Source: https://www.laleggepertutti.it/20385_multa-sul-parabrezza-come-comportarsi-e-quando-ricorrere-al-giudice
Timestamp: 2018-10-16 09:08:32+00:00

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Ecco una serie di risposte alle domande più frequenti che il cittadino si pone di fronte alla multa trovata sul parabrezza dell’auto.
Ho trovato sul parabrezza dell’auto una multa; devo fare ricorso, nei trenta giorni, contro questo atto oppure mi verrà notificato un successivo verbale a casa?
Il preavviso di contravvenzione – quello che, solitamente, viene lasciato sul parabrezza dell’auto – non è un atto contro il quale si possa ricorrere dal giudice di pace. Non a caso, all’interno del verbale, non è riportata la sezione relativa alle istruzioni per il ricorso al giudice (termini, competenza, ecc.).
È inammissibile quindi l’opposizione contro il preavviso di contravvenzione (apposto solitamente sul parabrezza del veicolo del trasgressore), in quanto atto preparatorio del procedimento destinato ad esaurirsi con il provvedimento di contestazione della violazione e di irrogazione della sanzione; preavviso che pertanto non può essere equiparato né al verbale di contestazione immediata (quello effettuato dopo lo stop dei vigili durante la sosta), né al verbale di accertamento notificato al trasgressore, in quanto a differenza di essi non è idoneo, se non impugnato, a costituire titolo esecutivo.
Bisogna quindi sempre attendere la notifica del verbale di contestazione (a casa, presso la residenza o sul luogo di lavoro) per poter ricorrere al giudice.
Ho trovato una multa sul parabrezza e poi mi è stato notificato a casa il verbale di contestazione. Da quando decorrono i termini per fare opposizione al giudice di pace?
È solo dal momento della notifica a casa del successivo verbale di contestazione che decorrono i trenta giorni di tempo per fare opposizione [1]. Infatti, il semplice preavviso lasciato sul parabrezza non è un atto contro cui si può ricorrere.
Benché l’avviso lasciato sul parabrezza fosse stato compilato in modo corretto, il successivo verbale di contestazione che mi è stato notificato a casa presentava delle lacune o delle irregolarità. Gli errori di quest’ultimo possono essere sanati dal fatto che la prima multa era invece corretta?
No. L’avviso di violazione lasciato sul parabrezza non può essere preso in considerazione al fine di integrare il verbale di contestazione e conferirgli validità. Infatti solo quest’ultimo atto è ricorribile davanti al giudice, in quanto direttamente lesivo della sfera giuridica del ricorrente [2].
Mi è stata notificato a casa un verbale di contestazione per divieto di sosta, ma sul parabrezza non ho mai trovato alcuna multa. È corretto questo operato o posso fare ricorso?
Sono valide le multe anche se il vigile si è dimenticato di lasciare il preavviso della contravvenzione sul veicolo multato in assenza del conducente. Nessuna norma impone, infatti, il rilascio di un preavviso di violazione la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa [3].
Del resto, diversamente ragionando, qualsiasi automobilista che abbia ricevuto una multa sul parabrezza potrebbe ben strappare quest’ultimo documento, deducendo di non aver ricevuto mai alcunché.
Il verbale notificatomi a casa porta la firma di un agente diverso da quello che ha firmato la multa sul parabrezza. È legittimo?
Si. Non è necessario che il verbale sia compilato dal medesimo agente che ha rilevato l’infrazione [4].
Se il preavviso di contravvenzione che ho trovato sul parabrezza era stato correttamente firmato dall’agente, il successivo verbale notificatomi a casa non riporta alcuna firma. È corretto?
Si. Non è necessario che il verbale notificato al trasgressore contenga una sottoscrizione autografa, invece necessaria per il verbale originario [5].
[1] Cass. sent. n. 5875/2004.
[2] G.d.P. Palermo, sent. del 23.11.2012.
[3] Cass. sent. n. 5447/2007.
[4] Cass. sent. n. 12105 del 27.9.2001; Cas. sent. n. 10015 del 10.7.2002; Cass. sent. n. 6065 del 21.3.2005.
[5] Cass. sent. n. 11949 del 25.10.1999; Cass. sent. n. 6065 del 21.3.2005; Cass. sent. n. 21045 del 28.9.2006; Cass. sent. n. 22088 del 23.10.2007.

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