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TITOLO IV TASSA / TARIFFA
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TITOLO V RAPPORTI CON L’UTENZA E ASSOCIAZIONI
TITOLO VI GESTIONE DEL SERVIZIO
TITOLO VII VALIDITA’ DEL REGOLAMENTO, CONTROLLI E SANZIONI
Riferimenti Violazione Sanzione edittale Oblazione Autorità
ELENCO DEI RIFIUTI ISTITUITO CONFORMEMENTE ALL’ARTICOLO 1 LETT. A) DELLA DIRETTIVA 75/442/CEE RELATIVA AI RIFIUTI E ALL’ART. 1 PAR. 4 DELLA DIRETTIVA 91/689/CEE RELATIVA AI RIFIUTI PERICOLOSI
TASSA / TARIFFA
1. Per i servizi relativi allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali assimilati agli urbani di cui al punto 1. dell’art. 16 del presente regolamento nelle sue varie fasi e dovuto al Comune il pagamento della relativa tassa annuale istituita ai sensi del D.Lgs. n° 507 del 15 novembre 1993, art. 58 e successive modifiche e integrazioni.
2. La tassa in argomento viene disciplinata dalle norme contenute nel “Regolamento comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni “ vigente, ai sensi del citato D,Lgs. n° 507/93 che definisce prescrizioni e criteri per la determinazione della tassa da applicare, e successive modificazioni.
3. A decorrere dai termini previsti dal regime transitorio, disciplinato dal DPR 27 aprile 1999 n. 158, la tassa di cui al comma 1 e 2 del presente articolo verrà soppressa ed il Comune dovrà provvedere alla integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa.
Pesatura dei rifiuti
1. Nelle more del passaggio al sistema tariffario per la copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, il Comune avvierà, con forme adeguate, l’attivazione di servizi di raccolta differenziata con le modalità previste dal presente regolamento (isole ecologiche, aree ecologiche, raccolta porta a porta o similari) e di misure atte alla contestuale valutazione quantitativa ai fini del computo delle agevolazioni previste dall’art.49, comma 10, del decreto legislativo n.22/97, da corrispondere secondo modalità che verranno determinate con separati atti amministrativi.
RAPPORTI CON L’UTENZA E ASSOCIAZIONI
Associazioni ambientaliste e organizzazioni di volontariato
1. Il Servizio, nel promuovere la raccolta differenziata, si può avvalere anche delle associazioni ambientaliste operanti nel territorio comunale e delle organizzazioni di volontariato, iscritte nel registro di cui all’ art. 6 della legge 11 agosto 1991. n. 266.
2. Le associazioni e le organizzazioni di cui al precedente comma possono, in accordo con il Comune e il gestore del servizio, contribuire alla raccolta di frazioni di rifiuti urbani nonché organizzare operazioni di informazione e di sensibilizzazione degli utenti rivolte in particolare modo alla raccolta differenziata e in generale alla tutela ambientale.
Il riconoscimento e l’autorizzazione
1. Si riconoscono quali contributi utili, ai fini del buon esito della raccolta differenziata, quelli delle associazioni, che si ispirano a scopi caritatevoli e/o ambientali, e che operano senza fini di lucro utilizzando attività di volontariato.
2. Condizione indispensabile per poter collaborare alla raccolta differenziata è che le associazioni, di cui al comma 1, concordino con il Comune, territorialmente competente, gli ambiti cui sono autorizzati ad intervenire e le modalità di intervento.
3. Le Associazioni, di cui al comma 1, vengono autorizzate senza pregiudizio di carattere religioso o politico, stabilendo ambiti e modalità d’intervento, purché non in concorrenza con analoghi servizi gestiti dal pubblico servizio.
4. A fronte di più richieste di autorizzazione alla collaborazione, che riguardino ambiti similari della raccolta differenziata, si procederà a selezioni secondo criteri di priorità della richiesta evitando, comunque, di determinare situazioni di concorrenza.
Principi gestionali e requisiti
1. I principi gestionali cui dovranno attenersi le associazioni di volontariato per la raccolta differenziata riguardano l’osservanza delle norme di sicurezza, delle norme igienico/sanitarie, delle disposizioni urbanistiche, delle consuetudini di decoro cittadino; in particolare nell’espletamento delle attività dovranno:
- arrecare il minimo intralcio alla circolazione
- evitare lo spandimento di materiali e liquami sul suolo pubblico
- osservare le vigenti norme di sicurezza, valevoli per i lavoratori, per tutti gli operatori anche se volontari
- garantire la pulizia e il decoro delle aree di deposito temporaneo dei materiali raccolti
- non creare intralcio all’organizzazione dei servizi pubblici di nettezza urbana.
2. Nel caso di utilizzazione di attrezzature fisse da collocare sul suolo pubblico, è necessaria la specifica autorizzazione comunale; in ogni caso dovranno essere garantite la pulizia e il decoro di tali attrezzature e rispettate le disposizioni impartite dagli uffici comunali in ordine alla viabilità e all’occupazione di suolo pubblico.
3. Le associazioni di volontariato dovranno dimostrare di possedere i requisiti indispensabili per poter collaborare dignitosamente alla raccolta differenziata; intendendosi con ciò il possesso di attrezzature, mezzi di trasporto, aree attrezzate per lo stoccaggio provvisorio adeguati alle finalità per cui è avanzata la richiesta di collaborazione.
4. Le associazioni di volontariato dovranno garantire l’effettivo riciclaggio dei materiali per i quali richiedono l’autorizzazione alla raccolta differenziata, presentando idonee garanzie in forma di accordi, contratti, protocolli d’intesa con aziende affidabili che operano nel campo del riciclaggio dei materiali.
1. Le iniziative di collaborazione alla raccolta differenziata da parte di associazioni di volontariato possono riguardare soltanto le seguenti frazioni merceologiche di materiali presenti nei rifiuti urbani:
- frazione secca (carta, cartone, plastica)
- vetro in forma di bottiglie e contenitori per liquidi
- alluminio in forma di lattine per liquidi
- rifiuti ingombranti di origine domestica
si fa espresso divieto di raccolta di:
- frazione umida dei rifiuti urbani
- verde da giardino
- rifiuti urbani pericolosi
- rifiuti speciali assimilati
- olii e batterie auto
2. Le iniziative delle associazioni di volontariato dovranno essere attivate e concordate con il gestore del servizio, non dovranno, comunque, determinare condizioni di conflittualità con gli analoghi servizi comunali.
3. Per le attività di raccolta differenziata, e per le attività conseguenti (stoccaggio provvisorio, trattamento) le associazioni di volontariato, ancorchè autorizzate dal Comune, sono tenute a munirsi delle autorizzazioni di legge.
4. Le associazioni di volontariato sono tenute a presentare un rendiconto annuale dell’attività in termini di qualità e quantità di materiale raccolto ed effettivamente avviato al riciclaggio, dovranno, inoltre, certificare il corretto smaltimento delle eventuali frazioni non riutilizzate.
5. Della raccolta differenziata e conseguente recupero di rifiuti da parte di associazioni di volontariato, non si potrà tenere conto per la concessione di agevolazioni ed incentivi agli utenti con riguardo alla tassa sui rifiuti.
1. Per una migliore gestione dei rifiuti il Comune e il gestore del servizio adottano ogni misura atta al coinvolgimento attivo degli utenti in tutte le fasi della gestione stessa.
Il Comune incentiverà le persone, le associazioni, le aziende, le scuole che si siano particolarmente distinte nel favorire le iniziative delle raccolte differenziate dei rifuti urbani e assimilati con:
a) attestati di benemerenza: saranno conferiti sulla base dei rendiconti periodici della raccolta differenziata, a riconoscimento delle iniziative più meritevoli e dell’impegno profuso;
b) premi materiali: da distribuirsi in occasioni di particolari campagne di lancio e sensibilizzazione dell’iniziativa;
c) sgravi sulla tassa rifiuti: commisurati al beneficio effettivo, per il Comune, ottenuto dalla raccolta differenziata.
1. Il Comune da informazioni ai cittadini, nelle forme opportune, dei risultati quantitativi ed economici della differenziata, dei dati consuntivi.
1. La gestione del servizio di nettezza urbana si conforma ai seguenti principi:
a) Essere ispirata al principio di uguaglianza del diritto dei cittadini;
b) Garantire parità di trattamento a parità di condizioni del servizio prestato;
c) Ispirarsi a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità;
d) Garantire una erogazione continua, regolare e senza interruzioni;
e) Garantire la partecipazione e l’accesso dei cittadini alla prestazione del servizio secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.
1. Gli standard generali e specifici di qualità e quantità del servizio sono stabiliti dal Consiglio Comunale sulla base delle indicazioni date dalla Regione e dalla Provincia e dei principi indicati agli articoli 2, 3, 4, 5, e dei seguenti fattori:
a) Continuità e regolarità nell’erogazione del servizio;
b) Completezza e accessibilità dell’informazione all’utente;
c) Termine massimo di risposta ai reclami;
d) Sicurezza degli impianti;
e) Rumorosità dei mezzi impiegati;
f) Numero del personale addetto;
g) Conformazione urbanistica e orografica delle zone interessate dal servizio;
h) Caratteristiche delle zone industriali e artigianali;
i) Densità media della popolazione;
l) Densità media di uffici e servizi;
m) Eventuali altri, in corrispondenza delle caratteristiche peculiari del Comune.
2. Con l’indicazione degli standard di cui al comma precedente sono indicati anche i metodi per la comparazione tra obiettivi e risultati e gli indici per la loro verifica.
3. Per la verifica dei risultati e della gestione complessiva del servizio, il Comune usufruisce del servizio di controllo interno (o nucleo di valutazione).
Informazioni e comunicazioni all’utente
1. Il servizio garantisce la più ampia e immediata informazione agli utenti tramite la struttura organizzativa responsabile del servizio e tramite l’ufficio per le relazioni con il pubblico.
2. Il Comune, di concerto con il gestore del servizio, anche con l’apporto del corpo delle GEV, nonché delle associazioni ambientalistiche e culturali, della scuola e di esperti interni ed esterni, attua programmi di educazione e di comunicazione ambientale per garantire la partecipazione degli utenti, per far crescere una consapevolezza diffusa sull’ambiente, per ottenere la piena collaborazione dei cittadini nella gestione dei rifiuti e in generale della conservazione dell'ambiente.
1. Le attività di gestione dei rifiuti vengono esplicate dal Comune tramite l’Autorità di ambito ottimale territoriale e mediante il gestore del servizio.
2. Il gestore del servizio è tenuto a fornire al Comune tutte le informazioni sull’attività di smaltimento dei rifiuti di propria competenza per il successivo inoltro alla Provincia e alla Regione.
3. La gestione dei rifiuti è costituita dalle seguenti attività:
a) Eventuale deposito temporaneo nel luogo in cui sono prodotti i rifiuti;
b) Conferimento da parte del produttore e del detentore secondo le modalità definite dal presente regolamento;
c) Raccolta in contenitori entro i limiti della zona di raccolta servita, così come indicate nel titolo II e III del presente regolamento;
d) Spazzamento dei rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche, nei cimiteri, nei mercati e in ogni altro luogo stabilito dal I titolo del presente regolamento;
e) Trasporto effettuato con idonei automezzi in osservanza alle norme igienico-sanitarie vigenti;
f) Smaltimento, riutilizzo, riciclo e recupero come previsto dal D.Lgs. 22/97.
Gestione del servizio tramite il gestore del servizio
1. I soggetti affidatari dell’intero o di parte del servizio debbono essere enti o imprese specializzate nella gestione dei rifiuti ed iscritte all’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti.
2. L’ obbligo del rispetto dei principi fondamentali e degli standards fissati ai sensi dei precedenti articoli 62, 63, 64.
3. Fino alla piena operatività dell’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale, ogni altro profilo dei rapporti tra il Comune e il gestore del servizio sono regolati da specifico contratto di Servizio.
VALIDITA’ DEL REGOLAMENTO, CONTROLLI E SANZIONI
Osservanza di altre disposizioni e dei regolamenti comunali
1. Per quanto non espressamente contemplato dal presente regolamento si applicano le norme vigenti nonché quanto previsto dai regolamenti comunali.
1. Come disposto dall’art. 20 del D.Lgs. 22/97 la Provincia esercita l’attività di controllo sulla gestione dei rifiuti.
2. Rimangono valide le competenze della Polizia Municipale, sulla base delle norme legislative, dei regolamenti vigenti e del contratto di servizio col gestore oltre che della vigilanza igienico-sanitaria svolta dai competenti servizi delle AA. UU. SS. LL., e della vigilanza ambientale svolta dall’ ARPA.
3. Restano salve le competenze del Comune in riferimento all’art. 21 del D.Lgs. 22/97.
1. Alla repressione dei fatti costituenti violazione del presente regolamento e che comunque costituiscono degrado dell’ambiente, provvede il Corpo di Polizia Municipale.
2. Le violazioni al presente regolamento possono essere accertate e contravvenute anche da agenti e funzionari del Comune appositamente delegati dal Sindaco secondo le modalità previste dal vigente ordinamento.
Efficacia del presente regolamento
1. Il presente regolamento dopo le approvazioni di legge e pubblicazione dell’albo Pretorio del Comune per 15 giorni consecutivi, entra immediatamente in vigore.
2. Ogni disposizione contraria o incompatibile con il presente regolamento si deve intendere abrogata.
in via competente
min. max. breve all’ingiunzione
Art. 17 comma 1 Chiunque contravviene alle
dei rifiuti al servizio
pubblico previste dall’art.17
del presente regolamento
25,00 500,00 50,00 Comune
Art. 18 punto 3 Chiunque modifica la posizione
dei cassonetti o di altri contenitori
Art. 27 comma 3 Chiunque conferisce presso
i cestini stradali rifiuti domestici
o ingombranti
Art. 30 comma 1 I concessionari ed occupanti di
posti di vendita nei mercati che non
ottemperano all’obbligo di separare
i rifiuti provenienti dalle proprie
attività e conferirli al servizio pubblico
secondo le modalità impartite
Art. 31 comma 1 I gestori di esercizi pubblici
che usufruiscono di concessioni
di aree pubbliche che non provvedono
alla costante pulizia dell’area occupata
Art. 32 comma 2 Coloro i quali organizzano manifestazioni
di tipo culturale, sportivo, ecc. su aree
pubbliche che non provvedono a informare
con almeno 15 gg. di anticipo gli uffici comunali
preposti allegando il programma delle iniziative
ed indicando le aree che si intendono occupare
Art. 33 comma 1 Chiunque effettua operazioni di carico,
scarico e trasporto di merci e materiali,
lasciando sull’area pubblica o di uso pubblico
rifiuti di qualsiasi genere
Art. 36 comma 1 Le persone che conducono cani o
altri animali per le strade o aree pubbliche
sui marciapiedi ed i percorsi pedonali
che non provvedono alla rimozione
con strumenti igienicamente idonei
delle feci eventualmente abbandonate
dagli animali
Art. 36 comma 1bis Chiunque abbandona sul suolo pubblico
in violazione dell'art. 36 comma 1 bis
Art. 36 comma 4 Chiunque effettua la distribuzione di
volantini al di fuori dei casi previsti
dall'art. 36 comma 4
Art. 50 comma 1
Art. 14 commi 1, 2,
Art. 43 comma 2 Chiunque abbandona
Art. 44 comma 1 o deposita rifiuti ovvero
Art. 46 commi 1, 2 li immette nelle acque
D. Lgs. 22/97 superficiali o sotterranee 103,00 620,00 207,00 Comune
Art.50 comma 1 Chiunque abbandona
D. Lgs. 22/97 rifiuti non pericolosi e non
ingombranti sul suolo 26,00 155,00 52,00 Comune
Rinvio ad altre predisposizioni
1. Per quanto non espressamente previsto nel presente regolamento si rimanda alle norme contenute nel D.Lgs. 22/1997, nel Capo III del D.Lgs 15 novembre 1993, n° 507, nonché alle speciali norme legislative vigenti in materia.
1. Copia del presente regolamento, a norma dell’articolo 22 della legge 7 agosto 1990, n° 241, sarà a disposizione presso l’Amministrazione Comunale e periodicamente, attraverso le forme ritenute opportune, verranno ricordati ai cittadini i principali obblighi comportamentali.
2. Il gestore del servizio, di concerto col Comune, provvederà alla campagna conoscitiva e pubblicitaria necessaria alla corretta applicazione del presente regolamento.
1. Il presente regolamento abroga e sostituisce ad ogni effetto le norme regolamentari precedentemente deliberate in materia in contrasto con lo stesso.
CLASSIFICAZIONE DEI SPECIALI ASSIMILATI AGLI URBANI
Condizioni qualitative e composizione analoghe a quelle dei rifiuti urbani o comunque da manufatti simili a quelli sottoelencati:
- imballaggi primari e secondari (di carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili);
- contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte e latticini e simili); -
- sacchi e sacchetti di carta o plastica, fogli di carta, plastica o cellophane;
- cassette, pallets;
- accoppiati quali: carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta metallizzata e simili;
- frammenti e manufatti di, vimini e sughero;
- paglia e prodotti di paglia;
- scarti di legno provenienti da falegnameria, trucioli;
- fibra di legno e pasta di 1egno, anche umida, purché palabile;
- ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetiche, stracci e juta;
- feltri e tessuti non tessuti;
- pelle e similpelle;
- resine termoplastiche e termoindurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali
- rifiuti i.ngombranti;
- imbottiture isolanti termici e acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetr.o e di r.occia, espansi elastici e minerali simili;
-moquette linoleum. Tappezzerie , pavimenti e rivestimenti in genere;
- materiali vari in pan.nelli (di legno, gesso, plastica e simili);
- frammenti e manufatti di stucco e gesso essicati;
- manufatti di ferro, tipo paglietta, filo di ferro, spugna di ferro e simili;
- nastri adesivi ;
- cavi e materiale elettrico in genere;
- pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate;
- scarti in genere della produzione alimentare, purché non allo stato liquido, quali per esempio scarti di caffè, scarti dell'industria molitoria e della pastificazione, partite degli alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse esauste e simili;
- scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdura.) anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di granatura e trebbiatura e simii) ;
- residui animali e vegetali provenienti dall’estrazioni di principi attivi;
- accessori per l’informatica.
N.B. Il presente allegato intende elencare le operazioni di smaltimento come avvengono nella pratica. Ai sensi dell’articolo 2, i rifiuti devono essere smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che possano recare pregiudizio all’ambiente:
D 1 Deposito sul o nel suolo (ad es. discarica)
D 2 Trattamento in ambiente terrestre (ad es. biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli)
D 3 Iniezioni in profondita’ (ad es. iniezioni dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o faglie geologiche naturali)
D 5 Messa in discarica specialmente allestita (ad es. sistematizzazione in alveoli stagni separati, ricoperti o isolati gli uni dagli altri e dall’ambiente)
D 6 Scarico dei rifiuti solidi nell’ambiente idrico eccettol’immersione
D 8 Trattamento biologico non specificato altrove nel presente allegato, che dia origine a composti o a miscugli che vengono eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12
D 9 Trattamento fisico-chimico non specificato altrove nel presente allegato che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12 (ad es. evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.)
D 12 Deposito permanente (ad es. sistemazione di contenitori in una miniera, ecc.)
D 13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D12
D 14 Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D13
D 15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti)
ELENCO DEI RIFIUTI ISTITUITO CONFORMEMENTE ALL’ARTICOLO 1 LETT. A)
DELLA DIRETTIVA 75/442/CEE RELATIVA AI RIFIUTI E ALL’ART. 1 PAR. 4 DELLA DIRETTIVA 91/689/CEE RELATIVA AI RIFIUTI PERICOLOSI
come Allegato della Decisione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 come modificata dalle Decisioni
2001/118/CE, 2001/119/CE, 2001/573/CE
Каталог: files -> allegati

References: art. 58
 art. 6

Art. 17

Art. 18

Art. 27

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 36

Art. 36

Art. 36

Art. 50

Art. 14

Art. 43

Art. 44

Art. 46

Art.50