Source: https://www.studiocavallari.it/agevolazioni-e-novita-fiscali/notiziario-fiscale-di-aprile-2020-e-agevolazioni-anti-crisi
Timestamp: 2020-05-26 09:08:00+00:00

Document:
Notiziario Fiscale di Maggio 2020 e Agevolazioni anti crisi
Sanificazione ambienti - Credito d'imposta Covid - Acquisto dispositivi di protezione
Principali adempimenti mese di maggio 2020
Sospensione dei termini per enti impositori e agente riscossione
Altre disposizioni fiscali da Decreto Liquidità
Registratore telematico durante la sospensione dell’attività
Richiesta di moratoria straordinaria dei prestiti alle imprese
Moratoria ABI estesa al 2020
Fondo di garanzia per le PMI nel Decreto Liquidità
Garanzia SACE nel Decreto Liquidità
Fondo mutui “prima casa” per autonomi e professionisti
Credito d’imposta su canoni di locazione dei negozi
Il D.P.C.M. del 26.04.2020 prevede che dal 4.05.2020 riapriranno le manifatture, le costruzioni e il commercio all’ingrosso funzionale, compreso il settore tessile, la moda, l’automotive, il vetro, l’industria estrattiva, la fabbricazione di mobili, ecc; già dal 27.04 saranno possibili le attività propedeutiche.
Le attività commerciali al dettaglio, diverse da quelle già autorizzate (generi alimentari, igiene della persona, edicole, farmacie e parafarmacie, tabaccai, librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati), restano sospese fino al 18.05, così come i mercati. Non riapriranno il 4.05 parrucchieri, barbieri ed estetiste, così come bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, ma è consentita la ristorazione con consegna a domicilio; diviene possibile quella con asporto, con l’obbligo di rimanere a distanza di un metro, di non consumare i prodotti nei locali e di non sostare nelle immediate vicinanze degli esercizi.
Per lo svolgimento dell'attività di pulizia e disinfezione non è richiesto alcun tipo di requisito professionale abilitante ma solo i requisiti morali e di capacità finanziaria (consistenti nel disporre di un conto corrente).
Le attività di sanificazione, disinfestazione, derattizzazione, invece, richiedono il possesso di specifici requisiti professionali abilitanti (particolari titoli di studio o esperienza pregressa).
Rientrano tutte nel gruppo di codici ATECO 81.2, ma solo le prime possono essere avviate senza particolari requisiti.
Crediti d’imposta da Covid-19
Il D.L. 18/2020 dispone misure economiche finalizzate a contenere gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sotto forma di crediti d’imposta ed incentivi fiscali. Se ne riassumono i principali a favore di lavoratori e datori di lavoro.
Titolari di redditi di lavoro spetta un premio per il mese di marzo 2020.
I lavoratori dipendenti devono possedere un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a € 40.000.
Il premio è pari a € 100, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel mese di marzo.
I sostituti d’imposta riconoscono il premio, in via automatica, a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.
I sostituti d’imposta compensano l’incentivo erogato mediante modello F24 (codice tributo 1699 per mod. F24 e 169E per mod. F24 EP).
Per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a
Erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’art. 27 L. 133/1999.
Le predette erogazioni:
sono deducibili dal reddito d’impresa ai fini delle relative imposte;
non sono soggette all’imposta sulle donazioni;
non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa e, quindi, non sono considerate quali ricavi nè plusvalenze rilevanti fiscalmente.
Ai fini Irap le erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate.
Ai fini della valorizzazione delle erogazioni in natura, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 3 e 4 D.M. Lavoro 28.11.2019.
L’importo, pertanto, è quantificato in base a:
valore normale del bene oggetto di donazione (art. 9 Tuir). Se il valore del bene è superiore a € 30.000, ovvero nel caso in cui sia impossibile desumere il valore del bene sulla base di criteri oggettivi, il donatore deve acquisire una perizia giurata che ne attesti il valore (di data non antecedente a 90 giorni il trasferimento del bene);
residuo valore fiscale all’atto del trasferimento, nel caso di bene strumentale;
minore valore tra quello normale e quello determinato per le rimanenze (art. 92 Tuir), se l’erogazione riguarda beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa [art. 85, c. 1, lett. a) e b) Tuir].
L’erogazione liberale in natura deve risultare da atto scritto, contenente la dichiarazione del donatore in merito alla descrizione analitica dei beni donati con l’indicazione del relativo valore, nonché la dichiarazione del soggetto destinatario contenente l’impegno a utilizzare direttamente i beni per il perseguimento delle finalità per il quale è stata effettuata.
Qualora sia richiesta una perizia giurata di stima, al destinatario dell’erogazione deve esserne consegnata una copia.
Acquisti di dispositivi di protezione
Molte imprese, al fine di contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno effettuato acquisti di dispositivi per proteggere i lavoratori e limitare il rischio di contagio.
Per incentivare l’acquisto di questi beni è stata prevista l’attribuzione di un credito di imposta, rapportato all’ammontare di spesa sostenuta, da utilizzare in compensazione orizzontale.
Si definisce “dispositivo di protezione individuale” qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art. 74, D. Lgs. 9.04.2008, n. 81).
I dispositivi di protezione individuale idonei a ridurre il rischio di contagio da Covid-19 sono, ad esempio:
mascherine chirurgiche, FFP1, FFP2, FFP3;
mascherine con valvola;
Sono, invece, dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale le barriere e i pannelli protettivi.
Con riferimento ai dispositivi di protezione individuale, l’Iva è detraibile e il costo è deducibile per le imprese che applicano il regime ordinario (e che, quindi, detraggono l’Iva con il meccanismo Iva da Iva).
I dispositivi di protezione individuali rientrano nella categoria dei materiali di consumo.
Le spese devono, quindi, essere imputate tra i costi della produzione nella voce “B6 - Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci”.
I costi indicati alla voce B6 sono comprensivi dei costi accessori di acquisto (trasporti, assicurazioni, carico e scarico, ecc.) se inclusi dal fornitore nel prezzo di acquisto delle materie e merci. In caso contrario, sono iscritti alla voce B7.
Come precisato nel principio contabile OIC 12, sono ricompresi in questa voce anche i costi per acquisti destinati al personale.
Il D.L. 17.03.2020, n. 18, al fine di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, ha previsto l’attribuzione di un credito di imposta, per il periodo di imposta 2020, in misura pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di € 20.000 per ciascun beneficiario.
Il D.L. 8.04.2020, n. 23, al fine di incentivare l’acquisto di attrezzature volte ad evitare il contagio dal virus Covid-19 nei luoghi di lavoro, ha previsto l’applicazione del credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro anche alle spese sostenute nell’anno 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale.
È prevista l’emanazione di un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo Economico con cui sono stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta.
L’art. 18 del D.L. 8.04.2020, n. 23, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 8.04.2020, n. 94, prevede la sospensione dei versamenti in autoliquidazione di aprile e maggio 2020 relativi a:
ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. 600/1973, e trattenute relative all’addizionale regionale e comunale;
per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato che hanno subito nei mesi di marzo e/o aprile 2020, rispetto agli stessi mesi del 2019, la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi:
di almeno il 33% (se nell’anno precedente hanno prodotto ricavi e compensi non superiori a € 50 milioni;
di almeno il 50% (se nell’anno precedente hanno prodotto ricavi e compensi superiori a € 50 milioni). Per i soggetti di cui alla lettera a), con domicilio o sede nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, la sospensione dei versamenti Iva si applica a prescindere dall’ammontare dell’anno precedente di ricavi e compensi;
per i soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 31.03.2019.
I versamenti di ritenute, trattenute, contributi e premi sono sospesi anche per gli enti non commerciali (compresi gli Enti del Terzo Settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti) che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa.
Riportiamo le scadenze ordinarie, rinviando alla circolare speciale n. 31/2020 e ai successivi approfondimenti, per una panoramica più completa degli slittamenti.
Sabato1-2
Autoliquidazione - Termine di versamento della 2° rata del premio di autoliquidazione 2019/2020.
Versamento contributi - Termine ultimo per il versamento dei contributi previdenziali relativi al trimestre gennaio-marzo 2020.
Termini soggetti alle sospensioni e slittamenti previsti dal D.L. “Cura Italia” (D.L. 18/2020) e dal D.L. “Liquidità” (D.L. 23/2020).
Tra le varie misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, il D.L. n. 18 del 17.03.2020 (c.d. Decreto Cura Italia) ha disposto la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi (art. 62), nonché la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria (art. 61).
Nuove scadenze per Covid-19
Versamenti nei confronti della Pubblica Amministrazione in scadenza il 16.03.2020 (Iva, tassa libri sociali, ritenute, contributi, Inail, ecc.).
Prorogati al 20.03.2020, ma si considerano tempestivi se eseguiti entro il 16.04.2020.
Rinvio al 31.03.2020 (senza sanzioni trasmissioni CU fino al 30.04.2020).
Adempimenti e versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi Inail per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23.02.2020 al 30.04.2020.
Versamento senza applicazione di sanzioni ed interessi, dal 31.05.2020, anche mediante rateazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo.
Tavola n. 1 (segue)
Ritenute d’acconto su ricavi e compensi percepiti nel periodo 17.03.2020-31.05.2020.
Versamento delle ritenute non operate dal sostituto in un'unica soluzione entro il 31.07.2020 o mediante rateizzazione (fino a un massimo di 5 rate mensili).
Versamenti da autoliquidazione che scadono nei mesi di aprile e maggio 2020, relativi a:
Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione.
Con domicilio fiscale o sede legale o sede operativa in Italia.
Ricavi o compensi, percepiti nel periodo d’imposta precedente a quello in corso, non superiori a € 50 milioni.
Che hanno subito una diminuzione dei ricavi o compensi di almeno il 33% nel mese di marzo e nel mese di aprile 2020 rispetto ai medesimi mesi del precedente periodo d’imposta.
Versamento in un’unica soluzione entro il 30.06.2020 (o mediante rateizzazione (fino a un massimo di 5 rate mensili).
Con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in Italia.
Ricavi o compensi, percepiti nel periodo d’imposta precedente a quello in corso, superiori a € 50 milioni.
Che hanno subito una diminuzione dei ricavi o compensi di almeno il 50% nel mese di marzo e nel mese di aprile 2020 rispetto ai medesimi mesi del precedente periodo d’imposta.
Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in Italia, che hanno intrapreso l’attività in data successiva al 31.03.2019.
Versamenti da autoliquidazione Iva che scadono nei mesi di aprile e maggio 2020.
Con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza.
Che hanno subito una diminuzione dei ricavi e dei compensi di almeno il 33% nel mese di marzo e nel mese di aprile 2020 rispetto ai medesimi mesi del precedente periodo d’imposta.
Enti non commerciali, enti del terzo settore e enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa.
Versamento acconti d’imposta sul reddito e Irap, dovuti per il periodo d’imposta successivo al 31.12.2019.
Non si applicano sanzioni e interessi qualora l’importo del versamento risulti non inferiore all’80% della somma che risulterebbe dovuta con il metodo di calcolo ‘storico’.
e versamenti fiscali e contributivi (segue)
Certificato di sussistenza dei requisiti previsto dall’art. 17-bis, c. 5 D. Lgs. 241/97 (Durf), emesso dall’Agenzia delle Entrate entro il 29.02.2020.
Imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici di una o più opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a € 200 milioni, caratterizzate da prevalente utilizzo di manodopera.
Proroga della scadenza al 30.06.2020.
Trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto dell’immobile, ai fini dell’agevolazione prima casa in materia di imposta di registro.
Sospensione della decorrenza dei termini nel periodo 23.02.2020-31.12.2020.
Acquisto della prima casa entro 1 anno dall’alienazione dell’immobile per il quale si è fruito di aliquota agevolata in materia di imposta di registro o Iva, ai fini del riconoscimento del credito di imposta.
Versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Soggetti obbligati ad assolvere l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Modifica dei termini di scadenza:
ammontare dell’imposta dovuta per il 1° trimestre solare inferiore a € 250: versamento nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa al 2° trimestre solare;
ammontare dell’imposta dovuta per il 1° e 2° trimestre solare complessivamente inferiore a € 250: versamento nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa al 3° trimestre solare.
Sospensione adempimenti e versamenti fiscali e contributivi (segue)
Adempimenti tributari diversi dai versamenti e dalle ritenute, che scadono tra l’8.03.2020 e il 31.05.2020
Marzo 2020 (e 1° trimestre 2020)
Comunicazione LIPE (1° trimestre 2020)
Esterometro (1°trimestre 2020)
Modello TR (1° trimestre 2020)
Variazione dati Iva da effettuarsi nel periodo tra l’8.03.2020 ed il 31.05.2020.
e scontrino
Trasmissione SDI fatture differite marzo 2020.
Trasmissione SDI fatture differite aprile 2020.
Trasmissione SDI fatture immediate relative a operazioni effettuate dall’8.03.2020 al 31.05.2020.
Entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione1.
Memorizzazione e trasmissione telematica corrispettivi dall’8.03.2020 al 31.05.2020.
Entro 12 giorni2 dall’effettuazione dell’operazione.
Memorizzazione e trasmissione telematica corrispettivi per soggetti con attività sospesa (assenza di corrispettivi).
Non è richiesta la “sospensione” del RT ma alla prima trasmissione successiva utile il RT indicherà il periodo di sospensione.
“Upload” dei corrispettivi nel sito dell’Agenzia per:
- febbraio; - marzo; - aprile.
Mod. CUPE.
CU 2020: Consegna ai sostituiti.
31.03.20203
CU 2020: trasmissione telematica Agenzia delle Entrate.
Mod. Redditi PF 2019 relativo alle persone decedute.
Termine scadente
tra l’8.03.2020
e il 31.05.2020
Registrazione degli atti privati in termine fisso, nonché degli atti redatti in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, sia in modalità cartacea sia telematica.
scadono nel periodo
30.06.20204
Controlli del committente delle ritenute su lavoratori dipendenti e assimilati negli appalti.
Entro i 5 giorni
lavorativi successivi
al termine per il
Sospensione versamento ritenute5: entro 5 giorni dal termine del periodo di sospensione.
Senza sospensione versamento ritenute5: termini ordinari.
Bonus pubblicità - comunicazione preventiva.
Istanza caro gasolio 1° trimestre 2020.
Comunicazione (annuale 2019 e mensile per le variazioni) all’Archivio dei rapporti finanziari per Holding.
mensili scadenti il 31.03.2020,
30.04.2020 e 31.05.2020
L’emissione delle fatture e l’invio allo Sdi non sono adempimenti annoverabili tra quelli sospesi. Inoltre, deve escludersi che l’alternatività d.d.t./fattura immediata - elettronica o analogica, laddove normativamente ammessa - possa derivare dall’emergenza epidemiologica in corso, essendo già prevista nel nostro ordinamento.
operatori con volume d’affari inferiore a € 400.000 che non utilizzano ancora un registratore telematico ovvero la procedura web dell’Agenzia delle Entrate e continuano ad emettere scontrini o ricevute fiscali;
trasmissione telematica dei corrispettivi generati dalla gestione di distributori automatici se il gestore di un distributore automatico non è in grado di effettuare la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi entro 60 giorni dal precedente invio dei dati - poiché il tecnico incaricato di rilevare il dato presso il sistema master del distributore è impossibilitato ad effettuarlo nel periodo di emergenza;
ipotesi in cui, memorizzato il corrispettivo ed emesso il documento commerciale del caso, la trasmissione dei corrispettivi, non contestuale, sia stata legittimamente differita ad un momento successivo (si pensi, ad esempio, all’assenza di rete internet e/o a problemi di connettività del dispositivo).
La certificazione unica contenente esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata può essere trasmessa dal condominio in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 31.10.2020, termine ultimo di presentazione del modello 770/2020.
Dato che la liquidazione dell’imposta da parte dell’Ufficio è subordinata alla richiesta di registrazione, se il contribuente si avvale della sospensione e non richiede la registrazione, non si determina neanche il correlato obbligo di versamento. Coerentemente, deve ritenersi che se il contribuente si avvale della sospensione anche per la registrazione dei contratti di locazione di immobili non sia tenuto al relativo versamento dell’imposta.
Se il contribuente, nonostante il beneficio della sospensione, chiede la registrazione dei contratti resta dovuto il relativo versamento dell’imposta. Il contribuente è tenuto altresì a effettuare i versamenti delle rate successive dell’imposta di registro dovuta per i contratti di locazione già registrati.
Sono sospesi gli obblighi di versamento e conseguentemente i controlli previsti a carico del committente in materia di ritenute e compensazioni negli appalti e subappalti di cui all’art. 17-bis D. Lgs. 241/1997 per i soggetti:
per tutti i soggetti in relazione ai mesi di aprile e maggio dall’art. 184 D.L. 23/2020;
appartenenti a settori specifici elencati all’art. 61, cc. 2 e 3 D.L. 18/2020 e all’art. 8, c. 1 D.L. 9/2020;
esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17.03.2020 (art. 62, c. 2 D.L. 18/2020);
che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei comuni individuati nell’all. 1 al Dpcm 1.03.2020.
Sospensione dei termini per enti impositori
e agente riscossione
Tra le varie misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, il D.L. 17.03.2020, n. 18 (c.d. Decreto Cura Italia) ha disposto la sospensione dei termini relativi all’attività degli uffici degli enti impositori (art. 67), dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione (art. 68), nonché dei termini processuali (art. 83).
IMPOSITORI
Sono sospesi dal 8.03.2020 al 31.05.2020 i termini:
per fornire risposta alle istanze di interpello.
Ivi comprese quelle da rendere a seguito della presentazione della documentazione integrativa, di cui:
all’art. 11 della L. 27.07.2000, n. 212 (interpello ordinario, ordinario qualificatorio, probatorio, anti-abuso e disapplicativo);
all’art. 6 del D. Lgs. 5.08.2015, n. 128 (interpello preventivo in materia di adempimento collaborativo);
all’art. 2 del D. Lgs. 14.09.2015, n. 147 (interpello sui nuovi investimenti).
Previsti dall’art. 3 del D. Lgs. 24.09.2015, n. 156, per la regolarizzazione delle istanze di interpello di cui sopra.
Sono altresì sospesi dal 8.03.2020 al 31.05.2020 i termini per le procedure connesse:
al regime di adempimento collaborativo (art. 7, c. 2 D. Lgs. 128/2015);
alla cooperazione e collaborazione rafforzata (art. 1-bis D.L. 50/2017);
alla procedura di interpello internazionale (31-ter D.P.R. 600/1973);
alle rettifiche in diminuzione da transfer pricing (31-quater D.P.R. 600/1973);
al regime del Patent box (art. 1, cc. da 37 a 43 L. 190/2014).
Sulla base di un’interpretazione letterale della disposizione che fa esplicito riferimento alle attività “da parte degli uffici degli enti impositori” si dovrebbe concludere che la sospensione in questione operi esclusivamente in favore degli enti impositori e non ricomprenda i termini relativi alle attività difensive del contribuente.
Sono sospesi dal 8.03.2020 al 31.05.2020 le attività, non aventi carattere di indifferibilità ed urgenza, consistenti:
nelle risposte alle istanze, formulate ai sensi degli artt. 492-bis C.P.C, 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies delle disposizioni di attuazione, di accesso alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria, compreso l’Archivio dei rapporti finanziari, autorizzate dai Presidenti, oppure dai giudici delegati;
nelle risposte alle istanze formulate ex art. 22 L. 241/1990 (accesso atti amministrativi) ex art. 5 D. Lgs. 14.03.2013, n. 33 (accesso civico).
Art. 67, c. 4
La norma rinvia, inoltre, alle disposizioni presenti nell’ordinamento che prevedono la proroga biennale dei termini di decadenza che scadono entro il 31.12 dell’anno in cui è intervenuta la sospensione: esemplificando, le dichiarazioni dei redditi e Iva del periodo d’imposta 2015 (e 2014 in caso di omessa dichiarazione).
Sul punto si osserva che la proroga disposta a favore dell’Amministrazione Finanziaria appare oggettivamente sproporzionata rispetto ai termini previsti, invece, a favore dei contribuenti per quanto concerne la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari.
Norma soppressa dal maxi-emendamento, in caso di approvazione definitiva.
Si riepilogano le principali disposizioni di natura fiscale contenute nel D.L. 23/2020, in vigore dal 9.04.2020, che non riguardano la sospensione dei versamenti, oggetto di specifica e separata trattazione.
E IRAP DOVUTI
Non sono dovuti interessi e sanzioni nel caso in cui gli acconti Irpef, Ires e Irap versati con il c.d. metodo previsionale, ossia in base all’imposta che si presume dovuta per il periodo successivo a quello in corso al 31.12.2019, risultino almeno pari all’80% della somma effettivamente dovuta a titolo di acconto.
all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari;
La disposizione si applica a entrambe le rate dell’acconto dovuto per il 2020.
Tutti i soggetti passivi Irpef, Ires e Irap.
I certificati rilasciati alle imprese dall’Agenzia delle Entrate entro il 29.02.2020, che esonerano dagli obblighi in materia di appalti di cui all’art. 17-bis del D. Lgs. 9.07.1997, n. 241, sono validi fino al 30.06.2020.
Imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici soggette agli obblighi di cui all’art. 17-bis D. Lgs. 9.07.1997, n. 241.
Ai fini del mantenimento delle agevolazioni previste per l’acquisto della c.d. prima casa, sono sospesi dal 23.02 al 31.12.2020 i termini per:
rivendere la “prima casa” già posseduta, in caso di acquisto agevolato di una nuova abitazione;
acquistare una “prima casa” dopo aver alienato la precedente e ottenere un credito pari alle imposte pagate in occasione del precedente acquisto (ovvero del nuovo acquisto, se inferiori).
Tutti i contribuenti beneficiari delle agevolazioni previste per l’acquisto della c.d. “prima casa”.
per le fatture emesse nel 1° trimestre solare, se l’importo dovuto è inferiore a € 250, unitamente all’imposta dovuta per il 2° trimestre;
per le fatture emesse nei primi 2 trimestri solari, se l’importo complessivamente dovuto è inferiore a € 250, unitamente all’imposta dovuta per il 3° trimestre.
Operatori Iva per il bollo apposto sulle fatture elettroniche.
Si riepilogano i principali documenti da chiedere ai contribuenti per predisporre il modello Redditi per l’anno 2019.
17B17BDocumentazione per la dichiarazione dei redditi 2019 - Mod. Redditi 2020
Variazioni di terreni e/o fabbricati intervenute successivamente al 31.12.2018 o, comunque, previste entro il 16.06.2020:
Certificazioni redditi 2019 (redditi di lavoro dipendente, pensione, collaborazioni coordinate continuative, indennità Inail, gettoni presenza, ecc.).
Spese sostenute nel 2019 per:
interventi di recupero del patrimonio edilizio (manutenzioni, ristrutturazioni, interventi antisismici, acquisto e assegnazione di immobili parte di edifici strutturati);
acquisto di mobili ed elettrodomestici relativi a immobili ristrutturati;
interventi di risparmio energetico (riqualificazione energetica, involucro di edifici, installazione pannelli solari, impianti di climatizzazione invernali).
Interventi di “sistemazione a verde”.
Scelta pagamento imposte (i pagamenti al 30.07.2020 saranno maggiorati dello 0,40%).
Il sottoscritto dichiara di avere consegnato allo Studio ……………………….. la documentazione sopra descritta e di non possederne altra utile al fine della redazione della dichiarazione per l'anno 2019, nonché di aver preso visione dell’informativa, ai sensi dell’art. 13 D. Lgs. n. 196/2003 e di fornire il consenso al trattamento dei propri dati personali.
L’agenzia delle Entrate ha chiarito che nei giorni di chiusura dell’esercizio commerciale, anche in questo periodo di emergenza, il registratore telematico non memorizzerà e trasmetterà alcuna informazione e non occorre effettuare alcuna comunicazione ulteriore: sarà il registratore che, al momento della riapertura dell’esercizio e, alla prima trasmissione, comunicherà automaticamente il periodo di inattività. In alternativa, l’esercente (o il suo intermediario delegato) può anche accedere al portale Fatture e Corrispettivi e - attraverso l’apposita funzionalità - cambiare lo “stato” del registratore telematico da “IN SERVIZIO” a “FUORI SERVIZIO”: sarà il registratore stesso che, al momento della sua riaccensione e successiva prima chiusura di cassa il giorno della riapertura, imposterà automaticamente il suo “stato” da “FUORI SERVIZIO” a “IN SERVIZIO”.
Nel caso di interruzione dell’attività per chiusura settimanale, chiusura domenicale, ferie, chiusura per eventi eccezionali, attività stagionale o qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione (non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio), il registratore telematico, alla prima trasmissione successiva ovvero all’ultima trasmissione utile, provvede all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (importo zero) relativi al periodo di interruzione, per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera.
Il Governo, perseguendo l'indirizzo volto al contrasto e il contenimento della diffusione del coronavirus (COVID-19), con l'emanazione di più provvedimenti, ha sospeso sull'intero territorio nazionale alcune attività ritenute non essenziali.
Ciò rientra nella casistica prevista per interruzione dell’attività “per eventi eccezionali”, che non richiede un intervento sul registratore di cassa telematico. Quindi, non è necessario ricorrere alle “procedure di emergenza”, e procedere alla comunicazione di sospensione dell’attività o di messa “fuori servizio” del registratore di cassa.
Provvederà lo stesso registratore di cassa telematico a predisporre ed inviare un file contenente la totalità dei dati relativi al periodo in cui non è stata effettuata la chiusura giornaliera, alla prima trasmissione successiva all’evento sospensivo.
Tuttavia, è facolta dell’esercente accedere al portale Fatture e Corrispettivi e - attraverso l’apposita funzionalità - cambiare lo “stato” del registratore telematico da “IN SERVIZIO” a “FUORI SERVIZIO”.
Se si utilizza la procedura disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate per la generazione, memorizzazione e trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi e per il rilascio del documento commerciale, nel caso di sospensione dell’attività non è prevista la trasmissione della totalità dei dati (a importo zero) relativi al periodo di interruzione.
L’art. 56 D.L. 17.03.2020, n. 70 prevede una moratoria straordinaria volta ad aiutare le microimprese e le piccole e medie imprese a superare la fase più critica della caduta produttiva connessa con l’epidemia Covid-19, definita come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia.
Art. 56, c. 2
Le aperture di credito accordate “fino a revoca” e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti (esistenti alla data del 29.02.2020, o, se superiori, alla data del 17.03.2020) non possono essere revocati (sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata) fino alla data del 30.09.2020.
La restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30.09.2020 è rinviata fino alla data del 30.09.2020, alle stesse condizioni e senza alcuna formalità.
Per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30.09.2020 è sospeso fino al 30.09.2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
La misura si rivolge specificamente alle microimprese e piccole e medie imprese che, benché non presentino esposizioni deteriorate, hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell’epidemia, che non implicano comunque modifiche significative alla loro capacità di adempiere alle proprie obbligazioni debitorie.
A questo scopo le imprese sono tenute ad autocertificare di avere subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia Covid-19.
La disposizione si applica ai finanziamenti di cui sono beneficiarie le imprese che alla data del 17.03.2020 non siano segnalate dall’intermediario in una delle situazioni che qualificano il credito come “deteriorato”.
Possono beneficiare della moratoria le microimprese e le piccole e medie imprese italiane che alla data del 17.03.2020 avevano ottenuto prestiti o linee di credito da banche o altri intermediari finanziari, facendone semplice richiesta alla banca o altro intermediario finanziario creditore, ossia attraverso una mera “comunicazione” di volersi avvalere della moratoria, con allegata la relativa autocertificazione dei requisiti.
Occorre fare attenzione alla circostanza che la moratoria, benché limitata nel tempo, priva le banche della possibilità di valutare autonomamente se acconsentire o meno a modifiche alle condizioni contrattuali (non si tratta di “concessioni”), in base alla situazione economico-finanziaria dei debitori.
Nel caso di imprese beneficiarie della nuova previsione di cui all’art. 56, c. 2, lett. a) e b), nella segnalazione della relativa posizione debitoria si dovrà tenere conto dell’impossibilità di revocare in tutto o in parte i finanziamenti in discorso o della proroga del contratto; gli intermediari, pertanto, non dovranno ridurre l’importo dell’accordato segnalato alla Centrale dei rischi.
Nel caso di imprese beneficiarie della sospensione ai sensi art. 56, c. 2, lett. c), nella segnalazione della relativa posizione debitoria si dovrà tenere conto della temporanea inesigibilità dei crediti in discorso, sia in quota capitale che in sorte interessi (ove prevista).
Il soggetto finanziato non potrà essere classificato a sofferenza dal momento in cui il beneficio è stato accordato.
L’ABI e le associazioni di rappresentanza delle imprese hanno firmato l’intesa denominata “Accordo per il credito 2019”, che propone misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti.
L’ABI ha sottoscritto un Addendum all’Accordo per il Credito 2019, che è immediatamente operativo, estendendo ai prestiti contratti fino al 31.01.2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”. Nell’accordo è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria. Restano ferme le altre condizioni previste dal citato Accordo.
Sospensione massima per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo, anche se perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie.
Richieste da presentare dal 1.01.2019 al 31.12.2020.
Le banche devono dare risposta, di norma, entro 30 giorni lavorativi dalla richiesta.
Sospensione del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni:
di leasing immobiliare;
di leasing mobiliare.
è postergato anche l’esercizio di opzione del riscatto.
Allungamento fino al 100% della durata residua del piano di ammortamento.
Allungamento fino a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine.
Allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione ex art. 43 TUB.
Piccole1
Possono beneficiare della sospensione le piccole e medie imprese (come definite dalla normativa comunitaria) appartenenti a tutti i settori.
“in bonis”
Imprese che, al momento di presentazione della domanda, non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca come esposizioni non-performing, ripartite nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.
Imprese che impiegano meno di 250 dipendenti e hanno un fatturato inferiore a € 50 milioni annuo, oppure un totale di attivo (stato patrimoniale) inferiore a € 43 milioni. I requisiti sono calcolati sul singolo bilancio civilistico e non sul bilancio consolidato; pertanto vi rientrano anche le imprese appartenenti a un gruppo, con riferimento alla singola impresa richiedente.
Si perde la qualifica in caso di superamento, per un biennio, dei suddetti parametri.
Atteso che il D.L. Liquidità ha completamente riscritto all’art. 13 le previsioni sul Fondo centrale di garanzia PMI, originariamente contenute nell’art. 49 del D.L. Cura Italia, abrogandolo, le singole misure saranno esaminate nel seguito sulla base dei contenuti attualmente in vigore.
PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa arti o professioni.
Imprese con numero di dipendenti non superiore a 499.
imprese che in data successiva al 31.12.2019 hanno presentato concordato con continuità, accordo di ristrutturazione, piano attestato;
imprese con posizioni classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché non precedenti al 31.01.2020.
alla garanzia diretta
Fino al 25% del fatturato per PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa arti o professioni, nel limite massimo di € 25.000.
(90% diretta
e 10% Confidi)
25% del fatturato per beneficiari con fatturato inferiore a € 3.200.000, nel limite massimo di € 800.000.
Il maggiore tra il 25% del fatturato, il doppio della spesa salariale annua 2019, il fabbisogno per costi di capitale di esercizio e per costi di investimento per i successivi 18 mesi (per le PMI) ovvero 12 mesi (per le imprese di dimensione maggiore) come attestato da apposita autocertificazione del beneficiario.
Nel limite massimo di € 5 milioni per ogni singolo soggetto.
Per finanziamenti di importo inferiore a € 25.000.
(in riassicurazione)
Per prestiti il cui valore non può superare il minore tra il 25% dei ricavi e € 800.000.
Per operazioni di rinegoziazione del debito, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione di credito aggiuntivo pari ad almeno il 10% dell’importo del debito accordato in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione.
Per gli altri finanziamenti che rispettano i requisiti previsti.
Per i prestiti inferiori a € 25.000 non occorre che le banche attendano il via libera del Fondo di Garanzia.
Massimo 6 anni. Per i prestiti inferiori a € 25.000, almeno 24 mesi di preammortamento.
Il D.L. 8.04.2020, n. 23 c.d. “liquidità”, all’art. 1, al fine di assicurare la necessaria liquidità alle Imprese italiane colpite dalla pandemia da Covid-19, prevede che SACE S.p.A. conceda fino al 31.12.2020 garanzie (in conformità con la normativa europea in tema di aiuti di Stato e nel rispetto dei criteri e delle condizioni previste) in favore degli Istituti di credito e finanziari, nazionali e internazionali, che eroghino in qualsiasi forma finanziamenti alle imprese.
Tutte le imprese di qualsiasi dimensione e settore di attività (inclusi lavoratori autonomi e professionisti titolari di partita Iva) che:
al 31.12.2019 non rientravano nella definizione di imprese in difficoltà ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014;
al 29.02.2020 non risultavano presenti tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario, come definite ai sensi della normativa europea.
Se la stessa impresa beneficia di più finanziamenti assistiti dalla garanzia ovvero di altra garanzia pubblica, gli importi si cumulano.
Qualora l’impresa faccia parte di un gruppo con più beneficiari di finanziamenti garantiti, gli importi si cumulano.
finanziamento coperta
di SACE S.p.A.
Per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato fino a 1,5 miliardi.
Per imprese con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi o con più di 5.000 dipendenti in Italia.
Per imprese con fatturato superiore a 5 miliardi.
per i finanziamenti di imprese diverse dalle PMI sono corrisposti, in rapporto all’importo garantito, 50 punti base durante il 1° anno, 100 punti base durante il 2° e 3° anno, 200 punti base durante il 4°, 5° e 6° anno.
erogazione del finanziamento assistito dalla garanzia.
Divieto di distribuzione di dividendi e di riacquisto di azioni nel 2020.
Obbligo di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.
Massimo 6 anni, con possibile preammortamento fino a 24 mesi.
L’art. 54 D.L. 18/2020 ha previsto che, per un periodo di 9 mesi dal 17.03.2020, in deroga all’ordinaria disciplina del Fondo di cui all’art. 2, cc. da 475 a 480 L. 244/2007 (Fondo garanzia mutuo prima casa “Fondo Gasparrini”) l’ammissione ai benefici del Fondo è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000 di aver registrato, in un trimestre successivo al 21.02.2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza Coronavirus. Per l’accesso al Fondo deve essere presentata specifica domanda alla banca, ma non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
Sono ammessi al beneficio del Fondo mutui “prima casa” (Fondo Gasparrini):
Per lavoratore autonomo si intende il soggetto la cui attività è ricompresa nell’ambito dell’art. 1 L. 81/2017. Pertanto, si tratta dei rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III libro V C.C., ivi inclusi i rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi dell’art. 2222 C.C.
Per libero professionista si intende il professionista iscritto agli ordini professionali e quello aderente alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Mise, ai sensi della L. 14.01.2013, n. 4 e in possesso della relativa attestazione rilasciata.
Autocertificazione di avere registrato:
nel trimestre successivo al 21.02.2020 e precedente la domanda ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra il 21.02.2020 e la data della domanda qualora non sia trascorso un trimestre;
un calo del proprio fatturato medio giornaliero nel suddetto periodo superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019;
in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza Coronavirus.
Contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario, che non abbia le caratteristiche di lusso (non deve quindi rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9).
Il mutuo non deve essere di importo superiore a € 250.000 (importo che sembra aumentato a € 400.000 da un emendamento alla legge di conversione del D.L. 18/2020) e non deve aver fruito di agevolazioni pubbliche1. Come specificato nel modulo di domanda, tra le agevolazioni è ricompresa la garanzia del “Fondo prima casa” (art. 1, c. 48, lett. c) L. 147/2013), che un emendamento alla legge di conversione del D.L. 18/2020 intende eliminare.
La disciplina, che deroga alla ordinaria operatività del Fondo, trova applicazione per la durata di 9 mesi dal 17.03.2020.
Per i contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario.
L’art. 12 D.L. 23/2020 prevede che per un periodo di 9 mesi dal 9.04.2020, in deroga alla disciplina vigente, l’accesso ai benefici del Fondo di solidarietà per i mutui prima casa è ammesso anche nell’ipotesi di mutui in ammortamento da meno di un anno.
Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art. 65 D.L. 18/2020 riconosce ai soggetti esercenti attività d’impresa, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Il credito d’imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 D.P.C.M. 11.03.2020 ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è riconosciuto un credito d’imposta ai soggetti esercenti attività d’impresa.
Il credito d’imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 D.p.c.m. 11.03.2020 (attività non soggette alla chiusura e alle restrizioni).
Allegato 1 D.P.C.M. 11.03.2020 (commercio al dettaglio)
Ipermercati, supermercati, discount di alimentari.
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati.
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari.
Allegato 2 D.P.C.M. 11.03.2020 (servizi alla persona)
Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia.
È riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta:
nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020; il credito matura a seguito dell’avvenuto pagamento del canone;
di immobili rientranti nella categoria catastale C/11 (botteghe e negozi).
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione (codice tributo 6914).
Sono esclusi i contratti aventi ad oggetto, oltre alla mera disponibilità dell’immobile, anche altri beni e servizi, quali i contratti di affitto di ramo d’azienda o altre forme contrattuali che regolino i rapporti tra locatario e proprietario per gli immobili ad uso commerciali. Inoltre, restano esclusi i contratti di locazione di immobili rientranti nelle altre categorie catastali anche se aventi destinazione commerciale come, ad esempio, la categoria D/8.
Chiama www.studiocavallari.it allo 049 613584

References: art. 22
 art. 5

Art. 67

Art. 56
 art. 56
 art. 43