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Sentenza Tar Toscana 27 settembre 2011, n. 1430 > ReteAmbiente
Parole chiave: Territorio | Energia | Eolico | Via/Vas | Via/Vas | Parchi / Aree protette | Parchi / Aree protette | Eolico | Territorio | Autorizzazioni | Autorizzazioni | Procedure semplificate | Procedure semplificate
Guida Commissione Ue ottobre 2010 (02/11/2010)
Sentenza 27 settembre 2011, n. 1430
sul ricorso numero di registro generale 1642 del 2010, proposto da:
Associazione italiana per il World Wide Fund For Nature, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avvocato (omissis);
— Regione Toscana, in persona del Presidente p.t. della Giunta regionale, rappresentata e difesa dall'avvocato (omissis);
— Comune di Riparbella, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato (omissis);
— Ministero per i beni e le attività culturali, in persona del Ministro p.t., non costituito in giudizio;
sul ricorso numero di registro generale 2033 del 2010, proposto da:
— Ministero per i beni e le attività culturali, in persona del Ministro p.t., e Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, Soprintendenza beni architettonici, paesaggio e patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Pisa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze (omissis);
Parco Eolico (...) Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati (omissis);
A) quanto al ricorso n. 1642 del 2010:
1.— della deliberazione Regione Toscana, Giunta regionale 25 gennaio 2010 n. 53 pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 5, del 3 febbraio 2010 n. 53 pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 5, del 3 febbraio 2010;
nonché per quanto occorrer possa
di ogni ulteriore atto presupposto connesso e consequenziale;.
B) quanto al ricorso n. 2033 del 2010:
del decreto dirigenziale 20 maggio 2010 n. 2427 Direzione generale politiche territoriali e ambientali, Settore miniere ed energia della Giunta regionale della Toscana — pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione Toscana n. 22 del 1° giugno 2010, avente ad oggetto: legge regionale 39/2005 — decreto legislativo 387/2003; autorizzazione unica alla costruzione e all'esercizio di un impianto eolico della potenza di 20 MWe denominato "Parco eolico (...)" nel Comune di Riparbella (PI). Proponente (...) Srl".
Nonché per quanto di ragione del verbale della conferenza dei servizi riunione del 20 aprile e del 4 maggio 2010.;
di ogni ulteriore atto presupposto, connesso e consequenziale nonché ove occorrer possa, dei pareri del Ministro dei beni e le attività culturali — Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana del 15 aprile 2010 e di altro parere, di data ed estremi incogniti, menzionati a verbale della conferenza dei servizi del 4 maggio 2010.
Visti i due ricorsi e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione nei due giudizi del Comune di Riparbella, della Regione Toscana, della Parco Eolico (...) Srl nonchè del Ministero per i beni e le attività culturali e della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico ed rtnoantropologico di Pisa, con le relative documentazioni;
Con un primo ricorso a questo Tribunale, notificato il 23 settembre 2010, depositato il successivo 14 novembre e iscritto al n.r.g. 1642/2010, l'Associazione indicata in epigrafe, in sede di trasposizione da ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, chiedeva l'annullamento della delibera della Giunta regionale Toscana con la quale era stata espressa pronuncia favorevole di compatibilità ambientale sul progetto di parco eolico denominato "Parco Eolico (...)", nonché degli atti propedeutici indicati.
La ricorrente, dopo aver richiamato la successione temporale degli atti del procedimento che avevano portato all'adozione del provvedimento impugnato e dopo aver evidenziato l'importanza del sito sotto il profilo avifaunistico e paesaggistico che la legittimava all'impugnativa, lamentava, in sintesi, quanto segue.
"I) Violazione di legge: Violazione per omessa e/o falsa applicazione direttiva 92/43/Cee del Consiglio 21/05/1992 relativa alla conservazione degli Habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatiche – Violazione della direttiva 79/409/Cee del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici – Violazione per falsa e/o omessa applicazione Dpr 357/1997. Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/Cee relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Violazione di legge: Violazione per omessa e/o falsa applicazione Legge regionale 6 aprile 2000 n. 56 – Eccesso di potere – Carenza di istruttoria – Contraddittorietà irrazionalità e irragionevolezza".
La ricorrente evidenziava lo scopo della normativa comunitaria richiamata, come recepita, tesa alla tutela della biodiversità, della flora e dalla fauna minacciate secondo canoni di imposizione molto rigidi, come attestato anche da numerose pronunce della Corte di Giustizia, nei confronti degli enti territoriali e locali.
Secondo la ricorrente, in argomento, non risultava considerato a sufficienza il problema dell'impatto ambientale causato dalla fauna e avifauna presente nell'area interessata dall'impianto in questione e gli approfondimenti previsti dalla Regione Toscana in corso di istruttoria non erano stati di durata consona a quanto richiesto.
"II) Violazione di legge – Violazione dei principi di azione ambientale e dello sviluppo sostenibile: articoli 3-ter e 3-quater del Testo unico ambientale – Eccesso di potere: contraddittorietà – carenza dei presupposti."
Gli approfondimenti richiesti in ordine all'incidenza sull'avifauna erano scarsamente significativi e mostravano livelli di incertezza conoscitiva importante.
"III) Violazione di legge: violazione decreto legislativo 42/2004 articoli 135-136-142-143 e seguenti – articolo 9 Costituzione – Violazione di legge: Lr 1/2005 – violazione articoli 3, 4, 5, 9, 33, 48 – violazione delibera Consiglio regionale 72 del 24 luglio 2007 piano d'indirizzo territoriale (Pit) articoli 20-21-22 – Violazione di legge: violazione del piano territoriale di coordinamento della provincia di Pisa Ptc – violazione di legge: violazione per falsa e/o erronea e/o omessa applicazione del Prg del Comune di Riparbella – Violazione del piano strutturale – Violazione di legge: violazione articolo 3 legge 241/1990 – Eccesso di potere: carenza di motivazione e carenza di istruttoria, irrazionalità, illogicità e travisamento dei fatti".
"IV) Violazione di legge: articolo 9, II comma, della Costituzione – violazione articolo 146 Dlgs 42/2004 – violazione articolo 3 legge 241/1990 – violazione del Pit per mancata considerazione delle norme che disciplinano le invarianti strutturali – violazione Ptc Pisa e Prg. Eccesso di potere: contraddittorietà, irrazionalità, incongruità".
"V) Violazione di legge: violazione e omessa e/o erronea e/o falsa applicazione legge regionale 3 dicembre 1998 n. 79 e del Tu ambientale – violazione delibera di Giunta regionale 1069/99 – Violazione di legge: articolo 3 legge 241/1990 – Eccesso di potere: carenza di motivazione, irrazionalità, insufficiente istruttoria, contraddittorietà, illogicità".
Il soggetto proponente non aveva fornito le integrazioni richieste dalla Regione Toscana, con riferimento alla verifica delle alternative progettuali. In ogni caso la valutazione positiva non aveva dimostrato di aver preso in esame alcune materiale istruttorio sul punto né, tantomeno, aveva motivato in ordine alle alternative prese in esame. Alcuni aspetti di particolare rilievo, proprio in relazione agli effetti cumulativi con altri impianti eolici e relativi all'impatto acustico nonché alle condizioni socio economiche della zona, erano stati poi illegittimamente rimandati alla fase successiva di rilascio dell'autorizzazione unica invece di disporre la sospensione della procedura di v.i.a. o di concluderla negativamente.
"VI) Violazione di legge. Violazione d'articolo 26, comma III Tu decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e successive modificazioni. Violazione di legge: articolo 1 e seguenti legge 241/1990. Violazione del principio di partecipazione e di trasparenza".
Si costituivano in giudizio la Regione Toscana, la Parco Eolico (...) Srl ed il Comune di Riparbella, chiedendo, con memorie di mera forma, la reiezione del ricorso.
Nelle more, era adottato anche il provvedimento di autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio dell'impianto eolico in questione, avverso il quale la medesima associazione ricorrente proponeva un secondo ricorso a questo Tribunale, notificato il 24 novembre 2010, depositati il successivo 30 novembre 2010 e iscritto al n.r.g. 2033/2010, lamentando quanto segue.
La ricorrente richiamava, in estrema sintesi, i profili di illegittimità contestati con il ricorso n. 1642/2010, ritenendo l'illegittimità derivata da questo del provvedimento impugnato.
"II) Violazione di legge: violazione Dlgs 152/2006 e successive modifiche – Violazione Lr 79/1998 – Violazione di legge legge 241/1990 e succ. mod. articolo 14 e seguenti. – Violazione per falsa e/o omessa applicazione dell'articolo 12 legge 387/2003 (Dlgs — ndr) e Lr 39/2005".
"IV) Violazione di legge: violazione Dlgs 42/2004 e successive modifiche articolo 146 e seguenti, articolo 147, VII e VIII comma — Violazione di legge: legge 241/1990 articolo 3 — articolo 16 Lr 1/2005 articolo 88 e seguenti".
Si costituivano nel presente giudizio la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, le amministrazioni statali indicate in epigrafe e la Parco Eolico (...) Srl, chiedendo, con memoria di mera forma, la reiezione anche di tale ricorso.
Successivamente, la ricorrente, la Regione, la Provincia, il Comune e la controinteressata, in prossimità dell'udienza pubblica del 1° giugno 2011, depositavano nei due giudizi memorie ad illustrazione e sostegno delle rispettive tesi difensive.
In particolare, la Provincia eccepiva l'inammissibilità del ricorso n. 1642/2010 in quanto non risultava impugnato un atto presupposto costituito dal parere da lei espresso nel corso del procedimento, con nota del 1° settembre 2008, richiamato a conferma nella nota successiva del 23 gennaio 2009, questa solo oggetto di impugnazione.
Anche il Comune di Riparbella formulava un'eccezione di inammissibilità, in relazione al richiesto annullamento della deliberazione della Giunta comunale n. 126 del 10 dicembre 2009, perché impugnata oltre il termine di decadenza dal termine di pubblicazione per 15 giorni consecutivi all'albo pretorio comunale.
Alla pubblica udienza del 1 giugno 2011 la causa era trattenuta in decisione.
Il Collegio, preliminarmente, dispone la riunione dei due giudizi, attesa la connessione soggettiva e parzialmente oggettiva che li contraddistingue.
Il Collegio, inoltre, rileva la tardività del deposito documentale della difesa erariale, avvenuto solo in data 24 maggio 2011, oltre il termine massimo di cui all'articolo 73, comma 1, Codice del processo amministrativo, per cui del relativo contenuto non ne può tenere conto.
In secondo luogo, il Collegio altresì ritiene che deve essere disattesa l'eccezione sollevata dalla Provincia di Pisa relativa all'inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione di atto presupposto, nello specifico della nota della Provincia di Pisa del 1° settembre 2008 contenente parere di compatibilità ambientale, dato che la medesima Provincia ha formulato un nuovo parere con nota del 23 gennaio 2009, dopo il deposito di documentazione integrativa nel corso dell'istruttoria, e tale ultima nota, pur richiamando il contenuto del precedente, proprio perché fondata su un nuovo esame istruttorio, doveva ritenersi atto confermativo ma non meramente confermativo.
Analogamente deve concludersi per le altre eccezioni sollevate dalla parti, attesa, appunto, l'infondatezza del gravame, come verrà evidenziata in prosieguo.
Passando all'esame del merito del ricorso n. 1642/2010, il Collegio osserva che, con il primo motivo, la ricorrente lamenta la violazione della normativa comunitaria – e di quella nazionale di recepimento – relativa alla tutela degli "habitat" naturali e seminaturali.
Il Collegio, sul punto, rileva che l'intervento, come evidenziato a sufficienza nel corso dell'istruttoria, non riguarda siti di importanza comunitaria (Sic), essendo posti i più vicini a circa dieci chilometri di distanza, per cui i l'articolo 6 della direttiva richiamata non risulta applicabile, in quanto relativo solo a tutela di Sic. Né risultano concretamente dimostrate eventuali conseguenze irreversibili sulle specie floristiche tutelate.
Il monitoraggio risultava aver considerato il ciclo biologico dell'avifauna ed erano imposte strette forme di monitoraggio sugli impatti in questione, attraverso la prescrizione n. 22, che coinvolgevano le competenze provinciali di vigilanza e controllo.
Ne consegue, quindi, l'infondatezza del motivo.
Ad analoga conclusione deve pervenirsi per quanto riguarda il secondo motivo di ricorso, in quanto la prescrizione relativa all'ulteriore monitoraggio richiesto non appariva illogica in reazione al rispetto del principio di azione ambientale e sviluppo sostenibile, in quanto era prospettato anche il blocco di uno o più aerogeneratori in specifici periodi dell'anno, se risultava superata le soglie di mortalità considerate.
Infondato è anche il terzo motivo, con il quale la ricorrente lamentava la violazione delle c.d. "invarianti strutturali" considerate nel Pit e relative al patrimonio collinare, alle infrastrutture di interesse regionale, ed ai beni paesaggistici di interesse unitario.
In merito il Collegio rileva che le invarianti strutturali richiamate dalla ricorrente di cui al Pit, non escludono la realizzabilità di parchi eolici, prevedendo soltanto una adeguata istruttoria e motivazione in ordine alla compatibilità generale con l'area di intervento (cfr. precedente di questa Sezione: 25 giugno 2007, n. 939). Ebbene, dalle risultanze istruttorie risultano elementi idonei al convincimento che la pronuncia di compatibilità ambientale in esame sia stata sorretta da adeguata istruttoria.
Sotto il profilo dedotto con il motivo di ricorso, quindi, che non appare tenere nel dovuto conto la normativa specifica sulla realizzabilità degli impianti eolici, non si riscontra alcuna violazione nei sensi lamentati né la ricorrente fornisce elementi oggettivi da cui dedurre che si stava dando luogo ad un "livello di impatto talmente consistente da stravolgere l'identità dei luoghi e la loro conformazione morfologica e strutturale", come da lei apoditticamente affermato nel ricorso, dato anche che la relativa compatibilità dell'impianto è stata comunque valutata e giudicata positivamente mediante elementi che non appaiono palesemente illogici, contraddittori o erronei, secondo i parametri di legittimità unicamente valutabili nella presente sede in relazione all'ampia discrezionalità riconosciuta all'amministrazione in argomento, tenuto conto anche della pari rilevanza dell'interesse all'incremento delle fonti di energia rinnovabile (per tutte: Consiglio di Stato, Sezione V, 21 novembre 2007, n. 5910 e Sezione VI, 25 giugno 2004, n. 971).
Ad analoga conclusione deve pervenirsi anche in relazione al quarto motivo.
Anche il quinto motivo si palesa infondato, dato che alternative progettuali in realtà sono state considerate e illustrate nel corso dell'istruttoria, privilegiando in conclusione l'area che era considerabile come a maggior vocazione eolica.
Anche l'ultimo motivo del ricorso n. 1642/2010 si palesa infondato.
Passando all'esame del ricorso n. 2033/2010, il Collegio rileva l'infondatezza del primo motivo, in quanto in esso si lamentava un'illegittimità derivata da quanto prospettato con il ricorso n. 1642/2010, illegittimità inesistenti per quanto sopra illustrato.
In relazione al secondo motivo, il Collegio rileva che non risulta il mancato adempimento delle prescrizioni indicate, come lamentato dall'associazione ricorrente.
Analogamente deve essere ritenuto infondato il terzo motivo.
Parimenti infondato, infine, è il quarto e ultimo motivo.
Alla luce di quanto dedotto, quindi, i due ricorsi devono essere rigettati.
Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana (Sezione seconda), definitivamente pronunciando sui ricorsi, come in epigrafe proposti:
2) rigetta i ricorsi.
3) condanna l'Associazione ricorrente a corrispondere le spese di lite — che liquida in totale in euro 6.000,00 — alla Regione Toscana, alla Provincia di Pisa e alla Parco Eolico (...) Srl, nella misura di euro 2.000,00, oltre accessori di legge, per ciascuna di esse. Compensa per il resto.

References: Sentenza 
 articolo 9
 articolo 3
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 articolo 146
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 1
 articolo 14
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 articolo 147
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 articolo 16
 articolo 88