Source: http://www.pastorelessinialagorai.it/statuto-dellassociazione/
Timestamp: 2019-05-25 02:10:44+00:00

Document:
Statuto dell’Associazione – Pastore della Lessinia e Lagorai
Statuto della Società Italiana Pastore della Lessinia e del Lagorai (S.I.Pa.L.L.)
ART.1 COSTITUZIONE, DENOMINAZIONE E SEDE:
È costituita, con sede in Contrada Tenda numero 1 nel comune di Roverè (VR) l’Associazione non avente fini di lucro denominata “Società Italiana Pastore della Lessinia e del Lagorai” (S.I.Pa.L.L. di seguito per brevità definito anche “la società” o “l’associazione”). Tale denominazione sarà integrata a norma di legge con l’acronimo ONLUS, ovvero con la dicitura “Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale” una volta ottenute le necessarie autorizzazioni; l’acronimo e/o la dicitura, saranno utilizzati in tutte le comunicazioni al pubblico dell’Associazione e in tutti i segni distintivi della stessa. La ONLUS comunicherà l’oggetto della propria attività entro 30 giorni alla Direzione Regionale delle Entrate del Ministero delle finanze competente. Alla medesima direzione sarà altresì comunicata ogni modifica successiva che comporti la perdita della qualità di ONLUS.
ART.2 SCOPO:
L’associazione è apartitica, non ha scopo di lucro e persegue in modo esclusivo finalità di solidarietà sociale. I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi tra gli associati, anche in forma indiretta. Le finalità che l’associazione si propone è la tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 , n.22. In particolare, l’associazione persegue lo studio, la salvaguardia, la valorizzazione del cane da Pastore della Lessinia e del Lagorai attraverso il riconoscimento ufficiale della razza da parte dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (E.N.C.I), in armonia con la sua storia millenaria e con la sua tipicità morfologica e funzionale. Si specifica che tale razza autoctona è a rischio di estinzione e che i costituenti della presente società ritengono tale cane come varietà nord orientale di una razza comune su tutto l’arco alpino denominabile “Pastore delle Alpi”. A questo fine il sodalizio si impegna per la convergenza dei club, nati nelle diverse località dell’arco alpino a tutela delle varianti territoriali autoctone al fine di evitare l’estinzione delle medesime, verso il riconoscimento di un’unica razza, giacché si ritiene auspicabile che le differenze esistenti tra i vari tipi di cane possano essere superate per un obiettivo zootecnico nazionale. Al suddetto scopo la società svolge attività di ricerca, di analisi e di verifica della popolazione canina, al fine della creazione di un libro genealogico della razza e del riconoscimento ufficiale da parte dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (E.N.C.I.) e della Federazione Cinologica Internazionale (F.C.I). Per il conseguimento dei propri scopi statutari, la società può riconoscere il potere di vigilanza e di indirizzo dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (E.N.C.I) e della Federazione Cinologica Internazionale (F.C.I.). Per il conseguimento dei fini di cui sopra, la società propaganda la divulgazione della razza di cane da Pastore della Lessinia e del Lagorai (e più in generale del Pastore delle Alpi) ed assiste, nei limiti delle proprie possibilità, i suoi associati in tutte le
iniziative che abbiano un interesse generale rivolto al raggiungimento degli scopi anzidetti.
Più in generale la Società persegue la preservazione dei patrimoni genetici terrestri e marini e di tutte le specie animali o vegetali che vivono in natura e l’attività di protezione degli animali di affezione, in particolare del cane da Pastore della Lessinia e del Lagorai. L’associazione si propone di promuovere iniziative sociali in collaborazione con gli Enti Pubblici per la prevenzione e la lotta al randagismo compatibilmente con il benessere animale e nel rispetto delle caratteristiche proprie della specie, ad esempio favorendo l’adozione dei soggetti recuperati a seguito di abbandono. L’associazione promuove inoltre l’impiego del cane, in particolare il Pastore della Lessinia e del Lagorai in virtù delle sue doti naturali di docilità e socievolezza, in Programmi Assistiti dagli Animali (Pet Therapy) come prassi assistenziale e coperapeutica verso persone malate o disabili. L’associazione promuove iniziative culturali, al fine di favorire la divulgazione della cultura cinofila ed etologica a tutti i livelli e stabilisce il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate all’art. 10 lettera a) del decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.
ART.3 DURATA:
ART. 4 I SOCI:
Possono essere soci dell’Associazione S.I.Pa.L.L. tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano interesse al miglioramento della razza Cane da pastore delle Alpi e della varietà territoriale della Lessinia e del Lagorai. I Soci sono così suddivisi nelle seguenti categorie: soci ordinari, soci sostenitori e soci onorari.
Sono soci ordinari coloro che pagano la quota associativa annuale stabilita dall’Assemblea (che può essere agevolata a beneficio di particolari categorie quali, a titolo meramente esemplificativo, i pensionati, gli studenti e le persone in cerca di occupazione) e partecipano alle diverse attività dell’associazione. I soci ordinari hanno diritto al voto nelle assemblee sociali. Non hanno diritto di voto i soci di età inferiore ai diciotto anni. Sono Soci sostenitori esclusivamente persone fisiche che, in sintonia con gli scopi stabiliti dall’art. 2 dello statuto, sostengono l’Associazione corrispondendo una quota associativa superiore a quella dei Soci ordinari o che giovino alla stessa prestando la propria attività’ per il raggiungimento degli scopi associativi. I soci onorari (persone fisiche o Enti) sono nominati dall’assemblea dei soci su proposta del Consiglio Direttivo per speciali benemerenze acquisite nei riguardi dell’associazione, la nomina è permanete e solleva il Socio dal pagamento della quota annuale, ma non dà diritto al voto nelle assemblee sociali. Tra gli associati benemeriti il C.D. può proporre all’Assemblea un Presidente Onorario dell’associazione.
Come ONLUS, la Società ha una disciplina uniforme nelle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto associativo medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati partecipanti maggiori di età il diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione. Pertanto non è ammessa la categoria dei soci temporanei. La quota associativa è intrasmissibile.
ART.5 DOMANDA DI AMMISSIONE:
La domanda di ammissione a socio è proposta per iscritto e firmata con l’avallo di due soci
presentatori. La stessa deve essere indirizzata al Presidente in carica. In tale domanda deve essere precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto sociale e la disciplina relativa, nonché ad osservare le disposizioni/regolamenti che saranno emanate dal Consiglio Direttivo o dall’Assemblea. Su ciascuna domanda si pronuncia il Consiglio Direttivo. Avverso il diniego di adesione è ammesso reclamo entro 30 giorni dalla sua comunicazione tramite istanza presentata al Presidente dell’Associazione, che ha cura di portare la questione all’attenzione della prima Assemblea utile. Le domande di ammissione a socio presentate per l’anno nel corso del quale si svolge l’elezione del Consiglio Direttivo acquisiscono efficacia successivamente all’Assemblea che delibera l’elezione del Consiglio stesso.
ART.6 DECADENZA DEI SOCI:
a) per dimissioni o recesso che devono essere presentate per iscritto al C.D.;
b) per radiazione che viene pronunciata dal collegio dei probiviri e rettificata dal Presidente contro il socio che commetta azioni
contravvenenti le norme statutarie e ritenute disonorevoli per il buon nome del sodalizio o che ne crei ostacolo dentro e fuori l’Associazione (la radiazione non dà luogo ad indennizzi o rimborsi di alcun genere, nè al rimborso della quota eventualmente pagata);
c) per morosità nel pagamento della quota prevista o di altre obbligazioni contratte con l’Associazione (il C.D. ha facoltà di procedere legalmente in persona del Presidente in carica nei confronti dei Soci morosi, che non rispettano le varie disposizioni del presente Statuto e regolamenti emessi).
ART.7 DIRITTI E DOVERI DEI SOCI:
Tutti i Soci maggiorenni, regolarmente iscritti ed in regola col versamento della quota per l’anno in corso, godono dal momento dell’ammissione del diritto di partecipazione alle Assemblee sociali, del diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei Regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione. I Soci ordinari e sostenitori hanno diritto inoltre a ricevere tutte le eventuali pubblicazioni edite dall’Associazione ed a ricevere notizia scritta, per posta ordinaria o via e‐mail, di tutte le iniziative collettive promosse dal Consiglio Direttivo.
L’Assemblea Generale dei soci stabilisce con propria deliberazione la misura delle quote annuali dovute all’Associazione dai soci su proposta del Consiglio Direttivo del Sodalizio. La quota annualmente versata dai soci a titolo di contributo volontario associativo non è rivalutabile, né rimborsabile, ed è intrasmissibile ai terzi.
ART.8 ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE:
Sono organi dell’Associazione: l’Assemblea Generale dei soci; il Consiglio Direttivo (C.D.); il Presidente; il collegio dei Probiviri; il Tesoriere.
ART. 9 COMPOSIZIONE DELL’ASSEMBLEA SOCIALE:
L’Assemblea Generale è composta dai soci in regola con il versamento della quota sociale per l’anno associativo in corso. In piena attuazione dei principi di uguaglianza e democraticità associativa, ogni socio ha diritto ad un voto. Il socio può farsi rappresentare in Assemblea da altro socio mediante delega scritta. Ogni socio può essere portatore di non più di due deleghe. Le deleghe debbono essere depositate dai soci cui sono state intestate, prima che l’Assemblea abbia inizio. Non sono ammesse correzioni o cancellazioni sulle deleghe né è consentito che un socio delegato possa trasferire le proprie deleghe ad un altro socio. In casi eccezionali può essere ammesso il voto per posta; in tali casi la possibilità viene precisata contestualmente alla lettera di convocazione.
ART.10 FUNZIONAMENTO DELL’ASSEMBLEA SOCIALE:
L’Assemblea Generale dei soci è presieduta dal Presidente o da un sostituto nominato dal CD; il segretario del C.D. dovrà redigere il verbale della stessa e dovrà, prima che abbia inizio la discussione, leggere l’ordine del giorno. Il C.D. elegge fra i presenti uno scrutatore, cui spetta verificare la validità dei voti e delle deleghe depositate dai soci ed eseguire, qualora si svolgano votazioni con schede segrete, il conto dei risultati. L’Assemblea Generale dei soci delibera a maggioranza assoluta dei voti; in caso di parità si procederà ad altra immediata votazione, per la quale sarà sufficiente una maggioranza semplice.
L’Assemblea si riunisce in via ordinaria almeno una volta all’anno, in Italia, in luogo di facile accesso individuato dal Consiglio Direttivo, entro il mese di aprile, per l’approvazione del rendiconto consuntivo e preventivo dell’esercizio sociale e per l’approvazione del programma di attività per l’annata in corso. In via straordinaria può essere convocata in qualsiasi altra data, allorché lo ritenga necessario il Presidente, il Consiglio Direttivo, i Sindaci o almeno un terzo dei soci aventi diritto di voto. La convocazione è annunciata dal Presidente o dal Segretario da lui delegato, con l’invio per posta ai soci degli inviti a parteciparvi, i quali debbono essere spediti almeno quindici giorni prima di quello fissato per la convocazione. Negli inviti debbono essere indicati la data, la località e l’ora della riunione, nonché l’ordine del giorno da trattare. L’Assemblea è valida in prima convocazione allorché risulta presente, di persona o per delega, almeno la metà più uno dei soci ordinari e sostenitori, trascorsa un’ora da quella indicata nell’avviso, l’assemblea è valida in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti. I soci onorari possono partecipare all’Assemblea e prendere la parola, senza però diritto di voto.
ART.11 COMPITI DELL’ASSEMBLEA:
L’Assemblea ha il compito di deliberare: a) sul programma generale della società; b) sulla elezione delle Cariche Sociali, del Presidente, dei Consiglieri, dei Probiviri e dei Revisori effettivi e supplenti; c) sul rendiconto economico‐finanziario; d) sulle modifiche dello Statuto; sulla misura della quota associativa per ciascuna delle categorie dei soci previste dall’art.4; e) su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno che non sia di competenza di altro organo sociale.
ART.12 COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO:
II Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 3 (tre) e un massimo di 9 (nove) consiglieri compreso il Presidente. Sono eletti dall’Assemblea generale fra i soci, durano in carica tre anni e possono essere rieletti. Qualora durante il triennio venissero a mancare per qualsiasi motivo uno o più consiglieri eletti, questi verranno sostituiti da uno o più soci in regola con il pagamento della quota annuale nominati a maggioranza dal C.D.. Se venisse a mancare, invece, più della metà dei Consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto ed il Presidente coadiuvato dal Segretario procederanno entro due mesi da tale stato di fatto alla convocazione dell’Assemblea generale dei soci per le nuove elezioni del Consiglio stesso completo. Le dimissioni del presidente determineranno la caduta automatica del Consiglio Direttivo con procedura di rielezione degli organi associativi.
ART.13 COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO:
II Consiglio Direttivo ha il compito di attuare gli scopi statutari in armonia con le deliberazioni dell’Assemblea generale dei soci; fra l’altro è responsabile dell’amministrazione sociale, approva e sottopone all’Assemblea i rendiconti morali e finanziari; decide sulle domande di ammissione di nuovi soci, indice e patrocina manifestazioni, sovrintende al lavoro degli uffici qualora questi siano stati costituiti, emana regolamenti interni, decide sulle questioni che interessano l’Associazione e i Soci, stabilisce le norme per l’uso degli impianti e materiali, costituisce le eventuali Commissioni e Sezioni per le attività comprese negli scopi sociali.
Il Consiglio Direttivo provvede altresì, alla nomina al suo interno di un Segretario ed un Tesoriere.
ART. 14 FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO:
II Consiglio Direttivo si riunisce almeno una volta ogni tre mesi e straordinariamente quando lo ritenga opportuno il Presidente o la maggioranza dei Consiglieri. Gli avvisi di convocazione verranno diramati dal segretario su autorizzazione del Presidente almeno 7 giorni prima di ciascuna riunione in qualsiasi modo, fatta salva la certezza del ricevimento della stesso e conferma della presenza. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente oppure, in sua assenza, dal Segretario.
Le sue riunioni sono valide quando è presente la maggioranza dei consiglieri. Non sono ammesse deleghe. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, in caso di parità prevale il voto di chi presiede. I componenti del Consiglio Direttivo che non interverranno senza giustificato motivo a tre riunioni consecutive, potranno essere dichiarati decaduti dalla carica.
ART. 15 ELEZIONE DEL PRESIDENTE:
Il Presidente viene eletto dal C.D. subito dopo l’elezione di quest’ultimo tra i propri membri con maggioranza assoluta dei voti.
ART. 16 POTERI DEL PRESIDENTE:
II Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione sia nei rapporti interni che in quelli esterni, ha potere di firma su conto correnti bancari e postali, di aprire rapporti con istituti Bancari, sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti, dà attuazione per l’ordinaria e straordinaria amministrazione alle deliberazioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, provvede all’osservanza delle disposizioni statutarie e alla disciplina sociale. In caso di urgenza può agire con i poteri del Consiglio Direttivo; le sue deliberazioni così adottate dovranno tuttavia essere sottoposte all’approvazione di quest’ultimo nella sua prima riunione. In caso di assenza o di impedimento il Presidente è sostituito da un Vice Presidente da lui nominato avendo anch’esso il potere di firma. In caso di sue dimissioni spetta al Consiglio Direttivo tramite il segretario disporre per le nuove elezioni. Può essere nominato dal Consiglio Direttivo un Presidente Onorario anche non consigliere purché socio. Il Presidente Onorario può partecipare alle riunioni di Consiglio Direttivo, ma senza diritto di voto.
ART. 17 GIUSTIZIA DISCIPLINARE:
Qualsiasi Socio, anche se riveste cariche in seno alla società, è tenuto ad osservare le norme del presente Statuto, le disposizioni dell’Assemblea generale dei Soci e del Consiglio Direttivo, le regole della deontologia e correttezza sportiva. Il Socio che trasgredisca a tali obblighi o comunque con il suo comportamento venga ad arrecare danno morale o materiale all’Associazione, è soggetto alle decisioni della giustizia disciplinare, esercitata in prima istanza dal Collegio dei Probiviri. Il Collegio dei Probiviri, che dura in carica tre anni solari, è formato da un minimo di tre a un massimo di cinque membri, eletti dall’Assemblea generale fra i Soci che non ricoprano già altre cariche. Uno dei membri sarà auspicabilmente un competente di materie giuridiche. Qualsiasi decisione di carattere disciplinare a carico di un Socio, deve essere adottata a maggioranza e con la presenza di tre membri del Collegio dei Probiviri. In caso di mancanza della disponibilità di soci per ricoprire la carica di almeno tre Probiviri, l’Assemblea dei soci eserciterà direttamente anche la giustizia disciplinare in prima istanza. Le denunce a carico di un Socio devono essere avanzate per iscritto e firmate dal Consiglio Direttivo che le inoltra al Collegio del Probiviri, il quale si pronuncia a sua volta con lodo scritto e motivato dopo aver contestato all’interessato l’addebito rivoltogli, dandogli un termine di almeno quindici giorni per produrre le proprie giustificazioni e dopo aver sentito il Presidente dell’Associazione. In caso di mancanze gravi il Consiglio potrà, in via provvisoria, sospendere direttamente il Socio dall’esercizio dei diritti sociali nella attesa che i Probiviri, ai quali dovrà subito essere trasmessa la denuncia, abbiano a pronunciarsi definitivamente. I
provvedimenti disciplinari che il Collegio dei Probiviri può adottare a carico di un Socio dell’Associazione sono i seguenti: censura, sospensione fino ad un massimo di tre anni. In casi di particolare gravità che comportino l’espulsione di un Socio, il Collegio dei Probiviri avanzerà la proposta motivata di tale provvedimento all’Assemblea Generale dei Soci, che si pronuncerà in via definitiva.
ART. 18 IL TESORIERE:
Il tesoriere ispira il suo agire ai principi di una sana e corretta gestione finanziaria. Esso è eletto al momento del primo insediamento del Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta dei suoi membri. Il Tesoriere è responsabile della gestione dell’andamento economico del Circolo. Egli tiene l’inventario dei beni del sodalizio da presentare annualmente al CD entro il mese di Aprile.
Il Tesoriere redige annuale bilancio dell’associazione da presentare al CD nella medesima seduta in cui egli presenta l’inventario. E’ compito del Tesoriere l’ordinaria e straordinaria amministrazione finanziaria del sodalizio, così come la gestione dei fondi provenienti dagli organismi territoriali superiori, dalle donazioni. Egli, nel rispetto delle leggi, rende pubblici questi dati in occasione della presentazione del bilancio annuale. Per i compiti di straordinaria amministrazione comprendenti acquisti, vendite, permute, locazioni di beni mobili o immobili, assunzioni di mutui ipotecari e tutte le altre fattispecie che non si inseriscano in una routine di gestione, il Tesoriere dovrà munirsi di specifica e preventiva autorizzazione da parte del Consiglio Direttivo.
La società osserva inoltre i seguenti obblighi previsti per le ONLUS:
 il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto, o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
 l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamenteconnesse;
 l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo di all’articolo 3, comma 190, della legge del 23 diceembre 1996, n662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
 l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;
l’obbligo di perseguire finalità di solidarietà sociale: le cessioni di beni e le prestazioni di servizi relativi alle attività statutarie non sono rese nei confronti di soci ma dirette ad arrecare benefici per gli scopi previsti nello Statuto.
ART. 19 RISORSE ECONOMICHE:
L’associazione trae risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento della propria
1‐ quote associative degli associati;
2‐ contributi versati dai soci per l’utilizzazione di specifiche strutture ed attrezzature e per la
frequenza o partecipazione a specifiche attività organizzate dal sodalizio;
3‐ dai contributi di privati;
4‐ dai contributi dello Stato, di Enti o
istituzioni Pubbliche finalizzate a sostegno di specifiche attività o progetti;
5‐ dai contributi internazionali;
6‐ dai beni mobili ed immobili;
7‐ da qualsiasi altro bene che gli sia pervenuto a titolo legittimo;
8‐ da lasciti testamentari;
9‐ da ogni attività che concorra ad incrementare
l’attivo in conformità e quanto previsto dalle vigenti normative in materia di associazionismo; 10‐ come ONLUS, anche di natura commerciale di modesta entità, eventualmente conseguiti dall’Associazione per il perseguimento o il supporto dell’attività istituzionale.
ART.20 ANNO D’ESERCIZIO:
L’esercizio finanziario va dal 1° gennaio al 31 dicembre, è possibile uno scorporamento dell’anno finanziario
dall’anno associativo che deciderà il C.D. per questioni organizzative. Delle risultanze economiche e finanziarie sono responsabili personalmente i Consiglieri in carica sino a quando l’Assemblea generale dei soci approverà il rendiconto. E’ vietato distribuire anche in modo indiretto, utili, avanzi di gestione, fondi, riserve, e capitale, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
ART. 21 COMMISSIONI:
Il Consiglio ha facoltà di istituire specifiche Commissioni consultive, a carattere temporaneo o permanente, finalizzate a di conseguire più agevolmente lo scopo della società. Le Commissioni sono composte da almeno tre componenti, costituiti da
soci effettivi o soci onorari. Le Commissioni sono di regola presiedute da un Consigliere, ma possono essere presiedute da qualsiasi socio effettivo o persino onorario, se le circostanze lo richiedono.
ART. 22 MODALITÀ DI SCIOGLIMENTO:
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea generale dei Soci, convocata in seduta Straordinaria, con l’approvazione, sia in prima che in seconda convocazione, di almeno 4/5 dei Soci esprimenti il solo voto personale, con esclusione delle deleghe. Così pure la richiesta dell’Assemblea generale Straordinaria da parte dei Soci aventi per oggetto lo
scioglimento dell’Associazione deve essere presentata da almeno 4/5 dei Soci con diritto di voto, con l’esclusione delle deleghe.
ART. 23 DIVIETI:
L’Associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale, salvo le disposizioni per legge per modalità indiretta si intende la concessione ai Soci e loro familiari di beni o servizi a favorevoli
condizioni, l’acquisto di beni o servizi a corrispettivi superiori al valore normale; la corresponsione agli organi amministrativi e di controllo di emolumenti superiori a determinati valori; la corresponsione di interessi passivi a terzi diversi da banche e intermediari finanziari; la corresponsione a dipendente di salari superiori di quelli previsti dai C.C.N.L.. Come ONLUS, l’associazione ribadisce il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate all’art. 10 lettera a) del decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.
ART. 24 LIBRI SOCIALI:
I libri Sociali che l’Associazione deve tenere sono: libro dei Soci; libro dei verbali delle assemblee con le relative
deliberazioni; libro dei verbali del consiglio direttivo; in ipotesi dell’esercizio di attività commerciale o a scopo di lucro la contabilità Sociale sarà uniformata alle disposizioni fiscali vigenti in materia.
ART.25 GRATUITÀ DELLE CARICHE:
ART.26 ENTRATA IN VIGORE:
II presente Statuto, dopo l’approvazione dell’Assemblea generale dei soci, entra in vigore con effetto
immediato. Qualsiasi modifica non potrà essere proposta all’Assemblea generale se non dal Consiglio Direttivo dell’Associazione, oppure da almeno un terzo dei soci aventi diritto al voto. In quest’ultimo caso la richiesta deve essere formulata per iscritto al Presidente e firmata dai proponenti. Le deliberazioni devono essere approvate a maggioranza dei presenti da un’Assemblea che riunisca almeno la metà più uno dei soci aventi diritto al voto. Per quanto non è previsto nel presente Statuto, si fa riferimento alle norme vigenti di legge ed ai principi generali

References: ART.1

ART.2

ART.3

ART. 4

ART.5

ART.6

ART.7

ART.8

ART. 9

ART.10

ART.11

ART.12

ART.13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART.20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24

ART.25

ART.26