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Timestamp: 2016-10-25 22:50:01+00:00

Document:
B 68/06 (31.08.2007)
Societ� svizzera di Assicurazioni generali sulla vita dell'uomo Swiss Life (prima "La Suisse" assicurazioni, Losanna), General Guisan-Quai 40, 8022 Zurigo, opponente.
Dal 1989 al 31 maggio 1995 Z.________, nato nel 1956, � stato alle dipendenze della ditta G.________SA in qualit� di autista-magazziniere. Ai fini previdenziali � stato assicurato, tramite il datore di lavoro, presso la Aspida fondazione collettiva per l'attuazione delle misure di previdenza conformi alla LPP (in seguito: Aspida), a sua volta gestita da La Suisse, Societ� di assicurazioni sulla vita (in seguito: La Suisse).
In data 12 settembre 1994, mentre stava trasportando una cassa di frutta del peso complessivo di circa 50 kg, � caduto pesantemente sul fondoschiena riportando segnatamente una frattura dell'osso sacro, una contusione della colonna cervicale e una epicondilite traumatica del gomito destro. Dopo avere percepito le prestazioni di legge, l'assicurato � stato posto al beneficio di una mezza rendita AI dal 1� settembre 1995 al 31 gennaio 1996, poi prorogata fino al 30 settembre 1996 per pronuncia 13 ottobre 1997 del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, come pure di una rendita d'invalidit� LPP dal 12 settembre 1996 al 30 settembre seguente. L'interessato non ha pi� ripreso un'attivit� lavorativa.
Il 6 agosto 1999 Z.________ ha presentato una nuova domanda di prestazioni AI. Dopo avere ordinato una perizia multidisciplinare a cura del Servizio accertamento medico dell'AI (SAM) e avere accertato una piena incapacit� lavorativa per motivi psichici dal 1� gennaio 1996, l'Ufficio AI del Cantone Ticino (UAI) ha assegnato una rendita intera dal 1� agosto 1998 oltre alle completive per la moglie e i figli (decisioni dell'11 ottobre 2002). I provvedimenti non sono stati notificati n� all'istituto di previdenza, n� al suo rappresentante.
Con scritto del 13 agosto 2003, ribadito da ultimo il 2 febbraio 2005, La Suisse ha negato un obbligo di prestazioni dal profilo della previdenza professionale e ha fatto notare che non vi era alcuna connessione materiale e temporale tra l'affezione psichica invalidante e l'incapacit� lavorativa conseguente all'infortunio assicurato.
Preso atto della carente legittimazione passiva di La Suisse, il Vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni ha proposto, per motivi di economia processuale, di correggere la denominazione della convenuta in "Aspida Fondazione collettiva LPP". Le parti hanno aderito alla proposta. Con pronuncia del 15 maggio 2006 la Corte cantonale ha quindi respinto la petizione, confermando l'assenza di una connessione materiale e temporale tra l'incapacit� lavorativa sorta a seguito dell'infortunio del 1994 e l'invalidit� psichica riconosciuta con decisioni 11 ottobre 2002 dell'UAI.
Ribadendo le richieste di prima istanza e indicando quale parte opponente "La Suisse Assicurazioni", Z.________, sempre patrocinato dalla DAS, ha interposto ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1� gennaio 2007: Tribunale federale).
Swiss Life, Societ� svizzera di Assicurazioni generali sulla vita dell'uomo (in seguito: Swiss Life), che ha ripreso gli attivi e i passivi de La Suisse, a sua volta cancellata a registro di commercio il 5 dicembre 2005, propone, in via principale, di dichiarare irricevibile il ricorso poich� diretto contro una persona giuridica non pi� esistente. In via subordinata domanda di respingere il gravame per mancanza di sua legittimazione passiva o comunque per infondatezza delle richieste ricorsuali. Per parte sua, Aspida, prendendo atto che il ricorso, diretto contro un'altra persona, non la concernerebbe, ha rinunciato a determinarsi, al pari dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.
2.1 Aspida � una fondazione (art. 80 CC) registrata ai sensi dell'art. 48 LPP. Detta fondazione � stata costituita da La Suisse al fine di permettere ai datori di lavoro interessati di attuare le misure di previdenza della LPP (art. 1.1.1 del Regolamento Aspida). Il datore di lavoro ha stipulato una convenzione con Aspida conferendo a quest'ultima mandato di concludere i contratti necessari presso La Suisse (art. 1.1.3 Regolamento). Di conseguenza Aspida e La Suisse hanno concluso un contratto collettivo di assicurazione sulla vita (art. 1 Contratto di adesione a Aspida), in forza del quale La Suisse (e ora Swiss Life) gestisce Aspida (art. 4 Contratto di adesione).
2.2 Giusta l'art. 67 cpv. 1 e l'art. 68 cpv. 1 LPP un istituto di previdenza pu� decidere se assumersi direttamente, a determinate condizioni, la copertura dei rischi oppure se affidarla, interamente o parzialmente, a un istituto di assicurazione con il quale stipula un contratto di assicurazione collettiva. In un tal caso tra il lavoratore, rispettivamente i beneficiari del contratto di previdenza o il datore di lavoro, e l'assicuratore non esiste un rapporto giuridico, quest'ultimo esistendo unicamente con l'istituto di previdenza. Sebbene l'art. 87 LCA conferisca ai beneficiari un diritto proprio ("direktes Forderungsrecht") verso l'assicuratore, ci� vale, in virt� del suo chiaro tenore letterale, unicamente per l'assicurazione collettiva contro gli infortuni e le malattie, ma non per contro per l'assicurazione collettiva sulla vita (DTF 115 V 96 consid. 3a pag. 98 con riferimenti; sentenza inedita del Tribunale federale delle assicurazioni B 18/95 del 3 giugno 1996, consid. 4a).
2.4 In tali circostanze, aggravate dalla qualifica professionale della patrocinatrice, cui doveva essere chiaro il senso dell'intervento del giudice cantonale a riparazione del vizio di legittimazione, la possibilit� di rettificare la designazione della parte opponente, peraltro erroneamente indicata anche dopo la risposta delle altre parti interessate, suscita serie perplessit�. Non si tratta infatti di semplicemente rettificare la designazione di una parte in una procedura in cui l'identit� della parte era certa pur essendo la sua denominazione errata (v. DTF 110 V 347 consid. 2 pag. 349), bens� di continuare una procedura con una persona nei confronti della quale l'insorgente non pu� fare valere pretese (v. anche art. 16.6.1 Regolamento, per cui le vertenze che possono sorgere tra Aspida, il datore di lavoro, un affiliato o i suoi aventi diritto nell'applicazione del presente regolamento saranno deferite ai tribunali designati conformemente all'art. 73 LPP; cfr. in tal senso pure la sentenza citata B 18/95, consid. 4c).
2.5 Tutt'al pi� ci si potrebbe domandare se la sostituzione pattuita in sede cantonale possa eventualmente esplicare i propri effetti pure per la sede federale - anche perch� per l'art. 17 cpv. 1 PCF (applicabile alla presente procedura di ricorso di diritto amministrativo conformemente agli art. 40 e 135 OG) la sostituzione (convenzionale) delle parti � subordinata alle medesime condizioni (v. ad esempio la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni B 60/05 del 10 gennaio 2006, consid. 4.1) - e relativizzare l'errata designazione da parte del ricorrente. La questione pu� tuttavia rimanere irrisolta e non necessita di ulteriori approfondimenti in quanto, per i motivi che verranno esposti in seguito, il ricorso deve comunque essere respinto in quanto infondato.
3.1 Determinanti sono le circostanze che si sono realizzate fino al momento del giudizio cantonale sulla petizione (in casu: il 15 maggio 2006). Il 1� gennaio 2005 � entrato in vigore il nuovo art. 23 LPP, giusta il quale hanno diritto alle prestazioni d'invalidit� segnatamente le persone che nel senso dell'AI sono invalide per almeno il 40 per cento ed erano assicurate al momento in cui � sorta l'incapacit� di lavoro la cui causa ha portato all'invalidit� (lett. a).
3.2 Dovendo statuire su una situazione di fatto che si � parzialmente realizzata prima dell'entrata in vigore della novella legislativa e poich� la lite riguarda una prestazione durevole, che non � ancora cresciuta in giudicato, occorre fondarsi, conformemente alle regole di diritto intertemporale, per il periodo fino al 31 dicembre 2004 sull'art. 23 LPP fino allora in vigore (stante il quale hanno diritto alle prestazioni d'invalidit� le persone che, nel senso dell'AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui � sorta l'incapacit� di lavoro la cui causa ha portato all'invalidit�), e per il periodo successivo sul nuovo art. 23 LPP (DTF 130 V 445; sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni B 18/06 del 18 ottobre 2006, consid. 3.1.1, e B 41/05 del 30 novembre 2005, consid. 2).
Affinch� l'istituto di previdenza possa essere chiamato a fornire prestazioni, occorre che l'incapacit� di lavoro si sia manifestata in un'epoca in cui l'assicurato era affiliato presso il medesimo istituto. Inoltre, tra detta incapacit� e l'invalidit� deve sussistere uno stretto nesso materiale e temporale. Ci� vale anche nell'ipotesi in cui un assicurato, durante il periodo di affiliazione, diventa incapace al lavoro prima di diventare invalido in un periodo in cui non � pi� affiliato ad alcun istituto di previdenza (SVR 2001 BVG no 18 pag. 69 consid. 5a pag. 70 [B 64/99]). A questo riguardo questa Corte ha precisato che vi � connessione materiale se il danno alla salute all'origine dell'invalidit� � essenzialmente lo stesso che si � gi� manifestato durante l'affiliazione al precedente istituto di previdenza e che ha causato l'incapacit� di lavoro. Vi � per contro connessione temporale se l'assicurato, dopo l'insorgenza dell'inabilit� lavorativa, non � ridivenuto abile al lavoro per lungo tempo. Tale connessione � per contro interrotta se, durante un certo periodo, l'assicurato riacquista la capacit� lavorativa. Ad ogni modo, un breve periodo di remissione non basta per interrompere il rapporto di connessione temporale (DTF 123 V 262 consid. 1c pag. 265; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni B 79/04 del 2 maggio 2006, consid. 1.1). Questi principi sono ugualmente applicabili in materia di previdenza professionale pi� estesa quantomeno in assenza di disposizioni regolamentarie o statutarie contrarie (DTF 123 V 262 consid. 1b pag. 264 con riferimenti).
Nella misura in cui l'istituto di previdenza, o comunque, per esso, il suo rappresentante non sono stati coinvolti nella procedura di decisione AI e non hanno cos� potuto fare uso del loro diritto di ricorso autonomo in tale procedura (DTF 129 V 73 segg.), la questione litigiosa di sapere se il ricorrente abbia diritto a prestazioni d'invalidit� da parte dell'istituto di previdenza, presso il quale egli � stato affiliato fino al 31 maggio 1995 (pi� un mese dopo lo scioglimento del rapporto di lavoro e del rapporto di previdenza: art. 10 cpv. 2 lett. b e cpv. 3 LPP), dev'essere esaminata liberamente, vale a dire senza vincolo alla decisione e all'accertamento dell'AI in merito all'insorgenza dell'incapacit� lavorativa determinante che ha condotto all'invalidit�.
L'istanza precedente ha negato il controverso obbligo di prestazione rilevando che l'inizio dell'incapacit� lavorativa psichica non poteva essere ricondotto al momento in cui il ricorrente era affiliato all'istituto di previdenza. Essa ha quindi negato il nesso materiale e temporale tra l'incapacit� lavorativa sorta a seguito dell'infortunio del 1994 e l'invalidit� psichica riconosciuta dall'UAI con le decisioni dell'11 ottobre 2002. Tale valutazione pu� essere condivisa.
6.1 Come rettamente osservato dai primi giudici, gi� in occasione della precedente pronuncia del 13 ottobre 1997 la Corte cantonale, accogliendo parzialmente il ricorso dell'assicurato e prorogando fino al 30 settembre 1996 il diritto alla mezza rendita AI, aveva avuto modo di accertare che l'assicurato non era mai stato in cura psichiatrica e non aveva fatto uso di psicofarmaci. D'altra parte, sempre stando al giudizio del 13 ottobre 1997, la problematica socio-psico-economica evidenziata dal medico di circondario dell'INSAI non aveva permesso di attestare un'affezione psichica invalidante.
6.2 A queste considerazioni si aggiunge che in data 20 novembre 1997, nel presentare una domanda di indennit� di disoccupazione, l'assicurato aveva indicato di essere disposto e capace a lavorare per un'attivit� a tempo pieno, cosa che peraltro era stata confermata il giorno precedente dal medico curante dott. V.________, il quale, dando atto di una piena capacit� lavorativa a partire dal 18 novembre 1997, aveva espresso un'unica riserva nel senso che l'assicurato non avrebbe potuto svolgere lavori pesanti con sollevamento e spostamento di grossi pesi (in tal senso si veda pure il certificato del 22 maggio 1995 in cui lo stesso curante aveva dichiarato il paziente (in)abile al lavoro nella misura del 50% dal 23 gennaio 1995 ritenendolo in grado di esercitare lavori leggeri senza caricare la colonna lombare e senza sollevare pesi superiori ai 10 kg). Il ricorrente ha quindi percepito indennit� di disoccupazione fino al 31 agosto 1999. Alla luce di queste circostanze a ragione i giudici cantonali potevano quantomeno dubitare dell'attendibilit� del certificato 9 maggio 2000, con il quale lo stesso dott. V.________, in seguito alla seconda domanda di prestazioni AI dell'assicurato, aveva attestato un'inabilit� lavorativa completa con effetto retroattivo al 12 settembre 1994.
6.3 Allo stesso modo i primi giudici potevano distanziarsi dalle conclusioni del SAM. Basandosi sul consulto specialistico 25 giugno 2001 del dott. B.________, i periti del SAM avevano ritenuto che la problematica psichiatrica (indicata dal dott. B.________ come molto suggestiva per un disturbo posttraumatico da stress e favorita da diversi eventi psicosociali stressanti, quali la morte del padre, l'infortunio invalidante del fratello, la malattia della moglie e il suo proprio infortunio), insieme alla sua evoluzione sfavorevole, avessero determinato un'inabilit� lavorativa che doveva essere fatta risalire alla data dell'infortunio del 1994. Sennonch�, come rettamente evidenziato dall'istanza precedente, lo stesso dott. B.________, che nel frattempo era divenuto psichiatra curante dell'assicurato, in data 25 maggio 2005 ha successivamente segnalato all'UAI che il paziente praticamente fino al 2001 non si era rivolto a uno psichiatra nonostante una importante patologia sviluppatasi progressivamente negli ultimi anni novanta. In tali circostanze, a ragione non poteva essere attribuito pieno valore probatorio alle valutazioni - su questo importante punto contraddittorie - del dott. B.________ e, di riflesso, nemmeno alle conclusioni del SAM che le ha fatte sue (sui requisiti posti dalla giurisprudenza in materia cfr. DTF 125 V 351 segg.).
6.4 Il momento dell'insorgenza dell'incapacit� lavorativa determinante dev'essere sufficientemente provata. Se nel diritto del lavoro gi� un'incapacit� lavorativa di pochi giorni dev'essere dimostrata con un certificato medico o in altro modo, a maggior ragione non si pu� prescindere dal pretendere sufficienti e chiare prove in relazione all'inabilit� lavorativa di riferimento per la previdenza professionale, dove le conseguenze sono di pi� ampia portata (rendite vitalizie, ecc.). Queste prove non possono essere rimpiazzate da considerazioni e congetture speculative, bens� devono potersi dedurre con il grado di verosimiglianza preponderante usuale nel diritto delle assicurazioni sociali (sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni B 82/02 del 18 febbraio 2003, consid 2.2, e B 62/01 del 24 giugno 2002, consid. 1b in fine con riferimenti, riassunte in RSAS 2003 pag. 361 e pag. 438).
6.5 Nel caso di specie, per quanto detto in precedenza, indizi chiari e sufficienti per ammettere un'affezione psichica e, soprattutto, un'incapacit� lavorativa ad essa associabile gi� durante il rapporto di previdenza non sono dati. � ovvio che i disturbi fisici causati o manifestatisi in seguito all'infortunio hanno gi� allora inciso sul morale e sulla situazione psicosociale del ricorrente; una patologia psichica e soprattutto un'inabilit� lavorativa ad essa correlata gi� durante la durata del rapporto previdenziale non possono tuttavia essere stabiliti con il necessario grado di verosimiglianza preponderante. Anche volendo ammettere che i disturbi fisici hanno effettivamente partecipato in maniera importante all'insorgere dell'affezione psichica, ci� non toglie - e qui risiede il fattore decisivo - che il danno (secondario) alla salute psichica non coincide con le affezioni fisiche e con la derivante incapacit� lavorativa che hanno portato alla perdita del posto di lavoro e all'uscita dalla cerchia degli assicurati della previdenza professionale (cfr. per analogia le sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni B 9/06 del 21 novembre 2006, consid. 4.2, B 120/04 del 21 luglio 2006, consid. 4.2.2, B 130/05 del 19 luglio 2006, consid. 5.2-5.5, B 39/05 del 19 maggio 2006, consid. 2 e 3, e B 100/05 dell'8 febbraio 2006, consid. 3.1; cfr. infine RSAS 2003 pag. 435 [B 2/02], consid. 3b).
7.1 Vertendo sull'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, la procedura � gratuita (art. 134 OG a contrario, nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 30 giugno 2006).
7.2 Giusta l'art. 159 cpv. 2 OG, nelle procedure di ricorso nessuna indennit� di parte � di regola assegnata alle autorit� vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico. Ci� si avvera senz'altro per Aspida (cfr. pure DTF 126 V 143 consid. 4a pag. 150; 118 V 158 consid. 7 pag. 169 e rinvii). Quanto alla richiesta di ripetibili formulata da Swiss Life, si osserva che quest'ultima, in sede federale, inizialmente ha agito per il tramite di un legale esterno e solo ulteriormente tramite il proprio servizio giuridico (sul diritto a ripetibili in quest'ultima evenienza cfr. sentenza 2A.191/2005 del 2 settembre 2005, consid. 6 con riferimenti). In tali circostanze, si giustifica di riconoscerle ripetibili, anche se ridotte, e questo poich� essa non ha propriamente agito in veste di organismo con compiti di diritto pubblico o comunque per conto di Aspida, ma ha dovuto difendersi perch� direttamente (e ingiustamente) chiamata in causa.
Il ricorrente verser� a Swiss Life, Societ� svizzera di Assicurazioni generali sulla vita dell'uomo, la somma di fr. 1'000.- (comprensivi dell'imposta sul valore aggiunto) a titolo di ripetibili per la sede federale.
Comunicazione alle parti, a Aspida fondazione collettiva per l'attuazione delle misure di previdenza conformi alla LPP, al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, all'Ufficio dell'assicurazione invalidit� del Cantone Ticino e all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

References: sentenza 
 DTF 
 art. 16
 sentenza 
 art. 40
 sentenza 
in casu
 art. 23
 art. 23
 sentenza 
 art. 10
 DTF 
in fine
 DTF 
 sentenza