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Timestamp: 2020-08-15 02:33:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 419 del 11/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 419 del 11/01/2011
Cassazione civile sez. VI, 11/01/2011, (ud. 27/09/2010, dep. 11/01/2011), n.419
sul ricorso per regolamento di competenza iscritto al n. RG 1960
S.M. elett.te dom.to in Roma via G. Marcora 18/20 presso
Protezione Internazionale P.M. presso il Tribunale di Lecce;
avverso la sentenza n. 136 cron. emessa dal Tribunale di Lecce il
Il Tribunale di Lecce in c.m. con sentenza 20/11/2009 ha declinato la sua competenza territoriale, indicando nel Tribunale di Bari il giudice competente a conoscere della opposizione che lo straniero aveva proposto in data 30.06.2009 avverso il diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, diniego adottato il 3.06.2009 dalla Commissione Territoriale per la Protezione Internazionale di Bari e comunicatogli il 17.06.2009. Il Giudice declinante ha infatti ritenuto che, essendo stata la domanda di opposizione proposta dallo straniero quando si era concluso il periodo di sua accoglienza del D.Lgs. n. 25 del 2008, ex art. 20, comma 1, lett. A e comma 3 presso il Centro di Accoglienza di (OMISSIS) (provincia di (OMISSIS), sita nel circondario di (OMISSIS)) più non sussisteva la competenza eccezionale di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35, comma 1 come modificato dal D.Lgs. n. 159 del 2008 (tale disposizione escludeva la competenza generale del Tribunale distrettuale ove aveva sede la Commissione Territoriale per assegnarla al Tribunale distrettuale ove aveva sede il Centro di accoglienza o di Trattenimento del D.Lgs. n. 25 del 2008, ex artt. 20 e 21), e riemergeva la competenza generale del Tribunale distrettuale della Commissione (nella specie Bari).
Ed invero, nel disposto del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35, comma 1 con la modifica apportata dal D.Lgs. 3 ottobre 2008, n. 159 applicabile alla domanda proposta dallo straniero il 30.06.2008 (il testo modificante venne infatti pubblicato sulla G.U. 247 del 21.10.2008 ed entrò in vigore all’esito dell’ordinario decorso di tempo), non è lecito individuare altro che due criteri di competenza del Tribunale distrettuale, entrambi collegati a dati oggettivi e non affidati al fattore tempo, quello generale, che si individua nel tribunale distrettuale ove ha sede la Commissione Territoriale il cui provvedimento viene impugnato (nella specie quello di Bari) e quello ulteriore o speciale, che si individua nel tribunale distrettuale nel cui ambito è situato il CPT o il Centro di Accoglienza nel quale il richiedente asilo-opponente a diniego è stato trattenuto od ospitato (nella specie il Tribunale di Lecce, insistendo in (OMISSIS)). In tal senso militano ragioni, insuperabili, scaturenti dal dato letterale e dalla rado legis. Ed infatti, il relatore ritiene di evidenziare che:
1. La competenza speciale – in deroga a quella collegata alla sede della Commissione – viene dalla norma individuata correlando tribunale distrettuale a sede del Centro di accoglienza o trattenimento le volte in cui siano stati disposti accoglienza o trattenimento ai sensi degli articoli 20 e 21, ed in tal caso dimidiando il termine ad opponendum (ridotto da trenta a quindici giorni correnti dalla comunicazione del provvedimento): non è ammessa alcuna operazione manipolativa della predetta correlazione, quale quella adottata dal giudice declinante; nel senso di introdurre il fattore tempo nella predetta correlazione oggettiva, si da pervenire ad una lettura della norma (Nei casi di accoglienza o trattenimento … e sinchè dura tale condizione … il ricorso è proposto … dinanzi …) affatto non consentita dalla sua lettera;
2. La ratio della previsione integratrice de qua è palese nel senso che si è inteso superare una evidente irragionevolezza dell’art. 35, comma 1, cit. D.Lgs.: la disposizione già prevedeva la competenza in deroga per i casi in cui il richiedente fosse trattenuto nel CPT ai sensi dell’art. 21 ed in tal caso dimidiava il termine ad opponendum (il trattenimento essendo consentito per trenta giorni e prorogabile per altri trenta giorni al fine di consentire l’espletamento della procedura di cui all’art. 28); non prevedeva, invece, del tutto incongruamente, che analoga deroga fosse estesa ai casi nei quali il richiedente fosse ospitato nel centro di accoglienza di cui all’art. 20 (incongruità derivante dalla estrema rilevanza numerica dei casi di accoglienza di cui al predetto art. 20, comma 2, lett. A, quelli dei richiedenti giunti per mare privi di documenti di identità). Di qui la pura e semplice estensione anche a tal ipotesi della previsione di competenza territoriale legata al luogo di trattenimento/ospitalità e per il solo fatto che essa vi fosse stata, senza che sia lecito indagare sulla ratio politica della estensione stessa (nel segno della garanzia dei diritti della difesa per prossimità, come proposto dal Tribunale di Lecce od in quello di aumento della difesa sociale, come opinato dalla parte ricorrente), essendosi trattato di un intervento di pura e semplice razionalizzazione delle previsioni normative.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 20
 art. 35
 art. 35
 art. 20