Source: http://www.morasha.it/tesi/dlcn/dlcn_a02.html
Timestamp: 2018-12-12 11:59:01+00:00

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Capo primo. Provvedimenti relativi ai matrimoni.
Art. I. Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito.
II matrimonio celebrate in contrasto con tale divieto è nullo.
Art. 2. Fermo il divieto di cui allart. I, il matrimonio del cittadino italiano con persona di nazionalità straniera è subordinato al preventivo consenso del Ministro per 1'Interno.
I trasgressori sono puniti con 1'arresto fino a tre mesi e con 1'ammenda fino a lire diecimila.
Art. 3. Fermo sempre il divieto di cui allart. I, i dipendenti delle Amministrazioni civili e militari dello Stato, delle Organizzazioni del Partito Nazionale Fascista o da esso controllate, delle Amministrazioni delle Province, dei Comuni, degli Enti parastatali e delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali non possono contrarre matrimonio con persone di nazionalità straniera.
Salva 1'applicazione, ove ne ricorrano gli estremi, delle sanzioni previste dal-1'art. 2, la trasgressione del predetto divieto importa la perdita dellimpiego e del grado.
Art. 4. Ai fini dellapplicazione degli artt. 2 e 3, gli italiani non regnicoli non sono considerati stranieri.
Art. 5. L'ufficiale dello stato civile, richiesto di pubblicazioni di matrimonio, è obbligato ad accertare, indipendentemente dalle dichiarazioni delle parti, la razza e lo stato di cittadinanza di entrambi i richiedenti.
Nel caso previsto dallart. I, non procederà ne alle pubblicazioni né alla celebrazione del matrimonio.
L'ufficiale dello stato civile che trasgredisce al disposto del presente articolo è punito con 1'ammenda da lire cinquecento a lire cinquemila.
Art. 6. Non può produrre effetti civili e non deve, quindi, essere trascritto nei registri dello stato civile, a norma dellart. 5 della legge 27 maggio 1929-VII, n. 847,
11 matrimonio celebrato in violazione dellart. I.
Al ministro del culto, davanti al quale sia celebrato tale matrimonio, è vietato 1'a-dempimento di quanto è disposto dal primo comma dellart. 8 della predetta legge.
I trasgressori sono puniti con 1'ammenda da lire cinquecento a lire cinquemila.
Art. 7. L'ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla trascrizione degli atti relativi a matrimoni celebrati senza 1'osservanza del disposto dellart. 2 è tenuto a farne immediata denunzia all'autorità competente.
Capo secondo. Degli appartenenti alla razza ebraica.
b) è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza ebraica e 1altro di nazionalità straniera;
d) è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto, in qualsiasi altro modo, manifestazione di ebraismo. Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, che, alla data del i° ottobre I938-XVI, apparteneva a religione diversa da quella ebraica.
Tutti gli estratti dei predetti registri ed i certificati relativi, che riguardano appartenenti alla razza ebraica devono fare espressa menzione di tale annotazione.
Eguale menzione deve farsi negli atti relativi a concessioni o autorizzazioni della pubblica autorità.
I contravventori alle disposizioni del presente articolo sono puniti con 1'ammenda fino a lire duemila.
b) esercitare 1'ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti alla razza ebraica;
c) essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione, ai sensi e con le norme dellart. I del R. decreto-legge 18 novembre 1929-VIII, n. 2488, e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, ne avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque, 1'ufficio di amministratore o di sindaco;
d} essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a lire cinquemila;
e) essere proprietari di fabbricati urbani che, in complesso, abbiano un imponibile superiore a lire ventimila. Per i fabbricati per i quali non esista 1'impo-nibile, esso sarà stabilito sulla base degli accertamenti eseguiti ai fini dellapplicazione dell'imposta straordinaria sulla proprietà immobiliare di cui al R. decreto-legge 5 ottobre 1936-XIV, n. 1743.
Con decreto Reale, su proposta del Ministro per le finanze, di concerto coi Ministri per 1interno, per la grazia e giustizia, per le corporazioni e per gli scambi e valute, saranno emanate le norme per 1'attuazione delle disposizioni di cui alle lettere c), d), e).
Art. 11 Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengano a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali.
f) le Amministrazioni delle aziende annesse o direttamente dipendenti dagli Enti di cui alla precedente lettera e) o che attingano ad essi, in modo prevalente, i mezzi necessari per il raggiungimento dei propri fini, nonché delle società, il cui capitale sia costituito, almeno per meta del suo importo, con la partecipazione dello Stato;
Art. 14. II Ministro per 1'interno, sulla documentata istanza degli interessati, può, caso per caso, dichiarare non applicabili le disposizioni degli articoli 10 e 11, nonché dellart. 13, lettera h):
b) a coloro che si trovino in una delle seguenti condizioni
6) abbiano acquisito eccezionali benemerenze, da valutarsi a termini dellart. 16.
Nei casi preveduti alla lettera b}, il beneficio può essere esteso ai componenti la famiglia delle persone ivi elencate, anche se queste siano premorte.
Gli interessati possono richiedere 1'annotazione del provvedimento del Ministro per 1'interno nei registri di stato civile e di popolazione.
II provvedimento del Ministro per 1'interno non è soggetto ad alcun gravame, sia in via amministrativa, sia in via giurisdizionale.
Art. 15. Ai fini dellapplicazione dellart. 14, sono considerati componenti della famiglia, oltre il coniuge, gli ascendenti e i discendenti fino al secondo grado.
Art. 16. Per la valutazione delle speciali benemerenze di cui all'articolo 14 lettera b), n. 6, è istituita, presso il Ministero dell'interno, una Commissione composta del Sottosegretario di Stato allinterno, che la presiede, di un Vicesegretario del Partito Nazionale Fascista e del Capo di Stato Maggiore della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale.
Capo terzo. Disposizioni transitorie e finali.
Art. 18. Per il periodo di tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è data facoltà al Ministro per 1'interno, sentita 1'Ainministrazione interessata, di dispensare, m casi special!, dal divieto di cui allart. 3, gli impiegati che intendono contrarre matrimonio con persona straniera di razza ariana.
Art. 19. Ai fini dellapplicazione dellart. 9, tutti coloro che si trovano nelle condizioni di cui allart. 8, devono farne denunzia all'ufficio di stato civile del Comune di residenza, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Coloro che non adempiono a tale obbligo entro il termine prescritto o forniscono dati inesatti o incompleti sono puniti con 1'arresto fino ad un mese e con 1'ammenda fino a lire tremila.
Art. 20. I dipendenti degli Enti indicati nellart. 13, che appartengono alla razza ebraica, saranno dispensati dal servizio nel termine di tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 21. I dipendenti dello Stato in pianta stabile, dispensati dal servizio a norma dellart. 20, sono ammessi a far valere il diritto al trattamento di quiescenza loro spettante a termini di legge.
In deroga alle vigenti disposizioni, a coloro che non hanno maturate il periodo di tempo prescritto è concesso il trattamento minimo di pensione se hanno compiuto almeno dieci anni di servizio; negli altri casi è concessa una indennità pari a tanti dodicesimi dellultimo stipendio quanti sono gli anni di servizio compiuti.
Art. 22. Le disposizioni di cui allart. 21 sono estese, in quanto applicabili, agli Enti indicati alle lettere b}, c), d), e},f), g), h), dellart. 13.
Gli Enti, nei cui confronti non sono applicabili le disposizioni dellart. 21, liquideranno, ai dipendenti dispensati dal servizio, gli assegni o le indennità previsti dai propri ordinamenti o dalle norme che regolano il rapporto di impiego per i casi di dispensa o licenziamento per motivi estranei alla volontà dei dipendenti.
Art. 23. Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° gennaio 1919 intendono ad ogni effetto revocate.
Art. 24. Gli ebrei stranieri e quelli nei cui confronti si applica 1'art. 23, i quali abbiano iniziato il lord soggiorno nel Regno, in Libia e nei Possedimenti dell'Egeo posteriormente al 1° gennaio 1919, debbono lasciare il territorio del Regno, della Libia e dei Possedimenti dell'Egeo, entro il 12 marzo 1939-XVII.
Coloro che non avranno ottemperato a tale obbligo entro il termine suddetto saranno puniti con 1arresto fino a tre mesi o con 1'ammenda fino a lire 5000 e saranno espulsi a norma dellart. 150 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R. decreto 18 giugno 1931-IX, n. 773.
Art. 25. La disposizione dell'art. 24 non si applica agli ebrei di nazionalità straniera i quali, anteriormente al 1° ottobre 1938-XVI:
a) abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di età;
b) abbiano contralto matrimonio con persone di cittadinanza italiana. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, gli interessati dovranno far pervenire documentata istanza al Ministero dell'interno entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 26. Le questioni relative all'applicazione del presente decreto saranno risolte, caso per caso, dal Ministro per 1'interno, sentiti i Ministri eventualmente interessati, e previo parere di una Commissione da lui nominata.
II provvedimento non è soggetto ad alcun gravame, sia in via amministrativa, sia in via giurisdizionale.
Art. 28. È abrogata ogni disposizione contraria o, comunque, incompatibile con quelle del presente decreto.
Art. 29. Il Governo del Re è autorizzato ad emanare le norme necessarie per 1'attuazione del presente decreto.
II presente decreto sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge. Il duce, Ministro per 1'interno, proponente, è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge. Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Registrato alla Corte dei Conti, addì 18 novembre 1938-XVII Atti del Governo,
registro 403, foglio 76 - Mancini.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 11

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 29