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Timestamp: 2019-10-23 07:24:16+00:00

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La sentenza della settimana, dal 5 all’11 Febbraio 2018
Tabelle millesimali e proprietà degli alloggi
Sez. II civ., sent. 31.3.2017, n. 8520
1. B.A. convenne in giudizio il Condominio …, chiedendo la declaratoria di nullità della deliberazione assembleare del 27.4.2000, per avere l’amministratore del condominio omesso di inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea agli acquirenti di alcune delle unità immobiliari che l’attore aveva venduto a terzi ricavandole dall’originario unico locale seminterrato (in particolare, dall’originario unico locale aveva ricavato due appartamenti e cinque garage, alienando un appartamento e un garage) e per avere continuato ad imputare ad esso attore – nonostante la comunicazione dell’avvenuta vendita – le spese condominiali relative all’intera originaria unità immobiliare.
2. Sul gravame proposto dal Condominio, la Corte di Appello di Roma, in parziale riforma della pronuncia di primo grado, annullò la deliberazione assembleare impugnata.
3. Per la cassazione della sentenza di appello ricorre il Condominio … sulla base di quattro motivi.
Il ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ.
2.1. Col primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ.), per avere la Corte di Appello omesso di considerare che, in presenza di tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale di natura contrattuale, non era possibile convocare “soggetti diversi da quelli indicati espressamente nelle tabelle”.
Naturalmente, qualora le tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale contrattuale non abbiano formato oggetto di modifica con il consenso unanime di tutti i condòmini ovvero con sentenza del giudice a norma dell’art. 69 disp. att. cod. civ. nonostante le variazioni di consistenza o di destinazione delle singole unità immobiliari, la ripartizione delle spese condominiali va effettuata in conformità alle tabelle stesse (salva la facoltà del condomino, richiesto del pagamento della quota di pertinenza, di proporre domanda, anche riconvenzionale, di revisione o modifica delle tabelle ai sensi del citato art. 69 nei confronti di tutti i condòmini) (Cass., Sez. 2, n. 3701 del 31/05/1988).
Nella specie, pertanto, avendo il B.A. comunicato la sopravvenienza di nuovi proprietari, il condominio era tenuto a convocarli all’assemblea.
2.2. Col secondo motivo, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto (exart. 360 n. 3 cod. proc. civ.), per avere la Corte di Appello omesso di dichiarare inammissibile per difetto di legittimazione attiva la domanda di annullamento della delibera assembleare proposta dall’attore per la mancata convocazione di altri condomini.
Nella specie, il B.A., essendo stato ritualmente convocato all’assemblea, non avrebbe potuto impugnare la delibera per mancata convocazione di altro condomino, essendo il medesimo – in proposito – carente di legittimazione attiva. La domanda così proposta risulta improponibile, con la conseguenza che – ai sensi dell’art. 382 ultimo comma cod. proc. civ., la sentenza impugnata va cassata senza rinvio.
3. In definitiva, in accoglimento del secondo motivo, la sentenza impugnata va cassata senza rinvio ai sensi dell’art. 382 ultimo comma cod. proc. civ., per improponibilità della domanda. Va invece rigettato il primo motivo e vanno dichiarati assorbiti gli altri.
fabrizio veri2018-02-05T08:01:19+00:00Categorie: sentenze della settimana|

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 360
 sentenza 
 art. 69
 sentenza 
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