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Timestamp: 2020-05-25 23:34:34+00:00

Document:
Consiglio Regionale della Valle d'Aosta - Legge regionale 15 dicembre 2006, n. 32 - Testo storico
Legge regionale 15 dicembre 2006, n. 32 - Testo storico
Legge regionale 15 dicembre 2006, n. 32
Disposizioni in materia di elettrodotti.
AUTORIZZAZIONE ALLA COSTRUZIONE E ALL'ESERCIZIO DI ELETTRODOTTI
Art. 7 - Riunione valutativa preliminare
Art. 11 - Autorizzazione all'esercizio definitivo
Art. 14 - Lavori urgenti
Art. 15 - Domanda in sanatoria
Art. 16 - Spostamenti per ragioni di pubblico interesse
Art. 17 - Piani di risanamento
CATASTO DEGLI ELETTRODOTTI
Art. 21 - Elettrificazione rurale
Art. 24 - Dichiarazione d'urgenza
1. La presente legge, in conformità alla pianificazione territoriale ed urbanistica e nell'ambito delle competenze regionali, disciplina l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di linee elettriche, sottostazioni e cabine di trasformazione per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica, di seguito denominate elettrodotti, ed in particolare delle funzioni concernenti l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di elettrodotti con tensione nominale non superiore a 150 kilovolt (kV), in armonia con i principi di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici), e nel rispetto di quanto stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti).
2. La presente legge è rivolta a garantire:
d) la tempestiva e completa informazione ai cittadini.
a) definisce i tracciati degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 kV, prevedendo e segnalando le fasce di rispetto secondo i parametri fissati dalla normativa statale vigente;
b) la mitigazione dell'impatto visivo e degli elementi di contrasto degli elettrodotti progettati e dei rispettivi tracciati in rapporto ai valori e alle funzioni proprie del contesto interessato;
3. Per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale (VIA) ai sensi della legge regionale 18 giugno 1999, n. 14 (Nuova disciplina della procedura di valutazione di impatto ambientale. Abrogazione della legge regionale 4 marzo 1991, n. 6 (Disciplina della procedura di valutazione dell'impatto ambientale)), la valutazione dell'ottimizzazione rispetto agli obiettivi di cui al comma 2 è effettuata nell'ambito dell'istruttoria relativa alla valutazione di impatto ambientale.
1. Sono soggetti ad autorizzazione la costruzione e l'esercizio di elettrodotti per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica di tensione nominale di esercizio non superiore a 150 kV, la realizzazione di opere accessorie, nonché le variazioni delle caratteristiche elettriche o del tracciato di elettrodotti esistenti.
2. Fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità fissati dalla normativa statale vigente, non sono soggetti ad autorizzazione:
a) gli elettrodotti con tensione nominale non superiore a 1.000 Volt;
b) le opere accessorie, le varianti e i rifacimenti degli elettrodotti che non modificano lo stato dei luoghi e non mutano i parametri elettrici di esercizio;
c) gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli elettrodotti che non mutano i parametri di esercizio elettrici e costruttivi.
1. Al fine dell'ottenimento dell'autorizzazione di cui all'articolo 5, comma 1, gli interessati presentano alla struttura competente ed ai Comuni territorialmente interessati apposita istanza, corredata della documentazione, tecnica ed amministrativa, definita con provvedimento del dirigente della struttura competente.
2. L'istanza e la relativa documentazione restano depositate, durante l'istruttoria, presso la struttura competente a disposizione del pubblico, delle strutture regionali e degli altri enti invitati alla conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 9.
3. Successivamente al ricevimento dell'istanza, la struttura competente, ove non vi abbia provveduto il richiedente e a spese di questi:
a) dà notizia dell'avvenuta presentazione dell'istanza mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, con l'indicazione del termine di trenta giorni per la presentazione di osservazioni da parte di chiunque vi abbia interesse e delle modalità di presentazione delle stesse alla struttura competente;
b) trasmette copia dell'istanza al Ministro delle comunicazioni ai sensi dell'articolo 111, comma secondo, del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici);
c) comunica ai Comuni territorialmente interessati l'avvenuta presentazione dell'istanza affinché gli stessi provvedano a dare notizia del deposito della stessa, mediante avviso pubblicato all'Albo pretorio per quindici giorni consecutivi, e a predisporre idonea cartografia attestante lo stato dei luoghi e l'indicazione delle richieste di costruzione in atto relative al proprio territorio, da fornire alla struttura competente per la riunione valutativa preliminare di cui all'articolo 7;
d) trasmette copia dell'istanza all'ARPA per il parere sulla completezza della documentazione e sulla congruità delle fasce di rispetto;
e) trasmette copia dell'istanza alle strutture regionali e agli altri enti invitati alla conferenza di servizi di cui all'articolo 9.
4. Ove ritenuto necessario, la struttura competente può effettuare sopralluoghi nelle aree interessate dall'opera; al sopralluogo possono partecipare il richiedente, nonché altri enti o strutture regionali interessati, allo scopo preventivamente informati.
(Riunione valutativa preliminare)
1. Entro trenta giorni dal ricevimento dell'istanza, la struttura competente convoca una riunione preliminare con le strutture regionali, gli enti e i soggetti interessati alla realizzazione dell'opera, al fine di pervenire ad una prima valutazione sulla fattibilità dell'opera stessa.
2. Entro quindici giorni dalla riunione di cui al comma 1, la struttura competente comunica al richiedente le determinazioni assunte in esito della riunione, le quali possono anche consistere nella richiesta motivata di apportare modificazioni al progetto presentato o di integrare la documentazione tecnica presentata.
1. Nel caso in cui l'istanza di cui all'articolo 6 abbia ad oggetto elettrodotti soggetti a valutazione di impatto ambientale ai sensi della l.r. 14/1999, si applica la procedura istruttoria ivi prevista.
2. Il termine di cui all'articolo 9, comma 1, è sospeso sino all'adozione, da parte della Giunta regionale, della deliberazione di cui all'articolo 15 della l.r. 14/1999.
1. Entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'istanza di cui all'articolo 6, la struttura competente indice una conferenza di servizi ai sensi del capo V della legge regionale 2 luglio 1999, n. 18 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo, di diritto di accesso ai documenti amministrativi e di dichiarazioni sostitutive. Abrogazione della legge regionale 6 settembre 1991, n. 59), al fine di acquisire le autorizzazioni previste dalla normativa urbanistica, paesaggistica ed ambientale vigente, quelle relative agli attraversamenti delle aree di cui all'articolo 120 del r.d. 1775/1933 ed il parere dell'ARPA sulla completezza della documentazione e sulla congruità delle fasce di rispetto.
2. Alla conferenza di servizi sono convocati, oltre alle strutture regionali, gli enti e i soggetti invitati alla riunione valutativa preliminare di cui all'articolo 7 e le autorità, di cui all'articolo 120 del r.d. 1775/1933, interessate alla realizzazione dell'opera.
1. Entro trenta giorni dalla conclusione favorevole dei lavori della conferenza di servizi di cui all'articolo 9, l'assessore regionale competente in materia di elettrodotti autorizza, con proprio decreto, la costruzione e l'esercizio provvisorio dell'opera.
2. Il titolare dell'autorizzazione deve:
b) trasmettere alla struttura competente le dichiarazioni di inizio e di fine dei lavori. I lavori devono iniziare entro un anno dalla data di comunicazione del decreto di autorizzazione e terminare entro cinque anni dalla medesima data;
c) trasmettere alla struttura competente e all'ARPA la dichiarazione di regolare entrata in esercizio degli elettrodotti oggetto di intervento e delle opere accessorie;
d) trasmettere all'ARPA il progetto esecutivo dell'opera.
(Autorizzazione all'esercizio definitivo)
1. Gli elettrodotti e le opere accessorie sono sottoposti a collaudo ai sensi di legge. Le spese per il collaudo ed i compensi spettanti ai collaudatori sono a carico del titolare dell'autorizzazione.
2. In caso di esito favorevole del collaudo, l'assessore regionale competente in materia di elettrodotti autorizza, con proprio decreto, l'esercizio definitivo della linea.
3. Gli elettrodotti non soggetti ad autorizzazione ai sensi dell'articolo 5, comma 2, si intendono collaudati dietro presentazione, da parte delle società o imprese distributrici di energia elettrica, di una dichiarazione di conformità delle opere alle disposizioni vigenti.
1. Per i lavori e le opere relativi alla costruzione di elettrodotti è dichiarata la pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità qualora alla loro realizzazione provvedano i titolari di concessione statale e negli altri casi previsti dalla legge. In ogni altro caso, su istanza del richiedente e nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, con il decreto di autorizzazione di cui all'articolo 11, comma 2, possono essere dichiarate la pubblica utilità, l'urgenza e l'indifferibilità dei lavori e delle opere ed ogni altra condizione necessaria a giustificare l'occupazione di urgenza delle aree interessate dalla costruzione degli elettrodotti. Il decreto di autorizzazione dell'opera indica i termini entro i quali devono avere inizio e fine le espropriazioni e i lavori.
1. Le disposizioni di cui al capo II relative al procedimento di autorizzazione non si applicano nel caso in cui i lavori e le opere relativi ad elettrodotti siano determinati da:
a) guasti o danni provocati da terzi;
d) eventi calamitosi per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza.
2. Terminata l'urgenza, i lavori e le opere di cui al comma 1, diversi da quelli di cui all'articolo 5, comma 2, devono essere autorizzati con le modalità di cui all'articolo 15.
(Lavori urgenti)
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 11, le disposizioni di cui al capo II relative al procedimento di autorizzazione non si applicano agli allacciamenti e agli spostamenti urgenti di elettrodotti con tensione superiore a 1.000 Volt e non superiore a 30.000 Volt.
2. Nei casi di cui al comma 1, la società o l'impresa distributrice di energia elettrica, ottenuti le autorizzazioni, i pareri ed ogni altro atto di assenso, comunque denominato, dagli enti competenti, ivi comprese, se necessario, le autorità interessate di cui all'articolo 120 del r.d. 1775/1933:
a) trasmette alla struttura competente la dichiarazione di inizio dei lavori, allegandovi le autorizzazioni, i pareri e gli assensi relativi e motivando le ragioni dell'urgenza;
b) adotta, sotto la propria responsabilità, nella costruzione, nell'esercizio e nella variazione dei tracciati degli elettrodotti, tutte le misure tecniche e di sicurezza stabilite dalla normativa statale vigente;
c) trasmette alla struttura competente la dichiarazione di regolare entrata in esercizio degli elettrodotti oggetto di intervento e delle opere accessorie.
3. La struttura competente, entro trenta giorni dal ricevimento della dichiarazione di cui al comma 2, lettera a), valutate le ragioni dell'urgenza, può respingere motivatamente l'istanza ovvero richiedere che siano apportate varianti agli allacciamenti e agli spostamenti urgenti.
1. I titolari di elettrodotti costruiti in assenza di autorizzazione possono richiedere l'autorizzazione in sanatoria, presentando apposita istanza alla struttura competente con le modalità di cui all'articolo 6.
2. In seguito alle procedure di cui agli articoli 220, 221, 222, 223 e 224 del r.d. 1775/1933 e fatta salva l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 20 della presente legge, alle istanze in sanatoria si applicano le disposizioni di cui al capo II, ad esclusione dell'articolo 7.
1. L'assessore regionale competente in materia di elettrodotti, anche su richiesta dei Comuni territorialmente interessati, può ordinare, con proprio decreto, lo spostamento, anche parziale, o la modifica dei tracciati di elettrodotti per ragioni di pubblico interesse.
2. Il decreto di cui al comma 1 autorizza lo spostamento o la modifica imposti ed equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori e delle opere allo scopo necessari. Nel decreto è, inoltre, indicato l'ammontare dell'indennizzo da corrispondere alla società o impresa titolare dell'elettrodotto.
3. Nell'ambito del procedimento di approvazione dei piani di risanamento degli elettrodotti con tensione superiore a 150 kV di cui all'articolo 9, comma 3, della l. 36/2001, il relativo parere è espresso con le modalità di cui all'articolo 4, comma 2, previa verifica della rispondenza delle priorità di intervento alle esigenze specifiche di pianificazione urbanistica e territoriale.
4. In caso di inerzia o inadempienza da parte dei gestori, i piani di risanamento degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 kV sono adottati dalla Regione, con provvedimento della Giunta regionale, avvalendosi del supporto tecnico dell'ARPA sulla base di un programma di priorità degli interventi da effettuare.
5. Il mancato risanamento, in ottemperanza alle prescrizioni del piano, degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 kV, dovuto all'inerzia o all'inadempienza dei proprietari degli elettrodotti o di coloro che ne abbiano la disponibilità, comporta la disattivazione dei suddetti impianti, garantendo comunque i diritti degli utenti all'erogazione del servizio di pubblica utilità. La disattivazione è disposta con decreto del Presidente della Regione, per un periodo non superiore a sei mesi, su segnalazione dell'ARPA.
1. Nell'ambito del sistema informativo territoriale, è istituito il catasto degli elettrodotti con tensione superiore a 1.000 Volt.
2. I gestori delle reti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, forniscono alla struttura competente la mappa completa delle proprie reti di distribuzione.
1. Fatte salve le attribuzioni riconosciute dallo Stato agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, alla struttura competente, ai Comuni ed al Corpo forestale della Valle d'Aosta spettano la vigilanza ed il controllo sull'osservanza delle disposizioni di cui alla presente legge.
1. Chiunque, al di fuori dei casi di cui agli articoli 5, comma 2, e 13, costruisca o esercisca elettrodotti per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica di tensione nominale di esercizio non superiore a 150 kV in assenza di autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 20.000 a euro 100.000 e alla eventuale disattivazione dell'impianto con le modalità previste dall'articolo 17, comma 5.
2. Chiunque, al di fuori dei casi di cui agli articoli 5, comma 2, e 13, realizzi opere accessorie ovvero variazioni delle caratteristiche elettriche o del tracciato di elettrodotti esistenti in assenza di autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 3.000 a euro 15.000 e alla eventuale disattivazione dell'impianto con le modalità previste dall'articolo 17, comma 5.
3. In caso di violazione delle disposizioni statali vigenti in materia di tutela dagli effetti dell'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, si applica l'articolo 15 della l. 36/2001. Nelle more dell'emanazione dei decreti di cui all'articolo 4, comma 2, della l. 36/2001, all'irrogazione delle sanzioni provvede il dirigente della struttura competente, sulla base degli accertamenti tecnici effettuati dall'ARPA.
4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 3, all'irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo provvede il Presidente della Regione, sulla base degli accertamenti effettuati dai soggetti preposti alla vigilanza ai sensi dell'articolo 19.
5. Per l'applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo, si osservano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(Elettrificazione rurale)
1. Per la realizzazione di elettrodotti di elettrificazione rurale previsti dai piani di sviluppo rurale e richiesti da pubbliche amministrazioni, le società o le imprese distributrici di energia elettrica sono esentate dal pagamento di qualsiasi canone o corrispettivo per l'utilizzo dei beni del demanio e del patrimonio della Regione e dei Comuni.
1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione degli articoli 3, 16, 17 e 18 è determinato in euro 500.000 per l'anno 2006 e euro 1.000.000 a decorrere dall'anno 2007.
2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura, ai sensi dell'articolo 14, comma 3, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta), nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione sia per l'anno finanziario 2006 e per il triennio 2006/2008 sia per l'anno finanziario 2007 e per il triennio 2007/2009, nell'obiettivo programmatico 2.2.1.09. (Ambiente e sviluppo sostenibile).
3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede, sia con riferimento agli anni 2006, 2007 e 2008 dei bilanci per l'anno finanziario 2006 e per il triennio 2006/2008, sia con riferimento agli anni 2007, 2008 e 2009 dei bilanci per l'anno finanziario 2007 e per il triennio 2007/2009, mediante l'utilizzo per pari importo dello stanziamento iscritto nell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali), al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento), a valere sull'apposito accantonamento previsto al punto D.2. dell'allegato n. 1 ai bilanci stessi.
4. L'onere per l'applicazione degli articoli 6, comma 3 e 11, comma 1, trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione nell'obiettivo programmatico 4.2. (Contabilità speciali) e al finanziamento si provvede mediante l'iscrizione di pari importo nello stato di previsione dell'entrata nella categoria 6.21. (Contabilità speciali) del medesimo bilancio su richiesta della struttura competente in materia.
5. I proventi derivanti dalle sanzioni di cui all'articolo 20 sono introitati nello stato di previsione delle entrate del bilancio della Regione.
1. Le società o le imprese distributrici di energia elettrica, proprietarie o esercenti elettrodotti aventi tensione non superiore a 150 kV già in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge e per i quali non sia stato rilasciato il decreto di autorizzazione provvisoria, devono presentare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, istanza di autorizzazione alla struttura competente, corredata di:
a) un elenco degli elettrodotti ed una corografia con indicati i relativi tracciati su scala 1:10.000/1:25.000;
b) una relazione, sottoscritta dal legale rappresentante, descrittiva delle principali caratteristiche degli elettrodotti ed attestante la rispondenza alle disposizioni vigenti in materia al momento della realizzazione dell'opera.
2. Fatta salva l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 219 del r.d. 1775/1933, il dirigente della struttura competente approva, con proprio provvedimento, l'elenco degli elettrodotti e ne dispone la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione. L'approvazione dell'elenco equivale all'autorizzazione definitiva all'esercizio della linea.
3. Gli elettrodotti aventi tensione non superiore a 150 kV autorizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge per i quali, a tale data, non sia stato ancora redatto il certificato di collaudo si intendono collaudati dietro presentazione da parte della società o impresa distributrice di energia elettrica di una dichiarazione di conformità delle opere al progetto.

References: Art. 7

Art. 11

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 21

Art. 24