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Timestamp: 2020-08-14 09:05:17+00:00

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Impugnazione aggiudicazione, termini appello | Sentenze
Impugnazione aggiudicazione: sui termini per l’appello si è recentemente pronunciato il Consiglio di Stato.
Il disposto dell’art. 120, comma 6-bis, del cod. proc. amm., introdotto dall’art. 204 del d.lgs. 50/2016 (nuovo Codice dei contratti pubblici), che prevede, per la proposizione dell’appello nei casi considerati dal comma 2-bis (impugnazioni delle esclusioni o delle ammissioni alla procedura di affidamento, all’esito della valutazione dei requisiti soggettivi), un termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, non si applica all’impugnazione del provvedimento di aggiudicazione della gara non essendo tale atto ricompreso nell’elenco di cui al predetto comma 2-bis.
Ai sensi dell’art. 216 del d.lgs. 50/2016 le disposizioni del Codice si applicano alle procedure ed ai contratti per i quali i bandi o avvisi sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del Codice.
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Consiglio di Stato sentenza n. 4528 27 ottobre 2016
2. Con decreto n. 288 in data 27 ottobre 2015 l’appalto era stato definitivamente aggiudicato al r.t.i. tra Omissis – Omissis soc. coop., Omissis s.r.l. e Omissis s.r.l..
3. L’aggiudicazione è stata anzitutto impugnata dalla Omissis s.p.a. (n. 455/2015), collocatasi al terzo posto, sostenendo che la stazione appaltante avrebbe dovuto escludere l’aggiudicataria e la seconda classificata (OMISSIS – Omissis soc. coop., in .r.t.i. con Consorzio Omissis – OMISSIS soc. coop., Omissis S.p.a. e Omissis S.p.a.), in quanto gli intermediari che hanno rilasciato in loro favore la cauzione provvisoria, corredata dall’impegno a rilasciare quella definitiva in caso di aggiudicazione (OMISSIS Finanziaria S.p.a. per Omissis, e Omissis S.p.a. per OMISSIS), risultavano privi dell’autorizzazione al rilascio di garanzie in favore di enti pubblici.
4. Nel giudizio, ha proposto ricorso incidentale Omissis, sostenendo che Omissis avrebbe dovuto essere esclusa, per violazione dell’obbligo di corredare la cauzione provvisoria con l’impegno al rilascio della polizza globale di esecuzione di cui all’art. 129 del d.lgs. 163/2006, e per carenza dei requisiti di partecipazione (del r.t.p. con capogruppo la società di ingegneria Omissis s.c., di cui Omissis si era avvalsa).
5. L’aggiudicazione è stata impugnata anche dalla seconda classificata OMISSIS (n. 456/2015), sostenendo che avrebbe dovuto essere escluso il r.t.i. Omissis per difetto dei requisiti di partecipazione (in capo alla mandante Omissis S.r.l.).
6. Nel giudizio, ha proposto ricorso incidentale Omissis, sostenendo che OMISSIS avrebbe dovuto essere esclusa per difetto dei requisiti di partecipazione (del r.t.p. con capogruppo la società Omissis, di cui si era avvalsa).
7. Il TAR Friuli VG, con sentenza n. 109/2016, dopo aver respinto il relativo ricorso incidentale di Omissis (considerando inammissibili ex art. 34, cod. proc. amm. le censure sul difetto di requisiti del r.t.i. Omissis, in quanto concernenti poteri non ancora esercitati dalla stazione appaltante, che si era limitata a verificare il possesso dei requisiti nei confronti delle due prime classificate), ha accolto il ricorso di Omissis, ritenendo che OMISSIS ed Omissis non fossero abilitate a rilasciare cauzioni in favore di enti pubblici e che al riguardo non sussistessero incertezze e quindi non fosse ipotizzabile un affidamento incolpevole e non si potesse procedere al soccorso istruttorio, ed ha annullato l’aggiudicazione.
8. La sentenza ha anche negato il subentro nel contratto d’appalto, affermando che non vi era evidenza dell’intervenuta stipula e che l’aggiudicazione in favore di Omissis dovrà essere necessariamente precedute dai controlli sul possesso dei requisiti di cui all’art. 48 del d.lgs. n. 163/2006.
9. In conseguenza della sentenza n. 109/2016, il TAR, con sentenza n. 110/2016, ha dichiarato improcedibili per difetto di legittimazione il ricorso di OMISSIS ed il relativo ricorso incidentale di Omissis, affermando che entrambe sono prive di legittimazione a ricorrere, dovendosi questa riconoscersi esclusivamente ai soggetti che hanno legittimamente partecipato alla gara di cui si contestano giudizialmente gli esiti.
10. La sentenza n. 109/2016 è stata appellata sia da Omissis (n. 4551/2016) sia da OMISSIS (n. 4665/2016).
11. La sentenza n. 110/2016 è stata appellata da OMISSIS (n. 4928/2016) e Omissis ha proposto appello incidentale.
13. Nell’appello principale di Omissis (n. 4551/2016) si sono altresì costituite OMISSIS, in senso adesivo, e Omissis, che ha controdedotto puntualmente; così come hanno fatto negli appelli proposti da OMISSIS, rispettivamente, Omissis (nell’appello n. 4665/2016) e Omissis (nell’appello n. 4928/2016).
15. Si può cominciare dall’esame dell’appello di Omissis (n. 4551/2016).
16. Va anzitutto disattesa l’eccezione di tardività sollevata da Omissis con riferimento al disposto dell’art. 120, comma 6-bis, del cod. proc. amm., introdotto dall’art. 204 del d.lgs. 50/2016 (nuovo Codice dei contratti pubblici), che prevede, per la proposizione dell’appello nei casi considerati dal comma 2-bis (impugnazioni delle esclusioni o delle ammissioni alla procedura di affidamento, all’esito della valutazione dei requisiti soggettivi), un termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza.
Omissis anzitutto contesta la tesi del TAR secondo la quale la disciplina di gara e la normativa non potessero determinare alcuna incertezza in ordine alla legittimazione degli intermediari finanziari.
-la OMISSIS Finanziaria rientra tra gli intermediari iscritti ex art. 106 del d.lgs. 385/1993;
18.3. Soltanto dopo la presentazione delle offerte, sono intervenuti il comunicato del presidente dell’ANAC in data 6 luglio 2015 (che ha chiarito che, “fino al 12 maggio 2016, continuerà ad applicarsi, per gli intermediari non iscritti al nuovo albo unico, il regime antecedente secondo cui gli intermediari abilitati al rilascio delle garanzie previste dal Codice dei Contratti, sono soltanto quelli iscritti nell’elenco previsto dall’art. 107 del TUB”), e l’integrazione in data 21 ottobre 2015 (con cui è stato precisato la disponibilità sul sito della Banca d’Italia degli elenchi degli intermediari finanziari); nonché, la pubblicazione in data 29 luglio 2015 sul sito della Banca d’Italia di un avviso con allegato un elenco di soggetti segnalati per garanzie rilasciate in assenza di abilitazione, comprendente OMISSIS (e Omissis, che aveva rilasciato la cauzione a OMISSIS); il parere dell’ANAC n. 183 in data 28 ottobre 2015.
La latitudine applicativa della disposizione consente di comprendere nell’ambito del soccorso istruttorio l’irregolarità della cauzione provvisoria e della dichiarazione di impegno alla costituzione della cauzione definitiva, e priva di rilevanza concreta le argomentazioni svolte in contrario da Omissis.
22. In particolare, Omissis invoca quanto affermato da A.P. n. 34/2014, in ordine alle caratteristiche strutturali della cauzione, che costituisce parte integrante dell’offerta e non mero elemento di corredo della stessa, pertanto richiesta a pena di esclusione.
23. Inoltre, a fronte dell’orientamento secondo il quale la mancata presentazione o i vizi della cauzione provvisoria ex art. 75 del d.lgs. 163/2006 non costituiscono causa di esclusione ma irregolarità sanabile, non rientrando tra le ipotesi considerate dall’ art. 46, comma 1-bis (cfr. Cons. Stato, III, n. 5781/2013; V, n. 687/2015; III, n. 3918 o 6918/2015; in ultimo, V, n. 424/2016), Omissis sottolinea che l’art. 75, al comma 8, prevede espressamente l’esclusione per la carenza dell’impegno del fideiussore a rilasciare la garanzia per l’esecuzione del contratto (cauzione definitiva), che invece costituisce elemento essenziale dell’offerta (cfr. Cons. Stato, VI, n. 3198/2016), e che una garanzia invalida, perché rilasciata da soggetto non abilitato, determina l’invalidità anche dell’impegno che tale garante ha assunto alla prestazione della garanzia definitiva.
Nel corso della discussione in udienza, Omissis ha sostenuto che la pretesa di Omissis ad usufruire del soccorso istruttorio richiedesse un’impugnazione incidentale in primo grado.
Ma ciò contrasta col fatto Omissis era risultata aggiudicataria, e non aveva quindi interesse a censurare l’operato della stazione appaltante, mentre ben poteva eccepire la sussistenza dei presupposti del soccorso istruttorio per contrastare la pretesa alla sua esclusione avanzata da Omissis.
25. Pertanto, stante la complessità della disciplina e l’esigenza di tutelare l’affidamento, in coerenza con i canoni della leale cooperazione e del favor per la più ampia partecipazione alle gare pubbliche, contrariamente a quanto ha ritenuto la sentenza appellata, non poteva invocarsi l’automatica esclusione dalla gara di Omissis, ma l’irregolarità avrebbe dovuto essere oggetto di richiesta di integrazione attraverso il soccorso istruttorio (cfr., oltre a Cons. Stato, V, n. 687/2015, cit., TAR Abruzzo, Pescara, n. 154/2016; vedi anche TAR Lazio, III, n. 1656/2016; TAR Puglia, Bari, I, n. 766/2016 e n. 873/2016, nonché Cons. Stato, IV, n. 4620/2015 e n. 5621/2015 – ordd., che hanno ritenuto legittima la regolarizzazione in esito a soccorso istruttorio riguardo a garanzie rilasciate da OMISSIS Finanziaria).
26. Le considerazioni che precedono conducono ad accogliere l’appello di Omissis.
Ciò per economia processuale, ed anche considerando che, superata in ipotesi la preclusione del sindacato sul possesso dei requisiti affermata dal TAR in relazione all’art. 34 cod. proc. amm., la valutazione della riconducibilità alla fattispecie di cui all’art. 263 del d.P.R. 207/2010 ed alle previsioni della lex specialis dei servizi presentati dalla società di ingegneria Omissis s.c., di cui si è avvalso il r.t.i. Omissis, richiederebbe approfondimenti istruttori.
27. Può passarsi ad esaminare l’appello di OMISSIS (n. 4665/2016).
Per quanto esposto, non può essere condivisa la tesi, adombrata nell’appello, della idoneità della cauzione rilasciata da Omissis (intermediario che, secondo quanto prospettato dall’appellante e non confutato dalle controparti, si trovava, rispetto all’iscrizione all’elenco/albo, nella stessa condizione di OMISSIS Finanziaria) a soddisfare i requisiti della lex specialis.
Risultano invece fondate le censure, del tutto analoghe a quelle dell’appello Omissis, sopra esaminate, concernenti l’equivocità del quadro normativo, l’affidamento originato dal chiarimento n. 44, e la conseguente applicabilità del soccorso istruttorio per integrare la cauzione irregolare.
Pertanto, anche l’appello di OMISSIS avverso la sentenza n. 109/2016 deve essere accolto.
28. Infine, va esaminato l’appello di OMISSIS avverso la sentenza n. 110/2016 (n. 4928/2016).
Per disattendere l’eccezione di tardività basata sull’art. 120, comma 6-bis, cod. proc. amm., può richiamarsi quanto esposto al punto 16 in relazione all’appello di Omissis.
Con il primo motivo di appello si sostiene che nel caso in esame ci si trova di fronte ad una connessione per pregiudizialità ovvero per incompatibilità, che configura un vero e proprio obbligo di riunione dei ricorsi, mentre il TAR ha deciso separatamente le due impugnazioni pronunciando l’improcedibilità, peraltro senza che all’udienza di discussione fosse stato pronunciato alcun provvedimento di accoglimento del ricorso della Omissis.
Il Collegio osserva che, se di pregiudizialità si può parlare, essa concerneva anzitutto la questione della legittimazione a ricorrere di OMISSIS quale concorrente legittimamente in gara, e quindi, anche in caso di riunione, avrebbe comportato l’esame prioritario del ricorso di Omissis ed il medesimo esito di improcedibilità dell’impugnazione.
In ogni caso, l’unico svantaggio derivante a OMISSIS dalla omessa riunione dei ricorsi in primo grado consiste nell’aver dovuto appellare distintamente le due sentenze sopportando un doppio pagamento per il contributo unificato; ma in ordine al rimborso o risarcimento che da ciò astrattamente potrebbe derivare, OMISSIS non avanza pretese.
29. E’ invece corretto l’assunto, oggetto sostanziale del secondo motivo di appello, secondo il quale l’illegittimità della sentenza n. 109/2016 comporta il venir meno del presupposto su cui è basata la sentenza n. 110/2016, e legittima OMISSIS a contestare l’aggiudicazione a Omissis.
Occorre pertanto esaminare le censure, che l’appellante ripropone con il terzo motivo, concernenti la mancanza del possesso dei requisiti di partecipazione da parte delle imprese esecutrici dei lavori del r.t.i. Omissis.
– quanto ai requisiti spesi, la mandataria Omissis ha evidenziato il possesso della classifica VIII nella OG11 dichiarata come prevalente ritenendo assorbite le OS4, OS5, OS6 e OS7; tale modalità comporta, in base al disciplinare (pag. 6, punto 5.a): “in ogni caso, i requisiti relativi a tali categorie scorporabili, non posseduti direttamente, devono essere posseduti con riferimento alla categoria prevalente” (previsione in linea con l’art. 92, commi 1 e 3, del d.P.R. 207/2010), la dimostrazione del possesso di un importo di iscrizione nella categoria prevalente pari a euro 34.402.599,99 della OG1 + 39.313.954,11 delle categorie scorporabili non possedute e dichiarate assorbite nella prevalente, per un totale di euro 73.716.554,10;
– la mandante Omissis dichiarava di partecipare per le opere specialistiche scorporabili OS3, OS28 e OS30, raggruppate nella OG11, avendo la classifica VIII;
– la mandante Omissis per la OG1, con classifica IV-bis (oltre che per la OS21, class. IV-bis, non dichiarata come assorbita);
– il r.t.i. Omissis è verticale rispetto alle categorie specialistiche dichiarate scorporabili ed orizzontale rispetto alla categoria prevalente, e quindi di tipo misto, posto che nella domanda di partecipazione (punto A pag. 3) Omissis è mandante per le opere specialistiche dichiarate scorporabili afferenti la OG11 (coprendone il 100%), Omissis è mandante per quelle della OS21 (coperte al 100%) e per le opere della categoria prevalente OG1 (10%); Omissis è mandataria, coprendo l’importo relativo alle OG1 (competenza ad eseguirne il 90%).
32. Ne consegue, conclude l’appellante, che la mandante, in ossequio all’art. 92, comma 3, del d.P.R. 207/2010, avrebbe dovuto dimostrare il possesso di almeno il 10% del requisito relativo alla categoria richiesta, pena l’esclusione dalla gara. Ma Omissis non possiede requisiti pari al 10% di euro 73.716.554,10 avendo nella OG1 la classifica IV-bis, vale a dire fino a euro 3.500.000,00.
33. La tesi di OMISSIS non può essere condivisa.
Omissis risulta mandante al 10% per la categoria OG1, ma non, come indicato da OMISSIS, per euro 73.716.554,10 (importo complessivo di tutte le lavorazioni scorporabili e subappaltabili, con la sola esclusione della OS30 non subappaltabile), bensì per 34.402.599,99 ed è abilitata all’esecuzione dei lavori in detta categoria per detto limite in quanto possiede la SOA classificazione IV-bis (euro 3.500.000,00) superiore al 10% richiesto dall’art. 92, comma 2, del d.P.R. 207/2010.
La restante qualificazione in OG1 è garantita dalla Omissis, che dispone della SOA illimitata, in applicazione del comma 3 dell’art. 92, secondo cui “I requisiti relativi alle lavorazioni scorporabili non assunte dalle mandanti sono posseduti dalla mandataria con riferimento alla categoria prevalente …”.
In altri termini, Omissis era tenuta a coprire (oltre alla OS21) la parte della categoria prevalente OG1 “mancante” rispetto a quella indicata come assunta dalla mandataria, non anche dell’importo della OG1 aumentato per effetto dell’assorbimento delle categorie scorporabili, e coperto da Omissis (in ordine alla riferibilità alla categoria considerata del 10% posseduto dall’impresa mandante, cfr. anche il parere precontenzioso ANAC n. 50 del 19 marzo 2014).
Ne consegue, con il consolidamento della graduatoria originaria della gara in questione, la mancanza di interesse alla decisione nel merito dell’appello incidentale di Omissis, concernente la mancanza di requisiti di qualificazione in capo alla società Omissis (capogruppo del r.t.p. di cui si è avvalsa OMISSIS). L’appello incidentale pertanto risulta improcedibile.
35. In conclusione, l’appello n. 4551/2016 e l’appello n. 4665/2016 devono essere accolti, con conseguente riforma della sentenza n. 109/2016 e rigetto del ricorso proposto in primo grado da Omissis; mentre l’appello n. 4928/2016 deve essere accolto limitatamente alla riforma della pronuncia di improcedibilità contenuta nella sentenza n. 110/2016 e respinto per il resto, con conseguente dichiarazione di improcedibilità del relativo appello incidentale e rigetto del ricorso proposto in primo grado da OMISSIS.
– accoglie l’appello di Omissis – OmissisSoc. coop. n. 4551 del 2016;
– accoglie l’appello di OMISSIS – Omissis Soc. coop. n. 4665 del 2016;
– accoglie in parte l’appello di OMISSIS – Omissis Soc. coop. n. 4928 del 2016 e dichiara improcedibile il relativo appello incidentale di Omissis – OmissisSoc. coop.;
– per l’effetto, in riforma della sentenza del TAR Friuli Venezia Giulia n. 109 del 2016, respinge il ricorso proposto in primo grado da Omissis S.p.a., e, in riforma della sentenza del TAR Friuli Venezia Giulia n. 110 del 2016, dichiara ammissibile, ma infondato, il ricorso proposto in primo grado da OMISSIS – Omissis Soc. coop.;
sentenza n. 4528 27 ottobre 2016 termini appello amministrativo
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 34
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 art. 106
 art. 75
 art. 46
 sentenza 
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 Art. 25