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Timestamp: 2020-08-03 21:41:39+00:00

Document:
Edilizia - Legno, P.M.I.: CCNL, 8 giugno 1987
Data firma: 8 giugno 1987
Validità: 01.05.1987 - 31.08.1990
Parte I - Rapporti e diritti sindacali
2. Decentramento, ristrutturazione, modifiche tecnologiche, organizzative e produttive
Art. 2 - Sistema di informazione sulla situazione dell’industria del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento
Art. 7 - Fondi di solidarietà
Parte II - Regolamentazione comune ad operai, intermedi, impiegati, quadri
A) Orario normale di lavoro in regime di flessibilità
C) Festività abolite
Art. 16 - Minimi retributivi contrattuali
Art. 22 - Congedo matrimoniale
Art. 23 - Indennità di zona malarica
Art. 24 - Mensa
Art. 25 - Diritto allo studio - Lavoratori studenti
Art. 26 - Formazione professionale
Art. 28 - Assenze per malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 29 - Permessi di entrata e uscita
Art. 31 - Consegna e conservazione degli utensili e del materiale
Art. 33 - Indennità di preavviso ed anzianità in caso di morte
Art. 35 - Cessione - Trasformazione e trapasso di azienda
Art. 37 - Norme complementari e precedenti contratti
Art. 40 - Disposizioni finali
Art. 12 - Trattamento in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale a) Denuncia
Art. 5 - Trattamento in caso di sospensione e riduzione dell’orario di lavoro
Art. 17 - Preavviso di licenziamento e dimissioni
Art. 18 - Trattamento fine rapporto di lavoro
Parte VI - Regolamentazione per i quadri
Art. 1 - Istituzione della categoria dei quadri
Art. 3 - Inquadramento professionale del quadro
Art. 4 - Passaggio dalla qualifica di operaio a quella di quadro
Art. 5 - Passaggio dalla qualifica di intermedio alla qualifica di quadro
Art. 6 - Passaggio dalla qualifica di impiegato alla qualifica di quadro
Art. 7 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 8 - Obbligo assicurativo
Art. 9 - Norma di coordinamento
Parte VII - Accordo nazionale per la disciplina dell’apprendistato nelle industrie del legno del sughero e forestali
Art. 10 - Trattamento in caso di malattia ed infortunio non sul lavoro
Art. 11 - Trattamento in caso di infortunio sul lavoro e malattia professionale
Art. 13 - Cantieristica e lavorazioni artistiche
Art. 14 - Norma di attuazione
Parte VIII - Tabelle salariali
Oggi, 8 giugno 1987, in Milano tra l’Unionlegno (Unione italiana delle piccole e medie industrie del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento) con l’assistenza della Confapi (Confederazione italiana della piccola e media impresa) e la Federazione dei Lavoratori delle Costruzioni (Flc), costituita: dalla Federazione nazionale lavoratori edili e affini del legno (Feneal), aderente alla Uil, dalla Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni ed Affini (Filca), aderente alla Cisl, dalla Federazione italiana lavoratori legno edilizia industrie affini ed Estrattive (Fillea) aderente alla Cgil è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per gli addetti all’industria del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento, boschivi e forestali.
Competenti per questo livello di contrattazione in rappresentanza rispettivamente dei lavoratori e delle aziende, saranno da un lato i Sindacati territoriali di categoria dei lavoratori e dall’altro, l’Organizzazione sindacale territoriale industriale, salve le ipotesi previste per l’intervento delle Organizzazioni nazionali.
3. Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l’impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti per il periodo di loro validità il Contratto generale, le norme integrative di settore e quelle aziendali da esso previste.
A tal fine le Associazioni industriali sono impegnate ad adoperarsi per l’osservanza delle condizioni pattuite da parte delle aziende associate mentre le organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere e ad intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.
Industrie del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento - Agglomerati di legno con leganti vari (cemento, magnesite, resine ecc.) per uso edilizio o altro - articoli casalinghi - articoli da disegno e didattici - articoli igienico-sanitari - articoli sportivi - aste dorate e comuni - bastoni - bigliardi - botti e fusti dogati - cambrioni - carpenteria - cantieri e carpenteria navale - carri e carrozze - cartelli stradali e allestimenti in genere - case prefabbricate di legno - ceppi per zoccoli e fondi per calzature - ghiacciaie - imballaggi e cesti di legno - infissi e avvolgibili - isolanti in sughero - listellari - manici da frusta - manufatti di legno in genere - manufatti, granulati e agglomerati di sughero - mobili, arredamenti vari e oggetti e complementi d’arredamento (compresi i mobili e articoli vari di arredamento, in resine sintetiche e materie plastiche, come poliuretani, metacrilati, ABS, PVC, poliestere rinforzato, polipropilene ecc.; mobili tappezzati, imbottiti e materassi a molle, reti ecc.) - mobili e articoli vari di arredamento in giunco e in vimini - multistrati - nobilitazione pannelli truciolari, compensati e affini - pallets e contenitori - paniforti - pannelli di fibra - pannelli di lana e di legno - pannelli truciolari - pavimenti in legno e relativa posa in opera quando effettuata dalle stesse ditte produttrici - pianoforti - pipe e abbozzi per pipe - placcati - rivestimenti fiaschi e damigiane - sediame comune e curvato - sughero in plance - sugheraccio, sugherone - tacchi - tappezzerie - tornerie - tranciati - trattamento e conservazione del legno - turaccioli comuni e da spumante - scope e fiori secchi.
b) le segherie che acquistano tronchi già abbattuti e allestiti e producono materiale segato per la vendita a terzi utilizzando i tronchi così acquistati, segherie, che, come tali, non esercitano una attività complementare delle lavorazioni boschive di una stessa azienda.
Industrie boschive e forestali - Industrie esercenti l’abbattimento e l’utilizzazione dei boschi e delle piante sparse per la produzione di legname tondo, asciato o segato (antenne, pali, puntelli, tondelli, travi, doghe, traverse ecc.), di legna da ardere, di carbone vegetale, di abbozzi per pipe di erica arborea, di sughero (sughero in plance, sugheraccio, sugherone).
Segherie che, per la loro organizzazione tecnica, costituiscono nel ciclo completo della produzione aziendale, un complemento delle lavorazioni forestali indicate al precedente capoverso.
L’Unionlegno e la Federazione Lavoratori delle Costruzioni ribadiscono l’obiettivo comune di contribuire allo sviluppo di un corretto sistema di relazioni sindacali a tutti i livelli per favorire, nello stesso tempo, la piena e concreta attuazione degli impegni assunti col sistema informativo del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Individuati tali obiettivi di fondo, ferma restando l’autonomia delle parti, si conviene di migliorare gli strumenti di conoscenza e di analisi dell’evoluzione produttiva del settore.
Annualmente - entro il primo semestre - si terrà un incontro tra Unionlegno e Feneal - Filca - Fillea nazionale.
Nel corso di tale incontro l’Unionlegno fornirà sui settori del legno, del sughero e del mobile, informazioni globali sui temi seguenti, riferite alle aziende associate:
Le informazioni verranno inoltre fornite disaggregate per i seguenti comparti produttivi:
Nell’arco di ciascun anno solare, normalmente durante l’ultimo trimestre, si darà luogo ad un esame di quei temi, oggetto della informativa a livello nazionale, che una o entrambe le parti ritenessero necessario approfondire. Nel predetto incontro potranno essere presi in esame problemi che investono la globalità del settore.
Forestazione e approvvigionamento
L’Unionlegno è impegnata a sensibilizzare il mondo imprenditoriale e le altre forze sociali alla necessità di interventi concreti, supportati dai necessari provvedimenti degli enti e delle istituzioni preposti, volti a migliorare qualitativamente e quantitativamente il patrimonio forestale nazionale in relazione ai suoi riflessi sulle capacità di approvvigionamento della materia prima.
Di norma almeno una volta l’anno - entro il primo semestre o dietro richiesta di una delle parti - le sezioni regionali dell’Unionlegno si incontreranno con le Feneal - Filca - Fillea regionali e forniranno informazioni globali sui temi seguenti, riferite alle aziende associate:
- stato e prospettive di nuovi insediamenti industriali;
- tendenze del decentramento produttivo;
Le informazioni verranno fornite per i settori produttivi e per i comparti indicati al livello nazionale.
Nel corso dell’incontro l’Unionlegno regionale fornirà proprie valutazioni sui temi della forestazione, della ricerca e della formazione professionale.
Nell’ambito regionale potranno inoltre essere individuate, congiuntamente dalle parti, delle zone produttive omogenee ad alta concentrazione industriale che presentino aggregazioni significative di aziende del settore associate.
L’Unionlegno e la Feneal - Filca - Fillea concordano sulla opportunità di migliorare gli strumenti di contatto e reciproco confronto previsti a tale livello.
Punti di crisi - Al fine di migliorare le capacità di programmazione industriale del settore le parti possono promuovere appositi incontri al verificarsi di situazioni di crisi di significativa rilevanza territoriale.
In presenza di punti di crisi o situazioni di ristrutturazione di apprezzabile entità, l’Unionlegno è impegnata a livello regionale a concorrere unitamente con le altre Organizzazioni del settore o intersettoriali, industriali e non alla adozione di iniziative atte a risolvere gli effetti negativi. Al fine di rendere le iniziative ideate concretamente attuabili, l’Unionlegno darà luogo alle opportune sollecitazioni nei confronti dell’ente regione affinché adotti i provvedimenti richiesti e necessari sulla scorta della documentazione fornita.
Annualmente, entro il primo quadrimestre, le sezioni territoriali dell’Unionlegno forniranno alle Feneal - Filca - Fillea territoriali nel corso di incontri appositamente convocati, informazioni globali per le aziende associate sui seguenti temi:
- andamento e prospettive dell’occupazione, con particolare riferimento all’occupazione giovanile: consuntivo, in percentuale, sulle variazioni della occupazione diviso per sesso e per grandi classi di età;
Le aziende che occupano nel complesso oltre 75 dipendenti, assistite dall’Unionlegno, forniranno informazioni preventive ogni semestre al Consiglio di fabbrica ed alla Feneal - Filca - Fillea territoriale, nel corso di appositi incontri, dietro richiesta del Consiglio di fabbrica, in merito a:
- previsioni per il mercato interno e/o esterno;
Nel rispetto delle normative di legge vigenti, nei casi di eventi negativi sui livelli occupazionali derivanti da innovazioni tecnologiche riguardanti il complesso dell’attività produttiva, le aziende forniranno nel merito informazioni preventive al CdF.
Nell’ipotesi del verificarsi di situazioni di crisi o di ristrutturazione o riconversione ovvero riduzione dell’orario lavorato, l’azienda ne darà preventiva informazione al CdF.
Le aziende con più di 75 dipendenti forniranno preventivamente al Consiglio di fabbrica e tramite la sezione territoriale Unionlegno al Sindacato territorialmente competente, informazioni sulle operazioni di scorporo e di decentramento permanente al di fuori dello stabilimento qualora esse influiscano complessivamente sulla occupazione; in questi casi l’informazione riguarderà:
Osservatori congiunturali - L’attento esame delle condizioni generali a livello regionale in cui operano le aziende del settore legno-arredamento è dalle parti considerato importante presupposto informativo di corretta politica industriale.
Si ritiene altresì utile, sotto il profilo sociale, che esso venga arricchito da un esame congiunto dei dati e da uno scambio di valutazioni ed opinioni che abbia luogo tra le parti firmatarie del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Sulla base di questi presupposti, le parti convengono di costituire a livello regionale osservatori congiunturali aventi lo scopo di raccogliere, elaborare e valutare, secondo quanto indicato nel presente paragrafo, elementi statistici riguardanti il settore legno-arredamento nel suo complesso, nonché i singoli comparti industriali di cui esso è composto.
Gli osservatori congiunturali utilizzeranno per la loro attività le informazioni ed i dati che le parti riterranno di fornire, oltre ad altri dati ed informazioni provenienti da enti o istituzioni pubblici e/o privati che siano ritenuti congiuntamente pertinenti.
Previo accordi tra le parti, potranno essere stipulati convenzioni con enti e istituzioni pubbliche o private per il reperimento di dati informativi utili alle attività degli osservatori.
Saranno materie di lavoro degli osservatori congiunturali regionali i seguenti argomenti specifici, riguardo ai quali verranno elaborati dati a consuntivo e dati previsionali:
- andamento del mercato dei singoli comparti e, in generale, del settore legno-arredamento;
- situazioni di crisi territoriale;
- innovazioni tecnologiche degli impianti e dei processi di produzione;
- occupazione nei singoli comparti ed in generale nel settore legno-arredamento;
- evoluzione delle professionalità presenti nel settore legno-arredamento;
- occupazione giovanile;
- occupazione femminile con particolare riferimento alle difficoltà di inserimento delle donne nel mercato del lavoro;
- politica delle materie prime.
Le parti, in base a valutazioni comuni relative ad argomenti esaminati dagli osservatori congiunturali regionali, potranno presentare agli organi pubblici competenti iniziative o proposte riguardanti il settore legno-arredamento su cui tutte le parti firmatarie del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro siano concordi.
Gli osservatori regionali congiunturali verranno costituiti nelle regioni dove le parti riterranno che esistano le condizioni di densità industriale del settore del legno-arredamento sufficienti a giustificare la costituzione di detti osservatori.
Per zone in cui siano presenti situazioni particolari, le parti concordemente potranno costituire osservatori congiunturali per territori diversi dalla regione.
Le elaborazioni degli osservatori regionali e degli osservatori territoriali indicati nel comma precedente verranno fornite congiuntamente dalle parti agli organi pubblici che ne possano essere interessati.
Le parti invieranno alle loro rappresentanze provinciali e nazionali i risultati dell’attività degli osservatori congiunturali regionali che potranno costituire materia di ulteriore discussione sia a livello nazionale sia a livello provinciale, anche con riferimento a particolari situazioni di crisi.
Le modalità relative alla costituzione, all’avvio ed alla individuazione delle aree interessate all’attività degli osservatori congiunturali qui descritti verranno esaminate dalle parti firmatarie del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
I livelli nazionali delle parti si incontreranno periodicamente per esaminare l’attività degli osservatori.
Fatta salva la disciplina prevista dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro le sezioni territoriali Unionlegno di competenza trasmetteranno al Sindacato territoriale di categoria l’elenco delle aziende del legno associate che si avvalgono di prestazioni di lavoro subordinato a domicilio e quello dei lavoratori a domicilio che operano per conto delle stesse. Ogni 6 mesi le sezioni territoriali Unionlegno trasmetteranno le eventuali variazioni del suddetto elenco.
Le parti si danno atto che i contenuti delle informazioni, così come l’articolazione per sedi, materie e casi esclusivi, hanno costituito comuni presupposti per la stipula delle norme relative al "sistema di informativa sulla situazione dell’industria del legno e del sughero".
Pertanto iniziative e/o comportamenti in sede nazionale, territoriale, aziendale, posti in essere dalla Feneal - Filca - Fillea nazionale e, dai sindacati territoriali di categoria, dalle istanze rappresentative aziendali riconosciute dalla Feneal - Filca - Fillea ed attuati in violazione degli impegni così come definiti ai precedenti punti 1, 2, 3, 4 e 5, daranno facoltà all’Unionlegno di dichiararsi, previo esame della situazione da compiersi in sede nazionale tra le Organizzazioni sindacali stipulanti, sciolta dalle specifiche obbligazioni assunte in tali presupposti.
Art. 2 Sistema di informazione sulla situazione dell’industria del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento
Dette riunioni avranno luogo su convocazioni singole o unitarie delle Rappresentanze sindacali aziendali o del Consiglio di fabbrica di cui all’art. 3 o delle Organizzazioni sindacali firmatarie.
La convocazione sarà comunicata alla Direzione con preavviso di norma di 2 giorni e con l’indicazione specifica dell’ordine del giorno.
Le riunioni saranno tenute fuori dell’orario di lavoro nonché durante l’orario di lavoro nei limiti di 10 ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Lo svolgimento delle riunioni durante l’orario di lavoro dovrà avere luogo comunque con modalità che tengano conto della esigenza di garantire la sicurezza delle persone e in salvaguardia degli impianti.
Le modalità di cui ai tre precedenti commi saranno definite a livello aziendale. Le riunioni avranno luogo in idonei locali messi a disposizione dall’azienda nell’unità produttiva, o, in caso di impossibilità, in locali nelle immediate vicinanze di essa.
2. Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali o di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 9 per le unità superiori a 300 dipendenti - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica, tramite le rispettive Organizzazioni sindacali territoriali.
3. Per l’espletamento dei propri compiti il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva.
Del monte ore di cui sopra potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del Consiglio di fabbrica, ma chiamati ad affiancare la struttura esecutiva nell’ipotesi prevista al precedente punto 2).
(solo per le industrie boschive e forestali)
Le Rappresentanze sindacali aziendali o il Consiglio di fabbrica hanno diritto ad affiggere, su appositi spazi che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori, all’interno dell’unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicazioni a firma delle Rappresentanze stesse, inerenti a materia di interesse sindacale e del lavoro.
- promuove la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e la integrità fisica dei lavoratori;
- concorda con la Direzione aziendale ogni qualvolta se ne ravvisi l’esigenza, le aree produttive sulle quali programmare gli interventi prioritari, da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità Sanitarie Locali o ad enti o istituti pubblici specializzati nel campo specifico cui attiene la rilevazione.
Le aziende trasmetteranno al CdF copia delle denunce di esercizio e delle denunce di infortunio di cui agli artt. 16 e 33 del TU 30 giugno 1965, n. 1124. I risultati delle indagini formeranno oggetto di successivo esame tra Direzione aziendale ed esecutivo del CdF per l’adozione delle eventuali misure correttive, con riguardo anche all’aspetto dei tempi tecnici di massima occorrenti.
Le eventuali spese per gli enti o gli istituti pubblici di cui al terzo comma, se previste dallo statuto degli enti o istituti stessi, saranno a carico dell’azienda. Saranno altresì a carico dell’azienda gli oneri per la tenuta delle registrazioni. È confermata altresì l’istituzione del libretto sanitario di rischio, come contributo e partecipazione ad una assistenza sanitaria che abbia per oggetto la prevenzione e la cura della salute in fabbrica, in collegamento con le istituzioni che gestiscono l’assistenza sanitaria.
In considerazione delle caratteristiche delle piccole e medie aziende ed allo scopo di garantire l’attuazione completa ed uniforme della normativa prevista dal presente articolo il registro dei dati ambientali biostatistici e il libretto sanitario di rischio possono anche essere elaborati di comune accordo tra le parti firmatarie del presente Contratto, preferibilmente a livello regionale.
In caso di impiego di nuove sostanze suscettibili di esporre a rischio i lavoratori, le aziende si atterranno alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti, dando tempestiva informazione al CdF delle sostanze stesse, dei rischi potenziali, dei mezzi di prevenzione che l’azienda intende adottare. Eventuali accordi aziendali esistenti in materia vengono mantenuti, salvo il necessario coordinamento con le disposizioni del presente articolo.
Le aziende considereranno con maggiore attenzione, nell’ambito delle proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento, nelle proprie strutture, dei portatori di handicap, in funzione della capacità lavorativa degli stessi.
Si intende lavoro straordinario contrattuale quello effettuato oltre le 40 ore settimanali, qualora non si tratti di compensazione per l’impiego flessibile dell’orario di lavoro di cui alla lettera A) del presente articolo.
L’orario settimanale contrattuale di lavoro viene distribuito su cinque giorni con riposo di norma al sabato e possibilità di scorrimento della seconda giornata non lavorata per il singolo lavoratore nell’arco della settimana. Tale scorrimento, fatta eccezione per gli addetti alle lavorazioni a ciclo continuo o svolgentisi su più turni, verrà concordato in sede aziendale.
Per il personale la cui prestazione è direttamente connessa con il lavoro degli operai addetti alla produzione, può essere adottata, ferma restando la durata stabilita nel presente articolo, la distribuzione determinata per tali operai. L’inizio e la cessazione del lavoro sono disciplinati con apposite norme stabilite dall’azienda.
In ottemperanza alle esigenze produttive e di organizzazione aziendale, l’orario di lavoro contrattuale potrà essere per azienda, per reparti, uffici e gruppi di addetti, elevato a 45 ore settimanali, rispetto alle quali si attuerà una compensazione, preventiva o successiva, delle ore lavorate oltre le 40 ore settimanali medie e ciò in periodi dell’anno determinati in base alle esigenze produttive e di organizzazione aziendale, per i quali l’orario non potrà essere inferiore alle 35 ore settimanali.
Nell’ipotesi di cui al primo comma del punto A), la Direzione aziendale informerà il CdF e le maestranze interessate comunicando le motivazioni che comportano la variazione di orario e le relative modalità di attuazione.
La Direzione aziendale è tenuta pertanto, almeno due settimane prima dell’inizio del periodo di flessibilità, a promuovere un apposito incontro preventivo con il CdF onde esplicitare le modalità applicative.
Il singolo lavoratore è tenuto all’effettuazione dell’orario flessibile.
Non si darà luogo ad orario flessibile al di sopra delle 40 ore settimanali in concomitanza all’attivazione di procedure di licenziamento per riduzione del personale.
Entro il 31 dicembre di ogni anno in cui ha avuto luogo l’effettuazione dell’orario flessibile verrà effettuato un raffronto nell’ambito del regime d’impiego flessibile dell’orario di lavoro tra la prestazione lavorativa reale e quella contrattualmente richiesta dall’azienda in base al presente punto A).
Qualora la prestazione lavorativa reale in regime di flessibilità risulti inferiore alle 40 ore medie settimanali, si darà luogo nell’anno successivo al recupero delle prestazioni lavorative relative alle ore non effettuate.
Verranno computate le assenze per malattia inferiore a 6 giorni consecutivi (con esclusione di ricoveri ospedalieri) se più di una volta coincidenti nell’arco dell’anno con i periodi di flessibilità.
Per gli addetti a tali lavori, ferme restando le norme di legge con le eccezioni e deroghe relative, l’orario normale contrattuale di lavoro è fissato in un massimo di 10 ore giornaliere o 50 settimanali salvo per i discontinui con alloggio nello stabilimento o nelle immediate adiacenze, sempre che l’alloggio stesso sia di pertinenza dell’azienda, per i quali l’orario di lavoro è di 12 ore giornaliere o 60 settimanali, in relazione a quanto previsto dalle norme degli accordi interconfederali vigenti.
Inoltre, qualora per effetto di tale provvisorio spostamento, il giorno di riposo compensativo venga a coincidere, per particolari esigenze tecniche, con una festività infrasettimanale o nazionale, il lavoratore interessato avrà diritto al trattamento stabilito dall’art. 9 della parte comune del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro per dette festività.
Per le donne ed i minori che lavorano in squadre avvicendate, oppure con orario di lavoro di 8 ore consecutive, valgono le normative di legge vigenti, in quanto pertinenti.
Il lavoro straordinario contrattuale decorre dai limiti di cui al primo comma dell’art. 7 (orario di lavoro), salvo quanto stabilito dal terzo comma dell’art. 7.
- esigenze straordinarie connesse a vincolanti termini di consegna e/o prestazioni commerciali del prodotto;
In relazione all’art. 23 della legge n. 56/87 relativa al mercato del lavoro, le parti si riservano di individuare, entro 3 mesi dalla data di stipulazione del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro ipotesi nelle quali sia consentito ricorrere al contratto a tempo determinato che si aggiungono a quanto previsto dalla legge n. 230 del 18 aprile 1962 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dall’art. 8bis del DL n. 17/1983, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 79/1983.
Art. 23 Indennità di zona malarica
Art. 26 Formazione professionale
L’Unionlegno e la Feneal - Filca - Fillea convengono che le trasformazioni in atto all’interno del settore legno-arredamento, determinate da profonde innovazioni dei prodotti e dei processi produttivi, rendono necessaria e urgente la promozione di una specifica politica di formazione professionale per il settore.
Le Organizzazioni firmatarie concordemente riconoscono, quindi, la prioritaria importanza che va attribuita alla formazione professionale al fine di favorire una politica di sviluppo delle risorse, anche in riferimento all’occupazione giovanile.
In tale direzione le parti sottolineano l’esigenza che l’impiego dei giovani assunti con contratto di formazione-lavoro debba avvenire nell’ambito di cicli che consentano il raggiungimento di adeguati livelli di formazione.
La formazione professionale, infatti, finalizzata all’incentivazione dell’ingresso di lavoratori qualificati nel settore e del miglioramento della preparazione professionale dei lavoratori occupati, rappresenta uno strumento importante nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie necessarie al settore legno-arredamento.
Le parti costituiscono, perciò, una commissione paritetica allo scopo di esaminare iniziative formative, anche volte ad ottenere da enti pubblici e privati interventi sulla formazione professionale per il settore legno-arredamento, al fine di rendere il più possibile coincidenti le attese dei giovani in cerca di prima occupazione con le concrete esigenze del settore.
A livello nazionale e locale, a richiesta di una delle parti, potranno effettuarsi incontri per un esame della materia.
Art. 31 Consegna e conservazione degli utensili e del materiale
Art. 37 Norme complementari e precedenti contratti
I contratti di lavoro vigenti nel settore dell’industria del legno e del sughero, e per gli addetti alle piccole e medie industrie, compresi quelli localmente stipulati ad integrazione dei precedenti Contratti nazionali di lavoro di categoria, conserveranno la loro validità limitatamente alla materia non disciplinata dal presente Contratto e per la durata in ciascuno di essi prevista.
Art. 38 Reclami e controversie
c) al conteggio ed alla liquidazione dei cottimi;
d) al passaggio dal lavoro a cottimo a quello ad economia;
saranno esaminate in prima istanza nell’ambito aziendale tra la Direzione e la Rappresentanza sindacale aziendale o il Comitato esecutivo del Consiglio di fabbrica, anche sulla base degli elementi di computo del guadagno di cottimo che la Direzione avrà messo a disposizione dell’operaio e della Rappresentanza sindacale aziendale oppure del Comitato esecutivo del Consiglio di fabbrica.
Non è lavoratore a domicilio e deve a tutti gli effetti considerarsi dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato chiunque esegua, nelle condizioni di cui ai commi precedenti, lavori in locali di pertinenza dello stesso imprenditore, anche se per l’uso di tali locali e dei mezzi di lavoro in esso esistenti corrisponde al datore di lavoro un compenso di qualsiasi natura.
Il lavorante a domicilio, oltre al libretto di lavoro di cui alla legge 10 gennaio 1935, n. 112, deve essere munito, a cura dell’imprenditore, di uno speciale libretto di controllo, uniforme al modello ministeriale.
In relazione a quanto stabilito nell’art. 9 della parte prima sull’ambiente di lavoro, le parti convengono che, una volta rimossi i fattori di rischio e/o nocività di cui al presente articolo, a livello aziendale tra Direzione e Rappresentanza sindacale aziendale o Consiglio di fabbrica, si concorderà la definizione degli importi corrisposti a titolo di indennità per lavori nocivi e pericolosi, anche con riguardo al tempo di godimento.
A decorrere dal 1 luglio 1989 verrà estesa alle lavoratrici di cui alla presente regolamentazione quanto previsto dall’art. 13 della regolamentazione per gli impiegati, fatte salve misure integrative equivalenti già concordate ed in atto a livello territoriale.
Durante l’orario di lavoro e negli ambienti di lavoro sono vietate le collette, le raccolte di firme, le vendite di biglietti, di oggetti e simili.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro non compiute a causa di forza maggiore o per interruzione di lavoro concordate fra le parti interessate, purché esso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e venga effettuato in un periodo massimo di 30 giorni immediatamente successivi a quelli in cui si è verificata l’interruzione.
Ai lavoratori che svolgono lavori di particolare disagio, nocivi e pericolosi, verrà corrisposta una maggiorazione della retribuzione, per le ore di effettivo lavoro prestato, pari al 10 per cento della retribuzione base (minimo salariale più indennità di contingenza).
Agli intermedi soggetti all’assicurazione obbligatoria, Inail, vengono estese le disposizioni previste, sia per la conservazione del posto sia per il trattamento economico, dalla vigente normativa contrattuale per gli operai, di cui all’art. 12 della relativa regolamentazione.
Art. 12 Trattamento in caso di malattia o infortunio non sul lavoro
A decorrere dal 1 luglio 1989 troverà applicazione per le lavoratrici di cui alla presente regolamentazione quanto previsto dall’art. 13 della regolamentazione per gli impiegati, fatte salve misure integrative equivalenti già concordate ed in atto a livello territoriale.
Ferma restando l’applicazione della procedura di cui all’art. 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, nei casi dalla medesima previsti, le mancanze del lavoratore potranno essere sanzionate a seconda della loro gravità con:
La sospensione di cui alla lettera d) si può applicare a quelle mancanze le quali, anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate, non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguata sanzione nel disposto delle lettere a), b) e c) (ad es.: non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 15 della presente regolamentazione per gli intermedi o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo; ritardi l’inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza preavvertire il superiore diretto o senza giustificato motivo; esegua con negligenza il lavoro affidatogli ecc.).
Nel provvedimento di cui alla lettera e) incorre il lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro, che pur essendo di maggiore rilievo di quelle contemplate nei punti a), b), c) e d), non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera f).
Agli impiegati, soggetti all’assicurazione obbligatoria Inail, vengono estese le disposizioni previste sia per la conservazione del posto sia per il trattamento economico, dalla vigente normativa contrattuale per gli operai, di cui all’art. 12 della relativa regolamentazione.
Ferme restando le disposizioni di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204, sul trattamento delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio, […]
Art. 9 Norma di coordinamento
Salvo quanto previsto nella presente parte sesta troveranno applicazione per i lavoratori appartenenti alla categoria di quadri le norme contrattuali e di legge previste per gli impiegati.
La disciplina dell’apprendistato per gli operai nelle industrie del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento, e nelle industrie boschive e forestali è regolata dalle norme di legge, dal relativo regolamento, dalle norme del presente Contratto in quanto applicabili e dalle particolari disposizioni che seguono.
- 40 mesi per gli apprendisti destinati ad essere inquadrati nella cat. C dopo il termine del periodo di apprendistato, qualora siano confermati;
- 28 mesi per gli apprendisti destinati ad essere inquadrati nella cat. D dopo il termine del periodo di apprendistato, qualora siano confermati.
All’atto dell’assunzione verrà indicata la categoria di destinazione di cui sopra. I periodi di servizio prestati in qualità di apprendista presso più datori di lavoro saranno cumulabili fra loro se compiuti per la stessa attività e purché non separati fra loro da interruzioni superiori ad un anno.
Per l’orario di lavoro degli apprendisti sino al 18° anno compiuto si fa riferimento alle norme di legge.
Per gli apprendisti di età pari o superiore al 18° anno di età la durata dell’orario normale contrattuale viene stabilita in 40 ore settimanali, ferma restando la normativa sull’orario di lavoro prevista per gli operai dal presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza - ai sensi dell’art. 17 della legge 19 dicembre 1955, n. 25 - dei corsi di istruzione complementare, sono concesse 4 ore retribuite di permesso settimanale per tutta la durata dei corsi stessi.
Art. 11 Trattamento in caso di infortunio sul lavoro e malattia professionale
Per la malattia professionale e l’infortunio sul lavoro trovano applicazione le norme contrattuali previste per gli operai.
Art. 13 Cantieristica e lavorazioni artistiche
Per la cantieristica da diporto e le lavorazioni artistiche, a livello territoriale e/o aziendale potranno intervenire accordi, in deroga alle norme di cui sopra, con previsione di una maggiore durata del rapporto di apprendistato, nei limiti massimi consentiti dalla legge.

References: Art. 2

Art. 7

Art. 16

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 29

Art. 31

Art. 33

Art. 35

Art. 37

Art. 40

Art. 12

Art. 5

Art. 17

Art. 18

Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 2

Art. 23

Art. 26

Art. 31

Art. 37

Art. 38

Art. 12

Art. 9

Art. 11

Art. 13