Source: http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2015/5/8/RIFORMA-PENSIONI-2015-Rimborsi-solo-fino-a-3-000-euro-per-evitare-un-buco-da-19-miliardi/607018/
Timestamp: 2017-08-18 22:12:03+00:00

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Riforma pensioni 2015, Barbagallo (Uil): bonus di 85 euro per i pensionati dalla Corte Costituzionale
Dopo la sentenza sulla riforma delle pensioni di Monti da parte della Consulta, si susseguono le dichiarazioni che cercano di spronare Renzi a decidere in fretta sul da farsi
08 maggio 2015 - agg. 08 maggio 2015, 18.35 Redazione
Carmelo Barbagallo, Segretario generale della Uil, invita il Governo a procedere in fretta al rimborso delle indicizzazioni delle pensioni determinato dalla sentenza della Corte Costituzionale. Il leader sindacale ha anche ricordato che il Governo si era impegnato a dare il bonus da 80 euro anche ai pensionati e dato che dalla sentenza si ha una media di 85 euro a pensionato, la Consulta ha risolto un problema per l'esecutivo.
Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, si chiede come mai Renzi, che ha dato il bonus da 80 euro con un decreto, ora prenda tempo sul da farsi rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale in materia di pensioni. Per Brunetta il Premier sta solo cercando di evitare di prendere una decisione scomoda prima delle elezioni amministrative. Per questo invita in pensionati che devono avere indietro i soldi delle indicizzazioni a pensarci molto bene prima di votare il Pd alle consultazioni in programma tra pochi giorni.
Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e sottosegretario all'Economia, negli ultimi giorni è intervenuto più volte, generando in alcuni casi polemiche, sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco delle rivalutazioni delle pensioni varato dal Governo Monti. E oggi è stato ospite a La telefonata di Belpietro, in onda su Canale 5. A nome dell’esecutivo ha detto che la sentenza verrà rispettata, ma che sforare i parametri di Maastricht non conviene a nessuno. Poi ha aggiunto che i pensionati devono fare sacrifici come tutti gli italiani, specie se percepiscono un assegno determinato con il metodo retributivo pieno.
La sentenza con cui la Corte Costituzionale ha bocciato il blocco dell’indicizzazione delle pensioni varato nel 2011 sta continuando a tenere banco negli ambiti governativi, dato che l’esecutivo dovrà trovare il modo di procedere ai rimborsi, per i quali la Consulta ha chiarito che non servono ricorsi, senza sforare i parametri di bilancio concordati con l’Unione europea. Per questo, a quanto riferisce Il Corriere della Sera, ieri il Premier Renzi si è incontrato con il ministro dell’Economia Paodan per valutare il da farsi. A quanto pare, la soluzione sarebbe quella di modificare il decreto in modo da mantenere il blocco per le pensioni sopra i 3.000 euro, prevedendo una rivalutazione decrescente tra tale soglia e quella di 1.500 euro. In buona sostanza, gli assegni sotto tale importo riceverebbero un rimborso integrale, mentre salendo con l’importo, fino al tetto dei 3.000 euro, si arriverebbe a un 50% di restituzione. In tal modo, spiega il quotidiano milanese, si costruirebbe la progressività mancante nella norma del Governo Monti che ha determinato la bocciatura da parte della Consulta. Allo stesso tempo si eviterebbe un eccessivo impatto sui conti pubblici.
Tale soluzione, secondo quanto scrive un altro quotidiano, ovvero Repubblica, determinerebbe un costo per lo Stato di 4 miliardi di euro, mentre se si dovesse procedere a un rimborso totale, la cifra salirebbe a 19 miliardi: un dato in sensibile aumento rispetto ai 10 ipotizzati solo qualche giorno fa.
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