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Timestamp: 2017-06-29 12:24:17+00:00

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Isola delle Femmine Isola Pulita: Isola Pulita: Sicilia: l’insostenibile costo dei rifiuti di Carmelo Catania (sito) venerdì 28 agosto 2015
Sicilia: l’insostenibile costo dei rifiuti di Carmelo Catania (sito) venerdì 28 agosto 2015
Il mancato rispetto degli obiettivi di legge in materia di raccolta differenziata, si configura come danno patrimoniale per i cittadini per l’aumento delle tasse, a dirlo è la Corte dei Conti della Liguria (83/13), che li definisce come “inerzia qualitativo e quantitativo del servizio di raccolta differenziata”, come grave trascuratezza nella “cura dell'interesse pubblico” che configurano “la sussistenza di responsabilità amministrativo-contabile”.Gli ultimi dati sulla gestione dei rifiuti in Italia ci indicano che qualcosa sta cambiando anche nelle regioni del Sud: la Campania e la Sardegna si attestano al 50% circa di raccolta differenziata. Secondo il professor Aurelio Angelini, docente di sociologia dell’ambiente all’Università di Palermo, la Sicilia rimane ferma al 10%, «per inerzia e responsabilità politica dei diversi governi regionali che si sono succeduti negli ultimi vent’anni, che hanno operato in modo clientelare e parassitario, favorendo un sistema criminogeno, che ha impedito la realizzazione di un “moderno sistema industriale del ciclo dei rifiuti”, relegando la gestione: all’uso e all’abuso delle discariche (90% dei rifiuti), gestite perlopiù in modo ambientalmente insostenibile».Un disastro che è stato reso possibile – per il docente palermitano – per «la “complicità” della maggioranza delle amministrazioni comunali, che hanno utilizzato la loro presenza, nella qualità di soci delle Società d’ambito per la gestione dei rifiuti, per nominare alla guida delle aziende pubbliche, onerosi amministratori e management incompetente dalla spesa facile e fuori controllo. Assunzioni, comandi, consulenze, sponsorizzazioni, hanno caratterizzato una gestione che ha fatto la fortuna politica di sindaci e amministrazioni e ha prodotto “finora” un debito di quasi “due miliardi”, che continua a crescere giorno dopo giorno, che pagheranno le amministrazioni comunali attraverso l’aumento delle imposte sui rifiuti».Solo in alcuni comuni si è riusciti, attraverso l’applicazione di “buone pratiche”, a raggiungere risultati incoraggianti nella raccolta differenziata e nella qualità della pulizia urbana.«In Sicilia siamo in presenza di un danno patrimoniale di vaste dimensioni – prosegue Angelini –, a causa del mancato rispetto degli obiettivi di legge per la mancata raccolta differenziata e per l’omessa applicazione dell’art. 205, D.Lgs 152/2006, che stabilisce un tributo pari al 20% “per il conferimento in discarica, per quei comuni che non abbiano raggiunto le percentuali previste”. Inoltre, non vengono rispettati i limiti ambientali di legge per l’ingresso dei rifiuti in discarica, per i quali i comuni pagano un’addizionale per il pretrattamento, che non viene in toto o in parte effettuato».Secondo quanto denunciato dal professor Angelini, tanti comuni – tra queste anche le grandi città – «continuano a stipulare contratti di servizio difformi dalla legge, che non prevedono l’obbligo del raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, le penalità ed altri vincoli ordinamentali».«Il comatoso sistema siciliano viaggia verso l’implosione». E l’analisi è ancora più impietosa se si va a guardare al futuro della gestione dei rifiuti così come prevista dalla riforma sancita con la legge regionale 9 del 2010 che ha istituito le Srr (Società regolamentazione rifiuti) e gli Aro (Ambito di raccolta ottimale).Di questi ultimi ne sono stati finora autorizzati dalla regione più di 200, in base – secondo Angelini – ad una fantasiosa interpretazione giuridica della legge regionale 3/2013, che però, non prevede gli Aro.La norma fu voluta dal presidente Crocetta per consentire ai comuni di “riappropriarsi” della gestione dei rifiuti, come reazione alla disastrosa, costosissima e fallimentare gestione delle “Società d’ambito” (i famigerati Ato, ndr), che nel 2002 erano subentrate ai comuni nella gestione dei rifiuti. L’obiettivo della riforma era di dare ai sindaci i poteri necessari per approntare idonee iniziative. Ma il modo con il quale si sta applicando questa norma, rischia di provocare altri danni patrimoniali e gestionali».La legge regionale attraverso la quale vengono istituiti gli Aro, un unicum in Italia, è in contrasto con la normativa nazionale ed europea e stabilisce che i comuni possono provvedere a dotarsi di “piani di raccolta”, a condizione che siano “coerenti con il piano d’ambito della Srr” e redatti in base agli obiettivi di legge. Inoltre, secondo la norma, le attività dell’Aro non dovranno comportare nuovi oneri per il comune.I piani di raccolta sono stati formulati dai comuni, senza che la regione abbia stabilito prima, i vincoli tecnici ed economici, le linee guida regionale per la raccolta differenziata, gli impianti adeguati, sufficienti e di prossimità territoriale; con il rischio di compromettere la possibilità di dare un governo unitario, efficiente ed economicamente sostenibile, per quantità e qualità dei rifiuti raccolti in modo da attivare il ciclo economico del riciclo.«Rimane un “mistero” - conclude Angelini – l’approvazione dei piani di raccolta degli ARO, in mancanza dei “piano d’ambito” al quale dovevano adeguarsi, visto che le SRR non li hanno mai approvati. L’altro mistero è l’approvazione dei piani finanziari presentati dai comuni che identificano come oneri per la gestione dei rifiuti, i soli costi del piano dell’ARO, mentre in realtà, dovranno sostenere anche la quota di partecipazione alle Srr per i servizi che erogheranno e gli oneri relativi al debito delle Società d’ambito in liquidazione. Queste tre voci concorrono a definire l’effettivo impatto nel bilancio dei comuni, che pagheranno i cittadini, attraverso l’imposta comunale, a cui va aggiunta la stangata prevista dal decreto legge n. 78/2015, che stabilisce a partire da quest'anno, tra le componenti di costo della tassa sui rifiuti, i mancati ricavi della tassa sui rifiuti, relativi a crediti risultati inesigibili con riferimento ai precedenti “regimi”. Per avere un ordine di grandezza, basti calcolare l’impatto dell’evasione in Sicilia è di quasi il 50% delle cartelle emesse (950 milioni da riscuotere, solo 500 milioni circa viene riscosso)».
http://www.agoravox.it/Sicilia-l-insostenibile-costo-dei.htmlL'AFFARE DEI RIFIUTI PER CONFINDUSTRIA CROCETTA
MONTANTE ROMA COSTRUZIONI SCIASCIA ROBERTO MARINO RIVISTA CENTONOVE &nbsp;L'AFFARE DEI RIFIUTI PER CONFINDUSTRIA&nbsp;&nbsp;Ottobre 31, 2014 Scritto da&nbsp;Fabiola Foti&nbsp;&nbsp;All'indomani della bocciatura della mozione di sfiducia a Crocetta, il risultato era veramente prevedibile, vogliamo riprendere un articolo vecchio esattamente un anno a firma di Giulio Ambrosetti. L'Articolo viene pubblicato su La Voce di New York parla di affari, di Confindustria e dello scandalo rifiuti e rimane sempre attuale. In Sicilia non esiste la cosiddetta raccolta differenziata dei rifiuti. Quasi tutti i rifiuti, nell&#8217;Isola, finiscono nelle discariche. In pratica, finiscono sotto terra inquinando terreni e falde acquifere. Uno scandalo.Chi è che gestisce le discariche? In buona parte i privati. E sapete chi è il titolare della più importante e grande discarica della Sicilia? Giuseppe Catanzaro. Sì, proprio lui, il già citato vice presidente di Confindustria Sicilia. E sono proprio i gestori delle discariche private a vantare crediti stratosferici dai Comuni siciliani. Comuni siciliani - questo detto per inciso - che, in maggioranza sono, al pari della Regione siciliana, sono in dissesto finanziario non dichiarato. In pratica - come i nostri lettori hanno già capito - Confindustria Sicilia, da cinque anni, fa parte del Governo della Regione (controlla il settore delle attività produttive che, in realtà, non ci sono, perché l&#8217;economia siciliana, tranne poche eccezioni, è disastrata come, se non di più, della Regione siciliana) non per occuparsi dello sviluppo economico della Sicilia, ma per restare abbarbicata alle risorse pubbliche della Regione. Il tutto, sotto gli occhi &#8216;distratti&#8217; di Confindustria nazionale, che a Roma fa la voce grossa con i Governi chiedendo misure per lo sviluppo, mentre in Sicilia non sembra estranea al sottosviluppo. Il risultato è una Regione al fallimento. Una Sicilia &#8216;Autonoma&#8217; nella quale la maggiora parte dei Comuni, a fine ottobre, sono senza bilancio 2013 perché senza soldi. Tanto che gli stessi Comuni non pagano i dipendenti pubblici, chi da un mese, chi da due mesi, chi da tre mesi. Allo sfascio dei Comuni si somma lo sfascio della Regione che, ormai, anche se ancora non l&#8217;ammette, sta per licenziare circa 80 mila precari. Sì, avete letto bene: 80 mila! E non ha nemmeno i soldi per pagare i 24 mila operai della Forestale. Disastri su disastri. E non ha i soldi per costituire un &#8216;Fondi rischi&#8217; per fronteggiare 3 miliardi - sì, avete letto bene: 3 miliardi di euro - di entrate fittizie iscritte in bilancio.Direte: e le società di rating che fanno? Fanno finta di non vedere. Ragazzi: non è che si può andare nella capitale mondiale della mafia e dire: questa Regione è un disastro, ha 3 miliardi di entrate di dubbia esigibilità. No, questo &#8216;affronto&#8217; alla Sicilia non si fa. E&#8217; in questo scenario da Regione fallita che arriva la notizia dell&#8217;inchiesta della magistratura di Messina sul presidente Crocetta. Una storia brutta. Una vicenda che prende spunto da un esposto-denuncia, che risale al dicembre del 2012, indirizzato all'allora Procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, oggi presidente del Senato, eletto nelle file del PD, lo stesso Partito del governatore Crocetta. L&#8217;esposto è firmato dall'ingegnere Roberto Sciascia, originario di Porto Empedocle, piccolo centro a un tiro di schioppo da Agrigento.L&#8217;ingegnere Sciascia è stato, per anni, delegato alla gestione dell'ufficio Ecologia del Comune di Gela. Posto che ha lasciato, a quanto pare volontariamente, nel giugno del 2011. Che c&#8217;entra Gela? C&#8217;entra, perché Crocetta è stato, per sette anni Sindaco di Gela. L'ingegnere Sciascia racconta i retroscena "dell'attacco sferrato nel maggio del 2009 al magistrato etneo Carlo Caponcello, in predicato per una nomina alla Dda Nazionale, 'nemico' giurato del magistrato Nicolò Marino". Nell'inchiesta si racconta che Marino, che oggi fa parte, in qualità di assessore, del Governo regionale di Crocetta, da magistrato in forza alla Dda di Caltanissetta, aveva effettuato indagini proprio sul periodo in cui l'attuale governatore dell'Isola era Sindaco di Gela. Strani questi intrecci, no? Nell'inchiesta si racconta che l'allora primo cittadino di Gela utilizzava cinque telefoni cellulari per non essere intercettato. Leggiamo nell&#8217;inchiesta pubblicata dal settimanale &#8216;Centonove&#8217;: &#8220;Roberto Sciascia ha indicato tutti gli investigatori che hanno svolto un ruolo nelle indagini a carico di Crocetta: il capo della sezione anticrimine di Caltanissetta, Giovanni Giudice, cui Crocetta avrebbe chiesto la cortesia di arrestare 'almeno per un giorno' un politico&#172;ingegnere, col quale era entrato in contrasti politici; il maresciallo delegato alle indagini su Crocetta dal Pm Marino, Nicola Bulone; il comandante della stazione dei carabinieri di Gela, Pasquale Saccone, che aveva coordinato l' inchiesta sulla discarica e su tutti i risvolti che avrebbero determinato un 'danno erariale' stimato in 14 milioni di euro, del quale Sciascia ha fatto una documentata denuncia alla Corte dei Conti regionale". Come potete leggere, torna la storia delle discariche. In questo caso, di una discarica. In pratica, gli affari che ruotano attorno ai rifiuti.L'allora Sindaco di Gela, Crocetta, stando al racconto dell'ingegnere Sciascia, interviene per difendere un gruppo di società. "E fa modificare - leggiamo sempre nell'inchiesta di Centonove - il bando che prevede la categoria 6&#176;, requisito obbligatorio per la raccolta differenziata, espressamente previsto dal decreto Ronchi". Con questo passaggio viene meno l'obbligo di iscrizione allʼAlbo nazionale gestori rifiuti.Morale: la gara viene aggiudicata a un consorzio di imprese, capeggiato dalla Cosiam, oggi Econet Srl. Il battagliero ingegnere del Comune di Gela elenca tutte le anomalie dell'appalto. E chiede una commissione consiliare d'inchiesta. La commissione consiliare esamina a gli atti e arriva a conclusioni non certo benevole verso l'amministrazione comunale di Crocetta. C'è una "censura per lʼinefficacia delle scelte politico-amministrative e la scelta, apparentemente poco oculata, di dirigenti non di ruolo chiamati dal Sindaco a dirigere delicati settori della vita amministrativa del Comune di Gela, con tutte le conseguenti storture". Sulla vicenda si attende, adesso, la conferma dell&#8217;inchiesta penale su Crocetta. La magistratura deve dire se è indagato o no. Direte: ma con tutto quello che ha detto l&#8217;ingegnere Sciascia come fa il governatore Crocetta a non essere indagato? A meno che l&#8217;ingegnere Sciascia non si sia inventato tutto. Si è inventato l&#8217;appalto milionario aggiudicato al consorzio di imprese, capeggiato dalla Cosiam, oggi Econet Srl? E un ingegnere direbbe una cosa così grave senza esserne certo? Anche la commissione del Comune di Gela avrebbe detto cose false? La verità è che, questa volta, un &#8216;Professionista dell&#8217;Antimafia&#8217; è stato scoperto. La Giustizia italiana farà il suo corso? O la vicenda verrà insabbiata? Ah, dimenticavamo: nel settore dei rifiuti, oltre agli interessi di personaggi legati a Confindustria Sicilia, ci sono anche gli interessi della mafia. Questo da sempre. ----La settimana scorsa Catanzaro è stato audito dalla commissione regionale antimafia che da settimane ha avviato una ricognizione sulla gestione dei rifiuti in Sicilia per accertare eventuali responsabilità amministrative nella gestione delle discariche. Catanzato da quanto si apprende ha spiegato che la sua società pratica il prezzo più basso.&nbsp;&nbsp;Ultima modifica ilVenerdì, 31 Ottobre 2014 08:25&nbsp;http://www.lurlo.info/vecchiosito/index.php/rubriche/inchieste/item/1042-l-affare-dei-rifiuti-per-confindustria&nbsp;&nbsp;ACCUSE,VELENI,SOSPETTI,CROCETTA E LA GUERRA DEI DOSSIER &nbsp;Il presidente della Regione rivela alle agenzie che c&#8217;è un esposto denuncia presentato contro di lui alla Procura di Messina. A firmarlo Roberto Sciascia, ex ingegnere del Comune di Gela, oggi in pensione. Contro il quale il governatore ha presentato una controquerela per calunnia.PALERMO - Da denunciante a denunciato.&nbsp;Dalle conferenze stampa in diretta per raccontare sprechi e ruberie alla difesa &#8220;contro un dossier presentato contro di me alla Procura di Messina&#8221;.&nbsp;Cosa c&#8217;è dietro l&#8217;ultima uscita di Rosario Crocetta?&nbsp;Il presidente della Regione, presente domenica a Barcellona Pozzo di Gotto ad un incontro di produttori aderenti al consumo critico antiracket, rivela alle agenzie che c&#8217;è un esposto denuncia presentato contro di lui alla Procura diretta da Guido Lo Forte: &#8220;Accadono cose incredibili - dice stupito alla platea che lo ascolta - scopro che un tizio che aveva difeso un certo sistema di malaffare e che io avevo denunciato e poi è stato condannato a due anni e mezzo, ha presentato un dossier contro di me dopo dieci anni. Visto che sono tutte fandonie voglio presentare una denuncia contro di lui&#8221;.&nbsp;Chi è il misterioso autore del dossier contro il presidente della Regione?&nbsp;Si chiama Roberto Sciascia, ingegnere in pensione, per anni delegato alla gestione dell&#8217;ufficio ecologia del Comune di Gela. Inutile provare a sapere cosa pensa delle parole di Crocetta. Sciascia taglia corto: "Non ho alcuna intenzione di replicare. Io parlo solo attraverso le denunce". L'ingegnere è una vecchia conoscenza di Crocetta. Già il 22 novembre 2012, nel corso di una delle prime conferenze stampa show a Palazzo d&#8217;Orleans, il presidente ne aveva parlato. E non certo elogiandolo: &#8220;L&#8217;ing. Sciascia è stato condannato su mia denuncia dal Tribunale di Gela per avere assegnato ad una società della quale lui era consulente, in affidamento diretto senza gara, la gestione della discarica di Gela e aumentato lo smaltimento del percolato, praticamente 130 euro al metro cubo quando nel comune di Corleone costa a 65... recentemente è stato licenziato dal comune di Gela per altri gravi problemi&#8230;quando io sono diventato sindaco nel 2003, negli ultimi cinque anni non aveva mai fatto una sola gara per la gestione dei lavori di manutenzione ma tutti a somma urgenza&#8230;al comune di Gela c&#8217;era un progetto di 50 miliardi per costruzione e gestione, proposto dall&#8217;ing. Sciascia a favore della ditta Scianna di Bagheria&#8230;&#8221;.&nbsp;Accuse pesantissime.&nbsp;Non sappiamo se da quel 22 novembre a oggi Crocetta abbia mai denunciato Sciascia. Sappiamo certamente che Sciascia, qualche settimana dopo quella conferenza stampa ha denunciato Crocetta. Raccontando al commissariato di Gela la sua versione dei fatti. E chiedendo di processare il presidente della Regione con l&#8217;accusa di diffamazione.&nbsp;In sintesi, l&#8217;ingegnere Sciascia contesta punto per punto tutte le accuse di Crocetta.&nbsp;A partire dall&#8217;appalto per il quale sarebbe stato condannato e ai costi di quell&#8217;appalto: &#8220;La condanna di primo grado fa riferimento ad un&#8217;accusa di abuso d&#8217;ufficio relativa all&#8217;affidamento del servizio di smaltimento del percolato. Il costo non è stato oggetto di contestazione, la condanna in appello è stata riformata e prescritta e non riguardava il costo del servizio ma la procedura di espletamento della gara&#8221;.&nbsp;Sul licenziamento &#8220;per altri gravi problemi&#8221;. &#8220;E&#8217; tutto falso&nbsp;- ricostruisce Sciascia - con oltre 39 anni di servizio maturato mi sono dimesso volontariamente il 22 giugno 2011&#8221;.&nbsp;Sugli anni &#8220;senza fare mai una sola gara&#8221;: &#8220;E&#8217; tutto falso&nbsp;- scrive Sciascia nella querela contro Crocetta - Abbiamo approvato decine e decine di cantieri di lavoro&#8221;.&nbsp;Infine, sul progetto da 50 miliardi di vecchie lire&nbsp;che avrebbe proposto a favore della ditta Scianna di Bagheria. &#8220;Si tratta - ricorda Sciascia - di un progetto in project financing che la ditta Scianna presentò prima che io fossi assunto dal comune di Gela, ciò da solo esclude che io abbia proposto il progetto in argomento&#8221;.&nbsp;Sin qui le versioni di accusa e difesa. Sfociate, allo stato, nell&#8217;iscrizione nel registro degli indagati del presidente Rosario Crocetta.&nbsp;Sul blog che gestisce, infatti, l&#8217;ingegnere Sciascia ha pubblicato il casellario giudiziario di Crocetta che risulta essere indagato dalla Procura della Repubblica di Gela per il reato di diffamazione (proc. N. 1840/2012 MOD. 21). Il pm titolare del fascicolo è la dottoressa Laura Seccacini.&nbsp;Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. C&#8217;è un altro esposto che Sciascia ha presentato contro Crocetta&nbsp;ed è quello a cui ha fatto riferimento domenica il presidente della Regione. Si tratta di un dossier che Sciascia ha presentato nel dicembre 2012 all&#8217;allora procuratore antimafia Piero Grasso, esposto che tira in ballo anche alcuni magistrati e che per questo motivo è diventato di competenza della Procura della Repubblica di Messina che, a sua volta, ha affidato le indagini alla Dia. Un dossier voluminoso che parla di Crocetta come &#8220;di un formidabile sceneggiatore degno di un premio letterario&#8221; e svela i retroscena dell&#8217;attacco sferrato nel maggio del 2009 al magistrato etneo Carlo Caponcello, in predicato per una nomina alla Dda nazionale, nemico giurato del magistrato Nicolò Marino, attuale assessore della giunta Crocetta.&nbsp;Retroscena ricostruiti recentemente in un&#8217;inchiesta pubblicata sul settimanale Centonove,&nbsp;che prende le mosse proprio dal dossier firmato Sciascia. Così scrive il periodico: &#8220;Un formidabile assist per il magistrato in forza alla Dda di Caltanissetta che aveva passato al setaccio, secondo il racconto dell&#8217;ingegnere, sette anni di Crocetta al Comune e alcune sue disinvolte condotte, come utlizzare cinque telefoni cellulari per non essere intercettato. Dalle indagini svolte &#8211; ricostruisce Centonove &#8211; sarebbero emersi fatti inquietanti come alcune telefonate con personaggi dubbi, cui la Dia nissena ha di recente sequestrato beni per due milioni di euro, avvisati in anticipo di un imminente arrivo di un avviso di garanzia per 416 bis che gli impediva l&#8217;affidamento della gestione diretta di un parcheggio pubblico; oppure gaie conversazioni con un pentito della mafia gelese, Emanuele Celona&#8221;.&nbsp;Secondo l&#8217;inchiesta firmata dal giornalista Enzo Basso,&nbsp;Roberto Sciascia avrebbe indicato tutti gli investigatori che avrebbero svolto un ruolo nelle indagini a carico di Crocetta: il capo della sezione anticrimine di Caltanissetta Giovanni Giudice, cui Crocetta &#8220;avrebbe chiesto la cortesia di arrestare almeno per un giorno un politico-ingegnere col quale era entrato in contrasti politici&#8221;; il maresciallo delegato alle indagini su Crocetta dal pm Marino, Nicola Bulone, il comandante della stazione dei carabinieri di Gela, Pasquale Saccone.&nbsp;Sullo sfondo l&#8217;appalto del servizio di raccolta e trattamento rifiuti affidato dall&#8217;allora sindaco di Gela Crocetta,&nbsp;appalto da 7 milioni e mezzo che, come ricostruisce nel suo dossier-denuncia l&#8217;ingegnere Sciascia e come racconta sempre Centonove &#8220;Crocetta modifica per spianare la strada al consorzio di imprese capeggiato dalla Cosiam, oggi Econet srl&#8221;.&nbsp;Ce n&#8217;è per aprire, pur con tutte le cautele del caso, un fascicolo conoscitivo. Spetterà ai magistrati messinesi valutare se Sciascia racconta fatti veri o cerca in qualche modo di delegittimare il presidente della Regione. Se i suoi sono dati circonstanziati o mossi da spirito di vendetta. Dal giorno della pubblicazione dell&#8217;inchiesta nessuna conferma né smentita è arrivata né dalla Procura dello Stretto, né dalla Dia. L&#8217;unico a parlare è stato l&#8217;assessore all&#8217;Energia Nicolò Marino. Il 25 ottobre, a poche ore dalle anticipazioni svelate dal settimanale messinese, l&#8217;ex pm nisseno si difende: "E' da tempo che questa persona (Roberto Sciascia, ndr) ritiene di rassegnare le proprie doglianze presso diverse autorità giudiziarie. Questa persona è già stata querelata dal presidente Crocetta e da me quando rese alcune dichiarazioni al settimanale Panorama e il procedimento è pendente a Milano". Secondo Marino "l'azione di pulizia che col presidente Crocetta stiamo portando avanti nei vari rami dell'amministrazione e che ha anche coinvolto personaggi della politica messinese dà molto fastidio".&nbsp;AGGIORNAMENTO:&nbsp;Secondo la Gazzetta del Sud di oggi, ieri pomeriggio Crocetta si è presentato dal procuratore capo di Messina Guido Lo Forte per sporgere querela per calunnia nei confronti di Sciascia.&nbsp;http://livesicilia.it/2013/11/26/crocetta-guerra-dossier-sciascia_408097/&nbsp;A MESSINA SI INDAGA SU CROCETTA E
MARINO?Sicilia TG, 25 ottobre 2013.Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, indagato a Messina.&nbsp;NE PARLA IL SETTIMANALE &#8216;CENTONOVE&#8217; IN UNA DETTAGLIATA INCHIESTA FIRMATA DAL DIRETTORE, ENZO BASSO. LE AMICIZIE &#8216;PERICOLOSE&#8217; DEL GOVERNATORE.&nbsp;LE INDAGINI DELL&#8217;ALLORA PM DI CALTANISSETTA, NICOLO&#8217; MARINO.&nbsp;IL RUOLO DELL&#8217;EX VICE QUESTORE, NINO MALAFARINA&nbsp;E DELL&#8217;AVVOCATO STEFANO POLIZZOTTO.La notizia arriva da Messina. Anche se annunciata da indiscrezioni, a scriverla, per filo e per segno è il settimanale&nbsp;&#8216;Centonove&#8217;&nbsp;diretto da Enzo Basso. Ed è proprio quest&#8217;ultimo a firmare l&#8217;inchiesta che dà il presidente della Regione, Rosario Crocetta, indagato dalla Procura della Repubblica della Città dello Stretto.L&#8217;inchiesta che vede coinvolto il governatore dell&#8217;Isola nasce da un esposto-denuncia, che risale al dicembre del 2012, indirizzato all&#8217;allora Procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, oggi presidente del Senato, eletto nelle file del PD, lo stesso Partito di Crocetta.A firmare l&#8217;esposto-denuncia è l&#8217;ingegnere Roberto Sciascia, originario di Porto Empedocle, piccolo centro a un tiro di schioppo da Agrigento. Sciascia è stato&nbsp;per anni delegato alla gestione dell&#8217;ufficio Ecologia del Comune di Gela. Posto che ha lasciato, a quanto pare volontariamente, nel giugno del 2011.Il protagonista di questa denuncia, leggiamo su &#8216;centonove&#8217;, parla&nbsp;&#8221;di un formidabile sceneggiatore degno di un&nbsp;premio letterario&#8221; (a queste, conclusioni, in effetti, siamo arrivati anche noi). L&#8217;ingegnere di Porto Empedocle svela&nbsp;i retroscena, leggiamo sempre sul settimanale, &#8220;dell&#8217;attacco sferrato nel&nbsp;maggio del 2009 al magistrato etneo Carlo Caponcello, in&nbsp;predicato per una nomina alla Dda Nazionale, &#8216;nemico&#8217;giurato del magistrato Nicolò Marino&#8221;.Nell&#8217;inchiesta si racconta che Marino, oggi assessore della Giunta Crocetta, da magistrato in forza alla Dda di Caltanissetta, aveva effettuato indagini proprio sul periodo in cui l&#8217;attuale governatore dell&#8217;Isola era Sindaco di Gela. Nell&#8217;inchiesta si racconta che l&#8217;allora primo cittadino della &#8216;città dell&#8217;Eni&#8217; utilizzava cinque telefoni cellulari per non essere intercettato (a differenza dell&#8217;onorevole Riccardo Savona che, per non utilizzare questo accorgimento alla Crocetta&#8230;).A un certo punto, leggiamo un passaggio dell&#8217;inchiesta di Enzo Basso che ci lascia di sasso:&#8220;Roberto Sciascia ha fatto di più. Ha indicato tutti gli investigatori che hanno svolto un ruolo nelle indagini&nbsp;a carico di Crocetta: il capo della sezione anticrimine di Caltanissetta, Giovanni Giudice, cui Crocetta&nbsp;avrebbe chiesto la cortesia di arrestare &#8216;almeno per un giorno&#8217; un politico &#173;ingegnere, col quale era&nbsp;entrato in contrasti politici&#894; il maresciallo delegato alle indagini su Crocetta dal Pm Marino, Nicola&nbsp;Bulone&#894; il comandante della stazione dei carabinieri di Gela, Pasquale Saccone, che aveva coordinato l&#8217;&nbsp;inchiesta sulla discarica e su tutti i risvolti che avrebbero determinato un &#8216;danno erariale&#8217; stimato in 14&nbsp;milioni di euro, del quale Sciascia ha fatto una documentata denuncia alla Corte dei Conti regionale&#8221;.Una parte dell&#8217;inchiesta di &#8216;Centonove&#8217; è dedicata ai rifiuti. L&#8217;allora Sindaco Crocetta, secondo il racconto dell&#8217;ingegnere Sciascia, interviene per difendere un gruppo di società di Gela, &#8220;e fa modificare &#8211; leggiamo sempre nell&#8217;inchiesta -&nbsp;il bando che prevede la&nbsp;categoria 6a requisito obbligatorio per la raccolta differenziata, espressamente&nbsp;previsto dal decreto Ronchi&#8221;.Con questo passaggio viene meno l&#8217;obbligo di iscrizione allʼAlbo nazionale gestori rifiuti. Morale: la gara viene aggiudicata a un consorzio di imprese, capeggiato dalla&nbsp;Cosiam, oggi Econet Srl.Il battagliero ingegnere elenca tutte le anomalie dell&#8217;appalto. E chiede una commissione consiliare d&#8217;inchiesta.La commissione consiliare esamina a gli atti e arriva a conclusioni non certo benevole verso l&#8217;amministrazione comunale di Crocetta. C&#8217;è una &#8220;censura per lʼinefficacia delle scelte politico-amminsitrative e la scelta, apparentemente poco oculata, di&nbsp;dirigenti non di ruolo chiamati dal Sindaco a dirigere delicati settori della vita amministrativa del Comune&nbsp;di Gela, con tutte le conseguenti storture&#8221;.Nell&#8217;inchiesta di &#8216;Centonove&#8217; si parla anche dell&#8217;ex vice questore, Nino Malafarina, oggi parlamentare regionale del Megafono, e di Stefano Polizzotto, l&#8217;avvocato prima designato alla Segreteria tecnica della presidenza della Regione e poi destituito a seguito di un&#8217;indagine dell&#8217;Asp di Palermo. Se ne volete sapere di più, andatevi a leggere la bella e coraggiosa inchiesta di&nbsp;Centonove.&nbsp;Nota a margine:&nbsp; una brutta storia nella quale &#8211; a prescindere dalla piega giudiziaria che prenderà &#8211; tutti i protagonisti ne escono male. Anzi, malissimo.&nbsp;Uno spaccato di quello che è l&#8217;Italia di oggi: un Paese dove i poteri dello Stato si intersecano, aprendo scenari inquietanti.&nbsp;http://www.cicerostudiolegale.it/rassegna-stampa/crocetta-e-marino-indagati-a-messina/&nbsp;&nbsp;L'AFFARE DEI RIFIUTI PER CONFINDUSTRIA&nbsp;&nbsp;Ottobre 31, 2014 Scritto da&nbsp;Fabiola Foti&nbsp;&nbsp;All'indomani della bocciatura della mozione di sfiducia a Crocetta, il risultato era veramente prevedibile, vogliamo riprendere un articolo vecchio esattamente un anno a firma di Giulio Ambrosetti. L'Articolo viene pubblicato su La Voce di New York parla di affari, di Confindustria e dello scandalo rifiuti e rimane sempre attuale. In Sicilia non esiste la cosiddetta raccolta differenziata dei rifiuti. Quasi tutti i rifiuti, nell&#8217;Isola, finiscono nelle discariche. In pratica, finiscono sotto terra inquinando terreni e falde acquifere. Uno scandalo.Chi è che gestisce le discariche? In buona parte i privati. E sapete chi è il titolare della più importante e grande discarica della Sicilia? Giuseppe Catanzaro. Sì, proprio lui, il già citato vice presidente di Confindustria Sicilia. E sono proprio i gestori delle discariche private a vantare crediti stratosferici dai Comuni siciliani. Comuni siciliani - questo detto per inciso - che, in maggioranza sono, al pari della Regione siciliana, sono in dissesto finanziario non dichiarato. In pratica - come i nostri lettori hanno già capito - Confindustria Sicilia, da cinque anni, fa parte del Governo della Regione (controlla il settore delle attività produttive che, in realtà, non ci sono, perché l&#8217;economia siciliana, tranne poche eccezioni, è disastrata come, se non di più, della Regione siciliana) non per occuparsi dello sviluppo economico della Sicilia, ma per restare abbarbicata alle risorse pubbliche della Regione. Il tutto, sotto gli occhi &#8216;distratti&#8217; di Confindustria nazionale, che a Roma fa la voce grossa con i Governi chiedendo misure per lo sviluppo, mentre in Sicilia non sembra estranea al sottosviluppo. Il risultato è una Regione al fallimento. Una Sicilia &#8216;Autonoma&#8217; nella quale la maggiora parte dei Comuni, a fine ottobre, sono senza bilancio 2013 perché senza soldi. Tanto che gli stessi Comuni non pagano i dipendenti pubblici, chi da un mese, chi da due mesi, chi da tre mesi. Allo sfascio dei Comuni si somma lo sfascio della Regione che, ormai, anche se ancora non l&#8217;ammette, sta per licenziare circa 80 mila precari. Sì, avete letto bene: 80 mila! E non ha nemmeno i soldi per pagare i 24 mila operai della Forestale. Disastri su disastri. E non ha i soldi per costituire un &#8216;Fondi rischi&#8217; per fronteggiare 3 miliardi - sì, avete letto bene: 3 miliardi di euro - di entrate fittizie iscritte in bilancio.Direte: e le società di rating che fanno? Fanno finta di non vedere. Ragazzi: non è che si può andare nella capitale mondiale della mafia e dire: questa Regione è un disastro, ha 3 miliardi di entrate di dubbia esigibilità. No, questo &#8216;affronto&#8217; alla Sicilia non si fa. E&#8217; in questo scenario da Regione fallita che arriva la notizia dell&#8217;inchiesta della magistratura di Messina sul presidente Crocetta. Una storia brutta. Una vicenda che prende spunto da un esposto-denuncia, che risale al dicembre del 2012, indirizzato all'allora Procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, oggi presidente del Senato, eletto nelle file del PD, lo stesso Partito del governatore Crocetta. L&#8217;esposto è firmato dall'ingegnere Roberto Sciascia, originario di Porto Empedocle, piccolo centro a un tiro di schioppo da Agrigento.L&#8217;ingegnere Sciascia è stato, per anni, delegato alla gestione dell'ufficio Ecologia del Comune di Gela. Posto che ha lasciato, a quanto pare volontariamente, nel giugno del 2011. Che c&#8217;entra Gela? C&#8217;entra, perché Crocetta è stato, per sette anni Sindaco di Gela. L'ingegnere Sciascia racconta i retroscena "dell'attacco sferrato nel maggio del 2009 al magistrato etneo Carlo Caponcello, in predicato per una nomina alla Dda Nazionale, 'nemico' giurato del magistrato Nicolò Marino". Nell'inchiesta si racconta che Marino, che oggi fa parte, in qualità di assessore, del Governo regionale di Crocetta, da magistrato in forza alla Dda di Caltanissetta, aveva effettuato indagini proprio sul periodo in cui l'attuale governatore dell'Isola era Sindaco di Gela. Strani questi intrecci, no? Nell'inchiesta si racconta che l'allora primo cittadino di Gela utilizzava cinque telefoni cellulari per non essere intercettato. Leggiamo nell&#8217;inchiesta pubblicata dal settimanale &#8216;Centonove&#8217;: &#8220;Roberto Sciascia ha indicato tutti gli investigatori che hanno svolto un ruolo nelle indagini a carico di Crocetta: il capo della sezione anticrimine di Caltanissetta, Giovanni Giudice, cui Crocetta avrebbe chiesto la cortesia di arrestare 'almeno per un giorno' un politico&#172;ingegnere, col quale era entrato in contrasti politici; il maresciallo delegato alle indagini su Crocetta dal Pm Marino, Nicola Bulone; il comandante della stazione dei carabinieri di Gela, Pasquale Saccone, che aveva coordinato l' inchiesta sulla discarica e su tutti i risvolti che avrebbero determinato un 'danno erariale' stimato in 14 milioni di euro, del quale Sciascia ha fatto una documentata denuncia alla Corte dei Conti regionale". Come potete leggere, torna la storia delle discariche. In questo caso, di una discarica. In pratica, gli affari che ruotano attorno ai rifiuti.L'allora Sindaco di Gela, Crocetta, stando al racconto dell'ingegnere Sciascia, interviene per difendere un gruppo di società. "E fa modificare - leggiamo sempre nell'inchiesta di Centonove - il bando che prevede la categoria 6&#176;, requisito obbligatorio per la raccolta differenziata, espressamente previsto dal decreto Ronchi". Con questo passaggio viene meno l'obbligo di iscrizione allʼAlbo nazionale gestori rifiuti.Morale: la gara viene aggiudicata a un consorzio di imprese, capeggiato dalla Cosiam, oggi Econet Srl. Il battagliero ingegnere del Comune di Gela elenca tutte le anomalie dell'appalto. E chiede una commissione consiliare d'inchiesta. La commissione consiliare esamina a gli atti e arriva a conclusioni non certo benevole verso l'amministrazione comunale di Crocetta. C'è una "censura per lʼinefficacia delle scelte politico-amministrative e la scelta, apparentemente poco oculata, di dirigenti non di ruolo chiamati dal Sindaco a dirigere delicati settori della vita amministrativa del Comune di Gela, con tutte le conseguenti storture". Sulla vicenda si attende, adesso, la conferma dell&#8217;inchiesta penale su Crocetta. La magistratura deve dire se è indagato o no. Direte: ma con tutto quello che ha detto l&#8217;ingegnere Sciascia come fa il governatore Crocetta a non essere indagato? A meno che l&#8217;ingegnere Sciascia non si sia inventato tutto. Si è inventato l&#8217;appalto milionario aggiudicato al consorzio di imprese, capeggiato dalla Cosiam, oggi Econet Srl? E un ingegnere direbbe una cosa così grave senza esserne certo? Anche la commissione del Comune di Gela avrebbe detto cose false? La verità è che, questa volta, un &#8216;Professionista dell&#8217;Antimafia&#8217; è stato scoperto. La Giustizia italiana farà il suo corso? O la vicenda verrà insabbiata? Ah, dimenticavamo: nel settore dei rifiuti, oltre agli interessi di personaggi legati a Confindustria Sicilia, ci sono anche gli interessi della mafia. Questo da sempre. ----La settimana scorsa Catanzaro è stato audito dalla commissione regionale antimafia che da settimane ha avviato una ricognizione sulla gestione dei rifiuti in Sicilia per accertare eventuali responsabilità amministrative nella gestione delle discariche. Catanzato da quanto si apprende ha spiegato che la sua società pratica il prezzo più basso.&nbsp;&nbsp;Ultima modifica ilVenerdì, 31 Ottobre 2014 08:25&nbsp;http://www.lurlo.info/vecchiosito/index.php/rubriche/inchieste/item/1042-l-affare-dei-rifiuti-per-confindustria&nbsp;http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/12/blog-post.html Rifiuti in Sicilia/
Angelini: “Un comitato d’affari si è spartito incarichi e consulenze”Giulio Ambrosetti14 Jul 2015La
'vede' gli imbrogli siciliani Nei
imperniato sulle discariche, in buona parte private.Ebbene,
scrive il professore Angelini.La
in piedi decisori politici e dirigenti: incapaci e corrotti”. Prima criticità. “La Sicilia - scrive il docente universitario - è
l'unica regione che non dispone di un PianoAurelio Angelini‘ordinario’
finanziarie. Seconda criticità. “E’ pubblicato sul sito web del dipartimento Regionale
impugnare questo Piano davanti a un giudice. Terza criticità. “Circa duecento Piani di Raccolta Comunali - osserva ancora il professore Angelini - sono stati
amministrativamente)”.Vania ContraffattoQuesto
sistema rifiuti è ancora oggi incentrato sulle discariche.A
una legge?). “Difatti
aggiunto il successivo quanto previsto dal DL 78/2015, vedi punto 10”.I
(chissà perché: magari c’è di mezzo la mafia? ma va!).Quarta
risponde, con le sole eccezioni raccontate dalla cronaca giudiziaria”.Per
intascavano tangenti in cambio di autorizzazioni.Quinta
caos. Sesta
comitato d’affari si è spartito incarichi e consulenze”. Settima
Sicilia, soldi spariti e dirigenti pubblici arricchiti. Ottava
TARI (che è già tra le più alte d’Italia) raddoppiata!Nona
fiscalità generale”.Decima
stile Troika...Sui disastri in materia di gestione dei rifiuti in
Sicilia - e sulle responsabilità della Commissione Europea -Claudia Manninointervengono
con la sentenza sulla discarica di Malagrotta in Lazio”.Insomma,
intervenuta".http://www.lavocedinewyork.com/Rifiuti-in-Sicilia-Angelini-Un-comitato-d-affari-si-e-spartito-incarichi-e-consulenze-/d/13260/LEGGE 9 gennaio 2013, n. 3.
integrata dei rifiutiLEGGE 9 gennaio 2013, n. 3. Modifiche alla
rifiuti. REGIONE SICILIANA L’ASSEMBLEA REGIONALE HA
APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PROMULGA la seguente legge: Art. 1. Modifiche alla legge regionale n.
rifiuti. Proroga di termini. 1. All’articolo 4, comma 2, lettera a),
aggiunte le parole ‘o dai soggetti indicati al comma 2 ter dell’articolo 5’. 2. All’articolo 5 della legge regionale n.
9/2010, dopo il comma 2 bis è inserito il seguente: ‘2 ter. Nel territorio di ogni ambito
nel rispetto del predetto termine. I piani di intervento approvati sono
dell’energia e dei servizi di pubblica utilità.’. 3. All’articolo 8, comma 1, della legge
‘,salvo quanto previsto dal comma 2 ter dell’articolo 5,’. 4. All’articolo 15 della legge regionale n.
legge 14 settembre 2011, n. 148.’. 5. All’articolo 16, comma 2, della legge
definiscono”. 6. All’articolo 18 della legge regionale n.
rimedi giurisdizionali.’. 7. All’articolo 19, comma 1, della legge
sostituite dalle seguenti: ‘il 31 dicembre 2013’.10. All’articolo 19 della legge regionale
a svolgere le competenze loro attualmente attribuite.’. Art. 2. Disposizioni finali 1. La presente legge sarà pubblicata nella
stesso della pubblicazione. 2. È fatto obbligo a chiunque spetti di
2013. CROCETTA Assessore regionale per l’energia
e per i servizi di pubblica utilità MARINO NOTE Avvertenza: Il testo delle note di
modifiche sono evidenziate in corsivo. Nota all’Epigrafe: La legge regionale 8
che si annota, risulta il seguente: «Competenze dei comuni. – 1. I comuni esercitano le funzioni di cui
comma 2. 2. Ai sensi del comma 1 i comuni: a) stipulano il contratto di appalto per
dell’articolo 5; b) assicurano il controllo del pieno
adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale; c) provvedono al pagamento del
propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità; d) provvedono, altresì, all’adozione della
mediante pagamenti in ordine cronologico; e) adottano, ove necessario, la delibera di
confronti degli amministratori delle S.R.R ;f) adottano il regolamento comunale per la
regionale di gestione dei rifiuti ed al piano d’ambito; g) adottano per quanto di competenza
disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti; h)
rifiuti; i) esercitano le funzioni atte a garantire
rifiuti cimiteriali; j) emanano le ordinanze per
primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità; k) regolamentano, per quantità e qualità, i
vigenti, ove non disciplinati dalla Regione; l) prevedono, di concerto con la Regione,
riciclo e riuso dei rifiuti; m) promuovono attività educative, formative
ambientale; n) verificano lo stato di attuazione della
contributi per il sostegno al reddito. 3. I comuni rappresentanti almeno il dieci
amministrazioni comunali. 4. Il sindaco adotta le ordinanze di cui
gestione.». Note all’art. 1, comma 2: L’articolo 5
la gestione integrata dei rifiuti. – 1. Sulla base delle esigenze di efficacia,
Ufficiale della Regione siciliana 6 giugno 2008, n. 25. Essi sono i seguenti: a) ATO 1 - Palermo; b) ATO 2 - Catania; c)
Isole Minori. 2. Il piano regionale di gestione dei
2012, n. 1 convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. 2-bis. I comuni possono presentare
bacini territoriali di dimensione diversa da quella provinciale. 2 ter. Nel territorio di ogni ambito
regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità. 3. I singoli comuni appartenenti all’ATO,
assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.». Nota all’art. 1, comma 3: L’articolo 8
regolamentazione del servizio di gestione rifiuti. – 1. La S.R.R., salvo quanto previsto dal
di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui all’articolo 15. 2. La S.R.R. esercita attività di controllo
S.R.R. 3. La S.R.R. è tenuta alla trasmissione dei
richieste. 4. La S.R.R. attua attività di informazione
smaltimento in esercizio nel proprio territorio. 5. Qualora nel piano regionale di gestione
stessi.». Nota all’art. 1, comma 4: L’articolo 15
servizio di gestione integrata dei rifiuti. – 1. Fatta salva la disciplina transitoria di
contratto. 1 bis. Nei casi previsti dal comma 2 ter
prestazioni ricevute e verifica l’esatto adempimento del contratto. 1 ter. In sede di affidamento del servizio
con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. 2. Al completamento del primo triennio di
finanziarie. 3. Nei casi di cui al comma 2,
l’affidamento da parte dei singoli comuni è effettuato a condizione che: a) garantiscano il raggiungimento dei
quantità e qualità, previsti nel piano d’ambito; b) utilizzino il personale a qualsiasi
servizio nell’intero ATO. 4. Fino all’approvazione della tariffa
servizio di gestione integrata dei rifiuti. 4-bis. La Giunta regionale è autorizzata a
rifiuti.». Nota all’art. 1, comma 5: L’articolo 16
gestione integrata dei rifiuti. – 1. Nel rispetto delle linee
contratti di servizio in essere tra le società, i consorzi d’ambito e i comuni.2. Ai fini dell’affidamento della gestione
per la gestione stessa.». Nota all’art. 1, comma 6: L’articolo 18
autorizzative. 1. Ai fini della più celere attivazione
procedimento. 2. Entro quindici giorni dall’acquisizione
intende favorevolmente reso. 3. Il responsabile del procedimento convoca
di assenso o diniego. 4. Le conclusioni della conferenza di
servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti. 5. Il provvedimento finale è rilasciato dal
legge, fatte salve quelle di competenza statale.5-bis. Qualora non vengano rispettati i
dell’articolo 2 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5. 5 ter. Relativamente agli impianti di cui
152/2006 e successive modifiche ed integrazioni. 5 quater. La risoluzione dei conflitti tra
esperibili gli ordinari rimedi giurisdizionali.». Nota all’art. 1, commi 7, 8, 9 e 10:
transitorie. – 1. Alla data di entrata in vigore della presente
interessati. 2. Fatta salva la speciale disciplina di
essere articolata in sottogestioni costituite per materia o per territorio. 2-bis. Ai fini di una più celere chiusura
gestori.2-ter. Le anticipazioni di cui al comma
46 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, sono abrogati. 3. In ragione dell’estinzione delle società
convertito con modificazioni dalla legge 20 novembre 2009, n. 166. 4. Nel caso in cui, per effetto della
all’appaltatore individuato ai sensi dell’articolo 15. 5. Nel caso in cui per effetto della
aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e integrazioni. 6. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in
o dalla regione. 7. Sulla base dei criteri concertati fra
2009 presso: a) le società d’ambito; b) i consorzi d’ambito; c) le società utilizzate per la gestione
il 31 dicembre 2009. 8. Il personale di cui ai commi 6 e 7 è assunto all’esito delle
l’erogazione delle retribuzioni. 9. Fermo restando l’obbligo del ricorso
assunzione. 10. In deroga alle previsioni delle
servizi aggiuntivi svolti direttamente dagli enti locali. 11. Le norme amministrative e tecniche che
atti adottati in attuazione della presente legge. 12. Fino all’inizio della gestione da parte
loro attualmente attribuite. 13. Il personale già in servizio presso i
appartenenza.». LAVORI PREPARATORI D.D.L. n. 56 «Stralcio -
nella seduta n. 8 del 29 dicembre 2012. (2013.1.35)119http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g13-02o/g13-02o.pdf
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in
materia ambientale"SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTIART. 199 (piani regionali)1. Le regioni, sentite le province, i comuni e, per quanto
241.2. I piani regionali di gestione dei rifiuti prevedono misure tese
alla riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti.3. I piani regionali di gestione dei rifiuti prevedono inoltre:a) le condizioni ed i criteri tecnici in base ai quali, nel
aree destinate ad insediamenti produttivi;b) la tipologia ed il complesso degli impianti di smaltimento e di
da parte del sistema industriale;c) la delimitazione di ogni singolo ambito territoriale ottimale
195, comma 1, lettera m);d) il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti
rifiuti;e) la promozione della gestione dei rifiuti per ambiti
le regioni possono costituire nei propri bilanci un apposito fondo;f) le prescrizioni contro l'inquinamento del suolo ed il
comma 3, lettera f);g) la stima dei costi delle operazioni di recupero e di
smaltimento dei rifiuti urbani;h) i criteri per l'individuazione, da parte delle province, delle
195, comma 1, lettera p);i) le iniziative dirette a
ed il recupero dei rifiuti;l) le iniziative dirette a favorire il recupero dai rifiuti di
materiali e di energia;m) le misure atte a promuovere la regionalizzazione
della raccolta, della cernita e dello smaltimento dei rifiuti urbani;n) i tipi, le quantità e l'origine dei rifiuti da recuperare o da
riguarda i rifiuti urbani;o) la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui
tipo particolare, comprese quelle di cui all'articolo 225, comma 6;p) i requisiti tecnici
normativa nazionale e comunitaria.4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti e' coordinato con
normativa vigente, ove adottati.5. Costituiscono parte
devono prevedere:a) l'ordine di priorità degli interventi, basato su un criterio di
e per i servizi tecnici (APAT);b) l'individuazione dei
presenti;c) le modalità degli
rifiuti urbani;d) la stima degli oneri finanziari;e) le modalità di smaltimento dei materiali da asportare.6. L'approvazione del
finanziamenti nazionali.7. La regione approva o adegua il piano entro due anni dalla data
restano in vigore i piani regionali vigenti.8. In caso di inutile decorso del termine di cui al comma 7 e di
piano regionale.9. Qualora le autorità competenti non realizzino gli interventi
anche di commissari"ad acta".10. I provvedimenti di cui al comma 9 possono riguardare
interventi finalizzati a:a) attuare la raccolta differenziata dei rifiuti;b) provvedere al reimpiego, al recupero e al riciclaggio degli
imballaggi conferiti al servizio pubblico;c) favorire operazioni di trattamento dei rifiuti urbani ai fini
del riciclaggio e recupero degli stessi;d) favorire la realizzazione e l'utilizzo di impianti per il recupero dei
rifiuti solidi urbani.11. Le regioni, sentite le province interessate, d'intesa tra loro
risorse previste dalla normativa vigente.12. Sulla base di appositi accordi di programma stipulati con il
regionale, qualora ricorrano le seguenti condizioni:a) siano riciclati e recuperati come materia prima rifiuti
sia utilizzato combustibile da rifiuti;b) siano rispettate le norme tecniche di cui agli articoli 214 e
216;c) siano utilizzate le
migliori tecnologie di tutela dell'ambiente;d) sia garantita una
diminuzione delle emissioni inquinanti.http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl3.htm#177LEGGE 8 aprile 2010, n. 9. Gestione integrata dei rifiuti e bonifica
dei siti INQUINARI Titolo III PROGRAMMAZIONE Art. 9. Piano regionale di gestione dei
rifiuti 1. Il piano regionale di gestione dei
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana. 2. La pianificazione regionale definisce i
qualità e quantità. 3. Il piano di cui al comma 1 fissa gli
ripristino delle aree inquinate. 4. Il piano regionale di gestione dei
rifiuti: a) definisce le modalità per il
livelli minimi così fissati: 1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero
materia 15 per cento; 2) anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero
materia 30 per cento; 3) anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero
materia 50 per cento; b) definisce le modalità per
dello stesso; c) fissa i criteri per la classificazione
tali materiali; d) definisce le modalità attraverso cui
degli ATO; e) fissa i criteri attraverso i quali
ridurre la movimentazione degli stessi; f) fissa i criteri per l’individuazione
in aree destinate ad insediamenti produttivi; g) definisce i criteri per la
di raccolta differenziata e di trattamento del RUR; h) fissa le modalità per la verifica degli
rifiuto organico prodotto; i) individua le modalità attraverso cui
servizio di gestione dei rifiuti; l) determina, nel rispetto delle norme
particolare, compresi i rifiuti da imballaggio; m) fissa i criteri per la stima dei costi
regionale; n) individua le iniziative dirette a
differenziazione non ancora ottimizzati; o) descrive le azioni finalizzate alla
promozione della gestione integrata dei rifiuti; p) pone i requisiti tecnici generali
nazionale e comunitaria; q) prevede l’esclusione di trattamenti di
come operazioni di smaltimento; r) definisce un piano per l’ampliamento di
tre anni; s) prevede il fabbisogno di nuove
previsti a regime nella presente legge; t) individua le modalità specifiche per la
gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori; u) fissa l’individuazione dei sistemi per
fine di ridurre il relativo conferimento in discarica; v) fissa i criteri per il trattamento
alle migliori tecnologie disponibili (BAT); w) determina l’individuazione dei sistemi
a carico della tariffa ed il maggior vantaggio am-bientale; x) stabilisce i criteri e le modalità da
tariffe di conferimento in discarica. 5. Il piano regionale di gestione dei
fissati dalle norme comunitarie.http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g10-18/g10-18.pdfRIFIUTI SICILIA L.R. n. 3 2013 Modifiche alla legge regionale
8 aprile 2010 9 gestione integrata dei rifiutiREGIONE
SICILIANA L'ASSEMBLEA REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA
REGIONE Promulga la seguente legge: Art. 1 Modifiche alla legge
regionale n. 9/2010 in materia di affidamento del servizio di
gestione integrata dei rifiuti. Proroga di termini. 1. All'art. 4, comma 2, lettera a), della
dell'art. 5». 2. All'art. 5 della legge regionale n.
il seguente: «2-ter. Nel territorio di ogni ambito
individuato ai sensi dei commi precedenti, nel rispetto del comma 28 dell'art. 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
7 agosto 2012, n. 135, i Comuni, in forma singola o associata, secondo le modalita' consentite dal decreto legislativo 18 agosto
di un piano di intervento, con relativo capitolato d'oneri e
quadro economico di spesa, coerente al Piano d'ambito e approvato dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilita',
Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, possono procedere all'affidamento,
all'organizzazione e alla gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. L'Assessorato, che verifica il rispetto dei principi di differenziazione, adeguatezza ed efficienza tenendo conto delle caratteristiche dei
servizi di spazzamento, raccolta e trasporto di tutti i rifiuti
urbani e assimilati, deve pronunciarsi entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla ricezione del piano di intervento. L'eventuale richiesta di documenti di integrazione deve intervenire nel rispetto del predetto termine. I piani di intervento approvati sono recepiti all'interno
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilita'.». 3. All'art. 8, comma 1, della legge regionale
n. 9/2010, dopo le parole «La S.R.R.» sono inserite le seguenti: «,salvo quanto previsto
dal comma 2-ter dell'articolo 5,». 4. All'art. 15 della legge regionale n.
9/2010, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
dell'articolo 5 resta fermo che la stipula e la sottoscrizione del contratto d'appalto relativo ai singoli comuni hanno luogo fra l'appaltatore e la
singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l'esatto adempimento del contratto. 1-ter. In sede di affidamento del servizio
modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.». 5. All'art. 16, comma 2, della legge
di cui al comma 2-ter dell'art. 5, definiscono». 6. All'art. 18 della legge regionale n.
9/2010, dopo il comma 5-bis sono inseriti i seguenti: «5-ter. Relativamente agli impianti di cui al comma 1 sono assegnate, altresi',
all'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilita' le competenze di rilascio dell'autorizzazione integrata
ambientale di cui all'art. 29-ter e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, esclusivamente per le opere previste al punto 5 dell'allegato VIII alla parte
seconda del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed
integrazioni. 5-quater. La risoluzione dei conflitti
tra i soggetti pubblici coinvolti nella
gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati puo' avvenire, fermo restando il ricorso agli ordinari rimedi giurisdizionali, in via amministrativa mediante l'attivazione di un procedimento ad istanza dell'ente che ne abbia interesse. L'istanza e'
rifiuti che, sentite le parti ed assicurato il contraddittorio, nel termine di novanta giorni emette un proprio decreto risolutivo del
conflitto. Avverso la decisione del dirigente generale del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti sono esperibili gli ordinari rimedi
giurisdizionali.». 7. All'art. 19, comma 1, della legge
«30 giugno 2013». 8. All'art. 19, comma 2, della legge
«30 giugno 2013». 9. All'art. 19, comma 2-bis, della legge
seguenti modifiche: a) le parole «il 30 settembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «il 30
settembre 2013»; b) le parole «il 31 dicembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2013». 10. All'art. 19 della legge regionale n.
9/2010, il comma 12 e' sostituito dal seguente: «12. Fino all'inizio della gestione da parte dei soggetti individuati ai
sensi dell'art. 15, e comunque non oltre il 30 settembre 2013, i soggetti gia' deputati
rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente
attribuite.». Art. 2 Disposizioni finali 1. La presente
legge sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrera'
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione. Palermo, 9
gennaio 2013 CROCETTA Assessore
servizi di pubblica utilita': Marino http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/04/20/13R00137/s3 A.R.S. COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE Presidenza del Presidente, on. Marziano La seduta è aperta alle ore 11.30 Seduta n. 180
del 21.01.15 XVI Legislatura Presidenza del Presidente, on. Marziano. Si passa al primo punto all'ordine del giorno. Il PRESIDENTE invita il sindaco
di San Filippo del Mela, dr. Pasquale Aliprandi, ad illustrare la situazione di disagio vissuta dalla
collettività comunale a causa della crisi della Centrale termoelettrica Edipower e delle connesse problematiche occupazionali. Il dr.
Aliprandi, sindaco di San Filippo del Mela, riferisce che alcuni lavoratori della Centrale Edipower hanno pacificamente occupato, nei giorni
scorsi, la sede del Comune per attirare l'attenzione delle Istituzioni regionali e nazionali sulla loro condizione di disagio. La centrale Edipower, alimentata
passata infatti, nell'arco di pochi lustri, da una forza lavoro di cinquecento unità a circa duecento. L'impianto appartiene al gruppo A2A. La crisi verrà a breve aggravata dall'attivazione del cavo di conduzione installato da Terna s.p.a., che priverà la centrale di San Filippo di una ulteriore quota di mercato. Quanto alla prospettata riconversione della centrale asserisce di
salutare con favore tale eventualità che, tuttavia, dovrà escludere lacombustione del carbone ed incentrarsi invece sulla combustione del CSS (combustibile solido secondario), sul solare termodinamico e sulle biomasse.
suoi piani di riconversione industriale. Auspica il mantenimento dei livelli occupazionali ed una riconversione eco-compatibile. L'ing. Monteforte, responsabile Edipower,
riferisce come la produzione nazionale di energia elettrica nell'anno 2014 è tornata ai livelli del 2004. Il gruppo A2A, attraverso la controllata A2A Ambiente, si è affermato
negli ultimi anni nel settore della raccolta e della valorizzazione energetica dei rifiuti. Tale settore industriale potrebbe essere sviluppato anche in Sicilia. Si calcola infatti che, quand'anche la raccolta differenziata arrivasse
circa un milione di tonnellate di materiale che ogni anno potrebbe essere avviato al ciclo della valorizzazione energetica. Con la conversione di un gruppo della centrale Edipower di San Filippo del Mela per alimentazione a CSS, le prospettive per l'impianto, con una capacità produttiva che raggiungerebbe circa 55 Megawatt, sarebbero certamente positive per quanto riguarda la continuità produttiva e il mantenimento dei livelli occupazionali. La riconversione industriale dell'impianto di San Filippo è peraltro
all'attenzione di uno studio condotto dall'Università di Messina che verrà pubblicato a breve e che confronterà le
emissioni attuali con quelle future (100% CSS). L'azienda intende anche perseguire i piani industriali relativi al compostaggio dei rifiuti, al riciclo del vetro e della plastica. Tuttavia perché
tali progetti possano essere compiutamente avviati occorrono i necessari passaggi di competenza delle Autorità amministrative e politiche. L'ing. Lo Monaco, dirigente generale del Dipartimento regionale dell'energia,
rileva come, secondo i piani fin qui esposti dall'Azienda Edipower, tale società propone di occuparsi in Sicilia, nel settore dei rifiuti, contemporaneamente delle seguenti attività: compostaggio, termovalorizzazione (per circa quattro cento mila metri cubi/anno di materiale), digestione anaerobica e TMB (trattamento biologico meccanico) e chiederebbe
ed al CSS necessario al funzionamento dei propri impianti. Tale proposta appare oggettivamente di difficile realizzazione sia dal punto divista normativo che dal punto di vista
tecnico. Infatti la stessa presuppone che la Regione effettui una pianificazione degli impianti a
servizio del sistema regionale, favorendo un progetto industriale ben preciso, proposto da privati. Eventualità non percorribile in quanto i servizi che il gruppo A2A intende svolgere, con la realizzazione degli impianti in argomento, dovranno
costituende SSR (Società per la regolamentazione del Servizio Rifiuti) ed affidati mediante procedura ad evidenza pubblica secondo le stringenti disposizioni normative europee, nazionali e regionali. Il dott. Zaniboni, direttore di Grandi Impianti
A2A Ambiente, gruppo A2A, rileva da un lato la oggettiva complessità dei temi affrontati, dall'altra come l'Azienda, nelle altre Regioni in cui è presente, ha riscontrato, da parte delle Istituzioni regionali e locali, un approccio maggiormente liberistico al settore industriale della gestione e della valorizzazione energetica dei rifiuti, pur nel rispetto dei diversi piani regionali
dei rifiuti. L'ing. Lo Monaco, dirigente generale del Dipartimento regionale dell'energia, precisa che le perplessità in precedenza da lui stesso evidenziate riguardano esclusivamente la possibilità, giuridica e tecnica, che le autorità amministrative regionali possano offrire alcun tipo di garanzia o rassicurazione preventiva
alle aziende private, attive nel settore in argomento, sulla futura profittabilità economica degli investimenti. Con ciò non intendeva in alcun modo condizionare la libertà dell'iniziativa economica privata di quanti, autonomamente, decidano
di affrontare il rischio d'impresa, e di mercato in particolare, connesso a tali attività industriali. L'ASSESSORE regionale per il territorio e l'ambiente, dr. Maurizio CROCE, riferisce come la posizione della Regione sul tema è sufficientemente chiara. La
Regione intende superare quanto prima il sistema del conferimento dei rifiuti in discarica. Pertanto osserva come, nel medio periodo, si apriranno interessanti prospettive per
quanti intraprenderanno iniziative imprenditoriali nel settore del trattamento e valorizzazione dei rifiuti. Certamente gli affidamenti avverranno con il rispetto rigoroso delle norme europee, statali e regionali, mediante procedure ad
dell'ambiente. Quanto alla pianificazione regionale, ed in particolare al Piano rifiuti, ricorda come tale atto sia in fase finale di
approvazione da parte del Ministero dell'ambiente. Il Governo regionale, quindi, non potrà che salutare favorevolmente la eventuale riconversione industriale della centrale di San Filippo in impianto di
termovalorizzazione dei rifiuti e di combustione di CSS. Il Sig. Foti, rappresentante Filtem CGIL, apprezza la posizione del Governo regionale, ritenendole rassicuranti per i lavoratori. Tuttavia osserva come il ritardo nella costituzione delle SSR non
è un buon segnale. Il Sig. Ferro, rappresentante UIL, ritiene di contro, la situazione per i lavoratori
manifestarsi seri problemi occupazionali per i lavoratori della centrale Edipower. L'ASSESSORE regionale alle attività produttive, d.ssa Linda VANCHERI, ricorda come sia da tempo attivo, presso la Presidenza della Regione,
affrontare il complessivo tema dello smaltimento dei rifiuti e dei risvolti occupazionali. A tale tavolo siedono necessariamente gli Assessori regionali al territorio e ambiente, alle attività produttive, al lavoro
ed all'energia e ervizi di pubblica utilità. Il Governo farà tutto quanto rientra nei suoi poteri per addivenire alla
migliore soluzione che salvaguardi l'ambiente ed i lavoratori. Il PRESIDENTE, considerata da un lato la contemporanea presenza della d.ssa Vancheri, Assessore regionale alle attività produttive e della d.ssa Giovanna
Marano, Assessore del Comune di Palermo alle attività produttive e dall'altro lato l'esiguo numero di componenti della Commissione, propone di
in sede informale. La COMMISSIONE approva. Il PRESIDENTE, non avendo altri
chiesto di parlare, rinvia la seduta. La seduta è tolta alle ore 13.10.http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=37 http://isolapulita.blogspot.it/2015/07/blog-post_7.html I RIFIUTI IN SICILIACONFERIMENTO IN DISCARICA 1 MILIARDO ANNUOCESTI DI GESTIONE 156 MILIONICOSTI DEL
DIPENDENTE OGNI 680 ABITANTICOSTI DEI TRIBUTI IN SICILIA UNA MEDIA DI 200 EURO A RESIDENTE VCONTRO LA LOMBARDIA IN CUI
OGNI RESIDENTE PAGA UN TRIBUTO DI 111 EUROSPESA PER DUE TERMOVALORIZZATORI
MILIONIIGM DI GIULIO
DINTORNIDUSTY WALTER
SERVIZIO NE CATANESE OLTRE CHE IN DIVERSI ALTRI COMUNIPROTO DOMENICO CHE GESTISCE CATANIA LA STESSA CHE GESTISCE LA DISCARICA DI MOTTA SANT’ANASTASIA
TRAMITE LA OIKOSFAMIGLIA LEONARDI GESTISCE LA DISCARICA DI GROTTE D’INVERNOGESENU PARTECIPATA DAL COMUNE DI PERUGIA FAMIGLIA CECCHINI NEL MESSINESETIRRENO AMBIENTE NEL MESSINESE BIANCAMANO FAMIGLIA NEL TRAPANESE NEL NISSENO E NEL CATANESE L’AMMINISTRATORE PIER
PAOLO HA FONDATO I CIRCOLI DELLA LIBERTA’ AVVITI DA MARCELLO DELL’UTRI ROMA COSTRUZIONE GELA IN SOCIETA’ CON RICCARDO GRECO GESTISCE GELA GLI è STATA AFFIDATA A UNA SOCIETA’ CAMPANASERGIO VELA E
IL SERVIZO NELL’AGRIGENTINOBIANCAMANO SI FONDE CON LA
REALIZZARE I TERMOVALORIZZATORI MERCEGAGLIA MA ANCHE LA IMPREGILO LA A2a, LA EDILPOWER HANNO
PRESENTATO UN PROGETTO DI TERMOVALORIZZATORE A PACE DEL MELA HERA E IRES PATERCIPATE DEI COMUNI DELL’EMILIA ROMAGNAALERION CLEAN
IN SICILIAFONTE: ANTONIO FRASCHILLA A CURA DEL COMITATO
CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE http://isolapulita.blogspot.it/2006/07/httpwww.html http://isolapulita.blogspot.it/2007/01/egr.html http://isolapulita.blogspot.it/2007/02/sale-la-protesta-per-la.html http://isolapulita.blogspot.it/2007/02/da-il-manifesto-del-18-febbraio-2007.html http://isolapulita.blogspot.it/2007/06/httpwww.html http://isolapulita.blogspot.it/2008/01/la-casta-di-isola-delle-femmine-abbiate.html http://isolapulita.blogspot.it/2015/05/blog-post_14.html http://isolapulita.blogspot.it/2015/06/blog-post_13.html http://isolapulita.blogspot.it/2015/08/rifiuti-gli-inceneritori-del-governo.html http://isolapulita.blogspot.it/2015/07/blog-post_7.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/01/termovalorizzatori-in-sicilia-gli.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2009/08/blog-post.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/05/lombardo-ecco-i-nemici-del-cambiamento.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/05/il-caso-genchi-pellerito.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/10/il-nuovo-piano-rifiuti-regione-sicilia.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2011/06/la-qualita-dellaria-in-sicilia-sotto.html https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=1460310599868878364#allposts/postNum=572http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/04/m5s-gestione-rifiuti-dirigente.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/04/blog-post_17.html http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/12/blog-post.html http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/08/gli.htmlA
CURA DEL COMITATO CITTADINOISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE http://isolapulita.blogspot.it/2015/07/rifiuti-in-sicilia-angelini-un-comitato.html

References: sentenza 
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 9
 Art. 1
 Art. 2