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28/2012/A REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE - PDF
28/2012/A REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE
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1 28/2012/A REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE Composta dai seguenti magistrati: Dott.ssa Piera MAGGI Dott.ssa Maria FRATOCCHI Dott. Mauro OREFICE Dott.ssa Rita LORETO Dott. Piergiorgio DELLA VENTURA Presidente Consigliere Consigliere relatore Consigliere Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio pensionistico di appello iscritto al n del registro di Segreteria, proposto dall INPDAP, rappresentato e difeso dall avv. Edoardo Urso, avverso la sentenza n. 818/2007, depositata il 13 novembre 2007, della Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo, resa nei confronti del sig. G. M.. Visti tutti gli atti di causa. Uditi, nella pubblica udienza del 10 gennaio 2012, il relatore Consigliere Mauro Orefice; per parte appellante, l avv. Edoardo Urso e, per parte appellata, su delega dell avv. Giuseppe Scapato, l avv. Rossana Tebaidi. CONSIDERATO IN FATTO
2 Con il provvedimento impugnato il Giudice territoriale ha parzialmente accolto il ricorso proposto dal sig. G. M. all atto della cessazione dal servizio, Segretario comunale con inquadramento giuridico ed economico nella qualifica di Segretario generale di II classe riconoscendo, per l effetto, il suo diritto ad ottenere, l attribuzione sul trattamento pensionistico definitivo con valutazione in quota A dell intero importo della retribuzione di posizione (pari circa a Lire 82 milioni, oltre accessori) corrisposta dall Ente locale (Comune di Omissis) in attuazione del verbale di conciliazione dell 11 giugno 2002, sottoscritto dall Amministrazione comunale e dal ricorrente innanzi alla Commissione di conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro di Omissis. L INPDAP ha impugnato la decisione in epigrafe con atto depositato in data 15 gennaio 2009, ritenendola censurabile laddove ha riconosciuto la computabilità in quota A dell intero importo della retribuzione di posizione. L Istituto in particolare ha rilevato la violazione e la falsa applicazione degli artt. 15 e 16 della legge 5 dicembre 1959, n. 1077, come modificati ed integrati dall art. 30 del d.l. n. 55/1983, convertito con modificazioni nella legge n. 131/1983 e del d.lgs. n. 503/1992. In data 10 dicembre 2011, nell interesse del sig. M. è stata depositata una memoria di costituzione a confutazione delle conclusioni cui l INPDAP è per venuto con l atto di appello. Alla odierna udienza, le parti si sono sostanzialmente riportate agli atti scritti. RITENUTO IN DIRITTO Per quanto riguarda i dipendenti degli enti locali, quale è l'odierno ricorrente, la normativa che disciplinava il calcolo della pensione in vigore alla data del 31 dicembre 1992 era da individuarsi con riferimento all'art. 30 del D.L. 28 febbraio 1983, n. 55, convertito nella legge 26 aprile 1983 n.131, il quale disponeva che la retribuzione annua contributiva definita dagli arti. 12, 13 e 14 della legge 11 aprile 1955 n. 379, è costituita dalla somma
3 degli emolumenti fissi e continuativi dovuti come remunerazione per l'attività lavorativa". Per il vero, l'art. 15 della legge 5 dicembre 1959 n aveva già ridisegnato la nozione di "retribuzione annua contributiva" riferendola agli elementi fissi e continuativi o ricorrenti ogni anno che costituiscono la parte fondamentale della retribuzione corrisposta, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge o regolamentari ovvero dei contratti collettivi di lavoro, come remunerazione perla normale attività lavorativa". Pertanto, tra le voci computabili nella base pensionabile del ricorrente al , non poteva risultare il compenso accessorio considerato che, nel previgente ordinamento pensionistico, il trattamento accessorio non risultava pensionabile. Tenuto conto, poi, che nei comuni maggiori e nelle province sono conferite al segretario, in applicazione dell art. 108 comma 4 del d.lgs. n. 267 del 2000, anche le funzioni del direttore generale, il segretario stesso non solo svolge le funzioni proprie, elencate all art. 97 dello stesso decreto, ma assume appunto anche quelle di direttore generale, provvedendo ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza e curando in particolare la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi e la proposta del piano esecutivo di gestione. L indennità di direzione generale prevista dall art. 44 del CCNL del costituisce pertanto realmente il corrispettivo per l esercizio di ulteriori funzioni e l assunzione delle relative responsabilità (così, in ultimo, Sezione Puglia n. 944 del 2008). In effetti, poiché l art. 44 del CCNL del stabilisce anche che la misura dell indennità è determinata dall ente nell ambito delle risorse disponibili e nel rispetto della propria capacità di spesa, sembra difficile negare che il compenso in questione sia in realtà legato alle effettive disponibilità finanziarie dell ente più che alla quantità e qualità del servizio prestato. Ma ciò incide sulla quantificazione del compenso, non sulla sua
4 natura, che consiste pur sempre nella remunerazione, sia pure in misura ampiamente variabile, di un ulteriore attività lavorativa. L art. 44 del citato CCNL, che come appena rilevato attribuisce all indennità in esame una finalità comunque remunerativa, ne esclude invece chiaramente la fissità: demanda infatti all ente locale la più ampia discrezionalità nella determinazione della misura del compenso, senza predeterminare alcun specifico criterio. La retribuzione di posizione del segretario comunale o provinciale, collegata per l art. 41 del CCNL del alla rilevanza delle funzioni attribuite ed alle connesse responsabilità in relazione alla tipologia dell ente di cui il segretario è titolare, presenta infatti valori complessivi annui lordi predeterminati e fissi secondo la grandezza dell ente, che può solo determinare la misura di una maggiorazione, peraltro secondo le condizioni, i criteri e i parametri di riferimento individuati in sede di contrattazione decentrata integrativa nazionale. In sostanza, a differenza dell indennità di direzione generale, la retribuzione di posizione dei segretari comunali viene quantificata in parte in misura fissa e in parte secondo criteri predeterminati in sede di contrattazione collettiva decentrata. E appare significativo rilevare che l INPDAP, in una sua circolare del , desume la pensionabilità in quota A di questa seconda parte della retribuzione di posizione dei segretari comunali e provinciali, anziché da una sua ipotetica natura di assegno fisso e continuativo, proprio dal fatto che si tratta appunto della maggiorazione di un emolumento, già utile a pensione nella prima quota di pensione. Inoltre, seguendo il ragionamento delle Sezioni Riunite di questa Corte (sent. n. 2/QM/2009), la computabilità dell indennità di direzione generale nella quota A del trattamento pensionistico è poi esclusa anche dalla mancanza del requisito della continuatività. E si tratta di un requisito da valutare ex ante, sulla base della natura
5 oggettiva dell emolumento: non ex post, alla stregua di ciò che in concreto può anche essere di fatto avvenuto. Sul punto, è stato esattamente rilevato che una durata determinata è carattere ormai comune a tutti i normali incarichi dirigenziali, dopo la privatizzazione del pubblico impiego (Sezione Lombardia n. 642 del 2008, Sezione Puglia n. 944 del 2008). Sennonché, l incarico di direzione generale è caratterizzato da una precarietà diversa anche dalla normale temporaneità degli incarichi dirigenziali. Si consideri, in particolare, che nell ambito degli enti locali gli incarichi dirigenziali possono essere revocati prima della scadenza solo in caso di inosservanza delle direttive, di mancato raggiungimento al termine di ciascun esercizio finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione, per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro (art. 109 del d.lgs. n. 267 del 2000). L incarico del direttore generale, invece, è revocabile in qualsiasi momento dal sindaco o dal presidente della provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale (art. 108 del d.lgs. n. 267 del 2000). Inoltre, l amplissima discrezionalità dell ente locale nella determi-nazione dell indennità comprende evidentemente anche la possibilità di ridurne la misura, in conseguenza di un peggioramento delle condizioni finanziarie dell ente. Per quanto precede, il Collegio ritiene che vi siano gli estremi per pervenire all accoglimento del ricorso in riforma della sentenza impugnata, stabilendo, per gli effetti, l insussistenza del diritto del M. ad ottenere il riconoscimento sul trattamento pensionistico definitivo con valutazione in quota A dell intero importo della retribuzione di posizione. Sussistono motivi per compensare le spese. P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI - I SEZIONE GIURISDIZIONALE CENTRALE D APPELLO
6 definitivamente pronunciando, ACCOGLIE l appello proposto dall INPDAP, rappresentato e difeso dall avv. Edoardo Urso, avverso la sentenza n. 818/2007, depositata il 13 novembre 2007, della Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo, resa nei confronti del sig. G. M. e per gli effetti stabilisce l insussistenza del diritto del medesimo ad ottenere il riconoscimento sul trattamento pensionistico definitivo con valutazione in quota A dell intero importo della retribuzione di posizione. Spese legali compensate. Nulla per le spese di giustizia Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 10 gennaio L'ESTENSORE F.to Cons. Mauro OREFICE IL PRESIDENTE F.to Pres. Piera MAGGI Depositato in Segreteria il 18/1/2012. Il Dirigente F.to Massimo BIAGI
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