Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/10/26/05/comunic.htm
Timestamp: 2019-07-16 02:41:46+00:00

Document:
﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 26 ottobre 2016
Mercoledì 26 ottobre 2016. — Presidenza del presidente Francesco BOCCIA. – Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando.
Disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati.
C. 1658-A.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il Governo si era riservato di fornire ulteriori chiarimenti di carattere finanziario.
Il Viceministro Enrico MORANDO, nel depositare agli atti della Commissione una nota aggiornata del Ministero dell'interno (vedi allegato 1), fa presente, con riferimento all'articolo 12 (che prevede l'integrazione dei minori stranieri non accompagnati nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che i posti dedicati ai minori stranieri non accompagnati nel sistema SPRAR sono attualmente pari a 1.800 e saranno portati nel 2017 a 3.800 sulla base delle proposte progettuali complessivamente presentate dagli enti locali. Il costo complessivo concernente i citati 3.800 posti sarà pari a euro 82.637.460,00 e sarà imputato al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1-septies del decreto-legge n. 416 del 1989, che presenta una dotazione pari a 400 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018. Rileva altresì che il sistema SPRAR potrà essere annualmente riprogrammato, con un eventuale ampliamento dei posti, sulla base di nuovi progetti presentati dagli enti locali con l'obiettivo di assicurare ospitalità in seconda accoglienza a tutti i minori stranieri non accompagnati, nonché delle conseguenti economie a valere sul Fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, per il rimborso delle spese sostenute dai comuni ai sensi dell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo n. 142 del 2015, in caso di temporanea indisponibilità dello SPRAR. Conseguentemente appare necessario sopprimere il comma 1 dell'articolo 21 del provvedimento.
Fa presente inoltre che le disposizioni di cui ai commi ai commi 3 e 4 dell'articolo 14, in materia di l'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati, possono essere attuate nei limiti delle risorse iscritte in bilancio a legislazione vigente, posto che, da un lato, nell'ambito Pag. 98del programma «Iniziative di sviluppo per il sistema di istruzione scolastica e per il diritto allo studio» del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono realizzati progetti in favore degli studenti stranieri e, dall'altro, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado possono realizzare opportune misure per favorire l'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati, sia mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che annualmente vengono loro assegnate per la realizzazione di progetti specifici relativi alle aree a forte processo immigratorio, sia attraverso le risorse relative all'ampliamento dell'offerta formativa.
Precisa infine che il diritto all'assistenza legale per il minore straniero non accompagnato, riconosciuto dagli articoli 16, 17 e 18, può essere attuato nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente, a valere sul capitolo 1360 (Spese di giustizia) dello stato di previsione del Ministero della giustizia, che reca le occorrenti disponibilità finanziarie.
Paola BRAGANTINI (PD), relatrice, preso atto delle delucidazioni fornite dal Governo, formula la seguente proposta di parere:
esaminato il progetto di legge C. 1658-A, recante Disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati;
l'articolo 4, recante disposizioni in materia di prima assistenza e accoglienza per i minori non accompagnati, non appare suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, giacché, da un lato, il requisito della esclusività della destinazione ai minori delle strutture di accoglienza di cui all'articolo 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015 è già implicito nella disposizione novellata, di cui al comma 1 del medesimo articolo 19, dall'altro la riduzione del tempo massimo di permanenza in tali strutture di prima accoglienza dai sessanta giorni attualmente previsti ai trenta fissati con la proposta di legge in oggetto, non determina di per sé nuovi oneri per la gestione delle medesime strutture;
la stima del numero annuo degli esami socio-sanitari per l'accertamento dell'età, già stimati in 5 mila unità nel 2015, va aggiornata a 6.793 unità, sulla base dell'incremento del numero dei minori giunti nel territorio nazionale;
il costo medio riferibile alle predette unità è pari a euro 327.152 ed è imputabile al capitolo 2353 «Fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati» iscritto nello stato di previsione del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, che reca a regime le necessarie disponibilità;
le indagini familiari, di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 6, sono effettuate a legislazione vigente attraverso convenzioni stipulate dal Ministero dell'interno con oneri a carico del capitolo 2352 del Ministero dell'interno e non determinano pertanto oneri aggiuntivi in quanto si limitano ad attribuire un potere d'impulso all'esercente la responsabilità genitoriale;
all'attuazione delle disposizioni, di cui all'articolo 9, concernenti il sistema informativo nazionale dei minori presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si provvede con le risorse disponibili a legislazione vigente, in virtù dei compiti già attribuiti al medesimo Dicastero ai sensi del D.P.C.M. 9 dicembre 1999, n. 535;
i posti dedicati ai minori stranieri non accompagnati nel sistema SPRAR sono attualmente pari a 1.800 e saranno portati nel 2017 a 3.800 sulla base delle proposte progettuali complessivamente presentate dagli enti locali;
il costo complessivo concernente i citati 3.800 posti sarà pari a euro 82.637.460,00 e sarà imputato al Fondo Pag. 99nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1-septies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, che presenta una dotazione pari a 400 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018;
il sistema SPRAR potrà essere annualmente riprogrammato sulla base di nuovi progetti presentati dagli enti locali con l'obiettivo di assicurare ospitalità in seconda accoglienza a tutti i minori stranieri non accompagnati, nonché delle conseguenti minori esigenze finanziarie che potrebbero derivare dall'attuazione dell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142;
le disposizioni di cui ai commi ai commi 3 e 4 dell'articolo 14 in materia di istruzione possono essere attuate nei limiti delle risorse iscritte in bilancio a legislazione vigente, posto che, da un lato, nell'ambito del programma «Iniziative di sviluppo per il sistema di istruzione scolastica e per il diritto allo studio» del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono realizzati progetti in favore degli studenti stranieri e, dall'altro, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado possono realizzare opportune misure per favorire l'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati, sia mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che annualmente vengono loro assegnate per la realizzazione di progetti specifici relativi alle aree a forte processo immigratorio, sia attraverso le risorse relative all'ampliamento dell'offerta formativa;
il diritto all'assistenza legale per il minore straniero non accompagnato, riconosciuto dagli articoli 16, 17 e 18, può essere attuato nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente, a valere sul capitolo 1360 (Spese di giustizia) dello stato di previsione del Ministero della giustizia, che reca le occorrenti disponibilità finanziarie;
- rilevata la necessità di inserire apposite clausole di invarianza all'articolo 6, in materia di indagini familiari, e all'articolo 14, comma 3, contenente misure per favorire l'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati;
esprime sul testo del provvedimento,
all'articolo 6, aggiungere, in fine, il seguente comma: 3-bis. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.;
all'articolo 12, comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le seguenti parole: e alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1-septies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, da riprogrammare annualmente.
Conseguentemente, all'articolo 21, sopprimere il comma 1;
all'articolo 14, comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: All'attuazione delle disposizioni del presente comma le amministrazioni interessate provvedono nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.»
Paola BRAGANTINI (PD), relatrice, evidenzia che l'Assemblea, in data odierna, ha trasmesso il fascicolo n. 2 degli emendamenti. Pag. 100
Al riguardo segnala che sulle seguenti proposte emendative appare opportuno acquisire l'avviso del Governo:
Cirielli 5.51, che stabilisce che gli esami socio-sanitari volti all'accertamento dell'età dichiarata dal minore debbano essere necessariamente disposti anziché prevederne la possibilità. Al riguardo, reputa opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alla possibilità di svolgere obbligatoriamente i suddetti esami nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, come previsto dal comma 2 dell'articolo 5;
Centemero 5.26, che dispone la presenza obbligatoria, anziché eventuale, del mediatore culturale in occasione dell'accertamento socio-sanitario dell'età del minore. Al riguardo, reputa opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine agli effetti finanziari conseguenti all'obbligatoria presenza di un mediatore culturale;
Cirielli 5.52, che stabilisce l'obbligatorietà del fotosegnalamento. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa;
Costantino 6.50, che è volto a sopprimere la preferenza dell'affidamento del minore ai familiari idonei eventualmente individuati rispetto al suo collocamento in comunità. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa;
identici Costantino 6.18 e Andrea Maestri 6.51, che riducono al quarto grado e delimitano al territorio nazionale il vincolo di parentela dei familiari idonei a prendersi cura del minore. Al riguardo, considera opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa;
identici Costantino 8.50 e Andrea Maestri 8.51, che subordinano l'adozione del provvedimento di rimpatrio assistito e volontario del minore ai risultati delle indagini familiari nel Paese di origine o in un Paese terzo e alla relazione dei servizi sociali competenti circa la situazione del minore in Italia. Al riguardo, considera opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari delle proposte emendative;
Fabbri 11.51, che dispone il coinvolgimento degli enti locali, dei consigli degli ordini professionali e delle università nell'esercizio delle funzioni inerenti la nomina dei tutori volontari nelle regioni in cui il garante non sia stato ancora nominato. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa;
Dadone 14.50, che prevede che le istituzioni scolastiche di cui all'articolo 14, comma 3, adottino le opportune misure per favorire l'assolvimento dell'obbligo scolastico sin dal momento dell'inserimento del minore nelle strutture di accoglienza. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa;
Dadone 14.52, che prevede che le istituzioni scolastiche di cui all'articolo 14, comma 3, adottino le opportune misure per favorire non solo l'assolvimento dell'obbligo scolastico ma anche lo svolgimento di percorsi di apprendimento della lingua italiana presso le strutture di accoglienza. Al riguardo, considera opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa;
Rondini 21.1, che è volto a sopprimere l'articolo 21, recante l'indicazione delle risorse finanziarie, previste nell'ambito del Fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, a valere sulle quali viene data copertura finanziaria agli articoli 4 e 12. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo sugli eventuali effetti finanziari della proposta emendativa.
Osserva poi che le restanti proposte emendative trasmesse non sembrano presentare Pag. 101profili problematici dal punto di vista finanziario.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere contrario sulle proposte emendative puntualmente richiamate dalla relatrice, ad eccezione degli identici emendamenti Costantino 6.18 e Andrea Maestri 6.51, degli identici emendamenti Costantino 8.50 e Andrea Maestri 8.51, su cui esprime nulla osta in quanto contenenti misure di carattere ordinamentale, dell'emendamento Fabbri 11.51, su cui esprime nulla osta poiché non presenta profili problematici dal punto di vista finanziario, nonché dell'emendamento Dadone 14.50, su cui esprime nulla osta in considerazione della condizione posta nel parere approvato sul testo del provvedimento volta ad introdurre una apposita clausola di invarianza finanziaria. Esprime inoltre nulla osta sulle restanti proposte emendative trasmesse.
Paola BRAGANTINI (PD), relatrice, propone quindi di esprimere parere contrario sugli emendamenti 5.51, 5.52, 5.26, 6.50, 14.52 e 21.1, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura, nonché di esprimere nulla osta sulle restanti proposte emendative trasmesse.
Mercoledì 26 ottobre 2016. — Presidenza del vicepresidente Rocco PALESE. – Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando.
5-08605 Villarosa e altri: Sul volume di conio richiesto dallo Stato italiano alla Banca centrale europea.
Il Viceministro Enrico MORANDO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), replicando, si dichiara sostanzialmente soddisfatto della risposta ricevuta ma contesta la posizione assunta dalla Banca d'Italia in merito al volume di conio richiesto, risultando infatti che lo Stato italiano dal 2000 al 2015 abbia richiesto un volume di conio complessivo pari a 7,586 miliardi di euro, di molto inferiore, per esempio, a quello richiesto dalla Germania, pari a 17,329 miliardi di euro. Nel rilevare che la Banca d'Italia afferma che il volume delle monete effettivamente emesse dipende anche dalla disponibilità di strumenti alternativi al contante, osserva come ciò appaia in contraddizione con il più ampio uso di tali strumenti in Germania rispetto all'Italia. Nel ritenere che un adeguamento al rialzo della richiesta del volume di conio potrebbe aumentare la base monetaria con effetti positivi per l'economia italiana e per la ripresa economica, soprattutto in periodi di emergenza, chiede al Governo di proporre alla Banca centrale europea di poter aumentare il volume del conio rispetto alle indicazioni di Banca d'Italia. Da ultimo, alla luce del fatto che la governance della Banca d'Italia evidenzia una mancanza di indipendenza della medesima rispetto alle banche private azioniste, ritiene che ciò potrebbe far pensare che le stime del volume di conio risultino appositamente effettuate al ribasso.
Rocco PALESE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Rocco PALESE, presidente, ricorda che nella seduta del 21 settembre 2016 la Commissione ha deliberato di richiedere al Governo, ai sensi dell'articolo 17, comma 5, della legge n. 196 del 2009, la trasmissione, entro un termine di sette giorni, di una relazione tecnica sul testo del provvedimento in esame. Chiede pertanto al rappresentante del Governo se la relazione tecnica sia disponibile.
Il Viceministro Enrico MORANDO, premettendo che la relazione tecnica non è ancora disponibile, fa presente che è pervenuta al Ministero dell'economia e delle finanze una nota del Ministero della giustizia dalla quale risulta che le modifiche alle piante organiche degli uffici giudiziari interessati potrebbero essere apportate ad invarianza di oneri. Rileva tuttavia che è stata richiesta al Ministero della giustizia, al fine di dimostrare in maniera più puntuale l'invarianza finanziaria, la predisposizione di una puntuale tabella che riepiloghi le variazioni alle menzionate piante organiche che risulterebbero dall'attuazione del provvedimento e i connessi effetti finanziari. In attesa di poter trasmettere alla Commissione tali ulteriori elementi informativi, invita a valutare l'opportunità di rinviare l'esame del provvedimento ad altra seduta.
Giampiero GIULIETTI (PD), relatore, alla luce di quanto comunicato dal rappresentante del Governo, si riserva di formulare una proposta di parere dopo la trasmissione degli ulteriori elementi informativi.
Rocco PALESE, presidente, non essendovi obiezioni, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 ottobre 2016.
Rocco PALESE, presidente, ricorda che nella seduta del 6 ottobre 2016 la Commissione ha deliberato di richiedere al Governo, ai sensi dell'articolo 17, comma 5, della legge n. 196 del 2009, la trasmissione, entro un termine di quattordici giorni, di una relazione tecnica sul testo del provvedimento in esame. Chiede pertanto al rappresentante del Governo se la relazione tecnica sia disponibile.
Il Viceministro Enrico MORANDO fa presente che la relazione tecnica non è ancora stata predisposta a causa di ritardi da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel completamento dell'attività istruttoria di competenza. Assicurando il proprio impegno per sollecitare il suddetto Ministero, osserva che le questioni problematiche, dal punto di vista finanziario, del provvedimento in esame riguardano principalmente la possibile onerosità dell'insegnamento dell'educazione Pag. 103finanziaria. Infatti tale insegnamento può configurarsi come una nuova disciplina didattica da aggiungere a quelle ordinariamente espletate nelle istituzioni scolastiche, il che si tradurrebbe in orari di insegnamento suppletivi rispetto a quelli attuali e, quindi, in maggiori oneri di personale del comparto scuola. Assicura quindi che, qualora il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca non dovesse completare gli accertamenti di sua competenza in tempi rapidi, il Ministero dell'economia e delle finanze procederà a predisporre una nota tecnica volta a evidenziare le disposizioni del provvedimento suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in modo che la Commissione bilancio possa concludere l'esame del provvedimento, eventualmente esprimendo parere contrario sulle disposizioni problematiche dal punto di vista finanziario.
Giampaolo GALLI (PD), relatore, prende atto di quanto segnalato dal rappresentante del Governo in ordine al prosieguo dell'esame del provvedimento.
Rocco PALESE, presidente, non essendovi obiezioni, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
C. 4080 Governo.
Rocco PALESE, presidente, in sostituzione del relatore, sulla base della relazione tecnica aggiornata, ai sensi dell'articolo 17, comma 8, della legge n. 196 del 2009, depositata dal rappresentante del Governo nella seduta del 25 ottobre scorso, e degli ulteriori chiarimenti da questo forniti nella medesima seduta, formula la seguente proposta di parere:
esaminato il progetto di legge C. 4080 Governo, approvato dal Senato, recante Disciplina del cinema e dell'audiovisivo;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo e del contenuto della relazione tecnica aggiornata, da cui si evince che:
la rete nazionale delle cineteche pubbliche, di cui all'articolo 7, comma 6, potrà essere realizzata nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
l'istituzione del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo, prevista dall'articolo 11, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, giacché il funzionamento del Consiglio medesimo sarà assicurato a valere sulle stesse risorse fino ad ora utilizzate per il funzionamento degli altri organi collegiali operanti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, competenti in materia cinematografica, di cui si prevede la soppressione in forza del provvedimento in esame (Sezione competente per il cinema della Consulta per lo spettacolo, Consulta territoriale per le attività cinematografiche, Commissione per la cinematografia);
le aliquote dei crediti d'imposta di cui agli articoli da 15 a 21 saranno determinate in misura tale da assicurare il rispetto del limite di spesa complessivo previsto;
con riferimento all'articolo 26, in materia di contributi selettivi, agli oneri relativi all'attività posta in essere dagli esperti, limitati al rimborso delle spese effettivamente sostenute, si provvederà con le risorse finora utilizzate per assicurare il funzionamento della Sezione cinema della consulta dello spettacolo, della Consulta territoriale per le attività cinematografiche e della Commissione per la cinematografia, che ammontavano per il 2015 a 15.548 euro;
i contributi alle attività e alle iniziative di promozione cinematografica e Pag. 104audiovisiva, di cui all'articolo 27, saranno pari complessivamente ad almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo per il cinema e l'audiovisivo;
la destinazione di quote delle risorse del Fondo per il cinema e l'audiovisivo per le finalità previste dagli articoli 28, 29 e 30, non appare suscettibile di pregiudicare il complesso degli interventi posti a carico del Fondo medesimo;
il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo provvederà alla tenuta e all'aggiornamento del pubblico registro cinematografico, di cui all'articolo 32, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente;
gli stanziamenti di bilancio recanti rispettivamente il Fondo unico per lo spettacolo e il Fondo per la produzione, la distribuzione, l'esercizio e le industrie tecniche, a cui sono imputati gli oneri di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 38, presentano le necessarie disponibilità anche per gli anni successivi al 2018;
l'utilizzo a fini di copertura del Fondo per interventi strutturali di politica economica, negli importi ivi previsti alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 38, non è suscettibile di compromettere la realizzazione degli interventi eventualmente già programmati a valere sulle risorse del Fondo medesimo;
gli oneri oggetto di copertura con decorrenza dal 2019, come indicati all'alinea del comma 1 dell'articolo 38 e alla lettera c) del medesimo comma 1, sono a carattere annuale;
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante adozione delle note metodologiche relative alla procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard ed il fabbisogno standard per ciascun comune delle regioni a statuto ordinario relativi alle funzioni di istruzione pubblica, alle funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente – servizio smaltimento rifiuti, alle funzioni nel settore sociale – servizi di asili nido, alle funzioni generali di amministrazione e controllo, alle funzioni di polizia locale, alle funzioni di viabilità e territorio, alle funzioni nel campo dei trasporti (trasporto pubblico locale) ed alle funzioni nel settore sociale al netto dei servizi di asili nido.
Atto n. 341.
(Esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in oggetto.
Antonio MISIANI (PD), relatore, fa presente che lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in oggetto prevede la revisione della metodologia di calcolo dei fabbisogni standard, nonché il conseguente aggiornamento dei coefficienti di riparto dei fabbisogni standard delle funzioni fondamentali dei comuni delle regioni a statuto ordinario. I nuovi parametri di spesa dei fabbisogni, congiuntamente alla capacità fiscale, si applicheranno dal 2017 per ripartire il 40 per cento del Fondo di solidarietà comunale. In particolare si tratta delle funzioni e servizi seguenti: funzioni di istruzione pubblica; servizio smaltimento rifiuti; servizi di asili nido; funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo; funzioni di polizia locale; funzioni Pag. 105nel campo della viabilità; funzioni nel campo dei trasporti; funzioni nel settore sociale al netto del servizio di asili nido.
Evidenzia che nella relazione predisposta dalla Sose (Soluzioni per il Sistema Economico) si afferma che l'evoluzione della metodologia ha perseguito tre obiettivi, frutto delle indicazioni ricevute dalla CTFS (Commissione tecnica per i fabbisogni standard): la semplificazione dei modelli vigenti, in modo da ridurre il numero di variabili utilizzate come determinanti del fabbisogno standard; l'allargamento della platea dei servizi analizzati attraverso il modello della funzione di costo, in modo da dare maggiore rilevanza ai servizi svolti nella quantificazione del fabbisogno standard fornendo congiuntamente maggiori informazioni in merito ai costi standard; l'introduzione di nuove metodologie che, sia pur in via sperimentale, possono dare indicazioni circa i livelli di efficienza nella produzione dei servizi e consentono di individuare gruppi di comuni omogenei rendendo più semplice il benchmarking tra gli enti.
Segnala quindi che i tre modelli utilizzati con il provvedimento in esame sono basati sulla:
funzione di spesa; tale modello identifica le determinanti della spesa standard tra le variabili di contesto dell'offerta e della domanda, i prezzi dei fattori produttivi ed, eventualmente, i fattori esogeni di carico. Il modello è utilizzato quando non risulta possibile rilevare la quantità del servizio svolto, in quanto le misure di output disponibili non permettono di fotografare in modo completo l'attività dell'ente;
funzione di costo; tale modello consente di misurare il fabbisogno standard come prodotto tra la quantità dei servizi offerti (determinata sulla base della domanda potenziale o effettiva) e i costi standard dei singoli servizi offerti. Tale modello è utilizzato quando la quantità del servizio offerto è misurabile in modo soddisfacente e le variabili di output che permettono di cogliere tutti gli aspetti fondamentali dell'attività svolta presentano un basso livello di endogeneità rispetto all'autonomia decisionale di spesa di ciascun ente; in assenza di valide variabili strumentali, la stima dei fabbisogni standard è effettuata, in modo robusto e consistente, utilizzando la funzione di spesa;
funzione di spesa aumentata; tale modello rappresenta un ibrido tra la funzione di spesa e la funzione di costo. In particolare, in questo nuovo modello alle tipiche variabili relative al contesto di domanda e offerta si aggiunge un nuovo nucleo di variabili volto a identificare la presenza del servizio e/o la tipologia di servizi svolti, lasciando che l'intensità rimanga misurata dalle variabili di contesto della domanda. In sostanza, tale modello tiene conto della presenza del servizio, senza però misurare i livelli delle prestazioni erogate.
Osserva che il modello riconducibile a una funzione di spesa è stato utilizzato, come nella vecchia metodologia, per la stima dei fabbisogni standard delle funzioni Generali di amministrazione, di gestione e di controllo, delle funzioni di Polizia locale e delle funzioni di Viabilità e territorio. Il modello riconducibile a una funzione di costo è stato utilizzato, come nella precedente metodologia, nella stima dei fabbisogni standard delle funzioni di Istruzione pubblica e del servizio di Asili nido. Nel nuovo impianto metodologico, la funzione di costo è stata, poi, estesa al servizio Smaltimento rifiuti precedentemente analizzato con una funzione di spesa. Con riferimento a tali servizi si è proceduto a raggruppare i comuni in gruppi omogenei (cluster), oltre che per finalità statistiche, anche al fine di identificare il gruppo dei comuni simili rispetto ai quali ogni ente può effettuare delle analisi di benchmarking.
Per i servizi sociali (al netto del servizio di Asili nido) e il trasporto pubblico locale, invece, i livelli di output, ancorché chiaramente definibili, non risultano misurabili senza ambiguità per l'intero universo degli enti locali oggetto di analisi. Fa presente che per questi servizi si è ideato il nuovo modello definito funzione di Pag. 106spesa aumentata che rappresenta, come detto, un ibrido tra la funzione di spesa e la funzione di costo. Nella precedente Nota metodologica tali servizi erano analizzati attraverso una funzione di spesa.
Evidenzia da ultimo che, come analisi di robustezza dei modelli, oltre allo stimatore Ordinary Least Squares (OLS), che produce indicazioni sui costi standard medi, sono state utilizzate varie tecniche che consentono di stimare una frontiera di costo in modo da avere indicazioni su quali potrebbero essere i potenziali margini di efficientamento.
Come specificato nelle note illustrative del contenuto dello schema di decreto in esame, l'approccio teorico generale di riferimento sotteso ai modelli in questione è costituito dalla Regression Cost Base Approach (RCA), che identifica le variabili determinanti del fabbisogno finanziario attraverso la specificazione di una funzione di costo in forma diretta o ridotta e, per la stima dei pesi, prevede l'utilizzo di specifiche tecniche econometriche.
In rapida sintesi segnala che il modello RCA, nella sua versione più semplice, offre al decisore politico la possibilità di misurare il fabbisogno standard di ogni ente locale attraverso il modello della funzione di spesa che identifica i fattori più incisivi della spesa standard tra le variabili di contesto dell'offerta e della domanda, i prezzi dei fattori produttivi ed, eventualmente, i fattori esogeni di carico. Diversamente, nella sua versione più complessa, il modello consente di misurare il fabbisogno standard attraverso la stima di una funzione di costo che identifica, direttamente, la relazione esistente tra la spesa ed il livello dei servizi offerti. In tale funzione di costo, a differenza di quella di spesa, tra le determinanti della spesa non compaiono le variabili di contesto della domanda e il reddito, in quanto sostituite dalle variabili di prodotto che misurano direttamente il livello dei servizi offerti.
Alla luce della nuova strutturazione della metodologia individuata dal provvedimento in esame, fa presente che alla lettera H della relazione della Sose è allegata una tabella con l'indicazione, per ogni comune, del nuovo coefficiente di riparto complessivo, il quale è stato ottenuto dalla media ponderata dei coefficienti di riparto aggiornati di ogni singolo servizio. I nuovi pesi corrispondono all'incidenza del fabbisogno standard teorico totale di ogni servizio, ottenuto dal valore atteso totale aggiornato di ogni servizio, rispetto alla somma dei valori attesi totali di tutti i servizi.
Infine, quanto ai profili finanziari dello schema di decreto in esame, segnala che la relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato attesta che il decreto in esame non determina effetti finanziari per la finanza pubblica, in quanto meramente finalizzato alla revisione della metodologia di determinazione dei fabbisogni standard, nonché al conseguente aggiornamento dei coefficienti di riparto dei fabbisogni standard delle funzioni fondamentali dei comuni.
Il Viceministro Enrico MORANDO sottolinea che la mancanza di effetti finanziari per la finanza pubblica si riferisce alla metodologia di calcolo adottata con il provvedimento e non all'istituto dei fabbisogni standard, i quali sono destinati a sostituire integralmente il criterio del costo storico, con notevoli effetti di risparmio a lungo termine.
Antonio MISIANI (PD), relatore, concordando con quanto evidenziato dal rappresentante del Governo in ordine alla rilevanza del sistema dei fabbisogni standard, si riserva di formulare una proposta di parere.
Maino MARCHI (PD) chiede al rappresentate del Governo se sullo schema in esame sia già stato formulato il parere di competenza della Conferenza unificata.
Il Viceministro Enrico MORANDO, evidenziando che la Conferenza unificata ha già espresso il proprio parere sullo schema in esame, segnala ai commissari anche l'interessante parere reso in data 13 ottobre 2016 dalla Commissione parlamentare Pag. 107per l'attuazione del federalismo fiscale sul medesimo schema.
Rocco PALESE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
(Seguito dell'esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato nella seduta del 28 settembre 2016.
Rocco PALESE, presidente, ricorda che nella seduta del 28 settembre 2016 il rappresentante del Governo si era riservato di fornire i chiarimenti richiesti dal relatore.
Il Viceministro Enrico MORANDO, in relazione allo schema in esame, deposita agli atti della Commissione una nota predisposta dalla Ragioneria generale dello Stato (vedi allegato 3).
Schema di decreto legislativo recante riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Atto n. 327.
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato nella seduta del 19 ottobre 2016.
Rocco PALESE, presidente, ricorda che nella seduta del 19 ottobre scorso la rappresentante del Governo aveva reso i chiarimenti richiesti dal relatore e questi, in attesa del prescritto parere del Consiglio di Stato, si era riservato di formulare una proposta di parere.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, segnalando che non è ancora pervenuto il parere del Consiglio di Stato sullo schema in esame, si riserva di presentare in una successiva seduta la proposta di parere.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/66/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell'ambito di trasferimenti intra societari.
Atto n. 338.
(Seguito dell'esame ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato nella seduta del 25 ottobre 2016.
Rocco PALESE, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il rappresentante del Governo si era riservato di fornire i chiarimenti richiesti dal relatore.
Il Viceministro Enrico MORANDO evidenzia che il provvedimento in oggetto non reca sostanziali modifiche rispetto ai compiti Pag. 108già attribuiti alle amministrazioni pubbliche interessate ai sensi della legislazione vigente e che le previsioni tendenziali di spesa relative alle prestazioni previdenziali e sanitarie da erogare nei confronti dei lavoratori stranieri e degli eventuali familiari, non saranno sostanzialmente modificate, in considerazione delle platee effettivamente interessate.
esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/66/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell'ambito di trasferimenti intra societari (atto n. 338);
il provvedimento in oggetto non reca sostanziali modifiche rispetto ai compiti già attribuiti alle amministrazioni pubbliche interessate ai sensi della legislazione vigente;
le previsioni tendenziali di spesa relative alle prestazioni previdenziali e sanitarie da erogare nei confronti dei lavoratori stranieri e degli eventuali familiari, non saranno sostanzialmente modificate, in considerazione delle platee effettivamente interessate;
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con la proposta di parere formulata dal relatore.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento delle norme dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni alle previsioni della legge sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, nonché modifiche ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la medesima legge sulla regolamentazione delle unioni civili delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti.
Atto n. 344.
(Esame ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).
Rocco PALESE, presidente, in sostituzione del relatore, fa presente che il provvedimento in esame, adottato in attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 28, lettere a) e c), della legge n. 76 del 2016, reca misure in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni relative alla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. In merito ai profili di quantificazione del provvedimento, osserva che gli adempimenti derivanti dalle disposizioni in esame sembrano rientrare nell'ambito di quelli già svolti a legislazione vigente. Prende pertanto atto di quanto affermato dalla relazione tecnica e dalla clausola di invarianza finanziaria di cui all'articolo 7, in base alla quali le amministrazioni interessate provvederanno a detti adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Ritiene peraltro utile una conferma che eventuali adeguamenti alla dotazione strumentale degli uffici di stato civile, necessari alla registrazione nell'archivio informatico unico [articolo 1, lettera c)], siano sostenibili nell'ambito delle risorse esistenti.
Il Viceministro Enrico MORANDO assicura che eventuali adeguamenti alla dotazione strumentale degli uffici di stato Pag. 109civile, necessari alla registrazione nell'archivio informatico unico, di cui all'articolo 1, lettera c), sono sostenibili nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Rocco PALESE, presidente, in sostituzione del relatore, formula la seguente proposta di parere:
esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento delle norme dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni alle previsioni della legge sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, nonché modifiche ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la medesima legge sulla regolamentazione delle unioni civili delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti (atto n. 344);
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che eventuali adeguamenti alla dotazione strumentale degli uffici di stato civile, necessari alla registrazione nell'archivio informatico unico, di cui all'articolo 1, lettera c), sono sostenibili nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente;
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2016, concernente studio, progettazione e qualifica del futuro «Elicottero da esplorazione e scorta» e relativo supporto logistico iniziale.
Atto n. 340.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Seguito dell'esame ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole con rilievi).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 ottobre 2016.
Rocco PALESE, presidente, ricorda che nella seduta del 18 ottobre 2016 il rappresentante del Governo si era riservato di fornire i chiarimenti richiesti dal relatore.
Il Viceministro Enrico MORANDO fa presente che l'utilizzo, a copertura dell'onere relativo al programma pluriennale in oggetto, delle risorse indicate dal provvedimento, non pregiudica la realizzazione di altri interventi già previsti a legislazione vigente a valere sulle medesime dotazioni.
Ritiene peraltro necessario correggere il «considerato» di cui alle premesse dello schema di decreto in esame, laddove viene affermato che il programma pluriennale in titolo impiega, per il primo triennio, le risorse recate dalla Tabella E della legge di stabilità per il 2016 mentre «per gli anni successivi si provvederà a valere sulle risorse iscritte nella Missione «Difesa e sicurezza del territorio», Programma «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari» dello stato di previsione del Ministero della difesa». Difatti, come correttamente indicato nel paragrafo 5 denominato «Costo» della relazione allegata allo schema di decreto, il programma pluriennale in titolo è interamente finanziato con risorse già disponibili a legislazione vigente sullo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e, quindi, non richiede l'integrazione Pag. 110da parte dello stato di previsione del Ministero della difesa. Pertanto, poiché il programma pluriennale in oggetto è interamente finanziato nei termini dianzi citati, non appare opportuno integrare il paragrafo 5 denominato «Costo» della relazione allegata allo schema di decreto, prevedendo il completamento del programma pluriennale anche con le risorse che sarà possibile reperire da successivi provvedimenti normativi. Conclude sottolineando che il reperimento di ulteriori risorse si riferisce a programmi che trovano solo parziale finanziamento a legislazione vigente e che richiedono, appunto, successivi interventi.
esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2016, concernente studio, progettazione e qualifica del futuro «Elicottero da esplorazione e scorta» e relativo supporto logistico iniziale (atto n. 340);
l'utilizzo, a copertura dell'onere relativo al programma pluriennale in oggetto, delle risorse indicate dal provvedimento, non pregiudica la realizzazione di altri interventi già previsti a legislazione vigente a valere sulle medesime dotazioni;
appare necessario correggere il «considerato» di cui alle premesse dello schema di decreto in esame, laddove viene affermato che il programma pluriennale in titolo impiega, per il primo triennio, le risorse recate dalla Tabella E della legge di stabilità per il 2016 mentre «per gli anni successivi si provvederà a valere sulle risorse iscritte nella Missione «Difesa e sicurezza del territorio», Programma «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari» dello stato di previsione del Ministero della difesa»;
difatti, come correttamente indicato nel paragrafo 5 denominato «Costo» della relazione allegata allo schema di decreto, il programma pluriennale in titolo è interamente finanziato con risorse già disponibili a legislazione vigente sullo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e, quindi, non richiede l'integrazione da parte dello stato di previsione del Ministero della difesa;
poiché il programma pluriennale in oggetto è interamente finanziato nei termini dianzi citati, non appare opportuno integrare il paragrafo 5 denominato «Costo» della relazione allegata allo schema di decreto, prevedendo il completamento del programma pluriennale anche con le risorse che sarà possibile reperire da successivi provvedimenti normativi;
il reperimento di ulteriori risorse si riferisce infatti a programmi che trovano solo parziale finanziamento a legislazione vigente e che richiedono, appunto, successivi interventi;
lo schema di decreto ministeriale e formula il seguente rilievo sulle sue conseguenze di carattere finanziario:
appare necessario riformulare il «considerato» di cui alle premesse dello schema di decreto in esame nei seguenti termini: CONSIDERATO che per il citato programma è richiesto, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del decreto legislativo n. 66 del 2010, il preventivo parere delle Commissioni parlamentari, in Pag. 111quanto il programma non si riferisce al mantenimento delle dotazioni o al ripianamento delle scorte e impiega le risorse recate dalla Tabella E della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), per le finalità di cui alla legge 8 agosto 1996, n. 421».
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.05.

References: articolo 19
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e contrario
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