Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/702-bis
Timestamp: 2020-04-05 13:49:51+00:00

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I. Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell'articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5), 6) e l'avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell'articolo 163.
II. A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale, il quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento.
III. Il giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre dieci giorni prima dell'udienza; il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima dalla data fissata per la sua costituzione.
IV. Il convenuto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione, nonché formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d'ufficio.
V. Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell'udienza. Il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo. La costituzione del terzo in giudizio avviene a norma del quarto comma.
Protezione internazionale - Domanda presentata da minore straniero non accompagnato - Disciplina processuale applicabile - Principio del "tempus regit actum" - Cognizione del tribunale in composizione monocratica - Conseguenze - Fattispecie.
Nel caso di domanda di protezione internazionale proposta da un minore straniero non accompagnato, allorché alla data di deposito del ricorso non fosse ancora entrato in vigore l'art. 2, comma 4, del d.lgs. n. 220 del 2017 che - modificando l'art. 19-bis del d.l. n. 13 del 2017, conv. con modif. dalla l. n. 46 del 2017, ha esteso anche alle domande dei minori stranieri non accompagnati le regole del nuovo rito processuale in materia di protezione internazionale - in applicazione del principio "tempus regit actum" il procedimento così introdotto rimane di competenza della sezione ordinaria del tribunale in composizione monocratica, che giudica mediante il rito ordinario con provvedimento impugnabile in appello, sicché è nullo il decreto pronunciato dalla sezione specializzata del tribunale in composizione collegiale e direttamente ricorribile per cassazione. (Nella specie la Corte ha accolto il motivo di ricorso fondato sull'erronea inclusione del procedimento tra quelli di protezione internazionale di competenza della sezione specializzata per l'immigrazione, in composizione collegiale, dal momento che tale erronea qualificazione avrebbe determinato l'eliminazione del grado d'appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2020, n. 5387. Segue...
Liquidazione compenso avvocato giudiziale civile – Procedura ex art. 702 bis c.p.c. disciplinata dal combinato disposto dell’art. 14 e degli artt. 3 e 4 del d.lgs. n. 150/2011, in conformità alla sentenza 23/02/2018, n. 4485, delle Sezioni Unite – Compatibilità del rito sommario.
L'introduzione, ad opera del convenuto, d’una domanda ulteriore (riconvenzionale, di compensazione, di accertamento con efficacia di giudicato di un rapporto pregiudicante) rispetto a quella originaria (liquidazione compenso giudiziale civile) e la sua esorbitanza dal rito di cui all'art. 14 comporta che, ai sensi dell'art. 702-ter c.p.c., comma 4, si debba dar corso alla trattazione di detta domanda con il rito sommario congiuntamente a quella ex art. 14, qualora anche la domanda introdotta dal cliente si presti ad un'istruzione sommaria, mentre, in caso contrario, si impone di separarne la trattazione e di procedervi con il rito per essa di regola previsto (non potendo trovare applicazione, per l'esistenza della norma speciale, la possibilità di unitaria trattazione con il rito ordinario sull'intero cumulo di cause ai sensi dell'art. 40 c.p.c., comma 3).
L'introduzione, ad opera del convenuto, d’una domanda ulteriore (riconvenzionale, di compensazione, di accertamento con efficacia di giudicato di un rapporto pregiudicante) rispetto a quella originaria (liquidazione compenso giudiziale civile) e la sua esorbitanza dal rito di cui all'art. 14 non comporta che, ai sensi dell'art. 702-ter c.p.c., comma 4, si debba dar corso alla trattazione di detta domanda con il rito sommario congiuntamente a quella ex art. 14, qualora si ponga anche un problema di spostamento della competenza per ragioni di connessione (da risolversi ai sensi delle disposizioni degli artt. 34, 35 e 36 c.p.c.) e, se è stata adita la corte di appello, il problema della soggezione della domanda del cliente alla competenza di un giudice di primo grado, che ne impone la rimessione ad esso. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 18 Luglio 2019. Segue...
Controversia sui crediti professionali spettanti al difensore - Attività svolta davanti al giudice tributario - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento.
Rientra nella giurisdizione ordinaria la controversia instaurata dall'avvocato per recuperare il credito professionale vantato nei confronti del cliente per prestazioni rese innanzi al giudice tributario, trattandosi di contenzioso eterogeneo rispetto alla materia attribuita a quest'ultimo ex art. 2 del d.lgs. n. 546 del 2002, e non potendo trovare applicazione né l'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, che è norma sulla competenza e non sulla giurisdizione, relativa alle sole attività professionali svolte nel processo civile, con esclusione di quello penale, amministrativo o davanti ai giudici speciali, né l'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992, nel quale rientra la diversa ipotesi in cui siano reclamate somme liquidate dalle commissioni tributarie a titolo di spese processuali. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Ottobre 2018, n. 25938. Segue...
Avvocato e procuratore - Onorari - Procedimento di liquidazione - Domanda riguardante anche l'"an" della pretesa - Trattazione secondo le forme di cui all'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011 - Necessità - Conseguenze.
Le controversie per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti dell'avvocato nei confronti del proprio cliente previste dall'articolo 28 della l. n. 794 del 1942 - come risultante all'esito delle modifiche apportategli dall'art. 34 del d.lgs. n. 150 del 2011 e dell'abrogazione degli artt. 29 e 30 della medesima legge - devono essere trattate con la procedura prevista dall'art. 14 del menzionato d.lgs. n. 150, anche ove la domanda riguardi l'"an" della pretesa, senza possibilità, per il giudice adito, di trasformare il rito sommario in ordinario, ovvero di dichiarare l'inammissibilità della domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Marzo 2017, n. 5843. Segue...
Patrocinio a spese dello stato nel processo civile – Istanza di liquidazione presentata dal difensore dopo la pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta – Ammissibilità .
Può procedersi alla liquidazione del compenso in favore del legale della parte ammessa al patrocinio a spese dello stato che abbia presentato la relativa istanza in un momento successivo alla pronuncia del provvedimento che definisce il procedimento cui la stessa si riferisce, posto che l’art. 83 comma 3 bis del d.p.r. 115/2002, nel testo attualmente vigente, non prevede in modo espresso alcuna decadenza dal diritto alla liquidazione del compenso e che la reiezione della richiesta, in tale ipotesi, contrasta con la ratio della novella, tesa ad esigenze di accelerazione delle procedure di liquidazione e comporterebbe la necessità di instaurare un procedimento ex art. 702 bis c.p.c. nei confronti dello Stato debitore. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Settembre 2016. Segue...
Procedimento sommario di cognizione per rilascio immobile.
Mutuo e finanziamento in genere – Finanziamento con cessione del quinto dello stipendio – Finanziamento con delegazione irrevocabile di pagamento – Estinzione anticipata – Assimiliabilità delle fattispecie contrattuali – Oneri economici – Diritto del cliente al risarcimento – Sussistenza – Vessatorietà clausole contrattuali – Sussistenza .
Processo civile – Procedimento sommario ex art.702bis c.p.c. – Su materie oggetto di mediazione obbligatoria – Applicabilità della mediazione – Sussiste.
Anche nel processo sommario di cognizione di cui all’art.702bis c.p.c. trova applicazione la mediazione obbligatoria, a determinare l’obbligatorietà del procedimento di mediazione essendo la natura della controversia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 23 Marzo 2015. Segue...
Processo civile telematico - Procedimento sommario di cognizione - Deposito con modalità telematiche della comparsa di costituzione - Inammissibilità.
Nel giudizio ex art. 702-bis c.p.c. la comparsa di costituzione depositata in cancelleria per via telematica deve essere dichiarata inammissibile, in quanto nessuna norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma telematica dell’atto di costituzione in giudizio. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 22 Luglio 2014. Segue...
Processo civile telematico - Deposito dell’atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche - Esclusione - Ricorso introduttivo del procedimento sommario di cognizione - Inammissibilità.
Deve essere dichiarato inammissibile il ricorso ai sensi dell’articolo 702 bis c.p.c. depositato in cancelleria per via telematica, in quanto nessuna norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma telematica dell’atto introduttivo del giudizio. L’articolo 16 bis della legge 17 dicembre 2012, n. 221 prevede, infatti, il deposito con modalità telematica esclusivamente degli atti processuali delle parti già costituite. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Luglio 2014. Segue...
D.lgs. 1 settembre 2011 n. 150 – Semplificazione dei riti civili – Applicazione del procedimento Sommario di cognizione – Trattazione sommaria della opposizione alla stima – Violazione art. 3 Cost. – Esclusione – Natura di cognizione “piena” del procedimento – Orientamento dei giudici di merito..
Nella disciplina degli istituti processuali vige il principio della discrezionalità e insindacabilità delle scelte operate dal legislatore, nel limite della loro non manifesta irragionevolezza (ex multis, ordinanze n. 174 del 2012, n. 141 del 2011, e n. 164 del 2010). Con riferimento alla possibilità di prevedere altri riti, da parte del legislatore, accanto a quello ordinario, «la Costituzione non impone un modello vincolante di processo» (sentenza n. 341 del 2006, ordinanze n. 386 del 2004 e n. 389 del 2005): nel caso in esame, pertanto, non è censurabile la scelta di trattare con il procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis ss., cod. proc. civ. le controversie in materia di opposizione alla stima. Inoltre, invero, il giudice a quo non considera gli orientamenti finora espressi, nella prima fase di attuazione delle norme impugnate, dalla giurisprudenza di merito che qualifica il rito sommario di cognizione come un procedimento a cognizione piena, e ad istruttoria semplificata (ordinanze Tribunale di Piacenza, 26 maggio 2011; Tribunale di Varese, 18 novembre 2009 [in www.ilcaso.it, ndr]; Tribunale di Viterbo, 12 luglio 2010). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 16 Gennaio 2013, n. 10. Segue...
Resti umani detenuti dall’Università di Torino (nel caso di specie: restituzione del teschio del brigante Giuseppe Villella) – Trib. Lamezia Terme, sez. civ., ordinanza 3 ottobre 2012: condanna alla restituzione al Comune di Motta S. Lucia – Inibitoria della pronuncia – Verosimile fondatezza dei motivi di appello – Rischio grave per l’Università, dall’esecuzione della pronuncia – Sussiste – Sospensione..
Va sospesa l’efficacia esecutiva dell’ordinanza del tribunale di Lamezia Terme del 3 ottobre 2012, depositata in cancelleria in data 4 ottobre 2012, con cui il giudice, in un procedimento ex art. 702-bis c.p.c., ha condannato l’Università degli Studi di Torino alla restituzione al Comune di Motta S. Lucia del cranio di Giuseppe Villella detenuto nel Museo di antropologia criminale “Cesare Lombroso”, sito a Torino. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 08 Gennaio 2013. Segue...
Azione revocatoria ordinaria - Cessione di credito litigioso - Eventus damni - Consilium fraudis - Sussistenza - Procedimento sommario ex articolo 702 bis c.p.c. - Ammissibilità..
Tribunale Novara, 24 Giugno 2011. Segue...
Procedimento sommario di cognizione ex art. 702bis c.p.c. – Natura sommaria della causa – Nozione e criteri di distinzione – Complessità o difficoltà delle questioni giuridiche – Esclusione – Valutazione esclusivamente in base all’attività istruttoria da espletare – Necessità di attenersi alle istanze probatorie svolte dalle parti.
Procedimento sommario di cognizione ex art. 702bis c.p.c. – Natura di giudizio a cognizione piena ma ad istruttoria semplificata – Conseguenze sulla piena operatività del principio dell’onere probatorio a carico del ricorrente – Attenuazione di tale onere – Esclusione – Illegittimità costituzionale per violazione dell’art. 111 Cost. – Manifesta infondatezza.
Questione di legittimità costituzionale di una norma – Oggetto – Contenuto intrinseco della norma o sua interpretazione – Eccezione relativa all’utilizzo concreto della norma – Inammissibilità..
L’elemento decisivo su cui valutare la percorribilità o meno del rito sommario è l’attività istruttoria che deve essere svolta e non invece l’oggetto della domanda o la tipologia della controversia. La valutazione delle prove da assumere andrà fatta, da un lato, verificando, tra le prove proposte o formulate dalle parti, quali siano in concreto quelle rilevanti ed ammissibili nella causa (altrimenti potrebbero aversi facili strumentalizzazioni da parte di chi ha interesse ad allungare i tempi, mediante l’artificiosa indicazione di numerosissimi mezzi di prova) e, per converso, il giudice sarà vincolato proprio alle richieste istruttorie formulate (o, quanto meno, indicate) dalle parti, non potendone disporre d’ufficio (se non nei limiti dei poteri officiosi a lui concessi dalla legge, cfr. artt. 257 e 281ter c.p.c.), in applicazione del principio di disponibilità delle prove ex art. 115 c.p.c.. Può ben affermarsi che la distinzione tra cause assoggettabili o meno al rito sommario è non già quella tra cause facili e cause difficili in base all’oggetto della domanda ed alle questioni da trattare e decidere, bensì tra cause che richiedono un’attività istruttoria articolata e complessa e cause che richiedono un’istruzione breve e semplice (o, addirittura, non richiedono affatto attività istruttoria), da individuarsi esclusivamente in base al thema probandum proposto dalle parti. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)
Il procedimento sommario è a cognizione piena, ma ad istruttoria semplificata, come si evince sia dal fatto che il provvedimento finale è idoneo ad acquistare efficacia di giudicato ex art. 2909 c.c. (v. art. 702quater c.p.c.), sia dal fatto che le prove che il giudice deve assumere sono non già quelle “indispensabili” ai fini dell’oggetto della causa (come previsto dall’art. 669sexies c.p.c. in materia di procedimento cautelare uniforme) bensì quelle “rilevanti” ai fini del decidere (art. 702ter, 5° comma, c.p.c.); in pratica, nel rito di cui agli artt. 702bis e ss. c.p.c. la sommarietà non va intesa come superficialità o riduzione al minimo delle prove, bensì come omissione di formalità e di formule sacramentali e, quindi, di semplificazione e snellimento delle procedure. Conseguenza di questa concezione è che, nel rito sommario opera con pienezza e senza alcuna limitazione il principio dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c. e quindi, l’unico vantaggio che può ottenere l’attore rispetto al procedimento ordinario è quello di una maggiore speditezza della trattazione, ma non già un suo esonero dall’assolvimento di tale onere (oltre che di quello preventivo di allegazione). È quindi manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 702bis c.p.c. per contrasto con l’art. 111 Cost. perché consentirebbe al ricorrente di sottrarsi all’assolvimento dell’onere probatorio delle sue pretese, anche utilizzando tale strumento processuale in combinato disposto con l’istituto della consulenza tecnica preventiva. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)
L’illegittimità costituzionale di una norma può derivare soltanto dalla intrinseca contrarietà del suo contenuto precettivo rispetto alle norme o ai principi costituzionali, o, al più, dalla sua interpretazione (laddove sia cristallizzata nella giurisprudenza in modo tale da costituire “diritto vivente”), ma non già dall’utilizzo concreto (in ipotesi distorto) che una parte ne faccia, poiché questo è un elemento estrinseco alla regola legislativa che non può certo inficiarne la legittimità sostanziale. La nozione di abuso del diritto implica infatti il concetto di un uso “deviato” di strumenti di per sé leciti ed una simile situazione non può perciò trovare rimedio invalidando o espungendo dall’ordinamento la norma che è stata strumentalizzata a fini illeciti, ma deve essere risolta sanzionando il comportamento scorretto. (Fattispecie in tema di questione di illegittimità costituzionale sollevata in relazione al combinato disposto degli artt. 696bis e 702bis c.p.c. per come utilizzati in concreto dal ricorrente e costituenti, secondo la difesa convenuta, abuso dello strumento processuale). (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 27 Maggio 2011. Segue...
Procedimento sommario – Conversione del rito – Su richiesta del ricorrente – Sussiste – Diritto alla conversione del rito – Sussiste – Tutela del Diritto e non dello strumento che tende a soddisfarlo..
In materia di procedimento sommario di cognizione, prima della pronuncia del giudice sulle prove, i litiganti conservano la facoltà di “negoziare” il rito (da sommario ad ordinario) atteso che il procedimento ex artt. 702-bis e ss. costituisce un minus rispetto al rito ex artt. 183 e ss., quanto meno relativamente ai poteri difensivi (v. artt. 183 comma VI c.p.c.; 189, 190 c.p.c.; etc.). In particolare, al ricorrente va riconosciuto un vero e proprio jus poenitendi rispetto al rito prescelto (sommario anziché ordinario), tenuto conto dell’esigenza sostanziale di tutelare il diritto e non lo strumento che tende a soddisfarlo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 04 Aprile 2011. Segue...
Procedimento sommario – Controversie soggette al rito del lavoro – Applicabilità..
Il procedimento sommario previsto dagli articoli 702 bis e seguenti, codice di procedura civile, può trovare applicazione anche per le controversie soggette al rito del lavoro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 25 Gennaio 2011. Segue...
Processo civile - Competenza per territorio - Foro del consumatore - Adempimento di preliminare di compravendita di beni immobili - Applicabilità - Procedimento sommario..
Il cd. “foro del consumatore” stabilito dall'articolo 33, lett. u) del Codice del consumo, approvato con decreto legislativo 206 del 2005 è applicabile anche alle controversie aventi ad oggetto la domanda proposta ai sensi dell’art. 2932 c.c. di adempimento di un preliminare di compravendita di beni immobili, controversia, questa, peraltro compatibile con il rito sommario previsto dall'art. 702 bis, c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo-Carini, 19 Maggio 2010. Segue...
Processo civile – Rapporto di pregiudizialità – Procedimento sommario – Occupazione senza titolo di immobile..
Non vi è rapporto di pregiudizialità necessaria tra il giudizio volto a far dichiarare la simulazione del prezzo di cessione di quote di società e quello con il quale la società medesima chiede agli occupanti senza titolo il rilascio di un immobile di sua proprietà, diritto, questo, che, ove documentalmente provato, può ottenere tutela per mezzo del procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis e seguenti codice procedura civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 02 Marzo 2010. Segue...
Conto corrente bancario – Determinazione del saldo – Ricorso ex art. 702 bis e ss cod. proc. civ. – Mancata deduzione di prove testimoniali o altri mezzi di prova – Ammissibilità. .
E’ possibile far ricorso al procedimento di cui agli artt. 702 bis e seguenti codice procedura civile al fine di determinare il saldo del conto corrente, posto che, ove non siano state dedotte prove testimoniali o altre istanze, l’accertamento in questione richiede lo svolgimento di una semplice ctu. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 10 Febbraio 2010. Segue...
Processo civile – Nuovo procedimento sommario – Natura – Cognizione sommaria – Esclusione..
Le disposizioni di cui agli artt. 702-bis e ss. cod. proc. civ. prevedono un rito semplificato che non può però essere considerato un procedimento a cognizione sommaria. (fb) Tribunale Varese, 18 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Processo civile – Nuovo procedimento sommario – Calendario del processo – Incompatibilità..
La fissazione del calendario del processo non è compatibile con i procedimenti in cui prevalgono gli aspetti di semplificazione della trattazione o dell’istruzione della causa che connotano il procedimento di cui agli artt. 702-bis e ss. cod. proc. civ.. (fb) Tribunale Varese, 18 Novembre 2009, n. 0. Segue...

References: art. 702
 sentenza 
 art. 14
 art. 14
 art. 2
 art. 702
 art.702
 art. 702
 art. 3
 art. 702
 articolo 702
 art. 702
 art. 702
 art. 115
 art. 2909
 art. 702
 art. 2697
 art. 702