Source: http://www.studiograziotto.com/gp/ShowNews.aspx?id=580
Timestamp: 2020-01-26 23:42:24+00:00

Document:
Avv. Fulvio Graziotto Nulla la delibera condominiale adottata a maggioranza che ripartisce gli oneri in parti uguali
Una deliberazione adottata a maggioranza di ripartizione degli oneri derivanti dalla manutenzione di parti comuni in parti uguali, in deroga ai criteri di proporzionalità fissati dagli artt. 1123 e ss. c.c., va ritenuta nulla per impossibilità dell'oggetto, giacché tale statuizione, incidendo sulla misura degli obblighi dei singoli condomini fissata dalla legge o per contratto, eccede le attribuzioni dell'assemblea e pertanto richiede, per la propria approvazione, l'accordo unanime di tutti i condomini, quale espressione della loro autonomia negoziale. I criteri legali di ripartizione delle spese condominiali, di cui all'art. 1123 c.c., possono essere derogati soltanto mediante convenzione modificatrice della disciplina codicistica contenuta o nel regolamento condominiale "di natura contrattuale", o in una deliberazione dell'assemblea approvata all'unanimità da tutti i condomini.
Una deliberazione adottata a maggioranza di ripartizione degli oneri derivanti dalla manutenzione di parti comuni in parti uguali, in deroga ai criteri di proporzionalità fissati dagli artt. 1123 e ss. c.c., va ritenuta nulla per impossibilità dell'oggetto, giacché tale statuizione, incidendo sulla misura degli obblighi dei singoli condomini fissata dalla legge o per contratto, eccede le attribuzioni dell'assemblea e pertanto richiede, per la propria approvazione, l'accordo unanime di tutti i condomini, quale espressione della loro autonomia negoziale.
La nullità di una deliberazione condominiale che provveda a maggioranza ad approvare un criterio capitano di ripartizione delle spese è, inoltre, assoluta ed insanabile, il che comporta la non soggezione della relativa impugnazione al termine di decadenza di trenta giorni previsto dall'art. 1137 c.c. La Suprema Corte ha precisato che in tale caso si versa in ipotesi di nullità assoluta e insanabile, quindi non soggetta al termine di decadenza di trenta giorni previsto dall'art. 1137 c.c. per la sua impugnazione, che può essere fatta valere anche successivamente a detto termine. Parole chiave:
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Cass. 4844/2017
Cass. 1451/2014
Cass. 16321/2016
Cass. 28679/2011
Cass. 6714/2010
Cass. 17101/2006
Cass. 641/2003
Cass. 126/2000

References: Cass. 

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