Source: https://www.exeo.it/free/pubblica-utilita-dichiarazione-di-pu-termini-piani-urbanistici_10460
Timestamp: 2018-09-22 13:48:23+00:00

Document:
PEEP, PIP
PIANI DI ZONA, PIANI DI LOTTIZZAZIONE
PIANI DI RECUPERO, PIANI CONSORTILI
PROGRAMMA COSTRUTTIVO
Va esclusa la fissazione dei termini ex art. 13 l.n.2359 del 1865 nel caso di dichiarazione di pubblica utilità conseguente alla approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, nel presupposto che la efficacia di tale dichiarazione di pubblica utilità è indissolubilmente correlata alla efficacia temporale del piano così come disciplinata dalla legge che lo regola; così avviene per i piani di zona per l'edilizia economica e popolare, per i piani per insediamenti produttivi e per i pian particolareggiati.
Va esclusa la necessità di fissazione dei termini ex art.13 L. n. 23589/1865 nel caso di dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, nel presupposto che l'efficacia di tale dichiarazione di pubblica utilità è indissolubilmente correlata all'efficacia temporale del piano così come disciplinata dalla legge che lo regola: così avviene per i piani di zona per l'edilizia economica e popolare, per i piani per insediamenti produttivi e per i piani particolareggiati.
Va esclusa la necessità di fissazione dei termin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo 13 L. n. 2359/1865 nel caso di dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, nel presupposto che l'efficacia di tale dichiarazione di pubblica utilità è indissolubilmente correlata alla efficacia temporale del piano così come disciplinata dalla legge che lo regola; così avviene per i piani di zona per l'edilizia economica e popolare, per i piani per insediamenti produttivi e per i piani particolareggiati.
Va esclusa la necessità di fissazione dei termini ex articolo 13 L. n. 2359/1865 nel caso di dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione di strumenti urbanistici esecutivi; ciò in quanto l'efficacia di tale dichiarazione è indissolubilmente correlata alla efficacia temporale del piano così come disciplinata dalla legge che lo regola. Così avviene per i piani di zona per l'edilizia economica e popolare, per i piani per insediamenti produttivi e per i piani particolareggiati.
Gli strumenti pianificatori attuativi (quali il piano particolareggiato o la convenzione di lottizzazione, o il piano degli insediamenti produttivi), ai quali (nel caso di specie) può essere ricondotto un programma urban... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., hanno di regola validità decennale (o, meglio, sono strumenti le cui previsioni, anche potenzialmente ablatorie, appositive di vincoli preordinati all'esproprio, hanno efficacia decennale); non trova per essi applicazione, dunque, la previsione di cui alla legge n. 1 del 1978, relativa al termine di efficacia triennale della dichiarazione di PU.
Il fatto che il legislatore abbia attribuito ad un piano di zona efficacia di atto dichiarativo di p.u. implicita e soprattutto che abbia prefissato un termine unitario per la sua attuazione e per l'ultimazione delle singole espropriazioni (e delle relative opere) non significa affatto, a meno d'incorrere in un'inammissibile sovrapposizione concettuale, l'istituzione di una equazione valevole sempre e comunque, per la quale qualsiasi norma disciplinante un piano attuativo di terzo livello ed in particolare i suoi termini di efficacia, debba automaticamente applicarsi alla dichiarazione di p.u. che lo stesso può comportare, e rendere comunque inoperante la disposizione della L. 2359 del 1865, art. 13.
Va esclusa la necessità di fissazione dei termini ex articolo 13 L. n. 2359/1865 nel caso di dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione di strumenti urbanist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vi; ciò in quanto l'efficacia di tale dichiarazione è indissolubilmente correlata alla efficacia temporale del piano così come disciplinata dalla legge che lo regola. Così avviene per i piani di zona per l'edilizia economica e popolare, per i piani per insediamenti produttivi e per i piani particolareggiati.
Nelle ipotesi di piani per l'edilizia economica e popolare (peep), che hanno una efficacia limitata nel tempo dalla legge, se pur di ben diciotto anni, la L. n. 2359 del 1865, art. 13 è sostituito ed assorbito dalle disposizioni speciali che delimitano nel tempo l'efficacia del piano stesso; ciò non toglie che l'amministrazione espropriante possa indicare immediatamente, ovvero nei successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere, termini meno ampi e più appropriati all'espropriazione e ai lavori da realizzare nel concreto, nel qual caso l'amministrazione resta soggetta a tale più riduttiva predeterminazione, cosicché alla scadenza, non le è consentito di invocare il più elevato termine massimo.
Per l'intero periodo di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di un PEEP, possono essere legittimamente assoggettati ad espropriazione i fondi in esso inclusi, senza però che questo incida sulle vicende strumentali di occupazione "temporanea e d'urgenza", le quali invero, proprio in quanto tali, restano viceversa soggette al termine inderogabile di durata massima loro proprio, il cui illegittimo protrarsi, senza l'emissione del decreto di esproprio, da luogo alla responsabilità risarcitoria della P.A., indipendentemente dall'eventuale perdurante vigenza del piano.
Le finalità di garanzia dell'effettiva persistenza e della serietà dell'interesse pubblico perseguito con la procedura espropriativa, al cui presidio sono deputati ordinariamente proprio i termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, è assicurata per quanto attiene l'attuazione dei P.E.E.P., dai termini di efficacia dei piani, fissati direttamente dalla legge.
In conseguenza del prolungamento dell'efficacia dei piani di zona per l'edilizia economica e popolare previsto dall'art. 1 bis, introdotto dalla L. n. 42/1985 di conversione del D.L. n. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...risorge l'esigenza di delimitare nel tempo l'esercizio della potestà di espropriazione attraverso la fissazione dei termini per l'inizio e l'ultimazione delle espropriazioni e dei lavori, connaturale ad ogni procedimento espropriativo, secondo la regola fondamentale sancita dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13.
I termini di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13 possono, anche, esser stabiliti a monte dal legislatore, come nel caso dei piani di zona, la cui approvazione equivale a dichiarazione di p.u. delle opere in esso previste, ed il cui il termine legale di validità (18 anni a partire dalla data del decreto di approvazione, essendo il termine originario di 10 anni stato elevato a 15 dalla L. n. 274 del 1974, art. 1, ed ulteriormente prorogato di 3 anni dalla L. n. 865 del 1971, art. 51), rappresenta nel contempo il limite, unico, entro il quale devono essere compiute le espropriazioni ed ultimati i lavori, in sostituzione delle indicazioni separate di ciascun termine di cui all'art. 13 legge fondamentale.
La L. n. 2359 del 1865, art. 13, non è applicabile alle espropriazioni rela... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tuazione dei piani di edilizia economica e popolare (p.e.e.p.), ed in genere di piani urbanistici particolareggiati, data la predeterminazione per legge della loro efficacia temporale, sicché in tal caso il termine per il compimento delle espropriazioni e dei lavori coincide con il periodo di efficacia del piano.
Secondo condiviso arresto giurisprudenziale, "poiché l'art. 9 l. n. 167 del 1962 (nel testo modificato dall'art. 51 l. n. 457 del 1978), con disposizione speciale e derogatoria, stabilisce in diciotto anni il termine di efficacia dei piani per l'edilizia economica e popolare, deve ritenersi che l'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359 in materia di apposizione di termini per l'inizio e completamento dei lavori nonché per l'espletamento della procedura espropriativa non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione dei piani di zona per l'edilizia economica e popolare.
E' valido il decreto di esproprio adottato entro i termini decennali di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità decorrente dall'approvazione del piano regolatore generale contenente la localizzazione delle aree PEEP e l'approvazione della prescrizione esecutiva cui ex lege (art. 52 L. n. 865/1971), è conferita efficac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arazione di pubblica utilità. Nel caso di specie non sono, infatti, applicabili le disposizioni portate dall'art. 13 del D.L.vo 327/2001.
Ove la P.A. nel decretare l'occupazione d'urgenza delle aree destinate alla realizzazione di un programma costruttivo di edilizia economica e popolare, abbia determinato, oltre al termine di inizio dei lavori e delle relative espropriazioni, anche il termine finale fissandolo in cinque anni con il richiamo alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13, non può più l'espropriante invocare il termine lungo di diciotto anni previsto dalla disciplina speciale in materia di intervento di edilizia residenziale pubblica.
E' pur vero che i termini impliciti di durata della pubblica utilità, fissati per i piani di zona per l'edilizia economica e popolare, in anni 18 valgono a costituire il potere espropriativo in mancanza di esplicita fissazione di termini, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 13: questo però non esclude che l'autorità che ha approvato il piano indichi immediatamente, o in provvedimenti successivi di localizzazione e di esecuzione delle singole opere, termini meno ampi e più appropriati alle espropriazioni ed ai lavori da realizzare nel caso concreto. In tal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orità espropriante resta soggetta a tale e più restrittiva predeterminazione e alla loro scadenza non le è consentito invocare il più elevato termine massimo di legge.
La fissazione dei termini di efficacia della pubblica utilità costituisce regola indefettibile di ogni procedimento espropriativo in base alla L. n. 2359 del 1865, art. 13. L'unica eccezione al principio è stata ravvisata relativamente ai piani per l'edilizia economica e popolare (peep), che hanno una efficacia limitata nel tempo dalla legge, se pur di ben diciotto anni: in tale ipotesi l'art. 13 della L. n. 2359 del 1865 è sostituito ed assorbito dalle disposizioni speciali che delimitano nel tempo l'efficacia del piano stesso.
Il piano per l'edilizia economica e popolare ha un'efficacia di 18 anni dalla data di approvazione, ex art. 9 L. 18 aprile 1962, n. 167 e art. 51 L. 5 agosto 1978, n. 457; l'art. 13, L. n. 2359 del 1865, in materia di apposizione di termini per l'inizio e completamento dei lavori, nonché per l'espletamento della procedura espropriativa, non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione dei piani di zona per l'edilizia economica e popolare, essendo detti termini sostituiti ed assorbit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alle disposizioni che delimitano nel tempo, ope legis, l'efficacia dei piani stessi. Nei successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere possono essere previsti termini meno ampi.
Il piano per l'edilizia economica e popolare ha un'efficacia di 18 anni dalla data di approvazione; l'articolo 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, in materia di apposizione di termini per l'inizio e completamento dei lavori, nonché per l'espletamento della procedura espropriativa, non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione dei piani di zona per l'edilizia economia e popolare, essendo detti termini sostituiti ed assorbiti proprio dalle disposizioni che delimitano nel tempo ope legis l'efficacia dei piani stessi.
Le finalità di garanzia della effettiva persistenza e della serietà dell'interesse pubblico perseguito con la procedura espropriativa, al cui presidio sono deputati ordinariamente i termini di cui all'articolo 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, è assicurata per quanto attiene l'attuazione dei piani di edilizia economica e popolare proprio dai termini di efficacia dei piani, fissati direttamente dalla legge.
Il termine di validità del provvedimento di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e del p.e.e.p (che ha anche efficacia di provvedimento dichiarativo della p.u.), costituisce il "termine unico" (che compendia in sé i quattro termini previsti nella L. n. 2359 del 1865, art. 13), entro il quale ogni attività di utilizzazione dell'area deve essere compiuta; ciò significa che per l'intero periodo di efficacia di un piano possono essere legittimamente assoggettati ad espropriazione i fondi in esso inclusi.
La prescrizione relativa alla previsione dei termini di inizio e di fine lavori non si applica per le opere che ricadono in ambito di un piano per l'edilizie economica e popolare (Peep), per il quale vale un termine unico che decorre dall'approvazione dello strumento urbanistico ed è quello indicato dalla legge (dieci anni): è pertanto sufficiente che i decreti ablatori (occupazione temporanea e espropriazione), siano emanati entro la "scadenza" legale del piano anche se non sono preceduti da un provvedimento che ne fissa i relativi termini.
La disciplina dettata dall'art. 13 della L. n. 2359/1865 non è applicabile alle espropriazioni attinenti ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare, essendo sostituito ed assorbito dalle disposizioni (art. 9 L. n. 167/1962),... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tano nel tempo "ope legis" l'efficacia dei piani stessi.
Secondo un condivisibile orientamento giurisprudenziale, la disciplina dettata dall'art. 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, in materia di apposizione dei termini, iniziale e finale, per l'espletamento delle procedure espropriative e per l'inizio ed il completamento dei relativi lavori, non è applicabile alle espropriazioni attinenti ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare, essendo sostituito ed assorbito dalle disposizioni che delimitano nel tempo "ope legis" l'efficacia dei piani stessi.
L'art. 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, in materia di apposizione di termini per l'inizio e completamento dei lavori, nonché per l'espletamento della procedura espropriativa, non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione dei piani di zona per l'edilizia economia e popolare; ciò in quanto la finalità di garanzia sottesa a suddetti termini è assicurata, per quanto attiene l'attuazione dei suddetti piani proprio dai termini di efficacia degli stessi, fissati direttamente dalla legge.
L'art. 13 della legge n. 2359/1865, in materia di apposizione di termini per l'espletamento della procedura espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nché per l'inizio e completamento dei lavori, non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione dei piani di zona per l'edilizia economica e popolare, essendo detti termini sostituiti ed assorbiti proprio dalle disposizioni che delimitano nel tempo ope legis l'efficacia dei piani stessi.
Le aree comprese nel piano per edilizia economico e popolare (Peep) rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso, ad espropriazione; non è necessaria la fissazione dei termini di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, essendo tale norma sostituita ed assorbita dalle disposizioni speciali, che delimitano nel tempo l'efficacia del piano di zona, nonché da quelle (ad es. programmi di attuazione), che in vario modo disciplinano i ritmi temporali di attuazione del piano stesso.
Anche se non sono stati fissati i termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, l'espropriazione dei fondi privati, realizzata entro il periodo di vigenza del P.E.E.P., deve ritenersi legittima.
Ai sensi delle disposizioni legislative concernenti l'approvazione dei piani di zona (L. n. 167/1962, art. 9 e smi; L. n. 865/1971; L. n. 247/1974), aventi efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one separata di ciascun termine, richiesta dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, è stata sostituita la fissazione di un termine unico, indicato dalla stessa legge e decorrente dalla data d'approvazione del piano di zona, entro il quale ogni attività deve essere compiuta (espropriazioni e lavori).
Al piano per l'edilizia economica e popolare non si applica l'articolo 13 della L. 25 giugno 1865, n. 2359, in materia di apposizione di termini per l'inizio e completamento dei lavori, nonché per l'espletamento della procedura espropriativa.
Nel sistema della L. n. 167/1962, i termini per l'espropriazione e l'utilizzazione delle aree vincolate sono fissati direttamente dalla legge, con una previsione specifica che, attribuendo ai piani di zona un'efficacia temporalmente determinata ed il valore di piano particolareggiato di esecuzione, rende inapplicabile l'art. 13 L. n. 2359/1865.
L'approvazione dei piani di zona ha efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità ove il termine legale di validità del piano rappresenta nel contempo il termine ultimo entro il quale devono essere compiute le espropriazioni ed ultimati i lavori; la prefissione di un termine unico, indicato dalla stessa legge... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te dalla data di approvazione del piano di zona, entro il quale ogni attività deve essere compiuta, sostituisce le indicazioni separate di ciascun termine richieste dall'art. 13 della L. n. 2359/1865.
Il piano di zona, costituendo uno strumento urbanistico di efficacia limitata nel tempo, non richiede la fissazione dei termini per l'avvio e la conclusione delle procedure espropriative e l'esecuzione dei lavori ex art. 13 L. n. 2359/1865, coincidendo tali termini con il termine di efficacia del Piano stesso.
Nel caso di approvazione di un piano per l'edilizia economica e popolare avente valore di dichiarazione di pubblica utilità non è applicabile l'art. 13 della legge n. 2359 /1865, comportante la necessità di indicazione dei termini per l'inizio ed il completamento dei lavori; detti termini discendono infatti direttamente dalla legge, che determina l'efficacia dei piani stessi.
Va esclusa l'applicazione dell'art. 13 della L 2359 del 1865 ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare, essendo essa sostituita dalle disposizioni che ope legis limitano l'efficacia temporale dei piani medesimi.
In materia di P.E.E.P, si prescinde dalla indicazione dei quattro termini per cui l'artic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a legge n.2359/1865 non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione dei Piani di Zona per l'edilizia economica e Popolare, in considerazione del termine di 18 anni operante ope legis che rende inutile, essendo lo strumento esecutivo un unicum non scindibile, la fissazione dei termini di cui al predetto art. 13.
Il PEEP ha un'efficacia di 18 anni dalla data di approvazione e l'articolo 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, in materia di apposizione di termini per l'inizio e completamento dei lavori, nonché per l'espletamento della procedura espropriativa, non è applicabile alle espropriazioni concernenti l'attuazione di tali piani.
Nel procedimento diretto all'acquisizione di aree necessarie per la realizzazione di interventi di edilizia economica e popolare, l'indicazione dei termini ex art. 13 legge 2359/1865 può trovare la sua sede nei provvedimenti che avviano la fase espropriativa.
L'art. 13 della legge n. 2359/1865 in materia di apposizione dei termini, non è applicabile per le espropriazioni attinenti ai P.E.E.P., che possono essere realizzate durante l'intero periodo di efficacia stabilito dalla legge in 18 anni. Se ciononostante i termini vengono apposti, il loro spirare no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la decadenza del piano, ma solamente la necessità di una proroga per proseguire le espropriazioni.
L'art. 13 della legge n. 2359/1865, in tema di termini iniziali e finali delle espropriazioni per pubblica utilità e dei pertinenti lavori, non è applicabile agli espropri discendenti dai piani di zona per l'edilizia economica e popolare, essendo sostituito ed assorbito, in relazione ad essi, dalle disposizioni che delimitano ope legis l'efficacia nel tempo dei detti piani
In base all'art. 13 L. n. 2359/1865 l'amministrazione procedente con l'atto con cui dichiara un'opera di pubblica utilità deve sempre stabilire i termini entro i quali le espropriazioni ed i lavori devono avere inizio e termine e ciò anche nell'ipotesi in cui la dichiarazione di p.u. derivi implicitamente dall'approvazione di un PEEP o di un PIP.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PEEP --> EFFETTI SCADENZA TERMINI
Il P.E.E.P., per la sua valenza urbanistica, produce anche l'effetto di apporre sulla proprietà privata il vincolo preordinato all'esproprio, costituente condizione necessaria, insieme alla esistenza di una valida ed efficace dichiaraz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...blica utilità, per l'esercizio del potere espropriativo (ex art. 8, comma 1, lett. a) d.P.R. n. 327/2001). Ne consegue che l'intervenuta decadenza del P.E.E.P., conseguente al decorso del suddetto termine di diciotto anni dalla data della sua approvazione, non può che privare il potere ablatorio dell'amministrazione del suo presupposto, relativo alla sussistenza di un efficace vincolo espropriativo.
Dalla data di decadenza del vincolo espropriativo e della dichiarazione di p.u. insiti nel P.E.E.P. decaduto, per effetto del decorso del termine di diciotto anni, diviene illegittima l'occupazione dell'area di proprietà privata.
Venuta meno l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità con la scadenza del termine di diciotto anni di efficacia del piano per l'edilizia economica – popolare, ed in assenza di una tempestiva sua proroga, l'attività di trasformazione del fondo privato non realizza il fenomeno dell'occupazione appropriativa, con acquisizione della proprietà all'amministrazione, bensì un illecito permanente, generatore di danno e riconducibile all'occupazione usurpativa.
Il superamento del termine stabilito per l'efficacia del p.e.e.p., incide solo sull'efficacia dei "v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ropriativi non attuati, non sulla validità del provvedimento di esproprio intervenuto; in tale ipotesi l'ente espropriante, in quanto proprietario dell'area inserita nel piano, può in qualunque momento realizzare su di essa le opere inizialmente previste (nel caso di specie costituenti la dotazione minima di standards ex D.M. n.1444/1968).
Il limite di efficacia del vincolo espropriativo derivante da un P.E.E.P. è di diciotto anni; con la scadenza del suddetto termine decadono anche i procedimenti di espropriazione non ancora perfezionati con il decreto di esproprio.
Il venir meno della dichiarazione di pubblica utilità, derivante dalla scadenza del periodo di diciotto anni di efficacia del PEEP, determina il venir meno del potere ablatorio e comporta l'inefficacia di eventuali estensioni della p.u. operate dal comune con provvedimenti adottati prima della scadenza.
In carenza di un P.E.E.P. valido ed efficace, per scadenza dei termini, non si può procedere all'espropriazione.
In carenza di un P.E.E.P. valido ed efficace, per scadenza del periodo di validità del piano, non si può procedere all'espropriazione dei terreni ivi inclusi.
La scadenza del piano... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l. 18 aprile 1962 n. 167, equivalente a dichiarazione di p.u., comporta il venir meno della possibilità di proseguire e concludere l'iter espropriativo, a prescindere dal perdurare di validità della disciplina urbanistica.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PEEP --> PROROGA TERMINI
Il termine di efficacia del piano di zona sarebbe troppo facilmente eludibile se, ai fini della sua rinnovazione (quantomeno per ulteriori cinque anni, ai sensi dell'art. 13 d.P.R. n. 327/2001), fosse sufficiente dichiarare tout court la pubblica utilità delle opere, adducendo a motivazione la mera esigenza di dare attuazione alle previsioni del P.E.E.P., di cui verrebbe quindi, surrettiziamente ma sostanzialmente, protratta ulteriormente l'efficacia.
Il termine di diciotto anni di efficacia del piano per l'edilizia economica e popolare, può essere oggetto di apposita proroga ai sensi dell'art.9 comma 2 L. n. 167 del 1962, solo quando il termine finale di efficacia del piano stesso non sia ancora scaduto.
La protrazione dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità connessa ai PEEP, prevista dalla L. n. 42/1985, art. 1 bis di conve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...D.L. n. 901/1984, è condizionata all'adozione di atti della procedura espropriativa nel termine semestrale successivo alla scadenza del piano, nel quale l'amministrazione è tenuta a fissare i termini di compimento dei lavori e della procedura. In suddetta fattispecie, una diversa lettura della norma comporterebbe la soggezione del bene privato per effetto della proroga ad una procedura espropriativa soggetta non più al termine di validità del piano, ma di durata indeterminata, o comunque rimessa alla discrezionalità dell'ente espropriante.
L'esplicita previsione legislativa dell'efficacia del P.E.E.P. (Piano di Edilizia Economica e Popolare), rende superflua la specifica indicazione dei termini di inizio e di fine lavori e delle procedure; di conseguenza, anche quando siano apposti termini in base all'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359, essi non comportano al loro spirare la decadenza del P.E.E.P. ma (essendo la loro fissazione facoltativa e dunque ultronea), la semplice necessità o meglio la possibilità di prorogarli.
La proroga dei termini di efficacia del piano per l'edilizia economica e popolare, in base all'articolo 9, comma 2, della legge 18 aprile 1962 n. 167, può essere legittimamente c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o quando il termine finale di efficacia del piano stesso non sia ancora scaduto.
Costituiscono ragioni idonee a giustificare la proroga dei termini di efficacia del piano per l'edilizia economica e popolare la chiara indicazione delle esigenze future (quali la necessità di completare l'acquisizione delle aree e la realizzazione delle infrastrutture), mentre non occorre esplicitare le ragioni che non hanno consentito l'attuazione del piano nel periodo di originaria validità.
L'eccezionale protrazione dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità connessa ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare, prevista dalla L. n. 42 del 1985, art. 1 bis di conversione del D.L. n. 901 del 1984, è condizionata all'adozione di atti della procedura espropriativa nel termine semestrale successivo alla scadenza del piano, nel quale l'amministrazione è tenuta a fissare i termini di compimento dei lavori e della procedura.
La idoneità delle giustificazioni sottese alla proroga di un PEEP va valutata in relazione alla esistenza di esigenze pubbliche atte a legittimare la protrazione del vincolo e non piuttosto in relazione alle cause che non hanno consentito l'attuazione del Piano stesso nel p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riginaria validità.
Non può addursi l'illegittimità della proroga della p.u. per un peep in quanto inidonea al completamento del piano, se ciò non sia oggettivamente dimostrabile, e se in ogni caso l'esproprio del ricorrente era necessario per completare previsioni relative ad attrezzature di servizio ad insediamenti già realizzati.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PEEP --> SICILIA
Nella Regione Siciliana, il termine di efficacia delle prescrizioni urbanistiche ed espropriative contenute nei piani di edilizia economica e popolare ha un'efficacia di quindici anni, anziché di diciotto anni, come stabilito dalla normativa statale (ex L. R. n. 86/81).
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PEEP --> TERMINI EX LEGE
Il termine di efficacia dei Piani per l'edilizia economica è popolare è fissato "ex lege" non in 5 ma in 18 anni. Ai sensi dell'art. 9 l. n. 167/1962, infatti, per un verso, "l'approvazione dei piani equivale anche a dichiarazione d'indifferibilità e urgenza di tutte le opere, impianti ed edifici in esso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...comma 3) e, per altro verso, "le aree comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso, ad espropriazione" (comma 5). Pertanto, per tutta la durata di efficacia del piano, ovvero per un periodo pari a 18 anni, è possibile ed è legittima l'espropriazione dei terreni nel medesimo ricompresi.
Sulla base della peculiare efficacia dei piani attuativi, la giurisprudenza ha ritenuto che le disposizioni legislative che limitano, nel tempo, l'efficacia di un Piano di zona per l'edilizia economica e popolare e disciplinano i ritmi della sua attuazione, escludono una situazione di carenza del potere ablativo, sotto il profilo della "mancata fissazione dei termini per l'espropriazione ed i lavori", atteso che tali termini vanno considerati unitariamente coincidenti con il termine posto dalla legge per la validità del suddetto piano, equivalente a dichiarazione di pubblica utilità; per cui i decreti ablatori (occupazione temporanea ed espropriazione), sempreché emanati entro il termine legale di efficacia del piano, sono legittimi anche se non preceduti da un apposito provvedimento di fissazione dei suddetti termini.
L'approvazione di un piano di zona per l'edilizia economica e popolare eq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...chiarazione di pubblica utilità delle relative opere (L. n. 167 del 1962 e succ. mod., art. 9) e, in caso di mancata fissazione dei termini per l'espropriazione e per i lavori, gli stessi vanno considerati unitariamente coincidenti con il termine legale di efficacia del piano (diciotto anni).
E' pacifico che, in presenza di uno strumento urbanistico esecutivo, qual è il p.e.e.p. - la cui approvazione ha, per un verso, effetto legale di dichiarazione di pubblica utilità, d'indifferibilità e di urgenza delle opere da realizzare e, per altro verso, ha l'effetto di delimitare il potere espropriativo entro il termine di durata del piano stesso, i termini dell'espropriazione possono coincidere con i termini di validità del piano medesimo (che comunque riguardano, in via principale, la durata e la vigenza dei vincoli espropriativi connessi ai piani attuativi).
Il piano per l'edilizia economica e polare (PEEP) è valido, ai fini della espropriazione delle aree in esso comprese, per 18 anni a partire dalla data del decreto di approvazione.
La durata legale del Piano di zona corrisponde a quella prevista dalla legge n. 167 del 1962.
L'approvazione di un piano di zona per l'edilizia popola... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mica equivale a dichiarazione di pubblica utilità delle relative opere e, in caso di mancata fissazione dei termini per l'espropriazione e i lavori, gli stessi vanno considerati unitariamente coincidenti con quello legale di efficacia del piano.
Il piano per l'edilizia economica e popolare (PEEP) è valido, ai fini della espropriazione delle aree in esso comprese, per 18 anni a partire dalla data del decreto di approvazione: in quanto il termine originario di cui alla L. n. 167 del 1962, art. 9, era di 10 anni; è stato elevato a 15 dalla L. n. 274 del 1974, art. 1, ed ulteriormente prorogato di 3 anni dalla L. n. 865 del 1971, art. 51.
Se di regola vi è espressa previsione dei termini di inizio e fine della procedura ablatoria e dei lavori da eseguire nei piani attuativi, ciò non esclude che l'efficacia di diciotto anni del piano di edilizia economica e popolare a decorrere dalla sua approvazione, in caso di mancata fissazione dei termini indicati, possa coincidere con quello finale della procedura espropriativa, per cui entro tale durata può legittimamente emettersi il decreto di espropriazione.
L'efficacia di dichiarazione di pubblica utilità ed urgenza conseguente alla deliberazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one del P.E.E.P., discende direttamente dalla legge e segnatamente dall'art. 9 della l. n. 167 del 1962 e dall'art. 51 della l. n. 457 del 1978 ed ha la durata di anni diciotto.
L'approvazione di un Piano per l'edilizia economica e popolare ha valore di dichiarazione di pubblica utilità delle opere contemplate, senza necessità di una espressa fissazione dei termini per l'inizio ed il completamento dei lavori e delle espropriazioni, da ritenersi unitariamente coincidenti con la scadenza della validità ed efficacia del piano medesimo (diciotto anni, ai sensi dell'art. 51 della legge 5 agosto 1978 n. 457).
Alla luce dell'art. 9, ultimo comma, della L. n. 167/1962, l'efficacia dei piani di edilizia economica e popolare è di 18 anni e può essere prorogata per giustificati motivi, per non oltre due anni; l'approvazione dei piani equivale inoltre a dichiarazione di indifferibilità ed urgenza di tutte le opere, impianti ed edifici in esso previsti, con la conseguenza che le aree comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo di efficacia dello stesso, ad espropriazione.
In ipotesi di piano di zona per edilizia economica e popolare (P.E.E.P.), i termini per l'espropriazione ed i lavori va... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rati unitariamente coincidenti con il termine posto dalla legge per la validità del suddetto piano, equivalente a dichiarazione di pubblica utilità; ne consegue che i decreti ablatori, semprechè emanati entro il termine legale di efficacia del piano, sono legittimi anche se non preceduti da un apposito provvedimento di (ulteriore) fissazione dei suddetti termini.
Con riferimento alla durata dei vincoli preordinati all'esproprio scaturenti dall'approvazione del P.E.E.P., la normativa di cui alla L.R. Regione Sicilia n. 86/81, in base alla quale l'efficacia dei piani di zona è fissata in quindici anni dalla data della deliberazione del consiglio comunale di approvazione, prevale su quella statale, di cui alla L. n. 167/62 e sue modificazioni, a mente della quale la suddetta efficacia si protrae fino a diciotto anni. Entro suddetto termine devono essere adottati gli atti del procedimento espropriativo.
Il vincolo derivante dall'inclusione di un'area nel p.e.e.p non è soggetto al termine quinquennale di efficacia di cui all'art. 2, L 1187/1968, ma ad un ben più lungo periodo di validità, in quanto, ai sensi dell'art. 9 u.c. L. n. 167/1962, le aree comprese nel suddetto piano rimangono soggette ad esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r tutto il periodo di efficacia dello stesso, che è di diciotto anni, giusta previsione del citato art. 9, comma 1, come modificato dall'art. 51, L. n. 457/1978.
Il p.e.e.p. ha, per espressa previsione normativa, la durata di diciotto anni, sicché – rilevando la dichiarazione di pubblica utilità per un corrispondente periodo - entro tale termine l'amministrazione può concludere il procedimento espropriativo.
Non è illegittimo il provvedimento con il quale è stato approvato un piano per l'edilizia economica e popolare mancante della fissazione dei termini di validità temporale della stessa nonché di inizio e fine lavori, in quanto, ai sensi degli artt. 9 l. n. 167/62 e 51 l. n. 457/78, il piano in esame ha valore di dichiarazione di pubblica utilità ed è efficace per diciotto anni. L'esplicita previsione legislativa dell'efficacia del piano rende, pertanto, superflua la specifica indicazione.
Non è necessaria l'indicazione dei termini ex art. 13 legge 2359/1865 nei provvedimenti di approvazione del PEEP.
Nei PEEP il termine finale delle espropriazioni coincide con quello fissato dalla legge per l'esecuzione del piano, e un eve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ine anticipato fissato dall'amministrazione non ha valenza di autolimite vincolante.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PEEP --> TERMINI EX LEGE --> SUPPLETIVI
Se le disposizioni sui piani di zona (nel caso di specie PEEP), stabiliscono il termine massimo, l'autorità che li ha emanati o quelle incaricate della loro attuazione possono ben indicare, anche in successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere, termini meno ampi riferiti al caso concreto, ed in tal caso l'amministrazione espropriante resta soggetta a tale riduttiva determinazione, non potendo più invocare, alla relativa scadenza, il più elevato termine legale.
Le disposizioni sui piani di zona stabiliscono esclusivamente un termine massimo, sicché nulla preclude all'autorità che li ha emanati o a quelle incaricate della loro attuazione di indicare immediatamente ovvero nei successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere termini meno ampi e più appropriati alle espropriazioni ed ai lavori da realizzare nel caso concreto; con la conseguenza che in tal caso l'amministrazione espropriante resta soggetta a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; riduttiva predeterminazione e che alla loro scadenza non le è consentito invocare il più elevato termine massimo indicato.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIANI CONSORTILI
L'art. 8, comma 8, della l.r. della Campania del 6 dicembre 2013 n. 19 dispone testualmente: "Il piano attuativo dei consorzi Asi ha efficacia decennale e la sua approvazione determina la dichiarazione di pubblica utilità degli interventi in esso previsti. La validità dei piani vigenti è prorogata di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge".
Il termine decennale di efficacia che consegue ex lege all'approvazione dei piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale, ai sensi degli artt. 52 e 53 del D.P.R. n. 218 del 1978, riveste carattere di specialità e prevale sulla disciplina comune dei termini massimi per la conclusione del procedimento di esproprio.
La dichiarazione di pubblica utilità, avente efficacia decennale, consegue ex lege all'approvazione dei piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale, ai sensi degli artt. 52 e 53 del D.P.R. n. 218 del 1978 (Testo unico dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Mezzogiorno); le norme citate, tuttora in vigore, rivestono carattere di specialità e prevalgono sulla disciplina comune dei termini massimi per la conclusione del procedimento di esproprio.
Quando la durata di efficacia della dichiarazione di urgenza è stabilita dalla legge, l'eventuale diverso termine apposto dall'amministrazione, non ha efficacia vincolante, tale da produrre l'illegittimità degli atti espropriativi posti in essere alla sua scadenza.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIANI DI ZONA
La dichiarazione di pubblica utilità connessa all'approvazione dei Piani di Zona ha la durata di diciotto anni, in quanto il termine originario di dieci anni di cui alla L. 18 aprile 1962, n. 167, art. 9, è stato aumentato a quindici anni dal D.L. 2 maggio 1974, n. 115, art. 1, conv. in L. 27 giugno 1974, n. 274, mentre un'ulteriore proroga di tre anni è stata assicurata dalla L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 51.
Non appaiono condivisibili i rilievi circa l'autonomia funzionale, da cui discenderebbe una diversa efficacia, del Piano di zona previsto dalla L. n. 219 del 1981, art. 28, comma 2, lett. a), rispetto al c.d. P... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vendosi innanzitutto rilevare che tale norma contiene un rinvio esplicito alla L. n. 685 del 1971, laddove sulla dedotta carenza di "omogeneità funzionale" debbono comunque far premio le medesime cadenze temporali, all'evidenza incidenti allo stesso modo sulla durata dell'efficacia.
La specificazione della data di inizio e conclusione dei lavori, giusta quanto prevedeva l'articolo 13 L. n. 2359/1865, applicabile nel caso di specie ratione temporis, era ritenuta non necessaria laddove la dichiarazione di pubblica utilità discendeva dall'approvazione di un piano di zona, intendendosi in tal caso come termine iniziale quello di approvazione del piano medesimo, e come termine finale quello di scadenza, in forza di previsione legale, del piano medesimo.
L'apposizione dei termini di cui all'art. 13 l. n. 2359/1865 non è richiesta in sede di approvazione dei piani di zona poiché sostituito dal termine ex lege, con conseguente non necessità di apposizione del termine di compimento della procedura espropriativa allorché sia dato concreto corso all'espropriazione di quota parte delle aree comprese nel piano zonale; la dichiarazione di pubblica utilità dunque permane pur in presenza, nel singolo atto d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione, dell'eventuale indicazione di un diverso termine.
L'apposizione preventiva dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865 è ravvisabile nelle disposizioni legislative concernenti l'approvazione dei piani di zona (L. n. 167 del 1962; L. n. 865 del 1971; L. n. 247 del 1974), aventi efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità ove il termine legale di validità del piano rappresenta nel contempo il termine ultimo entro il quale devono essere compiute le espropriazioni ed ultimati i lavori. Tali disposizioni hanno sostituito alle indicazioni separate di ciascun termine richieste dall'art. 13, la prefissione di un termine unico.
Nell'ambito della normativa concernente l'approvazione dei piani di zona, una seconda ulteriore indicazione dei termini per il compimento delle espropriazioni e lavori (a meno dell'ipotesi in cui l'amministrazione voglia ridurli in relazione ai singoli interventi), non trova alcuna giustificazione logico-giuridica in presenza di uno strumento urbanistico esecutivo, quale è appunto il piano di zona, la cui approvazione ha, per un verso, effetto legale di dichiarazione di pubblica utilità e d'indifferibilità e di urgenza delle opere da realizzare e, per altro verso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che la durata del piano stesso.
L'apposizione preventiva da parte del legislatore dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865 è ravvisabile nelle disposizioni legislative concernenti l'approvazione dei piani di zona (L. n. 167 del 1962; L. n. 865 del 1971; L. n. 247 del 1974), aventi efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità ove il termine legale di validità del piano rappresenta nel contempo il termine ultimo entro il quale devono essere compiute le espropriazioni ed ultimati i lavori.
Le disposizioni legislative concernenti l'approvazione dei piani di zona (L. n. 167 del 1962; L. n. 865 del 1971; L. n. 247 del 1974), hanno sostituito alle indicazioni separate di ciascun termine richieste dall'art. 13 L. n. 2359/1865, la prefissione di un termine unico, indicato dalla stessa legge e decorrente dalla data di approvazione del piano di zona, entro il quale ogni attività deve essere compiuta.
Nel caso di apposizione preventiva da parte del legislatore dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, ravvisabile nelle disposizioni legislative concernenti l'approvazione dei piani di zona, la garanzia del diritto del proprietario viene tutelata comunque dalla limitazione temporale imposta e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'atto di programmazione urbanistica, cui necessariamente si commisura l'estensione temporale dell'efficacia della conseguente procedura ablatoria.
Le disposizioni legislative sui piani di zona stabiliscono esclusivamente un termine massimo, sicché nulla preclude all'autorità che li ha emanati o a quelle incaricate della loro attuazione di indicare immediatamente ovvero nei successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere termini meno ampi e più appropriati alle espropriazioni ed ai lavori da realizzare nel caso concreto, con la conseguenza che in tal caso l'amministrazione espropriante resta soggetta a tale più riduttiva predeterminazione e che alla loro scadenza più non le è consentito invocare il più elevato termine massimo indicato.
Il termine legale di validità dei piani di zona rappresenta il termine ultimo entro il quale devono essere compiute le espropriazioni ed ultimati i lavori; le specifiche disposizioni legislative hanno sostituito alle indicazioni separate di ciascun termine richieste dall'art. 13 L. n. 2359/1865, la prefissione di un termine unico, indicato dalla stessa legge e decorrente dalla data di approvazione del piano di zona, entro il quale og... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; deve essere compiuta.
Le disposizioni legislative sui piani di zona stabiliscono esclusivamente un termine massimo sicché nulla preclude all'autorità che li ha emanati o a quelle incaricate della loro attuazione di indicare immediatamente ovvero nei successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere termini meno ampi e più appropriati alle espropriazioni ed ai lavori da realizzare nel caso concreto; in tal caso l'amministrazione espropriante resta soggetta a tale più riduttiva predeterminazione e alla loro scadenza più non le è consentito invocare il più elevato termine massimo indicato.
La disciplina riguardante la dichiarazione di pubblica utilità di cui alle disposizioni della L. n. 865/1971, art. 27 e della L. n. 167/1962, art. 9, non risulta compatibile con quella contenuta nella L. n. 1/1978, art. 1, comma 3; e ciò non solo e non tanto perché quest'ultima debba essere riferita alle opere pubbliche in senso stretto, ma perché la disposizione è inclusa nell'ambito di una normativa che si riferisce esclusivamente ai singoli progetti di opere pubbliche approvati secondo le modalità di detta legge e perciò non comp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...venti più complessi e ad essa estranei, quali i piani di zona o quelli destinati ad insediamenti industriali, per i quali è predisposta una diversa regolamentazione.
Nei piani di zona, nonché in quelli destinati ad insediamenti produttivi, non è necessaria l'apposizione preventiva dei termini delle espropriazioni e dei lavori di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, essendo la stessa ravvisabile proprio nelle disposizioni legislative concernenti l'approvazione del piano (L. n. 167 del 1962; L. n. 865 del 1971; L. n. 247 del 1974), avente efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, ove il termine legale di validità del piano rappresenta nel contempo il termine ultimo entro il quale devono essere compiute le espropriazioni ed ultimati i lavori.
L'apposizione preventiva dei termini delle espropriazioni e dei lavori da parte del legislatore è ravvisabile nelle disposizioni legislative concernenti l'approvazione dei piani di zona (L. n. 167 del 1962; L. n. 865 del 1971; L. n. 247 del 1974), aventi efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità ove il termine legale di validità del piano rappresenta nel contempo il termine ultimo entro il quale devono essere co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spropriazioni ed ultimati i lavori; tali disposizioni hanno sostituito alle indicazioni separate di ciascun termine richieste dall'art. 13, la prefissione di un termine unico, indicato dalla stessa legge e decorrente dalla data di approvazione del piano di zona.
Le disposizioni sui piani di zona stabiliscono esclusivamente un termine massimo per i lavori ed espropriazioni, sicché nulla preclude all'autorità che li ha emanati di indicare immediatamente ovvero nei successivi provvedimenti di localizzazione e di esecuzione delle singole opere termini meno ampi e più appropriati; in tal caso l'amministrazione espropriante resta soggetta a tale più riduttiva predeterminazione ed alla loro scadenza più non le è consentito invocare il più elevato termine massimo indicato.
Il Piano di Zona ex L. 18 aprile 1962 n. 167, in quanto strumento urbanistico esecutivo, comporta la dichiarazione implicita di pubblica utilità per le opere in esso previste; decorso il termine di vigenza del piano fissato dalla legge, in assenza di proroga, diviene inefficace la relativa dichiarazione di pubblica utilità, che radica il potere espropriativo dell'amministrazione.
Il termine di vigenza del piano... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssato dalla legge, rende superflua l'ulteriore indicazione dei termini previsti dall'art. 13 L. 2359 del 1865.
La mancata indicazione dei termini per l'espropriazione nel piano di zona, avente valore di dichiarazione di pubblica utilità ai sensi degli artt. 9 l. n. 167/62, 16 l. n. 1150/42 e 3 d.l. n. 115/74, non inficia la validità dell'atto in quanto gli stessi vanno considerati coincidenti con quelli di validità del piano stabiliti ope legis.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIANO DI LOTTIZZAZIONE
I piani di lottizzazione, rientranti tra i piani urbanistici, assimilati anche dalla giurisprudenza ai piani particolareggiati, hanno validità decennale; rispetto ad essi pertanto non trova applicazione il termine quinquennale di cui all'art. 13 DPR 327/2001.
Tenuto conto della natura esecutiva e/o attuativa del Piano di Lottizzazione (sia di iniziativa comunale, o convenzionato), deve ritenersi che lo stesso abbia durata e/o efficacia di 10 anni, in applicazione analogica dell'art. 16, comma 5, L. n. 1150/1942, il quale statuisce che i Piani Particolareggiati devono essere attuati entro un tempo "non maggiore di 10 anni" ed entr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ine devono "essere compiute le relative espropriazioni".
In un provvedimento di approvazione di un piano di lottizzazione non serve fissare i termini della PU, essendo stabiliti per legge.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIANO DI RECUPERO
Ai piani di recupero vanno applicate, in ragione dell'espressa previsione contenuta nella L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 28, comma 4, le disposizioni dettate per i piani particolareggiati, tra cui quella (L. 17 agosto 1942, n. 1150, ex art. 16), che ne fissa in dieci anni il termine di efficacia. Legittima pertanto l'approvazione del progetto definitivo, con la connessa dichiarazione di pubblica utilità, intervenuta entro suddetto termine.
Per effetto del richiamo effettuato all'art. 16, comma 5, della L. n. 1150 del 1942, dall'art. 28, comma 4, della L. n. 457/1978, il piano di recupero la cui approvazione comporta dichiarazione di pubblica utilità, ha efficacia decennale.
Il piano di recupero ha efficacia decennale, in quanto piano attuativo, secondo quanto disposto dall'art. 16 comma 5 della L.U. n. 1150/1942; la mancata indicazione dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 non è p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo d'illegittimità del provvedimento di approvazione del piano medesimo.
Non si impone, ai fini della legittimità del provvedimento, la indicazione dei termine di efficacia della dichiarazione di P.U. e per il compimento degli atti espropriativi in caso di interventi previsti in piani attuativi, quale un piano di recupero urbano, la cui durata nel tempo è prefissata dalla legge.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIANO PARTICOLAREGGIATO
Il potere dei Consorzi dei comparti edificatori di espropriare i terreni dei proprietari non aderenti risulta statuito dall'art. 23, comma 4, L. n. 1150/1942, per cui deve ritenersi non necessaria un'apposita dichiarazione di pubblica utilità, finalizzata a tale scopo, quando il provvedimento definitivo di espropriazione sia stato emanato entro il periodo decennale di efficacia del Piano Particolareggiato.
L'art. 13 L. n. 2359/1865 non si applica al Piano particolareggiato; ne consegue che in tal caso la fissazione dei termini può essere legittimamente effettuata con l'approvazione del progetto definitivo.
Ai sensi dell'art. 12, comma 1, del TU espropriazioni, la dichia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pubblica utilità può essere disposta con l'approvazione del piano particolareggiato; ai termini ivi fissati per l'adozione del provvedimento espropriativo occorre pertanto riferirsi, qualora non possa desumersi dalla successiva approvazione del progetto definitivo, l'intendimento di operare una sostanziale reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità con conseguente proroga del preesistente termine.
La dichiarazione di pubblica utilità discendente dall'approvazione di previsioni urbanistiche aventi natura di piano particolareggiato ha efficacia decennale.
Il termine di efficacia dei piani particolareggiati non può mai interferire con il diverso termine che per legge deve essere sempre espressamente e distintamente stabilito per la conclusione delle procedure espropriative; ne consegue che in ipotesi in cui l'Amministrazione abbia imposto un autolimite temporale, inferiore alla vigenza del piano, illegittimo è il decreto di esproprio intervenuto dopo la scadenza del termine stabilito.
L'omessa indicazione, nel piano particolareggiato, del termine di validità dello stesso, non può considerarsi causa d'illegittimità, operando, in tal caso, il termine massimo decen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o dall'art. 16 della L. n. 1150 del 1942.
Il piano particolareggiato comporta l'implicita dichiarazione di pubblica utilità delle opere previste (art. 16 legge 1150/1942) ed ha una durata di soli dieci anni e non quella di diciotto prevista, ex lege 167/1962, per i piani di zona.
L'art. 58, comma 2, della L. R. Veneto N. 61/1985, stabilisce che l'approvazione del piano urbanistico attuativo di iniziativa pubblica comportante la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste, ha efficacia per dieci anni. La disposizione, che si applica anche al caso di piano particolareggiato, rientrando questo tra i piani urbanistici attuativi di iniziativa pubblica, è stata interpretata (v. parere C.d.S. n. 940/1995) nel senso che "non è necessaria l'indicazione dei termini entro i quali dovranno essere compiute le espropriazioni".
Il termine di validità per l'attuazione di un piano particolareggiato approvato, in assenza di diversa fissazione, è fissato nel termine massimo decennale di cui all'art. 16 della legge 1150 del 1942.
Per costante orientamento giurisprudenziale, ai sensi dell'art. 16 L. 17 agosto 1942 n. 1150, il termine di validità dei piani parti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i è decennale; tale termine si applica solo alle disposizioni di contenuto espropriativo e non anche alle prescrizioni urbanistiche di piano, che rimangono pienamente operanti e vincolanti senza limiti di tempo, fino all'eventuale approvazione di un nuovo piano attuativo.
L'intervenuta decadenza o inefficacia di un piano particolareggiato la cui approvazione comporta dichiarazione di P.U., non resta esclusa per il semplice fatto che il Comune abbia affidato, entro il termine, ad una società esterna il compito di provvedere agli espropri, atteso che entro il termine di validità e di efficacia del P.P. occorre attuare le procedure espropriative, cioè dare compiuta e concreta attuazione al Piano medesimo.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> APPROVAZIONE PROGETTI
L'efficacia decennale della dichiarazione di pubblica utilità insita nell'approvazione del piano per gli insediamenti produttivi resta tale anche quando l'Amministrazione abbia approvato uno specifico progetto definitivo, avente ad oggetto singoli interventi e di carattere "lenticolare", ed abbia fissato un termine inferiore (cinque anni) per il compimento dei lavori,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te; il termine decennale per la validità ed efficacia della dichiarazione di pubblica utilità è un effetto inderogabile discendente direttamente ex lege dalla natura stessa del piano anche in presenza di termini per il compimento dei lavori inutiliter dati.
Allorquando, in attuazione e specificazione delle previsioni del P.I.P., è approvato uno specifico progetto definitivo avente ad oggetto singoli interventi, quali le opere di urbanizzazione e di infrastrutturazione a servizio del P.I.P. medesimo, dichiarandole espressamente di pubblica utilità, la dichiarazione di pubblica utilità delle opere (e di indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori) e la disciplina dei termini per l'inizio dei lavori e delle espropriazioni non sono più rinvenibili nella delibera di approvazione del P.I.P., ma nella delibera di approvazione dello specifico progetto definitivo, rimanendo, in tal caso, il P.I.P., con la sua efficacia decennale, unicamente a presidio del vincolo preordinato all'esproprio.
La proroga del PIP non può desumersi implicitamente dall'approvazione del progetto con cui è approvato il completamento delle opere pubbliche previste dal piano con fissazione dei termini di legge pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e per l'espropriazione che si rendono necessarie, in mancanza, oltre che del rispetto della procedura prescritta dall'art. 27 della L. n. 865/71, di una manifesta volontà in tal senso.
Nel caso in cui il PIP abbia perso efficacia per scadenza del termine decennale non può essere attribuito valore di dichiarazione di pubblica utilità alle delibere concernenti la approvazione del progetto definitivo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria del strumentali al piano, dovendosi ritenere che la realizzazione delle suddette opere presupponga la vigenza del predetto strumento urbanistico e della dichiarazione di pubblica utilità insita nello stesso.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> ART. 13 L. 2359/1865
Non trova alcuna giustificazione ai sensi dell'art. 13, L. 25 giugno 1865 n. 2359, l'indicazione dei termini per l'inizio ed il compimento dei lavori e delle espropriazioni, nel caso del piano per gli insediamenti produttivi, la cui approvazione ha ex lege l'effetto di dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza delle opere in esso previste e ne fissa la durata in diec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... costituisce anche il termine entro cui le previsioni del piano stesso devono essere attuate.
In relazione ai piani per gli insediamenti produttivi, non è necessaria l'indicazione dei termini per l'inizio e il compimento dei lavori per le espropriazioni, ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13, in quanto il piano delle aree da destinare ad insediamenti produttivi, di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 27, una volta approvato dal Presidente della Giunta regionale, equivale a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste, ed abilita il Sindaco, nel decennio di efficacia del medesimo, a disporre l'occupazione d'urgenza e la espropriazione dei fondi occorrenti.
La fissazione dei termini di cui all'art. 13 della L. 25 giugno 1865, n. 2359 non è necessaria, quando l'ambito temporale per l'effettuazione dei lavori e delle espropriazioni risulti già determinato con assoluta certezza, come avviene per i piani per gli insediamenti produttivi, la cui durata è stabilita dalla legge speciale – art. 27, comma terzo, della l. 865/1971 – in dieci anni.
L'indicazione dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865, che svolge una funzione garantistica, costituendo riprova dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; dell'interesse pubblico da soddisfare e della serietà ed effettività del relativo progetto, evitando di esporre sine die il diritto di proprietà al potere espropriativo della pubblica amministrazione, non trova alcuna giustificazione logico-giuridica nel caso del piano per gli insediamenti produttivi, la cui approvazione ha ex lege effetto di dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza delle opere in esso previste e ne fissa inderogabilmente la durata in dieci anni.
Non trova alcuna giustificazione ai sensi dell'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359, l'indicazione dei termini per l'inizio e il compimento dei lavori e delle espropriazioni, nel caso del piano per gli insediamenti produttivi, la cui approvazione ha "ex lege" l'effetto di dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza delle opere in esso previste e ne fissa la durata in dieci anni, che costituisce anche il termine entro cui le previsioni del piano stesso devono essere attuate.
L'approvazione del P.I.P. comporta «ex lege» l'effetto di dichiarazione di pubblica utilità delle opere a farsi per un periodo coincidente con quello dell'efficacia decennale del P.I.P., con la c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che l'indicazione dei termini per l'inizio ed il compimento dei lavori e delle espropriazioni, ai sensi dell'art. 13 della L. 25 giugno 1865, n. 2359, non trova più alcuna giustificazione logico-giuridica in relazione ai P.I.P.
L'indicazione dei c.d. quattro termini di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865, non è necessaria nel caso in cui il procedimento ablatorio costituisca esecuzione di un piano urbanistico attuativo, visto che i suddetti piani hanno validità decennale; ciò che rileva è che il decreto di esproprio venga adottato nel periodo di vigenza dei piani stessi.
La fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, non è necessaria quando l'ambito temporale per l'effettuazione dei lavori e delle espropriazioni risulti già determinato con assoluta certezza, come avviene per i piani per gli insediamenti produttivi, la cui durata è stabilita dalla legge speciale in dieci anni.
I termini di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865 devono essere inseriti nel primo atto della procedura espropriativa da individuarsi (nel caso di specie) nella delibera di "adozione" del P.I.P. destinata a valere quale implicita dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dicazione dei termini per l'inizio ed il compimento dei lavori e delle espropriazioni, prevista dall'art. 13 della L. n. 2359/1865, non è necessaria per i piani per gli insediamenti produttivi, la cui approvazione ha "ex lege" l'effetto di dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza delle opere in esso previste per la durata legale di dieci anni, che costituisce anche il termine entro cui le previsioni del piano stesso devono essere attuate.
La fissazione dei termini di cui all'art. 13, l. 25 giugno 1865 n. 2359 non è necessaria quando l'ambito temporale per l'effettuazione dei lavori e delle espropriazioni risulti determinato "aliunde" con assoluta certezza, come avviene per i piani per insediamenti produttivi, la cui durata decennale è stabilita dall'art. 27, comma 3, L. 22 ottobre 1971, n. 865.
La fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. 25 giugno 1865, n. 2359, non è necessaria, quando l'ambito temporale per l'effettuazione dei lavori e delle espropriazioni risulti già determinato con assoluta certezza, come avviene per i piani per gli insediamenti produttivi, la cui durata è stabilita dalla legge speciale in dieci anni.
PUBBLICA UTILIT&A... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t; DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> PROROGABILITÀ TERMINI
L'art. 27, che, al comma 3 l. n. 865/1971 non prevede alcuna prorogabilità del termine di efficacia del P.I.P..
Il piano per insediamenti produttivi (p.i.p.) ha efficacia per dieci anni dalla data di approvazione. Nessuna norma prevede, alla scadenza, la proroga del suddetto periodo.
Il termine di efficacia di un Piano degli Insediamenti Produttivi, termine che é già eccezionalmente lungo rispetto a quello quinquennale di ordine generale, non può essere prorogato prima della sua scadenza naturale e tanto meno dopo, di guisa che, una volta scaduto, l'amministrazione può solo rinnovare il procedimento di approvazione del PIP per la parte rimasta ineseguita, previa valutazione della persistenza delle esigenze pubbliche che lo determinarono, e comunque nel rispetto della scansione procedimentale fissata dall'art. 27 della L. 865/71.
Il piano per gli insediamenti produttivi è dotato di efficacia decennale dalla data di approvazione, avendo esso valore di piano particolareggiato di esecuzione; trascorsi i dieci anni, non è prevista, in via normativa, alcuna proroga.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> L'art. 27, terzo comma, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, nello stabilire l'efficacia limitata a dieci anni del PIP, non conferisce alla competente Amministrazione comunale alcun potere di prorogarne o di sospenderne in qualche modo il decorso, restando ferma soltanto la possibilità per il Comune di predisporre eventualmente un nuovo strumento per la riproposizione della scelta pianificatoria rimasta inattuata.
Scaduto il decennio, i PIP non possono essere prorogati, ma possono essere, se del caso, solamente riapprovati ex novo. Semplici varianti non possono prorogare il termine.
Il PIP dura dieci anni, la sua scadenza è improrogabile, e l'unica possibilità per procedere è la riapprovazione di un piano sostanzialmente nuovo.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> SCADENZA
Per effetto del richiamo contenuto nell'art. 27 della L. n. 865 del 1971 alle disposizioni di cui alla L. n. 167 del 1962 sul piano di zona, l'approvazione del piano per gli insediamento produttivi comporta la dichiarazione di pubblica utilità per le opere ivi previste; i decreti di esproprio possono essere emessi entro il termine di di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecorso il quale il medesimo piano diventa inefficace.
La dichiarazione di pubblica utilità derivante dall'approvazione del pip, viene meno contestualmente alla scadenza della efficacia del piano; è escluso che l'occupazione d'urgenza legittimamente in atto possa assumere rispetto ad essa una funzione vicariante o sostitutiva. Ne consegue l'illegittimità totale dell'occupazione protratta, in carenza di potere, oltre detta scadenza.
E' illegittima la procedura espropriativa, qualora il PIP sia scaduto per decorrenza del termine decennale di efficacia e non sia intervenuto atto di "rinnovo", "proroga", " conferma", atto a manifestare la volontà dell'Amministrazione di "rinnovare" la scelta pianficatoria, a suo tempo effettuata con l'approvazione del predetto piano.
E' illegittima la procedura espropriativa, per mancanza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, avviata a pip divenuto privo di efficacia, in mancanza di un suo rinnovo, proroga, conferma o consolidamento.
Dalla perdita di efficacia del P.I.P., per effetto della scadenza del termine decennale, consegue l'illegittimità di tutti gli atti del procedimento espropriativo adottati in tempo successivo alla ver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecadenza.
Il piano per gli insediamenti produttivi ai sensi dell'art. 27 della L. n. 865/71 ha efficacia per dieci anni ed ha valore di dichiarazione di pubblica utilità. Deve pertanto ritenersi che il PIP perda efficacia per il decorso di suddetto termine in assenza di atto comportante rinnovazione del piano medesimo, effetto che non può essere attribuito ad una variante di piano regolatore riguardante altre zone e priva comunque del requisito perché possa essere qualificato come tale, quale in particolare la motivazione a cui deve essere riconosciuta peculiare importanza.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> SCADENZA --> EFFETTI
Anche dopo il decorso del termine decennale stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato (PIP), sebbene questo diventi inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... fermo, a tempo indeterminato, l'obbligo di osservare - nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti - gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso. Peraltro, in presenza di un Piano Regolatore Generale, la cessata efficacia del piano attuativo non rende l'area interessata priva di disciplina urbanistica, di talché non si applica la disciplina di salvaguardia di cui all'art.4, ultimo comma, della Legge 28 gennaio 1977, n. 10.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> TERMINI EX LEGE
L'art. 13, comma 4 del D.P.R. 327/2001, stabilisce il termine generale di cinque anni (dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera) entro cui deve essere emanato il decreto di esproprio, tuttavia il successivo comma 7 fa salvi i termini maggiori rispetto a quello quinquennale previsti dalla legislazione vigente per l'esecuzione di "piani territoriali o urbanistici, anche di settore o attuativi". Ora, l'art. 27, terzo comma, della L. n. 867/1971, in tema di piani per gli insediamenti produttivi, stabilisce in dieci anni il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l P.I.P.
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la deliberazione di approvazione del P.I.P. non deve necessariamente recare l'indicazione del termine per l'adozione del decreto di esproprio.
L'art. 27, al comma 3 l. n. 865/1971 , dispone: "Il piano approvato ai sensi del presente articolo (rectius delle aree da destinare a insediamenti produttivi) ha efficacia per dieci anni dalla data del decreto di approvazione ed ha valore di piano particolareggiato d'esecuzione ai sensi della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni."
Il termine decennale di cui all'art. 27 della legge n. 865 del 1971 risponde all'esigenza di delimitare nel tempo il potere ablatorio del comune, in ossequio al principio, più volte affermato dalla giurisprudenza, anche costituzionale, in base al quale non è ammessa la possibilità di stabilire vincoli espropriativi a tempo indeterminato.
L'approvazione del piano per gli insediamenti produttivi produce gli effetti della pubblica utilità per le opere ivi previste, "ai fini espropriativi e per la durata fissata dalle leggi vigenti", vale a dire per dieci anni, ai sensi dell'art. 27 della legge n. 865 del 1971.
L'approvazione del p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aree da destinare ad insediamenti produttivi, di cui all'art. 27 della L. n. 865/71, equivale a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste, ed abilita l'Amministrazione, nel decennio di efficacia del medesimo, a disporre l'occupazione d'urgenza e la espropriazione dei fondi occorrenti.
L'approvazione di un piano urbanistico per gli insediamenti produttivi, che ha efficacia decennale con valore di piano particolareggiato d'esecuzione ai sensi della L. 17 agosto 1942 n. 1150, non determina solo la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste, ma anche la dichiarazione di indifferibilità e urgenza delle stesse, sicché i termini per l'attuazione delle opere vanno direttamente ricercati nelle disposizioni di legge regolanti tale strumento urbanistico.
In forza del comma 3 dell'art. 27 della L. n. 865/71, il piano per gli insediamenti produttivi, che ha valore di piano particolareggiato attuativo ed esecutivo, ha efficacia decennale; siffatta previsione normativa, risponde all'esigenza di delimitare nel tempo il potere espropriativo nel rispetto del principio che esclude l'imposizione di vincoli espropriativi a tempo indeterminato.
Ai sensi dell'art. 27 comma 3 legge n. 865/... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ha efficacia per dieci anni dalla data del decreto di approvazione comportante dichiarazione di PU ed ha valore di piano particolareggiato d'esecuzione ai sensi della L. n. 1150/1942.
Nella delibera di adozione del P.I.P. non è necessario indicare i termini di cui all'art. 13 della L. 2359/1865 essendo, per legge, già fissato un termine (10 anni) di validità del piano .
Ai sensi dell'art. 27 della legge n. 865/71, il PIP ha valore di piano particolareggiato con effetto di dichiarazione di pubblica utilità ed ha efficacia per 10 anni.
Il termine di cui all'art. 16 L. n. 1150/1942, (non superiore a 10 anni) entro il quale il piano particolareggiato deve essere attuato ed entro cui dovranno essere compiute le relative espropriazioni è solo un termine massimo entro il quale deve essere predeterminato il momento finale di attuazione in relazione alla natura ed entità degli interventi previsti. Pertanto essenziale si rivela la fissazione dei termini per l'inizio delle espropriazioni e dei lavori che si pone quale onere a carico dell'Ente comunale, mentre il termine decennale indica soltanto il limite temporale massimo entro il quale debbo ultimarsi gli interventi pianificati.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... espropriazioni attuative del P.I.P. (o dei P.E.E.P.) non occorre la fissazione dei termini previsti dall'art. 13 della Legge 25 Giugno 1865 n° 2359, in quanto tali termini sono fissati direttamente dalle disposizioni normative speciali che deliminato nel tempo "ope legis" l'efficacia dei predetti piani particolareggiati esecutivi e quindi l'ambito temporale per l'ultimazione dei lavori e degli atti espropriativi ad essi relativi.
Ai PIP non si applica l'articolo 13 della legge 2359/1865, in quanto la durata della pubblica utilità è fissata per legge in dieci anni dalla data di approvazione.
La fissazione dei termini non è necessaria quando l'ambito temporale dell'effettuazione dei lavori e delle espropriazioni risulti determinato aliunde con assoluta certezza, come avviene per i piani di insediamenti produttivi, la cui durata è stabilita dalla legge.
Le occupazioni d'urgenza e le espropriazioni nei PIP debbono avvenire entro il decennio di validità.
La fissazione dei termini di cui all'art. 13, l. 25 giugno 1865 n. 2359 non è necessaria per le espropriazioni previste dai piani per insediamenti produttivi.
Anche i PIP ex legge 219/1981 hanno efficacia decenna... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La delibera di approvazione del PIP comporta dichiarazione di pubblica utilità e non necessita di fissazione di termini, essendo stabiliti per legge in dieci anni.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PIP --> TERMINI EX LEGE --> SUPPLETIVI
Fermo restando la valenza decennale, legislativamente sancita, delle previsioni del P.I.P. specie sotto il profilo della durata della dichiarazione di pubblica utilità delle opere da esso contemplate, tuttavia ciò non è tale da far venir meno la facoltà dell'Ente Locale di fissare in sede di approvazione del progetto definitivo delle relative opere di urbanizzazione e di infrastrutturazione dei termini più brevi per l'attuazione delle previsioni generali; il termine fissato legislativamente deve pertanto ritenersi suppletivo.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PIANI URBANISTICI --> PROGRAMMA COSTRUTTIVO
In tema di programma costruttivo di edilizia residenziale, la L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 51 non ha espressamente determinato la durata massima dell'efficacia di esso, sicché non risulta possibile l'equiparazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etti a quelli prodotti dal p.e.e.p.; pertanto, un'interpretazione costituzionalmente orientata della L. n. 865 del 1971, art. 51, comma 5, impone che, in assenza di una norma sulla durata del programma, deve trovare applicazione la regola residuale, espressa dalla L. n. 2359/1865, art. 13, con l'ulteriore conseguenza che è indispensabile, in ossequio a quest'ultima norma, che l'atto integrante la dichiarazione di p.u. contenga i termini di inizio e di fine delle procedure espropriative, in mancanza dei quali esso è illegittimo, e deve essere annullato.
Logico corollario della natura giuridica della deliberazione di localizzazione di un programma di edilizia residenziale pubblica di cui all'art. 51 L. n. 865/71, con l'idoneità a incidere direttamente sulla proprietà privata ove essa sia preordinata all'espropriazione dei suoli e contenga l'approvazione del programma costruttivo, è che essa deve stabilire i termini iniziali e finali delle procedure ablatorie e dei lavori, anche se intervenga dopo un piano per l'edilizia economica e popolare già adottato ed approvato, ma ormai esaurito quanto agli effetti.
Il carattere eccezionale della deroga all'obbligatoria fissazione dei termini prescritti dalla L. n. 2359... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...art. 13, comporta che alle deliberazioni di localizzazione degli interventi di edilizia residenziale non è applicabile il termine di efficacia fissato ope legis per il peep: il fatto che la detta norma disponga che per le relative espropriazioni si applichino le disposizioni vigenti per l'attuazione dei peep non può essere interpretata nel senso che il rinvio riguardi anche la durata dei piani stessi intesa come limite legale dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
Il rinvio operato dal comma 5 dell'art. 51 L. n. 865771 all'applicazione delle norme in vigore per l'attuazione dei piani di zona, non vale a rendere applicabile anche il termine di durata del PEEP, data la non trasponibilità delle ragioni della congruità di quel termine al programma costruttivo, che è uno strumento semplificato ed accelerato, alternativo alle complesse procedure urbanistiche del PEEP; il programma deve pertanto contenere l'indicazione dei termini di cui all'art. 13 l. n. 2359/1865.
Per giurisprudenza consolidata e pacifica il provvedimento di localizzazione di un opera di pubblica utilità comporta dichiarazione implicita della pubblica utilità dell'area, per cui deve contenere una precisa indicazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ine iniziale e finale dei lavori e delle espropriazioni; tale regola si applica anche alle assegnazioni di aree per la realizzazione di piani costruttivi per l'insediamento di alloggi popolari.
In base ad una interpretazione costituzionalmente orientata del quinto comma dell'art. 51 della L. n. 865/1971, in assenza di una norma sulla durata del programma costruttivo, trova applicazione la regola residuale, espressa dall'art. 13 della legge n. 2359 del 1865, sulla fissazione del termine finale in sede amministrativa.
L'approvazione dei programmi costruttivi per la realizzazione di alloggi sociali per civile abitazione devono essere corredati dall'indicazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, art. 13.
Il programma costruttivo adottato ai sensi dell'art. 4 della legge regionale Sicilia n. 86/81 ha efficacia biennale per espressa previsione di legge (art. 4 ultimo comma).
L'art. 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, che stabilisce l'apposizione dei termini entro i quali dovranno cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori, è applicabile anche alle espropriazioni conseguenti alle localizzazioni di opere di edilizia residenziale pubblica ex art 51 legge 22 ottobre 1971, n. 865.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arazione di PU conseguente all'approvazione di programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica ex L. n. 865/71, art. 51 deve essere accompagnata dall'indicazione dei termini d'inizio e compimento delle espropriazioni e dei lavori, non essendo applicabile la normativa relativa ai piani di zona; ciò in quanto quest'ultimi hanno nell'ordinamento una configurazione peculiare, diversa da quella dei piani particolareggiati dei quali pure condividono la natura di strumenti urbanistici (anche) di terzo livello, la quale non consente la generalizzazione di principi elaborati dalla giurisprudenza a proposito dei primi.
La localizzazione ex art. 51 L. n. 865/71, comportante la dichiarazione di pubblica utilità del progetto in cui le opere da realizzare sono inserite, deve contenere la fissazione dei termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni.
Nell'ipotesi di localizzazione di un programma costruttivo a sensi della L. n. 865 del 1971, art. 51, che presuppone l'assenza del piano di edilizia economica e popolare, e tuttavia comporta pur essa la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere, è necessario che nel relativo provvedimento o, al più tardi in quello di a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... delle aree, siano fissati i menzionati termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865.
L'art. 51 L. n. 865/71, concernente la localizzazione di programmi costruttivi, non ha espressamente determinato la durata massima dell'efficacia del programma, sicché non risulta possibile l'equiparazione dei suoi effetti a quelli prodotti dal PEEP; un'interpretazione costituzionalmente orientata del quinto comma dell'art. 51 impone che, in assenza di una norma sulla durata del programma, debba trovare applicazione la regola residuale, espressa dall'art. 13 della legge n. 2359 del 1865.
Il richiamo contenuto nell'art. 51, u.c., della l.n. 865/71 opera al solo effetto di dichiarazione ex lege della pubblica utilità e della indifferibilità ed urgenza delle opere previste nel PEEP, che non è automaticamente trasponibile al programma costruttivo.
La delibera di approvazione del programma costruttivo di cui all'articolo 51 della legge 865/1971 deve contenere i termini di p.u.

References: art. 13
 art.13
 articolo 13
 art. 13
 articolo 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 1
 art. 51
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 9
 art. 51
 art. 13
 art. 13
 art. 9
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 8
 art. 1
 art. 1
 art. 9
 art. 9
 art. 1
 art. 51
 art. 9
 art. 13
 art. 9
 art. 1
 art. 51
 art. 28
 art. 27
 art. 9
 art. 1
 art. 28
 art. 16
 art. 13
 ART. 13
 art. 13
 art. 27
 art. 27
 art. 13
 art. 51
 art. 51
 art. 13
 art. 13
 art. 51
 art. 51
 art. 51