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Timestamp: 2019-05-22 19:00:46+00:00

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268. (Termine per l'intervento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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268. (Termine per l'intervento)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Sezione I: DEI POTERI DEL GIUDICE ISTRUTTORE IN GENERALE Sezione II: DELLA TRATTAZIONE DELLA CAUSA Sezione III: DELL'ISTRUZIONE PROBATORIA Sezione IV: DELL'INTERVENTO DI TERZI E DELLA RIUNIONE DI PROCEDIMENTI § 1: DELL'INTERVENTO DI TERZI 268. (1) (Termine per l'intervento)
Art. 268. (1) (Termine per l'intervento)
1. L'intervento può aver luogo sino a che non vengano precisate le conclusioni.
2. Il terzo non può compiere atti che al momento dell'intervento non sono più consentiti ad alcuna altra parte, salvo che comparisca volontariamente per l'integrazione necessaria del contraddittorio.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 28, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Facoltà di intervento “rebus sic stantibus”
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario – principale - facoltà di intervento “rebus sic stantibus” - art. 268, comma 2, c.p.c. - questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3, 24 e 111 cost. - manifesta infondatezza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24529 del 05/10/2018 >>> È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 268, comma 2, c.p.c., in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., dal momento che la necessità per il terzo, che intervenga in un processo già iniziato, di parteciparvi"rebus sic stantibus", senza poter incidere sullo sviluppo delle fasi processuali, non costituisce ostacolo alla tutela effettiva del suo diritto, essendogli consentito di far valere le proprie ragioni, in condizione di piena eguaglianza con le altre parti,mediante la proposizione di un autonomo giudizio o dell'opposizione ex art. 404 c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24529 del 05/10/2018...
Legittimazione ad intervenire - Terzietà dell’interventore rispetto alle parti nel processo - Necessità - Conseguenze - Intervento litisconsortile spiegato dal successore universale di una delle parti - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie. La legittimazione ad intervenire volontariamente nel processo, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., presuppone la terzietà dell'interventore rispetto alle parti, formali e sostanziali, dello stesso; pertanto, il successore universale di una di esse che, per effetto della continuazione o della prosecuzione del processo, acquisti la qualità di parte non è legittimato a spiegare intervento volontario nel medesimo giudizio per far valere un diritto, connesso per l'oggetto o per il titolo con quello controverso, di cui sia titolare indipendentemente dalla successione, subentrando nella stessa posizione processuale del soggetto venuto meno e soggiacendo alle relative preclusioni. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto ammissibile, perché spiegato nei termini previsti dall'art. 268 c.p.c., l'intervento litisconsortile con il quale i successori universali di una persona deceduta a causa delle lesioni riportate in seguito ad un incidente - già precedentemente costituitisi, "iure hereditatis", in prosecuzione del giudizio risarcitorio iniziato dal dante causa - avevano domandato il risarcimento del danno "iure proprio"). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16665 del 06/07/2017 ...
Interveniente volontario in giudizio per il quale è già stato proposto regolamento di giurisdizione - Diritto all'integrazione del contraddittorio davanti alla Cassazione - Insussistenza - Fondamento. Chi interviene volontariamente in un giudizio (nella specie, amministrativo) in relazione al quale già è stato proposto regolamento di giurisdizione non ha diritto all'integrazione del contraddittorio davanti alla Corte di cassazione, atteso che l'interveniente volontario accetta lo stato e il grado in cui il giudizio si trova. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 11131 del 28/05/2015 ...
Interventore volontario in via principale - Eccezione di incompetenza proposta da quest'ultimo - Ammissibilità - Condizioni - Proponibilità del regolamento di competenza da parte dell'interventore - Ammissibilità - Condotta del convenuto - Ininfluenza. L'interventore volontario in via principale che faccia valere un proprio diritto in conflitto con le parti originarie del processo è legittimato, in forza di un principio di economia processuale (rilevante ai sensi dell'art. 111 Cost.), a dedurre l'incompetenza del giudice adito anche ove il convenuto non abbia sollevato analoga eccezione e purché il suo intervento avvenga in un momento del processo in cui tale eccezione potrebbe essere ancora proposta dal convenuto medesimo. Ne consegue che l'interventore è legittimato a presentare istanza di regolamento di competenza qualora il giudice abbia disatteso la sua eccezione, indipendentemente dalle determinazioni assunte, al riguardo, dal convenuto. Corte di Cassazione sez. 6 - 4, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014 ...
Interventore volontario in via principale - Eccezione di incompetenza proposta da quest'ultimo - Ammissibilità - Condizioni - Proponibilità del regolamento di competenza da parte dell'interventore - Ammissibilità - Condotta del convenuto - Ininfluenza. L'interventore volontario in via principale che faccia valere un proprio diritto in conflitto con le parti originarie del processo è legittimato, in forza di un principio di economia processuale (rilevante ai sensi dell'art. 111 Cost.), a dedurre l'incompetenza del giudice adito anche ove il convenuto non abbia sollevato analoga eccezione e purché il suo intervento avvenga in un momento del processo in cui tale eccezione potrebbe essere ancora proposta dal convenuto medesimo. Ne consegue che l'interventore è legittimato a presentare istanza di regolamento di competenza qualora il giudice abbia disatteso la sua eccezione, indimente dalle determinazioni assunte, al riguardo, dal convenuto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014 ...
Interventore volontario in via principale - Eccezione di incompetenza proposta da quest'ultimo - Ammissibilità - Condizioni - Proponibilità del regolamento di competenza da parte dell'interventore - Ammissibilità - Condotta del convenuto - Ininfluenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014 L'interventore volontario in via principale che faccia valere un proprio diritto in conflitto con le parti originarie del processo è legittimato, in forza di un principio di economia processuale (rilevante ai sensi dell'art. 111 Cost.), a dedurre l'incompetenza del giudice adito anche ove il convenuto non abbia sollevato analoga eccezione e purché il suo intervento avvenga in un momento del processo in cui tale eccezione potrebbe essere ancora proposta dal convenuto medesimo. Ne consegue che l'interventore è legittimato a presentare istanza di regolamento di competenza qualora il giudice abbia disatteso la sua eccezione, indipendentemente dalle determinazioni assunte, al riguardo, dal convenuto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014 ...
Civile - intervento in causa di terzi - questioni relative all'intervento - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18564 del 09/09/2011
Giudizio avanti alle sezioni stralcio ex lege n. 276 del 1997 - Limite temporale della rimessione della causa al collegio - Udienza di precisazione delle conclusioni davanti a giudice onorario - Rilevanza - Riferimento alla precedente udienza dinanzi al giudice istruttore - Esclusione - Fondamento. In tema di intervento da parte del terzo nei giudizi trattati dalle sezioni stralcio dei tribunali ordinari, la disposizione di cui all'art. 268 cod. proc. civ., che non consente, in generale, tale eventualità dopo la rimessione della causa al collegio, va riferita all'udienza fissata per la precisazione delle conclusioni dinanzi al giudice onorario (G.O.A.) nominato ai sensi dell'art. 13 della legge n. 276 del 1997, e non alla precedente udienza fissata dal giudice istruttore, avendo l'assegnazione della causa al predetto giudice onorario riproposto necessariamente la trattazione nelle successive fasi che hanno assorbito, reiterandole, quelle già svolte, con la conseguenza che rispetto ad esse va condotto lo scrutinio su eventuali preclusioni di legge. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18564 del 09/09/2011 ...
Civile - intervento in causa di terzi - questioni relative all'intervento - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18563 del 09/09/2011
Preclusione ex art. 268 cod. proc. civ. - Udienza collegiale originariamente fissata dal giudice istruttore - Causa successivamente assegnata al g.o.a. - Fissazione di una nuova udienza - Intervento - Ammissibilità. La preclusione stabilita dall'art. 268, primo comma, cod. proc. civ., che non consente l'intervento del terzo dopo la rimessione della causa al collegio, opera, qualora la causa sia stata assegnata alla sezione stralcio secondo il disposto della legge 22 luglio 1997, n. 276, rispetto all'udienza fissata dal g.o.a. e non a quella già fissata dal giudice istruttore, in quanto l'assegnazione della causa al giudice onorario ne ripropone necessariamente la trattazione nelle sue successive fasi che assorbono, reiterandole, quelle già svolte, si che rispetto ad esse va condotto lo scrutinio su eventuali preclusioni di legge. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18563 del 09/09/2011 ...
Attività assertiva dell'interventore - Soggezione a preclusioni - Esclusione - Conseguenze - Possibilità per l'interventore di formulare domande anche quando l'intervento sia successivo al maturare delle preclusioni istruttorie - Sussistenza - Violazione dei princìpi del giusto processo o del diritto di difesa - Esclusione - Fondamento. Chi interviene volontariamente in un processo già ha sempre la facoltà di formulare domande nei confronti delle altre parti, quand'anche sia ormai spirato il termine di cui all'art. 183 cod. proc. civ. per la fissazione del "thema decidendum"; né tale interpretazione dell'art. 268 cod. proc. civ. viola il principio di ragionevole durata del processo od il diritto di difesa delle parti originarie del giudizio: infatti l'interveniente, dovendo accettare il processo nello stato in cui si trova, non può dedurre - ove sia già intervenuta la relativa preclusione -nuove prove e, di conseguenza non vi è né il rischio di riapertura dell'istruzione, né quello che la causa possa essere decisa sulla base di fonti di prova che le parti originarie non abbiano potuto debitamente contrastare. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008 ...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - poteri dell'interventore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008
Attività assertiva dell'interventore - Soggezione a preclusioni - Esclusione - Conseguenze - Possibilità per l'interventore di formulare domande anche quando l'intervento sia successivo al maturare delle preclusioni istruttorie - Sussistenza - Violazione dei princìpi del giusto processo o del diritto di difesa - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008 Chi interviene volontariamente in un processo già ha sempre la facoltà di formulare domande nei confronti delle altre parti, quand'anche sia ormai spirato il termine di cui all'art. 183 cod. proc. civ. per la fissazione del "thema decidendum"; né tale interpretazione dell'art. 268 cod. proc. civ. viola il principio di ragionevole durata del processo od il diritto di difesa delle parti originarie del giudizio: infatti l'interveniente, dovendo accettare il processo nello stato in cui si trova, non può dedurre - ove sia già intervenuta la relativa preclusione -nuove prove e, di conseguenza non vi è né il rischio di riapertura dell'istruzione, né quello che la causa possa essere decisa sulla base di fonti di prova che le parti originarie non abbiano potuto debitamente contrastare. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008 ...
Procedimento civile - litisconsorzio - necessario – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12504 del 29/05/2007
Controversia in materia ereditaria - Deduzione di non integrità del contraddittorio - Onere probatorio della parte deducente - Oggetto - Indicazione specifica degli eredi pretermessi e dimostrazione della necessità dell'integrazione del contraddittorio - Indispensabilità. In tema di litisconsorzio necessario attinente a controversie in materia erria, la parte impugnante che afferma la non integrità del contraddittorio per non essere stati convenuti in giudizio alcuni eredi, non può limitarsi ad assumere genericamente l'esistenza di litisconsorti pretermessi, ma ha l'onere di indicare le persone degli altri eredi, oltre quelli che, in tale qualità, abbiano ritualmente partecipato alle pregresse fasi del giudizio e di specificare le ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento della necessità dell'integrazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12504 del 29/05/2007 ...
Preclusione dell'art. 268 cod. proc. civ. - Estensione alla domanda dell'interventore - Esclusione - Accettazione dello stato del processo con riferimento alle preclusioni istruttorie verificatesi nei confronti delle parti originarie - Sussistenza - Fattispecie relativa ad intervento dell'INAIL per la proposizione di azione di rivalsa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15787 del 28/07/2005 La formulazione della domanda costituisce l'essenza stessa dell'intervento principale e litisconsortile, sicché la preclusione sancita dall'art. 268 cod. proc. civ. non si estende all'attività assertiva del volontario interveniente, nei cui confronti, perciò, non è operante il divieto di proporre domande nuove ed autonome in seno al procedimento "fino all'udienza di precisazione delle conclusioni", configurandosi solo l'obbligo, per l'interventore stesso ed avuto riguardo al momento della sua costituzione, di accettare lo stato del processo in relazione alle preclusioni istruttorie già verificatesi per le parti originarie. (Principio affermato in relazione ad intervento volontario proposto dall'INAIL nel corso di controversia di risarcimento danni e contenente domanda di rivalsa nei confronti del danneggiante per l'indennizzo corrisposto al soggetto danneggiato). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15787 del 28/07/2005 ...
Preclusione dell'art. 268 cod. proc. civ. - Estensione alla domanda dell'interventore - Esclusione - Accettazione dello stato del processo con riferimento alle preclusioni istruttorie verificatesi nei confronti delle parti originarie - Sussistenza - Fattispecie relativa ad intervento dell'INAIL per la proposizione di azione di rivalsa. La formulazione della domanda costituisce l'essenza stessa dell'intervento principale e litisconsortile, sicché la preclusione sancita dall'art. 268 cod. proc. civ. non si estende all'attività assertiva del volontario interveniente, nei cui confronti, perciò, non è operante il divieto di proporre domande nuove ed autonome in seno al procedimento "fino all'udienza di precisazione delle conclusioni", configurandosi solo l'obbligo, per l'interventore stesso ed avuto riguardo al momento della sua costituzione, di accettare lo stato del processo in relazione alle preclusioni istruttorie già verificatesi per le parti originarie. (Principio affermato in relazione ad intervento volontario proposto dall'INAIL nel corso di controversia di risarcimento danni e contenente domanda di rivalsa nei confronti del danneggiante per l'indennizzo corrisposto al soggetto danneggiato). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15787 del 28/07/2005 ...

References: § 1

Art. 268
 art. 268
 Sentenza 
 art. 404
 Sentenza 
 sentenza 
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 art. 268
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