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Timestamp: 2018-11-15 06:06:21+00:00

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Art. 11 DDL SEMPLIFICAZIONE FISCALE E L’OBBLIGO DEL CONTRADDITTORIO PREVENTIVO | ProntoProfessionista.it
2. Dibattito giurisprudenziale sull’obbligo del contraddittorio preventivo
3. Art. 11 D.D.L. n. 1074/2018
L’art. 12, comma 7, dello Statuto dei Diritti del Contribuente prescrive che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza…”.
2. Dibattito giurisprudenziale sull’obbligo del contraddittorio preventiv
Così, successivamente, con ordinanza del 26 maggio 2016, n. 10903, la Suprema Corte ha stabilito che: “Come evidenziato, invero, dalla stessa sentenza n. 24823/2015 delle Sezioni Unite, il dato testuale della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, univocamente tendente alla limitazione della garanzia del contraddittorio procedimentale alle sole “verifiche in loco”, è da ritenersi “non irragionevole”, in quanto giustificato dalla peculiarità stessa di tali verifiche, “caratterizzate dall’autoritativa intromissione dell’Amministrazione nei luoghi di pertinenza del contribuente alla diretta ricerca di elementi valutativi a lui sfavorevoli; peculiarità che giustifica, quale controbilanciamento, il contraddittorio al fine di correggere, adeguare e chiarire, nell’interesse del contribuente e della stessa Amministrazione, gli elementi acquisiti presso i locali aziendali; siffatta peculiarità, differenziando le due ipotesi di verifica (“in loco” o “a tavolino”), giustifica e rende non irragionevole il differente trattamento normativo delle stesse, con conseguente manifesta infondatezza della sollevata questione di costituzionalità con riferimento agli artt. 3 e 97 Cost.. Nè una questione di costituzionalità, sempre con riferimento all’art. 3 Cost. può porsi per la duplicità di trattamento giuridico tra “tributi armonizzati” e “tributi non armonizzati, atteso che, come anche in tal caso evidenziato dalla su menzionata sentenza n. 24823/2015, l’assimilazione tra i due trattamenti è preclusa in presenza di un quadro normativo univocamente interpretabile nel senso dell’inesistenza, in campo tributario, di una clausola generale di contraddittorio procedimentale”.
Inoltre, in tema di contraddittorio endoprocedimentale, la Corte di Cassazione ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 7, dello Statuto dei Diritti del Contribuente - come interpretato dalle Sezioni Unite, con esegesi ritenuta costituire "diritto vivente" -, univocamente tendente alla limitazione della garanzia del contraddittorio procedimentale alle sole "verifiche in loco", per presunta violazione del principio di uguaglianza ex art. 3 Cost., nonché del canone di ragionevolezza intrinseca ex art. 97 Cost. e del diritto di difesa ex art. 24 Cost., anche in riferimento all'art. 111 Cost (Cass., ordinanza n.6527/2016).
Le Sezioni Unite hanno, infatti, escluso, sulla base della normativa nazionale, l'esistenza di una clausola generale di contraddittorio endoprocedimentale, e cioè di un principio generale per il quale l'Amministrazione, anche in assenza di specifica disposizione, sia tenuta ad attivare, pena la nullità dell'atto, il contraddittorio endoprocedimentale ogni qualvolta debba essere adottato un provvedimento lesivo dei diritti e degli interessi del contribuente.
- da un lato, sono riassunte le modalità operative del controllo;
- dall’altro, sono constatate le violazioni delle norme tributarie.
In ultimo, il Supremo Consesso, con ordinanza n. 17210 del 2 luglio 2018, ha affermato che va annullato l’accertamento dell’ufficio che non ha visionato (o almeno valutato) le memorie difensive al Pvc. In tema di imposte sui redditi e Iva, a norma dell’articolo 12, comma 7, della legge n. 212/2000, la nullità dell’accertamento consegue alle irregolarità per le quali sia espressamente prevista dalla legge, oppure da cui derivi una lesione di specifici diritti o garanzie, nonché al mancato obbligo di (almeno) valutare le osservazioni del contribuente, pur senza esplicitare detta valutazione nell’atto impositivo. Secondo la Suprema Corte, “il problema non è dunque quello della mancata motivazione… ma è piuttosto quello di aver omesso un preciso adempimento fissato per legge, ossia di prendere visione delle memorie”. Il citato articolo 12 impone all’ufficio di valutare le «osservazioni e richieste» del contribuente, nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente. Potrà riscontrarsi una (oggettiva) valutazione, solo in presenza di oggettiva motivazione nell’avviso di accertamento, pena il vizio di motivazione dell’atto, ex articolo 42, comma 2, del Dprn. 600/1973. Considerato che il contribuente contesta i rilievi, l’ufficio, per dimostrare la valutazione delle memorie ed osservazioni presentate, dovrà demolirle punto per punto, dimostrando l’errore del contribuente.
La proposta di legge d’iniziativa parlamentare, D.D.L. n.1074/2018, recante "Disposizioni per la semplificazione fiscale, il sostegno delle attività economiche e delle famiglie e il contrasto dell'evasione fiscale", che ha lo scopo di razionalizzare il sistema tributario, prevede, all’art. 11, anche l’introduzione del contraddittorio endoprocedimentale tra contribuente ed Ufficio Finanziario come fase obbligatoria in tutti i procedimenti di controllo fiscale e da attuarsi, quindi, sempre in via preventiva rispetto alla formazione dell’atto impositivo.
- per i tributi non armonizzati l’obbligo di attivazione del contraddittorio preventivo, pena l’invalidità dell’atto, sussiste esclusivamente nelle ipotesi in cui un tale obbligo sia previsto espressamente dalla specifica disposizione di legge;
- per i tributi armonizzati l’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale assume invece un rilievo generalizzato.
di Avv. Maurizio Villani - Avv. Lucia Morciano

References: Art. 11
 sentenza 
 art. 12
 sentenza 
 art. 3
 art. 97
 art. 24
 articolo 12
 articolo 42