Source: http://docplayer.it/780957-Contratto-d-area-cooperativo-contro-il-rischio-sistemico-di-produzione-in-agricoltura.html
Timestamp: 2017-05-29 00:32:33+00:00

Document:
CONTRATTO D AREA COOPERATIVO CONTRO IL RISCHIO SISTEMICO DI PRODUZIONE IN AGRICOLTURA - PDF
CONTRATTO D AREA COOPERATIVO CONTRO IL RISCHIO SISTEMICO DI PRODUZIONE IN AGRICOLTURA
Download "CONTRATTO D AREA COOPERATIVO CONTRO IL RISCHIO SISTEMICO DI PRODUZIONE IN AGRICOLTURA"
1 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRENTO - DIPARTIMENTO DI ECONOMIA CONTRATTO D AREA COOPERATIVO CONTRO IL RISCHIO SISTEMICO DI PRODUZIONE IN AGRICOLTURA Luciano Pilati e Vasco Boatto Discussion Paper No. 9,2 The Discussion Paper series provides a means for circulating preliminary research results by staff of or visitors to the Department. Its purpose is to stimulate discussion prior to the publication of papers. Requests for copies of Discussion Papers and address changes should be sent to: Prof. Andrea Leonardi Dipartimento di Economia Università degli Studi Via Inama TRENTO 23 CONTRATTO D AREA COOPERATIVO CONTRO IL RISCHIO SISTEMICO DI PRODUZIONE IN AGRICOLTURA Luciano Pilati e Vasco Boatto Università degli Studi di Trento Dipartimento di Economia Il prof. Luciano Pilati ha curato i paragrafi 1,3,4,5; il Prof. Vasco Boatto i paragrafi 2 e 6. Gli autori desiderano ringraziare il prof. G. Ricci, il prof. G. Stoppa, la dott.ssa S. Pascotto e il dott. A. Berti. 34 Abstract Farms that deliver production to processing, storage and marketing cooperatives are doubly exposed to the economic risk deriving from climatic and environmental adversities: besides the direct loss due to reduced output, with unfavourable climatic conditions they also suffer an indirect loss due to the effect on the price of the lower quantity processed by the cooperative. When farm production falls short of the processing capacity of the cooperative, in fact, there occurs an increase in the average fixed operating cost and, ceteris paribus, a reduction in the price paid to the members. However, cooperatives for the processing, storage and marketing of agricultural products may also perform an active role in mitigating the members production risk. By means of the area yield insurance contract, cooperatives are able to mitigate the systemic component of their members production risk, thereby increasing efficiency. The aim of this paper is to set out the model of the area yield insurance contract and to explain the possible contribution of the processing, storage and marketing cooperative to removing information asymmetry. Cooperatives usually comprise a great deal of information about the members production: quantities produced, crop areas and varieties cultivated, production quality, price levels. This valuable stock of information relative to the productions of the members over the years can be managed by the cooperative without significant transaction costs in order to remedy certain weaknesses in the area crop insurance contract. When processing, storage and marketing cooperatives form a territorial system, the area yield insurance contract can be enhanced with a two-stage specification so as to benefit from both the information possessed by the cooperatives and from the organizational role of the consortium.5 1 - INTRODUZIONE La produzione dell impresa agraria è condizionata da un insieme di fattori, come le gelate, la grandine, la siccità, le infestazioni, difficilmente assoggettabili al controllo imprenditoriale. L azione di questi fattori climatici ed ambientali influenza in modo imprevedibile la quantità prodotta che, nelle annate avverse, scende sotto il valore atteso. La riduzione della quantità prodotta si riflette, a sua volta, sui ricavi e sulla redditività dell impresa. La gestione del rischio associato al livello di produzione sta diventando un esigenza pressante in relazione a tre principali circostanze: la specializzazione produttiva delle imprese agrarie; la liberalizzazione dei mercati agricoli; il cambiamento climatico. In passato, la despecializzazione produttiva dell azienda agraria consentiva, in analogia a quanto prevede la scelta di portafoglio, un contenimento del rischio derivante dalle avversità climatiche ed ambientali. La tendenza alla specializzazione monocolturale, sia delle imprese agrarie sia dei sistemi agricoli territoriali, sta di converso accentuando in misura considerevole, soprattutto negli anni più recenti, il rischio di produzione. A seguito del processo di liberalizzazione dei mercati agricoli si sta inoltre riducendo il sostegno pubblico all agricoltura e con esso la dotazione di risorse finanziarie destinate ai fondi di solidarietà contro le avversità climatiche e le calamità naturali. Le stesse previsioni circa le temperature, la piovosità, la frequenza della grandine, in sintesi le previsioni circa il rischio di produzione, che sono dettate soprattutto dall esperienza dell imprenditore agricolo, si evolvono nel segno dell incertezza a causa del cambiamento climatico. A dispetto delle circostanze sopra citate, il ricorso alla difesa assicurativa contro il rischio di produzione in agricoltura è rimasto in Europa, fino ad oggi, confinato in spazi residuali e riferito soprattutto a specifici rischi. Stati Uniti e Canada hanno invece avviato, fin dai primi anni 90, appositi programmi pilota (Gardner 1994; European Commission 2001). Relativamente alla realizzabilità di un sistema d assicurazione agricolo nel contesto dell Unione Europea, Meuwissen e Huirne (1998) sostengono che, di fronte all impossibilità di assicurare integralmente il reddito dell impresa agraria, gli schemi assicurativi dovrebbero riferirsi alle perdite di resa produttiva ed essere organizzati per coltura ed ambito territoriale. 16 L idea di promuovere in Italia una difesa assicurativa contro il rischio di produzione in agricoltura trova ulteriore accreditamento nel fatto che appare remota la possibilità di introdurre nel mercato italiano (Corvino 1999), sull esempio degli Stati Uniti, options e futures catastrofali costruiti su indici di sinistrosità legati alla resa di una determinata coltura. Un interessante strumento di mitigazione del rischio di produzione salito alla ribalta negli ultimi anni è costituito dal contratto assicurativo d area (Miranda 1991; Smith, Chouinard, Baquet, 1994; Miranda, Grauber 1997; Skees, Black, Barnett 1997; Mahul 1999; Serrao, Coelho 2003). Il contratto d area, come si evince dall analisi condotta da Miranda (1991), è uno strumento di mitigazione della componente sistemica del rischio di produzione, cioè del rischio derivante dalle avversità che colpiscono simultaneamente tutti i produttori di un area. L innovazione principale del contratto d area risiede nel meccanismo dell indennizzo che non è più basato sul risultato della singola impresa agraria, ma su quello complessivo dell area. Questo modello assicurativo offre dei vantaggi alle imprese agricole, ma non è privo di punti di debolezza. Una serie di studi (Zeuli 1999; Black, Barnett, Hu 1999; Zeuli, Skees 2001) ha evidenziato il ruolo che le cooperative agricole possono svolgere allo scopo di rimuovere alcuni limiti operativi del contratto d area sulla resa colturale. Il presente lavoro si propone di sottolineare il ruolo che le cooperative agricole di trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli possono svolgere, avvalendosi del contratto d area, ai fini della mitigazione del rischio sistemico di produzione dei loro soci. Disponendo di tutte le informazioni sulle rese colturali, sull età degli impianti, sulla localizzazione degli appezzamenti, sulla produzione effettivamente realizzata nell anno di riferimento, sul livello qualitativo del prodotto conferito dai soci, la cooperativa si trova nella situazione ideale per neutralizzare l asimmetria informativa relativa alla qualità del prodotto agricolo che rende problematica l applicazione del contratto d area alle produzioni delle colture arboree. 27 2 - CATEGORIE DI RISCHI PER L IMPRESA AGRARIA L impresa agraria è sottoposta ad una molteplicità di rischi riconducibili a quattro fondamentali categorie. La prima categoria di rischi riguarda il livello della produzione. Come già rilevato nel paragrafo introduttivo, l azione dei fattori climatici ed ambientali genera eventi incontrollabili, mutevoli con l avvicendamento delle stagioni, con ripercussioni sulla quantità prodotta dall impresa agraria. C è però, associato alle mutevoli condizioni climatiche ed ambientali, anche un rischio concernente la qualità del prodotto. Nel caso della grandine, ad esempio, il danno può derivare dal deprezzamento del prodotto anziché da una perdita quantitativa di raccolto. Questo profilo qualitativo del rischio di produzione va attentamente considerato nella elaborazione del contratto d area per le colture arboree. La seconda categoria di rischi attiene la dotazione e la disponibilità dei fattori di produzione quasi fissi. Si tratta di rischi associati a possibili danneggiamenti o distruzioni di macchine, fabbricati ed impianti. Rientra in questa categoria anche il rischio d infortunio o di malattia che grava sui lavoratori con l avvertenza che questo segmento di rischio possiede delle specificità sotto il profilo etico. La terza categoria di rischi è costituita dalla volatilità dei prezzi dei prodotti. L incontro tra la domanda e l offerta, data la forma di mercato prevalente in agricoltura, determina un prezzo di equilibrio che si evolve nel tempo fuori dal controllo dell impresa. Il prezzo del prodotto agricolo manifesta in altre parole una specifica e spiccata volatilità. La quarta categoria di rischi attiene il quadro istituzionale e la politica agraria. L entità del deficit informativo che caratterizza le scelte dell imprenditore agricolo dipende dall assetto istituzionale, dalle caratteristiche dell intervento pubblico e dal ritmo delle riforme. La raccolta delle informazioni necessarie per comporre il quadro decisionale dell impresa agraria comporta dei costi tanto più elevati quanto maggiore risulta la dimensione e la frequenza delle modifiche che vengono apportate alle normative ed al sistema degli incentivi pubblici. Le quattro categorie di rischi sopra specificate, se proiettate nel futuro, compongono degli scenari assai differenziati. Per quanto concerne l evoluzione del rischio di produzione, desta preoccupazione, a sostegno di quanto già osservato nel paragrafo introduttivo, il fenomeno del cambiamento climatico in atto che si 38 esprime nell ampliamento del campo di variazione dei fenomeni meteorologici (precipitazioni intense, siccità prolungate, ecc.) e, si teme, nella più massiccia comparsa di eventi catastrofici. L impatto del cambiamento climatico sulle imprese agrarie è però tutt altro che uniforme, dipendendo dalla loro localizzazione sul territorio, dalle colture praticate, dall applicabilità o meno di soluzioni tecnologiche di difesa. Il cambiamento climatico, quando si manifesta sotto forma di discontinuità rispetto alla dinamica storica, provoca una perdita di capacità di previsione del futuro a partire dalle osservazioni disponibili sull evoluzione intercorsa e prefigura, con riferimento alla scelta produttiva, il passaggio da condizioni di rischio a condizioni d incertezza. Nell ambito della seconda categoria di rischi, relativa ai fattori produttivi quasi fissi, nel corso degli ultimi anni ha riscosso una particolare attenzione l obiettivo sicurezza dei lavoratori ovvero il controllo dei rischi di infortunio e di quelli attinenti alla salute dei lavoratori 1. Relativamente all evoluzione delle condizioni di lavoro in agricoltura, è l utilizzazione delle macchine a destare le maggiori preoccupazioni; non si rileva in realtà, per il lavoro agricolo, un aumento del rischio bensì una riduzione della disponibilità sociale ad accettarlo. La terza categoria, afferente il rischio di prezzo, tende ad assumere una connotazione nuova a causa del processo di globalizzazione dei mercati agricoli. La volatilità del prezzo del prodotto agricolo dovrebbe, secondo un analisi di statica comparata, attenuarsi quando carenze ed eccessi regionali di produzione si compensano grazie ai flussi di importazione e di esportazione. E, tuttavia, difficile diagnosticare il segno della variazione del rischio specifico di prezzo perché il processo di globalizzazione è dinamico ed intervengono numerose modificazioni nello scenario colturale, localizzativo e tecnologico. Relativamente alla quarta categoria di rischi si rileva come la riforma incessante della politica agraria comune porti con sé dei benefici potenziali, ma anche dei costi che si scaricano sulle 1 Se osservata sotto questo profilo, l impresa agraria manifesta una configurazione affine al cantiere edile temporaneo e mobile. I lavoratori agricoli si muovono infatti sul territorio tra gli appezzamenti (cantieri) per svolgere le operazioni colturali. La mitigazione del rischio d infortunio risulta assai complessa a causa della ridotta ripetitività e della elevata meccanizzazione delle operazioni colturali da svolgere nel corso delle stagioni. 49 imprese agrarie, principalmente a causa del tempo necessario per raccogliere ed elaborare le informazioni riguardanti il cambiamento dell organizzazione di mercato. Inseguire la modificazione continua della politica agraria, soprattutto in presenza di una grande complessità della strumentazione di regolazione del mercato, non è in definitiva privo di costi. Il rischio complessivo per l impresa agraria non corrisponde tuttavia alla somma delle singole categorie di rischi perché c è uno spazio d interazione tra le medesime. A seguito della globalizzazione, ad esempio, tende ad annullarsi, anche per aree relativamente vaste, la correlazione inversa, tipica dei mercati locali, tra rischio di produzione e rischio di prezzo. L area è infatti perfettamente price taker rispetto al mercato agricolo globale, come la singola impresa di fronte ad un mercato di concorrenza perfetta. Anche la prima e la seconda categoria di rischi non risultano tra loro indipendenti; al danno diretto riferito al bene strumentale (es. la piantagione colpita dalla grandine) può accompagnarsi un danno indiretto (Prestamburgo 1995) per effetto delle perdite di prodotto in annate successive a quella in cui l evento si è verificato. 3. IL RISCHIO SISTEMICO Il rischio gravante sull impresa agraria, se valutato dal punto di vista della compagnia di assicurazione, assume due configurazioni estreme: - rischio di natura autonoma perfettamente indipendente; - rischio di natura sistemica - perfettamente correlato. Il rischio ha natura autonoma - ed è denominato rischio idiosincratico (Mahul 2001, Chambers, Quiggin 2002) - quando è specifico di ogni singola impresa; se l evento dannoso colpisce un impresa non si modifica la probabilità a priori che esso si verifichi in un altra impresa. Il rischio per l assicuratore di dover risarcire l impresa di Tizio è, in tale caso, del tutto indipendente da quello afferente l impresa di Caio. In fig.1 all estremità sinistra del segmento si trovano i rischi autonomi, perfettamente indipendenti (o quasi) come il rischio d incendio, il rischio vita e responsabilità civile automobilistica. Essendo rispettata la condizione di indipendenza, quindi di diversificazione del rischio tra le imprese, esistono per ciascun tipo di rischio autonomo appena citato dei mercati assicurativi privati. 510 Fig. 1 - Rischio autonomo e sistemico NATURA DEL RISCHIO AUTONOMO Perfettamente indipendente SISTEMICO Perfettamente correlato Rc Auto, Vita, Incendio Prezzi Rese Fonte: ns. elab.ni su figura di Miranda, Glauber Il rischio assume, al contrario, natura sistemica quando è perfettamente correlato tra le imprese: l evento dannoso colpisce cioè simultaneamente tutte le imprese localizzate in una determinata zona (rischio sistemico d area) o appartenenti ad un dato mercato (rischio sistemico di mercato). I rischi sistemici, perfettamente correlati, sono collocati in fig.1 all estremità destra del segmento. Un tipico rischio sistemico è quello derivante dalla volatilità del prezzo del prodotto agricolo per un impresa inserita in un mercato di concorrenza perfetta o anche quello connesso alla variazione del tasso d interesse. Siccome il prezzo di mercato per il prodotto omogeneo è unico per tutte le imprese agricole, i loro rischi di prezzo sono perfettamente correlati: ogni una subisce in effetti, allo stesso tempo, la medesima variazione del prezzo 2. Rischi di produzione quasi perfettamente sistemici nell ottica dell area sono ad esempio la siccità e le gelate: le imprese agricole con indirizzo colturale e tecnologia omogenea, limitrofe all impresa colpita dall evento, si troveranno con grande probabilità nelle medesime condizioni. 2L esistenza di perfetta correlazione tra i rischi di produzione delle imprese agrarie è, in verità, assai rara in agricoltura se riferita ad un sistema territoriale di imprese. C è infatti un rischio specifico dell impresa che cattura la disomogeneità a livello spaziale (varietale e tecnologica) o temporale (nel calendario colturale). 611 Più contenuta è la natura sistemica del rischio grandine. L evento specifico si manifesta infatti solitamente con una particolare connotazione geografica, coinvolgendo volta dopo volta delle fasce di territorio di larghezza piuttosto ridotta rispetto alla lunghezza. La mitigazione del rischio di produzione generato dalla fluttuazione della resa produttiva può essere perseguita tramite diverse azioni imprenditoriali. C è innanzi tutto una difesa attiva volta alla prevenzione del danno con interventi tecnologici (ad esempio la realizzazione di impianti d irrigazione e antibrina, reti antigrandine) con la diversificazione colturale o con l integrazione del reddito agricolo tramite apporti finanziari provenienti da attività extra-agricole. C è, in secondo luogo, una difesa passiva, cioè una gestione del rischio mirata alla mitigazione ovvero al contenimento dell effetto sui ricavi e sul reddito aziendale mediante risarcimento del danno o copertura della perdita. Gli strumenti disponibili a tale scopo sono le polizze assicurative o la copertura sul mercato dei capitali con strumenti finanziari, in particolare contratti futures e options (Mahul, Vermersch 2000). Sullo sfondo della difesa passiva si colloca l aiuto pubblico contro le calamità naturali e gli eventi eccezionali previsto in Italia dal fondo di solidarietà nazionale per l agricoltura. Nell ambito della difesa passiva riveste una particolare carica innovativa il contratto assicurativo d area. 4 - IL CONTRATTO D AREA: MODELLO, VANTAGGI E PUNTI DEBOLI Un interessante opportunità di mitigazione del rischio sistemico di produzione, già sperimentata con successo negli Stati Uniti ed in Canada 3, è costituita dal contratto d area. La compagnia d assicurazione mette a disposizione delle imprese agricole appartenenti ad un area preventivamente delimitata una polizza standard a copertura della perdita di produzione calcolata con riferimento alla resa media d area (Miranda 1991; Skees, Black, Barnett 1997; Skees, Hazell, Miranda 2000). Gli indennizzi per la perdita di produzione scatteranno a beneficio di tutte le imprese agrarie che hanno sottoscritto la polizza d area, indipendentemente dalla loro situazione individuale, allorquando la 3 Negli Stati Uniti è in Canada sono da tempo attivi contratti d area per le colture della soia, grano, cotone, orzo, ecc. 712 resa d area sarà inferiore a quella concordata al momento della sottoscrizione del contratta L indennizzo sarà erogato dunque in base alla resa d area e non alla resa riferita alla singola impresa agraria come accade nel contratto assicurativo tradizionale. L intensità della mitigazione del rischio di produzione offerta dal contratto d area alle singole imprese agrarie trova una precisa quantificazione grazie al modello di seguito esposto. 4.1 Il modello Miranda (1991) ha formalizzato il modello assicurativo d area prendendo in esame un impresa agraria monoprodotto (monocoltura), operante in un area A. Preliminarmente va osservato che la quantità del bene omogeneo (y i ) prodotto dalla generica impresa appartenente all area A dipende da una variabile deterministica, la superficie (S i ) destinata alla coltura stessa, e da una variabile stocastica, la resa colturale (r i ). Assumendo indipendenza tra la resa e la superficie destinata alla coltura: I) E(y i ) = E(r i S i )= S i E(r i ) con: E(y i ) = valore atteso della produzione; E(r i ) = valore atteso della resa. La resa colturale (r i ) rappresenta la variabile stocastica, dunque la fonte del rischio di produzione; data la sua natura essa diventa il fulcro del modello assicurativo d area. La resa colturale della generica impresa può essere specificata come segue: II) r i = µ i + β i (r A µ A ) + ε i dove: r i = Y i /S i = resa produttiva dell impresa i; r A = Y A /S A = resa produttiva dell area A; Y A /S A = produzione e superficie coltivata dell area A; µ i = E(r i ) = valore atteso di r i ; µ A = E(r A ) = valore atteso di r A ; ε i = componente non sistemica della resa individuale; β i = coefficiente di sensitività. 813 Il significato dell equazione II diventa più facilmente comprensibile se, seguendo Mahul (1999), anziché la resa si spiega il rischio complessivo di produzione per l impresa i.esima specificato come scarto (r i µ i ) tra il valore osservato e valore atteso della resa dell impresa: III) r i - µ i = β i (r A µ A ) + ε i L equazione III decompone il rischio complessivo di produzione dell impresa i.esima in due parti: β i (r A µ A ) = componente sistemica del rischio di produzione, correlata perfettamente con la resa dell area A. ε i = componente autonoma del rischio di produzione, E(ε i ) =0. Si assume che le variabili casuali ε i, r A siano indipendenti; la loro covarianza sarà perciò nulla: IV) cov (ε i, r A )= 0 Data questa assunzione, la varianza var (r i ) della resa colturale dell impresa i.esima (vedi equazione II), sarà la somma di due componenti, una sistemica ed una autonoma: V) var (r i ) = σ²(r i ) = β i ² σ²(r A ) + σ²(ε i ) con: σ²(r i ) = varianza della resa dell impresa i.esima; σ²(r A ) = varianza della resa d area; β i ² σ²(r A ) = componente sistemica della varianza σ²(r i ); σ²(ε i ) = componente autonoma della varianza σ²(r i ). La resa d area è data dal rapporto tra la quantità prodotta e superficie destinata alla coltura nell area A, ambedue corrispondenti alla somma di quelle delle imprese appartenenti all area stessa: VI) r A = Y A /S A = Σ i Y i /S A = Σ i r i S i /S A Ponendo: 914 VII) w i = S i /S A (Σ i w i = 1; Σ i S i = S A ), si può specificare la resa d area come media ponderata delle rese delle aziende appartenenti all area medesima: VIII) r A = Σ i w i r i L assunzione di cov(ε i, r A )=0, specificata in equazione IV, implica che l incidenza di ogni singola impresa sulla produzione dell area debba risultare irrilevante. Il valore del parametro w i dovrà pertanto assumere, con riferimento ad ogni impresa appartenente all area A, dei valori sempre molto piccoli. L atteggiamento dell imprenditore nei confronti del rischio è influenzato da diverse peculiarità personali e produttive tra le quali spicca, quando si considerano imprese agrarie monocolturali, l estensione della superficie aziendale destinata alla coltura. Le imprese appartenenti all area A, se analizzate nell ottica dell atteggiamento nei confronti del rischio di produzione, possono essere separate in due gruppi, a seconda che la superficie aziendale sia superiore o meno a quella minima (S 0 ) necessaria per occupare un addetto a tempo pieno: - aziende full time se: S i S 0 - aziende part time se: S i < S 0 Siccome per le aziende part time il reddito agricolo costituisce un integrazione del reddito familiare, l esigenza di copertura assicurativa del rischio di produzione non è così pressante come per le aziende full time. Il coinvolgimento diretto degli imprenditori part time manifesta perciò una problematicità per via della loro bassa avversione al rischio di produzione. Ai fini dell efficacia del contratto d area nella mitigazione del rischio produttivo è fondamentale lo studio del coefficiente di sensitività β i che misura la dipendenza della resa dell impresa i.esima dai fattori sistemici che determinano la resa d area. Dai contributi di Miranda (1991) e Mahul, Vermersch (2000), si ricava che: IX) β i = cov (r i, r A ) / σ²(r A ) cov (r i, r A ) = covarianza tra resa dell impresa i.esima e resa media d area; σ²(r A ) = varianza della resa media d area. 1015 Il coefficiente di correlazione ρ i tra la resa dell impresa (r i ) e la resa d area (r A ) è dato dal rapporto tra la covarianza delle due rese e il prodotto degli scarti quadratici medi delle rese medesime. Cioè: X) ρ i = cov (r i, r A ) / σ (r i ) σ (r A ) (-1 ρ i 1) Possiamo riformulare l equazione X moltiplicando il numeratore e il denominatore per σ(r i ) così da introdurre poi il coefficiente di correlazione: XI) β i = cov (r i, r A ) σ(r i )/ σ²(r A ) σ(r i ) = ρ i σ(r i ) / σ(r A ) Dall equazione XI si evince che il segno di β i dipende da quello del coefficiente di correlazione ρ i, considerato che gli altri termini (scarti quadratici medi delle rese) assumono nella realtà segno sempre positivo. β i di segno negativo esprime una situazione del tutto eccezionale, poiché sottintende l esistenza di una correlazione negativa tra la resa dell impresa considerata e quella media dell area. In tale condizione la sottoscrizione di un contratto d area comporterebbe paradossalmente un aumento del rischio produttivo. Siccome la resa d area (r A ) è la media ponderata delle rese delle aziende che vi appartengono (cfr. equazione VIII), il valore medio del coefficiente β i, calcolato con riferimento alle imprese appartenenti all area A, è necessariamente uguale ad 1: XII) Σ i w i β i = 1 La distribuzione di frequenza di β i per le aziende dell area A è dunque centrata sul valore medio 1 (Miranda 1991); di conseguenza, circa la metà delle aziende presenterà β i >1. Il coefficiente β i assumerà valori prossimi ad 1 per le imprese caratterizzate da elevata omogeneità rispetto alle condizioni climatiche ed ambientali che determinano la resa d area. Un impresa che ricalcasse esattamente la situazione media dell area risulterebbe contrassegnata da r i =r A, µ i =µ A ed avrebbe β i =1, ε i =0. Condizione necessaria, ma non sufficiente, affinché la sottoscrizione del contratto d area per l impresa i.esima comporti una riduzione del rischio di produzione è un valore positivo del suo coefficiente si 1116 sensitività β i ; condizione necessaria e sufficiente è che il valore di β i sia maggiore di un valore critico β c, valido per l intera area A ed uguale per tutte le imprese ad essa appartenenti. Per spiegare questa affermazione, specifichiamo sia il premio che l indennizzo stabiliti dal contratto d area in termini di resa colturale equivalente (quantità di prodotto per ettaro) riferita all area A. Nulla cambia se si adotta una specificazione in valore; l indennizzo per ettaro equivale difatti, dato il prezzo del prodotto, ad un integrazione della resa osservata per l impresa i.esima mentre il premio pagato equivale ad una decurtazione della resa medesima. Si indichi con (r c ) il livello critico della resa d area al di sotto del quale scatta l indennizzo. Questo livello viene concordato al momento della stipula del contratto: ad esempio (r c = 0,70 r A ). L indennizzo, espresso in termini di quantità di prodotto per ettaro, sarà funzione dello scarto esistente fra la resa media effettivamente riscontrata nell area A ed il livello critico della resa sempre d area: XIII) I = max ([r c r A ], 0) dove: I = indennizzo per ettaro assicurato; r c = livello critico della resa d area A; r A = livello effettivo della resa d area A. Il premio assicurativo, specificato come quantità di prodotto per ettaro assicurato, è posto uguale al valore atteso dell indennizzo per ettaro, cioè (Mahul, 1999): XIV) P = E[I (r A )] con: P = premio assicurativo per ettaro uguale per tutte le imprese dell area A. E[I (r A )] = valore atteso dell indennizzo espresso in quantità di prodotto per ettaro. La resa netta (rn i ) conseguita dalla impresa dopo la stipula del contratto d area è pari a: XV) rn i = r i + I P L assunzione che il valore attuariale del premio sia nullo (cfr. 1217 equazione XIV), permette di accertare l effetto del contratto d area sulla varianza della resa netta, dunque sul rischio sistemico dell impresa agraria. L analisi economico-matematica prescinde qui dai possibili guadagni o perdite derivanti dalla divergenza tra il valore attuale dei premi versati e degli indennizzi incassati. Si noti che, in presenza di un avversione al rischio del produttore agricolo, una riduzione della varianza della resa netta equivale ad un aumento del livello della resa effettiva. E questa quantità equivalente di prodotto a costituire il primo vantaggio autentico del contratto d area. Il rischio di produzione per la generica impresa agraria dopo la sottoscrizione del contratto d area è misurato dalla varianza della sua resa netta. Essendo P un parametro deterministico fissato ex ante, la varianza della resa netta è specificabile nel modo seguente: XVI) Var (rn i ) = σ²(r i ) + σ²(i) +2 cov (r i, I) dove: σ²(i) = varianza dell indennizzo; cov(r i, I) = covarianza tra la resa media dell area e l indennizzo. La mitigazione del rischio sistemico ottenuta a seguito della sottoscrizione del contratto d area è pari alla differenza tra le varianze delle distribuzioni della resa con e senza contratto, cioè: XVII) i = Var (r i ) Var (rn i ) Utilizzando ora la definizione dell equazione XVI, di seguito inserita tra parentesi quadrata, si ottiene: XVIII) i = σ²(r i ) [σ²(r i ) + σ²(i) +2 cov (r i, I)] = - σ²(i) -2 cov (r i, I) L assunzione che le variabili ε i, r A, siano indipendenti implica che anche ε i ed I siano tra loro indipendenti. Conseguentemente: XIX) cov (r i, I) = β i cov (r A, I) Sostituendo l equazione XIX nella XVIII otteniamo: XX) i = - σ²(i) 2 β i cov (r A, I) 1318 Definiamo ora β c, il livello critico della resa riferito all area A: XXI) β c = - σ²(i)/2 cov (r A, I) Il numeratore dell equazione XXI assume sempre segno negativo; è di segno negativo anche il denominatore, cioè la covarianza tra la resa d area e l indennizzo. La resa critica d area assume dunque sempre segno positivo: β c >0. Il coefficiente β c sarà inoltre crescente con la resa critica d area (r c ), in quanto l indennizzo scatta al di sotto di tale resa. Sostituendo la XXI nella XX si ottiene: XXII) i = σ²(i) [(β i /β c ) 1] Grazie alla semplificazione formale ottenuta introducendo la definizione della resa critica, diventa agevole lo studio delle condizioni che consentono all impresa i.esima di mitigare il rischio sistemico di produzione partecipando al contratto d area. Se i >0, il contratto d area comporta sicuramente una mitigazione del rischio per l impresa i.esima. i >0 implica che β i /β c >1 ovvero β i >β c con β i, β c >0 (Miranda 1991, Proposition 2). Trova dunque dimostrazione l affermazione che condizione necessaria e sufficiente affinché l impresa agraria ottenga una mitigazione del rischio sistemico con la stipula del contratto d area è che β i sia maggiore di un valore critico β c. Siccome β c è un parametro definito a livello d area, la riduzione del rischio sistemico per l impresa i.esima dipende unicamente da β i ed è crescente con il valore di questo coefficiente (Miranda 1991, Proposition 1). In generale (Miranda 1991) 0 β c 0,5. Se, dunque β i >0,5 la stipula del contratto d area da parte dell impresa i.esima comporta una sicura mitigazione del suo rischio sistemico di produzione. Se β i è positivo, ma inferiore a 0,5, si può tuttavia verificare un aumento del rischio. Per 0 β i 0,5 la mitigazione del rischio sistemico è tanto più probabile quanto più bassa è la resa critica d area, data la sua correlazione con β c. La mitigazione del rischio sistemico ottenuta dall impresa agraria è tanto maggiore quanto più significativa risulta la dipendenza della sua resa dai fattori sistemici (Miranda 1991, Proposition 3). Il coefficiente β i, come si evince dall equazione XI, e la mitigazione del rischio sistemico secondo l equazione XXII, sono tanto più 1419 elevati quanto maggiore è σ²(r i ) cioè la varianza della resa dell impresa (Miranda 1991, Proposition 4). La mitigazione del rischio di produzione derivante dal contratto d area si dimostra in definitiva più consistente per le imprese caratterizzate da rese che si discostano in maniera lieve da quella dell area A e che manifestano, allo stesso tempo, un elevata varianza. L equivalente economico in termini di resa netta di una determinata riduzione della varianza della resa non è però univoco, ma dipende dal gradiente di avversione al rischio dell imprenditore agricolo. Le classificazioni delle imprese in part time e full time, o secondo altri criteri come la forma di conduzione o l età del conduttore, entrano in gioco solo a questo stadio d analisi. L ipotesi implicita nel modello sopra esposto è che il contratto assicurativo d area prenda a riferimento il 100% della resa. Potrebbe tuttavia essere concessa all impresa la facoltà di scegliere (τ i ) il livello preferito di copertura della resa, sia maggiore che minore al 100%, con conseguenze proporzionali sull indennizzo e sul premio. L equazione della resa netta (rnc i ), assumendo un livello di copertura variabile, diventa (Miranda 1991): XXIII) rnc i = r i + τ i I τ i P dove: τ i = livello di copertura della resa scelto dall impresa i.esima. La mitigazione del rischio sistemico ( c i ) ottenuta da un contratto d area con un livello di copertura della resa non negativo e scelto a piacere dall impresa si determina seguendo il procedimento già formalizzato precedentemente con le equazioni (XVI XXII). In accordo con Miranda (1991) si ha: XXIV) c i = - τ i ²σ²(I) 2 τ i β i cov (r A, I) Introducendo nell equazione XXIV il livello critico della resa β c, definito nello stesso modo dell equazione XIX, si ottiene: XXV) c i = σ²(i) [(β i /β c ) τ i τ i ²] L impresa seleziona il livello di copertura della resa (τ* i ) che determina la massima riduzione del rischio sistemico di produzione (Miranda 1991, Proposition 5). 1520 Massimizzando la variabile c i - specificata dall equazione XXV - si ottiene la minimizzazione del rischio di produzione rispetto all argomento τ i.. Ponendo uguale a zero la derivata prima parziale di [(β i /β c ) τ i τ i ²] rispetto a τ i, si identifica il livello ottimo di copertura della resa colturale specifico della impresa i.esima: XXVI) τ* i = β i /2β c L impresa eleziona un tasso unitario di copertura della resa (τ* i = 1) quando β c =β i /2. Sostituendo il tasso ottimo di copertura (τ* i ) specificato dall equazione XXVI all interno della XXV si determina, dopo alcuni passaggi, il livello massimo ( *c i ) di mitigazione del rischio sistemico di produzione: XXVII) *c i = ρ² [β i ² σ²(r A )] dove: ρ= cov (r A, I) / σ (r A ) σ (I) = coefficiente di correlazione tra resa d area (r A ) ed indennizzo (I). Nell equazione XXVII, tra parentesi quadrata compare la varianza della componente sistemica del rischio già esposta nell equazione X. Il termine ρ² assume un valore positivo, compreso tra 0 ed 1, ed è uguale per tutte imprese appartenenti all area A, in quanto dipende solo da parametri d area. Si dimostra dunque (Miranda 1991, Proposition 7) che con un tasso di copertura scelto arbitrariamente dall impresa allo scopo di minimizzare il rischio, il contratto d area mitiga il rischio sistemico di produzione [β i ² σ²(r A )] nella medesima proporzione (ρ²) per tutte le imprese, mentre lascia del tutto invariata la componente autonoma. 4.2 Vantaggi e punti deboli del contratto d area Il contratto d area attua, come dimostra il modello formale precedentemente esposto, una separazione tra rischio sistemico e rischio autonomo di produzione permettendo di mitigare esclusivamente la prima componente. La separazione della componente sistemica del rischio di produzione consente di portare a superamento il problema dell asimmetria informativa che affligge il contratto assicurativo 16 Vedere altro
PREMESSA Si assiste sempre più spesso ad andamenti meteorologici imprevedibili e come tali differenti dall ordinario: periodi particolarmente asciutti alternati ad altri particolarmente piovosi. Allo stesso Dettagli Capitolo 9: PROPAGAZIONE DEGLI ERRORI
Capitolo 9: PROPAGAZIOE DEGLI ERRORI 9.1 Propagazione degli errori massimi ella maggior parte dei casi le grandezze fisiche vengono misurate per via indiretta. Il valore della grandezza viene cioè dedotto Dettagli Accuratezza di uno strumento
Accuratezza di uno strumento Come abbiamo già accennato la volta scora, il risultato della misurazione di una grandezza fisica, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, non è mai un valore numerico X univocamente Dettagli CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano
Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore Dettagli PRODOTTO UVA DA VINO E PER TUTTI GLI ALTRI PRODOTTI,
Strada dei mercati, 17 43126 Parma Tel.0521984996 Fax 0521950084 info@codiparma.it www.codiparma.it Oggetto: Campagna assicurativa 2015 Spett.le Socio, da quest anno le risorse finanziare sono reperite Dettagli Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione
8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari, Dettagli Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione
Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 4 Il lavoro Gli indicatori presentati in questo capitolo riguardano la condizione di occupazione. Dettagli STUDIO DI SETTORE SM43U
ALLEGATO 3 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE SM43U NOTA TECNICA E METODOLOGICA CRITERI PER LA COSTRUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione Dettagli Classificazioni dei sistemi di produzione
Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione Dettagli IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni
I beni pubblici come causa del fallimento del mercato. Definizioni e caratteristiche (versione provvisoria) Marisa Faggini Università di Salerno mfaggini@unisa.it I beni pubblici rappresentano un esempio Dettagli Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO
Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO FABRIANO 06 MAGGIO 2014 1 Fig 1 Intervento di semina su sodo con Dettagli Scheda approfondita LAVORO PART-TIME
Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico Dettagli L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale
CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della Dettagli Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia
Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli Dettagli Cosa fanno gli altri?
Cosa fanno gli altri? Sig. Morgan Moras broker di riassicurazione INCENDIO (ANIA) Cosa fanno gli altri? rami assicurativi no copertura polizza incendio rischi nominali - rischio non nominato - esplosione, Dettagli 5. Il contratto part-time
5. Il contratto part-time di Elisa Lorenzi 1. L andamento dei contratti part-time Il part-time è una modalità contrattuale che in Italia, nonostante la positiva dinamica registrata negli ultimi anni, riveste Dettagli chiede l ammissione dell impresa medesima alla gara indetta per l affidamento del servizio in oggetto. Al proposito
ALLEGATO 1 Via A. Picco Oggetto: istanza di ammissione alla gara relativa servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria delle macchine operatrici di ACAM Ambiente s.p.a.. Il sottoscritto...., nato Dettagli TABELLA OBBLIGO-FACOLTÀ DAL 3 OTTOBRE 2013 Strumenti del Programma di razionalizzazione degli acquisti
TABELLA OBBLIGO-FACOLTÀ DAL 3 OTTOBRE 2013 Strumenti del Programma di razionalizzazione degli acquisti Merceologia Importo Amministrazioni statali Amministrazioni regionali i Enti del servizio sanitario Dettagli (Atti non legislativi) REGOLAMENTI
24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli Dettagli Relazione sul data warehouse e sul data mining
Relazione sul data warehouse e sul data mining INTRODUZIONE Inquadrando il sistema informativo aziendale automatizzato come costituito dall insieme delle risorse messe a disposizione della tecnologia, Dettagli IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
dalla G.U. n. 59 del 12 marzo 2014 (s.o. n. 20) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2013 Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi Dettagli Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI
LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni Dettagli CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 29 dicembre 2006
CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 29 dicembre 2006 OGGETTO: IVA Applicazione del sistema del reverse-charge nel settore dell edilizia. Articolo 1, comma 44, della legge Dettagli STUDIO DI SETTORE TK30U ATTIVITÀ 71.12.40 ATTIVITÀ 74.90.93 ATTIVITÀ DI CARTOGRAFIA E AEROFOTOGRAMMETRIA
STUDIO DI SETTORE TK30U ATTIVITÀ 71.12.40 ATTIVITÀ DI CARTOGRAFIA E AEROFOTOGRAMMETRIA ATTIVITÀ 74.90.21 CONSULENZA SULLA SICUREZZA ED IGIENE DEI POSTI DI LAVORO ATTIVITÀ 74.90.92 ATTIVITÀ RIGUARDANTI Dettagli Prima di parlare di Bilancio consolidato è importante sapere.
Prima di parlare di Bilancio consolidato è importante sapere. Cos è un gruppoaziendale L evoluzione del processo di armonizzazione contabile Le principali caratteristiche del bilancio IAS/IFRS a seguito Dettagli Elementi di Statistica
Elementi di Statistica Contenuti Contenuti di Statistica nel corso di Data Base Elementi di statistica descrittiva: media, moda, mediana, indici di dispersione Introduzione alle variabili casuali e alle Dettagli L analisi economico finanziaria dei progetti
PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone, Dettagli speciale Lordo Netto 2013 In vigore dal 1 gennaio 2013 (a cura di Gianfranco Serioli)
2013 Maggio Lordo Netto 2013 In vigore dal 1 gennaio 2013 (a cura di Gianfranco Serioli) Note introduttive Tabella Lordo Netto 2013 Il contributo di solidarietà Introdotto con il Dl n. 138/2011 (legge Dettagli I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo
I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il Dettagli IMU: analisi dei versamenti 2012
IMU: analisi dei versamenti 2012 1. Analisi dei versamenti complessivi I versamenti IMU totali aggiornati alle deleghe del 25 gennaio 2013 ammontano a circa 23,7 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi di Dettagli LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017
ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale Dettagli Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Aspetti economico-finanziari delle gestioni assicurative. Mario Parisi
Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Stefano Chirichigno e Vittoria Segre Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37 Dettagli III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano
III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non Dettagli ESTIMO GENERALE. 1) Che cos è l estimo?
ESTIMO GENERALE 1) Che cos è l estimo? L estimo è una disciplina che ha la finalità di fornire gli strumenti metodologici per la valutazione di beni economici, privati o pubblici. Stimare infatti significa Dettagli Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013
Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 La circolare del dipartimento funzione pubblica esplicativa dell articolo 4 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito Dettagli Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals
Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals II Parte Verifica delle ipotesi (a) Agostino Accardo (accardo@units.it) Master in Ingegneria Clinica LM in Neuroscienze 2013-2014 e segg. Dettagli Rischio impresa. Rischio di revisione
Domanda di Certificazione Fairtrade Procedura operativa standard Valida dal: 17.09.2013 Distribuzione: pubblica Indice 1. Scopo... 4 2. Campo di applicazione... 4 2.1 Chi deve presentare domanda di certificazione Dettagli RESPONS.In.City - Methodology
RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare Dettagli I PAGAMENTI DIRETTI NELLA NUOVA PAC. CAMBIAMENTI E IMPATTI
I PAGAMENTI DIRETTI NELLA NUOVA PAC. CAMBIAMENTI E IMPATTI SENATO DELLA REPUBBLICA Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare Prof. Felice ADINOLFI Università degli Studi di Bologna Roma 22 Gennaio Dettagli IFRS 2 Pagamenti basati su azioni
71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia Dettagli Ministero della Salute Direzione Generale della Ricerca Scientifica e Tecnologica Bando Giovani Ricercatori - 2007 FULL PROJECT FORM
ALLEGATO 2 FULL PROJECT FORM FORM 1 FORM 1 General information about the project PROJECT SCIENTIFIC COORDINATOR TITLE OF THE PROJECT (max 90 characters) TOTAL BUDGET OF THE PROJECT FUNDING REQUIRED TO Dettagli Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina
Traduzione 1 Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina) Dettagli COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?
Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario Dettagli GUIDE Il lavoro part time
Collana Le Guide Direttore: Raffaello Marchi Coordinatore: Annalisa Guidotti Testi: Iride Di Palma, Adolfo De Maltia Reporting: Gianni Boccia Progetto grafico: Peliti Associati Illustrazioni: Paolo Cardoni Dettagli Risk management come opportunità per un nuovo welfare
Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa, Dettagli DUAL RC professionale
P.I. LINE - tailor made DUAL RC professionale Proposta di assicurazione per la Responsabilità Civile Professionale di Commercialisti, Tributaristi, Avvocati Consulenti del Lavoro, Società di Servizi (EDP) Dettagli guida introduttiva alla previdenza complementare
COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi, Dettagli Operazioni, attività e passività in valuta estera
OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, Dettagli POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI
capitolo 15-1 POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI OBIETTIVO: EQUILIBRIO (ANCHE SE NEL LUNGO PERIODO) DISAVANZI: IMPLICANO PERDITE DI RISERVE VALUTARIE AVANZI: DANNEGGIANO ALTRI PAESI E CONDUCONO A Dettagli Il concetto di valore medio in generale
Il concetto di valore medio in generale Nella statistica descrittiva si distinguono solitamente due tipi di medie: - le medie analitiche, che soddisfano ad una condizione di invarianza e si calcolano tenendo Dettagli Governance e performance nei servizi pubblici locali
Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei Dettagli Dott.ssa Caterina Gurrieri
Dott.ssa Caterina Gurrieri Le relazioni tra caratteri Data una tabella a doppia entrata, grande importanza riveste il misurare se e in che misura le variabili in essa riportata sono in qualche modo Dettagli 4.2. IL TEST F DI FISHER O ANALISI DELLA VARIANZA (ANOVA)
4.2. IL TEST F DI FISHER O ANALISI DELLA VARIANZA (ANOVA) L analisi della varianza è un metodo sviluppato da Fisher, che è fondamentale per l interpretazione statistica di molti dati biologici ed è alla Dettagli Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita
Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO DI TIPO ASSICURATIVO - FONDO PENSIONE Iscritto all Albo tenuto dalla Covip con il n. *** Nota informativa per i potenziali aderenti Dettagli Qual è il fine dell azienda?
CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare Dettagli PER AZIENDE AVENTI ALLE PROPRIE DIPENDENZE SOLO IMPIEGATI (VERSIONE AGGIORNATA AL 23 GENNAIO 2015)
Procedura relativa alla gestione delle adesioni contrattuali e delle contribuzioni contrattuali a Prevedi ex art. 97 del CCNL edili-industria del 1 luglio 2014 e ex art. 92 del CCNL edili-artigianato del Dettagli OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE
OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE Quest Associazione apprezza la decisione dell ISVAP di avviare la procedura per la revisione del regolamento n.5/2006, sull attività degli intermediari Dettagli UTILIZZO DEI METODI MULTICRITERI O MULTIOBIETTIVI NELL OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA. Filippo Romano 1
UTILIZZO DEI METODI MULTICRITERI O MULTIOBIETTIVI NELL OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA Filippo Romano 1 1. Introduzione 2. Analisi Multicriteri o Multiobiettivi 2.1 Formule per l attribuzione del Dettagli Lezione XII: La differenziazione del prodotto
Lezione XII: La differenziazione del prodotto Ci sono mercati che per la natura del loro prodotto, la numerosità dei soggetti coinvolti su entrambi i lati del mercato (e in particolare, la bassa concentrazione Dettagli TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI
TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI La Repubblica Italiana ed il Regno dell Arabia Saudita desiderando intensificare Dettagli Appello all azione: 10 interventi chiave per portare più gente in bicicletta più spesso in Europa
Appello all azione: 10 interventi chiave per portare più gente in bicicletta più spesso in Europa Manifesto dell'ecf per le elezioni al Parlamento Europeo del 2014 versione breve ECF gratefully acknowledges Dettagli I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI
I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI Dall anno 2003 l Unione Province Piemontesi raccoglie, con la collaborazione Dettagli Gestione delle avversità in agricoltura biologica
Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la Dettagli Introduzione alla Teoria degli Errori
Introduzione alla Teoria degli Errori 1 Gli errori di misura sono inevitabili Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell errore ( Una scienza si dice esatta non Dettagli MGM WELFARE CASSA DI ASSISTENZA E SOCIETA DI MUTUO SOCCORSO. MGM BROKER Investement and advisor. www.mgmbroker.com
www.mgmbroker.com MGM WELFARE CASSA DI ASSISTENZA E SOCIETA DI MUTUO SOCCORSO Le Casse di MGM WELFARE nascono con l obiettivo di offrire le migliori prestazioni assicurative presenti sul mercato, insieme Dettagli Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano
Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato Dettagli Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02
Impar a il tr ading da i m aestr i Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale Cos'è l'analisi Fondamentale? L'analisi fondamentale esamina gli eventi che potrebbero influenzare il valore Dettagli guida introduttiva alla previdenza complementare
Il monitoraggio della gestione finanziaria nei fondi pensione Prof. Università di Cagliari micocci@unica.it Roma, 4 maggio 2004 1 Caratteristiche tecnico - attuariali dei fondi pensione Sistema finanziario Dettagli TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa
TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa Le parti, nel ritenere che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere mezzo idoneo ad agevolare l incontro fra domanda e offerta di lavoro, ne confermano Dettagli Scelta sotto incertezza
Scelta sotto incertezza 1. Introduzione Nei capitoli 1 e 2 della microeconomia standard si studia la scelta dei consumatori e dei produttori, che hanno un informazione perfetta sulle circostanze che caratterizzano Dettagli Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE
REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L APPLICAZIONE DEGLI ARTT.75 CONFERIMENTO E REVOCA DI INCARICHI AL PERSONALE DELLA CATEGORIA EP E 76 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E RETRIBUZIONE DI RISULTATO DEL CCNL 16.10.2008 Dettagli Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità
Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e Dettagli Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della
1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni Dettagli La dissomiglianza tra due distribuzioni normali
Annali del Dipartimento di Scienze Statistiche Carlo Cecchi Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Vol. X (2011): 43-50 Editore CLEUP, Padova - ISBN: 978-88-6129-833-0 La dissomiglianza tra due distribuzioni Dettagli CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO
CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO AVVERTENZE PER LA REDAZIONE 1. La bozza di contratto proposta è da utilizzare come linea guida, potrà essere integrata e/o ridotta in funzione alle specifiche necessità. Dettagli METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione
METODO DELLE FORZE CORSO DI PROGETTZIONE STRUTTURLE a.a. 010/011 Prof. G. Salerno ppunti elaborati da rch. C. Provenzano 1. METODO DELLE FORZE PER L SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTTICHE 1.1 Introduzione Dettagli PROFESSIONALE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI TREVISO
CONVENZIONE POLIZZA DI RESPONSABILITA CIVILE PROFESSIONALE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI TREVISO FOR INSURANCE BROKER SRL, Società di Brokeraggio con sede principale a Castelfranco V.to, Ha stipulato con i Dettagli Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time
Decreto Part-time Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time ARTICOLO 1 Definizioni 1.Nel rapporto di lavoro subordinato l assunzione Dettagli Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune
Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune 1 Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria DOP Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria Dettagli La deduzione IRAP. DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012
DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012 LE DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 La quota forfetaria deducibile per ogni singolo lavoratore subordinato Dettagli Strumenti Elettronici Analogici/Numerici
Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Strumenti Elettronici Analogici/Numerici Ing. Andrea Zanobini Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Dettagli Ottimizzare gli sconti per incrementare i profitti
Ottimizzare gli sconti per incrementare i profitti Come gestire la scontistica per massimizzare la marginalità di Danilo Zatta www.simon-kucher.com 1 Il profitto aziendale è dato da tre leve: prezzo per Dettagli Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo
L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere le popolazioni rurali povere in condizione di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare, Dettagli I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value
I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value A cura Alessio D'Oca Premessa Nell ambito dei principi che orientano la valutazione del bilancio delle società uno dei Dettagli Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito
Allegato n.3 Schema di contratto per il comodato d uso gratuito di n. 3 autoveicoli appositamente attrezzati per il trasporto di persone con disabilità e n. 2 autoveicoli per le attività istituzionali Dettagli Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?
La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di Dettagli Qual è l errore più comune tra i Trader sul Forex e come possiamo evitarlo? David Rodriguez, Quantitative Strategist drodriguez@dailyfx.
Qual è l errore più comune tra i Trader sul Forex e come possiamo evitarlo? David Rodriguez, Quantitative Strategist drodriguez@dailyfx.com Avvertenza di Rischio: Il Margin Trading su forex e/o CFD comporta Dettagli Principal Component Analysis (PCA)
Principal Component Analysis (PCA) Come evidenziare l informazione contenuta nei dati S. Marsili-Libelli: Calibrazione di Modelli Dinamici pag. Perche PCA? E un semplice metodo non-parametrico per estrarre Dettagli La scuola in Lombardia
La scuola in Lombardia Documentazione Anno scolastico 2010/2011 La scuola in Lombardia 2010/2011 pag 1 La scuola in Lombardia 2010/2011 pag 2 INDICE Sezione 1 Le scuole... 5 IL SISTEMA SCOLASTICO LOMBARDO... Dettagli Dall italiano alla logica proposizionale
Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci Dettagli Teoria della misurazione e misurabilità di grandezze non fisiche
Teoria della misurazione e misurabilità di grandezze non fisiche Versione 12.6.05 Teoria della misurazione e misurabilità di grandezze non fisiche 1 Il contesto del discorso (dalla lezione introduttiva) Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Articolo 1
 articolo 4
 art. 97
 art. 92
 sentenza 
 ARTICOLO 1
 Art. 11
 art. 1
 Art. 11
 art. 1