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1 2 INDICE 4 L ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA DAGLI ENTI MUTUALISTICI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE Il sistema sanitario pubblico: composizione Spesa sanitaria: le sfide I FONDI INTEGRATIVI DI ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA Fondi integrativi del SSN Adesioni e andamenti LE SMS (OGGI)3 Pag L ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA 305 Il capitolo, dedicato al pilastro dell assistenza socio-sanitaria, si concentra dapprima sul sistema sanitario pubblico (paragrafo 4.1), descrivendo i passaggi più significativi che ne segnano la nascita e ne analizza l attuale configurazione. Nell ottica di una lettura integrata tra le caratteristiche del welfare pubblico e contrattuale, si sofferma poi (paragrafo 4.2) sui Fondi sanitari integrativi, descrivendone l evoluzione normativa, e le principali caratteristiche e funzioni, e ne analizza numerosità, adesioni e risorse economiche alla luce degli andamenti degli ultimi quindici anni. Rispetto alle forme di assistenza sanitaria integrativa, il capitolo si chiude (paragrafo 4.3) con un approfondimento sulle attuali Società di Mutuo Soccorso, di cui si è ampiamente trattato, come origine storica del mutualismo, nel capitolo 1 del Rapporto. 4.1 DAGLI ENTI MUTUALISTICI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE Riguardo la lunga e tormentata storia dell assistenza socio-sanitaria pubblica (v. anche primi due capitoli del Rapporto), nel seguito del testo se ne forniscono le tappe fondamentali. «La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana» Art. 32 Costituzione Mentre nel 1947 la Gran Bretagna istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (NHS, National Health Service) 306, in Italia prosegue la politica di sviluppo, perseguita nel ventennio fascista (v. cap. 2), della protezione assicurativa-previdenziale contro le malattie e gli infortuni, attraverso l istituzione-riorganizzazione di numerosi enti: pensionati dello stato (1953), coltivatori diretti (1954), artigiani (1956), commercianti (1960), ai quali si aggiunge una miriade di enti minori e realtà mutualistiche aziendali (v. par. 4.2). Ampi spazi della popolazione sono tuttavia scoperti, soprattutto i soggetti più deboli, e non ricompresi nel bacino della contrattazione collettiva; convivono, inoltre, forme sanitarie tra loro profondamente diverse, sia per qualità e tipologia di prestazioni erogate, sia per quantità di spesa. Le carenze strutturali del sistema sono oggetto dei lavori della Commissione D Aragona che, nel 1948, propone, senza trovare ascolto, la fusione delle varie gestioni in un unico ente, volto a garantire la tutela contro la malattia a tutti i lavoratori, con l esclusione dei soggetti disoccupati, sottoccupati e dei cittadini definiti poveri, questi ultimi in parte ricompresi nell assistenza sociale, di livello comunale. 305 I contenuti del paragrafo sono tratti, salvo diversamente specificato, da: Aleandro Munno, Il Servizio Sanitario Nazionale. Dalle Casse Mutue al federalismo fiscale, in Salute e Sanità, 2007; Rosanna Sangiuliano (a cura di), Il Servizio Sanitario Nazionale, Edizioni Giuridiche Simone, Milano, Il primo Paese in assoluto a istituire un SSN è la Nuova Zelanda, nel 1938.4 Pag.130 Nel 1968, la legge n. 132 procede alla pubblicizzazione degli ospedali nella prevalenza ancora in capo a enti di assistenza e beneficenza, da ora riconosciuti come enti ospedalieri e configurati come enti regionali. Nel 1977, sono soppressi gli enti mutualistici, e alle Regioni sono conferiti i compiti dell assistenza sanitaria e ospedaliera (in carico agli enti previdenziali e alle Casse mutue). Sino al 1978 anno in cui la legge n. 833 istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), fondato sulla copertura universale e solidaristica, l assistenza sanitaria si basa sul sistema assicurativo delle Principi organizzativi del SSN I principi fondamentali del SSN sono affiancati dai principi organizzativi, basilari per la programmazione sanitaria. I più importanti sono: - centralità della persona; - responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute; - collaborazione tra i livelli di governo del SSN; - valorizzazione della professionalità degli operatori sanitari; - integrazione socio-sanitaria. Casse mutue (v. anche il capitolo 1 del Rapporto), che prevedono una copertura parziale della popolazione (in contrasto con quanto disposto dagli artt. 3 e 32 della Costituzione), il pagamento delle prestazioni ospedaliere a piè di lista e alcuna compartecipazione alla spesa da parte dell utenza. 307 La riforma complessiva della sanità pubblica si compie con l entrata in vigore della legge n. 833/ , che, come anticipato, istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (SSN): il diritto delle prestazioni sanitarie è esteso a tutti i cittadini, con un sistema organizzativo che coinvolge i diversi livelli istituzionali, e affida all Inps la riscossione dei contributi di malattia e il pagamento delle relative indennità. 309 Per esercitare un controllo sulla spesa, la normativa prevede anche la determinazione degli obiettivi della programmazione sanitaria, fissa i livelli delle prestazioni garantite ai cittadini nel Piano Sanitario Nazionale, e istituisce le Unità Sanitarie Locali (Usl), per rendere possibile una capillare erogazione dei servizi a livello territoriale. Principi fondamentali del SSN I principi fondamentali su cui si basa il SSN, dalla sua istituzione, sono: universalità, uguaglianza e equità. Universalità. Estensione delle prestazioni sanitarie a tutta la popolazione; la salute, è intesa infatti non soltanto come bene individuale, ma soprattutto come risorsa della comunità. Uguaglianza. I cittadini devono accedere alle prestazioni del SSN senza nessuna distinzione di condizioni individuali, sociali ed economiche. Equità. A tutti i cittadini deve essere garantita parità di accesso in rapporto a uguali bisogni di salute. Il SSN, per quanto migliorativo rispetto al precedente e frastagliato sistema delle Casse mutue, continua tuttavia a mostrare diversi limiti, ed è perciò revisionato negli anni Novanta, in parallelo alla tornata delle riforme previdenziali (v. par. 3.1). Successivi interventi correttivi e integrativi 310 riconoscono alle Regioni nuove e più ampie facoltà, e perseguono il controllo e la riduzione della spesa pubblica sanitaria; di fatto, 307 «* + il rafforzamento delle cosiddette casse mutue di previdenza contro le malattie, ognuna rigorosamente all oscuro delle attività dell altra (prova ne è che un indagine del Ministero della Sanità rivela che le persone assistite ammontano a , sedici milioni in più di quanto conta l intera popolazione italiana * +». Così Roberto Buttura, Appunti per una storia della Sanità italiana (www.societasalutediritti.com). 308 Recante Istituzione del servizio sanitario nazionale. 309 Vincenzo Antonelli, Breve storia del SSN (www.amministrazioneincammino.luiss.it). 310 Decreto legislativo n. 502/1992 e decreto legislativo n. 229/1999.5 Pag.131 ridimensionano la portata dei principi di globalità e gratuità, con: l introduzione del ticket, un aumento dei contributi sanitari, la limitazione delle prestazioni erogabili a carico del SSN, l apposizione di tetti e blocchi all operato e ai servizi delle Usl (blocchi delle assunzioni, riduzione dei posti letto degli ospedali, tetti alle spese per l acquisto di beni/servizi, parametri quantitativi vincolanti per le prescrizioni dei medici di base, ecc.). 311 La riforma del , oltre a prevedere la costituzione di Fondi sanitari integrativi, finalizzati a integrare le prestazioni rese dal SSN (v. par. 4.2), trasforma le Usl in Asl, Aziende Sanitarie Locali finalizzate a una gestione aziendalistica della sanità pubblica, dotate di autonomia imprenditoriale, disciplinate da atto aziendale di diritto privato, costituite da strutture interne con autonomia gestionale e/o tecnico-professionale, chiamate a rendicontare i costi in modo analitico. Negli anni successivi si susseguono ulteriori provvedimenti, tra cui il decreto legislativo n. 517/ e la legge n. 229/ (conosciuta come Riforma ter o Riforma Bindi), che introduce i LEA, livelli essenziali ed uniformi di assistenza definiti dal Piano Sanitario Nazionale nel rispetto dei principi di dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell equità nell accesso all assistenza, della qualità delle cure e loro appropriatezza riguardo a specifici bisogni, e dell economicità nell impiego delle risorse. L organizzazione e il finanziamento delle prestazioni sanitarie pubbliche subiscono una nuova sferzata nel 2000, con il Decreto sul federalismo fiscale 315 che prevede, tra gli altri, l abolizione del Fondo Sanitario Nazionale e, per incentivare le amministrazioni locali a perseguire comportamenti virtuosi, il potenziamento dei Fondi Sanitari Regionali, che si avvalgono di nuove fonti fiscali a carico dei cittadini. 316 La capacità contributiva delle Regioni è tuttavia diversificata e, per garantire uniformità alle prestazioni minime garantite nel territorio nazionale, è istituito un Fondo di perequazione, finalizzato a ridurre fino al 90% le differenze di finanziamento tra le regioni; ciò, in ossequio al principio solidaristico, per cui le Regioni più ricche versano risorse, per garantire a quelle più povere lo svolgimento dei propri compiti. È inoltre previsto un autofinanziamento regionale che, per garantire livelli assistenziali ulteriori a quelli minimi, è composto da tributi sulla quota fissa dei ticket farmaceutici, o attraverso l introduzione di ulteriori ticket. La programmazione è definita a livello centrale con il Piano Sanitario Nazionale, che precisa i livelli di assistenza da assicurare su tutto il territorio nazionale e ne stabilisce i finanziamenti. L esigenza che il Governo vuole garantire è duplice: da un lato, garantire a tutti i cittadini un trattamento assistenziale uniforme e, dall altro, sensibilizzare (responsabilizzare) le Regioni 311 Vincenzo Antonelli, Breve ( ), cit. 312 Decreto legislativo n. 502/1992, recante Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n Recante Modificazioni al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n Recante Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n Decreto legislativo n. 56/2000 recante Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n Il 25,7% del gettito IVA, addizionale IRPEF da 0,9 a 1,4%, destinazione di una quota delle accise sulla benzina di 250 lire al litro.6 Pag.132 sulla loro capacità di spesa sanitaria. 317 La novità delle riforme legislative degli anni Novanta sembra essere non tanto il risanamento dei conti pubblici sanitari, in buona parte non ripianati, quanto il nuovo ruolo assunto dalle Regioni: inizia a delinearsi una nuova modalità decisionale, all interno dei rapporti tra Stato- Regioni, che si rafforza forse proprio in campo sanitario. Il Governo centrale programma la politica sanitaria con il Piano Sanitario Nazionale: fissa gli obiettivi fondamentali di prevenzione, cura e riabilitazione; definisce le linee di indirizzo del SSN, stabilisce i LEA e i finanziamenti in parte corrente e conto capitale. Tutte le decisioni rappresentate e i contenuti dei provvedimenti intervenuti in materia vengono definiti in seno alla Conferenza Stato-Regioni, attraverso pareri, intese, accordi, deliberazioni tra i due livelli di governo, centrale e periferico. Rilevante in tal senso è l accordo Stato-Regioni dell 8 agosto 2001, propedeutico alla successiva legge (n. 405/ ), e all accordo del 22 novembre (relativo alla definizione dei nuovi LEA, diventerà il DPCM del 29 novembre 2001), che segnano una tappa significativa nelle relazioni Stato-Regioni. 319 Il breve excursus storico della sanità pubblica, pur privo di una serie numerosa di passaggi normativi e attuativi tra cui, non secondario, l importante Riforma costituzionale del Titolo V 320 si chiude con i recenti provvedimenti legislativi che, intervenuti nel quadro della pesante crisi economico-finanziaria e del gravante debito pubblico, sono introdotti da due successivi Governi (Berlusconi e Monti), e tagliano drasticamente il finanziamento pubblico degli interventi sanitari e assistenziali, seguiti dalla legge costituzionale n. 1/ , che introduce l obbligo del pareggio di bilancio per tutti i settori della spesa pubblica, compreso il socio-sanitario. 322 Nel quinquennio , il taglio complessivo alla spesa pubblica socio-sanitaria è calcolato in oltre 30miliardi, cui si aggiungono, tra gli altri: il quasi azzeramento del Fondo destinato alle politiche sociali per le Regioni (dieci, le Regioni sottoposte a Piani di rientro dai disavanzi); il mancato rifinanziamento del Fondo nazionale per la non autosufficienza; i drastici tagli ai Fondi nazionali per l infanzia e l adolescenza e le politiche giovanili; l aumento dell IVA dal 4% al 6% sulle prestazioni erogate dalla cooperazione sociale Paola Pellegrino, Department of Public Policy and Public Choice - Polis, La politica sanitaria in Italia: dalla riforma legislativa alla riforma costituzionale, Working paper n. 62, December 2005, Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, Alessandria. 318 Recante Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, recante interventi urgenti in materia di spesa sanitaria. 319 Paola Pellegrino, cit. 320 Intervenuta con legge costituzionale n. 3/2001 recante Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione. 321 Recante Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale. 322 Isabella Mastrobuono, I fondi di assistenza sanitaria integrativa: tipologia, prestazioni, modelli istituzionali, in RBM Salute Munich Health in collaborazione con il Censis, I fondi sanitari tra integrazione, sostituzione e complementarietà, Welfare Day Stefano Cecconi, Stefano Daneri Cgil, Area Welfare, Politiche della salute Politiche dell Assistenza e III Settore, Disegno di Legge di Stabilità 2013: effetti per Sanità e Sociale, 2013.7 Pag.133 IL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO: COMPOSIZIONE 324 Il sistema sanitario è l'insieme delle istituzioni, degli attori e delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali che concorrono alla promozione, al recupero e al mantenimento della salute. I principali attori istituzionali di un sistema sanitario sono: - cittadini: fruitori delle prestazioni e dei servizi sanitari, e contribuenti; - organi centrali e periferici dello Stato: operano per formulare e approvare la normativa; implementare la politica sanitaria (indirizzo, controllo e gestione); - soggetti economico-finanziari: acquistano e vendono le prestazioni sanitarie (assicurazioni, casse malattia, mutue) e fanno da tramite tra cittadini-utenti e strutture erogatrici dei servizi; - strutture erogatrici dei servizi: ospedali, ambulatori, operatori singoli o associati, laboratori, farmacie, ecc.. Tre, i sottosistemi componenti: - domanda: raggruppa la popolazione che esprime un bisogno sanitario e richiede prestazioni per ripristinare lo stato di benessere; - produzione: produce e distribuisce servizi e prestazioni sanitarie; - finanziamento: raccoglie e distribuisce le risorse necessarie al funzionamento del sistema. Le attività svolte dal sistema consistono in: - prevenzione primaria: volta a eliminare le cause di insorgenza delle malattie e i possibili fattori di rischio per la salute; - prevenzione secondaria: volta a individuare le malattie in fase precoce e ad arrestarne l evoluzione; - diagnosi e cura: volte a identificare le cause delle malattie, rimuoverne lo stato patologico, o ritardarne il decorso; - riabilitazione: volta a recuperare le capacità funzionali compromesse e a impedirne la cronicità. Il DPCM 14 febbraio 2001 definisce le prestazioni socio-sanitarie, e le relative 324 I contenuti sono tratti da Carmelo Bruni, Politica Sociale. Le politiche sanitarie (www.sociologia.uniroma1.it). competenze per materia. Sono prestazioni sanitarie a rilevanza sociale le prestazioni assistenziali che, erogate contestualmente ad adeguati interventi sociali, sono finalizzate alla promozione della salute, alla prevenzione, individuazione, rimozione e contenimento di esiti degenerativi o invalidanti di patologie, contribuendo, tenuto conto delle componenti ambientali, alla partecipazione alla vita sociale e alla espressione personale. Sono di competenza delle Asl. Sono prestazioni sociali a rilevanza sanitaria le attività del sistema sociale che hanno l obiettivo di supportare la persona in stato di bisogno, con problemi di disabilità o di emarginazione condizionanti lo stato di salute. Sono di competenza dei Comuni. Sono prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria le prestazioni caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica e intensità della componente sanitaria, le quali attengono prevalentemente alle aree materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche e dipendenze da droga, alcool e farmaci, ecc. Sono erogate dalle Asl (a carico del Fondo sanitario). L organizzazione del sistema sanitario prevede: - un livello centrale (Stato) cui spettano i compiti di definizione delle norme, degli standard e del Piano Sanitario Nazionale; - un livello intermedio (Conferenza Stato- Regioni e Regioni) che definisce rispettivamente: l ammontare del finanziamento del SSN; le leggi, il Piano Sanitario Regionale, la nomina dei vertici delle Asl e la distribuzione delle risorse finanziarie; - un livello locale (Asl), che gestisce i servizi (medici di base, ospedali, strutture sanitarie dipendenti, strutture privati e liberi professionisti). Il sistema sanitario si articola su tre livelli di assistenza (cui si affianca l assistenza farmaceutica convenzionata): - servizi medici di base, medicina specialistica e medicina ad alta specialità; - servizi sanitari di secondo livello, costituiti da ospedali, servizi specialistici ambulatoriali, policlinici universitari, ecc.; - servizi sanitari di terzo livello, comprendono specialità riguardanti malattie o interventi molto rari, oppure l impiego di apparecchiature molto costose.8 Pag SPESA SANITARIA: LE SFIDE Alla luce di quanto osservato nel paragrafo precedente, i servizi della sanità del territorio devono affrontare, in modo sempre più deciso, le sfide della cronicità e della non autosufficienza 325, in un quadro che, nel suo complesso, prefigura un percorso di riduzione strutturale dei servizi e delle prestazioni socio-sanitarie universalistiche. 326 Il Patto per la salute disegna scenari di rigore finanziario * con+ difficoltà che si prefigurano rispetto a molti servizi essenziali, quali le urgenze-emergenze, e, soprattutto, rispetto ai servizi vecchi e nuovi della sanità sul territorio, che si trovano ad affrontare l onda lunga e possente della trasformazione epidemiologica e dell impatto delle cronicità e della non autosufficienza. Censis 327 Alla spesa pubblica, necessariamente, si affianca quella privata. Nel 2011, ai circa 112miliardi di euro di spesa sanitaria pubblica effettiva (il 7,3% del Pil, che pesa per circa il 70% sui bilanci regionali 328 ), si aggiungono circa 28miliardi di spesa privata che, nel decennio 2001/2011, si attesta intorno al 2,3% della spesa complessiva. Anche se con un incremento inferiore rispetto alla quota pubblica, la spesa sanitaria privata aumenta a un tasso più elevato (rispettivamente, +0,7% e +2,4%), evidenziando uno spostamento di risorse dal settore sanitario pubblico a quello privato 329, con un balzo di oltre il 9% anche negli anni di crisi 2007/2010 (nonostante la spesa generale per i consumi si sia drasticamente abbassata, per effetto della diminuzione del reddito). 330 Oltre all aumento della spesa totalmente privata e compartecipata dai cittadini (dovuto all aumento dei ticket, dei costi dei farmaci, della fiscalità regionale, ecc.), si manifestano soprattutto nelle fasce deboli della popolazione, vistosi fenomeni di: rinuncia alle prestazioni sanitarie per motivi economici (il 18% circa dei cittadini, percentuale che sale a oltre il 24% tra i 45-64enni ed è vicina al 20% tra gli anziani oltre 9milioni di persone 331 ); di rinvio delle prestazioni; di rientro nel sistema pubblico, anche qualora vi siano di liste di attesa particolarmente lunghe (il 35%, che sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nel Centro, e a oltre il 47% tra i soggetti meno istruiti, senza titolo di studio o in possesso della sola licenza elementare). 332 L 88% della spesa privata (effettuata senza l intervento di un terzo pagatore specializzato) si inserisce in uno scenario disomogeneo della sanità pubblica in termini di qualità, efficienza, risorse economiche disponibili e prestazioni garantite dai diversi Sistemi Sanitari Regionali, 325 Marco Vecchietti, Scenari evolutivi per la sanità integrativa, in RBM Salute Munich Health in collaborazione con il Censis, cit. 326 Censis Forum per la ricerca Biomedica, Il futuro della Sanità. Tra Risorse vincolate e deficit di compliance, Franco Angeli, Milano, Censis - Forum per la ricerca Biomedica, cit. 328 Censis - Forum per la ricerca Biomedica, cit. 329 The European House Ambrosetti, Rapporto 2012, (con particolare riferimento al Capito 2 I numeri della sanità in Italia). 330 Censis - Forum per la ricerca Biomedica, cit. 331 Marco Vecchietti, Il Servizio Sanitario Nazionale ( ), cit. 332 Censis - Forum per la ricerca Biomedica, cit.9 Pag.135 riguardo sia alle prestazioni sanitarie, sia all assistenza di lungo termine e alla non autosufficienza. 333 Vistose, le asimmetrie dei sistemi di protezione nelle aree di intervento in cui il sistema sanitario si integra con l assistenza: materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche, terminali e cronico-degenerative. 334 Secondo alcune analisi, il servizio socio-sanitario pubblico copre attualmente il 75% della cittadinanza; in proiezione, nel 2050, si prevede una riduzione fino al 50%. 335 Nonostante il quadro complessivo del pilastro sanitario pubblico sia critico e con caratteristiche diversificate nel territorio a macchia di leopardo, occorre tuttavia sottolineare che il SSN italiano si attesta al secondo posto, dopo quello francese, nella classifica dei principali sistemi sanitari giudicati dall Organizzazione Mondiale della Sanità (al 18 il Regno Unito, al 25 la Germania, al 37 gli Stati Uniti). Opposta, la percezione della popolazione che, nei sondaggi di gradimento, colloca il SSN italiano negli ultimi posti. 336 Già oggi e in proiezione, incide sulle dinamiche della spesa sanitaria, pubblica e privata, un ulteriore fattore, di natura sociale, riconducibile all innalzamento dell aspettativa di vita e al progressivo aumento dell invecchiamento della popolazione; i bisogni crescenti determinano un necessario incremento del fabbisogno di risorse. La criticità emerge in maniera ancora più evidente se si osservano le proiezioni demografiche relative alla crescita dei fenomeni di non autosufficienza e delle malattie parzialmente invalidanti, tipiche dell età anziana: si stima che, nel 2050, un quarto degli ultra sessantacinquenni (che costituiranno circa un terzo della popolazione italiana), ne sarà coinvolto. 337 Una risposta alla necessità che così si genera viene dal privato e si concretizza nella scelta, operata da molte famiglie italiane, di ricorrere a un sistema di welfare informale, fondato sul lavoro di colf e badanti (soprattutto stranieri) 338 (v. par. in Seconda Parte Lavoro domestico). In una pratica di integrazione del servizio pubblico con risorse private, attraverso il sistema dei Fondi integrativi di assistenza socio-sanitaria. I fattori strutturali (accennati) lasciano intravedere spazi di crescita per i Fondi: accresciuti bisogni di carattere socio sanitario collegati all invecchiamento della popolazione; innovazione scientifica e tecnologica; ricorso sempre più elevato alla diagnostica precoce nell ambito di una cultura a carattere preventivo; ampliamento del divario fra i fabbisogni finanziari e la copertura pubblica disponibile per la spesa sanitaria; la dinamica della spesa sanitaria privata, che registra un aumento del 25,5% nel decennio ; la quota out of pocket, superiore all 80%, che caratterizza la spesa privata. 333 Marco Vecchietti, Il Servizio Sanitario Nazionale ( ), cit. 334 Così Ermenegildo Bonfanti, Fondi Sanitaria Integrativi come fattore di stimolo alla modernizzazione del sistema di Assistenza Sanitaria Integrativa, in Fisascat (a cura di), L assistenza sanitaria integrativa in Italia nell ambito del welfare contrattuale, in Laboratorio Terziario, 2009, Supplementi nn. 1 e Marco Turbati, I fondi sanitari aziendali, in Fisascat (a cura di), cit. 336 Franco Fraioli, Assistenza Sanitaria essenziale ed Assistenza Integrativa: evoluzione dei sistemi sanitari nei Paesi industrializzati, in Fisascat (a cura di), cit. 337 Covip, Rapporto per l anno Valentina Sorci, La diffusione dei servizi alla persona nella trasformazione del welfare, in Bollettino Adapt, n. 4/ Rbm Salute Censis, I fondi sanitari tra integrazione, sostituzione e complementarietà, Welfare Day, 2012.10 Pag I FONDI INTEGRATIVI DI ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA Nel contesto generale del sistema sanitario italiano tratteggiato, si inseriscono i Fondi sanitari e socio-sanitari integrativi (Casse, Fondi di categoria e Società di Mutuo Soccorso), ovvero «organizzazioni prevalentemente private, variamente nominate, che raccolgono, su base volontaria, risparmio dei singoli cittadini o di gruppi di cittadini, o risparmio di tipo contrattuale, al fine di fornire prestazioni che integrano quelle assicurate dal Servizio Sanitario Nazionale, secondo modalità non orientate al profitto» 340 (v. anche: il cap. 1; nell ambito del cap. 2, il par. 2.2 Lo Stato Sociale; nel presente capitolo, il par. 4.3 Le SMS oggi). La citata legge n. 833, istitutiva del SSN nel 1978, sotto la rubrica Mutualità volontaria (art. 46), afferma che «la Mutualità volontaria è libera. È vietato agli enti, imprese ed aziende pubbliche contribuire sotto qualsiasi forma al finanziamento di associazioni mutualistiche liberamente costituite ed aventi finalità di erogare prestazioni integrative dell assistenza sanitaria prestata dal Servizio Sanitario Nazionale». 341 Nel 1988, la Commissione Affari Sociali della Camera 342 rileva l esistenza di circa 200 Mutue, Casse e Fondi, oltre a 97 imprese di assicurazione, operanti come forme integrative di assistenza sanitaria. Le forme di finanziamento privato in sanità sono prese per la prima volta in considerazione nella normativa nel 1991 (legge n.412), che prevede la possibilità di ricorrere a sperimentazioni gestionali riguardanti, tra l altro, modalità di pagamento e remunerazione dei servizi ed erogazione di servizi e prestazioni «* + anche da parte di associazioni volontarie di mutua assistenza, aventi personalità giuridica». 343 Due successivi decreti legislativi nel 1992 e nel pongono forti basi sulla formazione e lo sviluppo dei Fondi Sanitari Integrativi, «finalizzati a potenziare l erogazione di trattamenti e prestazioni non comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza * + definiti dal Piano Sanitario Nazionale». 345 Il decreto legislativo n. 502/1992 prevede la costituzione, in via sperimentale, di forme integrative di assistenza «differenziate per particolari tipologie di prestazioni», prefigurandone una funzione alternativa al SSN, basata su principi universalistici; l anno successivo, il decreto legislativo n. 517/1993 modifica tale logica e finalizza l istituzione di Fondi integrativi sanitari per «fornire prestazioni aggiuntive rispetto a quelle assicurate dal Servizio Sanitario Nazionale». Per tali Fondi, si specificano le fonti istitutive e si elabora un apposito regolamento (successivamente non approvato) per disciplinarne le modalità di 340 Così Isabella Mastrobuono, I fondi di assistenza sanitaria integrativa, cit. 341 Isabella Mastrobuono, Possibili scenari evolutivi della sanità integrativa in Italia alla luce delle normative vigenti, in Aa.Vv., Il welfare contrattuale nel terziario L assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare, Supplemento n. 7 a Ebinter News. Bilateralità nel terziario, 1, Commissione Affari Sociali della Camera, Documenti per l indagine conoscitiva sulla spesa dei cittadini per la salute, Isabella Mastrobuono, Possibili scenari ( ), cit. 344 Decreto legislativo n. 502/1992 e Decreto legislativo n. 229/1999 recante Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell articolo 1 della Legge 23 ottobre 1992, n. 421; successivamente integrato dal decreto legislativo n. 229/1999 recante Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n Marco Turbati, I Fondi sanitari aziendali, in Aa.Vv, Il welfare contrattuale nel terziario ( ), cit.11 Pag.137 costituzione, scioglimento e vigilanza, nonché la composizione degli organi di amministrazione e di controllo e le forme di contribuzione. 346 Nel 1998, la legge n. 419, di delega al Governo per la razionalizzazione del SSN, limita l operatività dei Fondi integrativi alle «prestazioni aggiuntive, eccedenti i livelli uniformi ed essenziali di assistenza definiti dal Piano Sanitario Nazionale, con questi comunque integrate»; il conseguente decreto legislativo n. 229/1999 introduce i cosiddetti Fondi doc, «Fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale *...+, finalizzati a potenziare l erogazione di trattamenti e prestazioni non comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza», nei seguenti ambiti: prestazioni aggiuntive erogate da professionisti e da strutture accreditate, ticket, medicina non convenzionale, cure termali e assistenza odontoiatrica non compresa nei LEA. L attivazione dei Fondi rimane subordinata all emanazione di successivi decreti; l unico ad essere approvato è il decreto legislativo n. 41/ , che definisce gli aspetti fiscali di nuovi e vecchi Fondi integrativi, privilegiando i Fondi doc rispetto a quelli sostituivi (che erogano cioè le stesse prestazioni riconosciute dal SSN). 348 Con la legge n. 244/ (Finanziaria per il 2008) e il successivo decreto ministeriale 31 marzo 2008 (DM Salute) 350, si gettano le basi concrete per lo sviluppo dei Fondi attraverso tre azioni fondamentali: l estensione degli ambiti di intervento alle prestazioni socio/sanitarie, maggiormente gravate oggi dai tagli alla spesa, soprattutto sociale; l armonizzazione fiscale con la deduzione fino a 3.615,20 euro; la costituzione dell Anagrafe Nazionale dei Fondi presso il Ministero della Salute. La novità principale introdotta dal decreto del 2008 è quella di ricondurre negli ambiti di intervento di Enti, Casse e Società di Mutuo Soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale, non solo le prestazioni sanitarie già assicurate dai rispettivi statuti e regolamenti, ma anche le prestazioni socio-sanitarie di cui all art. 3 septies del decreto legislativo n. 502/1992: «tutte le attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione * +», e le prestazioni odontoiatriche. Le ultime due tipologie di prestazioni, entro tre anni, devono raggiungere una quota non inferiore al 20% dell ammontare complessivo delle risorse. Il decreto rimanda inoltre a due decreti successivi la disciplina sul funzionamento dell Anagrafe dei Fondi integrativi del SSN e la regolamentazione dei criteri e delle modalità di calcolo del limite percentuale. 351 I Fondi che rispondono a tali requisiti devono essere denominati a differenza di altre forme integrative, complementari o sostitutive del SSN «Fondo integrativo del Servizio Sanitario Nazionale». Le relative fonti istitutive sono: contratti e accordi collettivi, anche aziendali: accordi tra 346 Isabella Mastrobuono, Possibili scenari ( ), cit. 347 Recante Disciplina del trattamento fiscale dei contributi di assistenza sanitaria, a norma dell articolo 10, comma 1, lettera l), della legge 13 maggio 1999, n Isabella Mastrobuono, Possibili scenari ( ), cit. 349 Art. 1, comma In attuazione della Finanziaria 2008: (legge n. 244/2007, art. 1, comma 198) individua ambiti integrativi al SSN dei Fondi Integrativi e di Enti, Casse, e SMS no profit, le cui modalità attuative sono rinviate a successivi decreti applicativi. 351 Isabella Mastrobuono, Possibili scenari ( ), cit.12 Pag.138 lavoratori autonomi e liberi professionisti, promossi dai loro sindacati o associazioni di rilievo almeno provinciale; regolamenti di Regioni, enti territoriali ed enti locali; deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da organizzazioni non lucrative operanti nei settori dell assistenza socio-sanitaria o dell assistenza sanitaria; deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da Società di Mutuo Soccorso riconosciute; atti assunti da altri soggetti pubblici e privati, a condizione che assumano l obbligo di non adottare strategie e comportamenti di selezione dei rischi o di discriminazione nei confronti di particolari gruppi di soggetti 352 (v. anche scheda successiva, Fondi integrativi del SSN). Il decreto ministeriale del 27 ottobre 2009 (DM Salute) chiarisce le modalità attuative previste dalla normativa intercorsa nell arco di oltre un decennio; amplia, al di là del rimborso delle spese sostenute, le funzioni dei Fondi sanitari integrativi di origine contrattuale e delle casse di assistenza di natura aziendale; lega la deducibilità fiscale a «prestazioni vincolate», in quanto integrative dei LEA del SSN, con almeno il 20% delle risorse per prestazioni di assistenza odontoiatrica e assistenza socio-sanitaria per la non autosufficienza. 353 Interessati dal decreto del 2009 sono sia i Fondi sanitari integrativi del Servizio Sanitario Nazionale, sia i Fondi e le Casse con esclusivo fine assistenziale negoziale, derivanti cioè da contratto collettivo di lavoro, accordo o regolamento aziendale. Per questi ultimi, il decreto, da un lato, conferma la deducibilità fiscale dei contributi versati a valere sui soli redditi da lavoro dipendente (fino a un tetto di 3.615,20 euro); dall altro, avvia l istituzione dell Anagrafe Sanitaria Nazionale (in capo al Ministero della Salute e accessibile dall Agenzia delle entrate 354 ), per il censimento degli organismi operanti nella sanità integrativa (Fondi, Casse e Società di Mutuo Soccorso 355 dal fine esclusivamente assistenziale). L iscrizione del Fondo all Anagrafe Sanitaria Nazionale ne condiziona l operatività e consente all iscritto la deducibilità fiscale dei contributi versati. 356 La riorganizzazione normativa amplia, come accennato, funzioni e ambiti di intervento dei Fondi integrativi, inserendoli, di fatto nelle aree della protezione sociale e dell assistenza e cura che, in relazione ai trend demografici ed economici, ai fabbisogni di assistenza e/o bisogni di supporto e ad altri fattori strutturali, «sono destinati a diventare la vera minaccia alla sostenibilità economica e sociale». 357 La contrattualistica tra le Parti Sociali, soprattutto dagli anni Novanta in poi, origina un ampio sistema di welfare integrativo sanitario che, attraverso numerosi Fondi paritetici, riguardano oggi la quasi totalità settori e comparti produttivi (per un analisi di dettaglio, v. Seconda Parte del Rapporto). 352 Marco Turbati, I Fondi sanitari aziendali, cit. 353 Marco Vecchietti, Il Servizio Sanitario Nazionale ( ), cit. 354 È in capo al Ministero della Salute, Direzione Generale della Programmazione Sanitaria (DGPROGS). 355 V. par. 4.3 Le SMS oggi. 356 Tratto da Vincenzo Emiliani, Il ruolo dei fondi sanitari integrativi, IX Congresso nazionale Attuari, 28 maggio Marco Vecchietti, Scenari evolutivi ( ), cit.13 Pag.139 FONDI INTEGRATIVI DEL SSN Al fine di favorire l erogazione di forme di assistenza sanitaria integrative rispetto a quelle assicurate dal Servizio Sanitario Nazionale e, con queste comunque direttamente integrate, possono essere istituiti Fondi integrativi finalizzati a potenziare l erogazione di trattamenti e prestazioni non comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza, di cui all articolo 1, definiti dal Piano sanitario nazionale e dai relativi provvedimenti attuativi. 2. La denominazione dei Fondi di cui al presente articolo deve contenere l indicazione Fondo integrativo del Servizio sanitario nazionale. Tale denominazione non può essere utilizzata con riferimento a Fondi istituiti per finalità diverse. 3. Tutti i soggetti pubblici e privati che istituiscono Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale sono tenuti ad adottare politiche di non selezione dei rischi. Le fonti istitutive dei Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale sono le seguenti: - contratti e accordi collettivi, anche aziendali; - accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi dai loro sindacati o da associazioni di rilievo almeno provinciale; - regolamenti di Regioni, enti territoriali ed enti locali; - deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da organizzazioni non lucrative di cui all articolo 1, comma 18 operanti nei settori dell assistenza sociosanitaria o dell assistenza sanitaria; - deliberazioni assunte, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, da società di mutuo soccorso riconosciute; - atti assunti da altri soggetti pubblici e privati, a condizione che contengano l esplicita assunzione dell obbligo di non adottare strategie e comportamenti di selezione dei rischi o di discriminazione nei confronti di particolari gruppi di soggetti. 4. L ambito di applicazione dei Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale è rappresentato da: - prestazioni aggiuntive, non comprese nei livelli essenziali e uniformi di assistenza e con questi comunque integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati; - prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale comprese nei livelli uniformi ed essenziali di assistenza, per la sola quota posta a carico dell assistito, inclusi gli oneri per l accesso alle prestazioni erogate in regime di libera professione intramuraria e per la fruizione dei servizi alberghieri su richiesta dell assistito di cui all articolo 1, comma 15, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; - prestazioni sociosanitarie erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dell assistito. 5. Fra le prestazioni di cui al comma 4, lettera a), sono comprese: - prestazioni di medicina non convenzionale, ancorché erogate da strutture non accreditate; - cure termali, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio sanitario nazionale; - assistenza odontoiatrica, limitatamente alle prestazioni non a carico del Servizio Sanitario Nazionale e comunque con l esclusione dei programmi di tutela della salute odontoiatrica nell età evolutiva e dell assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità. 358 La scheda riporta integralmente il testo dell articolo 9, commi 1-5, del decreto legislativo n. 502/1992.14 Pag.140 Nel settore agricolo sono costituiti e operativi, ovvero in fase di attivazione, cinque Fondi paritetici di assistenza socio-sanitaria integrativa, secondo l asse contrattuale di riferimento (v. cap. 7). Per l intero comparto artigiano trasversale ai diversi settori produttivi (industria manifatturiera, servizi, ecc.) è operativo dal 2012 un apposito Fondo, intercategoriale, costituito dalle Parti Sociali nazionali a livello interconfederale (v. cap. 8 Seconda Parte); dal relativo ambito di intervento è esclusa solo la categoria edile artigiana, tuttavia ricompresa nel sistema bilaterale delle costruzioni (v. cap. 9). Nell ambito del settore delle costruzioni, l assistenza sanitaria integrativa rientra tra le prestazioni eventualmente 359 rese, a livello territoriale, dagli Enti Bilaterali (Casse Edili), ai sensi della contrattazione collettiva di secondo livello. Inoltre, a livello nazionale, gli assi contrattuali dell industria e dell artigianato, attraverso l Edilcard, riconoscono ai lavoratori del settore un rimborso per determinate spese sanitarie (v. cap. 9). Per quanto riguarda l industria (asse contrattuale Confindustria con le Oo.Ss), l assistenza sanitaria integrativa risulta allo stato operativa a macchia di leopardo, secondo la categoria di riferimento (v. cap. 11); negli ultimi rinnovi contrattuali delle categorie non coperte dalla tutela, generalmente le Parti Sociali si impegnano ad attivarsi per costituire appositi Fondi di categoria, o aderire a Fondi già operativi in comparti/settori affini. Per l industria pmi (asse contrattuale Confapi con le Oo. Ss.) è costituito a livello interconfederale e in fase di attivazione un apposito Fondo intercategoriale (v. cap. 11). Relativamente ai dirigenti dell industria operano due Fondi, costituti dalle Parti Sociali nell ambito dei due assi contrattuali di riferimento (v. cap. 10). Nel settore della pesca l assistenza socio-sanitaria integrativa è allo stato prevista solo nell ambito dell asse contrattuale che interessa il personale non imbarcato delle cooperative, tramite l adesione al Fondo costituito a livello interconfederale dalle Parti Sociali della Cooperazione (v. cap. 12). Nell ambito del composito settore servizi articolato in molteplici comparti dotati di propria contrattazione collettiva sono allo stato operativi tre Fondi bilaterali di assistenza sociosanitaria integrativa, rispettivamente costituiti per i comparti del lavoro domestico, degli studi professionali e della vigilanza privata; tendenzialmente, nell ambito degli ultimi rinnovi contrattuali dei comparti non coperti dalla tutela, si rintracciano previsioni per la costituzione di appositi Fondi, ovvero l adesione a Fondi già operativi in comparti/settori affini (v. cap. 13). L assistenza socio-sanitaria integrativa non è allo stato prevista dal Ccnl della somministrazione di lavoro, salvo alcune prestazioni erogate dall Ente Bilaterale Ebitemp (v. cap. 14). Nell ambito del terziario, distribuzione e servizi (TDS) sono operativi due Fondi bilaterali di settore, rispettivamente riconducibili ai due assi contrattuali che lo interessano, cui si affianca un terzo Fondo, rivolto ai lavoratori con qualifica di quadro (v. cap. 15). Il Ccnl della distribuzione cooperativa rende esigibile la tutela dell assistenza socio-sanitaria integrativa tramite l adesione al Fondo costituito a livello interconfederale dalle Parti Sociali 359 Non tutte le Casse Edili garantiscono la prestazione.15 Pag.141 della Cooperazione (v. cap. 15). Nel turismo sono operativi cinque Fondi bilaterali di assistenza socio-sanitaria integrativa, di cui due appositamente costituiti per i lavoratori del settore e tre costituiti nell ambito del settore TDS, cui le Parti Sociali del turismo aderiscono (v. cap. 16) ADESIONI E ANDAMENTI 293, i Fondi sanitari integrativi iscritti all Anagrafe Sanitaria Nazionale del Ministero della Salute (280 nel 2008, su 460 censiti a livello nazionale). 360 Di questi, l 89% sono Fondi chiusi categoriali che, secondo la normativa, traggono origine dalla «contrattazione collettiva, da accordi o regolamenti aziendali (che possono essere gestiti direttamente dall azienda) o affidati in gestione ad assicurazioni o a Società di Mutuo Soccorso»; l 11% sono aperti (sulla scorta dei Fondi di previdenza complementare, v. par. 3.2 e segg.). 361 Gli studi che ricostruiscono dimensione e consistenza del fenomeno convengono su un trend crescente nel corso degli ultimi quindici anni (come emerge dalla tabella seguente). Fondi Sanitari Integrativi: numero di iscritti e di assistiti per anni di riferimento (v.a.) Anni N. Iscritti N. Assistiti Elaborazione di Italia Lavoro S.p.A. PON Enti Bilaterali 2012/2014 su fonti plurime citate in testo Le stime 362, nel 1998, indicano in circa 657mila gli iscritti e in 1,4milioni gli assistiti; analisi più recenti 363, al 2008, propongono valori decuplicati: ca. 6,4milioni di iscritti e oltre 11milioni di assistiti attraverso 280 Fondi. Valori questi ultimi che, secondo dati 2009 dell OCSE 364, rappresentano circa il 14% della spesa sanitaria privata, con una cifra compresa fra 3 e 4miliardi di euro. 365 A fine 2012, si stima che la sanità integrativa coinvolga ca. 7milioni di iscritti e 12milioni di assistiti. 366 Nel 2012, a fronte della spesa sanitaria privata ai primi posti nei Paesi UE, 360 Isabella Mastrobuono, Possibili scenari ( ), cit. 361 Isabella Mastrobuono, La Sanità Integrativa in Italia: lo stato dell arte e le prospettive di sviluppo, in The European House-Ambrosetti SpA, Meridiano Sanità. Le coordinate della Salute. Rapporto 2012, Isabella Mastrobuono, Le forme integrative di assistenza sanitaria tra passato e futuro, in Isabella Mastrobuono, Elio Guzzanti, Americo Cicchetti, Maria Concetta Mazzeo (a cura di), Il finanziamento delle attività e delle prestazioni sanitarie, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, Grazia Labate, Sanità integrativa. Un opportunità in più per una vita buona in salute e sicurezza, 3 Forum Risk Management, Arezzo, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. 365 Franco Fraioli, Marco Turbati, Flavia Fumo, Le esperienze dei Fondi Sanitari nel welfare contrattuale, in Aa.Vv, Il welfare contrattuale nel terziario ( ), cit. 366 Isabella Mastrobuono (su dati a cura di Grazia Labate), Meridiano Sanità 2012: la Sanità Integrativa in Italia, al VII Forum Meridiano Sanità, Roma 2012.16 Pag.142 soltanto il 12%, è coperta dai Fondi sanitari integrativi (9%) e da prodotti assicurativi (3%) 367 ; altre stime indicano una copertura leggermente più elevata della spesa privata attraverso i Fondi sanitari integrativi (14%) e le assicurazioni (3,7%). 368 Gran parte dell espansione dei Fondi sanitari in Italia deriva dalla contrattazione di livello aziendale o categoriale. Su un campione di oltre 5mila aziende 369, il 60% manifesta interesse a offrire ai propri lavoratori una forma di assistenza sanitaria integrativa. Oggi, la sanità integrativa è presente in ca. il 15% delle aziende manifatturiere italiane, con picchi che superano il 25% in alcune aree del Nord. 370 Il Fondo sanitario integrativo, le cui tutele possono essere estesa anche ai familiari dell iscritto, è oggi l istituto di welfare aziendale più richiesto: l 82% degli intervistati pone la sanità integrativa al primo posto, prima ancora della previdenza integrativa e delle assicurazioni su rischi, infortuni e vita. 371 Come già osservato per la previdenza integrativa, è ancora scarsa la conoscenza delle forme sanitarie private integrative (sia polizze individuali, che mutue sanitarie integrative): secondo un indagine Censis 372, nel 2012 il 17% e il 19% degli intervistati dichiara di non sapere cosa siano rispettivamente le polizze individuali e i Fondi integrativi, la cui diffusione 373 e promozione rappresenta, tuttavia, uno dei canali fondamentali in grado di mobilitare risorse integrative, e di smorzare lo sforzo economico individuale e famigliare LE SMS (OGGI) Nel panorama dell assistenza socio-sanitaria integrativa, le Società di Mutuo Soccorso, SMS, nate agli albori dello Stato unitario, sono tuttora presenti e diffuse sull intero territorio nazionale. 375 Origine storica, ruolo e sviluppo delle SMS, fino alla Seconda Guerra mondiale, sono trattati nel capitolo 1 del Rapporto, cui si rinvia; nel paragrafo sono tracciati i fattori di continuità e cambiamento dagli anni Cinquanta ad oggi. La Federazione italiana delle società di mutuo soccorso e delle casse e degli istituti di previdenza, sciolta con decreto prefettizio nel periodo fascista, nel 1948 si ricostituisce come Federazione italiana della mutualità (Fim), associando le Società di Mutuo Soccorso sopravvissute. 367 Marco Vecchietti, Scenari evolutivi ( ), cit. 368 Dati Ocse Vincenzo Emiliani, Il ruolo dei fondi sanitari integrativi, cit. 370 G G&G Associated, Lo sviluppo della sanità integrativa. Sinergie tra welfare pubblico e welfare privato, G&G Associated, Lo sviluppo della sanità integrativa. Sinergie tra welfare pubblico e welfare privato, cit. 372 Censis Forum per la ricerca Biomedica, Idee per una Sanità migliore. Federalismo, spesa sanitaria, qualità dei servizi, Franco Angeli, Stessa problematica è già rilevata in anni precedenti, v. ad esempio Giovanni Pirulli, Presentazione, in Aa.Vv., Il welfare contrattuale nel terziario L assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare, cit. 374 Censis Forum per la ricerca Biomedica, Il futuro della Sanità, cit. 375 Placido Putzolu, Introduzione, in Matteo Lippi Bruni, Sara Rago, Cristina Ugolini, Il ruolo delle mutue sanitarie integrative. Le società di mutuo soccorso nella costruzione del nuovo welfare di comunità, il Mulino, Bologna, 2012.17 Pag.143 Dal Secondo Dopoguerra in poi, soprattutto verso la fine degli anni Cinquanta, le SMS riprendono una fase espansiva, nonostante i profondi mutamenti della struttura sociale, sindacale, produttiva e politica del Paese, l adozione del sistema previdenziale e, nel campo sanitario, di una estesa protezione rivolta, soprattutto, al lavoro dipendente. Gli interventi strutturali dello Stato Sociale, lo sviluppo della contrattazione tra le Parti e una scarsa copertura di welfare state per i professionisti e i lavoratori autonomi fanno spostare l asse di intervento delle SMS, che rivolgono la loro attenzione prevalente, ma non esclusiva, verso l assistenza sanitaria, fino all istituzione del SSN avvenuta, nel Nel 1984, la Fim diventa Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria (Fimiv) 376, e aggrega oltre cinquecento SMS, che offrono servizi mutualistici, a carattere sanitario e assistenziale, a oltre 500mila assistiti tra soci e loro familiari. 377 La legge n del 1886 Costituzione legale delle Società di Mutuo Soccorso disciplina, ancor oggi, il fenomeno delle associazioni costituite a scopo mutualistico tra soggetti che nel libero esercizio dell autonomia privata vogliono praticare forme di supporto ai soci, che intervengono nei casi di: malattia, invalidità lavorativa temporanea o permanente, vecchiaia, e, in genere, a eventi incidenti sulla vita o sulla capacità lavorativa e, in via accessoria, anche per scopi di carattere culturale e assistenziale. La legge n. 3818/1886, che disciplina le SMS con personalità giuridica, prive di scopo di lucro, e con finalità di interesse generale è negli anni integrata con successivi interventi. Soffermandoci sull ultimo ventennio, si rilevano i provvedimenti in materia contenuti nelle citate leggi n. 59/1992 e n. 28/1999, nei decreti legislativi n. 502/1992 e n. 220/2002 e, ultimo in ordine cronologico, nel decreto legge n. 179/ In sintesi, la normativa oggi vigente in materia di SMS, disciplina i seguenti aspetti: - si sofferma sulle modalità di costituzione e iscrizione delle SMS, nell apposita Sezione dell Albo delle società cooperative 379 (presso il Registro delle imprese delle Camere di Commercio); i relativi criteri sono precisati dal decreto ministeriale 6 marzo 2013 (DM Sviluppo Economico) 380, che chiarisce e stabilizza una serie di adempimenti amministrativi obbligatori (previsti dalla legge n. 3818/1886 e aggiornati dalle innovazioni legislative intervenute); La Federazione Italiana della Mutualità Integrativa Volontaria (Fimiv) opera per la promozione, lo sviluppo e la difesa del movimento mutualistico volontario nel campo assistenziale, sanitario, previdenziale, culturale e ricreativo, per contribuire a migliorare le condizioni economiche e sociali della collettività, nell ambito di un completo e moderno sistema di sicurezza sociale (www.fimiv.it). 377 Fimiv, Mutualità integrativa volontaria: un modello sociale sostenibile e responsabile. Documento politico programmatico, Premessa, al X Congresso nazionale, Roma, maggio Coordinato con la legge di conversione n. 221/2012 recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese; Sezione VIII, Assicurazioni, Mutualità e mercato Finanziario, art. 23 e seguenti. 379 Decreto legislativo n. 220/ Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 6 marzo 2013, recante Iscrizione delle società di mutuo soccorso nella sezione del registro delle imprese relativa alle imprese sociali e nella apposita sezione dell albo delle società cooperative; il decreto istituisce un apposita Sezione dell Albo delle società cooperative, di cui al decreto legislativo n. 220/2002, cui sono iscritte le SMS. 381 Le SMS sono tenute all iscrizione, dietro presentazione di apposita istanza, nell apposita sezione del Registro delle imprese dedicata alle imprese sociali, prevista dall art. 5 del decreto legislativo n. 155/2006, e all iscrizione all Albo delle società cooperative, composto di tre sezioni: 1) le società cooperative a mutualità prevalente, di cui agli articoli 2512, 2513 e 2514 del Codice civile; 2) le società cooperative diverse da quelle a18 Pag aggiorna gli ambiti di attività che, originariamente previsti per le SMS con personalità giuridica e senza finalità di lucro, possono esercitare, esclusivamente nei confronti dei soci e dei loro familiari conviventi, le seguenti attività principali: trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia ed invalidità al lavoro, inabilità temporanea o permanente; servizi di assistenza familiare; contributi economici ai familiari dei soci deceduti; contributi economici e servizi di assistenza ai soci in condizione di gravissimo disagio economico, a seguito dell improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari, e in assenza di provvidenze pubbliche; - consente (dal 2012) la mutualità mediata (o indiretta) nei casi in cui alle SMS aderisca un Fondo sanitario integrativo di cui esse assumano la gestione, oppure nel caso in cui esse eroghino servizi socio-sanitari e assistenziali verso altre Società di Mutuo Soccorso. 382 Tramite il meccanismo della mutualità mediata, nel primo caso i lavoratori interessati possono aderire in forma collettiva, tramite gli stessi Fondi, alla SMS affidataria della gestione del fondo Sanitario integrativo; nel secondo caso le SMS di piccole dimensioni possono ricorrere ai servizi erogati da SMS più strutturate, così evitando ai propri iscritti di procedere ad una doppia adesione 383 ; - dispone l attività di vigilanza sul loro operato del Ministero dello sviluppo economico e delle Associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo. Secondo il repertorio della Fimiv 384, nel 2010 sono attive SMS, diffuse in tutto il territorio nazionale. Mantengono la denominazione originaria alcune centinaia di circoli ricreativi, gestiti in forma associativa o cooperativa. Attraverso l operato delle mutue sanitarie si vogliono, in particolare, instaurare e consolidare relazioni con altri soggetti dell economia civile (cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, per esempio), al fine di produrre processi di filiera dei servizi sanitari e sociali in grado di garantire una «prossimità» funzionale al bisogno della persona. 385 Questo approccio intrepreta le mutue sanitarie come strumenti di sussidiarietà sociale e sanitaria, aperti e volontari, che aggregano e rafforzano la domanda, raccolgono risorse volontariamente conferite e le ripartiscono in funzione dei bisogni espressi dalla base associativa, attraverso un azione di responsabilizzazione dei cittadini-soci nei confronti dei modi, dei mezzi e dei costi della soddisfazione dei propri sanitari e sociali. 386 mutualità prevalente; 3) le SMS. Definiti anche gli atti che devono essere iscritti o depositati presso il registro delle imprese e le denunce da presentare al Repertorio delle notizie economiche ed amministrative (Rea). Il Decreto include, inoltre, l obbligo di indicare nella denominazione della società la locuzione: «Società di Mutuo Soccorso» e detta le disposizioni relative agli adempimenti per le SMS già esistenti alla data di acquisizione di efficacia del decreto (30 maggio 2013). Fonte: Camere di Commercio, Breve guida per le Società di Mutuo Soccorso: iscrizione nella sezione Speciale del registro delle imprese, 2013 (www.camcom.gov.it). 382 Fino al 2011, le SMS erogano servizi soltanto ai soci e familiari, in base al principio della mutualità pura o esclusiva: l obbligo è di operare esclusivamente con i soci. Nel 2011, la Commissione centrale per le cooperative del Ministero dello Sviluppo economico esprime parere favorevole per applicare alle Sms il principio di mutualità mediata (Decreto 30 dicembre 2005 del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze): le SMS possono aderire ad un altra analoga SMS che eroga assistenze di altro tipo, quali ad esempio, quelle della sanità integrativa. 383 L applicazione del principio di mutualità mediata consente alle Sms di piccole dimensioni di ricorrere ai servizi erogati da altre Sms più strutturate, agendo in qualità di rappresentanti dei propri associati nei confronti della Sms che eroga le prestazioni. 384 Fimiv, maggio 2011 (www.fimiv.it). 385 Matteo Lippi Bruni, Sara Rago, Cristina Ugolini, cit. 386 Matteo Lippi Bruni, Sara Rago, Cristina Ugolini, cit.19 Pag.145 Le mutue sanitarie integrative nella costruzione di un sistema di welfare capace di beneficiare dei processi di «innovazione sociale partecipata» (ovvero composta da relazioni sociali, forme di collaborazione, fiducia, coinvolgimento diretto dei beneficiari), possono rivestire un ruolo importante nella direzione di rendere maggiormente compatibili gli obiettivi di universalità dello Stato Sociale con la sostenibilità economica del sistema Matteo Lippi Bruni, Sara Rago, Cristina Ugolini, cit. 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 articolo 1
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 art. 3
 articolo 10
 Art. 1
 art. 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 9
 art. 23
 art. 5
 Articolo 1
sui generis
 Art. 32
 Art. 32
 Art. 51
 art. 10