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Timestamp: 2018-05-21 22:45:12+00:00

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Art. 2671 codice civile: Obbligo dei pubblici ufficiali
Codice civile Art. 2671 codice civile: Obbligo dei pubblici ufficiali
Il notaio o altro pubblico ufficiale che ha ricevuto o autenticato l’atto soggetto a trascrizione ha l’obbligo di curare che questa venga eseguita nel più breve tempo possibile, ed è tenuto al risarcimento dei danni in caso di ritardo, salva l’applicazione delle pene pecuniarie previste dalle leggi speciali, se lascia trascorrere trenta giorni dalla data dell’atto ricevuto o autenticato (1).
Rimangono ferme le disposizioni delle leggi speciali che stabiliscono a carico di altre persone (2) l’obbligo di richiedere la trascrizione di determinati atti e le relative sanzioni.
Notaio: [v. 2658]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I].
Pubblico ufficiale:colui che esercita una funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria con o senza rapporto di impiego con lo Stato, temporaneamente o permanentemente (357 c.p.).
Pena pecuniaria: sanzione che consiste nel pagamento di una somma di denaro.
(1) La trascrizione è un onere per la parte, che non provvedendovi impedisce che si producano gli effetti tipici della pubblicità; per il notaio, invece, è un obbligo.
(2) Le altre persone cui si riferisce l’ultimo comma dell’articolo sono l’ufficiale giudiziario (che deve trascrivere il pignoramento immobiliare), il conservatore, il capo dell’ufficio del registro.
L'art. 2671 c.c. impone al notaio l'obbligo di procedere alla trascrizione sia come dovere costituente contenuto della prestazione d'opera verso le parti, sia come dovere nell'interesse generale di tutela dei terzi, sia come dovere ai fini dell'interesse del fisco. Qualora le parti, pur avvertite dal notaio dell'obbligo di trascrivere l'atto, abbiano escluso la trascrizione o disposto che essa avvenga in ritardo, tanto nel caso di previsione della esenzione del notaio da responsabilità, quanto in mancanza di tale espressa esenzione, deve escludersi che al notaio possa addebitarsi una responsabilità per il danno subito dalle parti in conseguenza della mancata o tardiva trascrizione, atteso che il comportamento del notaio è stato da loro consentito ed anzi, sul piano del contratto di prestazione d'opera, imposto. Identica conseguenza si verifica se l'esclusione o il ritardo siano stati previsti in un accordo separato con lo stesso notaio, senza alcuna menzione nell'atto da lui rogato . (Conferma App. Firenze 17 settembre 2009 n. 1231).
Cassazione civile sez. III 21 giugno 2012 n. 10297
Qualora le parti, pur avvertite dal notaio dell'obbligo di trascrivere l'atto, abbiano escluso la trascrizione o disposto che essa avvenga in ritardo, tanto nel caso di previsione della esenzione del notaio da responsabilità, quanto in mancanza di tale espressa esenzione, deve escludersi che al professionista possa addebitarsi una responsabilità per il danno subito in conseguenza della mancata o tardiva trascrizione, atteso che il comportamento del notaio è stato da loro consentito e anzi, sul piano del contratto di prestazione d'opera, imposto.
Il termine di trenta giorni previsto dall’art. 2671 c.c. è stabilito a fini meramente fiscali mentre la valutazione dell’adempimento, da parte del notaio,dell’obbligo di curare che la trascrizione dell’atto venga eseguita nel più breve tempo possibile deve tener conto di tutte le circostanze del caso concreto.
Corte appello Roma sez. IV 14 gennaio 2009 n. 145
Qualora per esplicita richiesta delle parti ovvero per legge il notaio che ha ricevuto un atto soggetto ad iscrizione o a trascrizione debba procurare che questa venga eseguita nel più breve tempo possibile ovvero immediatamente, spetta al prudente apprezzamento del giudice del merito e alla sua libera valutazione, tenendo conto delle determinanti del caso concreto attinenti sia ai tempi e ai mezzi di normale impiego per l'esecuzione dell'iscrizione, sia alle evenienze non imputabili al notaio, individuare di volta in volta il termine nel quale quell'adempimento deve essere eseguito e stabilire se l’indugio frapposto dal professionista giustifichi l'affermazione delle sua responsabilità verso il cliente, tenendo presente che tale responsabilità ha natura contrattuale e che il notaio è tenuto ad espletare l'incarico che le parti gli affidano con la diligenze media di un professionista sufficientemente preparato e avveduto, secondo quanto dispone l'art. 1176 comma 2 c.c." (Nel caso di specie, il contratto fu stipulato il 23 maggio 2003, e cioè di venerdì, la prima delle due ipoteche fu iscritta il 26 maggio 2003, e cioè il lunedì immediatamente successivo, la seconda ipoteca fu iscritta il 28 maggio 2003, e cioè il primo mercoledì seguente, la scrittura privata fu presentata per la trascrizione il 5 giugno 2003, cioè il secondo giovedì successivo alla stipulazione. Pertanto, anche nel caso in cui il notaio avesse proceduto alla trascrizione della compravendita soltanto due o tre giorni dopo la stipula, nel frattempo la prima banca avrebbe comunque già iscritto la prima ipoteca giudiziale. Dunque, anche se - per ipotesi - dovesse reputarsi che un eventuale ritardo di sette giorni nella trascrizione è indice di una diligenza professionale inferiore alla media, nondimeno il fatto che le trascrizioni pregiudizievoli fossero già intervenute entro il quinto giorno dalla stipulazione - anzi, entro il terzo giorno lavorativo da essa - interrompe il nesso causale, a nulla valendo il richiamo all'art. 2671 c.c.).
Tribunale Milano sez. V 28 febbraio 2007 n. 2517
L'obbligo del notaio di procedere alla trascrizione degli atti stipulati per suo tramite importa che lo stesso sia non solo legittimato, ma anche obbligato, nel caso di rifiuto da parte del conservatore, a richiedere la trascrizione con riserva e a proporre reclamo al tribunale competente per ottenere il provvedimento confermativo dell'eseguita formalità.
Corte appello Palermo 17 gennaio 1992
Il notaio, che venga meno all'obbligo di curare che la trascrizione di atto da lui rogato venga eseguita nel più breve tempo possibile, è tenuto al risarcimento dei danni, a titolo di responsabilità contrattuale, nei confronti del cliente pregiudicato da una trascrizione poziore (nella specie, è stato considerato inescusabile il ritardo del notaio che aveva provveduto a trascrivere il ventiquattresimo giorno successivo alla ricezione dell'atto, mentre la trascrizione pregiudizievole era intervenuta il diciassettesimo giorno successivo al rogito).
Tribunale Catania 31 ottobre 1990
Il legislatore - stabilendo, nel comma 1 dell'art. 2671 c.c., che il notaio o altro pubblico ufficiale che ha ricevuto o autenticato l'atto soggetto a trascrizione ha l'obbligo di curare che questa venga eseguita nel più breve tempo possibile - ha escluso la predeterminazione, per tale adempimento, di un termine unico, applicabile in tutti i casi, con la conseguenza che, dovendo il notaio usare, nell'assolvimento dell'obbligo suddetto, quella particolare sollecitudine imposta dall'importanza della formalità e dall'esigenza della più pronta tutela dell'interesse delle parti, indipendentemente da una esplicita richiesta delle stesse, spetta al giudice del merito di stabilire di volta in volta - tenendo conto della particolarità del caso concreto, della natura dell'atto e di ogni altra utile circostanza attinente sia ai tempi ed ai mezzi di normale impiego per l'esecuzione della trascrizione sia alle evenienze non imputabili al notaio - se l'indugio frapposto dal professionista giustifichi l'affermazione della sua responsabilità verso il cliente, tenuto conto che detta responsabilità ha natura contrattuale e che il notaio è tenuto ad espletare l'incarico che le parti gli affidano con la diligenza media di un professionista sufficientemente preparato, secondo quanto dispone l'art. 1176, comma 2, c.c..
Cassazione civile sez. III 12 maggio 1990 n. 4111
L'obbligo del notaio, ai sensi dell'art. 2671 c.c., di risarcire i danni che abbia provocato al cliente con la ritardata trascrizione di un atto ricevuto e con la conseguente inopponibilità del medesimo ad un terzo, integra un'ipotesi di responsabilità contrattuale, che trova fondamento nel rapporto di prestazione d'opera professionale. Pertanto, l'azione proposta dal cliente contro il notaio, per il ristoro di detti danni, non configura un'azione di rivalsa o di regresso, basata su un obbligo di garanzia e diretta a riversare sul notaio gli effetti pregiudizievoli della pretesa di quel terzo, ma costituisce azione rivolta a far valere un'autonoma responsabilità risarcitoria per illecito contrattuale, con conseguente onere, a carico del professionista inadempiente, di fornire la prova dei fatti giustificativi del ritardo.
Cassazione civile sez. III 24 ottobre 1988 n. 5756
L'obbligo del notaio, ai sensi dell'art. 2671 c.c., di risarcire i danni che abbia provocato al cliente con la ritardata trascrizione di un atto ricevuto e con la conseguente inopponibilità del medesimo ad un terzo, integra un'ipotesi di responsabilità contrattuale, che trova fondamento nel rapporto di prestazione d'opera professionale. Pertanto, l'azione proposta dal cliente contro il notaio, per il ristoro di detti danni, non configura un'azione di rivalsa e di regresso, basata su un obbligo di garanzia e diretta a riversare sul notaio gli effetti pregiudizievoli della pretesa di quel terzo, ma costituisce azione rivolta a far valere un autonoma responsabilità risarcitoria per illecito contrattuale, con conseguente onere, a carico del professionista inadempiente, di fornire la prova dei fatti giustificativi del ritardo.
Non è fondata - in riferimento agli articoli 3 e 53 cost. - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2671 c.c. in relazione all'art. 19 comma 1 l. 25 giugno 1943 n. 540 (ora art. 14 comma 1 d.P.R: 26 ottobre 1972 n. 635), nella parte in cui impongono al cancelliere di richiedere la trascrizione di una sentenza che dispone un trasferimento immobiliare (ed impongono conseguentemente l'assolvimento del correlativo obbligo fiscale) non al momento del passaggio in giudicato della sentenza e quindi allorché il trasferimento diviene operante, bensì al momento della mera pronuncia del provvedimento.
Corte Costituzionale 14 maggio 1985 n. 147
È infondata in riferimento agli art. 3 e 53 cost. la questione di legittimità costituzionale degli art. 2671 c.c. e 19, comma 1 l. 25 giugno 1943 n. 540, nella parte in cui impongono al cancelliere di richiedere la trascrizione della sentenza che dispone il trasferimento immobiliare, col conseguente obbligo della parte di assolvere ai correlativi oneri fiscali, non in relazione al momento del passaggio in giudicato della sentenza (in cui il trasferimento diviene operante), ma in riferimento alla mera pronuncia del provvedimento.
13/02/2017 alle 11:59
Buongiorno, in caso di professionista delegato inadempiente in una vendita giudiziaria (sono trascorsi mesi e ancora non provvede alla trascrizione del decreto di trasferimento, nonostante svariati solleciti), come ci si tutela? E’ possibile esonerarlo?

References: Art. 2671
 art. 14
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 art. 2671
 sentenza 
 sentenza