Source: http://www.alessandronaccarato.it/index.php?option=com_content&view=article&id=395:naccarato-in-aula-sulla-vicenda-di-cittadella-camera-dei-deputati-12-ottobre-2012&catid=17:2012&Itemid=4
Timestamp: 2017-11-22 21:52:05+00:00

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Il Governo ed il capo della Polizia hanno disposto un'indagine per approfondire il caso e oggi, qui, il sottosegretario De Stefano ha riferito, in maniera estremamente tempestiva e precisa, sui fatti. Lo ringraziamo per questo e ci associamo, condividendole, alle scuse alla famiglia espresse ieri dal capo della Polizia e ribadite oggi dal rappresentante del Governo.
L'immagine del bambino, trasportato a forza da due adulti, è inaccettabile, ma dopo lo sgomento e la condanna è necessario interrogarsi per conoscere i fatti e capire perché si è arrivati fino a quel punto. Infatti, quando si affrontano casi simili, bisogna procedere con grande prudenza, conoscere bene le situazioni ed evitare le facili e superficiali strumentalizzazioni, che possono essere facilmente indotte da un sistema dell'informazione cinico e orientato al sensazionalismo ed alla spettacolarizzazione.
Prima di colpevolizzare e scaricare le evidenti responsabilità dei familiari del bambino, bisogna capire cosa c'è dietro a quelle immagini e, al centro della vicenda, c'è, per l'appunto, un bambino e, quando si parla di un bambino, tutti dobbiamo adottare la massima cautela: genitori, familiari, giudici, assistenti sociali, forze di Polizia, giornalisti e rappresentanti istituzionali.
Bisogna chiedersi, prima di giudicare sull'onda delle emozioni provocate da immagini così forti, cosa sia meglio per il bambino e in che modo egli debba essere tutelato. Qui inizia il lavoro più difficile e più faticoso, per evitare che simili tragedie possano ripetersi. Emerge allora una situazione drammatica, un autentico dramma familiare, causato da una separazione conflittuale e da due famiglie che si scontrano con violenza. Ci sono alcuni punti fermi che aiutano a comprendere e a contestualizzare quelle immagini: dopo anni di cause, a luglio una sentenza della Corte d'appello della sezione civile del tribunale dei minori di Venezia ha stabilito di affidare il bambino al padre, per tutelare lo stesso bambino che soffre di una patologia psicologica causata, secondo lo stesso tribunale, dalla madre.
In uno Stato di diritto le sentenze si rispettano e si eseguono, soprattutto in casi difficili come quello in questione, e nessuno può sostituirsi ai giudici. Nonostante la sentenza, il bambino continuava a vivere con la madre e con la sua famiglia, anche se nel frattempo la madre aveva perso la patria potestà. Numerosi tentativi di eseguire la sentenza presso l'abitazione della madre sono falliti per l'opposizione della madre stessa e dei suoi familiari. Il giudice ha deciso, alla luce dei precedenti fallimenti, che la sentenza doveva essere eseguita dal padre, coadiuvato dagli assistenti sociali, da un medico e dal personale dell'ufficio minori della Polizia di Stato. Anche ieri un familiare della madre è intervenuto con la forza per impedire l'esecuzione della sentenza e questo è stato il motivo che ha determinato l'intervento di un agente di Polizia che, a tutela del bambino, ha aiutato il padre a trasportarlo nell'automobile.
Bisogna riflettere su questo punto: senza l'aiuto delle forze di Polizia anche il tentativo di ieri sarebbe fallito e il bambino avrebbe continuato a vivere con la madre in violazione della sentenza e, pertanto, con un evidente danno. Infine, faccio una riflessione sulla presenza e l'intervento della Polizia. Le forze dell'ordine sono intervenute per eseguire una sentenza e per tutelare l'incolumità e la salute del bambino dopo che altri non erano riusciti ad eseguirla. Per evitare il dramma di ieri e anche l'intervento delle forze dell'ordine stesse, sarebbe stato sufficiente che la famiglia della madre non si fosse opposta con la forza all'esecuzione della sentenza e avesse affidato, con l'aiuto degli assistenti sociali presenti, il bambino al padre.
Questi sono i fatti dietro i quali c'è una storia dolorosa e terribile e c'è un bambino che dovrà essere tutelato e aiutato a ritrovare un clima di serenità e tranquillità. Per favorire quel clima è necessario abbassare i toni della polemica ed eseguire la sentenza, consentendo agli assistenti sociali e ai medici di fare il proprio mestiere per far superare al bambino questa drammatica situazione.

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