Source: http://espertocasaclima.com/2012/10/23/isolamento-tetto-solaio-latero-cemento-lana-vetro-fibra-legno/comment-page-1/
Timestamp: 2019-07-18 11:45:52+00:00

Document:
intervenire su un tetto inclinato realizzato in solaio 16+4 latero cemento. Quale coibente utilizzare? I poliuretanici? non offrono sfasamento. Le lane di roccia? I nuovi pannelli in lana di vetro ad alta densità con elevata resistenza alla compressione? | espertoCasaClima
Come isolare un tetto con solaio in latero cemento?
47 Repliche
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La committenza ha deciso di intervenire sul tetto, un solaio inclinato in latero cemento 16+4.
La casa è abitata e tutti sono preoccupati per le piogge durante il rifacimento della copertura. Io non sono preoccupato, sul solaio, si può posare un freno al vapore con le giuste caratteristiche:
resistente alle intemperie durante i lavori
Quale coibente utilizzare?
I poliuretanici? non offrono sfasamento.
Le lane di roccia?
I nuovi pannelli in lana di vetro ad alta densità con elevata resistenza alla compressione?
Se sotto il tetto ci abitano, lo sfasamento aiuta molto il comfort: non tanto perchè lo sfasamento ci assicura che il sole resti fuori, ma piuttosto perchè tutta la massa interna del solaio (che non si surriscalderà più come prima) permetterà d’estate di scaricare energia e d’inverno di accumularla.
Con soli 14 cm di pannelli in fibra di legno abbiamo già una trasmittanza U pari a 0,25 W/mq·K ( dovrebbe essere 0,24 in zona climatica E!) e sfasamento di quasi 14 ore,
ma come dicevo, la massa interna adesso offre una capacità termica areica interna di ben 71 kJ/mq·K: questa sì è una bella prestazione!
Tutto questo solaio pesante che prima era solo fonte di dispersione e di surriscaldamento diventa accumulo e inerzia.
I nuovi pannelli in lana di vetro ad alta densità si vantano di avere una trasmittanza U dynamica di 0,191 e un calore specifico pari a 1030 J/kg.K.
addirittura più bassa di quella richiesta per legge (0,20) e ben 0,009 Watt sotto il limite del DPR 59 !
🙁 faccio notare che nell’immagine qui sopra c’è un errore: la trasmittanza termica periodica moltiplica i metri quadri per il simbolo K (Kelvin, dal grande Lord Kelvin) e NON k (kilo, 1000).
il D.P.R. del 2 aprile 2009 n.59 si occupa di contenere l’energia consumata per il raffrescamento e raccomanda di rispettare bassi valori di trasmittanza termica dinamica (o periodica): Udyn basso = buona capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h: per il tetto è richiesta una Udyn < 0,20W/mqK
Con lo stesso spessore in fibra di legno otteniamo trasmittanza termica periodica Udyn pari a 0,15W/mq·K (25% meglio) e pari a 0,04W/mq·K considerando il solaio
Confrontiamo anche il calore specifico della fibra di legno ( 2100 J/kg.K), è più del doppio della lana di vetro !
Non avrei dubbi sulla scelta del materiale coibente, e poi, gli sfridi della fibra di legno ce li possiamo bruciare nella stufa d’inverno… 🙂
Se non si temono piogge ed il solaio è sano, senza crepe e senza fori, basta che sia pulito e si può posare la fibra senza un freno al vapore, prima dei listelli ci va un manto impermeabile trspirante garantito e la nuova copertura a falda ventilata è quasi pronta per affrontare i prossimi 30 anni.
ad Anna Maria
N.B. Se si tratta di una costruzione nuova, o di una struttura scoperchiata in stagione sfavorevole con precipitazioni, l’umidità contenuta nel calcestruzzo è una variabile di cui tenere conto nella stratigrafia! Certamente l’umidità presente nel calcestruzzo deve essere misurata: con un Misuratore di umidità di materiali professionale possiamo toglierci questo dubbio e continuare a progettare con tranquillità. Ho trovato questo strumento di misurazione di umidità di materiali ad un prezzo molto buono, con un click lo acquistate on line senza perdere tempo in ricerche:
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Questo articolo è stato pubblicato in isolamento tetto in latero cemento e taggato come Misuratore di umidità di materiali professionale, tetto in fibra di legno il 23 Ottobre 2012 da Federico Sampaoli
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47 pensieri su “Come isolare un tetto con solaio in latero cemento?”
Federico Sampaoli Autore articolo 29 Gennaio 2019 alle 17:02
ma questa stratigrafia com’è composta?
è una copertura piana con pavimentazione superiore?
MICHELA PASQUARELLI 29 Gennaio 2019 alle 16:58
Salve, avrei bisogno di valutare il modo migliore per asciugare l’isolante in fibra di legno FL150 della Celenit (quello senza cemento) che purtroppo sembra si sia bagnato a seguito di un danno al bocchettone della terrazza in occasione delle famose ultime bombe d’acqua che ha permesso infiltrazioni.
Ora non si vorrebbe demolire casa e togliere la fibra ma permettergli una asciugatura più veloce del naturale. Può darmi il suo parere? oggi vedo che esistono prodotti della pavatherm impermeabili ma nel 2012 non ne conoscevo purtroppo.
Federico Sampaoli Autore articolo 21 Marzo 2016 alle 10:13
ognuno conosce il proprio microclima e dunque può avere esigenze ben precise.
lo sfasamento ideale di un tetto è il maggiore possibile, naturalmente.
attualmente il tetto in latero cemento di 16+5 offre veramente nulla come protezione contro il caldo: uno sfasamento di circa 4 ore.
e le dispersioni in periodo invernale sono veramente elevate, con una trasmittanza di circa 2W/mqK.
con 16cm di xps le dispersioni si ridurranno di 10 volte, ma lo sfasamento raddoppierà solamente.
aggiungendo sul lato freddo 4cm di lana mineralizzata con cemento tipo Celenit si potrebbero superare le 13 ore.
le hanno anche proposto la soluzione del tetto ventilato.
lo strato di ventilazione è quello che ha la funzione di permettere al vapore (che ha attraversato il pacchetto traspirante) di uscire.
il bello è che una coibentazione in xps non è un pacchetto di isolamento traspirante.
infatti l’xps è materiale isolante indicato per zoccolatura di un sistema a cappotto oppure isolamento controterra o per fondazioni.
Rolando 20 Marzo 2016 alle 20:30
Complimenti per il sito e la capacità di spiegazione.
Devo coibentare un tetto in latero cemento di 16+5 con sotto locali abitati, la casa è in zona E in montagna in Abruzzo dove il problema è più il freddo che il caldo anche se in estate, per alcuni periodi, la calura si sente bene, però la notte è sempre fresco.
Mi hanno proposto come sistema d’isolamento, tetto ventilato e xps di 16 cm con sfasamento di 9 h ore pensa che possa bastare?
Federico Sampaoli Autore articolo 17 Marzo 2016 alle 10:54
un tetto ventilato è una copertura dove il pacchetto isolante traspirante è in grado di smaltire il vapore che migra dall’interno verso l’esterno in regime invernale attraverso lo strato dedicato alla ventilazione: solitamente questo strato è sotto il rivestimento del tetto e sopra il telo traspirante e impermeabile.
la ventilazione di un pacchetti tetto traspirante è indispensabile a prescindere dall’esposizione della falda: Non si pensi che la ventilazione si sinonimo di tetto che “si sventola e si raffresca”.
i pannelli preaccoppiati con eps grigio con canali di ventilazione garantiscono pochissimo sfasamento estivo, quindi poco adatti per zona climatica ABCDE.
Vincenzo 16 Marzo 2016 alle 22:17
mi hanno proposto per la ventilazione del tetto in latero cemento invece dei travetti un sistema in EPS con anima di grafite, che si appoggia sull’isolamento in lana di roccia o celenit, pensa che possa andare bene o è meglio mettere i collaudati travetti?
Per le falde nella zona nord conviene mettere la ventilazione?
Federico Sampaoli Autore articolo 14 Febbraio 2016 alle 21:31
un pacchetto tetto come quello che lei sogna probabilmente non è un pacchetto traspirante e l’isolante è derivato dal petrolio, che farebbe il suo lavoro in inverno, ma d’estate non la proteggerebbe dal veloce surriscaldamento.
se non vuole rifare la copertura potrebbe prevedere una coibentazione dall’interno.
francesco 14 Febbraio 2016 alle 21:24
Salve, sono nella necessità di intervenire su un tetto a falde in laterocemento sotto cui ci abito situato in zona climatica C: attualmente l’unico isolante, se così si può chiamare, è costituito da uno strato di argilla espansa. Su una falda ci sono tegole e sull’altra solo la guaina, quindi le lascio immaginare il calore in estate e il freddo in inverno. Cosa mi consiglia nell’eventualità di scegliere la soluzione senza tegole? in pratica vorrei pulire tutto e aggiungere solo isolante e strato impermeabilizzante. Grazie per i consigli
Federico Sampaoli Autore articolo 15 Gennaio 2016 alle 17:12
lo sporto del tetto va coibentato all’intradosso e nella porzione di spessore. se non è possibile isolare la porzione di spessore per la presenza della gronda esistente non si deve rinunciare all’intradosso.
il tetto in legno per sua natura e struttura porta con se ponti termici assai meno forti, ma non offre massa e inerzia utili d’estate.
Agostino 15 Gennaio 2016 alle 15:12
Mi stavo documentando sull’isolamento della falda in latero-cemento ed ho trovato questo ottimo articolo.
Mentre mi sembrano abbastanza chiari i concetti legati alla coibentazioni delle pareti esterne (cappotto) non mi è chiaro come si possa intervenire per ottenere una perfetta coibentazione della falda. La parte che sporge.
L’articolo qui sopra tratta la coibentazione della faccia superiore del tetto, estremamente importante per contrastare l’insolazione estiva. Ma per quanto riguarda il freddo, non si dovrebbe intervenire anche sulla faccia inferiore della falda, quella che sporge dal fabbricato? E, per gli stessi motivi, anche sul profilo/perimetro della falda stessa?
O, se ciò non fosse possibile, è corretto dire che il tetto in latero-cemento è sempre perdente rispetto a quello in legno (almeno per ciò che riguarda l’inverno)?
Federico Sampaoli Autore articolo 31 Luglio 2015 alle 21:39
la falda in laterocemneto già garantisce ottima massa sul lato interno.
quindi le cose importanti sono due:
– intonaco di qualità senza cemento nella miscela per il lato interno.
– isolamento esterno con spessore e qualità ottimali per ottenere sfasamento elevato: fibra di legno.
Michele 29 Luglio 2015 alle 23:38
Salve sto progrettando la mia nuova casa con solaio della zona notte inclinato in latero cemento. Sono in provincia di PD. Quale sarebbe il migliore isolamento e la stratigrafia piu corretta, specialmente x il periodo estivo. Grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 18 Luglio 2015 alle 18:17
il Celenit N è lana di legno di abete rosso mineralizzata e legata con cemento Portland, quindi non è esattamente un pannello di fibra di legno che è un materiale solo coibente. Anche il Celenit N coibenta, non tanto quanto, ma isola termicamente anche lui (diciamo un 30% meno) perché la sua conduttività è 0,065 W/mK.
Naturalmente con l’aggiunta di uno strato di Celenit N la prestazione estiva della copertura migliora, ma si può fare un investimento così grande senza conoscere il risultato del calcolo di una stratigrafia tetto?
Lo strato in Celenit può arrivare senza accoppiare pannelli fino a 75mm.
Se proprio si vuole utilizzare il Celenit, meglio leggere questo articolo che verrà pubblicato domani: http://espertocasaclima.com/2015/07/tetto-stiferite-celenit/
Marco 18 Luglio 2015 alle 13:54
Volevo farle i complimenti per i suoi articoli e chiederle un suggerimemto.
Siamo nella necessità di intervenire su un tetto esistente e rimaneggiato più volte, abitazione ubicata nel nord est zona climatica E:
Situazione iniziale solaio in latero-cemento in SAP (costruzione anni 60)da 16 cm con cappa di copertura di circa 3 cm, guaina e tegoledi copetura.
In una recente ristrutturazione è stato aggiunto sopra alla guaina precedente un accoppiato di EPS cl 100 dello spessore di 10 cm con altra guina bituminosa e ricoperto con le tegole.
Fino ad ora il tetto è andato ben così inquanto la mansarda non era abitata.
Ora ci si ritrova nella necessità di utilizzare anche questa parte di abitazione e per non buttare via tutto il materiale coibente si pensava di aggiungere semplicemente sotto le tegola e sopra l’eps uno strato di 3 cm di Celenti N e ulteriore guaina.
Da schede tecniche sembra che il calore specifico sia inferore alla fibra di legno, ma la massa sembra che sia almeno doppia.
Cosa ne pensa o che altra soluzione consiglia di addottare sempre considerando di nn levare tutto il materiale coibente esistente per migliorare lo sfasameto e la vivibilità del sottotetto nella stagione estiva?
Grazie anticipatamente e saluti
Federico Sampaoli Autore articolo 9 Giugno 2015 alle 09:23
se il suo tecnico le ha proposto questa stratigrafia le avrà anche fatto vedere i calcoli risultanti.
chieda la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)
lo strato di ventilazione è fatto per permettere al vapore che attraversa la stratigrafia di uscire dal pacchetto tetto.
Vincenzo 8 Giugno 2015 alle 18:50
Salve, dovremmo fare l’isolamento sul tetto di latero cemento e sottotetto abitato (falda alta 4m punto più alto), zona E irradianza 266, mi è stato proposto un tetto ventilato con isolamento in lana di roccia da 15 cm e ventilazione.
Sembra corretto?
Il tetto è a falde sfalsate una a sud e una più bassa a nord, come si potrebbe chiudere la ventilazione sul colmo del tetto a sud? E sulla falda nord conviene fare la ventilazione?
Federico Sampaoli Autore articolo 30 Aprile 2015 alle 18:38
grazie, scherzosamente la chiamo passione professionale.
si tratta di una copertura non traspirante.
spero che le abbiano spiegato bene cosa le stanno proponendo:
una lastra in eps con spessore 4 cm e rialzi per ventilazione fino a 6 cm con strato calpestabile in OSB spessore 1,2 cm
il valore di trasmittanza termica U 0,51 W/mqK è riferito al solo pannello.
le hanno calcolato la stratigrafia intera per farle conoscere la trasmittanza termica del suo tetto dopo l’intervento di coibentazione?
visto che il sottotetto sarà abitato è importante la protezione dal caldo, chieda la verifica delle prestazioni della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore).
il sottotetto con questa stratigrafia sarà a forte rischio di surriscaldamento.
Alex 30 Aprile 2015 alle 12:18
Salve,complimenti per il blog trasuda una passione che in qualsiasi lavoro è garanzia di valore aggiunto. Considerando che per una casa di nuova costruzione in zona climatica D, mi è stata proposta come stratificazione isolante del tetto in laterocemento , la seguente :- Massetto di sabbia e cemento di 5 cm- membrana bituminosa spessore mm 4 (come Barriera a vapore)- pannello isolante ISOVENT PSE Grafite Isosystem 60/40 spessore 112 mm ( U=0.51 W/mqK)- listelli in abete- sottocoppo onduline sc380 (Lastra monostrato ondulata, a base di fibre organiche bitumate resinate come impermeabile)- tegole in cementoCome ulteriore input preciso che il sottototetto sarà abitato. Le volevo gentilmente chiedere se quanto sopra le sembrava idoneo ed efficacie per isolare dal caldo e dal freddo, o se ravvedeva grossolani errori.
Piero 8 Gennaio 2015 alle 14:41
Dovrei realizzare un pacchetto per isolamento termico di una copertura esistente in cemento spessore 20+4 cm, atta a garantire la certificazione energetica in classe A e l’eventuale possibilità della detrazione del 55%.
La palazzina si trova in fascia climatica D pertanto il valore da ottenere dovrà essere pari o inferiore a 0,260 W/mqK
La superfice stimata circa 200,00 mq e la finitura sarà realizzata con la posa di tegole tipo portoghesi.
Il tetto dovrà essere del tipo non ventilato.
Ho fatto una celere analisi, componendo in questo modo il pacchetto:
– barriera al vapore
– isolamento termico-acustico ad alta densità spessore non inferiore a 120 mm (ho trovato sia un materiale in fibre di legno che in poliuretano)
– guaina elastomerica
– manto di copertura
Qualcuno può darmi dei buoni consigli?
Federico Sampaoli Autore articolo 26 Luglio 2014 alle 21:23
il livello di umidità interna è da tenere più basso nella stagione di riscaldamento con una corretta ventilazione manuale.
un ricambio d’aria invernale assicura sempre una diminuzione dell’umidità interna.
installare qualche apparecchio di vmc decentralizzata in posizioni ottimali assicura un ottimo ricambio d’aria e qualità dell’aria.
l’investimento va dai 3-400euro ai mille per apparecchio.
consiglio vivamente quelli più costosi, per qualità di funzionamento, qualità dello scambiatore e filtri disponibili.
prima di decidere, progettare bene la posizione.
la copertura richiede sul lato caldo (sotto l’isolante) un freno al vapore e non una barriera al vapore!
Gianpiero 25 Luglio 2014 alle 00:02
Le pareti sono fatte per metá casa di tufo e la metá più nuova di poroton , ma tutta la casa é “cappottata ” con pannelli di polistirene da 4 cm, poi rasati con la colla e la rete con finitura di quarzo dato a pennello.
Ho già un rilevatore di umiditá in casa, chiaramente non professionale, e di inverno arriva a segnare anche 85 per cento di umidità al mattino. Oscilla mediamente tra i 60 e gli 80 per cento.
Qual’è il range di umidità ottimale?
Quanto costano i vmc?
Per la coibentazione pensavo di adottare una barriera al vapore a contatto col cemento, pannelli in fibra di legno, ventilazione e tegole.
Grazie mille e complimenti per l’innovativo e utilissimo blog
Federico Sampaoli Autore articolo 23 Luglio 2014 alle 18:37
se in copertura non ci si deve preoccupare del caldo estivo e del surriscaldamento degli ambienti sottostanti qualsiasi tipo di coibentazione esterna garantirà il contenimento delle dispersioni in periodo di riscaldamento e di conseguenza un sensibile aumento delle temperature superficiali interne delle falde.
con questa nuova situazione non succederanno più condense sulle superfici interne e la muffa non troverà terreno fertile.
resta da progettare la zona perimetrale, il nodo tra tetto e pareti esterne, se queste non riceveranno un cappotto esterno resteranno forti ponti termici a rischio condense e muffa.
certamente una corretta ventilazione permetterà di restare in valori di umidità interna equilibrati e qualità dell’aria accettabile. leggi anche http://espertocasaclima.com/2011/09/troppa-umidita-casa-termoigrometro-compra/
pensare all’installazione di qualche macchina vmc puntuale?
Gianpiero 23 Luglio 2014 alle 15:50
Salve, sono uno psicologo ma grande appassionato di edilizia ed ho grande attenzione per le energie rinnovabili. Detto questo dovrei ristrutturare un tetto fatto da travetti precompressi in cemento e tabelloni, all interno di casa intonacati e rasati e verniciati. All esterno il tutto é ricoperto da un massetto di cemento e sopra ci sono le tegole. Quest’inverno all interno di casa lungo i travetti si formava la muffa e la condensa. La casa è indipendente e di proprietá quindi non ho limiti nel l’uso di materiali. Quali migliorie mi consigliate per difedendermi dal freddo e umidità? Abito in montagna in provincia di rieti quindi non ho il problema del caldo estivo, bensì solo un grosso problema di freddo ed umiditá invernale. Le vernici termiche da interno aiutano.
Federico Sampaoli Autore articolo 28 Giugno 2014 alle 12:58
su questa copertura piana, se lei ha deciso di utilizzare come materiale il calcestruzzo cellulare autoclavato, non è necessario improvvisare una distesa di blocchi per costruzione. esistono specifici pannelli:
pannelli minerali isolanti come questi http://www.ytong.it/it/docs/Isolam_Coperture.pdf
giuseppe 27 Giugno 2014 alle 19:19
Salve e complimenti per il sito ricco di informazioni utili su una materia che trovo ampiamente ignorata ,non solo da me (che mi occupo di altro e sono il committente di una casa in costruzione a Roma), ma anche tra gli addetti ai lavori ( costruttori, architetti e geometri…) pur essendo indispensabile per il confort abitativo. Leggendo i vari articoli in merito all’isolamento termico ,con particolare riferimento alla protezione dal caldo estivo del tetto piano in latero cemento, credo di aver appurato una sua preferenza per la fibra di legno e volevo chiederle un parere sui blocchi in cemento autoclavato, tipo airbeton.
Normalmente sono usati per le tamponature ma stavo pensando ad un impiego “disteso” all’estradosso del solaio di copertura per una terrazza praticabile: 24 cm di spessore di airbeton350 dovrebbero garantire uno sfasamento di 8,6ore (immagino da sommare a quelle proprie del solaio da 24cm ) con un peso di “solo” 87kg a mq . Con spessori piu alti , essendo lavorabile, si potrebbe ricavare direttamente la pendenza per le acque piovane e ricoprirlo con un massetto su cui porre guaina e pavimentazione.
Un ‘altra curiosità: cosa pensa delle guaine liquide monocomponente tipo Nanoflex della Kerakoll : sono compatibili con un massetto posto sopra dei pannelli in fibra di legno? Cioè il massetto, nello spessore opportuno, rimane stabile senza fessurare la guaina e allo stesso tempo quest’ultima può consentire la fuoriuscita del vapore?
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Maggio 2014 alle 07:58
Quando l’XPS in spessori ragionevoli non offre adeguato sfasamento non ci resta che progettare un tetto piano con coibentazione in fibra di legno. Sì non si deve bagnare. Sì si deve fare più attenzione. Sì la realizzazione e la posa devono essere perfette:
solaio in cls
guaina barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariabile
manto impermeabile in poliolefine
eventuale strato ulteriore in XPS anche a protezione dell’impermeabilizzazione
pavimentazione flottante
raffaele 7 Maggio 2014 alle 22:11
Allora cosa mi consigli? Considera che ho uno spessore limitato, per esigenze architettoniche ho sul solaio di copertura solo un muretto di circa 24 cm, in tale spessore dovrei creare anche un adeguata pendenza per le acque piovane.
Federico Sampaoli Autore articolo 7 Maggio 2014 alle 15:37
non credo che facendo la verifica della prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore) gli 8 cm di polistirene proteggano dal surriscaldamento.
legislazione a parte, se passa il calore vi surriscaldate! lavoro inutile.
perchè posate un freno al vapore se il vapore non uscirà mai dalla guaina posata sul lato freddo?
Le lastre Elyfoam sono prodotte in polistirene espanso estruso (XPS), isolante formato da un polimero termoplastico espanso a celle chiuse: la scheda tecnica parla di ottima traspirabilità, ma penso che sia un errore di stampa visto che la Resistenza alla diffusione del vapore acqueo è > 100.
Materiali con densità di 30kg/metrocubo e calore specifico 1450 J/kgK sono più indicati per la protezione dal freddo.
raffaele 7 Maggio 2014 alle 10:55
Salve, io sto realizzando un abitazione ex novo con copertura piana in laterocemento. L’abitazione è in Campania, la provincia è Caserta. Aveveo pensato come stratigrafia:
– Solaio in laterocemento da 24 cm;
– Strato di pulizia e livellamento di circa 1, 5 cm con malta e cemento;
– Membrava freno vapore (indeciso sulle caratteristiche);
– Strato di polistirene da 8 cm (Brianza Plastica Elyfoam);
– Massetto delle pendenze utilizzando materiali coibentanti nell ‘impasto ( spessore variabile dai 6 cm ai 10 cm);
– Primer;
– Guaia plastomerica da 4 mm.
Lo slessore a mia disposizione è limitato per esigenze architettoniche.
Federico Sampaoli Autore articolo 8 Aprile 2014 alle 09:50
economicamente parlando sarebbe meglio intervenire nel sottotetto, con materiali più salubri che offrono molta più protezione dal caldo.
jury 4 Aprile 2014 alle 20:33
Salve , Sto valutando attraverso il vostro sito l’adozione di una guaina specifica su opera di rifacimento manto di copertura;
Il mio lavoro è da svolgersi in provincia di Siena, il tetto da ripristinare attualemtente è costituito da travetti in CA, tavelloni e sovrastante manto.
Il ripristino prevede il rifacimento della soletta, la messa in opera di un pannello di lana di roccia da 15, posizionamento di nuove tegole.
Dal sito della Rockwool si capisce che consigliano l’adozione di due strati di barriere una prima dell’isolante a contatto con il solaio inclinato ed uno sopra sotto i tegolini….
Quindi nella mia ipotesi sarebbe meglio adottare un un freno al vapore piuttosto di una barriera al vapore da mettere tra il getto del solaio inclinato e l’isolante in modo da rallentare ma non impedire all’eventuale umidità di traspirare all’esterno…
Cosa importante è da dire che tra il vano abitato ed il soalio di copertura vi è un sottotetto non scaldato….
Federico Sampaoli Autore articolo 13 Luglio 2013 alle 18:05
il contenuto di umidità del calcestruzzo si può verificare con un Misuratore di umidità di materiali professionale. leggi http://espertocasaclima.com/lo-sapevate-che/tecnologia-espertocasaclima/
Luca83 11 Luglio 2013 alle 12:06
Buongiorno Federico. Rifacendomi a quanto detto da Paolo in precedenza, se il solaio è di nuova costruzione è comunque meglio utilizzare un telo igrovariabile per far uscire l’umidità presente nel calcestruzzo giusto?questo sia che si utilizzi un isolante in fibra di legno o in xps.
Federico Sampaoli Autore articolo 10 Luglio 2013 alle 23:11
se il solaio è in buono stato senza crepe ed avvallamenti il solaio garantirà la tenuta all’aria proveniente dall’interno (attenzione agli elementi passanti (camini, aeratori, sfiati) ed ai Velux.
solitamente gli strati coibenti sono posti in opera a secco, con posa sfalsata tra i corsi
la posa dei listelli di ventilazione per manto di copertura, sul pacchetto di isolamento, richiede il fissaggio con tasselli che raggiungono il solaio in laterocemento
se abbiamo grossi spessori nel primo strato saranno interposti listelli in legno di sezione pari allo spessore dell´isolante paralleli alla gronda, fissati con tasselli ad espansione sul solaio esistente: servono al successivo fissaggio dei listelli di ventilazione.
paolo 9 Luglio 2013 alle 18:40
Buongiorno, volevo chiedere se era necessario un freno vapore fra il solaio e la fibra di legno, leggo che qualcuno consiglia di metterla dal suo articolo leggo che non è necessaria. Volevo anche chiedere come si fissa la struttura al solaio, posso usare i tasselli che si usano per il cappotto? In quel caso pero’ sarei costretto a forare la membrana impermeabile è un problema? puo’ chiarirmi questi punti.
Federico Sampaoli Autore articolo 13 Marzo 2013 alle 18:15
Una coibentazione di un pacchetto tetto traspirante deve avere come ultimo strato un manto impermeabile ma traspirante. La ventilazione di pochi cm serve solamente a permettere lo smaltimento del vapore che ha passato il pacchetto, altrimenti viene intrappolato nel coibente per tutta la stagione invernale e non riuscirà a tornare indietro durante la stagione estiva.
Il problema dei 10cm è più che altro un problema di scarso sfasaemnto.
Sandra 13 Marzo 2013 alle 11:22
Buongiorno, come il sig. Filippo devo rifare il manto di copertura di un tetto con solaio in latero cemento ma con la possibilità di aumentare l’altezza di soli 10 cm. Non potendo utilizzare la ventilazione per smaltire il vapore acqueo, se ho capito bene, ha consigliato di installare sopra il solaio una barriera all’aria e freno al vapore con diffusione igrovariabile, poi l’isolante in fibra di legno, la membrana impermeabile traspirante e sopra la membrana i coppi. Questa soluzione e’ necessaria anche se il sottotetto non è abitabile?
Nel caso di sottotetto abitabile con coibentazione interna esistente in stirodur e lastra in cartongesso, dopo aver isolato esternamente conviene rimuovere l’isolamento interno?
Federico Sampaoli Autore articolo 3 Febbraio 2013 alle 17:13
i prodotti proposti nei link (più inclini alla protezione dal freddo) sono la tipica soluzione del tetto rovescio. Ma lei intendeva non sprecare l’attuale finitura (sana anche se poco efficiente) coprendola. Non resta che un intervento dall’interno con isolanti naturali e finitura in fibrogesso.
Andrea Mangione 3 Febbraio 2013 alle 10:58
Diciamo che la pensiamo allo stesso modo, per questo fino al momento non ho messo in atto interventi particolari, se non prevedere la coibentazione dall’interno della seconda camera da letto, unica stanza della casa esposta sulle tre pareti, oltre che dalla terrazza.
La finitura del lastrico solare fatta a suo tempo è stata eseguita inserendo un esiguo strato di perlite (un paio di cm), poi il massetto in cemento, guaina bitumosa e piastrelle di graniglia di marmo. Come le dicevo i lavori sono stati fatti a regola d’arte e non vi sono infiltrazioni di acqua.
Quello che mi chiedevo, atteso che ho 180 mq di casa (su 240) esposti al sole d’estate e al freddo di inverno, se vi fossero soluzioni tecniche che, lasciando il supporto esistente, aumentassero la prestazione del tetto in termini di isolamento termico. Questo eviterebbe la demolizione di un supporto ancora sano e un notevole risparmio.
Le ripeto, lei ha ragione, non si risolvono i problemi solo coibentando la terrazza, ma magari aiuta a limitare una fonte di dispersione del calore d’inverno e a limitare il surriscaldamento in estate.
Al momento ho trovato solo questo tipo di prodotto, cosa ne pensa?
http://www.texsa.com/it/productsGroup.asp?id=12
http://www.texsa.com/it/docs/IT_texlosa_2011.pdf
http://www.texsa.com/it/systemsGroup.asp?id=1
Federico Sampaoli Autore articolo 3 Febbraio 2013 alle 09:59
Molto interessante Il processo produttivo della piastrella isolante : impasto di argilla (50%) unito ad una biomassa di recupero agricolo (50%); l’unione di queste componenti porta ad avere una bioceramica. L’impasto viene poi cotto in forno per portare a conclusione il processo. Nella fase di cottura, effettuata a 1100-1200°C, la biomassa brucia completamente lasciando all’interno dell’impasto delle microporosità d’aria.
Sono proprio le microporosità che conferiscono le caratteristiche innovative alla piastrella. Questi “vuoti” rendono la piastrella molto leggera e soprattutto la “dotano” di caratteristiche di conduttività termica unici per la ceramica. Si parla di valori di conducibilità termica fino a 6 volte inferiori rispetto al Gres Porcellanato (0.26W/mK)
Federico Sampaoli Autore articolo 3 Febbraio 2013 alle 09:56
tutti quelli che leggeranno la mia risposta mi cancelleranno dalla lista preferiti… ma rischio.
Quando non si ha la soluzione, quando non si può intervenire come si vorrebbe o dovrebbe, quando non si è ben identificato se il problema è la protezione dal caldo o la protezione dal freddo, quando gli altri condòmini sono indecisi e non parteciperebbero all’intervento di riqualificazione, allora..
credo che sia meglio stare fermi.
Continuare ad informarsi e nel frattempo migliorare o affinare le proprie strategie di riscaldamento e raffrescamento, monitorare il consumo di gas invernale, monitorare il consumo di gas per acqua calda sanitaria in estate, mettere in atto strategie di brevi ventilazioni invernali con ottimale bilanciamento del riscaldamento, mettere in atto strategie di ombreggiamento e ventilazione notturna estiva.
Un giorno avremo le idee chiare, per ora teniamo le bocce ferme e le idee in movimento.
Andrea Mangione 2 Febbraio 2013 alle 18:05
Come queste ad esempio, di cui peraltro non conosco il prezzo.
http://www.casaenergetica.it/info/tecnologia/piastrelle_isolanti.html
Andrea Mangione 2 Febbraio 2013 alle 17:19
Inizio mettendo le mani avanti: parlo da profano!
Potendo edificare ex novo, non avrei alcun dubbio a richiedere la sua consulenza, ma per fortuna o per sfortuna mi ritrovo ad essere proprietario di appartamento facente parte di un palazzo costruito dai miei nonni(con ottimi materiali peraltro) tra il 69 ed il 70.
Una casa grande come si usa al sud (circa 240 mq), ma all’ultimo piano. Comfort climatico basso, nonostante la mia città, Reggio Calabria, sia, insieme a Palermo, quella con le temperature medie più alte d’Italia: da noi raramente scende al di sotto dei 6° gradi e al massimo accade per una settimana l’anno.
http://www.ilmeteo.it/portale/medie-climatiche/Reggio+Calabria
Andiamo al sodo. Su 240 mq di casa, circa 180 risultano esposti al sole e al freddo (sul resto della terrazza insiste un piccolo appartamento).
La soluzione logica sarebbe fare un cappotto termico alla facciata e rifare la terrazza utilizzando i migliori metodi per coibentare un tetto piano. Si tratta di investire cifre importanti, come può capire.
Non amo la parola “compromesso”, ma a volte si devo misurare le azioni in base alle proprie forze.
Mi chiedo, tenuto conto che la superficie è ancora perfettamente conservata (finita con mattonelle in graniglia di marmo) e non vi sono infiltrazioni di acqua, possibile che non esista una soluzione di “compromesso” per migliorare il confort della casa?
Ad esempio delle mattonelle speciali in materiale isolante e traspirante da posare su quelle esistenti? Non si risolvono i ponti termici dell’attaccatura dei muretti e della facciata, ma potrebbero migliorare il confort interno (tenuto conto della superficie della casa).
Lo so, le si sarà accapponata la pelle!
Federico Sampaoli Autore articolo 29 Gennaio 2013 alle 20:19
il tetto ventilato aiuta a smaltire il vapore che ha passato la stratigrafia.
se chiudo il lato freddo superiore dovrei aiutare la stratigrafia a far passare meno vapore durante la stagione invernale e far uscire in senso inverso (verso l’interno) l’eventuale vapore passato all’interno della stratigrafia nel periodo estivo:
lo posso fare posando sul lato caldo una barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariablie.
Filippo 29 Gennaio 2013 alle 17:36
Buonasera, leggendo l’articolo ho evinto che la soluzione proposta è quella che farebbe al caso mio.
Chiedo un consiglio:
per esigenze architettoniche non dovrei superare i 10 cm di spessore di isolamento; è possibile utilizzare la soluzione del post senza impiegare la ventilazione?
Sarebbe possibile utilizzare un tavolato e un freno al vapore impermeabile, al posto dei listelli?
la membrana sottotegola ha problemi se ci poso direttamente le tegole/coppi?
le sarei infinitamente grato se mi illustrasse i problemi dell’assenza della ventilazione.
Federico Sampaoli Autore articolo 24 Ottobre 2012 alle 10:43
il tetto è sempre complesso. e poi è sempre in posizione scomoda 🙂 !
il miglior tetto deve offrire protezione dal freddo, dal caldo, acustica e antincendio.
è giusto dire legno sta con legno! la traspirabilità regala un clima abitativo pieno di comfort!
Nel caso del solaio in latero cemento la traspirabilità è una prestazione limitatissima (salvaguardia solo la struttura edile)
ma l’ acustica grazie alla porosità e all‘alto peso dei pannelli in fibra di legno è ottima
la protezione dal caldo grazie alla capacità di accumulo è ottima
e la struttura edile può finalmente offrire il meglio di sè.
annamaria 24 Ottobre 2012 alle 10:02
La questione del tetto mi sembra molto complessa… Io aveveo fatto un equazione molto semplice legno sta con legno mentre per il solaio in latero cemento mi sembravano sprecate le fibre di legno e cercavo qualche materiale più tradizionale … ma sempre in fibre (pensavo anche che fosse il fatto di essere un materiale in fibre e non compatto a dare la caratteristica dello sfasamento ottimo, come nell’acustica)!
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