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Timestamp: 2017-05-24 10:21:42+00:00

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CITTÀ DI SETTIMO TORINESE - PDF
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1 CITTÀ DI SETTIMO TORINESE REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO SETTORE AMBIENTE E TERRITORIO Programmazione del Territorio PROCEDURE PER LA PRESENTAZIONE DEGLI STRUMENTI URBANISTICI ESECUTIVI E DEI TITOLI ABILITATIVI PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE2 STRUMENTI URBANISTICI ESECUTIVI di LIBERA INIZIATIVA FASE PRELIMINARE Sarà costituita da: - Un incontro preliminare con l ufficio Urbanistica per la valutazione delle problematiche connesse alla fattibilità dell intervento, con particolare attenzione alle specifiche prescrizioni del P.R.G.C. (es. progetto ambientale ed eventuale verifica B.T.C. e agli adempimenti necessari in merito alle questioni energetiche); - Un successivo incontro propedeutico alla presentazione del SUE da effettuare con l Ufficio Urbanistica ed il servizio OO.PP., e se necessario alla presenza di un tecnico dell Ente Parco Fluviale del Po, al fine di valutare la proposta di intervento sotto il profilo dell assetto complessivo e dell impostazione delle aree interessate da opere pubbliche. S.U.E. La richiesta di approvazione dello Strumento Urbanistico deve essere presentata al Protocollo Generale del Comune corredata dai seguenti documenti/elaborati : - Domanda per l approvazione del S.U.E., in bollo, firmata da tutte le proprietà interessate, contenente l elenco di tutti i documenti allegati a corredo dell istanza stessa; - Documentazione attestante il titolo di proprietà del/dei richiedente/i delle aree oggetto della proposta di intervento;1 - Ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria; - Elaborati in duplice copia: 1. Relazione tecnico-illustrativa dell intervento proposto; 2 2. Norme di attuazione dello Strumento Urbanistico Esecutivo; 3 3. Schema di convenzione urbanistica sul modello comunale; 4 4. Elaborati grafici costituiti da: TAVOLA n. 1 Inquadramento territoriale e stato dei luoghi - Inquadramento urbanistico contenente l estratto di P.R.G.C. vigente e l estratto dell eventuale strumento urbanistico generale in salvaguardia, con l inserimento del progetto sull estratto di PRGC 5 - Estratto di planimetria catastale aggiornata con inserimento del progetto da cui si evincano la superficie territoriale, i mappali interessati dalle dismissioni, la superficie fondiaria, eventuali proprietà non aderenti al progetto di SUE, etc. ( nel caso in cui l area interessata ricada su 2 o più fogli è necessario mettere in evidenza i limite dei fogli catastali). 1 Tale documentazione potrà essere costituita da copia degli atti d acquisto o copia di atti pubblici. 2 Ha il compito di descrivere l ubicazione dell intervento e le sue coerenze, al fine di contestualizzare l intervento stesso. Riporta i dati e le linee guida del progetto indicando quali siano stati i principi ispiratori dell intervento proposto. Nel caso di interventi in zone di particolare interesse storico-artistico dichiara il rispetto di norme specifiche, indicando nel dettaglio l uso dei materiali e gli accorgimenti tecnici adottati in fase progettuale. Contiene al suo interno una breve relazione finanziaria dell intervento. 3 le Norme assumono importanza rilevante in ordine agli approfondimenti propri del SUE, quali: tipologie edilizie; utilizzo ed ammissibilità dei materiali da costruzione; caratterizzazione dell intervento; sistemazione ambientale; trattamento delle superfici degli interventi edilizi; superamento delle barriere architettoniche; recinzioni; caratteristiche della viabilità e delle aree di sosta private; ecc 4 Si precisa che in convenzione occorre indicare le dimensioni delle superfici sia in relazione alle quantità catastali sia in relazione quantità desunte da rilievi/misurazioni ove discordanti. 5 Gli estratti degli Strumenti Urbanistici Generali dovranno individuare le aree d intervento, ed essere convenientemente estesi all area circostante. Dovranno altresì riportare la perimetrazione di progetto del SUE3 - Tabelle dei dati catastali riportanti i mappali interessati dal SUE e relative superfici; - Tabelle dei dati catastali riportanti i mappali suddivisi per destinazione(aree per OOUU primaria, standard, ) e relative superfici - Planimetria di progetto su carta tecnica, fornita dal Comune in formato digitale; - Estratto di Carta di sintesi della pericolosità dei suoli vigente e/o in salvaguardia; - Parametri urbanistici ed edilizi del PRGC relativi all area d intervento; - Rilievo planoaltimetrico quotato dell area interessata dal SUE in scala 1:500 (o maggiore se trattasi di un area di notevoli dimensioni) riportante la dimensione complessiva dell area oggetto di intervento; - Rilievo dell esistente, qualora vi siano preesistenze od ove trattasi di Piano di Recupero, riportante il calcolo del volume e della Superficie Coperta ai sensi delle NTA del P.R.G.C. TAVOLA n. 2 Progetto: - Planimetria generale, in scala 1:500 o, a seconda delle dimensioni dell area, a scala adeguata, con quote planoaltimetriche, che individui: Perimetrazione del SUE ed individuazione di eventuali parti in stralcio; Superficie fondiaria; Aree destinate ad opere di urbanizzazione primaria; Aree a standard; Lotti di intervento; Sagoma limite edificabile (con individuazione delle distanze dai confini di proprietà, delle confrontanze, degli allineamenti, etc ); Individuazione dei vincoli presenti sull area di intervento di carattere ambientale, idrogeologico, idraulico, infrastrutturale, etc Eventuali servitù esistenti o da costituire; Eventuali aree interessate da diritti di superficie e/o sottosuperficie con specifico riferimento ai dati catastali; - Le tipologie edilizie degli interventi proposti, comprensive di schemi di sezione e prospetti (di massima in scala nei PEC e in scala 1:100 nei PdR); - Una sezione trasversale e una sezione longitudinale significative dell area nel suo complesso (scala 1:500); - Rappresentazione planovolumerica della proposta progettuale e/o rendering 6 ; - Verifica del rispetto dei parametri urbanistici/edilizi con relativi schemi dimostrativi. 7 TAVOLA n. 3 Opere di urbanizzazione: - Progetto di massima delle opere di urbanizzazione; - Schema dei tracciati delle reti pubbliche e allacciamenti privati. 5. Computo metrico-estimativo redatto sulla base del più recente prezziario della Regione Piemonte, ribassato della percentuale stabilita dal Comune e aumentato delle spese tecniche e imprevisti; 8 6. Progetto ambientale e, laddove richiesta, verifica della B.T.C. (Capacità Biologica del Territorio; 9 6 Tale elaborato verrà richiesto qualora gli uffici lo ritengano opportuno in relazione al carattere e/o alla complessità dell intervento proposto. 7 I conteggi devono comprendere la verifica della rispondenza del progetto alle previsioni/prescrizioni di P.R.G.C., ai parametri dei Quadri Sinottici ed alle relative note, la verifica delle normative di settore (es. commercio, turismo, etc.) e alla L.R. 56/77e s.m.i. 8 Si precisa che dovrà risultare perfetta corrispondenza tra le voci del computo metrico e le opere previste nel progetto delle OO.UU. presentato in tav Il progetto delle aree verdi, che dovrà essere redatto da professionista abilitato, qualora la complessità del progetto lo richieda, dovrà contenere gli elementi di valutazione relativi al trattamento degli spazi aperti pubblici e/o privati con particolare riferimento alla qualità ed alle caratteristiche delle specie arboree e arbustive, al4 7. Documentazione fotografica;10 8. Relazione geologica e geotecnica a firma di professionista abilitato;11 9. Valutazione previsionale di clima/impatto acustico Relazione tecnica contenente prime indicazioni tecniche per le soluzioni adottate al fine del contenimento energetico; Qualora il proponente il S.U.E. manifesti l intenzione di realizzare gli interventi attraverso denuncia di inizio attività, così come previsto dall art. 22, pt. 3 del D.P.R. 380/01, verrà definito in fase di istruttoria da parte degli uffici comunali il grado di approfondimento progettuale necessario. PROCEDURA AMMINISTRATIVA Il procedimento amministrativo avrà una durata pari a 90 gg., a partire dalla presentazione della richiesta, escluse sospensioni a seguito di richieste integrazioni, pareri, ecc. e i tempi di pubblicazione e approvazione. 1. Verifica della documentazione presentata al fine di determinarne la completezza. Comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell art. 8 della Legge 241/1990. Qualora si riscontrasse carenza della documentazione di cui sopra se ne richiederà l integrazione per iscritto, sospendendo l iter di istruttoria della pratica, che potrà essere riattivato solo a seguito della completa presentazione della documentazione integrativa richiesta. 2. Istruttoria da parte degli uffici comunali. A seguito dell attivazione dell istruttoria comunale è prevista la possibilità di un incontro con il Responsabile del Procedimento per eventuali necessità di approfondimento della proposta presentata. 3. Acquisizione di pareri Il proseguimento dell iter istruttorio, oltre che alla messa a punto degli elaborati alla luce dei rilievi emersi durante l istruttoria, è subordinato: - all acquisizione del parere favorevole della Commissione Edilizia Comunale, qualora ritenuto necessario (ai sensi art. 3, pt. 3 del Regolamento Edilizio comunale) 13, - all acquisizione del parere favorevole della Commissione regionale ai sensi dell art. 91bis della L.R. 56/77 e s.m.i. nei casi previsti dalla normativa 14 ; - all acquisizione del parere favorevole di qualsiasi altro Ente che abbia interessi sulle aree interessate dal progetto urbanistico. 4. Accoglimento (Decreto Sindacale). La pubblicazione è preceduta dal Decreto sindacale con il quale la pratica viene accolta dall Amministrazione. sesto di impianto degli alberi, alle superfici inerbite, alle misure volte al contenimento dell uso delle risorse idriche, ecc. 10 Tale documentazione dovrà essere prodotta a colori e consentire la perfetta identificazione dei luoghi con particolare riferimento alle preesistenze edificate, vegetali e infrastrutturali. 11 In conformità a quanto previsto dal D.M. 11/03/1988; 12 ai sensi della Legge n 447 del 26/10/95 e della Legge Regionale n 52 del 20/10/2000; 13 Necessitano n. 2 copie degli elaborati grafici comprensivi delle modifiche ed integrazioni richieste a seguito di istruttoria. Inoltre si richiede di fornire un CD contenente file in formato.ppt (Power Point) che delinei gli aspetti progettuali principali, al fine di permettere la corretta comprensione del progetto di SUE stesso. 14 Ove necessario presentare il progetto per l acquisizione del parere della Commissione Regionale si richiede di fornire n. 2 copie di tutti gli elaborati comprensivi dei particolari costruttivi, delle indicazioni dei materiali utilizzati e documentazione fotografica dell esistente.5 5. Pubblicazione. I PEC saranno pubblicati per 15 giorni consecutivi e nei successivi 15 giorni potranno essere presentate osservazioni, ai sensi dell art. 41bis della L.R. 56/77. I PdR saranno pubblicati, dopo essere stati adottati con Deliberazione consiliare, per 30 giorni consecutivi e nei successivi 30 giorni potranno essere presentate osservazioni, ai sensi dell art. 41bis della L.R. 56/ Commissione Consiliare Permanente (CCP) preliminare al Consiglio Comunale. I contenuti del progetto di SUE, prima di essere sottoposti all approvazione da parte del Consiglio Comunale, 15 vengono illustrati preliminarmente nell ambito della Commissione Consiliare Permanente. 7. Consiglio Comunale. I PEC, successivamente alla pubblicazione, sono approvati con deliberazione del Consiglio Comunale e sono efficaci dalla data di esecutività della deliberazione consilgiare. I PdR adottati dal Consiglio Comunale, successivamente alla pubblicazione, sono approvati definitivamente dal Consiglio Comunale Efficacia del PdR Le delibere di approvazione definitiva dei PdR acquisiscono efficacia a seguito della loro pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. 9. Consegna del CD. Prima della stipula della convenzione urbanistica dei SUE dovrà essere prodotta una copia informatizzata di tutti gli elaborati progettuali relativi all intervento e un file contenente l aggiornamento della carta comunale con l inserimento del progetto approvato, al fine di procedere all informatizzazione dell archivio. 10. Stipula della convenzione. La scelta del notaio che stipulerà l atto presso gli uffici comunali è a carico dei soggetti attuatori. La richiesta di documenti finalizzati alla sottoscrizione della convenzione, certificato di destinazione urbanistica, copia conforme della deliberazione di approvazione e relativi allegati (attendendo l esecutività della delibera stessa), deposito del frazionamento relativo all area d intervento dovrà avvenire con almeno 15 giorni di anticipo rispetto alla data dell atto. PERMESSO DI COSTRUIRE 15 Si richiede di produrre l intero progetto di SUE su un file in formato.ppt (Power Point) ed una copia cartacea in formato A3 bianco/nero, al fine di fornire alla CCP la documentazione necessaria alla corretta comprensione del progetto di SUE stesso. 16 Necessitano n. 5 copie di tutti gli elaborati compreso il fascicolo delle controdeduzioni nel caso siano pervenute osservazioni in fase di pubblicazione.6 DOCUMENTI INDISPENSABILI PER L ESAME DELL ISTANZA La richiesta di Permesso di Costruire, indirizzata al Sindaco, deve essere presentata allo Sportello Unico per l Edilizia (SUEd), come richiamato dall art. 7 del Regolamento Edilizio comunale e dovrà contenere i seguenti dati: a. generalità del richiedente; b. numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; c. estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; d. destinazione d uso dell immobile. Dovrà essere corredata dalla seguente documentazione: 1. Attestazione concernente il titolo di legittimazione a richiedere il Permesso di Costruire 17 ; 2. progetto municipale a firma di un tecnico abilitato, contenente: a. estratto della mappa catastale aggiornato, che consenta un esatta individuazione dell immobile e/o dell area dell intervento; b. estratti degli elaborati del P.R.G. vigente, e/o in salvaguardia, e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l'area d'intervento; c. rilievo topografico del lotto di intervento, quando risulti necessario; d. rappresentazione dello stato di fatto, costituita da una planimetria del sito d'intervento in scala 1:500 o, a seconda delle dimensioni dell area, a scala adeguata, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti 18. Per gli interventi su edifici esistenti gli elaborati dovranno contenere inoltre, piante, prospetti e sezioni di rilievo dell'esistente (in scala 1:20-1:50 se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, 1:100; 1:200), con specificazione delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica; e. planimetria del lotto interessato e di quelli confinanti, in scala 1:500, con inserimento del fabbricato/fabbricati in progetto alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l'indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.); f. esauriente documentazione fotografica a colori del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente; g. nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano è richiesto l inserimento del progetto nel contesto edilizio circostante mediante rappresentazioni prospettiche e/o tridimensionali, comprensive delle soluzioni cromatiche proposte; h. piante, sezioni, prospetti (in scala 1:100; 1:200) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte; gli elaborati devono rispondere ai seguenti requisiti: le piante sono redatte per ogni piano, dall'interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d'uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura; le sezioni, almeno due, indicano le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato; i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell'edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui e le indicazioni delle caratteristiche degli elementi di facciata (serramenti, murature,ecc.); 17 Tra le attestazioni è compresa l autodichiarazione 18 Con la specificazione delle essenze presenti7 i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l'indicazione delle demolizioni e delle nuove opere da realizzare. Negli elaborati, compresi quelli relativi alle varianti in corso d opera, dovranno essere utilizzati i colori convenzionali (giallo = demolizioni; rosso = nuove opere; azzurro = rinuncia a costruzioni autorizzate; verde = rinuncia a demolizioni autorizzate); i. relazione illustrativa contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici. j. dichiarazioni ed elaborati tecnici (relazioni e grafici) atti a evidenziare le soluzioni e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni di accessibilità e di visitabilità di cui alla L. 13/89 ed al D.M n 236 (superamento delle barriere architettoniche) e s.m.i.; k. relazione geologica e/o geotecnica, ai sensi del D.M , ove necessaria, a firma di professionista abilitato; l. schema di convenzione (per gli interventi soggetti a convenzionamento), sul modello fornito dal Servizio Programmazione Urbanistica 19 ; m. diritti di segreteria; n. dichiarazione notarile, registrata e trascritta, con la quale le parti rese abitabili del sottotetto costituiscano pertinenza dell'unità immobiliare principale, ai fini della riduzione degli oneri ai sensi della L.R. 21/1998; o. computo metrico, redatto sulla base del più recente prezziario edito dalla Regione Piemonte, occorrente per la determinazione del contributo relativo al costo di costruzione; p. relazione tecnica riguardante la consistenza e tipologia degli impianti di cui all art. 1 del D.M. 37/2008 redatto da tecnico abilitato; q. il consenso dei confinanti per la realizzazione del manufatto (se dovuto); r. nulla osta dell'amministratore pro-tempore del condominio (se dovuto); s. autocertificazione (ai sensi dell'art. 20 del D.P.R. 380/2001) circa la conformità del progetto alle norme igienico-sanitarie nel caso in cui il progetto riguardi interventi di edilizia residenziale ovvero la verifica in ordine a tale conformità non comporti valutazioni tecnicodiscrezionali (se dovuto); t. Certificazione dalla quale risulti che i richiedenti il Permesso di costruire esercitano la professione di coltivatore diretto (modello CD4) (se dovuto); u. ricevuta comprovante il versamento dei diritti sanitari per l'esame della pratica (se dovuto); v. presentazione della valutazione del clima acustico e/o impatto acustico, nonchè la sua verifica di compatibilità con il tipo di insediamento previsto (se dovuto), ai sensi della Legge n 447 del 26/10/95 e della Legge Regionale n 52 del 20/10/2000; verifica dei requisiti acustici passivi (se dovuto) ai sensi del D.P.C.M. del 05/12/1997; w. relazione paesaggistica (quando dovuta) ai sensi del D.P.C.M. 12/12/2005, in riferimento agli artt. 146 comma 2 e 159 comma 1 del D.L. 42/2004 ( Codice dei Beni Culturali e del paesaggio ); x. QUESTIONI ENERGETICHE Per quanto riguarda gli adempimenti in merito alle questioni energetiche, come previsto dalla legge 10/199, 1 dal D.Lgs 192/2005 e s.m.i. e dalla L.R. 13/2007, si ricorda che è in fase di elaborazione l ALLEGATO ENERGETICO al Regolamento Edilizio Comunale che puntualizzerà gli elaborati e i contenuti degli stessi, rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente. In attesa dell approvazione del documento sopra citato i progetti dovranno comunque rispettare i disposti della L.R. 13/2007 in materia di rendimento energetico del fabbricato, il rispetto del Piano Stralcio della Regione Piemonte (D.C.R. 11/01/2007 n ) relativo al riscaldamento ambientale e delle Leggi 298/2006 e 244/ Si precisa che in convenzione occorre indicare le dimensioni delle superfici sia in relazione alle quantità catastali sia in relazione quantità desunte da rilievi/misurazioni ove discordanti.8 Il progetto municipale dovrà, inoltre, essere integrato dalla documentazione sotto indicata, qualora tali atti siano necessari per l approvazione del progetto stesso: - Accertamento dell Autorità competente relativo al possesso del requisito di imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi della L.R. 153/75; - Documentazione necessaria prevista dal P.R.G. per le costruzioni in zona agricola. Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall'ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità. Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare la denominazione ed il tipo dell'intervento, la firma dell'avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. La richiesta di variante al titolo abilitativo richiesto segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicata ai commi precedenti. Il progetto deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto al progetto approvato. Al fine di contribuire al costante aggiornamento della cartografia numerica prodotta dal Comune, la dichiarazione di fine lavori deve essere corredata da un CD nel quale viene riportata l esatta ubicazione dei nuovi fabbricati sulla base cartografica numerica preventivamente acquisita dal Comune. Con nota successiva il Comune comunicherà i formati da acquisire. Ulteriore documentazione da presentare prima del ritiro del Permesso di Costruire: 1. Copia della richiesta di allacciamento alla fognatura; 2. Copia della richiesta del nulla osta preventivo dei Vigili del Fuoco di Torino (se dovuto); 3. Modello ISTAT da restituire debitamente compilato, in caso di ampliamento o nuova costruzione; 4. Atto notarile di vincolo della superficie a parcheggio privato, come previsto dall'articolo n. 58 delle N.T.A. del P.R.G.C., in caso di realizzazione o ampliamento di fabbricati produttivi Copia dell'istanza presentata al fine dell ottenimento dell'autorizzazione al passo carraio, ai sensi del vigente Codice della Strada, in caso di apertura di nuovi passi carrai; 6. Qualora siano previsti scarichi di acque di lavorazione dovrà essere presentata all'autorità competente la relativa domanda di autorizzazione; 7. deposito dei progetti relativi agli impianti di cui all'art. 11 del D.M. 37/2008 redatti da tecniciprofessionali abilitati; 8. Atto unilaterale d'impegno del richiedente a stabilirvi la propria abituale dimora per almeno cinque anni, da trascrivere sui registri della proprietà immobiliare. (Art. n.35 N.T.A. del P.R.G.C.) (se dovuto); 9. Atto notarile di vincolo al mantenimento della destinazione d'uso agricola dei manufatti (Art. n. 25 L.R. 56/77 e s.m.i.) (se dovuto); 10. Nulla osta Regionale per la realizzazione delle opere previste in area sottoposta a vincolo paesaggistico (se dovuto). Qualsiasi altra documentazione ritenuta opportuna da parte dell Ufficio Edilizia. Si precisa che: - è necessario indicare nella comunicazione di fine lavori il numero di pratica di riferimento; - occorre allegare alla comunicazione di fine lavori, ove necessario, il catasto. PROCEDURA AMMINISTRATIVA 20 Tale documento potrà essere consegnato anche all atto della richiesta di agibilità9 (ai sensi dell art. 20 del D.P.R. 380/01) 1. Presentazione della domanda per il rilascio del Permesso di Costruire al SUED e prima verifica della documentazione allegata al fine di determinarne la completezza. 2. Comunicazione al richiedente da parte del S.U.E.D. del nominativo del Responsabile del procedimento; 3. Istruttoria da parte degli uffici comunali. 3.1 Verifica della documentazione presentata. Qualora si riscontrasse carenza della documentazione di cui sopra se ne richiederà l integrazione per iscritto, sospendendo l iter istruttorio della pratica, che potrà essere riattivato a seguito della completa presentazione della documentazione integrativa richiesta. 3.2 Richiesta di modifiche al progetto: il Responsabile del Procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del Permesso di Costruire sia necessario apportare modifiche di modesta entità rispetto al progetto presentato, le potrà richiedere per iscritto; 3.3 Acquisizione di pareri: Il Responsabile del Procedimento, avvalendosi del S.U.E.D., acquisisce gli eventuali pareri prescritti dagli uffici comunali e i pareri dell A.S.L. e dei vigili del fuoco (ove necessari), sempre che gli stessi non siano già stati richiesti o allegati alla domanda dal richiedente. Inoltre il S.U.E.D. cura altresì le incombenze necessarie ai fini dell acquisizione degli atti di assenso comunque denominati (parere di competenza della Commissione regionale ai sensi dell art. 91bis della L.R. 56/77 e s.m.i. nei casi previsti dalla normativa 21 ; parere di competenza dell Ente Parco Fluviale del Po 22, ai sensi della l.r. 28/1990 e s.m.i., pareri di competenza della Sovrintendenza Beni Architettonici e del Paesaggio per gli immobili vincolati ai sensi del D.lgs 42/ ), anche attraverso la convocazione di Conferenza dei Servizi, ai sensi della L.241/90. Il proseguimento dell iter istruttorio, oltre che alla messa a punto degli elaborati alla luce dei rilievi emersi durante l istruttoria, è subordinato: - all acquisizione del parere favorevole della Commissione Edilizia Comunale; 4 Comunicazione del parere della Commissione Edilizia Comunale con eventuale richiesta di integrazioni e comunicazione importo contributo di costruzione. 5 Permessi di Costruire Convenzionati: Commissione Consiliare Permanente (CCP) preliminare al Consiglio Comunale: I contenuti della convenzione, prima di essere sottoposti all approvazione da parte del Consiglio Comunale, 23 vengono illustrati preliminarmente nell ambito della Commissione Consiliare Permanente. 21 Si ritiene opportuno segnalare la necessità di valutare, preventivamente alla presentazione della pratica in Comune, la possibilità che i progetti, per i quali occorre acquisire il parere di detta Commissione, vengano esaminati da questa al fine di informare il progetto medesimo circa i caratteri e gli elementi compositivi e tipologici. Ove necessario presentare il progetto per l acquisizione del parere della Commissione Regionale si richiede di fornire n. 2 copie di tutti gli elaborati comprensivi dei particolari costruttivi, delle indicazioni dei materiali utilizzati e documentazione fotografica dell esistente. 22 Il parere dell Ente Parco Fluviale del Po deve essere acquisito preliminarmente all esame della pratica da parte della Commisione Edilizia L Ente Parco Fluviale del Po si rende disponibile a valutare con i progettisti/richiedenti i progetti preventivamente alla consegna della pratica al comune. 23 Si richiede di produrre l intero progetto su un file in formato.ppt (Power Point) ed una copia cartacea in formato A3 bianco/nero, al fine di fornire alla CCP la documentazione necessaria alla corretta comprensione del progetto stesso.10 6 Rilascio Permesso di Costruire; 7 Notifica all interessato del provvedimento finale NOTE INTEGRATIVE 1. Il rapporto aeroilluminante deve essere indicato sugli elaborati progettuali con il seguente grafismo: SUPERFICIE PAVIMENTO 1/8 SUPERFICIE PAVIMENTO VERIFICA SUPERFICIE FINESTRATA>= 1/8 SUPERFICIE PAVIMENTO RELATIVAMENTE AI DOCUMENTI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DELLE PRATICHE DI D.I.A. SI FA RIFERIMENTO A QUANTO GIA INDICATO PER IL RILASCIO DEI PERMESSI DI COSTRUIRE.11 ALLEGATO A) MODALITA DI PREDISPOSIZIONE DOCUMENTAZIONE DI CARATTERE IDROGEOLOGICO 1. ELABORATO DI INTERESSE IDROGEOLOGICO: Planimetria di sovrapposizione delle proiezioni delle edificazioni proposte su: a) Carta di Sintesi della Pericolosità geologica e dell idoneità all utilizzazione urbanistica: c) Estratto di planimetria catastale aggiornata con inserimento del progetto ( nel caso in cui l area interessata ricada su 2 o più fogli è necessario mettere in evidenza i limite dei fogli catastali). La tavola riporterà le sezioni di maggiore interesse dal punto di vista idrogeologico: a) sezione ortogonale ai corsi d'acqua interessanti con le proprie fasce di rispetto il terreno oggetto di trasformazione; b) sezione riportante chiaramente la soggiacenza della falda superficiale (desunta da indagini geognostiche) nei confronti del piano edificato posto a quota più depressa e nei confronti delle strutture di fondazione. 2. RELAZIONE GEOLOGICA: La relazione geologica dovrà riportare innanzitutto l'analisi dell'idoneità del sito ad accogliere le previsioni di trasformazione proposte, con particolare riguardo a: a) classe di idoneità idrogeologica dell'area oggetto di intervento ed analisi dei potenziali rischi gravanti sull'area (canali pensili, paratoie e strumenti di regolazione delle portate, sifoni ed opere d'arte in prossimità dell'intervento); b) per le sole aree classificate subordinate a cronoprogramma degli interventi l'identificazione delle opere Idrauliche che risultino vincolanti per l'agibilità delle aree ai sensi delle Norme d'attuazione del PRGC. 3. RELAZIONE GEOTECNICA: La relazione geotecnica dovrà riportare gli esiti delle indagini geognostiche avvaloranti le scelte tecniche assunte dai progettisti, con particolare riguardo a: - portanza del terreno - influenza delle oscillazioni di falda sulle fondazioni dirette ed indirette; - rischio di infiltrazione di acqua di falda nei locali interrati. Le indagini dovranno essere svolte con la finalità di indagare almeno i primi 200 cm al di sotto del piano di fondazione dell'edificio, salvo ulteriori necessità individuabili dai professionisti del proponente (fondazioni indirette a pali o micropali; tiranti; diaframmi, etc..). Al fine di evitare problematiche per infiltrazione di falda nei locali interrati, occorrerà mantenere una distanza non inferiore a 1OO cm tra la quota del piano del pavimento più basso dei locali previsti e il livello di massima escursione superficiale ipotizzabile per la falda. Tutti i dati saranno indicati graficamente nell elaborato grafico riportante la sezione di maggiore interesse rispetto alle problematiche in esame. La relazione conterrà: a) ubicazione dei punti di indagine; b) tipo di indagine effettuata (sondaggi a carotaggio continuo; sondaggi in prove SPT; trincee esplorative; analisi di pozzi o cave già presenti in zona; eventuali altre fonti ufficiali utili per confronto dei dati); c) date di rilievo della soggiacenza dalla falda superficiale e valori rilevati, riferiti a punti di quota individuabili sulla carta tecnica comunale, di facile accesso e riscontro. Considerata la sensibilità del territorio di Settimo ad escursioni dei livelli di falda, il Comune potrà richiedere al professionista di effettuare periodiche letture dei livelli di falda a partire dal momento di predisposizione della domanda di approvazione.12 L'analisi del professionista dovrà contenere la stima della possibile escursione di falda, deducibile anche dal grado di addensamento e consolidazione del terreno, oltre che dalle letture effettuate nelle stagioni umide (primavera ed autunno). Per interventi di estensione notevole occorrerà disporre di almeno due punti di misurazione della falda, posizonati in modo da intercettare la falda lungo la linea di flusso proveniente da monte (indicativamente a Nord-Ovest del fabbricato) e in posizione diametralmente opposta (indicativamente a Sud-Est del fabbricato). Sono considerati notevoli (per gli aspetti idrogeologici) gli interventi che presentano dimensioni di fondazione superiore a 50 m in direzione ortogonale alle linee piezometriche e/o superiore a 100 m in direzione parallela. I punti di misurazione dovranno essere posti in prossimità del perimetro dell'edificato interrato, in posizioni non interferenti con le successive operazioni costruttive. Dovranno essere fornite le copie informatiche su supporto CD di tutti gli elaborati al fine di consentirne la ristampa e l'esame da parte degli uffici comunali. Con nota successiva il Comune comunicherà i formati da acquisire.13 ALLEGATO B) ELABORATI INERENTI IL SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE A CORREDO DELLA RICHIESTA DI PERMESSO DI COSTRUIRE Ai sensi dell articolo 7, comma 4, lettera m, del Regolamento Edilizio della Città di Settimo Torinese la richiesta di permesso di costruire deve essere corredata da dichiarazioni ed elaborati tecnici (relazioni e grafici) atti a evidenziare le soluzioni e gli accorgimenti tecnici adottati per il soddisfacimento delle prescrizioni di accessibilità e visitabilità di cui alla legge 13/89 ed al DM 236/89 - superamento delle barriere architettoniche. Così come prescritto dall articolo 10, comma 1, del DM 236/89; Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni di accessibilità, visitabilità e adattabilità [ ]. In particolare, per quanto concerne l'adattabilità, le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici atti a garantire il soddisfacimento devono essere descritti tramite specifici elaborati grafici. Altresì come prescritto dal comma 2 del suddetto articolo; Al fine di consentire una più chiara valutazione di merito gli elaborati tecnici devono essere accompagnati da una relazione specifica contenente la descrizione delle soluzioni progettuali e delle opere previste per la eliminazione delle barriere architettoniche, degli accorgimenti tecnico-strutturali ed impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo, del grado di accessibilità delle soluzioni previste per garantire l'adeguamento dell'edificio. Pertanto si ritiene che gli elaborati grafici, debitamente quotati, debbano essere redatti in scala 1:50/1:100 per quanto concerne la dimostrazione di accessibilità degli spazi esterni 24 e delle parti comuni 25 dell edificio 26 e in scala 1:50/1:20 per quanto concerne la dimostrazione di accessibilità dell unità immobiliare. 27 La relazione specifica invece deve dare tutte le indicazioni necessarie a comprendere se l intervento è conforme per materiali ed accorgimenti, alla normativa per quanto concerne i criteri di progettazione per l accessibilità dei componenti di seguito elencati 28 : 1. porte (rif ) 2. pavimenti (rif ) 3. infissi esterni (rif ) 4. arredi fissi (rif ) 5. terminali degli impianti (rif ) 6. servizi igienici (rif ) 7. angoli cottura (rif ) 8. balconi e terrazzi (rif ) 9. percorsi orizzontali e corridoi (rif ) 10. scale (rif ) 11. rampe (rif ) 12. percorsi esterni (rif ) 13. parcheggi (rif ) 14. segnaletica (rif. 4.3) 24 Per spazio esterno si intende l'insieme degli spazi aperti, anche se coperti, di pertinenza dell'edificio o di più edifici ed in particolare quelli interposti tra l'edificio o gli edifici e la viabilità pubblica o di uso pubblico. 25 Per parti comuni dell'edificio si intendono quelle unità ambientali che servono o che connettono funzionalmente più unità immobiliari. 26 Per edificio si intende una unità immobiliare dotata di autonomia funzionale, ovvero un insieme autonomo di unità immobiliari funzionalmente e-o fisicamente connesse tra loro 27 Per unità immobiliare si intende una unità ambientale suscettibile di autonomo godimento ovvero un insieme di unità ambientali funzionalmente connesse, suscettibile di autonomo godimento. 28 Il riferimento è ai punti del DM 236/89 che trattano le caratteristiche specifiche dei diversi componenti edilizi.14 Infine come prescritto dal Regolamento Edilizio, dall art.77 comma 4 del DPR 380/01, dall articolo 1 comma 4 della legge 13/89, e come meglio specificato dall art.7 comma 3 del DM 236/8929, è obbligatorio allegare al progetto la dichiarazione del professionista abilitato di conformità degli elaborati alle disposizioni normative per il superamento delle barriere architettoniche. Ambito residenziale approfondimenti delle parti fondamentali e note interpretative del DM 236/89 campo di applicazione Le norme si applicano: agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata; agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione; alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 2), anche se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto; agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti. Definizioni: Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. Per visitabilità si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta. Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Livelli di qualità dello spazio costruito: L'accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente la totale fruizione nell'immediato. La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa dell'edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. La adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità, potenzialmente suscettibile, per originaria previsione progettuale, di trasformazione in livello di accessibilità; l'adattabilità è, pertanto, un'accessibilità differita. Criteri generali di progettazione: Secondo quanto previsto dall articolo 3.2. l'accessibilità deve essere garantita per quanto riguarda 30: gli spazi esterni; il requisito si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali. 29 La conformità del progetto alle prescrizioni dettate dal presente decreto, e l'idoneità delle eventuali soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche di cui sopra sono certificate dal professionista abilitato ai sensi dell'art. 1 della legge. Il rilascio dell'autorizzazione o della concessione edilizia è subordinato alla verifica di tale conformità compiuta dall'ufficio Tecnico o dal Tecnico incaricato dal Comune competente ad adottare tali atti. L'eventuale dichiarazione di non conformità del progetto o il mancato accoglimento di eventuali soluzioni tecniche alternative devono essere motivati. 30 Articolo devono inoltre essere accessibili:a) almeno il 5% degli alloggi previsti negli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata, con un minimo di 1 unità immobiliare per ogni intervento. Qualora le richieste di alloggi accessibili superino la suddetta quota, alle richieste eccedenti si applicano le disposizioni di cui all'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 (ora d.p.r. 24 luglio 1996, n n.d.r.); b) gli ambienti destinati ad attività sociali, come quelle scolastiche, sanitarie, assistenziali, culturali, sportive; c) gli edifici sedi di aziende o imprese soggette alla normativa sul collocamento obbligatorio, secondo le norme specifiche di cui al punto 4.5.15 Le parti comuni: In base a quanto prescritto dall articolo 3.4., ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione, deve essere visitabile, fatte salve le seguenti precisazioni: negli edifici residenziali non compresi nelle precedenti categorie 31 il requisito di visitabilità si intende soddisfatto se il soggiorno o il pranzo, un servizio igienico ed i relativi percorsi di collegamento interni alle unità immobiliari sono accessibili; [ ] omissis g) negli edifici residenziali unifamiliari ed in quelli plurifamiliari privi di parti comuni, è sufficiente che sia soddisfatto il solo requisito dell'adattabilità. In base a quanto prescritto dall articolo 3.5. ogni unità immobiliare, qualunque sia la sua destinazione, deve essere adattabile per tutte le parti e componenti per le quali non è già richiesta l'accessibilità e-o la visitabilità, fatte salve le deroghe consentite dal decreto. criteri di progettazione per la visitabilità In base a quanto prescritto dall articolo 5.1., nelle unità immobiliari visitabili di edilizia residenziale, di cui all'art. 3, deve essere consentito l'accesso, da parte di persona su sedia a ruote, alla zona di soggiorno o di pranzo, ad un servizio igienico e ai relativi percorsi di collegamento. A tal fine si deve assicurare la rispondenza ai criteri di progettazione di cui ai punti , , , e alle relative specifiche dimensionali e-o soluzioni tecniche. In particolare per i percorsi orizzontali si vedano anche le soluzioni tecniche di cui al punto Criteri di progettazione per la adattabilità. In base a quanto prescritto dall articolo 6.1., gli edifici di nuova edificazione e le loro parti si considerano adattabili quando, tramite l'esecuzione differita nel tempo di lavori che non modificano né la struttura portante, né la rete degli impianti comuni, possono essere resi idonei, a costi contenuti, alle necessità delle persone con ridotta o impedita capacità motoria, garantendo il soddisfacimento dei requisiti previsti dalle norme relative alla accessibilità. La progettazione deve garantire l'obiettivo che precede con una particolare considerazione sia del posizionamento e dimensionamento dei servizi ed ambienti limitrofi, dei disimpegni e delle porte, sia della futura eventuale dotazione dei sistemi di sollevamento. A tale proposito quando all'interno di unità immobiliari a più livelli, per particolari conformazioni della scala non è possibile ipotizzare l'inserimento di un servoscala con piattaforma, deve essere previsto uno spazio idoneo per l'inserimento di una piattaforma elevatrice. 31 di cui al DM 236/89, articolo Porte. Le porte di accesso di ogni unità ambientale devono essere facilmente manovrabili, di tipo e luce netta tali da consentire un agevole transito anche da parte di persona su sedia a ruote; il vano della porta e gli spazi antistanti e retrostanti devono essere complanari. Occorre dimensionare adeguatamente gli spazi antistanti e retrostanti, con riferimento alle manovre da effettuare con la sedia a ruote, anche in rapporto al tipo di apertura. Sono ammessi dislivelli in corrispondenza del vano della porta di accesso di una unità immobiliare, ovvero negli interventi di ristrutturazione, purché questi siano contenuti e tali comunque da non ostacolare il transito di una persona su sedia a ruote. Per dimensioni, posizionamento e manovrabilità la porta deve essere tale da consentire una agevole apertura della-e ante da entrambi i lati di utilizzo; sono consigliabili porte scorrevoli o con anta a libro, mentre devono essere evitate le porte girevoli, a ritorno automatico non ritardato e quelle vetrate se non fornite di accorgimenti per la sicurezza. Le porte vetrate devono essere facilmente individuabili mediante l'apposizione di opportuni segnali. Sono da preferire maniglie del tipo a leva opportunamente curvate ed arrotondate. (Per le specifiche vedi 8.1.1) Servizi igienici. Nei servizi igienici devono essere garantite, con opportuni accorgimenti spaziali, le manovre di una sedia a ruote necessarie per l'utilizzazione degli apparecchi sanitari. Deve essere garantito in particolare: - lo spazio necessario per l'accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza e, ove presenti, al bidet, alla doccia, alla vasca da bagno, al lavatoio, alla lavatrice; - lo spazio necessario per l'accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, che deve essere del tipo a mensola; - la dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca. Si deve dare preferenza a rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con erogazione dell'acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici, e a porte scorrevoli o che aprono verso l'esterno. (Per le specifiche vedi 8.1.6) Percorsi orizzontali. Corridoi e passaggi devono presentare andamento quanto più possibile continuo e con variazioni di direzione ben evidenziate. I corridoi non devono presentare variazioni di livello; in caso contrario queste devono essere superate mediante rampe. La larghezza del corridoio e del passaggio deve essere tale da garantire il facile accesso alle unità ambientali da esso servite e in punti non eccessivamente distanti tra loro essere tale da consentire l'inversione di direzione ad una persona su sedia a ruote. Il corridoio comune posto in corrispondenza di un percorso verticale (quale scala, rampa, ascensore, servoscala, piattaforma elevatrice) deve prevedere una piattaforma di distribuzione come vano di ingresso o piano di arrivo dei collegamenti verticali, dalla quale sia possibile accedere ai vari ambienti, esclusi i locali tecnici, solo tramite percorsi orizzontali. (Per le specifiche vedi 8.1.9) articolo che fornisce indicazioni sulle considerazioni da tenersi nella progettazione degli spazi esterni articolo che fornisce spiegazioni sulle misure da tenersi nella progettazione dei percorsi orizzontali.16 In base a quanto prescritto dall articolo 6.2., negli interventi di ristrutturazione si deve garantire il soddisfacimento di requisiti analoghi a quelli descritti per la nuova edificazione, fermo restando il rispetto della normativa vigente a tutela dei beni ambientali, artistici, archeologici, storici e culturali. L'installazione dell'ascensore all'interno del vano scala non deve compromettere la fruibilità delle rampe e dei ripiani orizzontali, soprattutto in relazione alla necessità di garantire un adeguato deflusso in caso di evacuazione in situazione di emergenza. Specificazioni: In base a quanto prescritto dall articolo 7.1., le specificazioni contenute nel capo IV art hanno valore prescrittivo, le soluzioni tecniche contenute all'art. 9 38, anche se non basate su tali specificazioni, sono ritenute rispondenti ai criteri di progettazione e quindi accettabili in quanto sopperiscono alle riduzioni dimensionali con particolari soluzioni spaziali o tecnologiche. In base a quanto prescritto dall articolo 7. 2., in sede di progetto possono essere proposte soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche, purché rispondano alle esigenze sottintese dai criteri di progettazione. In questo caso, la dichiarazione di cui all'art. 1 comma 4 della legge n. 13 del 9 gennaio deve essere accompagnata da una relazione, corredata dai grafici necessari, con la quale viene illustrata l'alternativa proposta e l'equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili. In base a quanto prescritto dall articolo 7. 3., la conformità del progetto alle prescrizioni dettate dal presente decreto, e l'idoneità delle eventuali soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche di cui sopra sono certificate dal professionista abilitato ai sensi dell'art. 1 della legge. Il rilascio dell'autorizzazione o della concessione edilizia è subordinato alla verifica di tale conformità compiuta dall'ufficio Tecnico o dal Tecnico incaricato dal Comune competente ad adottare tali atti. L'eventuale dichiarazione di non conformità del progetto o il mancato accoglimento di eventuali soluzioni tecniche alternative devono essere motivati. In base a quanto indicato dall articolo 7. 4., le prescrizioni del presente decreto sono derogabili solo per gli edifici o loro parti che, nel rispetto di normative tecniche specifiche, non possono essere realizzati senza barriere architettoniche, ovvero per singoli locali tecnici il cui accesso è riservato ai soli addetti specializzati. In base a quanto prescritto dall articolo 7. 5., negli interventi di ristrutturazione, fermo restando il rispetto dell'art. 1 comma 3 della legge, sono ammesse deroghe alle norme del presente decreto in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici. Le suddette deroghe sono concesse dal Sindaco in sede di provvedimento autorizzativo previo parere favorevole dell'ufficio Tecnico o del Tecnico incaricato dal Comune per l'istruttoria dei progetti. Settimo Torinese, lì 21/04/2008 Il Dirigente del Servizio Programmazione Urbanistica ed Attivita Edilizia Il Dirigente Coordinatore del Settore Ambiente e Territorio Arch. Emanuela Canevaro Arch. Antonio Camillo 37 Art. 8. Specifiche funzionali e dimensionali 38 Art. 9. Soluzioni tecniche conformi. 39 L.13/89, Art.1 comma 4. E' fatto obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del professionista abilitato di conformità degli elaborati alle disposizioni adottate ai sensi della presente legge.17 INTEVENTI CORRELATI ALLE PRATICHE EDILIZIE (Permessi di costruire e Dichiarazioni di Inizio Attività) SCARICO ACQUE REFLUE Fabbricati con fognatura pubblica situata entro 100 metri dal confine di proprietà (legge Regionale n. 13/90, art. 8) Presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche o assimilabili ad esse in fognatura, secondo modello comunale; Vedere altro
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 art. 8
 art. 3
 art. 91
 art. 41
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 articolo 3
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 Art. 3
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 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
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 art. 6
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 art. 9
 art. 26
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 Art. 12
 Art. 1
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 19
 Art. 1
 Art. 1
 art. 2
 ART.67
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 Art. 1
 art. 7
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 Art. 2