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Timestamp: 2017-04-30 18:31:55+00:00

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Chi è lo psicologo-psicoterapeuta
"Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza." Goethe"L'amore non vuole avere, vuole soltanto amare." Hermann Hesse"Mi piace come ascolti, fai venir voglia di parlare." Gianrico Carofiglio"In ogni caos c'è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto." Carl Gustav Jung Sei qui: Home Uncategorised Chi è lo psicologo-psicoterapeuta
Lo Psicologo è un professionista laureato in Psicologia, abilitato alla professione ed iscritto all'Albo Professionale. Lo psicologo può fare diagnosi, valutazioni ed interventi di prevenzione e consulenza. Lo psicologo non può svolgere una psicoterapia oppure prescrivere farmaci.
Lo Psicologo-Psicoterapeuta è un professionista laureato in Psicologia o in Medicina, successivamente specializzato presso una Scuola di Psicoterapia riconosciuta dal M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ed iscritto nell'Elenco degli Psicoterapeuti dell’Ordine professionale. Lo psicoterapeuta aiuta le persone a ritrovare il proprio equilibrio e il proprio benessere psicofisico attraverso lo svolgimento di una psicoterapia. In alcuni casi, attraverso un lavoro sinergico con uno psichiatra, è possibile integrare il percorso psicoterapeutico con un supporto farmacologico.
Lo Psicologo-Psicoterapeuta junghiano, similmente ad altri approcci psicoterapeutici di formazione psicodinamica, lavora sulla graduale ed armoniosa integrazione dei contenuti inconsci all'interno della personalità globale. La specificità del terapeuta junghiano, tuttavia, consiste nel prestare attenzione non solo a quei contenuti inconsci che originano dal nostro passato e dalle nostre rimozioni, ma anche e soprattutto a quei processi inconsci che si presentano in divenire, che contengono cioè nuove possibilità esistenziali. Ad esempio, nell’analisi dei sogni, lo psicoterapeuta junghiano tiene in assoluta considerazione lo scopo, il fine, la meta da raggiungere del manifestarsi di certe immagini oniriche rispetto al complesso della vita psichica cosciente.
Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine nell’adunanza del 23/09/2006
Articolo 1 Le regole del presente Codice deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo deglipsicologi.Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza, e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare.
Articolo 4 Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socioeconomico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. Lo psicologo utilizza metodi e tecniche salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi. Quando sorgono conflitti di interesse tra l’utente e l’istituzione presso cui lo psicologo opera, quest’ultimo deve esplicitare alle parti, con chiarezza, i termini delle proprie responsabilità ed i vincoli cui è professionalmente tenuto. In tutti i casi in cui il destinatario ed il committente dell’intervento di sostegno o di psicoterapia non coincidano, lo psicologo tutela prioritariamente il destinatario dell’intervento stesso.
Articolo 13 Nel caso di obbligo di referto o di obbligo di denuncia, lo psicologo limita allo strettonecessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela psicologica del soggetto. Negli altri casi, valuta con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o di terzi.
Articolo 23 Lo psicologo pattuisce nella fase iniziale del rapporto quanto attiene al compenso professionale in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione. In ambito clinico tale compenso non può essere condizionato all’esito o ai risultati dell’intervento professionale; in tutti gli ambiti lo psicologo è tenuto a non superare le tariffe ordinistiche massime, prefissate in via generale a tutela degli utenti. Il testo unico della tariffa professionale degli psicologi, allegato sub lettera A al presente codice, è costituito quale parametro per la valutazione della misura del compenso richiesto ai sensi del comma 1 del presente articolo. Per ogni modifica o abrogazione relativa all’allegato sub lettera A sarà competente il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ai sensi dell’art. 28 comma 6 lett. G) della L. 56/89, con la procedura prevista dal vigente Regolamento interno, senza l’obbligo di cui alla lettera c) del medesimo art. 28 comma 6
Articolo 26 Lo psicologo si astiene dall’intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte. Lo psicologo evita, inoltre, di assumere ruoli professionali e di compiere interventi nei confronti dell’utenza, anche su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, qualora la natura di precedenti rapporti possa comprometterne la credibilità e l’efficacia.
Articolo 27 Lo psicologo valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa. Se richiesto, fornisce al paziente le informazioni necessarie a ricercare altri e più adattiinterventi.
Articolo 29 Lo psicologo può subordinare il proprio intervento alla condizione che il paziente si serva di determinati presidi, istituti o luoghi di cura soltanto per fondati motivi di natura scientificoprofessionale.
Articolo 31 Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela. Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale. Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmentecompetente o in strutture legislativamente preposte.
Articolo 37 Lo psicologo accetta il mandato professionale esclusivamente nei limiti delle propriecompetenze. Qualora l’interesse del committente e/o del destinatario della prestazione richieda il ricorso ad altre specifiche competenze, lo psicologo propone la consulenza ovvero l’invio ad altro collega o ad altro professionista.
Articolo 38Nell’esercizio della propria attività professionale e nelle circostanze in cui rappresentapubblicamente la professione a qualsiasi titolo, lo psicologo è tenuto ad uniformare la propria condotta ai principi del decoro e della dignità professionale.
Articolo 40 Indipendentemente dai limiti posti dalla vigente legislazione in materia di pubblicità, lo psicologo non assume pubblicamente comportamenti scorretti finalizzati al procacciamento della clientela. In ogni caso, può essere svolta pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dai competenti Consigli dell’Ordine. Il messaggio deve essere formulato nel rispetto del decoro professionale, conformemente ai criteri di serietà scientifica ed alla tutela dell’immagine della professione. La mancata richiesta di nulla osta per la pubblicità e la mancanza di trasparenza e veridicità del messaggio pubblicizzato costituiscono violazione deontologica.
Articolo 41 È istituito presso la “Commissione Deontologia” dell’Ordine degli psicologi l’“Osservatorio permanente sul Codice Deontologico”, regolamentato con apposito atto del Consiglio Nazionale dell’Ordine, con il compito di raccogliere la giurisprudenza in materia deontologica dei Consigli regionali e provinciali dell’Ordine e ogni altro materiale utile a formulare eventuali proposte della Commissione al Consiglio Nazionale dell’Ordine, anche ai fini della revisione periodica del Codice Deontologico. Tale revisione si atterrà alle modalità previste dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56.
Articolo 42 Il presente Codice deontologico entra in vigore il trentesimo giorno successivo allaproclamazione dei risultati del referendum di approvazione, ai sensi dell’art. 28, comma 6, lettera c) della Legge 18 febbraio 1989, n. 56.

References: Articolo 1

Articolo 4

Articolo 13

Articolo 23
 art. 28

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 29

Articolo 31

Articolo 37

Articolo 38

Articolo 40

Articolo 41

Articolo 42