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Timestamp: 2019-11-12 23:10:12+00:00

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Il Comune - Gli atti del Comune - Regolamenti Comunali - Regolamento d'igiene in materia di alimenti e bevande
Approvato con att. C.C. n. 2/2002.
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Articolo 1 - Ambiti ed organi di vigilanza..
Articolo 2 - Provvedimenti dell'Autorità comunale..
Articolo 3 - Irregolarità delle merci..
Articolo 4 - Sequestro.
TITOLO II LIBRETTO D'IDONEITÀ SANITARIA
Articolo 5 - Procedure per rilascio e rinnovo del libretto d'idoneità sanitaria.
Articolo 6 - Tenuta del libretto d'idoneità sanitaria..
Articolo 7 - Rinnovo del libretto d'idoneità sanitaria..
Articolo 8 - Accertamenti estemporanei.
TITOLO III AUTORIZZAZIONE E IDONEITÀ SANITARIA
Articolo 9 - Autorizzazione sanitaria..
Articolo 10 - Idoneità igienico-sanitaria.
Articolo 11 - Domanda di autorizzazione..
Articolo 12 - Requisiti igienico-sanitari comuni a tutti gli esercizi..
Articolo 13 - Requisiti specifici per l'attività di ristorazione..
Articolo 14 - Requisiti specifici per la produzione di pasti da somministrare a distanza in collettività..
Articolo 15 - Requisiti specifici per le mense aziendali e le mense scolastiche.
Articolo 16 - Requisiti specifici per la preparazione e somministrazione di primi piatti..
Articolo 17 - Requisiti specifici per i forni di panificazione..
Articolo 18 - Requisiti specifici per le pizzerie..
Articolo 19 - Requisiti specifici per i bar..
Articolo 20 - Requisiti specifici per i laboratori di produzione di gelato ad esclusione dei laboratori di cui al D.P.R. 54/97.
Articolo 21 - Requisiti specifici per pasticceria dolce e salata.
Articolo 22 - Requisiti specifici per i locali di mescita..
Articolo 23 - Requisiti specifici per la somministrazione in pertinenze esterne..
Articolo 24 - Requisiti specifici per la vendita di generi alimentari, con esclusione delle macellerie e delle pescherie..
Articolo 25 - Requisiti specifici per il rilascio di autorizzazione sanitaria per laboratori annessi ad esercizi di vendita di generi alimentari.
Articolo 26 - Requisiti specifici la produzione di specialità gastronomiche: rosticceria, cibi cotti da asporto..
Articolo 27 - Requisiti specifici per la vendita di carni - Articolo 29 del R.D. 20 dicembre 1928, n. 3298..
Articolo 28 - Requisiti specifici per piccoli laboratori annessi a macelleria..
Articolo 29 - Requisiti specifici per la vendita di prodotti della pesca freschi o congelati/surgelati..
Articolo 30 - Chioschi per la vendita di prodotti alimentari..
Articolo 30-bis - Requisiti specifici per il rilascio di autorizzazione sanitaria per la produzione di paste alimentari..
Articolo 30-ter - Requisiti per il rilascio di autorizzazione sanitaria in materia di agriturismo.
Articolo 30-quater - Requisiti per il rilascio di autorizzazione sanitaria in materia di alimenti e bevande per il settore agricolo.
Articolo 31 - Circoli privati.
TITOLO IV COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
Articolo 32 - Commercio sulle aree pubbliche dei prodotti alimentari.
Articolo 33 - Requisiti dei mezzi mobili adibiti al commercio dei prodotti alimentari..
Articolo 34 - Autorizzazione alla cottura di alimenti sui mezzi mobili.
Articolo 35 - Requisiti dei mezzi mobili adibiti alla cottura di alimenti.
Articolo 36 - Attività su mezzi mobili: prodotti consentiti..
Articolo 37 - Preparazione e trasformazione su mezzi mobili: prodotti non consentiti..
Articolo 38 - Vendita su aree pubbliche di prodotti ittici..
Articolo 39 - Sagre, feste, mostre e fiere.
TITOLO V DEPOSITI ALL'INGROSSO
Articolo 40 - Requisiti dei locali..
Articolo 41 - Norme C.E.E..
Articolo 42 - Movimento veicoli.
TITOLO VI DISPOSIZIONI PARTICOLARI
Articolo 43 - Mezzi di trasporto di prodotti alimentari..
Articolo 44 - Superfici minime.
Articolo 45 - Funghi e tartufi.
TITOLO VII DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI - SANZIONI
Articolo 46 - Criteri di applicazione.
Articolo 47 - Procedure amministrative.
Articolo 48 - Sanzioni.
Articolo 49 - Norme di rinvio.
Articolo 50 - Entrata in vigore.
Articolo 1 - Ambiti ed organi di vigilanza
Articolo 2 - Provvedimenti dell'Autorità comunale
4. Le eventuali prescrizioni dirette previste dal D.Lgs. 26.maggio 1997, n. 155 saranno inviate in copia all'Autorità comunale.
Articolo 3 - Irregolarità delle merci
Articolo 4 - Sequestro
Articolo 5 - Procedure per rilascio e rinnovo del libretto d'idoneità sanitaria
1. Il libretto di idoneità sanitaria, di cui all'articolo 14 della Legge 283/62, viene rilasciato o rinnovato dall'Azienda U.S.L. secondo protocolli emanati dalla Regione.
Articolo 6 - Tenuta del libretto d'idoneità sanitaria
Articolo 7 - Rinnovo del libretto d'idoneità sanitaria
1. Il rinnovo del libretto d'idoneità sanitaria deve essere effettuato entro la scadenza annuale presso l'Azienda U.S.L.
Articolo 8 - Accertamenti estemporanei
1. L'Azienda U.S.L. può disporre in ogni momento accertamenti sullo stato sanitario del personale di cui trattasi ed adottare o proporre all'Autorità comunale competente gli eventuali provvedimenti necessari ai fini della tutela della salute pubblica.
Articolo 9 - Autorizzazione sanitaria
Articolo 10 - Idoneità igienico-sanitaria
1. L'idoneità dei locali in cui si effettua esclusivamente il deposito non all'ingrosso o la vendita di alimenti e bevande, come pure l'idoneità dei locali destinati al consumo di pasti in comunità o strutture aziendali, deve essere attestata da parte dell'Azienda U.S.L.
Articolo 11 - Domanda di autorizzazione
Articolo 12 - Requisiti igienico sanitari comuni a tutti gli esercizi
i) tutti gli esercizi dovranno essere muniti di dispositivi idonei ad evitare la presenza di roditori ed altri animali od insetti;
Articolo 13 - Requisiti specifici per l'attività di ristorazione
- fino a 30 posti tavola: 1 lavandino, 1 gabinetto;
- per gli esercizi con maggior capienza rispetto a quella indicata potrà essere richiesta una dotazione di servizi proporzionalmente più elevata;
Articolo 14 - Requisiti specifici per la produzione di pasti da somministrare a distanza in collettività
Art. 15. (Requisiti specifici per le mense aziendali e le mense scolastiche)
Articolo 15 - Requisiti specifici per le mense aziendali e le mense scolastiche
Articolo 16 - Requisisti specifici per la preparazione e somministrazione di primi piatti
1. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria, oltre a quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 17 - Requisiti specifici per i forni di panificazione
2. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria, oltre a quando specificamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 18 - Requisiti specifici per le pizzerie
2. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria, oltre a quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 19 - Requisiti specifici per i bar
2. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria, oltre a quanto specificatamente previsto dal D.P.R.. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
c) spazi per la somministrazione, come indicato all'articolo 16, comma 3. Qualora tale attività preveda non il solo riscaldamento ma anche una minima attività di manipolazione dovrà essere assicurata la disponibilità di un'idoneo laboratorio secondo quanto previsto nel terzo comma.
Articolo 20 - Requisiti specifici per i laboratori di produzione di gelato ad esclusione dei laboratori di cui al D.P.R. 54/97
1. Per ottenere l'autorizzazione alla produzione di gelato, oltre a quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12 , sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 21 - Requisiti specifici per pasticceria dolce e salata
2. Per ottenere l'autorizzazione per pasticceria, oltre a quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 22 - Requisiti specifici per i locali di mescita
2. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria per mescita, oltre quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
c) requisiti di cui alle lettere e) ed i) dell'articolo 13 ed alla lettera b), comma 2, dell'articolo 19.
Articolo 23 - Requisiti specifici per la somministrazione in pertinenze esterne
1. L'autorizzazione a svolgere l'attività di somministrazione di alimenti e bevande in pertinenze esterne ai locali a carattere provvisorio, viene rilasciata in base ai seguenti requisiti:
3. Nel caso che l'attività di somministrazione in pertinenza esterna venga riproposta stagionalmente, senza variazione nei requisiti verificati in occasione del rilascio della prima autorizzazione, può essere effettuata previa semplice comunicazione al Comune che provvederà al rilascio della relativa autorizzazione sulla base del precedente parere dell'Azienda U.S.L.
Articolo 24 - Requisiti specifici per la vendita di generi alimentari, con esclusione delle macellerie e delle pescherie
Articolo 25 - Requisiti specifici per il rilascio di autorizzazione sanitaria per laboratori annessi ad esercizi di vendita di generi alimentari
Articolo 26 - Requisiti specifici per la produzione di specialità gastronomiche: rosticceria, cibi cotti da asporto
2. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria, oltre quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 27 - Requisiti specifici per la vendita di carni - Articolo 29 del R.D. 20 dicembre 1928, n. 3298
Articolo 28 - Requisiti specifici per piccoli laboratori annessi a macelleria
1. L'autorizzazione sanitaria per piccoli laboratori annessi alla macelleria viene rilasciata secondo quanto previsto dall'articolo 28 del D.P.R. 327/80 ed in base a quanto stabilito dalle circolari del Ministero della Sanità n. 15 del 25 giugno 1990 e la n. 12 del 10 giugno 1991, oltre al rispetto dei requisiti previsti dal precedente articolo 27, comma 1, lettere a) e b).
Articolo 29 - Requisiti specifici per la vendita di prodotti della pesca freschi o congelati/surgelati
1. Per ottenere l'autorizzazione prevista dalle LL.RR. 21 dicembre 1992, n. 58, "norme in materia di vigilanza e controllo igienico, sanitario ed annonario dei prodotti ittici" e 30 dicembre 1993, n.105, oltre a quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 ed all'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
Articolo 30 - Chioschi per la vendita di prodotti alimentari
1. La vendita di prodotti alimentari nei chioschi, strutture inamovibili installate in un posto fisso, è autorizzata su parere favorevole dell'Azienda U.S.L.
4. Qualora venga esercitata anche attività di laboratorio per la preparazione degli alimenti è necessaria l'autorizzazione sanitaria di cui all'articolo 2 della legge 283/62, che presuppone la disponibilità di uno spazio a ciò destinato, con distinti piani di lavoro in materiale facilmente lavabile, di idonee attrezzature per la conservazione delle derrate e dei prodotti alimentari alle condizioni ed alle temperature stabilite dalla legge e di almeno un servizio igienico per il personale con i requisiti indicati alla lettera f) dell'articolo 12.
Articolo 30-bis - Requisiti specifici per il rilascio di autorizzazione sanitaria per la produzione di paste alimentari
2. Per ottenere l'autorizzazione sanitaria, oltre a quanto specificato dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, sono necessari i seguenti requisiti:
3. Per gli stabilimenti adibiti alla produzione di prodotti a base di carne i requisiti sopra elencati dovranno essere integrati da quanto previsto dal D.Lgs. 537/92 e successive modifiche, salvo quanto disposto dall'articolo. 49 della legge 24 aprile 1998, n. 126.
Articolo 30-ter - Requisiti per il rilascio di autorizzazione sanitaria in materia di agriturismo
Articolo 30-quater - Requisiti per il rilascio di autorizzazione sanitaria in materia di alimenti e bevande per il settore agricolo
Articolo 31 - Circoli privati
Articolo 32 - Commercio sulle aree pubbliche dei prodotti alimentari
Articolo 33 - Requisiti dei mezzi mobili adibiti al commercio dei prodotti alimentari
Articolo 34 - Autorizzazione alla cottura di alimenti sui mezzi mobili
Articolo 35 - Requisiti dei mezzi mobili adibiti alla cottura di alimenti
1. I mezzi mobili adibiti alla cottura di alimenti (già preparati o che non necessitano di alcuna preparazione) devono possedere, in aggiunta a quanto previsto dall'articolo 33, i seguenti requisiti:
3. Deve essere garantita l'idonea conservazione dei prodotti alimentari invenduti all'interno del veicolo medesimo o mediante un apposito deposito, del quale dovrà essere verificata l'idoneità igienica secondo i requisiti previsti alle lettere c), d), e), f), g), h) ed m) dell'articolo 12, Relativamente ai requisiti di cui alla lettera f) nell'eventualità che si tratti di attività di modesta rilevanza sotto il profilo igienico-sanitario, potrà essere consentita in alternativa l'installazione di un lavabo dotato di erogatore dell'acqua a comando a pedale o elettrico, di erogatore di sapone liquido o in polvere, di asciugamani a perdere e che la parete nella quale è collocato o la porzione funzionalmente interessata abbia rivestimento facilmente lavabile tale da permetterne una adeguata sanificazione.
Articolo 36 - Attività su mezzi mobili: prodotti consentiti
f) panini e tosts con esclusione degli ingredienti di cui al successivo articolo 37.
Articolo 37 - Preparazione e trasformazione su mezzi mobili: prodotti non consentiti
2. Non è ammessa l'attività di ristorazione tramite mezzi mobili.
Articolo 38 - Vendita su aree pubbliche di prodotti ittici
1. Le attrezzature utilizzate per la vendita su aree pubbliche di prodotti ittici ed i locali per la rimessa delle attrezzature e per la conservazione dei prodotti ittici destinati alla vendita su aree pubbliche devono rispondere ai seguenti requisiti:
a) banco di vendita solidamente costruito ed interamente rivestito di materiale impermeabile, lavabile, disinfettabile e tale da consentire il deflusso dell'acqua di fusione del ghiaccio che non deve essere versata al suolo; la superficie del banco destinata a venire a contatto con gli alimenti deve essere realizzata in materiale riconosciuto idoneo. Il banco deve essere dotato di vetrina a temperatura controllata, che protegga gli alimenti da ogni eventuale insudiciamento e da manipolazione e contatto da parte del pubblico;
b) zona destinata alla toelettatura dei prodotti distinta dal banco di vendita, munita di lavello con acqua idonea al consumo umano con comando a pedale, di piano di lavoro e di contenitori per i rifiuti con coperchio a comando a pedale e contenitori a perdere.
2. Il locale per la rimessa della attrezzatura deve essere sufficientemente ampio, luminoso e areato ed avere il pavimento e le pareti fino a m. 2,00 impermeabili, lavabili e disinfettabili; deve essere dotato di acqua idonea al consumo umano; qualora sia prevista la conservazione dei prodotti deve essere installata cella frigorifera.
Articolo 39 - Sagre, feste, mostre e fiere
1. In occasione di manifestazioni a carattere temporaneo che prevedono lo svolgimento di attività di preparazione e/o somministrazione di alimenti e bevande, l'autorizzazione sanitaria temporanea è rilasciata previo parere ed eventuali prescrizioni dell'Azienda U.S.L.
2. I requisiti igienico sanitari per il rilascio dell'autorizzazione sanitaria di cui al comma precedente sono quelli indicati dall'apposita ordinanza del Ministero della Sanità.
3. Le attività che prevedono la preparazione di prodotti di gastronomia locale di semplice lavorazione e di breve durata possono essere autorizzate in deroga ai requisiti precedentemente descritti, per il locale preparazione, previo parere ed eventuali prescrizioni dell'Azienda U.S.L.
Articolo 40 - Requisiti dei locali
1. I locali destinati a deposito all'ingrosso, oltre a rispondere a quanto specificatamente previsto dal D.P.R. 327/80 e dall'articolo 12, devono possedere i seguenti requisiti:
a) essere asciutti e ben ventilati; l'areazione deve essere garantita per mezzo di aperture finestrate o con impianti di areazione forzata;
b) le aperture verso l'esterno devono essere a perfetta chiusura e dotate di idonei mezzi per la lotta agli insetti e roditori;
c) le pareti devono essere facilmente lavabili e disinfettabili senza soluzioni di continuità, fino ad una altezza di m. 2,00, ed i pavimenti, ben connessi con le pareti, devono essere realizzati in materiale impermeabile, facilmente lavabile e disinfettabile.
2. Per l'attività disciplinata dal presente articolo non possono essere utilizzati locali adibiti ad abitazione civile, né strutture con destinazione urbanistica in contrasto con l'attività di deposito sostanze alimentari.
3. L'Autorità comunale competente, previo parere dell'Azienda U.S.L., in relazione alle caratteristiche dei prodotti in deposito, può prescrivere la messa in opera di pozzetti sifonati al fine di agevolare il deflusso delle acque impiegate nelle operazioni di lavaggio.
Articolo 41 - Norme CEE
1. I depositi, i laboratori e gli impianti elencati all'articolo 11, comma 3, sono regolamentati dalla specifica normativa CEE e fanno riferimento alle norme ed ai requisiti ivi previsti.
Articolo 42 - Movimento veicoli
1. All'interno dei locali è vietato l'uso dei veicoli azionati da motori alimentati da carburanti o da combustibili di qualsiasi tipo.
Articolo 43 - Mezzi di trasporto di prodotti alimentari
1. I proprietari dei mezzi di trasporto di cui all'articolo 43 del D.P.R. 327/80 devono dare preventiva comunicazione all'Azienda U.S.L. del tipo di veicolo, con i relativi estremi identificativi e caratteristiche tecniche.
Articolo 44 - Superfici minime
1. In caso di superfici che per misure di modesta entità risultino inferiori a quelle minime indicate nei precedenti articoli 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21. 26 e 30-bis, l'Autorità comunale può concedere una deroga sulla base di specifiche e motivate proposte dell'Azienda U.S.L. in relazione ad una valutazione igienico sanitaria complessiva dell'esercizio.
Articolo 45 - Funghi e tartufi
1. Agli effetti sanitari i funghi sono distinti in freschi (spontanei o coltivati) e condizionati (secchi, surgelati, sott'olio, sott'aceto, in salamoia, conserve, estratti, ecc.).
2. La vendita dei funghi freschi spontanei e dei tartufi, dei funghi secchi sfusi appartenenti alla specie Boletus edulis e relativo gruppo (porcini) merceologicamente classificati come extra (sezioni intere e carne perfettamente bianca) è soggetta ad autorizzazione comunale rilasciata ai sensi della specifica normativa in materia. La vendita dei funghi coltivati rimane assoggettata alla normativa vigente per i prodotti ortofrutticoli. Per la commercializzazione dei tartufi si fa inoltre riferimento a quanto disciplinato dalle leggi nazionali e regionali in materia.
3. L'autorizzazione comunale di cui al comma precedente è rilasciata esclusivamente agli esercenti che siano stati riconosciuti idonei alla identificazione delle specie fungine commercializzate.
4. I funghi freschi spontanei da porre in vendita devono essere collocati in idonei contenitori in grado di mantenere il prodotto sufficientemente areato, posti in unico strato, sufficientemente puliti, e separati per specie. La vendita deve essere fatta nei siti indicati dall'Autorità comunale.
5. È vietata la vendita di funghi invasi da parassiti, ammuffiti, carbonizzati, rammolliti dalla pioggia o altrimenti avariati, avvizziti, fermentati, di odore e sapore sgradevole, sminuzzati, spezzati, o comunque tali (non integri) da non consentire il riconoscimento certo delle specie di appartenenza. È vietata la vendita della Amanita cesarea allo stato di ovolo chiuso. È vietata la vendita di funghi in forma itinerante.
6. È ammessa la vendita di funghi coltivati purché siano contenuti in confezioni originali tali da garantire la buona conservazione, consentendone una naturale areazione, e con riportate le indicazioni di legge. È ammessa la vendita di funghi condizionati, purché gli stessi rispondano ai requisiti di legge previsti per il tipo di condizionamento usato.
7. Su ogni contenitore, esposto al pubblico per la vendita, contenente funghi che per la loro natura non possono essere consumati crudi e che necessitano di modalità di utilizzo particolari (cottura prolungata, sbollentatura ecc.) deve essere posto un cartello con le indicazioni necessarie al loro utilizzo.
8. Il Comune, anche con la collaborazione del personale specializzato dell'Azienda U.S.L., può organizzare un servizio di identificazione delle specie fungine raccolte durante il periodo della loro maggiore crescita a favore di coloro che vogliono garantirsi in ordine alla commestibilità del materiale fungino raccolto.
9. La vendita dei funghi freschi è comunque subordinata alle seguenti limitazioni:
a) devono appartenere alle specie elencate nell'allegato "I "al D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376, come integrato dall'allegato "A" alla deliberazione della Giunta Regionale n. 939 del 9 agosto 1999;
b) devono trovarsi in buono stato di conservazione.
10. La coltivazione dei funghi da destinarsi ad uso alimentare è subordinata al possesso di speciale autorizzazione, previo accertamento sui requisiti igienico sanitari del luogo, delle modalità di cultura, della specie fungina e delle conoscenze tecnico scientifiche in micologia del responsabile della produzione e vendita.
Articolo 46 - Criteri di applicazione
1. Le disposizioni contenute nel presente regolamento si applicano a tutti gli esercizi la cui attività ha inizio dopo la sua entrata in vigore.
2. Gli esercizi esistenti vengono adeguati alle disposizioni contenute nel presente regolamento entro la data 31 dicembre 2003, quando ciò sia tecnicamente e strutturalmente possibile. L'impossibilità sotto il profilo tecnico-edilizio e/o urbanistico dell'adeguamento deve essere certificata da specifica relazione di un tecnico abilitato da inoltrare al Comune entro il 31 marzo 2002, sulla quale esprimono un parere i competenti uffici comunali. In caso di accertata impossibilità all'adeguamento, le autorizzazioni e le idoneità igienico sanitarie già rilasciate mantengono la loro validità, purché le difformità strutturali dei locali non rechino pregiudizio alla salubrità degli alimenti. A tal fine l'Azienda U.S.L. esprime il proprio parere in merito.
Articolo 47 - Procedure amministrative
1. L'applicazione del presente regolamento si realizza attraverso procedure amministrative indicate in specifici protocolli d'intesa sottoscritti dal Comune e dall'Azienda U.S.L. Dette procedure si ispirano ai criteri di semplificazione e trasparenza previsti dalla legge n. 241/90 e dalle norme collegate.
Articolo 48 - Sanzioni
1. Per ogni infrazione alle disposizioni contenute nel presente regolamento si applica, ove non altrimenti previsto dalla normativa vigente ed ai sensi dell'articolo 344 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, la sanzione amministrativa pecuniaria sino a lire 200.000.
2. Per l'accertamento delle violazioni e la irrogazione delle sanzioni amministrative, di cui al presente regolamento, si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 e della L.R. 12 novembre 1993, n. 85.
3. A norma dell'articolo 21 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la violazione dell'articolo 14, comma 2, della legge 30 aprile 1962, n. 283, comporta, oltre alla sanzione pecuniaria, l'applicazione delle seguenti sanzioni amministrative accessorie:
a) un giorno di sospensione dell'autorizzazione per la prima infrazione;
b) tre giorni di sospensione dell'autorizzazione per la seconda infrazione;
c) dieci giorni di sospensione dell'autorizzazione per ogni infrazione successiva.
Articolo 49 - Norme di rinvio
1. Per quanto non previsto nel presente regolamento si rinvia alla vigente normativa in materia.
Articolo 50 - Entrata in vigore
1. Il presente regolamento, dopo il favorevole esame dell'organo regionale di controllo, è pubblicato per 15 giorni naturali e consecutivi all'albo comunale ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
2. Sono abrogate le norme regolamentari e gli atti aventi natura regolamentare che comunque risultino in contrasto con quanto disposto dal presente regolamento.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

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Articolo 16

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Articolo 19

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