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Timestamp: 2019-06-18 16:55:43+00:00

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Giurisprudenza :: Sentenze Cass.2008 Jun 2009
ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE – RESPONSABILITA’ CIVILE DI CHI AGISCE PER L’ASSOCIAZIONE - Corte di Cassazione Sez. III Civ. 24.10.2008 n. 25748 – Necessità del concreto esercizio dell’attività negoziale.
Merita segnalare la sentenza 24.10.2008 n.25748 della Suprema Corte di Cassazione perché chiarisce l’ambito di responsabilità personale di colui che agisce in nome e per conto dell’ente non riconosciuto qual è (per quanto interessa in questa sede) un’associazione sportiva dilettantistica non riconosciuta.
Giurisprudenza :: Altre Sentenze Cass. Oct 2008
RESPONSABILITA’ CIVILE NELLO SPORT – Responsabilità dell’organizzatore di un evento, del giudice arbitro e della F.I.S.I. – Gara di discesa libera di sci – Corte di Cassazione 28.02.2000 n.2220.
RESPONSABILITA’ CIVILE NELLO SPORT – ORGANIZZATORE DI UN EVENTO SPORTIVO – Responsabilità della società di tennis per la manutenzione del campo di gioco - Corte di Cassazione Sez. III civ. 28.10.1995 n.11264.
La responsabilità per la cattiva manutenzione del campo di tennis è stato il tema affrontato dalla sentenza della Cassazione, che si segnala.
Giurisprudenza :: Sentenze Cass.2004/05 Oct 2008
LA RESPONSABILITA' CIVILE NELLO SPORT - Accettazione del rischio consentito - Responsabilità della società organizzatrice di una gara di sci - Responsabilità degli addetti allo svolgimento della Gara - Esclusione - Corte di Cassazione Sez. III civ. 27.10.
La sentenza 27.10.2005 n.20908 è di particolare interesse poichè riguarda il complesso tema della responsabilità civile della società sportiva nel caso di un sinistro occorso durante lo svolgimento di una regolamentare gara di sci ad un guardiaporte, che era stato investito e colpito al volto da un concorrente, uscito di pista a grande velocità. La Suprema Corte si sofferma, in particolare, ad esaminare la questione della possibilità di ritenere responsabile la società organizzatrice dell'evento sportivo, in considerazione della concomitante presenza di tre diverse circostanze: i) l'identità del soggetto leso (che non era un atleta, bensì un guardiaporte); ii) la correttezza della condotta dello sciatore (che non era stata anomala, ed in alcun modo contraria alle regole proprie dello sport esercitato, né alle regole del neminem laedere); iii) la pericolosità della collocazione del guardiaporte (che era posto nel luogo d'arresto di uno sciatore fuoriuscito ordinariamente dal tracciato). Anzitutto, quindi, la Corte ha ritenuto che " (omissis)...l'attività agonistica implica l'accettazione del rischio ad essa inerente da parte di coloro che vi partecipano, intendendosi per tali non solo gli atleti in gara ma tutti quelli (come gli arbitri, i guardalinee, i guardaporte, i meccanici, i tecnici, ecc.) che sono posti al centro o ai limiti del campo di gara, per compiere una funzione indispensabile allo svolgimento della competizione, assicurandone il buon andamento, il rispetto delle regole, la correttezza dei comportamenti e la trasparenza dei risultati. Sicché, i danni da essi eventualmente sofferti ad opera di un competitore, rientranti nell'alea normale, ricadono sugli stessi ed è sufficiente che gli organizzatori, al fine di sottrarsi ad ogni responsabilità, abbiano predisposto le normali cautele atte a contenere il rischio nei limiti confacenti alla specifica attività sportiva, nel rispetto di eventuali regolamenti sportivi; accertamento affidato alla valutazione del Giudice del merito, insindacabile in sede di legittimità se congruamente e logicamente motivato. " Ritenendo, poi, che il concorrente non avesse tenuto una condotta anomala e che lo sbandamento rientrasse nel rischio tipico ed ordinario dello slalom gigante, tenendo altresì conto che il guardiaporte, al fine di compiere l'attività demandatagli, è libero di scegliere la postazione che ritiene opportuna, la Suprema Corte conclude escludendo la responsabilità del Club organizzatore e dell'atleta per i danni alla persona subiti dal guardiaporte. Di seguito si riporta uno stralcio della sentenza tratta da lex24.sole24ore.com
Giurisprudenza :: Altre Sentenze Cass. May 2008
RESPONSABILITA’ CIVILE NELLO SPORT – PRECETTORI E MAESTRI – Responsabilità dell’insegnante di educazione fisica - Corte di Cassazione Sez. III civ. 14.10.2003 n. 15321
Con la sentenza 14.10.2003 n.15321 che si segnala, la Suprema Corte – confermando la decisione dei primi due gradi di giudizio - si è pronunciata sulla responsabilità dell’insegnante ai sensi dell’art.2048 c.c., per i danni sofferti da un allievo durante una partita di pallamano, che si svolgeva nell'ora di educazione fisica, tra due squadre formate da alunni appartenenti a due diverse sezioni della terza classe.
Giurisprudenza :: Altre Sentenze Cass. Apr 2008
RESPONSABILITA' CIVILE - ATTIVITA' PERICOLOSA - Attività innocua - Cassazione civile III sez., 02.12.1997 n.12193
Con la sentenza 02.12.1997 n.12193 che si evidenzia, la Corte di Cassazione Sezione si è pronunciata sulla diversa rilevanza della natura dell'attività (pericolosa o innocua), ai fini della responsabilità ex art.2050 c.c. ovvero 2043 c.c. In particolare, la Suprema Corte ha enunciato il principio per cui < Per "attività pericolose", agli effetti di cui all'art. 2050 c.c., devono intendersi quelle così qualificate da specifiche norme destinate a prevenire sinistri e a tutelare l'incolumità pubblica, ovvero quelle per le quali la pericolosità trova riscontro nella natura delle cose e dei mezzi adoperati, mentre non possono considerarsi tali le attività nelle quali la pericolosità insorga per fatti estranei (in applicazione del suddetto principio la Cassazione ha confermato la decisione della Corte territoriale che escludeva il carattere pericoloso di una sauna gestita all'interno di un centro di benessere).> D i seguito si riporta il testo della sentenza in parola.
Giurisprudenza :: Sentenze Cass.2004/05 Apr 2008
RESPONSABILITA’ PENALE – REATO DI LESIONI PERSONALI – Applicabilità dell’esimente del consenso dell’avente diritto - Corte di Cassazione Sez. V pen. 13.12.2005 n. 45210
Con la sentenza che si segnala, la Suprema Corte di Cassazione si è espressa in ordine alla possibilità di escludere il reato di lesioni personali per l'operare dell'esimente del consenso dell'avente diritto ovvero di altra causa di giustificazione non codificata, con riferimento alle lesioni procurate all'avversario da un calciatore, nel corso di una partita, ma a gioco fermo.
Giurisprudenza :: Sentenze Cass.2006/07 Apr 2008
RESPONSABILITÀ CIVILE - ATTIVITÀ PERICOLOSA – Gioco del calcio - Corte di Cassazione, sez. III civ., 19.01.2007 n.1197
Con la sentenza 19.01.2007 n.1197 che si segnala, la Suprema Corte si è pronunciata sulla natura del gioco del calcio, escludendo espressamente che si tratti di attività pericolosa
Giurisprudenza :: Sentenze Cass.2008 Feb 2008
IMPOSTA STRAORDINARIA SULLE IMBARCAZIONI DA DIPORTO: art. 8, comma 1, D.L. n. 384/1992 - Cassazione Civ., Sez. Trib., 10/03/2008, n. 6314
Responsabilità civile: la responsabilità da custodia del gestore di palestra (Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 17/01/2008, n. 858)
Per le conseguenze sofferte da un cliente/associato nel corso dell'utilizzazione di un apparecchio predisposto all'attività fisica è responsabile il gestore della palestra. Il membro dell'associazione sportiva che gestisce una strtuttura destinata all'esercizio fisico è legittimato ad agire per il risarcimento del danno (biologico, fisico, e morale) subito a causa di un infortunio dovuto al difettoso funzionamento di un attrezzo collocato all'interno della palestra. Questa in sintesi la massima espressa dalla Suprema Corte in una recente sentenza (Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 17/01/2008, n. 858), con la quale sono stati confermati i principi predominanti in tema di responsabilità da custodia.
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References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
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 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 art.2050
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 8
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