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Timestamp: 2018-02-24 16:31:51+00:00

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LA GIUNTA COMUNALE. l art. 184, comma 3 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce la catalogazione dei rifiuti speciali; - PDF
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1 P.D. 160 del Delibera n. 119 seduta del Oggetto: Definizione dei criteri di assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti speciali come previsto dall art. 9 del Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati e per la pulizia del territorio (ai sensi del D.lgs n. 152/2006 così come modificato dal D.lgs n. 205/2010) LA GIUNTA COMUNALE Su proposta dell Assessore all Ambiente, Premesso che l art. 184, comma 3 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce la catalogazione dei rifiuti speciali; l art. 198, comma 2 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che i comuni concorrono alla gestione dei rifiuti urbani, stabilendo in particolare al punto g) l assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani secondo i criteri di cui all art. 195, comma 2, lettera e), ferme le definizioni di cui all art. 184, comma 2, lett. c) e d), queste ultime due riferite ai rifiuti da lavorazioni industriali e da attività commerciali; l art. 195, comma 2, lettera e) del D.Lgs. n. 152/2006, così come modificato e integrato dai D.lgs n. 284/2006, n. 4/2008 e n. 288/2008, Decreto Legge n. 208/2008 e dalla Legge n. 166/2009, prevede che sia demandato allo Stato il compito di determinare i criteri qualitativi e quali quantitativi per l assimilazione ai rifiuti urbani, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali, costituiti dai rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di civile abitazione; l art. 195, comma 2, lettera e) del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i., specifica che con decreto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, d intesa con il Ministero dello sviluppo economico, siano definiti entro novanta giorni dall entrata in vigore del decreto i suddetti criteri per l assimilabilità; l articolo 1, comma 184, lettera a) e b) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) così come modificato dal Decreto Legge n. 208/2008 prevede che nelle more della completa attuazione delle disposizioni recate dal D.Lgs. n. 152/2006: b) in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, continuano ad applicarsi le disposizioni del D.Lgs. n. 22/1997 ovvero si continuano ad applicare gli indirizzi forniti con la deliberazione del Comitato interministeriale per i rifiuti del 27 luglio 1984; l art. 238 comma 6 del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. stabilisce che il Ministero dell Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle attività produttive, sentiti la Conferenza Stato Regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, le rappresentanze qualificate degli interessi economici e sociali presenti nel Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (CESPA) e i soggetti interessati, disciplini con apposito regolamento da emanarsi entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, i criteri generali sulla base dei quali vengono definite le componenti dei costi e viene determinata la tariffa, l art. 238, comma 11 del D.Lgs. n. 152/2006 stabilisce che sino all emanazione del regolamento di cui al comma 6, recante criteri generali per la definizione delle componenti dei costi e la determinazione della tariffa, e fino al compimento degli adempimenti per la determinazione della tariffa, continuano ad applicarsi le discipline regolamentari vigenti; Considerato che nel rispetto delle normative vigenti in materia di tariffa con Delibera di Consiglio comunale n. 7 del è stato approvato il nuovo Regolamento comunale per l applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, ai sensi dell art. 238 del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.; 1
2 nel rispetto delle normative vigenti in materia di rifiuti, in particolare la parte IV del D.Lgs n. 152/2006 e s.m.i., con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 149 del è stato modificato il Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati e per la pulizia del territorio precedentemente approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 66 del 16/06/2008; l articolo 9 del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti demanda alla Giunta Comunale la fissazione dei criteri di assimilazione dei rifiuti urbani ai rifiuti speciali in attesa del regolamento ministeriale di cui agli artt. 195 comma 2 lettere e) del D.lgs. n. 152/2006; lo Stato non ha ancora emanato i regolamento ministeriale di cui agli artt. 195, comma 2 lettera e) del D.lgs. n. 152/2006 e pertanto rimangono in vigore le norme legislative e regolamentari in precedenza vigenti (Delibera interministeriale 27 luglio 1984, D.Lgs. n. 507/1993, D.Lgs. n. 22/97); nel rispetto delle normative legislative e regolamentari in precedenza vigenti, il Comune di Venezia ha stabilito i criteri qualitativi e quantitativi di assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti speciali con deliberazione di Consiglio Comunale n. 70 del 25 maggio 1998 TARSU rifiuti speciali assimilati agli urbani successivamente prorogati con Delibera di Giunta Comunale n. 20 del ; Visto che in relazione alle modifiche apportate al Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati e per la pulizia del territorio, si rende necessario aggiornare la Deliberazione di Giunta Comunale n 70 del 25 maggio 1998 e la Delibera di Giunta comunale n. 20 del ; Richiamati l art. 8 comma 2 lett. b) del Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati e per la pulizia del territorio che definisce rifiuti assimilati i rifiuti speciali non pericolosi ed assimilati agli urbani per qualità e quantità, provenienti da locali e aree, adibite ad usi diversi da quelli di civile abitazione; Considerato che oltre ai rifiuti speciali già considerati assimilabili agli urbani stabiliti con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 70 del 25 maggio 1998 TARSU rifiuti speciali assimilati agli urbani successivamente prorogati con Delibera di Giunta Comunale n. 20 del si ritiene di aggiungere le seguenti categorie di rifiuti: olii esausti da cucina (olii e grassi commestibili codice CER ) per una quantità massima di 2000kg/presa; mondiglia e grigliato (rifiuto urbano misto grigliato codice CER ) per una quantità massima di 650 tonn/anno; rifiuti vegetali (codice CER ) prodotti dal soggetto che abbia effettuato, anche in regime di impresa, la manutenzione del verde, previa convenzione con il soggetto gestore, per una quantità massima di 15 t/anno; Dato atto che si ribadisce che i rottami ferrosi e non ferrosi (metalli ferrosi e non ferrosi codici CER , ) di origine domestica eventualmente raccolti da quei soggetti che, a scopo non professionale ed avvalendosi di semplici mezzi d opera, svolgono l attività di rottamatori, previa convenzione stipulata con il soggetto gestore, sono rifiuti urbani; Atteso che nella definire la proposta di criteri di assimilabilità della presente delibera si è tenuto conto delle caratteristiche dei rifiuti speciali medesimi valutando se l assimilazione possa comportare rischi per la salute pubblica e per l assetto ambientale; la proposta di assimilazione delle tipologie di rifiuti speciali assimilati agli urbani viene formulata dopo aver verificato che: 1) sussiste l'effettiva capacità di gestione pubblica a livello comunale, mediante il gestore del servizio, della specifica tipologia del rifiuto; 2
3 2) il conferimento dei rifiuti speciali riportati nell allegato A al servizio pubblico non comporta scompensi organizzativi e funzionali al servizio medesimo; 3) sussiste la garanzia del recupero degli stessi attraverso l ordinario servizio pubblico di raccolta che potrà anche essere articolato e svolto, secondo forme particolari, tenuto conto delle esigenze organizzative e stagionali del produttore; Ritenuto necessario, ai fini del rispetto della normativa vigente, individuare nell allegato prospetto A, che fa parte integrante del presente provvedimento, le tipologie di rifiuti speciali che vengono assimilate ai rifiuti urbani; Dato atto che l assimilazione per quantità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, ove non espressamente specificato, avviene secondo la produttività specifica dei rifiuti, così come individuata dai coefficienti potenziale di produzione massimi (Kd max) per categoria produttiva riportati nell Allegato 1 del Dpr 158/99, in corrispondenza e al di sotto della quale i rifiuti speciali si considerano assimilati agli urbani; il limite quantitativo, ove espressamente indicato, deve essere considerato come limite strutturale derogabile in seguito a semplice verifica di disponibilità di strutture e mezzi per l esecuzione del servizio; Sentito il Gestore dei servizi, VERITAS s.p.a.; Visto il parere di regolarità tecnica del Direttore della Direzione Ambiente e Politiche Giovanili ai sensi dell art. 49 del D.lgs. n. 267/2000; Richiamati Il D.Lgs. n. 267/2000 T.U. Enti Locali; Il D.Lgs. n. 152/2006 s.m.i. A voti DELIBERA - di stabilire che i rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e aree, adibite ad usi diversi da quelli di civile abitazione, individuati nell allegato A, sono assimilati per qualità e quantità ai rifiuti urbani ai sensi dell art. 198, comma 2, lettera g) del D.Lgs 152/2006; - di stabilire nell allegato A, che fa parte integrante del presente provvedimento, le tipologie di rifiuti speciali che vengono assimilati ai rifiuti solidi urbani; - di stabilire che l assimilazione per quantità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, ove non espressamente specificato, avviene secondo la produttività specifica dei rifiuti così come individuata dai coefficienti potenziale di produzione massimo (Kd max) per categoria produttiva riportati nell Allegato 1 del Dpr 158/99; - di dare atto che a seguito dell entrata in vigore della presente deliberazione s intendono automaticamente abrogate la Delibera di Consiglio Comunale n. 70 del 25 maggio 1998 TARSU rifiuti speciali assimilati agli urbani e la Delibera di Giunta Comunale n. 20 del ; - di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile. Nessuna spesa a carico dell Amministrazione 3
4 CONDIZIONI QUALITATIVE ALLEGATO A alla delibera di Giunta comunale n. CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI Si considerano qualitativamente assimilati i rifiuti che abbiano una composizione analoga o simile a quella dei rifiuti urbani o che siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli di seguito elencati: Rifiuti non pericolosi, anche ingombranti provenienti da locali adibiti ad uso civile abitazione e similari (uffici, mense) come previsto nei punti a) e b), comma 2 art. 184 del D. Lgs 152/2006. Rifiuti di carta, cartoni e similari; Rifiuti di vetro, vetro di scarto, rottami di vetro e cristallo; Imballaggi primari; Imballaggi secondari quali carta, cartone, plastica, legno, metallo, latte, lattine e simili purché raccolti in forma differenziata; Contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica, metallo, latte, lattine e simili); Sacchi e sacchetti di carta o plastica, fogli di carta, plastica, cellophane; Accoppiati di carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili; Frammenti e manufatti di vimini e sughero; Paglia e prodotti di paglia; Scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura; Fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile; Ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta; Feltri e tessuti non tessuti; Pelli e similpelle; Gomma e caucciù (polvere e ritagli), e manufatti composti prevalentemente da tali materiali, come camere d'aria e copertoni; Resine, termoplastiche e termoindurenti in genere allo stadio solido e manufatti composti da tali materiali; Imbottiture, isolamenti termici e acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche quali lane di vetro e di roccia espansi plastici e minerali e simili Moquette, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere; 4
5 Materiali vari in pannelli (di legno, gesso, plastica e simili); Frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati; Rifiuti di metalli ferrosi e metalli non ferrosi e loro leghe; Manufatti in ferro e tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili; Nastri abrasivi; Cavi e materiale elettrico in genere; Pellicole e lastre fotografiche e radiofotografie sviluppate; Scarti in genere della produzione di alimentari, purché non allo stato liquido quali ad esempio scarti di caffè, scarti dell'industria molitoria e della plastificazione, partite di alimenti deteriorati anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, salse esauste e simili; Scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdure, ecc.) anche derivanti dalle lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e di trebbiatura e simili), compresa la manutenzione del verde ornamentale; Residui animali e vegetali provenienti dall'estrazione di principi attivi; Accessori per l'informatica; Olii esausti da cucina; Rifiuto urbano misto grigliato; Rifiuti vegetali prodotti dal soggetto che abbia effettuato, anche in regime di impresa, la manutenzione del verde, previa convenzione con il soggetto gestore. CONDIZIONI QUANTITATIVE olii esausti da cucina (olii e grassi commestibili codice CER ) mondiglia e grigliato (rifiuto urbano misto grigliato codice CER ) rifiuti vegetali (codice CER ) prodotti dal soggetto che abbia effettuato, anche in regime di impresa, la manutenzione del verde, previa convenzione con il soggetto gestore. Quantità massima 2000 kg/presa; 650 tonn/anno 15 tonn/anno Il limite quantitativo di assimilabilità dei rifiuti speciali, ove non espressamente indicato, avviene secondo la produttività specifica, così come individuata dai coefficienti potenziale di produzione massimi (Kd max) per categoria produttiva, riportati nell Allegato 1 del Dpr 158/99. 5

References: art. 184
 art. 184
 art. 9
 art. 184
 art. 198
 art. 195
 art. 184
 art. 195
 art. 195
 articolo 1
 art. 238
 art. 238
 art. 238
 articolo 9
 art. 8
 art. 49
 art. 198
 art. 184