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Timestamp: 2019-11-19 04:27:42+00:00

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Rapporti con Pubblica Amministrazione Archives - Pagina 4 di 10 - CONFCONSUMATORI
Ddl Concorrenza: lettera a Gentiloni12 associazioni dei consumatori insieme per dire no alle fine del mercato tutelato. "Chi non sceglie il fornitore pagherà il 20/30% in più"
Parma-Roma, 4 aprile 2017 – Le associazioni dei consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Codacons, Codici, CTCU, Federazione Confconsumatori-Acp, Federconsumatori, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, per esprimere grande preoccupazione sul Ddl concorrenza.
In particolare, le associazioni, ritenendo “inaccettabile e pericolosa la possibilità che il ddl concorrenza venga approvato nell’attuale stesura“, propongono, anche a fronte dell’ipotesi che il Governo ponga il voto di fiducia, di stralciare dal provvedimento gli articoli relativi alla soppressione del mercato tutelato, prevista a partire dal 1° luglio 2018.
I rappresentanti dei consumatori, inoltre, denunciano il “destino diabolico” per i milioni di famiglie del mercato tutelato, attualmente 24 milioni, che al 1° luglio 2018 non avranno scelto il nuovo fornitore del mercato libero: “verranno inquadrati d’imperio nel servizio di salvaguardia e gli verrà applicato, di conseguenza, un prezzo di elettricità e gas del 20/30% superiore a quello sinora pagato nel mercato tutelato“.
Infine, nessuna tutela “per i c.d. clienti vulnerabili, per i quali la stessa Commissione europea esprime la necessità che siano previsti particolari strumenti di tutela“.
“Circa l’80% dei volumi di vendita dei consumatori domestici – si legge nella lettera – sono appannaggio dei primi 4 gruppi societari italiani, tutti verticalmente integrati. Pertanto la concentrazione del mercato retail in pochi operatori verticalmente integrati, anziché produrre una maggiore concorrenza, produrrà un consolidamento di una situazione sostanzialmente monopolistica, con la inevitabile conseguenza di provocare un aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas per i clienti domestici”.
Anche la cessazione dell’attività dell’Acquirente Unico, invece di “rappresentare un elemento di maggiore liberalizzazione, determinerebbe l’eliminazione di un importante concorrente nel mercato elettrico e quindi una grave regressione della concorrenza”.
Per contenere l’aumento dei prezzi, infine, non sarà sufficiente l’attività di vigilanza e sanzionatoria dell’Autorità per l’energia e dell’Antitrust, dato che “il loro eventuale intervento non potrà che avvenire dopo che gli aumenti si saranno verificati, cioè quando i consumatori i danni li avranno già subiti“.
Scarica la lettera a Gentiloni sul Ddl Concorrenza
Casa e Utenze, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione
Diffida sull’Autostrada “della vergogna”A18 Messina-Catania: troppo pericolosa. Chiesta al CAS l’esecuzione immediata di tutti gli interventi e la sospensione del pagamento del pedaggio
Catania, 20 Marzo 2017 – Confconsumatori ha inviato questa mattina al Consorzio per le Autostrade Siciliane una diffida ai sensi dell’art. 140, comma 5, del Codice del Consumo, Decreto Legislativo n. 206/2005, per chiedere l’esecuzione immediata di tutti gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza dell’intero tratto autostradale della A18 e la sospensione immediata del pagamento del pedaggio sul medesimo tratto autostradale. L’atto é stato inviato per conoscenza Dipartimento Infrastrutture Trasporti e Mobilità della Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Come ampiamente noto l’autostrada presenta evidenti carenze dal punto di vista della sicurezza, configuratesi in buche molto profonde presenti sul manto stradale, asfalto dissestato, carenza di segnalazione verticale, carenza di colonnine di emergenza funzionanti, scarsa manutenzione del verde.
Condizioni di assoluta mancanza di sicurezza della tratta autostradale che rappresentano un pericolo non solo per l’incolumità degli utenti ma anche per l’integrità dei relativi mezzi.
Il Consorzio Autostrade Siciliane, solo dopo la protesta degli utenti, confluita in un gruppo sul social network Facebook denominato “A18 l’autostrada della vergogna” i cui membri, ad oggi quantificabili in oltre diecimila, quotidianamente segnalano, con foto e video, le condizioni assolutamente precarie del tratto autostradale, ha effettuato alcuni lavori di rattoppo dell’ultimo strato d’asfalto, denominato tappetino, insufficiente a garantire la sicurezza nel lungo periodo. Ed anche se nei giorni scorsi sono stati annunciati interventi per circa otto milioni di euro alcuni riguardanti lo svolgimento del G7 ed altri relativi all’ammodernamento complessivo dell’autostrada non legati al vertice internazionale, nessuna tempistica della loro esecuzione é stata indicata a riguardo.
La diffida, quindi, invita il concessionario ad eseguire tempestivamente i lavori con l’avvertimento che, trascorsi infruttuosamente quindici giorni, ai sensi dell’art. 140, comma 1, del Codice del Consumo, sarà intrapresa relativa azione giudiziaria innanzi al Tribunale.
«Gli utenti hanno diritto ad avere erogati servizi secondo standard di qualità ed efficienza che, allo stato, non sono garantiti nonostante le reiterate promesse di interventi. Ci auguriamo che presto si risolva il problema ma, nel frattempo, non intendiamo attendere oltre e per tali motivi abbiamo intrapreso questa ulteriore iniziativa» hanno dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia e l’architetto Stefano Costantino, che coordina su Facebook il gruppo denominato “A18 l’autostrada della vergogna” (dal quale è tratta la vignetta).
Dalla Sicilia, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Turismo e Trasporti
Tropea: autorizzati dal Comune, multati dai VigiliConfconsumatori Reggio Calabria racconta una disavventura burocratica che costerà cara: «Multa ingiusta, siamo amareggiati»
Reggio Calabria, 15 marzo 2017 – Anche un’associazione dei consumatori può rimanere vittima della burocrazia: è successo alla federazione di Reggio Calabria che, impegnata in una campagna informativa a Tropea, è stata multata dalla Polizia Municipale nonostante le attività fossero regolarmente autorizzate dal Comune e segnalate ai Vigili sul posto.
L’estate scorsa, nell’ambito del progetto “Johnny”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, gli esperti della federazione di Confconsumatori Reggio Calabria erano stati incaricati di realizzare uno sportello “itinerante” in diverse città della regione, per mettersi a disposizione dei cittadini e fornire gratuitamente assistenza in materia di diritti dei passeggeri, e-commerce, sharing economy e servizi pubblici locali.
Una delle tappe dello sportello itinerante calabrese si è svolta a Tropea, dove è stato allestito un punto informazione con un desk e diversi materiali informativi. Confconsumatori Reggio Calabria aveva chiesto e ottenuto, tramite Pec, l’autorizzazione da parte del Comune a occupare uno spazio pubblico nel centro cittadino, per intercettare il maggior numero di passanti. Nessun funzionario comunale ha accennato alla necessità di procurarsi ulteriori permessi per raggiungere le zone a traffico limitato individuate e scaricare il materiale.
Così, il giorno della tappa a Tropea, prima di inoltrarsi nella zona a traffico limitato per raggiungere l’area da occupare (Largo Tre Fontane) i responsabili di Confconsumatori avevano volontariamente esibito l’autorizzazione del Comune a due agenti della Polizia Municipale, chiedendo di poter accedere per poter scaricare il desk e gli scatoloni contenenti il materiale da distribuire. Gli Agenti avevano anche preso nota del numero di targa in modo da evitare che potesse essere contestata l’infrazione.
«La sorpresa è arrivata dopo qualche mese, – commenta il responsabile di Confconsumatori Reggio Calabria, avvocato Antonio Iemma – con la notifica del verbale elevato dalla Polizia Municipale. A nulla sono servite le comunicazioni con il Comandante dei Vigili Urbani per chiarire la vicenda. Così, in quanto proprietario dell’auto, non ho potuto fare altro che rivolgermi al Prefetto di Vibo Valentia, come previsto dalla legge. Ora giunge un’ulteriore sorpresa: l’ordinanza-ingiunzione della Prefettura di Vibo Valentia e la maggiorazione della sanzione per un totale di 163 euro. Siamo molto sorpresi dal trattamento riservatoci e soprattutto amareggiati per l’ordinanza del Prefetto. Pensavamo, infatti, di far parte di quella “Società Civile” che viene spesso incoraggiata dalle Autorità a contribuire al riscatto e alla crescita della Regione Calabria. Evidentemente, però, si tratta solo di parole, visti gli ostacoli e le penalità che ci vengono ingiustamente inflitte».
Dalla Calabria, Patente e multe, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione
Alzheimer: grande vittoria per ConfconsumatoriUna sentenza fondamentale che dà speranza a tante famiglie alle prese con le rette delle RSA per i parenti malati. «Ora intervengano le Regioni»
Monza, 7 marzo 2017 – Il malato di Alzheimer ricoverato in RSA che necessita di prestazioni sanitarie non deve pagare la retta che dev’essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non più dei parenti. A conferma di questo principio, Confconsumatori, da tempo impegnata a fianco delle famiglie con malati e anziani non autosufficienti, ha ottenuto un’importantissima sentenza relativa alle rette di ricovero nelle RSA e strutture convenzionate.
IL CASO – La figlia di una donna malata di Alzheimer (deceduta nel corso del giudizio) aveva ricevuto un decreto ingiuntivo chiesto dalla RSA di Monza, presso la quale la paziente era stata ricoverata, con il quale le si intimava di pagare ben 39.274,66 € a saldo della retta di ricovero, oltre interessi e spese. Ciò anche sulla base di una dichiarazione scritta con la quale la figlia si era impegnata a corrispondere gli importi mensili dovuti dalla madre, qualora fossero venute meno le risorse di quest’ultima.
Il Tribunale di Monza, con sentenza pubblicata 1 marzo scorso, non solo ha revocato il decreto ingiuntivo ma ha anche condannato la RSA a restituire quanto era stato in precedenza versato (2.327,70 €) ritenendo che nulla sia dovuto per i malati di Alzheimer ricoverati, quando necessitano oltre che di prestazioni assistenziali, quali il vitto e l’alloggio, anche di quelle sanitarie. Il Tribunale ha chiarito anche che, in questi casi, un impegno come quello assunto dalla figlia deve ritenersi nullo, non avendo ragion d’essere farsi carico dell’obbligo di pagare ciò che non è dovuto.
LA CASSAZIONE – Secondo l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato madre e figlia in giudizio la sentenza ha grande rilevanza: «Il Tribunale si è uniformato alle sentenze della Cassazione (in particolare alla sentenza n. 22776 del 2016) per le quali quando vi sia stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e quelle sanitarie, anche le prime sono a carico del servizio Sanitario e non possono, invece, essere fatte pagare ai malati e ai loro parenti. La sentenza del Tribunale di Monza, inoltre, fa chiarezza sul fatto che anche il nuovo DPCM 14.2.11 non ha modificato la disciplina, avendo lasciato a carico del Servizio Sanitario le “prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria”, come quelle di regola necessarie ai malati di Alzheimer».
UNA BATTAGLIA ISTITUZIONALE – Al di là delle battaglie in tribunale, Confconsumatori sta sollecitando le Istituzioni affinché si uniformino a quanto statuito dalla Suprema Corte e, più in generale, affrontino il problema degli anziani malati con politiche adeguate alla gravità della situazione. Lo scopo della Confconsumatori, infatti, non è incentivare le cause ma piuttosto stimolare la nascita di una efficace nuova politica socio-assistenziale.
Scarica la sentenza del Tribunale di Monza.
LA BATTAGLIA DI CONFCONSUMATORI NELLA PUNTATA DI PRESA DIRETTA DEL 6 MARZO 2017
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Messina: parte civile contro ex amministratoriL’associazione è parte civile nel processo contro gli ex amministratori del Comune di Messina accusati di falso in bilancio e abuso d’ufficio
Messina, 12 dicembre 2016 – Confconsumatori ha ottenuto, nei giorni scorsi, il riconoscimento come parte civile, nel processo contro gli amministratori del Comune di Messina, i dirigenti di settore e i revisori dei conti, per le vicende risalenti al periodo 2009 – 2011. Le accuse mosse contro gli imputati sono di falso in bilancio e abuso d’ufficio, due reati che, se confermati, avrebbero leso gli interessi della collettività, rappresentata da Confconsumatori.
Infatti, secondo le perizie, vi era, già dal 2009, un default in atto al Comune di Messina che veniva camuffato negli atti contabili: secondo l’accusa i bilanci erano falsi anche quando attestavano il raggiungimento del cosiddetto patto di stabilità; i debiti, sempre secondo le perizie dell’accusa, venivano celati nella contabilità per consentire alla macchina comunale di andare avanti, creando nel frattempo una situazione di collasso delle casse comunali e facendo aumentare le tasse ai danni dei cittadini.
Il riconoscimento come parte civile di Confconsumatori, rappresentata in giudizio dall’avvocato Danilo Lo Presti, è un segno importante. «E’ ammissibile la costituzione di parte civile di un’associazione – osserva il Tribunale di Messina – anche non riconosciuta che avanzi, “iure proprio”, la pretesa risarcitoria, assumendo di aver subito per effetto del reato un danno, patrimoniale o non patrimoniale, consistente nell’offesa all’interesse perseguito dal sodalizio e posto nello statuto quale ragione istituzionale della propria esistenza ed azione, con la conseguenza che ogni attentato a tale interesse si configura come lesione di un diritto soggettivo inerente la personalità o identità dell’ente».
Risulta confermato quindi, ancora una volta, il principio della piena legittimazione delle associazioni dei consumatori a rappresentare sia in sede civile che penale i diritti dei cittadini e quindi ad entrare in giudizio come parte lesa in questo procedimento.
L’avvocato Fulvio Capria, Presidente Provinciale di Confconsumatori Messina, commenta questo riconoscimento affermando che «L’ordinanza del Tribunale rappresenta un importante riconoscimento per l’attività e l’impegno svolto da Confconsumatori nella nostra provincia da ormai più di quindici anni a difesa dei diritti dei consumatori».
Dalla Sicilia, Dalle Sedi, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Servizi e Società
Rottamazione cartelle Equitalia: dove informarsiConfconsumatori ha attivato uno sportello dedicato: «Informazioni accessibili a tutti per decidere se usufruire della sanatoria»
Parma, 22 novembre 2016 – Confconsumatori Parma attiva un nuovo sportello di assistenza dedicato alla “rottamazione” delle cartelle Equitalia, ovvero la Definizione agevolata prevista nell’articolo 6 del decreto legge n. 193/2016 e successive modifiche emendate, ancora in discussione nelle aule parlamentari, che si applicherà alle somme riferite ai carichi affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2016, compresi gli avvisi di addebito o raccomandate informative inviate da Equitalia sull’esistenza di debiti per i quali non è stata ancora notificata la cartella.
Per usufruire degli sconti e dei benefici previsti (fino a -50% sulla cartella, rateizzazione, interruzione dei giudizi pendenti ecc.), secondo il testo in discussione la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 marzo 2017.
Nel frattempo, però, gli interessati possono iniziare a raccogliere i documenti utili e a valutare la convenienza dell’operazione, che varia da caso a caso.
Per garantire a tutti l’accesso alle informazioni Confconsumatori si è impegnata a mettere a disposizione presso lo sportello di Parma (in via Mazzini 43) uno staff di esperti tributaristi in grado di fornire una prima consulenza orientativa personalizzata (studio di fattibilità). Le consulenze saranno calendarizzate a partire dal mese di dicembre a un costo simbolico di 5 euro, comprensivi della quota d’iscrizione come socio simpatizzante a Confconsumatori.
Per informazioni: 0521/230134 o 233583 o parma@confconsumatori.it.
«Senza entrare nel merito del testo della Legge – ha commentato il presidente di Confconsumatori Mara Colla – crediamo, anche sulla base delle richieste ricevute dal nostro sportello, che sia importante in questa fase garantire a tutti gli interessati, e soprattutto a chi si trova in condizioni economiche difficili, l’accesso alle informazioni tecniche specialistiche necessarie per compiere le proprie scelte con consapevolezza e liberarsi, dove possibile, dalla morsa dell’indebitamento».
Quali documenti saranno richiesti per fissare un appuntamento?
Cartella esattoriale o estratto di ruolo da richiedere alla sede Equitalia di competenza.
Dall'Emilia Romagna, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Risparmio, Servizi e Società

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