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Timestamp: 2018-09-19 03:28:00+00:00

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7 Novembre 2007 | Commercialista Telematico
Iva auto, necessario memorizzare i dati
Chiusa la partita del rimborso telematico per l’Iva auto (il termine è scaduto il 22 ottobre scorso) e prima di riporre i fascicoli, i contribuenti e i loro consulenti sono chiamati a memorizzare i dati raccolti ed elaborati in relazione ad ogni singola autovettura. Sulla base della circolare dell’Agenzia n. 55/E del 12 ottobre, infatti, per il corretto inquadramento delle operazioni di rivendita occorre un dettagliato identikit fiscale delle auto possedute, che tenga conto della data di acquisto del veicolo, della detrazione operata, dell’eventuale richiesta di rimborso, nonché del periodo in cui interviene la vendita. Il criterio generale – desumibile dalla circolare e dalle regole comunitarie ricordate nella sentenza della Corte di Giustizia C-291/92 – è costituito dal cosiddetto principio di simmetria, in virtù del quale l’imponibile delle operazioni di rivendita dei beni non interamente destinati a scopo professionale, si determina in rapporto all’ammontare del tributo per il quale si è cercato il diritto di detrazione, in via ordinaria ovvero con le particolari regole del rimborso.
G. Gavelli – R. Zavatta, Iva auto, cessioni variabili, in Il Sole 24 Ore, 7/11/07, pag. 29
Auto in garanzia, Iva detraibile
L’Iva per le riparazioni delle auto in garanzia è detraibile. Un punto a favore delle case automobilistiche è segnato dalla sentenza della Commissione tributaria provinciale di Roma 421/4/07, depositata lo scorso 25 ottobre 2007, che ha bocciato la ripresa a tassazione dell’Iva detratta dalle case automobilistiche sulle fatture presentate dai concessionari per le riparazioni per i difetti delle autovetture emersi nel periodo di garanzia. Nel caso affrontato dalla sentenza era in questione l’anno 1998 e oggetto delle attenzioni del Fisco era stata la Ford Italia Spa, con un debito di imposta individuato nell’avviso di accertamento per 5,8milioni di euro e 7,3 milioni a titolo di interessi e sanzioni.
Antonio criscione, Sulle riparazioni in garanzia imposta detraibile, in Il Sole 24 Ore, 7/11/07, pag. 29
Associazioni Comuni, rimborsi non rilevanti
Il rimborso delle spese relative al funzionamento degli organi di un’associazione tra Comuni non sono rilevanti ai fini Iva. Viceversa, il corrispettivo riconosciuto al comune capofila per lo svolgimento dello specifico servizio svolto in forma associata deve essere assoggettato a Iva. La precisazione giunge dalla risoluzione n. 314/E dell’agenzia delle Entrate. Secondo la risoluzione, le associazioni tra Comuni sono enti di diritto privato che pongono in essere un’attività priva dei connotati dell’autoritatività, sulla base di libere scelte discrezionali dei singoli enti locali. Ciò comporta, nell’assunzione delle Entrate, l’inapplicabilità dell’esclusione da Iva, sancita in via generalizzata dall’attuale articolo 13 della direttiva comunitaria n. 112 del 2006, a mente del quale gli enti di diritto pubblico non sono soggetti passivi per le attività che esercitano in quanto pubbliche autorità.
Luigi Lovecchio, Associazioni di Comuni, regole Iva differenziate, in Il Sole 24 Ore, 7/11/07, pag. 30
Fisco-chiesa, Bruxelles chiede informazioni
Una nuova richiesta di informazioni è partita dalla Commissione europea all’indirizzo dell’Italia per le agevolazioni fiscali di cui beneficiano enti ecclesiastici, ma anche altre società miste a fini non esclusivamente commerciali. Fonti comunitarie rivelano che le richieste dell’Antitrust comunitario riguardano la riduzione del 50% dell’imposta sulle società (Ires), le esenzioni sull’Ici e su imposte dirette dai redditi da fabbricato concesse a enti religiosi e non profit. L’iniziativa dell’Ue è scattata in risposta a denunce da parte di operatori italiani in campo turistico-alberghiero e della sanità. Gli uffici del commissario europeo hanno precisato che per ora non si tratta di un’inchiesta formale per aiuti di Stato.
Enrico Brivio, Chiesa e Fisco, Bruxelles rilancia, in Il Sole 24 Ore, 7/11/07, pag. 32
L’esterovestizione aggira le norme convenzionali e sfugge all’interpello; sia a quello ordinario che a quello disapplicativo; solo in sede di eventuale accertamento sarà possibile addurre le prove contrarie ammesse dalla norma; la risoluzione n. 312/E del 5 novembre 2007 rafforza sostanzialmente la presunzione di residenza in Italia contenuta nel comma 5-bis dell’articolo 73 del Tuir, che riporta sotto imposizione nazionale le società formalmente non residenti con alcune caratteristiche di controllo ben delineate. Nel caso preso in esame è una società di holding olandese a proporre l’istanza di interpello per conoscere il parere delle entrate in ordine alla applicabilità dell’istituto dell’esterovestizione alla propria situazione.
Alessandro Felicioni, Esterovestizione, interpelli difficili, in Italia Oggi, 7/11/07, pag. 38
Indagini bancarie per 700 società
Le indagini finanziarie avviate nei primi dieci mesi del 2007 dagli uomini dell’Agenzia delle entrate riguardano 5.841 persone fisiche e 695 società. A cui si sommano, a istruttoria più avanzata, 890 richieste di documenti relativi a persone fisiche e 72 a società. Per un totale di 7.513 richieste di indagini attivate tramite posta elettronica certificata e inviate a circa 581 operatori. Il dato complessivo è stato declinato ieri dal direttore dell’Agenzia delle entrate, massimo Romano, nel corso dell’audizione davanti alla commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.
Antonella Gorret, Indagini bancarie per 695 imprese, in Italia Oggi, 7/11/07, pag. 39
Deduzioni Irap incompatibili con cuneo fiscale
Attenzione agli effetti collaterali del cuneo fiscale. L’utilizzo può infatti far perdere le altre deduzioni Irap sul costo del personale e, in particolari ipotesi, consentire l’accesso a riduzioni della base imponibile precedentemente non dovute. L’applicazione delle nuove disposizioni relative al cuneo fiscale devono quindi essere attentamente esaminate alla luce dell’alternatività delle stesse con le altre deduzioni già esistenti in materia di personale dipendente. L’alternatività fra l’uso del cuneo Irap e le altre deduzioni contenute nell’art. 11 del dlgs 446/1997 è sancita dal comma 4-septies. Ciò sta a significare che l’utilizzo delle disposizioni relative alla deduzione forfetaria di euro 5.000 o 10.000 nonché la deduzione dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato esclude la possibilità di utilizzare anche le altre deduzioni Irap.
Andrea Bongi, Cuneo fiscale, attenzione agli effetti collaterali, in Italia Oggi, 7/11/07, pag. 39
Allarme Inps, critiche dal presidente
Secondo il presidente dell’Inps, Gian Paolo Sassi, la stima di 3,5 miliardi di risparmi previsti nel Ddl dalla razionalizzazione degli enti previdenziali pone diversi problemi. Unificare le sedi, è stato il suo ragionamento non è a costo zero. Altra critica sull’eccessiva generosità nell’aver indicato un tasso di sostituzione pensionistico del 60%, che è una contraddizione rispetto al contributivo. L’ulteriore rinvio dei coefficienti di trasformazione al 2010 suscita preoccupazioni sulla tenuta dei conti nel medio e lungo periodo visto anche l’aumento della speranza di vita che ha visto negli ultimi anni un’impennata. Allarme spesa anche sul capitolo usuranti: l’eliminazione del tetto dei 5mila è cosa ragionevole perché si è creato un diritto soggettivo che non può essere compreso in base alle risorse, ma se il numero sarà superiore bisogna rivedere i conti.
Giorgio Pogliotti, Allarme Inps sul welfare: Mette a rischio i conti, in Il Sole 24 Ore, 7/11/07, pag. 2
Aspettativa per “famiglia”, fissate le regole
E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale di ieri (la n. 258 del 6 novembre) il decreto del ministero del Lavoro del 31 agosto che regola la facoltà di riscatto dei periodi i aspettativa per motivi di famiglia. Il provvedimento, che adegua le tariffe, stabilisce che i dipendenti del settore pubblico e privato che esercitano la facoltà devono comprovare per i periodi di aspettativa anteriori al 31 dicembre 1996 e nell’ambito dello svolgimento del rapporto di lavoro subordinato la ricorrenza dei gravi motivi di famiglia.
Fissate le regole sul riscatto dell’aspettativa per motivi familiari, in Il Sole 24 Ore, 7/11/07, pag. 32
Carta di soggiorno con tempi certi
Tempi certi sul rilascio della carta di soggiorno. La questura deve provvedervi entro 90 giorni dalla richiesta, pena la condanna per ritardo nell’azione amministrativa. Il principio, estensibile anche ad altri tipi di certificazioni, è arrivato dal tar Puglia che nella sentenza n. 2592/2007 ha condannato per questi motivi la questura di Bari, a nulla valendo quale giustificazione il ritardo nella trasmissione della documentazione da parte delle Poste. E’ opportuno ricordare che in mancanza di specifica previsione di termini, il rilascio della carta di soggiorno deve avvenire entro 90 giorni dalla richiesta. Ufficio preposto e responsabile al rilascio della carta di soggiorno è il ministero dell’Interno. Il ritardo delle Poste, pertanto, non giustifica il blocco della macchina amministrativa.
Daniele Cirioli, Tempi certi per i permessi, in Italia Oggi, 7/11/07, pag. 41
Controversie, l’Inail prova a ridurre i tempi
L’Inail prova a tagliare i tempi per la soluzione delle controversie sulle classificazioni tariffarie. Dal prossimo mese di dicembre entrerà in vigore per tutto il territorio nazionale un sistema virtuale di gestione del contenzioso amministrativo, che promette meno carta e la continua disponibilità delle informazioni online. Non solo; ma al fine proprio di evitare l’instaurarsi di un contenzioso ha introdotto un tentativo obbligatorio di composizione della controversia. Lo rende noto l’istituto assicuratore nella nota protocollo n. 8361 del 31 ottobre.
Carla De Lellis, Contenzioso veloce, in Italia Oggi, 7/11/07, pag. 42
I bilanci falsi evitano l’ex Dlgs 231
Sono state apportate delle modifiche agli articoli 2621 e 2622 del Codice civile ipotizzate dal Governo. Tali modifiche hanno lo scopo di porre come oggetto di tutela il bene giuridico rappresentato dalla trasparenza delle comunicazioni sociali. Ciò avviene attraverso l’eliminazione delle cosiddette soglie quantitative e l’abrogazione dell’ipotesi delittuosa delle false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori.
Giacomo Lunghini, I bilanci falsi schivano la 231, in Il Sole 24 Ore, 01/11/2007, pag. 27.
Procedimento di accertamento su due livelli distinti per il consolidato
L’Agenzia delle Entrate, attraverso la Circolare 60/E del 31 ottobre 2007, illustra il funzionamento di accertamento su due livelli per il consolidamento e detta le istruzioni operative agli uffici in relazione alle disposizioni di cui all’art. 127 del Tuir. La norma prevede le responsabilità rispettivamente per consolidante e consolidate in caso di accertamento della maggiore imposta Ires e di irrogazione delle sanzioni, tenendo conto della distinta titolarità dell’obbligazione tributaria dei soggetti aderenti alla tassazione di gruppo. L’agenzia delle Entrate, inoltre, chiarisce che le società consolidate vengono sottoposte separatamente all’attività di accertamento da parte degli uffici territorialmente competenti. In tal modo, si ha un procedimento su due distinti livelli: il primo, riguarda le società consolidate e ha per oggetto la rettifica dei quadri RF e GN/GC del modello Unico; il secondo, coinvolge le società e che per oggetto la rettifica del modello CNM in relazione al reddito complessivo globale e la liquidazione dell’imposta.
Dario Deotto, Gruppi, rettifiche in due tempi, in Il Sole 24 Ore, 01/11/2007, pag. 31.
Holding estere: possibilità di disapplicare la presunzione di residenza in Italia
Con la Circolare 67 del 31 ottobre 2007, l’Assonime illustra alcune novità della norma del DL 223/2006 sulle holding esterovestite, chiarendo le modalità con cui il contribuente può fornire la prova contraria. Inoltre, la Circolare riferisce che la presunzione di residenza fiscale italiana delle società estere scatta in due casi: in presenza di una situazione di doppio controllo italiano dell’ente non residente, che si realizza quando esso è controllato da italiani e a sua volta controlla società residenti in Italia, oppure verificandosi il controllo attivo, quando gli amministratori della società estera sono in maggior parte residenti in Italia.
Luca Gaiani, Holding miste senza prelievi, in Il Sole 24 Ore, 01/11/2007, pag. 31.
Gli accertamenti del fisco non reggono in contenzioso con le società di capitali
Dai dati dell’Agenzia delle Entrate sul contenzioso, emerge che gli accertamenti del fisco hanno esiti positivi in contenzioso più spesso con le persone fisiche e con le società di persone che non con le società di capitali. Tali dati mettono in evidenza, come il prevalere degli uffici in commissione provinciale cresca quando si passa dal numero di cause agli importi coinvolti nelle liti.
Antonio Criscione, Fisco, con le Spa lite incerta, in Il Sole 24 Ore, 02/11/2007, pag. 21.
Versamento dell’acconto entro il 30 novembre 2007
Soni più di dieci milioni i contribuenti che devono versare l’acconto per l’anno 2007 entro il 30 novembre. I soggetti obbligati, al versamento dell’acconto, sono le persone fisiche, le società di persone e soggetti assimilati, le società di capitali, gli enti commerciali e gli altri soggetti all’Ires con periodo d’imposta che coincide con l’anno solare, che hanno presentato Unico 2007. Sarà obbligatorio l’acconto anche se il contribuente non ha presentato la dichiarazione dei redditi, Unico 2007 o 730/2007. Per i contribuenti di Unico 2007, l’obbligo dell’acconto scatta se nella dichiarazione dei redditi 2006, Unico 2007, il debito d’imposta indicato è pari o superiore a 52 euro, per Irpef e Irap; 52 euro per l’Irap di società di persone e soggetti assimilati; 21 euro, per l’Ires e l’Irap di società di capitali ed enti soggetti all’Ires.
Tonino Morina, Oggi si apre il mese degli acconti, in Il Sole 24 Ore, 02/11/2007, pag. 21.
Legittima presunzione di distribuzione di utili presunti per le Spa a ristretta base azionaria.
La Corte di cassazione ha chiarito, con la sentenza 21415 dell’11 ottobre 2007, che è legittima la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili anche per le società di capitale a ristretta base azionaria. Per poter distribuire gli utili dichiarati è necessario una deliberazione ufficiale di approvazione del bilancio. In caso contrario, gli utili occulti si presumono percepiti dai soci nel periodo d’imposta in cui sono realizzati. La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili non opera solo nei confronti delle società di persone, ma anche per quelle di capitale a base sociale ristretta. Secondo la Corte di cassazione, è più facile individuare un vincolo di solidarietà e un controllo dell’operato dei soci.
Sergio Trovato, Piccole Spa, utili presunti per i soci, in Il Sole 24 Ore, 03/11/2007, pag. 29.
Gruppi societari: freno alle compensazioni Iva
L’art. 3, comma 16 del Ddl della Finanziaria 2008 prevede una modifica della disciplina dell’Iva di gruppo di cui all’ultimo comma dell’art. 73 del Dpr n. 633/72 e del Dm 3 dicembre 1979. Non sarà più possibile utilizzare nella liquidazione dell’Iva di gruppo le posizioni debitorie o creditorie generate da imprese in periodi precedenti alla loro partecipazione al gruppo. Tale procedura consentirà di compensare, nell’ambito del gruppo, i crediti e i debiti risultanti dalle liquidazione periodiche e dal conguaglio di fine anno eseguiti dalle singole società che lo costituiscono. Inoltre, per le società che aderiranno all’Iva di gruppo perderanno la disponibilità dei saldi determinati in sede di liquidazione periodica e annuale dell’imposta.
A cura di Domenico Pezzella, Benedetto Santacroce, Franco Vernassa, Sulle eccedenze conta l’anno, in Il Sole 24 Ore, 05/11/2007, pag. 35.
È illegittimo l’accertamento a carico di una società estinta
La commissione tributaria provinciale di Lucca ha deciso, con la sentenza 176/04/07, che l’accertamento a carico di una società estinta è illegittimo. In seguito alla cancellazione, che segna la fine della società i creditori insoddisfatti possono far valere i loro diritti nei confronti dei soci limitatamente a quanto hanno ricevuto in base al bilancio finale di liquidazione o nei confronti del liquidatore ove ne risulti acclarata la responsabilità. Se la società è estinta, nessuna azione può essere intrapresa nei suoi confronti neppure dall’Amministrazione Finanziaria e gli avvisi di accertamento notificati non possono produrre alcun effetto nei confronti dell’ex liquidatore in quanto destinatario degli atti soltanto nella qualità di rappresentante della società.
Enzo Sollini, Società estinta, accertamento nullo, in Il Sole 24 Ore, 05/11/2007, pag. 36.
Doppia imposizione sui dividendi delle società partecipate
Il Ministero dell’Interno attraverso il comunicato dell’11 ottobre 2007, ha reso noto che è stato disposto il pagamento ai comuni del credito d’imposta sui dividendi distribuiti dalle società di servizi pubblici locali per l’anno 2004. La misura dell’assegnazione è solo del 9,48% delle richieste, fino alla concorrenza del fondo complessivo di dieci milioni di euro, istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell’Interno grazie alla Finanziaria 2005. La doppia imposizione sui dividendi delle società partecipate sta diventando un dato di fatto per i comuni, che si trovano ad affrontare gravi danni sul fronte sia della gestione di cassa sia di quella di competenza. Il fondo doveva neutralizzare gli effetti negativi sui bilanci dei Comuni prodotti dall’abolizione del credito d’imposta, ma di fatto per ora ben poco è stato restituito agli enti locali.
Anna Guiducci, Imposte doppie sulle partecipate, in Il Sole 24 Ore, 05/11/2007, pag. 54.
Adesione, possibile accertamento nei confronti del socio
Con l’ordinanza n. 360 della Corte costituzionele emerge che resterà valida la norma secondo cui il fisco può fare un accertamento nei confronti di un socio di società di persone, basandosi sulla definizione con adesione che l’impresa ha concordato anni prima. La Corte, con tale ordinanza, dichiara la palese inammissibilità della questione di legittimità dell’art.9 bis comma 18, del decreto legge n.79 del 1997, secondo cui “l’intervenuta definizione da parte della società od associazione costituisce titolo per l’accertamento nei confronti delle persone fisiche che non hanno definito i redditi prodotti in forma associata”.
Debora Alberici, Adesione, il socio è accertabile, in Italia Oggi, 01/11/2007, pag. 35.
Mifid: obbligo per gli intermediari di classificare vecchi e nuovi clienti
Con la nascita della Mifid, direttiva di armonizzazione che disciplina gli intermediari e i mercati finanziari, gli intermediari hanno l’obbligo di assegnare alla clientela, vecchia e nuova, un rating in termini di maggiore o minore esigenza di tutela: il cliente al dettaglio sarà il più protetto, quello professionale godrà di tutele minori, mentre la controparte qualificata non avrà protezioni. Inoltre, gli intermediari informeranno i clienti dell’esistenza di conflitti di interesse e dovranno illustrare i vantaggi che la percezione di retrocessioni porta l cliente. Il Dlgs 164/2007, con il quale l’Italia ha recepito la direttiva Mifid e la Delibera Consob 16190 del 30 ottobre 2007, individuano i criteri e le modalità con le quali banche, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio e altri soggetti abilitati a prestare servizi e attività di investimento dovranno procedere a classificare vecchi e nuovi clienti.
Fabrizio Vedana, I clienti non sono tutti uguali, in Italia Oggi, 01/11/2007, pag. 38.
Siiq: per il calcolo fiscale degli immobili si parte dal valore normale
È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 24 ottobre 2007, il decreto del Ministero dell’Economia che stabilisce le regole attuative della disciplina fiscale per le società di investimento immobiliare. In particolare, vengono disciplinate nel dettaglio le norme relative all’esenzione da imposizione diretta e al riporto delle perdite realizzate e delle riserve di utili formatesi durante il periodo di esercizio dell’opzione per il regime speciale.
Francesco Pau, Le Siiq partono dal valore normale, in Italia Oggi, 05/11/2007, pag. 13.
Siiq: perdite fiscali, vietata la compensazione con redditi della gestione imponibile
L’utilizzo delle perdite fiscali per le Società di investimento immobiliare, generatesi nei periodi d’imposta anteriori a quello da cui decorre il regime speciale, secondo le regole ordinarie è consentito in abbattimento della base imponibile dell’imposta sostitutiva d’ingresso. Invece, il decreto n. 174 del 7 settembre 2007, in relazione alle perdite realizzate durante il regime speciale, prevede il divieto di compensazione con i redditi della gestione imponibile considerandosi virtualmente compensate con i redditi della stessa gestione esente dei successivi periodi d’imposta nei limiti di cui all’art. 84 del Tuir.
Francesco Pau, Perdite fiscali, compensazione out, in Italia Oggi, 05/11/2007, pag. 14.

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