Source: http://docplayer.it/205783-Gestionedellamaternita-ealtriistituti-delrapportodilavoro.html
Timestamp: 2017-02-24 06:42:44+00:00

Document:
Gestionedellamaternità ealtriistituti delrapportodilavoro - PDF
Gestionedellamaternità ealtriistituti delrapportodilavoro
Download "Gestionedellamaternità ealtriistituti delrapportodilavoro"
1 Gestionedellamaternità ealtriistituti delrapportodilavoro RAPPORTO DELLA MALATTIA CON GLI ALTRI ISTITUTI L insorgere dell evento maternità influenza anche le modalità di gestione collegate ad altri istituti del rapporto di lavoro, per i quali pertanto deve essere eseguita una valutazione specifica. Vediamone nel dettaglio le principali implicazioni. Maturazione ratei Normativa I periodi di congedo di maternità devono essere computati nell anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alle mensilità aggiuntive e alle ferie. Gli stessi periodi sono considerati, ai fini della progressione nella carriera, come attività lavorativa, quando i CCNL non richiedano a tale scopo particolari requisiti. D.Lgs , n. 151 Articolo 22 Trattamento economico e normativo Comma 3. I periodi di congedo di maternità devono essere computati nell anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia e alle ferie. Con riferimento alle mensilità aggiuntive occorre fare qualche considerazione tenutocontochel INPSriconosce(esifacarico)anchediquestapartedi retribuzione spettante alla lavoratrice durante il congedo di maternità. Infatti la retribuzione media giornaliera utilizzata dall istituto per indennizzare la lavoratrice si compone della quota di retribuzione ordinaria maggiorata dell incidenza delle retribuzioni differite. Si pone pertanto il problema di comprendere quando e come il datore di lavoro debba tener conto della predetta anticipazione da parte dell INPS della quota parte di mensilità aggiuntive riferita ai periodi di congedo di maternità. In particolare possono verificarsi 2 ipotesi: 1. durante il congedo di maternità il datore di lavoro ha effettivamente integrato il trattamento economico corrisposto dall INPS: è il caso in cui il datore ha l obbligo di integrare al 100% quanto erogato dall INPS. In questa ipotesi, il datore di lavoro corrisponde nel singolo mese di congedo una retribuzione integrativa dell indennità INPS recuperando di fatto il rateo corrisposto dall Istituto;2 Esempio Lavoratrice con qualifica di impiegata con integrazione al 100% 1. Retribuzione mese precedente: euro Retribuzione differita: euro 125 Retribuzione Media Giornaliera: = ,17 = euro 54, Ipotizziamochesianodaindennizzare30giorni:euro54,17x30=1.625,10(dicui4,17x30=125,10atitolodiretribuzionedifferita) Retribuzione lorda di diritto: euro 1.850,00 Aliquota contributiva carico dipendente: 9,19 Indennità di maternità INPS lordizzata: euro 1.625,10 x 100 = euro 1.789,56 (100 9,19) Integrazione carico datore di lavoro = 1.850, ,56 = euro 60,44 Così operando il datore di lavoro ha di fatto riassorbito quanto erogato dall INPS a titolo di mensilità aggiuntiva e pertanto il lavoratore ha diritto al riconoscimento pieno delle retribuzioni differite. Infatti se il datore di lavoro avesse invece integrato l indennità INPS con riferimento soltanto alla retribuzione ordinaria (e non anche quella differita), la predette integrazione sarebbe risultata superiore all importo di euro 60,44 e pari a: Indennità di maternità INPS lordizzata: 1.500,00 x 100 = euro 1.651,80 (100 9,19) Integrazione carico datore di lavoro = 1.850, ,80 = 198,20 2. duranteilcongedodimaternitàildatoredilavorononhaeffettivamente integrato il trattamento corrisposto dall INPS: riguarda sia i casi in cui non è prevista affatto l integrazione dell indennità INPS sia i casi in cui pur essendo in astratto prevista l integrazione, dal calcolo eseguito non corrisponde una reale integrazione che il datore di lavoro sia tenuto a garantire. In tali ipotesi pertanto il trattamento che la lavoratrice percepisce durante il congedo di maternità comprende già una quota di quanto dovuto per i ratei di mensilità aggiuntive. Pertanto il datore di lavoro all atto della corresponsione delle predette mensilità aggiuntive potrà recuperare quanto i fatto già corrisposto dall istituto previdenziale. Esempio Lavoratrice con qualifica di impiegata senza integrazione 1. Retribuzione mese precedente: Euro Retribuzione differita: Euro 125 Retribuzione Media Giornaliera: Euro = ,17 = 54, Ipotizziamochesianodaindennizzare30giorni:Euro54,17x30=1.625,10(dicui4,17x30=125,10atitolodiretribuzionedifferita) Retribuzione lorda di diritto: 1.650,00 Aliquota contributiva carico dipendente: 9,19 Indennità di maternità INPS lordizzata: 1.625,10 x 100 = 1.789,56 (100 9,19) Integrazione carico datore di lavoro = 1.650, ,56 = 139,56(negativa) In questo caso l importo che il datore di lavoro anticipa è comprensivo di euro 125,10 a titolo di mensilità aggiuntiva. Lo stesso importo pertanto sarà recuperato dal datore di lavoro in fase di erogazione delle retribuzioni differite.3 Per quanto attiene invece ai ratei di ferie, permessi e ROL durante il congedo di maternità, la lavoratrice continua a maturare regolarmente i ratei. Le ferie e le assenze eventualmente spettanti alla lavoratrice ad altro titolo non vanno godute contemporaneamente ai periodi di congedo di maternità. Infine, relativamente alla maturazione del trattamento di fine rapporto la lavoratrice ha diritto ad un accantonamento pari a quello spettante nell ipotesi in cui avesse normalmente svolto la sua prestazione lavorativa ex at c.c. Normativa D.Lgs , n. 151 Articolo 22 Trattamento economico e normativo Comma 2. L indennità di maternità comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia, è corrisposta con le modalità di cui all articolo 1, del decreto legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33 e con gli stessi criteri previsti per l erogazione delle prestazioni dell assicurazione obbligatoria contro le malattie. Malattia Infortunio sul lavoro e malattia professionale Assegno per il nucleo familiare Congedo matrimoniale In relazione all insorgenza di un evento di malattia durante la fruizione del congedo di maternità si pone il problema di stabilire quale trattamento economico debba essere corrisposto. A questo proposito è lo stesso legislatore che indica le modalità di indennizzo (art. 22, c. 2, T.U.) stabilendo che l indennità per congedo di maternità è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia. Sull argomento si segnala anche la medesima posizione assunta dall INPS in via amministrativa con la circolare n. 8 del 2003, punto 5). L INAIL, circ. n , n. 33, ha disposto che il trattamento economico per inabilità temporanea debba essere prevalente su quello economico di maternità. Pertanto, in caso di astensione dal lavoro per maternità e di contemporaneo riconoscimento della inabilità temporanea da infortunio o malattia professionale, l indennità di maternità non dovrà essere corrisposta per tutto il periodo per il quale l INAIL provvede al pagamento dell indennità giornaliera; tuttavia all INPS fa carico l eventuale integrazione dell indennità corrisposta dall INAIL, fino a concorrenza dell importo spettante a titolo di indennità di maternità(inps, circ n. 182/1997). Alla lavoratrice titolare di assegno per il nucleo familiare spetta l assegno stesso per tutto il periodo di congedo di maternità con le consuete modalità di riconoscimento. Nel caso di corresponsione dell assegno per congedo matrimoniale esiste una incompatibilità con la contemporanea erogazione dell indennità di maternità. Infatti, come precisato in via amministrativa dall INPS con circolare n. 248 del 1992, i trattamenti(tra gli altri) di maternità traggono origine dalla loro funzione sostitutiva di un reddito perso e possono essere corrisposti soltanto allorquando per le stesse giornate il lavoratore non fruisca di altri trattamenti retributivi a carico del datore di lavoro o di altro ente diverso dall INPS.4 Durante i periodi di congedo di maternità la lavoratrice ha diritto alla contribuzione figurativa da accreditare senza la necessità di rispettare un requisito minimo di contribuzione(art. 8, legge n. 155/1981). Nel caso in cui il congedo di maternità si realizzi al di fuori del rapporto di lavoro, l accredito figurativo dei contributi avviene su domanda della lavoratrice e sempre che possa far valere, all atto della presentazione della domanda, almeno 5 anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attività lavorativa subordinata e indipendentemente dalla collocazione temporale dell evento e dal fatto che sia stata svolta attività lavorativa in settori che non prevedevano o non prevedano l accredito figurativo o il riscatto per maternità. Diversamente quindi se il requisito quinquennale è raggiunto con attività di lavoro autonomi la lavoratrice non ha diritto all accredito figurativo(insp, msg. n. 6726/2005). Dal , (data di entrata in vigore della legge n. 903/1977), il congedo di maternità/paternità riconosciuto in caso di adozioni nazionali e internazionali e di affidamento è equiparato al congedo di maternità/paternità (INPS, circ. n. 542/1980). Pertanto, se fruito in costanza di rapporto di lavoro, il relativo accredito figurativo non richiede alcuna anzianità contributiva pregressa. A decorrere dall , anche perleimpresepartecipatedallostato(art.20,c.2,leggen.133/2008)è previsto il versamento di aliquote contributive volte a finanziare le prestazioni di maternità. Tali aliquote sono comprensive anche della contribuzione figurativa. Conseguentemente, si dovrà procedere ad accreditare la contribuzione figurativa per i periodi caratterizzati dagli eventi di maternità anche nel caso in cui il lavoratore dipendente, non sia titolare di posizione assicurativa nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti, e a prescindere dall Ente pensionistico di appartenenza. L INPS provvederà poi a trasferire tale contribuzione figurativa presso le gestioni pensionistiche cui sono assicurati i lavoratori interessati(es. INPDAP, IPOST, Fondo Speciale per il personale delle Ferrovie dello Stato)(Inps, msg /2009). Contribuzione figurativa EFFETTI SULLA GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO L insorgere dell evento maternità ha dei riflessi anche nelle modalità di gestione del rapporto di lavoro. Rientrano in questa casistica le disposizioni normative legate ai controlli prenatali, alla disposizioni in materia di conservazione del posto di lavoro, al divieto di licenziamento, alle modalità di rassegna delle dimissioni nonché ad altre ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro ha il dovere di concedere dei permessi retribuiti alla lavoratrice gestante che, durante l orario di lavoro, necessita di esami prenatali. Per la fruizione dei permessi, la lavoratrice deve presentare al datore un apposita richiesta e successivamente la relativa documentazione giustificativa, attestante la data e l orario di effettuazione degli esami. In base al principio di parità di trattamento stabilito dalla direttiva comunitaria 76/207/CEE, le ore di permesso usufruite non riducono il monte ore annuo di permessi retribuiti previsto dal CCNL applicato in azienda(art. 14, D.Lgs. n. 151/2001; INAIL, circ. n. 51/2001). A seguito della richiesta dei permessi di cui trattasi il datore di lavoro può fornire la seguente comunicazione: Controlli prenatali5 Facsimile Comunicazione per esami prenatali Alla lavoratrice... Vista la Sua istanza in data..., si prende atto che Ella resterà assente il giorno..., presumibilmente dalle ore... alle ore..., per l effettuazione di controlli prenatali che debbono essere eseguiti durante l orario di lavoro. La retribuzione di tale permesso e la giustificazione dell assenza sono condizionati alla tempestiva produzione della relativa documentazione giustificativa che, ai sensi dell art. 14, D.Lgs. n. 151/2001, dovrà attestare anche la data e l orario di effettuazione degli esami. Firma del datore di lavoro... Conservazione del posto di lavoro (art. 56, D.Lgs. n. 151/2001) Divieto di licenziamento (art. 54, D.Lgs. n. 151/2001) Il divieto di licenziamento nonsiapplicanelcaso: Le lavoratrici che si astengono dal lavoro durante il periodo obbligatorio, la norma garantisce la conservazione del posto di lavoro e il diritto di rientrare nella stessa unità produttiva dove era occupata all inizio del periodo di gravidanza o in un altra unità purché ubicata nello stesso comune; finoalcompimentodiunannodietàdelbambino,inoltre,hannodiritto di essere adibite alle mansioni da ultimo svolte o a mansioni equivalenti. Le lavoratrici non possono essere licenziate dall inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro, e comunque fino al compimento di un anno di età del bambino. Per la determinazione dell inizio del periodo di gravidanza si presume che il concepimento sia avvenuto 300 giorni prima della data del parto, indicata nel certificato medico(art. 4, D.P.R. 1026/1976). Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza, prescindendo dalla conoscenza che il datore abbia o possa avere della condizione della dipendente. La lavoratrice, licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto, è tenuta a presentare al datore di lavoro idonea certificazione dalla quale risulti l esistenza, all epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano. Pertanto la presentazione del certificato di gravidanza ha una funzione meramente informativa e probatoria, poiché l inizio del divieto di licenziamento non è collegato alla presentazione del certificato stesso quanto all inizio della gestazione. Nel caso in cui il datore proceda comunque con il licenziamento, quest ultimo è considerabile nullo e improduttivo di effetti. Infatti il rapporto deve ritenersi giuridicamente pendente e il datore inadempiente è obbligato al pagamento a titolo risarcitorio delle retribuzioni successive alla data di effettiva cessazione del rapporto o, qualora la stessa non abbia informato tempestivamente il datore delle sue condizioni, dal momento della comunicazione accompagnata dal certificato medico (Cass /2004 e 18537/2004). a) di colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro; b) di cessazione dell attività dell azienda cui essa è addetta; c) di ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine; d) di esito negativo della prova.6 Durante il periodo nel quale opera il divieto di licenziamento, la lavoratrice non può essere sospesa dal lavoro, salvo il caso che sia sospesa l attività dell azienda o del reparto cui essa è addetta, sempreché il reparto stesso abbia autonomia funzionale. La lavoratrice non può altresì essere collocata in mobilità a seguito di licenziamento collettivo ai sensi della legge n. 223/ 1991 e successive modificazioni, salva l ipotesi di collocamento in mobilità a seguito della cessazione dell attività dell azienda. Nel caso in cui la lavoratrice intenda presentare richiesta di dimissioni durante il periodo di gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino, dovrà convalidare la richiesta presso il Servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio. La risoluzione del rapporto di lavoro è condizionata dalla suddetta convalida al fine di evitare che la volontà di dimettersi sia stata condizionata dal datore di lavoro. In caso di dimissioni volontarie, durante il periodo in cui vige il divieto di licenziamento, la lavoratrice non è tenuta al preavviso e ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento (quindi le dovrà essere riconosciuta ad esempio l indennità sostitutiva del preavviso). Si segnala la Cassazione n del 12 aprile 2000 secondo la quale tali indennità non sono dovute se il datore di lavoro provi che la lavoratrice abbia, senza intervallo di tempo, iniziato un nuovo lavoro dopo le dimissioni(salvo il caso in cui la lavoratrice dimostri che il nuovo lavoro sia meno vantaggioso sia sul piano patrimoniale che non patrimoniale). La convalida presso la DPL si ritiene necessaria anche nel caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Ai fini della convalida si precisa che la lavoratrice dovrà essere sempre convocata personalmente presso gli uffici della DPL affinché il funzionario addetto possa accertare la spontaneità delle dimissioni della lavoratrice (circolare Ministero del Lavoro prot. 25/II/ ). A conclusione del colloquio è redatto il documento della dichiarazione di dimissioni della lavoratrice, presente a pagina seguente. L indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro (art. 24 T.U.; INPS, circ. 83/1988, 50/2005, 4/2006; Cass. sent /2009): per: a) colpa grave della lavoratrice, costituente giusta causa di licenziamento (è costituzionalmente illegittimo l art. 24, c. 1, T.U. nella parte in cui esclude la corresponsione dell indennità di maternità nell ipotesi in questione: Corte Cost. 405/2001); b) cessazione dell attività dell azienda in cui è addetta la lavoratrice; c) ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine, purché le condizioni di cui ad a), b) e c) si verifichino durante il congedo ordinario di maternità o durante i periodi di interdizione anticipata. La cessazione del rapporto di lavoro non incide sulla validità dei provvedimenti di interdizione disposti quando per le lavoratrici sussistono gravi complicanze della gestazione o preesistenti forme morbose che si presume Dimissioni (art. 55, D.Lgs. n. 151/2001) Risoluzione rapporto di lavoro7 MATERNITÀ NEL RAPPORTO DI LAVORO 30 IL SOLE 24 ORE N. 5 maggio 20108 possano essere aggravate dallo stato di gravidanza(lett. a, c. 2, art. 17 T.U.). Incide, invece, nei casi di condizioni di lavoro o ambientali che siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino e quando non sia possibile assegnare la lavoratrice ad altre mansioni: in questo caso, infatti, non si può prescindere dalla esistenza di un rapporto di lavoro poiché le cause di estensione del periodo di congedo sono ontologicamente connesse alla gravosità delle immodificabili mansioni lavorative(lett. b e c, c. 2, art. 17T.U.). Possono godere dell indennità giornaliera di maternità anche quelle lavoratrici che all inizio del congedo di maternità si trovano: 1) sospese; 2) assenti dal lavoro senza retribuzione; 3) disoccupate; purché tra l inizio della sospensione, dell assenza o della disoccupazione e l inizio del congedo non siano trascorsi più 60 giorni. L indennità di maternità è riconosciuta in luogo all indennità ordinaria di disoccupazione e quella con i requisiti ridotti anche a quelle lavoratrici che iniziano il congedo di maternità quando sono trascorsi più di 60 giorni ma che sono disoccupate e godono della suddetta indennità di disoccupazione. Ove l indennità di disoccupazione non fosse stata sostituita dall indennità di maternità, la lavoratrice madre ha diritto all indennità di maternità, in luogo dell indennità di disoccupazione, per tutto il periodo previsto per l astensione dal lavoro, anche se nel frattempo è scaduto il limite entro il quale avrebbe avuto diritto all indennità di disoccupazione. Lo stesso criterio vale per le lavoratrici che si trovano sospese e in godimento del trattamento di integrazione salariale a carico della CIG. Lo stesso beneficio è previsto in favore della lavoratrice che non è in godimento dell indennità di disoccupazione perché non assicurata contro tale evento, purché all inizio del congedo per maternità non siano decorsi più di 180 giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e purché nell ultimo biennio risultino versati 26 contributi settimanali per l assicurazione di maternità. Normativa Decreto legislativo del 26 marzo 2001, n. 151 Articolo 17 Estensione del divieto 2. Il servizio ispettivo del Ministero del lavoro può disporre, sulla base di accertamento medico, avvalendosi dei competenti organi del Servizio sanitario nazionale, ai sensi degli articoli 2 e 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, l interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza, fino al periodo di astensione di cui alla lettera a), comma 1, dell articolo 16, o fino ai periodi di astensione di cui all articolo 7,comma6,eall articolo12,comma2,perunoopiùperiodi,lacuiduratasaràdeterminatadalserviziostesso,periseguentimotivi: a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, secondo quanto previsto dagli articoli 7 e 12. La lavoratrice in gravidanza, prima dell inizio del periodo obbligatorio di congedo,deveconsegnarealdatoreeall INPS (artt. 21 e 76, D.Lgs. n. 151/2001; INPS, circ. n. 82/2001; INPS, msg. n. 9937/2006; INPS, msg. n /2007; INPS, msg. n /2008; INPS, circ. n. 87/2008): Presentazione della domanda9 1) il certificato medico attestante la data presunta del parto; 2) i propri dati anagrafici; 3) idatidell aziendapressolaqualelavoraeilmesedellagestazione alla data della visita. Entro 30 giorni dal parto la lavoratrice deve presentare il certificato di nascita del figlio o una dichiarazione sostitutiva, sia al datore che all INPS: il termine deve intendersi ordinatorio e non perentorio (INPS, circ. n. 8/2003). Nei casi di gravidanza a rischio o di mansioni pericolose per cui è prevista l astensione obbligatoria anticipata rispetto al periodo ordinario, è necessaria la presentazione tempestiva al datore di una copia del provvedimento di interdizione rilasciato dalla DPL. In caso di interruzione della gravidanza avvenuta dopo il 180 giorno dall inizio della gestazione, è necessario produrre tempestivamente al datore la documentazione sanitaria. Il datore deve rilasciare la ricevuta dei certificati e di ogni altra documentazione prodotti dalla lavoratrice e, inoltre, è tenuto a conservare le certificazioni a disposizione della DPL per tutto il periodo nel quale la lavoratrice è soggetta alla tutela della legge(art. 16, D.P.R. n. 1026/1976). Abilitati al rilascio dei certificati sono i medici del SSN. Qualora detti documenti siano redatti da medici diversi, il datore oppure l INPS hanno facoltà di accettare i certificati stessi o di richiederne la regolarizzazione alla lavoratrice interessata. Nel produrre la documentazione necessaria è opportuno considerare che non possono essere autocertificati: certificato medico di gravidanza; altre certificazioni sanitarie previste in relazione alle singole fattispecie; provvedimenti inerenti all adozione/affidamento; certificazione attestante l ingresso in Italia del minore rilasciato dalla Commissione Adozioni Internazionali; certificato dell Ente autorizzato a curare la procedura di adozione attestante l ingresso in famiglia del minore adottato/affidato; provvedimento con cui è disposto l affidamento esclusivo del minore al genitore richiedente ex art. 155 bis c.c. I certificati medici contenente i dati sensibili di tipo sanitario (certificato medico di gravidanza, certificazioni sanitarie per la flessibilità, certificato medico per la grave infermità della madre) vanno in busta chiusa recante la dicitura contiene dati sensibili. Per beneficiare del trattamento economico a carico dell INPS la lavoratrice deve presentare apposita domanda di indennità utilizzando il modello MAT COD SR01 scaricabile dal sito nella sezione moduli allegando i certificati medici in busta chiusa. Il modulo deve essere consegnato prima dell inizio del periodo di congedo, sia al datore di lavoro sia alla sede INPS competente per territorio in ragione della residenza o domicilio della lavoratrice. Nel caso di parti o di adozioni/affidamenti plurimi, non è necessario che la lavoratrice consegni tanti modelli in ragione del numero dei nati o degli adottati/affidati: in quest ultimo caso è sufficiente che, per ogni singolo minore adottato/affida10 to, venga compilato più volte il solo riquadro contenente i dati anagrafici del minore stesso. La lavoratrice che adotta un minore italiano o straniero ha diritto al congedo di maternità a prescindere dall età del minore all atto dell adozione(art. 26, D.Lgs. n. 151/2001; INPS, circ. n. 16/2008). Il congedo di maternità non spetta in caso di adozione o affidamento di soggetti maggiorenni. Nel caso di adozione nazionale la lavoratrice ha diritto al congedo per i primi 5 mesi decorrenti dal giorno successivo all effettivo ingresso del minore nella propria famiglia, oltre al giorno di ingresso (complessivi 5 mesie1giorno). Nel caso di adozione internazionale la lavoratrice ha diritto al congedo, anche frazionato, per i primi 5 mesi decorrenti dal giorno successivo all effettivo ingresso del minore in Italia risultante dall autorizzazione rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre al giorno di ingresso del minore nella famiglia(complessivi 5 mesi e 1 giorno). Il congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell ingresso in Italia del minore, per consentire alla lavoratrice la permanenza all estero finalizzata all incontro con il minore e agli adempimenti relativi alla procedura adottiva. I periodi di permanenza all estero sono certificati dall Ente autorizzato che ha curato la procedura di adozione. I provvedimenti di adozione pronunciati in uno Stato straniero diventano efficaci in Italia a seguito di trascrizione del provvedimento stesso nei registri dello stato civile disposta dal tribunale italiano competente (art. 32, legge n. 184/1983). Nel caso di affidamento di un minore la lavoratrice ha diritto all astensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a 3 mesi, anche frazionato, entro un periodo di 5 mesi decorrenti dalla data di affidamento(artt. 2 ss., legge n. 184/1983). L indennità di maternità per i soggetti iscritti alla gestione separata INPS (D.M ; INPS, circ. 137/2007) è erogata direttamente dall INPS ed è subordinata all effettiva astensione dall attività lavorativa, previa relativa attestazione nelle forme della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da parte della lavoratrice e del committente (o associante in partecipazione) o della libera professionista. Le lavoratrici hanno l onere di corredare la domanda di maternità (Mod. Mat/Gest. Sep. COD. SR29) del certificato medico di gravidanza attestante la suddetta data, da presentare in busta chiusa prima dell inizio del congedo. In mancanza del suddetto certificato medico di gravidanza, ai fini della determinazione del periodo indennizzabile a titolo di maternità, verrà presa a riferimento la data effettiva del parto, con conseguente riconoscimento di un periodo indennizzabile pari ai due mesi precedenti la data effettiva del parto e ai tre mesi successivi alla data stessa (periodo complessivamente pari a 5 mesi e ungiorno). L indennità economica giornaliera riconosciuta a tale tipologia di lavoratrici è pari all 80% di 1/365 del reddito prodotto nei 12 mesi precedenti l astensione per maternità. Adozione e affidamento Gestione separata INPS Documenti analoghi
DIRITTI ED OPPORTUNITà PER I GENITORI CHE LAVORANO DIRITTI ED OPPORTUNITà PER I GENITORI CHE LAVORANO 1 premessa La tutela della lavoratrice madre è un principio fondamentale sancito dall articolo 37 della Dettagli SINTESI DEL CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO. C.C.N.L. con validità dal 01/07/2013 al 31/12/2016
SINTESI DEL CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO C.C.N.L. con validità dal 01/07/2013 al 31/12/2016 MINIMI RETRIBUTIVI FISSATI DALLA COMMISSIONE NAZIONALE DECORRENZA 1 GENNAIO 2014 CONVIVENTI DI CUI ART. 15-2 Dettagli CAPO I Aspettative, congedi, ferie
CAPO I Aspettative, congedi, ferie ART. 1 ASPETTATIVA PER DOTTORATO DI RICERCA O BORSA DI STUDIO 1) ASPETTATIVA SENZA ASSEGNI I dipendenti con rapporto a tempo indeterminato ammessi ai corsi di dottorato Dettagli PUO ESSERE RICHIESTA PER:
L INTERDIZIONE DAL LAVORO PER LE LAVORATRICI MADRI (decreto legislativo n. 151/2001 così come modificato dalla legge 4/04/2012, n. 35) http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/01151dl.htm PUO ESSERE RICHIESTA Dettagli Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza
Manuale per i lavoratori del settore privato in materia di conciliazione vita/lavoro: diritti e opportunità A cura di Raffaella Calasso Responsabile Ufficio Legale Aeroporti di Puglia S.p.a., in collaborazione Dettagli Differenze tra il trattamento di mobilità in deroga annualità 2012 e annualità 2013
Domanda per i lavoratori dipendenti Per ottenere il congedo parentale, oltre a possedere i requisiti di legge, è necessario compilare il modulo in tutte le sue parti e consegnarlo sia al datore di lavoro Dettagli Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time
Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org. giud., Uff, II) Con la presente nota-circolare si ritiene Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME
La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità La sezione relativa all esposizione sintetica e analitica dei dati relativi al Tfr, alle indennità equipollenti e alle altre indennità e somme, Dettagli GUIDE Il lavoro part time
Il Part-Time in Poste Italiane Vademecum Che cos è? Il contratto a tempo parziale è un contratto di lavoro subordinato che prevede una prestazione di lavoro di durata inferiore rispetto alle 36 ore settimanali Dettagli Gestione separata INPS: gli aumenti dal 1 gennaio 2015
Ai gentili clienti Loro sedi Gestione separata INPS: gli aumenti dal 1 gennaio 2015 Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che, in assenza di provvedimenti sul punto da parte della L. Dettagli COLF E BADANTI. Via Abruzzi, 3-00187 Roma tel. 06/8440761 - fax 06/42085830 caaf.nazionale@cisl.it www.caafcisl.it
Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18 Dettagli Direzione Centrale Pensioni. Roma, 10/04/2015
Direzione Centrale Pensioni Roma, 10/04/2015 Circolare n. 74 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore Dettagli Richiamoallearmi. Fonti normative. Conservazione del posto. Periodo di prova. Indennità economica
OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 1 CARTA DEI SERVIZI OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 19 OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 2 Prefazione IL CAMMINO DELLA QUALITÀ Inps, come le altre pubbliche Amministrazioni Dettagli I Trattamenti di Fine Servizio nel pubblico impiego (TFS-TFR): TEMPI LIQUIDAZIONE
Giugno 2014 I Trattamenti di Fine Servizio nel pubblico impiego (TFS-TFR): TEMPI LIQUIDAZIONE a cura di G. Marcante Da 24 a 48 mesi di attesa! come è possibile? Premessa L art. 1, commi 484 e 485 della Dettagli Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro
Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi: ok dall'inps Ipsoa.it di Aldo Forte Pubblicista Esperto in materia previdenziale L'Inps, con la circolare n. 16/2013, chiarisce che per i soggetti con un'anzianita' Dettagli Quando il tempo non è galantuomo. A cura di S. Martorelli & P. Zani Corso aggiornamento Agenti sociali FNP CISL Milano Aggiornato al giugno 2014
L Operatore Locale di Progetto OLP L Operatore Locale di Progetto CHI E? Qualcuno piu esperto del volontario, con il quale stabilisce un rapporto da apprendista a maestro, dal quale imparera, sara seguito, Dettagli l inabilità temporanea, l invalidità permanente
Inabilità temporanea e invalidità permanente Quali sono le tutele che intervengono in questi casi? Ecco il primo articolo di approfondimento sul tema degli eventi da esorcizzare Con questo primo articolo Dettagli 32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO PART-TIME INDICE Art. 1 Finalità Art. 2 Campo di applicazione Art. 3 Contingente che può essere destinato al tempo Dettagli CONTRIBUTI FIGURATIVI
Allegato Mod. Q Sportello Unico per l Immigrazione di (1) Il sottoscritto datore di lavoro comunica la stipula del seguente CONTRATTO DI SOGGIORNO (Art. 5 bis del D.lvo n. 286/98 e successive modifiche) Dettagli COLLABORATORI DOMESTICI STRANIERI
Istituto Nazionale Previdenza Sociale COLLABORATORI DOMESTICI STRANIERI Regolazione del rapporto di lavoro A cura di Coordinamento e Supporto alle attività connesse al Fenomeno Migratorio Marzo 2007 INDICE Dettagli La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi
DIREZIONE REGIONALE PIEMONTE VALLE D AOSTA MODELLO PA04 EDIZIONE AGGIORNATA AL TRIENNIO 2010 2012 SEMPLIFICATO PER LE SCUOLE EDIZIONE Novembre 2010 1.0 1 COMPILAZIONE MOD. PA04 SEMPLIFICATO INDICAZIONI Dettagli ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME
ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME Gli Orari Visite Fiscali 2014 2015 INPS lavoratori assenti per malattia dipendenti pubblici, insegnanti, privati, Dettagli IL COSTO DEL LAVORO DIPENDENTE
CICLO DI LEZIONI SPERIMENTALI PER GLI STUDENTI DEGLI ITC IL COSTO DEL LAVORO DIPENDENTE A cura del prof. Santino Furlan Castellanza, 2 marzo 2001 Il costo del lavoro dipendente Le voci che compongono il Dettagli 2009: il cumulo pensioni + altri redditi
Febbraio 2009 2009: il cumulo pensioni + altri redditi A cura di G. Marcante PREMESSA L art. 19 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, Dettagli Gas-acqua - Rinnovo del c.c.n.l.
Gas-acqua - Rinnovo del c.c.n.l. Con l'ipotesi di accordo 14 gennaio 2014 le Parti stipulanti (Anfida, Anigas, Assogas, Confindustria Energia, Federestrattiva, Federutility con Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Dettagli Riscatto anni di studio e servizio militare. ENPAM-INPS( Ex-INPDAP)
I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di Dettagli SINTESI CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO INDUSTRIA TURISTICA. Federturismo Confindustria, Aica, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil
SINTESI CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO INDUSTRIA TURISTICA PARTI CONTRAENTI Federturismo Confindustria, Aica, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil DATA DI STIPULA 3 febbraio 2008 FINALITÀ Dettagli La guida del pensionato
ASpI, Mini ASpI, Una Tantum per cocopro Tutte le novità sul sostegno al reddito dei lavoratori Giugno 2014 La legge di riforma del mercato del lavoro approvata il 28 Giugno 2012 (L.92/2012) ha introdotto Dettagli INPS - Messaggio 12 febbraio 2015, n. 1094
INPS - Messaggio 12 febbraio 2015, n. 1094 Decreto n. 85708 del 24 ottobre 2014 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze per il prolungamento Dettagli Procedure del personale. Il lavoro durante la Cassa integrazione guadagni Roberto Zaltieri - Consulente del lavoro
Il lavoro durante la Cassa integrazione guadagni Roberto Zaltieri - Consulente del lavoro In quali casi è possibile lavorare durante la Cassa integrazione e con che limiti? Si possono cumulare trattamento Dettagli I CONTRIBUTI FIGURATIVI
I CONTRIBUTI FIGURATIVI Le Guide Inps Direttore Annalisa Guidotti Capo Redattore Iride di Palma Testi Olindo Daliana Giuseppe Manzi Simone Parola Progetto grafico Peliti Associati Impaginazione Aldo Rizzuti Dettagli Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro
Provincia Autonoma di Trento Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro Testo adottato dalla Giunta Provinciale con deliberazione n. xxxx del xx/xx/xxxx ART. 1. ELENCO ANAGRAFICO DEI LAVORATORI Dettagli NUOVE REGOLE IN MATERIA DI STATO DI DISOCCUPAZIONE DAL 1 GENNAIO 2014
NUOVE REGOLE IN MATERIA DI STATO DI DISOCCUPAZIONE DAL 1 GENNAIO 2014 COME ACQUISIRE LO STATO DI DISOCCUPAZIONE Lo stato di disoccupazione si compone di un elemento oggettivo (lo stato di privo di lavoro), Dettagli LINEE DI INDIRIZZO PERSONALE COMPARTO RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. ART. 1 ( Definizione)
1 REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale della Sanità Dipartimento regionale per la pianificazione strategica ********** Servizio 1 Personale dipendente S.S.R. LINEE DI INDIRIZZO PERSONALE Dettagli Sportello Unico per l Immigrazione di (1) Il sottoscritto datore di lavoro comunica la stipula del seguente
Sportello Unico per l Immigrazione di (1) Il sottoscritto datore di lavoro comunica la stipula del seguente Allegato Mod. R CONTRATTO DI SOGGIORNO (Art. 5 bis del D.lvo n. 286/98 e successive modifiche) Dettagli D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797. Testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari (G.U. 7-9-1955, n. 206 - S.O.) STRALCIO
D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797. Testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari (G.U. 7-9-1955, n. 206 - S.O.) STRALCIO TITOLO I DISCIPLINA GENERALE DELLE PRESTAZIONI E DEI CONTRIBUTI CAPO I - Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione;
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E DI RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI, Dettagli COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)
REGOLAMENTO PER L ANTICIPAZIONE DEL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO (LEGGE 29 MAGGIO 1982, N. 297) 1) Beneficiari Hanno titolo a richiedere l anticipazione i lavoratori che abbiano maturato almeno Dettagli Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale
Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale 1 - Individuazione qualifiche e numero di rapporti di lavoro a tempo parziale Il rapporto di lavoro a tempo parziale, anche se a tempo Dettagli Roma, 12/05/2015. e, per conoscenza, Circolare n. 94
Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Pensioni Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Dettagli REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI
Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento Dettagli Le pensioni nel 2004
Le pensioni nel 2004 Con la presente si trasmette il consueto aggiornamento annuale sugli aspetti di maggiore interesse per i nostri associati concernenti la normativa previdenziale INPS, ad eccezione Dettagli Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale
Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo Dettagli IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale Dettagli ORDINE DI SERVIZIO N. 6 DEL 18 Gennaio 2007. Con preghiera di massima diffusione
DIVISIONE II U.P.T.A. e.p.c. Ai Capi Divisione Ai Capi Ufficio Ai Capi Settore Ai Segretari Amministrativi dei Dipartimenti Ai Responsabili dei Laboratori Ai Responsabili delle Biblioteche Ai Presidi di Dettagli L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF
E.P.A.P. Ente di Previdenza ed Assistenza Pluricategoriale Via Vicenza, 7-00185 Roma Tel: 06 69.64.51 - Fax: 06 69.64.555 E-mail: info@epap.it - Sito web: www.epap.it Codice fiscale: 97149120582 Regolamento Dettagli Buoni lavoro per lavoro occasionale accessorio
I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 59 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI RIMBORSI DELLE SPESE SOSTENUTE DAL PERSONALE DIPENDENTE INVIATO IN MISSIONE Approvato con D.G.P. in data 19.4.2012 Dettagli DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA
Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) Partita I.V.A. 00508891207 Cod. Fisc.00421580374 Tel 0516979111 Fax 0516979222 personale@comune.medicina.bo.it DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO Dettagli LA PENSIONE DI VECCHIAIA
Le pensioni di vecchiaia e di invalidità specifica per i lavoratori dello spettacolo (Categorie elencate nei numeri da 1 a 14 dell art. 3 del Dlgs CPS n.708/1947) Questa scheda vuole essere un primo contributo Dettagli DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Vista la legge 8 luglio 1998, n. 230, recante Nuove norme in materia di obiezione di coscienza, e successive modificazioni ed integrazioni; Vista la legge 6 marzo Dettagli Il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
Visto l articolo 2120 del codice civile; Visto l articolo 3 della legge 29 maggio 1982, n. 297; Visto il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252; Visto l articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre Dettagli L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA
L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA L INAIL, IL DATORE DI LAVORO, IL LAVORATORE, COSA DEVONO FARE COSA DEVE SAPERE IL LAVORATORE QUANDO SUBISCE UN INFORTUNIO O Dettagli L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA
L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA a cura del Nucleo Promozione e Sviluppo Responsabile: Cesare Hoffer Il presente documento non ha la pretesa di essere Dettagli Previdenza e Assistenza nel Pubblico impiego
Previdenza e Assistenza nel Pubblico impiego Le schede di approfondimento della Federazione Confsal-Unsa A cura dell Avv. Pasquale Lattari n. 2 Il sistema previdenziale per i pubblici dipendenti. Le competenze. Dettagli INFORTUNIO SUL LAVORO E MALATTIA PROFESSIONALE
AREA LAVORO E PREVIDENZA INFORTUNIO SUL LAVORO E MALATTIA PROFESSIONALE (a cura di Ernesto Murolo) Indice QUANDO SI MANIFESTA UN INFORTUNIO SUL LAVORO...5 1. Se l infortunio ha prognosi fino a 3 giorni...5 Dettagli HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it
1 OGGETTO ANZIANITÀ DI SERVIZIO QUESITO (posto in data 11 luglio 2013) Sono Dirigente Medico di primo livello dal marzo del 2006 e di ruolo, senza interruzioni di servizio, dal luglio 2007. Mi hanno già Dettagli SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ. MARCO FRISONI Castellanza, 27 settembre 2012
CONVALIDA DELLE DIMISSIONI E SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ MARCO FRISONI Castellanza, 27 settembre 2012 La Legge n. 92/2012 si occupa sia della questione delle dimissioni della lavoratrice madre (ovvero Dettagli ACCORDO PER L'UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE PREVISTE DAL FONDO UNICO PER L'EFFICIENZA DEI SERVIZI ISTITUZIONALI. ART. 1 (Risorse)
ACCORDO PER L'UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE PREVISTE DAL FONDO UNICO PER L'EFFICIENZA DEI SERVIZI ISTITUZIONALI ART. 1 (Risorse) 1) Al finanziamento del Fondo costituito ai sensi dell'art. 14 del DPR 16 Dettagli I RAPPORTI DI LAVORO IN AMBITO SPORTIVO DILETTANTISTICO
Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale Dettagli La perequazione automatica delle pensioni dal 1 gennaio 2015
La perequazione automatica delle pensioni dal 1 gennaio 2015 All'interno: Importo pensioni base; Bonus di 154,94; Quattordicesima sulle pensioni basse; Integrazione al trattamento minimo e integrazione Dettagli guida ai diritti dall A alla Z
FUNZIONE PUBBLIC A FRIULI VENEZIA GIULIA COMPARTO MINISTERI guida ai diritti dall A alla Z a cura della segreteria regionale Fp Cgil Fvg - novembre 2010 Comparto ministeriali SOMMARIO A ----------------------------------------------------------------------------------------------- Dettagli IN PENSIONE Come si calcola, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta
a cura di Enzo Mologni e dell Uffi cio Comunicazione CGIL di Bergamo 4 Ottobre 2013 IN PENSIONE Come si calcola, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta Presentiamo in questo numero alcune informazioni Dettagli REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente Dettagli I permessi retribuiti (art. 19 del CCNL del 6 luglio 1995)

References: Articolo 22
 Articolo 22
 articolo 1
 art. 14
 Cass. 
 art. 24
 art. 17
 art. 17
 Articolo 17
 articolo 16
 articolo 7
 articolo12
 art. 155
 articolo 37
 ART. 15
 ART. 1
 art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 19
 ART. 1
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 1
 art. 3
 articolo 2120
 articolo 3
 articolo 1
 ART. 1
 ART. 1
 Articolo 1