Source: http://docplayer.it/1787097-3-3-1-descrizione-delle-lavorazioni.html
Timestamp: 2017-01-18 12:32:28+00:00

Document:
⭐3.3.1 Descrizione delle lavorazioni
Download "3.3.1 Descrizione delle lavorazioni"
1 3. Igiene del lavoro 3.3 saldatura Descrizione delle lavorazioni Le lavorazioni più diffuse sono: saldatura, taglio termico, brasatura. La saldatura produce sostanze aerodisperse sotto forma di particelle di piccole dimensioni. Una parte considerevole di tali particelle (con dimensione inferiore a 10 micrometri) sono respirabili, cioè raggiungono le parti più interne dell apparato respiratorio e sono chiamate fumi di saldatura. Le tecnologie di saldatura prese in esame sono: saldatura per combustione gassosa: avviene tramite la combustione di gas che riscaldano i materiali metallici; saldatura ad arco con elettrodo rivestito: si ottiene con arco elettrico ed è utilizzata in prevalenza per acciai non legati o basso legati, per acciai al cromo-nichel, per leghe di nichel; saldatura ad arco con protezione gassosa: si ottiene con arco elettrico e protezione con gas inerte (MIG) o con gas attivi (MAG); saldatura con elettrodo infusibile (TIG); saldatura a resistenza; saldatura laser. Il taglio termico produce particelle aerodisperse con diametro medio maggiore di quello dei fumi di saldatura ma comunque per lo più respirabili. Il taglio termico comprende: l Ossitaglio (taglio a fiamma), il Taglio al plasma, il Taglio laser. La Brasatura produce emissioni variabili a seconda dei materiali utilizzati e delle temperature di fusione delle leghe impiegate. Le particelle che si liberano durante la brasatura o saldobrasatura sono in gran parte respirabili Agenti chimici pericolosi presenti nelle lavorazioni di saldatura dei metalli Le operazioni di saldatura e le attività connesse presentano rischi causati dalle notevoli quantità di agenti chimici aerodispersi. Essi si formano in seguito a fenomeni di evaporazione, condensazione, ossidazione, decomposizione, pirolisi e combustione. In particolare si trovano: sostanze gassose, derivano dalla tecnologia di lavorazione impiegata (elettrodo, MIG, MAG, TIG, ecc.); polveri e fumi di saldatura, dipendono principalmente dalla tipologia del materiale di base e del materiale di apporto; aerosol, in genere derivanti dal riscaldamento di prodotti presenti sulla superficie dei metalli in lavorazione (vernici, oli). Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2512 3. Igiene del lavoro 3. Saldatura Effetti sulla salute umana Durante la lavorazione è necessario ridurre al minimo i quantitativi degli agenti chimici pericolosi (vedi appendice 1 Principali agenti chimici pericolosi che si sviluppano durante la saldatura e le lavorazioni connesse) che possono essere inalati. Diversi sono i danni alla salute (vedi appendice 2 Possibili effetti sulla salute degli agenti chimici che si sviluppano durante le lavorazioni di saldatura) che possono derivare dagli agenti chimici pericolosi che si liberano nell aria durante le lavorazioni di saldatura. In particolare possono verificarsi malattie al sistema respiratorio. Inoltre possono esserci anche effetti cancerogeni, in particolare per le lavorazioni con metalli (fra cui gli acciai inossidabili) contenenti cromo, nichel, cobalto, cadmio, berillio, torio Contenuti della valutazione del rischio chimico ai fini della individuazione delle misure di prevenzione da adottare La valutazione del rischio nelle lavorazioni di saldatura è necessaria al datore di lavoro per individuare le più efficaci misure di prevenzione da adottare. Ne consegue che senza una buona valutazione del rischio, il datore di lavoro potrebbe adottare misure di prevenzione insufficienti (ad esempio impianti di aspirazione o procedure di lavoro non idonei con conseguente rischio troppo alto per i lavoratori) o eccessive (con dispendio di energie non giustificato dalla entità del rischio realmente presente). Gli elementi che il datore di lavoro deve prendere in considerazione nella valutazione del rischio chimico sono: a) tutti gli agenti chimici che si sviluppano o che si possono sviluppare sul luogo di lavoro; b) le loro proprietà pericolose ricavabili anche dalla scheda informativa in materia di sicurezza di ciascun prodotto acquistato e utilizzato; c) il livello, il tipo e la durata della esposizione a tali agenti chimici; d) le modalità in cui viene svolto il lavoro; e) i valori limite di esposizione professionale o valori limite biologici se definiti; f) le misure di prevenzione già adottate (es. impianti di ventilazione, procedure di lavoro, formazione dei lavoratori); g) i dati disponibili della relazione sanitaria. Poiché i prodotti vernicianti sono costituiti da miscele complesse, per effettuare una corretta valutazione del rischio chimico occorre conoscerne preliminarmente la composizione e le proprietà. Lo strumento fondamentale per ottenere almeno un parte di queste informazioni sono le schede informative in materia di sicurezza (precedente punto b). La materia riguardante le schede di sicurezza (obblighi dei responsabili dell immissione sul mercato, contenuti delle schede, ecc.) è regolata sia dal D.M. Salute 07/09/2002 che dal Regolamento del Parlamento Europeo (CE) N. 1907/2006 del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH). In particolare si ricorda che le schede di sicurezza: devono essere scritte in italiano e redatte conformemente alle indicazioni dell allegato al D.M. Salute 07/09/2002 o dell allegato II del REACH (se ricadenti nel suo campo di applicazione). devono essere inviate gratuitamente, in occasione o anteriormente alla prima fornitura. devono essere aggiornate e inviate agli utilizzatori ogni qualvolta si venga a conoscenza di nuove informazioni sulla sicurezza e sulla tutela della salute dei lavoratori. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2523 3. Igiene del lavoro 3. Saldatura Si fa presente che il datore di lavoro nel prendere in considerazione il livello e la durata della esposizione, salvo che non possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello di prevenzione e protezione, deve misurare l esposizione agli agenti chimici che possono rappresentare un rischio per la salute. La misurazione è sempre obbligatoria in presenza di agenti chimici cancerogeni. A tal fine, la valutazione del rischio deve tenere conto anche dei valori limite (vedi appendice 3 Valori limite di esposizione ai principali agenti chimici pericolosi ) di esposizione degli agenti chimici pericolosi che si sviluppano durante le lavorazioni. Comunque, la valutazione della corretta esposizione dei lavoratori deve sempre prevedere il controllo preventivo della funzionalità degli impianti di captazione/ventilazione installati ed il loro corretto utilizzo Misure di prevenzione e protezione da adottare A seguito della valutazione del rischio, le misure di prevenzione da adottare possono essere di tipo Tecnico (es. impianti), Organizzative (es. organigramma aziendale, mansionari,..), Procedurali (procedure e istruzioni operative di lavoro), Formazione e Informazione dei lavoratori, Sorveglianza Sanitaria Misure TECNICHE Sono costituite essenzialmente dagli impianti di aspirazione che il datore di lavoro deve installare nelle lavorazioni a maggior rischio. Tali impianti sono descritti nell apposita Scheda tecnica di approfondimento (vedi saldatura: Impianti di aspirazione localizzata ). Come conseguenza della valutazione del rischio chimico da saldatura, deve essere sempre preferita l aspirazione il più possibile vicina al punto di emissione degli inquinanti (aspirazione localizzata) o comunque l utilizzo di impianti che convogliano gli inquinanti nella parte opposta in cui si trova il lavoratore. Al contrario si ritiene non applicabile o sconsigliata la sola ventilazione generalizzata. Anche i pezzi appena saldati, qualora emettano fumi derivanti dalla combustione delle sostanze ricoprenti, vanno posizionati in zona dotata di ventilazione per catturare gli inquinanti emessi. Vanno previste anche idonee misure di prevenzione dall esplosione e dall incendio Misure ORGANIZZATIVE, PROCEDURALI Le Misure di prevenzione Organizzative/Procedurali applicabili nelle operazioni di saldatura, sono contenute nelle apposite Schede: Istruzioni operative (vedi appendice 4 Istruzioni operative per garantire l Igiene e la Sicurezza nella Saldatura ). Particolare attenzione va posta al corretto posizionamento del pezzo da lavorare (saldare, tagliare) rispetto all impianto di aspirazione localizzato. Per piccoli pezzi soggetti a saldatura manuale vanno privilegiati gli impianti di aspirazione fissa (es. banchi aspiranti). Invece i bracci mobili sono indispensabili per saldare pezzi di grandi dimensioni. I pezzi lavorati, se fumanti, vanno posizionati in zona dotata di ventilazione per la cattura degli inquinanti emessi. Il datore di lavoro deve sempre individuare personale addetto alla verifica ed al controllo della corretta esecuzione delle lavorazioni di saldatura con utilizzo degli impianti predisposti e con l adozione delle misure di prevenzione organizzative e procedurali definite nell azienda. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2534 3. Igiene del lavoro 3. Saldatura Dispositivi di Protezione Individuale Aspetti generali In caso di lavorazioni occasionali nelle quali non è possibile utilizzare un impianto di aspirazione efficace ed in quei casi in cui l impianto di ventilazione non può fornire adeguata protezione, il lavoratore deve indossare idonei dispositivi di protezione individuale (DPI). Una organizzazione aziendale sulla gestione dei DPI è così articolata Scelta: i DPI, scelti in base alla valutazione del rischio, devono essere: muniti del marchio CE; accompagnati dalla dichiarazione di conformità CE; corredati da nota informativa redatta in modo preciso, comprensibile nella lingua italiana. Regole interne di approvvigionamento: il datore di lavoro, in collaborazione con RSPP: verifica i DPI consegnati dal fornitore e la documentazione obbligatoria; definisce le regole di consegna, utilizzo, custodia, controllo, pulizia, manutenzione, sostituzione e provvede al corretto stoccaggio delle scorte a magazzino. Informazione, Formazione, Addestramento: il Datore di Lavoro o un suo incaricato, provvede affinché: i lavoratori, siano informati e formati sui DPI (quando, perché e come usarli e non usarli, ecc.) prima che li debbano utilizzare; i lavoratori siano anche addestrati all uso dei DPI di 3 categoria; l attività di formazione e addestramento dei lavoratori sia registrata. Consegna: il datore di Lavoro o un suo incaricato provvede a fornire i DPI ai lavoratori completi di relativa Nota Informativa; copia di ogni Nota Informativa è consegnata anche al Preposto. Ogni lavoratore deve avere i propri DPI ad uso personale, salvo casi particolari (imbracature, ecc.). Utilizzo e vigilanza: Il Datore di Lavoro o i Preposti vigilano affinché: i Lavoratori utilizzino i DPI attenendosi alle disposizioni impartite; i DPI siano mantenuti puliti, in efficienza e correttamente conservati e sostituiti. Pulizia e manutenzione: il DDL, o suo incaricato, provvede periodicamente e secondo necessità, a far eseguire la pulizia dei DPI o la loro sostituzione secondo le regole stabilite. Aspetti specifici relativi alla saldatura Elenco dei Dispositivi di Protezione dai rischi connessi alla lavorazione di saldatura: Occhiali di protezione (vedi 5.4 Dispositivi di protezione degli occhi e del viso ) con ripari laterali e filtri colorati il cui grado di protezione verrà determinato in funzione dell intensità delle radiazioni ultraviolette o infrarosse prodotte. Schermo facciale con filtro colorato di gradazione adeguata. Guanti (vedi Guanti per rischi meccanici ) di cuoio o altro materiale adeguato al contatto con le parti incandescenti. Scarpe di sicurezza (vedi 5.7 Dispositivi di protezione dei piedi ) con puntale di protezione e suola in gomma. Indumento da lavoro con tessuto ignifugo. Grembiule o ghette di altro materiale adeguato al contatto con le parti incandescenti. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2545 3. Igiene del lavoro 3. Saldatura Gambali. Mezzi di protezione delle vie respiratorie (vedi 5.5 Dispositivi di protezione delle vie respiratorie ): (maschera o semimaschera con filtro adeguato antigas o combinato) qualora non risulti possibile eliminare i fumi di saldatura con sistemi di aspirazione locale o di ventilazione forzata. Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono distinti in due categorie: Respiratori isolanti. Devono essere utilizzati nelle seguenti condizioni: percentuale di ossigeno inferiore al 17%; concentrazione dei contaminanti superiore ai limiti di utilizzo dei respiratori a filtro; non conoscenza della natura e/o della concentrazione dei contaminanti; presenza di gas/vapori con scarse proprietà di avvertimento. Respiratori a filtro (filtrano l aria presente nell ambiente). Esistono due tipi di respiratori a filtro idonei per la saldatura: i facciali filtranti antipolvere (indicati con la sigla FFP) o la maschera in gomma (semimaschera o pieno facciale) con filtri antipolvere (indicati dalla lettera P). Il grado di protezione deve essere individuato in base alla concentrazione ambientale presunta dell inquinante e alla sua tossicità. Normalmente, in assenza di altri rischi, si può utilizzare un filtro P2 o P3 per la protezione da fumi di saldatura che non presentano componenti pericolosi particolari FORMAZIONE/INFORMAZIONE dei lavoratori Parte generale L uso delle attrezzature di lavoro, degli impianti di ventilazione, la manutenzione, le procedure di lavoro, devono fare parte di specifici programmi di formazione del lavoratore. In particolare il lavoratore deve ricevere: una formazione generale (obblighi, doveri, normative vigente); una formazione specifica sui rischi presenti nel comparto cui appartiene l azienda, sulle misure di prevenzione messe in atto, sull uso dei DPI; un addestramento sui rischi particolari presenti nell azienda, sulle procedure di sicurezza e igiene aziendali. Le iniziative formative sopra elencate vanno tutte documentate. Parte specifica Le etichette dei prodotti utilizzati sono strumenti molto utili alla gestione e alla corretta movimentazione del materiale pericoloso presente in azienda. Le etichette devono essere visionate dal personale addetto che deve conoscere il significato delle frasi di rischio e dei consigli di prudenza. Per quanto riguarda le procedure di lavoro, particolare cura va posta nella formazione sul posizionamento dei pezzi da saldare manualmente e sull uso degli impianti di aspirazione degli inquinanti Sorveglianza sanitaria Nel protocollo sanitario deve essere indicata la periodicità della visita, che di norma è annuale. Una periodicità diversa, deve essere sempre motivata e riportata sul documento di valutazione dei rischi (o nell autocertificazione quando prevista). Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2556 3. Igiene del lavoro 3. Saldatura La visita per rischio chimico da saldatura deve essere effettuata anche all atto della cessazione del rapporto di lavoro. Per gli agenti chimici pericolosi cancerogeni, il datore di lavoro istituisce il Registro di Esposizione e ne cura la tenuta tramite il Medico Competente. A fine rapporto di lavoro la cartella sanitaria e di rischio deve essere inviata all ISPESL Leggi di riferimento D. Lgs. 81/08 e succ. mod. D. Lgs. n, 475 del 4/12/ DPI D.M. Lavoro del 2/5/01 - DPI D.M. Salute 7/9/02 - Scheda Informativa in materia di sicurezza Testi di riferimento ISTITUTO ITALIANO DI SALDATURA - GENOVA: Sicurezza e prevenzione degli infortuni in saldatura. ACGIH, INDUSTRIAL VENTILATION A manual of recommended practice XX ed. Cincinnati Ohio USA, ASHRAE Standard ,Ventilation for Acceptable Indoor Air Quality, American Society of Heating, Refrigeration, and Air Conditioning Engineers, Atlanta, GA,1989. CAHIERS DE NOTES DOCUMENTAIRES - ND 1473, CAHIERS DE NOTES DOCUMENTAIRES - ND 1725, PATTY S,Industrial Hygiene and Toxicology, 3 - Ed., Vol. 1, Ed. Clayton. Mc DERMOTT H.J., Handbook of ventilation for contaminant control, -Ann Arbor Science Publishers, Michigan, USA (1977). BELTRAMI G., GALBIATI C. DPI delle vie respiratorie: criteri di selezione ed uso alla luce del D. Lgs. 25/2002 e del D.M. 2/5/2001. COORDINAMENTO TECNICO PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO DELLE REGIONI E DELLE PRO- VINCE AUTONOME, Linee Guida sull applicazione del Titolo VII-bis decreto legislativo 626/94 in relazione al decreto legislativo 25/2002 Protezione da agenti chimici, GOVONI C., MONTERASTELLI G., SPAGNOLI G., Prevenzione e Protezione da agenti chimici pericolosi, Atti del Convegno Nazionale RisCh 2002, Modena, 27 settembre GIORNALE DEGLI IGIENISTI INDUSTRIALI VALORI LIMITE DI SOGLIA ACGIH Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2567 3.3 (appendice 1) Principali agenti chimici pericolosi che si sviluppano durante la saldatura e le lavorazioni connesse sostanze gassose polveri e fumi di saldatura Tipologia di agente chimico pericoloso Monossido di carbonio Ossidi di azoto Ozono Modalità e materiali con cui principalmente si sviluppa È generato per decomposizione termica durante la saldatura MAG con gas attivo con anidride carbonica oppure con miscele di gas ad elevata percentuale di anidride carbonica. Si sviluppa anche in condizioni di combustione con insufficienti quantità di ossigeno. In tutte le lavorazioni di saldatura con arco elettrico prevale il biossido di azoto. Nelle lavorazioni che prevedono una combustione tra gas con fiamma (saldatura ossiacetilenica, riscaldo a fiamma, taglio a fiamma) e nelle lavorazioni taglio al laser con aria compressa o taglio al plasma con aria compressa sono predominanti gli ossidi di azoto. Si genera in particolare durante la saldatura a gas inerte di materiali fortemente riflettenti (raggi UV) quali le leghe di alluminio. La presenza di altri gas o particelle lo riducono a ossigeno Lavorazione tipiche in cui si sviluppa MAG. Arco elettrico, Fiamma. Saldatura a gas inerte. Fosgene Deriva per decomposizione di sgrassanti, lubrificanti e vernici presenti. Riscaldamento in genere del metalli da lavorare. Gas provenienti da materiali ricoprenti Derivano dal riscaldamento di vernici, prodotti anticorrosione che generano non solo particelle (ossidi metallici) ma anche gas quali monossido di carbonio, formaldeide, acido cloridrico e altri. Riscaldamento in genere del metalli da lavorare. Ossidi di ferro Sono generati dai materiali di base e dal materiale di apporto. Saldatura e taglio di ogni tipo di acciaio. Ossidi di alluminio Sono generati dai materiali di base e dal materiale di apporto. Saldatura e taglio di leghe con alluminio. Ossidi di manganese Derivano dai processi con arco elettrico quando il materiale di apporto contiene manganese. Possono registrarsi emissioni di fumi contenenti fino al 40% di ossidi di manganese. Saldatura con arco elettrico. Composti di fluoro Sono generati dal rivestimento di elettrodi oppure da fili animati. Saldatura ad elettrodo oppure con fili animati. Composti di bario Ossido di potassio, ossido di sodio, biossido di titanio Composti contenenti cromo esavalente Ossidi di nichel Ossido di cadmio Si sviluppano durante la saldatura con materiali di apporto contenenti bario, con elettrodi per ghisa e per leghe a base di rame. Si sviluppano inoltre con fili animati ed elettrodi per saldatura di acciai a medio o alto tenore di lega. Possono registrarsi emissioni di fumi contenenti fino al 40% di composti di bario. Sono prodotti dal rivestimento di elettrodi basici o rutilici. Si generano nei casi di saldatura con impiego di elettrodi rivestiti su acciai ad alto tenore di lega oppure con l impiego di fili animati. Si possono generare anche nel caso di saldatura di materiali ricoperti con cromato di zinco. Si sviluppano nella saldatura di leghe a base di nichel o nel taglio al plasma di acciai altolegati contenenti nichel. Si sviluppa nella brasatura con leghe contenenti cadmio o durante la saldatura e il taglio in presenza di rivestimenti contenenti cadmio. Saldatura ad elettrodo oppure con fili animati. Saldatura ad elettrodo. Saldatura ad arco con elettrodi o fili animati. Saldatura in genere. Brasatura, saldatura e taglio. Ossido di berillio Si sviluppa nel taglio di leghe che lo contengono. Saldatura in genere e taglio. Ossido di cobalto Si sviluppa con materiale di apporto contenente cobalto o nel taglio di acciai contenenti cobalto in lega. Biossido di torio Riguarda la saldatura TIG con elettrodi di tungsteno toriato. TIG. Altri ossidi: ossidi di piombo, di rame, di zinco, di vanadio Si sviluppano nelle operazioni di saldatura e brasatura in funzione dei materiali saldati o di apporto. Saldatura in genere e taglio. saldatura autogena, brasatura. fumi in genere Fumi derivanti da sostanze ricoprenti Derivano dal riscaldamento di coperture a base organica dei metalli (vernici, oli, ecc.). Saldatura in genere e taglio. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2578 3.3 (appendice 1) Componenti chiave a maggior rischio per le tipologie di lavorazioni in esame. Tali informazioni sono utili al fine di orientare il datore di lavoro verso una corretta valutazione del rischio. Processo lavorativo Materiali in lavorazione Componenti chiave a maggior rischio Saldatura a gas Acciai non legati o basso legati Ossidi di azoto, Polvere totale Saldatura ad elettrodo Acciai non legati o basso legati Polvere Totale Acciai inox al Cr-Ni Nichel e leghe di nichel Composti Cromo VI, Polvere Totale Ossido di nichel, Polvere totale, Ossido di rame MAG CO2 Acciai non legati o bassolegati Polvere Totale, Monossido di Carbonio MAG con miscele attive Acciai non legati o bassolegati Polvere Totale Acciai inox al Cr-Ni Nichel e Leghe di nichel Ossido di nichel Ossido di nichel, Polvere totale, Ozono MIG Acciai non legati o basso legati Polvere Totale, Ozono Alluminio, Leghe Al-Si Altre leghe di alluminio Acciai inox al cromo nichel Ozono, Polvere Totale Polvere Totale, Ozono Polvere Totale, Ozono TIG Nichel e leghe di nichel Ossidi di nichel, Ozono Saldatura laser senza materiale di apporto Alluminio, leghe Al-Si Acciai non legati o bassolegati Acciai inox al Cr-Ni Acciai zincati Ozono, Polvere Totale Polvere totale Polvere totale Ossido di nichel Ossido di zinco, Polvere totale Saldatura laser Leghe a base cobalto (Co > 60%, Cr > 20%) Ossido di cobalto, Polvere totale Leghe a base nichel (Ni > 60%) Leghe a base ferro (Fe > 40%) Bronzi (circa 75% Cu) Ossido di nichel, Polvere totale Polvere totale Ossido di rame, Polvere totale Ossitaglio Acciai non legati o bassolegati Ossidi di azoto, Polvere totale Taglio Plasma, Taglio Laser Acciai non legati o bassolegati Polvere totale Acciai inox al Cr-Ni Leghe di alluminio Nichel e leghe di nichel Composti Cromo VI, Polvere totale, Ossidi di nichel Polvere totale, Ozono Ossido di nichel, Polvere totale Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 2589 3.3 (appendice 2) Possibili effetti sulla salute degli agenti chimici che si sviluppano durante le lavorazioni di saldatura Tipologia di agente chimico che si sviluppa nella lavorazione Polveri e fumi Gas Cancerogeni Ossido di magnesio Possibili effetti sulla salute (da valutare sulla base delle modalità di lavoro) Ossido di ferro Accumulo di polveri nei polmoni Ossido di alluminio Ossido di zinco Febbre da fumi metallici Pentossido di vanadio Irritazione occhi, vie respiratorie, danni ai polmoni Ossidi di manganese Irritazione delle mucose, danni al sistema nervoso Ossidi di rame Febbre da fumi metallici Composti di fluoro Irritazione delle mucose, danni al sistema nervoso Ossido di piombo Anemia, dispepsia, lesioni renali e al sistema nervoso Ossido di bario Nausea Ossidi di molibdeno Effetti tossici Composti con cromo esavalente * Danni al sistema respiratorio, irritazione delle mucose Ossidi di nichel * Danni al sistema respiratorio Ossidi di cobalto * Danneggiamento sistema respiratorio Ossido di cadmio * Irritazione delle mucose, enfisema Ossido di berillio * Febbre da fumi metallici, polmonite cronica Biossido di torio * Radioattivo, esposizione di bronchi e polmoni Ozono Irritazione delle mucose, intossicazione acuta, edema polmonare Monossido di Carbonio Impedisce il trasporto di ossigeno nel sangue: mal di testa, intossicazione, paralisi respiratoria Ossidi di Azoto Fosgene (COCl 2 ) Cianuro di idrogeno Biossido di azoto: Irritazione delle mucose, intossicazione acuta, edema polmonare Irritazione delle mucose, intossicazione acuta, edema polmonare Impedisce il trasporto di ossigeno nel sangue: mal di testa, intossicazione, paralisi respiratoria Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 25910 3.3 (appendice 3) valori limite di esposizione ai principali agenti chimici pericolosi Si riportano i principali agenti chimici pericolosi che si possono liberare durante la saldatura (alcuni di essi presentano effetti cancerogeni) per i quali sono stati fissati valori limite di soglia secondo l ACGIH I limiti ACGIH (così come quelli fissati da altri enti internazionali come NIOSH, MAK, OSHA) rappresentano linee guida per agevolare il controllo dei rischi per la salute. L elenco delle sostanze (con i relativi limiti) viene aggiornato ogni anno. I valori riportati nella tabella seguente devono essere considerati come un supporto per orientare le attività di prevenzione e protezione e non come standard aventi valore legale; inoltre occorre tenere conto del fatto che l elenco delle sostanze riportate non può essere esaustivo a causa della notevole variabilità e continua innovazione nella formulazione dei prodotti in commercio. AGENTE CHIMICO ACGIH 2006 TLV-TWA (mg/m 3 ) Cromo metallo e cromo III 0,5 A4 Cromo VI (composti insolubili) 0,01 A1 Cromo VI (composti solubili in acqua) 0,05 A1 IBE Nichel, composti inorganici insolubili (frazione inalabile) 0,2 A1 Nichel, composti inorganici solubili (frazione inalabile) 0,1 A4 Nichel, elemento (frazione inalabile) 1,5 A5 Molibdeno, composti insolubili e metallo (frazione inalabile, come Mo) 10 Molibdeno, composti insolubili e metallo (frazione respirabile, come Mo) 3 Molibdeno, composti solubili (frazione respirabile, come Mo) 0,5 A3 Ferro, sali solubili (come Fe) 1 Ossido di ferro (Fe 2 O 3 ), polveri e fumi (frazione respirabile come Fe) 5 A4 Manganese elemento e composti inorganici (come Mn) 0,2 Ozono Lavoro pesante 0,1 A4 Ozono Lavoro moderato 0,16 A4 Ozono Lavoro leggero 0,2 A4 Ozono Lavoro pesante, moderato, leggero < 2 ore 0,4 A4 Ossido di azoto 31 IBE Biossido di azoto 5,6 A4 Ossido di carbonio 29 IBE NOTE I TLV riguardano le concentrazioni ambientali, per un normale turno di lavoro di 8 ore al giorno e per 40 ore settimanali, alle quali la maggioranza dei lavoratori possono essere ripetutamente esposti senza subire danni alla salute (il valore limite TLV TWA è riferito alla concentrazione ponderata nelle 8 ore). Quando più sostanze inquinanti, con i medesimi effetti su un organo od apparato dell organismo umano compaiono contemporaneamente nell ambiente, per esprimere un giudizio di accettabilità deve essere adottato il TLV-MISCELA. L ACGIH propone un TLV-TWA per i Fumi di Saldatura per particelle totali non diversamente classificate di 5 mg/m3; tale valore limite è applicabile solo se le condizioni operative non sono tali da provocare la formazione di gas tossici; in caso contrario si dovranno considerare i valori limite relativi ai componenti presenti nei fumi. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26011 3.3 (appendice 4) istruzioni operative per garantire l igiene e la sicurezza nella saldatura Saldatura Ossiacetilenica e Ossitaglio Il contenuto della scheda (I.O.S) deve essere: revisionato dal datore di lavoro e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione in funzione della realtà aziendale; attuato dall addetto alla macchina (precedentemento informato e formato); monitorato, per la sua corretta adozione, da dirigenti e preposti. RISCHI RISCHIContatto con materiali a temperatura elevata Inalazione di gas, di fumi e vapori metallici (minore rispetto la saldatura ad arco) Proiezione di particelle incandescenti (minore rispetto la saldatura ad arco) Esposizione a rumore maggiore di 85 dba Esplosioni e incendi Formazione di atmosfere ricche di ossigeno (comburente) nell ossitaglio Movimentazione e stoccaggio di pesanti bombole di gas compressi e infiammabili Ritorno di fiamma AZIONI PER GARANTIRE la sicurezza E LA Salute Prima d iniziare il lavoro Scegliere le bombole leggendo con attenzione le etichette e verificando i colori delle ogive. Prestare la massima attenzione durante il collegamento delle bombole: raccordi, valvole, riduttori, cappellotti, ecc. utilizzando quelli previsti e sostituendo quelli deteriorati. Trasportare le bombole munite dei cappellotti, con gli appositi carrelli. Raschiare e pulire i pezzi da tagliare o saldare che risultino verniciati, zincati, piombati, o sporchi di olio o di grasso. Verificare che il cannello sia munito delle valvole contro il ritorno di fiamma. Verificare la presenza di fughe dai tubi (con acqua e sapone o appositi cerca fughe). Rispettare la sequenza di accensione del cannello. Controllare che l impianto di aspirazione dei fumi funzioni, soprattutto per l ossitaglio. Indossare i DPI citati in questa scheda (anche l eventuale aiutante). Durante l utilizzo Mantenere attivato l impianto di aspirazione verificandone l efficacia (ossitaglio). Ricollocare la cappa d aspirazione alla distanza utile per la captazione dei fumi, tutte le volte che è necessario. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26112 3.3 (appendice 4) Dopo l utilizzo Lasciare sotto aspirazione i pezzi ancora fumanti. Prima di maneggiare i pezzi saldati e le scorie, controllare che si siano raffreddati. Riportare le bombole nel sito di stoccaggio avendo cura di seguire le procedure di accesso e di deposito. Lasciare pulita e in ordine la zona di lavoro. Riporre i DPI nei posti destinati. Altre azioni Non lasciare le bombole nei luoghi di passaggio, accanto a montacarichi, sotto passerelle o soppalchi o in altri luoghi in cui oggetti pesanti in movimento possano urtarle o cadervi sopra. Non trasportare le bombole facendole strisciare sul pavimento. Non utilizzare mai le bombole come rulli, supporti, incudini o come fonte di innesco di archi elettrici. Non sottopporre le bombole ad urti meccanici violenti. Non utilizzare le bombole con periodo di revisione scaduto. Non lubrificare mai con oli, grassi di qualsiasi genere le parti da collegare (valvole riduttori, ecc). Non usare l aria compressa per effettuare pulizie o raffreddare i pezzi. L aspirazione e i DPI vanno utilizzati anche nelle operazioni di puntatura e molatura. Non trascurare eventuali ustioni, presenza di corpi estranei o irritazione degli occhi (possono complicarsi). Non fumare. Per il rumore informarsi del livello di esposizione personale (Lep,d dba) e attenersi alle indicazioni del datore di lavoro. Dpi di cui disporre e da indossare in presenza dei rischi specifici e altre misure di prevenzione Occhiali inattinici. Guanti isolanti (contro tagli e ustioni). Aspirazione dei fumi. Cuffie o inserti auricolari contro il rumore. Scarpe isolanti di sicurezza. Tuta o grembiule ignifugo. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26213 3.3 (appendice 4) Saldatura ad arco Il contenuto della scheda (I.O.S) deve essere: revisionato dal datore di lavoro e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione in funzione della realtà aziendale; attuato dall addetto alla macchina (precedentemento informato e formato); monitorato, per la sua corretta adozione, da dirigenti e preposti. RISCHI Contatto con materiali ad elevatissime temperature Inalazione di gas, di fumi e vapori metallici Esposizione a radiazioni UV (ultraviolette) e IR (infrarosse) Esposizione a rumore tra 82 e 89 dba Esplosioni e incendi Proiezione di particelle incandescenti Contatto con parti in tensione AZIONI PER GARANTIRE la sicurezza E LA Salute Prima di iniziare il lavoro Raschiare e pulire pezzi da saldare se sono verniciati, zincati, piombati, o sporchi di olio o di grasso. Disporre, intorno alla zona di lavoro, schermi mobili di colore scuro e opaco di intercettazione delle radiazioni UV e delle particelle incandescenti. Verificare sempre la stabilità dei pezzi da saldare in relazione alle attrezzature di presa/sostegno. Effettuare le regolazioni dei parametri elettrici in funzione delle istruzioni ricevute. Controllare visivamente che l impianto di aspirazione fumi funzioni. Verificare che la cappa d aspirazione possa raggiungere sempre il punto di emissione dei fumi e ne realizzi l aspirazione. Indossare i DPI previsti in questa scheda. Durante il lavoro Mantenere attivato l impianto d aspirazione. Ricollocare la cappa d aspirazione alla distanza utile per la captazione dei fumi, tutte le volte che è necessario. Proteggersi con lo schermo facciale (anche l eventuale aiutante). Non appoggiare a terra o su parti metalliche la pinza portaelettrodi o la torcia di saldatura non isolate. Mantenere sempre collegato il cavo elettrico di ritorno vicino al punto di saldatura (impedisce che si formino correnti vaganti). Non utilizzare mai corde o imbragature di materiale sintetico per sostenere i pezzi da saldare. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26314 3.3 (appendice 4) A fine lavoro Interrompere l alimentazione elettrica dell impianto di saldatura. Interrompere l alimentazione dei gas tecnici per saldatura. Lasciare sotto aspirazione i pezzi ancora fumanti. Prima di maneggiarli, controllare che i pezzi saldati e le scorie si siano raffreddati. Lasciare pulita e in ordine la zona di lavoro. Riporre i DPI nei posti destinati. Altre azioni Non usare l aria compressa per effettuare pulizie o raffreddare i pezzi. L aspirazione e i DPI vanno utilizzati anche nelle operazioni di puntatura e molatura. Non trascurare eventuali ustioni, presenza di corpi estranei o irritazione degli occhi (possono complicarsi). Dpi di cui disporre e da indossare in presenza dei rischi specifici e altre misure di prevenzione Visiera per le radiazioni UV. Guanti isolanti (contro tagli, ustioni ed elettrocuzioni). Aspirazione dei fumi. Cuffie se il rumore supera gli 8 5 dba. Scarpe isolanti di sicurezza alte (con sfilamento rapido). Tuta o grembiule ignifugo. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26415 3.3 (appendice 4) Saldatura ad arco in ambienti confinati all interno di recipienti, tubazioni, camini, canalizzazioni, cunicoli, fogne, fosse, pozzi; in luoghi angusti non ventilati. Questo tipo di operazioni è vietato a meno che, sotto la diretta sorveglianza di un esperto, vengano eliminate le condizioni di pericolo e disposte adeguate misure di sicurezza. Il contenuto della scheda (I.O.S) deve essere: revisionato dal datore di lavoro e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione in funzione della realtà aziendale; attuato dall addetto alla macchina (precedentemente informato e formato); monitorato, per la sua corretta adozione, da dirigenti e preposti. RISCHI Contatto con materiali a temperature molto elevate Inalazione di gas, di fumi e vapori metallici Esposizione a radiazioni UV (ultraviolette) e IR (infrarosse) Esposizione a rumore tra 82 e 89 dba Proiezione di particelle incandescenti Contatto con parti in tensione Esplosioni Asfissia AZIONI PER GARANTIRE la sicurezza E LA Salute Prima di iniziare il lavoro A) Prima di entrare all interno di ambienti confinati: Leggere attentamente l apposita procedura, per l entrata in ambienti confinati, predisposta e fornita dal sovrintendente ai lavori. Attendere che il sovrintendente ai lavori accerti che all interno non esistano gas o vapori nocivi o esplosivi o una temperatura dannosa e che l ossigeno sia presente in percentuale non inferiore al 19%. Attendere che l ambiente venga eventualmente bonificato (per ventilazione o con altre idonee misure). Indossare imbragatura completa con attacco sulla schiena collegato mediante una fune ad apposito argano (ad esempio se si entra in cisterne, serbatoi, pozzi e simili). Verificare il funzionamento dei sistemi di comunicazione. Attivare il dispositivo di ventilazione forzata dell ambiente confinato. Predisporre la necessaria illuminazione con un impianto a bassa tensione. (Nel caso si usino attrezzi elettrici portatili è necessario un trasformatore di isolamento). Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26516 3.3 (appendice 4) B) Prima di iniziare a saldare: Attivare l impianto di aspirazione. Controllare l efficienza degli impianti (ventilazione, ventilazione assistita, aspirazione fumi). Indossare maschera a ventilazione assistita. Indossare i DPI indicati in questa scheda. Durante il lavoro Mantenere attivato l impianto d aspirazione. Proteggersi con lo schermo facciale (anche l eventuale aiutante). Mantenere sempre collegato il cavo elettrico di ritorno vicino al punto di saldatura (impedisce che si formino correnti vaganti). Far uso del tappetino isolante. Non portare all interno la saldatrice (solo la torcia). In condizioni di rischio particolari (soccorso e fuga difficili) farsi assistere da altra persona. A fine lavoro Controllare che i pezzi saldati e le scorie si siano raffreddati. Pulire e rimettere in ordine la zona di lavoro. Riporre i DPI nei posti destinati. Altre azioni Non usare l aria compressa per effettuare pulizie. L aspirazione e i DPI vanno utilizzati anche nelle operazioni di puntatura e molatura. Non trascurare eventuali ustioni, presenza di corpi estranei o irritazione degli occhi (possono complicarsi). Per il rumore informarsi del livello di esposizione personale (Lep,d dba) e attenersi alle indicazioni del datore di lavoro. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26617 3.3 (appendice 4) Dpi di cui disporre e da indossare in presenza dei rischi specifici e altre misure di prevenzione Visiera per le radiazioni UV. Guanti isolanti (contro tagli, ustioni ed elettrocuzioni). Aspirazione dei fumi. Seguire la procedura per l entrata in luoghi pericolosi. Cuffie se il rumore supera gli 8 5 dba. Scarpe isolanti di sicurezza alte (con sfilamento rapido). Tuta o grembiule ignifugo. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26718 3.3 (appendice 4) Saldatura ad arco in condizioni di particolare pericolo su recipienti o tubi chiusi; su recipienti o tubi aperti che abbiano contenuto sostanze infiammabili, esplosive o volatili. Questo tipo di operazioni è vietato a meno che, sotto la diretta sorveglianza di un esperto, vengano eliminate le condizioni di pericolo e disposte adeguate misure di sicurezza. Il contenuto della scheda (I.O.S) deve essere: revisionato dal datore di lavoro e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione in funzione della realtà aziendale; attuato dall addetto alla macchina (precedentemente informato e formato); monitorato, per la sua corretta adozione, da dirigenti e preposti. RISCHI Esplosioni, scoppi Contatto con materiali a temperature molto elevate Esposizione a radiazioni UV (ultraviolette) e IR (infrarosse) Inalazione di gas, di fumi e vapori metallici Esposizione a rumore tra 82 e 89 dba Proiezione di particelle incandescenti Contatto con parti in tensione AZIONI PER GARANTIRE la sicurezza E LA Salute Prima di iniziare il lavoro Leggere attentamente l apposita procedura predisposta dal sovrintendente all operazione, che deve aver accertato la natura dei residui contenuti nei recipienti (o nei tubi) chiusi ed indicato le modalità di bonifica: Aprire il recipiente, asportare completamente gli eventuali residui di sostanze pericolose ad esempio con: acqua calda, vapore acqueo, neutralizzanti, riempimento prolungato con acqua, ecc.). Disporre, intorno alla zona di lavoro, schermi mobili di colore scuro e opaco di intercettazione delle radiazioni UV e delle particelle incandescenti. Verificare sempre la stabilità dei pezzi da saldare in relazione alle attrezzature di presa/sostegno. Effettuare le regolazioni dei parametri elettrici in funzione delle istruzioni ricevute. Controllare visivamente che l impianto di aspirazione fumi funzioni. Verificare che la cappa d aspirazione possa raggiungere sempre il punto di emissione dei fumi e ne realizzi l aspirazione. Indossare i DPI previsti in questa scheda. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 26819 3.3 (appendice 4) Durante il lavoro Mantenere attivato l impianto d aspirazione. Ricollocare la cappa d aspirazione alla distanza utile per la captazione dei fumi, tutte le volte che è necessario. Proteggersi con lo schermo facciale (anche l eventuale aiutante). Non appoggiare a terra o su parti metalliche la pinza portaelettrodi o la torcia di saldatura non isolate. Mantenere sempre collegato il cavo di ritorno vicino al punto di saldatura (impedisce che si formino correnti vaganti). Per sostenere i pezzi da saldare usa funi o catene in acciaio (non utilizzare imbracature in fibre sintetiche). A fine lavoro Interrompere l alimentazione elettrica dell impianto di saldatura. Interrompere l alimentazione dei gas tecnici per saldatura. Lasciare sotto aspirazione le parti saldate, se ancora fumanti. Prima di maneggiarle, controllare che le parti saldate e le scorie si siano raffreddate. Lasciare pulita e in ordine la zona di lavoro. Riporre i DPI nei posti destinati. Altre azioni Non usare l aria compressa per effettuare pulizie. L aspirazione e i DPI vanno utilizzati anche nelle operazioni di puntatura e molatura. Non trascurare eventuali ustioni, presenza di corpi estranei o irritazione degli occhi (possono complicarsi). Dpi di cui disporre e da indossare in presenza dei rischi specifici e altre misure di prevenzione Visiera per le radiazioni UV. Guanti isolanti (contro tagli, ustioni ed elettrocuzioni). Aspirazione dei fumi. Cuffie se il rumore supera gli 8 5 dba. Scarpe isolanti di sicurezza alte (con sfilamento rapido). Tuta o grembiule ignifugo. Prodotto distribuito gratuitamente per diffondere la cultura della sicurezza all interno delle imprese. 269 Vedere altro
ULSS N.6 VICENZA SPISAL Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro con il contributo Istituto Italiano della Saldatura SALDATURA & AMBIENTE DI LAVORO FOCUS DAY REGIONALE SULLA SALUTE Dettagli Lista di controllo Saldatura e taglio (procedimenti ad arco)
Sicurezza realizzabile Lista di controllo Saldatura e taglio (procedimenti ad arco) Potete affermare che nella vostra azienda gli impianti di saldatura ad arco sono sicuri? Le persone addette alla saldatura Dettagli Guida pratica. Sicurezza e igiene del lavoro nella saldatura in atmosfera inerte.
Guida pratica. Sicurezza e igiene del lavoro nella saldatura in atmosfera inerte. Indice: 1. Corrente elettrica 2. Radiazione ottica 3. Sostanze pericolose per la salute 4. Protezioni individuali 5. Gestione Dettagli SPAZIO CONFINATO. E un qualunque luogo che abbia le seguenti caratteristiche:
SPAZIO CONFINATO E un qualunque luogo che abbia le seguenti caratteristiche: 1. Aperture limitate per l ingresso e l uscita 2. Ventilazione naturale inadeguata 3. Non progettato per la continua presenza Dettagli Protezione vie Respiratorie
Protezione vie Respiratorie D.lgs.475 Art. 1 2) Si intendono per Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che li indossi o comunque porti Dettagli SALDATURA & VERNICIATURA VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Dipartimento di Sanità Pubblica U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro SALDATURA & VERNICIATURA VALUTAZIONE DEL RISCHIO Arcari Claudio e Mariacristina Mazzari Piacenza 6 maggio 2011 VALUTAZIONE Dettagli ALLEGATO 1. Edizione Novembre 2015 FORNITURA DI SEGNALETICA DI SICUREZZA
ALLEGATO Edizione Novembre 05 FORNITURA DI SEGNALETICA DI SICUREZZA SEGNALETICA DI SICUREZZA PER TUTTI GLI AMBIENTI DI LAVORO ANTINCENDIO Cartello fotoluminescente o dell estintore Cartello fotoluminescente Dettagli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE PROCEDURA H. Procedura utilizzo gas compressi
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE EDIZIONE N 01 REVISIONE N 00 DATA 20/06/08 SEZIONE 08 PAGINA 1 di 3 PROCEDURA H Procedura utilizzo gas compressi Le bombole di gas compresso sono costituite Dettagli Sommario. 2. Classificazione dei gas: caratteristiche, rischi, precauzioni.
Sommario 1. Cos è un gas: definizione, proprietà. 2. Classificazione dei gas: caratteristiche, rischi, precauzioni. 3. Schede di sicurezza: prodotto, composizione, identificazione pericoli, etc. 4. Pressurizzazione Dettagli Dispositivi Di Protezione Individuale (Dpi)
Dispositivi Di Protezione Individuale (Dpi) I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione Dettagli Presa Rapida Utilizzazione del preparato / descrizione Identificazione del Fornitore
Pagina 1 di 7 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DEL FORNITORE Identificazione del preparato / nome commerciale Presa Rapida Utilizzazione del preparato / descrizione Identificazione del Fornitore Dettagli Dispositivi di protezione individuale DPI
Cosa sono Dispositivi di protezione individuale DPI È considerato DPI qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata o portata dal lavoratore per tutelarsi da uno o più rischi per la sicurezza e Dettagli DISPOSITIVI DI PROTEZIONE. Anna Sicuro
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE Anna Sicuro Ricoprono un ruolo importante nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali Il ruolo di cui sopra è ribadito dall art 6 del DPR 547/55 (il lavoratore Dettagli Valutazione rischi nelle attività di saldatura nella Sezione INFN di Genova
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sezione di Genova Servizio Prevenzione e Protezione Genova, Via Dodecaneso, 33 Al Direttore della Sezione di Genova Prof. Sandro Squarcia; Valutazione rischi nelle Dettagli Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.
Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI Dettagli IMPIANTI DI VENTILAZIONE
Assessorato alla Sanità VENTILAZIONE E DEPURAZIONE DELL ARIA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO Scheda tecnica n. 2 IMPIANTI DI VENTILAZIONE NELLE OPERAZIONI DI SALDATURA A cura di: Arcari Claudio Bedogni Lorena Dettagli Dipartimento Sociale Direzione Regionale Politiche della prevenzione e Sicurezza sul lavoro. Dipartiment
Dipartiment Dipartimento Sociale NOTA INFORMATIVA SINTETICA PER L APPLICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE NEI LAVORI IN AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO ART. 66 D.LGS. 81/08 Luglio 2009 Dettagli LA SICUREZZA NEI LAVORI DI SALDATURA: NORME E COMPORTAMENTI. Ing. Sante Bacco
LA SICUREZZA NEI LAVORI DI SALDATURA: NORME E COMPORTAMENTI Ing. Sante Bacco Controllo del processo di saldatura Industrializzazione prodotti saldati Qualificazione del personale Qualificazione dei procedimenti Dettagli FOSPHYCON 54. Contenuto Acido Ortofosforico 75 % p / p ( 53 BE ) Provoca gravi ustioni. I fumi fosforici sono tossici.
Corso Alba, 85/89 12043 - CANALE d Alba (CN) SCHEDA DATI DI SICUREZZA Tel. (0173) 95.433 Fax (0173) 979.464 nr. P/L/0030 FOSPHYCON 54 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA E DELLA SOCIETA Sostanza Nome Chimico Dettagli Indicazioni per la prevenzione di infortuni sul lavoro in relazione al rischio di esposizione a gas tossici nel settore cartario.
Indicazioni per la prevenzione di infortuni sul lavoro in relazione al rischio di esposizione a gas tossici nel settore cartario. Nel processo di produzione della carta, sia per l uso di prodotti chimici Dettagli Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE
Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE 1. Identificazione della sostanza e della società 1.1. Identificazione della sostanza o preparato: Idrossiprogesterone 17-Caproato 1.2. Identificazione della società: Dettagli PROCEDURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NELL UTILIZZO DI BOMBOLE DI GAS COMPRESSI
UFFICI AMMINISTRATIVI SERVIZIO PREVENZIONE PROTEZIONE Lungarno Pacinotti, 44 56100 Pisa Tel. 050/2212140 Fax 050/2212663 E-mail spp@adm.unipi.it PROCEDURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NELL UTILIZZO DI BOMBOLE Dettagli 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETA /IMPRESA
Via Galvani, 14-294 Corsico (MI) - Italy Tel. (+39) 2 4586435 - Fax (+39) 2 4586984 e-mail: info@pandoralloys.com Internet: www.pandoralloys.com 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA Dettagli DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE: DPI
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE: DPI CORSO B RSPP DATORI DI LAVORO Lucca 25 Giugno 2013 D.Lgs.n.81/2008 s.m.i. - Art. 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro e i dirigenti Dettagli SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO
SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO 1 IDENTIFICAZIONE PREPARATO E SOCIETA PRODUTTRICE 1.1 Denominazione commerciale : DILUENTE DELCO 1.2 Ditta produttrice : MGR ELECTRO SRL 1.3 Numero telefonico : 02/9660699 Dettagli I Dispositivi di protezione individuale. I dispositivi di sicurezza individuale -- Programma LEONARDO
I Dispositivi di protezione individuale I dispositivi di protezione individuale I lavoratori debbono usare con cura i mezzi di protezione individuali e collettivi messi loro a disposizione dal datore di Dettagli D.P.I. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPITORIE
OPUSCOLO INFORMATIVO DEI LAVORATORI (ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) D.P.I. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPITORIE a cura del RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE Dettagli Scheda Dati di Sicurezza Secondo la Direttiva (EU) No 1272/2008 R 744
Pag. 1 di 5 2.2: Gas non infiammabile non tossico Attenzione 1. Identificazione della Sostanza/Preparato Prodotto : DIOSSIDO DI CARBONIO Denominazione Commerciale : (Anidride carbonica) Denominazione chimica Dettagli Filtri per la saldatura e tecniche connesse requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate
allegato 3 - protezione personale degli occhi Allegato 3 (*) Si riportano di seguito le appendici delle norme UNI EN 169 (1993), UNI EN 170 (1993) e UNI EN 171 (1993) Protezione personale degli occhi (*) Dettagli Gestione del Rischio Chimico nei laboratori di ricerca e di didattica
Gestione del Rischio Chimico nei laboratori di ricerca e di didattica Definizioni Danno: alterazione transitoria o permanente dell organismo umano o/e delle sue funzioni Danno biologico: infortunio o malattia Dettagli A B C. dell ANTINCENDIO SANDRO MARINELLI
SANDRO MARINELLI A B C dell ANTINCENDIO Informazione dei lavoratori ai sensi degli artt. 36 e 37 Titolo I, Sez. IV, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m., e del D.M. 10 marzo 1998 1 A B C dell INFORMAZIONE Dettagli UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA - Norme comportamentali nei laboratori - Rischio chimico: Frasi di rischio e schede di sicurezza - - - Dispositivi di Protezione Individuale () - Attrezzature di Laboratorio Dettagli IL RICIRCOLO DELL ARIA
Assessorato alla Sanità VENTILAZIONE E DEPURAZIONE DELL ARIA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO Scheda tecnica n. 1 IL RICIRCOLO DELL ARIA A cura di: Arcari Claudio Govoni Celsino Nicolini Omar Renna Emilio Sala Dettagli SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE )
1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Filtro in Fibra di Vetro (Tipo VBB) 1 (180g/m 2 ) 1.2. Società distributrice: D.L.G. Dettagli Corso di Tecnologia Meccanica ( ING/IND16) CF 8. Saldature. Sistemi di Produzione/ Tecnologia Meccanica
Corso di Tecnologia ( ING/IND16) CF 8 Saldature Saldatura: Processo di unione permanente di due componenti meccanici. Variabili principali: Lega da saldare Spessore delle parti Posizione di saldatura Produzione Dettagli Inquinanti atmosferici. Ossidi di zolfo Ossidi di azoto Monossido di carbonio Particolato (polveri) Altri (metalli, VOC, etc)
Inquinanti atmosferici Ossidi di zolfo Ossidi di azoto Monossido di carbonio Particolato (polveri) Altri (metalli, VOC, etc) ZOLFO I composti dello zolfo di interesse ai fini dell inquinamento atmosferico Dettagli Fumi di saldatura - Rischi e Soluzioni. con particolare riguardo a Cromo e Manganese
Fumi di saldatura - Rischi e Soluzioni con particolare riguardo a Cromo e Manganese La saldatura dell'acciaio inox può causare seri danni alla salute L'esposizione ai fumi di saldatura, ed in particolare Dettagli I fumi di saldatura sono un problema?
I fumi di saldatura sono un problema? SOLUZIONI SU MISURA PER LA VENTILAZIONE E LA FILTRAZIONE INDUSTRIALE. VI SIETE GIÀ CHIESTI QUAN- TO VALE L ARIA PULITA? Noi SI! Da più di 30 anni operiamo attivamente Dettagli D.Lgs 9 aprile 2008, n.81
D.Lgs 9 aprile 2008, n.81 Definizioni Ai sensi dell art.2 del decreto 81/2008, si precisa che: 1. Datore di lavoro: è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore. Nel caso Suo è la persona Dettagli Scheda di dati di sicurezza
Data di stampa: 04.06.2014 Pagina 1 di 6 SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1. Identificatore del prodotto 1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza Dettagli NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI E INTERFERENZIALI PER IL COMPLESSO IMPIANTISTICO VIA GRIGIONI 19
PAG. 1 DI 6 NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI E INTERFERENZIALI PER IL COMPLESSO IMPIANTISTICO VIA GRIGIONI 19 APPENDICE A.7 RISCHI PRESENTI NELLE AREE DEL WTE DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI PERICOLOSI Dettagli SALDATURA AD ARCO SOMMERSO
SALDATURA SALDATURA AD ARCO SOMMERSO La saldatura ad arco sommerso (SAW - Submerged Arc Welding nella terminologia AWS) è un saldatura ad arco a filo continuo sotto protezione di scoria. Il fatto che l Dettagli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
ISTITUTO TECNICO ECONOMICO STATALE M A C E D O N I O M E L L O N I Viale Maria Luigia, 9/a 43125 Parma Tel 0521.282239 360 1023646 Fax 0521.200567 info@itemelloni.gov.it www.itemelloni.gov.it PROT.N.6405/A02F Dettagli DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPIRATORIE
SCHEDA TECNICA N 15 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPIRATORIE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V I A M A S S A R E N T I, 9-4 0 1 3 8 B O L O G N A 0 5 1. 6 3. 6 1 4. 5 8 5 - FA X 0 Dettagli NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI E INTERFERENZIALI PER IL COMPLESSO IMPIANTISTICO SS 309 ROMEA KM 2,6 - RAVENNA
PAG. 1 DI 6 NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI AMBIENTALI E INTERFERENZIALI PER IL COMPLESSO IMPIANTISTICO SS 309 ROMEA KM 2,6 - RAVENNA APPENDICE B5 RISCHI PRESENTI NELLE AREE DI PRODUZIONE CDR E DELL IMPIANTO Dettagli SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 3 ( 91 / 155 / CEE )
1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Paint Stop (260 g/m 2 ) 1.2. Società: D.L.G. sas via Cal de Livera 71/b 31020 VITTORIO Dettagli UNITA DI STAFF SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE NORME DI SICUREZZA PER L UTILIZZO E LO STOCCAGGIO DI BOMBOLE DI GAS
UNITA DI STAFF SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE NORME DI SICUREZZA PER L UTILIZZO E LO STOCCAGGIO DI BOMBOLE DI GAS MEDICALI COMPRESSI ALL INTERNO DELLE UNITA OPERATIVE REVISIONE DATA RSPPA 0 07/08/2003 Dettagli SOSTANZE PERICOLOSE: Istruzioni per l uso. Introduzione
Introduzione Il presente lavoro consta in una serie di schede informative sulle corrette modalità di gestione delle sostanze pericolose ed è indirizzato ai lavoratori dei diversi comparti produttivi. Esso Dettagli Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140
SCHEDA DATI DI SICUREZZA redatta in conformità alla direttiva 91/155/CE e successive modifiche e integrazioni Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140 1. Elementi identificativi della sostanza o Dettagli PREMESSA DEFINIZIONI DEFINIZIONI
PREMESSA NOVITA INTRODOTTE DAL D.P.R. 177/2011 Dr.ssa Tiziana BAGNARA Tecnico della Prevenzione nell Ambiente e nei Luoghi di Lavoro S.Pre.S.A.L. ASL TO3 Ogni anno si registrano in Italia numerosi incidenti Dettagli SIMBOLI CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53
CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53 CONSERVARE SOTTO CHIAVE - FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI - LONTANO DA LOCALI ABITAZIONE - LONTANO Dettagli Scheda Dati di Sicurezza ---------------------------------------------------------------------------------
Pagina: 1/6 OSSIGENO Data: 27-09-2010 Etichetta 2.2: Gas non infiammabile non tossico Etichetta 5.1: Sostanze comburenti PERICOLO 1-IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA. Prodotto Dettagli SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA
Pagina 1 di 9 SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA NITRATO POTASSICO / MULTIGREEN NK 13.0.46 1. Identificazione del prodotto e dell azienda 1.1. Identificazione della sostanza / preparato: - Denominazione NITRATO Dettagli DESCRIZIONE DEL PRODOTTO
DESCRIZIONE DEL PRODOTTO Il flussante Ecoflux ACQUA 4000 della serie no clean rappresenta un significativo sviluppo tecnologico dei flussanti organici, esso è idrosolubile ed è completamente costituito Dettagli I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E COLLETTIVA
I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E COLLETTIVA a cura di Marialuisa Diodato SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V IA A LBERTONI, 15-40138 BOLOGNA! 051.63.61.371-FAX 051.63.61.358 E-mail: spp@aosp.bo.it Dettagli Lavorazione: GOFFRATURA
Scheda 11 Tipo / Fase: TESSUTI SPECIALI / RIFINIZIONE Lavorazione: GOFFRATURA Scopo della lavorazione La goffratura è una lavorazione di tipo meccanico che viene fatta su qualsiasi tipo di tessuto speciale. Dettagli 14808-60-7 Sabbia silicea-quarzo alfa ~ 50 (Frazione respirabile <5µm) < 0,02
WCOLCLASSGR pag. 1 di 5 1 - Identificazione del prodotto (preparato) Codice del prodotto : 23023/23101/23391/23291/23431 Nome commerciale : WEBER.COL CLASSIC PLUS PRESTIGE - PROGRES GRIGIO Natura del prodotto Dettagli SCHEDA SICUREZZA RESINA R00500 Revisione del 24/06/2009 Nome del Prodotto:R00500 Riferimento: SDS_R00500_20090624
1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DELLA SOCIETÀ PRODOTTO RESINA R00500 Nome chimico: Forma ionica: Uso del preparato utilizzi principali: Società produttrice: SOCIETA DISTRIBUTRICE: Acido Dettagli D.Lgs. 81/08. Dispositivi di Protezione Individuale DPI. Tecnico della Prevenzione Dott. Sergio Biagini
Dispositivi di Protezione Individuale DPI Tecnico della Prevenzione Dott. Sergio Biagini DEFINIZIONE di DPI Per DPI si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore Dettagli un iniziativa di Air Liquide Welding in collaborazione con:
CAMPAGNA EUROPEA SULLA MANUTENZIONE SICURA un iniziativa di Air Liquide Welding in collaborazione con: nell ambito della Campagna europea Ambienti di lavoro sani e sicuri Promossa in Italia da ISPESL Focal Dettagli 1.1 Categoria: Filo pieno per saldatura ad arco elettrico in atmosfera protetta
O.M.C. s.r.l. T r a f i l e r i e FILI PER SALDATURA WELDING WIRE Via Biogno, 2-25060 L o d r i n o - BRESCIA Tel. 0 3 0 8 6 1 6 0 1 Fax 0 3 0 8 9 6 0 3 9 2 Partita I V A - C. F. 0 1 7 4 7 4 8 0 9 8 4 Dettagli Scheda di sicurezza CANDOGEN 2B SCHEDA DI SICUREZZA
SCHEDA DI SICUREZZA 1.0 IDENTIFICAZIONE PRODOTTO E SOCIETA' 1.1 Nome commerciale 1.2 Impieghi Riducente per l industria tessile. 1.3 Produttore ed assistenza DATT CHIMICA SRL Via Clerici, 16 22070 Bulgarograsso Dettagli SCHEDA DI SICUREZZA 1 IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA PRODUTTRICE
AF SCHEDA DI SICUREZZA Preparato da: s.r.l. Data revisione: 03 giugno 2008 Numero revisione: 01 Revisione precedente: 03 settembre 2003 Stato del documento: Definitivo 1 IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E Dettagli Pagina :1/5 1 IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E DELLA SOCIETÀ FORNITRICE Scheda n 001 Nome commerciale Acetilene Nome chimico della sostanza Acetilene; etino Formula chimica C 2 H 2 Utilizzi della sostanza Dettagli di Protezione Individuale
FULVIO D ORSI GIACOMO GUERRIERO EVA PIETRANTONIO della sicurezza nell uso dei Dispositivi di Protezione Individuale Informazione dei lavoratori ai sensi degli art. 36, 74 e successivi del D.Lgs. 81/2008 Dettagli UTILIZZO IN SICUREZZA DEL FAX
Pagina 1 di 6 SOMMARIO Generalita... 2 Scopo... 2 Riferimenti normativi... 2 Responsabilità ed aggiornamento... 2 Campo di applicazione... 3 Procedure operative e di sicurezza... 3 Scelta della posizione... Dettagli Documento INAIL sulla gestione sicura delle sostanze pericolose etichettature e stoccaggio modalità operative -
Documento INAIL sulla gestione sicura delle sostanze pericolose etichettature e stoccaggio modalità operative - di Avv. Rosa Bertuzzi Il presente lavoro consta in una serie di schede informative sulle Dettagli DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE COLLETTIVA. Alessandra Pera ISPESL - DML
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE COLLETTIVA Alessandra Pera ISPESL - DML Cosa sono Come sceglierli Quali acquistare Quando usarli Come usarli Come tenerli I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE: D.Lgs. 81/2008 Dettagli DM-BS 230 DETERGENTE SGRASSANTE CONCENTRATO
Pagina 1 di 5 DETERGENTE SGRASSANTE ALCALINO CONCENTRATO 1. IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E DELLA SOCIETA NOME PRODOTTO: TIPO DI PRODOTTO ED IMPIEGO: NOME DEL DISTRIBUTORE: INDIRIZZO COMPLETO: DETERGENTE Dettagli Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo la Direttiva 91/155/CEE. Denominazione: ACCIAIO INOSSIDABILE (Austenitico e martensitico) 302, 303, 304, 316L,
Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo la Direttiva 91/155/CEE Data: 18 Aprile 2014 Denominazione: ACCIAIO INOSSIDABILE (Austenitico e martensitico) 302, 303, 304, 316L, 17-4, 425, 440 I Identificazione Dettagli Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici
Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici Contenuti della presentazione Descrivere caratteristiche e modalità di impiego Dettagli ACCUMULATORI AL NICHEL-METAL-IDRATO RICARICABIILI
Pagina 1 ACCUMULATORI AL NICHEL-METAL-IDRATO RICARICABIILI 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA' IMPORTATRICE Nome commerciale: Batterie NI-MH AA 1.2V Ricaricabili Utilizzazione: Energia di Dettagli radiello : cartuccia adsorbente cod. 145
SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA radiello : cartuccia adsorbente cod. 145 1. Identificazione del preparato e della società produttrice pag. 2 2. Composizione. Informazioni sugli ingredienti pag. 2 3. Identificazione Dettagli AGENTI CHIMICI. MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE NELLE ATTIVITA SALDATURA A cura di : Mariacristina Mazzari e Claudio Arcari
Dipartimento di Sanità Pubblica U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro AGENTI CHIMICI MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE NELLE ATTIVITA SALDATURA A cura di : Mariacristina Mazzari e Claudio Arcari Dettagli Marchi Industriale S.p.A.
Marchi Industriale S.p.A. SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA conforme al Regolamento (CE) N.1907/2006 1) Elementi identificatori della sostanza e della Società Nome del prodotto: SODIO BISOLFITO SOLUZIONE Nome Dettagli Antincendio Sicurezza Protezione
Antincendio Sicurezza Protezione 46 Respirazione RESPIRATORE PER POLVERI, FUMI E NEBBIE - pieghevole 01800 01804 Codice Modello Valvola di esalazione Classe Colore Tlv Imballo 01800 X-plore 1710 No FFP1 Dettagli Da una buona valutazione dei rischi ad una corretta gestione dei DPI
Da una buona valutazione dei rischi ad una corretta gestione dei DPI Como, 29 maggio 2009 Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro M.Rita Aiani 1 D.Lgs. 81/08 Titolo III- Capo II Uso dei dispositivi Dettagli Corso di formazione: Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) D.Lgs:81/2008 s.m.i (D.Lgs: 106/09) Titolo III - Capo II / D.
Corso di formazione: Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) D.Lgs:81/2008 s.m.i (D.Lgs: 106/09) Titolo III - Capo II / D.lgs 475/92 Programma del corso Definizione di DPI DPI una misura di protezione Dettagli Caratteristiche degli impianti di aspirazione a servizio delle lavorazioni del legno
La salute negli ambienti di lavoro Caratteristiche degli impianti di aspirazione a servizio delle lavorazioni del legno Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro ASS6 Friuli Occidentale Dettagli Relatore: Dott. Lazzaro Palumbo Rischio medio 8 ore PERCHÉ FREQUENTARE UN CORSO ANTINCENDIO? Il rischio incendio è uno dei maggiori rischi per i luoghi di lavoro Non esistono attività lavorative a rischio Dettagli Scheda. Produzione: Scopo della lavorazione. Descrizione della macchina
Scheda 7 Produzione: Macchina: FILM STAMPA FLESSOGRAFICA Scopo della lavorazione Con la stampa flessografica vengono depositati sul film di materiale plastico, mediante gruppi di stampa a cilindri, vari Dettagli Relatore: Alessandro De Luca DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Con il recepimento, del decreto legislativo 81/08, relativo alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, sono stati stabiliti, per ciò Dettagli IL RISCHIO CHIMICO, CANCEROGENO, MUTAGENO
Via Cassala 88 Brescia Tel. 030.47488 info@cbf.191.it Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni IL RISCHIO CHIMICO, CANCEROGENO, MUTAGENO CHE COS E IL RISCHIO CHIMICO? Dettagli Scheda Dati di Sicurezza
Pagina n.1 / 5 Scheda Dati di Sicurezza 1. Identificazione della sostanza / preparato e della Società 1.1 Identificazione della sostanza o preparato Denominazione 1.2 Utilizzazione della sostanza / preparato Dettagli SCHEDA DI SICUREZZA In accordo con il regolamento comunitario 1907/2006/CE (R.E.A.Ch.)
SCHEDA DI SICUREZZA In accordo con il regolamento comunitario 1907/2006/CE (R.E.A.Ch.) Revisione n 3 Emessa il 01/08/10 Pag. 1 di 2 1 IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO Nome commerciale Impiego tipico Fabbricante Dettagli METALLI FERROSI GHISA ACCIAIO
METALLI FERROSI I metalli ferrosi sono i metalli e le leghe metalliche che contengono ferro. Le leghe ferrose più importanti sono l acciaio e la ghisa. ACCIAIO: lega metallica costituita da ferro e carbonio, Dettagli Riduzione Odori e Grassi UV SMELL RK
UV SMELL RK UV SMELL RK Apparecchio a Raggi UV-C + Ozono + TiOX per l abbattimento dei cattivi odori e dei grassi nelle cappe e soffitti aspiranti di grandi cucine. UV-SMELL-RK è un modulo emettitore UV- Dettagli SCHEDA DATI DI SICUREZZA
pagina 1/6 1. Identificazione della sostanza/miscela e della società/impresa 1.1 Identificatore del prodotto Nome commerciale: 1.2 Utilizzi rilevanti identificati della sostanza o miscela e utilizzi sconsigliati Dettagli FOGLIO DI ISTRUZIONI D USO IN SICUREZZA
FOGLIO DI ISTRUZIONI D USO IN SICUREZZA Grigliati in Poliestere Rinforzato con Fibra di Vetro (PRFV) Revisione 5 del 30/12/2014 0. INTRODUZIONE La Normativa Europea sui prodotti chimici N 1907/2 006 (REACH) Dettagli LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Dott. Sergio Biagini Tecnico della Prevenzione IL D.LGS. 81/08 (come già previsto dal D.Lgs.. 626/94) INDICA IL PERCORSO DA COMPIERE PER INNALZARE IL LIVELLO DI SICUREZZA E QUALITA Dettagli SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92
pag. 01/06-NTM25 SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 Data di emissione : 5 agosto 1998 Versione N. : 3 1. DENOMINAZIONE COMMERCIALE PRODOTTO 1.1 Nome commerciale : 1.2 Società produttrice Dettagli Respiratori antipolvere. Informazioni utili sulla scelta e l uso
Respiratori antipolvere Informazioni utili sulla scelta e l uso 1 Quando utilizzare i respiratori? Il presente opuscolo vuole essere uno strumento utile per tutti coloro che devono scegliere un respiratore Dettagli REGIONE PIEMONTE AZIENDA SANITARIA LOCALE BI -------------------------------------- Via Marconi, 23 13900 Biella
REGIONE PIEMONTE AZIENDA SANITARIA LOCALE BI -------------------------------------- Via Marconi, 23 13900 Biella LAVORARE SICURI! Formazione e informazione dei lavoratori per l igiene e la sicurezza sul Dettagli SCHEDA DI SICUREZZA. Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore. Sezione II - Composizione/Informazione sugli ingredienti
Kerr Italia SpA Nome Commerciale del Prodotto: Mirror 3 Adhesive (V.P.S.) SCHEDA DI SICUREZZA ai sensi della Direttiva Comunitaria 91/155 Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore Data Dettagli IL RISCHIO INCENDIO IL RISCHIO INCENDIO CAUSE DI INCENDI
IL RISCHIO INCENDIO Dopo aver affrontato (in parte) i temi della sicurezza trattati nel Decreto Legislativo 81/2008 affrontiamo adesso uno dei rischi più frequenti e pericolosi che potremmo trovarci di Dettagli Riduzione Odori e Grassi UV-SMELL-RK
UV-SMELL-RK UV-SMELL-RK Apparecchio a raggi UV-C + Ozono + Tiox per l abbattimento dei cattivi odori e dei grassi nelle cappe aspiranti delle cucine. UV-SMELL-RK è un modulo emettitore che può essere equipaggiato Dettagli Ascorbic Acid 90% Granulation
Scheda di Sicurezza Ascorbic Acid 90% Granulation in accordo con il Regolamento (CE) n. 1907/2006 1. Identificazione della sostanza/del preparato e della società/impresa Nome del prodotto Ascorbic Acid Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Art. 1
 art.04920
 ART. 66
 Art. 18
 art.2
 art. 36