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Timestamp: 2016-10-27 19:31:38+00:00

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⭐DOSSIER SU STANGIONI - bozza CONTESTO URBANISTICO-INSEDIATIVO... 2 PREVISIONI DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE... 2 PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE...
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1 DOSSIER SU STANGIONI - bozza Dossier Su Stangioni CONTESTO URBANISTICO-INSEDIATIVO... 2 PREVISIONI DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE... 2 PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE... 4 LA STRADA STATALE 554 COME LIMITE... 5 ITER CONSILIARE DEL PROGETTO... 6 PERCORSO DELIBERATIVO DEL PIANO... 7 STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE LEGGE REGIONALE 25 NOVEMBRE 2004, N 8 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO URBANISTICO COMUNALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE...13 REGOLAMENTO EDILIZIO PIANO STRATEGICO INTERCOMUNALE AREA VASTA DI CAGLIARI NUMERI DEL PROGETTO... 202 CONTESTO URBANISTICO-INSEDIATIVO PREVISIONI DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE Il PUC studiato dall ing. Corti prevedeva che proprio queste aree dovessero essere oggetto di pianificazione unitaria (tutto Su Stangioni dalla 554 sino a ricomprendere la motorizzazione e l'affaccio sulla 130) in quanto strategiche per il futuro di medio e lungo termine della città, sulla base di queste considerazioni venne individuata esclusivamente la possibilità dello studio di un unico comparto. Queste per il pianificatore, e non solo, sono le uniche aree presenti nel territorio del comune di Cagliari per le quali potevano essere programmati interventi qualificanti e di sviluppo della città. All interno dell areale di Su Stangioni sono presenti tre lotti edificati: ex inceneritore, Motorizzazione e Agenzia dell Entrate. Il resto della superficie non edificata sono campi irrigui dei quali alcuni incolti e abbandonati, pur se sono considerati tra i più fertili del Campidano. Nella stesura del PUC, Piano Urbanistico Comunale, l area di Su Stangioni venne classificata con diverse zonizzazioni: Ic - Ambito di intervento coordinato (area oggetto di Pianificazione attuativa privata) G2 - Servizi generali (area con sede del Ministero delle Finanze) Gt - Aree tecnologiche specializzate (ex inceneritore) GA1 - Zone attrezzature pubbliche private (area agricola abbandonata)3 Come si può notare l area oggetto dell intervento è definita planimetricamente, lateralmente dall area dell ex inceneritore a nord-est e dalla sedi del ministero delle finanze e della motorizzazione a sud-ovest. Gli altri confini sono verso altre zone agricole e alcune stradine di penetrazione agraria.4 E bene chiarire subito che di tutto il vasto comparto QN 2 (Quadro Normativo 2), l unica area edificabile per residenza è la sola Ic (Ambito di intervento coordinato), il resto può essere considerata, comunemente, area per verde attrezzato. Il presupposto dei Quadri Normativi è quello che l intervento che viene effettuato sia coordinato e contestuale, non frazionato nei tempi di esecuzione, proprio per evitare che realizzato l intervento più conveniente per il resto non ci sarà più interesse almeno che non si perseguano ulteriori varianti al PUC rendendo anche questo favorevole economicamente. PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE Il 25 novembre 2004 venne approvata la legge n.8, Piano Paesaggistico Regionale. Con questo piano tutti i comuni della Sardegna avrebbero dovuto adeguare il proprio PUC alle norme in esso previsto. Il piano inserisce l intera città di Cagliari tra i comuni costieri. Per il periodo che intercorre tra l entrata in vigore del PPR e quella di adeguamento del PUC, nello stesso piano sono state previste delle norme transitorie, art. 15 comma 1, valide per tutti i comuni costieri, per quanto riguarda le zone omogenee di espansione classificate C: omissis, Sono altresì realizzabili in conformità ai vigenti strumenti urbanistici comunali gli interventi edilizi ricadenti nelle zone C immediatamente contigue al tessuto urbano consolidato ed interclusi da elementi geografici, infrastrutturali ed insediativi che ne delimitino univocamente tutti i confini. Pertanto tutti gli interventi nelle zone C che non siano intercluse da opere di urbanizzazione ed edificazione lungo tutto il perimetro dell area non sono consentiti sino all adeguamento del PUC al PPR. Inoltre sempre nello stesso PPR agli artt sono state previste le prescrizioni e gli indirizzi per come individuare e normare le zone di futura espansione all'atto dell'adeguamento del PUC al PPR. Art Espansioni in programma. Prescrizioni 1. I Comuni, nell adeguamento degli strumenti urbanistici al P.P.R., si attengono alle seguenti prescrizioni: a) potranno essere individuate nuove aree da urbanizzare ai fini residenziali solo successivamente alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi, nell orizzonte temporale decennale, non soddisfatti dal consolidamento e dal recupero dell esistente. Tali aree dovranno essere adiacenti all urbanizzazione esistente secondo quanto disposto dall art. 21, commi 3 e 4(*), delle presenti norme e dovranno essere definite planimetricamente in modo da configurare conformazioni articolate e relazionate al contesto paesaggistico; b) al limite delle aree di espansione in programma, dovranno essere individuate e normate le aree verdi nelle quali è fatto divieto di realizzare qualsiasi forma di residenza e di attrezzature non programmate dalla pianificazione comunale dei servizi. Art Espansioni in programma. Indirizzi 1. I Comuni, nell adeguamento degli strumenti urbanistici al P.P.R., si attengono ai seguenti indirizzi: a) gli interventi di nuova edificazione e di urbanizzazione devono essere orientati a completare l'impianto urbano e ad omogeneizzare il tessuto edilizio in forme e modi coerenti con i caratteri del contesto; b) gli interventi di nuova espansione saranno orientati alla integrazione plurifunzionale, verificando e rafforzando la dotazione dei servizi e delle attrezzature collettive in modo da costituire differenti livelli di centralità urbana; c) al fine di assicurare la opportuna coerenza dell insieme, gli strumenti urbanistici dovranno proporre modelli insediativi di riferimento, da definirsi attraverso puntuali analisi morfo-tipologiche5 dell insediamento esistente, e dovranno essere corredati da progetti guida in grado di definire l articolazione planovolumetrica della pianificazione attuativa e di illustrare le tipologie architettoniche, nonché le tecniche e i materiali costruttivi, in funzione degli obiettivi di qualità paesaggistica; d) i nuovi interventi dovranno assicurare, sotto il profilo delle forme insediative e delle consistenze dimensionali, la compatibilità con il contesto, avuto riguardo ai requisiti tipologici e funzionali caratteristici delle attività da insediare. LA STRADA STATALE 554 COME LIMITE Il territorio del comune Cagliari appare quasi tutto completamente edificato ad eccezione delle due macro aree di Su Stangioni e San Lorenzo, oltre alcune aree di minore superfici posizionate all interno della città (cunei verdi). Area vasta definita dalla SS 554 che segna un limite ben definito tra zone urbanizzate e resto del territorio.6 ITER CONSILIARE DEL PROGETTO Approvato il PPR, l amministrazione comunale di centrodestra non ritenne opportuno adeguarne il PUC e dietro sollecitazioni imprenditoriali, che da subito cercarono di boicottare il PPR, ha seguito la strada di aggirare le norme di salvaguardia. Inoltre sfruttando le critiche del centrosinistra nei confronti del PUC perché non aveva individuato aree per piani di zona per l'edilizia economica e popolare la Giunta Comunale con delibera n. 696 del individuò tre aree in città dove, attraverso la partecipazione dei proprietari delle aree, vennero individuate 3 zone (tra le quali quella de Su Stangioni ) per la realizzazione di piani di zona. Il tutto su una previsione di incremento demografico che ipotizzava che per l edilizia agevolata necessitassero abitazioni. Dopo 3 mesi il Consiglio Comunale andando incontro alla disponibilità del sig. Pisano in rappresentanza di alcuni privati, diede incarico al competente Servizio Pianificazione del Territorio la predisposizione di uno studio generale del comparto QN2 prefigurando la possibilità di un inserimento armonico di un Piano di Zona, insistente nella zona IC del comparto QN2. Con Delibera della Giunta Comunale n. 1 del nonostante il parere negativo della Commissione Edilizia per la parte relativa al P.d.Z., si ritiene che la stessa sia formalmente e tecnicamente non adeguata e funzionale ad un coerente processo di sviluppo urbano, delibera di proporre al Consiglio Comunale di esprimersi in merito alla proposta presentata dal sig. Giacomo Pisano. Successivamente con delibera della Giunta Comunale n. 226 del stanzia la somma di ,00 per la redazione del progetto di massima per il Piano di Zona e successivamente la stessa Giunta con delibera n. 14 del approvò lo studio generale di sistemazione quale piano d indirizzi per l attuazione delle previsioni del P.U.C. e per la predisposizione dei Piani di Zona e Piani di Edilizia Economica Popolare nel comparto IC. Il Consiglio Comunale con delibera n. 54 del , con voto quasi unanime rattifica quanto deciso dalla G.C. Subito dopo poco più di un mese inizia il percorso di variante allo strumento urbanistico con delibere: 1) Adozione della variante al PUC G.C. n. 208 del e C.C. n. 69 del ; 2) G.C. n. 53 del e C.C.. 35 del Da guinnes dei primati solo sei mesi e mezzo per una variante al piano urbanistico comunale. Ultimo atto le delibere di G.C. n. 69 del e Consiglio Comunale n. 20 del favorevoli ai sensi del parere preventivo ex art. 15 R.E. e deroga altezze fabbricati ex art. 39 ultimo comma N.T.A. del PUC- Piano Particolareggiato Comune di Cagliari area sita in località Su Stangioni sottozona urbanistica I.C. compresa nel Quadro Normativo n. 2/1 Unità Cartografica n. 8 Di seguito sinteticamente è stato riportato il quadro deliberativo che ha accompagnato la prima parte del percorso che sino ad oggi ha attuato l amministrazione comunale ( 2005 e 2011).7 PERCORSO DELIBERATIVO DEL PIANO Delibera G.C. n. 696 del Individuazione aree, per l ubicazione dei piani di zona per l edilizia economica e popolare, inserite nelle sottoelencate zone denominate IC e rendono possibile la localizzazione di interventi di EEP ai sensi dell art. 40 della L.R.45/89: U.C. n. 5 QN 4 Fangario ; U.C. n. 8 QN 2 Su Stangioni ; U.C. n. 4 QN 13/1 Terramaini ; Delibera Consiglio Comunale n. 31 del (verbale n. 16) Riferita alla delibera G.C. n. 696/2005. Individuazione aree nelle quali localizzare interventi di EEP ai sensi dell art. 40 L.R. n. 45/1989, un iniziativa volta al reperimento di aree di Edilizia Economica Popolare e al fine di evitare l attuazione dei piani in questione mediante l acquisizione, da parte dell Amministrazione stessa, dell intera superficie di piano a titolo oneroso, ed individuare proposte di attuazione di piani di zona per l edilizia economica e popolare eventualmente avanzate dagli operatori privati nelle aree individuate. Le esigenze di edilizia economica e popolare della città sono state quantificate in unità abitative e conseguentemente sono state individuate aree per i piani di zona per soddisfare il fabbisogno abitativo minimo di abitanti e che, pertanto, dovrebbe avere, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, una volumetria di mc Andando incontro alla volontà dei privati di rendere disponibile l area di loro proprietà l Amministrazione ha richiesto al competente Servizio Pianificazione del Territorio la predisposizione di uno studio generale del comparto QN2 che prefiguri la possibilità di un inserimento armonico di un Piano di Zona, insistente nella zona IC del comparto QN2, privilegiando i temi della sostenibilità, della rinaturalizzazione, del decentramento delle funzioni ed in generale della ricerca della migliore qualità della vita per i destinatari degli alloggi del Piano di Zona; Delibera G.C. n. 1 del D E L I B E R A di proporre al Consiglio Comunale di esprimersi in merito alla proposta presentata dal sig. giacomo pisano proposta di attuazione del Piano di Zona ricadente nell Unità Cartografica n. 8 del Quadro Normativo n. 2 (denominato Su Stangioni ) classificata come zona urbanistica IC e disciplinata dagli artt. 39 e 41 delle Norme di Attuazione del P.U.C.; presentata il 16/08/2006 al n (2060/URB) e integrata il 28/09/2006 al n (2387/URB) ed il 20/10/2006 al n (2607/URB), il Sig. Giacomo Pisano - in qualità di coordinatore di un insieme di proprietari di terreni ricedenti nell U.C. n. 8 - ha presentato una proposta di attuazione del Piano di Zona ricadente nell Unità Cartografica n. 8 del Quadro Normativo n. 2 (denominato Su Stangioni ) zona urbanistica IC e disciplinata dagli artt. 39 e 41 delle Norme di Attuazione del P.U.C.. l area interessata ricade nell ambito di paesaggio costiero n. 1 denominato Golfo di Cagliari e, tranne per una piccola porzione di forma triangolare, risulta esterna al perimetro che individua la Fascia Costiera; la Scheda illustrativa delle caratteristiche e degli indirizzi progettuali dell Ambito n. 1 prevede, tra gli altri, i seguenti indirizzi: Conservare i cunei verdi e gli spazi vuoti ancora esistenti per contrastare la tendenziale saldatura delle periferie urbane, attraverso la costruzione di fasce verdi o altre tipologie di spazi aperti pubblici extraurbani, anche al fine di riconfigurare i limiti dell edificato. Riqualificare i confini delle aree urbane interpretate come zone di transizione in rapporto alle aree marginali agricole, per la creazione di una fascia a verde che offra l occasione per una riqualificazione in termini generali dell abitato residenziale, attraverso la connessione di percorsi alberati, aree verdi e spazi di relazione.8 la proposta è stata esaminata nella Commissione Edilizia del 27/12/2006 riportando il seguente parere: Visto quanto espresso dagli uffici nell istruttoria tecnica, la C.E. ritiene che la rilevanza urbanistica del comparto individuato dal Q.N. 2 U.C. n. 8 del P.U.C. di Cagliari richieda comunque una interpretazione programmatica e progettuale allineata con gli obiettivi strategici dello sviluppo urbano promossi dall Amministrazione. Per quanto in particolare concerne la proposta progettuale, esaminata da questa C.E. per gli aspetti riguardanti la manifestazione di interesse richiesta dall Amministrazione, pertanto per la parte relativa al P.d.Z., si ritiene che la stessa sia formalmente e tecnicamente non adeguata e funzionale ad un coerente processo di sviluppo urbano. Delibera G.C. n. 226 del Stanziamento di ,00 per il PROGETTO DI MASSIMA PER IL PIANO DI ZONA SU STANGIONI SAN LORENZO E ATTIVITA CONNESSE ALL ADEGUAMENTO DEL PUC AL PPR da redarre a cura dell ufficio tecnico Delibera G.C. n. 14 del Approvazione studio generale di sistemazione quale piano d indirizzi per l attuazione delle previsioni del P.U.C. e per la predisposizione dei Piani di Zona e Piani di Edilizia Economica Popolare nel comparto IC. Con raccomandazioni: a) ripartizione del 40 e del 60 per cento, rispettivamente, per le aree destinate a edilizia economica e popolare e per le aree destinate a residenza; b) il collegamento previsto nel piano in esame, tra Mulinu Becciu e i nuovi insediamenti, non abbia la caratteristica di una viabilità alternativa, bensì, prevalentemente pedonale allo scopo di consentire la fruibilità dei nuovi servizi e, in particolare, di quello previsto per i trasporti pubblici di area vasta su rotaie da parte degli abitanti già insediati. Delibera Consiglio Comunale n. 54 del Viene approvato lo studio generale di sistemazione del comparto QN 2 "Su Stangioni", redatto dal Servizio Pianificazione del Territorio, come richiesto con la del. CC n. 31/2006 e composto da elaborati progettuali, quale piano di indirizzi per l'attuazione delle previsioni del PUC e per la predisposizione dei Piani di Zona e di Edilizia Economico popolare nel comparto IC. Viene dato mandato di concertare con l'amministrazione della Regione Sardegna l'approvazione di tale studio quale anticipazione dell'adeguamento del PUC al Piano Paesaggistico Regionale finalizzata alla risoluzione del problema della messa a disposizione di vaste aree per la realizzazione di interventi di edilizia abitativa ecosostenibile ed a costi calmierati destinati alla soluzione del problema del disagio abitativo nell'ambito del Comune di Cagliari. Viene stabilito che nello studio del piano di zona riferito al QN in argomento, il 40% delle volumetrie residenziali complessivamente comprese nei piani attuativi sia destinato a edilizia economico popolare ed il restante 60% ad attività edilizia libera. Stabilendo inoltre che il 20% della quota del 40% sia destinata alla edilizia sovvenzionata; Viene inoltre dato mandato, al Servizio Pianificazione del Territorio: - di predisporre una variante al PUC coerente con lo studio predisposto e che riduce il QN 2 escludendo le aree già comprese nella perimetrazione del piano CASIC e le altre aree periferiche, inoltre di prevedere, la possibilità di costituire nel medesimo QN 2 diversi comparti attuativi, in relazione alla possibilità di sviluppo in tempi diversi. - di predisporre un piano attuativo, nel rispetto della variante su indicata, esteso al comparto identificato nella variante come ambito indispensabile a sostenere la realizzazione di un Piano di Zona nel comparto IC - QN 2 "Su Stangioni", secondo le percentuali sopra indicate per le volumetrie residenziali, adeguando il collegamento stradale previsto nello studio e conferendogli carattere prevalentemente pedonale, e non di viabilità veicolare alternativa, al fine di facilitare e promuovere l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, ed in particolare quelli programmati dall'amministrazione d'intesa con la Regione.9 Delibera G.C. n. 208 del Adozione della Variante al PUC relativa al Q.N2. - Su Stangioni comportante la modifica degli articoli 38, 39, 41, l introduzione dei nuovi articoli 41bis e 41ter nelle Norme di attuazione del PUC, e della modifica cartografica del QN2 Su Stangioni come di seguito riportato - Tavola E.3/3 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni - Tavola E.3/6 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni Delibera Consiglio Comunale n. 69 del Adozione della Variante al PUC relativa al Q.N2. - Su Stangioni comportante la modifica degli articoli 38, 39, 41, l introduzione dei nuovi articoli 41bis e 41ter nelle Norme di attuazione del PUC, e della modifica cartografica del QN2 Su Stangioni come di seguito riportato - Tavola E.3/3 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni - Tavola E.3/6 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni Delibera G.C. n. 53 del Approvazione definitiva della Variante al PUC relativa al Q.N Su Stangioni, adottata con propria deliberazione del , n. 69 comportante la modifica degli articoli 38, 39, 41, l introduzione dei nuovi articoli 41bis e 41ter delle Norme di Attuazione del PUC, e la modifica cartografica del QN2 Su Stangioni, che per effetto della suddetta variante risultano così modificati: - Tavola E.3/3 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni - Tavola E.3/6 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni Delibera Consiglio Comunale n. 35 del Approvazione definitiva della Variante al PUC relativa al Q.N Su Stangioni, adottata con propria deliberazione del , n. 69 comportante la modifica degli articoli 38, 39, 41, l introduzione dei nuovi articoli 41bis e 41ter delle Norme di Attuazione del PUC, e la modifica cartografica del QN2 Su Stangioni, che per effetto della suddetta variante risultano così modificati: - Tavola E.3/3 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni - Tavola E.3/6 Proposta di Variante Modifica QN2 Su Stangioni Delibera G.C. n. 69 del Delibera favorevole per richiedere al CC il parere preventivo ex art. 15 R.E. e deroga altezze fabbricati ex art. 39 ultimo comma N.T.A. del PUC- Piano Particolareggiato Comune di Cagliari area sita in località Su Stangioni sottozona urbanistica I.C. compresa nel Quadro Normativo n. 2/1 Unità Cartografica n. 8 Delibera Consiglio Comunale n. 20 del Delibera favorevole al parere preventivo ex art. 15 R.E. e deroga altezze fabbricati ex art. 39 ultimo comma N.T.A. del PUC- Piano Particolareggiato Comune di Cagliari area sita in località Su Stangioni sottozona urbanistica I.C. compresa nel Quadro Normativo n. 2/1 Unità Cartografica n. 8 indirizzi: che in tutte le fasi successive dello sviluppo progettuale vengano garantiti gli obiettivi di qualità e di eccellenza ambientale attraverso l iter di progetto, di verifica e di controllo atti ad assicurare sempre alte valenze di qualità di processo e qualità di prodotto, con particolare riferimento al sistema della viabilità in relazione alla necessità di garantire che la massima parte degli spazi di parcheggio, sia standard che privati, venga realizzata nel sottosuolo senza interferenze con i piani di viabilità pedonali;10 che si realizzi il maggior livello possibile di integrazione fra i sistemi di smaltimento dei rifiuti liquidi e solidi e gli impianti locali e/o generali intesi alla produzione di energia rinnovabili ed al riciclo dei rifiuti stessi; che si realizzi la massima integrazione possibile con i sistemi di trasporto su scala di area vasta, con particolare riferimento con l Accordo di Programma della Metropolitana di superficie, stipulato tra il Comune e la Regione Autonoma della Sardegna; Di dare atto che il presente parere preventivo viene espresso fatto salvo il buon esito dell iter di cui all art.15, quinto e sesto comma, delle N.d.A. del Piano paesaggistico Regionale;11 STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE LEGGE REGIONALE 25 NOVEMBRE 2004, N 8 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Art. 15 Ambiti di paesaggio costieri. Disciplina transitoria 1. Negli ambiti di paesaggio costieri di cui all articolo 14, fino all adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle previsioni del P.P.R., è consentita l attività edilizia e la relativa realizzazione delle opere di urbanizzazione nelle zone omogenee A e B dei centri abitati e delle frazioni individuate dai Comuni ai sensi dell articolo 9 della legge 24 dicembre 1954 n. 1228, purché delimitate ed indicate come tali negli strumenti urbanistici comunali. Sono altresì realizzabili in conformità ai vigenti strumenti urbanistici comunali gli interventi edilizi ricadenti nelle zone C immediatamente contigue al tessuto urbano consolidato ed interclusi da elementi geografici, infrastrutturali ed insediativi che ne delimitino univocamente tutti i confini. 2. Per i Comuni non dotati di PUC approvato nelle restanti zone C, D, F, e G: a) nella fascia di 2000 metri dalla linea di battigia marina, anche per i terreni elevati sul mare, e nella fascia entro i 500 metri dalla linea di battigia marina, anche per i terreni elevati sul mare e per le isole minori possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi approvati e con convenzione efficace alla data di pubblicazione della delibera della Giunta regionale n. 33/1 del 10 agosto Per le zone F devono altresì essere rispettati i parametri di cui all articolo 6 della legge regionale 8/2004. Alla stessa data devono risultare legittimamente avviate le opere di urbanizzazione, nel senso che sia stato realizzato il reticolo stradale e si sia determinato un mutamento consistente ed irreversibile dello stato dei luoghi; b) oltre la fascia di cui alla lettera a) possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del Piano Paesaggistico Regionale, secondo la disciplina di cui al quarto comma. 3. Per i Comuni dotati di PUC approvato ai sensi dei commi 1 e 2 dell art. 8 della L.R. n. 8/2004 nelle medesime zone C, D, F, e G possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi purché approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del Piano Paesaggistico Regionale. 4. Il completamento degli interventi urbanistici ed edilizi previsti negli strumenti urbanistici di cui al comma precedente e del secondo comma lett.b), per i quali non siano stati rilasciati alla data di entrata in vigore del PPR i relativi titoli abilitativi è sottoposto al raggiungimento dell intesa di cui all art. 11 da concludersi entro dodici mesi dall entrata in vigore del Piano paesaggistico. 5. Fino all adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle previsioni del P.P.R. negli ambiti di paesaggio di cui all art.14 è altresì consentita la realizzazione di interventi non localizzati nelle zone omogenee A, B e C, finalizzati alla riqualificazione urbanistica ed edilizia di strutture per l esercizio di attività ricettive, agricole, produttive e per servizi generali, sono altresì realizzabili gli interventi di edilizia residenziale programmati in zone C non convenzionate alla data di approvazione del P.P.R., se necessari al soddisfacimento di documentati fabbisogni abitativi, previa verifica di compatibilità degli interventi proposti con le previsioni del P.P.R., e fatto salvo quanto previsto dagli articoli 146 e 147 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche e integrazioni. 6. Le attività e gli interventi di cui al precedente comma 5, sono autorizzati con delibera della Giunta regionale, su proposta dell Assessore regionale all Urbanistica, previa intesa tra Comune, Provincia e Regione, ai sensi del comma 3 dell art Fatta salva la realizzazione degli interventi pubblici finanziati dall Unione Europea, dallo Stato, dalla Regione, dalle Province, dai Comuni o dagli enti strumentali statali o regionali autorizzati con delibera della Giunta regionale, su proposta dell Assessore regionale all Urbanistica, non è ammesso il rilascio di concessioni edilizie in deroga ai sensi dell art. 14 del T.U.380/2001.12 8. Dal momento dell adozione del P.P.R e fino alla sua approvazione. si applica l articolo unico della Legge 1902/1952 e succ. mod. e integr., in riferimento al rilascio dei titoli abilitativi in contrasto con le disposizioni del presente articolo. Art Espansioni in programma. Definizione 1. Sono costitute dalle aree già programmate o da programmare per la futura espansione. Art Espansioni in programma. Prescrizioni 1. I Comuni, nell adeguamento degli strumenti urbanistici al P.P.R., si attengono alle seguenti prescrizioni: a) potranno essere individuate nuove aree da urbanizzare ai fini residenziali solo successivamente alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi, nell orizzonte temporale decennale, non soddisfatti dal consolidamento e dal recupero dell esistente. Tali aree dovranno essere adiacenti all urbanizzazione esistente secondo quanto disposto dall art. 21, commi 3 e 4(*), delle presenti norme e dovranno essere definite planimetricamente in modo da configurare conformazioni articolate e relazionate al contesto paesaggistico; b) al limite delle aree di espansione in programma, dovranno essere individuate e normate le aree verdi nelle quali è fatto divieto di realizzare qualsiasi forma di residenza e di attrezzature non programmate dalla pianificazione comunale dei servizi. Art Espansioni in programma. Indirizzi 1. I Comuni, nell adeguamento degli strumenti urbanistici al P.P.R., si attengono ai seguenti indirizzi: a) gli interventi di nuova edificazione e di urbanizzazione devono essere orientati a completare l'impianto urbano e ad omogeneizzare il tessuto edilizio in forme e modi coerenti con i caratteri del contesto; b) gli interventi di nuova espansione saranno orientati alla integrazione plurifunzionale, verificando e rafforzando la dotazione dei servizi e delle attrezzature collettive in modo da costituire differenti livelli di centralità urbana; c) al fine di assicurare la opportuna coerenza dell insieme, gli strumenti urbanistici dovranno proporre modelli insediativi di riferimento, da definirsi attraverso puntuali analisi morfo-tipologiche dell insediamento esistente, e dovranno essere corredati da progetti guida in grado di definire l articolazione planovolumetrica della pianificazione attuativa e di illustrare le tipologie architettoniche, nonché le tecniche e i materiali costruttivi, in funzione degli obiettivi di qualità paesaggistica; d) i nuovi interventi dovranno assicurare, sotto il profilo delle forme insediative e delle consistenze dimensionali, la compatibilità con il contesto, avuto riguardo ai requisiti tipologici e funzionali caratteristici delle attività da insediare. (*) Art Componenti di paesaggio con valenza ambientale omissis 3. In relazione alle vocazioni edificatorie delle aree di cui al comma 1, conseguenti al rapporto di contiguità con gli elementi dell assetto insediativo di cui al comma 2 dell art. 60, possono essere consentiti interventi di trasformazione urbana, giustificati dalle previsioni insediative dello strumento urbanistico comunale vigente, nelle aree di minore pregio, a condizione che non si oppongano specifiche ragioni paesaggistico ambientali che ne impediscano l attuazione. 4. Nelle aree di cui al comma 1, possono essere altresì realizzati gli interventi pubblici del sistema delle infrastrutture di cui all art. 102 ricompresi nei rispettivi piani di settore, non altrimenti localizzabili.13 PIANO URBANISTICO COMUNALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ART. 6 STRUMENTI DI ATTUAZIONE: IL PARERE PREVENTIVO Il PUC si attua per mezzo di: Concessioni ed Autorizzazioni Edilizie; Piani Urbanistici Attuativi di iniziativa pubblica e privata: Piani Particolareggiati (art. 13 L. 1150/1942); Piani di Lottizzazione Convenzionata (art. 28 L. 1150/1942); Piani per l Edilizia Economica e Popolare (L. 167/1962); Piani per gli Insediamenti Produttivi (art. 27 L. 865/1971); Piani di Recupero di iniziativa pubblica o privata (artt. 27, 28 L. 457/1978); Programmi Complessi nazionali e regionali (L.R. 16/1994, L.R. 14/1996 ). Le prescrizioni specifiche riguardanti la predisposizione degli strumenti attuativi sono contenute nel Regolamento Edilizio (RE). I proponenti un piano attuativo sono tenuti a richiedere il parere preventivo di cui all'art 15 del RE. Qualora uno o più proprietari dimostrino l'impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo, potranno chiedere all'amministrazione l'autorizzazione a procedere ai sensi del 3 comma dell'art. 3 della L.R. 20/1991. ART. 7 INTERVENTO COORDINATO L'intervento coordinato costituisce la procedura prevista per la pianificazione attuativa di quegli ambiti nei quali il PUC riconosce la necessità di integrare diverse funzioni, la cui trasformazione richiede la progettazione unitaria degli interventi e la loro esecuzione coordinata e programmata. In tali ambiti le funzioni urbanistiche tipiche delle zone residenziali, di quelle per servizi generali e per attività ricreative sono integrate tra loro e l'edificazione è subordinata alla redazione di apposito piano attuativo il quale, con riferimento agli interventi previsti, ai soggetti proponenti ed alla natura dei finanziamenti, riassume in sé integrandoli, finalità e contenuti tipici di differenti piani urbanistici di cui all'art. 6. L'Intervento Coordinato può essere proposto da parte di soggetti pubblici e/o privati, singoli, associati o riuniti in consorzio; le singole proprietà partecipano alle quote di edificabilità ed ai gravami relativi in proporzione alla percentuale di suoli posseduti. In caso di inerzia da parte dei privati il piano attuativo può essere predisposto su iniziativa comunale ai sensi e con le modalità previste dall art. 28 della L. 1150/1942. Si possono effettuare interventi per stralci funzionali, previa progettazione unitaria estesa all intero ambito territoriale, da disciplinare mediante convenzionamento e da concludersi entro il termine massimo di anni dieci, che potranno essere autorizzati, ai sensi del 3 comma dell art.3 della L.R. 20/1991, a condizione che in ogni stralcio siano rispettati i rapporti percentuali tra le diverse destinazioni urbanistiche previste nei diversi Quadri Normativi di riferimento, che sia assicurato il collegamento con la viabilità ed i servizi di livello cittadino e che la superficie interessata dal singolo stralcio non sia inferiore al 20% dell unità cartografica di riferimento e comunque non inferiore a un ettaro. La normativa di Piano assegna per ciascun ambito di Intervento Coordinato: a) l indice di edificabilità territoriale; b) la superficie libera dall edificazione, intesa come somma delle aree destinate a verde attrezzato e delle aree destinate a verde privato inedificabile;14 c) la ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti classificazioni urbanistiche; d) la ripartizione percentuale della superficie totale SC per le differenti classificazioni urbanistiche; e) la percentuale della superficie urbanizzabile SUR (superficie fondiaria, viabilità e aree per standard) rispetto alla superficie totale SC; f) gli ambiti di localizzazione preferenziale delle superfici urbanizzabili; g) i parametri edilizi di riferimento per l utilizzazione delle superfici fondiarie; h) le cessioni e gli standard. Nel computo delle volumetrie, fatto salvo quanto diversamente previsto dalle norme specifiche di sottozona o dai Quadri Normativi, dovranno essere incluse quelle derivanti da nuova costruzione e dal recupero di eventuali preesistenze, se ritenute coerenti e compatibili con il proposto assetto planovolumetrico dell'area; le preesistenze eccedenti la cubatura massima consentita dovranno essere demolite. Al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi definiti per il Sistema Territoriale ed il Quadro Normativo di riferimento, i proponenti devono ordinariamente riferirsi ai parametri urbanistici assegnati dal PUC. Qualora venisse dimostrata la non convenienza economica dell intervento di trasformazione, o altre problematiche incidenti sulla fattibilità dell intervento, i proponenti possono richiedere modifiche alla ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti classificazioni urbanistiche ovvero incrementi all'indice di edificabilità territoriale previsti nei Quadri Normativi, da autorizzarsi con delibera del Consiglio Comunale; l'entità di tali modifiche è definita di concerto con l'amministrazione sulla base di un documento di valutazione di fattibilità finanziaria predisposto dal soggetto proponente secondo i criteri assunti dalla L.R. 16/1994 per i Programmi Integrati. Non costituiscono variante al PUC le variazioni alla ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti classificazioni urbanistiche ovvero l'incremento dell'indice di edificabilità territoriale contenuti entro i seguenti limiti: incremento del numero di abitanti non superiore al 15% rispetto a quello previsto dal PUC per l'unità cartografica di riferimento; incremento dell indice di edificabilità territoriale non superiore al 15% con l osservanza dei limiti regionali stabiliti per le differenti zone. Nel caso in cui si ravvisasse l inderogabile e dimostrata necessità di ulteriori variazioni, le stesse costituiscono variante al PUC e l attuazione degli interventi è subordinata alla predisposizione di un Programma Integrato. ART. 41 QN2/1 SU STANGIONI Come da Variante pubblicata nel BURAS il 21/08/2010 Le Unità Cartografiche sottoelencate, alle quali si rimanda per le specifiche prescrizioni, sono ricomprese all interno di un distinto Comparto Attuativo per il quale è richiesta l approvazione di un piano attuativo unitario che contenga anche le soluzioni per la regolazione del regime idraulico del Rio Fangario coerentemente con le indicazioni del P.A.I. vigente. Comparto A U. C. n 1; U. C. n 2; U. C. n 3; U. C. n 4; U. C. n 10 Per le restanti Unità Cartografiche 5, 6, 7, 8 e 9, la pianificazione attuativa deve essere sviluppata in coerenza con uno studio generale di sistemazione, approvato dal Consiglio Comunale, esteso all intero QN2/1.15 UNITÀ CARTOGRAFICA 1 SOTTOZONA GI Servizi generali con integrazione residenziale Ambiti nei quali si riconosce l'esigenza di localizzare strutture plurifunzionali con presenze residenziali, al fine di assicurare la necessaria integrazione tra le diverse componenti del sistema urbanistico territoriale. Omissis. UNITÀ CARTOGRAFICA 2 SOTTOZONA GH Parco attrezzato sportivo L unità cartografica comprende una porzione di territorio, attestata lungo la S.S.131 fino ai limiti del Comune di Elmas, che rappresenta morfologicamente la continuazione dei margini collinari della Piana di S. Lorenzo fino al Fangario e allo stagno di S. Gilla. La presenza di aree di cava dismesse impone l esigenza della bonifica e del ripristino ambientale con prevalente ricostituzione del verde. Omissis. UNITÀ CARTOGRAFICHE 3, 4 SOTTOZONA GA1 Attrezzature pubblico private di primo livello L intera zona è destinata ad attività direzionali pubblico-private di interesse sovracomunale, finalizzate in particolare ad integrare le attività produttive e commerciali con funzioni promozionali e di servizio alle imprese. Omissis. UNITÀ CARTOGRAFICHE 5, 6 SOTTOZONA G2 Servizi generali L unità cartografica individua le porzioni di zone G2 già attuate o in corso di definizione sulla base di programmi di iniziativa sia pubblica (Motorizzazione Civile, Uffici Ministero del Tesoro), che privata. Omissis. UNITÀ CARTOGRAFICA 7 SOTTOZONA GT*/GS Attrezzature tecnologiche specializzate in riconversione urbanistica L unità cartografica coincide con l area dell ex inceneritore, da sottoporre a bonifica a seguito della quale assume la classificazione GS. Omissis. UNITÀ CARTOGRAFICA 8 SOTTOZONA IC Ambiti di intervento coordinato L unità cartografica identifica un area di espansione a prevalente destinazione residenziale, di cui una parte della residenza è realizzabile mediante intervento privato e l altra parte è utilizzabile per interventi di edilizia sociale ovvero per permute ai fini della acquisizione di aree di servizio in ambito urbano. DESTINAZIONI Sono quelle previste all art. 22 per gli interventi coordinati nelle zone C in ambito di trasformazione relativamente alla classe urbanistico-funzionale definita ambito di espansione residenziale privata e pubblica. PARAMETRI URBANISTICI Indice di edificabilità territoriale privata... 0,95 mc/mq Ripartizione della volumetria edificabile: zona C... 80% zona G... 20% Ripartizione delle superfici:16 zona C utilizzi privati... 50% SC zona G... 10% SC zona C edilizia sociale pubblica o permute... 40% SC Valori limite edificazione in zona C: indice territoriale... 1,50 mc/mq indice fondiario... 3 mc/mq altezza mt Valori limite edificazione in zona G: indice territoriale... 2 mc/mq altezza mt Cessioni: standard zona C mq/ab zona G: nella misura prevista dall art. 22 PRESCRIZIONI INTEGRATIVE Gli interventi di edilizia sociale pubblica potranno essere realizzati previa redazione di apposito piano attuativo con indice territoriale pari a 1,50 mc/mq e destinazioni a standard pari a 25 mq/ab. UNITÀ CARTOGRAFICHE 9, 10 SOTTOZONA GT Attrezzature tecnologiche specializzate L unità cartografica comprende l areale a ridosso della S.S. 554, attraversato dalla sede della linea ferroviaria, particolarmente indicata per la realizzazione di attrezzature di servizio alla mobilità metropolitana. Omissis. ART. 41BIS QN2/2 PIANO CASIC - AGGLOMERATO ELMAS Come da Variante pubblicata nel BURAS il 21/08/2010 UNITÀ CARTOGRAFICA 12 1 ZONA D Aree dell agglomerato di Elmas del Piano A.S.I. Si applicano le prescrizioni urbanistiche del Piano A.S.I. riportate nell allegato A.Nell'unità cartografica è inoltre compresa un'area classificata DR per la quale si applica la disciplina prevista all art. 25 per le zone D di ristrutturazione urbanistica. UNITÀ CARTOGRAFICA 2 SOTTOZONA GT Attrezzature tecnologiche specializzate L unità cartografica comprende l areale a ridosso della S.S. 554, interessata dagli svincoli stradali. Omissis. ART. 41TER QN2/3 SU STANGIONI Come da Variante pubblicata nel BURAS il 21/08/2010 UNITÀ CARTOGRAFICA 1 SOTTOZONA DR Edilizia commerciale ed artigianale in ristrutturazione urbanistica Ambiti nei quali sono localizzati episodi di edilizia commerciale o artigianale che richiedono riassetti urbanistici, riqualificazione e controllo dell impatto ambientale con eliminazione di quanto incompatibile, ridefinizione degli impianti infrastrutturali e interventi di completamento sulla base di un piano esteso alla intera zona. Omissis..17 REGOLAMENTO EDILIZIO ART. 15 PARERE PREVENTIVO Il Parere Preventivo è lo strumento mediante il quale l Amministrazione si esprime sulla fattibilità di interventi significativi di trasformazione del territorio comunale e fornisce indirizzi ed eventuali prescrizioni specifiche. Tale strumento in primo luogo ha lo scopo di informare il soggetto interessato degli intendimenti dell Amministrazione in ordine a programmi di realizzazione di opere pubbliche comportanti l espropriazione delle aree e, in secondo luogo, di indirizzare le scelte progettuali generali del soggetto proponente, al fine di perseguire un assetto territoriale equilibrato e conforme alle scelte ed agli obiettivi del PUC. Il Parere Preventivo è obbligatorio nel caso di piani urbanistici attuativi ed è invece facoltativo nel caso di immobili vincolati, di interventi relativi ad edifici ovvero complessi edilizi di rilevante interesse per caratteristiche formali ed architettoniche, consistenza e localizzazione. PIANI URBANISTICI ATTUATIVI Nel caso di piani attuativi interessanti aree classificate BS3* e S3* il soggetto interessato potrà richiedere all Amministrazione il nulla - osta sulla fattibilità dell intervento in relazione a programmi di realizzazione di opere pubbliche comportanti l espropriazione delle medesime aree. A tale scopo dovrà presentare una relazione sintetica nella quale dovranno essere indicati gli estremi catastali delle aree interessate, le volumetrie in progetto e le destinazioni d uso ed una planimetria schematica dell intervento proposto. Entro 90 giorni dalla data di presentazione la richiesta dovrà essere esaminata dal Consiglio Comunale che esprimerà il proprio parere sulla base dei documenti di programmazione già approvati, ovvero in corso di approvazione. Decorso tale termine il parere si intende espresso in senso favorevole. Successivamente, in caso di parere favorevole, come nel caso di tutti i piani urbanistici attuativi interessanti aree in trasformazione (C, IC, GI, GI/s,.), il soggetto interessato dovrà richiedere il rilascio del parere preventivo di cui al 3 comma del presente articolo. La richiesta per gli interventi soggetti al rilascio del nulla osta di cui al 4 comma dovrà essere presentata entro 6 mesi dal rilascio del medesimo, pena la sua decadenza. La richiesta dovrà contenere i termini essenziali per la descrizione dell intervento proposto, con particolare riferimento al suo impatto e alla sua sostenibilità. La documentazione da presentare, è costituita dai seguenti elaborati: planimetria della zona in scala 1:2.000; rilievo dell area in scala non inferiore a 1:500 con l indicazione dei limiti delle proprietà, delle opere di urbanizzazione esistenti, dei fabbricati circostanti, e di ogni altro elemento utile al fine di descrivere compiutamente lo stato di fatto; documentazione fotografica dell area; le fotografie devono essere a colori in formato minimo 15 x 10 cm montate su cartoncino A/4 con didascalie e planimetria con indicati i punti di ripresa; relazione illustrativa contenente l indicazione delle scelte progettuali generali, delle caratteristiche urbanistiche dell intervento; planovolumetrico dell intervento in scala opportuna con rappresentazione tridimensionale ed eventuale simulazione di inserimento nel contesto. Entro 60 giorni dalla data di ricevimento, la proposta, a seguito di istruzione dell Ufficio competente e di parere della Commissione Edilizia, dovrà essere esaminata dal Consiglio Comunale il quale esprimerà le proprie valutazioni in merito fornendo gli indirizzi necessari per la predisposizione del progetto definitivo nonché eventuali prescrizioni specifiche relative ai requisiti prestazionali dello stesso. Entro i dieci giorni successivi al pronunciamento del consiglio, il Parere Preventivo è notificato dal Dirigente della Divisione Urbanistica al soggetto proponente; le valutazioni, gli indirizzi e le eventuali prescrizioni in esso contenute vincolano l Amministrazione Comunale nel successivo esame del piano definitivo. Omissis18 PIANO STRATEGICO INTERCOMUNALE AREA VASTA DI CAGLIARI 1.2 CRITICITA' E RISCHI DELLA DISPERSIONE URBANA Uno degli aspetti più critici del territorio cagliaritano, determinatosi per effetto delle dinamiche di uno sviluppo "non governato", è rappresentato dalla dispersione urbana. L'evoluzione del sistema urbano dell'area vasta cagliaritana è avvenuta manifestando una tendenza a generare modalità di diffusione dell'insediamento in aree "sempre più" distanti" dai nuclei urbani di prima formazione. Ai processi di "irradiazione" della popolazione a partire dal principale polo urbano e dagli altri centri urbani contermini si sono sovrapposti progressivamente processi di espansione e consolidamento di zone caratterizzate da una urbanizzazione appoggiata ad una fitta rete di nuclei insediativi di dimensioni medio piccole. Se si osserva la traiettoria di sviluppo spaziale del territorio degli ultimi anni, è evidente che è in atto una ulteriore forte spinta alla dispersione territoriale causa di forti inefficienze e diseconomie. Lo sviluppo spaziale dell'area vasta ha visto le Amministrazioni comunali assumere un progressivo modus operandi di tipo competitivo sia per quanto concerne l'offerta di aree residenziali e industriali che per la localizzazione dei servizi commericiali, sportivi e ricreativi. Ciò ha determinato una esasperata diffusione (dispersione) degli insediamenti privati - residenziali, industriali, commerciali, per il tempo libero. Il fenomeno della dispersione insediativa, senza adeguate politiche in grado di invertire queste tendenze, può assumere progressivamente i connotati di una frammentazione "patologica" della forma urbana. [...] La dispersione sul territorio di abitazioni, fabbriche, edifici, manufatti, infrastrutture determina numerosi effetti negativi che si riflettono in termini di costi pubblici e collettivi, oltre che di costi privati. I costi collettivi sono tutti i costi che non incidono finanziariamente su un "bilancio" e che dal punto di vista economico si definisco "costi sociali" o "esternalità negative". Esempi di costo collettivo sono: i costi ambientali legati all'uso indiscriminato dell'automobile, il costo economico del consumo/spreco di suoli agricoli e di beni naturali, il costo ambientale rappresentato dalle esternalità negative che le espansioni suburbane a bassa densità scaricano sui comuni vicini, il costo di ammortamento accelerato della città centrale per effetto dei nuovi modelli di insediamento suburbano (di residenza, direzionalità, commercio), i costi di impatto ambientale relativi al consumo di risorse finite o scarse, i costi sociali in termini di "effetto città" e di "urbanità", i costi sociali della risposta ritardata nelle situazioni di emergenze e di rischio, i costi di inquinamento estetico determinati dalla banalizzazione del territorio suburbano e dalla speculare ipercongestione della città consolidata. Tali costi riducono l'efficienza economica del sistema - misurata dal rapporto tra produzione e benessere sociale - e rendono il processo economico meno sostenibile da un punto di vista ambientale. Una parte di questi può essere eliminata attraverso investimenti pubblici (infrastrutture stradali, servizi a rete, servizi pubblici, aree verdi). Ciò, tuttavia, non modifica l'efficienza economica del sistema, poichè per ridurre i costi sociali devono essere impiegate ingenti risorse finanziarie a carico della collettività. I costi pubblici sono proprio quelli che gravano sui bilanci delle pubbliche amministrazioni; queste ultime devono stanziare ingenti risorse finanziarie per fornire servizi e infrastrutture al servizio di insediamenti sempre più sparpagliati sul territorio. Fra questi: i costi per la costruzione e manutenzione delle infrastrutture di trasporto; i costi per la realizzazione e manutenzione dei servizi locali; i costi per la realizzazione e manutenzione delle infrastrutture a rete; i costi sostenuti dalla città centrale per la realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi di cui beneficiano in maniera "parassitaria" anche i non residenti della città dispersa e i city users.19 Si stima che i costi pubblici pro-capite del settore idrico, dello smaltimento delle acque, del sistema fognario e dell'erogazione dell'energia elettrica, possono persino triplicare per la realizzazione, lo sfruttamento e la manutenzione delle infrastrutture pubbliche necessarie ad "accompagnare" il fenomeno della dispersione del costruito. L'inefficienza economica della città dispersa si palesa, pertanto, sia misurando i costi sociali e collettivi, sia misurando finanziariamente gli investimenti pubblici compensativi. 2.1 ASSUNTI DI FONDO E CONVERGENZE [...] La visione di Area vasta deve essere improntata ad efficienza territoriale (mobilità, energia, risorse di suolo); qualità territoriale (qualità dell'ambiente di vita e di lavoro, attrattività); identità territoriale (riconoscibilità dei luoghi, vocazioni e specificità locali). Il modello territoriale desiderabile è un policentrismo metropolitano a rete, con forte trama di spazi aperti, naturali, verdi, con una chiara decisione sulla difesa degli spazi non urbanizzati. La competitività dell'area vasta cagliaritana è legata all'accessibilità e alla messa in rete delle "polarità" che la compongono, delle risorse ambientali e dei servizi integrati al sostegno della qualità della vita dei cittadini e delle opportunità localizzative che essa offre a persone e imprese. Non solo nel senso dell'attrazione che essa esercita verso l'esterno, ma soprattutto nella sua capacità di favorire la produzione di un ambiente/milieu urbano creativo e stimolante per chi già vi abita. [...] Il piano strategico persegue una nuova configurazione reticolare e policentrica dell'area metropolitana. E' necessario che le strategie di sviluppo economico e territoriale colgano l'idea di una città policentrica: una città fatta di molte città legate da rapporti non gerarchici ma sinergici, ognuna con ruoli specifici, in modo che anche gli spazi oggi periferici abbiano una loro connotazione e possano sviluppare un senso di identità e di appartenenza tra i cittadini. 4.4 TEMA STRATEGICO 3: RESIDENZIALITA' [ ] Sulle politiche della residenzialità è fondamentale costruire una visione comune e partecipata dell'area vasta cagliaritana, anche con il fondamentale coinvolgimento di tutti gli attori locali. Ciò significa prefigurare e governare l'evoluzione demografica nel territorio di interesse; progettare la configurazione dello spazio abitabile, con particolare attenzione alla pianificazione partecipata nelle aree in cui i progetti possono avere una valenza intercomunale/sovracomunale; condividere una politica sociale della casa e gli strumenti per la sua attuazione; affrontare il tema della residenzialità ponendo particolare attenzione alla sostenibilità nel suo insieme (limitazione consumo del territorio e conseguente valorizzazione dell'esistente, introduzione di standard di efficienza energetica, ecc). Il tema della residenzialità quindi all'interno del Piano strategico intercomunale viene trattato secondo tre linee di intervento: Abitare sociale Qualità dell'abitare Dinamiche dell'area vasta e pianificazione territoriale Il tema Residenzialità raccoglie dieci schede progettuali sulle tre linee di intervento sopra individuate: 1. Agenzia per l'abitare sociale 2. Housing sociale a Quartu Sant'Elena 3. Foresteria di Settimo San Pietro 4. Edilizia popolare a Settimo San Pietro 5. Architettura sostenibile a Su Stangioni: il progetto prevede la realizzazione di un quartiere caratterizzato da un reale effetto urbano, con un ambiente accogliente e partecipato, pensato in funzione dei reali bisogni primari dei cittadini, con edifici confortevoli e sani, a costi di costruzione, gestione e manutenzione contenuti. 6. Riqualificazione dell'area ex FAS ai fini produttivi e residenziali 7. Riqualificazione ambientale e infrastrutturale degli insediamenti spontanei di Elmas 8. Osservatorio sulle dinamiche demografiche 9. Migliorare i contesto fisico dell'area a nord della SS554 con le strategie del Piano Paesaggistico Regionale 10. Perequazione urbanistica a Selargius20 NUMERI DEL PROGETTO Superficie complessiva proprietà mq ,00 (di cui 40% P. di Z.) zona C (iniziativa privata): superficie mq volume (0,95 mc/mq) mc cessioni per viabilità mq cessioni per standard mq zona C (edilizia sociale pubblica o permute 40%): superficie mq volume (1,50 mc/mq) mc cessioni per viabilità mq cessioni per standard mq zona G (iniziativa privata): superficie mq volume edificabile mc cessioni per viabilità mq Vedere altro
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References: art. 15
 art. 21
 art. 15
 art. 39
 art. 40
 art. 40
 art. 15
 art. 39
 art. 15
 art. 39
 art.15
 Art. 15
 articolo 14
 articolo 9
 articolo 6
 art. 8
 art. 11
 art.14
 art. 14
 art. 21
 art. 60
 art. 102
 ART. 6
 ART. 7
 art. 28
 art.3
 ART. 41
 art. 22
 art. 22
 ART. 41
 art. 25
 ART. 41
 ART. 15
 articolo 18
 art.17
 art.17
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 Art.1
 Art.2
 Art.3
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1