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Timestamp: 2019-02-19 14:15:04+00:00

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Violenza domestica e separazione personale dei coniugi - Diritti della personalità (alla vita e all'integrità fisica) - Procedimento civile e prova - Violenza assistita e affido esclusivo. di Maria Cristina Capurso - Ordine degli Avvocati di Trani
Violenza domestica e separazione personale dei coniugi - Diritti della personalità (alla vita e all'integrità fisica) - Procedimento civile e prova - Violenza assistita e affido esclusivo. di Maria Cristina Capurso
pubblicato sul Diritto 24 del Sole 24 0re del 21/12/2018
- Si rimanda sul punto a: Rapporto Ombra Piattaforma CEDAW "Lavori in corsa" - 2016-2017 in riferimento al VII Rapporto presentato dal Governo italiano al Comitato per l'eliminazione di ogni forma di discriminazioni nei confronti delle donne dell'ONU. V. anche, specificamente, in un processo civile di separazione personale dei coniugi: Giorgio Vaccaro, La violenza subita da una moglie per molti anni costituisce tacita accettazione della condotta del marito?, Commento a Trib. Genova, sent. 07.04.2015, in Il sole 24 ore, Diritto24, 27.10.2015. In relazione alle best practices in ambito giudiziario, si suggerisce la lettura della Risoluzione sulle linee guida in tema di organizzazione e buone prassi per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza di genere e domestica (approvata dal CSM con delibera 9 maggio 2018).
- " Nella materia delle violenze endofamiliari, la prova dei fatti è tipicamente indiziaria, raramente sussistendo prove dirette, costituende o precostituite, di vicende che si svolgono all'interno delle mura domestiche e che, in quanto tali, vengono conosciute soltanto dai diretti interessati o, al più, da altri stretti congiunti, spesso incapaci di riferire in modo neutro su di esse" (così: Trib. Trani, 10.02.2015 e la sentenza in commento).
- cfr., in termini :App. Bologna 28.02.2008; v. anche: Cass. 19.03.09, n.6697;Cass. 14.02.1990, n. 1095 e , ancora Trib. Trani, 10.02.2015 e 01.03.2015 : "In tale prospettiva deve attribuirsi sicuro rilievo probatorio al contenuto della relazione sociale, anche confermata in udienza, nella quale "si dà atto che in data … (ossia significativamente proprio all'indomani dell'episodio indicato dalla ricorrente come causa della sua decisione di abbandonare il tetto coniugale) si recò presso il Centro Antiviolenza di Barletta, insieme ad un'amica, per riferire di violenze subite dal proprio coniuge, che la donna apparve nell'occasione fisicamente trascurata ed in evidente stato confusionale, tanto che soltanto con grande difficoltà, tra interruzioni e pianti, riuscì a fornire una ricostruzione delle proprie vicende, riferendo delle violenze subite nel corso degli anni, che tra l'altro riferì (…). Ora, è vero che siffatte dichiarazioni, in quanto de relato actoris, non possono assurgere a fonti di prova: ma il fatto che esse siano state raccolte nell'immediatezza dei fatti, e che siano state accompagnate dalla diretta percezione, da parte delle operatrici, di uno stato di assoluta prostrazione psicofisica della donna, portano ad attribuire ad esse una relativa attendibilità, e dunque un certo grado di rilevanza probatoria nell'ambito del più generale quadro istruttorio" .
- Cfr.:Cass.27.03.1990,n.2435 e, in dottrina con riferimenti: Barbagallo, La prova testimoniale, Giuffrè ed. 2002,pp.234 ss., e a cura di P. Cendon,Il dir. priv. nella giurisprudenza ,Le prove, vol I, Utet 2007, pp.191 ss.).
- così giurisprudenza e dottrina già cit. e Cass. 04.04.1980,n.2231
- Cass. n.8548/2011;n.8094/2015;e per la giurisprudenza di merito: Trib. Trani,28.09.2018 e 06.06.2014;Trib. Roma,18.03.15. Per la rilevanza della violenza psicologica, ai fini dell'addebito, si vedano: Cass. 3437/1982; Cass. 8094/2015; App. Torino,21.02.2000; Trib. Prato, 21.11.2008; Trib. Napoli,04.01.2006; App. Napoli,19.03.2010. E ancora, con riferimento agli ordini di protezione contro gli abusi familiari ex art. 342-bis c.c.: "La misura di protezione civile non sanziona il singolo comportamento tenuto dall'agente, ma interviene cautelativamente a tutela delle "vittime", in presenza di un danno dalle stesse patito. Il pregiudizio all'integrità fisica, cui fa riferimento l'art. 342 bis c.c., non necessariamente consegue ad aggressioni fisiche ben potendo costituire l'evento di aggressioni meramente verbali, a causa della reiterazione delle stesse e del clima di continua tensione venutosi a creare all'interno della famiglia, che incidono sulla salute psico-fisica della vittima. L'art. 342 bis c.c., infatti, considera il pregiudizio sia all'integrità fisica che a quella morale" (Tribunale Trani 6.11.2014; Trib Trani, 01.03.2015).
- In tal senso si veda anche l'art.609-decies c.p., con la modifica introdotta dalla L. 119/2013
- V.: Romito,Melato,La violenza sulle donne e sui minori,Carocci,2013; Luberti,Grappolini,Violenza assistita,Erikson 2017; M. A. Gainotti, S, Pallini, La violenza domestica, Ed. scientifiche Magi.
- V. anche in tal senso il cit. Rapporto Ombra Piattaforma CEDAW "Lavori in corsa".
- Gli stereotipi culturali che alimentano la negazione o la minimizzazione della violenza all'interno della famiglia, la minore evidenza del trauma psicologico ed emotivo del bambino rispetto a quello fisico, e, alle volte, i meccanismi difensivi degli operatori, hanno impedito a lungo di apprezzare la reale portata del fenomeno e i danni riportati dai minori", così: Donatella Donati in http://www.questionegiustizia.it/articolo/la-violenza-contro-le-donne_16-12-2013.php)
- v. tra le tante: Cass. 16.02.2018 n.3913; Cass.,ord.,n. 14728/2016, Cass. n. 18817/2015 del 23/09/2015; Cass.n.14840 del 27/06/2006.
- Così: Cass. 5108/2012; App. Roma,15.10.2013; Trib.Trani 06.06.2014; Trib. Roma 11.03.2014 e n. 1821/2015; Trib. Parma, 04.12.2017. Ma v. anche :Cass.n.16593/2008; Cass.n.17191/2011). Ma si pensi, ancora in tal senso, alla violenza economica legata all'inadempimento del padre alle proprie obbligazioni economiche e alla sua assenza/incostanza di cura morale, che giustifica l'affido esclusivo: (Cass. civ. Sez. I, 17/12/2009, n. 26587; Cass., ord., 20.10.2015, n.21282; Trib Roma, 25.11.2013, n.23620).
- E ciò è appunto successo nella fattispecie
- v. Trib. Trani, 28.09.2018; Trib. Roma 16.06.2017; Trib Milano ,ord. 10.12.2015;Trib. Milano,ord., 20.03.2014. Le fattispecie trattate riguardano: 1)il totale disinteresse del padre (che aveva frequentato la figlia in maniera insignificante, non contribuendo in alcun modo al suo mantenimento); 2)comportamenti aggressivi agiti contro la partner anche alla presenza della figlia e verso terzi, probabile uso di sostanze psicotrope.
- In questo quadro appare opportuno fare riferimento al disegno di legge c.d. "Pillon" (D.D.L. 735/2018 ‘Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità', che mira a introdurre nei procedimenti di separazione e divorzio (in ciò ponendo già in evidenza una carente tecnica normativa, in quanto non tiene conto delle modifiche apportate dal D. Lgs. 154/2013 e dalla L. 76/2016) in presenza di figli minori " modifiche sostanziali allarmanti e in contrasto con l'articolo 31 della Conv, Istanbul per tutte le donne e in particolare per i casi di violenza domestica. La proposta prevede l'obbligo per tutti i genitori di prole minorenne che vogliono separarsi o divorziare, di iniziare un percorso di mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale (artt. 7 e 22), in aperta violazione dell'art. 48 della Conv. Ist. che vieta la mediazione obbligatoria, con la conseguenza che le donne dovrebbero trattare anche con un partner violento, impedendo loro di poter ricorrere a un giudice terzo; inoltre, questa proposta impone a tutti i figli di genitori separandi l'obbligo di trascorrere il 50% del loro tempo con ciascun genitore, a prescindere dalla loro volontà e dalla valutazione di esigenze specifiche. Anche le novità in ambito economico (mantenimento diretto con abolizione della corresponsione dell' assegno di mantenimento figli all'altro genitore – solitamente la madre – e abolizione dell' assegnazione alloggio familiare a vantaggio del proprietario – solitamente l'uomo) comporterebbero un grave rischio per le donne, più frequentemente partner economicamente svantaggiate, portando soprattutto loro, e ancora più le vittime di violenza, all' impossibilità materiale di separarsi/divorziare (con violazione anche dell' art. 16 CEDAW)", così v.: "L'attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia. Rapporto delle associazioni di donne" (https://www.direcontrolaviolenza.it/pubblicato-rapporto-ombra-al-grevio; pubbl. 31.10.2018); ma cfr. anche: S. Celentano, Il ddl Pillon: adultocentrismo e conflitti tra generi e generazioni (http://www.questionegiustizia.it; pubbl.08.11.2018); G. Luccioli, "Del ddl Pillon non si salva nulla, va cancellato" (https://alleyoop.ilsole24ore.com, pubbl. 25.10.2018); F. Danovi," Ddl Pillon sull'affidamento condiviso dei figli: una riforma necessaria?", in Quotidiano giuridico, 10.10.2018. Si ricorda anche sul tema l'intervista al dott. Fabio Roia, che ha sottolineato, oltre al fatto che "Il ddl Pillon potrebbe sollevare un serio conflitto di costituzionalità", anche la visione "adultocentrica e poco proiettata all'interesse del minore", in https://alleyoop.ilsole24ore.com/2018/10/03.
- Trib. Trani,decr.,24.10.2017.

References: sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 342
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 16