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Timestamp: 2019-09-22 18:33:08+00:00

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Art. 2 codice di procedura penale - Cognizione del giudice - Brocardi.it
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Articolo 2 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 2 Codice di procedura penale
Fonti → Codice di procedura penale → LIBRO PRIMO - Soggetti → Titolo I - Giudice → Capo I - Giurisdizione
1. Il giudice penale risolve ogni questione da cui dipende la decisione, salvo che sia diversamente stabilito [3, 30, 263, 324, 479 c.p.p.].
2. La decisione del giudice penale che risolve incidentalmente una questione civile, amministrativa o penale non ha efficacia vincolante in nessun altro processo [478, 651, 652, 654 c.p.p.].
La norma è volta ad individuare l'ambito di operatività del giudice penale il quale - in ossequio al principio della durata ragionevole del processo - è posto nell condizione di non dover più ricorrere alla sospensione pregiudiziale e dunque può risolvere autonomamente qualsiasi questione pregiudiziale ad eccezione di quelle previste dal codice di rito (artt. 3 e 479 c.p.p.).
Massime relative all'art. 2 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 17991/2018
Al giudice penale è preclusa la valutazione della legittimità dei provvedimenti amministrativi che costituiscono il presupposto dell'illecito penale qualora sul tema sia intervenuta una sentenza irrevocabile del giudice amministrativo, ma tale preclusione non si estende ai profili di illegittimità, fatti valere in sede penale, non dedotti ed effettivamente decisi dal giudice amministrativo.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 17991 del 20 aprile 2018)
Cass. pen. n. 31282/2017
La valutazione del giudice penale in ordine alla legittimità di un atto amministrativo, costituente il presupposto di un reato, non è preclusa da un giudicato amministrativo formatosi all'esito di una controversia instaurata sulla base di documentazione incompleta, o comunque fondata su elementi di fatto rappresentati in modo parziale o addirittura non veritiero, sempre che tali criticità risultino da dati obiettivi preesistenti e sconosciuti al giudice amministrativo, ovvero sopravvenuti alla formazione del giudicato. (Nella specie, relativa alla violazione dell'art. 44 T.U. Urb. contestata ad un imprenditore agricolo, la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione di merito che aveva escluso la sussistenza di una preclusione, da giudicato amministrativo, in ordine all'insufficienza del patrimonio edilizio preesistente a soddisfare le esigenze abitative dell'imputato, in quanto tale requisito - presupposto essenziale per il legittimo rilascio del permesso di costruire in zona agricola - era stato valutato dal giudice amministrativo sulla base di una rappresentazione dei luoghi che, in sede penale, era risultata falsa).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 31282 del 22 giugno 2017)
Cass. pen. n. 27062/2015
Il giudicato civile fa stato sulle sole questioni concernenti lo stato di famiglia o di cittadinanza. (Fattispecie nella quale la S.C. ha ritenuto che il passaggio in giudicato della sentenza civile, che aveva accertato la simulazione di alcuni contratti di compravendita immobiliare, non avesse efficacia vincolante in sede penale, dove all'esito dell'istruttoria era emersa l'effettività dei trasferimenti immobiliari).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 27062 del 26 giugno 2015)
Cass. pen. n. 11596/2011
Al giudice penale è preclusa la valutazione della legittimità dei provvedimenti amministrativi che costituiscono il presupposto dell'illecito penale qualora sul tema sia intervenuta una sentenza irrevocabile del giudice amministrativo, ma tale preclusione non si estende ai profili di illegittimità, fatti valere in sede penale, che non siano stati dedotti ed effettivamente decisi in quella amministrativa.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11596 del 23 marzo 2011)
Cass. pen. n. 3972/2003
La competenza a giudicare il reato di cui all'art. 186, comma 4 c.s., a seguito dell'approvazione del D.L.vo 28 agosto 2000, in vigore dal 2 gennaio 2002, n. 274 va riconosciuta al giudice di pace; conseguentemente al suddetto reato va applicato il regime sanzionatorio più favorevole che prevede l'irrogazione della sanzione della sola pecuniaria.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3972 del 28 gennaio 2003)
Cass. pen. n. 38240/2002
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 38240 del 15 novembre 2002)
Cass. pen. n. 3035/1999
Ai sensi dell'art. 2 c.p.p. spetta al giudice penale decidere in via incidentale la natura pubblica o privata di un ente quando la questione assuma rilevanza ai fini della qualificazione giuridica del fatto oggetto dell'imputazione. (Fattispecie in cui in relazione alla contestazione del reato di falso in atto pubblico si è ritenuto che spettasse al giudice penale decidere della qualificazione quale ente pubblico o privato di una casa di riposo, rientrante tra le istituzioni di assistenza e beneficenza, senza dover attendere la decisione del giudice civile sulla natura del rapporto di lavoro dell'imputata).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3035 del 5 marzo 1999)

References: Articolo 2

Articolo 2

Cass. 
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