Source: http://www.medialaws.eu/nozioni-di-professionista-e-di-pratiche-commerciali-nella-giurisprudenza-della-corte-di-giustizia-dellunione-europea/
Timestamp: 2019-09-21 02:39:46+00:00

Document:
You are at:Home»Note»Nozioni di “professionista” e di “pratiche commerciali” nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea
Economia della privacy: una rassegna della letteratura by Jacopo Arpetti June 25, 2018
Il contrasto alla disinformazione in rete tra… by Marco Cuniberti October 11, 2017
By Alfredo Aiello on	 March 10, 2019 1/2019
Corte di giustizia dell’Unione europea, 4 ottobre 2018, causa C-105/2017, Komisia za zashtita na potrebitelite c. Evelina Kamenova
L’art. 2, lett. b) e d), della direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, inerente alle pratiche commerciali sleali delle imprese in danno dei consumatori nel mercato interno, nonché, l’art. 2, n. 2, della direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011, devono essere intesi nel senso che una persona fisica che inserisce simultaneamente su un sito Internet una pluralità di annunci per l’alienazione di beni nuovi e d’occasione può essere qualificata quale “professionista” e tale attività può costituire una “pratica commerciale” allorché la suddetta persona agisca nell’ambito della propria attività commerciale, industriale, artigianale o professionale.
Sommario: 1. L’antefatto. – 2. La vicenda. – 3. Le pronunce nazionali e la questione pregiudiziale. 4. La sentenza della Corte di giustizia. – 5. Analisi della decisione. – 6. Conclusioni.
Con provvedimento del 27 febbraio 2015 la KZP accertava che la signora Kamenova aveva commesso una pluralità di illeciti amministrativi relativi agli oneri comunicativi che gravano sul professionista, e, le infliggeva varie ammende in virtù della legge nazionale sulla tutela dei consumatori che recepisce integralmente la normativa comunitaria in materia.
Le pronunce nazionali e la questione pregiudiziale
Dopo aver compiutamente delineato la nozione di “professionista”, e, quella correlata ma antinomica di “consumatore”, nonché, il concetto di “pratica commerciale”, la Corte rende la pronuncia innanzi massimata.
Analisi della decisione
E’ “consumatore” qualsiasi persona fisica che, agisce per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale, e professionale.
E’ invece “professionista” qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale e professionale e chiunque agisce in nome e per conto di un professionista.
Infatti risulta sia dal testo dell’art. 2, lett. b) della direttiva 2005/29 che dall’art. 2, n. 2, della direttiva 2011/83, che la persona interessata, sia essa fisica o giuridica[5], per poter essere qualificata come “professionista” deve agire nel quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, oppure in nome o per conto di un professionista.
L’iter logico – giuridico svolto dalla Corte nella sentenza in commento si appalesa ineccepibile.
Il senso e la portata della nozione di “professionista” va infatti necessariamente determinata in riferimento a quella di “consumatore”.
[1] Cfr. G. Smorto, Verso la disciplina giuridica della sharing economy, in Mercato Concorrenza Regole, 2, 2015, 245 ss.
[7] CGUE, C-59/12, cit., § 35; C-147/16, Karel de Grote – Hogeschool Katholieke Hogeschool Antwerpen (2018), § 55; C-535/16, Bachman (2017), § 36.
[8] CGUE, C-435/11, CHS Tour Services (2013), § 27; C-391/12, RLvS (2013), § 37; C-540/08, Mediaprint Zeitungs-und Zeitschriftenverlag (2010), § 17; C-304/08, Plus Warenhandelsgesellschaft (2010),§ 36; cause reunite C-261/07 e C-299/07, VTB-VAB e Galatea (2009), § 49.

References: sentenza 
 sentenza 
 § 35
 § 55
 § 36
 § 27
 § 37
 § 17
 § 49