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Timestamp: 2020-01-22 20:52:19+00:00

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Numero 9 4 marzo 2015
SALDO IVA 2014 VERSAMENTO ENTRO IL 16 MARZO 2015
Iva, split payment, registro e società
L’ art. 30, co. 2 e 3, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF230] prevede che il saldo a credito derivante dalla dichiarazione annuale Iva possa essere computato in detrazione nell’ anno successivo , oppure utilizzato in compensazione o chiesto a rimborso qualora sussistano le condizioni di cui al comma 3. Ai sensi del comma 4 del citato art. 30 , se il contribuente interessato evidenzia un credito Iva anche nei due esercizi precedenti , ha la facoltà di chiedere il rimborso (per un ammontare comunque non superiore alla minore eccedenza dell’Iva detraibile nel triennio ), indipendentemente dall’esistenza delle condizioni di cui al co. 3 del medesimo articolo. L’ art. 13, D.Lgs. 21.11.2014, n. 175 ha sostituito l’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972 [CFF238a] , modificando significativamente , con effetto dal 13.12.2014 , la disciplina relativa all’esecuzione dei rimborsi Iva (annuali e trimestrali), per semplificare e accelerare l’erogazione dei rimborsi Iva. Con il Provvedimento 15.1.2015 sono stati approvati, con le istruzioni, il Modello di dichiarazione annuale Iva 2014 ed il Modello di dichiarazione annuale Iva Base 2015 , per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2014 . I contribuenti Iva che intendono richiedere rimborso del credito Iva direttamente in sede di presentazione della dichiarazione annuale Iva devono compilare il Quadro VX . Tale Quadro va compilato solo dai contribuenti obbligati a presentare la dichiarazione annuale Iva in forma autonoma , mentre chi presenta la dichiarazione unificata deve indicare i dati richiesti nel Quadro VX nella sezione III del Quadro RX del Mod . Unico 2015 .
Con il Provv. Agenzia Entrate 2.9.2009, è stato approvato il modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativi agli enti associativi ( Modello Eas ). L’art. 30, co. 1, 2, 3 e 3-bis, D.L. 185/2008, conv. con modif. dalla L. 2/2009 [CFF6882] , ha introdotto a carico degli enti associativi , che usufruiscono di una o più agevolazioni contenute nell’art. 148, D.P.R. 917/1986 [CFF5248] e di quelle di cui art. 4, co. 4, secondo periodo e 6, D.P.R. 633/1972 [CFF204] , l’ obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti a fini fiscali. In pratica, al fine di usufruire dei regimi agevolati è ora necessario che gli enti associativi inviino all’Agenzia delle Entrate un apposito modello nel quale dichiarare il possesso delle condizioni per l’applicazione delle norme fiscali agevolative. Come dichiarato dell’Agenzia delle Entrate (C.M. 9.4.2009, 12/E) il Modello Eas costituisce uno strumento antielusivo che mira ad « acquisire una più ampia informazione e conoscenza del mondo associativo e dei soggetti assimilati, sotto il profilo fiscale, con l’obiettivo primario di tutelare le vere forme associazionistiche incentivate dal legislatore e, conseguentemente, di isolare e contrastare l’uso distorto dello strumento associazionistico suscettibile di intralciare, tra l’altro, la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali ».
Split payment: decreto attuativo e primi chiarimenti
È stato pubblicato nella G.U. 3.2.2015, n. 27 il D.M. 23.1.2015 che fissa le modalità ed i termini per il versamento dell’ Iva da parte delle pubbliche Amministrazioni , secondo il metodo dello split payment , di cui al nuovo art. 17-ter, D.P.R. 633/1972, inserito dalla Legge di Stabilità 2015. Tra le novità di maggiore interesse contenute, è previsto che i fornitori della pubblica Amministrazione dovranno utilizzare l’annotazione « Scissione dei pagamenti» ; inoltre saranno chiamati a emettere la fattura evidenziando, in ogni caso, l’imposta e dovranno indicarla a debito nei registri Iva , disciplinati dagli artt. 23 e 24, D.P.R. 633/1972 [CFF223 e 224] , senza però farla partecipare alla liquidazione periodica . Sull’argomento sono stati forniti, inoltre, alcuni interessamenti precisazioni con la C.M. 9.2.2015, n. 1/E.
Entro il prossimo 16 marzo le società di capitali , in base a quanto disposto dall’art. 23, nota 3, Tariffa, D.P.R. 26.10.1972, n. 641 [CFF3663] , sono tenute al versamento della tassa per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali . L’importo, dovuto in misura proporzionale all’ammontare del capitale sociale esistente all’1.1.2015, dev’essere versato, per le società già esistenti a tale data, utilizzando il Modello F24 , esclusivamente in modalità telematica, mentre per quelle che si costituiscono dopo l’1.1.2015, utilizzando il bollettino di c/c postale n. 6007 ( n. 210906 per la Sicilia), intestato all’Agenzia delle Entrate – Centro operativo di Pescara – Bollatura numerazione libri sociali. In caso di mancato versamento si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% della stessa tassa, con un minimo di € 103. È comunque possibile regolarizzare tale violazione avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso.
La L. 23.12.2014, n. 190 introduce, a favore dei soggetti che svolgono attività di ricerca e sviluppo , un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti da beni immateriali , quali marchi e brevetti e opere dell’ingegno (cd. « patent box »). L’agevolazione, che si applica a decorrere dall’esercizio 2015, consente alle imprese di escludere dalla tassazione il 50% del reddito derivante dallo sfruttamento commerciale dei beni immateriali . Obiettivo della misura è riportare in Italia i brevetti detenuti all’estero e incoraggiare gli investimenti in Ricerca e Sviluppo , combinando anche gli effetti del credito d’imposta per tali attività. Con la pubblicazione nella G.U. 24.1.2015, n. 19, è entrato in vigore il D.L. 24.1.2015, n. 3 (« Investment compact ») che, fra le diverse misure, prevede l’ estensione del «patent box» a tutte le tipologie di marchi .
Residenza fiscale Trasferimento in Paesi a fiscalità privilegiata
Secondo l'art. 2, D.P.R. 917/1986 [CFF5102] , sono soggetti passivi dell'Irpef le persone fisiche , residenti e non residenti nel territorio dello Stato. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile. Si considerano inoltre residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con D.M. da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale (cfr. D.M. 4.5.1999 [CFF5740] ). La presunzione di residenza fiscale in Italia dei cittadini italiani trasferiti in paradisi fiscali, fissata dall’art. 2, co. 2-bis, D.P.R. 917/1986, opera non solo a favore dell’ Amministrazione finanziaria ma anche a favore del contribuente . Se quindi l’Amministrazione afferma che un cittadino italiano iscritto all’ Aire e trasferito in un Paese estero è fiscalmente residente in tale Paese, essa deve provare tale circostanza; questo principio può essere ricavato dalla Sentenza della Corte di Cassazione 10.10.2014, n. 21438.

References: art. 30
 art. 30
 art. 13
 art. 4
 art. 17
 Sentenza