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Piano_C20_PIANO DI MONITORAGGIO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO 1. PIANIFICAZIONE - PDF
Piano_C20_PIANO DI MONITORAGGIO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO 1. PIANIFICAZIONE
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1 Piano_C20_PIANO DI MONITORAGGIO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO 1. PIANIFICAZIONE 1.1. SCOPI Il controllo igienico-sanitario delle acque destinate al consumo umano riveste grande interesse nell ambito della sanità pubblica, ai fini della prevenzione delle patologie acute e croniche, derivanti da situazioni di non conformità chimica o microbiologica dell acqua. La sorveglianza è fondamentale, soprattutto in considerazione del numero elevato di persone esposte, delle modalità e del tempo d esposizione, della velocità con cui l acqua veicola inquinanti chimici, virus e batteri patogeni. Al fine di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, la normativa comunitaria e nazionale disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano nonchè le modalità di controllo. Normative di riferimento: Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano D.lgs 11 maggio 1999, n. 152 "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento " D.lgs 2 febbraio 2002 n. 27 "Modifiche e integrazioni al D.lgs n.31/2002, recante attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano" D.lgs del 6 aprile 2004, n. 174 "Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano Accordo 20 maggio 2004 (Rep. Atti n. 742/cu) "Attuazione dell'art. 8, c. 7 del d.lgs n.31/01 D.lgs 2 febbraio 2001, n. 31 "Attuazione della della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano" Reg. (CE) n. 178/2002 e Reg. (CE ) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari Accordo Stato-Regioni del 12 dicembre 2002 (Rep. Atti n. 1581) recante "Linee guida pe rla tutela della qualità delle acque destinate al consumo umano e criteri generali per l'individuazione delle aree di salvaguardia delle risorse idriche di cui all'art. 21 del D.lgs 11 maggio 1999, n. 152" Intesa del 29 aprile 2004 (Rep Atti n. 1941) per la "Determinazione dei punti di prelievo fissati per il controllo di potabilità dell'acqua, le frequenze dei campionamenti e gli eventuali aggiornamenti, ai sensi dell'art. 8, c. 6 del dlgs n.31/01 Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 (attuazione del D.lgs 27/2002) 1.2 COMPETENZE SPECIFICHE E RISORSE UMANE Il Piano sarà attuato dai Servizi Igiene degli Alimenti e della Nutrizione e dai Servizi Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. con le loro strutture territoriali 1.3 ASPETTI DA SOTTOPORRE A VERIFICA Con riferimento all art. 12 lettera g) del D.Lgs. 31/01 s.m.i. tali Servizi nell ambito del presente piano hanno la competenza a: predisporre il piano annuale dei controlli analitici sulla base dei criteri generali individuati dalla Regione; eseguire i controlli esterni previsti dall art. 8 del D.Lgs. 31/01 effettuare in qualsiasi momento e a proprio giudizio la sorveglianza igienico-sanitaria degli acquedotti per verificare: a) la conformità delle opere, le condizioni igienico-sanitarie degli impianti; b) le prescrizioni/interventi adottati; c) l efficacia dell applicazione dei criteri e delle modalità contenute nel piano dei controlli interni dell Ente Gestore; gestire i rapporti con le istituzioni interessate, tra cui l Ente Gestore, l Autorità d Ambito territoriale ed il Sindaco per l adozione dei provvedimenti a tutela della salute pubblica;
2 emettere il giudizio di idoneità dell acqua destinata al consumo umano; In caso di non conformità delle acque, gestisce le informazioni con le istituzioni ed enti interessati (art. 10 e 14 dlgs n.31/01) per l'adozione di provvedimenti per la tutela della salute dei consumatori ricercare sostanze o microrganismi per i quali non sono fissati valori di parametro all Allegato 1, ma per i quali vi sia motivo di sospettarne la presenza in concentrazioni tali da costituire un pericolo per la salute della popolazione; adottare i provvedimenti sanzionatori nei confronti dell Ente Gestore; trasmettere alla Regione i dati inerenti i punti di prelievo, i risultati analitici, le frequenze dei controlli e relativi aggiornamenti; 1.4 ISTRUZIONI OPERATIVE I controlli devono essere effettuati: 1) ai punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee da destinare la consumo umano 2) agli impianti di adduzione 3) alle reti di distribuzione 4) sulle acque fornite mediante cisterna (in questo anche l'idoneità del mezzo di trasporto) L'inoltro del campione da esaminare al laboratorio, deve essere effettuato entro le 24 ore dal prelievo; la comunicazione ai SIAN del risultato delle indagini analitiche deve essere effettuato immediatamente in caso di risultato sfavorevole. I campionamenti devono essere effettuati su punti significativi dell'impianto, ovvero su punti in grado di rappresentare le possibili variazioni della qualità dell'acqua nello spazio e nel tempo. Criteri per l individuazione dei punti di controllo per acquedotti pubblici Ai sensi dell art. 8, comma 1 del D.Lgs. 31/01 s.m.i, il piano annuale dei controlli analitici deve essere predisposto dalle Aziende Sanitarie locali in considerazione degli aspetti seguenti: qualità della fonte di approvvigionamento; affidabilità dell acquedotto, con riferimento ai punti critici desunti da esami ispettivi precedentemente effettuati; valutazione dei dati storici analitici dell acquedotto, correlati con i dati dei controlli interni dell Ente Gestore e con le conoscenze derivanti dai monitoraggi ambientali eseguiti ai sensi del D.Lgs. 152/99 s.m.i; ricerca supplementare per parametri che possono costituire un potenziale pericolo, sebbene non contemplati dal D.Lgs. 31/01 s.m.i.; interventi eseguiti sull acquedotto in grado di modificare la qualità dell acqua; In termini di prevenzione la scelta dei punti di controllo deve essere finalizzata non solo a definire la qualità media dell acqua in rete, ma soprattutto ad individuare le possibili situazioni di criticità locali e quindi, una volta adeguatamente caratterizzata la qualità dell acqua, la scelta dei parametri da monitorare deve essere indirizzata alle effettive condizioni di rischio di alterazione della qualità. Controlli esterni L art. 8, comma 1, del D.lgs. 31/01e s.m.i. definisce controlli esterni quelli svolti dall Azienda Sanitaria locale, territorialmente competente, per verificare che le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti del presente decreto. A tal fine l : o esegue i prelievi per i controlli analitici nei punti previsti dall art. 6, comma 1, del D.lgs. 31/01 e s.m.i.; o esprime, sulla base dei risultati delle analisi, il giudizio di idoneità dell acqua destinata al consumo umano, ai sensi dell art. 6, comma 5-bis, del D.lgs. 31/01 e s.m.i. o effettua i controlli ispettivi, previsti dagli Allegati I, II al Decreto Ministero Sanità 26 marzo
3 1991, presso gli impianti di acquedotto ove rilevi la non conformità dell acqua ai valori di parametro stabiliti dall Allegato I al D.Lgs. 31/01 e s.m.i. Il Piano di campionamento annuale deve essere programmato dalle con le tipologie di controllo e le frequenze stabilite dall Allegato II al D.lgs. 31/01 s.m.i. Le modalità di prelievo, conservazione e trasporto, sono stabilite dall Allegato III al D.M. 26 marzo La valutazione dei valori analitici deve essere, di norma, integrata con gli esiti dei controlli ispettivi e per gli impianti di acquedotto, con i risultati delle azioni di controllo e verifica, esercitate dall Autorità d Ambito, in ordine all attuazione delle opere di ammodernamento, manutenzione, conservazione degli impianti, programmate dall' Ente Gestore. Il controllo dei punti di controlli consiste in una o più delle seguenti procedure: a) controllo cloro residuo b) controllo temperatura c) campionamento di routine d) campionamento di verifica e) campionamenti di replica come follow up di non conformità, sia chimico che battereologico f) altri campionamenti di analiti non ricompresi nella routine o nella verifica Ogni deve inserire nel sistema informatico GISA l elenco dei punti di controllo; ogni punto sarà identificato secondo i seguenti tracciati record: Comune Indirizzo Codice (autoformato dal sistema informatico GISA) Denominazione Ente gestore Tipologia Poiché tutti i dati relativi ai controlli vengono inseriti nel sistema informatico GISA, le AASSLL non hanno più l obbligo di rendicontare i controlli effettuati, in quanto sia la Regione che le AASSLL potranno estrapolare direttamente dal sistema informatico le informazioni sui controlli. Frequenza dei controlli esterni Le programmano la frequenza dei controlli igienico-sanitari per l'acqua distribuita dagli acquedotti, nei punti previsti dall'art. 6, c. 1, lett. a) e b) del dlgs n. 31/01. Le Aziende sanitarie locali possono variare le frequenze stabilite dal D.lgs. 31/01 e s.m.i. per un parametro o più parametri; Si evidenziano i principali criteri di ordine generale da utilizzare: privilegiare controlli più frequenti sui parametri a rischio e in punti significativi, piuttosto che monitorare con minor frequenza un maggior numero di parametri su tutti i punti di prelievo; applicare la variazione di frequenza al singolo punto di controllo, non all insieme dei punti di controllo; valutare i risultati dei controlli analitici interni effettuati dall Ente Gestore. 1.5 MODELLI DA UTILIZZARE L ispezione deve essere reportata utilizzando il Mod 5 di ispezione. Per il campione le AASSLL utilizzeranno il Mod. 17. Il controllo ufficiale deve essere, come tutti gli altri, inserito nel sistema informatico GISA. 1.6 ATTREZZATURE NECESSARIE E necessaria la dotazione per il campionamento di liquidi e per la sanificazione delle fontane 1.7 LABORATORIO UFFICIALE
4 I laboratori di riferimento sono quelli dell ARPA Campania, accreditati per l esecuzione delle prove. 1.8 DURATA Il Piano di durante quadriennale si conclude il 31/12/ COSTI E I BENEFICI I costi gravano sulla quota indistinta del Fondo Sanitario Nazionale erogata alle AASSLL ed all ARPAC per le attività istituzionali. Relativamente ai benefici, tale piano consentirà di salvaguardare la salute della popolazione. 2. PROGRAMMAZIONE N. campioni annuali AVELLINO 800 BENEVENTO 1000 CASERTA 1500 NA 1 CENTRO 2000 NA 2 NORD 1500 NA 3 SUD 1000 SALERNO 1500 TOT ANNUALE VERIFICA A fine anno, il presente piano è sottoposto a verifica da parte dell ORSA che cura la redazione delle risultanze e le inserisce nella relazione annuale del PRI. Se ritenuto utile, sarà data opportuna informazione circa le risultanze del Piano alle Autorità locali, alle organizzazioni di categoria ed agli organi di informazione. L ORSA analizza l attuazione del piano a livello regionale ed i dati utili per l analisi del rischio allo scopo di verificare se: gli scopi sono stati raggiunti si rende necessaria la sua prosecuzione è necessario apportare modifiche
5 Piano_C21_PIANO DI MONITORAGGIO SULL UTILIZZAZIONE E COMMERCIO DELLE ACQUE MINERALI RICONOSCIUTE 1. PIANIFICAZIONE Le norme in materia di acque minerali naturali perseguono l obiettivo prioritario di proteggere la salute del consumatore, evitare che i consumatori siano ingannati e assicurare la lealtà delle operazioni commerciali. Per quanto attiene ai controlli, l alterazione della qualità delle acque minerali è raramente imputabile a contaminazioni all origine mentre è legata, di solito, a macrosituazioni indotte in gran parte nelle fasi finali della distribuzione e spesso nella fase di utilizzo in ambito domestico o in esercizi pubblici, dove talvolta si sono verificati gli episodi che hanno determinato le ricadute più gravi sulla salute umana (ad es. utilizzo di bottiglie di acque minerali per riporvi liquidi diversi, spesso di natura tossica, come acidi ecc.) SCOPI Scopo del Piano pertanto è monitorare il rispetto dei requisiti delle acque minerali riconosciute per salvaguardare la salute della popolazione. In Campania sono state rilasciate le seguenti autorizzazioni : stabilimento sede Denominazione commerciale Ferrarelle spa Riardo (CE) Ferrarelle Natia Santagata Società Generale delle Acque minerali srl Pratella (CE) Lete Prata Sorgesana Società Stabia D.I.Mare srl Castellammare di Stabia (NA) Acetosella Società Sorgenti S.Stefano Montesano sulla Marcellana Santo Stefano spa (SA) Sorgenti Monte Bianco di Courmayer spa Contursi Terme (CE) Don Carlo Ofelia Stabia D.I.Mare srl Castellammare di Stabia (NA) Acqua della Madonna Società Futurella spa Sant Arsenio (SA) Futurella 1.2 COMPETENZE SPECIFICHE E RISORSE UMANE Il Piano sarà attuato dai Servizi Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) e dai SISP dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. con le loro strutture territoriali 1.3. PROCEDURE OPERATIVE Il Piano prevede l esecuzione di campioni chimici effettuati ai sensi del DPR 327/80 e batteriologici effettuati ai sensi del D.L.vo 123/02. I campioni vanno effettuati sia negli stabilimenti di produzione che in fase di commercializzazione. Come per gli altri campioni chimico-fisici, per l effettuazione dei campioni chimici dovrà essere utilizzato il Mod. 3, per quelli batteriologici il Mod. 2. L ispezione deve comunque essere reportata utilizzando il Mod 5 di ispezione. Il controllo ufficiale deve essere, come tutti gli altri, inserito nel sistema informatico GISA 1.4. LABORATORIO DI RIFERIMENTO I laboratori di riferimento sono quelli dell ARPA Campania, accreditati per l esecuzione delle prove DURATA
6 Il Piano si conclude il 15/12/ COSTI E BENEFICI I costi gravano sulla quota indistinta del Fondo Sanitario Nazionale erogata alle AASSLL ed all ARPAC per le attività istituzionali. Relativamente ai benefici, tale piano consentirà di salvaguardare la salute della popolazione. 2. PROGRAMMAZIONE Tabella 1 frequenza di campionamento AV BN CE NA1 NA2 Nord NaA3 Sud SA TOTALE TOT 3. VERIFICA A fine anno, il presente piano è sottoposto a verifica da parte dell ORSA che cura la redazione delle risultanze e le inserisce nella relazione annuale del PRI. Se ritenuto utile, sarà data opportuna informazione circa le risultanze del Piano alle Autorità locali, alle organizzazioni di categoria ed agli organi di informazione. L ORSA analizza l attuazione del piano a livello regionale ed i dati utili per l analisi del rischio allo scopo di verificare se: gli scopi sono stati raggiunti si rende necessaria la sua prosecuzione è necessario apportare modifiche occorre implementare altre metodiche e tecniche di controllo ufficiale
7 Piano_C23_PIANO DI MONITORAGGIO MEDIANTE TEST ISTOLOGICO 1. PIANIFICAZIONE 1.1. SCOPI Il test istologico viene utilizzato per realizzare un piano di sorveglianza epidemiologica (monitoraggio) in tutte le Regioni e Province Autonome. L intento generale è quello di acquisire, su base nazionale, elementi conoscitivi sui trattamenti illeciti operati in bovini macellati, evitando che la scelta delle partite da campionare sia determinata da valutazioni anamnestiche tipiche delle attività di vigilanza (caratteristiche degli animali macellati, pregresse positività delle aziende di provenienza, segnalazioni di possibili trattamenti illeciti, ecc.). 1.2 COMPETENZE SPECIFICHE E RISORSE UMANE Il Piano è attuato dai Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. con le loro strutture territoriali - l Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D Aosta - Laboratorio di Istopatologia - Responsabile dott.ssa Bozzetta Elena tel Fax , che effettuano le analisi In r elazione alla delicatezza dei compiti assegnati e al la necessità di ottenere dati attendibili e rappresentativi dell effettivo rischio sanitario, appare utile segnalare che per la scelta del personale addetto al campionamento i Servizi Veterinari delle A.S.L. devono fare riferimento al personale appositamente formato dalla Regione negli anni precedenti ed a quello che ha ricevuto la formazione a cascata dalle stesse, avendo cura di tener conto dei seguenti requisiti soggettivi: 1. comprovata esperienza professionale nel settore; 2. motivazione; 3. adeguata formazione specifica sulla materia (partecipazione ai corsi di formazione). 1.3 ASPETTI DA SOTTOPORRE A VERIFICA Il Piano di Monitoraggio Nazionale Residui (P.N.R.) 2013 (trasmesso dal Ministero della Salute Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria, della sicurezza alimentare e d egli organi collegiali per la tutela della salute Direzione Generale per l Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione - Ufficio III - con nota prot P- del 17 g ennaio 2013) prevede l effettuazione di controlli analitici per verificare l eventuale presenza di residui negli alimenti. Il presente Piano, pur facendo parte del c itato P.N.R., viene distinto sia per le peculiarità applicative, sia per averne una rendicontazione separata. Il piano si configura quale elemento integrativo e non sostitutivo del controllo chimico-fisico, che resta l unico metodo avente validità giuridico - legale nell ambito del P.N.R. 1.4 ISTRUZIONI OPERATIVE Tenuto conto della realtà produttiva regionale e delle indicazioni date dal Ministero della Salute Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria, della Sicurezza Alimentare e degli Organi Collegiali per la Tutela della Salute Direzione Generale per l Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione - Ufficio III - con nota prot P del 17 gennaio 2013, saranno campionate n. 30 partite di bovini, assegnando la priorità alle partite di provenienza regionale, ma campionando anche quelle extra regionali se rappresentative della realtà di macellazione locale. Si ribadisce che per garantire la necessaria rappresentatività al campione selezionato, le partite da sottoporre a
8 controllo dovranno essere ripartite in modo uniforme nell arco temporale di validità del piano, avendo cura di rispettare rigidamente i criteri di casualità; per garantire tale distribuzione le AASSLL si atterranno alla programmazione di cui al punto 2. Le partite dovranno inoltre essere distribuite omogeneamente sul territorio delle, avendo cura di effettuare i prelievi in tutte le tipologie di macello ( piccoli, medi e di grosse dimensioni) del territorio, qualora risultano rappresentativi della realtà locale. In relazione a quanto sopra ogni A.S.L. individuata, campionerà n. 6 (sei) partite di capi bovini maschi di età compresa tra 8 e 24 mesi. Dal campionamento vanno escluse le femmine per mancanza di dati oggettivi necessari per la valutazione microscopica. Gli organi da prelevare sono: Timo toracico di cui si deve segnalare un eventuale atrofia. Tiroide di cui si deve segnalare un eventuale aumento di volume, fissare in formalina. Prostata e ghiandole bulbo uretrali di cui si deve valutare un eventuale ipertrofia. Si fa presente che l idoneità del campione è l egata alla presenza di tutti gli organi previsti per ciascun animale della partita, elemento imprescindibile per considerare la stessa idonea al controllo. I campioni d organo prelevati vanno fissati immediatamente in formaldeide al 4% (sinonimo di formalina tamponata al 10% ) utilizzando i c ontenitori precaricati forniti dall Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici. L I.Z.S.M. di Portici (NA), provvede a fornire agli operatori (Veterinari Ufficiali) delle AA.SS.LL. individuate per il prelievo dei campioni, il materiale da consumo per la corretta esecuzione degli stessi, in particolare: contenitori precaricati con formaldeide al 4% ( sinonimo di formalina tamponata al 10% ) - capienza 600 cc. Dal momento del prelievo i campioni, accompagnati dalla documentazione di scorta debitamente compilata in tutte le sue parti, de vono essere recapitati nel più breve tempo possibile al laboratorio di analisi dell I.Z.S. di Portici (NA), o alle Sezioni Provinciali di pertinenza territoriale che provvederanno al successivo invio alla sede centrale. I Servizi Veterinari delle A.S.L. pianificano le attività sul territorio di competenza con discrezionalità e senza dare alcun preavviso agli operatori del settore alimentare che saranno coinvolti nel piano. Non devono essere prelevati campioni da partite di bovini provenienti da Paesi dell Unione Europea o da Paesi Terzi. Per partita si deve intendere il gruppo di animali della stessa razza, proveniente dallo stesso allevamento, di età più o meno omogenea (vitelli fino a 8 mesi oppure capi tra i 9 e i 24 mesi) e inviati contemporaneamente ad un impianto di macellazione; Le partite costituiscono l unità campionaria e vanno selezionate in modo del tutto casuale; Il numero di capi da esaminare per ogni partita è stabilito in base al numero di animali costituenti la partita. Le istruzioni sono riportate nella sottostante tabella. DIMENSIONE DELLA PARTITA DIMENSIONE DEL CAMPIONE 1-3 tutti i soggetti e + 7 Dal numero di animali costituenti la partita devono essere escluse le femmine Una volta determinato il numero di soggetti da campionare per una determinata partita, si procede mediante campionamento di tipo sistemico (calcolo dell intervallo di selezione), vale a dire ad un prelievo che escluda totalmente valutazioni soggettive sulla scelta degli animali, rendendola del tutto casuale.
9 Il personale che effettua il prelievo d eve co mpilare accuratamente ed in ogni sua parte l apposita scheda p relievo c ampioni mediante test istologico (allegato II) da trasmettere, unitamente ai campioni all I.Z.S.M. di Portici. La scheda, oltre ai dati anagrafici relativi al soggetto, all allevamento di origine ( codice aziendale) e all impianto di macellazione ( numero di riconoscimento), comprende anche riferimenti ad alcuni parametri zootecnici quali l età, il sesso, la categoria e l a razza che devono essere puntualmente segnalati. E fondamentale garantire la corretta e completa compilazione della scheda, evitando di apportare qualsiasi tipo di modifica che possa pregiudicarne l utilizzo finale. Ad ogni singolo numero identificativo della partita campionata devono corrispondere tante schede quanti sono i soggetti da testare, ciascuno dei quali a sua volta corrisponde ad un s olo animale appartenente alla stessa partita. In questo modo saranno univocamente identificati sia la partita, sia l animale sia i campioni prelevati da ciascun animale. Pertanto, le schede prelievo campioni istologici PNR 2014 (allegato II) vengono distribuite da questo Settore già precompilate alle voci: Regione e Numero di partita con un num ero progressivo pari al numero delle partite da testare. In particolare, si attribuiscono alla: - Avellino - l allegato II (numero progressivo) da 1 a 6 ; - Benevento - l allegato II (numero progressivo) da 7 a 12 ; - Caserta - l allegato II (numero progressivo) da 13 a 18 ; - Napoli 3 Sud - l allegato II ( numero progressivo) da 19 a 24; - Salerno - l allegato II ( numero progressivo) da 25 a 30; Le operazioni di campionamento non deve essere reportata utilizzando il Mod 5 di ispezione in quanto è una attività effettuata direttamente al macello. Il controllo ufficiale dovrà essere, come tutti gli altri controlli, inserito nel sistema informatico GISA-gestione macelli. L I.Z.S.M. di Portici, per la notifica degli esiti analitici al Settore Veterinario Regionale e agli organi prelevatori (Veterinari Ufficiali) delle AA.SS.LL. deve utilizzare rapporti di prova riportanti le seguenti codifiche: campione SOSPETTO/NON SOSPETTO per CORTISONICI/TIREOSTATICI/STEROIDI SESSUALI. Tenendo presente che la maggior parte degli II.ZZ.SS. ad oggi emette un rapporto di prova per ogni organo inviato si potrebbe verificare che un capo risulti non sospetto per steroidi sessuali al livello di prostata e sospetto per lo stesso trattamento a livello delle ghiandole bulbo uretrali o viceversa. A questo riguardo si precisa che in base alle conoscenze ad oggi in possesso, il risultato relativo alla ghiandola risulta il dato più sensibile e quindi nel caso sopraccitato il capo dovrà essere ritenuto sospetto. Per l anno 2015, al fine di perfezionare le metodiche diagnostiche in uso, l IZSM deve inviare all IZS di Torino laboratorio di istopatologia i vetrini e i blocchetti delle partite con un numero di capi con lesioni tali da definire la partita come SOSPETTA per STEROIDI SESSUALI. E richiesto, inoltre, solo l invio dei vetrini di capi con lesioni tali da definire la partita SOSPETTA per CORTICOSTEROIDI. Tale invio deve avvenire con cadenza trimestrale ( Marzo/ Giugno/Settembre/Dicembre. In caso di non idoneità del campione deve essere sottoposta a campionamento una nuova partita da parte dei Servizi Veterinari interessati. Si sottolinea che, nel caso di esiti diagnostici sospetti per trattamenti illeciti, faranno seguito controlli ufficiali da eseguirsi presso le aziende o filiere interessate, nel rispetto delle procedure previste dal Piano (PNR 2013) e dal successivo punto 11 (undici). Tutti gli esiti diagnostici, compresi i dubbi sono registrati dall I.Z.S.M. nel data base dedicato, per le valutazioni statistiche ed epidemiologiche del caso. Sempre in tema di refertazione di tali attività, limitatamente ai controlli per beta-agonisti, si rinvia ai chiarimenti forniti dal Ministero della Salute con nota prot P del 30 luglio 2008.
10 In questi casi, come previsto, i laboratori diagnostici non e metteranno alcun rapporto di prova. L'eventuale assenza di cresta tracheale deve essere comunicata direttamente al Settore Veterinario Regionale dal Veterinario ufficiale che ha evidenziato l alterazione macroscopica e r egistrata, tramite la Scheda prelievo campioni istologici P.N.R.2015, nel Data Base degli Istituti Zooprofilattici. I rapporti di prova inerenti partite all interno delle quali sono stati evidenziati capi sospetti, dovranno essere inviati tempestivamente ai Veterinari prelevatori, al Servizio Veterinario della di appartenenza e per conoscenza alla Regione Campania - AGC Assistenza Sanitaria - Settore Veterinario - al fine di consentire l adozione dei previsti provvedimenti. I casi non sospetti vanno invece notificati esclusivamente agli organi prelevatori. Come già evidenziato, il test istologico costituisce un ut ile metodo integrativo a sostegno del controllo ufficiale, non dotato però di valenza ai fini legali. Per questa motivazione, le procedure da adottare a seguito di casi sospetti al test istologico, vanno attentamente valutate. Vengono di seguito fornite alcune linee di indirizzo per la corretta attuazione degli interventi da parte degli organi deputati al controllo ufficiale. In caso di segnalazione di esiti diagnostici sospetti (relativi quindi anche a singoli capi), l organo che ha eseguito i prelievi ( Veterinario Ufficiale ) deve attivare, s e gli animali provengono da allevamenti situati nell di appartenenza, i controlli di cui all art. 18 del decreto legislativo n. 158/2006 e succ. modifiche. In caso contrario, l organo accertatore comunica al Servizio Veterinario dell di provenienza degli animali, i rapporti di prova emessi dai laboratori diagnostici, dandone i mmediata comunicazione al Settore Veterinario Regionale. In sede di verifica presso le aziende di allevamento, verrà valutata anche la necessità di procedere al prelievo di campioni ufficiali da sottoporre a controlli chimico-fisici o di posticipare tale possibilità a data ritenuta più favorevole per l efficacia degli interventi. Vanno infatti c onsiderati tutti gli elementi di giudizio utili per rendere più incisiva l azione di controllo affidata ai Servizi di Sanità Pubblica Veterinaria. Va ad esempio tenuto conto di: i) tempo trascorso tra il prelievo e l esito di laboratorio; ii) caratteristiche degli allevamenti (precedenti segnalazioni società coinvolte, consistenza allevamenti, tipologia produttiva, ecc.); iii) inoltre, in caso di sospetto per trattamenti con sostanze steroidee, i controlli chimico-fisici hanno mostrato scarsissima probabilità di confermare quanto evidenziato con il test istologico, mentre, nel caso di sospetto per cortisonici, le verifiche, in alcuni casi, hanno portato a confermare la diagnosi istologica. Alla luce di queste valutazioni, non deve essere esclusa la possibilità di avviare indagini congiunte con altri organi di controllo (es. NAS) basate su accertamenti diversi da quelli chimico -fisici di laboratorio (es. farmacosorveglianza). E consigliabile attivare queste procedure in aziende riscontrate più volte positive al test istologico nell ultimo triennio. Per le ragioni esposte, le indagini sulle aziende interessate potranno essere modulate tenuto conto della situazione contingente nelle quale ci si trovi ad operare. In caso di controlli da sottoporre ad esame chimico su matrici biologiche, gli s tessi andranno classificati come prelievi su sospetto isto anatomo - patologico. Si chiarisce ancora che, nei confronti delle aziende interessate, nella fase di accertamento secondo il richiamato art. 18 de l D.lgs. n. 158/ 2006, non pot ranno essere adottati i provvedimenti restrittivi previsti all art. 22 e 25 del citato provvedimento. Nei confronti dei capi campionati andrà comunque disposto il sequestro preventivo così come indicato nel vigente Piano Nazionale Residui. Per quanto riguarda le modalità di intervento al macello vengono forniti di seguito alcuni chiarimenti.
11 Nel caso il veterinario ispettore rilevi, alla visita post-mortem, alterazioni in organi bersaglio, è suo dovere procedere al prelievo di tali organi per i dovuti approfondimenti di laboratorio. Per ciascun animale con alterazioni di organi bersaglio si richiede l invio di tutti gli organi target di trattamenti illeciti: timo, tiroide, ghiandole bulbo uretrali e prostata. Tali campioni vanno inviati al laboratorio con l apposita scheda prelievo campioni 2015 riportando la dicitura EXTRA seguita dal numero di verbale del Veterinario prelevatore al posto del numero di partita. Tuttavia per quanto attiene invece al campionamento di altri matrici biologiche sugli stessi animali o su altre partite della stessa azienda, si invita a soprassedere per non appesantire u lteriormente l attività dei laboratori, e quindi, interferire negativamente sulle attività del P.N.R. in generale. Qualora il Veterinario prelevatore è anche referente per il P.N.R, può procedere al prelievo di campioni ufficiali che saranno classificati come prelievi su sospetto. Se il Veterinario prelevatore non è referente per il PNR, esso, ne dà immediata comunicazione al referente PNR dell. Si rileva ancora che, in questa prima fase, il veterinario ispettore opera in assenza di conferme da parte dei laboratori diagnostici (assenza rapporto di prova sospetto a seguito esame istologico). Per tale ragione, unitamente al fatto che il test istologico non assume prova di legge, il sequestro cautelativo delle carni può trovare applicazione solo in caso ricorrano gli estremi previsti all art. 26 del D.Lgs. n. 158/2006. Resta ovviamente intesa la facoltà, per il veterinario ispettore, di avvalersi di quanto previsto all art. 1- comma 1 - della legge n. 283/ MODELLI DA UTILIZZARE Vedi sopra. 1.6 ATTREZZATURE NECESSARIE E necessaria la dotazione per il campionamento sopradescritto 1.7 LABORATORIO UFFICIALE I laboratori di riferimento sono quelli dell Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dell Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D Aosta. 1.8 DURATA Il Piano si conclude il 31/12/ COSTI E I BENEFICI I costi sono coperti dalla quota indistinta del Fondo Sanitario Nazionale erogata alle AASSLL ed all IZSM per le attività istituzionali. Relativamente ai benefici, tale piano consentirà di salvaguardare la salute della popolazione rilevando la presenza di prodotti non conformi a quanto previsto dalla Normativa nazionale e comunitaria, garantendo i consumatori circa la presenza in commercio di prodotti sicuri sotto tale aspetto.
12 2. PROGRAMMAZIONE Tabella 2.1 : dati relativi agli impianti e al volume di macellazione REGIONE CAMPANIA IMPIANTI DI MACELLAZIONE PER UNGULATI DOMESTICI MACELLAZIONI ANNO 2012 VITELLI VITELLONI Tabella 2.2 : partite da campionare per categoria AA.SS.LL. AVELLINO BENEVENTO CASERTA NAPOLI 3 SUD SALERNO PARTITE DA CAMPIONARE Vitelli Vitelloni MAR ZO APRI LE MAGGIO GIUGNO LUGLIO SETTE MBRE TOTALE PARTITE TOT 30
14 All. II - REGIONE CAMPANIA N progressivo partita ( da 1 a max 30): Animale ( da A a G ) N capi costituenti la partita N capi campionati all interno della partita ( da 1 a max 7 )... Data prelievo: / / N accettazione IZS SCHEDA PRELIEVO CAMPIONI MEDIANTE TEST ISTOLOGICI Veterinario prelevatore: Cognome: Nome di appartenenza Luogo di prelievo: Nome macello Codice macello ( bollo CEE ) Provenienza del capo: Ragione sociale allevamento Codice allevamento ( cod ) Provenienza capo Segnalamento dell animale: CATEGORIA: Bovino (fino a 8 mesi) Bovino (da 9 a 24 mesi) ETA (mesi) SESSO: M F RAZZA: Meticcio Frisona Charolaise Limousine Piemontese Altre MARCA AURICOLARE : Organi prelevati : ENTRAMBI I SESSI MASCHIO TIMO TIROIDE PROSTATA GH. BULBO URETRALI FEMMINA GH. BARTOLINO OVAIO MAMMELLA Trattamenti dichiarati Nessuno Cortisonici Antibiotici Altro Esito della visita post - mortem Organo TRACHEA TIMO TIROIDE OVAIE Alterazione macroscopica Assenza della cresta Atrofia ipertrofia Alterate SI NO Indicare con una croce la PRESENZA DELLA LESIONE TIMBRO FIRMA
17 Piano_C24_PIANO DI MONITORAGGIO IN STABILIMENTI ABILITATI ALL ESPORTAZIONE NELLA FEDERAZIONE RUSSA E CUSTOM UNION 1. PIANIFICAZIONE Al momento dell approvazione del DPAR vige il divieto di esportazione verso la Federazione Russa e pertanto il presente piano sarà attuato solo quando decadrà tale divieto. 1.1 SCOPI Il Piano di monitoraggio tende a verificare il rispetto dei limiti di alcuni analiti sia chimici che fisici che microbiologici negli alimenti prodotti in stabilimenti siti in Regione Campania abilitati all esportazione verso la Federazione Russa e Custom Union 1.2 COMPETENZE SPECIFICHE E RISORSE UMANE Il piano sarà attuato dai Servizi Veterinari delle AA.SS.LL. 1.3 ASPETTI DA SOTTOPORRE A VERIFICA I Servizi Veterinari procederanno al campionamento per la ricerca dei seguenti parametri: carni fresche, congelate o lardo ricerche chimico-fisiche carni fresche, congelate o lardo ricerche microbiologiche prodotti a base di latte ricerche chimico-fisiche prodotti a base di latte ricerche microbiologiche Ogni stabilimento abilitato all esportazione verso la Russia dovrà subire un campionamento entro il 2015.
18 Tabella 1 - elenco degli stabilimenti attualmente autorizzati per l export verso la Federazione Russa e Custom Union: N. CE DITTA INDIRIZZO PRODOTTI 2857 M REALBEEF SRL Località Tierzi- zona ASI AVELLIN CARNI 15/032 AZIENDE AGRICOLE ASSOCIATE SRL 15/601 CASA MADAIO SRL IT L8M64 CE CASARO DEL RE SOC.AGR.A.R.L 15/387 CASEIFICIO "TRE STELLE" DI LA MARCA GENNARO 15/239 FATTORIE GAROFALO SOC. COOP AGRICOLA IT CE CASEIFICIO PRINCIPE S.R.L. IT 1552 CE ILC MANDARA S.P.A. FLUMERI sp.333 Km10, Cancello ed Arnone (CE) via Serracapilli -Eboli (SA via S.Maria Capua Vet.- Capua (CE) Contrada Cioffi - Eboli (SA) via S.MariaC.V. n.21 - Capua (CE) via Circum. Est.24 - Qualiano (NA) SS. Domiziana Km 23,500 - Mondragone (Ce) O CASERT A SALERN O CASERT A SALERN O CASERT A NAPOLI 2 NORD CASERT A BOVINE LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL H 4432 SIEROLAT SPA Loc.Muricino,via Brezza- S.Andrea del Pizzone Francolise (CE) 15/27 GENNARO aut.sanitaria 187/1999 del 02/12/1999 AURICCHIO SPA MARINO S.R.L. CASERT A via Pomintella,67- NA NAPOLI 3 SUD Via Nazionale Appia,81- CASERT Santa Maria a A Vico(CE) 15/459 PONTICORVO viale Miglio XXV Alvignano (CE) 15/625 SORÌ SRL S.S.Casilina Km.181- Teano (CE) 15/348 SPINOSA LUCIA via Tirso,23 - Castelvolturno S.R.L. (Ce) H 225 P UNILEVER ITALIA Zona Ind.le Pascarola - MANUFACTORING Caivano (NA) SRL CASERT A CASERT A CASERT A NAPOLI 2 NORD LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL LATTE E PBL Prima dell inizio delle attività di cui al presente Piano, i Servizi Veterinari devono coordinarsi preventivamente con i laboratori territorialmente competenti per concordare la tempistica dei campionamenti e le modalità di consegna campioni. 1.4 ISTRUZIONI OPERATIVE Per ogni campione potrà essere ricercato un solo parametro.
19 CAMPIONAMENTI
20 CAMPIONAMENTI
21 CAMPIONAMENTI Metalli pesanti (piombo, arsenico, cadmio, mercurio) Pesticidi organo clorurati Radionuclidi (cesio 137, stronzio 90) Antibiotici (levomicetina, CAF, tetracicline, streptomicine) Diossine e pcb diossino-simili aflatossine CAMPIONAMENTI SALMONELLA IN PRODOTTI LATTIERO-CASEARI PRODOTTI CON LATTE SOTTOPOSTO A PASTORIZZAZIONE il campione deve essere composto da n. 4 aliquote da 50 gr cadauna di cui una da lasciare all OSA.. Se l operatore dichiara che la matrice ha una data di scadenza che rientra nei 15 giorni a partire dalla data di prelievo, ovvero sulla confezione è riportata una data di scadenza che rientra nei 15 giorni a partire dalla data di prelievo, il numero delle aliquote da formare scende a tre, di cui una da lasciare all OSA; ciò in quanto i tempi tecnici delle procedure di analisi effettuate ex art. 4 D.L. 123/93, supererebbero la data di scadenza stessa, rendendo nullo il referto delle analisi; pertanto in tal caso per far salvo al diritto alla difesa si applicano le procedure di cui all art. 223 D.L.vo 28/7/89 n. 271 c omunicando ufficialmente alla parte l inizio delle operazioni di analisi; tale comunicazione sarà garantita riempiendo gli appositi spazi all uopo previsti sul verbale di campionamento. Sul frontespizio del verbale Mod 2 deve essere spuntato il campo Piano di monitoraggio e deve essere specificato esportazione in Russia. Deve essere poi assolutamente precisato che la matrice è s tata prodotta con latte pastorizzato, deve essere spuntato il campo ricerca con la semplice dicitura Salmonella e il campo altri parametri microbiologici. Le aliquote vanno trasportate e conservate in frigorifero. Il campionamento va effettuato sul prodotto finito pronto per la commercializzazione. In caso di riscontro di non conformità, cioè il riscontro di salmonelle nell aliquota sottoposta a controllo ed eventualmente anche in quella sottoposta a revisione d analisi, come follow up il Servizio Veterinario: a. Trasmetterà notizia di reato alla Procura competente b. Espleterà le indagini per rintracciare, se possibile, la fonte inquinante in collaborazione con il Servizio Epidemiologia e il SIAN/U.O.P.C. che saranno obbligatoriamente notiziati circa la non conformità c. Se ritenuto utile e necessario, imporrà la revisione delle procedure di B.P.I. (relativamente alle modalità di sanificazione delle mani degli operatori per impedire le malattie a trasmissione oro-fecale) d. Procederà all attivazione del sistema di allarme rapido ex art. 50 Reg CE 178/02, ex Intesa Stato-Regioni del 13/11/2008, ex DGRC 20/11/2009 n. 1745, e ffettuando la notifica di allerta di cui agli stessi artt. 4. e. Imporrà la sospensione dell esportazione dei prodotti In caso di revisione d analisi favorevole a fronte della prima analisi positiva, i S ervizi Veterinari procederanno a nuovo campionamento LISTERIA MONOCYTOGENES il campione deve essere composto da n. 3 aliquote di cui una da lasciare all OSA. Tale procedura è dovuta al fatto che, seguendo le procedure ex art. 4 D.L. 123/93, i tempi per le analisi supererebbero sicuramente le date di scadenza rendendo nullo il referto; pertanto per far salvo al diritto alla difesa si applicano le procedure di cui all art. 223 D.L.vo 28/7/89 n. 271, comunicando ufficialmente alla parte l inizio delle operazioni di analisi, che di solito
22 dovrebbe avvenire il giorno seguente il campionamento; tale comunicazione sarà garantita riempiendo gli appositi spazi all uopo previsti sul verbale di campionamento. Ogni aliquota a sua volta deve essere costituita da 5 unità campionarie da 50 gr cadauna (criterio di sicurezza alimentare campionato ai sensi del comb. disp. del Reg CE 2073/05 e del D.L.vo 123/93). Le unità campionarie devono essere ognuna contenute in un contenitore o busta sterile a sè stante; ogni aliquota, contenente 5 u.c., deve essere poi piombata e munita di cartellino indicatore. Se gli agenti prelevatori hanno dubbi se la matrice campionata possa o meno essere considerata come substrato favorevole alla crescita della listeria, preleveranno una ulteriore aliquota singola di 50 gr necessaria alla determinazione del ph e dell aw, segnalandolo nell apposita sezione del Mod 2. Per tale piano di monitoraggio si applica solo l ipotesi valida per quando Il produttore non ha dimostrato che il prodotto non supera il limite di 100 ufc/g durante tutto il periodo di conservabilità : in tal caso il campionamento viene effettuato sul prodotto finito ancora da porre in vendita, prima che non sia più sotto il controllo diretto dell OSA che lo produce. Pertanto il campionamento NON va effettuato in fase di commercializzazione. Sul frontespizio del verbale Mod 2 de ve essere spuntato il campo Piano di monitoraggio e deve essere specificato esportazione in Russia. Deve essere poi spuntato il campo ricerca con la semplice dicitura Listeria monocytogenes e il campo criterio di sicurezza alimentare. In caso di riscontro di non conformità come follow up, cioè il superamento del limite Assenza in 25 gr, per n=5 e c=0, il Servizio Veterinario: a) Trasmetterà notizia di reato alla Procura competente b) Notizierà il Servizio Epidemiologia e il SIAN/U.O.P.C. circa la non conformità c) Se ritenuto utile e necessario, imporrà la revisione delle procedure di B.P.I. (relativamente alla sanificazione degli ambienti di lavorazione e deposito) o di HACCP (facendo inserire la ricerca del patogeno come punto critico in fase di ricevimento del latte da quegli allevamenti e/o imponendo anche la pastorizzazione obbligatoria) d) Procederà all attivazione del sistema di allarme rapido ex art. 50 R eg CE 178/02, ex Intesa Stato-Regioni del 13/11/2008, ex DGRC 20/11/2009 n. 1745, effettuando la notifica di allerta di cui agli stessi artt. 4 per la partita oggetto di campionamento. e) Imporrà la sospensione dell esportazione dei prodotti STAFILOCOCCHI COAGULASI POSITIVI Il campionamento va effettuato solo in fase di produzione. Si appalesano quattro ipotesi: I IPOTESI Il prodotto da campionare è costituito esclusivamente da Formaggi a base di latte crudo. Il campionamento deve essere effettuato fase del processo di lavorazione in cui si prevede che il numero di Stafilococchi sia il più alto. Sul frontespizio del verbale Mod 2 deve essere spuntato il campo Piano di monitoraggio e deve essere specificato esportazione Russia. Deve essere poi spuntato il cam po numerazione con la semplice dicitura Stafilococchi coagulasi + e il c ampo criterio di igiene di processo. Il campione deve essere composto da n. 1 aliquota costituita da 5 unità campionarie da 50 gr cadauna (criterio di igiene di processo campionato ai sensi del Reg CE 2073/05). Le unità campionarie possono essere ottenute dalla suddivisione sul posto dei prodotti alimentari avendo cura di effettuarla nella maniera più asettica possibile e descrivendo nel verbale le precauzioni e le modalità attuate. Le unità campionarie devono essere ognuna contenute in un contenitore o busta sterile a sè stante; l aliquota, contenente 5 u.c., deve essere poi piombata e munita di cartellino indicatore. E ssa va trasportata e conservata in frigorifero. Come non conformità si intende il superamento dei limiti previsti dal Reg CE 2073/05 per i campioni soddisfacenti ed accettabili come sotto riportati:
23 Microrganismi Piano di campionamento Limiti Fase a cui si applica il criterio Stafilococchi coagulasi + n C m M ufc/gr ufc/gr fase del processo di lavorazione in cui si prevede che il numero di Stafilococchi sia il più alto n = numero di unità che costituiscono il campione; c = numero di unità campionarie i cui valori si situano tra m e M soddisfacente, se tutti i valori osservati sono pari o inferiori a m accettabile, se un numero massimo di c/n valori è compreso tra m e M e i restanti valori osservati sono pari o inferiori a m insoddisfacente, se uno o più valori osservati sono superiori a M o più di c/n valori sono compresi tra m e M. II IPOTESI Il prodotto da campionare è costituito esclusivamente da Formaggi a base di latte sottoposto a trattamento termico a temperatura inferiore a quella della pastorizzazione e formaggi stagionati a base di latte o siero di latte sottoposto a pastorizzazione o a trattamento termico a temperatura più elevata. Il campionamento deve essere effettuato fase del processo di lavorazione in cui si prevede che il numero di Stafilococchi sia il più alto. Sul frontespizio del verbale Mod 2 de ve essere spuntato il campo Piano di monitoraggio e deve essere specificato Criteri microbiologici nei prodotti a base di latte. Deve essere poi spuntato il c ampo numerazione con la semplice dicitura Stafilococchi coagulasi + e il campo criterio di igiene di processo. Il campione deve essere composto da n. 1 aliquota costituita da 5 unità campionarie da 50 gr cadauna (criterio di igiene di processo campionato ai sensi del Reg CE 2073/05). Le unità campionarie possono essere ottenute dalla suddivisione sul posto dei prodotti alimentari avendo cura di effettuarla nella maniera più asettica possibile e descrivendo nel verbale le precauzioni e le modalità attuate. Le unità campionarie devono essere ognuna contenute in un contenitore o bus ta sterile a s è stante; l aliquota, contenente 5 u.c., deve essere poi piombata e munita di cartellino indicatore. Essa va trasportata e co nservata in frigorifero. Come non conformità si intende il superamento dei limiti previsti dal Reg CE 2073/05 per i campioni soddisfacenti ed accettabili come sotto riportati: Microrganismi Piano di campionamento Limiti Fase a cui si applica il criterio n C m M Stafilococchi coagulasi ufc/gr ufc/gr fase del processo di lavorazione in cui si prevede che il numero di Stafilococchi sia il più alto n = numero di unità che costituiscono il campione; c = numero di unità campionarie i cui valori si situano tra m e M soddisfacente, se tutti i valori osservati sono pari o inferiori a m accettabile, se un numero massimo di c/n valori è compreso tra m e M e i restanti valori osservati sono pari o inferiori a m insoddisfacente, se uno o più valori osservati sono superiori a M o più di c/n valori sono compresi tra m e M. III IPOTESI Il prodotto da campionare è costituito esclusivamente da formaggi a pasta molle non stagionati (formaggi freschi) a base di latte o siero di latte sottoposto a pastorizzazione o a trattamento termico a t emperatura più elevata. Il campionamento deve essere effettuato fase del processo di lavorazione in cui si prevede che il numero di Stafilococchi sia il più alto. Sul frontespizio del verbale Mod 2 de ve essere spuntato il
24 campo Piano di monitoraggio e deve essere specificato Criteri microbiologici nei prodotti a base di latte. Deve essere poi spuntato il c ampo numerazione con la semplice dicitura Stafilococchi coagulasi + e il c ampo criterio di igiene di processo. Il campione deve essere composto da n. 1 aliquota costituita da 5 unità campionarie da 50 gr cadauna (criterio di igiene di processo campionato ai sensi del Reg CE 2073/05). Le unità campionarie possono essere ottenute dalla suddivisione sul posto dei prodotti alimentari avendo cura di effettuarla nella maniera più asettica possibile e descrivendo nel verbale le precauzioni e le modalità attuate. Le unità campionarie devono essere ognuna contenute in un contenitore o busta sterile a sè stante; l aliquota, contenente 5 u.c., deve essere poi piombata e munita di cartellino indicatore. E ssa va trasportata e conservata in frigorifero. Come non conformità si intende il superamento dei limiti previsti dal Reg CE 2073/05 per i campioni soddisfacenti ed accettabili come sotto riportati: Microrganismi Piano di campionamento Limiti Fase a cui si applica il criterio n C m M Stafilococchi coagulasi ufc/gr 100 ufc/gr fase del processo di lavorazione in cui si prevede che il numero di Stafilococchi sia il più alto n = numero di unità che costituiscono il campione; c = numero di unità campionarie i cui valori si situano tra m e M soddisfacente, se tutti i valori osservati sono pari o inferiori a m accettabile, se un numero massimo di c/n valori è compreso tra m e M e i restanti valori osservati sono pari o inferiori a m insoddisfacente, se uno o più valori osservati sono superiori a M o più di c/n valori sono compresi tra m e M. IV IPOTESI Il prodotto da campionare è costituito esclusivamente da Latte in polvere e siero di latte in polvere. Il campionamento deve essere effettuato alla fine della fase di produzione. Sul frontespizio del verbale Mod 2 deve essere spuntato il campo Piano di monitoraggio e deve essere specificato Criteri microbiologici nei prodotti a base di latte. Deve essere poi spuntato il campo numerazione con la semplice dicitura Stafilococchi coagulasi + e il campo criterio di igiene di processo. Il campione deve essere composto da n. 1 aliquota costituita da 5 unità campionarie da 50 gr cadauna (criterio di igiene di processo campionato ai sensi del Reg CE 2073/05). Le unità campionarie possono essere ottenute dalla suddivisione sul posto dei prodotti alimentari avendo cura di effettuarla nella maniera più asettica possibile e descrivendo nel verbale le precauzioni e le modalità attuate. Le unità campionarie devono essere ognuna contenute in un contenitore o bus ta sterile a sè stante; l aliquota, contenente 5 u.c., deve essere poi piombata e munita di cartellino indicatore. Essa va trasportata e co nservata in frigorifero. Come non conformità si intende il superamento dei limiti previsti dal Reg CE 2073/05 per i c a m Piano di campionamento Limiti Microrganismi Fase a cui si applica il criterio p i N c m M Stafilococchi o ufc/g 100 ufc/g Fine del processo di lavorazione coagulasi n + i soddisfacenti ed accettabili come sotto riportati: V IPOTESI Il prodotto da campionare è costituito da tutti gli altri prodotti a base di latte diversi dalle ipotesi I, II, III e IV. Anche per tali prodotti (non compresi nella 2073/05)
TEST ISTOLOGICO. Linee di indirizzo per l!attuazione del monitoraggio mediante test istologico
Piano Nazionale Residui 2013 51 TEST ISTOLOGICO Linee di indirizzo per l!attuazione del monitoraggio mediante test istologico Di seguito vengono descritti i criteri generali da seguire per l!elaborazione

References: art. 12
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 6
 art. 6
 art. 18
 art. 18
 art. 22
 art. 26
 art. 1
 art. 4
 art. 223
 art. 50
 art. 4
 art. 223
 art. 50