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Timestamp: 2020-02-23 12:45:37+00:00

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Miur concorso docenti - Consiglio di Stato sentenza n. 504 25 gennaio 2018 su punteggio concorso scuola: obbligo di valutazione congiunta prove scritte e pratiche nei concorsi per l’accesso all’insegnamento scolastico | Sentenze
Scritto il 25 Gennaio, 2018 da sentenze
Miur concorso docenti – Consiglio di Stato sentenza n. 504 25 gennaio 2018 su punteggio concorso scuola:
In materia di concorsi per l’accesso all’insegnamento scolastico, va ribadito che il MIUR non può prevedere un bando di concorso con l’attribuzione di punti 30 per il giudizio su prove e grafiche e altri punti 10 per quelle pratiche, così arbitrariamente frazionando le prove medesime ed il punteggio relativo, al fine di creare un ulteriore momento di selezione non consentito dalla vigente normativa.
Il Consiglio di Stato arriva a tale conclusione dopo aver ribadito le statuizioni di un recente precedente conforme (Concorsi a posti e cattedre, Consiglio di Stato sentenza n. 5295 15 novembre 2017 su Dlgs 297 1994: prove scritte e pratiche vanno valutate con un punteggio unitario (di punti 40, ex art 400 comma 9); altera tale principio la previsione di un’attribuzione di punti 30 per il giudizio su prove grafiche e altri punti 10 per quelle pratiche), già affermate in un’altra più risalente pronuncia (Concorso a cattedre, prova pratica va valutata assieme alle altre –sentenza CdS n. 2677 28 maggio 2015-)
Consiglio di Stato sentenza n. 504 25 gennaio 2018
della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE III BIS n. 02823/2014, resa tra le parti, concernente mancata ammissione alla prova orale del concorso per il reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di i e ii grado”
“Ritenuto in fatto che:
– con decreto direttoriale n. 82 del 24 settembre 2012, il MIUR ha indetto i concorsi, per titoli ed esami, a posti e cattedre per il reclutamento del personale docente nelle scuole d’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado, articolati su base regionale;
– che gli odierni appellanti, tutti partecipanti al concorso impugnavano il bando del predetto concorso, nella parte in cui, all’art. 9, commi 1, 2 e 3, ed all’art. 10, comma 1, prevede che sono ammessi alle prove orali i candidati che hanno superato la prova scritta con punteggio non inferiore a 21/30 e che hanno conseguito un punteggio non inferiore a 7/10 nella prova pratica e/o di laboratorio;
– che gli stessi, dopo aver presentato rituale domanda di ammissione al concorso in esame e dopo aver sostenuto e superato le prove preselettive, venivano ammessi a sostenere le prove scritte, grafiche o pratiche;
– che, in particolare, per le discipline scientifiche e tecnico-pratiche riguardanti le classi di concorso di rispettiva pertinenza (AO33, C430, AO38 e AO49,) il bando di concorso ha previsto quattro prove scritte, grafiche o pratiche, una delle quali consistente in una prova pratica o in una prova di laboratorio (per le classi AO33, C430, AO38 e AO49);
– che gli stessi appellanti avevano partecipato alle prove scritte, grafiche e pratiche indette dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna (A033: Lombardi) e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (A038 e A049: […]);
– che i predetti Uffici scolastici regionali, all’esito delle tre prove scritte, grafiche e pratiche, ed a seguito dell’avvenuta correzione delle stesse, hanno pubblicato gli elenchi dei docenti, riferiti alle rispettive classi di concorso, ammessi alla prova di laboratorio, nei quali gli odierni ricorrenti risultano esclusi, per non avere conseguito il punteggio minimo di 7/10 previsto per la prova pratica;
– che gli stessi appellanti impugnavano la loro mancata ammissione alla prova orale in una col bando innanzi al TAR Lazio, col ricorso NRG 7811/2013, proponendo poi motivi aggiunti avverso le graduatorie regionali di merito;
– che con sentenza n. 2823 del 13 marzo 2014, l’adito TAR respingeva integralmente la pretesa azionata, donde il presente appello, di cui al ricorso in epigrafe, affidato all’unico, articolato motivo della erroneità e della contraddittorietà della sentenza stessa;”
“- in questi termini, il ricorso in epigrafe è da accogliere anche con riguardo all’invocato principio di favor partecipationis ai concorsi a pubblici impieghi, il quale impone alla P.A. procedente, anche se abbia ampi margini di discrezionalità nel governo del reclutamento (a più forte ragioni se tali margini manchino), di non restringere in modo arbitrario ovvero con interpretazioni non conformi alla legislazione vigente la platea dei candidati prescindendo dall’effettivo merito di tutti e di ciascuno di essi;
– la fondatezza del gravame sotto gli assorbenti profili predetti ne impone il conseguente accoglimento nei limiti dell’interesse alla rivalutazione delle prove sulla scorta dei richiamati criteri;”
“- sussistono giusti motivi, analogamente ai precedenti della sezione, per procedere alla compensazione delle spese del doppio grado di giudizio.”
Concorsi a posti e cattedre, sentenza n. 504 2018
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