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OSSERVATORIO PREVIDENZA Anno VII n. 2 6 FEBBRAIO PDF
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1 OSSERVATORIO PREVIDENZA Anno VII n. 2 6 FEBBRAIO 2015 IN PRIMO PIANO IN QUESTO NUMERO In primo piano INPS. Sindacati, con Poletti incontro interlocutorio, attesa proposta Governo (Adnkronos) p. 1 Lo sciopero UILCA. I bancari in piazza. L intervento di Domenico Proietti, segretario confederale UIL, al sit in a Roma p. 2 Le interviste Riforma pensioni Proietti (Uil): così possiamo cambiare la legge Fornero senza referendum (Il Sussidiario.net) p. 2 Requisiti pensionistici 2015 p. 4 Rassegna stampa Poletti: cambiare la Fornero o avremo problemi sociali (IlSole24Ore) p. 4 INPS Sindacati, con Poletti incontro interlocutorio, attesa proposta Governo Roma, 29 gen. Incontro istruttorio tra governo e sindacati sulla riforma della governance dell'inps. Il confronto tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e Cgil, Cisl e Uil, infatti, è servito solo per una ricognizione delle proposte dei sindacati: il governo al momento non ha messo sul tavolo nessun documento. Né il confronto ha affrontato il tema più generale di un ritocco della riforma delle pensioni dato che l'esecutivo, come spiegato dallo stesso Poletti al tavolo, è al momento concentrato sui decreti attuativi del Jobs Act. È probabile che ultimato il lavoro sulla riforma del mercato e terminata la fase di ascolto sull'inps, possa essere riconvocata una nuova riunione sui tempi, al momento però, non c'è nessuna indicazione. "Ci hanno detto che quando avranno le i dee chiare sarà convocato un nuovo incontro", spiega all'uscita il leader Uil, Carmelo Barbagallo che ribadisce la proposta del sindacato per un Inps che abbia "un organo duale e un bilancio che superi l'ultima fase monocratica". LA NOTIZIA SUL WEB2 UILCA Lo sciopero 30 gennaio 2015 I bancari in piazza contro la disdetta del contratto nazionale annunciata dall ABI dal 1 aprile A Roma il sit-in con l intervento di Domenico Proietti, Segretario Confederale UIL (vai al video) LE INTERVISTE 26 GENNAIO 2015 Riforma Pensioni 2015/ Proietti (Uil): così possiamo cambiare la legge Fornero senza referendum «Accettiamo la decisione della Consulta che ha detto no al referendum sulla legge Fornero, anche se ora ci aspettiamo che sia il Parlamento a intervenire per riformare le pensioni». Sono le parole di Domenico Proietti, segretario confederale della Uil con delega alle Politiche fiscali e previdenziali, dopo che la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile la richiesta della Lega nord di tenere una consultazione popolare sulla legge varata dal governo Monti nel Ben più accesi i toni del segretario del Carroccio, Matteo Salvini, il quale ha accusato i giudici di avere fottuto un diritto sacrosanto. Questa Italia mi fa schifo e mi batterò per ribaltarla. Proietti, che cosa ne pensa della decisione della Consulta? Rispettiamo le decisioni della Corte costituzionale, e del resto era prevedibile che si sarebbe espressa in questo modo. Ciò non sposta di un centimetro l esigenza che abbiamo ribadito da tempo di mettere mano in profondità alla legge Fornero. Chiediamo a governo e Parlamento di intervenire con modifiche che ristabiliscano un equità e una giustizia. 23 Non ritiene che affrontare il problema con un referendum sarebbe stato più democratico? È evidente che la via referendaria è prevista dalla nostra Costituzione, la quale prevede anche che la Consulta poi debba esprimersi sull ammissibilità delle varie richieste. Il dibattito nella Corte costituzionale ha portato a una sentenza di rifiuto. Se ci fosse stato il referendum ci sarebbe stata anche più forza nel sostenere che bisognava modificare la legge Fornero. Ora però occorre prendere atto di questa decisione. La Uil intende proporre a Cisl e Cgil una grande mobilitazione intorno alle proposte che sono condivise dai sindacati, per poi portarle all attenzione del governo e del dibattito parlamentare. In che modo bisogna intervenire per modificare la legge Fornero? Bisogna innanzitutto intervenire sulla flessibilità in uscita. La Uil ha proposto di stabilire un range tra 62 e 70 anni al cui interno il lavoratore possa scegliere come e quando andare in pensione, anche in base alle diverse strategie di lavoro. Ricordiamoci che non tutti i lavori sono uguali e che se uno è impiegato nell edilizia non si può pretendere che a 70 anni stia ancora su un ponteggio. Siccome la legge Fornero ha alzato l età pensionabile nel nostro Paese ai massimi livelli in Europa, è molto opportuno reintrodurre la flessibilità. Ciò consentirebbe anche di trovare un collegamento più efficace con il mercato del lavoro, perché con la legge Fornero si è completamente bloccato il turnover. La flessibilità in uscita offrirebbe quindi maggiori spazi ai giovani. Che cosa ne pensa invece del problema della rivalutazione delle pensioni? È necessaria la piena rivalutazione di tutte le pensioni in essere. La Fornero aveva introdotto dei limiti che in parte sono stati rimossi negli anni successivi, ma che ora vanno completamente eliminati. Lo strumento da utilizzare è la leva fiscale. Sulle pensioni italiane c è il doppio delle tasse che mediamente si pagano negli altri paesi europei e noi pensiamo che il governo possa presentare il bonus da 80 euro anche per i pensionati. Questo consentirebbe di migliorare i trattamenti pensionistici per milioni di persone, la metà delle quali sono al di sotto dei mille euro. Parliamo quindi di situazioni che necessitano di un intervento immediato e concreto. Quali sono le altre proposte della Uil? È necessario varare una riforma della governance dell Inps. Il governo ha posto fine alla fase del commissariamento con la designazione del presidente, e noi pensiamo che contemporaneamente si debbano dotare i comitati d indirizzo e sorveglianza di reali poteri di verifica e di controllo. Chiediamo al governo un completamento in questa direzione della riforma della governance. E sulla rivalutazione del montante in caso di Pil negativo? Il nostro sistema in questa fase di crisi e di mancata crescita del Pil ha un riflesso negativo anche sulle pensioni future, e quindi proponiamo che negli anni in cui ci sarà la crescita negativa questa sia sterilizzata ai fini della determinazione del montante con il quale poi si va in pensione. (Pietro Vernizzi) 34 REQUISITI PENSIONISTICI 2015 Per il 2015 rimangono invariati i requisiti pensionistici previsti per il pensionamento di vecchiaia e per il pensionamento anticipato (raggiungibile a prescindere dall età anagrafica). Pertanto fino al 31 dicembre 2015 i requisiti vigenti, comprensivi dell adeguamento alla dinamica dell aspettativa di vita, sono i seguenti: TIPOLOGIA DI LAVORATORE dipendenti settore privato gestione separata settore pubblico Lavoratori dipendenti, pubblici e privati REQUISITI PENSIONE DI VECCHIAIA FINO AL 31/12/15 (anni) REQUISITI PENSIONE ANTICIPATA FINO AL 31/12/15 (anni di contributi) 63 anni e 9 mesi 41 anni e 6 mesi 64 anni e 9 mesi 41 anni e 6 mesi 66 anni e 3 mesi 41 anni e 6 mesi 66 anni e 3 mesi 42 anni e 6 mesi Ricordiamo inoltre che le lavoratrici che perfezionino i 57 anni 3 mesi di età anagrafica unitamente ai 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015 possono comunque ancora presentare domanda per la cosiddetta opzione donna scegliendo il pensionamento anticipato interamente sottoposto al calcolo contributivo. In attesa dei chiarimenti richiesti al Ministero del Lavoro, infatti, la circolare INPS n del 2 dicembre 2014 ha disposto di non respingere le domande di accesso al regime sperimentale per le lavoratrici che dovessero maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza della pensione si collochi oltre la medesima data. Poletti: cambiare la Fornero o avremo problemi sociali RASSEGNA STAMPA Roma, 23 gennaio 2015 di Davide Colombo È necessario intervenire sulla legge Fornero con strumenti flessibili di accompagnamento al pensionamento o si rischia un problema sociale. Parola del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che, a due giorni dalla sentenza della Consulta di «inammissibilità» del referendum leghista, torna sul tema pensioni per dire che il Governo non solo ha allo studio diverse ipotesi di correzione ma che interverrà. «La 45 prima scadenza in assoluto è fare i decreti attuativi della riforma del mercato del lavoro» ha detto Poletti. Da qui a fine giugno, quando scade la delega, non c è da aspettarsi nulla, insomma. Ma dopo sì. «Il tema è posto. Noi sappiamo che esiste un problema che riguarda in particolare quelle persone che sono vicine alla pensione e che, nella situazione attuale di difficoltà, hanno perso o possono perdere il posto di lavoro e non hanno l a copertura di ammortizzatori sociali sufficiente fino a maturare la pensione. Credo ha detto Poletti che qui uno strumento flessibile che aiuti queste persone a raggiungere i requisiti bisognerà sicuramente produrlo perché diversamente avremo un problema sociale». L obiettivo numero uno dovrebbe dunque essere l attuazione del famoso «prestito previdenziale» su cui aveva lavorato anche il suo predecessore, Enrico Giovannini. Uno strumento ponte tra ammortizzatori sociali di ultima istanza e il pensionamento capace di dare una soluzione strutturale per questi «lavoratori marginali» non protetti e non più in grado di trovare un reimpiego, che non sono più esodati e che non potranno più essere tutelati con il vecchio approccio delle salvaguardie. Le simulazioni realizzate sono diverse e rivelano che il «prestito previdenziale» rappresenta la soluzione di flessibilità in uscita meno onerosa in assoluto per le finanze pubbliche. L ipotesi è nota: dare al lavoratore la possibilità di percepire un assegno temporaneo fino al perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia con successiva restituzione da parte del pensionato della somma complessivamente anticipata tramite microprelievi sull assegno Inps. Il costo varia a secondo delle variabili proposte, a partire dalla durata dell eventuale fase di sperimentazione. Secondo uno scenario che prevede un assegno anticipato di euro (1,7 volte l assegno sociale) riconosciuto a lavoratori in difficoltà con 62 anni e 35 di contributi e con una pensione già maturata pari almeno a due volte il minimo, si potrebbe determinare una maggiore spesa previdenziale nell ordine di milioni in termini cumulati dal 2015 al Il meccanismo, come detto, potrebbe prevedere diverse opzioni: per esempio una contribuzione una tantum a carico delle aziende. Oppure una sperimentazione iniziale su determinati requisiti (due o tre anni dalla maturazione delle anagrafiche per il pensionamento del beneficiario). E paradossalmente potrebbe anche determinare una minore spesa iniziale se capace di ridurre l accesso alla futura Naspi di un certo numero di lavoratori che potrebbero utilizzare questo canale di «prepensionamento». Si vedrà. Ieri le dichiarazioni del ministro hanno suscitato una vasta eco sia nel mondo sindacale, tutto favorevole a correzioni della legge 241/2011 che ha inasprito i requisiti di accesso alla pensione senza prevedere una fase di transizione, sia nel mondo politico. Favoo si sono detti i due presidenti delle Commissioni La revoli a una correzione della Forner voro di Camera e Senato, gli ex ministri Cesare Damiano e Maurizio Sacconi. Le altre misure di flessibilizzazione del sistema pensionistico emerse nel dibattito parlamentare sono pure piuttosto note e prevedono tutte un impatto finanziario maggiore. Si va dalla cosiddetta «opzione contributivo» estesa a tutti alla «uscita flessibile con penalizzazioni» fino alla «quota 100». Nel primo caso si estenderebbe a tutti l opzione valida per le donne fino a fine anno: in pensione con 62 anni e 35 di contributi ma con il ricalcolo interamente contributivo (costo attorno ai 4,5 miliardi entro il 2021). Nel secondo: uscita possibile a 62 anni e tre mesi con 35 di contributi e penalizzazione (per esempio del 2%) sulla quota di pensione calcolata con il retributivo per ogni anno di anticipo (costo fino a 8 miliardi nel 2024). Terzo caso: uscita anticipata per chi raggiunge quota 100 (più tre mesi) abbinando anzianità contributiva minima di 35 anni e anagrafica minima di 60 anni per i dipendenti (costo da 2,5 miliardi nel 2015 fino a 11,4 nel 2030). Al di là del rispetto degli equilibri attuariali del sistema ci sarebbe dunque in questi casi un problema di coperture da risolvere. 5 Documenti analoghi
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