­co­lo 56 ca­po­ver­so 3.
Art. 46 Elezione senza liste
1Se non è sta­ta de­po­si­ta­ta al­cu­na li­sta, si può vo­ta­re per qual­sia­si per­so­na eleg­gi­bi­le. So­no elet­te le per­so­ne che ot­ten­go­no il mag­gior nu­me­ro di vo­ti.
2Se una sche­da con­tie­ne un nu­me­ro di no­mi su­pe­rio­re a quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, so­no stral­cia­ti gli ul­ti­mi no­mi.1
3Per al­tro s'ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni de­ter­mi­nan­ti per il cir­con­da­rio ad ele­zio­ne uni­no­mi­na­le.
Capitolo 3: Sistema maggioritario
Art. 47 Procedura
1Nei cir­con­da­ri in cui si eleg­ge un so­lo de­pu­ta­to, si può vo­ta­re per qual­sia­si per­so­na eleg­gi­bi­le. È elet­ta la per­so­na che ot­tie­ne il mag­gior nu­me­ro di vo­ti. In ca­so di pa­ri­tà di vo­ti, de­ci­de la sor­te.
1bisIl Can­to­ne può pub­bli­ca­re, in for­ma elet­tro­ni­ca e nel Fo­glio uf­fi­cia­le can­to­na­le, tut­te le can­di­da­tu­re pre­sen­ta­te all'au­to­ri­tà elet­to­ra­le can­to­na­le en­tro il qua­ran­tot­te­si­mo gior­no pre­ce­den­te l'ele­zio­ne. La pub­bli­ca­zio­ne in­di­ca al­me­no, per ogni can­di­da­to:
i luo­ghi d'ori­gi­ne, in­clu­so il Can­to­ne di ap­par­te­nen­za;
l'ap­par­te­nen­za par­ti­ti­ca o a un grup­po po­li­ti­co; e
2Il di­rit­to can­to­na­le può tut­ta­via pre­ve­de­re l'ele­zio­ne ta­ci­ta se en­tro mez­zo­gior­no del qua­ran­tot­te­si­mo gior­no (set­ti­mo lu­ne­dì) pre­ce­den­te l'ele­zio­ne è sta­ta pre­sen­ta­ta all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te un'uni­ca can­di­da­tu­ra va­li­da.2
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
Art. 48 Scheda
I Can­to­ni con­se­gna­no la sche­da agli elet­to­ri al­me­no tre, ma al più pre­sto quat­tro set­ti­ma­ne pri­ma del gior­no dell'ele­zio­ne.
Art. 49 Schede nulle
con­ten­go­no no­mi di di­ver­se per­so­ne;
2So­no sal­vi i mo­ti­vi di an­nul­la­bi­li­tà e di nul­li­tà sta­bi­li­ti dal di­rit­to can­to­na­le (bu­sta, tim­bro di con­trol­lo, ecc.).2
3Il Can­to­ne che svol­ge pro­ve del vo­to elet­tro­ni­co di­sci­pli­na nel­la sua le­gi­sla­zio­ne le con­di­zio­ni di va­li­di­tà e i mo­ti­vi di in­va­li­di­tà del vo­to.3
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 50 Cantoni con possibilità di elezione tacita
1Se il di­rit­to can­to­na­le pre­ve­de la pos­si­bi­li­tà dell'ele­zio­ne ta­ci­ta, nei cir­con­da­ri ad ele­zio­ne uni­no­mi­na­le tut­ti i no­mi dei can­di­da­ti pro­po­sti in tem­po uti­le so­no pre­stam­pa­ti sul­la sche­da.
2L'elet­to­re espri­me il pro­prio vo­to con­tras­se­gnan­do di pro­prio pu­gno con una cro­cet­ta il can­di­da­to pre­scel­to.
3So­no nul­li:
i vo­ti espres­si a can­di­da­ti il cui no­me non fi­gu­ra pre­stam­pa­to sul­la sche­da;
le sche­de sul­le qua­li so­no sta­ti con­tras­se­gna­ti con una cro­cet­ta più can­di­da­ti.
Art. 51 Elezioni suppletorie
Gli ar­ti­co­li 47 a 49 s'ap­pli­ca­no an­che al­le ele­zio­ni sup­ple­to­rie.
Capitolo 4: Pubblicazione dei risultati e verificazione dei poteri
Art. 52 Avviso d'elezione; pubblicazione dei risultati
1Do­po lo spo­glio, il go­ver­no can­to­na­le an­nun­cia per scrit­to e sen­za in­du­gio agli elet­ti l'av­ve­nu­ta ele­zio­ne e co­mu­ni­ca i lo­ro no­mi al Con­si­glio fe­de­ra­le.
2Al più tar­di en­tro ot­to gior­ni da quel­lo dell'ele­zio­ne, il Can­to­ne pub­bli­ca nel Fo­glio uf­fi­cia­le i ri­sul­ta­ti con­cer­nen­ti tut­ti i can­di­da­ti e, se del ca­so, tut­te le li­ste e in­di­ca i ri­me­di di di­rit­to.1
3I ri­sul­ta­ti del­le ele­zio­ni per la rin­no­va­zio­ne in­te­gra­le, del­le ele­zio­ni sup­ple­to­rie e di quel­le com­ple­men­ta­ri so­no pub­bli­ca­ti nel Fo­glio fe­de­ra­le. Ta­li ri­sul­ta­ti so­no pub­bli­ca­ti in­te­gral­men­te an­che in for­ma elet­tro­ni­ca.23
4Tra­scor­so il ter­mi­ne di ri­cor­so (art. 77 cpv. 2), il Can­to­ne tra­smet­te im­me­dia­ta­men­te il pro­ces­so ver­ba­le al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le. Nei die­ci gior­ni suc­ces­si­vi, le sche­de so­no tra­sfe­ri­te al luo­go in­di­ca­to dal­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le.4
2 Per. in­tro­dot­to dall'art. 21 n. 1 del­la L del 18 giu. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4929; FF 2003 6699).
3 In­tro­dot­to dall'art. 17 n. I del­la LF del 21 mar. 1986 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li, in vi­go­re dal 15 mag. 1987 (RU 1987 600; FF 1983 III 333).
Art. 53 Verificazione dei poteri
1La se­du­ta co­sti­tu­ti­va del neoe­let­to Con­si­glio na­zio­na­le si svol­ge il set­ti­mo lu­ne­dì se­guen­te l'ele­zio­ne. In ta­le se­du­ta dev'es­se­re dap­pri­ma ac­cer­ta­ta la va­li­di­tà del­le no­mi­ne. Il Con­si­glio è co­sti­tui­to quan­do l'ele­zio­ne di al­me­no la mag­gio­ran­za dei mem­bri è sta­ta con­va­li­da­ta. Il Con­si­glio na­zio­na­le di­sci­pli­na la pro­ce­du­ra nel suo re­go­la­men­to.1
2In sif­fat­te de­li­be­ra­zio­ni, ec­cet­to quel­le che li con­cer­no­no per­so­nal­men­te, pren­do­no po­sto e vo­ta­no co­lo­ro che so­no mu­ni­ti di un'at­te­sta­zio­ne di no­mi­na ri­la­scia­ta dal go­ver­no can­to­na­le.
3In ca­so di su­bin­gres­so, di ele­zio­ni sup­ple­to­rie o com­ple­ti­ve, il neoe­let­to può par­te­ci­pa­re ai di­bat­ti­ti sol­tan­to do­po che è sta­ta con­va­li­da­ta la sua ele­zio­ne.2
Capitolo 5: Modificazioni durante il periodo di nomina
Art. 54 Dimissioni
Le di­mis­sio­ni dal­la ca­ri­ca di con­si­glie­re na­zio­na­le de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­te per scrit­to al pre­si­den­te del Con­si­glio na­zio­na­le.
Art. 55 Subentro
1Se un con­si­glie­re na­zio­na­le la­scia la ca­ri­ca pri­ma del­la sca­den­za del pe­rio­do di no­mi­na, il go­ver­no can­to­na­le pro­cla­ma elet­to il pri­mo su­ben­tran­te del­la stes­sa li­sta.
2Il su­ben­tran­te che non può o non vuo­le ac­cet­ta­re il man­da­to è sur­ro­ga­to da quel­lo se­guen­te.
Art. 56 Elezione complementare
1Se un seg­gio di­ve­nu­to va­can­te non può es­se­re as­se­gna­to me­dian­te su­ben­tro, tre quin­ti dei fir­ma­ta­ri del­la li­sta (art. 24 cpv. 1) o la di­re­zio­ne del par­ti­to can­to­na­le (art. 24 cpv. 3) che ha de­po­si­ta­to la li­sta su cui fi­gu­ra­va il de­pu­ta­to da so­sti­tui­re pos­so­no pre­sen­ta­re una pro­po­sta di can­di­da­tu­ra.1
2Non ap­pe­na la pro­po­sta è sta­ta de­fi­ni­ti­va­men­te sta­bi­li­ta (art. 22 e 29), il can­di­da­to pro­po­sto è pro­cla­ma­to elet­to dal go­ver­no can­to­na­le sen­za vo­ta­zio­ne, giu­sta l'ar­ti­co­lo 45.2
3Se non è fat­to uso del di­rit­to di pro­po­sta, si pro­ce­de a un'ele­zio­ne po­po­la­re.3 Se de­vo­no es­se­re as­se­gna­ti più seg­gi, s'ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul si­ste­ma pro­por­zio­na­le, al­tri­men­ti quel­le sul si­ste­ma mag­gio­ri­ta­rio.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 57 Fine del periodo di nomina
Il pe­rio­do di no­mi­na del Con­si­glio na­zio­na­le ter­mi­na all'at­to del­la co­sti­tu­zio­ne del neoe­let­to Con­si­glio.
Titolo quarto: Referendum
Capitolo 1: Referendum obbligatorio
Art. 58 Pubblicazione
Gli at­ti le­gi­sla­ti­vi sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum ob­bli­ga­to­rio so­no pub­bli­ca­ti ac­cet­ta­ti che sia­no dall'As­sem­blea fe­de­ra­le. Il Con­si­glio fe­de­ra­le in­di­ce la vo­ta­zio­ne.
Capitolo 2: Referendum facoltativo
Art. 59a Importanza del termine
La do­man­da di re­fe­ren­dum, so­ste­nu­ta dal nu­me­ro di Can­to­ni pre­vi­sto dal­la Co­sti­tu­zio­ne op­pu­re cor­re­da­ta del ne­ces­sa­rio nu­me­ro di fir­me e re­la­ti­ve at­te­sta­zio­ni del di­rit­to di vo­to, de­ve es­se­re de­po­si­ta­ta pres­so la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le en­tro la sca­den­za del ter­mi­ne di re­fe­ren­dum.
Art. 59b Inammissibilità del ritiro
Un re­fe­ren­dum non può es­se­re ri­ti­ra­to.
Art. 59c Votazione popolare
Riu­sci­ta la do­man­da di re­fe­ren­dum, il Con­si­glio fe­de­ra­le or­di­na la vo­ta­zio­ne po­po­la­re.
Sezione 2: Referendum popolare
Art. 60 Lista delle firme
1La li­sta del­le fir­me (su fo­glio, pa­gi­na o car­to­li­na) per una do­man­da di re­fe­ren­dum de­ve con­te­ne­re le se­guen­ti in­di­ca­zio­ni:1
il Can­to­ne e il Co­mu­ne po­li­ti­co in cui il fir­ma­ta­rio ha di­rit­to di vo­to;
l'at­to le­gi­sla­ti­vo, con la da­ta del­la de­ci­sio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
la pu­ni­bi­li­tà di chiun­que al­te­ri il ri­sul­ta­to del­la rac­col­ta del­le fir­me (art. 282 Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro, CP3) o si ren­da col­pe­vo­le di cor­ru­zio­ne at­ti­va o pas­si­va nell'am­bi­to del­la me­de­si­ma (art. 281 CP).
2Se so­no pre­sen­ta­te più do­man­de, ognu­na dev'es­se­re og­get­to di un'ap­po­si­ta li­sta di fir­me. Le li­ste di fir­me per più ini­zia­ti­ve pos­so­no fi­gu­ra­re sul­la me­de­si­ma pa­gi­na se se­pa­ra­bi­li in vi­sta del de­po­si­to.4
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
Art. 60a Lista delle firme in forma elettronica
Chi sca­ri­ca una li­sta del­le fir­me pub­bli­ca­ta in for­ma elet­tro­ni­ca per una do­man­da di re­fe­ren­dum de­ve as­si­cu­rar­si che ta­le li­sta sod­di­sfi tut­te le esi­gen­ze for­ma­li pre­vi­ste dal­la leg­ge.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3193; FF 2001 5665).
Art. 61 Firma
1L'aven­te di­rit­to di vo­to de­ve scri­ve­re a ma­no e in mo­do leg­gi­bi­le il pro­prio co­gno­me e i pro­pri no­mi sul­la li­sta e inol­tre ap­por­vi la fir­ma.1
1bisL'aven­te di­rit­to di vo­to in­ca­pa­ce di scri­ve­re può far iscri­ve­re il pro­prio no­me da un aven­te di­rit­to di vo­to di sua scel­ta. Que­sti fir­ma in no­me dell'in­ca­pa­ce e man­tie­ne il si­len­zio sul con­te­nu­to del­le istru­zio­ni ri­ce­vu­te.2
2L'aven­te di­rit­to di vo­to de­ve da­re ogni al­tra in­di­ca­zio­ne ne­ces­sa­ria all'ac­cer­ta­men­to del­la sua iden­ti­tà, co­me da­ta di na­sci­ta e in­di­riz­zo.3
3Può fir­ma­re una vol­ta so­la la stes­sa do­man­da di re­fe­ren­dum.
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
Art. 62 Attestazione del diritto di voto
1Le li­ste so­no in­via­te man ma­no, ma in ogni ca­so tem­pe­sti­va­men­te pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne di re­fe­ren­dum, al ser­vi­zio com­pe­ten­te se­con­do il di­rit­to can­to­na­le per l'at­te­sta­zio­ne del di­rit­to di vo­to.1
2Il ser­vi­zio at­te­sta che i fir­ma­ta­ri han­no di­rit­to di vo­to in ma­te­ria fe­de­ra­le nel Co­mu­ne in­di­ca­to sul­la li­sta e, sen­za in­du­gio, rin­via le li­ste ai mit­ten­ti.
3L'at­te­sta­zio­ne de­ve in­di­ca­re in let­te­re o in ci­fre il nu­me­ro del­le fir­me at­te­sta­te; dev'es­se­re da­ta­ta e prov­vi­sta del­la fir­ma au­to­gra­fa del fun­zio­na­rio at­te­sta­to­re e men­zio­na­re, con un bol­lo o una scrit­ta, la qua­li­tà uf­fi­cia­le di co­stui.
4Il di­rit­to di vo­to dei fir­ma­ta­ri può es­se­re at­te­sta­to col­let­ti­va­men­te per più li­ste.
Art. 63 Diniego dell'attestazione
1L'at­te­sta­zio­ne del di­rit­to di vo­to è ne­ga­ta se non so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 61.
2Se un aven­te di­rit­to di vo­to ha fir­ma­to più vol­te, è at­te­sta­ta una so­la fir­ma.
3Il mo­ti­vo del di­nie­go dev'es­se­re in­di­ca­to sul­la li­sta del­le fir­me.
Art. 64 Divieto di consultare le liste
2Le li­ste de­po­si­ta­te non so­no re­sti­tui­te né pos­so­no es­se­re esa­mi­na­te.
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 1996, con ef­fet­to dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 1996, con ef­fet­to dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
Art. 66 Riuscita
1Tra­scor­so il ter­mi­ne di re­fe­ren­dum, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ac­cer­ta se il re­fe­ren­dum ha rac­col­to il nu­me­ro pre­scrit­to di fir­me va­li­de. Se non è rag­giun­ta al­me­no la me­tà del nu­me­ro co­sti­tu­zio­nal­men­te sta­bi­li­to, vie­ne pub­bli­ca­ta nel Fo­glio fe­de­ra­le una sem­pli­ce no­ta in­di­can­te che il ter­mi­ne di re­fe­ren­dum è tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te. Nel ca­so con­tra­rio, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ac­cer­ta con una de­ci­sio­ne la riu­sci­ta o la non riu­sci­ta del re­fe­ren­dum.1
2So­no nul­le:
a.2le fir­me su li­ste che non adem­pio­no i re­qui­si­ti di cui all'ar­ti­co­lo 60;
b.3le fir­me di co­lo­ro il cui di­rit­to di vo­to non è sta­to at­te­sta­to;
le fir­me su li­ste de­po­si­ta­te sca­du­to il ter­mi­ne di re­fe­ren­dum.
3La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le pub­bli­ca nel Fo­glio fe­de­ra­le la de­ci­sio­ne di riu­sci­ta in­di­can­do per Can­to­ne il nu­me­ro del­le fir­me va­li­de e nul­le.4
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575).
Sezione 3: Referendum dei Cantoni
Art. 67 Competenza
Sal­vo di­spo­si­zio­ne con­tra­ria del di­rit­to can­to­na­le, la de­ci­sio­ne di chie­de­re il re­fe­ren­dum spet­ta al Par­la­men­to can­to­na­le.
Art. 67a Forma
La let­te­ra del go­ver­no can­to­na­le al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le de­ve con­te­ne­re le in­di­ca­zio­ni se­guen­ti:
l'at­to nor­ma­ti­vo con la da­ta di pro­mul­ga­zio­ne da par­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
l'or­ga­no che do­man­da la vo­ta­zio­ne po­po­la­re in no­me del Can­to­ne;
le di­spo­si­zio­ni di di­rit­to can­to­na­le di­sci­pli­nan­ti la com­pe­ten­za in ma­te­ria di re­fe­ren­dum del Can­to­ne;
la da­ta e il ri­sul­ta­to del­la de­ci­sio­ne che chie­de il re­fe­ren­dum.
Art. 67b Riuscita
1Tra­scor­so il ter­mi­ne di re­fe­ren­dum, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ac­cer­ta se il re­fe­ren­dum è ap­pog­gia­to dal nu­me­ro pre­scrit­to di Can­to­ni.2
2So­no nul­le le do­man­de di re­fe­ren­dum che:
non so­no de­ci­se e de­po­si­ta­te al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le en­tro la sca­den­za del ter­mi­ne di re­fe­ren­dum;
non so­no sta­te de­ci­se da un or­ga­no ma­te­rial­men­te com­pe­ten­te;
non con­sen­to­no di iden­ti­fi­ca­re con cer­tez­za l'at­to nor­ma­ti­vo fe­de­ra­le sul qua­le è chie­sta la vo­ta­zio­ne po­po­la­re.
3La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le no­ti­fi­ca per scrit­to ai go­ver­ni di tut­ti i Can­to­ni che han­no chie­sto il re­fe­ren­dum la de­ci­sio­ne ac­cer­tan­te la riu­sci­ta o la non riu­sci­ta e la pub­bli­ca nel Fo­glio fe­de­ra­le, in­di­can­do il nu­me­ro del­le do­man­de va­li­de e di quel­le nul­le.
Titolo quinto: Iniziativa popolare
1La li­sta del­le fir­me (su fo­glio, pa­gi­na, car­to­li­na) per un'ini­zia­ti­va po­po­la­re de­ve con­te­ne­re le se­guen­ti in­di­ca­zio­ni:1
il ti­to­lo e il te­sto dell'ini­zia­ti­va e la da­ta di pub­bli­ca­zio­ne nel Fo­glio fe­de­ra­le;
una clau­so­la di ri­ti­ro ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 73;
la pu­ni­bi­li­tà di chiun­que al­te­ri il ri­sul­ta­to del­la rac­col­ta del­le fir­me (art. 282 CP5) o si ren­da col­pe­vo­le di cor­ru­zio­ne at­ti­va o pas­si­va nell'am­bi­to del­la me­de­si­ma (art. 281 CP);
il no­me e l'in­di­riz­zo dei pro­mo­to­ri, che de­vo­no ave­re il di­rit­to di vo­to ed es­se­re al­me­no set­te ma non più di 27 (co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va).
2L'ar­ti­co­lo 60 ca­po­ver­so 2 si ap­pli­ca an­che al­le ini­zia­ti­ve po­po­la­ri.7
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re), in vi­go­re dal 1° feb. 2010 (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re), in vi­go­re dal 1° feb. 2010 (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
7 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° apr. 1997 (RU 1997 753; FF 1993 III 309).
Art. 69 Esame preliminare
1Pri­ma del­la rac­col­ta del­le fir­me, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ac­cer­ta con una de­ci­sio­ne se la li­sta cor­ri­spon­de al­le esi­gen­ze for­ma­li del­la leg­ge.
2Se il ti­to­lo dell'ini­zia­ti­va è fal­la­ce, con­tie­ne ele­men­ti di pub­bli­ci­tà com­mer­cia­le o per­so­na­le o si pre­sta a con­fu­sio­ne, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le lo mo­di­fi­ca.1
3La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le esa­mi­na la con­cor­dan­za lin­gui­sti­ca dei te­sti e pro­ce­de al­le even­tua­li tra­du­zio­ni.
4Il ti­to­lo, il te­sto dell'ini­zia­ti­va e il no­me dei pro­mo­to­ri so­no pub­bli­ca­ti nel Fo­glio fe­de­ra­le.2
Art. 69a Lista delle firme in forma elettronica
Chi sca­ri­ca una li­sta del­le fir­me pub­bli­ca­ta in for­ma elet­tro­ni­ca per un'ini­zia­ti­va po­po­la­re de­ve as­si­cu­rar­si che ta­le li­sta sod­di­sfi tut­te le esi­gen­ze for­ma­li pre­vi­ste dal­la leg­ge.
Art. 70 Disposizioni completive
Le di­spo­si­zio­ni ine­ren­ti al­la fir­ma (art. 61), all'at­te­sta­zio­ne del di­rit­to di vo­to (art. 62) e al di­nie­go dell'at­te­sta­zio­ne (art. 63) in ma­te­ria di re­fe­ren­dum si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia an­che all'ini­zia­ti­va po­po­la­re.
Art. 71 Deposito
1Le li­ste del­le fir­me per un'ini­zia­ti­va po­po­la­re de­vo­no es­se­re de­po­si­ta­te in bloc­co pres­so la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le, il più tar­di di­ciot­to me­si do­po la pub­bli­ca­zio­ne del te­sto dell'ini­zia­ti­va nel Fo­glio fe­de­ra­le.
Art. 72 Riuscita
1Tra­scor­so il ter­mi­ne di rac­col­ta del­le fir­me, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ac­cer­ta se l'ini­zia­ti­va po­po­la­re ha rac­col­to il nu­me­ro pre­scrit­to di fir­me va­li­de. Se non è rag­giun­ta al­me­no la me­tà del nu­me­ro co­sti­tu­zio­nal­men­te sta­bi­li­to, vie­ne pub­bli­ca­ta nel Fo­glio fe­de­ra­le una sem­pli­ce no­ta in­di­can­te che il ter­mi­ne di rac­col­ta del­le fir­me è tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te. Nel ca­so con­tra­rio, la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ac­cer­ta con una de­ci­sio­ne la riu­sci­ta o la non riu­sci­ta dell'ini­zia­ti­va po­po­la­re.1
le fir­me su li­ste che non adem­pio­no i re­qui­si­ti di cui all'ar­ti­co­lo 68;
le fir­me di co­lo­ro il cui di­rit­to di vo­to non è sta­to at­te­sta­to;
le fir­me su li­ste de­po­si­ta­te do­po la sca­den­za del re­la­ti­vo ter­mi­ne di rac­col­ta.2
3La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le pub­bli­ca nel Fo­glio fe­de­ra­le la de­ci­sio­ne di riu­sci­ta in­di­can­do per Can­to­ne il nu­me­ro del­le fir­me va­li­de e nul­le.3
Art. 73 Ritiro
1Ogni ini­zia­ti­va po­po­la­re può es­se­re ri­ti­ra­ta dal co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va. La di­chia­ra­zio­ne di ri­ti­ro, per es­se­re vin­co­lan­te, de­ve es­se­re fir­ma­ta dal­la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta dei mem­bri del co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va aven­ti an­co­ra di­rit­to di vo­to.
2Il ri­ti­ro è am­mes­so fin­tan­to­ché il Con­si­glio fe­de­ra­le non ab­bia sta­bi­li­to la vo­ta­zio­ne po­po­la­re. La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le in­vi­ta pri­ma il co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va a co­mu­ni­car­le la sua de­ci­sio­ne e gli im­par­ti­sce un bre­ve ter­mi­ne di ri­spo­sta.
3L'ini­zia­ti­va che ri­ve­ste la for­ma di pro­po­sta ge­ne­ra­le non può più es­se­re ri­ti­ra­ta, ap­pro­va­ta che sia dall'As­sem­blea fe­de­ra­le.
Art. 73a Ritiro incondizionato e ritiro condizionato
1Il ri­ti­ro di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re è di nor­ma in­con­di­zio­na­to.
2Tut­ta­via, se al più tar­di il gior­no del vo­to fi­na­le sull'ini­zia­ti­va po­po­la­re l'As­sem­blea fe­de­ra­le ha adot­ta­to un con­tro­pro­get­to in­di­ret­to sot­to for­ma di leg­ge fe­de­ra­le, il co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va può ri­ti­ra­re la pro­pria ini­zia­ti­va sot­to espres­sa con­di­zio­ne che il con­tro­pro­get­to in­di­ret­to non sia re­spin­to in vo­ta­zio­ne po­po­la­re.
3Il ri­ti­ro con­di­zio­na­to ha ef­fet­to ap­pe­na:
il ter­mi­ne di re­fe­ren­dum con­tro il con­tro­pro­get­to in­di­ret­to sia tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te;
la non riu­sci­ta del­la do­man­da di re­fe­ren­dum con­tro il con­tro­pro­get­to in­di­ret­to sia sta­ta va­li­da­men­te ac­cer­ta­ta; o
il Con­si­glio fe­de­ra­le, in ca­so di re­fe­ren­dum, ab­bia omo­lo­ga­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 15 ca­po­ver­so 1 il ri­sul­ta­to del­la vo­ta­zio­ne po­po­la­re in cui il con­tro­pro­get­to in­di­ret­to è sta­to ac­cet­ta­to.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re), in vi­go­re dal 1° feb. 2010 (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037).
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re), con ef­fet­to dal 1° feb. 2010 (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037).
Art. 75 Esame della validità
1L'ini­zia­ti­va po­po­la­re che non ri­spet­ti l'uni­tà ma­te­ria­le (art. 139 cpv. 3 e art. 194 cpv. 2 Co­st.) o l'uni­tà for­ma­le (art. 139 cpv. 3 e art. 194 cpv. 3 Co­st.) o che vio­li di­spo­si­zio­ni co­gen­ti del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le (art. 139 cpv. 3, art. 193 cpv. 4 e art. 194 cpv. 2 Co­st.) è di­chia­ra­ta nul­la in tut­to o in par­te dall'As­sem­blea fe­de­ra­le.2
2L'uni­tà ma­te­ria­le è ri­spet­ta­ta se le sin­go­le par­ti dell'ini­zia­ti­va so­no in­trin­se­ca­men­te con­nes­se.
3L'uni­tà for­ma­le è ri­spet­ta­ta se l'ini­zia­ti­va ri­ve­ste esclu­si­va­men­te la for­ma di pro­po­sta ge­ne­ra­le o di pro­get­to già ela­bo­ra­to.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF dell'8 ott. 1999, in vi­go­re dal 1° mar. 2000 (RU 2000 411; FF 1999 6784).
Art. 75a Votazione popolare
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne l'ini­zia­ti­va al­la vo­ta­zio­ne po­po­la­re en­tro die­ci me­si dal vo­to fi­na­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, ma al mas­si­mo die­ci me­si do­po la sca­den­za dei ter­mi­ni le­ga­li pre­vi­sti per la trat­ta­zio­ne da par­te del Par­la­men­to.
2In ca­so di ri­ti­ro con­di­zio­na­to a fa­vo­re di un con­tro­pro­get­to in­di­ret­to, il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne l'ini­zia­ti­va po­po­la­re al vo­to del Po­po­lo e dei Can­to­ni en­tro die­ci me­si dall'omo­lo­ga­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 15 ca­po­ver­so 1 del ri­sul­ta­to del­la vo­ta­zio­ne po­po­la­re in cui il con­tro­pro­get­to in­di­ret­to è sta­to re­spin­to.
3In ca­so di ac­cet­ta­zio­ne di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­po­sta ge­ne­ra­le, la mo­di­fi­ca co­sti­tu­zio­na­le ela­bo­ra­ta è sot­to­po­sta al vo­to del Po­po­lo e dei Can­to­ni en­tro die­ci me­si dal vo­to fi­na­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
3bisI ter­mi­ni di cui ai ca­po­ver­si 1-3 so­no pro­lun­ga­ti di sei me­si se ini­zia­no a de­cor­re­re tra die­ci e tre me­si pri­ma del pros­si­mo rin­no­vo in­te­gra­le del Con­si­glio na­zio­na­le.2
4Al­la trat­ta­zio­ne di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re da par­te del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e ai re­la­ti­vi ter­mi­ni si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge del 13 di­cem­bre 20023 sul Par­la­men­to.
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 26 set. 2014 (Ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° mar. 2015 (RU 2015 543; FF 2013 7909).
Art. 76 Controprogetto diretto
1Se l'As­sem­blea fe­de­ra­le adot­ta un con­tro­pro­get­to, ai vo­tan­ti so­no po­ste sul­la stes­sa sche­da tre do­man­de. Ogni vo­tan­te può di­chia­ra­re sen­za ri­ser­ve:
se pre­fe­ri­sce l'ini­zia­ti­va po­po­la­re al di­rit­to vi­gen­te;
se pre­fe­ri­sce il con­tro­pro­get­to al di­rit­to vi­gen­te;
qua­le dei due te­sti do­vrà en­tra­re in vi­go­re nel ca­so in cui Po­po­lo e Can­to­ni li ab­bia­no pre­fe­ri­ti en­tram­bi al di­rit­to vi­gen­te.
2La mag­gio­ran­za as­so­lu­ta è ac­cer­ta­ta se­pa­ra­ta­men­te per ogni do­man­da. Non è te­nu­to con­to del­le do­man­de la­scia­te sen­za ri­spo­sta.
3Se ri­sul­ta­no ac­cet­ta­ti sia l'ini­zia­ti­va sia il con­tro­pro­get­to, è de­ter­mi­nan­te l'esi­to del­la ter­za do­man­da. En­tra in vi­go­re il te­sto che, se­con­do le ri­spo­ste a que­sta do­man­da, ha rac­col­to il mag­gior nu­me­ro di vo­ti del Po­po­lo e dei Can­to­ni.
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re), in vi­go­re dal 1° feb. 2010 (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037).
Titolo quinto a: Registro dei partiti
1Un par­ti­to po­li­ti­co può far­si uf­fi­cial­men­te re­gi­stra­re pres­so la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le se:
ri­ve­ste la for­ma giu­ri­di­ca dell'as­so­cia­zio­ne ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 60-79 del Co­di­ce ci­vi­le1; e
è rap­pre­sen­ta­to con lo stes­so no­me da al­me­no un mem­bro in se­no al Con­si­glio na­zio­na­le o da una de­pu­ta­zio­ne di al mi­ni­mo tre mem­bri in al­me­no tre par­la­men­ti can­to­na­li.
2L'as­so­cia­zio­ne che in­ten­de far­si iscri­ve­re nel re­gi­stro dei par­ti­ti for­ni­sce al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le i do­cu­men­ti e le in­di­ca­zio­ni se­guen­ti:
un esem­pla­re de­gli sta­tu­ti vi­gen­ti;
il no­me pre­vi­sto ne­gli sta­tu­ti e la se­de del par­ti­to;
il no­me e l'in­di­riz­zo del­le per­so­ne pre­po­ste al­la pre­si­den­za e al­la ge­stio­ne del par­ti­to a li­vel­lo fe­de­ra­le.
3La Can­cel­le­ria fe­de­ra­le tie­ne un re­gi­stro con­cer­nen­te le in­di­ca­zio­ni for­ni­te­le dai par­ti­ti. Il re­gi­stro è pub­bli­co. L'As­sem­blea fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli me­dian­te or­di­nan­za.
Titolo sesto: Rimedi di diritto
Art. 77 Ricorsi
1Il ri­cor­so al go­ver­no can­to­na­le è am­mis­si­bi­le per:
vio­la­zio­ne del di­rit­to di vo­to a te­no­re de­gli ar­ti­co­li 2-4, 5 ca­po­ver­si 3-6, 62 e 63 (ri­cor­so sul di­rit­to di vo­to);
ir­re­go­la­ri­tà ri­guar­dan­ti le vo­ta­zio­ni (ri­cor­so sul­la vo­ta­zio­ne);
ir­re­go­la­ri­tà nel­la pre­pa­ra­zio­ne e ese­cu­zio­ne del­le ele­zio­ni al Con­si­glio na­zio­na­le (ri­cor­so sull'ele­zio­ne).
2Il ri­cor­so dev'es­se­re pre­sen­ta­to, me­dian­te in­vio rac­co­man­da­to, en­tro tre gior­ni dal­la sco­per­ta del mo­ti­vo di im­pu­gna­zio­ne, ma al più tar­di il ter­zo gior­no do­po la pub­bli­ca­zio­ne dei ri­sul­ta­ti nel Fo­glio uf­fi­cia­le del Can­to­ne.3
Art. 78 Motivazione
1Il ri­cor­so dev'es­se­re mo­ti­va­to con una bre­ve espo­si­zio­ne dei fat­ti.
Art. 79 Decisioni su ricorso e altre disposizioni
1Il go­ver­no can­to­na­le de­ci­de en­tro die­ci gior­ni dal­la pre­sen­ta­zio­ne del ri­cor­so.
2Se, su ri­cor­so o d'uf­fi­cio, ac­cer­ta ir­re­go­la­ri­tà, pren­de le ne­ces­sa­rie di­spo­si­zio­ni, se pos­si­bi­le pri­ma del­la chiu­su­ra del­la pro­ce­du­ra d'ele­zio­ne o vo­ta­zio­ne.
2bisIl go­ver­no can­to­na­le re­spin­ge, sen­za esa­mi­nar­li più ap­pro­fon­di­ta­men­te, i ri­cor­si sul di­rit­to di vo­to o sul­le vo­ta­zio­ni se ac­cer­ta che il ge­ne­re e l'en­ti­tà del­le ir­re­go­la­ri­tà non so­no in gra­do di in­flui­re es­sen­zial­men­te sull'esi­to del­la vo­ta­zio­ne o dell'ele­zio­ne.1
3Il go­ver­no can­to­na­le no­ti­fi­ca le de­ci­sio­ni su ri­cor­so e le al­tre di­spo­si­zio­ni giu­sta gli ar­ti­co­li 34-38 e 61 ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va e le co­mu­ni­ca an­che al­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le.3
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 15 nov. 1994 (RU 1994 2414; FF 1993 III 309).
Art. 80 Ricorso al Tribunale federale
1Le de­ci­sio­ni su ri­cor­so pro­nun­cia­te dal go­ver­no can­to­na­le (art. 77) pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te con ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le con­for­me­men­te al­la leg­ge del 17 giu­gno 20052 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le.
2Pos­so­no es­se­re inol­tre im­pu­gna­te con ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le le de­ci­sio­ni del­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ine­ren­ti al ri­fiu­to dell'iscri­zio­ne nel re­gi­stro dei par­ti­ti o al­la non riu­sci­ta di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re o di un re­fe­ren­dum. Il ri­cor­so è inam­mis­si­bi­le con­tro le no­te pub­bli­ca­te nel Fo­glio fe­de­ra­le in­di­can­ti che una do­man­da di re­fe­ren­dum o un'ini­zia­ti­va po­po­la­re non ha ma­ni­fe­sta­men­te rac­col­to il nu­me­ro pre­scrit­to di fir­me va­li­de (art. 66 cpv. 1 e 72 cpv. 1).3
3I mem­bri del co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va pos­so­no im­pu­gna­re con ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le an­che le de­ci­sio­ni del­la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le ine­ren­ti al­la va­li­di­tà for­ma­le del­la li­sta del­le fir­me (art. 69 cpv. 1) e al ti­to­lo dell'ini­zia­ti­va (art. 69 cpv. 2).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 23 mar. 2007 che mo­di­fi­ca la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le in ma­te­ria di di­rit­ti po­li­ti­ci, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4635; FF 2006 4815).
Art. 81 e 82
1 Abro­ga­ti dal n. 2 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
Titolo settimo: Disposizioni comuni
Art. 83 Diritto cantonale
In quan­to la pre­sen­te leg­ge e i di­spo­sti fe­de­ra­li ese­cu­ti­vi non con­ten­ga­no per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni, s'ap­pli­ca il di­rit­to can­to­na­le. È ri­ser­va­ta la leg­ge fe­de­ra­le del 16 di­cem­bre 19431 sull'or­ga­niz­za­zio­ne giu­di­zia­ria.
1 [CS 3 499; RU 1948 899 art. 86, 1955 899 art. 118, 1959 921, 1969 755 art. 80 lett. b 784, 1977 237 n. II 3 862 art. 52 n. 2 1323 n. III, 1978 688 art. 88 n. 3 1450, 1979 42, 1980 31 n. IV 1718 art. 52 n. 2 1819 art. 12 cpv. 1, 1982 1676 all. n. 13, 1983 1886 art. 36 n. 1, 1986 926 art. 59 n. 1, 1987 226 n. II 1 1665 n. II, 1988 1776 all. II 1, 1989 504 art. 33 lett. a, 1990 938 n. III cpv. 5, 1992 288, 1993 274 art. 75 n. 1 1945 all. n. 1, 1995 1227 all. n. 3 4093 all. n. 4, 1996 508 art. 36 750 art. 17 1445 all. n. 2 1498 all. n. 2, 1997 1155 all. n. 6 2465 all. n. 5, 1998 2847 all. n. 3 3033 all. n. 2, 1999 1118 all. n. 1 3071 n. I 2, 2000 273 all. n. 6 416 n. I 2 505 n. I 1 2355 all. n. 1 2719, 2001 114 n. I 4 894 art. 40 n. 3 1029 art. 11 cpv. 2, 2002 863 art. 35 1904 art. 36 n. 1 2767 n. II 3988 all. n. 1, 2003 2133 all. n. 7 3543 all. n. II 4 lett. a 4557 all. n. II 1, 2004 1985 all. n. II 1 4719 all. n. II 1, 2005 5685 all. n. 7. RU 2006 1205 art. 131 cpv. 1]. Ve­di ora la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le (RS 173.110).
Art. 84 Impiego di ausili tecnici
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le può au­to­riz­za­re i go­ver­ni can­to­na­li ad ema­na­re di­spo­si­zio­ni de­ro­gan­ti al­la pre­sen­te leg­ge per ac­cer­ta­re con mez­zi tec­ni­ci i ri­sul­ta­ti del­le ele­zio­ni e vo­ta­zio­ni.1
2L'uti­liz­za­zio­ne di mez­zi tec­ni­ci per le ele­zio­ni e le vo­ta­zio­ni de­ve es­se­re ap­pro­va­ta dal Con­si­glio fe­de­ra­le.2
1 Abro­ga­to dal n. 2 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
Art. 86 Gratuità delle operazioni ufficiali
1Per le ope­ra­zio­ni uf­fi­cia­li in ba­se al­la pre­sen­te leg­ge non si pos­so­no ri­scuo­te­re emo­lu­men­ti. In ca­so di ri­cor­so te­me­ra­rio o con­tra­rio al­la buo­na fe­de, le spe­se pos­so­no es­se­re ad­dos­sa­te al ri­cor­ren­te.
2Nei pro­ce­di­men­ti di­nan­zi al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, l'one­re del­le spe­se è di­sci­pli­na­to dal­la leg­ge del 17 giu­gno 20052 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le.
Art. 87 Rilevazioni statistiche
1La Con­fe­de­ra­zio­ne tie­ne sta­ti­sti­che sul­le ele­zio­ni e vo­ta­zio­ni po­po­la­ri fe­de­ra­li; ta­li sta­ti­sti­che, a li­vel­lo co­mu­na­le, di­stret­tua­le e can­to­na­le, in­for­ma­no:
per le ele­zio­ni: sul nu­me­ro di vo­ti ot­te­nu­ti dai can­di­da­ti e dal­le li­ste elet­to­ra­li;
per le vo­ta­zio­ni: sul nu­me­ro di vo­ti fa­vo­re­vo­li ot­te­nu­ti da­gli og­get­ti in vo­ta­zio­ne.1
1bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le può or­di­na­re al­tre ri­le­va­zio­ni sta­ti­sti­che sul­le ele­zio­ni al Con­si­glio na­zio­na­le e sul­le vo­ta­zio­ni po­po­la­ri.2
2Udi­to il com­pe­ten­te go­ver­no can­to­na­le, può pre­ve­de­re che in de­ter­mi­na­ti Co­mu­ni il vo­to sia espres­so se­pa­ra­ta­men­te in fun­zio­ne del ses­so e del grup­po d'età.
3Il se­gre­to del vo­to non dev'es­se­re pre­giu­di­ca­to.
Capitolo 1: Modificazioni e abrogazioni
Art. 88 Modificazione di leggi federali
1 Le mod. pos­so­no es­se­re con­sul­ta­te al­la RU 1978 688.
Art. 89 Abrogazione di leggi federali
So­no abro­ga­te:
la leg­ge fe­de­ra­le del 19 lu­glio 18721 sul­le ele­zio­ni e vo­ta­zio­ni fe­de­ra­li;
la leg­ge fe­de­ra­le del 17 giu­gno 18742 con­cer­nen­te le vo­ta­zio­ni po­po­la­ri su leg­gi e ri­so­lu­zio­ni fe­de­ra­li;
la leg­ge fe­de­ra­le del 23 mar­zo 19623 sul mo­do di pro­ce­de­re per la do­man­da d'ini­zia­ti­va po­po­la­re con­cer­nen­te la re­vi­sio­ne del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le (leg­ge sul­le ini­zia­ti­ve po­po­la­ri);
la leg­ge fe­de­ra­le del 25 giu­gno 19654 che isti­tui­sce del­le age­vo­lez­ze in ma­te­ria di vo­ta­zio­ni ed ele­zio­ni fe­de­ra­li;
la leg­ge fe­de­ra­le dell'8 mar­zo 19635 per la ri­par­ti­zio­ne dei de­pu­ta­ti al Con­si­glio na­zio­na­le tra i Can­to­ni;
la leg­ge fe­de­ra­le del 14 feb­bra­io 19196 cir­ca l'ele­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le.
1 [CS 1 153; RU 1952 69, 1966 867 art. 9, 1971 1361]
2 [CS 1 168; RU 1962 848 art. 11 cpv. 3]
3 [RU 1962 848]
4 [RU 1966 867]
5 [RU 1963 435]
6 [CS 1 174; RU 1975 601]
Capitolo 2: Diritto transitorio, esecuzione e entrata in vigore
Art. 90 Diritto transitorio
1La pre­sen­te leg­ge non s'ap­pli­ca ai fat­ti e ai ri­cor­si ri­fe­ren­ti­si ad ele­zio­ni e vo­ta­zio­ni an­te­ce­den­ti al­la sua en­tra­ta in vi­go­re. Lo stes­so va­le per i re­fe­ren­dum e le ini­zia­ti­ve po­po­la­ri pre­ce­den­te­men­te de­po­si­ta­ti. In que­sti ca­si re­sta de­ter­mi­nan­te il di­rit­to pre­vi­gen­te.
2De­cor­si 18 me­si dall'en­tra­ta in vi­go­re sa­ran­no ac­col­te sol­tan­to le li­ste di fir­me con­for­mi al­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge.
2 In­tro­dot­to dal n. III del­la LF del 9 mar. 1978 (RU 1978 1694; FF 1977 III 829). Abro­ga­to dal n. II 4 del­la LF del 20 mar. 2008 con­cer­nen­te l'ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° ago. 2008 (RU 2008 3437; FF 2007 5575).
Art. 90a Disposizione transitoria della modifica del 25 settembre 2009
Al­le ini­zia­ti­ve po­po­la­ri fe­de­ra­li pen­den­ti al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 25 set­tem­bre 2009 del­la pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca il nuo­vo di­rit­to.
Art. 91 Esecuzione
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le di­spo­si­zio­ni ese­cu­ti­ve.
2Le di­spo­si­zio­ni can­to­na­li ese­cu­ti­ve ri­chie­do­no, per es­se­re va­li­de, l'ap­pro­va­zio­ne del­la Con­fe­de­ra­zio­ne1. Es­se de­vo­no es­se­re ema­na­te en­tro 18 me­si dall'ac­cet­ta­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge da par­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1 Espr. mo­di­fi­ca­ta dal n. III del­la LF del 15 dic. 1989 con­cer­nen­te l'ap­pro­va­zio­ne di at­ti le­gi­sla­ti­vi dei Can­to­ni da par­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° feb. 1991 (RU 1991 362; FF 1988 II 1149).
Art. 92 Referendum e entrata in vigore
Cpecmdi<

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 8

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

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Art. 60

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 66

Art. 67

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Art. 67

Art. 69

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 73

Art. 75
 art. 194
 art. 194
 art. 193
 art. 194

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 83
 art. 86
 art. 118
 art. 80
 art. 52
 art. 88
 art. 52
 art. 12
 art. 36
 art. 59
 art. 33
 art. 75
 art. 36
 art. 17
 art. 40
 art. 11
 art. 35
 art. 36
 art. 131

Art. 84

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89
 art. 9
 art. 11

Art. 90

Art. 90

Art. 91

Art. 92