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Timestamp: 2020-07-09 07:14:13+00:00

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Art. 166 codice di procedura civile - Costituzione del convenuto - Brocardi.it
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Articolo 166 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 166 Codice di procedura civile
Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge [82, 86 c.p.c.], almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'articolo 163bis ovvero almeno venti giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'articolo 168bis, quinto comma (1), depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all'articolo 167 con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione (2).
(1) L'articolo è stato così sostituito dalla l. 26.11.1990, n. 353, in vigore dal 30.4.1995.
Il termine di costituzione è stato elevato dai 5 previsti dalla precedente formulazione dell'articolo a 20 giorni prima dell'udienza fissata dall'attore nella citazione. La tempestività della costituzione va accertata con riferimento a tale udienza anche nell'ipotesi in cui l'udienza non abbia luogo nel giorno indicato dall'attore, ma sia in effetti differita d'ufficio in quanto nel giorno designato il g.i. non tenga udienza (di conseguenza è tardiva la domanda riconvenzionale contenuta in una comparsa di risposta depositata entro i venti giorni precedenti alla data dell'udienza differita).
Il termine di venti giorni previsto dall'art. 166 c.p.c. non è perentorio, potendo il convenuto costituirsi fino all'udienza di precisazione delle conclusioni (art. 189 del c.p.c.): tuttavia, la costituzione tardiva implica le decadenze di cui all'art. 167 del c.p.c..
(2) All'atto della costituzione, il convenuto deve depositare la comparsa di risposta (ossia il proprio atto introduttivo), la nota di iscrizione a ruolo (solo se si costituisce per primo), la copia della citazione che gli è stata notificata, la procura, i documenti che offre in comunicazione e le copie della comparsa di risposta per le altre parti (a differenza della nuova, la vecchia formulazione dell'articolo lo prevedeva espressamente, ma ciò non significa che sia venuto meno l'obbligo del deposito delle copie).
Il convenuto è tenuto ad impostare con un certo anticipo le proprie difese rispetto alla prima udienza di comparizione e trattazione, così da consentire al giudice di studiare il fascicolo di causa prima dell'udienza stessa. Anche l'attore riceve un vantaggio dall'anticipazione del termine di costituzione del convenuto, in quanto potrà conoscere preventivamente le difese svolte dalla controparte e proporre già in occasione della prima udienza domande e/o eccezioni che si rendano necessarie a seguito di tali difese, nonché modifiche o integrazioni di domande già proposte, o dedurre nuovi mezzi di prova.
“ Reus est is cuius de re agitur ”
Convenuto è colui della questione del quale si tratta
Spiegazione dell'art. 166 Codice di procedura civile
La costituzione del convenuto è per molti versi simile a quella dell’attore, differenziandosi in relazione al termine di costituzione ed al suo computo.
Dispone, infatti, la norma che la sua costituzione deve avvenire almeno venti giorni prima dell’udienza di comparizione fissata dall’attore o di quella di cui al quinto comma dell’art. 168 bis del c.p.c., termine che viene diminuito a dieci giorni in caso di abbreviazione dei termini ex art. 163 bis del c.p.c..
Va detto, tuttavia, che tali termini non rivestono carattere di perentorietà e che la costituzione del convenuto può avvenire fino all’udienza fissata ex art. 189 del c.p.c., norma che si occupa della rimessione della causa al collegio, con invito alle parti di precisare le conclusioni davanti a sé.
Indubbiamente una costituzione intempestiva non può non essere priva di conseguenze, in quanto il convenuto potrebbe decadere dalla facoltà di sollevare le eccezioni in senso stretto qualora, pur avendole regolarmente sollevate nella comparsa, non le abbia corroborate dalla tempestiva costituzione.
Solamente la tempestiva costituzione in giudizio consente al convenuto di eccepire l’incompetenza per materia, per valore e per territorio, incorrendo diversamente nella decadenza dal potere di proporre le relative eccezioni.
Si ritiene possa essere utile precisare che nel calcolo dei termini a ritroso deve essere calcolato (e dunque considerato come dies a quo) il giorno prima del quale va compiuta l’attività processuale (e, dunque, non è computabile il giorno dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di citazione), mentre come dies ad quem è computabile, in quanto termine non libero, il ventesimo giorno precedente l’udienza stessa.
La semplice proposizione dell’eccezione di mancato rispetto del termine a comparire, non accompagnata da una espressa richiesta di fissazione di una nuova udienza nel rispetto di tale termine, non è idonea ad impedire l’effetto sanante della costituzione del convenuto.
Le modalità di costituzione previste da questa norma attengono essenzialmente al deposito in cancelleria del fascicolo di parte ed in particolare della comparsa di risposta, la quale costituisce l’atto difensivo fondamentale per il convenuto (prima di procedere alla costituzione la parte convenuta ha il potere di esaminare il fascicolo dell’attore).
Non è richiesta per la costituzione del convenuto la nota di iscrizione a ruolo, sebbene tale formalità appaia necessaria nel caso in cui sia il convenuto a costituirsi per primo.
L’accettazione, senza alcun rilievo, da parte del cancelliere degli atti depositati dal convenuto comporta una presunzione di regolarità formale degli stessi.
Massime relative all'art. 166 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 6601/2012
Ai fini della verifica della tempestività della costituzione del convenuto, il termine di cui all'art. 166 c.p.c., al pari di tutti i termini a ritroso, deve essere calcolato considerando quale "dies a quo", non computabile per il disposto dell'art. 155, primo comma, c.p.c., il giorno prima del quale va compiuta l'attività processuale, e, dunque, il giorno dell'udienza di comparizione indicata nell'atto di citazione, ovvero quello differito ai sensi dell'art. 168 bis, quinto comma, c.p.c., e quale "dies ad quem", invece computabile in quanto termine non libero, il ventesimo giorno precedente l'udienza stessa.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6601 del 30 aprile 2012)
Cass. civ. n. 18106/2003
In tema di procedimento civile, il vizio da cui sia affetta la costituzione di una delle parti non integra una nullità rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio. Ne consegue che è preclusa, in sede di giudizio di cassazione, la questione della irregolarità della costituzione di una delle parti in primo grado che non sia stata già sollevata nei motivi di appello.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 18106 del 27 novembre 2003)
Cass. civ. n. 12706/2001
Posto che, ai sensi dell'art. 166 c.p.c., la costituzione del convenuto in autonomi e separati processi non può che avvenire con separate comparse di risposta, in via eccezionale, qualora dalle risultanze e dagli atti del processo emerga che il convenuto, in relazione al proprio interesse a contraddire, abbia inteso costituirsi a mezzo di un'unica comparsa in più cause oggettivamente riunibili — in quanto connesse per l'oggetto o per il titolo o perché la decisione dipenda dalla soluzione della medesima questione — e già materialmente riunite in sede di cosiddetta “fascicolazione”, indipendentemente da un formale provvedimento del giudice, detta costituzione non è affetta da inesistenza o nullità, mancando, tra l'altro, una disposizione in tal senso, ma costituisce una mera irregolarità non incidente sulla valida costituzione del contraddittorio, ed è comunque sanata dal successivo provvedimento di riunione.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12706 del 18 ottobre 2001)
Cass. civ. n. 12363/1998
Il difetto di procura del convenuto non incide sulla regolarità del contraddittorio, ma rileva unicamente ove la non rituale presenza del convenuto nel processo abbia recato pregiudizio all'attore (nella specie, per la condanna alle spese che l'attore non avrebbe subito se il convenuto, contumace, non avesse partecipato al giudizio); anche in tal caso, tuttavia, il difetto di procura del convenuto non è equiparabile al difetto di procura dell'attore — da cui dipende la stessa valida costituzione del rapporto processuale — e non può pertanto essere fatto valere nel giudizio di cassazione se non sia stato oggetto di specifica impugnazione, con la conseguenza che deve ritenersi inammissibile la censura alla sentenza d'appello consistente nel mancato rilievo del difetto di procura del convenuto determinante pregiudizio per l'attore ove tale censura sia contenuta nella memoria difensiva e non nel ricorso introduttivo del giudizio di legittimità.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 12363 del 5 dicembre 1998)
Cass. civ. n. 4804/1993
La carenza di mandato, da parte del convenuto, al professionista che in giudizio si presenti, falsamente, come suo procuratore non incide sulla regolarità del contraddittorio, che è validamente instaurato con la regolare notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, ma vizia soltanto la costituzione del convenuto medesimo, senza che l'eventuale mancanza della dichiarazione di contumacia di quest'ultimo invalidi la successiva pronunzia della sentenza, quando non si siano verificate violazioni delle norme dettate a tutela della posizione del contumace.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 4804 del 24 aprile 1993)
Cass. civ. n. 6905/1992
La costituzione del convenuto in cancelleria anteriore all'udienza, secondo il sistema delineato dagli artt. 166 e 293 c.p.c., può avvenire sino all'udienza in cui la causa è rimessa al collegio a norma dell'art. 189, cioè fino all'udienza di precisazione delle conclusioni, emergendo con chiarezza dalla stessa formulazione dell'art. 293 cit. che il termine stabilito dall'art. 166 cit. non è perentorio.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6905 del 4 giugno 1992)
Cass. civ. n. 1090/1974
Presupposto necessario, perché sorga l'onere per il convenuto di costituirsi in giudizio, è la notifica legale, a lui eseguita, dell'atto introduttivo del giudizio, la quale non può essere surrogata, ai fini di istituire un valido contraddittorio, dalla conoscenza che aliunde egli abbia avuto del processo e neppure da notificazioni eseguite ad altri effetti. Ne deriva che, non essendo intervenuta nel giudizio di primo grado la sanatoria della nullità della notifica della citazione, per il raggiunto scopo dell'atto con la costituzione del convenuto, l'eccezione di detta nullità, proposta con l'atto di appello, è pur sempre tempestiva.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1090 del 19 aprile 1974)
relative all'articolo 166 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 166 Codice proc. civile - Costituzione del convenuto | Quesito Q20112519
Diana N. chiede
martedì 22/02/2011 - Campania
“Vorrei sapere se nel giudizio davanti al giudice di pace è consentito al convenuto costituirsi senza comparsa e se egli può fare la chiamata in causa del terzo direttamente in prima udienza cioè senza averla preventivamente formulata in comparsa. Grazie.”
L'art. 319 del c.p.c., primo comma, stabilisce che dinanzi al Giudice di Pace la costituzione delle parti può avvenire anche in udienza e senza formalità alcuna: pertanto, il convenuto che intenda costituirsi non ha l’onere né di predisporre una comparsa di risposta, né di depositarla entro prefissati termini in cancelleria e può limitarsi a depositare in udienza l’atto di citazione che gli è stato notificato.
L'art. 269 del c.p.c., comma 2, che disciplina la chiamata nel terzo innanzi al Tribunale, non si applica davanti al Giudice di Pace, stante l’assenza del regime delle preclusioni stabilito per il Tribunale e, come anticipato, la mancanza dell'obbligo di costituzione anticipata del convenuto. Pertanto, dinanzi al giudice di pace va applicato l'art. 269 del c.p.c., comma 3, in base al quale il convenuto deve richiedere l'autorizzazione alla chiamata del terzo nella prima udienza ed il giudice, se la concede, fissa una nuova udienza allo scopo di consentirne la citazione.
La Cassazione ha specificato recentemente: "Nel procedimento dinanzi al giudice di pace, allorquando il convenuto intenda chiamare in causa un terzo ha l'onere di costituirsi nel termine di rito e, a pena di decadenza, farne esplicita richiesta nell'atto di costituzione, chiedendo nel contempo un differimento della prima udienza, a cui il predetto giudice deve dare luogo anche nel caso in cui lo stesso convenuto si costituisca direttamente alla prima udienza e si renda necessario provvedervi un base all'attività svolta dalle parti in tale udienza" (Cass. civ., Sez. III, 10 aprile 2008, n. 9350).

References: Articolo 166

Articolo 166
 art. 163
 art. 189

Cass. 
 sentenza 

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 Articolo 166