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Timestamp: 2018-05-20 11:56:09+00:00

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SENTENZA FAVOREVOLE – TRIBUNALE DI CASSINO
E’ con grande soddisfazione che Vi estendiamo la sentenza positiva ottenuta sul Tribunale di Cassino dall’Avv. Ivo Baldassini.
Tribunale di Trani – Provvedimento di rigetto della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo
E’ con vivo piacere che Vi trasmettiamo un importante provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Trani dall’Avv. Gennaro M. Dibenedetto.
Il Giudice, dopo un accurato esame dell’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, ha sciolto la riserva ritenendo potenzialmente fondata l’opposizione, rigettando la richiesta di provvisoria esecuzione, del decreto ingiuntivo di €. 180.000,00 a fronte di una presunta esposizione del Cliente di circa €. 100.000,00 per mutuo ed oltre €. 80.000,00 per conto corrente, e rinviando per gli adempimenti ex art. 183 c.p.c.
Sentenza favorevole a cliente SDL emessa dalla CTP di Catanzaro
E’ con grande soddisfazione che Vi estendiamo la sentenza positiva ottenuta dall’Avv. Daniela Costa.
La CTP di Catanzaro annulla per intervenuta prescrizione del credito cartella esattoriale di importo pari ad € 47.000,00 circa.
E’ con grande soddisfazione che Vi estendiamo la sentenza positiva emessa dalla CTP di Catanzaro dall’Avv. Daniela Costa.
Annullata cartella esattoriale notificata a mezzo PEC per un totale e di € 92.000,00 circa.
Annullata cartella esattoriale notificata a mezzo PEC per un totale e di € 143.000,00 circa.
By Redazione SDL | Dicono di noi, Rassegna Stampa | No Comments
L’articolo è stato pubblicato su La Prima Pagina, quotidiano nazionale.
Se un magistrato sbaglia, cosa accade? Il caso Contrada riapre la discussione sul tema. Abbiamo intervistato l’Avvocato Biagio Riccio. Ci può fare un riassunto del caso Contrada?
Contrada fu arrestato nella notte della vigilia del natale del 1992 come un comune delinquente. Ha scontato 10 anni di carcere e dalla Corte Europea di Strasburgo prima e dalla Cassazione poi è stato ritenuto innocente, perché nei suoi confronti si è utilizzato un metodo barbaro: andare in galera senza una preventiva norma che dichiarasse quella azione come reato, ci riferiamo al concorso esterno al reato di associazione mafiosa, all’epoca dei fatti non esistente. Bruno Contrada, per anni poliziotto a Palermo, venne arrestato con l’accusa di concorso in associazione mafiosa. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L’ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l’assoluzione venne annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva nel 2007. Il funzionario, che aveva subito una lunga custodia cautelare in carcere, tornò in cella e scontò tutta la pena fino al 2012.
Due anni fa, però, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo condannò l’Italia a risarcire il poliziotto, nel frattempo sospeso anche dalla pensione, ritenendo che Contrada non dovesse essere né processato né condannato, perché all’epoca dei fatti a lui contestati – gli anni Ottanta – il reato di concorso in associazione mafiosa non era “chiaro, né prevedibile”. A quel punto l’ex legale del funzionario tentò, invano, la strada della revisione che venne “bocciata” dalla corte d’appello di Catania. L’ultimo tentativo, quello dell’incidente di esecuzione, è stato fatto dall’avvocato Stefano Giordano che ha chiesto alla corte d’appello di Palermo, l’anno scorso, proprio alla luce della sentenza europea, di revocare la condanna sostenendo che prima del ’94, spartiacque temporale fissato dalla Cedu, non fosse possibile condannare per il reato di concorso in associazione mafiosa. La corte dichiarò inammissibile il ricorso. Oggi la Cassazione, a cui Giordano si è rivolto, gli ha dato ragione e la condanna è stata revocata. Dal momento che Contrada ha scontato la pena gli effetti della pronuncia si ripercuoteranno sull’aspetto pensionistico.
Ora che ad 84 anni ha riacquistato il suo inconcusso status di incensurato, si pone una banale domanda: ma dell’errore commesso chi paga?
Quando sbagliano i medici e gli avvocati sono chiamati a pagare caramente dei loro errori professionali: quando invece si tratta dei Magistrati che rovinano famiglie, patrimoni e, quello che è più grave, intaccano l’onore e la reputazione e la libertà sacrosanta dei consociati, l’ordinamento interviene con tutte le guarentigie possibili e rende improba un’azione per responsabilità nei loro confronti.
In Italia chi sbaglia, di solito, paga. Tranne i magistrati e i giudici. Nemmeno quando le sentenze dicono che no, il reato non c’era, ergo il processo non andava fatto. Dunque nessun cittadino è tutelato, come è possibile?
Ci sono Magistrati a cui piace apparire e ottenere visibilità sui media, tradizionali e del web, e che confondono la dimensione del loro lavoro con la chiara possibilità di sfruttare, con aiuti mediatici, la loro privilegiata posizione per poi darsi alla vita politica. Molto spesso le loro inchieste si rivelano dei flop, ma sul momento, creano sensazionalismo, ottengono le prime pagine dei giornali, ma le posizioni che colpiscono inauditamente finiscono tutte in archiviazioni o in assoluzioni perché il fatto non sussiste. Il caso Contrada si inserisce in questa scia: fu arrestato nel 1992 e sino a pochi giorni fa ha combattuto per affermare la sua innocenza, avendo scontato una pena per un delitto la cui configurazione nel nostro ordinamento è opinabilissima: il concorso esterno in associazione mafiosa.
La legge sulla responsabilità civile dei magistrati non dovrebbe consentire di ottenere “doverosi risarcimenti?
La responsabilità civile dei Magistrati esiste, ma mandare uno di loro a processo è difficile e macchinoso, quasi impossibile. Credo che sia un problema culturale prima che politico e giuridico: i Magistrati diceva Bacone devono essere dei leoni ma sempre sotto il trono, non sopra il trono, per fare in modo che si eviti il rischio di una repubblica giudiziaria, cui purtroppo possiamo rischiare di precipitare.
La testata “Tempi” scrisse: “I magistrati commettono sempre più reati e aumentano le violazioni delle norme processuali”. Qual è la sua esperienza in merito?
Grazie alla collaborazione con SDL Centrostudi, società che si occupa di contenzioso bancario e che contrasta le banche colpevoli di anatocismo e usura bancaria, ho avuto la possibilità in questi anni di affrontare molteplici casi nei quali in un primo momento il Pubblico ministero ha archiviato querele, poi il Giudice delle indagini preliminari è ritornato sul caso ed ha rinvenuto usura. Dunque poniamoci un problema: è frutto di impreparazione, di pigrizia, o vi è un’oscura collusione con i poteri forti, perché non si vogliono attaccare le banche che comandano indisturbate l’economia del nostro paese. Non possono fallire altrimenti creano crisi sistemiche ma possono inopinatamente far fallire aziende altrimenti sane o risparmiatori, colpevoli solo di non essere in grado di comprendere i rischi dei conti e dei prodotti finanziari che sottoscrivono.
Tribunale di Catanzaro – Sospensione cartella esattoriale
Tribunale di Catanzaro R.G. 485-17
Il ricorso è stato proposto per impugnare ruoli previdenziali.
Il Tribunale ha disposto la sospensione inaudita altera parte dei ruoli accogliendo l’eccezione di mancanza di prova di avvenuta notifica dei ruoli impugnati nonché la sussistenza del fumus e del periculum.
Sospensiva ottenuta dall’Avv.to Daniela Costa
Commissione Tributaria Provinciale di Catanzaro – Sospensione Cartella Esattoriale
Commissione Tributaria Provinciale di Catanzaro R.G. 2075/16
Il ricorso è stato proposto per impugnare una cartella esattoriale nei termini notificata a mezzo PEC.
La Commissione Tributaria di Catanzaro ha sospeso con l’ordinanza in oggetto l’esecutorietà del provvedimento impugnato, rilevando anomalie econometriche nell’esposizione del tributo e degli interessi e sanzioni pretesi.
Tribunale di Catania – Provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20 L.n. 44/1999
Vi rimettiamo per vostra opportuna conoscenza il provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20 legge 44 del 99 emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ed ottenuto dall’Avvocato Marcello Sutera Sardo, di cui Vi lasciamo breve nota :
“… con grande soddisfazione Vi allego il provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20 L.n. 44/1999 emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania.
La vicenda trae origine da una denuncia querela per usura bancaria su un mutuo ipotecario sporta dal mutuatario unitamente all’istanza di sospensione dell’attività esecutiva ai sensi dell’art. 20, comma quarto, della legge n. 44/1999.
Il Pubblico Ministero, “alla luce degli atti contenuti allo stato nel procedimento penale, e in particolare della querela e della consulenza tecnica di parte allegata” (perizia SDL), ha ritenuto sussistenti le condizioni per sospendere la procedura esecutiva pendente nei confronti dell’istante.
E’ di tutta evidenza l’importanza di tale provvedimento. Infatti, il Pubblico Ministero ha ritenuto assolutamente fondate la querela e la perizia SDL.
Alla luce di ciò, ha provveduto a sospendere la procedura esecutiva pendente nei confronti dell’Assistito. Procedura in cui si era in attesa della fissazione della terza asta dell’immobile pignorato.”
Riportiamo l’articolo apparso oggi sul quotidiano nazionale LA PRIMA PAGINA con una considerazione dell’avvocato Biagio Riccio.
La Banca centrale europea ha dichiarato che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono “in fallimento o in probabile fallimento”. E ha informato il Single Resolution Board, (Srb) il quale ha deciso di non applicare la procedura di risoluzione. Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane.
Lo comunica oggi ADN Kronos che conferma come sia già pronto e immediato l’intervento del governo, che ha già pronta l’operazione di salvataggio.
SDL CENTROSTUDI LO AVEVA PREDETTO
Era il 27 novembre 2016 quando SDL Centrostudi SpA, il centro per la legalità che aiuta i correntisti contro usura e anatocismo, riportava una ricerca del Financial Times che anticipava la notizia. “OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES”
IL COMMENTO DELL’AVVOCATO BIAGIO RICCIO SULLA PAGINA FACEBOOK DI SDL CENTROSTUDI
Rapida la risposta dell’avvocato Biagio Riccio, che sulla pagina Facebook di SDL Centrostudi replica con fermezza. Riportiamo la sua riflessione coraggiosa sul sistma di vigilanza delle banche
SE UNA BANCA VALE UN EURO
Fa impressione sentire le cronache dei giornali che Intesa abbia offerto simbolicamente un euro per comprare gli asset positivi delle banche venete, mentre quelli negativi, crediti deteriorati in particolare, saranno a carico dello Stato ( la stessa operazione da sciacalli fu fatta con il Banco di Napoli).
È la funesta conclusione di una gestione ad opera di amministratori che hanno concesso fidi clientelari e non hanno saputo neppure gestire crediti deteriorati. Infatti si vuole procedere, giustamente, ad un’azione di responsabilità nei loro confronti
Ma sorgono alcune domande:
1- Come è possibile che nonostante la capitalizzazione ( iniezioni miliardarie ) di Fondo Atlante la banca popolare di Vicenza sia dichiarata insolvente?
2- Dove erano la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea quando nella pancia delle due banche, la Veneta e la Popolare di Vicenza, si sono formati montagne di sofferenze ( oltre 9,6 miliardi di euro ) che difficilmente saranno smaltite, con la conseguenza che il relativo buco ovviamente sarà pagato con soldi pubblici?
3- Siamo alla settima banca che salta.E tardivo il governo con la sua Commissione di inchiesta che non prenderà il largo, perché siamo a fine legislatura.Il sistema bancario è marcio perché le banche non seguono la loro naturale vocazione: quella dell’intermediario che raccoglie i depositi ed attua gli investimenti. Corrono ai facili profitti, quelli dei derivati, della finanziarizzazione, scommettendo con i risparmi della povera gente.
4- Bisogna avere il coraggio di punire banchieri senza scrupolo, ma anche BANCA D’ITALIA e la CONSOB che dormivano mentre il patrimonio dei risparmiatori italiani veniva mangiato vivo.
Abbiamo perso oltre un anno, bruciato milioni di euro ed il desolante destino è comunque quello della liquidazione di gloriose banche che hanno alimentato il nord est, la locomotiva dell’economia italiana.
Se una banca vale meno di un caffè siamo al baratro dell’economia reale. La nostra è la Repubblica delle banane.
Non è la prima volta che SDL Centrostudi pone dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano.
Questa, ancora una volta, ne è la riprova.

References: SENTENZA 
 sentenza 
 art. 183

Sentenza 
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 sentenza 
 art. 20
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