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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 11 marzo 2011, n. 3-61/Leg - PDF Download gratuito
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 11 marzo 2011, n. 3-61/Leg
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1 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 11 marzo 2011, n. 3-61/Leg Regolamento concernente "Disciplina del museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali" (articolo 25 della L.P. 3 ottobre 2007 n. 15 (legge provinciale sulle attività culturali) (b.u. 3 maggio 2011, n. 18) Art. 1 Oggetto 1. In attuazione dell articolo 25 della legge provinciale 3 ottobre 2007, n. 15 (legge provinciale sulle attività culturali), di seguito denominata legge provinciale, questo regolamento disciplina l ordinamento del museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali. 2. Il museo ha sede a Trento, presso il Castello del Buonconsiglio. Art. 2 Funzioni e finalità 1. Il museo è ente pubblico non economico, istituito al fine di custodire, conservare, valorizzare e promuovere lo studio e la conoscenza dei beni culturali messi a disposizione dalla Giunta provinciale e le testimonianze culturali ad essi correlate in ambito storico, artistico, archeologico o territoriale, per consentirne la fruizione pubblica. 1 bis. Il museo svolge altresì attività di supporto alle iniziative di promozione e di valorizzazione proposte dai servizi provinciali competenti nelle materie dei beni culturali, degli archivi e delle attività culturali. 2. Per il perseguimento delle proprie finalità il museo svolge le seguenti attività: a) promuove l incremento del patrimonio culturale provinciale rientrante nelle proprie competenze istituzionali attraverso acquisti, depositi, lasciti, donazioni; b) cura la gestione dei beni culturali messi a disposizione dalla Giunta provinciale o da altri soggetti, provvedendo alla loro conservazione e promuovendone la pubblica fruizione e la valorizzazione attraverso apparati espositivi, mostre temporanee, attività educative, di ricerca e altre iniziative culturali dedicate ai diversi pubblici e a platee diversificate; c) concorre alla formazione del sistema informativo dei beni culturali mediante l inventariazione e la catalogazione dei beni, nonché la loro documentazione grafica e fotografica e utilizzabilità mediante sistemi informativi; d) sviluppa lo studio, la ricerca, la documentazione e l informazione nei settori di propria competenza; e) assicura la fruizione dei beni culturali messi a disposizione attraverso l esposizione permanente; f) organizza incontri, seminari, convegni e corsi di formazione e di aggiornamento nei settori di propria competenza per le diverse categorie di pubblico e per il personale della scuola ( 1 ); g) sostiene la partecipazione dei volontari all attività del museo e favorisce l accessibilità di tutte le categorie di cittadini; h) collabora e partecipa ad iniziative di altri soggetti pubblici e privati;
2 i) partecipa alla promozione del territorio locale anche in riferimento al turismo; j) cura la produzione di pubblicazioni scientifiche, saggi e prodotti educativi; k) cura la gestione della biblioteca specializzata, l archivio, la fototeca, la mediateca; l) collabora con istituzioni e enti analoghi a livello locale, nazionale e internazionale; m) aderisce, nelle modalità previste dalla normativa, a formule di gestione associata con altri musei, in aggregazione territoriale o tematica; n) cura e gestisce lo studio, l esposizione e la valorizzazione dei beni archeologici messi a disposizione dalla Provincia conservati presso il Castello del Buonconsiglio e il Castello di Stenico, nonché la valorizzazione, mediante intese con la competente struttura provinciale, di altri luoghi espositivi e siti archeologici indicati dalla Giunta provinciale, fatte salve le competenze della sovrintendenza preposta ai beni archeologici. 1. Sono organi del museo: a) il direttore b) il comitato scientifico; c) collegio dei revisori dei conti. Art. 3 Organi del museo Art. 4 Il direttore 1. Il direttore è nominato dalla Giunta provinciale e messo a disposizione del museo. Il direttore è individuato tra persone, in possesso di esperienza professionale coerente con le competenze e l esperienza necessarie per la direzione del museo, appartenenti al personale con qualifica dirigenziale della Provincia o dei suoi enti strumentali o di altre amministrazioni pubbliche, oppure con assunzione diretta da parte della Provincia secondo le modalità previste dall'articolo 28 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (legge sul personale della Provincia) e dal relativo regolamento di attuazione. 2. Il direttore ha la legale rappresentanza del museo e ne assicura la gestione, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie, strumentali e dei risultati delle attività, provvede inoltre alla direzione e al coordinamento del personale. Il direttore cura in particolare: a) la predisposizione e l'adozione del programma annuale e pluriennale di attività del museo secondo quanto previsto dall'articolo 8; b) la predisposizione e l'adozione del bilancio annuale e pluriennale di previsione e delle sue variazioni, del conto consuntivo nonché dei provvedimenti amministrativi e contabili di competenza del museo, secondo quanto indicato dall'articolo 9; c) la stipulazione di contratti e convenzioni; d) l'esercizio dei poteri di spesa e di acquisizione delle entrate; e) l'individuazione, tra il personale del museo, del proprio sostituto in caso di assenza o di impedimento; f) l'adozione di tutte le misure necessarie per la tutela del patrimonio a qualsiasi titolo affidato al museo; g) l'adozione di ogni altro atto relativo al funzionamento del museo non demandato alla competenza di altri organi. 3. Il direttore presenta alla Giunta provinciale, contestualmente al conto consuntivo, una relazione sullo stato di attuazione del programma annuale e pluriennale di attività,
3 riferendo sulle attività svolte, sul monitoraggio e sugli esiti delle stesse, nonché un documento illustrativo dei dati patrimoniali e finanziari. 4. Nel caso di assunzione diretta del direttore la Giunta provinciale con l'atto di nomina ne stabilisce il trattamento economico nei limiti previsti dalle disposizioni provinciali vigenti. 5. Il direttore è soggetto alla procedura di valutazione della prestazione secondo i criteri, le modalità e gli effetti previsti dall'articolo 19 della legge sul personale della Provincia. 6. omissis ( 2 ) Art. 5 Il comitato scientifico 1. Il comitato scientifico è organo consultivo del museo, dura in carica cinque anni ed è composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque componenti, nominati dal direttore tra esperti di comprovata preparazione, competenza ed esperienza nell ambito scientifico di riferimento. 2. Il direttore individua la persona che funge da segretario del comitato. Il comitato scientifico nomina al proprio interno il suo presidente. 3. Il direttore partecipa di diritto alle riunioni del comitato scientifico come membro aggiunto. 4. Il comitato ha compiti di consulenza tecnico-scientifica e in particolare allo stesso spetta: a) contribuire a definire gli indirizzi generali dell attività scientifica del museo; b) esprime pareri e valutazioni in merito al programma annuale e pluriennale di attività, nonché a singole iniziative scientifiche o operazioni di scambio culturale; c) esprimere pareri e proposte sugli acquisti a titolo oneroso di beni di interesse storicoartistico, destinati alle sedi museali, da attribuire a patrimonio della Provincia. 5. Il comitato scientifico è convocato almeno due volte all anno, con preavviso scritto di cinque giorni, salvo casi d urgenza. 6. Per la validità delle sedute è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti. Il comitato delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente. 7. La Provincia determina i compensi ed i rimborsi spettanti ai componenti del comitato scientifico sulla base ed entro i limiti previsti dalle disposizioni provinciali vigenti. 8. Le riunioni del comitato scientifico possono svolgersi anche per teleconferenza o videoconferenza. In tal caso, il presidente deve verificare la presenza del numero legale per la valida costituzione della seduta identificando personalmente ed in modo certo tutti i partecipanti collegati in teleconferenza o videoconferenza e assicurandosi che gli strumenti audiovisivi consentano ai partecipanti, in tempo reale, di seguire la discussione ed intervenire nella trattazione degli argomenti. La riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trovano contemporaneamente il presidente e il segretario. Art. 6 Il collegio dei revisori dei conti 1 ll controllo sulla gestione finanziaria del museo è effettuato da un collegio dei revisori dei conti formato da tre componenti, nominati dalla Giunta provinciale, tra cui almeno un funzionario dell amministrazione provinciale esperto in materia finanziariocontabile, che può anche assumere la carica di presidente secondo quanto previsto
4 dall articolo 32, comma 6, lettera b), della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3. I revisori durano in carica cinque anni. La Provincia determina i compensi ed i rimborsi spettanti ai componenti del collegio sulla base ed entro i limiti previsti dalle disposizioni provinciali vigenti ( 3 ). 2. Nell adempimento degli obblighi previsti dalla legge, i revisori compiono tutte le verifiche ritenute opportune in ordine all andamento della gestione ed hanno in particolare, l obbligo di esaminare il bilancio di previsione, le sue variazioni ed il rendiconto. Le relative relazioni sono allegate ai documenti contabili approvati dalla Giunta provinciale. 3. In caso di gravi anomalie riscontrate nella gestione finanziaria e amministrativa del museo nel corso dell esercizio hanno l obbligo di riferire alla Giunta provinciale. Art. 7 Rapporti tra il museo e la Giunta provinciale 1. In armonia con il programma di sviluppo provinciale, con le linee guida per le politiche culturali della Provincia previste dall articolo 3 della legge provinciale e con gli altri atti della programmazione di settore, la Giunta provinciale definisce le direttive da impartire al museo, per l individuazione degli obiettivi da assumere come prioritari, per l elaborazione dei programmi di attività, e per il coordinamento con le attività svolte da altri enti con analoghe finalità, per la gestione finanziaria del museo nonché in applicazione di specifiche disposizioni delle leggi provinciali. 2. Sono soggetti all approvazione della Giunta provinciale, che provvede entro trenta giorni dal loro ricevimento, il bilancio di previsione e le sue variazioni, l assestamento di bilancio, il conto consuntivo, il programma annuale e pluriennale di attività, i regolamenti concernenti l organizzazione; entro il predetto termine la Giunta provinciale può annullare gli atti sottoposti per l approvazione in caso di gravi violazioni delle finalità del museo oppure promuoverne, in caso di mancata conformità alle direttive impartite, il riesame con richiesta motivata. Decorso il predetto termine gli atti si intendono approvati. Art. 8 Strumenti di programmazione 1. Il programma di attività annuale e pluriennale del museo individua gli obiettivi e i progetti degli interventi da realizzare nel periodo di riferimento, le priorità per il perseguimento dei risultati, nonché il relativo fabbisogno finanziario. Il programma di attività annuale, in particolare, costituisce il programma di gestione del museo e definisce gli obiettivi gestionali da realizzare in relazione alle risorse finanziarie a disposizione, che corrispondono alle previsioni di bilancio, secondo la specificazione del relativo documento tecnico di accompagnamento. Il programma pluriennale ha durata triennale ed è aggiornabile annualmente. 2. Il direttore adotta il programma di attività e lo trasmette alla Giunta provinciale, tramite la struttura provinciale competente in materia di attività culturali, contestualmente al bilancio preventivo annuale e pluriennale, per la relativa approvazione. 3. Contestualmente all'adozione di provvedimenti di variazione del bilancio, il direttore dispone l'adeguamento del programma di attività, con l'eventuale nuova definizione degli obiettivi e degli interventi. Art. 9 Patrimonio, mezzi e bilanci
5 1. La Giunta provinciale è autorizzata a mettere gratuitamente a disposizione del museo, sulla base di specifiche convenzioni, sedi, arredi, attrezzature, nonché beni anche del proprio patrimonio museale. Per lo svolgimento delle proprie attività il museo può inoltre utilizzare le collezioni e le opere d arte messe a disposizione. 2. Costituiscono patrimonio del museo i beni mobili ed immobili e i rapporti giuridici attivi e passivi suscettibili di valutazione. 3. In caso di soppressione del museo il patrimonio ritorna nella disponibilità della Provincia che assicura la conservazione delle collezioni e una pertinente destinazione nel rispetto delle finalità che hanno ispirato la costituzione del museo. I beni del patrimonio sono elencati in apposito inventario redatto secondo la disciplina di cui alla legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23 (legge sui contratti e sui beni provinciali). 4. Le entrate del museo sono costituite: a) dall assegnazione disposta dalla Provincia per il raggiungimento degli obiettivi programmatici e per lo svolgimento dei compiti istituzionali; b) da contributi di altri enti pubblici o privati e di organismi comunitari; c) dal reddito della gestione del patrimonio; d) da trasferimenti in denaro o titoli di credito per donazioni, lascito o legato; e) da sponsorizzazioni e da contributi liberali; f) da altre entrate inerenti le finalità dell ente. 5. Il bilancio annuale di previsione con allegato il bilancio pluriennale deve essere adottato dal direttore e presentato alla Giunta provinciale unitamente al programma di attività entro il 30 novembre dell anno precedente a quello cui esso si riferisce. 6. Il conto consuntivo, accompagnato da una relazione illustrativa dei dati finanziari e patrimoniali, nonché dalla relazione sull attività svolta, deve essere adottato dal direttore entro il 30 aprile. 7. Al museo si applica, in quanto compatibile, la normativa provinciale in materia di contabilità, bilancio e contratti. 8. Il museo promuove l introduzione di un sistema di controllo di gestione inteso come strumento guida e di supporto alla dirigenza nel compimento delle scelte necessarie per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati e secondo logiche di razionalità economica. A tal fine il museo collabora alla progressiva estensione del modello di controllo di gestione della Provincia e si impegna comunque ad adottare soluzioni coerenti con il modello provinciale. 9. Fermo restando l'osservanza dei principi stabiliti dalla normativa provinciale in materia di bilancio e contabilità, il museo può adottare un apposito regolamento interno di contabilità allo scopo di adattare la disciplina contabile alle esigenze operative del medesimo ente. Il regolamento interno è sottoposto all'approvazione della Giunta provinciale. 10. L autorizzazione all esercizio provvisorio è concessa dalla Giunta provinciale secondo la disciplina prevista dagli articoli 35, comma 4 e 36 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (legge provinciale di contabilità). 11. Il museo può avvalersi del servizio posta e di eventuali altri servizi generali gestiti dalla Provincia autonoma di Trento. 12. Il servizio di tesoreria del museo è affidato all istituto di credito titolare del servizio di tesoreria della Provincia alle medesime condizioni. Art. 10 Organizzazione e risorse umane 1. L organizzazione della struttura del museo assicura in modo adeguato e con continuità le funzioni previste da questo regolamento.
6 2. Per il funzionamento e per lo svolgimento dell attività il museo si avvale esclusivamente di personale messo a disposizione dalla Provincia. 3. Il museo può inoltre avvalersi di rapporti con soggetti esterni per attività specialistiche o attività che possano comunque essere svolte senza vincolo di subordinazione, ai sensi del capo I bis della legge sui contratti e sui beni provinciali. 4. La struttura organizzativa del museo é costituita da una direzione del museo e dalle strutture operative individuate dal regolamento interno di organizzazione sottoposto all approvazione della Giunta provinciale. 5. Alla direzione è preposto un direttore con incarico dirigenziale conferito secondo le modalità individuate all articolo 4 ( 4 ). 6. Agli uffici e agli eventuali incarichi speciali sono preposti dipendenti con qualifica di direttore di cui all'articolo 29 della legge sul personale della Provincia. 7. Se il museo non si avvale di personale in possesso della qualifica di direttore posto a disposizione dalla Giunta provinciale, si procede alla copertura dei relativi incarichi mediante procedure concorsuali, secondo le disposizioni della legge sul personale della Provincia. Il personale provinciale risultante vincitore del concorso è posto a disposizione del museo a decorrere dalla data di conferimento dell incarico. 8. Per la valutazione del personale con la qualifica di direttore preposto agli uffici, il museo si avvale del nucleo di valutazione della Provincia. Art. 11 Rapporti con il pubblico e il territorio 1. Il museo adotta le strategie e le misure operative necessarie a fornire un informazione corretta ed efficace sulle strutture, sulle collezioni e sulle attività svolte, progettando campagne promozionali comuni insieme agli altri musei che operano nel medesimo ambito tematico o territoriale. 2. Nell ambito delle proprie competenze, il museo: a) promuove, anche al fine di ottenere risorse finanziarie ulteriori per le attività del museo, le collaborazioni con soggetti ed enti pubblici e privati, finalizzati alla ideazione e realizzazione di progetti di studio, ricerca e valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio, con particolare riguardo ai rapporti con la Provincia, con le autonomie locali, con l università e con le istituzioni dell alta formazione, svolgendo inoltre iniziative di promozione e di valorizzazione concordate con le competenti strutture provinciali nel rispetto dei programmi museali; b) instaura una continua collaborazione con i comuni dove risiedono i complessi monumentali di cui ha la responsabilità della gestione; c) promuove una proficua collaborazione con altri musei attraverso lo scambio di opere e di competenze; d) instaura una continuativa collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio, per lo sviluppo di progetti congiunti finalizzati alla diffusione della cultura; e) promuove il volontariato e stipula accordi con le associazioni che svolgono attività di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali, ai fini dell ampliamento della promozione e fruizione del patrimonio culturale. 3. Il museo uniforma la sua attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità, con una particolare attenzione per la qualità dei servizi al pubblico, assicurando il rispetto degli standard di qualità stabiliti dalla Provincia e dettagliati dal museo all interno della carta dei servizi. Art. 12
7 Norme transitorie 1. In sede di prima applicazione, se alla data di entrata in vigore di questo regolamento l incarico di direttore previsto dall articolo 6 è affidato a personale non in possesso della qualifica di dirigente posto a disposizione dalla Giunta provinciale, la Provincia procede alla copertura del relativo incarico mediante procedura concorsuale, secondo le disposizioni della legge sul personale della Provincia. Il personale provinciale risultante vincitore del concorso è posto a disposizione del museo per un periodo di cinque anni, rinnovabile, a decorrere dalla data di conferimento dell incarico. Art. 13 Norma finale 1. Per quanto non espressamente disposto si applica la disciplina relativa al personale provinciale, ai contratti e alla contabilità prevista per la Provincia dalla normativa vigente in materia. 2. In sede di prima applicazione la Giunta provinciale, con propria deliberazione può individuare modalità semplificate per la predisposizione degli strumenti di programmazione disciplinati da questo regolamento. Art. 14 Abrogazioni 1. Fino alla nomina degli organi del museo previsti da questo regolamento continuano a rimanere in carica gli organi del museo nominati ai sensi della legge provinciale n. 15 del 2007, fermo restando quanto previsto dalla legge provinciale 12 febbraio 1996, n. 3 (Disposizioni sulla proroga degli organi amministrativi). 2. Dalla data di entrata in vigore di questo regolamento è abrogata la legge provinciale 11 maggio 2000, n. 5 (Istituzione in ente di diritto pubblico del museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali ). NOTE (1) Lettera così sostituita dall'art. 1 del d.p.p. 11 maggio 2012, n /Leg. (2) Articolo così modificato dall'art. 1 del d.p.p.29 ottobre 2014, n. 9-11/Leg. (3) Comma così sostituito dall'art. 2 del d.p.p.29 ottobre 2014, n. 9-11/Leg. (4) Comma così modificato dall'art. 3 del d.p.p.29 ottobre 2014, n. 9-11/Leg.
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 articolo 25
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 articolo 32
 Art. 7
 articolo 3
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 articolo 4
 Art. 11
 Art. 12
 articolo 6
 Art. 13
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 articolo 64

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 ARTICOLO 1
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 Art. 4
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