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Timestamp: 2019-04-23 10:52:16+00:00

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Bur n. 128 del 29 dicembre 2017
LEGGE REGIONALE n. 45 del 29 dicembre 2017
Acquisizione di ulteriori azioni della società Veneto Strade S.p.A..
Modifica all’articolo 19 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30
“Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” e successive modificazioni.
Contributo al Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia (CIRVE)
Modifica all’articolo 25 recante “Continuazione interventi in favore delle piccole e medie imprese (PMI) del Polesine” della legge regionale 5 aprile 2013, n. 3 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2013”.
“2 bis. Le entrate di cui al comma 1 sono altresì destinate ad interventi per lo sviluppo economico locale sull’area della Provincia di Rovigo che siano finalizzati al potenziamento del tessuto economico e produttivo, all’incremento dell’attrattività del territorio agli investimenti, allo sviluppo delle infrastrutture, al potenziamento della sicurezza, alla tutela delle tipicità e delle specificità, al miglioramento dell’accesso al credito e all’avvio di iniziative volte ad eliminare ogni forma di divario economico-sociale sussistente tra l’area del Polesine e il restante territorio regionale.”.
Conclusione delle Celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale.
Istituzione della Veneto Film Commission.
Promozione del ruolo e delle attività culturali della Orchestra Regionale Filarmonia Veneta.
Sostegno alla candidatura della Città di Vicenza per l’assegnazione del
Campionato mondiale di ciclismo su strada del 2020.
Modifiche alla legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo”.
“Art. 77 bis
Direttore tecnico della agenzia di viaggi e turismo.
1. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, disciplina l’attività del Direttore tecnico della agenzia di viaggi e turismo, in conformità all’articolo 20 dell’Allegato 1 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché in attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio”, nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza e di libertà di stabilimento e prestazione dei servizi.”.
“8. Le sanzioni sono comminate dal comune e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.”.
“a) approvazione, sentita la competente Commissione Consiliare, delle disposizioni sulle modalità di accesso alle professioni turistiche, nel rispetto della normativa statale;”;
f) al comma 3 le parole: “Gli elenchi provinciali delle professioni turistiche sono pubblici e le risultanze sono pubblicate a cura della provincia entro il mese di febbraio di ciascun anno nel Bollettino ufficiale della Regione” sono sostituite dalle seguenti: “Gli elenchi regionali delle professioni turistiche sono pubblici”
Modifiche alla legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”.
3. All’articolo 19 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 sono apportate le seguenti modificazioni:
“e bis) l’approvazione dei provvedimenti previsti dalla legislazione turistica regionale, disciplinanti i procedimenti amministrativi in materia di classificazione e anagrafe delle strutture ricettive e sedi congressuali, nonché in materia di agenzie di viaggi, professioni turistiche e relativa vigilanza;”.
6. Ai commi 1, 2, 3 e 5 dell’articolo 32 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 la parola: “provincia” è sostituita dalle seguenti: “Giunta regionale”.
7. Ai commi 3 e 4 dell’articolo 33 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 la parola: “provincia” è sostituita dalle seguenti: “Giunta regionale”.
8. All’articolo 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 sono apportate le seguenti modificazioni:
9. All’articolo 35 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 sono apportate le seguenti modificazioni:
10. All’articolo 38 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 sono apportate le seguenti modificazioni:
d) al comma 6 le parole: “attribuiti alla provincia competente per territorio, ad eccezione dei casi di cui al comma 3, lettera a), al comma 4, lettera a) e al comma 5, lettera a),” sono soppresse;
14. Ai commi 6 e 8 dell’articolo 50 della legge regionale 14 giugno 2013, n.11 la parola: “provincia” è sostituita dalle seguenti: “Giunta regionale”.
Norme transitorie e finali in materia di turismo.
1. Le province e la Città metropolitana di Venezia continuano ad esercitare le funzioni in materia di turismo oggetto di riallocazione in capo alla Regione fino alla data individuata nel provvedimento della Giunta regionale approvato ai sensi del comma 2 dell’articolo 2 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30, che individua altresì le sedi lavorative per l’esercizio delle funzioni in materia di turismo da parte della Regione.
Ricognizione e messa in sicurezza della rete viaria regionale in gestione alla società Veneto Strade Spa.
Gestione dell’attività ordinaria nella realizzazione della “Superstrada Pedemontana Veneta”.
Autorizzazione all’anticipazione del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale.
4. Il comma 2 dell’articolo 37 della legge regionale 5 aprile 2013, n. 3, “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2013” è sostituito dal seguente:
“2. La ripartizione del Fondo di cui al comma 1 tra trasporto ferroviario e trasporto automobilistico e lagunare è approvata dal Consiglio regionale con legge di bilancio. Eventuali variazioni nell’ammontare del Fondo di cui al comma 1 sono destinate al trasporto automobilistico e lagunare.”.
Modifica all’articolo 3 della legge regionale 22 luglio 2015, n. 13 “Variazione al bilancio di previsione 2015 per il finanziamento degli interventi per fronteggiare l’emergenza causata dagli eccezionali eventi atmosferici del giorno 8 luglio 2015 che hanno colpito i territori di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 106 del 9 luglio 2015”.
“1 bis. Allo scopo di garantire la compiuta realizzazione degli interventi di cui al comma 1 dell’articolo 1, i contributi erogati e non utilizzati, a seguito delle attività di verifica della rendicontazione, sono introitati al bilancio regionale e sono vincolati al completamento degli interventi stessi.
1 ter. La Giunta regionale definisce il piano degli interventi, i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi a valere sulle somme introitate ai sensi del comma 1 bis.”.
Modifiche all’articolo 12 della legge regionale 27 novembre 1984, n. 58 “Disciplina degli interventi
regionali in materia di protezione civile”.
“5 bis. La Giunta regionale è autorizzata a sostenere spese per l’acquisto di beni e servizi al fine di garantire la funzionalità del sistema di protezione civile.”.
Modifica all’articolo 75 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”.
“1 bis. La Giunta regionale è altresì autorizzata a sostenere gli interventi di rinnovo e messa in sicurezza del sistema fognario dell’area gardesana finalizzati al sostegno alla tutela della qualità delle acque della riserva idropotabile primaria del Lago di Garda.”.
Modifica alla legge regionale 3 novembre 2017, n. 39 “Norme in materia di edilizia residenziale pubblica”.
Modifiche alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” e successive modificazioni.
“d bis) promozione e organizzazione dell’attività di certificazione di qualità dei prodotti agroalimentari;
d ter) gestione dell’attività relativa alle analisi di laboratorio in materia fitosanitaria;
d quater) esecuzione degli interventi di sistemazione idraulico - forestale, secondo la programmazione approvata dalla Giunta regionale ai sensi della legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 “Legge forestale regionale” e successive modificazioni.”.
“4 bis. Nel rispetto delle procedure di informazione e consultazione con le organizzazioni sindacali e in conformità alla normativa vigente, all’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario sono trasferiti i dipendenti a tempo indeterminato e determinato con contratto collettivo di lavoro di diritto privato regolante le attività di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria, in servizio presso strutture regionali ed enti strumentali.
4 ter. L’Agenzia stipula eventuali ulteriori contratti a tempo determinato di diritto privato in coerenza con la programmazione dei lavori di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d quater), ai sensi e nel rispetto dell’articolo 5.”.
“8 bis. L’attività propedeutica al trasferimento dei cespiti dell’Azienda regionale Veneto Agricoltura che, a seguito della conclusione delle operazioni di liquidazione effettuate ai sensi del presente articolo, sono risultati funzionali alle attività dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, competono al direttore dell’Agenzia, il quale provvede ai conseguenti adempimenti, compresa la trascrizione nei registri immobiliari.”.
Gestione dei beni immobili della Riforma fondiaria trasferiti nel patrimonio della Regione del Veneto a seguito della soppressione dell’Ente Veneto Agricoltura.
b) include i beni immobili, diversi da quelli di cui alla lettera a), nel Piano di valorizzazione e/o alienazione del patrimonio immobiliare di proprietà della Regione del Veneto di cui all’articolo 16 della legge regionale 18 marzo 2011 n. 7 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2011” o ne prevede l’inserimento nella banca della terra veneta di cui alla legge regionale 8 agosto 2014, n. 26 “Istituzione della banca della terra veneta”, per le finalità ivi previste, e gli eventuali criteri di prelazione.
Modifiche alla legge regionale 7 agosto 2009, n. 16 “Interventi straordinari nel settore agricolo per contrastare la crisi economica e finanziaria e per la semplificazione degli adempimenti amministrativi.
“a bis) ridurre gli oneri relativi alle garanzie prestate dagli enti di intermediazione finanziaria vigilati dalla Banca d’Italia, di cui agli articoli 106 e 107, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”.”.
Interventi a favore delle imprese agricole per il ricorso alle garanzie prestate dagli enti di garanzia fidi ed assistenza tecnica e finanziaria nel settore agricolo e agroalimentare ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo n. 385 del 1993.
1. Al fine di agevolare la gestione delle imprese agricole sulle operazioni assistite da garanzie prestate dagli enti di garanzia fidi, di cui agli articoli 106 e 107 del decreto legislativo n. 385 del 1993, la Giunta regionale interviene con un contributo nella misura massima del cento per cento del costo della garanzia corrisposti dall’impresa ai confidi, fino a un massimo di euro 2.500,00, aumentabili fino al 20 per cento nel caso di imprese condotte da soggetti di età non superiore a 40 anni o da donne.
2. Possono beneficiare degli interventi previsti dal presente articolo gli imprenditori agricoli ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile iscritti alla gestione previdenziale agricola INPS in regola con i relativi versamenti e che conducono un’impresa con almeno una UTE in Veneto:
a) iscritta nel Registro delle imprese presso la Camera di Commercio IAA;
b) di dimensione economica aziendale minima definita sulla base della Produzione Standard.
3. L’erogazione degli aiuti avviene nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria sull’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli.”.
Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 28 “Disciplina delle attività turistiche connesse al settore primario”.
“3. La Giunta regionale, nell’ambito del sistema informativo del settore primario di cui all’articolo 11 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 40, definisce i contenuti obbligatori e le modalità e le procedure di presentazione del piano ittituristico aziendale e i parametri medi di conversione delle produzioni ittiche aziendali, ai fini della determinazione del limite massimo annuo di offerta di pasti e spuntini per le attività di somministrazione.”.
“2. Il pescatore di professione invia al competente ufficio regionale presso il quale la nave è iscritta nell’apposito registro ai sensi dell’articolo 146, comma terzo, del codice della navigazione, entro trenta giorni dal pagamento, la documentazione comprovante il versamento del premio assicurativo nonché la segnalazione certificata di inizio attività, ai fini dell’applicazione della disciplina in materia di abilitazione alla navigazione.”;
Competenze della Giunta regionale.
“b) al competente ufficio regionale presso il quale la nave è iscritta nell’apposito registro ai sensi dell’articolo 146, comma terzo, del codice della navigazione, nel caso delle attività di pescaturismo.”;
“h) richiedere alla Giunta regionale l’eventuale autorizzazione temporanea di cui rispettivamente all’articolo 13 bis, comma 1, lettera f) e all’articolo 14, comma 1, lettera h bis);”.
“1. Al fine di verificare la permanenza dei requisiti e il rispetto delle condizioni e modalità per l’esercizio dell’attività, la Giunta regionale è tenuta a svolgere controlli a campione nel limite minimo del venti per cento annuo delle attività turistiche connesse al settore primario, secondo un piano definito sulla base dei criteri di analisi del rischio.”;
“12. All’applicazione delle sanzioni previste dal presente articolo sono delegati i comuni nel cui territorio sono accertate le trasgressioni, che vi provvedono ai sensi della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale.”.
Modifica alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” e successive modificazioni.
“1. È istituita l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario “Veneto Agricoltura”, di seguito denominata Agenzia, quale ente pubblico economico strumentale della Regione del Veneto, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, organizzativa, contabile e patrimoniale, nei limiti previsti dalla presente legge.”.
Partecipazione della Regione del Veneto all’Associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
1. La Giunta regionale è autorizzata a compiere tutti gli atti necessari per la partecipazione della Regione del Veneto alla “Associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” con sede in Pieve di Soligo (TV), costituita per contribuire allo sviluppo conservativo e durevole del patrimonio mondiale UNESCO delle “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” e per il perseguimento delle altre finalità previste nello statuto dell’associazione. La partecipazione è stabilità per la durata prevista dallo statuto dell’associazione ed è subordinata alla condizione che lo statuto dell’associazione consenta al Presidente della Giunta regionale o suo delegato di esercitare i diritti inerenti la qualità di socio fondatore e provvedere alla designazione dei rappresentanti della Regione del Veneto negli organi dell’associazione, nel rispetto dello Statuto regionale e della normativa vigente.
Modifiche alla legge regionale 30 maggio 2014, n. 13 “Disciplina dei distretti industriali, delle reti innovative regionali e delle aggregazioni di imprese”.
“1 bis. I procedimenti di selezione e finanziamento dei progetti mediante i bandi di cui all’articolo 8, comma 1, possono altresì prevedere l’attuazione di tali progetti attraverso la sottoscrizione di accordi per la ricerca e lo sviluppo in conformità alle previsioni di cui all’articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241.”.
“2 bis. Al fine di consentire lo svolgimento delle attività previste in capo ai soggetti giuridici di cui all’articolo 6, al soggetto giuridico di ciascun distretto industriale riconosciuto dalla Giunta regionale è concesso un contributo massimo forfettario di euro 15.000,00 che è erogato con le modalità individuate dalla Giunta regionale, in conformità al regime de minimis.
2 ter. Al fine di consentire lo svolgimento delle attività previste in capo ai soggetti giuridici di cui all’articolo 6, al soggetto giuridico di ciascuna rete innovativa regionale riconosciuto dalla Giunta regionale è concesso un contributo massimo forfettario di euro 30.000,00 che è erogato con le modalità individuate dalla Giunta regionale, in conformità al regime de minimis.
2 quater. La Giunta regionale, nell’ambito dello sviluppo del sistema economico regionale favorisce e sostiene le attività di analisi e studio, le attività strumentali e di supporto alla ricerca e allo sviluppo tecnologico e all’innovazione, che incidono, favoriscono e supportano le scelte strategiche regionali in ambito nazionale ed europeo, con istituzioni scientifiche della ricerca e dell’innovazione, quali le università, che possono operare direttamente o mediante propri enti strumentali, anche con personalità giuridica di diritto privato, riconosciuti secondo le norme del codice civile, presenti sul territorio regionale, nel rispetto della normativa vigente anche in materia di contratti e appalti pubblici.”.
3. Le disponibilità a valere sul fondo di rotazione di cui alla legge 27 ottobre 1994, n. 598, resa attuativa mediante la deliberazione della Giunta regionale n. 4344 del 30 dicembre 2005, quantificate in euro 11.700.000,00 per l’esercizio 2018, sono introitate al bilancio regionale e sono destinate per euro 1.700.000,00 alle attività previste dai commi 2 bis, 2 ter e 2 quater dell’articolo 10 della legge regionale 30 maggio 2014, n. 13, come introdotti dal comma 2 del presente articolo e per euro 10.000.000,00 alla dotazione del fondo di rotazione di cui all’articolo 26 della legge regionale 6 aprile 2012, n. 13 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2012”.
Ripristino delle stato dei luoghi interessati da impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”.
Modifica alla legge regionale 9 febbraio 2001, n. 5 “Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2001)”.
“2 ter. Possono essere destinatari dei co-finanziamenti regionali, di cui al comma 2 bis, anche le grandi imprese. Ai sensi del comma 3, la Giunta regionale definisce le tipologie di operazioni ammissibili e l’ammontare massimo delle disponibilità finanziarie del fondo da destinare alle grandi imprese.”.
Disposizioni in materia di sviluppo del sistema produttivo veneto.
Modifiche alla legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 “Norme relative all’unificazione dei fondi di rotazione regionali”.
“e bis) legge regionale 20 gennaio 2000, n. 1 “Interventi per la promozione di nuove imprese e di innovazione dell’imprenditoria femminile” - articolo 3, comma 1, lettera b) - strumentazione agevolativa per l’imprenditoria femminile;
e ter) legge regionale 24 dicembre 1999, n. 57 “Interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile veneta” - articolo 3, comma 1, lettera b) - strumentazione agevolativa per l’imprenditoria giovanile”;
e quater) legge regionale 18 novembre 2005, n. 17 “Normativa sulla cooperazione nella Regione del Veneto” - articolo 13, comma 2, lettera a) - fondo di rotazione a sostegno della cooperazione.”.
Ulteriore modifica alla legge regionale 17 giugno 2016, n. 17
“Norme relative all’unificazione dei fondi di rotazione regionali”.
“i bis) legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 “Legge forestale regionale” - articolo 30 - fondo forestale regionale.”.
Disposizioni in materia di pianificazione forestale.
1. Per assicurare il sostegno all’efficace attuazione delle attività di pianificazione forestale disciplinate dall’articolo 23 della legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 “Legge forestale regionale”, si autorizza il parziale trasferimento al bilancio regionale delle somme rivenienti dai rimborsi dei prestiti concessi dal Fondo di rotazione di cui all’articolo 30 della medesima legge regionale 13 settembre 1978, n. 52.
Soggetto aggregatore della Regione del Veneto.
Modifica dell’articolo 2 della legge regionale 22 ottobre 2014, n. 33 “Disposizioni in ordine alle sperimentazioni gestionali di Motta di Livenza, Cavarzere e disposizioni transitorie relative all’Ospedale specialistico interregionale Codivilla-Putti di Cortina d’Ampezzo”.
Disposizioni in ordine alla sperimentazione gestionale di Cavarzere.
1. L’Azienda ULSS n. 3 Serenissima provvede, entro il 31 dicembre 2018, alla chiusura dell’attività di sperimentazione gestionale di Cavarzere.
2. L’Azienda ULSS n. 3 Serenissima, entro il medesimo termine di cui al comma 1, acquista le quote del capitale sociale della Società denominata “Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere S.r.l.”.
3. La Giunta regionale autorizza l’Azienda ULSS n. 3 Serenissima ad alienare, mediante procedimento ad evidenza pubblica, la Società di cui al comma 2, unitamente al complesso immobiliare di proprietà della Azienda ULSS n. 3 dove si svolgono anche le attività di specialistica ambulatoriale e di residenzialità protetta per disabili.
4. Sul bene di cui al comma 3 viene istituito un vincolo di destinazione d’uso sanitario della durata di quindici anni.
5. Con successivo provvedimento, su cui esprime parere la competente commissione consiliare, la Giunta regionale detta disposizioni in ordine ai servizi erogati nella suindicata struttura, mantenendo i servizi sanitari e socio sanitari previsti dagli atti della programmazione regionale.”.
Istituzione del premio scientifico internazionale “Bernardino Ramazzini” (International Award Bernardino Ramazzini for Cancer Epidemiology).
Chiusura delle gestioni liquidatorie di cui all’articolo 45 bis della legge regionale 14 settembre 1994, n. 55
“Norme sull’assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo delle unità locali socio sanitarie e delle aziende ospedaliere in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, così come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517” e all’articolo 27 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56 “Norme e principi per il riordino del servizio sanitario regionale in attuazione del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, così come modificato dal
decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517”.
“mantenendo la separazione contabile e la segregazione patrimoniale rispetto alla gestione contabile e patrimoniale delle aziende sanitarie come riformate ai sensi dell’articolo 14, comma 4 della legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19”.
2. Al fine di dare copertura agli oneri derivanti dalle gestioni liquidatorie delle disciolte Unità locali socio sanitarie di cui all’articolo 45 bis della legge regionale 14 settembre 1994, n. 55 e all’articolo 27 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56, in base a quanto disposto dall’articolo 6, comma 1 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica” la Giunta regionale è autorizzata a trasferire alle aziende sanitarie come riformate ai sensi dell’articolo 14, comma 4 della legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19 “Istituzione dell’ente di governance della sanità regionale veneta denominato “Azienda per il governo della sanità della Regione del Veneto - Azienda Zero”. Disposizioni per la individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle Aziende ULSS”, l’importo complessivo di euro 12.218.432,56 per il triennio 2018-2020.
Modifica all’articolo 29 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”.
“4. I risparmi conseguiti dagli enti del servizio sanitario regionale ai sensi del comma 3 possono essere destinati annualmente dalla Regione nell’importo massimo del 50 per cento per la contrattazione integrativa del personale dell’azienda costituita ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19.”.
Modifica all’articolo 4 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56 “Norme e principi per il riordino del servizio sanitario regionale in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, così come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517”.
1. Il comma 3 bis dell’articolo 4 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56, come introdotto dal comma 1 dell’articolo 30 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 è così sostituito:
“3 bis. Ai professori e ricercatori universitari inseriti in assistenza è riconosciuto il trattamento economico previsto dall’articolo 6 del decreto legislativo n. 517/1999. Le concrete modalità di riconoscimento del trattamento economico in parola sono definite nei protocolli di cui al comma 2, lettera a) del presente articolo, avuto riguardo anche alle determinazioni della contrattazione collettiva e ai principi di cui all’articolo 36 della Costituzione.”.
Estensione del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS).
Attività connesse con la presenza di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) nelle fonti di approvvigionamento idropotabile.
Modifiche alla legge regionale 4 marzo 2010, n. 18 “Norme in materia funeraria”.
“2 bis. Le aziende ULSS ad ogni prenotazione di una procedura di revisione strumentale/farmacologica della cavità uterina sono tenute a rendere note, mediante appositi opuscoli informativi o altro materiale appositamente redatto, le facoltà di cui ai commi 1 e 2, indicando i termini entro cui effettuare la richiesta.
2 ter. Ad ogni aborto, verificatosi in una struttura sanitaria accreditata, anche quando l’età presunta del concepito sia inferiore alle ventotto settimane, nel caso in cui il genitore o i genitori non provvedano o non lo richiedano, l’inumazione, la tumulazione o la cremazione è disposta, a spese dell’azienda ULSS, in una specifica area cimiteriale dedicata o nel campo di sepoltura dei bambini del territorio comunale in cui è ubicata la struttura sanitaria. A tali fini i prodotti abortivi o del concepimento sono riposti in una cassetta, che può contenere uno o più concepiti, secondo il criterio della data in cui è avvenuta la procedura di revisione strumentale/farmacologica della cavità uterina. Tale data è indicata sulla cassetta.”.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, definisce criteri, modalità e termini per l’attuazione del presente articolo, ed in particolare del comma 2 ter dell’articolo 25 della legge regionale 4 marzo 2010, n. 18, così come introdotto dal presente articolo, individuando, altresì, le caratteristiche delle aree cimiteriali, in cui possono essere inumati i concepiti di età presunta inferiore alle ventotto settimane.
Interventi per il sostegno ai trapiantati con valvole cardiache prodotte dalla Ditta “Tri Technologies” presso l’Azienda Ospedaliera di Padova.
1. Ai fini di cui all’articolo 3, comma 6, lettera b) e dell’articolo 15 bis della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 55 “Norme per l’esercizio delle funzioni in materia di assistenza sociale”, la Giunta regionale è autorizzata a intervenire a sostegno di quanti hanno effettuato, presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, un intervento di impianto di valvole cardiache prodotte dalla Ditta “Tri Technologies”, e che versano in difficoltà economica; in caso di loro decesso, la misura è riconosciuta a favore dei familiari ed eredi.
2. La Giunta regionale, per il conseguimento delle finalità di cui al presente articolo, riconoscendo priorità alle famiglie divenute monoparentali per il decesso di uno dei genitori causato dall’impianto delle valvole cardiache, adotta entro e non oltre trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, un provvedimento con cui determina l’entità del contributo, i beneficiari, i criteri e le modalità di erogazione, in considerazione anche delle spese personali sostenute in pendenza delle iniziative giudiziarie.
Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di bullismo e cyberbullismo.
Modifiche alla legge regionale 18 novembre 2005, n. 18 “Istituzione del servizio civile regionale volontario”.
Spese per l’attuazione dei progetti d’impiego dei giovani a carico degli enti gestori.
1. Ai giovani in servizio civile regionale viene corrisposta dalla Regione un’indennità di servizio definita secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale.
2. Sono a carico degli enti gestori:
a) le spese per la formazione e l’aggiornamento dei responsabili e degli operatori di cui all’articolo 17;
b) le spese per la formazione dei giovani;
c) le spese di trasporto, vitto e alloggio dei giovani, quando siano presupposti necessari all’attuazione del progetto d’impiego;
d) le spese di assicurazione dei volontari di cui all’articolo 5, comma 3.”.
Fondo regionale di rotazione per le strutture e gli impianti del settore sociale e socio-sanitario.
1. È istituito un fondo regionale per la concessione di finanziamenti in conto capitale a rimborso graduale, secondo quote annuali costanti, senza oneri per interessi, nonché in conto capitale a fondo perduto, allo scopo di sostenere i progetti di investimento per la realizzazione degli interventi edilizi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a) ad e) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (Testo A)” e successive modifiche ed integrazioni sul patrimonio immobiliare, di proprietà di soggetti pubblici o soggetti privati non a scopo di lucro di cui all’articolo 128 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11, destinato a servizi sociali e socio-sanitari, da realizzarsi nel territorio della Regione del Veneto.
Abrogazione dell’articolo 8 della legge regionale 18 marzo 2011, n. 7 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2011”.
Modifiche alla legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”.
“1 bis. Spettano, altresì, alla Regione le funzioni relative agli interventi sociali a favore di persone sorde, cieche e ipovedenti, compresi i servizi di integrazione di tali soggetti nelle scuole di ogni ordine e grado e nei centri di formazione professionale accreditati in relazione ai percorsi per l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione nonché ai percorsi di primo e secondo livello dell’istruzione degli adulti.
1 ter. La Giunta regionale individua, nell’ambito della propria organizzazione, una struttura per lo studio e la ricerca sulle disabilità sensoriali, per la formazione del personale, e per i servizi di consulenza, di controllo e di supporto sistematico dell’evoluzione linguistica e cognitiva delle persone con disabilità sensoriale.
1 quater. Spettano, infine, alla Regione le funzioni relative agli interventi sociali a favore dei figli minori riconosciuti dalla sola madre, con priorità per quelli accolti in comunità.”.
3. Dopo il comma 1 dell’articolo 138 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11, è inserito il seguente:
“1bis. I servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione degli alunni portatori di handicap spettano:
a) alla Regione, per quanto attiene gli alunni portatori di handicap frequentanti la scuola secondaria superiore e i centri di formazione professionale accreditati in relazione ai percorsi per l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione;
b) ai comuni, per gli altri gradi inferiori dell’istruzione scolastica.”.
Finanziamento dei consultori familiari pubblici.
1. La Giunta regionale è autorizzata a finanziare lo sviluppo dei consultori familiari pubblici, per garantire i livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”, articolo 24 recante “Assistenza sociosanitaria ai minori, alle donne, alle coppie, alle famiglie”.
2. Agli oneri derivanti dalla realizzazione del progetto di cui al comma 1, quantificati in euro 1.000.000,00 per l’esercizio 2018, in euro 1.000.000,00 per l’esercizio 2019 e in euro 1.000.000,00 per l’esercizio 2020, si fa fronte con le risorse del Fondo Sanitario Regionale, allocate alla Missione 13 “Tutela della Salute”, Programma 01 “Servizio Sanitario Regionale - Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2018-2020.
Progetto regionale “InOltre”.
Modifiche all’articolo 11 recante “Interventi per l’assistenza legale e psico-sociale destinati ai cittadini veneti danneggiati dalle banche operanti nel territorio della Regione del Veneto” della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 “Legge di stabilità regionale 2016”.
“2 quater. La Giunta regionale istituisce il Fondo per finalità sociali a favore dei cittadini residenti nel Veneto che vivono situazioni di disagio socio-economico a seguito dell’acquisto di prodotti finanziari presso sedi o filiali di Istituti bancari autorizzati ad operare nel territorio Veneto in conformità alla normativa vigente.”.
Modifica alla legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”.
1. All’articolo 15 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
“7 bis. Ai componenti dell’Osservatorio non spetta alcuna indennità di carica, né un gettone di presenza, fatto salvo il solo rimborso delle spese sostenute e documentate e degli oneri di parcheggio, secondo quanto previsto dall’articolo 187 della legge regionale 10 giugno 1991, n. 12, relativamente alle sedute dell’organo stesso.”.
Modifiche all’articolo 16 della legge regionale 18 marzo 2011, n. 7 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2011”.
1. Al fine di dare efficace attuazione al Piano di valorizzazione e/o alienazione degli immobili di proprietà della Regione del Veneto e degli enti, aziende e/o organismi, comunque denominati, strumentali o dipendenti, i quali non siano essenziali per l’esercizio delle funzioni istituzionali ovvero siano sottoutilizzati, sono apportate le seguenti modifiche all’articolo 16 della legge regionale 18 marzo 2011, n. 7:
“c) locazione di scopo, altrimenti denominata “rent to buy”, ai sensi dell’articolo 23 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.”, come convertito nella legge 11 novembre 2014, n. 164.”.
“3 quinquies. Ad avvenuta approvazione del piano di cui al comma 1, gli enti pubblici o soggetti privati possono, in relazione ai beni compresi nel piano per i quali non sia ancora stata avviata una delle procedure di alienazione ad evidenza pubblica, ovvero la stessa sia andata deserta, presentare una proposta irrevocabile di acquisto garantita, avente validità non inferiore a duecentoquaranta giorni, che è sottoposta ad esame di congruità da parte di uno dei soggetti di cui al comma 3 quater, entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione della proposta medesima, avuto riguardo alla tipologia di immobile e all’andamento del mercato.
3 sexies. Nel caso in cui il valore indicato nella proposta di acquisto di cui al comma 3 quinquies risulti congruo, il medesimo costituirà base d’asta ai fini dell’espletamento delle procedure ad evidenza pubblica. Qualora il pubblico incanto sia andato deserto la Regione può alienare il bene al soggetto che ha presentato la proposta irrevocabile d’acquisto.”.
4 bis. Nel rispetto del principio di trasparenza dell’azione amministrativa ed in conformità alle disposizioni previste per l’amministrazione del patrimonio e della contabilità generale dello Stato, la Giunta regionale provvede a disciplinare le procedure concorsuali di vendita previste dal presente articolo, anche con modalità telematiche, disciplinando, in particolare, le forme di garanzia di cui al comma 3 quinquies, avuto riguardo alla natura ed al valore dei beni da alienare.
4 ter. La Giunta regionale può permutare immobili di proprietà regionale, anche non inclusi nel Piano di cui al presente articolo, con altri immobili pubblici o privati quando la particolare situazione dei beni renda la permuta conveniente in relazione a specifiche, contingenti e/o indifferibili esigenze funzionali, alla specificità dei beni permutati ed all’interesse pubblico dell’operazione. La permuta è effettuata a trattativa diretta con il proprietario del bene permutando.”.
Modifiche alla legge regionale 27 gennaio 1995, n. 5 “Disposizioni per la costituzione del diritto di superficie in località comprese nell’area della foresta del Cansiglio”.
Determinazione del prezzo di cessione.
1. Il prezzo di cessione delle costruzioni da alienare a norma dell’articolo 1 è determinato, con riguardo al valore del solo terreno, in euro 10/mq, pari al valore indicato, per le zone agricole, dalla tabella di cui all’articolo 5 bis, comma 3, del decreto legge 24 giugno 2003, n. 143 recante “Disposizioni urgenti in tema di versamento e riscossione di tributi, di Fondazioni bancarie e di gare indette dalla Consip S.p.a. nonché di alienazione di aree appartenenti al patrimonio e al demanio dello Stato” come introdotto dalla legge di conversione 1° agosto 2003, n. 212. Il prezzo è da intendersi comprensivo di ogni indennità a qualunque titolo dovuta dal beneficiario alla Regione dalla data di presentazione della domanda di acquisto sino alla data della formale sottoscrizione del contratto notarile.”.
Interventi per la valorizzazione nelle istituzioni scolastiche dei simboli del patrimonio storico-culturale.
Norme in materia di servizi per il lavoro.
1. Nelle more della riforma organica della disciplina regionale in materia di mercato del lavoro per l’adeguamento ai principi sul riordino delle funzioni stabiliti dalla legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30, “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” che completerà il nuovo assetto normativo e organizzativo, il presente articolo regola il trasferimento del personale addetto ai centri per l’impiego e l’esercizio delle funzioni in ambito regionale in materia di servizi per il lavoro, riallocate in capo alla Regione con l’articolo 1, comma 1, della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30.
Norma di prima attuazione delle disposizioni in materia di previdenza complementare regionale di cui alla legge regionale 18 luglio 2017, n. 15 “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto”.
1. Nelle more della attivazione dell’ente regionale Veneto Welfare, istituito con legge regionale 18 luglio 2017, n. 15 “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto”, è creata presso l’Ente Veneto Lavoro, istituito ai sensi della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 “Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro” e successive modificazioni, apposita unità operativa che in relazione a quanto previsto agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale 18 luglio 2017, n. 15:
2. Le attività previste al comma 1 sono oggetto di valutazione ai sensi del comma 1 dell’articolo 13 recante “Clausola valutativa” della legge regionale 18 luglio 2017, n. 15, da presentarsi alla competente commissione consiliare entro trenta mesi dalla entrata in vigore della presente legge.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2014, n. 42 “Introduzione del sistema previdenziale di tipo contributivo per i consiglieri regionali eletti nelle legislature decima e successive ai sensi della lettera m) del comma 1 dell’articolo 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 convertito con legge n. 213 del 7 dicembre 2012”.
“2. I consiglieri e assessori regionali possono optare per una copertura pensionistica del mandato mediante versamento a fondi pensione privati o altre forme; l’esercizio dell’opzione deve essere pubblicato nella sezione amministrazione trasparente del sito internet del Consiglio regionale.”.
“1 bis. Il trattamento previdenziale disciplinato dalla presente legge ha la stessa natura del trattamento di cui all’articolo 10 della legge regionale 10 marzo 1973, n. 9 ai fini dell’applicazione delle norme sul trattamento fiscale dei redditi e sulla contribuzione pensionistica per i periodi di aspettativa per funzioni pubbliche elettive.”.
3. Nella legge regionale 23 dicembre 2014,n. 42 ovunque ricorra l’espressione: “pensione” va sostituta con: “trattamento previdenziale”, con coordinamento del relativo articolo o preposizione.
Modiche alla legge regionale 6 giugno 2017, n. 14 “Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e
modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”” e alla legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” per il coordinamento con il settore del commercio.
“2 bis. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano anche agli interventi commerciali che restano disciplinati dalla legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto”, e dai relativi regolamento e provvedimenti attuativi, ove rechino una disciplina più restrittiva.”.
“2 bis. La pianificazione coordinata tra più comuni è sempre necessaria nel caso di aree da destinare all’insediamento di grandi strutture di vendita, come definite all’articolo 3, comma 1, lettera g) della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto”, al di fuori del centro storico, con superficie di vendita superiore a 8.000 metri quadrati nei comuni capoluogo di provincia e con superficie di vendita superiore a 4.000 metri quadrati negli altri comuni. In tali casi la pianificazione coordinata deve comprendere i comuni confinanti con il comune interessato dall’insediamento della grande struttura di vendita.”.
3. Le disposizioni di cui al comma 2 bis dell’articolo 16 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, come introdotto dal comma 2, si applicano anche alle aree con idonea destinazione urbanistica per l’insediamento delle grandi strutture di vendita, purché non oggetto di strumenti urbanistici attuativi o di accordi pubblico-privato o di accordi di programma approvati alla data di entrata in vigore della presente legge.
Modifica alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 36 “Norme per l’istituzione del Parco regionale del Delta del Po”.
2. Al comma 1, dell’articolo 1 della legge regionale 8 settembre 1997, n. 36, le parole: “da apposita grafia nell’allegata planimetria” sono sostitute dalle seguenti: “dalla planimetria georeferenziata” e le parole: “e marginalmente il territorio dei comuni di” sono soppresse.
Modifica alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica
e per il prelievo venatorio”.
“Art. 39 bis
Azioni per contrastare il fenomeno del bracconaggio.
1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi a favore delle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale o regionale per finanziare progetti di informazione e di sensibilizzazione dei cacciatori del Veneto, progetti predisposti e realizzati per favorire adeguate conoscenze sulla corretta gestione del patrimonio faunistico e degli habitat naturali, per contrastare il deprecabile fenomeno del bracconaggio, per favorire la conoscenza delle normative in continuo aggiornamento che regolamentano l’esercizio dell’attività venatoria, la gestione delle specie invasive e dannose, la gestione dei grandi carnivori e per interventi di miglioramento ambientale.
2. A tal fine la Giunta regionale, valutata l’ammissibilità dei progetti, eroga le risorse di cui al comma 1 in base ai seguenti criteri:
a) una quota pari al 30 per cento, a titolo di acconto per la realizzazione di progetti di cui al comma 1,da ripartire tra le associazioni venatorie di cui al comma 1 in base alla rispettiva consistenza associativa, accertata al 31 dicembre dell’anno precedente ed attestata dalla dichiarazione del legale rappresentante dell’associazione venatoria, corredata dalla dichiarazione della rispettiva compagnia assicurativa;
b) una quota pari al 70 per cento, da ripartire sulla base della valutazione delle iniziative realizzate da ciascuna associazione venatoria di cui al comma 1, tenendo conto della tipologia, del numero e della qualità delle iniziative attivate sul territorio regionale e valutate dalla Giunta regionale secondo i criteri che la stessa definisce preventivamente con proprio provvedimento, acquisito il parere della commissione consiliare competente, ivi comprese le modalità di eventuale ripetizione degli acconti erogati ai sensi della lettera a).”.
Interventi a sostegno di progetti pilota attivati dai comuni del Veneto per la riqualificazione
ambientale del territorio ed il risanamento dell’aria.
1. La Giunta regionale, al fine di concorrere al contrasto ai cambiamenti climatici e per il risanamento della qualità dell’aria nel territorio regionale, è autorizzata a riconoscere alla Agenzia veneta per la innovazione nel settore primario, di cui alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37, contributi straordinari per il finanziamento di progetti di comuni del Veneto finalizzati alla ricostituzione degli ecosistemi originari dei rispettivi territori.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, in conformità alle proprie finalità istituzionali di salvaguardia delle biodiversità vegetali di interesse naturalistico, finanzia progetti di comuni singoli ed associati volti alla piantumazione, sia in aree verdi comunali che in aree private, di essenze arboree ed arbustive autoctone, con particolare riferimento all’utilizzo del materiale di propagazione di origine certificata prodotto dal vivaio forestale regionale.
3. La Giunta regionale definisce i requisiti minimi dei progetti ammissibili al contributo, anche in ragione di numero di impianti per abitanti residenti, e comunque comprensivi della previsione di un programma di assistenza per i primi anni successivi all’impianto, prevedendo che sia riconosciuta priorità a progetti cofinanziati dai comuni proponenti o che comunque si avvalgono di altre forme di cofinanziamento dell’intervento.
4. I comuni interessati presentano, a valere per l’esercizio 2018, nei termini e secondo le modalità definite dalla Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ed a seguire entro i termini definiti annualmente, alla Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, i progetti per gli interventi di cui al presente articolo.
5. Le modalità di erogazione e rendicontazione dei contributi, di verifica e di monitoraggio degli interventi, anche in funzione della revoca del contributo, sono definite dalla Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, che riferisce annualmente alla Giunta regionale in ordine al numero di istanze pervenute ed ai progetti finanziati.
Valorizzazione dell’autonomia tecnico-scientifica, amministrativa e contabile dell’ARPAV in attuazione
della legge 28 giugno 2016, n. 132 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale” e modifiche alla legge regionale 18 ottobre 1996, n. 32 “Norme per l’istituzione ed il funzionamento dell’agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV)” e alla legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”.
“2 bis. Ferme restando le competenze del Consiglio regionale di cui al comma 2 e le competenze e le funzioni dell’ARPAV in materia ambientale, secondo quanto previsto dalla legge 28 giugno 2016, n. 132 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.”, la Giunta regionale definisce gli obiettivi annuali e pluriennali dell’ARPAV per il tramite della Segreteria generale della programmazione, sentiti, per gli aspetti di rispettiva competenza, i responsabili delle Aree competenti in materia di sanità e sociale e in materia di tutela e sviluppo del territorio. L’ARPAV, assicurando la piena erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA) secondo quanto previsto dalla legge 28 giugno 2016, n. 132, è finanziata, in particolare, con le risorse del Fondo Sanitario Regionale (FSR), oltreché dalle altre entrate di cui all’articolo 27. Si applicano all’ARPAV le norme di bilancio e di contabilità previste dal Titolo II del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 92”, nonché gli schemi di bilancio, per quanto compatibili, previsti per le aziende del servizio sanitario.”.
4. Al comma 6 dell’articolo 10 della legge regionale 18 ottobre 1996, n. 32 le parole: “direttori generali delle unità locali socio sanitarie del Veneto di massima dimensione, in quanto compatibili” sono sostitute dalle seguenti: “direttori di area regionali di cui all’articolo 9, comma 2, lettera b), della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54, e successive modificazioni.”.
“9. I contenuti del contratto fanno riferimento a quelli stabiliti per i direttori di direzione regionali di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c), della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54 e successive modificazioni.”.
“1. Nelle more della definizione di forme organizzate di finanziamento del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, le entrate dell’ARPAV, al fine di garantirne l’autonomia amministrativa e contabile, sono costituite da:
a) un contributo ordinario di funzionamento, per le spese correnti e per gli investimenti, finanziato dal Fondo Sanitario Regionale (FSR) di 51,7 milioni di euro, necessario a garantire le funzioni già trasferite all’ARPAV, annualmente estensibile sino alla misura massima dello 0,65 per cento della dotazione dello stesso FSR; il contributo è determinato dalla Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 bis, in ragione degli obiettivi ivi fissati;
b) eventuali risorse aggiuntive della Regione e degli altri enti locali, anche da destinare a ulteriori attività specificatamente richieste;
c) proventi dovuti all’erogazione di servizi a soggetti privati o pubblici, nelle modalità previste dal comma 9 dell’articolo 6;
d) eventuali rendite patrimoniali dell’ARPAV e, in particolare, quelle derivanti dalla vendita di immobili o dall’affitto degli stessi;
e) ogni altra eventuale risorsa, quali lasciti, donazioni, contributi di altri enti;
f) risorse vincolate, derivanti dalla partecipazione a progetti regionali, nazionali e comunitari.”.
10. Al fine di conformare il rapporto di lavoro del direttore generale dell’ARPAV alla nuova disciplina prevista ai sensi del combinato disposto dell’articolo 10 della legge regionale 18 ottobre 1996, n. 32, così come modificato dai commi 2 e 3, e dell’articolo 8 della legge 28 giugno 2016, n. 132, si procede alla revisione del contratto di lavoro del direttore generale in carica entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Attuazione Accordo di Programma “Vallone Moranzani”.
Modifica alla legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”.
1. Dopo l’articolo 29 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12, è aggiunto il seguente:
“Art. 29 bis
Piano irriguo regionale.
1. La Giunta regionale adotta, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sentita la competente commissione consiliare, il Piano irriguo regionale che individua gli interventi prioritari sulla rete irrigua necessari per garantire i fabbisogni delle colture nei frequenti e perduranti periodi siccitosi, conseguenza del cambiamento climatico.
2. La Giunta regionale annualmente affida ai Consorzi di bonifica la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 sulla base di criteri di efficacia e di efficienza sull’utilizzo della risorsa idrica irrigua, riconoscendo ai medesimi un contributo nella misura massima del novanta per cento [*] della spesa ammissibile.
3. I lavori di cui al comma 2 costituiscono opere pubbliche di competenza regionale di cui al comma 2, dell’articolo 2 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 “Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche”.”.
Modifica all’articolo 29 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12
“Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”.
1. Dopo il comma 5 dell’articolo 29 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12, è aggiunto il seguente:
“5 bis. I lavori di cui ai commi precedenti costituiscono opere pubbliche di competenza regionale di cui al comma 2, dell’articolo 2 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 “Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche”.”.
Interventi per la salvaguardia di beni mobili, di proprietà di comuni con popolazione inferiore
ai trentamila abitanti, che abbiano particolare valore storico e artistico.
Contributo straordinario al Convitto Statale per Sordi “A. Magarotto” di Padova.
Modifica alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50
“Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”.
Sistema regionale di prenotazione e disciplina per l’esercizio della mobilità venatoria dei cacciatori del Veneto.
Art. 1 - Acquisizione di ulteriori azioni della società Veneto Strade S.p.A
Art. 2 - Modifica all’articolo 19 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” e successive modificazioni
Art. 3 - Contributo al Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia (CIRVE) dell’Università degli studi di Padova
Art. 4 - Modifica all’articolo 25 recante “Continuazione interventi in favore delle piccole e medie imprese (PMI) del Polesine” della legge regionale 5 aprile 2013, n. 3 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2013”
Art. 5 - Conclusione delle Celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale
Art. 6 - Istituzione della Veneto Film Commission
Art. 7 - Promozione del ruolo e delle attività culturali della Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Art. 8 - Sostegno alla candidatura della Città di Vicenza per l’assegnazione del Campionato mondiale di ciclismo su strada del 2020
Art. 9 - Modifiche alla legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo”
Art. 10 - Modifiche alla legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”
Art. 11 - Norme transitorie e finali in materia di turismo
Art. 12 - Ricognizione e messa in sicurezza della rete viaria regionale in gestione alla società Veneto Strade Spa
Art. 13 - Gestione dell’attività ordinaria nella realizzazione della “Superstrada Pedemontana Veneta”
Art. 14 - Autorizzazione all’anticipazione del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale
Art. 15 - Modifica all’articolo 3 della legge regionale 22 luglio 2015, n. 13 “Variazione al bilancio di previsione 2015 per il finanziamento degli interventi per fronteggiare l’emergenza causata dagli eccezionali eventi
atmosferici del giorno 8 luglio 2015 che hanno colpito i territori di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 106 del 9 luglio 2015”
Art. 16 - Modifiche all’articolo 12 della legge regionale 27 novembre 1984, n. 58 “Disciplina degli interventi regionali in materia di protezione civile”
Art. 17 - Modifica all’articolo 75 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”
Art. 18 - Modifica alla legge regionale 3 novembre 2017, n. 39 “Norme in materia di edilizia residenziale pubblica”
Art. 19 - Modifiche alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” e successive modificazioni
Art. 20 - Gestione dei beni immobili della Riforma fondiaria trasferiti nel patrimonio della Regione del Veneto a seguito della soppressione dell’Ente Veneto Agricoltura
Art. 21 - Modifiche alla legge regionale 7 agosto 2009, n. 16 “Interventi straordinari nel settore agricolo per contrastare la crisi economica e finanziaria e per la semplificazione degli adempimenti amministrativi
Art. 22 - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 28 “Disciplina delle attività turistiche connesse al settore primario”
Art. 23 - Modifica alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario” e successive modificazioni
Art. 24 - Partecipazione della Regione del Veneto all’Associazione per il patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
Art. 25 - Modifiche alla legge regionale 30 maggio 2014, n. 13 “Disciplina dei distretti industriali, delle reti innovative regionali e delle aggregazioni di imprese”
Art. 26 - Ripristino delle stato dei luoghi interessati da impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”
Art. 27 - Modifica alla legge regionale 9 febbraio 2001, n. 5 “Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2001)”
Art. 28 - Disposizioni in materia di sviluppo del sistema produttivo veneto
Art. 29 - Modifiche alla legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 “Norme relative all’unificazione dei fondi di rotazione regionali”
Art. 30 - Ulteriore modifica alla legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 “Norme relative all’unificazione dei fondi di rotazione regionali”
Art. 31 - Disposizioni in materia di pianificazione forestale
Art. 32 - Soggetto aggregatore della Regione del Veneto
Art. 33 - Modifica dell’articolo 2 della legge regionale 22 ottobre 2014, n. 33 “Disposizioni in ordine alle sperimentazioni gestionali di Motta di Livenza, Cavarzere e disposizioni transitorie relative all’Ospedale specialistico interregionale Codivilla-Putti di Cortina d’Ampezzo”
Art. 34 - Istituzione del premio scientifico internazionale “Bernardino Ramazzini” (International Award Bernardino Ramazzini for Cancer Epidemiology)
Art. 35 - Chiusura delle gestioni liquidatorie di cui all’articolo 45 bis della legge regionale 14 settembre 1994, n. 55 “Norme sull’assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo delle unità locali socio sanitarie e delle aziende ospedaliere in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, così come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517” e all’articolo 27 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56 “Norme e principi per il riordino del servizio sanitario regionale in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, così come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517”
Art. 36 - Modifica all’articolo 29 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”
Art. 37 - Modifica all’articolo 4 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 56 “Norme e principi per il riordino del servizio sanitario regionale in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, così come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517”
Art. 38 - Estensione del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)
Art. 39 - Attività connesse con la presenza di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) nelle fonti di approvvigionamento idropotabile
Art. 40 - Modifiche alla legge regionale 4 marzo 2010, n. 18 “Norme in materia funeraria”
Art. 41 - Interventi per il sostegno ai trapiantati con valvole cardiache prodotte dalla Ditta “Tri Technologies” presso l’Azienda Ospedaliera di Padova
Art. 42 - Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di bullismo e cyberbullismo
Art. 43 - Modifiche alla legge regionale 18 novembre 2005, n. 18 “Istituzione del servizio civile regionale volontario”
Art. 44 - Fondo regionale di rotazione per le strutture e gli impianti del settore sociale e socio-sanitario
Art. 45 - Abrogazione dell’articolo 8 della legge regionale 18 marzo 2011, n. 7 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2011”
Art. 46 - Modifiche alla legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”
Art. 47 - Finanziamento dei consultori familiari pubblici
Art. 48 - Progetto regionale “InOltre”
Art. 49 - Modifiche all’articolo 11 recante “Interventi per l’assistenza legale e psico-sociale destinati ai cittadini veneti danneggiati dalle banche operanti nel territorio della Regione del Veneto” della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 “Legge di stabilità regionale 2016”
Art. 50 - Modifica alla legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”
Art. 51 - Modifiche all’articolo 16 della legge regionale 18 marzo 2011, n. 7 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2011”
Art. 52 - Modifiche alla legge regionale 27 gennaio 1995, n. 5 “Disposizioni per la costituzione del diritto di superficie in località comprese nell’area della foresta del Cansiglio”
Art. 53 - Interventi per la valorizzazione nelle istituzioni scolastiche dei simboli del patrimonio storico-culturale
Art. 54 - Norme in materia di servizi per il lavoro
Art. 55 - Norma di prima attuazione delle disposizioni in materia di previdenza complementare regionale di cui alla legge regionale 18 luglio 2017, n. 15 “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto”
Art. 56 - Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2014, n. 42 “Introduzione del sistema previdenziale di tipo contributivo per i consiglieri regionali eletti nelle legislature decima e successive ai sensi della lettera m) del comma 1 dell’articolo 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 convertito con legge n. 213 del 7 dicembre 2012”
Art. 57 - Modiche alla legge regionale 6 giugno 2017, n. 14 “Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”” e alla legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” per il coordinamento con il settore del commercio
Art. 58 - Modifica alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 36 “Norme per l’istituzione del Parco regionale del Delta del Po”
Art. 59 - Modifica alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”
Art. 60 - Interventi a sostegno di progetti pilota attivati dai comuni del Veneto per la riqualificazione ambientale del territorio ed il risanamento dell’aria
Art. 61 - Valorizzazione dell’autonomia tecnico-scientifica, amministrativa e contabile dell’ARPAV in attuazione della legge 28 giugno 2016, n. 132 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale” e modifiche alla legge regionale 18 ottobre 1996, n. 32 “Norme per l’istituzione ed il funzionamento dell’agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV)” e alla legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”
Art. 62 - Attuazione Accordo di Programma “Vallone Moranzani”
Art. 63 - Modifica alla legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”
Art. 64 - Modifica all’articolo 29 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”
Art. 65 - Interventi per la salvaguardia di beni mobili, di proprietà di comuni con popolazione inferiore ai trentamila abitanti, che abbiano particolare valore storico e artistico
Art. 66 - Contributo straordinario al Convitto Statale per Sordi “A. Magarotto” di Padova
Art. 67 - Modifica alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”
Art. 68 - Entrata in vigore
[*] Articolo così modificato con errata corrige pubblicata nel Bollettino n. 28 del 20 marzo 2018, ndr
ALLEGATO_Legge_45_2017_360233.pdf
DATI_INFORMATIVI_Legge_45_2017_360233.pdf

References: articolo 3
 articolo 3
 articolo 13
 articolo 30
 articolo 24

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

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Art. 18

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Art. 21

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