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ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI - ppt scaricare
PubblicatoPerlita Innocenti Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI"— Transcript della presentazione:
1 ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI
2 Art. 2  elenco delle competenze
Scopo dell’Ordine Tutela della committenza (osservanza codice deontologico) Tutela della professione e del titolo di dottore agronomo, dottore forestale, agronomo, forestale e biotecnologo agrario · repressione dell’abuso di titolo (millantato credito) · repressione dell’esercizio abusivo rispetto della legge 152/92 Aggiornamento professionale Art. 2  elenco delle competenze Art. 3  per l’esercizio delle attività di cui all’art 2 è obbligatoria l’iscrizione all’Ordine
3 Vigilanza sull’esercizio della professione sul territorio di propria competenza (provincia) per conto del Ministero di Grazia e Giustizia · osservanza della congruità dei compensi (vidimazione parcelle) · osservanza della legge professionale · osservanza della deontologia professionale Procedimenti disciplinari sugli iscritti (Consigli di Disciplina): · avvertimento · censura · sospensione temporanea dall’albo · radiazione dall’albo
4 Struttura dell’Ordine provinciale
Consiglio: · < = 100 iscritti  7: 1 presidente, 1 vice presidente, 1 tesoriere, 1 segretario, 3 consiglieri · iscritti  9: 1 presidente, 1 vice presidente, 1 tesoriere, 1 segretario, 5 consiglieri · 501 – 1500 iscritti 11: 1 presidente, 1 vice presidente, 1 tesoriere, 1 segretario, 7 consiglieri · > 1500 iscritti  15: 1 presidente, 1 vice presidente, 1 tesoriere, 1 segretario, 11 consiglieri
5 Elezione: ogni 4 anni gli iscritti eleggono il consiglio, che
a sua volta, ne elegge la costituzione (presidente, vice presidente, tesoriere, segretario) Federazione Regionale (o interregionale) degli Ordini provinciali Consiglio Nazionale (CONAF) : 15 membri eletti 1 presidente, 1 vice presidente, 1 segretario, 12 consiglieri
6 agronomo junior e forestale junior
Assetto dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali ai sensi del DPR 328/2001 SEZIONE A : dottore agronomo e dottore forestale SEZIONE B: agronomo junior e forestale junior / zoonomo /biotecnologo agrario Settori: agronomo junior e forestale junior zoonomo biotecnologo agrario
7 Competenze: Dottore agronomo e Dottore Forestale Art. 2 legge 152/92: 1 direzione, amministrazione, gestione, contabilità, curatela e consulenza di aziende agricole, zootecniche e forestali 2 studio, progettazione, direzione, sorveglianza, liquidazione, misura, stima, contabilità, collaudo di opere di trasformazione e miglioramento fondiario, ai rimboschimenti, piste da sci, tutela del paesaggio. 3 progettazione, direzione, sorveglianza, liquidazione, misura, stima, contabilità, collaudo di costruzioni rurali, anche se iscritte al catasto urbano, anche di opere idrauliche e stradali e gli invasi che non rientrano nelle competenze dell’ufficio dighe
8 4 tutte le operazioni dell’estimo 5 accertamento di qualità e quantità delle produzioni agricole, zootecniche e forestali e delle relative industrie 6 lavori riguardanti la coltivazione delle piante, l’alimentazione e l’allevamento degli animali 7 progettazione, direzione, sorveglianza, liquidazione, misura, stima, contabilità di lavori inerenti lo sfruttamento di risorse naturali, quali cave e torbiere a cielo aperto, nonché lavori relativi allo smaltimento su suolo agricolo di rifiuti agro industriali 8 lavori catastali e topografici
9 9 analisi del suolo, dei mezzi di produzione e dei prodotti agricoli, zootecnici e forestali 10 statistica, ricerche di mercato, cooperazione nel settore agricolo e agro industriale 11 studi di assetto territoriale, piani zonali, urbanistici e paesaggistici; piani di sviluppo del settore, classificazione del territorio rurale, agricolo e forestale nell’ambito dei piani regolatori 12 redazione di piani ecologici per la tutela dell’ambiente e del paesaggio 13 valutazione di impatto ambientale 14 studio, progettazione, direzione, sorveglianza, liquidazione, misura, stima, contabilità, collaudo di opere relative allo sfruttamento di risorse idriche a fini irrigui o di approvvigionamento di aree rurali
10 15 piani agrituristici 16 progettazione e direzione lavori in zone sismiche 17 studio, progettazione, direzione, sorveglianza, liquidazione, misura, stima, contabilità, collaudo di opere relative al verde pubblico e privato 18 stima, contabilità, collaudo di opere relative al recupero di cave e discariche 19 funzioni peritali e di arbitrato negli ambiti di cui ai punti precedenti 20 assistenza e rappresentanza in materia tributaria 21 tutte le attività di competenza del geometra
11 Agronomo junior e forestale junior
DPR 328/01, art 11 1 progettazione di sistemi agricoli, agroalimentari, zootecnici e forestali 2 consulenza nei settori delle produzioni vegetali, animali, silvocolturali e delle relative industrie, della difesa dell’ambiente, della pianificazione del territorio, del verde pubblico e del paesaggio 3 collaborazione alla progettazione di sistemi complessi, agricoli, 4 agroalimentari, zootecnici, forestali ed ambientali 5 attività estimative
12 6 assistenza tecnica, contabile e fiscale alle aziende agricole, zootecniche, forestali 7 attività catastali e topografiche 8 certificazione di qualità e analisi delle produzioni vegetali, animali e forestali, primarie e trasformate, nonché ambientale 9 difesa e recupero dell’ambiente
13 Zoonomo DPR 328/01, art 11 1 pianificazione aziendale e industriale nel settore delle produzioni animali 2 consulenza nei settori della produzione animale, delle trasformazioni e della commercializzazione dei prodotti di origine animale 3 direzione di aziende zootecniche, faunistiche e venatorie e dell’acquacultura 4 assistenza tecnica, contabile e fiscale alle aziende zootecniche 5 certificazione del benessere animale
14 6 riproduzione animale (inseminazione strumentale, embryo-transfer) 7 esecuzione di terapie sotto prescrizione del veterinario 8 difesa dell’ambiente e conservazione della biodiversità
15 Biotecnologo agrario DPR 328/01, art 11 1 consulenza nei settori della produzione vegetale ed animale, con particolare riferimento all’impiego corretto di biotecnologie 2 certificazione di qualità genetica dei prodotti alimentari per gli animali e per l’uomo 3 consulenza nel settore della trasformazione di prodotti agricoli con l’impiego di biotecnologie 4 certificazione della qualità e della sanità dei prodotti mediante l’impiego di biotecnologie 5 consulenza sull’uso di biotecnologie nella diagnostica virale, batterica e fungina
16 6 monitoraggio ambientale in campo agroalimentare, mediante l‘uso di biotecnologie 7 assistenza tecnica, contabile e fiscale alle aziende che utilizzano biotecnologie
18 Accesso all’Ordine Legge 152/92 art 1 : “possono accedere all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione i laureati della Facoltà di Agraria”. DPR 328/2001 - iscrizione alla sezione A o B previo superamento dell’esame di stato dopo aver conseguito lauree delle classi seguenti:
20 Ordine dott. Ordine Ordine Facoltà Agronomi e Ordine Biologi Ordine Geologi Ingegneri Architetti Forestali 1 , 7 , 20, 3s, 4 s , 7s , 38s , Agraria 54s, 74s, 77s, 77s, 78s, 79s, 82 s , 88s 4, 7 , 8, 27 3s, Architettura 4s , 10s, 82s 1 , 12, 27, 6s, Biologia 7s , 8s, 9s, 69s, 82s 16, 82s , 85s, Geologia 86s 4, 8, 9, 10, 26, 4s , 23s, 26s 27s 28s, 29s, Ingegneria 30s, 31s, 32s, 33s, 34s, 35s, 36s, 37s, 38s
21 PROVE ESAMI DI STATO prima prova scritta
tecnologie nei settori delle produzioni vegetali, produzioni animali, gestione silviculturale, trasformazioni agroalimentari e biotecnologie agrarie; seconda prova scritta materie caratterizzanti il corso di laurea e il relativo percorso formativo; prova pratica articolata in modo diverso tra i settori: agronomo e forestale indirizzo agronomico, agronomo e forestale indirizzo forestale, zoonomo, biotecnologico agrario; prova orale conoscenza della legge e della deontologia professionale, oltre a conoscenze specifiche diverse per ognuno dei settori.
22 Programma di esame Individuazione di 5 ambiti professionali Definizione delle conoscenze comuni a tutti gli ambiti Definizione delle conoscenze specifiche di ciascun ambito
23 Struttura del programma di esame
ARGOMENTI COMUNI A TUTTI GLI AMBITI PROFESSIONALI Ambito: Paesaggistico e pianificazione del territorio Ambito: Forestale, naturalistico e difesa del suolo Ambito: Zootecnico Ambito: Agronomico Ambito: Tecnologico agroalimentare
24 1° prova: un tema su argomenti comuni a tutti gli ambiti 2° prova: 5 temi, uno per ogni ambito, tra i quali il candidato sceglie quello che preferisce Prova pratica: 5 progetti da sviluppare, tra i quali il candidato sceglie quello che preferisce Prova orale: colloquio su argomenti comuni a tutti gli indirizzi e sull’ambito preferito dal candidato
25 prima prova scritta; prova orale
ARGOMENTI COMUNI A TUTTI GLI AMBITI PROFESSIONALI: Ordinamento della professione: legge 152/92, Dpr 328 e successive modifiche e integrazioni (per la parte riguardante la professione di dottore agronomo e dottore forestale) L’inquadramento fiscale del libero professionista e dello studio associato La stesura di una parcella professionale I rapporti con i clienti e con i colleghi La cassa di previdenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali (EPAP): scopi, organi che la dirigono, contributi dovuti. Tariffario professionale: D.M /5/91; DM 478 3/9/97; DM 5/12/97; DM 4/4/2001 (compensi per progettazione lavori pubblici); Il ruolo del professionista nel contenzioso: CTU, CTP, Perito. Svolgimento delle operazioni peritali nel processo civile o penale. Impostazione della perizia. Estimo: matematica finanziaria (capitalizzazione, accumulazione finale e iniziale, spostamento dei capitali nel tempo); principali metodi stima; stima delle servitù, delle indennità da esproprio dei miglioramenti fondiari, e delle acque; valutazione di convenienza degli investimenti. Pedologia: definizione di orizzonti pedologici; sistemi di classificazione del suolo; caratteristiche dei suoli; cartografia pedologica. Legislazione ambientale: i vincoli di tutela ambientale, paesaggistica e idrogeologica. Economia: redazione del conto economico del bilancio dell’impresa agricola e forestale; significato e interpretazione dello stato patrimoniale; principali tributi gravanti sull’impresa agricola e forestale, sul proprietario del fondo e sul conduttore. Topografia: le rappresentazioni cartografiche del territorio a supporto dell’attività professionale (interpretazione di cartografia tecnica, foto aeree e foto satellitari); metodi di misurazione e strumenti di rilievo.
26 segue ARGOMENTI COMUNI A TUTTI GLI AMBITI PROFESSIONALI:
Catasto: scopo e struttura del catasto; definizione di ditta, particella, qualità e classe di coltura; interpretazione dei simboli cartografici catastali Riconoscimento delle principali specie coltivate (erbacee ed arboree) e conoscenza delle rispettive esigenze pedoclimatiche. Riconoscimento delle principali essenze forestali e conoscenza delle rispettive esigenze pedoclimatiche Colture erbacee: tecniche di coltivazione dei principali cereali (mais, frumento, orzo e riso), delle colture proteaginose e foraggere (prati ed erbai); utilizzo e metodi di raccolta e conservazione dei prodotti cerealicoli e foraggeri Colture arboree: tecniche di coltivazione delle principali essenze da frutto locali; utilizzo e metodi di raccolta, trasformazione e conservazione dei prodotti. Agronomia generale : sistemi di lavorazione del terreno ed attrezzature utilizzate; sistemi di irrigazione Selvicoltura generale: nozioni generali di selvicoltura e di arboricoltura specializzata da legno. Richiami di agroecologia e ecologia forestale Tecniche di allevamento dei ruminanti di interesse zootecnico: specie e razze diffuse nei vari ambienti italiani;. La politica agricola comunitaria e la politica agricola regionale: conoscenza dei principi ispiratori e delle principali azioni
27 seconda prova scritta; prova pratica; prova orale
AMBITO PROFESSIONALE: PAESAGGISTICO E PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO ELEMENTI GENERALI DI PROGETTAZIONE: elementi di disegno tecnico; documentazione tecnica e rappresentazione grafica del progetto; fasi della progettazione; strutturazione economica del progetto. NORMATIVA SUI LAVORI PUBBLICI: riferimenti legislativi; documentazione a supporto della progettazione, della direzione dei lavori e del collaudo di opere pubbliche IDRAULICA: elementi di calcolo idrologico ed idraulico, dimensionamenti idraulici, progettazione sistemi irrigui. PIANIFICAZIONE PAESAGGISTICA: Elementi di valutazione, composizione e progettazione dei principali paesaggi agrari forestali e rurali italiani: elementi di cartografia e fotointepretazione; l’ecologia del paesaggio e l’approccio paesistico-percettivo. Principi di geomorflogia. Normative nazionali e regionali di pianificazione urbanistica e paesaggistica. COSTRUZIONI RURALI: Dimensionamento delle strutture, materiali da costruzione, progettazione fabbricati rurali, progettazione viabilità forestale e rurale. ELEMENTI DI ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO: rilievo e rappresentazione del paesaggio; strumenti e metodi di progettazione del paesaggio a diverse scale in ambito urbano e territoriale; teorie e tecniche della progettazione di parchi e giardini. Verde urbano. Recupero ambientale delle aree degradate. INGEGNERIA NATURALISTICA: normativa statale e regionale con riferimenti all’ingegneria naturalistica; classificazione dei principali fenomeni di dissesto e relativa applicabilità delle tecniche di ingegneria naturalistica; tecniche di sistemazione idrogeologica e naturalistica e relativi approfondimenti tecnici e costruttivi; principali aspetti tecnici e progettuali. VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE: riferimenti di legge; concetto di VIA; strutturazione di uno studio di impatto ambientale; principali indicatori ambientali; concetto di monitoraggio ambientale. ESTIMO: stima delle piante ornamentali di particolare pregio; stima dei giardini; stima dei danni alle colture agrarie e forestali derivati da eventi antropici, meteorici o da fauna selvatica
28 seconda prova scritta; prova pratica; prova orale
AMBITO PROFESSIONALE FORESTALE, NATURALISTICO E DIFESA DEL SUOLO SELVICOLTURA: Selvicoltura speciale riferita alle principali specie e/o tipi forestali nazionali di interesse forestale; tecniche di rimboschimento. DENDROMETRIA: metodi di cubatura del legname atterrato; metodi di cubatura di piante in piedi, stima della provvigione a fini inventariali ed assestamentali; principali metodi di calcolo della provvigione e della ripresa; UTILIZZAZIONI FORESTALI: illustrazione delle principali tecniche d’esbosco, dei loro campi di applicazione e delle loro fasi. Classificazione, pianificazione e progettazione della viabilità forestale. Elementi base di progettazione delle linee di gru a cavo. TECNOLOGIA DEL LEGNO. Riconoscimento dei principali legnami nazionali. Difetti del legno. Principali lavorazioni ed impieghi del legname nazionale. La certificazione ed il controllo di qualità nell’industria di trasformazione del legno SISTEMAZIONI IDRAULICO FORESTALI. Progettazione opere di sistemazione idraulica con particolare riferimento a opere di regimazione e difesa in ambiente torrentizio e su versante. Riconoscimento delle tipologie di dissesto su versante e progettazione opere. Ingegneria naturalistica: conoscenza, campo di applicazione ed elementi di progettazione delle principali opere dell’ingegneria naturalistica riferite a interventi di difesa del suolo e sistemazione idraulico forestale. ALPICOLTURA. Tecniche di conduzione degli alpeggi, con particolare riferimento alle modalità di definizione dei carichi ottimali di bestiame. Tecniche di miglioramento e di mantenimento dei pascoli in ambiente alpino ed appenninico. Caratteristiche delle principali razze ovine e bovine presenti nei pascoli alpini ed appenninici. Principali formazioni vegetali dei prati e dei pascoli, tecniche di pascolamento. Produzioni d’alpeggio: tecniche di lavorazione e di conservazione dei prodotti. ECONOMIA ED ESTIMO: Metodi di stima del prezzo di macchiatico. Giudizi di convenienza economica delle operazioni selvicolturali, di miglioramento fondiario e di trasformazione colturale. ELEMENTI DI GESTIONE NATURALISTICA: Rete Ecologica e direttiva Habitat. Classificazioni degli habitat. Sistemi delle aree protette con particolare riferimento ai Siti di Interesse Comunitario. Pianificazione delle aree protette. Gestione faunistica. Principali formazioni vegetali delle aree naturali ed a basso influsso antropico.
29 segue: AMBITO PROFESSIONALE: FORESTALE, NATURALISTICO E DIFESA DEL SUOLO
NORMATIVA SUI LAVORI PUBBLICI: riferimenti legislativi; documentazione a supporto della progettazione, della direzione dei lavori e del collaudo di opere pubbliche PIANIFICAZIONE FORESTALE: Riconoscimenti dei principali tipi forestali italiani. Concetti di bosco normale e reale; auxonomia e auxometria. Compartimentazione dei complessi forestali. Definizione del particellare assestamentale; compilazione del piano dei tagli. Protezione dagli incendi boschivi: cause degli incendi; effetti del fuoco su vegetazione, biodiversità, suolo, fauna ed atmosfera; tipologie di incendio; principali metodi e tecniche di lotta; pianificazione e attuazione di interventi atti alla prevenzione degli incendi boschivi; estinzione degli incendi; ricostituzione del bosco percorso dal fuoco.
30 seconda prova scritta; prova pratica; prova orale
AMBITO PROFESSIONALE ZOOTECNICO QUALITA’: L’autocontrollo nel processo produttivo: il sistema HACCP; le norme ISO per la certificazione dei sistemi produttivi; le certificazioni di prodotto: DOP e IGP; le analisi chimiche e batteriologiche a supporto dell’autocontrollo nell’industria di trasformazione. SANITA’: le dismetabolie negli animali di interesse zootecnico: cause e prevenzione; principali patologie di interesse pubblico e soggette a controllo dello Stato; normativa relativa alla produzione e al commercio dei mangimi; tracciabilità e rintracciabilità nella produzione agricola e zootecnica primaria e nel successivo condizionamento e nella trasformazione: norme cogenti e volontarie; gestione dei rifiuti pericolosi;. STRUTTURE: dimensionamento dei ricoveri per bovini e suini, anche in relazione alle norme sul benessere animale, sia in allevamento convenzionale sia biologico; criteri per la progettazione e il dimensionamento di edifici adibiti alla trasformazione dei prodotti zootecnici (laboratorio lavorazione carne e caseificio) TECNIHE DI LAVORAZIONE: conoscenza del processo di produzione e di condizionamento dei principali prodotti caseari: latte alimentare, burro, formaggio, yogurt e relativi sottoprodotti; conoscenza del processo di lavorazione delle carni bovine e suine e della produzione e condizionamento dei principali prodotti da essa derivati: insaccati, carni essiccate, surgelati, sotto vuoto, atmosfera modificata. TECNICHE DI LABORATORIO: metodi di analisi dei principali parametri qualitativi dei prodotti agrari: analisi del latte e relativi limiti di legge; parametri chimici, fisici e batteriologici dei prodotti agroalimentari utili per valutarne la qualità e la conformità alla normativa vigente COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI: Conoscenza del mercato dei prodotti zootecnici: prezzi orientativi delle produzioni primarie (bovini e suini da macello, bovini e suini da vita) NORMATIVA LEGATA ALLA PRODUZIONE PRIMARIA E ALLA TRASFORMAZIONE: conoscenza della normativa legata alla produzione zootecnica (quote latte); gestione e spandimento dei reflui zootecnici e relativa normativa locale; organizzazione di un caseificio cooperativo: aspetti amministrativi, legali e fiscali; normativa sulla produzione biologica
31 segue: AMBITO PROFESSIONALE: ZOOTECNICO
ZOOTECNIA: principi di nutrizione animale; principi di gestione e selezione degli animali (controllo della produzione, uso di riproduttori testati). Selezione dei riproduttori: performance test e progeny test. Metodo di calcolo di una razione bilanciata per bovini da latte o da ingrasso; attrezzature e macchinari per la conduzione zootecnica (impianti di mungitura, carri miscelatori, distributori di mangime); principali patologie eloro ripercussioni sulle produzioni zootecniche e sulle relative trasformazioni. Tecniche di allevamento in zootecnia biologica ESTIMO: stima del valore degli animali da reddito; calcolo del valore di trasformazione e del costo di trasformazione; calcolo degli animali mantenibili in funzione della superficie agricola disponibile; calcolo della quota di rimonta
32 seconda prova scritta; prova pratica; prova orale
AMBITO PROFESSIONALE AGRONOMICO NORMATIVA FISCALE: IVA, IRAP, ICI, IRPEF e relativi regimi specifici per il settore agricolo; definizione di attività agricola (art del Codice Civile); legge sull’affitto rustico (L 203/1982); soccida (art. dal 2170 al 2187 del Codice Civile); enfiteusi. Le forme associative di impresa: società di persone, società di capitali, cooperative. NORMATIVA SANITARIA E AMBIENTALE: l’utilizzo dei presidi fitosanitari: classificazione, rischi per l’uomo e l’ambiente, smaltimento delle confezioni); normativa per la produzione e la vendita delle sementi; normativa sugli OGM; normativa per la produzione e la vendita delle sementi; gestione e spandimento dei reflui zootecnici: normativa nazionale e regionale; normativa sui concimi e degli ammendanti TECNICHE DI COLTIVAZIONE: coltivazione delle principali specie erbacee e arboree destinate alla produzione di alimenti o di foraggi o di materiale da industria (biocombustibili, legno da lavoro o da biomassa) o per scopi ornamentali: cereali, oleo-proteaginose, prati, erbai, fruttiferi, vite, pioppo, tappeti erbosi ed inerbimenti tecnici PRINCIPI DI AGRONOMIA GENERALE: sistemazioni del terreno e tecniche di drenaggio; tecniche di irrigazione: calcolo del volume di adacquamento per le colture di cui al punto precedente; agrometeorologia; redazione del piano di concimazione aziendale e delle singole colture, modalità di campionamento del suolo, principali parametri chimici fisici del suolo, interpretazione delle analisi del suolo MALERBOLOGIA: riconoscimento delle principali infestanti delle principali colture erbacee, ciclo biologico ed ecologia, fattori che ne predispongono la diffusione. Tecniche prevenzione, lotta meccanica, fisica nelle coltivazioni convenzionali ed in quelle biologiche; Caratteristiche dei principali principi attivi utilizzati nel diserbo chimico, loro modalità di impiego, selettività, miscibilità, insorgenza delle resistenza. PATOLOGIA VEGETALE E ZOOLOGIA: conoscenza delle patologie fungine, batteriche e virali e dei parassiti animali delle principali specie erbacee e arboree. Diagnosi, prevenzione e lotta alle patologie e ai parassiti di cui sopra: metodi adottati nelle coltivazioni convenzionali ed in quelle biologiche; conoscenza dei principi attivi utilizzati, loro modalità di impiego, interazioni con altre sostanze, eventuale tossicità verso le colture, l’uomo e gli animali. Riconoscimento delle patologie e delle infestazioni attraverso la visione di reperti botanici. La valutazione di stabilità delle alberate con la tecnica del V.T.A. POLITICA AGRARIA: i risvolti della Politica Agricola Comunitaria e di quella locale sulla diffusione di tecniche agronomiche alternative MERCATO: conoscenza dei prezzi orientativi delle produzioni primarie e dei fattori di produzione
33 segue: AMBITO PROFESSIONALE AGRONOMICO
CATASTO: lettura delle mappe catastali; procedure di aggiornamento del catasto di competenza professionale ESTIMO: stima dei danni alle colture agrarie; stima analitica del fondo rustico; stima delle scorte; stima dei frutteti e dei vigneti
34 seconda prova scritta; prova pratica; prova orale
AMBITO PROFESSIONALE TECNOLOGICO AGROALIMENTARE SANITA’: i requisiti sanitari delle derrate alimentari a destinazione umana (micotossine, contaminanti): limiti di legge e metodi di prevenzione; conoscenza delle principali patologie inerenti la produzione primaria che possano avere interazione sul processo di trasformazione o sulla salute del consumatore. AGRONOMIA: le condizioni ambientali condizionanti la salubrità delle derrate; elementi di geografia economica riferita alle produzioni primarie LABORATORIO: la tipizzazione del prodotto e l’individuazione di sostanze estranee attraverso l’analisi degli acidi nucleici (PCR); conoscenza dei principali metodi di analisi applicati sulle materie prime e sui prodotti finiti; l’analisi sensoriale. NORMATIVA: requisiti strutturali per gli esercizi dediti alla trasformazione dei prodotti agricoli a scopo alimentare e per la somministrazione di alimenti al pubblico; l’autocontrollo eseguito secondo la filosofia HACCP nei due casi di cui sopra. Le norme ISO applicate al settore agroalimentare. TECNICHE DI TRASFORMAZIONE: conoscenza dei principali processi di trasformazione dei prodotti agroalimentari: vino, prodotti lattiero caseari, carni conservate, derivati della frutta. Conoscenza delle tecniche di conservazione applicate ai principali prodotti. ALIMENTI PER L’UOMO: conoscenza delle caratteristiche nutritive dei principali alimenti destinati al consumo umano sia di origine vegetale sia di origine animale MERCEOLOGIA: la classificazione dei prodotti orticoli e frutticoli in funzione della loro qualità; la logistica nella distribuzione delle derrate alimentari sia nel dettaglio sia nella grande distribuzione. ESTIMO: il valore di trasformazione e il costo di trasformazione applicato ai prodotti agroalimentari POLITICA: orientamenti dell’attuale politica agraria legati alla tutela dei prodotti tipici; ORGANIZZAZIONE AZIENDALE: la costituzione e la gestione di una cooperativa per la trasformazione di prodotti agroalimentari: scopo e finalità della cooperativa, requisiti minimi per la sua costituzione, redazione e approvazione del bilancio annuale, gestione delle risorse, vantaggi economici per i soci.
35 Esame di stato: laureati triennali vs laureati quinquennali:
DPR 328/2001 …Le prove di esame di Stato per l'accesso alla sezione A vertono sugli stessi argomenti previsti per l'accesso alla sezione B, prevedendo una maggiore complessita' correlata alla piu‘ elevata competenza professionale. logica conseguenza: … le prove di esame di Stato per l’accesso alla sezione B vertono sugli stessi argomenti previsti per l’accesso alla sezione A, prevedendo una minore complessità…
36 INCARICO PROFESSIONALE
Lettera di incarico professionale 1)	Oggetto dell'incarico 2)	Decorrenza e durata dell'incarico 3) Compenso 4)	Obblighi del Professionista 5)	Obblighi del Cliente 6)	Interessi di mora 7)	Clausola risolutiva espressa 8) Recesso 9) Polizza assicurativa 10) Clausola di conciliazione e Arbitrato 11) Registrazione 12) Elezione di domicilio 13) Rinvio 14) Protezione dei dati personali
37 Il DPR 137/12 - Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali – prevede l’abrogazione delle tariffe professionali, operata col D.L. 24/01/2012 n. 1 che ha introdotto nuove disposizioni sulle professioni regolamentate.
38 Tariffario professionale: COME SI FACEVA
Decreto Ministeriale 14 maggio 1991, n. 232 Norme generali: incarichi, trattamento collaboratori, incarichi urgenti, supplementi per revoca in itinere, rimborso spese, proprietà degli elaborati Onorari valutati in relazione al tempo impiegato (56,81 €/ora) Onorari valutati in relazione all’estensione, alla misura, alla qualità: miglioramenti fondiari - studi: €/ha; lavori topografici: €/numero di battute; stima di scorte: €/q
39 Art. 31: rilevamento di terreni. Compensi in genere
Gli onorari relativi al rilevamento sono stabiliti dall’allegata tabella A
40 Art. 41: Misurazione dei terreni
41 Art. 46: per la redazione di piani di assestamento di beni silvo-pastorali
con divisione del territorio in particelle e determinazione dei parametri dendro-auxometrici …
42 Art. 47: Misurazione delle scorte morte: compensi
43 Onorari valutati secondo la percentuale dei valori e dei costi:
progettazione, direzione lavori, assistenza alla transazione, stima di beni, stima di scorte, liquidazione di danni
44 Art. 57 Stima immobili: compensi
45 Art. 70: stima delle servitù prediali. Compensi
46 Art. 82: curatela aziendale. Compensi
47 Art. 95: direzione e contabilità dei lavori. Compensi calcolati in
relazione all’importo delle opere
48 Onorari valutati a discrezione
previo accordo tra le parti Analisi chimico fisiche dei prodotti
49 Art. 7 e 8: rimborso spese: è sempre dovuto al professionista il rimborso
delle seguenti spese, a piè di lista: Vitto e alloggio fuori sede (albergo 1° cat. maggiorato del 10%) Spese di bollo e di registro Spese per consulti tecnici su argomenti non di sua competenza Spese postali e telefoniche Spese di viaggio (biglietto aereo, ferroviario o navale, noleggio auto oppure con mezzo proprio a tariffa kilometrica ACI) Contributi previdenziali indiretti previsti dalla legge Spese per collaboratori In alternativa al piè di lista  rimborso forfetario Tabella P
50 Compenso professionale: COME SI FA
Decreto Ministeriale 20 luglio 2012 n. 140 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (G.U. n. 195 del )
51 CP = V x P x G x Q CP = Compenso professionale V = valore in € opera P = parametro (percentuale) G = grado di complessità del lavoro professionale Q = incidenza della singola prestazione (es. progettazione preliminare rispetto a progettazione esecutiva)
53 La parcella professionale
dati del professionista Nome e cognome Qualifica sede fiscale Partita IVA Luogo e data dati del cliente Spett.le … Sede fiscale Codice fiscale Partita IVA Parcella (o fattura) n°… del __/__/20__ Natura della prestazione: consulenza nell’ambito di …
54 B)Contributo integrativo EPAP 2% di A + 20,00 €
A)Onorario ,00 € B)Contributo integrativo EPAP 2% di A ,00 € C) IVA 22% di (A + B) ,40 € D) ritenuta di acconto IRPEF (20% di A) ,00 € Totale a liquidare (A + B + C – D) ,40 € Il professionista li verserà alla cassa di previdenza Il professionista li verserà allo Stato, dopo averli bilanciati con l’IVA spesa Il cliente li verserà allo Stato come acconto sulle imposte che il professionista dovrà pagare
56 Previdenza obbligatoria E.P.A.P. contributi obbligatori:
E.P.A.P. contributi obbligatori: contributo integrativo: 2% del fatturato (da esporre in parcella) a carico del committente [funzionamento dell’ente] contributo soggettivo: 10% del reddito netto, a carico del professionista [capitale personale] contributo di solidarietà: 0,2% del reddito netto, a carico del professionista [capitale a disposizione di tutti] contributo di maternità, forfetario, a carico del professionista
59 Riforma delle professioni (DPR 137/2012) «Regolamento di delegificazione delle professioni regolamentate»
60 Assicurazione obbligatoria
Formazione permanente Consigli di Disciplina Preventivo di massima
61 Assicurazione professionale
ASSEMBLEA ANNUALE 21/03/2014 Assicurazione professionale obbligatoria ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI TORINO
62 ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI TORINO
63 ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI TORINO
ASSEMBLEA ANNUALE 21/03/2014 ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI TORINO
64 ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI TORINO
65 ASSEMBLEA ANNUALE 21/03/2014 obbligatoria
professionale obbligatoria ORDINE DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI TORINO
66 Formazione permanente
OBBLIGATORIA dal 1 gennaio successivo all’anno di iscrizione Misurata in CFP (Credito Formativo Permanente) con 1 CFP = 8 ore Minimo 12 CFP su 3 anni con almeno 2 CFP ogni anno Tipologia formazione: corsi, congressi, master, seminari, giornate dimostrative, lezioni, attività in commissioni, articoli pubblicati, ecc. Modalità di rendicontazione: ogni iscritto deve annotare nell’apposita dichiarazione e rendicontare i propri crediti ogni anno (l’Ordine deve solo raccogliere i rendiconti) Ogni Ordine provinciale o Federazione ha un proprio Piano Formativo per agevolare ma non garantire il raggiungimento di crediti, perché ogni singolo iscritto deve assolverlo autonomamente da più fonti Sanzionabile dal Consiglio di Disciplina (9 membri esterni al Consiglio, divisi in 3 Collegi di 3 persone).
68 Professione in campo tecnico estimativo
- elenchi speciali, con requisiti: · cittadino europeo · incensurato · titolo di studio · abilitazione all’esercizio della professione · iscrizione all’ordine CTP Consulente Tecnico di Parte CTU Consulente Tecnico d’Ufficio Albi specifici Perito
69 ? Processo civile CTU Relazione sentenza (perizia o stima) TRIBUNALE
GIUDICE Relazione (perizia o stima) sentenza TRIBUNALE Soggetto A (pubblico o privato) Soggetto B (pubblico o privato) CTP perizia o stima di parte A perizia o stima di parte B
70 Che cos’è e che cosa fa il CTU
iscritto all’Albo dei CTU Professionista di fiducia del Tribunale Produce pareri tecnici ed economici (perizie e stime) rispondendo a quesiti posti dal giudice nell’ambito del processo civile In contrapposizione con il CTP Consulente Tecnico di Parte Che cos’è e che cosa fa il CTP Professionista di fiducia della parte, che produce pareri tecnici ed economici (perizie e stime) a favore della parte stessa
71 ? Processo penale Consulente (CTP) Giudice di Pace PUBBLICO MINISTERO
relazione (perizia di parte) sentenza Perito del Tribunale PROCURA perizia GIUDICE STATO Soggetto A pubblico o privato Soggetto B pubblico o privato CTP perizia di parte
72 NOTA Il giudice di pace può intervenire sia nei processi civili sia nei processi penali con funzione conciliativa e per cause minori (es. violazione dei regolamenti comunali sulle distanze di rispetto dai confini nei piantamenti di alberi e siepi).
73 Che cos’è e che cosa fa il PERITO del Tribunale
iscritto all’Albo dei PERITI del Tribunale Professionista di fiducia del Tribunale Produce pareri tecnici (perizie) rispondendo a quesiti posti dal giudice nell’ambito del processo penale In contrapposizione con il CTP Consulente Tecnico di Parte (anche del PM)
74 Come si svolge l’opera del CTU o del Perito
Incarico da parte del giudice Accettazione dell’incarico Giuramento “di bene e fedelmente adempiere le operazioni affidate al solo scopo di far conoscere la verità” Apertura dei lavori Sopralluoghi verbali Consultazione con le parti e con i relativi periti
75 Redazione della “relazione di consulenza tecnica”
(perizia, stima) Epigrafe Dati relativi alla causa (numero del fascicolo) Nomi delle Parti in causa ( i contendenti) Quesito Termini di scadenza fissati per la consulenza tecnica Parte narrativa Descrizione dei fatti (e degli antefatti) Oggetto del contendere Descrizione cronologica degli accertamenti compiuti
76 Parte descrittiva Illustrazione degli elementi oggettivi (dimostrabili, desunti da atti o documenti) Parte valutativa Descrizione del metodo di stima o di analisi tecnica adottato Illustrazione degli elementi soggettivi (tecnicamente sostenibili) Risposta ai quesiti Conclusione Risposta sintetica ai quesiti
77 Esempio di: Relazione di consulenza tecnica d’ufficio Epigrafe Tribunale di ……… Causa iscritta al n° …. del Ruolo Generale Sig ……… di professione allevatore, attore Dott. …… di professione medico veterinario, convenuto Premessa Il sottoscritto … di professione … residente in … iscritto all’Ordine dei …della provincia di … al numero… , nominato CTU nella causa in epigrafe è comparso all’udienza del 10/10/2003 in base ad ordinanza del Giudice Istruttore del 03/09/2003 per il giuramento di rito e la formulazione del seguente quesito:
78 Esaminati gli atti e documenti di causa, dica il CTU quale sia
l’ammontare del danno subito dal sig…, allevatore, per la morte improvvisa dei bovini di cui agli atti della causa iscritta al n°… del Ruolo Generale. Per rispondere al su esposto quesito, mi veniva concesso il termine di giorni sessanta Parte narrativa Esaminati gli atti della causa, in data 3/11/2003, previo avviso inviato in data 20/10/2003 con raccomandate AR n°… alla parte attrice Sig. … e n°… alla parte convenuta dott. …, il sottoscritto ha effettuato il sopralluogo nell’allevamento dove si sono svolti i fatti di cui alla causa in epigrafe, per rilevare gli elementi necessari alla risposta al quesito formulato. In tale contesto venivano anche consultati i Consulenti tecnici delle parti Verbale di detto sopralluogo e della contestuale consultazione sono allegati presente (allegato 1 e allegato 2).
79 Il fatto In data 13/5/2002 il Sig…, agricoltore, proprietario e conduttore dell’omonima azienda agricola nella quale vengono allevati bovini da carne, riscontrava una sintomatologia respiratoria su due soggetti in fase di ingrasso, identificati con matricola IT001 e IT002. Al fine di portare a rapida guarigione gli animali, garantendo il ripristino del pieno benessere degli stessi, il Sig … richiedeva l’intervento del dott. …, medico veterinario, iscritto all’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di… al numero…. Il dott. …, prontamente intervenuto, dopo averli visitati, diagnosticava sui due soggetti un’infezione batterica alle vie respiratorie, con risentimenti a livello polmonare, e prescriveva una specifica terapia, che lui stesso eseguiva immediatamente. Nelle ore immediatamente successive, i due animali sottoposti a terapia Iniziavano a manifestare sintomi nervosi, con difficoltà evidenti nella deambulazione, a cui fecero seguito spasmi muscolari sempre più gravi
80 fino a giungere alla morte entro le 6 ore successive.
Parte descrittiva (elementi oggettivi) Gli animali in questione appartengono alla razza bovina piemontese, come attestato dai relativi passaporti e dai certificati genealogici emessi dall’ANABoRaPi per il tramite dell’APA di …. Il peso degli animali al momento della morte era di Kg 370 per il soggetto IT001 e di Kg 351 per il soggetto IT002 come risulta dai documenti prodotti dall’ASL, all’atto dell’incenerimento delle carcasse L’età, desumibile dai documenti sanitari e confermata da quelli genealogici, al momento del decesso era di mesi 10 per il soggetto IT001 e di mesi 10 e giorni 21 per il soggetto IT002
81 Gli animali erano entrati nell’allevamento in data 03/03/2002, come
risulta dal “registro di stalla” dell’azienda e pertanto, al momento del decesso, si trovavano al 70° giorno di ingrasso Gli animali erano stati alimentati con tecnica unifeed, della medesima composizione di quella rilevata all’atto del sopraluogo, utilizzando la stessa attrezzatura. Nel dettaglio: Trinciato integrale di mais insilato  kg 11/capo/giorno Fieno di prato stabile  kg 1,5/capo/giorno Farina di mais  kg 3/capo/giorno Mangime 30% p.g. kg 2,5/capo/giorno Distribuzione con carro unifeed; stabulazione libera con lettiera Permanente; boxes e mangiatoia accessibili ai mezzi meccanizzati.
82 Le quantità di alimenti e le modalità di somministrazione sono
state confermate dal Sig… che ha sottoscritto il verbale di sopralluogo. I due bovini sono stati acquistati nello stesso momento ad un prezzo di 1200 € IVA compresa, come risulta dalla fattura n° emessa da… in data 03/03/2002 I valori del mangime, della farina di mais e del fieno sono desumibili da: Fatture di acquisto del mangime: media tra il 2/3 e il 13/05/2002 Bollettino prezzi del mercato di…
83 Parte valutativa (elementi soggettivi)
Il valore dell’insilato di mais è calcolabile come valore di surrogazione,secondo il criterio seguente: 1 kg di insilato di mais equivale, dal punto di vista nutritivo a: 150 grammi di fieno di prato stabile + 150 grammi di farina di mais; Il valore di mercato del fieno è pari a € 14/quintale = € 0,14/Kilo Il valore di mercato della farina di mais è pari a € 13/quintale = = € 0,13/Kg Ne consegue che il valore del trinciato integrale di mais insilato, deducibile come valore di surrogazione, è pari a: 0,15 * 0,14 + 0,15 * 0,13 = 0,040 € / Kilo
84 Per la stima del valore dei bovini in questione si ricorre al metodo
dell’accumulazione dei costi. A tal fine vengono presi in considerazione tutti i costi sostenuti dal Sig…., allevatore, dal momento dell’acquisto degli animali (includendo la stessa spesa di acquisto), fino al giorno in cui si è verificato il sinistro, riferendoli, dal punto di vista finanziario, a quest’ultimo momento. Quantità di alimenti ingeriti in relazione al peso e all’età, nel rispetto dei fabbisogni e nei limiti di disponibilità dell’azienda (scelta degli alimenti) Manodopera e direzione lavori Spese varie documentate (mangimi esclusi, già conteggiati nei costi di alimentazione)
85 Razione giornaliera di ciascun vitello
periodo Silomais Kg/capo/giorno Fieno Kg/capo/giorno Farina di mais Kg/capo/giorno Mangime Kg/capo/giorno giorni di presenza dal 03/03/2002 al 02/04/2002 8 2 2,5 31 dal 03/04/2002 al 02/05/2002 10 3 3,5 30 dal 03/05/2002 al 13/05/2002 12 1,5 4 5 11
86 Alimenti consumati da ciascun vitello
periodo Silomais kg/capo/giorno Fieno kg/capo/giorno Farina di mais kg/capo/giorno Mangime kg/capo/giorno Giorni di presenza Silomais kg/capo nel periodo Fieno kg/capo nel periodo Farina di mais kg/capo nel periodo Mangime kg/capo nel periodo 3/3/02 2/4/02 8 2 2,5 31 248 62 77,5 3/4/02 2/5/02 10 3 3,5 30 300 60 90 105 3/5/02 13/5/02 12 1,5 4 5 11 132 16,5 44 55 totale 680 138,5 196 237,5
87 Costo alimentazione per i due vitelli
periodo Costo silomais nel periodo Costo fieno nel periodo Costo farina di mais nel periodo Costo mangime nel periodo Totale costo/capo nel periodo Totale costo alimentazione per i due vitelli Prezzo €/kg 0,04 0,14 0,13 0,26 3/3/02 2/4/02 9,92 8,68 8,06 20,15 46,81 93,62 3/4/02 2/5/02 12 8,4 11,7 27,3 59,4 118,8 3/5/02 13/5/02 5,28 2,31 5,72 14,3 27,61 55,22
88 Le voci di costo relative alla reintegrazione delle scorte morte,
al beneficio fondiario, alla manutenzione dei fabbricati e delle attrezzature, all’interesse sulle scorte morte non vengono contemplati, dal momento che l’incidenza dei due vitelli, sul totale della mandria è talmente limitata da non incidere significativamente sui predetti costi (che verrebbero comunque sostenuti, con o senza i due vitelli in questione L’interesse sulle scorte vive, riferito ai due vitelli, viene invece conteggiato nel calcolo complessivo dell’accumulazione finale dei costi.
89 Altri costi Manodopera: Secondo la dottrina estimativa il fabbisogno di manodopera per il governo di bovini all’ingrasso è pari a 2 giornate lavorative a capo all’anno Poiché i due bovini sono stati presenti in stalla per un totale di 72 giorni, l’assorbimento di manodopera per ciascun vitello (pari a 72/365 dell’assorbimento annuo) è di 0,197 giornate lavorative L’assorbimento di manodopera per seguire i due vitelli è pertanto pari a 0,394 giornate lavorative
90 Essendo il costo di una giornata lavorativa di un operaio agricolo
pari a € 80, il costo complessivo sostenuto per accudire ai due vitelli per il periodo di allevamento (72 giorni) è di € 31,52 Alla voce “spese varie documentate” sono rilevabili: le spese relative alla vaccinazione eseguita sui due vitelli in data 05/03/02, pari a € 13 ciascuno; le spese sostenute per la terapia sintomatica di una sindrome influenzale, pari a € 3 per ciascun vitello, eseguita in data 08/04/02
91 I costi di alimentazione sono stati considerati “mediamente anticipati”
nel mese a cui essi si riferiscono (a metà del mese) I costi di manodopera sono stati considerai “mediamente anticipati” nel periodo a cui si riferiscono (a metà del periodo che intercorre dall’ingresso in stalla dei vitelli al decesso dei medesimi) La sommatoria dei costi sostenuti, opportunamente adeguati alla loro dislocazione nel tempo risulta essere la seguente:
92 Giorni di distanza dal 13/05/2002
Repilogo costi accumulati a fine periodo spese per costo data Giorni di distanza dal 13/05/2002 Costo accumulato al 13/05/02 Acquisto n° 2 vitelli 2400 03/03/02 72 2443,2 Vaccinazione 26 05/03/02 69 26,44 Terapia 6 08/04/02 35 6,05 Alimentazione 1° mese 93,62 18/03/02 56 94,91 Alimentazione 2° mese 118,8 18/04/02 25 119,53 Alimentazione 3° mese 55,22 13/05/02 Manodopera 31,52 36 31,80 Totale 2777,15
93 Per il calcolo dell’interesse maturato dalle varie somme nel tempo,
è stato utilizzato un saggio pari a quello mediamente rilevato in attività di pari rischiosità. Tale saggio corrisponde al 9% su base annua.
94 Conclusioni Al quesito postomi, ritengo debba essere data la seguente risposta: Il valore dei vitelli identificati con le matricole IT001 e IT002 deceduti in data 13/05/2002 presso l’allevamento censito all’anagrafe nazionale con il codice 001TO00x, intestato a…, ritengo debba essere stimato complessivamente in € 2777,15. In fede e con serena coscienza il sottoscritto rassegna quanto sopra a espletamento dell’onorevole incarico ricevuto. Addì … Firma
95 ARBITRATO Per controversie su cui non esiste normativa specifica Le parti nominano gli arbitri (ciascuna parte nomina quelli di proprio gradimento), scelti da una lista ufficiale e si forma il Collegio Arbitrale Il Collegio esamina gli atti, consulta le parti e quindi emette la sua sentenza, che si chiama Lodo Arbitrale Il lodo arbitrale viene trasmesso alla Cancelleria del Tribunale territorialmente competente, la quale lo sottopone all’esame di un Giudice. Quest’ultimo, accertata la regolarità della procedura, dichiara esecutivo il lodo e, con proprio decreto, gli conferisce l’efficacia di una sentenza.
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References: Art. 2
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 2
 Art. 31
 Art. 41
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 57
 Art. 70
 Art. 82
 Art. 95
 Art. 7
 sentenza 
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