Source: https://www.cinofilimarilu.it/disposizioni-sul-maltrattamento-degli-animali-testo-legge-189/
Timestamp: 2019-09-17 11:07:14+00:00

Document:
Disposizioni sul maltrattamento degli animali e testo legge 189 — Marilù
Tu sei qui: Home / Disposizioni sul maltrattamento degli animali e testo legge 189
(Testo trascritto dal sito ufficiale Polizia di Stato)
TESTO INTEGRALE DELLA LEGGE (presente sulla Gazzetta Ufficiale)
Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonche’ di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.
1. Dopo il titolo IX del libro II del codice penale e’ inserito il
“TITOLO IX-BIS – DEI DELITTI CONTRO
Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudelta’ o
senza necessita’, cagiona la morte di un animale e’ punito con la
reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per
crudelta’ o senza necessita’, cagiona una lesione ad un animale
ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a
lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche e’ punito
con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali
sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che
procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena e’ aumentata della meta’ se dai fatti di cui al primo comma
deriva la morte dell’animale.
Art. 544-quater. – (Spettacoli o manifestazioni vietati). – Salvo che
il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque organizza o promuove
spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli
animali e’ punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con
la multa da 3.000 a. 15.000 euro.
La pena e’ aumentata da un terzo alla meta’ se i fatti di cui al
primo comma sono commessi in relazione all’esercizio di scommesse
clandestine o al fine di trarne profitto per se’ od altri ovvero se
ne deriva la morte dell’animale.
Art. 544-quinquies. – (Divieto di combattimenti tra animali). –
Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni
non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo
l’integrita’ fisica e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e
con la multa da 50.000 a 160.000 euro.
1) se le predette attivita’ sono compiute in concorso con minorenni o
2) se le predette attivita’ sono promosse utilizzando
videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o
immagini dei combattimenti o delle competizioni;
3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi
forma dei combattimenti o delle competizioni.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o
addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il
tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al
primo comma e’ punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con
la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai
proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti
e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti.
Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi
di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui
combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma e’ punito
con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a
Art. 544-sexies. – (Confisca e pene accessorie). – Nel caso di
condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a
norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti
previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, e’
sempre ordinata la confisca dell’animale, salvo che appartenga a
persona estranea al reato.
E’ altresi’ disposta la sospensione da tre mesi a tre anni
dell’attivita’ di trasporto, di commercio o di allevamento degli
animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su
richiesta e’ pronunciata nei confronti di chi svolge le predette
attivita’. In caso di recidiva e’ disposta l’interdizione
dall’esercizio delle attivita’ medesime”.
2. All’articolo 638, primo comma, del codice penale, dopo le parole:
“e’ punito” sono inserite le seguenti: “, salvo che il fatto
costituisca piu’ grave reato”.
3. L’articolo 727 del codice penale e’ sostituito dal seguente:
“Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona animali
domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattivita’ e’
punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni
incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
approvato con decreto del D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092,
legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
– Il titolo IX del libro II del codice penale reca:
«Dei delitti contro la moralita’ pubblica e il buon
costume».
– Si riporta il testo dell’art. 638 del codice penale,
«Art. 638 (Uccisione o danneggiamento di animali
altrui). – Chiunque senza necessita’ uccide o rende
inservibili o comunque deteriora animali che appartengono
ad altri e’ punito, salvo che il fatto costituisca piu’
grave reato a querela della persona offesa, con la
reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire
La pena e’ della reclusione da sei mesi a quattro anni,
e si procede d’ufficio, se il fatto e’ commesso su tre o
piu’ capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria,
ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in
Non e’ punibile chi commette il fatto sopra volatili
sorpresi nei fondi da lui posseduti e nel momento in cui
gli recano danno».
1. E’ vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e gatti (Felis
catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce,
capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od
ottenuti, in tutto o in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei
medesimi, nonche’ commercializzare o introdurre le stesse nel
2. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1 e’ punita con
l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da 5.000 a 100.000
3. Alla condanna consegue in ogni caso la confisca e la distruzione
del materiale di cui al comma 1.
1. Dopo l’articolo 19-bis delle disposizioni di coordinamento e
“Art. 19-ter. – (Leggi speciali in materia di animali). – Le
disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si
applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia,
di pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli
animali, di sperimentazione scientifica sugli stessi, di attivita’
circense, di giardini zoologici, nonche’ dalle altre leggi speciali
in materia di animali. Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II
del codice penale non si applicano altresi’ alle manifestazioni
storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.
Art. 19-quater. – (Affidamento degli animali sequestrati o
confiscati). – Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di
confisca sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano
richiesta individuati con decreto del Ministro della salute, adottato
di concerto con il Ministro dell’interno”:
2. Il decreto di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di
coordinamento e transitorie del codice penale e’ adottato entro tre
1. All’articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, al
comma 8, le parole: “ai sensi dell’articolo 727 del codice penale”
sono sostituite dalle seguenti: “con la reclusione da tre mesi ad un
anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro”.
2. Il comma 5 dell’articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n. 281, e’
3. Alla legge 12 giugno 1913, n. 611, sono apportate le seguenti
b) all’articolo 2, lettera a), le parole: “dell’articolo 491 del
codice penale” sono sostituite dalle seguenti: “del titolo IX-bis del
libro II del codice penale e dell’articolo 727 del medesimo codice”;
c) all’articolo 8, le parole: “dell’articolo 491” sono sostituite
dalle seguenti: “dell’articolo 727”.
– Si riporta il testo dell’art. 4 del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, (Attuazione della
direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli
animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini
scientifici), come modificato dalla legge qui pubblicata:
«Art. 4. – 1. Gli esperimenti di cui all’art. 3 possono
essere eseguiti soltanto quando, per ottenere il risultato
ricercato, non sia possibile utilizzare altro metodo
scientificamente valido, ragionevolmente e praticamente
applicabile, che non implichi l’impiego di animali.
2. Quando non sia possibile ai sensi del comma 1
evitare un esperimento, si deve documentare all’autorita’
sanitaria competente la necessita’ del ricorso ad una
specie determinata e al tipo di esperimento; tra piu’
esperimenti debbono preferirsi’:
2) quelli che implicano l’impiego di animali con il
piu’ basso sviluppo neurologico;
3) quelli che causano meno dolore, sofferenza,
angoscia o danni durevoli;
4) quelli che offrono maggiori probabilita’ di
3. Tutti gli esperimenti devono essere effettuati sotto
anestesia generale o locale.
4. Un animale non puo’ essere utilizzato piu’ di una
volta in esperimenti che comportano forti dolori, angoscia
5. Gli esperimenti devono essere eseguiti, direttamente
o sotto la loro diretta responsabilita’, da laureati in
medicina e chirurgia, medicina veterinaria, biologia,
scienze naturali o da persone munite di altro titolo
riconosciuto idoneo ed equivalente con decreto del Ministro
della sanita’, di concerto con il Ministro della
universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica.
6. Le persone che effettuano esperimenti o quelle
persone che si occupano direttamente o con compiti di
controllo di animali utilizzati in esperimenti devono avere
un’istruzione e una formazione adeguata.
7. La persona che esegue l’esperimento o ne ha la
supervisione deve inoltre avere una formazione scientifica
attinente alle attivita’ sperimentali di sua competenza ed
essere in grado di manipolare e curare gli animali di
laboratorio, deve inoltre aver dimostrato all’autorita’
competente di aver raggiunto un sufficiente livello di
formazione in proposito.
8. Le violazioni di cui al comma 3, sono punite con la
reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da 3.000 a
15.000 euro, oltre che con la sanzione amministrativa da
lire 10 milioni a lire 100 milioni; in caso di violazione
continuata o di recidiva, la sanzione amministrativa e’
aumentata di un terzo e, indipendentemente dal procedimento
penale, il responsabile viene sospeso per un massimo di
cinque anni da ogni autorizzazione ad effettuare
esperimenti su animali.
9. Per le violazioni al comma 4, si applica la sanzione
amministrativa, pecuniaria di cui al comma 8 diminuita di
10. Le violazioni ai commi 5, 6 e 7 sono punite, salvo
che il fatto costituisca reato, con la sanzione pecuniaria
amministrativa da lire 5 milioni a lire 40 milioni».
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 14 agosto
1991, n. 281, (Legge quadro in materia di animali di
affezione e prevenzione del randagismo), come modificato
«Art. 5 (Sanzioni). – 1. Chiunque abbandona cani, gatti
o qualsiasi altro animale custodito nella propria
abitazione, e’ punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire trecentomila a lire un
2. Chiunque omette di iscrivere il proprio cane
all’anagrafe di cui al comma 1 dell’art. 3, e’ punito con
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di
lire centocinquantamila.
3. Chiunque, avendo iscritto il cane all’anagrafe di
cui al comma 1 dell’art. 3, omette di sottoporlo al
tatuaggio, e’ punito con la sanzione amministrativa del
4. Chiunque fa commercio di cani o gatti al fine di
sperimentazione, in violazione delle leggi vigenti, e’
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
6. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative
di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 confluiscono nel fondo per
l’attuazione della presente legge previsto dall’art. 8.».
– Si riporta il testo degli articoli 2 e 8 della legge
12 giugno 1913, n. 611 (Provvedimenti per la protezione
degli animali), come modificati dalla legge qui pubblicata:
«Art. 2. – Possono conseguire la personalita’ giuridica
le Societa’ protettrici degli animali che si prefiggono
tutti od alcuno degli scopi seguenti o scopi affini:
a) promuovere, anche a mezzo di agenti propri, la
piu’ efficace applicazione del titolo IX-bis del libro II
del codice penale e dell’art. 727 del medesimo codice e
delle disposizioni stabilite nella presente o in altre
leggi o regolamenti dello Stato o dei comuni, riflettenti
la protezione degli animali;
b) frenare i mali trattamenti e le eccessive fatiche,
a cui possono essere assoggettati gli animali, istruendo i
conducenti ed i guardiani nella loro arte, e ammaestrandoli
a proporzionare le fatiche alle forze degli animali e a
trame il miglior risultato utile, senza che ne siano
debilitati o vessati;
c) educare le popolazioni a non incrudelire verso gli
animali, sia col mezzo di pubbliche e popolari conferenze,
sia distribuendo opuscoli o stampati, sia concedendo premi
agli insegnanti che diano nella scuola speciali istruzioni
sulla necessita’ di proteggere gli animali.».
«Art. 8. – Meta’ delle ammende a cui siano condannati i
contravventori alle disposizioni della presente legge e
dell’art. 727 del codice penale, in seguito a denuncia
delle guardie delle Societa’ protettrici degli animali,
sono devolute alle Societa’ stesse.».
1. Lo Stato e le regioni possono promuovere di intesa, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, l’integrazione dei programmi
didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai
fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia
comportamentale degli animali e del loro rispetto, anche mediante
1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente
legge, con decreto del Ministro dell’interno, sentiti il Ministro
delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute,
adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le modalita’ di coordinamento
dell’attivita’ della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del
Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e
dei. Corpi di polizia municipale e provinciale..
2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme
relative alla protezione degli animali e’ affidata anche, con
riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti
dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli
55 e 57 . del codice di procedura penale, alle guardie particolari
3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per lo Stato e gli enti locali.
– Si riporta il testo degli articoli 55 e 57 del codice
«Art. 55 (Funzioni della polizia giudiziaria). – 1. La
raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione
2. Svolge ogni indagine e attivita’ disposta o delegata
dall’autorita’ giudiziaria.
dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria».
– 1. Salve le disposizioni delle leggi speciali, sono
Stato ai quali l’ordinamento dell’amministrazione della
pubblica sicurezza riconosce tale qualita’;
nonche’ gli altri appartenenti alle predette forze di
Polizia ai quali l’ordinamento delle rispettive
amministrazioni riconosce tale qualita’;
ufficio della polizia di Stato ovvero un comando dell’Arma
riconosce tale qualita’;
di custodia, le guardie forestali e, nell’ambito
territoriale dell’ente di appartenenza, le guardie delle
province e dei comuni quando sono in servizio;
3. Sono altresi’ ufficiali e agenti di polizia
dall’art. 55.».
1. Ai sensi dell’articolo 91 del codice di procedura penale, le
associazioni e gli enti di cui all’articolo 19-quater delle
perseguono finalita’ di tutela degli interessi lesi dai reati
– Si riporta il testo dell’art. 91 del codice di
«Art. 91 (Diritti e facolta’ degli enti e delle
associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato).
– 1. Gli enti e le associazioni senza scopo di lucro ai
quali, anteriormente alla commissione del fatto per cui si
procede, sono state riconosciute, in forza di legge,
finalita’ di tutela degli interessi lesi dal reato, possono
esercitare, in ogni stato e grado del procedimento, i
diritti e le facolta’ attribuiti alla persona offesa dal
– Per il testo dell’art. 19-quater delle disposizioni
di coordinamento e transitorie del codice penale vedi art.
1. Le entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni pecuniarie
previste dalla presente legge affluiscono all’entrata del bilancio
di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e
transitorie del codice penale.
2. Con il decreto di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di
coordinamento e transitorie del codice penale, sono determinati i
criteri di ripartizione delle entrate di cui al comma 1, tenendo
conto in ogni caso del numero di animali affidati ad ogni ente o
3. Entro il 25 novembre di ogni anno il Ministro della salute
definisce il programma degli interventi per l’attuazione della
presente legge e per la ripartizione delle somme di cui al comma 1.
di coordinamento e transitorie del codice penale vedi note
art. 3 della presente legge.

References: Art. 544

Art. 544

Art. 544

Art. 544

Art. 544
 sentenza 

Art. 19
 art.
1

art. 3