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QUADRO CONOSCITIVO PROPEDEUTICO ALL AVVIO DEL PROCEDIMENTO - PDF
QUADRO CONOSCITIVO PROPEDEUTICO ALL AVVIO DEL PROCEDIMENTO
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1 P R O V I N C I A D I P I S A DIPARTIMENTO DEL TERRITORIO Servizio Difesa del Suolo e Protezione Civile U.O. Georisorse Allegato 2 parte integrante e sostanziale della DCP 12 del 12/02/09 Piano Provinciale delle Attività Estrattive, di Recupero delle Aree Escavate e di Riutilizzo di Residui Recuperabili (PAERP) QUADRO CONOSCITIVO PROPEDEUTICO ALL AVVIO DEL PROCEDIMENTO
2 Indice 1. PREMESSA LA PRODUZIONE DI INERTI ED IL FABBISOGNO PROVINCIALE L analisi della produzione di inerti del PRAER... 4 La stima dei fabbisogni di inerti del PRAER Informazioni in possesso delle Amministrazioni comunali e degli operatori del settore LA CONSISTENZA DELLE RISORSE NATURALI Il PRAER ed i relativi elaborati ed allegati cartografici Carta Geologica e Geomorfologica alla scala 1: della Provincia di Pisa LA CONSISTENZA DELLA RISORSA DA RICICLO I VINCOLI CHE RESTRINGONO LA POSSIBILITÀ DI ESTRARRE Piano Territoriale di Coordinamento PTC della Provincia di Pisa Piano di Bacino: PAI del Fiume Arno e Piano Stralcio delle Attività estrattive del fiume Arno- PAI Toscana Costa Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Altri vincoli territoriali ed ambientali e limitazioni d uso del territorio APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO DEL PAERP
3 1. PREMESSA Questo documento presenta il quadro conoscitivo dal quale prende le mosse la redazione del PAERP ed è stato redatto dal gruppo di lavoro del piano costituito da personale della U.O. Georisorse della provincia di Pisa per integrarne il Documento di Avvio del Procedimento. Nel seguito verranno presentate le conoscenze di base a partire dalle quali il gruppo di redazione ha predisposto un piano integrativo di acquisizione del quadro conoscitivo necessario alla redazione del piano. Richiamando brevemente l obiettivo principale della pianificazione delle attività estrattive secondo la L.R.T. 78/1998, e cioè il bilanciamento dei volumi di inerti disponibili (da giacimenti naturali come da attività di riciclo) con i fabbisogni dei settori produttivi che dipendono dalle attività estrattive, possiamo concettualmente dividere le conoscenze attuali sulla risorsa litica e sulla potenzialità del suo sfruttamento in quattro capitoli: 1. il fabbisogno 2. la consistenza delle risorse naturali 3. la consistenza della risorsa da riciclo 4. i vincoli che restringono la possibilità di estrarre Il documento procederà quindi secondo questa articolazione per concludersi con l esame delle integrazioni necessarie per redigere il Piano. 2. LA PRODUZIONE DI INERTI ED IL FABBISOGNO PROVINCIALE L approccio alla conoscenza della produzione degli inerti e della definizione del fabbisogno può essere di tipo statistico o di tipo deterministico. La Regione, nella redazione del PRAER ha dovuto ovviamente scegliere l approccio statistico, per mancanza di dati diretti esaustivi, affidabili ed omogenei per tutte le province. Il piano è stato dimensionato sulla base delle conoscenze geologiche disponibili, ereditate principalmente dalla attuazione del PRAE tuttora vigente, e della ricostruzione della serie storica dei quantitativi estratti in Toscana nel periodo , determinati su basi statistiche utilizzando i dati del consumo di energia elettrica del comparto estrattivo, non essendo disponibili per il periodo rilevazioni della produzione reale. Il consumo di energia elettrica, è stato ritenuto quello più attendibile ai fini della definizione delle necessarie stime, in quanto i consumi energetici costituiscono uno dei termometri più utilizzati per la determinazione della congiuntura economica nelle diverse rilevazioni statistiche. E stato pertanto possibile stimare la dinamica di lungo periodo ( ) dell attività estrattiva, riferita ai diversi materiali di cava per l industria delle costruzioni pietrischi, sabbie e ghiaie, leganti (cemento, calce e gesso), argille per laterizi, altre lavorazioni di sostanze minerali non metallifere. I dati statistici basati sui consumi elettrici vanno però presi con qualche cautela in considerazione del fatto che nei siti di cava si sono sviluppate anche attività di prima lavorazione degli inerti medesimi e degli scarti dell edilizia o di sfridi di ornamentali; queste aumentano i consumi di elettricità senza che sia aumentata l estrazione. Nel corso della progettazione del PAERP occorrerà cercare di verificare l approccio statistico contenuto nel PRAER attraverso l analisi di dati diretti reperibili presso coloro che ne sono in possesso (enti pubblici o privati, società e ditte del settore estrattivo o edilizio, privati). 3
4 Inoltre, si procederà alla verifica della validità delle stime dei fabbisogni e della produzione degli inerti indicati nel PRAER per il periodo 2003/2012 con i dati reali che saranno raccolti nella fase di approfondimento del quadro conoscitivo. In tal modo si potrà constatare la correttezza delle previsioni fatte a supporto del piano regionale e del modello di calcolo utilizzato per gli anni 2003/2008, ed in caso di imprecisioni procedere alle necessarie modifiche al fine di garantire l autosufficienza provinciale e la copertura dei fabbisogni L analisi della produzione di inerti del PRAER L analisi dei fabbisogni è quella realizzata a supporto del dimensionamento del PRAER, che è stata stimata sulla base dei consumi di energia elettrica ed incrociata con i dati rilevati dai Comuni relativamente al solo anno 2000, dedotti dagli obblighi informativi sulla produzione annua prevista dalla L.R. 78/98. Nell anno 2000 erano attive in Provincia di Pisa 22 cave per l estrazione di inerti da costruzione e 2 cave per la produzione di ornamentali. La produzione complessiva nello stesso anno di inerti da costruzione era di mc, mentre è di soli 198 mc per il comparto degli ornamentali. La produzione dedotta dal trend dei consumi energetici ricostruito per il periodo rivela una dinamica in costante contrazione per la maggior parte dei materiali estratti nel corso di tutti gli anni 90. Si è dunque estratto di meno rispetto agli anni precedenti in tutto il periodo di attuazione del Piano Regionale delle Attività Estrattive Tale tendenza è avvalorata da una riduzione di quasi un terzo dei consumi di energia che lascia ipotizzare una analoga dinamica della produzione estrattiva di materiali per costruzione della regione nell arco del decennio; se si suppone, come è ragionevole, che la tecnologia possa avere influito sui consumi energetici dei macchinari utilizzati in cava (ipotesi energy saving), riducendoli, tale diminuzione è solo lievemente rallentata nei valori assoluti, ma non ribaltata nella tendenza generale di lungo periodo. I dati sui consumi energetici riportati nel PRAER indicano una situazione ben correlata ai cicli economici, con la scarsità di risorse destinate ad opere pubbliche e con le difficoltà di tutto il settore produttivo fino alla seconda metà del Una simile tendenza rappresenta un riferimento per la costruzione di un modello funzionale di stima delle quantità estratte in cava nel periodo pregresso e di ipotesi futura per il periodo di validità del piano. Entrando nel dettaglio delle valutazioni della produzione delle varie tipologie di materiale ricostruite nel PRAER si ricava quanto segue. Per quanto riguarda gli inerti da costruzione i pietrischi hanno subito una contrazione molto forte pari al 55% in meno rispetto alla produzione stimata agli inizi degli anni 90. Più moderata risulta la tendenza pur sempre in calo dell estrazione delle sabbie e delle ghiaie per le quali la riduzione stimata è stata superiore al 15%. Per quanto riguarda invece il materiale impiegato nella produzione di conglomerati cementizi e bituminosi e di prodotti trasformati dell edilizia (prefabbricati, ecc.), la produzione risulta in forte ascesa durante il periodo in esame. Infine l estrazione di sabbie e ghiaie nel 1999 in Toscana è stimata comunque essere pari a 3,6 milioni di mc rispetto ai 4,2 estratte all inizio del decennio La stima dei fabbisogni di inerti del PRAER Nel PRAER la stima del fabbisogno dei materiali inerti di cava del Settore I è stata determinata tramite una procedura basata sulla domanda di costruzioni relativamente a tutte le 4
5 forme (edilizia residenziale e non, opere pubbliche e recupero edilizio) definita nelle pubblicazioni ISTAT. Le incertezze di una tale determinazione derivano dal fatto che le serie storiche utilizzano unità di misura non sempre identiche (metri cubi di concessioni vuoto per pieno per l attività edilizia e milioni investiti per le opere pubbliche). Per tale motivo è stato necessario ricorrere a coefficienti di conversione delle unità di misura in cui si presentano i dati della domanda stessa, coefficienti che sono stati ricavati dalla bibliografia di settore e che potrebbero però generare approssimazioni sull entità reale del fabbisogno stimato. La stima è stata condotta per i vari componenti del Settore I del PRAE: gli inerti per costruzioni (i pietrischi o anche scarti di lavorazione del ciclo di trattamento, che vanno a trovare utilizzo nei rilevati o riempimenti, nei sottofondi stradali e nelle opere di drenaggio in genere), le sabbie e ghiaie principalmente impiegati nella fabbricazione di conglomerati cementizi e bituminosi, i granulati da frantumazione, destinati alla costruzione di massicciate, i leganti, cioè il cemento, il gesso e la calce, produtti con materiale inerte di vario genere, le argille per la costruzione dei laterizi, i calcari per usi industriali. Sulla base delle rilevazioni effettuate nell anno 2000 il fabbisogno provinciale per gli inerti di pregio per costruzione è stato stimato come da tabella seguente: Fabbisogno di inerti pregiati da costruzione per tipologia di domanda in Provincia di Pisa (m 3 lavorati - anno 2000) Edilizia residenziale Edilizia non residenziale Manutenzione ord. e straord. edilizia residenziale e non OOPP nuove Manutenzione ord. e straord. OOPP Totale Industria Costruzioni Il fabbisogno totale di inerti è invece valutato in m 3 così suddivisi: Fabbisogno totale di inerti per tipologia di domanda in Provincia di Pisa (m 3 lavorati - anno 2000) Edilizia residenziale Edilizia non residenziale Manutenzione ord. e straord. edilizia residenziale e non OOPP nuove Manutenzione ord. e straord. OOPP Totale Industria Costruzioni Sulla base delle valutazioni effettuate è stato predisposto uno schema di previsione dei fabbisogni annui per il periodo di validità del piano per l ambito provinciale di Pisa, sia per quanto riguarda gli inerti di pregio da costruzione, sia per quanto riguarda il fabbisogno totale di inerti. Per gli inerti di pregio da costruzione il PRAER stima un fabbisogno compreso tra mc di materiale lavorato per l anno 2000 e mc per l anno 2012, mentre il fabbisogno totale di inerti è compreso tra per l anno 2000 e mc per l anno La previsione formulata nel PRAER indicherebbe una sostanziale stabilità dei fabbisogni nel lungo periodo. Dopo una prima fase iniziale caratterizzata da una forte domanda nel corso del 2000 ed un successivo rallentamento per i 2-3 anni seguenti, si dovrebbe avere un periodo di costante ripresa della domanda, soprattutto negli anni , che si concretizzerà nella crescita del fabbisogno per la fine del periodo di validità del piano. 5
6 Per la provincia di Pisa viene stimato un surplus di offerta degli inerti di pregio nel periodo iniziale (anno 2004) e successivamente un fabbisogno crescente che comporterebbe per il periodo finale di validità del piano la necessità di autorizzare nuove estrazioni per un totale di mc in più. Per quanto riguarda invece gli inerti non di pregio la provincia di Pisa viene ritenuta essere fortemente deficitaria con un fabbisogno stimato che passa da mc per l anno 2003 a mc per l anno Il bisogno di incremento di produzione rispetto alle quantità stimate per gli inerti non di pregio passa da mc per l anno 2003 a mc in più per l anno Informazioni in possesso delle Amministrazioni comunali e degli operatori del settore La quasi totalità delle informazioni sulla produzione e sul fabbisogno di inerti sono detenute dai comuni nei quali si svolgono attività estrattive. A seguito dell entrata in vigore della L.R. 01/2004 infatti la competenza amministrativa in materia di vincolo idrogeologico è stata trasferita ai comuni. Da quel momento è venuto a mancare alla Provincia un importante elemento di conoscenza almeno per le cave che si trovano in aree a vincolo idrogeologico. La Provincia di Pisa continua ad avere conoscenza dettagliata dell attività estrattiva dei comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Fauglia e Montescudaio per i quali, in forza di apposite convenzioni, svolge le operazioni di controllo dell attività estrattiva. Per tutto il resto del territorio provinciale sarà necessario richiedere ai comuni tutte le informazioni in loro possesso relative all attività estrattiva svolta all interno del loro territorio negli anni trascorsi. I comuni dovrebbero aver compilato schede di rilevazione dei quantitativi estratti a partire dall anno 2000 secondo le categorie di utilizzo dei diversi materiali, ai sensi della normativa regionale in materia L.R. 78/98. Questi dati consentiranno di verificare i quantitativi della produzione e della domanda e contestualmente di verificare in proiezione la validità delle previsioni contenute nel PRAER per il periodo di validità del piano. Altro aspetto non meno importante è rappresentato dal confronto con gli operatori del settore, dai titolari di cava ai gestori di impianti di lavorazione, ai rivenditori di materiale inerte, le cui conoscenze rappresentano un elemento imprescindibile da considerare per la definizione dei fabbisogni a livello provinciale che dovranno trovare soddisfacimento nelle previsioni estrattive contenute nel PRAER. Presso i singoli operatori del settore e le associazioni di categoria, dovranno essere ricercati dati sui volumi lavorati presso gli impianti di selezione, sulle domande di acquisto del materiale inerte. 3. LA CONSISTENZA DELLE RISORSE NATURALI Anche in questo caso il PRAER costituisce la base di partenza per la pianificazione che il PAERP deve realizzare. È importante sottolineare comunque che, qualora la verifica del bilancio tra fabbisogno di inerte e disponibilità dai giacimenti previsti dal PRAER risultasse una carenza di materiale 6
7 disponibile, il PAERP può individuare nuove aree. Fondamentale a tale scopo è partire da una cartografia geologica di dettaglio e disponibile in formato vettoriale Il PRAER ed i relativi elaborati ed allegati cartografici Il Piano Regionale delle Attività Estrattive, di Recupero delle aree escavate e di riutilizzo dei residui recuperabili PRAER è suddiviso in due distinti Settori che disciplinano l estrazione di tutti i materiali di cava esistenti nel territorio regionale distinguendoli, come nel precedente PRAE, che sono: a) Settore I - materiali per usi industriali, per costruzioni ed opere civili, così come definiti alla lettera a), comma1, articolo 2 della L.R. 78/1998; b) Settore II - materiali ornamentali, definiti come tali alla lettera b), comma1, articolo 2 della L.R. 78/1998 e materiali storici, cioè quei materiali coltivati per uso ornamentale ed estratti da cave attive fin da tempi storici, la conoscenza delle quali riveste particolare importanza sia per l arte che per l edilizia e per il restauro monumentale, poiché rappresentano siti idonei al reperimento di inerti lapidei da impiegare per la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio artistico ed edilizio. Il PRAER è composto per entrambi i Settori dalle seguenti cartografie alla scala 1:25.000: 1. Carta delle Risorse che rappresenta la distribuzione oggettiva dei materiali lapidei oggetto di potenziale interesse estrattivo e di sfruttamento commerciale; 2. Carta dei Giacimenti che rappresenta le aree di risorsa depurate di quei settori soggetti a vincoli o condizionamenti esistenti sul territorio, ostativi all attività estrattiva. Con il termine di risorsa estrattiva si intende l insieme di tutte le formazioni geologiche che possono essere impiegate come materiali litici ornamentali o inerti. Nei fatti è difficile che una formazione geologica presenti caratteristiche chimico-fisico-meccaniche e ornamentali tali da renderla tutta d interesse commerciale, ma poiché la individuazione cartografica delle aree di affioramento delle formazioni geologiche di interesse è facile, avendo a disposizione carte geologiche di scala elevata, i redattori del PRAER hanno usato questo criterio per fornire una prima approssimazione della consistenza per eccesso della risorsa. Una forte scrematura di queste aree è stata fatta individuando solo quelle in aree già interessate da attività estrattive, o per le quali sono state avanzate proposte di inserimento da parte di privati o enti locali. In sintesi l individuazione delle aree di risorsa ha seguito i seguenti criteri: a) Sono riportate tutte le Risorse individuate dal PRAE ai sensi dell ex D.G.R. n. 200/1995 e successive modificazioni approvate dalla Regione. La superficie della Risorsa può riferirsi ad un unica cava attiva o comprendere più cave facenti parte di un unico bacino estrattivo. b) Gli inserimenti delle nuove aree di risorsa, le modifiche e le cancellazioni di quelle esistenti, sono state effettuate sia a seguito dell esame delle richieste pervenute alla Regione Toscana da Amministrazioni locali o da soggetti privati, a seguito dell esame istruttorio condotto dal Nucleo di Valutazione Regionale che ne ha individuato la compatibilità rispetto alle caratteristiche paesaggistico ambientali presenti ed in relazione all analisi dei fabbisogni sia in considerazione delle osservazioni espresse dalle Province e 7
8 da altre Amministrazioni, come descritto nel paragrafo 2.1 Quadro conoscitivo di questa relazione. c) L individuazione e la perimetrazione delle Risorse non tiene necessariamente conto della presenza di vincoli ritenuti ostativi all attività estrattiva o di condizionamenti determinati dall applicazione delle normative vigenti. L individuazione delle Risorse è stata effettuata senza tenere conto della presenza sul territorio di vincoli o prescrizioni derivanti dalla normativa che avrebbero potuto essere condizionanti dell attività estrattiva. Nella carta delle Risorse sono state ricomprese tutte le localizzazioni contenute nel P.R.A.E. vigente, insieme alle successive modifiche apportate, i nuovi inserimenti e le eventuali cancellazioni o modifiche apportate direttamente dalla Regione Toscana o approvate a seguito delle richieste presentate da Amministrazioni locali o da soggetti privati, a conclusione favorevole dell esame istruttorio condotto dal Nucleo di Valutazione Regionale, visto il parere e le osservazioni espresse in merito dalle Province e dai Comuni interessati. La Provincia dovrà procedere alla verifica ed al controllo, per tutte le aree previste, della sussistenza della compatibilità delle previsioni estrattive in rapporto alla presenza di eventuali nuovi vincoli ambientali e territoriali o di limitazioni d uso del suolo che possono essere sopraggiunti successivamente alla approvazione del piano da parte della Regione. Per ciascuna delle risorse individuate è stata redatta una scheda monografica, secondo lo schema tratto dall elaborazione di quelle già impiegate nel P.R.A.E./95, funzionale all individuazione ed alla valutazione delle risorse e dei giacimenti. La scheda fornisce la localizzazione dell area d indagine e le informazioni di carattere morfologico, geologico, giacimentologico, idrogeologico, paesaggistico e ambientale, utili a dare una valutazione della risorsa. Contiene anche indicazioni sulla commercializzazione, le infrastrutture e sulla dotazione dell azienda di macchinari ed impianti. Per la valutazione della risorsa mineraria le informazioni sono state desunte dalla ricerca bibliografica, dall'analisi geologica e dalle indagini di campagna e hanno consentito di effettuare la valutazione delle risorse dei siti estrattivi e di un loro congruo intorno. Sono stati adottati come criteri di valutazione: - nella provincia di pisa l attività estrattiva riguarda prevalentemente il settore i dei materiali inerti per usi industriali e per costruzioni civili, e subordinatamente il settore ii dei materiali ornamentali, riferibile essenzialmente al comparto dell alabastro. Nell ambito del Settore I il nuovo PRAER prevede nel territorio provinciale complessivamente 47 aree di risorsa e 37 aree di giacimento. La superficie complessiva delle previsioni risulta pari a: Risorse Giacimenti 1665,06 ha 1065,31 ha con una differenza percentuale di superficie tra le aree di Risorsa e quelle di Giacimento pari al 36%. Nelle tabelle seguenti sono riportati per ciascun comune della provincia di Pisa le aree di Risorsa e di Giacimento previste nel P.R.A.E.R. approvato dalla Regione Toscana. Per ciascuna area è indicato il codice di riferimento che ne definisce il numero progressivo e la tipologia merceologica del materiale presente, il nome della località dive si trova l area, l estensione planimetrica della previsione, il tipo di materiali estraibili e il quadrante della sezione della cartografia CTR a scala 1: in cui ricade. 8
9 Tav. 1 9
11 Tav. 2 11
12 Da queste aree è possibile l estrazione delle seguenti tipologie di materiale: 1. sabbie e ghiaie, conglomerati riferibili a depositi alluvionali di fondovalle o a depositi fluvio-lacustri più antichi con siti estrattivi nei comuni di Cascina, Chianni, Fauglia, Guardistallo, Lajatico, Montecatini V.C., Montescudaio, Monopoli Val d Arno, Palaia, Pomarance, S. Miniato e Volterra; 2. argille e limi con siti nei Comuni di Cascina, Castellina M.ma, Montecatini V.C., Fauglia e S. Giuliano T.; 3. arenarie metamorfiche usate come industriali tecnologici. L unico sito estrattivo si trova nel comune di Vicopisano (?); 4. calcari e calcareniti con siti nei Comuni di Casciana T., S. Giuliano T., Monteverdi M.mo e Vecchiano; 5. diaspri con siti nei Comuni di Casciana T. e Castelnuovo V.C.; 6. rocce verdi (serpentine, gabbri e diabase) con siti estrattivi nei comuni di Riparbella, Pomarance, Castelnuovo V.C., Montecatini V.C., S. Luce e Volterra; 7. gessi e alabastri con siti estrattivi ubicati nei comuni di Castellina M.ma, Pomarance, S. Luce, Montecatini V.C. e Volterra. Nell ambito del Settore II il PRAER prevede complessivamente 9 aree di risorsa nel territorio provinciale, ricadenti nei comuni di Montecatini V.d.C., Pomarance, S.Luce e Volterra e 9 aree di giacimento. La superficie complessiva delle previsioni del nuovo P.R.A.E.R. risulta pari a: Risorse m Giacimenti 1334,29 ha 856,8 ha con una differenza percentuale di superficie pari al 35,7%. Da queste aree sarà possibile estrarre i seguenti materiali: 1. alabastro, alabastro bianco, alabastro bardiglio. L attività estrattiva del settore delle pietre ornamentali nella Provincia di Pisa riguarda prevalentemente gli alabastri gessosi la cui estrazione e lavorazione ha origini e tradizioni molto antiche. In passato sono state coltivate e lavorate altre pietre attualmente non più utilizzate, che sono individuate e descritte come materiali storici. Nella tabella seguente sono riportati per ciascun comune della provincia di Pisa le aree di Risorsa previste nel P.R.A.E.R. approvato dalla Regione Toscana relativamente al Settore II degli ornamentali. Per ciascuna area è indicato il codice regionale del comunale di riferimento insieme al numero romano che indica la localizzazione ed al codice di accorpamento formazionale che ne definisce il numero progressivo e la tipologia merceologica del materiale presente, il nome della 12
13 località dove si trova l area, l estensione planimetrica della previsione, il tipo di materiali estraibili e il quadrante della sezione della cartografia CTR a scala 1: in cui ricade. Tav. 3 Tav. 4 Aree di Giacimento in Provincia di Pisa 3.2. Carta Geologica e Geomorfologica alla scala 1: della Provincia di Pisa Le conoscenze geologiche e geomorfologiche del territorio provinciale costituiscono un importante elemento di valutazione della validità delle previsioni estrattive contenute nel PRAER e delle proposte di inserimento di nuove aree o di modifica delle esistenti. Le informazioni 13
14 disponibili sono quelle desumibili dalla bibliografia, dall analisi geologica e dalle indagini geognostiche predisposte a supporto dei Piani strutturali comunali, dei progetti per la realizzazione di interventi pubblici o privati. Oltre a questi dati la Provincia di Pisa ha provveduto ad effettuare in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra di Pisa, che ne ha curato la supervisione scientifica, una carta di dettaglio dell assetto geologico e geomorfologico del territorio provinciale. La carta è stata rilevata sul terreno alla scala 1: ed ha consentito di aggiornare lo stato delle conoscenze disponibili relativamente all assetto del territorio. La nuova cartografia rappresenta pertanto una base di dettaglio ed omogenea che copre tutto il territorio provinciale e che consentirà di effettuare una prima valutazione della validità, per tipologia e quantità dei materiali potenzialmente estraibili, delle singole aree di previsione estrattiva individuate dal PRAER e delle eventuali ulteriori proposte di inserimento che potranno essere presentate durante la fase di predisposizione del piano provinciale da soggetti pubblici o da privati. Al fine di quantificare i volumi estraibili dai singoli giacimenti e le caratteristiche litotecniche e merceologiche del materiale, la scala 1:10.00 non è sufficiente, ed occorre procedere ad un rilievo geologico del massimo dettaglio consentito dalle cartografie di base disponibili corredato da sezioni geologiche incrociate che consentano di ricostruire il giacimento nelle tre dimensioni. Con l aiuto inoltre di analisi della fratturazione dell ammasso roccioso sarà possibile effettuare una stima attendibile, qualitativa e quantitativa, della potenzialità del giacimento. 4. LA CONSISTENZA DELLA RISORSA DA RICICLO La situazione Toscana della produzione di rifiuti inerti riutilizzabili e della capacità di trattamento preventivo a riuso, è descritta dai dati resi noti dalla Agenzia Regionale per il Recupero Risorse (ARRR) nella recente indagine Rifiuti inerti da costruzione e demolizione dell aprile 2004 che ha messo a confronto diverse stime delle quantità di scarti da C&D prodotti alla scala provinciale. La stima che viene ritenuta più attendibile quale dato sulla produzione dei rifiuti in Toscana è quella fornita da ANPAR che quantifica tali rifiuti in tonnellate/anno, a fronte della stima di t/anno secondo APAT e di t/anno secondo A.R.R.R.. Il PRAER stima una offerta di materiali inerti derivanti dal recupero degli scarti da costruzione e demolizione e degli scarti della lavorazione dei materiali ornamentali che passa da mc per l anno 2003 a mc per l anno Di questi quantitativi più della metà si stima che deriverà dal recupero degli scarti del settore degli ornamentali, il cui comparto estrattivo in Provincia di Pisa presenta al momento non poche difficoltà di reperimento di materiale di qualità da lavorare. Di tale stima sarà quindi importante effettuare una puntuale verifica della reale consistenza dei quantitativi disponibili recuperabili. Per passare da rifiuto a risorsa questi scarti debbono essere trattati in impianti che possono essere suddivisi in due principali tipologie: 1. Impianti mobili di frantumazione: derivano dai tradizionali impianti di frantumazione degli inerti di cava e sono utilizzati da imprese che fanno scavi e demolizioni e che reimpiegano il frantumato prevalentemente all'interno dello stesso cantiere. Non permettono la separazione dai rifiuti di demolizione delle diverse tipologie di materie estranee (quali carta, 14
15 legno, plastica e ferro) se non effettuata saltuariamente con interventi manuali da parte degli operatori. 2. Impianti fissi di trattamento e riciclaggio: sono costituiti da strutture stazionarie, vengono mossi mediante energia elettrica e devono essere collocati in sito baricentrico rispetto a un potenziale bacino di conferimento. Sono caratterizzati da potenzialità di trattamento superiori a quelle degli impianti mobili, ma si distinguono da questi ultimi principalmente per la differente tipologia dei prodotti ottenuti. Mediante l'impiego di sofisticate tecnologie, è possibile rimuovere in modo automatico la frazione leggera (carta, plastica e legno principalmente) e procedere a una deferrizzazione, arrivando a un grado di purezza in uscita superiore al 90%. Inoltre, l'inerte in ingresso viene sottoposto a un processo di trasformazione in materiali a granulometria differenziata, tale da renderlo poi assimilabile ai migliori inerti naturali. Secondo i dati A.R.R.R la capacità di trattamento degli scarti da C&D degli impianti esistenti in Provincia di Pisa è pari a t/anno. Da questa valutazione sono esclusi gli impianti mobili e gli impianti anche fissi che si limitano alla sola ed esclusiva riduzione volumetrica, senza procedimenti di selezione/raffinazione finalizzati all ottenimento di specifiche di qualità dei prodotti finali. Di tali impianti e della relativa produttività annua se ne dovrà tenere conto nel piano provinciale in quanto sono ritenuti dagli operatori del settore dare un contributo non trascurabile al trattamento ed al recupero degli scarti degli inerti. 5. I VINCOLI CHE RESTRINGONO LA POSSIBILITÀ DI ESTRARRE La pianificazione dell attività estrattiva deve armonizzarsi con la pianificazione territoriale, al fine di consentirne uno sviluppo sostenibile. Nel quadro conoscitivo alla base della redazione del PAERP sta quindi lo strumento principe della pianificazione territoriale a livello provinciale, il PTC, con tutti i suoi contenuti di quadro conoscitivo. Vi si affiancano poi i Piani di bacino, in particolare i Piani di assetto Idrogeologico (PAI), alle norme dei quali il PAERP si deve conformare. Vi sono poi altri piani di settore preesistenti dei quali il PAERP dovrà tenere di conto, in particolare il Piano Provinciale dei Rifiuti ed al Piano Faunistico venatorio della provincia di Pisa. Passiamo quindi in rassegna questi strumenti di pianificazione per delineare i confini all interno dei quali dovrà muoversi la pianificazione del PAERP Piano Territoriale di Coordinamento PTC della Provincia di Pisa Il PTC provinciale è l atto di pianificazione territoriale con il quale la Provincia esercita, un ruolo di coordinamento programmatico e di raccordo tra le politiche territoriali della Regione e la pianificazione urbanistica comunale. Costituisce inoltre il riferimento per l esercizio integrato delle funzioni attribuite alla Provincia in materia di gestione territoriale ed ambientale e per la verifica di conformità di ogni piano provinciale di settore avente rilevanza territoriale. Il PTC, contiene quanto previsto all art.20 comma 2 del D.Lgs n.267/2000 e si fonda pertanto sul principio generale dello sviluppo equilibrato e sostenibile di cui all art.1 c.1 della L.R 1/05.. Fissa 15
16 le norme generali per la tutela e l uso delle risorse del territorio, nel rispetto delle finalità di cui al comma 2 della stessa. Le norme del P.T.C. che si articolano in prescrizioni, direttive, criteri, indirizzi, parametri e salvaguardie sono volte a garantire lo sviluppo sostenibile mediante la tutela dell integrità fisica e dell'identità culturale del territorio e a precisare le trasformazioni, fisiche o funzionali, attivabili o da attivare. Il Piano Territoriale di Coordinamento, persegue come obiettivi generali: 1. la tutela dell integrità fisica ed il superamento delle situazioni di rischio ambientale; 2. la tutela e la valorizzazione dell identità culturale del territorio; 3. lo sviluppo equilibrato, integrato e sostenibile del territorio; 4. il miglioramento della qualità della vita ed il perseguimento di pari opportunità di vita per tutti i cittadini; 5. la valutazione preventiva degli effetti territoriali ed ambientali di ogni atto di governo del territorio e la massima sinergia tra i diversi livelli di pianificazione; 6. l integrazione delle politiche di settore, territoriali, ambientali, culturali, economiche e sociali. Tali obiettivi sono assunti come condizioni di ogni scelta di trasformazione fisica e funzionale. A tale fine promuove, l uso sostenibile delle risorse essenziali, la conoscenza, conservazione, la valorizzazione ed il recupero delle risorse naturali, del paesaggio, il riequilibrio della distribuzione territoriale e l integrazione delle funzioni nel territorio. Il PTC costituisce pertanto un importante elemento di conoscenza del territorio delle previsioni e finalità del quale si dovrà tenere conto, oltre agli aspetti prettamente geologo-tecnici e merceologici, per la valutazione della idoneità delle previsioni estrattive del PAERP e delle eventuali proposte di nuovo inserimento o di modifica delle aree esistenti, al fine di precisare la compatibilità della previsione estrattiva con gli obiettivi e le finalità del PTC provinciale. A tal proposito costituisce un elemento di fondamentale importanza per la elaborazione del PAERP il quadro conoscitivo del PTC in quanto contiene una importante messe di dati relativamente all assetto morfologico, vegetazionale, ed ambientale, nonché antropico ed infrastrutturale del territorio provinciale. Sono infatti elementi del quadro conoscitivo del PTC i seguenti elaborati: a) le Norme Tecniche di Attuazione; b) la Tav. P01 I Sistemi Territoriali della Provincia; c) la Tav. P04 Articolazione del Sistema Infrastruturale della Mobilità e degli interventi; d) la Tav. P06 Il Sistema Ambientale; e) la Tav. P07 Il Territorio Agricolo; f) la Tav. P06 La Vulnerabilità Idrogeologica; g) la Tav. P10 I Sistemi di Paesaggio; h) la Tav. P11 Modalità di Gestione dei l Sistema Vegetazionale; i) la Tav. P12 Le Aree Boscate e i Limiti alle Trasformazioni; 16
17 j) la Tav. P14 I Aree ed Elementi di Rilevanza Ecologica per la definizione della Rete Ecologica Provinciale; k) il Quadro Conoscitivo di base del PTC. Di tali aspetti si dovrà tenere conto in relazione alla valutazione degli impatti indotti dalle previsioni estrattive, della relativa sostenibilità ambientale e della conformità. Aspetti questi che insieme alle norme del PTC rappresentano elementi vincolanti di valutazione nella elaborazione del PAERP al fine di garantire le finalità di sviluppo sostenibile mediante la tutela dell'integrità fisica e dell'identità culturale del territorio Piano di Bacino: PAI del Fiume Arno e Piano Stralcio delle Attività estrattive del fiume Arno- PAI Toscana Costa I giacimenti individuati dal PRAER sono stati ottenuti eliminando dalle aree di risorsa quei settori che fossero vincolati da altri strumenti di pianificazione. Il quadro conoscitivo del PRAER tuttavia risale al 2003, data dopo la quale sono stati approvati i PAI delle tre autorità di bacino che interessano la Provincia di Pisa. Occorre quindi riverificare i perimetri delle aree di giacimenti del PRAER confrontandoli con le norme ad esse applicate dai PAI. Ciò ovviamente sarà necessario anche per le eventuali cave da ripristinare che si volesse inserire nelle previsioni del PAERP. Un esempio di come la normativa dei PAI vincoli l attività estrattiva è riscontrabile nel PAI dell Autorità di Bacino del Fiume Arno le Norme di Attuazione del quale prevedono che: nelle aree a pericolosità idraulica e geomorfologica l attività estrattiva è consentita, nel rispetto di quanto previsto dai Piani regionali per le attività estrattive vigenti e dal Piano di bacino, stralcio relativo alle Attività Estrattive (Fabbisogno materiali litoidi e cave), a condizione che non aumenti la pericolosità delle aree interessate (Art. 18). Inoltre viene previsto che nelle aree P.I.4, P.I.3, P.F.4, P.F.3 e P.F.2 l Autorità di bacino esprime un parere sulla compatibilità dell attività estrattiva con gli interventi di messa in sicurezza previsti dal PAI (Art. 18 Compatibilità delle attività estrattive nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata ed elevata e nelle aree a pericolosità da processi geomorfologici di versante). Si dovrà in particolare fare riferimento alle disposizioni contenute nel Piano Stralcio Attività Estrattive del Fiume Arno (PAE), approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1999 (GU n. 131 del ), che stabilisce specifiche norme per disciplinare la localizzazione delle attività estrattive all interno del bacino dell Arno e per regolamentarne il relativo esercizio. In particolare è fatto espresso divieto di asportazione dei materiali inerti sia in alveo ordinario che nelle aree golenali e nelle aree di naturale esondazione e/o di pertinenza fluviale (art.1), a meno che l attività estrattiva sia svolta all interno delle previsioni del Piano Regionale delle Attività Estrattive, sia finalizzata alla realizzazione di interventi per la riduzione del rischio idraulico o di opere pubbliche (cava di prestito) nel rispetto delle procedure previste dalla L.R n. 75. Sono inoltre indicati specifici indirizzi da considerare nella predisposizione dei piani e dei programmi per la disciplina dell attività estrattiva all interno del territorio del bacino. Viene prescritto l adeguamento ai Piani Stralcio approvati e l analisi della distribuzione delle risorse estrattive a scala regionale da basarsi su una analisi geolitologica. Si dovrà procedere alla valutazione delle potenzialità della singola previsione estrattiva e gli effetti 17
18 indotti sul paesaggio e sull ambiente dalle future attività estrattive nell ambito delle analisi da effettuare a supporto delle proposte di ampliamento o di apertura di nuove aree di cava Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti L obiettivo generale del Piano è quello di definire l assetto industriale per il servizio di gestione dei rifiuti urbani nell ATO, congruente con gli obiettivi della normativa statale e regionale e conforme ai requisiti ed agli standard di servizio richiesti dai Comuni. L aspetto del Piano dei rifiuti che riveste maggiore importanza per il PAERP è certamente quello che riguarda gli impianti di trattamento di inerti provenienti da interventi di demolizione e scavo. Attualmente in Provincia di Pisa è in esercizio un solo impianto di trattamento di rifiuti inerti in loc. Tiro a Segno nel Comune di Cascina, con una capacità produttiva annua pari a m 3, corrispondente a ca. 310 m 3 /giorno, quantitativo che confrontato con la stima di produzione di inerti da riciclo a livello provinciale pari a m3 (c.ca t) ne rappresenta circa l 80%. Già oggi dunque il solo impianto di Tiro a Segno non è in grado di trattare tutti irifiuti inerti prodotti in provincia. Quando poi andrà a regime il sistema di gestione dei rifiuti previsto da Piano Provinciale dei Rifiuti, che comporterà la localizzazione di aree di stoccaggio provvisorio dei rifiuti inerti quanto meno a livello comunale, è ragionevole attendersi che i volumi di inerte da trattare aumeteranno, tanto da richiedere la realizzazione di un altro impianto. La localizzazione di un nuovo centro di trattamento dovrà essere ricercata in un area che risulti strategica per l Alta Val d Era e la Val di Cecina, che attualmente risultano le più penalizzate rispetto ad un ipotetico conferimento all impianto esistente in località Tiro a Segno. In fase di elaborazione del PAERP si dovrà pertanto procedere alla verifica delle previsioni del Piano dei Rifiuti relativamente alla necessità o meno di realizzare nuovi impianti di trattamento inerti. I nuovi impianti dovranno essere ubicati in posizione baricentrica rispetto ai relativi bacini di utenza e dimensionati in relazione a quelli già esistenti gestiti direttamente dalle ditte che operano nel comparto estrattivo e che sono collocati nelle aree di cava (mobili), a servizio della singola attività, o localizzati esternamente e che trattano i materiali provenienti da più aree estrattive. Altro aspetto da valutare è la necessità di realizzare aree di stoccaggio degli inerti così come previsto dalla L.R. 78/98 al fine di consentire una ottimale gestione e rendere fattibile il relativo riutilizzo così come previsto dalla citata legge e indicato nello stesso PRAER al fine di ridurre la pressione sulle risorse naturali non rinnovabili Altri vincoli territoriali ed ambientali e limitazioni d uso del territorio Con la fase di elaborazione del PAERP si dovrà procedere al controllo ed alla verifica della presenza di vincoli ambientali o di limitazioni d uso del territorio sussistenti sulle aree di Risorsa o di Giacimento come descritti all art. 6 della delibera n 200/1995 Piano Regionale delle attività estrattive ai quali devono essere aggiunte le aree di cui al progetto Bioitaly, eseguito in attuazione della direttiva 92/43/CEE detta Habitat e di cui all allegato D della L.R. 6 aprile 2000 n. 56. Per l individuazione dei giacimenti coltivabili si dovrà procedere alla verifica dell eventuale sussistenza di vincoli considerati ostativi o ritenuti tali e di vincoli condizionanti. Secondo quanto stabilito dal PRAER sono considerati vincoli ostativi o ritenuti tali: 18
19 o Aree ricadenti in categoria b, c, d del sistema regionale delle aree protette di cui alla D.C.R. n. 296/88, fino a quando non diversamente normate dai Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali o dagli Strumenti Urbanistici Comunali, in attuazione della normativa vigente. o Aree con vincoli ostativi derivanti dall'attuazione della "Legge quadro sulle aree protette" n 394 e della L.R , n 49 "Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale". o Aree ambito A1 della D.C.R. 230/94 "Vincoli prescrizioni e direttive sul rischio idraulico", ora D.C.R. 12/2000. o Aree di salvaguardia delle opere di captazione delle acque destinate al consumo umano, in attuazione dell art. 21 del D.lgs n 152 e successive modificazioni ed integrazioni. o Zone di salvaguardia assoluta dei Piani di Bacino dell Arno e Toscana Costa. Sono considerati vincoli condizionanti: Aree di cui all Allegato D della L.R n 56 Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche -. in base alle quali l utilizzo a fini estrattivi è riferito esclusivamente al prelievo di materiali non reperibili all esterno di tali aree ed è comunque subordinato a specifica relazione di incidenza. Terreni rimboschiti con finanziamento o contributo finanziario pubblico ed aree boscate distrutte o danneggiate dal fuoco, in attuazione della L.R n 39 Legge forestale della Toscana e relativi regolamenti. Aree ricadenti in categoria (a) del Sistema regionale delle aree protette di cui alla D.C.R. 296/88 fino a quando non diversamente normate in attuazione della normativa vigente. Aree soggette alla D.C.R. 230/94 (ambito B), ora D.C.R. 12/2000. Altre zone di salvaguardia dei Piani di Bacino. Aree soggette a vincolo idrogeologico così come determinate ai sensi del regio decreto legge 30 dicembre 1923 n Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani. Aree soggette a vincolo archeologico o storico-monumentale o paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/1999 ex L. 1497/39 ed ex L. 431/85. Aree soggette a usi civici. Aree carsiche e grotte. Altri condizionamenti introdotti da normative urbanistiche di settore di qualsiasi livello. I vincoli condizionanti devono essere soggetti a valutazione in sede di variante urbanistica. 19
20 6. APPROFONDIMENTI DEL QUADRO CONOSCITIVO DEL PAERP Questi elementi di conoscenza rappresentano una base di partenza certamente importante ma che risulta necessario approfondire. Abbiamo infatti esaminato i limiti del quadro conoscitivo disponibile. È ora necessario passare in esame le conoscenze necessarie per integrarlo e permettere una pianificazione efficace. Da un lato abbiamo visto che le stime regionali dei fabbisogni e della produzione annua sono ricavate attraverso una grandezza indiretta, e cioè il consumo di energia da parte delle aziende del settore. È quindi necessario, nel PAERP verificare con dati di produzione reali, confrontando quelli provenienti dalle aziende con quelli rilevati direttamente dalle amministrazioni comunali. Un aspetto che risulta di fondamentale importanza per la valutazione della validità di tutto il piano e che è stato solo marginalmente affrontato nella documentazione allegata al PRAER è rappresentato dalla reale consistenza delle previsioni estrattive proposte ed in particolare se da queste aree potranno essere estratti i volumi di materiale inerte, per qualità e quantità, necessari al soddisfacimento del fabbisogno provinciale stimato e se la relativa distribuzione spaziale è la più conforme alle aree di principale impiego e di utilizzo finale del materiale inerte. L elaborazione del PAERP deve pertanto precisare ed approfondire il quadro conoscitivo predisposto dalla Regione a supporto del proprio piano. Un quadro conoscitivo adeguato alla predisposizione di un piano con il grado di approfondimento e di dettaglio richiesto, necessita di una completa verifica degli elementi conoscitivi disponibili nel quadro del PAERP. Sulla base delle considerazioni svolte nel precedente paragrafo, di seguito sono indicate le attività di approfondimento che sono ritenute necessarie. a. specificare su base cartografica a scala di maggior dettaglio (Carta Tecnica Regionale 1:10.000) le perimetrazioni delle aree di risorsa e di giacimento contenute nel PRAER su supporto cartografico non aggiornato e a scala 1:25.000; b. ;effettuare rilievi di campagna geologici e geomorfologici di dettaglio su base cartografica a scala 1:5.000/1: o superiore, laddove disponibile, delle aree di risorsa e di giacimento, al fine di ricostruire l assetto stratigrafico-strutturale dei litotipi potenzialmente sfruttabili e di definirne le caratteristiche merceologiche. Elaborare infine sezioni in scala adeguata al fine di procedere alla stima dei volumi potenzialmente estraibili c. effettuare rilievi agronomico-forestali di campagna delle aree di previsione estrattiva al fine di precisarne le caratteristiche vegetazionali e di valutare i possibili impatti prevedibili aggiornare il censimento delle attività estrattive in esercizio, specificandone lo stato di attuazione sulla base delle autorizzazioni rilasciate dai comuni, la tipologia dei materiali estratti, i metodi e le tecniche di coltivazione e di ripristino adottati, nonché le residue potenzialità estrattive in termini volumetrici e temporali; d. aggiornare il censimento delle cave dismesse e abbandonate senza alcun intervento di ripristino e reinserimento ambientale, evidenziando quelle che si trovano in condizioni di degrado ambientale o morfologico e che necessitano di interventi tesi a favorirne il recupero ed il reinserimento nel contesto territoriale circostante; e. precisare le stime dei volumi e la tipologia dei materiali provenienti dallo scarto delle lavorazioni per l estrazione dei materiali inerti, ornamentali e storici, e i materiali diversi dall attività estrattiva provenienti da interventi di demolizione e di scavo a, da sistemazioni 20
21 morfologiche e di aree in frana, da bonifiche agrarie che danno luogo a materiali di risulta, assimilabili agli inerti di cava e potenzialmente recuperabili e riutilizzabili; f. analizzare, definendola, la produzione annua di ciascun settore merceologico verificando inoltre la stima dei fabbisogni contenuta nel PRAER con la reale domanda espressa dai vari comparti economici relativamente al settore degli inerti e degli ornamentali, al fine di verificare la correttezza delle previsioni, di realizzare il bilancio tra produzione e fabbisogno nell ambito dei singoli bacini di utilizzo e la necessità di apportare modifiche o integrazioni. 21
Revisione dei Criteri e direttive per la formazione dei Piani delle Cave Provinciali di cui al Art. 5 comma 1 della L.R. n.14/1998) Relazione tecnica
Revisione dei Criteri e direttive per la formazione dei Piani delle Cave Provinciali di cui al Art. 5 comma 1 della L.R. n.14/1998) Relazione tecnica Dicembre 2009 Sommario 1 Premessa... 3 2 Normativa

References: articolo 2
 articolo 2
 art.20
 art.1
 art. 6
 art. 21
 Art. 5
 Art. 5