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Timestamp: 2016-12-03 13:42:40+00:00

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⭐monitoraggio sulla sicurezza
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Mariangela Sabrina Nanni
1 Il volume contiene il rapporto finale relativo al terzo monitoraggio effettuato dall Ufficio Scolastico Regionale sull utilizzo dei fondi assegnati per la sicurezza alle scuole pubbliche del Veneto e, più in generale, sullo stato di applicazione del D.Lgs. 81/08 in ambito scolastico. Gli anni finanziari di riferimento di questo monitoraggio sono il 2008 e il 2009, rispetto ai quali il M.I.U.R. ha stanziato più di a favore delle scuole venete per interventi inerenti la sicurezza. Dopo le prime due indagini, effettuate nel 2004 e nel 2006, si è ritenuto opportuno procedere ad un terzo monitoraggio, per acquisire dati sulle modalità di impiego dei finanziamenti nell ambito della formazione del personale, ma allargando questa volta il campo d indagine anche agli aspetti organizzativi, ai contenuti del Documento di Valutazione dei Rischi e agli interventi didattici realizzati dalle scuole sui temi della salute e sicurezza. MONITORAGGIO REGIONALE SULLA SICUREZZA 2011 RAPPORTO FINALE MIUR - Uffisico Scolastico Regionale per il Veneto - Direzione Generale monitoraggio sulla sicurezza MIUR VI VR U RO PD BL TV VE R VENETO MONITORAGGIO REGIONALE 2011 SULL APPLICAZIONE DEL D.Lgs. 81/08 NELLE SCUOLE DEL VENETO - RAPPORTO FINALE ISBN Cover Sicurezza 2012.pmd 1 16/03/12, 15.222 Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto Direzione Generale LA SICUREZZA TRA GESTIONE ED EDUCAZIONE TERZO RAPPORTO REGIONALE SULLA SICUREZZA NELLE SCUOLE VENETE A cura del prof. Alberto Cesco-Frare3 2012 M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto Direzione Generale Riva de Biasio S. Croce Venezia Tel Vice Direttore Generale: Gianna Marisa Miola Responsabile del progetto: Gianna Marisa Miola Editing e supporto tecnico: Alberto Cesco-Frare Comitato di redazione: Gianna Marisa Miola, Alberto Cesco-Frare ISBN Finito di stampare nel mese di marzo 2012 presso la C.L.E.U.P. Coop. Libraria Editrice Università di Padova Stampato in Italia Printed in Italy Il presente volume può essere riprodotto per l utilizzo da parte delle scuole per le attività di formazione del personale direttivo e docente. Esso non potrà essere riprodotto e utilizzato parzialmente o totalmente per scopi diversi da quello sopraindicato, salvo esplicita autorizzazione dell U.S.R. per il Veneto. 24 INDICE Presentazione Cap. I Introduzione e quadro normativo.. 7 Cap. II Il progetto di monitoraggio... 9 Cap. III Presentazione e analisi dei risultati. 15 Cap. IV Note tecniche 55 Cap. V Monitoraggio, panorama attuale e prospettive.. 59 App. I Abbreviazioni e sigle usate nel testo.. 67 App. II Il questionario 69 App. III Tabelle dei dati numerici. 85 CONTENUTO DEL CD ALLEGATO 1) Grafici del monitoraggio 2) Testo commentato dell accordo Stato-Regioni sulla formazione ex art. 37 del D.Lgs. 81/08 3) Check list per la valutazione del sistema di salute e sicurezza sul lavoro in ambito scolastico (versione febbraio 2012) 4) Metodo completo per la valutazione e la gestione dei rischi da stress lavoro-correlato in ambito scolastico (versione febbraio 2012) 35 46 PRESENTAZIONE Il monitoraggio per il miglioramento L aumentato interesse proprio dei nostri tempi nei riguardi della sicurezza nei luoghi di lavoro e nella scuola, a casa, nella strada e nell uso dei nuovi media, nel comportamento quotidiano del singolo e dei gruppi sociali, sta a testimoniare, oggi più che mai, il formarsi di consapevolezza nuova. Quest ultima non si riferisce solo alla conoscenza e al rispetto formale delle norme che vengono via via promulgate, quanto piuttosto alla formazione di un atteggiamento interiore, di una inedita disposizione della mente nei confronti di tutti gli aspetti della realtà che ci circonda, disposizione che ci porta a guardare con maggiore attenzione e sensibilità ogni gesto, ogni prodotto, ogni ambiente in cui viviamo. L ottica è volta a preservare la salute in termini di benessere psico-fisico, elemento costitutivo dei diritti umani. È su questo piano che si propone oggi la cultura della sicurezza. Prevale, più che l azione riparatrice, la prevenzione da porre in atto non solo per quanto riguarda i rischi (parola di per sé collocata entro un area negativa), ma anche e soprattutto come affermazione di un diritto allo star bene da riconoscere a tutti. Sicurezza allora si coniuga con salute, assumendo un significato tutto positivo, in quanto non comporta solo la predisposizione di una serie di misure atte a rimuovere ciò che può danneggiare, ma richiede anche la promozione di condizioni di vita e di lavoro tali da favorire un rapporto uomo-ambiente sereno, dignitoso, favorevole alla crescita globale della persona. È ormai fuori dubbio che l evoluzione scientifica e tecnologica, e le conquiste ad esse correlate, a nulla valgono se non riescono a prevenire, con idonee misure, i rischi che minacciano l integrità dell uomo e dell ambiente. Ma quali sono oggi le strade più efficaci per ingenerare nell animo di ciascuno, fin dai banchi di scuola, quella disposizione della mente cui poco sopra si è fatto cenno? Quali compiti spettano agli adulti nei confronti della crescita delle giovani generazioni? Quali le responsabilità degli educatori? L insegnamento che si impartisce a scuola come si flessibilizza entro il panorama disciplinare che storicamente costituisce il cardine dell attività di istruzione e formazione? E ancora: quali responsabilità incombono su coloro che dalla legge sono individuati come detentori di potestà organizzative e formative relativamente alla sicurezza? E i cosiddetti decisori che ruolo rivestono? A queste e a molte altre domande vuole rispondere questo monitoraggio, il terzo, da quando l Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto è stato costituito. Confrontando le tre edizioni (2004, 2006, 2009 gli anni finanziari di riferimento), appare evidente il cammino percorso dalle scuole venete nello sforzo di conoscere, assimilare, interpretare la normativa - il D.Lgs. 81/2008, ovvero il Testo unico in tema di sicurezza -, promuovendo tra i dirigenti, gli insegnanti, il personale Ata, gli studenti di ogni età, una sensibilità più attenta e una notevole capacità di rispondere alle nuove indicazioni e ai bisogni formativi riscontrati sul territorio. Non si tratta pertanto solo di assolvere ad un dovere, da parte di questa Direzione, di rendicontare l impiego delle risorse finanziarie erogate agli Istituti scolastici, ma anche di 57 verificare la capacità di organizzazione delle scuole per rispondere al meglio al compito, nonché la forza di trovare alleanze, di stipulare accordi, di suscitare sinergie: in una parola la capacità di governare un settore di importanza fondamentale per una vita migliore. Le reti provinciali, il coordinamento dato dal SiRVeSS, la promozione di capillari iniziative di formazione del personale, estesa ora anche allo stress-lavoro correlato, la ricerca didattico-educativa volta ad approntare percorsi curricolari ed extra curricolari aggiornati e coerenti con le indicazioni della Riforma, da anni attuati in Veneto, testimoniano un impegno davvero notevole. Un esempio di trasparenza che si colloca sulla linea assunta dal MIUR, che si inserisce nel recente programma Scuola in chiaro a vantaggio dell utenza che ha diritto di conoscere come vengano impiegate le risorse pubbliche. Non solo le scuole autonome potranno quindi ritrovarsi all interno dei capitoli di questo monitoraggio, assumendolo come strumento per l autoanalisi d Istituto e come indicazione per le decisioni future, in un ottica, quella della qualità, volta al miglioramento continuo del servizio. Il testo vuole rivolgersi, per il tramite degli istituti scolastici, anche a tutti gli Enti che sul territorio collaborano, all interno delle proprie competenze, a rendere le scuole luoghi di sicurezza per tutti gli utenti dell offerta formativa. In qualche modo si auspica che il monitoraggio risulti di utilità ai gestori del servizio e agli educatori, favorendo il dialogo, ai fini di una crescita ulteriore di quella responsabilità che trova nell ambito educativo la sua più alta espressione. Gli studenti stessi, specialmente quelli della scuola secondaria di secondo grado, possono farne oggetto di riflessione per comprendere lo status quaestionis in Veneto e per offrire il proprio contributo, con maturata coscienza, alla costruzione di quella cittadinanza attiva su cui si incentra oggi il compito della scuola italiana. Le esperienze in tal senso sono già avviate. Si tratta ora di raccogliere le energie per renderle vitali e proficue a favore di un clima sereno di lavoro e di una crescita competente ed armoniosa delle giovani generazioni. Gianna Marisa Miola 68 Cap. I INTRODUZIONE E QUADRO NORMATIVO Il Progetto regionale di formazione delle figure sensibili nasce nel gennaio 2002 e, almeno inizialmente, è rivolto, mediante lo stanziamento di appositi fondi ministeriali, a dare sostegno economico, organizzativo e di indirizzo alle istituzioni scolastiche autonome, per la realizzazione dei corsi di formazione sia per i Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione scolastici e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, sia per il personale scolastico chiamato ad occuparsi del pronto soccorso e della prevenzione incendi (queste ultime due categorie sono dette appunto figure sensibili, come recita per la prima volta la C.M. del 29/4/1999, n. 119). L attività di formazione cui si riferisce prioritariamente il Progetto trova la sua ragion d essere e le sue linee-guida attuative nella legislazione vigente in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, in particolare nel D.Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni, nonché nelle norme specifiche definite dal M.I.U.R. In sostanza, l intera problematica della sicurezza in ambito scolastico, dalla formazione dei soggetti coinvolti alla valutazione dei rischi, dalla gestione delle emergenze alla sorveglianza sanitaria, fa capo ad un ben preciso corpo legislativo e normativo, che, se si circoscrive il campo all essenziale, risulta abbastanza agevole riassumere in ordine cronologico: D.M. Interno 26/8/ Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica D.Lgs. 19/9/1994 n Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro D.M. Interno 10/3/ Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro D.M. Pubblica Istruzione 29/9/1998 n Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche ed integrazioni Circ. M.I.U.R. 29/4/1999 n Decreto legislativo 626/94 e successive modifiche ed integrazioni - D.M. 382/98: sicurezza nei luoghi di lavoro - Indicazioni attuative Circ. M.I.U.R. 19/4/2000 n Decreto legislativo 626/94 e successive modifiche ed integrazioni - Sicurezza nelle scuole D.Lgs. 9/4/2008 n Attuazione dell art. 1 della Legge 3/8/2007 n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro D.Lgs. 3/8/2009 n Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro Va precisato che il succinto quadro legislativo di riferimento appena tracciato deve essere visto soprattutto in chiave di evoluzione temporale, perché composto da normative che, seppur non recenti, risultano tutt oggi ancora vigenti (D.M. Interno 26/8/1992, D.M. Interno 10/3/1998), da decreti oggi abrogati o superati (D.Lgs. 626/94, D.M. Pubblica Istruzione 29/9/1998 n. 382), che tuttavia si perpetuano, nello spirito ma anche in molti contenuti specifici, attraverso quelli più recenti che li hanno soppiantati (D.Lgs. 81/08, D.Lgs. 106/09) e da circolari ministeriali che, soprattutto per il loro valore culturale e d indirizzo, si possono definire senza tempo, sono cioè ancora attualissime nonostante la data della loro pubblicazione. 79 Tra tutti questi spicca però, per importanza e profondità delle ricadute anche in ambito scolastico, il D.Lgs. 81/08, che rappresenta quindi il punto di riferimento continuo e preferenziale non solo per l attuazione del Progetto di formazione delle figure sensibili, ma anche per la realizzazione del monitoraggio cui è dedicato questo volume e per gran parte delle riflessioni ed indicazioni che emergeranno dall analisi dei dati raccolti. È in tal senso, perciò, che questo come i precedenti monitoraggi sono visti soprattutto come un opportunità di realizzare un analisi ad ampio spettro sullo stato di applicazione dei decreti sulla sicurezza (ieri il D.Lgs. 626/94, oggi il D.Lgs. 81/08) nella Scuola veneta, a distanza ormai di quasi un ventennio dalla loro prima entrata in vigore. 810 Cap. II IL PROGETTO DI MONITORAGGIO II.1 Premessa e obiettivi Il Progetto regionale di formazione delle figure sensibili ha preso ufficialmente avvio nel gennaio 2002, una volta recepita la nota dell Ufficio Scolastico Regionale prot. n. 137/D4 del 17/01/02 relativa all individuazione dei fondi destinati ai singoli Centri Servizi Amministrativi (oggi Uffici Scolastici Territoriali), alle istruzioni operative e alla definizione della figura del Responsabile provinciale del coordinamento del Progetto. Nell arco di questi 10 anni di conduzione del Progetto, sono pervenuti regolarmente, prima all Ufficio Regionale e da questo agli Uffici Territoriali e quindi alle singole istituzioni scolastiche, finanziamenti ministeriali relativi ad ognuno degli aa.ff. dal 2001 al 2010, con somme che mediamente sono state superiori al milione di euro all anno su scala regionale. Negli anni, gli indirizzi che la Direzione Generale ha inteso dare si sono andati via via modificando ed aggiornando, passando da un indicazione ad utilizzare i fondi esclusivamente per la formazione delle cosiddette figure sensibili (personale scolastico adibito al primo soccorso e alla prevenzione incendi), del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ad un suggerimento di più ampio respiro, sebbene sempre coerente con le finalità generali per cui i fondi sono stati assegnati dal M.I.U.R. Si parla perciò sia di completamento della formazione delle figure sensibili (ove necessario), sia di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), di adeguamento delle attrezzature e dei materiali destinati alle attività didattiche e dell eventuale nomina del Medico Competente (MC). A partire dall utilizzo dei finanziamenti 2003 si prevede inoltre la possibilità che i fondi destinati alle singole scuole possano essere assegnati modificando, in base alle esigenze riscontrate dagli Uffici Territoriali, il peso dei fattori di calcolo utilizzati a livello regionale. Dal 2006, infine, è stata scorporata dalle risorse complessive da distribuire alle singole istituzioni scolastiche una quota riservata agli Uffici Territoriali e destinata ad azioni formative di carattere e rilevanza provinciale, quota che, dal 2008, l Ufficio Regionale ha attribuito direttamente alle Reti di scuole per la sicurezza presenti ed operative in Veneto. Il quadro di riferimento testé accennato giustifica la necessità di acquisire periodicamente informazioni aggiornate e, soprattutto, relative alle specifiche indicazioni fornite dalla Direzione Generale. Dopo i due monitoraggi condotti nel 2004 e nel 2006, i cui dati sono stati pubblicati rispettivamente nel 2005 e nel 2007, è stato quindi doveroso proporne un terzo, che, vista anche la distanza temporale che lo ha separato dai due precedenti, ne ripercorresse almeno parzialmente le tracce, senza tuttavia trascurare alcuni aspetti di novità normativa e di assetto organizzativo delle scuole sui temi della sicurezza intervenuti nel frattempo. Un monitoraggio, in sostanza, che, oltre a rispondere all esigenza di conoscere alcuni dati tecnici (informazioni in grado di fotografare il livello organizzativo delle scuole sui temi della sicurezza), permettesse di sapere come le singole istituzioni scolastiche hanno impiegato concretamente i fondi loro assegnati; monitorare la situazione in quest ambito, infatti, non è solo di primaria importanza (per ovvi motivi), ma è anche strategicamente indispensabile, nell ottica di una sempre più razionale assegnazione dei finanziamenti ministeriali. 911 Gli obiettivi generali di questo terzo monitoraggio sono, in sostanza, così riassumibili: raccogliere informazioni sull impiego concreto dei fondi assegnati alle scuole, da cui trarre suggerimenti di indirizzo per una sempre maggiore efficienza ed efficacia nell utilizzo delle risorse conoscere la situazione aggiornata rispetto alla formazione delle figure sensibili e delle figure di sistema (R-ASPP e RLS), per poter quantificare le attuali necessità in quest ambito conoscere la strutturazione e l organizzazione della sicurezza delle scuole, anche in relazione alle novità introdotte dal D.Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni acquisire informazioni sullo stato dell arte del processo di valutazione e gestione dei rischi messo in atto dalle singole istituzioni scolastiche, da cui ricavare una valutazione complessiva del livello di inserimento del tema della sicurezza nel sistema-scuola veneto raccogliere informazioni sulla progettualità delle scuole nell ambito della didattica della salute e sicurezza, come ampliamento dell offerta formativa in un ottica di collegamento con gli adempimenti richiesti dalla normativa vigente II.2 Struttura del monitoraggio Analogamente ai precedenti, anche questo terzo monitoraggio è stato suddiviso secondo la struttura che viene di seguito riportata: GESTIONE GENERALE DEI FONDI ANNO FINANZIARIO 2008 (quesiti 1 4) ANNO FINANZIARIO 2009 (quesiti 5 8) FORMAZIONE DELLE FIGURE SENSIBILI (quesiti 9 13) ATTIVITÀ DI FORMAZIONE FORMAZIONE DEI R-ASPP (quesiti 14 e 15) FORMAZIONE DEI RLS (quesiti 16 e 17) 1012 ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA COMPOSIZIONE SPP, PRESENZA RLS E MC, REFERENTI DI PLESSO (quesiti 18 25) VALUTAZIONE DEI RISCHI CONTENUTI DEL DVR (quesiti 26 32) DIDATTICA DELLA SALUTE E SICUREZZA PROGETTUALITÀ ED AZIONI DELLE SCUOLE (quesiti 33 37) Con le domande contenute nell ambito Gestione generale dei fondi si intendeva acquisire informazioni di tipo economico (flussi di cassa in ingresso e in uscita), rispetto ai finanziamenti ministeriali relativi agli aa.ff e Una novità introdotta da questo terzo monitoraggio è stata l individuazione dei soggetti interni all istituzione scolastica che più facilmente sono in grado di rispondere ai quesiti posti e il conseguente suggerimento dato ai compilatori del questionario; in questo caso il soggetto interno che possiede queste informazioni è stato individuato nel Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi dell istituto. Le domande relative all ambito Attività di formazione indagavano l entità degli interventi di formazione e aggiornamento rivolti tanto alle figure sensibili quanto ai R-ASPP e RLS nell ultimo biennio scolastico concluso (2008/09 e 2009/10); potevano rispondere compiutamente ai quesiti di quest ambito tanto il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi quanto lo stesso Dirigente Scolastico. Le domande relative all ambito Organizzazione della sicurezza avevano lo scopo di raccogliere informazioni sull attuale strutturazione dei Servizi di Prevenzione e Protezione scolastici e sulle collaborazioni che questi hanno con le altre figure con ruolo e competenza nella gestione della sicurezza; potevano ragionevolmente rispondere ai quesiti sia il Dirigente Scolastico sia il RSPP dell istituto. Le domande contenute nell ambito Valutazione dei rischi intendevano raccogliere informazioni sugli ambiti, le mansioni e le attività valutati e contenuti nel DVR dell istituto e sul collegato gestionale che ad essi afferisce; poteva più facilmente rispondere ai quesiti il RSPP della scuola. Infine, con le domande contenute nell ambito Didattica della salute e sicurezza si intendeva acquisire informazioni sulla realizzazione di attività, percorsi o progetti didattici sui temi della salute e sicurezza all interno delle 1113 singole istituzioni scolastiche e su come tali iniziative eventualmente si colleghino agli altri ambiti di interesse del Dirigente Scolastico (valutazione e gestione dei rischi, informazione e formazione); il soggetto interno che possiede le informazioni richieste è stato individuato nel referente per la didattica della sicurezza (o funzione strumentale su questi temi), in eventuale collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione scolastico. Il testo dei quesiti è riportato nell Appendice II. II.3 Validazione del questionario La struttura e i contenuti del questionario sono stati oggetto di attenta analisi e valutazione preventiva da parte dei Referenti provinciali per la sicurezza, nominati in ogni Ufficio Territoriale, e dei componenti del Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole SiRVeSS, con particolare riferimento ai coordinatori delle Reti di scuole per la sicurezza presenti in ogni provincia. Alcuni spunti di valutazione di tipo statistico sono riportati nel cap. IV. II.4 Realizzazione del monitoraggio Al fine di eliminare alcune problematiche tecniche connesse all applicazione del sistema informatico di somministrazione on line del questionario, emerse in occasione delle due precedenti esperienze, questo terzo monitoraggio è stato realizzato mediante l utilizzo della sola posta elettronica. A cura dell Ufficio Scolastico Regionale, le scuole hanno ricevuto una nota ufficiale, relativa all avvio del monitoraggio, allegata alla quale hanno trovato sia la versione scritta del questionario (in formato pdf), sia una griglia Excel appositamente predisposta. Per facilitare la ricerca delle informazioni da acquisire per rispondere al questionario, la versione scritta conteneva delle note esplicative, a corredo di ogni singolo quesito e, più in generale, per l impiego della griglia Excel. Successivamente le scuole hanno compilato la griglia Excel e hanno restituito solo quest ultima, all indirizzo di posta elettronica fornito dallo stesso Ufficio Regionale. La nota d avvio del monitoraggio e i materiali ad essa allegati sono stati comunque resi disponibili anche nel sito dell USRV (www.istruzioneveneto.it), dal quale le scuole potevano scaricarli liberamente. Questo sistema, innovativo rispetto alle precedenti esperienze, ha portato ad un risultato di risposta delle scuole decisamente superiore, pari al 95% su base regionale, contro il 92% dell edizione 2005 e l 81% dell edizione 2007 (per ulteriori dettagli in merito si rimanda al cap. IV). II.5 Criteri generali di analisi dei dati Visti gli obiettivi generali del monitoraggio, per quanto riguarda la lettura e l interpretazione dei dati di ritorno si è ritenuto indispensabile, così come per i precedenti monitoraggi, poter realizzare le seguenti aggregazioni: a. dati relativi al gruppo di tutte le scuole del Veneto b. dati relativi al gruppo di tutte le scuole di ogni singola provincia 1214 c. dati relativi a tutti i gruppi di scuole dei diversi ordini e gradi del Veneto (circoli didattici, istituti comprensivi, scuole medie inferiori, istituti superiori) d. dati relativi ad un sottoinsieme degli istituti superiori del Veneto che risultano caratterizzati dall elevato numero di laboratori dove siano previste attività didattiche meritevoli di particolare considerazione sotto il profilo della sicurezza. Le analisi di: e. dati riferiti ad ogni singola istituzione scolastica f. dati relativi a tutti i gruppi di scuole dei diversi ordini e gradi di ogni singola provincia g. dati relativi ad un sottoinsieme degli istituti superiori di ogni singola provincia che risultano caratterizzati dall elevato numero di laboratori dove siano previste attività didattiche meritevoli di particolare considerazione sotto il profilo della sicurezza esulano dagli obiettivi d indagine di questo rapporto e sono delegate ai singoli Uffici Territoriali (attraverso le figure dei Responsabili provinciali di Progetto ) e ad iniziative locali di restituzione dei dati, anche con il supporto dell Ufficio Scolastico Regionale. II.6 Tempistica del monitoraggio La scansione temporale delle azioni relative al monitoraggio è riportata nella tabella che segue. Azione Definizione dei contenuti del monitoraggio e sua validazione Mar Apr Mag Giu Lug Set Ott Nov Dic Gen Feb Pubblicazione del questionario Compilazione del questionario da parte delle scuole Elaborazione informatica e analisi dei dati raccolti Stesura del rapporto finale Stampa e pubblicazione del rapporto finale 1315 1416 Cap. III PRESENTAZIONE E ANALISI DEI RISULTATI Nel presentare e analizzare i risultati del monitoraggio si seguirà la stessa struttura con cui è stato impostato e proposto il questionario (cfr. par. II.2). I grafici posti a corredo del testo fanno riferimento alla situazione generale della regione Veneto (sigla VEN), a quella delle 7 province (sigle BL, PD, RO, TV, VE, VI e VR) e a quella delle diverse tipologie di scuole, così raggruppate: Circoli didattici sigla EE Istituti comprensivi sigla IC Scuole medie inferiori sigla MM Istituti superiori sigla SUP Gruppo particolare di istituti superiori simbolo * Quest ultimo raggruppamento raccoglie tutti gli istituti superiori del Veneto che risultano caratterizzati dall elevato numero di laboratori dove siano previste attività didattiche meritevoli di particolare considerazione sotto il profilo della sicurezza. In tal senso sono stati scelti gli istituti tecnici e professionali che presentano la sigla IS (ISISS e IIS), RA (IPSSA), RH (IPSSAR), RI (IPSIA), TA (ITAS) e TF (ITIS) nel codice meccanografico. All inizio di ogni paragrafo verrà indicato il gruppo di quesiti di riferimento; per una migliore comprensione del commento, si suggerisce di prendere visione del testo delle domande, riportato nell Appendice II. III.1 Gestione generale dei fondi assegnati dal Ministero (quesiti 1 8) Il finanziamento ministeriale assegnato dal M.I.U.R. all Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto per l a.f e connesso alla realizzazione del Progetto di formazione delle figure sensibili ammontava complessivamente a ; quello per l a.f a In generale, i finanziamenti vengono suddivisi tra le 7 province secondo un criterio di ripartizione abbastanza complesso, deciso dall Ufficio Regionale. Tale criterio si è andato evolvendo e modificando dal 2001 (anno d avvio del Progetto) ad oggi; quello applicato ai finanziamenti in oggetto (aa.ff e 2009) prevedeva che: il 70 % della somma fosse assegnato per le azioni di formazione del personale (in particolare delle figure sensibili ) da questo 70 % si detraesse una quota fissa ( per ognuno dei due anni), da destinare alle Reti di scuole per la sicurezza presenti in ogni provincia ( alle Reti di PD, TV, VE, VI e VR, alle Reti di BL e RO), per azioni di formazione a carattere provinciale la parte restante del 70 % fosse suddivisa tra le varie province in base al numero di posti in organico di diritto del personale (docente e A.T.A.) di ognuna il rimanente 30 % della somma complessiva fosse assegnato per altre iniziative e necessità riguardanti la sicurezza, suddividendolo tra le varie province in base al numero di istituzioni scolastiche di ognuna A loro volta, gli Uffici Territoriali, nella suddivisione dei fondi tra le istituzioni scolastiche della propria provincia, hanno applicato lo stesso criterio generale del %, suddividendo però quest ultima parte della somma complessiva secondo criteri stabiliti 1517 localmente (da un apposita commissione istituita al proprio interno), avendo facoltà di individuarne anche altri, commisurati alle particolari esigenze del territorio e alla conoscenza diretta di specifiche situazioni, e prestando una particolare attenzione nei confronti degli istituti caratterizzati dalla presenza di laboratori e officine. Riassumendo, relativamente agli aa.ff e 2009 le scuole del Veneto hanno avuto un finanziamento complessivo pari a , da cui vanno però detratti i (pari a circa il 5 %) dati direttamente alle Reti di scuole per la sicurezza. Le somme medie pervenute alle singole istituzioni scolastiche (IS), desunte dalle loro stesse dichiarazioni nel questionario, sono riportate nella seguente tabella, che considera entrambi gli anni di riferimento, le varie province e le scuole dei diversi ordini e gradi: Riferimento Somma media per IS Somma media per IS a.f a.f Veneto Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Vicenza Verona Circoli didattici Istituti comprensivi Scuole media Istituti superiori * Un attenta lettura della tabella precedente porta a formulare le seguenti considerazioni: relativamente all a.f. 2008, la distribuzione delle somme alle singole scuole non si discosta di molto tra le varie province, rispetto alla media regionale, salvo il caso di Rovigo (con una media decisamente inferiore) e di Treviso (con una media abbastanza superiore) relativamente all a.f. 2009, sia Belluno che Rovigo risultano sensibilmente sotto la media, mentre Vicenza è situata decisamente sopra la media rispetto alle scuole dei diversi ordini e gradi, in entrambi gli aa.ff. di riferimento spiccano le cifre più basse attribuite alle scuole medie e quelle più alte assegnate agli istituti superiori la media delle somme arrivate al sottoinsieme delle scuole superiori venete che risultano caratterizzate dall elevato numero di laboratori (sigla IS, RA, RH, RI, TA e TF nel codice meccanografico, indicate nella tabella con il simbolo *) è nettamente più alta rispetto a quella relativa all insieme di tutti gli istituti superiori, com è logico che sia, tenendo conto dei criteri adottati dagli Uffici Territoriali nel ripartire i finanziamenti (precedentemente illustrati) 1618 FINANZIAMENTO VALORE MEDIO DELLA % DELLA SOMMA SPESA ENTRO IL 2010 DALLE SINGOLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE (Veneto e province) [%] VEN BL PD RO TV VE VI VR Fig. 1.1 Sempre rispetto all assegnazione dei fondi alle scuole, è doveroso infine precisare che i tempi e le modalità del trasferimento del finanziamento dal Ministero all Ufficio Scolastico Regionale sono stati tali che, per un effetto a cascata, le somme sono entrate nelle casse delle scuole in momenti diversi e quelle a saldo delle due annualità sono arrivate con circa un anno di ritardo rispetto all a.f. di riferimento. Per questo motivo, nei quesiti relativi a questa prima sezione del questionario il limite temporale è stato posto al 31/12/2010. Fatta quest ultima considerazione, non può stupire il fatto che resti confermata, rispetto ai precedenti monitoraggi, l incapacità delle scuole di utilizzare l intera somma a disposizione (fig. 1.1 e 1.5 rispettivamente per l a.f e 2009), anche se la situazione è decisamente migliorata rispetto alle altre due rilevazioni, quando per il Veneto si era attestata al 68 % nel 2001, al 71 % nel 2002, all 88 % nel 2003 e al 74 % nel Il dato relativo alla percentuale delle scuole che hanno dichiarato di aver speso l intero finanziamento (fig. 1.2 e fig. 1.6, rispettivamente per l a.f e 2009) è invece rimasto sostanzialmente stabile, almeno rispetto al monitoraggio precedente, quando, a livello veneto, si attestava al 79 % nel 2003 e al 62 % nel19 FINANZIAMENTO % DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE CHE HANNO SPESO TUTTO IL FINANZIAMENTO (Veneto e province) [%] VEN BL PD RO TV VE VI VR Fig. 1.2 Sarebbe meritevole di maggiore approfondimento il dato relativo al numero di scuole che dichiarano di avere un altro budget sulla sicurezza, ad integrazione dei finanziamenti ministeriali. Infatti, mentre esistono differenze anche di non poco conto tra una provincia e l altra (fig. 1.3 e fig. 1.7, rispettivamente per l a.f e 2009), con una punta di diversificazione tra Rovigo e Vicenza, che nel 2008 supera i 40 punti percentuali, raggruppando le scuole per tipologia (fig. 1.4 e fig. 1.8) tali differenze risultano molto più contenute, con variazioni che si mantengono entro l ordine della decina di punti percentuali. Un analisi su questo aspetto può essere più efficacemente realizzata solo a livello locale, considerando le specificità dei territori e le prassi consolidate. Prima di concludere questo paragrafo sulla gestione generale dei fondi e volendo andare oltre la breve analisi numerica appena proposta, vale la pena tornare sul dato forse più significativo che emerge, vale a dire sulla difficoltà delle scuole a spendere le somme loro assegnate annualmente. Le cause di questo fenomeno possono essere numerose e diverse, anche all interno della stessa istituzione scolastica; di seguito si proverà a citarne alcune, considerate tra le più probabili ed importanti. 1820 FINANZIAMENTO % DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE CHE HANNO UN ALTRO BUDGET PER LA SICUREZZA (Veneto e province) [%] VEN BL PD RO TV VE VI VR Fig. 1.3 I finanziamenti arrivano alle scuole non in un unica soluzione, bensì in una sequenza di acconti successivi. Questo fatto, che fin dalla sua nascita caratterizza il Progetto di formazione delle figure sensibili, ostacola non poco la programmazione del loro utilizzo. Per le influenze negative che può avere, specialmente se si devono impegnare cifre consistenti, il frazionamento delle cifre è decisamente più deleterio del fatto che, come si diceva in apertura di paragrafo, i finanziamenti arrivino con un anno di ritardo rispetto all a.f. di riferimento, cosa non rilevante fintantoché ci sarà continuità di finanziamenti. Questa criticità appare difficilmente superabile, perché attiene alla normale fisiologia gestionale dei fondi ministeriali. Molto spesso, nelle scuole, il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), che dovrebbe avere il compito, assieme o per conto del Dirigente, di tradurre le priorità d intervento sui temi della salute e sicurezza in impegno di spesa, non gode, sotto questo profilo, della stessa credibilità che può vantare in ambito tecnico. In pratica è abbastanza frequente che vi sia una netta scissione (in certi casi una vera e propria incomunicabilità) tra chi si occupa di gestire tecnicamente la sicurezza e chi si occupa invece di gestirne i fondi, quasi non fossero due facce della stessa medaglia; ciò impedisce di programmare efficacemente l utilizzo delle somme assegnate, che rischiano di rimanere in bilancio per l anno successivo. Su questo punto è possibile intervenire, almeno nel medio periodo, attraverso la formazione, insistendo sugli aspetti amministrativi ed economici in occasione dei corsi per RSPP (in particolare durante il modulo C, dedicato prevalentemente agli aspetti gestionali) e affrontando lo stesso tema con i Dirigenti e i Direttori amministrativi, in occasione dei corsi o degli incontri d aggiornamento loro rivolti. 19 Vedere altro
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 art. 1
 art. 17
 articolo 1
 ARTICOLO 18
 ARTICOLO 18
 art. 7
 Art. 28
 art. 29
 art. 15
 art. 1
 Art. 28
 art. 29