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Timestamp: 2020-08-05 23:11:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25372 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25372 del 12/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 12/12/2016, (ud. 05/10/2016, dep. 12/12/2016), n.25372
sul ricorso 24969-2011 proposto da:
PICENA S.R.L. IN LIQUIDAZIONE C.F. (OMISSIS), in persona del legale
D’ALOISIO, giusta delega in calce alla copia notificata del ricorso;
avverso la sentenza n. 316/2011 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 04/07/2011 r.g.n. 949/2009; udita la relazione della
causa svolta nella pubblica udienza del 05/10/2016 dal Consigliere
Dott. CAVALLARO LUIGI;
Con sentenza depositata il 4.7.2011, la Corte d’appello dell’Aquila, in riforma della statuizione di primo grado, rigettava l’opposizione proposta da Picena s.r.l. avverso una cartella esattoriale con cui le era stato ingiunto di pagare all’INPS somme per sgravi ex L. n. 448 del 1998, indebitamente conguagliati nel periodo 1997-2001.
Contro tali statuizioni ricorre Picena s.r.l. con quattro motivi di censura, illustrati con memoria. L’INPS ha svolto difese orali in pubblica udienza.
Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 1369 del 1960, art. 1, nonchè vizio di motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per avere la Corte territoriale ritenuto la sussistenza dell’intermediazione di manodopera senza compiere alcuna specifica indagine sui contratti di appalto intercorsi tra Diana ‘92 s.r.l. e Focoop s.c. a r.l., sui verbali di assemblea che attestavano il regolare funzionamento di quest’ultima, sulle dotazioni di capitale fisso e circolante di cui essa era provvista, sul soggetto in capo al quale gravava il rischio d’impresa e sull’antieconomicità della dissimulazione dell’intermediazione al solo fine di godere degli sgravi, per come evidenziata nella relazione di consulenza tecnica di parte.
Con il terzo motivo, la ricorrente si duole di violazione degli artt. 112 e 346 c.p.c. e art. 1180 c.c., per non avere la Corte di merito ritenuto che dall’ammontare dei contributi oggetto dell’ingiunzione dovesse essere detratto quanto pagato al medesimo titolo da Focoop s.c. a r.l..
Infine, con il quarto motivo, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., per avere la Corte territoriale ritenuto che gravasse su di essa l’onere di provare che i rapporti di lavoro per i quali aveva fruito degli sgravi fossero di nuova costituzione.
Va premesso, sul punto, che con la memoria ex art. 378 c.p.c., parte ricorrente ha dedotto che la sussistenza dell’intermediazione di manodopera contestata nel verbale di accertamento congiunto del 28.9.2001, di cui dianzi s’è detto, sarebbe stata nelle more esclusa da altro accertamento giudiziale passato in giudicato e ha all’uopo depositato copia della sentenza n. 299/2014 del Tribunale di Macerata nonchè copia della sentenza n. 312/2015 con cui la Corte d’appello di Ancona ha rigettato l’appello avverso detta pronuncia, corredato dalla certificazione di passaggio in giudicato.
Trattasi, a parere del Collegio, di accertamento che, per quanto intervenuto in un giudizio avente ad oggetto opposizione ad altra cartella esattoriale, è destinato a produrre gli effetti preclusivi ex art. 2909 c.c., anche nella presente controversia, dal momento che, concernendo direttamente la presunta preordinazione degli appalti endoaziendali stipulati da Diana ‘92 s.r.l. e Focoop s.c. a r.l. alla dissimulazione di un’intermediazione della manodopera in violazione della L. n. 1369 del 1960, esclude la ricorrenza di quel medesimo fatto che l’INPS ha posto a fondamento della pretesa creditoria fatta valere nel presente giudizio: è infatti ormai consolidato il principio di diritto secondo cui, qualora due giudizi tra le stesse parti abbiano riferimento al medesimo rapporto giuridico e uno di essi sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l’accertamento così compiuto in ordine alla situazione giuridica ovvero alla soluzione di questioni di fatto e di diritto relative ad un punto fondamentale comune ad entrambe le cause, formando la premessa logica indispensabile della statuizione contenuta nel dispositivo della sentenza, preclude il riesame dello stesso punto di diritto accertato e risolto, anche se il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle che hanno costituito lo scopo ed il petitum del primo (cfr. fra le tante Cass. n. 8650 del 2010).
Assorbiti conseguentemente il terzo e il quarto motivo, la sentenza impugnata va cassata e, non apparendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, dato che il diritto alla fruizione degli sgravi è stato contestato unicamente per la ritenuta sussistenza di un’intermediazione vietata, la causa va decisa nel merito con l’annullamento della cartella esattoriale opposta.
Tenuto conto delle alterne vicende di merito e considerato che il giudicato è intervenuto successivamente alla proposizione del ricorso per cassazione, si ravvisano giusti motivi per compensare le spese dell’intero processo.
La Corte accoglie il primo e il secondo motivo, assorbiti gli altri. Cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, annulla la cartella esattoriale opposta. Compensa le spese dell’intero processo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 1180
 art. 378
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2909
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza