Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00522060&part=doc_dc-allegatoa_aa-ddltit_ddl2322&parse=no
Timestamp: 2013-06-19 19:41:50+00:00

Document:
DISEGNO DI LEGGE Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010 (2322) ARTICOLO 12 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 12.
(*) Accolto dal Governo ARTICOLI 13 E 14 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 13.
(Qualità delle acque destinate al consumo umano)
�c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori�.
(Modifiche al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494. Procedura d'infrazione n. 2008/4908)
2. All'articolo 01, comma 2-bis, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, le parole: �comma 2� sono sostituite dalle seguenti: �comma 1� e dopo le parole: �con licenza� sono aggiunte le seguenti: �, ad eccezione di quelle rilasciate dalle autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, nell'ambito delle rispettive circoscrizioni territoriali�.
3. All'articolo 03, comma 4-bis, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, le parole: �Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 01, comma 2,� sono soppresse.
EMENDAMENTI 14.300
MERCATALI, DI GIOVAN PAOLO, MARINARO, BERTUZZI, MARCUCCI, STRADIOTTO, AMATI
(Procedura d'infrazione n. 2008/4908)
1. Al fine di chiudere la procedura d'infrazione n. 2008/4908 ex articolo 258 TFUE e la seguente messa in mora complementare del 5 maggio 2010, il Governo è delegato ad adottare, entro il 30 giugno 2011, sulla base di un'intesa raggiunta nell'ambito della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un decreto legislativo avente ad oggetto la riformulazione della legislazione relativa alle concessioni demaniali secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) devoluzione delle residue competenze in materia alle regioni e ai comuni;
b) riscossione dei canoni delle concessioni demaniali da parte dei comuni;
c) suddivisione dei proventi riscossi ai sensi della lettera b) tra comuni, regioni e Stato;
d) obbligo per le regioni di disciplinare il settore con propri provvedimenti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al presente comma.
2. Le regioni, d'intesa con i comuni e sentite le associazioni di categoria dei concessionari demaniali più rappresentative a livello regionale, nell'ambito della disciplina di cui al comma 1, lettera d), provvedono a stabilire:
a) il numero effettivo delle concessioni demani ali e della loro valenza turistica da parte dei comuni;
b) la durata delle concessioni demani ali e i criteri di rinnovo delle medesime;
c) l'importo dei canoni relativi alle concessioni demaniali di cui alla lettera a) del presente comma;
d) i criteri e le modalità di rilascio nel caso di nuove concessioni demaniali, di cessazione di concessioni assentite e di più domande concorrenti, con preferenza per le richieste che importino attrezzature non fisse e completamente amovibili e offrano maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione demaniale e di un uso della medesima rispondente all'interesse pubblico;
e) i criteri per l'eventuale revoca delle concessioni demaniali;
f) l'equo indennizzo del concessionario nei casi di revoca della concessione demaniale non dipendenti da abusi o inadempienze da parte del concessionario stesso;
g) i casi in cui le concessioni demaniali nuove o revocate sono messe a gara nell'ambito dei piani di spiaggia e sulla base di linee evolutive di sviluppo degli arenili tracciate da comune e regione;
h) i criteri e le modalità per il subingresso in caso di vendita o affitto delle aziende che gestiscono le concessioni demaniali.
3. Le disposizioni del codice della navigazione, del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 1992, e di ogni altra norma dello Stato facenti riferimento alle concessioni demaniali, cessano di avere vigore a partire dalla data di entrata in vigore delle discipline regionali di cui al comma 2.
4. Lo schema di decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché siano espressi, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine, il decreto legislativo può essere comunque adottato.
5. Dall'attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
6. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo, nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi precedenti, può emanare disposizioni correttive e integrative del medesimo decreto legislativo, anche al fine di tenere conto delle eventuali disposizioni adottate dalla Commissione europea"�. 14.200
GRANAIOLA, MERCATALI, DI GIOVAN PAOLO, MARINARO, BALDINI, SBARBATI, BERTUZZI, MARCUCCI, STRADIOTTO, AMATI
�2-bis. Al fine di chiudere la procedura d'infrazione n. 2008/4908 ex articolo 258 TFUE e la seguente messa in mora complementare del 5 maggio 2010, con lo scopo di dare piena attuazione all'articolo 1, comma 18, della legge 26 febbraio 2010, n. 25, recante la proroga dei titoli concessori vigenti fino al 31 dicembre 2015, il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base d'intesa raggiunta nell'ambito della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un decreto legislativo avente ad oggetto la riformulazione della legislazione relativa alle concessioni demaniali secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
a) la durata delle concessioni demaniali e i criteri di rinnovo delle medesime, nell'ambito dei piani di spiaggia e sulla base di linee evolutive di sviluppo degli arenili tracciate da comune e regione;
b) i criteri e le modalità di rilascio di nuove concessioni demaniali, di cessazione di concessioni assentite e di più domande concorrenti, dando priorità alle richieste che importino attrezzature non fisse e completamente amovibili e offrano maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione demaniale e di un uso della medesima rispondente all'interesse pubblico;
c) i criteri per l'eventuale revoca delle concessioni demaniali;
d) l'equo indennizzo del concessionario nei casi di revoca della concessione demaniale non dipendenti da abusi o inadempienze da parte del concessionario stesso;
e) le modalità per il subingresso in caso di vendita o affitto delle aziende che gestiscono le concessioni demaniali�.
Conseguentemente, alla rubrica, aggiungere le seguenti parole: �nonché delega al Governo in materia di concessioni demaniali�. ARTICOLI 15 E 16 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 15.
(Delega al Governo per il recepimento della direttiva 2010/23/UE del Consiglio, del 16 marzo 2010)
2. In ragione della finalità della direttiva 2010/23/UE di evitare frodi in materia di imposta sul valore aggiunto e in ragione della similarità ai fini dell'imposta sul valore aggiunto delle transazioni aventi ad oggetto le quote di emissioni di gas a effetto serra definite all'articolo 3 della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e le altre unità che possono essere utilizzate per conformarsi alla stessa direttiva, disciplinate dalla direttiva 2010/23/UE, con le transazioni aventi ad oggetto i diritti di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, rilasciati nell'ambito dell'applicazione delle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del medesimo decreto legislativo e i titoli di efficienza energetica di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro delle attività produttive 20 luglio 2004, recante �Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per l'incremento dell'efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79� e di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro delle attività produttive del 20 luglio 2004, recante �Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui all'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164�, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 205 del 1º settembre 2004, il Governo è delegato ad adottare, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, misure volte ad evitare frodi fiscali in materia di imposta sul valore aggiunto, nel rispetto dei prìncipi e dei criteri previsti dalla direttiva 2010/23/UE per i diritti di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, rilasciati nell'ambito dell'applicazione delle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del medesimo decreto legislativo e per i titoli di efficienza energetica di cui all'articolo 10 del citato decreto del Ministro delle attività produttive 20 luglio 2004, adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e di cui all'articolo 10 del citato decreto del Ministro delle attività produttive 20 luglio 2004, adottato ai sensi dell'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.
(Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009)
5. Gli oneri relativi alle autorizzazioni per le forniture e ai controlli da eseguire da parte di uffici pubblici, ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, sono posti a carico dei soggetti interessati, secondo tariffe determinate sulla base del costo effettivo del servizio, ove ciò non risulti in contrasto con la disciplina comunitaria. Le tariffe di cui al presente comma sono determinate con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Gli introiti derivanti dal pagamento delle tariffe determinate ai sensi del presente comma sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnati, nei limiti previsti dalla legislazione vigente, alle amministrazioni che rilasciano le citate autorizzazioni ed effettuano i controlli previsti dal presente articolo.
EMENDAMENTI 16.300
BELISARIO, CAFORIO, PEDICA
Sopprimere l'articolo. 16.500/1
All'emendamento 16.500, sopprimere le lettere a), b), ed e). 16.500/2
DI GIOVAN PAOLO, MARINARO, DEL VECCHIO, ADAMO, FONTANA, LUSI, MARINO MAURO MARIA, SIRCANA, SOLIANI, TOMASELLI
All'emendamento 16.500, sopprimere la lettera a). 16.500/3
All'emendamento 16.500, sopprimere la lettera b). 16.500/4
All'emendamento 16.500, sopprimere la lettera c). 16.500/5
All'emendamento 16.500, sopprimere la lettera d). 16.500/6
All'emendamento 16.500, sopprimere la lettera e). 16.500
All'articolo 16 apportare le seguenti modificazioni:
�a) al comma 1, le parole da: "nonché nelle posizioni comuni" a: "dell'8 dicembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: ", nelle posizioni comuni 2003/468/PESC del Consiglio e 2008/944/PESC del Consiglio, rispettivamente del 23 giugno 2003 e dell'8 dicembre 2008, nonché nella raccomandazione 2011/24/UE della Commissione, dell'11 gennaio 2011"
b) al comma 3, dopo le parole: "nonché ulteriori fattispecie sanzionatorie di natura" inserire le seguenti: "penale e";
c) al comma 5, primo periodo, dopo le parole: "autorizzazioni per le forniture" inserire le seguenti: ", alle certificazioni";
d) al comma 5, ultimo periodo, le parole: "alle amministrazioni che rilasciano le citate autorizzazioni" sono sostituite dalle seguenti: "alle amministrazioni che rilasciano le citate autorizzazioni e le certificazioni";
e) al comma 6, le parole: "i princìpi di semplificazione e trasparenza" sono sostituite dalle seguenti: "i princìpi generali di semplificazione e trasparenza, nonché i princìpi"�. 16.200 [già 11.0.9 (testo 2)
DI GIOVAN PAOLO, DEL VECCHIO, MARINARO, ADAMO, FONTANA, LUSI, MARINO MAURO MARIA, SIRCANA, SOLIANI, TOMASELLI, DELLA SETA, FERRANTE
Al comma 6, dopo le parole: �1990, n. 185�, inserire le seguenti: �con particolare riferimento alle disposizioni di cui ai Capi II e IV,�. ARTICOLI 17 E 18 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 17.
(Gestione della qualità delle acque di balneazione in attuazione dell'articolo 10 della direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006)
�Art. 13. - (Cooperazione per le acque transfrontaliere e interregionali) - 1. Se il bacino idrografico comporta un impatto transfrontaliero sulla qualità delle acque di balneazione, lo Stato italiano collabora con gli altri Stati dell'Unione europea interessati nel modo più opportuno per attuare il presente decreto, anche tramite scambio di informazioni e un'azione comune per limitare tale impatto.
2. Se il bacino idrografico comporta un impatto sulla qualità delle acque di balneazione che coinvolge più regioni e province autonome, gli enti interessati collaborano ai sensi del comma 1�.
(Adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 29 ottobre 2009, resa nella causa C-249/08)
a) al comma 1, alinea, dopo le parole: �dell'articolo 15, lettere a) e b),� sono inserite le seguenti: �e dell'articolo 26, comma 8,�;
b) al comma 1, lettera b), dopo le parole: �apparecchi di pesca usati� sono inserite le seguenti: �ovvero detenuti�.

References: ARTICOLO 12
 Art. 12
 Art. 13
 articolo 258
 articolo 258
 Art. 15
 Art. 17
 sentenza