Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2013/05/05/sordi-sullanti-corruzione/
Timestamp: 2018-10-21 19:49:56+00:00

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Sordi sull'anti-corruzione - Toghe - Blog - Repubblica.it
Sordi sull'anti-corruzione
Appena scelto da Napolitano come possibile premier, Enrico Letta aveva detto proprio a Repubblica.it che nei primi cento giorni del suo futuro governo avrebbe messo mano alla legge anti-corruzione. Poi, quando ha letto davanti a Camera e Senato il suo discorso d'insediamento, quell'annuncio è diventato la generica promessa di impegnarsi nella lotta alla corruzione. Adesso che dalla Cassazione arriva una disamina assai critica sulla legge, che ne mette in luce pecche e contraddizioni, nonché la fatica degli stessi giudici per salvare i vecchi processi, nonché la preoccupazione per il futuro stesso delle indagini sulla corruzione, lascia stupefatti la totale assenza di reazioni.
Sabato 4 maggio ecco su Repubblica un articolo sul rapporto della Cassazione. Un'intera pagina. In altri tempi - non di governo dell'inciucio per semplificare e per intenderci - da sinistra si sarebbero levate delle voci per dire che la legge va cambiata, che almeno bisogna cancellare subito la norma che prevede la condanna fino a tre anni anche per la vittima della concussione, che adesso è diventata induzione. Sicuramente si sarebbe levata la voce di Di Pietro. Invece niente. Silenzio tombale. Pare proprio che non importi a nessuno se i processi vanno in malora, se la prescrizione più breve falcidia i dibattimenti. Vince quello che nel mondo degli appalti si chiama il silenzio-assenso.
Va bene così, la legge resterà quella che è. Il Pdl non darà mai il suo via libera a rimettere mano a norme che anziché rendere più dura la lotta ai corrotti la ammorbidiscono.
Neppure i magistrati reagiscono. Le toghe di centrosinistra sono ancora sotto shock per la nomina di Cosimo Maria Ferri, il capo di Magistratura indipendente, a sottosegretario alla Giustizia. Un colpo gobbo di Niccolò Ghedini per dividere la magistratura. Il presidente di Magistratura democratica definisce "orribile" la sua nomina, la segretaria Anna Canepa polemizza con chi ipotizza che i magistrati siano entrati in una logica di scambio, di do ut des, e chiedano a loro volta un posto al vertice della commissione Giustizia della Camera per un ex magistrato a loro gradito. Trattativa che non esiste, ovviamente. Ma tutto questo relega nell'ombra un tema importante come l'anti-corruzione, che non riesce a diventare protagonista del dibattito.
Si poteva immaginare che il governo Pd-Pdl avrebbe comportato dei prezzi, ma vivere subito l'effetto è come una polpetta avvelenata da mangiare e digerire per forza, sapendo bene di doverne morire.
Enzo del Turco 9 maggio 2013 alle 12:57
Sig. alexandertwo, tacendo Lei da quale formazione culturale e lavorativa vengano elaborate e acquistino valenza le sue parole non rimane altro che "l'ovvio" consequenziale alla sua dichiarata attuale inattività lavorativa e l'immaginazione. Io firmandomi con nome e cognome e libero professionista nel settore economico-finanziario non sento nessuna necessità di anonimato per le mie parole e non la sottopongo ad avere alcuna " fantasia".
ezio parenzan 9 maggio 2013 alle 13:03
Per il signor Ludovico Sforza. Come Lei,mi sono,ritrovato a pensare: Non Siamo Proprio Un Paese,come Altri Paesi.Per motivazioni,sicuramente,meno importanti,i '''i (diciamo di cultura occidentale,'' avremmo avuto,Al Minimo,delle proteste di altre cariche Istituzionali,che,per consuetudine,almeno,sono rispettose del Ruolo NEUTRO,che deve essere Deontologicamente,SUPERPARTES. Ancora,una volta,mi ripeto,siamo in una ''ANOMALIA -NOSTRANA.Il mio pensiero può apparire ,anche CAUSTICO'' ;stiamo parlando di una ALTISSIMA FIGURA che non ha,per Istituto COLORE.Per finire,a mio avviso,fino a quando,non saremo in grado,come Comunità Nazionale,di RIMARCARE-SEMPRE,tali fatti,la nostra GIUSTIZIA-GIUSTA,non potrà CONCRETIZZARSI. Il tutto,non riguarda,soltanto,le ISTITUZIONI e le Assemblee Legislative,al punto attuale,a mio avviso,ci deve essere uno ''Sprone Assoluto,di tuttaquanta la Comunità Nazionale,che deve,immancabilmente, Riappropriarsi del ''DIRITTO-DOVERE,di CITTADINANZA che DATA 1789. Unitamente alla Signora Milella,invio cordiali saluti. Con stima,ezio parenzan
alexandertwo 9 maggio 2013 alle 13:13
@ Gentile sig. Renato.
Posso anche comprendere la sua irritazione, ma quando alle proprie considerazioni ed osservazioni, quale che ne sia la loro "validità", c'e chi non risponde nel "merito" ma scende sul piano degli attacchi o, peggio, delle offese personali estese anche ai familiari defunti (veda, in parrticolare, "aatragon", "dal blog" , "Franco Rizzardi", ecc.), si è costretti a replicare anche su tale piano, almeno per le prime occasioni, financo forzando la propria nutura.
Successivamente, magari, si terrà presente il suggerimento indiretto del Sig. Olivotti e si finirà con l'ignorarli del tutto.
Stia tranquillo, è lungi da me ogni possibile intenzione di rinnovare fasti (o "nefasti") di chicchessia.
maria r. 9 maggio 2013 alle 14:01
@ peppe 8 maggio 2013 alle 15:55
che si rivolge @MARIANNE.
Alle sue osservazioni fatte nei confronti di Marianne l'unica risposta meritevole è quella pregevole "memoria storica" , nonchè "lectio magistralis" che il giudice Paolo Borsellino ebbe modo di fare agli studenti di Bassano del Grappa, il 26 gennaio 1989.
La lezione del giudice Paolo Borsellino ai ragazzi:
- L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice 'quel politico era vicino ad un mafioso', 'quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto'. E no! questo ragionamento non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: 'beh... Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest'uomo è mafioso'. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: 'questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto'.
Questo è uno dei passaggi della conferenza che il giudice Paolo Borsellino, assassinato assieme alla sua scorta dalla mafia nel 1992, tenne davanti ai ragazzi dell'stituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa, il 26 gennaio 1989. Una lezione da non dimenticare.
Paolo Borsellino ~ CONTIGUITA' MAFIA-POLITICA (26-1-1989)
Una riflessione sorge spontanea :- Non le sembra che tale riflessione sia inconfutabile e calzi perfettamente a quella molteplicità di indagini che non sempre si concludono con sentenze definitive in quanto carenti di prove , ma cariche di indizi? Se poi certe sentenze finiscono in prescrizione e la si definisce un'assoluzione , siamo ben lontani dall'avere un'informazione corretta di come sono andate le cose. D'altro canto, chi desidera essere " assolto" e farsi dichiarare INNOCENTE in sentenza, non può che rinunciare alla PRESCRIZIONE e farsi giudicare fino in fondo. Ma per molti personaggi che noi conosciamo bene la prescrizione del reato è il TRAGUARDO ambito, la meta agognata per capovolgere la verità e guadagnarsi una faccia nuova, ma non una faccia PULITA ed ONESTA. Ed in questi giorni abbiamo sentito veramente troppe menzogne, troppe distorsioni del significato delle parole, troppe bugie gettate arrogantemente in faccia, agli occhi ed alle orecchie della gente che speriamo non rimanga più indifferente quando qualcuno racconta che :
- "Vittorio Mangano" , - da condannato vissuto in casa del Cavaliere per più di 2 anni ad Arcore, e poi condannato all'ergastolo per omicidio e per mafia-, era un eroe, perchè mai parlò e mai fece nomi"- .
Infatti i veri mafiosi, fedeli alla "famiglia" di affiliazione, non parlano ; altrimenti vengono accusati di infamia e i loro parenti perseguitati per sempre.
Non vorrei essermi sbagliata, ma io la penso come Paolo Borsellino.
gentile 9 maggio 2013 alle 14:59
LECTORUM SALUTUM ,
non intendo con questo commento, impartire lezione ad alcuni, ma solo ricordare quanto scritto e pubblicato riguarda la " SORDITA' E L' ASSURDITA' ovvero " La perduta Conoscenza degli Atti e dei Fatti" nel nostro Paese.
Ebbene, a fare i Sordi, i Muti e i finti Ciechi, si incomincio' nel 1913 quando : nel codice di procedura penale, furono istituiti rimedi processuali contro il diniego di giustizia e quindi Anticorruzione. Infatti, l'articolo 137 del codice Finocchiaro- Aprile apprestava un'interessantissima forma di Impugnazione contro il Silenzio che letteralmente recitava: " Ogni illegale divieto al pubblico ministero e alle parti di valersi di una facolta' conceduta per l'esercizio
della loro attivita' processuale, e ogni illegale omissione o rifiuto di decidere sopra una domanda diretta a tale esercizio, e'causa di nullita', purche' immediatamente o nel primo atto successivo alla notizia...avutane sia fatta
espressa riserva di dedurre la ECCEZIONE RELATIVA".
In un ordinamento che conosceva ancora la e le previsioni per cui " i magistrati, i cancellieri, gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria e gli avvocati sono obbligati ad osservare le norme stabilite dai codici di procedura civile e penale, ANCHE QUANDO L'INOSSERVANZA NON COMPORTA NULLITA' ed altra sanzione particolare " Oggi il tutto e' visto e considerato sotto un aspetto di un sistema e clausola di stile giudiziario italiano,
la' dove l'articolo, parlando di rifiuto o negligenza nell'adempimento di un dovere d'ufficio , non aggancia nessuna incriminazione per diniego di giustizia alla responsabilita' civile e oltre alla denegata giustizia pur aggiungendo le
ipotesi di " DOLO, FRODE O CONCUSSIONE". la disciplina STERILIZZA IN ANTICIPO IL MALE .. dal momento in cui
anche le leggi da applicare sono FACOLTATIVE E NON OBBLIGATORIE.
Percio' , si rendevano necessari 3 procedimenti separati, ognuno con i tre gradi di giudizio ( per un totale di un massimo di nove processi), per l'ammissibilita', il risarcimento, e la rivalsa verso il giudice.e verso la Stato.
L'azione disciplinare, per responsabilita' contabile o civile dello Stato verso il magistrato non era obbligatoria e non e'
nemmeno facoltatico , solo per eccezione, ragion per cui, andare da un avvocato per ricorrere e chiedere la rivalsa di un diritto, non ne vale la pena , diventa come tutti sanno e sappiamo , una perdita di tempo, una perdita di soldi e forse anche perdita di patrimonio, sottomesso a sorpresa e all 'insaputa di tutti, alla disposizione e sotto la tutela dei giudici tutelari e monocratici, onorari e meritari , magistrati e legislatori che oltre a sequestrare illegalmente e incostituzionalmente il patrimonio dei concittadini , sequestrano anche i loro effetti, sequestrandogli anche la liberta ' di decidere sul proprio patrimonio: finanziario, economico, materiale, culturale, morale ,mentale , sociale e civile e decidere sulla propria vita se E'' "'AUTENESIA SI' O AUTENESIA NO" O "SUICIDIO SI' O SUICIDIO NO'
Questo si' e' un istituto obbligatorio, tutti gli altri sono e rimangono facoltativi ovvero NON SUSSISTENTI.
un esule 9 maggio 2013 alle 15:47
ha mai lavorato o vissuto nelle regioni del sud? Spesso la mafiosità esiste anche senza che ci sia un mafioso in giro.
Da come trincia giudizi quindi penso di no, e almeno Borsellino ebbe l'onestà intellettuale di dire che i sussurri e i si dice non erano sufficienti per andare a giudizio.
Oggi dipende dalla luna storta di un emulo di Ingroia. E chi è così pazzo di rinunciare all'amnistia o alla prescrizione con una magistratura come la nostra.
Francesco Messina, giudice Tribunale Trani 9 maggio 2013 alle 16:05
Davvero ottime le considerazioni di Maria R.
Colgo l'occasione per esprimere convinta solidarietà ai colleghi di Milano, oggetto nelle ultime ore delle solite affermazioni gravissime verso la loro indipendenza e la loro capacità giuridica.
Affermazioni tanto più gravi quanto più esse sono, come al solito, sfornite di ogni fondamento e di ogni giustificazione riscontrabile e, quindi, lontanissime da ogni regola di corretta educazione civile e morale.
alexandertwo 9 maggio 2013 alle 16:18
Gli alti lai provenienti dai difensori "in servizio permanente effettivo" di SB mi hanno spinto, senza entrare in valutazioni di merito della sentenza, ad una semplice osservazione-considerazione di carettere tecnico-giuridico.
I quattro anni della condanna inflitti ora dalla Corte di Appello di Milano, a conferma del verdetto di primo grado (2012), sono falcidiati ad uno solo per effetto dello "sconto" di pena di tre anni a seguito del beneficio previsto dall'indulto "mastelliano" del 2006 (analogamente a quanto, ad esempio, verificatosi per i quattro poliziotti di Ferrara che hanno ucciso a manganellate Federico Aldrovandi: pena effettiva ridotta a soli sei mesi quale residuo degli inflitti tre anni e sei mesi).
Ma qual'è il meccanismo che ha cosentito questa "singolarità" ?
Premesso che beneficiari di quell'indulto, nella sostanza, erano coloro che si erano macchiati di quasi tutti i reati previsti dal Codice Penale (limitatissime le eccezioni), per determinare il tempo da prendere in considerazione per l'applicazione dell'atto di clemenza, si fece riferimento al 2 maggio 2006 come c.d. "data di limite".
In altre parole, non si stabilì di applicare l'indulto ai condannati per sentenza passata in giudicato fino alla data del 2 maggio 2006 (come, ad esempio, proponeva l'IDV), ma a tutti coloro che avessero "compiuto il reato" entro quella data, indipendentemente dal fatto che fosse iniziato il processo o che il reato neanche fosse stato ancora "scoperto".
Ecco quindi l'operare di questo effetto "a strascico", per cui le pene detentive comminate in molte delle sentenze di condanna intervenute negli anni successivi al 2006 vengono automaticamente "accorciate" o "azzerate", intervenendo l'applicazione di questo "bonus" triennale.
Chissà perchè fu adottato, all'epoca, questo accorgimento ? Forse per un "interesse" generalizzato di quasi tutte le forze politiche presenti allora in Parlamento (votarono contro soltanto IDV, Lega Nord e AN) ?
Comunaue, essendo andate così le cose, non ci si può neanche "consolare", per chi vorrebbe, con l'auspicio-minaccia del grande Totò: ".........poi dice che uno si butta a sinistra!"
un esule 9 maggio 2013 alle 19:08
e ti pareva che il magistrato di trani non solidarizzasse...
una provocazione..
solidarizza anche con le persone che vengono assolte? magari in cassazione?
e il fondamento delle critiche e' nella lettura delle sentenze, che in questo caso sono politiche. antipatico o simaptico possa essere Berlusconi, e' chiara la persecuzione giudiziaria. Altra benzina per la macchina del fango e una bella spinta al Cavaliere, che urlera' e chiamera' il suo popolo alla rivolta contro le toghe rosse. Complimenti, sfottenti, ai giudici di Milano.
Francesco Messina, giudice Tribunale Trani 9 maggio 2013 alle 21:28
Quella della “persecuzione giudiziaria” è semplicemente una menzogna che viene proferita ai danni degli italiani.
E’ una impostura come quelle della “guerra ventennale” e delle “procure militanti”, usate per evitare di esaminare il merito dei processi.
C’è chi sia accontenta delle menzogne e delle imposture. E c’è chi preferisce cercare la verità, anche se scomoda, fondandosi sui fatti. È un metodo esistenziale, oltre che giuridico.
Le critiche alle sentenze sono una cosa molto diversa dalle denigrazioni fini a se stesse, specie quelle rivolte a persone che fanno il proprio dovere e che neanche si conoscono.
E la denigrazione è ancora più palese quando i soggetti parlano o scrivono senza neanche conoscere le motivazioni delle sentenze.
Quanto poi ad attaccare le persone nascondendosi dietro l’anonimato, è condotta davvero tristissima. E appare ancor più triste oggi, nell’anniversario della morte di due Persone come Aldo Moro e Peppino Impastato che, senza nascondersi, hanno avuto coraggio della denuncia e delle proprie azioni. anche a prezzo della vita.
Ognuno ha il proprio stile che altri possono valutare.
In fin dei conti, però, basta ricordare qualche insegnamento scolastico che riguarda i principi della cultura democratica occidentale per trovare l’orientamento….
“…..Socrate:… Poniamo che, mentre siamo lì lì per fuggire di qui (o comunque vogliamo chiamare questa cosa), venissero le leggi e la città tutta, si piazzassero davanti a noi e ci chiedessero: “Dimmi, Socrate, che cosa hai in mente di fare? Quale può essere il tuo intento, con questo gesto, se non di fare quanto ti è possibile per distruggere noi, le leggi, e la città intera?… O PENSI CHE POSSA SOPRAVVIVERE E NON ESSERE SOVVERTITA UNA CITTA’ IN CUI LE SENTENZE PRONUNCIATE NON HANNO EFFICACIA E POSSONO ESSERE INVALIDATE E ANNULLATE DA PRIVATI CITTADINI? Cosa rispondere, o Critone, a queste o simili domande? Certo, ci sarebbe molto da dire (più di tutti ci riuscirebbe un retore) in difesa della legge che violerei, che impone che le sentenze pronunciate abbiano vigore. Preferiremo forse dare loro una risposta del tipo “la città ci ha fatto un’ingiustizia, emettendo una sentenza scorretta”? Diremo questo, o che altro?…”
un esule 9 maggio 2013 alle 23:28
e vabbeh... lo sapevo .... dall'alto dello scranno si scatenano i fulmini....
Io parlo di politica, dei tecnicismi della giurisprudenza potrei anche fregarmene.
E comunque vedo che non racicoglie la mia leggera provocazione, Dottor Messina, lei ha un altro modo di scrivere o anche quando ordina un caffe' assume questo tono imperioso?
E vedo che la sua mlitanza politica influisce anche sulla sua visione della giustizia, o pensa che sia univocamente giusta la sua?
e sul resto sorvoliamo....
Augusto 10 maggio 2013 alle 02:00
d'altro diremo che sarebbe ora che, voi toghe rosse di MD rientraste nell'ambito assegnatovi dalla Costituzione ( quella vera, non quegli articoli artatamente interpretati per darvi potere messianico e di casta ) ed invece di perdere tempo in processi mediatici per avere visibilità, vi sforzaste di non tenere innocenti a marcire in galera. Non proponga la solita tiritera con richiesta di nomi e cognomi perché se prima si impegna a rispondermi gliene snocciolo un bel po'.
Un consiglio, la finisca di attaccare il contraddittore con la condanna d'anonimato, siamo in un blog e non in Tribunale e il suo linguaggio appare intimidatorio. Non le dovrebbe sfuggire, quando scrive, il suo incarico presso l'ufficio Gip-Gup e di come sia facile e impunito abusare violando la privacy altrui.
Ludovico Sforza 10 maggio 2013 alle 02:40
"Davvero ottime le considerazioni di Maria R.
Colgo l’occasione per esprimere convinta solidarietà ai colleghi di Milano, oggetto nelle ultime ore delle solite affermazioni gravissime verso la loro indipendenza e la loro capacità giuridica.
Affermazioni tanto più gravi quanto più esse sono, come al solito, sfornite di ogni fondamento e di ogni giustificazione riscontrabile e, quindi, lontanissime da ogni regola di corretta educazione civile e morale."
Mi domando se la Sua convinta solidarietà e l'apprezzamento della capacità giuridica dei colleghi di Milano nasca per appartenenza di classe o perché Lei nel corso del processo ha avuto fotocopiato da Milano tutto il materiale processuale, lo ha studiato e quindi dà un Suo parere motivato. Se così non fosse le sue parole " sono ...sfornite di ogni fondamento.." poggiando solo su Sue personali opinioni pari a quelle di chi sostiene essere una sentenza politica persecutoria.
Mi pare di ricordare una delle Sue tante lezioni che invitava a non fare affermazioni se non erano motivate e documentate da fatti riscontrabili.
un esule 10 maggio 2013 alle 10:29
Ben vengano invece gli interventi del Dottor Messina, che lo scopro solo ora grazie al post di Augusto, svolge l'incarico di GIP.
Questi interventi dimostrano la lontananza di questi funzionari dello stato dalla società, dai comuni cittadini. Il modo in cui si affrontano i problemi, la incapacità di inquadrare le storture e le azioni della gente fuori dagli schematismi giudiziari.
Un esempio è appunto la corruzione, esiste, lo sappiamo tutti, ma perchè esiste? L'evasione fiscale, esiste, lo sappiamo tutti, ma perchè si evade?
E' mai possibili che tali comportamenti siano visti dagli operatori di giustizia solo come una maledizione divina? Un peccato contro la natura, intrinsecamente buona, dell'uomo? Mai che si pensi, e si giudichi, in modo meno manicheo? o questo approccio è relegato solo ai giudici del lavoro quando sentenziano a favore di lavoratori esuberanti?
Formazione ed ideologia. Per un Saint Just o per un Vishinsky chiaro che l'oppositore politico era anche un criminale, forse oggi l'approccio dovrebbe essere diverso. Ma vedo che lo stile non cambia.
Quindi il mio di approccio rimane, levare l'acqua così i pesci non possano nuotare, non avvelenarla danneggiando tutti.
Lucio 10 maggio 2013 alle 12:35
@ giudice Messina
i suoi convincimenti sull'equità della sentenza di Milano è solo difesa di casta e andrebbe dimostrata.
La Giustizia Italiana non ha alcun titolo per dire che le sentenze non vanno discusse, dopo che lo sfascio in cui la politicizzazione e la frantumazione dei Giudici in correnti la hanno portata agli ultimi posti in classifica.
La percezione di fiducia nella Giustizia è nei cittadini pari a zero, il caos nei Tribunali, i tempi abnormi, gli indagati privati di vita e libertà tenuti in apnea per anni, gli assassini rilasciati su parere benevoli che riuccidono, gli innocenti dichiarati tali dalla Cassazione dopo anni e anni di inferno, i tanti colpevoli di omicidi mai scoperti, la superficialità dei giudici nei giudizi civili, il numero di magistrati che dopo processi mediatici entrano in politica e tanto altro sotto gli occhi di tutti.
Non parliamo poi dei tanti casi di giudici corrotti e del silenzio che su alcuni cade come il PM di Roma arrestato per avere fatto sesso nell'ufficio della Procura in cambio di informazioni e di cui si tiene disinformata la pubblica opinione con un silenzio tombale.
La fiducia e il rispetto bisogna saperli meritare e non chiederli.
Ele. M. 10 maggio 2013 alle 12:50
Scambio di opinioni interessante, se depurato da personalismi e politicismi.
Se è vero come è vero (come tende a sottolineare Ludovico Sforza) che nessuno può giudicare le sentenze se non dall'interno del processo (ma non mi sembra il Giudice Messina abbia fatto questo), condivido la difesa della magistratura dagli attacchi aprioristici mossi alla stessa.
Anche lo scambio di opinioni all'interno di questo blog, spaccato di quello che sentiamo ogni giorno in TV, è infatti originato proprio da un grande, voluto, equivoco; impiantato e coltivato per meri scopi mediatico-politici di cui, TUTTI, indistintamente da come la si pensi, siamo, per un verso o per l'altro, vittime.
Fermo, infatti, che (come per ogni processo a carico di chiunque), in generale, anche una sentenza contro Berlusconi possa essere (o essere stata) sbagliata (per carità, questo è certo), martellare l'opinione pubblica con il mantra della persecuzione giudiziaria ha l'esclusivo scopo di distruggere e /o manipolare la magistratura.
Cosa che nessun cittadino dovrebbe volere, trattandosi di uno dei poteri dello Stato che devono garantire civiltà e da cui dobbiamo pretendere qualità e indipendenza.
Caratteristiche che vanno dimostrate e valutate all'interno del singolo processo, e che è consapevolmente fuorviante portare all'attenzione mediatica con il mantra della persecuzione giudiziaria, in quanto la magistratura non deve e non può giustificare mediaticamente il proprio lavoro. Che non può essere giudicato al di fuori, ripeto, del singolo processo.
Il martellamento vittimistico portato sul piano politico, quindi, va a toccare la pancia e non il cervello delle persone: ma il sistema giudiziario non si regge sulla pancia ma sul cervello.
Quindi, non solo, in questo modo, si manipolano le persone portandole ad assumere delle posizioni su un piano sbagliato e si svilisce lo Stato ma, talvolta, con questo approccio mediatico meramente provocatorio, si riesce pure a far davvero uscire alcuni giudici dal loro ruolo minacciando la loro obiettività e questo risultato (che forse è quello che davvero qualcuno vorrebbe raggiungere per scopi esclusivamente individuali, non certo per il bene del Paese) è diametralmente contrario all'esigenza oggettiva di tutti di avere una magistratura onesta, integra ed indipendente.
Con questo non voglio assolutamente giustificare quei magistrati che cadono nella trappola: perché, per la carica che rivestono, dovrebbero avere la capacità e la forza di non uscire mai dal ruolo e dall'esercizio delle loro funzioni.
Ma ritengo che tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro idee politiche e da eventuali possibili errori della magistratura, dovrebbero tentare di non farsi infinocchiare da proclami vuoti di contenuti che sia possibile valutare con la testa.
Spero di aver espresso il mio pensiero in modo sufficientemente chiaro....
Francesco Messina, giudice Tribunale Trani 10 maggio 2013 alle 14:59
La mia solidarietà ai colleghi di Milano si basa su un antico principio di giustizia e di generale educazione: chiunque accusa qualcuno di una colpa deve fondare la sua tesi su dati oggettivi e verificabili.
La tesi contraria - e cioè che io possa accusare una persona senza prove, sfidando l'altra parte a provare la sua correttezza del suo agire - non è prevista nei contesti civili.
Tra chi accusa – genericamente e senza prove – e chi subisce quelle accuse, io sto dalla parte di quest’ultimo.
E i colleghi di Milano sono stati oggetto di affermazioni gravissime, senza alcuna prova, che ledono la loro onorabilità.
Sino a prova contraria, essi hanno svolto il loro lavoro con correttezza e proibità.
Anzi, negli anni la correttezza della magistratura milanese è stata provata in tutte le sedi, nazionali e internazionali.
Basta leggere e informarsi.
In genere, le garanzie valgono anche quando si valuta, per qualsiasi motivo, il lavoro dei magistrati che devono essere rispettati non solo come rappresentati delle Istituzioni, ma come persone.
Quanto, poi, alla sentenza di primo grado,confermata dalla Corte di appello, io l’ho letta e studiata.
un esule 10 maggio 2013 alle 16:07
i miei attacchi non sono aprioristici sia chiaro, ed io attacco, magari diciamo che critico, solo dove vedo qualcosa che non mi convince.
Ed infinocchiare me è una impresa piuttosto ardua.
Lei scrive..."la magistratura non deve e non può giustificare mediaticamente il proprio lavoro" ... dissento totalmente. Parliamo di funzionari dello stato che nei gradi apicali guadagnano svariate centinaia di migliaia di euro e non devono rendere conto di come vengono spese le mie tasse? Va bene essere autoreferenziali, ma l'opinione pubblica deve poter sapere, solo che non può agire.
ed ancora scrive... "all’esigenza oggettiva di tutti di avere una magistratura onesta, integra ed indipendente."...
Sa cosa si faceva alle Frattocchie 25 30 anni fa? Quando i concorsi in magistratura andavano deserti?
O di chi è fratello il giudice Salvi? Chi è il PM Forno? Io non ho un interesse particolare a seguire la cronaca giudiziaria, ma leggendo molto, nella mia vita ho fatto anche il capo ufficio stampa, mi capita di leggere quello che i giornali scrivono. E quello riporto.
Interessante la frase del Dottor Messina circa le accuse non provate....
Quali accuse. L'esercizio del diritto di parola, l'esprimere una opinione necessita di 200 faldoni di prove a supporto di una tesi? Dire che obbligare Berlusconi a risarcire Mediaset mi sembra abbastanza ridicolo è un insulto alle giudici di Milano? Notch down Sir...
Non siamo, spero, in un tribunale, ma in una piazza virtuale, dove non si può cercare di zittire chi non la pensa come te o come la tua fazione accusando di mentire.. Un libero convincimento può essere giusto o sbagliato, ma mai vero o falso.
alexandertwo 10 maggio 2013 alle 16:18
Il valido direttore de "Il Giornale", Alessandro Salluti, scriveva ieri - sotto il titolo di "Sentenza Impresentabile" - che "al Gruppo Mediaset.....viene imputata una presunta evasione fiscale di pochi milioni compiuta da dipendenti infedeli". Per poi aggiungere che "Berlusconi è l'unico capitano d'industria (sic) che per i giudici non poteva non sapere cosa combinavano i suoi manager".
Queste affermazioni del "soldatino" Sallusti sono.......una bufala !
Non voglio quì contestare le solite immancabili espressioni che anche stavolta i Ghedini-Longo di complemento hanno ripetuto stancamente e ossessivamente riguardo alla "fondatezza e validità" della sentenza della Corte di Appello di Milano ("accanimento giudiziario", "persecuzione delle toghe rosse", "scelta della tempistica per interferire sulla politica";"ostacolo alla pacificazione"; ecc.) che potranno essere confermate o smentite, in via definitiva, solo dalla decisione che sarà chiamata a prendere la Cassazione.
Deve però essere ribadito già ora e definitivamente - senza che ciò costituisca, per la tranquillità del sig Sforza, un parere basato solo su opinioni personali - che Berlusconi è stato condannato non per il solo fatto che lui "non poteva non sapere", ma perche lui "ha fatto, sapendo bene quello che faceva".
Ed infatti, Confalonieri non è stato condannato proprio perchè, pur essendo plausibile che sapesse della frode, i magistrati non hanno ritenuto acquisite decisive e sufficienti prove ulteriori per condannare anche lui.
Mentre per B., invece, quelle prove, secondo i magistrati, sono state chiaramente accertate: sia in forma orale che documentale (testimonianze Tatò e Cavanna; varie lettere e messaggi e-mail).
Ora, per carità, la Cassazione potra pure concludere che questa sentenza sia stata solo "una sentenza politica persecutoria" (sempre per usare le espressioni del sig. Sforza), ma almeno si eviti di continuare a propalare palesi menzogne come quelle di Sallusti.
gianfranco 10 maggio 2013 alle 16:30
http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/05/09/news/ucciso_dal_treno-58438318/ Un povero cristo non paga l'assicurazione per mancanza di soldi investe due ragazzi e si suicida sotto il treno.A volte la gente ha troppa paura della legge.
Ele. M. 10 maggio 2013 alle 17:21
Per Lucio 12.35
Lucio, Lei afferma: "La percezione di fiducia nella Giustizia è nei cittadini pari a zero, il caos nei Tribunali, i tempi abnormi, gli indagati privati di vita e libertà tenuti in apnea per anni, gli assassini rilasciati su parere benevoli che uccidono, gli innocenti dichiarati tali dalla Cassazione dopo anni e anni di inferno, i tanti colpevoli di omicidi mai scoperti, la superficialità dei giudici nei giudizi civili, il numero di magistrati che dopo processi mediatici entrano in politica e tanto altro sotto gli occhi di tutti.
Non parliamo poi dei tanti casi di giudici corrotti e del silenzio che su alcuni cade come il PM di Roma arrestato per avere fatto sesso nell’ufficio della Procura in cambio di informazioni e di cui si tiene disinformata la pubblica opinione con un silenzio tombale.
La fiducia e il rispetto bisogna saperli meritare e non chiederli".
Ma non capisco perché se la prende con il dott. Messina e con tutti i giudici in generale.
I problemi che Lei rappresenta e la perdita di fiducia nella giustizia non si risolveranno mai se si continua a ragionare in termini CASTE. E, se e dove esistono, per "eliminarle" è davvero controproducente ragionare in termini di aprioristica contrapposizione, perché nella generalizzazione naufraga qualsiasi critica potenzialmente utile: Ogni critica, infatti, per erre proficua, non può partire da un preconcetto generico.
Sa quando noi avvocati facciamo peggio il nostro lavoro? Quando partiamo da una conclusione e la affermiamo aprioristicamente. Magari è giusta, ma in questo modo è molto facile perdere la causa.
A qualsiasi conclusione bisogna giungere attraverso una ricostruzione e una dimostrazione. E' un punto d'arrivo, non di partenza. E solo quando ci siamo arrivati dobbiamo manifestare di crederci fino in fondo.
Per Un Esule 10.29.
Lei, con riferimento al post del dott. Messina, dice "Questi interventi dimostrano la lontananza di questi funzionari dello stato dalla società, dai comuni cittadini. Il modo in cui si affrontano i problemi, la incapacità di inquadrare le storture e le azioni della gente fuori dagli schematismi giudiziari.Un esempio è appunto la corruzione, esiste, lo sappiamo tutti, ma perchè esiste? L’evasione fiscale, esiste, lo sappiamo tutti, ma perchè si evade?E’ mai possibili che tali comportamenti siano visti dagli operatori di giustizia solo come una maledizione divina? Un peccato contro la natura, intrinsecamente buona, dell’uomo? Mai che si pensi, e si giudichi, in modo meno manicheo? o questo approccio è relegato solo ai giudici del lavoro quando sentenziano a favore di lavoratori esuberanti?"
Il Suo intervento mi colpisce molto.
Il ruolo del giudice (qualsiasi giudice!) è proprio quello che Lei non vorrebbe che fosse: ossia inquadrare le azioni della gente all'interno di quelli che Lei definisce "schematismi giudiziari", tipicamente terreni e non divini. In cui la bontà o la cattiveria non c'entrano affatto.
I giudici non devono dare giudizi morali, ma applicare la legge e non adattarsi agli usi e costumi della società.
Se no a che servono?
Ele. M. 10 maggio 2013 alle 18:17
Per Un Esule 16.07
Guardi che io non penso che la magistratura, come apparato dello Stato, non debba rendere conto a nessuno! Dico solo che, per la tipologia del lavoro che svolgono, i magistrati non devono rispondere mediaticamente!
Credo, invece, che si dovrebbe poter sapere (come per tutti i dipendenti statali) quanto lavorano e credo che anche le loro carriere dovrebbero essere meritocratiche.
Questo non dovrebbe essere difficilissimo!
Mi piacerebbe conoscere anche l'opinione del dott. Messina al riguardo.
Per il resto, per carità, non metto in dubbio che, come in ogni ambito, anche all'interno della magistratura ci siano fortissime disfunzioni (io stessa ho messo in evidenza quelle che percepisco) e singole porcherie.
Ma se siamo qui a discutere è perché, evidentemente, quello "che scrivono i giornali" non ci basta, giustamente.
Non è che dobbiamo qui condividere le opinioni di tutti (ci mancherebbe!), ma "sfruttare" il confronto per approfondire e ampliare il nostro punto di vista senza partire dall'aprioristica idea che chi fa un certo lavoro corrisponda necessariamente all'idea generalizzata che si ha di quella categoria credo non sia giusto né utile.
Io valuto quello che leggo e non ho colto, sinceramente, nelle parole del dott. Messina l'intenzione di togliere agli altri la libertà di esprimere opinioni. E' solo che, sinceramente, è assolutamente vero che per giudicare una sentenza bisogna prima di tutto averla letta e poi, per una piena valutazione del caso, aver letto le carte.
A volte, personalmente, per commentare una sentenza mi basta leggerla: ma solo quando conosco i fatti e c'è un macroscopico errore in diritto (capita!); ma quando un errore macroscopico non c'è, pur conoscendo il fatto storico, devo vedere "le carte" anche per fare un semplice commento.
Questo non toglie che si possano comunque esprimere opinioni, ognuno è libero di farlo, ma poi non ce la possiamo prendere con chi le critica solo per la "posizione" da cui quest'ultimo muove quella critica.
rino olivotti 10 maggio 2013 alle 18:19
@Ele M.
.... sono stato poco bene e ho dovuto assentarmi per esami ma non ho dimenticato quanto Le devo.
Ma oggi La prego, faccia uno sforzo ed esca dalla utopica speranza di una Giustizia Giusta o dalle nobilissime
parole di Socrate che hanno solo il difetto di esser scritte da Platone qualche anno fa.
Ed allora cercando di parlare con un sano realismo, del tutto lontano da pulsioni politiche o soggezioni verso una
categoria troppo spesso oltraggiata senza ragione, La prego di leggere, appena ne trova il tempo, l'articolo di
Stella su "Sette" di questa settimana.
Dopodichè resta da vedere se il cittadino comune,quando rimane sconcertato da certe pronunzie, possa avere un qualche giustificato dubbio sulle "certezze" di certa Magistratura o anche Lei ritiene che le denunce di Stella, e di tanti altri, siano solo becero populismo e disinformazione ?
Con l'augurio di una serena serata.
rino olvotti
un esule 10 maggio 2013 alle 19:36
in una discussione precedente, il Dott. Messina affermo' invece che la giustizia deve educare la gente. Quindi la pena come espiazione rieducazione e dissuasione.
Io invece mi pongo il problema della diffusione di certi crimini,
Ele. M. 10 maggio 2013 alle 20:45
Carissimo sig. Olivotti, non mi faccia preoccupare e si prenda cura di Lei prima di tutto!
Leggerò l'articolo che mi ha indicato e ne riparliamo presto.
Anche io Le auguro buona serata.
alexandertwo 10 maggio 2013 alle 21:16
@ Gentile Ele. M.
Ritengo impeccabili le sue osservazioni/considerazioni espresse nel post delle ore 17,21 (in risposta ai precedenti commenti di "Lucio" e di "Un esule).
alexandertwo 10 maggio 2013 alle 22:54
Un'altra "perla" dell'equanime CSM: condannata per "violazione del riserbo" Anna Maria Fiorillo.
La signora è il PM della Procura dei minori di Milano in servizio la notte in cui Ruby Rubacuori, dalla questura di Milano, fu affidata alla Minetti, contravvenendo - dopo la famosa telefonata di SB - a quanto disposto dalla stessa PM.
Il suo "reato" è stato quello di aver decisamente smentito l'allora ministro Maroni che, nella sua ricostruzione dei fatti, aveva falsamente affermato che la stessa PM aveva autorizzato l'affidamento della "nipote di Mubarak al cosiddetto "consigliere ministeriale" che rispondeva al nome di Nicole Minetti, spedita presso la Questura dallo stesso SB.
Quindi, anche Lei, come Ingroia e Di Matteo, è stata "bacchettata", contrariamente a quanto riservato ad altri che, invece, sono........"Laudati".
Francesco Messina, giudice Tribunale Trani 11 maggio 2013 alle 01:48
IPERCORRETTO (con scuse)
Esiste una radicale differenza tra l’esercizio del diritto di parola e la denigrazione degli altri.
E la differenza ha un valore ed è ben percepibile sia secondo le regole etiche che giuridiche.
Aggiungo che sono anni che, in tema di fenomeni giudiziari, vengono usate espressioni verbali come (solo per ricordarne alcune) “guerra ventennale”, “procure militanti”, “giustizia a orologeria”.
Sono espressioni non solo false – perché mai provate in oltre due decenni, se non addirittura smentite da fatti certi e inoppugnabili – ma che, in alcuni casi, sono perfettamente funzionali alla (de)formazione della conoscenza collettiva
Non a caso il cardinale Mazzarino sosteneva che il potere lo si conquista con le spade e i cannoni, ma lo si mantiene con i dogmi e le imposture.
E la Storia insegna che queste ultime (le imposture) sono state spesso lo strumento principale del Potere per mantenere se stesso, fuori da ogni possibile controllo sociale.
Non è, quindi, in discussione il legittimo diritto di critica che, in quanto tale, è cosa serissima.
E’ in discussione, invece, la tecnica di propaganda mediatica che, attraverso la ripetizione pubblica e per assiomi di fatti mai accertati, mai accaduti o addirittura smentiti, cerca di creare una realtà immaginaria a quella effettiva. Spesso riuscendovi.
Si tratta di concetti ben noti nella teoria della comunicazione.
Basti ricordare gli esempi clamorosi nella comunicazione di massa in cui una sentenza di prescrizione è stata scambiata per assoluzione. Oppure, la surreale tesi secondo cui i pubblici ministeri potrebbero impugnare le norme di legge a loro non gradite innanzi alla Corte Costituzionale.
Se accadesse una cosa genere durante un esame universitario si avrebbe la bocciatura dello studente.
Ma quello che vale ogni giorno per migliaia di studenti, non vale, evidentemente, per chi ha ruoli di vertice nel potere potere politico-mediatico.
La comunicazione di ciò che si assume come reale, vero, effettivo (realtà e comunicazione sono due concetti tra loro fortemente interdipendenti) dipende, quindi, dal ruolo occupato nella comunità dal comunicatore.
Nè chi dovrebbe esercitare un ruolo di controllo nella formazione dell’opinione pubblico (i giornalisti) spesso hanno preparazione e soprattuto coraggio necessari, tranne poche eccezioni.
E nelle comunità in cui senso critico, preparazione culturale, educazione alla ricerca, abitudine all’onestà intellettuale non sono patrimonio diffuso i rischi della deformazione della realtà, per mancanza di controllo sociale, sono altissimi.
D’altra parte, basta ricordare il Pasolini dell’ “Io so” per fare qualche riflessione non solo sul piano strettamente scientifica (della comunicazione) ma su quello più generalmente intellettuale.
Io penso che la straordinaria attuale crisi, anche economica, dell’Italia affondi le sue radici nella mancanza di un diffuso controllo critico dei cittadini rispetto alle imposture altrui (la parola “impostura”, etimologicamente richiama proprio il “peso” culturalmente negativo da far sopportare ad altri).
apprezzo molto le riflessioni di Ele.M. per lo stile e i contenuti.
Alle ultime sue considerazioni risponderò appena mi sarà possibile.
ezio parenzan 11 maggio 2013 alle 03:02
Signora Milella;buongiorno. Il mio,possibilmente,non è rivolto,specificatamente,ad Alcuno;però,è rivolto a TUTTI i Frequetatori del BLOG-TOGHE e, amè,in primis. In uno Stato,che ''Dovrebbe Essere,di DIRITTO,nessuno,chiunque sia ,ogni Funzione,qualunque Figura: NON PUO' PERMETTERSI di CONTESTARE e DELEGITTIMARE, UNO dei POTERI dello STATO. La mia asserzione è VALIDA: da 20 anni a questa parte stiamo VIVENDO,un APPROCCIO -QUOTIDIANO,a Supporto dell'' NON REGOLE.Ciò che è successo e succede,in tal senso,in una Nazione con il MINIMO senso di ''RELIGIONE CIVILE,avrebbe portato,la Comunità Nazionale,a fare QUADRATO,sullo ''SCEMPIO ANOMALO DELLA VERITA''. Per la verità,esistono tre gradi di giudzio,credo siano sufficientemente,garanti,di una verità finale.Bene,non si vuole attendere questa verità,ULTIMA, e,perchè? La verità ULTIMA,non sarà,certamente,UNAA VERITA' TRASCENDENTE,sarà,come,per ogni Cittadino,la Verità TERRENA,che,sicuramente,non sarà ''PERFETTA''; ma,anche,non perfetta è l'unica verità.che come UMANI,ci possiamo permettere ed accettare.Per finire: da quando,sono in grado,di ricordare,non mi sovviene,di certo,nessuna Azione di Protesta Collettiva, PRO-QUALCUNO e,se adesso succede,ovviamente,non ènecessario avere il CERVELLO di LEONARDO,per Dedurre,chè siamo allo sbando ''ETICO-MORALE.Aggiungo ,nelle DEMOCRAZIE,in generale,non sono Sufficienti i ''Consensi Popolari'' perchè,inoltre,è DOVERE di TUTTI,rispettare TUTTI I POTERI che lo Stato di diritto,Assicura a tutti i Cittadini; INDISTINTAMENTE,per il BENE-COMUNE. Chi pensa di essere fuori dallo STECCATO,(Senza Paletti) ,non desidera LE REGOLE,senza le QUALI,siamo Ridotti, IN MALO MODO. Gentile signora Milella,voglia gradire i miei più cordiali saluti e,buona domenica, ezio parenzan
Lucio 11 maggio 2013 alle 03:44
"Ma non capisco perché se la prende con il dott. Messina e con tutti i giudici in generale"
Scusi ma con chi me la dovrei prendere, con i cancellieri?
Mi rivolgo, non me la prendo, a un giudice della politicizzata MD facente parte della politicizzata ANM assiduo del Blog, il " caro Francesco " amico della dott.ssa Milella della politicizzata Repubblica, che Lei, nuova frequentatrice, non conosce.
Noi che lo leggiamo da anni lo conosciamo, per sua concessione, ormai come le nostre tasche.
Una prova? Tutte le mattine, al bar del tribunale, ama prendere un cornetto al cioccolato. Ha perso due diottrie studiando. Facendo il militare tra una bomba a mano e l'altra studiava diritto. Quando lavorava come giudice penale impiegava 30/40 minuti da casa al lavoro. Aveva un nonno cardiologo stimato. È autodidatta in Medicina. È un filologo che ama correggere gli altri, famosa una diatriba sul "dolzore" con intervento telefonico di un esimio esperto Prof. Ha dato lezioni di punteggiatura, mai più di 25 parole in una frase. Ha come bersaglio preferito uno stimato Prof. di Filosofia del Diritto. Non gli piacciono i gerundi posposti. Frequenta la Parrocchia e tiene corsi ai parrocchiani. Ama passeggiare sul lungomare con la famiglia. È un internauta mediatico eccezionale, siamo stati messi gentilmente a conoscenza di decine di link e you tube dove si parla di lui. Mai ha ammesso che un commentatore avesse anche parziale ragione in un confronto e non risponde agli anonimi commentatori che lo contraddicono. Non risponde alle domande se sono luoghi comuni. Predica l'umiltà ma il suo tono è imperioso e scende dallo scranno.
Come vede anche in questo post risponde indirettamente alle critiche non ritenendo degno della propria persona il rivolgersi direttamente a chi si permette osservazioni o critiche.
È di MD e non ammette critiche a Magistrati della sua corrente e repliche. Non ammette che gli si manchi di rispetto, ma non è chiaro però il limite ante genuflessione. Crede con lombrosiano pensiero che gli Italiani tendano al delinquere. Ha ricevuto recentemente un importante encomio dal Ministero ed è stato promosso tra il cordoglio dei suoi vecchi collaboratori dal Penale all'ufficio GIP.
Sufficiente? No? Questo è solo un antipasto. Se è diffidente o curiosa di approfondimento si legga l'archivio degli ultimi due anni e forse troverà risposta a quello che non capisce nel mio prendermela che ha ragioni molto più alla radice di quanto appare. Nel processo di autocelebrazione ha esposto con cristallina sincerità tutte le pieghe del suo pensiero, della sua vita e della sua anima di cattolico osservante che lo obbliga in nome della Costituzione nella professione che svolge ad aiutare la Società ad uscire dall'ignoranza, missione che svolge con autorevolezza anche con noi "somari" del blog, con l'aiuto anche della sua cultura giuridica filosofica e del Vangelo che spesso qui ha richiamato ricordandoci anche parabole. Quella sull'amministratore infedele tenne banco per due giorni.
P.S. Non gli domandi di un Giudice corrotto, o vendutosi alla politica, o di un PM malato sessuale finito in carcere, perché per "motivi deontologici" bisogna dargli atto che mai ha preso posizione o espresso neanche a titolo personale una sola parola di biasimo.
federicodisvevia 11 maggio 2013 alle 08:01
Lo "statista" Berlusconi, king-maker del nuovo governissimo, ancora una volta si becca una condanna, stavolta addiritturacon una sentenza di appello che conferma quella di primo grado.
Con una trasformazione repentina che susciterebbe l'invidia del mago Houdini, lo "statista" si tramuta di colpo in un sovversivo e spara a zero su un potere dello Statoe che si prepara, domani, a sfoderare in piazza, davanti ad una folla oceanica di biscionati e di comparse ben pagate, tutto il suo sprezzo per le regole e le istituzioni dello Stato.
Il tutto mentre i suoi servi blaterano di sentenza che ostacolerebbe la cosiddetta "pacificazione".
Ma di che pacificazione vanno cianciando?
Qua c'è un tizio che ad ogni giorno che passa si va qualificando sempre più come un autentico delinquente abituale, uno che nei suoi comportamenti non tiene minimamente in conto il fatto che esista il codice penale e che costituisce una vera e propria vergogna nazionale e loro parlano di "pacificazione"?
Ma siam pazzi, direbbe il compagno Pierluigi...
Ma no, che scemo, dimenticavo che domani saremo avversari, comunisti, forcaioli, giustizialisti, mentre dopodomani riprenderemo ad essere fedeli e concordi alleati di governo...
Lucio 11 maggio 2013 alle 10:27
Gentile Ele. M.
"Ma non capisco perché se la prende con il dott. Messina e con tutti i giudici in generale.
I problemi che Lei rappresenta e la perdita di fiducia nella giustizia non si risolveranno mai se si continua a ragionare in termini CASTE. E, se e dove esistono, per “eliminarle” è davvero controproducente ragionare in termini di aprioristica contrapposizione, perché nella generalizzazione naufraga qualsiasi critica potenzialmente utile: Ogni critica, infatti, per erre proficua, non può partire da un preconcetto generico."
Per aiutarla nella comprensione e d'accordo che una critica non può partire da un preconcetto, Le ho inviato, alle 3 circa di notte, un commento con il profilo del dott Messina basato esclusivamente su quanto da lui scritto negli ultimi due anni e senza alcuna valutazione soggettiva.
La dott.ssa Milella ha ritenuto di non pubblicarlo ed io certo non Le posso chiedere di leggersi l'archivio del Blog degli ultimi due anni a conferma della mia assenza di preconcetti.
Di più non posso fare, ma già un occhio attento, non distratto da benevole lisciatine di pelo, può negli interventi in questo post intravedere sfumati dei piccoli segni di ciò che gli apparirà in toto chiaro nel tempo.
maria r. 11 maggio 2013 alle 14:20
@ alexandertwo 10 maggio 2013 alle 22:54
Alla PM dott.ssa Anna Maria Fiorillo va tutta la mia SOLIDARIETA' per aver avuto il coraggio e la forza d'animo, in nome della VERITA' dei Fatti, di "smentire, ovvero, sbugiardare " l’allora ministro dell' Interno Maroni che, nella sua ricostruzione dei fatti davanti al Parlamento, aveva falsamente affermato che la stessa PM aveva autorizzato l’affidamento della “nipote di Mubarak al cosiddetto “consigliere ministeriale” che rispondeva al nome di Nicole Minetti, inviata presso la Questura dallo stesso SB."
E' stato il sostituto pg di Cassazione, Elisabetta Cesqui (MD), a sollecitare davanti alla sezione disciplinare di palazzo dei Marescialli la sanzione della censura per il pm dei minorenni di Milano.
“L’avevo messa in conto, ma tornando indietro rifarei cio’ che ho fatto”. Cosi’ il pm per i minorenni di Milano, Annamaria Fiorillo, ha commentato la sentenza di ‘condanna’ disciplinare pronunciata dal Csm nei suoi confronti. Il magistrato ha anche detto che “sicuramente” presentera’ ricorso alle sezioni unite civili della Cassazione contro la sanzione che le e’ stata inflitta.
La signora Fiorillo che ha osato contraddire il ministro dell'epoca è condannata, il politico, accusato ma potente, ha il megafono di RAI e Mediaset che amplifica le sue personali versioni, accusa la magistratura di persecuzione e racconta mille e più versioni dei fatti (il bugiardo dovrebbe avere buona memoria!) in pubblico, circondato da mille e più servi ed un pubblico acclamante pagato e ignorante.
Questa è la giustizia che dovrebbe vedere alla pari accusa e difesa?
Purtroppo gli italiani hanno perso la memoria e non esercitano adeguatamente le proprie facoltà logiche che hanno bisogno di essere alimentate con la lettura e la riflessione.
@ un esule 9 maggio 2013 alle 15:47
Beato lei che scrivendo da “ESULE” in altro suolo, dove suppongo regni "sovrana " la LEGALITA’, non si renda conto che in Patria, al contrario, vige e trionfa l’ILLEGALITA’; ma forse il suo è solo un esilio mentale che non vede l'illegalità violata più e più volte da S.B. e da molti suoi sodali nel suolo natìo.
Farebbe bene, invece, considerare quanto i cittadini onesti da molti anni siano costretti a subire l’arroganza di un soggetto che, violando più volte la legge e le regole , non solo rifiuta di risponderne in prima persona, ma o trova soggetti come “Previti , Confalonieri, ed ora è pronto l’ex comunista Bondi – nuova offerta sacrificale per il Capo”- che si immolano per lui, o accade sempre “a sua insaputa”, oppure spaccia i suoi errori e le sue personali violazioni come “persecuzione giudiziaria” , rivendicata quale sacrosanto diritto voluto da una volontà popolare al 25%, mentre l’altro 75% la respinge e la ripugna.
Ma perchè si vada a cacciare in situazione poco raccomandabili, poco convenienti, che non si addicono ad un uomo che riveste un ruolo esemplare perchè rappresenta il paese, solo alcuni l’hanno compreso: per quella sua naturale “predisposizione a delinquere”, com' è scritto nell’ultima sentenza che deve avergli fatto tanto male da farlo ritornare in corsa per avere un rifugio politico; ma lo stesso verdetto di 1° grado è stato confermato in appello.
Peccato che lei, pur scrivendo che ” avendo nella mia vita ho fatto anche il capo ufficio stampa, mi capita di leggere quello che i giornali scrivono. E quello riporto”, non possa accampare dall’ESILIO la scusante di NON essere a conoscenza dei fatti, visto che ormai sia le sentenze, sia la successione e la cronologia dei fatti sono a disposizione di tutti, con pubblicazioni molto corpose che consentono l’approfondimento e permettono agli italiani di potersi accostare alla verità che non è quella che ci viene raccontata dai giornali di famiglia o da giornalai SERVI del padrone o di più padroni che nei talck show recitano una parte.
Ma si sa, la televisione è ancora per le masse la “bocca della verità” e può facilmente ingannare gli ignari utenti che –"ipse dixit- “ hanno un Q.I. ed una capacità logica pari a quella di un ragazzino di 1^ media, che non sta seduto al proprio banco e che tutti i prodotti che vede pubblicizzati in tivù poi al supermercato li vuole e se li fa comprare; e così l’utente televisivo si trasforma in consumatore. Ecco, noi dobbiamo fare in modo di trasformare i consumatori in elettori, facendogli vedere il nostro simbolo più volte in modo che resti impresso nella loro mente e così quando andranno a votare sceglieranno quello che hanno visto di più: il nostro!”(affermazioni fatte da S.B. ad una delle prime , seguite da numerose altre, presentazioni di un libro del Pungiglione).
E quanto sia valida questa teledipendenza delle Masse è confermata dal filosofo francese Gustave Le Bon, ne "La psicologia delle folle", che sicuramente Lei conoscerà e che potrà consultare interamente sul Web .
Abituata a dialogare rispettosamente con tutti, tranne con chi è prevenuto, non è mio vezzo raccogliere i consensi sulle mie modeste riflessioni, poiché ho sempre preferito agganciare il pensiero, condividerlo e rivendicare il diritto di replica quando le cose non sono condivise, sempre però con esempi concreti, e, purtroppo, a caro prezzo e sulle mie spalle.
Mai fare supposizioni preconcette : si cade nell’errore più grave e si rischia di prendere le cantonate più imprevedibili. E lei, dal suo “esilio”, le ha prese proprio grossolanamente, soprattutto nei miei confronti.
Le dirò soltanto che al primo magistrato con il quale per necessità sono stata costretta ad interagire in qualità di persona offesa ed a tutela della sicurezza, dopo lunghi mesi di inefficienza e di inerzia, ho chiesto come mai le indagini non venivano chiuse, ipotizzando in Lui comportamenti simili a quelli spesso invocati dall'allora Pdc S.B., al fine di perseguire la prescrizione.
-"Che male c'è se i processi di S.B. finiscono in prescrizione. Non è vietato prenderli come esempio!".
Infatti, dopo ben 2 anni di " inerzia e lentezza dell'azione penale", il procedimento fu AVOCATO.
Ma ormai la strada dell'occultamento delle prove agli atti, delle testimonianze, delle perizie d'ufficio, era segnata : anche " Il GUP non si fece carico " di tali prove e, dopo ben 7 anni, grazie all'ONESTA' di alcuni (pochi) magistrati, la CASSAZIONE "annullò senza rinvio " la sentenza di 1° grado per ULTERIORE CORSO.
E tutto questo è successo nel profondo NORD .
Con questa esperienza sulle spalle che da più di nove anni porto avanti in nome e per la LEGALITA' , sicuramente potrà verificarla su questo Blog , non posso generalizzare comportamenti simili attribuendoli a questa o a tal altra corrente. Certamente sono in grado di affermare che le correnti esistenti nella Magistratura non fanno bene nè alla credibilità della giustizia, nè aiutano a comprendere perchè si censuri un Magistrato che, di fronte ad affermazioni false che screditano il lavoro svolto con serietà e professionalità e minano la credibilità di un 'intera categoria, non possa e non debba difendersi da un ex ministro che afferma il falso.
Ma la PM dott.ssa Anna Maria Fiorillo non si dà per vinta, come non si è dato per vinto il Pg che ha impugnato la sentenza di 1° grado , poichè l'occultamento delle prove era evidente, al punto che , dopo ben OTTO anni è stato rinviato a giudizio, con l'impugnazione coatta, il principale responsabile.
E tutti gli altri Magistrati che avevano avuto a che fare con il procedimento in questione? = Persone IGNOTE cui vengono addebitati i reati corrispondenti agli artt. 416 [ Associazione per delinquere ] e 323 c.p. [abuso d'ufficio].
Qualcuno è stato trasferito d'ufficio, qualcuno ha cambiato settore della Magistratura, qualcun altro ha cambiato funzione, ma è sempre lì a servire i padroni.
Forse è bene citare una perla del procurare generale della Cassazione Vitaliano Esposito, preoccupato che la stesura della motivazione faccia perdere troppo tempo ai giudici: «Quando su una determinata “quaestio iuris” si è consolidata l’interpretazione giudiziale e non vi è ragione alcuna per allontanarsene, la citazione del precedente esaurirà l’obbligo di motivazione».
Non dimentichiamoci che Vitaliano Esposito è colui che alle richieste di Nicola Mancino rispose:
- "Uaglio', a disposizione!"
E poi c'è qualcuno che scrive libri prima raccontando "La fatica dei giusti", poi esprimendo il desiderio e la speranza con "Facciamo giustizia", ma all'apertura dell'anno giudiziario tuona con la citazione di S. Agostino nel De Civitate Dei : -"Togliete il diritto e che cosa resterà a distinguere lo Stato da una banda di briganti?”
Così all’apertura dell’anno giudiziario,oltre le solite promesse, lagnanze, condanne europee spicca la citazione del vice presidente del Csm, Michele Vietti, una confessione– ammissione su che cosa sono diventate certe giurisdizioni quando “Il vulnus di UNO propaga la propria ombra su tutti”.
E se tale citazione significa che la giustizia è nelle mani di veri e propri briganti che rendono conto ai propri simili, spesso appartenenti alla stessa banda o a bande diverse, comunque difesi dai propri pari in situazioni di scontro tra forze numeriche differenti, immaginiamoci come vengono gestiti gli altri servizi nelle mani di “LADRI di Professione” raggruppati in Partiti = BANDE di profittatori, che si alimentano con le mazzette, si spartiscono il BOTTINO imitando quel CRAXXO che ha fatto scuola.
Liana Milella 11 maggio 2013 alle 15:14
@ per Lucio
Ho passato il suo post, ma francamente lo trovo troppo aggressivo nei confronti di Messina. Lei dirà che io la penso come lui, ma questo non giustifica la sistematica aggressione verso questo magistrato che ha l'unica "colpa" di scrivere in questo blog quello che pensa e con il suo nome, a fronte di chi si cela dietro l'anonimato. Libero lui di farlo, liberi noi di criticarlo, ma senza acredine e asprezze inutili.
un esule 11 maggio 2013 alle 15:15
A llo svevo, sul delinquente abituale lasciamo stare, probabilmente se anche a lei facessero analisi e contro analisi del sangue qualcosa la troverebbero, magari una malattia neanche sapeva di avere.
@ Dottor Messina.
Non so dove abbia studiato scienze delle comunicazioni, ma qui sono su un terreno un po' piu' consono alle mie esperienze.
Esiste un solo ordine che e' fuori controllo, ed e' la magistratura, solo una stampa occhiuta potrebbe in altre civilta', non nella nostra, costringere la magistratura a comportarsi in modo piu' consono al comune sentire, o quanto meno ad adeguare la pratica quotidiana a prassi meno invasive della liberta' individuale. Ma sembra che lei giudichi le critiche della stampa, e dell'opinione pubblica, solo frutto di propaganda. Questa e' propaganda.
E si contraddice quando invoca il controllo critico dei cittadini sulle imposture, come se non esisesse una "impostura giudiziaria". Non mi dica che i PM non facciano dei giochini per accusare una persona di questo o dell'altro in modo di allontanare la prescrizione o per avere piu' tempo per indagare....
E vorrei rispondere anche ad Olivotti. Vede, lei scrive (usando troppe maiuscole) non ci si puo' permettere di contestare e deligittimare uno dei poteri dellp stato.... ma quando lei dice "piove, governo ladro, o legge un commento come quello dello svevo .. come la mettiamo? Puo' la magistratura svilire il parlamento o il governo? Io dico che dovrebbe andarci con i piedi di piombo.
alexandertwo 11 maggio 2013 alle 16:35
Gentile Sig. Lucio (h. 10,27).
Può stare sicuramente tranquillo, almeno secondo il mio personale parere, che il suo precedente commento delle ore 03,44 sia stato da Lei stilato "senza alcuna valutazione soggettiva".
Riterrei invece, ma è sempre solo una mia singolarissima opinione, che nello stesso......ci sia qualche altra cosa.
gianfranco 11 maggio 2013 alle 16:50
La mia solidarietà al dott.Messina e alla dottssa Fiorillo.Ma può una magistrata farsi sfottere come l'unica che ha creduto alla incredibile balla della nipote di Mubarak senza reagire?E Anna Finocchiaro non deve fare più la spesa o si deve rinchiudere tra le monache di clausura?Poi ci lamentiamo del femminicidio ,ma siamo un paese che odia le donne che non siano le nostre rassicuranti mammine.
un esule 11 maggio 2013 alle 18:42
Ringrazio Maria per il suo intevento, perche' dimostra che anche in magistatura allignano funzionari pigri e trascurati. Cosa che io cerco di sottolineare, ed e' ovvio che ci sono tanti funzionari probi disposti all'ascolto e preoccupati di rendere un prezioso servizio al cittadino.
maria r. 11 maggio 2013 alle 19:02
@ maria r. 11 maggio 2013 alle 14:20
Mi scuso per il refuso :
- "è stato rinviato a giudizio, con l’* impu(gnazione)-l'imputazione coatta, il principale responsabile."
rino olivotti 11 maggio 2013 alle 20:45
.... non credevo di adoperare troppe maiuscole. Le metto dove penso servano.
Ma se mi capitasse di scrivere ad una persona che non conosco scrverei Lei con la elle maiuscola.
erpiu 11 maggio 2013 alle 21:29
" Mi domando se la Sua convinta solidarietà e l’apprezzamento della capacità giuridica dei colleghi di Milano nasca per appartenenza di classe o perché Lei nel corso del processo ha avuto fotocopiato da Milano tutto il materiale processuale, lo ha studiato e quindi dà un Suo parere motivato. Se così non fosse le sue parole ” sono …sfornite di ogni fondamento..” poggiando solo su Sue personali opinioni pari a quelle di chi sostiene essere una sentenza politica persecutoria. ""
Parziale di un commentatore di questo blog a un Togato ....Molto noto come commentatore e come GIUDICE .
mi chiedo e chiedo : Da un lato il potere strapotere di una classe magistratuale irresponsabile con un potere
indiscutibile e incriticabile di questo Stato ( 8000,00 o piu' di persone con il titolo di Giudici
- P.M. - Procuratori e Sostituti ) ;
Nell'altro lato , 60.000.000 circa di cittadini italiani , immigrati, clandestini , rifugiati , sottoposti a
questo potere giudicante ed inquirente attraverso un codice di procedura da BRIVIDO ;
nel mezzo di questi due lati il risultato Settantennale ( dopo la guerra ) di una giustizia -
ingiusta criticata in italia e nel mondo con l'appellativo di : " cattiva giustizia italiana " ;
Come raddrizzare questa bilancia sbilanciata ?
Questo e' il DILEMMA ....per dare UNA GIUSTIZIA GIUSTA E CIVILE ..
Chi riesce in questo arduo compito ?
Nessuno vuol rispondere ................o non sa rispondere ......come fare ?
IO HO LA RISPOSTA ..............MA NON LA DICO AL PRIMO VENUTO ...
Allora ? Quelli che fanno gli " GNORRI " se la godino bene questa " MALA GIUSTIZIA "
IO ? L'HO SEMPRE CONTESTATA ....MA A MOLTISSIMI FA COMODO ...........................
un esule 11 maggio 2013 alle 22:19
Mi scuso con il Sig. Olivotti per avere fatto confusione.
Mi riferivo al Signor Parenzan.
alexandertwo 11 maggio 2013 alle 22:22
@ Gentile sig. Federicodisvevia.
Azzeccatissima e precisa la descrizione dello pseudostatista SB e le considerazioni che Lei ne trae.
Per amore di precisione, mi permetto soltanto di riportare alcuni degli esatti passaggi delle conclusioni cui sono pervenuti i Giudici nella sentenza di 1° grado, confermata in toto nel giudizio di appello.
"Le imputazioni descrivono un meccanismo fraudolento di evasione fiscale sistematicamente e scientificamente attuato.......nell'ambito del gruppo Fininvest connesso al c.d. giro dei diritti televisivi".
"Dagli atti si evince un dispositivo contabile codificato e finalizzato a produrre denaro fittizio. E Berlusconi ne era il dominus indiscusso". "La riferibilità a SB della ideazione, creazione e sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità di denaro separato da Fininvest ed occulto.........è pacifica".
Altrettanto pacifico è che il meccanismo serviva al... "duplice fine di realizzare un'imponente evasione fiscale e di consentire la fuoriuscita di denaro dal patrimonio Fininvest/Mediaset a beneficio di Berlusconi".
Questo "disegno criminoso" dimostra "la naturale capacità a delinquere" di SB.
Lucio 12 maggio 2013 alle 00:43
@gentile Milella e alexandertwo 11 maggio 2013 alle 16:35
Gentile alexandertwo, mi permetta dirle che Lei ritiene male. Non vi è una sola parola o una solo modo descrittivo che non sia riscontrabile oggettivamente con precisione negli archivi del Blog a datare dal Luglio 2011. Non mi ritenga sciocco a tal punto da fare illazioni,valutazioni soggettive o affermazioni su un Giudice che non siano veritiere.. D'altro canto non è il primo profilo che lo riguarda, se ha voglia e tempo per la ricerca ne troverà diversi altri che ne tratteggiano gli aspetti e per alcuni dei quali la dott.ssa Milella ebbe una volta a scrivere "Ma insomma cosa avete tutti contro Messina ?" Nacque un caso perché dei commentatori si sentirono "discriminati" da tale domanda di parte che non teneva conto dell'atteggiamento e delle parole dell'altro. Gli stessi, fra cui uno insigne ( mi scusino gli altri ma sicuramente saranno d'accordo che lui lo è al più ), andarono via furiosi ma poi nel tempo sono rientrati.
La dott.ssa Milella, che mi legge, sicuramente ne ha memoria e amabilmente le chiedo: ma che ora ci si mette pure Lei, oltre a Messina a attaccare discriminando chi usa il nick name? Si decida allora, come più volte suggeritole di chiedere la registrazione del nome per commentare ( e sarebbe cosa buona e giusta per eliminare i forcaioli e i cultori dell'insulto), altrimenti se permette l'anonimato, coerenza vorrebbe che non facesse da eco a chi lo condanna. Si decida gentilmente e se così si prosegue non offenda più i suoi commentatori scrivendo: (Messina) " ha l’unica “colpa” di scrivere in questo blog quello che pensa e con il suo nome, a fronte di chi si cela dietro l’anonimato." , perché per quanto mi concerne non ho "colpe" da espiare per il nick per cui sia obbligato a stare su Toghe e volentieri se lo ripete le renderei la cortesia di andarmene.
Grazie gentile Milella e grazie a alexandertwo sperando con altre circostanze non smentibili di avere fugato i suoi dubbi. Se non ci sono riuscito "non ci colpo" ( speriamo torni presto, quanto sarebbe stato bello averlo in questo post).
Antonio 6 giugno 2013 alle 06:58
L'Italia ormai e'tutta di Berlusconi.
E gli Italiani,purtroppo,quasi tutti,..."Tengono Famiglia " ! ?

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
e contrario
 sentenza 
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