Source: http://www.wittgenstein.it/2012/10/23/cosa-si-poteva-dire-a-laquila/
Timestamp: 2013-05-20 05:41:58+00:00

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Cosa si poteva dire, a L’Aquila | Wittgenstein
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Pubblicato il 23 ottobre 2012 da Luca	Anna Meldolesi, che da due giorni sta scrivendo sul Corriere della Sera del processo alla Commissione Grandi Rischi sul terremoto abruzzese, ha incollato su Twitter – dove ne stavamo discutendo – cosa avrebbe detto allora al posto della Commissione un esperto con cui ha parlato. Si chiama Peter Sandman, è americano ed è “specialista della comunicazione del rischio, professionalità assente in Italia”, spiega Meldolesi.
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30 risposte a Cosa si poteva dire, a L’Aquila
george kaplan scrive:	23 ottobre 2012 alle 11:51	Benissimo.
In sostanza, il Tribunale Penale de L’Aquila ha istituzionalizzato la supercazzola prematurata con scappellamento a destra.
Quando in futuro un esperto verrà interpellato circa una prognosi futura sarà autorizzato a rispondere “Occhiello di privilegio come se fosse antani anche per lei”.
Ora che lo sappiamo, dormiremo sonni tranquilli.
Carlo M scrive:	23 ottobre 2012 alle 11:56	“non sappiamo cosa accadrà, il terremoto di solito in questi casi non c’è, però potrebbe anche esserci, quindi se andate via di casa fate bene, però se decidete di rimanere non fate male, cmq prima o poi un terremoto ci sara”.
corro a iscrivermi a un corso americano per diventare “specialista della comunicazione del rischio”…
paolo scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:00	la nostra società ricerca continuamente la sicurezza. Ricordo che in occasione del terremoto in Emilia, di fronte all’evidente disagio delle continue scosse, i sindaci chiedevano risposte certe. La commissione disse che di risposte certe non ne aveva (il rinvio a giudizio era già servito a qualcosa) , e i sindaci si imbufalirono, perché a loro toccava gestire una situazione difficile. Volevano risposte certe. Risposte certe non ce ne sono, e questo non viene accettato. La dichiarazione sopra è perfetta. L’ultima frase è però a metà, e lascia il campo ancora molto aperto. “non abbiamo prove scientifiche che dicano che farlo sia una sciocchezza”. Già, ma nemmeno prove che dicano il contrario. In sostanza, se dobbiamo trarre conclusioni logiche, quello che è implicito in quel messaggio è (più o meno) “Verificate per favore che le vostre case, che gli uffici nei quali lavorate, siano adeguatamente progettati contro il rischio sismico proprio della vostra zona (ndr: nemmeno questo dà sicurezza al 100%, perchè il terremoto di progetto è stabilito su basi probablistiche, che lasciano quindi spazio a fenomeni più intensi). In caso tale verifica non risulti soddisfatta ( ndr il 98% dei casi) , siccome non sappiamo quando avverrà il terremoto, non sarebbe una sciocchezza che voi, d’ora in avanti, dormiate in macchina, o cambiate casa, o andiate in una zona meno sismica. Cordiali saluti. La Commissione Grandi Rischi”.
librerialunatika scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:00	chiara nel suo esporre l’incertezza della scienza di fronte ai terremoti
e quindi chiarissima e limpida nello spiegare che “no! non bisogna bersi un bicchiere di vino e stare tranquilli
che tanto è tutto a posto”
le ultime due righe sembrano parlare proprio in questo senso…
“il rischio c’è, e se a casa non vi sentite sicuri, fate bene ad andare via”
e si potrebbe addirittura pensare che la conseguenza a queste affermazioni potesse essere un “ma casa/chiesa/dormitorio/ospedale/etcetera è sicuro in caso di sisma?”
gillo scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:11	@george kaplan: ma perchè? no dico, perchè questo astio?
La comunicazione proposta è perfetta, lascia arbitrio ai cittadini: qualsiasi decisione potesse prendere il cittadino in quei momenti aveva legittimazione sociale. E’ fondamentale.
Metta il caso di chi ha deciso nel cuore della notte di non portare la famiglia a dormire in macchina perchè il vicino/il parente/lo zio ti ha sbeffeggiato per il poco coraggio, o sicuramente non ti ha incoraggiato, portando a supporto le evidenze degli “esperti”. Il famigerato “l’ha detto la TV che non c’è da preoccuparsi.”
Potendo contare su una comunicazione come quella sopra qualsiasi decisione avesse preso il cittadino sarebbe stato socialmente legittimato.
Mah, resto sempre sorpreso quando, anche qua da queste parti, mi rendo conto che molte persone preferiscono sempre non agire secondo propria responsabilità.
ilbarbaro scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:13	Io mi limito a riportare le parole di Giustino Parisse (http://goo.gl/Rt8Qe): “quello che si è svolto nel tribunale dell’Aquila non è stato un processo alla scienza. È stato piuttosto un processo a scienziati che di fronte al volere dei potenti dell’epoca hanno “staccato” il cervello e obbedito agli ordini. [...] Oggi, 2012, basta leggere i comunicati della Protezione civile per scorgere persino un eccesso di zelo come quando pochi giorni fa su Roma era stato previsto il diluvio universale. Ma è meglio così. Quando si tratta di fenomeni della natura soprattutto quelli che non sono prevedibili con certezza meglio allarmare che rassicurare. Se fosse accaduto anche all’Aquila che so, avrei passato qualche notte all’addiaccio ma la vita dei miei figli non si sarebbe fermata per sempre”.
Ai vari George Kaplan auguro di non trovarsi mai come Giustino Parisse.
george kaplan scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:32	Caro gillo, l’astio (presunto) è determinato dal fatto che la galera è una cosa seria. Molto seria.
Se fossi il difensore di un tecnico, e questi mi chiedesse un parere, gli direi: “Caro Cliente, Ti consiglio vivamente di non prendere posizione. Dichiara che Ti dispiace tanto di nonpoter essere più preciso, ma la scienza in questi casi non ci da delle risposte definitive”. Lo scienziato si salva la pelle. E noi?
Il diritto penale a molto a che fare e ache vedere con la nostra vita di tutti i giorni.
Lo stesso sta accadendo in campo di responsabilità medica. Con sentenze raccapriccianti. Dove i medici possono rispondere anche se l’intervento è riuscito perfettamente (nell’ipotesi in cui l’intervento non abbia impedito la morte del paziente).
Io ne faccio un problema giuridico, prima di tutto.
Queste sentenze avrenno come effetto mediato ed immediato che in futuro nessuno prenderà una posizione. Nessuno se la sentirà di assumere su di sè un rischio così grande.
Saremo alla mercè di “tecnici” che ci diranno: “io non so darti risposte certe, cavoli tuoi”.
A me sembra molto pericoloso.
Poi, come si dice, siamo qui a discuterne.
Anzi, a dire il vero sono intervenuto anche troppo, e adesso taccio per sempre.
dalecooper scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:34	No, non e’ “meglio allarmare che rassicurare”.
Altrimenti dovremmo lasciare l’Italia per trasferirci in Sardegna. Altrimenti Napoli andrebbe evavuata _adesso_. Purtroppo la gente pretende dalla scienza quello che questa non puo’ dare.
Allarmando di continuo si creerebbe da una parte assuefazione agli allerta e non percepiremmo piu’ quelli seri, dall’altra renderemmo precaria la conduzione delle nostre vite anche in relazione allle esigenze della nostra societa’.
ILSENSOCRITICO scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:41	il commento di librerialunatika rende bene l’idea alla base della sentenza: uno dice una scemenza [quella sul bere vino in tranquillità] e SEI persone vengono condannate…..tutto chiaro
Non vi sfiora minimamente l’idea che forse le sei persone hanno cercato di rassicurare i cittadini, altrimenti tutti i giorni dovremmo evacuare le città e dormire in macchina?
rainjemz scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:47	la risposta certa esiste ed è “non lo sappiamo”, che è quello che dice Sandman. Non è obbligatorio prendere una posizione se non si è nelle condizioni di decidere, e questa cosa è fondamentale per i tecnici di ogni rango. La sentenza ha un ruolo estremamente garantista per la scienza, e ridicolizza l’approccio mediatico e politico alle catastrofi. Magari farà sparire i tecnici che hanno la lingua lunga, e penso non sia un male, ma darà risposte veritiere. Un tecnico ben preparato sa bene cosa non dire, questi si sono comportati da fantocci.
marquinho2 scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:49	La sintesi del comunicato di Sandman è “potrebbe accadere tutto o niente”. Ora voi ascoltando o leggendo queste parole cosa fareste? Andreste per qualche giorno (quanti?) a vivere da vostro cugino, dormireste in macchina? Come amministratori rimandereste sine die i lavori di manutenzione stradale per allestire campi di soccorso pronti all’uso?
Dire, come pare che facciano i giudici, che le dichiarazioni troppo rassicuranti abbiano spinto persone e amministrazioni a compiere scelte improvvide mi pare forzato.
Certo c’è gente oggi che dice “Ah se avessi saputo che c’era la possibilità di un grande terremoto non sarei rimasto in quella casa e i miei figli sarebbero vivi”, ma chissà se è vero o è solo un modo per elaborare il lutto.
L’esperienza di terremotato emiliano mi fa dire che ci sono persone che non credono a prescindere alle rassicurazioni e persone che a prescindere non credono agli allarmi.
splarz scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:50	@ILSENSOCRITICO: no, perchè se non si può dire “state tranquilli” non lo si dice, punto. Il comunicato proposto qui sopra è perfetto ed è onesto, altro che supercazzola. A kaplan rispondo che il medico non viene condannato se non ha resposabilità della morte. Che poi la giustizia, nella fattispecie, abbia delle evidenti storture è un altro paio di maniche, ma non ha nulla a che vedere col caso de L’Aquila.
RicPol scrive:	23 ottobre 2012 alle 12:58	Quindi se la commissione avesse rilasciato una dichiarazione del genere, questa l’avrebbe protetta da qualche denuncia random e susseguente condanna random? Francamente non credo. L’altra metà dell’impreparazione dei tecnici, qui in Italia, è l’impreparazione dei giudici.
Comunque, propongo una prova empirica. Cominciamo a denunciare tutti i tecnici che fanno previsioni sbagliate, a partire dall’allarme meteo per Roma negli scorsi giorni. E vediamo come va l’emigrazione dei cervelli all’estero nei prossimi 10 anni.
uqbal scrive:	23 ottobre 2012 alle 13:20	La dichiarazione di Sandman è perfetta, e anche la postilla di paolo è giustissima.
Poi vedo che alcuni, più o meno istintivamente, cercano invece certezze che non ci possono essere. Ma certezze non ce ne sono perché l’uomo non è onnipotente, e arrabbiarsi con le persone che dovrebbero garanticerla (se fossero onnipotenti) o comunque comunicarci sicurezza (Sandman) è soltanto infantilismo.
doremisol scrive:	23 ottobre 2012 alle 13:31	E se la sentenza del tribunale fosse semplicemente un primo passo per capire che tali grandi commissioni (costose di sicuro) sono inutili in quanto non possono dare alcuna certezza ? L’opinione che ci sia un rischio
ipotetico in corso ce la si sente sotto i piedi che tremano …
marquinho2 scrive:	23 ottobre 2012 alle 13:34	@Doremisol
Condanne a sei anni di prigione per dire che bisogna coltivare il dubbio e che le grandi commissioni sono inutili e costose?
ilbarbaro scrive:	23 ottobre 2012 alle 13:40	Certo spostare il discorso sull’inadeguatezza dei giudici non è mistificatorio, è fazioso. Ricorda i titoli di Libero, Foglio e Giornale. Cosa non si farebbe pur di sostenere vent’anni di delegittimazione, vero?
E se rimanessimo non solo sul pezzo, ma soprattutto su quanto è possibile dire senza farla fuori dal vasino?
Stando al verbale (http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/terremoto/verbale.pdf), la riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 durò un’ora il che, stando alle abitudini di stesura dei verbali, significa probabilmente meno.
“Grandi Rischi” significherà qualcosa o è Supercazzola anche questo?
La riunione si concluse con: “un altro importante aspetto da curare ai fini di protezione civile è migliorare il livello di preparazione a gestire un’emergenza sismica”.
Il livello di preparazione si è poi visto nei fatti.
Il recente allarme della protezione civile a Roma è il risultato di un precedente clamoroso fallimento, fortunatamente non tragico, a seguito di una previsione, stavolta più che possibile e attendibile, regolarmente disattesa.
Qualcuno ricorda le successive polemiche infantili che hanno visto protagonisti Gabrielli (ex braccio destro di Bertolaso) e Alemanno?
E qualcuno ricorda le recenti dichiarazioni di Piscicelli a proposito di Bertolaso? No? “Un megalomane che si vendeva per 50 mila euro per volta”.
P.S. Barberi era ancora lì, dopo un’altra (non-)previsione toppata, quella del 1997…
braccale scrive:	23 ottobre 2012 alle 13:47	Ennesima perla della Magistratura Italiana: è stato stabilito che un rischio percepito, segnali di allerta scientificamente non associabili ad una aumentata probabilità di un evento calamitoso, debbano purtuttavia essere oggetto di comunicazione sociale atta a non modificare l’istinto precauzionale prevalente.
La nuova commissione grandi rischi, appena insediatasi, emana il bollettino perpetuo orbe terrarum: “Si salvi chi può”.
doremisol scrive:	23 ottobre 2012 alle 14:00	Non sono un esperto di cose di giustizia , ma a memoria credo che dovremmo riparlare
di condanne e condannati tra qualche anno , dopo tre gradi di giudizio e di eventuali
prescrizioni .
Non credo che nessuno andra’ in carcere , suvvia siamo sempre in Italia .
Giusta o sbagliata (in questo caso credo parecchio esagerata) sia la sentenza ,
qualcosa dovra’ pur lasciare (senso di impunita’ , vendetta o esempio – in un caso o nell’altro) .
Che lasci una sensazione di giustizia generalizzata , mi sembra un po troppo.
braccale scrive:	23 ottobre 2012 alle 14:20	Si, suvvia siamo in Italia, qualche annetto passato tra avvocati, tribunali, infamie non lo si nega a nessuno.
Sentire, poi, sulla propria testa pendere multe milionarie, cosa sarà mai, farsi qualche mese al circondariale in attesa di giudizio per poi essere assolti, ma si un po’ di anno sabbatico. La propria professionalità sputtanata, la propria dignità spazzolata sull’asfalto, per dare sfogo ai cani randagi.
Siamo in Italia, mica un paese serio.
pifo scrive:	23 ottobre 2012 alle 14:25	Se la Grandi rischi, avendo cura di rispettare la propria autonomia decisionale, alle parole di Sandman, avesse aggiunto qualche “norma” di generale buon senso per i cittadini e qualche vera sollecitazione organizzativa per le istituzioni , avrebbe svolto in pieno il suo mandato, molte delle vittime sarebbero rimaste egualmente sotto le macerie ma a nessuno sarebbe venuto in mente di accusare dei tecnici per omicidio e disastro colposo.
Si prestarono invece ai balletti mediatici di Bertolaso, abdicarono alla loro autonomia e indipendenza, a quel senso di distacco che si pretende da ogni tecnico. Questo non basta davvero per condannarli tutti a 6 anni, invocando per giunta l’omicidio colposo, ma e’ certo sufficiente per dire che si lavoro’ assai male e che questi errori procedurali non si dovranno piu’ ripetere.
Le commissioni tecniche dovranno lavorare in autonomia e riservatezza, delegando ai politici o agli istituzionali operativi la responsabilita’ civile delle decisioni prese.
giaimeddu scrive:	23 ottobre 2012 alle 15:28	@pifo: +1
6 anni sono un’enormità, e questo non so più come scriverlo, ma è anche vero che bisognerebbe che i tecnici facessero i tecnici e non i lacché del politico di turno (in questo caso Bertolaso).
subedei scrive:	23 ottobre 2012 alle 16:07	accettiamo la premessa che la comissione da pareri non vincolanti, ma a quel punto se non sono vincolanti ne affidabili ne responsabili da un punto di vista civile o penale, si trae la conclusione che la comissione è un ente inutile e che si possono indirizzre in un altro senso le risorse che vengono stanziate per essa
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fritz247839571 scrive:	25 ottobre 2012 alle 20:34	Scusate, vedo scritte parecchie sciocchezze. Invece nessuno nota una cosetta
“Non ci sono basi scientifiche per concludere che la probabilità che avvenga un forte terremoto sia più alta dopo queste scosse piuttosto che in altri momenti”
ma davvero?!!! Mi risulta estremamente difficile da credere! Ci saranno stati pochissimi forti terremoti nell’ultimo secolo, all’aquila (10? non credo di più). Se anche uno solo di questi terremoti è stato preceduto da eventi sismici.. temo che la frase virgolettata sia una cavolata (perché immagino che la maggiorparte dei giorni / settimane non ci siano “sciami sismici”)!!
C’è qualche esperto – o anche no – che sia in grado di confutare / avvalorare questa affermazione del sandman così strana?
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Qfwfq71 scrive:	8 novembre 2012 alle 20:04	segnalo questo articolo che riassume un po’ di fatti sulla condanna
http://www.amatelarchitettura.com/2012/11/gli-scienziati-al-servizio-della-politica-una-sentenza-non-solo-giusta-ma-dovuta/
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