Source: https://coggle.it/diagram/W9H3zeExeVkFfDpy/t/13-le-caratteristiche-fondamentali-dello-statuto-albertino
Timestamp: 2020-01-27 06:32:46+00:00

Document:
13.Le caratteristiche fondamentali dello Statuto Albertino (Lo statuto… Coggle
13.Le caratteristiche fondamentali dello Statuto Albertino (Lo statuto…
13.Le caratteristiche fondamentali dello Statuto Albertino
Lo statuto albertino, concesso il 4 marzo 1848 da Carlo di Carlo Alberto, Re di spagna, divenuto poi costituzione del Regno d'Italia nel 1861, segna tutta la prima fase della nostra storia costituzionale Rimanendo in vigore. All'evento della Repubblica della Costituzione repubblicana del 1948.
Si ispirò alla costituzione francese del 1830 e quella belga del 1831, si presenta come una versione moderata dei Principi alla rivoluzione francese. Essere una Costituzione ottriata, concessa ai suoi sudditi dal sovrano Le istanze di democratizzazione dello stato, un sistema costituzionale che conservasse comunque adesso avrà un ruolo centrale.
Questa impostazione si riflette nel tipo di forma di governo disegnato dello Statuto una monarchia costituzionale pura, di tipo dualista , basato su due centri di potere, il sovrano e il parlamento, ma spetta il potere esecutivo articolo 5, spetta alle aree nominare e revocare i suoi ministri art. 65. il re condivide il potere legislativo con parlamento, attraverso il potere di sanzionare le leggi articolo 7, spetta Re nominare i membri del Senato art. 33,
Spetta il potere di scioglimento della camera elettiva articolo 9, il re capo supremo dello stato, esercita il potere estero conduce i trattamenti internazionali. a quale sovrano si convoca il parlamento, formato da una camera elettiva da un Senato di nomina regia, cui spetta, insieme al sovrano, il potere legislativo nonché la fondamentale funzione di approvazione dei bilanci e dei conti dello stato.
lo statuto manifesta grande prudenza nei disciplinari diritti di libertà punto si pente alle esiguo numero di libertà garantite , alle Libertà individuali tra cui spicca il diritto di proprietà debolezze di fondo dello Statuto Costituzione flessibile, una Costituzione che non prevede alcun meccanismo giuridico di reazione nei confronti di possibili abusi del legislatore del legislatore ordinario intesi nel senso di violazione dei Principi costituzionali e che dunque è fida adesso la più completa libertà di decisione.
14.Dal patto di Salerno al referendum istituzionale del 2 giugno del 1946
L'iniziativa si concluse con l'accettazione di una mediazione di Enrico De Nicola concernente il trasferimento di tutte le funzioni ad Umberto di Savoia, quale Luogotenente del Regno e l'indizione di una consultazione elettorale per un'Assemblea Costituente e la scelta della forma dello Stato solo al termine della guerra.
Nel secondo dopoguerra la svolta di Salerno creerà non pochi problemi alla tesi unitarista del Fronte popolare. Alcuni tra i socialisti massimalisti del PSI rinfacciavano infatti a Togliatti ed al PCI di essere venuti a patti con la monarchia e con il potere democratico, e quindi di essersi resi impuri.
avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, indetto per determinare la forma di governo da dare all'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne I risultati furono proclamati dalla Corte di cassazione il 10 giugno 1946:
Il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale[5]. Alla sua prima seduta, il 28 giugno 1946, l'Assemblea Costituente elesse a capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola,.
Con l'entrata in vigore della nuova Costituzione della Repubblica Italiana, il 1º gennaio 1948, De Nicola assunse per primo le funzioni di presidente della Repubblica. Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia dell'Italia contemporanea dopo il ventennio fascista
La fonte del diritto è un atto che produce diritto. Le fonti del diritto in Italia sono la costituzione, le leggi costituzionali, le leggi ordinarie, e così via. Questa classificazione si può ricondurre ad una categoria più ampia: quella degli atti legislativi scritti.
16.Le fonti del diritto si distinguono in fonti di cognizione e fonti di produzione.
Per fonti di cognizione, s'intende l'insieme dei documenti che fornisce la conoscibilità legale della norma e sono, quindi, i documenti che raccolgono i testi delle norme giuridiche, come la Gazzetta Ufficiale.
Per "fonti di produzione", s'intendono gli atti e i fatti idonei a produrre norme giuridiche. Le fonti di produzione si distinguono a loro volta in fonti-atto e fonti-fatto.
Le "fonti sulla produzione", invece, definiscono i soggetti e i procedimenti attraverso i quali le norme giuridiche si producono in un ordinamento. Esse sono volte dunque a organizzare il sistema delle fonti e si trovano per questo motivo in rapporto di strumentalità con le "fonti di produzione". Ex. Fonte sulla produzione dei decreti-legge è art. 77 della Costituzione, mentre i decreti-legge stessi sono fonte di produzione.
Normalmente, il concetto di fonte-atto coincide con quella di diritto scritto, mentre quella di fonte-fatto con il diritto non scritto (consuetudinario), rappresentato dalla categoria degli usi e consuetudini. In realtà, quella fra fonti-atto e diritto scritto non è un'identità, in quanto vi possono essere casi di fonti atto a cui non corrisponde il relativo diritto scritto (così per i principi inespressi o impliciti, ad esempio).
Per fonte-atto s'intendono atti giuridici volontari imputabili a soggetti determinati e implicano l'esercizio di un potere a esso attribuito (atti normativi), mentre le fonti-fatto, pur non essendo riconducibili ad azioni volontarie, sono accettati dall'ordinamento nella loro oggettività, fatto normativo" (si tratta, in altri termini, di meri fatti giuridici)

References: articolo 5
 art. 65
 articolo 7
 art. 33
 articolo 9
 art. 77