Source: https://www.diritto.it/quadro-sinottico-riscossione-mediante-ruolo/
Timestamp: 2017-11-19 12:12:52+00:00

Document:
Villani Maurizio, 1 luglio 2013
Uno dei temi che ha caratterizzato la stesura del Decreto Legge “Fare” decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013 è stato quello della riscossione tributaria: tanti i limiti all’attività di riscossione dei tributi da parte di Equitalia.
La casa di abitazione diventa “intoccabile”. Viene, infatti, dichiarata impignorabile purché il contribuente abbia lì la residenza e ci abiti effettivamente. Sono escluse da questa tutela le abitazioni di lusso nelle categorie catastali A8 e A9 (ville, castelli, dimore storiche).
Per le seconde case il decreto aumenta di 6 volte la soglia minima per l’espropriazione che ora è ammessa solo se il debito da riscuotere supera i 120mila euro (prima erano 20mila) e solo se sull’immobile c’è l’ipoteca da almeno 6 mesi (prima erano 4).
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 1, comma 2, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, modificato in sede di conversione
[1] L’agente della riscossione, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di settantadue rate mensili (comma così modificato dall’art. 83, comma 23, lettera a), D.L. 25 giugno 2008, n. 112) .[1-bis] In caso di comprovato peggioramento della situazione di cui al comma 1, la dilazione concessa può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza. (comma così modificato dall’art. 1, comma 2, lettera a), D.L. 2 marzo 2012, n. 16)
[1-ter] Il debitore può chiedere che il piano di rateazione di cui ai commi 1 e 1-bis preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno. (comma aggiunto dall’art. 1, comma 2, lettera b), D.L. 2 marzo 2012, n. 16)
[1-quater] Ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca di cui all’ articolo 77 solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta [8], ovvero di decadenza ai sensi del comma 3. Sono fatte comunque salve le ipoteche già iscritte alla data di concessione della rateazione. (comma aggiunto dall’art. 1, comma 2, lettera b), D.L. 2 marzo 2012, n. 16)
[2] (Comma abrogato dall’art. 36, comma 2-bis, lettera b), D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, modificato in sede di conversione) In caso di mancato pagamento di due rate consecutive:
b) l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione;
c) il carico non può più essere rateizzato. (comma così modificato dall’art. 1, comma 2, lettera c), D.L. 2 marzo 2012, n. 16)
[4] Le rate mensili nelle quali il pagamento è stato dilazionato ai sensi del comma 1 scadono nel giorno di ciascun mese indicato nell’atto di accoglimento dell’istanza di dilazione
[4-bis] (comma abrogato dall’art. 83, comma 23, lettera c), D.L. 25 giugno 2008, n. 112) .(Articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999 [12], dall’art. 7, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 10, comma 13-terdecies, D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, modificato in sede di conversione
1. La vendita dei beni pignorati è effettuata, mediante pubblico incanto o nelle altre forme previste dal presente decreto, a cura del concessionario, senza necessità di autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
2-bis. Il debitore ha facoltà di procedere alla vendita del bene pignorato o ipotecato al valore determinato ai sensi degli articoli 68 e 79 , con il consenso dell’agente della riscossione, il quale interviene nell’atto di cessione e al quale è interamente versato il corrispettivo della vendita. L’eccedenza del corrispettivo rispetto al debito è rimborsata al debitore entro i dieci giorni lavorativi successivi all’incasso. (comma aggiunto dall’art. 10, comma 13-terdecies, D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, modificato in sede di conversione) (Articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Cessazione dell’efficacia del pignoramento e cancellazione della trascrizione
2. Se il pignoramento è stato trascritto in pubblico registro mobiliare o immobiliare, il concessionario, nell’ipotesi prevista dal comma 1 ed in ogni altro caso di estinzione del procedimento richiede entro dieci giorni al conservatore la cancellazione della trascrizione (articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
1. I beni mobili indicati nel numero 4 del primo comma dell’ articolo 514 del codice di procedura civile possono essere pignorati nei casi in cui sono soggetti al privilegio previsto dall’ articolo 2759 del codice civile.
2. I frutti dei fondi del debitore soggetti al privilegio stabilito dall’ articolo 2771 del codice civile possono essere pignorati nelle forme dell’espropriazione presso il debitore ancorché i fondi stessi siano affittati (articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 3, comma 5, lettera a), D.L. 2 marzo 2012, n. 16
1. Salvo che per i crediti pensionistici e fermo restando quanto previsto dall’ articolo 545, commi quarto, quinto e sesto, del codice di procedura civile, e dall’ articolo 72-ter del presente decreto l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all’ articolo 543, secondo comma, numero 4, dello stesso codice di procedura civile, l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede:
1-bis. L’atto di cui al comma 1 può essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione procedente non abilitati all’esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione e, in tal caso, reca l’indicazione a stampa dello stesso agente della riscossione e non è soggetto all’annotazione di cui all’ articolo 44, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 (comma aggiunto dall’art. 1, comma 141, legge 24 dicembre 2007, n. 244) .
2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di pagamento, si applicano le disposizioni di cui all’ articolo 72, comma 2 . (articolo così sostituito dall’art. 2, comma 6, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, modificato in sede di conversione).
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 3, comma 5, lettera b), D.L. 2 marzo 2012, n. 16, modificato in sede di conversione
1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.
2. Resta ferma la misura di cui all’ articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro. (articolo così sostituito dall’art. 3, comma 5, lettera b), D.L. 2 marzo 2012, n. 16, modificato in sede di conversione)
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 3, comma 5, lettera c), D.L. 2 marzo 2012, n. 16
1.L’agente della riscossione può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ventimila euro. (comma così sostituito dall’art. 3, comma 5, lettera c), numero 1), D.L. 2 marzo 2012, n. 16)
2. Il concessionario non procede all’espropriazione immobiliare se il valore del bene, determinato a norma dell’ articolo 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore all’importo indicato nel comma 1 (articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 3, comma 5, lettera d), D.L. 2 marzo 2012, n. 16
1. Decorso inutilmente il termine di cui all’ articolo 50, comma 1, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell’importo complessivo del credito per cui si procede.
1-bis. L’agente della riscossione, anche al solo fine di assicurare la tutela del credito da riscuotere, può iscrivere la garanzia ipotecaria di cui al comma 1, purché l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a ventimila euro. (comma aggiunto dall’art. 3, comma 5, lettera d), D.L. 2 marzo 2012, n. 16)
2. Se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera il cinque per cento del valore dell’immobile da sottoporre ad espropriazione determinato a norma dell’ articolo 79, il concessionario, prima di procedere all’esecuzione, deve iscrivere ipoteca. Decorsi sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto, il concessionario procede all’espropriazione.
2-bis. L’agente della riscossione è tenuto a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà iscritta l’ipoteca di cui al comma 1 (comma aggiunto dall’art. 7, comma 2, lettera u-bis), D.L. 13 maggio 2011, n. 70, modificato in sede di conversione) . (Articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 1, comma 1, lettera p), D.Lgs. 27 aprile 2001, n. 193
1. Il pignoramento immobiliare si esegue mediante la trascrizione, a norma dell’ articolo 555, secondo comma, del codice di procedura civile, di un avviso contenente:
c) l’indicazione della destinazione urbanistica del terreno risultante dal certificato di cui all’ articolo 18 della legge 28 febbraio 1985, n. 47;
e) l’importo complessivo del credito per cui si procede, distinto per imposta, per periodo d’imposta, per interessi di mora e per spese di esecuzione già maturate;
l) il termine di versamento del prezzo di cui all’ articolo 82, comma1;
2. Entro cinque giorni dalla trascrizione l’avviso di vendita è notificato al soggetto nei confronti del quale si procede. In mancanza della notificazione non può procedersi alla vendita (articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Pubblicazione e notificazione dell’avviso di vendita
1. Almeno venti giorni prima di quello fissato per il primo incanto l’avviso di vendita è inserito nel foglio degli annunci legali della provincia ed è affisso, a cura dell’ufficiale della riscossione, alla porta esterna della cancelleria del giudice dell’esecuzione e all’albo del comune o dei comuni nel cui territorio sono situati gli immobili.2. Su istanza del soggetto nei confronti del quale si procede o del concessionario, il giudice può disporre che degli incanti, ferma la data fissata per gli stessi, sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre idonee forme di pubblicità commerciale. Le spese sono anticipate dalla parte richiedente (articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999 , dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 3, comma 40, lettera b-ter), D.L. 30 settembre 2005, n. 203, modificato in sede di conversione
Assegnazione dell’immobile allo Stato
2. Il giudice dell’esecuzione dispone l’assegnazione, secondo la procedura prevista dall’ articolo 590 del codice di procedura civile. Il termine per il versamento del prezzo per il quale è stata disposta l’assegnazione non può essere inferiore a sei mesi.
3. In caso di mancato versamento del prezzo di assegnazione nel termine, il processo esecutivo si estingue se il concessionario, nei trenta giorni successivi alla scadenza di tale termine, non dichiara, su indicazione dell’ufficio che ha formato il ruolo, di voler procedere a un ulteriore incanto per un prezzo base inferiore di un terzo rispetto a quello dell’ultimo incanto. Il processo esecutivo si estingue comunque se anche tale incanto ha esito negativo (articolo così sostituito, con effetto 1° luglio 1999, dall’art. 16, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46) .
Testo risultante dopo le modifiche apportate dall’art. 2, comma 13-quater e dall’art. 5, comma 1, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, modificato in sede di conversione
13-quinquies. Il decreto di cui all’ articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 , come da ultimo sostituito dal comma 13-quater del presente articolo, nonchè il decreto di cui al comma 6.1 del predetto articolo 17, introdotto dal medesimo comma 13-quater, sono adottati entro il 31 dicembre 2013 (comma aggiunto, in sede di conversione, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214)
2-ter.I comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione dei tributi dei soggetti di cui all’articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, anche oltre la scadenza del 30 giugno e non oltre il 31 dicembre 2013
Lecce, 26 giugno 2013

References: articolo 77
 articolo 514
 articolo 2759
 articolo 2771
 articolo 545
 articolo 72
 articolo 543
 articolo 44
 articolo 72
 articolo 545
 articolo 79
 articolo 50
 articolo 79
 articolo 555
 articolo 18
 articolo 82
 articolo 590
 articolo 17
 articolo 17