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Timestamp: 2017-07-26 12:43:59+00:00

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ACQUA :DIRITTO FONDAMENTALE ALLA VITA
ACQUA : DIRITTO FONDAMENTALE ALLA VITA
Con il referendum sull’acqua del giugno 2011 si è
definitivamente sancita la volontà dei cittadini di tutta Italia di mantenere
l’acqua come bene comune e pubblico e, dunque, esente dalle logiche di mercato
e di profitto. Tuttavia ancora intricata è la questione legata alla definizione
delle tariffe sulle bollette dell’acqua. Inoltre, se da una parte l’esito del
referendum ha determinato la fine degli investimenti privati nella gestione
delle risorse idriche, dall’altra il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica
e il gas (AEEG) sostiene che il settore idrico italiano ha bisogno di 65
miliardi di euro nei prossimi trent'anni, per un miglioramento degli impianti e
della distribuzione delle risorse.
PERCHE’ ANCORA PAGHIAMO LA BOLLETTA DELL’ACQUA?
Il diritto umano all’acqua è per tutti gli abitanti
del pianeta, perché l’acqua è un bene comune patrimoniale inalienabile
dell’umanità e fonte essenziale di vita per tutte le specie viventi. 1,5 miliardi di persone
non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi non beneficiano di nessun
servizio igienico-sanitario ; questo è il risultato di scelte economiche,
tecnologiche e produttive scellerate ed irresponsabili. In
realtà è uno scandalo che l’economia mondiale non sia capace di utilizzare
parte della ricchezza disponibile per finanziare l’accesso all’acqua
potabile e la costruzione di latrine da cui dipende la salute e la speranza di
vita di 2,6 miliardi di persone. Riporto di seguito il documento della Convenzione Globale per il Diritto all’Acqua:
fronte alla crisi idrica mondiale e considerando la scala di investimenti
tuttora richiesti per conseguire gli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio, Green
Cross International, il Segretariato Internazionale dell’Acqua e l’Alleanza per
l’Acqua Maghreb-Machrek hanno lanciato un’iniziativa in vista di promuovere un
effettivo governo dell’acqua internazionale. Si
è iniziato con un appello lanciato durante i Dialoghi della Terra organizzati
da Green Cross International a Lione nel 2002 a cui sono seguite esaurienti
consultazioni durante altri meeting internazionali come il Summit Mondiale
sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg, 2002), il Terzo Forum Mondiale
sull’Acqua (Kyoto, 2003), il Forum Universale delle Culture (Barcellona, 2004)
e i Dialoghi della Terra (Barcellona, 2004) – dal momento che tutte queste
circostanze offrono l’opportunità di unificare i risultati raggiunti fino ad
favorire l’accesso all’acqua e ai sevizi igienico-sanitari in quanto diritto
umano fondamentale è divenuta la linea operativa per eccellenza
Sebbene tale principio sia stato riconosciuto sin dal novembre 2002, come
statuito nel Commento generale n° 15 del Comitato delle Nazioni Unite sui
Diritti Economici, Sociali e Culturali, e che si sia fatto riferimento ad esso,
in modo esplicito o implicito, in diverse dichiarazioni e convenzioni
internazionali, si è comunque lontani dalla sua realizzazione ovunque. Si
devono ancora definire e spiegare i modi e i mezzi appropriati per adempiervi.
diritto all’acqua è essenziale per assicurare giustizia sociale, dignità,
equità e pace; e il suo adempimento garantirebbe una accesso all’acqua
sufficiente per tutti, accettabile e non discriminatorio, permettendo,
contemporaneamente, agli utenti di assumersi le proprie responsabilità.
momento che l’acqua è necessaria per diversi usi ed adempie a molteplici
funzioni per gli esseri umani, per gli ecosistemi acquatici e per lo sviluppo,
tale iniziativa – congiunta con altre azioni a favore del diritto fondamentale
all’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti – riafferma che
il riconoscimento e l’adempimento di tale diritto:
indispensabili alla realizzazione di altri diritti: il diritto alla vita, il
diritto alla dignità, il diritto alla salute, il diritto al cibo, il diritto
alla pace, il diritto ad un ambiente sicuro e il diritto allo sviluppo;
essenziali dal punto di vista di uno sviluppo sostenibile;
· rafforzerebbero
la partecipazione e la collaborazione di tutte le parti: considerato in quanto
diritto economico, culturale e sociale, il diritto all’acqua è una risorsa di
sinergie fra tutti gli attori dello sviluppo.
organizzazioni e i cittadini coinvolti nel processo che mira al riconoscimento
del diritto all’acqua rivendicano l’adozione di una Convenzione quadro a
supporto del diritto fondamentale di tutti all’acqua, e sollecitano fattori
decisionali politici a livello locale, nazionale e internazionale per
impegnarli ad adottare tale Convenzione internazionale ed adempiervi
introducendola, poi, nelle legislazioni nazionali e nelle carte corporative.
organizzazioni e i cittadini coinvolti in tale processo continueranno i loro
sforzi per assicurare che organismi, oltre il Comitato delle Nazioni Unite sui
Diritti Economici, Sociali e Culturali, tengano conto dell’accesso all’acqua e
che esso venga riconosciuto negli atti internazionali sui diritti umani e
introdotto in programmi educativi e campagne di istruzione.
FONDAMENTALI PER UNA CONVENZIONE QUADRO
SUL DIRITTO ALL’ACQUA
terzo della popolazione mondiale soffre di discriminazione in quanto non ha
accesso ad acqua potabile e a servizi igienico-sanitari.
cittadini del mondo considerano il diritto all’acqua come un diritto
inalienabile ed universale e rivendicano l’adozione di una Convenzione quadro
che stabilisca il diritto all’acqua, incluso il diritto all’acqua per la vita,
come legalmente vincolante, opponibile e universalmente accettato. Adottare
una simile Convenzione quadro aiuterà a chiarire le responsabilità individuali
e collettive degli Stati membri, così come aiuterà a chiarire le modalità per
introdurre il diritto all’acqua nei loro rispettivi sistemi giuridici e per
assicurarne l’adozione.
L’adozione di tale diritto è responsabilità di governi, organizzazioni
internazionali, istituzioni locali e finanziarie, operatori e tutti gli altri
attori sociali, che, uniti, devono assicurarne il riconoscimento, il rispetto e
come iniziativa cittadina, il corrente progetto mira, attraverso l’affermazione
di princìpi, a contribuire al chiarimento di tale diritto in vista di adottarlo
come Convenzione.
diritto all’acqua aiuterà a soddisfare gli impegni del Summit Mondiale di
Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile (2002) e a raggiungere gli obiettivi
stabiliti nella Dichiarazione del Millennio.
Convenzione sul Diritto all’Acqua non può limitarsi alla cooperazione Nord-Sud,
ma deve riguardare tutti gli stati e i loro popoli.
· l’acqua
è equivalente alla vita, in quanto è necessaria per diversi usi e adempie a più
funzioni per il genere umano e gli ecosistemi acquatici,
ha valore sociale, economico ed ecologico ed è chiave per lo sviluppo
non è un mero prodotto o una semplice merce,
è un bene pubblico,
è parte del retaggio comune dell’umanità.
Confermando che il diritto all’acqua è esplicitamente o implicitamente
riconosciuto negli accordi, negli atti e nelle dichiarazioni internazionali.
Richiamando che:
- la dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) garantisce a tutte le
persone il diritto a uno standard di vita adeguato per la propria salute e
- la Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali
(1966), ratificata da 148 stati, riconosce “il diritto a ciascuno di godere dei
più alti standard di salute fisica e mentale”.
che il Diritto fondamentale di accesso all’acqua e all’igiene è stato
riconosciuto in:
Progetto di Azione per l’Acqua Mar della Plata (1977);
· Convenzione sull’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione contro le
Donne (1979);
· Convenzione sui Diritti del Bambino (1989);
· Dichiarazione di Dublino sull’Acqua e lo Sviluppo Sostenibile (1992);
· Costituzioni nazionali di un numero crescente di Stati.
accesso ad acqua potabile e a servizi igienico-sanitari. I cittadini del mondo considerano il diritto all’acqua come un diritto
come legalmente vincolante, opponibile e universalmente accettato. Adottare una
simile Convenzione quadro aiuterà a chiarire le responsabilità individuali e
collettive degli Stati membri, così come aiuterà a chiarire le modalità per
assicurarne l’adozione. L’adozione di tale diritto è responsabilità di governi, organizzazioni
Nato come iniziativa cittadina, il corrente progetto mira, attraverso
l’affermazione di princìpi, a contribuire al chiarimento di tale diritto in
vista di adottarlo come Convenzione. Il diritto all’acqua aiuterà a soddisfare
gli impegni del Summit Mondiale di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile
(2002) e a raggiungere gli obiettivi stabiliti nella Dichiarazione del
Una Convenzione sul Diritto all’Acqua non può limitarsi alla cooperazione
Nord-Sud, ma deve riguardare tutti gli stati e i loro popoli.
· l’acqua è equivalente alla vita, in quanto è necessaria per diversi
usi e adempie a più funzioni per il genere umano e gli ecosistemi acquatici,
· l’acqua ha valore sociale, economico ed ecologico ed è chiave
· l’acqua non è un mero prodotto o una semplice merce,
· l’acqua è un bene pubblico,
· l’acqua è parte del retaggio comune
che il diritto all’acqua è esplicitamente o implicitamente riconosciuto negli
accordi, negli atti e nelle dichiarazioni internazionali. Richiamando
la dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) garantisce a tutte le
· Costituzioni nazionali di un numero crescente di Stati. Ricordando che al diritto fondamentale di accesso all’acqua è stato dato sempre
maggiore riconoscimento specifico, così come espresso nel Commento generale n°
15 del Comitato sui Diritti Economici Sociali e Culturali delle Nazioni Unite
Aderendo ai princìpi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sulla
Legge su gli Usi Non-Navigabili delle Acque internazionali (1977),
con tutte le iniziative a favore del riconoscimento e del conseguimento del
diritto fondamentale all’acqua,
Riconoscendo,
tuttavia, che il conseguimento del diritto umano fondamentale all’acqua è
ancora lontano dalla sua realizzazione,
la nostra intenzione a conseguire, come primo passo verso l’accesso universale
all’acqua, l’obiettivo stabilito nella Dichiarazione del Millennio di
dimezzare, entro il 2015, la proporzione di persone che non hanno accesso
sostenibile all’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari fondamentali,
che il conseguimento di tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in
particolare gli impegni per sradicare la povertà estrema e la fame, ridurre la
mortalità infantile e promuovere l’eguaglianza di genere e il pieno potere alle
donne, dipendono tutti dall’accesso all’acqua,
della crisi globale dell’acqua e della scala di investimenti ancora necessari
per conseguire gli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio,
della necessità per tutti gli stati di cercare di fare il possibile in vista di
incorporare il diritto fondamentale all’acqua nelle loro costituzioni
nazionali, come anche nelle legislazioni, dichiarazioni e accordi internazionali,
e di garantirne l’osservanza,
che il diritto alla vita, il diritto alla dignità umana, il diritto alla
salute, il diritto al cibo e alla sicurezza alimentare, il diritto a un
alloggio adeguato, il diritto allo sviluppo, il diritto all’istruzione, il
diritto a un ambiente sano e il diritto alla pace dipendono tutti dal
riconoscimento del diritto fondamentale all’acqua,
che il governo dell’acqua, sia a livello nazionale che internazionale, deve
essere organizzato secondo i princìpi qui sotto descritti,
che il rispetto, la protezione e il conseguimento dei diritti umani sono la
prima responsabilità degli stati,
che l’effettivo governo dell’acqua richiede la partecipazione e l’azione
responsabile degli stati,
che i governi, con il sostegno dell’organizzazione delle Nazioni Unite, hanno
la responsabilità primaria di soddisfare il diritto all’acqua per la vita,
che il diritto all’acqua significa accesso ad acqua pulita,
1. Con il termine ”diritto all’acqua”
si intende il diritto fondamentale di accesso a “l’acqua per la vita” e “acqua
produttiva”. 2.
“L’acqua per la vita” deve
essere qualitativamente e quantitativamente sufficiente a soddisfare i bisogni
umani basilari per il bere, l’igiene, la pulizia e la cucina, e sia per
produrre alimento e redditi all’interno di una struttura di economia
sostenibile. 3.
“L’acqua per la vita” deve essere priva
di microrganismi, di rischi chimici e radiologici che sono o potrebbero
costituire un pericolo per la salute umana e l’ambientale. 4.
Con il termine “igiene sanitaria”
si anche includere il sufficiente flusso d’acqua necessario a mantenere il
regime e la salute di fiumi, torrenti e ecosistemi acquatici.
“L’acqua per la vita” include i “servizi
igienico-sanitari” che si riferiscono alla raccolta, il trasporto, il
trattamento e la sistemazione o il ri-utilizzo di escrementi umani o di acqua
di scolo domestica per mezzo di sistemi di collettori o di installazioni uniche
che servono una singola casa o una singola impresa, facendo uso delle migliori
e più appropriate tecnologie disponibili così come della naturale capacità di
purificazione degli ecosistemi.
Con il termine “acqua produttiva”
si intende l’acqua usata in attività con valore economico sul mercato. 7.
“l’acqua produttiva” usata nelle attività commerciali deve essere chiaramente
distinta dall’acqua per la vita. Essa è nondimeno necessaria e la sua
accessibilità deve essere garantita.
Articolo 2 – Il Diritto Umano all’Acqua
1. Il diritto all’acqua è un diritto
fondamentale, universale
e inalienabile per gli individui
e le comunità, ed è un criterio di giustizia sociale.
Uomini e donne hanno uguale facoltà di diritto all’acqua.
Il diritto all’acqua per la vita significa accesso ininterrotto all’acqua per
usi domestici, per le comunità e gli individui che non ne hanno e/o per la
Speciale attenzione deve essere data ai bisogni dei bambini, e soprattutto
delle ragazze che sono le prime a soffrire per la mancanza dell’accesso
all’acqua o della sua cattiva qualità.
Il diritto all’acqua per la vita significa acqua accessibile a tutti a un
prezzo sostenibile.
Il diritto all’acqua contribuisce alla realizzazione degli altri diritti umani.
· indispensabile per la vita, per la salute fisica e mentale e
per un ambiente sano;
· fondamentale ad assicurare uno
standard adeguato di vita,
sviluppo, dignità e pace sociale;
· pre-requisito per il diritto fondamentale alla
libertà dalla sete e dalla fame e per il diritto ad un’alimentazione adeguata e
Il diritto all’acqua sarà preso in considerazione e usato come indicatore nel commercio multilaterale e
bilaterale, e nelle negoziazioni
economiche e finanziarie;
8. Il diritto all’acqua richiede un meccanismo
di sorveglianza adeguato.
Articolo 3 –Il Diritto a una Quantità d’Acqua Sufficiente 1. Il diritto all’acqua consiste
in un sufficiente apporto
d’acqua fisicamente accessibile e ad un prezzo sostenibile.
Il diritto all’acqua implica l’accesso
a un sistema di rifornimento che dia la possibilità agli utenti che ne hanno
facoltà di esercitare il proprio diritto di accesso e d’uso senza
discriminazione e in totale sicurezza.
Il diritto all’acqua garantisce accesso permanente senza ostacolo o
interruzione arbitraria.
In caso di scarsità d’acqua, le decisioni che ne limitano la distribuzione
dovranno essere svolte in piena trasparenza e su base di equità, specialmente
per quel che riguarda le situazioni di alloggio precario.
Gli utenti saranno informati in
tempo di ogni quasto nella distribuzione d’acqua e, se necessario, si
provvederà con un rifornimento alternativo.
L’accesso all’acqua, e di conseguenza alle installazioni e ai servizi
attinenti, richiede l’adozione di adeguate
misure regolamentari e garanzie oltre che meccanismi integrati in un
sistema effettivo di governo.
Articolo 4 –Il Diritto all’Acqua Pulita
1. Il diritto di ciascun individuo ad accedere ad un’acqua che sia pulita ed incontaminata, come pure di qualità accettabile per uso personale
e domestico, è parte essenziale del diritto all’acqua.
Gli Stati assicureranno accesso universale all’acqua potabile
e a misure igienico-sanitarie,
così come assicureranno installazioni sanitarie accettabili su una base di
uguaglianza e di non discriminazione nelle aree urbane come in quelle rurali.
Le leggi nazionali e le regole assicureranno che la qualità d’acqua destinata alle attività produttive dell’uomo sia
protetta e preciseranno le misure necessarie ad imporre il principio “chi
Articolo 5 – Princìpi di Sostenibilità e Precauzione
1. Le acque di superficie e sotterranee sono risorse rinnovabili, ma con
capacità limitata di recupero, sia in termini di quantità che di qualità.
Attenzione speciale è riservata alle regioni che hanno esperienza di tensioni
dovute all’acqua.
Quale elemento indispensabile per lo sviluppo sostenibile, l’acqua rappresenta
un bene sociale, culturale ed ecologico essenziale alla coesione sociale e alla
diversità culturale, piuttosto che un bene economico.
Gli usi dell’acqua verranno definiti e saranno stabilite le priorità,
preservando un equilibrio tra l’accesso all’acqua, gli imperativi della salute,
la protezione dell’ambiente – soprattutto gli ecosistemi acquatici – e
prosperità di paesi e persone.
Gli stati metteranno in pratica un sistema di utilizzo sostenibile delle
risorse idriche sia per andare incontro ai bisogni delle popolazioni, sia per
preservare l’ambiente.
Gli Stati adotteranno ed applicheranno politiche conformandosi alle esigenze di
una gestione globale completa, rivolgendo dovuta attenzione ai bacini
Il diritto all’acqua sarà esercitato tenendo conto della disponibilità delle
risorse all’interno di una struttura di governo basata sulla sostenibilità e
l’economia, così che la generazione presente e quelle future potranno entrambe
Il principio cautelativo e l’azione preventiva sono essenziali per una durevole
applicabilità del diritto all’acqua.
Per ogni utilizzo idrico per scopi agricoli, energetici ed industriali, gli
Stati incoraggeranno la realizzazione di politiche per ridurne l’impatto, in
particolar modo identificando ed applicando il migliore esercizio per
l’ambiente e le migliori tecnologie disponibili, incoraggiandone la
divulgazione e/o raddoppiandole soprattutto attraverso appropriate misure,
incluse quelle fiscali.
Verranno compiute valutazioni d’impatto pubbliche e indipendenti, qualora
alcune attività ravvisate siano responsabili di causare effetti nocivi al ciclo
dell’acqua, alle comunità, alla biodiversità, o intacchino l’accesso
sostenibile all’acqua.
Articolo 6 – Il Principio di Equità e Differenziazione 1. Il diritto di accesso all’acqua sarà organizzato all’interno della struttura
di un sistema basato sull’uguaglianza, la non discriminazione, la solidarietà,
il sussidio e la cooperazione.
L’esercizio del diritto all’acqua assicurerà l’equilibrio dei bisogni degli
individui di acqua potabile, la qualità e la quantità delle necessità idriche
degli ecosistemi, dell’agricoltura e del bestiame, dell’industria, della
produzione energetica e delle attività di svago.
Gli Stati presteranno particolare attenzione alle necessità dei gruppi che
tradizionalmente hanno avuto difficoltà nell’esercitare questo diritto per
ragioni di povertà o inaccessibilità, soprattutto le donne, i bambini, gli
anziani, i gruppi minoritari, gli indigeni, i rifugiati, chi richiede asilo, i
profughi nazionali, i perseguitati politici e/o le persone politicamente
emarginate o escluse, i lavoratori migranti e i prigionieri.
Articolo 7 – Il Principio di Sovranità Nazionale
1. L’acqua allo stato naturale è un bene pubblico. E’ compito della comunità
stabilirne l’utilizzo, la prevenzione qualitativa e quantitativa, la promozione
così come assicurare una fornitura adeguata e sistemi igienico-sanitari
appropriati, qualità, spirito di equità, responsabilità ed efficienza
L’applicazione del diritto all’acqua per la vita è di responsabilità degli
stati nell’esercizio del loro diritto sovrano di sfruttare le proprie risorse
acquifere, in accordo con le politiche nazionali per l’ambiente, l’economia, lo
sviluppo umano e/o gli accordi internazionali.
Le attività esercitate all’interno della giurisdizione nazionale, oppure sotto
il controllo di uno Stato, non devono minacciare il diritto all’acqua o
danneggiare le risorse idriche di altri stati, regioni che non sono sotto
alcuna giurisdizione nazionale o, in casi di fiumi, stati ubicati a monte o a
Il diritto all’acqua è soggetto ad un uso equo e ragionevole delle acque
condivise da stati confinanti che sono responsabili dell’organizzazione della
ripartizione dell’acqua e del suo uso, in buona fede, rispettando le regole del
buon vicinato e a beneficio di tutte le comunità locali e del loro ambiente.
Articolo 8 – Principio di Responsabilità
1. In cambio dei diritti riferiti all’acqua garantiti loro, gli individui, le
compagnie e gli operatori contribuiranno alla protezione dell’ambiente
acquatico e alla conservazione e promozione delle risorse idriche.
La decentralizzazione, la prossimità e il principio di sussidiarità sono
elementi cruciali per il diritto di accesso all’acqua. 3.
Le comunità locali e altri enti avranno autorità a definire le priorità adatte
al loro contesto locale e il vantaggio del trasferimento di competenze e mezzi
necessari ad assicurare l’accesso all’acqua e per impegnarsi in progetti
igienico-sanitari.
Come priorità, sarà fornito sostegno, sia direttamente al bilancio locale o
nazionale o attraverso donazioni, per progetti nel settore idrico che
comprendano l’acqua per la vita.
Verrà stabilito adeguato sistema di controllo e regolamentazione.
A livello nazionale, la struttura legale ed istituzionale stabilirà rispettive
responsabilità e i mezzi di adempimento, meccanismi di ricorso all’interno di
un sistema giudiziario accessibile e indipendente, un organismo di indennità e
sanzioni appropriate in caso di violazioni.
Articolo 9 – Princìpi di Partecipazione e Trasparenza
1. La partecipazione di tutti i cittadini e operatori contribuisce ad
assicurare l’accesso all’acqua. Tale partecipazione è basata su associazioni
plurali, riconosciute ed eque.
Le popolazioni locali, le comunità indigene e le autorità locali hanno un ruolo
vitale nel governo e nella gestione dell’acqua. La partecipazione dei
rappresentanti di gruppi vulnerabili e di quelli privi di accesso è di grande
valore, purché partecipino a livello adeguato e in piena coscienza dei problemi
in gioco. Ciò permette di tenere in considerazione le competenze ambientali
esistenti, la conoscenza, la cultura locale le abitudini tradizionali e le
tecnologie adeguate.
La partecipazione pubblica, soprattutto nei processi decisionali e nella
valutazione dei progetti idrici richiede giusti mezzi per essere messa a
disposizione dei progetti.
La partecipazione richiede che le popolazioni coinvolte siano informate. Si
deve prestare particolare attenzione ai servizi idrici, alla qualità
dell’acqua, alle sostanze nocive, alle attività pericolose e ai sistemi
tariffari e alle tecnologie utilizzate dalle comunità.
Saranno istituiti dei luoghi per il coordinamento, la mediazione e l’arbitrato
all’interno di una struttura partecipativa allo scopo di rafforzare il governo
dell’acqua e l’approvazione sociale.
La lotta contro la corruzione è una “conditio sine qua non” per assicurare il
rispetto al diritto all’acqua. A questo scopo, capitolati, contratti e/o
sovvenzioni per attività connesse all’acqua oltre che i servizi
igienico-saniatri saranno trasparenti e affidati a gestioni preparate
responsabili dei risultati.
Saranno prese misure per assicurare la processabilità del diritto all’acqua.
Le legislazioni nazionali daranno alle organizzazioni non governative che sono
attive nel settore idrico e dei servizi igienico-sanitari la possibilità di
intraprendere azioni legali nei loro propri interessi o in quelli delle vittime
delle violazioni del diritto all’acqua.
Articolo 10 – Finanziamento dei Servizi Idrici per amore del Diritto all’Acqua
1. L’acqua non sarà sfruttata con profitti eccessivi e fini speculativi.
Tra le risorse preventivate a bilancio locale, nazionale e internazionale
stanziato per investimento di spesa nel settore idrico, sarà data priorità
all’accesso all’acqua soprattutto in favore dei poveri e di coloro che non vi
La proprietà delle attrezzature e delle infrastrutture dell’acqua risiederà
nelle autorità nazionali o locali.
I costi del rifornimento idrico e dei servizi igienico-sanitari terranno conto
del carattere permanente del servizio, della sostenibilità delle risorse
idriche, della protezione della salute pubblica e dell’ambiente, e della
Vi sono molti modi diversi, innovativi e accettati, per assicurare il
finanziamento dei servizi idrici: lavoro collettivo in aree rurali,
partecipazione comunitaria, ecc.
E’ necessario istituire una struttura regolamentare per organizzare la
partecipazione delle comunità nel finanziamento e nella gestione dei servizi
idrici, oltre che la ridistribuzione dei costi, così da assicurarsi un servizio
Si creeranno meccanismi arbitrali per risolvere qualsiasi conflitto tra i
diversi attori, relativo al bilancio.
I servizi idrici saranno completati, a livello nazionale e locale, da garanzie
designate ad assicurarsi che l’acqua sia fornita a prezzi affrontabili e che il
rifornimento sia reso con sussidi mirati e trasparenti a protezione del diritto
delle comunità svantaggiate.
Il finanziamento di progetti e infrastrutture di “acqua produttiva” seguiranno
norme di efficienza economica – non solo regole del mercato – secondo le
regolamentazioni nazionali e gli standard internazionali che garantiscono il
diritto all’acqua.
Articolo 11 – Diritto all’Acqua in caso di Conflitti Armati
1. Il diritto all’acqua di comunità oppresse, dominate e/o occupate sarà
garantito in accordo con i princìpi e le regole del diritto internazionale
applicabile ai conflitti armati.
Il diritto all’acqua non sarà violato nell’eventualità di un conflitto
internazionale o non.
L’acqua non verrà usata come mezzo di pressione o come obiettivo
nell’eventualità di conflitto armato o di guerra civile.
Ogni violazione al diritto all’acqua sarà dichiarata un crimine contro
PROVVEDIMENTI DA SVILUPPARE
Articolo 12 – Meeting di Stati e Membri della Convenzione
Articolo 13 ­– Decisioni e Raccomandazioni
Articolo 14 – Risoluzione di vertenze
Articolo 15 – Emendamento della Convenzione
Articolo 16 – Adempimenti
Articolo 17 – Adozione di Protocolli
Articolo 18 – Provvedimenti conclusivi.
1968 il Consiglio d'Europa ha approvato la Carta europea dell' acqua, di
cui riportiamo il testo, che costituisce ancora oggi un documento di principi,
fondamentale per una corretta politica locale e globale di protezione di una
risorsa di importanza vitale.
CARTA EUROPEA DELL'ACQUA adottata dal Consiglio d’Europa (Strasburgo, 6 maggio 1968) 1. Non c'è vita senza acqua. L'acqua è un bene
prezioso indispensabile a tutte le attività umane. L'acqua cade dall'atmosfera
sulla terra dove arriva principalmente sotto forma di pioggia o di neve.
Ruscelli, fiumi, laghi, ghiacciai sono le grandi vie attraverso le quali
l'acqua raggiunge gli oceani. Durante il suo viaggio essa è trattenuta dal suolo,
dalla vegetazione, dagli animali. L'acqua fa ritorno all'atmosfera
principalmente per evaporazione e per traspirazione vegetale. Essa è per
l'uomo, per gli animali e per le piante un elemento di prima necessità. Infatti
l'acqua costituisce i due terzi del peso dell'uomo e fino ai nove decimi del
peso dei vegetali. Essa è indispensabile all'uomo come bevanda e come alimento,
per la sua igiene e come sorgente di energia, materia prima di produzione, via
per i trasporti e base delle attività ricreative che la vita moderna richiede
sempre di più. 2. Le disponibilità di acqua dolce non sono
inesauribili. È indispensabile preservarle, controllarle e, se possibile,
accrescerle. In conseguenza dell'esplosione demografica e del rapido aumento
delle necessità dell'agricoltura e dell'industria moderne, le risorse idriche
formano oggetto di una richiesta crescente. Non potremo soddisfare questa
richiesta, né elevare il livello di vita, se ciascuno di noi non imparerà a
considerare l'acqua come un bene prezioso, che occorre preservare e
razionalmente utilizzare. 3. Alterare la qualità dell'acqua significa nuocere
alla vita dell'uomo e degli altri esseri viventi che da essa dipendono. L'acqua
nella natura è un mezzo vitale che ospita organismi benefici i quali contribuiscono
a mantenerne la qualità. Contaminandola, rischiamo di distruggere questi
organismi, alterando così il processo di autodepurazione modificando in maniera
sfavorevole e irreversibile il mezzo vitale. Le acque di superficie e le acque
sotterranee devono essere preservate dalla contaminazione. Ogni scadimento
importante della qualità o della quantità di un'acqua corrente o stagnante
rischia di essere nocivo per l'uomo e per gli altri esseri viventi animali e
vegetali. 4. La qualità dell'acqua deve essere mantenuta in modo
da poter soddisfare le esigenze delle utilizzazioni previste, specialmente per
i bisogni della salute pubblica. Queste norme di qualità possono variare a
seconda delle diverse destinazioni dell'acqua, e cioè per l'alimentazione, per
i bisogni domestici, agricoli e industriali, per la pesca e per le attività
ricreative. Tuttavia, poiché la vita nei suoi infiniti diversi aspetti è
condizionata dalle molteplici qualità delle acque, si dovrebbero prendere delle
misure volte ad assicurare la conservazione delle proprietà naturali
dell'acqua. 5. Quando l'acqua, dopo essere stata utilizzata, viene
restituita all'ambiente naturale, deve essere in condizioni da non
compromettere i possibili usi dell'ambiente, sia pubblici che privati. La contaminazione
è una modifica, provocata generalmente dall'uomo, della qualità dell'acqua,
tale da renderla inadatta o dannosa al consumo da parte dell'uomo,
all'industria, all'agricoltura, alla pesca, alle attività ricreative, agli
animali domestici e ai selvatici. Lo scarico dei residui di lavorazione o di
acque usate, che provoca contaminazioni d'ordine fisico, chimico, organico,
termico o radioattivo, non deve mettere in pericolo la salute pubblica e deve
tener conto della capacità delle acque ad assimilare, per diluizione o per
autodepurazione, i residui scaricati. Gli aspetti sociali ed economici dei
metodi di trattamento delle acque rivestono a questo riguardo una grande importanza. 6. La conservazione di una copertura vegetale
appropriata, di preferenza forestale, è essenziale per la conservazione delle
risorse idriche. È necessario mantenere la copertura vegetale, di preferenza
forestale, oppure ricostituirla il più rapidamente possibile ogniqualvolta essa
è stata distrutta. Salvaguardare la foresta costituisce un fattore di grande
importanza per la stabilizzazione dei bacini di raccolta e per il loro regime
idrologico. Le foreste sono d'altra parte utili sia per il loro valore
economico che come luogo di ricreazione. 7. Le risorse idriche devono essere accuratamente
inventariate. L'acqua dolce utilizzabile rappresenta meno dell'1 per cento
della quantità d'acqua del nostro pianeta ed è molto inegualmente distribuita.
È indispensabile conoscere le disponibilità di acqua di superficie e
sotterranea, tenuto conto del ciclo dell'acqua, della sua qualità e della sua
utilizzazione. Per inventario si intenderà il rilevamento e la valutazione
quantitativa delle risorse idriche. 8. La buona gestione dell'acqua deve essere materia di
pianificazione da parte delle autorità competenti. L'acqua è una risorsa
preziosa che ha necessità di una razionale gestione secondo un piano che
concili nello stesso tempo i bisogni a breve e a lungo termine. Una vera e
propria politica si impone nel settore delle risorse idriche, che richiedono
numerosi interventi in vista della loro conservazione, della loro
regolamentazione e della loro distribuzione. La conservazione della qualità e
della quantità dell'acqua richiede inoltre lo sviluppo e il perfezionamento
delle tecniche di utilizzazione, di recupero e di depurazione. 9. La salvaguardia dell'acqua implica uno sforzo importante di ricerca scientifica, di formazione di
specialisti e di informazione pubblica. La ricerca scientifica sull'acqua, dopo
il suo uso, deve essere incoraggiata al massimo. I mezzi di informazione
dovranno essere ampliati e gli scambi di notizie estesi a livello
internazionale e facilitati dal momento che si impone una formazione tecnica e
biologica di personale qualificato nelle diverse discipline interessate. 10. L'acqua è un patrimonio comune il cui valore deve
essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di economizzarla e di
utilizzarla con cura. Ciascun individuo è un consumatore e un uti-lizzatore di
acqua. In quanto tale egli ha una responsabilità verso gli altri consumatori.
Usare l'acqua in maniera sconsiderata significa abusare del patrimonio
naturale. 11. La gestione delle risorse idriche dovrebbe essere
inquadrata nel bilancio naturale piuttosto che entro frontiere amministrative e
politiche. 12. L'acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa
comune la cui tutela richiede la cooperazione internazionale. I problemi
internazionali che possono nascere dall'utilizzazione delle acque dovrebbero
essere risolti di comune accordo fra gli Stati, al fine di salvaguardare
l'acqua tanto nella sua qualità che nella sua quantità. L’accesso all’acqua è un diritto umano universale,
indivisibile e imprescrittibile, non è una merce e tanto meno lo sono i servizi
Nessuno ha il diritto di impedire a miliardi di
persone, in maggioranza donne e bambini, il diritto a una vita umana e
dignitosa. Nessuno ha il diritto – al solo scopo di perpetuare il potere in
termini di ricchezza e di consumo – di alimentare le guerre dell’acqua. Abbiamo
invece il dovere di promuovere la partecipazione responsabile e la più diffusa
possibile di ogni cittadino al governo dell’acqua ed al suo uso ragionevole e
sostenibile. Il pianeta non è un oggetto di consumo predatorio, una merce da
sfruttare. Il pianeta è il luogo di vita per tutti i suoi abitanti e del vivere
insieme pacifico. L’acqua è pace, e deve
essere fonte di futuro condiviso e partecipato.
ALL’ACQUA: DIRITTO ALLA VITA
02/03/2016 Cristian Maggiolo

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18