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Timestamp: 2017-01-20 16:06:47+00:00

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EFFETTI dei nutrienti per la fertilità maschile ✓
Nutrienti e la fertilità maschileCome gli aminoacidi, le vitamine e gli oligoelementi migliorano la qualità dello sperma
I nutrienti per la fertilità maschile e i loro effetti clinicamente dimostrati
Per mantenersi in salute il nostro organismo ha bisogno di assumere una quantità adeguata di nutrienti. Espletare in modo ottimale i diversi processi fisiologici richiede una varietà di vitamine, minerali, aminoacidi e oligoelementi. Nell’uomo, la produzione di sperma è molto sensibile a bassi livelli di nutrienti e allo stress ossidativo.
Numerosi studi di ricerca scientifici sottoposti a valutazione inter pares dimostrano che i benefici dei micronutrienti sulla fertilità maschile sono significativi. Specularmente, l’assenza o la carenza di alcuni nutrienti possono portare alla subfertilità maschile. Raramente la scarsità di un singolo nutriente causa l’infertilità totale, ma può essere sufficiente a ridurre la fertilità e quindi a ritardare il concepimento.
Nutrienti fondamentali per favorire la fertilità maschile
L’Arginina, un aminoacido non essenziale, reca benefici sia diretti che indiretti alla fertilità maschile.
Essendo un precursore dell’ossido nitrico, l’Arginina promuove la dilatazione vascolare e la corretta circolazione del flusso ematico. Tali aspetti influenzano indirettamente e in modo positivo la fertilità perché favoriscono l’erezione e quindi aumentano statisticamente le probabilità di concepire.
Gli studi confermano che l’integrazione di Arginina migliora indirettamente la fertilità agendo sulle funzioni sessuali di uomini che soffrono di disfunzioni erettili1.
Inoltre, l’Arginina influenza direttamente alcuni parametri essenziali relativi agli spermatozoi. Numerosi studi clinici dimostrano che 4-8 gr di Arginina al giorno migliorano la conta spermatica, la motilità e la concentrazione degli spermatozoi2 e il volume dell’eiaculazione3.
Grazie all’assenza di effetti indesiderati, questo aminoacido favorisce una sana fertilità maschile in modo sicuro.
Il Glutatione è un potente antiossidante che protegge gli spermatozoi dai danni provocati dai radicali liberi. Studi clinici hanno dimostrato un legame tra valori spermatici anormali e livelli scarsi di Glutatione nel plasma seminale.
Il Glutatione sembra quindi essere fondamentale nella salvaguardia del volume eiaculato, della conta spermatica4, della motilità5 e della morfologia degli spermatozoi6.
Il Glutatione può essere fornito dall’organismo il quale, per produrlo, deve poter contare sulla disponibilità di alcuni aminoacidi, in particolare la L-Cisteina. In periodi di stress o malattia, la richiesta di Glutatione e Cisteina da parte dell’organismo può essere elevata.
Di conseguenza, la Cisteina può essere insufficiente, risultare in bassi livelli di Glutatione e quindi influenzare negativamente la fertilità. Per questo è essenziale garantire un apporto adeguato tramite la dieta.
Carnitina La Carnitina è un aminoacido importante per una buona produzione e motilità degli spermatozoi7. Questa sostanza, sintetizzata dall’aminoacido Lisina e dalla Metionina, contribuisce a fornire energia ai mitocondri e a rimuovere i prodotti di scarto risultanti dalla produzione di energia.
La ricerca ha scoperto un legame tra bassi livelli di Carnitina e l’infertilità maschile8. Altri studi suggeriscono che l’integrazione di Carnitina potrebbe migliorare la qualità degli spermatozoi in generale9.
In definitiva, è dimostrato che l’integrazione di aminoacidi aumenta la conta spermatica e migliora la concentrazione e la motilità degli spermatozoi salvaguardandone l’integrità e la morfologia. “Banihani S. et.al. (2012). Human sperm DNA oxidation, motility and viability in the presence of L-carnitine during in vitro incubation and centrifugation. Andrologia, Volume 44, Articolo 1, (pp. 505-12)”].
Studi dimostrano che la Vitamina A gioca un ruolo fondamentale nella spermatogenesi. Tale vitamina contribuisce ad attivare i recettori nucleari che mandano ai testicoli il comando di produrre lo sperma10.
Sebbene siano necessari ulteriori studi per determinare dosi di integratori adeguate, elementi di prova preliminari indicano che la Vitamina A potrebbe essere utilizzata nel trattamento dell’infertilità maschile e aumentare le probabilità di successo di sistemi di fecondazione artificiale come la fecondazione in vitro e l’inseminazione intrauterina11.
È stato dimostrato che l’acido folico, già ampiamente apprezzato per gli effetti positivi sulla salute della funzione riproduttiva nella donna, può migliorare anche la fertilità maschile. Infatti ha un ruolo nella spermatogenesi e quindi nell’aumento della conta e della densità spermatica12.
Inoltre, contribuisce a proteggere gli spermatozoi in fase di sviluppo da difetti cromosomici13, che possono avere effetti negativi sulla fertilità.
Bassi livelli di acido folico vengono collegati a una probabilità di aborto superiore alla media del 30%. Circa l’80% degli uomini presenta un livello di acido folico carente.
Per una produzione spermatica sana è necessaria l’assunzione di Vitamina B12. Tale nutriente è fondamentale per la replicazione e lo sviluppo del DNA, oltre che per la produzione di sperma e l’ottenimento di una conta spermatica sana.
Generalmente, l’acido ascorbico (Vitamina C) si trova in alta concentrazione nel plasma seminale. Studi dimostrano che questa vitamina è responsabile della neutralizzazione dei radicali liberi negli spermatozoi fino al 65%. Tale azione protegge lo sperma in fase di sviluppo e di fertilità.
Livelli carenti di acido ascorbico nel plasma seminale sono associati alla riduzione della conta e della motilità spermatica, oltre all’aumento delle anomalie morfologiche14. Si stima che un terzo della popolazione segua una dieta non abbastanza salubre che non fornisce loro la quantità minima di Vitamina C di 80 mg al giorno.
Lo sperma umano presenta dei recettori il cui compito specifico è legarsi alla Vitamina D15.
Sebbene siano necessarie ricerche più approfondite, gli studi iniziali suggeriscono che da un punto di vista genetico, per la produzione di spermatozoi sani l’organismo ha bisogno della Vitamina D16. Sembrerebbe infatti che tale vitamina giochi un ruolo fondamentale nel regolare la frammentazione del DNA e nello stabilizzare la struttura cromosomica.
Nella popolazione, è comune registrare livelli carenti di Vitamina D. Dal 70 all’80% degli europei presenta livelli di Vitamina D non ottimali. Il problema si accentua nell’Europa centrale e del nord, specie in inverno.
La Vitamina E è particolarmente importante nella riduzione dello stress ossidativo e di conseguenza nella salvaguardia degli spermatozoi e del DNA17. Sono stati inoltre dimostrati effetti benefici diretti sulla motilità dello sperma18. Gli uomini che presentano un livello di fertilità scarso possono quindi aumentare le probabilità di un concepimento assumendo Vitamina E. Circa metà della popolazione non assume la dose minima giornaliera consigliata di 12 mg di vitamina E.
Il coenzima Q10 presenta una struttura simile alle vitamine e come loro aiuta a ridurre i danni provocati dai radicali liberi. Studi dimostrano che l’integrazione di Q10 può migliorare la morfologia, la densità e la motilità degli spermatozoi19.
Tale micronutriente è essenziale per il movimento in avanti degli spermatozoi20 e per la protezione dagli effetti dei radicali liberi21.
Studi dimostrano che i livelli di acido grasso Omega 3 nel plasma ematico possono influenzare la fertilità. Infatti gli uomini non fertili presentano una concentrazione più bassa di tale acido grasso nello sperma rispetto agli uomini fertili22. Ulteriori ricerche suggeriscono che l’integrazione di Omega 3 possa avere effetti positivi sull’infertilità idiopatica (infertilità inspiegata)23.
Studi clinici dimostrano che i componenti dell’estratto di corteccia di pino migliorano la morfologia, la motilità e la conta spermatica.24
Inoltre, l’estratto di corteccia di pino sembrerebbe amplificare i benefici dell’Arginina sulla fertilità maschile. Infatti, alcuni studi dimostrano che l’estratto ottenuto da pini marittimi francesi, in combinazione con l’Arginina, può curare efficacemente l’infertilità idiopatica (infertilità inspiegata)25.
Altri studi clinici suggeriscono che l’estratto di corteccia di pino favorisca la fertilità maschile migliorando la resistenza fisica e la funzione erettile26.
Questo oligoelemento favorisce l’integrità strutturale degli spermatozoi, aiuta a ridurre lo stress ossidativo e contribuisce a migliorare la motilità dello sperma27. Le coltivazioni europee sono particolarmente carenti di selenio.
Lo zinco è uno degli oligoelementi più importanti per la fertilità maschile28. Si tratta di un elemento fondamentale per la produzione della membrana e della coda degli spermatozoi29.
Alcuni studi indicano una relazione tra l’infertilità e una ridotta concentrazione di zinco nel plasma seminale30. In mancanza di una riserva di zinco sufficiente, gli spermatozoi non maturano ad una velocità normale, con effetti negativi sulla conta spermatica31. Tale fenomeno può eventualmente portare alla subfertilità.
Quando assumere i micronutrienti?
Generalmente, a una coppia che desidera concepire si consiglia di tenere uno stile di vita sano. La fertilità maschile non dovrebbe essere promossa solo in situazioni legate alla terapia clinica.
Uno dei modi più semplici ed efficaci per garantire all’organismo un apporto adeguato di nutrienti per la fertilità è l’assunzione di integratori alimentari.
Migliorare le probabilità in modo efficace ed efficiente
Agli uomini che vogliono creare una famiglia si raccomanda fortemente l’assunzione di integratori alimentari. In questo modo si risolverà ogni eventuale problema di fertilità legato alla carenza di nutrienti. Si tratta di una strada efficace, economicamente accessibile, provata e conveniente per favorire la fertilità maschile, in particolare se consideriamo i costi elevati e le probabilità di riuscita incerte di trattamenti per la fertilità come la fecondazione in vitro o l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo.
In combinazione con modifiche positive al proprio stile di vita, gli integratori possono giocare un ruolo importante nel migliorare le probabilità di concepire.
Nutrienti: meglio singoli o combinati?
La tenuta di una catena si calcola sull’anello più debole. Sia che un uomo presenti una conta spermatica bassa o una motilità carente, sia che abbia una scarsa qualità degli spermatozoi in generale, è più efficace assumere un prodotto che offra una combinazione di vari nutrienti per la fertilità. In questo modo si aumentano le probabilità di massimizzare diversi parametri legati allo sperma e, di conseguenza, la conta degli spermatozoi mobili totali (TMS).
Il totale degli spermatozoi mobili è il risultato matematico del rapporto tra conta spermatica, motilità e volume dello sperma e indica quanti milioni di spermatozoi di ottima qualità sono presenti in una eiaculazione.
I micronutrienti per la fertilità sono tutti economicamente accessibili, ben tollerati e la loro efficacia nel migliorare al contempo numerosi parametri relativi allo sperma è dimostrata.
Aumentare l’assunzione di nutrienti per favorire la fertilità maschile
Data l’efficacia dei nutrienti sulla fertilità maschile, gli uomini che desiderano creare una famiglia devono prestare particolare attenzione alla loro dieta.
Nonostante l’organismo possa produrre da solo alcuni aminoacidi come il Glutatione, l’Arginina e la Carnitina, spesso è necessario ricorrere ad integratori per raggiungere livelli adeguati.
Sebbene una dieta equilibrata contenente alimenti non processati possa favorire la disponibilità dei nutrienti necessari per una fertilità sana, tali apporti possono essere limitati. Ad esempio, durante una malattia o periodi di stress prolungati, la richiesta nutrizionale dell’organismo aumenta e questo può talvolta portare a una riduzione della fertilità.
Inoltre, alcuni fattori legati allo stile di vita, come il consumo di tabacco e alcol, un riposo insufficiente, un eccessivo aumento di peso e la mancanza di attività fisica, possono avere effetti negativi sulla fertilità.
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