Source: http://nessunotocchicaino.it/bancadati/stati-uniti-d-america-e-canada/stati-uniti-d-america-40000007
Timestamp: 2018-08-15 01:03:39+00:00

Document:
Esecuzioni: 16
USA - 36 “fattispecie di reato” per le quali la Bibbia prevedrebbe la pena di morte.
USA - Militare. Una Corte Marziale dell’Aeronautica ha condannato Andrew Witt, 36 anni, bianco, all'ergastolo senza condizionale.
USA - La polizia uccide 50 volte più dei giudici, e i privati cittadini 45 volte di più.
USA - Al termine della ripetizione del processo, una corte marziale ha condannato Andrew Witt all’ergastolo senza condizionale.
USA - il presidente della Corte Marziale di Guantanamo andrà in pensione a novembre
USA - Si ritira Anthony Kennedy, giudice della Corte Suprema, decisivo in importanti decisioni sulla pena di morte.
11 Agosto 2018 :
Valerie Tarico, in un articolo pubblicato su rawstory.com, conta 36 “fattispecie di reato” per le quali la Bibbia prevedrebbe la pena di morte. Il suo studio prende spunto da una recente sentenza della Corte Suprema del Texas che non ha annullato una condanna a morte nonostante un giuratosi fosse portato dietro una Bibbia e avesse mostrato agli altri giurati il passaggio in cui è raccomandata la morte per chiunque uccida un’altra persona con un “attrezzo di ferro” (il termine biblico sarebbe IRON ROD, ossia verga di ferro, ma nell’uso colloquiale statunitense da molto tempo per iron rod si intende pistola). Sorprendentemente, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di riesaminare il caso. La corte ha sostenuto che anche se portare la Bibbia in camera di consiglio è stato improprio, non ci sono prove che abbia influenzato la giuria. Sono 36 i reati che nella Bibbia richiederebbero la pena capitale. Maledire i genitori - Chiunque maledice suo padre o sua madre sarà sicuramente messo a morte. Levitico 20: 9. Lavorare di Sabato – chiunque faccia qualsiasi tipo di lavoro di sabato sarà sicuramente messo a morte. Esodo 31:15. Sesso prematrimoniale (solo per le ragazze) – Se non è stata trovata la prova della verginità della giovane donna, allora porteranno la giovane all'ingresso della casa di suo padre e gli uomini della sua città la lapideranno a morte. Deuteronomio 22: 20. Disobbedienza (solo ragazzi) – Quando un uomo avrà un figlio caparbio e ribelle che non ubbidisce alla voce né di suo padre né di sua madre, e benché l’abbian castigato non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo porteranno dagli anziani della città, e diranno agli anziani: "Questo nostro figlio è caparbio e ribelle; non vuol ubbidire alla nostra voce, è un goloso e un ubriacone", e tutti gli uomini della città lo lapideranno, sì che muoia. Deuteronomio 21:18. Adorare un dio diverso da Yahweh. - Se si troverà in mezzo a voi un uomo o una donna che, trasgredendo il patto, serva altri dei, farai condurre alle porte della tua città quell’uomo o quella donna e lapiderai quell’uomo o quella donna, sì che muoia. Deuteronomio 17:2-5. Stregoneria – Tu non sopporterai che una strega possa vivere. Esodo 22: 18. Stregoneria (Epilettici? Persone afflitte da emicrania? Schizofrenici?) - Se un uomo o una donna hanno uno spirito di famiglia, o sono degli indovini, dovranno esser messi a morte; saranno lapidati. Levitico 20:27. Figlie perdute di un membro del clero. – Se la figlia di un qualsiasi membro del clero profana sé stessa facendo la prostituta, allora essa profana sua padre, e sarà bruciata sul fuoco. Levitico 21: 9. Ragazze che vengono violentate all’interno dei confini della città. - Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, si giace con lei, condurrete ambedue alla porta di quella città, e li lapiderete sì che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città, non ha gridato; e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Ma se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si giace con lei, allora morrà soltanto l’uomo che si sarà giaciuto con lei. Deuteronomio 22:23-25. Blasfemi. - E chi bestemmia il nome dell’Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la comunità lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmia il nome dell’Eterno, sarà messo a morte. Levitico 24:16. Chiunque cerchi di convertire i fedeli di Yahweh. - Se il tuo fratello, figlio di tua madre, o il tuo figlio o la tua figlia o tua moglie o l’amico che ti è come un altro te stesso t’inciterà in segreto, dicendo: "Andiamo, serviamo ad altri dèi", uccidilo senz’altro; la tua mano sia la prima a levarsi su lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo. Deuteronomio, 13: 6-9. Uomini che giacciono con uomini. – Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte. Levitico 20:13. Adulteri. - Se uno commette adulterio con la moglie d’un altro, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte. Se uno si giace con la moglie di suo padre, egli scopre la nudità di suo padre; ambedue dovranno esser messi a morte; Se uno si giace con la sua nuora, ambedue dovranno esser messi a morte; hanno commesso una cosa abominevole. Levitico 20:10-12. Uomini che giaccioni con animali. – L’uomo che s’accoppia con una bestia, dovrà esser messo a morte; e ucciderete la bestia. Levitico 20:15.
(Fonti: Valerie Tarico, rawstory.com, 03/08/2018)
Una Corte Marziale dell’Aeronautica ha condannato Andrew Witt, 36 anni, bianco, all’ergastolo senza condizionale. Witt era stato condannato a morte il 13 ottobre 2005 (vedi) dopo che Witt aveva ammesso di aver ucciso un collega, Andrew Schliepsiek, e la moglie Jamie, il 5 luglio 2004 nella base aerea di Robins dopo un contrasto nato per motivi di gelosia. All’epoca si era trattato della prima condanna a morte emessa contro un membro dell’Air Force dal 1992. Il 9 agosto 2013 (vedi) la Corte d’Appello dell’Air Force, riunita in numero di 5 giudici, aveva votato 3-2 l’annullamento della condanna a morte “perché i difensori non avrebbero adeguatamente illustrato 3 circostanze che avrebbero potuto costituire una attenuante per l’imputato”. Successivamente (30 giugno 2014) il plenum della Corte d’Appello dell’Air Force aveva annullato la decisione precedente. Il 19 luglio 2016 (vedi) la Corte delle Forze Armate, che è una corte composta da civili che funge da corte d’appello di massimo grado per tutte le Corti militari (Aereonautica, Esercito e Marina) ha rilevato una serie di gravi irregolarità nella sentenza del plenum, ed ha ordinato che la fase di sentenza venga ripetuta. La sentenza non è entrata nel merito del reato attribuito a Witt, che del resto la difesa di Witt contesta solo nella mancanza di premeditazione. Con l’uscita di Witt, rimangono solo 4 uomini nel braccio della morte militare. L’ultima esecuzione a seguito di una condanna a morte militare risale al 1961. Anche in caso di condanne a morte confermate, è una specie di tradizione non scritta che il Presidente non solleciti né firmi un mandato di esecuzione, come fosse un riconoscimento del servizio comunque reso dai “veterani” alla nazione.
(Fonti: La Crosse Tribune, 31/07/2018)
La polizia uccide 50 volte più dei giudici, e i privati cittadini 45 volte di più. Secondo il conteggio effettuato dal sito “Killed By Police” (killedbypolice.net), dall’inizio dell’anno al 30 giugno la polizia negli Usa ha già ucciso 617 persone. Per ognuna delle uccisioni registrate il sito pubblica il link alla notizia di stampa relativa al fatto. In circa 50 casi le notizie di stampa riportate non indicano il nome della vittima, e alcune delle morti sembrano causate da incidenti, ad esempio incidenti stradali. La quasi totalità dei casi però riguarda persone uccise a seguito dell’uso volontario di armi da fuoco da parte di uno o più agenti di polizia. Un altro sito, fatalencounters.org, segnala 806 morti. Le cifre maggiori di questo sito dipendono anche dal fatto che vengono contati 108 casi di suicidio, di solito di persone che, circondate dalla polizia o dopo aver preso ostaggi, spesso a seguito di liti domestiche, si suicidano. Scorporati i suicidi, i morti scendono a 698, 81 in più rispetto a quelli censiti da Killed by Police. Anche questo sito fornisce un breve riassunto dei fatti, e i link alle notizie di stampa. Dei 698 morti, 587 vengono indicati come “uccisi da arma da fuoco”, 85 travolti da un veicolo della polizia, 17 morti sono stati causati dall’uso del Taser (pistola elettrica). Divisi per “razza”, i 698 morti di fatalencounters sono: 240 di razza imprecisata (la stampa “politicamente corretta” negli Usa spesso ritiene “discriminatorio” indicare l’appartenenza razziale di una persona), 239 bianche, 127 neri, 74 ispanici, 10 “nativi”, intendendo con questo termine pellerossa o alaskani, 7 asiatici, 1 mediorientale. Divise per sesso, le vittime sono 65 donne e 633 uomini. Di 659 vittime è stata riportata l’età. 8 vittime avevano 12 anni o meno. 4 di questi bambini sono stati uccisi da un uomo che li aveva presi in ostaggio dopo essere stato circondato dalla polizia. un bambino di 10 anni era in auto con un uomo che non si era fermato ad un posto di blocco, 3 bambini sono stati uccisi da poliziotti non per cause di servizio ma per motivi personali. Altre 17 vittime avevano meno di 18 anni. 9 vittime avevano più di 70 anni, e 5 più di 80 anni. L’età media di tutte le 698 vittime è 37 anni. 87 uccisioni sono avvenute in California, 80 in Texas, 55 in Florida, 29 in Oklahoma, 19 in North Carolina, 16 nello stato di New York, 16 in Illinois, 1 nel Distretto of Columbia (Washington). Nelle statistiche Usa, le persone uccise dalla polizia vengono definite “omicidi giustificati”. Con tale definizione si intendono anche i casi di “legittima difesa”. In media ogni 4 cittadini uccisi legalmente dalla polizia, altri 3 vengono uccisi legalmente da privati cittadini. I siti citati non tengono conto delle vittime di civili, ma fecendo fede ai dati pubblicati ogni anno dal Federal Bureau of Investigation (FBI), nei primi 6 mesi di quest’anno i civili dovrebbero aver ucciso “legalmente” circa 490 persone. “Fatal Force”, un progetto del Washington Post, nei primi sei mesi dell’anno, ha censito 530 casi di persone “uccise a colpi di arma da fuoco da agenti di polizia in servizio”. Nello stesso arco di tempo, negli Usa sono state compiute 12 esecuzioni. Facendo la media tra le statistiche di Killed By Police e di Fatal Encounters, a fronte di 12 assassini uccisi con tutte le garanzie processuali, circa 650 “criminali” o sospetti tali sono stati uccisi al momento dell’arresto, e 490 addirittura al momento di commettere il reato. L’argomento viene trattato con un certo imbarazzo dalla stampa liberal, che preferisce lasciare che siano i numeri a parlare da soli, ma certo acquista peso la polemica sugli altissimi costi economici del tenere in piedi un costoso sistema penale capitale, se nella realtà un “criminale” ha 95 volte più probabilità di venir ucciso al momento di commettere un reato o di essere arrestato che non dopo una serie di regolari processi. Uno studio del 2015 condotto congiuntamente dal Washington Post e dalla Bowling Green State University aveva calcolato che negli ultimi 10 anni solo 54 agenti di polizia erano stati formalmente accusati di omicidio. Dei 54 poliziotti, 23 erano poi stati assolti, 12 condannati, e per 19 il procedimento era ancora aperto. Nei casi di condanna, la pena media è stata 4 anni.
Al termine della ripetizione del processo, la corte marziale della U.S. Air Force ha condannato Andrew Witt all’ergastolo senza condizionale. Witt era l’unico membro proveniente dall’Aereonautica nel braccio della morte militare di Leavenworth, in Kansas. Witt, 36 anni, bianco, era stato condannato a morte il 13 ottobre 2005 (vedi) dopo che aveva ammesso di aver ucciso un collega, Andrew Schliepsiek, e la moglie Jamie, il 5 luglio 2004 nella base aerea di Robins dopo un contrasto nato per motivi di gelosia. Il 9 agosto 2013 la Corte d’Appello dell’Air Force, riunita in numero di 5 giudici, aveva votato 3-2 l’annullamento della condanna a morte “perché i difensori non avrebbero adeguatamente illustrato 3 circostanze che avrebbero potuto costituire una attenuante per l’imputato”. Il 30 giugno 2014 (vedi) il plenum della Corte d’Appello dell’Air Force aveva annullato la decisione precedente. Il 19 luglio 2016 (vedi) la Corte d’Appello delle Forze Armate, che è una corte composta da civili che funge da corte d’appello di massimo grado per tutte le Corti militari (Aereonautica, Esercito e Marina), ha rilevato una serie di gravi irregolarità nella sentenza del plenum, ed aveva ordinato che la fase di sentenza fosse ripetuta.
(Fonti: DPIC, 06/07/2018)
Il colonnello dell’aviazione Vance Spath, il giudice militare che presiede la corte marziale di Guantanamo che sta processando un sospetto terrorista saudita, ha annunciato che andrà in pensione il 1° novembre. Abd al Rahim al Nashiri, 53 anni, saudita, è accusato di aver organizzato l’attentato al Cacciatorpediniere USS Cole. Il 12 ottobre 2000 un motoscafo guidato da kamikaze speronò, nel mare dello Yemen, la nave statunitense, causando la morte di 17 militari americani, e il ferimento di altri 40. Il processo contro Al-Nashiri avrebbe dovuto essere il primo in cui si chiedeva la pena di morte per un membro di al-Qaida davanti alla Corte Marziale distaccata nella sede extraterritoriale di Guantanamo, sull’isola di Cuba. L’altro processo incardinato a Guantanamo è quello contro i cosiddetti “Gitmo 5” (i 5 di Guantanamo), 5 persone accusate di aver organizzato gli attentati dell’11 settembre 2001. Come è noto, il governo statunitense ha cercato di risolvere lo spinoso problema di come processare gli imputati senza rivelare come abbia agito la Cia per individuarli e catturarli, e in seguito interrogarli, spostando i processi fuori dal territorio convenzionale degli Stati Uniti ed affidandoli ad una corte marziale. Da un punto di vista legale però si è aperta una serie lunghissima e particolarmente complessa di mozioni preprocessuali, per stabilire, ed eventualmente contestare, i dettagli di una procedura mai utilizzata in precedenza. L’11 ottobre 2017 (vedi), i tre principali avvocati della difesa si sono dimessi ritenendo di avere prove che il governo avesse posto dei microfoni nascosti per intercettare le loro strategie legali, e contestando le insufficienti reazioni del giudice che presiede il processo. Questa mossa, secondo molti osservatori, avrebbe costituito un grosso ostacolo per un processo che già da molti anni non riesce a decollare. Il 16 febbraio 2018 (vedi) il giudice Spath sospese il processo. Nei giorni precedenti (vedi 10 e 13 febbraio) Spath aveva tentato una “soluzione di forza” contro i 3 avvocati civili assegnati d’ufficio alla difesa di al-Nashiri che avevano dato le dimissioni sostenendo di essere stati “spiati” durante le riunioni in cui preparavano la strategia processuale. Spath aveva minacciato di far condurre sotto scorta gli avvocati (Rick Kammen, Rosa Eliades e Mary Spears) davanti alla Corte perché rendessero conto della loro decisione. Uno degli avvocati, Kammen, sosteneva di aver trovato un “oggetto” nella stanza dove avvenivano le riunioni del team difensivo, il giudice Spath ha negato l’autorizzazione a indagare sulla vicenda e a parlarne con il loro assistito in quanto c’era il rischio che emergessero “informazioni classificate”. Dopo il rifiuto di Spath a trattare “l’incidente”, i tre avvocati avevano chiesto ed ottenuto dal loro superiore gerarchico (il generale John Baker) il permesso a lasciare il caso. Spath aveva ordinato a Baker di revocare l’autorizzazione a lasciare il caso, Baker aveva rifiutato e Spath lo aveva condannato a 21 giorni di condegna nei suoi alleggi per oltraggio alla corte. Due giorni dopo l’alto funzionario del Pentagono incaricato del coordinamento di tutte le attività a Guantanamo, Harvey Rishikof, aveva preso l’iniziativa di “scarcerare, in attesa dell’appello” il generale Baker, e il 10 febbraio (vedi) su input del Segretario alla Difesa (Ministro della Difesa) Jim Mattis, il Pentagono aveva licenziato Rishikof, anche se indiscrezioni imputano a Rishkof il tentativo di risolvere l’altro processo in svolgimento a Guantanamo, quello per gli attentati dell’11 settembre, offrendo ai 5 imputati un accordo per il quale se si dichiarano colpevoli non saranno condannati a morte. Nel frattempo una corte federale (i processi a Guantanamo suno supervisionati dalla Corte Federale del Distretto di Columbia, a Washington) aveva annullato la condanna del genrale Baker. A difendere al-Nashiri era rimasto solo il giovane tenente Alaric Piette, proveniente dai Navy Seal, laureato da poco, e, per sua stessa ammissione, senza nessuna esperienza di casi importanti, e men che mai di casi che contemplino la pena di morte. Più volte Spath e Piette si sono scontrati verbalmente sul fatto che Piette chiedeva di essere affiancato da avvocati di maggiore esperienza. Spath, in quello che i cronisti hanno definito “un monologo di 30 minuti” aveva espresso la sua frustrazione per gli avvocati che non rispettano gli ordini della Corte, che si rifiutano di apparire davanti alla Corte anche in videoconferenza dalla terra ferma, per la mancanza di azioni da parte del Pentagono che non aiuta a risolvere il caso, e per i dubbi sulla sua autorità che sono stati sollevati dal comportamento di Baker. “C’è bisogno che qualcuno ci dica come proseguire, e al momento nessuno ci dice niente” ha detto Spath, sostenendo che se il processo si fosse tenuto davanti ad una corte all’interno del territorio degli Stati Uniti nessuno avrebbe messo in discussione le legittimità a correttezza del suo comportamento. Spath, che nel mezzo della polemica con gli avvocati difensori aveva lasciato trapelare che stava valutando l’ipotesi di lasciare l’Air Force, aveva detto di aver dibattuto “per ore” sull’ipotesi di abbandonare il caso, ma che aveva deciso di non farlo perché sarebbe stato un premio al “comportamento scorretto” della difesa. Al-Nashiri, al quale è stato diagnosticato PTSD (Disordine da Stress Post Traumatico) e depressione, rimane detenuto al Campo 7 di Guantanamo. Il ritiro di Spath comporterà un altro lungo rinvio del processo.
(Fonti:DPIC, NtC 05/07/2018)
Si ritira Anthony Kennedy, giudice della Corte Suprema coinvolto in importanti decisioni sulla pena di morte. Il giudice Kennedy, 81 anni, bianco, nominato da Reagan nel 1988, ha annunciato il 27 giugno che si ritirerà dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Durante i trenta anni trascorsi alla Corte, Kennedy si è caratterizzato come un voto “alterno”, schierandosi in alcuni casi con l’ala conservatrice, in altri casi con l’ala liberale. Il suo ruolo di voto alternante” Corte si estese a alcuni casi cruciali per la pena di morte, tra cui Roper v. Simmons (2005), in cui è stata dichiarata incostituzionale la pena di morte per i minori di 18 anni, e Kennedy v. Louisiana (2008), in cui i giudici hanno vietato la pena di morte per violenza su minori e altri reati che non hanno portato alla morte della vittima. Ha anche fornito il quinto voto decisivo in Gloss v. Gross per respingere l’incostituzionalità dell’iniezione letale avanzata dai detenuti del braccio della morte in Oklahoma. In Gloss v. Gross Kennedy scrisse l’opinione di maggioranza: "Quando la legge punisce con la morte, rischia la sua improvvisa discesa nella brutalità, trasgredendo l'impegno costituzionale alla decenza e al controllo. Per questi motivi abbiamo spiegato che la pena capitale deve "essere limitata ai criminali che commettono una categoria ristretta dei crimini più gravi" e la cui estrema colpevolezza li rende "i più meritevoli di esecuzione". Il giudice Kennedy era un esperto del concetto di “evoluzione degli standard di decenza” (decenza intesa come rispetto dei valori umani) contenuta nell’Ottavo Emendamento. Secondo questa dottrina, la Corte ha più volte cercato di misurare l’evoluzione dei valori americani contemporanei per determinare se un consenso nazionale si fosse evoluto rispetto a una pratica penale. Il giudice Kennedy ha scritto diverse motivazioni che applicano o interpretano questa dottrina, tra cui Roper e Kennedy, e sentenze passate a stretta maggioranza (5-4) che hanno vietato l'esecuzione di imputati con disabilità intellettiva (Hall v. Florida, 2014) o l'esecuzione di individui che, seppure sani al momento del reato, dopo la condanna hanno sviluppato malattie mentali talmente gravi da raggiungere la definizione di disabilità intellettuale (Panetti v. Quarterman). Nel dichiarare incostituzionale l'uso in Florida di un metodo troppo rigido e meccanico per calcolare il quoziente intellettivo di un detenuto, il giudice Kennedy scrisse: "La pena di morte è la sentenza più grave che la nostra società possa imporre. Le persone che devono affrontare la sanzione più severa devono avere un'equa opportunità per dimostrare che la Costituzione vieta la loro esecuzione. La legge della Florida contravviene all'impegno della Nazione verso la dignità e il suo dovere di insegnare la decenza umana come il marchio di un mondo civile. Gli Stati sono laboratori di sperimentazione, ma quegli esperimenti non possono negare la dignità di base che la Costituzione protegge”. Vann R. Newkirk II, notista della prestigiosa rivista The Atlantic, ha scritto: "L'Ottavo Emendamento è stato invocato spesso da Kennedy e dai quattro giudici liberali come arma legale nella più alta corte della nazione per frenare gli impulsi più draconiani del sistema di giustizia criminale." Nella sua lettera di dimissioni al presidente, il giudice Kennedy ha scritto:" Per favore consentitemi con questa lettera di esprimere la mia profonda gratitudine per aver avuto il privilegio di cercare in ogni caso il modo migliore per conoscere, interpretare e difendere la Costituzione e le leggi che devono sempre essere conformi ai suoi mandati e alle sue promesse". Il successore di Kennedy sarà scelto dal Presidente Trump nei prossimi mesi, verosimilmente spostando in senso conservatore l’equilibrio della Corte Suprema.
(The Atlantic, Bloomberg, The New York Times, USA Today, 27/06/2018)

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