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Timestamp: 2018-02-21 05:32:44+00:00

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Volontari Canili Casentino: LEGGE 189/2004
DISPOSIZIONI CONCERNENTI IL DIVIETO DI MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI, NONCHE' D'IMPIEGO DEGLI STESSI IN COMBATTIMENTI CLANDESTINI O COMPETIZIONI NON AUTORIZZATE
Art. 1 (Modifiche al codice penale).
Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali). -
Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche e' punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La pena e' aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale.
Art. 544-quater. - (Spettacoli o manifestazioni vietati). -
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali e' punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La pena e' aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per se od altri ovvero se ne deriva la morte dell'animale
Art. 544-quinquies. - (Divieto di combattimenti tra animali). –
Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica e' punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro.
Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544- quinquies, è sempre ordinata la confisca dell'animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato.
E' altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell'attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta e' pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva e' disposta l'interdizione dall'esercizio delle attività medesime".
2. All'articolo 638, primo comma, del codice penale, dopo le parole:"è punito" sono inserite le seguenti: ", salvo che il fatto costituisca più grave reato".
Art. 727. - (Abbandono di animali). - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività e' punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- Il titolo IX del libro II del codice penale reca: «Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume».
«Art. 638 (Uccisione o danneggiamento di animali altrui).
Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora animali che appartengono ad altri e' punito, salvo che il fatto costituisca piùgrave reato a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire seicentomila.
La pena e' della reclusione da sei mesi a quattro anni, e si procede d'ufficio, se il fatto e' commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.
Art. 2. Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce
1. E' vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e gatti (Felis catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce, capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti ed ottenuti, in tutto o in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei medesimi, nonché commercializzare o introdurre le stesse nel territorio nazionale.
"Art. 19-ter. - (Leggi speciali in materia di animali). – Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, di pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli animali, di sperimentazione scientifica sugli stessi, di attività circense, di giardini zoologici, nonche' dalle altre leggi speciali in materia di animali.
Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si applicano altresi' alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.
Art. 19-quater. - (Affidamento degli animali sequestrati o confiscati). – Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano richiesta individuati con decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro dell'interno".
1. All'articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, al comma 8, le parole: "ai sensi dell'articolo 727 del codice penale" sono sostituite dalle seguenti:
"con la reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro".
- Si riporta il testo dell'art. 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, (Attuazione della direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici), come modificato dalla legge qui pubblicata:
«Art. 4. - 1. Gli esperimenti di cui all'art. 3 possono essere eseguiti soltanto quando, per ottenere il risultato ricercato, non sia possibile utilizzare altro metodo scientificamente valido, ragionevolmente e praticamente applicabile, che non implichi l'impiego di animali.
2. Quando non sia possibile ai sensi del comma 1 evitare un esperimento, si deve documentare all'autorità sanitaria competente la necessita' del ricorso ad una specie determinata e al tipo di esperimento; tra piu' esperimenti debbono preferirsi:
4. Un animale non puo' essere utilizzato piu' di una volta in esperimenti che comportano forti dolori, angoscia
o sofferenze equivalenti.
5. Gli esperimenti devono essere eseguiti, direttamente o sotto la loro diretta responsabilita', da laureati in medicina e chirurgia, medicina veterinaria, biologia, scienze naturali o da persone munite di altro titolo riconosciuto idoneo ed equivalente con decreto del Ministro della sanita', di concerto con il Ministro della universita' e della ricerca scientifica e tecnologica.
7. La persona che esegue l'esperimento o ne ha la supervisione deve inoltre avere una formazione scientifica attinente alle attivita' sperimentali di sua competenza ed essere in grado di manipolare e curare gli animali di laboratorio, deve inoltre aver dimostrato all'autorita' competente di aver raggiunto un sufficiente livello di formazione in proposito.
- Si riporta il testo dell'art. 5 della legge 14 agosto 1991, n. 281, (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), come modificato dalla legge qui pubblicata:
«Art. 5 (Sanzioni). - 1. Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella propria abitazione, e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire un milione.
3. Chiunque, avendo iscritto il cane all'anagrafe di cui al comma 1 dell'art. 3, omette di sottoporlo al tatuaggio, e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire centomila.
«Art. 2. - Possono conseguire la personalita' giuridica le Societa' protettrici degli animali che si prefiggono tutti od alcuno degli scopi seguenti o scopi affini:
a) promuovere, anche a mezzo di agenti propri, la piu' efficace applicazione del titolo IX-bis del libro II del codice penale e dell'art. 727 del medesimo codice e delle disposizioni stabilite nella presente o in altre leggi o regolamenti dello Stato o dei comuni, riflettenti la protezione degli animali;
b) frenare i mali trattamenti e le eccessive fatiche, a cui possono essere assoggettati gli animali, istruendo i conducenti ed i guardiani nella loro arte, e ammaestrandoli a proporzionare le fatiche alle forze degli animali e a trame il miglior risultato utile, senza che ne siano debilitati o vessati;
c) educare le popolazioni a non incrudelire verso gli animali, sia col mezzo di pubbliche e popolari conferenze, sia distribuendo opuscoli o stampati, sia concedendo premi agli insegnanti che diano nella scuola speciali istruzioni sulla necessita' di proteggere gli animali.».
«Art. 8. - Meta' delle ammende a cui siano condannati i contravventori alle disposizioni della presente legge e dell'art. 727 del codice penale, in seguito a denuncia delle guardie delle Societa' protettrici degli animali, sono devolute alle Societa' stesse.».
«Art. 55 (Funzioni della polizia giudiziaria). - 1. La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale.
«Art. 57. (Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria).
3. Sono altresì ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, nei limiti del servizio cui sono destinate e secondo le rispettive attribuzioni, le persone alle quali le leggi e i regolamenti attribuiscono le funzioni previste dall'art. 55.».
«Art. 91 (Diritti e facolta' degli enti e delle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato).
- 1. Gli enti e le associazioni senza scopo di lucro ai quali, anteriormente alla commissione del fatto per cui si procede, sono state riconosciute, in forza di legge, finalita' di tutela degli interessi lesi dal reato, possono esercitare, in ogni stato e grado del procedimento, i diritti e le facolta' attribuiti alla persona offesa dal reato».
- Per il testo dell'art. 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale vedi art.
3 della presente legge.
- I reati di uccisione e maltrattamento di animali sono decisamente saliti di grado: non più semplici contravvenzioni ma veri e propri delitti, pertanto più severamente puniti. Essi hanno tempi di prescrizione assai più lunghi (fino a 7 anni e mezzo)e prevedono anche il carcere. Questo è senz’altro un grande passo avanti rispetto alla revisione del 1993
- L’abbandono era punito anche prima ma, con la nuova normativa, diventa un comportamento sanzionabile con l’arresto. (dimostrare l’abbandono di un animale è estremamente difficile se non si coglie “in flagranza” il colpevole. La speranza è che, l’inasprimento della pena prevista, serva da deterrente)
- Combattimenti e spettacoli: la punizione è molto più rigida rispetto a prima, inoltre sono dettagliati i comportamenti criminosi soprattutto per quanto riguarda i combattimenti.(Purtroppo, però,non è più punita la semplice partecipazione. Questo può incoraggiare la presenza di pubblico ai combattimenti clandestini, in quanto agli spettatori è garantita l’assoluta impunità, salvo dimostrare il loro coinvolgimento nell’organizzazione o promozione o nelle scommesse).
- Il sequestro di animali. Gli animali maltrattati possono essere più facilmente confiscati rispetto a prima (ma è più difficile dimostrare il maltrattamento. Vedi più avanti)
- Divieto di produrre pellicce di cani e gatti.Questa norma è’ senz’altro positiva. essendo praticamente impossibile ottenere il divieto di commercializzare tutte le pellicce, si sancisce, almeno, il divieto per quelle ricavate da animali domestici.
- L’animale è tutelato non perché essere senziente, ma come destinatario del comune sentimento verso di lui. Esso non è,realmente, “soggetto di diritto".
- Il precedente articolo 727 puniva la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Ora si deve dimostrare concretamente anche la grave sofferenza degli animali stessi. Esistono sicuramente metodologie per stabilire se un animale è in stato di sofferenza (anche psichica) ma risulta arduo misurare clinicamente (e oggettivamente) quando la sofferenza sia "grave".
- Uccisione. Vi sono dei precisi limiti affinché l’uccisione divenga reato. Si ha reato se questa avviene con crudeltà o senza necessità. All'animale non viene riconosciuto, dunque, il diritto assoluto alla vita.
- Perchè sussista un reato di maltrattamento è necessario - con la nuova normativa - che il comportamento sia “doloso”. Deve essere riscontrata, cioè,la volontà di maltrattare l’animale (o quanto meno il maltrattante deve essesere a conoscenza delle conseguenze di quanto sta facendo). Non è stato contemplato il delitto anche colposo. Questo purtroppo lascerà molte porte aperte per i maltrattamenti. Un bravo avvocato riuscirà a dimostrare che il suo assistito non voleva o non sapeva di causare danno all’animale.
- Le guardie zoofile possono ora esercitare la loro attività solo per gli animali d' affezione. Viene quindi di fatto limitato il raggio d’azione di tali figure,troppo spesso testimoni scomode di crudeltà ed abusi sugli animali.

References: Art. 1

Art. 544

Art. 544

Art. 544
 sentenza 

Art. 727

Art. 2

Art. 19
 art.
3
 articolo 727