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Timestamp: 2020-05-27 15:00:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2617 del 30/01/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2617 del 30/01/2019
Cassazione civile sez. trib., 30/01/2019, (ud. 29/11/2018, dep. 30/01/2019), n.2617
sul ricorso 28608-2012 proposto da:
L’Agenzia delle Entrate notificava alla società Croton srl un avviso di accertamento con cui, facendo applicazione degli studi di settore, determinava ricavi per Euro 293.486 a fronte di ricavi dichiarati di Euro 257.735, accertando una maggiore imposta Iva di Euro 45.977 per l’anno 2005.
La società proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Milano, che lo rigettava con sentenza n. 252 del 2011.
La società proponeva appello alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, che lo rigettava con sentenza n. 59 del 20.4.2011.
Il motivo è inammissibile. Essi si compone della riproduzione integrale o parziale di atti del procedimento (avviso di accertamento, ricorso introduttivo, atto di costituzione dell’ufficio, memoria di replica, sentenza della C.T.P., atto di appello, costituzione in giudizio dell’Ufficio, sentenza della C.T.R.) cui segue una indicazione delle ragioni di ricorso nei seguenti termini: “l’accertamento emesso era illegittimo in quanto non sussistevano le gravi incongruenze, lo studio di settore non era applicabile attesa la particolarità dell’esercizio, l’atto non era sufficientemente motivato, la pretesa tributaria era sprovvista di prova ed infondata nel merito”. Si tratta di censure del tutto estranee al dedotto vizio di legittimità e che attengono al merito della controversia non suscettibile di sindacato in questa sede. Il motivo è inammissibile anche nella parte in cui deduce che “la C.T.R. ha ritenuto che lo studio di settore non integrato da ulteriori indizi fosse prova sufficiente della esistenza di maggiori ricavi”. Dalla sentenza impugnata non risulta che tale motivo di nullità dell’avviso sia stato prospettato davanti al giudice di appello, nè la ricorrente, indica, in violazione del principio di autosufficienza, in quale parte dell’atto di appello tale specifica eccezione sia stata formulata. Il motivo è anche infondato perchè gli studi di settore possono assumere rilevanza probatoria di presunzioni qualificate, allorchè, sul loro esito applicativo, si sia svolto il necessario contraddittorio con il contribuente (Sez. U n. 26635 del 2009), contraddittorio pacificamente avvenuto nel caso in esame.
Il motivo è inammissibile poichè non censura la motivazione nei termini consentiti nel giudizio di legittimità, ma propone un diverso apprezzamento delle risultanze probatorie non ammesso nel giudizio di legittimità.
Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al rimborso delle spese in favore della Agenzia delle Entrate, liquidate in Euro 4.100 oltre eventuali spese prenotate a debito.

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