Source: https://usurainbanca.blogspot.it/2014/
Timestamp: 2018-05-21 10:54:46+00:00

Document:
Anatocismo, Usura Bancaria, Perizie Conti Correnti, Mutui e Leasing: 2014
Anatocismo sui conti correnti condannate 2 banche a Bari
Il Tribunale di Bari, con due distinti provvedimenti, ha condannato due istituti di credito,
[caption id="attachment_1267" align="alignnone" width="300"] Anatocismo sui conti correnti
condannate 2 banche a Bari[/caption]
BARI - Il Tribunale di Bari, con due distinti provvedimenti, ha condannato due istituti di credito, giudicati responsabili di anatocismo, a risarcire altrettanti risparmiatori baresi per complessivi centomila euro circa.
Lo rende noto l’associazione in difesa di consumatori Adusbef Con la prima sentenza i giudici baresi hanno condannato la Banca Intesa Sanpaolo Spa al pagamento di oltre 72 mila euro più interessi e spese legali perchè "sul conto corrente di un cittadino di Mola di Bari ultraottantenne – riferisce l’Adusbef - sono state commesse numerose violazioni: illegittima applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi; illegittima applicazione di valute d’uso non concordate con il correntista; illegittima applicazione delle commissioni di massimo scoperto; mancata pattuizione del tasso degli interessi attivi".
Analoga vicenda ha avuto per protagonista la Banca Carime, condannata a restituire quasi 25mila euro. "Far riottenere ai cittadini somme pagate illegittimamente alle banche fa sempre piacere – commenta l’avvocato Massimo Melpignano, presidente Adusbef Puglia – ma c'è ancora tanto da fare. Purtroppo diventa sempre più necessario far tutelare i diritti in Tribunale, anche quando sono sacrosanti. E questo è sintomo di un sistema che non può più continuare a funzionare così".
Bond spazzatura Condannata Unicredit risarcirà risparmiatore
LECCE – La Corte di appello di Lecce (presidente Marcello Dell’Anna) ha condannato Unicredit
[caption id="attachment_1527" align="alignnone" width="300"] Bond spazzatura Condannata Unicredit risarcirà risparmiatore[/caption]
LECCE – La Corte di appello di Lecce (presidente Marcello Dell’Anna) ha condannato Unicredit a risarcire un risparmiatore di Squinzano (Lecce) che nel 2005 aveva acquistato bond della Lehman Brothers Holding Inc. per 206mila euro, obbligazioni andate in default con il crack del 15 settembre 2008. La decisione è stata presa (sentenza del 4 novembre scorso pubblicata ieri) perchè il risparmiatore non era stato informato per tempo dalla banca dell’elevato rischio delle stesse obbligazioni. Lo rende noto l’Adusbef i cui legali, Antonio Tanza e Maria Teresa Camboa, hanno sostenuto in giudizio le ragioni del risparmiatore citando nel procedimento anche il consorzio Abi 'Patti chiari', che avrebbe pubblicizzato come sicuri i bond. In primo grado la richiesta dei legali del risparmiatore salentino era stata respinta.
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Tre funzionari di banca chiamati a difendersi
PADOVA: Slitta a gennaio l’udienza sui tassi d’usura in banca
[caption id="attachment_2137" align="alignnone" width="300"] Tre funzionari di banca chiamati a difendersi[/caption]
GALZIGNANO TERME. Sul banco degli imputati tre funzionari di banca, Massimo Sabbadin, di Este, già direttore della filiale di Galzignano Terme della Banca dei Colli Euganei nonché responsabile del servizio fidi, Nereo Stivanello di Casalserugo direttore della filiale sempre di Galzignano dell’ex Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo (all’epoca Cariparo, oggi Cariveneto) nonché il responsabile del servizio fidi dell’ex Cariparo Claudio Gemo di Monselice. L’accusa? Usura con l’aggravante di aver provocato un danno di rilevante gravità. Ieri pomeriggio udienza preliminare davanti al gup Domenica Gambardella, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di mandare a processo i tre, difesi dai penalisti Gianni Morrone, Barbara Bisinella, Matteo Mangia e Carlo Alleva. Decisione slittata al prossimo 21 gennaio. Con sorpresa: il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile non solo delle (presunte, finché non c’è una sentenza) vittime, gli imprenditori già titolari della società “L’altra frutta” tutelati dall’avvocato Annabella Poli, ma anche di Confedercontribuenti rappresentanto dal presidente Alfredo Belluco (l’associazione, assistita dall’avvocato Roberto Di Napoli, si occupa di tutelare i clienti degli istituti di credito) e dell’associazione consumatori Adusbef (avvocato Antonio Tanza e Cavallari). Secondo il pubblico ministero Roberto D’Angelo, che ha chiesto di mandare a processo i tre funzionari, sarebbero stati applicati tassi usurari alla ditta di ortofrutta quando si trovava in una situazione di grave difficoltà economica. Addirittura tassi effettivi globali pari al 58,98% (maggiori dei cosiddetti tassi soglia d’usura) per ben 18 trimestri su 18 per quanto riguarda un conto corrente e per 7 trimestri 18 per quanto concerne un altro conto, entrambi accesi nella Banca dei Colli Euganei. L’ex Cariparo, invece, avrebbe superato i tassi soglia d’usura in tutti i trimestri dal 1997 al 2006. La conseguenza? Il fallimento della ditta “L’altra frutta” dichiarato con sentenza del tribunale il 22 febbraio 2013.
fonte:mattinopadova.gelocal.it
Ipotesi usura bancaria Chiesta la condanna di Maiolini
È di due anni e due mesi la richiesta di pena l'ex direttore generale di Banca Nuova. La difesa: "Totalmente estraneo ai fatti". A fine gennaio la sentenza.
[caption id="attachment_2119" align="alignnone" width="300"] Ipotesi usura bancaria
Chiesta la condanna di Maiolini[/caption]
PALERMO - È di due anni e due mesi la richiesta di pena per Francesco Maiolini, ex direttore generale di Banca Nuova, imputato di usura bancaria. Maiolini non è più alla guida dell'istituto di credito dal maggio 2012. Il legale della difesa, l'avvocato Lillo Fiorello, farà la sua arringa a fine gennaio e sarà incentrata sulla “totale estraneità ai fatti” di Maiolini.
È stato un processo tormentato quello entrato nella fase finale. A febbraio 2013 le prove non furono ritenute evidenti, fu negata la richiesta di giudizio immediato e assegnata una perizia per verificare se l'istituto di credito avesse tassi usurari nei confronti di due clienti. Il pubblico ministero è Marco Verzera, oggi in servizio a Trapani, che ha ottenuto l'applicazione nel processo di Palermo e stamani ha fatto la richiesta di pena davanti al giudice per le indagini preliminari Vittorio Anania.
L'inchiesta è stata al centro del cosiddetto "caso Maiolini" che costò un procedimento disciplinare al Csm e un'inchiesta penale a Caltanissetta a carico dell'ex procuratore di Palermo, Francesco Messineo. Entrambi i procedimenti sono stati archiviati. Dalle indagini erano emersi contatti fra Maiolini e Messineo che aveva discusso dell'indagine con il primo. L'allora direttore generale disse di avere avuto soltanto contatti “istituzionali” con il capo dei pm palermitani per fargli presente che altri procedimenti, aperti in altre Procure, erano stati archiviati. Messineo, dal canto suo, ha sempre sostenuto di avere fornito informazioni note, visto che ai funzionari indagati era già stato notificato l'avviso di garanzia.
Una prima richiesta di rinvio a giudizio era stata firmata dal pm Verzera e dall'aggiunto Agueci, ma venne poi ritirata perché i tempi non erano ancora maturi. Quindi ci fu la richiesta di giudizio immediato, respinta dal Gip. Infine Verzera, assieme all'aggiunto Dino Petralia ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio perché gli indagati “non impedivano, pur avendo l'obbligo giuridico di evitarlo, che fossero pretesi e applicati interessi usurari”. In particolare, i tassi avrebbero inciso rispettivamente per 5 mila euro (di cui 4 mila compensati) e 3.495 sui conti di due società.
Hanno scelto il rito ordinario il presidente Marino Breganze e il responsabile del coordinamento commerciale Aree, Rodolfo Pezzotti.
fonte: m.livesicilia.it
a 17:06 Link a questo post
Tribunale Pescara. Riconosciuta usura bancaria in estinzione anticipata
Il Tribunale di Pescara ha riconosciuto, con ordinanza non impugnabile, l'usurarietà di un contratto di finanziamento fondiario nella sola clausola disciplinante l'estinzione anticipata
[caption id="attachment_77" align="alignnone" width="300"] Tribunale Pescara. Riconosciuta usura bancaria in estinzione anticipata[/caption]
Il Tribunale di Pescara ha riconosciuto, con ordinanza non impugnabile, l'usurarietà di un contratto di finanziamento fondiario nella sola clausola disciplinante l'estinzione anticipata, con la conseguenza che il cliente, in base all'articolo 1815, 2/o comma, del codice civile, non deve più pagare gli interessi per il prestito e se li ha pagati ha diritto alla loro restituzione: la decisione riconosce la commissione del reato per costi avulsi dagli interessi corrispettivi o di mora, ai quali, tradizionalmente, l'usura è legata. A renderlo noto è l'avvocato Dario Nardone le cui deduzioni sono state accolte in un procedimento giudiziario civile concluso con sentenza nei giorni scorsi. Il collegio giudicante in sostanza concorda sul fatto che non solo gli interessi convenzionali o moratori debbono sottostare al vaglio della normativa anti-usura, ma anche qualsiasi altro costo (escluse imposte e tasse) connesso al finanziamento; poiché la legge punisce anche la sola promessa di pagare costi usurari, è sufficiente la semplice stipula della clausola di estinzione anticipata senza necessità che il cliente chieda la stessa. Trattandosi di promessa usuraria, è sufficiente la sola potenzialità che il costo usurario si verifichi sulla scorta delle condizioni contrattuali: pertanto è lecito calcolare il TAEG del finanziamento nella ipotesi che il cliente voglia estinguerlo già alla scadenza della prima rata di preammortamento, per verificare se il costo da pagare è usurario; qualora il costo potenziale dell'estinzione anticipata si riveli usurario, il cliente è tenuto alla restituzione della sola somma ricevuta a prestito e non deve più pagare gli interessi del finanziamento, e se li ha pagati, anche in parte, ha diritto alla restituzione.
Don Ciotti vs Unicredit. La vittima di usura: “Banche responsabili, ecco le sentenze”
In un suo intervento in Calabria, Don Luigi Ciotti ha invitato le persone oneste a tenersi pronte: “Chiuderemo i conti e ritireremo i soldi dalle banche responsabili di usura nei confronti dell’imprenditore Antonino De Masi“.
Imprenditore vittima del sistema bancario: “Chiudo l’azienda per crimini di Stato”
[caption id="attachment_1783" align="alignnone" width="300"] Don Ciotti vs Unicredit. La vittima di usura: “Banche responsabili, ecco le sentenze”[/caption]
In un suo intervento in Calabria, Don Luigi Ciotti ha invitato le persone oneste a tenersi pronte: “Chiuderemo i conti e ritireremo i soldi dalle banche responsabili di usura nei confronti dell’imprenditore Antonino De Masi“. Tra gli istituti citati da Don Ciotti ci sono il Monte dei Paschi e Unicredit. Quest’ultimo ha già replicato alle parole del fondatore di Libera, dichiarando “di non aver subito alcuna condanna dalla Cassazione penale per la vicenda Demasi”. A questo punto, è lo stesso imprenditore di Gioia Tauro, De Masi, che tira fuori le carte e mostra le sentenze della Corte d’Appello di Reggio Calabria e della Cassazione, che certificano che è stato vittima di usura bancaria da parte dei . Non ci dobbiamo soffermare sui “sofismi giuridici” della parola “condanna” . “È la parola responsabilità che va usata. – spiega Demasi – Ecco cosa dicono le sentenze. Questi sono fatti. Il resto sono soltanto chiacchiere” di Lucio Musolino
Anatocismo: ultimi orientamenti del Tribunale di Milano
Con sentenza del 25 novembre 2014 il Tribunale di Milano ha affermato i seguenti principi:
[caption id="attachment_2119" align="alignnone" width="300"] Anatocismo: ultimi orientamenti del Tribunale di Milano[/caption]
Tribunale di Milano, 25 novembre 2014
a) anzitutto il Tribunale ha ribadito che la domanda di ripetizione di indebito formulata quando il conto è ancora in essere è inammissibile;
b) il correntista ha l’onere di formulare contestazioni specifiche e “collegate al rapporto in concreto intercorso tra le parti”. In particolare, il Tribunale ha affermato che al riguardo l’attore ha “un onere assertivo dei fatti” “prima ancora ed oltre all’onere probatorio”;
c) il correntista ha l’onere inoltre di prendere specifica posizione sulla documentazione prodotta dalla Banca inerente il rapporto;
d) la perizia di parte prodotta solitamente dai correntisti “in generale non ha valore probatorio, ma ha mero valore indiziario”. Essa è comunque inattendibile laddove si fondi su documentazione “lacunosa” ovvero “parziale (i soli scalari)”;
e) alla stregua di una perizia “inattendibile”, di contestazioni generiche e della “produzione dei soli scalari parziali”, l’istanza di CTU è inammissibile “in quanto di natura meramente esplorativa”;
f) inammissibile è anche l’istanza ex art. 210 c.p.c. degli estratti conto in mancanza di istanza ex art. 119 TUB. Infatti “gli estratti conto sono documenti da considerare nella disponibilità della stessa parte istante, in quanto sono periodicamente inviati al correntista”;
g) è abusiva, e va quindi sanzionata ex art. 96 c.p.c., l’azione del correntista che abbia “agito in giudizio in una causa di natura documentale, senza attivarsi per acquisire la documentazione necessaria per l’esame delle domande, né prima del giudizio, né successivamente, nonostante siano stati concessi i termini ex art. 183 c.p.c.”.
Fonte: Avv. Vittorio Pisapia, Craca Di Carlo Guffanti Pisapia Tatozzi & Associati
Il saldo zero si applica anche al correntista che agisce per la ripetizione dell’indebito
Anatocismo Il saldo zero si applica anche al correntista che agisce per la ripetizione dell’indebito
[caption id="attachment_20" align="alignnone" width="300"] Il saldo zero si applica anche al correntista che agisce per la ripetizione dell’indebito[/caption]
Tribunale di Ancona, 18 novembre 2014
Dalla recente pronuncia del Tribunale di Ancona emerge la diffusione della c.d. regola del saldo zero. In proposito, la sentenza del 18 novembre 2014 ribadisce che, in caso di mancata disponibilità in giudizio di tutti gli estratti conto del periodo di riferimento, trova applicazione la c.d. «regola del saldo zero»; e ciò, tanto nel caso in cui agisca in giudizio la Banca per il recupero del proprio credito, quanto nel caso in cui agisca il correntista per la ripetizione di somme illegittimamente addebitate sul conto corrente, in ragione del principio di vicinanza alla fonte della prova. Ma la pronuncia è importante anche per le altre sue prescrizioni: come quella in tema di nullità clausola c.d. «uso piazza» e conseguente applicazione del tasso legale; quella dell’impossibilità di applicare degli interessi anatocistici successivamente alla delibera CICR del 9 febbraio 2000 in relazione ai rapporti all’epoca già in corso (salvo solo apposito e formale nuovo patto contrattuale); inutilità del riferimento contrattuale alla «valuta data di regolamento» per salvare le antergazioni e postegarzioni compiute dalla banca a proprio favore.
Fonte: Prof. Avv. Aldo Angelo Dolmetta
Usura bancaria e anatocismo: chiesta la perizia su conti del comune di Ariano
Federitalia – sportello di Ariano Irpino- chiede al sindaco Gambacorta di entrare in possesso della copia degli estratti conto scalari degli ultimi dieci anni. La richiesta è stata già protocollata
[caption id="attachment_593" align="alignnone" width="300"] Usura bancaria e anatocismo: chiesta la perizia su conti del comune di Ariano[/caption]
Sabato 29 novembre 2014, alle 19, presso il Kristall Palace, il convegno organizzato da Alberto Scaperrotta e dall’associazione ‘Guida la tua vita’.
Usura bancaria e anatocismo: e se il fenomeno interessasse anche i conti comunali? E’ l’interrogativo che si pone Federitalia, tramite la sezione FederCampania e lo sportello di Ariano Irpino, alla vigilia del convegno ‘Usura bancaria e di Equitalia’ – Come difendersi prima di essere aggrediti, organizzato dall’Aci di Ariano e dall’associazione onlus ‘Guida la tua vita’, presieduta da Alberto Scaperrotta, e patrocinato dall’Ordine dei commercialisti di Avellino.
Convegno in programma sabato 29 novembre, alle 19, presso il Kristall Palace di Ariano Irpino. Proprio per rispondere a tale quesito, lo sportello arianese di Federitalia lancia una proposta al sindaco Gambacorta. Ecco quanto si legge nella richiesta protocollata lo scorso 18 novembre:
“FederCampania – Ariano Irpino chiede al sindaco Domenico Gambacorta di poter accedere ai contratti intrattenuti dall’ente comunale con le banche, più precisamente di entrare in possesso della copia degli estratti conto scalari degli ultimi dieci anni. Avendo periziato decine di conti e riscontrata la sistematica applicazione di interessi usurari, l’associazione si rende fin da adesso disponibile a periziare i conti del comune. Si precisa che in presenza di usura non sono dovuti interessi dall’inizio del rapporto. Si ringrazia per l’attenzione che si vorrà riservare alla presente”.
fonte : cittadiariano.it
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 art. 210
 art. 119
 art. 96
 art. 183
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