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Timestamp: 2020-08-14 08:15:14+00:00

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Concorso scuola 2016, Tar Lazio sentenza n. 10899 31 ottobre 2017: diplomati ISEF entro anno accademico 2001/2002 possono partecipare al concorso per insegnare nelle scuole secondarie bandito con il cd. decreto buona scuola | Sistema Polis non esclusivo: domanda anche cartacea in casi eccezionali | Sentenze
Scritto il Novembre 3, 2017 da sentenze
Concorso scuola 2016, diplomati ISEF anno accademico 2001/2002, concorso scuola secondaria: Tar Lazio sentenza n. 10899 31 ottobre 2017
Deve essere annullato l’art. 3, del D.D.G. 23 febbraio 2016 n. 106*, nella parte in cui non ammette a partecipare alla procedura concorsuale i docenti che hanno conseguito diploma ISEF entro l’anno accademico 2001/2002 ovvero entro l’ultimo anno accademico utile per poter conseguire il titolo, all’indomani della trasformazione dell’ISEF in Istituto Universitario di Scienze Motorie.
Deve essere inoltre annullato l’art. 4, comma 1, D.D.G. n. 106/2016, nella parte in cui prevede che la domanda di partecipazione alla procedura concorsuale sia presentata esclusivamente attraverso istanza POLIS e che le istanze presentate con modalità diverse non saranno in alcun caso prese in considerazione, nella parte in cui non prevede che la domanda di partecipazione, in casi eccezionali non contemplati dal sistema informativo, possa essere presentata con modalità cartacee.
* avente ad oggetto l’indizione del concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado (pubblicato nella G.U. 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 16 del 26.02.2016)
… invero, ai fini della partecipazione a concorsi pubblici la clausola del bando gravata appare contrastare, quanto ai docenti che avessero conseguito diploma ISEF entro l’anno accademico 2001/2002 ovvero entro l’ultimo anno accademico utile per poter conseguire il titolo, all’indomani della trasformazione dell’ISEF in Istituto Universitario di Scienze Motorie e della istituzione del corso di Laurea in Scienze Motorie, con le disposizioni normative che, all’opposto, non appaiono aver mai istituito procedure abilitative ordinarie per tale categoria di insegnanti (cfr. art. 402, d. lgs. n. 297/1994, art. 10, d.m. n. 249/2010 e art. 3, comma 2, d.p.r. n. 29/2016)”.
Ed invero, il D.D.G. n. 82 del 24 settembre 2012, all’art. 2, comma 22, aveva previsto la partecipazione alla selezione dei candidati in possesso del Diploma ISEF conseguito entro l’anno accademico 2001/2002 ovvero entro l’ultimo anno accademico utile per poter conseguire il titolo prima della attivazione del corso di laurea in Scienze Motorie.
Tuttavia, la procedura di abilitazione speciale (PAS) attivata all’indomani dell’ultimo concorso a cattedre con il Decreto Ministeriale n. 81/13, prevista anche per i docenti in possesso del Diploma ISEF, è stata interdetta ai ricorrenti che non avessero maturato entro l’anno scolastico 2011/2012, il requisito di servizio di 540 giorni suddivisi in 3 anni scolastici da minimo 180 giorni ognuno per i quali, mentre non risulta attivato alcun percorso di abilitazione ordinamentale (TFA).
Tale circostanza in particolare, non confutata dall’amministrazione, deve ritenersi pacifica ai sensi dell’art.64 c.p.a., con la conseguenza che anche tale fattispecie rientra tra quelle stigmatizzate dall’ordinanza del Consiglio di Stato n.1836/2016.
Pertanto, deve essere annullato l’art. 3, del D.D.G. 23 febbraio 2016 n. 106, nella parte in cui non ammette a partecipare alla procedura concorsuale i docenti che hanno conseguito diploma ISEF entro l’anno accademico 2001/2002 ovvero entro l’ultimo anno accademico utile per poter conseguire il titolo, all’indomani della trasformazione dell’ISEF in Istituto Universitario di Scienze Motorie.
Deve essere inoltre annullato l’art. 4, comma 1, D.D.G. n. 106/2016, nella parte in cui prevede che la domanda di partecipazione alla procedura concorsuale sia presentata esclusivamente attraverso istanza POLIS e che le istanze presentate con modalità diverse non saranno in alcun caso prese in considerazione, nella parte in cui non prevede che la domanda di partecipazione, in casi eccezionali non contemplati dal sistema informativo, possa essere presentata con modalità cartacee. In tal senso si è di recente espresso anche il Tar Puglia, secondo cui “nel caso di specie, si è giunti invece ad un sostanziale provvedimento di esclusione, senza alcun procedimento, senza alcuna motivazione, senza alcun funzionario della Pubblica Amministrazione che abbia valutato il caso in esame ed abbia correttamente esternato le relative determinazioni provvedimentali potendosi inoltre rinviare alle motivazioni espresse dallo specifico precedente conforme di questa sezione del 27 giugno 2016, n. 806/2016, con cui si è evidenziata “la manifesta irragionevolezza, ingiustizia ed irrazionalità di un sistema di presentazione delle domande di partecipazione ad un concorso che, a causa di meri malfunzionamenti tecnici, giunga ad esercitare impersonalmente attività amministrativa sostanziale, disponendo esclusioni de facto riconducibili a mere anomalie informatiche” e che “pro futuro ed in un’ottica conformativa del potere, l’Amministrazione debba predisporre, unitamente a strumenti telematici di semplificazione dei flussi documentali in caso di procedure concorsuali di massa, altresì procedure amministrative parallele di tipo tradizionale ed attivabili in via di emergenza, in caso di non corretto funzionamento dei sistemi informatici predisposti per il fisiologico inoltro della domanda” (cfr.Tar Puglia, Bari, n.896/2016)….
Sul concorso scuola 2016 vedi anche:
Tar Lazio sentenza n. 10902 31 ottobre 2017
Sul sistema Polis per la presentazione della domande di partecipazione al concorso vedi ancora (non riguardanti solo il concorso scuola 2016):
Compilazione domanda concorso scuola, istanza online, errore indicazione classe di concorso: rettifica.
Tar Lazio sentenza n. 10899 31 ottobre 2017
– del Bando di Concorso emanato con il Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 106 del 26 febbraio 2016, avente ad oggetto l’indizione del concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado (pubblicato nella G.U. 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 16 del 26.02.2016) nella parte in cui:
– all’art. 3 – REQUISITI DI AMMISSIONE – prescrive che alla presente procedura concorsuale è ammesso a partecipare esclusivamente il candidato in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento, rispettivamente, per i posti della scuola secondaria di primo grado e per la scuola secondaria di secondo grado, con conseguente illegittima esclusione dalla procedura concorsuale dei docenti in possesso del Diploma ISEF, già inseriti nelle graduatorie d’istituto con titolo considerato ancora valido per l’accesso all’insegnamento per le rispettive classi di concorso;
– all’art. 4, comma 3, – DOMANDA DI AMMISSIONE: TERMINE E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE prescrive che “[…] i candidati presentano la domanda di partecipazione alla procedura concorsuale, esclusivamente, attraverso istanza POLIS ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Le istanze presentate con modalità diverse, non sono in alcun caso prese in considerazione”, in quanto tale modalità di presentazione delle domande comporta, non soltanto il blocco informatico delle istanze di partecipazione al concorso dei candidati aprioristicamente ritenuti privi dei requisiti, ma anche la reiezione delle domande presentate dagli interessati in versione cartacea;
– dell’art. 3, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, nella parte in cui stabilisce che il possesso dell’idoneità all’insegnamento in una delle classi di concorso di cui alla Tabella A, allegata al decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, costituisce titolo per la partecipazione ai concorsi per titoli ed esami relativi alle classi di concorso di cui alla Tabella A, allegata al presente regolamento, laddove interpretato nel senso dell’equivalenza semantica e giuridica del termine “abilitazione” e del termine “idoneità” e, dunque, nel senso che i docenti non abilitati, ma in possesso di titolo idoneo all’insegnamento ai sensi della Tabella A del decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, non possono partecipare al concorso a cattedre bandito con il Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 106 del 26 febbraio 2016.
Con il ricorso collettivo in epigrafe i ricorrenti argomentano di essere tutti insegnanti in possesso di diploma ISEF per i quali l’art. 2, comma 1, lettera C del decreto Ministeriale 353 del 22 maggio 2014 (decreto di aggiornamento delle graduatorie d’istituto docenti per il triennio 2014-2017), ha consentito l’iscrizione nella terza fascia delle GAE, benché in possesso di titolo da considerarsi ancora valido per l’accesso all’insegnamento per le rispettive classi di concorso (come da tabella allegata al ricorso).
I predetti, tuttavia, sono risultati esclusi dalla partecipazione al concorso de quo – per le classi di concorso A48 e A49 per le Regioni specificatamente indicate nel ricorso introduttivo con riferimento a ciascun ricorrente – in ragione della clausola del bando di cui all’art.3, comma 1 del D.D.G n.106/2016 impugnato, in quanto privi di abilitazione, che i ricorrenti argomentano di non aver potuto conseguire in ragione della mancata attivazione di TFA ordinari.
I predetti argomentano, inoltre, che l’art. 3, comma 2, del DPR n. 19/2016 ha espressamente stabilito che […] Il possesso dell’idoneità all’insegnamento in una delle classi di concorso di cui alla Tabella A, allegata al decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, costituisce titolo per la partecipazione ai concorsi per titoli ed esami […].
Con ordinanza n.2672/2016 del 20 maggio 2016 la Sezione – sulla base delle argomentazioni espresse dal Consiglio di Stato nell’ordinanza n.1836 del 18 maggio 2016 – ha accolto l’istanza cautelare disponendo l’ammissione dei ricorrenti alle prove di concorso.
Ciò malgrado, i ricorrenti non sono stati invitati dall’amministrazione a sostenere le prove suppletive.
Nelle more sono state pubblicate le graduatorie di merito dei concorsi in oggetto, avverso le quali parte ricorrente ha proposto motivi aggiunti, deducendone l’illegittimità per invalidità derivata dai vizi dedotti con il ricorso principale.
Con successiva ordinanza collegiale, è stata disposta l’integrazione del contraddittorio, alla quale parte ricorrente ha ottemperato.
Tanto premesso, il ricorso e i motivi aggiunti vanno accolti, alla luce della consolidata giurisprudenza da cui il Collegio non ha motivo di discostarsi.
Ed invero, ai fini della partecipazione a concorsi pubblici la clausola del bando gravata appare contrastare, quanto ai docenti che avessero conseguito diploma ISEF entro l’anno accademico 2001/2002 ovvero entro l’ultimo anno accademico utile per poter conseguire il titolo, all’indomani della trasformazione dell’ISEF in Istituto Universitario di Scienze Motorie e della istituzione del corso di Laurea in Scienze Motorie, con le disposizioni normative che, all’opposto, non appaiono aver mai istituito procedure abilitative ordinarie per tale categoria di insegnanti (cfr. art. 402, d. lgs. n. 297/1994, art. 10, d.m. n. 249/2010 e art. 3, comma 2, d.p.r. n. 29/2016)”.
Alla presente decisione consegue l’obbligo dell’amministrazione di indire una prova suppletiva per la partecipazione al concorso degli odierni ricorrenti che si trovino nelle condizioni descritte in motivazione, illegittimamente esclusi.
In base al principio della soccombenza virtuale, l’amministrazione resistente va condannata alle spese di lite, come in dispositivo liquidate.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, li accoglie e per l’effetto:
– annulla l’art. 3, del d.d.g. 23 febbraio 2016 n. 106, nella parte in cui non ammette a partecipare alla procedura concorsuale, per le classi di concorso alle quali è possibile accedere in virtù del titolo di studio posseduto, i docenti che hanno conseguito diploma ISEF entro l’anno accademico 2001/2002 ovvero entro l’ultimo anno accademico utile per poter conseguire il titolo, all’indomani della trasformazione dell’ISEF in Istituto Universitario di Scienze Motorie.
– annulla l’art. 4, comma 1, d.d.g. n. 106/2016, nella parte in cui prevede che la domanda di partecipazione alla procedura concorsuale sia presentata esclusivamente attraverso istanza POLIS e che le istanze presentate con modalità diverse non saranno in alcun caso prese.
Condanna l‘amministrazione alle spese di lite che liquida in euro 2.500,00 (duemilacinquecento) oltre accessori come per legge.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 10 ottobre 2017 […]
concorso scuola 2016, sentenza n. 10899 31/10/2017
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 402
 art. 10
 art. 3
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 art. 402
 art. 10
 art. 3
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