Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2014/04/01/0506/comunic.htm
Timestamp: 2018-01-17 22:07:23+00:00

Document:
﻿Commissioni Riunite (V e VI) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 1 aprile 2014
Martedì 1o aprile 2014. — Presidenza del presidente della VI Commissione Daniele CAPEZZONE, indi del presidente della V Commissione Francesco BOCCIA. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giovanni Legnini.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 31 marzo scorso.
Daniele CAPEZZONE, presidente, avverte che l'esame riprenderà dalle proposte emendative riferite all'articolo 2.
Segnala quindi che l'emendamento Castricone 2.99 è stato sottoscritto dai deputati Paglia, Lavagno e Boccadutri.
Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Boccadutri 2.2, sugli identici Palmieri 2.14, Capezzone 2.15 e Marco Di Maio 2.16, nonché sugli identici Palmieri 2.17 e Marco Di Maio 2.18.
Propone di accantonare l'emendamento Causi 2.37, mentre esprime parere contrario sugli identici Borghesi 2.38, Sammarco 2.39, Cariello 2.40, Ruocco 2.41, Pinna 2.42 e Da Villa 2.43, nonché sull'emendamento Pagano 2.44.
Invita al ritiro degli identici emendamenti Borghesi 2.45 e Sammarco 2.46, nonché sugli emendamenti Librandi 2.47, Borghesi 2.48 e Busin 2.49.
Propone di accantonare gli emendamenti Palese 2.51 e 2.52, Borghesi 2.53, Pagano 2.54, Laffranco 2.55, Palese 2.56, Villarosa 2.57 e Guidesi 2.58.
Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Fragomeli 2.59 e Censore 2.60, mentre propone di accantonare gli emendamenti Busin 2.61, Fregolent 2.62, nonché gli identici Palese 2.63, Fauttilli 2.64, Paglia 2.66, Censore 2.67 e Marchi 2.68.
Esprime parere contrario sull'emendamento Fragomeli 2.69, sugli identici emendamenti Pag. 27Lavagno 2.70, Marchetti 2.71, Censore 2.72, nonché sull'emendamento Paglia 2.73.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Pastorino 2.74, mentre esprime parere contrario sull'emendamento Carrescia 2.65, sugli identici emendamenti Borghesi 2.75, Monchiero 2.76 e Pastorino 2.77, nonché sugli emendamenti Marco Di Maio 2.78, Ruocco 2.79 e 2.80, Paglia 2.81, Gallinella 2.82 e 2.83.
Propone di accantonare l'emendamento Borghesi 2.84, il quale interviene sulla medesima materia affrontata dagli identici emendamenti Marguerettaz 1.68 e Nicoletti 1.69, mentre esprime parere contrario sugli identici emendamenti Palese 2.85 e Borghesi 2.86, sull'emendamento Borghesi 2.87, sugli identici emendamenti Borghesi 2.88 e Censore 2.89, sugli identici emendamenti Fragomeli 2.90 e Censore 2.91, sugli identici emendamenti De Menech 2.92 e Censore 2.93, sugli emendamenti Taranto 2.94 e 2.95, Censore 2.96, nonché sugli identici emendamenti Paglia 2.97 e Censore 2.98.
Propone di accantonare l'emendamento Castricone 2.99, invita al ritiro dell'emendamento Schullian 2.103 analogo all'emendamento Schullian 1.42, già accantonato, mentre esprime parere contrario sugli identici Marchetti 2.104 e Censore 2.105.
Propone di accantonare gli identici emendamenti Marchi 2.106 e Censore 2.107, nonché l'emendamento Censore 2.112, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Taranto 2.113.
Propone infine di accantonare l'articolo aggiuntivo Bargero 2.01, nonché l'articolo aggiuntivo Marchi 2.04, analogo all'emendamento Censore 2.112, già accantonato.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI esprime parere conforme a quello del relatore.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che le proposte emendative sulle quali il relatore e il rappresentante del Governo hanno proposto l'accantonamento, si intendono accantonate.
Sergio BOCCADUTRI (SEL) illustra il proprio emendamento 2.2, il quale affronta il tema della «web tax», subordinando l'entrata in vigore delle disposizioni sull'acquisto di pubblicità on line, introdotte dal comma 33 della legge di stabilità per l'anno 2014, alla previa verifica di compatibilità con il diritto dell'Unione europea da effettuarsi, da parte del Governo, entro il 30 giugno 2014. Sottolinea l'importanza di tale disposizione, che, a suo avviso, consentirebbe di approntare sull'argomento trattato una disciplina conforme alle soluzioni già prospettate in sede europea.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Boccadutri 2.2, gli identici emendamenti Palmieri 2.14, Capezzone 2.15 e Marco Di Maio 2.16, gli identici emendamenti Palmieri 2.17 e Marco Di Maio 2.18, nonché gli identici emendamenti Borghesi 2.38, Sammarco 2.39, Cariello 2.40, Ruocco 2.41, Pinna 2.42 e Da Villa 2.43.
Alessandro PAGANO (NCD) chiede chiarimenti in ordine al parere contrario espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo sul suo emendamento 2.44, il quale, allo scopo di attuare interventi di razionalizzazione della spesa pubblica e in conformità con quanto sostenuto in diverse occasioni dal Commissario straordinario per la spending review, prevede che la dismissione delle partecipazioni di società partecipate dallo Stato che producono soltanto beni di consumo interamente destinati al mercato concorrenziale avvenga entro quattro mesi (anziché dodici) dall'entrata in vigore della legge di stabilità 2014, ossia entro un termine più breve di quello previsto per le società che erogano servizi di pubblica utilità.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI precisa che il termine di dodici mesi previsto al comma 1, lettera b), dell'articolo 2 del decreto-legge risponde all'esigenza di coordinare la disciplina delle società in house rispetto alla disciplina prevista dalla legge n. 244 del 2007. Nel Pag. 28sottolineare la complessità della materia in esame, propone di accantonare, ai fini di una più approfondita riflessione, l'emendamento Pagano 2.44 e l'emendamento Librandi 2.47, di analogo contenuto.
Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, evidenzia come l'obiettivo fondamentale dell'emendamento Pagano 2.44 sia quello di stabilire un diverso termine ai fini della cessione a terzi delle partecipazioni azionarie a seconda che si tratti di società partecipate volte all'erogazione di servizi di pubblica utilità o di società partecipate che producono soltanto beni di consumo interamente destinati al mercato in regime di concorrenza. Concorda comunque con il rappresentante del Governo in merito all'opportunità di procedere all'accantonamento delle proposte emendative testé richiamate, al fine di consentire sulla questione una verifica più approfondita.
Francesco BOCCIA, presidente, accantona gli emendamenti Pagano 2.44 e Librandi 2.47.
Alessandro PAGANO (NCD) ritira l'emendamento Sammarco 2.46, di cui è cofirmatario.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Borghesi 2.45 e 2.48.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Busin 2.49.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Fragomeli 2.59 e Censore 2.60 (vedi allegato).
Gian Mario FRAGOMELI (PD) manifesta perplessità in ordine al parere contrario espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo sul suo emendamento 2.69, il quale, pur nel rispetto del principio di matrice europea secondo cui «chi inquina paga», prevede, per gli anni 2014 e 2015, una maggiore autonomia dei comuni nella determinazione dei coefficienti relativi alla tariffa del servizio di gestione dei rifiuti urbani, allo scopo di non rendere tale imposta eccessivamente gravosa per le aziende e gli esercizi commerciali, nonché per le famiglie numerose, già duramente colpite dall'attuale crisi economica.
Giovanni PAGLIA (SEL), nel far presente che l'emendamento Lavagno 2.70, di cui è cofirmatario, presenta un contenuto analogo all'emendamento Fragomeli 2.69, condivide le osservazioni testé svolte sull'argomento dal deputato Fragomeli, sottolineando come una maggiore autonomia dei comuni ai fini della determinazione dei coefficienti della tariffa del servizio di gestione dei rifiuti urbani consentirebbe, pur nel rispetto della normativa europea, di rendere tale tassazione meno gravosa per i contribuenti, evitando un applicazione eccessivamente ideologica dei principi europei, prevedendo una maggiore partecipazione al tributo per alcune attività imprenditoriali, sebbene esse non abbiano un impatto particolarmente inquinante. Chiede pertanto una maggiore riflessione da parte del rappresentante del Governo su tale questione.
Maino MARCHI (PD) si unisce alla richiesta, rivolta al rappresentante del Governo, di un'ulteriore riflessione in ordine alla tematica in esame, rilevando l'opportunità di prevedere una maggiore autonomia dei comuni nella scelta delle aliquote di imposizione. Ricorda che tale orientamento risulta conforme a quanto sostenuto dall'attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Delrio, allorché fu audito in Parlamento in qualità di presidente dell'ANCI e ritiene dunque che l'attuale Governo dovrebbe mantenere un orientamento coerente con quell'impostazione.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI, pur ritenendo ragionevoli le osservazioni testé svolte dai deputati intervenuti, si rimette alla decisione delle Commissioni circa l'opportunità di accantonare l'emendamento Fragomeli 2.69 e gli identici Pag. 29emendamenti Lavagno 2.70, Marchetti 2.71 e Censore 2.72, precisando che in questa sede, a suo avviso, non è possibile dare luogo ad una complessiva rivisitazione della disciplina sostanziale in materia di TARI.
Giovanni PAGLIA (SEL), contrariamente a quanto testé affermato dal rappresentante del Governo, ritiene che questa sia la sede opportuna per apportare modificazioni alla disciplina in materia di TASI e TARI, al fine di superare le incongruenze normative esistenti, frutto anche di una discussione non particolarmente approfondita su tali temi.
Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, propone di accantonare l'emendamento Fragomeli 2.69, nonché gli identici emendamenti Lavagno 2.70, Marchetti 2.71 e Censore 2.72.
Francesco BOCCIA, presidente, accantona l'emendamento Fragomeli 2.69, nonché gli identici emendamenti Lavagno 2.70, Marchetti 2.71 e Censore 2.72.
Le Commissioni respingono l'emendamento Paglia 2.73.
Le Commissioni approvano l'emendamento Pastorino 2.74.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Carrescia 2.65, gli identici emendamenti Borghesi 2.75, Monchiero 2.76 e Pastorino 2.77, nonché gli emendamenti Marco Di Maio 2.78, Ruocco 2.79 e 2.80.
Giovanni PAGLIA (SEL) illustra il proprio emendamento 2.81, il quale è volto ad escludere dal pagamento della TASI gli affittuari di fabbricati – con particolare riferimento agli inquilini di abitazioni – e di aree edificabili. Al riguardo evidenzia come, in base all'attuale disciplina, la TASI si configuri non tanto come un'imposta sui servizi indivisibili quanto come una vera e propria imposta patrimoniale, come ha avuto peraltro modo di segnalare anche la Corte dei conti, e ciò tanto più in considerazione della facoltà riconosciuta ai comuni, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge, di stabilire un aumento fino allo 0,8 per mille delle relative aliquote. Sebbene talune forze politiche siano tuttora indotte da ragioni di opportunità a negare l'evidenza di tale aspetto, ritiene del tutto incontestabile il fatto che, a differenza di quanto già previsto in riferimento all'IMU, il pagamento della TASI viene posto parzialmente a carico anche degli inquilini. Sottolinea inoltre come la definizione della quota del predetto tributo da imputare all'inquilino è suscettibile di un ampio margine di oscillazione, a seconda delle scelte compiute in materia dai singoli comuni. Segnala infine che, qualora gli inquilini non fossero in grado di versare quanto dovuto a titolo di TASI, l'ente locale potrà rivalersi sul proprietario dell'immobile, con evidenti ripercussioni in termini di potenziale contenzioso tra le parti. Invita pertanto il rappresentante del Governo a considerare l'opportunità di avviare una riflessione più approfondita in ordini a possibili modificazioni alla vigente normativa in materia di TASI, ponendo quanto meno rimedio alla problematica concernente il prescritto pagamento del tributo da parte degli inquilini.
Le Commissioni respingono l'emendamento Paglia 2.81.
Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento Gallinella 2.82, di cui è cofirmatario, che è volto ad esonerare dal pagamento della TASI anche i proprietari o i detentori dei fabbricati rurali ad uso strumentale e dei fabbricati rurali ad uso abitativo. Sottolinea, in proposito, come l'onere derivante dalla citata misura sia quantificabile nell'ordine di poche decine di milioni di euro all'anno e che la relativa copertura finanziaria è stata individuata nella previsione di un lieve incremento percentuale della facoltà di aumento dell'aliquota di base dell'imposta municipale propria da parte dei comuni.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI conferma il parere contrario sull'emendamento Gallinella 2.82.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Gallinella 2.82 e 2.83, gli identici emendamenti Palese 2.85 e Borghesi 2.86, l'emendamento Borghesi 2.87, gli identici emendamenti Borghesi 2.88 e Censore 2.89, gli identici emendamenti Fragomeli 2.90 e Censore 2.91, gli identici emendamenti De Menech 2.92 e Censore 2.93, gli emendamenti Taranto 2.94 e 2.95, nonché l'emendamento Censore 2.96, gli identici emendamenti Paglia 2.97 e Censore 2.98, l'emendamento Schullian 2.103, nonché gli identici Marchetti 2.104 e Censore 2.105.
Le Commissioni approvano l'emendamento Taranto 2.113.
Daniele CAPEZZONE, presidente, sospende la seduta fino alle ore 10.25.
La seduta, sospesa alle 9.55, è ripresa alle 10.25.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che le Commissioni riprenderanno l'esame affrontando le proposte emendative riferite agli articoli 4, 5 e 6.
Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Lodolini 4.1, per la parte ammissibile, invita al ritiro dell'emendamento Causi 4.2 ed esprime parere contrario sugli emendamenti Lodolini 4.3, Carrescia 4.4 e Lodolini 4.5.
Propone di accantonare l'emendamento Taglialatela 4.6. Esprime parere contrario sull'emendamento Lodolini 4.8, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Guidesi 4.10, a condizione che sia riformulato nel senso di sostituire le parole: «30 aprile», con le seguenti: «31 maggio»; rileva quindi come l'emendamento Guidesi 4.9 risulterebbe assorbito dall'approvazione dell'emendamento 4.10.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Lodolini 4.11, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Lodolini 4.12 e 4.13, sugli emendamenti Carrescia 4.14, Dallai 4.15, Fragomeli 4.16, sugli identici emendamenti Borghesi 4.17, Censore 4.18 e Palese 4.19, sugli emendamenti Ginato 4.20, Verini 4.21, Busin 4.22, Bonavitacola 4.23, Ginato 4.24, Carrescia 4.25, sugli identici emendamenti Lodolini 4.26, Carrescia 4.27, limitatamente alla parte ammissibile, nonché sugli emendamenti Carella 4.28 e 4.29, nonché Bonavitacola 4.30.
Propone quindi di accantonare gli identici articoli aggiuntivi Censore 4.01 e Guerra 4.02, nonché gli articoli aggiuntivi Palese 4.03 e Parrini 4.04.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI esprimere parere conforme a quello del relatore.
Avverte quindi che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti Lodolini 4.1, Causi 4.2, Lodolini 4.3, Carrescia 4.4, Lodolini 4.5 e 4.8.
Filippo BUSIN (LNA) accoglie la proposta di riformulazione dell'emendamento Guidesi 4.10, di cui è cofirmatario.
Le Commissioni approvano l'emendamento Guidesi 4.10, come riformulato, risultando pertanto assorbito l'emendamento Guidesi 4.9. Approvano quindi l'emendamento Lodolini 4.11.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti Lodolini 4.12 e 4.13, nonché Carrescia 4.14.
Le Commissioni respingono l'emendamento Dallai 4.15.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Fragomeli 4.16.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Borghesi 4.17, Censore 4.18 e Palese 4.19.
Federico GINATO (PD) si dichiara disponibile a ritirare il proprio emendamento 4.20, chiedendo tuttavia di accantonare il proprio emendamento 4.24, che apporta al testo una modifica più limitata, al fine di un'ulteriore valutazione su quest'ultimo.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI si dichiara disponibile a valutare ulteriormente l'emendamento Ginato 4.24.
Francesco BOCCIA, presidente, accantona l'emendamento Ginato 4.24.
Federico GINATO (PD) ritira il proprio emendamento 4.20.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti Verini 4.21 e Bonavitacola 4.23.
Le Commissioni respingono l'emendamento Busin 4.22.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti Carrescia 4.25, gli identici Lodolini 4.26 e Carrescia 4.27, limitatamente alla parte ammissibile, Carella 4.28, nonché Bonavitacola 4.30.
Fabio MELILLI (PD), relatore per la V Commissione, ritiene opportuno accantonare l'emendamento Carella 4.29.
Francesco BOCCIA, presidente, accantona l'emendamento Carella 4.29.
Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Villarosa 5.1, Busin 5.2, Guidesi 5.3, 5.4 e 5.5, Borghesi 5.6 e Pesco 5.7.
Propone di accantonare l'emendamento Caso 5.8, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Fabbri 5.9, Cariello 5.10, Busin 5.11 e 5.12, Guidesi 5.13, 5.14 e 5.15.
Propone di accantonare l'emendamento Castricone 5.16, mentre invita al ritiro dell'emendamento Saltamartini 5.18.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) chiede che il proprio emendamento 5.1 venga accantonato per essere votato al termine della votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 5.
Daniele CAPEZZONE, presidente, con riferimento alla richiesta di accantonamento dell'emendamento Villarosa 5.1, evidenzia come esso, avendo natura soppressiva dell'intero articolo 5, debba necessariamente essere posto in votazione prima degli altri emendamenti riferiti allo stesso articolo 5: pertanto in questo caso la richiesta di accantonamento non può essere accolta.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Villarosa 5.1, Busin 5.2, Guidesi 5.3, 5.4 e 5.5, Borghesi 5.6 e Pesco 5.7.
Maino MARCHI (PD), intervenendo a proposito dell'emendamento Fabbri 5.9, osserva come esso sia diretto a semplificare le procedure per l'estinzione anticipata dei mutui erogati da Cassa depositi e prestiti agli enti locali, stabilendo che gli indennizzi dovuti dai comuni per l'estinzione devono essere comunicati almeno quarantacinque giorni prima del termine per il rimborso del debito e che i relativi conteggi siano vincolanti per un periodo di almeno quarantacinque giorni. Evidenzia, al riguardo, che sovente non è agevole l'estinzione di tali mutui, in quanto i conteggi concernenti gli indennizzi subiscono continue variazioni. Chiede pertanto ai relatori e al Governo di valutare con attenzione la proposta emendativa.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI, pur riconoscendo l'esistenza del problema evidenziato dall'emendamento Fabbri 5.9, segnala la difficoltà di intervenire sulla materia, in quanto sussiste il rischio che interventi sulla disciplina relativa alla Cassa depositi e prestiti possano incidere sulla riclassificazione della stessa Cassa nel perimetro delle pubbliche amministrazioni, con possibili ricadute anche sui conti pubblici.
Daniele CAPEZZONE, presidente, accantona l'emendamento Fabbri 5.9.
Francesco CARIELLO (M5S), illustrando il proprio emendamento 5.10, evidenzia come lo stesso non comporti alcun aumento di spesa, limitandosi a prevedere che le risorse derivanti dall'accensione di nuovi mutui da parte degli enti locali debbano essere investite nei settori specificamente indicati. Dichiarandosi disponibile ad un'eventuale riformulazione della proposta emendativa, nel senso di prevedere che gli investimenti debbano essere effettuati prioritariamente e non esclusivamente nei settori indicati, chiede che l'emendamento sia accantonato.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI evidenzia come il Governo abbia espresso parere contrario su analoghe proposte emendative che dettano disposizioni in merito alla specifica destinazione degli spazi finanziari concessi agli enti locali, al fine non intaccare la discrezionalità degli enti stessi nell'utilizzo delle limitatissime risorse aggiuntive previste dall'articolo 5. Si dichiara pertanto contrario all'accantonamento dell'emendamento Cariello 5.10.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) sottolinea come l'emendamento 5.10 sia volto soprattutto a evitare che gli enti locali utilizzino i nuovi spazi finanziari per il pagamento di debiti pregressi, come è accaduto, secondo quanto evidenziato dalla Corte dei conti, per le risorse di cui al decreto-legge n. 35 del 2013.
Rocco PALESE (FI-PdL), preannunciando il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Cariello 5.10, il quale appare volto ad assicurare il rispetto dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, il quale stabilisce che gli enti locali possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento.
Maino MARCHI (PD), con riferimento alle considerazioni del deputato Palese rileva come l'articolo 5 del decreto-legge già preveda che le risorse aggiuntive previste dall'articolo 5 siano destinate ad investimenti. Sottolinea quindi la necessità di riconoscere agli enti locali autonomia di scelta circa i settori nei quali effettuare investimenti, tanto più in considerazione della esiguità degli spazi finanziari concessi.
Gian Mario FRAGOMELI (PD) si associa alle considerazioni del collega Marchi, segnalando l'estrema diversità delle esigenze di investimento che si riscontrano nei vari comuni. Considera quindi offensivo proporre vincoli ulteriori alle scelte degli enti locali, i quali già subiscono le conseguenze negative derivanti dai rigidi parametri imposti dal patto di stabilità e dall'incertezza delle risorse tributarie disponibili.
Francesco CARIELLO (M5S) ribadisce la propria disponibilità alla riformulazione del proprio emendamento 5.10, nel senso di prevedere che i settori nei quali dovranno prioritariamente essere investite le risorse di cui all'articolo 5 costituiscano anche solo un'indicazione prioritaria.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI, ricordando come questo sia il primo intervento normativo, a distanza di anni, con il quale si consente agli enti locali di contrarre nuovi mutui, ribadisce la contrarietà del Governo a individuare specificamente i settori nei quali dovranno essere investite le nuove risorse, al fine di preservare l'autonomia e la discrezionalità degli stessi enti.
Tommaso CURRÒ (M5S) chiede quali siano gli altri settori, se non quelli indicati Pag. 33dalla proposta emendativa in discussione, in cui effettuare gli investimenti previsti dall'articolo 5.
Simonetta RUBINATO (PD), dichiarando di non condividere l'emendamento Cariello 5.10, evidenzia come nello stesso non siano contemplati settori di intervento che pure rappresentano importanti voci di spesa degli enti locali, quali, ad esempio, l'eliminazione delle barriere architettoniche, i cimiteri e la manutenzione delle strade.
Mauro GUERRA (PD) ricorda preliminarmente che l'articolo 5 non prevede lo stanziamento di risorse aggiuntive a favore degli enti locali e, associandosi alle considerazioni della collega Rubinato, rileva che l'emendamento Cariello 5.10 andrebbe ad intaccare l'ambito di autonomia costituzionalmente garantito agli enti locali.
Bruno TABACCI (Misto-CD) si associa alle considerazioni testé espresse dai deputati Rubinato e Guerra, non ritenendo possibile negare ai comuni l'autonomia di decidere in quali settore effettuare i propri investimenti.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) chiede che sia almeno espressamente previsto che le risorse di cui all'articolo 5 non possano essere utilizzate per il pagamento dei debiti pregressi degli enti locali, come è stato invece fatto con le risorse di cui al già ricordato decreto-legge n. 35 del 2013.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Cariello 5.10, Busin 5.11 e 5.12, Guidesi 5.13, 5.14 e 5.15.
Paolo TANCREDI (NCD) sottoscrive l'emendamento Saltamartini 5.18, che ritira.
Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6.
Le Commissioni respingono l'emendamento Borghesi 6.1.
Daniele PESCO (M5S) illustra il proprio emendamento 6.2, che è volto a prevedere che, ai fini della contabilizzazione dell'IMU, i comuni iscrivano la quota dell'imposta municipale propria indicando anche l'importo versato all'entrata del bilancio dello Stato.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI conferma il parere contrario sull'emendamento 6.2, il quale introduce ulteriori oneri burocratici per i comuni che non considera opportuni.
Daniele PESCO (M5S) sottolinea come l'emendamento 6.2 corrisponda ad un'indicazione della Corte dei conti, la quale ha segnalato l'esigenza che, a fini di trasparenza, i comuni iscrivano il gettito dell'IMU considerando sia le quote di propria spettanza sia l'importo versato all'entrata del bilancio statale.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI ribadisce il parere contrario sull'emendamento 6.2.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 6.2.
Gian Mario FRAGOMELI (PD) illustra il proprio emendamento 6.3, il quale è volto a porre rimedio alle conseguenze derivanti, in termini di accertamento da parte dei comuni dei residui attivi e di rispetto in sede di bilancio consuntivo degli indici di virtuosità da parte dei predetti enti, dal pagamento della cosiddetta «mini IMU» avvenuto nel gennaio 2014.
Il Sottosegretario Giovanni LEGNINI segnala come il problema posto dal deputato Fragomeli risulti già risolto dalla disciplina vigente, in considerazione del Pag. 34fatto che il versamento nel 2014 della cosiddetta «mini IMU» non ha determinato comunque uno slittamento né una modificazione delle entrate previste in termini di competenza, con riferimento all'IMU, per l'anno 2013.
Gian Mario FRAGOMELI (PD) ribadisce come il proprio emendamento 6.3 intenda eliminare una discrasia tra cassa e competenza nella contabilizzazione delle entrate IMU, che rischia di determinare conseguenze molto negative per i bilanci dei comuni. Alla luce delle rassicurazioni del Sottosegretario, ritira comunque l'emendamento, riservandosi di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.
Le Commissioni respingono l'emendamento Busin 6.4.
Francesco BOCCIA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani.

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 articolo 5
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