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Timestamp: 2017-05-23 22:33:15+00:00

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Sentenza n. 5214 del 8 ottobre 2012 Consiglio di Stato | Tutto Stranieri
Sentenza n. 5214 del 8 ottobre 2012 Consiglio di Stato
Rifiuto del rilascio della carta di soggiorno, nonché il rinnovo del permesso di soggiorno – causa ostativa consistente nella sussistenza di sentenza di condanna per i reati inerenti stupefacenti
ex artt. 38 e 60 cod. proc. amm.sul ricorso numero di registro generale 5921 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Claudio Defilippi, con domicilio eletto presso Michela Falotico in Roma, viale Giulio Cesare n. 78;
Ministero dell’Interno, Prefettura U.T.G. e Questura de La Spezia;
della sentenza del T.A.R. LIGURIA – GENOVA: SEZIONE II n. 00523/2012, resa tra le parti, concernente diniego rinnovo permesso di soggiorno
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 settembre 2012 il Cons. Angelica Dell’Utri e udito l’avvocato Falotico su delega di Defilippi;
– che il signor *****, in possesso di permesso di soggiorno rilasciato il 20 ottobre 2006, avanzava alla Questura di La Spezia domanda volta ad ottenere la carta di soggiorno;
– che col decreto impugnato in primo grado detta Questura rifiutava il rilascio della carta di soggiorno, nonché il rinnovo del permesso di soggiorno, avendo riscontrato a carico del richiedente la causa ostativa consistente nella sussistenza di sentenza di condanna per i reati inerenti stupefacenti di cui agli artt. 73 e 80 del d.P.R. n. 309 del 1990;
– che con la sentenza appellata il primo giudice ha dichiarato inammissibile il ricorso per nullità della notifica effettuata presso le sedi della Prefettura e della Questura di La Spezia e non nel domicilio legale, ossia presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Genova; nullità che non sarebbe stata sanata dalla costituzione in giudizio della stessa Avvocatura, avvenuta dopo la scadenza del termine di legge per la proposizione dell’azione di annullamento, in quanto la sanatoria non opererebbe retroattivamente;
– che con l’appello in esame il signor ***** si limita a contestare tale assunto (sostenendosi al riguardo che ai sensi dell’art. 44, co. 3, cod. proc. amm. il raggiungimento dello scopo processuale sanerebbe ogni vizio di notifica, mentre l’inciso “salvi i diritti acquisiti” riguarderebbe il solo ambito del diritto sostanziale), senza neppure accennare ai motivi di censura dedotti avverso il provvedimento impugnato col ricorso di primo grado;
– che l’art. 101, co. 2, cod. proc. amm. dispone “Si intendono rinunciate le domande e le eccezioni dichiarate assorbite o non esaminate nella sentenza di primo grado, che non siano state espressamente riproposte nell’atto di appello …”;
– che, ai sensi della citata norma, nella specie il merito della controversia non potrebbe essere esaminato in questa sede, sicché nessun vantaggio l’appellante otterrebbe dalla riforma della statuizione di inammissibilità del ricorso di primo grado nel senso della sua ammissibilità, tenuto conto che non ricorrono le tassative ipotesi di rimessione della causa al primo giudice di cui all’art. 105, co. 1, cod. proc. amm.;
– che, pertanto, l’appello non può che essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse alla decisione;
– che non v’è luogo a pronuncia sulle spese del grado, stante la mancata costituzione in giudizio della parte appellata.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
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