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Timestamp: 2020-08-03 12:59:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7167 del 29/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7167 del 29/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 29/03/2011, (ud. 10/03/2011, dep. 29/03/2011), n.7167
sul ricorso 25845/2008 proposto da:
T.E. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIALE MAZZINI 140, presso lo studio dell’avvocato LUCATTONI
PIERLUIGI, rappresentato e difeso da se medesimo;
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI 1335 PORTOGHESI 12, presso
avverso la sentenza n. 137/2008 della Commissione Tributaria
Regionale di PALERMO – Sezione Staccata di MESSINA del 10.7.08,
“La controversia trae origine dalla impugnazione di un avviso di rettifica dell’imposta di successione in relazione alla valutazione di alcuni immobili.
L’avv. T.E. ricorre contro l’Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe denunciando vizi di motivazione in relazione al fatto che aveva eccepito che il valore dei terreni agricoli andava calcolato automaticamente applicando i coefficienti catastali e non erano, quindi, suscettibili di valutazione secondo il valore venale.
Il motivo e inammissibile perchè carente di autosufficienza (dove e come è stata prospettata la relativa questione? Questione che, comunque andava replicata riportando testualmente il contenuto dell’atto di appello: V., ex multis, Cass. 1707/2009) e, comunque, privo del quesito sintesi (v., ex multis, Cass. 2652/2008). Dalla lettura della sentenza impugnata non si evince che la questione sia stata prospettata e il ricorrente non denuncia il vizio di omessa pronuncia.
Peraltro, il fatto che si trattava di terreni ricadenti in area di sviluppo industriale rende la censura, comunque, infondata nel merito (arg. ex Cass. SS.UU. 25506/2006)”;
– che il ricorrente ha depositato memoria che però non appare determinante rispetto ai rilievi specificamente prospettati con la relazione redatta ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.;
– che, pertanto, il ricorso va dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese, liquidate come da dispositivo.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore dell’Agenzia delle Entrate, che liquida in Euro milletrecento per onorario, oltre le spese prenotate a debito.

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 Cass. 
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