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Timestamp: 2019-10-17 10:17:57+00:00

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L’omesso pagamento del ticket orario previsto per la sosta nelle zone regolamentate – Zsr - o per l’esposizione di ricevuta di pagamento scaduta
Il rapporto cittadino–pubblica amministrazione è sempre stato controverso e costellato da questioni che investono, nel quotidiano, un po’ tutti, a prescindere da attività svolta, grado di studio, reddito.
In particolare, ciò che è in grado, più di ogni altra cosa, di “riscaldare” gli animi sono, senza dubbio le sanzioni amministrative comminate dalla polizia locale per le violazioni al codice della strada.
Uno dei casi oggetto di ampia e recente discussione può considersi quello costituito dalla violazione dell’art. 7 c.d.s. sanzionato da parte di agenti accertatori della società concessionaria del Comune nell’esercizio di poteri loro conferiti da specifiche disposizioni di legge e regolamenti, dai decreti del sindaco per l’omesso pagamento del ticket orario previsto per la sosta nelle zone regolamentate (Zsr) o per l’esposizione di ricevuta di pagamento scaduta.
Le contravvenzioni per la violazione in questione sono certamente invise agli automobilisti – sempre più freneticamente alla ricerca di parcheggi – che, molto spesso, si rivolgono all’autorità giudiziaria competente (nello specifico, il giudice di pace) al fine di ottenere l’annullamento della sanzione perché ritenuta illegittima.
Motivo principale di impugnazione è costituito dalla facoltà concessa alla pubblica amministrazione dall’art. 7 c.d.s. che consente all’ente comunale di destinare a parcheggio aree sulle quali la sosta è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo della durata e della sosta, anche senza custodia del veicolo, a condizione che vengano contemporaneamente realizzati, nelle immediate vicinanze, parcheggi gratuiti.
Tuttavia, in deroga a quanto sopra, il comma 8 del ridetto art. 7 c.d.s. prevede la possibilità di istituire parcheggi a pagamento senza la contemporanea istituzione delle aree di libera sosta solamente nell’area pedonale e nella Ztl, nella zona omogenea A ex art. 2 del D.M. 02.04.1444 e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.
Pertanto, al Comune resistente in giudizio, per dimostrare di aver agito nel rispetto delle prescrizioni normative e confidare nel rigetto del ricorso, basterà produrre copia della deliberazione di giunta, con cui si è provveduto ad individuare e delimitare nell’area locale urbana le zone di particolare rilevanza urbanistica che per obiettive condizioni di traffico e di sosta rispondono ai requisiti previsti per la zona tariffaria e che in tale zona sia ricompresa quella in cui l’auto del trasgressore era in sosta.
A conferma di ciò, la Corte di cassazione, con sentenza n. 16258/2016 ha affermato il principio secondo cui “poiché l’assoggettamento al pagamento della sosta è un atto di regolamentazione della sosta stessa, la sosta del veicolo con ticket di pagamento esposto scaduto per decorso del tempo di sosta ha natura di illecito amministrativo e non si trasforma in inadempimento contrattuale..”.
Sul punto, è opportuno quanto statuito dal Supremo Collegio (Cass. civ. sez. II, n. 22036 del 02.09.2008), secondo cui “La sosta in un parcheggio, al pari di quella all’esterno di esso, rientra, dunque, nella previsione del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 157 comma 6, il quale stabilisce che “Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione e laddove il sindaco si sia avvalso del potere di stabilira, previa deliberazione della giunta aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe la stessa non si sottrae all’operatività della sanzione amministrativa pecuniaria nei casi protrattasi in violazione dei limiti o della regolamentazione al cui rispetto essa era subordinata”; nonché Tribunale di Taranto; R.G. n. 4661/2008 (Comune di Taranto – appellante c./ C.S. appellato); Tribunale di Bari – G.U. Dott.ssa M.L. Traversa; sentenza n. 2727/2015 (R.G. 7364/2011).
Sul punto, si richiama, altresì, quanto sancito dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo cui “La sosta in parcheggio, qualora sia subordinata al pagamento di una somma di denaro, non si sottrae all’operatività della sanzione pecuniaria di cui all’art. 7 co. 15 C.d.S.” (cfr. Cass. Civ. n. 20308 del 04.10.2011; Cass. civ. n. 30 del 09.01.2012; Cass. Civ. 8012/2015 del 20.04.2015).
Infine, per completezza, nell’ottica dell’erogazione della sanzione amministrativa, si evidenzia come a nulla rilevi che il ticket della ricevuta di pagamento esposto all’interno dell’abitacolo dell’auto in sosta sia scaduto o manchi del tutto, atteso che non vi è menzione della differenza nell’art. 7 C.d.S., in termini di attenuazione della sanzione stessa.
Così pure, degna di attenzione si mostra, inoltre, la sentenza n. 888 del 19.09.2012 con cui la Corte dei Conti; sez. giurid. Lazio ha condannato al risarcimento del danno erariale la società concessionaria delle aree a pagamento, perché consentiva ai trasgressori, entro 24 ore dall’accertamento effettuato dall’ausiliario del traffico, di regolarizzare il mancato pagamento del ticket della sosta, senza procedere alla contestazione della violazione del codice della strada.
Trattasi di modus operandi posto in essere in alcuni Comuni da parte delle società concessionarie, da ritenersi, dal punto di vista degli automobilisti, certamente più equo - tenuto conto della forte disparità tra l’importo del ticket non versato e la sanzione erogata – pur tuttavia ritenuto, come detto, illegittimo.

References: art. 7
 art. 2
 sentenza 
 art. 157
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
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