Source: https://forum.grnet.it/conseguimento-della-patente-di-guida-17773
Timestamp: 2019-09-19 15:44:16+00:00

Document:
Conseguimento della patente di guida - GrNet.it
Messaggio da panorama » gio set 03, 2015 8:31 am
Nel mese di Agosto 2015, l'ultimo dei miei figli è divenuto maggiorenne e pertanto si è iscritto alla scuola guida per conseguire la patente di guida di categ. "B". Tra le tante cose, quello della scuola guida gli ha anche chiesto il "certificato anamnestico" del medico curante.
Tenuto conto di questa richiesta particolare a me sconosciuta, ho chiamato ad un'altra scuola guida il quale il titolare mi riferiva che non era obbligatorio e non ancora in vigore e che da lui detta certificazione non viene richiesta.
Visto che vi erano notizie contrastanti (uno SI e uno NO) tra 2 scuole guide, provvedevo ha telefonare alla Motorizzazione della mia città ai fini dei chiarimenti su detta certificazione.
Il funzionario con cui ho avuto il piacere di confrontarmi mi riferiva che detta certificazione era già da diverso tempo obbligatoria ai fini del conseguimento della patente, poiché, il medico che si presta all'interno della scuola guida una volta alla settimana per certificare la visita oculistica/uditiva non di certo sa se un giovane fa uso di farmaci o psicofarmaci particolari o che ha subito interventi chirurgici particolari o se soffre di Epilessia o altro che potrebbe portare a conseguenze serie durante la guida dei veicoli. Quindi mi confermava la sua obbligatorietà e terminavo con il ringraziamento della delucidazione ottenuta.
Per quanto sopra, questa buona e giusta notizia la voglio condividere con tutti voi in modo da evitare gravi conseguenze sulle strade.
Giusto per notizia, allego il modulo in PDF estrapolato dal sito AUSL per l'EMILIA ROMAGNA.
Certificato anamnestico MMG per accertamento idoneità alla guida
Unità Operativa responsabile:
Medicina Legale - Commissione Medica Locale Patenti
serve per accedere all’accertamento delle condizioni psicofisiche per il conseguimento della patente di guida ai sensi dell’art. 119 comma 3, del d.lgs n. 285/92 come modificato dalla l.120/2010
Compilazione a cura di:
MMG / Medico di fiducia
Commissione Medica Locale Patenti o Medico individuato ex art. 119 C.D.S.
A mano dal richiedente
Re: Conseguimento della patente di guida
Messaggio da panorama » gio set 03, 2015 8:36 am
Modifiche agli articoli 119 e 128 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida e di revisione della patente di guida
«2-ter. Ai fini dell'accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l'interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinicotossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con il medesimo provvedimento sono altresì individuate le strutture competenti ad effettuare gli accertamenti prodromici alla predetta certificazione ed al rilascio della stessa. La predetta certificazione deve essere esibita dai soggetti di cui all'articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), e dai titolari del certificato CFP o patentino filoviario, in occasione della revisione o della conferma di validità delle patenti possedute, nonchè da coloro che siano titolari di certificato professionale di tipo KA o KB, quando il rinnovo di tale certificato non coincida con quello della patente. Le relative spese sono a carico del richiedente»
«5. Le commissioni di cui al comma 4 comunicano il giudizio di temporanea o permanente inidoneità alla guida al competente ufficio della motorizzazione civile che adotta il provvedimento di sospensione o revoca della patente di guida ai sensi degli articoli 129 e 130 del presente codice. Le commissioni comunicano altresì all'ufficio della motorizzazione civile eventuali riduzioni della validità della patente, anche con riferimento ai veicoli che la stessa abilita a guidare ovvero ad eventuali adattamenti, ai fini del rilascio del duplicato che tenga conto del nuovo termine di validità ovvero delle diverse prescrizioni delle commissioni mediche locali. I provvedimenti di sospensione o di revoca ovvero la riduzione del termine di validità della patente o i diversi provvedimenti, che incidono sulla categoria di veicolo alla cui guida la patente abilita o che prescrivono eventuali adattamenti, possono essere modificati dai suddetti uffici della motorizzazione civile in autotutela, qualora l'interessato produca, a sua richiesta e a sue spese, una nuova certificazione medica rilasciata dagli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana Spa dalla quale emerga una diversa valutazione. È onere dell'interessato produrre la nuova certificazione medica entro i termini utili alla eventuale proposizione del ricorso giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale competente ovvero del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La produzione del certificato oltre tali termini comporta decadenza dalla possibilità di esperire tali ricorsi».
2. Le spese relative all'attività di accertamento di cui all'articolo 119, comma 2, del decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dal comma 1 del presente articolo, inclusive degli emolumenti da corrispondere ai medici, sono poste a carico dei soggetti richiedenti.
3. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinate le modalità di trasmissione della certificazione medica rilasciata dai medici di cui al comma 2 dell'articolo 119 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dal comma 1, lettera b), del presente articolo, e dai medici di cui all'articolo 103, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
6. All'articolo 128 del decreto legislativo n. 285 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «previsti dall'articolo 187» sono sostituite dalle seguenti: «previsti dagli articoli 186 e 187»;
«1-bis. I responsabili delle unità di terapia intensiva o di neurochirurgia sono obbligati a dare comunicazione dei casi di coma di durata superiore a 48 ore agli uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. In seguito a tale comunicazione i soggetti di cui al periodo precedente sono tenuti alla revisione della patente di guida. La successiva idoneità alla guida è valutata dalla commissione medica locale di cui al comma 4 dell'articolo 119, sentito lo specialista dell'unità riabilitativa che ha seguito l'evoluzione clinica del paziente.
1-quater. È sempre disposta la revisione della patente di guida di cui al comma 1 quando il conducente minore degli anni diciotto sia autore materiale di una violazione delle disposizioni del presente codice da cui consegue l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida»;
«2. Nei confronti del titolare di patente di guida che non si sottoponga, nei termini prescritti, agli accertamenti di cui ai commi da 1 a 1-quater è sempre disposta la sospensione della patente di guida fino al superamento degli accertamenti stessi con esito favorevole. La sospensione decorre dal giorno successivo allo scadere del termine indicato nell'invito a sottoporsi ad accertamento ai fini della revisione, senza necessità di emissione di un ulteriore provvedimento da parte degli uffici provinciali o del prefetto.
Chiunque circola durante il periodo di sospensione della patente di guida è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624 e alla sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida di cui all'articolo 219. Le disposizioni del presente comma si applicano anche a chiunque circoli dopo essere stato dichiarato temporaneamente inidoneo alla guida, a seguito di un accertamento sanitario effettuato ai sensi dei citati commi da 1 a 1-quater»;
Messaggio da panorama » gio set 03, 2015 8:49 am
Sentenza TAR Veneto - 07/07/2008 - n. 1949 - Foglio rosa
OGGETTO: Se il foglio rosa è stato ritirato o doveva essere ritirato, non è possibile conseguire la patente di guida
SENTENZA TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL VENETO - 7 luglio 2008 n. 1949
Pubblica sicurezza - Circolazione stradale – Autorizzazione per esercitarsi alla guida – È necessaria per sostenere l’esame tecnico d’idoneità – Conseguenze
Ric. n. 761/2008 Sent. n. 1949/08
nel giudizio introdotto con il ricorso 761/2008, proposto da XXXXXX XXXXXX, rappresentato e difeso dagli avv.ti Fabio Zambelli e Andrea Coronin con elezione di domicilio presso lo studio dell’avv.to Franco Zambelli, in Venezia-Mestre, via Cavallotti 22;
Il Ministero dei Trasporti, in persona del Ministro pro tempore, l’Ufficio Motorizzazione Civile di Venezia, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituiti in giudizio;
per l'annullamento, dell’ordinanza prot. n. 2635/CONT. PAT., emessa in data 14.2.2008 dal Ministero dei Trasporti S.I.I.T. 3 – Veneto – Friuli V.G. - Trentino A.A. – Settore Trasporti – Ufficio Motorizzazione civile di Venezia, con la quale è stato disposto l’annullamento dell’esame di guida sostenuta dal ricorrente in data 11.12.2007, nonché della patente di guida n. VE5312591K.
Visto il ricorso, notificato il 18 aprile 2008 e depositato presso la Segreteria il 24 aprile 2008, con i relativi allegati;
udito all’udienza camerale del 7 maggio 2008 (relatore il Referendario M. Perrelli), l’avv. Coronin per la parte ricorrente;
che, nel corso dell’udienza camerale fissata nel giudizio in epigrafe, il Presidente del Collegio ha comunicato alla parte ricorrente come, all’esito, avrebbe potuto essere emessa decisione in forma semplificata, ex artt. 21, XI comma, e 26, IV e V comma, della l. 6 dicembre 1971, n. 1034, e questa non ha espresso rilievi o riserve;
Il 9 ottobre 2007 il ricorrente veniva sorpreso alla guida di un autoveicolo dagli agenti della Polizia Municipale di Cerea e Sanguinetto in stato di alterazione psico-fisica derivante dall’assunzione di alcool e gli veniva ritirata l’autorizzazione ad esercitarsi alla guida.
L’11 dicembre 2007 il ricorrente sosteneva l’esame di guida e gli veniva rilasciata la patente n. VE5312591K.
Con provvedimento notificato il 4.1.2008, la Prefettura di Verona, disponeva nei confronti del sig. XXXXXX l’inibizione alla guida per il periodo di un anno a far data dal ritiro del documento di abilitazione, avvenuto il 9.10.2007.
Infine, con il provvedimento gravato il Direttore dell’Ufficio Motorizzazione civile di Venezia ha disposto l’annullamento dell’esame di guida sostenuto dal ricorrente in data 11.12.2007 e della patente contestualmente rilasciatagli, in considerazione della accertata mancanza della prescritta autorizzazione per esercitarsi alla guida al momento dell’esame di idoneità.
Il ricorrente ha dedotto l’illegittimità del provvedimento gravato per violazione dell’art. 7 della legge n. 241/1990, nonché per erronea interpretazione degli artt. 122 e 123 del Codice della Strada.
La prima censura da esaminare nell’ordine logico consiste nella dedotta violazione dell’art. 7 della legge n. 241/1990, per avere l’amministrazione omesso di inviare l’avviso di avvio del procedimento.
Com’è noto, la finalità della regola procedimentale stabilita dalla norma di cui all’art. 7 della legge n. 241/1990 va individuata nelle esigenze, da un lato di assicurare piena visibilità all’azione amministrativa nel momento della sua formazione, e dall’altro, di garantire la partecipazione dei destinatari dell’atto finale alla fase istruttoria preordinata alla sua adozione, in modo che, attraverso l’acquisizione anche delle ragioni esposte da questi ultimi, l’amministrazione sia posta in condizione di esercitare il proprio potere con la piena cognizione di tutti gli elementi di fatto e di diritto.
Nel caso in esame, è però evidente che la partecipazione del ricorrente al procedimento conclusosi con l’annullamento dell’esame di guida da lui sostenuto e della patente contestualmente rilasciatagli non avrebbe potuto modificare l’esito del medesimo, atteso che ai sensi dell’art. 21 octies della legge 241/90 l’Amministrazione resistente altro non poteva fare se non prendere atto della mancanza dell’autorizzazione alla guida in capo al sig. XXXXXX al momento dell’esame, per essergli stato ritirato il foglio rosa in data 9.10.2007 ed annullare l’esame da questi sostenuto.
D’altra parte, il ricorrente non nega il fatto, non controverso, di essere stato privato dell’autorizzazione alla guida sin dal 9 ottobre 2007 e di aver svolto l’esame in assenza del titolo che lo abilitava provvisoriamente alla conduzione dell’autoveicolo.
Sostiene tuttavia, con la seconda censura, che l’annullamento dell’esame sarebbe illegittimo in quanto nell’art. 122 e nell’art. 123 del Codice della Strada, non è previsto, nel caso di ritiro, revoca o sospensione del foglio rosa, il potere di annullamento dell’esame di guida e della patente conseguentemente rilasciata.
L’art. 121, 8° comma, recante la disciplina dell’esame di idoneità, del Codice della Strada espressamente stabilisce che “Le prove d'esame non possono essere sostenute prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio dell'autorizzazione per l'esercitazione di guida”.
Ai sensi del successivo art. 122, 1° comma, “A chi ha fatto domanda per sostenere l'esame per la patente di guida ovvero per l'estensione di validità della patente ad altre categorie di veicoli ed è in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti è rilasciata un'autorizzazione per esercitarsi alla guida.”. Il secondo comma del predetto articolo dispone che “ l'autorizzazione consente all'aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente o l'estensione di validità della medesima, purché al suo fianco si trovi, in funzione di istruttore, persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria...”.
Orbene, dalla lettura delle citate disposizioni, in combinato disposto, si evince che il possesso dell’autorizzazione per esercitarsi alla guida è presupposto indefettibile per sostenere l’esame di idoneità, tanto è vero che il richiamato art. 121 espressamente stabilisce anche un lasso di tempo minimo che deve obbligatoriamente intercorrere tra il rilascio del detto titolo abilitativo e la data delle prove attitudinali.
Ne discende, dunque, che la mancanza di una valida ed efficace autorizzazione per esercitarsi alla guida nel momento in cui vengono sostenute le prove di idoneità per la patente non consente al candidato di sostenere l’esame e determina, a fortiori, l’illegittimità delle dette prove per mancanza di uno dei presupposti prescritti dalla legge.
Nulla per le spese di giudizio, in considerazione della mancata costituzione dell’Amministrazione resistente.
Così deciso in Venezia, nella Camera di consiglio addì 7 maggio 2008.
il ........................................ n. .............
Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
Messaggio da panorama » gio set 03, 2015 9:26 am
Controlli medici per il rinnovo ed il rilascio della patente: la stretta sui colpi di sonno.
Guidare in sicurezza.
Per gli automobilisti che dovranno rinnovare la patente si profila un’importante novità: i controlli medici per stabilire l’eventuale presenza di sindrome delle apnee ostruttive del sonno, causa del pericolosissimo colpo di sonno al volante.
A partire da dicembre milioni di italiani saranno chiamati a rispettare la direttiva europea 2014/85 che impone, a ogni rinnovo del permesso di guida, la verifica sulla sintomatologia.
Una “malattia” causa nel nostro Paese di moltissimi incidenti: 40mila l’anno secondo recenti studi che indicano addirittura a quota 240mila gli scontri e le uscite di strada provocate in Europa da problemi di sonnolenza diurna alla guida.
Una novità che riguarda chiunque guidi, ma che tocca in modo particolare chi lavora nel settore.
Molte sono infatti le domande che si stanno ponendo i camionisti: con quali modalità avverranno gli accertamenti per l’Osas, sigla con la quale viene identificata la patologia?
E come saranno gestiti gli aspetti occupazionali?
In altre parole cosa avverrà dal momento in cui dovesse essere riscontrata la presenza di questa sindrome (che fa aumentare il rischio di forme di diabete mellito, ipertensione arteriosa e fibrillazione atriale e che rappresenta dunque un campanello d’allarme del quale ogni maschio, i più colpiti, intorno ai 40 anni dovrebbe preoccuparsi) fino a quello della guarigione?
E c’è davvero un numero sufficiente di medici e ambulatori in grado di effettuare gli accertamenti clinici?
Secondo l’AIMAR (Associazione Scientifica Interdisciplinare per lo Studio delle Malattie Respiratorie) tale risultato è stato possibile grazie al lavoro realizzato negli anni scorsi dal Working Group 2 (WG) on Medico-legal implications of sleep apnea della COST Action B 26 finanziata dalla UE.
Il WG2 ha raccolto e prodotto la documentazione in merito alla OSAS quale fattore di rischio indipendente di incidenti stradali e ha valorizzato le lacune normative in ambito comunitario per quanto concerne la OSAS e la patente di guida.
Tali indicazioni e gli elevati valori di prevalenza della OSAS nella popolazione generale hanno convinto gli organismi comunitari competenti in materia di rilascio o rinnovo della patente che la OSAS è un problema di salute pubblica per i cittadini europei.
La cosa ora, sempre secondo l’AIMAR, evidenzierà l’inadeguatezza del sistema sanitario italiano a soddisfare la necessità di fornire salute ai soggetti con OSAS.
La normativa europea, una volta approvata dal Parlamento Italiano, renderà infatti obbligatori gli interventi diagnostici, terapeutici e di follow-up richiesti per il conseguimento dell’idoneità psico-fisica alla guida e in Italia, a fronte di una prevalenza stimata pari a circa due milioni di soggetti affetti da OSAS, sono solo circa 100.000 gli individui in trattamento.
Qui sotto la direttiva comunitaria.
2.7.2014 - IT - Gazzetta ufficiale dell'Unione europea - L 194/10
del 1° luglio 2014
(1) Nell'Unione è stata migliorata considerevolmente la sicurezza delle gallerie, anche in virtù della direttiva 2004/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2). Per garantire la piena efficacia di questo miglioramento, è necessario garantire che i conducenti conoscano e comprendano i principi della guida sicura in galleria e possano applicarli al proprio comportamento nel traffico. I requisiti per le prove teoriche e pratiche di cui alla direttiva 91/439/CEE (3) del Consiglio sono pertanto state modificate in conformità alla direttiva 2008/65/CE (4) e ciò deve avvenire anche per quelli della direttiva 2006/126/CE (rifusione).
(2) Dall'adozione della direttiva 2006/126/CE, le conoscenze scientifiche sulle patologie che influiscono sull'idoneità alla guida si sono evolute, in particolare per quanto concerne la stima dei rischi per la sicurezza stradale e l'efficacia delle misure atte a scongiurare tali rischi. Di recente sono stati pubblicati studi e ricerche che confermano come la sindrome delle apnee ostruttive da sonno sia uno dei principali fattori di rischio negli incidenti automobilistici. Pertanto questa patologia non dovrebbe più essere ignorata nell'ambito della legislazione unionale in materia di patente di guida.
(3) La direttiva 2006/126/CE deve pertanto essere modificata per adeguare l'allegato III ai progressi scientifici e tecnici.
(4) Nell'allegato II della direttiva 2006/126/CE sono stati individuati alcuni errori editoriali in seguito alle modifiche apportate dalla direttiva 2012/36/UE della Commissione (5). Detti errori devono essere corretti.
(5) Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi (6), gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento.
— principi fondamentali relativi all'osservanza della distanza di sicurezza fra i veicoli, allo spazio di frenata e alla tenuta di strada in diverse condizioni sia atmosferiche sia della strada,
— fattori di rischio legati alle diverse condizioni della strada; in particolare il loro cambiamento in base alle condizioni atmosferiche e al passaggio dal giorno alla notte,
— caratteristiche dei diversi tipi di strada e relative norme di comportamento,
— guida sicura nelle gallerie stradali;»;
2. Nell'allegato III della direttiva 2006/126/CE, la sezione 11 («MALATTIE NEUROLOGICHE») è sostituita dalla seguente:
11.1. La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata al candidato o conducente colpito da un'affezione neurologica grave, salvo nel caso in cui la domanda sia sostenuta dal parere di un medico autorizzato.
11.2. Nei paragrafi seguenti, una sindrome da apnea ostruttiva notturna moderata corrisponde a una serie di apnee e ipopnee (indice di apnea-ipopnea) comprese tra 15 e 29 l'ora, mentre una sindrome da apnea ostruttiva notturna grave corrisponde a un indice di apnea-ipopnea pari o superiore a 30, e sono entrambe associate a un'eccessiva sonnolenza notturna.
11.3. Il richiedente o il conducente in cui si sospetti una sindrome da apnea ostruttiva notturna moderata o grave deve essere sottoposto a un consulto medico approfondito prima dell'emissione o del rinnovo della patente di guida. A tali soggetti si può consigliare di non guidare fino alla conferma della diagnosi.
Messaggio da panorama » gio set 03, 2015 9:43 am
Patente a rischio per chi ha disturbi del sonno. (31 dicembre 2015)
La direttiva europea del 1° luglio 2014, obbligherà a breve l'Italia ad attuare interventi mirati per coloro che soffrono di patologie legate al sonno e che dovranno rinnovare o conseguire la patente di guida.
Sono pochi gli automobilisti informati che da qualche mese nel nostro Paese sono in corso incontri serrati tra istituzioni locali e centrali, medici e associazioni di categoria per definire metodi e norme attuative da adottare per recepire, entro il 31 dicembre 2015, la direttiva europea n. 2014/85/UE che rivoluzionerà il mondo dei trasporti di tutti gli Stati membri.
La normativa in questione - denominata normativa europea su “OSAS - sonnolenza diurna e idoneità alla guida” -, una volta recepita dallo Stato Italiano, renderà obbligatori gli interventi diagnostici, terapeutici e di follow-up richiesti per il conseguimento dell’idoneità psico-fisica alla guida per tutti i conducenti di veicoli a motore con sospetta OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno).
Una direttiva che mira, quindi, a migliorare considerevolmente la sicurezza stradale.
Il vero problema è rappresentato dal fatto che gli Stati membri hanno l’obbligo di conciliare gli obiettivi della direttiva con le modalità di rilascio delle patenti, con il rischio concreto di determinare gravi disservizi nei trasporti pubblici e privati, con ovvie ripercussioni sull’economia reale.
Ma cosa è esattamente l’OSAS? L'OSAS è una malattia respiratoria del sonno causata da ricorrenti episodi di ostruzione completa o parziale delle alte vie respiratorie (rino-orofaringe).
Tali episodi determinano frammentazione del sonno a cu i consegue una sonnolenza diurna inappropriata.
L'OSAS, in sostanza, è determinata da crisi di soffocamento durante il sonno non percepiti dal soggetto.
Poco si parla di questa malattia che è facilmente diagnosticabile e curabile e che ha una prevalenza ed un impatto socio-sanitario simile al diabete, con importanti risvolti medico legali e assicurativi.
Medici specialisti ed esperti la definiscono una “epidemia silente” dagli effetti poco conosciuti, considerando che l’OSAS non è una malattia causa solo di eccessiva sonnolenza, ma rappresenta anche un fattore di rischio e spesso associata alle principali patologie del mondo occidentale, come obesità, infarto del miocardio, ictus, fibrillazione atriale, sindrome metabolica, disturbi cognitivi e lo stesso diabete.
Principali cause di mortalità della nostra società.
Le implicazioni sul rilascio/rinnovo della patente di guida, quindi, dovranno essere adeguatamente valutate nel corso della visita di idoneità alla guida a partire dalla ricerca dei principali sintomi e delle più frequenti patologie associate all’OSAS.
Messaggio da panorama » gio set 03, 2015 9:50 am
Dal 2016 test obbligatori per il rilascio e il rinnovo della patente (lo prevede la direttiva Ue da recepire entro 31 dicembre 2015).
Messaggio da panorama » mar mar 08, 2016 11:38 am
Messaggio da panorama » lun apr 24, 2017 7:36 pm
persone affette da malattie del sangue-
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE C ,numero provv.: 201700763 - Public 2017-03-27 -
Numero 00763/2017 e data 27/03/2017 Spedizione
NUMERO AFFARE 00399/2017
Schema di regolamento recante “modifica all’appendice II al titolo IV - Articolo 320 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, in materia di idoneità psicofisica per il conseguimento e la conferma di validità della patente di guida da parte di persone affette da malattie del sangue”.
Vista la nota del 2 marzo 2017, prot. n. 9033, di trasmissione della relazione di data non precisata, pervenuta alla segreteria della Sezione il 2 marzo 2017, con la quale il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento in oggetto;
Con la nota del 2 marzo 2017, prot. n. 9033, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso per il prescritto parere lo schema di regolamento in epigrafe, recante “modifica all’appendice II al titolo IV - Articolo 320 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, in materia di idoneità psicofisica per il conseguimento e la conferma di validità della patente di guida da parte di persone affette da malattie del sangue”.
Lo schema è volto ad abrogare la disposizione di cui alla lettera G dell’appendice II al titolo IV del d. P.R. n. 495 del 1992 (“Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada”), in base alla quale “la patente di guida non deve essere rilasciata né confermata ai candidati o conducenti colpiti da gravi malattie del sangue, salvo il caso in cui la possibilità di rilascio o di conferma sia espressamente certificata da parte della commissione medica locale, la quale potrà avvalersi del parere di medici specialisti appartenenti a strutture pubbliche”.
In proposito, il dicastero proponente ha riferito che la modifica si è resa necessaria in considerazione del fatto che, nel lasso di tempo (circa 25 anni) decorso dall’introduzione della disposizione, “i progressi scientifici, sia per quanto concerne la diagnosi delle malattie del sangue, sia per le nuove terapie” rendono tale norma “inattuale” nella parte in cui impedisce “in modo categorico” il rilascio o il rinnovo di validità della patente di guida ai soggetti affetti dalle richiamate patologie.
Il medesimo Ministero ha, poi, evidenziato che la seconda parte della disposizione de qua - la quale consente alla Commissione medica locale di formulare un giudizio d’idoneità alla guida anche qualora il soggetto richiedente sia affetto da una grave malattia del sangue - deve ritenersi “tautologica” in quanto l’art. 119, comma 4, lett. d) del Codice della strada già stabilisce che il medico valutatore, a seguito di appositi esami clinici, strumentali e di laboratorio, possa demandare alle Commissioni mediche locali la valutazione dei soggetti nei confronti dei quali siano sorti dei dubbi circa la loro idoneità e sicurezza alla guida.
Inoltre, il dicastero ha evidenziato che la soppressione della disposizione di cui alla citata lettera G risulta conforme a quanto previsto dalla direttiva 2006/126/CE che, nel fissare i requisiti psicofisici minimi che gli Stati membri devono rispettare per il rilascio della patente di guida, non prevede alcuna specifica limitazione per quanto concerne i soggetti colpiti da gravi malattie del sangue, fatte ovviamente salve le altre condizioni di idoneità che devono essere certificate da un medico competente.
Quanto all’iter seguito dall’Amministrazione nella predisposizione del regolamento in esame il Ministero proponente ha comunicato di aver acquisito il parere favorevole da parte del Ministero della salute, reso con la nota prot. n. 44079 del 23 novembre 2016, e di aver interpellato i principali stakeholders del settore, ovvero “le associazioni degli emofiliaci e la Unione thalassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi (UNITED)”, che si sono espressi favorevolmente in merito al presente intervento normativo.
Lo schema di regolamento in esame, come in precedenza esposto, è volto a modificare l’appendice II al titolo IV - Articolo 320 del d. P.R. n. 495 del 1992, sopprimendo la disposizione di cui alla lettera G della medesima appendice, la quale attualmente prevede che “la patente di guida non deve essere rilasciata né confermata ai candidati o conducenti colpiti da gravi malattie del sangue, salvo il caso in cui la possibilità di rilascio o di conferma sia espressamente certificata da parte della commissione medica locale, la quale potrà avvalersi del parere di medici specialisti appartenenti a strutture pubbliche”.
Si tratta, dunque, di un atto normativo finalizzato - come evidenziato nell’A.I.R. - a “semplificare l’iter procedurale di accertamento dell’idoneità psicofisica da parte dei soggetti affetti da gravi patologie del sangue”, resosi necessario in considerazione del fatto che il progresso scientifico in tale materia, “sia per quanto concerne la diagnosi delle malattie del sangue sia per le nuove terapie”, ha reso sostanzialmente “inattuale” la disposizione nella parte in cui impedisce “in modo categorico” il rilascio o il rinnovo di validità della patente di guida ai soggetti affetti dalle richiamate patologie. E ciò anche nella considerazione che rimane comunque impregiudicata, anche dopo la predetta abrogazione, la possibilità - esplicitamente prevista dall’art. 119, comma 4, lett. d) del Codice della strada - di sottoporre i soggetti affetti dalle richiamate patologie alla valutazione delle Commissioni mediche locali, qualora i medici valutatori abbiano dei dubbi in merito all’idoneità alla guida di tali soggetti.
Peraltro, l’inattualità della disposizione di cui alla richiamata lettera G risulta confermata da quanto evidenziato dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria con la nota allegata al parere favorevole espresso dal Ministero della salute, di cui si è detto in premessa, in cui si rileva che dai dati statistici relativi ad un campione di dieci Commissioni mediche locali (quattro del nord Italia, due del centro e quattro del sud) è emerso che “su 446 pazienti che si sono recati a visita per malattie del sangue, 440 sono risultati idonei e 6 non idonei”, e che quindi solo 1,35% dei soggetti, affetti dalle richiamate patologie, è stato ritenuto inidoneo nel corso degli accertamenti medici.
Inoltre, come correttamente riferito dal dicastero proponente, l’abrogazione della citata lettera G non si pone in contrasto con le disposizioni comunitarie vigenti nella materia de qua e, segnatamente, con la direttiva 2006/126/CE, la quale, nell’individuare i requisiti psicofisici minimi per il rilascio della patente di guida nei paesi membri, non prevede alcuna specifica disposizione concernente le malattie del sangue.
Pertanto, a parere della Sezione, l’abrogazione della richiamata lettera G deve ritenersi conforme sia alla normativa comunitaria di cui alla citata direttiva 2006/126/CE sia ai principi di efficacia, efficienza e celerità dell’azione amministrativa, oltre che idonea a garantire dal punto di vista teorico un adeguato livello di sicurezza stradale, atteso che rimane in ogni caso ferma la possibilità, già prevista dall’ordinamento vigente, di sottoporre i soggetti affetti dalle richiamate patologie alla valutazione delle Commissioni mediche locali, qualora i medici valutatori abbiano dei dubbi in merito alla loro idoneità alla guida.
Pertanto - pur premettendo che l’effettiva incidenza del presente atto normativo potrà essere valutata solo a seguito della sua concreta applicazione, sulla base “del livello di sicurezza stradale” conseguente alla semplificazione procedimentale in esame - la Sezione non ha rilievi da formulare al riguardo, atteso che la disposizione de qua, non potendosi ritenere né illogica né irragionevole, rientra nell’ambito della discrezionalità riservata al Ministero proponente in subiecta materia.
La Sezione, quindi, ritiene che lo schema di regolamento in epigrafe meriti parere favorevole.
Da ultimo, ai soli fini di una compiuta esposizione, la Sezione suggerisce di anteporre, nel preambolo dello schema de quo, la frase “Visto l’art. 17, comma 1, lettera a) della legge 23 agosto 1988, n. 400;” alla frase “Udito il parere del Consiglio di Stato…”, trattandosi del riferimento normativo in base al quale è stato richiesto il parere di questo Consiglio di Stato.
La Sezione esprime parere favorevole sullo schema di regolamento in epigrafe.
Claudio Boccia	Luigi Carbone

References: art. 119

Sentenza 

SENTENZA 
 art. 122
 art. 121

Art. 55
 Articolo 320
 Articolo 320
 Articolo 320