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Timestamp: 2019-10-16 19:49:57+00:00

Document:
Consiglio regionale - Seduta n. 85 di Mercoledì 17-07-2019
n. 085 - 17.07.19 pm
[15:03] Apertura Seduta Pubblica - 1563373989
[15:03] SUL PROCESSO VERBALE
[15:03] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[15:03] MORETTI Diego
[15:03] SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEL PATRIMONIO REGIONALE INSERITO NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE POSTO SOTTO LA TUTELA DELL'UNESCO? (51)
[15:05] GABROVEC Igor
[15:09] GIBELLI Tiziana
[15:23] RUSSO Francesco
[15:23] GIBELLI Tiziana
[15:26] GIBELLI Tiziana
[15:27] DISCUSSIONE DELLA RELAZIONE SULLO STATO DEGLI ADEMPIMENTI DELLA LEGGE REGIONALE 29/2005 (NORMATIVA ORGANICA IN MATERIA DI ATTIVITA' COMMERCIALI E DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE) AI SENSI DELLA CLAUSOLA VALUTATIVA DI CUI ALL'ART. 105 DELLA L.R. 29/2005.
[15:27] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[15:27] IACOP Franco
[15:29] SOSPENSIONE SEDUTA
[15:32] RIPRESA SEDUTA
[15:32] DISCUSSIONE DELLA RELAZIONE SULLO STATO DEGLI ADEMPIMENTI DELLA LEGGE REGIONALE 29/2005 (NORMATIVA ORGANICA IN MATERIA DI ATTIVITA' COMMERCIALI E DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE) AI SENSI DELLA CLAUSOLA VALUTATIVA DI CUI ALL'ART. 105 DELLA L.R. 29/2005.
[15:33] CALLIGARIS Antonio
[15:51] BOLZONELLO Sergio
[16:03] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "LASCIAMO CRESCERE I NOSTRI FIGLI. NO A FARMACI BLOCCA-PUBERTA' NEL SSN. NESSUN ESPERIMENTO SULLA PELLE DEI BAMBINI" (74) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: BORDIN, GHERSINICH, CALLIGARIS, BERNARDIS, LIPPOLIS, GIACOMELLI, BASSO, TOSOLINI, BOSCHETTI, BUDAI, SLOKAR, SPAGNOLO, MIANI, SINGH, TURCHET MORAS, POLESELLO, BARBERIO, MAZZOLINI)
[16:10] DA GIAU Chiara
[16:16] HONSELL Furio
[16:21] DAL ZOVO Ilaria
[16:26] LIGUORI Simona
[16:28] SANTORO Mariagrazia
[16:32] USSAI Andrea
[16:37] SHAURLI Cristiano
[16:40] RICCARDI Riccardo
[16:43] BORDIN Mauro
[16:46] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "CONTENIMENTO DEI COSTI DELLA POLITICA, OPPORTUNITA', COMPETENZA E PROFESSIONALITA' NELLE SCELTE E NEGLI INCARICHI AFFIDATI DALLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA" (91) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: MORETTI, BOLZONELLO, SHAURLI, CONFICONI, COSOLINI, DA GIAU, GABROVEC, IACOP, MARSILIO, RUSSO, SANTORO)
[16:46] MORETTI Diego
[16:53] ZILLI Barbara
[17:00] MAZZOLINI Stefano
[17:01] SERGO Cristian
[17:01] HONSELL Furio
[17:02] MAZZOLINI Stefano
[17:02] MORETTI Diego
[17:07] MAZZOLINI Stefano
[17:07] ZILLI Barbara
[17:08] MORETTI Diego
[17:09] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "IL COMMA 1 DELL’ARTICOLO 29 - OCTIES DEL D.LGS 152/2006 RECITA: "L’AUTORITÀ COMPETENTE RIESAMINA PERIODICAMENTE L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE, CONFERMANDO O AGGIORNANDO LE RELATIVE CONDIZIONI". E' FINALMENTE GIUNTO IL MOMENTO DEL RIESAME DELL'AIA DELLA FERRIERA E DEL CRONOPROGRAMMA PER ARRIVARE ALLA CHIUSURA DELL'AREA A CALDO" (99)
[17:10] USSAI Andrea
[17:18] COSOLINI Roberto
[17:24] SLOKAR Danilo
[17:28] MORETTI Diego
[17:32] SCOCCIMARRO Fabio
[17:37] USSAI Andrea
[17:39] SOSPENSIONE SEDUTA
[17:49] RIPRESA SEDUTA
[17:49] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "IL COMMA 1 DELL’ARTICOLO 29 - OCTIES DEL D.LGS 152/2006 RECITA: "L’AUTORITÀ COMPETENTE RIESAMINA PERIODICAMENTE L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE, CONFERMANDO O AGGIORNANDO LE RELATIVE CONDIZIONI". E' FINALMENTE GIUNTO IL MOMENTO DEL RIESAME DELL'AIA DELLA FERRIERA E DEL CRONOPROGRAMMA PER ARRIVARE ALLA CHIUSURA DELL'AREA A CALDO" (99)
[17:49] SCOCCIMARRO Fabio
[17:51] USSAI Andrea
[17:53] PER FATTO PERSONALE
[17:53] COSOLINI Roberto
[17:54] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "POSSIBILI INTERVENTI PER IL CONTENIMENTO DEI DANNI CAUSATI DALLA FAUNA SELVATICA" (95) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: DI BERT, MORANDINI, SIBAU, ZANON)
[17:54] DI BERT Mauro
[18:00] DAL ZOVO Ilaria
[18:03] TOSOLINI Lorenzo
[18:04] MORAS Ivo
[18:04] SINGH Alfonso
[18:04] IACOP Franco
[18:05] CALLIGARIS Antonio
[18:06] DI BERT Mauro
[18:06] ZANNIER Stefano
[18:09] MARSILIO Enzo
[18:12] Chiusura Seduta Pubblica
Dichiaro aperta l’ottantacinquesima seduta del Consiglio regionale. Informo che sono a disposizione dei Consiglieri alcune copie del processo verbale n. 83. Qualora non vi fossero eccezioni nel corso della seduta odierna, il verbale sarà considerato approvato. Scusandomi per aver cominciato leggermente in ritardo, però c’era una mozione d'ordine che era stata fatta dal gruppo del PD, se c'era la possibilità di chiudere i lavori alle ore 18.00. Dico bene, vice capogruppo? C'era stata questa richiesta. Moretti.
Se non ci sono posizioni contrarie, direi che, quindi, la seduta pomeridiana possiamo ritenerla chiusa alle ore 18.00 perché c’è un problema di riunioni, hanno un problema tecnico che li deve chiamare tutti fuori. Cominciamo con il primo punto dell’ordine, seguito della discussione sul disegno di legge. Diamo la parola a Centis, che non c'è. Ah, manca il Relatore. Invito i colleghi a rientrare in aula. Il Relatore prende posto, allora possiamo cominciare. La Giunta c’è, benissimo. Centis, non c’è, decade oppure parla dopo. Gabrovec.
Grazie per la parola, signor Presidente. La legge che stiamo trattando è ormai già di competenza, ha già ottenuto nella Commissione competente l’unanimità al voto, all'unanimità, perché tutti concordiamo di valorizzare i valori naturali e storici della nostra Regione. Come hanno detto anche i miei predecessori in modo anche approfondito, così che io non avrei da aggiungere altro, vorrei soltanto sottolineare come è anche già all’ordine del giorno odierno la necessità di promuovere i siti Unesco già riconosciuti e di prevedere anche il sostegno agli altri siti della nostra Regione, soprattutto in primis diciamo quelli molto interessanti affinché siano poi inseriti nella lista Unesco. Nella nostra Regione ci sono tantissime siti che sono rientrati nella lista Unesco, ma non sono sufficienti e sempre non sono mai troppi. Vorrei solo ricordare che le candidature delle Dolomiti, la candidatura del Carso, così come il Collio ha un territorio più ampio, che non è interessante solo dal punto di vista nazionale, ma è importante, quindi, che tutte queste candidature vengano sostenute da noi nel miglior modo possibile affinché possa avere il sostegno anche dal personale tecnico. Di recente sembrava che la candidatura per il Collio-Brda avrebbe ottenuto dei posti, avrebbe fatto dei passi avanti. Lo stesso vale anche per la candidatura del Carso transfrontaliero, triestino goriziano e sloveno, quindi quello che voglio sottolineare è dare il mio sostegno a questo disegno di legge e inviare un importante messaggio politico, ovvero di sostenere tutte le altre candidature o future candidature affinché con il materiale necessario possono essere poi presentate a chi di dovere.
Grazie, Presidente. Un intervento veloce solo per sostenere e approvare come gruppo consiliare questo disegno di legge, un disegno di legge sicuramente positivo e favorevole che valorizza e sostiene le nostre eccellenze della nostra Regione, tutto qua. Grazie, Presidente.
Prima di concludere la discussione generale c'era questa richiesta di emendamento che è stata fatta dal consigliere Russo. Darei la parola all’Assessore. Prego.
Io mi consentirei anche di dare qualche risposta ad alcune questioni che sono state sollevate nel dibattito, anche per delega del relatore consigliere Bernardis. Prima di tutto vorrei sottolineare un aspetto, cioè quello che noi traduciamo in italiano “patrimonio culturale” è una definizione assolutamente tassativa di Unesco ed è Cultural Heritage. Non si può tradurre bene in italiano perché Heritage è un concetto di patrimonio ereditato. Noi traduciamo solo patrimonio culturale. Noi abbiamo cinque siti in Regione, dei quali quattro sono con assoluta certezza patrimonio culturale. Il quinto, quello delle Dolomiti, ha un pezzo importante di patrimonio culturale che è nostro, tra l'altro, nelle Dolomiti friulane. Sono le grotte di Pradis, poi ci spendo mezza parola. Questo disegno di legge riguarda solo la parte di Unesco relativa al riconoscimento Cultural Heritage, cioè patrimonio culturale ereditato. Per questa ragione, nonostante come tutti voi sia stata raggiunta da -n telefonate dirette (Mi devo ricordare di non calpestare i miei occhiali da sole) e indirette da parte del Parco delle Prealpi Giulie, Parco di Miramare, della Nico Pepe, che ha ottenuto un riconoscimento, ma non è patrimonio culturale. A tutti loro ho spiegato e ogni tanto mi monto la testa perché mi convinco di essere riuscita a convincere il mio prossimo, invece poi scopro che non è vero, questo concetto, cioè questa legge riguarda il Cultural Heritage. Non ci possiamo mettere dentro altri svariati - aggiungo negli ultimi anni - tipi di riconoscimento che Unesco dà. Questo è il primo punto ed è la ragione per la quale prima ho detto privatamente, perché il Presidente ha interrotto la seduta, al collega consigliere Russo la ragione per la quale un emendamento che inserisca le Prealpi Giulia e il Parco di Miramare qui dentro è incongruo e incoerente, oltre che - consentitemi anche - irrispettoso nei confronti dei miei colleghi, territorio e ambiente, che non sono qui e non è che decido io al posto loro, ma, comunque, non è coerente con il testo e le finalità della legge. Il richiamo all'articolo 15 mi pare opinabile per il semplice fatto che l'articolo 15 cita esplicitamente il sito delle Dolomiti friulane. Questo è uno. Il nostro patrimonio culturale, qui in parte rispondo al consigliere Honsell e in parte ad altri colleghi, il nostro è un grande patrimonio culturale perché noi andiamo dalla protostoria alla preistoria, ai romani, ai longobardi e alla Serenissima, quindi, girando i nostri siti Unesco, si ripercorre la protostoria, la preistoria e la storia di questa Regione. La protostoria sta nelle Grotte di Pradis a Clauzetto ed è nostro perché è nelle Dolomiti friulane ed è l'unico sito in Europa, secondo me al mondo perché io ho fatto qualche modesta ricerchino, ma non ho trovato altre tracce, in Europa è l'unico sito nel quale sono stati rinvenuti contestualmente i resti di Homo Sapiens e di Neanderthal, quindi immaginatevi l'importanza di questo sito. Dalla Protostoria si va alla Preistoria, Palù di Livenza, 6 mila anni fa, da Palù di Livenza si va ad Aquileia, che era la più grande città romana a Nord di Roma e che, una volta che completeremo gli scavi, sarà la più grande città romana perché a Roma ci sono vestigia importantissime e capitali per l'umanità, ma non c'è una città così grande e Pompei non è così grande. Da Aquileia si va a Cividale Longobardi e poi Palmanova, la Serenissima, quindi noi abbiamo un circuito ideale che speriamo sia completato anche da altri siti, ma al momento questo è, che dobbiamo in qualche modo supportare. Per quanto riguarda l'intervento del collega Iacop, innanzitutto vi do una comunicazione formale: io non bevo più prosecco da quando è diventato patrimonio dell'umanità Unesco per protesta, non bevo più prosecco, bevo dell'ottima ribolla gialla spumantata, c’è anche la Malvasia del Carso spumantata, poi mi consulterò con Gabrovec per farmi dare il nome dei produttori. Va beh, insomma, dai, ecco! Perché questa candidatura del prosecco, che è andata avanti per molti anni prima di avere il riconoscimento, è andata avanti per molti anni per -n ragioni ostative perché i vincoli e gli obblighi ci sono e sono tantissimi, sono tantissimi. Ci sono dei modelli, dei piani di gestione dei nostri siti, assolutamente espletorici perché sono convinta che potessero essere condensati in un numero minore di pagine, però noi abbiamo dei piani di gestione di milleduecento pagine che contemplano ogni sorta di obbligo e di vincolo, quindi, consigliere Honsell, pensare che un sito Unesco possa essere distrutto, giusto se c'è una guerra atomica o una calamità naturale. Ho già rassicurato anche il consigliere Capozzella rispetto al fatto che non avremmo mai torme di visitatori al Palù di Livenza, che è il regno dei flebotomi, zanzare ovviamente comprese, ma anche di ogni altro tipo, genere e qualità, quindi lì abbiamo una difesa naturale che ci lascia assolutamente tranquilli. Infine, poi vi leggo l'emendamento che, invece, è già stato virtualmente accettato in Commissione e formalmente lo accetto oggi in Consiglio. Infine, mi sono dimenticata dell'infine per parlarvi dell'emendamento. Ah no, ancora il consigliere Honsell. La preoccupazione di dire “non sono citati dei soggetti culturali”. Allora, anche qui capiamoci: io non ho una mentalità dirigista né in quest'ambito né in nessun altro, quindi non mi permetterei mai di toccare l'autonomia dei Comuni dicendogli “Guarda che tu ti deve avvalere di Tizio, Caio, Sempronio e Ludovico”. No, mi permetto di chiedere ai Comuni, nel momento nel quale la Regione dà un contributo, di dirmi per quale progetto e come intendono portare avanti il progetto. Poi, come ho spiegato al consigliere Honsell, ci sono talmente tante missioni di ricognizione della Soprintendenza - sto chiamando con un eufemismo - su tutti i nostri siti, quindi viene esercitata una tutela tale da parte del Ministero Beni e Attività culturali periferico, che possiamo stare assolutamente tranquilli che nessun Comune si mette a scavare per conto suo e che nessuno sito è danneggiato da attività comunali. Anzi, finora questi siti, soprattutto Palmanova e il Palù di Livenza, che sono quelli che per la loro conformazione necessitano del taglio dell'erba e di una serie di altre attività che sono agricole o para agricole, ecco, soprattutto questi comuni non solo non possono essere accusati di potenziale rischio di devastazione del sito, ma, se non ci fossero stati loro, i siti non sarebbero neanche accessibili perché la natura fa il suo corso, l'erba cresce, se non la tagli, le acacie allungano i loro tentacoli spinosi e i rovi prosperano, quindi questi pericoli non ci sono. Vi leggo l'emendamento. Prima dell'articolo 17 è inserito il 17 ante “Valorizzazione turistica dei siti regionali Unesco”: la Regione assicura la valorizzazione dei siti regionali Unesco anche avvalendosi dell'Agenzia Promoturismo FVG, di cui alla legge regionale 27 marzo 2015, n. 8, (riorganizzazione di enti del sistema turistico regionale) che attua azioni mirate allo sviluppo del turismo culturale e naturale in sinergia con i soggetti gestori e in coerenza con i piani operativi di ciascun sito. Ho finito.
È terminata la discussione generale, passiamo alla votazione della legge articolo per articolo. Cominciamo dall'articolo 1. Se non ci sono interventi, porrei in votazione l'articolo 1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 2. Se non ci sono interventi, apro la votazione. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 3. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 4. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Sull’articolo 5 interviene il consigliere Honsell.
Brevissimo. Ho presentato un piccolo ordine del giorno per cercare di sostanziare l’osservazione che avevo fatto, pur apprezzando gli interventi e le risposte che ha dato, però ho messo un ordine del giorno che spero possa incontrare l’interesse della Giunta. Grazie.
Grazie, consigliere Honsell. Ci sono altri interventi sull’articolo 5? Se non ci sono, pongo in votazione l’articolo 5. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 6. Ci sono interventi? Se non ci sono interventi. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 7. Ci sono interventi? Se non ci sono interventi. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 8. Ci sono interventi? Se non ci sono interventi. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 9. Se non ci sono interventi. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 10. Se non ci sono interventi, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 11. Se non ci sono interventi, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 12. Se non ci sono interventi, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 13. Se non ci sono interventi, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 14. Se non ci sono interventi, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Sull'articolo 15. Prego, Russo.
Grazie. Solo per verificare con l’Assessore se potrebbe essere accettabile, da parte della Giunta, un ordine del giorno che recuperi il senso di un’attenzione dell’esecutivo sui due MAB in successivi provvedimenti. Se questo fosse possibile, lo presenterei come ordine del giorno. Già fatto così?
Non ho nessuna difficoltà, purché sia indirizzato ai destinatari giusti, in questo caso la vicenda mi riguarda solo marginalmente, posso solo dire ai colleghi che sono d’accordo.
C’è qualcosa che forse hai preso nell’ordine del giorno n. 2, credo, no? Di Moretuzzo, aggiunge la firma anche Russo. Moretuzzo è d’accordo, firma all’ordine del giorno n. 2. Votiamo l’articolo 15. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 16. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Adesso c'è un emendamento. Il 17 ante.1 che è stato già illustrato dalla Giunta. Se non ci sono interventi, diamo la parola al Relatore Bernardis.
Emendamento accolto.
La Giunta chiaramente anche che l’ha presentato, quindi poniamo in votazione l’emendamento 17 ante 1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 17. Se non ci sono interventi, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 18. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 19. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 20. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Adesso diamo la parola alla Giunta per quanto riguarda gli ordini del giorno n. 1 e 2. Prego, assessore Gibelli.
Sul primo non ho alcuna difficoltà a dire “Accolto”. Sul secondo, per la mia parte è accolto, è una raccomandazione che viene rivolta ai colleghi, Assessori al territorio e all’ambiente. Va bene per me.
Accolto, quindi, benissimo, sono accolti tutti e due, quindi non si votano. Passiamo alla votazione complessiva del disegno di legge n. 51. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. La legge è approvata. Passiamo al punto successivo all'ordine del giorno: Discussione della relazione sullo stato degli adempimenti della legge regionale n. 29 del 2005 (Normativa organica in materia di attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande”, ai sensi della clausola valutativa di cui all’articolo 105 della legge regionale n. 29 del 2005. Ci sono due relatori. Do la parola al relatore Calligaris. Prego. Iacop.
Sull’ordine dei lavori, ma anche come Presidente del Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione, attenderei che arrivi l'Assessore competente. Voglio dire, stiamo facendo la clausola valutativa su una legge attinente a discipline del commercio. Ora, che non sia presente l'Assessore competente, a proposito di articoli che oggi ci sono e che siamo stati anche tranquilli [...]. Presidente, se agli altri Consiglieri non interessa il ruolo del Consiglio regionale in questo momento, questa è una delle azioni previste dalla legge, riguardano le clausole valutative, hanno a che fare, l’Assessore viene in Comitato a relazionare. C’è l’incontro congiunto con la Commissione, siamo qui a fare la relazione sulla cosa, credo ... stamattina ne ho parlato con l'assessore Roberti, altrimenti devo dire che alcuni commenti che la stampa ha anticipato sono più che pertinenti.
Non so cosa diceva la stampa, comunque l’assessore Bini mi dicono che è nella sala azzurra, arriva. Sospendiamo dieci minuti in attesa che recuperano l’assessore Bini. Riprendiamo la seduta. Do la parola al relatore Calligaris, prego.
CALLIGARIS, Relatore.
Egregio Presidente, egregi Consiglieri, il Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione ha esaminato la relazione sullo stato degli adempimenti della legge regionale n. 29 del 2005 nella seduta del 18 aprile 2019 in base all'articolo quinquies del Regolamento interno. La relazione della Giunta è stata presentata in attuazione della clausola valutativa, cioè dell'articolo 105 della legge regionale n. 29 del 2005, la quale prevede che la Giunta informi il Consiglio con cadenza triennale sullo stato di attuazione della legge e dia anche evidenza dei risultati ottenuti dagli interventi realizzati sul sistema socio-economico regionale. Questa è la relazione che riguarda il triennio 2015 - 2017 e la terza relazione che arriva al Consiglio. Per quanto riguarda la relazione del triennio precedente, 2012 - 2014, nella scorsa legislatura il Comitato aveva segnalato dei problemi riguardanti la clausola valutativa, per cui era stata rivista con legge regionale. Questi problemi riguardavano soprattutto sia per una situazione normativa abbastanza stratificata sia perché forse la clausola valutativa era troppo articolata per essere efficace. Dal punto di vista dell'analisi della relazione, si può dire che la legge n. 29 del 2005 rappresenta il Testo Unico sul commercio regionale ed è entrata in vigore nel periodo di piena transizione e di passaggio fra la regolamentazione pubblica, il controllo pubblico sulle attività commerciali e la liberalizzazione ed è stata sottoposta a diversi adeguamenti normativi in base alle normative dell'Unione Europea e nazionale. Bisogna ricordare il Bersani Bis, cioè il decreto legislativo n. 223 del 2006, la direttiva Bolkenstein, cioè il decreto 59/2010, che prevedono praticamente che l'accesso al mercato di un’impresa commerciale può essere vincolato e condizionato solo da norme urbanistiche e alcune valutazioni che riguardano la salute dei lavoratori, l'ambiente e i beni culturali e poi il famoso Salva Italia, il decreto legge 201/2011, la sentenza della Consulta n. 98/2017 che hanno liberalizzato le giornate e gli orari di apertura, quindi, in realtà, la relazione sullo stato della legge n. 29 del 2005 purtroppo si potrebbe addirittura ridurre a una forma di monitoraggio della situazione della rete distributiva su scelte fatte e operate da altri, da una parte; dall'altra c'è anche una situazione reale ed economica che riguarda una velocità, una modifica continua dell'evoluzione delle tendenze dei consumatori, la modifica delle dinamiche della concorrenza, la crisi economica e una situazione in continuo mutamento che vede per esempio, ultimamente, l'apertura degli hard discount e delle e-commerce, quindi c'è una limitata capacità delle politiche di intervenire in questo settore. Ci sono degli elementi positivi nell'analisi che riguardano i finanziamenti agevolati alle micro imprese e alle PMI previste dalla legge n. 29. Nel 2014 c’era stato un calo rispetto agli anni precedenti con una ripresa nel 2015 - 2016. Nel 2014 avevamo duecentotrentasei domande, nel due mila quindici sono arrivate a quattrocentoottantasei, accolte trecentosessantotto. Nel 2016 cinquecentoquarantacinque, accolte trecentoventiquattro. A seguito di modifica legislativa del 2017, però, siamo arrivati nel 2017 a quarantacinque domande per spese correnti e millequattrocentoquaranta per investimenti, quindi questo denota un apprezzamento delle imprese. Preoccupazione, se non un po’ di sconforto, riguarda, invece, la rete distributiva perché, se è vero che nel triennio 2015 - 2017 abbiamo avuto un rallentamento dell'aumento delle grandi distribuzioni e, per esempio, nel triennio 2015 - 2017 per le superfici abbiamo i negozi di vicinato, meno uno per cento, la distribuzione media inferiore è sostanzialmente stabile, la media superiore aumenta del 2,28, la grande distribuzione aumenta del 3,52 per cento, dato particolare diminuisce dell’11,21 a Pordenone e aumenta del 10,79 a Udine. Se, però, guardiamo questi dati, partendo dal 2009, 2009 - 2017, abbiamo la grande distribuzione che segna un più 17,5 per cento, la media superiore più 10,3, la media inferiore meno 10,6, i negozi di vicinato meno 9 per cento. Diciamo che l'area più colpita è il Goriziano, dove abbiamo più 34 per cento di grande distribuzione, più 28 per cento della media superiore, meno 19 per cento della media inferiore e meno 14,6 dei negozi di vicinato. Un fatto particolare per quanto riguarda, invece, applicando il criterio delle quote, si nota che le quote di mercato risultano , è sfasato, le quote di mercato rispetto al vecchio piano regionale è un criterio che non dà una valutazione esatta perché, per esempio, la grande distribuzione sarebbe comunque sempre inferiore ai valori di piano che si attestano, progettati al 65 per cento per l’alimentare e il 60 per il non alimentare, mentre quello di vicinato rispetto al piano come quote sarebbe sempre e comunque superiore. Per quanto riguarda l'analisi fatta in Comitato, si sono fatti dei ragionamenti per cui in questa situazione, soprattutto sia normativa, ma sopratutto normativa, non è facile trovare o garantire un equilibrio tra la grande e media distribuzione e le piccole realtà con strumenti di politica pubblica tradizionale, seppure è stata rilevata l'esigenza di tutelare la ricchezza delle piccole attività e, soprattutto, nei piccoli nuclei. Si è rilevato che questo si può fare con uno sforzo e una progettazione strategica tra i soggetti e insieme ai soggetti coinvolti, cioè la Regione con degli incentivi, il sistema dei Comuni e credo anche la Regione con una forma di sburocratizzazione e riduzione dei costi indiretti e le associazioni di categoria, considerando che la liberalizzazione del mercato è quella che stabilisce se un’impresa vive o non vive, diciamo che è un impegno o un’attenzione della politica quella di cercare di mantenere un equilibrio. In una situazione, per quanto riguarda la rete distributiva, come dicevo prima, forse si è rallentata, forse anche per saturazione, dove abbiamo un rallentamento, ma comunque resta per esempio in aumento anche la media superiore che, secondo me, in alcune aree della nostra Regione ha preso spazi, sta coprendo gli spazi addirittura di quelli che erano i negozi di vicinato, soprattutto per l'alimentare. Grazie.
Grazie, consigliere Calligaris. Consigliere Cosolini.
Grazie, Presidente. Condividendo la relazione illustrata dal collega Calligaris, volevo solo sottolineare due aspetti che mi sembrano particolarmente significativi. Il collega Calligaris ha evidenziato come la legislazione complessiva debba ricorrere i cambiamenti estremamente significativi che hanno caratterizzato e caratterizzano complessivamente l'andamento del commercio. Ha citato lo spopolamento del commercio urbano ad opera dei grandi centri, ha citato l'emergere degli hard discount, anche come risposta a una minore capacità di acquisto da parte dei cittadini e delle famiglie nella crisi, e ha citato il commercio elettronico. Io su questo aspetto sottolineerei quella che deve essere una grande attenzione e un grande scrupolo anche del legislatore regionale e degli enti locali quando affrontano materie, penso anche in particolare alla programmazione urbanistica degli spazi destinati ad attività commerciali. Noi siamo probabilmente entrati in una seconda rivoluzione da questo punto di vista. La prima è stata quella che ha polarizzato nei grandi centri commerciali e nei monomarca buona parte degli acquisti nella stragrande maggioranza del territorio, oggi noi stiamo passando molto più velocemente rispetto a quanto avremmo immaginato fino a pochi anni fa l’affermazione del commercio online. Guardate che ci sono grandi gruppi internazionali che stanno rivedendo il loro posizionamento strategico, uno di questi è Ikea, che sta progressivamente valutando di abbandonare la strada dei grandi contenitori per passare a delle medie e piccole showroom urbane, consapevole che anche lì la stragrande maggioranza degli acquisti si sposterà dall'acquisto diretto al commercio online. Nelle scelte che facciamo, nelle scelte che facciamo come Regione, nelle scelte che facciamo come enti locali, nelle scelte anche relative ai possibili ampliamenti di spazi teniamo presente il rischio commesso a questa rivoluzione, ovvero quello di trovarci, di rischiare di trovarci, così come successo per molte situazioni industriali con la crisi della manifattura, di trovarci molti contenitori che a un certo punto rischiano di essere privi di un’attrattività, rischiano evidentemente di andare in crisi perché soppiantati da una forma più evoluta di commercio, rischiano perciò alla fin fine di diventare un problema per il loro svuotamento, la loro chiusura e poi, eventualmente, per la loro ricollocazione. Grazie.
Grazie, consigliere Cosolini. Apriamo la discussione, se c'è qualcuno che vuole intervenire. Honsell.
Grazie, Presidente. Questo mi sembra, ovviamente, un tema molto importante anche per quel che riguarda la vita nelle città sui nostri territori e quindi ringrazio tutto il Comitato di valutazione e anche i Consiglieri Calligaris e Cosolini per il loro lavoro, per il loro impegno, però ciò che avrei desiderato sottolineare e conoscere da loro qual è il loro punto di vista era un elemento che, pur riconoscendo che ci può essere questa evoluzione, questa transizione nel commercio, c’è un fattore che credo che, invece, rimanga invariato ed è, se posso chiamarlo, direi la mobilità e il traffico parassita che viene innescato dal commercio. Drammatico era quello (o tuttora) nei centri commerciali, un inutile sovraccarico non soltanto della nostra rete viaria, ma molto spesso - io lo dico immaginando quello che succede nella zona di Martignacco, vicino a Udine, per i Consiglieri che non lo sanno, ma c’è un enorme centro commerciale che praticamente paralizza in vari orari tutta una parte del complesso di Udine e Comuni contermini. Non mi rallegra il fatto che i centri commerciali possano conoscere il declino, anche se chiaramente devo confessare che l’ho desiderato, proprio perché era chiaro che comprometteva la vita nelle città, soprattutto per le fasce più deboli e anche dal punto di vista ambientale aggravava la qualità intorno alla rete viaria non solo in termini di rumore, ma anche certamente di inquinamento. Questo vorrei sapere: se l’e-commesse di fatto risolve questo problema perché l'impressione è che anch'esso inneschi una mobilità molto più nascosta e molto più per questo ancora più forse pericolosa di tutto questo trasporto di materiali comprati online, che prima o poi da qualche parte devono andare. Certamente lo vediamo nelle fasi più drammatiche quando c’è la pizza in arrivo, vediamo questi che sfrecciano, un e-commerce, certamente molto più spicciolo e mi immagino se davvero anche tutti i mobili Ikea dovranno passare da questi autotreni e autocarri che consegneranno direttamente le cose. Volevo sapere se in qualche modo si riesce a studiare il commercio anche sotto il profilo della mobilità e di quello che può essere l’indicatore del traffico perché credo che il mio invito alla Giunta regionale è proprio quello di tenere in considerazione l'aspetto ovviamente ambientale e la mobilità sostenibile in questo tipo di ragionamenti perché c’è un impatto che, francamente, andrebbe assolutamente ridotto. Sull’e-commerce mi interesserebbe sapere se si riesce a stimare un pochino di tutti questi vettori che trasportano i materiali e se e quanto diciamo questo è cresciuto e quanto impegna la nostra rete viaria. L'altro aspetto più preoccupante è proprio quello fiscale: molto spesso attraverso l’e-commerce uno pensa, ovviamente, ad Amazon, come tipico esempio. È chiaro che gli oneri e la pressione fiscale su Amazon, almeno per quello che io avevo potuto approfondire, è molto minore di quella che, ovviamente, su tutti i venditori o operatori del settore del commercio proprio perché hanno questa loro natura multinazionale o sovranazionale o internazionale, per cui poi, alla fine, non è ben chiaro dove e come e chi paghi l'IVA proprio nel seno brutale. In questo senso una raccomandazione è anche di tenere un occhio all’e-commerce sotto il profilo fiscale. Grazie.
Grazie, consigliere Honsell. SI è iscritto a parlare il consigliere Bolzonello. Prego.
Grazie, Presidente. Velocissimo, anche perché pensavamo che ci fosse il dibattito, ma stimolato dal collega Honsell faccio due brevi riflessioni e le rimetto lì al Comitato, al Presidente e ai due Relatori, oltre che all’aula. Il tema della mobilità rispetto al commercio è uno dei grandi temi che abbiamo affrontato negli anni Ottanta Novanta ed ora questo dell’e-commerce, con la nuova mobilità che significa logistica, è evidente che sarà una delle prossime sfida. Quando un po' amabilmente adesso il collega Honsell dice “Non vorrei che anche Ikea”, sì, anche Ikea andrà moltissimo verso l’e-commerce, vuol dire che la parte logistica, come il collega sa, è già partita e ci sarà un ridimensionamento di una serie di centri commerciali che porteranno a una modalità diversa, quindi pensare a una mobilità legata non solo al sistema dei padroncini, ma a qualcosa di diverso sarà necessario. Penso che tutti saremo impegnati a ragionare su questo. Tra l'altro, in un settore come quello legato al piccolo trasporto, in generale, ma al trasporto in generale di merci che è, tra virgolette, in crisi, non è un settore con grandissimi margini, se non nelle tre o quattro grandi flotte. Tutto il resto ha una serie di problematiche non da poco, quindi su quello sicuramente la Giunta dovrà esercitarsi nel cercare di trovare qualche strumento per sostenere per una lettura prima per poi sostenere questa cosa, ma l'altro argomento - è stato citato Ikea ed è il vero motivo per il quale mi permetto questo breve intervento - è che saremo chiamati ad affrontare fra poco una grande sfida, che è quella legata all'alimentare. Voi sapete che negli anni Ottanta e Novanta tutto il tema dei grandi centri commerciali si reggeva sul grande Iper, poi la galleria, eccetera. Proprio la settimana scorsa ero a pranzo con uno dei Presidenti di una della più grandi catene che fa il 13 per cento del mercato, per capirci, e loro stanno andando in questo momento a una rivisitazione complessiva di tutti i mega. Che significa? Significa che, se rivedono i mega, va in crisi il sistema del centro commerciale tradizionale perché, chiaramente, salta quello, la galleria tiene, ma fino a un certo punto e poi ... e ci sarà, per contro, la questa positiva è che quella parte di investimento ritornerà tutta nelle città e nei pesi. In questo momento da una redditività - tra virgolette - relativa, molto più alta, il negozio dell'alimentare dà millecinque rispetto all'iper ed è evidente che nel momento in cui oramai due o tre di queste catene che stanno chiudendo con perdite pesantissime e stanno ristrutturando, perché anche questa dell’alimentari, voi sapete che oramai ci sono tre, quattro catene che hanno il segno meno prima dell’Ebitda. Capiamoci su questo. Ci sarà una rivisitazione complessiva di tutta questa partita, non da ultimo Auchan che se ne va, Conad che compra Auchan. Il problema anche qui in Regione è di una rivisitazione di tutta la partita di Auchan, Coop che ha 100 milioni di perdite che quest'anno sono arrivate a 80; Conad, che ha una serie di problematiche, ma compra Auchan e diventa la prima quotista perché, a questo punto, arriverà al 18 per cento del mercato e via discorrendo, con i discount che è vero che hanno sopportato nei momenti di crisi tutta una serie di problematiche per le persone che avevano meno possibilità, ma che ora si ritrovano in una condizione di difficoltà anche loro in alcuni passaggi, non tutti, ma qualcuno. È evidente che noi dovremmo nei prossimi mesi e nei prossimi anni seguire un'analisi che va dalla parte umanistica alla parte sociale e alla parte del commercio e tenere insieme questi tre argomenti.
Consigliere Bolzonello.
Scusi, non avevo dieci minuti? Sono cinque? Ah, chiedo scusa, ho chiuso. Questa è la sfida che dovremmo mettere in piedi.
Grazie, consigliere Bolzonello. Consigliere Sergo, prego.
Grazie, Presidente. Parlando di commercio, innanzitutto devo esprimere apprezzamento per la relazione presentata perché fa un'analisi di quelli che sono gli strumenti adesso a disposizione anche delle imprese per la 29/2005, quella che è la situazione nuda e cruda. Io ricordo che nelle passate occasioni in cui c'è stata la valutazione e la clausola valutativa anche in aria c’era un focus proprio sull’Isontino, c’era un focus soprattutto nella relazione 2012 - 2014. Immagino che l'intento di quel focus fosse capire che tipo di effetti potesse avere su quell'area la nascita del grande centro commerciale di Villesse. Sinceramente qui adesso quel focus non c’è più, abbiamo una relazione che è molto più, non la relazione presentata, ma quella effettiva sulla clausola valutativa è molto più snella. Noi negli anni siamo passati da duecentoquaranta pagine a novecentodiciassette e adesso siamo a centocinquanta mi pare, proprio perché quei focus specifici non ci sono più, però ci sono le due righe che giustamente il collega Calligaris prima leggeva sugli affetti comunque, vuoi per quel motivo, vuoi per qualsiasi altro motivo, vuoi per l’e-commerce, vuoi per la concorrenza magari anche con i Paesi limitrofi, possiamo metterci quello che vogliamo, ma i dati della sola provincia di Gorizia è bene ricordarli: più 34 per cento superfici grandi di strutture, più 28 per cento medie e strutture maggiori, meno 19per cento medie e strutture minori, meno 14,6 per cento vicinato, che, messi così, sembrerebbero anche numeri abbastanza tranquilli. Se fossero declinati anche su singoli esercizi commerciali, il 14 per cento dei negozi di vicinato di una provincia vi lascio solo immaginare che cosa significhi, a fronte di un 34 per cento delle superfici che magari vuol dire che si è aggiunto un negozio in più. Questo io lo dico, lo ribadisco e lo ripeto perché lo dicevamo ancora nel 2014, ovviamente, ma ancora nel 2013, soprattutto quello che c’era da discutere ancora l'ampliamento di grandi strutture di vendita, non facciamoci ingannare dal fatto che queste strutture creino posti di lavoro. Queste strutture distruggono posti di lavoro, distruggono posti di lavoro! I dati sono tutti qua: a fronte di un migliaio di posti creati e dovremo anche metterci a parlare, ma ovviamente non è dibattito sulla clausola valutativa di che tipo di contratti ci sono, di che tipo di tutele, di cosa è significato negli anni aprire anche i voucher per il commercio e tutte queste discussioni, che ovviamente non possono essere di dibattito in una clausola valutativa di una legge regionale, ma che comunque devono tener conto, se vogliamo fare un ragionamento dell'impatto sociale della grande distribuzione e, probabilmente, anche di quello che sarà il dibattito sull’e-commerce, che giustamente ormai diciamo che sarà, ma che dovremmo iniziare a dire che c'è, anche perché il fatto di avere negli anni permesso per mille motivi. Io continuo ad avere la mia idea e poi lo vediamo anche tutti i giorni e in tutte le norme che pian piano si vanno ad approvare anche a livello nazionale, si è sempre detto “C’è la Bolkestein, c’è la Bolkestein, c’è la Bolkestein”. C’era la Bolkestein anche per il commercio ambulante, è bastata una piccola norma e non c'è più la Bolkestein per la legge ambulante. L'Europa su questo non ha avuto niente da ridire. Qui di commercio ambulante non si parla. Mi ha colpito in qualche modo anche questa chiamiamola mancanza della relazione. Se vogliamo parlare della 29/2005, anche quello è un settore che ovviamente è all'interno della 29/2005. Adesso non mi ricordo se nelle altre c’era il focus o meno, però, quando parliamo di piccoli esercizi, ovviamente teniamo conto anche che c'è una partita legata alle nostre comunità che è quella del commercio ambulante che va sicuramente tutelato, così come vanno tutelati i negozi di vicinato proprio perché, altrimenti, rischiamo di avere città deserte, grandi vetrine aperte e spesso vuote in periferia che ormai, come detto, serviranno a poco e a nessuno. Grazie.
Non ci sono altri iscritti a parlare, quindi non so se l'assessore vuole commentare. Non vuole commentare, quindi pongo in votazione la relazione sullo stato degli adempimenti della legge regionale 29/2005 (Normativa organica in materia di attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande). È aperta la votazione. È un’approvazione della relazione. È aperta la votazione. Non è ancora aperta, si è bloccato tutto di nuovo. Bisogna chiudere Sergo e aprire la votazione. Ecco, è aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo alla mozione n. 74 “Lasciamo crescere i nostri figli. No a farmaci blocca-pubertà nel SSN. Nessun esperimento sulla pelle dei bambini”, a firma Bordin, Ghersinich, Calligaris, Bernardis, Lippolis, Giacomelli, Basso, Tosolini, Bochetti, Budai, Slokar, Spagnolo, Miani, Singh, Turchet, Moras, Polesello, Barberio e Mazzolini. Prego, Bordin.
Con determina del 25 febbraio 2019 la molecola triptorelina è stata inserita fra i medicinali erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. Questa molecola in pratica potrà essere somministrata ad adolescenti in stato puberale, affetti da disforia di genere, allo scopo di provocare un blocco dello sviluppo puberale. La pubertà, naturalmente, come ben chiaro, non è una malattia e gli ormoni che bloccano lo sviluppo, siano o meno reversibili, inducono uno stato di malattia e inibiscono la crescita e la fertilità di un bambino precedentemente sano. Il farmaco è sotto immesso nell’elenco del Servizio Sanitario Nazionale in assenza di sufficienti studi clinici, soprattutto in merito ai possibili effetti negativi a lunga scadenza. Non esistono, tra l'altro, evidenze sull’effettivo pieno ripristino della fertilità. Bloccare la pubertà naturalmente può indurre farmacologicamente un disallineamento fra lo sviluppo fisico e quello cognitivo del minore, compromettendo la definizione morfologica e funzionale di quelle parti del cervello che contribuiscono alla strutturazione dell’identità sessuale insieme con i fattori ambientali ed educativi. Bloccare lo sviluppo della pubertà non risolve, quindi, i problemi psicologici del minore. Tra l'altro, studi che sono stati effettuati dimostrano che fino al 98 per cento dei bambini con confusione di genere e fino all’88 per cento delle bambine con confusione di genere accettano il proprio sesso biologico dopo che attraverso naturalmente la pubertà. Esistono forti perplessità sul fatto che i medici siano in grado di garantire un assenso espresso e consapevole da parte di un minore pre adolescenziale, ossia è difficile dire che possa essere effettivamente libero e volontario il consenso che viene dato nel momento in cui si va a incidere su un bene come la capacità produttiva che non si è ancora manifestato e del quale non vi è piena consapevolezza. Parliamo in questo caso, come si evince dal testo della mozione, dell'utilizzo di questo farmaco nei confronti dei bambini o bambine che sarebbero affetti da questa disforia di genere che è un disturbo naturalmente di carattere psicologico che in questo modo viene trattato con medicine che determinano poi un effetto che va a incidere sul corpo del bambino, quindi si bloccano le modificazioni fisiche della pubertà e si lascia poi questi bambini in un limbo di incertezza dal punto di vista della caratterizzazione sessuale. Mancano poi dati certi sull'efficacia e la sicurezza del medicinale per il trattamento della disforia di genere e vi sono dati relativi al suo unico uso autorizzato, cioè il trattamento della pubertà precoce, ma una cosa è, naturalmente, il trattamento della pubertà precoce e un'altra cosa è l'utilizzo di questo medicinale per la disforia di genere, infatti bloccare una pubertà patologica per consentire a un bambino o a una bambina di svilupparsi al momento giusto è completamente diverso da bloccare una pubertà fisiologica perché non si accetta quel corpo asessuato. Inoltre, mentre nel primo caso tolgo una differenza patologica con i propri coetanei, pensiamo a una bambina a cui cresce il seno a sette anni, per consentire una crescita più serena, nel secondo caso vado ad aumentare la distanza con i propri coetanei, ad esempio un adolescente di sedici anni che mantiene l'aspetto di una bambina con l’intento di aiutare uno a capire meglio quale sia la sua identità. Non vi sono dati sulle conseguenze del disallineamento tra sviluppo fisico bloccato in uno stadio puberale e sviluppo cognitivo e psichico che prosegue poi con l’età. Gli effetti, quindi, di questa medicina utilizzata per ridurre la sofferenza psichica dovuta alla mancata accettazione di sé dovrebbero essere valutati non sull’ottenimento del blocco puberale, ma sull'accettazione di sé alla fine del processo e anche qui non abbiamo dati certi su cui ragionare. Tra l'altro, anche le persone che hanno completato l'apertura di cambio di sesso mantengono tassi di mortalità molto più alte rispetto alla popolazione generale per quanto riguarda le varie cause, compreso il suicidio, a conferma del fatto che il problema non sta poi sul corpo che è giusto, ma è una sofferenza che naturalmente va ricercata altrove, adeguatamente analizzata e affrontata. Sta invece emergendo con sempre maggiore frequenza il fenomeno di coloro che, dopo aver iniziato un processo di transizione o averlo anche concluso, vogliono poi tornare indietro. Come si può pensare quindi che una persona che vive questo disagio in maniera molto accentuata sia aiutata nel rimanere per anni, fino a quattro anni, in una situazione di neutralità fisica sessuale, mentre i coetanei si sviluppano e si allontano da lui. Pensiamo, quindi, a una bambina o a un bambino che vengono trattate con questa medicina e che fino a quattro anni possono trovarsi nel limbo, il modo in cui poi possono rapportarsi con i propri coetanei, quindi quelli che possono essere gli effetti sulla loro personalità, sulla loro psiche e sul loro sviluppo nel momento in cui magari superano naturalmente una fase di incertezza legata anche all'età. La proposta che facciamo con questa mozione è di attivarsi presso il Governo nazionale affinché venga interdetta su tutto il territorio nazionale la somministrazione di questo medicinale agli adolescenti con l'obiettivo di impedirne lo sviluppo puberale. Fondamentalmente lasciamo che i nostri bambini e le nostre bambine crescano, purtroppo in alcuni casi problemi che ci possono essere, senza però andare a incidere con questi farmaci sul loro sviluppo fisico, tenendo conto che quando poi andiamo a prevedere l'utilizzo di un farmaco e addirittura la gratuità a carico di Servizio Sanitario Nazionale c'è anche il rischio che l'utilizzo di questo farmaco possa essere aumentato rispetto alla situazione diversa quando poi questo farmaco, invece, è a carico delle singole famiglie, pertanto si esprime contrarietà rispetto all'utilizzo di questo di questo farmaco e rispetto agli effetti che ha sullo sviluppo dei minori.
Grazie, consigliere Bordin, per la chiarezza e il modo di esporre questa mozione. Apriamo il dibattito, discussione generale su questa mozione. Da Giau.
Grazie per la parola, Presidente. Sì, c'è stata un'illustrazione molto tecnica diciamo. Io vorrei che qualcuno dei colleghi si cimentasse a spiegare il meccanismo di azione di questa molecola e farci capire e spiegarci nel dettaglio che cos’è la disforia di genere, quali meccanismi fisiologici riguarda e che tipo di malattia è. Questo per dire che, al di là forse dei medici che sono presenti in questo Consiglio, dovrebbero essere anche medici particolarmente specializzati su questo argomento e su questa branca della medicina per poter affrontare un dibattito serio in quest'aula riguardo questo tema, un dibattito su questo farmaco che, se può avere ancora dei margini di discussione aperta, come credo succeda a un sacco di altri farmaci, quelli che usiamo per i tumori, che sperimentiamo, quelli che utilizziamo per qualsiasi altra malattia, in ogni caso questi margini di ulteriore approfondimento su effetti curativi, efficacia ed effetti collaterali non sono certo appannaggio di un consesso legislativo come questo qui. Tra l'altro, ricordo che qui c’è un incipit di questa mozione che parte dal dato, che è la delibera dell'Agenzia italiana del farmaco che ha inserito questa molecola fra i medicinali erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, quindi partiamo da quello che è un organismo scientifico che ha deciso non del farmaco in sé e per sé, farmaco che è in commercio comunque e che è acquistato comunque dalle e da chi ne ha bisogno a spese proprie, ha deciso che può essere sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale e si arriva ad un deliberato che impegna la politica a togliere dal mercato, quindi abbiamo un deliberato finale che non è neanche coerente con il punto di partenza. Sulla scorta di quali elementi noi oggi possiamo decidere, anche ammesso che ci siano, come può essere che ci siano ed è normale che ci siano, delle questioni aperte, ripeto, sull'utilizzo di questo farmaco, come noi oggi possiamo arrivare a dirimere in un Consiglio regionale dove è presente credo un medico, quando abbiamo sentito enunciare dal collega Bordin che ci sono tutta una serie di dubbi e il dibattito è in atto da tanti anni nella comunità scientifica, non politica, io credo che sia evidente a tutti che è un po' una cosa strumentale e che questa mozione non avrebbe titolo per essere discussa in un'assemblea legislativa, ma dovremmo lasciare a chi ha competenza di questa cosa. Diverso è se attraverso questa mozione vogliamo far passare le nostre idee politiche rispetto a un determinato tipo di problemi - e non sto qui a citarli perché apriremmo un altro dibattito - però la mozione dovrebbe essere formulata in maniera del tutto diversa. Abbiamo affrontato anche nella legislatura precedente in più salse, in diversi approcci che poi portavano sempre e alla teoria gender e sempre a esprimere posizioni che ormai conosciamo, su cui probabilmente è inutile discutere perché le posizioni sono prese e - per quel che mi riguarda - a volte anche maniacali, quindi io credo che questa mozione non dovesse arrivare in quest'aula per la non competenza che noi abbiamo su questo argomento. Mi preme però ricordare ancora una volta che questo farmaco è sul mercato, ci sono delle persone che ne hanno bisogno, che lo utilizzano, che hanno una diagnosi e che hanno una prescrizione per poterlo utilizzare e che la decisione che da cui si parte è semplicemente quella di consentire che questo farmaco sia acquistato nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Grazie, consigliera Da Giau. Consigliere Honsell.
Grazie, Presidente. Innanzitutto anche io ringrazio la consigliera Da Giau perché uno dei concetti fondamentali l’ha già espresso e quindi faccio mio il suo intervento. Anch’io parto da una considerazione, quella che la stessa scelta del vocabolo “disforia”, che non è poi così frequente, uno avrebbe potuto parlare di patologia, avrebbe potuto parlare di sindrome, il fatto stesso che ci sia la delicatezza di parlare di disforia, che richiede a tutti un certo sforzo, anche lessicale, per andare a capire che cosa si intende, sta proprio a dimostrare che è una tematica estremamente delicata. Tra l'altro, il Comitato nazionale di bioetica ha più e più volte ragionato su questo tema, facendo tutta una serie di raccomandazioni proprio di ... adesso andavo qui a cercare quella più evidente, uso solamente in casi molto circoscritti di questo tipo di chiamiamole terapie o di interventi. Io ricordo di aver visto, in quanto faccio anche parte di una Consulta Nazionale di Bioetica, che è un’associazione di bioetica, più volte protocolli anche molto articolati per cercare raccomandazioni che coinvolgono tutta una serie di operatori che possono seguire questi casi proprio perché ci vuole particolare delicatezza nel trattarli in quanto vanno a coinvolgere soggetti che sono oggettivamente in una situazione di forte fragilità, anche psicologica, dunque tutto questo contesto, alla luce anche di quello che ha detto l'Agenzia italiana del farmaco, che certamente ha di nuovo fatte proprie una serie di raccomandazioni fatte dal Comitato Nazionale di bioetica per l'impiego, ci pone oggi con un’azione di questo genere a dover in qualche modo con prepotenza, arroganza o chiamiamola superficialità, andare a dire “no, guardate, signori, tutto quello che avete fatto è a nostro avviso inaccettabile e sbagliato e addirittura ci rivolgiamo non solo per non, come giustamente diceva la consigliera Da Giau, a non metterlo più a carico del sistema sanitario regionale o nazionale che sia, bensì addirittura di ritirarlo. Venga interdetto sul territorio nazionale. Insomma, io credo che qui ci troviamo francamente in un contesto paradossale. Tra l'altro, continuare ad attaccare questa tematica, ricorderete tutti che questa legislatura iniziò, il primo atto che fece, tutti si aspettavano qualche cosa di importante, che fosse significativo e rispondesse ai grandi temi, che sono quelli del lavoro e dell’ambiente, no, è stato “usciamo dalla rete Ready”. La motivazione qual’era? Usciamo dalla rete Ready perché la rete non ha funzionato. Capite? Esattamente la motivazione che, semmai, uno prenderebbe per dire “Cerchiamo di impegnarci di più, visto che è una problematica ancorché non, diciamo così frequentata dagli organi di stampa, però è una problematica molto dolorosa, molto profonda e purtroppo anche molto latente, dunque molto spesso ci vuole anche uno sforzo proprio per porre i termini del problema. Dunque, per tutti questi motivi oggi andare a fare una deriva di questo genere mi sembra assolutamente inaccettabile. Come ho detto, mi sembra una prepotenza, mi sembra una mancanza di rispetto e attenzione nei confronti delle persone che hanno lavorato e, quindi, anche io mi domando come mai con tutte le cose che possiamo fare oggi siamo arrivati a discutere una mozione che, come è stato detto, è anche in un certo senso, non dico illegittima perché la carta si lascia scrivere, però certamente è paradossale perché chiede una qualche cosa che nessuno, nemmeno il Governo, sarebbe capace di fare, cioè non si capisce chi possa addirittura togliere dal mercato un farmaco riconosciuto ed esistente, dunque siamo stiamo parlando proprio dell'impossibile. Per questi motivi penso che l'unica ragione per la quale oggi ci troviamo a discutere su questo tema è per una sorta di ostinazione, quasi di fissazione di cercare di toccare questo tema come bandiera ideologica per distrarre dai veri problemi. Ancora una volta, invece di parlare del problema del lavoro e, invece, di parlare dei problemi dei contratti, è stato già detto prima, dello sfruttamento dei lavoratori, della diaspora dei nostri giovani, di tutti i veri problemi che un Consiglio regionale dovrebbe affrontare per garantire il benessere dei cittadini, di che cosa parliamo? Parliamo di qualche cosa di impossibile. Proprio per questo io penso che sia anche per certi versi un po' anche scorretto obbligarci a ragionare su questo e, quindi, sarò profondamente contrario a qualunque valutazione di questa mozione.
Grazie, Presidente. Io pensavo veramente di aver parlato quasi di tutti gli argomenti qui dentro, quindi speravo di non vedere comparire mozione di questo tipo nell'aula del Consiglio regionale, ma, visto che è arrivata, qualcosa bisogna dire, anche se è veramente quasi imbarazzante dover parlare di questo argomento in Consiglio, anche perché quando è arrivata questa mozione sia io sia i miei colleghi che i nostri uffici, perché poi ognuno hai gli uffici che ci aiutano, ci siamo un po' informati, quindi stiamo parlando di quattro adolescenti italiani su duecentootto casi che rispondono a questo tipo di terapia, quindi stiamo parlando di quattro persone che hanno un problema perché questo farmaco viene somministrato non come l'aspirina o come la moment, a rarissimi soggetti ai quali viene diagnosticata, secondo i criteri delle linee guida nazionali e internazionale, questa cosa da una Commissione multidisciplinare formata da specialisti e non da Consiglieri regionale che vengono dai più disparati ambienti lavorativi o meno, quindi credo che chi in questo momento sta facendo uso di questo farmaco sia ben informato e sia ben stato capito qual è il problema e, soprattutto, immagino che anche i suoi genitori, visto che stiamo parlando di minori, siamo stati informati e abbiano dato il consenso e quant'altro. Tra l'altro, aggiungo a tutto questo che è in corso al Senato della Repubblica, quindi in un organo più in alto di noi, presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato, quello che loro chiamano affare, un’iniziativa che ha proprio il compito da parte della Commissione, tramite l'audizione di soggetti che sono tutelati a parlare di questo argomento e non sulla base della posizione ideologica che ognuno di noi può avere rispetto a un tema come questo, è proprio relativo all'uso di questo medicinale e che il Ministro alla Sanità pochi giorni fa, a fine giugno, ha risposto presso l’Aula del Senato, ad un'interrogazione proprio che gli chiedeva conto di questo farmaco. Il Ministro ha detto che c’è quest’attenzione, c’è questo affare presso la Commissione permanente e competente e, quindi, lei stessa chiedeva che sia dato il tempo per poter terminare questo percorso di audizioni e di confronto con professori universitari, con medici, con l'AIFA, con i farmaci eccetera, eccetera, in modo da terminare il percorso iniziato e farci dire veramente da chi si intende che cosa, non dico cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma gli effetti e quant'altro dell'utilizzo di questo farmaco, quindi noi assolutamente non siamo favorevoli a questa mozione e voteremo contrariamente.
Grazie, consigliera Dal Zovo. Consigliere Liguori, prego.
Grazie, Presidente. È per annunciare il voto contrario del gruppo consiliare dei cittadini per una riflessione che faccio brevemente con voi, lungi dal fatto di essere un medico, ma non ho competenze specifiche, lo riconosco, come anche chiedo all'assessore Riccardi se questo genere di riflessione, poi vorrò sentire anche che cosa ne pensa l'assessore Riccardi, se un consesso consiliare quale può essere quello del nostro del nostro Consiglio regionale possa avere le competenze, al di là di una raccomandazione che viene fatta in questa mozione: quello che a me sconcerta è il discorso dell'esperimento sulla pelle dei bambini. Invito a una cautela affinché non possa essere presa una posizione in questo senso che pone poi l'istituzione del Servizio Sanitario regionale in una posizione di scarsa fiducia da parte del cittadino. Tutto ciò che naturalmente viene licenziato dall'Agenzia internazionale del farmaco dall'Aifa e, quindi, anche dal nostro Sistema Sanitario Nazionale, è soggetto a studi di primo, secondo e terzo livello che rendono somministrabile questo farmaco. Quello che vi chiedo è questo: riflettere sul fatto di non porre il cittadino in posizioni che possano poi concertare e spingere a una situazione di non fiducia nei confronti dell'istituzione del nostro Sistema Sanitario regionale e nazionale e, soprattutto, assessore Riccardi, a non sostituirci e a non fare abusi di questo tipo perché andremmo a sostituirci a società scientifiche e a professionisti che hanno studiato e lavorano proprio su questo tema.
Grazie, consigliera Liguori. Ha chiesto la parola la consigliera Santoro. Prego.
Mi trovo in totale sintonia con quanto ha detto la collega Liguori in quanto dal primo momento che è stata sottoposta questa mozione mi sono chiesta perché, perché il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia debba esprimersi su questa mozione e perché i proponenti intervengono con una mozione che ha già una conclusione con una certezza scientifica invidiabile, una certezza scientifica che mette in discussione, come giustamente ha detto la collega Liguori, e delegittimano gli organismi nazionali predisposti a questo. Se anche la Commissione del Senato ha chiesto un'integrazione delle audizioni, noi qui, parlamentino del Friuli Venezia Giulia, riteniamo di risolvere questa questione con una mozione perché abbiamo la certezza in tasca. Beh, io non ci sto, mi spiace, non credo che questi siano temi che possiamo affrontare noi da un punto di vista ideologico. Non credo che, se questi quattro fossero davvero i nostri figli, come avete scritto nel titolo, vi porreste delle certezze così assolute perché credo che situazioni di questo tipo pongano poche certezze e moltissime domande e, soprattutto, la necessità di affidarsi a chi di queste cose ne sa, studia e approfondisce, nella consapevolezza che io continuo ad affermare che gli organismi istituzionali predisposti al controllo della salute e dei farmaci non devono essere delegittimati dalla politica. Se noi delegittimiamo questi organismi, in primo luogo introduciamo nei cittadini una non fiducia in chi deve sovrintendere alle questioni di certificazione dei trattamenti. Ma cosa c'entra, qua stiamo parlando di farmaci, Presidente, stiamo parlando di farmaci e stiamo parlando dell’AIFA, Presidente!
Presidente, facciamo finire. Consigliera Santoro, lei continui il suo intervento nei confronti della Presidenza.
Stiamo parlando dell'Agenzia italiana del farmaco, stiamo parlando quindi dell'agenzia che presiede a questo tipo di decisione, non all'applicazione di qualche protocollo o altre cose. Stiamo parlando di un'altra cosa, Presidente, mi dispiace non essere d'accordo con lei nel momento in cui ritengo che questi siano temi che nel momento in cui sono state richieste integrazioni e approfondimenti al Senato noi affrontiamo senza nemmeno un passaggio in Commissione, senza mai nemmeno un approfondimento, con la verità in tasca! Mi spiace, non ci sto!
Grazie, Presidente. La mia collega è stata abbastanza esaustiva, ma mi permetto di dare anche io un piccolo contributo. Intanto volevo dire che già l'illustrazione secondo me del capogruppo della Lega ha mostrato come sia una mozione molto tecnica. Ha letto pedissequamente una relazione molto tecnica e specifica, quindi ci fa capire che questa mozione avrà bisogno di un approfondimento maggiore, approfondimento che, come è già stato detto, a livello nazionale è stato chiesto e sta avvenendo nella XII Commissione. Mi permetto di leggere una parte della lettera dell'AIFA dove non solo si dà la definizione della disforia di genere che si verifica in presenza di incongruenza tra identità di genere di un bambino o adolescente rispetto al genere biologico, ma qui si dice che in caso di disforia di genere possono essere associate patologie psichiatriche, disturbi dell'emotività, con comportamenti con ricorso ad abusi di sostanze, autolesionismo ed elevata incidenza di suicidio. Questo è un verbale della XII Commissione parlamentare presentato dal Comitato Nazionale di bioetica e danno anche le percentuali, un maggior rischio di autolesionismo 24 per cento; ideazioni suicide dal 45 al 65 per cento, tentativo di suicidio 35 per cento. Pensando proprio al bene dei nostri ragazzi, credo che la società italiana di endocrinologia, le società scientifiche penso maggiormente rappresentative in Italia, quindi Società italiana di endocrinologia, Società italiana di medicina della sessualità e andrologia, Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica, Osservatorio nazionale di identità di genere hanno chiesto all'AIFA la possibilità della somministrazione di questo farmaco a carico del Sistema sanitario regionale. Io volevo sottolineare, per cui questa è la domanda che hanno fatto con il foglio dell’AIFA. Io vorrei ricordare che, tra l'altro, l'utilizzo off-label di questo farmaco non era regolato, per cui precedentemente a queste linee che sono state date, per erogare questo farmaco bastava una semplice ricetta e la disponibilità economica, per cui chi ha i soldi si prende il farmaco e sarà facilmente accessibile, chi non ha i soldi, invece, non riesce ad accedere a questo farmaco, farmaco che, tra l’altro, è utilizzato da molti anni, sia per interrompere quello che è, per i trattamenti tumorali, per interrompere il ciclo mestruale, per cui è già utilizzato da diversi anni per trattamento di diverse patologie e, almeno da quello che scrive anche in questa relazione, si parla di effetti che sono completamente reversibili. Non solo, l’iter di approvazione è stato particolarmente complesso, nonostante i pareri favorevoli, e, proprio rispetto ad alcuni segnalazioni, vista la delicatezza del tema, il Ministro ha detto che farà un ulteriore approfondimento, per cui io credo che, vista la complessità del tema e la delicatezza del tema, se volete, possiamo anche mettere al voto questa mozione, ma io consiglierei il ritiro di questa mozione. Eventualmente, se si vuole approfondire in Commissione questo tema, cosa che sta già facendo in realtà la Commissione parlamentare, si può anche fare.
Grazie, consigliere Ussai. Shaurli.
Leggendo la mozione, abbiamo scoperto che ne sappiamo più dei medici semplicemente, quindi ne prendo atto. Mi ha colpito però, approfitto che il Presidente è in Aula, perché non ho nessuna né volontà né sopportazione rispetto a presunte illazioni e colpevolizzazioni oppure parallelismi tra quanto accaduto a Bibbiano, che ha scosso tutti noi e il Partito Democratico [...]. Tu l’hai detto, tu l’hai detto! Se tu mi fai parlare, ti rispondo e io non interrompo, ancor di più non interrompo il Presidente della Regione, quindi vorrei la stessa accortezza e gentilezza in Aula. Visto che le nostre sedi oggi sono state imbrattate in tutta la Regione e anche nel resto d'Italia da riferimenti a quelle occasioni, mi aspetterei dal Presidente della nostra Regione, visto che qui non abbiamo parlato né di 49 milioni di euro né di Siri né di rapporti con la Russia e non l'abbiamo messo né in mozione [...]. No, non l'abbiamo fatto, non l’abbiamo messo in mozioni e assolutamente mi aspetto lo stesso atteggiamento responsabile, in particolare dal Presidente della Regione, rispetto a una presa [...].
Colleghi, un attimo!
Che, come ho detto alla stampa, intendo denunciare in ogni sede! Va bene? Quello che ho detto per il Presidente della Regione vale anche per il Vice Presidente. Io, semplicemente, sto dicendo che [...].
Assessore Riccardi, lasciamolo finire e poi replichiamo, lasciamolo finire, cerchiamo di attenerci al tema dopo. Prego, Shaurli.
Stavamo parlando di altro e il Presidente di questa Regione si è permesso di intervenire, facendo dei parallelismi che io rigetto completamente perché i psicologi non hanno tessere di partito e quei Sindaci sono stati perseguiti per quello che dovevano essere perseguiti e io non intendo minimamente assoggettare il nome del Partito Democratico a quello che è accaduto lì, che condanno come condannano tutti. Va bene? Quindi richiederei a nome del Partito Democratico la stessa attenzione a come ci si comporta a quella che manteniamo noi, stando agli argomenti che stiamo trattando in questa Aula.
Grazie, consigliere Shaurli. Ha chiesto la parola il Presidente Fedriga.
Grazie, Presidente. Non mi dispiace che il Segretario del Partito Democratico Shaurli individui una mia affermazione quando dico “Vallo a spiegare agli psicologi”, quando la consigliera Santoro dicevano che non si può mettere in dubbio nessuno, nessun medico [...].
Lasciamo parlare.
Scusi, tre minuti fa stava ... che non bisogna interrompere, quindi su questo io contestavo quello, non era un riferimento al Partito Democratico. Mi dispiace che lei l’abbia interpretato in questo modo e mi dispiace anche che lei paragoni dei Sottosegretari della Lega che hanno dato le dimissioni, Siri e Rixi, che non c'è dubbio appartenessero alla Lega, lei li equipara a chi ha commesso l’ipotesi di reato a Bibbiano. Ne prendo atto, ma si fa male il suo partito, perché i nostri sono Sottosegretario della Lega che ritengo siano innocenti. Lei sta dicendo che è la stessa cosa dei fatti di Bibbiano. Prendo atto che il Partito Democratico sta dicendo che ... a Bibbiano sono sottosegretari della Lega per quanto riguarda la Lega e così vale per il Partito Democratico. Mi sorprendo rispetto all’estraneità che ha voluto dire del Partito Democratico aver fatto questo parallelismo. Grazie.
Grazie, Presidente Fedriga. Se non ci sono altri interventi, darei la parola all’Assessore, così poi lasciamo la possibilità al primo firmatario di replicare alla fine del battito. Prego, assessore Riccardi.
Guardate, io ho rispetto della discussione dell'aula. Tra l’altro, richiamare legittimamente il parere scientifico della Commissione del farmaco significa che la posizione politica espressa dall'aula, che esprimerà l'aula chiedendo al Governo di attivare questa cosa, qualora incontrasse il parere negativo dell'Agenzia del farmaco, la roba si risolve lì, ma il dato politico di tutta questa storia - quindi vedremo l'aula come si esprimerà - è aver rilevato dai banchi dell'opposizione lo stupore perché è stata posta all'attenzione del Consiglio Regionale una mozione di questo genere che ha un valore evidentemente politico rilevante. Io vorrei ricordare al Partito Democratico le innumerevoli mozioni inutili, che nel corso della precedente legislatura, quando il PD governava. Voi ci avete fatto le mozioni sul sesso degli angeli, avete fatto di tutto negli ultimi cinque anni quando governate e che vi scandalizziate del fatto che una mozione di questo genere non possa avere una pertinenza in ordine alle competenze del Consiglio regionale di una Regione, seppur autonoma, mi fa sorridere, nella Regione nella quale in quest’Aula - quello sì perché riguardava delle scelte che arrivano a quest’aula - si è cominciato a discutere di questi temi sulla vicenda dell'applicazione di risorse affidate - guardo qui anche il Sindaco di Trieste ... possiamo avere opinioni completamente diverse e le abbiamo - ricordo la polemica sulle risorse destinate al gioco del rispetto. Io me le ricordo, ho buona memoria. Io penso che o valga sempre o non valga mai. Se quest'aula vuole occuparsi anche delle cose sul piano, vogliamo ricordarci di tutta la battaglia sulla dichiarazione anticipata di trattamento? Tutte queste cose sulle quali questa Regione non aveva assolutamente competenza sono state oggetto di discussione politica dentro quest'aula, sollecitata commozione del Partito Democratico. Adesso che arrivi qui una vicenda e io mi sento dire dal Partito Democratico ... a parte i 49 milioni, tra l’altro difendo io i 40 milioni ... quando il Segretario del Partito Democratico, di fronte a un problema dell'AIFA, tira fuori un argomento del genere, allora noi qui facciamo un po’ di ordine, no? O vale sempre o non vale mai. Siccome abbiamo capito che per cinque anni aveva sempre, adesso io trovo stucchevole che dall'aula si dica che non debba valere mai. Abbiamo capito che vale sempre, allora vorrà dire che continueremo a farla valere sempre.
Do ora la parola al primo firmatario Bordin per una replica.
L'assessore Riccardi ha giustamente evidenziato che questa mozione ha una valenza politica, cioè noi chiediamo di prendere posizione su una tematica che ha indubbi risvolti etici e morali. Qui non parliamo di certezze scientifiche perché i colleghi giustamente hanno detto che non ci sono certezze scientifiche, vero, ma allora la domanda che pongo è: in assenza di certezze scientifiche noi andiamo a somministrare a dei minori, bambini e bambine, un farmaco che ne blocca lo sviluppo puberale, creando un disallineamento tra quello che è lo sviluppo fisico e quello cognitivo di un minore quando sappiamo che nell’ottanta, novanta per cento dei casi quando ci sono queste problematiche nei minori si vanno poi a riallineare automaticamente nel corso del loro sviluppo? Voglio dire, noi andiamo a prenderci questo tipo di responsabilità nei confronti dei minori e dei bambini? Andiamo ad adottare una politica interventista e farmacologica che comporta dei riflessi, anche psicologici futuri, nei confronti di coloro che vengono trattati? Ecco, io dico che, se noi dobbiamo fare questo, dobbiamo avere delle certezze ben maggiori di quelle che ci sono in questo momento e la tematica è tutt'altro che certa perché è dibattuta, è oggetto di confronti, ci sono naturalmente studi opposti. In ogni caso, anche coloro che hanno espresso il parere favorevole, non hanno non mancato di evidenziare le preoccupazioni e ne hanno anche rimarcato l'opportunità di utilizzarlo solamente in casi limite ed eccezionali. Allora io dico, se dici “utilizziamolo in casi limiti ed eccezionali”, significa che in qualche modo i dubbi ci sono, perché se questi dubbi non ci fossero, questo tipo di trattamento verrebbe effettuato in modo uniforme in tutti i casi in cui si verifica questo tipo di disturbo. Io credo che applicare il principio della precauzione, quando si tratta di salute dei bambini, quando si tratta di situazioni così delicate, sia il minimo da poter fare. Continuino pure le audizioni, continuino gli approfondimenti e i confronti, nel momento in cui avremo certezza ed evidenza scientifica che non ci sono disturbi collaterali, che non ci sono effetti sullo sviluppo successivo dei bambini, che sono problematiche sulla fertilità, quando avremo tutto questo tipo di certezze ne riparliamo, ma finché non ci sono, io dico “cerchiamo di tutelare i bambini al cento per cento ed evitare che possono essere somministrati farmaci con effetti dubbi sul loro sviluppo e la loro crescita”.
Grazie, consigliere Bordin. È terminata la discussione generale. Procediamo alla votazione della mozione n. 74 “Lasciamo crescere i nostri figli. No a farmaci blocca-pubertà nel SSN. Nessun esperimento sulla pelle dei bambini”. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo alla mozione n. 91 “Contenimento dei costi della politica, opportunità, competenza e professionalità nelle scelte e negli incarichi affidati dalla Regione Friuli Venezia Giulia”, a firma dei consiglieri Moretti, Bolzonello, Shaurli, Conficoni, Cosolini, Da Giau, Gabrovec, Iacop, Marsilio, Russo e Santoro. Prego, consigliere Moretti.
Grazie, Presidente, mi spiace che il Vice Presidente vada via, ma ha un ricordo della precedente legislatura molto, molto labile. Eh, non c’è, non c’era, però, insomma, lasciamo stare. Allora, Presidente, grazie. Se penso alle mozioni che abbiamo presentato nel precedente mandato, veramente molto, molto poche e tutte abbastanza relative ai temi regionali più che ad altri temi, ma la mozione [...]. No, Singh, lascia stare va! Se facciamo i paragone adesso, è meglio che andiamo avanti con il discorso. Ma molto meglio, caro Slokar, perché allora entreremmo in discorsi di altro tipo.
No, grazie, Presidente. La mozione è molto semplice in sé. La mozione vuole riportare a seguito di alcune scelte, tutte legittime, sia chiaro, ma non condivisibili dell'Amministrazione, il tema del contenimento dei costi della politica e della scelta dei componenti delle partecipate ad un criterio di sobrietà e di, non populismo, di serietà rispetto ad alcune questioni. Partiamo, non lo citiamo per farci merito perché così è stato, ma per un giusto ricordo di quello che è stato fatto da alcune scelte fatte nel precedente mandato, l’eliminazione dei vitalizi, la riduzione del 90 per cento delle spese dei gruppi consiliari, il superamento delle Province e l'introduzione degli amministratori unici o dell'amministratore unico in diversi enti e società partecipate, tutti interventi che hanno determinato risparmi significativi e nel contempo hanno dato comunque funzionalità a quelle scelte, paragonandolo a quello che è accaduto appena c’è stato l insediamento della Giunta nell'Amministrazione, quindi aver di fatto costretto gli Assessori a dare tutti le dimissioni, quindi nuovi Consiglieri entrati, mi fa piacere per loro, ma con un aumento innegabile della spesa e aver trasformato l’organo sostanzialmente monocratico che era in gran parte delle partecipate in Consigli di Amministrazione di tre o cinque persone in un momento nel quale il Paese vive qualche difficoltà di tipo economico, o meglio, continua ad avere difficoltà di tipo economico dove la politica forse giustamente viene chiamata anche a dare segnali ed esempi di sobrietà, che non significa ricorrere il populismo perché allora si va all'antipolitica, ma significa dare segnali di serietà. In quattro punti si vuole impegnare il Presidente della Regione a ripristinare, ove possibile, gli organi monocratici; secondo, a proporre in ruoli di responsabilità nelle società partecipate nella Pubblica Amministrazione persone con competenze professionali specifiche e certificate. Abbiamo condiviso la scelta di confermare, ad esempio, recente il Presidente dell'aeroporto Friuli Venezia Giulia, nonostante sia stato indicato dalla precedente Amministrazione. Credo che questo sia una nota di merito. Su altre situazioni ciò non è stato fatto, non l’abbiamo condiviso. In altre situazioni ancora in qualche agenzia ci siamo fatti perdere bravi professionisti, competenti e apprezzati professionisti, quindi, in sintesi, continua a utilizzare, come abbia fatto in cinquant’anni della Regione, la specialità in modo virtuoso. C'è un poi, non è nella mozione, ma oggi mi sono letto un tweet di quello che potrebbe essere il futuro portavoce del Presidente del Consiglio di cui nella mozione non abbiamo mai parlato e si pensa che, ex Sindaco di Folgaria, quindi nulla di personale, sia chiaro eh, anzi! Persona che all'adunata degli Alpini ha fatto anche un tweet, un selfie con il nostro Segretario regionale, quindi non ho nulla di personale, l’ho conosciuto una volta, ci siamo scambiati alcune opinioni in maniera un po' brusca, ma nulla di personale, mi viene il dubbio - dice - che non sia un problema di risparmio di competenze, tenuto conto delle nomine in era Serracchiani, prima ancora in era Illy, ma penso sia accanimento politico molto personale”. Voglio rassicurare Pierluigi Molinaro che non c'è nulla di personale, semplicemente quella carica, quella figura introdotta nella legge n. 26 del 2018 non serve, non è stata mai utilizzata in cinquant'anni e più di Regione Friuli Venezia Giulia. Poi il Presidente, mi dispiace non ci sia, non ha bisogno del portavoce perché gira nel territorio, è presente e ha un ufficio stampa di Consiglio che lo segue e lo copre molto bene, evitiamo di buttare via soldi in figure che non servono. Nulla di personale, ripeto, ma semplicemente quella figura non serve in nessuna maniera, l'abbiamo detto a suo tempo, lo ribadisco oggi e spero che questa mozione, che non contiene questo tipo di osservazione che ho fatto per ultima, venga accolta dalla maggioranza perché credo sarebbe un segnale di serietà nei confronti non del Consiglio, ma della comunità regionale.
Grazie, consigliere Moretti. Apriamo la discussione sulla mozione n. 91. Chi vuole intervenire? Non vedo interventi, quindi metto in votazione. Se l'assessore vuole fare un intervento in merito a questa mozione, prego, assessore Zilli.
Grazue, Presidente. Dunque, per quanto attiene la mozione che immaginavo attivasse un dibattito in quest'aula, devo dire che vi sono alcuni aspetti nel testo della stessa in ordine alle quali la posizione della Giunta ovviamente deve rilevare il fatto che non c'è stato un contenimento dei costi, ma pensavo veramente ne parlassero i colleghi Consiglieri, soprattutto quando abbiamo affrontato politicamente il ragionamento sul superamento delle Province che secondo l'attuale opposizione del PD ha portato a un contenimento dei costi. Invece, secondo dati alla mano, non ha portato affatto a un contenimento, ma a una lievitazione notevole della spesa. Al netto di questa valutazione, che non è il cuore sicuramente della mozione che il primo firmatario ha voluto oggi illustrare, io andrei dal punto di vista tecnico a dare delle risposte partendo proprio dalle società partecipate delle quali, come sapete, ho la delega. Con riferimento quindi alle nomine nel settore delle società partecipate della Regione evidenzio che il criterio che ha guidato le scelte finora fatte è sempre stato quello della professionalità e competenza delle persone prescelte. Quanto al costo degli organi, le ricordo che la cornice normativa entro la quale ci siamo mossi è sempre stata quella del tetto imposto dalla normativa statale di cui al Testo Unico n. 175 del 2016, Decreto Madia, ai sensi del quale, nelle more dell'emanazione di un decreto attuativo del quale stiamo parlando in queste settimane in sede di Conferenza delle Regioni, restano in vigore le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 4, del decreto-legge n. 95 del 2012, secondo cui il costo annuale sostenuto per i compensi degli amministratori, ivi compresa la remunerazione di quelli investiti di particolari cariche, non può superare l'ottanta per cento del costo complessivamente sostenuto nell'anno 2013. Conseguentemente, non vi è stato alcun aumento dei costi e anche dove, per ragioni specifiche che abbiamo comunque spiegato nelle varie occasioni nelle quali si sono presentate, connesse quindi a ristrutturazioni aziendali, dove abbiamo quindi ritenuto doveroso avviare dei percorsi di ristrutturazione aziendale - leggi Insiel - o dove per ragioni di opportunità politica abbiamo allargato l'organo amministrativo, sostituendo l'amministratore unico ad un Consiglio di Amministrazione, è evidente che il costo dell'organo è rimasto tale e quale, quindi non abbiamo fatto aumentare in alcun modo la spesa pubblica su questo perché ce lo impone la legge e perché è una finalità di questa Giunta regionale valorizzare le risorse e non disperderle, quindi il contenimento dei costi è stato rispettato, mantenendo la spesa all'interno dello stesso tetto complessivo considerato negli ultimi anni. Inoltre, come nel caso di Friuli Venezia Giulia Strade, sono state privilegiate soluzioni interne per la copertura del ruolo di Direttore Generale che ha comportato dei risparmi. È risaputo che la nostra Regione è una tra le più virtuose e quindi negli anni abbiamo sì tagliato compensi, ma ora, in taluni casi, dobbiamo dire anche che il taglio dei compensi deve essere valutato anche in ordine alle professionalità delle persone che sono chiamate a svolgere i ruoli, per cui sono molto attesi i decreti attuativi del Madia con i correttivi che saranno fatti dal Ministero. In relazione al processo di riorganizzazione poi avviato per quanto attiene il personale regionale, rappresento che, per quanto attiene l'assetto organizzativo preesistente che era articolato su aree e direzioni rispetto a oggi, dove abbiamo direzioni centrali e vicedirettori centrali, evidenziamo che, a fronte di dieci direttori centrali in carica alla data del 31/12/2017, ad oggi risultano in servizio undici direttori centrali. L'elevazione di un numero di direttore centrale conseguente all’introduzione di una nuova direzione è controbilanciato ai fini della spesa in diminuzione dal fatto che, a fronte di venti aree esistenti al 31/12/2017, gli attuali vicedirettori in servizio sono solo undici, quindi sostanzialmente la metà, pertanto il risparmio in relazione alla riduzione di incarichi apicali è attualmente di 320 mila euro. A quanto sopra evidenziato aggiunto che contestualmente la Giunta ha operato una rideterminazione degli emolumenti spettanti a figure istituzionali quali il Capo di Gabinetto, che da 105 passa a 90 mila euro, oltre che al Direttore dell'Agenzia Regione cronache che da 118 mila anni è stato ridotto gli attuali 90 mila. Stante quanto riportato, il totale complessivo del risparmio a regime della macchina organizzativa ad oggi ammonta ad una somma complessiva di oltre 360 mila euro al netto degli oneri riflessi a carico dell'Amministrazione per i relativi emolumenti erogati. Per quanto attiene il contenimento dei costi delle direzioni strategiche delle aziende del Servizio Sanitario Regionale, ho avuta l'opportunità grazie al lavoro svolto da vicepresidente Riccardi di avere delle tabelle dalle quali vengono evidenziati in modo lampante i risparmi generati dall'andamento dei costi delle direzioni strategiche delle aziende stesse. Prendendo a riferimento il totale dei costi registrati nel 2018, le azioni poste in essere porteranno a un contenimento della spesa già nel corso dell'anno corrente e a risparmi ancora maggiori a decorrere dal 2020, quindi ritengo che nei fatti, più che nelle parole che affidiamo alle mozioni e che sono assolutamente documenti utili e corretti che devono essere presentati in quest’aula, abbiamo dimostrato come abbiamo a cuore l'efficientamento anche di carattere finanziario del nostro ente Regione e, pertanto, abbiamo proceduto in tal senso. Mi permetterei di dirle, collega Moretti, che gli impegni che lei ha indicato sono già stati fatti proprio da questa Giunta regionale nel momento in cui abbiamo presentato il nostro programma di Governo con la maggioranza e ci siamo insediati e credo di averle rappresentato delle situazioni evidenti di contenimento della spesa rispetto al passato. Credo che su questa linea dovremmo continuare, ma, per favore, non scomodate le Province e questo credo di poterle fare una battuta di carattere politico perché abbiamo visto che, in realtà, da questa riforma non abbiamo ottenuto una riduzione dei costi. Grazie.
Grazie, assessore Zilli. Se il consigliere Moretti vuole replicare. Il dibattito è già chiuso. Sull’ordine dei lavori, consigliere Sergo?
Non entro nel dibattito proprio perché non entro nel dibattito, ma ho già parlato anche con i proponenti ai quali ho fatto una richiesta che mi pare vogliono accogliere, solo di togliere l'ultimo paragrafo della mozione. È una richiesta che faccio, vediamo se viene accolta. Grazie mille.
Se i promotori sono d’accordo, togliere l’ultimo paragrafo. Sull’ordine dei lavori, però, Consigliere, perché [...]. Il dibattito e la discussione non c’è stata perché è chiusa, l’abbiamo chiusa e nessuno è intervenuto. Se è sull’ordine dei lavori, molto volentieri. Prego.
Grazie, Presidente. Non so se si qualifichi come ordine dei lavori, però volevo chiedere al primo firmatario se potevo aggiungere la mia firma.
Va bene, se il gruppo proponente è d’accordo, aggiungiamo la firma del consigliere Honsell. Bene. Se il primo firmatario Moretti non vuole replicare, metto in votazione. Apriamo la votazione. Prego, ho chiesto, ma non ho avuto risposta. Consigliere Moretti, prego.
Slokar, sempre Slokar. No, io ringrazio della relazione che l'Assessore mi ha fatto perché almeno ha ascoltato e si è impegnata a rispondere alla mozione. Peccato che non ci sia stato il dibattito perché in sede di approvazione della 26 nella maggioranza qualche perplessità sul tema dell'introduzione della figura del portavoce c’era stata. Vedo che qua c’è mutismo assoluto e silenzio. Bei tempi, almeno ci si confrontava tra Maggioranza e Opposizione nel precedente mandato. Qua c’è il deserto assoluto, quindi siamo in fase di pensiero unico. Anche i colleghi di minoranza mi hanno abbandonato, non sono intervenuti, ma se non c'è dibattito tra Maggioranza e Opposizione, qua dove si va a finire? Si ha solo il confronto con la Giunta, quando c’è, in questo caso c'è, altrimenti [...]. Parlo solo, sì, mi rendo conto, però questo è, caro Riccardi. Presidente, cosa vuole rispondere? Io dico solo due cose alla stessa battuta che ha fatto la collega Zilli, che i dati indicati sulle province sono quelle dell’Osservatorio spending review, non sono quelli né del PD né del consigliare Shaurli né del consigliere Marsilio e che lei mi ha fatto tutto un panegirico sulla questione dei direttori centrali, quindi delle figure apicali dell’Amministrazione che io non avevo nemmeno toccato perché è nella piena disponibilità e scelta dell'Amministrazione giudicare, valutare e organizzare, quindi quella non ho mai pensato di affrontare. Quando lei parla di opportunità politica, la questione di ampliare gli organi monocratici da uno a tre e i Consigli di Amministrazione da tre a cinque, accontentare qualche promessa dal punto di vista politico per attivare nuove figure, nuovi ruoli ... va beh, lei la chiami opportunità politica, ognuno la chiama come crede, io non la chiamo opportunità politica, le chiamo, invece, marchette, ma in senso buono, Assessore, non in senso negativo, si figuri. Chi fa politica fa anche queste cose, non deve scandalizzare, però questo è nei fatti e dispiace, dispiace che non ci sia stato il dibattito, dispiace che la questione del portavoce del Presidente del Consiglio sia stata nemmeno considerata anche dai colleghi, non da lei, neanche dai colleghi di maggioranza che a suo tempo avevano espresso qualche perplessità [...]. Vedo che in Ufficio di Presidenza passa una riorganizzazione in cui si fanno tante cose e non c'è ancora questa questione del portavoce del Presidente. Vedremo quando sarà fatta. Io auspico e faccio l'appello al Presidente Zanin che non c’è in questo momento, che fosse mi ascolterà da qualche parte, che non dia corso a quella nomina, che è una cosa che francamente grida vendetta a Dio e agli uomini, che non serve una figura, che non serve, che è assolutamente inutile perché, ripeto, non solo il Presidente non ha bisogno del portavoce, ma soprattutto c'è già un Assessore che tiene i rapporti con il Consiglio. Il Presidente sul territorio vedo che è molto presente. All'agenzia Acon che è ... Ben, per non parlare del Capo di Gabinetto, che è una cosa supersonica perché è bravo, va dato atto al Capo di Gabinetto, quindi non ha bisogno certamente dei miei giudizi, lui sa come la penso dal punto di vista personale e professionale, però eviti di nominare quella figura che assolutamente non serve a nulla! Servirà solo ad accontentare qualcuno che, se è quella la figura, non è stato eletto neanche nelle scorse elezioni, purtroppo, ovviamente a me dispiace, e di cui francamente nessuno sente il bisogno.
Bene. Grazie, consigliere Moretti. Assessore, prego.
Grazie Presidente. Io credo che, al di là delle opinioni su questioni che possono vederci contrapposti, sul percorso che abbiamo iniziato per il contenimento dei costi dell'Amministrazione regionale siamo tutti d'accordo, quindi, al di là, al netto delle situazioni che le ho apostrofato con una battuta per cercare di rendere un po' attivo questo dibattito, ritengo che gli impegni che lei ha indicato sono già propri di questa Amministrazione, pertanto la inviterei a ritirare la mozione in considerazione del fatto che nella prima parte vi sono delle posizioni sulle quali abbiamo delle visioni dal punto di vista numerico, se non altro dei risultati contrapposti. In difetto, ritengo la mozione superata dall'agire della Giunta, quindi chiedo che l'aula si esprima di conseguenza. Grazie.
Prima mi ero dimenticato di rispondere alla richiesta del collega Sergo che accetto, quindi quel capoverso [...].
... anche per capire il consigliere Sergo, quindi lo stralcio del numero ...
Del rilevato, della parte del rilevato, quindi va tolto. Io con molto piacere ho ascoltato la controreplica dell'assessore Zilli. Io posso anche ritirare l’ordine del giorno, se non si nomina il portavoce del Presidente del Consiglio, che mi pare una cosa seria. Certo che non dipende da lei, ma credo che un po’ di moral suasion nei confronti del Presidente del Consiglio si può fare. Siccome ciò non avverrà, ma vedo con positività il fatto che questi quattro punti sono già nell'ordine di idee del programma della Giunta, io confermo la mozione e auspico che la maggioranza a questo punto lo voti.
Grazie, consigliere Moretti, quindi se non ci sono dichiarazioni di voto, ovviamente, pongo in votazione. [...]. Per appello nominale, apriamo la votazione sulla mozione n. 91. La votazione è aperta. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio respinge. La mozione n. 86 è rinviata perché i presentatori di questa mozione non sono presenti, quindi è rinviata la mozione n. 86. Passiamo alla mozione n. 99, primo firmatario Ussai e altri. Prego, consigliere Ussai.
Continua l'attività dello stabilimento Ferriera di Trieste e si continuano a riscontrare nell'ambiente e nelle abitazioni limitrofe allo stabilimento polveri, odori e rumori fortemente impattanti sulla popolazione e, a nostro avviso, non compatibile con un'area densamente abitata, tanto che da gennaio 2008 ci sono state più di 6 mila segnalazioni da parte dei cittadini e il 6 settembre 2018 è stata accolta la petizione sottoscritta da più di milleduecento cittadini che chiedeva l'immediata procedura per la dismissione dell'area a caldo dello stabilimento. Proprio a inizio mese c’è stata l'ennesima fumata nera dovuta a malfunzionamento e gli spolveramenti dai parchi minerali e fossili. Ricordo che sia gli spolveramenti che le fumate e le polveri che vengono emesse ricadono naturalmente quelle più grosse vicino allo stabilimento, ma, in realtà, le polveri più fini, quelle più pericolose, si spostano per chilometri invadendo i comuni vicini e interessando tutta la cittadinanza di Trieste e dei comuni limitrofi. Ogni giorno i cittadini, anche di Servola, si trovano la tavola imbrattata da questa polvere. Nonostante le dichiarazioni di questa Maggioranza, purtroppo abbiamo dovuto constatare, anche con gli atti di programmazione, qui ho il DEFR, che non si è dato seguito poi alle dichiarazioni sulla contrarietà degli stabilimenti impattanti. Ricordo l'assessore Scossimarro che la prima volta forse che io ho alzato i toni sul tema Ferriera è quando ho letto il primo Documento di Economia e Finanza. Adesso siamo arrivati a quello successivo. Il vocabolo più ricorrente è “proseguirà”, proseguirà la collaborazione con l’università, proseguirà l'attività di verifica e controllo, proseguirà il supporto di consulenza al commissario straordinario. Non c'è, almeno su atti concreti, nessuna discontinuità con quello che era il solco tracciato dalla precedente Maggioranza, quindi dalla Presidente Serracchiani. Nonostante questo nell'arco dell'anno abbiamo assistito a numerosi richieste da parte del Centrodestra. Ricordo che nel 2017 il Sindaco di Trieste ha chiesto di annullare l'AIA, successivamente l'allora vicesindaco Roberti aveva chiesto di annullare immediatamente l’AIA e di smetterla di fare proclami inutili sulla stampa. Si chiedeva addirittura all’assessore Vito, oggi appunto abbiamo l’assessore Scoccimarro, di interloquire con l'assessore Telesca - Oggi abbiamo l’assessore Riccardo - per dare un supporto da parte dell'azienda sanitaria per - abbiamo Riccardi oggi, esatto - chiedere all’azienda sanitaria di dare dei dati epidemiologici per aiutare il Sindaco a prendere decisioni importanti verso la chiusura dello stabilimento. È stato chiesto non solo l'annullamento, ma anche la revoca immediata dell'autorizzazione e ricordo, infine, le dichiarazioni in campagna elettorale dell'attuale Presidente della Regione Fedriga che aveva assunto come impegno vincolante la riscrittura dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per procedere alla chiusura dell'area a caldo, riscrittura, non revisione. Questo è l'impegno più di un anno fa assunto dal Presidente. Io in questo arco di tempo ho fatto varie interrogazioni, ho fatto interrogazioni come già fatto nella scorsa legislatura sull'impatto sanitario imposto dall'impianto. C'è stato anche un accordo siglato dalla Presidente Serracchiani con l’Istituto Superiore della Sanità. Nessuno studio a seguito di quell'accordo è andato avanti, nonostante l’Istituto Superiore della Sanità rilevava un’elevata esposizione sia acuta sia cronica della popolazione e sollecitasse la necessità di investigare nelle aree limitrofe la valutazione del rischio. Poi a luglio dell'anno scorso ho fatto una interrogazione per capire qual è il cronoprogramma rispetto alla chiusura dell’area a caldo, allora l'assessore Scossimarro mi aveva assicurato sulla volontà di aggiornare l'Autorizzazione Integrata Ambientale abbassando i limiti per quanto riguarda i deposimetri. Ecco, questo è un impegno di più di un anno fa. Abbassare i limiti dei deposimetri non era solo un impegno che si era assunto più di un anno fa l'Assessore, ma è anche quello che sta scritto nell'Autorizzazione Integrata Ambientale che dice che negli anni successivi al 2016, nell'ottica del miglioramento della performance dell'impianto, andavano ridotti questi limiti. Non è ho fatto nel 2017 dalla Giunta precedente, ma nel 2017 è stata fatta un'ordinanza per ridurre la produzione perché si sforavano questi limiti. Non è stata fatta nel 2018 [...].
E non è neanche stata fatta nel 2019. Vado a conclusione. Nell’interrogazione che ho fatto, invece, nel 2019, risposta ... 120, si diceva che è stato creato un tavolo per aggiornare i limiti, tavolo tecnico di cui non si sa l'esito e che non ha portato ancora alla revisione dei su citati limiti. Ricordo che non si rispetta il limite per quanto riguarda il rumore e anche qui chi c'era prima ha dato tre anni per adeguarsi ai limiti. Adesso abbiamo dato un altro anno, però c’è anche la possibilità - abbiamo sentito questa mattina - di fare delle ordinanze emergenti urgenti da parte del Sindaco e anche del Presidente della Regione o si può, alla luce del progetto presentato entro giugno, chiedere di interrompere anche parti di attività. Da ultimo, concludo, l'Assessore ha detto pochi giorni fa che si tratta di chiudere d’accordo con la proprietà entro il 2022. L’impegno che chiedo è quello di passare dalle parole ai fatti. Non ci si può intestare la chiusura quando si sa che la cokeria sta su con lo scotch, quindi avrà una vita molto breve.
Consigliere Ussai, l’ho invitata a concludere.
Sì, ho subito finito, ma anche si sa che l'altoforno appena rinnovato l'anno scorso avrà massimo due o tre anni di vita, quindi già nel piano industriale si prevedeva la chiusura della cokeria. Adesso, evidentemente, non sarà più economico investire su quell'impianto. Io chiederei all'Assessore di impegnarsi a un'immediata revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale a tutela della salute dei cittadini e di fissare insieme alla proprietà un puntuale e stringente cronoprogramma per la chiusura progressiva dall'area a caldo, provvedendo naturalmente anche le strategie per la tutela dei livelli occupazionali in collaborazione con i Ministeri competenti e con il Presidente dell'Autorità di sistema portuale. Grazie.
Grazie, consigliere Ussai. È aperta la discussione. Cosolini.
Grazie, Presidente. Intervengo dando atto, per quella che è stata la mia esperienza da Sindaco, evidentemente difficile su quest’aspetto e per quella che è anche la mia esperienza da Consigliere regionale di continuità e coerenza - posso anche non condividerla o non condividerla totalmente - nella posizione che via via su questa vicenda è stata sempre espressa dal Movimento 5 Stelle. Sono piuttosto curioso di vedere quale sarà la posizione dell'attuale maggioranza oggi su questa mozione perché non ho alcuna difficoltà a ritenere - qui scommetterei più di un euro rispetto alla scommessa che stamattina l'assessore Scoccimarro ci raccontava di aver fatto sulla chiusura della Ferriera entro il 2022, scommetterei più di un euro che, se questa mozione fosse arrivata quando governava il Centrosinistra in città o in Regione, avrebbe avuto il Centrodestra come coopromotore o come richiesta di aggiungere le firme, se fosse partita dai 5 Stelle e come convinto sostenitore. Allora è il momento che diciate se siete capaci di passare dalle parole delle campagne elettorali ai fatti. Nel 2016 non l’avete fatto, nel 2016 non avete promesso - o meglio, il Sindaco - non ha promesso la chiusura della Ferriera in cento giorni. Gli va dato atto [...]. Consigliere Slokar, lei può iscriversi perché ha sicuramente molte cose da dire sull'argomento. Non avete promesso la chiusura in cento giorni. Il candidato Sindaco ha promesso atti fondamentali rivolti in direzione della chiusura dell'area a caldo entro cento giorni. Di quegli atti fondamentali noi ricordiamo alcuni incontri estivi con i comitati, ricordiamo la nomina apprezzabile, io l'ho apprezzata pubblicamente, di un consulente del Sindaco per assistere il Sindaco nella gestione della questione della Ferriera. Peccato non avere elementi in qualche modo conclusivi rispetto allo svolgimento di questo incarico e alle conclusioni cui ha portato. Abbiamo poi sentito annunciare l'affidamento a uno studio di legali veneto. Evidentemente la consulenza per determinare le misure che il Comune poteva assumere e così via dicendo. Lì non si è passati dalle parole vere ai fatti sostanziali. Evidentemente dal 2016 al 2018 era buon gioco buon gioco dire “Sì, noi Comune vorremmo, ma c’è la Regione di Debora Serracchiani che non vuole”. Ora la Regione di Debora Serracchiani non c'è più, c’è la Regione di Massimiliano Fedriga che ha preso impegni importanti, c’è la Regione dell'assessore Scoccimarro che oggi ci ha ribadito di auspicare la chiusura dell'area a caldo, ma che evidentemente lo ha ripreso il consigliere Ussai e lo dicevo stamattina, nel DEFR non sembra molto discostarsi da quello che veniva detto nei documenti quando il Presidente di questa Regione era Debora Serracchiani e Assessore all'Ambiente era Sara Vito. Allora, il minimo di coerenza che si chiede a questa maggioranza oggi, siccome la legge prevede che ci possa essere la revisione dell'AIA, votatela questa mozione, sostenete questa mozione, dimostrate coerenza e onestà da questo punto di vista perché chi vi parla, evidentemente, si è assunto la responsabilità di un Sindaco di una decisione difficile. È stata fortemente contestata, ci sono state manifestazioni a pochi giorni dalle elezioni comunali. È strano che le manifestazioni poi con il giugno del 2016 siano improvvisamente cessate e scomparse. La Ferriera è sempre lì con i miglioramenti per certi versi che noi ci eravamo impegnati ad apportare e che in misura significativa sono stati apportati con le criticità. Ci può essere un'opinione diversa rispetto ai colleghi 5 Stelle, per molti versi c’è, sulla gestione di questa vicenda, però è il momento di assumere azioni amministrative e politiche conseguenti alle promesse. Stamattina chiedevo all’assessore Scoccimarro se sulla scommessa di un euro [...].
Va bene, Cosolini.
Presidente, concludo. Se sulla scommessa di un euro ci fosse un auspicio o ci fosse un'attività, evidentemente, che passasse per un accordo di programma, per ipotesi di nuova destinazione industriale, per ipotesi di soluzione del problema occupazionale o se fossimo ancora al punto in cui, siccome il cavaliere ... dice che potrebbe anche smettere, ci si attende e si spera che smetta per poter dire “abbiamo chiuso la Ferriera”. Se volete chiudere la Ferriera, la prima cosa che dovete fare come Giunta è sostenere la mozione del consigliere Ussai e come maggioranza votare questa mozione.
Grazie, consigliere Cosolini. Slokar.
Grazie, Presidente. Io pensavo tutto, meno che sentire una predica da parte dell'ex Sindaco di Trieste che, di fatto, ha fatto aprire la Ferriera insieme all’ex Presidente della Giunta regionale. Io potevo, no, ma, visto che la Ferriera è un problema e noi ci siamo fatti carico e avete preparato talmente bene le carte per mantenere in piedi questa realtà che non è facile chiuderla perché tutti quanti sappiamo che non è facile chiuderla, mi sarei aspettato che veramente il Partito Democratico non intervenisse in questa discussione. Mi sarei augurato che avrebbe avuto quel buon senso e quell’educazione a stare zitto. Mi dispiace veramente tanto, Cosolini, potevi far parlare chiunque, ma non tu, tu sei l'ultima persona a dover parlare qui dentro di Ferriera.
Alla fine della discussione. Bolzonello.
Grazie, Presidente. Io penso che in cui il collega Cosolini sia il primo che ha diritto di parlare di Ferriera perché è il primo che ha messo la faccia davanti, prendendosi la responsabilità degli atti che ha firmato e delle cose che ha detto e che non rinnega, perché se fosse qui a rinnegarle, se fosse qui a rinnegarle, allora potremmo dire al collega Cosolini “Non hai diritto di parlare”, ma in una dialettica seria tra Assessore e Consiglieri di Opposizione ha continuato a ribadirlo. Io mi permetto di intervenire dopo il collega Slokar perché ho passato due giri del discorso Ferriera, uno nel 2016 durante la campagna per le comunali, appena ricordate dal collega, e uno un anno e due mesi fa quando siamo stati più volte invitati nell'ultima, insieme al collega Ussai eravamo al circolo della stampa, se non ricordo male, con i comitati pro chiusura e lì l’attuale maggioranza, quindi voi, davanti a tutti avete detto che la Ferriera veniva chiusa in tempi brevissimi e i tempi brevissimi addirittura, ero lì, quindi non per sentito dire, significava che nei primi cento giorni di Giunta Fedriga c’era [...] Ero lì, Danilo, l’ho sentito con le mie orecchie, quindi non è smentibile in alcun modo, in alcun modo. Nei primi cento giorni siamo stati premiati, che non significa chiudere la Ferriera in cento giorni, nessuno è sciocco, però fare dei ragionamenti con degli atti che non ci sono stati nei cento giorni. Oggi abbiamo sentito dall'Assessore fare dei ragionamenti seri, dire che entro il 2022 ci sarà, eccetera, tutto bello. Vorremmo però capire, l’abbiamo già detto oggi e lo ribadiamo, vedere degli atti che sono stati fatti fino adesso, ma soprattutto vorremmo vedere una coerenza rispetto a quello che è stato detto fino adesso nel voto a questa mozione, quindi tra pochi minuti vedremo se siete coerenti con quello che avete detto nel 2016, con quello che avete detto nel 2018 e, conseguentemente, anche un voto per la chiusura della Ferriera anche nella mozione del Movimento 5 Stelle.
Grazie, Bolzonello. Moretti.
Solo per rafforzare alcuni concetti, che, peraltro, sono anche ribaditi qua. Avendo detto le stesse cose in sede di una petizione che è stata accolta dalla IV Commissione, lo ribadisco qua. Rivedere l'AIA non lo si fa sulla base di un intento politico perché, se sono io l'imprenditore che ha l’AIA e mi viene fatta la revisione dell'AIA, se io sto nei parametri di legge e rispetto a quelle che sono le prescrizioni non ho ottemperato all'Autorizzazione Integrata Ambientale, questo credo che sia un modo per essere tutelati. Voglio dire, ho gli strumenti per essere tutelato dalla legge e dalla normativa. Il tema vero - qua sì, è politico - è che quando ci si spinge troppo in là e si illude la gente su un procedimento amministrativo, non è dell'Assessore o del Presidente perché l'istruttoria deve essere sostenuta in maniera seria da parte del dirigente, di chi ha la responsabilità tecnica e amministrativa di sostenere questo tipo di atto, che è un atto delicatissimo e che ha tutti i rilievi penali che ciascuno di noi può immaginare, non è che lo fai così semplicemente, lo fai in due modi: o se l'attuale proprietario vende perché ha un altro sito, ma non mi pare che ci siano in giro acciaierie disponibili, forse Taranto, ma non credo che l'attuale proprietario vada a Taranto continuando a produrre perché anche là pare che le situazioni siamo molto più complicate e complesse e quando ci saranno 15 mila persone da ricollocare in un'area che non offre grandi opportunità e lavoro, perché se anche ci fai un centro divertimenti, ci vorranno anni prima di fare tutto. Voglio vedere come va a finire. Ricordo, fine anni Novanta, che ci raccontava Gianfranco Moretton, che allora era Assessore all'Industria, che avere qua sotto gli ottocento - o forse qualcosa di più erano quella volta - operai della Ferriera non è stato facile per gli amministratori regionali dell'epoca e tutta la città quella volta si strinse intorno agli operai e con gli operai sostenne la battaglia per non chiudere la Ferriera. Poi sappiamo com'è andata, le vicissitudini, proprietari, eccetera. Su queste cose ha fatto bene il collega Cosolini a richiamare tutti alla serietà e non al populismo. Credo che noi abbiamo le carte in regola non per avere aperto la Ferriera, che giustamente la Ferriera era più di cent'anni e non è certamente che aspettava un'Amministrazione piuttosto che un’altra ad aprirla, credo che abbiamo fatto le cose per bene, coinvolgendo il Governo nazionale, coinvolgendo una proprietà che finalmente almeno ha posto una conduzione seria di quella azienda che fino ad adesso con qualche difficoltà non c’era. Slokar, vota la mozione, così sarai conseguente alle cose e alle promesse che hai fatto in campagna elettorale e su questo tema, visto che l’Assessore l’ha detto stamattina, almeno così mi è parso di capire, ha un interlocuzione in corso con la proprietà, porti avanti questa interlocuzione e poi sarà la proprietà, autonomamente, se vorrà, a decidere di vendere e dismettere, ma lo deciderà la proprietà, non lo deciderà il Consiglio Regionale o qualsiasi altro organo o tipo di indirizzo politico.
Grazie, consigliere Moretti. È chiusa la discussione. Darei la parola all’assessore Scoccimarro per una replica. Prego.
Grazie, Presidente. Questa mozione è stato chiesto di condividerla e noi condividiamo l’intento di questa mozione. Purtroppo per i due punti, cancellato l’uno o riformulato in un’altra maniera, potrebbe essere possibile, perché, vedete, se per il punto due è già stato fatto, quindi possiamo solo che rafforzarlo,

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 Articolo 20
 sentenza 
in fine
e contrario