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Timestamp: 2020-08-04 12:03:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17834 del 09/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17834 del 09/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 09/09/2016, (ud. 12/05/2016, dep. 09/09/2016), n.17834
C.L., elettivamente domiciliato in Roma, Piazza SS,
Apostoli n. 66, presso lo Studio Legale e Tributario “Leo e
Associati”, rappresentato e difeso dall’avv. Maurizio Leo, giusta
n. 122/14/12, depositata il 21 febbraio 2012.
maggio 2016 dal Relatore Cons. Dott. Biagio Virgilio;
uditi l’avv. Francesca Eugeni (per delega) per il ricorrente e
l’avvocato dello Stato Paolo Marchini per la controricorrente;
CUOMO Luigi, il quale ha concluso per il rinvio a nuovo ruolo per
trattazione congiunta col ricorso avverso la sentenza di
revocazione, o, in subordine, per l’accoglimento del ricorso.
– C.L. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio indicata in epigrafe, con la quale, in accoglimento dell’appello dell’Ufficio, è stata affermata la legittimità dell’avviso di accertamento emesso nei confronti del contribuente, per IRPEF del 2003, a titolo di maggior reddito derivante dalla partecipazione nella Edil F. s.r.l., a ristretta base sociale, in conseguenza dell’accertamento eseguito nei confronti della società;
– l’Agenzia delle entrate ha resistito con controricorso;
– con istanza del 10 febbraio 2016, il ricorrente ha chiesto la riunione del ricorso ad altri connessi e la dichiarazione di cessazione della materia del contendere poichè la sentenza impugnata è stata, in parte qua, oggetto di revocazione ad opera di sentenza della CTR del Lazio n. 116/01/13 del 14 febbraio 2013;
– Il ricorrente, nella memoria, ha insistito nella richiesta di dichiarazione di cessazione della materia del contendere, per mancanza di “alcun interesse alla prosecuzione dell’odierno procedimento”, a seguito della circostanza che la sentenza impugnata, come detto in narrativa, è stata oggetto di revocazione da parte della CTR del Lazio, la quale, in particolare, in sede rescissoria, ha rigettato l’appello dell’Ufficio relativamente al reddito personale dello stesso ricorrente (avverso questa sentenza è stato proposto ricorso per cassazione da parte dell’Agenzia delle entrate – r.g.n. 8785/14 -, tuttora pendente);
– la richiesta è stata ribadita dal difensore all’odierna udienza pubblica;
– va, pertanto, dichiarata l’inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese del giudizio.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese.

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