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COMUNE DI MARUGGIO PROVINCIA TARANTO REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ - PDF
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1 COMUNE DI MARUGGIO PROVINCIA TARANTO REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 61 del 01/09/2015
2 I N D I C E Sezione n. 1 Principi generali Art. 1 Finalità del regolamento Art. 2 Principi del regolamento Art. 3 Servizio finanziario Art. 4 Competenze del servizio finanziario Art. 5 Servizio economato Sezione n. 2 Sistema di bilancio Art. 6 Finalità del sistema di bilancio Art. 7 Principi dei documenti di bilancio Art. 8 I livelli dei documenti di bilancio Art. 9 Gli utilizzatori del sistema di bilancio Art. 10 Bilancio partecipato e bilancio sociale Art. 11 Relazione di inizio mandato Art. 12 Relazione di fine mandato TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI TITOLO II PIANIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE, PREVISIONE E BUDGETING Sezione n. 1 I documenti di programmazione Art. 13 La programmazione Art. 14 Il Documento Unico di Programmazione Art. 15 Sezione strategica del DUP Art. 16 Sezione operativa del DUP Art. 17 I programmi di spesa della sezione operativa Art. 18 Programma triennale dei lavori pubblici Art. 19 Programmazione triennale del fabbisogno di personale Art Programmazione delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare Art. 21 Programma degli incarichi di collaborazione Art. 22 Processo di previsione e approvazione del DUP Art. 23 Nota di aggiornamento al DUP Sezione n. 2 I documenti di previsione Art. 24 Bilancio di previsione finanziario e relativi allegati Art. 25 Processo di formazione del bilancio Art. 26 Conoscenza dei contenuti del bilancio e dei suoi allegati Sezione n. 4 I documenti di budgeting Art. 27 Il budgeting Art. 28 Piano esecutivo di gestione Art. 29 Struttura del piano esecutivo di gestione Art. 30 Unità elementari del piano esecutivo di gestione Art. 31 La programmazione della gestione Art. 32 Centri di responsabilità Art. 33 Le linee attuative della gestione Art. 34 Obiettivi di gestione Art. 35 Indicatori Art. 36 Budget di progetto, di gestione e di procedimento Art. 37 Risorse finanziarie Art. 38 Risorse umane e strumentali Art. 39 Processo di formazione del PEG Art. 40 Pareri sul piano esecutivo di gestione Art. 41 Piano degli indicatori di bilancio 2
3 TITOLO III LA GESTIONE Art. 42 Principi contabili della gestione Sezione n. 1 Gestione delle entrate Art. 43 Le fasi di gestione dell entrata Art. 44 Accertamento Art. 45 Riscossione Art. 46 Attivazione delle procedure di riscossione Art. 47 Versamento Art. 48 Acquisizione di somme tramite conto corrente postale Art. 49 Acquisizione di somme tramite moneta elettronica Art. 50 Acquisizione di somme tramite casse interne Art. 51 Incaricati interni alla riscossione Art. 52 Acquisizione di somme tramite apparecchiature automatiche Art. 53 Vigilanza sulla gestione delle entrate Sezione n. 2 Gestione delle spese Art. 54 Le fasi di gestione della spesa Art. 55 Impegno Art. 56 Impegni automatici Art. 57 Validità dell impegno di spesa Art. 58 Prenotazione d impegno Art. 59 Impegni relativi a spese di investimento Art. 60 Impegni pluriennali Art. 61 Modalità di esecuzione della spesa Art. 62 Lavori pubblici di somma urgenza Art. 63 Registro delle fatture Art. 64 Liquidazione Art. 65 Liquidazione tecnico-amministrativa Art. 66 Liquidazione contabile Art. 67 Regolarità contributiva Art. 68 Tracciabilità dei flussi finanziari Art. 69 Ordinazione e pagamento Art. 70 Pagamenti in conto sospesi Sezione n. 3 Le variazioni nel corso della gestione Art. 71 Variazioni di bilancio Art. 72 Procedura per la variazione di bilancio Art. 73 Assestamento generale di bilancio Art. 74 Variazioni al piano esecutivo di gestione Art. 75 Variazioni di competenza dei responsabili di servizio Art. 76 Prelevamenti dai fondi di riserva TITOLO IV PARERI, CONTROLLI, SEGNALAZIONI Sezione n. 1 Pareri e visti Art. 77 Parere di regolarità tecnica Art. 78 Parere e visto di regolarità contabile Art. 79 Attestazione della copertura finanziaria della spesa Art. 80 Segnalazioni obbligatorie del responsabile del servizio finanziario Art. 81 Inammissibilità e improcedibilità delle deliberazioni Sezione n. 2 Salvaguardia e debiti fuori bilancio Art. 82 Salvaguardia degli equilibri di bilancio Art. 83 Provvedimenti del consiglio in ordine ai programmi e agli equilibri di bilancio Art. 84 Debiti fuori bilancio Art. 85 Procedura per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio Sezione n. 3 Controllo degli equilibri finanziari Art. 86 Finalità del controllo sugli equilibri finanziari Art. 87 Oggetto del controllo 3
4 Art. 88 Art. 89 Art. 90 Art. 91 Fasi del controllo sugli equilibri finanziari La definizione degli obiettivi Il monitoraggio degli equilibri finanziari Referto finale del controllo sugli equilibri finanziari TITOLO V INVESTIMENTI E INDEBITAMENTO Art. 92 Art. 93 Art. 94 Art. 95 Art. 96 Programmazione degli investimenti Piani economico finanziari Fonti di finanziamento Ricorso all indebitamento Strumenti finanziari derivati e fidejussioni Art. 97 Affidamento del servizio di tesoreria Art. 98 Attività connesse alla riscossione delle entrate Art. 99 Attività connesse al pagamento delle spese Art. 100 Gestione della liquidità Art. 101 Anticipazione di tesoreria Art. 102 Contabilità del servizio di tesoreria Art. 103 Gestione di titoli e valori Art. 104 Gestione marche segnatasse Art. 105 Responsabilità del tesoriere e vigilanza Art. 106 Verifiche ordinarie e straordinarie di cassa TITOLO VI LA TESORERIA TITOLO VII LA RILEVAZIONE E DIMOSTRAZIONE DEI RISULTATI DI GESTIONE Sezione n. 1 Le scritture contabili Art. 107 Finalità del sistema di scritture contabili Art. 108 Contabilità finanziaria Art. 109 Contabilità patrimoniale Art. 110 Contabilità economica Art. 111 Contabilità analitica Art. 112 Contabilità fiscale Sezione n. 2 Il rendiconto Art. 113 Rendiconto della gestione Art. 114 Conto del bilancio Art. 115 Risultati finanziari Art. 116 Conto economico Art. 117 Conti economici di dettaglio Art. 118 Conto del patrimonio Art. 119 Conti consolidati e conti di inizio e fine mandato Sezione n. 3 Modalità di formazione del rendiconto Art. 120 Verbale di chiusura Art. 121 Conto del tesoriere Art. 122 Conto degli agenti contabili interni Art. 123 Conto del consegnatario di azioni Art. 124 Conto degli agenti contabili esterni Art. 125 Resa del conto della gestione Art. 126 Parificazione dei conti della gestione Art. 127 Conti amministrativi Art. 128 Rendiconto dei contributi straordinari Art. 129 Relazioni finali di gestione dei responsabili dei servizi Art. 130 Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi Art. 131 Relazione sulla gestione Art. 132 Approvazione del rendiconto. Pubblicità Art. 133 Trasmissione alla Corte dei conti Art. 134 Controllo di gestione Rinvio. 4
5 Sezione n. 4 Bilancio consolidato Art. 135 Bilancio consolidato Art. 136 Individuazione perimetro di consolidamento Art. 137 Redazione e approvazione del bilancio consolidato Art. 138 Relazione sulla gestione consolidata Sezione n. 1 Patrimonio Art. 139 Classificazione del patrimonio Art. 140 Gestione del patrimonio Art. 141 Valutazione del patrimonio Sezione n. 2 Inventari Art. 142 Inventari Art. 143 Inventari dei beni immobili Art. 144 Inventari dei beni mobili Art. 145 Inventari dei debiti e dei crediti Art. 146 Crediti di dubbia esigibilità e crediti inesigibili Art. 147 Tenuta ed aggiornamento degli inventari TITOLO VIII PATRIMONIO E INVENTARI Sezione n. 3 Beni mobili Art. 148 Classificazione dei beni mobili Art. 149 Beni mobili non inventariabili Art. 150 Universalità di beni mobili Art. 151 Materiali di consumo o di scorta Art. 152 Consegnatari e sub-consegnatari dei beni. Qualifica Art. 153 Compiti, divieti ed obblighi dei consegnatari Art. 154 Individuazione dei consegnatari agenti contabili Art. 155 Nomina dei consegnatari Art. 156 Responsabilità Art. 157 Acquisizione e carico dei beni mobili Art. 158 Cambio di dislocazione dei beni Art. 159 Cambio del consegnatario Art. 160 Discarico dei beni mobili Sezione n. 4 Rinnovo degli inventari dei beni mobili Art. 161 Ricognizione dei beni mobili Art. 162 Sistemazioni contabili Art. 163 Rinnovo degli inventari TITOLO XIX LA REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Art. 164 Organo di revisione economico finanziaria Art. 165 Nomina dell organo di revisione Art. 166 Locali e mezzi dell organo di revisione Art. 167 Principi informatori dell attività del collegio dei revisori Art. 168 Attività dell organo di revisione Art. 169 Funzioni dell organo di revisione Art. 170 Trasmissione e modalità per l espressione dei pareri Art. 171 Affidamento di incarichi Art. 172 Cessazione, revoca e decadenza dall incarico Art. 173 Trattamento economico Art. 174 Pubblicazione ed entrata in vigore Art. 175 Rinvio ad altre disposizioni Art. 176 Norme transitorie e finali TITOLO X NORME TRANSITORIE E FINALI 5
6 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 - Finalità del regolamento Sezione n. 1 Principi generali 1. Il presente regolamento, adottato ai sensi dell art. 152 del Testo unico degli enti locali, approvato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (d ora in avanti anche TUEL), applica i principi contabili stabiliti dal medesimo testo unico e dal D. Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, con modalità organizzative che rispecchiano le caratteristiche e le specificità dell ente, nel rispetto dell unità giuridica ed economica nonché delle esigenze di armonizzazione dei sistemi e degli schemi contabili ai fini del coordinamento della finanza pubblica e degli obblighi previsti in materia di patto di stabilità. Articolo 2 - Principi del regolamento 1. Il presente regolamento attua il principio costituzionale di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, in armonia con quanto previsto nel regolamento comunale sull ordinamento generale degli uffici e dei servizi attraverso: il rispetto del principio di separazione delle funzioni, in base al quale spettano agli organi di governo le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare nell ambito delle funzioni di programmazione e previsione e la verifica della rispondenza dei risultati raggiungi agli obiettivi impartiti, mentre la gestione è affidata ai responsabili dei servizi; il rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità della gestione quali componenti essenziali ed integrativi del principio di legalità. il rispetto dei principi contabili generali e applicati di cui al D.Lgs. n. 118/ Il presente regolamento stabilisce le procedure e le modalità di programmazione finanziaria, di gestione del bilancio e di rendicontazione, nonché di svolgimento delle verifiche e dei controlli al fine di garantire il buon andamento dell attività gestionale sia sotto il profilo economico-finanziario che quello amministrativo-patrimoniale. 3. I servizi sono gestiti secondo modalità che consentono la verifica dei risultati e del rispetto dei tempi procedurali, l individuazione delle responsabilità di gestione, assicurando la trasparenza e l informazione interna ed esterna all ente. Gli strumenti contabili nelle proprie finalità assicurano la visione unitaria e integrata della gestione, superando il frazionamento e la settorialità delle operazioni di gestione. 4. Fatta eccezione per il controllo sugli equilibri finanziari di cui agli articoli 87-92, il sistema integrato di controlli sull attività dell ente di cui all art. 147 del TUEL è disciplinato da apposito regolamento approvato ai sensi del decreto legge n. 173/2012, conv. in legge n. 213/2012. Articolo 3 - Servizio finanziario 1. Al servizio finanziario sono attribuite le funzioni generali di coordinamento, di gestione e di controllo di tutta l attività economica, patrimoniale e finanziaria, il supporto alle attività di controllo, il servizio economato e il provveditorato dei servizi dell ente. 2. Al servizio finanziario o altra denominazione equivalente è preposto un responsabile al quale competono le funzioni previste dall articolo 107 del TUEL ed in particolare l organizzazione del servizio e le sue eventuali modificazioni e articolazioni, sulla base di quanto previsto dal Regolamento comunale sull ordinamento generale degli uffici e dei servizi. 3. I compiti e le responsabilità che la legge ed il presente regolamento attribuiscono al responsabile del servizio finanziario spettano al responsabile preposto all area finanziaria, al servizio finanziario o altra denominazione equivalente prevista nel regolamento comunale sull ordinamento generale degli uffici e dei servizi. 4. Il responsabile del servizio finanziario, con proprio provvedimento organizzativo, anche per esigenze temporanee, può individuare i soggetti assegnati al proprio servizio: a) a cui delegare in tutto o in parte le proprie funzioni; b) che lo sostituiscono nei casi di assenza o impedimento temporaneo; 6
7 c) da abilitare alla formulazione dei pareri e dei visti di regolarità contabile ed al rilascio delle attestazioni di copertura finanziaria della spesa; d) da abilitare alla firma degli ordinativi di incasso e dei mandati di pagamento. Articolo 4 - Competenze del servizio finanziario 1. Il servizio finanziario assolve, principalmente, alle seguenti attività, funzioni e adempimenti: a) coordinamento dell attività di pianificazione e programmazione e supporto alla redazione del documento unico di programmazione e degli atti correlati; b) coordinamento e formazione del bilancio di previsione finanziario; c) formulazione delle proposte in materia tributaria e tariffaria; d) verifica e controllo degli equilibri finanziari generali del bilancio e verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese; e) resa del parere e del visto di regolarità contabile e di attestazione della copertura finanziaria; f) tenuta della contabilità finanziaria, fiscale, economico-patrimoniale ed analitica; g) valutazione e applicazione delle disposizioni finanziarie, fiscali e tributarie; h) programmazione delle fonti di finanziamento degli investimenti, gestione dell indebitamento a breve, medio e lungo termine; i) programmazione dei pagamenti tenuto conto delle priorità di legge o contrattuali e delle disponibilità di cassa presenti o prevedibili; j) monitoraggio ed analisi ai fini del rispetto del patto di stabilità interno; k) controllo degli equilibri finanziari; l) coordinamento e cura dei rapporti finanziari e gestionali con le aziende speciali, le istituzioni, i consorzi, gli organismi a partecipazione comunale e le società di capitale istituite per l esercizio dei servizi pubblici nonché con le altre forme associative e di cooperazione fra enti; m) collaborazione ai fini dell attuazione del controllo di gestione con la predisposizione di procedure, di rilevazioni contabili, di analisi gestionali funzionali alla valutazione dei risultati economici, finanziari e di efficienza raggiunti dai servizi sull attuazione degli obiettivi, dei progetti o programmi; n) sovrintendenza sul servizio di tesoreria e sugli agenti contabili; o) supporto e collaborazione con l organo di revisione economico-finanziaria; p) supporto in materia finanziaria e fiscale ai servizi dell ente; q) tenuta e aggiornamento degli inventari dell ente e formazione dello stato patrimoniale; r) rilevazione e dimostrazione dei risultati di gestione; s) servizio di economato e provveditorato. Articolo 5 - Servizio economato 1. Per la gestione di cassa delle spese d ufficio di non rilevante ammontare è istituito un servizio di economato, ai sensi dell art. 153, comma 7, del TUEL. 2. L organizzazione, le competenze ed il funzionamento del servizio di economato sono disciplinate da uno specifico e separato regolamento. Articolo 6 - Finalità del sistema di bilancio Sezione n. 2 Sistema di bilancio 1. Il sistema di bilancio è l insieme dei documenti attraverso il quale vengono rappresentati i fatti amministrativi e gestionali, consentendone l analisi ed il controllo sotto i diversi aspetti finanziari, economici e patrimoniali. 2. Il sistema di bilancio assolve alle seguenti funzioni: a) funzione politico-amministrativa, quale strumento essenziale di condivisione e di verifica del programma politico dell amministrazione nonché di esercizio delle prerogative di indirizzo e controllo che il consiglio comunale deve esercitare sulla giunta; b) funzione economico-finanziaria, quale strumento autorizzatorio della gestione per l analisi della destinazione delle risorse e strumento di verifica sul loro corretto impiego; c) funzione informativa, quale strumento di conoscenza e di partecipazione del valore sociale creato dall azione amministrativa dell ente e di coinvolgimento nel processo di programmazione e rendicontazione. 7
8 Articolo 7 - Principi dei documenti di bilancio 1. Il sistema dei documenti di bilancio è improntato osservando i principi contabili generali e applicati allegati al D. Lgs. n. 118/2011 e successive modificazioni ed integrazioni. 2. In particolare esso è fondato sui seguenti principi: a) comprensibilità: il sistema di bilancio deve essere chiaro e presentare informazioni accessibili agli utilizzatori, anche attraverso informazioni supplementari che ne facilitino la lettura; b) significatività e rilevanza: le informazioni fornite dal sistema di bilancio devono essere qualitativamente significative, ovvero in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori aiutandoli a valutare gli eventi passati, presenti o futuri e quantitativamente rilevanti, ovvero di portata tale da modificare o poter influenzare le decisioni; c) affidabilità dell informazione: le informazioni devono essere una rilevazione fedele dei fatti rappresentati o da rappresentare e prive di errori o distorsioni rilevanti, che possano modificare o influenzare il processo decisionale; d) coerenza interna: il sistema di bilancio garantisce un nesso logico tra i vari livelli di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione, in quanto tutti strumentali al perseguimento dei medesimi obiettivi; e) coerenza esterna: il bilancio garantisce la coerenza con la normativa vigente in materia e con i vincoli dettati in materia di risanamento della finanza pubblica ed in particolare dal patto di stabilità interno; f) attendibilità delle entrate e congruità delle spese, da valutare in relazione agli obiettivi programmati ed al trend storico; g) ragionevole flessibilità: le variazioni subite nel corso della gestione da parte dei documenti di bilancio devono essere attentamente valutate e adeguatamente motivate in sede di rendiconto; h) imparzialità e neutralità contabile: la redazione dei documenti di bilancio è indipendente e imparziale verso tutti gli utilizzatori del sistema. Elementi soggettivi di stima all interno del procedimento di formazione sono utilizzati con discernimento, oculatezza e giudizio; i) prudenza, intesa come qualità di giudizi ed equilibrio nella valutazione delle spese e dei proventi che caratterizza il sistema di bilancio in tutte le sue fasi; j) comparabilità dell informazione: i documenti devono poter essere comparabili nel tempo, al fine di identificare gli andamenti tendenziali, e nello spazio, al fine di confrontare le performance dell ente con altre realtà locali. A tale scopo il sistema di bilancio esplicita i principi contabili adottati, è costante nella forma di presentazione e nei criteri di valutazione, evidenzia i mutamenti strutturali e gli eventi di natura straordinaria. Le modifiche apportate al sistema per migliorarne la qualità devono essere esplicitate e motivate; k) competenza economica e finanziaria: il sistema di bilancio assicura la prevalenza dell aspetto economico rispetto a quello finanziario esprimendo, a livello preventivo, la dimensione finanziaria di fatti economici previamente valutati; l) prevalenza della sostanza sulla forma: la sostanza economica, finanziaria e patrimoniale delle operazioni e dei fatti amministrativi rappresenta l'elemento prevalente per la contabilizzazione, valutazione ed esposizione nei documenti del sistema di bilancio; m) verificabilità dell informazione: il sistema di bilancio deve garantire la verificabilità dell informazione attraverso una indipendente ricostruzione del procedimento contabile, tenendo conto anche degli elementi soggettivi in esso contenuti; n) trasparenza: i documenti di bilancio devono essere accessibili a tutti gli utilizzatori e ai cittadini mediante un apposita sezione nel sito web dell amministrazione. Articolo 8 - I livelli dei documenti di bilancio 1. In relazione al grado di definizione in essi contenuto ed al momento in cui viene rappresentata l informazione, il sistema dei documenti di bilancio dell ente si articola su diversi livelli: a) programmazione strategica e operativa; b) programmazione finanziaria; c) budgeting (o programmazione esecutiva); d) gestione; e) rendicontazione. Articolo 9 - Gli utilizzatori del sistema di bilancio 1. Gli utilizzatori del sistema di bilancio sono tutti coloro (individui, gruppi od organizzazioni) che possono influenzare o essere influenzati dal raggiungimento degli obiettivi dell ente e che, pertanto, hanno interesse ad avere informazioni 8
9 sulla sua attività quale strumento di orientamento e di guida del processo decisionale di programmazione e valutazione dei risultati. Articolo 10 - Bilancio partecipato e bilancio sociale 1. Nell ambito della formazione dei documenti che costituiscono il sistema di bilancio, ed in particolare dei documenti di programmazione e di rendicontazione, l ente promuove la partecipazione degli utilizzatori del sistema con modalità idonee a garantirne la conoscenza e, per quanto possibile, la condivisione delle scelte e dei risultati. 2. L ente riconosce ed assume il bilancio sociale, anche con riferimento a specifici ambiti della sua attività, quale strumento per: a) valorizzare la funzione informativa del sistema di bilancio; b) garantire il rispetto del principio costituzionale di sussidiarietà; c) assicurare maggiore trasparenza e visibilità dell azione di governo; d) rendere conto del valore sociale creato dall azione amministrativa. Articolo 11 Relazione di inizio mandato 1. Entro 60 giorni dall inizio del mandato amministrativo il responsabile del servizio finanziario ovvero il segretario redige una relazione di inizio mandato attraverso la quale viene verificata la situazione finanziaria e patrimoniale e la misura dell'indebitamento dell ente. 2. Nella relazione vengono evidenziati, in particolare: a) lo stato dei controlli interni; b) la convergenza rispetto agli obiettivi di finanza pubblica; c) l andamento della spesa corrente e la convergenza rispetto ai costi e fabbisogni standard; d) la situazione dei residui attivi e passivi con particolare riguardo ai residui di parte capitale ed alla tempestività dei pagamenti; e) la situazione di cassa; f) l andamento economico dell ente; g) l andamento dell indebitamento; h) la pressione tributaria; i) la copertura dei servizi a domanda individuale; j) l andamento delle società partecipate. 3. Nella relazione di inizio mandato sono altresì evidenziati eventuali squilibri finanziari ovvero rilievi formulati dalla Corte dei conti ai quali l ente non ha posto rimedio. 4. La relazione viene sottoscritta dal Sindaco entro i successivi 30 giorni e successivamente trasmessa all organo di revisione economico-finanziaria e pubblicata sul sito istituzionale dell ente. Articolo 12 Relazione di fine mandato 1. Entro 90 giorni dalla fine del mandato amministrativo il responsabile del servizio finanziario, per quanto di competenza, unitamente al segretario, redige una relazione contenente la descrizione dettagliata delle principali attività normative e amministrative svolte durante il mandato. 2. La relazione evidenzia, in particolare: a) sistema ed esiti dei controlli interni; b) eventuali rilievi della Corte dei conti; c) azioni intraprese per il rispetto dei saldi di finanza pubblica programmati e stato del percorso di convergenza verso i fabbisogni standard; d) situazione finanziaria e patrimoniale, anche evidenziando le carenze riscontrate nella gestione degli enti controllati dal comune o dalla provincia ai sensi dei numeri 1 e 2 del comma primo dell'articolo 2359 del codice civile, ed indicando azioni intraprese per porvi rimedio; e) azioni intraprese per contenere la spesa e stato del percorso di convergenza ai fabbisogni standard, affiancato da indicatori quantitativi e qualitativi relativi agli output dei servizi resi, anche utilizzando come parametro di riferimento realtà rappresentative dell'offerta di prestazioni con il miglior rapporto qualità-costi; 9
10 f) quantificazione della misura dell'indebitamento. 3. La relazione viene sottoscritta, certificata, pubblicata e trasmessa agli organi competenti nei termini indicati dall articolo 4 del D. Lgs. n. 149/
11 TITOLO II PROGRAMMAZIONE E BILANCIO Articolo 13 - La programmazione Sezione n. 1 I documenti di programmazione 1. La programmazione è il processo di analisi e valutazione di medio termine che consente di organizzare, in una dimensione temporale predefinita, le attività e le risorse necessarie per realizzare uno stato di cose desiderato alternativo ad un altro, verso il quale dirigere l azione amministrativa, nel rispetto delle compatibilità economiche e finanziarie, delle politiche comunitarie, nazionali e regionali, e della possibile evoluzione dell ente. Esso si conclude con la formalizzazione delle scelte di valore, degli indirizzi e degli obiettivi che danno contenuto ai piani ed ai programmi futuri. 2. L attività di programmazione è articolata in fasi che garantiscano un progressivo grado di dettaglio degli obiettivi dell azione amministrativa e che consentano di trasformare gli obiettivi strategici in risultati specifici. In particolare: a) la programmazione strategica individua i principali obiettivi che l amministrazione intende perseguire entro la fine del mandato amministrativo, quali risultati attesi di significativa rilevanza per la comunità di riferimento; b) la programmazione operativa individua i programmi che si intendono realizzare per il perseguimento degli obiettivi strategici ed i relativi obiettivi operativi annuali da raggiungere; c) la programmazione esecutiva delinea le singole azioni e fasi attuative infrannuali da porre in essere per il raggiungimento degli obiettivi operativi annuali. 3. Gli strumenti di programmazione consentono una lettura per missioni e programmi degli impegni politici assunti dall amministrazione ed hanno una valenza pluriennale che copre l intero mandato amministrativo. Essi rappresentano il contratto che il governo politico dell ente assume nei confronti dei cittadini e degli altri utilizzatori del sistema di bilancio. 4. Gli strumenti di programmazione, improntati ai criteri di veridicità, sostenibilità e correttezza e redatti in conformità alle linee programmatiche di mandato, sono: a) il Documento unico di programmazione e la eventuale nota di aggiornamento; b) il bilancio di previsione finanziario; c) il piano esecutivo di gestione; d) il piano degli indicatori di bilancio. Articolo 14 Il Documento unico di programmazione 1. Il Documento unico di programmazione costituisce lo strumento cardine della programmazione e guida strategica ed operativa dell ente nonché presupposto fondante di tutti i restanti documenti destinati a guidare, a cascata, l intera attività amministrativa. Esso consente di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali ed organizzative. 2. Il Documento unico di programmazione, redatto in conformità al principio contabile applicato della programmazione all. n. 4/1 al D. Lgs. n. 118/2011, è costituito da due sezioni: a) Sezione strategica; b) Sezione operativa. Articolo 15 Sezione strategica del DUP 1. La sezione strategica del DUP ha una durata pari a quella del mandato amministrativo ed individua, con riferimento alle missioni di spesa, gli obiettivi strategici che si intendono raggiungere entro la fine del mandato ed i relativi indicatori. Per ogni obiettivo strategico è altresì indicato il contributo che il gruppo amministrazione pubblica dovrà fornire per il suo conseguimento. 2. Gli obiettivi strategici sono formulati nel primo DUP redatto a seguito dell insediamento dell amministrazione e, di norma, rimangono invariati per tutta la durata del mandato. Negli esercizi successivi al primo viene verificato lo stato di attuazione degli obiettivi e, qualora ricorrano le condizioni, possono essere riformulati ed aggiornati, dando adeguata motivazione delle cause che ne sono alla base. 11
12 3. Nella sezione strategica del DUP sono altresì indicati: 1. gli indirizzi strategici dell ente; 2. le linee generali della programmazione; 3. l analisi strategica esterna ed interna; 4. le modalità di rendicontazione dei risultati e dell operato. Articolo 16 Sezione operativa del DUP 1. La sezione operativa del DUP copre una durata pari a quella del bilancio di previsione finanziario ed individua, per ogni singola missione di spesa, i programmi che l ente intende realizzare per conseguire gli obiettivi strategici ed i relativi obiettivi annuali da raggiungere. Essa costituisce presupposto, guida e vincolo al processo di redazione del bilancio di previsione e degli altri documenti contabili. 2. La sezione operativa si costituisce di due parti: a) la prima parte individua, previa adeguata e dettagliata analisi delle condizioni operative di riferimento e dei mezzi finanziari a disposizione, i programmi da realizzare per ogni singola missione; b) la seconda parte contiene la programmazione dettagliata delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale, delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare e degli incarichi di collaborazione. Articolo 17 I programmi di spesa della sezione operativa 1. Per ogni programma di spesa la sezione operativa del DUP deve indicare: le finalità da conseguire; la motivazione delle scelte effettuate; gli obiettivi annuali e pluriennali ed i relativi indicatori; le risorse umane e strumentali dedicate; il fabbisogno finanziario connesso alla spesa corrente consolidata; il quadro generale del fabbisogno finanziario connesso alla spesa corrente di sviluppo; le spese di investimento previste e le relative fonti di finanziamento; l analisi e valutazione degli impegni pluriennali di spesa già assunti; l analisi del Fondo pluriennale vincolato al fine di valutare tempi e modalità di realizzazione degli interventi programmati. 2. Per ogni programma di spesa viene indicata la correlata responsabilità politica. 3. Con la nota di aggiornamento al DUP il quadro delle risorse finanziarie destinate ad ogni singolo programma di spesa viene aggiornato sulla base dello schema del bilancio di previsione predisposto. Articolo 18 - Programma triennale dei lavori pubblici 1. Il programma triennale dei lavori pubblici, previsto dall articolo 128 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è costituito dall insieme degli investimenti che l ente intende realizzare nell arco temporale di riferimento. 2. Il programma è redatto tenendo conto delle priorità, degli obiettivi e delle necessità dell amministrazione, della coerenza con le risorse disponibili e con i documenti di programmazione annuale e pluriennale. 3. Il programma indica, per ogni singolo investimento: a) dati e informazioni relativi al contesto ambientale di riferimento (localizzazioni, problematiche di ordine ambientale, paesistico ed urbanistico-territoriale, relazioni con piani di assetto territoriale); b) finalità dell investimento e grado di soddisfacimento della domanda; c) ordine di priorità, privilegiando valutazioni di pubblica utilità rispetto ad altri elementi; d) analisi di fattibilità, stima dei tempi e durata degli adempimenti amministrativi di realizzazione delle opere e del collaudo; e) analisi dei fabbisogni finanziari generati in termini di quantità, qualità e tempistica delle fonti. f) analisi di sostenibilità economica e finanziaria ed ogni elemento utile a valutare i costi ed i benefici connessi con l investimento. 12
13 4. Il programma triennale deve essere redatto in collaborazione con i responsabili dei servizi finali che richiedono gli interventi e con il responsabile del servizio finanziario. 5. Il programma triennale dei lavori pubblici è adottato dalla Giunta Comunale, di norma, entro il 30 settembre di ogni anno, pubblicato e consegnato ai consiglieri entro 15 giorni dall adozione. Eventuali osservazioni, proposte, emendamenti al programma possono essere presentati dai consiglieri entro 30 giorni dalla consegna. 6. Nelle more dell aggiornamento dello schema ufficiale del programma triennale delle OO.PP. alle regole dell armonizzazione contabile, per ogni opera inclusa nel piano viene predisposto il relativo cronoprogramma il quale individua gli esercizi in cui la spesa sarà esigibile, tenuto conto delle modalità di finanziamento, della complessità dell opera e dei tempi di esecuzione. Per le opere per le quali non è possibile predisporre il cronoprogramma dovrà essere data adeguata motivazione. Articolo 19 - Programmazione triennale del fabbisogno di personale 1. La programmazione triennale del fabbisogno di personale approvata ai sensi dell articolo 91 del TUEL: a) indica le risorse umane necessarie per la realizzazione dei programmi dell ente; b) assicura le esigenze di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse medesime per il miglior funzionamento dei servizi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie e con i vincoli normativi preordinati; c) definisce, attraverso il piano occupazionale, le assunzioni da effettuare nell arco del triennio e le modalità di copertura dei posti. Articolo 20 - Programmazione delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare 1. Il programma delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare approvato ai sensi dell art. 58 del decreto legge n. 112/2008 (conv. in legge n. 133/2008) contiene: a) l elenco dei beni di proprietà dell ente suscettibili di valorizzazione economica, con indicazione delle misure di valorizzazione previste; b) l elenco dei beni di proprietà dell ente per i quali si prevede la dismissione. 2. Nel caso in cui venga raggiunta l intesa con l Agenzia del demanio, nei beni di cui al precedente comma 1 possono essere inseriti quelli di proprietà dello Stato. 3. Per i beni suscettibili di valorizzazione economica deve essere fornita una breve descrizione, con gli identificativi catastali, la situazione di fatto e di diritto in cui si trova il bene, le eventuali tutele, le misure previste per la valorizzazione del bene e la compatibilità con la disciplina urbanistica vigente. 4. Per i beni suscettibili di dismissione deve essere fornita una breve descrizione, con gli identificativi catastali, la situazione di fatto e di diritto in cui si trova il bene, le eventuali tutele, la compatibilità con la disciplina urbanistica vigente e la stima del relativo valore. Articolo 21 - Programma degli incarichi di collaborazione 1. Il programma degli incarichi approvato ai sensi dell articolo 3, comma 55, della legge n. 244/2007 indica, per ciascuno esercizio a cui è riferito il bilancio di previsione, gli incarichi che si intendono conferire nel triennio. 2. Per ciascun incarico il programma indica: a) la missione ed il programma a cui è correlato; b) l obiettivo del DUP alla cui realizzazione è finalizzato l affidamento dell incarico; c) la professionalità richiesta; d) la natura dell incarico; e) l oggetto; f) la durata prevista. 3. Non devono essere inseriti nel programma gli incarichi di natura obbligatoria previsti espressamente da norme di legge per le quali manca qualsiasi discrezionalità in capo all ente, nonché gli incarichi finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche incluse nel relativo programma triennale. 13
14 Articolo 22 - Il processo di predisposizione e approvazione del DUP 1. Concorrono alla formazione e predisposizione del DUP tutti i responsabili dei servizi, per le rispettive competenze. La responsabilità del procedimento compete al responsabile della programmazione e controllo. 2. Il processo di programmazione che sta alla base della redazione del DUP si articola nelle seguenti fasi: ricognizione ed analisi delle caratteristiche generali dell ente, mediante illustrazione degli elementi rappresentativi della realtà territoriale, demografica, economica e sociale e dei relativi fenomeni che influenzano e determinano i bisogni della comunità, della consistenza e del livello qualitativo delle strutture operative che realizzano i servizi gestiti direttamente dal Comune o da altri soggetti pubblici e privati, evidenziando le relative interconnessioni; individuazione degli indirizzi strategici; valutazione delle risorse finanziarie, strumentali ed umane disponibili; scelta delle opzioni; individuazione degli obiettivi strategici e redazione dei relativi programmi operativi. 3. La delibera di approvazione del DUP è corredata da: a) parere di regolarità tecnica dei responsabili dei servizi; b) parere di regolarità contabile del responsabile del servizio finanziario. 4. Lo schema di DUP viene approvato dalla Giunta Comunale entro il 30 giugno di ogni anno e presentato al Consiglio Comunale per la successiva approvazione entro il 31 luglio. 5. Nel caso in cui alla data del 31 luglio risulti insediata una nuova amministrazione, il termine di approvazione del DUP è fissato nel maggior termine previsto dallo Statuto per l approvazione delle linee programmatiche di mandato e contestualmente a queste. Tale termine, in ogni caso, non deve essere successivo a quello fissato per l approvazione del bilancio. Articolo 23 Nota di aggiornamento al DUP 1. Entro il 15 di novembre la Giunta Comunale presenta la nota di aggiornamento al DUP, attraverso la quale si procede: ad aggiornare l analisi di contesto alle modifiche normative sopravvenute; ad aggiornare i programmi di spesa, anche attraverso il dettaglio delle risorse finanziarie destinate alla loro realizzazione, con indicazione delle previsioni in termini di competenza e di cassa. 2. La nota di aggiornamento al DUP viene approvata dalla Giunta unitamente allo schema del bilancio di previsione e presentata al Consiglio Comunale per le conseguenti deliberazioni. Sezione n. 2 I documenti di previsione Articolo 24 - Bilancio di previsione finanziario e relativi allegati 1. Il bilancio di previsione finanziario costituisce la proiezione delle spese e delle entrate relative ai programmi indicati nel DUP. Esso è redatto con riferimento ad un orizzonte temporale triennale secondo lo schema approvato con il D. Lgs. n. 118/2011 e contiene le previsioni di competenza nonché, limitatamente al primo anno, le previsioni di cassa. 2. Al bilancio di previsione sono allegati tutti i documenti previsti dal principio contabile applicato della programmazione all. n. 4/1 al D. Lgs. n. 118/2011 e dall articolo 172 del TUEL. 3. Sono inoltre allegati al bilancio di previsione i seguenti documenti e prospetti informativi o di dettaglio: a. la quantificazione del costo del personale distinto per servizio e relativi oneri riflessi; b. la quantificazione del fondo per le risorse decentrate di cui agli articoli 31 e 32 del CCNL 22/01/2004; c. la quantificazione dei costi per le indennità di carica e di funzione; d. le spese e le entrate derivanti da contratti in essere; e. il piano di ammortamento dei mutui e prestiti contratti; f. il prospetto degli interessi passivi sui mutui e prestiti; 14
15 g. la nota informativa degli oneri derivanti dalla stipula di contratti relativi a strumenti finanziari derivati; h. il quadro riepilogativo delle spese in conto capitale e relative fonti di finanziamento; i. il quadro dimostrativo dell utilizzo dell avanzo di amministrazione; j. ogni altro documento e prospetto informativo utile a dimostrazione del rispetto dei principi di veridicità, di coerenza e di equilibrio delle previsioni di bilancio. Articolo 25 - Processo di formazione del bilancio 1. Entro il 31 agosto la Giunta Comunale impartisce le direttive inerenti le strategie operative ed i macro-obiettivi ai quali dovranno attenersi i dirigenti/responsabili dei servizi per la formulazione della proposta di bilancio nonché per la proposta di piano esecutivo di gestione. 2. Ai fini della formazione dei documenti di bilancio, i responsabili dei servizi elaborano, sulla base del DUP e delle direttive approvate dalla Giunta Comunale, nonché delle ulteriori indicazioni di carattere finanziario o gestionale ricevute, le proposte finanziarie necessarie per l attuazione dei programmi di spesa (o di parte di essi) di rispettiva competenza, corredate della relativa programmazione esecutiva e di tutte le informazioni necessarie ai fini dell approvazione dei documenti di bilancio. Le proposte vengono trasmesse al responsabile del servizio finanziario entro il 20 settembre di ogni anno. 3. Sulla base delle proposte pervenute il responsabile del servizio finanziario verifica la compatibilità con l insieme delle risorse ipotizzabili ed elabora una prima bozza di bilancio che trasmette alla Giunta Comunale. Qualora risulti necessario, la Giunta comunale fornisce ai responsabili dei servizi le indicazioni per l adeguamento delle proposte formulate, che dovranno essere valutate di concerto con gli assessori di riferimento. 4. La Giunta Comunale approva lo schema di bilancio e tutti i documenti allegati, di norma, entro il 20 ottobre. La relativa deliberazione viene trasmessa all organo di revisione economico-finanziaria per la resa del relativo parere, da rendersi nei successivi 15 giorni. 5. Lo schema del bilancio di previsione e tutti i documenti allegati vengono depositati presso l Ufficio di Segreteria entro il 15 novembre, comunque 20 giorni prima della data prevista per l approvazione del bilancio. Del deposito ne è data notizia ai consiglieri comunali, che potranno presentare emendamenti allo schema di bilancio entro e non oltre i 10 giorni successivi alla data di deposito. Gli emendamenti devono essere presentati in forma scritta, non possono determinare squilibri di bilancio e, nel caso prevedano maggiori spese, dovranno indicare i mezzi di copertura. 6. Gli emendamenti presentati saranno istruiti con acquisizione del parere di regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato, del parere di regolarità contabile del responsabile del servizio finanziario e del parere dell organo di revisione. Gli emendamenti potranno essere posti in discussione solo se completi dei pareri sopra indicati. 7. I termini di cui al presente articolo hanno natura ordinatoria e potranno subire modifiche compatibilmente con le disposizioni legislative sulla finanza locale di tempo in tempo vigenti. Articolo 26 - Conoscenza dei contenuti del bilancio e dei suoi allegati 1. Al fine di assicurare la conoscenza e la condivisione delle scelte e dei contenuti significativi della programmazione strategica dell attività, l ente dispone forme di consultazione degli utilizzatori del sistema e specificatamente delle categorie economiche, sociali e sindacali maggiormente rappresentative. 2. Il Documento Unico di Programmazione, il bilancio e i suoi allegati possono altresì essere illustrati in modo leggibile e chiaro per il cittadino, in apposite forme di comunicazione dell ente, specificatamente anche in ordine al valore pubblico creato ed all impegno delle entrate tributarie e dei proventi dei servizi pubblici locali. 3. I documenti inerenti il bilancio di previsione e relativi allegati sono resi accessibili ai cittadini mediante pubblicazione sul sito internet dell ente in Amministrazione trasparente, sezione Bilanci, sottosezione Bilancio preventivo, secondo quanto previsto dal DPCM 22 settembre 2014 e successive modificazioni ed integrazioni. Articolo 27 - Il budgeting Sezione n. 3 I documenti di budgeting 15
16 1. Il budgeting è il processo di programmazione esecutiva attraverso il quale si negoziano e si definiscono gli obiettivi gestionali ed i connessi limiti autorizzatori. 2. Lo strumento di budgeting è il piano esecutivo di gestione. Articolo 28 - Piano esecutivo di gestione 1. Il piano esecutivo di gestione (PEG) è uno strumento di programmazione esecutiva approvato dalla Giunta Comunale su proposta del Segretario Comunale, attraverso il quale sono determinati gli obiettivi gestionali ed affidati gli stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi. Esso è redatto in coerenza con il DUP e con il bilancio di previsione, ed approva i piani di conseguimento e di impiego delle risorse, definisce gli obiettivi esecutivi ed individua i relativi parametri di misurazione ed indicatori di risultato. 2. Con il PEG la Giunta assegna ai responsabili dei centri di responsabilità, così come definiti al successivo articolo 32: gli obiettivi di gestione e le risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie al loro raggiungimento; i budget di cassa coerenti con i vincoli di finanza pubblica e gli obiettivi del patto di stabilità interno. 3. Il piano esecutivo di gestione: a) dà concreta attuazione alla separazione delle attività di indirizzo e di controllo dalla attività di gestione; b) traduce gli indirizzi ed i programmi politici in specifici obiettivi di gestione quantificando i mezzi, anche finanziari, da assegnare ai responsabili dei servizi; c) crea una corretta struttura delle responsabilità, delimitando gli ambiti decisionali e di intervento di amministratori e responsabili e tra responsabili di diversi centri di responsabilità; d) sancisce la fattibilità tecnica di detti indirizzi; e) costituisce le base per l esercizio del controllo di gestione e fornisce uno strumento di valutazione dei risultati ottenuti in relazione agli obiettivi prefissati; f) definisce le modalità ed i tempi di massima per la realizzazione delle attività e degli obiettivi; g) definisce le modalità di autorizzazione della spesa. 4. In attuazione dell articolo 169, comma 3-bis, del D. Lgs. n. 267/2000, il piano esecutivo di gestione comprende organicamente il Piano delle performance ed il Piano degli Obiettivi. 5. Il piano esecutivo di gestione ha una valenza triennale corrispondente al bilancio di previsione dell esercizio. Per il primo anno le previsioni sono formulate anche in termini di cassa. Articolo 29 - Struttura del piano esecutivo di gestione 1. La struttura del piano esecutivo di gestione deve assicurare: a) il rispetto della struttura organizzativa dell ente, definendo i tipi di responsabilità e i ruoli ad essi collegati; b) la coerenza della struttura tecnica e contabile del bilancio con la struttura organizzativa. 2. Il piano esecutivo di gestione si compone di: una parte programmatica, che contiene le linee guida per l attuazione programmi, definisce gli obiettivi esecutivi e ne indica i risultati attesi, individua le performance dell ente; una parte finanziaria, che contiene: a) la quantificazione delle risorse di competenza e a residuo destinate a ciascun programma ed a ciascun centro di responsabilità per il raggiungimento dei risultati attesi (budget di competenza); b) per il primo esercizio, la quantificazione delle spese da pagare e delle entrate da incassare nell esercizio di riferimento, in coerenza con gli stanziamenti di bilancio e con i vincoli di finanza pubblica (budget di cassa). Articolo 30 - Unità elementari del piano esecutivo di gestione 1. Le unità elementari del piano esecutivo di gestione sono: 1. per la parte programmatica, i progetti e le eventuali azioni; 2. per la parte finanziaria, i capitoli di entrata e di spesa ed eventuali articoli. 16
17 Articolo 31 - La programmazione della gestione 1. Il progetto è un insieme di servizi aventi una finalità unitaria. L azione rappresenta il singolo servizio erogato a cui corrisponde uno specifico obiettivo gestionale per la realizzazione del progetto. Ogni azione deve raccordarsi in maniera univoca al progetto così come ogni progetto deve raccordarsi in maniera univoca con i programmi del DUP. 2. Per ciascun progetto ed eventuale azione il piano esecutivo di gestione contiene: a) il centro di responsabilità a cui è assegnato. b) linee attuative della gestione; c) obiettivi attesi (performance); d) indicatori per la valutazione dei risultati; e) il budget. Articolo 32 - Centri di responsabilità 1. Il centro di responsabilità è un ambito organizzativo e gestionale cui sono assegnati formalmente: a) progetti ed obiettivi di gestione; b) risorse finanziarie, umane e strumentali, da impiegare per il raggiungimento degli obiettivi; c) responsabilità sul raggiungimento degli obiettivi e sull utilizzo delle dotazioni. 2. I centri di responsabilità si distinguono in: 1. centri di responsabilità di gestione (detti anche finali o di line), che utilizzano le risorse per l erogazione dei servizi finali ed ai quali compete la responsabilità della gestione delle stesse in termini di efficacia e di efficienza, presiedono alla loro richiesta/previsione e ne sono assegnatari; 2. centri di responsabilità di procedimento (detti anche di supporto o di staff) che impegnano la spesa e accertano l entrata per il centro stesso o per altri centri ed ai quali compete la responsabilità del relativo procedimento amministrativo. 3. I centri di responsabilità possono altresì essere articolati per livelli, in relazione alla struttura organizzativa dell ente. 4. I centri di responsabilità ed i relativi responsabili devono essere individuati sulla base del regolamento di organizzazione dell ente, tenuto conto dei corrispondenti incarichi dirigenziali/di posizione organizzativa conferiti dal Sindaco nonché delle procedure operative e regolamentari attivate. Articolo 33 - Le linee attuative della gestione 1. Le linee attuative dei progetti e delle eventuali azioni rappresentano la formalizzazione degli indirizzi e definiscono con chiarezza le modalità di gestione e dei risultati attesi, data la disponibilità di determinate risorse finanziarie, umane e strumentali. 2. Il contenuto delle linee guida è frutto del processo di negoziazione tra amministratori e dirigenti/responsabili dei servizi. 3. Le linee attuative definite in modo completo guidano il responsabile nella gestione e consentono di impegnare la spesa. 4. Le linee non completamente definite richiedono una variazione di PEG finalizzata ad una loro integrazione dal punto di vista programmatico. Tale variazione, da effettuarsi con delibera di giunta, risulta propedeutica alla successiva assunzione dell impegno da parte del responsabile del servizio. Articolo 34 - Obiettivi di gestione 1. Gli obiettivi rappresentano le finalità ed i risultati che si intendono perseguire dall attuazione dei progetti e delle azioni individuate nel piano esecutivo di gestione. 2. Gli obiettivi si distinguono in: a) obiettivi soggettivi ed oggettivi, in relazione alla loro misurabilità secondo parametri quantificabili; b) obiettivi di ente, di area (o servizio), di ufficio (o individuali), in relazione al livello organizzativo e di responsabilità; 17
18 c) obiettivi di mantenimento, di miglioramento o di sviluppo in relazione al livello di innovazione proposto ed al grado di strategicità in essi contenuto. 3. Gli obiettivi devono essere: a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, alla missione istituzionale, alle priorità politiche ed alle strategie dell'amministrazione; b) specifici e misurabili in termini concreti e chiari; c) tali da determinare un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati e degli interventi; d) riferibili ad un arco temporale determinato, di norma corrispondente ad un anno; e) commisurati ai valori di riferimento derivanti da standard definiti a livello nazionale e internazionale, nonché da comparazioni con amministrazioni omologhe; f) confrontabili con le tendenze della produttività dell'amministrazione con riferimento, ove possibile, almeno al triennio precedente; g) correlati alla quantità e alla qualità delle risorse disponibili. Articolo 35 - Indicatori 1. I progetti e gli obiettivi di gestione devono essere debitamente corredati da indicatori funzionali alla rilevazione del grado di raggiungimento dei risultati, oggetto dell attività di controllo strategico e di controllo di gestione. 2. Gli indicatori del PEG sono elaborati tenendo conto del sistema approvato dal controllo di gestione. Articolo 36 - Budget di progetto, di gestione e di procedimento 1. Il budget di progetto costituisce l insieme delle risorse finanziarie, umane e strumentali assegnate al centro di responsabilità per la realizzazione del progetto e per il perseguimento degli obiettivi di gestione. 2. All interno del piano esecutivo di gestione possono essere predisposti budget articolati per responsabilità di gestione e per responsabilità di procedimento. Articolo 37 - Risorse finanziarie 1. Nel PEG le entrate sono articolate in titoli, tipologie, categorie, capitoli ed eventuali articoli e le spese sono articolate in missioni, programmi, titoli, macroaggregati, capitoli ed eventuali articoli. Il capitolo costituisce l unità elementare ai fini della gestione e della rendicontazione e garantisce il raccordo con il quarto livello del piano dei conti finanziario. 2. Al PEG è allegato il prospetto di ripartizione delle tipologie di entrata in categorie e dei programmi di spesa in macroaggregati, secondo lo schema di cui all allegato 12 al D. Lgs. n. 118/ Ciascun budget finanziario, oltre alle indicazioni relative ai capitoli di entrata e di spesa ed alle codifiche di bilancio, contiene informazioni relative a: a) centro che utilizza la spesa (responsabilità di gestione); b) centro che impegna la spesa (responsabilità di procedimento); c) grado di rigidità; d) vincoli di destinazione o correlazioni tra entrate e spese; e) modalità di autorizzazione della spesa. Articolo 38 - Risorse umane e strumentali 1. Il quadro sinottico delle risorse umane e strumentali identifica le dotazioni non finanziarie, a disposizione e da acquisire, assegnate a ciascun centro di responsabilità. 2. L insieme delle risorse umane assegnate a ciascun centro di responsabilità è costituito da: a) personale dipendente con contratto a tempo determinato e indeterminato; b) personale di cui è prevista l assunzione in base al piano occupazionale dell ente; c) personale impiegato mediante forme di contratto diverse da quello di lavoro dipendente (co.co.co, incarichi professionali, lavoratori a progetto, ecc.). 18
19 3. L insieme delle risorse strumentali assegnate a ciascun centro di responsabilità è costituito da: beni mobili e immobili di proprietà dell ente; beni mobili e immobili di terzi comunque utilizzati; servizi informativi, banche dati, abbonamenti a giornali, pubblicazioni, riviste specializzate e quant altro sia necessario per il conseguimento degli obiettivi di gestione. Articolo 39 - Processo di formazione del PEG 1. Il procedimento di formazione del piano esecutivo di gestione inizia con l approvazione da parte della Giunta Comunale delle direttive di cui al comma 1 dell articolo 25 e si conclude entro il 31 dicembre e comunque entro 30 giorni dall approvazione del bilancio di previsione. Responsabile del procedimento è il Segretario Comunale. 2. Coerentemente con le attribuzioni organizzative di ciascun centro di responsabilità, i responsabili danno concretezza alle linee guida operative formulando, per quanto di rispettiva competenza, una prima ipotesi di obiettivi gestionali nonché le richieste di risorse necessarie alla loro realizzazione. 3. Il Segretario Comunale, sulla base delle direttive impartite dalla Giunta e delle proposte formulate dai responsabili, negozia gli obiettivi e le risorse, nella valorizzazione dei rispettivi ruoli e connesse responsabilità nonché nel rispetto del principio di trasparenza dei processi di pianificazione e di programmazione dell ente. Al termine del processo di negoziazione il Segretario Comunale, in collaborazione con i responsabili dei servizi: a) provvede a formulare gli obiettivi tenendo conto delle risorse complessivamente attribuite ai programmi e progetti della relazione previsionale e programmatica; b) elabora la proposta di piano esecutivo di gestione. 4. La Giunta Comunale, previa verifica della congruità e della coerenza della proposta di piano esecutivo di gestione con il DUP e con le direttive impartite ai sensi del comma 1, approva il piano esecutivo di gestione, di norma, entro 20 giorni dall approvazione del bilancio. 5. È competenza dei responsabili dei centri di responsabilità di primo livello la eventuale riassegnazione dei progetti, degli obiettivi e delle dotazioni ai centri di responsabilità inferiori. Tale riassegnazione è discussa e firmata congiuntamente nel piano esecutivo di gestione da tutti i soggetti coinvolti. 6. Nelle more dell approvazione del nuovo Piano esecutivo di gestione, gli enti gestiscono le previsioni di PEG incluse nell ultimo documento approvato. Articolo 40 - Pareri sul piano esecutivo di gestione. 1. La delibera di approvazione del piano esecutivo e tutte le delibere di variazione sono corredate da: a) parere di regolarità tecnica dei responsabili dei servizi e del direttore generale ovvero del segretario comunale; b) parere di regolarità contabile del responsabile del servizio finanziario. 2. Il parere di regolarità tecnica dei responsabili dei centri di responsabilità certifica la fattibilità degli obiettivi di gestione contenuti nel PEG in relazione alle risorse assegnate a ciascun responsabile. Tale parere deve essere espresso da ogni responsabile di centro di responsabilità e fa diretto riferimento ai progetti che gli sono assegnati. In caso di parere negativo esso deve essere espresso per ciascun progetto e debitamente motivato. 3. Inoltre, il parere di regolarità tecnica certifica: a) la coerenza degli obiettivi del PEG con i programmi del DUP; b) la coerenza degli obiettivi di ciascun centro di responsabilità di supporto in relazione a quelli dei centri finali che erogano servizi all utenza esterna. Articolo 41 Piano degli indicatori di bilancio. 1. Il Piano degli indicatori rappresenta uno strumento di monitoraggio degli obiettivi e dei risultati attesi di bilancio. Esso integra i documenti di programmazione e consente la comparazione dei bilanci stessi tra gli enti locali. 19
20 2. Il Piano è redatto in conformità alla struttura ed alle caratteristiche stabilite con apposito decreto del Ministero dell interno emanato ai sensi dell art. 18-bis, comma 4, del D.Lgs. n. 118/2011, a cui, su iniziativa dell ente, potranno essere aggiunti ulteriori indicatori ritenuti significativi. 20

References: Art. 1
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 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
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