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Timestamp: 2018-11-15 12:13:34+00:00

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Brutta pagina della giurisprudenza italiana.
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Scritto da franco lillo on 20 Dicembre 2017 .
Il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria
smentisce se stesso e nega il diritto
dei docenti in possesso di diploma
magistrale ante 2002, all’inserimento in GaE.
COMUNICATO UFFICIO LEGALE
La plenaria del C. d. S. alla fine ha detto di no.
Nonostante le anticipazioni positive di un autorevole quotidiano come il Corriere della Sera, che di norma controlla e verifica le sue fonti, alla fine hanno prevalso i poteri forti che avevano schierato un folto battaglione di portaborse a tutela di una fantomatica scuola di qualità.
La sentenza del Consiglio di Stato, in ogni caso non esplica da subito i suoi effetti nei confronti dei docenti inseriti in GaE o con contratti in corso, a tempo determinato o indeterminato, non potranno essere rescissi, prima di avere esaminato nel merito tutti i ricorsi pendenti e accolti in prima istanza con provvedimento cautelare.
Discorso a parte va fatto per coloro che hanno avuto già una sentenza definitiva del TAR e anche dello stesso Consiglio di Stato, circa 2.000 colleghi che non potranno essere rimossi dalla GAE e dal ruolo.
Per il principio del legittimo affidamento, a nostro parere, non potranno essere rimossi neanche i collegi che in forza di un’ordinanza sono stati già immessi in ruolo.
Infatti la norma in questi casi prevede che la P. A. potrà procedere all'annullamento d'ufficio di un provvedimento viziato sempre che non sia passato un lasso di tempo tale da aver determinato il consolidamento dell'assetto di interessi privati creati dall'atto annullabile.
I nostri legali stanno già predisponendo, per tutti i nostri iscritti, il ricorso alla Corte Europea per cancellare questa brutta pagina scritta oggi nella giurisprudenza italiana.
Prime considerazioni del nostro avvocato Debora CHIAVIELLO
La sentenza del CDS non è immediatamente applicabile ai nostri ricorrenti, dovremmo aspettare le sentenze a definizione dei singoli ricorsi proposti.
I principi di diritto ivi enunciati, però, costituiranno la base per tutte le prossime sentenze sul punto.
In ogni caso, dobbiamo distinguere tra coloro che hanno proposto ricorso nel 2015 quelli che lo hanno proposto nel 2016 o nel 2017.
Per i ricorrenti del 2015:
in primo grado abbiamo ottenuto una sentenza (nel merito) positiva che il MIUR ha appellato in Consiglio di Stato. La relativa udienza verrà presumibilmente fissata tra 5/6 mesi. Ciò significa che chi ha contratti al 30 giugno non dovrà preoccuparsi.
Per chi è entrato di ruolo e che, a seguito della sentenza definitiva del Consiglio di Stato si vedesse annullare il contratto a tempo indeterminato, predisporremo ricorsi individuali al giudice del lavoro per far valere i diritti quesiti (immissione in ruolo e risarcimento del danno).
Per i ricorrenti 2016
abbiamo ottenuto una ordinanza cautelare del TAR Lazio con cui i ricorrenti sono stati inseriti con riserva in GAE. L'udienza di merito di questo ricorso verrà probabilmente fissata tra 3/4 mesi e la relativa sentenza è attesa per fine anno scolastico con esito conforme alla plenaria.
Quindi, chi lavora con contratto al 30 giungo può stare tranquillo.
Per i ricorrenti 2017
interverrà, invece, la sentenza di primo grado tra 1/2 mesi con esito conforme alla plenaria.
Per tutti i ricorrenti però stiamo predisponendo insieme al collega Marco Bianchini, una azione collettiva innanzi alla giustizia europea.
Per maggiori informazioni contattate le sedi del sindacato.

References: sentenza 
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