Source: https://mednat.news/misteri/teoria_apparenze.htm
Timestamp: 2020-08-10 06:13:58+00:00

Document:
﻿ Teoria delle Apparenze - di M arco Todeschini
La PsicoBIoFisica - By Marco Todeschini, ovvero La Teoria delle Apparenze
vedi: COSMOLOGIA, COSMOGONIA + Antigravita' esiste
Per chi ama la scienza in tutti i suoi aspetti, senza pregiudizi e senza dogmi, per chi sa che ci sono e ci sono stati scienziati e teorie che sono messe al bando soltanto perchè indicano strade non ortodosse per il raggiungimento della conoscenza, a tutti questi vorrei indicare l’opera di uno scienziato italiano purtroppo misconosciuto anche agli addetti ai lavori: l’ing. Marco Todeschini (1899-1988).
Assurto negli anni ‘50-’70 del secolo scorso agli onori della cronaca scientifica per la sua opera, fondatore della Psicobiofisica e redattore della Teoria delle Apparenze, con la quale propose, per la prima volta al mondo, una scienza globale che comprende tutti i fenomeni fisici, biologici e psichici, questo singolare scienziato, di origini bergamasche, contemporaneo della nascita della relatività einsteniana, ne rifiutò, come molti altri d’altronde, gli assiomi, trovando, attraverso una sua ricerca originale, la spiegazione dei fenomeni dell’UniVerso senza dover ricorrere a concetti astrusi e senza dover contraddire la fisica classica galileiana.
La sua opera, dopo 30 anni di ricerche, studi ed esperienze, illustra in maniera esaustiva i fenomeni dell’UniVerso, riuscendo ad arrivare, percorrendo però una propria via originale, alle stesse leggi e formule scientifiche che li dimostrano.
La strada seguita dal Todeschini è quella avviata a suo tempo dal grande Cartesio, affossata poi dal Newton, e cioè che tutti i fenomeni sono causati dal movimento di una sostanza cosmica che riempie l’intero UniVerso e che fu chiamata Etere.
In sintesi estrema la Teoria delle Apparenze è stata così battezzata perché tutti i fenomeni che noi percepiamo non sono che “apparenze” che nascono dall’effetto generato nella nostra psiche, dal movimento del fluido cosmico quando viene a contatto con i nostri sensi. Sono apparenze quindi il suono, la luce, il sapore, l’odore, la forza, il calore, l’elettricità, ecc. poichè non sono che l’elaborazione psichica degli stimoli nervosi che scaturiscono dall’incontro tra il movimento del fluido universale, di diversa frequenza, e i nostri organi sensori, che arrivati al cervello, sede della psiche, vengono trasformati nelle sensazioni relative, mentre in realtà non sono che onde d’etere silenti, buie, insapori, inodori, atermiche, diverse solo nella loro frequenza.
Straordinaria conseguenza di questa Teoria è il fatto che se è vero che tutto viene generato dai movimenti dell’etere cosmico anche la materia ed i suoi campi di forze devono esserne figli. Ed infatti, Todeschini, dimostra come tutto possa essere originato, dai nuclei atomici alle galassie, dal movimento di vortici sferici di tale sostanza che roteando a velocità superluminale attorno al loro centro creano, per attrito, la rotazione di strati concentrici successivi, formando così le particelle ultramicroscopiche costituenti la materia e che, a seconda del loro verso di rotazione, creano le forze attrattive o repulsive che le contraddistinguono e che sono responsabili delle forme di aggregazione della materia stessa.
Approfondendo i suoi studi capì che per arrivare ad una visione unitaria del creato bisognava studiare anche la realtà biologica perché intermediaria nella comprensione dei fenomeni. Con 10 equazioni psico-fisiche che generalizzano la legge d’inerzia di Newton (F=ma), Todeschini dimostra la corrispondenza fra le decelerazioni della materia contro il corpo umano e le sensazioni che sorgono nella psiche svelando che tutte le sensazioni seguono tale legge (Sn=ma).
Studiò, quindi, la struttura degli organi sensori dell’uomo realizzandone una mappatura elettronica attraverso la quale scoprì il loro funzionamento che lo fece arrivare alla conclusione che mentre è un fenomeno fisiologico oggettivo il percorre della corrente elettronica stimolata dagli organi di senso attraverso i nervi è, invece, un fenomeno psichico soggettivo la corrispondente sensazione che sorge nel nostro Io, allorché questa corrente arriva alla parte preposta del nostro cervello.
Tutto questo ha portato all’elaborazione di scoperte scientifiche ed invenzioni che oltre a confermare la Teoria hanno permesso di realizzare apparecchi utilissimi quali le protesi artificiali, lo pacemaker, il cuore elettrico, apparecchi per ridare la vista ai ciechi e l’udito ai sordi, ecc.
Eclatante fu l’invenzione del “motore a forza propulsiva centrifuga” (brevetto 312496-1933) costituito da due masse che ruotano indipendentemente ed in maniera sincrona attorno al loro centro e contemporaneamente rivoluiscono attorno ad un centro comune, si che la forza centrifuga risultante può essere orientata nella direzione e nel senso desiderati.
Il motore è basato sul concetto che la decelerazione centripeta delle masse trova reazione nello spazio fluido ambiente e che tale reazione si identifica con la forza propulsiva centrifuga. Il funzionamento del motore dimostra perciò sperimentalmente la fluidità dello spazio.
Ai giorni nostri un sistema di propulsione di questo tipo viene denominato “propulsione non newtoniana” ed è oggetto di studi e ricerche da parte di molti scienziati di frontiera italiani e stranieri ma praticamente nessuno di loro nelle loro opere accenna al loro precursore Todeschini forse per ignoranza o forse……
E’ davvero sintomatico che questa Teoria sia stata dimenticata nonostante lo scalpore che suscitò al suo apparire e nonostante che in tempi più recenti lo scienziato sia stato anche proposto al Premio Nobel. I motivi di questo cover-up per chi ne conosce l’opera, però, non sono difficili da capire. Infatti nella sua opera Todeschini si dichiara apertamente avversario delle teorie einsteniane perché negano l’esistenza dell’etere e perché dichiarano la velocità della luce come la massima raggiungibile nell’UniVerso. Nella Teoria delle Apparenze, invece, Todeschini dimostra l’infondatezza del pensiero di Einstein ed ovviamente tutti coloro che sono attaccati al carrozzone della scienza cosiddetta ufficiale non possono che far finta niente.
Oltre ciò, addirittura, la Teoria di Todeschini dimostra l’esistenza delle forze spirituali per cui possiamo immaginare la reazione degli scienziati ortodossi, chiaramente positivisti, di fronte a tale asserzione.
A leggere però, le ultime ipotesi scientifiche, sembra che pian piano la scienza si stia in qualche modo ricredendo soprattutto sulla teoria einsteniana e l’Etere cacciato dalla porta stia rientrando dalla finestra. Ma ancora una volta sembra che nessuno si ricordi di Todeschini.
Ecco, il grande cruccio che vorrei fosse condiviso da più persone, è proprio quello che un personaggio meritevole per la scienza per il contributo che ha dato, italiano per giunta, non sia ricordato e che la sua opera non sia divulgata neppure come parte della storia della scienza. Spero che questo piccolissimo tributo possa essere utile affinchè persone preparate possano rivalutarne l’opera, anche in modo critico, ed il velo dell’oblio possa essere tolto e che ritorni alla luce l’opera di uno scienziato che umilmente cercò di far avanzare la scienza non a suo vantaggio ma per il vantaggio di tutti.
Tratto da: http://www.nuovaricerca.org/tod_prologo.htm
1 - Per usare una assai significativa espressione di Franco Selleri, "La causalita' impossibile", Ed. Jaca Book, 1988, p. 13.
2 - "Parabole e Catastrofi, Intervista su matematica scienza e filosofia" a cura di G. Giorello e S. Morini, Ed. Il Saggiatore, 1980, p. 8.
3 - Ci piace ricordare qui altri scienziati oggi scomparsi, "todeschiniani" (con ovvie naturali differenze di impostazione personali) quali Niccolo' Mancini, Omero Speri, Piero Zorzi, e non, quali Carlo Amata, Pier Carlo Landucci, tanto per limitarsi ai nomi di alcuni italiani, ma non bisognerebbe dimenticare, tra gli stranieri, almeno le figure di Herbert Dingle, Edward Milne, Juan Palacios, Carl Zapffe, esponenti tutti di una sorta di "resistenza intellettuale" che meriterebbe un autore che la volesse e sapesse scrivere.
4 - Tra questi, quelli di Paul Feyerabend, laddove riconosce che "nella maggior parte dei casi la scienza moderna e' piu' opaca, e' molto piu' illusoria, della scienza del Cinquecento e del Seicento" ("Contro il metodo", Ed. Feltrinelli, 1984, p. 53).
5 - Il problema di questa iniziale maiuscola e' interessante di per se', dal momento che appare tanto nella versione inglese del libro quanto in quella originale tedesca, anche se in quest'ultimo caso costituisce la normale regola per la scrittura dei sostantivi in quella lingua.
6 - Da "La teoria delle apparenze", p. 19, ma vedi anche "Psicobiofisica", p. 47.
7 - Tra coloro che possono dirsi se si vuole cartesiani non dualisti va annoverato il nome di Giovanni Oldano, due cui relazioni scritte sono disponibili in questo convegno, studioso che ha anch'egli in qualche modo fatto riferimento al pensiero di Todeschini.
8 - Gli autori ricordano che durante separati colloqui personali con Marco Todeschini, questi ebbe a dir loro che fu varie volte invitato a rinunciare alla "sezione spirituale" del suo libro, per farne un trattato più propriamente scientifico, ma che rifiutò sempre, considerando tale parte una componente integrante del suo sistema di pensiero (e, del resto, è propria della più pura tradizione cartesiana la consapevolezza che non può darsi vera scienza senza vera filosofia).
Per dare al lettore una sommaria idea dell'impostazione di quest'opera del tutto "singolare", e sublimamente "anacronistica", diciamo che fino al cap. IX essa si presenta come un ordinario trattato di fisica teorica, mentre il X capitolo e' intitolato "Le 10 equivalenze psico-fisiche", al quale seguono "Fisio-neurologia spazio-dinamica" (cap. XI) e l'ultimo capitolo, "Il mondo spirituale". Indichiamo anche i paragrafi con i quali si articola questo supremo punto d'arrivo della ricerca todeschiniana:
§ 64 - Le leggi fisico-matematiche e le prove psico-fisiche-sperimentali che dimostrano l'esistenza dell'anima
§ 65 - L'esistenza dell'UniVerso fisico e del corpo umano quali prove dell'esistenza dell'anima, del mondo spirituale e di Dio - La vita terrena dell'anima umana quale scopo dell'UniVerso fisico - L'esistenza dell'anima come prova dell'esistenza di Dio
§ 66 - Le prove psico-fisiche che solo l'uomo ha un'anima ragionevole - Dimostrazione della creazione, indivisibilità ed immortalità dell'anima umana
§ 67 - Come la vera scienza e la vera filosofia non possono portare che a Dio - La denuncia della mentalità anti-spirituale come causa di parzialità della scienza e della sua crisi - Le basi per l'avvento di una nuova scienza imparziale e lo stato di merito dei cercatori - Conciliazione tra scienza, filosofia e religione
§ 68 - Il bene ed il male come prove dell'esistenza di Dio
§ 69 - Riassunto generale dell'Opera.
Alla base di questa Nuova Scienza, la “PsicoBioFisica”, vi è la coscienza-consapevolezza a cui Marco Todeschini è pervenuto, che tutti i moti dell’UniVerso, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, nascono da un’etere universale, in perenne moto vorticoso, capace di influenzare sia la materia che gli esseri viventi e il loro Spirito.
Quindi per Marco Todeschini, l’Uomo è materia e Spirito, un essere correlato e comunicante, attraverso l’etere, sia con il microcosmo che con il macrocosmo, sia con le particelle infinitesimali che con le galassie”.
Per Marco Todeschini, l’UniVerso non è un’oggetto meccanico indipendente da Noi osservatori, ma bensì un’ atto creativo, la cui origine sono i movimenti vorticosi dell’etere postulato, etere che si può considerare l’energia fondamentale che permea tutto l’UniVerso, capace attraverso le vibrazioni da esso prodotte di dare origine anche alle Nostre sensazioni, e queste poi, a loro volta, sarebbero in grado di influenzare la materia stessa.
Le tre forze fondamentali che per Marco Todeschini sono alla base della materia sono:
- Forza Elettromotrice
- Forza Gravitazionale
- Forza Magnetica
...e tutte agiscono all’ interno della:
- Forza Fluidodinamica, ovvero sono le tre componenti di quest’unica forza.
Il Sole ed i pianeti, come gli atomi e gli elettroni altro non sono che campi rotanti di spazio "centro mossi", identificando i fenomeni fisici come particolari movimenti di uno spazio fluido (etere), deducendone le “leggi” attraverso l'applicazione delle conoscenze basilari della “Fluidodinamica”.
https://www.nexusedizioni.it/it/print/marco-todeschini-e-la-psico-bio-fisica-la-nuova-frontiera-delle-onde-a-bassa-frequenza-4324
https://matrixunaparabolamoderna.blogspot.com/2013/08/marco-todeschini-e-la-psico-bio-fisica.html#!/2013/08/marco-todeschini-e-la-psico-bio-fisica.html
https://www.circolotodeschini.com/
E nel vuoto, secondo Marco Todeschini, la forza sarebbe nulla, ovvero nel vuoto assoluto non sarebbe possibile produrre né forze, né accelerazioni, né velocità. Quelle che appaiono come forze per Marco Todeschini sarebbero possibili solo in presenza di masse soggette ad un moto generato da un vortice di etere con una densità precisa.
Il movimento delle masse sarebbe il risultato dell’ urto delle masse stesse con l’etere. Inoltre Marco Todeschini riteneva che lo spazio fosse ben separato dal tempo a differenza di quanto assunto dalla relatività di Einstein. Il peso stesso dei corpi non sarebbe indipendente dallo spazio fluido che li circonda.
L’inerzia quindi, secondo Marco Todeschini, sarebbe solo un’ “apparenza di forza” dovuta alla resistenza opposta dall’etere all’accelerazione dei corpi in esso immersi. I fenomeni naturali sarebbero il risultato di azioni fluidodinamiche dello spazio eterico sulla materia, all’ interno dello spazio eterico fluido stesso. Sarebbero i vortici di etere la causa di formazione sia dei sistemi atomici che di quelli astronomici.
Per tanto una sola legge governerebbe sia l’ infinitamente piccolo che l’ infinitamente grande! Inoltre la varie forme di energia radiante, le frequenze e le onde elettromagnetiche, come Noi le conosciamo, sarebbero questi stessi fenomeni fisici prodotti dalla vibrazione dell’etere.
Marco Todeschini nella Sua critica e confutazione della relatività di Albert Einstein giunse anche a ritenere che la velocità della luce non sia una quantità assoluta e insuperabile (300.000 Km sec.), ma vari a seconda della velocità del sistema di riferimento.
Del resto si era già visto sperimentalmente, negli anni ’30, in riferimento a collisioni di particelle, come questo limite assoluto (e dogmatico, tipico della scienza ufficiale con i paraocchi) della velocità della luce Einteiniana fosse stato superato.
Marco Todeschini si è spinto anche oltre criticando la stessa meccanica quantistica, di Heisemberg e di Schrodinger, da Lui ritenuta riduttiva della realtà fisica, in quanto essa considerava i fenomeni che si verificano nell’ infinitesimamente piccolo, solo una “funzione di probabilità”, quindi privi di finalità e di determinismo.
Per contro la Scienza di Marco Todeschini la “PscicoBioFisica”, consente di mettere in relazione il mondo della materia al mondo dello Spirito, essa ci rivela la connessione intima della materia con Spirito, configurandosi quindi come una “teoria del tutto”, supportata sia da calcoli matematici che sperimentali.
La “Spaziodinamica” è la base della “BioPsicoFisica” di Marco Todescini. Ovvero alla base dell’etere vi è un fluido che determinerebbe i movimenti in tutti i corpi esistenti, ovvero tutti questi movimenti sono causati da un fluido in perenne movimento.
Nel sistema solare il moto dei pianeti viene spiegato come conseguenza del vortice di etere creato dalla rotazione del Sole attorno al proprio asse, il quale a sua volta trascina il fluido circostante determinando un “campo sferico centro mosso” che determina la rivoluzione dei pianeti attorno al sole stesso.
Per Marco Todeschini le sensazioni invece non esisterebbero come realtà fisiche assolute, ma bensì come entità psichiche, e queste avrebbero origine dai segnali elettici causati dall’interazione della materia con lo spazio fluido (etere) e i nervi collegati al nostro sistema nervoso e al nostro cervello.
Per Marco Todeschini la psiche coincide con lo Spirito (che Lui chiama erroneamente anima), ed è questa che ci consente di percepire tutti i meccanismi della vita in tutte le sue manifestazioni sensoriali.
L’anima (in realta' lo Spirito) ha sede nella psiche, il cervello è una raffinata centrale elettronica che decodifica le informazioni provenienti dai cinque sensi (vibrazioni e movimenti dell’etere). Ma in ultima analisi non è il cervello che riceve le informazioni, ma è l’anima (in realta' lo Spirito) a percepire.
Marco Todeschini è artefice anche di una nuova medicina “Psico Somatica”, egli afferma: “l’anima (in realtà lo Spirito) può anche regolare l’azione chimica secretiva delle ghiandole endocrine, concorrendo a ripristinare la salute.
Da qui le prove neurofisiologiche che il corpo Umano è un complesso di strumenti elettronici posti a disposizione dell’anima (in realta' lo Spirito) di natura spirituale”.
Le nostre sensazioni avrebbero origine dalle dalle vibrazioni dell’etere che tramite gli organi di senso e il cervello Noi percepiamo come tali quando esse raggiungono la psiche. Questo fenomeno fondamentale è riconducibile ad una sola legge dinamica descritta dalla legge d’ inerzia: F=m.a
Per questa ragione per Marco Todeschini l’UniVerso avrebbe senso, solo se inteso come dimensione material-Spirituale e creato per il Progetto Vita Infinita... !
Bibliografia di e su Todeschini:
1931 "L'aberrazione cinetica dei raggi catodici", Ed. Ambaglio, Pavia.
1949 "La teoria delle apparenze - Spazio-dinamica e psico-bio-fisica", Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo.
1951 "La psicobiofisica quale scienza unificatrice delle leggi e dei fenomeni dell'UniVerso", in Atti del Convegno di Psicobiofisica promosso dal Centro Studi di Metabiologia di Torino, SATET, Torino.
1953 "La Psicobiofisica", Centro Internazionale di Psicobiofisica, Bergamo.
1955 "Revisione delle basi sperimentali e teoriche della fisica moderna", in "Einstein o Todeschini? Qual e' la chiave dell'UniVerso?", AA.VV., Bollettino d'Informazioni Scientifiche N. 9, a cura del Movimento Psicobiofisico Internazionale S. Marco, Scuole professionali "T.O.M.", Bergamo.
1957 "L'unificazione qualitativa della materia e dei suoi campi di forze continui ed alterni", in Atti dell'Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo, Rendiconti della Classe di Scienze Fisiche, Vol. XXIX, Anni 1955-1956, Tipografia Editrice Secomandi, Bergamo.
1960 "Le vie che portano alla scienza cosmica unitaria", Centro Internazionale di Psicobiofisica, Bergamo.
1961 "Esperimenti decisivi per la fisica moderna", Centro Internazionale di Psicobiofisica, Bergamo.
1965 “La Teoria delle Apparenze. PsicoBioFisica”, di Marco Todeschini. A cura di Giovanni Guazzelli. Tip. MARCHI, Lucca
1969 "Scienza Universale", in Atti dell'Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo, Rendiconti della Classe di Scienze Fisiche, Vol. XXXIV, Anni 1968-1969, Tipografia Editrice Secomandi, Bergamo.
1978 "Psicobiofisica - Scienza unitaria del creato", Casa Editrice MEB, Torino.
“Marco Todeschini.Spaziodinamica e PsioiBioFisica”, di Massimo Teodorani
Vedi anche: http://digilander.libero.it/altraenergia/scienza.html
http://www.brera.unimi.it/old/Atti-Genova-2002/036-TINAZZI DEFINITIVO.pdf
http://www.cartesio-episteme.net/st/RELATIV.htm
Sito web: circolotodeschini.com
Commento NdR: Il sottoscritto G. Paolo Vanoli nell'anno 1980 ha avuto contatti personali con il prof. Marco Todeschini a Bergamo (I), presidente dell'Accademia di PsicoBioFisica; ed ha aiutato il Todeschini alla divulgazione delle sue interessanti teorie, in Italia ed all'estero.
CON il suo “MOTORE IMPOSSIBILE” SMENTISCE EINSTEIN e NEWTON
With his impossible engine refutes Einstein and Newton
С его двигатель невозможно опровергает Эйнштейна и Ньютона
凭借其引擎无法反驳爱因斯坦和牛顿
Mirco Gregori, 44 anni, ingegnere, è il primo al mondo ad aver replicato la macchina che di fatto smonta la famosa teoria della relatività sulla quale si basa la fisica moderna.
E’ veronese l’erede di Marco Todeschini, l’ingegnere bergamasco che ha smentito una parte delle teorie di Newton e di Einstein. Mirco Gregori, ingegnere montefortiano quarantaquattrenne, è il primo al mondo ad aver replicato per pura passione il «motore impossibile» che dimostra quanto sia«relativa» la teoria della relatività sulla quale si basa la fisica moderna.
Una sperimentazione, la sua, che rende giustizia allo scienziato bergamasco, ne riporta prepotentemente d’attualità le teorie e che è destinata a riaccendere la discussione sulla finitezza della fisica classica e su tutto il sapere che, secondo Gregori, sarebbe costruito su un assunto sbagliato. «Guardi qua: come può essere vera questa cosa?», dice Gregori mettendo il dito sotto i cardini della relatività. Insomma, lo vedrebbe anche un bambino delle scuole elementari che la formula C= C+V non sta né in cielo né in terra, «perchè come può una cosa essere uguale a se stessa più qualcosa d’altro, cioè, nel caso specifico, il postulato della costanza della velocità della luce?».
Tutto, per Mirco Gregori, è partito da qui, o meglio da una domanda ancora più semplice: «Ma sarà vero che la luce ha una velocità e che sia la massima raggiungibile, e sarà vero che la terra galleggia nel vuoto?».
Ce ne sarebbe abbastanza per diventare matti, ma l’ingegner Mirco Gregori è un tipo a dir poco pragmatico. Anzi, questo è il suo marchio di fabbrica. Lo ha imparato dalla vita ad esserlo quando, avviato a brillanti studi tecnici per via di un talento non comune per la meccanica e l’elettronica, si è trovato a interromperli a quattordici anni per andare a lavorare.
A dire il vero, lavorare l’ha sempre fatto perchè è tra i carrelli dell’officina del papà, storico meccanico a Costalunga, che ha scoperto il suo talento. Va a lavorare, Mirco, e a vent’anni, aiuto carrellista all’Aia, si rivela: «Ci fu un blocco tecnico che paralizzò tutta la produzione. Mi feci avanti. Mi guardarono dubbiosi, ma alla fine mi dissero di sì: tolsi la scheda che governava le macchine, ci lavorai un po’ e la produzione ripartì». Nulla di strano per uno che a 14 anni realizzava programmi per computer e si costruiva i videogiochi.
Il signor Veronesi lo premia e così Mirco, alle scuole serali, conquista la maturità da perito tecnico e telecomunicazioni. Il resto è una corsa a perdifiato: due lauree, «ma basta scrivere che sono dottore in scienze informatiche e c’è dentro tutto», e lo studio sempre abbinato al lavoro.
Dopo l’Aia c’è la Bauli e oggi il ruolo da responsabile dei servizi informativi di un colosso veronese della grande distribuzione organizzata. «Ma sì, è lavoro», taglia corto. «La passione è altra cosa».Già, altra cosa, cioè gli ultimi cinque anni di studio partiti da quelle domande: «Ho scoperto Nikola Tesla, il papà del sistema elettrico a corrente alternata e delle onde radio. Così ho conosciuto e mi sono innamorato di Todeschini». Cerca e ricerca, studia e ristudia, Gregori incontra Fiorenzo Zampieri, il depositario di tutto quello che Marco Todeschini ha scritto e fatto fino al 1988, anno della sua morte.
Tutto o quasi perchè la sua rivoluzionaria invenzione, il «motore impossibile» che Gregori ha replicato, è letteralmente svanito nel nulla.
E si capisce anche il perchè, «visto che a molti scienziati che si muovono con la mente libera, che sperimentano e discutono il consolidato si chiude la bocca. Antonella, la figlia di Marco Todeschini, me lo ha detto tra le lacrime vedendo il motore impossibile in funzione: a lei è andata meglio che ad altri congiunti di scienziati perchè le cose del padre sono state nascoste e non bruciate».
Ma torniamo a Zampieri che negli occhi scuri di Gregori vede quella luce che lo convince che solo quell’ingegnere quarantenne farà rivivere Todeschini. Ecco perchè gli mette nelle mani tutto. E Mirco Gregori studia. Poi, due anni fa, trasforma tutto in realtà fisica e costruisce pezzo per pezzo il motore, con l’aiuto dell’amico Giancarlo.
Ci hanno provato in tanti, lui è il primo a farlo funzionare: «Semplice», spiega, «attraverso un moto rotatorio è possibile ottenere un moto rettilineo pulsato. La fisica non lo ammette, la realtà sì»,dice mostrando il motore in funzione.
Per semplificare, il senso è pressappoco questo: a un’azione corrisponde una reazione. Punto. Fine. Prima di Todeschini e Gregori la frase sarebbe continuata con la precisazione «uguale e contraria». Sotto i tuoi occhi, però, ti accorgi che non è così.
Come si spiega tutto ciò ? «Esiste se concepiamo l’esistenza dell’etere che pervade il cosmo intero. Ecco perchè, diversamente da quello che comanda la fisica classica, quello che hai visto adesso è così non solo sulla Terra».
A Valsecca, il paese natale di Todeschini, nel Bergamasco, dove Gregori ha presentato per la prima volta il motore, la gente piangeva. E lui, dando voce a Todeschini, lo ha ribadito:
«La forza non esiste, è apparenza. La massima velocità raggiungibile per una particella non è limitata a quella della luce, ma di gran lunga superiore». E così, col «motore impossibile», potrebbe saltar fuori anche un modo diverso per esplorare il cielo.
By Paola Dalli Cani - Fonte: larena.it

References: § 64

§ 65

§ 66

§ 67

§ 68

§ 69