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Trasparenza ed Anticorruzione - PDF
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1 Trasparenza ed Anticorruzione Prof. Giuseppe D Onza Professore Associato Direttore Master Auditing e Controllo Interno Università di Pisa Esperto Autorità Nazionale Anticorruzione Lucca, 12/01/2014
3 A chi si applica? Art.11. D.Lgs. 33/2013 Ambito soggettivo di applicazione 1. Tutte le pubbliche amministrazioni di cui all art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n Le società partecipate dalle PA di cui al comma 1 e alle società da esse controllate ai sensi dell art c.c. si applicano, limitatamente alla attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell'unione europea, le disposizioni dell articolo 1, commi da 15 a 33, della legge 6 novembre 2012, n Le autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione
4 Cosa si applica le disposizioni dell articolo 1, commi da 15 a 33, della legge 6 novembre 2012, n Bilancio e conti consuntivi - Costi servizio - Autorizzazioni e concessioni - Affidamenti di lavori, beni e servizi - Contributi, sovvenzioni e finanziamenti - Assunzione personale e avanzamento carriera le disposizioni dell articolo 14, D.Lgs. 33/2013 sull organo di indirizzo politico le disposizioni dell articolo 15, D.Lgs. 33/2013 sugli incarichi dirigenziali, collaborazioni e consulenze
5 Sanzioni Art. 47 Ambito soggettivo di applicazione e Delibera 66/2013 CIVIT 1) Sanzioni amministrative pecuniare (da 500 a ) a carico di: a) soggetti tenuti a comunicare i dati previsti dall art. 14 (Organo di indirizzo politico) b) Soggetti tenuti alla pubblicazione dei dati art. 22 c. 2 2) Divieto dell'erogazione in loro favore di somme a qualsivoglia titolo da parte dell'amministrazione interessata per mancata pubblicazione informazioni art. 14 e 15. 3) Per violazione art. 14 pubblicazione CIVIT lista nominativi ed eventuale procedimento sanzionatorio
7 Ambito di applicazione Comma 60 art Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (190), attraverso intese in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma l, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si definiscono gli adempimenti, con l'indicazione dei relativi termini, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali, nonche' degli enti pubblici e dei soggetti di diritto privato sottoposti al loro controllo, volti alla piena e sollecita attuazione delle disposizioni della presente legge
8 Società partecipate e a quelle da esse controllate ai sensi dell art c.c. Ambito di applicazione (PNA) Tutte le pubbliche amministrazioni di cui all art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 Enti pubblici economici (ivi comprese l Agenzia del demanio e le autorità portuali) Enti di diritto privato in controllo pubblico Per le parti in cui tali soggetti sono espressamente indicati come destinatari del Piano
9 Enti di diritto privato in controllo pubblico Definito dall art. 1 comma 3 del D.Lgs. 39 Le societa' e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attivita' di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell'articolo 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi;
10 I soggetti del sistema di prevenzione - Organo di indirizzo politico -Responsabile della prevenzione della corruzione, individuato dall'organo di indirizzo politico individua, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio; -Dirigenti e Responsabili dei servizi devono collaborare con il Responsabile della prevenzione della corruzione a partire dalla fase di predisposizione del Piano fino all attuazione, alle modifiche di adeguamento, nonché alla sua osservanza
11 Compiti Responsabile Prevenzione Anticorruzione -Predisposizione del Piano di prevenzione della Corruzione -Definisce procedure appropriate per selezionare e formare, i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione - Verificare l efficace attuazione del Piano e la sua idoneità a prevenire il compimento di reati - Proporre modifiche al Piano in caso di accertamento di significative violazioni - Cura che tramite il PTPC siano rispettate le disposizioni sulla incompatibilità ed inconferibilità degli incarichi (D.lgs. 39/2013) - Segnalazione dei casi di violazione del D.Lgs. 39 all ANAC, all Autorità Garante della concorrenza del mercato
12 Costruzione del Piano Triennale Prevenzione Corruzione Attività formative ed organizzative Fase 1: Attività preliminari Individuazione delle funzioni/ aree di attività nel cui ambito possono essere commessi i reati di corruzione Fase 4: Redazione del Piano di prevenzione Fase 2: Individuazione di funzioni / attività a rischio di reato Predisposizione del Piano di prevenzione e approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione Fase 3: Valutazione dei rischi e dei controlli Analisi nel dettaglio del sistema di controllo esistente a presidio delle attività a rischio di reato e valutazione della capacità del sistema stesso di rispondere ai requisiti imposti dal decreto (Risk Assessment and Gap Analysis).
13 Nomina del RPC Attività preliminari Individuazione dei referenti del RPC Formazione sulle metodologie di costruzione del PTPC Definizione di un Piano di Azione con definizione dei Tempi e degli output previsti
14 Definizione ambito di applicazione Reati corruzione «passiva» (art. 318; 319; 322) Reati di concussione (art. 317) Induzione indebita (art. 319-quater) Secondo una logica più ampia tutti i Delitti verso la PA previsti dal Titolo II Capo I del Codice Penale tra i quali si collocano: Peculato (art. 314); Abuso d ufficio (art. 323); Interesse privato in atti di ufficio (art. 324); Rivelazione ed utilizzazione dei segreti di ufficio (art. 326) Rifiuto o omissione di atti di ufficio (art. 328) Ecc.
15 Aree sensibili (1) Assunzione e Progressione del Personale 1. Reclutamento 2. Progressioni di carriera 3. Conferimento di incarichi di collaborazione Affidamento di lavori, servizi e forniture 1. Definizione dell oggetto dell affidamento 2. Individuazione dello strumento/istituto per l affidamento 3. Requisiti di qualificazione 4. Requisiti di aggiudicazione 5. Valutazione delle offerte 6. Verifica dell eventuale anomalia delle offerte 7. Procedure negoziate 8. Affidamenti diretti 9. Varianti in corso di esecuzione del contratto 10.Subappalto
16 Aree sensibili (2) Altre attività istituzionali dell azienda a rischio corruzione 1. Rilascio di autorizzazioni o adozione di altri provvedimenti al fine di agevolare determinati soggetti 2. Indebito riconoscimento di indennità e rimborsi a favore di altri soggetti 3. Ecc.
17 Risk Assessment 1. Scala di valutazione per probabilità ed impatto da 1 a 5 2. Per probabilità i fattori da tener in considerazione sono: Discrezionalità del processo Rilevanza esterna Frazionabilità Valore economico Complessità Tipo di controllo applicato al processo 3. Per impatto i fattori da tener in considerazione sono: Impatto economico Impatto reputazionale Impatto organizzativo
18 Valutazione del controllo applicato Le fasi in oggetto richiedono: processo la valutazione sulla capacità del sistema di controllo interno della società di rispondere ai requisiti imposti dalla Legge 190. A tal fine, è necessario assicurare che lo svolgimento delle attività a rischio di reato, individuate nelle fasi precedenti, vengano condotte nel rispetto di: Procedure aziendali Tracciabilità Chiarezza nelle deleghe e delle responsabilità nei processi a rischio nonché ulteriori specifici presidi di controllo da identificare, per attività, in funzione del contesto organizzativo ed attività istituzionali dell ente 18
19 Misurazione del rischio Catastrofico Alto Medio Basso Trascurabile Medio Medio Basso Basso Basso Alto Grave Grave 20 Estremo 25 Medio 8 Alto 12 Grave 16 Grave 20 Medio 6 Alto 9 Alto 12 Grave 15 Bas 4 Medio 6 Medio 8 Alto 10 Basso so 2 Basso 3 Medio 4 Medio 5 Raro Basso Medio Probabile Molto Probabile Probabilità Scala da 1 a 5 19
20 Componenti del Piano 1. Descrizione della tipologia dei reati 2. Definizione delle misure anticorruzione di tipo generale 3. Elenco dei processi sensibili 4. Valutazione del rischio di corruzione 5. Definizione delle misure anticorruzione di tipo specifico 6. Flussi informativi e di reporting 7. Piano di formazione del Personale 8. Monitoraggio da parte del Responsabile Prevenzione della Corruzione 20
PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Anno 2015 Sommario Sommario 2 1. Definizioni 3 2. Premessa e obiettivi del documento 4 3. Contesto normativo di riferimento 5 4. Contesto interno di riferimento

References: Art.11
 art. 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 14
 articolo 15
 Art. 47
 art. 14
 art. 22
 art. 14
 art. 14
 art. 1
 art. 1