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Timestamp: 2019-02-24 01:49:35+00:00

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UrbisMap | Piano Urbanistico Comunale di Villaurbana (PUC)
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Piano Urbanistico Comunale di Villaurbana (PUC)
Normativa Comunale: Villaurbana
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.6 del 2003-02-28
Zona di ristrutturazione
Zona di ristrutturazione e completamento
Zona di espansione_Edilizia economica e popolare
D.PIP
Area del mattatoio comunale
Articolo: 25A
Area del cimitero comunale
Articolo: 25D
Area dell’impianto di depurazione
Area del distributore di carburanti
Area del serbatoio idrico
Area del nuovo impianto di depurazione
Area sport ed attività ricreative
Articolo: 25B
Articolo: 25C
Salvaguardia del territorio al di fuori dei centri abitati
area o fascia di rispetto stradale
area o fascia di rispetto cimiteriale
area o fascia di rispetto al cimitero
Articolo: 1 - Definizione del P.U.C.
Il Piano Urbanistico Comunale regola l'assetto territoriale e insediativo di tutto il territo- rio comunale secondo le indicazioni e le prescrizioni delle presenti norme che sono parte integran- te del Regolamento Edilizio e secondo le norme generali della Legge 17.08.1942 n° 1150, modifi- cate con Legge 06.08.1967 n° 765, della Legge 28.01.1977 n° 10, e della legislazione regionale con riferimento in particolare alla L.R. 22.12.1989 n° 45, alla L.R 11.10.1985 n° 23 e successive modificazioni e integrazioni, al D.P.G.R. 03.08.94 n° 228, al Decreto Ass. E. L. Fin. ed Urb. n° 2266/u de 20.12.1983, alla L.R. 12.08.1998, n° 28, alla Direttiva n° 1 di cui alla delibera G.R. n° 45/7 del 15.10.1988.
Articolo: 2 - Edifici in contrasto
Gli edifici esistenti in contrasto con le destinazioni di zona e con i tipi previsti dal P.U.C. in assenza di Piani Particolareggiati di Attuazione, potranno subire trasformazioni soltanto per es- sere adeguati alle presenti norme.
Articolo: 3 - Attuazione del PUC
Il P.U.C si attua per mezzo dell'intervento urbanistico preventivo e dell'intervento edilizio (concessione).
L'intervento urbanistico preventivo è costituito dai Programmi Pluriennali di Attuazione di cui all'art. 23 della Legge Urbanistica Regionale 22.12.1989 n° 45, nonché dai Piani Attuativi, costituiti dal Piano Particolareggiato, delle lottizzazioni convenzionate, dai piani per gli insedia- menti produttivi, dai Piani per l’Edilizia Economica e popolare.
Articolo: 4 - Zone di intervento urbanistico
L'intervento urbanistico preventivo è richiesto nelle zone di espansione residenziale, com- merciali, industriali.
Sono obbligati a dotarsi di programmi pluriennali di attuazione i Comuni della Sardegna inclusi in apposito elenco allegato alle direttive di cui all’art. 5 della Legge Urbanistica Regiona- le.
Articolo: 5 - Edificazione in aree di espansione
Per l'edificazione delle aree di espansione di iniziativa privata lo studio dovrà essere rea- lizzato secondo lottizzazioni convenzionate in conformità alle prescrizioni dell'art. 8 Legge 18.08.1942, n° 1150 e successive modificazioni ed integrazioni, del D.P.G.R. del 20.12.83 n° 2226/u e delle istruzioni impartite della R.A.S.
Il piano di lottizzazione dovrà essere esteso all'intera sottozona individuata nel P.U.C..
Uno o più proprietari, qualora dimostrino l'impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari interessati, di predisporre un piano di lottizzazione così come previsto dal P.U.C., possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre uno studio urbanistico esteso all'intera zona.
In tale ipotesi il Piano si attuerà per comparti e i relativi oneri di urbanizzazione verranno ripartiti fra i diversi proprietari lottizzanti.
Articolo: 6 - Interventi urbanistici
Ogni attività comportante trasformazione edilizia e/o urbanistica è subordinata a conces- sione edilizia ai sensi della Legge 28.01.1977 n ° 10 e successive modificazioni (Norme sulla edi-
ficabilità dei suoli) e secondo le procedure dell’art. 4 commi 1-6 della L. n° 493/93 come sostitui- to dall’art. 2 comma 60 della L. n° 662/96. Il Regolamento Edilizio distingue fra opere soggette a concessione, autorizzazione, denuncia di inizio attività (D.I.A.) ai sensi delle leggi vigenti.
Articolo: 7 - Suddivisione territorio
Il territorio comunale di Villaurbana è suddiviso nelle seguenti zone:
"A" ZONE DI INTERESSE STORICO-AMBIENTALE "B" ZONE DI COMPLETAMENTO RESIDENZIALE "C" ZONE DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
"D" ZONE PER INTERVENTI INDUSTRIALI - ARTIGIANALI E COMMERCIALI
"E" ZONE AGRICOLE
"G" ZONE PER SERVIZI COLLETTIVI GENERALI
S1: AREE PER L'ISTRUZIONE
S2: AREE PER ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE
S3: AREE PER SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI A PARCO, PER IL GIOCO E LO SPORT
S4: AREE PER PARCHEGGI PUBBLICI
"H" ZONE DI SALVAGUARDIA
La densità edilizia nelle diverse zone viene determinata mediante gli indici di fabbricabili- tà territoriale e fondiario che esprimono la misura del volume edificabile per ogni metro quadro di superficie, rispettivamente territoriale e fondiaria.
Il numero degli abitanti presumibilmente insediabili è dedotto salvo diversa dimostrazione in sede di strumento urbanistico (art. 4 Decreto Floris) assumendo il parametro di 100 mc. ad abi- tante, dei quali:
70 mc. per la residenza;
20 mc. per servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urbanizzazione secon- daria di iniziativa privata, quali: negozi di prima necessità, studi professionali, bar e tavole cal- de;
- 10 mc. per servizi pubblici.
Articolo: 8 - "A" - Zona di intervento storico-ambientale
Comprende gli isolati o le parti di essi che rivestono un particolare pregio ambientale e tra- dizionale: questa zona rappresenta di fatto il vecchio centro urbano di Villaurbana.
STRUMENTO DI ATTUAZIONE: Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica, sull'intera zona "A" , già approvato con delibera di Consiglio Comunale n° 11 in data 17.02.1993.
NORME : si intendono qui trascritte le N.A. del P.P. in vigore.
- Superficie residenziale
- Volumetria totale esistente
- Indice fondiario medio
- Abitanti insediabili
- Indice capitario medio
mc/ab.
Articolo: 9 - "B" - Zona di ristrutturazione e completamento edilizio
Comprende le parti del territorio, diverse dalle zone "A" totalmente o parzialmente edificate. Sono state considerate parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 10% di quella complessivamente realizzabile; la verifica della sussistenza del suddetto rapporto è stata attuata per le superfici non superiori a mq. 5.000 e, nei casi in cui è stata accertata la presenza delle opere di urbanizzazione primaria già realizzate e di un assetto urbanistico totalmente definito nel rispetto degli standards urbanistici, per superfici non su- periori a mq. 10.000.
DESTINAZIONE D'USO: Per B1 – B2 – B3 – B4
Le destinazioni d’uso ammissibili sono:
le attività commerciali al dettaglio quali esercizi commerciali di tipo alimentare ed extralimen- tare al minuto, agenzie e sportelli bancari, uffici postali, etc.;
i pubblici esercizi, comprendenti ristoranti, bar, trattorie, sale di ritrovo con esclusione di loca- li di spettacolo e svago;
piccoli uffici e studi professionali per attività direzionale, finanziarie, amministrative e terzia- rie in genere, di tipo minore e di carattere prevalentemente privata, che non prevedono un alto concorso di pubblico;
artigianato di servizio, comprende tutte le attività di tipo artigianale che non sviluppino lavora- zioni di tipo produttivo con esigenze depurative specifiche sia nel campo dei reflui sia nell’ambito delle emissioni nell’atmosfera o dell’inquinamento sonoro. Quindi laboratori o impianti artigianali né nocivi né molesti.
Per ciascuna destinazione d’uso devono essere garantite le seguenti superfici a parcheggio ed autorimessa di competenza degli edifici:
per a): 1 mq/10 mc. di volume edificato (L. n° 122 del 24.03.1989);
per b) e c): 40 mq/100 mq. di superficie lorda di pavimento di edifici previsti in aggiunta a quanto stabilito dalla L. n° 122 del 24.03.1989;
per d) ed e): 20 mq/100 mq. di superficie lorda di pavimento di edificio previsti in aggiunta a quanto previsto dalla L. n° 122 del 24.03.1989;
OPERAZIONI EDILIZIE: Sono consentiti gli interventi di completamento, nuova costruzione, ampliamento e sopraelevazione, demolizione e ricostruzione.
INDICE DI FABBRICABILITA': In presenza di Piano Particolareggiato di Attuazione, l'indice fondiario massimo è di 5 mc/mq.; in caso di concessione diretta, l'indice fondiario e quello stabili- to nelle diverse sottozone.
ALTEZZA DEGLI EDIFICI: L'altezza massima dei nuovi edifici non potrà superare l'altezza me- dia degli edifici preesistenti nella zona, ad eccezione degli edifici che formino oggetto di Piano At- tuativo.
In ogni caso non potranno essere superati n° 3 piani fuori terra e l'altezza di mt. 9,50.
DISTANZA FRA GLI EDIFICI: Sono ammesse costruzioni in aderenza e/o sul confine di pro- prietà. In caso di arretramento dovranno rispettarsi le seguenti norme:
la distanza minima dai confini di proprietà dovrà essere di mt. 4,00 nel caso di lotto adiacente inedificato;
la distanza minima fra le pareti finestrate e le pareti di qualsiasi corpo di fabbrica finestrate o no, non potrà essere inferiore a mt. 8,00;
potranno essere realizzate pareti finestrate verso il fondo inedificato del vicino a distanza supe- riore o uguale a mt. 4,00;
sono ammessi distacchi fra edifici fino ad un minimo di mt. 3,00 quando le pareti prospettanti sono cieche o abbiano solo aperture con le caratteristiche delle luci legali, in relazione alla quota del piano inferiore.
All'interno dei lotti sono consentite costruzioni accessorie anche se non facenti parte del- l'impianto edilizio principale e con esso risolte architettonicamente; in tal caso devono tuttavia rientrare nell'indice di fabbricabilità fondiario previsto; non possono superare l'altezza di mt. 2,50, ma possono essere adiacenti al confine del lotto.
Sempre all'interno del lotto è necessario riservare una superficie per la sosta privata pari a
mq. 1 per ogni 10 mc. di costruzione (L. 24.03.1989, n° 122).
Nel caso di edifici isolati nel lotto, le recinzioni dello stesso devono essere a giorno sul fronte prospiciente la strada.
Nel caso di fabbricati esistenti, al fine di migliorare le condizioni igieniche e nell'impossi- bilità di altre soluzioni tecniche adeguate, è consentito:
a) l'apertura di finestre, nei vani privi di luci dirette a distanza dai confini e dagli edifici, inferiore a quelle minime previste nel presente articolo, purché nel rispetto delle disposizioni del C.C.;
Nelle zone inedificate o risultanti libere a seguito di demolizioni (lotti interclusi) contenu- ti in un tessuto urbano già definito o consolidato, che si estendono sul fronte stradale o in profondi- tà, per una lunghezza inferiore a mt. 20,00, nel caso di impossibilità di costruire in aderenza, qua- lora il rispetto delle distanze fra le pareti finestrate comporti l'inutilizzazione dell'area o una solu- zione inaccettabile, il Comune può consentire la riduzione delle distanze, nel rispetto delle disposi- zioni del C.C..
DISTANZA DALL'ASSE STRADALE: Dovrà di norma essere rispettata la distanza minima di mt. 4,00 fra l'asse stradale e le nuove costruzioni, eventuali ampliamenti e/o sopraelevazioni. Nel caso di viabilità facente parte di un tessuto urbano già definito è fatta salva la possibilità di conser- vare l'allineamento dei fabbricati esistenti.
Su parere della C.E.C., se non sussistono condizioni preesistenti o contrastanti, gli edifici potranno essere arretrati di mt. 3,00 o più dal filo stradale.
L'area antistante potrà essere sistemata a verde o a parcheggio.
Diversi arretramenti dal filo strada sono consentiti a condizione che siano risolti architet- tonicamente i risvolti di prospetto con gli edifici adiacenti.
Le nuove costruzioni, su parere della C.E.C., il Dirigente dell’Ufficio Tecnico (o Respon-
sabile del Servizio) potrà ordinare gli arretramenti ed i nuovi allineamenti stradali che venissero ritenuti necessari in relazione alla sicurezza della circolazione veicolare.
NORME GENERALI: Nelle aree contigue o in diretto rapporto visuale con la Zona "A": i manti di copertura dovranno essere realizzati esclusivamente in laterizio; gli infissi esterni saranno prefe- ribilmente in legno laccato o protetto da impregnanti incolori, le finestre saranno realizzate secon- do disegno tradizionale ad ante con riquadri e scurini interni, saranno prive di persiane ad ante o di avvolgibili, mentre saranno ammesse le grate in ferro battuto alle finestre. Nelle costruzioni recenti saranno anche ammessi gli infissi in ferro colorato ed alluminio nero o elettrocolore, preferibil- mente per gli esercizi comunali; sono vietate le recinzioni, ringhiere di scale o balconi di tipo me- tallico, ad eccezione di quelle in ferro battuto.
Nelle altre aree o zone vanno salvaguardati gli elementi architettonici di pregio (quali: por- tali, modanature, cornici, etc.); è inoltre vietato l'uso quale materiale per le coperture, del cemento amianto.
- Superficie totale delle zone "B"
- Indice Capitario
EDIFICI SOTTOPOSTI A PARTICOLARE SALVAGUARDIA
Le unità edilizie specificatamente individuate nell’elaborato grafico di zonizzazione urba- na sono sottoposte a un regime normativo particolare, in considerazione delle loro caratteristiche architettoniche e tipologiche.
In questi edifici sono consentiti esclusivamente interventi di restauro conservativo, esten- dendo ad essi le norme e le prescrizioni di cui all’art. 8 per la zona “A” di interesse storico- ambientale.
"B1" ZONA DI RISTRUTTURAZIONE
- Superficie destinata alla residenza
- Volumetrie massime edificabili
- Indice fondiario massimo (concessione diretta)
mc/mq.
- Indice massimo di copertura
mq/mq.
- Indice fondiario massimo (Piano Particolareggiato)
Comprende la parte urbana di Villaurbana adiacente il centro vecchio, con caratteristiche tipologiche simili alla Zona "A".
"B2" ZONA DI RISTRUTTURAZIONE E COMPLETAMENTO
Comprende una parte di Villaurbana caratterizzata da una struttura fondiaria molto irrego- lare e discontinua, con tipologie edilizie differenziate.
"B3" ZONA DI COMPLETAMENTO
Rappresenta alcune parti dell'abitato, di recente formazione, caratterizzate da una organiz- zazione fondiaria sufficientemente omogenea, con lotti di forma generalmente regolare.
"B4" ZONA DI COMPLETAMENTO
Comprende alcune parti dell'abitato di recente forma
zione, con lotti
edificabili g
ià definiti.
Articolo: 10 - "C" - Zona di espansione residenziale
Comprende i comparti soggetti a lottizzazione convenzionata di cui a l'art. 5 delle Norme di Attuazione del P..U.C.; tali zone costituiscono le unità urbanistiche di espansione dell'abitato e sono destinate esclusivamente alle residenze, ai relativi servizi di interesse collettivo e alle attività commerciali.
Nell'ambito di ogni singolo comparto l'edificazione e utilizzazione dell'area dovrà avvenire nel rispetto dei limiti di densità, di altezza, di distacchi fra fabbricati e rapporti tra spazi destinati agli insediamenti privati ed ai servizi pubblici o per attività collettive stabiliti dalle norme appresso elencate.
NORME COMUNI ALLE DIVERSE SOTTOZONE:
per b) e c): 80 mq/100 mq. Di spazio pubblico o ad uso pubblico di superficie lorda di pavi- mento di edifici previsti di cui almeno la metà destinata a parcheggio (escluse le sedi viarie) e in aggiunta a quanto stabilito dalla L. n° 122 del 24.03.1989;
STRUMENTO DI ATTUAZIONE: Piano di Lottizzazione, Piano Particolareggiato, Piano di
Zona ex legge 167/62.
DISTANZA FRA GLI EDIFICI: Le distanze minime fra pareti finestrate non dovranno essere in- feriori all'altezza del fabbricato più alto, con un minimo di mt. 8,00.
DISTANZA DAI CONFINI: Valore minimo di mt. 4,00, oppure contiguità o aderenza fra i fab- bricati.
L'ALTEZZA DEGLI EDIFICI: Sono consentiti n° 2 piani fuori terra ed una altezza massima di
mt. 7,50.
DISTANZA DALL'ASSE STRADALE: Il fronte delle costruzioni sulla viabilità di servizio dovrà avere distanza minima dall'asse stradale di mt. 6,00 nel caso di viabilità primaria e di mt. 4,00 nel caso di viabilità secondaria.
TIPOLOGIA VIARIA: La viabilità al servizio delle residenze e delle attività collettive dovrà esse- re articolata in rapporto a esigenze di funzionamento interno e di assetto viario più generale; la viabilità primaria dovrà avere una dimensione minima di mt. 12,00, la viabilità secondaria dovrà avere una dimensione complessivamente minima di mt. 8,00. I percorsi esclusivamente pedonali (escluso i marciapiedi stradali) dovranno avere una dimensione minima di mt. 2,50.
Nelle zone di espansione residenziale, nell'ambito degli interventi coordinati e delle lottiz- zazioni è consigliata la tipologia edilizia "a schiera", ma si possono adottare tipologie edilizie di- verse purché la soluzione urbanistica-compositiva e il disegno urbano risultino unitari al fine di consentire un organico inserimento dell'intervento nel contesto più ampio del tessuto urbano.
E' tuttavia necessario rispettare le seguenti norme:
il rispetto delle percentuali e degli indici stabiliti per zona;
per gli edifici l'altezza massima di mt. 7,50 ad eccezione dei casi con pilotis è consentita una maggiore altezza di mt. 2,40.
Distacchi tra fronti finestrate e fronti di edifici esistenti non inferiore a mt. 8,00; nel caso di edificio di maggiore altezza, questo deve arretrarsi dal confine dell'edificio prospiciente di una distanza almeno uguale alla propria altezza, anche se l'edificio non è ancora completamente edifi- cato.
In caso di tipologia "a schiera" fronti di corpi di fabbrica non superiore a mt. 72 in linea e non superiori a mt. 15 nella dimensione trasversale.
In caso di tipologie "isolate" fronti di corpi di fabbrica non superiore a mt. 25 complessi- vi, misurati su una proiezione parallela ai fronti stessi.
Rapporto tra l'area coperta e l'area del lotto residenziale non superiore a 1/2 per le tipolo- gie "a schiera", e non superiore a 1/3 per le tipologie "isolate".
In ogni edificio le aree per le soste private devono essere previste nella misura di mq. 1,00 per ogni 10,00 mc. di costruzione (Legge 24.03.1989, n° 122).
Le recinzioni sui fronti prospicienti le strade dovranno essere a giorno.
COMPARTO “C167”
Nel comparto “C167” (già destinato a interventi di edilizia residenziale privata e/o a inter- vento di edilizia economica e popolare), insiste un insediamento di Edilizia economica e popolare quasi interamente realizzato.
- Superficie complessiva del comparto
- Indice di fabbricabilità territoriale
- Volume edificabile
- Dotazione spazi pubblici (mq/ab. 12,00) :
S3 spazi per il verde, il gioco, lo sport
S4 spazi per parcheggio
Strumento di attuazione : Piani di Zona L. 167/62 approvati con Delibera Consiglio Co- munale n° 100 del 01.06.1990 Valgono le norme del Piano di Zona.
COMPARTO "C2"
Il comparto "C2" comprende un'area posta nella parte nord di Villaurbana, destinata alla residenza privata (in prossimità della via Deledda).
Strumento di attuazione: Piano di Lottizzazione di iniziativa privata o Piano Particola- reggiato.
Dotazione spazi pubblici (mq/ab. 12,00)
S1 attrezzature per l'istruzione
S2 attrezzature generali
In esso comparto insiste una lottizzazione già approvata ma non convenzionata. Valgono le norme del Piano di Lottizzazione.
COMPARTO "C3"
Il comparto "C3" comprende un'area posta nella parte nord di Villaurbana, destinata alla residenza privata (tra la via Balbo e la via Vittorio Emanuele).
- Dotazione spazi pubblici (mq/ab. 12,00)
COMPARTO "C4"
Il comparto "C4" comprende un'area posta fra le Vie S. Greca e S. Crispo e strada di nuo- va formazione, destinata alla residenza privata.
COMPARTO "C5"
Il comparto "C5" comprende un'area posta nella parte nord-est di Villaurbana, destinata alla residenza privata (in prossimità della via E. Lussu) .
Articolo: 11 - "D" - Zona “D”
Sono le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali, artigia- nali, commerciali, di conservazione, trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli e/o della pesca.
ZONA "D1": ZONA DEL PIANO PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI (P.I.P.)
La zona "D1" individua l'area interessata dal Piano per Insediamenti Produttivi redatto dal Comune di Villaurbana ai sensi dell'art. 27 della Legge 22.10.1971, n° 865.
Il P.I.P. è stato approvato con Decreto dell'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbani- stica della Regione Sarda n° 1196/u del 22.07.1987.
CARATTERISTICHE GENERALI DEL PIANO
- Superficie complessiva
- Superficie attività produttive
- Superficie per viabilità
- Superficie per servizi
- Volumetria prevista
Per l'attuazione del P.I.P. valgono le specifiche norme contenute nel Piano Attuativo che, pertanto, costituiscono parte integrante della presente normativa di P.U.C.
II) ZONA “D2” COMMERCIALE
Nella zona “D2” commerciale, individuata nell’elaborato cartografico del P.U.C., scala 1:2000, possono essere localizzate attività destinate al commercio, alla esposizione, ed al deposito dei beni di qualunque tipo, con esclusione di quelli che presentino elementi di pericolosità per la salute dei cittadini o l’ambiente fisico; sono inoltre consentite attrezzature destinate ad attività di servizio (uffici mense, magazzini, etc.).
Non sono consentiti edifici d’abitazione ad eccezione di locali indispensabili per il perso- nale di custodia. La superficie utile abitabile della residenza non potrà superare i mq. 95 (novan- tacinque).
L’utilizzazione delle aree comprese all’interno del comparto è subordinata alla predisposi-
zione di P.P. di Attuazione, di iniziativa pubblica o privata esteso all’intero comparto, anche con fasi distinte di attuazione
Nella predisposizione del P.P. la superficie da destinare a spazio pubblico o ad attività col- lettiva, verde pubblico o a parcheggi, escluse le sedi viarie, non può essere inferiore al 10% dell’intera superficie destinata alla zona “D”.
A 100 mq di superficie lorda di pavimento di edifici previsti deve corrispondere la quanti- tà minima di 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi.
L’edificazione sarà regolata dalle seguenti norme:
Lotto minimo edificabile di mq. 800.
Obbligo di prevedere, all’interno del lotto, spazi di manovra e di sosta per i mezzi di lavoro e per i veicolo degli addetti, non inferiore al 20% della superficie di esso.
Ogni complesso dovrà sorgere isolato nel lotto e i distacchi dei confini non dovranno essere inferiori a ml. 5,00 o comunque non inferiori a un mezzo (1/2) dell’altezza della parete dell’edificio antistante il confine. Nelle fasce di minimo distacco possono sorgere costruzioni,
anche addossate ai confini di proprietà, purché la superficie coperta non superi i mq. 100 e l’altezza relativa non superi i mt. 4,00.
La distanza minima delle pareti degli edifici antistanti dovrà essere di ml. 10,00 e comunque non inferiore dell’altezza del fabbricato più alto.
Per modesti insediamenti commerciali il distacco dai confini potrà ridursi a ml. 4,00 . In que- sta fascia di distacco potranno essere edificate delle costruzioni accessorie di superficie non superiore a mq. 80 e con altezza massima di mt. 4,00.
La distanza minima dei fabbricati dal ciglio stradale della viabilità di lottizzazione sarà di ml.
altezza massima degli edifici mt. 9,00.
L’indice di fabbricabilità territoriale è stabilito in 1,5 mc/mq. mentre l’indice di fabbricabilità non potrà in nessun caso superare i 3 mc/mq.
- Superficie totale dell’intervento
- Volumetria massima edificabile
h = mt.
- Dimensione minima carreggiata stradale
- Dimensione minima percorsi pedonali
Articolo: 12 - Finalità
Le presenti norme di attuazione sono redatte in conformità con le indicazioni :
· del D.A. 2266/U/83
alla L.R. 22 dicembre 1986, n° 45 “Norme per l’uso e la tutela del territorio regionale”, come aggiornato e modificato ai sensi della L. R. 7 maggio 1993, n° 23
del D. P. G. R. 3 agosto 1994, n° 228, “Direttive per le zone agricole”.
Le seguenti norme disciplinano l’uso e l’edificazione del territorio agricolo (Zona E) nel Comune di Villaurbana, perseguendo le seguenti finalità:
valorizzare e tutelare le attitudini ambientali delle aree che rivestono particolare rilievo dal punto di vista naturalistico, geomorfologico, paesaggistico;
porre in atto misure di tutela del suolo e delle aree particolarmente esposte a rischi di natura idrogeologica o pedologica;
incoraggiare la permanenza, nelle zone classificate agricole, della popolazione rurale in condi- zioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali;
favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio extraurbano esistente sia per l’utilizzo aziendale che per quello abitativo;
tutelare le parti di territorio a vocazione produttiva agricola e salvaguardare l’integrità dell’azienda agricola e rurale;
orientare ad un corretto uso delle risorse presenti nell’Agro del Comune di Villaurbana.
Prevalgono comunque le norme più restrittive sull’uso del territorio extraurbano del Comune stabilita dagli strumenti attuativi di cui all’art. 17.
Articolo: 13 - “E” Zone territoriali omogenee
Sono le parti del territorio Comunale destinate all’agricoltura alla pastorizia, alla zootecni- ca, all’itticoltura, alle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali, all’agriturismo, alla silvicoltura ed alla coltivazione industriale del legno.
Articolo: 14 - Attività consentite nelle zone agricole (art. 2 del D.P.G.R. n° 228/94)
(art. 2 del D.P.G.R. 03.07.94 n° 228)
Entro le zone agricole sono consentite le attività relative:
all’agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, (quali le colture erbacee annuali e poliennali, colture arboree, pascoli, le colture protette, gli allevamenti)
all’itticoltura
alle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali,
all’agriturismo, quale attività collaterale ed ausiliaria a quella agricola e/o zootecnica
alla silvicoltura (coltura forestale) ed alla coltivazione industriale del legno
ai punti di ristoro anche indipendenti da un’azienda agricola
al recupero terapeutico dei disabili, dei tossicodipendenti e per il recupero del disagio sociale.
Articolo: 15 - Costruzioni consentite nelle zone agricole
(art. 3, art. 5, art. 10 D.P.G.R. 03.07.94 n ° 228)
fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti clas-
sificati come industriali;
fabbricati per agriturismo, cosi come normati ai successivi articoli per ciascuna zona agricola.
strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico dipendenti, e per il recupero del disagio sociale.
annessi rustici, allevamenti zootecnici industriali ed altri insediamenti produttivi agricoli
Articolo: 16 - Individuazione delle sottozone agricole
ZONE E2 - aree di primaria importanza per la funzione agricola produttiva, anche in relazione all’estensione, composizione e localizzazione dei terreni.
Possono essere comprese all’interno ed all’esterno del perimetro che delimita le aree sog- gette a tutela paesistica (D.L.vo 29.10.1999 n° 490; L. n° 431/85).
ZONE E2* - Comprende le parti del territorio agricolo immediatamente confinante col perimetro urbano.
Sono comprese all’interno (limitatissimo) ed all’esterno del perimetro vincolante delimi- tante le aree soggette a tutela paesistica.
ZONE E5 , aree marginali per attività agricole nelle quali viene ravvisata l’esigenza di garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale.
I confini delle zone E2, E5 come determinati dalla zonizzazione sono riportate nella plani- metria 1:10.000, zonizzazione del Territorio.
La normativa per le rispettive sottozone sono indicate nei successivi articoli, fatte salve le modificazioni e le integrazioni e le norme più restrittive che potranno essere stabilite dai Piani Agricoli di Dettaglio (P.A.D.) come specificato al successivo art. 17.
Articolo: 17 - Piani agricoli di dettaglio (P.A.D.)
I Piani Agricoli di Dettaglio (P.A.D.) sono studi di dettaglio previsti dal Piano Urbani- stico Comunale (P.U.C.) nelle zone agricole del territorio extraurbano.
Il ricorso ai Piani Agricoli di Dettaglio (P.A.D.) è prescrivibile dall’Amministrazione Co- munale in tutti i casi in cui si ravvisi la necessità di uno studio particolareggiato dell’area agricola oggetto di intervento di trasformazione, in specie per le Zone E5 o H; quando l’intervento per la sua estensione (maggiore di 100 Ha) e per le sue caratteristiche (aree oggetto di riordino fondia- rio) sia tale da incidere sensibilmente sulle trasformazioni del territorio agricolo.
Deve farsi ricorso al P.A.D. in tutti i casi specifici previsti dalle norme di attuazione del
P.U.C. agli art.19 e 20.
I P.A.D. sono approvati mediante apposita deliberazione Consiglio Comunale in con- formità con quanto previsto dal Piano Urbanistico Comunale e dalle presenti Norme nel rispetto delle direttive sulle Zone agricole (D.P.G.R. 3 agosto 1994, n° 228).
I P.A.D. sono redatti per iniziativa pubblica o privata. la dimensione di ciascun P.A.D. è fissata in 30 Ha.
Tale superficie può essere ridotta fino a 15 Ha su esplicita richiesta, accompagnata da re- lazione tecnico-agronomica che comprovi l’impossibilità di raggiungere la superficie di 30 Ha, e che dimostri soprattutto sotto il profilo agronomico la validità e l’utilità di un intervento ridotto.
Ciascun P.A.D. deve consistere in studio particolareggiato dell’area in esame e del suo intorno e deve contenere la delineazione delle caratteristiche climatiche, geologiche e pedologiche, la descrizione dell’attitudine e delle potenzialità dei terreni, l’analisi della struttura fondiaria e a- graria (mediante uno studio della consistenza economico agraria dell’area in esame con elabora- zione ed analisi di indicatori socio economici aziendali), delle tipologie dei fabbricati rurali esi- stenti, delle infrastrutture, dei fabbisogni infrastrutturali, edificatori e insediativi dell’area, la zo- nizzazione di dettaglio accompagnata da relativo studio di compatibilità agro- ambientale di cui all’ art. 24. La relazione inoltre deve essere corredata dalle seguenti carte ( in scala non superiore ad 1: 5000):
carta sull’uso del suolo attuale;
carta delle unità di paesaggio e dei suoli;
carta sulle capacità d’uso dei suoli;
carta idrogeologica;
carta del rischio idrogeologico;
carta delle colture di pregio;
carta delle suscettività d’uso del suolo specifiche per le colture o gli interventi rilevati nella zona in esame;
carta delle infrastrutture dell’area in esame;
carta delle aziende;
carta della frammentazione fondiaria del territorio rurale;
carta dei beni ambientali e culturali da tutelare;
carta della zonizzazione;
Sulla base delle indicazioni e prescrizioni dello studio per ciascuna sottozona, verranno determinati gli indici di edificabilità. Il P.A.D. inoltre dovrà fornire nel territorio agrario esaminato tipologie e caratteristiche costruttive per gli interventi di recupero degli edifici preesistenti, per le nuove edificazioni e i mutamenti di destinazione d’uso, salvaguardando la conservazione del pa- trimonio storico ambientale rurale e il rispetto delle tradizione locali.
Le prescrizione del P.A.D. sono effettuate nel pieno rispetto della normativa del P.U.C.
Ciascun P.A.D. deve essere corredato dal piano finanziario, che deve contenere una pre- visione delle spese occorrenti per l’attuazione del piano e indicare i fondi a copertura degli inter- venti.
Il P.A.D. fissa il tempo massimo di attuazione dello stesso, che non può eccedere i 5
I parametri urbanistici da utilizzare in sede di .P.A.D. sono contenuti negli art. 19 e 20.
Articolo: 18 - Criteri per l’edificazione nelle zone agricole
Nelle zone agricole sono consentite le attività e costruzioni elencate negli art. 14 e 15 pre- cedenti (D.P.G.R. 228/94), secondo le limitazioni ed i parametri di seguito esposti per ciascuna sottozona “E”.
Articolo: 19 - Sottozona agricole “E2”
Ricadente all’interno od all’esterno del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (D.L.vo 29.10.1999 n° 490; L. n° 431/85)
Sono consentite le attività e le costruzioni previste dal D.P.G.R. 03.07.1994, n° 228 ed e- lencate agli att. 14 e 15 delle Norme.
Indice di fabbricabilità massimi:
- 0,20 mc/mq :
per i fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con l’esclusione degli impianti classificati come industriali.
0,01 mc/mq
per i fabbricati funzionali alla conduzione o gestione dei boschi e degli impianti arbo- rei (forestazione produttiva).
0,10 mc/mq
per le strutture per il recupero terapeutico dei disabili dei tossico dipendenti e per il recu- pero del disagio sociale.
serre fisse con strutture murarie fuori terra, impianti di acqua cultura e per agricoltura specializzata.
per impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di pon- ti radio, ripetitori e simili.
Sarà possibile utilizzare ai fini del computo della volumetria ammissibile, anche appezza- menti non contigui ma che siano comunque a servizio dell'Azienda, sempre che gli appezzamenti relativi siano ubicati entro un raggio di km. 1 (uno) dall'area prescelta per l'edificazione.
Coloro che vorranno usufruire dei benefici di cui sopra, non potendo le stesse superfici es- sere utilizzate una seconda volta ai fini edificatori, dovranno depositare presso l'Ufficio Tecnico Comunale, una apposita planimetria opportunamente aggiornata che, a tutela di terzi, unitamente al titolo con il quale l'interessato si obbliga a vincolare sotto l'aspetto edificatorio i terreni in essa in- dicati e dovrà essere trascritto nei pubblici registri immobiliari.
A seguito di presentazione di P.A.D. (Piano Agricolo di Dettaglio), approvato con delibe- razione del Consiglio Comunale l’indice relativo alle opere di cui al punto a) potrà essere elevato fino a mc/mq 0,50 (rt. 4 del Decreto Assessore EE.LL: - Finanze ed Urbanistica n° 2266/U del 20.12.1983) in presenza di particolari esigenze aziendali, purché le opere siano ubicate ad una di- stanza dal perimetro urbano non inferiore a ml. 500.
Per interventi con indici superiori a quelli sopraindicati, o comunque con volumi superiori a 3.000 mc., o con un numero di addetti superiore alle venti unità o con numero di capi bovini su- periore alle 100 unità (o numero equivalente di capi di altra specie), la realizzazione dell’intervento è subordinata, oltre che alla presentazione del P.A.D. approvato con conforme de-
liberazione del Consiglio Comunale, al parere favorevole dell’Assessorato Regionale agli Enti Lo- cali, sentita la Commissione Urbanistico Regionale, che dovrà essere espresso entro 30 giorni dal ricevimento della pratica.
Ai fini edificatori la superficie minima di intervento è stabilita :
in Ha 1,00 per le residenze connesse con le colture
in Ha 0,50 per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo, impianti vivaistici
in Ha 1,00 per vigneti, oliveti, colture arboree da frutto, agrumi, colture erbacee.
in Ha 5,00 per allevamenti ovini, caprini, bovini, equini, e per allevamento struzzi.
in Ha 10,00 per impianti forestali e per allevamenti di selvaggina.
Per le altre destinazioni colturali ammesse, la superficie minima di intervento (che non po- trà essere inferiore a 1,00 Ha) verrà determinata di volta in volta a seconda delle necessità produt- tive aziendali, in analogia con le tipologie produttive precedentemente indicate. Nel caso di azien- de composte da appezzamenti su cui siano realizzate colture o produzioni diverse, la superficie mi- nima di intervento è riferita alla tipologia produttiva prevalente.
Al fine di raggiungere le superfici minime indicate è ammissibile utilizzare anche appez- zamenti non contigui ma che siano a servizio dell’azienda ed ubicate entro il raggio di km. 1 dall’area prescelta per l’edificazione. L’edificazione avverrà comunque nell’unità poderale mag- giore.
Quando per gli impianti di cui ai capoversi d) ed e), (di cui al comma superficie di intervento), non si raggiunge la superficie minima di intervento, valgono ai fini edificatori le seguenti norme:
per gli allevamenti di cui al capoverso d): indice di fabbricabilità fondiario max. 0,10 mc/mq
per gli impianti di cui al capoverso e): indice di fabbricabilità fondiario max. 0,005 mc/mq.
Se la superficie minima di intervento di cui ai punti d) ed e), non raggiunge 1 Ha non è co- munque consentita alcuna edificazione.
Rapporto di copertura Rc
Per i fabbricati relativi ad allevamenti zootecnici intensivi Rc = 0,50
Per le serre fisse con strutture murarie fuori terra, per gli impianti di acqua coltura e per agri- coltura specializzata Rc = 0,50, senza limiti al contempo di volumetria.
Quando la superficie minima d’intervento, relativa alle destinazioni colturali è inferiore a
Ha 1,00, non sono consentite residenze.
Norme sulle distanze
E’ consentito , salvo diversa specifica norma, costruire a confine o in aderenza. Nel caso di
arretramento il valore minimo dovrà essere di ml. 4,00 e comunque non inferiore all’altezza degli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici, devono rispettare da qualsiasi corpo di fab- brica la distanza di ml. 8,00.
I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnici intensivi devono distare 50 ml. dai confini delle proprietà limitrofe o dai confini aziendali; detti fabbricati debbono cosi distare dal limite del- le zone omogenee territoriali A, B, C, F, G, :
500 ml. per allevamenti suini
300 ml. per allevamenti avicunicoli
100 ml. per allevamenti bovini, ovicaprini, equini
Le norme sulle distanze dell’ultimo capoverso non si applicano agli impianti di acquacol- tura, itticoltura ed ai fabbricati di loro pertinenza.
L’altezza degli edifici nella presente sottozona sarà cosi disciplinata:
per le residenze l’altezza, misurata secondo le norme dettate del Regolamento Edilizio, non può superare il valore di mt. 7,00 né essere inferiore a mt. 3,50.
per gli impianti strettamente inerenti all’attività agricola e zootecnica, l’altezza è libera, com- patibilmente con la tipologia e l’uso previsto. Le serre fisse senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime nor- mato dall’art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà.
Per le costruzioni esistenti nella zona agricola sono ammessi la manutenzione ordinaria e straordinaria, i restauri, la ristrutturazione e l’ampliamento (nei limiti appresso esposti), nonché ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico, la demolizione e ricostruzione in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.
L’ampliamento é consentito nei limiti dei parametri urbanistici previsti dal presente art 19 delle presenti norme, relativi all’indice massimo di fabbricabilità da applicare, alla superficie mi- nima d’intervento, al rapporto di copertura, alle norme sulle distanze.
La destinazione d’uso delle costruzioni esistenti, non più funzionali alla esigenza del fon- do può essere modificata nei limiti delle attività e costruzioni consentite dagli art. 2 e 3 del
228/94 e nel rispetto dei parametri urbanistici previsti per ciascun tipo di costruzione del presente art. 19 delle presenti norme.
AGRITURISMO E TURISMO AGRICOLO
É consentito nelle zone E2 l’esercizio dell’agriturismo, quale attività collaterale ed ausi- liaria a quella agricola e zootecnica in coerenza con le leggi regionali e nazionali sull’agriturismo. Qualora venga richiesta concessione edilizia per la realizzazione di nuove strutture aziendali o- rientate all’attività agrituristica, sono ammessi tre posti letto per ettaro con destinazione agrituristi- ca. Per ogni posto letto va computata una cubatura massima di 50 mc. Le volumetrie per i posti let- to con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la re- sidenza nella medesima azienda agricola in cui si esercita l’attività agrituristica.
La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a Ha 3,00.
Il concessionario con dichiarazione sostitutiva di atto notorio da accludere alla richiesta di concessione edilizia deve impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizie e a mantenere la destinazione agrituristica o turistico-agraria dei posti letto, per un periodo non inferiore a 5 anni, e per lo stesso periodo a non frazionare la superficie aziendale (nel caso di assenza di finanziamento Regionale).
In aziende agrituristiche sono ammessi gli indici massimi di edificabilità previsti nel
D.P.R. 03.08.93 n° 228, come modificati nelle presenti norme per ciascuna sottozona E.
6) E’ consentito, salvo diversa specifica norma, costruire a confine o in aderenza nel caso di arretramento il valore minimo dovrà essere di ml. 4.00, e comunque non inferiore all’altezza de- gli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici, devono rispettare da qualsiasi corpo di fabbrica la distanza di ml. 8.00. per le distanze delle strade valgono le norme esposte nel presente art. 19.
L’altezza, misurata secondo le norme dettate dal Regolamento Edilizio non può superare il valore massimo di mt. 8,00 e né essere inferiore a mt. 4,50.
Sono ammessi anche punti di ristoro indipendenti da una azienda agricola, dotati di non più venti posti letto, con indice fondiario di 0,01 mc/mq incrementabile con delibera del Consiglio Comunale fino a 0,10 mc/mq.
In tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in fondo agricolo che comprende attrez- zature e residenze, alla superficie minima di ha 3,00 vincolata al punto di ristoro, va aggiunta quel- la minima di ha 3 relativa al fondo agricolo.
È consentito costruire a confine o in aderenza. Nel caso di arretramento il valore mini-
mo dovrà essere di ml. 4,00 e comunque non inferiore all’altezza degli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici devono rispettare da qualsiasi corpo di fabbrica la distanza di ml. 8,00.
Distanze dalla strade: si richiamano le norme esposte nel presente art. 19, nel rispetto del nuo-
vo codice della strada.
Altezza degli edifici: l’altezza misurata secondo le norme del Regolamento Edilizio non può superare il valore massimo mt. 8,00 e né essere inferiore a mt. 4,50.
Per punti di ristoro devono intendersi i bar, i ristoranti e le tavole calde, cui possono es- sere ammesse, purché di dimensioni limitate, altre strutture di servizio relative a posti letto nel numero massimo di 20 ed attività sportive e ricreative (art. 4 Decreto Floris).
I punti di ristoro ai sensi della Circolare 1/84 dell’Assessorato Regionale EE.LL. – Fi- nanze ed Urbanistica devono essere concepiti a servizio della viabilità principale.
STRUTTURE PER IL RECUPERO DEI DISABILI, DEI TOSSICO DIPENDENTI E PER IL RECUPERO DEL DISAGIO SOCIALE
Parametri urbanistici :
Indici di fabbricabilità
Norme sulle distanze:
Rc = 0,50
È consentito costruire a confine o in aderenza. Nel caso di arretramento il valore minimo dovrà essere di ml. 4,00 e comunque non inferiore all’altezza degli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici devono rispettare da qualsiasi corpo di fabbrica la distanza di ml. 8,00.
E’ obbligatorio il rispetto delle norme di cui al nuovo codice della strada (D.L. 30.04.1992 n° 228 e successive modifiche e Regolamento di attuazione D.P.R. 16.12.92 n° 495) fuori dei cen- tri abitati come delimitati ai sensi dell’art. 4 del Codice Civile, ma all’interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo Strumento urbanistico generale (art. 26 Reg. d’attuazione
P.P.R. 16.12.92 n° 495) Si prescrivono le seguenti fasce di rispetto :
30 ml. per le strade di tipo A autostrade, strade extraurbane a carreggiate indipendenti
20 ml. per le strade di tipo B (extraurbane principali, con carreggiate indipendenti)
10 ml. per le strade di tipo C (strade extraurbane secondarie ad unica carreggiata, due corsie più banchine)
Per le strade di tipo F (strade locali, comprese le vicinali), non appartenenti agli altri tipi di strade il codice stradale non fissa distanze minime, o fasce di rispetto dal confine stradale ai fini della sicurezza della circolazione. Si prescrive pertanto:
6,00 ml. per le strade di tipo F .
In particolare : per le strade extraurbane (intercomunali) di Villaurbana - Mogorella, Vil- laurbana - Palmas Arborea, le fasce di rispetto saranno di 20 ml.; per la provinciale SP n° 35 la fa- scia di rispetto è di 30 ml..
Nelle sottozone E2 di cui al presente articolo, non sono consentiti fabbricati per gli inse- diamenti produttivi di tipo agro industriale. Lo strumento urbanistico ne prevede l’ubicazione in aree a tale scopo destinate oppure nelle zone territoriali omogenee di tipo D, fatti salvi gli amplia- menti degli insediamenti preesistenti alla data di entrata in vigore delle direttive sulle zone agrico- le, di cooperative e di associazioni di produttori agricoli.
Nelle aree in cui la pendenza sia superiore al 35%, nelle aree di cresta e falesie e nelle a- ree di esondazione fluviale è vietata l’edificazione . Le relative superfici possono però essere uti- lizzate come aree di competenza ai fini del calcolo degli indici di edificabilità per costruzioni ubi- cate al di fuori di tali aree. Nelle aree di esondazione fluviale (sottozone H5) le autorizzazioni edi- lizie e le concessioni edilizie possono essere rilasciate previo preventivo studio di compatibilità agro-ambientale, di cui al successivo art. 22 e relativa autorizzazione (nulla osta) dell’Ufficio Tu- tela del Paesaggio della R.A.S. e del Comune nei limiti delle competenze di cui alla L.R. n° 28/98., nonché del nulla osta del Genio Civile sezione opere in alveo.
Per il rilascio della concessione edilizia ai fini edificatori la determinazione della destina- zione produttiva agricola in un fondo deve essere dimostrata mediante la produzione di documen- tazione tecnico amministrativa costituita da :
dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del conduttore del fondo in cui si di- chiara che le opere da effettuarsi sono connesse e coerenti con la conduzione del fondo, e a ciò ne- cessarie;
per aziende agrituristiche e turistico rurali dichiarazione sostitutiva di atto notorio nel caso previsto dal comma 2 relativo del capitolo agriturismo e turismo agricolo.
elaborati tecnici e firma di dottore agronomo o forestale o di perito agrario, comprovan- ti le forme e le caratteristiche dell’iniziativa produttiva di cui si tratta attraverso :
relazione tecnica contente descrizione dello stato di fatto, indicazione degli interventi
previsti, dimostrazione della congruità delle opere con potenzialità del fondo, rispon- denza agli indirizzi delle normative agricole regionale, nazionali e comunitarie;
elaborati di progetto contenti planimetrie catastali dell’area oggetto dell’intervento, planimetria degli interventi su base catastale (in scala non superiore a 1:5.000), plani- metria quotata degli interventi in scala uguale, eventuali disegni particolari delle ope- re;
piano agro-ambientale, contenente le indicazioni sulle tecniche colturali e produttive, la descrizione di massima degli impianti sull’ambiente degli interventi produttivi e le soluzioni di massima degli impianti sull’ambiente degli interventi produttivi e le solu- zioni di massima adottate per ridurre tali impatti.
studio di compatibilità agro-ambientale, normato al successivo art. 22, nel caso in cui riguardi :
fabbricati zootecnici, ad eccezione di piccole strutture per l’allevamento ovino;
impianti serricoli di dimensione superiore ai 5000 mq di superficie coperta.
Ogni serra purché volta alla protezione e forzatura delle colture, può essere installata pre- via autorizzazione edilizia, fermo restando nelle zone vincolate, l’obbligo di acquisire il nulla osta di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 (e L. 431/185).
All’interno del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (L. 1497/39; L. 431/85), qualsiasi intervento sul territorio è assoggettato al regime di tutela e di autorizzazione di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 con le esclusioni e condizioni appresso elencate e secondo le competenze in materia di tutela paesaggistica previste dalla L.R. n° 28/98 e della direttiva n° 1 della G.R. 45/7 del 15.10.1998..
Sono esclusi dall’autorizzazione di cui all’art. 151 del D.L.vo 29.10.1999 n° 490:
Gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria degli edifici, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici, nonché l’esercizio dell’attività agrosilvopastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi per costruzioni edilizie e altre opere civili e sempre che si tratti di atttivi- tà ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio.
Per le opere pubbliche non ricomprese nell’elenco di cui al D.P.C.M. del 27.12.1988, l’autorizzazione di cui all’art. 151 del D.L.vo 29.10.1999 n° 490 è rilasciata a condizione che la previa verifica di compatibilità paesistico ambientale, espressa nei termini di cui al suc- cessivo art. 22 abbia dato esito favorevole. Tale verifica, è in particolare obbligatoria per:
opere stradali e aeroportuali;
i depuratori consortili.
La verifica è altresì estesa ai rilevanti insediamenti turistici e alle opere di bonifica agraria di rilevante dimensione.
Sono escluse dallo studio di cui sopra le opere pubbliche o di preminente interesse pubbli- co che, alla data di approvazione del P.U.C., siano comprese negli atti della programmazione re- gionale in quanto eseguibili.
Articolo: 20 - Sottozona agricole “E5”
All’interno ed all’esterno del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (D.L.vo 490/99; L. 431/85)
Sono consentite tutte le attività elencate nell’art. 14 e le costruzioni elencate nell’art 15 delle presenti norme previste dalle direttive agricole.
0,10 mc/mq.; 0,20 con P.A.D.
per i fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con l’esclusione degli impianti classificati come industriali.:
0,01 mc/mq.; 0,03 con P.A.D.
per le residenze (connesse con la conduzione dei fondi)
per i fabbricati funzionali alla conduzione o gestione dei boschi e degli impianti arborei (forestazione produttiva).
per le strutture per il recupero terapeutico dei disabili dei tossico dipendenti e per il recu- pero del disagio ambientale.
- senza indicazioni
serre fisse con strutture murarie fuori terra, impianti di acqua cultura e per agricoltura spe- cializzata .
- 0,50 mc/mq
per impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di pon- ti radio, ripetitori e simili
Sarà possibile utilizzare ai fini del computo della volumetria ammissibile, anche appezza-
menti non contigui ma che siano comunque a servizio dell'Azienda, sempre che gli appezzamenti relativi siano ubicati entro un raggio di km. 1 (uno) dall'area prescelta per l'edificazione.
in Ha 2,00 per le residenze connesse con le colture
in Ha 1,00 per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo, impianti vivaistici
in Ha 2,00 per vigneti, oliveti, colture arboree da frutto, agrumi, colture erbacee.
in Ha 10,00 per allevamenti ovini, caprini, bovini, equini, e per allevamento struzzi.
in Ha 30,00 per impianti forestali e per allevamento di selvaggina.
Per le altre destinazioni colturali ammesse, la superficie minima di intervento (che non potrà essere inferiore a 2 Ha verrà determinata di volta in volta a seconda delle necessità produttive a- ziendali, in analogia con le tipologie produttive precedentemente indicate. Nel caso di aziende composte da appezzamenti su cui siano realizzate colture o produzioni diverse, la superficie mini- ma di intervento è riferita alla tipologia produttiva prevalente.
Al fine di raggiungere la superficie minima è ammissibile utilizzare appezzamenti non con- tigui come esposto all’art. 19
Quando per le diverse destinazioni colturali, non si raggiunga la superficie minima di in- tervento, valgono ai fini edificatori, le seguenti norme:
Per gli impianti di cui ai capoversi b) e c), (di cui al comma superfici di intervento), è consen- tito, un fabbricato di servizio connesso all’attività colturale delle dimensioni di mq. 20 di superfi- cie coperta con Hmax mt. 3,50 dal piano di sistemazione. Quando la superficie minima di interven- to è inferiore a 0,50 Ha per gli impianti di cui al capoverso b) ed a 1 Ha per le colture di cui al ca- poverso c), non è consentita alcuna edificazione.
Quando per gli impianti di cui ai capoversi d) ed e), (di cui al comma superfici di intervento), sono consentiti i seguenti indici di fabbricabilità fondiaria:
per gli allevamenti di cui al capoverso d): indice di fabbricabilità fondiario max. 0,05 mc/mq.
per gli impianti di cui al capoverso e): indice di fabbricabilità fondiario max. 0,005 mc/mq.; in ogni caso è consentito, un fabbricato di servizio connesso all’attività colturale delle dimensioni di mq. 20 di superficie coperta con Hmax mt. 3,50 dal piano di sistemazione.
se la superficie minima di intervento non raggiunge 1 Ha non è comunque consentita alcuna
Per i fabbricati relativi ad allevamenti zootecnici intensivi Rc = 0,25
Per le serre fisse con strutture murarie fuori terra, per gli impianti di acqua coltura e per agricoltura specializzata Rc = 0,25; Rc = 0,50 con P.A.D., senza limiti al contempo di volumetria.
E’ consentito , salvo diversa specifica norma costruire a confine o in aderenza. Nel caso di arretramento il valore minimo dovrà essere di ml. 4,00 e comunque non inferiore all’altezza degli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici, devono rispettare da qualsiasi corpo di fab- brica la distanza di ml. 8,00.
I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnici intensivi devono distare 50 ml. dai confini delle proprietà limitrofe o dai confini aziendali; detti fabbricati debbono casi distare dal limite del- le zone omogenee territoriali A, B, C, F, G, :
c) Le norme sulle distanze dell’ultimo capoverso non si applicano agli impianti di acquacoltura, itticoltura ed ai fabbricati di loro pertinenza. Le serre fisse senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime nor- mato dall’art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà.
per le residenze l’altezza, misurata secondo le norme dettate del Regolamento Edilizio, non può superare il valore di mt. 7,00 e né essere inferiore a mt. 3.50.
per gli impianti strettamente inerenti all’attività agricola e zootecnica, l’altezza è libera, com- patibilmente con la tipologia e l’uso previsto.
Per le costruzioni esistenti nella zona agricola sono ammessi la manutenzione ordinaria e straordinaria, i restauri, la ristrutturazione e l’ampliamento (nei limiti appresso esposti), nonché ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico, la demolizione e ricostruzione
in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.
L’ampliamento é consentito nei limiti dei parametri urbanistici previsti dell’art 20 delle presenti norme, relativi all’indice massimo di fabbricabilità da applicare, alla superficie minima d’intervento, al rapporto di copertura, alle norme sulle distanze.
D.P.G.R. 228/94 e nel rispetto dei parametri urbanistici previsti per ciascun tipo di costruzione dell’art 20 delle presenti norme.
É consentito nelle zone E5 l’esercizio dell’agriturismo, quale attività collaterale ed ausi- liaria a quella agricola e zootecnica in coerenza con le leggi regionali e nazionali sull’agriturismo. Qualora venga richiesta concessione edilizia per la realizzazione di nuove strutture aziendali o- rientate all’attività agrituristica, sono ammessi tre posti letto per ettaro con destinazione agrituristi- ca. Per ogni posto letto va computata una cubatura massima di 50 mc. Le volumetrie per i posti let- to con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la re- sidenza nella medesima azienda agricola in cui si esercita l’attività agrituristica.
La superficie minima del fondo non essere inferiore a Ha 3,00.
Nelle aziende agrituristiche sono ammessi gli indici massimi di edificabilità previsti nel
D.P.R. 03.08.93 n° 228, come modificate nelle presenti norme per ciascuna sottozona E.
Si richiamano le norme sulle distanze riportate nei paragrafi del precedente art. 19. L’altezza, misurata secondo le norme dettate dal Regolamento Edilizio non può superare il valore massimo di mt. 8,00 e né inferiore a mt. 4,50.
Sono ammessi anche punti di ristoro indipendenti da una azienda agricola , dotati di non più venti posti letto, con indice fondiario di 0,01 mc/mq. incrementabile con delibera del Consi-
glio Comunale fino a 0,10 mc/mq..
Il lotto minimo vincolato per la realizzazione di nuovi punti di ristoro isolati deve essere
di ha 3.
In tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in fondo agricolo che comprende attrez-
zature e residenze, alla superficie minima di ha 3 vincolata al punto di ristoro, va aggiunta quella minima di ha 3 relativa al fondo agricolo.
È consentito costruire a confine o in aderenza. Nel caso di arretramento il valore mini- mo dovrà essere di ml. 4,00 e comunque non inferiore all’altezza degli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici devono rispettare da qualsiasi corpo di fabbrica la distanza di ml. 8,00.
Distanze dalla strade : si richiamano le norme esposte per le altre zone agricole, nel ri- spetto del nuovo codice della strada.
Per punti di ristoro devono intendersi i bar, i ristoranti e le tavole calde, cui possono es- sere ammesse, purché di dimensioni limitate, altre strutture di servizio relative a posti letto nel numero di 20 ed attività sportive e ricreative (art. 4 Decreto Floris).
I punti di ristoro ai sensi della Circolare 1/84 dell’Assessore Regionale EE.LL. – Finan- ze ed Urbanistica, devono essere posti a servizio della viabilità principale.
Rc = 0,25
Altezza degli edifici : l’altezza misurata secondo le norme del Regolamento Edilizio non può superare il valore massimo mt. 8,00 e né essere inferiore a quello minimo di mt. 4,50.
E’ obbligatorio il rispetto delle norme di cui al nuovo codice della strada (D.L. 30.04.1992 n° 228 e successive modifiche e Regolamento di attitudine D.P.R. 16.12.92 n° 495) fuori dei cen- tri abitati come delimitati ai sensi dell’art. 4 del Codice Civile ma all’interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo Strumento urbanistico generale (art. 26 Reg. d’Attuazione >2.92 n° 495) Si prescrivono le seguenti fasce di rispetto :
30 ml. per le strade di tipo A autostrade, strade extraurbane a carreggiata indipendenti
6 ml. per le strade di tipo F .
In particolare : per le strade extraurbane (intercomunali) di Villaurbana Mogorella, Vil- laurbana Palmas Arborea, le fasce di rispetto saranno di 20 ml.; per la provinciale SP n° 35 la fa- scia di rispetto è di 30 ml..
Nelle sottozone E5 non sono consentiti fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo a- gro industriale. Lo strumento urbanistico ne prevede l’ubicazione in aree a tale scopo destinate op- pure nelle zone territoriali omogenee di tipo D, fatti salvi gli ampliamenti degli insediamenti pree- sistenti alla data di entrata in vigore delle direttive delle zone agricole, di cooperative e di associa- zioni di produttori agricoli.
Nelle aree in cui la pendenza sia superiore al 35%, nelle aree di cresta e falesie e nelle a- ree di esondazione fluviale è vietata l’edificazione . Le relative superfici possono però essere uti- lizzate come aree di competenza ai fini del calcolo degli indici di edificabilità per costruzioni ubi- cate al di fuori di tali aree. Nelle aree di esondazione fluviale (sottozone H5) l’autorizzazione edi- lizia e la concessione edilizia possono essere rilasciate previo preventivo studio di compatibilità agro-ambientale, di cui al successivo art. 22 e relativa autorizzazione (nulla osta) dell’Ufficio Tu- tela del Paesaggio della R.A.S. o dal Comune nei limiti della competenza di cui alla L.R. n° 28/98.
dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del conduttore del fondo in cui si di- chiara che le opere da effettuarsi sono connesse e coerenti con la conduzione del fondo, e a ciò ne-
cessarie;
per aziende agrituristiche e turistico rurali dichiarazione sostitutiva di atto notorio nel caso previsto dal capoverso 2 dell’agriturismo e turismo agricolo.
relazione tecnica contente descrizione dello stato di fatto, indicazione degli interventi previsti, dimostrazione della congruità delle opere con potenzialità del fondo, rispon- denza agli indirizzi delle normative agricole regionale, nazionali e comunitarie;
elaborati di progetto contenti planimetrie catastali dell’area oggetto dell’intervento, planimetria degli interventi su base catastale (in scala non superiore a 1:4.000), plani- metria quotata degli interventi in scala uguale, eventuali disegni particolari delle ope- re;
studio di compatibilità agro-ambientale, normato al successivo art. 24, nel caso in cui l’intervento si effettuato in zona E5 o che riguardi :
impianti serricoli di dimensione superiore ai 5000 mq. di superficie coperta.
Ogni serra purché volta alla protezione e forzatura delle colture, può essere installata pre- via autorizzazione edilizia fermo restando nelle zone vincolate, l’obbligo di acquisire il nulla osta di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 ( L. 431/185).
All’interno del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (L. 1497/39; D.L.vo n° 490/99; L. 431/85) qualsiasi intervento sul territorio è assoggettato al regime di tutela e di autorizzazione di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 con le esclusioni e condizioni appresso e- lencate e secondo le competenze in materia di tutela paesaggistica previste dalla L.R. n° 28/98 e della direttiva n° 1 della G.R. del 15.10.1998.
Sono esclusi dall’autorizzazione di cui all’art. 151 della D.L.vo 29.10.1999 n° 490:
Gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria degli edifici, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici, nonché l’esercizio dell’attività agrosilvopastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi per costruzioni edilizie e altre opere civili e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio.
Per le opere pubbliche non ricomprese nell’elenco di cui al D.P.C.M. del 27.12.1988,
l’autorizzazione di cui all’art. 151 della D.L.vo 29.10.1999 n° 490è rilasciata a condizione che la previa verifica di compatibilità paesistico ambientale, espressa nei termini di cui al successivo art. 19 abbia dato esito favorevole. Tale verifica, è in particolare obbligatoria per:
Articolo: 21 - Sottozona “E*2” (di salvaguardia)
Ricadente all’esterno ed all’interno (molto limitatamente) del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (D.L.vo 490/99; L. 431/85)
Comprende le parti del territorio agricolo immediatamente confinante col perimetro urba-
Valgono le norme indicate per la sottozona agricola E2 art. 19 con limitazione degli inter-
venti di edificazione e delle attività agricole appresso elencate.
Indice di fabbricabilità fondiario:
0,05 - mc/mq.
0,001- mc/mq.
per le residenze (connesse con la conduzione del fondo)
per le strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico dipendenti e per il recu- pero del disagio sociale.
serre fisse con strutture murarie fuori terra, impianti di acquacoltura e per agricoltura spe-
cializzata.
0,50 - mc/mq.
Non sono consentiti allevamenti zootecnici o di selvaggina,
Non è prevista l’attività di forestazione produttiva.
Superficie di intervento :
in Ha 2,00 per vigneti, oliveti, colture arboree da frutti agrumi, colture erbacee.
Per le altre destinazioni colturali ammesse, la superficie minima di intervento (che non po- trà essere inferiore a 2 Ha verrà determinata di volta in volta a seconda delle necessità produttive aziendali, in analogia con le tipologie produttive precedentemente indicate. nel caso di aziende composte da appezzamenti su cui siano realizzate colture o produzioni diverse, la superficie mini- ma di intervento è riferita alla tipologia produttiva prevalente.
Quando per le diverse destinazioni colturali, non si raggiunga la superficie minima di in- tervento, è consentito un fabbricato di servizio connesso alla attività colturale della superficie co- perta di mq. 20 con Hmax di mt. 3,50 dal piano di sistemazione. Quando la superficie minima di intervento è inferiore a 0,50 Ha per gli impianti di cui al capoverso b) ed a 1 Ha per le colture di cui al capoverso c), non è consentita alcuna edificazione.
Rapporto di copertura Rc :
Per le serre fisse con strutture murarie fuori terra, per gli impianti di acqua coltura specia- lizzata Rc = 0,20, senza limite al contempo di volumetria.
Quando la superficie minima di intervento, relative alle destinazioni colturali è inferiore a
Ha 2,00 non sono consentite residenze.
E’ consentito , salvo diversa specifica norma, costruire a confine o in aderenza. Nel caso di arretramento il valore minimo dovrà essere di ml. 4,00 e comunque non inferiore all’altezza degli edifici prospettantisi. Le pareti finestrate degli edifici, devono rispettare da qualsiasi corpo di fab- brica la distanza di ml. 8,00.
per le residenze l’altezza, misurata secondo le norme dettate del Regolamento Edilizio, non può superare il valore di mt. 7,00 e né essere inferiore a quello minimo di mt. 3,50.
per gli impianti strettamente inerenti all’attività agricola e zootecnica, l’altezza è libera, com- patibilmente con la tipologia e l’uso previsto. Per le serre fisse le distanze dai confini di pro- prietà sono normate dall’Art. 878 del C.C..
L’ampliamento é consentito nei limiti dei parametri urbanistici previsti dell’art 19 delle presenti norme, relativi all’indice massimo di fabbricabilità da applicare, alla superficie minima d’intervento, al rapporto di copertura, alle norme sulle distanze.
D.P.G.R. 228/94 e nel rispetto dei parametri urbanistici previsti per ciascun tipo di costruzione dell’art. 19 delle presenti norme.
E’ obbligatorio il rispetto delle norme di cui al nuovo codice della strada (D.L. 30.04.1992 n° 228 e successive modifiche e Regolamento di attuazione D.P.R. 16.12.92 n° 495) fuori dei cen- tri abitati come delimitati ai sensi dell’art. 4 del Codice Civile, ma all’interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo Strumento urbanistico generale (art. 26 Reg. d’attuazione P.P.R. 16.12.92 n° 495).
Si prescrivono le seguenti fasce di rispetto :
Per le strade di tipo F (strade locali, comprese le vicinali), non appartenenti agli altri tipi
di strade il codice stradale non fissa distanze minime, o fasce di rispetto dal confine stradale ai fini della sicurezza della circolazione. Si prescrive pertanto:
In particolare : per le strade extraurbane (intercomunali) di Villaurbana - Mogorella, Vil- laurbana - Palmas Arborea, le fasce di rispetto saranno di 20 ml.; per la provinciale SP n° 35 la fa- scia di rispetto è di 30 ml.
Nelle sottozone E*2 non sono consentiti fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo agro industriale. Lo strumento urbanistico ne prevede l’ubicazione in aree a tale scopo destinate oppure nelle zone territoriali omogenee di tipo D, fatti salvi gli ampliamenti degli insediamenti preesistenti alla data di entrata in vigore delle direttive sulle zone agricole, di cooperative e di as- sociazioni di produttori agricoli.
Nelle aree in cui la pendenza sia superiore al 35%, nelle aree di cresta e falesie e nelle a- ree di esondazione fluviale è vietata l’edificazione . Le relative superfici possono però essere uti- lizzate come aree di competenza ai fini del calcolo degli indici di edificabilità per costruzioni ubi- cate al di fuori di tali aree. Nelle aree di esondazione fluviale (sottozone H5) l’autorizzazione edi- lizia e la concessione edilizia possono essere rilasciate previo preventivo studio di compatibilità agro-ambientale, di cui al successivo art. 22 e relativo nulla osta dell’Ufficio Tutela del Paesaggio della R.A.S., nonché del nulla osta del Genio Civile sezione opere in alveo.
elaborati di progetto contenti planimetrie catastali dell’area oggetto dell’intervento, planimetria degli interventi su base catastale (in scala non superiore a 1:5.000), plani- metria quotata degli interventi in scala uguale, eventuali disegni particolari delle ope-
fabbricati zootecnici, non sono previsti nella fattispecie;
Ogni serra purché volta alla protezione e forzatura delle colture, può essere installata pre- via autorizzazione edilizia,fermo restando nelle zone vincolate, l’obbligo di acquisire il nulla osta di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 (e L. 431/185).
All’interno del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (L. 1497/39; L. 431/85), qualsiasi intervento sul territorio è assoggettato al regime di tutela e di autorizzazione di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 con le esclusioni e condizioni appresso elencate e secondo le competenze in materia di tutela paesaggistica previste dalla L.R. n° 28/98.
Per le opere pubbliche non ricomprese nell’elenco di cui al D.P.C.M. del 27.12.1988, l’autorizzazione di cui all’art. 151 della D.L.vo 29.10.1999 n° 490 è rilasciata a condizione che la previa verifica di compatibilità paesistico ambientale, espressa nei termini di cui al successivo art. 19 abbia dato esito favorevole. Tale verifica, è in particolare obbligatoria per:
AGRITURISMO; PUNTI DI RISTORO
Il Turismo Agricolo ed i Punti di Ristoro non sono ammessi.
STRUTTURE PER IL RECUPERO TERAPEUTICO DEI DISABILI, DEI TOSSICO DIPENDENTI E PER IL RECUPERO DEL DISAGIO SOCIALE:
Articolo: 22 - Contenuti degli studi di compatibilità agro-ambientale
Lo studio di compatibilità agro-ambientale, a corredo dei P.A.D. o delle richieste di con- cessione edilizia (come specificato nel capoverso delle norme comuni), deve integrare le informa- zioni relative all’area oggetto dell’intervento, fornendo una descrizione dei caratteri idrologici, cli- matologici, pedologici, e paesaggistici del sito; deve inoltre analizzare l’impatto paesaggistico ed ambientale - oltre alle eventuali modificazioni agronomiche e pedologiche - che l’intervento pro- durrà sul sito e sull’area da esso circostante, descrivendo le eventuali soluzioni applicabili per ri- durne gli effetti negativi. Devono inoltre essere riportate indicazioni circa il finanziamento delle opere, e deve essere dimostrata la validità economica dell’iniziativa.
Articolo: 23 - Smaltimento dei reflui
Ferme restando le prescrizioni di cui alla Legge 10 maggio 1976, n° 319, e circolare di attuazione, e fino alla entrata in vigore di nuove norme statali o regionali in materia, le abitazioni in zona agricola, che non siano allacciate a fognature comunali, dovranno essere dotate, secondo la natura del sottosuolo, di adeguato sistema di smaltimento, entro tre anni dall’entrata in vigore delle direttive agricole, eliminando lo scarico delle acque usate nei bacini a cielo aperto in campagna; entro lo stesso tempo gli insediamenti agro-alimentari e gli allevamenti zootecnici intensivi do- vranno essere dotati di sistemi di smaltimento o depurazione approvati dall’Amministrazione Co- munale.
Valgono in ogni caso le eventuali norme maggiormente restrittive stabilite dai regola- menti comunali.
Nelle zone classificate di bonifica devono altresì essere rispettate le eventuali prescri- zioni del consorzio di bonifica.
Articolo: 24 - Edifici in fregio alle strade e alle zone umide
Per gli edifici esistenti ubicati nelle zone di protezione delle strade di cui al Decreto Ministeriale 1° aprile 1968, n° 1404, e in quelle di rispetto al nastro stradale e alle zone umide vincolate come inedificabili dagli strumenti urbanistici generali, sono consentite le seguenti opere:
manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, come definiti dall’
art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n° 457;
ogni altro ampliamento necessario per adeguare l’immobile alla disciplina igienico- sanitaria vigente.
Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l’ampliamento di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione è consentita la ricostruzio- ne con il mantenimento delle destinazioni d’uso, nei limiti di cui al 1° comma dell’art. 4, in area agricola adiacente anche inferiore alla superficie minima di cui all’art. 3 del decreto sulle direttive agricole n° 22//1994..
Articolo: 25 - "G" - Zona servizi generali
Comprende le parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, e riservati a servizi di interesse generale, quale strutture per l’istruzione secondaria supe- riore ed università, i beni culturali (musei, etc.), la sanità (ospedali, cliniche, etc.), lo sport e le at- tività ricreative, il credito e le comunicazioni (porti, aeroporti, scali ferroviari, etc.), o quali mercati generali, parchi, depuratori, impianti di potabilizzazione, inceneritori e simili.
L’indice di fabbricabilità territoriale massimo per la Zona “G” è prescritto di 0,01 mc/mq., con possibilità di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo di inizia- tiva pubblica, ai sensi dell’art. 4 del D.A. n° 2266/U del 20.12.1983.
Sono delimitate come Zone “G”:
-. Impianti ed attrezzature tecnologiche e più specificatamente:
Zona G5
-. Servizi generali
Zona G6 Area sport ed attività ricreative
-. Impianti sportivi
Zona G7 Campo sportivo
Zona G8 Attrezzature sportive
Zona G9 Campo sportivo
-. Altri servizi generali
Zona G10 Area del cimitero comunale
Le zone “G” ricadono tutte all’esterno del perimetro delimitante le aree soggette a tutela paesistica (D.Lvo. 490/99; L. 431/85).
Articolo: 25A - Impianti ed attrezzature tecnologiche
Destinazioni d’uso ammissibili: sono consentiti impianti ed attrezzature strettamente con- nesse con l’attività. Ne fanno parte gli spazi di servizio, di supporto, i locali accessori e gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di alloggi di servizio per il personale di custodia di superficie utile residenziale non superiore a mq. 95.
Indice di fabbricabilità territoriale It = 0.01 mc/mq., con possibilità di incremento fino a 0,10 mc/mq. previa predisposizione di piano attuativo di iniziativa pubblica ai sensi dell’art. 4 del
D.A. n° 1166/U del 20.12.1983.
Hmax = 8,50 mt.
Distacco dai confini Dc = minimo 4 ml.; è consentito costruire in aderenza; Distacco dagli edifici Dc = minimo 4 ml.
Distacco fra le pareti finestrate Dp = minimo 8 ml.
Tutte le aree scoperte di pertinenza degli edifici dovranno essere recintate e sistemate a giardino a parcheggio.
Articolo: 25B - Servizi generali
Zona G6 Area per servizi generali
Destinazioni d’uso ammissibili: quelle consentite in Zona G e specificatamente per lo sport, le attività creative ed i beni culturali.
It = 0.01 mc/mq.
It = 0.60 mc/mq., a seguito di strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica.
Hmax = 10,50 mt.
Articolo: 25C - Impianti sportivi
Zona G7
Zona G9
Destinazioni d’uso ammissibili: attività commerciali al dettaglio, attrezzature culturali, lo- cali per lo spettacolo, parcheggi pubblici, attrezzature per il verde, verde privato.
It = 0.60 mc/mq., a seguito di strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica – Tale indice può in sede di strumento attuativo essere incrementato a seconda delle reali esigenze.
Tutte le aree scoperte di pertinenza degli edifici, non destinate ad attività sportive, dovran- no essere recintate e sistemate a giardino a parcheggio.
Articolo: 25D - Altri servizi generali
Zona G10 Area del Cimitero
Sono consentite tutte le attrezzature e gli impianti di carattere cimiteriale, per la tumula- zione ed il culto dei defunti. Sono anche comprese le attrezzature religiose, gli spazi tecnici e funzionali alle attività insediate ed i servizi per il pubblico.
Parcheggi: 20 mq/100 mq. di superficie fondiaria
Il raggio della zona di rispetto è stabilita in mt. 50 come indicato in cartografia (H3 fascia di rispetto cimiteriale).
Articolo: 26 - Zone "H"
Sono le parti del territorio che rivestono un particolare pregio ambientale, naturalistico, geomorfologico, speleologico, archeologico, paesaggistico o di particolare interesse per la colletti- vità, quale fascia costiera, fascia attorno agli agglomerati urbani, fasce di rispetto cimiteriali, fasce di rispetto degli impianti di depurazione o similari, fasce di rispetto stradali.
In linea generale è prescritto l’indice territoriale massimo di 0,001 mc/mq., con possibilità di deroga ai sensi dell’art. 16 della L. 06.08.1967, n° 765, limitatamente ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici.
La cartografia del territorio (sc. 1:10.000) e dell’abitato (sc. 1:2.000 – sc. 1:1.000), evi- denziano le seguenti Zone H:
Zona H di salvaguardia del territorio al di fuori dei centri abitati Zona H1 area o fascia di rispetto stradale
Zona H2 area o fascia di rispetto archeologica
Zona H3 area o fascia di rispetto cimiteriale Zona H4 area o fascia di rispetto al cimitero Zona H5 area o fascia di rispetto fluviale
Articolo: 27 - "H" - Zone di salvaguardia
1) Zone H - di salvaguardia del territorio al di fuori dei centri abitati :
Ricadono sia all’interno che all’esterno del perimetro delimitante le aree soggette a vinco- lo paesistico (D.Lvo. 490/99; L. 431/85).
Sono aree che occorre tutelare sotto il profilo ambientale, naturalistico, paesaggistico, ge- omorfologico e idrogeologico.
E’ prescritto l’indice territoriale massimo di 0,001 mc/mq. con possibilità di deroga, ai sensi dell’art. 16 della L. 06.08.1967 n° 765, limitatamente ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici.
Sono consentiti i seguenti usi:
- USO DI AREA PROTETTA
E' la destinazione d'uso del territorio di cui si riconosce l'eccezionalità ambientale e la cui caratterizzazione naturalistica o storico-culturale è tale da non ammettere alterazioni dello stato at- tuale.
Usi compatibili
A.a - attività scientifiche, comprendenti l'insieme delle attività finalizzate allo studio, con- trollo e conservazione delle risorse ambientali;
A.b - fruizione naturalistica, comprendente l'insieme di attività di fruizione dell'ambiente a fini didattici e ricreativi, con eventuale realizzazione di infrastrutture leggere (sentieri natura, se- gnaletica) o strutture leggere di supporto (capanni di osservazione e per la sola somministrazione di bevande e alimenti, ecc.) aree belvedere e postazioni naturalistiche;
A.c - fruizione culturale, comprendente l'insieme delle attività legata all'uso dei monumen- ti, zone archeologiche e beni culturali in genere, con eventuale realizzazione di infrastrutture e strutture leggere finalizzate alla conservazione del bene;
A.d - opere di difesa e ripristino ambientale in presenza di alterazioni o manomissioni di origine antropica;
A.e - pesca, itticoltura e/o acquacoltura estensiva: utilizzazione dei corpi idrici superficiali per attività volte alla produzione ittica in generale, e a interventi necessari per la tutela, valorizza- zione e recupero degli ambienti umidi;
A.f - il recupero di strutture esistenti con le tipologie originarie;
A.g - l'apertura e la sistemazione delle piste forestali strettamente necessarie alla gestione del bene;
A.h - l'installazione di tralicci, antenne e strutture simili se necessari per la salvaguardia delle risorse naturali;
A.i - interventi volti alla difesa del suolo sotto l'aspetto idrogeologico;
A.l - interventi connessi alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interesse pubblico quali:
tutte le altre opere di urbanizzazione, di servizio pubblico o di preminente interesse pubblico.
Per tali opere è necessaria l'autorizzazione di cui all'art. 151 della D.L.vo 29.10.1999 n°
- USO RICREATIVO-CULTURALE
Riguarda la utilizzazione del territorio a fini della fruizione ricreativa e culturale della ri-
B.a - opere di accesso al mare, di supporto della balneazione, della nautica e delle attività
sportive; strutture leggere per le funzioni di spogliatoio, di ristoro, di ricovero di attrezzature da spiaggia e nautiche; posti di pronto soccorso e servizi igienici; parco gioco acquatici.
- USO SILVO-FORESTALE
E' l'utilizzazione del territorio boscato per le attività tese alla conservazione, miglioramen- to e taglio colturale dei boschi e ricostruzione boschiva.
La silvicoltura comprende le attività finalizzate alla valorizzazione dei popolamenti erba- cei e arbustivi, attraverso la tutela della rinnovazione naturale, il controllo dei carichi zootecnici e la difesa dagli incendi.
C.a - interventi volti alla realizzazione di opere di bonifica e antincendio, forestale e rico- struzione boschiva, ambientale naturale;
C.b - opere di rimboschimento d'iniziativa dei competenti Enti pubblici, o da loro autoriz- zati, semprechè effettuate col fine di ricostituire la copertura vegetale preesistente con essenze au- toctone;
C.f - opere per la realizzazione di impianti tecnici di modesta entità quali punti di riserva d'acqua per lo spegnimento degli incendi, ecc.;
- USO TECNOLOGICO
E' l'utilizzazione del territorio per fini tecnologici e infrastrutturali.
D.d - traverse, dighe, sistemazioni idrauliche dei corsi d'acqua, acquedotti;
E' la destinazione d'uso del territorio per attività volte alla produzione agricola e ad inter- venti necessari per la tutela, valorizzazione e recupero del patrimonio agricolo.
E.a - interventi volti all'adeguamento tecnologico e a migliorare l'efficienza dell'unità pro-
- USO PASCOLATIVO ZOOTECNICO
Consiste nella utilizzazione del territorio per attività pascolativi, zootecnica e per attività finalizzate all'uso e miglioramento dei prati, delle praterie, dei pascoli e dei prati pascoli.
F.b - mantenimento e razionalizzazione dell'uso di superfici a foraggiere;
Consiste nella utilizzazione del territorio a fine residenziale, turistico e produttivo e comprende anche gli interventi di trasformazione antropica, per la realizzazione di strutture abi- tative, produttive e di servizio.
L.a - opere di demolizione di edifici e manufatti in contrasto col contesto paesistico- ambientale;
All’interno del perimetro delimitante le aree soggette a vincolo paesistico (D.Lvo 490/99;
L. 431/85) qualsiasi intervento sul territorio è assoggettato al regime di tutela e di autorizzazione di cui alla D.L.vo 29.10.1999 n° 490 con le esclusioni e condizioni appresso elencate e secondo le competenze in materia di tutela paesaggistica previste dalla L.R. n° 28/98.
Per le opere pubbliche non ricomprese nell’elenco di cui al D.P.C.M. del 27.12.1988, l’autorizzazione di cui all’art. 151 della D.L.vo 29.10.1999 n° 490 è rilasciata a condizione che la previa verifica di compatibilità paesistico ambientale, espressa nei termini di cui al
successivo art. 19 abbia dato esito favorevole. Tale verifica, è in particolare obbligatoria per:
Articolo: 28 - "H1" - Zona di salvaguardia stradale
E’ prescritto l’indice territoriale massimo di 0,001 mc/mq con possibilità di deroga, ai sensi dell’art. 16 della L. 06.08.67 n. 765, limitatamente ad edifici, attrezzature ed impianti pub- blici.
La dimensione della fascia di salvaguardia H1 è in linea generale indicata negli elaborati grafici delle planimetrie di zonizzazione del territorio e dell’abitato, e comunque non dovrà essere inferiore ai valori prescritti dalle norme del Nuovo Codice dalla Strada (D.L. 30.04.92 n° 285 e successive modificazioni e Regolamento di attuazione D.P.R.G. 16.12.92 n° 495) che recita:
centri abitati come delimitati ai sensi dell. art 4 del Codice Civile ma all’interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo Strumento Urbanistico Generale (art. 26 Reg. d’att. 92 n° 495). Si prescrivono le seguenti fasce di rispetto:
30 ml. per le strade di tipo A (autostrade), strade extraurbane a carreggiata indipenden-
Per le strade di tipo F (strade locali, comprese le vicinali), non appartenenti agli altri tipi di strade il codice stradale non fissa distanze minime, (o fasce di rispetto) dal confine stradale ai fini della sicurezza della circolazione. Si prescrive pertanto:
6 ml. per le strade di tipo F.
Tali fasce equivalgono alla distanza dal confine stradale da rispettare nelle nuove costru-
zioni, nelle ricostruzioni, conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade ; le distanze dal confine stradale per costruzione o ricostruzione di muri di cinta di qualsiasi natura e consistenza lateralmente alle strade non possono essere inferiori :
5 ml. per le strade di tipo A, B
3 ml. per le strade di tipo F
All’interno dei centri abitati (come definiti in precedenza) sono stabilite dal Codice Stra- dale le seguenti distanze da rispettare nelle nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti:
30 ml. per le strade di tipo A
20 ml. per le strade di tipo D
Per le strade di tipo E (di quartiere) ed F (strade locali) non sono stabilite distanze minime per le costruzioni e per le recinzioni di qualunque tipo, in presenza di strumento urbanistico vigen- te, per cui valgono le norme del P.U.C. sulle distanze previste per ciascuna zona omogenea (A, B, C, D, G,).
Per le zone di rispetto del nastro stradale sono consentite le seguenti opere:
manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, come definiti dall'art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n° 457
ogni altro ampliamento necessario per adeguare l’immobile alla disciplina igienico- sanitaria vigente
Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l’ampliamento di strade per la realizzazione di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione e consentita la costruzione con il mantenimento delle destinazioni d’uso nei limiti di cui al primo comma dell’art. 4, in area agricola adiacente anche inferiore alla superficie minima di cui all’art. 3.
f) sono di norma consentite le opere a servizio delle strade, le aree di sosta, i distributori di carburante, le cabine di distribuzione elettrica.
Articolo: 29 - “H2” - Zona di salvaguardia archeologica
La Zona "H2" individua l'area di salvaguardia (o zona di rispetto) dei monumenti archeo-
La dimensione della fascia di salvaguardia "H2" è individuata negli elaborati grafici di
zonizzazione e, comunque, non dovrà essere inferiore a mt. 50,00.
Nelle zone di rispetto a salvaguardia dei monumenti dovranno essere osservate le seguenti
prescrizioni (art. 2 L. n° 23/93 vincolo di integrale conservazione).
non è consentita la costruzione di edifici, anche provvisori, di alcun tipo, nè in funzione resi- denziale nè in funzione produttiva;
non è consentito il posizionamento di edifici prefabbricati fissi o mobili;
non è consentito procedere a operazioni di scavo, bonifica, aratura, spietramento, costruzione di muri a secco o di recinzioni e di qualunque operazione che modifichi lo stato dei suoli, se non previa autorizzazione del Dirigente dell’Ufficio Tecnico (o Responsabile del Servizio), in cui verranno indicate le prescrizioni da rispettare durante la esecuzione dei lavori; le suddette operazioni non potranno comunque interessare le parti di terreno distanti meno di mt. 15,00 dal monumento interessato;
le norme di cui al punto precedente si applicano anche a lavori eseguiti per conto di Enti Pub- blici; nel caso si tratti di lavori di viabilità, di reti idriche, fognarie e di elettrificazione o co- munque di opere che modifichino sostanzialmente lo stato dei luoghi, le zone di rispetto po- tranno essere interessate dai lavori (previa autorizzazione del Dirigente dell’Ufficio Tecnico (o Responsabile del Servizio) e con le limitazioni del punto precedente) solo nel caso in cui sia dimostrata l'impossibilità a realizzare soluzioni alternative tecnicamente accettabili;
non è consentito procedere a lavori di scavo e ricerca archeologica e di rilevamento, se non previa autorizzazione del Dirigente dell’Ufficio Tecnico (o Responsabile del Servizio);
le disposizioni del presente articolo si applicano anche a lavori (sia pubblici che privati) in cor- so di esecuzione nel momento di adozione del P.U.C.
Sono escluse dalle predette prescrizioni e quindi dal vincolo di integrale conservazione gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria di consolidamento statico e di restauro conser- vativo che non alterino lo stato dei luoghi e le volumetrie preesistenti nonchè le strutture stretta- mente necessarie e gli impianti di utilizzazione produttiva degli stagni e dei fiumi.
PRESCRIZIONI E VINCOLI SUI MONUMENTI
I monumenti archeologici sono sottoposti ad un particolare regime di difesa e di salva- guardia; dovranno osservarsi le seguenti indicazioni e prescrizioni:
non è consentito asportare dai monumenti pietre o materiali di qualunque natura o, comunque, di modificarne in alcun modo lo stato;
non è consentito utilizzare il monumento per attività improprie, anche provvisorie, quali rico- vero per bestiame o per persone, deposito di materiali, attrezzature, etc.;
non è consentito eseguire sui monumenti scavi, ricerche archeologiche, rilevamenti, restauri o altro; gli interventi di scavo e di valorizzazione potranno essere eseguiti solo su iniziativa del Comune di Villaurbana o degli Enti Pubblici competenti in materia;
le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano dal momento di adozione del
Articolo: 30 - "H3" - Zona di rispetto cimiteriale
La zona H3 individua la zona di rispetto dell’area cimiteriale.
Nella zona H3 non è consentita l’edificazione di manufatti di qualsiasi natura ad esclusione delle strutture destinate alla recinzione e alla sistemazione dei terreni; alla suddetta zona si appli- cano le norme di cui al “Testo unico delle Leggi Sanitarie 27.07.1934, n° 1265”.
Sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e le volumetrie preesistenti.
Sono consentite le attività agricole di cui all’art. 14 cap. a).
Articolo: 31 - "H4" - Zona di rispetto al depuratore " 50
La zona H4 individua anche la zona di rispetto del depuratore.
Nella zona suddetta non e consentita l’edificazione di manufatti di qualsiasi natura ad e- sclusione delle strutture destinate alla recinzione ed all sistemazione dei terreni.
Articolo: 32 - “H5” - Zona di salvaguardia fluviale
Sono considerate aree soggette a vincolo paesistico (L. 1497/39; L. 431/85) Valgono le seguenti prescrizioni :
in tutti i corsi d’ acqua ricadenti nell’elenco approvato dalla Giunta Regionale con de- libera n° 27/31 del 27.07.93, ai sensi dell’art. 2 comma 1 capoverso c), le relative sponde o pie- de degli argini, per una fascia di 150 ml. ciascuna sono inedificabili in quanto sottoposti a vincolo di integrale conservazione dei singoli caratteri naturalistici, storico-morfologico e dei rispettivi in- sieme.
in tutti i corsi d’acqua (già compresi negli elenchi di cui al R.D. 11.12.1933, n° 1715)
ricadenti nell’elenco di cui alla nota n° 5972 del 25.10.1984 della Soprintendenza ai B.A.A.A.S. sono consentiti nella fascia di rispetto dei 150 ml. gli usi previsti nelle zone H di salvaguardia di cui all’art. 27 delle norme, e secondo le disposizioni del R.D. n° 523 del 15.07.1904, previa auto- rizzazione di cui all’art. 151 della D.L.vo 29.10.1999 n° 490 e nulla osta del Genio Civile sezione opere in alveo. L’elenco citato comprende i fiumi iscritti negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque, approvato con R.D. 11.12.1933, n° 1715, successivamente ri- chiamati nella Legge n° 431/85 (Galasso).
per tutti gli altri corsi d’acqua non compresi negli elenchi citati e per quelli in cui lo scorrimento delle acque ha caratteristiche di periodicità, la fascia di rispetto fluviale è ridotta a ml.
50. In essa sono consentiti gli usi di cui al capoverso b) previa autorizzazione dell’Amministrazione Comunale e nulla osta del Genio Civile sezione opere in alveo.
Sono inoltre vietati in linea generale interventi di modificazione dell’attuale situazione dello scorrimento delle acque.
Sono escluse dalle predette prescrizioni e quindi dal vincolo di integrale conservazione gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria di consolidamento statico e di restauro conser- vativo che non alterino lo stato dei luoghi e le volumetrie preesistenti nonché le strutture stretta- mente necessarie e gli impianti di utilizzazione produttiva degli stagni e dei fiumi.
Articolo: 33 - “S” - Aree per servizi
In sede di studio dei piani attuativi delle varie zone omogenee dovrà essere assicurata per ogni abitante insediato o da insediare la seguente dotazione minima per spazi pubblici “S” riservati alle attività collettive, a verde pubblico o parcheggi con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie, nella misura di mq 12 per abitante; ripartita di norma, nel modo appresso indicato:
S1 : AREE PER L’ISTRUZIONE :
asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo nella misura di 4,00 mq per abitante;
S2 : AREE PER ATTREZZATURA DI INTERESSE COMUNE :
religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie amministrative, per pubblici servizi (uffici postali, protezione civile, etc.) ed altre nella misura di 2,00 mq per abitante ;
S3 : AREE PER SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI:
a parco, per il gioco e lo sport, effettiva- mente utilizzabili per tali impianti con l’esclusione di fasce verdi lungo le strade, nella misura non inferiore a 5,00 mq per abitante;
S4 : AREE PER PARCHEGGI PUBBLICI :
in aggiunta alla superficie a parcheggio prevista alla Legge 24.03.1989 n° 122, nella misura non inferiore a 1,00 mq. per abitante, tali aree in casi speciali, potranno essere distribuite su diversi livelli.
Nella zona C deve essere assicurata integralmente, attraverso la predisposizione di apposi- to piano particolareggiato o di lottizzazione convenzionata la quantità di spazio prevista nel pre- sente articolo.
Articolo: 34 - Viabilità del territorio
Per la viabilità comunale di interesse intercomunale si propongono sezioni stradali minime di 12,00 ml..
Per la viabilità secondaria si propongono sezioni stradali mimime di 8,00 ml..
Per la viabilità di servizio e di penetrazione ai fondi si propongono sezioni stradali minime di 6,00 ml.
Le sezioni stradali devono comunque corrispondere alle previsioni del Piano Regionale e
Provinciale dei trasporti.
Articolo: 35 - Viabilità per gli insediamenti
Per i nuovi allineamenti delle zone B del centro urbano sono previste sezioni stradale mi- nime di 8,00 ml.
Per la viabilità primaria delle zone C e D sono previste sezioni stradali minime di 12,00 ml., per la viabilità secondaria, sezioni minime di 8,00 ml..
Articolo: 36 - Distanze di protezione delle strade
Vale quanto stabilito dal nuovo Codice della strada (D.L. 30.04.1992 n° 285) e successive modificazioni) e del Regolamento d’attuazione (D.P.R. 16.12.1992 n° 495), dentro e fuori dei cen- tri abitati come delimitati ai sensi dell’art. 4 del Codice Civile ma all’interno delle zone previste come edificabili e trasformabili dallo Strumento Urbanistico Generale (art. 26 Regolamento
d’Attuazione Codice Stradale): Vedi comunque art. 28 delle presenti Norme.
Articolo: 37 - Terreni gravati da usi civici
L’elenco dei terreni è decretato e pubblicato nel Bollettino Ufficiale della R.A.S. per ogni Comune interessato.
Per quanto riguarda la normativa in materia di usi civici si fa riferimento alla L.R. 14.03.1994, n° 12, che espone in particolare: le disposizioni generali (Capo I), l’accertamento ed inventario dei terreni ad uso civico (Capo II), i piani di valorizzazione delle terre civiche (Capo III), la gestione dei terreni soggetti ad uso civico ed infine le norme finali e transitorie (Capo IV – recupero terreni e norma finanziaria). I terreni gravati da usi civici sono soggetti a vincolo paesag- gistico ai sensi dell’art. 1 comma 4 della L. 431/85 (Galasso).

References: art. 5
 art. 10
 art. 17
 art.19
 art. 24
 art. 19
 art. 14
 art. 2
 art. 19
 art. 19
 art. 19
 art. 22
 art. 22
 art. 22
 art. 19
 art. 22
 art. 24
 art. 19
 art. 19
 art. 22
 art. 19

art. 31
 art. 19
 art. 28