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Timestamp: 2017-11-22 16:29:36+00:00

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Circolare n.9/2014
Circolare n. 9/2014
Oggetto: Tributi – Riordino della tassazione comunale – IMU deducibile dal reddito d’impresa – Articolo 1 commi 639 – 728 Legge 27.12.2013, n.147, su S.O. alla G.U. n.302 del 27.12.2013.
La Legge di Stabilità 2014 ha introdotto la nuova Imposta Unica Comunale, che peraltro è tutt’altro che unica essendo composta da tre diverse imposizioni: la tassa sugli immobili IMU, la tassa sui rifiuti TARI e la nuova tassa sui servizi indivisibili gestiti dai Comuni, TASI.
Riguardo l’IMU, una novità positiva per le imprese è l’introduzione della deducibilità dell’imposta dal reddito d’impresa, già a partire dal periodo d’imposta 2013. Sul reddito 2013 l’IMU potrà essere dedotta nella misura del 30 per cento, mentre dal 2014 la misura scende al 20 per cento. La deducibilità non vale ai fini Irap.
Riguardo la tassa sui rifiuti TARI, sono stati sostanzialmente ripresi i principi già in vigore per la precedente Tarsi, consentendo ai Comuni con proprio regolamento di agevolare i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani (come la maggior parte delle imprese di servizi) che provvedono allo smaltimento in proprio.
La nuova tassa sui servizi comunali TASI ha un’aliquota base dell’1 per mille. Complessivamente nel 2014 la somma di TASI e IMU non dovrà superare il 2,5 per mille.
I tre tributi IMU, TARI e TASI si verseranno distintamente, in attesa di un riordino operativo della materia che presuppone un coordinamento e uno scambio dei dati catastali tra Comuni e Agenzia delle Entrate.
In particolare restano confermate le date di scadenza dei versamenti IMU (acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre). Per TASI e TARI i Comuni dovranno prevedere almeno due scadenze semestrali, diversificate per i due tributi.
639. E' istituita l'imposta unica comunale (IUC). Essa si basa su
due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e
collegato alla loro natura e valore e l'altro collegato
all'erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC si
compone dell'imposta municipale propria (IMU), di natura
abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che
si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico
sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile, e nella tassa
sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di
raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.
640. L'aliquota massima complessiva dell'IMU e della TASI non puo'
superare i limiti prefissati per la sola IMU, come stabilito dal
comma 677.
641. Il presupposto della TARI e' il possesso o la detenzione a
qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso
adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla
TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili,
non operative, e le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117
del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
642. La TARI e' dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi
titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili
di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralita' di possessori o di
detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica
643. In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei
mesi nel corso dello stesso anno solare, la TARI e' dovuta soltanto
dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprieta',
usufrutto, uso, abitazione o superficie.
644. Nel caso di locali in multiproprieta' e di centri commerciali
del versamento della TARI dovuta per i locali e le aree scoperte di
uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai
singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di
questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto
645. Fino all'attuazione delle disposizioni di cui al comma 647, la
superficie delle unita' immobiliari a destinazione ordinaria iscritte
o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla TARI e'
costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree
suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.
646. Per l'applicazione della TARI si considerano le superfici
dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti.
Relativamente all'attivita' di accertamento, il comune, per le unita'
immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, puo'
considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari
all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i
criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138.
647. Le procedure di interscambio tra i comuni e l'Agenzia delle
entrate dei dati relativi alla superficie delle unita' immobiliari a
destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di
planimetria, sono quelle stabilite con provvedimento del direttore
dell'Agenzia delle entrate adottato ai sensi dell'articolo 14, comma
9, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni. Si applicano le Regole tecniche contenenti le
modalita' di interscambio tra l'Agenzia delle entrate e i comuni dei
dati inerenti la superficie delle unita' immobiliari a destinazione
ordinaria iscritte nel catasto edilizio urbano, pubblicate nel sito
internet dell'Agenzia delle entrate. Nell'ambito della cooperazione
tra i comuni e l'Agenzia delle entrate per la revisione del catasto,
vengono attivate le procedure per l'allineamento tra i dati catastali
relativi alle unita' immobiliari a destinazione ordinaria e i dati
riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed
esterna di ciascun comune, al fine di addivenire alla determinazione
della superficie assoggettabile alla TARI pari all'80 per cento di
quella catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 138
del 1998. I comuni comunicano ai contribuenti le nuove superfici
imponibili adottando le piu' idonee forme di comunicazione e nel
rispetto dell'articolo 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212.
648. Per le unita' immobiliari diverse da quelle a destinazione
ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano la
superficie assoggettabile alla TARI rimane quella calpestabile.
649. Nella determinazione della superficie assoggettabile alla TARI
non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via
continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono
tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a
condizione che ne dimostrino l'avvenuto trattamento in conformita'
alla normativa vigente. Per i produttori di rifiuti speciali
assimilati agli urbani, nella determinazione della TARI, il comune,
con proprio regolamento, puo' prevedere riduzioni della parte
variabile proporzionali alle quantita' che i produttori stessi
dimostrino di avere avviato al recupero.
650. La TARI e' corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno
651. Il comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei
criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
652. Il comune, in alternativa ai criteri di cui al comma 651 e nel
rispetto del principio «chi inquina paga», sancito dall'articolo 14
della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, puo' commisurare la
tariffa alle quantita' e qualita' medie ordinarie di rifiuti prodotti
per unita' di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia
delle attivita' svolte nonche' al costo del servizio sui rifiuti. Le
tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate
dal comune moltiplicando il costo del servizio per unita' di
superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per
uno o piu' coefficienti di produttivita' quantitativa e qualitativa
653. A partire dal 2016, nella determinazione dei costi di cui al
comma 654, il comune deve avvalersi anche delle risultanze dei
fabbisogni standard.
654. In ogni caso deve essere assicurata la copertura integrale dei
costi di investimento e di esercizio relativi al servizio,
legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ad esclusione dei costi relativi
ai rifiuti speciali al cui smaltimento provvedono a proprie spese i
relativi produttori comprovandone l'avvenuto trattamento in
655. Resta ferma la disciplina del tributo dovuto per il servizio
di gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche, di cui
all'articolo 33-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.
Il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni
tributo comunale sui rifiuti.
656. La TARI e' dovuta nella misura massima del 20 per cento della
657. Nelle zone in cui non e' effettuata la raccolta, la TARI e'
dovuta in misura non superiore al 40 per cento della tariffa da
658. Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per
la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.
659. Il comune con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, puo' prevedere riduzioni
tariffarie ed esenzioni nel caso di:
660. Il comune puo' deliberare, con regolamento di cui all'articolo
52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997, ulteriori
riduzioni ed esenzioni rispetto a quelle previste alle lettere da a)
ad e) del comma 659. La relativa copertura puo' essere disposta
attraverso apposite autorizzazioni di spesa che non possono eccedere
il limite del 7 per cento del costo complessivo del servizio. In
questo caso, la copertura deve essere assicurata attraverso il
ricorso a risorse derivanti dalla fiscalita' generale del comune
661. Il tributo non e' dovuto in relazione alle quantita' di
662. Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti da
stabiliscono con il regolamento le modalita' di applicazione della
TARI, in base a tariffa giornaliera. L'occupazione o la detenzione e'
663. La misura tariffaria e' determinata in base alla tariffa
annuale della TARI, rapportata a giorno, maggiorata di un importo
664. L'obbligo di presentazione della dichiarazione e' assolto con
il pagamento della TARI da effettuare con le modalita' e nei termini
665. Per tutto quanto non previsto dai commi da 662 a 666 si
applicano in quanto compatibili le disposizioni relative alla TARI
666. E' fatta salva l'applicazione del tributo provinciale per
667. Con regolamento da emanare entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela
e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali, sono stabiliti criteri per la realizzazione da parte dei
comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantita' di rifiuti
conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione
caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione
del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello
di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei
costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei
rifiuti assimilati, svolto nelle forme ammesse dal diritto
668. I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale
con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446
del 1997, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura
corrispettiva, in luogo della TARI. Il comune nella commisurazione
della tariffa puo' tenere conto dei criteri determinati con il
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27
aprile 1999, n. 158. La tariffa corrispettiva e' applicata e riscossa
dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
669. Il presupposto impositivo della TASI e' il possesso o la
detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa
l'abitazione principale come definita ai fini dell'imposta municipale
propria, di aree scoperte nonche' di quelle edificabili, a qualsiasi
uso adibiti.
670. Sono escluse dalla TASI le aree scoperte pertinenziali o
accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni
condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano
671. La TASI e' dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi
titolo le unita' immobiliari di cui al comma 669. In caso di
pluralita' di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido
all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.
672. In caso di locazione finanziaria, la TASI e' dovuta dal
locatario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la
durata del contratto; per durata del contratto di locazione
finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della
stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata
dal verbale di consegna.
673. In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei
mesi nel corso dello stesso anno solare, la TASI e' dovuta soltanto
usufrutto, uso, abitazione e superficie.
674. Nel caso di locali in multiproprieta' e di centri commerciali
del versamento della TASI dovuta per i locali e le aree scoperte di
675. La base imponibile e' quella prevista per l'applicazione
dell'imposta municipale propria (IMU) di cui all'articolo 13 del
676. L'aliquota di base della TASI e' pari all'1 per mille. Il
comune, con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi
dell'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, puo'
ridurre l'aliquota fino all'azzeramento.
677. Il comune, con la medesima deliberazione di cui al comma 676,
puo' determinare l'aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in
base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell'IMU per
ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all'aliquota massima
consentita dalla legge statale per l'IMU al 31 dicembre 2013, fissata
al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle
diverse tipologie di immobile. Per il 2014, l'aliquota massima non
puo' eccedere il 2,5 per mille.
678. Per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo
13, comma 8, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,
modificazioni, l'aliquota massima della TASI non puo' comunque
eccedere il limite di cui al comma 676 del presente articolo.
679. Il comune con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, puo' prevedere riduzioni ed
esenzioni nel caso di:
f) superfici eccedenti il normale rapporto tra produzione di
rifiuti e superficie stessa.
680. E' differito al 24 gennaio 2014 il versamento di cui
all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133.
Alla stessa data del 24 gennaio 2014, e' comunque effettuato il
versamento della maggiorazione standard della TARES, di cui al comma
13 dell'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
ove non eseguito entro la data del 16 dicembre 2013. I comuni inviano
il modello di pagamento precompilato, in tempo utile per il
versamento della maggiorazione.
681. Nel caso in cui l'unita' immobiliare e' occupata da un
soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull'unita'
immobiliare, quest'ultimo e l'occupante sono titolari di un'autonoma
obbligazione tributaria. L'occupante versa la TASI nella misura,
stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per
cento dell'ammontare complessivo della TASI, calcolato applicando
l'aliquota di cui ai commi 676 e 677. La restante parte e'
corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unita' immobiliare.
682. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 52 del
decreto legislativo n. 446 del 1997, il comune determina la
disciplina per l'applicazione della IUC, concernente tra l'altro:
2) la classificazione delle categorie di attivita' con omogenea
4) la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni, che
tengano conto altresi' della capacita' contributiva della famiglia,
anche attraverso l'applicazione dell'ISEE;
5) l'individuazione di categorie di attivita' produttive di
1) la disciplina delle riduzioni, che tengano conto altresi'
della capacita' contributiva della famiglia, anche attraverso
l'applicazione dell'ISEE;
2) l'individuazione dei servizi indivisibili e l'indicazione
analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui
copertura la TASI e' diretta.
683. Il consiglio comunale deve approvare, entro il termine fissato
da norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione, le
tariffe della TARI in conformita' al piano finanziario del servizio
di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il
servizio stesso ed approvato dal consiglio comunale o da altra
autorita' competente a norma delle leggi vigenti in materia, e le
aliquote della TASI, in conformita' con i servizi e i costi
individuati ai sensi della lettera b), numero 2), del comma 682 e
possono essere differenziate in ragione del settore di attivita'
nonche' della tipologia e della destinazione degli immobili.
684. I soggetti passivi dei tributi presentano la dichiarazione
relativa alla IUC entro il termine del 30 giugno dell'anno successivo
alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e
delle aree assoggettabili al tributo. Nel caso di occupazione in
comune di un'unita' immobiliare, la dichiarazione puo' essere
685. La dichiarazione, redatta su modello messo a disposizione dal
verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un
presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui
sono intervenute le predette modificazioni. Al fine di acquisire le
informazioni riguardanti la toponomastica e la numerazione civica
interna ed esterna di ciascun comune, nella dichiarazione delle
unita' immobiliari a destinazione ordinaria devono essere
obbligatoriamente indicati i dati catastali, il numero civico di
ubicazione dell'immobile e il numero dell'interno, ove esistente.
686. Ai fini della dichiarazione relativa alla TARI, restano ferme
le superfici dichiarate o accertate ai fini della tassa per lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani di cui al decreto legislativo
15 novembre 1993, n. 507 (TARSU), o della tariffa di igiene
ambientale prevista dall'articolo 49 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22 (TIA 1), o dall'articolo 238 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (TIA 2), o del tributo comunale sui
rifiuti e sui servizi (TARES).
687. Ai fini della dichiarazione relativa alla TASI si applicano le
disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione
688. Il versamento della TASI e della TARI e' effettuato, in deroga
1997, n. 241, nonche' tramite apposito bollettino di conto corrente
articolo 17, in quanto compatibili, ovvero tramite le altre modalita'
di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di
scadenze di pagamento del tributo, consentendo di norma almeno due
rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con
riferimento alla TARI e alla TASI. E' comunque consentito il
pagamento in un'unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.
Ministero dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza
Stato-citta' e autonomie locali e le principali associazioni
rappresentative dei comuni, sono stabilite le modalita' per la
rendicontazione e la trasmissione dei dati di riscossione,
689. Con uno o piu' decreti del direttore generale del Dipartimento
delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, di
concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate e sentita
l'Associazione nazionale dei comuni italiani, sono stabilite le
modalita' di versamento, assicurando in ogni caso la massima
semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati,
e prevedendo, in particolare, l'invio di modelli di pagamento
preventivamente compilati da parte degli enti impositori.
690. La IUC e' applicata e riscossa dal comune, fatta eccezione per
la tariffa corrispettiva di cui al comma 667 che e' applicata e
riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei
691. I comuni possono, in deroga all'articolo 52 del decreto
legislativo n. 446 del 1997, affidare l'accertamento e la riscossione
della TARI e della tariffa di cui ai commi 667 e 668 ai soggetti ai
quali risulta attribuito nell'anno 2013 il servizio di gestione dei
rifiuti, nonche' la gestione dell'accertamento e della riscossione
della TASI ai soggetti ai quali, nel medesimo anno, risulta
attribuito il servizio di accertamento e riscossione dell'IMU. I
comuni che applicano la tariffa di cui ai commi 667 e 668
disciplinano, con proprio regolamento, le modalita' di versamento del
692. Il comune designa il funzionario responsabile a cui sono
693. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli
obblighi tributari, il funzionario responsabile puo' inviare
questionari al contribuente, richiedere dati e notizie a uffici
pubblici ovvero a enti di gestione di servizi pubblici, in esenzione
da spese e diritti, e disporre l'accesso ai locali ed aree
assoggettabili a tributo, mediante personale debitamente autorizzato
e con preavviso di almeno sette giorni.
694. In caso di mancata collaborazione del contribuente o altro
695. In caso di omesso o insufficiente versamento della IUC
696. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si
applica la sanzione dal 100 per cento al 200 per cento del tributo
non versato, con un minimo di 50 euro.
697. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal
50 per cento al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo
698. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al
questionario di cui al comma 693, entro il termine di sessanta giorni
699. Le sanzioni di cui ai commi 696, 697 e 698 sono ridotte ad un
terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso,
interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo,
se dovuto, della sanzione e degli interessi.
700. Resta salva la facolta' del comune di deliberare con il
701. Per tutto quanto non previsto dalle disposizioni dei
precedenti commi concernenti la IUC, si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 1, commi da 161 a 170, della legge 27 dicembre 2006,
702. Resta ferma l'applicazione dell'articolo 52 del decreto
703. L'istituzione della IUC lascia salva la disciplina per
l'applicazione dell'IMU.
704. E' abrogato l'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011,
705. Per l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni,
gli interessi e il contenzioso relativo alla maggiorazione di cui
all'articolo 14, comma 13, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
si applicano le disposizioni vigenti in materia di tributo comunale
sui rifiuti e sui servizi. Le relative attivita' di accertamento e
riscossione sono svolte dai comuni ai quali spettano le maggiori
somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attivita' a titolo
di maggiorazione, interessi e sanzioni.
706. Resta ferma la facolta' per i comuni di istituire l'imposta di
scopo in base a quanto disposto dall'articolo 1, comma 145, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dall'articolo 6 del decreto
707. All'articolo 13 del citato decreto-legge n. 201 del 2011,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, sono
a) al comma 1, le parole: «fino al 2014» sono soppresse e, nel
medesimo comma, l'ultimo periodo e' soppresso;
1) al primo periodo sono soppresse le parole: «, ivi comprese
l'abitazione principale e le pertinenze della stessa»;
2) dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «L'imposta
municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione
principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle
classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali
continuano ad applicarsi l'aliquota di cui al comma 7 e la detrazione
di cui al comma 10»;
3) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «I comuni
possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale
l'unita' immobiliare posseduta a titolo di proprieta' o di usufrutto
ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione
che la stessa non risulti locata, l'unita' immobiliare posseduta dai
cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo
locata, nonche' l'unita' immobiliare concessa in comodato dal
soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che
la utilizzano come abitazione principale, prevedendo che
l'agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante
in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso
in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non
superiore a 15.000 euro annui. In caso di piu' unita' immobiliari, la
predetta agevolazione puo' essere applicata ad una sola unita'
immobiliare. L'imposta municipale propria non si applica, altresi':
a) alle unita' immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie
a proprieta' indivisa, adibite ad abitazione principale e relative
sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture
22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24
provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o
edilizio urbano come unica unita' immobiliare, posseduto, e non
concesso in locazione, dal personale in servizio permanente
civile, nonche' dal personale del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del
decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale
appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono
richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza
anagrafica»;
c) al comma 5, secondo periodo, le parole: «pari a 110» sono
sostituite dalle seguenti: «pari a 75»;
«10. Dall'imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad
abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle
categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonche' per le relative
200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale
medesima si verifica. I comuni possono disporre l'elevazione
dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta
dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. La suddetta
detrazione si applica agli alloggi regolarmente assegnati dagli
Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di
edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse
finalita' degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616».
708. A decorrere dall'anno 2014, non e' dovuta l'imposta municipale
propria di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
214, e successive modificazioni, relativa ai fabbricati rurali ad uso
strumentale di cui al comma 8 del medesimo articolo 13 del
709. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui
al comma 707, lettera c), e al comma 708, pari a 116,5 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2014, si provvede, quanto a 100
milioni di euro annui, ai sensi del comma 710 e, quanto a 16,5
milioni di euro annui, mediante corrispondente riduzione del Fondo
710. All'articolo 1, comma 517, primo periodo, della legge 24
dicembre 2012, n. 228, le parole: «5 per cento» sono sostituite dalle
seguenti: «15 per cento».
711. Al fine di assicurare ai comuni delle regioni a statuto
ordinario, della Regione siciliana e della regione Sardegna il
ristoro del minor gettito dell'imposta municipale propria di cui al
comma 1 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
derivante dalle disposizioni recate dai commi 707, lettera c), e 708,
del presente articolo, e' attribuito ai medesimi comuni un contributo
pari a 110,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014. Tale
contributo e' ripartito tra i comuni interessati, con decreto del
delle finanze, da adottare, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, in proporzione alle stime di gettito da imposta
municipale propria allo scopo comunicate dal Dipartimento delle
finanze del Ministero dell'economia e delle finanze. Per i comuni
delle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle
d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano a cui la
legge attribuisce competenza in materia di finanza locale, la
compensazione del minor gettito dell'imposta municipale propria,
derivante dai commi 707, lettera c), e 708, avviene attraverso un
minor accantonamento per l'importo di 5,8 milioni di euro a valere
sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, ai sensi del
comma 17 del citato articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011.
712. A decorrere dall'anno 2014, per i comuni ricadenti nei
territori delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta,
nonche' delle province autonome di Trento e di Bolzano, ai fini di
cui al comma 17 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 214, non si tiene conto del minor gettito da imposta municipale
propria derivante dalle disposizioni recate dal comma 707.
713. All'articolo 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23,
a) al comma 1, le parole: «a decorrere dall'anno 2014» sono
714. Al decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, sono apportate le
a) all'articolo 7, comma 1, le parole: «a decorrere dall'anno
2014» sono soppresse;
b) all'articolo 11, comma 1, le parole: «a decorrere dall'anno
2014» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall'anno 2015».
715. Il comma 1 dell'articolo 14 del decreto legislativo 4 marzo
2011, n. 23, e' sostituito dal seguente:
«1. L'imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali
e' deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e
del reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni nella
misura del 20 per cento. La medesima imposta e' indeducibile ai fini
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive».
716. La disposizione in materia di deducibilita' dell'imposta
municipale propria ai fini dell'imposta sui redditi, di cui al comma
715, ha effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31
dicembre 2013. Per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013,
l'aliquota di cui al comma 715 e' elevata al 30 per cento.
Conseguentemente il Fondo per interventi strutturali di politica
economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
dicembre 2004, n. 307, e' ridotto per l'anno 2014 di 237,9 milioni di
euro ed e' incrementato per l'anno 2015 di 100,7 milioni di euro.
717. Al decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, sono apportate le
a) all'articolo 8, comma 1, dopo le parole: «l'imposta comunale
sugli immobili» sono inserite le seguenti: «, fatto salvo quanto
disposto nel successivo articolo 9, comma 9, terzo periodo»;
b) all'articolo 9, comma 9, dopo il secondo periodo e' aggiunto
il seguente: «Fermo restando quanto previsto dai periodi precedenti,
il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello
stesso comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione
principale, assoggettati all'imposta municipale propria, concorre
alla formazione della base imponibile dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del
718. Le disposizioni del comma 717 hanno effetto a decorrere dal
719. Ai fini dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonche'
all'articolo 91-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, gli
enti non commerciali presentano la dichiarazione esclusivamente in
via telematica, secondo le modalita' approvate con apposito decreto
del Ministero dell'economia e delle finanze. Con le stesse modalita'
ed entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione per l'anno
2013 deve essere presentata anche la dichiarazione per l'anno 2012.
720. Gli altri soggetti passivi dell'imposta municipale propria
possono presentare la dichiarazione di cui all'articolo 13, comma
12-ter, del decreto-legge n. 201 del 2011, anche in via telematica,
seguendo le modalita' previste al comma 719.
721. Il versamento dell'imposta municipale propria di cui
all'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011 e' effettuato dagli
enti non commerciali esclusivamente secondo le disposizioni di cui
all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in tre
rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento
dell'imposta complessivamente corrisposta per l'anno precedente,
devono essere versate nei termini di cui all'articolo 9, comma 3, del
decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e l'ultima, a conguaglio
dell'imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16
giugno dell'anno successivo a quello cui si riferisce il versamento.
Gli enti non commerciali eseguono i versamenti del tributo con
eventuale compensazione dei crediti, nei confronti dello stesso
comune nei confronti del quale e' scaturito il credito, risultanti
dalle dichiarazioni presentate successivamente alla data di entrata
722. A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui il
contribuente abbia effettuato un versamento relativo all'imposta
municipale propria a un comune diverso da quello destinatario
dell'imposta, il comune che viene a conoscenza dell'errato
versamento, anche a seguito di comunicazione del contribuente, deve
attivare le procedure piu' idonee per il riversamento al comune
competente delle somme indebitamente percepite. Nella comunicazione
il contribuente indica gli estremi del versamento, l'importo versato,
i dati catastali dell'immobile a cui si riferisce il versamento, il
comune destinatario delle somme e quello che ha ricevuto erroneamente
723. Per le somme concernenti gli anni di imposta 2013 e seguenti,
gli enti locali interessati comunicano al Ministero dell'economia e
delle finanze e al Ministero dell'interno gli esiti della procedura
del riversamento di cui al comma 722 al fine delle successive
regolazioni, per i comuni delle regioni a statuto ordinario, della
Regione siciliana e della regione Sardegna, in sede di Fondo di
solidarieta' comunale di cui all'articolo 1, comma 380, lettera b),
della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e, per i comuni delle regioni
Trento e di Bolzano, in sede di attuazione del comma 17 dell'articolo
724. A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui il
municipale propria di importo superiore a quello dovuto, l'istanza di
rimborso va presentata al comune che, all'esito dell'istruttoria,
provvede alla restituzione per la quota di propria spettanza,
segnalando al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero
dell'interno l'importo totale, la quota rimborsata o da rimborsare a
proprio carico nonche' l'eventuale quota a carico dell'erario che
effettua il rimborso ai sensi dell'articolo 68 delle istruzioni sul
servizio di tesoreria dello Stato di cui al decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 29 maggio 2007, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio
2007. Ai fini della regolazione dei rapporti finanziari Stato-comune,
si applica la procedura di cui al comma 725.
725. A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui sia
stata versata allo Stato, a titolo di imposta municipale propria, una
somma spettante al comune, questo, anche su comunicazione del
contribuente, da' notizia dell'esito dell'istruttoria al Ministero
dell'economia e delle finanze e al Ministero dell'interno il quale
effettua le conseguenti regolazioni a valere sullo stanziamento di
apposito capitolo anche di nuova istituzione del proprio stato di
previsione. Relativamente agli anni di imposta 2013 e successivi, le
predette regolazioni sono effettuate, per i comuni delle regioni a
statuto ordinario, della Regione siciliana e della regione Sardegna,
in sede di Fondo di solidarieta' comunale di cui all'articolo 1,
comma 380, lettera b), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e, per i
comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle
province autonome di Trento e di Bolzano, in sede di attuazione del
comma 17 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
726. A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui il
contribuente abbia versato allo Stato una somma, a titolo di imposta
municipale propria, di spettanza del comune, e abbia anche
regolarizzato la sua posizione nei confronti dello stesso comune con
successivo versamento, ai fini del rimborso della maggiore imposta
pagata si applica quanto previsto dal comma 724.
727. A decorrere dall'anno di imposta 2012, nel caso in cui sia
stata versata al comune, a titolo di imposta municipale propria, una
somma spettante allo Stato, il contribuente presenta al comune stesso
una comunicazione nell'ipotesi in cui non vi siano somme da
restituire. L'ente locale impositore, all'esito dell'istruttoria,
determina l'ammontare del tributo spettante allo Stato e ne dispone
il riversamento all'erario. Limitatamente alle somme concernenti gli
anni di imposta 2013 e successivi, il comune da' notizia dell'esito
dell'istruttoria al Ministero dell'economia e delle finanze e al
Ministero dell'interno al fine delle successive regolazioni, per i
comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e
della regione Sardegna, in sede di Fondo di solidarieta' comunale di
cui all'articolo 1, comma 380, lettera b), della legge 24 dicembre
2012, n. 228, e, per i comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e
Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in
sede di attuazione del comma 17 dell'articolo 13 del decreto-legge 6
728. Non sono applicati sanzioni e interessi nel caso di
insufficiente versamento della seconda rata dell'imposta municipale
214, e successive modificazioni, dovuta per l'anno 2013, qualora la
differenza sia versata entro il termine di versamento della prima
rata, relativa alla medesima imposta, dovuta per l'anno 2014.

References: Articolo 1

articolo 17
in fine
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 9