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Timestamp: 2019-10-14 11:22:40+00:00

Document:
Dichiarazione IVA 2019 [GUIDA]
La Dichiarazione IVA 2019, relativa all’anno d’imposta 2018, va presentata dal 1° febbraio al 30 aprile 2019. Il pagamento del saldo IVA a debito, se risultante dalla dichiarazione, ha sempre la scadenza del termine del 18 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi. Vediamo i soggetti obbligati, gli esonerati, i quadri del modello, le modalità di versamenti e rateizzazioni e le sanzioni per invio tardivo od omesso della dichiarazione IVA 2019.
Dichiarazioni fiscalijob news 22 marzo 2019 10:58
La Dichiarazione IVA 2019 va presentata in forma autonoma dal 1 febbraio al 30 aprile 2019. Il modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet va utilizzato per presentare la dichiarazione Iva relativa all’anno di imposta 2018.
Scadenza dichiarazione IVA 2019. La presentazione va effettuata esclusivamente per via telematica tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2019.
Il termine per il pagamento dell’eventuale saldo IVA a debito è il 18 marzo 2019 (il 16 marzo cade di sabato) ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi pari allo 0,40%.
La Dichiarazione Iva è definitivamente autonoma rispetto al Modello Redditi (ex Modello Unico) e, di conseguenza, anche i versamenti delle imposte a debito risultanti da tali dichiarazioni hanno per lo più scadenze proprie.
L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 23564/2019 ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2019, concernenti i dati dell’anno d’imposta 2018.
Vediamo nello specifico modello, scadenza ed istruzioni per la presentazione della Dichiarazione Iva 2019.
Il modello di Dichiarazione IVA 2019
Dichiarazione Iva 2019: modello
Visto di conformità sopra 5.000 euro
Dichiarazione Iva 2019: nuovi quadri
Scadenza Dichiarazione IVA 2019 al 30 aprile
Versamenti e rateizzazione IVA a debito
Sanzioni invio tardivo o omesso dichiarazione IVA 2019
La prima cosa da capire è chi sono i soggetti obbligati alla presentazione della Dichiarazione IVA 2019.
Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva tutti i titolari di partita Iva che esercitano: attività d’impresa,attività artistiche o professionali.
Quindi dalle imprese ai professionisti, dai lavoratori autonomi alle società di persone e di capitali, tutti coloro che sono titolari di partita Iva, tranne le cause di esclusione che ora elenchiamo.
L’Agenzia delle Entrate ci fornisce l’elenco dei soggetti esonerati dalla presentazione della Dichiarazione IVA 2019.
Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA, i seguenti soggetti d’imposta:
i contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36-bis abbiano effettuato soltanto operazioni esenti. L’esonero non si applica ovviamente qualora il contribuente abbia effettuato anche operazioni imponibili (ancorché riferite ad attività gestite con contabilità separata) ovvero se sono state registrate operazioni intracomunitarie (art. 48, comma 2, decreto-legge n. 331 del 1993) o siano state eseguite le rettifiche di cui all’art. 19-bis2 ovvero siano stati effettuati acquisti per i quali in base a specifiche disposizioni l’imposta è dovuta da parte del cessionario (acquisti di oro, argento puro, rottami ecc.);
i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni previsto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 98;
i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, comma 6;
gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività indicate nella tariffa allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640, esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, sesto comma, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari (vedi Appendice alla voce: “Attività di intrattenimento e di spettacolo”);
le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altre attività rilevanti agli effetti dell’IVA (cfr. circolari n. 26 del 19 marzo 1985 e n. 72 del 4 novembre 1986);
i soggetti passivi d’imposta nell’ipotesi di cui all’art. 44, comma 3, secondo periodo del decreto-legge n. 331 del 1993, qualora abbiano effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;
i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinquies per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, di tele radiodiffusione ed elettronici resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro.
Termine di versamento del Saldo IVA. Nonostante la modifica dei termini di presentazione del modello Iva 2019, restano invariati i termini per il versamento del saldo IVA fissati entro il 16 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte con riferimento alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40%.
Per il 2019 la scadenza è fissata il giorno 18 marzo essendo il 16 marzo un sabato.
Cosi come accaduto per l’anno precedente, la maggiore novità per il 2019 in tema di Dichiarazione IVA è sicuramente la nuova modalità di presentazione della stessa.
È infatti previsto che la Dichiarazione IVA non si presenti più in forma unificata entro il termine previsto per la presentazione del modello Redditi (ricordiamo il termine modello Unico ormai non si usa più), bensì la presentazione della Dichiarazione IVA deve avvenire tra il 1° febbraio ed il 30 aprile 2019 ed in forma autonoma.
In base all’art. 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, la dichiarazione IVA, relativa all’anno 2018 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2019.
Di conseguenza non va più indicato nel frontespizio se la presentazione è effettuata in forma autonoma o meno, essendo quest’ultima l’unica modalità consentita.
Resta valida per il 2019 l’eliminazione dal frontespizio della casella “Dichiarazione integrativa a favore”, con il decreto 193/2016 infatti è stata introdotta la nuova dichiarazione integrativa ed è stato equiparato il termine di presentazione per la dichiarazione integrativa a favore con quella integrativa a sfavore. Quindi non è più necessario segnalare di che tipo di dichiarazione integrativa si tratta.
Qualora il contribuente voglia, nei termini previsti per la presentazione, rettificare o integrare una dichiarazione già presentata deve compilare una nuova dichiarazione e spuntare la casella “Correttiva nei termini”.
Se i termini di presentazione sono scaduti. Il contribuente può comunque rettificare o integrare la Dichiarazione IVA presentando una nuova dichiarazione, sempreché abbia validamente presentato la dichiarazione originaria. Sono valide anche le dichiarazioni presentate oltre il termine di 90 giorni dalla scadenza fatta salva l’applicazione delle relative sanzioni.
Eliminazione comunicazione annuale dati IVA. Un’altra rilevante novità è stata prevista dalla legge 190 del 2014, che all’art.1 co.649 ha eliminato l’obbligo di invio delle comunicazioni annuali dati Iva dall’anno d’imposta 2016, questo significa che a fronte di un anticipo dei termini di invio della dichiarazione IVA, dallo scorso anno ormai non vige più l’obbligo di comunicazione dati IVA.
Le novità del relative al Modello Iva 2019, sono state annunciate attraverso le istruzioni per la compilazione del modello da parte dell'Agenzia delle Entrate. Nello specifico:
nel quadro VA alla sezione 2 è stato introdotto il rigo VA16 riservato ai contribuenti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA di cui agli artt. 70-bis e seguenti. La casella 1 deve essere barrata per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale IVA precedente l’ingresso nel Gruppo IVA;
nel rigo VX2 è stato inserito il campo 2, riservato ai soggetti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA di cui agli artt. 70-bis e seguenti, va indicata la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, (pari all’ammontare dei versamenti IVA effettuati con riferimento al 2018) da trasferire al Gruppo IVA dal 1° gennaio 2019;
nel rigo VO34 è stata inserita la casella 3 che deve essere barrata dai contribuenti che avendo optato, nel corso del 2015, per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 98 del 2011, revocano la scelta effettuata e accedono, dal 2018, al regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014;
nella sezione 1, righi da VG2 a VG4, è stata introdotta la casella 7 “Soggetto estero” e nella sezione 2 è stata introdotta la casella 6 “Soggetto estero”. Tali caselle devono essere barrate nel caso in cui il soggetto non residente che detiene il controllo sia privo di una posizione IVA nel territorio dello Stato.
Si ricorda, inoltre, che è prevista dal 2019 l'abolizione dello Spesometro e l'introduzione dell'Esteromentro.
Resta inoltre valido quanto stabilito con la pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate del Modello e delle istruzioni per la Dichiarazione Iva 2019:
dal 2018, la comunicazione dell'opzione per la liquidazione dell’Iva di gruppo dovrà essere fatta mediante la dichiarazione annuale Iva compilando il quadro VG;
nel quadro VX sono stati inseriti i righi VX7 e VX8 per l’indicazione da parte delle società partecipanti alla liquidazione IVA di gruppo per l’intero anno, rispettivamente, dell’IVA dovuta o dell’IVA a credito da trasferire alla controllante;
il quadro VH è stato modificato prevedendone, tra le altre cose, la compilazione esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA;
sono stati rinominati i righi VE38 e VJ18 relativi alle cessioni e agli acquisti effettuati in regime di split payment riguardanti la PA e le società previste dal nuovo comma 1-bis dell’articolo 17-ter del Dpr 633/1972.
L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 23564/2019, ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2019, concernenti i dati dell’anno 2018.
Il modello di Dichiarazione IVA 2019 fornito dall’Agenzia delle Entrate è costituito da:
il frontespizio, composto di due facciate;
un modulo, formato da più Quadri (VA, VB, VC, VD, VE, VF, VJ, VI, VH, VM, VK, VN, VL, VT, VX, VO, VG, VS, VV, VW, VY e VZ; in cui il contribuente indica i dati contabili e gli altri dati relativi all’attività svolta.
Con lo stesso provvedimento di emanazione del Modello Iva 2017 è stato approvato il Modello Iva Base 2019, composto da:
Chi può presentare il modello Iva Base 2019. Secondo quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, si possono avvalere del modello Iva base, può i soggetti Iva, persone fisiche e non, che nel corso dell’anno:
hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti per gli agricoltori o per le agenzie di viaggio;
hanno effettuato, in via occasionale, cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse;
non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni e acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione e importazioni, ecc.);
non hanno effettuato acquisti e importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond non hanno partecipato a operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.
Le modalità e i termini per la presentazione del modello Iva Base/2019 sono le stesse previste per la presentazione del modello ordinario.
Le novità, tuttavia, non riguardano solamente il termine di presentazione della Dichiarazione IVA, bensì sono stati apportati cambiamenti anche per quanto riguarda la compilazione e le istruzioni relative al modello.
Vediamo ora cosa si dichiara nei singoli quadri e quali sono i righi più importanti del modello.
Il quadro VA contiene le informazioni e i dati relativi all’attività. Nello specifico è formato da due sezioni in cui vengono indicati rispettivamente i dati analitici generali e i dati riepilogativi relativi a tutte le attività.
La prima sezione contiene alcuni dati analitici riguardanti l’attività o le attività gestite con autonoma contabilità, mentre la seconda sezione è di tipo riepilogativo di tutte le attività svolte da ogni soggetto. Nel caso di contribuente che eserciti un’unica attività, e in assenza di trasformazioni sostanziali soggettive, le due sezioni devono essere compilate sull’unico modulo.
Contribuente con più attività. Qualora il contribuente eserciti più attività con contabilità separate ai sensi dell’art. 36 oppure se nell’anno d’imposta sono avvenute fusioni, scissioni o altre operazioni straordinarie ovvero trasformazioni sostanziali soggettive (successione ereditaria, conferimento d’azienda, ecc.), devono essere presentati tanti moduli e compilate tante sezioni 1 quante sono le attività separate ovvero i soggetti partecipanti all’operazione straordinaria, mentre la sezione 2 deve essere compilata una sola volta per ciascun soggetto indicandovi il riepilogo dei dati. In caso di compilazione di più moduli, questi devono essere numerati in ordine progressivo, compilando gli appositi campi posti in alto a destra.
Il quadro VB raccoglie i dati relativi agli estremi identificativi dei rapporti finanziari. Nei righi di tale quadro vanno indicati gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui all’articolo 7, sesto comma, del d.P.R. n. 605 del 1973 (ad esempio banche, società Poste italiane spa, etc.) in essere nel periodo di imposta oggetto della Dichiarazione IVA 2019.
I quadri VC e VD riguardano gli esportatori e operatori assimilati e la cessione del credito. Rispettivamente accolgono i dati relativi agli acquisti e importazioni senza applicazione dell’IVA relativi a tutte le attività esercitate (quadro VC); mentre il quadro VD raccoglie i dati relativi alla cessione del credito IVA da parte delle SGR, secondo quanto previsto dall’art.8 d.l. n.351/2001.
Il quadro VE è di importanza fondamentale nella Dichiarazione IVA in quanto relativo alla determinazione del volume d’affari (ossia l’ammontare delle operazioni effettuate all’interno dello Stato, delle operazioni intracomunitarie, delle operazioni verso paesi extra- UE e delle operazioni non soggette ad IVA per le quali è stata emessa fattura) e dell’imposta relativa alle operazioni imponibili. Il volume d’affari è indicato al rigo VE50.
I soggetti che a partire dall’anno d’imposta 2019 si avvalgono del regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, devono tenere conto nella presente dichiarazione anche dell’imposta dovuta in relazione alle operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli altri soggetti indicati nel quinto comma dell’art. 6 e alle operazioni effettuate ai sensi dell’art. 32-bis del decreto-legge n. 83 del 2012, per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità (art. 1, comma 62, della legge n. 190 del 2014). Tali operazioni devono essere indicate nei righi corrispondenti alle aliquote applicate e nel caso in cui abbiano concorso a determinare il volume d’affari di anni precedenti il relativo imponibile deve essere compreso nel rigo VE39.
Nei righi da VE1 a VE11, in corrispondenza dell’aliquota indicata, vanno riportati gli importi delle operazioni per le quali si è verificata l’esigibilità dell’imposta nell’anno 2018 annotate o da annotare nel registro delle fatture emesse (art. 23) e/o nel registro dei corrispettivi (art. 24), tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26 registrate per lo stesso anno.
Dallo scorso anno sono stati inseriti tre nuovi righi (VE5, VE6 e VE10) dove indicare le operazioni attive con percentuali di compensazione del 7,65 per cento, del 7,95 per cento e del 10 per cento.
Nella sezione 2 è sempre presente il rigo VE21 dove indicare le operazioni attive con aliquota del 5 per cento, per le prestazioni socio-sanitarie. Nella sezione 4 il campo 7 del rigo VE35 riporta l’indicazione “Cessioni di prodotti elettronici” per l’esposizione specifica delle cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione.
Nel rigo VE24 va indicato il totale degli imponibili e delle imposte, determinato sommando gli importi riportati ai righi da VE1 a VE11 e da VE20 a VE23, rispettivamente della colonna degli imponibili e della colonna delle imposte.
L’Agenzia delle Entrate specifica che l’imposta indicata al rigo VE24 può essere diversa dal totale dell’imposta risultante dal registro delle fatture emesse o dal registro dei corrispettivi.
La differenza può derivare da vari elementi come arrotondamenti d’imposta operati in fattura (art. 21, comma 2, lett. l); imposta indicata in fattura in misura superiore a quella reale (art. 21, comma 7) in ordine alla quale non sia stata annotata la variazione in diminuzione; arrotondamenti all’unità di euro operati in dichiarazione.
Inoltre nel rigo devono essere indicate le variazioni in aumento e in diminuzione di sola imposta, registrate nell’anno 2018 e relative ad operazioni registrate negli anni precedenti. Nel rigo deve essere altresì compreso l’ammontare dell’IVA versata per la regolarizzazione del c.d. splafonamento. Tale differenza va riportata al rigo VE25, indicando all’interno del campo stesso il segno (+) se il totale dell’imposta risultante dai registri è maggiore dell’imposta calcolata, ovvero il segno (–) in caso contrario.
Quindi nel rigo VE25 vanno indicati le variazioni e gli arrotondamenti di imposta relativi alle operazioni di cui ai righi da VE1 a VE11 e da VE20 a VE23.
Mentre nel rigo VE26 va indicato il totale dell’IVA sulle operazioni imponibili, che si ottiene aumentando o diminuendo l’importo risultante al rigo VE24 dell’ammontare delle variazioni in più o in meno indicato al rigo VE25.
Una novità del quadro VE già presente lo scorso anno con la dichiarazione IVA 2018 è che nella sezione 4 il rigo VE38 è stato rinominato “Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter” per l’esposizione delle operazioni effettuate, oltre che nei confronti delle pubbliche amministrazioni, anche nei confronti delle società elencate nel nuovo comma 1-bis dell’art. 17-ter con il meccanismo dello “split payment”.
Le modifiche al citato art. 17-ter (apportate dall’art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96) si applicano alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017. Quindi in tale quadro vanno indicate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell’art. 17-ter e per le quali l’imposta deve essere versata dai cessionari o committenti in applicazione delle disposizioni contenute nel citato art. 17-ter.
Nel rigo VE39 deve essere indicato l’ammontare delle operazioni che hanno concorso al volume d’affari dell’anno o degli anni precedenti e per le quali nell’anno 2017 si è verificata l’esigibilità dell’imposta. Con tale indicazione il volume d’affari diminuisce ma senza essere preceduto dal segno “meno”.
Al rigo VE40 vanno indicate le operazioni al netto dell’IVA che non rientrano nel volume d’affari. Si tratta delle cessioni di beni ammortizzabili e dei passaggi interni secondo quanto disposto dall’art. 20 e all’art. 36, ultimo comma. L’importo indicato in tale rigo diminuisce il volume d’affari dell’anno.
Non concorrono alla formazione del volume d’affari anche le cessioni di beni ammortizzabili effettuate nell’ambito del regime speciale del margine previsto per i beni usati, d’antiquariato, ecc. In tale ipotesi, nel rigo deve essere computato il corrispettivo di vendita diminuito dell’imposta relativa al margine “analitico” calcolato per ciascuna cessione.
Il quadro VF riassume le operazioni passive e l’IVA ammessa in detrazione, indicata al rigo VF71. Il quadro in oggetto è formato da 4 sezioni in cui rispettivamente si raccolgono i dati relativi all’ammontare degli acquisti effettuati nel territorio dello Stato, nei paesi appartenenti all’UE e le importazioni. Inoltre, vanno indicati separatamente (alla sez. 2) il totale acquisti e importazioni, totale imposta, acquisti intracomunitari, importazioni e acquisti da San Marino.
Nei righi da VF1 a VF13 vanno indicati gli acquisti all’interno, gli acquisti intracomunitari e le importazioni assoggettati ad imposta, per i quali nel 2017 si è verificata l’esigibilità ed è stato esercitato il diritto alla detrazione, da riportare in corrispondenza delle aliquote o delle percentuali di compensazione prestampate. In tali righi vanno inoltre inclusi anche gli acquisti effettuati negli anni precedenti e per i quali l’imposta è divenuta esigibile (art. 6, quinto comma, art. 32-bis del decreto legge n. 83 del 2012 e art. 17-ter).
Così come per il quadro VE, per il quadro VF è stato soppresso il rigo VF3, dove andavano indicate le operazioni passive con percentuale di compensazione del 7 per cento, mentre sono presenti i righi (VF3, VF6 e VF7) dove indicare le operazioni passive, rispettivamente, con aliquota del 5 per cento e con percentuali di compensazione del 7,65 per cento e del 7,95 per cento. Nella sezione 3-B è stato soppresso il rigo VF41, dove andavano indicate le operazioni attive con percentuale di compensazione del 7 per cento, inoltre sono stati inseriti tre nuovi righi (VF43, VF44 e VF48) dove indicare le operazioni attive con percentuali di compensazione, rispettivamente, del 7,65 per cento, del 7,95 per cento e del 10 per cento.
L’IVA ammessa in detrazione è determinata alla sezione 3 e riportata alla sezione 4 al rigo VF71.
Il rigo VF71 deve essere sempre compilato da parte di tutti i contribuenti per l’indicazione dell’IVA ammessa in detrazione. La compilazione di tale rigo deve tener conto del totale delle rettifiche di cui al rigo VF70.
Al rigo VF70 infatti vanno indicate le rettifiche d’imposta dovute ad eventuali variazioni del diritto alla detrazione. In particolare relativamente agli acquisti effettuati in anni precedenti all’anno impositivo a cui la dichiarazione Iva 2019 si riferisce, ma registrati nell’anno cui si riferisce la dichiarazione annuale, qualora la percentuale di detrazione applicabile nell’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto sia differente rispetto a quella da applicare nell’anno 2018 si rende necessario calcolare l’imposta ammessa in detrazione per entrambi gli anni di riferimento. La differenza risultante dal confronto operato tra le due misure di detrazione come sopra calcolate deve essere compresa in aumento o in diminuzione dell’eventuale importo indicato nel presente rigo.
Regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014. I soggetti che a partire dall’anno d’imposta 2019 si avvalgono del regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, devono indicare nel rigo VF70 l’eventuale imposta dovuta per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 1, comma 61, della legge n. 190 del 2014. Lo stesso rigo deve essere compilato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è avvenuto il passaggio al regime ordinario indicando l’eventuale imposta a credito per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 1, comma 61, della legge n. 190 del 2014.
Per determinate tipologie di operazioni la determinazione dell’imposta è riportata al quadro VJ.
Nello specifico il quadro VJ è riservato all’indicazione di particolari tipologie di operazioni per le quali l’imposta è dovuta da parte del cessionario ovvero da parte di soggetti operanti in particolari settori di attività per le provvigioni da loro corrisposte. Nel quadro devono essere indicati l’imponibile e l’imposta relativi alle predette operazioni, tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26. Ai fini della detrazione le operazioni indicate nel presente quadro devono essere riportate nel quadro VF.
In particolare il rigo VJ16 è denominato “Acquisti di prodotti elettronici” per l’esposizione specifica degli acquisti di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione.
Inoltre essendo state modificate le modalità di assolvimento dell’Iva in caso di estrazione di beni dai depositi Iva di cui all’articolo 50-bis, del Dl 331/1993, nel rigo VJ2 vanno indicate le operazioni di estrazione di beni dai depositi IVA, diverse da quelle per le quali l’imposta è versata dal gestore del deposito in nome e per conto del soggetto che procede all’estrazione.
Il quadro VI relativo alle dichiarazioni d’intento è stato modificato soprattutto a fronte delle modifiche apportate a tali dichiarazioni. È stata soppressa la colonna 3 dei righi da VI1 a VI6, dove andava indicato, in assenza del numero di protocollo attribuito dall’Agenzia alla dichiarazione di intento trasmessa in via telematica, il numero progressivo assegnato alla dichiarazione d’intento dall’esportatore abituale. Il quadro VI è riservato ai fornitori di esportatori abituali, nella dichiarazione devono essere riepilogate le dichiarazioni di intento relative all’anno d’imposta 2018.
Quadro VH. Per la dichiarazione IVA 2019 (relativa all’anno d’imposta 2018) il quadro VH è stato modificato prevedendone la compilazione esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.
Il quadro presenta:
i righi VH4, VH8, VH12 e VH16 per la separata indicazione delle risultanze delle liquidazioni periodiche trimestrali;
a margine di ciascun rigo la colonna 3 “Subfornitori”;
a margine dei ì righi VH4, VH8, VH12 e VH16, la colonna 4 “Liquidazione anticipata” da barrare da parte dei contribuenti con liquidazioni miste (mensili e trimestrali) che decidono di compensare le risultanze delle liquidazioni trimestrali con quelle dell’ultimo mese del trimestre;
la soppressione della colonna 3 “Ravvedimento”.
Quindi il quadro VH deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. In tal caso, vanno indicati tutti i dati richiesti, compresi quelli non oggetto di invio, integrazione o correzione.
Nell’ipotesi particolare in cui l’invio, l’integrazione o la correzione comporti la compilazione senza dati del presente quadro (ad esempio, il risultato delle liquidazioni è pari a zero) occorre comunque barrare la casella “VH” posta in calce al quadro VL nel riquadro “Quadri compilati”. Qualora i dati omessi, incompleti o errati non rientrino tra quelli da indicare nel presente quadro, questo non va compilato.
Nei righi che vanno dal VH1 al VH16 devono essere indicati i dati (IVA a credito ovvero IVA a debito) risultanti dalle liquidazioni periodiche eseguite. Nello specifico nei righi VH15 e VH16, deve essere indicato il risultato della relativa liquidazione sottraendo l’ammontare dell’acconto eventualmente dovuto.
I contribuenti che hanno effettuato le liquidazioni trimestrali devono indicare i dati relativi alle liquidazioni periodiche nei righi VH4, VH8, VH12 e VH16.
Nel rigo VH17 è contenuto l’importo dell’acconto Iva dovuto con indicazione del metodo di calcolo dello stesso.
Anche nella Dichiarazione IVA 2019 (relativa all’anno d’imposta 2018) è presente il quadro VM che ha sostituito la sezione II del quadro VH del modello precedente, denominata “Versamenti immatricolazione auto UE”.
Il quadro VK è invece riservato esclusivamente agli enti o società controllanti e alle controllate di cui all’art. 73 che hanno partecipato nell’anno d’imposta alla liquidazione dell’IVA di gruppo e si presenta suddiviso in tre sezioni.
Il quadro VN è riservato a coloro che nel 2018 hanno presentato dichiarazioni integrative a favore ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998 (comma introdotto dall’art. 5 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225) oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento delle dichiarazioni integrative. Va quindi inserito l’anno a cui si riferisce la dichiarazione integrativa a favore e il maggior credito che ne è scaturito.
Il quadro VL è il quadro in cui va indicata la liquidazione dell’imposta dell’anno. Nella sezione 1 va indicata l’IVA dovuta o l’IVA a credito scaturita dal periodo d’imposta come differenza dell’IVA a debito (rigo VL1) e l’IVA detraibile (rigo VL2).
Nella sezione 2 è riportato il credito dell’anno precedente, inoltre è stato introdotto il rigo VL11 per indicare il credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle dichiarazioni integrative presentate nel 2017 ai sensi del comma 6-quater dell’art. 8 del d.P.R. n. 322 del 1998.
Infine nella sezione 3 è riportato il calcolo dell’IVA a debito o a credito scaturente da tutte le attività esercitate dal contribuente.
In fondo alla sezione, precisamente al rigo VL38 va indicato il totale dell’IVA dovuta che si ricava sottraendo all’importo riportato nel rigo VL32 i crediti eventualmente utilizzati (VL34 + VL35) e sommando gli interessi trimestrali dovuti (VL36) indicati al rigo VX1 nel caso in cui lo stesso sia superiore a 10,33 (10,00 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione).
Al rigo VL39 si indica il totale dell’IVA a credito risultante dal rigo VL33. Le società di gestione del risparmio che abbiano ceduto ai sensi dell’art. 8 del d.l. n. 351 del 2001 tutto o parte del credito IVA evidenziato al rigo VL33 devono indicare nel presente rigo il risultato ottenuto dalla differenza tra gli importi di rigo VL33 e rigo VL37.
Il quadro VT prevede la separata indicazione delle operazioni effettuate nei confronti di consumatori finali e soggetti IVA. Quindi una volta indicato il totale delle operazioni imponibili, di tale importo va indicato quanto relativo ad operazioni verso consumatori finali e quanto verso soggetti IVA. Delle prime, inoltre, va indicata la ripartizione territoriale.
Il quadro VX, invece, contiene i dati relativi all’IVA da versare o all’IVA a credito. Qualora la dichiarazione sia composta da più moduli, il quadro VX va compilato solo nel modulo n. 01.
Nel quadro VX sono stati inseriti i righi VX7 e VX8 per l’indicazione da parte delle società partecipanti alla liquidazione IVA di gruppo per l’intero anno, rispettivamente, dell’IVA dovuta o dell’IVA a credito da trasferire alla controllante.
Nel rigo VX1 va indicato l’importo da versare (o da trasferire, da parte delle società controllanti e controllate), cioè quanto riportato al rigo VL38. Qualora fosse stato compilato il rigo VL40, l’importo da indicare è costituito dalla differenza tra gli importi indicati nei righi VL38 e VL40. Il presente rigo non deve essere compilato nell’ipotesi in cui il totale dell’IVA dovuta risulti pari o inferiore a 10,33 euro.
Nel rigo VX2 va indicato l’eventuale importo a credito, quindi l’ammontare dell’eccedenza annuale d’imposta detraibile di cui al rigo VL39, da ripartire tra i successivi righi VX4, VX5 e VX6. In caso di compilazione del rigo VL40, deve essere riportata la somma degli importi di cui ai righi VL39 e VL40. Nel rigo VX2, dalla Dichiarazione Iva 2019, è stato inserito il campo 2, riservato ai soggetti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA di cui agli artt. 70-bis e seguenti. in take campo va indicata la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti IVA effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo IVA dal 1° gennaio 2019.
Al rigo VX3 è indicata l’importo versato in eccesso rispetto a quello che si sarebbe dovuto versare. L’indicazione nel rigo dell’importo versato in eccesso costituisce un credito che i contribuenti potranno:
detrarre o compensare nell’anno successivo al 2018;
chiedere a rimborso, qualora sussistano le condizioni e i requisiti elencati nell’art. 30.
In quest’ultimo caso, l’importo di tali eccedenze dovrà essere compreso nel rigo VX4, campo 1. Infatti il rigo VX4 è riservato ai contribuenti IVA che intendono chiedere il rimborso del credito d’imposta emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2018.
Nelle ipotesi previste dall’articolo 30, comma 3, o dall’articolo 34, comma 9, il rimborso del credito IVA compete solo se l’eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione annuale è superiore a euro 2.582,28 ma può essere richiesto anche per un importo inferiore. In caso di cessazione di attività, il rimborso compete senza limiti di importo.
Un’ulteriore novità è la riduzione a 5.000 euro del limite al di sopra del quale è necessario il visto di conformità in dichiarazione. Nel rigo VX5 va indicato l’importo che si intende riportare in detrazione nell’anno successivo o che si intende compensare nel modello F24. Ai sensi dell’art. 17, comma 1, del d.lgs. n. 241 del 1997, l’utilizzo in compensazione del credito IVA annuale per un importo superiore a 5.000 euro può essere effettuato a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui tale credito emerge.
Inoltre, per poter utilizzare in compensazione importi superiori ai 5.000 euro è necessaria l’apposizione del visto di conformità alla dichiarazione. In alternativa all’apposizione del visto di conformità è possibile far sottoscrivere la dichiarazione dall’organo incaricato ad effettuare il controllo contabile. Il limite è elevato a 50.000 euro per le start up innovative dall’art. 4, comma 11-novies, del decreto-legge n. 3 del 2015.
Novità del quadro VX. Anche per la Dichiarazione IVA 2019 nel rigo VX4 è presente il campo 9 denominato “Interpello”. La compilazione di tale campo è riservata ai soggetti che hanno presentato istanza di interpello ai fini della disapplicazione della disciplina delle società non operative e/o della disciplina delle società in perdita sistematica secondo quanto previsto dal comma 4-bis dell’articolo 30 della legge n.724 del 1994, invece che dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Il quadro VO serve per comunicare le opzioni e le revoche in materia di IVA e di imposte sui redditi, tenendo conto del comportamento concludente assunto dal contribuente durante l’anno d’imposta. Qualora il contribuente sia esonerato dalla presentazione della dichiarazione annuale, il quadro VO deve essere presentato in allegato alla dichiarazione dei redditi.
Nel rigo VO26 va fatta la comunicazione da parte delle imprese minori dell’opzione per la tenuta dei registri IVA senza separata indicazione degli incassi e dei pagamenti, prevista dall’art. 18, comma 5, del d.P.R. n. 600 del 1973. Nel rigo VO34 è stata eliminata la casella 3.
Nella sezione 1, al rigo VO11, la casella 28 serve per comunicare la revoca dell’opzione per l’applicazione dell’IVA nello Stato comunitario (Repubblica di Croazia) di destinazione dei beni, esercitata dai contribuenti che effettuano cessioni intracomunitarie di beni in base a cataloghi, per corrispondenza e simili.
Al rigo VO33, la casella 1 deve essere barrata dai contribuenti che essendo in possesso dei requisiti per l’applicazione del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti e professioni, hanno optato, nell’anno 2017, per la determinazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari. La casella 2 deve essere barrata per comunicare la revoca dell’opzione (circolare n. 11/E del 13 aprile 2017, par. 6.7).
Dalla dichiarazione Iva 2019 è stata introdotta la casella 3 nel rigo VO34. Tale casella va barrata da chi nel 2015 aveva scelto di aderire al regime fiscale di vantaggio e che revocano la scelta effettuata e accedono, dal 2018, al regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014.
Il quadro VG è il quadro di adesione al regime previsto per le società controllanti e controllate. Si tratta di un quadro istituito lo scorso anno ed è riservato agli enti o società commerciali controllanti che intendono avvalersi, per il 2018, della particolare procedura di compensazione dell’IVA prevista dal decreto ministeriale 13 dicembre 1979, recante le norme di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 73, ultimo comma (come sostituito dal comma 27 dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232), relativamente ad una o più società commerciali considerate «controllate» ai sensi della disciplina in esame. ’ente o società commerciale controllante comunica all’Agenzia delle Entrate l’esercizio dell’opzione per la procedura compilando il quadro VG nella dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto presentata nell’anno solare a decorrere dal quale intende esercitare l’opzione.
Modifiche al quadro VG per il 2019. Nella sezione 1, righi da VG2 a VG4, è stata introdotta la casella 7 “Soggetto estero”. Nella sezione 2 è stata introdotta la casella 6 “Soggetto estero”. Le nuove caselle devono essere barrate nel caso in cui il soggetto non residente che detiene il controllo sia privo di una posizione IVA nel territorio dello Stato.
Il modello di Dichiarazione Iva 2019 riferita al periodo d’imposta 2018 si compone inoltre dei quadri: VS, VV, VW, VY e VZ.
Tali quadri costituiscono il prospetto IVA 26PR/2018, facenti parte della dichiarazione annuale IVA, sono riservati agli enti e società controllanti che riepilogano i dati della liquidazione dell’IVA di gruppo (art. 73 e decreto ministeriale 13 dicembre 1979, come modificato dal decreto ministeriale 13 febbraio 2017).
La società controllante deve consegnare all’agente della riscossione territorialmente competente sia le garanzie prestate dalle singole società, relativamente alle proprie eccedenze di credito compensate, sia le garanzie prestate dalla controllante per l’eccedenza di credito di gruppo compensata, ai sensi dell’art. 6, del decreto ministeriale 13 dicembre 1979. Si precisa che le garanzie prestate dalle singole società controllate, ancorché presentate dalla società controllante, devono essere intestate all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente in relazione a ciascuna società controllata.
Il quadro VS si compone di 3 sezioni; nella prima sezione dal rigo VS1 al rigo VS12 vanno indicate tutti i soggetti partecipanti (compresa la controllante) alla compensazione dell’IVA per il 2018.
Nella sezione 2, composta dai righi dal VS20 al VS22 l’importo totale chiesto a rimborso annuale per i soggetti in possesso dei requisiti di legge e il numero di tali soggetti; inoltre al rido VS21 vanno indicati il numero complessivo dei soggetti che hanno partecipato alla liquidazione di gruppo, compresa la controllante ed il numero dei soggetti che hanno fruito di particolari agevolazioni agli effetti dell’IVA a seguito di eventi eccezionali. Infine nel rigo VS22 va riportato il numero di soggetti che hanno compensato la propria eccedenza di credito nella liquidazione di gruppo ed il numero di soggetti esonerati dalla prestazione della garanzia.
Nella sezione 3 del quadro VS, al rigo VS30 devono essere indicate le eccedenze di credito residue delle società del gruppo che, non avendo trovato compensazione nel 2016 ai sensi dell’art. 6 del decreto ministeriale 13 dicembre 1979 e, non essendo state quindi garantite, sono state portate in detrazione nell’anno 2017 dalla controllante ed hanno trovato compensazione con corrispondenti eccedenze di debito di altre società del gruppo nel corso dello stesso anno.
Il quadro VV, presente dalla Dichiarazione IVA 2019, deve essere compilato solo se si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA di gruppo (cfr. risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017).
Nel quadro VV devono essere riportati i dati contabili riferiti alle liquidazioni periodiche effettuate dall’ente o società controllante per l’intero gruppo, conseguenti alle liquidazioni periodiche trasferite dall’ente o società controllante e dalle società controllate, ed annotati nel registro riassuntivo previsto dall’art. 4 del decreto ministeriale 13 dicembre 1979, tenuto dalla capogruppo.
Nello specifico nel rigo VV17 indicare l’importo dell’acconto dovuto determinato per l’intero gruppo dalla società controllante (cfr. circolare n. 52 del 3 dicembre 1991) ed il metodo di calcolo dello stesso.
Il quadro VW è il riepilogo degli importi ai fini della liquidazione annuale del debito o credito di imposta del gruppo.
Così come spiegato dalle istruzioni di compilazione della Dichiarazione Iva, presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, per compilare il quadro VW del modello occorre considerare i quadri VL e VK delle dichiarazioni relative alle società che hanno partecipato per il 2018, per l’intero anno o per una frazione dello stesso, alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, tenendo conto anche dei moduli relativi a società danti causa in operazioni straordinarie che hanno partecipato alla medesima procedura.
Mentre non devono essere considerati i quadri VL e VK dei moduli contenuti nelle predette dichiarazioni e relativi a società, esterne alla medesima procedura, danti causa in operazioni straordinarie. Qualora i dati omessi, incompleti o errati non rientrino tra quelli da indicare nel quadro VW, questo non va compilato.
Essenzialmente il quadro VW si compone di due sezioni: nella prima è evidenziato il calcolo dell’IVA dovuta o a credito per il periodo d’imposta a cui la dichiarazione IVA si riferisce; nella seconda sezione si procede alla determinazione dell’IVA a debito o a credito.
Sempre in materia di Iva di gruppo, nel quadro VY va riportata l’Iva da versare o l’ammontare del credito d’imposta di gruppo.
In particolare con la compilazione del rigo VY4, l’ente o società controllante procede a chiedere a rimborso il credito emergente dal prospetto riepilogativo del gruppo. Nello specifico il rimborso può essere richiesto solo dall’ente o società controllante in relazione alle società facenti parte del gruppo cui si riferisce l’eccedenza di credito, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 30 (cfr. circolare n. 13 del 5 marzo 1990).
L’ultimo quadro della Dichiarazione Iva 2019 è il quadro VZ. In tale quadro vanno indicate le eccedenze detraibili di gruppo relative agli anni precedenti.
Il quadro VZ deve essere compilato solo in caso di richiesta di rimborso della minore eccedenza detraibile dell’ultimo triennio, prevista dall’art. 30, comma 4, che può essere effettuata solo dalla società controllante nel caso in cui abbia riportato, nei due anni immediatamente precedenti cioè 2015 e 2016, una eccedenza di credito di gruppo computandola in detrazione nell’anno successivo, ed abbia rilevato, anche per l’anno d’imposta 2017 una eccedenza di credito di gruppo.
La Dichiarazione IVA 2019, relativa al periodo d’imposta 2018 deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2019, secondo quanto previsto all’articolo 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni. Quindi il 30 aprile 2019 è il termine ultimo per l’invio della Dichiarazione IVA 2019.
Tuttavia, Ai sensi degli articoli 2 e 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Quelle presentate, invece, con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, tuttavia costituiscono comunque titolo per la riscossione dell’imposta che ne risulti dovuta.
La Dichiarazione IVA 2019 va presentata esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 30 aprile 2019 e può essere trasmessa:
tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni;
tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni);
tramite società appartenenti al gruppo.
Le dichiarazioni presentate dal contribuente obbligato alla presentazione telematica tramite un ufficio postale sono da ritenersi non redatte in conformità al modello approvato e, di conseguenza, sarà applicabile la sanzione prevista dall’art. 8, comma 1, del d.lgs. 471 del 1997 (vedere circolare n. 54/E del 19 giugno 2002).
Vediamo nello specifico le varie modalità di presentazione della Dichiarazione IVA 2019.
Presentazione diretta:
I soggetti che scelgono di trasmettere in proprio la Dichiarazione IVA devono utilizzare i servizi telematici Entratel o Fisconline. I soggetti diversi dalle persone fisiche effettuano la trasmissione telematica della dichiarazione tramite i propri incaricati, nominati secondo le modalità descritte nella circolare n. 30/E del 25 giugno 2009 e nel relativo allegato tecnico.
I soggetti non residenti, che si sono identificati direttamente ai fini IVA nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 35-ter, presentano la dichiarazione tramite il servizio telematico Entratel, l’abilitazione al servizio telematico Entratel viene rilasciata dal Centro Operativo di Pescara contestualmente all’attribuzione della Partita IVA.
Presentazione tramite intermediari abilitati:
Gli intermediari di cui all’art. 3, comma 3, del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, hanno l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate telematicamente sia le dichiarazioni da loro predisposte per il dichiarante sia quelle predisposte dal dichiarante stesso ma per le quali hanno assunto l’impegno alla presentazione.
Gli intermediari obbligati alla presentazione telematica delle dichiarazioni sono:
gli iscritti negli albi dei Dottori Commercialisti, dei Ragionieri e periti commerciali e dei Consulenti del Lavoro;
gli iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli dei periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria;
gli iscritti negli albi degli avvocati;gli iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al d.lgs. 21 gennaio 1992, n. 88;le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all’art. 32, comma 1, lettere a), b) e c), del d.lgs. n. 241 del 1997;
Caf – dipendenti;
Caf – imprese;
coloro che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale;i notai iscritti nel ruolo indicato nell’art. 24 della legge 16 febbraio 1913, n. 89;
gli iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari.
Sono infine obbligati alla presentazione telematica delle dichiarazioni gli studi professionali e le società di servizi in cui almeno la metà degli associati o più della metà del capitale sociale sia posseduto da soggetti iscritti in alcuni albi, collegi o ruoli, come specificati dal decreto dirigenziale 18 febbraio 1999.
Presentazione tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni):
Le Amministrazioni, anche quelle con ordinamento autonomo, devono presentare la Dichiarazione IVA telematicamente, tramite il servizio Entratel e nei i termini stabiliti dall’art. 4 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni.
Le amministrazioni possono avvalersi di altri soggetti incaricati per la trasmissione telematica delle dichiarazioni e cioè:
del Ministero dell’Economia e delle Finanze anche tramite il proprio sistema informativo, per le dichiarazioni delle amministrazioni dello Stato per le quali, nel periodo d’imposta cui le stesse si riferiscono, ha disposto l’erogazione sotto qualsiasi forma di compensi od altri valori soggetti a ritenuta alla fonte;
delle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per le dichiarazioni degli uffici o delle strutture ad esse funzionalmente riconducibili.
La presentazione telematica delle dichiarazioni da parte dei soggetti pubblici deve essere effettuata secondo le modalità stabilite dall’art. 3 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni e può riguardare non solo la dichiarazione annuale IVA, anche la dichiarazione dei sostituti d’imposta e la dichiarazione IRAP.
Presentazione tramite società del gruppo:
Nell’ambito di gruppi societari, in cui almeno una società o ente sia obbligato alla presentazione delle dichiarazioni per via telematica, la trasmissione delle stesse può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo esclusivamente attraverso il servizio telematico Entratel.
Tale modalità di presentazione è prevista per le società e gli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato ai sensi del d.lgs. 9 aprile 1991, n. 127 e del d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 87 e alle imprese soggette all’IRES (imposta sul reddito delle società) indicate nell’elenco di cui al comma 2, lett. a), dell’art. 38 del predetto d.lgs. n. 127 e nell’elenco di cui al comma 2, lett. a), dell’art. 40 del predetto d.lgs. n. 87.
La società del gruppo può effettuare la presentazione per via telematica delle dichiarazioni delle altre società che appartengono al medesimo gruppo nel momento in cui viene assunto l’impegno alla presentazione della dichiarazione.
Le società e gli enti che assolvono all’obbligo di presentazione per via telematica rivolgendosi ad un intermediario abilitato o ad una società del gruppo non sono tenuti a richiedere l’abilitazione alla trasmissione telematica.
Qualora dalla Dichiarazione IVA risulti un saldo IVA a debito, l’importo deve essere versato entro il 16 marzo nel caso in cui il relativo importo superi euro 10,33 (10,00 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione).
Se il termine di pagamento cade di sabato o in un giorno festivo, detto termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.
I contribuenti con Iva a debito risultante dalla Dichiarazione Iva 2019 possono versare il saldo Iva in unica soluzione ovvero rateizzare ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
Le rate devono essere di pari importo e la prima rata deve essere versata entro il termine previsto per il versamento dell’IVA in unica soluzione, quindi il 16 marzo che per il 2019 è spostato al 18 marzo.
Le rate successive alla prima devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza ed in ogni caso l’ultima rata non può essere versata oltre il 16 novembre. Sull’importo delle rate successive alla prima è dovuto l’interesse fisso di rateizzazione pari allo 0,33% mensile, pertanto la seconda rata deve essere aumentata dello 0,33%, la terza rata dello 0,66% e così via fino all’ultima rata.
Il versamento del saldo IVA può essere differito alla scadenza prevista per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo, tenendo conto dei termini di versamento previsti dall’art. 17, comma 1, del d.P.R. n. 435/2001 (artt. 6, comma 1, e 7, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 542 del 1999, come modificati dall’art. 7-quater, comma 20, del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225).
Quindi riassumendo, i contribuenti possono versare il saldo Iva:
entro il 16 marzo in un’unica soluzione oppure rateizzare maggiorando dello 0,33% mensile l’importo di ogni rata successiva alla prima;
in unica soluzione entro il 30 giugno con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivi al 16 marzo oppure rateizzare dalla data di pagamento, maggiorando dapprima l’importo da versare con lo 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivi al 16 marzo e quindi aumentando dello 0,33% mensile l’importo di ogni rata successiva alla prima.
È inoltre possibile differire il versamento del saldo IVA al termine fissato dal comma 2 dell’art. 17 del d.P.R. n. 435 del 2001 cioè al 30 luglio, applicando sulla somma dovuta al 30 giugno (al netto delle compensazioni) gli ulteriori interessi dello 0,40% (cfr. risoluzione n. 73/E del 20 giugno 2017).
Secondo quanto previsto dagli articoli 2 e 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate tardivamente e quindi oltre il 30 aprile 2019, sono valide salvo l’applicazione delle sanzioni previste per gli invii tardivi delle dichiarazioni.
Invece, in caso di dichiarazioni presentate oltre 90 giorni dalla scadenza del termine del 30 aprile 2019, le dichiarazioni si considerano omesse ma sono comunque ritenute valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Le sanzioni relative alla Dichiarazione IVA 2019 inviate entro 90 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 30 luglio 2019, prevedono il pagamento della sanzione ordinaria minima di 258 euro ridotta a 25 euro, ovvero corrispondente ad 1/10 del mimino previsto.
Per le dichiarazioni omesse, cioè quelle presentate, invece, con ritardo superiore a 90 giorni la sanzione ammonta dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e non può essere inferiore a 258,00 euro.
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References: provvedimento n. 
 provvedimento n. 
 art. 17
 art. 17
 art. 32
 art. 17