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Timestamp: 2018-03-18 15:26:53+00:00

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Testo di legge costituzionale sottoposto a REFERENDUM - Quotidiano LegaleQuotidiano Legale REFERENDUM COSTITUZIONALE il NO spiegato da 50 costituzionalisti.
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Scritto da: Redazione Scritto il: agosto 10, 2016 In: Diritto Costituzionale, Dottrina, Nazionale, Normativa
Di seguito il testo di Legge sottoposto a Referendum costituzionale. CAMERA DEI DEPUTATI TESTO LEGGE COSTITUZIONALE – Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075)
Il presente comunicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 3 della legge 25 maggio 1970, n. 352.
Le leggi che stabiliscono le modalita’ di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.
Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalita’ stabiliti dalla Costituzione, nonche’ all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attivita’ delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato.
« Art. 57. – Il Senato della Repubblica e’ composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformita’ alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalita’ stabilite dalla legge di cui al sesto comma.
(Modifica all’articolo 59 della Costituzione)
1. All’articolo 59 della Costituzione, il secondo comma e’ sostituito dal seguente:
« Il Presidente della Repubblica puo’ nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati ».
1. L’articolo 60 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 60. – La Camera dei deputati e’ eletta per cinque anni.
La durata della Camera dei deputati non puo’ essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra ».
(Modifica all’articolo 63 della Costituzione)
1. All’articolo 63 della Costituzione, dopo il primo comma e’ inserito il seguente:
« Il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o locali ».
« I regolamenti delle Camere garantiscono i diritti delle minoranze parlamentari. Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle opposizioni »;
b) il quarto comma e’ sostituito dal seguente:
« I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute delle Camere. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono »;
« I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni ».
1. All’articolo 66 della Costituzione e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
« Il Senato della Repubblica prende atto della cessazione dalla carica elettiva regionale o locale e della conseguente decadenza da senatore ».
1. L’articolo 67 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 67. – I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato ».
(Indennita’ parlamentare)
1. All’articolo 69 della Costituzione, le parole: « del Parlamento » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati ».
« Art. 70. – La funzione legislativa e’ esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di
consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Citta’ metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilita’ e di incompatibilita’ con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati e’ immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, puo’ disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica puo’ deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge puo’ essere promulgata.
L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, e’ disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati puo’ non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.
I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che puo’ deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.
Il Senato della Repubblica puo’, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attivita’ conoscitive, nonche’ formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati ».
« Il Senato della Repubblica puo’, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della
b) al secondo comma, la parola: « cinquantamila » e’ sostituita dalla seguente: « centocinquantamila » ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari »;
« Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d’indirizzo, nonche’ di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono
1. L’articolo 72 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 72. – Ogni disegno di legge di cui all’articolo 70, primo comma, presentato ad una Camera, e’, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Esclusi i casi di cui all’articolo 70, primo comma, e, in ogni caso, le leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli 79 e 81, sesto comma, il Governo puo’ chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo siaiscritto con priorita’ all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della meta’. Il termine puo’ essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonche’ alla complessita’ del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalita’ e i limiti del procedimento, anche con riferimento all’omogeneita’ del disegno di legge ».
1. All’articolo 73 della Costituzione, il primo comma e’ sostituito dai seguenti:
« Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.
Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimita’ costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall’approvazione della legge, prima dei quali la legge non puo’ essere promulgata. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge.
In caso di dichiarazione di illegittimita’ costituzionale, la legge non puo’ essere promulgata ».
2. All’articolo 134 della Costituzione, dopo il primo comma e’ aggiunto il seguente:
« La Corte costituzionale giudica altresi’ della legittimita’ costituzionale delle leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ai sensi dell’articolo 73, secondo comma ».
(Modifica dell’articolo 74 della Costituzione)
1. L’articolo 74 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 74. – Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, puo’ con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se la legge e’ nuovamente approvata, questa deve essere promulgata ».
(Modifica dell’articolo 75 della Costituzione)
1. L’articolo 75 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 75. – E’ indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La legge determina le modalita’ di attuazione del referendum ».
(Disposizioni in materia di decretazione d’urgenza)
a) al primo comma, le parole: « delle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « disposta con legge »;
b) al secondo comma, le parole: « alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono » sono sostituite dalle seguenti: « alla Camera dei deputati, anche quando la funzione legislativa e’ esercitata collettivamente dalle due Camere. La Camera dei deputati, anche se sciolta, e’ appositamente
convocata e si riunisce »;
1) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « o, nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto, a norma dell’articolo 74, una nuova deliberazione, entro novanta giorni dalla loro pubblicazione »;
2) al secondo periodo, le parole: « Le Camere possono » sono sostituite dalle seguenti: « La legge puo’ » e le parole: « con legge » sono soppresse;
« Il Governo non puo’, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, quinto comma, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina dell’organizzazione del procedimento elettorale e dello svolgimento delle elezioni; reiterare disposizioni adottate con decreti non
convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento.
L’esame, a norma dell’articolo 70, terzo e quarto comma, dei disegni di legge di conversione dei decreti e’ disposto dal Senato della Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno
di legge di conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni dalla presentazione.
Nel corso dell’esame dei disegni di legge di conversione dei decreti non possono essere approvate disposizioni estranee all’oggetto o alle finalita’ del decreto ».
1. L’articolo 78 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
1. All’articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: «di ciascuna Camera, » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati, ».
1. All’articolo 80 della Costituzione, le parole: « Le Camere autorizzano » sono sostituite dalle seguenti: « La Camera dei deputati autorizza » ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da entrambe le Camere ».
1. L’articolo 82 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 82. – La Camera dei deputati puo’ disporre inchieste su materie di pubblico interesse. Il Senato della Repubblica puo’ disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le autonomie territoriali.
A tale scopo ciascuna Camera nomina fra i propri componenti una Commissione. Alla Camera dei deputati la Commissione e’ formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorita’ giudiziaria ».
b) al terzo comma, il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: « Dal quarto scrutinio e’ sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dal settimo scrutinio e’ sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti ».
a) al secondo comma, le parole: « e i delegati regionali, » sono soppresse e dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: « Quando il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente della Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle, il Presidente del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune »;
b) al terzo comma, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «Se la Camera dei deputati e’ sciolta, o manca meno di tre mesi alla sua cessazione, l’elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione della Camera nuova ».
a) al primo comma, le parole: « del Senato » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati »;
b) al secondo comma, le parole: « il Presidente della Camera dei deputati indice » sono sostituite dalle seguenti: « il Presidente del Senato indice », le parole: « le Camere sono sciolte » sono sostituite dalle seguenti: « la Camera dei deputati e’ sciolta » e la parola: « loro » e’ sostituita dalla seguente: « sua ».
1. All’articolo 88 della Costituzione, il primo comma e’ sostituito dal seguente:
« Il Presidente della Repubblica puo’, sentito il suo Presidente, sciogliere la Camera dei deputati ».
a) al primo comma, le parole: « delle due Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati »;
b) al secondo comma, le parole: « Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia » sono sostituite dalle seguenti: « La fiducia e’ accordata o revocata »;
c) al terzo comma, le parole: « alle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « innanzi alla Camera dei deputati »;
d) al quarto comma, le parole: « di una o d’entrambe le Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati »;
e) al quinto comma, dopo la parola: « Camera » sono inserite le seguenti: « dei deputati ».
(Modifica all’articolo 96 della Costituzione)
1. All’articolo 96 della Costituzione, le parole: « del Senato della Repubblica o » sono soppresse.
(Modifica all’articolo 97 della Costituzione)
1. Il secondo comma dell’articolo 97 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento, l’imparzialita’ e la trasparenza dell’amministrazione ».
1. L’articolo 99 della Costituzione e’ abrogato.
(Modifica all’articolo 116 della Costituzione)
1. All’articolo 116 della Costituzione, il terzo comma e’ sostituito dal seguente:
« Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, m.), limitatamente alle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, q), limitatamente al commercio con l’estero, s) e u), limitatamente al governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119, purche’ la
Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge e’ approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata ».
(Modifica dell’articolo 117 della Costituzione)
1. L’articolo 117 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
Art. 117. – La potesta’ legislativa e’ esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche’ dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l’uniformita’ sul territorio nazionale;
s) tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
ambiente ed ecosistema; ordinamento sportivo; disposizioni generali e comuni sulle attivita’ culturali e sul turismo;
Spetta alle Regioni la potesta’ legislativa in materia di rappresentanza delle minoranze linguistiche, di pianificazione del territorio regionale e mobilita’ al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale; salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario; in materia di disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attivita’ culturali, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici, di
valorizzazione e organizzazione regionale del turismo, di regolazione, sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni finanziarie tra gli enti territoriali
della Regione per il rispetto degli obiettivi programmatici regionali e locali di finanza pubblica, nonche’ in ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva dello Stato.
Su proposta del Governo, la legge dello Stato puo’ intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unita’ giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi dell’Unione europea e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite con legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta’ regolamentare spetta allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative. E’ fatta salva la facolta’ dello Stato di delegare alle Regioni l’esercizio di tale potesta’ nelle materie di competenza legislativa esclusiva. I Comuni e le Citta’ metropolitane hanno potesta’ regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, nel rispetto della legge statale o regionale.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo’ concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato ».
(Modifiche all’articolo 118 della Costituzione)
a) al primo comma, la parola: « Province, » e’ soppressa;
« Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da assicurare la semplificazione e la trasparenza dell’azione amministrativa, secondo criteri di efficienza e di responsabilita’ degli amministratori »;
e) al quarto comma, la parola: «, Province » e’ soppressa.
(Modifica dell’articolo 119 della Costituzione)
1. L’articolo 119 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 119. – I Comuni, le Citta’ metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
I Comuni, le Citta’ metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri e dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, in armonia con la Costituzione e secondo quanto disposto dalla legge dello Stato ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacita’ fiscale per abitante.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle Citta’ metropolitane e delle Regioni. Con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza nell’esercizio delle medesime funzioni.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarieta’ sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Citta’ metropolitane e Regioni.
I Comuni, le Citta’ metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di’ ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti».
(Modifica all’articolo 120 della Costituzione)
1. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le parole: « Il Governo » sono inserite le seguenti: « , acquisito, salvi i casi di motivata urgenza, il parere del Senato della Repubblica, che deve essere reso entro quindici giorni dalla richiesta, » e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali dall’esercizio delle rispettive funzioni quando e’ stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente ».
1. All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresi’ i principi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza ».
1. All’articolo 126, primo comma, della Costituzione, l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: « Il decreto e’ adottato previo parere del Senato della Repubblica ».
« La Corte costituzionale e’ composta da quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica »;
b) al settimo comma, la parola: « senatore » e’ sostituita dalla seguente: « deputato ».
1. All’articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «delle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati ».
2. L’articolo 58 della Costituzione e’ abrogato.
3. L’articolo 61 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
« Art. 61. – L’elezione della nuova Camera dei deputati ha luogo entro settanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dall’elezione.
Finche’ non sia riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati i poteri della precedente ».
4. All’articolo 62 della Costituzione, il terzo comma e’ abrogato.
5. All’articolo 73, secondo comma, della Costituzione, le parole: «Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano » sono sostituite dalle seguenti: « Se la Camera dei deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara ».
a) al secondo comma, le parole: « delle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati » e la parola: «rispettivi » e’ sostituita dalla seguente: « suoi »;
b) al quarto comma, le parole: « Le Camere ogni anno approvano » sono sostituite dalle seguenti: « La Camera dei deputati ogni anno approva »;
c) al sesto comma, le parole: « di ciascuna Camera, » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati, ».
a) al terzo comma, le parole: « delle nuove Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della nuova Camera dei deputati »;
b) all’ottavo comma, le parole: « delle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati. Ratifica i trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, previa l’autorizzazione di entrambe le Camere »;
c) al nono comma, le parole: « dalle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « dalla Camera dei deputati ».
8. La rubrica del titolo V della parte II della Costituzione e’ sostituita dalla seguente: « Le Regioni, le Citta’ metropolitane e i Comuni ».
9. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le- parole: «, delle Province » sono inserite le seguenti: « autonome di Trento e di Bolzano ».
10. All’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, le parole:
« alle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « alla Camera dei deputati ».
11. All’articolo 122, secondo comma, della Costituzione, le parole:
« ad una delle Camere del Parlamento » sono sostituite dalle seguenti: « alla Camera dei deputati ».
12. All’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, le parole:
« della Provincia o delle Province interessate e » sono soppresse e le parole: « Province e Comuni, » sono sostituite dalle seguenti: « i Comuni, ».
13. All’articolo 133 della Costituzione, il primo comma e’ abrogato.
14. Il comma 2 dell’articolo 12 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
« 2. Il Comitato di cui al comma 1 e’ presieduto dal Presidente della Giunta della Camera dei deputati ».
« Art. 5. – 1. L’autorizzazione prevista dall’articolo 96 della Costituzione spetta alla Camera dei deputati, anche se il procedimento riguardi altresi’ soggetti che non sono membri della medesima Camera dei deputati »;
b) le parole: « Camera competente ai sensi dell’articolo 5 » e «Camera competente », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « Camera dei deputati ».
16. All’articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n.2, al primo periodo, le parole: « da questo in seduta comune delle due Camere » sono sostituite dalle seguenti: « da ciascuna Camera » e le parole: « componenti l’Assemblea » sono sostituite dalle seguenti:
« propri componenti »; al secondo periodo, le parole: « l’Assemblea » sono sostituite dalle seguenti: « di ciascuna Camera ».
1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere puo’ votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parita’ di resti, il seggio e’ assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, puo’ essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, e’ proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.
2. Quando, in base all’ultimo censimento generale della popolazione, il numero di senatori spettanti a una Regione, ai sensi dell’articolo 57 della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, e’ diverso da quello risultante in base al censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i senatori nel numero corrispondente all’ultimo censimento, anche in deroga al primo comma del medesimo articolo 57 della Costituzione. Si applicano in ogni caso le disposizioni di cui al comma 1.
6. La legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, e’ approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 4.
9. Fino all’adeguamento del regolamento della Camera dei deputati a quanto previsto dall’articolo 72, settimo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 12 della presente legge costituzionale, in ogni caso il differimento del termine previsto dal medesimo articolo non puo’ essere inferiore a dieci giorni.
11. In sede d i prima applicazione, nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso motivato presentato entro dieci giorni da tale data, o entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica, le leggi promulgate nella medesima legislatura che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte al giudizio di legittimita’ della Corte costituzionale. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni. Anche ai fini di cui al presente comma, il termine di cui al comma 6 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano conformano le rispettive disposizioni legislative e regolamentari a quanto ivi stabilito.
14. La Regione autonoma Valle d’Aosta/ Vallee d’Aoste esercita le funzioni provinciali gia’ attribuite alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
1. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e’ soppresso. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui e’ affidata la gestione provvisoria del CNEL, per le attivita’ relative al patrimonio, compreso quello immobiliare, nonche’ per la riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la Corte dei conti e per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione. All’atto dell’insediamento del commissario
straordinario decadono dall’incarico gli organi del CNEL e i suoi componenti per ogni funzione di istituto, compresa quella di rappresentanza.
3. Tenuto conto di quanto disposto dalla presente legge costituzionale, entro la legislatura in corso alla data della sua entrata in vigore, la Camera dei deputati e il Senato della
Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e razionalizzazione, all’integrazione funzionale delle amministrazioni parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine e’ istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato dal personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto unico del personale dipendente, nel quale sono raccolte e coordinate le disposizioni gia’ vigenti nei rispettivi ordinamenti e stabilite le procedure per le modificazioni successive da approvare in conformita’ ai principi di autonomia, imparzialita’ e accesso esclusivo e diretto con apposito concorso. Le Camere definiscono altresi’ di comune accordo le norme che regolano i contratti di lavoro alle dipendenze delle formazioni organizzate dei membri del Parlamento, previste dai regolamenti. Restano validi a ogni effetto i rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi.
4. Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale. Il mutamento delle circoscrizioni delle Citta’ metropolitane e’ stabilito con legge della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la Regione.
5. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 59, primo comma, della Costituzione, i senatori di cui al medesimo articolo 59, secondo comma, come sostituito dall’articolo 3 della presente legge costituzionale, non possono eccedere, in ogni caso, il numero complessivo di cinque, tenuto conto della permanenza in carica dei senatori a vita gia’ nominati alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Lo stato e le prerogative dei senatori di diritto e a vita restano regolati secondo le disposizioni gia’ vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
6. I senatori della Provincia autonoma di Bolzano/Autonome Provinz Bozen sono eletti tenendo conto della consistenza dei gruppi linguistici in base all’ultimo censimento. In sede di prima applicazione ogni consigliere puo’ votare per due liste di candidati, formate ciascuna da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori.
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Scritto da: Redazione il 10 agosto 2016.

References: Art. 57
 Art. 60
in fine
 Art. 67
 Art. 70
in fine
 Art. 72
 Art. 74
 Art. 75
in fine
in fine
 Art. 82

Art. 117
 Art. 119
in fine
in fine
 Art. 61
 Art. 5
 articolo 57
 articolo 59