Source: https://es.slideshare.net/m_dirienzo/22-03-2016palermo
Timestamp: 2019-06-17 11:54:52+00:00

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slides presentate nell'incontro "Partecipazione ed etica pubblica", tenutosi il 22 marzo 2016 a Palermo.
Progetto “Etica 2013-2015: azioni di supporto al miglioramento della performance e all’accrescimento della trasparenza attraverso le nuove tecnologie”, che costituisce l'Ambito 2 Linea 2 del Programma Operativo di Assistenza Tecnica 2012-2015 (POAT) - Ob.II. 4 PON GAT (FESR) 2007-2013 (secondo triennio).
1. Progetto “Etica 2013-2015: azioni di supporto al miglioramento della performance e all’accrescimento della trasparenza attraverso le nuove tecnologie”, che costituisce l'Ambito 2 Linea 2 del Programma Operativo di Assistenza Tecnica 2012-2015 (POAT) - Ob.II. 4 PON GAT (FESR) 2007-2013 (secondo triennio). PARTECIPAZIONE ED ETICA PUBBLICA Palermo, 22 marzo 2016 Massimo Di Rienzo http://spazioetico.com
2. PRIMA PARTE • Partecipazione e etica delle scelte pubbliche
3. Questione • Cosa si intende per “etica della scelta pubblica”? • Di quali scelte stiamo parlando, scelte di politica pubblica, scelte di comportamenti adottati da pubblici funzionari, ecc…? • Perché questo tema è così centrale rispetto alla strategia anticorruzione a livello locale e nazionale? • E cosa ha a che fare questo con la partecipazione alla vita democratica?
4. • Marta è un operatore sanitario che da poco lavora presso il dipartimento di chirurgia generale dell'Ospedale di XY. • In questa prima fase si è trovata a gestire le procedure di ricovero programmato occupandosi, in particolare, dell'agenda del dipartimento. Il suo lavoro è a contatto con il pubblico che è composto, per lo più, da persone che si trovano nella spiacevole situazione di doversi sottoporre a un intervento chirurgico. • Un giorno Marta si trova ad avere a che fare con una paziente, Francesca, che da tempo si prepara a essere operata. • Marta nota che il medico chirurgo di Francesca le ha richiesto una serie di prestazioni ambulatoriali da svolgersi in tempi rapidi e comunque prima dell'operazione. • Una di queste prestazioni è particolarmente complessa e Francesca, che è già avvezza a questo tipo di analisi, confessa a Marta che probabilmente non riuscirà a trovare spazio negli ambulatori convenzionati con la ASL. • Chiedendo a uno specialista del dipartimento, Marta viene a sapere che uno dei tanti poliambulatori presenti nel quartiere gli ha messo a disposizione dei biglietti da visita da consegnare ai richiedenti, nel caso si trovassero a dover produrre questo tipo di analisi che è notoriamente complessa da ottenere dal servizio pubblico. • Il titolare del poliambulatorio gli ha assicurato, così dice lo specialista, che i propri operatori sono in grado di produrre la prestazione in tempi brevissimi a un costo relativamente contenuto. • A Marta viene in mente di consigliare a Francesca quel poliambulatorio, consegnandole uno di quei biglietti da visita. • ANALISI DI UN CASO CONCRETO
5. ...una possibile “lettura” del caso...
6. Quale regola del Codice di Comportamernto sta violando Marta? Il comma 3 dell'articolo 12 stabilisce che: • il dipendente che svolge la sua attività lavorativa in un’amministrazione che fornisce servizi al pubblico cura il rispetto degli standard di qualità e di quantità fissati dall'amministrazione anche nelle apposite carte dei servizi. • Il dipendente opera al fine di assicurare la continuità del servizio, di consentire agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle modalità di prestazione del servizio e sui livelli di qualità.
7. Quali altre regole del Codice di Comportamento entrano in gioco in questa decisione? Il comma 1 dell'articolo 12 stabilisce che: • Il dipendente in rapporto con il pubblico si fa riconoscere attraverso l’esposizione in modo visibile del badge od altro supporto identificativo messo a disposizione dall’amministrazione, salvo diverse disposizioni di servizio, anche in considerazione della sicurezza dei dipendenti, opera con spirito di servizio, correttezza, cortesia e disponibilità.
8. 24/03/2016 8 Circostanze a favore della violazione A Marta viene in mente di consegnare il biglietto da visita in ragione del fatto che: • non c'è niente di male a compiere un gesto che, al contrario, mostra disponibilità all'aiuto e promuove valori di tempestività e presa in carico dell'utente risolvendo un problema a un soggetto, peraltro, già piuttosto angosciato dalle vicende personali; • si tratta di pubblicizzare una iniziativa imprenditoriale locale che, in qualche modo, surroga le carenze del pubblico e risolve problemi concreti all'utenza; • Marta ha verificato che altri colleghi in dipartimenti diversi dal suo consigliano lo stesso poliambulatorio utilizzando gli stessi biglietti da visita; • interrogato in merito, il responsabile del dipartimento non ha trovato nulla da eccepire, confermando la bontà dell'iniziativa volta alla risoluzione di un reale problema per i pazienti.
9. 24/03/2016 9 Circostanze contrarie alla violazione A Marta viene in mente di NON consegnare il biglietto da visita in ragione del fatto che: • a Marta non tornano alcuni comportamenti dello specialista, come, ad esempio, una certa ritrosia a lasciare una scorta di biglietti da visita da esibire al pubblico; • Mario, un collega anziano di Marta, le fa notare che il titolare dell’agenzia assicurativa è il fratello dello specialista che le ha fornito i biglietti da visita.
10. 24/03/2016 10 Possibili decisioni alternative • Decide di consegnare il biglietto e, in cambio, richiede una percentuale per ogni paziente che il poliambulatorio gestirà per merito suo. • Decide di consegnare il biglietto ritenendo, il suo, un gesto di empatìa nei confronti di una paziente in difficoltà • Marta decide di NON consegnare il biglietto e mette a disposizione una lista di poliambulatori cittadini che chiede sia pubblicato anche sul sito aziendale. Segnala al Responsabile della Prevenzione della Corruzione il comportamento del medico specialista.
11. 24/03/2016 11 Possibili decisioni alternative • Decide di consegnare il biglietto e, in cambio, richiede una percentuale per ogni paziente che il poliambulatorio gestirà per merito suo. • Marta sta realizzando la cosiddetta "selezione avversa" della classe imprenditoriale locale, nel senso che, in questo modo, l'amministrazione pubblica (e il dipendente pubblico che ne incarna l'azione) sta premiando un imprenditore che è disposto a mettere in atto un comportamento illecito al fine di ricavare un vantaggio. Allo stesso tempo, penalizza l'imprenditore o gli imprenditori che non sono disponibili a questo schema.
12. 24/03/2016 12 Possibili decisioni alternative • Decide di consegnare il biglietto ritenendo, il suo, un gesto di empatìa nei confronti di una paziente in difficoltà • Marta sta ingenuamente prestandosi ad un'operazione illecita, il cosiddetto pactum sceleris tra l'operatore economico esterno ed il medico specialista.
13. 24/03/2016 13 Possibili decisioni alternative • Marta decide di NON consegnare il biglietto e mette a disposizione una lista di poliambulatori cittadini che chiede sia pubblicato anche sul sito aziendale. Segnala al Responsabile della Prevenzione della Corruzione il comportamento del medico specialista. • In tal modo, preserverà la sua integrità e l'integrità e la trasparenza dell'amministrazione agli occhi dell'opinione pubblica. In aggiunta, promuoverà un servizio informativo che metterà tutti gli operatori economici sullo stesso piano, contribuendo a risolvere un problema concreto ai pazienti. La segnalazione al responsabile della corruzione (non al proprio superiore gerarchico) contribuisce a sollevare il livello dei controlli all'interno del suo dipartimento, avendo valutato il fatto che il suo superiore gerarchico si è dimostrato, attraverso la sua valutazione superficiale, inadeguato a comprendere la situazione reale
14. 24/03/2016 14 LO SFONDO ETICO DELLE DECISIONI • Decide di consegnare il biglietto e, in cambio, richiede una percentuale per ogni paziente che il poliambulatorio gestirà per merito suo. • Prevale la promozione di interessi secondari (economici) illeciti nei confronti dell'interesse primario.
15. 24/03/2016 15 LO SFONDO ETICO DELLE DECISIONI • Decide di consegnare il biglietto ritenendo, il suo, un gesto di empatìa nei confronti di una paziente in difficoltà • Prevale la promozione di interessi che, se pur compatibili con l’etica pubblica (articolo 12 CdC PA), risultano contestuali ad interessi (economici) illeciti che dovrebbero essere prioritariamente prevenuti e contrastati.
16. 24/03/2016 16 LO SFONDO ETICO DELLE DECISIONI • Marta decide di NON consegnare il biglietto e mette a disposizione una lista di poliambulatori cittadini che chiede sia pubblicato anche sul sito aziendale. Segnala al Responsabile della Prevenzione della Corruzione il comportamento del medico specialista. • Prevale l'interesse pubblico attraverso il rispetto dei principi di trasparenza e di equità e un'azione condotta da una posizione di indipendenza e imparzialità. In particolare, il dipendente ha operato al fine di consentire agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle modalità di prestazione del servizio e sui livelli di qualità (articolo 12 comma 3 CdC). Prevale attraverso la segnalazione, inoltre, una corretta interpretazione del principio di "prestare la propria collaborazione" con il responsabile della prevenzione della corruzione al fine di partecipare attivamente all'attuazione della strategia di contrasto alla corruzione (articolo 8 CdC PA).
17. 24/03/2016 17 L'analisi congiunta delle implicazioni e dello sfondo etico delle scelte porta al riconoscimento della scelta "più eticamente orientata” e più compatibile con le aspettative comportamentali che l’Azienda ripone nei suoi dipendenti. In questo caso l'opzione n. 3. • Marta decide di NON consegnare il biglietto e mette a disposizione una lista di poliambulatori cittadini che chiede sia pubblicato anche sul sito aziendale. Segnala al Responsabile della Prevenzione della Corruzione il comportamento del medico specialista.
18. •disciplina che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale ETICA •La scelta (o decisione) di intraprendere è un'azione, tra più alternative considerate (opzioni), da parte di un individuo o di un gruppo (decisore). Il processo che porta alla scelta viene identificato anche con la locuzione “processo decisionale” SCELTE •Operate da un “decisore pubblico”, cioè, operate al fine di promuovere un interesse pubblico PUBBLICHE DILEMMA ETICO SELEZIONE AVVERSA CODICE DI COMPORTAMENTO PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA ANTICORRUZIONE INTERESSE PUBBLICO IMMAGINE E REPUTAZIONE
19. …Il dipendente opera con spirito di servizio, correttezza, cortesia e disponibilità ARTICOLO 12 COMMMA 3 (Rapporti con il pubblico) L’ETICA INDIVIDUALE…
20. …Il dipendente opera con spirito di servizio, correttezza, cortesia e disponibilità ARTICOLO 12 COMMMA 3 (Rapporti con il pubblico) …Il dipendente opera al fine di assicurare la continuità del servizio, di consentire agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle modalità di prestazione del servizio e sui livelli di qualità. ARTICOLO 12 COMMMA 3 (Rapporti con il pubblico) L’ETICA INDIVIDUALE… SI CONFRONTA CON L’ETICA DELL’ORGANIZZAZIONE E PUO’ ESSERNE SOPRAFFATTA… VIOLAZIONE
21. …Il dipendente opera con spirito di servizio, correttezza, cortesia e disponibilità ARTICOLO 12 COMMMA 3 (Rapporti con il pubblico) …Il dipendente opera al fine di assicurare la continuità del servizio, di consentire agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle modalità di prestazione del servizio e sui livelli di qualità. ARTICOLO 12 COMMMA 3 (Rapporti con il pubblico) …Il dipendente segnala al proprio superiore gerarchico eventuali situazioni di illecito nell’amministrazione di cui sia venuto a conoscenza. ARTICOLO 8 (Prevenzione della corruzione) ...MENTRE LA QUALITA’ PUBBLICA DEL PROCESSO RICHIEDEREBBE COMPORTAMENTI “PECULIARI” VIOLAZIONE
22. Il nuovo Codice di Comportamento dei dipendenti della Pubblica Amministrazione Il d.P.R. n. 62 del 2013, reca il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. • Secondo quanto previsto dall’art. 54, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001 e dall’art. 1, comma 2, del Codice, ciascuna amministrazione deve definire, con procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio O.I.V., un proprio Codice di comportamento La normativa sul Codice di Comportamento
23. SECONDA PARTE • Parrhesìa, Whistleblowing e partecipazione alla vita democratica
24. Questione • Esiste, pertanto, un nuovo comportamento, il cosiddetto “Comportamento di segnalazione” (Whistleblowing), che consiste nell’ obbligo per il dipendente pubblico di segnalare eventuali comportamenti illeciti. • Che differenza c’è con la “denuncia”? • Quale è la natura del “controllo democratico a tutela dell’etica pubblica” che esercita il dipendente pubblico attraverso questo nuovo obbligo?
25. DENUNCIA ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA SEGNALAZIONE INTERNA IN CHIAVE PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE • I pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell'esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito Art. 331 C.P.P. …DA NON CONFONDERE I DUE PERCORSI... Art. 8 Codice di Comportamento PA • Il dipendente rispetta le misure necessarie alla prevenzione degli illeciti nell'amministrazione. In particolare, il dipendente rispetta le prescrizioni contenute nel piano per la prevenzione della corruzione, presta la sua collaborazione al responsabile della prevenzione della corruzione e, fermo restando l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria, segnala al proprio superiore gerarchico eventuali situazioni di illecito nell'amministrazione di cui sia venuto a conoscenza.
26. • La segnalazione ha, eminentemente, una valenza preventiva, cioè, attraverso la segnalazione si "solleva una questione". Gli inglesi usano il termine "raising a concern" che significa proprio questo. • Si denuncia un atto, mentre si segnala un pericolo. Si segnala in un'ottica di prevenzione, mentre si denuncia in un'ottica di repressione. • Anche se si segnala, nell'ottica del WB interno, non si è comunque sollevati dall'obbligo di denunciare all'Autorità Giudiziaria se “l’eventuale situazione di illecito” (sic art. 8 CdC PA) si consolida in un reato e se si è nella posizione di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. • La segnalazione al superiore gerarchico (ma nel PNA si fa espressamente riferimento al Responsabile della Prevenzione della Corruzione) serve, innanzitutto, per avviare un percorso di emersione di dinamiche, prassi, comportamenti. 26 …LA SEGNALAZIONE INTERNA NON E’ UNA DENUNCIA...
27. Questione La legge 190/2012, art. 1 comma 51 (Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti) stabilisce che: •“Il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia”.
28. Questione Una definizione generalmente accettata di Whistleblowing è la seguente: • Il Whistleblowing è un atto eticamente orientato che si caratterizza nel denunciare o segnalare condotte illecite di cui si viene a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, con l’obiettivo di prevenirle o contribuire ad accertarne le responsabilità se già verificatesi. • Tuttavia, nel particolare contesto italiano, questa definizione conserva la sua validità?
29. Il dottor Mario Rossi, ragioniere iscritto all’albo, è un funzionario che da poco lavora nell’ufficio appalti del Comune di X. Nel preparare un disciplinare il dottor Rossi si accorge che un appalto in via di assegnazione è stato frazionato artificiosamente violando l’art. 29 del codice (d.lg. 163/2006). Nella “famosa” storia del dottor Rossi… Il dottor Rossi, pertanto, osserva una “potenziale condotta illecita”
30. E’ responsabilità del dottor Rossi “riportare” la condotta al proprio dirigente (ex art. 8 del Codice di Comportamento PA) • Il dirigente conosce e avalla tale condotta illecita • E’ una “prassi organizzativa”, la regola di un Codice sottostante • Ai dipendenti è richiesto di “conformarsi” per la salvaguardia degli interessi privati in gioco e per la difesa del gruppo Convinto di fare la cosa giusta, il dottor Rossi si reca dal suo dirigente e gli espone i fatti. Il dirigente lo guarda e poi gli intima di non parlarne con nessuno. “Non è una questione di tua competenza! Qui si fa così”. Il dottor Rossi si rende conto che non solo il dirigente conosce la questione, ma avalla o addirittura promuove quel comportamento che, pare, sia una prassi dell’ufficio.
31. Così il dottor Rossi decide di parlare direttamente con il Sindaco della faccenda. Il Sindaco, con spiazzante franchezza, rivela che quell’appalto è una contropartita elettorale a favore di un operatore economico locale e che il dottor Rossi farebbe bene a non invadere quel campo. E, poi, dopo successivi passaggi nella gestione del suo “dilemma etico”, va finalmente a riferire alla componente politica Osserva la vera natura del “pactum sceleris”, cioè, la subordinazione/asservimento del potere pubblico ad interessi privati
32. CONDOTTE ILLECITE Schema di relazione SUBORDINAZIONE/ ASSOGGETTAMENTO/ASSERVIMENT O/ IDENTIFICAZIONE (sia nel caso di corruzione propria che impropria) del soggetto pubblico nei confronti del corruttore privato Modalità di manifestazione CONFORMISMO • SALVAGUARDIA DEGLI INTERESSI PRIVATI • SALVAGUARDIA DEL GRUPPO WHISTLEBLOWING Schema di relazione RIFIUTO/ NON ACCETTAZIONE/ NON IDENTIFICAZIONE Il WB è un atto di resistenza all’assoggettamento Il WB è un atto di rottura con il gruppo, con la sua cultura e con i suoi Codici sottostanti E’ un atto di “volontaria subordinazione” all’interesse pubblico Modalità di manifestazione NON CONFORMARSI
33. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero senza paura • La corruzione possiede la caratteristica di auto-perpetuarsi in caso di assenza di trasparenza (vedi anche Cantone) • Alcuni autorevoli osservatori hanno dimostrato che la corruzione causa una crescita esponenziale e incessante dei costi di transazione. • Graf Lambsdorff, di Transparency International ha suggerito una soluzione per rompere il ciclo corruttivo: aumentarne i costi. • Ci sono modi diversi di farlo, alcuni di essi si concentrano sull’aumentare le probabilità di scoprire i casi (vedi anche secondo obiettivo del P.N.A.). Graf Lambsdorff Transparency International
34. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero senza paura • Aumentare i controlli aumenta i costi che i corrotti devono sostenere per trovare contromisure • Tuttavia, i controlli esterni sono molto costosi e potrebbero non essere efficaci (ad esempio, la gestione del rischio) • Per questo le informazioni detenute all’interno delle amministrazioni possono risultare più efficaci • Sfortunatamente non possiamo aspettarci un numero alto di “osservatori indipendenti” (cioè esterni all’amministrazione o con la quale non hanno rapporto di lavoro a qualsiasi titolo) • Per questo dobbiamo difendere e sostenere gli “osservatori dipendenti”
35. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero senza paura • Abbiamo visto come i WB sfidano il potere e mettono a rischio se stessi • Una caratteristica comune ai WB, infatti, è che gli individui o le organizzazioni le cui condotte illecite vengono segnalate si trovano in una posizione tale da provocare un danno al WB
36. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero senza paura • I WBs, pertanto, mettendo a rischio se stessi, proteggono la loro comunità, promuovono l’interesse pubblico e consolidano lo stato di diritto • In questo sono assimilabili alla figura della “parrhesia” della democrazia greca, una attività verbale fondata sul “dire-il-vero senza paura” (fearless speech) Whistleblowing as Fearless Speech: The Radical Democratic Effects of Late Modern Parrhesia Abraham Mansbach In Whistleblowing and Democratic Values edited by David Lewis & Wim Vandekerckhove
37. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero senza paura Alcuni esempi di “parrhesiasta”, (cioè la persona che agisce la parrhesia) • Una persona che rischia di perdere un vero amico criticandone il comportamento • Un politico che dà voce ad una verità scomoda e impopolare, rischiando di non essere rieletto • Il soldato che corre 42 chilometri per annunciare una vittoria
38. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero senza paura • Come il parrhesiasta, il WB opera da una posizione di debolezza • I dipendenti che espongono comportamenti illeciti di altri dipendenti o della leadership sono vulnerabili perché possono essere mobbizzati • Gli individui che denunciano comportamenti illeciti di politici, membri del governo o delle forze armate sono altrettanto esposti al rischio anche se non sono direttamente dipendenti
39. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero per migliorare le decisioni • Nei tempi antichi il termine parrhesia cambiò spesso significato • Sotto i monarchi ellenici, ad esempio, il parrhesiasta aiutava il re a prendere decisioni migliori e a temperare il suo potere (“dire-il-vero al Re” che lo richiedeva come atto contrario alla “cortigianeria”) • Anche il WB è un atto che intende modificare le decisioni prese dal potere • Le segnalazioni sono spesso dirette per modificare il modo in cui si lavora • Le segnalazioni spesso fanno risparmiare molti soldi
40. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero per migliorare le decisioni La società aperta e i suoi nemici Karl Popper • La democrazia, proprio come una teoria scientifica, non è valida di per sé, ma è fallibile, incerta, piena di errori. • Essa può essere “falsificata” da un controllo (interno o esterno). • Proprio come in un laboratorio al fine di rafforzare una teoria se ne cercano le falle, in democrazia, per rafforzarne i valori e le istituzioni, è necessario mettere a nudo tutto quello che non funziona o che è migliorabile. • Mettere a nudo ciò che non funziona è proprio il compito che si è dato il WB-parrhesiasta
41. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero per far “vibrare” la democrazia La democrazia “vibrante” • Ernesto Laclau e Chantal Mouffe (1985) coniarono il concetto di “democrazia radicale” • La premessa di questa forma di democrazia è che la libertà e l’eguaglianza si attualizzano solo all’interno di un “tensione” che deve essere alimentata quotidianamente • Questa tensione deve essere alimentata dalla critica politica, dai media, dagli organi di controllo, dall’interno e dall’esterno • Solo così la democrazia resta “vibrante” e i suoi principi fondanti non diventano delle mere manipolazioni ideologiche Radical democracy Ernesto Laclau e Chantal Mouffe
42. Perché abbiamo bisogno dei WB? …dire-il-vero per far “vibrare” la democrazia • In riferimento alle dinamiche politiche delle società democratiche avanzate, non si può dire che il margine di movimento sia confinato all’azione collettiva • Ci sono pratiche “non collettive” e il WB (inteso come “dire-il-vero senza paura”) è proprio una di queste • Ha il potere di radicalizzare la democrazia, di renderla “vibrante” • Il WB è una pratica micro-politica di controllo del potere dall’interno • Per questo dobbiamo difendere e sostenere i parrhesiasti, “osservatori dipendenti”
43. TERZA PARTE • Freedom of information, libertà di accesso, controllo dei processi decisionali pubblici
44. Questione • Perchè traduciamo "Freedom of Information" con "Libertà di accesso” e non, come sembrerebbe ovvio, con "Libertà di Informazione”?
45. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure… Chiunque può accedere liberamente alle informazioni formate e/o detenute o comunque in possesso delle pubbliche amministrazioni • Perché la libertà di informazione e la libertà di accesso, in realtà, sono due facce della stessa medaglia • …se si tratta di considerare il rapporto di fiducia, il patto, l'alleanza che ogni singolo cittadino instaura con il proprio Governo • …e che si basa sulla delega di potere ad una autorità pubblica che è tenuta a rendere conto della modalità con cui tale potere è stato esercitato e dei risultati che ha ottenuto. Libertà di informazione Libertà di accesso
46. • Da più parti libertà d'informazione connessa con la libertà di accesso vengono riconosciute come il modo più efficace per prevenire la corruzione. • Thomas S. Blanton, il direttore del National Security Archive della George Washington University sottolinea il valore di tale libertà nella capacità di promuovere la sicurezza in generale. • Una maggior consapevolezza dei cittadini e la loro capacità di agire sulla base di essa è un fattore di sicurezza più significativo rispetto alle misure di segretezza
47. Fonte: http://home.broadpark.no/~wkeim/foi-laws.jpg
48. • La “Libertà di informazione” - nota anche come “l'accesso alle informazioni” (Access To Information - ATI), è il diritto del pubblico ad avere accesso alle informazioni prodotte e/o detenute dal governo e altre autorità pubbliche. • Nel 1766 una legge sulla libertà di informazione (Tryckfrihetsförordningen) è stata introdotta in Svezia, grazie ad un finlandese di nome Anders Chydenius. • Da allora più di 90 paesi hanno adottato tali leggi con ca. 5,5 miliardi di abitanti interessati (2012). • Circa 50 paesi garantiscono la libertà di accesso come principio costituzionale. • La libertà di accesso è ormai saldamente riconosciuta come un diritto umano internazionalmente garantito, con decisioni della Corte interamericana dei diritti dell'uomo e della Corte europea dei diritti dell'uomo, e il riconoscimento globale da parte del Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite. • Il RTI-Rating è il sistema di rating che misura le leggi secondo gli standard internazionali.
49. • Nel 1766 la libertà di accesso venne riconosciuta nel Regno di Svezia, che all'epoca comprendeva anche la Finlandia. • 250 anni fa (nel 2016 si celebrerà tale anniversario), • cioè dieci anni prima della rivoluzione americana • e ventitrè anni prima della rivoluzione francese. • Alcuni osservatori notano come tale "rivoluzione silenziosa" non ha avuto i giusti clamori della storia perché fu, appunto, silenziosa. 1766, Libertà di accesso in Svezia 1776, Rivoluzione americana 1789, Rivoluzione francese 2016, Attuazione della Delega in Italia
50. Questione • Ma come fu possibile? • Per comprendere meglio come fu possibile che una tale innovazione si realizzasse in quel Paese, occorre inquadrare il contesto storico e culturale di quell'area in quell'epoca • e tratteggiare i contorni della figura più rappresentativa che fece in modo che la "riforma" si realizzasse e fosse così radicale per quell'epoca e per noi oggi, cioè, un esponente della Chiesa Luterana della profonda periferia del Regno, il finlandese Anders Chydenius.
51. • All'epoca il Regno di Svezia sperimentava un Parlamentarismo del tutto peculiare. • La Dieta svedese nella cosiddetta Età della Libertà (1719-1772) fu un esperimento unico del suo genere. • Il nome dato al periodo si riferisce al passaggio di potere dal monarca assoluto alle corporazioni (Riksdags). • La dieta svedese era divisa in quattro corporazioni: nobiltà, clero, borghesia e agricoltori. • Ogni corporazione esprimeva un voto. • Pertanto la nobiltà o il clero non si trovavano in una posizione di preminenza rispetto alle altre corporazioni che, alleandosi potevano realmente avere un ruolo
52. • Intorno al 1760 l'azione di governo sostenuta dal partito degli Hattarna (Cappelli), con la sua impenetrabile burocrazia e la simbiosi quasi perfetta tra i vertici dell'amministrazione pubblica e interessi economici privati, divenne progressivamente intollerabile per i suoi avversari politici, il partito dei Mössorna (Berretti). • I Cappelli, che potremmo considerare dei "tradizionalisti", avevano l'ambizione di riportare la Svezia a livello di una grande potenza europea ed erano sostenuti dalla Francia. • I Berretti ritenevano, invece, che quei tempi fossero passati; avevano il supporto di Inghilterra e Russia.
53. • Peter Forsskäl e Anders Nordencrantz, due autorevoli intellettuali dell'epoca, sostenitori dell'area progressista (e quindi dei Berretti), sostenevano che i "segreti" dell'amministrazione pubblica dovessero essere resi visibili; • Nordencrantz si avventurò in una catalogazione di quello che sarebbe dovuto essere pubblicato:  il lavoro dei funzionari pubblici in generale e la loro particolare posizione di potere (oggi diremmo, i conflitti di interesse),  i privilegi ed il conferimento di onori (oggi diremmo, le autorizzazioni e le concessioni)  le informazioni sulle finanze nazionali (i bilanci)  e le informazioni sui tribunali speciali. Peter Forsskäl Anders Nordencrantz
54. • Ma per passare da dotte disquisizioni all’inserimento di un principio così rivoluzionario addirittura in Costituzione, la Svezia ebbe bisogno non tanto di accademici illuminati, come Forsskäl e Nordencrantz, ma di un oscuro pastore della chiesa luterana svedese. • Anders Chydenius (1729-1803) nato a Sotkamo in Finlandia, esponente dell'Illuminismo svedese e come tale fautore dell'idea, rivoluzionaria per quell'epoca, che il Governo di una nazione funziona meglio se condivide più informazioni possibili con il proprio popolo.
55. • L'Illuminismo, di cui Chydenius fu il più autorevole rappresentante in Scandinavia, può essere considerato come un fenomeno europeo che raggiunse una influenza ben oltre i confini continentali. • Gli approcci filosofici, scientifici, economici, politici, culturali e religiosi legati alla sua nascita differivano da paese a paese. • L'ambizione dei sostenitori dell'Illuminismo era di condurre le nazioni verso una pace stabile, una nuova prosperità economica dopo le tempeste del primo Settecento. • Ma in nessun luogo come in Scandinavia nell'Età delle Libertà questa corrente filosofico-culturale ebbe un impatto così evidente e significativo, nonostante non ci fosse un vero e proprio movimento illuminista in quell'area, ma solo "voci" anche se estremamente autorevoli. • E una di quelle voci si trovò al posto giusto nel momento giusto.
56. • La presenza di Chydenius nell'arena politica svedese fu breve ma di quelle che lasciano il segno. • Nel 1763 si fece notare in un incontro pubblico a Kokkola in Finlandia. • A partire dal 1765 rappresentò i Berretti nella Dieta, quando, appunto, i Berretti si trovarono a guidare la nazione dopo un lungo periodo di dominio dei Cappelli. • Chydenius si trovò a far parte della Commissione che doveva redigere una nuova legge sulla libertà di stampa. • Occorreva discutere dell'abolizione (parziale o totale) della censura. • Chydenius affermò subito la sua leadership nella Commissione, promosse l'idea che la censura politica non fosse affatto necessaria e guidò la Commissione alla formulazione di una proposta di legge omnicomprensiva che, oltre ad abolire la figura del Censore, garantì una completa ed incondizionata libertà di accesso a tutto ciò che non si trovava ad essere espressamente proibito.
57. • Nei suoi scritti Chydenius rappresenta il "libero Stato" non come il nemico delle libertà ma come il garante. • Le suggestioni più "radicali" per quell'epoca avevano a che fare, per Chydenius, con la responsabilità del decisore pubblico. • I cittadini dovevano seguire i loro capi, ma non "ciecamente", questo dà spazio a forme di "non conformità", di dissenso. • Una nazione si doveva considerare libera solo quando potevano partecipare alle decisioni non solo coloro ai quali veniva attribuita una rappresentanza, ma anche coloro che attribuivano tale rappresentanza.
58. • Alcuni passaggi di Chydenius anticipano di molto le teorie che Popper illustrò nel famoso "The Open Society". • Chydenius parla della libertà di stampa e di quello che essa porterà, cioè, "la concorrenza delle penne" (in questo fu profetico). • "Nessuna fortezza può essere lodata più di quella che ha subito i più duri assedi. Se l'obiettivo è chiaro, allora la verità deve essere ricercata attraverso lo scambio di scritti". • Chydenius afferma che la ricerca della verità debba essere perseguita attraverso l'illustrazione di punti di vista diversi, attraverso, cioè, "lo scambio di scritti".Karl Popper
59. L’Ordinanza di Sua Maestà concernente la libertà di scrittura e di stampa ( Tryckfrihetsförordningen) (1766) Adottato a Stoccolma, nella Sala del Consiglio, il 2 dicembre 1766. Stampato presso la Stamperia Reale
60. Noi, Adolfo Federico, per Grazia di Dio Re di Svezia e Finlandia, Proclamiamo che, • dopo aver considerato quali grandi vantaggi fluiscano al pubblico da una legittima libertà di scrittura e di stampa, • e che una visibilità reciproca e senza restrizioni in diverse materie favorisce non solo lo sviluppo e la diffusione delle scienze e dei mestieri, • ma offre anche maggiori opportunità a ciascuno dei nostri fedeli sudditi di acquisire una migliore conoscenza e l'apprezzamento di un sistema di governo saggiamente ordinato; • e inoltre, tale libertà dovrebbe anche essere considerata come uno dei migliori mezzi per migliorare la moralità e la promozione dell'obbedienza alle leggi, dal momento che abusi e illegalità vengono rivelati al pubblico attraverso la stampa;
61. • …Abbiamo benevolmente deciso che le disposizioni emanate in precedenza in materia richiedono una modifica ed un opportuno miglioramento e che tutte le ambiguità, così come qualsiasi coercizione che sia incompatibile con tale scopo, debbano essere rimossi. • A tal proposito, e dopo aver ricevuto la relazione fedele delle Camere del Regno su questo argomento, abbiamo benevolmente deciso che l'ufficio precedentemente stabilito di Censore deve essere del tutto abolito e che non sarà in futuro compito della Cancelleria di sorvegliare , approvare o respingere i testi presentati per la stampa, ma gli stessi autori sono responsabili, insieme con gli editori, per quello che apparirà in stampa...
62. • Seguono i primi quattro articoli che definiscono ciò che non può essere criticato tra cui i dogmi religiosi, la costituzione, la famiglia reale e definiscono la responsabilità dell’autore e dell’editore. • Da sottolineare la seguente proibizione: "Nessuno usi la scrittura pubblica per fare dichiarazioni offensive nei riguardi delle teste coronate o dei loro parenti più stretti, né dei regnanti delle potenze straniere".
63. 5. Ciò che abbiamo così espressamente decretato nei primi tre paragrafi, riguardo a ciò è considerato vietato scrivere e stampare […] …può essere considerato legittimo scrivere e stampare, • in qualsiasi lingua o in qualsiasi stile, • sia su temi teologici, l'etica, la storia, • una qualsiasi delle scienze apprese, • in materia di economia pubblica o privata, • le attività dei dipartimenti governativi e funzionari, • società e associazioni, • il commercio, mestieri, artigianato e l'arte, • informazioni varie e invenzioni, • e così via che possono essere di utilità e di illuminazione per il pubblico
64. 6. Questa libertà di stampa ulteriormente includerà: • tutti gli scambi di corrispondenza, nella fattispecie, documenti, protocolli, giudizi e autorizzazioni, se sono stati prodotti in passato o saranno avviati, sostenute, condotti e emanati in futuro, prima, durante e dopo procedimenti dinanzi ai giudici di primo grado, di appello e dei tribunali superiori • quelli prodotti dai dipartimenti amministrativi, dai nostri amministratori anziani e dai concistori (riunione formale del collegio consultivo di un sovrano) o altri enti pubblici • e senza distinzione tra la natura dei casi, siano essi civili, penali o ecclesiastici o comunque in qualche misura riguardino controversie religiose; • così come le richieste e le relative esposizioni, dichiarazioni e contro- dichiarazioni che sono state o saranno sottoposte alle Camere della nostra Corte Suprema, • …
65. 6… • nonché la corrispondenza ufficiale e memoriali che sono già state o possono in futuro essere rilasciato dal Ufficio del Cancelliere di giustizia; • anche se nessuno può essere obbligato a ottenere e stampare più di tutto questo, o per esteso o in una versione abbreviata, rispetto a quanto egli stesso abbia richiesto o abbia valutato come adeguato • e che, su richiesta, debbono essere immediatamente rilasciati a colui che ne faccia richiesta, a pena di quanto viene disposto nel paragrafo seguente...
66. 10. La stampa deve essere inoltre consentita: • per tutte le sentenze e le autorizzazioni, le decisioni, i rescritti, gli ordini, le norme, i regolamenti e i privilegi, o documenti di qualsiasi tipo e natura che sono stati emanati nel passato o saranno emanati in futuro dalla nostra Camera del Consiglio e dalla Cancelleria, • dai dipartimenti governativi o dagli uffici, così come dalle Corti di appello e superiori e i Consigli ufficiali del Regno, • insieme con la corrispondenza pubblica di tali uffici e dei loro funzionari; • …
67. 10… • saranno anche inclusi tutti i memoriali, le richieste, i progetti e le proposte, le relazioni, i ricorsi, con le decisioni nonché quelli inviati da associazioni ed enti pubblici e privati, comprese le procedure documentate e i doveri d'ufficio, siano legittimi e illegittimi, di tutti i funzionari, insieme con tutto ciò che poi si è verificato, sia esso vantaggioso o dannoso. • E a tal fine il libero accesso dovrà essere consentito a tutti gli archivi, ai fini di copiare tali documenti in loco o di ottenere copie conformi di essi; • la responsabilità per la cui fornitura è soggetta alla sanzione di cui al comma 7 di questa ordinanza (perdita della carica per chi si rifiuta di farlo o in qualsiasi grado lo ostacoli, ndr).
68. 13. Inoltre, NOI desideriamo dichiarare benevolmente che, dal momento che sarebbe troppo complicato enumerare tutti i soggetti possibili, i casi e le questioni in dettaglio, è nostra benevolente volontà e disposizione che: • tutti i nostri sudditi fedeli possano avere e fare uso di una completa ed incondizionata libertà di rendere generalmente pubblico attraverso la stampa tutto ciò che non si trova ad essere espressamente proibito nei primi tre commi o comunque in questa ordinanza, • e ancora meno ciò è valido per qualsiasi cosa possa essere osservata, rimarcata o comunque pubblicata in forma di commento relativo a tutti i casi ammissibili • e le questioni di cui sopra non debbono mai, con il pretesto che essa determini la censura, la colpa o la critica, implicare il rifiuto o l'impedimento in fase di stampa.
69. 14. E affinché i Nostri fedeli sudditi possano in futuro avere fiducia completa per quanto riguarda la conservazione sicura della libertà di scrittura e della stampa qui delineata che è un diritto fondamentale e irrevocabile, con la presente desideriamo dichiarare che: • nessuno, chiunque egli possa essere, a pena della nostra disapprovazione reale, possa avere il coraggio di sostenere la minima rielaborazione o la limitazione di questa benevola ordinanza, • tanto meno se ricorrerà alla sua propria autorità per ottenere una tale limitazione in maggiore o minore misura, • e che neppure a Noi stessi sarà permesso di fare la minima modifica, alterazione o interpretazione che potrebbe portare alla limitazione della libertà di scrittura e della stampa.
70. Una versione in lingua inglese del Tryckfrihetsförordningen è disponibile all’interno della seguente pubblicazione: AA.VV., (2006) Anders Chydenius’ Legacy Today, Anders Chydenius Foundation Si scarica al seguente link: http://www.chydenius.net/pdf/worlds_first_foia.pdf
71. Ogni Amministrazione Pubblica, nazionale o locale, si dotò di un potente sistema di ARCHIVIAZIONE Fiorì la STAMPA INDIPENDENTE, giornali e riviste che si occupavano di politica e economia COSA ACCADDE DOPO IN SVEZIA?
72. • Il 28 ottobre 2007 la trasmissione REPORT mandò in onda un breve servizio sulla Trasparenza in Svezia dal titolo “Trasparenze svedesi”. • Alcuni tratti illustrano, a mio modo di vedere, mirabilmente gli effetti della RIFORMA di Chydenius del 1766
73. GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO Questo è uno degli archivi del governo svedese. Per entrare non bisogna dare nessun documento e nemmeno dichiarare la propria identità. E una volta dentro si ha accesso ad un computer che contiene l'elenco di tutti, e quando dico tutti intendo davvero tutti i documenti prodotti o ricevuti da tutti i ministeri. LILLIE GUSTAFSSON - FUNZIONARIA ARCHIVI DI STATO Possiamo ad esempio vedere quali documenti sono stati registrati oggi, perché non c'è documento che passi dal ministero che non venga registrato qua dentro. Scelgo uno dei ministeri, ad esempio quello dell'integrazione e uguaglianza, poi metto la data, 3 settembre 2007. Il sistema ha trovato due documenti, sono due lettere ufficiali, ne apro una a caso... GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO A questo punto è sufficiente segnarsi il codice identificativo di questo documento, e andarlo a chiedere alle segretarie che stanno all'ingresso... e dopo pochi minuti... LILLIE GUSTAFSSON - FUNZIONARIA ARCHIVI DI STATO Ci hanno messo più del solito perché erano a pranzo, ecco il documento... .non è ancora stato consegnato al destinatario... il mittente è un'autorità locale, ed è gia consultabile, addirittura prima di essere consegnato...
74. HELENA JÄDERBLOM - GIUDICE CORTE D'APPELLO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO Il principio è che il tutto deve essere molto molto semplice, non è necessario compilare nessuna richiesta formale, e i documenti possono essere richiesti in ogni modo, telefonando, scrivendo una lettera, anche solo una mail, o un fax, e i documenti devono essere consegnati in tempi brevissimi. ANNIKA BJURNER SÖDER - EX PORTAVOCE SVEDESE DURANTE IL NEGOZIATO PER LA LEGGE SULLA TRASPARENZA, Per farti un esempio, se un ministro fa un viaggio, è tenuto a fare un resoconto di tutte le spese sostenute, e questo resoconto è pubblico, qualsiasi cittadino puo' andare presso il ministero e chiedere di consultarlo, con la conseguenza immediata che ogni funzionario pubblico a partire dal ministro stesso fa molta attenzione a non spendere denaro in eccesso, perché comunque è consapevole che il suo resoconto sarà consultato, magari da un giornalista ma anche da un semplice cittadino, perché tutti hanno uguale diritto di accesso.
75. GIULIANO MARRUCCI Cosa abbiamo qui? LILLIE GUSTAFSSON - FUNZIONARIA ARCHIVI DI STATO Sono i resoconti dei viaggi del personale del ministero delle finanze; biglietti, scontrini... Per essere sinceri di solito prima di lasciar consultare questi documenti li facciamo controllare dall'ufficio legale, perché potrebbe essere necessario dover cancellare qualche nome, oppure qualche numero di telefono, solo per tutelare la privacy. Ma se mi chiedi questi documenti di mattina, di pomeriggio l'ufficio legale da un'occhiata, e il giorno dopo li puoi venire a consultare. GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO Ovviamente accanto al principio generale del libero accesso ai documenti pubblici c'è anche una lunga serie di eccezioni, tutte contenute in questo codice, il Secrecy Act... . È un bel malloppone eh... KRISTINA SVAHN STARRSJÖ - DIRETTORE DIPARTIMENTO COSTITUZIONALE, MINISTERO DI GIUSTIZIA Decisamente, sono sedici capitoli... e questo perché per tenere segreto qualcosa bisogna che sia scritto esplicitamente in questo codice, e principalmente in base a due soli principi, tutela della privacy e della sicurezza nazionale.
76. HELENA JÄDERBLOM - GIUDICE CORTE D'APPELLO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO E comunque, nel caso che un'autorità neghi l'accesso a delle informazioni una persona puo' sempre ricorrere a noi, a questa corte d'appello, senza spendere un euro e senza bisogno di assistenza legale, e noi nel giro di poche settimane, o al massimo se si tratta di una mole molto ampia di documenti entro un paio di mesi, siamo tenuti a dare una risposta. KRISTINA SVAHN STARRSJÖ - DIRETTORE DIPARTIMENTO COSTITUZIONALE, MINISTERO DI GIUSTIZIA Il risultato di questo meccanismo è stato ben documentato da uno studio di una decina d'anni fa. Un giornalista ha provato allora ad accedere agli stessi 20 documenti presso il governo svedese e presso le istituzioni europee, e mentre dal governo svedese è riuscito ad ottenerne 18, dall'unione europea ne ha ottenuti soltanto 4. HELENA JÄDERBLOM - GIUDICE CORTE D'APPELLO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO Ecco perché quando la Svezia ha deciso di aderire all'unione europea in tutto il paese è scoppiato un dibattito molto acceso, il timore era che saremmo stati costretti a rinunciare a questo livello di trasparenza.
77. Percezione della corruzione: 100 = assenza di corruzione Diritto all’informazione: 150 = massima libertà di informazione Gli effetti di una “vera” libertà di accesso
78. • Un Paese può adottare un FOIA ma escludere molti documenti o anche soggetti (partiti politici, agenzie, Governo, Parlamento) da esso. • Oppure può anche adottare una legge sulla segretezza (Secrecy Act) che esenta molti documenti (bilancio pubblico, corrispondenza pubblica, ecc) dall’accesso. • Pertanto, anche se un paese ha un FOIA ben strutturato, se le clausole di eccezione coprono molti documenti o non specificano precisi termini per le eccezioni stesse, allora è probabile che l’implementazione non avrà alcun impatto sul pubblico e sull’azione di governo. Fonte: Freedom of Information Act: a Comparative Analysis Alexandre Salha
79. Questione • Dal momento che in Italia stiamo discutendo di libertà di accesso… • Non sarebbe il caso di riflettere sugli elementi costitutivi ed imprescindibili di tale libertà? • Affinché si adotti un provvedimento che si conformi a standard che hanno già dimostrato di funzionare • E per prevenire la “frammentazione” della libertà (“che non è libertà”, come affermava Chydenius)
80. • Ognuno ha il diritto di accedere alle informazioni ufficiali. • La divulgazione di informazioni dovrebbe essere la regola. • In altre parole, le informazioni dovrebbero essere tenute riservate solo quando vi sia una buona ragione e quando è stabilito dalla legge Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of- information/what-is-the-foi-act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
81. • Il richiedente non ha bisogno di fornire una motivazione per l’accesso alle informazioni. • Al contrario, deve essere giustificato il rifiuto dell’amministrazione Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of- information/what-is-the-foi-act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
82. • La libertà di accesso copre tutte le informazioni registrate e detenuta da un’amministrazione pubblica. • Essa non si limita ai documenti ufficiali ma ricomprende, ad esempio, bozze di documenti, e-mail, note, registrazioni di conversazioni telefoniche e registrazioni video. • Né è limitata alle informazioni che un pubblico dipendente crea, in modo da comprendere anche, ad esempio, le lettere che si ricevono dal pubblico, a meno che non ci sia una buona ragione per non rilasciarle. Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of-information/what-is-the-foi- act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
83. • Chiunque può fare di richiesta di informazioni • Non si deve essere cittadini del Regno Unito, o residenti nel Regno Unito. • La richiesta può essere fatta anche da organizzazioni, ad esempio da un giornale, un comitato, o una società. • Anche i dipendenti di una pubblica amministrazione possono fare richieste al proprio datore di lavoro, anche se una buona comunicazione interna e rapporti con il personale normalmente dovrebbe evitare tale evenienza. Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of-information/what-is- the-foi-act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
84. • Quando qualcuno richiede informazioni che includono dati personali di qualcun altro, • è necessario bilanciare attentamente il principio di trasparenza e di apertura con il diritto della persona interessata alla riservatezza ai sensi della legge sulla protezione dei dati • e decidere se è possibile rilasciare le informazioni senza violare i principi di protezione dei dati. Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of- information/what-is-the-foi-act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
85. Al fine di ottenere le informazioni richieste le spese dovrebbero essere ridotte al minimo e giustificate solo in determinate circostanze, quali: • Costi per trasmettere le informazioni richieste, come ad esempio spese per fotocopie e spese di spedizione. Noi non consideriamo, infatti, ragionevole far pagare per fornire informazioni on-line; • Costi previsti da specifiche normative; • Costi per informazioni prodotte commercialmente, per esempio, un libro, una mappa o una pubblicazione simile che il richiedente ha intenzione di vendere e che non avrebbero altrimenti prodotto. Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of-information/what-is-the-foi- act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
86. • La Commissione (ICO) ha l’obbligo generale di esaminare le segnalazioni provenienti dal pubblico e che ritengono che un'amministrazione non abbia risposto correttamente a una richiesta di informazioni. • Se qualcuno segnala il comportamento di un’amministrazione, il nostro processo di gestione dei reclami offre l'opportunità per l’amministrazione stessa di riconsiderare le azioni e rimediare ad eventuali errori senza prendere alcuna iniziativa formale. • Se il reclamo non è risolto in via informale, verrà notificato l’avvio di una procedura. • Se l’ICO riscontra che l’amministrazione ha violato la legge, la procedura stabilirà cosa occorre fare per mettere le cose a posto. Fonte: ICO-UK https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of-information/what-is-the-foi- act/ COME FUNZIONA LA LIBERTA’ DI ACCESSO?
87. FOIA non-FOIA FOIA • Accessibilità totale (Assenza di obblighi di pubblicazione) • Obblighi di archiviazione • Assenza o forte limitazione della discrezionalità della PA nell’applicare una eccezione (Catalogo delle eccezioni) • Irrilevanza dell’interesse ad accedere • Irrilevanza della motivazione ad accedere • Principio della “gratuità sostenibile” • Rilevanza costituzionale • Soluzioni “ad hoc” per le controversie • Irrilevanza dello “status” di cittadinanza non-FOIA • Accessibilità limitata (Presenza di Obblighi di pubblicazione) • Archiviazione discrezionale • Discrezionalità della PA nell’applicare una eccezione • Rilevanza dell’interesse ad accedere • Rilevanza della motivazione ad accedere • Principio dell’”accesso oneroso” • Legge ordinaria • Soluzioni ordinarie per le controversie • Rilevanza dello “status” di cittadinanza “Una libertà frammentata non è libertà, mentre una costrizione, anche se frammentata, è una costrizione assoluta” Anders Chydenius
88. FOIA non-FOIA ACCESSIBILITA’ TOTALE •FOIA ACCESSIBILITA’ LIMITATA •Dlgs 33/2013 (accessibilità totale dei dati sotto obbligo di pubblicazione) • Il dlgs 33/2013 riconosce l’esistenza di una accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni". • Tale accessibilità, tuttavia, non viene riconosciuta attraverso l'esercizio di una piena libertà di accesso, cioè, rispetto a tutte le informazioni che non vengano indicate come contrarie alla sicurezza nazionale o alla privacy dei cittadini, • ma viene garantita, secondo quanto il legislatore chiaramente indica, attraverso la pubblicazione obbligatoria di un catalogo di dati, informazioni e documenti concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni • che, seppure cospicue, non rappresentano la totalità delle informazioni prodotte e/o detenute: "...per pubblicazione si intende la pubblicazione, in conformità alle specifiche e alle regole tecniche di cui all'allegato A, nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni dei documenti, delle informazioni e dei dati concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, cui corrisponde il diritto di chiunque di accedere ai siti direttamente ed immediatamente, senza autenticazione ed identificazione". 1
89. FOIA non-FOIA ACCESSIBILITA’ TOTALE •FOIA ACCESSIBILITA’ LIMITATA •Dlgs 33/2013 (accessibilità totale dei dati sotto obbligo di pubblicazione) • Quindi non a tutte le informazioni si ha libertà di accedere, • ma solo a quelle catalogate, prodotte e pubblicate nella sezione "Amministrazione Trasparente", • per tutte le altre vige ancora il vincolo di dover dimostrare un interesse diretto. 1
90. FOIA non-FOIA ACCESSIBILITA’ TOTALE •FOIA ACCESSIBILITA’ LIMITATA •Dlgs 33/2013 (accessibilità totale dei dati sotto obbligo di pubblicazione) • In presenza di libertà di accesso, invece, il principio è che chiunque può accedere liberamente alle informazioni formate o detenute dalla pubblica amministrazione • Esiste, quindi, una specifica attribuzione di preminenza da parte dell’ordinamento nei confronti dell’interesse pubblico alla conoscenza, lasciando le necessarie restrizioni in una posizione secondaria 1
91. FOIA non-FOIA Assenza o forte limitazione della discrezionalità della PA nell’applicare una eccezione (Catalogo delle eccezioni) Discrezionalità della PA nell’applicare una eccezione • Le eccezioni devono essere certe, • Occorre dotarsi di un “libro delle eccezioni”. • Un catalogo di casi in cui si deve escludere l’accesso, per disinnescare il pericolo derivante dall’uso discrezionale dell’interpretazione di un criterio fissato per legge 2
92. PRINCIPI FOIA Legge 241/90 Dlgs 33/2013 Testo CdM Accessibilità totale (Assenza di obblighi di pubblicazione) NO NO Obblighi di archiviazione OK (anche derivanti da altre normative) OK (solo per le informazioni e i dati sotto obbligo di pubblicazione) N/D Assenza o forte limitazione della discrezionalità della PA nell’applicare una eccezione (Catalogo delle eccezioni) NO NO NO Irrilevanza dell’interesse ad accedere NO OK (solo per le informazioni e i dati sotto obbligo di pubblicazione) OK Irrilevanza della motivazione ad accedere NO OK (solo per le informazioni e i dati sotto obbligo di pubblicazione) OK Principio della “gratuità sostenibile” N/D OK NO Rilevanza costituzionale NO NO NO Soluzioni “ad hoc” per le controversie OK OK (solo per le informazioni e i dati sotto obbligo di pubblicazione) NO Irrilevanza dello “status” di cittadinanza OK OK OK
93. PRINCIPI FOIA Legge 241/90 Dlgs 33/2013 Testo CdM Accessibilità totale (Assenza di obblighi di pubblicazione) TOTALEINCOMPATIBILITA’ INCOMPATIBILENEIPRINCIPI,ANCHE SEPUO’SOPRAVVIVEREADUNFOIA ANCORANONSUFFICIENTEMENTE COMPATIBILEANCHESERESTALA MIGLIOREPROPOSTASULCAMPO Obblighi di archiviazione Assenza o forte limitazione della discrezionalità della PA nell’applicare una eccezione (Catalogo delle eccezioni) Irrilevanza dell’interesse ad accedere Irrilevanza della motivazione ad accedere Principio della “gratuità sostenibile” Rilevanza costituzionale Soluzioni “ad hoc” per le controversie Irrilevanza dello “status” di cittadinanza
94. 1. Adottare una legge compatibile con i modelli FOIA che hanno dimostrato di funzionare 2. Fornire, se possibile, una rilevanza costituzionale alla libertà di accesso 3. Realizzare una implementazione semplice e razionale • Adottando soluzioni tecnologiche per migliorare la qualità dell’archiviazione • Adottando soluzioni rapide per le controversie • Eliminando o limitando al massimo la discrezionalità nell’applicare una eccezione • Formando i dipendenti pubblici (e i decisori pubblici in generale) all’”apertura” e alla “tracciabilità” del loro processo decisionale* …in marcia verso la libertà di accesso in Italia…
95. Art. 9 del Codice di Comportamento PA (Trasparenza e tracciabilità) 1… 2. La tracciabilità dei processi decisionali adottati dai dipendenti deve essere, in tutti i casi, garantita attraverso un adeguato supporto documentale, che consenta in ogni momento la replicabilità. • “I funzionari pubblici dovrebbero operare sotto gli occhi dei cittadini” • “L’azione pubblica dovrebbe essere condotta con un alto livello di franchezza, apertura, candore” • “Una società trasparente , in cui nessuna condotta privata può essere tenuta al coperto dallo sguardo dei cittadini, è un meccanismo cruciale per evitare intrighi destabilizzanti“. Jean-Jacques Rousseau (1712-1778)
96. • Le vere RIFORME sono solo quelle che trasformano le società e modificano l’atteggiamento di chi le amministra (cioè, una innovazione normativa diventa RIFORMA solo dopo che si è dimostrata la sua capacità di modificare la società e l’atteggiamento di chi la amministra) • Il Tryckfrihetsförordningen svedese realizzò una ambiziosa sfida culturale posta dall’Illuminismo europeo e modificò l’atteggiamento dei cittadini e dei suoi governanti. Fu una vera RIFORMA • Il governante (sia esso un politico o un dipendente pubblico) deve sapere che, nel momento in cui diventa un “decisore pubblico”, la sua azione dovrà essere sempre “visibile” al pubblico e che se non si ha nulla da nascondere non si deve avere paura della libertà di accesso garantita al pubblico. • Il cittadino deve sapere usare la libertà di accesso non per garantire un vantaggio personale o un vantaggio del proprio gruppo di potere, ma per partecipare attivamente alle decisioni pubbliche LE CONCLUSIONI DEL DOTTOR ROSSI
97. BIBLIOGRAFIA E FONTI • AA.VV., (2006) Anders Chydenius’ Legacy Today, Anders Chydenius Foundation • Karin Sennefelt, Michael Bregnsbo, Patrik Winton, Pasi Ihalaine, (2013) Scandinavia in the Age of Revolution: Nordic Political Cultures, 1740–1820 • Salha A., (2014), Freedom of Information Act: a Comparative Analysis • Di Rienzo M., (2014), Trasparenza e trasparentismi, @spazioetico • G. Marrucci per REPORT (2007), Trasparenze svedesi, reportage • www.foia4italy.it • Disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, ai sensi dell’articolo 126-bis del Regolamento - Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche Per vedere come funziona un FOIA da vicino, come si accede ai documenti e le FAQ che spiegano la procedura, la cosa migliore da fare è collegarsi con il sito della Information Commissioner inglese (ICO) e seguire la Guida: • https://ico.org.uk/for-organisations/guide-to-freedom-of- information/what-is-the-foi-act/
98. QUARTA PARTE • La partecipazione dei giovani (articolo 12 Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza)
99. Trasparenza ed etica P.N.A. 3.1.14 Azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile • Le pubbliche amministrazioni devono pianificare adeguate misure di sensibilizzazione della cittadinanza finalizzate alla promozione della cultura della legalità. • …
100. Trasparenza ed etica • Dal momento che viviamo in una società, insieme con altri nostri pari, dobbiamo accettare una limitazione del nostro comportamento, necessaria per il benessere di tutti. • Talvolta questa limitazione ci sta stretta. • Spesso ci domandiamo perché dobbiamo rinunciare a qualcosa che ci piacerebbe fare o avere. • Quale è il guadagno?
101. Trasparenza ed etica • Giusto e sbagliato. • La morale serve a guidare i nostri comportamenti. • Il termine morale (sostantivo derivante dal latino moràlia) identifica una serie di modelli comportamentali, tipici di determinati contesti sociali, realizzati mediante il perseguimento di determinate condotte ispirate da norme di comportamento. • Giusto o sbagliato si determina in base ad un modello comportamentale presente in un determinato contesto sociale
102. Trasparenza ed etica • Giusto e sbagliato. • L'etica, invece, ci fa comprendere perché un comportamento è giusto e perché un altro comportamento è sbagliato. • L'etica (termine derivante dal greco antico ἔθος, èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") in filosofia indica una branca di tale disciplina che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi • L'etica, cioè, ci fa capire cosa ci guadagniamo a comportarci in un modo piuttosto che in un altro. • Giusto o sbagliato si determina in base ad un ricerca individuale e/o collettiva della “massima utilità” riferita ad un comportamento umano o ad una scelta
103. Trasparenza ed etica • Si tratta di supportare i ragazzi attraverso tecniche che includono un modello di processo decisionale etico. • Il metodo che si può utilizzare è l’ethical dilemma training. • Nei laboratori, cioè, saranno discussi i dilemmi etici che si presentano nel corso del vissuto quotidiano dei ragazzi.
104. Trasparenza ed etica • Il giovane Mario Rossi si trova ad assistere (è “testimone”) ad un episodio di bullismo • Deve decidere se segnalare all'insegnante ciò che ha visto oppure ignorare (dilemma etico). • Il suo sentimento di non accettazione di quel comportamento lo spingerebbe a segnalare, ma entrano in gioco numerose "forze" che, invece, potrebbero spingerlo ad ignorare, come, ad esempio, la paura di atti di ritorsione nei suoi confronti, il timore di essere stigmatizzato per aver fatto la spia, l'isolamento dal gruppo e altro ESEMPIO: IL GIOVANE DOTTOR ROSSI
105. Trasparenza ed etica • Ma l'eventuale atto del non segnalare avrà implicazioni molto negative sul piano individuale e sociale che occorre prendere in seria considerazione. • Se non si possiede una piena comprensione (posizione etica) del motivo per cui è importante segnalare, è molto probabile che le forze contrarie abbiano il sopravvento. • Occorre lavorare sulla posizione etica che sta a fondamento di quella regola e si può fare solo entrando all'interno dei casi concreti. ESEMPIO: IL GIOVANE DOTTOR ROSSI
106. Trasparenza ed etica • E' consigliabile che anche gli adulti responsabili siano coinvolti, parallelamente al percorso fatto dai ragazzi, in una attività formativa. • Può succedere, infatti, che l'analisi dei dilemmi etici fatta dai ragazzi evidenzi criticità in capo agli adulti stessi. • Ad esempio, nel caso dell'atto di bullismo, potrebbe succedere che i ragazzi non segnalino perchè pensano di non venir presi in seria considerazione dagli adulti (che tendono a minimizzare l'accaduto). ESEMPIO: IL GIOVANE DOTTOR ROSSI
107. Trasparenza ed etica • La discussione, sotto la guida di un facilitatore, aumenta la probabilità che tali situazioni e problemi saranno discussi apertamente in futuro, contribuendo così a creare una cultura di comunicazione aperta e solidale di comportamento etico. • Inoltre le aspettative del percorso sono di avere: o adulti responsabili in grado di assumere e sostenere una "leadership etica"; o in prospettiva futura, decisori pubblici migliori, più integri, più eticamente orientati, più capaci di prendere posizione nei confronti di tentativi di corruzione e/o collusione, meno inclini a cedere di fronte alla richieste di tenere un comportamento non etico da parte dei propri superiori. ESEMPIO: IL GIOVANE DOTTOR ROSSI
108. Trasparenza ed etica • Con il termine "autonomia" facciamo riferimento al letterale significato della parola. • L'etimo del termine "autonomia" [dal gr. αὐτόνομος, comp. di αὐτός «stesso» e tema di νέμω «governare»; propr. «che si governa da sé», fonte: treccani.it] riconduce alla capacità di un individuo di vivere "secondo le proprie leggi", non in quanto estraneo dal contesto e dalla comunità, ma in quanto pienamente consapevole del significato e delle implicazioni delle proprie scelte. • In questo senso apprendere l'etica significa costruire le basi della partecipazione dei bambini/e nella vita sociale. • Costruire lo spazio etico dei cittadini del futuro significa investire oggi in una formazione che ci restituirà cittadini migliori, individui con una salda posizione etica.
109. PRINCIPIO DI PARTECIPAZIONE DELLA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA Articolo 12 “Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità
110. PARTECIPARE, PERCHE’? LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA Articoli 13 e 14 – diritto alla libertà di espressione, di pensiero, coscienza e religione Articoli 13 e 17 – diritto di accesso alle informazioni Articolo 13 – ricerca e diffusione di informazioni Articolo 15 – diritto alla libertà di associazione
111. PARTECIPARE, PERCHE’? IL VALORE AGGIUNTO  Sviluppare competenze di bambini/ragazzi grazie alla promozione di metodologie e attività partecipative  Sviluppare senso di responsabilità e appartenenza alla scuola di bambini/ragazzi  “Potenziare” (empowerment) i bambini/ragazzi come individui titolari di diritti e cittadini attivi  Migliorare la qualità e l’impatto delle attività che riguardano i bambini/ragazzi, tramite il coinvolgimento degli stessi nelle fasi di progettazione/attuazione/valutazione  Aumentare la visibilità di bambini/ragazzi e quella delle problematiche a loro collegate
112. POSIZIONE DI PARTENZA DEGLI ADULTI • I ragazzi/e comprendono appieno e si appassionano a tutte le questioni che li riguardano. • In particolare, questionidi loro interesse e/o di interesse per la propria micro- comunità (scuola, quartiere, ecc.). UN ESEMPIO? • I CONSIGLI CONSULTIVI DEL PROGETTO “FUORICLASSE” CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA
113. CONSIGLI CONSULTIVI PARTECIPAZIONE DISPERSIONE SCUOLA
114. “organizzazioni” stabili di dialogo, partecipazione e consultazione tra studenti e docenti all’interno delle scuole. I Consigli si esprimono sui metodi per accompagnare gli studenti con difficoltà rispetto al programma scolastico, secondo modalità suggerite dai ragazzi stessi CONSIGLI CONSULTIVI
115. Motivi di dispersione emersi nei laboratori vs. Obiettivi dei consigli consultivi rapporto docenti/studenti rapporto tra compagni di classe metodologia didattica strutture a disposizione della scuola migliorare la scuola ottenendo maggior rispetto da alcuni professori Rendere le nostre scuole più vivaci, belle, accoglienti e allegre Mettere gli studenti in condizione di esprimere ciò che pensano sulla didattica far comprendere i nostri problemi ai professori e evitare atteggiamenti da bulli nei confronti dei più piccoli. X X X X X X X X X X organizzazione scolastica Il nostro obiettivo è avere più libertà durante l’intervallo e a scuola NAPOLI 2012
116. MILANO 2013 Scuola Proposte rappresentanti Impegno Dirigente Scolastico Impegno Docenti Impegno Save the Children/EDI IC Trilussa (scuole primarie) Dirigente scolastico: Daniele Giardina Referente: Marina Quarciagrossa Facilitatrice: Camilla Bianchi 1) Murales (6- 10 in totale) 2) Scatole dei pensieri gentili 1) Il dirigente autorizza la creazione di murales 2) Il dirigente autorizza l’utilizzo e la promozione delle scatole gentili. Proposta di preparare una circolare child-friendly 3) Proposta di promuovere i Consigli Consultivi all’interno della scuola (durante la festa di fine anno, sul giornalino, attraverso un albero dei pensieri gentili) 4) Proposta di valorizzare i rappresentanti all’interno della scuola (visita guidata della struttura per i bambini della scuola materna, inserimento nel POF di una descrizione child friendly della scuola) 1) Selezione disegni con le classi, individuazione spazi. Reperimento materiale necessario per far dipingere i bambini 2) Elaborazione con i rappresentanti/classi della circolare child- friendly 3) Valutazione condivisa all’interno del corpo docenti delle proposte del Dirigente Scolastico; loro attuazione (3-4) 1) Affiancamento dell’illustratrice Giulia Zaffaroni per l’elaborazione dei murales. Acquisto materiale necessario 2) Sostegno nell’elaborazione della circolare child-friendly 3) Sostegno ai docenti per lo sviluppo delle proposte del Dirigente Scolastico (3-4)
117. PRENDETE SEMPRE IN CONSIDERAZIONE IL PUNTO DI PARTENZA SIA DEI RAGAZZI/E SIA DEGLI ADULTI DEFINITE SEMPRE ALL’INIZIO LO SPAZIO DI PARTECIPAZIONE ESPLORATE LA FORZA DELLA EDUCAZIONE NON FORMALE
118. EMPOWERMENT BAMBINI: costruire la capacità di espressione ADULTI: migliorare le competenze di ascolto e di comprensione PROCESSI CONSULTIVI BAMBINI: costruire la capacità di organizzare le opinioni in schemi comunicativi ADULTI: imparare a dare la giusta considerazione alle opinioni dei bambini/e PROCESSI DECISIONALI INCLUSIVI BAMBINI: costruire capacità decisionali ADULTI: imparare a gestire processi decisionali inclusivi PROCESSI AUTO- ORGANIZZATI E AUTO- GESTITI BAMBINI: nessuna specifica esigenza formativa ADULTI: imparare a fare un passo indietro PRENDETE SEMPRE IN CONSIDERAZIONE IL PUNTO DI PARTENZA SIA DEI RAGAZZI/E SIA DEGLI ADULTI
119. COME FARE PER… fare sì che… I CONSIGLI CONSULTIVI… da progetto “sperimentale”… DIVENGANO… pratiche “ordinarie”. “La partecipazione dovrebbe essere un atteggiamento istituzionale, professionale e personale più che una pratica occasionale, dal momento che fa sorgere aspettative e puà causare grande frustrazione se non è adeguatamente realizzata”
120. INDIVIDUAZIONE DEI RAPPRESENTANTI Il punto di vista dei ragazzi • Le modalità di individuazione sono state apprezzate. Solo su quelle delle primarie (votare il disegno), qualcuno esprime delle perplessità, dichiarando che avrebbero preferito un metodo che evidenziasse maggiormente il carico di responsabilità legato al ruolo (ad esempio fare domande che facciano capire cosa significa essere rappresentanti e se uno vuole farsene veramente carico). • Rimane comunque la criticità del passaggio di delega-rappresentanza. Il punto di vista dei docenti • Un elemento positivo è dato dalle modalità scelte per la selezione dei rappresentanti (votazioni, disegni, discussioni), non sono emersi particolari problemi in una fase che invece si era rilevata particolarmente delicata in esperienze precedenti, a testimoniare un miglioramento del progetto
121. IL RUOLO DI RAPPRESENTANTE Il punto di vista dei ragazzi • I ragazzi eletti affermano di aver avuto modo di vivere un’esperienza emozionante e di essersi sentiti responsabilizzati dal ruolo. • Certo si è trattato anche di un’esperienza complicata per i ragazzi, soprattutto nel compito di portavoce che dovevano svolgere nel momento di restituzione alla classe. Il punto di vista dei docenti • L’esperienza dei consigli consultivi è raccontata dai docenti come estremamente positiva sia per il percorso di crescita e responsabilizzazione dei rappresentanti (aumento autostima per chi si è sperimentato in quel ruolo) sia per il percorso partecipativo nel suo insieme rispetto all’analisi condivisa dei problemi scolastici e delle soluzioni proposte. • Un elemento positivo è il grande senso di responsabilità con cui i ragazzi si sono calati nel ruolo. • Attraverso l’esercizio al ruolo di rappresentanti (sedersi intorno ad un tavolo di discussione alla pari con gli adulti, ragionare sulla vita scolastica, incontrare i dirigenti, etc.) i ragazzi hanno acquisito una serie di sicurezze personali che hanno poi trovato riscontro nel loro percorso di studenti.
122. LA RESTITUZIONE IN CLASSE Il punto di vista dei ragazzi • In più interviste emerge quanto sia stato un momento relazionalmente complesso: i compagni non ascoltano o contestano il lavoro fatto dai rappresentanti. Il punto di vista dei docenti • Un passaggio da migliorare è quello della comunicazione tra i rappresentati e la classe. Quello che i docenti notano è che quando manca un loro intervento diretto nella cura dello scambio comunicativo, questo non si verifica o viene svolto in maniera superficiale come “compitino”. • Il processo di delega e rappresentanza è nuovo sia nelle primarie sia nelle secondarie di primo grado, per questo va curato (spiegato, presentato, accompagnato, pianificato nel calendario) con attenzione, altrimenti rimane un anello debole del sistema dei consigli consultivi, che corrono il rischio di diventare un luogo di discussione ristretta senza un ampio e necessario confronto con almeno le classi coinvolte nel progetto (magari per ipotizzare nel futuro una modalità che si allarghi a tutta la scuola).
123. MASSIMO DI RIENZO Website: @spazioetico Email: m_dirienzo@hotmail.com Tel. 3334158347 Linkedin: it.linkedin.com/in/massimodirienzo/ Skype: massimo.di.rienzo
124. BUON LAVORO!!!

References: art. 1
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 12
 ARTICOLO 8
 Art. 331
 Art. 8
 art. 8
 art. 1
 art. 8
 Art. 9
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 15