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1 ANCONA ANNO XLIV N. 7 REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE SOMMARIO ATTI DELLA REGIONE DELIBERAZIONI AMMINISTRA- TIVE DELL ASSEMBLEA LEGI- SLATIVA REGIONALE Deliberazione Amministrativa del 15/01/2013, n. 61. Indizione del Referendum Consultivo in Merito alla proposta di Legge N. 77/2011 Distacco della Frazione di Marotta dal Comune di Fano e incorporazione nel Comune di Mondolfo. Mutamento delle rispettive circoscrizioni comunali pag Deliberazione Amministrativa del 15/01/2013, n. 62 Adeguamento del Piano Energetico Ambientale Regionale (Deliberazione del Consiglio Regionale 16 febbraio 2005, n. 175) alla normativa Burden Sharing e individuazione delle aree non idonee all installazione di impianti a biomassa e a Biogas pag Deliberazione Amministrativa del 15/01/2013 n. 63 Programmazione rete scolastica per l anno scolastico 2013/2014 deliberazione dell Assemblea Legislativa regionale 26 luglio 2012, n pag DECRETI DEL PRESIDENTE DEL- LA GIUNTA REGIONALE Decreto n. 13 del 11/01/2013 Commissione Tributaria Provinciale Di Pesaro. Contenzioso in materia tributaria: tassa automobilistica. Costituzione in giudizio della Regione Marche. Affidamento incarico all Avv. Lucilla DI IAN- NI pag Decreto n. 15 del 17/01/2013 Commissione Tributaria Provinciale Di Ancona. Contenzioso in materia tributaria: imposta reg.le concessioni, occupazione e uso del demanio. Costituzione in giudizio della Regione Marche. Affidamento incarico all Avv. Lucilla DI IAN- NI pag DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE Deliberazione n. 29 del 21/01/2013 Art. 25 della L.R. 27/12/2012, n 46 - Iscrizione nel Bilancio di Previsione per l'anno 2013 di entrate derivanti da assegnazioni per la realizzazione degli obiettivi del Progetto Mattone Internazionale e relativi impieghi. Euro ,00....pag Il Bollettino della Regione Marche si pubblica in Ancona e di norma esce una volta alla settimana, il giovedì. La Direzione e la Redazione sono presso la Regione Marche Segreteria della Giunta regionale - Via Gentile da Fabriano - Ancona - Tel. (071) 8061 POSTE ITALIANE S.p.A. SPEDIZIONE IN A.P. 70% DCB POTENZA2 Deliberazione n. 30 del 21/01/2013 Art. 29 comma 1 della L.R. 31/ art. 25 comma 1 e 2 della L.R. 46/ Iscrizione nel Bilancio di previsione per l'anno 2013 di entrate derivanti da assegnazione di fondi da parte dello Stato e della UE vincolati a scopi specifici e delle relative spese - progetto TISAR programma IPA Adriatico 2007/ importo Euro , pag Deliberazione n. 31 del 21/01/2013 Art. 2 comma 1 lettera a) della L.R. 27 dicembre 2012, n Reiscrizione nel Bilancio di Previsione per l'anno 2013 di economie accertate relative a stanziamenti aventi specifica destinazione - Euro , pag Decreto del Dirigente del Servizio Studi e Commissioni n. 1 del 22/01/2012 Art. 12, 1.r. 5 agosto 1996, n. 34. Pubblicazione dell elenco delle nomine e designazioni effettuate dall Assemblea legislativa regionale nell anno pag SERVIZIO INFRASTRUTTURE, TRASPORTI ED ENERGIA Decreto del Dirigente della PF Rete Elettrica Regionale, Autorizzazioni Energetiche, Gas ed Idrocarburi n. 7 del 23/01/2013 Rettifica al decreto n.3/efr del 08/01/ Art.12 D.Lgs. 387/03 - Autorizzazione a realizzare ed esercire impianto di produzione energia elettrica da Biogas, in loc. Marolino - Comune di Potenza Picena (MC) - Soc. VBIO 7 S.A. srl...pag DECRETI DEI DIRIGENTI REGIONALI SERVIZIO AFFARI GENERALI Decreto del Dirigente della P.F. Affari Generali n. 3 del 30/01/2013 L.R. 5 agosto 1996, n. 34, art. 12, comma 1 - Pubblicazione dell elenco delle nomine e delle designazioni effettuate nel corso dell anno 2012 da parte del Presidente e della Giunta regionale pag SERVIZIO INTERNAZIONALIZZAZIONE, CULTURA, TURISMO, COMMERCIO E ATTIVITA PROMOZIONALI Decreto del Dirigente della PF Cultura n. 3 del 29/01/2013 Revoca DDPF 2/CLT del 22/01/2013 e Integrazione e modifica del Bando approvato con DDPF 224/CLT del 19/12/ Intervento Sostegno all innovazione e tecnologie in digitale delle sale cinematografiche pag SERVIZIO INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE SERVIZIO AGRICOLTURA, FORESTAZIONE E PESCA Decreto del Dirigente della PF Competitività e Sviluppo dell Impresa Agricola n. 20 del 25/01/2013 Reg.(CE) n. 1234/07 e (CE) n. 555/08 e s.m. e i. DM n. 1831/11 e s.m. e i. DGR Marche n. 1629/12 DDPF n. 598/12 - OCM vitivinicolo - PNS Rettifica al bando regionale misura investimenti - Campagna 2012/ pag ATTI DEGLI ORGANI GIURISDIZIONALI DI INTERESSE REGIONALE Corte Costituzionale - Roma Decisione N. 6 del 16/01/ Legge Regione Marche 4/09/1979 n pag ATTI DI ENTI LOCALI E DI ALTRI SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI Provincia di Ancona Determinazione del Direttore del Dipartimento III Governo del Territorio n. 16 del Legge regionale n. 3/ Art. 8 - Comune di Osimo - Impianto per il recu- 11683 pero di rifiuti pericolosi R2 (rigenerazione - recupero solventi prodotti presso lo stabilimento) - Ditta MAIT SpA. Esclusione del progetto dalla procedura di valutazione di impatto ambientale con prescrizioni pag Provincia di Ascoli Piceno Determinazione Dirigenziale n. 12 del 22/01/ L. 236/93 - Formazione continua - 3 Bando per la gestione dei progetti di riqualificazione per Operatore Socio Sanitario - Approvazione graduatorie dei progetti formativi presentati ai sensi della Determinazione Dirigenziale n. 230 del 05/05/2012 (CIG ) pag Provincia di Macerata Determinazione Dirigenziale n Settore del D.Lgs. 152/2006 art.23 e ss. e L.R. 7/2004 art.9: Procedura di VIA. Progetto: Art.208, D.Lgs. 152/ Autorizzazione Unica di cui alla D.D. n Settore del 17/01/2011 ottemperanza alla prescrizione di cui al punto 7. - Impianto di recupero rifiuti non pericolosi sito in frazione Maddalena nel Comune di Muccia. Ulteriori comuni interessati: Pieve Torina e Pievebovigliana. Proponente: FENIX WASTE S.R.L. - Archiviazione ai sensi dell art. 26 comma 3 ter del D.Lgs. 152/ pag Provincia di Macerata Determinazione Dirigenziale n Settore del POR Marche OB 2 -FSE 2007/2013 Asse I Adattabilità DD n. 469/VI/2011 Avviso Pubblico volto alla concessione di Incentivi alle Imprese per la Innovazione Tecnologica e Organizzativa della Provincia di Macerata Formalizzazione di alcune rinunce e decadenze e pronuncia della perdita di efficacia della graduatoria aprovata con DD n. 95/VI del 14/03/ pag Provincia di Fermo R.D. 1775/1933 e L.R. 19/88 e s.m.i. Autorizzazione alla costruzione ed esercizio di elettrodotto BT in cavo interrato in C. da San Pietro tra i Comuni di Monte Vidon Corrado (FM) e Montappone (FM). Società proponente: Enel Distribuzione S.p.A.. - Determinazione Dirigenziale della Provincia di Fermo n. 5RS/64RG del 24/01/ pag Comune di Castelbellino Approvazione definitiva variante parziale al PRG comunale per area produttiva in località Scorcellletti....pag Comune di Castelraimondo Decreto del Responsabile del Servizio LL.PP. ed Urbanistica prot. n del D.P.R 495/92 e seguenti modifiche ed integrazioni, D.Lgs. 285/92 e seguenti modifiche ed integrazioni, Legge 120/2010. Declassificazione e sdemanializzasione di un tratto di strada vicinale denominata Dei Ranghi in loc. Carborello di Crispiero pag Comune di Grottazzolina Determina del responsabile dell Area Urbanistica n. 1 del 28/01/2013: lavori di restauro e valorizzazione ex chiesa di Santa Maria a piè di Costa ordine di deposito delle indennità provvisorie di esproprio e di servitù perpetua alla Cassa Depositi e Prestiti pag Città di Matelica Avviso di approvazione da parte del Comune di Matelica di una variante Parziale al Piano Regolatore Generale ai sensi dell art. 26 della L.R. 34/92 e di approvazione di n. 2 Piani attuativi ai sensi dell art. 30 della LR 34/ pag Comune di Recanati Atto di G. C. n. 235 del 13/12/ L.R. 34/1992 L.R. 22/2009 e ss.mm.ii. piano di recupero di iniziativa privata Casa Torre ditta Guzzini Paolo. Approvazione definitiva pag Comune di Saltara Statuto dell Unione dei Comuni Valle del Metauro approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 69 in data 29/12/ pag Comune di Serrapetrona Deliberazione di G.C. n. 12 del 22/01/ Approvazione del piano di lottizzazione Sottozona C4 - Borgo Claudi pag Comune di Smerillo Decreto di esproprio n. 4/9 del 30/01/ pag4 COMUNICAZIONE DI AVVIO DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI Provincia di Pesaro e Urbino Comunicazione di avvio del procedimento amministrativo. Piano stralcio di bacino per l Assetto Idrogeologico dei bacini di rilievo regionale (PAI) approvato con Delibera. di Consiglio Regionale n. 116 del 21/01/2004. Istanza ai sensi dell art. 19 comma 1 delle Norme di Attuazione. Comune di Tavoleto (PU) Inserimento di una nuova area di versante in dissesto a ridosso del centro abitato del capoluogo, in prossimità di via Bernardino Santi. L.R. 23 novembre 2011 n. 22 art.13 comma pag BANDI E AVVISI DI GARA Giunta Regione Marche - Servizio Attività normativa e legale e Risorse strumentali P.F. Sistemi informativi e telematici Acquisizione di servizi di help desk specialistico e servizi di tipo tecnico-sistemistico a supporto della gestione di sistemi informativi erogati dalla PF Sistemi informativi e telematici alle PA regionali e SSR per la durata di 3 anni pag Regione Marche - Servizio Infrastrutture, Trasporti ed Energia Avviso di aggiudicazione gara appalto pag Provincia di Macerata Procedura aperta per l affidamento dei servizi assicurativi generali dell Ente Annualità 2013/ pag Comune di Torre S. Patrizio Avviso di vendita di quote societarie Sam srl pag ARPAM Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche - Ancona Avvisi relativi ad appalti aggiudicati pag ERSU Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Urbino - Urbino Avviso pubblico di manifestazione d interesse per l affidamento in concessione della gestione dei locali denominati Ex scorpio Club via Laurana Urbino per la realizzazione di un circolo ricreativo ad uso esclusivo degli studenti universitari pag AVVISI D ASTA Comune di Comunanza Avviso di asta pubblica per la vendita di area di proprietà comunale in zona Via della pace/acquasanta del capoluogo pag Comune di Ostra Avviso d asta pubblica per la vendita di Immobile comunale sito in Via del Teatro, denominato ex Convento delle Clarisse (II esperimento) pag Comune di Visso Bando d asta pubblica per alienazione dell immobile comunale denominato Ex scuola dí Aschio pag Comune di Visso Bando d asta pubblica per alienazione degli immobili comunali Prefabbricati in legno in loc. Aschio....pag Comune di Visso Bando d asta pubblica per alienazione dell immobile comunale denominato Stalla di Mevale pag Comune di Visso Bando d Asta per alienazione degli immobili comunali prefabbricati in legno in loc. Fematre pag Comune di Visso Bando d asta pubblica per alienazione degli immobili comunali prefabbricati in legno in loc. Rasenna..pag Comune di Visso Bando d asta pubblica per alienazione degli immobili comunali Prefabbricati in legno in loc. Riofreddo. pag ASUR Area Vasta n. 5 Ascoli Piceno Estratto di avviso d asta pubblica per l alienazione di un area edifica- 11705 bile di proprietà dell azienda sanitaria unica Regionale sita nel Comune di Offida (AP) pag Comune di Sant Ippolito Avviso inerente Adozione di un piano di recupero per la ristrutturazione, con parziale demolizione e ampliamento di edificio residenziale unifamiliare in loc. Sorbolongo, ai sensi dell art. 4 del P.P.C.S. vigente e dell art. 2, comma 1 della L.R. 22/2009, come modificato e sostituito dall art. 3, comma 1 della L.R. 19/2010 Ditta Bronisz Daniel Jaroslaw pag BANDI DI CONCORSO Comune di Montefortino Avviso pubblico per l assegnazione di n. 2 (due) licenze per il servizio di noleggio di veicoli con conducente...pag Comune di Morrovalle Bando di concorso per la formazione della Graduatoria valevole all assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica nel comune di Morrovalle (Approvata con Determina N. Gen. 33 del ) pag ASUR Area Vasta n. 4 Fermo Bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 1 posto di collaboratore professionale sanitario Fisioterapista cat. D) c/o l ASUR Marche - Area Vasta n. 4 di Fermo pag ASUR - Area Vasta n. 4 - Fermo Bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 1 posto di Dirigente Medico disciplina Psichiatria c/o l ASUR Marche - Area Vasta n. 4 di Fermo......pag Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I - G.M. Lancisi - G. Salesi - Ancona Graduatoria concorso pubblico per n. 1 posto di Dirigente delle Professioni Sanitarie Area Tecnica Diagnostica pag AVVISI Comune San Paolo di Jesi Avviso pag6 7 ATTI DELLA REGIONE DELIBERAZIONI AMMINISTRATIVE DELL ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE Deliberazione Amministrativa del 15/01/2013, n. 61. Indizione del Referendum Consultivo in Merito alla proposta di Legge N. 77/2011 Distacco della Frazione di Marotta dal Comune di Fano e incorporazione nel Comune di Mondolfo. Mutamento delle rispettive circoscrizioni comunali. L ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE Premesso: - che l articolo 133, secondo comma, della Costituzione dispone che: La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni ; - che l articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali) dispone che: A norma degli articoli 117 e 133 della Costituzione, le regioni possono modificare le circoscrizioni territoriali dei comuni sentite le popolazioni interessate, nelle forme previste dalla legge regionale ; - che ai sensi dell articolo 3, comma 1, della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 (Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella regione Marche) il mutamento delle circoscrizioni comunali può avvenire anche attraverso ampliamento del territorio di un comune al quale viene aggregata parte del territorio contermine o di altro comune; - che l articolo 44, comma 1, dello Statuto della Regione Marche dispone che: Le proposte di legge concernenti l istituzione di nuovi Comuni, i mutamenti delle circoscrizioni o delle denominazioni comunali sono sottoposte a referendum consultivo delle popolazioni interessate ; - che l articolo 10 della citata L.r. 10/1995 dispone che il Consiglio regionale, dopo che la Commissione consiliare si sia espressa sulla proposta di legge di modificazione delle circoscrizioni comunali, delibera sulla indizione del referendum consultivo; - che l articolo 20 della legge regionale 5 aprile 1980, n. 18 (Norme sui referendum previsti dallo Statuto) stabilisce quanto segue: La deliberazione del consiglio regionale che indice il referendum consultivo deve indicare il quesito e gli elettori interessati ; Vista la proposta di legge n. 77/11 (Distacco della frazione di Marotta dal Comune di Fano e incorporazione nel Comune di Mondolfo. Mutamento delle rispettive circoscrizioni comunali) approvata in data 26 novembre 2012 dalla Commissione assembleare competente per materia; Vista la deliberazione del Consiglio Provinciale di Pesaro Urbino n. 44 del 26 maggio 2011; Vista la deliberazione del Consiglio comunale di Mondolfo n. 24 del 29 marzo 2011; Vista la deliberazione del Consiglio comunale di Fano n. 125 dell 11 maggio 2011; Considerato: - che per quanto riguarda l individuazione delle popolazioni interessate, la Corte Costituzionale con le più recenti sentenze in materia (n. 433 del 15 settembre 1995, n. 94 del 7 aprile 2000 e n. 47 del 13 febbraio 2003) ha affermato il principio generale che è compito del legislatore regionale definire i criteri per l individuazione delle popolazioni interessate alla variazione territoriale; deve, comunque, trattarsi di criteri ragionevoli che non escludano a priori le popolazioni dei comuni coinvolti, residenti in aree diverse da quelle destinate al trasferimento, che potrebbero avere un interesse, anche se indiretto, alla variazione, che va ad incidere sulla dimensione e sulla conformazione territoriale del Comune in cui esse insistono; - che, pertanto, la scelta delle popolazioni da consultare va operata caso per caso, soprattutto quando la legislazione regionale, come quella della Regione Marche, nulla precisa al riguardo; - che, comunque, la stessa Corte Costituzionale ha indicato, quali criteri da seguire affinché la scelta possa considerarsi ragionevole, la particolare conformazione del territorio o la presenza nell area interessata di infrastrutture o di funzioni territoriali di particolare rilievo per l insieme dell ente locale ; - che, in particolare, la regola generale direttamente ricavabile dall articolo 133, secondo comma, della Costituzione che esige la consultazione di tutta la popolazione del Comune o dei Comuni le cui circoscrizioni devono subire modificazioni, può essere derogata mediante una valutazione di elementi di fatto quali ad esempio la limitata entità sia del territorio che della popolazione rispetto al totale oppure la circostanza che la frazione che chiede il distacco sia già esistente come fatto sociologicamente distinto o sia collegata in maniera eccentrica rispetto al capoluogo o al comune principale, ed abbia quindi una sua caratterizzazione distintiva; 11738 Atteso: - che Marotta, una frazione di circa abitanti, è da sempre divisa essenzialmente in due Comuni, Fano (con circa abitanti) e Mondolfo (con circa abitanti); - che l attuale confine divide esattamente a metà il centro della frazione di Marotta corrispondente alla Piazza Kennedy, ossia, la piazza centrale della Frazione di Marotta; - che al comune di Mondolfo già appartiene circa 1 80 per cento del territorio di Marotta e nella stessa proporzione vi risiedono i suoi abitanti; - che geograficamente Marotta è più vicina a Mondolfo, distandovi solo poco più di 6 km, mentre Fano dista più di 14 km; - che l abitato di Marotta rappresenta la zona costiera del comune di Mondolfo, mentre attualmente costituisce solo una parte trascurabile della ben più estesa zona costiera del territorio comunale di Fano, che si sviluppa più a nord; - che il comune di Fano ha dimensioni ben più consistenti (oltre abitanti per una superficie di 121 kmq) rispetto a quelle del comune di Mondolfo ( abitanti per una superficie di 22,69 kmq) e le sue esigenze sono estremamente più grandi della frazione di Marotta e più diversificate. Considerazioni opposte valgono per il comune di Mondolfo; - che, pertanto, il distacco della frazione di Marotta (che ha circa abitanti) non comporta problemi alla totalità del numero di abitanti dell intero comune di Fano che ne conta oggi oltre ; - che storicamente, a causa di un mancato coordinamento tra l amministrazione di Fano e quella di Mondolfo, i cittadini di Marotta si sono trovati ad avere due strumenti urbanistici, due progetti e sistemi fognari, due acquedotti, diversi orari negli esercizi commerciali, una rete viaria non collegata con l autostrada o comunque incompleta e notevoli differenze nella gestione dei servizi comunali; - che, quindi, le ragioni della proposta di unificare Marotta a Mondolfo vanno ricercate nella necessità di garantire ad una limitata entità territoriale la stessa gestione amministrativa sia con riguardo a tutti i principali servizi comunali sia in ordine ad una omogenea programmazione territoriale; - che, in particolare, il distacco della frazione di Marotta non comporterebbe particolari problemi alla restante popolazione fanese che vede concentrati tutti i principali servizi comunali più a nord dell area di interesse; Ritenuto: - che nel caso in esame la popolazione interessata al referendum consultivo è solo quella residente nel territorio di Marotta di Fano, che ha chiesto il distacco, in quanto può ragionevolmente escludersi un interesse delle restanti popolazioni del comune di Fano, sia con riguardo alla conformazione territoriale, sia tenuto conto dell esiguità della parte di territorio e di popolazione che verrebbe sottratta per essere aggregata al comune di Mondolfo, sia per l assenza di infrastrutture o funzioni territoriali rilevanti che si sviluppano in altra zona più a nord; - che, dunque, basta la manifestazione della volontà della popolazione che intende distaccarsi perché questa è già esistente come fatto sociologicamente distinto, è collegata con un area geografica eccentrica rispetto al Comune di Fano, ha già una sua autonomia infrastrutturale e di servizi pubblici; - che, a riprova di quanto fino ad ora espresso, il distacco richiesto non provoca nessun smembramento del territorio poiché, come si evince dalle rilevanze catastali, nessun foglio e nessuna particella viene divisa a metà e il confine che andrà a dividere il comune di Mondolfo da quello di Fano è stato posto lungo un canale demaniale; - che, pertanto, la consultazione referendaria non va riferita all intera popolazione residente sia nel comune di Fano, sia nel comune di Mondolfo, poiché la stessa non ha un interesse qualificato per intervenire nel procedimento di variazione territoriale richiesto non avendo alcun diretto collegamento; - che, anzi, la popolazione del comune di Mondolfo ha sicuramente interesse ad annettere la frazione di Marotta di Fano che costituisce già un unica realtà con la frazione di Marotta di Mondolfo, della quale amministra la parte più consistente; - che, comunque, alla luce della più recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 334 del 10 novembre 2004) le popolazioni non direttamente interessate possono trovare nel parere dei Consigli provinciali e comunali la tutela che nel procedimento di cui all articolo 132, secondo comma, della Costituzione è riservata ai Consigli regionali; - che la deliberazione del Consiglio comunale di Mondolfo n. 24 del 29 marzo 2011 ha espresso il parere favorevole alla proposta di legge n. 77/11 per il distacco della frazione di Marotta dal comune di Fano e in corporazione nel comune di Mondolfo; - che la deliberazione del Consiglio comunale di Fano n. 125 dell 11 maggio 2011, pur avendo espresso un parere contrario al distacco ha, nelle motivazioni, giustificato il suo diniego esclusivamente per gli investimenti effettuati nel territorio di Marotta e per le minori entrate nel bilancio comunale, in termini di Ici, Tarsu, Tosap, addizionale lrpef, trasferimenti statali, ecc.. Tanto è vero che la deliberazione, in subordine, ha chiesto che la proposta di legge n. 77/11 regoli espressamente i rapporti economico-finanziari fra i Comuni interessati in ragione del subentro nella titolarità delle posizioni e dei rapporti giuridici attivi e passivi 11749 afferenti al territorio coinvolto dalla modifica circoscrizionale; - che, comunque, nel caso in questione il Consiglio provinciale di Pesaro Urbino, quale ente locale sovraordinato ai Comuni interessati, con la deliberazione n. 44 del 26 maggio 2011 ha espresso parere favorevole in merito alla proposta di legge n. 77/11; - che, infine, la proposta di legge n. 77/11, preventivamente esaminata, ai sensi del comma 1 dell articolo 22 dello Statuto regionale, dalla Commissione assembleare competente e dalla stessa approvata nella seduta del 26 novembre 2012, ha espressamente previsto all articolo 2 la regolamentazione dei rapporti patrimoniali ed economico-finanziari conseguenti alla modificazione territoriale richiesta; Visto il parere espresso, ai sensi dell articolo 11, comma 4, della l.r. 10 aprile 2007, n. 4, dal Consiglio delle autonomie locali; Visto l articolo 21 dello Statuto regionale; DELIBERA 1) di indire il referendum consultivo sulla proposta di legge n. 77/11 Distacco della frazione di Marotta dal Comune di Fano e incorporazione nel Comune di Mondolfo. Mutamento delle rispettive circoscrizioni comunali, come approvata dalla Commissione assembleare competente in data 26 novembre 2012; 2) di individuare le popolazioni interessate che a norma dell articolo 133, secondo comma, della Costituzione, dovranno essere coinvolte nel referendum consultivo previsto dall articolo 20 della L.r. 18/1980, quelle residenti nella circoscrizione territoriale del Comune di Fano - frazione di Marotta che ha chiesto il distacco, indicate nell allegato A; 3) di stabilire che il quesito da sottoporre a referendum sia il seguente: Vuoi tu che la frazione di Marotta di Fano sia annessa al Comune di Mondolfo e siano di conseguenza modificate le circoscrizioni comunali di Mondolfo e Fano?. Avvenuta la votazione, il Presidente ne proclama l esito: l Assemblea legislativa regionale approva ALLEGATO A 1. RELAZIONE DESCRITTIVA 2. PIANTINA 3. ELENCO DELLE VIE E DEI NUMERI CIVICI DELLA FRAZIONE DI MAROTTA CHE HA CHIESTO IL DISTACCO DAL COMUNE DI FANO E LA SUA INCOR- PORAZIONE NEL COMUNE Dl MON- DOLFO - (Non sono ricomprese nel distacco della frazione di Marotta le vie contrassegnate con NO nelle sezioni 48 e 64) RELAZIONE DESCRITTIVA ALLEGATO A.1 Attualmente la linea di demarcazione tra la circoscrizione territoriale del Comune di Mondolfo e quella del Comune di Fano è individuata, sul lato sud, dalla Via Vecchia Osteria e dalla Via Esino, catastalmente risulta indicata dal termine del Foglio 125 del Comune di Fano e dall inizio del Foglio 1 del Comune di Mondolfo. Con l aggregazione della frazione Marotta, attualmente facente parte del Comune di Fano, al Comune di Mondolfo, i nuovi confini tra i due Comuni risultano delineati secondo la descrizione che segue, precisando che i fogli catastali del Comune di Fano, interessati all operazione sono i seguenti: - Fogli 121, 122, 123 (parziale). Lato Sud. Partendo dall attuale punto di confine tra il Comune di Mondolfo e quello di Fano sul lato Est (Punto A in planimetria) e proseguendo verso Sud, ci si immette sulla via Esino per poi proseguire, attraverso la Ferrovia Ancona-Bologna e la S.S. Adriatica n 16, fino alla Via Vecchia Osteria. Di qui, proseguendo verso Sud, sempre lungo Via Vecchia Osteria fino all innesto di detta via con la strada vicinale di mezzo ( punto B nella planimetria ), si traccia una linea immaginaria, tra il punto A e il punto B, corrispondente all attuale confine di Mondolfo con Fano. Lato Ovest: Dall incrocio di Via Vecchia Osteria con la vicinale di mezzo si prosegue ininterrottamente per quest ultima in direzione nord-ovest, oltrepassando la delimitazione dei Fogli n. 125, 124, 123 (parziale), fino al punto C contrassegnata in planimetria. Lato Nord: Sponda sinistra del fosso privo di denominazione, che scorre quasi parallelo a via Andersen ed il cui tracciato ricade nel foglio catastale- n. 123 del comune di Fano (punto C in planimetria), il nuovo confine segue, da monte verso mare. Oltrepassata perpendicolarmente la S.S. 16 segue come confine naturale il fosso o piccolo corso d acqua. Seguendo questo fosso, attraverso la ferrovia Ancona-Bologna, indi la Via Ammiraglio Cappellini e si immette sulla linea di confine lato nord-est con il demanio Marittimo- Mare Adriatico (punto D della planimetria). Lato Est: Dal lato Est il confine è contrassegnato dalla linea di congiunzione tra il punto D e il punto A, in corrispondenza della delimitazione del confine demaniale marittimo, che arriva fino all inizio del foglio n 1 del Comune di Mondolfo. 117510 ALLEGATO11 117712 117813 117914 Deliberazione Amministrativa del 15/01/2013, n. 62 Adeguamento del Piano Energetico Ambientale Regionale (Deliberazione del Consiglio Regionale 16 febbraio 2005, n. 175) alla normativa Burden Sharing e individuazione delle aree non idonee all installazione di impianti a biomassa e a Biogas. L ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE Visto il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 10 settembre 2010 concernente le linee guida per il procedimento di cui all articolo 12 del d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 per l autorizzazione alla costruzione e all esercizio di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, nonché le linee guida tecniche per gli impianti stessi; Visto il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 15 marzo 2012 Definizione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili (c.d. Burden Sharing) ; Vista la legge regionale 19 ottobre 2012, n. 30 Individuazione delle aree non idonee all installazione di impianti alimentati da biomasse o biogas e modifiche alla legge regionale 26 marzo 2012, n. 3 Disciplina della procedura di valutazione di impatto ambientale ; Vista la proposta della Giunta regionale; Visto il parere favorevole di cui all articolo 16, comma 1, lettera d), della 15 ottobre 2001, n. 20 in ordine alla regolarità tecnica e sotto il profilo di legittimità del Dirigente del servizio territorio e ambiente, nonché l attestazione dello stesso che dalla deliberazione non deriva né può comunque derivare un impegno di spesa a carico della Regione, resi nella proposta della Giunta regionale; Preso atto che la predetta proposta è stata preventivamente esaminata, ai sensi del comma 1 dell articolo 22 dello Statuto regionale, dalla Commissione assembleare permanente competente in materia; Visto ii parere espresso, ai sensi dell articolo 11, comma 2, della Lr. 10 aprile 2007, n. 4, dal Consiglio delle autonomie locali; Visto il parere espresso, ai sensi dell articolo 4, comma 1, della L.r. 26 giugno 2008, n. 15, dal Consiglio regionale dell economia e del lavoro; Visto l articolo 21 dello Statuto regionale; DELIBERA di approvare l adeguamento del Piano energetico ambientale regionale (deliberazione del Consiglio regionale 16 febbraio 2005, n. 175) alla normativa burden sharing e l individuazione delle aree non idonee alla installazione di impianti a biomassa e a biogas, di cui all allegato A della presente deliberazione. Avvenuta la votazione, il Presidente ne proclama l esito: l Assemblea legislativa regionale approva Allegato A Adeguamento del Piano Energetico Ambientale Regionale (DACR 175/2005) alla normativa burden sharing e individuazione delle aree non idonee alla installazione di impianti a biomassa e a biogas INDICE Cap 1 - LO SCENARIO BURDEN SHARING, GLI OBIETTIVI 2020 E PRIME LINEE D INDIRIZZO STRATEGICO 1.1 Lo scenario burden sharing e gli obiettivi Sistema di monitoraggio e modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi 1.3 Prime linee d indirizzo strategico Cap 2 IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENER- GIA ELETTRICA ALIMENTATI DA BIO- MASSE: AREE E SITI NON IDONEI Premessa 2.1 Descrizione delle attuali tecnologie per la produzione di energia elettrica dalla biomassa Impianti per la produzione di biogas da digestione anaerobica e successiva trasformazione in energia elettrica Impianti per la produzione di energia elettrica da calore proveniente dalla combustione in caldaia di biomassa solida e successiva trasformazione in energia elettrica Impianti per la gassificazione di biomassa solida e successiva combustione del gas di sintesi per la produzione di energia elettrica Impianti per la produzione di energia elettrica tramite motori a combustione interna alimentati da bioliquido 2.2 Gli obiettivi di tutela regionale Paesaggio e Patrimonio storico-culturale 2.22 Aree naturali Protette e Rete Natura Biodiversità e Rete Ecologica Regionale Tutela e difesa del suolo 118015 2.2.5 Tutela delle risorse idriche Sviluppo agricolo e tradizioni agroalimentari locali Pianificazione e gestione forestale sostenibile 2.3 Elenco delle Aree non idonee Aree di rilevanza paesaggistica individuate dal Piano Paesistico Ambientale Regione Marche così come recepito dai PRG comunali approvati in adeguamento (ove esistenti) Aree non idonee desumibili dalla legge forestale regionale del 23 febbraio 2005, n Aree non idonee per la protezione delle risorse idriche (D.Lgs /2006 e Piano di Tutela delle Acque) Aree non idonee in quanto particolarmente sensibili e/o vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio secondo l indirizzo fornito dal DM 10 settembre 2010, Allegato 3, lettera f) Tabelle di sintesi: Al Aree non idonee di rilevanza paesaggistica individuate dal Piano Paesistico Ambientale Regione Marche così come recepito dai PRG comunali approvati in adeguamento (ove esistenti) A2 Aree non idonee desumibili dalla legge forestale regionale del 23 febbraio 2005, n. 6 A3 Aree non idonee per la protezione delle acque destinate al consumo umano (D.Igs. 152/2006 e Piano di Tutela delle Acque) A4 Aree particolarmente sensibili e/o vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio - secondo l indirizzo fornito dal DM 10 settembre 2010 Allegato 3 - lettera f) 3 Disposizioni per la mitigazione degli impatti derivanti dalla localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da biogas e da biomassa e criteri di sostenibilità 4 Disposizioni finali 118116 118217 118318 ritenute idonee al superamento delle circostanze impeditive e la proposta di eventuali miglioramenti della metodologia di monitoraggio. 1.3 Prime linee d indirizzo strategico La questione energetica, con particolare riferimento alla produzione e al consumo di energia da fonti rinnovabili e all efficienza energetica, ha assunto negli ultimi anni, anche nelle Marche, un ruolo centrale in tutte le politiche di settore configurandosi come principale fattore competitivo dei vari comparti economici. Numerose sono le imprese marchigiane che hanno saputo cogliere le opportunità del nuovo modello di sviluppo: green economy. Queste imprese, nell arco di tre anni, sono state in grado di affermarsi sui mercati globali, hanno creato occupazione qualificata e giovanile, hanno saputo innovare partendo dalla cultura e dalle risorse del proprio territorio, rigenerando risorse tecnologiche, tutelando e rigenerando le risorse ambientali e l energia imprenditoriale. Secondo il recente rapporto OCSE The Job Potencial of a Shift towords a low-carbon Economy puntare sulle rinnovabili e sull efficienza energetica consentirà in Europa di creare cinque milioni di posti di lavoro entro il 2020 (tre milioni per le fonti rinnovabili e due milioni per le misure sull efficienza energetica). Riconvertire l economia marchigiana sulle rinnovabili e sull efficienza energetica significa investire in ricerca, innovazione tecnologica, capitale e lavoro qualificato, riconvertire l industria in crisi in industria verde e sostenere il ricollocamento del lavoratori dalle imprese in crisi a quelle verdi in crescita, riformare il sistema fiscale e i benefici per le imprese e i lavoratori, affinché gli investimenti nelle politiche ambientali non siano percepiti come costi aggiuntivi e improduttivi ma come valore aggiuntivo, vantaggio competitivo e quindi profitto. Le linee strategiche delineate dal PEAR fondate sulla generazione distribuita di energia da fonte rinnovabile, sul risparmio energetico e sull efficienza energetica nel settore industriale, edilizio e terziario, sono certamente ancora valide, ma ne vanno individuati i punti deboli e riadattati gli strumenti in considerazione dei nuovi obiettivi burden sharing e dell evoluzione tecnologica. Punti prioritari per il rilancio della politica energetica regionale: Diversificazione equilibrata delle fonti di produzione e consumo di energia; Attenta regolamentazione del settore delle fonti rinnovabili, al fine di ridurne l impatto ambientale, paesaggistico, aumentandone l accettabilità sociale; Sostegno alla creazione di distretti tecnologici sulle fonti rinnovabili; Riconversione strutturale dell industria in crisi in industria verde (Bioraffinerie ecc...); Efficientamento della rete elettrica sviluppo delle reti intelligenti; Mobilità e reti della mobilità elettrica; Riqualificazione energetica dell edilizia e della città; Accumulo energetico, autosufficienza e graduale indipendenza dalle reti; Strumenti fiscali regionali per incentivare il consumo di energia rinnovabile e il risparmio energetico; Strumenti finanziari per lo sviluppo del mercato dei Servizi di Efficienza Energetica nel settore pubblico e privato (FTT Finanziamento tramite terzi) e Contratti di garanzia delle prestazioni energetiche EPC Energy Performance Contract); Modifica dei comportamenti individuali attraverso azioni di informazione, sensibilizzazione, formazione sul risparmio energetico. 2. IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENER- GIA ELETTRICA ALIMENTATI DA BIO- MASSE: AREE E SITI NON IDONEI Premessa Una delle priorità che il processo di adeguamento del Piano Energetico Ambientale Regionale alla normativa Burden Sharing si presta ad affrontare con il presente atto è l attenta regolamentazione del settore delle fonti rinnovabili, al fine di ridurne l impatto ambientale, paesaggistico, aumentarne l accettabilità sociale e di fornire, inoltre, agli operatori un quadro di riferimento certo e chiaro. In particolare, nel rispetto delle disposizioni del DM 10 settembre 2010 Linee guida per l autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, il presente atto individua le aree e i siti non idonei all installazione degli impianti a biomassa. Dove per biomassa, coerentemente con la definizione dell art. 2 del D.Lgs. 387/2003 e dell art. 2, lettera e), del D.Lgs. 28/2011, s intende la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani; 118419 La valutazione della non idoneità delle aree è effettuata attraverso una ricognizione delle disposizioni che identificano obiettivi di protezione (dell ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale) non compatibili con l insediamento di specifiche tipologie e/o dimensioni degli impianti. La valutazione della non idoneità dell area contiene la descrizione delle incompatibilità riscontrate rispetto agli obiettivi di protezione sopra identificati e si basa sui criteri, individuati dall allegato 3 del DM 10 settembre 2010, di seguito elencati in sintesi: Criterio a) Uso di criteri tecnici ed oggettivi legati ad aspetti di tutela dell ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico-culturale, connessi alle caratteristiche intrinseche del territorio e del sito; Criterio b) L individuazione delle aree e dei siti non idonei deve essere differenziata per fonte e per taglia dell impianto; Criterio c) Le zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici non possono essere genericamente considerate aree e siti non idonei; Criterio d) L individuazione delle aree e dei siti non idonei: - non deve riguardare porzioni significative del territorio e zone genericamente soggette a tutela; - non deve tradursi nell identificazione di fasce di rispetto di dimensioni non giustificate da specifiche e motivate esigenze di tutela; - non deve configurarsi come divieto preliminare, ma come atto di accelerazione e semplificazione dell iter di autorizzazione alla costruzione e all esercizio, anche in termini di opportunità localizzative offerte dalle specifiche caratteristiche e vocazioni del territorio. Criterio e) - elevate concentrazioni di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nella medesima area vasta prescelta per la localizzazione; - interazioni con altri progetti, piani e programmi posti in essere o in progetto nell ambito della medesima area; Criterio f) - sensibilità e/o vulnerabilità alle trasformazioni territoriali o del paesaggio, in coerenza con gli strumenti di tutela e gestione previsti dalle normative vigenti, tenendo conto delle potenzialità di sviluppo delle diverse tipologie di impianti e ricadenti in: - Siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell UNESCO, le aree ed i beni di notevole interesse culturale di cui alla Parte Seconda del d.lgs. 42/2004, nonché gli immobili e le aree dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi dell art. 136 dello stesso decreto legislativo; - Zone all interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata e identifica i luoghi anche in termini di notorietà internazionale e di attrattività turistica; - Zone situate in prossimità di parchi archeologici e nelle aree contermini ad emergenze di particolare interesse culturale, storico e/o religioso; - Aree naturali protette ai diversi livelli (nazionale, regionale, locale) istituite ai sensi della Legge 394/91 ed inserite nell Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette, con particolare riferimento alle aree di riserva integrale e di riserva generale orientata di cui all articolo 12, comma 2,lettere a) e b) della legge 394/91 ed equivalenti a livello regionale; - Zone umide di importanza internazionale designate ai sensi della Convenzione di Ramsar; - Aree incluse nella Rete Natura 2000 designate in base alla Direttiva 92/43/CEE (Siti di importanza Comunitaria) ed alla Direttiva 79/409/CEE (Zone di Protezione Speciale); - Important Bird Areas (I.B.A.); - Aree non comprese in quelle di cui ai punti precedenti ma che svolgono funzioni determinanti per la conservazione della biodiversità (fasce di rispetto o aree contigue delle aree naturali protette; istituende aree naturali protette oggetto di proposta del Governo ovvero di disegno di legge regionale approvato dalla Giunta; aree di connessione e continuità ecologico-funzionale tra i vari sistemi naturali e seminaturali; aree di riproduzione, alimentazione e transito di specie faunistiche protette; aree in cui è accertata la presenza di specie animali e vegetali soggette a tutela dalle Convezioni internazionali (Berna, Bonn, Parigi, Washington, Barcellona) e dalle Direttive comunitarie (79/409/CEE e 92/43/CEE), specie rare, endemiche, vulnerabili, a rischio di estinzione); - Aree agricole interessate da produzioni agricoloalimentari di qualità (produzioni biologiche, produzioni D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C., D.O.C.G., produzioni tradizionali) e/o di parti- 118520 colare pregio rispetto al contesto paesaggisticoculturale, in coerenza e per le finalità di cui all art. 12, comma 7, del decreto legislativo 387/2003 anche con riferimento alle aree, se previste dalla programmazione regionale, caratterizzate da un elevata capacità d uso del suolo; - Aree caratterizzate da situazioni di dissesto e/o rischio idrogeologico perimetrate nei Piani di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) adottati dalle competenti Autorità di Bacino ai sensi del D.L. 180/98 e s.m.i.; - Zone individuate ai sensi dell art. 142 del d.lgs. 42/2004 valutando la sussistenza di particolari caratteristiche che le rendano incompatibili con la realizzazione degli impianti. 2.1 Descrizione delle attuali tecnologie per la produzione di energia elettrica dalla biomassa Gli utilizzi della biomassa sono molto variegati; anche considerando esclusivamente i processi e le tecnologie per l utilizzo energetico delle biomasse si ha un panorama piuttosto ampio. Ai fini della redazione della presente analisi, che è volta alla descrizione delle attuali tecnologie disponibili per gli utilizzi delle biomasse finalizzati alla produzione di energia elettrica, e propedeutica alla identificazione di aree non idonee alle istallazioni di impianti per la produzione di energia elettrica da biomassa, tali tecnologie sono analizzate considerando esclusivamente le fattispecie impiantistiche che possono comprendere, appunto, una sezione di trasformazione dell energia proveniente dalla biomassa in energia elettrica, in quanto sono i soli impianti che ricadono nello scopo del provvedimento. Considerando tali tecnologie dal punto di vista impiantistico sì possono distinguere tre categorie di impianti: - impianti per la produzione di biogas da digestione anaerobica e successiva trasformazione in energia elettrica; - impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse solide; sottocategoria pirolisi o gassificazione; sottocategoria combustione in caldaia della biomassa; - impianti per la produzione di energia elettrica tramite combustione di bioliquidi. Per quanto riguarda la potenza elettrica, le descrizioni che seguono sono riferite al range di taglia degli impianti kwe, in quanto tale dimensione si ritiene maggiormente compatibile con le caratteristiche del territorio e la tipologia di domanda di energia della regione Marche. All interno di tale range i microimpianti (taglia kwe per il biogas e kwe per le biomasse) si considerano particolarmente adatti alla dimensione aziendale media delle imprese agricole regionali e fortemente integrabili con i fabbricati rurali. Preliminarmente all analisi esclusivamente tecnologica si evidenziano degli aspetti che sono di natura pianificatoria e commerciale, i quali, tuttavia, hanno effetto anche sull offerta tecnologica nell ambito delle tipologie di impianto oggetto della successiva descrizione: - l importanza degli apporti energetici che possono provenire dalle biomasse e la loro congruità con le indicazioni del vigente Piano Energetico Ambientale Regionale 1 (favorire un modello di generazione distribuita); - gli effetti dell attuale quadro dell incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili diverse dal fotovoltaico 2 (intendendo con attuale il quadro che di fatto riguarda gli impianti che entreranno in esercizio dal 1 gennaio 2013), che stabilisce tre diverse procedure per accedere agli incentivi in base alla fascia di potenza degli impianti e in particolare prevede l accesso diretto agli incentivi per gli impianti a biomassa di potenza fino a 200 kwe e per gli impianti alimentati a biogas di potenza fino a 100 kwe 3 ; l accesso agli incentivi previa iscrizione in appositi registri per gli impianti a biomassa con potenza nominale elettrica inferiore a kwe 4 e l accesso agli incentivi mediante procedure competitive di asta al ribasso per gli impianti oltre kwe 5. 1 Fra le indicazioni del PEAR, ispirate anche agli indirizzi dei provvedimenti comunitari vi è l adozione del criterio della produzione distribuita e non concentrata di energia; tale criterio è da considerare ancora valido, anche alla luce delle problematiche connesse alla distribuzione di energia elettrica che sono nel frattempo sorte a seguito delle nuove istallazioni di impianti, ed in particolare di impianti fotovoltaici dal periodo di adozione del PEAR ad oggi. 2 Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 6 luglio 2012 Attuazione dell art. 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici 3 DM 6 luglio 2012, art. 4, lett. 3 4 DM 6 luglio 2012, art. 4, lett. 1 5 DM 6 luglio 2012, art. 4, lett. 2 Per ciascuna tipologia di fonte, inoltre, lo stesso decreto individua ulteriori soglie, differenti dalle precedenti, per l identificazione del valore dell incentivo Impianti per la produzione di biogas da digestione anaerobica e successiva trasformazione in energia elettrica 1186 Vedere altro
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 Art. 8
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 art.9
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 art. 19
 art.13
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 art. 2
 art. 3
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 articolo 3
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 articolo 10
 articolo 20
 articolo 133
 sentenza 
 articolo 132
e contrario
 articolo 22
 articolo 2
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 articolo 20
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 articolo 22
 articolo 11
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 Art. 25
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