Source: http://www.quellidellapolistil.it/aps-le-bisarche-politoys
Timestamp: 2017-10-18 18:07:24+00:00

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Storia di APS – Le Bisarche Politoys
Il Fiat 682 è il primo vero camion per semirimorchi versatile prodotto dalla Fiat Veicoli Industriali dal 1952 al 1988.
Nel 1952 l’Italia in piena era post bellica adotta un nuovo codice della strada, che impone nuove prescrizioni in materia di portata degli autocarri. A causa di ciò, alla fine dell’anno, la Fiat sostituisce il 680N che era in produzione dal 1948 con un nuovo modello: il 682N, definito il RE di tutti i camion (682n2-n2S-T2-T2S).
Intorno al ‘55 la Fiat licenzia una serie di prototipi in giro per il nord Italia dotati di una nuova cabina che diventerà il simbolo inconfondibile della produzione fiat degli anni 60-70.
Anche se la didascalia 682n è ancora quella del 125, il nuovo camion pesante fiat si chiamerà 682n2 e diventerà il più diffuso di tutta la serie ma anche il più indovinato; il camion per eccellenza che accompagnerà le nuove generazioni di autotrasportatori in giro per l’Italia e non solo.
Le risposte stanno nel suo DNA : 1) il prezzo d’acquisto è il più concorrenziale rispetto alla produzione dell’epoca. 2) è ritenuto il più affidabile in termini generali rispetto alle sue prestazioni. 3) di costruzione semplice “facilmente” riparabile da tutti le officine d’Italia, inoltre i ricambi sono facilmente reperibili a costi più concorrenziali rispetto ai precedenti e ai concorrenti stranieri.
Motore tipo 203*/ cc 10,6 litri potenza 151 cv
cambio 8+2 meccanico rapp.al ponte diversi
pesi : Motrice140 ql ptt,rimorchiabile 180ql ptt.
Trattore 280ql ptt
Nel ‘59/60 compare la versione N2-T2 seconda serie, dotato di cabina simile al futuro n3 .Nella stessa serie compare il n2S/T2S con motore sovralimentato 10,6 litri 180 cv, rimarrà in listino per poco, con l’arrivo dell’n3 cesserà la sua produzione per motore troppo delicato.
Insomma una continua evoluzione che lo renderà famoso come una star del cinema. Sarà soggetto difatti di molti film italiani nonché di esempio di design italiano e oggetto di attenzione delle aziende di modellismo e di giocattoli.
Ancora una volta, Polistil in prima linea con il marchio APS, ne dà uno splendida rappresentazione con la produzione di un modello in plastica e in scala 1/41.
Della serie APS Polistil escono 5 modelli distinti: la bisarca porta auto, il bilico scoperto, il telonato, il semirimorchio con escavatori e l’autobotte della Supercortemaggiore/Agip. Quest’ultimo si porta con se una storia davvero straordinaria che sotto leggeremo.
5 modelli simbolo dell’Italia produttiva che lavora che s’impone per tutta la penisola orgogliosa e senza contaminazioni. Tutto Italia!
Andiamoli però a presentare i mitici di casa Polistil.
FIAT 682 T2 BISARCA PORTA AUTO – Art. 221 del 1963
E’ il primo modello della serie.
Motrice cabina: La cabina di guida dispone di fari in plastica trasparente, di arredamento dal colore differente. Il colore della cabina può essere l’arancio, il rosso, il verde chiaro e il blue. L’arredamento interno e il fondo della cabina compresi i paraurti sono spesso in colore contrastante con quello della carrozzeria.
Rimorchio: Il rimorchio è grigio chiaro o azzurrino pallido. La rampa posteriore può essere aperta e il piano di carico superiore può essere abbassato fino a raccordarsi alla rampa, agendo contemporaneamente sulle due ruote dentate poste sia sul lato destro che sinistro. Su entrambi i lati della bisarca sono applicate le decal “PORTA AUTO FIAT 682 T2” in alto e “POLITOYS” in basso.
La ruota di scorta è applicata sul retro della cabina.
Sono state costruite tre serie. La prima serie ha le ruote a sezione arrotondata e battistrada appena percepibile, con cerchione piatto argentato. Le ruote posteriori della motrice possono essere gemellate o non gemellate. La seconda serie , le ruote hanno il battistrada ben scolpito e i cerchi sono molto più belli, a razze, cromati e il cerchio può essere sfilato dal cerchione. La terza serie ha il cerchio simile alla seconda serie ma gomma e cerchione sono un tutt’uno. La ruota di scorta che è applicata sul retro della cabina mantiene sempre la caratteristica delle tre serie menzionate .
E’ presente la targa posteriore, tipo decal, a fondo bianco. Può essere “MI 4141” o “MI 7141” (molto più diffuso.
Venivano venduti con una scatola di cartone che raffigurava un disegno del modello e la parte anteriore era una finestra in acetato per renderlo visibile al compratore.
FIAT 682 T2 + auto – Art. 222 del 1963
E’ lo stesso identico modello dall’articolo 221 appena descritto. La versione completa di 5 auto aveva il codice successivo al precedente: 222. In molte occasioni le auto fornite in dotazione erano le seguenti: Giulietta Spider (art. 27), Fiat 1100 Lusso (art. 29), Citroen DS19 (art. 31), Ford Anglia (art. 35) e Fiat 1300 Berlina (art. 40). Sono stati notati altri abbinamenti come per il successivo modello presente nei gift-set di Politoys dei primi settanta.
FIAT 682 T2 BILICO SCOPERTO – Art. 223 del 1964
Rimorchio: Il rimorchio è grigio chiaro o avorio.
E’ il medesimo modello dell’articolo 225.
E’ presente la targa posteriore, tipo decal, a fondo bianco. Può essere “MI 7141” (molto diffuso) o “MI 417” o “ MI 7402”.
Veniva venduto con una scatola di cartone che raffigurava un disegno del modello e la parte anteriore era una finestra in acetato per renderlo visibile al compratore.
PALA GOMMATA HATRA – Art. 224 del 1964
E’ stata prodotta solo nella colorazione gialla con benna e cerchi gialli e leve di azionamento della benna nere. Le ruote hanno cerchi specifici per questo modello e i pneumatici sono tassellati. Benna e relativi bracci possono essere azionati in modo da rendere il modello utilizzabile dal ragazzetto che aveva la fortuna di averlo.
Veniva venduto con una scatola di cartone che raffigurava un disegno del modello.
Veniva venduto singolarmente con la referenza 224. Unitamente all’Escavatore LIEBHERR (ref. 228) faceva parte del Gift-Set “FIAT 682T2 BILICO PORTA ESCAVATORI CON DUE ESCAVATORI”, referenza 227.
FIAT 682 T2 BILICO TELONATO – Art. 225 del 1964
Rimorchio: Il rimorchio è grigio chiaro o avorio con telone dal colore azzurrino pallido. Il telone posteriore è staccabile.
E’ il medesimo modello dell’articolo 223 con la variante della presenza del telone.
FIAT 682T2 CON 2 ESCAVATORI – Art. 227 del 1964
Rimorchio: Il semi-rimorchio è grigio chiaro o verde-azzurro. Le 2 rampe posteriori sono mobili per la salita delle macchine operatrici.
Il FIAT 682T2 è stato venduto anche senza le ruspe a bordo, con la referenza 226. L’articolo 227 è stato venduto con l’articolo 228 Escavatore Liebherr e con l’articolo 224 Pala Gommata Hatra.
E’ presente la targa posteriore, tipo decal, a fondo bianco. Può essere “MI 7141” (molto diffuso) o “ MI 7402”.
ESCAVATORE LIEBHERR – Art. 228 del 1964
E’ stato prodotto nella colorazione rosso con braccio escavatore e cerchi ruota gialli, oppure, più raramente, grigio con braccio escavatore e cerchi rossi. La cabina è girevole e il braccio e la benna possono essere comandati. Le ruote hanno cerchi specifici per questo modello e i pneumatici sono tassellati. Le ruote anteriori sono gemellate.
Veniva venduto singolarmente con la referenza 228. Unitamente alla ruspa HATRA (ref. 224) faceva parte del Gift-Set “FIAT 682T2 BILICO PORTA ESCAVATORI CON DUE ESCAVATORI”, referenza 227.
FIAT 682 T2 Agip – Art. 304 del 1964
Motrice cabina: La cabina di guida dispone di fari in plastica trasparente, di arredamento dal colore differente. Il colore della cabina è giallo come la pubblicità che rappresenta. L’arredamento interno è di colore differente mentre il fondo della cabina compresi i paraurti sono di colore giallo come quello della carrozzeria.
Rimorchio: l’autobotte è giallo. Su entrambi i lati dell’autocisterna sono applicate le decal “SUPERCORTEMAGGIORE” in rosso e in alto e “la potente benzina italiana” in nero leggermente più in basso e comunque entrambe poste al centro della cisterna. Sulla parte anteriore delle cisterna è presente su entrambi i lati la decal che raffigura il ben noto cane nero a sei zampe. Sul lato destro della cisterna è posta una scaletta in plastica nera a 4 gradini. Nel posteriore dell’autobotte è presente la decal della scritta “AGIP” in nero. Sempre nel posteriore dell’autocisterna all’altezza dei fari sono presenti colorati di rosso i fari, gli stop e i triangoli che identificano la pericolosità del materiale trasportato.
Il modello non ha la targa.
Il modello dell’articolo 304 è forse il modello che meglio rappresenta lo spirito Polistil. Fù un oggetto molto discusso all’epoca. Uscire con un prodotto destinato ai bambini che ricordava due anni dopo la morte del suo fondatore. Ricordiamoci il periodo storico dell’Italia repubblicana, ricordiamoci il contesto sociale e politico e ricordiamoci la storia dell’intera vicenda della Supercortemaggiore e dei principali personaggi che l’hanno resa importante nella storia d’Italia.
Dire “la più potente benzina italiana” all’epoca era considerato quasi un oltraggio a coloro che invece volevano soffocare il concetto di nazionalità del prodotto. Già, tutto ciò che era Nazionale era considerato .. amico del regime precedente.
Leggiamo assieme la nota senza commenti che è presente dall’enciclopedia mondiale della rete .
Supercortemaggiore è una benzina raffinata e commercializzata dall’Agip negli anni cinquanta e sessanta.
L’entità del giacimento era modesta; tuttavia il ritrovamento, che si accompagnava a quello dei giacimenti di Caviaga, ebbe un importante valore simbolico, in quanto contribuì a convincere il mondo politico italiano e l’opinione pubblica del fatto che l’Agip dovesse essere “salvata”, e che l’Italia dovesse perseguire una politica energetica autonoma.
La Supercortemaggiore ebbe dunque la caratteristica peculiare di essere l’unica benzina prodotta a partire dalla raffinazione di petrolio estratto in Italia. Per pubblicizzare la benzina Supercortemaggiore venne scelta la famosa immagine del cane a sei zampe, destinata a diventare il logo dell’Eni e di tutte le società collegate.
Alla benzina Supercortemaggiore è stata dedicata una piazza a San Donato Milanese.
Link pubblicità filmato d’epoca : click qui !
Nell’immediato dopoguerra Enrico Mattei fu incaricato dallo Stato di smantellare l’Agip, creata nel 1926 dal regime fascista; ma egli, invece di seguire le istruzioni del Governo, riorganizzò l’azienda fondando nel 1953 l’ENI, di cui l’Agip divenne la struttura portante. Mattei diede un nuovo impulso alle perforazioni petrolifere nella Pianura Padana, avviò la costruzione di una rete di gasdotti per lo sfruttamento del metano, e aprì all’energia nucleare ed intavolò discorsi e rapporti commerciali direttamente con i produttori di greggio, pestando diversi piedi …. anche quelli delicati a stelle a strisce delle famigerate sette sorelle, termine coniato dallo stesso Mattei .
La morte del fondatore avvenne il 27 ottobre del 1962, quando il Morane-Saulnier MS-760 Paris I-SNAP su cui stava tornando in volo a Milano da Catania, precipitò nelle campagne di Bascapè, un piccolo paese in provincia di Pavia mentre durante un violento temporale era in avvicinamento all’aeroporto di Linate. Morirono tutti gli occupanti: Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi ex pilota pluridecorato nelle squadriglie aerosiluranti della Regia Aeronautica ed nella RSI con il grado di tenente e lo statunitense William McHale, giornalista della testata Time–Life, incaricato di scrivere un articolo su Mattei.
Dopo varie ipotesi, si stabili solo di recente che il velivolo precipitò a causa di una piccola carica esplosiva posta dietro al cruscotto dell’apparecchio, che si sarebbe attivata durante la fase iniziale di atterraggio, attivata o dall’accensione delle luci di atterraggio o dall’apertura del carrello o dai flap.
Tornando alla Supercortemaggiore, ebbe dunque la caratteristica peculiare di essere l’unica benzina prodotta dalla raffinazione di petrolio estratto in Italia. Per pubblicizzare la benzina Supercortemaggiore venne scelta la famosa immagine del cane a sei zampe (autore del marchio è stato Luigi Broggini), destinata a diventare il logo dell’Eni e di tutte le società collegate.
Secondo l’interpretazione ufficiale della società, le sei zampe del cane simboleggiano le quattro ruote dell’automobile e le due gambe del guidatore. Enrico Mattei (dal 1945 presidente dell’Agip) volle che ad ogni nuovo prodotto fosse associata un’immagine pubblicitaria che lo rendesse riconoscibile. Rifondò l’ufficio pubblicità e lanciò il nuovo prodotto con una campagna pubblicitaria in stile moderno.
Vanno ricordati anche il gatto a tre zampe, marchio dell’Agipgas, ed Il serpente del lubrificante Energol della BP, commercializzato in Italia dall’Agip, disegnato da Federico Seneca.
http://www.quellidellapolistil.it/aps-le-bisarche-politoys">

References: Art. 221
 Art. 222
 Art. 223
 Art. 224
 Art. 225
 Art. 227
 Art. 228
 Art. 304