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Timestamp: 2020-01-21 20:00:07+00:00

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MINISTERO FINANZE - Decreto ministeriale 26 settembre 2019 - Individuazione delle modalità di attribuzione delle quote di gettito dei tributi erariali spettanti alla Regione Friuli-Venezia Giulia - Studio Cerbone
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 26 settembre 2019 – Individuazione delle modalità di attribuzione delle quote di gettito dei tributi erariali spettanti alla Regione Friuli-Venezia Giulia
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MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 26 settembre 2019
Individuazione delle modalità di attribuzione delle quote di gettito dei tributi erariali spettanti alla Regione Friuli-Venezia Giulia
Con il presente decreto, ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 26 marzo 2018, n. 45 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia in materia di compartecipazioni ai tributi erariali), sono definite:
a) le modalità ed i criteri contabili per l’imputazione diretta, sul conto infruttifero ordinario intestato alla Regione Friuli-Venezia Giulia (d’ora innanzi «Regione»), istituito presso la Tesoreria dello Stato, delle quote di gettito dei tributi erariali ad essa spettanti;
b) le tipologie delle entrate erariali che, nelle more dell’individuazione delle modalità di attribuzione diretta, continuano ad essere corrisposte alla Regione mediante trasferimento da apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato;
c) le forme di compensazione delle anticipazioni effettuate a seguito delle compensazioni operate dai contribuenti, ai sensi del Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;
d) le forme di compensazione delle anticipazioni effettuate a seguito dell’erogazione dei rimborsi fiscali;
e) i dati informativi forniti alla Regione ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo n. 45 del 2018.
Le disposizioni del presente decreto si applicano, in quanto compatibili, anche alle quote di gettito erariale riscosse ed alle compensazioni esercitate attraverso sistemi di pagamento che verranno in futuro sviluppati.
Ripartizione delle quote di gettito erariale riscosse attraverso il modello F23
Ove non diversamente disposto dal presente decreto, la ripartizione in favore della Regione delle quote di gettito erariale riscosse con le modalità previste dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237, è effettuata dagli agenti della riscossione mediante accredito diretto delle relative somme sul conto infruttifero ordinario alla stessa intestato presso la Tesoreria dello Stato.
Per l’individuazione dei criteri di imputazione contabile delle somme riscosse per ciascun codice tributo presso gli sportelli degli ambiti provinciali che insistono sul territorio della Regione – ovvero a questi ultimi accreditati dagli intermediari finanziari abilitati – si rinvia alla tabella di cui all’allegato A al presente decreto.
Per quanto non previsto dal presente decreto, si applicano, in quanto compatibili, il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237 e le relative disposizioni di attuazione.
Ripartizione delle quote di gettito erariale riscosse attraverso i modelli F24 ed F24 EP
Ove non diversamente disposto dal presente decreto, la ripartizione in favore della Regione delle quote di gettito erariale riscosse attraverso il «modello F24», di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed il «modello F24 enti pubblici» (F24 EP), è effettuata dalla struttura di gestione individuata dal decreto interministeriale 22 maggio 1998, n. 183 (d’ora innanzi «struttura di gestione»), sulla base dei codici tributo indicati dai contribuenti e del luogo in cui è avvenuto il versamento, mediante accredito diretto delle relative somme sul conto infruttifero ordinario, intestato alla Regione presso la Tesoreria dello Stato.
Per l’individuazione del luogo in cui è avvenuto il versamento, di cui al comma precedente, si applicano i seguenti criteri:
a) per i versamenti eseguiti tramite il modello F24 EP, il luogo in cui è avvenuto il versamento è identificato con l’ambito provinciale ove ha sede la filiale della Banca d’Italia presso cui è aperto il conto di tesoreria unica o la contabilità speciale dell’ente pubblico o dell’amministrazione statale periferica che ha eseguito il pagamento. Per i versamenti eseguiti dagli enti pubblici e dalle amministrazioni dello Stato titolari di conti presso la tesoreria centrale, il luogo di riscossione è individuato in base al domicilio fiscale dell’ente;
b) per i versamenti eseguiti tramite il modello F24 cartaceo, il luogo in cui è avvenuto il versamento è identificato con la sede della filiale dell’intermediario della riscossione presso il quale è stato presentato il modello F24;
c) per i versamenti eseguiti tramite il modello F24 telematico, il luogo in cui è avvenuto il versamento è identificato con la sede della filiale della banca o dell’ufficio postale, individuati dal corrispondente codice CAB (codice di avviamento bancario), presso cui è aperto il conto corrente di addebito del versante;
d) per i versamenti telematici eseguiti mediante il modello F24 cumulativo con addebito sul conto dell’intermediario o pervenuti tramite banche prive di sportelli sul territorio (cd. «banche virtuali»), il luogo in cui è avvenuto il versamento è identificato con il domicilio fiscale del versante.
Le ripartizioni sono eseguite esclusivamente sulla base dei dati trasmessi all’Agenzia delle entrate dai contribuenti, attraverso i servizi telematici forniti dall’agenzia stessa, ovvero dagli intermediari della riscossione (banche, Poste Italiane S.p.a. ed agenti della riscossione).
I criteri di imputazione contabile delle somme riscosse per ciascun codice tributo sono individuati nell’allegato B al presente decreto.
La ripartizione delle somme viene effettuata al netto degli importi di segno negativo derivanti dalle compensazioni esercitate dai contribuenti, attribuendo gli importi ad esse corrispondenti, nell’ordine, ai seguenti capitoli ed articoli del bilancio: 1203, art. 1; 1023, art. 3; 1024, art. 8; 1024, art. 2; eventualmente per capitolo ed articolo crescente a partire dal 1023.
Nei giorni in cui i versamenti dei contribuenti sono inferiori alle compensazioni esercitate, le somme occorrenti per ripianare il saldo negativo di ripartizione sono anticipate mediante prelievo dei fondi necessari dalla contabilità speciale n. 1778, denominata «Agenzia delle entrate – fondi di bilancio».
Il recupero delle anticipazioni effettuate ai sensi del comma 6 avviene entro il mese successivo, salvo insufficiente importo di segno positivo, imputando le somme al bilancio della Regione con le modalità previste dal comma 5.
Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto in tema di ripartizione delle somme riscosse attraverso i modelli F24, si rinvia alle disposizioni, in quanto compatibili, dei decreti interministeriali del 22 maggio 1998, n. 183 e del 15 ottobre 1998.
Recupero delle anticipazioni effettuate per i rimborsi di imposte
Entro il mese di novembre di ciascun anno, con le modalità previste dall’art. 3, comma 7, la struttura di gestione recupera la quota di competenza regionale dei rimborsi erogati ai contribuenti afferenti ai tributi erariali compartecipati dalla Regione.
Le disposizioni del comma 1 non si applicano ai rimborsi fiscali relativi ai tributi di cui agli articoli da 5 a 14, per i quali resta ferma la disciplina ivi prevista.
Modalità di attribuzione del gettito relativo ad alcune tipologie di tributi
Entro il 31 maggio di ciascun esercizio, il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 49 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, recante lo statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (d’ora innanzi «statuto speciale») e dall’art. 3 del decreto legislativo n. 45 del 2018, applicati agli ultimi dati disponibili, determina l’ammontare del gettito annuale relativo alla compartecipazione all’imposta sul valore aggiunto (IVA) derivante dagli scambi interni, all’imposta sul reddito delle società (IRES), all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), alle ritenute a titolo d’imposta sugli interessi, alle ritenute a titolo di imposta e alle imposte sostitutive sugli altri redditi da capitale e sui redditi diversi, all’imposta sulle assicurazioni diverse da quella sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e all’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita e li comunica alla Regione, alla struttura di gestione ed al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
Il gettito di cui al comma 1 costituisce la base per il calcolo dell’acconto annuale da attribuire ai sensi degli articoli seguenti, nonché per la determinazione del conguaglio relativo all’anno a cui si riferiscono i dati utilizzati per il calcolo, ove definitivi.
Con riferimento ai tributi di cui al comma 1, la Regione può richiedere alla struttura di gestione, mediante comunicazione inviata tramite posta elettronica certificata, di interrompere la corresponsione dell’acconto per un determinato esercizio, anche limitatamente a uno o ad alcuni di essi, con esclusione della possibilità di riprenderne l’erogazione nel medesimo esercizio.
L’interruzione è consentita esclusivamente per un miglior allineamento dell’ammontare degli acconti corrisposti in corso d’anno rispetto alle spettanze previste, ai sensi del comma 3 dell’art. 4 del decreto legislativo n. 45 del 2018, ed è disposta entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione.
Con riferimento ai tributi di cui al comma 1, entro il 31 marzo di ciascun esercizio, la struttura di gestione comunica al Dipartimento delle finanze e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato quanto corrisposto alla Regione a titolo di acconto nell’esercizio precedente.
Con riferimento ai tributi di cui al comma 1, sulla base del gettito spettante alla Regione ai sensi dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione, nonché degli acconti corrisposti ai sensi degli articoli seguenti, il Dipartimento delle finanze determina il conguaglio a credito ovvero a debito della Regione. Il secondo anno successivo a quello di riferimento, entro il 31 maggio, il Dipartimento delle finanze comunica alla Regione, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ed alla struttura di gestione il conguaglio riferito ai tributi di cui al presente articolo per i quali sono disponibili i dati definitivi relativi all’annualità oggetto di conguaglio. Per i tributi i cui dati non risultano definitivi il conguaglio è comunicato separatamente nel rispetto di quanto previsto nel principio contabile applicato alla contabilità finanziaria 3.7.10 di cui all’allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Il conguaglio a debito della Regione viene recuperato dalla struttura di gestione, che provvede a trattenere il relativo importo dai mandati eseguiti per l’attribuzione diretta alla Regione delle quote di gettito erariale ad essa spettante.
Il conguaglio a credito della Regione viene erogato dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con le risorse stanziate su apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato.
Modalità di attribuzione del gettito dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) derivante dagli scambi interni
In relazione alla compartecipazione all’imposta sul valore aggiunto (IVA) derivante dagli scambi interni, è attribuita alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio.
L’acconto di cui al comma 1 è attribuito a cura della struttura di gestione accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti IVA eseguiti a titolo di liquidazione mensile e di split payment tramite modelli F24 e F24 EP. Tale percentuale, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma da versare a titolo di acconto alla Regione, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare complessivo dei versamenti IVA eseguiti nell’esercizio precedente a titolo di liquidazione mensile e di split payment tramite modelli F24 e F24 EP. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
A seguito della comunicazione del Dipartimento delle finanze di cui all’art. 5, comma 1, la struttura di gestione aggiorna la percentuale di acconto di cui al comma precedente, la comunica alla Regione e la applica alle ripartizioni di gettito a decorrere dal 1° luglio di ciascun esercizio.
Modalità di attribuzione del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF)
In relazione alla compartecipazione all’IRPEF, la struttura di gestione attribuisce alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio, accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti IRPEF eseguiti a titolo di ritenute mensili sui redditi da lavoro dipendente.
La percentuale di cui al comma 1, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma dovuta a titolo di acconto, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare dei versamenti IRPEF eseguiti a titolo di ritenute mensili sui redditi da lavoro dipendente tramite modelli F24 e F24 EP nell’esercizio precedente. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
La percentuale di acconto è modificata a seguito della adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario) in ragione della riduzione di gettito IRPEF ivi prevista.
Modalità di compartecipazione al gettito dell’imposta sul reddito delle società (IRES)
In relazione alla compartecipazione all’IRES, è attribuita alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio.
L’acconto di cui al comma 1 è attribuito a cura della struttura di gestione accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti IRES eseguiti a titolo di acconto e saldo tramite modelli F24 e F24 EP. Tale percentuale, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma da versare a titolo di acconto alla Regione, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare complessivo dei versamenti IRES eseguiti nell’esercizio precedente a titolo di acconto e saldo tramite modelli F24 e F24 EP. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
Modalità di attribuzione del gettito relativo alla ritenuta a titolo d’imposta sugli interessi
In relazione alla compartecipazione alla ritenuta a titolo d’imposta sugli interessi è attribuita alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio.
L’acconto di cui al comma 1 è attribuito a cura della struttura di gestione, accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti eseguiti tramite modelli F24 con il codice tributo 1028, ovvero mediante eventuali codici successivamente istituiti per la medesima fattispecie. Tale percentuale, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma da versare a titolo di acconto alla Regione, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare complessivo dei versamenti eseguiti nell’esercizio precedente tramite modelli F24 con il codice tributo 1028, ovvero mediante eventuali codici successivamente istituiti per la medesima fattispecie. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
Modalità di attribuzione del gettito relativo alle ritenute a titolo di imposta e alle imposte sostitutive sugli altri redditi da capitale e sui redditi diversi
In relazione alla compartecipazione alle ritenute a titolo di imposta e alle imposte sostitutive sui redditi da capitale diversi da quelli di cui all’art. 9 e sui redditi diversi, è attribuita alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio.
L’acconto di cui al comma 1 è attribuito a cura della struttura di gestione, accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti eseguiti tramite modelli F24 con i codici tributo 1239, 1705 e 1710, ovvero mediante eventuali codici successivamente istituiti per le medesime fattispecie. Tale percentuale di cui al comma 2, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma da versare a titolo di acconto alla Regione, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare complessivo dei versamenti eseguiti nell’esercizio precedente tramite modelli F24 con i codici tributo 1239, 1705 e 1710, ovvero mediante eventuali codici successivamente istituiti per le medesime fattispecie. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
A seguito della comunicazione del Dipartimento delle finanze di cui all’art. 5, comma 1, la struttura di gestione aggiorna la percentuale di acconto, la comunica alla Regione e la applica alle ripartizioni di gettito a decorrere dal 1° luglio di ciascun esercizio.
Modalità di attribuzione dell’imposta sulle assicurazioni diverse da quella sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore
In relazione alla compartecipazione all’imposta sulle assicurazioni diverse da quella sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore è attribuita alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio.
L’acconto di cui al comma 1 è attribuito a cura della struttura di gestione accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti dell’imposta eseguiti tramite modelli F24. Tale percentuale, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma da versare a titolo di acconto alla Regione, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare complessivo dei versamenti dell’imposta sulle assicurazioni eseguiti nell’esercizio precedente tramite modelli F24. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
Modalità di attribuzione dell’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita
In relazione alla compartecipazione all’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita è attribuita alla Regione una somma a titolo di acconto per ciascun esercizio.
L’acconto di cui al comma 1 è attribuito a cura della struttura di gestione accreditando alla Regione una quota percentuale dei versamenti dell’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita eseguiti tramite modelli F24. Tale percentuale, arrotondata al secondo decimale, è ottenuta dal rapporto tra la somma da versare a titolo di acconto alla Regione, determinata ai sensi dell’art. 5, e l’ammontare complessivo dei versamenti dell’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita eseguiti nell’esercizio precedente tramite modelli F24. La predetta percentuale può essere applicata in misura inferiore, esclusivamente al fine di consentire un migliore allineamento dell’ammontare degli acconti rispetto alle spettanze previste, su richiesta della Regione alla struttura di gestione da formularsi entro il 15 giugno di ogni esercizio.
Disposizioni in materia di accise sull’energia elettrica
La compartecipazione all’accisa sull’energia elettrica fornita o consumata nel territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia di cui all’art. 49, comma 1, lettera b) dello statuto speciale si realizza attraverso il versamento di acconti e conguagli, nelle modalità definite dai commi che seguono.
A titolo di acconto, la struttura di gestione attribuisce alla Regione la quota indicata all’art. 49, comma 1, lettera b) dello statuto regionale dei versamenti dell’accisa sull’energia elettrica eseguiti tramite modello F24-accise con il codice tributo 2806 o con altro codice eventualmente istituito per la medesima fattispecie, contrassegnati, nell’apposito campo della sezione «accise» della delega di pagamento, con le sigle degli ambiti provinciali della Regione.
L’Agenzia delle dogane e dei monopoli comunica, entro il 31 maggio di ogni anno, il gettito dell’accisa sull’energia elettrica complessivamente spettante alla Regione ai sensi dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione, al netto dei rimborsi erogati ai contribuenti, al Dipartimento delle finanze, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, alla struttura di gestione, nonché alla Regione stessa.
Con riferimento a ciascun esercizio, tenuto conto delle somme già versate ai sensi del comma 2, la struttura di gestione determina il conguaglio a debito ovvero a credito della Regione e ne comunica l’importo, entro il 30 giugno di ogni anno, alla Regione stessa, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ed al Dipartimento delle finanze.
Il conguaglio a credito viene corrisposto alla Regione dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con le risorse stanziate su apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato.
Disposizioni in materia di accise sui carburanti per autotrazione
La compartecipazione al gettito delle accise sulla benzina e sul gasolio per autotrazione, spettante alla Regione ai sensi dell’art. 49, comma 1, lettera a) dello statuto speciale della Regione, si realizza attraverso il versamento di acconti e di conguagli nelle modalità definite dai commi che seguono.
L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro il 31 maggio di ciascun anno, comunica alla Regione e al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, il numero dei litri di benzina e di gasolio per autotrazione erogati nell’anno precedente nel territorio della Regione, rilevati dai registri di carico e scarico alla cui tenuta sono obbligati i soggetti di cui all’art. 25, comma 2, lettere b) e c) del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, nonché eventuali variazioni delle aliquote sui carburanti per autotrazione.
Entro il 31 maggio la struttura di gestione comunica all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, alla Regione e al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, l’ammontare complessivo dei pagamenti effettuati nell’anno solare precedente con il modello F24 accise e contrassegnati dal codice tributo 2804 nonché l’ammontare complessivo delle somme corrisposte alla Regione a titolo di acconto nello stesso periodo.
Entro il quindicesimo giorno dalla ricezione delle comunicazioni di cui ai commi 2 e 3, il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, quantifica il coefficiente percentuale, arrotondato al secondo decimale, che, applicato ai pagamenti effettuati con il modello F24 accise contrassegnati dal codice tributo 2804, assicura alla Regione i previsti flussi di acconto.
Tale coefficiente si ottiene dal rapporto tra il gettito spettante alla Regione in base ai dati dell’erogato relativi all’anno precedente e il complessivo importo introitato nello stesso periodo dalla struttura di gestione per effetto dei versamenti contrassegnati dal codice tributo 2804. Il gettito spettante alla Regione si ottiene, separatamente per prodotto, moltiplicando il numero dei litri erogati nel territorio regionale, di cui al comma 2, per le rispettive aliquote d’imposta e quindi per le rispettive percentuali stabilite all’art. 49, comma 1, lettera a) dello statuto speciale e sommando quindi i due valori così ottenuti. Qualora nell’anno in questione sia intervenuta una variazione di aliquota, la quantificazione del gettito spettante alla Regione si ottiene distribuendo i litri erogati in proporzione diretta ai giorni solari di vigenza della aliquota.
Entro il 30 giugno, il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze comunica alla struttura di gestione il coefficiente percentuale determinato ai sensi del comma 4.
Entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione di tale comunicazione la struttura di gestione applica il coefficiente di cui al comma 4 nella determinazione degli acconti da erogare alla Regione.
Il Dipartimento delle finanze, sulla base dei dati di cui al precedente comma 2 e degli acconti comunicati ai sensi del precedente comma 3, determina, entro il 30 giugno, l’ammontare del conguaglio a debito ovvero a credito della Regione, riferito all’anno solare precedente e lo comunica al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e alla Regione. I fondi necessari per la corresponsione alla Regione dell’eventuale conguaglio a credito saranno prelevati da un apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato, nell’ambito delle missioni e programmi relativi al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze.
L’eventuale conguaglio a debito della Regione viene comunicato alla stessa ed alla struttura di gestione dal Dipartimento delle finanze.
La struttura di gestione provvede al relativo recupero in sede di erogazione degli acconti alla Regione.
Eventuali variazioni dei quantitativi di benzina e di gasolio per autotrazione di cui al comma 2 sono comunicati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro il mese di novembre di ciascun anno, alla Regione, al Dipartimento delle finanze, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ed alla struttura di gestione. La conseguente variazione del conguaglio già calcolato ai sensi del comma 7 è riconosciuta in sede di attribuzione del conguaglio dell’esercizio successivo.
L’Agenzia delle dogane e dei monopoli per il tramite della Direzione territoriale competente e la Regione, prima delle determinazioni di cui ai commi precedenti, confrontano i dati di cui ciascuna è in possesso, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza.
Disposizioni in materia di entrate riscosse a mezzo ruolo
Nelle more dell’individuazione delle modalità di riversamento diretto del gettito, la compartecipazione alle entrate tributarie di cui all’art. 49 dello statuto regionale riscosse a mezzo ruolo, ad eccezione di quella ai tributi disciplinati dagli articoli da 5 a 12 del presente decreto, è attribuita alla Regione dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, mediante pagamento da apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato.
Le entrate tributarie di cui al comma 1 sono elencate nella tabella di cui all’allegato C del presente decreto, con l’indicazione del pertinente capitolo e articolo del bilancio dello Stato.
L’ammontare delle entrate riscosse a mezzo ruolo spettanti alla Regione per ciascun esercizio, determinato ai sensi del comma 4 e ridotto del 40 per cento, costituisce l’acconto delle spettanze per l’esercizio successivo.
Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato determina l’importo delle entrate riscosse a mezzo ruolo spettanti alla Regione per l’esercizio precedente sulla base dell’ammontare delle entrate tributarie di cui al comma 1 riscosse a mezzo ruolo nell’esercizio precedente, in conto competenza e in conto residui, come verificate dalle ragionerie territoriali dello Stato competenti per territorio entro il 30 aprile.
Gli importi di cui al comma 4 sono comunicati alla Regione, entro il 31 maggio di ciascun anno, ai fini dell’applicazione del principio contabile applicato alla contabilità finanziaria 3.7.9 e 3.7.10 di cui all’allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Le entrate riscosse a mezzo ruolo afferenti ai tributi di cui agli articoli da 5 a 12 sono riversate alla Regione secondo la disciplina ivi prevista.
Versamenti diversi
Nelle more dell’individuazione delle modalità di riversamento diretto del gettito, la compartecipazione alle entrate tributarie di cui all’art. 49 dello statuto regionale versate dai debitori non codificati direttamente in favore del bilancio dello Stato presso le tesorerie dello Stato situate sul territorio regionale, sui capitoli indicati nella tabella di cui all’allegato C al presente decreto, è attribuita alla Regione dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, mediante pagamento da apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato sulla base dei versamenti effettuati nell’anno precedente.
Nelle more dell’individuazione delle modalità di riversamento diretto del gettito, la compartecipazione alle tasse di concessione governativa, alle tasse di pubblico insegnamento e all’imposta di bollo affluite su conti correnti postali intestati allo Stato, è attribuita alla Regione dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, mediante pagamento da apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato.
Gli intestatari dei conti correnti postali sui quali affluiscono le tasse di concessione governativa, le tasse di pubblico insegnamento e l’imposta di bollo, comunicano annualmente, entro il 30 aprile, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e alla Regione l’ammontare dei versamenti eseguiti nel territorio della Regione nell’esercizio precedente.
Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato determina l’importo delle entrate di cui ai commi 1 e 2 spettante alla Regione per l’esercizio precedente.
Ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo n. 45 del 2018, sono forniti alla Regione, nei modi stabiliti dai commi seguenti, gli elementi informativi necessari a determinare la ripartizione del gettito dei tributi compartecipati.
L’Agenzia delle entrate trasmette alla Regione:
un flusso informativo mensile riepilogativo delle operazioni di ripartizione dei versamenti effettuati tramite modelli F24 e F24 EP, secondo lo schema definito nell’allegato F al presente decreto, unitamente ad un flusso informativo dei versamenti oggetto di ripartizione;
un flusso informativo mensile dei versamenti effettuati con i modelli F24 e F24 EP relativi alle imposte di cui all’art. 3, comma 8, del decreto legislativo n. 45/2018, nonché quelli relativi ad eventuali altre imposte compartecipate dalla Regione il cui flusso informativo mensile non sia reperibile dai dati pubblicati nel rapporto mensile sull’andamento delle entrate tributarie e contributive di cui al comma 5 dell’art. 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica);
un flusso informativo mensile riepilogativo delle imputazioni contabili del gettito riscosso tramite F24 e F24 EP, secondo lo schema definito nell’allegato G al presente decreto;
un flusso informativo giornaliero dei mandati di accredito eseguiti in favore della medesima Regione, secondo lo schema definito nell’allegato H al presente decreto.
Nelle more della definizione di un protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e la Regione, gli agenti della riscossione, in relazione alle quote di gettito erariale riscosse con le modalità previste dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237 di cui all’art. 2 del presente decreto, trasmettono alla Regione la distinta riepilogativa dei versamenti effettuati nel mese precedente secondo lo schema definito nell’allegato E al presente decreto;
Con convenzione da stipularsi con l’Agenzia delle entrate è disciplinata la trasmissione alla Regione di elementi informativi strettamente inerenti alla quantificazione del gettito spettante alla Regione stessa, relativi a:
a) le dichiarazioni dei redditi e dei sostituti di imposta e le certificazioni sostitutive riguardanti l’Irpef dovuta dai contribuenti fiscalmente domiciliati sul territorio regionale;
b) i versamenti IRPEF effettuati dai contribuenti fiscalmente domiciliati sul territorio regionale a seguito delle attività di accertamento e controllo.
La convenzione di cui al presente comma dovrà prevedere, tra l’altro, il rimborso all’Agenzia delle entrate, da parte della Regione, dei costi sostenuti per l’elaborazione e la trasmissione delle suddette informazioni.
Il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, fornisce alla Regione i dati elementari utilizzati per calcolare la percentuale di distribuzione del gettito IRES di cui all’art. 3, comma 4, del decreto legislativo n. 45 del 2018.
Modifiche al decreto, alle tabelle ed agli schemi allegati
Le eventuali modifiche alla tabella di cui all’allegato D sono effettuate con provvedimento dell’Agenzia delle entrate sulla base delle quote di compartecipazione previste dall’ordinamento finanziario. L’aggiornamento delle tabelle di cui agli allegati A, B e C è effettuato dall’Agenzia delle entrate tenendo conto delle percentuali di compartecipazione alle entrate erariali indicate nella tabella di cui all’allegato D al presente decreto.
Eventuali modifiche al presente decreto sono adottate con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, previa intesa con la Regione, sentite, per le parti di rispettiva competenza, le amministrazioni interessate.
Disposizioni transitorie e finali e abrogazioni
Le disposizioni del presente decreto hanno effetto a decorrere dal decimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La struttura di gestione, secondo i criteri previsti dal presente decreto, ridetermina la ripartizione dei versamenti effettuati con i modelli F24 ed F24 EP dal 1° gennaio 2019 al giorno precedente alla data di entrata in vigore del presente decreto e, tenuto conto delle somme versate alla Regione nel medesimo periodo ai sensi dell’art. 1, comma 819, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, stabilisce il conguaglio delle spettanze in relazione ai predetti versamenti e lo comunica alla stessa Regione, al Dipartimento delle finanze e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato entro il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione del presente decreto. Le somme a debito della Regione sono corrisposte dalla medesima mediante pagamento in favore dell’erario al capitolo 1200 del capo VI di entrata entro venti giorni dalla comunicazione di cui al primo periodo del presente comma, ove detta comunicazione sia effettuata entro il 10 dicembre 2019; la Regione, entro il mese di gennaio 2020, comunica i dati dell’avvenuto versamento all’Ufficio centrale di bilancio presso il Ministero dell’economia e delle finanze allo scopo di consentire le operazioni di rettifica della quietanza emessa sul capitolo 1200. Nel caso in cui la predetta comunicazione sia effettuata dopo il 10 dicembre 2019, la Regione provvede al versamento al capitolo 3465, art. 1, del capo X di entrata nel mese di febbraio 2020. In caso di mancato versamento al bilancio dello Stato, l’importo è oggetto di compensazione secondo le modalità di cui all’art. 5, comma 6. Le somme a credito della Regione sono corrisposte, con la stessa tempistica, mediante rettifica delle quietanze già emesse in favore del bilancio dello Stato nel periodo di riferimento con accreditamento sul conto infruttifero ordinario alla stessa intestato.
La struttura di gestione, sulla base dei dati comunicati dagli agenti della riscossione al sistema informativo del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, ai sensi dell’art. 5 del decreto del Ministero delle finanze 17 dicembre 1998 e secondo i criteri previsti dal presente decreto, ridetermina la ripartizione dei versamenti derivanti dai modelli F23, effettuati dal 1° gennaio 2018 al giorno precedente alla data di entrata in vigore del presente decreto e, tenuto conto delle somme versate alla Regione nel medesimo periodo ai sensi dell’art. 1, comma 819, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, stabilisce il conguaglio delle spettanze in relazione ai predetti versamenti entro il 31 maggio 2020. Il saldo a credito della Regione viene corrisposto mediante pagamento da apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato sulla base della comunicazione della struttura di gestione. Il saldo a debito della Regione è corrisposto dalla medesima mediante pagamento in favore dell’erario, da effettuarsi entro il 30 giugno 2020 al capitolo 3465, art. 1, del capo X di entrata. In caso di mancato versamento al bilancio dello Stato, l’importo è oggetto di compensazione da parte della struttura di gestione a valere sulle risorse a qualunque titolo spettanti alla Regione.
Nell’esercizio 2020, entro il 31 maggio, secondo i criteri previsti dal presente decreto, la struttura di gestione ridetermina e comunica alla Regione, al Dipartimento delle finanze e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato:
a) la ripartizione dei versamenti effettuati nel 2018 con i modelli F24 ed F24 EP delle imposte di cui all’art. 3 e, tenuto conto delle somme versate alla Regione nel 2018 ai sensi dell’art. 1, comma 819, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, stabilisce il conguaglio delle spettanze in relazione ai predetti versamenti;
b) la ripartizione dei versamenti effettuati nel 2018 con i modelli F24 ed F24 EP dell’accisa sui tabacchi lavorati e, tenuto conto delle somme versate alla Regione nel 2018 ai sensi dell’art. 1, comma 819, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, stabilisce il conguaglio delle spettanze in relazione ai predetti versamenti;
c) le spettanze definitive relative al 2018 delle accise sull’energia elettrica e, tenuto conto delle somme versate alla Regione nel 2018 ai sensi dell’art. 1, comma 819, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e dei conguagli eventualmente corrisposti ai sensi dell’art. 6 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17 ottobre 2008, stabilisce il conguaglio delle stesse.
In relazione alle imposte di cui agli articoli da 6 a 12 la struttura di gestione, nell’esercizio 2020, entro il 31 marzo comunica alla Regione, al Dipartimento delle finanze e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le somme versate alla Regione nel 2018 a titolo di acconto ai sensi dell’art. 1, comma 819, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Con le modalità indicate all’art. 5, il Dipartimento delle finanze, tenuto conto della comunicazione di cui al periodo precedente, determina i conguagli dovuti per il 2018.
Il Dipartimento delle finanze determina il conguaglio complessivo risultante dalle operazioni di cui ai commi 4 e 5 e lo comunica alla Regione, alla struttura di gestione e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
Qualora il conguaglio complessivo di cui al comma 6 risulti a debito della Regione, esso viene recuperato dalla struttura di gestione, che provvede a trattenere il relativo importo dai mandati eseguiti per l’attribuzione diretta alla Regione delle quote di gettito erariale ad essa spettante. Qualora il conguaglio complessivo di cui al comma 6 risulti a credito della Regione, esso viene erogato dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con le risorse stanziate su apposito capitolo di spesa del bilancio dello Stato.
Le compartecipazioni ai tributi erariali di cui all’art. 49 dello statuto regionale, nel testo precedente alle modificazioni apportate dall’art. 1, comma 817, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che siano comprese nel campo di applicazione dell’art. 9 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17 ottobre 2008 continuano ad essere versate alla Regione secondo le modalità ivi previste fino al 31 dicembre 2019 a titolo di acconto delle spettanze di cui all’art. 15 del presente decreto per gli esercizi 2018 e 2019. Qualora le somme effettivamente spettanti per il 2018 e 2019 ai sensi dell’art. 15 comportino un saldo a debito della Regione, la medesima provvede alla restituzione mediante il pagamento in favore dell’erario, da effettuarsi entro il 30 giugno 2020 al capitolo 3465, art. 1, del capo X di entrata. In caso di mancato versamento al bilancio dello Stato, l’importo è oggetto di compensazione da parte della struttura di gestione a valere sulle risorse a qualunque titolo spettanti alla Regione. Per i predetti tributi, le somme residue da riscuotere dei ruoli resi esecutivi alla data del 31 dicembre 2019, risultanti dalle rendicontazioni periodiche, a partire dal 1° gennaio 2020 saranno riclassificate e accertate a favore dell’erario e discaricate alla Regione dagli agenti della riscossione e le relative riscossioni attribuite allo Stato, secondo le modalità operative che saranno definite d’intesa con il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
Le compartecipazioni ai tributi erariali di cui all’art. 49 dello statuto regionale, nel testo precedente alle modificazioni apportate dall’art. 1, comma 817, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che siano comprese nel campo di applicazione dell’art. 8 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17 ottobre 2008 continuano ad essere versate alla Regione secondo le modalità ivi previste fino al 31 dicembre 2019, a titolo di acconto delle spettanze di cui all’art. 16 del presente decreto per gli esercizi 2018 e 2019. Qualora le somme effettivamente spettanti per il 2018 e 2019 ai sensi dell’art. 16 comportino un saldo a debito della Regione, la medesima provvede alla restituzione mediante il pagamento in favore dell’erario, da effettuarsi entro il 30 giugno 2020 al capitolo 3465, art. 1, del capo X di entrata. In caso di mancato versamento al bilancio dello Stato, l’importo è oggetto di compensazione da parte della struttura di gestione a valere sulle risorse a qualunque titolo spettanti alla Regione.
Le somme di cui ai commi 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9 sono comunicate alla Regione ai fini dell’applicazione dei principi contabili applicati alla contabilità finanziaria 3.7.9 e 3.7.10 di cui all’allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Per l’esercizio 2019 e per il primo semestre dell’esercizio 2020 l’attribuzione degli acconti alla Regione sui tributi di cui agli articoli da 5 a 12 e 14 avviene applicando le percentuali riportate nella tabella di cui all’allegato I al presente decreto.
Il conguaglio delle spettanze per l’esercizio 2018 di cui ai commi 3, 4, 5, 8 e 9 tiene conto della quota di gettito riservata all’erario secondo i criteri indicati nel decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 4 ottobre 2018.
E’ abrogato il decreto del Ministero dell’economia 17 ottobre 2008, concernente la «Attuazione del decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 137, recante “Disposizioni in materia di finanza regionale del Friuli-Venezia Giulia”», salvo quanto previsto ai commi 8, 9 e 14 del presente articolo.
Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 17 ottobre 2008, concernente la «Attuazione del decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 137, recante “Disposizioni in materia di finanza regionale del Friuli-Venezia Giulia”», continua ad applicarsi alla ripartizione dei versamenti di imposta effettuati dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017 e alla quantificazione dei conguagli delle spettanze dovute in relazione alle annualità fino al 2017. Con riferimento ai conguagli non ancora erogati, per le annualità fino al 2017, in relazione alla compartecipazione al gettito delle ritenute sui redditi da pensione di cui all’art. 3-bis del predetto decreto del 17 ottobre 2008, il saldo a debito della Regione è recuperato dalla struttura di gestione a valere sul gettito erariale riscosso tramite modelli F24 ed F24 EP da attribuire alla Regione in base al presente decreto e il saldo a credito della Regione è corrisposto dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato mediante pagamento da apposito capitolo del bilancio dello Stato sulla base delle comunicazioni del Dipartimento delle finanze.
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 25 gennaio 2019 – Modalità di attribuzione alla Regione Siciliana della compartecipazione all’imposta sul valore aggiunto
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 28 settembre 2017 – Modalità di attribuzione alla Regione Siciliana della compartecipazione all’imposta sul reddito delle persone fisiche
AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 12 dicembre 2017, n. 289781 – Modalità di riversamento all’Erario dell’acconto dell’imposta sul valore aggiunto del mese di dicembre 2017
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 13 settembre 2019 – Modalità di rimborso dell’agente della riscossione delle somme iscritte a ruolo riconosciute indebite e di restituzione all’agente della riscossione delle somme anticipate
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 04 ottobre 2018 – Modalità di individuazione del maggior gettito da riservare all’erario, ai sensi dell’articolo 1, comma 508, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’anno 2018
MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 12 ottobre 2017 – Modalità di individuazione del maggior gettito da riservare all’erario ai sensi dell’art. 1, comma 508, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’anno 2017

References: art. 1
 art. 3
 art. 8
 art. 2
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1