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Timestamp: 2020-05-26 18:30:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22394 del 26/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22394 del 26/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/09/2017, (ud. 19/07/2017, dep.26/09/2017), n. 22394
sul ricorso 21499/2016 proposto da:
S.F., in proprio ed in qualità di preteso Amministratore
di fatto della Società Ve.Co. s.c.a.r.l. in liquidazione,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI DARDANELLI n. 46, presso
lo studio dell’avvocato RITA GRAZIA DELLA LENA, che lo rappresenta e
difende unitamente e disgiuntamente all’avvocato ALBERTO RIVA;
avverso la sentenza n. 804/6/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 12/02/2016;
S.F., in proprio e quale preteso amministratore di fatto della Ve.Co. s.c. a r.l. in liquidazione, propone ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che si costituisce al solo fine di partecipare all’udienza di discussione), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 804/06/2016, depositata in data 12/02/2016, con la quale – in controversia concernente le riunite impugnazioni di avvisi di accertamento emessi per IVA ed IRAP dovute in relazione agli anni d’imposta 2005 e 2006 – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva accolto i ricorsi riuniti, limitatamente al difetto di prova della responsabilità del S. quale amministratore di fatto della società e responsabile delle violazioni fiscali contestate. I giudici della C.T.R., in accoglimento del gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno dichiarato “inammissibili i ricorsi introdotti da VECO scrl in liquidazione”.
1. I ricorrenti lamentano, con il primo motivo, la nullità della sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione dell’art. 132 c.p.c., n. 4, art. 118 disp. att. c.p.c. e art. 111 Cost., mancando la parte motivazionale della decisione, “in senso fisico, cartaceo ed espositivo”.
2. La prima censura, di carattere pregiudiziale, è fondata, con assorbimento delle restanti.
Questa Corte ha già affermato che “è nulla per carenza di motivazione su un punto decisivo della controversia la sentenza d’appello, prodotta in copia autentica, che sia priva di una pagina e, in assenza di contestazioni in proposito, debba esser ritenuta tale sin dall’origine, allorquando la motivazione risultante dalle altre pagine presenti una frattura logico espositiva che non consenta di ricostruire l’esatto e compiuto ragionamento posto a base della decisione impugnata” (Cass. 17308/2002; Cass. 9488/2015).
Nella specie, la sentenza presenta soltanto la parte espositiva dello svolgimento del processo ed il dispositivo, difettando la parte centrale concernente la motivazione, in diritto, sull’accoglimento del gravame dell’Ufficio e va dichiarata pertanto nulla, essendo impossibile comprendere le ragioni giuridiche poste a base della decisione.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Lombardia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
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 art. 360
 art. 118
 art. 111
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 Cass. 
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