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Timestamp: 2020-06-04 04:54:03+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 28979 del 12/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28979 del 12/11/2018
Cassazione civile sez. VI, 12/11/2018, (ud. 18/07/2018, dep. 12/11/2018), n.28979
Dott. CAVALLARO Luigi – rel.Consigliere –
sul ricorso 12873-2017 proposto da:
L.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FEDERICO
ROSAZZA 32, presso lo studio dell’avvocato UGO LUCA SAVIO DE LUCA,
rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO ARIGLIANO;
avverso la sentenza n. 2475/2016 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
che, con sentenza depositata il 14.11.2016, la Corte d’appello di Lecce ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva rigettato la domanda di L.D. volta alla rivalutazione contributiva dei periodi di lavoro nei quali egli era stato esposto ad amianto;
che avverso tale pronuncia L.D. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo un motivo di censura;
che, con l’unico motivo di censura, parte ricorrente lamenta violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5, per avere la Corte di merito ritenuto che egli era stato esposto ad amianto per un periodo di tempo inferiore a dieci anni, nonostante che i chiarimenti alla CTU disposti in sede di gravame avessero evidenziato che, nel caso di specie, l’esposizione protrattasi per 7,7 anni doveva ritenersi equivalente ad una esposizione decennale superiore a 0,11 ff/cc (cfr. ricorso per cassazione, pag. 18), e non aver conseguentemente valutato correttamente le risultanze documentali e delle prove testimoniali; che questa Corte ha ormai consolidato il principio secondo cui, ai fini del riconoscimento della maggiorazione del periodo contributivo
L. n. 257/1992, ex art. 13, comma 8, occorre verificare se vi sia stato superamento della concentrazione media della soglia di esposizione all’amianto di 0,1 fibre per centimetro cubo, quale valore medio giornaliero su otto ore al giorno, avuto riguardo ad ogni anno utile compreso nel periodo contributivo ultradecennale in accertamento e non, invece, in relazione a tutto il periodo globale di rivalutazione, dovendosi ritenere il parametro annuale (esplicitamente considerato dalle disposizioni successive che hanno ridisciplinato la materia) quale ragionevole riferimento tecnico per determinare il valore medio e tenuto conto, in ogni caso, che il beneficio è riconosciuto per periodi di lavoro correlati all’anno (cfr. in tal senso Cass. nn. 4650 del 2009, 6360 e 10671 del 2012, nonchè, più di recente, Cass. n. 1810 del 2015);
che, in applicazione dell’anzidetto principio, si è conseguentemente escluso che si possa fare riferimento ad una ponderazione media ultradecennale con compensazione del maggior valore di esposizione all’amianto riscontrato in alcuni anni con il valore minore, inferiore alla soglia minima, accertato in altri anni, non essendo consentito dal dato normativo che un periodo di maggiore esposizione di durata inferiore ai dieci anni possa essere ritenuto equivalente ad una esposizione a dosi più basse per un periodo proporzionalmente più lungo (così, in specie, Cass. n. 4650 del 2009, cit.);
che, alla stregua del superiore principio di diritto, è irrilevante che la Corte territoriale abbia omesso di dar conto di quella parte dei chiarimenti in cui il CTU ha affermato che l’esposizione protrattasi per 7,7 anni doveva ritenersi equivalente ad una esposizione decennale superiore a 0,11 ff/cc, trattandosi di un fatto che, anche se esaminato, non avrebbe potuto determinare un esito diverso della controversia (nel senso chiarito da Cass. S.U. n. 8053 del 2014);
che, conseguentemente, restano assorbite le ulteriori doglianze concernenti l’omesso esame delle prove documentali e testimoniali, essendosi chiarito che la prova del superamento dei limiti di soglia anche in termini di rilevante grado di probabilità, salvo che non sia già fornita da altre fonti (come rilevazioni tecniche attendibili, atti d’indirizzo ministeriali, consulenze tecniche di ufficio espletate in altre cause sulla stessa situazione di fatto), richiede necessariamente un giudizio di carattere tecnico-scientifico demandato ad una consulenza tecnica d’ufficio (Cass. n. 6543 del 2017), la quale, nella specie, ha accertato che “non sussiste il requisito formale dei dieci anni” (cfr. ricorso per cassazione, pag. 18);

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 13
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.