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Timestamp: 2019-11-13 17:32:53+00:00

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Cassazione civile, Ordinanza 11 ottobre 2018, n. 25352 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Cassazione civile, Ordinanza 11 ottobre 2018, n. 25352
1. Nel 2002, (OMISSIS) e (OMISSIS) convenivano in giudizio il Comune di XXXXX, per sentirlo condannare al risarcimento ex articolo 2051 c.c. dei danni occorsi al veicolo della (OMISSIS), condotto dal (OMISSIS), e alla persona di quest’ultimo, in ragione di un sinistro stradale che vedeva l’autovettura precipitare nella scarpata sottostante la carreggiata. Si costituiva l’Ente, che chiedeva che venisse chiamata in causa la (OMISSIS) Srl, societa’ appaltatrice dei lavori di sistemazione della strada comunale all’epoca dell’incidente, e la (OMISSIS), per essere dalle stesse manlevata in caso di condanna. Con sentenza n. 2269/2013, il Tribunale di Messina rigettava la domanda attorea.
2. I coniugi (OMISSIS) e (OMISSIS) proponevano appello avverso la predetta sentenza, chiedendone l’integrale riforma, con il pieno riconoscimento di responsabilita’ degli appellati in ordine al sinistro e con vittoria delle spese e compensi di entrambi i gradi di giudizio; in via subordinata, domandavano l’applicazione dell’articolo 1227 c.c.. La Corte d’Appello di Messina, con sentenza 713, del 23 novembre 2016, accoglieva parzialmente il gravame, individuando in pari misura la colpa concorrente dell’attore e della societa’ nella causazione dell’incidente. La Corte motivava la statuizione ponendo in risalto la contraddittorieta’ delle risultanze acquisite nel giudizio di primo grado ed il verbale redatto dai carabinieri nell’immediatezza del sinistro, che deponeva in favore della tesi, disconosciuta dal Tribunale, della mancanza all’imbocco della strada di un segnale verticale di divieto di accesso, riconducibile a colpa della (OMISSIS) srl. Parimenti, la Corte statuiva che la causazione del sinistro fosse per il 50% riconducibile al (OMISSIS), che non avrebbe adeguato la condotta alle condizioni della strada, che si presentava in stato del tutto precario.
6.1. Con il primo motivo la ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’articolo 345 c.p.c., comma 1, in relazione all’articolo 360 c.p.c., n. 3, avendo la Corte territoriale accolto la domanda subordinata degli appellanti relativa all’accertamento del concorso di colpa ex articolo 1227 c.c., proposta dai coniugi (OMISSIS) e (OMISSIS) soltanto in sede d’appello. 6.2. Con il secondo motivo si duole della violazione e falsa applicazione dell’articolo 345 c.p.c., comma 3, in relazione all’articolo 360 c.p.c., n. 3, avendo la Corte posto a fondamento della decisione relativa alla quantificazione del danno la CTU medico-legale, la cui ordinanza di ammissione era stata revocata dal Giudice di primo grado ex articolo 177 c.p.c..
6.4. Con il quarto motivo censura l’omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia: articolo 360 c.p.c., n. 5, avendo la Corte d’Appello omesso di porre a fondamento della propria decisione la deposizione, dalla rilevanza decisiva, dell’Agente di Polizia Municipale YYYYY, escusso quale testimone. I quattro motivi di ricorso congiuntamente esaminati sono inammissibili perche’ generici, aspecifici e richiedono una nuova rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimita’. E comunque il primo ed il secondo motivo sarebbero ugualmente infondati perche’ in una controversia risarcitoria in cui si discuta circa l’effettiva quantificazione dei pretesi danni, non configura come domanda nuova, inammissibile in appello, la prospettazione di un concorso di colpa del danneggiato, trattandosi soltanto di argomentazione difensiva utile al fine di dimostrare l’eccessivita’ del risarcimento dedotta “ab origine” (Cass. 13902/2013). Infatti in tema di risarcimento del danno, il fatto colposo del creditore che abbia contribuito al verificarsi dell’evento dannoso (ipotesi regolata dall’articolo 1227 c.c., comma 1) e’ rilevabile d’ufficio, per cui la sua prospettazione non richiede la proposizione di un’eccezione in senso proprio, costituendo mera difesa, a differenza dell’aggravamento del danno derivante dal comportamento colposo successivo del danneggiato, previsto dal secondo comma della medesima disposizione (v. Cass., 25 settembre 2008, n. 24080; 23 gennaio 2006, n. 1213), con la conseguenza che, nel primo caso, il giudice deve proporsi d’ufficio l’indagine riguardo al concorso di colpa del danneggiato (sempre che risultino prospettati gli elementi di fatto dai quali sia ricavabile la colpa concorrente, sul piano causale, dello stesso danneggiato come nel caso di specie), e cio’ nella considerazione che tale indagine sia intrinseca alla ricostruzione del fatto storico. Il terzo e quarto motivo sono inammissibile perche’ e’ principio consolidato di questa Corte che con la proposizione del ricorso per Cassazione, il ricorrente non puo’ rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme, l’apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall’analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in se’ coerente. L’apprezzamento dei fatti e delle prove, infatti, e’ sottratto al sindacato di legittimita’, dal momento che nell’ambito di detto sindacato, non e’ conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio convincimento e, all’uopo, di valutare le prove, controllarne attendibilita’ e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione (Cass. 7921/2011). Il quarto motivo e’ anche fuori dai limiti posti da Cass. 8053-8054/2014. 7. Le spese seguono la soccombenza.

References: articolo 2051
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1227
 articolo 177
 articolo 360
 Cass.