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Timestamp: 2020-03-28 08:39:12+00:00

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STATUTO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO
PREDAZZO-TESERO-PANCHIÀ-ZIANO
Approvato dal Consiglio di Istituto con delibera n° 16 in data 17 aprile 2008.
Riadottato -art. 6 comma 6- dal Consiglio dell’Istituzione
con delibera n. 23 in data 14 settembre 2010.
Modificato nell’art. 11 comma 3 dal Consiglio dell’Istituzione con delibera n. 46 in data 15 dicembre 2011.
Art. 1 : Natura e carattere dell’istituzione
Art. 2: Autonomia e finalità dell’istituzione
Art. 6: Composizione, durata, individuazione e   nomina del consiglio dell’istituzione
Art. 13: Composizione e durata in carica del nucleo   interno di valutazione
Capo III: Organismi e strumenti di programmazione e organizzazione
Art. 17: Comitatodegli studenti
Art. 18: Contenuti del progetto di istituto
Art. 19: Approvazione e durata del progetto di   istituto
Art. 20: Carta dei servizi
Art. 21: Contenuti del regolamento interno
Art. 22: Regolamento  sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti
Art. 23: Diritti fondamentali degli studenti
Art. 24: Doveri fondamentali degli studenti
Art. 25: Mancanze disciplinari e relative sanzioni
Art. 26: Modalità di approvazione dei regolamenti
Art. 27: Bilancio di previsione e conto consuntivo
Art. 28: Diritto di riunione e di assemblea
Art. 29: Utilizzazione degli spazi in orario   extrascolastico
Art. 30: Partecipazione a progetti e iniziative
Art. 31: Modalità di partecipazione
Art. 32: Approvazione e revisione dello statuto
Natura e carattere dell’istituzione
1. Il presente statuto costituisce, secondo quanto previsto dalla L.P. n. 5/2006, il documento fondamentale dell’istituto comprensivo di scuola primaria e secondaria di primo grado “Predazzo-Tesero-Panchià-Ziano”. L’istituto comprensivo ha sede in Predazzo in via Degasperi n° 8; presso la scuola secondaria di primo grado di Tesero è tuttavia assicurato il mantenimento di un presidio organizzativo.
2. L’Istituto è stato costituito il 1° settembre 2007 ed è composto dalle seguenti scuole:
a) scuola primaria “Maria Morandini in Degasperi” - via Degasperi.8 - Predazzo;
b) scuola primaria “Iqbal Masih” - piazza Italia, 3 - Ziano;
c) scuola primaria “G. B. Manega” - via Fia, 11- Tesero;
d) scuola primaria di Panchià, piazza della Chiesa, 7 - Panchià;
e) scuola secondaria di primo grado “Marzari Pencati” di Predazzo, via Vardabasso, 3;
f) scuola secondaria di primo grado “G. Alberti” di Tesero, via Fia, 11.
3. Tutte le persone della comunità scolastica o operanti nella stessa hanno l’obbligo di fare riferimento ai principi, ai valori, ai criteri educativi ed organizzativi contenuti in questo statuto.
Autonomia e finalità dell’istituzione
1. L’istituto comprensivo, di seguito indicato con il termine “istituzione”, è nell’ambito del sistema educativo provinciale ente dotato di personalità giuridica e di autonomia sancita dall’articolo 117, terzo comma, della Costituzione. La legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino) declina l’autonomia, in autonomia didattica, organizzativa, amministrativa e finanziaria, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo sancendone i principi.
2. L’istituzione autonoma assume la persona come valore fondamentale per l’espletamento della propria attività formativa ed educativa e ne favorisce lo sviluppo in tutte le sue dimensioni.
3. Scopo dell’istituzione è promuovere l’istruzione e l’educazione dell’uomo e del cittadino nella scuola primaria e in quella secondaria di primo grado; l’insegnamento è impartito secondo i piani di studio in vigore. Al fine di completare la propria proposta educativa l’istituzione può offrire servizi di arricchimento formativo e di supporto alle famiglie.
4. L’istituzione può costituire collaborazioni e reti di lavoro con altre istituzioni scolastiche e formative provinciali, per condividere servizi, iniziative, attrezzature ed assicurare la massima efficienza ed economicità alla gestione, secondo quanto disposto dagli articoli 30 e 31.
5. L’istituzione provvede alla definizione e all’attuazione dell’offerta formativa garantendo e valorizzando la libertà di insegnamento, la professionalità dei docenti, il pluralismo culturale, la libertà di scelta delle famiglie e degli studenti nonché il dialogo con le comunità locali.
1. Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa sull’ordinamento scolastico e formativo e in particolare dalla legge provinciale n. 5 del 2006, l’istituzione agisce secondo i seguenti principi generali:
a) principio di uguaglianza, teso ad assicurare pari opportunità formative a tutti gli studenti, a prescindere dalle condizioni socio-economiche e culturali di partenza;
b) principio di sussidiarietà, inteso come aiuto alla famiglia, che viene esercitato in collaborazione con altre istituzioni di supporto quando la famiglia non risulta essere in grado di garantire ai propri figli un percorso educativo adeguato;
c) principio di libertà, inteso come rispetto e valorizzazione delle convinzioni politiche e religiose delle famiglie di appartenenza, purché in accordo coi principi di democrazia ai quali si ispira il dettato costituzionale. Tale principio garantisce altresì il pluralismo delle idee e la libertà di insegnamento, purché coerenti con le finalità educative e coi principi assunti dall’istituzione;
d) rispetto e valorizzazione delle diversità: di genere, di cultura, di lingua, di stile di apprendimento, di progetto di vita, nella consapevolezza che tali diversità costituiscono un arricchimento di esperienze e di orientamenti per la comunità nel suo complesso;
e) diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, in quanto la promozione culturale e civile è un bene che favorisce il singolo e insieme la comunità, mentre l’ignoranza impedisce la realizzazione delle proprie potenzialità e la partecipazione consapevole e critica al vivere comune in una società complessa come la nostra;
f) diritto a ricominciare, perché gli insuccessi e le sconfitte non dovranno mai essere considerati come ineluttabili e definitivi;
g) principio di solidarietà, inteso come aiuto reciproco da parte di tutti i soggetti che operano a vario titolo nell’istituzione, i quali cooperano per la creazione e il mantenimento di un clima favorevole al raggiungimento delle mete formative che l’istituzione si prefigge;
h) diritto-dovere alla salute fisica e mentale, che si realizza nella conoscenza dei fattori e dei comportamenti a rischio e in attività mirate di prevenzione.
c) partecipazione attiva e responsabile di tutte le componenti in funzione del migliore raggiungimento degli obiettivi istituzionali della scuola e nell’ottica della più ampia condivisione del progetto d’istituto da parte di tutti coloro che, a diverso titolo, concorrono alla formazione;
d) leale collaborazione tra le componenti interne nonché con le realtà, le espressioni culturali, economiche e sociali più significative del territorio, in un’ottica di condivisione del progetto di sviluppo della comunità a cui l’istituzione concorre con la formazione delle persone e del capitale umano lungo tutto l’arco della vita;
e) programmazione dell’attività, in particolare di quella didattica e formativa, in modo da assicurare qualità e continuità al servizio educativo ed operare per un utilizzo efficace, flessibile e razionale delle risorse disponibili;
g) informazione e comunicazione puntuale e completa sul servizio offerto, nella consapevolezza che tali modalità operative rappresentano un prerequisito fondamentale per l’esercizio dei diritti da parte degli studenti e delle famiglie, per la partecipazione e il coinvolgimento più responsabili alla vita della scuola da parte di tutta la comunità;
2. Presso l’istituzione è altresì istituita la consulta dei genitori ai sensi dell’articolo 29 della legge provinciale n. 5 del 2006.
1. Il consiglio dell’istituzione è composto da 17 membri così suddivisi:
a) il dirigente dell’istituzione, che fa parte di diritto del consiglio dell’istituzione;
b) 6 rappresentanti dei docenti;
c) 6 rappresentanti dei genitori;
e) 2 rappresentanti del territorio.
5. I rappresentanti dei docenti, dei genitori e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, e assistente educatore sono membri eletti secondo i criteri e le modalità indicati nel regolamento provinciale previsto dall’articolo 22, comma 5, della legge provinciale n. 5 del 2006. Al fine di tenere conto della rappresentanza territoriale, ad ogni scuola facente parte dell’istituzione, che abbia espresso almeno un candidato, è riservato un proprio rappresentante nel consiglio dell’istituzione, sia per la componente docenti sia per la componente genitori.
6. I rappresentanti del territorio, su richiesta dell’istituzione, vengono designati di comune accordo dai Comuni di Predazzo, Tesero, Ziano e Panchià. Essi partecipano ai lavori del consiglio con diritto di voto.
2. Nel rispetto delle funzioni e delle responsabilità degli altri organi dell’istituzione scolastica e in particolare delle scelte didattiche definite dal collegio dei docenti, il consiglio adotta tutti i provvedimenti ad esso attribuiti dalla legge e, in particolare, approva:
h) il calendario scolastico, per gli aspetti di sua competenza;
k) gli accordi di programma, convenzione e intese con soggetti pubblici e privati.
3. Il consiglio inoltre:
a) nomina il revisore dei conti, secondo quanto disposto dall’articolo 15;
b) richiede pareri alla consulta dei genitori in ordine alle attività ed ai servizi da realizzare o svolti dall’istituzione, anche in relazione ad iniziative di formazione e di coinvolgimento dei genitori, secondo quanto disposto dall’articolo 16.
b) elabora il bilancio e il conto consuntivo, propone al consiglio dell'istituzione il programma annuale di gestione dell'istituzione e lo informa dell'andamento del programma stesso;
d) adotta i provvedimenti di gestione delle risorse, sulla base di quanto deliberato dal consiglio dell'istituzione e dal collegio dei docenti, e di gestione del personale nel rispetto di quanto previsto dalla legge e dai contratti di lavoro;
4. Nello svolgimento di funzioni o specifici compiti organizzativi e amministrativi all’interno dell’istituzione il dirigente si avvale della collaborazione di docenti da lui stesso individuati; e concede l’esonero o il semiesonero dall’insegnamento secondo i casi, le condizioni, i criteri, e le modalità nonché il numero massimo stabiliti dalla Provincia, ai sensi di quanto disposto dagli articoli 84, comma 4, lettera c), e 102, comma 3, della legge provinciale n. 5 del 2006. Nel presidio organizzativo assicurato presso la scuola secondaria di primo grado di Tesero ai sensi dell’articolo 1, è garantita la presenza di un collaboratore del dirigente. Il dirigente, inoltre, è coadiuvato dal responsabile amministrativo, il quale, con autonomia operativa, sovrintende ai servizi amministrativi e ai servizi generali dell'istituzione, coordinando il relativo personale nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati dal dirigente.
5. Il dirigente presenta almeno una volta all’anno al consiglio dell'istituzione una motivata relazione sulla direzione e sul coordinamento dell'attività formativa, organizzativa e amministrativa, al fine di garantire la più ampia informazione e un efficace raccordo per l'esercizio delle competenze degli organi collegiali.
2. Il collegio dei docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico. Il dirigente dell’istituzione convoca e presiede in via ordinaria il collegio dei docenti; provvede altresì alla convocazione dello stesso in via straordinaria su richiesta motivata di almeno la metà dei suoi componenti.
3. Nel rispetto dello statuto e delle attribuzioni degli altri organi dell’istituzione, il collegio dei docenti adotta un regolamento che definisce le modalità per il proprio funzionamento.
1. Il collegio dei docenti ha compiti di programmazione, indirizzo e monitoraggio delle attività didattiche ed educative e in particolare provvede a:
b) la programmazione generale dell’attività didattico-educativa, in coerenza con i criteri generali per l’attività della scuola definiti dal consiglio dell’istituzione;
e) la proposta di attivazione di iniziative di formazione e di aggiornamento professionale dei docenti nel limite delle risorse disponibili;
f) l’adozione dei libri di testo e dei sussidi didattici nei limiti delle risorse disponibili.
2. Il collegio dei docenti provvede altresì ad ogni eventuale altro compito rientrante nelle attività di programmazione, indirizzo e monitoraggio delle attività didattiche ed educative attribuito dalla normativa in vigore.
1. Il consiglio di classe è composto da tutti i docenti di ciascuna classe e dai rappresentanti dei genitori della stessa.
2. Fanno parte del consiglio di classe 2 rappresentanti dei genitori nella scuola primaria e 3 rappresentanti dei genitori nella scuola secondaria di primo grado.
3. I rappresentanti dei genitori di ciascuna classe sono eletti ogni due anni dalla componente stessa, ad eccezione di quelli delle classi del quinto anno della scuola primaria e del terzo anno della scuola secondaria di primo grado la cui elezione è di durata annuale. Il regolamento interno stabilisce i tempi, le modalità e i criteri per lo svolgimento delle elezioni che devono avvenire comunque entro il mese di novembre.
5. Il consiglio di classe è presieduto dal dirigente dell’istituzione o dal docente coordinatore di classe da esso delegato, anche al fine di garantire la coerenza della programmazione didattico-educativa della classe con quella definita dal collegio dei docenti nonché il rispetto di criteri omogenei nella valutazione degli studenti.
1. Il nucleo interno di valutazione è istituito in osservanza delle disposizioni dettate dall’articolo 27, comma 3, della legge provinciale n. 5 del 2006 e dura in carica 3 anni. Il numero complessivo dei componenti del nucleo interno di valutazione è di 5, di cui 2 appartenenti alla componente docenti, 2 a quella dei genitori, 1 al personale amministrativo, tecnico e ausiliario e assistente educatore. Alle riunioni del nucleo interno di valutazione può partecipare il dirigente.
2. I membri della componente docente sono designati dal collegio dei docenti tenendo conto dell’esperienza e delle competenze nel settore della valutazione; gli altri membri sono designati, sempre nel rispetto di profili di competenza, rispettivamente dalla consulta dei genitori e dal personale amministrativo, tecnico e ausiliario e assistente educatore riunito in assemblea convocata dal dirigente.
3. Tutti i membri del nucleo restano in carica per un periodo coincidente con la durata dell’organo. In caso di perdita dei requisiti di nomina o di dimissioni, al fine di garantire continuità nell’attività di valutazione, la componente competente provvede ad una nuova designazione entro 30 giorni.
5. Il funzionamento del nucleo è disciplinato con il regolamento interno.
2. Per l’attività di valutazione, oltre agli indicatori forniti dal comitato provinciale di valutazione, il nucleo si avvale di ulteriori propri indicatori adeguati al fine di monitorare e valutare gli aspetti specifici del progetto d’istituto.
3. Alla fine di ciascun anno scolastico il nucleo elabora un rapporto annuale che è utilizzato dagli organi dell’istituzione, in relazione alle rispettive competenze, per valutare le scelte organizzative ed educative dell’istituzione e per aggiornare il progetto di istituto. Il rapporto annuale inoltre è inviato al comitato provinciale di valutazione e al dipartimento provinciale competente in materia di istruzione.
4. Il revisore può partecipare, su sua richiesta o su quella del consiglio dell’istituzione, alle sedute del consiglio dell’istituzione.
b) favorisce la conoscenza delle opportunità offerte dall’istituzione, ne discute e formula proposte di miglioramento e di attivazione di nuove iniziative agli organi competenti dell’istituzione;
3. La consulta è istituita annualmente con provvedimento del dirigente dell’istituzione, che provvede anche alla convocazione della prima riunione entro un mese dalla data di costituzione. La consulta elegge un presidente che costituisce il referente anche per il dirigente dell’istituzione.
Comitato degli studenti nella scuola secondaria di primo grado
1. È istituito un comitato degli studenti nella scuola secondaria di primo grado, quale organismo per concretizzare la cittadinanza attiva degli studenti. Esso ha il compito di promuovere, favorire e realizzare la partecipazione attiva e responsabile degli studenti alla vita della scuola e in particolare di:
a) assicurare opportunità di confronto e scambio tra gli studenti della scuola attraverso la pratica del confronto democratico;
b) favorire la conoscenza delle opportunità offerte dalla scuola, di discuterle e formulare proposte di miglioramento e di attivazione di nuove iniziative;
c) riportare eventuali problematiche scolastiche riscontrate;
d) esprimere i pareri richiesti dal dirigente dell’istituzione, dal consiglio dell’istituzione, dal collegio dei docenti e dal nucleo di valutazione interno in ordine alle attività, ai progetti, ai servizi da attivare o già svolti dall’istituzione.
2. Il comitato degli studenti dura in carica un anno scolastico ed è composto da un rappresentante degli studenti di ciascuna classe della scuola secondaria di primo grado, eletto dagli studenti della stessa classe. Il comitato, nella prima seduta, eleggerà al proprio interno il coordinatore e il suo vice, che si faranno portavoce delle proposte emerse nel comitato.
4. Il dirigente dell’istituzione provvede annualmente, entro ottobre, alla indizione delle elezioni dei rappresentanti di classe.
5. Il comitato è convocato dal dirigente dell'istituzione: la prima riunione del comitato dopo le elezioni è fissata entro un mese dalla data di proclamazione degli eletti.
6. Il funzionamento del comitato è disciplinato con regolamento interno.
1. Il progetto d’istituto è il documento che esplicita l’identità culturale e progettuale dell’istituzione. Esso tiene conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, degli indirizzi generali e programmatici del governo provinciale, nonché degli obiettivi generali propri del primo ciclo di istruzione.
2. Il progetto d’istituto contiene:
a) l’analisi del contesto sociale, economico e culturale al fine di individuare i bisogni formativi attuali e futuri degli studenti;
b) gli obiettivi educativi, culturali e formativi, attualizzati rispetto allo sviluppo della conoscenza e ai bisogni individuati;
e) le scelte organizzative e i criteri di utilizzazione delle risorse in funzione dell’obiettivo del successo formativo, con pari attenzione sia alle fasce deboli che alla valorizzazione dell’eccellenza;
f) i criteri generali per l’integrazione degli studenti con bisogni educativi speciali e l’inserimento degli studenti stranieri;
g) i criteri generali per la formazione delle classi, l’orario delle lezioni, l’utilizzazione del personale dell’istituzione.;
h) i criteri generali per la programmazione didattica e la valutazione degli studenti, nell’ottica di assicurare un servizio educativo omogeneo;
i) i criteri generali per l’autoanalisi e la valutazione dei processi e dei risultati conseguiti anche al fine di fornire al nucleo interno di valutazione linee guida per l’espletamento dell’attività;
l) le modalità di effettivo coinvolgimento di studenti e genitori nella vita della scuola, oltre a quelle già previste istituzionalmente;
m) le finalità e le modalità per assicurare l’informazione e la comunicazione alle famiglie, in particolare per quanto attiene all’orientamento e alla valutazione degli studenti;
n) gli obiettivi, i criteri e le modalità per l’integrazione e la collaborazione con le altre istituzioni scolastiche e formative provinciali e gli altri soggetti istituzionali operanti nel territorio della comunità scolastica.
o) le iniziative per favorire la conoscenza e la partecipazione al contesto storico, sociale, economico e culturale del territorio in cui l’istituzione opera.
2. Alla elaborazione del progetto d’istituto partecipano tutte le componenti della comunità scolastica in un’ottica di condivisione e collaborazione, in coerenza con gli indirizzi generali indicati dal consiglio dell’istituzione. In particolare, ai sensi dell’articolo 24, comma 2, della legge provinciale n. 5 del 2006, il collegio dei docenti delibera la parte didattica del progetto d’istituto e la sottopone all’approvazione del consiglio dell’istituzione; tale approvazione avviene con l’adozione del progetto d’istituto stesso che prevede un procedimento che tenga conto delle proposte della consulta dei genitori.
3. Al fine di promuovere la collaborazione e la condivisione sostanziale delle scelte progettuali, il consiglio dell’istituzione può acquisire inoltre le proposte di soggetti del territorio che si occupano di politiche formative secondo modalità che garantiscano la più ampia partecipazione.
4. Il progetto d’istituto ha una durata almeno triennale, dopo di che potrà essere confermato o aggiornato. È approvato dal consiglio dell’istituzione a maggioranza dei suoi componenti entro il 31 dicembre, in modo tale da assicurarne la conoscenza da parte delle famiglie ai fini dell’iscrizione e l’applicazione dall’anno scolastico successivo. Il primo progetto d’istituto è approvato entro due anni dalla data di entrata in vigore di questo statuto; nel frattempo rimangono attivi i progetti di istituto elaborati e operanti rispettivamente negli istituti comprensivi di Predazzo e Tesero prima della loro unificazione.
5. Il progetto di istituto è pubblicato all’albo dell’istituzione; un estratto dello stesso viene consegnato alle famiglie all’atto dell’iscrizione e opportunamente diffuso anche attraverso l’utilizzo di mezzi informatici.
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di questo statuto il consiglio dell’istituzione approva la carta dei servizi dell’istituzione quale documento che esplicita i diritti dell’utente in relazione all’organizzazione e all’erogazione dei servizi garantiti dall’istituzione e fornisce le informazioni fondamentali in merito all’offerta formativa.
e) i servizi amministrativi e relative procedure;
i) i tempi di risposta all’utenza sia in relazione ai servizi richiesti sia in merito a quesiti, istanze, reclami;
3. La carta dei servizi è predisposta dal consiglio dell’istituzione che, in un’ottica di collaborazione e condivisione, acquisisce il parere della consulta dei genitori, del collegio dei docenti e del personale amministrativo, tecnico, ausiliario e assistente educatore riunito in assemblea convocata dal dirigente.
4. La carta dei servizi è resa pubblica mediante affissione all’albo dell’istituzione e pubblicazione sul sito web dell’istituzione.
f) i criteri e le modalità per lo svolgimento di attività didattiche esterne quali le visite guidate, gli scambi e gli stage formativi;
g) l’esercizio del diritto di riunione e di assemblea in relazione alle diverse componenti e all’erogazione del servizio educativo nonché i criteri e le modalità per lo svolgimento delle assemblee degli studenti e dei genitori;
h) criteri e modalità per l’utilizzo dei sussidi da parte degli studenti;
i) diritto di associazione e criteri per lo svolgimento di attività extrascolastiche gestite dalle associazioni stesse;
j) i criteri per il riconoscimento e per l’ammissione alla consulta dei genitori dei rappresentanti di associazioni di genitori che ne facciano richiesta.
3. Il regolamento interno inoltre provvede a definire le modalità:
a) di elezione delle componenti elettive degli organi collegiali e per l’individuazione del presidente dell’organo stesso, qualora non stabilito dalla normativa in vigore;
b) di convocazione e di svolgimento delle sedute, ivi comprese le modalità di verbalizzazione;
c) di funzionamento della consulta dei genitori e degli altri organismi attivati dall’istituzione;
d) per la pubblicità degli atti.
Regolamento sui diritti-doveri e mancanze disciplinari degli studenti
b) ad un impegno regolare nello studio, al fine di poter fruire pienamente delle opportunità formative offerte dall’ istituzione;
1. Al fine di assicurare il rispetto dei doveri e il corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica, il regolamento previsto dall’articolo 22 definisce i diritti e i doveri degli studenti e individua i comportamenti che configurano mancanze disciplinari degli studenti, le relative sanzioni, gli organi competenti alla contestazione e all’irrogazione e il procedimento relativi, nel rispetto dei seguenti principi generali:
a) del criterio di gradualità e proporzionalità della sanzione in relazione alla gravità dell’infrazione: a tal fine il regolamento raggrupperà le infrazioni e le relative sanzioni per categorie generali, in ordine crescente di gravità;
c) del criterio di gradualità in relazione al soggetto competente a disporre la sanzione partendo dal singolo docente, al dirigente dell’istituzione, al consiglio di classe, al consiglio dell’istituzione per le infrazioni più gravi; in ogni caso il provvedimento di allontanamento temporaneo dalla scuola è affidato esclusivamente alla decisione di un organo collegiale;
3. Nella scuola primaria, in considerazione dell’età degli studenti, al fine della individuazione e irrogazione delle sanzioni il regolamento porrà particolare attenzione al carattere educativo dei provvedimenti da adottare in modo da accompagnare lo sviluppo nel bambino della consapevolezza dell’esistenza e del rispetto delle regole della comunità scolastica.
1. Il consiglio dell’istituzione, entro un anno dalla data di entrata in vigore dello statuto, approva, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il regolamento interno dell’istituzione e il regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti.
2. Nella fase di elaborazione del regolamento interno, al fine di pervenire ad una più ampia condivisione delle regole comuni dell’istituzione, il consiglio dell’istituzione acquisisce le proposte delle diverse componenti scolastiche attraverso il collegio dei docenti, il personale amministrativo, tecnico, ausiliario e assistente educatore e la consulta dei genitori.
3. Nella fase di elaborazione del regolamento sui diritti, doveri e mancanze disciplinari degli studenti, al fine di assicurare la più ampia condivisione delle regole comuni dell’istituzione, il consiglio dell’istituzione acquisisce le proposte del collegio dei docenti, della consulta dei genitori e del comitato degli studenti.
3. Il dirigente dell’istituzione elabora la proposta di bilancio in coerenza con il progetto d’istituto, con gli atti di indirizzo generali del consiglio dell’istituzione e con le linee di indirizzo della Provincia autonoma di Trento. In questa fase, al fine di una maggiore condivisione delle scelte con i portatori di interesse, possono essere attivate specifiche procedure di consultazione delle componenti scolastiche.
4. Il conto consuntivo espone i dati relativi alla gestione finanziaria e patrimoniale, con una particolare attenzione ai risultati ottenuti rispetto agli obiettivi contenuti nel programma di gestione. La relazione allegata al conto consuntivo predisposta dal dirigente dell’istituzione si configura come strumento di valutazione dei risultati raggiunti in relazione alle risorse impiegate. I risultati di tale relazione, in forma opportunamente semplificata, possono essere portati a conoscenza dei portatori di interesse nella prospettiva di un bilancio sociale.
2. Al fine di favorire la partecipazione alla vita dell’istituzione e riconoscendo che l’esperienza associativa può rappresentare un importante momento di partecipazione, l’istituzione, può riconoscere le associazioni dei genitori e le associazioni degli studenti, che rispettino quanto previsto dal comma 3.
3. Il riconoscimento avviene con deliberazione del consiglio dell’istituzione previa valutazione delle finalità e dei principi statutari dell’associazione, che dovranno risultare coerenti con le finalità dell’istituzione, e tenuto conto della significatività del numero degli aderenti rispetto alle dimensioni dell’istituzione nonché dell’impegno a rispettare tutte le norme previste dal regolamento interno.
4. L’istituzione favorisce l’attività delle associazioni riconosciute mettendo loro a disposizione spazi ed, eventualmente, altre risorse in relazione alle attività svolte dall’associazione e alle proprie disponibilità.
1. Fatte salve le esigenze prioritarie del servizio scolastico, l’istituzione mette a disposizione, in orario extrascolastico, gli edifici, gli spazi, le palestre, gli impianti, i laboratori e le attrezzature didattiche, per attività coerenti con la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, nonché per attività extrascolastiche e manifestazioni pubbliche di interesse collettivo.
2. Al fine dell’applicazione del comma 1, l’istituzione, nel rispetto dei criteri e delle modalità organizzative stabilite dalla Giunta provinciale ai sensi dell’articolo 108, comma 2 della legge provinciale n. 5 del 2006, sottoscrive accordi con i comuni o con l’ente territoriale di riferimento per definire le tipologie di attività, i criteri e le modalità organizzative, nonché l’eventuale onere a carico del richiedente e le misure atte a salvaguardare il patrimonio dell’istituzione, dei comuni o dell’ente territoriale di riferimento.
1. L’istituzione considera il confronto e la collaborazione con i soggetti rappresentativi del territorio una risorsa fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi istituzionali. L’istituzione inoltre, a partire dal contesto locale fino a quello internazionale e nell’ottica di una scuola che colloca nel mondo, mira a sviluppare nello studente la consapevolezza della realtà, in relazione all’età e al processo di maturazione.
2. A tal fine l’istituzione partecipa a progetti o iniziative in ambito provinciale, nazionale e internazionale sia aderendo a proposte esterne che promuovendone di propria iniziativa. In tale contesto rientrano anche la costituzione a fini didattici di cooperative o di imprese simulate o altre organizzazioni funzionali all’attività didattica e coerenti con le finalità del progetto d’istituto. In particolare l’istituzione promuove e attua le seguenti azioni:
a) instaura forme di confronto, cooperazione e collaborazione con gli altri soggetti pubblici e privati operanti sul territorio per l’aggiornamento periodico dei contenuti e degli indirizzi del progetto d’istituto;
b) partecipa a progetti di integrazione, collaborazione e scambio con altri soggetti in ambito locale, nazionale e internazionale.
a) aderisce o promuove la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche e formative provinciali nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 19 della legge provinciale n. 5 del 2006;
b) attiva forme di collaborazione con le comunità e i comuni nel cui territorio opera nell’ambito dei settori definiti dall’articolo 20, comma 2, della legge provinciale n. 5 del 2006;
c) promuove o aderisce a protocolli d’intesa, convenzioni, contratti, accordi di programma con soggetti pubblici e privati per la realizzazione di progetti e attività coerenti con il progetto d’istituto e con le finalità dell’istituzione secondo quanto previsto dall’articolo 20, comma 3, della legge provinciale n. 5 del 2006.
2. Gli atti derivanti dall’applicazione del comma 1 contengono gli elementi costitutivi previsti dalla normativa in vigore e in particolare definiscono gli obiettivi, i destinatari, i contenuti, le modalità di attuazione, i tempi di realizzazione, le risorse professionali, strumentali e finanziarie a carico dei contraenti, i responsabili istituzionali e i referenti, ogni altro elemento utile alla completezza dell’informazione e alla valutazione dell’efficacia, qualora prevista, da parte di competenti organi dell’istituzione.
3. La proposta di partecipazione alle iniziative e ai progetti può essere promossa da tutte le componenti della comunità scolastica.
4. Il dirigente dell’istituzione provvede alla sottoscrizione degli atti sulla base delle deliberazioni assunte dal consiglio dell’istituzione ai sensi dell’articolo 22, comma 2 della legge provinciale n. 5 del 2006.
5. Per tutti i progetti attivati il nucleo di valutazione interno provvede a valutarne gli esiti sulla base di una relazione finale predisposta dal responsabile del progetto.
2. In sede di prima approvazione qualora non venga raggiunto il quorum previsto è convocata una nuova seduta ogni 15 giorni, fino all’avvenuta approvazione.
3. A seguito dell’approvazione lo statuto è inviato alla Provincia che può rinviarlo all’istituzione qualora riscontrasse motivi di illegittimità. In tal caso l’istituzione provvede al conseguente adeguamento adottando la medesima procedura prevista per l’approvazione.
4. Lo statuto è pubblicato all’albo e sul sito web dell’istituzione.
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