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Timestamp: 2019-12-12 19:04:59+00:00

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Art. 602 codice di procedura civile - Modo dell'espropriazione - Brocardi.it
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Articolo 602 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 602 Codice di procedura civile
Quando oggetto dell'espropriazione è un bene gravato da pegno o da ipoteca per un debito altrui, oppure un bene la cui alienazione da parte del debitore è stata revocata per frode, si applicano le disposizioni contenute nei capi precedenti, in quanto non siano modificate dagli articoli che seguono (1) (2).
(1) L'espropriazione in esame può colpire il terzo datore di pegno o di ipoteca, il terzo acquirente del bene dato in pegno o ipotecato, il terzo la cui alienazione è stata revocata per frode, il terzo proprietario di un bene gravato da privilegio. Per agire contro il terzo si ritiene sufficiente il titolo esecutivo ottenuto contro il debitore diretto. Quanto detto si evince, infatti, da quanto è previsto nel successivo art. 603, per il quale il titolo esecutivo e il precetto specificamente rivolti contro il debitore devono essere notificati anche al terzo. Infatti, la duplice notificazione di cui all'art. 603 fa sì che il terzo possa essere a conoscenza dell'imminente espropriazione e di porre in essere i rimedi che la legge gli consente (2859, 2870 c.c.).
(2) Nel giudizio di opposizione contro il creditore procedente promosso dal terzo esecutato, il debitore si trova nella posizione di litisconsorte necessario assieme al creditore procedente, visto che con l'opposizione si instaura un giudizio di accertamento relativo ad una situazione giuridica unica per il creditore, per il debitore e per il terzo, non potendo essa sussistere che nei confronti di tutti e tre i soggetti, in quanto il titolo esecutivo ed il precetto non possono restare in piedi o venir meno se non per i tre soggetti congiuntamente.
La norma, insieme alle due disposizioni che seguono, disciplina l'ipotesi in cui il proprietario del bene, pur essendo estraneo al rapporto obbligatorio, viene assoggettato all'espropriazione forzata, rispondendo con i propri beni. Si tratta dell'ipotesi di responsabilità senza debito, poichè il terzo subisce l'espropriazione al posto del debitore.
Massime relative all'art. 602 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 6836/2017
Nell'espropriazione presso il terzo proprietario, costituisce condizione di procedibilità il previo esperimento, con esito positivo, di un'azione revocatoria ex art. 2901 c.c. dell'alienazione del bene dal debitore al terzo; tale principio trova applicazione anche quando l'espropriazione sia promossa in forza di conversione in pignoramento, ex art. 320 c.p.p., di un sequestro conservativo penale di beni di terzi acquirenti a titolo oneroso dall'imputato, condannato con sentenza penale al risarcimento dei danni in favore della parte civile.
(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 6836 del 16 marzo 2017)
Cass. civ. n. 535/2012
In tema di espropriazione contro il terzo proprietario, i presupposti processuali dell'azione esecutiva nei confronti di tale terzo non sono i medesimi dell'azione esecutiva che potrebbe essere esperita nei confronti del debitore diretto. Ne deriva che quando la proprietà del bene pignorato sia stata ritrasferita al debitore diretto, con effetti "ex tunc", il procedimento esecutivo pendente non può proseguire nei confronti del debitore, malgrado questo ne sia parte. (Nella specie l'espropriazione presso terzi era stata eseguita da un creditore ipotecario nei confronti di un comune, in quanto divenuto proprietario di beni oggetto di confisca che, per effetto della revoca del provvedimento amministrativo, erano tornati nella proprietà del debitore diretto).
La mancanza originaria o sopravvenuta dell'oggetto del procedimento esecutivo dà luogo al difetto di una condizione dell'azione esecutiva e, quindi, ad un'ipotesi di chiusura anticipata e atipica del procedimento stesso quando il bene oggetto del pignoramento sia venuto meno nella sua materiale consistenza. (Principio affermato in una fattispecie di demolizione di beni pignorati al terzo proprietario).
Nell'espropriazione contro il terzo proprietario, il debitore diretto non è legittimato passivo dell'azione esecutiva e il pignoramento va notificato e trascritto esclusivamente nei confronti del terzo, perché ha come unico oggetto il bene di proprietà di quest'ultimo. Tuttavia il debitore diretto resta parte necessaria del procedimento esecutivo, cui partecipa a titolo diverso da quello del terzo proprietario, e in tale veste dev'essere sentito ogni volta che le norme regolatrici del procedimento prevedano questa garanzia nei suoi confronti.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 535 del 17 gennaio 2012)
Cass. civ. n. 19562/2004
Nell'espropriazione promossa dal creditore contro il terzo proprietario nei casi e nei modi di cui agli artt. 602 e seguenti c.p.c., sono parti tanto il terzo assoggettato all'espropriazione, quanto il debitore, per cui nel giudizio di opposizione all'esecuzione, promosso contro il creditore procedente dal terzo assoggettato all'esecuzione, il debitore, assieme al creditore, assume la veste di legittimo e necessario contraddittore, quale soggetto nei cui confronti l'accertamento della ricorrenza o meno dell'azione esecutiva contro il terzo è destinato a produrre effetti immediati e diretti; ne consegue che le sentenze rese in un giudizio di opposizione all'esecuzione promossa nei confronti di beni del terzo in cui non sia stato evocato in causa anche il debitore necessario sono inutiliter datae e tale nullità, ove non rilevata dai giudici di merito, deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità con remissione della causa al giudice di primo grado.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 19562 del 29 settembre 2004)
Cass. civ. n. 1324/1995
Il creditore ipotecario, per soddisfare i suoi diritti, deve seguire le forme ordinarie dell'esecuzione diretta contro il debitore che risulta dai registri immobiliari e non deve procedere esecutivamente con le forme dell'espropriazione contro il terzo proprietario (art. 602 c.p.c.) nei confronti di colui che, dopo l'iscrizione dell'ipoteca ma prima del pignoramento, abbia trascritto la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di trasferimento dell'immobile. A sua volta, il terzo acquirente, allorquando l'espropriazione non sia rivolta nei suoi confronti, ha interesse a proporre opposizione di terzo all'esecuzione e chiedere in questo processo la sospensione del giudizio di opposizione in attesa della definizione di quello pregiudiziale provocato dalla domanda trascritta di riconoscimento del suo diritto di proprietà.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1324 del 3 febbraio 1995)
Cass. civ. n. 4607/1994
Nel giudizio di opposizione promosso contro il creditore procedente dal terzo assoggettato all'esecuzione, ai sensi degli artt. 602-604 c.p.c., il debitore si trova in posizione di litisconsorte necessario col creditore procedente, trattandosi, nella specie, di un accertamento concernente una situazione giuridica unica per il creditore, per il debitore e per il terzo, non potendo essa sussistere che nei confronti di tutti e tre, dato che il titolo esecutivo ed il precetto non possono restare in piedi o venir meno se non per i tre soggetti congiuntamente.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4607 del 11 maggio 1994)
relative all'articolo 602 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 602 Codice proc. civile - Modo dell'espropriazione | Quesito Q201821852
venerdì 10/08/2018 - Sicilia
“Mia sorella, nel 2011 ha donato il magazzino al nipote, con regolare rogito Notarile;
il condominio impugna e chiede la revoca dell'atto pubblico - ex art 2901 cc- malgrado le opposizioni;
il tribunale accoglie.
La Sentenza - cui è pendente appello - è provvisoriamente esecutiva ?
quest'ultima è stata annotata c/o la Conservatoria.
Il condominio può chiedere la vendita dell'immobile, ancor prima delle risultanze dell'appello, notificando le azioni esecutive solo ed esclusivamente alla zia che ha donato?.
Il tecnico che ha istruito la pratica - oggi - ha indicato la donatrice - zia- con quote di proprietà del 1000 x 1000, è forse per questa motivazione, il bene è stato sottoposto ( in assenza di comunicazione al nipote ) alla custodia mediante scasso, con la sostituzione delle serrature, sottraendo anche il possesso al tutt'oggi intestatario.
Infine è pervenuta la conoscenza che il Tecnico nominato dal Giudice, comunica la mancanza dell'annotazione Catastale, chiedendo al Giudicante l'autorizzazione alla detta annotazione.
Nell'attesa porgo i migliori saluti
Tutte le sentenze sono provvisoriamente esecutive, sia quelle di primo grado (come quella in oggetto) che quelle pronunciate in appello.
Per evitare la messa in esecuzione del provvedimento non basta proporre impugnazione ma occorre richiedere espressamente, con apposita istanza, la sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza impugnata.
L’istanza va proposta nell’atto di impugnazione (atto di citazione o ricorso in appello) ed il Giudice si pronuncia su di essa in prima udienza. E’ possibile altresì chiedere al Giudice che sull’istanza egli si pronunci prima dell’udienza di comparizione delle parti, in apposita ed anticipata udienza.
In ogni caso, l’istanza dev’essere motivata, ovvero la legge (art. 283 c.p.c.) stabilisce che il provvedimento (ordinanza) di sospensione (integrale, parziale o dietro cauzione) possa essere concesso solamente quando ricorrano gravi e fondati motivi, anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti.
Nel caso di specie, bisognerebbe leggere gli atti dell’appello per capire se sia stata o meno proposta dall’appellante l’istanza di sospensione: in ogni caso, poiché si parla di azioni esecutive già intraprese, è presumibile che o non sia stata avanzata oppure (più probabile) non sia stata concessa.
Se la Corte concede la provvisoria esecuzione della sentenza può essere promosso un procedimento esecutivo i cui effetti – se l’appello sarà poi vittorioso – potranno essere invalidati.
Sulla seconda domanda posta nel quesito, ovvero sulla notifica dell’esecuzione alla sola zia/donante/debitrice, il cui atto è stato revocato per effetto della sentenza, la risposta si trova nel codice di procedura civile e precisamente negli articoli 602 e seguenti che disciplinano l’espropriazione del terzo proprietario.
L’art. 602 c.p.c., infatti, stabilisce che nel caso in cui oggetto dell’espropriazione sia un bene la cui alienazione è stata revocata per frode ex art. 2901 c.c. (come nel caso in esame), si applicano le regole generali sull’esecuzione forzata unitamente ad altre disposizioni particolari dettate dagli articoli successivi.
Uno di questi, il 603 c.p.c., impone la notifica del titolo esecutivo (sentenza, nel nostro caso) e del precetto anche al terzo proprietario (nel caso di specie, il nipote donatario) ed il 604 c.p.c. stabilisce che il pignoramento e tutti gli atti di impugnazione successivi si compiono nei confronti non - si noti bene – del debitore il cui atto è stato revocato ma nei confronti del terzo proprietario; ogni volta, infine, che deve essere sentito il debitore dovrà essere sentito anche il terzo.
Tutto ciò, evidentemente, al fine di mettere quest'ultimo nella condizione di conoscere l’esistenza di un’esecuzione a suo carico nonché per legittimarlo a partecipare al processo esecutivo.
Dalla lettura del quesito e degli atti forniti, parrebbe che il terzo proprietario (donatario) sia stato del tutto estromesso dal processo esecutivo, il che renderebbe tutti gli atti successivi al pignoramento invalidi.
Lo strumento di tutela per il terzo, se così fosse, sarebbe l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), ovvero la promozione di un giudizio mediante ricorso al Giudice dell’Esecuzione: esistono, tuttavia, dei termini perentori per l’opposizione (20 giorni dal compimento dell’atto esecutivo che si vuol contestare), per cui non è certo che nel caso in esame esistano ancora margini di azione in questo senso.
Sulla richiesta “annotazione” da parte del tecnico, più precisamente si tratta di una richiesta di volturazione al Catasto del trasferimento di proprietà dell’immobile: ciò sempre in conseguenza dell’esito del processo esecutivo ed in conformità alla sentenza che stabilisce l’inefficacia dell’originario trasferimento di proprietà derivante dall’atto di donazione.

References: Articolo 602

Articolo 602
 art. 603

Cass. 
 art. 2901
 art. 320
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 Articolo 602
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2901
 sentenza