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Timestamp: 2018-02-23 14:27:26+00:00

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Firme sui contratti e clausole vessatorie: quando l'eccessivo scrupolo danneggia l'azienda
Lo sai che? Firme sui contratti e clausole vessatorie: quando l’eccessivo scrupolo danneggia l’azienda
Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2013
> Lo sai che? Pubblicato il 25 dicembre 2013
Sezione firma clausole vessatorie: il richiamo in blocco a tutte le clausole del contratto è legittimo solo se tutte sono realmente vessatorie. Se l’azienda richiama indistintamente sia clausole normali che vessatorie, tutte quelle vessatorie sono inefficaci.
Avete presente tutti quegli spazi da firmare quando vi sottopongono un modello prestampato di contratto? Possono sembrarvi un eccesso di zelo da parte dell’azienda, ma non sempre si rivelano a essa congeniali. Anzi…
Ecco, prendiamo un’offerta di abbonamento a una qualsiasi compagnia telefonica.
Tre sono, in genere, le firme richieste quando si sottoscrive un’offerta.
La prima è quella posta alla fine di tutte gli articoli scritti (di solito a caratteri minuscoli) nel contratto.
La seconda è quella per l’accettazione delle cosiddette “clausole vessatorie”, ossia le condizioni più gravose per il sottoscrittore [1].
La terza riguarda l’informativa sulla privacy e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Ben potendo un contratto essere concluso anche in forma orale, è necessario però considerare che, se si sceglie di mettere tutto “nero su bianco”, bisogna rispettare anche alcune regole.
Così la prima delle tre firme è strumentale all’accettazione delle condizioni generali di contratto (cioè l’insieme degli articoli del contratto, la vera e propria disciplina dei rapporti tra le parti). Se non conosciute o conoscibili dal consumatore, tali condizioni contrattuali non possono essergli imposte.
La terza firma, in realtà, non è necessaria, perché l’informativa sulla privacy può anch’essa essere fornita oralmente. Allo stesso modo, l’autorizzazione al trattamento dei dati non è necessaria quando non vengano raccolti dati sensibili [2] ed il trattamento sia necessario allo svolgimento della prestazione contrattuale richiesta (così, non è possibile fornire un servizio di assistenza a domicilio se il sottoscrittore non indica il proprio indirizzo di residenza).
La seconda firma è invece quella che la legge impone affinché il cittadino, che firma il modulo predisposto dall’altra parte, prenda attenta visione di quelle clausole per lui svantaggiose [1].
In genere, questa sezione del contratto viene anticipata da una perifrasi di questo tenore: “Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e seguenti del codice civile, la parte prende attenta visione e dichiara di accettare espressamente i seguenti articoli: art. 1, 2, 3, 4, ….”.
Ebbene, quest’ultima formulazione, se non correttamente espressa, può condurre alla nullità di tutte le clausole vessatorie, con vantaggio per il cittadino sottoscrittore.
Infatti, proprio perché la legge richiede che alla parte che sottoscrive l’offerta vengano evidenziate in modo chiaro solo le clausole più “onerose”, è necessario che non si faccia un elenco generale di tutti gli articoli del contratto. In tal modo infatti si finirebbe per nascondere le clausole gravose con quelle ordinarie, impedendo così al sottoscrittore di porre la dovuta attenzione solo sulle prime.
Ecco quindi un esempio corretto di richiamo alle clausole vessatorie:
“Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e seguenti del codice civile, la parte prende attenta visione e dichiara di accettare espressamente i seguenti articoli: art. 1, 5, 7, 11, ….”.
Ecco invece un esempio non corretto:
“Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e seguenti del codice civile, la parte prende attenta visione e dichiara di accettare espressamente i seguenti articoli: art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11…”.
Il richiamo in blocco a tutte le clausole del contratto è legittimo solo se tutte sono realmente vessatorie.
Nel caso invece in cui il richiamo contenga indiscriminatamente sia clausole contrattuali normali che vessatorie, tutte le clausole vessatorie sono inefficaci.
Questo è un orientamento che la Cassazione ha sempre ribadito e, da ultimo, sottolineato con una recente sentenza [3]. Ciò nonostante, molti redattori di contratti ignorano tale obbligo: la conseguenza è che la clausola vessatoria sarà inefficace e la parte che aveva predisposto il modello, per eccesso di zelo, si trova “fregata” con le proprie stesse mani.
[1] Art. 1341 c.c . Esse sono le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, (1229), facoltà di recedere dal contratto(1373) o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell’altro contraente decadenze (2964 e seguenti), limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni (1462), restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi (1379, 2557, 2596), tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie (Cod. Proc. Civ. 808) o deroghe (Cod. Proc. Civ. 6) alla competenza dell’autorità giudiziaria.
[2] L’origine razziale ed etnica; le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere; le opinioni politiche; l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale; lo stato di salute e la vita sessuale.
[3] Cass. sent. n. 2970 del 27 febbraio 2012.
Pietro Vittorio Dedò cell. 3287430881 ha detto:
La ringrazio per alcune specifiche proposte a noi consumatori, mi farebbe piacere poterla contatter personalmente in occasione di una sua visita a Milano.
Le formulo i miei più sinceri auguri affinchè la sua Professione sia rivolta alla Verità, quella che un onesto Cristiano Cattolico desidererebbe sempre

References: art. 1
 art. 1
 art. 1
 sentenza 
 Art. 1341
 Cass.