Source: http://indaginieconomichepatrimoniale.it/
Timestamp: 2016-09-30 21:55:31+00:00

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{Indagini Economiche Patrimoniali}
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Di seguito riportiamo le principali indagini economiche svolte:
Dossier Indagini Economiche Finanziarie
Ricerche di mercato Italia ed Estero
Ricerca patrimoni occultati (Italia e paesi off-shore)
Indagini relazioni con istituti di credito Italia/Estero
Indagini Insider Trading Italia Estero
Analisi di società off-shore
Indagini Ricerca di debitori, eredi, testimoni
Indagini Localizzazione beni Immobili e Mobili Italia ed Estero
Ricerca disponibilità mobiliari con massa attiva aggredibile
Localizzazione di immobili nel territorio nazionale ed estero
Indagini Rapporti Informativi completi su fornitori
Identificazione del datore di lavoro nei rapporti subordinati
Individuazione autoveicoli di proprietà
Indagini rintraccio eredi e verifica di eredi legittimi
Verifica esistenza di rapporti di parentela, lavoro o amicizia tra acquirente, venditore e dirigenti
Verifica titolarità di pensioni
Indagini e rilevamenti documentali
Indagini Economiche finalizzate al Rintraccio e al Recupero
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AGATA CHRISTIE INVESTIGATION è autorizzata con licenza per investigazioni private Art.134 TULPS; autorizzazione Art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/00 l'effettuazione di indagini difensive a favore della difesa rilasciate dalla Prefettura di Milano ed autorizzazione Agenzia Recupero Crediti cat.13/D Div. P.A.S. n.64/2009 Questura Milano.
Di seguito riportiamo la differenza tra un fondo patrimonaiale un trust:
Trust è fondo patrimoniale: due argomenti a cui, in un periodo di crisi economica come quello attuale, si fa spesso richiamo, senza tuttavia cognizioni sui reciproci vantaggi e svantaggi; in questa spiegazione, metteramo in risalto la differenze e affinità tra i due:
Il trust può essere istituito da qualunque soggetto per soddisfare i bisogni di famiglie non fondate sul matrimonio, ma anche per quei nuclei familiari costituiti da persone in stato vedovile con figli minori oppure per soggetti celibi o nubili con figli naturali, nonché per le cosiddette famiglie allargate, soprattutto in considerazione del permanere degli obblighi in capo ai genitori di mantenimento della prole a prescindere dal vincolo con l’altro genitore e ben oltre la maggior età dei figli.
4 – Ciò che per il fondo patrimoniale è un limite oggettivo, evidenzia la miglior utilità del trust: infatti nel fondo possono essere destinati soli beni per i quali è possibile dare pubblicità nei pubblici registri al vincolo di destinazione cui sono sottoposti (immobili, mobili registrati, titoli di credito nominativi) [1].
6 – Una importante differenza attiene in relazione alla protezione patrimoniale garantita dai due strumenti.
7 – Da ultimo, sotto il profilo formale, il trust richiede forme meno rigorose rispetto al fondo patrimoniale che, se viene costituito dai coniugi, deve rivestire necessariamente la forma dell’atto pubblico (al pari di ogni altra convenzione matrimoniale) e, se effettuato da un terzo, può essere disposto anche per testamento.
Invece l’atto istitutivo di trust, pur dovendo risultare per iscritto, può assumere la forma di scrittura privata, ed è quella che ormai la prassi professionale ha adottato per i trust interni.
Indagini Economiche e Pignorabilità dell’immobile trasferito nel fondo patrimoniale (Corte di Cassazione, Sezione Tributaria Civile, sentenza n. 4011 del 19 febbraio 2013).
Di seguito riportiamo la sottonotata sentenza relativa al pignormento/esecuzione immobiliare:
26 febbraio 2013 La Suprema Corte di Cassazione, Sezione Tributaria Civile, con la sentenza n. 4011 del 19 febbraio 2013, affrontando il caso di un contribuente che aveva proposto opposizione all’esecuzione immobiliare per degli immobili trasferiti in un fondo patrimoniale, ha affermato che in caso di debito contratto nei confronti di un istituto di credito per motivi che possono essere di tipo imprenditoriale o lavorativi lo stesso debito può essere inteso anche come assunto nell’interesse della famiglia. Pertanto, in caso di inadempimento, la banca ben può procedere al pignoramento dell’immobile costituito nel fondo patrimoniale.
La pronuncia, che trova conferma anche in alcuni precedenti (Cassazione 18 settembre 2001 n. 11683 e 7 luglio 2009 n. 15862), si basa su un’interpretazione estensiva della nozione di «bisogni della famiglia» contenuta all’art. 170 cc. Detto articolo dispone che “La esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia”.
Secondo la Cassazione, la dicitura “bisogni della famiglia” non dovrebbe essere relazionata alle sole necessità essenziali del nucleo familiare, ma anche a ogni più ampia esigenza sottesa al pieno mantenimento delle occorrenze quotidiane nonché a un equilibrato sviluppo della famiglia, escludendo, quindi, solo quelle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da intenti speculativi. Opererebbe, inoltre, la presunzione per cui anche i debiti derivanti dall’attività professionale o d’impresa di uno dei coniugi, benché finalizzati al potenziamento della sua capacità lavorativa, avrebbero come scopo indiretto quello di accrescere il reddito disponibile da destinare al mantenimento dei bisogni della famiglia. Si è attribuita rilevanza, inoltre, non solo ai bisogni oggettivi, ma anche a quelli soggettivamente ritenuti tali dai coniugi.
Alla luce dell’interpretazione fornita dalla Cassazione, graverà quindi sul debitore, in sede di opposizione al pignoramento, l’onere di provare che i debiti derivanti dall’attività professionale o d’impresa sono stati assunti per scopi estranei ai «bisogni della famiglia». L’obbligazione assunta per motivi lavorativi, infatti, può ugualmente consentire alla banca di aggredire i beni costituiti in fondo patrimoniale ciò in quanto il debito dell’imprenditore nei confronti della banca può intendersi come contratto nell’interesse della famiglia, sicché l’istituto di credito, in caso di inadempimento, può rivalersi sull’immobile costituito in fondo patrimoniale.
La Sezione Tributaria giunge, quindi, alla conclusione che “occorre che l’indagine del giudice si riferisca al fatto che ha generato l’obbligazione, a prescindere dalla natura di questa: i beni costituiti in fondo patrimoniale non potranno essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligarsi fosse quello di soddisfare i bisogni della famiglia, da intendersi non in senso meramente oggettivo, ma nel senso ampio di cui sopra, nel quale sono ricompresi anche i bisogni ritenuti tali dai coniugi in ragione dell’indirizzo della vita familiare e del tenore prescelto, in conseguenza delle possibilità economiche familiari”.
Pertanto, per impedire che vengano pignorati detti beni non sarà sufficiente provare solo la regolare costituzione del fondo patrimoniale e la sua opponibilità nei confronti del creditore pignorante, ma occorrerà anche dimostrare che i medesimi debiti, provenienti dall’attività professionale o d’impresa, siano stati assunti per scopi che nulla hanno a che fare con i bisogni della famiglia.
Corte Suprema di Cassazione, sentenza n. 4011 del 19 febbraio 2013
Si veda anche Illegittimità dell’iscrizione ipotecaria sui beni in Trust. Differenze con il fondo patrimoniale (CTR Lombardia, sentenza del 26.10.2011) Illegittimità dell’iscrizione ipotecaria sui beni in trust. Differenze con il fondo patrimoniale (CTR Lombardia, sentenza del 26.10.2011).
25 gennaio 2012 Con la sentenza n. 140/8/2011, pronunciata il 12 ottobre 2011, la Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia, in sede di appello, confermando quanto già stabilito dai giudici di primo grado, ha dichiarato illegittima l’iscrizione ipotecaria su beni precedentemente devoluti in trust. Nella fattispecie concreta oggetto del giudizio della Commissione, il concessionario per la riscossione, assimilando l’istituto del trust al fondo patrimoniale, sulla scorta di una precedente pronuncia del Tribunale di Paola in tema di fondo patrimoniale, sosteneva come la devoluzione del bene al fondo di per sè nn impediva l’iscrizione ipotecaria esattoriale e ciò anche nei confronti dei beni devoluti in un trust, non prestando quest’ultimo differenziazioni rilevanti con il fondo patrimoniale in dette circostanze.
La commissione, negando tale tesi, ha sposato quella proposta dal contribuente, evidenziando che elemento caratterizzante l’istituto del trust è il venire meno della figura del proprietario dato atto che, con la sua istituzione, i beni in esso confluiti danno vita ad una massa distinta e separata, uscendo dal patrimonio del proprietario originario. Secondo la difesa del contribuente, fatta propria dalla Commissione, sussistono profonde differenze tra il fondo patrimoniale ed il trust, prima fra tutte la circostanza che mentre lo scioglimento del fondo patrimoniale determina il ritorno della titolarità dei beni in capo ai legittimi proprietari, con lo scioglimento del trust, invece, si ha il trasferimento dei beni al beneficiario finale, soggetto terzo, che non risulta essere debitore fiscale di alcunché e, pertanto, nessuna azione esecutiva può essere intrapresa contro di lui.
Per tali ragioni la Commissione conclude con il dichiarare illegittima l’iscrizione ipotecaria perchè diretta a colpire un soggetto terzo, del tutto estraneo al debito fiscale.
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