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Timestamp: 2018-10-24 06:19:23+00:00

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Cass. Civ. n. 751/2016 L’imputazione delle spese legali in capo al condomino moroso
di Avv. Matteo Carcereri - 07.04.2016
Con la recente ordinanza n. 751 del 18.01.2016, la Suprema Corte ha confermato la legittimità della delibera condominiale che, “in via ricognitiva, addebiti al singolo condomino le spese legali liquidate a suo carico ed a favore del condominio in un provvedimento giurisdizionale – nella specie un decreto ingiuntivo – provvisoriamente esecutivo” (in motivazione).
La Corte, richiamando la sentenza Cass. Civ. 24696/2008, opera sul punto una importante distinzione tra le spese legali che sono state oggetto di una liquidazione giudiziale (come nel caso di specie, trattandosi di decreto ingiuntivo), dalle spese legali “auto liquidate” dal legale del condominio per una procedura stragiudiziale, come nel caso della classica diffida di pagamento.
In tale seconda ipotesi, una delibera che addebitasse al condomino moroso le spese legali di diffida sarebbe nulla, perché andrebbe ad incidere sui diritti individuali del condomino senza che tale “incisione” sia sorretta da un provvedimento giurisdizionale.
In sintesi quindi ben potrà l’assemblea addebitare al singolo condomino le spese legali sostenute per una procedura giudiziale di recupero del credito, ma solo laddove tali spese siano conformi a quanto liquidato dal giudice: è bene quindi che la parcella dell’avvocato incaricato non ecceda i limiti della liquidazione giudiziale; in caso contrario la differenza in eccesso, andrà ripartita tra tutti i condomini, escluso naturalmente il condomino moroso.
Viceversa, sarà nulla ex art. 1421 c.c., la delibera assembleare che dovesse addebitare al moroso i costi dell’attività stragiudiziale di recupero del credito. In tal caso il condominio si accollerà la spesa del legale ed in seguito potrà promuovere azione – anche giudiziale – tesa ad ottenere il ristoro delle spese legali sostenute a causa della morosità del condomino insolvente.
Di seguito il testo integrale dell’ordinanza n. 751/2016
Cass. civ. Sez. VI - 2, Ord., 18/01/2016, n. 751
Dott. SCALISI Antonio - Consigliere -
B.G., in proprio e quale erede di S.I., rappresentato e difeso, in forza di procura speciale in calce al ricorso, dagli Avv. SCALENGHE CARLO BRUNO e Fabrizio Valenzi, con domicilio eletto nello studio di quest'ultimo in Roma, largo Maresciallo Diaz, n. 22;
CONDOMINIO DI (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore, rappresentato e difeso, in forza di procura speciale a margine del controricorso, dagli Avv. GOTTA MASSIMO e Giorgia Minozzi, con domicilio eletto nello studio di quest'ultima in Roma, via Giulianello, n. 26;
avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino depositata in data 17 marzo 2014;
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 17 dicembre 2015 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti.
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 29 dicembre 2014, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.: "Con sentenza in data 8 giugno 2012, il Tribunale di Torino ha accolto la domanda di B.G. - in proprio e quale erede di S.I., deceduta nella pendenza del giudizio - nei confronti del Condominio di via (OMISSIS) e, per l'effetto, ha dichiarato la nullità della deliberazione assunta dall'assemblea del Condominio nella seduta del 5 maggio 2009 nella parte in cui attribuiva ai ricorrenti originari, quali spese individuali, le spese legali sostenute dal Condominio nelle procedure avverso gli stessi (più precisamente, Sig. B. parcella Avv. Gotta per pratiche decreto ingiuntivo Euro 1.454,61; Sig.ra S. parcelle Avv. Gotta per pratiche decreto ingiuntivo Euro 1.647,05; eredi A. parcella Avv. Gotta per decreto ingiuntivo Euro 692,17).
A tale conclusione il Tribunale è giunto sul rilievo che con la delibera è stato approvato il rendiconto contenente l'imputazione di spese personali-individuali che all'epoca non erano riconosciute a carico di parte ricorrente in una sentenza che ne sancisse la soccombenza, essendosi unicamente in presenza di decreti ingiuntivi emessi nei confronti di parte ricorrente e comprensivi delle spese legali ma non ancora definiti processualmente poichè la relativa opposizione era ancora in corso.
Con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 17 marzo 2014, la Corte di Torino, in riforma dell'impugnata pronuncia, ha rigettato l'impugnazione della deliberazione assembleare, ponendo a carico di parte appellata le spese del doppio grado.
La sentenza d'appello cosi motiva: "Se realmente una delibera di autoliquidazione di spese stragiudiziali da parte del Condominio è nulla, dal momento che configura null'altro che una sorta di ragion fattasi di un soggetto che non ha tal potere, a contrario è pienamente legittima una delibera condominiale che apposti al passivo del rendiconto la spesa giudiziale per il difensore del Condominio, come liquidata dal giudice nel provvedimento monitorio, e quindi apposti la medesima cifra all'attivo, per essere stata corrisposta dal condomino moroso. Ciò in quanto - si ripete - la liquidazione è giudiziale, irrilevante essendo il fatto che sia contenuta in un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo ex art. 63 disp. att. c.c. , l'istanza di sospensione del quale sia stata respinta, piuttosto che in una sentenza di primo grado, esecutiva ex lege, ma ancora suscettibile di appello, ovvero in una sentenza d'appello, del pari esecutiva ex lege, ma ancora ricorribile".
Per la cassazione della sentenza della Corte d'appello il B. ha proposto ricorso, con atto notificato il 6 giugno 2014, sulla base di due motivi.
Con il primo motivo si deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto, "in relazione alla negata qualificazione nella sfera della nullità della deliberazione assembleare impugnata". Ad avviso del ricorrente, in mancanza di una sentenza che ne sancisca la soccombenza, le spese legali sopportate per la difesa del Condominio non possono essere attribuite ed addebitate al singolo condomino.
Il motivo appare infondato. E' legittima la deliberazione dell'assemblea condominiale che ponga a totale carico del condomino le spese processuali liquidate dal giudice nei confronti dello stesso condomino moroso con un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.p.c. (cfr. Cass., Sez. 2^, 26 aprile 1994, n. 3946).
Il secondo motivo - con cui si prospetta omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine all'apprezzamento dei fatti, per quanto attiene alla contabilizzazione dei versamenti effettuati dal B. ed alla richiesta di pagamento di somme già da questo versate - appare inammissibile, perchè articola una censura che non ha più spazio con il nuovo art. 360 c.p.c. , n. 5, nel testo risultante dalla modifica operata con il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (Cass., Sez. Un., 7 aprile 2014, n. 8053).
che è bensì vero che è affetta da nullità la deliberazione dell'assemblea condominiale che incida sui diritti individuali di un condomino, come quella che ponga a suo totale carico le spese del legale del condominio per una procedura iniziata contro di lui, in mancanza di una sentenza che ne sancisca la soccombenza, e che detta nullità, a norma dell'art. 1421 c.c. , può essere fatta valere dallo stesso condomino che abbia partecipato all'assemblea ancorchè abbia espresso voto favorevole alla deliberazione, ove con tale voto non si esprima l'assunzione o il riconoscimento di una sua obbligazione (Cass., Sez. 2^, 6 ottobre 2008, n. 24696);
che il caso di specie è tuttavia diverso da quello preso in considerazione dalla citata pronuncia n. 24696 del 2008, nel quale l'assemblea aveva posto a carico del singolo condomino la spesa sostenuta dal condominio per la prestazione professionale fornita dal legale del predetto condominio per il recupero della somma dovuta per il consumo di acqua a carico dello stesso condomino;
che, infatti, nella presente vicenda, non si è di fronte ad una autoliquidazione di spese stragiudiziali da parte del condominio, ma di spese liquidate dal giudice in decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi ex art. 63 disp. att. c.c.;
che è legittima la delibera condominiale che, in via ricognitiva, addebiti al singolo condomino le spese legali liquidate a suo carico ed a favore del condominio in un provvedimento giurisdizionale - nella specie un decreto ingiuntivo - provvisoriamente esecutivo;
che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per dare atto - ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1- quater all'art. 13 del testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 - della sussistenza dell'obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta - 2 Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 17 dicembre 2015.
AMMINISTRATORE RESPONSABILITA' NEL CONDOMINIO Pignoramento RISCALDAMENTO DIRITTO DI PROPRIETA' IN GENERE SUCCESSIONI D.Lgs. 102/2014 TABELLE MILLESIMALI

References: sentenza 
 art. 1421

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 63
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 54
 sentenza 
 art. 63
 art. 1