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Timestamp: 2019-05-26 23:04:08+00:00

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Assenza segnaletica stradale a un incrocio in cui si verifica un incidente
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2019 Assenza segnaletica stradale a un incrocio in cui si verifica un incidente
Corte di Cassazione, sezione terza civile, Ordinanza 13 febbraio 2019, n. 4161.
Ordinanza 13 febbraio 2019, n. 4161
L’assenza della segnaletica stradale a un incrocio in cui si verifica un incidente comporta la responsabilità dell’amministrazione solo se si dimostra che dall’assenza dei segnali sia presupposta una situazione di pericolo. Pertanto, il Comune non risponde, a titolo di responsabilità oggettiva, quale custode della strada se avviene un incidente a un incrocio privo di segnaletica.
In tema di responsabilità extracontrattuale e di richiesta di risarcimento danni all’amministrazione comunale per i danni provocati da un sinistro stradale avvenuto in corrispondenza di un incrocio privo di segnaletica stradale, non può attribuirsi a quest’ultimo un ruolo causale per il solo fatto che l’incidente si sia in esso verificato; in questo caso infatti la cosa in custodia rappresenta mero teatro dell’evento, mentre la serie causale determinativa dell’incidente trae origine dal comportamento dei soggetti coinvolti nello scontro e in esso interamente si esaurisce. Può eventualmente configurarsi una responsabilità dell’ente per colpa ove il danneggiato dimostri una situazione di pericolo non percepibile dall’utente della strada usando la normale diligenza e non rimediabile con l’osservanza delle regole della circolazione stradale.
1. (OMISSIS) e (OMISSIS) convennero in giudizio, davanti al Giudice di pace, Roma Capitale, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti in conseguenza del sinistro stradale occorso in data 14/10/2013 per lo scontro tra l’autovettura condotta dalla prima (e di proprieta’ del secondo) e altra autovettura, all’incrocio tra la via (OMISSIS), percorsa dalla (OMISSIS), e la via (OMISSIS), percorsa dall’auto antagonista. Secondo gli attori infatti la responsabilita’ del sinistro era da ascriversi, ex articolo 2051 cod. civ., all’amministrazione comunale per non avere ripristinato la segnaletica prima esistente su via (OMISSIS) che obbligava le auto provenienti da quest’ultima a dare la precedenza ai veicoli procedenti sulla via (OMISSIS).
In particolare, la preesistenza (evocata genericamente in ricorso) sui luoghi di una segnaletica che giustificasse il convincimento del diritto di precedenza in deroga alle regole ordinarie del codice stradale, oltre a non trovare nella sentenza alcuna univoca conferma, rimane comunque in tale prospettiva irrilevante, dal momento che, anche in tal caso, la circolazione stradale puo’ avvenire senza inconvenienti, essendo sufficiente ed idoneo a regolarla il codice della strada, mentre appartiene all’insindacabile potere discrezionale dell’ente gestore provvedere alle segnalazioni per creare condizioni di traffico migliori. Ne’ puo’ ricevere tutela con riferimento alla c.d. “insidia” l’eventuale affidamento dell’utente sulla presenza di segnalazione non in atto in quanto e’ per contro preciso dovere dello stesso prestare la massima attenzione alle reali condizioni della strada ed adeguare ad esse la propria condotta di guida (cosi’, in motivazione, Cass. n. 2074 del 2002, cit.).
Prova ne sia che nella stessa prospettazione dei danneggiati l’evento non si sarebbe (probabilmente) verificato se fosse stata presente la segnaletica, con il che pero’: a) da un lato, si attribuisce non gia’ alla cosa ma, come detto, a un comportamento umano omissivo un ruolo causale (esso stesso peraltro di regola non configurabile, alla stregua del principio prima ricordato, per l’esistenza della sussidiaria regolamentazione comunque dettata dal cod. strada oltre che dalla norme di comune prudenza); b) dall’altro, come pure s’e’ gia’ detto, supponendosi la violazione di obblighi di regolamentazione dell’area, ci si muove nel campo della responsabilita’ per colpa del tutto estraneo alla fattispecie invocata.
Sotto il profilo che qui interessa, l’affermazione in tale ipotesi di una responsabilita’ dell’ente gestore ex articolo 2051 cod. civ. riposa, da un lato, sul carattere circoscritto e delimitato della sede autostradale e sulla conseguente possibilita’ di tenerla al riparo dall’ingresso di agenti esterni dalle aree circostanti, per essere la stessa destinata alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza e, dall’altro, sul rilievo che al concetto di cosa in custodia, ai fini della norma, vanno ricondotti anche gli elementi accessori, pertinenze inerti e qualsivoglia altro fattore che, a prescindere dalla sua intrinseca dannosita’ o pericolosita’, venga a interferire nella fruizione del bene da parte dell’utente (Cass. 05/02/2013, n. 2660; Cass. 19/05/2011, n. 11016). Cio’, del resto, al pari di quanto pacificamente si afferma nel caso di sinistri causati dalla presenza di una pozzanghera o di una macchia d’olio o di un masso caduto da rocce o pareti attigue alla sede stradale: tutti fattori che, in ragione di serie causali del tutto prevedibili, possono modificare la condizione della cosa creando situazioni di pericolo. Il potere di governo della cosa, nel quale si risolve, come detto, il concetto di custodia, giustifica la presunzione di responsabilita’ anche in tali ipotesi proprio perche’ e’ in ragione di esso pretendibile una manutenzione e cura della cosa volta ad evitare l’intervento di detti fattori e il determinarsi di situazioni di pericolo, restando anche in tali casi esclusa la responsabilita’ ove si dimostri, con onere a carico del custode, l’ascrivibilita’ del fatto dannoso a caso fortuito (ad es. per l’imprevedibile e improvvisa presenza dell’animale o di altro ostacolo in quanto, in ipotesi, poco prima caduto da un veicolo).
Orbene un tale schema teorico non puo’ costituire chiave di lettura dell’ipotesi qui considerata, atteso che: i fattori che intervengono nella concatenazione causale risiedono tutti nella condotta degli utenti della strada e come tali non si prestano a essere considerati alla stregua di accessori, pertinenze della stessa o altri elementi idonei a interferire sul modo di essere e sulla fruizione della cosa in custodia; per converso, il comportamento la cui omissione si addebita all’ente non attiene al governo (o alla manutenzione) della cosa, quanto piuttosto alla regolamentazione e al controllo del comportamento degli utenti della strada, e come tale puo’ rilevare giuridicamente solo nella prospettiva di una responsabilita’ per colpa nel concorso dei relativi presupposti (nei casi gia’ indicati dal richiamato precedente di Cass. n. 2074 del 2002, ove si crei una situazione di pericolo determinata dal contrasto tra le condizioni di transitabilita’ reali e quelle apparenti non percepibile dall’utente della strada con l’uso della normale diligenza e non rimediabili con l’osservanza delle regole del codice della strada).
10. Puo’ in conclusione affermarsi il seguente principio di diritto: “La responsabilita’ oggettiva ex articolo 2051 c.c. e’ configurabile, nel concorso degli altri presupposti, in presenza di un nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso. Perche’ un tale nesso possa affermarsi e’ necessario che la cosa si inserisca, con qualificata capacita’ eziologica, nella sequenza che porta all’evento e non rappresenti mera circostanza esterna o neutra o elemento passivo di una serie causale che si esaurisce all’interno e nel collegamento di altri e diversi fattori. Nel caso di scontro tra veicoli ad un incrocio non assistito da segnaletica non puo’ a quest’ultimo attribuirsi un siffatto ruolo causale per il solo fatto che l’incidente si sia in esso verificato; in tal caso, infatti, la cosa in custodia costituisce mero teatro o luogo dell’incidente, mentre la serie causale determinativa dell’evento origina dal comportamento dei soggetti coinvolti nello scontro e in esso interamente si esaurisce. Resta in tale ipotesi configurabile una eventuale responsabilita’ dell’ente per colpa, secondo la generale clausola aquiliana, ove il danneggiato alleghi e dimostri la sussistenza di una situazione di pericolo determinata dal contrasto tra le condizioni di transitabilita’ reali e quelle apparenti non percepibile dall’utente della strada con l’uso della normale diligenza e non rimediabile con l’osservanza delle regole del codice della strada”.
dichiara inammissibile il ricorso. Condanna i ricorrenti, in solido, al pagamento, in favore della controricorrente delle spese del giudizio di legittimita’, che liquida in Euro 1.400 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, ed agli accessori di legge.

References: articolo 2051
 sentenza 
 Cass. 
 articolo 2051
 Cass. 
 Cass. 
 articolo 2051