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Timestamp: 2017-01-18 12:29:10+00:00

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⭐L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO
1 DELIBERAZIONE 29 MAGGIO /2015/R/COM PRIMI INTERVENTI IN MATERIA DI MOROSITÀ NEI MERCATI RETAIL DELL ENERGIA ELETTRICA E GAS NATURALE E REVISIONE DEI TEMPI DELLO SWITCHING NEL SETTORE DEL GAS NATURALE L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO Nella riunione del 29 maggio 2015 VISTI la direttiva 2005/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 gennaio 2006, concernente misure per la sicurezza dell approvvigionamento di elettricità e per gli investimenti nelle infrastrutture; la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell energia elettrica; la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale; il RD n. 267 del 1942 (di seguito: Legge Fallimentare); la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni (di seguito: legge 481/95); il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (di seguito: decreto legislativo 79/99); il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (di seguito: decreto legislativo 164/00); il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (di seguito: Codice del consumo); la legge 3 agosto 2007, n. 125, che ha convertito, con modificazioni, il decreto legge 18 giugno 2007, n. 73, (di seguito: legge 125/07); la legge 13 agosto 2010, n. 129 (di seguito: legge 129/10); il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 (di seguito: decreto legislativo 93/11); il decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21; la deliberazione dell Autorità per l energia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 28 dicembre 1999, n. 200/99, come successivamente modificata ed integrata (di seguito: deliberazione 200/99); la deliberazione dell Autorità 18 ottobre 2001, n. 229/01, come successivamente modificata ed integrata (di seguito: deliberazione 229/01); 12 la deliberazione dell Autorità 29 luglio 2004, n. 138/04 come successivamente modificata ed integrata (di seguito: deliberazione 138/04); la deliberazione dell'autorità 23 gennaio 2008, ARG/elt 4/08 e, in particolare, il suo Allegato A (di seguito: deliberazione ARG/elt 04/08); la deliberazione dell Autorità 28 marzo 2008, ARG/elt 42/08 e sue successive modifiche ed integrazioni (di seguito: ARG/elt/42/08); il Testo integrato delle attività di vendita al dettaglio di gas naturale e gas diversi da gas naturale distribuiti a mezzo di reti urbane e successive modifiche ed integrazioni (di seguito: TIVG), approvato con la deliberazione dell Autorità 28 maggio 2009 ARG/gas 64/09 e successivamente modificato e integrato; la deliberazione dell Autorità 30 dicembre 2009, ARG/elt 191/09 (di seguito: deliberazione ARG/elt 191/09); la deliberazione dell Autorità 17 novembre 2010 ARG/com 201/10; la deliberazione dell Autorità 10 dicembre 2010, ARG/elt 219/10 (di seguito: deliberazione ARG/elt 219/10); la deliberazione dell Autorità 21 luglio 2011, ARG/gas 99/11 (di seguito: deliberazione ARG/gas 99/11) e, in particolare, l Allegato A recante Testo integrato morosità gas e successive modifiche ed integrazioni (di seguito: TIMG); la deliberazione dell Autorità 3 novembre 2011, ARG/com 151/11 (di seguito: deliberazione ARG/com 151/11) e l Allegato A, recante Testo Integrato Monitoraggio Retail e successive modifiche ed integrazioni (di seguito: TIMR); la deliberazione dell Autorità 8 marzo 2012, 79/2012/R/com; la deliberazione dell Autorità 22 marzo 2012, 99/2012/R/eel (di seguito: deliberazione 99/2012/R/eel); la deliberazione dell Autorità 5 aprile 2012, 132/2012/R/com; la deliberazione dell Autorità 18 maggio 2012, 195/2012/R/eel (di seguito: deliberazione 195/2012/R/eel); la deliberazione dell Autorità 18 luglio 2012, 301/2012/R/eel e in particolare l Allegato A, recante Testo integrato delle disposizioni dell Autorità per l energia elettrica e il gas per l erogazione dei servizi di vendita dell energia elettrica di maggior tutela e di salvaguardia ai clienti finali ai sensi del decreto legge 18 giugno 2007 n. 73/07 e successive modifiche ed integrazioni (di seguito: TIV); la deliberazione dell Autorità 14 febbraio 2013, 57/2013/R/com; la deliberazione dell Autorità 19 dicembre 2013, 612/2013/R/eel (di seguito: deliberazione 612/2013/R/eel); la deliberazione dell Autorità 27 febbraio 2014, 84/2014/R/gas (di seguito: deliberazione 84/2014/R/gas); la segnalazione dell Autorità 12 giugno 2014, 273/2014/I/com (di seguito: segnalazione 273/2014/I/com); 23 la deliberazione dell Autorità 19 giugno 2014, 285/2014/R/com (di seguito: deliberazione 285/2014/R/com); la deliberazione dell Autorità 2 ottobre 2014, 476/2014/R/com; la deliberazione dell Autorità 7 novembre 2014, 550/2014/R/gas (di seguito: deliberazione 550/2014/R/gas); la deliberazione dell Autorità 29 dicembre 2014, 670/2014/R/eel (di seguito: deliberazione 670/2014/R/eel); la deliberazione dell Autorità 19 marzo 2015, 117/2015/R/gas (di seguito: deliberazione 117/2015/R/gas); il documento per la consultazione 2 agosto 2012, recante Bicse - Banca dati relativa agli inadempimenti dei clienti finali nel settore energetico, 345/2012/R/com (di seguito: documento per la consultazione 345/2012/R/com); il documento per la consultazione 29 maggio 2014, recante Riforma della disciplina in materia di misura, disponibilità dei dati e tempistiche di switching. Orientamenti, 251/2014/R/gas (di seguito: documento per la consultazione 251/2014/R/gas); il documento per la consultazione 2 ottobre 2014, recante Primi orientamenti per la definizione di misure destinate ai clienti con bonus sociale elettrico e/o gas, 468/2014/R/com (di seguito: documento per la consultazione 468/2014/R/com); il documento per la consultazione 2 ottobre 2014, recante Modifiche ed integrazioni alla disciplina relativa alla morosità nei mercati retail dell energia elettrica e del gas naturale, 477/2014/R/com (di seguito: documento per la consultazione 477/2014/R/com). CONSIDERATO CHE: la legge 481/95, unitamente ai decreti legislativi 79/99, 164/00, alla legge 125/07, nonché al decreto legislativo 93/11, attribuisce all Autorità il potere di regolare i servizi di pubblica utilità della filiera dell energia elettrica e del gas naturale, ivi inclusi la vendita ai clienti finali, la distribuzione e il bilanciamento del gas naturale, nonché il trasporto e il dispacciamento dell energia elettrica, con la finalità di promuovere la concorrenza, l efficienza dei servizi e la tutela dei consumatori; con il TIV e il TIVG l Autorità ha definito rispettivamente la disciplina relativa ai servizi di maggior tutela e di salvaguardia per il settore elettrico, nonché ai c.d. servizi di tutela e di ultima istanza (servizio di fornitura di ultima istanza e servizio di default) per il settore del gas naturale; con le deliberazioni ARG/elt 4/08 e ARG/gas 99/11, l Autorità ha definito, tra l altro, rispettivamente per il settore elettrico e per il settore del gas naturale, le principali misure di reazione ai casi di inadempimento da parte del cliente finale delle obbligazioni di pagamento nei confronti del proprio venditore, ponendo specifici obblighi in capo al medesimo venditore a tutela del cliente finale anche se 34 inadempiente, nonché all impresa di distribuzione il cui intervento risulta necessario per garantire l effettività delle predette misure; con la deliberazione ARG/elt 191/09, inoltre, l Autorità ha istituito, relativamente al settore elettrico, il c.d. sistema indennitario, a tutela dell esercente la vendita il cui cliente finale abbia cambiato fornitore senza però pagare le ultime fatture, (di seguito: sistema indennitario); la disciplina del sistema indennitario è stata successivamente modificata ed integrata con le deliberazioni ARG/elt 219/10, 99/2012/R/eel e 195/2012/R/eel; le informazioni raccolte dall Autorità nell ambito del monitoraggio retail, ai sensi del TIMR nonché tramite le attività propedeutiche al riconoscimento della remunerazione spettante ai soggetti che svolgono i servizi di tutela (maggior tutela e servizio di tutela gas), hanno evidenziato l aggravarsi del fenomeno dei mancati pagamenti, soprattutto negli ultimi 5-6 anni anche a causa della crisi economica, da parte dei clienti finali, delle fatture relative alla fornitura di energia elettrica e gas naturale (di seguito: morosità); alcune associazioni di operatori e diversi venditori attivi nel mercato della vendita al dettaglio hanno portato all attenzione dell Autorità l acuirsi del fenomeno della morosità nei mercati retail dell energia elettrica e del gas naturale, evidenziando che tale fenomeno sta assumendo dimensioni particolarmente rilevanti; per contro, associazioni dei consumatori hanno segnalato all Autorità la necessità di tutelare maggiormente i clienti finali che, anche in ragione della perdurante situazione di crisi economica, si trovano in condizioni di morosità; in tal senso è stato richiesto di aumentare le tutele e gli strumenti a disposizione di tutti i clienti finali al fine di evitare la sospensione della fornitura; gli interventi dell Autorità in tema di morosità hanno sempre perseguito la finalità di mettere il venditore nella condizione di effettuare una migliore gestione e tutela del proprio credito (mediante gli strumenti a tal fine previsti), tutelando al contempo il cliente finale contro eventuali azioni improprie e potenzialmente prevaricatrici dei venditori; in particolare, il venditore adempiente deve poter disporre, con il necessario coinvolgimento delle imprese di distribuzione, di strumenti efficaci finalizzati in particolare a contrastare inadempimenti del cliente finale; ciò in quanto, la migliore gestione del credito ha un impatto positivo sul potenziale sviluppo della concorrenza nel mercato retail ed effetti positivi in termini di riduzione dei prezzi per tutti i clienti finali. CONSIDERATO, INOLTRE, CHE: con il documento per la consultazione 477/2014/R/com, l Autorità ha definito i propri orientamenti finalizzati all adozione di provvedimenti atti a modificare e integrare 45 l attuale disciplina relativa alla morosità nei mercati retail dell energia elettrica e nel gas naturale al fine del contemperamento delle esigenze sopra richiamate; in particolare, nel documento per la consultazione 477/2014/R/com, le potenziali criticità rispetto alla disciplina attuale, nonché gli orientamenti prefigurati per affrontarle, sono state rappresentate distinguendo tre diverse aree tematiche: a) gestione dei contratti di fornitura in essere; b) cambio del venditore; c) altri casi specifici; nel dettaglio delle tematiche relative al contratto di fornitura in essere sono stati considerati i seguenti aspetti: a.1) modalità di costituzione in mora del cliente finale: a fronte di alcune richieste di intervento di venditori, il documento per la consultazione ha rappresentato l intendimento di confermare che la procedura relativa alla costituzione in mora, prevista dalla regolazione quale condizione per poter effettuare la successiva sospensione della fornitura, deve essere solo riferita alla singola fattura non pagata; a.2) mancata ricezione in tempo utile delle fatture rateizzabili: è stata evidenziata l esigenza di garantire al cliente finale servito in maggior tutela (elettricità) o in tutela (gas naturale), di ottenere in tempo utile le informazioni necessarie per poter richiedere al proprio venditore la rateizzazione della fattura; in tale ambito, con esclusivo riferimento ai clienti in regime di tutela, sono state prospettate le seguenti soluzioni: i. nel breve periodo, inserimento di specifiche previsioni relativamente alla trasmissione al cliente finale delle fatture, stabilendo un termine massimo intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di consegna al vettore postale, qualora l esercente non sia in grado di documentare la data di invio delle fatture; ii. nel breve periodo, in alternativa a quanto indicato al punto i., allungamento degli attuali termini per l eventuale rateizzazione, fino a 10 giorni dalla scadenza del pagamento della bolletta; iii. nel lungo periodo, la problematica potrebbe essere ridotta prevedendo l invio delle fatture, e relative comunicazioni, tramite formato elettronico e definendo ulteriori opportune forme che incentivino questo tipo di trasmissione; a.3) sospensione della fornitura e procedure di gestione delle controversie: è stato rappresentato l orientamento di mantenere l attuale regolazione che non prevede, se non in casi limitati, esplicitamente indicati dalla deliberazione ARG/elt 04/08 e dal TIMG, l obbligo di interrompere le procedure di sospensione della fornitura in caso di presentazione di reclami allo Sportello per il consumatore di energia (di seguito: Sportello) o in caso di avvio di una procedura conciliativa presso il Servizio di Conciliazione clienti energia; 56 a.4) attività delle imprese di distribuzione, necessarie a garantire l effettiva sospensione della fornitura o l effettiva risoluzione del contratto per inadempimento del cliente finale; sono state prospettate: - soluzioni relative ad entrambi i settori, al fine di incentivare la corretta gestione delle predette attività, quali: i. nel breve periodo, l incremento del livello degli indennizzi che attualmente i distributori sono tenuti a corrispondere in caso di ritardo del proprio intervento; ii. nel lungo periodo, la definizione di meccanismi di monitoraggio e di una specifica regolazione con apposite penalità più specifiche relativamente al rispetto degli obblighi e delle procedure di sospensione della fornitura; iii. in alternativa alla soluzione di cui al punto ii., prevedere che nei casi di applicazione dell indennizzo ai sensi del punto i. siano sospesi i termini di pagamento del servizio di trasporto/distribuzione; - specifiche soluzioni relative al settore del gas naturale, al fine di aumentare il numero minimo di tentativi di interventi di chiusura del punto di riconsegna per sospensione della fornitura per morosità, sulla base di quanto attualmente previsto dal TIMG; in particolare, stabilendo che: iv. ciascun venditore possa utilizzare la capacità settimanale di sospensione (CSS i,m ) al medesimo spettante, eventualmente non utilizzata in altri impianti del medesimo ambito di distribuzione del singolo distributore; v. in alternativa alla soluzione di cui al punto iv., l impresa di distribuzione sia tenuta a mettere a disposizione, previo pagamento di un corrispettivo il cui livello massimo sia definito dall Autorità, ulteriori livelli di capacità di sospensione; - l implementazione, nel settore dell energia elettrica, di soluzioni analoghe a quelle attualmente previste nel settore del gas naturale con riferimento ai casi di punti di prelievo non dotati di misuratore elettronico o ai casi in cui i misuratori elettronici non diano esito alla richiesta di sospensione da remoto; rispetto a tali casi, è stata prospettata l intenzione di introdurre una specifica procedura che comporti l intervento di interruzione fisica del punto (e contestuale risoluzione del contratto di fornitura); a.5) mancata coincidenza tra utente della rete e controparte commerciale che ha il contratto di fornitura con il cliente finale (di seguito: controparte commerciale): è stata evidenziata la necessità di integrare le attuali procedure relative alla sospensione della fornitura che non regolano le relazioni tra utente della rete e controparte commerciale qualora diversi; in particolare, si è evidenziata l esigenza di regolare le situazioni in cui l utente della rete (da cui il venditore del cliente finale si approvvigioni all ingrosso) intenda esercitare l eccezione di inadempimento nei confronti di tale controparte commerciale, garantendo al cliente finale interessato un adeguata informazione; 67 a.6) clienti sottoposti a procedure concorsuali: si è inteso valutare se integrare o meno l attuale disciplina per tenere conto della sospensione dell esecuzione del contratto di fornitura derivante da specifiche disposizioni previste dalla Legge Fallimentare; relativamente, invece, alle tematiche relative al cambio del venditore sono stati considerati i seguenti aspetti: b.1) switching con riserva: al fine di aumentare l utilizzo di tale strumento, sono state prospettate le seguenti soluzioni: i. nel breve periodo, implementazione di una regola di priorità in caso di presentazione in corso del mese, con riferimento ad un medesimo punto, di più richieste di switching con medesima data di efficacia; ii. riduzione delle tempistiche attualmente previste dalla regolazione, al fine di consentire che lo switching con riserva possa essere presentato con i medesimi tempi dello switching ordinario; b.2) cessione del credito: è stata posta in consultazione l opportunità di definire specifici sistemi di carattere mutualistico basati sulla partecipazione volontaria dei venditori, finalizzati alla previsione di modalità di cessione del credito, o forme alternative quali il mandato all incasso, tra i venditori nei casi di switching; b.3) cessione del credito in caso di uscita dei clienti dal servizio di salvaguardia e dal servizio di default: è stata rappresentata l intenzione, da un lato, di integrare l attuale disciplina per il settore gas con informazioni aggiuntive a quelle attuali, e, dall altro lato, di estenderla al settore elettrico al fine di aumentare le informazioni a disposizione del venditore entrante nonché rispetto ad altre procedure di dettaglio; infine, per entrambi i settori, è stata evidenziata l esigenza di identificare univocamente chi debba essere il soggetto che acquista il credito ceduto, anche nelle situazioni di mancata coincidenza tra utente della rete e controparte commerciale del cliente finale; b.4) costruzione di specifiche banche dati relative agli inadempimenti contrattuali dei clienti finali: sono state valutate soluzioni - alternative rispetto alla banca dati relativa agli inadempimenti dei clienti finali nel settore energetico (BICSE) di cui al documento per la consultazione 345/2012/R/com - volte a prevedere una sperimentazione relativa ai soli clienti non domestici connessi in bassa tensione; ciò attraverso l implementazione: i. della BICSE per un sottoinsieme significativo di punti nella titolarità di clienti non domestici (piccole imprese); ii. di alcune delle informazioni previste nella BICSE, prevedendo in particolare la messa a disposizione delle sole informazioni fisiche; iii. di forme alternative di messa a disposizione dei dati, stabilendo in particolare la messa a disposizione di informazioni sui c.d. buoni pagatori ; 78 b.5) sistema indennitario, rispetto al quale sono rappresentati i seguenti orientamenti: i. definizione di specifiche soluzioni di semplificazione operativa, relative, in particolare, alle richieste da parte del venditore entrante di annullare e sospendere le richieste di indennizzo; ii. il mantenimento dell attuale ambito soggettivo e oggettivo di applicazione della misura, con la conseguenza di non estendere il meccanismo ai clienti di media tensione e di non modificare le attuali previsioni in tema di calcolo del livello dell indennizzo, come richiesto iii. invece da alcuni venditori; l opportunità di estendere il sistema indennitario anche al settore del gas naturale, con specifico riferimento ai clienti domestici e ai clienti non domestici con consumi fino a smc/annui; relativamente, infine, alle tematiche degli altri casi specifici oggetto di segnalazioni pervenute da operatori di settore, relative alle richieste di attivazione della fornitura o volture riferiti a punti riconducibili a situazioni di morosità, l Autorità ha evidenziato l opportunità di non effettuare alcun intervento specifico. CONSIDERATO, ALTRESÌ, CHE: alla consultazione hanno risposto 25 operatori suddivisi tra: 12 società operanti a vario titolo nei mercati retail; 6 associazioni di imprese (che hanno successivamente inviato una nota congiunta sulle tematiche afferenti alla disciplina della morosità e gestione del credito); 5 associazioni di consumatori domestici di cui 4 tramite un documento congiunto; 3 associazioni di clienti non domestici e 2 altri soggetti; inoltre, relativamente alle associazioni dei consumatori, sul tema è stato svolto uno specifico seminario in cui sono state raccolte ulteriori osservazioni ed elementi espressi dai partecipanti; dall analisi delle osservazioni pervenute sono emerse, nuovamente, le divergenti posizioni tra i diversi attori convolti, soprattutto associazioni dei consumatori e operatori; tali divergenze riguardano, in primo luogo, l opportunità stessa di definire ulteriori specifici interventi regolatori per contrastare la morosità del cliente finale; sul tema in termini generali: - le associazioni dei consumatori evidenziano come gli interventi prospettati non siano necessari in quanto afferirebbero al rischio di impresa tipico dei venditori, che non dovrebbe, pertanto, essere coperto dalla regolazione e posto a carico del sistema; inoltre, è stato lamentato il fatto che la regolazione non permetterebbe, da un lato, di indagare preliminarmente in merito alle cause che hanno generato la morosità (le quali cause potrebbero in talune circostanze non essere imputabili ai clienti finali ma dovute a problematiche afferenti alla correttezza dei dati di misura e alla fatturazione) e, dall altro, di tenere conto della situazione di crisi generale del Paese; 89 - i venditori, per contro, evidenziano la necessità e l urgenza di interventi di rafforzamento del credito, anche con incidenza e tempistiche più stringenti rispetto a quelle poste nell ambito della consultazione; alcuni operatori e loro associazioni rappresentative infatti, da un lato, hanno segnalato come le attuali previsioni regolatorie sarebbero troppo tutelanti nei confronti dei clienti finali a discapito delle imprese, e, dall altro lato, hanno evidenziato la situazione di elevata criticità che l attuale livello di morosità genera dal punto di vista finanziario ed economico per quest ultime; con particolare riferimento alle tematiche relative al contratto di fornitura in essere dalle osservazioni prevenute emerge quanto segue: a.1) relativamente alle modalità di costituzione in mora, è emersa una generale contrarietà da parte di tutti gli operatori rispetto agli orientamenti dell Autorità lamentando che questi ultimi penalizzerebbero ulteriormente i venditori, sarebbero operativamente molto onerosi e andrebbero nella direzione di favorire i clienti già non regolari nei pagamenti; sul tema, alcuni operatori hanno auspicato interventi per mutuare, con opportuni adattamenti, quanto sarebbe già previsto dall articolo 1186 del codice civile in tema di decadenza del beneficio del termine (che prevede la possibilità per il creditore di avvalersi della facoltà di derogare a eventuali tempistiche di pagamento qualora il debitore sia divenuto in precedenza insolvente): in tale prospettiva, è stata proposta una riduzione delle tempistiche per la costituzione in mora nel caso di clienti finali non regolari nei pagamenti; per contro le associazioni dei consumatori hanno manifestato un generale consenso rispetto agli orientamenti dell Autorità; a.2) anche con riferimento al tema delle rateizzazioni, è emersa una generale esigenza, da parte di tutti gli operatori e delle loro associazioni, di non definire ulteriori interventi; sul tema, le associazioni dei consumatori hanno invece evidenziato la necessità di intervenire, chiedendo anche ulteriori interventi regolatori rispetto a quanto prospettato nella consultazione, quali una rateizzazione automatica dei pagamenti superati determinati importi, ovvero l introduzione dell obbligo di rateizzazione anche sul mercato libero; a.3) per quanto riguarda, invece, il tema delle sospensioni delle azioni di autotutela avviate dalle imprese in caso di attivazione di procedure per la gestione delle controversie (Sportello o Servizio di Conciliazione), è emersa una generale condivisione, da parte di tutte le associazioni di imprese e degli operatori, per l orientamento dell Autorità volto a mantenere la regolazione attuale; per contro, tutte le associazioni di consumatori hanno richiesto, temendo inefficienze gestionali dei venditori, che in caso di reclamo scritto e/o procedura giudiziale debbano essere sospese le azioni di autotutela del creditore; a.4) relativamente al tema delle attività delle imprese di distribuzione funzionali all effettiva attuazione della sospensione della fornitura (o della risoluzione della 910 stessa per inadempimento del cliente finale), il quadro è risultato altamente variegato, anche in ragione del fatto che, su questi aspetti, emergono anche, in potenziale conflitto rispetto alle esigenze dei venditori e dei clienti finali, quelle avanzate dalle imprese di distribuzione; in particolare: - per quanto riguarda le soluzioni, relative ad entrambi i settori, finalizzate ad incentivare la corretta gestione delle attività delle imprese di distribuzione: i. con riferimento all orientamento di aumentare i livelli degli indennizzi, alcuni operatori e un associazione di imprese condividono l intervento prospettato mentre altre associazioni di imprese e altri operatori (tra cui anche imprese distributrici) si sono dette contrarie; ii. relativamente all orientamento di definire un meccanismo prestazionale di penalità e (premi), alcune imprese e una loro associazione hanno condiviso l orientamento, mentre alcune associazioni di imprese si sono manifestate contrarie; sul tema, la maggior parte dei soggetti ha sottolineato come sia necessaria la definizione uno specifico monitoraggio; iii. l orientamento relativo alla sospensione dei termini di pagamento della tariffa di trasporto/distribuzione, in caso di mancata chiusura dei punti, ha visto, invece, la condivisione di un venditore e una associazione di imprese, mentre altre associazioni di imprese e operatori si sono dette in disaccordo; inoltre, sul tema di maggiore responsabilizzazione dei distributori, la maggior parte delle associazioni dei consumatori ha richiesto l introduzione di penali anche relativamente ad altre attività svolte dalle imprese di distribuzione, quali errori nelle disattivazioni, mancato rispetto degli obblighi di lettura, accettazione delle autoletture effettuate dai clienti finali e controllo successivo dell informazione fornita; - relativamente alle soluzioni indicate per il settore del gas naturale nel documento per la consultazione 477/2014/R/com, sono emerse: iv. la condivisione, da parte di molti operatori, la maggior parte dei quali venditori, degli interventi volti ad incrementare la CSS i,m ; alcuni soggetti hanno suggerito altresì di definire la CSS i,m per regione (o per ambito) evitando il vincolo per impianto, altri, invece, di modificare la formula di calcolo per tenere conto della densità di clientela; per contro, alcuni distributori e un associazione di operatori hanno richiesto che l eventuale incremento abbia effetto solo dopo la conclusione dell affidamento del servizio di distribuzione gas tramite gare; altri distributori hanno sottolineato come la possibilità di prevedere la riallocazione delle capacità tra impianti, potrebbe creare, allo stato, notevoli problemi ai distributori mentre altri ancora si sono detti contrari; 1011 v. una elevata condivisione circa la messa a disposizione, da parte del distributore, di extra capacità di sospensione a pagamento, purché l Autorità fissi il prezzo; inoltre sono stati indicati ulteriori suggerimenti di interventi più puntuali volti a rendere più efficienti gli interventi sul gas e ad aumentare la numerosità degli interventi possibili; - infine, per quanto riguarda il settore dell energia elettrica, è emersa una generale condivisione degli orientamenti dell Autorità, da parte delle associazioni di imprese e degli operatori; sul tema alcuni operatori hanno segnalato altresì l opportunità di prevedere l ausilio della forza pubblica per la sostituzione forzata dei vecchi misuratori ove venga impedito l accesso da parte del cliente finale; a.5) con riferimento alle problematiche connesse ai casi in cui non vi sia coincidenza tra utente della rete e controparte commerciale del cliente finale, la maggior parte degli operatori o le loro associazioni hanno ritenuto non necessario definire appositi obblighi informativi nei confronti del cliente finale: solo alcuni evidenziano come, qualora si prevedesse una specifica comunicazione sul tema, essa dovrebbe essere effettuata dal venditore controparte del cliente finale; inoltre, con riferimento alle azioni a tutela del cliente medesimo nel caso di sospensione della fornitura da parte dell utente della rete nei confronti del venditore al dettaglio, alcuni operatori auspicano che si preveda l attivazione automatica dei servizi di ultima istanza, mentre altri che l utente della rete acquisisca d ufficio i clienti in precedenza forniti dal venditore; a.6) con riferimento ai casi di clienti sottoposti a procedure concorsuali, alcuni operatori sono contrari a introdurre una specifica regolazione al fine di evitare fenomeni di over regulation; altri operatori, invece, si dicono favorevoli e, tra questi, alcuni segnalano che la procedura di sospensione si debba attivare anche qualora il curatore fallimentare, su sollecitazione del creditore, non si esprima in merito al subentro nel contratto di fornitura; con riferimento alle tematiche relative al cambio del venditore dalle osservazioni prevenute emerge quanto segue: b.1) sugli interventi relativi allo switching con riserva, si registra una generale condivisione da parte degli operatori e loro associazioni, con l evidenza dell esigenza di incrementare le informazioni fornite al venditore in tali casi; la maggior parte delle associazioni dei consumatori domestici evidenziano la criticità legata alla presenza nel corso del medesimo mese di più richieste di switching su uno stesso punto e invitano ad implementare il processo di switching il prima possibile nell ambito del Sistema informativo integrato per la gestione dei flussi informativi relativi ai mercati dell'energia elettrica e del gas (di seguito: SII), ciò al fine di assicurare un effettiva neutralità nella gestione di tali procedure; sul medesimo tema, della presenza nel corso del medesimo mese 1112 di più richieste di switching su uno stesso punto, anche la maggior parte degli operatori condivide l opportunità di introdurre un criterio di priorità temporale; b.2) con riferimento alla tematica della cessione del credito, si registra una sostanziale convergenza da parte di tutti i soggetti rispondenti circa l inefficacia di strumenti di tipo mutualistico prospettati dall Autorità; b.3) per la cessione del credito in caso di uscita dei clienti dal servizio di salvaguardia e dal servizio di default, è emersa una generale condivisione sugli orientamenti dell Autorità; sul tema dell individuazione univoca del soggetto che acquista il credito ceduto, alcuni ritengono che debba essere solamente l utente della rete ad acquistare il credito dall esercente il servizio di ultima istanza; b.4) sulla possibile costruzione di specifiche banche dati relative agli inadempimenti contrattuali non si registrano posizioni univoche; in particolare, da una parte, tutte le associazioni di imprese e gli operatori sono favorevoli all introduzione dell elenco per i clienti non domestici e chiedono che tale previsione sia estesa da subito o comunque in tempi brevi anche alla clientela domestica; i medesimi operatori, inoltre, evidenziano che la suddetta banca dati dovrebbe essere definita sulla base dei criteri già posti in consultazione con la BICSE, inoltre all unanimità è stato segnalato di non concordare con l implementazione di un elenco buoni pagatori su base volontaria in quanto ritenuta inadeguata a fornire un informazione corretta e completa; per contro tutte le associazioni di consumatori si dicono contrarie a qualunque tipo di intervento - anche qualora l orientamento fosse l implementazione di un elenco buoni pagatori ; ciò in quanto, da un lato, si sostiene che sia sufficiente il credit check per la verifica della solvibilità del cliente e quindi non ritengono che l intervento vada nella direzione di ridurre i prezzi per i clienti regolari nei pagamenti e, dall altro, vi sarebbe il rischio che ricadano in tali liste anche i clienti che risultano morosi per motivi legati al non corretto funzionamento del mercato; b.5) quanto al sistema indennitario, è emerso un generale consenso, da parte di tutte le associazioni di imprese e degli operatori, ad estenderne l operatività anche nel settore del gas naturale; inoltre, per quanto riguarda il settore dell energia elettrica, molti operatori richiedono di prevedere un incremento del livello dell indennizzo e l applicazione del sistema indennitario anche per i clienti in media tensione; per contro la maggior parte delle associazioni dei consumatori continua a manifestare ferma contrarietà sull istituto, mentre una di esse ha evidenziato come non sia contraria all istituto del sistema indennitario, pur sottolineando l esigenza di alcuni affinamenti a maggiore tutela dei clienti finali; relativamente alle tematiche degli altri casi specifici, alcuni operatori e alcune loro associazioni ritengono che le volture siano spesso lo strumento principale utilizzato dai clienti non regolari nei pagamenti per evitare di pagare il debito pregresso; essi richiedono, a tale fine, l adozione di specifici interventi su questo tema, prevedendo ad 1213 esempio l obbligo per il cliente che chiede la voltura di accollarsi l eventuale debito pregresso del precedente titolare del punto; inoltre, nell ambito delle risposte alla consultazione, sono stati richiesti ulteriori interventi sia da parte degli operatori e loro associazioni che da parte di alcune associazioni dei consumatori. Nello specifico: c) gli operatori e loro associazioni hanno auspicato i seguenti interventi: c.1) prevedere il c.d. blocco dello switching per il cliente finale non in regola con i pagamenti, ossia la facoltà del venditore creditore di inibire lo switching presso il punto di prelievo nella titolarità del proprio cliente inadempiente, sino alla regolarizzazione dei pagamenti da parte di quest ultimo; tale istituto è ritenuto particolarmente efficace per eliminare alla radice il fenomeno della morosità e per ridurre, di conseguenza, la necessità di socializzare i costi da essa derivanti; sul tema, alcuni operatori hanno evidenziato altresì che tale istituto potrebbe essere adottato solo nei confronti dei clienti non regolari nei pagamenti per più di una volta; c.2) incrementare (in linea generale) il livello del deposito cauzionale in quanto non coprirebbe l intero scoperto del venditore; più in particolare, alcuni venditori hanno proposto l incremento del livello del deposito solo nel caso di clienti non regolari nei pagamenti o di consentire la sospensione della fornitura anche in caso di mancato pagamento del deposito cauzionale; per contro, sul medesimo tema, un associazione di consumatori e un venditore hanno manifestato contrarietà all incremento del deposito cauzionale per i servizi di tutela, anche nel lungo periodo, ritenendolo adeguato rispetto all esigenza di tutela del credito; d) un associazione dei consumatori ha richiesto che siano definite specifiche procedure che permettano di stabilire, per ogni caso di morosità, le effettive ragioni del mancato pagamento, consentendo quindi la sospensione della fornitura solo nei casi diversi da inefficienze del venditore o da situazione di difficoltà economica; e) alcune associazioni e alcuni operatori hanno presentato specifiche richieste di integrazione della regolazione del servizio di default, con particolare riferimento agli adempimenti previsti in tema di disalimentazione fisica del punto, e della relativa copertura economica; in particolare, si auspicano i seguenti interventi: e.1) precisare i limiti temporali e le modalità con cui le imprese di distribuzione debbano adempiere al proprio obbligo di disalimentazione, anche con riferimento alle prescritte iniziative giudiziarie, nonché all applicazione della deroga di cui al comma 43.5 del TIVG; è stato chiesto anche di adeguare il tetto massimo previsto dalla regolazione a copertura dei costi sostenuti per le iniziative giudiziarie ritenuto inadeguato; e.2) integrare la disciplina ponendo in capo ai venditori che hanno chiesto la cessazione amministrativa per morosità del cliente finale (presupposto per 1314 l attivazione del servizio di default) di fornire copia della documentazione attestante l inadempimento del cliente medesimo; tale cooperazione si renderebbe necessaria in quanto diversi giudici di merito avrebbero rigettato alcune domande cautelari (ai sensi dell art. 700 c.p.c.) in quanto indimostrata la situazione debitoria del cliente; e.3) integrare la disciplina del servizio di default attivato in caso di morosità del cliente, con riferimento alle ipotesi in cui successivamente emerga che quest ultimo abbia regolarizzato la propria posizione con il precedente venditore; con riferimento a tali fattispecie si propone di riconoscere all esercente il servizio di default la facoltà di trasferire il cliente nell ambito del servizio erogato dal FUI (qualora ne sussistano i presupposti). CONSIDERATO, ALTRESÌ, CHE: gli interventi della regolazione in tema di morosità sono finalizzati, principalmente, a ridurre l impatto economico che tale fenomeno ha sui clienti finali regolari nei pagamenti, impatto che si manifesta in primo luogo attraverso un aumento dei prezzi praticati dai venditori riconducibile alla morosità di altri clienti finali; relativamente al suddetto impatto economico, il livello dell unpaid ratio (in altri termini il tasso di mancato pagamento delle fatture da parte dei clienti finali, all interno di un periodo temporale pari a 24 mesi, trascorso il quale la probabilità di incasso del credito residuo è considerata stabile), risulta essere pari a: - 1,36% con riferimento ai clienti domestici e non domestici serviti nel servizio di maggior tutela. Tale dato è stato calcolato considerando i dati di mancato incasso nel periodo ottobre 2013/settembre 2014 rispetto a quanto fatturato nel periodo ottobre 2011/settembre 2012 ed escludendo dal computo la morosità relativa ai prelievi fraudolenti; - 2,13% con riferimento ai clienti domestici serviti nel servizio di tutela. Tale dato è stato calcolato considerando i dati di mancato incasso nel periodo aprile 2013/marzo 2014 rispetto a quanto fatturato nel periodo aprile 2011/marzo 2012; rispetto ai suddetti dati, ipotizzando lo stesso dato di unpaid ratio anche per i clienti del mercato libero, l onerosità complessiva relativa alla morosità è stimabile, su base annua, in misura superiore a: a) 370 milioni di euro per tutti i clienti domestici e non domestici nel settore elettrico, di cui circa i due terzi sono da attribuire ai clienti non domestici; b) 330 milioni di euro per tutti i clienti domestici nel settore del gas naturale; l Autorità persegue la predetta finalità di contenere l impatto della morosità di alcuni clienti sui restanti clienti regolari nei pagamenti, mettendo a disposizione dei venditori adeguati strumenti di tutela del proprio credito; ciò mediante una regolazione che in attuazione di istituti già previsti dall ordinamento ovvero di nuova istituzione tiene conto delle specificità che connotano i mercati retail del settore energetico, 1415 caratterizzati dalla presenza di una infrastruttura gestita da un soggetto terzo rispetto al contratto di somministrazione (l impresa di distribuzione), il quale eroga il servizio (a condizioni regolate dall Autorità) nei confronti del venditore che necessita di dare esecuzione fisica al predetto contratto di somministrazione; in tale prospettiva, la regolazione della morosità è volta, da un lato, a garantire che i clienti finali siano tempestivamente avvisati attraverso adeguate procedure di messa in mora e dall altro a fornire strumenti efficaci a contrastare comportamenti elusivi volti a non pagare il debito pregresso di alcuni clienti finali, ripartendo al contempo il rischio dell inadempimento del cliente finale tra venditore e distributore (che dovrebbe appunto assicurare la corretta esecuzione fisica dei contratti di somministrazione, anche per quanto riguarda l esercizio dei rimedi di autotutela del venditore); pertanto, la regolazione della morosità, nel rispetto dei diritti dei clienti finali, si sostanzia, nella maggior parte dei casi, nella definizione di regole chiare, efficaci e non discriminatorie per tutti i soggetti coinvolti, volte a: - definire il corretto esercizio degli strumenti di tutela del credito, quali la definizione di procedure di sospensione della fornitura; ciò al fine di consentire agli operatori efficienti di gestire correttamente il proprio credito, senza quindi intervenire nei casi di onerosità derivanti dal comportamento non efficiente dei medesimi operatori; - tutelare il cliente finale, sia in termini di adeguatezza e trasparenza dell informazione in caso di inadempimento o di esercizio dei rimedi di tutela del credito, sia in termini di rimedi rispetto a specifiche problematiche legate alla fatturazione - quali i casi di ricostruzione dei consumi a seguito del malfunzionamento del misuratore o di reclami per fatturazione a conguaglio o fatturazione anomala; - minimizzare le asimmetrie informative tra gli operatori della vendita al dettaglio, ad esempio attraverso l efficientamento o l implementazione di istituti quali lo switching con riserva o specifici elenchi sulla situazione dei pagamenti dei clienti finali; in tal modo si riduce il rischio di potenziali comportamenti, da parte del venditore che ha maggiori informazioni sulla situazione dei pagamenti dei propri clienti finali, volti a mantenere alti i prezzi anche per i clienti regolari nei pagamenti senza che anche un nuovo venditore, a causa dell asimmetria informativa che non gli consente di stimare opportunamente il rischio creditizio, sia in grado di offrire condizioni più vantaggiose (o di differenziare tali condizioni tra diversi clienti); - dettagliare apposite procedure, ad esempio attraverso il sistema indennitario, che permettano di attribuire l onere relativo alla morosità sul medesimo cliente che lo ha generato, anche nei casi in cui non risulta possibile la sospensione della fornitura per morosità, in quanto il cliente finale ha ormai cambiato fornitore; 1516 l eventuale abuso da parte dei venditori degli strumenti di tutela del credito non può giustificare l esclusione di ogni rimedio in quanto si tratta di forme di autotutela contrattuale che, in termini astratti, sono consentite dal legislatore e che l Autorità regola entro i limiti dei suoi poteri di intervento in tale materia; peraltro, eventuali condotte di operatori che abusino degli strumenti messi a disposizione dall Autorità tentando di ottenere dai clienti il pagamento di somme, pure in assenza di un vero inadempimento del cliente medesimo, potrebbero integrare violazioni della regolazione, costituendo presupposto per l irrogazione di sanzioni amministrative ai sensi dell articolo 2, comma 20, lettera c), della legge 481/1995; in tale prospettiva, infatti, l Autorità monitora le condotte degli operatori per vigilare sulla corretta applicazione della sua regolazione; inoltre l eventuale aggressività delle condotte dei venditori potrebbe essere valutata dall Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell ambito delle disposizioni di cui al Codice al consumo in materia di pratiche commerciali scorrette; l Autorità ritiene altresì strategico e prioritario intervenire anche su altre tematiche quali la fatturazione di conguaglio, le modalità per incentivare la fatturazione su consumi effettivi o autoletture e l implementazione del SII che avranno certamente impatti positivi sulle specifiche problematiche segnalate dalle associazioni di consumatori. inoltre, con riferimento poi all esigenza espressa dalle associazioni dei consumatori di tenere in adeguata considerazione l attuale situazione di crisi economica generale, occorre ricordare che: - sono già previsti a livello legislativo alcuni specifici strumenti, come l ISEE corrente, applicabili in situazioni di disagio economico anche temporaneo che possono consentire un miglior accesso al bonus sociale previsto a favore dei clienti domestici; - con la segnalazione 273/2014/I/com sono state avanzate proposte al Governo tese ad ampliare l accesso al bonus sociale per i clienti in stato di disagio e a dare corso a misure complementari al bonus stesso tra cui la possibilità, limitata al solo periodo invernale, di non procedere a sospensioni della fornitura per morosità, dando mandato all Autorità di individuare le modalità più efficaci per l implementazione di tale misura; - con il documento per la consultazione 468/2014/R/com sono stati consultati primi orientamenti di tutela ulteriore per i clienti beneficiari di bonus sociale tra cui un ampliamento delle casistiche di rateizzazione ed e, in particolare, orientamenti in tema di riattivazione della fornitura a fronte di distacco nel periodo invernale previa rateizzazione degli importi che hanno comportato la sospensione e loro pagamento anche solo parziale; - l estensione di specifiche forme di compensazione per i clienti inadempienti che non rientrano nelle situazioni di disagio economico già previste dal legislatore, esula dai compiti propri dell Autorità rientrando nel più ampio campo delle 1617 politiche sociali e di sostegno al reddito, tuttavia l Autorità non mancherà di segnalare quanto la situazione di crisi economica di questi ultimi anni abbia avuto un concreto impatto anche nella maggior difficoltà per molte famiglie nel pagamento regolare delle bollette sollecitando l individuazione di eventuali misure che possano far fronte a tali difficoltà; per quanto riguarda, più specificamente, gli orientamenti in tema di morosità posti in consultazione, con riferimento alle tematiche relative al contratto di fornitura in essere, si osserva quanto segue: a.1) quanto alle modalità di costituzione in mora, si ricorda che la regolazione pone tale adempimento quale condizione per procedere alla sospensione della fornitura del cliente finale, ciò al fine di dare al cliente finale congruo preavviso dell esercizio di tale rimedio come previsto dalla legge (art c.c.); tale adempimento, pertanto, deve riferirsi alla singola fattura non pagata dal cliente finale; quanto alle osservazioni pervenute, pertanto: - non può invocarsi la decadenza dal beneficio del termine (art c.c.) in quanto (in disparte il fatto che il mero inadempimento di una fattura non pare sufficiente a integrare il presupposto di tale istituto) il termine oggetto di decadenza è il termine per il pagamento di un debito e non quello di preavviso della sospensione della fornitura (a fronte di un debito che è già scaduto); - peraltro, le esigenze dei venditori potrebbero comunque trovare tutela, con riferimento a fenomeni di inadempimenti reiterati, prevedendo termini di preavviso differenziati per il cliente finale; a.2) al fine di permettere al cliente finale di presentare le richieste di rateizzazione, l intervento relativo all allungamento delle tempistiche attualmente previste dalla regolazione per la richiesta di rateizzazione risponde all esigenza di minimizzare gli impatti gestionali e procedurali dei soggetti coinvolti; in tale ambito, occorre altresì evidenziare che la regolazione disciplina condizioni minime, limitando l obbligo di rateizzazione solo per i regimi di tutela e qualora si verifichino specifiche situazioni: per tali servizi, le modalità di rateizzazione previste possono quindi essere opportunamente integrate mentre, sul mercato libero, le previsioni in materia di rateizzazione rientrano nella piena disponibilità delle parti nell ambito delle condizioni contrattuali; la scelta dell Autorità di definire le condizioni minime risponde all esigenza di assicurare, almeno ai clienti finali in regime di tutela, un accesso alla rateizzazione ma al contempo di lasciare al venditore (sia nei regimi di tutela che nel mercato libero) la flessibilità di utilizzare lo strumento di rateizzazione ogni volta che ritiene che questo possa aumentare la probabilità di recuperare il credito; inoltre, la flessibilità in tema di rateizzazione permette al venditore di rispondere maggiormente alle esigenze specifiche del singolo cliente finale, ciò in coerenza con il principio di comportamento diligente e di attenzione verso il cliente finale, pur nei limiti in 1718 cui questo non pregiudica la solidità economica e finanziaria del medesimo venditore; a.3) quanto alla sospensione della fornitura, occorre ricordare che essa costituisce lo strumento principale e più efficace che il legislatore riconosce al venditore al dettaglio; eventuali limiti e condizioni previsti dalla regolazione dell Autorità per l esercizio di tale rimedio sono bilanciati attentamente con riferimento a esigenze connesse con le specificità settoriali sopra richiamate; in tale prospettiva, pertanto, inibire la procedura di sospensione della fornitura a fronte della mera presentazione di un reclamo di seconda istanza ovvero per l avvio di una procedura conciliativa potrebbe incentivare la presentazione di reclami strumentali; peraltro, occorre altresì precisare che vengono anche in rilievo le stesse disposizioni del Codice del Consumo in materia di pratiche commerciali scorrette; a tal fine, inoltre, nell ambito del Protocollo di intesa in essere con l Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è stato istituito un apposito Gruppo di Lavoro anche al fine di vagliare, alla luce della normativa ricordata, le pratiche dei professionisti dei settori di riferimento; peraltro, in tema di risposta ai reclami da parte degli esercenti, occorre garantire, nell ottica di bilanciare gli interessi contrapposti, che tale risposta sia non soltanto puntuale, bensì esaustiva circa la correttezza della fatturazione rispetto alla regolazione e al contratto; numerosi reclami che pervengono allo Sportello per il consumatore di energia evidenziano infatti che tale obiettivo non è sempre raggiunto; a.4) relativamente al tema delle attività in capo alle imprese di distribuzione: - per quanto riguarda le soluzioni, previste per entrambi i settori, finalizzate ad incentivarne la corretta gestione: i. sul tema degli indennizzi risulta meritevole di accoglimento l esigenza di estendere, anche nel breve periodo, la disciplina degli indennizzi al fine di prevederne l applicazione in tutti i casi segnalati maggiormente critici; ii. il meccanismo prestazionale di penalità e (premi) comporta, invece, l esigenza di definire un apposito monitoraggio e, conseguentemente, potrà essere implementato solo in seguito agli approfondimenti condotti sulle risultanze del suddetto monitoraggio; iii. la sospensione dei termini di pagamento del servizio di trasporto/distribuzione in caso di mancata chiusura dei punti costituisce un forte incentivo ad effettuare una gestione efficiente del servizio; essa trova fondamento nel fatto che la chiusura del punto di prelievo costituisce una prestazione tipica cui il distributore è tenuto verso l utente, il quale, quindi, avrebbe titolo per sospendere l adempimento della sua obbligazione a fronte del mancato adempimento di controparte; in tale prospettiva, pertanto, la suddetta sospensione dei pagamenti può avvenire solo qualora il distributore non abbia ottemperato ai principali obblighi per cause a sé imputabili; ciò comporta che tale sospensione 1819 possa avvenire esclusivamente nei casi di applicazione degli indennizzi sopra richiamati; - con specifico riferimento agli interventi prospettati nel settore del gas naturale: iv. l incremento della CSS i,m e della capacità mensile di interruzione (CMI) viene incontro all esigenza del venditore di poter effettuare quanto prima la sospensione della fornitura nei casi di morosità del cliente finale, ad esclusione dei casi previsti dalla regolazione a tutela del medesimo cliente; in tale ottica, occorre altresì tenere in considerazione che: - le modifiche alla CSS i,m dovrebbero tenere conto, da un lato, degli effetti dell incremento della suddetta capacità effettuato a decorrere dal mese di ottobre 2014 e, dall altro, dell evoluzione degli ambiti di distribuzione; - con riferimento alla CMI la deliberazione 84/2014/R/gas ne prevedeva già un primo aggiornamento dopo 12 mesi; a.5) con riferimento alla mancata coincidenza tra utente della rete e controparte commerciale del cliente finale, risulta rilevante l esigenza di tutelare il cliente finale che, a regolazione vigente, potrebbe essere oggetto di una sospensione della fornitura dovuta ad un inadempimento della propria controparte commerciale nei confronti dell utente della rete; peraltro, appare meritevole di tutela l esigenza di minimizzare gli oneri operativi e gestionali in capo agli operatori coinvolti qualora si verificasse tale fattispecie; infine la previsione di attivare i servizi di ultima istanza, in caso di eccezione di inadempimento da parte dell utente della rete nei confronti della controparte commerciale, così come indicato da alcuni rispondenti alla consultazione, potrebbe risultare ulteriormente tutelante nei confronti del cliente finale in quanto evita il potenziale rischio di sospensione della fornitura; a.6) la sospensione dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale, nel caso di fallimento senza continuità aziendale, è una previsione disposta direttamente dalla Legge Fallimentare; in tale contesto, l intervento dell Autorità servirebbe a dare maggiore certezza applicativa a tali norme di legge; ciò alla luce di segnalazioni di alcuni utenti, peraltro generiche, secondo cui alcune imprese di distribuzione rifiuterebbero la sospensione della fornitura, in assenza di una previsione espressa dell Autorità; peraltro, occorre tenere in debita considerazione le osservazioni di quegli operatori i quali temono una regolazione potenzialmente ridondante: infatti, in tale ottica, sebbene la regolazione dell Autorità in tema di sospensione della fornitura sia stata costruita con particolare riferimento alla c.d. eccezione di inadempimento, essa, tuttavia, si limita a definire le modalità di interazione tra venditore e distributore affinché quest ultimo cooperi col primo nei casi in cui la fornitura debba essere sospesa, quindi anche in casi più specifici previsti dalla legge, quali appunto quelli 1920 contemplati dalla Legge Fallimentare; in tali situazioni, pertanto, il distributore non ha titolo per negare gli effetti di legge dovendo quindi garantire la sospensione della fornitura secondo le modalità previste dalla regolazione di settore; relativamente alle tematiche inerenti al cambio del venditore, si osserva quanto segue: b.1) con riferimento allo switching con riserva, si rileva che: - l allineamento delle tempistiche relative all istituto dello switching con riserva a quelle dello switching ordinario, che ha trovato il generale consenso dei rispondenti alla consultazione deve essere operativamente effettuato considerando: a) nel settore del gas naturale, il processo di revisione delle tempistiche dello switching attualmente in corso; in particolare occorre considerare quanto indicato nel documento per la consultazione 251/2014/R/gas, nel quale è stato evidenziato l orientamento di ridurre le tempistiche degli scambi informativi tra l utente della rete che presenta una richiesta di switching e l impresa di distribuzione (attualmente definite dall articolo 13 della deliberazione 138/04), in modo tale da poter avere, tra la data ultima per la presentazione della richiesta di switching e la data di decorrenza dello switching, un lasso di tempo non superiore alle tre settimane (pur confermando l avvio vincolato al primo giorno del mese ed i relativi esiti della consultazione riportati nella deliberazione 117/2015/R/gas); b) nel settore dell energia elettrica, l evoluzione della regolazione sul tema e la previsione che tale processo verrà nel breve termine gestito nell ambito del SII; - la procedura da adottare in caso di presentazione di più richieste di switching deve essere chiarita nell ambito della revisione complessiva del processo di switching; - deve essere considerata come meritevole di tutela l esigenza di integrare le informazioni attualmente messe a disposizione del venditore entrante, pur tenendo in debita considerazione l esigenza di riservatezza e tutela in termini di trattamento dei dati personali del cliente finale; b.2) quanto all introduzione di specifici sistemi di carattere mutualistico al fine di permettere la cessione del credito o forme alternative in caso di switching, si tratta di misure volte a promuovere la cooperazione tra i diversi operatori al fine di contrastare condotte improprie messe in atto da alcuni clienti finali, a discapito degli altri clienti regolari pagamenti; peraltro tali sistemi rimangono legati alla volontarietà di partecipazione degli operatori e, conseguentemente, l intervento dell Autorità dipende direttamente dalla valutazione dell efficacia di tali strumenti da parte degli stessi operatori; b.3) nell ambito della definizione degli interventi in tema di cessione del credito per le uscite dal servizio di salvaguardia e dal servizio di default, appare meritevole 20 Vedere altro
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References: articolo 1186
 art. 700
 articolo 2
 articolo 13
 Articolo 1
 Articolo 2
 ART.11
 Art. 2
 Articolo 1
 articolo 9
 Articolo 1
 Articolo 1
 ART.1