Source: https://energiecomeusarle.wordpress.com/2016/04/27/dietro-ogni-grande-ragionamento-ce-una-grande-intuizione/?like_comment=337&_wpnonce=ca37ee391f
Timestamp: 2019-09-19 06:26:28+00:00

Document:
Dietro ogni grande ragionamento, c’è una grande intuizione | Energie come usarle
46 Repliche
Su Google, la Treccani definisce così l’intuizione: “Conoscenza diretta e immediata di una verità, che si manifesta allo spirito senza l’uso del ragionamento”.
A te è mai successo? Non di indovinare, ma di sentire a pelle? Hai mai preso una decisione sulla base di una sensazione viscerale? In questo articolo parlerò anche di questo. Ma non sarà solo teoria, ci sarà anche un esercizio, molto divertente, da fare in compagnia. Iniziamo con degli esempi pratici.
Il più famoso è quello che riguarda Isaac Newton, al quale cadde sulla testa una mela, mentre schiacciava un sonnellino sotto un albero. Si narra che l’intuizione lo colse rivolgendo gli occhi alla Luna, e che lo portò a domandarsi se la forza che era stata la causa del suo risveglio improvviso, fosse la stessa che tiene legata il nostro satellite alla Terra. Beh, sappiamo tutti come è andata a finire.
Lo stesso Einstein affermava che: “L’intelletto serve a poco sulla strada della scoperta. Si verifica invece un salto di coscienza, chiamatela intuizione o come volete, e la soluzione arriva, senza sapere come e perché“. OK, questo può non essere un esempio concreto, ma credo che il vecchio Albert, attraverso le sue perle di saggezza, volesse indicarci una visione diversa a riguardo. Come se avesse compreso qualcosa, che andasse al di là del genio che il mondo tuttora gli riconosce.
Una sensazione inconfondibile
Dopo aver letto queste prime righe, forse starai pensando a qualche episodio nella tua vita. Per esempio, potrebbe essere capitato anche a te di stare in auto, nel parcheggio di un centro commerciale, e aver trovato l’unico posto libero…di sabato e magari sotto Natale! Fin qui, per quanto sia fortunoso, nulla di straordinario. Tranne il fatto che, un attimo prima di decidere dove dirigerti, hai sentito dentro un’energia, che ti ha “guidato”. Come un radar.
Oppure, aver ascoltato una confidenza di un amico, che ti diceva, seriamente, di aver percepito a pelle una situazione negativa o addirittura un pericolo! No, non mi sto riferendo a fenomeni paranormali o a super-poteri. Anzi, niente di più normale. Ma a quelle situazioni in cui hai fatto delle scelte sulla base di una sensazione, e non della ragione.
A proposito di confidenze, te ne faccio una io. Nulla di particolare, ma è una circostanza che non ho mai dimenticato:
Saranno stati quattro o cinque anni fa; una domenica poco prima dell’ora di pranzo, mentre guardavo la TV, ebbi l’impulso di uscire in tutta fretta di casa, per andare in tabaccheria a comprare uno di quei gratta e vinci, appesi in bella mostra alle spalle del titolare. Dissi a mia moglie, che era al telefono con una sua amica, che sarei tornato subito. Comprai un biglietto, di quelli da 1 €, e grattando apparvero tre Re. Chiesi al tabaccaio cosa significassero, e lui mi rispose che avevo vinto 100 €! Rientrato a casa, mostrai la banconota a mia moglie, che nel frattempo era ancora al telefono con la sua amica, e vidi che le se arrossarono le guance. Le sorrisi, e me ne tornai davanti alla TV, tutto bello contento.
Si potrebbe obiettare che questa esperienza non sia il frutto di un colpo intuitivo, ma di qualcos’altro…Quello che posso dire in merito, è che nel periodo precedente a quella vincita, spesso tentavo la fortuna attraverso il gioco. Diciamo che ho recuperato i soldi.
Fino adesso ho usato termini come intuizione, istinto e impulso. Se gli ultimi due possono confondersi, in quanto comportamenti automatici, non si può dire lo stesso del primo. Ho fatto un’ulteriore ricerca, ed è venuto fuori che in psicoanalisi istinto e impulso si distinguono, dato che l’impulso — o più correttamente pulsione — mira alla soddisfazione dei propri bisogni come fame, sesso, sonno.
In poche parole, se l’istinto (insieme alla pulsione) rispecchia la dimensione grossolana della nostra esistenza (sopravvivenza), l’intuizione ha a che fare con una dimensione sottile (genio e creatività).
Come in alto, così in basso: mente e corpo
Durante la scrittura di questo post, mi sono reso conto che se volevo condividere un tema così importante, e difficile, come questo sull’intuito, dovevo parlare di una serie di fattori psicologici. Tuttavia, non credo sia questa la sede per discuterne e svilupparli, né io uno psicologo, quindi ho deciso di sintetizzare il tutto a modo mio.
Immagina un ascensore. Sì, un ascensore!
Immagina adesso che i passeggeri siano gli stimoli che arrivano dal mondo esterno. Facciamo che siano quattro, tra i più comuni:
Se vuoi, puoi riportare alla mente dei momenti in cui li hai percepiti anche tu a pelle (come l’amico di prima):
Cosa hai provato rispetto al caldo?
Rispetto al freddo?
E rispetto ai rumori?
Rispetto alle immagini, qual è la stata la sensazione più intensa che ricordi di più?
N.B. Come avrai notato, quello che all’inizio era un passeggero/stimolo, ora si è trasformato in passeggero/percezione.
Chi si occupa di psicologia clinica, come la psicosomatica, conosce i meccanismi alla base del rapporto tra il corpo e la mente. Non a caso, sottotitolando questo paragrafo con “Così in alto, come in basso” (testo attribuito a Ermete Trismegisto) ho voluto estrapolare l’idea ormai condivisa che il benessere fisico sia connesso strettamente con le emozioni e i sentimenti, e che a loro volta si ripercuotono sul corpo. Ahimè, nei punti più deboli.
Per farla breve, questo flusso di percezioni/emozioni si sposta come detto tra corpo e mente. Questo movimento me le sono immaginato come il sali e scendi di un ascensore: a ogni piano, corrisponde un punto del corpo.
Non so se ti è mai successo di soffrire d’ansia. Beh, a me, sì. Le cause possono essere molte, ma la questione ora non è questa; bensì la sensazione crescente allo stomaco (il mio piano). Puntuale. Dolorosa. Destabilizzante.
La cosa positiva è che mi sono accorto che risolto il disagio fisico, il più delle volte, si risolve quello psicologico (e viceversa): il senso di vuoto alla testa e il peso allo stomaco decrescono insieme. Con questo non voglio dire che lo stimolo sparisce (per esempio, un problema) ma essendomi alleggerito di certi passeggeri ingombranti… la percezione cambia. In meglio.
Un potenziale da risvegliare
Se sei arrivato fino a questo punto della lettura, probabilmente sarai interessato a conoscere certe dinamiche mentali, e sei predisposto ad approfondirle.
Quello che più volte ho definito a pelle, sovente riguarda i nostri cinque sensi. Questi, anche se non così sviluppati, come lo sono per gli animali (vedi l’olfatto per i cani o l’udito per i delfini) aiutano a orientarci nella vita, affiancando intelligenza e spirito d’adattamento.
Quando queste nostre due peculiarità, maggiormente sviluppate, dominano incontrastate su quelle istintive, ecco che il nostro potenziale umano si riduce. Da qui, l’utilità di risvegliarlo.
Passiamo finalmente alla pratica
Voglio proporti un esercizio, che può essere divertente, da farsi possibilmente all’aperto, in compagnia di una persona di tua fiducia – quando ti illustrerò come eseguirlo capirai perché – chiamato “falso cieco”.
Quando ci si riferisce alle sensazioni, in qualche modo si tirano in causa le informazioni psichiche che non sempre provengono sotto forma di immagini visive. Spesso sono reazioni emotive o psicologiche.
Questa tecnica, elaborata presso lo Stanford Research Institute (oggi SRI International) a Menlo Park, in California, è un allenamento psichico volto ad accrescere la capacità innata in ognuno di noi a percepire e distinguere gli stimoli, che arrivano dal mondo che ci circonda.
I ricercatori dello SRI, prima dell’esperimento, consigliavano ai volontari di immaginarsi astronauti appena sbarcati in un pianeta sconosciuto, in cui l’unica via per orientarsi, nell’esplorazione, era prestare attenzione alle informazioni sensoriali non visive: olfattive, uditive, tattili etc. cercando di captarle con l’aiuto del compagno.
Consiglio: L’esercizio va svolto, insieme a un’altra persona con cui ti senti a tuo agio. Cerca una zona all’aria aperta, un ambiente che sia sicuro, ma che possa offrire molti stimoli sensoriali non visivi. Potrebbe essere un’area verde nel bosco, una spiaggia tranquilla, un parco o un grande giardino. Nella foto a destra, il luogo scelto da me, tempo fa, in cui ho sperimentato questa tecnica del risveglio sensoriale.
Decidi chi fra te e il tuo compagno farà il “cieco” (se desidera partecipare potete fare a turno, ciascuno per mezz’ora).
Durante l’esercizio dovrete rispettare la consegna del silenzio, nessuno dei due deve parlare, se non in caso di necessità. In fondo, è come un gioco, nulla che non si possa interrompere.
Chi farà da guida può fare camminare lentamente il “cieco”, verso una varietà di cose da toccare, odorare, ascoltare o assaggiare (ecco uno dei motivi della fiducia).
La guida sensoriale può porgere nella mano dell’altro dei sassi, foglie, conchiglie, fiori e altri piccoli oggetti. Ogni cosa può essere fonte di sensazioni.
Importante: chi ricopre il ruolo di guida è responsabile dell’incolumità di chi si è prestato a fare il “cieco”, ergo DEVE fare attenzione ai rischi causati da buche o altro che non può vedere.
Scaduta la mezz’ora, e arrivato il momento di riacquistare la vista, si dovrebbe individuare un posto ombroso in cui andare a sedersi e aprire lentamente gli occhi. “In quel momento, il mondo apparirà davvero straordinario.“
Se sei il “cieco”, il tuo partner che ti ha fatto da guida sensoriale, ti mostrerà gli oggetti e i luoghi circostanti che ti ha presentato, così da sperimentarli adesso visivamente.
Una percezione interessante che potrebbe verificarsi è quella provata l’uno in presenza dell’altro, mentre comunicate non verbalmente (ricordi la consegna del silenzio?). Parlatene fra di voi.
Questa lunga incursione nel mondo delle percezioni sensoriali, più precisamente ciò che riguarda l’intuizione, ci dice che questa qualità è innata, ed è possibile potenziarla. Malgrado la mente sia costantemente sopraffatta da mille pensieri, e che con il tempo abbia perso un po’ del suo potere intuitivo, esiste la possibilità di risvegliarla e liberarla dalla gabbia razionale che si è andata costruendo negli anni.
Nell’articolo ti ho descritto un esercizio che ho imparato per accrescere questa capacità, e raccontato qualche aneddoto. Tu hai esperienze a riguardo? Hai mai provato quella sensazione dentro che ti dice cosa fare, farla e averci preso? Dimmelo nei commenti.
Ops! Ancora una cosa: se questo articolo ti è stato utile, e credi possa esserlo a qualcun altro, condividilo attraverso i pulsanti social qui sotto.
A tua discrezione ;-)
Questo articolo è stato pubblicato in Energie personali, Esercizi, Intuizione, Presenza mentale il 27 aprile 2016 da Nick Murdaca.
← La stanchezza ti butta giù? Ti ci vuole un pieno di energia! Come fare il pieno di energia: dalla A alla Z →
46 pensieri su “Dietro ogni grande ragionamento, c’è una grande intuizione”
monicadalessandropozzi 27 aprile 2016 alle 18:17
L’ha ribloggato su trafantasiapensieroazionee ha commentato:
Voglio offrirvi la lettura di questo post interessante, ma non solo. Nick Murdaca l’autore ci accompagna verso “poteri” che siamo soliti tenere rinchiusi e raccolti…e l’invito è quello di provare a liberarli con fiducia. Buona lettura!
Nick Murdaca Autore articolo 27 aprile 2016 alle 19:16
Sei molto gentile a ribloggare il post. Grazie, Monica!
Per riprendere anche qui la condivisione sul tuo blog, sono d’accordo con te quando scrivi che dobbiamo ricrearci e lasciare cadere giudizi e fraintendimenti. Essere liberi, in fondo, è “sentirsi” liberi prima nel cuore.
monicadalessandropozzi 27 aprile 2016 alle 19:30
Di nulla Nick, le buone cose hanno il “dovere” di espandersi, dunque il mio è un piccolo contributo a fare in modo che ciò avvenga.
Enig Mamma 28 aprile 2016 alle 10:25
Molto bello l’articolo, e interessantissimo l’esperimento finale…Proprio in questi giorni sto frequentando un corso di musicoterapia col mio piccolo di due anni e mezzo: nell’ora di attività, siamo invitati a non comunicare verbalmente verso i bimbi (loro invece, possono anche parlare). E ovviamente, ci sono molti esercizi con strumenti e suoni di ogni tipo.
La prima volta mi sono trovata spiazzata e disorientata nel non poter comunicare con lui a parole. Poi, a poco a poco, abbiamo assimilato insieme l’abitudine…e lui, molto resistente all’inizio, e apparentemente poco partecipe all’attività durante lo svolgimento, una volta tornati a casa mi racconta i momenti che gli sono piaciuti di più e mi dice che vuole tornarci di nuovo….Sensazioni uniche!
Come sostengo sempre…a volte, sembra di dimenticare chi siamo: siamo esseri con 5 sensi e tanto energia interiore che, troppo spesso, viene messa in disparte a vantaggio di attività più di routine e spersonalizzanti.
Nick Murdaca Autore articolo 28 aprile 2016 alle 11:05
Grazie Emma! In effetti, l’esperimento può essere riproposto attraverso altre varianti, come quella di svolgerlo in un ambiente interno. Mi fa molto piacere sapere che con il tuo piccolo state facendo questa bellissima esperienza. Sì, è una questione di abitudine. Forse perché parliamo troppo, e forse anche perché abbiamo assopito quelle sensazioni uniche a cui fai, entusiasticamente, riferimento!
Come ho risposto ieri, ad un commento, sembra paradossale che occorra riappropriarci di una qualità che ci appartiene già, vero?
Silvia moto39ilblog 28 aprile 2016 alle 10:42
Ciao Nick, sicuramente interessante. Considera che vivo con mio marito che ha intuizioni da maghetto, un giorno si e l’altro pure. non fare quella strada, quella cosa non va bene, senza un perché apparente. Ho imparato a dare seguito alle sue affermazioni perché dopo 25 anni sono stufa di sentirmi dire “te l’avevo detto”, per cui faccio quello che mi suggerisce e basta. Potrebbe ricollegarsi al discorso degli spiriti guida, in cui non si parla in effetti di veri e propri spiriti o angeli custodi, ma di una parte del nostro cervello, che è rimasta inconscia e che lavora da sola, una parte che sa quello che noi non sappiamo e ci dice incosciamente cosa dire e fare, intuizioni, sensazioni, un mondo inesplorato.
Io vivo di intuizioni e sono una persona che ama o odia a pelle, sono molto istintiva e quindi capisco molto bene cosa hai scritto. Bravo Nick, attendevamo un tuo post, si è fatto attendere, ma è valsa la pena!
Ti adotto, perché mi pare non sia stato ancora fatto!
Nick Murdaca Autore articolo 28 aprile 2016 alle 11:31
Ciao Silvia! Hai colto in pieno l’essenza del post, e questo perché penso che tu sia una persona sensibile (o sensitiva, chissà?). Noto con piacere che conosci molto bene l’argomento, che ammetto, ho partorito mettendoci più del previsto. Grazie per aver atteso! Avere un maghetto come marito, fa sempre comodo. :)
Scherzi a parte, vivere di intuizioni è come prendere delle scorciatoie, che la ragione quasi sempre rifiuta. Molte persone, tra queste mi ci metto a volte anch’io, hanno imparato a mediare tra quell’energia interiore, “calda” che spinge verso una parte, e la fredda logica che le tira dall’altra. Ancora grazie per i complimenti, e per l’adozione!
gloriavanni 28 aprile 2016 alle 13:11
Molto, interessante, Nick e con grande piacere ti ri-leggo, forse un po’ lungo è l’unico difetto che trovo a un post che sei stato bravissimo a sintetizzare perché all’istinto non basta un libro o un e-book: idea? Anche io sono una piuttosto intuitiva, ho imparato ad ascoltare la voce che arriva dalla pancia e raramente mi ha messa su una strada sbagliata! L’esperimento va fatto in due, questa sera forse ne ho l’occasione!
Nick Murdaca Autore articolo 28 aprile 2016 alle 13:32
Ti ringrazio, Gloria. Lo sai, ad un certo punto è venuto in mente anche a me di farci un e-book, per il motivo che avevo ancora tanto da condividere. La pancia è la nostra migliore alleata, e ha sempre un gran da fare con la mente, che tende ad imporsi. Fai bene a darle retta.
Se fai l’esperimento, fai sapere, eh :)
Mr.Loto 28 aprile 2016 alle 18:06
Si dice che gli aborigeni australiani siano in grado di comunicare tra loro, anche a grandi distanze, attraverso il pensiero. Io non credo che riescano a leggersi nel pensiero ma sono convinto che riescano a percepire molto bene attraverso l’istinto, l’intuizione, quello che sentono i loro compagni. Credo che questa forma di “percezione”, chiamiamola così, sia propria di tutti gli esseri umani solo che ormai, nelle società che abbiamo creato, queste percezioni vengono seppellite dalla razionalità, dai rumori, dalla vita frenetica e dalla perdita di coscienza delle proprie capacità… e così ci meravigliamo quando qualcuna di queste intuizioni fa capolino nella nostra quotidianità.
Il tuo post è stata una lettura molto interessante, fa sempre piacere leggere articoli di questo tipo!
Nick Murdaca Autore articolo 28 aprile 2016 alle 20:24
Non conoscevo questa presunta telepatia attribuita agli aborigeni. Sono d’accordo con te sul fatto che la loro condizione, per noi primitiva, gli permetta di comunicare ancora attraverso canali regolati dall’istinto e da sensi primordiali, ai quali l’uomo “industrializzato”, passami il termine, è difficile accedervi. Malgrado ciò, è possibile risvegliarli, come ho accennato nel post.
Grazie dei complimenti, e per essere passato.
Ciao, buona serata anche a te.
Pingback: Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo | Energie come usarle
alessialia 29 aprile 2016 alle 14:08
belle e quasi sempre vere le sensazioni a pelle…. quelle scelte di pancia a volte sono quelle che risultano le vincenti… bisogna saper ascoltare benissimo se stessi e capire cosa ci diciamo da dentro…. spogliarci di frasi fatte e pregiudizi…!
spieghi le cose in maniera sempre molto garbata e fruibile a tutti… visto che finalmente avrò domani un week end libero dal lavoro conto di fare una bella escursione all’aria aperta e di rfare il tuo esperimento!
Nick Murdaca Autore articolo 29 aprile 2016 alle 17:10
Diciamo che le sensazioni sono tutte autentiche. Viceversa è come le codifichiamo che le potrebbe sfalsare. Saper ascoltare è una qualità della parte non razionale del nostro cervello. Alla luce di quest’ultima considerazione, quando compiamo lo sforzo di spogliarci di convinzioni, pregiudizi e di altri atteggiamenti mentali consolidati nel tempo, significa che stiamo utilizzando la parte razionale. Quando lo facciamo, abbiamo imboccato la strada sbagliata. Ne consegue che anche lo sforzo è sbagliato.
Se ti farà piacere, puoi ripassare di qui, e lasciare il risultato del tuo esercizio, durante il tuo meritato week end! Alessia, ti ringrazio di cuore per l’apprezzamento e per il tuo bel commento.
alessialia 30 aprile 2016 alle 6:42
Aspè aspé: quindi se vogliamo.agire d’istinto dobbiamo ascoltare i ns pregiudizi e convinzioni? Allora pero le prime ompressioni non soNo quasi mai giuste…. Capita magari che incontrando qlc la “goudichiamo” in maniera sbagliata. O perlomeno ci ricrediamo domo averla frequentata. Una delle moe migliori amiche, apena conosciuta, sembrava non saremmo.mai entratEin sintonia, mi stava antipatica, e invece….
Scaturisci sempre belle riflessioni!
Ps. Ma io pensavo di seguirti gia, invece mi par di no…. Boh! In effetti non leggo quasi mi il lettore me vado sui blog che mi interessa. O vengo da fb anche se non siamo amici! Buon week end!
Nick Murdaca Autore articolo 30 aprile 2016 alle 10:03
No, non proprio così. Come ben saprai Istinto, percezioni, intuito e le emozioni tutte, sono da rapportare alla sfera irrazionale. Non credo si possa dire altrettanto dei pregiudizi e delle convinzioni (magari solo in minima parte, e in partenza); spesso sono frutto di elucubrazioni mentali, rapportate alla sfera razionale. Quindi, in merito alla tua domanda, non è possibile agire d’istinto in seguito a dei ragionamenti. È una questione di velocità. Sarebbe come voler controllare una reazione spontanea nel momento in cui si presenta, è impossibile. Nemmeno un vecchio monaco tibetano ne sarebbe capace! Riguardo le impressioni, ne ho parlato nel post, quando ho usato la metafora dell’ascensore, solo che ho usato il termine percezioni. Se sono giuste o sbagliate lo si saprà a posteriori, grazie ai fatti.
Mi fa molto piacere che ci seguiamo, e ho trovato il tuo blog molto bello. Passerò a trovarti.
Buon week end anche a te, Alessia.
alessialia 30 aprile 2016 alle 15:14
Ahhhhh! Ecco….. Ora ho capito! Si si penso anche io la stessa cosa……. Non riuscivo a spiegarmi come liberarsi dei pregiudizi prima di agire d’istinto…. Sei stato molto chiaro! Leggerti mette serenitä e fa pensare a cose a cui a volte non ci si fa caso!
Uh io quando sto col mi cell abbradipato perennemente senza giga ne faccio di caos! Pensavo gia di seguirti!
Posso chiederti amicizia su fb? Siamo anche nello stesso gruppo adotta1blogger! Sono alessia t.!
Nick Murdaca Autore articolo 30 aprile 2016 alle 18:05
Ma certo, accetto più che volentieri. Ci si legge su Facebook.
chiediloamanu 1 Mag 2016 alle 7:41
L intuizione è la profonda connessione con la parte più vera di noi stessi. Quella libera dalle sovrastrutture che abbiamo costruito per vivere, sopravvivere e difenderci. Imparare a seguirla vuol dire imparare ad essere aderenti al proprio destino, e alla propria felicità. Felice domenica nick. Bello averti ritrovato. Sempre interessanti le tue letture. E qst cosi in sintonia. Abbraccio forte.
Nick Murdaca Autore articolo 1 Mag 2016 alle 10:17
Sono d’accordo con te, Manu. Bisogna imparare a seguirla, o meglio, ri-imparare dato che è una qualità che abbiamo fin dalla nascita. Grazie dell’apprezzamento. È sempre un piacere averti mia ospite. Un abbraccio forte anche a te.
chiediloamanu 1 Mag 2016 alle 10:46
Già mio caro. E ti aspetto con il prox post. Abbraccio 😀😀😀
Grazia Gironella 2 Mag 2016 alle 16:54
Eccomi qui, Nick, felice di risentirti. :) Ho convissuto per tanti anni con le “sensazioni” (in realtà intuizioni) che mi dicevano di fare o non fare qualcosa in un determinato modo, e ho constatato di persona come il non ascoltarle mi creasse sempre danno. Ora per me le intuizioni hanno anche una connotazione diversa, e cerco di non ignorarle mai, anzi, cerco di essere sempre più sintonizzata sulla loro lunghezza d’onda, che secondo me appartiene a un livello superiore. Quanto a Einstein, mi sta già arrivando la sua biografia, perché alcune sue affermazioni mi hanno molto colpita (è un gran periodo di incontri, con i saggi e le biografie!).
Nick Murdaca Autore articolo 2 Mag 2016 alle 20:23
Che piacere, Grazia! Non ascoltare le proprie intuizioni è un vero peccato, perché ci limita molto nell’agire; sono un contributo prezioso. Sono felice di sapere che ti sei ri-sintonizzata. Sono d’accordo: il livello al quale appartengono le sensazioni è superiore (nel post, ho definito questo livello “dimensione sottile”). Devo decidermi anch’io di procurarmi la sua biografia: deve avere un posto nella mia libreria, perché è un vero maestro!
favolazione 23 Mag 2016 alle 20:26
La lettura di questo tuo bel post mi ha fatto tornare in mente quando all’università mi parlarono del “marcatore somatico”, di come le sensazioni fisiche e le emozioni giochino un ruolo importante nei processi cognitivi.. ascoltare il corpo pare sia utile oltre che quasi imprescindibile.
Sempre più spesso cerco di lasciarmi guidare nelle scelte dalla “pancia”, e in effetti la via intuitiva, le sensazioni “a pelle” pare siano davvero le più importanti e quelle che in definitiva ci guidano, anche quando crediamo di no.. :o)
Nick Murdaca Autore articolo 24 Mag 2016 alle 9:20
Sono contento ti sia piaciuto, Tiziana. E ti ringrazio, perché la tua esperienza diretta arricchisce moltissimo l’articolo. “Lasciarmi guidare” è cosa rara e bella, che non tutti riescono a fare, spesso a causa dell’eccessiva razionalità, e dello scetticismo riguardo questi nostri “poteri” naturali.
Sonia Bertinat 5 luglio 2016 alle 18:28
Adotto questo post per il tuo bicompleanno! Cara vecchia intuizione :)
Nick Murdaca Autore articolo 5 luglio 2016 alle 18:36
Sonia, grazie per gli auguri e per l’intuizione…Ops! Per l’adozione :)
Fabio Pandiscia 14 ottobre 2016 alle 15:47
bellissimo post. i miei complimenti
Nick Murdaca Autore articolo 14 ottobre 2016 alle 19:39
Sono onorato, grazie Fabio!
gigifaggella 14 novembre 2016 alle 13:02
Oh Nick! Passare da te e leggere le tue meraviglie mi fa sentire a casa. Un pò alla volta leggo anche gli arretrati come facevo da ragazzino con i numeri di “Topolino” che avevo saltato :) Sai che siamo in sintonia in quanto a idee e quoto tutto ciò che hai scritto. Volendo aggiungere un mio personale contributo, credo che l’intuito, come ogni altra cosa che ci riguarda in quanto esseri umani è qualcosa che va “allenato”, ma non come si fa per i muscoli, bensì “ascoltato”, bisogna imparare la sua lingua mettendo a tacere la mente razionale urlante. Io ho trovato un incredibile aiuto in questo imparando a meditare. Complimenti vecchio mio, un grande abbraccio!
Nick Murdaca Autore articolo 14 novembre 2016 alle 13:34
Gigi, prima di tutto desidero dirti che è sempre un vero piacere quando passi a trovarmi e leggere che ti senti a casa è il commento più bello che abbia mai ricevuto! Grazie di cuore.
Credo anch’io che le idee in comune sintonizzino le persone, e noi due lo siamo fin dalla prima volta in cui ci siamo conosciuti attraverso i nostri post. Il tuo contributo personale, sull’intuito, arricchisce di molto un articolo che mi ha impegnato parecchio. È vero: l’allenamento muscolare è un lavoro fisico, “grossolano” ben diverso da quello “sottile” dato dall’ascolto. È una lezione che si impara con l’esperienza e con il tempo ma soprattutto con l’attenzione. Ma tu, di tutto questo, intuisco chiaramente che ne sei portatore e maestro.
Grazie ancora, amico mio, a presto!
gigifaggella 14 novembre 2016 alle 13:41
quando si leggono certe cose caro Nick è come se scoprissi di parlare la stessa “lingua”. Cosa che non accade quando si leggono i giornali, certi libri o peggio ancora quando si guarda la TV. Quello è un linguaggio che proprio non capisco… e parlare di certi argomenti poi affina l’intuito e fa bene alla salute della mente…sembra uno spot pubblicitario ma è così… ;) A presto!
maury1305 24 novembre 2016 alle 7:02
Grazie Nick. Hai completato la mia riflessione in modo esemplare.
Nick Murdaca Autore articolo 24 novembre 2016 alle 9:45
Grazie a te Maury per essere passato e l’apprezzamento. E complimenti per la tua tenacia, dedizione e passione!
65luna 9 gennaio 2017 alle 19:56
Bella scoperta il tuo blog! Grazie e buona serata,65Luna
Nick Murdaca Autore articolo 9 gennaio 2017 alle 20:09
Grazie, davvero! Buona serata anche a te
Pingback: I tre pilastri del genio creativo: semplicità, semplicità e semplicità | Energie come usarle
Agostino Famlonga 29 aprile 2017 alle 8:26
Ciao Nick, ho letto il tuo articolo cercando di seguire il filo logico. Se ho compreso bene associ l’intuito al sentire, tanto che arrivi a proporre alla fine un esercizio di “risveglio sensoriale”.
A mio avviso si tratta invece di due cose diverse.
Un conto è “seguire il sentire” che è irrazionale, pre-verbale, un conto è l’intuizione vera e propria, che è una funzione cognitiva sintetica, come la descrive Einstein nella citazione che hai riportato, un salto di coscienza. Può essere che una risveglio sensoriale favorisca l’intuizione, ma più spesso che no è vero il contrario, cioè l’intuizione arriva proprio quando ci si scollega dai sensi e ci si ritira nello spazio neutro della consapevolezza, lasciando andare la connessione con il corpo e i sensi (vedi ad esempio il metodo delle intuizioni ipnagogiche che usava Edison, solo per citare un esempio noto).
Nick Murdaca Autore articolo 29 aprile 2017 alle 9:34
Ciao Agostino, è un piacere leggerti anche qui! Se ho capito, in qualche modo associ l’intuizione alla sintesi. È così? Se lo è, mi trovi d’accordissimo. Un po’ meno sul fatto che sia unicamente un effetto cognitivo. Edison, come Einstein, possedeva il talento vivissimo e fulgido dei grandi: l’immaginazione. Il vecchio Albert, lo andava ammettendo lui stesso, tanto che la riteneva più importante della conoscenza. Continuando sul filo logico, cos’è l’immaginazione se non il punto di contatto tra l’intelletto e i sensi, e l’intuizione la scintilla provocata da questo contatto? Perciò, posso essere d’accordo quando affermi che l’intuizione arriva quando “ci si ritira nello spazio neutro della consapevolezza”, ma non me la sento di tagliare fuori i sensi, come scrivi.
Agostino Famlonga 29 aprile 2017 alle 10:32
Ho compreso meglio ora il tuo punto di vista, grazie.
Riprendo la tua risposta
“cos’è l’immaginazione se non il punto di contatto tra l’intelletto e i sensi” > concordo
“e l’intuizione la scintilla provocata da questo contatto” > potrebbe apparire come emergente da questo contatto, in realtà è prettamente cognitiva, tant’è che possono apparire intuizioni innovative, ex novo, completamente slegate dall’esperienza pregressa. Le grandi invenzioni lo dimostrano. Diciamo che potrebbe essere facilitata da un flusso di informazioni/emozioni/energia dal basso verso l’alto (bottom-up), ma non è un prerequisito fondamentale.
Questo è il mio punto di vista chiaramente, non legge scritta!
È un piacere commentare Nick, mi piace come scrivi e la tua elasticità mentale. Avanti così!
Pingback: 7 lezioni importanti (sulla vita) che ho imparato facendo un puzzle | Energie come usarle
Ferruccio Gianola 11 novembre 2017 alle 18:40
Un ottimo post davvero, ti seguo su tutta la linea
Nick Murdaca Autore articolo 11 novembre 2017 alle 18:49
Ferruccio, sono onorato di averti qui. Grazie dell’apprezzamento. A presto!
Ferruccio Gianola 11 novembre 2017 alle 20:02
Però l’esercizio non l’ho ancora fatto, tuttavia ritengo sia vero. Io ho sempre dato molta importanza all’intuizione
Nick Murdaca Autore articolo 11 novembre 2017 alle 20:47
Quando vuoi :)
Lo capisco dai tuoi racconti e articoli in cui trovo sempre molti consigli. Se posso permettermi, lo capisco perché oltre all’esperienza, ci vedo una forte sensibilità.
Segui assieme ad altri 2.157 follower

References: articolo 27
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 29
 articolo 30
 articolo 30
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 24
 articolo 5
 articolo 14
 articolo 14
 articolo 24
 articolo 9
 articolo 29
 articolo 11
 articolo 11