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Timestamp: 2016-05-05 12:25:42+00:00

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. pag. pag. Edificato in zona agricola – Indirizzi…………………………………………………. pag.. 69 Art. 94 Assetto insediativo – Definizione……………………………………………………… Assetto insediativo – Prescrizioni……………………………………………………. 76 Art. 73 Art. pag. pag. 90 Art. pag. 61 Art.. 88 Art. Espansioni recenti – Definizione……………………………………………………… Espansioni recenti – Prescrizioni……………………………………………………… Espansioni recenti – Indirizzi…………………………………………………………. Insediamenti produttivi a carattere industriale. pag.. Insediamenti produttivi – Definizione………………………………………………… Insediamenti produttivi a carattere industriale. 89 Art. 81 Art. 72 Art... 86 Art. pag.. Insediamenti specializzati – Indirizzi………………………………………………….. Insediamenti turistici – Prescrizioni………………………………………….…….. artigianale e commerciale – Indirizzi…………………………………………………………………………….. 84 Art. Insediamenti specializzati – Definizione……………………………………………… Insediamenti specializzati – Prescrizioni…………………………………………….... pag.. 80 Art... 67 Art. pag. Insediamenti turistici – Indirizzi………………………………………………………. pag. pag. 58 Art. pag. Assetto insediativo – Indirizzi…………………………………………………………. 82 Art. Espansioni in programma – Definizione……………………………………………… Espansioni in programma – Prescrizioni……………………………………………… Espansioni in programma – Indirizzi………………………………………………….
TITOLO III – Assetto insediativo
Art.... pag.... Centri di antica e prima formazione – Rinvio………………………………………… Espansioni fino agli anni cinquanta – Definizione…………………………………… Espansioni fino agli anni cinquanta – Prescrizioni…………………………………. Edificato in zona agricola – Definizione……………………………………. 63 Art.
Grande distribuzione commerciale – Definizione…………………………………………
pag. pag.. 70 Art.. Espansioni fino agli anni cinquanta – Indirizzi………………………………………. 62 Art.. Edificato urbano – Indirizzi……………………………………………………………. pag. pag.. pag. 65 Art. artigianale e commerciale – Definizione……………………………………………………………………………….... pag. pag. pag. pag. Edificato urbano diffuso – Indirizzi…………………………………………………….
Componenti di paesaggio con valenza storico culturale – Indirizzi …………….. Insediamenti storici: centri rurali ed elementi sparsi – Rinvio……………………… Nuclei e case sparse nell’agro – Definizione………………………………………… Nuclei e case sparse nell’agro – Prescrizioni………………………………………. 91 Art..... pag.. pag. pag. Edificato urbano – Definizione………………………………………………………… Edificato urbano – Prescrizioni………………………………………………………. pag. 66 Art.. pag.
..REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. 75 Art. pag. 68 Art. 59
Aree d’insediamento produttivo di interesse storico culturale – Prescrizioni………….. 71 Art. 83 Art.
pag.. pag. 87 Art. 85 Art. Insediamenti turistici – Definizione……………………………………………………. 64 Art. pag. pag. pag... 92 Art.. 74 Art. 60 Art. pag. 93 Art.. pag. Edificato urbano diffuso – Definizione………………………………………………… Edificato urbano diffuso – Prescrizioni………………………………………………. 78 Art. 77 Art.. pag. Nuclei e case sparse nell’agro – Indirizzi…………………………………………….. 79 Art..
. 97 Art....112 Art...104
Grande distribuzione commerciale – Indirizzi…………………………………………….111 Art. pag..Finalità 1..
pag.101 Art. Aree estrattive (cave e miniere) – Prescrizioni……………………………………………...108 Art.103 Art. pag....... intesi come elementi fondamentali per lo sviluppo. della storia e della cultura delle popolazioni locali. pag.100 Art..P.109 Art. le tipologie. pag..
... Aree speciali – Indirizzi……………………………………………………………………….... pag.102 Art.. pag. 96 Art.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art.…………………… Rappresentazioni cartografiche……………………………………………………….. pag...DISPOSIZIONI GENERALI
TITOLO I . pag.
Art. pag.R....106 Art.. 95 Art... pag. pag. pag. Quadro delle conoscenze territoriali………………………………………………………. Verifica della compatibilità paesaggistica………………………………………. ne disciplina la tutela e ne promuove la valorizzazione attraverso il Piano Paesaggistico Regionale..113 Art. pag.. Adeguamento della disciplina urbanistica provinciale…………………………………… Adeguamento della disciplina urbanistica comunale……………………………………..R…………………………………………………………….
Impianti energetici………………………………….114
Adeguamento degli atti di programmazione e pianificazione regionale……………….…………………………………………… Sistema delle infrastrutture – Prescrizioni………………………………………………… Sistema delle infrastrutture – Indirizzi………………………………………………………
pag. 99 Art. Cartellonistica commerciale…………………………………………………………………
Riqualificazione delle opere incongrue e valorizzazione delle opere di qualità…………….. 98 Art.105 Art.107 Art. pag.
Parte I . pag. di seguito denominato P. pag. Sistema delle infrastrutture – Definizione……. pag.110 Art. pag... 1 . Aree speciali – Prescrizioni…………………………………………………………………..... Aree estrattive (cave e miniere) – Definizione……………………………………………. La Regione riconosce i caratteri.. costituito dalle interazioni della naturalità. Aree estrattive (cave e miniere) – Indirizzi………………………………………………… Aree speciali – Definizione…………………………………………………………………..P.. le forme e gli innumerevoli punti di vista del paesaggio sardo. Entrata in vigore del P.Principi generali Art.
ai privati. provinciale e locale e per lo sviluppo sostenibile.R. n.P. Il P. persegue le seguenti finalità: a) preservare.P.Contenuti 1. delle categorie di immobili e di aree da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia. comprese le Università e i Centri di ricerca. Il P. b) proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità. di pianificazione e di difesa del suolo. in particolare alla Regione.P.P. e) l’individuazione di categorie di aree ed immobili costitutivi dell’identità sarda. 3. alle Province.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
2. 134. in quanto beni paesaggistici. contiene: a) l’analisi delle caratteristiche ambientali.R. come modificato dal decreto legislativo 24 marzo 2006. qualificati come beni identitari. 2 . è rivolto a tutti i soggetti che operano nella pianificazione e gestione del territorio sardo. 4. storico-culturali e insediative dell’intero territorio regionale nelle loro reciproche interrelazioni. 157. storica. b) l’analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio attraverso l’individuazione dei fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilità del paesaggio. Il P. culturale e insediativa del territorio sardo. d) l’individuazione ai sensi degli artt. assicura nel territorio regionale un’adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio e costituisce il quadro di riferimento e di coordinamento per gli atti di programmazione e di pianificazione regionale. n.R. f) la previsione degli interventi di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree significativamente compromessi o degradati. valorizzare e tramandare alle generazioni future l’identità ambientale.R. al fine di conservarne e migliorarne le qualità. g) la previsione delle misure necessarie al corretto inserimento degli interventi di trasfor-
. ai Comuni e loro forme associative. agli Enti pubblici statali e regionali. 142 e 143. c) assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile. di gestione e di utilizzazione. nonché la comparazione con gli altri atti di programmazione. Il P. tutelare. Art. comma 1 lettera i) del decreto legislativo 22 gennaio 2004. c) la determinazione delle misure per la conservazione dei caratteri connotativi e dei criteri di gestione degli interventi di valorizzazione paesaggistica degli immobili e delle aree dichiarati di notevole interesse pubblico e delle aree tutelate per legge. 42.
b) detta indirizzi e prescrizioni per la conservazione e il mantenimento degli aspetti significativi o caratteristici del paesaggio e individua le azioni necessarie al fine di orientare e armonizzare le sue trasformazioni in una prospettiva di sviluppo sostenibile. in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo. costituiscono il quadro di riferimento e coordinamento per lo sviluppo sostenibile del territorio regionale. 2.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
mazione del territorio nel contesto paesaggistico.P. avvalendosi anche del Sistema Informativo Territoriale Regionale (S.). del decreto legislativo 22 gennaio 2004. 3 – Principi del P.R.l’alleggerimento della eccessiva pressione urbanistica.la conservazione e recupero delle grandi zone umide. fondato su un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali. assunti a base delle azioni da attuare per il perseguimento dei fini di tutela paesaggistica. 1. in particolare nelle zone costiere. I principi contenuti nel P. . .R.
.I.il controllo dell’espansione delle città. n. h) la previsione di specifiche norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. . . ..P. cui devono attenersi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile delle aree interessate.R. Art. Il P. .P. comma 3. 42 e successive modifiche: a) ripartisce il territorio regionale in ambiti di paesaggio.. l’attività economica e l’ambiente. 135. 2.P.la protezione del suolo con la riduzione di erosioni.la gestione dell’ecosistema urbano secondo il principio di precauzione .R.le politiche settoriali nel rispetto della conservazione della diversità biologica. ai sensi dell’art. I principi di cui al comma 1 concernono: . ha contenuto descrittivo.T. d) configura un sistema di partecipazione alla gestione del territorio.la conservazione e sviluppo del patrimonio naturale e culturale.R. da parte degli enti locali e delle popolazioni nella definizione e nel coordinamento delle politiche di tutela e valorizzazione paesaggistica.le strategie territoriali integrate per le zone ecologicamente sensibili. c) indica il quadro delle azioni strategiche da attuare e dei relativi strumenti da utilizzare per il perseguimento dei fini di tutela paesaggistica. prescrittivo e propositivo e in particolare.
Efficacia del P. 1 carta in scala 1:200. n.2). Art.P. 1.la conservazione e gestione di paesaggi di interesse culturale.000 illustrative dei territori ricompresi negli ambiti di paesaggio costieri. che motiva e sintetizza le scelte operate dal P. 3. contenenti la perimetrazione degli ambiti di paesaggio costieri e la struttura fisica (Tav. n. 4).. estetico ed eco-logico. 5).P. e ambito di applicazione 1. comprese quelle degli enti gestori dell’aree protette.1 e 1. 14. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio. 14. n.
n. sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli altri atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore.R. Le disposizioni del P.P.000.. 1 carta in scala 1:200.R.P. Le disposizioni del piano paesaggistico sono immediatamente efficaci per i territori comunali in tutto o in parte ricompresi negli ambiti di paesaggio costiero di cui all’art. entro i termini previsti nei successivi articoli 106 e 107.Elementi costitutivi del PPR 1. qualora siano meno restrittive.
.000 illustrativa delle aree gravate dagli usi civici (Tav.R è costituito da:
una relazione generale e relativi allegati.la gestione e recupero degli ecosistemi marini. Il P.il recupero di paesaggi degradati da attività umane. sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei Comuni e delle Province e sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici. Art. I beni paesaggistici ed i beni identitari individuati e tipizzati ai sensi degli articoli successivi sono comunque soggetti alla disciplina del P. . 5. .R.una più adeguata compatibilità delle misure di sviluppo che incidano sul paesaggio.000 illustrativa dell’assetto ambientale (Tav. storico. le disposizioni del P. .R.000 illustrativa dell’assetto storico-culturale (Tav. 3). 5 .000 illustrativa dell’assetto insediativo (Tav. 1 carta in scala 1:200. 2 carte in scala 1: 200. 4. Gli enti locali e gli enti gestori delle aree protette provvedono all’adeguamento dei rispettivi strumenti di pianificazione e programmazione alle previsioni del P. 4 .P. 2 ).R. 2. n.P.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
.. n.R. 141 carte in scala 1:25. indipendentemente dalla loro localizzazione negli ambiti di paesaggio di cui all’art.P. 1 carta in scala 1:200.
27 schede illustrative delle caratteristiche territoriali e degli indirizzi progettuali degli ambiti di paesaggio costieri corredate da 27 tavole cartografiche in scala 1:100.Ambiti di paesaggio. nonché gli interventi finalizzati al miglioramento strutturale e
. naturali e antropici. Per beni identitari si intendono quelle categorie di immobili.P. 38 carte in scala 1:50. detta per ciascun ambito di paesaggio la disciplina di tutela tramite il complesso degli atti e degli strumenti di governo territoriale di cui agli articoli 10 e 11. beni e componenti 1. ai sensi della Parte II del P. aree o immobili articolati sul territorio.R. Per beni paesaggistici individui s’intendono quelle categorie di beni immobili i cui caratteri di individualità ne permettono una identificazione puntuale. Per azioni strategiche s’intendono i fini a cui è diretta l’azione dei poteri pubblici per la conservazione e tutela. 2. Per componenti di paesaggio s’intendono quelle tipologie di paesaggio. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma precedente si individuano le seguenti categorie di azioni:
a) conservazione che comprende il mantenimento delle caratteristiche.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
n.000 relative alla descrizione del territorio regionale non ricompreso negli ambiti di paesaggio costieri. degli elementi
costitutivi e delle morfologie.
n.2 attraverso un processo di rilevazione e conoscenza. 5. Il P.. Per beni paesaggistici d’insieme s’intendono quelle categorie di beni immobili con caratteri di diffusività spaziale. 3.
Le norme tecniche di attuazione e relativi allegati.R. che consentono il riconoscimento del senso di appartenenza delle comunità locali alla specificità della cultura sarda. rilevanza ed integrità dei valori paesaggistici. 2. in cui convergono fattori strutturali.P. il mantenimento. 6 . 1.
TITOLO II . aree e/o valori immateriali. composti da una pluralità di elementi identitari coordinati in un sistema territoriale relazionale. 4.000 e dall’atlante dei paesaggi.Quadro delle azioni strategiche 1. Art. 7 . che costituiscono la trama ed il tessuto connettivo dei diversi ambiti di paesaggio. 6.1 e 1. identificate nelle tav.Disciplina generale Art. e nei quali sono identificati i beni paesaggistici individui o d’insieme. miglioramento o ripristino dei valori paesaggistici riconosciuti all’interno degli ambiti di paesaggio. Per ambiti di paesaggio s’intendono le aree definite in relazione alla tipologia.
3. Sono soggetti a tutela le seguenti categorie di beni paesaggistici: a) gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico ai sensi degli articoli 134. volti a reintegrare i valori paesaggistici
preesistenti ovvero ad attuare nuovi valori paesaggistici.
c) recupero.P. areali o puntuali. da preservare per le generazioni future. b) gli immobili e le aree previsti dall’art. n. ricostruzione e rinaturalizzazione. mod.. urbanistica ed edilizia subordinata alla verifica
della loro compatibilità e in armonia con i valori paesaggistici riconosciuti. 4. commi 2 e 3.D. 1126. storico culturale ed insediativo che hanno carattere permanente e sono connotati da specifica identità. 138. compatibili con le finalità del PPR. 3. agroforestale. n. 2.157 del decreto legislativo 22 gennaio 2004. disciplinati dalla Parte II del P.R.L. Art.3267 del 30 dicembre 1923 e relativo Regolamento R. 140. 136. 42 e succ. 42 e succ. sono costituiti da quegli elementi territoriali. n. b) i territori ricompresi nei parchi nazionali o regionali e nelle altre aree naturali protette in base alla disciplina specifica del Piano del parco o dei decreti istitutivi.P. comma 1 lett. 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004. n.D.: a) quelle sottoposte a vincolo idrogeologico previste dal R.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
funzionale delle componenti di paesaggio. 42 e succ. c) gli immobili e le aree ai sensi degli artt.c). 6. c) le riserve e i monumenti naturali e le altre aree di rilevanza naturalistica e ambientale ai
.. 16 maggio 1926.R. 143 comma 1 lett. di valore ambientale. i) del decreto legislativo 22 gennaio 2004. Nell’Allegato 1 sono riportate le correlazioni tra i valori paesaggistici di cui al comma 1.Disciplina dei beni paesaggistici e degli altri beni pubblici 1. le caratteristiche delle aree e le corrispondenti categorie di azioni di cui al comma 2. Rientrano altresì tra le aree soggette alla tutela del P. 141.. I beni paesaggistici definiti dall’art. 5. la cui tutela e salvaguardia risulta indispensabile per il mantenimento dei valori fondamentali e delle risorse essenziali del territorio. mod. n. I contenuti dell’Allegato 1 hanno valore orientativo per le azioni strategiche. 8 .
b) trasformazione ambientale. mod. Tutte le categorie di azioni di cui al precedente comma devono garantire elevati livelli di qualità finalizzati sia al mantenimento delle caratteristiche degli elementi costituivi del paesaggio sia in termini di qualità dell’architettura. 134. 139. 137.
Nella localizzazione dei beni identitari la Regione o i Comuni provvedono a delimitare l’area finalizzata alla salvaguardia per la migliore riconoscibilità delle specificità storiche e culturali dei beni stessi. 9 . soggetta all’autorizzazione di cui al comma 3 e 4 del presente articolo.
. o dai Comuni in sede di adeguamento degli strumenti urbanistici alle sue previsioni. 4. Qualunque intervento che ecceda la manutenzione ordinaria è soggetto ad autorizzazione preventiva del Comune interessato. del decreto legislativo 22 gennaio 2004. l’autorizzazione preventiva è rilasciata dalla Provincia competente per territorio.R. Le conseguenti limitazioni alla facoltà di godimento dei beni immobili. 6. Ai beni paesaggistici individuati dal presente P. 31/89. dei Comuni o da parte delle Province in base alla rilevanza dei beni stessi. n. 2. in base alle loro caratteristiche. Dal momento dell’adozione del P.R. I beni identitari come definiti dall’art. 49 e 52.12. in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con le disposizioni degli articoli 47.P. 145. 22 gennaio 2004. e fino alla sua approvazione. mod.R. n. non danno luogo ad indennizzo ai sensi dell’art. Dal momento dell’adozione del P. e del D.M. 3. L’individuazione dei beni di cui ai commi precedenti costituisce accertamento delle caratteristiche intrinseche e connaturali dei beni immobili e delle risorse essenziali del territorio. comma 4. 4. comma 5.C. si applica l’articolo unico della Legge 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni. Art. e costituiscono categorie di beni individuati direttamente dal P.R.P.P. si applicano le disposizioni degli artt. mod.Lgs. 5. In caso di realizzazione di opere che eccedano il contenuto del provvedimento autorizzatorio di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo si applica la disciplina sanzionatoria vigente relativa alle opere abusive. Tali beni sono oggetto di conservazione e tutela da parte della Regione. 48.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
sensi della L.R. 7. Nel caso in cui la funzione di tutela sia attribuita alla Province. 48.P. si applica l’articolo unico della Legge 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni. In tal caso la delimitazione dell’area costituisce limite alle trasformazioni di qualunque natura. 146 e 147 del D. in sede di rilascio di provvedimento abilitativo. 6. e fino alla sua approvazione. e hanno valore a tempo indeterminato. sono disciplinati dalla Parte II del P. 42 e succ. ed int. 49 e 52.Disciplina dei beni identitari 1. 12. in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con le disposizioni degli articoli 47.2005.P.P.. 6.R. n° 42 e succ. 5.
rivolte alle altre amministrazioni.P. al fine di condividere conoscenze sull’attuazione del P. Gli indirizzi. Il P.R. le misure di conservazione.
per prescrizioni indirette s’intendono le disposizioni relative all’attuazione delle diverse destinazioni del territorio oggetto di tutela paesaggistica anche sulla base degli accordi con le Province ed i Comuni. contiene: . Queste possono essere accompagnate da modalità di gestione degli interventi e da azioni di recupero e riqualificazione. Le prescrizioni possono essere dirette.. Le misure di conoscenza sono pertanto:
dirette ai cittadini con il fine di informare sulle condizioni di disponibilità delle risorse territoriali e paesaggistiche.R.P. anche per indirizzarne l’uso e favorire comportamenti consoni agli obiettivi di tutela.R.misure di conoscenza. . provinciale e comunale e possono essere accompagnate da misure di conservazione. . i criteri di gestione e le azioni di recupero e riqualificazione concorrono. 2. in quanto conformative del territorio o delle modalità di esercizio delle funzioni amministrative.
per prescrizioni dirette si intendono le disposizioni volte a fissare norme vincolanti che incidono direttamente sul regime giuridico dei beni disciplinati.prescrizioni . 5. 3.R.P.Tipologia delle previsioni del P.
4.. Tali prescrizioni prevalgono automaticamente sulle disposizioni incompatibili di qualsiasi strumento vigente di pianificazione regionale. nonché degli altri soggetti coinvolti nella gestione del territorio. in quanto conformative della proprietà o indirette.misure di conservazione. Definizioni 1. 10 . regolandone gli usi e le trasformazioni in rapporto alla tutela.
.azioni di recupero e riqualificazione. che agevolino il controllo della sua osservanza. le misure di conoscenza. all’attuazione delle finalità e degli obiettivi di cui al precedente articolo 1.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. nel loro complesso. . le prescrizioni.criteri di gestione e trasformazione.indirizzi. . Per misure di conoscenza s’intendono le azioni mirate allo sviluppo organico di informazioni finalizzate alla precisazione delle disposizioni del P.P. Per indirizzi s’intendono le disposizioni volte a fissare obiettivi per l’attività di pianificazione provinciale e comunale.
In caso di conflitto di norme risultanti dalla sovrapposizione delle prescrizioni previste dal P. Nel caso in cui si sia attivato il procedimento di cui alla lettera c) del comma 1. 157/2006.P. salva l’applicazione di diverse disposizioni previste dal presente P. 7.R. Per azioni di recupero e riqualificazione s’intende il complesso degli interventi pubblici e privati oggetto di atti di pianificazione territoriale di settore o generale. Per misure di conservazione s’intendono le azioni finalizzate al mantenimento ed al miglioramento dei caratteri connotativi dei beni e delle aree individuate. manutenzione. 11 . il raggiungimento dell’intesa è condizione per l’adeguamento degli strumenti urbanistici alle nuove prescrizioni. Disciplina generale 1. Art. Lgs. ad iniziativa della Regione o del Comune interessato. c) le intese tra Regione. del D. 12 . Art. 40/90 per le Conferenze di Servizio e dalla Legge 241/1990. 5. il profilo esteriore.P. di consolidamento statico. Tali intese orientano gli interventi ammissibili verso obiettivi di qualità paesaggistica basati sul riconoscimento delle valenze storico culturali. la volumetria degli edifici.R. 8. 21 e 22 della L. di livello provinciale o comunale. la destinazione d’uso ed il numero delle unità immobiliari. b) i Piani delle aree protette di cui all’articolo 145. si attuano attraverso: a) la pianificazione provinciale e comunale.Attuazione del P. Per criteri di gestione e trasformazione s’intendono le modalità attraverso le quali si perse-gue l’interesse pubblico finalizzato alla conservazione. è
. di ristrutturazione e restauro che non alterino lo stato dei luoghi. 4.R. tesi al ripristino dei valori paesaggistici violati.P. straordinaria. Le intese di cui al comma precedente sono orientate alla definizione di azioni strategiche preordinate a disciplinare le trasformazioni ed il recupero urbanistico del territorio in attuazione delle previsioni del P. in quanto compatibili. Per l’attivazione dell’intesa valgono. 1. ambientali e percettive dei luoghi. Le previsioni del P. comma 4.P. Negli ambiti di paesaggio.R. 2.P. le procedure previste dagli artt. re-cupero e ripristino dei beni oggetto di tutela paesaggistica. 9. prevale la norma più restrittiva.R.Ambiti di paesaggio. sono in tutti i casi ammessi: a) gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria. 3... 20. o in caso di contrasto con la cartografia.R.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
6. Province e Comuni interessati. trasformazione.
integrato dall’art.15 delle presenti norme. 4. nonché opere di sistemazione idrogeologica e di bonifica dei siti inquinati. Art. d) le opere di forestazione. morfologiche ed estetico-percettive. D e G contermini ai comuni o alle frazioni. fanno parte integrante del P.R.Ambiti di paesaggio.P. n) e p) dell’art. detta. prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. purché previsti e autorizzati dall’autorità competente. le schede tecniche di cui all’art. n. 20. e) le opere di risanamento e consolidamento degli abitati e delle aree interessate da fenomeni franosi.11. 2. n. punto 3.P. e di quelli previsti al comma 2. secondo la disciplina della pianificazione di settore e le previsioni del Piano regionale di previsione. f). m). naturalistiche. 5 del 2003. Al fine di supportare adeguatamente le relative prescrizioni. La realizzazione degli interventi nelle suddette aree è subordinata all’intesa di cui all’art. c). b) gli interventi di cui alle lettere b). valorizzare e recu-
. 3.R. storico morfologici e dei rispettivi insiemi i terreni costieri compresi in una fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia anche se elevati sul mare e per le isole minori nei 150 metri. b) la definizione degli elementi e dei valori paesaggistici da tutelare. che comprendono: a) l'analisi delle specifiche caratteristiche storico-culturali. 13 . 23. Disciplina specifica 1.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
consentita la realizzazione di eventuali volumi tecnici di modesta entità. h). antincendio e conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste. l).R. g). redatte per ogni ambito di paesaggio. strettamente funzionali alle opere e comunque tali da non alterare lo stato dei luoghi. 6 comma 6. Al fine di prevedere efficaci azioni di tutela e valorizzazione del territorio e di individuare specifiche aree di intervento unitarie della pianificazione sottordinata. il P. delle loro correlazioni e integrazioni.R. per ciascun ambito di paesaggio. c) gli interventi direttamente funzionali alle attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi o dell’assetto idrogeologico del territorio. con esclusione di quelli ricadenti nelle zone omogenee C. 13 della L. di taglio e riconversione colturale e di bonifica. 1 della L. 11 ottobre 1985. 2. la disciplina di tutela in conformità all’art. In ogni caso sono inedificabili in quanto sottoposti a vincolo di integrale conservazione dei singoli caratteri naturalistici. dell’art. d) e). La disposizione di cui al precedente comma trova applicazione anche nei casi disciplinati dall’art.
perare. delle valenze ambientali. Individuazione 1. b) previsione di linee di sviluppo compatibili con i valori paesaggistici riconosciuti e tali da non diminuire il pregio paesaggistico del territorio. Sulla base delle puntuali analisi territoriali. nonché delle tecniche e dei materiali attuare all’interno economico e
costruttivi tradizionali. sono identificati i seguenti ambiti di paesaggio. Le azioni di trasformazione del territorio ammesse all’interno di ciascun ambito di paesaggio. c) d) e) f) l’analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio. con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree agricole. la determinazione degli interventi di tutela e valorizzazione paesaggistica. di trasformazione sostenibile e di riqualificazione e recupero da dell’ambito.R. 4. g) le indicazioni delle modalità di realizzazione degli interventi di tutela e valorizzazione. 14 . tenendo conto anche delle tipologie architettoniche. Art. c) riqualificazione delle parti compromesse o degradate per il recupero dei valori preesistenti ovvero per la creazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. dei valori costitutivi e delle morfologie. 3. la definizione degli obiettivi di qualità paesaggistica. 2. Le azioni di trasformazione del territorio tendono in particolare al conseguimento dei seguenti obiettivi: a) mantenimento delle caratteristiche. nel rispetto delle previsioni del P. Golfo di Cagliari Nora Chia
. 3. debbono assicurare il perseguimento di un grado elevato di qualità paesaggistica. così come individuati e perimetrati nella cartografia allegata: 1.Ambiti di paesaggio costieri. l'individuazione dei fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilità del paesaggio.P. da realizzarsi coerentemente con le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo produttivo delle aree interessate. e di quelle poste dalla pianificazione attuativa sottordinata. storico-culturali e insediative dei territori.
21. 6. 8. relativa all’attuazione della “Gestione integrata delle zone costiere” (GIZC) in Europa (2002/413/CE) e del “Mediterranean Action Plan” (MAP). 14. 27.San Teodoro Monte Albo Baronia Supramonte di Baunei e Dorgali Ogliastra Salto di Quirra Bassa valle del Flumendosa Castiadas Golfo orientale di Cagliari
2. 19. 7. 9. 20. 22. 17. 11.P. Art.
. La Regione disciplina la salvaguardia e la valorizzazione di tali territori in attuazione della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2002. Disciplina transitoria 1. 16. 15 – Ambiti di paesaggio costieri. è consentita l’attività edilizia e la relativa realizzazione delle opere di urbanizzazione nelle zone omogenee A e B dei centri abitati e delle frazioni individuate dai Comuni ai sensi dell’articolo 9 della legge 24 dicembre 1954 n. 12.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
4. Negli ambiti di paesaggio costieri di cui all’articolo 14. 5. 26. fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle previsioni del P.. 15.R. 10. elaborato nell’ambito della Convenzione di Barcellona.
Montiferru Planargia Monteleone Alghero Golfo dell’Asinara Bassa valle del Coghinas Gallura costiera nord occidentale Gallura costiera nord-orientale Golfo di Olbia Budoni . 23. 18. 24. 13. 25.
F. e G: a) nella fascia di 2000 metri dalla linea di battigia marina. b) oltre la fascia di cui alla lettera a) possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del Piano Paesaggistico Regionale. produttive e per servizi generali.P. anche per i terreni elevati sul mare e per le isole minori possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi approvati e con convenzione efficace alla data di pubblicazione della delibera della Giunta regionale n.P. n.. infrastrutturali ed insediativi che ne delimitino univocamente tutti i confini.R. agricole. Alla stessa data devono risultare legittimamente avviate le opere di urbanizzazione. 8 della L. Per i Comuni dotati di PUC approvato ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. Sono altresì realizzabili in conformità ai vigenti strumenti urbanistici comunali gli interventi edilizi ricadenti nelle zone C immediatamente contigue al tessuto urbano consolidato ed interclusi da elementi geografici. e fatto salvo quanto previsto dagli articoli 146 e 147 del decreto legislativo 22 gennaio 2004. se necessari al soddisfacimento di documentati fabbisogni abitativi.R. 5. 42 e successive modifiche e integrazioni.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
1228.R.b). e nella fascia entro i 500 metri dalla linea di battigia marina. 11 da concludersi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del Piano paesaggistico.. sono altresì realizzabili gli interventi di edilizia residenziale programmati in zone C non convenzionate alla data di approvazione del P. 8/2004 nelle medesime zone C. per i quali non siano stati rilasciati alla data di entrata in vigore del PPR i relativi titoli abilitativi è sottoposto al raggiungimento dell’intesa di cui all’art. nel senso che sia stato realizzato il reticolo stradale e si sia determinato un mutamento consistente ed irreversibile dello stato dei luoghi. 33/1 del 10 agosto 2004. secondo la disciplina di cui al quarto comma. negli ambiti di paesaggio di cui all’art. purché delimitate ed indicate come tali negli strumenti urbanistici comunali. D. Fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle previsioni del P.P.
. Il completamento degli interventi urbanistici ed edilizi previsti negli strumenti urbanistici di cui al comma precedente e del secondo comma lett.14 è altresì consentita la realizzazione di interventi non localizzati nelle zone omogenee A. F. 2. Per le zone F devono altresì essere rispettati i parametri di cui all’articolo 6 della legge regionale 8/2004. 4. 3.R. Per i Comuni non dotati di PUC approvato nelle restanti zone C. previa verifica di compatibilità degli interventi proposti con le previsioni del P. e G possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi purché approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del Piano Paesaggistico Regionale. finalizzati alla riqualificazione urbanistica ed edilizia di strutture per l’esercizio di attività ricettive. D. n. B e C. anche per i terreni elevati sul mare.
storiche e insediative nelle loro reciproche interrelazioni e si articola in: a) b) c) assetto ambientale. su proposta dell’Assessore regionale all’Urbanistica.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
6. Gli indirizzi e le prescrizioni. Gli indirizzi e le prescrizioni. si applica l’articolo unico della Legge 1902/1952 e succ. regolamentano le azioni di conservazione e recupero e disciplinano le trasformazioni territoriali. 8. e integr. Provincia e Regione. dai Comuni o dagli enti strumentali statali o regionali autorizzati con delibera della Giunta regionale. nonché riguardare la gestione delle aree ad elevata e media naturalità. i beni identitari e le componenti di paesaggio e la relativa disciplina generale costituita da indirizzi e prescrizioni. 3. Gli indirizzi e le prescrizioni. compatibili con la tutela paesaggistica e ambientale. da recepire nella pianificazione sottordinata. L’analisi territoriale concerne la ricognizione dell’intero territorio regionale e costituisce la base della rilevazione e della conoscenza per il riconoscimento delle sue caratteristiche naturali.ASSETTO TERRITORIALE
Art. dello sfruttamento agricolo – economico. relativi all’assetto storico culturale disciplinano le azioni di conservazione.U. 4.
2. Fatta salva la realizzazione degli interventi pubblici finanziati dall’Unione Europea. valorizzazione e gestione degli immobili ed aree riconosciuti caratteristici dell’antropizzazione avvenuta in Sardegna dalla preistoria ai nostri giorni. su proposta dell’Assessore regionale all’Urbanistica. previa intesa tra Comune. dalle Province. 7.
. di cui alla Tavola 3.380/2001.R e fino alla sua approvazione.P. sono autorizzati con delibera della Giunta regionale. di cui alla Tavola 4. 14 del T.Ricognizione e disciplina 1. ai sensi del comma 3 dell’art 11. non è ammesso il rilascio di concessioni edilizie in deroga ai sensi dell’art.
assetto insediativo. dalla Regione.
Parte II . 16 . assetto storico-culturale. per ogni assetto vengono individuati i beni paesaggistici. Dal momento dell’adozione del P. Le attività e gli interventi di cui al precedente comma 5. 5. relativi all’assetto ambientale disciplinano le opere e gli interventi che possono determinare alterazioni territoriali sotto il profilo morfologico. mod. dallo Stato. Sulla base della ricognizione degli aspetti significativi di tutela paesaggistica.. idraulico. di cui alla Tavola 2. in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con le disposizioni del presente articolo.
R. manufatti e impianti. 5.Assetto ambientale. come modificato dal decreto legislativo 24 marzo 2006. lettera i) del decreto legislativo 22 gennaio 2004. Gli elementi dell’assetto sono individuati e definiti nell’Allegato 2 e nella relazione di cui all’art. Generalità ed individuazione dei beni paesaggistici 1. ancorché temporanee. risorgive e cascate. per una fascia di 150 metri ciascuna. relativi all’assetto insediativo disciplinano gli interventi edilizi e assimilabili. così come perimetrata nella cartografia del P. anche per i territori elevati sui laghi. 7. fauna ed habitat) e abiotoco (geologico e geomorfologico).m. alle emergenze geologiche di pregio e al paesaggio forestale e agrario. con particolare riferimento alle aree naturali e seminaturali. comma 1.R. n.l. storico culturali e insediative. Grotte e caverne. n. sociali ed economiche.
Praterie e formazioni steppiche. Aree rocciose di cresta ed aree a quota superiore ai 900 metri s. Gli indirizzi e le prescrizioni.
. 17.P. ai beni paesaggistici individui e d’insieme ed ai beni identitari. 5. 157: a) b) c) d) e) f) g) Fascia costiera. falesie e piccole isole. Sistemi a baie e promontori. n. Monumenti naturali ai sensi della L. . 143.
TITOLO I . laghi naturali ed invasi artificiali e territori contermini compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia. 2. e sistemi fluviali.P. 42. infrastrutture e opere connesse alle attività abitative.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
6. 5 e nella tabella Allegato 2. ai sensi dell’art. Zone umide. di cui all’art. il P. h) Fiumi torrenti e corsi d’acqua e relative sponde o piedi degli argini.R. riparali. L’assetto ambientale è costituito dall’insieme degli elementi territoriali di carattere biotico (flora. Sulla base della ricognizione degli aspetti significativi di tutela paesaggistica. individua la disciplina generale relativa agli ambiti di paesaggio. 3.R. riconosciuti attraverso l’analisi delle caratteristiche ambientali. Campi dunari e sistemi di spiaggia. tipizzati e individuati nella cartografia del P.P. 31/89. complementari a quelle di cui al comma 4. di cui all’art.. considerati in una visione ecostemica correlata agli elementi dell’antropizzazione.Assetto ambientale Art. Rientrano nell’assetto territoriale ambientale regionale le seguenti categorie di beni paesaggistici.
149 del decreto legislativo 22 gennaio 2004. Aree di ulteriore interesse naturalistico comprendenti le specie e gli habitat prioritari.P.
le aree gravate da usi civici. è soggetta ad autorizzazione paesaggistica. del decreto legislativo 18 maggio 2001. 6.R. mod. in fase di adeguamento degli strumenti urbanistici. i vulcani. n. i Comuni. 42 e succ.
4. mod. 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004. anche in base a quanto già disciplinato da specifiche norme di settore vigenti. I beni paesaggistici di cui all’articolo precedente sono oggetto di conservazione e tutela finalizzati al mantenimento delle caratteristiche degli elementi costitutivi e delle relative morfologie in modo da preservarne l’integrità ovvero lo stato di equilibrio ottimale tra habitat naturale e attività antropiche. Qualora non sia già contenuto nelle cartografie del P.:
i territori coperti da foreste e da boschi. ai sensi dell’art. determina le azioni strategiche necessarie per la promozione. ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento.R.
i parchi e le riserve nazionali o regionali. definendo la loro appartenenza ai sensi degli articoli precedenti e in base ai criteri di catalogazione del Sistema Informativo Territoriale. ai sensi della Direttiva CEE 43/92 . nonché i territori di protezione esterna dei parchi.Misure di tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici con valenza ambientale 1. 3. in coerenza con le disposizioni del P.P.. Qualunque trasformazione. 5. Rientrano nell’assetto territoriale ambientale regionale le seguenti categorie di beni paesaggistici. fatto salvo l’art.. 18 . I beni paesaggistici sono soggetti alle prescrizioni e agli indirizzi delle componenti paesaggistico-ambientali in quanto ad essi applicabili. I programmi regionali. al fine di definire azioni di valorizzazione e dettare tempi e costi di
. commi 2 e 6. 227. individuano cartograficamente i beni paesaggistici di cui all’articolo precedente presenti nel proprio territorio.
Alberi monumentali. valorizzazione e qualificazione dei beni paesaggistici.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Praterie di posidonia oceanica.
Art. n. La Regione. 42 e succ. n. come definiti dall’articolo 2.. 2. 4.
b) Non è comunque ammessa la realizzazione di: 1) nuove strade extraurbane di dimensioni superiori alle due corsie. così come perimetrata nella cartografia del P. sono caratterizzati da un contesto territoriale i cui elementi costitutivi sono inscindibilmente interrelati e la preminenza dei valori ambientali è esposta a fattori di rischio che possono compromettere l’equilibrio dei rapporti tra habitat naturale e presenza antropica. attivare opportuni sistemi di monitoraggio volti a verificare il mantenimento e miglioramento della biodiversità. in modo da integrare gli elementi paesaggistici di pregio di carattere ambientale con quelli aventi rilevanza storico culturale.P. di cui all’art 5. ad eccezione di quelli previsti dall’art. 3. Art. possono coinvolgere soggetti pubblici e privati.Fascia costiera. b) le zone omogenee C con piani attuativi efficaci. 7. migliorare la funzionalità ecosistemica. La fascia costiera. fatte salve quelle di
.R. 12 e dal successivo comma 2. 2. evidenziando eventuali situazioni di criticità. immediatamente contigue al tessuto urbano consolidato. realizzati in tutto o in parte. 19 si osserva la seguente disciplina: a) Nelle aree inedificate è precluso qualunque intervento di trasformazione. 20 . rientra nella categoria dei beni paesaggistici d’insieme ed è considerata risorsa strategica fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio sardo. I territori della fascia costiera di cui al comma precedente. così come individuate dagli strumenti urbanistici comunali: a) le zone omogenee A e B. Art.Fascia costiera. costituire un duraturo equilibrio tra l’attività antropica e il sistema ambientale. c) le zone omogenee D e G con piani attuativi efficaci.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
realizzazione degli interventi. Non sono comprese tra i beni elencati nel comma 1 le seguenti zone. che necessita di pianificazione e gestione integrata. Definizione 1. I programmi di tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici sono redatti al fine di: a) b) c) d) prevenire eventuali situazioni di rischio. 19 . Nella fascia costiera di cui all’art. realizzati in tutto o in parte. Disciplina 1.
b) riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo di edifici esistenti. preventivamente adeguati al P.: a) trasformazioni finalizzate alla realizzazione di residenze. e comunque non oltre i dodici mesi. 1° comma lett. possono essere realizzati i seguenti interventi: 1) nell’ambito urbano. servizi e ricettività solo se contigue ai centri abitati e subordinate alla preventiva verifica della compatibilità del carico sostenibile del litorale e del fabbisogno di ulteriori posti letto.U.C. lett.R. 3) nuovi campeggi e strutture ricettive connesse a campi da golf. c) completamento degli insediamenti esistenti. autorizzate dalla Giunta Regionale. 3. secondo la disciplina vigente. 11. b) infrastrutture puntuali o di rete. Fermo quanto previsto dal comma precedente. c). gestione e valorizzazione dei beni paesaggistici. aree attrezzate di camper. seguendo le indicazioni della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2002
. 2.P. previa intesa ai sensi dell’art. in considerazione della valenza strategica della fascia costiera. 11.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
preminente interesse statale e regionale. 2) nelle aree già interessate da insediamenti turistici o produttivi.. purché previste nei piani settoriali. c): a) riqualificazione urbanistica e architettonica degli insediamenti turistici o produttivi esistenti.R. assicurando un equilibrio sostenibile tra la pressione dei fattori insediativi e produttivi e la conservazione dell’habitat naturale. comma 1. 2) nuovi interventi edificatori a carattere industriale e grande distribuzione commerciale. Le intese valutano le esigenze di gestione integrata delle risorse. previa approvazione dei P. L’intesa si attua ai sensi dell’art.P. o successivamente alla sua approvazione qualora non sia stato previsto in sede di adeguamento. Gli interventi di cui al precedente comma 2 si attuano: a) attraverso la predisposizione dei nuovi PUC in adeguamento alle disposizioni del P. per le quali sia in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’Ambiente. 3) in tutta la fascia costiera: a) interventi di conservazione. b) tramite intesa nelle more della predisposizione del PUC.
Fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali si applicano le disposizioni di cui all’art. nelle aree di minore pregio. a condizione che non si oppongano specifiche ragioni paesaggistico ambientali che ne impediscano l’attuazione.Componenti di paesaggio con valenza ambientale 1. In relazione alle vocazioni edificatorie delle aree di cui al comma 1. possono essere altresì realizzati gli interventi pubblici del sistema delle infrastrutture di cui all’art. 4. L’assetto ambientale regionale è costituito dalle seguenti componenti di paesaggio. 21 . All’interno delle componenti di cui al comma precedente vengono riconosciute e disciplinate le seguenti aree: a) Aree a forte acclività b) Aree di interesse naturalistico istituzionalmente tutelate c) Aree di ulteriore interesse naturalistico d) Aree di recupero ambientale e) Aree di pericolosità idro-geologica f) Aree sottoposte a vincolo idro-geologico 3. giustificati dalle previsioni insediative dello strumento urbanistico comunale vigente.
. elaborato nell’ambito della Convenzione di Barcellona. 4. in sede di intesa. 102 ricompresi nei rispettivi piani di settore. individuate e descritte nelle Tavole 1. possono essere consentiti interventi di trasformazione urbana.2 e 2 e nella relazione allegata: 1) Aree naturali e subnaturali 2) Aree seminaturali 3) Aree ad utilizzazione agro-forestale. 60. Art. la Regione si può avvalere di specifiche conoscenze e competenze attraverso un apposito comitato per la qualità paesaggistica e architettonica. non altrimenti localizzabili. A tal fine. Nelle aree di cui al comma 1. conseguenti al rapporto di contiguità con gli elementi dell’assetto insediativo di cui al comma 2 dell’art.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
relativa all’attuazione della “Gestione integrata delle zone costiere” (GIZC) in Europa (2002/413/CE) e del “Mediterranean Action Plan” (MAP). 2. 15.
Art. scogli e isole minori. grotte e caverne. complessi dunali con formazioni erbacee e ginepreti. emergenze geologiche di pregio. Esse includono falesie e scogliere. la stabilità o la funzionalità ecosistemica o la fruibilità paesaggistica. autosufficienti grazie alla capacità di rigenerazione costante della flora nativa.Aree naturali e subnaturali. b) nei complessi dunali con formazioni erbacee e nei ginepreti le installazioni temporanee e l’accesso motorizzato. Art. se non a scopo conservativo. 23 . Art. zone umide temporanee. aree con formazioni steppiche ad ampelodesma. 22 . che ne possano compromettere le caratteristiche.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
5. vegetazione alopsamofila costiera. verso le aree ad utilizzazione agro-forestale non fruibili a fini produttivi o verso quelle a naturalità meno elevata. e comunque verso situazioni in cui l’evoluzione risulti ammissibile e non contrasti con i valori paesaggistici del contesto.Aree naturali e subnaturali. La Regione prevede eventuali misure di limitazione temporanea o esclusione dell’accesso nelle aree di cui al precedente comma in presenza di acclarate criticità.Aree naturali e subnaturali. La pianificazione settoriale e locale si conforma ai seguenti indirizzi:
. rischi o minacce ambientali. suscettibile di pregiudicare la struttura. possono comportare rischi di interramento e di inquinamento. uso od attività. sistemi fluviali e relative formazioni riparali. 2. leccete e formazioni forestali in struttura climacica o sub-climacica. Nelle aree naturali e subnaturali sono vietati: a) qualunque nuovo intervento edilizio o di modificazione del suolo ed ogni altro intervento. nonché i flussi veicolari e pedonali incompatibili con la conservazione delle risorse naturali. garighe endemiche su substrati di diversa natura. Indirizzi 1. macchia foresta. 24 . direttamente o indirettamente. d) negli habitat prioritari ai sensi della Direttiva “Habitat” e nelle formazioni climatiche. 2. Prescrizioni 1. Gli interventi di cui ai commi 3 e 4 devono essere orientati. qualora sussistano alternative. Le aree naturali e subnaturali dipendono per il loro mantenimento esclusivamente dall’energia solare e sono ecologicamente in omeostasi. ginepreti delle montagne calcaree. c) nelle zone umide temporanee tutti gli interventi che. aree rocciose e di cresta. gli interventi forestali.
di uccelli marini coloniali e di altre specie protette di interesse conservazionistico e nei siti di importanza biogeografica per la flora e la fauna endemica. isole disabitate e negli ambienti rocciosi ospitanti siti di nidificazione di rapaci. e) mantenere od accrescere la funzionalità delle fasce spondali ai fini della connettività della rete ecologica regionale. della caccia e della pesca sportiva. 4) nelle aree di cresta e nei depositi di versante. f) disciplinare le attività di torrentismo. gli interventi di gestione in modo da evitare o ridurre i rischi di interramento ed inquinamento. negli ontaneti montani. 6) nei ginepreti delle montagne calcaree e nelle aree costiere dunali. scogliere.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
a) Regolamentare: 1) le attività escursionistiche e alpinistiche nelle falesie.
. 3) l’accesso nelle grotte e negli ambienti cavernicoli. compresa la fascia marittima circostante ed altri siti ospitanti specie protette di interesse conservazionistico in relazione ai loro cicli riproduttivi. b) Orientare: 1) gli interventi nelle leccete climaciche e sub-climaciche delle montagne calcaree. gli interventi in modo da vietare tagli e utilizzazioni che compromettano il regolare sviluppo della vegetazione. la continuità e la compatibile fruibilità paesaggistica. c) evitare o ridurre i rischi di inquinamento e i rischi alluvionali. 2) le attività turistiche e i periodi di accesso agli scogli e alle piccole isole. in modo da conservare e valorizzare le risorse naturali e la fruizione naturalistica ecocompatibile. 7) con riferimento ai sistemi fluviali e alle relative formazioni riparali con elevato livello di valore paesaggistico. 5) nelle zone umide temporanee mediterranee e nei laghi naturali. l’attività ordinaria di gestione e manutenzione idraulica in modo da: a) assicurare la massima libertà evolutiva dei corsi d’acqua. adottando tutte le misure necessarie per il mantenimento del delicato equilibrio che le sostiene. d) mantenere o migliorare la riconoscibilità. b) controllare l’interazione con le dinamiche marine in particolare per quanto concerne le dinamiche sedimentologiche connesse ai trasporti solidi ed i rischi di intrusione del cuneo salino. la sentieristica e la circolazione veicolare tenendo conto della salvaguardia e dell’integrità degli habitat maggiormente fragili. nelle foreste di tasso e agrifoglio.
dune e litorali soggetti a fruizione turistica.R. e delle condizioni in atto e alla mitigazione dei fattori di rischio e di degrado. Esse includono in particolare le seguenti categorie che necessitano. grotte soggette a fruizione turistica. dello status di conservazione delle risorse naturali biotiche e abiotiche. di interventi gestionali: boschi naturali (comprensivi di leccete. in modo da mantenere la struttura originaria della vegetazione. fatti salvi gli interventi di modificazione atti al miglioramento della struttura e del funzionamento degli ecosistemi interessati. In particolare nelle aree boschive sono vietati: a) gli interventi di modificazione del suolo. uso od attività suscettibile di pregiudicare la struttura. b) ogni nuova edificazione. ginepreti. 25 . 2) programmi prioritari di monitoraggio scientifico. favorendo l’evoluzione naturale degli elementi nativi. Art. sugherete e boschi misti). ad esclusione di quelli necessari per migliorare l’habitat della fauna selvatica protetta e particolarmente protetta. pascoli erborati. 26 .
. c) Prevedere: 1) nei programmi e progetti di tutela e valorizzazione specifiche misure di conservazione delle formazioni steppiche ad ampelodesma. praterie di pianura e montane secondarie. laghi e invasi di origine artificiale e tutti gli habitat dell’All. Le aree seminaturali sono caratterizzate da utilizzazione agro-silvopastorale estensiva.Aree seminaturali. Nelle aree seminaturali sono vietati gli interventi edilizi o di modificazione del suolo ed ogni altro intervento. Definizione 1. Prescrizioni 1. zone umide costiere parzialmente modificate.Aree seminaturali. la stabilità o la funzionalità ecosistemica o la fruibilità paesaggistica. gli interventi. Art. costituite dalle praterie dalle alte erbe che coprono suoli particolarmente aridi stabilizzandone la struttura. mod. fiumi e torrenti e formazioni riparie parzialmente modificate. ad eccezione di interventi di recupero e riqualificazione senza aumento di superficie coperta e cambiamenti volumetrici sul patrimonio edilizio esistente.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
2) gli interventi nelle aree di macchia-foresta e garighe climaciche delle creste e delle aree costiere. macchie. con un minimo di apporto di energia suppletiva per garantire e mantenere il loro funzionamento. per la loro conservazione.to I della Direttiva 92/43/CEE e succ. 23/1998. n. 2. quercete. garighe. 2. ai sensi della L. salvo quelli eventualmente necessari per guidare l’evoluzione di popolamenti di nuova formazione.
in una fascia contigua di 1000 metri. Nelle zone umide costiere e nelle aree con significativa presenza di habitat e di specie di interesse conservazionistico europeo.
gli interventi infrastrutturali (viabilità. asportazioni di materiali inerti. n. Nelle aree precedentemente forestate con specie esotiche dovranno essere previsti interventi di riqualificazione e di recupero con specie autoctone
. che comportino un rilevante impatto negativo nella percezione del paesaggio ed elevati rischi di collisione e di elettrocuzione per l’avifauna protetta dalla normativa comunitaria e regionale (L. prelievi di sabbia in mancanza di specifici progetti che ne dimostrino la compatibilità e la possibilità di rigenerazione. Nei sistemi fluviali e delle fasce latistanti comprensive delle formazioni riparie sono vietati: a) interventi che comportino la cementificazione degli alvei e delle sponde e l’eliminazione della vegetazione riparia. sono vietati: a) gli interventi infrastrutturali energetici. l’apertura di nuove strade al di sopra dei 900 metri. infrastrutture idrauliche. coltivazioni agrarie e rimboschimenti produttivi. 4.
3. b) c) opere di rimboschimento con specie esotiche. 23/1998). ad eccezione dei vigneti storici.
5. che comportino alterazioni permanenti alla copertura forestale.
impianti eolici. elettrodotti. Nei complessi dunali e nei litorali sabbiosi soggetti a fruizione turistica sono vietati: a) b) c) il transito di mezzi motorizzati sui litorali e sui complessi dunali. Nei siti di riproduzione recente della tartaruga marina comune (Caretta caretta) è vietata la concessione di aree per la fruizione turistica.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
funzionali agli interventi programmati ai fini su esposti. ecc.R. con le sole eccezioni degli interventi strettamente necessari per la gestione forestale e la difesa del suolo.). 8. 6. rischi di incendio o di inquinamento. Le fasce parafuoco per la prevenzione degli incendi dovranno essere realizzate preferibilmente attraverso tecniche di basso impatto e con il minimo uso di mezzi meccanici.
prati sfalciabili irrigui. aree per l’acquicoltura intensiva e semi-intensiva ed altre aree i cui caratteri produttivi dipendono da apporti significativi di energia esterna. con apporto di fertilizzanti. In particolare tali aree comprendono rimboschimenti artificiali a scopi produttivi. pesticidi. oliveti. e in particolare al mantenimento delle attività della pesca stagnale tradizionale.Aree seminaturali.
Art. impianti boschivi artificiali. e) la gestione e la disciplina delle grotte soggette a fruizione turistica con programmi di accesso che dovranno tener conto della presenza di specie endemiche della fauna cavernicola. colture arboree specializzate. Rientrano tra le aree ad utilizzazione agro-forestale le seguenti categorie: a. Sono aree con utilizzazioni agro-silvo pastorali intensive.
. c) la gestione delle aree pascolive in funzione della capacità di carico di bestiamo. agrumeti e frutteti in genere. colture erbacee specializzate. 28 . vigneti. Indirizzi 1. mandorleti.Aree ad utilizzazione agro-forestale. regolamentando l’accessibilità e la fruizione compatibile con la conservazione delle risorse naturali. La pianificazione settoriale e locale si conforma ai seguenti indirizzi: Orientare: a) il governo delle zone umide costiere al concetto della gestione integrata. b) la gestione e la disciplina delle dune e dei litorali sabbiosi soggetti a fruizione turistica al mantenimento o al miglioramento del loro attuale assetto ecologico e paesaggistico. la gestione va comunque orientata a favorire il mantenimento di tali attività. coltivazioni orticole. coltivazioni miste in aree periurbane. delle formazioni riparie e delle fasce latistanti al loro mantenimento e al miglioramento a favore della stabilizzazione della vegetazione naturale degli alvei. 2. Definizione 1. colture erbacee incluse le risaie. 27 . d) la gestione e la disciplina dei sistemi fluviali. b. 3. c. acqua e comuni pratiche agrarie che le rendono dipendenti da energia suppletiva per il loro mantenimento e per ottenere le produzioni quantitative desiderate. della produzione del sale (saline) e alla conservazione della biodiversità.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Aree a forte acclività. Prescrizioni. Indirizzi 1. con le cautele e le limitazioni conseguenti e fatto salvo quanto previsto per l’edificato in zona agricola di cui agli artt. Il rispetto degli indirizzi di cui al comma 1 va verificato in sede di formazione dei piani settoriali o locali. sono preclusi gli interventi di
. degli impianti e delle infrastrutture destinate alla gestione agro-forestale o necessarie per l’organizzazione complessiva del territorio. volti a: migliorare le produzioni e i servizi ambientali dell’attività agricola. 32. riqualificare i paesaggi agrari.Aree ad utilizzazione agro-forestale.
2. 1.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. Prescrizioni 1. 29 . Art. nonchè il mantenimento degli agrosistemi autoctoni e dell’identità scenica delle trame di appoderamento e dei percorsi interpoderali.Aree a forte acclività.
Art. fatti salvi gli interventi di trasformazione delle attrezzature. Sono da considerarsi aree a forte acclività quelle aventi pendenza naturale superiore o uguale al 40%. o paesaggi agrari di particolare pregio o habitat di interesse naturalistico. ridurre le emissioni dannose e la dipendenza energetica. o che interessino suoli ad elevata capacità d’uso. La pianificazione settoriale e locale si conforma ai seguenti indirizzi: armonizzazione e recupero. 79 e successivi.
preservare e tutelare gli impianti di colture arboree specializzate. La pianificazione settoriale e locale si conforma alle seguenti prescrizioni:
vietare trasformazioni per destinazioni e utilizzazioni diverse da quelle agricole di cui non sia dimostrata la rilevanza pubblica economica e sociale e l’impossibilità di localizzazione alternativa. 30 . con adeguata valutazione delle alternative concretamente praticabili e particolare riguardo per le capacità di carico degli ecosistemi e delle risorse interessate. 1. Art. Definizione. mitigare o rimuovere i fattori di criticità e di degrado. particolarmente nelle aree perturbane e nei terrazzamenti storici. 31 .Aree ad utilizzazione agro-forestale.
promuovere il recupero delle biodiversità delle specie locali di interesse agrario e delle produzioni agricole tradizionali. qualora non contigue ai centri abitati. Nelle aree a forte acclività.
fornendo agli enti gestori i supporti tecnici necessari per la pianificazione di propria competenza.R. 31/89. Il P. Le aree di interesse naturalistico istituzionalmente tutelate sono costituite da ambiti territoriali soggetti a forme di protezione istituzionali. Altre aree tutelate.
. e prevalgono sulle eventuali disposizioni meno restrittive in essi contenute.R. n. rilevanti ai fini paesaggistici e ambientali e comprendono le aree protette istituite ai sensi della L. Indirizzi 1. le aree gestite dall’Ente Foreste. di criteri di valorizzazione paesaggistica ed ambientale.Aree di interesse naturalistico istituzionalmente tutelate. 34 . 394/91 e della L. Aree protette nazionali.R.
Art. 35 . 3. n.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
nuova edificazione e comunque ogni trasformazione che ne comprometta l’equilibrio geomorfologico e idrogeologico. si applicano alle aree protette nazionali in quanto compatibili con la disciplina dei decreti istitutivi.R. 2. 2. le aree della rete “Natura 2000” (Direttiva 92/43/CE e Direttiva 79/409/CE). allo scopo di trasferirne i benefici derivanti dalla loro valorizzazione. La Regione promuove la stipula di accordi con gli enti gestori di aree protette nazionali al fine di: a) conciliare la pianificazione paesaggistica regionale con i piani e i regolamenti delle aree protette nazionali. c) favorire il processo di individuazione e gestione delle aree contigue ai parchi nazionali.P. Il P. delle riserve e dei monumenti naturali. Art.P. Sistema regionale dei parchi. 23/98. le oasi permanenti di protezione faunistica e cattura ai sensi della L. Definizione 1. Il P.Aree tutelate di rilevanza comunitaria. Indirizzi 1. Le disposizioni del P.P.Aree protette nazionali. 2. Art.R. Le aree istituzionalmente tutelate si distinguono in: a) b) c) d) Aree tutelate di rilevanza comunitaria e internazionale (siti Ramsar). incentiva inoltre il processo di inserimento in rete delle singole aree attraverso la previsione dei corridoi ecologici. 33 . recepisce la delimitazione dei parchi nazionali istituiti e delle aree marine protette. nell’ambito dei piani di gestione delle aree della rete “Natura 2000” e dei siti Ramsar. e di potenziare l’azione di tutela.P. b) favorire la massima integrazione delle Aree Protette nazionali nel contesto ambientale regionale. favorisce l’integrazione.R.
R. ai S. sono gestite dagli enti o dalle Associazioni competenti.R. 31/1989 nelle seguenti ipotesi: a) non si sia proceduto all’approvazione dei Piani di cui all’art. Indirizzi 1.Sistema regionale dei parchi. orti botanici e giardini storici. 33. 31/1989 o della normativa specifica prevista ai sensi dell’art. n 31/1989. 38 . Sono aree le cui risorse naturali necessitano di particolare tutela. 2. 36 . 23 della L.R. colture terrazzate. Le norme del P.R. n. categorie di copertura vegetale del territorio sardo di particolare rilevanza indicate nell’Allegato 2. si applicano integralmente alle aree quali parchi.R. arboreti. differenti rispetto alle aree di interesse naturalistico già istituzionalmente tutelate di cui all’art. 37 . riserve o monumenti naturali. 31/1989. anche delle aree periurbane. mod.P. 24 della L. Le altre aree tutelate. Art. In particolare.Altre aree tutelate. Definizione 1. che concorrono alla qualità paesaggistica del territorio. boschi da seme. 39 . 12 della L. non destinate a parchi. di cui alla Direttiva Habitat 43/92 CEE. Rientrano tra le aree in questione le aree di notevole interesse faunistico e le aree di notevole interesse botanico e fitogeografico. costituite da oasi naturalistiche. non individuati nell’ambito della rete “Natura 2000” della Regione Sardegna o di altre normative nazionali e regionali. luoghi classici caratterizzati dalla presenza di specie vegetali e faunistiche endemiche. aree dell’Ente foreste. parcelle di sperimentazione forestale storica. aree agro-forestali speciali (oliveti e mandorleti con più di 30 anni di impianto).S. Art. istituite ai sensi della L.. riserve.Aree di ulteriore interesse naturalistico. b) nelle aree di rilevante interesse naturalistico ed ambientale istituite ai sensi dell’art.Aree di ulteriore interesse naturalistico. delle riserve e dei monumenti naturali. aree della Conservatoria del litorale.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. 31/1989. n.P.P. con particolare riferimento agli habitat dell’Allegato I della Direttiva 92/43 CEE e succ.R. provvede a individuare e delimitare cartograficamente le aree in questione. biotopi di rilevante interesse. Indirizzi 1. qualora non si siano previste delle specifiche misure di salvaguardia o nell’ipotesi in cui le misure di tutela delle presenti NTA siano più restrittive di quelle vigenti. nel rispetto della disciplina del P.I.R. a quelle identificate ai sensi della L. monumenti naturali regionali. fascia di transizione tra ecosistemi terrestri e marini. oasi permanenti di protezione faunistica e cattura. esse comprendono alberi monumentali e relative aree di rispetto. 3. in collaborazione con gli enti locali. Art. n.. La Regione.C e alle Z. Prescrizioni
La tutela e la gestione delle aree o risorse di ulteriore interesse naturalistico rientranti nella fascia costiera è assicurata con riferimento fondamentale al territorio di transizione tra
ecosistemi terrestri e marini e seguendo le indicazioni della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2002 relativa all’attuazione della “Gestione integrata delle zone costiere” (GIZC) in Europa (2002/413/CE) e del “Mediterranean Action Plan” (MAP). Art.
. 2. 5 febbraio 1997. i siti inquinati e i siti derivanti da servitù militari dismesse. Definizione 1. valgono le disposizioni ivi riportate. Per i siti inquinati di cui al D. Prescrizioni 1. n° 471. da istituire preferibilmente nei demani pubblici.Aree di recupero ambientale.M 25 ottobre 1999. anche sulla base dei riconoscimenti operati in sede di pianificazione settoriale o locale. n° 22 e al D. elaborato nell’ambito della Convenzione di Barcellona. la stabilità. la funzionalità o la riconoscibilità e la fruibilità delle risorse che motivano l’interesse naturalistico specifico delle stesse aree. 2. Sono da comprendere tra le aree soggette a recupero ambientale anche le aree a eccessivo sfruttamento a causa del pascolo brado o a processi d’abbandono. uso o attività.Aree di recupero ambientale. Art. aree desertificate anche da processi di salinizzazione delle falde acquifere. ad assicurare la tutela di tali risorse mediante opportune misure di gestione e monitoraggio. La Regione provvede. 3. Art. Indirizzi 1. Le aree di recupero ambientale comprendono aree degradate o radicalmente compromesse dalle attività antropiche pregresse. per la coltivazione in situ ed ex situ delle specie native. Nelle Aree o risorse di specifico interesse naturalistico è vietato qualunque nuovo intervento edilizio o di modificazione del suolo ed ogni altro intervento.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
1. al fine di assicurare la conservazione del germoplasma e della biodiversità della Sardegna. La Regione promuove la creazione di una rete di siti.Lgs. suscettibile di pregiudicare la struttura. 40 . 2. le discariche dismesse e quelle abusive. usi o attività che possano pregiudicare i processi di bonifica e recupero o comunque aggravare le condizioni di degrado. quelle dei sedimi e degli impianti tecnologici industriali dismessi. Non sono consentiti interventi. quali quelle interessate dalle attività minerarie dismesse e relative aree di pertinenza. 41 .Aree di ulteriore interesse naturalistico. 42 .
Art. 44 . specialmente di penetrazione agraria in collina e montagna) gli interventi devono promuovere il ripristino dello stato originario dei luoghi. 16 maggio 1926. Per le aree di degrado paesaggistico (elettrodotti aerei. attività di cava e minerarie). Indirizzi 1. I diritti d’uso dei terreni gravati da usi civici. deve essere data preminenza ad interventi silvo-colturali. si rimanda alla disciplina prevista dagli articoli vigenti delle NTA del PAI che riguardano. Art. di messa in sicurezza e recupero. anche al fine della valorizzazione turistico ambientale. ai sedimi ad agli impianti industriali dismessi. alle discariche dismesse o abusive. gli interventi devono promuovere. 2. dovuto a interventi di varia natura (eccessivo sfruttamento. Nelle aree di degrado della vegetazione. 3. 3267 del 30 dicembre 1923 e relativo Regolamento R. produttiva e ambientale.Aree di pericolosità idrogeologica 1. La Regione.R. tenuto conto delle potenzialità di sviluppo economico e delle risorse presenti in tali aree e nel loro contesto ambientale. Nell’ipotesi di sovrapposizione delle discipline del PAI e del P. specie invasive. 1126 si rimanda alle prescrizioni di polizia forestale ivi previste. che necessitano di interventi di ripristino a fini di sistemazione idrogeologica. oltre alle operazioni di bonifica. 4. Per le aree sottoposte a vincolo idrogeologico . promuove azioni di riqualificazione o rinaturalizzazione che prevedano gli interventi e le ridefinizione delle destinazioni d’uso più opportune per rimuovere le cause del degrado. Art. costituiti sia in forma tradizionale che ai sensi degli artt. scarpate nude della viabilità. n. 46 – Aree gravate da usi civici. 45 .Aree sottoposte a vincolo idrogeologico 1. ove possibile.. gli interventi consentiti e vietati in tali aree. si applicano quelle più restrittive. ovvero la creazione di nuovi paesaggi compatibili con il contesto ambientale. tra l’altro. il ripristino dei luoghi. qualora incompatibili con le disposizioni del
.D. Disciplina transitoria 1. così come individuate dalla cartografia del Piano di Assetto Idrogeologico. n. così come individuate ai sensi del R.D. R. tenendo conto della conservazione dell’identità storica e culturale del paesaggio. restauro e rinaturalizzazione che consentano il ripristino a fine periodo della copertura vegetale autoctona.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. Nelle aree di compromissione ambientale dovuta alle attività minerarie dismesse. I piani di valorizzazione turistico ambientale sono ammessi solo se compatibili con i caratteri specifici del territorio. Per le aree a rischio idraulico e di frana.L. 43 . in collaborazione con gli enti locali. n° 12. 16 e 17 della L. al recupero.P. 14 marzo 1994.Aree di recupero ambientale.
b) le aree di pertinenza morfologica individuate intorno agli organismi edilizi. 3. i nuclei di primo impianto e di antica formazione l sistema delle sette città regie. soggette a speciali disposizioni per la qualità degli interventi di recupero e trasformazione. Indirizzi 1. comprensivi anche dei centri di fondazione moderni e contemporanei. 2.
. così come individuati nella Tavola 3. i centri di fondazione sabauda. in coerenza con l’identità della preesistenza architettonica. per eventuali manufatti privi di interesse storico o addirittura contrastanti con il valore storico degli immobili costituenti il bene identitario. i nuclei specializzati del lavoro e l’insediamento sparso e comprendono in particolare: 1. resi necessari dalle esigenze di tutela e fruizione dell’area. risanamento conservativo c) ristrutturazione edilizia interna. 50 – Aree caratterizzate da edifici e manufatti di valenza storico culturale. sia attraverso un accurato controllo preventivo ed in corso d’opera degli eventuali interventi di parziale e limitata trasformazione. tipologica e morfologica. sono ammessi i seguenti interventi: a) manutenzione ordinaria e straordinaria b) restauro. da salvaguardare nella loro integrità. strutturale.
Art. letti dalla cartografia storica.
Art. 51 – Aree caratterizzate da insediamenti storici. i centri rurali. ed ai beni identitari al fine di non inserire nei contenitori storici attività e funzioni che ne cancellino l’identità culturale.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
fabbrica originari e altresì per le recinzioni e gli spazi vuoti di pertinenza degli organismi edilizi. La tutela dei beni identitari è assicurata sia mediante la conservazione ed il ripristino ambientale paesaggistico. Le aree caratterizzate da insediamenti storici. Definizione 1. 7. c) le ulteriori categorie di intervento. comprendenti la demolizione con o senza ricostruzione. sono costituite da: a) le matrici di sviluppo dei centri di antica e prima formazione. 4. Il piano urbanistico comunale definisce: a) i criteri di sostenibilità architettonica e urbanistica per ogni modificazione rilevante e complessiva delle destinazioni d’uso relative ai suddetti beni paesaggistici.
2. tenuto conto delle perimetrazioni riportate nella cartografia del P. di restauro e di risanamento conservativo ai sensi dell’art 3 D.
gli elementi dell’insediamento rurale sparso: stazzi. rappresentatività e fruibilità dello spazio pubblico.P. rapporto con gli elementi naturali. bacili. i centri specializzati del lavoro: . e individuano in modo dettagliato i tessuti di antica e prima formazione. cuiles.. caratteri.P. boddeus.R n 380/2001.
per i Comuni dotati di Piano Particolareggiato. possono essere realizzati gli interventi ivi consentiti.R. medaus. analizzando i seguenti fattori: a) b) c) d) e) f) g) h) quadro geografico: orografia.. i) j) stato di conservazione del patrimonio storico. provvedono a verificare ed integrare le perimetrazioni degli insediamenti storici. tessuti e tipologie edilizie. 6. come delimitati dal P.Aree caratterizzate da insediamenti storici. delle sue superfici e dell’arredo urbano. margini.R.P. slarghi e piazze. 52 . significatività. presenza di complessi e manufatti di carattere emergente e monumentale. eventualmente fortificati.
. unicamente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.R.
per i Comuni non dotati di piano particolareggiato. funzioni e ruoli nelle reti insediative territoriali. idrografia. previa verifica di conformità con quanto previsto nei successivi commi del presente articolo. Fino all’adeguamento dei piani urbanistici comunali al P.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
5. parchi. nelle aree caratterizzate da centri e nuclei storici. giardini e ville. assi e poli urbani.villaggi minerari e industriali. Prescrizioni 1.
b. .villaggi delle bonifiche e delle riforme agrarie dell’800 e del ‘900. giaciture.
Art. criticità in atto. furriadroxius.
le città e i centri di fondazione degli anni ’30 del ‘900. sono consentiti
a.P. presenza di verde storico. . nonché di ristrutturazione edilizia interna. I Comuni. caratteri dell’edificato. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici. problemi di recupero e riuso emergenti.
l’artigianato di beni e servizi alle famiglie. strade e piazze. per le unità edilizie ed i tessuti sostituiti in tempi recenti. quali gli esercizi commerciali al minuto. sanitarie. 5. nonché dei caratteri tipologici e costruttivi siano stati profondamente alterati e risultino non riconoscibili. gli uffici e studi privati. nei perimetri storicamente identificati. sociali e religiose. altezze. b) incentiva le attività culturali. 6. espresse anche mediante abachi. ristrutturazione edilizia interna
4. mediante: a) b) c) manutenzione ordinaria e straordinaria restauro e risanamento conservativo. Per quanto concerne le aree libere a seguito di demolizione di unità e organismi edilizi preesistenti. lo strumento urbanistico comunale: a) prevede. ove possibile. lo stesso strumento deve prevedere misure atte a garantire la riqualificazione dei tessuti modificati con un complesso di regole insediative. nonché le attività compatibili necessarie per la vitalità economica e sociale del centro storico. dell’artigianato di qualità e le funzioni direzionali che favoriscano il riuso sostenibile dei centri e nuclei storici. Oltre al recupero. rapporti di pieni e vuoti. In particolare. nonché il contesto degli spazi collettivi costituiti da aree verdi. 7. i pubblici esercizi. della ricerca. Gli interventi sui tessuti edilizi e urbani che conservano rilevanti tracce dell’assetto storico devono essere rivolti esclusivamente alla riqualificazione ed al recupero. allineamenti e affacci risultino coerenti e non pregiudizievoli delle preesistenze. le strutture associative. rivolte a favorire la conservazione degli elementi identitari superstiti. il mantenimento o il ripristino delle funzioni residenziali. da considerare e salvaguardare nella loro integrità. turistiche. Qualora in sede di adeguamento dello strumento urbanistico comunale si dimostri che. e connesse alla funzione abitativa. Gli interventi di riqualificazione e recupero di cui al comma precedente devono riguardare non solo i corpi di fabbrica storico-tradizionali. dovranno prevedersi interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica che per densità. il piano urbanistico comunale deve prevedere forme di riuso del bene che siano compatibili con la sua costituzione intrinseca e non distruttive della sua identità culturale. ma anche le recinzioni e le relazioni originarie con gli spazi vuoti di pertinenza degli organismi edilizi.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
3. 8. parti dell’assetto urbano. dell’impianto fondiario e dei tessuti degli isolati. ivi compreso il riutilizzo del patrimonio edilizio dismesso per le nuove politiche dell’ospitalità alberghiera e paralberghiera diffusa e di qualità. in sede di adeguamento dello strumento urbanistico comunale deve essere
. Al fine di realizzare le finalità di cui al comma precedente.
finalizzate a preservarne la natura di insediamenti non accentrati e gli specifici caratteri morfologici in rapporto al territorio circostante. prive di articolazioni interne e di sbalzi o aggetti sia nel sistema delle chiusure murarie sia negli orizzontamenti di copertura. 11.P. e) f) la continuità dei volumi con i recinti. 10. provvedono a censire e perimetrare il tessuto dei nuclei sparsi presenti sul proprio territorio. c) la capacità di utilizzare le stesse cellule edilizie. cuiles) i Comuni. l’approvazione dei progetti edilizi deve privilegiare il concorso di idee con procedure ad evidenza pubblica. la dinamica morfologica e tipologica che ne ha caratterizzato il processo formativo e la eventuale precarietà strutturale connessa all’edificazione stratificata nel tempo.R. 9. che evitano costantemente i corpi complessi e frastagliati. i fabbricati accessori quali porticati e depositi e naturalmente i recinti a secco per costituire aggregazioni più ampie di corti rurali. secondo i seguenti principi: a) la costruzione per cellule edilizie chiuse ed elementari. disposte attorno ai centri rurali. Nei villaggi minerari e industriali a matrice storica. del rapporto volumetrico e percettivo con il contesto naturale. 12. b) la giustapposizione dei corpi di fabbrica per successivi raddoppi in sequenza lineare. nonché dei manufatti anche isolati che costituiscano testimonianza storica e culturale. furriadroxius. 14. Gli interventi di recupero e di modificazione devono essere realizzati considerando il carattere di grande essenzialità e sobrietà dell’architettura rurale dei nuclei sparsi. l’utilizzo prevalente o esclusivo di materiali “locali” e “naturali”. d) l’aderenza al paesaggio.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
attentamente valutata l’opportunità del mantenimento degli spazi per finalità di pubblico interesse. sono possibili:
. Gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale definiscono opportune fasce di rispetto inedificabili. in sede di adeguamento degli strumenti urbanistici al P. con la prevalenza di corpi bassi e ad unico piano (al più con semplice raddoppio) e la disposizione a seguire le pendenze con corpi sfalsati. In caso di ricostruzione. nel rispetto dell’impianto morfologico. la cui peculiarità della genesi. Per l’insediamento sparso (stazzi medaus.
13. Sono vietati gli interventi che comportino una modifica dei caratteri che connotano la trama viaria ed edilizia.
i relativi interventi di bonifica e che sia corredato da un piano socioeconomico che motivi il recupero e le ristrutturazioni proposte. promuovere l’intervento integrato tra pubblico e privato. f) favorire la riqualificazione dell’aspetto ambientale e del paesaggio urbano. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici.
interventi di recupero. b) c) conservare e valorizzare le tracce che testimoniano l’origine storica dell’insediamento. Mediante gli strumenti della pianificazione urbanistica locale. 53 . nella ricerca del disegno e della trama originari del tessuto. Il piano particolareggiato o il bando pubblico dovranno prevedere idonee soluzioni architettoniche per i fabbricati di cui non si propone la conservazione.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. anche non strettamente filologica. Gli interventi di cui al comma 14 sono consentiti previa approvazione di piano particolareggiato.
b. si conformano ai seguenti indirizzi: a) conservare la stratificazione storica. per sostituire parti incongrue ed incompatibili. demolizione e ricostruzione. anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica. riconoscere e valorizzare i margini. con il recupero e riuso finalizzato a mantenere o consolidare la necessaria fusione ed articolazione di funzioni residenziali e produttive. percorsi. che analizzi la genesi storica del sito. lo stato di inquinamento dei luoghi.Aree caratterizzate da insediamenti storici. la ricostruzione filologica o la demolizione e deve garantire il rispetto dell’impianto morfologico e del rapporto volumetrico e percettivo con il contesto naturale.
15. g) individuare misure per riqualificare i tessuti di antica formazione. I Comuni. ed altresì attraverso opportuna
. le sue condizioni strutturali. sia che tali margini si identifichino con recinti. c. da mantenere leggibile nelle sue fasi eventualmente diversificate. d) e) evitare saldature tra nuclei contermini. sia che venga riconosciuta una cinta murata. salvaguardando identità e differenze specifiche. 2. Indirizzi 1. di fabbricati le cui condizioni statiche ne impediscano il recupero e il cui impianto strutturale non sia compatibile con le nuove destinazioni d’uso.
demolizioni di corpi di fabbrica la cui genesi sia marginale rispetto all’impianto principale. anche con modificazione delle destinazioni d’uso dei singoli edifici. con l’eliminazione delle superfettazioni ed il recupero e la riqualificazione degli spazi pubblici. di riqualificazione e di ristrutturazione dei siti. o bando pubblico di progettazione e trasformazione esteso all’intero comparto.
riconosce le seguenti categorie di aree.Reti e elementi connettivi. rotte commerciali antiche.P.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
programmazione e gestione degli interventi negli ambiti urbani storici e nelle loro immediate adiacenze. o per quelli che ostruiscano visuali determinanti per la stessa fruizione del bene e ne snaturino l’identità. La rete infrastrutturale storica comprende i tracciati ferroviari. con o senza ricostruzione. Trame e manufatti del paesaggio agro-pastorale storico-culturale.
2. ponti ferroviari. 54 . considerati anche nella loro valen-za
. Le trame ed i manufatti del paesaggio storico-culturale. sono incentivate le politiche di qualità con particolare riferimento: a) alla riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare privato dai centri storici. anche con il concorso finanziario regionale.R. porti e scali portuali. gallerie. edifici e manufatti di specifica valenza storico culturale che assumono carattere di beni identitari. quali corti e porticati. 3. caselli. viabilità storica e panoramica. onde favorire la più ampia condivisione degli stessi e garantire la partecipazione sociale dei protagonisti e degli utenti del bene culturale 3. case cantoniere. aeroporti storici. Definizione 1. delle superfici pavimentate ed in generale degli elementi di arredo urbano atti a caratterizzare lo spazio pubblico dei centri e nuclei storici d) al ricorso diffuso e obbligatorio alla forma del concorso di idee o di progettazione per l’innalzamento dei livelli qualitativi degli interventi e) al ricorso alle più opportune forme di pubblicizzazione e di vaglio collettivo degli stessi interventi.
Art. infrastrutture idrauliche. meglio specificati nell’Allegato 3: a) b) Rete infrastrutturale storica. fari. con la costituzione di isole pedonali capaci di ricostruire la originaria fruizione spaziale del bene culturale b) c) all’eliminazione degli elementi incongrui della cartellonistica e delle insegne pubblicitarie all’unificazione e al coordinamento degli elementi dell’illuminazione pubblica. Il P. determinando opportune misure di salvaguardia. per gli interventi edilizi incompatibili con la conservazione e la corretta e adeguata fruizione delle preesistenze storiche. specie quello di attraversamento dei non residenti. Il regolamento edilizio disciplina compiutamente gli spazi privati di pertinenza storica-mente e tipologicamente riscontrabili. stazioni. 4. ponti. I Piani urbanistici comunali possono prevedere operazioni di demolizione parziale o totale. fanali.
da considerare e salvaguardare nella loro integrità.R. nell’ambito degli strumenti urbanistici definiscono una disciplina nella quale: a) per i manufatti edilizi e gli spazi aperti di pertinenza che mantengono i caratteri storico tradizionali.P. devono prevedersi interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica. magazzini. comprendenti manutenzione ordinaria e straordinaria. In particolare. I piani urbanistici comunali introducono provvedimenti di salvaguardia del patrimonio dei recinti in pietre murate a secco che costituiscono. frutteti. rapporti di pieni e vuoti. riqualificazione e recupero. restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione nel rispetto delle tipologie originarie. rovo. con la varietà locale delle tecniche e dei materiali. demolizione con o senza ricostruzione. 3. lo stesso strumento urbanistico deve prevedere misure atte a garantire la riqualificazione dei tessuti modificati con un complesso di regole insediative. Per le nuove recinzioni nelle aree caratterizzate dall’identità del muro a secco.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ecologica. fattorie. rivolte a favorire la conservazione degli elementi identitari superstiti (quali permanenze edilizie. siepi (di fico d’india. costruzioni temporanee. devono essere introdotti provvedimenti atti ad incentivare la manutenzione di tale patrimonio e la messa in
. dispense. etc…). 4. 55 . riguardanti non solo i corpi di fabbrica ma altresì le recinzioni e le relazioni originarie con gli spazi vuoti di pertinenza degli organismi edilizi. b) per i manufatti edilizi e gli spazi aperti di pertinenza significativamente alterati o resi non riconoscibili. 2. altezze. percorsi). per le unità edilizie ed i tessuti sostituiti in tempi recenti. comprendono: recinzioni storiche (principalmente in pietre murate a secco). un fattore insostituibile di identità paesaggistica e culturale. I Comuni. oliveti. agrumeti. divisioni fondiarie. Prescrizioni 1. I piani urbanistici comunali individuano e perimetrano in dettaglio le trame e i manufatti del paesaggio storico agropastorale. espresse anche mediante abachi. 5. neviere.Reti e elementi connettivi. ginestra o altre specie spontanee) e colture storiche specializzate (vigneti. baracche e simili. stalle depositi.
Art. recinti. lentisco. ricoveri rurali quali pinnette.. è possibile il cambio di destinazione purchè non distruttivo della identità culturale del manufatto e del suo contesto. allineamenti e affacci risultino coerenti con le tipologie storiche tradizionali del territorio e non pregiudizievoli delle preesistenze. gli interventi devono essere rivolti esclusivamente alla conservazione. che per densità. Tale censimento è destinato ad implementare il Sistema Informativo Territoriale a corredo del P. anche al fine di consentire la definizione di azioni di intervento.
conservare i tracciati viari rilevabili dalla cartografia storica senza alterazioni dei manufatti. I Comuni individuano nel proprio strumento urbanistico in modo dettagliato la rete infrastrutturale storica presente nel proprio territorio. g) prevedere per i tracciati ferroviari storici la conservazione degli elementi strutturali quali il tracciato. tagli o ristrutturazioni. i) prevedere la valorizzazione ed il riuso dei manufatti e delle aree in questione nel contesto dei circuiti di fruizione del paesaggio. I Comuni e le Province secondo le rispettive competenze individuano nei propri strumenti urbanistici la viabilità panoramica definendo le relative misure di protezione da osservarsi nella edificazione adeguandoli ai seguenti indirizzi:
definire fasce di rispetto di adeguata ampiezza in relazione allo stato dei luoghi ed in modo da contemperare le esigenze di tutela paesaggistica con la funzionalità. cippi paracarri. le gallerie. miliari. selciati.
Art. evitare le palificazioni per servizi di rete (promuovendo la sostituzione di quelle esistenti con cavidotti interrati) e la cartellonistica pubblicitaria. case cantoniere. e) f) conservare eventuali muri e recinti laterali. le strutture in ghisa o ferro. le torri dell’acqua. Indirizzi 1. 56 . nonché gli elementi complementari dell’edilizia ferroviaria quali le pensiline. le opere d’arte ferroviarie. evitando aggiunte. d) conservare. regolamentando al contempo opportunamente la segnaletica stradale e turistica.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
opera con la stessa tecnica anche di eventuali nuove recinzioni. i ponti. Sono vietate recinzioni provvisorie o realizzate con materiali di risulta o differenti dalle presenti. h) prevedere il recupero e il riutilizzo dei tracciati ferroviari di servizio alle zone minerarie e industriali ed ai porti.
. adeguando la normativa del piano urbanistico comunale ai seguenti indirizzi a) b) valorizzare la rete viaria storica esistente. c) assicurare la manutenzione dei manufatti con il consolidamento ovunque possibile del fondo naturale e dei caratteri tipologici originari. le fontane ecc. ponti storici e opere d’arte in genere. 2.. anche nella viabilità statale e provinciale dismessa. i caselli.Reti e elementi connettivi. le stazioni.
2. 3.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
prevedere specifici divieti di apporre cartellonistiche che intercludano o compromettano la panoramicità e l’assetto culturale delle vedute. La demolizione è prevista solo per le parti incongrue. 4. ampliamento e rifacimento di infrastrutture viarie deve essere coerente con l’organizzazione territoriale. aree dell’organizzazione mineraria. in modo che non intercludano le vedute stesse. 57 .
prevedere installazioni e arredi che rispondano alle medesime caratteristiche di panoramicità.
prevedere forme di illuminazione stradale che non incidano con i loro manufatti lineari con le vedute. o adottare provvedimenti atti ad assicurare le visuali rispetto ai manufatti di un opportuno intorno. 2.
limitare edificazioni che interferiscano con la panoramicità dei siti.Aree d’insediamento produttivo di interesse storico culturale. e nei programmi di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici. Parco Geominerario Ambientale e Storico della Sardegna. e comprendono aree di bonifica. Definizione 1. Qualsiasi intervento di realizzazione. Per gli interventi edilizi riguardanti le architetture storiche è consentito effettuare soltanto la manutenzione ordinaria e straordinaria. diradando o eliminando le palificazioni e comunque non in corrispondenza dei punti panoramici.
Art. 5. Costituiscono aree d’insediamento produttivo di interesse storico culturale i luoghi caratterizzati da forte identità. E’ fatto divieto di alterare le caratteristiche essenziali dei beni identitari di cui all’articolo precedente. in relazione a fondamentali processi produttivi di rilevanza storica. aree delle saline e terrazzamenti storici.Aree d’insediamento produttivo di interesse storico culturale. Prescrizioni 1. La nuova edificazione è consentita solo se prevista nei piani urbanistici comunali adeguati al P. assumere opportune cautele nelle piantumazioni. 58 .R.
assumere provvedimenti di mitigazione delle situazioni critiche. il restauro e la riqualificazione. Tali aree costituiscono elementi distintivi dell’organizzazione territoriale.P. Esse rappresentano permanenze significative riconoscibili come elementi dell’assetto territoriale storico
2. purchè congruenti con il contesto. Indirizzi 1. e indicati nella Tavola 3: Tali sistemi sono funzionali alla predisposizione di programmi di conservazione e valorizzazione paesaggistica. di Tharros. 7. Selargius 6. Villaputzu.Componenti di paesaggio con valenza storico culturale. Al fine di tutelare e valorizzare il territorio il P. Monserrato. Sistema degli scali emporici dal Sarrabus a Capo Carbonara 2.culturali: 1.R. individua alcuni sistemi storico-culturali che rappresentano le più significative relazioni sussistenti tra viabilità storica. Sistema dei centri medievali di Settimo San Pietro.P. Quartucciu. Sistema minerario del bacino del carbone del Sulcis 14. Sinnai. Sistema del territorium di Nora. in via di prima applicazione vengono riconosciuti i seguenti sistemi storico. Sistema dei centri medievali di Cagliari. Sistema delle bonifiche di Castiadas 4. 59 . Sistema del territorium sulcitanum. Quartu S.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
6. San Vito 5. meglio descritti in relazione e schede. archeologia ed altre componenti di paesaggio aventi valenza storico culturale. I piani urbanistici devono disciplinare i cambi di destinazione d’uso ritenuti compatibili con la consistenza storico culturale dei beni stessi. Sistema del territorium Iglesiente 15. Sistema dei furriadroxus e medaus.
Art. Il sistema kalaritanos kòlpos. 8. Sistema dei centri medievali di Muravera. Sistema minerario di Monte Narba 3. Othoca e Neapolis
. Nelle schede sono forniti indirizzi per la predisposizione dei relativi specifici interventi e. 12. Sistema dei Colli di Cagliari 9. Le nuove recinzioni derivanti da parcellizzazioni dei fondi agricoli sono consentite solo se funzionali a piani agricoli che prevedano la salvaguardia del paesaggio storico. Maracalagonis 7. letti nella propria organizzazione infrastrutturale 13. 10. Sistema delle bonifiche di Pula 11. Sistema degli insediamenti fenici della costa occidentale. Elena.
Sistema di Colonia Iulia Turris Libissonis 26. Siapiccia. Budoni. Sistema dei centri medievali di Lotzorai. Sistema delle bonifiche del Sassarese 27. Sistema del territorio di Ogliastra 34. Sistema del Territorio della Nurra 22. Sistema dei centri medievali di Loculi.R. Sistema delle bonifiche di Oristano e Arborea 17. Tortolì 35.Assetto insediativo. Sistema del territorio di Cornus e del Montiferru 19.Assetto insediativo Art.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
16. Sistema del territorio delle Baronie di Posada. Rientrano nell’assetto territoriale insediativo regionale le seguenti categorie di aree e immobili definiti nella relazione del P. Solarussa. 2. Girasole. Irgoli. Zerfaliu.Fertilia 24. Orosei 33. Siamaggiore.Teodoro 32. Sistema carcerario dell’Asinara 25. Sistema del territorio di Anglona 28. S. Sistema dei centri medievali di Oristano. Galtellì. Sistema del territorio di Quirra
TITOLO III . Sistema minerario dell’Argentiera 23. e individuati nella tavola 4:
. Sistema del territorio di Bosa 20. 60 . Donigala. Sistema degli stazzi della Gallura 31. Sistema del territorio della Gallura 29. Siamanna 18. Ollastra Simaxis. L’assetto insediativo rappresenta l’insieme degli elementi risultanti dai processi di organizzazione del territorio funzionali all’insediamento degli uomini e delle attività. Sistema delle bonifiche di Alghero. Sistema del territorio di Villanova 21. Definizione 1. Sistema delle isole della Gallura 30.P. Onifai.
orientare la pianificazione urbanistica alla riqualificazione e al completamento dell’insediamento esistente.
Art. c. I Comuni. Insediamenti produttivi. Al fine di assicurare il miglior decoro urbano e il rispetto dei principi generali del P. a partire dalle matrici storico-ambientali che ne costituiscono la struttura conformativa.P. e può eventualmente provvedere al completamento delle finiture e/o parziali demolizioni.R. e gli enti e soggetti istituzionali.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Edificato urbano. per le rispettive competenze. per le rispettive competenze. si conformano alle seguenti prescrizioni: a. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P.. conformare ogni nuova costruzione o trasformazione dell’edificato esistente al principio di armonizzazione delle architetture e delle facciate con il contesto. prevedere esplicite norme per la progettazione e realizzazione delle opere infrastrutturali di rete o puntuali rispettando il loro corretto inserimento nel paesaggio e nell’ambiente.P. 2.R.
. all’atto della richiesta della concessione ad edificare. d. progettazione e controllo degli interventi prioritariamente sugli obiettivi di qualità paesaggistica e qualità urbanistica-architettonica. effettuare un puntuale censimento degli abusi edilizi dichiarati o riscontrati.. il richiedente sottoscrive un apposito atto unilaterale d’obbligo a garanzia del completamento delle opere oggetto della richiesta e. I Comuni nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P.Assetto insediativo. Indirizzi 1. b. e gli enti e i soggetti istituzionali. delle finiture esterne degli immobili. segnatamente. Sistema delle infrastrutture.P.: a) orientamento dell’azione di programmazione. in danno al concessionario. 61 . e. In caso di inadempimento il Comune non può rilasciare sullo stesso immobile e per un periodo di venti anni rinnovi o nuove concessioni edilizie. 62 . ancorché sanati. localizzare i nuovi interventi residenziali e turistici e i servizi generali in connessione e integrazione strutturale e formale con l’assetto insediativo esistente..Assetto insediativo. Aree speciali (servizi).R. Prescrizioni 1. Insediamenti turistici.
Art. Edificato in zona agricola. si conformano ai seguenti indirizzi.
estetica. così da configurare parti insediative dotate di caratteri riconoscibili. attraverso la pianificazione strategica o la promozione di un piano di azione locale. orientato a controllare ed elevare gli standard dei servizi di igiene pubblica. favorendo il recupero delle tecniche costruttive tradizionali con l’impiego dei materiali locali e promuovendo modalità costruttive finalizzate a conseguire un risparmio energetico e a migliorare le condizioni di benessere naturale e del comfort abitativo all’interno degli edifici. ovunque ubicati. nonché alle reti e impianti infrastrutturali. con particolare attenzione alla salvaguardia dei caratteri di integrità. irripetibilità ed elevata rilevanza percettiva.
applicazione del criterio del recupero. per le quali deve essere ridefinita la spazialità urbana a partire dalle matrici ambientali. costituenti testimonianza significativa della storia insediativa e costruttiva locale. a tutti gli elementi del sistema insediativo. oltre che agli impianti di antica e prima formazione. anche alle espansioni urbane fino agli anni ’50. da realizzare anche tramite azioni mirate attraverso forme di compartecipazione con operatori privati. In particolare la conservazione dell’impianto urbanistico è da applicarsi. ambientale e culturale delle aree.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
perseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. il contenimento dei consumi energetici. nonché a mitigare l’inquinamento acustico. Tale criterio si applica alle espansioni recenti e alle aree ad esse contigue da riconfigurare in coerenza al contesto paesaggistico. unicità.
orientamento delle azioni di trasformazione irreversibili per nuovi insediamenti al principio di minimo consumo del territorio. antichi e moderni.
applicazione dei criteri volti al rispetto della destinazione d’uso.
applicazione del criterio conservativo nei confronti dei caratteri della organizzazione spaziale che ha conseguito un adeguato consolidamento. in rapporto alla strutturazione consolidata del paesaggio. di raccolta dei rifiuti favorendone il recupero e riciclaggio. anche con riferimento ai criteri dell’Agenda 21.
applicazione del criterio trasformativo alle forme insediative strutturalmente incoerenti.
orientamento delle modalità di trasformazione del territorio secondo canoni di urbanistica sostenibile e architettura di qualità e bioarchitettura. naturali e artificiali.
. in grado di caratterizzarne la qualità insediativa e paesaggistica. atmosferico. luminoso ed elettromagnetico. a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici tramite la razionalizzazione della mobilità. Tale criterio si applica alle preesistenze naturali (anche residuali) inglobate nell’insediamento e ai manufatti architettonici.
Per il miglioramento o il completamento del “non finito” dovranno essere messe in atto dalla amministrazione comunale azioni coercitive o sostitutive nei confronti dei privati inadempienti. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. produttivi. sia per utilizzi di carattere residenziale. qualora non funzionalmente connesse al mare. 64 . c) ricostituire il tessuto connettivo ambientale dell’insediamento urbano. Prescrizioni 1. impianti tecnologici. Definizione 1. per l’ottimizzazione delle opere infrastrutturali e per la migliore localizzazione di servizi generali. industriali e artigianali. Espansioni in programma. sia con riferimento agli interventi di consolidamento. per servizi e infrastrutture. Espansioni fino agli anni cinquanta.
particolare cura del decoro architettonico. produttivo.
delocalizzazione dalla fascia costiera delle attività industriali e/o di quelle diverse dalle residenziali e turistiche.Edificato urbano. che dovrà essere assicurato anche da controlli di vigilanza sul rispetto delle prescrizioni del regolamento edilizio comunale.Edificato urbano. L’edificato urbano è costituito da: a) b) c) d) e) Centri di antica e prima formazione.
Art..R. Espansioni recenti. a partire dalle matrici ambientali e storiche che ne determinano la configurazione. commerciali.P.
promozione di forme di pianificazione sovracomunale. 63 .
Art. sia di trasformazione e restauro. che turistico. Edificato urbano diffuso.
. tra Comuni di concerto con Province e Regione. b) prevedere l’integrazione e connessione delle aree disponibili già acquisite o da acquisire finalizzate alla definizione della struttura ambientale dell’insediamento.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
indirizzo verso il riuso e la riqualificazione di insediamenti esistenti. si conformano alle seguenti prescrizioni: a) ricercare la rigenerazione dell’insediamento urbano in tutte le sue componenti costitutive spaziali e figurative. I Comuni.
apposita disciplina è stabilita per gli impianti del verde pubblico e privato a carattere ornamentale. fontane. ove necessari e prescritti.R. piani di recupero.
dimensionare le aree di completamento e di nuova espansione a fini residenziali in relazione ad una puntuale valutazione della domanda sociale proiettata sull’orizzonte temporale decennale. piani di illuminazione. piani del colore ecc. seguendo i segni esistenti sul territorio o le tracce che se ne possono ricostruire. piani urbani del traffico. con particolare riferimento alle piste ciclabili. pensiline e aiuole. nonchè l’unitarietà degli elementi decorativi utilizzati. sono disciplinati tramite regolamenti derivati da studi specifici atti a definire i caratteri identitari del contesto e assicurarne la coerenza estetica. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. nonché lo sviluppo della mobilità alternativa all’automobile. nonché gli elementi di illuminazione pubblica.Edificato urbano. (piani attuativi particolareggiati.
evitare la monofunzionalità abitativa nei nuovi interventi. b) gli obiettivi di qualità architettonica sono perseguiti attraverso discipline e regolamenti orientati alla definizione dei requisiti per l’inserimento armonioso delle nuove realizzazioni nel contesto urbano e paesaggistico. nonché per avviare processi di riqualificazione estetica di edifici esistenti.) si attengono ai seguenti indirizzi: a) il disegno dei tracciati. piani energetici. perseguendone l’integrazione in contesti urbanistici spazialmente articolati e funzionalmente complessi. sono orientati a favorire le modalità del trasporto pubblico e ad assicurare la mobilità pedonale in sedi confortevoli e l’effettivo abbattimento delle barriere architettoniche. d) i piani della mobilità e trasporti ed i piani urbani del traffico.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
conformare ogni nuova costruzione o trasformazione dell’edificato esistente al principio di armonizzazione delle architetture e delle facciate con il contesto. e nella formazione di nuovi strumenti urbanistici di settore.. piani del verde urbano. finalizzati a garantire un sistema di infrastrutturazione adeguato alla interconnessione dell’insediamento. c) tutti gli interventi di configurazione dello spazio urbano quali panchine. Indirizzi 1. la trama planimetrica e l’andamento volumetrico dei nuovi interventi insediativi devono essere conformati ai caratteri delle preesistenze e del contesto.
prevedere il piano del verde urbano quale parte integrante della pianificazione urbanistica generale e attuativa. 65 . I Comuni.
Centri di antica e prima formazione.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
il livello di qualità dei servizi riservati alle attività collettive. alla riorganizzazione e integrazione dei servizi alla popolazione. Definizione 1. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. della sosta. I Comuni..Espansioni fino agli anni cinquanta. del verde e del decoro urbano. tenuto conto delle modificazioni intervenute nelle fasi di consolidamento. b) per tali ambiti.
. Costituiscono espansioni sino agli anni cinquanta le porzioni di edificato urbano originate dall’ampliamento.P. normalmente in addizione ai centri di antica formazione.
Art. si applicano le disposizioni relative agli inse-diamenti storici di cui al titolo II (Assetto storico-culturale)
Art. si attengono alle seguenti prescrizioni: a) l’azione della pianificazione comunale deve essere essenzialmente rivolta al
consolidamento dell’impianto urbanistico. d) le densità edilizie vanno determinate sulla base di quelle dell’impianto originario. alla risoluzione delle aree di contatto. al mantenimento e alla riqualificazione dei caratteri architettonici.
Art. per individuare azioni tese al miglioramento del traffico. 67 . c) deve considerarsi prioritaria la predisposizione della pianificazione particolareggiata comunale degli spazi pubblici. dei servizi. atti a ridurre l’impatto visivo e olfattivo dei contenitori stradali. Prescrizioni 1. Rinvio 1. 66 . sia nei confronti dell’insediamento storico che delle successive espansioni.
la disciplina delle modalità di raccolta dei rifiuti deve essere orientata a favorire l’efficienza del servizio e il recupero e riciclaggio anche attraverso la promozione dei sistemi di raccolta porta a porta.R. a verde pubblico e a parcheggio deve essere verificato. limitandone l’utilizzo esclusivamente nelle zone appositamente attrezzate ed evitandone l’utilizzo nei centri storici. In ogni caso deve mantenersi o ripristinarsi un rapporto di congruenza fra edificazione e spazio pubblico. per gli ambiti così individuati. anche attraverso il ricorso ad azioni strategiche volte al coinvolgimento di operatori privati. 68 . Per i centri di antica e prima formazione. (normalmente classificati come zone B dalla pianificazione urbanistica) è necessario sviluppare una approfondita analisi urbana e delle condizioni d’uso attuali. che ha conservato i caratteri della città compatta.Espansioni fino agli anni cinquanta.
si attengono ai seguenti indirizzi: a) tutti gli interventi. Definizione 1. definiti sulla base di specifiche documentazioni. sui requisiti di comfort interno. dovranno contenere indicazioni relative al miglioramento qualitativo del manufatto edilizio. In ogni caso. Prescrizioni
. 69 . anche se interessante un solo lotto. atta ad evidenziare lo stato attuale e le trasformazioni indotte. sul risparmio energetico.P. sia pubblici che privati. come periferie. deve essere richiesta una precisa documentazione (grafica. anche nel sentire comune. sia pubblico che privato. 70 . fotografica e “storica”) del contesto in cui è inserito. devono essere orientati alla riproposizione e valorizzazione dell’impianto urbanistico-edilizio in rapporto alla configurazione
paesaggistico-ambientale e storica della città.
Art. deve essere tesa anche ad integrare la qualità degli edifici contigui al nucleo antico in armonia con le caratteristiche architettoniche di quest’ultimo. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. comportante specifiche prescrizioni atte a mantenere e ridefinire la configurazione urbana dell’insieme. b) la promozione di azioni di riqualificazione urbanistica ed edilizia.Espansioni fino agli anni cinquanta.. Si definiscono espansioni recenti quelle porzioni dell’edificato urbano che sono costitute dalle espansioni residenziali recenti.R.Espansioni recenti. nonché le tecniche ed i materiali costruttivi da impiegare.
Art. avvenute dopo il 1950. identificate.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
i regolamenti edilizi e le norme tecniche di attuazione dei PUC devono prescrivere le procedure per approfondire la conoscenza del contesto.Espansioni recenti. della domanda sociale e per la valutazione dell’entità e qualità delle trasformazioni da programmare. per ogni intervento di ristrutturazione edilizia o di nuova costruzione.
gli interventi attuabili per concessione diretta devono essere disciplinati da una normativa dettagliata. 71 .
Art. nel rispetto delle norme sull’eliminazione delle barriere architettoniche. In tale disegno dovranno essere individuati gli elementi architettonici da mantenere. non sempre caratterizzate da disegno urbano riconoscibile e unitario. I Comuni. ma spesso derivanti da interventi discontinui di attuazione urbanistica. alle tecniche e ai materiali da impiegare in relazione al contesto. Tali atti regolamentari. Indirizzi 1. esteso all’unità urbanistica (isolato).
Espansioni in programma.R.Espansioni recenti. b) deve considerarsi prioritaria la predisposizione della pianificazione particolareggiata degli spazi pubblici. dovranno essere individuate e normate le
. si attengono alle seguenti prescrizioni: a) l’azione prevalente della pianificazione comunale deve essere rivolta alla ristrutturazione urbanistica e al completamento urbanistico e figurativo dell’esistente. c) gli interventi saranno orientati alla integrazione plurifunzionale. sia pubblici che privati. I Comuni. nell’orizzonte temporale decennale. 72 . si attengono ai seguenti indirizzi: a) gli interventi. Definizione 1. devono essere orientati alla ricomposizione spaziale e figurativa dell’insediamento urbano a partire dalle matrici ambientali e storiche per una corretta definizione paesaggistico-ambientale dell’insieme.R. Tali aree dovranno essere adiacenti all’urbanizzazione esistente secondo quanto disposto dall’art. Sono costitute dalle aree già programmate o da programmare per la futura espansione.. 21. delle presenti norme e dovranno essere definite planimetricamente in modo da configurare conformazioni articolate e relazionate al contesto paesaggistico.R. Indirizzi 1. 73 . si attengono alle seguenti prescrizioni: a) potranno essere individuate nuove aree da urbanizzare ai fini residenziali solo successivamente alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi. b) al limite delle aree di espansione in programma. I Comuni. 74 . Art. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P.Espansioni in programma. b) gli interventi di urbanizzazione nonché di integrazione ed eventuale sostituzione delle preesistenze devono essere orientati a completare l'impianto urbano e ad omogeneizzare il tessuto edilizio in forme e modi coerenti con i caratteri del contesto.P. Prescrizioni 1.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
1.P. I Comuni. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. curando l’integrazione e la connessione delle aree di servizio acquisite o da acquisire attraverso procedure espropriative o per cessione convenzionata. Art.. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P.. commi 3 e 4. Art.P. verificando e rafforzando la dotazione dei servizi e delle attrezzature collettive in modo da costituire differenti livelli di centralità urbana. non soddisfatti dal consolidamento e dal recupero dell’esistente.
in funzione degli obiettivi di qualità paesaggistica.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
aree verdi nelle quali è fatto divieto di realizzare qualsiasi forma di residenza e di attrezzature non programmate dalla pianificazione comunale dei servizi. si attengono alle seguenti prescrizioni: a) gli interventi di edificazione. e dovranno essere corredati da “progetti guida” in grado di definire l’articolazione planovolumetrica della pianificazione attuativa e di illustrare le tipologie architettoniche. sia di ristrutturazione che di nuova edificazione. d) i nuovi interventi dovranno assicurare. 77 . L’edificato urbano diffuso comprende le parti del territorio su cui insiste una diffusione insediativa discontinua.Edificato urbano diffuso. localizzate negli ambiti agricoli limitrofi alle espansioni recenti dei centri maggiori. 76 .R.Edificato urbano diffuso.Espansioni in programma. Art. Definizione 1. Indirizzi 1. da definirsi attraverso puntuali analisi morfotipologiche dell’insediamento esistente.P. prevalentemente del tipo residenziale monofamiliare. 75 . verificando e rafforzando la dotazione dei servizi e delle attrezzature collettive in modo da costituire differenti livelli di centralità urbana. Prescrizioni 1. gli strumenti urbanistici dovranno proporre “modelli insediativi di riferimento”. I Comuni.P. nonché le tecniche e i materiali costruttivi..R. sotto il profilo delle forme insediative e delle consistenze dimensionali. c) al fine di assicurare la opportuna coerenza dell’insieme.. sono subordinati alla predisposizione di azioni di recupero e di riqualificazione di cui al comma 8 dell’art. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. I Comuni fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. mediante piani attuativi di iniziativa pubblica o privata o interventi singoli convenzionati con il comune.
. la compatibilità con il contesto. Art. b) gli interventi di nuova espansione saranno orientati alla integrazione plurifunzionale. Art.10. avuto riguardo ai requisiti tipologici e funzionali caratteristici delle attività da insediare. si attengono ai seguenti indirizzi: a) gli interventi di nuova edificazione e di urbanizzazione devono essere orientati a completare l'impianto urbano e ad omogeneizzare il tessuto edilizio in forme e modi coerenti con i caratteri del contesto.
Edificato urbano diffuso.Edificato in zona agricola. si applica l’articolo unico della Legge 1902/1952 e succ. c) gli interventi di riqualificazione devono essere orientati alla riconfigurazione paesaggistica delle aree interessate. Nuclei e case sparse in agro.R..Edificato in zona agricola.
2. Le prescrizioni di cui alla lettera a) del comma 1 devono essere recepite nell’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. 80 .R. b) l’obiettivo prevalente della pianificazione comunale è rivolto alla salvaguardia dei suoli aventi potenzialità agricole ed al mantenimento delle attività produttive in atto. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con le disposizioni del presente articolo.. Insediamenti specializzati. I Comuni.
Art. 79 . Indirizzi 1. Dal momento dell’adozione del P. 3. e) deve essere effettuato un puntuale censimento degli edifici privi di concessione. L’edificato in zona agricola è costituito da: a) b) c) Insediamenti storici: centri rurali ed elementi sparsi. a partire dalle matrici ambientali e dalle persistenze e preesistenze storiche del paesaggio rurale.R.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
fino alla predisposizione dei piani di cui alla lettera precedente non possono essere rilasciate concessioni edilizie ad uso residenziale. si conformano ai seguenti
.P. 78 . nonché alla salvaguardia degli elementi di naturalità del paesaggio. d) previa puntuale restituzione cartografica dello stato di fatto e documentata valutazione delle condizioni d’uso.P.
Art.P. Definizione 1. mod. e fino alla sua approvazione. devono essere identificate le modalità insediative compatibili e le norme urbanistiche per controllare e arrestare il processo dispersivo. e integr. I Comuni.. si attengono ai seguenti indirizzi: a) le aree interessate dalla dispersione insediativa sono considerate aree critiche da sottoporre a programmi di riqualificazione paesaggistica e di ristrutturazione e recupero insediativo.
Art. Indirizzi 1.
Art. I Comuni fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. si applicano le disposizioni di cui al titolo II (Assetto storico-culturale). promuovendo oltre alle attività agricole specializzate. I nuclei e case sparse sono caratterizzati dalla presenza di unità abitative.P. d) progettare nuove strade di penetrazione agraria di norma in terra stabilizzata. Appartengono a questa categoria anche tipologie realizzate nei periodi più recenti in maniera non armonizzata nel contesto.. b) disciplinare. la fruibilità della campagna. per lo più unifamiliari. salvaguardandone il valore ambientale paesaggistico per l’interesse collettivo. sia quelli agricoli. o con sistemazioni e tecnologie similari. Rinvio 1. 82 . eventualmente con trattamento antipolvere. la
. le caratteristiche tipologiche e architettoniche degli edifici sia con carattere residenziale. hanno conservato sostanzialmente inalterata la configurazione tipica della originaria modalità di conduzione agricola del fondo. Definizione 1. furriadroxius.Insediamenti storici: centri rurali ed elementi sparsi. specificando le tecniche e i materiali costruttivi da utilizzarsi. c) conservare e ripristinare gli elementi paesaggistici del contesto come siepi e muretti a secco. 2. L’uso di asfalti e cementi può essere autorizzato qualora sia dimostrato di non potervi provvedere con tecnologie alternative. tenuto conto delle direttive regionali in materia. si conformano alle seguenti prescrizioni: a) per gli imprenditori agricoli e le aziende che svolgono effettiva e prevalente attività agricola. Art. fermo restando l’obbligo di procedere prioritariamente al recupero degli edifici esistenti. che hanno alterato gli equilibri naturali degli spazi rurali. in appezzamenti di terreno di varie dimensioni che. Per gli insediamenti storici costituiti da centri rurali ed elementi sparsi quali stazzi.Nuclei e case sparse nell’agro. cuiles. 83 .REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
indirizzi: a) contenere l’indiscriminato utilizzo ai fini residenziali delle campagne. Prescrizioni 1. e) effettuare un puntuale censimento delle case agricole utilizzate per residenza. presentando un assetto equilibrato tra gli episodi edilizi e l'ambiente naturale e agricolo. 81 . spesso totalmente estranee al paesaggio rurale ed alle finalità agricole. medaus. talvolta. boddeus. ad esclusione dei cementi e asfalti. bacili.Nuclei e case sparse nell’agro.
. attraverso lo strumento dell’intesa previsto dall’articolo 11. le infrastrutture di accesso. I progetti di intervento devono definire gli usi e le sistemazioni degli edifici esistenti e previsti e delle aree libere di pertinenza. alle pendenze. comma 4. non recare pregiudizio agli aspetti paesistico percettivi e non determinare interferenze visive negative rispetto a beni naturali o culturali esistenti nell’intorno. in tal caso anche in relazione alla valutazione della configurazione architettonica e dimensionale degli edifici. 15. ed interventi orientati all’adeguamento tipologico secondo le disposizioni di cui
. le recinzioni e le piantumazioni.P. previa attenta verifica della stretta connessione tra l’edificazione e la conduzione agricola e zootecnica del fondo.228. alle forme dei volumi. Le opere previste devono inserirsi organicamente nel paesaggio circostante. agli sporti e all’articolazione delle falde dei tetti. per fondi da 3 fino a 10 ettari. punto c). 3 agosto 1994. evitando comunque.R. qualsiasi sbancamento.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
costruzione di nuovi edifici ad esclusiva funzione agricola è consentita per le opere indispensabili alla conduzione del fondo ed alle attrezzature necessarie per le attività aziendali secondo le prescrizioni contenute nelle Direttive di cui al D. comunque per volumetrie non superiori rispettivamente a 90 e 180 mc. con particolare riguardo alla tipologia. c) il dimensionamento degli edifici deve essere effettuato sulla base della superficie del fondo interessato dal piano aziendale. rispettare le trame particellari dei reticoli idrologici e stradali. b) per tutti i rimanenti casi è consentita l’edificazione di strutture di appoggio non residenziali per una superficie coperta non superiore ai 30 mq.G. Tali edifici dovranno essere localizzati all’esterno della fascia costiera. per quanto possibile. salvo venga dimostrata l’indispensabile esigenza della residenza per la conduzione dell’attività agricola esercitata. all’utilizzo dei materiali di facciata e di copertura. 2. Per gli edifici ad uso abitativo connessi a tali interventi il lotto minimo richiesto per unità abitativa è pari a tre ettari per gli imprenditori agricoli e le aziende che esercitano attività aziendali a carattere intensivo. n. si applicano le procedure di cui all’art. raddoppiabili fino a 60 mq per superfici superiori a 10 ettari. Per gli edifici esistenti che insistono su lotti inferiori a quelli minimi prescritti sono consentite soltanto operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria senza aumento di volume e di unità abitative. d) i materiali e i caratteri costruttivi devono essere adeguati alle preesistenze tradizionali della regione storica in cui l’intervento ricade. per l’esercizio di attività a carattere estensivo il lotto minimo è pari a cinque ettari. fermo restando che non è possibile utilizzare corpi aziendali separati per raggiungere la superficie minima prescritta né edificare in colline o alture del fondo.
le caratteristiche agropedologiche del fondo. Indirizzi 1. 9 e 10 della L.R. 4. subordinando ogni intervento alla preventiva verifica di tale equilibrio.Insediamenti specializzati. 6. 27. 85 . Gli insediamenti specializzati sono costituiti da strutture ed edifici sorti in territori agricoli caratterizzati da una varietà di attività produttive specializzate. e integr. La destinazione d’uso degli eventuali edifici residenziali è da considerarsi strettamente correlata con le attività effettive e prevalenti di carattere agricolo e zootecnico. Definizione 1. Per i manufatti esistenti non più necessari alla conduzione agricola del fondo il piano urbanistico può consentire la modifica di destinazione d’uso senza incrementi volumetrici. I Comuni. 12 agosto 1998. mod.R. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. all’atto del rilascio della concessione il responsabile comunale del procedimento deve accertare il possesso dei requisiti soggettivi dell’azienda o dell’imprenditore agricolo richiedente. orientata alla utilizzazione dei manufatti stessi per interventi di turismo rurale ai sensi degli articoli 8. b) subordinare il rilascio di nuove concessioni per edifici residenziali agli imprenditori agricoli alla predisposizione di un piano aziendale che dovrà giustificare: 1. e fino alla sua approvazione. 84 – Nuclei e case sparse nell’agro. Dal momento dell’adozione del P. Art. le esigenze di residenzialità nel fondo. lett a). Per gli interventi di cui al comma 1. 3. Art. 2. in relazione all’attività produttiva prevista. in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con le disposizioni del presente articolo. cessate le quali il soggetto titolare è tenuto a corrispondere per intero i contributi degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione relativi al volume residenziale. nonché delle
caratteristiche paesaggistico-ambientali dei luoghi.P.R. 5.P... si conformano ai seguenti indirizzi: a) mantenere inalterato l’equilibrio tra l'insediamento ed il contesto ambientale.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ai precedenti punti c) e d). Le prescrizioni di cui ai commi precedenti devono essere recepite negli strumenti urbanistici. si applica l’articolo unico della Legge 1902/1952 e succ. n. nel rispetto delle specifiche caratteristiche tipologiche e architettoniche. 7. specifiche del settore agro
. connesse all’attività aziendale proposta dal richiedente.
. c. Prescrizioni 1.P. Art. favorire la riqualificazione degli insediamenti costieri esistenti. 87 . in particolare quello di qualità pregevole con l’uso delle tecniche e dei materiali tradizionali. paesaggistico. I Comuni. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. realizzati a partire dagli anni ’60.Insediamenti specializzati. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P.R. b.
Art. incentivare la riconversione al turismo rurale dei fabbricati esistenti. 88 .R.Insediamenti turistici. Art. condizionare la realizzazione di nuovi complessi specializzati ad una dimensione minima del fondo pari a 2 ettari per colture orticole. o di quello della pesca e connessi alla valorizzazione dei prodotti del fondo. Le prescrizioni di cui al comma 1 devono essere recepite nell’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali. limitare ogni possibilità di trasformazione a carattere residenziale degli edifici esistenti. I Comuni fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici al P.Insediamenti turistici. ambientale e di destinazione d’uso anche ai fini dell’utilizzo turistico
. si attengono alle seguenti prescrizioni: a. b.P. I Comuni.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
pastorale. Definizione 1. consentire l’ampliamento degli insediamenti esclusivamente sulla base di un piano aziendale che specifichi le nuove esigenze in relazione al piano di conduzione del fondo. riqualificare e riutilizzare il patrimonio abbandonato o degradato. Gli insediamenti turistici sono costituiti dagli insediamenti prevalentamente costieri. previo rilascio di adeguate garanzie fidejussorie. si conformano alle seguenti prescrizioni: a. Prescrizioni 1. preservare la destinazione agricola del fondo. Indirizzi 1.R.Insediamenti specializzati.. 86 . 89 . Detti insediamenti risultano scarsamente dotati di servizi e spesso sono privi di identità urbana e sono caratterizzati da incompletezza e scarsa qualità architettonica. sotto il profilo architettonico. Art.. 2.P. si conformano ai seguenti indirizzi: a. c. per utilizzazioni quasi esclusivamente turistiche e in gran parte caratterizzati da seconde case o campeggi. nel rispetto delle previsioni contenute nel Piano per il turismo sostenibile.
si attengono ai seguenti indirizzi: a. favorire il trasferimento dei campeggi ubicati nella fascia costiera ed in particolar modo quelli in prossimità degli arenili verso localizzazioni più interne e maggiormente
. mediante procedure negoziali comportanti incrementi di cubatura (fino al massimo del 100%). paesi. e nei casi di significativa compensazione paesaggistica o di
razionalizzazione delle volumetrie disperse. 90 . di iniziativa pubblica o privata orientati ai seguenti criteri: 1. 4. ed è fatto espresso divieto in detti periodi all’utilizzo.R.Insediamenti turistici. tramite piani di riqualificazione.P. Indirizzi 1. consentendo l’incremento di cubatura fino 25% per le necessarie integrazioni funzionali. insediamenti sparsi del territorio rurale e grandi complessi del territorio minerario. Entro 6 mesi dall’entrata in vigore delle presenti norme i campeggi esistenti devono condormarsi ai corretti criteri costruttivi ed infrastrutturali connessi alla sostenibilità ed alla compatibilità paesaggistica dei luoghi. Tale incremento è consentito in presenza di interventi di particolare qualità urbanistica e architettonica. frazioni e agglomerati. degli stessi come parcheggio di roulotte. e lo “spazio pubblico” e incrementare i servizi necessari per elevare la qualità dell’offerta turistica e favorire l’allargamento della stagionalità. secondo le Direttive emanate dal competente Assessorato regionale dell’Urbanistica. anche per parti.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ricettivo. favorire le nuove localizzazioni turistiche in zone contigue e/o integrate agli insediamenti urbani 2. I Comuni. massimizzare la qualità urbanistica e architettonica degli insediamenti finalizzata anche all’offerta turistico ricettiva.. riprogettare gli insediamenti. nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. 3. prevedere lo sviluppo della potenzialità turistica del territorio attraverso l’utilizzo degli insediamenti esistenti quali centri urbani. b. Art. favorire il trasferimento degli insediamenti esistenti nella fascia costiera di maggior impatto paesaggistico verso gli insediamenti residenziali preesistenti. 2. b. Durante i periodi di non funzionamento dei campeggi deve essere ripristinato per quanto possibile lo stato naturale dei luoghi sulla base del principio di stretta provvisorietà delle stesse strutture. 3. favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive. camper e natanti.
Definizione 1. 91 . c. 20. Gli insediamenti produttivi a carattere industriale. 2. Definizione 1. per la riqualificazione degli insediamenti potranno realizzarsi anche attraverso demolizione e ricostruzione delle strutture interessate.
Art. lett b) punto 2.R. architettonica e paesaggistica e possono essere predisposti anche attraverso lo strumento del concorso di progettazione. aperto a professionalità di acclarata competenza ed alle Università. La riqualificazione paesaggistica e funzionale degli insediamenti turistici è da considerarsi parte integrante e obbligatoria della pianificazione comunale dei Comuni costieri. b.P. punto2. artigianale e commerciale sono rappresentati
. riconosce le seguenti categorie. Qualora si rendesse necessario ampliare le superfici impegnate per insediare le premialità volumetriche degli interventi di riqualificazione di cui al comma precedente. L’incremento volumetrico di cui al punto 2. 92 .Insediamenti produttivi. a) e b). artigianale e commerciale. 4.. La programmazione degli interventi turistici deve avvenire sulla base delle indicazioni del Piano regionale per il turismo sostenibile o delle Direttive regionali in materia di pianificazione turistica. nei casi previsti all’art. incentivando contestualmente al trasferimento. al dettaglio della scala comunale. 4: a. 5. Il P. la trasformazione degli stessi in strutture alberghiere. lett. lettera b) del comma 1 si applica anche tramite l’intesa. comunque compatibili con la capacità di carico ricettiva risultante dal Piano Regionale del Turismo Sostenibile.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
compatibili dal punto di vista paesaggistico. 3.Insediamenti produttivi a carattere industriale. A tal fine le
trasformazioni di cui al comma 1. le nuove aree sono individuate in arretramento rispetto alla linea di battigia e comunque a quelle già insediate. come dettagliatamente descritte nella relazione e perimetrate nelle carte di cui all’art. con posti letto e relative cubature calcolati sulla base di una adeguata proporzione con il numero dei posti campeggio preesistenti. le prescrizioni del P. Art. Insediamenti produttivi a carattere industriale. Aree estrattive: cave e miniere. Obiettivo di tale pianificazione deve essere quello di reintegrare paesaggio e insediamento. I progetti di riqualificazione paesaggistica e funzionale degli insediamenti turistici nonché quelli di completamento si devono ispirare a criteri di indubbia qualità ambientale. comma 2.
massimizzando il ritorno socio economico dell’uso del bene pubblico ambientale e specificando.R.P. artigianale e commerciale. Grande distribuzione commerciale.
dei complessi esistenti al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità delle aree e migliorare la qualità della vita negli ambienti di lavoro. e
architettonica. trasformazione e valorizzazione dei
complessi dismessi e delle relative infrastrutture.
e) favorire la redazione di piani bonifica. oltre che alle leggi di settore. 3.
b) consentire nei centri storici e nei nuclei degradati o in via di abbandono l’inserimento negli
edifici esistenti di funzioni artigianali.P. Indirizzi 1.Insediamenti produttivi a carattere industriale. I Comuni e le Province nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. artigianali e commerciali di minori dimensioni e le attività produttive isolate o accorpate in piccoli agglomerati. riuso. anche con diverse specializzazioni.R. ciascuno in relazione alla propria competenza. anche a scopo culturale. urbanistica.
c) favorire la concentrazione delle attività produttive. in
aree tecnologicamente ed ecologicamente attrezzate. 93 . 2. Definizione.Grande distribuzione commerciale. Rientrano negli insediamenti produttivi minori gli insediamenti produttivi industriali. Art. ricreativo e turistico.
atmosferico e idrico esistenti all’interno dei centri abitati.P. addensate soprattutto in prossimità dei maggiori centri urbani e lungo le principali arterie viarie. museale.Grande distribuzione commerciale. di maggiore dimensione. recupero. 1. 94 . al fine di favorirne la rivitalizzazione. Indirizzi 1. verso apposite aree attrezzate. generalmente non coordinate in un tessuto urbanistico strutturato. si conformano.R.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
da grandi aree industriali e insediamenti produttivi minori. Art. commerciali compatibili con l’utilizzo residenziale e con le tipologie preesistenti. di iniziativa intercomunale esterne ai centri abitati. Art. ai seguenti ulteriori indirizzi:
. artigianale e commerciale. 95 . si conformano ai seguenti indirizzi:
a) favorire la delocalizzazione delle attività produttive causanti inquinamento acustico. oltre che per riconversione produttiva. Le grandi aree industriali rappresentano il tessuto produttivo delle aree industriali attrezzate. urbanisticamente strutturate e dotate di impianti e servizi. edilizia. I Comuni e le Province nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al P. La grande distribuzione commerciale comprende le infrastrutture commerciali presenti sul territorio.
d) favorire la redazione di piani di riqualificazione ambientale.
Aree estrattive (cave e miniere).Aree speciali. Nelle aree estrattive di cui all’art. integrando gli insediamenti nel paesaggio. la sanità. giustificativi delle esigenze di mercato. prevedendo la realizzazione di aree verdi attrezzate per la sosta e lo svago. Le aree speciali comprendono le grandi attrezzature di servizio pubblico per l’istruzione. b) prevedere piani di mitigazione degli impatti ambientali negativi originati dalla realizzazione di strutture per la grande distribuzione commerciale. Art. 96 . la ricerca (ospedali. per uso industriale locale e rocce ornamentali quali marmi e graniti). 96 è fatto obbligo di presentare progetti corredati da piani di sostenibilità delle attività.
b) predisposizione di linee guida per l’impiego di buone pratiche di coltivazione finalizzate a
contenere gli impatti ambientali. anche attraverso pratiche quali audit e certificazione ambientale. Prescrizioni 1. di mitigazione degli impatti durante l’esercizio e contenenti i piani di riqualificazione d’uso delle aree estrattive correlati al programma di durata dell’attività di estrazione. parchi tecnologici. 99 . 97 . accompagnati da idonea garanzia fidejussoria commisurata al costo del programma di recupero ambientale.) addensate soprattutto in
. Le aree estrattive sono quelle interessate da miniere in attività per la coltivazione e lavorazione di minerali di 1° categoria (minerali di interesse nazionale) e da cave per la coltivazione di materiali di 2° categoria (inerti per il settore delle costruzioni.Aree estrattive (cave e miniere).REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
a) verificare la sostenibilità di nuovi poli commerciali con il potenziale impoverimento funzionale del tessuto urbano. Definizione 1. Art. ecc. c) localizzare progetti di nuove infrastrutture in aree periferiche e abbandonate da riqualificare.Aree estrattive (cave e miniere). Nelle aree estrattive di cui all’art. d) promuovere progetti di riqualificazione del costruito e degli spazi aperti. Definizione 1. Indirizzi 1. Art. 98 . Art. università. garantendone l’accessibilità con i mezzi pubblici. 96 le Autorità competenti si conformano ai seguenti indirizzi:
predisposizione di piani per lo sviluppo sostenibile del settore e per la riqualificazione e il recupero delle aree già degradate da pregresse attività di cava e miniera.
la rete della viabilità (strade e ferrovie). Definizione 1. 99 le Autorità competenti si conformano ai seguenti indirizzi:
a) migliorare gli insediamenti esistenti con piani orientati anche all’incremento dei servizi. salvo impedimenti di natura tecnica. 102 – Sistema delle infrastrutture. 101 . 100 . 2. il ciclo dei rifiuti (discariche. nell’ottica di un
decentramento. energetici. E’ fatto obbligo di realizzare le linee MT in cavo interrato. b) ubicati preferibilmente nelle aree di minore pregio paesaggistico. aeroporti e stazioni ferroviarie). 99 è fatto divieto di ampliamenti o di realizzazione di nuovi insediamenti. Art. dei servizi di istruzione superiore e di quelli sportivi.
e/o abbandonate attraverso progetti di nuove infrastrutture. Gli ampliamenti delle infrastrutture esistenti e la localizzazione di nuove infrastrutture sono ammessi se: a) previsti nei rispettivi piani di settore.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
prossimità dei maggiori centri urbani e impianti sportivi e recreativi. impianti di trattamento e incenerimento). almeno nei maggiori centri urbani. Nelle aree speciali di cui all’art.Sistema delle infrastrutture. ecc. dei
collegamenti ed alla eventuale riqualificazione urbanistica e architettonica degli edifici nonché ambientale degli spazi aperti. i quali devono tenere in considerazione le previsioni del P.P. in mancanza di uno studio sulla verifica dei carichi ambientali. c) progettate sulla base di studi orientati alla mitigazione degli impatti visivi e ambientali. stazioni e linee elettriche) gli impianti eolici e i bacini artificiali. Art.) che sul paesaggio. 103 .
.R. Prescrizioni 1. il ciclo delle acque (depuratori. Indirizzi 1. il ciclo dell’energia elettrica (centrali. Art.Aree speciali. condotte idriche e fognarie).
(consumi idrici. in un’ottica di integrazione di questi insediamenti nel paesaggio.Aree speciali. Art. Prescrizioni 1. Nelle aree speciali di cui all’art. Il sistema delle infrastrutture comprende i nodi dei trasporti (porti.
dovranno essere espletate le procedure di Valutazione d’incidenza. La pianificazione urbanistica e di settore deve riconoscere e disciplinare il sistema viario e ferroviario. In tale categoria.21. Non è consentito il posizionamento di cartellonistica pubblicitaria o altri ostacoli alla percezione visiva. a seguito della realizzazione dei nuovi interventi. che costituiscono la rete di accesso a parti del territorio di elevato valore paesaggistico o attraversano ambiti di particolare sensibilità. comma 4. quali litorali. con significativa intrusione sul panorama da parte delle infrastrutture stesse. boschi. quali. 3. d) Strade di fruizione turistica. in prossimità di Aree Protette.
. nelle aree ricadenti all’interno del sistema regionale dei parchi. i manufatti. La segnaletica turistica deve essere inserita in un progetto organico sovracomunale o provinciale. 42/04. 394/91. secondo il seguente schema: a) Strade statali e provinciali ed impianti ferroviari lineari. i progetti delle opere devono assicurare elevati livelli di qualità architettonica. c) Strade e ferrovie a specifica valenza paesaggistica e panoramica. le litoranee e le strade in quota degli ambienti montani e naturali. spiagge. SIC e ZPS. che hanno conservato anche in parte il tracciato. sulla base di direttive regionali. dei Siti d’Interesse Comunitario di cui alla Direttiva 92/43 CE “Habitat”. dal punto di vista paesaggistico. delle riserve e dei monumenti naturali. ricorrendo anche alla separazione delle carreggiate per adattarsi nel modo migliore alle condizioni del contesto. nonché dei parchi nazionali ai sensi della Legge n. L’inserimento nel paesaggio di dette infrastrutture deve essere valutato tra soluzioni alternative di tracciati possibili. che costituiscono la rete di accesso a parti del territorio di elevato valore paesaggistico e di fruibilità turistica. Per la realizzazione di nuove infrastrutture. le opere d’arte. Non sono consentiti interventi che ne stravolgano le caratteristiche e i tracciati. sono da considerarsi beni identitari regionali. con riferimento a prefissati coni visivi determinati sia dal percorrere l’infrastruttura. scogliere. Per tale categoria devono essere previsti interventi di riqualificazione e valorizzazione attraverso la realizzazione di punti di belvedere e la promozione di progetti di catalogazione e mantenimento delle visuali a più elevato pregio paesaggistico.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi dell’articolo 134 del Decreto legislativo n. Sono costituiti dalle principali direttrici di traffico da considerarsi di interesse paesaggistico in quanto costituiscono il supporto per la fruizione e la comprensione del territorio e del paesaggio regionale. 4. sulla base dell’impatto visivo. b) Strade e ferrovie storiche. fatto salvo quanto disposto dall’art. e di eliminare altresì le linee aeree che non risultassero più funzionali. che dai punti del territorio di potenziale stazionamento dei percettori.
trattamenti antipolvere e siepi. Art. includendo anche i tracciati dei tronchi ferroviari parzialmente dismessi o smantellati.
. La presente disposizione non è applicabile alle strade statali e provinciali con funzione di trasporto e accessibilità principale. di cordoli e manufatti in calcestruzzo e devono prevedere per quanto possibile l’uso di materiali naturali quali terre stabilizzate. I progetti delle opere previste dai piani di settore devono garantire elevati livelli di qualità architettonica in armonia con il contesto e devono privilegiare l’uso di energie alternative rinnovabili.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
zone umide. di penetrazione agraria o forestale. al di fuori dei coni visivi e comunque tali da salvaguardare la percezione di integrale naturalità dei luoghi. piani di riqualificazione correlati al programma di durata dell’attività. 5.Sistema delle infrastrutture. Indirizzi 1. I Comuni devono completare il quadro conoscitivo del PPR. 2. 4. Gli interventi di nuova realizzazione. L’uso di asfalti e cementi può essere autorizzato qualora sia dimostrato di non potervi provvedere con tecnologie alternative. da posizionarsi ad opportuna distanza dal sistema ecologico sensibile di attrazione. in tal caso gli interventi di cui sopra sono autorizzati dalla Giunta regionale previa intesa tra gli enti interessati ai sensi dell’articolo 11 delle presenti norme. La realizzazione e l’ampliamento di discariche e impianti connessi al ciclo dei rifiuti è subordinata alla presentazione di progetti corredati da: 1. Tali strade devono essere dotate di adeguati spazi per parcheggi in funzione del carico turistico sostenibile. 3. rurali. 3. idonea garanzia fidejussoria commisurata al costo del programma di recupero ambientale per le discariche e all’entità del rischio ambientale per gli impianti. La pianificazione settoriale provvede all’ individuazione dei “corridoi energetici”. avuto riguardo della minimizzazione degli impatti attesi. gestione e manutenzione devono escludere l’uso dell’asfalto. al fine di promuoverne azioni di recupero. Le categorie di cui ai precedenti punti d) ed e) si considerano di interesse paesaggistico in quanto strutturano una parte rilevante del paesaggio regionale. intesi come porzioni di territorio regionale in cui prevedere la successiva collocazione di tracciati delle reti energetiche e delle telecomunicazioni. 6. ecc. piani di sostenibilità delle attività e di mitigazione degli impatti durante l’esercizio. 2. che pure costituiscono elemento caratterizzante del paesaggio. e) Strade di appoderamento. 104 . con annessi spazi di sosta e parcheggi. I piani di settore delle infrastrutture devono essere verificati alla luce delle disposizioni generali riportate nella Parte I.
recepire i siti interessati da habitat naturali e da specie floristiche e faunistiche di interesse comunitario e le relative tutele. A seguito dell’approvazione del presente P.. acquisire previa verifica i dati e le informazioni necessarie alla costituzione del quadro conoscitivo territoriale provinciale integrandosi a tale scopo con quelli della pianificazione regionale. al fine di conferire contenuti paesaggistici alla pianificazione provinciale. 2. In sede di adeguamento della strumentazione provinciale e comunale al PPR.
PARTE III . con particolare riferimento alle aree boschive urbane e periurbane. le condizioni di fragilità ambientale.A.R.R.P. 3.P. provvedendo inoltre a: 1. entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore. acustico e di corpi idrici. Gli strumenti vigenti di pianificazione regionale per la realizzazione delle infrastrutture.R. con particolare riferimento al rischio geologico.U.
. idraulico e idrogeologico e alla salvaguardia delle risorse del territorio. prescrivendo gli usi espressamente vietati in quanto incompatibili con le esigenze di tutela. quali parti integranti dei propri piani urbanistici: a) alla difesa del suolo e alla sicurezza degli insediamenti. previsioni. 2.NORME FINALI
Art. 105 . b) alla prevenzione e difesa dall'inquinamento atmosferico.S. le Province adeguano i propri piani urbanistici alle sue disposizioni.Adeguamento degli atti di programmazione e pianificazione regionale. 1. i nuovi atti di programmazione e pianificazione regionale settoriale si conformano agli indirizzi e obiettivi in esso contenuti. e prescrizioni.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
5. c) alla prevenzione degli incendi. Art. l’organizzazione dei servizi e la difesa del suolo si conformano al presente P. Entro sei mesi dalla pubblicazione nel B. 106 .P. definire gli interventi di prevenzione dei rischi secondo gli indirizzi stabiliti da piani e programmi regionali adottando discipline finalizzate.R.Adeguamento della disciplina urbanistica provinciale 1. determinando. del P. dovranno essere specificatamente individuate le porzioni di infrastruttura con valenza paesaggistica e panoramica e/o di fruizione turistica come definite dalle presenti norme.
8. Per i Comuni il cui territorio è solo in parte ricompreso negli ambiti di paesaggio costieri di cui all’articolo 14. la strategia di tutela e di valorizzazione del patrimonio agroforestale e dell’agricoltura specializzata.
4. individuare gli ambiti per la pianificazione dei nuovi insediamenti industriali.R.
riportare sulla cartografia i vincoli territoriali previsti da disposizioni di legge.
7. 25 novembre 2004. artigianali.
collaborare con i Comuni alla perimetrazione dei centri storici e degli immobili di notevole interesse pubblico di valenza sovracomunale.P.
individuare e disciplinare i corridoi ecologici al fine di costruire una rete di connessione tra le aree protette. 12. 13.
. complessi ed edifici di pregio architettonico con le relative pertinenze e i contesti figurativi.
coordinare le iniziative comunali finalizzate alla localizzazione dei distretti produttivi. armonizzare i criteri di utilizzo e destinazione d’uso dei territori limitrofi di Comuni confinanti. 2. comma 6.Adeguamento della disciplina urbanistica comunale 1. 334..
indicare gli obiettivi generali. I Comuni. n. alla individuazione di ville. entro dodici mesi. 107 . secondo quanto disposto dall’articolo 2. da destinare a particolare disciplina ai fini della tutela delle risorse naturali e della salvaguardia del paesaggio. i biotopi e le aree naturali. 8. i biotopi e le altre aree naturali. le principali aree di risorgiva. in coerenza con gli strumenti di programmazione del settore agricolo e forestale. turistico-ricettivi e delle grandi strutture di vendita.P.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
alla perimetrazione delle aree a rischio di incidente rilevante di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999. individuare e precisare gli ambiti di tutela per la formazione di parchi e riserve naturali di competenza provinciale nonché le zone umide. 3. della L. individuare gli eventuali ambiti per la pianificazione coordinata tra più Comuni. precisare gli ambiti paesaggistici di rilievo sovracomunale e promuovere la riqualificazione e la valorizzazione dei paesaggi. n. I Comuni il cui territorio ricade interamente negli ambiti di paesaggio costieri di cui all’articolo 14 adeguano i propri Piani urbanistici alle disposizioni del P. Art.
10.R. nell’adeguare i propri strumenti urbanistici alle disposizioni e previsioni del P. 6.R. Nell’allegato 4 sono rappresentati i comuni il cui territorio risulta interamente ovvero parzialmente compreso negli ambiti di paesaggio. il termine decorre dall’entrata in vigore della disciplina del PPR relativa agli ambiti interni. i fiumi e le risorgive. 11.
42/2004 e beni identitari di cui all’art. regolare e ottimizzare la pressione del sistema insediativo sull’ambiente naturale. f. 9 del PPR. determinare le proposte di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni urbanistiche in considerazione dei valori paesaggistici riconosciuti nel territorio comunale. c. g. delle opere e degli interventi che concorrono. definire le condizioni di assetto necessarie per realizzare un sistema di sviluppo soste-nibile a livello locale. alle tecniche e materiali costruttivi tipici del luogo. il potenziamento delle infrastrutture e delle dotazioni ecologiche ambientali costituite dall’insieme degli spazi.R. una disciplina edilizia orientata al mantenimento delle morfologie e degli elementi costitutivi tipici. stabilire le modalità per la valorizzazione ambientale e paesaggistica del proprio terri-torio in conformità alle previsioni del P. correlata alle tipologie architettoniche. individuare i fattori di rischio e gli elementi di vulnerabilità del paesaggio nel proprio ambito di competenza. una disciplina degli usi e delle trasformazioni. sulla base della tipizzazione del P.P. e. 3. orientata a limitare il consumo del territorio. d. Tale disciplina si ispira alla considerazione del valore pubblico delle facciate e dei prospetti che si affacciano sulle piazze e sulle vie. individuare i caratteri connotativi della propria identità e delle peculiarità paesaggistiche. a migliorare la qualità
. b. in quanto elementi costitutivi e fondamentali del valore complessivo dell’insediamento urbano e della sua comunità..R. Essa dovrà contenere pertanto opportuni piani del colore. 2. la progettazione di nuove tipologie attraverso la rielaborazione di tipologie tradizionali e nuove soluzioni architettoniche elaborate con il contributo di architetti e professionisti di chiara fama. gli elementi areali e puntuali del territorio sottoposti a vincolo in quanto beni paesaggistici ai sensi dell’art. provvedono a: a. 134 d. degli abachi. individuare. I Comuni in tali piani dovranno anche prevedere nel contesto di generale coerenza col tessuto edilizio tradizionale. delle risorse non rinnovabili e alla prevenzione integrata degli inquinamenti. insieme alle infrastrutture per l’urbanizzazione degli insediamenti. analizzando le interazioni tra gli aspetti storico-culturali dell’ambiente naturale e antropizzato e promuovere il mantenimento e la valorizzazione. migliorando la vivibiltà dell’ambiente urbano e i valori paesaggistici del territorio attraverso: 1. 4.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
al fine di conferire contenuti paesaggistici alla pianificazione urbanistica comunale. la realizzazione di interventi di riequilibrio e di mitigazione degli impatti negativi dell’attività antropica. delle facciate e delle tipologie ammissibili nelle diverse zone urbane..P.lgs.
le cui componenti principali sono:
a) le basi informative topografiche e geologiche. Eventuali correzioni dei tematismi rispetto alle cartografie del P.R. agli Uffici regionali per la gestione e il controllo del territorio.R. c)
le basi informative sullo stato di fatto e di diritto risultante dagli strumenti della pianificazione territoriale e dagli atti di governo del territorio. al fine dell’integrazione delle conoscenze territoriali del S.. mod. delle componenti di paesaggio. 109 . che non ne alterino i contenuti sostanziali. 42 e succ.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
dell’ambiente urbano. purchè deliberate dalla Giunta regionale Art. reso anche accessibile attraverso lo specifico sito regionale. 4.T. Le Province. nell’adeguarsi alle prescrizioni del P. non costituiscono variante al P. Art. La Regione. n. le riprese aeree e
satellitari. i Comuni e gli enti pubblici concorrono all’aggiornamento dei dati secondo le procedure della gestione integrata del S..I. 4. con cadenza trimestrale.R. Dalla stessa data gli Uffici tecnici comunali trasmettono. dall’adozione del P. trasmettono alla Direzione dell’Assessorato regionale dell’Urbanistica i piani attuativi approvati dagli organi consiliari.Verifica della compatibilità paesaggistica 1. 2.R. provvede al riordino delle conoscenze territoriali al fine della costituzione del quadro di riferimento fondamentale di supporto al governo del territorio . E’ soggetta a valutazione di compatibilità paesaggistica la realizzazione dei seguenti interventi di opere di grande impegno territoriale. dislocati nelle sedi provinciali. attraverso il Sistema Informativo Territoriale. I Comuni. ancorché non ricadenti nelle aree e immobili di cui all’ art. secondo regole tecniche concordate.
b) le basi informative tematiche sullo stato delle risorse essenziali del territorio. dei beni paesaggistici e dei beni identitari presenti nel proprio territorio. qualora positivamente accolte in sede di verifica di coerenza di cui all’art.P. le cartografie storiche.. procedono alla puntuale identificazione cartografica degli elementi dell’assetto insediativo. le ortofotocarte. Il suddetto quadro conoscitivo aggiornato. 108 – Quadro delle conoscenze territoriali 1. 3. 7/2002.P.P. 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004.:
. 31 della L.T.R. l’elenco e le statistiche delle concessioni edilizie rilasciate.R.P. mitigandone gli impatti negativi.I. costituisce il riferimento fondamentale per l’elaborazione delle carte tematiche da utilizzare negli strumenti di pianificazione territoriale urbanistica..R. anche in collaborazione con i competenti organi del MIBAC. I Comuni.
deve essere rimossa tutta la cartellonistica commerciale dislocata lungo la viabilità principale della Regione. 28/98. commerciali. h) infrastrutture. termovalorizzazione e stoccaggio. discariche e impianti di smaltimento dei rifiuti. Tale divieto opera altresì lungo le viabilità principali della Regione (statali e provinciali) lungo i cigli delle strade e comunque per tutto l’ambito dei coni visivi degli automobilisti. g) depositi di merci e materiali. In prossimità dei beni paesaggistici di cui all’articolo 8 è vietato collocare cartelli e altri mezzi di pubblicità commerciale se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente individuata ai sensi della L. interventi di sistemazione idrogeologica. Art.
. nonché delle indicazioni segnalabili aventi finalità turistica locale. m) torri. da emanarsi entro tre mesi dalla data di approvazione del P. l) reti infrastrutturali. c) campeggi e aree di sosta attrezzata per caravan. Le procedure e gli interventi relativi alla compatibilità paesaggistica territoriale sono spe-cificati da una deliberazione della Giunta regionale. impianti di irrigazione. agricoli. interventi di urbanizzazione primaria. n) o) p) q) impianti di risalita. direzionali e produttivi. n. d) impianti agro-forestali. tralicci e ripetitori per la telecomunicazioni. 3. zootecnici e di acquacultura. sbarramenti e invasi. permanenti e provvisori.. turistici.Cartellonistica commerciale 1. b) complessi residenziali. Nelle aree di elevata qualità paesaggistica è comunque vietata l’installazione di pannelli di pubblicità commerciale. e) impianti per la produzione energetica.R.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
a) complessi sportivi e parchi tematici.R.P. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del P. 110 .
2. f) dighe. 2. i) opere e infrastrutture stradali e ferroviarie.P.R. ad eccezione delle insegne e delle indicazioni segnalabili relative alle attività produttive e ai servizi pubblici e privati ivi esistenti.
storico culturale o insediativo. interventi singoli o in complesso.Impianti energetici 1. La Regione. interventi singoli o in complesso. le Province ed i Comuni attivano programmi e progetti di riqualificazione delle opere incongrue. di valore estetico nullo o negativo o in disarmonia con il contesto. I Comuni provvedono. 8/2004.. le Province ed i Comuni attivano iniziative finalizzate ad incentivare la realizzazione e a sostenere le opere di qualità. Entro dodici mesi dall’approvazione del P. Negli ambiti di paesaggio costieri di cui all’art. edifici. d’intesa con le Province ed i Comuni istituisce il registro delle opere di qualità ed entro sei mesi dall’approvazione del PPR provvede ad avviarne il loro censimento e la catalogazione e ne rende noti i primi risultati. 2. Art. Per opere di qualità si intendono manufatti. edifici. La Regione. 5. Fino all’approvazione di tale studio continuano ad applicarsi agli impianti eolici le norme di cui al comma 3 dell’articolo 8 della legge regionale n.P. storico culturale o insediativo.Riqualificazione delle opere incongrue e valorizzazione delle opere di qualità 1. 112 . Per opere incongrue si intendono manufatti. La Regione. qualora previsti dal piano energetico. la Regione elabora uno studio specifico per individuare le aree di basso valore paesaggistico dove ubicare gli eventuali impianti eolici. 4.
. 14 è comunque vietata la realizzazione di impianti eolici e di trasporto di energia in superficie.REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
4. 111 . Art. anche attraverso appositi piani di arredo urbano. che possono causare la perdita di identità del luogo con deprezzamento sia della zona in cui sono realizzate che delle zone circostanti. legittimamente autorizzati. 2. di va-lore estetico elevato. finalizzati a restituire livelli di valore paesaggistico elevati al contesto di natura ambientale. d’intesa con le Province ed i Comuni istituisce il registro delle opere in-congrue ed entro sei mesi dall’approvazione del PPR provvede ad avviarne il loro censimento e la catalogazione e ne rende noti i primi risultati. che propongono in maniera riconoscibile il linguaggio della scuola di appartenenza e valorizzano il contesto ambientale.R. realizzati da artisti o architetti di chiara fama. 3. a disciplinare l’installazione di insegne nonché di cartelli stradali e pubblicitari. 7. Nei casi di opere incongrue di cui al secondo comma la Regione attiva i procedimenti per la sua demolizione anche tramite procedure negoziali con i privati interessati. 6. La Regione.
Rappresentazioni cartografiche 1. I tematismi riportati nelle cartografie del P. i Comuni devono perimetrare e specificare i beni.R. le aree e gli immobili alla scala di dettaglio. Nell’adeguamento degli strumenti di pianificazione al P.Entrata in vigore del P. 1.P.R.P.R. nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna. Il P. Art.R. entra in vigore il giorno della pubblicazione.P.
.P. 114 . 113 .REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Art. derivano da analisi condotte a scala territoriale. del decreto del Presidente della Regione avente per oggetto la pubblicazione della deliberazione di approvazione da parte della Giunta regionale e conserva la propria efficacia a tempo indeterminato. le componenti di paesaggio. 2.
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 Art. 7
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 articolo 1
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Art. 31

Art. 44

Art. 51

Art. 5
 Art.10

Art. 79
 Art. 2
 Art. 96
 Art. 98

Art. 105
 Art.
10