Source: https://de.slideshare.net/pierluigiperri/lezione-7-4-2011
Timestamp: 2019-12-12 02:10:59+00:00

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1. LA	SICUREZZA	INFORMATICA	E	LA	CRITTOGRAFIA
2. Deﬁnizione	di	sicurezza	“La	sicurezza	è	studio,	sviluppo	ed	a;uazione	delle	strategie,	delle	poliAche	e	dei	piani	opera5vi	vol5	a	prevenire,	fronteggiare	e	superare	even5	in	prevalenza	di	natura	dolosa	e/o	colposa,	che	possono	danneggiare	le	risorse	materiali,	immateriali	ed	umane	di	cui	lazienda	dispone	e	necessita	per	garan5rsi	unadeguata	capacità	concorrenziale	nel	breve,	medio	e	lungo	periodo”.
3. Sicurezza	&	DiriBo	•  Mai	come	nellera	della	“cyberlaw”	il	diriBo	si	è	interessato,	per	diversi	aspeF,	della	sicurezza.	Alcuni	esempi:	-­‐	NormaAva	sul	diri;o	dautore	(art.	102-­‐quater	L	633/41)	“1.	I	5tolari	di	diriF	dautore	e	di	diriF	connessi	nonché	del	diriBo	di	cui	allart.	102-­‐ bis,	comma	3,	possono	apporre	sulle	opere	o	sui	materiali	proteF	misure	tecnologiche	di	protezione	eﬃcaci	che	comprendono	tuBe	le	tecnologie,	i	disposi5vi	o	i	componen5	che,	nel	normale	corso	del	loro	funzionamento,	sono	des5na5	a	impedire	o	limitare	aF	non	autorizza5	dai	5tolari	dei	diriF.	2.	Le	misure	tecnologiche	di	protezione	sono	considerate	eﬃcaci	nel	caso	in	cui	luso	dellopera	o	del	materiale	proteBo	sia	controllato	dai	5tolari	tramite	lapplicazione	di	un	disposi5vo	di	accesso	o	dì	un	procedimento	di	protezione,	quale	la	cifratura,	la	distorsione	o	qualsiasi	altra	trasformazione	dellopera	o	del	materiale	proteBo,	ovvero	sia	limitato	mediante	un	meccanismo	di	controllo	delle	copie	che	realizzi	lobieFvo	di	protezione”.
4. Codice	dell’amministrazione	digitale	(D.Lgs.	5	marzo	2005	n.	82)	•  Art.	51	(Sicurezza	dei	da5)	1.	Le	norme	di	sicurezza	deﬁnite	nelle	regole	tecniche	di	cui	all’ar5colo	71	garan5scono	l’esaBezza,	la	disponibilità,	l’accessibilità,	l’integrità	e	la	riservatezza	dei	da5.	2.	I	documen5	informa5ci	delle	pubbliche	amministrazioni	devono	essere	custodi5	e	controlla5	con	modalità	tali	da	ridurre	al	minimo	i	rischi	di	distruzione,	perdita,	accesso	non	autorizzato	o	non	consen5to	o	non	conforme	alle	ﬁnalità	della	raccolta.
5. Giurisprudenza	sui	computer	crimes	(Cass.	V	Sez.	Pen.	Sent.	12732/00)	“...Certo	è	necessario	che	laccesso	al	sistema	informa5co	non	sia	aperto	a	tuF,	come	talora	avviene	sopraBuBo	quando	si	traF	di	sistemi	telema5ci.	Ma	deve	ritenersi	che,	ai	ﬁni	della	conﬁgurabilità	del	deli;o,	assuma	rilevanza	qualsiasi	meccanismo	di	selezione	dei	soggeY	abilitaA	allaccesso	al	sistema	informaAco,	anche	quando	si	traY	di	strumenA	esterni	al	sistema	e	meramente	organizzaAvi,	in	quanto	desAnaA	a	regolare	lingresso	stesso	nei	locali	in	cui	gli	impianA	sono	custodiA.	Ed	è	certamente	correBa,	in	questa	prospeFva,	la	dis5nzione	operata	dalla	corte	dappello	tra	le	banche	da5	oﬀerte	al	pubblico	a	determinate	condizioni	e	le	banche	da5	des5nate	a	unu5lizzazione	privata	esclusiva,	come	i	da5	contabili	di	unazienda”.
6. Cass.	Sez.	VI	Pen.	Sent.	46509/04	“[…]	3.	Per	quanto	concerne	il	reato	di	cui	allart.	615	ter,	comma	2,	n.	1,	c.p.	(capo	B)	non	e	ravvisabile	la	condoBa	contestata	in	quanto	il	sistema	informaAco	nel	quale	limputato	si	inseriva	abusivamente	non	risulta	obieYvamente	(ne	la	sentenza	fornisce	la	relaAva	prova)	prote;o	da	misure	di	sicurezza,	essendo	anzi	tale	sistema	a	disposizione	dellimputato	in	virtù	delle	mansioni	aﬃdategli	per	ragioni	di	uﬃcio.	Il	faBo	che	il	D.C.	ne	facesse	un	uso	distorto	a	ﬁni	illeci5	e	personali,	non	sposta	i	termini	della	ques5one,	mancando	il	presupposto	della	"protezione"	speciale	del	sistema	stesso.	Da	tale	reato	pertanto	limputato	deve	essere	assolto	perché	il	fa;o	non	sussiste”.
7. Norma5va	sul	processo	telema5co	(D.M.	14	oBobre	2004)	Art.	34.	Piano	per	la	sicurezza	3.	Il	piano	per	la	sicurezza	è	conforme	a	quanto	previsto	dal	decreto	legisla5vo	30	giugno	2003,	n.	196,	e	può	essere	adoBato	unitamente	al	documento	programma5co	per	la	sicurezza	previsto	dallart.	34,	comma	1,	leBera	g),	del	medesimo	decreto	legisla5vo	Art.	42.	Cri;ograﬁa	del	messaggio	1.	Al	ﬁne	della	riservatezza	del	documento	da	trasmeBere,	il	soggeBo	abilitato	esterno	u5lizza	un	meccanismo	di	criBograﬁa	basato	sulla	chiave	pubblica	del	gestore	locale	cui	è	des5nato	il	messaggio.	2.	Le	caraBeris5che	tecniche	speciﬁche	della	criBograﬁa	dei	documen5	sono	deﬁnite	nellallegato	A	del	presente	decreto.	3.	Le	chiavi	pubbliche	dei	gestori	locali	sono	pubblicate	in	un	registro	del	gestore	centrale	dellaccesso.	4.	Il	registro	di	cui	al	comma	3	è	accessibile	in	modalità	LDAP.
8. Codice	della	proprietà	industriale	(D.	Lgs.	30/05)	•  Art.	98	“1.	Cos5tuiscono	oggeBo	di	tutela	le	informazioni	aziendali	e	le	esperienze	tecnico-­‐ industriali,	comprese	quelle	commerciali,	soggeBe	al	legiFmo	controllo	del	detentore,	ove	tali	informazioni:	a)	siano	segrete,	nel	senso	che	non	siano	nel	loro	insieme	o	nella	precisa	conﬁgurazione	e	combinazione	dei	loro	elemen5	generalmente	note	o	facilmente	accessibili	agli	esper5	ed	agli	operatori	del	seBore;	b)	abbiano	valore	economico	in	quanto	segrete;	c)	siano	so;oposte,	da	parte	delle	persone	al	cui	legiYmo	controllo	sono	sogge;e,	a	misure	da	ritenersi	ragionevolmente	adeguate	a	mantenerle	segrete.	2.	Cos5tuiscono	altresi	oggeBo	di	protezione	i	da5	rela5vi	a	prove	o	altri	da5	segre5,	la	cui	elaborazione	compor5	un	considerevole	impegno	ed	alla	cui	presentazione	sia	subordinata	lautorizzazione	dellimmissione	in	commercio	di	prodoF	chimici,	farmaceu5ci	o	agricoli	implican5	luso	di	nuove	sostanze	chimiche.”
9. Teorie	sulla	sicurezza	•  Alla	sicurezza	(in	par5colare	dei	da5	e	dei	sistemi	informa5ci)	sono	state	aBribuite	diverse	funzioni:	•  -­‐	funzione	concorrenziale	(faBore	di	compe55vità	per	lazienda);	-­‐	funzione	garanAsta	(preservando	i	da5	personali	da	usi	impropri	si	tutela	anche	la	dignità	della	persona);	-­‐	funzione	forense	(può	prevenire	la	formazione	di	faFspecie	criminose	o,	se	correBamente	implementata,	agevolare	loperato	delle	forze	dellordine);	-­‐	funzione	eﬃcienAsta	(è	stato	sta5s5camente	provato	che	l’adozione	di	accorgimen5	in	materia	di	sicurezza	ha	portato	ad	una	maggiore	eﬃcienza	dell’intera	struBura,	sia	essa	pubblica	o	privata).
10. Quindi…	•  La	sicurezza	è	un	processo,	non	un	prodoBo,	nel	quale	intervengono	tre	componen5	fondamentali:	hardware,	soaware	e	humanware.	•  La	mancata	cooperazione	di	uno	solo	di	ques5	elemen5	rende	instabile	tuBo	il	sistema	(la	robustezza	di	un	sistema	si	basa	sulla	robustezza	del	suo	anello	più	debole).	•  La	sicurezza	è	un	processo	asintoAco,	ossia	necessita	di	con5nue	veriﬁche	ed	aggiornamen5	per	potersi	avvicinare	alla	perfezione,	senza	tuBavia	mai	raggiungerla	appieno.	•  Gli	obieFvi	che	un	sistema	dovrà	raggiungere	per	potersi	deﬁnire	“sicuro”	consistono	in:	1)	integrità;	2)	autenAcità;	3)	riservatezza;	4)	disponibilità;	5)	reaYvità.
11. SICUREZZA	E	INFORMATICA
12. Le	minacce	verso	la	sicurezza	•  TuBo	ciò	che	può	essere	nocivo	verso	la	sicurezza	è	ben	sinte5zzato	nella	norma5va	in	materia	di	privacy	(D.Lgs.	196/03)	che	ravvisa	le	minacce	nella	“...distruzione	o	perdita,	anche	accidentale,	dei	da5	stessi,	di	accesso	non	autorizzato	o	di	tra;amento	non	consenAto	o	non	conforme	alle	ﬁnalità	della	raccolta”.	•  Vi	sono	diverse	modalità	tecnico-­‐informa5che	mediante	le	quali	si	possono	realizzare	le	minacce	alla	sicurezza.	Le	più	comuni	sono:	-­‐	Distribuited	Denial	of	Service	(DDoS)	-­‐	Man-­‐in-­‐the-­‐middle	(MITM)	-­‐	Buﬀer	overﬂow	-­‐	Malware	(virus,	worms	e	spyware)
13. Principi	di	Sicurezza	Informa5ca	NON	ESISTONO	SISTEMI	SICURI	•  Il	sosware	non	può	essere	perfeBo	(privo	di	errori);	•  Il	grado	di	sicurezza	è	dato	dal	tempo	necessario	per	violare	il	sistema,	dallinves5mento	necessario	e	dalla	probabilità	di	successo.
14. Principi	di	Sicurezza	Informa5ca	UN	SISTEMA	PIU’	E’	COMPLESSO	E	PIU’	E’	INSICURO	•  Per	fare	sistemi	sicuri	occorre	applicare	la	KISS	rule,	cioè	Keep	It	Simple	and	Stupid.	•  ABenzione:	i	sistemi	da	proteggere	possono	essere	molto	complessi	ma	il	sistema	di	protezione	deve	essere	estremamente	semplice.	Ogni	complessità	non	necessaria	è	solamente	fonte	di	possibili	errori	e	falle.
15. Principi	di	Sicurezza	Informa5ca	L’IMPORTANZA	DELLA	CONOSCENZA	•  La	conoscenza	degli	strumen5	di	sicurezza	e	la	consapevolezza	dei	problemi	collega5	devono	essere	patrimonio	di	tuF	gli	uten5;	•  Lillusione	di	sicurezza	è	più	dannosa	della	assoluta	mancanza	di	sicurezza;	•  A	un	sistema	riconosciuto	insicuro	non	si	possono	aﬃdare	informazioni	“sensibili”.
16. Full	disclosure	vs.	closed	disclosure	•  “La	sicurezza	di	un	criBosistema	non	deve	dipendere	dalla	segretezza	dellalgoritmo	usato,	ma	solo	dalla	segretezza	della	chiave”	(Kerckhoﬀs,	La	criptographie	militaire,	1883)
17. La	criBograﬁa	•  Κρυπτογραφíας	(scriBura	nascosta)	•  Deﬁnizioni:	–  linsieme	dei	meccanismi	u5lizza5	per	trasformare	messaggi	in	chiaro	(plaintext)	in	un	messaggi	cifra5	(ciphertext);	–  è	nata	come	branca	della	matema5ca	e	dell’informa5ca	grazie	all’u5lizzo	di	tecniche	di	teoria	dei	numeri	e	di	teoria	dell’informazione;	–  è	una	disciplina	an5chissima,	le	cui	origini	risalgono	forse	alle	prime	forme	di	comunicazione	delluomo,	anche	se	si	è	sviluppata	come	scienza	vera	e	propria	solo	dopo	la	seconda	guerra	mondiale;	–  i	messaggi	cifra5	devono	essere	leggibili	solo	a	chi	possiede	le	opportune	autorizzazioni;	–  lautorizzazione	assume	la	forma	di	un	insieme	di	informazioni	(chiave)	necessarie	per	conver5re	un	messaggio	cifrato	in	un	messaggi	in	chiaro.
18. CaraBeris5che	della	criBograﬁa	•  La	criBograﬁa	viene	u5lizzata	principalmente	per	implementare	le	seguen5	operazioni:	autenCcazione,	riservatezza,	integrità,	anonimato.	•  LautenCcazione	è	loperazione	che	consente	di	assicurare	liden5tà	di	un	utente	in	un	processo	di	comunicazione.	•  La	riservatezza	è	loperazione	più	conosciuta	della	criBograﬁa	perchè	è	quella	che	storicamente	è	nata	per	prima	e	che	consiste	nel	proteggere	le	informazioni	da	occhi	indiscre5.	•  Lintegrità	è	loperazione	che	consente	di	cer5ﬁcare	loriginalità	di	un	messaggio	o	di	un	documento.	In	pra5ca	si	cer5ﬁca	che	il	messaggio	non	è	stato	modiﬁcato	in	nessun	modo.	•  Lanonimato	è	loperazione	che	consente	di	non	rendere	rintracciabile	una	comunicazione,	è	una	delle	operazioni	più	complesse	da	realizzare.
19. Esempi	di	u5lizzo	della	criBograﬁa	•  Nei	bancomat	come	sistema	di	protezione	delle	comunicazioni	tra	POS	(Point	Of	Sale,	punto	di	vendita)	e	banca.	•  Nella	telefonia	mobile,	ad	esempio	nel	protocollo	GSM	tramite	lalgoritmo	A5/2*	o	nel	procotollo	UMTS,	per	la	protezione	delle	comunicazioni	vocali.	•  Nelle	comunicazioni	satellitari	per	lauten5cazione	e	la	protezione	delle	trasmissioni	da5	satellitari,	ad	esempio	con	lo	standard	NDS.	•  Su	Internet	per	la	protezione	del	commercio	eleBronico	e	delle	comunicazioni	riservate	(protocollo	SSL).	•  Nelle	applicazioni	di	ﬁrma	dei	documen5	digitali	(ﬁrma	digitale).
20. CriBograﬁa	simmetrica	•  Si	parla	di	criBograﬁa	simmetrica	perchè	si	u5lizza	la	stessa	chiave	sia	per	le	operazioni	di	cifratura	che	per	quelle	di	decifrazione.	•  La	robustezza	del	cifrario	dipende,	quindi,	esclusivamente	dalla	segretezza	della	chiave.
21. CriBograﬁa	asimmetrica	e	a	chiave	pubblica	•  U5lizza	una	coppia	di	chiavi	per	le	operazioni	di	cifratura	(encrypCon)	e	decifrazione	(decrypCon).	•  Una	chiave	deBa	pubblica	(public	key)	viene	u5lizzata	per	le	operazioni	di	encrypCon.	•  L’altra	chiave,	deBa	privata	(private	key),	viene	u5lizzata	per	le	operazioni	di	decrypCon.	•  A	diﬀerenza	dei	cifrari	simmetrici	non	è	più	presente	il	problema	della	trasmissione	delle	chiavi.	•  E’	intrinsecamente	sicura	poiché	u5lizza	tecniche	di	5po	matema5co	basate	sulla	teoria	dei	numeri,	sulla	teoria	delle	curve	elliFche,	etc.
22. Esempio	di	u5lizzo	quo5diano	della	criBograﬁa	•  Mol5	browser	web,	per	indicare	che	la	connessione	sta	avvenendo	su	un	canale	criBografato,	usano	meBere	in	basso	a	destra	un’icona	raﬃgurante	un	luccheBo;	•  Tale	circostanza	ci	viene	confermata	dall’u5lizzo	del	preﬁsso	hBps://	invece	del	più	noto	hBp://.
23. CriBograﬁa=sicurezza?	•  In	nessun	caso,	almeno	da	un	punto	di	vista	“tecnico”	l’adozione	di	un	accorgimento	può	essere	da	solo	suﬃciente	a	garan5re	la	sicurezza.	•  Da	un	punto	di	vista	giuridico,	tuBavia,	si	rileva	che	il	Legislatore	ha	previsto	l’uso	della	criBograﬁa	per	tuBe	quelle	applicazioni	che	necessitano	di	eleva5	livelli	di	sicurezza	(ﬁrma	digitale,	traBamento	di	da5	sanitari	o	giudiziari).
24. LA	CRYPTO	CONTROVERSY :-­‐)
25. LA	VERA	CRYPTO	CONTROVERSY Da	tempo,	gli	studiosi	si	interrogano	su	un	dilemma:	la	criBograﬁa	è	-­‐uno	strumento	volto	a	tutelare	la	privacy	dei	ciBadini?	-­‐ uno	strumento	volto	a	eludere	i	controlli	e,	quindi,	ad	agevolare	la	commissione	di	illeci5?
26. I	DUAL-­‐USE	GOODS	Con	questa	espressione	si	vogliono	indicare	gli	strumen5	che	possono	avere	un	doppio	u5lizzo.	Nel	caso	della	criBograﬁa,	questa	può	essere	intesa	come	strumento	adaBo	a	proteggere	la	propria	riservatezza	o	come	vera	e	propria	arma	bellica.	Ciò	comporta	che,	per	la	criBograﬁa,	gli	scenari	da	considerare	sono	molteplici.
27. ESPORTAZIONE	DI	TECNICHE	E	STRUMENTI	CRITTOGRAFICI
28. IMPORTAZIONE	DI	TECNICHE	E	STRUMENTI	CRITTOGRAFICI
29. CONTROLLO	INTERNO	SULLE	TECNICHE	E	SUGLI	STRUMENTI	CRITTOGRAFICI
30. IL	WASSENAAR	ARRANGEMENT	Questo	accordo	nasce	per	regolamentare	l esportazione	delle	tecnologie	legate	alla	criBograﬁa.	Con5ene	le	previsioni	rela5ve	all esportazione	di	soHware	criBograﬁci.	Sono	liberamente	esportabili	tuF	i	prodoF	criBograﬁci	a	chiave	simmetrica	ﬁno	a	56	bit	e	quelli	a	chiave	asimmetrica	ﬁno	a	512	bit	e	tuF	i	prodoF	basa5	su	criBograﬁa	ﬁno	a	112	bit.
31. •  Ѐ	libera	l esportazione	dei	prodoF	che	u5lizzano	sistemi	criBograﬁci	per	la	protezione	della	proprietà	intelleBuale.	•  TuBo	quanto	non	è	speciﬁcato	può	essere	esportato	dietro	licenza	da	parte	degli	organi	competen5	(in	Italia	è	il	Ministero	per	il	Commercio)	•  Non	tuF	gli	Sta5	ﬁrmatari,	però,	rispeBano	le	prescrizioni	in	esso	contenute.
32. Il	panorama	europeo	•  In	Europa,	vigono	sommariamente	queste	regole:	–  L esportazione	verso	i	Paesi	dell UE	è	libera,	eccezion	faBa	per	par5colari	strumen5	quali,	ad	esempio,	quelli	adopera5	per	la	criBanalisi;	–  Per	gli	altri	Paesi,	si	può	oBenere	o	una	Community	General	Export	AuthorizaCon	o	una	General	NaConal	License
33. Il	panorama	italiano	•  Tutela	della	riservatezza	–  24.	Gli	organismi	sanitari	e	gli	esercen5	le	professioni	sanitarie	eﬀeBuano	il	traBamento	dei	da5	idonei	a	rivelare	lo	stato	di	salute	e	la	vita	sessuale	contenu5	in	elenchi,	registri	o	banche	di	da5	con	le	modalità	di	cui	allar5colo	22,	comma	6,	del	codice,	anche	al	ﬁne	di	consen5re	il	traBamento	disgiunto	dei	medesimi	da5	dagli	altri	da5	personali	che	permeBono	di	iden5ﬁcare	direBamente	gli	interessa5.	I	da5	rela5vi	alliden5tà	gene5ca	sono	traBa5	esclusivamente	allinterno	di	locali	proteF	accessibili	ai	soli	incarica5	dei	traBamen5	ed	ai	soggeF	speciﬁcatamente	autorizza5	ad	accedervi;	il	trasporto	dei	da5	allesterno	dei	locali	riserva5	al	loro	traBamento	deve	avvenire	in	contenitori	muni5	di	serratura	o	disposi5vi	equipollen5;	il	trasferimento	dei	da5	in	formato	eleBronico	è	cifrato.
34. •  Tutela	del	diriBo	d autore	(art.	102-­‐quater	l.	633/41)	–  2.	Le	misure	tecnologiche	di	protezione	sono	considerate	eﬃcaci	nel	caso	in	cui	luso	dellopera	o	del	materiale	proteBo	sia	controllato	dai	5tolari	tramite	lapplicazione	di	un	disposi5vo	di	accesso	o	dì	un	procedimento	di	protezione,	quale	la	cifratura,	la	distorsione	o	qualsiasi	altra	trasformazione	dellopera	o	del	materiale	proteBo,	ovvero	sia	limitato	mediante	un	meccanismo	di	controllo	delle	copie	che	realizzi	lobieFvo	di	protezione .
35. •  Codice	dell Amministrazione	Digitale	(art.	1	D.Lgs.	82/05)	–  s.	ﬁrma	digitale:	un	par5colare	5po	di	ﬁrma	eleBronica	qualiﬁcata	basata	su	un	sistema	di	chiavi	criBograﬁche,	una	pubblica	e	una	privata,	correlate	tra	loro,	che	consente	al	5tolare	tramite	la	chiave	privata	e	al	des5natario	tramite	la	chiave	pubblica,	rispeFvamente,	di	rendere	manifesta	e	di	veriﬁcare	la	provenienza	e	l integrità	di	un	documento	informa5co	o	di	un	insieme	di	documen5	informa5ci;
36. •  Processo	telema5co	(D.M.	14	oBobre	2004)	–  Art.	42.	CriBograﬁa	del	messaggio	1.	Al	ﬁne	della	riservatezza	del	documento	da	trasmeBere,	il	soggeBo	abilitato	esterno	u5lizza	un	meccanismo	di	criBograﬁa	basato	sulla	chiave	pubblica	del	gestore	locale	cui	è	des5nato	il	messaggio.	2.	Le	caraBeris5che	tecniche	speciﬁche	della	criBograﬁa	dei	documen5	sono	deﬁnite	nellallegato	A	del	presente	decreto.	3.	Le	chiavi	pubbliche	dei	gestori	locali	sono	pubblicate	in	un	registro	del	gestore	centrale	dellaccesso.	4.	Il	registro	di	cui	al	comma	3	è	accessibile	in	modalità	LDAP.
Rm 02 v2
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IBM Sametime 8.5.2 Unified Telephony Task Reference
Social-Emotional Needs of the Gifted

References: Art.	51
 Cass.	
	sentenza	
	Art.	34
	Art.	42
 Art.	98
 Art.	42