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Art. 725 cod. proc. penale: Esecuzione delle rogatorie
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 11 maggio 2015 Codice proc. penale Art. 725 cod. proc. penale: Esecuzione delle rogatorie L’AUTORE: Redazione
Cassazione penale sez. I 14 novembre 2014 n. 51839 Dà luogo ad un caso analogo di conflitto negativo di competenza il contrasto che si radica tra il giudice per le indagini preliminari che, delegato al compimento di atti in esecuzione di una rogatoria internazionale, si rifiuti di adempiere contestando i presupposti di ammissibilità della rogatoria e la corte di appello che non condivida le ragioni del rifiuto.
Cassazione penale sez. I 17 febbraio 2012 n. 10540 Avverso il provvedimento di sequestro compiuto in esecuzione della rogatoria internazionale a norma dell'art. 724 c.p.p., è esperibile solamente, ex art. 666 c.p.p., l'incidente di esecuzione e non il riesame.
Cassazione penale sez. I 29 novembre 2006 n. 40415 In materia di rogatorie dall'estero, è esperibile l'incidente di esecuzione soltanto avverso gli atti a contenuto processuale effettuati in esecuzione della rogatoria stessa. Il compimento, da parte della autorità giudiziaria italiana, di una mera attività materiale di trasmissione di atti e documenti già formati e contenuti in un fascicolo processuale a carico di altri soggetti non dà luogo alla instaurazione del procedimento di esecuzione della rogatoria previsto dall'art. 725 c.p.p., con conseguente inammissibilità dell'incidente di esecuzione proposto.
Cassazione penale sez. I 28 aprile 2004 n. 22634 È infondata la questione di legittimità degli art. 723 comma 1 e 725 comma 2 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 3, 24 e 76 cost., nella parte in cui, comprendendo fra le attività rogabili da parte della autorità straniera anche attività di indagine discrezionali e generalizzate, investono il giudice chiamato a dare esecuzione alla rogatoria di poteri che, nell'ordinamento interno, sarebbero riservati al pubblico ministero (la Corte, nel disattendere la fondatezza delle censure, ha ritenuto non irragionevole nè in contrasto con le garanzie della difesa, che tutte le attività di acquisizione probatoria siano compiute dal giudice, il quale, per la sua posizione di terzietà, conferisce all'attività rogata il livello più elevato di affidamento che lo Stato sia in grado di assicurare).
Corte Costituzionale 08 ottobre 1996 n. 336 È infondata la questione di legittimità costituzionale in riferimento agli art. 3, 24 e 76 cost., degli art. 723 comma 1 e 725 comma 2 c.p.p. che farebbero rientrare (art. 723) tra quelle rogabili da autorità straniere l'"attività di acquisizione probatoria", in cui rientrerebbero non solo specifici atti richiesti dall'autorità rogante, ma anche attività di indagine discrezionali e generalizzate, di tal che il giudice chiamato a dare esecuzione alla rogatoria ex art. 725 c.p.p., verrebbe investito di poteri riservati, nel nostro ordinamento processuale, al p.m. in base agli art. 358 ss. c.p.p.
Corte Costituzionale 08 ottobre 1996 n. 336 Art. precedente
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References: Art. 725
 art. 666
 art. 723
 art. 3
 art. 3
 art. 723
 art. 725
 art. 358