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Timestamp: 2018-08-19 05:27:05+00:00

Document:
Denuncia contro i P.M. Annamaria Lucchetta (R.G.N.R. 45579/04 Procura (NA)) e il P.M. Dott. Francesco Raffaele (R.G.N.R. 7225/04 Procura Nola) archiviati nel 2005 senza fare indagini su estorsione. > vs Magistrati > Esposti, denunce, querele > Denunciati & Querele... > Delitti in Tribunale > Diritti Violati, Vite nella ragnatela della Malagiustizia
Premessa l'obbligatorietà per il Pubblico Ministero di esercitare l'Azione Penale ex art. 112 Costituzione Italiana;
Premesso che nel caso in questione l'elusione dell'obbligatorietà dell'azione penale da parte dei magistrati in appresso citati ha leso sia il principio fondamentale di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge come previsto dalla Costituzione italiana all'Art. 3, impedendo che i responsabili del reato denunciato venissero perseguiti, sia il principio di legalità, in quanto può essere soltanto la legge a determinare chi debba essere punito e chi debba andare esente da pena;
Che il mancato esercizio dell'azione penale in presenza di fattispecie criminose denunciate come reato di estorsione ha consentito e consente ai denunciati e ai loro mandanti e ai loro complici sodali la commissione di un'altri reati anche per conseguire la negazione di giustizia a danno mio e della mia famiglia;
Premesso che le fattispecie riguardanti i due P.M. sono del tutto simili, ognuno per il procedimento avuto in cura, per averne procurato l'archiviazione senza fare indagini sulla parte sostanziale della denuncia che, rispettivamente riguardavano una truffa e una frode processuale consumata in Napoli, anche in sede di Arbitrato e dinanzi alla Giustizia ordinaria c/o il Tribunale di Napoli, dott. Mauro Criscuolo, proc. civ. 13288/98, e proseguita in Casalnuovo di Napoli, presso l'allora ns domicilio, avvalendosi degli atti avuti in proprio favore in Napoli, la cui illegittimità formale e sostanziale era nota alla ns controparte
con il presente esposto, denuncia e querela
per elusione con omissione ed inerzia dell'obbligo dell'azione azione penale conseguente le denunce depositate il giorno 20.06.2004 e 27.08.04 e successive presso le Proc ure di Nola e Procura di Napoli, (vedi, in particolare ma non solo, la denuncia del 20.06.2004 c/o i Carabinieri di Casalnuovo di Napoli) e vedi PDF denuncia del 27.08.04 e confronta allegati.
Denuncia esponenti comportamenti tutti facenti parte di un medesimo disegno criminoso concludenti in truffa e frode giudiziaria seguita da estorsione, per fatti accaduti in Napoli a partire dal 23.07.1993 presso la sede della società venditrice S.p.A. Del Vecchio costruzioni, Corso Vittorio Emanuele n. 130, continuati presso lo Studio dell'Avv.to Pasquale Litterio, da parte dell'Avvocato Roberto Morante e Fiorillo Gennaro per Patrizia Boldoni (dall'1.10.1997 a fine Arbitrato), reiterati dai medesimi presso il Tribunale di Napoli, favoriti anche da falsità del C.T:U. Santo Flagiello e da errore del Giudice Criscuolo Mauro nel procedimento civile 13288/98 sentenza n. 309/04 portati a compimento ricorrendo alla Forza Pubblica con scudo la sentenza n. 309 solo apparentemente legittima, frutto di responsabilità del magistrato Mauro Criscuolo ma che loro sapevano ingiusta. Ripetuti nel procedimento civile n. 1360/04 presso la Corte di Appello di Napoli, IIIa Sez. Civ., tentati anche presso la Suprema Corte di Cassazione, stavolta senza successo. Reiterandi nei procedimenti attualmente incorso a mezzo del disconoscimento delle proprie responsabilità per l'originaria e radicale abusività di un appartamento e sue pertinenze che pretendevano venisse rogitato "in quanto prenotato a mezzo preliminare", nonostante fosse privo dei requisiti minimi per essere immesso in commercio.
Il tutto non rilevato in sede di atto dal notaio Nicola Capuano (Via Depretis n. 5 Napoli) e dai magistrati, non solo quelli quì denunciati ma come si vedrà anche molti colleghi, che hanno avuto in cura i procedimenti fin'ora aditi in varie sedi competenti per territorio e dove si sono ulteriormente diramati per il conseguimento della Giustizia per i motivi origginari e par la compressione dei nostri diritti in varie sedi giudiziarie, giustizia tutt'ora inseguita.
Col senno di poi e solo dopo pronunce giudiziali e Amministrative definitive, le ultime recentissime, abbiamo compreso che il vero motivo di tanta resistenza da parte della nostra controparte, arrivando a coinvolgere un piccolo esercito di magistrati certamente deviati, é che le ns denunce, metteno a rischio una colossale operazione criminale andata in porto, che ha procurato arricchimenti illeciti milionari agli autori materiali e perduranti ai mandanti di una enorme speculazione edilizia totalmente abusiva, realizzata su suoli agricoli di proprietà di un ente di culto controllato dalla Curia di Napoli.
Già il 16 e il 17.06.2004 avevamo depositato presso il Comune (prot. 23517) e presso i Carabinieri di Casalnuovo (NA) denunce riguardanti i reati ivi subendi, dalle quali denunce si originò presso la Procura di Nola il Procedimento Penale n. 7225/04.
Ci rivolgemmo alla Giustizia penale dopo che il deposito presso la Cancelleria della II Sez. Civ. del Tribunale di Napoli il 13 gennaio 2004 della sentenza n° 309 ci aveva (in modo apparentemente indiretto ma secondo noi doloso) esposto a subire l'estorsione che i rappresentanti legali della società ci avevano fatto pervenire anni prima (oltre il danno di aver perso 110 milioni di lire versati per un immobile al rogito rivelatosi incommerciabile e il mancato riconoscimento di 80 milioni di lire di risarcimenti che ci spettavano dal 1995).
L'epilogo dell'estorsione, della quale è stato testimone anche il nostro legale Avv.to Raffaele Leone e il Civilista Avv.to Vittorio Balzano, è descritto dall'Ufficiale Giudiziario Antonio Velardi nelle sue relazioni (vedi documento)
Presso la Procura di Napoli il Pubblico Ministero Lucchetta, sebbene aveva ricevuto accertamenti positivi dai Carabinieri di Casalnuovo e ascoltato i testimoni, tra i quali anche il tecnico che aveva eseguito gli accertamenti, (tutti i testimoni stettero zitti su fatti che avevano il dovere di consocere e che avrebbero aiutato la giustizia a fare il suo corso, del resto bastaba che il magistrato li interrogasse sulla racc. prot. 53150 e il giudizio avrebbe potuto prendere il giusto corso) chiese una prima volta l'Archiviazione il 4 marzo 2005, poi, costretta dal G.I.P. dott. Vincenzo Caputo a proseguire le indagini, dopo altri accertamenti non significativi ai fini dell'accertamento della verità delle mie denunce, il 16 dicembre 2005 chiese ed ottenne dal Dott. Caputo l'archiviazione. A nulla valse la mia Opposizione in Cassazione (al modico costo di 5000 Euro più IVA per compensare il legale, respinta per inammissibilità). A un P.M. onesto le prove presenti nel fascicolo avrebbero però consigliato l'azione penale.
Seguono gli allegati essenziali già depositati nel procedimento di 1° grado, a causa del quale esito si rese indispensabile il ricorso alla Giustizia in sede penale, e poi anche alle denunce, cui nessun magistrato ha dato la giusta importanza, premesso quanto segue:
il tema fondante del giudizio adito in sede civile avrebbe dovuto vertere (vedi Sentenza favorevole Corte Suprema di Cassazione R.G. n. 7632/211) <<sull'obbligo del promittente acquirente di un immobile in costruzione (successivamente all'entrata in vigore delle leggi n. 47/85, 122/89 e seguenti) di pervenire al rogito nonostante l'immobile fosse, al rogito, privo dei requisiti minimi per essere immesso in commercioe a prescindere dall'aver accettato clausole compromissorie escludenti l'obbligo del venditore>>;
Le denunce al Comune e ai Carabinieri presso la tenenza di Casalnuovo di Napoli riguardavano gli abusi edilizi ancora in essere e mai denunciati presenti nel Parco delle Ginestre di via Strettola 20/22 e le violenze in ns danno (mascherate da esecuzone giudiziaria) rivolteci contro in loco dall'ottemnimento della sentenza n° 309/04;
La denuncia presso la Procura di Napoli riguardava:
la truffa nel preliminare fattoci sottoscrivere mentre già operavano la costruzione in stato di totale abusivismo immobiliare;
la tentata truffa al rogito dopo che ci avevano consegnato l'immobile un anno prima nascondendone l'illegittimità;
la truffa in Arbitrato, avuto inizio l'1.10.1997 e conclusosi con un nulla di fatto;
la frode processuale nel giudizio conclusosi con la sentenza n° 309/04, cui oltre il subentrato rappresentanti legali della società Ciro Rossi si erano associati il loro difensore, Avv.to roberto Morante, il loro procuratore in Arbitrato e teste nel giudizio di 1° grado ing. Gennaro Fiorillo, il C.T.U. Santo Flagiello, con ben 2 relazioni inveritiere (oltre ad aver perseverato nell'omertà quando interrogato dal P.M. Lucchetta, insieme a D'Alise e Mazzuoccolo) il giudice Criscuolo Mauro, la cui decisione in sentenza favorevole alla controparte e la conseguente applicazione in favore delle norme in tema di aliud pro alio, non era nè il frutto di interpretazione di norme, nè il frutto di valutazione delle prove, unidirezionalmente convergenti a rivelare lo stato di total eillegalità urbanistico amministrativa connotante l'immobile, diversamente da come dichiarato al rogito dalla venditrice;
La falsità ideologica e materiale delle dichiarazioni e degli atti presentati dalla resistente nel procedimento civile n. 1360/04, che avevamo adito in Appello contro la decisione nella sentnenza n° 309/04, con particolare riferimento agli atti depositati nell'udienza del 28 aprile 2005 e 30 maggio 2005;
Il non riuscito tentativo di inquinare il procedimento anche in Cassazione, con tutte le conseguenze negative che ci hanno procurato e ci procurano;
Costringerci tutt'ora, nel nuovo giudizio in Appello, a denunciare l'attentato al libero formarsi del convincimentto dei magistrati da parte dai responsabili legali e difensori della nostra controparte (Corte di Appello, seconda sez. Civ. R.G. n. 2958/2011 Dott..ssa Piscitiello (vedi filmato-denuncia) con irregolarità che, impedendo al magistrato giudicante di conoscere e delibare, fin dall'inizio del giudizio, suglii atti essenziali e determinanti da noi depositati dalla prima udienza, hanno procurato il rinvio della udienza del 4 dicembre 2013 al 16 giugno 2015, il tutto senza che il magistrato lamentasse l'irregolarità nella Atti già depositati nei fascicoli dal giudizio di primo gradocompilazione della rubrica interna al fascicolo processuale.
Atti presenti nel fascicolo in I° grado forniti anche ai P.M. che hanno deciso le archiviazioni senza iscrivere i denunciati per estorsione ai modelli previsti ex art. 335 c.p.p.
a) 06.12.1995 - Raccomandata Tecnico Istruttore istanza condono - Richiesta integrazione inadempiuta! GIà depositata nel procedimento civile di 1° grado!
b) 15.09.1999 - Mai chiesto certific;azione Abitabilità per le case di via Strettola!
c) 20.03.2003 - Incongruità pagamenti condono!
d) 24.02.2004 - Mancata denuncia abusi edilizi nel condono c/o il Comune di Casalnuovo (NA)
e) 29.11.2004 - Primo accertamento abusi parco delle "Ginestre" via Strettola, Casalnuovo (NA)
La Dott.ssa Lucchetta eluse la ns domanda di giustizia tacendo sui fatti contestati in Napoli per concentrarsi su quelli in Casalnuovo, per poi dichiararsi incompetente per territorio, dopo di che fece inviare la denuncia a Nola, dove fu archiviata dal Dott. Francesco Raffaele, come aveva archiviato anche il procedimento penale R.G.N.R. n. 7225/04, senza prendere in considerazione che autori che agivano in consapevolezza dei realizzandi reati costrinsero una famiglia, che non poteva difendersi se non ricorrendo alla giustizia, a subire una sentenza attestante il falso, con conseguenze non solo patrimoniali che già si potevano prevedere gravissime.
Rispetto a quanto denunciato e documentato, ci aspettavamo che il P.M. Lucchetta avesse potuto sussumere che i responsabili del Comune di Casalnuovo e il CTU sentiti come persone informate dei fatti avevano taciuto il vero o dichiarato il falso (ad esempio i Tecnici del Mazzuoccolo e D'Alise sulla condizione di non procedibilità della istanza di condono n. 2780/95 prot. 10503 (sostitutiva della n. 1947/95 prot. 9451) mai operative (vedi racc. del 6.12.1995 prot. 53150 del Comune di Casalnuovo di Napoli al punto a) che precede), improcedibilità che era loro dovere conoscere) oppure quanto evidente dall'accertamento sui luoghi del 29.11.2004, denunciato dal Dalise con prot. 50944 del 14.12.2004 che evidenziava abusi che ai sensi della legge 724/1994 erano incondonabili. Il tutto senza suscitare la curiosità o la necessità di approfondimento né nel Dott. Raffaele né nella Dott.ssa Lucchetta.
Leggi testimonianza Santo Flagiello, CTU nel proc. Civ. concluso in ns danno n. 13288/98 Trib.le di Napoli
Leggi testimonianza Dott. Gaetano Mazzuoccolo, responsabile UTC Casalnuovo di Napoli negli anni degli abusi edilizi
Leggi Testimonianza Arch. Domenico D'Alise, Architetto responsabile ufficio Condoni e Antiabusivismo presso il Comune di Casalnuovo di Napoli, oggi, come ai tempi degli abusi;

References: art. 112
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 335
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