Source: https://www.dirittieuropa.it/blog/14929/notizie/le-sentenze-della-corte-europea-dei-diritti-delluomo-del-31032015/
Timestamp: 2017-11-18 03:01:05+00:00

Document:
Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 31/03/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 31/03/2015
Posted by: Marco Petrachi in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 31 marzo 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 31 marzo 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Davtyan c. Armenia 29736/06 3 Artashes Davtyan è il direttore esecutivo di una banca in Armenia, accusato e condannato nel 2005 a sei anni di carcere per appropriazione indebita. Durante la sua detenzione il signor Davtyan scopre di avere un tumore alle corde vocali e i medici chiedono che sia effettuata una biopsia e ulteriori esami, nonché un trattamento volto alla guarigione ma non avviene nulla di tutto ciò; solo con il peggiorare delle sue condizioni, nel 2006 subisce un intervento chirurgico che ne migliora le condizioni. Il ricorrente invoca l’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) lamentando di non aver ricevuto le cure mediche necessarie; inoltre richiama l’articolo 7 (nulla poena sine lege) sostiene che le disposizioni di legge usate per condannarlo non erano applicabili nel suo caso. Articolo 3
Articolo 7 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Trattamento inumano e degradante) (aspetto sostanziale)
Helsinki Committee of Armenia c. Armenia 59109/08 3 Il caso è promosso da un’organizzazione per i diritti umani non governativa di Helsinki e riguarda il divieto ricevuto dal sindaco di Yerevan di tenere una manifestazione commemorativa di un uomo deceduto durante un fermo di polizia nel 2007. I motivi del diniego si riferiscono a ragioni di ordine pubblico dovute ai tumulti elettorali verificatesi poco tempo prima, che portarono il sindaco a dichiarare lo stato di emergenza per 20 giorni. L’ONG non avendo ricevuto la notifica della decisione del sindaco tiene la marcia il 12 maggio 2008 ma viene subito interrotta dalla polizia. Il ricorrente invoca l’articolo 11 (libertà di riunione e di associazione) per non aver potuto tenere la manifestazione commemorativa e l’articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) a causa dell’assenza di un rimedio. Articolo 11
Articolo 13 Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica)
Nalbandyan c. Armenia 9935/06 23339/06 3 I ricorrenti sono una famiglia armena, Bagrat e Narine Nalbandyan marito e moglie e ArevikNalbandyan loro figlia; i genitori sono accusati nel 2004 di aver ucciso un compagno di classe della figlia. Il caso riguarda i maltrattamenti ricevuti da parte della polizia durante la loro detenzione: marito e moglie sostengono di essere stati picchiati durante gli interrogatori e la figlia afferma di esser stata minacciata di stupro se i genitori non avessero confessato. Condannati in tribunale e in corte d’appello i Nalbandyan propongono ricorso per cassazione riaffermando di aver confessato l’omicidio sotto costrizione ma il ricorso è respinto per l’assenza di prove dei maltrattamenti. I ricorrenti invocano l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) e l’articolo 6 (diritto a un equo processo) sostenendo che i loro avvocati non hanno potuto svolgere correttamente le loro funzioni a causa del costante caos in aula durante le loro audizioni. Articolo 3
Articolo 6 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento
inumano e degradante) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante inumano e degradante) (aspetto sostanziale)
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un equo processo
Articolo 6-3-c - difesa attraverso l'assistenza legale)
S.C. Uzinexport S.A. c. Romania 43807/06 3 Il ricorrente è una società rumena che è stata privatizzata nel 1997 e il suo capitale trasferito da ministero delle finanze agli investitori privati in una somma inferiore rispetto a quello concordato. Nei due gradi di giudizio è stato riconosciuto un risarcimento danni 20 milioni di dollari in favore della società. Nel 2005, a seguito dell'esecuzione tardiva delle sentenze, la società chiedeva gli interessi di mora riconosciuti anche dall'Alta Corte di Cassazione; tuttavia in una sentenza del 2006 si afferma che il debito doveva essere rivendicato entro tre anni dalla sentenza definitiva; così la SC Uzinexport SA non vede soddisfatto il suo credito e invoca l'articolo 6 (diritto ad un equo processo) e l'articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà). Articolo 6
Articolo 1 Protocollo n°1 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento civile
Öner e Türk c. Turchia 51962/12 3 SenanikÖner e FerhanTürk sono due cittadini turchi che sono stati condannati a un anno e otto mesi di carcere per propaganda terroristica per conto del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) dopo aver tenuto un discorso durante le celebrazioni del Newroz sui problemi del popolo curdo. La sentenza è stata confermata in Cassazione ma l'esecuzione è stata sospesa a seguito di un emendamento alla legge. I ricorrenti invocano davanti la corte l'articolo 10 (libertà di espressione). Articolo 10 Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Armenia Romania Turchia Tutte le sentenze	2015-03-31
Tagged with: Armenia Romania Turchia Tutte le sentenze
Previous: Turchia tentenna (senza ragione) nel concedere il cambiamento di sesso: per la Corte è violazione!
Next: A Venezia un seminario sulla figura dell’International Electoral Observer

References: Articolo 3

Articolo 7
 Articolo 11

Articolo 13
 Articolo 3

Articolo 6

Articolo 6

Articolo 6
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 6

Articolo 1
 sentenza 
 Articolo 10