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Timestamp: 2020-08-15 06:04:44+00:00

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Art. 140 cod. proc. civile: Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia | La Legge per tutti
Art. 140 cod. proc. civile: Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia
Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell’articolo precedente, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune (1) dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito (2) in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento (3).
(1) Con il termine casa del comune ci si riferisce alla sede del comune, pertanto l’eventuale deposito presso l’ufficio di una frazione del comune comporterà la nullità della notificazione.
(2) L’avviso deve contenere: il nome della persona che ha chiesto la notificazione e del destinatario; indicazione della natura dell’atto e del giudice che ha pronunciato il provvedimento; data o termine di comparizione ed infine data e firma dell’ufficiale giudiziario.
(3) In tale ipotesi, dunque, l’attività dell’ufficiale giudiziario è costituita da tre fasi: 1) il deposito di una copia dell’atto presso la sede del comune mediante consegna al segretario comunale o ad un impiegato; 2) l’affissione dell’avviso di deposito alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario; 3) la spedizione di una lettera raccomandata con cui si comunica al destinatario il deposito suddetto. La Corte Costituzionale che, con sent. 14-1-2010, n. 3, ha dichiarato illegittimo il presente articolo, nella parte in cui prevede che la notifica si perfeziona, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione
Rapporti con altre forme di notificazione.
La ratio dell’art. 140 c.p.c. consiste nell’assicurare il perfezionamento della notifica a prescindere dalla materiale ricezione dell’atto oggetto di notifica, essendo sufficiente la prova dell’invio della raccomandata attestante il deposito del documento presso la casa Comunale. Di talché, proprio al fine di scongiurare il rischio di una notificazione impossibile e a tutela del principio di certezza del diritto, si pone la predetta norma, cristallizzando al momento della spedizione il perfezionamento della notifica, nonché il dies a quo di produzione di ogni effetto di legge. App. L’Aquila, 6 giugno 2011.
1.1. Notifiche a mezzo del servizio postale.
A seguito della sentenza (di immediata applicazione) della Corte costituzionale n. 3 del 2010, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., nella parte in cui prevedeva che la notifica si perfezionasse, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione, è necessario che il notificante, affinchè tale tipo di notificazione possa ritenersi legittimamente effettuata, comprovi la suddetta ulteriore circostanza, diversamente configurandosi la nullità della notificazione. Cass. 31 marzo 2010, n. 7809.
1.1.1. Verifica di compatibilità.
Il procedimento notificatorio disciplinato dal codice di procedura civile è un mezzo di comunicazione che offre le maggiori garanzie possibili di conoscenza dell’atto da parte del destinatario, secondo un principio che si estende anche agli atti sostanziali. Ne consegue che la revoca del mandato, da qualificarsi atto unilaterale recettizio, regolato dall’art. 1335 c.c., può validamente essere portata a conoscenza del destinatario mediante procedimento di notificazione perfezionatosi con l’osservanza degli adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c., senza che l’esito di compiuta giacenza della raccomandata inviata all’esatto indirizzo del mandatario possa integrare la prova contraria della mancata conoscenza dell’atto, atteso che, per poter vincere la presunzione legale, è necessario un fatto o una situazione che spezzi od interrompa in modo duraturo il collegamento tra il destinatario ed il luogo di destinazione della comunicazione e che tale situazione sia incolpevole, cioè non superabile con l’uso dell’ordinaria diligenza. Cass. 6 ottobre 2011, n. 20482.
1.2. Circolazione stradale.
La disposizione, contenuta nel terzo comma dell’art. 201 del codice della strada - a norma del quale “comunque, le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione.” - non è innovativa rispetto alla disposizione dell’art. 141 dell’abrogato codice della strada, dovendosi anch’essa interpretare nel senso che la validità della notificazione non è fondata sul semplice tentativo della stessa presso uno dei luoghi risultanti dai documenti ivi menzionati, bensì sul necessario espletamento delle formalità previste per l’ipotesi dell’irreperibilità del destinatario, sia per quanto riguarda la notificazione ordinaria, sia per quella postale. Ne consegue che, nell’ipotesi di trasferimento del trasgressore in un luogo non annotato sulla carta di circolazione, la notificazione (sia ordinaria che postale), per essere valida, richiede necessariamente l’espletamento delle formalità previste dall’art. 140 c.p.c. per il caso d’irreperibilità del destinatario. Cass. 2 settembre 2011, n. 18049.
1.3. Materia tributaria.
Qualora la notificazione dell’avviso di accertamento sia stata fatta nelle forme prescritte dall’art. 140 c.p.c., ai fini della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio, è necessaria la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario abbia dato notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui al suddetto articolo. Tale adempimento persegue lo scopo di consentire la verifica che l’atto sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, perciò l’avviso di ricevimento deve essere allegato all’atto notificato e la sua mancanza provoca la nullità della notificazione. Cass. 21 luglio 2011, n. 16050.
1.3.1. Legittimità costituzionale dell’attuale assetto normativo.
È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 26, quarto comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, impugnato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., in quanto - disponendo che, nei casi di irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia (art. 140 c.p.c.), la notificazione della cartella di pagamento si ha per eseguita nel giorno successivo a quello in cui l’avviso del deposito è affisso nell’albo del comune - non consente che il termine di sessanta giorni per l’impugnativa decorra dalla concreta conoscibilità dell’atto impositivo da parte del destinatario. Il rimettente non offre gli elementi temporali di riscontro della scansione della concreta vicenda notificatoria sottoposta al suo esame e - tralasciando di considerare che la sentenza n. 3 del 2010 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 140 c.p.c. nella parte in cui prevedeva che la notifica si perfezionasse, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione - neppure si pone il problema della tempestività o meno dell’impugnazione della cartella rispetto all’altro momento risultante dalla citata pronuncia di incostituzionalità. In questo contesto di carente descrizione della fattispecie appare apodittica l’affermazione di rilevanza della questione “ai fini della decisione dell’appello in oggetto”, senza specificazione o motivazione ulteriori. Corte cost., 25 febbraio 2011, n. 63.
È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., impugnato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui, secondo il diritto vivente, fa decorrere gli effetti della notifica, per il destinatario della stessa, dalla data di spedizione della raccomandata informativa, anziché prevedere che la notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata ovvero dalla data del ritiro della copia dell’atto o della raccomandata contenente quest’ultimo, se anteriore. Successivamente all’ordinanza di rimessione, la sentenza n. 3 del 2010 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della censurata disposizione, nella parte in cui prevede che la notifica si perfeziona, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione, con la conseguenza che la questione è divenuta priva di oggetto. Corte cost., 17 giugno 2010, n. 222.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., censurato in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, secondo comma, e 111, primo e secondo comma, Cost., ed interpretato, secondo il diritto vivente, nel senso che la notificazione debba ritenersi perfezionata con la spedizione della raccomandata e non con il suo recapito, deve essere disattesa l’eccezione di inammissibilità fondata sul rilievo che il giudice a quo sarebbe venuto meno all’onere di sperimentare la praticabilità di un’interpretazione adeguatrice. Il rimettente ha preso atto dell’esistenza di una interpretazione costante, proveniente dalla stessa Corte di cassazione, in termini di diritto vivente, ed ha richiesto l’intervento di questa Corte affinché controlli la compatibilità dell’indirizzo consolidato con i principi costituzionali. Corte cost., 14 gennaio 2010, n. 3.
Sfalsamento delle fasi.
Ai fini della validità della notifica di un atto processuale, ai sensi dell’art. 140 c.p.c., è necessario che il notificante comprovi l’avvenuta ricezione, da parte del destinatario, della raccomandata confermativa dell’effettivo compimento di tutte le formalità previste dalla norma. Cass. 31 maggio 2011, n. 11993.
2.2. Ipotesi di impugnazioni e decadenze.
L’impugnazione tardiva di cui all’art. 327 c.p.c. è consentita non già per il solo fatto che si sia verificata una nullità nella notificazione dell’atto introduttivo del giudizio, ma quando tale nullità abbia causato l’incolpevole ignoranza della pendenza del giudizio in capo al destinatario, con la conseguenza che la parte alla quale l’atto di appello sia stato notificato personalmente, invece che presso il domicilio eletto ex art. 170 c.p.c., non può avvalersi della impugnazione tardiva ex art. 327 c.p.c. Cass. 31 maggio 2011, n. 12004.
In sede di gravame, è priva di fondamento l’eccezione di inammissibilità dell’appello, per tardività della notificazione dell’atto di integrazione del contraddittorio nei confronti di tutte le parti del giudizio, nell’ipotesi in cui l’appellante abbia eseguito la notificazione nel termine assegnatole ed anzi con largo anticipo rispetto alla scadenza di sessanta giorni liberi prima dell’udienza di comparizione del terzo e l’Ufficiale Giudiziario abbia eseguito la notifica nelle forme di cui all’art. 140 c.p.c. con consegna del plico nelle mani della moglie del destinatario. Ne consegue che, perfezionandosi la notifica con la consegna del plico all’Ufficiale Giudiziario, la tempestività della sua esecuzione non comporta decadenze per il notificante. Trib. Campobasso, 1 marzo 2011.
2.3. Individuazione del momento della consegna.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 3 del 2010, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., la notificazione effettuata ai sensi di tale disposizione si perfeziona, per il destinatario, con il ricevimento della raccomandata informativa, se anteriore al maturarsi della compiuta giacenza, ovvero, in caso contrario, con il decorso del termine di dieci giorni dalla spedizione. Cass. 25 febbraio 2011, n. 4748.
La notifica ex art. 140 del codice di procedura civile si perfeziona con la spedizione della raccomandata inviata con funzione informativa a completamento delle formalità indicate nello stesso articolo (deposito nella casa comunale ed affissione dell’avviso del deposito alla porta dell’abitazione, dell’ufficio e dell’azienda). T.A.R. Puglia, Bari, 5 gennaio 2011, n. 1.
Perfezionamento ed effetti.
La notificazione eseguita a norma dell’art. 140 c.p.c. si perfeziona quando l’ufficiale giudiziario, a completamento delle altre formalità, spedisce la raccomandata con la quale dà notizia degli estremi dell’atto, mentre restano irrilevanti, ai fini del perfezionamento della notifica le modalità della consegna. Cons. St. Sez. VI, 28 dicembre 2011, n. 6897.
Il perfezionamento della notifica effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c. richiede il compimento di tutti gli adempimenti stabiliti da tale norma, con la conseguenza che è nulla la notificazione eseguita ai sensi della norma suddetta, in caso di omissione di uno di tali adempimenti (nella specie l’affissione dell’avviso di avvenuto deposito del piego alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario), restando, peraltro, tale nullità sanata, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., se il destinatario abbia comunque regolarmente ricevuto la raccomandata di conferma del deposito del piego nell’ufficio postale. Cass. 27 maggio 2011, n. 11713.
3.1. Vecchio orientamento della Cassazione.
La notificazione eseguita a norma dell’art. 140 c.p.c. si perfeziona quando l’ufficiale giudiziario, a completamento delle altre formalità, abbia spedito la raccomandata con la quale dà notizia degli estremi dell’atto, mentre resta irrilevante la consegna di detta raccomandata. Cass. 20 novembre 2000, n. 14986.
3.1.1. Nuovo orientamento delle Sezioni Unite.
3.1.2. Irrilevanza della non contestualità degli adempimenti.
Il perfezionamento della notificazione effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c. richiede il compimento di tutti gli adempimenti stabiliti da tale norma, con la conseguenza che, in caso d’omissione di uno di tali adempimenti, la notificazione è nulla. Viceversa, la stessa deve ritenersi inesistente quando manchi del tutto o sia stata effettuata in modo assolutamente non previsto dalla legge, perché avvenuta in un luogo o con riguardo a persona che non abbiano attinenza alcuna, o che non presentino alcun riferimento o collegamento con il destinatario della notificazione stessa, risultando a costui del tutto estranea. Tanto ciò è vero che nell’ipotesi in cui la notificazione sia stata eseguita in luogo diverso da quello stabilito dal codice, ma che tuttavia possa avere un qualche riferimento con il destinatario, la stessa è affetta da nullità, con la conseguenza che il Giudice, a fronte della mancata spontanea costituzione del convenuto, deve ordinarne la rinnovazione ex art. 291 c.p.c. che, avendo efficacia ex tunc, impedisce ogni decadenza. App. Roma, 6 settembre 2010.
3.2. Conseguenze dell’omissione o del vizio di taluni adempimenti.
Nella notificazione eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c., in caso di rifiuto della persona abilitata al recapito di ricevere in consegna il piego raccomandato, non è richiesta dall’art. 8, primo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, la menzione sull’avviso di ricevimento del nome e cognome della persona che rifiuta e la sua qualità, essendo tenuto l’agente postale in tutte le ipotesi di mancata consegna dell’atto esclusivamente al deposito del medesimo presso l’ufficio postale e a notiziarne il destinatario mediante avviso a mezzo raccomandata. L’identificazione del soggetto e l’indicazione della sua qualità sono, infatti, necessarie soltanto nell’altra ipotesi regolata dall’art. 8, primo comma, riguardante il rifiuto da parte della persona abilitata di firmare l’avviso di ricevimento, pur avendo provveduto alla ricezione del piego. Cass. 4 febbraio 2011, n. 2755.
L’avviso di ricevimento della raccomandala ex art. 140 c.p.c. deve essere allegato, pena nullità della notifica, all’atto notificato, onde consentire la corretta verifica del fatto che l’atto sia pervenuto, o meno, nella sfera di conoscibilità del destinatario. La detta nullità della notifica può essere sanata solo dalla costituzione in giudizio del destinatario. Trib. Bologna, 15 giugno 2010.
La notifica eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c., è valida a condizione che risultino adempiute tre formalità previste dalla norma citata quali: il deposito della copia nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi, l’affissione dell’avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e la notizia per raccomandata con avviso di ricevimento, con l’allegazione all’atto notificato dell’avviso di ricevimento comprovante l’adempimento dell’ultima formalità. App. Napoli, 18 gennaio 2010.
In tema di notificazione degli atti processuali a persona irreperibile, il compimento di taluno degli adempimenti prescritti dall’art. 140 c.p.c. determina la nullità - e non l’inesistenza - della notificazione, con conseguente sanatoria del vizio nel caso di rituale costituzione in giudizio del destinatario, per raggiungimento dello scopo dell’atto ai sensi dell’art. 156 c.p.c. Cass. 8 settembre 2004, n. 18110.
3.2.2. Nullità ed inesistenza.
Non è idonea a fondare l’eccezione di nullità della notifica, eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c. avendo l’ufficiale giudiziario accertato l’assenza di soggetti abilitati a riceverla, la prova dell’esistenza di un contratto di portierato, in quanto la circostanza che un edificio abbia tale servizio di per sé non prova nulla e, in particolare, non prova che, al momento dell’accesso dell’ufficiale giudiziario, il portiere fosse effettivamente presente. Cass. 5 luglio 2011, n. 14806.
3.2.3. Sanatoria e termine per l’impugnazione.
È infondata l’eccezione di nullità della notifica dell’atto di pignoramento, effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c. senza che l’ufficiale giudiziario abbia prima dato atto del preventivo tentativo di notifica ai sensi dell’art. 139 c.p.c. Al riguardo si osserva che il ricorso alla procedura della notifica presso la casa comunale, presupponendo la non conoscenza o la non conoscibilità dell’indirizzo del destinatario, richiede che l’organo deputato alle notificazioni indichi specificatamente le ragioni per cui non ha potuto procedere secondo le forme previste dall’art. 139 c.p.c.; essendo lo scopo della notificazione quello di attuare il principio del contraddittorio, tale finalità è da ritenersi raggiunta con la costituzione in giudizio del destinatario dell’atto, venendo in tal modo sanato con effetto ex tunc qualunque vizio della notificazione stessa. Trib. Cassino, 2 agosto 2011.
3.2.4. Contrasto tra risultanze certificatorie.
L’iscrizione nel registro delle imprese circa il trasferimento di sede da una provincia ad un’altra deve intendersi perfezionata nel momento nel quale avviene la cancellazione nel registro della provincia di provenienza. Cass. 13 marzo 2012, n. 3959.
Qualora il Giudice di appello accerti che l’atto di citazione introduttivo del primo grado di giudizio, è stato notificato mediante il rito previsto dall’art. 140 c.p.c. ad un indirizzo che, in base alle risultanze probatorie allegate dall’appellante, non presentava, alla data di citazione, alcun collegamento od attinenza con lo stesso, dovrà dichiarare la nullità del primo giudizio e della conseguente sentenza, atteso che la predetta notificazione deve considerarsi inesistente e, dunque, causa che ha impedito l’instaurazione di un rapporto processuale fra le parti. App. Firenze, 23 marzo 2010.
3.2.5. Mancata affissione dell’avviso e sanatoria.
In tema di riscossione delle imposte dirette, nell’ipotesi in cui una cartella esattoriale venga notificata ai sensi del terzo comma dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, e quindi con deposito presso la casa comunale, affissione alla porta del destinatario e invio della raccomandata con avviso di ricevimento, ai fini della tempestività dell’impugnazione della detta cartella, il “dies a quo” della decorrenza del termine deve essere individuato, anche alla luce di quanto affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza 14 gennaio 2010, n. 3 e l’ordinanza 25 febbraio 2011, n. 63, nel giorno del ricevimento della raccomandata informativa, se anteriore al maturarsi della compiuta giacenza ovvero, in caso contrario, con il decorso del termine di dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata. Cass. 28 giugno 2011, n. 14316.
3.2.6. Pluralità di atti e pluralità di avvisi.
Con riguardo alla notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c., qualora gli atti da notificare siano più di uno, è richiesta - pena, in difetto, la nullità della notificazione medesima - la spedizione, da parte dell’ufficiale giudiziario, in relazione a tutti gli atti, di altrettanti avvisi raccomandati, indicativi dell’avvenuto compimento delle formalità prescritte dalla norma e diretti a porre nella sfera di conoscibilità dell’unico destinatario ciascuno degli atti suddetti, o, quanto meno, è richiesta la specificazione, nell’ eventualmente unico avviso raccomandato, degli atti cui esso era relativo, con le indicazioni ex art. 48 disp. att. c.p.c. in ordine alla natura e provenienza di ciascuno di essi. Cass. 16 marzo 2007, n. 6218.
3.2.7. Pluralità di parti.
L’obbligo di notificare gli atti processuali (nella specie, la sentenza resa nel giudizio di opposizione a fallimento) in numero di copie corrispondente al numero dei destinatari non sussiste qualora una persona fisica stia in giudizio in nome proprio e, nel contempo, in veste di legale rappresentante di altro soggetto (nella specie, la società a responsabilità limitata dichiarata fallita), essendo in tale ipotesi sufficiente la notificazione dell’atto in una sola copia, attesa la unicità, sul piano processuale, della persona che agisce contemporaneamente in proprio e nella veste di legale rappresentante di altro soggetto. Cass. 13 settembre 2011, n. 18761.
La norma secondo la quale la notifica dell’atto di impugnazione deve essere eseguita mediante la consegna di tante copie quante sono le parti, anche se costituite con unico procuratore, non trova applicazione nel caso in cui la stessa persona fisica stia in giudizio in proprio e nella qualità di rappresentante, sul piano sostanziale, di altro soggetto, poiché in tal caso soltanto il rappresentante riveste la qualità di parte nel giudizio e la funzione informativa della notifica dell’atto di impugnazione si realizza comunque con la consegna al medesimo di una sola copia, pur se l’impugnazione sia diretta al rappresentato. Cass. 19 aprile 2010, n. 9265.
La notificazione dell’avviso di accertamento tributario deve essere effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 c.p.c. quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario, ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove tuttavia non risulta trasferito, mentre deve essere effettuata applicando la disciplina di cui all’art. 60, lettera e), del D.P.R. n. 600 del 1973 - sostitutivo, per il procedimento tributario, dell’art. 143 c.p.c. - quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all’atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto. Di conseguenza, il notificatore può ricorrere alla procedura di cui all’art. 60, lettera e), del D.P.R. n. 600/1973, che prevede la mera affissione dell’avviso nell’albo del comune, solo ove risulti chiaramente che il contribuente ha trasferito la sua residenza in luogo sconosciuto e l’apposizione sulla relata di notifica dell’ambigua espressione secondo cui si “constata l’impossibilità di eseguire la notifica ai sensi degli artt. 138 e 139 del codice di procedura civile” non sufficiente a giustificare la notifica con le procedure di cui all’art. 60, lettera e), del D.P.R. n. 600/1973 (che risulta pertanto nulla). Cass. 29 ottobre 2007, n. 22677.
4.1.1. Destinatario sconosciuto all’indirizzo.
In tema di notificazioni civili, la notifica effettuata ex art. 140 c.p.c., in cui il piego relativo alla raccomandata ed attestante l’avvenuto compimento delle formalità previste dalla legge sia stato restituito al mittente per compiuta giacenza, è nulla, in quanto la notifica ex art. 140 c.p.c., non esclude ma al contrario postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, domicilio o dimora del destinatario, e che la copia non sia stata consegnata per mere difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l’incapacità o il rifiuto delle persone indicate dall’art. 139, c.p.c., di ricevere l’atto. App. Potenza, 10 novembre 2011.
4.2. Ricerche sull’effettiva residenza.
L’atto di costituzione in mora del debitore, per produrre i suoi effetti e, in particolare, l’effetto interruttivo della prescrizione, deve essere diretto al suo legittimo destinatario, ma non è soggetto a particolari modalità di trasmissione, nè alla normativa sulla notificazione degli atti giudiziari. Pertanto, nel caso in cui detta intimazione sia inoltrata con raccomandata a mezzo del servizio postale, la sua ricezione da parte del destinatario può essere provata anche sulla base della presunzione di recepimento fondata sull’arrivo della raccomandata all’indirizzo del destinatario, che dovrà, dal suo canto, provare di non averne avuta conoscenza senza sua colpa. Cass. 27 aprile 2010, n. 10058.
La Suprema Corte ha evidenziato che ove la notifica venga effettuata nelle forme previste dall’art. 140 c.p.c., nel luogo indicato nell’atto da notificare e nella richiesta di notifica, costituisce mera presunzione, superabile con qualsiasi mezzo di prova, che in quel luogo si trovi la residenza effettiva o la dimora o il domicilio del destinatario dell’atto sicché compete al giudice, ai fini della pronuncia sulla validità ed efficacia della notificazione, compiere, in caso di contestazione, tale accertamento in base all’esame ed alla valutazione delle prove fornite dalle parti. La dichiarazione, nella relata di notifica, dell’Ufficiale Giudiziario di non aver trovato nessuno, all’indirizzo indicato per la notificazione di un atto, idoneo ai sensi di legge a ricevere l’atto da notificare, postula un accertamento sull’effettiva ubicazione del destinatario, lì occasionalmente non presente. Dunque è lecita la presunzione che in quel luogo si trovasse la residenza effettiva, la dimora o il domicilio del destinatario dell’atto. Chi intende ottenere la dichiarazione di nullità della notificazione, ha l’onere di fornire idonea prova contraria e tale prova non può ridursi alla mera produzione di risultanze anagrafiche indicanti una residenza diversa dal luogo in cui è stata effettuata la notifica in quanto siffatte risultanze, come anche precisato dal Supremo Collegio, hanno valore meramente dichiarativo ed offrono, a loro volta, una mera presunzione. App. Roma, 4 febbraio 2010.
4.2.1. Ricorrenza di specifiche circostanze.
In tema di notificazioni, l’assenza solo momentanea del destinatario della notificazione nel luogo in cui risiede non preclude la notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c., che postula l’impossibilità di consegnare l’atto in quel luogo per mere difficoltà di ordine materiale, quali la precaria assenza del notificando e la mancata presenza, l’incapacità o il rifiuto delle persone abilitate dall’art. 139 c.p.c. a ricevere tale atto. Trib. Roma, 19 aprile 2010.
4.3. Casistica.
In tema di notificazione degli avvisi di accertamento, quando il legislatore prescrive, per l’esecuzione di una notificazione, il ricorso alla raccomandata con avviso di ricevimento, non può che fare riferimento al cosiddetto servizio postale universale fornito dall’Ente Poste su tutto il territorio nazionale, con la conseguenza che, qualora tale adempimento sia affidato ad un’agenzia privata di recapito, esso non è conforme alla formalità prescritta dall’art. 140 c.p.c., e, pertanto, non è idoneo al perfezionamento del procedimento notificatorio. Cass. 17 febbraio 2011, n. 3932.
Nel caso in cui il destinatario di un avviso di accertamento tributario sia deceduto, e gli eredi non abbiano provveduto alla comunicazione prescritta dall’art. 65, secondo ed ultimo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, è nulla la notificazione eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c. nei confronti del defunto, previo tentativo di consegna dell’atto presso il suo domicilio, non essendo la morte del destinatario equiparabile alla sua irreperibilità o al rifiuto di ricevere copia dell’atto. Il messo notificatore, ove sia venuto a conoscenza del decesso e non abbia reperito presso il domicilio persone idonee e disponibili a ricevere l’avviso, è tenuto invece a restituirlo con l’indicazione del motivo per cui la notificazione non ha potuto aver luogo, con la conseguenza che l’Ufficio, reso edotto del decesso, può disporre che l’atto sia notificato nei modi previsti dall’art. 65 cit. Cass. 12 gennaio 2010, n. 311.
4.3.1. Mancanza del cognome sul citofono.
Sussiste un generale onere del cittadino a consentire che l’Amministrazione possa raggiungerlo per le necessarie notifiche e comunicazioni e che, pur non sussistendo per legge alcun obbligo, per i soggetti giuridici, di indicare il proprio nominativo sui citofoni o sulla cassetta postale del luogo di abitazione, l’ufficiale giudiziario, ove verifichi in uno stabile l’assenza del nominativo del soggetto destinatario della notifica in corrispondenza dell’interno del fabbricato corrispondente con il luogo di residenza, deve procedere comunque alla notifica ai sensi dell’art. 140 c.p.c., non potendosi limitare invece - tanto più in un ampio e moderno contesto urbano - a stendere una relazione negativa, neppure ove fondata sulle informazioni negative delle altre “persone del luogo”. T.A.R. Lazio, Roma, 4 marzo 2009, n. 2249.
Non sussistendo per legge alcun obbligo, per i soggetti giuridici, di indicare il proprio nominativo sui citofoni o sulla cassetta postale del luogo di abitazione, l’ufficiale giudiziario, ove verifichi, in uno stabile privo di portiere, l’assenza del nominativo del soggetto destinatario della notifica in corrispondenza dell’interno che il richiedente indica quale luogo di residenza, e ove constati la presenza, invece, del nominativo di altri soggetti i quali risultino momentaneamente assenti, deve procedere comunque alla notifica ai sensi dell’art. 140 c.p.c., e non può limitarsi invece - tanto più in un ampio e moderno contesto urbano - a stendere una relazione negativa, neppure ove fondata sulle informazioni negative delle altre “persone del luogo”. Cass. 16 luglio 2003, n. 11138.
4.3.2. Irrilevanza del mero allontanamento.
L’assenza solo momentanea del destinatario della notificazione nel luogo in cui risiede non preclude la notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c., che postula l’impossibilità di consegnare l’atto in quel luogo per mera difficoltà di ordine materiale, quali la precaria assenza del notificando e la mancata presenza, l’incapacità o il rifiuto delle persone abilitate dall’art. 139 c.p.c. a ricevere tale atto. Diversamente, la irreperibilità non temporanea rientra nella previsione dell’art. 143 c.p.c. Trib. Milano, 16 marzo 2011.
Notifica a persone giuridiche.
5.1.1. Sede legale e sede effettiva.
Nel caso di irreperibilità del destinatario del verbale di contestazione l’Amministrazione deve espletare le formalità dell’art. 140 c.p.c. ai fini della validità della notifica. Il ritardo della notifica eseguita oltre i termini di legge non può essere giustificato dal cambio di sede della società, se il nuovo indirizzo è facilmente reperibile presso i registri delle Camere di Commercio. Giudice di pace Venezia Mestre, 6 aprile 2010.
5.2. Mancata indicazione del legale rappresentante.
Nell’ipotesi di omessa indicazione, nell’atto notificando, del nominativo della persona fisica del legale rappresentante, è sempre legittima la notificazione ex art. 140 c.p.c. nei confronti della società, ed all’Amministrazione finanziaria è consentito procedervi in qualsiasi caso di irreperibilità o rifiuto. Cass. 7 gennaio 2004, n. 11.
In ipotesi di ricorso per cassazione proposto nei confronti di una società a responsabilità limitata in persona del legale rappresentante pro tempore senza indicazione delle relative generalità, l’affermazione dell’ufficiale giudiziario, contenuta nella relata, di non aver potuto eseguire la notifica dell’atto per aver rinvenuto chiusa la sede della società, cessata da tempo dall’attività, e per avvenuto decesso del legale rappresentante, indicato (dal p.u. notificante) in una determinata persona fisica, comporta che il ricorso deve essere notificato non già agli eredi del defunto (non potendo il giudizio proseguire nei confronti dei medesimi e non succedendogli essi nella qualifica di rappresentante legale) ma alla stessa società con il rito degli irreperibili, essendo sufficiente per l’adozione di tale rito l’accertamento, da parte dell’ufficiale giudiziario, della chiusura della sede sociale e, quindi, della mancanza di persone atte a ricevere il ricorso. Cass. lav., 17 gennaio 1996, n. 355.
Attestazioni dell’Ufficiale Giudiziario e fidefacenza.
6.1. Attestazione dell’invio e mancanza di equipollenti.
Nella ipotesi di notifica di un atto ai sensi dell’art. 140 c.p.c., che per la sua validità richiede il compimento di tre formalità: deposito della copia dell’atto nella casa comunale dove la notificazione deve eseguirsi, affissione dell’avviso dell’eseguito deposito alla porta dell’abitazione, ufficio o azienda del destinatario, notizia a quest’ultimo per raccomandata con avviso di ricevimento, il compimento di tale ultima formalità non può essere desunto dalla sola indicazione del numero della raccomandata spedita, senza alcuna verifica sull’esistenza e sul contenuto della ricevuta di spedizione, anche ai fini del riscontro degli elementi richiesti dall’art. 48 disp. att. c.p.c., atteso che l’attestazione dell’ufficiale giudiziario di avere inviato una raccomandata indicandone il numero copre con la fede privilegiata soltanto tale ambito, ma dalla stessa non sono desumibili nè l’indirizzo al quale la raccomandata è stata spedita nè il destinatario della medesima nè gli altri elementi di cui all’art. 48 disp. att. c.p.c. Cass. 4 aprile 1998, n. 3497.
6.2. Irrilevanza dell’attestazione di aver effettuato gli “avvisi di legge”.
La dichiarazione con la quale l’organo notificatore, procedendo alla notificazione ai sensi dell’art. 140 c.c., attesti di aver effettuato “gli avvisi di legge”, non fa fede fino a querela di falso, essendo necessario, perchè tale efficacia possa esplicarsi, che nella relazione di notifica si dia atto in modo specifico dell’esecuzione degli adempimenti richiesti dal citato art. 140 del codice di rito: deposito presso la casa comunale; affissione di un avviso di detto deposito alla porta dell’abitazione dell’ufficio o dell’azienda del destinatario; comunicazione al medesimo della notizia del deposito mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Cass. 4 febbraio 1998, n. 1125.
6.3. Necessità di inviare tanti avvisi raccomandati quanti sono gli atti da notificare.
In ambito tributario, la funzione propria della notificazione è amplificata nel segno della maggiore garanzia di conoscenza effettiva in virtù del contenuto impositivo dell’atto destinato al contribuente. Deve pertanto essere ritenuta viziata da nullità la notifica eseguita presso un luogo diverso dal domicilio eletto dal contribuente a mente dell’art. 60, lett. d), D.P.R. n. 600/1973. Cass. 16 marzo 2011, n. 6114.
La notificazione dell’avviso di accertamento tributario deve essere effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 c.p.c. quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove tuttavia non risulta trasferito; mentre dev’essere effettuata applicando la disciplina di cui all’art. 60 D.P.R. n. 600 del 1973, lett. e), - sostitutivo, per il procedimento tributario, dell’art. 143 c.p.c. - quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all’atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto. Poiché l’art. 60, D.P.R. n. 600 del 1973 non esclude l’applicabilità dell’art. 140 c.p.c. e non prevede neppure implicitamente una diversa disciplina per le ipotesi contemplate nella suddetta disposizione del codice, deve invero ritenersi, in virtù del generale richiamo alla disciplina stabilita dall’art. 137 ss. c.p.c., che nel caso di assenza, incapacità o rifiuto di ricevere la copia da parte delle persone indicate nell’art. 139 c.p.c., la notifica vada effettuata, a norma del citato art. 140 c.p.c., seguendo esattamente la procedura ivi indicata (deposito di copia, affissione di avviso di deposito e invio di raccomandata), mentre solo nella diversa ipotesi in cui il contribuente risulti trasferito in luogo sconosciuto, disciplinata nel codice di rito dall’art. 143 c.p.c. - poiché tale norma è stata espressamente esclusa da quelle applicabili - occorre fare riferimento alla disciplina dettata dal citato art. 60, D.P.R. n. 600 del 1973, lett. e). Cass. 4 maggio 2009, n. 10177.
7.1. Particolarità di notificazione per il contribuente irreperibile.
La notificazione dell’avviso di accertamento tributario deve essere effettuata secondo le modalità previste dall’art. 140 c.p.c. quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove tuttavia non risulta trasferito. Comm. trib. reg. Toscana, Firenze, 4 aprile 2011, n. 154.
La notifica ex art. 140 c.p.c. del decreto che ingiunge il pagamento di compensi professionali deve considerarsi perfezionata, per il destinatario, decorsi 10 giorni dall'invio della raccomandata c.d. informativa da parte del notificante, se il primo tentativo di notifica non sia andato a buon fine. Il termine di 40 giorni per la proposizione dell'opposizione al medesimo decreto non decorre dunque dalla data di spedizione della raccomandata informativa, bensì dalla presunta conoscenza della stessa da parte del destinatario, individuata nel decimo giorno successivo.
Cassazione civile sez. II 25 marzo 2015 n. 5999
21/11/2017 alle 16:20

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