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Timestamp: 2019-02-21 04:07:22+00:00

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 marzo 2012, n. 1332. Obbligo di motivazione e punteggio numerico nelle gare di appalto. - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 marzo 2012, n. 1332. Obbligo di motivazione e punteggio numerico nelle gare di appalto.
C., in persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio e quale mandataria a.t.i. con K.. e L., rappresentata e difesa dagli avvocati GP e GP, con domicilio eletto presso il primo in Roma, ……..;
Provincia di ….., in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dagli avvocati MC,ML, RVG, SB e CB, con domicilio eletto presso il primo in Roma, ……………;
F&R e SP, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, in proprio e in qualità rispettivamente di mandataria e di mandante di a.t.i., rappresentate e difese dagli avvocati FV, AT e GF, con domicilio eletto presso il primo in Roma, ……………;
RK., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati GB e MS, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Roma, ………….;
C s.p.a. e Ss.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, in proprio e quali componenti di a.t.i., rappresentate e difese dall’avv. GR, con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, …………………;
della sentenza del T.R.G.A. – SEZIONE AUTONOMA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO n. 00317/2011, resa tra le parti, concernente APPALTO LAVORI RISTRUTTURAZIONE ED AMPLIAMENTO OSPEDALE DI BOLZANO.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 31 gennaio 2012 il Cons. BL e uditi per le parti gli avvocati P, C, V, F, T, S,e R
1. Con la sentenza in epigrafe, il T.r.g.a.-Sezione autonoma di Bolzano, definitivamente pronunciando sui ricorsi n. 93 del 2011 e n. 98 del 2011, tra di loro riuniti, proposti rispettivamente da C. . (nella qualità ut supra) e da RK. avverso l’aggiudicazione definitiva, in favore dell’associazione temporanea di imprese (a.t.i.) capeggiata da F& R – all’esito di gara a procedura aperta, indetta dalla Provincia nel luglio 2010 (dopo che una prima gara era andata deserta per mancato superamento delle prove tecniche effettuate sui campioni presentati dalle concorrenti) secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e al prezzo base d’asta di euro 20.877.790,61 – dell’appalto dei lavori di “ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale di Bolzano facciata/tetto nuova clinica”, nonché avverso i verbali della commissione di gara, provvedeva come segue:
(i) respingeva l’eccezione di carenza d’interesse a ricorrere in capo alla quarta classificata R, rilevando che la natura del principale motivo di ricorso, di carenza motivazionale delle valutazioni tecniche espresse dalla commissione giudicatrice nell’ambito di una gara improntata al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, fosse tale da incardinare l’interesse a ricorrere in capo a tutte le concorrenti, a prescindere dalla loro collocazione in graduatoria;
(iv) condannava la Provincia a rifondere alle due ricorrenti vittoriose le spese di causa, dichiarandole interamente compensate tra le altre parti.
2. Avverso tale sentenza interponeva appello C, deducendo quale unico motivo l’erroneo annullamento dell’intera gara – anziché del solo segmento procedimentale relativo alle valutazioni tecniche della commissione all’uopo nominata, onerata di un rafforzato obbligo motivazionale (connesso anche all’avvenuta conoscenza delle offerte economiche) – in violazione dei principi di conservazione degli atti e di economicità e di buon andamento dell’azione amministrativa. Chiedeva dunque in parte qua la riforma dell’impugnata sentenza, con vittoria di spese.
3. Si costituiva in giudizio l’originaria controinteressata F& R (in proprio e quale mandataria dell’a.t.i. aggiudicataria), spiegando appello incidentale affidato ai seguenti motivi:
c) l’“illegittimità della sentenza per ultrapetizione nella parte in cui essa accoglie il ricorso della ditta R, in relazione ad una censura (difetto di motivazione nell’attribuzione dei punteggi) non svolta nel ricorso” (v. così, testualmente, la rubrica del motivo in esame).
L’appellante incidentale F& R chiedeva dunque, in via principale, in riforma dell’impugnata sentenza, il rigetto dei ricorsi di primo grado e, quanto al ricorso R, l’annullamento della gravata sentenza per extrapetizione, nonché, in via subordinata, la riforma dell’appellata sentenza nella parte in cui disponeva l’integrale rinnovazione della gara.
4. Si costituiva altresì in giudizio, quale originaria resistente, la Provincia, contestando la fondatezza dell’appello principale e proponendo a sua volta appello incidentale, col quale censurava l’erroneo accoglimento del vizio di difetto di motivazione, anche in considerazione della sufficienza motivazionale dell’attribuzione di punteggi numerici e dell’assenza dei vizi di manifesta illogicità o irrazionalità della valutazione tecnica effettuata dalla commissione. Per il resto (e in via logicamente subordinata), affermava la correttezza della statuizione di rinnovazione dell’intera gara, in quanto la rinnovazione della sola valutazione tecnica ad offerte economiche già aperte e conosciute contrasterebbe con i principi di trasparenza e imparzialità.
5. Con atto del 12 dicembre 2011 spiegavano intervento ad opponendum le società CeS., in proprio e quali componenti di correlativa a.t.i. classificata al terzo posto della graduatoria finale, chiedendo la reiezione dell’appello principale.
7. Procedendo in ordine logico –ex artt. 76, comma 4, c.p.a. e 276 c.p.c. – alla disanima delle questioni devolute al Collegio con i vari appelli, proposti in via principale e incidentale, si osserva che infondato è il motivo d’appello incidentale sub 3.c), in quanto dalla lettura del ricorso in primo grado proposto da R. emerge in modo chiaro e univoco che il giudizio della commissione tecnica è stato censurato anche sotto il profilo della motivazione irragionevole e arbitraria posta a base della valutazione della voce “qualità architettonica”, proprio in relazione alla tendenziale indeterminatezza dei relativi parametri valutativi (v., al riguardo, le deduzioni a pp. 7-8 del ricorso di primo grado), sicché deve escludersi il dedotto vizio di extrapetizione.
8. Parimenti infondati sono l’appello incidentale proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano e il motivo d’appello incidentale sub 3.a) proposto da F e R , tra di loro connessi e da esaminare congiuntamente.
In sede di valutazione delle offerte tecniche, all’aggiudicataria F e R è stato assegnato un punteggio di 51,17/100 (con attribuzione del punteggio massimo di 25/100 per la voce “qualità architettonica”), alla seconda classificata C. un punteggio di 31,64/100 (con attribuzione del punteggio di 10/100 per la voce “qualità architettonica”), alla terza classificata C S un punteggio di 31,39/100 (con attribuzione del punteggio di 10/100 per la voce “qualità architettonica”) e alla quarta classificata R. un punteggio di 32,60/100 (con attribuzione del punteggio di 11,60/100 per la voce “qualità architettonica”).
In sede di valutazione delle offerte economiche, C. e C S . hanno conseguito il punteggio massimo di 35,000/100, R. il punteggio di 28,337/100 e l’aggiudicataria F e R il punteggio di 19,021/100.
Considerata la reciproca interdipendenza dei vari criteri di valutazione dell’offerta tecnica, oggetto di un giudizio che sfocia nell’attribuzione di un punteggio conclusivo ponderato quale risultante dei punteggi singoli assegnati in relazione a ciascun criterio, l’incongruità motivazionale investe la valutazione complessiva espressa dalla commissione di gara sulle offerte tecniche (e non solo sulla voce “qualità architettonica”), a prescindere dal rilievo – posto in risalto dall’appellante principale C. , in espressa riproposizione di correlativo motivo di ricorso di primo grado – che la circostanza, che tutti i commissari (investiti, secondo la legge di gara, del compito di una propria valutazione individuale e dell’assegnazione di un punteggio individuale, onde trarne la media) per ben ottanta volte (ciascun criterio per ciascuna offerta) abbiano assegnato il medesimo punteggio anche sui decimali, costituisce indice sintomatico di un viziato iter motivazionale che ha condotto all’attribuzione del punteggio finale.
9. Meritano, invece, accoglimento l’appello principale di C. e il secondo motivo d’appello incidentale di F e R (di cui sopra sub 3. b)), che censurano l’erroneità della sentenza di primo grado nella parte in cui statuisce che “ (…) l’unica conseguenza che l’annullamento può comportare è l’indizione di una nuova gara (…)”, in quanto “ (…) nelle gare a connotazione discrezionale, soprattutto quando le buste economiche sono già state aperte (come nel caso in esame), l’unico effetto dell’annullamento può essere la ripetizione della gara (…)” (v. così, testualmente, l’impugnata sentenza).
Un più radicale effetto caducante degli atti dell’intera gara potrebbe, invece, configurarsi nei casi – diversi da quello sub iudice – nei quali i motivi di annullamentoineriscano all’illegittima composizione della commissione di gara o alla sua inidoneità tecnica, oppure a una condotta della commissione gravemente lesiva dei doveri di imparzialità o che denotino un atteggiamento di prevenzione nei confronti di uno o più concorrenti e/o di favoreggiamento di altri, ipotesi tutte accomunate dall’immanenza del vizio all’assetto soggettivo dell’organo collegiale e/o all’elemento soggettivo (dolo o colpa grave) connotante l’operato dei suoi componenti, in quanto tali ostative alla rinnovazione della fase di valutazione delle offerte tecniche dinnanzi alla stessa commissione di gara.
9.2. Per le esposte ragioni, in accoglimento dell’appello principale proposto da C. e del secondo motivo dell’appello incidentale di F e R , l’impugnata sentenza va riformata nella parte in cui dispone la rinnovazione della gara intera, anziché della sola fase di valutazione delle offerte tecniche (e di quelle consequenziali).
1. respinge l’appello incidentale proposto dalla Provincia autonoma di B , nonché il primo e il terzo motivo dell’appello incidentale [di cui sopra sub 3.a) e 3.c)] proposti da F e R ;
2. accoglie l’appello principale proposto da C. e il secondo motivo di appello incidentale proposto da F e R e, per l’effetto, riforma in parte l’impugnata sentenza nei termini di cui in motivazione;
IL 08/03.2012
(art.89, co 3, cod.proc. amm)

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