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Timestamp: 2018-04-22 14:36:08+00:00

Document:
Gli obblighi gravanti sul legale rappresentate vanno valutati in termini di buona fede quando i fatti da attestare riguardano soggetti cessati dalla carica, e dunque ormai terzi rispetto alla società dichiarante
Soggetti ammessi a partecipare dichiarazioni relative a soggetti cessati presunzione di buona fede l’intervenuta riabilitazione esclude la rilevanza della condanna ai fini di una eventuale esclusione
gli obblighi gravanti sul legale rappresentate vanno valutati in termini di buona fede quando i fatti da attestare riguardano soggetti cessati dalla carica, e dunque ormai terzi rispetto alla società dichiarante (che, infatti, afferma di aver chiesto e ottenuto un certificato penale da cui nulla risultava, proprio perchè rilasciato a privati terzi)
illegittima esclusione di un’impresa il cui << il legale rappresentante della società aggiudicataria ha dichiarato «di non essere a conoscenza che ricorrano nei confronti della sig.ra SS, cessata dalla carica di Amministratore nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando in oggetto, le situazioni di cui all’art. 38, comma 1, lettera c, del d.lgs. 163/2006», essendo poi risultata dal certificato del casellario giudiziale l’esistenza di una sentenza di condanna della Corte di Cassazione risalente al 24 aprile 1987 (per bancarotta fraudolenta e truffa), per la quale è poi intervenuta la riabilitazione (provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Venezia del 12 giugno 1992).>>
nel caso in esame, da un lato non vi sia stata alcuna omessa dichiarazione per le considerazioni espresse in precedenza, e, sotto altro profilo, l’intervenuta riabilitazione esclude la rilevanza della condanna ai fini di una eventuale esclusione
Con riferimento al primo profilo, si rileva che dagli atti prodotti in giudizio risulta che il sig. Mario Putin ha sottoscritto, in qualità di presidente e legale rappresentante della società, la dichiarazione del 23 settembre 2008, con la quale ha, appunto, attestato «l’inesistenza a carico dell’Impresa Controinteressata Ristorazione s.p.a.… delle condizioni di esclusione previste dall’art. 38 del d.lgs. n. 163/2006». A tale dichiarazione si sono aggiunte anche quelle degli altri componenti dell’attuale Consiglio di Amministrazione della Controinteressata, sigg.ri Faggion e Fosser.
In relazione alla posizione della amministratrice cessata dalla carica (Silvana S_), il legale rappresentante della società aggiudicataria ha dichiarato «di non essere a conoscenza che ricorrano nei confronti della sig.ra S_ Silvana, cessata dalla carica di Amministratore nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando in oggetto, le situazioni di cui all’art. 38, comma 1, lettera c, del d.lgs. 163/2006», essendo poi risultata dal certificato del casellario giudiziale l’esistenza di una sentenza di condanna della Corte di Cassazione risalente al 24 aprile 1987 (per bancarotta fraudolenta e truffa), per la quale è poi intervenuta la riabilitazione (provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Venezia del 12 giugno 1992).
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 dicembre 2010 il Cons. Roberto Chieppa e uditi per le parti gli avvocati Garzulla, su delega dell’ avv. Cartasegna, Ranalli, Calzoni, e Calgaro;
1. Con sentenza n. 26/2010 il Tar per l’Umbria ha respinto il ricorso proposto dalla CO.SE.R. – Cooperativa Ricorrente avverso gli atti della gara indetta dall’Azienda Ospedaliera di Perugia per l’affidamento della concessione del servizio di gestione Bar dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia (procedura conclusasi con l’aggiudicazione in favore della Controinteressata Ristorazione S.p.a., mentre la Ricorrente si posizionava al secondo posto della graduatoria).
2. L’oggetto del giudizio è costituito dalla contestazione da parte della cooperativa Ricorrente, precedente gestore del servizio e seconda classificata, dell’aggiudicazione in favore della Controinteressata Ristorazione S.p.a. della gara indetta dall’Azienda Ospedaliera di Perugia per l’affidamento della concessione del servizio di gestione Bar dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.
a) non è stata resa la dichiarazione di inesistenza delle condizioni di esclusione di cui al predetto art. 38 con riferimento alla posizione di Silvana S_, amministratore cessato dalla carica nel triennio antecedente alla pubblicazione del bando, che aveva riportato diverse condanne penali, che comunque non sono state dichiarate, precludendo in tal modo la verifica della compatibilità delle stesse con la partecipazione alla gara, rimessa alla stazione appaltante anche in caso di intervenuta riabilitazione;
b) la dichiarazione ex art. 38 non è stata resa neanche con riguardo ai procuratori speciali della società muniti di poteri di rappresentanza, di cui uno (Sergio Venditti) risulta aver riportato una condanna definitiva, anche non valutata dalla stazione appaltante.
3. La seconda censura attiene, invece, alla omessa dichiarazione ex art. 38 con riguardo ai procuratori speciali della società muniti di poteri di rappresentanza, di cui uno (Sergio Venditti) risulta aver riportato una condanna definitiva, che non è stata, quindi, valutata dalla stazione appaltante.
Condanna l’appellante alla rifusione delle spese del presente grado di giudizio, liquidate nella somma di Euro 5.000,00, oltre Iva e C.P., in favore di ciascuna parte appellata costituita.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 38
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