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Timestamp: 2018-02-24 07:45:14+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 5 giugno 2017, n. 27790 - Avvocato Renato D'Isa
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Ai fini della validita? della richiesta di giudizio immediato, non sussiste la necessita? di procedere a nuovo interrogatorio dell’indagato dopo lo svolgimento delle indagini richieste dalla difesa, a verifica della tesi a discolpa
1. Con sentenza emessa il 17 luglio 2014, la Corte di appello di Napoli ha confermato la sentenza pronunciata dal Tribunale di Napoli che aveva condannato (OMISSIS) per i reati di illecita detenzione e cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina a norma del Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73, comma 5, e gli aveva irrogato la pena di un anno di reclusione ed Euro 6.000,00 di multa, con diniego delle circostanze attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena.
2. Ha presentato ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello indicata in epigrafe l’avvocato (OMISSIS), quale difensore di fiducia del (OMISSIS), articolando cinque motivi.
2. Le doglianze formulate con il primo motivo attengono alla ritualita’ e validita’ dell’esercizio dell’azione penale nelle forme del rito immediato, lamentando, da un lato, l’omissione di un nuovo interrogatorio da parte del Pubblico ministero procedente, nonostante lo svolgimento di indagini richieste dalla difesa, e la contestuale istanza, da parte della medesima parte processuale, di un nuovo interrogatorio all’esito delle investigazioni domandate, nonche’, dall’altro, l’insussistenza del presupposto dell’evidenza della prova.
3. Le doglianze formulate con il secondo motivo si riferiscono al mancato esame di un testimone indicato nella lista del Pubblico ministero, e la cui ammissione era stata revocata all’esito dell’istruttoria dibattimentale in primo grado, nonostante specifica deduzione in appello nonche’ richiesta di eventuale rinnovazione istruttoria.
4. Le doglianze formulate con il terzo motivo riguardano la ricostruzione del fatto, ritenuta lacunosa e logicamente inattendibile.
5. Le doglianze formulate con il quarto ed il quinto motivo hanno riguardo al trattamento sanzionatorio, e lamentano la mancata considerazione dello stato di incensuratezza dell’imputato, anche ai fini del diniego della sospensione condizionale della pena.
6. All’infondatezza delle doglianze formulate, segue il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2017-07-19T15:07:16+00:00	19 luglio 2017|Cassazione penale 2017, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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