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Timestamp: 2020-08-03 09:06:58+00:00

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La Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Regolamento UE 1169/2011 – Falchi & Partners
FALCHI & PARTNER
FalchiNovità
L’8 febbraio 2018 è stato pubblicato il D.lgs 231 del 15 dicembre 2017, recante “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Reg. (UE) n.1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n.170 “Legge di delegazione europea 2015”, che entrerà in vigore a partire dal 09.05.2018.
Il decreto reca altresì disposizioni nazionali in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti ai sensi del Capo VI del regolamento (UE) n. 1169 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e della direttiva 2011/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare, nonché la disciplina sanzionatoria per le violazioni delle predette disposizioni.
L’altra definizione importante è indicata nel Art. 2, che stabilisce chi è il soggetto responsabile nella figura dell’ “operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento, con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore avente sede nel territorio dell’Unione; è, altresì, individuato come soggetto responsabile l’operatore del settore alimentare il cui nome o la cui ragione sociale siano riportati in un marchio depositato o registrato.”
Nel Art. 4 sono stabilite le sanzioni previste in caso di violazione degli obblighi informativi da parte degli operatori del settore alimentare:
Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore del settore alimentare diverso dal soggetto responsabile di cui all’articolo 8, paragrafo 3, del regolamento, il quale, in violazione delle disposizioni di cui al medesimo paragrafo 3, fornisce alimenti di cui conosce o presume, in base alle informazioni in suo possesso in qualità di professionista, la non conformità alla normativa in materia diinformazioni sugli alimenti applicabile e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 4.000 euro.
Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore del settore alimentare che modifica le informazioni che accompagnano unalimento in violazione delle disposizioni di cui all’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.000 euro a 16.000 euro.
Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore del settore alimentare che, in violazione dell’articolo 8, paragrafo 6, del regolamento, non assicura che leinformazioni sugli alimenti non preimballati siano trasmesse all’operatore del settore alimentare che riceve tali prodotti è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro.
Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore del settore alimentare che viola le disposizioni relative alla fornitura delle indicazioni obbligatorie di cui all’articolo 8, paragrafo 7, primo comma, del regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro.
La medesima sanzione si applica per le violazioni delle disposizioni di cui all’articolo 8, paragrafo 7, secondo comma, del regolamento, nel caso in cui le indicazioni obbligatorie di cui all’articolo 8, paragrafo 7, primo comma, siano state riportate solo sul documento commerciale.
L’Art. 19 “Vendita di prodotti non preimballati”, stabilisce importanti regole che tutti gli esercizi in cui si vendono e si somministrano alimenti e bevande non confezionati all’origine: dalla ristorazione tradizionale a quella veloce, passando dai centri commerciali alla ristorazione viaggiante, dalla ristorazione collettiva alla distribuzione automatica, devono rispettare.
I prodotti alimentari offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività senza preimballaggio, i prodotti imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore, i prodotti preimballati ai fini della vendita diretta, nonché i prodotti non costituenti unità di vendita ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera e), del regolamento in quanto generalmente venduti previo frazionamento ancorché’ posti in confezione o involucro protettivo, esclusi gli alimenti di cui al comma 8 forniti dalle collettività, devono essere muniti di apposito cartello applicato ai recipienti che li contengono oppure di altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile, presente nei comparti in cui sono esposti. Sono fatte salve le prescrizioni stabilite in materia dai disciplinari di produzione per i prodotti DOP e IGP. Le fascette e le legature, anche se piombate, non sono considerate imballaggio.
L’Art 27 “Procedure per le irrogazioni delle sanzioni”:
Per l’accertamento delle violazioni e l’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal presente decreto si osservano, in quanto compatibili con quanto previsto dal presente articolo, le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Alle violazioni previste dal presente decreto si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 3 e 4, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
Quando la violazione è commessa da imprese aventi i parametri di microimpresa, di cui alla raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, la sanzione amministrativa è ridotta sino ad un terzo.
Non si applicano le disposizioni sanzionatorie del presente decreto alle forniture ad organizzazioni senza scopo di lucro, per la successiva cessione gratuita a persone indigenti, di alimenti che presentano irregolarità dietichettatura non riconducibili alle informazioni relative alla data di scadenza o relative alle sostanze o a prodotti che possono provocare allergie o intolleranze.
Non si applicano le disposizioni sanzionatorie del presente decreto all’immissione sul mercatodi un alimento che è corredato da adeguata rettifica scritta delle informazioni non conformi a quanto previsto dal presente decreto.
L’Art. 28 “Disposizioni transitorie”, stabilisce che gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima della data di entrata in vigore del presente decreto in difformità dallo stesso possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.
il Dipartimento ICQRF(Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) del MIpaaf è designato quale autorità competente all’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente decreto;
l’AGCMed altre autorità di controllo e contestazione, applicando la procedura prevista dalla Legge 689/81.
TABELLA RIEPILOGATIVA SANZIONI
Art. Violazione Reg. 1169/11 Sanzione (in euro)
3 Violazione delle pratiche leali di informazione da parte dell’operatore del settore alimentare
Art. 7 da 3.000 a 24.000
4.1 Fornitura di alimenti di cui l’operatore del settore alimentare, in base alle informazioni di cui dispone in qualità di professionista, conosce o presume la non conformità alla normativa sugli alimenti
Art. 8, par. 3 da 500 a 4.000
4.2 Modifica delle informazioni che accompagnano un alimento da parte dell’operatore del settore alimentare Art. 8, par. 4 da 2.000 a 16.000
4.3 Mancata assicurazione, da parte dell’operatore alimentare, che le informazioni sugli alimenti preimballati siano trasmesse all’operatore che riceve tali prodotti Art. 8, par. 6 da 1.000 a 8.000
4.4 Violazione delle disposizioni sulla fornitura delle indicazioni obbligatorie da parte dell’operatore alimentare (comprese quelle da riportare sul solo documento commerciale) Art. 8, par. 7 da 1.000 a 8.000
5.1 Mancata apposizione delle indicazioni obbligatorie relative a sostanze che possono provocare allergie (la sanzione non si applica se il responsabile ha avviato immediatamente procedure per ritirare il prodotto e informarne le autorità competenti) Art. 9, par. 1 da 5.00 a 40.000
5.2 Mancata apposizione di ulteriori indicazioni obbligatorie Artt. 9, par. 1; 10, par. 1 e Allegato III da 3.000 a 24.000
5.3 Indicazione in etichetta del nome, ragione sociale e indirizzo del produttore anziché, se diverso, del soggetto responsabile Art. 9, par. 1, lett. h) da 3.000 a 24.000
6 Mancata osservanza da parte del soggetto responsabile delle modalità di espressione delle indicazioni obbligatorie (in parole, numeri, pittogrammi o simboli) nonché delle condizioni di presentazione e posizionamento di altre indicazioni obbligatorie Artt. 9 par. 2 e 3; 12 e 13 e Allegato IV da 1.000 a 8.000
7 Violazione delle disposizioni sulla vendita a distanza Art. 14 da 2.000 a 16.000
8.1 e 5 Violazione da parte del soggetto responsabile delle disposizioni sulla denominazione legale dell’alimento e sulla designazione degli ingredienti Artt. 17, par. 1 e 4 e 18, par. 2 da 2.000 a 16.000
8.2 e 5 Errori o omissioni formali relative alla violazione precedente Artt. 17, par. 1 e 4 e 18, par. 2 da 500 a 4.000
8.3 e 5 Commercializzazione in altro Stato membro. Mancata applicazione di informazioni suppletive sulla natura reale dell’alimento o degli ingredienti atte a non confonderlo con altri alimenti Art. 17, par. 2 e 3 e 18, par. 2 da 500 a 4.000
8.4 e 5 Violazione delle disposizioni sulla denominazione legale degli alimenti e degli ingredienti e sulle indicazioni specifiche che li accompagnano Art. 18, par. 2, Allegato IV da 1.000 a 8.000
9.1 Violazione delle disposizioni sull’elencazione e denominazione degli ingredienti e sulla loro eventuale forma di nanomateriali ingegnerizzati Art. 18, par. 1 e 3, Allegato VII da 2.000 a 16.000
9.2 Errori o omissioni formali relative alla violazione precedente Art. 18, par. 1 e 3, Allegato VII da 500 a 4.000
9.3 Violazione delle disposizioni sull’indicazione e designazione degli ingredienti Allegato VII
da 1.000 a 8.000
10 Violazione delle disposizioni relative ai requisiti di etichettatura di sostanze o prodotti che possono provocare allergie o intolleranze Art. 21 e Allegato II
11 Violazione delle disposizioni relative all’indicazione quantitativa degli ingredienti Artt. 22 e 23, Allegati VIII e IX da 1.000 a 8.000
12.1 Violazione delle disposizioni sul termine minimo di conservazione Art. 24 e Allegato X, par. 1 da 1.000 a 8.000
12.2 Violazione delle disposizioni sull’indicazione della data di scadenza e della data di congelamento Art. 24 e Allegato X, par. 2 e 3 da 2.000 a 16.000
12.3 Cessione o esposizione per la vendita al consumatorefinale di prodotti oltre la data di scadenza Art. 24, Allegato X da 5.000 a 40.000
13.1 Violazione delle disposizioni relative all’indicazione del paese di origine o al luogo di provenienza Art. 26 da 2.000 a 16.000
13.2 Errori o omissioni formali relative all’indicazione del paese di origine o al luogo di provenienza Art. 26
14 Violazione delle disposizioni relative all’indicazione del titolo alcolometrico Art. 28 e Allegato XII da 500 a 4.000
15 Violazione delle disposizioni relative alla dichiarazione nutrizionale Art. 30 – 35 e Allegati XI I – XV da 2.000 a 16.000
21.1 Omessa indicazione del lotto o partita alla quale appartiene una derrata alimentare da parte del produttore, del confezionatore o del primo venditore (art. 17) da 3.000 a 24.000
21.2 Difforme indicazione del lotto o partita alla quale appartiene una derrata alimentare da parte del produttore, del confezionatore o del primo venditore (art. 17) da 1.000 a 8.000
22.1 Violazione delle disposizioni relative alla distribuzione di alimenti attraverso distributori automatici da parte dell’operatore del settore alimentare (art. 18) da 1.000 a 8.000
22.2 Omessa apposizione sui distributori automatici dell’indicazione delle sostanze o dei prodotti che possono provocare allergie o intolleranze da 5.000 a 40.000
23.1 “Violazione in materia di indicazioni obbligatorie per la vendita di prodotti preimballati (art.
19) da 1.000 a 8.000
23.2 Omessa indicazione nei prodotti preimballati e negli alimenti serviti alla collettività delle sostanze o dei prodotti che possono provocare allergie o intolleranze da 3.000 a 24.000
23.3 Difforme indicazione, nei prodotti preimballati e negli alimenti serviti alla collettività, delle sostanze o dei prodotti che possono provocare allergie o intolleranze da 1.000 a 8.000
23.3 Errori o omissioni formali in tema di indicazione, nei prodotti preimballati e negli alimenti serviti alla collettività, delle sostanze o dei prodotti che possono provocare allergie o intolleranze da 500 a 4.000
23.4 Violazione della disciplina relativa agli adempimenti precedenti alla vendita dei prodotti preimballati (art. 19, co. 7) da 500 a 4.000
24 Violazione degli obblighi sulle menzioni obbligatorie per i prodotti non destinati al consumatore da 500 a 4.000

References: Art. 2
 Art. 4

Art. 7

Art. 8
 Art. 8
 Art. 8
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 14
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 18
 Art. 18
 Art. 21
 Art. 24
 Art. 24
 Art. 24
 Art. 26
 Art. 26
 Art. 28
 Art. 30