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Timestamp: 2017-06-23 12:10:49+00:00

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Accertamento fiscale e presunzioni semplici – Ascom Confcommercio Isola di Procida
12 maggio 2007 di ascomprocida	Accertamento fiscale e presunzioni semplici	a cura di Giorgio Di Dio – Isola di Procida
La sentenza della cassazione n.10345 del 7 maggio 2007 ha spezzato una grossa lancia a favore del fisco nel campo degli accertamenti tributari. Per rendere più chiaro la complessa problematica, cominciamo a spiegare cos’è l’accertamento.
L’accertamento è quel procedimento mediante il quale l’Agenzia delle Entrate determina l’imponibile e l’imposta del contribuente. Esso è disciplinato dal D.P.R. n. 600/1973.
Il controllo sostanziale. L’accertamento scaturisce da un controllo sostanziale da parte dell’Amministrazione finanziaria la quale utilizza tutta una serie di informazioni ed elementi ottenuti:
dall’Anagrafe tributaria
a seguito di accessi, ispezioni e verifiche
Sia direttamente che con la cooperazione della Guardia di Finanza.
Tipologie di accertamento. Esistono vari tipi di accertamento che si differenziano sia in relazione alle modalità con le quali vengono effettuati sia in relazione ai redditi da accertare:
Accertamento analitico (art. 38, comma 2). Ricostruisce l’imponibile considerando le singole componenti. Il reddito imponibile è determinato mediante accertamento analitico quando l’Amministrazione Finanziaria conosce le fonti di reddito del contribuente, determina le singole categorie di reddito e calcola l’imponibile sommando le stesse.
Accertamento sintetico (art. 38, comma 4). Il reddito imponibile è determinato in misura complessiva partendo da elementi e circostanze di fatto certi e non dalle singole fonti di reddito. Si mira a determinare un reddito complessivo netto, pertanto non sono deducibili gli oneri di cui all’art. 10. L’accertamento sintetico è ammesso solo se il reddito accertabile si discosta da quello dichiarato per almeno un quarto. Ecco i principali strumenti di accertamento sintetico.
Redditometro. Il redditometro e’ uno strumento che consente di determinare l’incongruenza tra reddito dichiarato e tenore di vita. La tabella allegata al D.M. del 10 settembre 1992 ha individuato alcuni elementi da considerare per stabilire se il tenore di vita di una persona fisica non sia in linea con il reddito dichiarato. Gli elementi sono ad esempio, aeromobili, navi, autoveicoli, collaboratori familiari, cavalli ed altri la cui disponibilità è indicativa di uno status di un certo livello. Dati questi indici l’ufficio quantifica il reddito utilizzando i coefficienti stabiliti dal decreto e procede ad accertare sinteticamente il maggior reddito quando quello dichiarato non è congruo rispetto alla determinazione di cui sopra per due o più periodi d’imposta. Naturalmente il contribuente può contestare sia la sussistenza dei fatti indice che la quantificazione del reddito stesso. In sede processuale spetta all’ufficio dimostrare la sussistenza dei fatti-indice.
Spesa per incrementi patrimoniali. Si tratta di spese sostenute, ad esempio, per l’acquisto di titoli azionari, immobili etc. Quando l’esborso è molto elevato rispetto ai redditi dichiarati, si presume che siano stati utilizzati redditi non dichiarati. Salvo prova contraria la spesa si presume sostenuta con redditi conseguiti, in quote costanti, nell’anno in cui è stata effettuata e nei cinque anni precedenti.Accertamento analitico-contabile (art. 39, comma 1, lettera c)). E’ utilizzato per accertare il reddito d’impresa. Sulla base della contabilità, che l’Amministrazione considera attendibile, si procede alla rettifica delle singole componenti del reddito per la determinazione dell’imponibile.
Accertamento induttivo-extracontabile (art. 39, comma 2). E’ utilizzato per l’accertamento del reddito d’impresa, quando la contabilità è considerata inattendibile nel suo complesso. Applicabile in quattro circostanze tassative:
quando il reddito d’impresa non è stato indicato nella dichiarazione
quando dal verbale di ispezione redatto ai sensi dell’ art. 33 risulta che il contribuente non ha tenuto o ha comunque sottratto all’ispezione una o più delle scritture contabili, ovvero quando le scritture medesime non sono disponibili per causa di forza maggiore
quando le omissioni e le false o inesatte indicazioni accertate ai sensi del precedente comma ovvero le irregolarità formali delle scritture contabili risultanti dal verbale di ispezione sono così gravi, numerose e ripetute da rendere inattendibili nel loro complesso le scritture stesse per mancanza delle garanzie proprie di una contabilità sistematica
Accertamento analitico-induttivo (art. 39, comma 1, lettera d)). E’ utilizzato per l’accertamento dei redditi d’impresa. Gli uffici procedono alla rettifica di singole componenti reddituali sulla base di:
presunzioni semplici, purchè siano gravi, precise e concordanti
gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta (art. 62-sexies, D.L. 30 agosto 1993)
studi di settore (art. 62-sexies, D.L. 30 agosto 1993). Gli studi di settore, sulla base della raccolta sistematica di dati, sia di carattere fiscale che strutturale di un’attività e del suo contesto economico, sono uno strumento utilizzabile per valutare la capacità di produrre ricavi.
L’accertamento analitico-induttivo, quindi, può essere fatto per “presunzioni semplici“, quando queste siano gravi, precise e concordanti. Più precisamente l’articolo 39 comma 1, lettera d) del Dpr 600/73, stabilisce che, in sede di accertamento analitico:
Su questo punto ci sono stante sentenze interpretative innumerevoli. Ricordiamo, per esempio, la sentenza della Corte di cassazione n. 16048/2005, la quale afferma che
«la relazione tra il fatto noto e quello ignoto non deve avere carattere di necessità essendo sufficiente che l’esistenza del fatto da dimostrare derivi come conseguenza del fatto noto alla stregua di canoni di ragionevole probabilità».
Sullo stesso tenore la sentenza n. 19260/2005 della Corte di cassazione. In questo caso, erano state utilizzate, ai fini dell’accertamento analitico – induttivo, le percentuali di ricarico dei ricavi, che rappresentano una presunzione semplice. I giudici valutando altri dati scaturiti dall’accertamento, hanno ritenuto le percentuali di ricarico presunte elementi gravi, precisi e concordanti.
L’ultima sentenza in ordine di tempo (cassazione, 10345/2007) ha, in effetti, ribaltato l’onere della prova. Infatti i giudici affermano che
“se è vero che in tema di accertamento delle imposte sui redditi, spetta al fisco dimostrare l’esistenza di fatti costitutivi della (maggior pretesa) tributaria azionata, fornendo la prova di elementi e circostanze a suo avviso rivelatori dell’esistenza di un maggior reddito, è altrettanto vero che il contribuente, il quale intende contestare le capacità dimostrative di quei fatti, oppure sostenere l’esistenza di circostanze modificative o estintive dei medesimi, deve a sua volta dimostrare gli elementi sui quali le sue eccezioni si fondano“.
In parole povere il povero contribuente deve dimostrare che le prove “indirette”, quindi “presunte” non sono vere. Possiamo tutti immaginare le enormi difficoltà che il contribuente può trovare e lo sforzo immenso che deve compiere per dimostrare non fatti concreti, ma l’inesattezza di prove indirette. Nella guerra fisco-contribuente la Cassazione ha dato al fisco armi superiori e micidiali. Dobbiamo, però, pur dire che la sentenza in oggetto nasce dall’accertamento fatto ad un notaio che non è riuscito a spiegare la presenza di una serie di assegni a lui intestati e non dichiarati né come rimborso spese, né come recupero crediti, né in alcun altro modo. E’ poiché questo per un notaio, che deve registrare tutto, non è possibile, i giudici tributari non hanno potuto trovare scusanti.
Il che fa sperare che la sentenza si riferisca ad un caso specifico e che non diventi una normale prassi.
← Disponibile in rete l’Annuario del Contribuente	Contratto a tempo determinato e nullità della clausola di apposizione del termine →
5 thoughts on “Accertamento fiscale e presunzioni semplici”	michele |
15 ottobre 2010 alle 01:27	ho venduto un bar a 50.000euro ,mi e arrivato a casc un plico della agenzia delle entrate dicendomi che per loro l avviamento in base a un loro calcolo la cifra e di 100.000euro. sev io pago nelle tasse future mi ritrovo la cifra su le 50.000- 0 su le 100.000 .grazie. avete qualche consiglio in generale da darmi .grazie
Rispondi	Giorgio_Bari |
1 marzo 2011 alle 12:41	@Michele: l’accertamento che hai ricevuto è sicuramente ai fini dell’imposta di registro; in questo caso la pretesa tributaria si fonda non sul valore di realizzo (il prezzo di vendita) ma sul valore effettivo dell’azienda ceduta.
Quindi un mio consiglio è di pagare l’accertamento per l’imposta di registro, non ti arriverà nessun’altra pretesa fiscale.
per info consulenza e/o proposte:
giormagno@libero.it
13 dicembre 2011 alle 01:08	Salvo; Scusa l’affermazione “L’accertamento sintetico è ammesso solo se il reddito accertabile si discosta da quello dichiarato per almeno un quarto”; va corretta con la seguente: “l’accertamento sintetico è ammesso solo se il reddito accertabile si discosta da quello dichiarato per almeno un un quinto”, ripeto “Un quinto”; ti saluto e ti ringrazio per la tua gentile l’attenzione.
Pierluca Valli 335/5711500 |
14 gennaio 2012 alle 13:58	ho ricevuto accertamento induttivo su attività intermediaz immobiliare
società srl smpre in perdita (agenzia che nn lavorava molto),unico utile annofisc.2006… Mi hanno ricostruito i ricavi secondo tabelle usi e costumi cam. commercio MI, perchè i 6 venditori non hanno pagato nulla o poco, noi pur di chiudere le trattative ci accontentavamo delle provv. degli acquirenti e qualora contrattata una provvig. con i venditori la abbattavamo sempre nei casi in cui l’offerta dell’acquir. era molto a ribasso rispetto all’incarico del venditore.Le uniche prove che ho sono piccole scritture private(nulla a pretendere) e dichiaraz. testimoniali a conferma dei venditori e per fortuna gli atti notarili con inserite le provv. percepite(decreto bersani)…non riesco più a dormire di notte, anche se discrepanze bancarie non esistono e non ho alcun schelettro sul mio c/c bancario. Posso avere un parere competente circa la validità delle mie documentazioni? visto che per l’Ag. Entr. non
contano nulla. Grazie mille!!!!
Rispondi	Pierluca Valli 335/5711500 |
14 gennaio 2012 alle 14:29	Scusate sono di nuvo io come se non bastasse la ristretta base sociale della mia srl ha legittimato successivamente la presunzione dell’incameramento da parte mia di quei presunti ricavi e ho ricevuto anche io un accertamento con il conseguente ricalcolo anche dei miei redditi personali. cosi nel momento in cui avevo somatizzato l’altra e stavo prendendo sonno è arrivata questa e continuo a nn dormire!
AIUTO!! grazie ancora cordiali saluti luca v.

References: sentenza 
 art. 33
 sentenza 
 sentenza 
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