Source: http://www.legaliscuola.org/2017/07/21/nuova-battuta-darresto-dal-tribunale-di-torre-annunziata-in-tema-di-competenza-territoriale-sul-foro-dellassegnazione-provvisoria/
Timestamp: 2020-01-24 18:31:32+00:00

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NUOVA BATTUTA D’ARRESTO DAL TRIBUNALE DI TORRE ANNUNZIATA IN TEMA DI COMPETENZA TERRITORIALE SUL FORO DELL’ASSEGNAZIONE PROVVISORIA – LegaliScuola.org
21 Luglio, 2017 21 Luglio, 2017 di amministratore
A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza del Tribunale di Cremona del 07.07.17 che ha aperto ad una nuova interpretazione in tema di competenza territoriale in favore del foro dove è ubicata la sede effettiva di lavoro (quella dell’assegnazione provvisoria) è arrivata una nuova ordinanza del foro di Torre Annunziata del 12.07.17 di segno diametralmente opposto che ha dichiarato la propria incompetenza aderendo all’orientamento di Cassazione che s’ispira al criterio della competenza individuata tenendo conto della sede stabile di servizio.
L’assetto delineato dalla più recente giurisprudenza di legittimità (Cass. 11762/2016) a cui ha fatto riferimento il tribunale di Cremona, non è stato recepito dal Giudice, dr. Emanuele Rocco, del tribunale di Torre Annunziata che, invece, ha ritenuto essere competente il “Giudice della originaria sede di servizio (Cass. 28519/11; Cass. 20724/12; Cass. 22386/13; Cass. 25930/13; Cass. 4946/14; Cass.25238/14; Cass.24828/15)”.
Ancora una volta casi analoghi trattati in modo difforme.
Ebbene, sia il tribunale di Cremona, adito quale foro della sede stabile di lavoro, sia il Tribunale di Torre Annunziata, adito quale foro della sede di assegnazione provvisoria, hanno entrambi dichiarato la propria incompetenza creando un conflitto reale ed attuale.
Così facendo, i docenti, già lesi nei propri diritti, subiscono l’ulteriore ingiustizia per la disparità di trattamento derivante dall’ applicazione concreta della legge che, purtroppo, cambia a seconda dei giudici, che decidono in piena autonomia ed indipendenza e sulla base del libero convincimento.
L’antico proverbio latino tot capita tot sententiae è di grande attualità.
La problematica assume caratteri ancor più paradossali se si considera che la diversità di orientamenti si riscontra non solo nella giurisprudenza di merito ma anche in seno alla Corte di Cassazione che spesso è costretta a ricorrere all’illuminante parere delle Sezioni Unite per sanare i contrasti tra le sue stesse Sezioni ed anche quando ciò avviene la decisione emanata non è sempre garanzia di orientamento univoco in quanto la sentenza vale solo per quel determinato caso.
Ovviamente le evoluzioni della giurisprudenza sono più che legittime perché frutto delle trasformazioni della società in continua evoluzione che impongono al sistema giudiziario di dare risposte nuove a problematiche emergenti.
Ma è pur vero che se la Corte di Legittimità è chiamata a ius dicere per dirimere un contrasto giurisprudenziale l’ultima decisione in ordine cronologico dovrebbe essere destinata a fare ‘scuola’ sul presupposto di una più aggiornata ed approfondita disamina della questione sottoposta alla Sua attenzione ed a fortiori a prevalere sugli orientamenti precedentemente espressi, non più attuali, e ciò anche in virtù del noto principio lex posterior derogat legi priori (previsto in tema di conflitto tra norme di pari grado che disciplinano una stessa fattispecie in modo diverso).
Ebbene, nella fattispecie in esame, i giudici di merito sono stati chiamati a affrontare per la prima volta questioni giuridiche molto peculiari e complesse legate al piano straordinario della mobilità nazionale 2016/2017 scaturente dalla Legge 107/15 (cosiddetta “Buona Scuola”).
Ed è proprio in considerazione della novità della materia trattata che nessun precedente giurisprudenziale, a rigor di logica, potrebbe essere adattato alle fattispecie concrete, oggetto dei giudizi incardinati presso le sezioni lavoro dei vari tribunali d’Italia, che richiedono, invece, risposte nuove e più aderenti alle istanze dei docenti.
Ci troviamo di fronte alla più grande mobilità della storia che impone ai giudici decisioni nuove e coraggiose, destinate a valere per il futuro!
Il contrasto giurisprudenziale esistente in subjecta materia ha il duplice effetto di creare ritardi nell’emissione di una sentenza e di aggravare i costi a carico dei ricorrenti per la riassunzione.
Per uscire da questo impasse la soluzione risiede nel regolamento di competenza che ha la funzione di investire la Corte di Cassazione del potere di individuare definitivamente il giudice competente.
Il legislatore ha previsto due tipi di regolamento di competenza: su istanza di parte (necessario o facoltativo) e d’ufficio.
Ai sensi dell’art.42 c.p.c., come modificato dalla Legge n.69/2009, il regolamento necessario di competenza è l’unico mezzo di impugnazione dell’ordinanza che ha deciso esclusivamente sulla competenza e non sul merito.
A questo punto l’ordinanza di Torre Annunziata apre due scenari possibili.
Ciascuna delle parti può riassumere la causa davanti al giudice indicato competente ed in tal caso la causa prosegue dinanzi al nuovo tribunale.
Viceversa, se la riassunzione non avviene nel termine concesso dal Tribunale, il processo si estingue (art. 50 c.p.c.) con la conseguenza che la declaratoria di incompetenza perde efficacia e non vincola il giudice dinanzi al quale la causa sia riproposta ex novo (ciò significa che la decisione non fa stato in un diverso giudizio instaurato sulla medesima domanda dinanzi ad un giudice diverso).
Laddove si optasse per la riassunzione, nell’ipotesi in cui anche il giudice successivamente adito dovesse, a sua volta, ritenersi incompetente per territorio, sarà possibile richiedere d’ufficio il regolamento di competenza (art.45 c.p.c.) rinviando la questione alla Cassazione, ma potrebbe, in alternativa, anche dichiarare la propria incompetenza in favore di un terzo giudice (cosiddetto conflitto a tre).
Dunque, si assiste ad un rimpallo di competenza ratione loci che solo la Corte di Cassazione può risolvere definitivamente attraverso il regolamento di competenza, unico strumento in mano ai docenti per non arrendersi, certi del nostro sostegno !
Una volta intrapresa la strada giudiziaria bisogna percorrerla fino in fondo senza lasciare nulla d’intentato, nonostante i comprensibili scoraggiamenti ed i maggiori costi da sostenere !
Artemisia 107

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