Source: http://docplayer.it/1021268-Credito-cooperativo-mediocrati-policy-di-classificazione-della-clientela.html
Timestamp: 2019-01-16 17:10:49+00:00

Document:
Credito Cooperativo Mediocrati Policy di Classificazione della Clientela - PDF
Download "Credito Cooperativo Mediocrati Policy di Classificazione della Clientela"
1 Credito Cooperativo Mediocrati Policy di Classificazione della Clientela 1
2 INDICE I. PREMESSA... 3 II. RIFERIMENTI NORMATIVI... 7 III. CLASSIFICAZIONE STATICA DELLA CLIENTELA IV. GESTIONE DELLA CLIENTELA IN ESSERE AL 1 NOVEMBRE IV.I Riclassificazione degli attuali clienti ordinari IV.II Riclassificazione da clienti ordinari a clienti professionali di diritto IV.III Riclassificazione degli attuali operatori qualificati di diritto IV.IV Riclassificazione degli attuali operatori qualificati su richiesta IV.V Riclassificazione da operatori qualificati a clienti al dettaglio V. CLASSIFICAZIONE DINAMICA DELLA CLIENTELA V.I Upgrading da clientela retail a clientela professionale V.II Upgrading da clientela professionale a controparte qualificata V.III Downgrading da controparti qualificate/clientela professionale a clientela professionale/retail VI. DIFFERENZE DI TRATTAMENTO IN FUNZIONE DELLA CLASSIFICAZIONE OPERATA VI.I Obblighi di informativa VI.II Obblighi di acquisizione delle informazioni dai clienti VI.III Retail client agreement VI.IV Gli obblighi di reportistica verso l investitore
3 I. PREMESSA Il presente documento intende affrontare uno degli aspetti più rilevanti, e le relative misure attuative 1, della Direttiva 2004/39/CE, emanata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio in data 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari (qui di seguito, MiFID dall acronimo inglese Markets in Financial Instruments Directive). L insieme dei provvedimenti contenuti nelle direttive comunitarie doveva essere recepito entro il 31 gennaio 2007 dagli Stati membri, mentre gli operatori avranno tempo fino al successivo 30 ottobre per porsi in regola con gli obblighi previsti dalla nuova disciplina. La trasposizione della MiFID (e delle relative misure di esecuzione) implica la necessità di significative modifiche alla normativa primaria e secondaria. Con riferimento alla disciplina primaria, l'art. 10 della legge 6 febbraio 2007, n. 13, modificando la legge 18 aprile 2005, n. 62, ha specificato principi e criteri direttivi per l esercizio della delega di recepimento della MiIFID conferita al Governo. Tuttavia, il termine per l'esercizio della delega, fissato al 31 gennaio 2007, è peraltro risultato superato già all'atto dell'entrata in vigore della legge n. 13/2007. Tale circostanza ha reso necessaria una modifica del menzionato termine, ora fissato al 30 settembre (legge 20 giugno 2007, n. 77). Uno dei principali obiettivi primari della normativa sopra menzionata è rappresentato dalla tutela della clientela, che si è traotta in un nuovo schema di classificazione, nonché in nuove disposizioni che, a seconda dei servizi forniti, portino ad una conoscenza mirata delle caratteristiche e delle necessità del cliente. Nello specifico, la normativa prevede determinati criteri in base ai quali i clienti dell impresa di investimento devono essere inseriti in base alla propria natura e alle proprie caratteristiche in una o in un altra categoria. Di conseguenza, l applicazione della disciplina sulle regole di condotta per gli intermediari, come del resto 1 D.Lgs. n. 58/1998 e successive modifiche; Regolamenti Consob adottati con delibere n.: 11522/1998, 11768/1998 e 11971/1999 e successive modifiche; Direttiva comunitaria n. 2006/73/CE. 3
4 anche altre discipline, dovrà essere modulata in funzione della categoria di clientela nei confronti della quale l impresa di investimento presta il Servizio. La ragione fondamentale della graduazione delle regole in funzione della natura dell investitore è da ravvisarsi nella necessità di individuare un giusto punto di equilibrio tra le esigenze di regolamentazione e di vigilanza del settore dell intermediazione finanziaria, e quelle di efficienza e flessibilità della disciplina. È infatti intuitivo che trattare un investitore esperto alla stessa stregua di un cliente ordinario può risolversi nell applicazione di regole del tutto inutili e, per tale via, in un dannoso dispendio di risorse, tanto per l intermediario, quanto per l investitore: il primo sconterà gli oneri inevitabilmente conseguenti alla necessità di assicurare il rispetto di regole pervasive e dalla portata a volte molto circostanziata; il secondo subirà gli svantaggi derivanti, ad esempio, da un rallentamento nell esecuzione delle operazioni, o dall incremento dei costi dell intermediario (che si tradurrà, inevitabilmente, in un aumento del prezzo dei vari servizi). Per tale via, la qualificazione dell investitore quale soggetto esperto giustifica la disapplicazione di numerose regole di comportamento, altrimenti concepite, essenzialmente, per la tutela del cliente comune effettivamente bisognoso di tutela e di protezione. Tuttavia, nella disciplina dei servizi di investimento, la natura controparte qualificata del cliente comporta la disapplicazione delle regole di comportamento, e non già l integrale sottrazione del relativo servizio, o della relativa attività, dall intera disciplina di settore. Obiettivo del presente documento è quello di rappresentare la politica di classificazione della clientela adottata dalla Banca di Credito Cooperativo Mediocrati (di seguito Banca) con riferimento alla prestazione dei servizi di investimento, in ottemperanza a quanto disposto dalla normativa nazionale e comunitaria. 4
5 A tal scopo vengono di seguito riportate tutte le categorie di clienti previste dalla normativa, nonché i criteri adottati dall istituto per l inquadramento iniziale della clientela all interno delle stesse (c.d. classificazione statica). Tali criteri si fondano, sostanzialmente, sull analisi del possesso da parte dei clienti di determinati requisiti di natura oggettiva, espressamente indicati dalla normativa, il cui esito positivo comporterà l assegnazione di diritto nelle corrispondenti categorie individuate. Seguono descritte, inoltre, tutte le possibili variazioni che possono essere operate sulla classificazione inizialmente attribuita, sia nell ipotesi in cui pervenga una simile richiesta da parte dei clienti, sia nell ipotesi in cui tale variazione rappresenti una volontà della banca (ipotesi consentita solamente nel caso in cui tale variazione comporti un maggior livello di protezione per i clienti). La modifica della classificazione può riguardare un singolo prodotto/strumento finanziario, la prestazione di un singolo servizio di investimento o di una determinata operazione, o ancora potrebbe interessare la classificazione attribuita in via generale alla clientela (c.d. classificazione dinamica). L accoglimento delle richieste di diversa classificazione da parte dei clienti è rimessa, tuttavia, alla valutazione discrezionale della banca, che potrebbe, anche in base a quanto definito nella presente policy, accogliere solo in parte la richiesta dei clienti (ad esempio, solo per determinati prodotti o servizi), oppure non accoglierla affatto. In ogni caso, gli obblighi di verifica posti in capo alla banca per poter concedere un livello di protezione inferiore, sono piuttosto articolati e complessi, in quanto implicano necessariamente il rispetto di determinati criteri e procedure che verranno di seguito descritte. Nella parte finale della trattazione, è riportato il livello di protezione che verrà garantito alla clientela in funzione della classificazione operata e, conseguentemente, le regole di condotta cui la banca deve sottostare. Questo in quanto vige il cosiddetto principio della graduazione del livello di protezione in funzione della classificazione attribuita. Tale principio ormai 5
6 consolidato sia nella legislazione comunitaria, che nella normativa italiana di riferimento, implica di fatto un applicazione totale, parziale o nulla delle regole di comportamento poste a carico della banca. Infatti, sebbene tutte le persone fisiche o giuridiche alle quali la banca presta servizi di investimento e/o servizi accessori vadano considerate, secondo quanto disposto della Direttiva 2004/39/CE al considerando n. 40 e all art. 4, comma 1, punto 10, genericamente come clienti, questi hanno esigenze di tutela differenti a seconda della classificazione attribuita. 6
7 II. RIFERIMENTI NORMATIVI La disciplina sulle regole di condotta deve essere modulata in funzione della categoria di clientela nei confronti della quale la banca presta il servizio di investimento. Infatti, uno degli obiettivi primari della MiFID è volto ad assicurare la tutela della propria clientela in base al nuovo schema di classificazione della stessa che la banca deciderà di adottare. La normativa stabilisce che le imprese di investimento devono classificare i propri clienti, in base a determinate caratteristiche, in una delle tre seguenti categorie: clienti professionali, controparti qualificate (definite esplicitamente quali clienti dal considerando n. 40 della Direttiva 2004/39/CE) e clienti al dettaglio (individuati in via del tutto residuale ) 2. Di queste categorie, solo quella dei clienti professionali è oggetto di compiuta ed espressa definizione nella normativa di riferimento 3. In particolare, per clienti professionali, si intendono coloro che sono in possesso di esperienze, conoscenze e competenze tali da far ritenere che le scelte di investimento da essi compiute siano prese consapevolmente e in seguito all esito di una corretta valutazione dei rischi assunti. Si distinguono tra quelli ( di diritto ) collocati nella categoria in base ad una valutazione astratta del legislatore comunitario (l'elenco include anche soggetti individuati in relazione al loro volume di affari e alla loro dimensione) e i soggetti che possono invece richiedere tale classificazione ( su richiesta ). La classificazione su richiesta necessita di una valutazione di carattere sostanziale delle caratteristiche del cliente e della sua idoneità ad essere classificato tra i clienti professionali : la classificazione può essere operata anche per singoli servizi o strumenti (Allegato 3 del Regolamento Consob 11522/1998). 2 Per una descrizione dettagliata ti tali categorie si rinvia alla sezione dedicata alla Classificazione statica della clientela. 3 Allegato II della Direttiva 2004/39/CE e Allegato n. 3 del Regolamento Consob 11522/
8 Le controparti qualificate (così definite solo in relazione a specifici servizi cfr, sul punto, il nuovo art. 58 del Regolamento 11522/1998) si distinguono tra soggetti classificati nella categoria dalla MiFID e soggetti che, sulla base di un eventuale esercizio di un'opzione da parte degli Stati membri, soddisfano requisiti predeterminati (art. 24, par. 3 della MiFID e art. 50 della Direttiva 2006/73/CE). L art. 6, comma 2-quater, riportato nello schema di decreto legislativo di attuazione della MiFID e delle relative misure di attuazione, prevede che l esercizio dell opzione in parola sia demandato, in Italia, alla Consob, sentita la Banca d Italia. Quella delle controparti qualificate rappresenta una categoria integralmente nuova per l'ordinamento italiano. Anche a motivo di tale elemento di novità, la Consob attualmente non ha optato per alcuna estensione della categoria a imprese dotate di requisiti predeterminati. Relativamente ai clienti professionali invece, si premette che il legislatore nazionale ha previsto distinti poteri di regolamentazione secondaria tra la Consob (sentita la Banca d Italia) e il Ministero dell Economia e delle Finanze, in relazione alla natura, privata o pubblica, dei soggetti interessati (articolo 6, commi 2-quinquies e sexies riportati nello schema del nuovo TUF). Compete infatti alla Consob, sentita la Banca d Italia, l individuazione di clienti professionali privati ( di diritto e su richiesta ); compete al Ministero, sentite le due Autorità, l individuazione dei clienti professionali pubblici ( di diritto e su richiesta ). Infine, sia la disciplina comunitaria che la disciplina nazionale (rispettivamente, art. 4, comma 1, punto 12, della MiFID ed art. 26, punto 1, lett. e) individuano, mediante un approccio di tipo residuale, i clienti al dettaglio, identificati come coloro che non sono nè clienti professionali, né controparti qualificate. Ad essi si applica il regime ordinario di tutela stabilito dagli artt. 19 e ss. della MiFID. In sede di apertura di un rapporto, dunque, bisognerà anzitutto inquadrare il cliente applicando i criteri di classificazione automatica previsti dalla normativa. Successivamente, 8
9 l impresa di investimento dovrà offrire al cliente, con modalità che verranno di seguito descritte e sempre in fase di apertura del rapporto, la possibilità di chiedere di essere inserito in un'altra categoria di clientela, diversa da quella della quale avrebbe altrimenti fatto parte 4. Infatti, la classificazione della clientela può essere modificata, sia su iniziativa della società sia su richiesta del cliente. In quest ultima ipotesi, inoltre, tale variazione risulterà sempre essere subordinata alla valutazione discrezionale dell impresa di investimento (ove tale variazione sia stata contemplata come possibilità nella politica di classificazione dell intermediario), determinando l'applicazione di regole di condotta diverse. L'impresa di investimento, Infatti, sarà tenuta a osservare l'intera gamma delle regole di condotta previste dalla normativa, a salvaguardia degli interessi del cliente, quando rende un servizio di investimento a un cliente al dettaglio (art. 27 e ss. della Direttiva 2006/73/CE). Quando opera invece nei confronti di un cliente professionale, è esentata dall'osservanza di alcune delle regole di condotta. Infine, nell'ambito di un rapporto con una controparte qualificata, l'impresa di investimento è esentata dall'osservanza di un numero ancora maggiore di disposizioni, nell'ottica di un progressivo alleggerimento dei presidi posti a tutela degli interessi della clientela, in funzione del grado di sofisticatezza sempre maggiore della clientela (Art. 24 della MiFID e corrispondente art. 58 del Regolamento Consob 11522/1998). 4 Art. 28 della Direttiva 2006/73/CE e il corrispondente art. 35 del Regolamento Consob 11522/
10 III. CLASSIFICAZIONE STATICA DELLA CLIENTELA La normativa comunitaria di primo e secondo livello, nonché la corrispondente normativa nazionale, individua tre categorie di clienti, assegnando a ciascuna di esse diversi livelli di protezione. L inquadramento della clientela in una delle tre categorie avviene sulla base del possesso di determinati requisiti di natura oggettiva (classificazione statica). In sede di apertura di un rapporto con un cliente, dunque, la banca provvede ad inquadrare lo stesso applicando i criteri di classificazione automatica previsti dal legislatore, attribuendogli pertanto una determinata categoria di appartenenza. Vengono di seguito riportate le modalità di classificazione statica della clientela nelle tre citate categorie. 1. Clientela professionale 5 (di diritto) include: - i soggetti che sono tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali: banche; imprese di investimento; altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati; imprese di assicurazione; organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi; fondi pensione e società di gestione di tali fondi; i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); altri investitori istituzionali; agenti di cambio; - le imprese di grandi dimensioni che presentano a livello di singola società, almeno due dei seguenti criteri requisiti dimensionali: 5 La presente lista ricalca quanto previsto nell Allegato 3 del Regolamento Consob 11522/
11 totale di bilancio: EUR, fatturato netto: EUR, fondi propri: EUR. - gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie. Il riferimento a criteri quantitativi consente di avere una chiara definizione dei soggetti privati compresi tra la clientela professionale. Con riferimento ai clienti professionali pubblici, invece, la disciplina relativa ai criteri di identificazione degli stessi, ai sensi dell articolo 6, comma 2-sexies, del TUF, sarà definita dal Ministro dell Economia e delle Finanze, sentite la Banca d Italia e la Consob. A tal proposito, la MiFID non definisce per i soggetti pubblici criteri quantitativi di identificazione, in quanto l Allegato II alla Direttiva classifica quali clienti professionali i governi centrali e regionali nonché gli enti pubblici che gestiscono il debito pubblico. Per i governi centrali e regionali non sussistono dubbi interpretativi circa la loro classificazione nell ambito della clientela professionale; anche gli enti locali in quanto gestori del debito pubblico, rientrano a pieno titolo in tale categoria; andrebbero invece compresi nella clientela al dettaglio gli organismi pubblici che non gestiscono il debito pubblico. Peraltro con riferimento alla categoria degli enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico, attesa la varietà dei soggetti che la compongono, si auspica che da parte delle Autorità competenti si forniscano in tempo utile le indicazioni atte a puntualizzare i criteri da seguire per l individuazione, in concreto, dei soggetti qualificabili come operatori professionali. 11
12 2. Controparti qualificate 6 (di diritto) include: - le imprese di investimento, le banche, le imprese di assicurazioni, gli OICR, le SGR, le società di gestione armonizzate, i fondi pensione, gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del T.U. Bancario, le società di cui all articolo 18 del T.U. Bancario, gli istituti di moneta elettronica, le fondazioni bancarie, i governi nazionali e i loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati di gestire il debito pubblico, le banche centrali e le organizzazioni sovranazionali a carattere pubblico; - le imprese la cui attività principale consista nel negoziare per conto proprio merci e strumenti finanziari derivati su merci; - le imprese la cui attività esclusiva consista nel negoziare per conto proprio nei mercati di strumenti finanziari derivati e, per meri fini di copertura, nei mercati a pronti, purché esse siano garantite da membri che aderiscono all organismo di compensazione di tali mercati, quando la responsabilità del buon fine dei contratti stipulati da dette imprese spetta a membri che aderiscono all organismo di compensazione di tali mercati; - le altre categorie di soggetti privati individuati con regolamento dalla Consob, sentita Banca d Italia, nel rispetto dei criteri di cui alla direttiva n. 2004/39/CE e alle relative misure di esecuzione 7 ; - le categorie corrispondenti a quelle dei numeri precedenti di soggetti di Paesi non appartenenti all Unione europea. 6 La presente lista ricalca quanto previsto all art. 6, comma 2-quarter, lett.d) TUF. 7 Essendo le controparti qualificate una categoria integralmente nuova per l'ordinamento italiano, attualmente la Consob non ha optato per alcuna estensione della categoria a imprese dotate di requisiti predeterminati. Nell ipotesi in cui la Consob, avvalendosi della facoltà riconosciuta dalla normativa comunitaria, decidesse di considerare come controparti qualificate le imprese che rientrano tra i clienti professionali di diritto ai sensi della MiFID, tali imprese potranno essere effettivamente trattate come controparti qualificate solo se abbiano dato una conferma esplicita di accettare questo trattamento. 12
13 Peraltro, l attribuzione della qualifica di controparte qualificata rileva esclusivamente nella prestazione di determinati servizi di investimento, ovvero per i servizi di negoziazione per conto proprio, esecuzione di ordini per conto dei clienti e ricezione/trasmissione di ordini, inclusi i servizi accessori direttamente connessi alle relative operazioni. 3. Clientela al dettaglio, include i soggetti diversi dai clienti professionali (art. 4, comma 1, punto 12, della MiFID ed art. 26, punto 1, lett. e). Tali clienti vengono individuati mediante un approccio di tipo residuale, in quanto sono rappresentati da tutti coloro che non sono clienti professionali, né controparti qualificate e ad essi si applica il regime ordinario di tutela stabilito dagli artt. 19 e ss. della MiFID (cfr. infra). 13
14 IV. GESTIONE DELLA CLIENTELA IN ESSERE AL 1 NOVEMBRE Le nuove regole in materia di classificazione della clientela introdotte dalla MiFID impongono agli intermediari di verificare se ed a quali condizioni sia possibile continuare a trattare la clientela già acquisita secondo la classificazione operata in vigenza della disciplina pre-mifid. In base al regime pre-mifid infatti, si distinguono due categorie di clienti: 1. gli operatori qualificati, come definiti all art. 31, comma 2, del Regolamento Consob 11522/1998 (ante modifiche di recepimento MiFID); 2. clienti diversi dagli operatori qualificati (clienti al dettaglio). Poiché, secondo la MiFID, la categoria di operatore qualificato corrisponde solo concettualmente a quella di cliente professionale, ma non vi è una corrispondenza diretta tra le due, la banca potrà considerare in via automatica gli operatori qualificati nella categoria dei clienti professionali solo a determinate condizioni (cfr. par. IV.III). Da un raffronto emergo le seguenti differenze: - gli emittenti quotati non sono più automaticamente ascritti alla categoria di clienti professionali salvo che non soddisfino i parametri previsti per le imprese di grandi dimensioni ; - sono previste alcune nuove categorie di clienti professionali: i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); gli enti governativi, governi nazionali e regionali, gli enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico; 14
15 - i promotori finanziari, considerati in base alla disciplina pre-mifid operatori qualificati, con la MiFID sono considerati clienti al dettaglio; - gli Agenti di cambio, potranno continuare ad essere considerati come clienti professionali, in quanto oggetto di espressa previsione regolamentare da parte della Consob 8 ; - le fondazioni bancarie non sono più automaticamente ricomprese tra i clienti professionali. Per i clienti esistenti al 1 novembre 2007 la banca attiverà un processo di riclassificazione in conformità alle nuove categorie di clientela regolamentari, nella consapevolezza che dall esito di tale operazione dipende, fra l altro, il contenuto degli specifici obblighi che la banca stessa dovrà osservare nella prestazione dei servizi di investimento e accessori (cfr. infra). La descrizione di tale processo dovrà essere inserita in tale paragrafo. Inoltre, conseguentemente all attività riclassificazione di cui sopra la banca attiverà tutti gli interventi necessari all acquisizione di nuove informazioni sui rapporti in essere eventualmente necessarie alla classificazione ed all integrazione/modifica dei contratti in essere con la clientela. Tuttavia, coerentemente con quanto riportato nello schema di decreto legislativo di attuazione delle direttive comunitarie, la banca si impegna ad adeguare i contratti in essere al 1 novembre 2007 entro e non oltre la scadenza del 30 giugno IV.I Riclassificazione degli attuali clienti ordinari 8 Infatti, la MiFID non include gli agenti di cambio tra i clienti professionali. Tuttavia, l art. 2. lettera n) della Direttiva 2004/39/CE prevede espressamente la non applicabilità della Direttiva agli agenti di cambio di cui all art. 201 TUF. La decisione della Consob di estendere la categoria dei clienti professionali agli Agenti di cambio è stata pertanto assunta in coerenza con tale disposizione normativa. 9 Schema di decreto di recepimento della MiFID, art. 19, punto
16 Al 1 novembre 2007 ampia parte degli attuali clienti classificati come ordinari sarà ricondotta all interno della categoria riservata alla clientela al dettaglio. In tal caso, il passaggio al nuovo regime normativo presenterà un elemento di continuità dato dal fatto che il cliente resterà nella categoria alla quale è associato il massimo livello di tutela. In tale circostanza, sebbene parrebbe non sussistere un obbligo di preventiva notifica al cliente in ordine alla classificazione attribuitagli dall intermediario 10, la banca ritiene opportuno che anche i clienti già acquisiti che si trovano nella situazione indicata siano destinatari di una comunicazione che precisi la loro classificazione nel nuovo scenario normativo. La banca può inviare la comunicazione secondo due diverse modalità: 1. anteriormente al 1 novembre 2007 per tutti i clienti, 2. anteriormente al 1 novembre 2007 per i clienti per i quali la categoria di classificazione è variata rispetto alla precedente e in un secondo momento, comunque preferibilmente non oltre il primo semestre 2008, per i clienti ai quali è stata confermata la precedente classificazione. La banca dovrà definire le modalità attraverso cui inviare tale comunicazione. Sebbene si reputi sufficiente l utilizzo di una lettera semplice per entrambi i casi sopra elencati, potrebbe risultare opportuno l invio attraverso una modalità con maggiore valenza probatoria (ad esempio raccomandata AR, comunicazione sottoscritta dal cliente) per i clienti che vedono modificata la loro categoria di classificazione. Tali comunicazioni possono anche essere comprese in un documento informativo generico più ampio che illustri i contenuti della nuova normativa Verrà inoltre data informativa ai 10 Infatti, sebbene l art. 28 par. 1 della Direttiva 2006/73/CE disponga che di investimento notifichino ai nuovi clienti e ai clienti esistenti la loro classificazione in qualità di cliente al dettaglio, cliente professionale o controparte qualificata, secondo i testi francese e inglese della norma - che chiariscono al riguardo alcune ambiguità del testo italiano - un simile adempimento sembrerebbe doversi osservare (solo) nei confronti dei clienti oggetto di diversa classificazione in conseguenza della sopravvenuta applicazione della MiFID. 16
17 clienti circa l eventuale diritto a richiedere una diversa classificazione ed i relativi limiti che ne derivano sotto il profilo della tutela del cliente. IV.II Riclassificazione da clienti ordinari a clienti professionali di diritto Considerazioni diverse vanno fatte nell ipotesi in cui l attuale cliente ordinario possieda le caratteristiche o comunque i requisiti fissati dalla normativa per la categoria dei clienti professionali. Come già rilevato in precedenza, tale circostanza si verificherebbe in presenza delle nuove categorie di clienti professionali individuate dalla Consob 11, non ricompresse tra gli operatori qualificati dalla disciplina pre-mifid. Effettuate le opportune verifiche e raccolta la pertinente documentazione, necessaria ad accertare il possesso di determinati requisiti, la banca provvederà, in caso di esito positivo, a comunicare ai clienti in questione la nuova classificazione attribuita. In questa fattispecie, verificandosi un indubbio mutamento di status del cliente, la banca dovrà provvedere all inoltro dell informativa entro il 1 novembre 2007, mediante l ausilio di forme di comunicazione rafforzate dal punto di vista probatorio (es. mediante raccomandata A.R., comunicazioni sottoscritte dal cliente, per ricevuta, etc.). Qualora la banca si trovasse a disporre dei dati necessari per l attribuzione della corrispondente classificazione (ad esempio, quelli relativi a totale di bilancio, fatturato netto e fondi propri) solo dopo il 1 novembre 2007, la stessa provvederà a comunicare al cliente in data successiva la relativa variazione di classificazione, ovviamente con effetto da tale ultima data. 11 I negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); le imprese di grandi dimensioni (Allegato n. 3 Regolamento Consob 11522/1998). 17
18 Nella stessa comunicazione verrà anche resa ai clienti l informazione circa l eventuale diritto a richiedere una diversa classificazione e circa gli eventuali limiti che ne deriverebbero sotto il profilo della tutela del cliente. Trattandosi, inoltre, di un upgrading non richiesto dal cliente, la relativa comunicazione riporterà informazioni dettagliate circa le principali conseguenze connesse alla nuova classificazione attribuita. Qualora si tratti di un soggetto che rientra anche nella categoria delle controparti qualificate, come risultante dal nuovo art. 6, comma 2-quarter, lett.d), del TUF 12, la comunicazione dovrà precisare che, in relazione ai servizi di cui all art. 58, comma 3, del Regolamento Consob 11522/1998, la banca considererà il cliente appunto come controparte qualificata. Tale comunicazione verrà comunque garantita anche nell ipotesi in cui al cliente siano già attualmente prestati, nel rispetto della normativa pre-mifid i servizi della specie. Inoltre, nell ipotesi in cui la Consob avvalendosi della facoltà riconosciuta dalla normativa comunitaria, decidesse di considerare come controparti qualificate le imprese di grandi dimensioni che rientrino tra i clienti che vadano considerati clienti professionali ai sensi della MiFID (facoltà attualmente non prevista), tali imprese potranno essere effettivamente trattate come controparti qualificate solo se la banca abbia preventivamente richiesto ed ottenuto una conferma esplicita dalle stesse circa tale trattamento. Quanto sopra indicato vale qualora la banca non intenda avvalersi della facoltà, consentita dalla normativa, di trattare - unilateralmente e di iniziativa - come clienti al dettaglio gli investitori in questione. A tal proposito, la banca, anteriormente al 1 novembre 2007, provvederà comunque a comunicare ai clienti della specie tale circostanza, precisando, se 12 Rientrano in tale categoria: gli altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati; i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; i soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); gli atri investitori istituzionali; i governi nazionali e gli enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico; le Banche centrali e le organizzazioni e le organizzazioni sopranazionali a carattere pubblico. 18
19 possibile ed in base ai dati disponibili, quella che sarebbe stata la loro classificazione di default e in ogni caso, la classificazione effettivamente attribuita ai fini del trattamento. 19
20 Infine, la banca potrebbe trovarsi di fronte ad un cliente operatore qualificato che abbia concluso lo specifico diverso accordo ex art. 31 Regolamento Consob 11522/1998 (ante MiFID) per godere delle tutele spettanti all investitore ordinario. Qualora ricorra questa ipotesi, la banca ritiene corretto in linea generale dare rilievo alla volontà precedentemente espressa dal cliente, con la conseguenza di escludere una sua riclassificazione automatica tra la clientela professionale di diritto, anche nell ipotesi in cui ne ricorrano i presupposti. La comunicazione da inviare al cliente, per necessaria chiarezza e completezza informativa, darà opportunamente conto delle considerazioni poste alla base della corrispondente determinazione dell intermediario. Resta naturalmente salva la possibilità che, in un secondo tempo, il cliente manifesti espressamente una diversa volontà, aderendo alla classificazione a cui apparterrebbe di diritto e rivedendo le pattuizioni dell accordo a suo tempo raggiunto con la banca. IV.III Riclassificazione degli attuali operatori qualificati di diritto La banca provvederà alla riconduzione diretta dei soggetti appartenenti alla categoria operatori qualificati di diritto nell ambito dei clienti professionali (e/o delle controparti qualificate in relazione a quanto sopra evidenziato), a condizione che tale tipologia di soggetti risulti essere prevista nelle classi di destinazione dalla normativa e previa verifica del possesso dei necessari requisiti (iscrizioni in albi/elenchi, dati di bilancio, etc.). Pur essendo ipotizzabile che risulti applicabile in astratto l esenzione dall obbligo di notifica (tanto più che in generale, come si è rilevato, il cliente professionale gode di maggiore protezione rispetto all attuale operatore qualificato), la banca provvederà ad ogni modo a comunicare allo stesso entro il 1 novembre 2007 la sua nuova classificazione e le altre avvertenze più volte ricordate. 20

References: art. 4
 art. 58
 art. 50
 art. 6
 art. 4
 art. 26
 art. 58
 Art. 28
 art. 35
 articolo 6
 articolo 18
 art. 6
 art. 26
 art. 31
 art. 2
 art. 201
 art. 19
 art. 28
 art. 6
 art. 58
 art. 31