Source: http://www.nuovamicologia.eu/legislazione/
Timestamp: 2018-07-20 16:23:51+00:00

Document:
Legislazione | Associazione NUOVA MICOLOGIA
… E ISTRUZIONI PER IL RILASCIO DEL TESSERINO
N O R M A T I V A di riferimento
Legislazione Nazionale e Regionale in materia di raccolta e commercio di funghi epigei spontanei
R.D. 03.08.1890 D.M. 7045
Regolamento speciale per la vigilanza igienica sugli alimenti.
Legge 23.08.93 n. 352
Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati.
DPR 14.07.95 n. 376
Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione di funghi epigei freschi e conservati.
Decreto 29.11.96 n. 686
Regolamento concernente criteri e modalità per il rilascio dell’attestato di micologo.
Legge Regionale del Lazio 05.08.1998 n. 32 (più avanti riportata integralmente con le modifiche introdotte successivamente)
Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri prodotti di sottobosco.
Decreto Ministero della salute 21.09.98
Elenco nazionale dei soggetti che hanno conseguito l’attestato di micologo.
Ordinanza del 20.08.2002 del Ministero della Salute
Art. 1 - La raccolta, la commercializzazione e la conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre è vietata su tutto il territorio nazionale.
Legge Regionale del Lazio 14.08.2017 n. 9
Modifica ed integra la LR 32/1998 sulla disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri prodotti di sottobosco.
Legge Regionale del Lazio 5.1.2018 n. 1
Modifica alcune disposizioni introdotte dalla LR 32/1998, in particolare sopprimendo l'obbligo di freqenza di un corso d'aggiornamento di 6 ore per coloro che rinnovano il tesserino alla scadenza quinquennale.
ISTRUZIONI PER IL RILASCIO DEL TESSERINO
L'UFFICIO MICOLOGICO della Provincia di Roma (sezione Caccia e Pesca) sito in Via Tiburtina 695, fino a poco fa preposto al rilascio e al rinnovo quinquennale dell'autorizzazione per la raccolta dei funghi epigei nel Lazio, non effettua più tale servizio. Tutte le competenze prima delegate alla Provincia e alla Città metropolitana di Roma Capitale sono state infatti riallocate in capo alla Regione Lazio – Direzione Regionale Agricoltura – Area Gestione Sostenibile delle Risorse e Governo del Territorio a Vocazione Agricola. L'attività in argomento viene quindi svolta presso l'Area Decentrata Agricoltura di Roma, situata in via Pianciani 16.
Sono stati, inoltre, modificati tutti gli stampati necessari a effettuare le varie operazioni; possono essere scaricati accedendo alla pagina della Regione Lazio: http://www.regione.lazio.it/rl_agricoltura/?vw=contenutidettaglio&id=132. E' anche cambiato il n. di C/C sul quale eseguire il versamento annuale del contributo previsto, che va quindi effettuaato su:
conto corrente Postale n. 63101000, descrizione “Regione Lazio tasse concessioni reg. fermo posta” con la causale: “Tesserino di Autorizzazione alla raccolta funghi epigei”.
A tale proposito si ricorda che, ai sensi dell'art. 22 della Legge Regionale del Lazio n. 4 del 28.04.2006, coloro che hanno compiuto i 65 anni di età non dovranno più pagare il suddetto contributo di €.25,00 l'anno per l'autorizzazione, essendo sufficiente portare con sé, insieme con il tesserino, un valido documento di riconoscimento.
Tale Legge Regionale integra la L.R. 32/1998, che viene più avanti riportata con le modifiche introdotte.
PRINCIPALI DISPOSIZIONI RIGUARDANTI LA RACCOLTA
- usare rastrelli, uncini od altri mezzi che possono danneggiare il micelio e l’habitat naturale;
- calpestare, danneggiare e distruggere, in modo deliberato, carpofori di qualunque specie;
- raccogliere quantitativi superiori ai 3 Kg. (salvo unico esemplare o cespo concresciuto);
- utilizzare contenitori di plastica;
- raccogliere funghi di notte o allo stato di ovolo chiuso;
- raccogliere esemplari immaturi con diametro del cappello inferiore a :
5 cm = Macrolepiota procera
4 cm = Amanita caesarea, Boletus edulis e relativo gruppo, Clitocybe geotropa, Agaricus campestris, Russula virescens
3 cm = per tutti gli altri funghi, salvo quanto indicato al comma 2bis dell'art. 3, L.R. 32/1998, più avanti riportato;
- raccogliere in aree particolari, quali i parchi nazionali, le riserve naturali, giardini privati, terreni nel raggio di mt. 100 da immobili ad uso abitativo, aree urbane a verde pubblico, per una fascia di mt. 10 dal margine delle strade ed aree industriali;
Possono, inoltre, essere disposte limitazioni temporanee per la salvaguardia dell’ecosistema di alcune zone o per la raccolta di determinate specie a rischio di estinzione.
- munirsi del tesserino se previsto;
- utilizzare contenitori rigidi aerati, ad es. cestini;
- pulire sommariamente sul posto i funghi raccolti;
- raccogliere esemplari integri, completi di tutte le caratteristiche morfologiche che ne consentano la determinazione.
- Deve avvenire in luogo destinato dal Comune.
- E’ consentita la vendita di funghi freschi spontanei al dettaglio, previa certificazione di controllo da parte della ASL.
- Gli esercenti debbono essere in possesso di Autorizzazione igienico sanitaria per vendita, lavorazione, conservazione e confezionamento delle diverse specie fungine sia spontanee che coltivate.
- L’autorizzazione è rilasciata ad esercenti riconosciuti idonei dagli Ispettorati Micologici.
- La vendita di funghi freschi coltivati è assimilata ai prodotti ortofrutticoli.
C O M M E R C I A L I Z Z A Z I O N E
- per l’individuazione dei funghi devono essere usati i nomi scientifici;
- è consentita la commercializzazione dei funghi provenienti da altri Paesi, purché di specie riconosciute commestibili dalle Autorità del Paese d’origine;
è consentita la commercializzazione dei funghi epigei allo stato fresco appartenenti alle seguenti specie:
Agaricus arvensis Cantharellus (Craterellus) cornucopiodes
Agaricus bitorquis Lactarius deliciosus
Agaricus campetris Leccinum (tutte le specie)
Agaricus hortensis Lentinus edodes
Agrocybe aegerita Macrolepiota procera
Amanita caesarea Marasmius oreades
Armillaria mellea Morchella (tutte le specie
Auricularia auricula-judae Pholiota mutabilis
Boletus aereus Pholiota nameko mutabilis
Boletus appendiculatus Pleurotus cornucopiae
Boletus badius Pleurotus eryngii
Boletus edulis Pleurotus ostreatus
Boletus granulatus Stropharia rugosoannulata
Boletus impolitus Tricholoma columbetta
Boletus luteus Tricholoma georgii (Calocybe gambosa)
Boletus pinophilus Tricholoma imbricatum
Boletus regius Tricholoma portentosum
Boletus reticulatus/aestivalis Tricholoma terreum
Cantharellus (escluse specie subcibarius, tubaeformis var. lutescens e muscigenus) Volvariella volvacea
LEGGE REGIONALE 5 agosto 1998, n. 32.
CAPO I – RACCOLTA DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI E DI ALTRI PRODOTTI DEL SOTTOBOSCO
Art. 3 – Limiti di raccolta
Art. 4 – Autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei spontanei
Art. 5 – Contributo annuale per la raccolta dei funghi epigei spontanei
Art. 6 – Raccoglitori professionali. Agevolazioni
Art. 7 – Autorizzazioni straordinarie
Art. 8 – Autorizzazioni speciali
Art. 9 – Modalità di raccolta
Art. 10 – Divieti di raccolta
Art. 11 – Limitazioni temporali
Art. 12 – Commissione tecnico-consultiva
Art. 13 – Ispettorati micologici
Art. 14 – Corsi di formazione
CAPO Il – COMMERCIALIZZAZIONE DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI E DEGLI ALTRI PRODOTTI DEL SOTTOBOSCO
Art. 17 – Commercializzazione dei funghi epigei spontanei
Art. 18 – Commercializzazione degli altri prodotti del sottobosco
Art. 19 – Disposizioni finanziarie
Art. 20 – Abrogazione
2 bis. Non si applicano le limitazioni del comma 2 alle seguenti specie:
5. La raccolta di funghi epigei spontanei non commestibili è consentita solo per scopi didattici e scientifici ai beneficiari delle autorizzazioni di cui all’articolo 8 bis nel limite giornaliero di cinque esemplari per singola specie o varietà.
1. La raccolta dei funghi epigei spontanei è subordinata al possesso di un apposito tesserino regionale di autorizzazione, rilasciato dalla Regione, che abilita a tale attività sull'intero territorio regionale.
c) dati anagrafici codice fiscale e fotografia del raccoglitore;
a) attestazione di frequenza di un corso di formazione micologica della durata minima di dodici ore svolto dalle Aziende Sanitarie Locali (ASL), dagli enti locali, dalle associazioni micologiche di rilevanza nazionale o regionale iscritte al registro regionale di cui all’articolo 9 della legge regionale 1 settembre 1999, n. 22 (Promozione e sviluppo dell'associazionismo nella Regione Lazio) e successive modifiche, e da enti pubblici o privati, sulla base di uno schema unico di programma approvato con atto del direttore della Direzione regionale competente in materia di agricoltura, sentito il parere della commissione tecnico-consultiva di cui all’articolo 12;
c) copia della ricevuta di versamento del contributo annuale di cui all'articolo 5.
8. Il tesserino ha validità di cinque anni dalla data del rilascio ed è rinnovabile alla scadenza a mezzo di apposizione di visto dietro presentazione all'ente competente di domanda, su apposito modulo, con allegata copia della ricevuta di versamento del contributo annuale di cui all'articolo 5.
10. La Regione determina annualmente, con provvedimento da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione (BUR), quattro giorni della settimana in cui è possibile effettuare la raccolta.
5. Il contributo di cui ai commi 1 e 4 non è dovuto qualora non si eserciti l’attività di raccolta.
2. I residenti in altre Regioni possono richiedere un'autorizzazione annuale valida per la raccolta dei funghi epigei spontanei sull'intero territorio regionale. Per ottenere l'autorizzazione di cui al presente comma, deve essere presentata apposita domanda, corredata dalla documentazione di cui all'articolo 4, comma 5, all’ente competente ai sensi dell’articolo 4, comma 1.
2. Le autorizzazioni speciali di cui al comma 1 possono essere rilasciate ad associazioni micologiche di rilevanza nazionale o regionale iscritte al registro regionale, ad aziende ASL e ad istituti scolastici ed organismi scientifici, in occasione di mostre, seminari ed altre manifestazioni di particolare interesse micologico e naturalistico oppure per scopi scientifici e didattici.
5 bis. Autorizzazioni speciali temporanee per la raccolta dei funghi epigei possono essere rilasciate ad associazioni micologiche o enti privati o pubblici in occasione di convegni e/o manifestazioni finalizzate allo studio e alla ricerca scientifica. I permessi riportano i nominativi dei partecipanti al convegno e/o alla manifestazione e hanno una durata pari a quella dell’iniziativa stessa. Le domande devono essere presentate dalle associazioni micologiche o dagli enti direttamente alla commissione tecnico-consultiva entro il 31 dicembre dell’anno in corso per iniziative che si terranno nell’anno successivo. I predetti soggetti, durante la raccolta che deroga ai divieti previsti dall’articolo 10, devono custodire copia dell’autorizzazione che potrà essere richiesta dalle autorità competenti.
6. Le autorizzazioni speciali permanenti dovranno comunque rispettare quanto stabilito all’articolo 3 sui limiti di raccolta
4. I funghi raccolti devono conservare tutte le caratteristiche morfologiche dello sporoforo atte a consentire la sicura determinazione della specie. È fatto obbligo ai raccoglitori di pulire sommariamente i funghi all'atto della raccolta e di riporli e trasportarli in contenitori rigidi ed aerati atti a consentire la dispersione delle spore ed evitare processi accelerati di marcescenza.
1. Presso ogni azienda ASL è istituito un centro di controllo micologico pubblico denominato ispettorato micologico, con funzioni, tra l'altro, di informazione, identificazione e controllo dei funghi per prevenire fenomeni di intossicazione, nonché di supporto tecnico agli ospedali in caso di intossicazione.
2. Gli ispettorati micologici sono coordinati da micologi delle aziende sanitarie locali con effettiva e documentata esperienza di controllo della commestibilità e/o di certificazione sanitaria di funghi da ammettere al commercio e sono istituiti utilizzando strutture già operanti e personale già dipendente delle aziende sanitarie locali.
3. Gli ispettorati micologici possono avvalersi, tramite apposita convenzione, ed escludendo in ogni caso l'instaurazione di rapporti di lavoro dipendente, della collaborazione delle associazioni micologiche iscritte al registro regionale nonché dei micologi come definiti all'articolo 8 bis, comma 2, per lo svolgimento delle funzioni di riconoscimento delle specie fungine destinate all'autoconsumo e per altre attività.
1. Con apposita deliberazione, la Giunta regionale determina funzioni e attività che competono agli ispettorati micologici delle aziende sanitarie locali di cui all’articolo 13, in ordine alla certificazione e al controllo ufficiale dei funghi epigei spontanei freschi, congelati, secchi o altrimenti conservati destinati al consumo umano, alla commestibilità delle specie fungine presentate al controllo dai privati cittadini/raccoglitori, nonché ogni ulteriore funzione e attività necessaria per dare piena attuazione alla presente legge.
1. I Comuni, le Comunità montane, le aziende ASL, le associazioni micologiche di rilevanza nazionale o regionale iscritte al registro regionale da oltre ventiquattro mesi e gli enti pubblici o privati organizzano e svolgono, nell'ambito della programmazione regionale in materia di formazione professionale, corsi di formazione micologica finalizzati al rilascio dell'attestazione di cui all'articolo 4, comma 5, lett. a), ovvero corsi per il conseguimento dell'attestato di micologo secondo i criteri e le modalità di cui al decreto del Ministero della sanità 29 novembre 1996, n. 686, anche in vista della assegnazione di personale agli ispettorati micologici.
1 bis. Gli ispettorati micologici garantiscono lo svolgimento di un numero minimo di corsi di formazione micologica finalizzati al rilascio dell'attestazione di cui all'articolo 4, comma 5, lettera a), gratuiti sul territorio e l’aggiornamento minimo biennale obbligatorio per i micologi delle aziende sanitarie locali.
1. La vigilanza sull'applicazione della presente legge è demandata al personale del Corpo forestale dello Stato, ai nuclei antisofisticazione e sanità dell'Arma dei Carabinieri, alle guardie venatorie, agli organi di Polizia urbana e rurale, agli operatori professionali di vigilanza ed ispezione delle aziende ASL, alle guardie giurate campestri, agli agenti di custodia dei consorzi forestali e delle aziende speciali, alle guardie giurate volontarie ed agli uffici di sanità marittima, aerea e di confine terrestre del Ministero della sanità.
a) da euro 100 a euro 200 per chi:
b) da euro 100 a euro 300 per chi:
c) da euro 200 a euro 600 per chi:
d) da euro 50 a euro 100 per le violazioni delle disposizioni di cui al presente capo non espressamente sanzionate.
1. Per la vendita dei funghi epigei freschi spontanei chi esercita attività di commercio di prodotti alimentari deve presentare segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al Sindaco del comune in cui ha sede l’attività nella quale devono essere indicate le generalità di un soggetto incaricato della vendita, che sia riconosciuto idoneo alla identificazione delle specie fungine commercializzate a seguito di superamento di esame-colloquio sostenuto presso i competenti servizi delle aziende sanitarie locali.
2. La vendita dei funghi epigei freschi spontanei è inoltre soggetta a certificazione di avvenuto controllo, rilasciata dagli ispettorati micologici di cui all'articolo 13 o da micologi in possesso dell’attestato ai sensi del decreto del Ministro della Sanità 686/1996 e iscritti nel registro nazionale o regionale, con modalità definite con il provvedimento di cui all’articolo 13 bis.
5. La Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n. 376, con apposito provvedimento integra, mediante il provvedimento previsto all’articolo 13 bis l'elenco delle specie fungine riconosciute idonee alla commercializzazione di cui all'allegato I del D.P.R. medesimo.
5 bis. È vietata la commercializzazione allo stato fresco, congelato o in qualunque modo conservato, della specie Amanita caesarea in stadio di ovolo chiuso intero, in cui non risulti visibile, tramite lacerazione naturale oppure incisione artificiale di almeno un centimetro quadrato, il colore rosso-arancio del cappello.
1 Le disposizioni di cui all'articolo 4, inerenti alla obbligatorietà del tesserino regionale di
autorizzazione per la raccolta dei funghi epigei spontanei, si applicano a decorrere dal 1° gennaio del 2000. Relativamente ai tesserini rilasciati nel corso dell'anno 1999, la data di rilascio e la decorrenza del periodo di validità del contributo annuale versato di cui all'articolo 5, sono da riferirsi alla data del 1° gennaio 2000.
One Response to Legislazione
Sherron Hunsicker on 6 aprile 2014 at 01:50

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20