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Timestamp: 2019-07-23 22:14:13+00:00

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LE ADUNANZE CONSILIARI
ART. 15 - LA SEDE DELLE RIUNIONI
1. Le riunioni del Consiglio Comunale si tengono, di regola, presso la sede del Comune in apposita Sala.
2. La Giunta Comunale, con sua deliberazione, può stabilire che la seduta del Consiglio Comunale si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sede comunale, quando ciò sia reso necessario dall’inagibilità od indisponibilità della sede stessa, o sia motivato da ragioni di carattere sociale e politico che facciano ritenere opportuna la presenza del Consiglio sui luoghi ove si verifichino particolari situazioni, esigenze ed avvenimenti che impegnino la solidarietà generale della comunità.
3. La sede ove si tiene il Consiglio Comunale deve essere sempre indicata nell’avviso di convocazione.
ART. 16 - MODIFICATO PRESIDENZA ORDINARIA NELLE SEDUTE COMPETENZE DEL SINDACO
1. Il consiglio comunale è presieduto dal Sindaco.
2. Al Sindaco sono attribuiti, fra gli altri, i poteri di convocazione e direzione dei lavori e delle attività del Consiglio. Lo stesso deve assicurare ai gruppi consiliari e ai singoli consiglieri un’adeguata e preventiva informazione relativamente agli argomenti da discutere in Consiglio.
3. Le funzioni vicarie in caso di assenza, vacanza o impedimento temporaneo sono esercitate dal Consigliere anziano.
4. Il Consigliere anziano è colui che ha ottenuto la maggior cifra individuale, con esclusione del Sindaco neoeletto e dei candidati alla carica di Sindaco.
5. Qualora il consigliere anziano sia assente o rifiuti di presiedere l’assemblea, la presidenza è assunta dal consigliere che nella graduatoria di anzianità per cifra individuale, occupa il posto immediatamente successivo.
ART. 17 MODIFICATO ULTERIORI POTERI DEL SINDACO
1. Il Sindaco è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore a 20 giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste.
2. Il Sindaco rappresenta l’intero Consiglio Comunale, deve tutelarne la dignità e le funzioni, assicura il buon andamento dei lavori e modera la discussione degli affari che avviene secondo l’ordine prestabilito; fa osservare il presente regolamento e lo Statuto comunale, concede la facoltà di parlare, pone o precisa i termini delle questioni sulle quali si discute e si vota, stabilisce l’ordine delle votazioni, ne controlla e ne proclama il risultato.
3. Il Sindaco è investito di potere discrezionale per mantenere l’ordine e per assicurare l’o sservanza delle leggi e dei regolamenti, la regolarità delle discussioni e delle deliberazioni.
4. Nell’esercizio delle sue funzioni il Sindaco si ispira a criteri di imparzialità e trasparenza, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei diritti dei singoli Consiglieri.
5. Il Sindaco ha l’iniziativa delle attività di informazione, di consultazione, di studio e di organizzazione necessarie per favorire il miglior funzionamento del Consiglio.
ART.18 - NOMINA ED ATTRIBUZIONI
1. Il Sindaco designa tre Consiglieri incaricandoli delle funzioni di scrutatori, per le votazioni segrete.
2. La minoranza deve essere sempre rappresentata, con un proprio Consigliere, fra gli scrutatori.
3. La regolarità delle votazioni, è accertata dal Sindaco, assistito dagli scrutatori che esaminano le schede e si pronunciano sulla loro validità.
4. Il Sindaco, assieme agli scrutatori, procede al conteggio dei voti, che il Segretario riepiloga nello schema di provvedimento in trattazione.
5. Ove vi siano contestazioni, o manchi l’accordo fra il Sindaco e gli scrutatori, la decisione è rimessa al Consiglio.
6. Le schede della votazione, risultate regolari, dopo la proclamazione dei risultati vengono distrutte dal segretario.
7. Le schede contestate o annullate sono invece vidimate dal Sindaco, da almeno uno degli scrutatori e dal segretario e vengono conservate nel fascicolo del provvedimento al quale si riferiscono.
8. Nel verbale deve darsi espressamente atto che l’esito della votazione è stato verificato, prima della proclamazione, con l’assistenza degli scrutatori.
LA PRESENZA DEI CONSIGLIERI
ART. 19 - SEDUTE DI PRIMA CONVOCAZIONE E NUMERO LEGALE
1. L’adunanza del Consiglio si tiene all’ora fissata nell’avviso di convocazione.
2. Il numero dei presenti viene accertato mediante l’appello, eseguito dal Segretario Comunale ed i cui risultati sono annotati a verbale.
3. La seduta è legalmente valida qualora siano presenti, escluso il Sindaco, :
- n° 8 Consiglieri per le sedute di prima convocazione
- - non meno di un terzo dei Consiglieri assegnati : n° 6 Consiglieri per le sedute di seconda convocazione.
4. Per l’approvazione del Bilancio preventivo, del riequilibrio della gestione e del rendiconto della gestione è necessaria la presenza dei consiglieri prevista per la seduta di prima convocazione.
5. I Consiglieri tenuti ad astenersi e quelli che escono dalla sala prima della votazione non si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza.
6. Qualora i Consiglieri non siano inizialmente presenti in numero necessario per validamente deliberare, il Sindaco dispone che si rinnovi l’appello quando tale numero risulti raggiunto.
7. Raggiunto il prescritto numero legale il Sindaco annunzia al Consiglio che la seduta è legalmente valida ad ogni effetto e ne precisa l’ora.
8. In caso contrario il Sindaco, trascorsa un’ora da quella fissata nell’avviso di convocazione, eseguito l’appello e constatata la mancanza del numero legale dei Consiglieri necessario per poter legalmente deliberare, ne fa dare atto verbale e dichiara deserta l’adunanza, congedando i Consiglieri intervenuti.
9. Dopo l’appello nominale effettuato in apertura di seduta, si presume la presenza in aula del numero legale dei Consiglieri. I Consiglieri che entrano o si assentano dopo l’appello nominale sono tenuti a darne avviso al Segretario il quale, ove in base a tali comunicazioni accerti che il numero legale è venuto a mancare, avverte il Sindaco che può far richiamare in aula i Consiglieri momentaneamente assentatisi e, se ne ravvisa la necessità, può disporre la ripetizione dell’appello nominale.
10. Il Sindaco, nel corso delle sedute, ove non si verifichino le circostanze di cui al precedente comma, non è obbligato a far verificare se sia presente il numero legale dei Consiglieri, salvo che ciò venga espressamente richiesto da uno dei Consiglieri.
11. Nel caso che dalla verifica risulti che il numero dei Consiglieri presenti sia inferiore a quello richiesto per la legalità della seduta ai fini deliberativi, il Sindaco, pervenuti i lavori del Consiglio al momento della votazione, deve disporre la sospensione temporanea della riunione di durata da stabilire, a sua discrezione, da 5 a 10 minuti, dopo di che disporrà un nuovo appello dei presenti.
12. Ove da tale appello risulti che il numero dei presenti è ancora inferiore a quello prescritto per la validità della seduta, questa viene dichiarata deserta per gli oggetti ancora rimasti da trattare ed è quindi legalmente sciolta.
13. Di quanto sopra viene dato atto a verbale indicando il numero dei Consiglieri rimasti presenti al momento dello scioglimento.
ART. 20 - SEDUTE DI SECONDA CONVOCAZIONE
1. La seduta di seconda convocazione è quella che fa seguito, in giorno diverso, per ogni affare iscritto all’ordine del giorno, ad altra adunanza andata deserta per mancanza del numero legale.
2. La seduta che segue ad una prima iniziatasi con numero legale ed interrotta nel suo corso per essere venuto meno il numero minimo obbligatorio dei presenti, è pure essa seduta di seconda convocazione per gli affari rimasti da trattare.
3. Nel caso però di affari volontariamente rinviati dal Consiglio per la trattazione in una seduta successiva, oppure di seduta che segue ad altra che fu volontariamente interrotta per qualsiasi motivo diverso dalla mancanza del numero legale dei presenti, la nuova adunanza non assume il carattere di “seconda convocazione”.
4. Quando però l’avviso spedito per la prima convocazione stabilisca anche il giorno e l’ora per la seconda, nel caso che essa si renda necessaria, resta obbligatorio rinnovare l’invito ai soli Consiglieri non intervenuti alla prima convocazione od assenti al momento in cui tale seduta, legalmente costituitasi, fu dichiarata deserta. Tali avvisi devono essere recapitati almeno 24 ore prima di quella fissata per la seconda convocazione.
5. La seduta di seconda convocazione ha inizio all’ora stabilita nell’avviso di convocazione.
6. In seconda convocazione non possono essere prese deliberazioni su materia per le quali la legge richiede la presenza di un particolare numero dei Consiglieri o l’approvazione di una speciale maggioranza, a meno che non si raggiunga quel particolare numero dei presenti al momento della trattazione dell’affare o la speciale maggioranza al momento della votazione.
7. Trascorsi 30 minuti dall’ora fissata per l’inizio della seconda convocazione e ove manchi il numero minimo previsto per rendere valida tale adunanza, essa viene dichiarata deserta, dandosi atto di ciò a verbale, con la precisazione di quali siano i Consiglieri presenti.
8. Qualora l’urgenza lo richieda, all’ordine del giorno di una seconda convocazione possono essere aggiunti argomenti non compresi all’ordine del giorno di quella di prima convocazione andata deserta. Tali affari devono essere iscritti e trattati nella seduta dopo quelli di seconda convocazione, e per essi la seduta ha carattere e richiede le presenze previste per la prima convocazione.
9. L’aggiunta di tali argomenti deve essere resa nota a tutti i Consiglieri con avviso da inviarsi almeno 24 ore prima della seduta. In questo caso può essere chiesto il rinvio della loro trattazione in conformità agli articoli 12 e 13 del presente regolamento.
LA PUBBLICITA’ DELLE SEDUTE
ART. 21 - SEDUTE PUBBLICHE
1. Le sedute del Consiglio Comunale sono, di regola, pubbliche.
ART. 22 - SEDUTE SEGRETE
1. La seduta del Consiglio Comunale non può essere mai pubblica quando si debbono trattare questioni concernenti persone che comportino apprezzamenti sui meriti, demeriti, capacità, comportamento pubblico e privato e moralità.
2. Quando nella trattazione di un argomento in seduta pubblica si inserisca una discussione concernente la qualità e capacità di determinate persone o quando anche l’andamento della discussione, pur non riguardando persone, determini motivi di ordine morale o di interesse pubblico da far ritenere dannosa, per il Comune o per terzi, la sua continuazione in forma pubblica, il Consiglio su proposta motivata del Sindaco ed a maggioranza di voti espressi in forma palese, delibera il passaggio in seduta segreta, dandone atto a verbale con espressa annotazione dei motivi.
3. Durante la seduta segreta possono restare in aula oltre ai Componenti del Consiglio Comunale, il Segretario Comunale o il Vice Segretario, vincolati dal segreto d’ufficio.
ART. 23 ADUNANZE “APERTE”
1. Quando particolari motivi di ordine sociali e politico lo facciano ritenere opportuno, il Sindaco può indire l’adunanza “aperta” del Consiglio Comunale, nella sua sede abituale od anche nei luoghi particolari previsti dal secondo comma dell’art. 15 del presente Regolamento.
2. Tali adunanze hanno carattere straordinario ed alle stesse possono essere invitati, con i Consiglieri Comunali, membri delle Consulte e delle Commissioni Comunali, Parlamentari, rappresentanti della Regione, della Provincia, di altri Comuni e delle forze sociali, politiche e sindacali, interessati ai temi da discutere.
In tali particolari adunanze il Sindaco, garantendo la piena e priorità libertà di espressione dei membri del Consiglio Comunale, consente anche interventi dei rappresentanti come sopra invitati, perché portino il loro contributo di opinioni e conoscenze e precisino al Consiglio Comunale gli orientamenti delle parti sociali da loro rappresentate.
3. Qualora tali particolari riunioni del Consiglio Comunale si concludano con un voto che può avere per oggetto una mozione, un ordine del giorno, od una petizione o, infine, la nomina di una Commissione per rappresentare ad altre Autorità ed Enti gli intendimenti del Consiglio sui problemi trattati, alle votazioni relative prendono parte solo i Consiglieri Comunali, con esclusione degli altri presenti.
DISCIPLINA DELLE SEDUTE
ART. 24 COMPORTAMENTO DEI CONSIGLIERI
1. I Consiglieri Comunali nella discussione degli affari hanno più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, ma esse devono riguardare atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico – amministrativi.
2. Tale diritto va esercitato escludendo qualsiasi riferimento alla vita privata ed alle qualità personali di chicchessia e va in ogni caso contenuto entro i limiti dell’educazione, della prudenza e del civile rispetto, senza uso di parole sconvenienti e senza degenerare.
3. Se un Consigliere turba l’ordine, pronuncia parole sconvenienti o lede i principi affermati nei precedenti comma, il Sindaco lo richiama.
4. Dopo il secondo richiamo all’ordine, fatto ad uno stesso Consigliere senza che questi tenga conto delle osservazioni rivoltegli, il Sindaco deve interdirgli ulteriormente la parola, fino alla conclusione dell’argomento in discussione.
ART. 25 - NORME GENERALI PER GLI INTERVENTI
1. I Consiglieri partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati e parlano dal loro posto, rivolti al Sindaco ed al Consiglio.
2. Essi hanno, con le cautele di cui al precedente articolo 24, assoluta libertà di esprimere le loro opinioni ed i loro orientamenti politici ed amministrativi.
3. I Consiglieri che intendono parlare ne fanno richiesta al Sindaco , all’inizio del dibattito od al termine dell’intervento di un collega, alzando la mano o mediante idonea strumentazione. 4. Debbono essere evitate le discussioni ed i dialoghi fra i Consiglieri. Ove essi avvengano, il Sindaco deve intervenire togliendo la parola a tutti coloro che hanno dato origine al dialogo e restituendola al Consigliere iscritto a parlare.
5. A nessuno è permesso di interrompere chi sta parlando, salvo che al Sindaco, per richiamo al Regolamento o nel caso di cui al comma seguente.
6. Ogni intervento deve riguardare unicamente la proposta in discussione. In caso contrario il Presidente richiama all’ordine il Consigliere e, ove lo stesso persista nel divagare, gli inibisce di continuare a parlare.
ART. 26 - TUMULTI IN SALA
1. Quando sorga un tumulto nella sala delle adunanze e risultino vani i richiami del Sindaco, questi abbandona il seggio e la seduta è sospesa fino a quando egli non riprende il suo posto.
2. Se, ripresa la seduta, il tumulto prosegue, il Sindaco può nuovamente sospenderla a tempo indeterminato, oppure toglierla definitivamente.
In questo ultimo caso il Consiglio deve essere riconvocato a domicilio.
ART. 27 COMPORTAMENTO DEL PUBBLICO
1. I poteri per il mantenimento dell’ordine nella parte della sala destinata al pubblico spettano discrezionalmente al Sindaco, che li esercita avvalendosi, ove occorra, dell’o pera dei Vigili Urbani. A tal fine uno di essi è sempre è sempre comandato di servizio per le adunanze del Consiglio Comunale, alle dirette dipendenze del Sindaco.
2. Il pubblico ammesso ad assistere alle sedute del Consiglio deve restare nell’apposito spazio allo stesso riservato, tenere un comportamento corretto, astenersi ad ogni manifestazione di assenso o dissenso dalle opinioni espresse dai Consiglieri o dalle decisioni adottate dal Consiglio.
3. Il Sindaco, dopo aver dato gli avvertimenti del caso, può ordinare l’immediata espulsione di chiunque arrechi turbamento e non tenga un comportamento conforme a quanto indicato al precedente comma e, nei casi più gravi, può ordinare l’arresto della seduta.
4. Qualora il comportamento del pubblico ostacoli il proseguimento della seduta il Sindaco può disporre lo sgombero dell’aula da parte di tutti i disturbatori. Quindi, ove gravi motivi di ordine pubblico lo impongano, con decisione motivata presa a maggioranza dal Consiglio ed annotata a verbale, può essere disposta la prosecuzione della seduta a porte chiuse.
5. Nessuna persona estranea può, salvo espressa decisione del Consiglio, accedere durante le sedute alla parte dell’aula riservata al Consiglio stesso. Sono ammessi solo i funzionari comunali la cui presenza è richiesta per lo svolgimento della seduta.
ART. 28 - AMMISSIONE DI FUNZIONARI IN AULA
1. Il Sindaco, anche a richiesta dei Consiglieri può invitare i funzionari comunali perché effettuino relazioni o diano informazioni e quant’altro risulti necessario.
2. Possono altresì essere invitati consulenti e professionisti incaricati di progettazioni e studi per conto dell’Amministrazione, per fornire illustrazioni e chiarimenti.
3. Effettuate le comunicazioni e risposto ad eventuali quesiti rivolti dal Sindaco o dai Consiglieri, i predetti funzionari e consulenti vengono congedati, restando a disposizione se in tal senso richiesti.

References: ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART.18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24

ART. 25
 articolo 24

ART. 26

ART. 27

ART. 28