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Timestamp: 2019-11-12 18:47:29+00:00

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Pignoramento: come avviene
20 Maggio 2019 | Autore: Adele Margherita Falcetta
In questo articolo vedremo in che modo un creditore può pignorare beni o somme di proprietà del debitore per soddisfare il proprio credito.
In questi ultimi tempi, sei molto preoccupato. Hai un debito verso una finanziaria che non sei riuscito a soddisfare. Il mancato pagamento non è dipeso dalla tua cattiva volontà, ma dal fatto che tua moglie ha perso il lavoro, con la conseguente riduzione del reddito familiare. Ti sei trovato, solo con il tuo stipendio, a far fronte a tutte le spese necessarie per voi e per i vostri figli. Ora, la finanziaria ha cominciato a pressarti e minaccia di far pignorare i tuoi beni. Vorresti cercare un accordo, magari riducendo l’importo da pagare e rateizzandolo, ma prima desideri comprendere cosa potrebbe aspettarti se ignorassi del tutto le richieste della società creditrice. Vuoi capire, insomma, come avviene il pignoramento. Seguimi attentamente e te lo spiegherò. Il pignoramento è una procedura che ha lo scopo di privare forzatamente il debitore di qualcosa su cui ha un diritto per ottenere la soddisfazione di uno o più crediti nei suoi confronti. Vediamo cosa stabilisce la legge sulle diverse forme e sulle varie fasi di questo procedimento.
1 Gli atti che precedono il pignoramento
2 Le varie forme del pignoramento
3 Come avviene il pignoramento mobiliare?
4 Come avviene il pignoramento dei veicoli?
5 Come avviene il pignoramento immobiliare?
6 Come avviene il pignoramento presso terzi?
Gli atti che precedono il pignoramento
Il creditore non può procedere al pignoramento da un momento all’altro, senza avere prima compiuto alcuni atti che la legge richiede. Si tratta di attività necessarie affinché il debitore sappia con certezza l’entità della somma che deve corrispondere e il fatto che sta per incominciare una procedura esecutiva nei suoi confronti. Vediamo quali sono i passaggi da seguire.
Innanzitutto il creditore deve procurarsi un titolo esecutivo. Con questo termine si intende un provvedimento del giudice che riconosce il suo credito e che condanna il debitore al pagamento del relativo importo.
una sentenza, emessa a seguito di una causa che il creditore ha intrapreso contro il debitore;
Poi, vi sono alcuni particolari documenti che valgono da soli come titolo esecutivo, senza che sia necessario rivolgersi al giudice: si tratta delle cambiali e degli assegni. Quando una cambiale non viene pagata o un assegno risulta essere “scoperto”, il creditore lo fa protestare: fa cioè certificare il mancato pagamento da un pubblico ufficiale a ciò abilitato e il documento protestato ha efficacia di titolo esecutivo. Per saperne di più, ti consiglio di leggere Il protesto: ecco come funziona.
Una volta in possesso del titolo esecutivo, il creditore deve notificarlo al debitore, cioè comunicarglielo in maniera formale a mezzo di ufficiale giudiziario. Insieme al titolo esecutivo, o successivamente ad esso, il creditore deve notificare al debitore un atto di precetto. Quest’ultimo consiste nell’intimazione a provvedere al pagamento della somma indicata nel titolo esecutivo, oltre agli interessi e alle spese successive, entro un termine che non può essere inferiore a 10 giorni dalla notifica. Trascorso questo termine, il creditore può procedere al pignoramento. Il precetto ha un’efficacia di 90 giorni: se questi decorrono senza che il creditore abbia iniziato il pignoramento, dovrà notificarlo di nuovo.
Le varie forme del pignoramento
Il pignoramento è una procedura che ha lo scopo di sottrarre al debitore un bene o un diritto allo scopo di soddisfare il credito. Quindi, il creditore, prima di iniziare questa procedura, deve compiere delle ricerche per sapere ciò che il debitore possiede. La ricerca può essere effettuata su autorizzazione del presidente del tribunale anche per via telematica [1].
Una volta acquisite queste notizie, il creditore sceglierà una o più forme di pignoramento tra le seguenti:
pignoramento mobiliare: esso riguarda le cose mobili di proprietà del debitore, il denaro contante, eventuali titoli;
pignoramento di autoveicoli, motoveicoli o rimorchi del debitore;
pignoramento immobiliare: ha per oggetto uno o più immobili del debitore;
pignoramento presso terzi: riguarda cose del debitore detenute da un terzo, oppure crediti che il debitore vanta nei confronti di terze persone;
Vediamo come si svolge la procedura del pignoramento caso per caso.
Il pignoramento mobiliare [2] (o espropriazione mobiliare presso il debitore) riguarda, come dice lo stesso termine, i beni mobili del debitore; lo scopo è quello di venderli e di soddisfarsi sul ricavato.
Il creditore consegna all’ufficiale giudiziario il titolo esecutivo e il precetto regolarmente notificati. L’ufficiale si reca presso l’abitazione del debitore, o comunque in luoghi dei quali quest’ultimo ha la disponibilità, e ricerca le cose da pignorare. Nel farlo, deve cercare di individuare cose il cui valore copre l’importo del credito da soddisfare aumentato della metà. E’ preferibile che si tratti di beni di facile e pronta liquidazione, cioè semplici da vendere, che consentono di ricavare agevolmente la somma di denaro necessaria (come ad esempio i gioielli). Possono essere pignorati anche il denaro contante e i titoli di credito.
Ci sono beni che non possono essere pignorati. A tal proposito la legge parla di:
cose assolutamente impignorabili [3]. Sono, ad esempio, i beni necessari alla vita del debitore e della sua famiglia (come i letti, la cucina, il frigorifero, le scorte alimentari per un mese); la fede nuziale; le cose che hanno per il debitore un particolare valore religioso;
cose relativamente impignorabili [4]. Ad esempio, gli attrezzi necessari per coltivare un terreno del debitore non sono sempre impignorabili, ma possono essere esclusi dal pignoramento con provvedimento del giudice;
cose pignorabili in particolari circostanze di tempo [5]. Ad esempio, i frutti del fondo del debitore possono essere pignorati separatamente da esso solo nelle sei settimane che precedono la loro maturazione.
Può succedere che, per ricercare i beni da pignorare, l’ufficiale giudiziario debba aprire porte chiuse ermeticamente oppure contenere le reazioni del debitore, dei suoi familiari o amici che cercano di ostacolare il suo lavoro. In tal caso, egli potrà chiedere aiuto alla forza pubblica chiamando i carabinieri o la polizia.
La legge stabilisce degli orari entro cui il pignoramento deve avvenire. L’ufficiale giudiziario non può recarsi dal debitore prima delle 7 del mattino e dopo le 21. Tuttavia, se le operazioni iniziano durante l’orario consentito, possono protrarsi anche dopo il limite massimo fino al loro compimento. Ad esempio, se l’ufficiale giudiziario si reca dal debitore alle 6 del pomeriggio, e alle 21 non ha ancora terminato, potrà proseguire il suo lavoro anche dopo tale orario.
L’ufficiale giudiziario redige un verbale delle operazioni nel quale specifica i beni pignorati e il loro valore. Nel verbale, egli specifica chi deve occuparsi della loro custodia e di solito è lo stesso debitore. Successivamente, egli consegna al creditore il verbale insieme al titolo esecutivo e al precetto.
Il creditore deposita i suddetti documenti presso la cancelleria del tribunale, insieme al titolo esecutivo e al precetto, nel termine di 15 giorni dalla consegna da parte dell’ufficiale giudiziario. Con il deposito (detto iscrizione a ruolo) provvede anche al pagamento delle tasse richieste per andare avanti con il procedimento, insieme a un documento che prende il nome di nota di iscrizione a ruolo.
Trascorsi 10 giorni dal pignoramento, il creditore può chiedere al giudice che disponga la vendita dei beni pignorati. Se è stato sottoposto ad espropriazione del denaro, può chiederne l’assegnazione. Se la vendita ha esito positivo e si ricava una somma di denaro, il giudice la assegna al creditore; se residua una differenza, va restituita al debitore.
Nella procedura, possono intervenire anche altri creditori e, in tal caso, il denaro viene distribuito tra loro in proporzione ai rispettivi crediti. Alcuni creditori, in casi tassativamente stabiliti dalla legge, hanno diritto ad essere soddisfatti con precedenza rispetto agli altri: essi sono detti privilegiati. Se vi sono crediti appartenenti a questa categoria, si procede prima di tutto al loro pagamento e solo successivamente, se rimangono somme, si distribuiscono tra i creditori non privilegiati (detti chirografari). Se la vendita ha esito negativo, il creditore può chiedere l’assegnazione dei beni pignorati.
Come avviene il pignoramento dei veicoli?
Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi possono essere pignorati con le modalità prescritte per l’espropriazione mobiliare presso il debitore; tuttavia, il legislatore nel 2014 ha introdotto una procedura più efficace [6] che può essere utilizzata in alternativa all’altra.
Essa inizia con la notifica al debitore di un atto contenente:
gli estremi del veicolo come risultano dal pubblico registro automobilistico;
l’ingiunzione, rivolta al debitore, di astenersi dal compiere atti che abbiano lo scopo di sottrarre il bene alla garanzia del credito;
l’intimazione di consegnare il veicolo, nel termine di 10 giorni, all’Istituto di Vendite Giudiziarie che opera nel suo luogo di residenza o in quello più vicino. Insieme al veicolo, devono essere consegnati anche i documenti che attestano la proprietà e quelli che consentono la circolazione.
Il creditore deve curare la trascrizione del pignoramento presso il pubblico registro automobilistico, in modo da portarlo a conoscenza di eventuali terzi interessati.
Quando il debitore consegna il veicolo all’Istituto di Vendite Giudiziarie, quest’ultimo lo comunica al creditore, possibilmente a mezzo pec. Se egli non ottempera all’obbligo di consegna e viene fermato dalla polizia giudiziaria mentre circola col veicolo, gli agenti provvederanno al ritiro dei documenti, al sequestro del veicolo e lo consegneranno in sua vece.
Entro 30 giorni dalla comunicazione dell’avvenuta consegna dei veicolo, il creditore deve procedere all’iscrizione a ruolo del pignoramento. Entro i successivi 45 giorni, egli deve chiedere al giudice, con apposita istanza, la vendita del veicolo pignorato.
Come nell’espropriazione mobiliare, una volta avvenuta la vendita il giudice disporrà l’assegnazione del ricavato al creditore (o ai creditori, se ve ne sono altri intervenuti nella procedura).
Come avviene il pignoramento immobiliare?
Il pignoramento immobiliare [7] si esegue notificando al debitore un atto contenente:
gli estremi dell’immobile pignorato, quali risultano dai pubblici registri immobiliari (in particolare foglio e particella);
l’intimazione al debitore di astenersi dal sottrarre il bene alla garanzia del credito.
Subito dopo la notifica del pignoramento, il creditore deve provvedere a farlo trascrivere presso i pubblici registri immobiliari, così che i terzi interessati possano averne conoscenza. Entro 15 giorni dalla notifica deve poi iscrivere a ruolo la procedura. Infine, entro i 45 giorni successivi, egli deve chiedere al giudice, con apposita istanza, la vendita del bene pignorato.
Nel termine di 60 giorni dal deposito dell’istanza di vendita, il creditore deve depositare in cancelleria gli estratti del catasto e i certificati attestanti le iscrizioni e le trascrizioni effettuate sull’immobile negli ultimi 20 anni. Il giudice nomina quindi un perito per la stima del valore dell’immobile pignorato, e, quando tutto è pronto, ne ordina la vendita.
Se la vendita va a buon fine, il giudice dispone il trasferimento dell’immobile in capo all’acquirente, ne ordina la trascrizione nei registri immobiliari e dispone la cancellazione della trascrizione del pignoramento.
Le somme ricavate vengono assegnare al creditore, o, se ve ne sono più d’uno, ripartite secondo le modalità che abbiamo già visto.
Il pignoramento presso terzi [8] ha per oggetto beni del debitore che si trovano nella disponibilità di una terza persona.
Precisamente, vi sono due possibilità:
che il creditore vanti, a sua volta, un credito nei confronti del terzo. Si pensi al caso in cui una persona percepisce uno stipendio ed è creditrice del datore di lavoro per il relativo importo;
che il terzo detenga uno o più beni del debitore. Ad esempio, può trattarsi di qualcosa che egli ha prestato a un conoscente.
Il pignoramento comincia con la notifica di un atto che deve contenere:
l’indicazione delle somme o dei beni dovuti;
l’ingiunzione al debitore di non compiere atti di disposizione dei beni o dei crediti;
l’intimazione al terzo di non disporre di detti beni o crediti se non per ordine del giudice;
la citazione, rivolta al debitore e al terzo, a comparire davanti al giudice competente, indicando a tal fine una data;
l’invito, rivolto al terzo, a rendere nel termine di 10 giorni al creditore una dichiarazione riguardo alla sussistenza e all’entità del credito, oppure riguardo alla detenzione, da parte sua, di cose di proprietà del debitore, con la precisazione che, in mancanza, il terzo dovrà rendere detta dichiarazione in udienza, e che, in caso di mancata dichiarazione, il credito o il possesso di cose del debitore si considereranno non contestati.
L’atto deve essere notificato al debitore e al terzo. Il creditore deve provvedere all’iscrizione a ruolo del pignoramento entro 30 giorni dall’ultima notifica.
Vi sono crediti assolutamente e altri relativamente impignorabili [9]. Nella prima categoria rientrano, ad esempio, i crediti alimentari e i sussidi in favore di persone povere; nella seconda, sempre a titolo esemplificativo, rientrano stipendi, salari e pensioni, che possono essere pignorati entro certi limiti.
Il terzo, come abbiamo detto, deve inviare al creditore, a mezzo pec, la sua dichiarazione; se non lo fa, dovrà renderla davanti al giudice.
A questo punto, possono verificarsi le seguenti situazioni:
il terzo dichiara di avere un debito verso il debitore, precisandone l’entità. In questo caso, il giudice assegna la somma al creditore nei limiti del suo credito;
il terzo dichiara di detenere un bene di proprietà del debitore. Il giudice gli ordina di provvedere alla consegna del bene che successivamente viene venduto seguendo le regole che riguardano il pignoramento mobiliare;
il terzo non si presenta o non fa alcuna dichiarazione. In tal caso, il credito o la detenzione di cose del debitore si considerano non contestati.
Una particolare forma di pignoramento presso terzi è quello del conto corrente bancario o postale. In questa ipotesi, l’atto di pignoramento deve essere notificato al debitore e alla banca. Puoi trovare maggiori informazioni nell’articolo Pignoramento del conto corrente: cos’è e cosa comporta.
Ora sai come avviene il pignoramento nelle sue varie forme. Qualora dovessi subire una procedura esecutiva, queste informazioni potranno esserti utili per cercare delle soluzioni prima che essa giunga al suo compimento.
[1] D. L. n.172/2014.
[3] Art. 514 cod. proc. civ.
[4] Art. 515 cod. proc. civ.
[5] Art. 516 cod. proc. civ.
[6] Art. 521-bis cod. proc. civ.
[7] Art. 555 e ss. cod. proc. civ.
[8] Art. 543 cod. proc. civ.
[9] Art. 545 cod. proc. civ.
Autore immagine: pignoramento di Billion Photos

References: Art. 514
 Art. 515
 Art. 516
 Art. 521
 Art. 555
 Art. 543
 Art. 545