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Timestamp: 2017-09-22 08:16:03+00:00

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Ai fini della valida partecipazione di un R.t.i. a procedure indette per l’aggiudicazione di servizi di progettazione, è sufficiente che nella compagine del raggruppamento sia contemplata la presenza, con rapporto di collaborazione professionale o di dipe
il Consiglio di Stato con la decisione numero 6347 del 24 ottobre 2006, ci insegna che:
<A torto, difatti, il T.a.r. – muovendo da una distorta lettura del dato positivo – ha giudicato non sufficiente la seconda ragione dell’esclusione. Contrariamente a quanto opinato dal primo giudice il comma 5 dell’art. 51 del D.P.R. n. 554/1999 non prescrive affatto come obbligatoria la partecipazione ai R.t.i. di «un professionista abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione». La norma, in realtà, parla soltanto di “presenza”. Detto altrimenti, la previsione sulla necessaria presenza di un giovane professionista (scolpita dagli art. 17, comma 8, della L. n. 109/1994, e del succitato art. 51, comma 5, del regolamento) ha evidenti finalità di carattere “promozionale”, ma non può essere intesa come prescrizione di un vero e proprio obbligo di "associare" il giovane professionista al raggruppamento.
Ne consegue che, ai fini della valida partecipazione di un R.t.i. a procedure indette per l’aggiudicazione di servizi di progettazione, è sufficiente che nella compagine del raggruppamento sia contemplata la presenza, con rapporto di collaborazione professionale o di dipendenza, di un professionista abilitato iscritto all’albo da meno di cinque anni, senza la necessità che questi assuma anche responsabilità contrattuali>
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione
sul ricorso in appello n. 922 del 2006 proposto dalla ***
l’AZIENDA U.L.S.S. N. 17 DELLA REGIONE VENETO, costituitasi in persona del Direttore generale l.r. p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Mario Testa, elettivamente domiciliata in Roma, via Confalonieri, n. 5, presso lo studio dell’avv. Salvatore Di Mattia;
della sentenza n. 105 del 18.1.2006/20.12006, pronunciata dal Tribunale amministrativo regionale del Veneto, sez. I;
visto l’atto di costituzione in giudizio e l’appello incidentale interposto dall’A.s.l. n. 17, d’ora innanzi denominata “Asl” o “Azienda”;
uditi alla pubblica udienza del 12.5.2006 gli avv.ti Domenichelli ed A. Manzi, su delega dell’avv. L. Manzi, per gli appellanti in via principale, nonché l’avv. Testa per l’Azienda intimata;
1. Gli appellanti, componenti di un costituendo Raggruppamento temporaneo di imprese (R.T.I.), impugnano la sentenza “immediata”, specificata in epigrafe, con cui il T.a.r. per il Veneto ebbe a respingere il ricorso, dagli stessi proposto in prime cure, onde ottenere l’annullamento del verbale della Commissione di gara n. 1 del 1°.12.2005, con il quale la parte ricorrente fu esclusa dalla gara d’appalto indetta dall’Azienda sanitaria per l’affidamento, tra l’altro, dei servizi di progettazione definitiva relativi alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero unico per acuti.
4. Per una migliore intelligenza delle questioni devolute alla cognizione del Collegio, giova ulteriormente riferire che la Commissione giudicatrice della gara della quale si controverte escluse il R.t.i. costituendo per due ragioni: in primo luogo, rilevò che, nell’istanza di partecipazione presentata dal mandante Arch. Giulio ***, quest’ultimo – “giovane professionista” ai sensi dell’art. 51, comma 5, del D.P.R. n. 554/1999 – aveva dichiarato una quota di partecipazione alla realizzazione del servizio pari allo 0,5 per cento. Tale misura percentuale fu considerata in contrasto con quanto stabilito dal Disciplinare di gara, nella parte in cui si stabiliva che il valore della prestazione eseguita da ogni singolo componente del raggruppamento non dovesse essere in ogni caso superiore al valore dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi documentati dallo stesso componente, incrementati di un quinto. Più in particolare, l’Organo di gara opinò che il sunnominato Arch. Giulio ***, avendo dichiarato di non possedere alcuno dei suddetti requisiti, a mente della lex specialis non avrebbe potuto assumere alcuna quota del servizio.
Sul punto il T.a.r. disattese le determinazioni della Commissione, divisando che la circostanza del mancato requisito economico-finanziario e tecnico-organizzativo in capo all’Arch. Giulio *** – al lume della ratio sottesa all’art. 51, comma 5, del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 – non fosse di ostacolo all’effettuazione da parte di un giovane professionista di almeno una quota, seppur minima, del servizio bandito.
Oltre alla descritta insufficienza testuale della lex specialis, gli impugnanti in via principale obiettano, sotto altro aspetto e con articolate argomentazioni, che un’esclusione motivata dalla mancata indicazione – dovuta ad un mero errore materiale di redazione – di una minima parte del servizio nemmeno fosse ammissibile alla stregua di un’esegesi di natura teleologica del precetto recato dal Disciplinare.
Al riguardo, si è stigmatizzata la carenza di un significativo interesse pubblico alla formalistica osservanza della regola della completa determinazione preventiva delle quote di partecipazione dei componenti, stante l’assenza di negativi riflessi sulla par condicio tra i concorrenti e considerata, nella fattispecie, l’assoluta mancanza di interferenze con la garanzia della perfetta esecuzione dell’incarico di progettazione esitato, in ragione dell’ampia capienza dei requisiti posseduti dagli altri soggetti facenti parte del R.t.i..
A torto, difatti, il T.a.r. – muovendo da una distorta lettura del dato positivo – ha giudicato non sufficiente la seconda ragione dell’esclusione. Contrariamente a quanto opinato dal primo giudice il comma 5 dell’art. 51 del D.P.R. n. 554/1999 non prescrive affatto come obbligatoria la partecipazione ai R.t.i. di «un professionista abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione». La norma, in realtà, parla soltanto di “presenza”. Detto altrimenti, la previsione sulla necessaria presenza di un giovane professionista (scolpita dagli art. 17, comma 8, della L. n. 109/1994, e del succitato art. 51, comma 5, del regolamento) ha evidenti finalità di carattere “promozionale”, ma non può essere intesa come prescrizione di un vero e proprio obbligo di "associare" il giovane professionista al raggruppamento.
Ne consegue che, ai fini della valida partecipazione di un R.t.i. a procedure indette per l’aggiudicazione di servizi di progettazione, è sufficiente che nella compagine del raggruppamento sia contemplata la presenza, con rapporto di collaborazione professionale o di dipendenza, di un professionista abilitato iscritto all’albo da meno di cinque anni, senza la necessità che questi assuma anche responsabilità contrattuali.
Orbene l’associazione – diversamente dalla “presenza” imposta dal dato positivo – rimonta sempre ad una scelta consapevole e volontaria riservata agli altri componenti del R.t.i. e, dunque, non sono trapiantabili i principi, poco sopra enunciati, riguardo all’irrilevanza di errori materiali di minima entità: laddove la difformità consegua ad un atto di volontà, consapevolmente posto in essere, non vengono in rilievo l’entità né la misura dell’intenzionale scostamento di un’offerta dalla normativa di gara.
Così deciso in Roma, nella sede del Consiglio di Stato, nella camera di consiglio del 15.5.2006

References: art. 17
 art. 51
 sentenza 
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 art. 17
 art. 51