Source: https://retelaicabologna.wordpress.com/tag/scuola/
Timestamp: 2020-07-11 14:58:23+00:00

Document:
Scuola | Rete Laica Bologna
Assemblea pubblica del Comitato Articolo 33
Stasera, giovedì 12 maggio, dalle ore 20.30 alla Sala del Baraccano in via Santo Stefano 119, si terrà l’assemblea pubblica del Comitato Articolo 33, che ha proposto un referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie.
http://referendum.articolo33.org/wp-content/uploads/2011/05/spot-radiofonico-assemblea-comitato-articolo-33.mp3
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Associazionismo laico, comunicato stampa sul crocifisso nelle aule scolastiche
Comunicato sulla Sentenza
Lautsi contro Italia della Grande Chambre
della Corte Europea dei Diritti Umani
Il 18 marzo 2011 la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti Umani ha deciso definitivamente il caso Lautsi c. Italia.
Il ricorso della signora Lautsi chiedeva alla Corte di accertare che la decisione della scuola di non rimuovere il crocifisso dall’aula scolastica ove facevano lezione i propri figli violava l’obbligo per le autorità statali di rispettare il diritto dei genitori a garantire l’insegnamento e l’educazione dei propri figli in conformità con le proprie convinzioni religiose e filosofiche ed il diritto di libertà religiosa.
La Seconda Sezione della Corte, a novembre 2009, aveva ritenuto che la presenza del crocifisso violasse i diritti della ricorrente e la libertà di coscienza di coloro che sono i destinatari dell’attività di proselitismo. La Grande Chambre ha deciso in senso contrario.
La recente sentenza ha deciso di prendere le distanze da quella della sezione semplice su due punti: (a) l’impossibilità di ritenere ragionevolmente che un simbolo religioso alla parete della classe abbia o meno effetto sui giovani la cui convinzioni sono in via di formazione (b) che, nell’applicazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani, vi è un margine di apprezzamento di ogni Stato contraente relativamente alla decisione di (b1) proseguire una tradizione, (b2) organizzare l’ambiente scolastico, (b3) dare preponderante visibilità ad una religione se non si configura un indottrinamento.
Tale margine di apprezzamento sarebbe confermato dal fatto che non vi è una normazione o una prassi comune ai diversi Stati europei circa l’esposizione (o meno) di simboli religiosi nelle scuole.
La sentenza ci pare argomentata in maniera meno completa e meno rigorosa di quella della seconda sezione e l’opinione dissenziente espressa dai giudici Malinverni e Kalaydjeva illustra bene i passaggi critici. Sicuramente il dibattito giuridico non è destinato a sopirsi.
E’ grave e preoccupante che la Corte abbia evitato di esaminare, come sarebbe stato doveroso, la questione della violazione dell’art. 9 della Convenzione nella prospettiva del diritto degli scolari a credere o a non credere, ritenendo che non sussista alcuna distinzione rispetto alla violazione dell’articolo 2 del protocollo n. 1. Il diritto degli scolari a credere o non credere in una religione aveva assunto, invece, grande rilievo nella sentenza della seconda sezione della Corte di Strasburgo.
D’altra parte, la sentenza non approva la posizione del Governo, i cui argomenti difensivi sono stati in gran parte contestati dalla Corte, ma si limita a riportare, per ora, il dibattito giuridico e politico nei confini nazionali. Con alcune significative prese di posizione: (a) il crocifisso rappresenta indubbiamente e primariamente un simbolo religioso, (b) l’esposizione del crocifisso privilegia una religione sulle altre, (c) l’esistenza di una tradizione non esime lo Stato dal rispetto dei diritti (d) lo Stato si deve comunque far carico di garantire che gli atti e i comportamenti dell’istituzione scolastica siano pluralisti e inclusivi. Qui la Corte europea, dato atto del contrasto nella giurisprudenza nazionale, pare invitare con garbo i giudici italiani a rivedere alcune affermazioni pregiudizialmente favorevoli all’esposizione del Crocifisso e a valutare con attenzione i casi concreti alla luce della Costituzione e della legislazione nazionale.
Ringraziamo la famiglia Albertin-Lautsi per l’impegno profuso in questi anni per far valere un diritto ed un principio che appartengono a tutti noi.
Non muta la nostra preoccupazione che attraverso la presenza di un simbolo religioso nei locali scolastici si possa giustificare il privilegio di una religione “prevalente” e dunque favorire una predominanza della chiesa cattolica romana e delle sue gerarchie nella realtà sociale e politica italiana, come più volte in questi anni abbiamo dovuto constatare e denunciare. Si accentua la nostra preoccupazione per l’atteggiamento dei Governi e della c.d. opposizione politica, che rivela l’intento di conservare una sorta di gerarchia di fedi religiose con al vertice il cattolicesimo, ex religione di stato detronizzata di diritto, a seguito della revisione pattizia del 1984, ma di fatto sempre dominante, e via via le altre religioni o convinzioni personali.
Una visione lungimirante della nostra storia e della nostra società ci induce a continuare ad impegnarci con maggiore determinazione per ottenere un pluralismo inclusivo e un sistema di garanzie capace di assicurare la laicità e la neutralità delle istituzioni civili.
CGD – Coordinamento Genitori Democratici Onlus, Angela Nava
CIDI – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, Sofia Toselli
Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Bruno Moretto
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Tullio Monti
Consulta Romana per la Laicità delle Istutuzioni, Flavia Zucco
FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti, Gigliola Corduas
MCE – Movimento di Cooperazione Educativa, Maria Cristina Martin
Scuola per la Repubblica, Antonia Sani
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Raffaele Carcano
Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi
Fondazione Critica Liberale, Enzo Marzo
Associazione Italialaica.it, Mirella Sartori
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Maria Mantello
C.I.E.I. – Comitato Insegnanti Evangelici Italiani, Lidia Goldoni
Movimento d’azione Giustizia e Libertà, Antonio Caputo
Associazione nazionale Liberacittadinanza, Maria Ricciardi Giannoni
Democrazia Laica, Enrico Modigliani
Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista, promossa dagli evangelici italiani”, Nicola Pantaleo
CRIDES – Centro Romano di Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola, Antonia Sani
Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Cesare Pianciola
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“Scuola bene comune”, intervento del portavoce della Rete Laica Bologna
Il portavoce della Rete Laica Bologna, Maurizio Cecconi, ha partecipato al convegno organizzato dalla Federazione della Sinistra [qui e qui], con un intervento dal titolo “Scuola bene comune”. Ecco l’audio.
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Stasera riunione della Rete Laica Bologna
Stasera alle ore 21.00, presso la Chiesa Evangelica Metodista, si terrà la riunione mensile della Rete Laica Bologna.
– Cosa possiamo fare per promuovere il referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie.
– Nostro appello e adesione alla manifestazione del 12.03 in difesa della scuola pubblica e della Costituzione.
– Mostra su Mazzini (e iniziative degli evangelici e della comunità ebraica).
Tags: Chiesa Evangelica Metodista, Costituzione, Finanziamenti, Giuseppe Mazzini, Laicità, Manifestazione, Referendum, Rete Laica Bologna, Scuola
Presentato referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie
Il Comitato Articolo 33 – di cui la Rete Laica Bologna è co-promotrice – ha presentato un quesito referendario, per chiedere ai cittadini di Bologna se preferiscono che tutti soldi dell’Amministrazione vadano alle scuole pubbliche o se parte di essi debba andare anche alle scuole private.
Chiediamo a tutti i soci e le socie delle associazioni aderenti alla Rete Laica, agli amici e alle amiche, ai e alle simpatizzanti della laicità delle Istituzioni, di aiutarci a promuovere questa iniziativa, tanto importante quanto impegnativa.
Il Comitato Articolo 33 ha aperto un sito dove saranno pubblicati tutti i materiali e le notizie relative al referendum. E’ stata aperta anche una pagina Facebook e un account Twitter: iscrivetevi!
Infine, ecco il primo manifesto della campagna referendaria. Noi lo troviamo bellissimo. Voi?
[Scarica il manifesto: .jpg | 2 MB]
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Pensionamento Monsignor Vecchi e insediamento Don Silvagni. Dimissioni accettate immediatamente
Comunicato stampa, 08 febbraio 2011
PENSIONAMENTO MONSIGOR VECCHI
E INSEDIAMENTO DON SILVAGNI.
CECCONI: “DIMISSIONI ACCETTATE
DAL PAPA ALLA PRIMA PRESENTAZIONE.
AUGURI DI UN MANDATO
NON INTERVENTISTA A DON SILVAGNI”
in merito al pensionamento di Monsignor Vecchi
e all’insediamento del nuovo vicario, Don Silvagni.
“E’ significativo che Benedetto XVI abbia accettato le dimissioni presentate allo scoccare dei 75 anni da Monsignor Vecchi. E’ prassi della Chiesa Cattolica respingerle almeno la prima volta. Il fatto che siano state immediatamente accettate è segno di una chiara volontà di voltar pagina e protagonisti. E’ molto probabile che non sia stata estranea a questa decisione del Papa il ruolo svolto dalla Curia di Bologna e da Monsignor Vecchi nel rallentare e ostacolare i processi contro Don Andrea Agostini, il sacerdote condannato per abusi sessuali nei confronti di alcune bambine dell’asilo da lui diretto. In quell’occasione la Magistratura sottolineò che la Curia e in particolar modo Monsignor Vecchi “avevano ostacolato il corso della giustizia”, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Ricordiamo che l’11 Novembre 2004 le educatrici dell’asilo informarono i genitori di quanto purtroppo accadeva. Decisero di avvisare i superiori del prete e la direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, si recarono a Bologna per incontrare i responsabili della Curia. L’incontro avvenne il giorno 8 Gennaio 2005, alla presenza di Mons. Ernesto Vecchi, numero due della Chiesa bolognese”.
“Secondo quanto riportato dall’educatrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Quando Mons. Vecchi seppe poi che era già scattata una denuncia, si arrabbiò moltissimo, urlò contro la maestra, sostenendo che era pagata da loro”.
“I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna del prete pedofilo, hanno precisato infatti che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto del parroco, e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili””.
“Il mandato di Monsignor Vecchi è stato contraddistinto da omissioni e da un interventismo volto ad attaccare la laicità delle nostre Istituzioni locali. Dai finanziamenti alle scuole private all’ora di religione cattolica, dal testamento biologico alle coppie di fatto, non sono mai mancati pulpiti reboanti da cui esprimersi. Quando due ragazzi omosessuali furono picchiati perché si tenevano per mano, Vecchi dichiarò che “la violenza è cugina della trasgressione”. Come dire: se l’erano cercata…”
“Al neo vicario Don Silvagni dunque auguriamo di cuore un mandato più equilibrato e non giocato tutto all’attacco della laicità delle Istituzioni”.
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