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Timestamp: 2019-11-13 13:41:12+00:00

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lpd: 06/29/11
E tra le misure spunta la giustizia Di Pietro: "Ma che c'entra?"
E tra le misure spunta la giustizia
Di Pietro: "Ma che c'entra?"
I post-it: "Voglio essere informato"
Riproposte alcune norme come il risarcimento da irragionevole durata dei procedimenti, sia penali che civili, e quelle sull'efficacia del decreto di irreperibilità e dell'identificazione della persona sotto indagine / Commenta
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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-12347 presentata da ANTONIO BORGHESI giovedì 16 giugno 2011, seduta n.487 BORGHESI. - Al Ministro dell'interno.- Per sapere - premesso che: con circolare del 19 maggio 2011 del Ministero dell'interno, dipartimento della pubblica sicurezza, servizio tecnico logistico è stata chiesta alle questure di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Milano, Napoli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza e Viterbo, la restituzione di 57 giubbotti antiproiettile «sottocamicia»;
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-12347 presentata da ANTONIO BORGHESI giovedì 16 giugno 2011, seduta n.487
MANOVRA: PSICOLOGI LAZIO, MOLTO GRAVE REINTRODUZIONE TICKET - MANOVRA: TICKET; MARINO (PD), GOVERNO MIRA A SANITA' PRIVATA
MANOVRA: TICKET; MARINO (PD), GOVERNO MIRA A SANITA' PRIVATA
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - ''Non solo controllo della spesa ma
anche la volonta' di ferire gravemente il servizio sanitario
pubblico per arrivare al 2013 con un servizio inefficiente e a
una nuova visione che va verso la sanita' privata''.
Lo ha detto il senatore del Pd e presidente della Commissione
d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale Ignazio Marino in
merito alle misure in materia di sanita' (dai ticket al blocco
del turn over) contenute nella bozza della Manovra.
''Comprendo che il ministro Fazio si trovi in una situazione
di difficolta' perche' avendo il compito di difendere un'area
strategica come la salute pubblica - ha affermato Marino -
soccombe a una visione ragionieristica del ministero dell'
Economia''.
Marino ha quindi puntato il dito sul blocco del turn over:
''Al Policlinico Umberto I di Roma - ha proseguito il senatore -
ci sono 27.000 accessi l'anno al pronto soccorso pediatrico. Il
servizio dovrebbe avere in organico 12 medici ma invece ne ha
solo 6 perche' non sono stati sostituiti. E questo comporta per
gli utenti tempi di attesa sicuramente piu' lunghi. A Milano,
per fare un altro esempio, all'ospedale Maggiore, i chirurghi
del centro trapianti di rene con il piu' alto numero di
interventi da 12 sono arrivati a 6, due andranno in pensione e
non verranno sostituiti e questo comportera' l'impossibilita' di
trapianto da vivente''.
Sul fronte sprechi Marino ha ricordato l'indagine della
Commissione sui ricoveri inappropriati nel caso di interventi
programmati: ''Ricoverare il paziente che ha programmato un
intervento uno o due giorni prima costa circa 1.000 euro al
''Il nostro Servizio sanitario nazionale - ha concluso Marino
- e' un punto di riferimento e deve essere maggiormente
finanziato. Va bene la riqualificazione della spesa ma questa va
fatta con intelligenza e questo il ministro Fazio lo sa''.
GUMANOVRA. CGIL: INACCETTABILI TAGLI E TICKET PER SANITÀ
(DIRE) Roma, 29 giu. - "E' inaccettabile che a pagare i costi
della crisi vengano chiamati sempre i cittadini piu' deboli,
tanto piu' che la spesa sanitaria in Italia e' gia' piu' bassa
della media Ue e dei paesi Ocse". Cosi' in una nota la Cgil,
attraverso la segretaria confederale, Vera Lamonica, e il
responsabile Politiche della salute, Stefano Cecconi, condanna i
provvedimenti emersi dalla bozza di manovra economica che
annunciano ancora tagli alla sanita'. "Oltre 5 miliardi-
ricordano- con un finanziamento per il 2013 e 2014 che verrebbe
incrementato al di sotto del PIL nominale e che quindi non
coprirebbe nemmeno l'inflazione".
I due dirigenti sindacali sottolineano come "oltre alla
stangata sul personale, questa volta si annunciano 'costi
standard' per ottenere risparmi, ma e' solo un trucco, perche' la
manovra ha gia' stabilito che comunque il finanziamento viene
ridotto. Come se non bastasse- proseguono Lamonica e Cecconi- dal
2012 tornano i 'super ticket' da 10 euro per ogni ricetta sulle
visite specialistiche e dal 2014 sono previsti nuovi ticket sui
farmaci e sulle prestazioni sanitarie, compresi i ricoveri".
Alla luce di questi provvedimenti la Cgil sostiene che "e'
inaccettabile che a pagare i costi della crisi vengano chiamati
sempre i cittadini piu' deboli, tanto piu' che la spesa sanitaria
in Italia e' gia' piu' bassa della media Ue e dei Paesi Ocse.
Insistere con i tagli, invece che riqualificare la spesa, vuol
dire 'programmare' il disavanzo delle regioni, compromettendo il
difficile percorso di risanamento di quelle impegnate nei piani
di rientro. Bisogna rovesciare questa impostazione regressiva-
concludono Lamonica e Cecconi- che considera il welfare un peso
invece che un grande investimento contro la crisi e per lo
sviluppo".
14:51 29-06-11
ZCZC2719/SXA
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MANOVRA: MIOTTO, INACCETTABILE AUMENTO TICKET, NUOVA TASSA
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - ''E' inaccettabile che il governo
introduca una nuova tassa, aumentando i ticket che pagheranno i
malati come ha confermato oggi il ministro Fazio, per coprire il
buco di bilancio''. Lo dice Margherita Miotto, capogruppo Pd in
commissione Affari sociali della Camera.
''Il governo - prosegue Miotto - per fare cassa non puo'
sottrarre risorse essenziali al funzionamento del sistema
sanitario. Spendiamo gia' meno della media europea e quello
della sanita' e' un settore che contribuisce al Pil nazionale in
misura superiore alla quota di spesa pubblica ad esso destinata.
Non e' la sanita' che ha provocato la crisi economica e sarebbe
paradossale che fosse proprio la sanita' ad essere chiamata a
sanare i conti pubblici''. (ANSA).
29-GIU-11 14:09 NNNN
MANOVRA: CGIL,INACCETTABILE,CRISI LA PAGHERANNO I PIU'DEBOLI
ROVESCIARE IMPOSTAZIONE REGRESSIVA, WELFARE E' INVESTIMENTO
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - ''E' inaccettabile che a pagare i
costi della crisi vengano chiamati sempre i cittadini piu'
deboli, tanto piu' che la spesa sanitaria in Italia e' gia' piu'
bassa della media Ue e dei paesi Ocse''. Cosi' in una nota la
Cgil, attraverso la segretaria confederale, Vera Lamonica, e il
annunciano ancora tagli alla sanita': ''oltre 5 miliardi -
ricordano - con un finanziamento per il 2013 e 2014 che verrebbe
coprirebbe nemmeno l'inflazione''.
I due dirigenti sindacali sottolineano come ''oltre alla
standard' per ottenere risparmi, ma e' solo un trucco, perche'
la manovra ha gia' stabilito che comunque il finanziamento viene
ridotto. Come se non bastasse - proseguono Lamonica e Cecconi -
dal 2012 tornano i 'super ticket' da 10 euro per ogni ricetta
sulle visite specialistiche e dal 2014 sono previsti nuovi
ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie, compresi i
ricoveri''. Alla luce di questi provvedimenti la Cgil sostiene
che ''e' inaccettabile che a pagare i costi della crisi vengano
chiamati sempre i cittadini piu' deboli, tanto piu' che la spesa
sanitaria in Italia e' gia' piu' bassa della media Ue e dei
Paesi Ocse. Insistere con i tagli, invece che riqualificare la
spesa, vuol dire 'programmare' il disavanzo delle regioni,
compromettendo il difficile percorso di risanamento di quelle
impegnate nei piani di rientro. Bisogna rovesciare questa
impostazione regressiva - concludono Lamonica e Cecconi - che
considera il welfare un peso invece che un grande investimento
contro la crisi e per lo sviluppo''.(ANSA).
29-GIU-11 14:08 NNNN
29-GIU-11 14:07 NNNN
MANOVRA: VENDOLA, GOVERNO VUOLE METTERE PATRIMONIALE SUI POVERI =
(AGI) - Roma, 29 giu. - I provvedimenti contenuti nel testo
della manovra da 47 miliardi "annunciano qual e' l'intenzione
politica del governo: mettere la patrimoniale sui poveri, sui
ceti medio-bassi Chi meno ha, piu' paga, chi piu' ha, piu'
resta al riparo". Lo pensa il governatore della regione Puglia,
Nichi Vendola, oggi a Roma per la firma di un protocollo
d'intesa con il ministero della Giustizia per
l'informatizzazione della giustizia regionale. "Il paese e'
allo stremo - ha proseguito - e non c'e' consapevolezza di
quanto sia drammatica la situazione sociale dell'Italia".
Per Vendola, "quello che si legge sui giornali ha un che di
tragicomico perche' - ha spiegato - si prova a scaricare sulla
prossima legislatura il grosso di una manovra. Su 47 miliardi
di euro previsti, infatti, 40 tocchera' a chi governera' dopo
doverli infliggere agli italiani". Ma il governatore della
Puglia ha tenuto a sottolineare che "gia' i primi 7 miliardi
contengono elementi di iniquita': in particolare - ha elencato
- l'innalzamento dell'eta' pensionabile, il blocco del turn
over nella pubblica amministrazione e, ancora di piu', il
ticket di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso". A
questo proposito, Vendola ha voluto ricordare che "in tante
realta', dove il sistema sanitario e' povero di servizi
territoriali, il pronto soccorso e' il luogo al quale si
rivolgono i poveri. Il ticket sul codice bianco e' quindi - ha
concluso - una tassa sulla poverta'". (AGI)
291211 GIU 11
29-GIU-11 16:05 NNNN
MANOVRA: PSICOLOGI LAZIO, MOLTO GRAVE REINTRODUZIONE TICKET =
(AGI) - Roma, 29 giu. - "Ci sembra molto grave che i cittadini
- che poi sono i meno agiati - che gia' pagano le tasse,
debbano pagare un ticket di 10 euro per le prestazioni di
specialistica ambulatoriale e 25 euro per i codici bianchi al
pronto soccorso. Un altro colpo alla gratuita' del servizio
pubblico, a favore di un processo di privatizzazione. Quindi
meno tutele per la salute e maggiori costi per l'utenza". Lo
sottolinea il Presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio
Marialori Zaccaria, commentando quanto contenuto nella bozza
della manovra economica. "Apprendiamo dagli organi di stampa -
aggiunge Zaccaria - che la bozza della manovra correttiva 2011
- semmai verra' confermata - potrebbe portare all'abolizione
delle restrizione di accesso per alcuni ordini professionali,
compresi quello degli psicologi, medici, assistenti sociali,
infermieri, biologici, ecc, con l'esclusione dei soli
farmacisti. Una norma a dir poco sconcertante che escluderebbe
dall'esercizio del ruolo di tutela, gli Ordini delle
professioni sanitarie, gli unici deputati a certificare la
bonta' dei titoli e l'eticita' dei comportamenti dei
professionisti iscritti a vera ed unica garanzia della salute
per l'utenza". Questo il contenuto della lettera aperta al
Presidente Napolitano e al Ministro Fazio con la quale l'Ordine
degli Psicologi del Lazio chiede di dare uno stop a questa
norma. Nel capitolo "liberalizzazioni e sviluppo" della bozza
si afferma, infatti, il "principio di liberta' d'impresa" sul
quale si deve basare l'esercizio delle professioni e,
all'articolo 2, si sancisce la "abrogazione delle indebite
restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni". Non
solo, la bozza prevede che entro quattro mesi dall'entrata in
vigore della manovra "singole professioni possono essere
escluse, in tutto o in parte, dall'abrogazione delle
restrizioni" con un "decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro competente di concerto con
il Ministro dell'economia". (AGI)
291640 GIU 11
SANITA': ASSESSORE SARDEGNA, RIBADISCO CONTRARIETA' A TICKET =
(AGI) - Cagliari, 29 giu. - "Non ho alcuna informazione precisa
sulle intenzioni del Governo in merito ai ticket, voglio pero'
ricordare che quando sono stato nominato assessore regionale,
data la pesante situazione deficitaria dei conti della sanita',
si prospetto' l'ipotesi di imporre nuove tasse ed il ritorno al
ticket sanitario. Mi sono battuto strenuamente con il ministro
Fazio per ottenere fiducia nell'azione della Giunta, riuscendo
ad evitare il commissariamento della Regione e le conseguenti
tassazioni ulteriori per i cittadini sardi. Percio', confermo
la mia contrarieta' al ticket, perche', nonostante abbia un
indiscutibile effetto dissuasivo sulle prescrizioni
inappropriate, si tratta di una misura antipopolare e
socialmente ingiusta, che andrebbe a colpire sopratutto la
fasce piu' deboli della societa' sarda". E' il commento
dell'assessore regionale della Sanita', Antonello Liori, alle
notizie riguardanti la possibile decisione del Governo
nazionale di reintrodurre i ticket sanitari. (AGI)
Red/Sol
291901 GIU 11
MANOVRA:TICKET PRONTO SOCCORSO GIA' DA 2007 IN TUTTE REGIONI
RILEVAZIONE AGENAS, SOLO LA BASILICATA NON LO APPLICA
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - Il ticket sulle prestazioni
specialistiche e il pronto soccorso non e' una novita' di
quest'ultima manovra ma e' stato introdotto nel 2007. Secondo il
rapporto dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari
regionali) pubblicato qualche settimana fa, il ticket del Pronto
Soccorso solo la Basilicata non lo applica, mentre la Campania
lo ha raddoppiato rispetto a un anno fa. In tutte le regioni
c'e' sostanzialmente una giungla di applicazioni e prezzi
diversi sui ticket, che rendono il quadro piuttosto frammentato.
Il ticket sui codici bianchi non seguiti da ricovero,
introdotto dalla Finanziaria 2007, prevede il pagamento di una
quota fissa di 25 euro. Il ticket non e' pero' uguale in tutte
le Regioni. C'e' chi applica solo la quota fissa, chi fa pagare
anche altre prestazioni (diagnostiche di laboratorio,
strumentali o altre terapie) e chi mette il ticket anche sui
codici verdi. In particolare Piemonte, Val d'Aosta, Lombardia,
PA Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Sicilia e
Sardegna hanno previsto solo l'applicazione della quota fissa di
25 euro, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano e in
Campania la quota fissa e' di 50 euro. Inoltre, in Veneto,
Friuli Venezia Giulia, PA Bolzano, Liguria, Emilia Romagna,
Toscana, Puglia, Calabria, oltre al pagamento della quota fissa,
il cittadino compartecipa alla spesa anche delle eventuali
prestazioni diagnostiche di laboratorio o strumentali erogate in
concomitanza con la visita al Pronto Soccorso. Oltre al ticket
sui codici bianchi, a Bolzano, in Toscana e Sardegna si fanno
pagare i codici verdi non seguiti da ricovero.
Anche per la specialistica e' previsto il ticket in ogni
regione. L'importo massimo del ticket per ricetta e' fissato a
livello nazionale in 36,15 euro. In Calabria pero' e' di 45 euro
+ 1 euro di quota fissa e in Sardegna di 46 euro. La Campania ha
invece introdotto il pagamento di un'ulteriore quota di 10 euro.
29-GIU-11 18:57 NNNNMANOVRA: UDC, INTOLLERABILE REINTRODUZIONE TICKET
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - ''La partecipazione dei cittadini
alla spesa sanitaria e' argomento serio, che attiene al tema
complesso del welfare possibile in un tempo difficile.
L'introduzione di nuovi tickets, cosi' come ipotizzato nella
manovra economica licenziata dal Governo e all'attenzione del
Parlamento nelle prossime settimane, tuttavia non convince''. Lo
affermano i parlamentari dell'Udc Claudio Gustavino, Paola
Binetti, Marco Calgaro, Vincenzo Galioto e Nunzio Testa, che si
sono incontrati oggi a Roma per un primo esame delle
anticipazioni della manovra riguardanti il Servizio Sanitario
''Se un contributo per le visite specialistiche puo' essere
compreso nel tentativo di definire percorsi responsabili di
appropriatezza - notano i parlamentari centristi - non sembra
tollerabile un ticket, cospicuo peraltro, per l'accesso al
Pronto Soccorso relativo ai codici bianchi. La richiesta, spesso
non necessaria, di prestazioni presso le strutture di emergenza
degli ospedali, e' dovuta alla difficolta' del sistema delle
cure primarie, affidato in prevalenza ai medici di medicina
generale. Occorre intervenire in modo strutturale perche' i
cittadini trovino una risposta alle piccole urgenze in presidi
che non possono essere i luoghi deputati a trattare le
emergenze''.
''Non si puo' - hanno concluso i parlamentari Udc - far
pagare ai cittadini la disorganizzazione del Servizio''. (ANSA).
29-GIU-11 18:47 NNNNMANOVRA: TRIB. DIRITTI MALATO, TICKET MISURA ODIOSA E INIQUA
MEGLIO USARE FISCALITA' GENERALE PER RENDERE PIU' EQUO SISTEMA
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - Il ticket sanitario ''e' una misura
odiosa perche' colpisce le persone che hanno un problema di
salute ed e' iniqua. Sarebbe preferibile usare la fiscalita'
generale per rendere piu' equo il sistema''. Lo afferma
Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i
diritti del malato di Cittadinanzattiva, intervenendo sulle
misure previste nella Manovra del Governo.
''Eravamo contrari a questa ipotesi gia' nel 2007 - aggiunge
Moccia - lo siamo ancor di piu' oggi dopo quanto e' avvenuto in
questi anni e che si prevede per il futuro: tagli alle risorse,
blocco del turn over, piani di rientro con relative misure,
forte riduzione dei posti letto, solo per fare alcuni esempi di
provvedimenti che hanno avuto e avranno sempre di piu' un
impatto sui cittadini''. In particolare, l'ipotesi relativa ai
ticket sui pronto soccorso ''ci inquieta, perche' e' proprio li'
- sottolinea - che si leggono alcuni degli effetti di quanto
avvenuto negli ultimi anni: spesso affollati e sotto organico,
si trovano da tempo a dover rispondere di un vuoto, fuori
dall'ospedale, di servizi alternativi a cui rivolgersi ad
esempio nelle ore notturne o nei giorni festivi. L'introduzione
del ticket sui pronto soccorso non risolvera' il problema degli
accessi impropri, e' semplicemente un modo per fare cassa
subito. Ci auspichiamo che, al di la' dei ticket, si dia
effettivita' al disegno che prevede il potenziamento
dell'assistenza territoriale sulle 24 ore''. (ANSA).
29-GIU-11 17:48 NNNNMANOVRA: ERRANI,TICKET SI E' GIA' RIVELATA SCELTA INEFFICACE
'IL GOVERNO SI DEVE IMPEGNARE DI PIU' SU POLITICHE EUROPEE'
(ANSA) - BOLOGNA, 29 GIU - ''Il ticket di dieci euro di cui
si sente parlare e' una politica che in passato ha gia' rivelato
la propria inefficacia: non e' efficiente per le entrate e
colpisce i cittadini''. L'ha detto il presidente della Regione
Emilia-Romagna e della conferenza delle regioni, Vasco Errani, a
margine del passaggio di consegne al vertice del tavolo
regionale dell'imprenditoria emiliano-romagnola.
Nel corso del suo intervento, Errani ha ribadito la propria
posizione contraria a una manovra che rischia di avere solo un
segno recessivo ed e' tornato a lamentarsi della scarsa
informazione ricevuta da via XX settembre.
Il presidente ha anche chiesto al governo un maggior impegno
sul fronte delle politiche europee: ''Francia e Germania - ha
detto Errani - sono impegnatissime nella revisione dei criteri
di ridistribuzione dei fondi. Se dovesse passare la loro linea,
il centro-nord d'Italia verrebbe marginalizzato. Emilia-Romagna,
Lombardia, Veneto e Piemonte sono tra i motori dell'Europa e non
possono essere essere paralizzate. Non e' un discorso leghista,
se dovessero passare i nuovi criteri si punterebbe sulle zone
che economicamente sono indietro e sulle aree intermedie,
lasciando sole le aree avanzate. Il governo italiano si
attivi''. (ANSA).
YC8-MR
29-GIU-11 16:51 NNNN
Manovra/ Pd: Tagli e ticket mettono in pericolo diritto a salute
La capogruppo Bassoli: no dissanguare gente con misure improvvide
Roma, 29 giu. (TMNews) - "Di nuovo un attacco alla Sanità.
Promettono questo gli interventi annunciati nella manovra
economica del ministro Tremonti che leggiamo oggi sui giornali.
Si parte con il ritorno in grande stile dei ticket per le visite
specialistiche (10 euro) e per il pronto soccorso (25 per i
codici bianchi) che scatteranno, come si legge, nel 2012, fino ad
arrivare al 2014 con il ticket aggiuntivo sui farmaci". Lo ha
denunciato in una nota la senatrice Fiorenza Bassoli, capogruppo
Pd in commissione sanità a Palazzo madama.
"No, non ci stiamo proprio a dissanguare i cittadini con misure
improvvide ed emergenziali - continua la senatrice Bassoli -
visto e considerato che stiamo lavorando da lungo tempo nelle
commissioni parlamentari sull'introduzione dei costi standard,
nell'ambito del federalismo fiscale, che potrebbero portare a
risparmi notevoli in sanità, così come la razionalizzazione del
sistema di cura, risparmi che potrebbero essere riutilizzati in
modo sistematico e solidale. La reintroduzione dei pagamenti per
le prestazioni sanitarie oltre ad essere una misura iniqua - ha
concluso Bassoli - rischia di mettere in serio pericolo il
sacrosanto diritto alla Salute per tutti".
291605 giu 11
Le emissioni di Radio Vaticana sono pericolose Dopo anni di battaglie viene riconosciuto il danno provocato dalle abnormi emissioni di onde elettromagnetiche da parte di Radio Vaticana.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 23262/11; depositata il 9 giugno)
Cass. pen. Sez. IV, Sent., (ud. 24-02-2011) 09-06-2011, n. 23262
La Corte di Appello di Roma all'udienza del 14/5/2009 in sede di rinvio stabilito da Cass. Pen. Sez. 3 13/5/2008, ha dichiarato, con sua sentenza 6492/2009, non doversi procedere nei confronti di B.P. perchè estinto per morte dell'imputato il reato a lui addebitato e ha per l'effetto revocato le statuizioni civili già rese nei suoi confronti. La stessa sentenza del 14/10/2009 ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di T.R. perchè estinto per intervenuta prescrizione il reato a lui addebitato e ha confermato le già rese statuizioni civili altresì condannando il T. alla rifusione delle spese sostenute dalle costituite parti civili tutte partitamene nominate. Ha confermato nel resto la sentenza di primo grado impugnata.
I difensori di T.R. e di B.P., nella loro qualità, propongono ricorso per cassazione, specificamente concludono per l'annullamento (della sentenza appena sopra menzionata) anche nei confronti di B.P. non più vivente.
All'udienza pubblica del 24/2/2011 il ricorso è stato deciso con il compimento degli incombenti imposti dal codice di rito.Motivi della decisione
Obbligo di chiarezza impone di rammentare in rapidissima sintesi la complessa vicenda attraverso la quale si è snodato il processo che ne occupa.
Il capo di imputazione addebitava al cardinale T. e a monsignor B. di avere, in concorso tra loro e quali responsabili della gestione e del funzionamento della Radio Vaticana, diffuso tramite gli impianti di (OMISSIS) radiazioni elettromagnetiche atte ad offendere o a molestare le persone residenti nelle aree circostanti, e in particolare a (OMISSIS), arrecando alle stesse disagio, disturbo, fastidio, e turbamento così violando l'art. 674 c.p..
Il Tribunale di Roma con sentenza del 19/2/2002 dichiarò il difetto di giurisdizione del giudice italiano, richiamando il Trattato 11/2/1929 noto come Patti Lateranensi. La Corte di Cassazione annullò la declinatoria di giurisdizione. Il Tribunale di Roma, con sentenza 9/5/2005, dichiarò i due imputati responsabili della contravvenzione ad essi addebitata e li condannò alla pena ritenuta adeguata , nonchè al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, danni da liquidare in separata sede.
La Corte di Appello di Roma con sentenza 4/6/2007, reputando che il Tribunale avesse raggiunto la convinzione della consumata violazione dell'art. 674 c.p., in forza di una interpretazione analogica non consentita per le norme incriminatrici, assolse gli imputati "perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato".
La Corte di cassazione, Sez. 3 Penale ha, da ultimo, pronunziato (all'udienza del 13/5/2008) la sentenza n. 36845 su ricorsi proposti dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello, dalla Associazione Vas Verdi ambiente e società, da Cittadinanza attiva Onlus, da Codacons Coordinamento dei comitati e delle associazioni di tutela dei consumatori nonchè dai soggetti individuali Ma.
C., M.R., R.A. e A.M., nonchè Z.V. e P.L..
Tale sentenza ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato ad altra Sezione della Corte di Appello di Roma, enunziando, come misura di linea decisionale per il giudice di rinvio, il seguente principio di diritto: "il fenomeno della emissione di onde elettromagnetiche rientra, per effetto di interpretazione estensiva, nella previsione dell'art. 674 cp.. Detto reato è configurabile soltanto allorchè sia stato, in modo certo e oggettivo, provato il superamento dei limiti di esposizione o dei valori di attenzione previsti dalle norme speciali e sia stata obbiettivamente accertata una effettiva e concreta idoneità delle emissioni ad offendere o molestare le persone esposte ravvisata non in astratto, per il solo superamento dei limiti, ma soltanto a seguito di un accertamento (da compiersi in concreto) dell'effettivo pericolo oggettivo e non meramente soggettivo.
La Corte di Appello, nella sentenza che in questa sede è impugnata, ha adottato i provvedimenti conseguenti alla accertata morte di uno dei due imputati e alla consumata prescrizione del reato addebitato all'altro e accertato consumato fino e non oltre il (OMISSIS). Nel verificare la inesistenza di cause di immediato proscioglimento ex art. 129 c.p.p., la Corte di appello ha accertato un superamento dei limiti e dei valori di attenzione delle emissioni addebitate, una consapevolezza della intensità delle emissioni su onde corte e medie obbiettivata nella istituzione (nel (OMISSIS)) di una commissione bilaterale tra Repubblica Italiana e Stato città del Vaticano, una oggettiva idoneità al disturbo e alla produzione di pericolo obbiettivata nell'ordine di allontanamento (del (OMISSIS)) dei mezzadri dai terreni della Santa Sede, ordine dato dal concedente Pontificio Collegio Germanico e
Ungarico, a causa del pericolo per le persone derivante dall'aumento della intensità delle emissioni della Stazione radio trasmittente, nonchè obbiettivata dalle testimonianze raccolte sui disturbi radioelettrici registrati sugli apparecchi domestici della zona e sui timori di leucemia insorti tra la gente.
Su così fatte considerazioni la Corte di appello ha dichiarato la intervenuta prescrizione del reato addebitato negando la possibilità di qualsiasi pronunzia ex art. 129 c.p.p. e ha confermato le statuizioni civili nei confronti del solo imputato vivente.
Il nuovo ricorso per cassazione è proposto con espressa richiesta di annullamento della sentenza anche per le statuizioni rese nei confronti di Padre B..
Anzitutto è da ritenere che non sussista legittimazione dei difensori dell'imputato a impugnare successivamente alla morte di costui, una sentenza, atteso che la morte avvenuta fa cessare ogni effetto di precedente nomina (Cass. Pen. Sez. 3 11/4/2007 n 35217 e, ancora, Cass. Pen. Sez. 6 19/3/2007 n. 14248 ) e, per altro verso, non deve essere dimenticato che il ricorso per cassazione avverso pronunzia di estinzione del reato per morte dell'imputato, non è suscettibile di impugnazione posto che all'atto della proposizione di quel ricorso, manca ormai lo stesso soggetto nei cui confronti è stata esercitata l'azione penale (Cass. Pen. Sez. 6 7/6/2001 n. 34400). Ancorchè il decesso di un imputato nel corso del procedimento, non esclude che a norma dell'art. 129 c.p.p., sia resa una pronunzia di proscioglimento nel merito se dagli atti risulta evidente che il fatto non sussiste,
l'imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla, legge come reato, nessun rimedio può essere richiesto da terzi avverso una pronunzia che abbia escluso la ricorrenza delle condizioni dell'art. 129 c.p.p., e abbia dichiarato invece non doversi procedere per morte dell'imputato (Cass. Pen. Sez. 6 3/11/1999 n. 14631). Nel caso che ne occupa, la sentenza di appello 6492/2009 esclude espressamente, con motivazione focalizzata sullo specifico punto, l'evidenza che il fatto addebitato non sussista o che l'imputato non lo abbia commesso o che il fatto non costituisca reato e anzi positivamente verifica la raggiunta pienezza della prova della esistenza e della addebitabilità anche al B. dei fatti a suo tempo contestati.
Il ricorso avverso le statuizioni rese segnatamente per la posizione di responsabilità e garanzia di B.P. deve dunque pianamente essere ritenuto infondato senza possibilità di pronunzia alcuna per le relative spese del procedimento e per l'eventuale sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.. Il ricorso poi, nella interezza del suo dispiegarsi, e in particolare, per il cardinale T., denunzia: nullità della sentenza ex art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b), per inosservanza ed erronea applicazione della legge penale e ancora ex art. 606 c.p.p., comma 1, lett. c) ed e), nonchè 627 c.p.p., comma 3 per inosservanza delle statuizioni della sentenza della Corte di cassazione 13/5/2008 e ancora nullità per difetto di motivazione.
La Corte di Appello per un verso non avrebbe motivato in ordine al superamento dei limiti di esposizione e di attenzione previsti dalla legge e, per altro verso, avrebbe apprezzato turbamenti e vissuti soggettivi invece che situazioni obbiettivamente riscontrate.
La sentenza di appello, pur di fronte a specifiche analisi della Suprema Corte sul rapporto tra dichiarazione di estinzione per prescrizione, diritto al proscioglimento pieno e necessità di una disamina piena del merito commessa al giudice di rinvio, avrebbe risolto la questione innocenza/colpevolezza del T. in poche battute, oltretutto dimenticando che il T. aveva cessato al (OMISSIS) di ricoprire la carica da cui derivava l'addebito, sicchè privi di rilievo dovevano essere considerati i fatti collocati dalla sentenza nel periodo 2002/2004. La sentenza di appello aveva ancora ignorato la posizione del T. che non curava la gestione tecnica della Radio Vaticana ma i rapporti tra Segreteria di Stato ed emittente, sicchè non aveva alcuna obbligazione di sicurezza o di garanzia in ordine alla diffusione delle onde provenienti dalla emittente, con la conseguenza che la assenza di
motivazione sul punto era innegabile riguardo alla posizione di questo ricorrente. La sentenza di rinvio non era scesa sul piano delle ricerca della prova dei dati concreti caratterizzanti il fatto addebitato e non aveva dato risposta alle censure mosse con i motivi dell'appello relativi non solo alla specifica posizione del Cardinale T. rispetto alla emissione di onde elettromagnetiche della radio Vaticana, ma, di più rispetto alla verifica del tempo del verificarsi dei fatti contestati e del tempo dei fatti provati, nonchè alla comparazione tra quel tempo e quello di incarico del Cardinale già nominato (specialmente motivi 4^ e 5^ dell'appello alle pgg. 24 e ss.). Da ultimo era addebitato alla seconda sentenza di appello il fatto che fosse mancata ogni prova della possibilità per il Cardinale T. e per il Padre B. di evitare l'evento costitutivo del reato e della configurabilità
dell'elemento soggettivo del reato. Questa Corte rileva:
La giurisprudenza di questa Corte ha chiarito, fin da Cass. Pen. Sez. 1 29/11/1999 n. 5626 che il fenomeno della propagazione delle onde elettromagnetiche è astrattamente riconducibile alla previsione dell'art. 674 c.p., sicchè la sentenza di Cass. Sez 3 13/5/2008 n. 36845 si colloca entro un indirizzo ben chiaro di questa Corte di legittimità.
La sentenza di primo grado e la sentenza 2009 di appello che ne conferma le statuizioni in tema di esistenza accertata dei fatti addebitati e di loro addebitabilita agli imputati poi esentati da condanna con formule processuali di diversa struttura, ancorchè non costituiscano un unicum motivazionale per effetto dell'annullamento intervenuto in sede di legittimità con la recisione di ogni vincolo di unitarietà provvedimentale, devono tuttavia essere valutate alla luce dei richiami dettagliatamente operati dalla sentenza di appello del 2009. In questo contesto la sentenza del giudice di rinvio funziona come messa a fuoco di accertamenti già svolti e di valutazioni già espresse in quanto richiamati in appello con il limite delle necessità di verifica imposto dalla sentenza di annullamento. Il capo di incolpazione evidenziava un ruolo degli imputati di responsabili della gestione e del
funzionamento della radio Vaticana dal (OMISSIS), mentre la sentenza 17919/2005 del Tribunale di Roma, evidenziava che le condotte del T. erano cessate il 31/12/2000 con il cessare del suo ruolo di responsabile della gestione e del funzionamento della Radio Vaticana.
L'accertamento era compiuto mediante analisi critica della circostanza che nessuna delle parti avesse esplicitato contestazioni sul punto, mediante l'esame degli Annuari pontifici per gli anni dal 1999 al 2004, dal quale emergeva che il Cardinale T.G. era stato Presidente del Comitato di Gestione della emittente per gli anni 1999 e 2000 con incidenza sui rapporti istituzionali tra Segreteria di Stato e la Radio vaticana, e sovraordinazione funzionale rispetto alla carica di Direttore Generale rivestita dal Padre B..
La sentenza di appello, che tutto ha richiamato in tema di legittimazione e responsabilità degli imputati secondo i loro incarichi, ha individuato in una serie di episodi a diverso titolo contenziosi la consapevolezza degli imputati in ordine alla molestia che le trasmissioni della radio e la immissione di onde provocarono a partire dall'anno 1999 e ha individuato in una complessa serie di episodi che attraversano una stagione temporale che ampiamente precede il 1999 e ampiamente segue il 2000, la esistenza delle molestie, la causazione di esse ad opera delle emissioni della radio vaticana, il superamento (peraltro fuori contestazione) dei valori di cautela dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici di cui al D.M. n. 381 del 1998 dal 1998, art. 4, comma 2 in poi Ma la sentenza di appello attraverso una ricognizione che eccede volutamente i confini temporali della contestazione
penale per meglio significare con il criterio del "prima" del "durante" e del "dopo" il carattere permanente e invasivo delle molestie, ha poi richiamato circostanze oggettive suscettibili di provare il carattere indubitabile, intenso e disturbante delle emissioni di onde, registrate per la loro intensità e rivelate oggettivamente da risonanze le più insolite e insospettabili in ordinari strumenti del vivere quotidiano diventati, (in connessione con la intensità delle immissioni moleste), anomali e incontrollabili apparecchi di ricezione e amplificazione (non costituiscono dunque pilastro della decisione le analisi delle misurazioni e dei metodi anche discordanti, tutti criticamente riferiti e analizzati dalla sentenza di primo grado alle pagg. 31/42 a partire dalle misurazioni effettuate per la Regione Lazio dal 1999). La consapevolezza degli imputati è stata accertata con adeguato
richiamo di documenti relativi alla eccezionale potenza degli impianti di trasmissione, alle pubbliche manifestazioni di disagio portate da singoli cittadini o da associazioni di cittadini anche mediante l'uso di mezzi di comunicazione di massa, alle lamentele espresse con lettera inviata da un gruppo di cittadini costituito in comitato, direttamente al Pontefice (ed evasa da un Ufficio del Vaticano) tutto nella prospettiva del rinvio operato dalla sentenza di appello ai contenuti e ai percorsi motivazionali della sentenza di primo grado.
In conclusione la sentenza impugnata ha fornito, anche mediante richiamo esplicito o implicito dei percorsi motivazionali della decisione di primo grado, adeguata risposta ai compiti commessi dalla sentenza di annullamento e in particolare ha fornito compiuta e logica motivazione circa le responsabilità proprie del T. e del B. per ragione degli specifici incarichi ad essi attribuiti e dei poteri a quegli incarichi correlati; ha fornito, anche mediante richiamo esplicito o implicito dei percorsi motivazionali della decisione di primo grado, compiuta e logica motivazione circa il tempo nel quale gli incarichi e le responsabilità appartenenti ai due imputati coincisero con la causazione di molestie per effetto delle trasmissioni della Radio Vaticana; ha fornito, anche mediante richiamo esplicito o implicito dei percorsi motivazionali della decisione di primo grado, compiuta e logica
motivazione circa la consapevolezza dei due imputati circa la entità della molestia arrecata e la diffusione del disturbo arrecato nonchè circa il riscontro oggettivo delle esistenza delle molestie e del ruolo svolto dai due imputati che, pur responsabili delle emissioni della Radio, non ne dismisero la produzione; egualmente la sentenza impugnata ha fornito, anche mediante richiamo esplicito o implicito dei percorsi motivazionali della decisione di primo grado, compiuta e logica motivazione circa il superamento dei valori di attenzione delle emissioni prodotte e ha riscontrato tale superamento con la evidenziazione di fenomeni eccezionali e abnormi di risonanza e amplificazione. La sentenza impugnata risulta pienamente esente dai vizi contestati con le censure dell'ultimo ricorso per cassazione.
In conclusione i ricorsi devono essere rigettati con la condanna di T.R. al pagamento delle spese processuali oltre alla rifusione delle spese in favore delle parti civili che liquida in complessivi Euro:
2.500,00 a favore di Codacons e Coordinamento Comitati Roma Nord;
2.000,00 a favore di Legambiente Onlus; 2.000,00 Associazione Vas Onlus 2.000,00 Cittadinanza attiva Onlus 3.000,00 a M. R., R.A., A.M., Z.V. e P.L.;
oltre accessori, come per legge, per ciascuna delle medesime parti civili.P.Q.M.
Rigetta i ricorsi e condanna T.R. al pagamento delle spese processuali oltre alla rifusione delle spese in favore delle parti civili che liquida in complessivi Euro: 2.500,00 a favore di Codacons e Coordinamento Comitati Roma Nord;
2.000,00 a favore di Legambiente Onlus;
2.000,00 Associazione Vas Onlus;
2.000,00 Cittadinanza attiva Onlus;
3.000,00 a M.R., R.A., A.M., Z.V. e P.L.;
oltre accessori, come per legge, per ciascuna delle medesime parti civili.
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca Nota 23-6-2011 n. 1537/U Bando di concorso “I giovani ricordano la Shoah”. Anno Scolastico 2011/2012. Emanata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Nota 23 giugno 2011, n. 1537/U (1).
Bando di concorso “I giovani ricordano la Shoah”. Anno Scolastico 2011/2012.
(1) Emanata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Direttore generale dell'A.F.A.M.
Intendente scolastico per la scuola delle località ladine
Capo dipartimento istruzione della provincia di Trento
Sovrintendente agli studi per la Valle d'Aosta
Il Parlamento Italiano, con la L. n. 211 del 2000, ha istituito il “Giorno della Memoria” della Shoah e ne ha fissato la celebrazione il 27 gennaio.
Nell'ambito delle iniziative che saranno realizzate nel nostro Paese, questo Ministero, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, bandisce per l'anno scolastico 2011/2012, la X edizione del concorso rivolto a tutti gli allievi del primo e secondo ciclo di istruzione e agli studenti degli Istituti afferenti l'AFAM, al fine di promuovere studi e approfondimenti, da parte dei giovani, sul tragico evento che ha segnato la storia europea del ‘900.
Tenuto conto delle finalità e dell'importanza dell'iniziativa, le SS.LL. sono pregate di dare alla stessa la più ampia diffusione tra le scuole e gli Istituti di rispettiva competenza, sensibilizzandoli a promuovere, nell'ambito dei percorsi didattici e dell'offerta formativa, occasioni e momenti di riflessione, di confronto e dibattito sul tema.
Nell'ambito delle iniziative che saranno realizzate nel nostro Paese in occasione del "Giorno della Memoria" fissato per il 27 gennaio di ogni anno, questo Ministero, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, bandisce per l'anno scolastico 2011/2012, la X edizione del concorso scolastico nazionale "I giovani ricordano la Shoah" rivolto a tutti gli allievi del primo e secondo ciclo di istruzione, al fine di promuovere studi e approfondimenti, da parte dei giovani, sul tragico evento che ha segnato la storia europea del ‘900.
Considerato il grande interesse e l'ampia e diversificata partecipazione delle istituzioni scolastiche, a partire dall'a.s. 2011/2012, il MIUR e l'UCEI hanno previsto di coinvolgere anche le Accademie di Belle Arti, le Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica, i Conservatori di Musica, gli Istituti musicali pareggiati, gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.), le Accademie Nazionali di Danza e l'Accademia Nazionale di Arte Drammatica.
Alle classi del primo ciclo di istruzione - scuola primaria - è proposto il seguente argomento:
"Esprimi le emozioni che hai provato quando, attraverso il racconto di testimoni, la lettura di libri o la visione di film, sei venuto a conoscenza di una vicenda in cui l'amicizia fra bambini ebrei e non ebrei sia stata ostacolata o interrotta dalle leggi antiebraiche del 1938 e dai conseguenti timori delle famiglie".
Alle classi del primo ciclo di istruzione - scuola secondaria di I grado - è proposto il seguente argomento:
«Testimonianze, libri, filmati, documenti raccontano episodi che evidenziano il "coraggio di non arrendersi" fra coloro che hanno subito le discriminazioni delle leggi antiebraiche e la Shoah. Costretti spesso a nascondersi, cambiare nome, trovare attività sostitutive al lavoro perduto e alla scuola negata e perfino ad affrontare la brutalità della deportazione, hanno lottato per continuare a vivere. Esprimi le tue considerazioni su una vicenda di quegli anni di cui sei venuto a conoscenza, e che ti ha colpito ed interessato».
Alle classi del secondo ciclo di istruzione - scuola secondaria di II grado.
Agli allievi di:
1) Accademie di Belle Arti
2) Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica
3) Conservatori di Musica
4) Istituti musicali pareggiati
5) Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.)
6) Accademie Nazionali di Danza
7) Accademia Nazionale di Arte Drammatica
è proposto il seguente argomento:
“Il ritorno, spesso travagliato, dei deportati dai campi di concentramento e di sterminio è stato accompagnato dal silenzio, dalla difficoltà di raccontare e dalla frequente incomprensione degli altri. Avvalendoti della documentazione disponibile (testimonianze, documenti, testi letterari, filmati, giornali e riviste dell'epoca), analizza le varie difficoltà affrontate dai sopravvissuti dopo la liberazione”.
Modalità espressive e indicazioni operative per le classi della scuola primaria e secondaria di I e II grado
Il concorso ha come oggetto la produzione di elaborati di tipo storico-documentale e/o artistico-letterario. Gli elaborati possono articolarsi in: ricerche, saggi, articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di pittura/scultura, attività musicali, cortometraggi ecc., utilizzando anche diversi codici e forme espressive.
Si invitano le scuole a:
- curare la rispondenza al tema del bando dei lavori presentati;
- partecipare al concorso preferibilmente con elaborati che siano espressione del lavoro collegiale, svolto da una classe o da più classi. È consentita anche la presentazione di elaborati prodotti da piccoli gruppi, a condizione che tali elaborati siano rappresentativi di un percorso di studio e di ricerca sviluppato collettivamente, documentato dai docenti responsabili;
- finalizzare al tema indicato materiali che siano, eventualmente, frutto di attività precedenti, indicando, in tal caso, l'anno e l'occasione per cui siano stati prodotti;
- impostare il lavoro con originalità ed autonomia espressiva ed operativa;
- prevedere una durata massima di 15 minuti per filmati, video e riprese sintetiche di rappresentazioni teatrali.
Modalità espressive e indicazioni operative per: Accademie di Belle Arti, Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica, Conservatori di Musica, Istituti musicali pareggiati, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.), Accademie Nazionali di Danza, Accademia Nazionale di Arte Drammatica
Il concorso ha come oggetto la produzione di elaborati artistici di diversa fattura (dipinti, sculture, manifesti ecc..) e musicali (produzione di composizioni musicali di diversa tipologia).
Si invitano gli allievi a:
- curare la rispondenza dei lavori presentati al tema del bando;
- far emergere la forza propositiva dei messaggi espressi nei lavori;
- ricercare l' originalità nelle forme artistiche e musicali proposte;
- prevedere una durata massima di 10 minuti per le composizioni musicali.
Valutazione dei lavori e premiazione dei vincitori
Le scuole dovranno inviare i lavori prodotti agli Uffici Scolastici Regionali di competenza entro il 10 dicembre 2011.
Ciascun Ufficio Scolastico Regionale costituirà una Commissione incaricata di individuare per ogni grado di studi (primaria, secondaria I grado e secondaria II grado) due lavori ritenuti meritevoli di concorrere a livello nazionale. Sarà cura di ogni Ufficio Scolastico Regionale pubblicare sul proprio sito Internet, dal 31 dicembre 2011, l'elenco delle scuole selezionate per la fase concorsuale successiva.
I lavori prescelti e la relativa motivazione dovranno essere inviati dagli UU.SS.RR. entro il 31 dicembre 2011 al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Dipartimento per l'Istruzione - Ufficio I (stanza 106), Viale Trastevere 76/A, 00153 Roma.
Al fine di consentire a tutte le realtà territoriali di partecipare alla selezione finale con lo stesso numero di elaborati, si sottolinea la necessità che gli Uffici Scolastici Regionali inoltrino a questo Ministero solo i due lavori selezionati per ogni grado di studi (sei in tutto).
Le Accademie di Belle Arti e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.), i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati dovranno far pervenire i lavori prodotti al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Direzione Generale per l'Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM) Piazzale Kennedy n. 20 00144 Roma, entro il 10 dicembre 2011
L'AFAM costituirà una apposita Commissione che individuerà due lavori ritenuti meritevoli di concorrere a livello nazionale per ciascun Istituto partecipante e li farà pervenire entro il 31 dicembre 2011 al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Dipartimento per l'Istruzione - Ufficio I (stanza 106), Viale Trastevere 76/A, 00153 Roma.
Non verranno presi in considerazione i lavori pervenuti senza il vaglio dei rispettivi organi preposti alla pre-selezione (Uffici Scolastici Regionali e AFAM).
Per favorire una tempestiva e puntuale acquisizione dei dati utili alla valutazione nazionale, gli UU.SS.RR. e l'AFAM sono pregati di comunicare ai referenti ministeriali (i cui indirizzi e-mail sono indicati nel bando) l'avvenuto invio del plico contenente gli elaborati selezionati.
A livello nazionale è costituita una Commissione paritetica composta da rappresentanti del MIUR, dell'UCEI e da esperti di discipline artistiche e musicali, per valutare i lavori pervenuti e individuare i vincitori.
I vincitori saranno uno per ogni grado di studi e uno per ciascun tipo di istituto afferente all'AFAM (Accademie di Belle Arti, Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica, Conservatori di Musica, Istituti musicali pareggiati, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.), Accademie Nazionali di Danza, Accademia Nazionale di Arte Drammatica)
In occasione del "Giorno della Memoria" i vincitori saranno premiati dall'On. Ministro e ricevuti dal Presidente della Repubblica e/o dalle più alte Cariche Istituzionali e dal Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Considerata la crescente attenzione per l'iniziativa, testimoniata dalla consistente partecipazione al concorso da parte di scuole di ogni ordine e grado, appare opportuno, come già nei precedenti anni scolastici, monitorare la ricaduta dell'iniziativa attraverso la rilevazione di dati statistici. Tutte le scuole partecipanti sono pertanto invitate a compilare l'Allegato 1, che inoltreranno ai competenti Uffici Scolastici Regionali, insieme ai lavori prodotti.
A loro volta, gli Uffici Scolastici Regionali sono pregati di inviare, a questo Ministero, unitamente ai sei elaborati selezionati, anche l'Allegato 2, debitamente compilato, e tutti gli Allegati 1 compilati dalle scuole del territorio che partecipano al concorso.
Gli Istituti sopra indicati che fanno capo all'AFAM sono invitati a compilare l'Allegato 3 e ad inoltrarlo all'AFAM stessa, insieme ai lavori prodotti.
A sua volta la Direzione AFAM è pregata di inviare a questo Ministero, unitamente ai lavori selezionati anche l'Allegato 4, debitamente compilato, e tutti gli Allegati 3 compilati dagli Istituti che partecipano al Concorso
Al fine di facilitare i contatti è opportuno, inoltre, che siano comunicati ai referenti ministeriali indicati nel presente bando i nominativi dei componenti la commissione regionale e i loro riferimenti e-mail nonché la Commissione AFAM con i singoli riferimenti e-mail.
Documentazione e riferimenti utili
Materiali di documentazione sono reperibili sui seguenti siti internet: http://archivio.pubblica.istruzione.it/shoah/index.shtml
www.moked.it/giornodellamemoria
www.testimonianzedailager.rai.it/index.htm
Per ogni utile informazione si indicano i seguenti referenti:
e-mail: giuseppe.caratozzolo@istruzione.it
tel. 06.5849.3106
Giuliana Di Scala
e-mail giuliana.discala@istruzione.it
tel. 06 58492482
e-mail: g.grenga@istruzione.it
tel. 06.5849.3396
e-mail: lina.grimaldi@istruzione.it
tel. 06.5849.2315
Elettra Capristo
e-mail: elettra.capristo@istruzione.it
Maria Antonietta Gallucci
e-mail: ma.gallucci@virgilio.it
- compilare l’Allegato 1 a cura dell’Istituzione scolastica
- Inserire copia dell’Allegato 1 nel plico contenente l’elaborato per il concorso
- Inviare l’Allegato 1 on line all’indirizzo: giuseppe.caratozzolo@istruzione.it
Denominazione dell’Istituzione scolastica:
A) Livello scolastico delle classi coinvolte:
- secondaria primo grado
- istituto comprensivo
- istituto d’istruzione superiore
B) Docenti coinvolti per discipline
Discipline economiche-giuridiche
C) Esterni alla scuola
Testimoni storici
E) Breve presentazione del lavoro svolto
(argomento, modalità operative, eventuale elaborazione interdisciplinare, partecipazione e coinvolgimento della classe, ruolo degli esperti esterni)
- compilare a cura dell’Ufficio Scolastico Regionale e accludere copia cartacea ai lavori delle 6 scuole selezionate per la propria regione;
- inviare copia in formato elettronico all’indirizzo e-mail: giuseppe.caratozzolo@istruzione.it
“ I giovani ricordano la Shoah”
Ufficio Scolastico Regionale per ______________________________
Scuole e alunni partecipanti
(Attenzione: gli Istituti Comprensivi, gli Istituti di Istruzione Superiore che includono più indirizzi, gli Istituti Onnicomprensivi vengono registrati in questa prima tabella come scuola unica)
Altra tipologia di scuole (specificare)
Tutte le classi di scuola primaria partecipanti
Tutte le classi di scuola secondaria di 1° grado partecipanti
Tutte le classi di scuola secondaria di 2° grado partecipanti
Docenti coinvolti per discipline
Componenti la commissione presso l’USR per ______
Nome Cognome componenti la commissione
Persona di contatto per la Commissione:_________________________
- Compilare l’Allegato 3 a cura di:
- Inserire copia dell’Allegato 3 nel plico contenente l’elaborato per il concorso
- Inviare l’Allegato 3 on line all’indirizzo: giuseppe.caratozzolo@istruzione.it
A) Livello dei corsi coinvolti:
B) Docenti coinvolti
Indicare insegnamento
- Compilare a cura della Commissione AFAM e accludere copia cartacea ai lavori selezionati;
Istituzioni e studenti partecipanti
Componenti la Commissione AFAM ___________________
Persona di contatto per la Commissione:__________________________
L. 20 luglio 2000, n. 211
Inpdap 12/2001 - Modifiche all’art. 1 del dpr 5 gennaio 1950, n. 180 sulla cessione dell’indennità di buonuscita e dell’indennità premio di servizio
TRENT’ANNI DI SOLITUDINE
Non me ne vorrà il grande Marquez se utilizzo, parafrasandolo, il titolo di un suo celebre romanzo, per introdurre con un po’ di ironia ed un pizzico di sana nostalgia il presente contributo, con cui intendo occuparmi di una svolta epocale che così tanta importanza ha avuto nella storia della Polizia di Stato, per cercare di capire dove ci ha portato, ma soprattutto, ciò che più conta, dove ci condurrà.
Trent’anni fa veniva varata e resa esecutiva la Legge N. 121 del 1° aprile 1981, con la quale veniva smilitarizzata la Polizia di Stato. Una data quindi sicuramente importante come momento di vero sviluppo di questo paese, dopo una lunga fase post bellica e gli anni bui del terrorismo.
Da quella data, pian piano la Polizia andava trovando la sua identità, punto nodale di un cambiamento radicale, ma anche momento di vero riformismo per l’Italia intera, che vedeva avviare la sua principale forza di polizia verso un cammino di vero cambiamento e adeguamento ad una società in continua evoluzione verso la modernità.
Per rimanere nell’alveo della nostra attività, penso che tutti insieme dovremmo interrogarci su quanto e come questa svolta epocale ci abbia veramente cambiato, cos’ha veramente significato per tutti noi l’inizio di un sistema di relazioni sindacali e quali prospettive ci offrono per l’immediato futuro. La domanda che ci dobbiamo porre con maggiore insistenza deve vertere sull’effettività dell’azione sindacale oggi nella Polizia di Stato, a distanza di 30 anni. Partendo dalla fine, ovvero dalla semplice constatazione dell’attuale stato di salute della Polizia di Stato.
Tanta strada sicuramente è stata fatta, ma svolgendo tutti i giorni attività sindacale sul territorio, non possiamo che constatare come questa, sebbene siano passati tre decenni, continui ad essere vista con sospetto da buona parte della classe dirigente, in un conflitto permanente che è tutto culturale.
Una classe dirigente il più delle volte completamente priva di un’effettiva formazione in merito e che non ha mai veramente compreso il valore della smilitarizzazione e la conseguente costituzione di un sistema di relazioni sindacali con cui si dovrebbe confrontare tutti i giorni, comprendendo come questa sia anche la chiave per realizzare gli obbiettivi che via via ci si pone, e non considerarla invece, come troppo spesso avviene, un’indebita intrusione nella conduzione del “proprio” ufficio.
Prova ne sia che in quegli uffici dove operano dirigenti lungimiranti e culturalmente preparati spesso il sindacato diventa un valido compagno di viaggio e di confronto per attuare quella progettualità cui tutta la struttura deve necessariamente tendere, ognuno con il proprio ruolo e la propria funzione.
Si tratta infatti di capire che bisogna semplicemente rispettare dei ruoli che, se esercitati con coerenza e rispetto reciproci, creano solide basi su cui costruire un buon sistema di relazioni, che è condizione assolutamente necessaria e basilare di ogni attività umana.
Perché questo avvenga, la parola magica è: “consapevolezza”. Da parte di tutti coloro che quotidianamente mettono il proprio lavoro al servizio del paese, in qualsiasi forma e con qualunque ruolo lo facciano.
Ma, se vogliamo fare un ragionamento serio che porti un qualche risultato, dobbiamo dirla tutta fino in fondo e prenderci anche noi sindacalisti le nostre responsabilità.
Purtroppo sono anche tanti i colleghi che guardano con sospetto al sindacato, e questa è la conseguenza di una vita professionale che si svolge in un contesto come il nostro, che non sempre consente di raggiungere una piena coscienza delle possibilità e dei limiti di una sana e coerente attività sindacale, ma anche il frutto cattivo di un sindacalismo spicciolo e clientelare, che negli anni ha vanificato parte consistente dei sacrifici fatti da coloro che ci hanno preceduto, trasformandosi in molti casi in un becero e cinico sistema di potere.
Troppo poco fino ad oggi si è fatto per dare un serio e concreto contributo all’evoluzione vera del sindacalismo di polizia. Troppe sigle, troppi sindacalisti, troppa improvvisazione e poca consapevolezza.
Proprio quella consapevolezza di cui parlavamo prima e che è la sola costante che può fare la differenza. Quella consapevolezza che è prima di tutto culturale, e che si realizza nella volontà di cambiare e riformare dal basso un sistema ormai troppo inquinato da mercenarismi e opportunismi di ogni genere.
Costruire giorno dopo giorno questa consapevolezza significa creare le basi su cui costruire un percorso che gradualmente ci possa portare a realizzare quelle prerogative che una seria attività sindacale può e deve soddisfare, con una presa di coscienza che non può che arricchire e responsabilizzare chi ha scelto di fare il “mestiere” del sindacalista.
La trasformazione culturale porterebbe così ad un processo di cambiamento, ad una modifica che oserei definire, antropologica, e con essa ad un grado di sviluppo della Polizia di Stato che sia effettivo e non fittizio.
Ricordandoci sempre che un’onesta gestione dei diritti passa attraverso la coscienza dei propri doveri, in un parallelismo fatto di complementarietà e mai di subordinazione gli uni agli altri.
Oggi invece facciamo i conti con un’Amministrazione sempre più impoverita, e non mi riferisco al solo dato materiale, sicuramente di grande importanza ma anche più facilmente risolvibile con la predisposizione di investimenti da parte di una politica più lungimirante. Il danno vero, quello che lascia tracce indelebili e che ci vorranno anni a riparare è quello della perdita di “Identità”.
Quel comune sentire che ci fa essere parte di un tutto più grande che ci trascende, quella sensazione che si prova nel guardarsi nello specchio la mattina e sapere che si fa un lavoro difficile ma che ci fa sentire anche in qualche modo privilegiati, e che dipende in gran parte anche da noi rendere migliore di quanto non sia.
Sapere che il nostro essere al servizio di un paese e dei suoi cittadini è già in sé un premio alle tante frustrazioni e timori che il lavoro comporta, un lavoro dai contorni non sempre ben definiti, sottoposto continuamente alla legittima ma logorante critica sociale, troppo spesso ostaggio degli ideologismi del momento, utilizzati dalla politica più cinica per sposare gli umori del popolo e creare consenso, nel rozzo tentativo di renderci mero strumento nelle mani di governi miopi e irresponsabili.
Noi abbiamo il dovere di parlare alle migliaia di poliziotte e poliziotti e alle loro famiglie, per recuperare quel senso di appartenenza che sembra svanito ma che sono convinto abiti ancora il cuore di ognuno di noi. L’orgoglio di appartenere ad una grande famiglia, sottoposta al solo vero giudizio possibile, quello dei Cittadini, al servizio della sola vera grande ideologia che possa guidare un moderno corpo di polizia di un grande paese, la Democrazia.
Credo che basti soffiare su queste braci per rimettere in moto la voglia di sognare e di credere. E dobbiamo farlo restituendo agli uomini e alle donne della Polizia di Stato quella dignità della loro funzione che è condizione imprescindibile per ritrovare fiducia e speranza.
Questa penso sia la sfida che un Sindacato come il “nostro” debba raccogliere per il futuro della Polizia e con essa dell’Italia intera.
Sassari, 21 giugno 2011
Presidenza del Consiglio dei Ministri Circ. 10-3-2011 n. 2/2011 Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24. Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale pubbliche amministrazioni, Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali. - Permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità: banca dati informatica
Permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità: banca dati informatica
La Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha l'obiettivo di fornire indicazioni circa i tempi e le modalità delle comunicazioni da parte delle amministrazioni, al fine di popolare la banca dati e consentire lo sviluppo delle funzionalità.
Circ. 10 marzo 2011, n. 2/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (G.U. 20 giugno 2011, n. 141)
Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - Banca dati informatica presso il dipartimento della funzione pubblica - L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24.
Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale pubbliche amministrazioni, Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali.
(1) Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Pubblicata nella Gazz. Uff. 20 giugno 2011, n. 141.
Amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001
Sulla Gazzetta ufficiale del 9 novembre 2010, n. 262, è stata pubblicata la L. 4 novembre 2010, n. 183, recante “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”. La legge è entrata in vigore il 24 novembre 2010.
L'art. 24 della nuova legge riguarda le “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”. La disposizione innova parzialmente il regime dei permessi per l'assistenza ai soggetti disabili contenuto nella L. 5 febbraio 1992, n. 104, e nel D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. Le novità normative sono state illustrate nella precedente Circ. 6 dicembre 2010, n. 13/2010, nel cui ultimo paragrafo si è fatto rinvio a successive istruzioni per la comunicazione delle informazioni da inserire nella banca dati prevista ai commi 4-6 del menzionato articolo. La norma, infatti, prevede l'istituzione e la gestione di una banca dati informatica per la raccolta e la gestione dei dati relativi alla fruizione dei permessi. La banca dati è finalizzata al monitoraggio e al controllo sul legittimo utilizzo dei permessi accordati ai pubblici
dipendenti che ne fruiscono in quanto persone disabili o per assistere altra persona in situazione di handicap grave. Le informazioni che saranno raccolte nella banca dati saranno utilizzate in forma anonima anche per elaborazioni e pubblicazioni statistiche.
“4. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica:
a) i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi di cui all'articolo 33, commi 2 e 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravità, dal lavoratore o dalla lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o affini;
5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisce e cura, con gli ordinari stanziamenti di bilancio, una banca di dati informatica costituita secondo quanto previsto dall'articolo 22, commi 6 e 7, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, in cui confluiscono le comunicazioni di cui al comma 4 del presente articolo, che sono fornite da ciascuna amministrazione per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal predetto codice di cui al D.Lgs. n. 196 del 2003.
6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica è autorizzata al trattamento dei dati personali e sensibili di cui al comma 4, la cui conservazione non può comunque avere durata superiore a ventiquattro mesi. Ai fini della comunicazione dei dati di cui al comma 4, le amministrazioni pubbliche sono autorizzate al trattamento dei relativi dati personali e sensibili e provvedono alla conservazione dei dati per un periodo non superiore a trenta giorni dalla loro comunicazione, decorsi i quali, salve specifiche esigenze amministrativo-contabili, ne curano la cancellazione. Le operazioni rilevanti consistono nella raccolta, conservazione, elaborazione dei dati in forma elettronica e no, nonché nella comunicazione alle amministrazioni interessate. Sono inoltre consentite la pubblicazione e la divulgazione dei dati e delle elaborazioni esclusivamente in
forma anonima. Le attività di cui ai commi 4 e 5, finalizzate al monitoraggio e alla verifica sulla legittima fruizione dei permessi, sono di rilevante interesse pubblico. Rimangono fermi gli obblighi previsti dal secondo comma dell'articolo 6 della L. 26 maggio 1970, n. 381, dall'ottavo comma dell'articolo 11 della L. 27 maggio 1970, n. 382, e dal quarto comma dell'articolo 8 della L. 30 marzo 1971, n. 118, concernenti l'invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari, contenenti soltanto il nome, il cognome e l'indirizzo, rispettivamente all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili”.
La presente circolare ha l'obiettivo di fornire indicazioni circa i tempi e le modalità delle comunicazioni da parte delle amministrazioni al fine di popolare la banca dati e consentire lo sviluppo delle funzionalità.
Le amministrazioni tenute alla comunicazione prevista dal comma 4 del citato art. 24 sono tutte le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni; si evidenzia che la comunicazione va effettuata anche qualora presso un'amministrazione non ci siano dipendenti che fruiscono delle agevolazioni previste dalla norma in esame, sia per se stessi sia per prestare assistenza.
Alcune amministrazioni, a seguito dell'entrata in vigore della L. n. 183 del 2010, hanno già provveduto ad inviare in formato cartaceo al Dipartimento della funzione pubblica le informazioni in esame; anche queste dovranno procedere all'inserimento dei dati secondo le modalità previste dal comma 5 del citato art. 24 ai fini dell'adempimento normativo.
Le amministrazioni pubbliche devono comunicare al Dipartimento della funzione pubblica i dati relativi ai dipendenti che fruiscono dei permessi per se stessi e/o per l'assistenza a persone disabili previsti dall'art. 33, commi 2 e 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104.
Le amministrazioni devono indicare anche il grado di parentela o di affinità che lega la persona in situazione di handicap grave al dipendente che fruisce dei permessi; se il rapporto di parentela o di affinità è di terzo grado, occorre indicare le motivazioni che legittimano la fruizione dei permessi (nuovo art. 33, comma 3, della L. n. 104 del 1992).
Particolare attenzione va riposta nella comunicazione dei dati riguardanti l'assistenza nei confronti del figlio disabile da parte lavoratore padre e della lavoratrice madre. Il nuovo comma 3 dell'art. 33 prevede, infatti, che "per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente". In particolare, le Amministrazioni devono specificare se la fruizione dei permessi è alternativa con quella dell'altro genitore dipendente o con altro parente o affine, specificando se si tratta di dipendente pubblico, così come illustrato nel paragrafo 4 della Circ. 6 dicembre 2010, n. 13/2010.
La comunicazione dei dati riferiti all'anno precedente dovrà avvenire per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno.
La rilevazione effettuata nell'anno 2011 riguarda i dati relativi all'intero anno 2010 e, quindi, concerne situazioni regolate dalla normativa pregressa e situazioni soggette al nuovo regime entrato in vigore il 24 novembre. I dati debbono essere comunicati entro il 31 marzo p.v.
Le informazioni relative alla fruizione dei permessi devono essere comunicate attraverso il sito web www.magellanopa.it/permessi104.
Si evidenza che la rilevazione potrà essere effettuata anche a livello periferico, rinviando a ciascuna amministrazione centrale la definizione delle unità periferiche di inserimento e il compito di individuare i soggetti responsabili in ambito decentrato. A tal fine, il sistema prevede una funzionalità dedicata all'inserimento delle unità periferiche.
Sul sito web www.magellanopa.it/permessi104 è possibile consultare la seguente documentazione di supporto alla procedura per l'inserimento dei dati:
Per l'avvio della procedura, le amministrazioni interessate dovranno procedere all'accreditamento, secondo le istruzioni presenti sul sito www.magellanopa.it/permessi104. Al fine di semplificare tale procedura ed evitare una nuova registrazione, le amministrazioni potranno utilizzare i codici di accesso, già in loro possesso, necessari per l'inserimento delle informazioni relative ai tassi di assenza e presenza del personale dipendente nella banca dati assenze del Dipartimento della Funzione Pubblica (www.magellanopa.it/assenzepa). Chi non fosse dotato di tali codici di accesso, dovrà procedere con la procedura standard consultabile sul sito.
Come detto nel paragrafo 1, la comunicazione dei dati va effettuata anche nel caso in cui l'amministrazione non abbia dipendenti che usufruiscono di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità. Sul sito è possibile consultare il manuale con le modalità per effettuare la comunicazione negativa.
Si rammenta che ai fini di un corretto utilizzo dei dati in base alla normativa sul trattamento dei dati, il comma 6 dell'art. 24 della legge in esame prevede che le amministrazioni, una volta provveduto a comunicare i dati sulla fruizione dei permessi alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, provvedono alla cancellazione entro trenta giorni dalla comunicazione effettuata, salve specifiche esigenze amministrativo-contabile. Allo stesso modo il Dipartimento della funzione pubblica è autorizzato alla conservazione dei dati di cui al comma 4 del citato articolo, per una durata non superiore ai ventiquattro mesi.
MANOVRA. MARINO: TAGLI INDISCRIMINATI CONTRO PAZIENTI E MEDICI
(DIRE) Roma, 28 giu. - "Nel momento in cui la nostra sanita'
attraversa un periodo di grave crisi, anche di fiducia, mi
stupisco dell'atteggiamento miope del Governo: non trovano nulla
di meglio che tagliare dove avevano gia' abbondantemente ridotto?
La bozza della manovra, cosi' come anticipata, e' ispirata a un
principio ragionieristico che non tiene in alcuna considerazione
la qualita' e l'efficienza delle cure". Lo dice il senatore del
Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul
Servizio Sanitario Nazionale, sulla bozza della manovra
presentata oggi e le misure previste per la sanita'.
"Perche' chiedere ancora sacrifici al Servizio Sanitario
Nazionale- aggiunge Marino- quando in Italia la spesa pro capite
di ciascuna persona per la sanita' e' gia' una delle piu' basse
dei Paesi Ocse? Si tratta di 2.686 dollari contro i 3.588 della
Germania o i 3.601 della Francia, numeri che certamente il
ministro della Salute Fazio conosce bene. E' una strategia
sbagliata, basata su tagli indiscriminati che non tengono conto
delle eccellenze".
20:19 28-06-11
Nutrizione e lavoratori: stress, produttività, sicurezza sul lavoro
Pubblicato da Blog laboratorio polizia democratica a 09:22

References: sentenza 

Cass. 
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 art. 129
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 art. 616
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 art. 606
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 art. 4
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 art. 24
 art. 24
 art. 24
 art. 24
 art. 33