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Timestamp: 2019-02-23 15:40:43+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 23 aprile 2014, n. 17706. La facolta' di esecuzione della pena nello Stato di consegna puo' trovare accoglimento quando la "residenza" del cittadino straniero comunitario (Legge n. 69 del 2005, articolo 18, lettera r) assuma caratteri di rilevanza ed implichi un suo radicamento reale e non effimero ("non estemporaneo") nel territorio italiano, dimostrativo del fatto che egli abbia ivi istituito la sede principale dei propri interessi affettivi e lavorativi nel quadro di una progressiva e lecita integrazione col tessuto sociale del luogo di residenza italiano - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 23 aprile 2014, n. 17706. La facolta' di esecuzione della pena nello Stato di consegna puo' trovare accoglimento quando la "residenza" del cittadino straniero comunitario (Legge n. 69 del 2005, articolo 18, lettera r) assuma caratteri di rilevanza ed implichi un suo radicamento reale e non effimero ("non estemporaneo") nel territorio italiano, dimostrativo del fatto che egli abbia ivi istituito la sede principale dei propri interessi affettivi e lavorativi nel quadro di una progressiva e lecita integrazione col tessuto sociale del luogo di residenza italiano
3.2. Con congnio e logico giudizio la Corte di Appello ha disconosciuto la ravvisabilita’ di elementi o indici di una siffatta “residenzialita'” in favore del (OMISSIS), evidenziando come la mera resideriza anagrafica (quale quella conseguita dal ricorrente nel 2013) non possa considerarsi – per quanto significativa – di per se’ sola un dato sufficiente. Al riguardo si rende necessaria, infatti, la presenza di altri concorrenti indici, tra cui in primo luogo la “legalita'” della presenza in Italia del cittadino straniero comunitario, la continuita’ temporale di detta presenza con un’adeguata comprensione della lingua, il tempo intercorso tra tale presenza e la commissione dei reati per i quali lo Stato emittente il m.a.e. ne chiede la consegna, l’istituzione in Italia del centro principale e consolidato – pur non esclusivo – degli interessi lavorativi, economici e familiari dello straniero, il pagamento di eventuali oneri contribuitivi e fiscali in Italia e cosi’ via.
3.4. Se – come afferma la sentenza n. 227/2010 della Corte Costituzionale – la previsione (decisione quadro del Consiglio U.E. 13.6.2002 n. 2002/584/GAI), rimessa alla scelta dei legislatori nazionali (scelta operata dall’Italia con la Legge n. 69 del 2005, citati articoli 18 e 19), del possibile rifiuto di consegna finalizzato all’esecuzione di condanne nello Stato U.E. destinatario di m.a.e. attivo emesso per l’esecuzione di pena risponde all’esigenza di accrescere le opportunita’ di reinserimento sociale del soggetto ricercato, una volta scontata la pena, nel medesimo Stato in cui egli appare aver radicato la propria esistenza, “dimostrando un sicuro grado di inserimento nella societa’ di detto Stato”, e’ ben evidente che la nozione di stabile residenza, funzionale alla “risocializzazione del condannato durante e dopo la detenzione”, e’ qualificata da un immanente e imprescindibile requisito strutturale. Requisito che non puo’ che essere formato dalla pregiudiziale “legalita'” di tale residenza. In altri termini i precedenti penali e giudiziari del soggetto richiesto in consegna da uno Stato della U.E. per motivi di esecuzione penale non possono rappresentare – per definizione – elementi di fatto idonei ad accreditare l’esistenza di un radicamento territoriale stabile del consegnando (v. Sez. 6, 27.7.2010 n. 30039, Alecsa, rv. 247810).
Diventa perfino superfluo, allora, rimarcare che nel caso del (OMISSIS) la sua integrazione e il suo radicarsi nel contesto sociale italiano si distinguono in peculiar modo – oltre che per totale assenza degli altri indici prima descritti a titolo di esempio – per l’univoca dedizione al compimento di vari illeciti penali, anche di rilevante gravita’, in aperta distonia con i presupposti di “legalita'”, serieta’ e autenticita’ del suo prefigurato radicamento territoriale.
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 29 ottobre 2014, n. 44998....
renatodisa - 17 Novembre 2014

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 articolo 18
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