Source: http://www.reteambiente.it/normativa/15168/dlgs-8-giugno-2001-n-231/
Timestamp: 2020-04-05 15:12:04+00:00

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Dlgs 8 giugno 2001, n. 231 > ReteAmbiente
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Gli importi in lire e le sanzioni pecuniarie contenuti nel presente Dlgs sono state convertiti in euro nel rispetto delle indicazioni del Dlgs 24 giugno 1998, n. 213, recante "Disposizioni per l'introduzione dell'euro nell'ordinamento nazionale, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n. 433".
Parole chiave: Responsabilità 231 | Rifiuti | Acque | Sicurezza sul lavoro | Sostanze pericolose | Territorio | Aria | Sanzioni | Risarcimenti
Dlgs 7 luglio 2011, n. 121 (02/08/2011)
Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2008/99/Ce (13/07/2010)
Dlgs 11 aprile 2002, n. 61 (16/04/2002)
Dpr 30 maggio 2002, n. 115 (01/07/2002)
Dpr 14 novembre 2002, n. 313 (30/03/2003)
Legge 11 agosto 2003, n. 228 (07/09/2003)
Legge 18 aprile 2005, n. 62 (12/05/2005)
Legge 28 dicembre 2005, n. 262 (12/01/2006)
Legge 6 febbraio 2006, n. 38 (02/03/2006)
Legge 3 agosto 2007, n. 123 (25/08/2007)
Dlgs 21 novembre 2007, n. 231 (29/12/2007)
Legge 18 marzo 2008, n. 48 (05/04/2008)
Dlgs 9 aprile 2008, n. 81 (15/05/2008)
Legge 15 luglio 2009, n. 94 (08/08/2009)
Legge 23 luglio 2009, n. 99 (15/08/2009)
Legge 23 dicembre 2009, n. 191 (01/01/2010)
Dlgs 7 luglio 2011, n. 121 (16/08/2011)
Dl 22 dicembre 2011, n. 212 (23/12/2011)
Dlgs 16 luglio 2012, n. 109 (09/08/2012)
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (28/11/2012)
Legge 30 ottobre 2013, n. 125 (31/10/2013)
Dlgs 4 marzo 2014, n. 39 (06/04/2014)
Legge 22 maggio 2015, n. 68 (29/05/2015)
Legge 27 maggio 2015, n. 69 (14/06/2015)
Legge 29 ottobre 2016, n. 199 (04/11/2016)
Dlgs 15 marzo 2017, n. 38 (14/04/2017)
Legge 17 ottobre 2017, n. 161 (19/11/2017)
Legge 20 novembre 2017, n. 167 (12/12/2017)
Legge 30 novembre 2017, n. 179 (29/12/2017)
Legge 9 gennaio 2019, n. 3 (31/01/2019)
Dl 26 ottobre 2019, n. 124 (27/10/2019)
Legge 18 novembre 2019, n. 133 (21/11/2019)
Legge 19 dicembre 2019, n. 157 (25/12/2019)
Lr Calabria 13 giugno 2008, n. 15
Responsabilità "231" e sicurezza sul lavoro in pillole
(Gu 19 giugno 2001 n. 140)
Responsabilità amministrative dell'Ente
2-quater. Il licenziamento ritorsivo o discriminatorio del soggetto segnalante è nullo. Sono altresì nulli il mutamento di mansioni ai sensi dell'articolo 2103 del Codice civile, nonché qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del segnalante. È onere del datore di lavoro, in caso di controversie legate all'irrogazione di sanzioni disciplinari, o a demansionamenti, licenziamenti, trasferimenti, o sottoposizione del segnalante ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro, successivi alla presentazione della segnalazione, dimostrare che tali misure sono fondate su ragioni estranee alla segnalazione stessa.
4-bis. Nelle società di capitali il sindaco, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell'organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b).
3. L'importo di una quota va da un minimo di euro 258 ad un massimo di euro 1.549.
3. Nei casi previsti dall'articolo 12, comma 1, l'importo della quota è sempre di euro 103.
1. La sanzione pecuniaria è ridotta della metà e non può comunque essere superiore a euro 103.291 se:
4. In ogni caso, la sanzione pecuniaria non può essere inferiore a euro 10.329.
2. Le sanzioni interdittive Fermo restando quanto previsto dall'articolo 25, comma 5, le sanzioni interdittive hanno una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.
1. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 615-ter, 617-quater, 617-quinquies, 635-bis, 635-ter, 635-quater e 635-quinquies del Codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a cinquecento quote.1
3. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 491-bis e 640-quinquies del Codice penale, salvo quanto previsto dall'articolo 24 del presente decreto per i casi di frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico, e dei delitti di cui all'articolo 1, comma 11,del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, si applica all'ente la sanzione pecuniaria sino a quattrocento quote.
Articolo 25-bis.1
Articolo 25-ter 2
1. In relazione ai reati in materia societaria previsti dal C.c., se commessi nell'interesse della società , da amministratori, direttori generali o liquidatori o da persone sottoposte alla loro vigilanza, qualora il fatto non si fosse realizzato se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi inerenti alla loro carica, si applicano le seguenti sanzioni pecuniarie: In relazione ai reati in materia societaria previsti dal Codice civile, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie:
a) per la contravvenzione di false comunicazioni sociali, prevista dall'articolo 2621 del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a trecento quote;
b) per il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall'articolo 2622, primo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote;
c) per il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall'articolo 2622, terzo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote;
d) per la contravvenzione di falso in prospetto, prevista dall'articolo 2623, primo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a duecentosessanta quote;
e) per il delitto di falso in prospetto, previsto dall'articolo 2623, secondo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicentosessanta quote;
f) per la contravvenzione di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, prevista dall'articolo 2624, primo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a duecentosessanta quote;
g) per il delitto di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, previsto dall'articolo 2624, secondo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote;
h) per il delitto di impedito controllo, previsto dall'articolo 2625, secondo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote;
i) per il delitto di formazione fittizia del capitale, previsto dall'articolo 2632 del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote;
l) per il delitto di indebita restituzione dei conferimenti, previsto dall'articolo 2626 del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote;
m) per la contravvenzione di illegale ripartizione degli utili e delle riserve, prevista dall'articolo 2627 del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a duecentosessanta quote;
n) per il delitto di illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante, previsto dall'articolo 2628 del C.c., la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote;
o) per il delitto di operazioni in pregiudizio dei creditori, previsto dall'articolo 2629 del C.c., la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote;
p) per il delitto di indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, previsto dall'articolo 2633 del C.c., la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote;
q) per il delitto di illecita influenza sull'assemblea, previsto dall'articolo 2636 del C.c., la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote;
r) per il delitto di aggiotaggio, previsto dall'articolo 2637 del C.c. e per il delitto di omessa comunicazione del conflitto d'interessi previsto dall'articolo 2629-bis del C.c., la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote;
s) per i delitti di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, previsti dall'articolo 2638, primo e secondo comma, del C.c., la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote;
s-bis) per il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell'articolo 2635 del Codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote
s-bis) per il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell'articolo 2635 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote e, nei casi di istigazione di cui al primo comma dell'articolo 2635-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote. Si applicano altresi' le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2.
3. Se, in seguito alla commissione dei reati di cui al comma 1, l'ente ha conseguito un profitto di rilevante entità , la sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo.
Articolo 25-quater.1
a) per i delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602,, 602 e 603-bis, la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote;
c) per i delitti di cui agli articoli 600-bis, secondo comma, 600-ter, terzo e quarto comma, e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, nonché per il delitto di cui all'articolo 609-undecies la sanzione pecuniaria da duecento a settecento quote.
2. Nel caso di condanna per uno dei delitti di cui al comma 1, si applicano le sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.
Delitti in materia di violazione del diritto di autore
Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mandaci all'Autorità giudiziaria
f) per il delitto di cui all'articolo 260, la sanzione pecuniaria da trecento a cinquecento quote, nel caso previsto dal comma 1 e da quattrocento a ottocento quote nel caso previsto dal comma 2;3
g) per la violazione dell'articolo 260-bis, la sanzione pecuniaria da centocinquanta a duecentocinquanta quote nel caso previsto dai commi 6, 7, secondo e terzo periodo, e 8, primo periodo, e la sanzione pecuniaria da duecento a trecento quote nel caso previsto dal comma 8, secondo periodo4 ;
8. Se l'ente o una sua unità organizzativa vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati di cui all'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 1525 , e all'articolo 8 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231.
1. In relazione alla commissione del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applica all'Ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote.
1. Non si procede all'accertamento dell'illecito amministrativo dell'ente quando l'azione penale non può essere iniziata o proseguita nei confronti dell'autore del reato per la mancanza di una condizione di procedibilità .
2. L'ente che intende partecipare al procedimento si costituisce depositando nella cancelleria dell'autorità giudiziaria procedente una dichiarazione contenente a pena di inammissibilità :
1. Nel caso di trasformazione, di fusione o di scissione dell'ente originariamente responsabile, il procedimento prosegue nei confronti degli enti risultanti da tali vicende modificative o benefìciari della scissione, che partecipano al processo, nello stato in cui lo stesso si trova, depositando la dichiarazione di cui all'articolo 39, comma 2.
1. Nel disporre le misure cautelari il giudice ne determina la durata, che non può superare la metà del termine massimo indicato dall'articolo 13, comma 2 un anno.
2. Dopo la sentenza di condanna di primo grado, la durata della misura cautelare può avere la stessa durata della corrispondente sanzione applicata con la medesima sentenza. In ogni caso, la durata della misura cautelare non può superare i due terzi del termine massimo indicato dall'articolo 13, comma 2 un anno e quattro mesi.
2. Il decreto che, a seguito dell'udienza preliminare, dispone il giudizio nei confronti dell'ente, contiene, a pena di nullità , la contestazione dell'illecito amministrativo dipendente dal reato, con l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto che può comportare l'applicazione delle sanzioni e l'indicazione del reato da cui l'illecito dipende e dei relativi articoli di legge e delle fonti di prova nonché gli elementi identificativi dell'ente.
1. Il giudice pronuncia sentenze di non doversi procedere nei casi previsti dall'articolo 60 e quando la sanzione è estinta per prescrizione.
1. Quando pronuncia una delle sentenze di cui agli articoli 66 e 67, il giudice dichiara la cessazione delle misure cautelari eventualmente disposte.
1. Nel caso di trasformazione, fusione o scissione dell'ente responsabile, il giudice dà atto nel dispositivo che la sentenza è pronunciata nei confronti degli enti risultanti dalla trasformazione o fusione ovvero benefìciari della scissione, indicando l'ente originariamente responsabile.
4. Quando è applicata l'interdizione dall'esercizio dell'attività , il giudice, su richiesta dell'ente, può autorizzare il compimento di atti di gestione ordinaria che non comportino la prosecuzione dell'attività interdetta. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 667, comma 4, del Codice di procedura penale.
1. Quando deve essere eseguita la sentenza che dispone la prosecuzione dell'attività dell'ente ai sensi dell'articolo 15, la nomina del commissario giudiziale è richiesta dal pubblico ministero al giudice dell'esecuzione, il quale vi provvede senza formalità .
2. Il parere del Consiglio di Stato sul regolamento previsto dal comma 1 é reso entro trenta giorni dalla richiesta.
Dato a Roma, addì 8 giugno 2001
Si segnala che l'articolo 9, comma 2 del Dl 14 agosto 2013, 93 prevedeva la modifica del presente comma, ma tale comma è stata abrogato dalla legge di conversione 15 ottobre 2013, n. 119.
La numerazione dei commi del presente articolo è riportata così come si legge nella Gazzetta ufficiale, senza riferimento al comma 2.
In base a quanto stabilito dall'articolo 8 del Dlgs 1 marzo 2018, n. 21, in vigore a decorrere dal 6 aprile 2018, i richiami all'articolo 260 del Dlgs 152/2006 devono intendersi riferiti all'articolo 452-quaterdecies del Codice penale.
Per effetto di quanto disposto dal Dl 135/2018, a decorrere dal 1° gennaio 2019 il sistema di tracciamento telematico dei rifiuti (Sistri) è soppresso. Di conseguenza sono abrogate o inefficaci le disposizioni che lo riguardano.
Per effetto della soppressione del Sistri, non trova applicazione la "sanzione 231" di cui all'articolo 25-undecies, comma 2, lettera g) in quanto l'articolo 260-bis non è più reato sanzionabile.
Sentenza Cassazione 25 ottobre 2017, n. 49056 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Ambito di applicazione - Articolo 1, Dlgs 231/2001 - Enti dotati di personalità giuridica - Società unipersonali - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 22 novembre 2011, n. 43108 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Applicazione - Ente pubblico che esercita attività economica - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 10 gennaio 2011, n. 234 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Rifiuti - Affidamento del servizio - Autorità d'ambito costituita in Spa - Applicazione della disciplina - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 21 luglio 2010, n. 28699 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Società mista pubblico-privata - Esercizio attività economica - Applicabilità della disciplina - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 16 luglio 2010, n. 27735 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001- Presupposti - Esclusione - Adozione e attuazione prima della commissione del fatto di un efficace modello organizzativo - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 22 aprile 2004, n. 18941 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Applicazione anche alle imprese individuali - Non sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 30 settembre 2019, n. 39952 Rifiuti - Gestione illecita rifiuti del cantiere navale miscelati con scarti edili - Nell’ambito di appalto e subappalto - Responsabilità del produttore e del detentore ex articolo 183 comma 1, lettera f) e articolo 188 comma 1 del Dlgs 152/2006 - Responsabilità congiunta produttore materiale e produttore giuridico - Sussistenza - Accordo contrattuale tra committente e appaltatore per la ripartizione degli oneri - Irrilevanza - Sussistenza - Sistema consolidato e ben articolato tra committente e appaltatore finalizzato al traffico illecito di rifiuti - Reato associazione per delinquere ex articolo 416 del Codice penale - Reato di attività organizzate per il traffico di illecito di rifiuti ex articolo 260 del Dlgs 152/2006 (ora articolo 452-quaterdecies del Codice penale) - Configurabilità - Sussistenza - Responsabilità amministrativa di enti ed imprese ex Dlgs 231/2001 - Assenza di motivazione giudiziale in ordine alla determinazione della sanzione amministrativa ex articoli 11 e 12, medesimo decreto - Rilevanza ai fini dell’annullamento della sanzione - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 25 febbraio 2013, n. 9079 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Assenza del profitto derivante dalla commissione del reato - Conseguenze - Non applicazione della sanzione amministrativa - Esclusione - Danno di lieve tenuità - Riduzione della sanzione
Sentenza Corte di Cassazione 17 marzo 2016, n. 11209 Responsabilità amministrativa organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sanzioni interdittive - Applicazione - Condizioni - Articolo 13, Dlgs 231/2001 - Profitto di rilevante entità - Quantificazione - Inclusione di vantaggi economici non immediati - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 15 settembre 2014, n. 37712 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Profitto del reato -Nozione - Più ampia di "utile netto" - Misure cautelari interdittive e reali - Cumulabilità
Sentenza Corte di Cassazione 21 marzo 2013, n. 13061 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Misure cautelari interdittive - Applicazione - Condizioni - Profitto di rilevante entità - Nozione di profitto - Corrispondenza alla nozione di profitto delle norme in materia di confisca - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 7 febbraio 2012, n. 4703 Responsabilità ex Dlgs 231/2001 - Sanzioni interdittive - Applicazione - Studi professionali organizzati in forma societaria
Sentenza Corte di Cassazione Sezioni Unite 2 luglio 2008, n. 26654 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001- Sequestro finalizzato alla confisca - Profitto del reato - Determinazione - Esclusione dell'utilità percepita dall'Ente pubblico danneggiato in esecuzione del contratto
Sentenza Corte di Cassazione 8 gennaio 2014, n. 326 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Misure interdittive - Revoca - Condizioni - Risarcimento del danno ed eliminazione delle conseguenze del reato - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 16 febbraio 2012, n. 6248 Responsabilità organizzazioni collettive ex Dlgs 231/2001 - Sanzione interdittiva - Revoca - Condizioni - Sussistenza contemporanea dei presupposti previsti dalla legge - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 17 luglio 2018, n. 33044 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Misure cautelari nei confronti dell'Ente - Sequestro preventivo disposto esclusivamente nei confronti dell'Ente - Articoli 19 e 53, Dlgs 231/2001 - Legittimità della impugnazione del provvedimento da parte della persona fisica autrice del reato-presupposto della responsabilità amministrativa dell'Ente - Insussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 12 febbraio 2018, n. 6742 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex Dlgs 231/2001 - Gestione illecita di rifiuti e traffico illecito di rifiuti - Articolo 25-undecies, comma 2, lettera b), n. 2 e 3 e lettera f), Dlgs 231/2001 - Sequestro preventivo per equivalente - Articoli 19 e 53, Dlgs 231/2001 - Oggetto - Pacchetto di beni aziendali - Nomina dell'amministratore giudiziario - Obbligatorietà - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 9 febbraio 2017, n. 6287 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Articolo 19, Dlgs 231/2001 - Confisca del profitto del reato presupposto - Imputazione solidaristica in capo a ciascun soggetto concorrente nel reato per l'intero ammontare del profitto - Legittimità
Sentenza Corte di Cassazione 10 gennaio 2017, n. 655 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Smaltimento, commercio, deposito incontrollato di rifiuti - Articolo 256, Dlgs 152/2006 - Sequestro preventivo del profitto del reato - Nozione di profitto - Vantaggio economico al netto di quanto conseguito per effetti di un rapporto sinallagmatico - Attività lecita ad oggetto Mps
Sentenza Corte di Cassazione 16 agosto 2016, n. 34900 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Profitto del reato-presupposto - Individuazione - Vantaggio economico di diretta e immediata derivazione causale dal reato-presupposto - Calcolo - Al netto dei costi sostenuti per ottenerlo - Illegittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 20 luglio 2016, n. 30995 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Articoli 19 e 53, Dlgs 231/2001 - Sequestro preventivo del profitto del reato-presupposto - Oggetto - Denaro o altre cose fungibili - Sequestro diretto - Obbligatorietà - Sussistenza - Sequestro per equivalente - Condizioni
Sentenza Corte di Cassazione 31 maggio 2016, n. 23013 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Sequestro del profitto del reato - Articolo 19, Dlgs 231/2001 - Nozione di profitto - Diretto beneficio ottenuto dall'illecito - Utilità conseguita in esecuzione di prestazioni contrattuali - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 4 novembre 2015, n. 47240 (data udienza) Responsabilità delle organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sequestro del profitto del reato - Determinazione del profitto - Contratti a prestazioni corrispettive - Esclusione dell'utilità eventualmente conseguita dal danneggiato dal reato - Legittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 27 ottobre 2015, n. 45519 (data udienza) Responsabilità amministrativa delle organizzazioni collettive - Sequestro preventivo ex articolo 19, Dlgs 231/2001 - Impugnazione - Soggetti legittimati - Curatore fallimentare - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 28 luglio 2015, n. 33226 Responsabilità amministrativa organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sequestro del profitto del reato - Articolo 19, Dlgs 231/2001 - Nozione di profitto - Diretto beneficio ottenuto dall'illecito - Utilità conseguita in esecuzione di prestazioni contrattuali - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 25 maggio 2015 n. 21646 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Articolo 19 - Impugnazione del curatore fallimentare - Illegittimità
Sentenza Corte di Cassazione 14 aprile 2015, n. 15249 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Sequestro del profitto del reato - Nozione di profitto - Ricorso a nozioni di "profitto netto" o "profitto lordo" - Inapplicabilità - Calcolo - Al netto dei costi sostenuti per ottenerlo - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione Sezioni Unite 18 settembre 2014, n. 38343 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Reati colposi - "Interesse" o "vantaggio" dell'ente - Riferimento alla condotta non all'esito antigiuridico - Necessità - Sicurezza sul lavoro - Dlgs 81/2008, articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione relativi al Dlgs 231/2001 - Codice penale, articolo 437 - Omissione dolosa di cautele antinfortunistiche
Sentenza Corte di Cassazione 13 giugno 2014, n. 25201 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sanzioni - Sequestro preventivo finalizzato alla confisca - Fallimento dell’ente - Conseguenze - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 26 maggio 2014, n. 21227 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sequestro preventivo del profitto del reato - Oggetto - Indifferentemente beni della società e beni dell'imprenditore - Possibilità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 5 maggio 2014, n. 18311 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex Dlgs 231/2001) - Tassatività reati-presupposto - Sussistenza - Applicazione del Dlgs 231/2001 ai reati tributari - Esclusione - Sequestro del profitto del reato funzionale alla confisca nei confronti dell'Ente - Illegittimità
Sentenza Corte di Cassazione 24 gennaio 2014, n. 3635 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Confisca - Profitto del reato-presupposto - Inclusione del reato nel catalogo dei reati presupposto previsti dalla legge - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 21 gennaio 2014, n. 2658 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sequestro preventivo dei beni finalizzato alla confisca - Domanda del Pubblico Ministero - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 19 giugno 2013, n. 26630 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sanzioni - Confisca del profitto del reato - Applicazione - Anche in caso di patteggiamento - Non inclusione nell'accordo tra le parti - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 4 giugno 2013, n. 24277 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Corruzione per l'ottenimento di un appalto pubblico - Sequestro finalizzato alla confisca - Profitto del reato - Determinazione - Esclusione dell'utilità percepita dall'Ente pubblico danneggiato in esecuzione del contratto
Sentenza Corte di Cassazione 10 gennaio 2013, n. 1256 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Tassatività delle fattispecie penali oggetto di responsabilità amministrativa delle imprese - Sussiste - Applicazione del Dlgs 231/2001 ai reati tributari - Esclusione - Sequestro preventivo funzionale alla confisca nei confronti dell'ente (articolo 322-ter C.p.) - Illegittimità
Sentenza Corte di Cassazione 9 ottobre 2012, n. 39840 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sanzioni - Confisca del prezzo o profitto del reato - Applicabilità obbligatoria - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 10 settembre 2012, n. 34505 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sequestro a fini di confisca del profitto del reato - Presupposti - Gravi indizi della responsabilità dell'ente - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 22 luglio 2012, n. 30085 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Applicazione anche alle imprese individuali - Non sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 28 aprile 2010, n. 16526 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Sanzioni - Confisca - Limiti - Parte del prezzo o profitto del reato che può essere restituita al danneggiato
Sentenza Corte di Cassazione 19 marzo 2009, n. 12147 Inquinamento delle acque destinato al consumo umano - Inerzia del Sindaco - Reato di omissione di atti di ufficio - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 20 febbraio 2009, n. 7718 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Presupposti - Insorgenza - Anche in caso di delitto tentato - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 23 novembre 2015, n. 46162 Responsabilità Organizzazioni collettive - Articolo 5, Dlgs 231/2001 - Associazione a delinquere - Reato presupposto ex articolo 24-ter Dlgs 231/2001 - Rilevanza autonoma - Sussistenza– Sequestro profitto ex articolo 19 Dlgs 231/2001 - Applicabilità
Sentenza Corte di Cassazione 30 settembre 2015, n. 39373 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Applicabilità - Estensione ai reati ambientali - Fatti commessi prima dell'entrata in vigore del Dlgs 121/2011 - Accertamento della prosecuzione degli illeciti - Necessità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 12 luglio 2019, n. 30634 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Sicurezza sul lavoro - Dlgs 81/2008 (N.d.R.: articolo 30) - Reato presupposto di lesioni colpose (articolo 590, Codice penale) in violazione delle norme antinfortunistiche - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Sanzioni amministrative - Prescrizione in cinque anni - Produzione degli effetti interruttivi della prescrizione ex articolo 22, Dlgs 231/2001 - Rinvio a giudizio nei confronti dell'Ente - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 14 febbraio 2019, n. 7123 Responsabilità amministrativa delle persona giuridiche - Dlgs 231/2001 - Illecito amministrativo dell'ente - Prescrizione dell'illecito - Interruzione della prescrizione - Condizioni - Articolo 22, Dlgs 231/2001 - Notifica del reato presupposto o richiesta di applicazione di una misura interdittiva - Sussistenza - Atto interruttivo nullo - Effetti sull'efficacia interruttiva della prescrizione - Indifferenza
Sentenza Corte di Cassazione 4 settembre 2018, n. 41012 Responsabilità amministrativa della persona giuridica - Dlgs 231/2001 - Sanzioni amministrative a carico dell'Ente - Prescrizione - Articolo 59 e articolo 22, commi 2 e 4, Dlgs 231/2001 - Atto interruttivo della prescrizione - Richiesta di rinvio a giudizio - Efficacia - Sussistenza - Atti processualmente nulli - Efficacia ai fini interruttivi della prescrizione - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 2 luglio 2018, n. 29617 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto di gestione illecita di rifiuti - Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 e articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Sanzione amministrativa a carico dell'ente - Prescrizione quinquennale - Articolo 22, Dlgs 231/2001 - Decorrenza - Interruzione della prescrizione per effetto della contestazione dell'illecito amministrativo - Decorrenza dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio - Legittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 7 luglio 2016, n. 28299 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Articolo 8, Dlgs 231/2001 - Responsabilità dell'ente anche in mancanza dell'individuazione dell'autore del reato presupposto - Sussistenza - Individuazione della categoria di appartenenza dell'autore dell'illecito, dirigente o dipendente - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 30 aprile 2015, n. 18257 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex Dlgs 231/2001 - Prescrizione quinquennale - Atti interruttivi della prescrizione - Emissione richiesta di rinvio a giudizio - Insufficienza - Notifica dell’atto – Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 20 settembre 2012, n. 35999 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Presupposti - Adozione di efficace modello organizzativo idoneo a prevenire commissione del reato presupposto - Onere probatorio - A carico della persona giuridica - Sussiste
Sentenza Consiglio di Stato 2 settembre 2015, n. 35818 Responsabilità amministrativa organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Configurabilità - Anche se l’autore del reato è assolto per non avere commesso il fatto - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 29 gennaio 2020, n. 3731 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Reato di lesioni colpose al lavoratore in violazione delle norme antinfortunistiche - Articolo 589, Codice penale - Illecito amministrativo a carico dell'ente - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Configurabilità della responsabilità dell'Ente - Reato-presupposto commesso nell'interesse o a vantaggio dell'Ente - Individuazione dell’interesse o vantaggio - Risparmio sui costi di consulenza, sugli interventi strumentali, sulla formazione e informazione del personale, velocizzazione della manutenzione e risparmio sul materiale di scarto - Rilevanza - Sussistenza - Valutazione sulla mancanza o inefficacia del modello organizzativo - Articolo 6, Dlgs 231/2001, articolo 30, Dlgs 81/2008 - Efficacia del Documento di valutazione dei rischi - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 9 dicembre 2019, n. 49775 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto - Infortunio occorso a lavoratore durante operazione di carico di conglomerato bituminoso - Reato di lesioni colpose per violazione norme di sicurezza sul lavoro ex articolo 590, Codice penale - Delega in materia di sicurezza - Articolo 16, Dlgs 81/2008 - Mancata prova dell'esistenza - Conseguenze - Responsabilità del datore di lavoro - Sussistenza - Responsabilità dell'Ente - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Interesse o vantaggio dalla violazione delle norme antiinfortunistiche - Articolo 5, Dlgs 231/2001 - Prova dell'esistenza dell'interesse o vantaggio - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 2 dicembre 2019, n. 48779 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex Dlgs 231/2001 - Lesione colpose al lavoratore per violazione di norme antinfortunistiche - Articolo 590, Codice penale - Omessa redazione del documento di valutazione dei rischi e mancata formazione del lavoratore - Articoli 28 e 37, Dlgs 81/2008 - Responsabilità dell'Ente - Articolo 25-septies DIgs 231/2001 - Interesse o vantaggio - Articolo 5, Dlgs 231/2001 - Reati colposi - Non volizione dell'evento - Irrilevanza - Condotta causata da scelte rispondenti all'interesse dell'Ente o finalizzare all'ottenimento di un vantaggio - Sufficienza
Sentenza Corte di Cassazione 31 ottobre 2019, n. 44399 Responsabilità amministrativa delle società - Dlgs 231/2001 - Infortunio del lavoratore per violazione delle norme antinfortunistiche - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Macchinari non conformi alle disposizioni di sicurezza e infortunio mortale del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Articoli 70 e 87, Dlgs 81/2008 e articolo 589, Codice penale - Sussistenza - Responsabilità amministrativa dell'ente - Interesse o vantaggio - Risparmio di spesa conseguente alla mancata adozione delle disposizioni di sicurezza sui macchinari - Configurabilità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 28 ottobre 2019, n. 43656 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Sicurezza sul lavoro - Preposto - Compiti e responsabilità - Articoli 19, comma 1 e 56, comma 1, lettera e), Dlgs 81/2001 - Omessa vigilanza per assicurare l'osservanza delle norme antinfortunistiche - Conseguenze - Omicidio colposo del lavoratore - Responsabilità dell'Ente - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Accertamento giudiziale dell'esistenza del modello organizzativo - Articolo 6, Dlgs 231/2001 - Necessità - Sussistenza - Verifica della conformità del modello alle norme e della sua attuazione efficace - Necessità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 27 settembre 2019, n. 39741 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Omicidio colposo per violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro - Responsabilità della società - Articoli 5 e 25-septies, Dlgs 231/2001 - Violazione obblighi di prevenzione - Articolo 96, Dlgs 81/2008 - Interesse o vantaggio dell'ente nei reati colposi - Configurabilità - Violazione sistematica delle norme antifortunistiche con intento di conseguire un risparmio di spesa - Definizione di lavoratore - Articolo 2, comma 1, lettera a), Dlgs 81/2008 - Presupposti - Svolgimento dell'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione del datore di lavoro - Tipologia di rapporto contrattuale - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 8 luglio 2019, n. 29538 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Responsabilità per reato colposo derivante da violazione di norme antinfortunistiche - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Criteri di imputazione dell'ente - Articolo 5, Dlg 231/2001 - Violazione della regola antinfortunistica al fine di ottenere un vantaggio indipendentemente dalla volizione dell'evento dannoso - Legittimità - Sussistenza - Adozione di un modello organizzativo idoneo a prevenire il reato-presupposto (NdR: articolo 30, Dlgs 81/2008) - Necessità - Sussistenza - Mancata applicazione del modello organizzativo - Articolo 6, Dlgs 231/2001 - Responsabilità - Sussistenza
Ordinanza Tribunale di Trani 7 maggio 2019 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Procedimento a carico dell’Ente - Morte o lesioni colpose a causa di violazione di norme sulla sicurezza sul lavoro - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Risarcimento della vittima del reato - Costituzione di parte civile nel processo a carico della persona giuridica - Articolo 36, Dlgs 231/2001 - Ammissibilità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 9 aprile 2019, n. 15335 Sicurezza sul lavoro – Cantiere temporaneo – Morte del lavoratore dell'impresa subappaltatrice - Caduta da un trabattello senza protezioni - Responsabilità del datore di lavoro dell'impresa subappaltante ex articolo 90 e seguenti, Dlgs 81/2008 - Omicidio colposo ex articolo 589, Codice penale - Sussistenza – Responsabilità amministrativa dell'impresa ex articoli 5 e 25-septies, Dlgs 231/2001- Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 25 marzo 2019, n. 12876 Sostanze pericolose – Trasporto – Attività di bonifica delle cisterne utilizzate e contaminate da rifiuti pericolosi – Infortuni mortali e non dei lavoratori dell’impresa appaltatrice esecutrice dei lavori – Reati di omicidio colposo aggravato e lesioni personali ex articoli 589 e 590, Codice penale – Responsabilità dei datori di lavoro delle imprese committenti – Sussistenza – Violazione degli obblighi generali di sicurezza ex articolo 2087, Codice civile – Sussistenza – Omessa valutazione dei rischi derivanti da interferenze e connessa attività di coordinamento e cooperazione ex articolo 26, Dlgs 81/2008 – Violazione dell’obbligo di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici - Articoli 2087 e 2050, Codice civile, articolo 26, Dlgs 81/2008 – Per omessa verifica delle necessarie autorizzazioni alle attività di gestione rifiuti (articolo 208, Dlgs 152/2006) – Culpa in eligendo - Sussistenza – Posizione di garanzia del produttore dei rifiuti ex articolo 183, Dlgs 152/2006 quale soggetto cui sia giuridicamente riferibile la produzione dei rifiuti (cd. produttore giuridico) – Sussistenza – Responsabilità amministrativa delle imprese ex articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 – Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 5 marzo 2019, n. 9454 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Sanzione amministrativa per reato presupposto di lesioni colpose per violazione norme in materia di infortuni sul lavoro (N.d.R: articolo 590, Codice penale) - A causa di mancanza di conformità delle attrezzature di lavoro (articolo 71, Dlgs 81/2008) - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Adozione ex post di un modello organizzativo idoneo a prevenire il reato presupposto - Articolo 6, Dlgs 231/2001 - Effetti - Modulazione dell'entità della sanzione amministrativa per l'Ente - Legittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 7 novembre 2018, n. 50296 Responsabilità amministrativa delle organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Lesioni colpose gravissime commesse con violazione delle norme su tutela di salute e sicurezza sul lavoro - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Prescrizione del reato presupposto
Sentenza Corte di Cassazione 24 settembre 2018, n. 40931 Responsabilità delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Utilizzo di macchinario non rispondente alle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro - Interesse o vantaggio della società - Configurabilità - Accelerazione dei tempi di produzione e risparmio di spesa- Sussistenza - Assenza di un modello organizzativo - Articolo 5, Dlgs 231/2001 - Responsabilità dell'ente - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 9 agosto 2018, n. 38363 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Responsabilità dell'Ente per delitti colposi contro l'incolumità della persona in violazione di norme antinfortunistiche - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Presupposti - Interesse o vantaggio dell'Ente ex articolo 5, Dlgs 231/2001 - Configurabilità - Violazione plurima e sistematica anche colposa delle norme antinfortunistiche - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 21 maggio 2018, n. 22468 Responsabilità amministrativa organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto di lesioni colpose per effetto di violazione normativa antinfortunistica ex articolo 590, Codice penale - Articolo 25-septies, Dlgs 231/2001- Declaratoria di prescrizione del reato - Accertamento autonomo della responsabilità dell'Ente - Articolo 8, Dlgs 231/2001 - Presupposti - Verifica incidentale della sussistenza del fatto di reato - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 18 maggio 2018, n. 22013 Sicurezza sul lavoro – Infortunio lavoratore – Lesioni colpose ex articolo 590, Codice penale – Lavori edili – Responsabilità del committente - Omessa verifica idoneità tecnico-professionale dell’impresa appaltatrice - Articoli 26 e 36, Dlgs 81/2008 - Sussistenza - Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche – Articoli 5 e 25-septies, Dlgs 231/2001 – Per assenza di modello organizzativo - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 20 luglio 2016, n. 31210 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Lesioni colpose ex articolo 25-septies - Assenza presidi sicurezza ex articoli 290, 291 Dlgs 81/2008- Gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, Dlgs 152/2006 - Interesse/vantaggio Ente ex articolo 5, Dlgs 213/2001 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 14 giugno 2016, n. 24697 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche -Dlgs 231/2001 - Negligenza ed omessa vigilanza ex articolo 18, Dlgs 81/2008 - Lesioni colpose ex articolo 25-septies Dlgs 231/2001 - Sussistenza - Interesse/vantaggio di cui all’articolo 5 Dlgs 231/2001 - Riferimento alla condotta non all’esito - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 21 gennaio 2016, n. 2544 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Lesioni lavoratore ex articolo 589 C.p. - Mancata adozione modello organizzativo ex articolo 5, Dlgs 231/2001 – Violazione norme antinfortunistiche - Responsabilità Ente ex articolo 25-septies, Dlgs 231/2001 - Sussistenza
Sentenza Cassazione 16 luglio 2015, n. 31003 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Lesioni colpose ex articolo 25-septies – Sussistenza – Interesse/vantaggio di cui all’articolo 5 Dlgs 231/2001 – Risparmio spesa e tempo – Fondatezza
Sentenza Corte di Cassazione 28 aprile 2015, n. 18073 Sicurezza sul lavoro – Morte lavoratore – Luogo di lavoro – Spazio preposto alla pausa - Estensione - Omissione misure prevenzione e protezione - Responsabilità datore ex articolo 18, Dlgs 81/2008 e 25-septies, Dlgs 231/2001 - Omicidio colposo ex articolo 589 Codice penale - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione, 25 febbraio 2015, n. 8531 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Articolo 25-septies - Reato presupposto - Lesioni ex articolo 590 Codice penale - Inferiori a 40 giorni - Insussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 16 ottobre 2013, n. 42503 Sicurezza sul lavoro - Lesioni colpose per violazione normativa sulla sicurezza - Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sanzione interdittiva - Applicazione obbligatoria - Sussistenza
Sentenza Corte di Giustizia Ue 12 luglio 2012, causa C-79/11 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Risarcimento danni - Domanda - Nell'ambito del procedimento penale - Esclusione - Contrasto con la decisione quadro 2001/220/GAI – Non sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 27 gennaio 2020, n. 3157 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Scarico di acque reflue industriali autorizzato - Superamento dei limiti tabellari - Responsabilità penale - Articolo 137, comma 5, Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Responsabilità della società per reato presupposto commesso dal dipendente - Articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Condizioni - Commissione del reato nell'interesse o vantaggio della società - Necessità - Sussistenza - Applicabilità anche ai reati colposi - Sussistenza - Interesse o vantaggio nei reati colposi - Risparmio economico e ottimizzazione dei tempi produttivi
Sentenza Corte di Cassazione 15 gennaio 2020, n. 1420 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Attività di recupero rifiuti speciali non autorizzata - Articolo 256, Dlgs 152/2006 e articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto - Articolo 131-bis del Codice penale - Applicabilità all'Ente - Articolo 8, Dlgs 231/2001 - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 16 luglio 2019, n. 31232 Rifiuti - Traffico organizzato di rifiuti speciali non pericolosi abbandonati - Articolo 260, Dlgs 152/2006, ora articolo 452-quaterdecies, Codice penale - Abbandono nel cantiere di rifiuti misti di attività da costruzione e demolizione - Qualificazione come sottoprodotti - Esclusione - Mancanza dei requisiti di legge - Responsabilità penale - Sussistenza - Responsabilità amministrativa della società per reato degli amministratori - Articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Mancanza del modello organizzativo - Responsabilità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 5 luglio 2019, n. 29417 Inquinamento ambientale – Delitto – Articolo 452-bis, C.p. - Requisito della "abusività" della condotta – Mancata osservanza delle prescrizioni imposte in un progetto di bonifica - Sussistenza - Responsabilità "231" delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni – Inquinamento ambientale qualificato come reato presupposto – Articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 6 maggio 2019, n. 18842 Rifiuti – Pastazzo di agrumi in parte fresco e in parte fermentato - Deposito incontrollato su area agricola – Qualifica come sottoprodotto – Articolo 184-bis, Dlgs 152/2006 – Articolo 2, Dm 264/2016 – Insussistenza – Reato di gestione non autorizzata di rifiuti – Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 – Sussistenza – Responsabilità amministrativa 231 – Mancata dimostrazione della previa adozione di un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire il reato ambientale – Articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 24 febbraio 2017, n. 9132 Rifiuti - Registro di carico e scarico - Tenuta presso luogo diverso dall'impianto di gestione dei rifiuti - Sanzione "diretta" - Articolo 258, comma 2, Dlgs 152/2006 - Non applicabile - Articolo 256, comma 4, Dlgs 152/2006 - Inosservanza delle prescrizioni autorizzative - Applicabilità - Responsabilità amministrativa dell'organizzazione ex Dlgs 231/2001 - Articolo 25-undecies - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 10 settembre 2018, n. 40220 Rifiuti - Attività di trasformazione di bombole di gas in rottami ferrosi - Modificazioni che rendono gli oggetti suscettibili di utilizzo diverso rispetto a quello originario - Configurabilità di operazioni di gestione di rifiuti (recupero) ex articolo 183, comma 1, lettera n), Dlgs 152/2006 - Sussistenza - In assenza di specifica autorizzazione di bonifica degli oggetti - Reato di gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, comma 1, lettera a), Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Emissione in atmosfera dei gas provenienti dalle bombole - Reato di getto pericoloso di cose ex articolo 674, Codice penale - Per molestie provocate dai gas a prescindere dal superamento di eventuali limiti ex lege - Sufficienza del superamento del limite di normale tollerabilità ex articolo 844, Codice penale - Sussistenza - Integrazione dell’illecito - Sussistenza - Responsabilità amministrativa Ente - Articolo 25-undecies, Dlgs 231/2001 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 11 ottobre 2019, n. 41979 Sicurezza sul lavoro - illeciti aninfotunistici - Sanzioni - Reato contravvenzionale ex articoli 21 e 24 del Dlgs 758/1994 - Ente che paga per l'illecito amministrativo del soggetto apicale - Legittimità - Sussistenza - Obbligo solidale - Insussistenza - Responsabilità pecuniaria del datore di lavoro connessa con quella dell'autore dell'illecito - Ricognizione delle fattispecie legali - Pagamento con l'autore salvo rivalsa ex articolo 6 commi 3 e 4 legge 689/1981 - Responsabilità per i danni cagionati dai propri dipendenti ex articolo 2049 del Codice civile - Pagamento sanzione pecuniaria inflitta al soggetto apicale insolvente ex articolo 179 del C.p.
Sentenza Corte di Cassazione 1° agosto 2016, n. 33629 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Lesioni colpose ex articolo 25-septies - Inerzia datore di lavoro ex articolo 71, Dlgs 81/2008 - In caso di assenza di carenze organizzative e di presenza di personale - Configurabilità - Insussistenza
Sentenza Cassazione 17 marzo 2016, n. 11442 Responsabilità Organizzazioni collettive – Articolo 29, Dlgs 231/2001 - Vicende modificative dell’Ente - Fusione – Reato presupposto ex articolo 24, Dlgs 231/2001 ad opera della società incorporata - Responsabilità società incorporante- Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 15 novembre 2012, n. 44824 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Sanzioni - Società fallita - Applicabilità - Sussiste - Fallimento - Equiparazione alla morte del reo - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 7 ottobre 2019, n. 41082 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Estinzione della società fisiologica e non fraudolenta - Chiusura del procedimento penale a carico dell'ente - Legittimità - Sussistenza - Applicazione delle regole processuali previste per l'imputato - Articolo 35, Dlgs 231/2001 - Equiparazione dell'estinzione della società alla morte dell'imputato - Sussistenza
Sentenza Cassazione 7 settembre 2017, n. 40712 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Rappresentante legale imputato - Incompatibilità nomina difensore Ente ex articolo 39, Dlgs 231/2001 - Pacificità - Applicazione a Ente disposizioni imputato ex articolo 35, Dlgs 231/2001 - Sussistenza - Articolo 106 C.p.p. - Medesimo Difensore Ente e imputato - Incompatibilità
Sentenza Corte Costituzionale 18 luglio 2014, n. 218 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Procedimento - Citazione dell'ente quale responsabile civile - Esclusione - Illegittimità costituzionale - Non sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 21 dicembre 2015, n. 50102 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Imputato del reato-presupposto - Possibilità di impugnazione della sentenza relativa alla responsabilità dell'Ente - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 21 novembre 2013, n. 46369 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Misure interdittive nei confronti dell’Ente - Esclusione - Dimissioni del management colpevole del reato - Insufficienza - Dimostrazione di avere mutato organizzazione aziendale - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 20 aprile 2011, n. 15657 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 – Applicazione anche alle imprese individuali – Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 14 ottobre 2015, n. 41354 Responsabilità amministrativa organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Confisca del profitto del reato - Ammissione dell'ente a procedura concorsuale - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 7 marzo 2013, n. 10903 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Ordinanza cautelare applicazione sanzione interdittiva nei confronti dell'ente - Motivazione per relationem - Richiamo alla ordinanza cautelare disposta nei confronti del manager dell'impresa - Carenza di motivazione - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 17 aprile 2019, n. 16598 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Reati colposi di evento commessi da dipendenti o amministratori - Violazione di norme antinfortunistiche - Articoli 111 e 115, Dlgs 81/2008 - Configurabilità della reato - Interesse o vantaggio dell'Ente - Articolo 5, Dlgs 231/2001 - Morte o lesioni del dipendente in conseguenza della violazione delle norme antinfortunistiche (ex articoli 589 e 590 Codice penale) - Riferimento alla condotta e non all’evento - Legittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 16 aprile 2018, n. 16713 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Omicidio colposo ex articolo 589, C.p. - Integrazione - Violazione norme antinfortunistiche ex articolo 148, Dlgs 81/2008 - Colpa di organizzazione ex articolo 5, Dlgs 231/2001 - Vantaggio per l’Ente quale riduzione costi - Sussistenza
Sentenza Cassazione 15 novembre 2017, n. 52129 Responsabilità amministrativa persone giuridiche – Dlgs 231/2001 – Reato presupposto - Lesione occorsa a lavoratore ex articolo 590, Codice penale - Attività di carico e scarico di cassoni metallici - Violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro ex Dlgs 81/2008 – Omessa adozione dispositivi antinfortunistici – Interesse società ex articolo 5, Dlgs 231/2001 – Risparmio economico su oneri antinfortunistici - Sussistenza - Modello organizzativo ex articolo 6, Dlgs 231/2001 (ed articolo 30, Dlgs 81/2008) – Assenza – Responsabilità Ente - Sussistenza
Sentenza Cassazione 13 ottobre 2016, n. 43271 Responsabilità amministrativa persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto - Lesioni colpose - Articolo 590 C.p. - Commissione nell'interesse o a vantaggio dell'ente ex articolo 5, Dlgs 231/2001- Negligenza occasionale persona fisica - Responsabilità Ente - Insussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 8 luglio 2016, n. 28557 Responsabilità amministrativa persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Criteri di imputazione oggettiva della responsabilità dell'ente - Articolo 5, Dlgs 231/2001 - Reato-presupposto - Lesioni colpose - Commissione nell'interesse o a vantaggio dell'ente - Riferimento alla condotta e non all'evento
Sentenza Corte di Cassazione 29 ottobre 2015, n. 43689 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Elemento del vantaggio ex articolo 5 - In caso di profitto solo fortuito ex articolo 5 Dlgs 231/2001 - Vantaggio fortuito - Insussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 2 dicembre 2014, n. 50320 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Presupposti - Reato commesso dal management - Estraneità dell’ente al reato-presupposto - Condizioni - Diversità degli organi amministrativi che nel tempo rappresentano l’ente - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 15 aprile 2014, n. 16359 Responsabilità delle persone giuridiche ex Dlgs 231/2001 - Sequestro preventivo beni dell’Ente costituenti profitto del reato - Condizioni - Interesse o vantaggio dal reato -presupposto concorrente con quello dei manager - Sufficienza
Sentenza Corte di Cassazione 4 marzo 2014, n. 10265 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Configurabilità - Prova del vantaggio dell'ente per effetto del reato presupposto - Sufficienza - Impossibilità di determinare l'effettivo interesse ex ante alla consumazione dell'illecito - Irrilevanza
Sentenza Corte di Cassazione 15 ottobre 2012, n. 40380 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Scrutinio della responsabilità dell'ente - Presupposti - Verifica della non idoneità del modello organizzativo adottato - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 20 giugno 2011, n. 24583 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Società capogruppo - Responsabilità - Condizioni
Sentenza Corte di Cassazione 17 settembre 2009, n. 36083 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Presupposti - Esclusione - Adozione e attuazione di un efficace modello organizzativo - Necessità
Sentenza Corte di Cassazione 9 aprile 2014, n. 15904 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001- Valutazione responsabilità autori materiali del reato-presupposto - Ricusazione del Giudice che si è pronunciato sulle misure interdittive a carico dell'ente - Legittimità
Sentenza Corte di Cassazione 20 luglio 2018, n. 34293 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Incentivi per energia da fonti rinnovabili - Serre fotovoltaiche - Truffa ai danni dello Stato - Misure cautelari - Sequestro impeditivo degli impianti - Articolo 322, comma 1, Codice di procedura penale - Applicabilità - Sussistenza - Conflitto col sequestro ex articolo 53, Dlgs 231/2001 - Esclusione - Profitto del reato sequestrabile - Articolo 53, Dlgs 231/2001 - Importo risultante dalla differenza tra incentivo erogato e utilità derivante dalla vendita dell'energia prodotta
Sentenza Corte di Cassazione Sezioni Unite 17 marzo 2015, n. 11170 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive — Dlgs 231/2001 - Sequestro ex articolo 53 - Impugnazione - Legittimità curatore fallimentare - Negata - Competenza giudice penale
Sentenza Corte di Cassazione 12 giugno 2019, n. 25977 Sicurezza sul lavoro - Responsabilità del datore di lavoro - Delega di funzioni - Articolo 16, Dlgs 81/2008 - Condizioni e Limiti - Obbligo del datore di lavoro di vigilare sul corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite - Presunzione di adempimento dell’obbligo di vigilanza in caso di preventiva adozione ed efficace attuazione di modello di organizzazione e gestione (Ndr: articolo 6, Dlgs 231/2001 - Subordinazione della presunzione ad adeguatezza ed efficacia del modello nonché ad avvenuto suo adeguamento ove necessario - Articolo 30, Dlgs 81/2008 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 13 settembre 2017, n. 41768 Responsabilità amministrativa delle organizzazioni - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto - Integrazione - Modello organizzativo ex articolo 6, Dlgs 231/2001 - Assenza - Modello Iso 9001 - Valore di equivalenza - Insussistenza - Responsabilità Ente - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 16 aprile 2014, n. 16665 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Gestione non autorizzata di rifiuti - Sequestro veicolo usato per commettere l'illecito - Condizioni - Previa valutazione estraneità della società al reato commesso dal manager - Necessità
Sentenza Tribunale di Roma 20 marzo 2018 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Responsabilità dell'Ente per reato presupposto commesso dall'amministratore - Redazione del modello organizzativo ex post - Conseguenze - Applicazione all'Ente della sanzione amministrativa su richiesta - Articolo 63, Dlgs 231/2001 - Possibilità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 28 ottobre 2016, n. 45472 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto - Applicazione della pena su richiesta - Articolo 444, C.p.p. e articolo 63, Dlgs 231/2001 - Sanzioni interdittive a carico dell'Ente - Applicazione del Giudice in violazione dell'accordo tra le parti - Illegittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 15 marzo 2019, n. 11518 Acque - Scarico di acque reflue industriali - Autorizzazione - Articolo 124, Dlgs 152/2006 - Assenza - Sostituzione con equipollenti quali pareri o nulla osta dei servizi comunali - Esclusione - Esercizio di scarico senza autorizzazione - Responsabilità penale - Articolo 137, comma 2, Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Responsabilità della società per reato presupposto dell'amministratore - Non punibilità dell'autore del reato per particolare tenuità del fatto - Articolo 131-bis, Codice penale - Conseguenza - Esclusione automatica della responsabilità dell'Ente - Articolo 8, Dlgs 231/2001 - Insussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 28 febbraio 2018, n. 9072 Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex Dlgs 231/2001 - Reato presupposto - Gestione illecita di rifiuti - Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Non punibilità della persona fisica per speciale tenuità del fatto - Articolo 131-bis, Codice penale - Effetti - Articolo 8, Dlgs 231/2001 - Estensione alla responsabilità dell'Ente - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 10 luglio 2015, n. 29512 Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto e responsabilità dell'ente - Autonomia delle condanne sotto il profilo processuale - Sussistenza - Individuazione dell'autore del reato presupposto - Necessità - Esclusione

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