Source: https://www.studioruggeri.it/cassazione-civile-sentenza-15-novembre-2016-n-23243
Timestamp: 2018-07-21 17:07:16+00:00

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Cassazione Civile sentenza 15 novembre 2016 n. 23243 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Cassazione Civile sentenza 15 novembre 2016 n. 23243
– Su domanda proposta da (OMISSIS) nei confronti di (OMISSIS), entrambi proprietari di unita’ immobiliari facenti parte del medesimo edificio condominiale, il Tribunale di Venezia – per quanto ancora rileva in questa sede – condanno’ il convenuto a demolire l’altana che aveva realizzato sul tetto condominialein spregio della contraria volonta’ espressa dall’assemblea del condominio.
– Sul gravame proposto dal (OMISSIS), la Corte di Appello di Venezia rigetto’ la domanda attorea.
– Per la cassazione della sentenza di appello ricorre (OMISSIS) sulla base di quattro motivi.
– Col primo e col secondo motivo del ricorso principale, che possono trattarsi unitariamente, si deduce la violazione e la falsa applicazione dell’articolo 1102 c.c., nonche’ il vizio di motivazione della sentenza impugnata, per avere la Corte di Appello ritenuto che la costruzione dell’altana, da parte del (OMISSIS), sul tetto dell’edificio condominiale costituisse esercizio del diritto di uso della cosa comune, non ne alterasse la destinazione e non impedisse agli altri condomini di farne parimenti uso.
La fattispecie sottoposta al giudizio di questa Corte suprema pone la questione della sussistenza della facolta’, alla stregua del disposto dell’articolo 1102 c.c., per il condomino dell’ultimo piano di un edificiocondominiale, di costruire sul tetto dell’edificio stesso una altana, manufatto (tipico soprattutto, ma non solo, della citta’ di Venezia), che consiste in una piattaforma o loggetta realizzata nella parte piu’ elevata di un edificio (ed alla quale si accede, in genere, dall’abbaino, altro tipico elemento dell’architettura veneziana), che, in alcuni casi, puo’ anche sostituire il tetto e che, a differenza delle terrazze e dei balconi, non sporge, di norma, rispetto al corpo principale dell’edificio di pertinenza.
La questione e’ stata gia’ esaminata e risolta dalla giurisprudenza di questa Corte, che e’ pervenuta ad affermare il principio – condiviso dal Collegio e dal quale non v’e’ ragione di discostarsi – secondo cui, in tema di condominio negli edifici, la cosiddetta “altana” (denominata anche “belvedere”), struttura tipica dei palazzi veneziani, non costituisce “nuova fabbrica” in sopraelevazione, agli effetti dell’articolo 1127 c.c., in quanto da’ luogo ad un intervento che non comporta lo spostamento in alto della copertura, mediante occupazione della colonna d’aria sovrastante il medesimo fabbricato, quanto, piuttosto, la modifica della situazione preesistente, attuata attraverso una diversa ed esclusiva utilizzazione di una parte del tetto comune, con relativo potenziale impedimento all’uso degli altri condomini; l’altana, piuttosto, consistendo in una modifica della situazione preesistente mediante una diversa ed esclusiva utilizzazione di una parte della porzione comune del tetto con relativo impedimento agli altri condomini dell’inerente uso, comporta la violazione del divieto stabilito dall’articolo 1120 c.c., comma 2, essendo indubbio che gli altri condominivengono privati delle potenzialita’ di uso (come quelle, ad es., riconducibili alla possibilita’ di installazione di antenne e alla riparazione o manutenzione della copertura stessa) della parte di tetto occupata dalla struttura dell’altana a beneficio esclusivo del condominio che l’ha realizzata (Sez. 2, Sentenza n. 5039 del 28/02/2013, Rv. 625277; Sez. 2, Ordinanza n. 7906 del 2011, non massimata).
– Il terzo e il quarto motivo del ricorso principale (con i quali si deduce la nullita’ della sentenza impugnata per ultrapetizione, nonche’ violazione e falsa applicazione degli articoli 1102 e 1120 c.p.c.) rimangono assorbiti nell’accoglimento dei primi due.
– L’unico motivo del ricorso incidentale – col quale si deduce la violazione e falsa applicazione dell’articolo 1127 c.c. per non avere la Corte di Appello ritenuto che la costruzione dell’altana costituisse una “sopraelevazione”, consentita al proprietario dell’ultimo piano o del lastrico solare – risulta infondato alla luce dei principi di diritto dianzi richiamati.
– In definitiva, vanno accolti i primi due motivi del ricorso principale; vanno dichiarati assorbiti gli altri; va rigettato il ricorso incidentale; la sentenza impugnata va cassata in relazione alle censure accolte, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia.
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