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Timestamp: 2020-04-06 11:27:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3699 del 13/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3699 del 13/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 13/02/2017, (ud. 12/01/2017, dep.13/02/2017), n. 3699
sul ricorso 3855/2013 proposto da:
R.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA AURELIANA 2,
presso lo studio dell’avvocato VINCENZO SANTORO, rappresentato e
difeso dall’avvocato ROBERTO MARIA PLATI, giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 32/13/2012, emessa il 2/04/2012, della
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE dell’EMILIA ROMAGNA, depositata il
11/06/2012;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti di R.A. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna n. 32/13/2013, depositata in data 11/06/2012, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione del silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria ad istanza del contribuente (esercente la professione di geometra) di rimborso dell’IRAP versata dal 1999 al 2004 – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame del contribuente, hanno sostenuto che il contribuente aveva dimostrato l’assenza del requisito dell’autonoma organizzazione, stante il modesto valore dei beni strumentali, non eccedenti il minimo indispensabile occorrente per l’esercizio della professione (un veicolo “per raggiungere al meglio luoghi impervi”, un sistema di archiviazione e redazione informatica dei progetti e di archiviazione dei documenti, uno studio professionale), e dei compensi a collaboratori occasionali esterni.
A seguito di deposito di relazione ex art. 380 his c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti. Si dà atto che il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.
1. La ricorrente lamenta, con due motivi, la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 e art. 2697 c.c., nonchè l’insufficiente motivazione, ex art. 360 c.p.c., n. 5 (vecchia formulazione, essendo stata pubblicata la decisione impugnata nel giugno 2012), con riguardo al profilo della ritenuta assenza di un’autonoma organizzazione, malgrado il ricorso, non occasionale, a collaboratori esterni, per prestazioni direttamente afferenti l’attività professionale, a prescindere dall’entità dei compensi ad essi erogati.
2. Preliminarmente è infondata l’eccezione di tardività del ricorso per cassazione, ex art. 327 c.p.c. (termine semestrale, stante l’instaurazione dei giudizio di primo grado successivamente all’entrata in vigore della Novella di cui alla L. n. 69 del 2009), essendo stato il ricorso per cassazione consegnato all’ufficiale postale, per la notifica, nel termine ultimo del 28/01/2013 (lunedì), attesa la scadenza del termine il sabato 26/01/2013 (considerati anche i 46 gg. di sospensione dei termini processuali), equiparato, ex art. 155 c.p.c., a giorno festivo, trattandosi di giudizio instaurato successivamente al marzo 2006 (cfr. Cass. 15636/2009; Cass. 6212/2010; Cass. 7841/2011).
3. Tanto premesso, le due censure, da trattare unitariamente in quanto connesse, sono infondate.
Con riguardo specifico all’impiego non occasionale di lavoro altrui, costituente una delle possibili condizioni che configurano l’esistenza di un’autonoma organizzazione, questa Corte (Cass. 23761/2010; Cass. 22674/2014) ha già affermato che è soggetto ad Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività, eroga elevati compensi a terzi, restando indifferente il mezzo giuridico utilizzato e, cioè, il ricorso a lavoratori dipendenti, a una società di servizi o un’associazione professionale.
Nella specie, la C.T.R. afferma che l’autonoma organizzazione deve escludersi, tenuto conto, tra l’altro, delle occasionali e modeste spese per compensi a terzi e la ricorrente, oltre a dedurre che l’utilizzo di collaboratori esterni implicherebbe comunque un’autonoma organizzazione, a prescindere dall’entità dei compensi corrisposti, non offre elementi idonei a superare l’accertamento in fatto, operato dai giudici di merito, in ordine alla natura del tutto occasionale dei suddetti compensi.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 360
 art. 2
 art. 2697
 art. 360
 art. 327
 art. 155
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.