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Timestamp: 2018-12-13 18:28:32+00:00

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I. Salvo che la legge disponga altrimenti, la citazione, il ricorso, la comparsa, il controricorso, il precetto debbono indicare l'ufficio giudiziario, le parti, l'oggetto, le ragioni della domanda e le conclusioni o la istanza, e, tanto nell'originale quanto nelle copie da notificare, debbono essere sottoscritti dalla parte, se essa sta in giudizio personalmente, oppure dal difensore che indica il proprio codice fiscale. Il difensore deve altresì indicare il proprio numero di fax. (1)
II. La procura al difensore dell'attore può essere rilasciata in data posteriore alla notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata.
III. La disposizione del comma precedente non si applica quando la legge richiede che la citazione sia sottoscritta dal difensore munito di mandato speciale.
(1) L'art. 45 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 ha sostituito, con effetto dal 19 agosto 2014, il secondo periodo del primo comma con le prole «Il difensore deve altresi' indicare il proprio numero di fax». Il periodo sostituito recitava «Il difensore deve altresì indicare l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine e il proprio numero di fax.»
PCT – Riassunzione – In forma cartacea – Ammissibilità.
Ogni nuova costituzione dinanzi a un nuovo giudice, a prescindere se fatta per avviare ex novo un processo o per proseguirne uno da giudice incompetente, può, ai sensi della normativa sul PCT, essere fatta anche in forma cartacea, non essendo, a quei fini, atto endoprocessuale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 12 Giugno 2018. Segue...
Atto di riassunzione - Estremi - Mancanza - Nullità - Esclusione - Limiti - Fattispecie in tema di reclamo avverso sentenza di fallimento.
Atto introduttivo del giudizio – Mancata sottoscrizione del difensore – Sussistenza di altri elementi idonei a indicare la provenienza dal difensore – Nullità dell’atto – Esclusione.
La mancanza della sottoscrizione del difensore nella citazione o nel ricorso introduttivo del giudizio, a norma degli artt. 163, ult. comma e 125, 1° comma, c.p.c., non determina la nullità dell’atto, quando la sua provenienza da un difensore provvisto di valido mandato sia desumibile da altri elementi indicati nell’atto stesso, come il conferimento della procura alle liti, perché in tale caso la sottoscrizione apposta dal difensore per certificare l’autenticità della firma di rilascio, redatta in calce o a margine dell’atto stesso, assolve il duplice scopo di certificare l’autografia del mandato e di sottoscrivere l’atto (cfr. in tal senso: Cassazione civile, sez. I, 06/04/2006 n. 8042 in Giust. civ. 2007, 7-8, I, 1719). (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 Gennaio 2016. Segue...
Notifica della sentenza presso Cancelleria del Tribunale – Indirizzo PEC avvocato indicato nell’atto – Non sussiste domiciliazione ex lege presso la cancelleria.
Dalla mancata osservanza dell’onere di elezione di domicilio di cui all’art. 82 RD 37/1934, per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori dalla circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, consegue la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria innanzi alla quale è in corso il giudizio solo se il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 c.p.c., non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata al proprio ordine. (Nel caso di specie la Corte di Appello di L’Aquila ha stabilito che, vista l’indicazione nel ricorso dell’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, il procuratore appellante non poteva ritenersi domiciliato ex lege presso la cancelleria del Tribunale di Avezzano). (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 23 Ottobre 2014. Segue...
Procedimento civile - Indicazione dell'indirizzo pec del difensore - Domiciliazione in cancelleria dei difensori non domiciliati presso il circondario del tribunale - Inapplicabilità. .
A seguito della modifica dell’art. 125 c.p.c. apportata dall’art. 25 della L. n. 183/2011, per il difensore che abbia indicato la propria PEC non opera la domiciliazione ex lege in Cancelleria ex art. 82 R.D. n. 37/1934 relativa ai difensori non domiciliati presso il Circondario del Tribunale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Ottobre 2012. Segue...
Affidamento che le parti fanno nella stabilità dell'interpretazione giurisprudenziale delle regole del processo – Principio di Precauzione – Preferenza della interpretazione consolidatasi nel tempo – “Stare Decisis”.
Affidamento che le parti fanno nella stabilità dell'interpretazione giurisprudenziale delle regole del processo – Overruling – Tutela dell'affidamento.
Art. 82 r.d. 37 del 1994 – Elezione del domicilio nel circondario del tribunale – Domiciliazione ex lege in cancelleria – Solo se non vi sia stata la indicazione dell'indirizzo di posta certificata..
Le regole del processo civile hanno carattere strumentale della tutela dei diritti e la loro interpretazione, rispetto all'evoluzione di questi (ossia delle situazioni sostanziali), è tendenzialmente stabile sicché la fedeltà ai precedenti (stare decisis), in cui si esprime la funzione nomofilattica della Suprema Corte, ha una valenza maggiore, così come è in linea di massima giustificato (e tutelabile) l'affidamento che le parti fanno nella stabilità dell'interpretazione giurisprudenziale delle regole del processo. In proposito le Sezioni Unite (Cass. civ., sez. un., 18 maggio 2011, n. 10864) hanno elaborato una sorta di principio di precauzione, affermando che dinanzi a due possibili interpretazioni alternative della norma processuale, ciascuna compatibile con la lettera della legge, le ragioni di economico funzionamento del sistema giudiziario devono indurre l'interprete a preferire quella consolidatasi nel tempo, a meno che il mutamento dell'ambiente processuale o l'emersione di valori prima trascurati non ne giustifichino l'abbandono e consentano, pertanto, l'adozione dell'esegesi da ultimo formatasi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il mutamento della propria precedente interpretazione della norma processuale da parte del giudice della nomofilachia, che porti a ritenere esistente, in danno di una parte del giudizio, una decadenza od una preclusione prima escluse, ove tale "overruling" si connoti del carattere dell'imprevedibilità, si giustifica una scissione tra il fatto (e cioè il comportamento della parte risultante "ex post" non conforme alla corretta regola del processo) e l'effetto, di preclusione o decadenza, che ne dovrebbe derivare, con la conseguenza che deve escludersi l'operatività della preclusione o della decadenza derivante dall'"overruling" nei confronti della parte che abbia confidato incolpevolmente (e cioè non oltre il momento di oggettiva conoscibilità dell'arresto nomofilattico correttivo, da verificarsi in concreto) nella consolidata precedente interpretazione della regola stessa, la quale, sebbene soltanto sul piano fattuale, aveva comunque creato l'apparenza di una regola conforme alla legge del tempo. Si tratta di una limitata applicazione della dottrina del c.d. prospettive overruling: l'atto processuale compiuto al tempo della precedente giurisprudenza non è travolto da decadenza (o preclusione) sulla base di una nuova giurisprudenza, se connotata da imprevedibilità, la quale, sotto questo limitato aspetto, opera, in un certo senso, solo per il futuro. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
L'art. 82 r.d. n. 37 del 1934 - che prevede che gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all'atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l'autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, e che in mancanza della elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria - trova applicazione in ogni caso di esercizio dell'attività forense fuori dalla circoscrizione cui l'avvocato è assegnato per essere iscritto al relativo ordine professionale del circondario e quindi anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d'appello e l'avvocato risulti essere iscritto ad un ordine professionale di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d'appello, ancorché appartenente allo stesso distretto della medesima corte d'appello. Tuttavia, dopo l'entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 c.p.c, apportate rispettivamente dall'art. 25, comma 1, lett. i), n. 1), l. 12 novembre 2011, n. 183, e dallo stesso art. 25, comma 1, lett. a), quest'ultimo modificativo a sua volta dell'art. 2, comma 35-ter, lett. a), d.l. 13 agosto 2011, n. 138, conv. in l. 14 settembre 2011, n. 148, e nel mutato contesto normativo che prevede ora in generale l'obbligo per il difensore di indicare, negli atti di parte, l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, si ha che dalla mancata osservanza dell'onere di elezione di domicilio di cui all'art. 82 per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati consegue la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell'autorità giudiziaria innanzi alla quale è in corso il giudizio solo se il difensore, non adempiendo all'obbligo prescritto dall'art. 125 c.p.c., non abbia indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Giugno 2012, n. 10143. Segue...
L'art. 82 r.d. n. 37 del 1934 - che prevede che gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all'atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l'autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, e che in mancanza della elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria - trova applicazione in ogni caso di esercizio dell'attività forense fuori dalla circoscrizione cui l'avvocato è assegnato per essere iscritto al relativo ordine professionale del circondario e quindi anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d'appello e l'avvocato risulti essere iscritto ad un ordine professionale di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d'appello, ancorché appartenente allo stesso distretto della medesima corte d'appello. Tuttavia, dopo l'entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 c.p.c, apportate rispettivamente dall'art. 25, comma 1, lett. i), n. 1), l. 12 novembre 2011, n. 183, e dallo stesso art. 25, comma 1, lett. a), quest'ultimo modificativo a sua volta dell'art. 2, comma 35-ter, lett. a), d.l. 13 agosto 2011, n. 138, conv. in l. 14 settembre 2011, n. 148, e nel mutato contesto normativo che prevede ora in generale l'obbligo per il difensore di indicare, negli atti di parte, l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, si ha che dalla mancata osservanza dell'onere di elezione di domicilio di cui all'art. 82 per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati consegue la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell'autorità giudiziaria innanzi alla quale è in corso il giudizio solo se il difensore, non adempiendo all'obbligo prescritto dall'art. 125 c.p.c., non abbia indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Giugno 2012. Segue...
Procedimento civile – Sottoscrizione degli atti di parte – Sottoscrizione del difensore della sola procura – Effetto di sottoscrizione dell’atto che la contiene – Sussistenza..
La firma del difensore sugli atti di cui all’art. 125 c.p.c., apposta anche solo sotto la certificazione dell’autenticità della sottoscrizione della parte, ha lo scopo, oltre che di certificare l'autografia del mandato, di sottoscrivere tale atto, con la conseguenza che non sussiste la nullità dell'atto stesso per mancata sottoscrizione del procuratore. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 18 Ottobre 2011. Segue...
Procedimento di opposizione di cui alla legge 689/1981 – Grado di appello – Facoltà delle parti di stare in giudizio personalmente – Esclusione – Mancanza di procura ad litem – Inesistenza dell’atto di impugnazione..
Nel giudizio di appello relativo al procedimento di opposizione di cui alla legge n. 689/1981 le parti possono stare in giudizio solo con il ministero di un difensore e poiché la procura alle liti costituisce un requisito essenziale dell’atto di appello, la sua mancanza comporta l’inesistenza giuridica dell’atto di impugnazione, la quale non può ritenersi sanata dal rilascio della procura da parte dell’appellante in un momento successivo al deposito del ricorso, atteso che nel processo del lavoro non può trovare applicazione la disposizione dell’art. 125, comma 2, c.p.c. che stabilisce che la procura al difensore dell’attore può essere rilasciata in data posteriore alla notifica dell’atto di citazione, purché anteriore alla costituzione della parte rappresentata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Gennaio 2007. Segue...

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 82

Art. 82
 art. 25
 art. 25