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Timestamp: 2020-08-12 18:31:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1164 del 19/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1164 del 19/01/2011
Cassazione civile sez. III, 19/01/2011, (ud. 02/12/2010, dep. 19/01/2011), n.1164
sul ricorso 25566/2009 proposto da:
ENEL DISTRIBUZIONE SPA (OMISSIS) – società con socio unico
avverso la sentenza n. 1742/2008 del TRIBUNALE di LAMEZIA TERME,
depositata il 26/11/2008;
02/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA VIVALDI.
“L’Enel Distribuzione spa ha chiesto la cassazione della sentenza emessa dal tribunale di Lamezia Terme e depositata in data 26.11.2008 che ha dichiarato inammissibile l’appello proposto avverso la sentenza parziale n. 1492 del 2004 ed avverso la sentenza definitiva n. 1782 del 2005 del giudice di pace di Lamezia Terme, in materia di risarcimento danni da illegittima installazione di sostegni della linea aerea l’elettrica ed accertamento di intervenuta usucapione.
Il giudizio che ha dato luogo al presente ricorso può sintetizzarsi come segue.
C.A. conveniva, davanti al giudice di pace, l’Enel Distribuzione spa chiedendone la condanna al risarcimento dei danni provocati al fondo di sua proprietà dalla illegittima installazione di alcuni pali di sostegno della linea aerea elettrica.
Quest’ultima si costituiva contestando la fondatezza della domanda e chiedendo, in via preliminare, che fosse dichiarata l’incompetenza per materia del giudice di pace in favore del tribunale di Lamezia Terme; in via gradata, che in ragione della connessione con la riconvenzionale proposta di accertamento della avvenuta usucapione della servitù di elettrodotto, entrambe le domande fossero rimesse al tribunale di Lamezia Terme; e nel merito contestava la fondatezza della domanda.
Il giudice di pace, con sentenza non definitiva n. 1492 del 2004, dichiarava la propria incompetenza sulla domanda riconvenzionale;
quindi, con sentenza definitiva n. 1782 del 2005, accoglieva la domanda, condannando l’odierna ricorrente al risarcimento dei danni.
Proponeva appello l’Enel Distribuzione contestando la fondatezza della decisione e sostenendo, in particolare, la connessione fra le due domande, principale e convenzionale, con la conseguenza che il giudice di pace avrebbe dovuto spogliarsi dell’intera controversia in favore del tribunale.
Il tribunale di Lamezia Terme, con sentenza in data 26.11.2008, dichiarava l’inammissibilità del proposto appello per essere il corretto mezzo di impugnazione esperibile avverso le sentenze impugnate, il ricorso per cassazione.
Il motivo rispetta i requisiti richiesti dall’art. 366 bis c.p.c..
La cassazione vi è chiesta per violazione di norme di diritto (art. 339 c.p.c., commi 1 e 3, in relazione all’art. 113 c.p.c., comma 2 ed agli artt. 36 e 40 c.p.c.).
Il quesito posto alla Corte è esposto alla pag. 7 del ricorso.
Il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio (art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5) ed accolto perchè fondato.
Al quesito posto si ritiene di potere rispondere come segue:
Nell’ipotesi in cui sussista una domanda riconvenzionale connessa e questa debba essere decisa secondo diritto, o dallo stesso giudice di pace, se rientrante nella sua competenza, o dal tribunale, la connessione comporta che l’intero giudizio debba essere deciso secondo diritto, con la conseguenza che il mezzo di impugnazione di questa sentenza è l’appello, e ciò anche nel caso in cui (come nella specie) pur essendo la riconvenzionale connessa di competenza del tribunale, il giudice di pace, in luogo di rimettere l’intero giudizio al giudice superiore, a norma dell’art. 40 c.p.c., comma 7, abbia deciso sulla domanda principale, dichiarandosi incompetente sulla riconvenzionale (Cass. 13.5.2003, n. 7293; Cass. 26.2.2003, n. 2890; Cass. 26.2.2003, n. 2889; da ultimo Cass. 28.2.2007 n. 4654, tutte in fattispecie analoghe).
Nella specie, trattandosi di domanda riconvenzionale di declaratoria di acquisto per usucapione di servitù di elettrodotto – quindi di competenza per materia del tribunale – sussiste la connessione tra tale domanda riconvenzionale dell’Enel e la domanda risarcitoria della parte attrice, poichè quest’ultima presuppone che l’esercizio di fatto di tale servitù non corrisponda ad un diritto reale di colui che lo eserciti.
Conclusivamente, il ricorso deve essere accolto, la sentenza cassata, e la causa rinviata al tribunale di Lamezia Terme in persona di diverso magistrato. Le spese vanno rimesse al giudice del rinvio.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 2 dicembre 2010.
Depositato in Cancelleria il 19 gennaio 2011

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