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Timestamp: 2017-09-24 12:17:00+00:00

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BOLOGNA CAUSE PER IMPUGNAZIONE TESTAMENTO RAVENNA RIMINI BOLOGNA- | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
BOLOGNA CAUSE PER IMPUGNAZIONE TESTAMENTO RAVENNA RIMINI BOLOGNA-
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cause ereditarie mediazione cause ereditarie competenza cause ereditarie durata costi divisione ereditaria giudiziale quanto costa una causa di divisione ereditaria spese per divisione giudiziale parcella avvocato per eredità onorari avvocato per successione SUCCESSIONI BOLOGNA AVVOCATO TESTAMENTO BOLOGNA
Quota di legittima –
Testamento olografo e lesione legittima –
Posso fare atto di rinuncia di una eredità? Ho un figlio minore
Sono capaci a succedere:
In caso di successione legittima, tutte le persone nate o almeno concepite, al momento dell’apertura della successione; si considerano concepite al momento della successione le persone che nascono entro 300 giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta.
In caso di successione testamentaria, oltre alle persone sopra menzionate, anche i figli non ancora concepiti di un a determinata persona vivente al momento dell’apertura dela successione.
Sono incapaci di succedere:
Coloro che non sono concepiti al momento dell’apertura della successione se si trata di successione legittima.
Il tutore ed il protuore, che sono totalemente incapaci di ricevere se le dispoziozioni testamentarie a loro favore furono stilate al tempo in cui svolgevano attività di tutela.
Il notaio o altro pubblico ufficiale che ha ricvuto il testamento pubblico nonché i testimoni e l’interprete interveuti, la persona che ha scritto il testamento segret , a meno che, in quest’ultimo caso, le disposizioni fatte in suo favore siano approvate di mano del testatore.
· Eredi legittimi · Quote del patrimonio spettanti
· Solo il coniuge · Tutto *
· Il coniuge e un figlio · Meta’ a testa *
· Il coniuge e due figli · 1/3 al coniuge e 2/3 ai due figli *
· Il coniuge e piu’ di due figli · 1/3 al coniuge e 2/3 a tutti i figli *
· Solo il coniuge, fratelli e sorelle · 2/3 al coniuge e 1/3 ai fratelli e sorelle *
· Solo il coniuge fratelli, sorelle e genitori · 2/3 al coniuge, 1/3 altri (ai genitori almeno ¼) *
· Solo un figlio · Tutto
Qual’è la differenza tra eredità e legato?
Che cos’è l’indegnità a succedere ed in quali ipotesi si prefigura?
Che cosa comporta l’accettazione dell’eredità con il beneficio dell’inventario?
Posso rinunciare all’eredità in favore di uno solo degli altri coeredi?
Posso rinunciare all’eredità oralmente o con una semplice scrittura privata?
1 Quando rinuncio all’eredità la stessa si accresce automaticamente ai coeredi?
Ho rinunciato all’eredità di mio padre; il mio posto di chiamato all’eredità è ora assunto dai miei figli?
Si può revocare una rinuncia all’eredità?
Posso rinunciare all’eredità prima della morte del de cuius?
L’eredità è passiva, ma non vorrei rinunciare alla stessa; cosa posso fare per evitare che le passività ereditarie intacchino il mio patrimonio personale?
il testamento segreto;
pubblicazione del testamento olografo e segreto.
Come si può rinunziare all’eredità?
Successione beni in caso di separazione beni e successione casa
Cosa è l’indegnità a succedere ?
casi di indegnità sono riconducibili ad attentati alla persona fisica del testatore, attentati alla sua integrità morale ed alla libertà di testare, e vengono tassativamente elencati dall’art. 463 c.c., che qualifica indegno:
chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui
Come viene acquistata l’eredità come si acquista l’eredità ?
Come si fa un’accettazione tacita
Cos’è, in generale, l’accettazione pura e semplice
Quando l’accettazione dell’eredità con il beneficio dell’inventario?
Con l’accettazione pura e semplice l’erede confonde il suo patrimonio con quello del defunto che divengono, in tal modo, un unico patrimonio; questa conseguenza può non sempre essere conveniente per l’erede, perché se nel patrimonio del de cuius i debiti superano i crediti, l’erede sarà tenuto comunque ad onorarli. Per questo motivo potrebbe convenire accettare l’eredità, non puramente e semplicemente, ma con beneficio di inventario in modo da non dover rispondere con il proprio patrimonio per i debiti che erano del defunto.
i minori o gli interdetti (art. 471 c.);
i minori emancipati o gli inabilitati (art. 472c.)
La Qual è la differenza tra successione legittima e testamentaria?
Differenza tra azione di petizione e azione di riduzione dell’eredità?
Cosa è la collazione dell’eredità?
La collazione è l’atto con cui i figli, i loro discendenti e il coniuge del defunto, conferiscono alla massa ereditaria – intesa come l’insieme dei beni che saranno oggetto di eredità – tutti i beni mobili e immobili ricevuti a titolo di donazione dal defunto quando questi era in vita. Le donazioni fatte dal defunto quando era in vita possono infatti incidere anche significativamente sia sul complesso dei beni lasciati dal defunto, sia, di conseguenza, sull’entità delle porzioni di beni spettanti a ciascuno degli eredi. Con la collazione, la legge intende pertanto ripristinare, a favore dei parenti più stretti del defunto, l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario.Che cos’è la donazione?
Quale forma è prescritta per la donazione?
Come si pubblica un testamento?
Chiunque crede di avervi interesse può chiedere, con ricorso al tribunale del circondario in cui si è aperta la successione , che sia fissato un termine per la presentazione . (1)
Il notaio procede alla pubblicazione del testamento in presenza di due testimoni, redigendo nella forma degli atti pubblici un verbale nel quale descrive lo stato del testamento, ne riproduce il contenuto e fa menzione della sua apertura, se è stato presentato chiuso con sigillo. Il verbale è sottoscritto dalla persona che presenta il testamento, dai testimoni e dal notaio. Ad esso sono uniti la carta in cui è scritto il testamento, vidimata in ciascun mezzo foglio dal notaio e dai testimoni, e l’estratto dell’atto di morte del testatore o copia del provvedimento che ordina l’apertura degli atti di ultima volontà dell’assente o della sentenza che dichiara la morte presunta .
Avvenuta la pubblicazione, il testamento olografo ha esecuzione .
Per giustificati motivi, su istanza di chiunque vi ha interesse, il tribunale può disporre che periodi o frasi di carattere non patrimoniale siano cancellati dal testamento e omessi nelle copie che fossero richieste, salvo che l’autorità giudiziaria ordini il rilascio di copia integrale. (2)
Sempre, ogni giorno tecnicamente è possibile fare un diverso testamento e revoca quello precedente
CHI EREDITA SEMPRE?
In che cosa consiste l’accrescimento?
Come si fa a rinunziare all’eredità?
Se la rinunzia sia compiuta nell’ambito di una successione testamentaria e il testatore non abbia disposto la sostituzione, cioè non abbia stabilito nel testamento che in caso di rinuncia sia chiamata un’altra persona, si verifica l’identico fenomeno dell’accrescimento della quota del rinunziante ai coeredi, ovvero la devoluzione della medesima agli eredi legittimi (art. 524 del codice civile).
La rinuncia può essere revocata nei termini di prescrizione del diritto di accettazione dell’eredità, che è pari a dieci anni (art. 480 del codice civile) e può concretizzarsi in una dichiarazione espressa o tacita di accettazione dell’eredità.
E’ richiesta la forma scritta dell’atto pubblico a pena di nullità della stessa,
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termine per impugnare testamento per lesione di legittima
si può impugnare un testamento dopo averlo accettato
chi può impugnare un testamento
La successione è l’evento attraverso il quale ai rapporti giuridici di cui era titolare una persona (il de cuius) subentrano uno o più soggetti (successori).
La successione si apre al momento della morte e questo determina il momento preciso a cui retroagiscono gli effetti della trasmissione dei diritti ereditari e il momento dal quale decorrono i termini prescritti per l’espletamento delle varie formalità previste dalla normativa vigente, tra le quali quelle di carattere fiscale.
accertamento negativo testamento olografo
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Secondo un primo indirizzo giurisprudenziale, il testamento olografo rientra nella categoria delle scritture private.
L’indirizzo favorevole al semplice disconoscimento della scheda testamentaria si è da sempre scontrato con due obiezioni principali.
La prima di esse prendeva di mira il rapporto tra autore del testamento e parti in causa, poiché il testamento proviene, si è detto, pur sempre da un terzo rispetto alle parti del processo, perciò solo esulando, secondo i sostenitori della querela di falso, dalla fattispecie di cui all’art. 214 c.p.c.: il disconoscimento di una scrittura, si dice, non può provenire da terzi, poiché tale strumento è riservato alle parti contro cui il documento è rivolto, e agli eredi o aventi causa, che possono limitarsi a non riconoscere la scrittura o la sottoscrizione del suo autore. La fattispecie in esame si riferirebbe, invece, ad una scrittura del de cuius prodotta contro gli eredi a fondamento di una pretesa eccepita nei loro riguardi, mentre, prodotto il testamento, deve escludersi che chi lo contesti possa qualificarsi, sic et simpliciter, erede, poiché detta qualifica in capo ai parenti che lo impugnano richiede la dimostrazione della falsità del testamento: per il successibile ex lege non residuerebbe, dunque, che lo strumento della querela di falso.
Sulla efficacia sostanziale sostanziale, è necessario e sufficiente che colui contro il quale esso sia prodotto il testamento non lo riconosca; in merito all’onere probatorio, incombe sull’altra parte, che abbia interesse all’efficacia della scheda testamentaria, dimostrare la sua provenienza dall’attore apparente. Pertanto, nell’ipotesi di conflitto tra l’erede legittimo che disconosca l’autenticità del testamento e colui il quale, invece, vanti diritti in forza di esso, l’onere di proporre istanza di verificazione del documento ex art. 216 c.p.c. incombe su quest’ultimo, cui spetta la dimostrazione della qualità di erede. Nessun onere, dunque, oltre a quello del disconoscimento, grava sull’erede legittimo (Cass., n. 3371/1975; Cass.,n.3883/1994;Cass.,n.28637/2011).
Va altresì’ specificato che il giudicato formatosi sul tacito riconoscimento della sottoscrizione di un testamento olografo non preclude la proponibilità della querela di falso avverso la medesima scheda testamentaria della quale si voglia impugnare la riferibilità della sottoscrizione o dell’intero contenuto al suo autore apparente, atteso che l’avvenuto riconoscimento di una scrittura privata esclude solamente che colui al quale la sottoscrizione è attribuita possa limitarsi a disconoscere la sottoscrizione addossando l’onere della verificazione alla parte che del documento voglia avvalersi, ma non si pone come accertamento di autenticità non altrimenti impugnabile (v., di recente, Cass. n. 27353 del 2014).
In senso contrario va richiamato il contrapposto orientamento secondo cui il disconoscimento e la verificazione di scrittura privata (artt. 214 e 216 c.p.c.) riguardano unicamente le scritture provenienti da soggetti del processo e si presuppone che venga negata la firma o la scrittura dal soggetto contro cui il documento è prodotto, con la conseguenza che, per le scritture provenienti da terzi estranei, come nel caso del testamento olografo oggetto di impugnazione in sede giudiziale, la contestazione non può essere sollevata secondo la disciplina dettata dalle predette norme, bensì nelle forme dell’art. 221 e segg. c.p.c., perché si risolve in una eccezione di falso (cfr. Cass. n. 2793 del 1968; Cass. n. 1599 del 1971 e Cass. n. 16362).
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Testamento avvocato bologna, impugnazione testamento ,causa eredita’ avvocato successioni Bologna , studio avvocati Bologna La sentenza si apprezza, innanzitutto, per la sua coerenza sistematica. Coerenza che impone al giudicante di percorrere in modo ordinato un iter argomentativo che deve necessariamente partire dalla riconduzione del fatto nell’alveo della fattispecie astratta di riferimento, muovendosi attraverso i binari tracciati dalle norme. Ciò consente, nella specie, di evitare la sovrapposizione, e la conseguente contaminazione, di ambiti di disciplina differenti quali sono quelli che si riferiscono alla natura e all’efficacia del negozio testamentario rispetto a quelli relativi alla disciplina delle prove e alla speciale valenza riconosciuta alla prova documentale. In questo senso la questione dell’assunta falsità si pone certamente sul piano della “morfologia” e dunque dell’efficacia del testamento. La mancanza di olografia si traduce, infatti, in un vizio di forma richiesta ad substantiam determinante la nullità o addirittura l’inesistenza del negozio. Il testamento è invocato in giudizio come negozio e non come mero documento attestante le circostanze oggetto di prova che il giudice dovrà vagliare. La sua qualificazione in termini di scrittura privata non ha alcun rilievo, almeno nei giudizi in cui si discute della sua efficacia a valere quale titolo di trasferimento dei diritti e a qualificare il pretendente erede.
Nel solco della giurisprudenza favorevole allo strumento processuale della verificazione, dunque, non si esclude tout court il ricorso alla querela di falso, riconoscendone la alternatività, o meglio la diversa funzione, degli strumenti processuali[5], ma si sottolinea la ininfluenza sull’onere probatorio della posizione processuale assunta dalle parti stesse in quanto esso onere ricadrebbe sempre sulla parte che dal testamento voglia trarre giovamento e che a tal fine propone l’istanza di verificazione, salva la diversa opzione eletta dalla controparte di promuovere la querela di falso[6].
Anche in tempi più recenti la giurisprudenza[7] ha confermato che, essendo la querela di falso ed il disconoscimento/verificazione istituti preordinati a finalità diverse, il testamento olografo non perderebbe la sua natura di scrittura privata per il fatto di dover rispondere ai requisiti di forma imposti dalla legge, siccome esso trae la sua efficacia dal riconoscimento, espresso o tacito, che compia il soggetto contro il quale la scrittura è prodotta: quest’ultimo, per impedire tale effetto e contestare l’intera scheda testamentaria deve proporre il disconoscimento, che comporta a carico della controparte l’onere di dimostrare, in contrario, che la scrittura non è stata contraffatta e proviene effettivamente dal suo autore apparente.
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References: sentenza 
 art. 216
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