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Timestamp: 2020-08-11 16:59:12+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26589 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26589 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.21/12/2016), n. 26589
sul ricorso iscritto al n. 24119 – 2015 R.G. proposto da:
P.I., – c.f. (OMISSIS) – + ALTRI OMESSI
Avverso il decreto dei 2/27.2.2015 della corte d’appello di Roma,
assunto nel procedimento iscritto al n. 59319/2010,
ottobre 2016 dal consigliere dott. Luigi Abete.
Con ricorso al tribunale amministrativo regionale della Campania depositato il 22.1.1992 – unitamente al quale era depositata istanza di fissazione di udienza – P.I., + ALTRI OMESSI
Depositate in data 9.1.2009 istanze di prelievo ed ulteriori solleciti ai fini della risoluzione del giudizio, l’adito tribunale amministrativo definiva la lite con sentenza n. 21975 depositata il 28.10.2010.
Con separati ricorsi, all’uopo riuniti, alla corte d’appello di Roma P.I., + ALTRI OMESSI
Con decreto dei 2/27.2.2015 la corte d’appello di Roma rigettava le domande e compensava le spese.
Dava atto la corte che nel giudizio “presupposto”, pendente al 16.9.2010, dì di entrata in vigore del codice del processo amministrativo, era stata presentata istanza di prelievo in data 15.10.2008 ed in data 2.1.2009.
Indi esplicitava che, in virtù dell’ultimo inciso del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, comma 2, convertito nella L. n. 133 del 2008 e come modificato dall’art. 3, comma 23, all. 4 del D.Lgs. n. 104 del 2010, la domanda di equa riparazione doveva reputarsi improponibile limitatamente al periodo antecedente alla presentazione dell’istanza di prelievo.
Esplicitava ulteriormente che a decorrere dal 15.10.2008, dì dell’antecedente istanza di prelievo, al 5.10.2010, dì del deposito delle domande di equa riparazione, non era trascorso il periodo – pari a tre anni – di ragionevole durata.
Avverso tale decreto hanno proposto ricorso sulla scorta di sette motivi P.I., + ALTRI OMESSI
Con il primo motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dall’all. 4 del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81 della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Deducono che, qualora l’istanza di prelievo, siccome avvenuto nel caso di specie, sia stata proposta antecedentemente al 16.9.2010, data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo, -dovrà essere indennizzato l’intero periodo di lungaggine processuale” (così ricorso, pag. 11); che, più esattamente, la presentazione dell’istanza di prelievo rende nel caso di specie incontrovertibile il diritto all’indennizzo sia con riferimento al periodo precedente sia con riferimento al periodo successivo alla presentazione dell’istanza stessa.
Con il secondo motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dall'”all. 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81 della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Con il quarto motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dall'”all. 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Con il quinto motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dall'”all. 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Con il sesto motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54 come modificato dall'”all. 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Deducono che alla stregua della documentazione prodotta la corte territoriale “avrebbe dovuto concludere che nella specie alcuna istanza di prelievo era necessaria e che la lungaggine processuale era imputabile solo ed esclusivamente all’organo giudicante” (così ricorso, pag. 34).
Si rappresenta che nel caso di specie il giudizio “presupposto” era pendente alla data del 16.9.2010 – dì a decorrere dal quale è divenuto operativo il D.Lgs. 25 giugno 2008, n. 112, art. 54, comma 2, convertito nella L. 6 agosto 2008, n. 133, siccome modificato dall’art. 3, comma 23, all. 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – atteso che la sentenza che lo ha definito, è sopraggiunta in data 28.10.2010.
Conseguentemente la presentazione nel giudizio “presupposto” dell’istanza di prelievo senza dubbio condizionava e condiziona l’utile proposizione della domanda di equa riparazione sia con riferimento al periodo decorso successivamente sia con riferimento al periodo decorso antecedentemente alla presentazione della medesima istanza di prelievo (cfr. Cass. 15.2.2013, n. 3740, secondo cui, in tema di equa riparazione per irragionevole durata del processo amministrativo, ai sensi del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, comma 2, come modificato dall’art. 3, comma 23, all. 4 al D.Lgs. n. 104 del 2010, nei giudizi pendenti alla data del 16.9.2010 la presentazione dell’istanza di prelievo condiziona la proponibilità della domanda di indennizzo anche per il periodo anteriore alla presentazione medesima).
Nondimeno questa Corte spiega che, in tema di equa riparazione per irragionevole durata del processo amministrativo, l’istanza di prelievo, anche quando condiziona “catione temporis” la proponibilità della domanda di indennizzo, non incide sul computo della durata del processo, che va riferita all’intero svolgimento processuale e non alla sola fase seguente detta istanza (cfr. Cass. 1.7.2016, n. 13554).
In accoglimento del ricorso il decreto dei 2/27.2.2015 della corte d’appello di Roma va cassato con rinvio alla medesima corte in diversa composizione.
All’enunciazione – in ossequio alla previsione dell’art. 384 c.p.c., comma 1 – del principio di diritto – al quale ci si dovrà uniformare in sede di rinvio – può farsi luogo per relationem, negli stessi termini espressi dalla massima desunta dall’insegnamento di questa Corte n. 13554 dell’1.7.2016 dapprima citato.
La corte accoglie il ricorso; cassa il decreto dei 2/27.2.2015 della corte d’appello di Roma; rinvia alla stessa corte d’appello di Roma in diversa composizione anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
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 art. 9
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 Cass.