Source: https://www.ordineavvocaticivitavecchia.it/decorrenza-dellassegno-di-mantenimento-in-favore-dei-figli-ed-irripetibilita-della-prestazione-effettuata-tendenze-e-controtendenze-della-s-c-cass-04052018-n-10788-a-cu/
Timestamp: 2019-07-23 07:45:09+00:00

Document:
DECORRENZA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN FAVORE DEI FIGLI ED IRRIPETIBILITA’ DELLA PRESTAZIONE EFFETTUATA: TENDENZE E CONTROTENDENZE DELLA S.C. (Cass. 04/05/2018 n° 10788) A cura dell.Avv. Antonio Arseni —Foro di Civitavecchia – ORDINE AVVOCATI CIVITAVECCHIA
Con la decisione in commento (10788/2018) la S.C. ritorna su tema della decorrenza dell’assegno di mantenimento ( ma repetita iuvant), nella misura determinata in sentenza, opinando che essa debba farsi risalire al momento del domanda (deposito del ricorso) e non dalla pronuncia, sia con riguardo ai procedimenti di separazione sia con riguardo a quelli divorzili (v. in senso conforme ex multis anche Cass. 21087/2004, Cass. 3348/2015 ma in controtendenza , però, Cass. 18538/2013). E,ciò, anche sulla base del generale principio secondo il quale un diritto non può restare pregiudicato dal tempo necessario per farlo valere in giudizio (v. in tal senso Cass. 17199/2013).
Se, dunque, esce consolidato, con la decisione in commento, l’indirizzo , secondo cui, in tema di separazione o divorzio, laddove uno dei coniugi abbia chiesto un assegno di mantenimento per i figli, la domanda, qualora venga ritenuta fondata, deve essere accolta dalla data della stessa e non da quella della pronuncia, più problematica appare la questione della ripetibilità dell’assegno versato in eccesso allorché, ovviamente, il Giudice, su richiesta di una della parti, provveda alla revisione dell’assegno di mantenimento (riduzione/revoca) in considerazione della sopravvenienza dei presupposti rispetto a quelli esistenti in sede di separazione o divorzio (es. perdita o riduzione delle capacità contributive da parte dell’obbligato o la perdita del diritto a percepirlo da parte dell’obbligato).
Il carattere sostanzialmente alimentare dell’assegno di mantenimento a favore del figlio minore o maggiorenne non autosufficiente comporterebbe, secondo la giurisprudenza di legittimità prevalente (cfr. ex multis Cass. 10/12/2008 n° 28987; Cass. 20/07/2015 n° 15186; Cass. 04/07/2016 n° 13609) che “la normale retroattività della statuizione giudiziale di riduzione al momento della domanda vada contemperata con i principi di irripetibilità, impignorabilità e non compensabilità di dette prestazione, con la conseguenza che la parte che abbia già ricevuto le prestazioni previste nella sentenza di separazione non può essere costretta a restituirle, né può vedersi opporre in compensazione, per qualsivoglia ragione di credito, quanto ricevuto a tale titolo, mentre ove il soggetto obbligato non abbia ancora corrisposto le somme dovute, per tutti i periodi pregressi, tali prestazioni non sono più dovute in base al provvedimento di modificazione delle condizioni di separazione” (così testualmente Cass. 13609/2016 già citata).
In tal senso vedasi anche Cass. 04/12/2012 n° 21655 secondo cui “la irripetibilità del contributo di mantenimento versato da un coniuge all’altro, allorché il Tribunale neghi il diritto del coniuge al mantenimento della prole, ovvero riduca la misura dell’assegno, si giustifica in ragione della natura solidaristica ed assistenziale dell’assegno, ontologicamente destinato ad assicurare i mezzi adeguati al sostentamento del beneficiario”.
Luglio 2018- Avv. Antonio Arseni -Foro di Civitavecchia.

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