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Timestamp: 2019-07-24 08:25:22+00:00

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Art. 1063 codice civile - Norme regolatrici - Brocardi.it
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Articolo 1063 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1063 Codice civile
L'estensione e l'esercizio delle servitù (1) sono regolati dal titolo e, in mancanza, dalle disposizioni seguenti.
(1) Anche le servitù coattive, a meno che la situazione sia regolata dalla disciplina specifica della singola servitù.
Il Capo V del Titolo VI del Libro III prevede che l'ambito di applicazione ed i limiti all'esercizio diritto in oggetto siano stabiliti dal titolo costitutivo della servitù; in ipotesi di acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, essi sono disciplinati in modo analogo, rispettivamente, al possesso prolungato nel tempo allo scopo di usucapire (acquisire la proprietà) il fondo, o allo situazione dei fondi conseguenza della destinazione del padre di famiglia.
Se non c'è l'indicazione del titolo, oppure i suddetti parametri non siano esaurientemente individuati, si applicano, in subordine, le disposizioni del Capo citato.
“ Servitus civiliter exercenda est ”
“ Servitutibus civiliter utendum est ”
Le servitù devono essere usate con rispetto
Massime relative all'art. 1063 Codice civile
Cass. civ. n. 14088/2010
L'estensione di una servitù convenzionale e le modalità del suo esercizio devono essere desunte dal titolo, da interpretarsi con i criteri dettati dagli art. 1362 e segg. c.c., non potendo assumere alcun rilievo il possesso, che è criterio idoneo per stabilire il contenuto soltanto delle servitù acquistate per usucapione. Tuttavia, ove la convenzione non consenta di dirimere i dubbi al riguardo, la servitù acquistata in base a titolo negoziale deve reputarsi costituita, ai sensi dell'art. 1065 c.c., in modo da soddisfare il bisogno del fondo dominante col minore aggravio del fondo servente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, con motivazione immune da vizi giuridici e logici, aveva ricostruito l'esatta estensione della servitù di passaggio, costituita con atto notarile, in forza della sola interpretazione del negozio).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14088 del 11 June 2010)
Cass. civ. n. 731/2008
Le modalità di esercizio di un diritto di servitù stabilite dal titolo (nella specie, servitù di veduta convenzionalmente costituita, con specificazione delle misure di ciascuna veduta) risultano regolate da questo e non già dai criteri sussidiari di cui agli artt. 1064 e 1065 c.c., sicché qualsiasi innovazione rispetto ad esse è vietata, risolvendosi una tale innovazione non già in un aggravamento del peso preesistente, bensì in un'abusiva imposizione sul fondo servente di un peso diverso da quello originariamente costituito.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 731 del 16 January 2008)
Cass. civ. n. 6176/2007
In tema di servitù prediali, l'accertamento della costituzione per usucapione ne comporta la determinazione, a norma dell'art. 1063 c.c., della relativa estensione in relazione al possesso esercitato sulla cosa per il tempo previsto allo scopo, giacché — mentre è irrilevante, nel caso di costituzione per usucapione, il contemperamento delle opposte esigenze del fondo dominante e di quello servente — il contenuto del diritto va stabilito in funzione della sola utilità obiettiva, cui sono riferibili gli atti di esercizio, nei quali si è realizzato il possesso della servitù, secondo il principio tantum praescriptum tantum possessum. (Nella specie, la sentenza impugnata, nel determinare il contenuto della servitù di passaggio costituita per usucapione a favore dell'edificio acquistato dal Comune ed adibito a sede dell'ente, aveva limitato il passaggio a favore degli organi rappresentativi dell'ente, individuati nelle persone del sindaco e dei consiglieri comunali, tenuto conto — ai sensi dell'art. 1146 secondo comma c.c. — del possesso esercitato dal dante causa del Comune, che aveva destinato il passaggio al servizio esclusivamente dei proprietari dell'immobile all'epoca adibito ad abitazione privata; la S.C., nel confermare la decisione, ha statuito che l'individuazione dei soggetti abilitati al passaggio, essendo volta a determinare i limiti di esercizio del diritto, non trasformava la servitù, quale peso imposto su un fondo per l'utilità di un altro fondo, in un diritto obbligatorio di passaggio).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6176 del 16 March 2007)
Cass. civ. n. 19182/2003
In ipotesi di alterazioni dei luoghi compiute dal titolare di una servitù prediale e tali da concretare vere e proprie turbative o molestie in pregiudizio al proprietario del fondo servente, la tutela di questi non si esercita mediante l'actio negatoria servitutis, ma facendo ricorso ai rimedi di cui all'art. 1063 o 1067, o sussistendone le condizioni, ai rimedi di natura possessoria.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 19182 del 15 December 2003)
Cass. civ. n. 2893/1987
L'art. 1063 c.c. stabilisce una graduatoria delle fonti regolatrici dell'estensione e dell'esercizio delle servitù, ponendo a fonte primaria il titolo costitutivo del diritto, mentre i precetti dettati dai successivi artt. 1064 e 1065 rivestono carattere meramente sussidiario. Tali precetti, pertanto, possono trovare applicazione soltanto quando il titolo manifesti al riguardo lacune o imprecisioni non superabili mediante l'impiego di adeguati criteri ermeneutici; ove, invece, il contenuto e le modalità di esercizio risultino puntualmente e inequivocabilmente determinati dal titolo, a queto soltanto deve farsi riferimento, senza possibilità di ricorrere al criterio del soddisfacimento del bisogno del fondo dominante col minor aggravio del fondo servente.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2893 del 25 March 1987)

References: Articolo 1063

Articolo 1063

Cass. 
 art. 1362
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza