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Timestamp: 2018-04-19 15:38:41+00:00

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ENPAB - Indennità di maternità/paternità
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LINEE GUIDA PER LA CORRESPONSIONE DELL'INDENNITÀ DI MATERNITÀ/PATERNITÀ
L’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Biologi riconosce ai professionisti iscritti all'Ente che si trovano nelle condizioni previste dal D.Lgs 26 marzo 2001 n. 151 in materia di tutela a sostegno della maternità e della paternità, e successive modifiche e integrazioni apportate dalla legge 15 ottobre 2003 n. 289, l'indennità di maternità/paternità di cui al capo XII del citato Decreto.
Possono presentare apposita domanda, le iscritte in regola con gli adempimenti in materia di dichiarazione reddituale e versamenti contributivi nei confronti dell'Ente, che si trovino in uno dei seguenti casi:
a) gravidanza e puerperio per un periodo complessivo di cinque mesi che comprende i due mesi precedenti la data del parto e i tre mesi successivi alla nascita del bambino ovvero il mese precedente la data presunta del parto e i quattro mesi successivi;
b) interruzione della gravidanza per motivi spontanei o terapeutici dopo il compimento del sesto mese (26 settimane più tre giorni);
c) adozione o affidamento in pre-adozione del minore all'atto di ingresso nel nuovo nucleo familiare;
d) aborto spontaneo o terapeutico verificatosi non prima del terzo mese di gravidanza (8 settimane più 6 giorni).
Possono altresì presentare domanda di paternità, gli iscritti in regola con gli adempimenti in materia di dichiarazione reddituale e versamenti contributivi nei confronti dell'Ente, ove ricorra uno dei seguenti casi:
b) abbandono del minore da parte della madre;
c) affidamento esclusivo del minore al padre (per i 3 mesi successivi la data del parto o per il periodo residuo che sarebbe spettato alla madre lavoratrice).
ART. 3 - MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
La domanda per l'attribuzione dell'indennità di maternità, dovrà essere presentata entro e non oltre 180 dall'evento. La richiesta di indennità dovrà essere presentata in carta semplice, utilizzando l’apposito schema di domanda predisposto dall’Ente e disponibile sul sito www.enpab.it da inviare presso gli Uffici dell’Ente sito in Roma, (00153) in Via di Porta Lavernale n. 12, mezzo lettera raccomandata a/r o posta elettronica certificata (PEC: protocollo@pec.enpab.it). Per la spedizione farà fede la data del timbro postale o il protocollo di trasmissione della posta elettronica certificata. L’Ente valuterà l’idoneità della documentazione pervenuta, riservandosi la richiesta di eventuali integrazioni che dovranno essere prodotte nei termini espressamente indicati nelle comunicazioni ai richiedenti.
1) Dichiarazione dei redditi dalla quale risulti reddito percepito e denunciato ai fini fiscali per il secondo anno precedente la data dell’evento (legge 15 ottobre 2003 n. 289);
2) Fotocopia di un documento di riconoscimento valido(carta di identità/Passaporto)
3) Dichiarazione attestante eventuale adesione al regime fiscale agevolato
4) Certificato di assistenza al parto ovvero estratto di nascita con indicazione dei nominativi dei genitori.
Nel caso in cui la richiesta sia presentata dal padre, l'istanza dovrà essere trasmessa all'Ente entro 180 giorni dalla data di insorgenza di una delle ipotesi indicate nel precedente articolo, con la seguente documentazione:
• certificato di morte - in caso di morte della madre;
• specifica documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica - in caso di grave infermità della madre;
• copia provvedimento del giudice da cui risulti l'affidamento esclusivo del figlio al padre - in caso di affidamento esclusivo;
• autocertificazione - in caso di abbandono del figlio.
ART. 4 - ENTITÀ DELL'INDENNITÀ
a) L'indennità di maternità è corrisposta in misura pari all'80% dei cinque dodicesimi del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo dalla professionista biologa e comunicato all'Enpab nel secondo anno precedente a quello dell'evento, salvo nel caso di aborto spontaneo o terapeutico verificatosi prima del terzo mese di gravidanza, in cui l'indennità è corrisposta nella misura pari ad una sola mensilità del reddito dichiarato.
b) Nel caso in cui non possa prendersi a riferimento il reddito ai fini IRPEF, l'indennità è commisurata al valore meno elevato del salario minimo giornaliero, stabilito per la qualifica di impiegato dalla tabella A allegata al D.L.29/07/1981 n. 402, convertito con modificazioni, nella L. 26/09/1981 n. 537. Per tale salario, rivalutato annualmente, ai sensi del secondo comma dall’art. 1 della predetta legge, in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita calcolato dall’ISTAT, si dovrà tenere conto del limite minimo di retribuzione giornaliera per tutte le contribuzioni dovute, limite che - ai sensi del combinato disposto dall’art. 7, comma 1, del D.L. 12/9/83, n. 463, convertito con modificazioni nella L. 11/11/83, n. 638, e dell’art. 1, comma 2, del D.L. 9/10/89, n. 338, convertito con modificazioni nella L. 7/12/89 n. 389, - non può essere inferiore al 9,50% dell’importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1° gennaio di ciascun anno, quale risulta dalla tabella allegata ad apposita circolare emanata annualmente dall’INPS.
c) L’indennità non può essere superiore a cinque volte l’importo minimo come sopra individuato.
d) La retribuzione da considerare per il caso previsto ai precedenti commi, è quella dell’anno in cui si verifica l’evento tutelato; ove il periodo tutelato ricada a cavallo di due anni, la retribuzione di riferimento sarà quella di ciascun anno.
e) Nel caso in cui il periodo coperto da tutela, si collocasse parzialmente in un periodo in cui la professionista non risultasse iscritta all’Ente, il computo della prestazione spettante alla professionista, sarà effettuato frazionando l'indennità in rapporto al periodo di copertura previdenziale.
f) L'indennità di maternità viene altresì riconosciuta dall'Ente alle professioniste che esercitano la propria attività in applicazione dell’Accordo Collettivo Nazionale per i Biologi convenzionati a tempo indeterminato, ad integrazione di quella che le stesse ricevono dall'Azienda o dal Distretto sanitario di riferimento. In questo caso, la maternità erogata dall'Ente, si riferisce al periodo di tutela non coperto dal richiamato Accordo, ovvero ad un solo mese e mezzo ed è calcolata nella misura pari all'80% del reddito del secondo anno precedente l'evento.
g) Nel caso dell'indennità di paternità (prevista per causa di morte o infermità della madre, affidamento esclusivo del minore al padre o abbandono), il periodo massimo indennizzabile è pari a tre mesi successivi al parto secondo le modalità sopra descritte.
ART.5 - INCUMULABILITÀ E CAUSA DI ESCLUSIONE
a) L’indennità di maternità/paternità non è cumulabile con altre provvidenze eventualmente spettanti a carico di altri enti. La corresponsione da parte dell’ENPAB è condizionata all’attestazione dell’inesistenza del diritto alla relativa indennità come lavoratore/trice subordinato/a o come lavoratore/trice autonomo/a così come stabilito rispettivamente dal capo III e dal capo XI del D.Lgs del 26 marzo 2001 n. 151.
b) In caso di lavoro dipendente part-time, l'Ente integra la prestazione già percepita secondo le norme precedentemente citate, sino alla concorrenza dell' indennizzo nella misura minima garantita previsto nell'anno dell'evento.
c) L'indennità di maternità/paternità è sostitutiva del reddito professionale e pertanto viene riconosciuta esclusivamente ai biologi iscritti all'Ente, che esercitano attività professionale nelle diverse forme previste dall'art. 1 del Regolamento di disciplina delle funzioni di previdenza. La prestazione è pertanto preclusa ai professionisti iscritti all'Ente, che hanno aderito all'istituto della contribuzione volontaria.
ART.6 - LIQUIDAZIONE
L’Ente adotta il provvedimento di liquidazione/diniego dell'indennità. Avverso detto provvedimento è ammesso ricorso innanzi al Consiglio di Amministrazione entro 60 giorni dal ricevimento. La liquidazione del trattamento avviene solo dopo la nascita, l'aborto, l'adozione o l'affidamento. Questa è subordinata alla presentazione della documentazione prevista e alla regolarità degli adempimenti contributivi verso l'Enpab. L'indennità di maternità/paternità è erogata in unica soluzione, a mezzo bonifico bancario su conto corrente intestato al/la professionista.
1) La domanda deve essere inoltrata all´ENPAB mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata, entro il termine perentorio di 180 giorni dall´evento (nascita, ingresso in famiglia del minore, adozione/affidamento, aborto spontaneo/terapeutico) . Ove la domanda non venga presentata entro i predetti termini, la stessa non potrà essere presa in considerazione ai fini della liquidazione.
fotocopia della dichiarazione reddituale relativa al secondo anno precedente l’evento (esempio se il parto avviene nell’anno 2017, la dichiarazione da allegare è quella riferita al reddito 2015 e presentata al fisco nel 2016)
3) I titolari di partita iva che si avvalgono dei regimi fiscali agevolati previsti dalla L. 244/07 art. 1 co. 100 e successive integrazioni (ex minimi) e dalla L. 23/12/2014 n. 190 art. 1 c. 54 (regime forfettario) possono richiedere l’esenzione dalla ritenuta d’acconto sull’importo liquidato a titolo di indennità di maternità. Tale agevolazione potrà essere richiesta con apposita autocertificazione da allegare alla domanda di maternità, dalla quale risulti l’appartenenza al regime agevolato.
4) Se la domanda è presentata per adozione o affidamento preadottivo oltre alla documentazione indicata al punto 2 è necessario allegare:
copia autenticata del provvedimento di adozione o di affidamento preadottivo.
certificazione della data di ingresso in famiglia del minore adottato/affidato
5) Se la domanda è presentata per affidamento ai sensi della L.184/83 (affidamento non preadottivo) oltre alla documentazione indicata al punto 2 è necessario allegare:
copia autenticata del provvedimento di affidamento contenente la durata dello stesso;
certificazione della data di ingresso in famiglia del minore affidato;
6) Se la domanda è presentata in caso di aborto spontaneo o terapeutico verificatosi non prima del terzo mese di gravidanza oltre alla documentazione indicata al punto 2 è necessario allegare:
certificato medico, rilasciato dalla struttura sanitaria pubblica che ha fornito le prestazioni sanitarie, comprovante che l'interruzione della gravidanza, spontanea o volontaria, è avvenuta non prima del terzo mese di gravidanza.
7) Se la domanda è presentata in caso di interruzione di gravidanza dopo il sesto mese di gestazione oltre alla documentazione indicata al punto 2 è necessario allegare:
certificato medico, rilasciato dalla Usl completo delle generalità della richiedente, attestante la data dell'avvenuta interruzione, la data dell'u.m. e l'indicazione della settimana di gestazione.

References: ART. 3

ART. 4

ART.5

ART.6
 art. 1
 art. 1