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Timestamp: 2020-08-09 08:43:42+00:00

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STATO-MAFIA: LA SENTENZA - WordNews.it - News Magazine
“TRATTATIVA”/Seconda parte. Continua il nostro viaggio per “svelare” la Sentenza di Primo grado, dove i magistrati hanno dimostrato il patto scellerato tra pezzi dello Stato e Cosa nostra. «Il giorno 28 ottobre 2014, ai sensi dell'art. 205 c.p.p., veniva assunta la testimonianza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presso la sede, in Roma Palazzo del Quirinale, nella quale il predetto esercitava la funzione di Capo dello Stato».
redazione May 24, 2020 03:37 581 0
Il processo Trattativa Stato mafia (fonte rainews24)
All'udienza del 27 maggio 2013, cui si procedeva nella contumacia degli imputati De Donno, Dell 'Utri e Mori ed alla presenza delle parti civili già ammesse in sede di udienza preliminare (De Gennaro Giovanni, Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, Centro Studi e iniziative culturali Pio La Torre, Partito della Rifondazione Comunista, Associazione Le Agende Rosse, Sindacato Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, Comune di Palermo, Presidenza della Regione Siciliana, Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, e Associazione Cittadinanza Per La Magistratura) chiedevano, altresì, di costituirsi parte civile l'Associazione Antiracket Libere Terre, l'Associazione nazionale Testimoni di Giustizia, il Comune di Firenze, la Provincia di Firenze, la Regione Toscana, l'Associazione Vigile del Fuoco Carlo La Cateno, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, il Comune di Campofelice di Roccella, l'Associazione Nazionale Giuristi Democratici, l'Associazione di Volontariato "Comitato Addiopizzo", l'Associazione Riferimenti - Coordinamento Nazionale Antimafia, Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Salvatore Borsellino, i Familiari di Salvatore Lima (Lo Valvo Giulia Maria, Lima Marcello e Lo Monaco Martina).
Inoltre, il Comune di Palermo, già ammesso parte civile per il reato di minaccia a Corpo Politico, chiedeva di costituirsi anche per il reato di falsa testimonianza contestato all'imputato Mancino.
L'udienza, pertanto, veniva aggiornata per consentire alle parti di esaminare le nuove richieste di costituzione di parte civile e la corposa documentazione allegata a sostegno delle stesse.
All'udienza del 31 maggio 2013 avanzavano, altresì, richiesta di costituzione di parte civile l'Associazione Antiracket di Marsala - Onlus, l'Associazione Antimafie Rita Atria e il Comune di Capaci.
La Corte, sentite le parti, si ritirava in camera di consiglio per deliberare sulle costituzioni di parte civile ed all'esito pronunziava l'ordinanza allegata al verbale con la quale escludeva le parti civili già costituite Partito della Rifondazione Comunista, Associazione Le Agende Rosse, Sindacato Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, e Associazione Cittadinanza Per La Magistratura ed inoltre non ammetteva le nuove parti civili Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, Associazione Antiracket Libere Terre, Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Regione Toscana, familiari di Salvatore Lima (Lo Valvo Giulia Maria, Lima Marcello e Lo Monaco Martina), Salvatore Borsellino, Comune di Capaci, Associazione Vigile del Fuoco Carlo La Cateno, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Associazione Riferimenti - Coordinamento Nazionale Antimafia, Associazione di Volontariato "Comitato Addiopizzo", Associazione Antiracket di Marsala -Onlus, Associazione Antimafie Rita Atria e Comune di Campofelice di Roccella, nonché la costituzione di parte civile del Comune di Palermo per il reato di cui al capo C.
Nella medesima udienza, esaurita la fase della costituzione delle parti, il P.M. integrava la contestazione nei confronti dell'imputato Mancino con la previsione, nell'ambito della già contestata aggravante di cui all'art. 61 n. 2 c.p. sotto il profilo di assicurare ad altri l'impunità, anche della fattispecie di avere eseguito il reato di falsa testimonianza rubricato al capo C al fine di occultare il reato di cui al capo A.
La detta integrazione, in assenza dell'imputato Mancino, veniva inserita a verbale ed il Presidente disponeva conseguentemente la notifica dell'estratto del verbale al detto imputato rinviando, per l'effetto, per la prosecuzione all'udienza del 27 giugno 2013.
In tale udienza si iniziava la discussione delle questioni preliminari, che proseguiva, poi, nella successiva udienza del 1 luglio 2013.
Indi, la Corte si riservava la pronunzia su tali questioni preliminari ed al fine di sciogliere la riserva rinviava all'udienza del 4 luglio 2013 nella quale provvedeva come da ordinanza in atti di cui dava pubblica lettura e dichiarava aperto il dibattimento.
Nella successiva udienza del 26 settembre 2013 le parti indicavano i fatti che intendevano provare e chiedevano l'ammissione delle prove come da verbale in atti; nel contempo, però, le parti private chiedevano un rinvio per potere esaminare la corposa documentazione di cui il P.M. aveva richiesto l'acquisizione e per controdedurre sulla stessa e sulla istanza di perizia per la trascrizione di intercettazioni pure avanzata ed, in conseguenza, l'udienza veniva aggiornata al 10 ottobre 2013 allorché le parti replicavano sulle reciproche richieste come da verbale in atti.
La Corte si riservava di provvedere sulle richieste di prova ed a tal fine rinviava all'udienza del 17 ottobre 2013 nella quale provvedeva come da ordinanza allegata a verbale di cui dava lettura.
All'udienza del 27 febbraio 2014, innanzitutto, il Pubblico Ministero chiedeva, ai sensi degli art. 430 e 493 comma 2 c.p.p., integrarsi la lista testimoniale con l'esame dei collaboranti Naimo Rosario e Tranchina Fabio, le cui dichiarazioni erano state acquisite soltanto successivamente in corso di dibattimento (in data 2 dicembre 2013, 27 gennaio 2014 e 6 febbraio 2014 per il primo; in data 15 febbraio 2014 per il secondo).
La Corte, al fine di consentire alle parti di prendere visione dell'attività integrativa di indagine depositata nella segreteria del P.M. e di pronunziarsi sulla predetta richiesta di quest'ultimo, riservava la decisione alla successiva udienza e si proseguiva, quindi, nell'esame del collaborante Di Carlo Francesco iniziato nella precedente udienza del 30 gennaio 2014.
Il controesame del medesimo teste, su istanza delle difese, veniva differito alla successiva udienza del 6 marzo 2014, che la Corte, sciogliendo la riserva formulata con l'ordinanza del 17 ottobre 2013, destinava, altresì, al conferimento dell'incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali ai Periti Roberto Genovese e Antonino Caiozzo contestualmente nominati.
All'udienza del 6 marzo 2014 si concludeva, innanzitutto, l'esame di Di Carlo Francesco.
Indi, sentite le parti sulla ammissione dei nuovi testi Naimo e Tranchina, la Corte provvedeva pronunziando ordinanza con la quale ammetteva i predetti testi.
Venivano introdotti allora i Periti nominati per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali e, quel punto, le difese degli imputati Subranni, Mori e De Donno chiedevano, innanzitutto, revocarsi l'ordinanza del 17 ottobre 2013 nella parte in cui era stata respinta la richiesta delle difese medesime di trascrizione anche di due ulteriori conversazioni intercettate in altro procedimento rilevando che la sanzione di inutilizzabilità di cui all'art. 270 comma 1 c.p.p. non poteva attingere elementi di prova a discarico e che, peraltro, anche quattro intercettazioni provenienti da altro procedimento erano state, invece, ammesse su richiesta della Pubblica Accusa.
La Corte, pertanto, procedeva al conferimento dell'incarico peritale per la trascrizione delle intercettazioni di cui alla richiesta del P.M. con esclusione delle quattro sopra ricordate, riservandosi di provvedere successivamente sulle stesse e sulle due di cui alla richiesta reiterata dalla difesa degli imputati Subranni, Mori e De Donno.
All'udienza dell' 11 marzo 2014, tenutasi in Roma, si iniziava l'esame, in qualità di testimone assistito, di Paolo Bellini e si acquisivano il certificato giudiziale di quest'ultimo, un certificato rilasciato dal D.A.P. attestante i periodi di detenzione del medesimo, nonché, al solo fine della documentazione del dato storico relativo all'intervista rilasciata, n. 2 articoli di stampa pubblicati sui quotidiani "Il Resto del Carlino" del 17 gennaio 1998 e la "Gazzetta di Parma" il 18 gennaio 1998.
L'esame del Bellini che si concludeva nella successiva udienza del 12 marzo 2014, nella quale veniva, altresì, esaminato l'imputato in procedimento connesso Fabio Tranchina.
All'udienza del 10 aprile 2014, preliminarmente, il P.M., ai fini della eventuale rinunzia al chiesto esame dei testi Gabrielli, Terracciano, Barbini, Pacetto, Cappuccio, Di Gregorio, Firinu e Lisei (di cui, rispettivamente, ai n. 147, 148, 149, 156, 160, 161, 162 e 175 della propria lista) chiedeva acquisirsi: Informativa della Questura di Firenze - O.1.G.O.S. in data 7 aprile 1994 con relativi allegati;
Informativa della O.I.A. n. 125/RM3°SETT/H2-24/4746 in data 7 giugno 1996 con relativi allegati;
Informativa della O.I.A. n. 125/RM3°SETT/H2-24/I 911 in data non leggibile (ma depositato presso la Procura della Repubblica di Palermo il 14 marzo 1997) con relativi allegati;
Informativa della O.I.A. n. 125/RM3°SETT/H2-24/4617 in data 12 giugno 1997 con relativi allegati.
I difensori delle parti civili prestavano il consenso, mentre i difensori degli imputati si riservavano di pronunziarsi e, conseguentemente, la Corte differiva ogni decisione alla successiva udienza.
Indi, si procedeva all'esame, in qualità di imputato in procedimento connesso, di Stefano Lo Verso ed al termine la Corte scioglieva la riserva sulla richiesta di revoca dell'ordinanza del 17 ottobre 2013, pronunziando l'ordinanza di cui al verbale, con la quale rigettava l'istanza e disponeva richiamarsi i già nominati Periti per l'integrazione dell'incarico.
All'udienza del 17 aprile 2014 si integrava l'incarico conferito ai Periti nel senso specificato nell'ordinanza del 10 aprile 2014 e, sull'accordo delle parti, si acquisivano le Informative prodotte dal P.M. ali 'udienza del 10 aprile 2014 con esclusione dei verbali di sommarie informazioni ad esse allegati.
Il P.M. rinunziava, conseguentemente, all'esame dei testi Gabrielli, Terracciano, Barbini, Pacetto, Cappuccio, Di Gregorio, Firinu e Lisei e la Corte interpellava in proposito i difensori delle parti che chiedevano termine per pronunziarsi. All'udienza del 15 maggio 2014 i difensori delle parti consentivano alla rinunzia all'esame soltanto dei testi Terracciano, Barbini, Pacetto, Cappuccio e Lisei e la Corte, conseguentemente, ne revocava l'ammissione.
Nella medesima udienza si procedeva all'esame dei Periti con riferimento alla Relazione depositata dagli stessi in data 23 aprile 2014, che, all'esito, veniva acquisita al fascicolo del dibattimento, conferendo, però, nel contempo, incarico ai Periti di depositare relazione integrativa in relazione a talune precisazioni richieste dalle parti.
Nella stessa udienza, poi, l'imputato Mancino rendeva spontanee dichiarazioni come da trascrizione del verbale in atti.
I difensori degli imputati Mori e De Donno avanzavano richiesta di perizia per la trascrizione di alcune intercettazioni di conversazioni tra Massimo Ciancimino e Girolamo Strangio effettuate dalla Procura di Reggio Calabria ed i cui supporti, ora acquisiti unitamente ai relativi decreti autorizzativi, erano stati depositati al suddetto fine presso la segreteria del P.M.
Le altre parti presenti chiedevano un termine per esaminare quanto depositato e pronunziarsi in ordine alla richiesta di perizia.
All'udienza del 16 maggio 2014 rendeva spontanee dichiarazioni, come da trascrizione del verbale in atti, l'imputato Mario Mori.
Sull'accordo delle parti, quale atto divenuto irripetibile, si acquisiva il verbale - con allegata registrazione audio - delle informazioni rese al P.M. in data 29 ottobre 2010 dal teste Scilabra Giovanni Salvatore, deceduto il 29 marzo 2014, e veniva esaminato il teste M.llo Roberto Tempesta.
All'udienza del 29 maggio 2014, innanzitutto, il Pubblico Ministero chiedeva di produrre copia informatica delle sentenze divenute irrevocabili pronunziate dalla Corte di Appello di Palermo, rispettivamente, in data 23 ottobre 2010 nel procedimento a carico di Aiello Michele ed altri e in data 25 marzo 2013 nel procedimento a carico di Marcello Dell'Utri e, nulla opponendo le altre parti, la Corte ne disponeva l'acquisizione, rigettando, invece, in assenza di accordo delle parti, la richiesta della difesa dell'imputato Mori di acquisire anche la sentenza pronunziata dal Tribunale di Palermo Sezione Quarta Penale in data 17 luglio 2013 nei confronti del detto imputato, trattandosi di sentenza non passata in cosa giudicata e di cui, peraltro, ai fini della prova del fatto storico della detta pronunzia, era stato già acquisito il relativo dispositivo.
Indi, si procedeva all'esame del teste Vincenzo Scotti, rinviando il controesame all'udienza del 13 giugno 2014.
All'udienza del 12 giugno 2014 veniva esaminato in video collegamento, m qualità di teste assistito, Di Matteo Mario Santo.
Nella stessa udienza la Corte disponeva restituirsi il supporto informatico contenente il decreto autorizzativo, i brogliacci e i file audio delle intercettazioni disposte dalla Procura di Reggio Calabria nei confronti di Strangi Girolamo perché irritualmente depositati dalla difesa degli imputati Subranni, Mori e De Donno in cancelleria e relativi ad intercettazione effettuata in diverso procedimento non ammessa nel processo ed acquisiva, invece, trascrizione della registrazione audio delle sommane informazioni rese da Scilabra Giovanni Salvatore prodotta dalla difesa dell'imputato Dell'Utri e copia di un articolo di stampa pubblicato sul quotidiano "Corriere della Sera" il 18 dicembre 2010 col titolo "Sono l'icona dell'Antimafia. Ho 5 milioni che fanno la muffa" prodotto dalla difesa degli imputati Subranni, Mori e De Donno.
Quest'ultima, poi, rilevava la nullità, per violazione del diritto di difesa, dell'ordinanza in data 5 giugno 2014 con la quale la Corte non aveva accolto la richiesta di perizia per la trascrizione delle intercettazioni di conversazioni tra Massimo Ciancimino e Girolamo Strangi e reiterava la medesima richiesta di perizia, sulla quale la Corte si riservava di provvedere.
All'udienza del 13 giugno 2014 si definiva il controesame del teste Vincenzo Scotti e si acquisivano, quali documenti, un estratto (pag. 43-49) del libro intitolato "Un irregolare nel Palazzo" scritto dal medesimo teste e n. 7 articoli di stampa sulla formazione del nuovo governo nel giugno 1992 prodotti dalla difesa dell'imputato Mancino.
Inoltre, il P.M. si pronunziava sulla richiesta, avanzata dalle difese degli imputati Subranni, Mori e De Donno, di espunzione dal fascicolo del dibattimento di alcune conversazioni e messaggi già oggetto della perizia di trascrizione espletata, chiedendone il rigetto e la Corte si riservava di provvedere.
All'udienza del 19 giugno 2014 non comparivano, giustificando l'impedimento, l'indagato in procedimento connesso Giuseppe Gargani ed il teste Ciriaco De Mita e la difesa dell'imputato Mancino chiedeva di produrre n. 10 documenti concernenti l'attività parlamentare del proprio assistito.
Il P.M. e le altre parti chiedevano termine per esaminare tale documentazione e per pronunziarsi conseguentemente.
All'udienza del 26 giugno 2014, assente per impedimento documentato il teste Arnaldo Forlani, veniva esaminato l'indagato in procedimento connesso Giuseppe Gargani e rendeva spontanee dichiarazioni l'imputato Mario Mori.
La difesa di quest'ultimo, all'esito delle dette dichiarazioni spontanee, chiedeva acquisirsi una memoria con allegati documenti (copia verbale testimonianza Mori in data 7 giugno 1997 dinanzi la Corte di Assise di Firenze; CD contenente copia informatica della sentenza non irrevocabile pronunziata dal Tribunale di Palermo il 1 7 luglio 2013 nel processo nei confronti degli imputati Mori e Obinu; copia di un articolo di stampa pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" in data 3 aprile 2014 col titolo "Enna, l'hotel dei <> alla vigilia delle stragi"; copia di una nota del R.O.S. dei Carabinieri datata 28 agosto 1993 avente ad oggetto "Regime penitenziario speciale ex 41 bis, comma 2, legge n. 354/1975. Proposte di eventuale proroga"; CD contenente copia informatica delle sentenze pronunziate nel processo a carico di Aiello Michele ed altri dal Tribunale di Palermo il 18 gennaio 2008 e dalla Corte di Appello di Palermo in data 23 gennaio 2010) per i quali, però, le altre parti chiedevano termine per esaminarli. Nel contempo, invece, le parti non si opponevano alla acquisizione dei documenti offerti alla precedente udienza dalla difesa di Mancino e la Corte ne disponeva l'acquisizione.
Nella medesima udienza, la Corte, sciogliendo la riserva precedentemente formulata, rigettava la richiesta, avanzata dalle difese degli imputati Subranni, Mori e De Donno, di espunzione dal fascicolo del dibattimento di alcune conversazioni e messaggi già oggetto della perizia di trascrizione espletata.
All'udienza del 3 luglio 2014 il P.M. e le altre parti, innanzitutto, si pronunziavano sulla richiesta di produzione documentale avanzata dall'imputato Mori all'udienza del 26 giugno 2014 ed il P.M. chiedeva, nel contempo, acquisirsi la sentenza irrevocabile pronunziata dalla Corte di Cassazione il 6 maggio 2004, nel processo a carico di Biondino Salvatore ed altri per l'attentato in località Addaura in danno del Dott. Falcone, e le sentenze irrevocabili pronunziate dal Giudice dell'Udienza Preliminare di Palermo il 1 7 luglio 1995 e dalla Corte di Appello di Palermo il 26 aprile 1996 nei confronti di Bonaccorso Cosimo.
I difensori degli imputati chiedevano termine per esaminare tali ultimi documenti e la Corte si riservava di provvedere su tutte le suddette richieste di produzione documentale.
Indi, si esaminava in video collegamento, in qualità di teste assistito, il collaboratore di Giustizia Maurizio Avola.
All'udienza dell'11 luglio 2014 venivano esaminati i testi Pietro Grasso e Donato Marra e nel corso dell'esame di quest'ultimo veniva spontaneamente consegnata dallo stesso teste - ed acquisita col consenso di tutte le parti – copia della lettera inviata da Nicola Mancino al Presidente della Repubblica il 27 marzo 2012, poi allegata dal Segretario Generale alla lettera a sua volta inviata il 4 aprile 2012 al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.
La Corte, inoltre, scioglieva le riserve sulla richiesta, ex art. 195 comma 1 c.p.p., di esame dei testi di riferimento Ganci Raffaele e Ganci Domenico, che accoglieva destinandone l'assunzione nel prosieguo, e sulle acquisizioni documentali richieste dalla difesa dell'imputato Mori all'udienza del 26 giugno 2014 e dal P.M. all'udienza del 3 luglio 2014 come da ordinanza allegata al verbale.
All'udienza del 17 luglio 2014, preliminarmente, il Presidente informava le parti che, con lettera pervenuta il 15 luglio 2014, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, esaminato in qualità di teste alla precedente udienza, aveva inviato due documenti (lettera del Procuratore Generale Esposito dell'11 aprile 2012 e lettera del Procuratore Generale Ciani dell'8 giugno 2012) asseritamente rinvenuti dopo quella deposizione e metteva i documenti medesimi, per le loro valutazioni, a disposizione delle parti, su richiesta delle quali i documenti venivano acquisiti.
Venivano, quindi, esaminati i testimoni Gianfranco Ciani (nel corso dell’esame si acquisiva una lettera inviata dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione al Procuratore Generale di Caltanissetta il 9 marzo 2012), Pasquale Ciccolo (nel corso del cui esame si acquisiva un comunicato stampa emesso dalla Procura Generale della Cassazione il 19 giugno 2012) e Vitaliano Esposito. Al termine, il P.M., nell'indicare le attività istruttorie che intendeva porre in essere nel prosieguo, rappresentava l'intendimento di esaminare il teste Giorgio Napolitano e sollecitava, quindi, la Corte agli adempimenti necessari ai fini dell'assunzione di detta prova in relazione alla carica di Presidente della Repubblica ricoperta dal detto teste.
La Corte, preso atto di tale richiesta, subordinava l'accoglimento di questa allo scioglimento della riserva formulata all'udienza del 28 novembre 2013 sulla sollecitazione rivolta da talune delle parti alla Corte stessa affinché rivalutasse il provvedimento di ammissione della testimonianza del Capo dello Stato ai sensi dell'art. 495 comma 4 c.p.p.
All'udienza del 25 settembre 2014 si esaminava il teste Ciriaco De Mita e la Corte provvedeva a sciogliere la riserva di provvedere sulla richiesta di revoca dell'ammissione del teste Napolitano come da ordinanza allegata al verbale.
Il Pubblico Ministero chiedeva acquisirsi copia della sentenza n. 643 del 2014 pronunziata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Marcello Dell'Utri, nonché disporsi perizia per le trascrizioni delle intercettazioni ambientali effettuate all'interno della struttura carceraria riguardo alle conversazioni tra l'imputato Riina Salvatore e altro detenuto.
I difensori chiedevano termine per esaminare l'elenco delle conversazioni indicate dal P.M. e per eventualmente integrarlo con ulteriori conversazioni pure intercettate.
La difesa dell'imputato Mancino, inoltre, chiedeva di produrre due articoli di stampa pubblicati sul quotidiano Corriere della Sera il 2 e 9 settembre 2014, un estratto (pag. 138-147) del libro pubblicato da Mino Martinazzoli col titolo "Uno strano democristiano" e altro estratto (pag. 122-1341) del libro pubblicato da Francesco Malgeri col titolo "Storia della Democrazia Cristiana".
Il P.M. si opponeva a tale produzione documentale ad eccezione dell'estratto del libro di Mino Martinazzoli.
La Corte, concesso il termine sollecitato dalle parti, si riservava di provvedere successivamente sulle predette richieste.
All'udienza del 9 ottobre 2014 la Corte, sentite le parti sulle richieste formulate nella precedente udienza del 25 settembre 2014, provvedeva come da ordinanza trascritta nel verbale di udienza.
Indi, si iniziava l'esame, ex art. 21 O c.p. p., di Angelo Siino.
All'udienza del 23 ottobre 2014, preso atto della certificazione medica pervenuta, veniva rinviata ad altra data l'ulteriore prosecuzione dell'esame di Angelo Siino e veniva, invece, sentito il teste Virginio Amodeo.
Indi, il P.M. chiedeva acquisirsi i documenti specificati in verbale e la difesa dell'imputato Riina chiedeva, in relazione a questi, l'ammissione di nuova prova testimoniale e, pertanto, l'udienza veniva aggiornata per consentire alle parti di esaminare i documenti.
All'udienza del 5 marzo 2015, innanzitutto, il P.M. depositava certificato medico attestante l'impedimento a comparire del teste Giuseppe La Greca e, in relazione a questo, per la ritenuta sopravvenuta impossibilità di ripetizione, chiedeva acquisirsi le dichiarazioni rese dal predetto teste in data 5/12/2011 nella fase di indagine preliminare ed il resoconto della audizione del medesimo dinanzi alla Commissione Parlamentare Antimafia in data l 5/ 12/201 O.
La Corte si riservava di provvedere e veniva, quindi, esaminato il teste Salvatore Cirignotta, acquisendo, all'esito, sull'accordo delle parti, copia dell'appunto inviato dal predetto teste al Vice Direttore Di Maggio in data 2 maggio 1994.
Indi, il P.M. chiedeva ammettersi, quali prove sopravvenute a norma dell'art. 493 comma 2 c.p.p., l'esame degli indagati in procedimento connesso Carmelo D'Amico e Vito Galatolo e dei testimoni Giuseppe Falcone, Giuseppe Miliano e Massimo Parisi sulle circostanze per ciascuno di essi specificate nel verbale di udienza.
Le altre parti chiedevano termine per pronunziarsi su tali nuove prove e la Corte, conseguentemente, si riservava di provvedere nel prosieguo.
All'udienza del 20 marzo 2015 la Corte, sciogliendo la riserva precedentemente formulata, disponeva acquisirsi al fascicolo del dibattimento il verbale delle dichiarazioni rese dal teste Giuseppe La Greca in data 5 dicembre 2011 nella fase di indagine preliminare ed il resoconto della audizione di Giuseppe La Greca dinanzi la Commissione Parlamentare Antimafia in data 15/12/2010 ed ammetteva, quindi, il chiesto esame degli indagati in procedimento connesso Carmelo D'Amico e Vito Galatolo e dei testimoni Giuseppe Falcone, Giuseppe Miliano e Massimo Parisi.
Si procedeva, quindi, all'esame del dichiarante Pasquale Di Filippo.
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References: SENTENZA 
 Sentenza 
 art. 430
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 195
 sentenza 
 art. 21