Source: http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/author/907-claudiapalladino?start=30
Timestamp: 2020-08-15 17:09:08+00:00

Document:
Il Consiglio di Stato, con sentenza 9 giugno 2020, ha accolto l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti (founders di Bonetti & Delia Studio Legale) e annullato le procedure di stabilizzazione dei ricercatori precari storici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, imponendo l’inserimento nella graduatoria dei cosiddetti “non prioritari” anche dei ricercatori non in servizio alla data del 22 giugno 2017 (entrata in vigore del c.d. “Decreto Madia”).
Gli avvocati, invece, hanno sostenuto che tale requisito non poteva ritenersi utile ai fini della partecipazione ma, esclusivamente, al fine di gradare i concorrenti comunque ammessi alla procedura. Per i soggetti in servizio alla data temporale indicata dalla norma, dunque, era riservata una semplice priorità di assunzione e giammai un’esclusiva riserva di posti.
Secondo il Consiglio di Stato “sulla scorta del dato normativo e della conseguente disciplina attuativa, emerge come siano ammessi alla partecipazione alla procedura di stabilizzazione di cui all’art. 20, comma 1 cit., i lavoratori che sono in servizio successivamente alla data del 28 agosto 2015; dovranno avere una priorità ma non anche una esclusività il personale in servizio alla data del 22 giugno 2017. Alla luce del ricostruito quadro normativo i provvedimenti impugnati, comportanti l’esclusione dalla partecipazione “in quanto non risulta che Lei sia stata in servizio alla data del 22 giugno 2017” (cfr. provvedimento di esclusione), appaiono prima facie contrastanti con le condizioni di partecipazione, avendo richiamato il diverso criterio di priorità nell’assunzione. La chiarezza del testo normativo e dei conseguenti atti interpretative ed applicativi rende persino superfluo il richiamo al principio residuale del favor partecipationis, a mente del quale, si impone che le cause di impedimento all’accesso alle procedure selettive vengano limitate a quelle espressamente stabilite dalla legge, escludendo la possibilità di introdurre – nel silenzio della norma primaria – nuove e più rigide preclusioni (cfr. ad es. Consiglio di Stato , sez. VI , 18/05/2009 , n. 3037)”.
La sentenza, inoltre, fissa importanti principi sulla non necessità di impugnazione del bando in ipotesi di clasuole non escludenti anche in ipotesi in cui, come nella specie, di dubbia interpretazione rispetto al loro tenore.
Domenica, 14 Giugno 2020 06:52
PRIMO ACCOGLIMENTO AL CONSIGLIO DI STATO SU UN DEPENNAMENTO DA GAE
Il Consiglio di Stato ha accolto così le tesi dell’Avvocato Michele Bonetti founder dello studio Bonetti-Delia patrocinatore del ricorso, il quale dichiara: “trattasi di una importantissima pronuncia con cui per la prima volta il Giudice Amministrativo dopo le due plenarie che hanno chiuso le GAE, pur sul profilo del danno grave e irreparabile, ammette nuovamente nelle GAE il ricorrente. Tale precedente con efficacia esecutiva è di notevole importanza considerando le prossime udienze fissate dinanzi al TAR del Lazio da cui probabilmente scaturiranno sentenze che potrebbero portare al depennamento dalle GAE.
La nostra battaglia continua, abbiamo indetto una riunione online sulla piattaforma “teams” per il giorno 16 giugno 2020 alle h. 18:00. Per collegarvi, cliccate il seguente link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MWNkMDFkZmEtMTRkMi00ZTBmLTlkMTMtZTQ0ZTE1ZDU5MmE0%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d”
Anche il Consiglio di Stato riconosce la validità del percorso svolto in Romania ai fini del riconoscimento del titolo abilitante all’insegnamento. Dopo l'accoglimento del Tar con sentenza sulle istanze cautelari proposte anche il Consiglio di Stato conferma le tesi proposte nella campagna legale dell'Avvocato Michele Bonetti, founder dello studio Legale Bonetti Delia.
Con la pronuncia cautelare emessa a seguito dell’udienza dell’11 giugno 2020, il massimo organo della Giustizia Amministrativa ha confermato il proprio precedente orientamento, nonché le tesi sul titolo estero dell'Avv. Michele Bonetti, sulla vicenda riguardante il riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito all’estero, nello specifico in Romania.
Il G.A. in particolare statuisce come non vi siano elementi, addotti nelle difese della Amministrazione, idonei a mutare il proprio indirizzo sulla questione, affermando la illegittimità del diniego al riconoscimento “a fronte della sussistenza sia del titolo di studio richiesto, la laurea conseguita in Romania (ex sé rilevante, senza necessità di mutuo riconoscimento reciproco), sia della qualificazione abilitante all’insegnamento, conseguita presso un paese europeo”.
Altresì il provvedimento in questione, sospendendo il diniego al riconoscimento, ha ammesso espressamente la prevalenza, tra gli interessi coinvolti, della garanzia della partecipazione dei docenti coinvolti alle imminenti procedure concorsuali bandite dal Ministero, tra cui il concorso straordinario per cui lo studio legale sta intraprendendo una nuova battaglia.
L’Avv. Michele Bonetti ha commentato che “finalmente i nostri ricorrenti, tutti docenti che si erano visti ingiustamente respingere l’istanza di riconoscimento del titolo estero, potranno prendere parte alla futura procedura concorsuale”.
Lo studio legale propone plurime azioni, rinvenibili al seguente link, ai fini della partecipazione alla procedura concorsuale dei soggetti esclusi.
Per coloro che abbiano presentato domanda di riconoscimento dell’abilitazione all’ insegnamento conseguita in Romania e che si siano visti opporre un provvedimento di rigetto dal Ministero impugnato tempestivamente e su cui non sia ancora intervenuto un provvedimento della Giustizia Amministrativa, possono aderire alla seguente tipologia di ricorso per rivendicare il diritto a partecipare alle prossime procedure concorsuali.
titolo estero
Mercoledì, 10 Giugno 2020 14:10
RICORSO 6
Come noto i soggetti abilitati all’estero che abbiano presentato istanza di riconoscimento del titolo conseguito in Romania prima del termine della presentazione della domanda di partecipazione al concorso, potranno, in attesa del relativo riconoscimento, parteciparvi con riserva.
È nota la vicenda e il recente mutamento giurisprudenziale in riferimento ai rigetti intervenuti a fronte delle istanze di riconoscimento del titolo conseguito in Romania.
Tale azione, volta alla partecipazione alla procedura concorsuale, è rivolta a coloro che abbiano presentato domanda di riconoscimento dell’abilitazione all’ insegnamento e che si siano visti opporre un provvedimento di rigetto dal Ministero impugnato tempestivamente e su cui non sia ancora intervenuto un provvedimento della Giustizia Amministrativa.
Oggi, a detti docenti, è preclusa la possibilità di partecipare al concorso in quanto momentaneamente privi, non per loro colpa, di un provvedimento favorevole di annullamento e/o sospensione del rigetto illegittimamente ricevuto. Sulla illegittimità del diniego al riconoscimento si è espresso sia il T.A.R. Lazio, sez. III bis, sentenza n. 2947/2020 sia il Consiglio di Stato sez. VI, con sentenza n. 1198 del 17 febbraio 2020.
Per coloro che sono iscritti al sindacato Gilda Unams, limitatamente ai ricorsi Lett. A, B, E, H, V, X, W, 1, 3, 4, 5 il costo dell’azione è di euro 70,00.
TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 14 AGOSTO.
In seguito vi sarà la possibilità di esperire esclusivamente ricorsi individuali.
Si è pronunciato in questi giorni il Consiglio di Stato sul tema delle specializzazioni mediche riconoscendo il “diritto alla borsa e alla remunerazione relative, dovute in relazione all’attività in svolgimento” relativamente ad una ricorrente ammessa in sovrannumero al concorso per le specializzazioni.
L’Avv. Michele Bonetti – founder dello Studio Legale Bonetti&Delia - commenta il provvedimento rilevando come la pronuncia rivesta anche interessanti profili procedurali: “Il Consiglio di Stato, in questo caso, non si è limitato all’accoglimento della domanda cautelare, ma ha altresì riconosciuto che la ricorrente è “ormai pienamente inserita nei corsi di specializzazione, potendosi dunque dichiarare l’intervenuta cessazione della materia del contendere, mantenendo ferma l’immatricolazione” e il diritto alla borsa nonostante l’ammissione sovrannumeraria”.
L’accoglimento nel giudizio di appello conclude il grado di giudizio tutelando il diritto di una studentessa affetta da disabilità che si era sottoposta ai test per l’accesso alle specializzazioni mediche senza l’ausilio degli strumenti idonei a compensare la grave condizione personale.
Il Consiglio di Stato ha valutato la domanda della ricorrente confermando l’illuminante decisione resa in fase d’urgenza e volta all’iscrizione sovrannumeraria nelle Scuole di Specializzazione. Nel caso posto all’esame del Supremo Consesso si trattava di un’aspirante dottoressa con disabilità a cui il Ministero dell’Università e della Ricerca aveva negato il diritto ad un test d’accesso idoneo alla propria disabilità che le consentisse di partecipare paritariamente con gli altri candidati.
Viene in questo modo ristabilito il giusto equilibrio degli interessi coinvolti nella vicenda, restituendo una concreta possibilità di formazione ad una giovane specializzanda ingiustamente lesa nei propri diritti fondamentali allo studio ed alla formazione.
La ricorrente riceverà pertanto anche l’erogazione della borsa per gli anni di specializzazione al pari dei suoi colleghi, parità che le era stata negata e che oggi il Consiglio di Stato ha ristabilito con una giusta pronuncia.
La cessazione della materia del contendere è una pronuncia che, nel caso di specie, stabilizza gli effetti della decisione cautelare prendendo atto dell’adeguamento spontaneo dell’Amministrazione al nuovo contesto sostanziale. Pertanto, una pronuncia di improcedibilità della domanda sul presupposto del mutato assetto di interessi tale per cui non vi è più interesse per l’Amministrazione a resistere nel giudizio.
Nel merito della vicenda, dove si intrecciano valori costituzionali alla salute, allo studio, alla solidarietà e uguaglianza tra i cittadini, è chiara l’attenzione del Consiglio di Stato nel tutelare anche le posizioni dei soggetti più deboli che si trovino ad essere lesi nei propri diritti fondamentali.
Con provvedimento collegiale pubblicato in data 8 giugno 2020 il Consiglio di Stato conferma il precedente decreto presidenziale n. 2346/2020 con cui si disponeva l’assegnazione al minore disabile di un numero di ore di sostegno non inferiore a 25 ore settimanali.
Con il provvedimento collegiale il Consiglio di Stato afferma chiaramente il diritto dello studente disabile ad ottenere le ore di sostegno anche in presenza della didattica a distanza e quindi anche tramite l’utilizzo del canale telematico “l’inclusione via web”. Si sancisce chiaramente che il diritto all’istruzione, come tutti i diritti costituzionalmente garantiti, non possono trovare limitazione neanche in una situazione eccezionale come quella dovuta all’attuale pandemia covid – 19 che non può essere fonte di discriminazione o di isolamento per gli studenti più deboli.
“Il diritto all’inclusione deve essere affermato con maggiore forza in momenti eccezionali come quelli che stiamo vivendo” afferma l’Avv. Michele Bonetti founder dello studio Legale Bonetti & Delia e che continua riportando che “è importante che l’attenzione su alcune situazioni particolarmente difficili non cali soprattutto in momenti emergenziali, onde evitare che si possano creare ulteriori ostacoli per l’accesso ai diritti da parte delle categorie più deboli della società”.
“Al minore disabile è stato così ulteriormente riconosciuto il proprio diritto non solo allo studio, ma all’inclusione nel sistema scolastico così come per qualsiasi altro studente” conclude l’Avv. Michele Bonetti patrocinatore del ricorso accolto in appello unitamente al collega Alfonso Amoroso e Santi Delia.
Importante vittoria dell’Avv. Michele Bonetti, in tema di mancata ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, che ha consentito ai ricorrenti extracomunitari di immatricolarsi presso gli atenei resistenti.
Nello specifico, a seguito delle doglianze avanzate in sede giurisdizionale, il Giudice Amministrativo ha consentito la redistribuzione di posti rimasti vacanti in favore di studenti provenienti da paesi extra UE che avevano partecipato al test ma non avevano raggiunto la troppo elevata soglia dei 20 punti. I ricorrenti hanno ottenuto l’assegnazione dei posti rimasti vacanti e la conseguente anelata immatricolazione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
L’On.le TAR del Lazio, già in procedimenti analoghi patrocinati dallo studio legale Bonetti & Delia (tra gli altri si riportano le Sent. n.12649\2017, 12648\2017, 12657\2017), aveva ritenuto che il sistema di accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia fosse troppo difficoltoso per gli studenti stranieri quanto alle modalità con cui veniva individuata la soglia minima di 20 punti (pari ad un quarto del massimo punteggio ottenibile), il numero delle domande, la loro conformazione e la circostanza per la quale un numero di candidati (stranieri) fosse inferiore ai posti disponibili per gli studenti non comunitari.
Peraltro, secondo l’On.le Giudicante, la presenza tra i vari quesiti di domande difficilmente comprensibili per studenti che hanno seguito il proprio percorso scolastico in una nazione diversa dall’Italia avrebbe dovuto indurre l’Amministrazione ad individuare una soglia di punteggio diversa, rispetto a quella degli studenti italiani, non orientata ad incrementare la selezione in sé, ma eventualmente, volta ad escludere solo i candidati con un bagaglio culturale non idoneo ad iniziare la fase di studio universitario.
Le plurime pronunzie favorevoli su tali ricorsi, hanno indotto il legislatore ad una modifica normativa volta a rimuovere la soglia dei 20 punti per l’accesso alle facoltà a numero chiuso dei cittadini extra UE.
In conclusione, il TAR del Lazio, sez. III°, in aderenza alla tesi difensiva proposta dallo studio legale, ha statuito che “Insussistente nel caso di specie, inoltre (non essendo stati coperti i posti, riservati a studenti extracomunitari), deve ritenersi per questi ultimi la ratio del cosiddetto “numero chiuso”, giustificativo di selezione concorsuale in presenza di un numero di aspiranti eccessivo, rispetto sia alle capacità formative degli Atenei, sia alla richiesta di personale medico nei Paesi di provenienza.”
L’Avvocato Michele Bonetti, che ha patrocinato il ricorso, ha commentato che “tale importante pronuncia rappresenta un ulteriore tassello affinchè il legislatore possa, anche alla luce del crescente bisogno di figure specializzate in ambito medico, rivedere l’intero sistema di accesso alle pubbliche università”.
Con la sentenza n. 1201 dell’1 giugno 2020, il T.A.R. Catania, ha accolto il ricorso patrocinato dallo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, relativo alla mancata evasione di tutta la documentazione inerente la procedura di depennamento di una docente dalle G.A.E.
Gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, nell’interesse di una docente soggetta a procedura di depennamento, presentavano formale istanza di accesso agli atti ex artt. 22 e ss. della Legge 241 del 1990 ma l’Ufficio opponeva il rifiuto ad adempiere trattandosi di documenti estremamente datati e impossibili da ricostruire.
Il T.A.R. Catania, accogliendo le doglianze e le censure proposte dallo Studio legale degli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto il ricorso, sostenendo che “sussiste, infatti, un interesse sostanziale in capo alla ricorrente ad accedere a tutti gli atti oggetto dell’istanza ostensiva il cui ambito risulta sufficientemente delimitato, sia rispetto agli atti di suo interesse sia rispetto alle motivazioni dell’accesso – e che – l’Amministrazione è pertanto tenuta a compiere ogni sforzo per il suo reperimento anche nelle province diverse da quelle di inserimento, ricostruendo anche i provvedimenti mancanti”.
Il provvedimento in questione rappresenta un importante precedente per tutti coloro che hanno ricevuto un provvedimento di depennamento da parte degli Uffici Scolastici o, in generale, devono muoversi nel ginepraio della Legislazione scolastica caratterizzata da continui mutamenti delle procedure che rendono assai arduo ricostruire i passaggi dei movimenti, talvolta pregiudizievoli dei propri interessi, compiuti dagli Uffici.
Infatti, grazie alla sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo, è stata ribadita l’importanza del principio di trasparenza dell’azione amministrativa evidenziando gli obblighi della Pubblica Amministrazione, quale appunto quello di rendere visibile e verificabile il proprio operato, a garanzia di quanto previsto dalla Legge.
Il T.A.R., in via definitiva, ha stabilito che deve riconoscersi il diritto della ricorrente “ad accedere a copia della documentazione, dei verbali e dei provvedimenti assunti dall’Amministrazione convenuta dalla quale si evinca la sua partecipazione e vittoria del concorso del 1999 ed il depennamento del suo nominativo, avvenuto nell’anno 2007, fornendo comunque riscontro formale alla ricorrente”.
Un’altra importante vittoria che conferma, ancora una volta, la preparazione e la competenza dello Studio legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, e che ribadisce soprattutto il diritto a estrarre e visionare ogni documento e/o atto utile a capire le ragioni per cui una Pubblica Amministrazione abbia adottato determinati provvedimenti.
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