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Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: marzo 2013
PROCEDIMENTO CIVILE – QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE SOLLEVATA IN ALTRO GIUDIZIO - SOSPENSIONE – RIASSUNZIONE – TERMINE – DECORRENZA
Il termine per la riassunzione del giudizio, sospeso in ragione della questione di legittimità costituzionale sollevata nell’ambito di un diverso giudizio, decorre dalla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale sulla Gazzetta Ufficiale e non dalla notificazione operata dalla parte interessata alle controparti.
Testo Completo: Sentenza n. 7580 del 26 marzo 2013
(Prima Sezione Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore R. Bernabai)
PROCEDIMENTI SPECIALI - PATTEGGIAMENTO - AZIONE CIVILE - AZIONE CIVILE - LIQUIDAZIONE DELLE SPESE IN FAVORE DELLA PARTE CIVILE - PRESCRIZIONE DEL REATO - AMMISSIBILITA'
La Seconda sezione della Suprema Corte ha affermato che nell'ipotesi di declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, l'imputato può comunque essere condannato al pagamento delle spese in favore della parte civile, non essendo la prescrizione indice di soccombenza.
Testo Completo: Sentenza n. 3186 dell’11 dicembre 2012, depositata il 22 gennaio 2013(Sezione Seconda Penale, Presidente A. Esposito, Estensore G. Rago)
La Seconda sezione ha affermato che il reato di aggiotaggio “manipolativo” (già previsto e punito dall’art. 2637 c.c., ed ora dall’art. 185 TUF) rientra tra i reati eventualmente permanenti, e si consuma nel tempo e nel luogo in cui si concretizza, quale conseguenza della condotta, la rilevante possibilità del verificarsi della sensibile alterazione del prezzo dello strumento finanziario (trattandosi di un reato di pericolo concreto, non occorre, infatti, che detto evento naturalistico si verifichi effettivamente). Ne consegue che, nel caso in cui il reato sia realizzato attraverso operazioni di borsa, la competenza per territorio appartiene al Tribunale del luogo in cui le operazioni di compravendita degli strumenti finanziari si sono perfezionate e sono state rese note, che coincide con quello in cui ha sede la Borsa Italiana s.p.a., gestore del relativo mercato.
Sentenza n. 12989 udienza del 28 novembre 2011 - depositata il 21 marzo 2013
FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN CRISI
- DECRETO DI INAMMISSIBILITA' DELLA DOMANDA DI DICHIARAZIONE DELLO STATO DI INSOLVENZA - RECLAMO ALLA CORTE D'APPELLO - AMMISSIBILITA' - REQUISITO DIMENSIONALE - ACCERTAMENTO IN ORDINE ALLA SINGOLA IMPRESA PUR INSERITA IN UN "GRUPPO" - NECESSITA'
Intervenendo in tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la Suprema Corte ha sancito la reclamabilità alla corte di appello del decreto con cui sia ritenuta inammissibile, per difetto dei requisiti indicati dall’art. 2, lettere a) e b), del d. lgs. 8 luglio 1999, n. 270, la domanda di dichiarazione dello stato di insolvenza senza la contestuale dichiarazione di fallimento della stessa impresa, riconoscendo la legittimazione a proporlo a quest’ultima, e precisando, altresì, che il requisito dimensionale indicato nell’art. 2, lettera a), del citato decreto va accertato con riferimento alla singola impresa richiedente e non con riguardo al gruppo del quale essa eventualmente faccia parte, escludendosi, inoltre, dal computo dei dipendenti occupati nell’ultimo anno quelli che lavorano nelle aziende cedute in affitto a terzi.
Testo Completo: Sentenza n. 6648 del 15 marzo 2013
(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore A. Ceccherini)
OBBLIGAZIONI – ADEMPIMENTO DEL TERZO – EFFICACIA – OPPOSIZIONE DEL DEBITORE – RIFIUTO DEL CREDITORE – RILEVANZA – CONDIZIONI
L’adempimento del terzo è efficace, qualora né l’opposizione del debitore, né il rifiuto del creditore, siano giustificabili alla luce del principio di correttezza.
Testo Completo: Sentenza n. 2207 del 30 gennaio 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente F. Felicetti, Relatore A. Carrato)
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 190 DEL 2012
– MINACCIA DI UN DANNO INGIUSTO PROVENIENTE DA PUBBLICO UFFICIALE O DA INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO – REATI CONFIGURABILI – RISPETTIVAMENTE CONCUSSIONE ED ESTORSIONE - PROSPETTAZIONE DA PARTE DEL PUBBLICO UFFICIALE DELLA POSSIBILITA' DELL'ADOZIONE DI UN ATTO LEGITTIMO MA DANNOSO PER IL PRIVATO – REATO CONFIGURABILE - INDUZIONE EX ART. 319 QUATER COD. PEN.
La VI sezione della Suprema Corte, a seguito della riforma dei reati contro la pubblica amministrazione da parte della l. n. 190 del 2012, ha ritenuto che il comportamento di minaccia, di qualsivoglia tipo ed entità, di un danno ingiusto per il privato finalizzato a farsi dare o promettere denaro o altra utilità, posto in essere con abuso di poteri e/o di funzioni, integra il delitto di concussione se proveniente da pubblico ufficiale o di estorsione se proveniente da incaricato di pubblico servizio; qualora, invece, il pubblico ufficiale o l'incaricato di p.s., abusando delle funzioni o dei poteri, sempre per farsi dare o promettere il denaro o l'utilità, prospettino al privato, con comportamenti di persuasione e convinzione non integranti minaccia, la possibilità di adottare atti legittimi ma dannosi per il privato medesimo, ricorre il delitto di induzione indebita di cui all'art. 319 quater.
Testo Completo: Sentenza n. 13047 ud. 25 febbraio 2013 – deposito del 21 marzo 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente A. Di Virginio, Relatore P. Di Stefano)
FAMIGLIA - FAMIGLIA DI FATTO – CASA FAMILIARE – AZIONE DI SPOGLIO DEL CONVIVENTE NON PROPRIETARIO CONTRO IL CONVIVENTE PROPRIETARIO – ESPERIBILITÀ
Nella famiglia di fatto, il convivente more uxorio non è un semplice ospite dell’altro convivente, proprietario esclusivo della casa familiare, ma ha la detenzione qualificata dell’immobile e, quindi, può esercitare l’azione di spoglio, anche contro il partner.
Testo Completo: Sentenza n. 7214 del 21 marzo 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente G. A. Bursese, Relatore A. Giusti)
La Seconda sezione ha ritenuto che il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 cod. pen.) sia configurabile anche nel caso in cui al familiare venga improvvisamente riservato nel complesso un trattamento in astratto non disumano, né in assoluto insopportabile, ma sistematicamente ed immotivatamente deteriore rispetto a quello in precedenza ordinariamente riservatogli, ove ciò renda manifesta l'esistenza di un programma criminoso animato da una volontà unitaria di vessare, fisicamente, ed anche psicologicamente, il soggetto passivo.
Ha, inoltre, osservato che l’ "abbandono", elemento costitutivo del delitto di cui all’art. 591 cod. pen., è integrato da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o per l’incolumità del soggetto passivo; risponde, pertanto, del delitto in questione il soggetto che, pur non allontanandosi dal soggetto passivo, ometta di far intervenire persone idonee ad evitare il pericolo stesso.
Ed ha ritenuto che le due fattispecie possono concorrere, perché sono poste a tutela di beni diversi e sono integrate da condotte diverse.
REATO - CIRCOSTANZE - ABUSO DI RELAZIONI DI PRESTAZIONE D'OPERA (ART. 61, COMMA 1, N. 11 C.P.) - CONFIGURABILITA' - FATTISPECIE: APPROPRIAZIONE INDEBITA DI UN BENE NOLEGGIATO
La Seconda sezione penale ha ritenuto che sia configurabile la circostanza aggravante dell'abuso di relazioni di prestazione d'opera (art. 61, comma 1, n. 11 c.p.) in relazione all’appropriazione indebita di un bene noleggiato.
Si è, in proposito, osservato che il contratto di noleggio è disciplinato dalla normativa sulla locazione e, pertanto, ai sensi dell'art. 1590 cod. civ., il conduttore ha l’obbligo di restituire la cosa locata in buono stato di manutenzione e nel medesimo stato al locatore: detto obbligo di facere caratterizza il contratto, non costituendo – come, al contrario, accade nel contratto di leasing – prestazione meramente accessoria ed eventuale.
Sentenza n. 10991 del 6 dicembre 2012 - depositata l'8 marzo 2013
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - TRUFFA - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - TRUFFA IN DANNO DELLO STATO O ALTRO ENTE PUBBLICO - QUALIFICA DI ENTE PUBBLICO - INDICI
La Sezione II della Suprema Corte ha rimesso alla Sezioni Unite la questione relativa alla individuazione degli indici di riconoscimento della natura pubblica dell’ente ai fini della configurabilità dell’aggravante di cui all’art. 640 secondo comma n. 1 cod. pen., per essere il fatto commesso in danno dello Stato o di altro ente pubblico.
Testo Completo: Ordinanza n. 12885 del 15 marzo 2013 - depositata il 20 marzo 2013 (Sezione Seconda Penale, Presidente e Relatore M. Cammino)
PARTE CIVILE – ESERCIZIO DELL’AZIONE CIVILE NEL PROCESSO PENALE – PRESCRIZIONE – DISCIPLINA APPLICABILE
La Corte ha ribadito, consolidando il precedente orientamento peraltro non incontrastato, che l’azione civile esercitata nel processo penale soggiace ai termini ed alle regole dettate per la prescrizione del reato a cui si riferisce, con la conseguenza che ad essa sono applicabili anche gli istituti della sospensione e della interruzione previsti dagli artt. 159 e 160 cod. pen.
Sentenza n. 12587 del 26 febbraio 2013 - depositata il 18 marzo 2013(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Zecca, Relatore P. G. Demarchi Albengo)
MISURE DI SICUREZZA PATRIMONIALI - CONFISCA DEL PROFITTO DEL REATO PRESUPPOSTO – NOZIONE DI PROFITTO – PROFITTO DEL REATO DI CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI RELATIVA A PROCESSO TRIBUTARIO
La Corte ha affermato che il profitto oggetto del sequestro preventivo funzionale alla confisca, nel caso di corruzione in atti giudiziari relativa ad un processo tributario, non si identifica necessariamente con il “risparmio d’imposta” derivante dalla sentenza oggetto di accordo corruttivo, posto che il reato di cui all’art. 319 ter cod. pen. può riferirsi anche ad un atto dell’ufficio, senza dover in ogni caso implicare un danno o un favore ingiusto per una delle parti.
Testo Completo: Sentenza n. 11029 del 14 novembre 2012 - depositata l' 8 marzo 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente T. Garribba, Relatore F. Ippolito)
REATO – ELEMENTO PSICOLOGICO – COLPA – COLPA PROFESSIONALE MEDICA - ART. 3 LEGGE 8 NOVEMBRE 2012, N. 189 – LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITA’ – AMBITO APPLICATIVO
La Sezione IV della Suprema Corte ha ritenuto che, ai fini dell’accertamento della responsabilità del medico, la limitazione della responsabilità in caso di colpa lieve, introdotta dall’art. 3 della legge n. 189 del 2012, opera soltanto per le condotte professionali conformi alle linee guida contenenti regole di perizia, ma non si estende agli errori diagnostici connotati da negligenza o imprudenza.
Sentenza n. 11493, udienza del 24 gennaio 2013, depositata l’11 marzo 2013(Sezione Quarta Penale, Presidente F. Marzano, Relatore P. Piccialli)
1) «Qualora all'estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: (a) le obbligazioni si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, essi fossero o meno illimitatamente responsabili per i debiti sociali; (b) si trasferiscono del pari ai soci, in regime di con titolarità o di comunione indivisa, i diritti ed i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della società estinta, ma non anche le mere pretese, ancorché azionate o azionabili in giudizio, né i diritti di credito ancora incerti o illiquidi la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto un'attività ulteriore (giudiziale o extragiudiziale) il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato».
2) «La cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società medesima, impedisce che essa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio. Se l'estinzione della società cancellata dal registro intervenga in pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ., con possibile eventuale prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci. Ove invece l'evento estintivo non sia stato fatto constare nei modi previsti dagli articoli appena citati o si sia verificato quando il farlo constare in quei modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza pronunciata nei riguardi della società deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci succeduti alla società estinta» (nello stesso senso, la "gemella" n. 6071 del 2013).
Testo Completo: Sentenza 12 marzo 2013, n. 6070 (Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore R. Rordorf)
Le Sezioni Unite, risolvendo una questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che la cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società esclude la legittimazione dei suoi soci ad agire in giudizio per ottenere l'equa riparazione per irragionevole durata di altro processo, di cui la società sia stata parte, in quanto la scelta di farsi cancellare dal registro delle imprese implica la tacita rinuncia della società al credito in questione, essendo incompatibile con la volontà di pervenire al concreto accertamento e liquidazione del medesimo.
Testo Completo: Sentenza 12 marzo 2013, n. 6072
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore R. Rordorf)
PRESCRIZIONE – MODIFICHE APPORTATE DALLA LEGGE N. 251 DEL 2005 - OMICIDIO AGGRAVATO PUNIBILE CON L’ERGASTOLO – IMPRESCRITTIBILITA’ – APPLICABILITA’ ANCHE A REATI COMMESSI DA MINORI – CONFIGURABILITA’
La Sez. I della Suprema Corte ha ritenuto che, a seguito della riforma della prescrizione da parte della l. n. 251 del 2005 (legge cd ex Cirielli) e per i fatti commessi dopo la sua entrata in vigore, sia sempre imprescrittibile l’omicidio aggravato punibile con l’ergastolo, anche se commesso da minore
Testo Completo: Sentenza n. 9391 udienza del 17 gennaio 2013 - depositata il 27 febbraio 2013 (Sezione Prima Penale, Presidente U. Giordano, Relatore G. Santalucia)
TRASCRIZIONE - TRASCRIZIONE DI DOMANDA GIUDIZIALE - FUNZIONE - GIUDIZIO ARBITRALE PER L'ESECUZIONE SPECIFICA DELL'OBBLIGO DI CONCLUDERE UN CONTRATTO DI ACQUISTO DELLA NUDA PROPRIETA' - NOTA DI TRASCRIZIONE - CONTENUTO
In tema di pubblicità immobiliare, la trascrizione della domanda giudiziale ha la funzione di prenotare, nei confronti dei terzi, gli effetti della pronuncia che sarà successivamente emessa, realizzando una tutela anticipata del diritto che colui che trascrive andrà ad acquistare. Ne consegue che, in caso di trascrizione di domanda di giudizio arbitrale finalizzata all’esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto di acquisto della nuda proprietà di un immobile, chi trascrive non è tenuto, ai fini dell’opponibilità ai terzi, a dare conto, nella relativa nota, anche dell’esistenza e della durata dell’usufrutto residuo gravante sull’immobile stesso, trattandosi di diritto di cui è titolare un soggetto diverso da quello che trascrive la domanda giudiziale.
Testo Completo: Sentenza 5 marzo 2013, n. 5397
(Terza Sezione Civile, Presidente G.M. Berruti, Relatore F.M. Cirillo)
SICUREZZA PUBBLICA - INTRATTENIMENTI E SPETTACOLI IN LUOGHI APERTI AL PUBBLICO – SERVIZI DI CONTROLLO ANCHE A TUTELA DELL’INCOLUMITA’ DEI PRESENTI – ASSENZA DI PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE DEL PREFETTO – REATO DI CUI ALL’ART. 134 DEL T.U.L.P.S. – ESCLUSIONE
La Corte di cassazione ha affermato che, dopo l’entrata in vigore dell’art. 3 della legge 24 luglio 2009, n. 94, non integra la contravvenzione prevista dagli artt. 134 e 140 del T.U. delle leggi di P.S. l’impiego di personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi anche a tutela dell’incolumità dei presenti (cd. ‘buttafuori’) senza la preventiva autorizzazione del Prefetto.
Testo Completo: Sentenza n. 4159 del 18 ottobre 2012 - depositata il 28 gennaio 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente Milo, Relatore Rotundo)
MISURE DI PREVENZIONE ED ANTIMAFIA - CONFISCA – APPLICABILITA’ A SOGGETTO NON PIU’ PERICOLOSO – LEGITTIMITA’ – ACCERTAMENTO DELLA PERICOLOSITA’ AL MOMENTO DELL’ACQUISTO – NECESSITA’
La Sez. VI della Suprema Corte, applicando in materia di misure di prevenzione antimafia la legge n. 94 del 2009 che ha reso reciprocamente autonome le misure personali e quelle patrimoniali, ha specificato che, per irrogare la confisca, si può prescindere dall’attualità della pericolosità del titolare del bene di provenienza illecita, ma è indispensabile sempre accertare la pericolosità del predetto al momento dell’acquisto.
Testo Completo: Sentenza n. 10153 udienza del 18 dicembre 2012 - depositata il 4 marzo 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. De Amicis)
GIURISDIZIONE – IMMUNITÀ DALLA GIURISDIZIONE CIVILE DELLO STATO STRANIERO – CRIMINI DI GUERRA.
Non sussiste la giurisdizione italiana in relazione alla domanda risarcitoria promossa nei confronti dello Stato straniero con riguardo ad attività iure imperii, anche se lesive dei valori fondamentali della persona o integranti crimini contro l'umanità.
Sentenza n. 4284 del 21 febbraio 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Estensore A. Spirito)
MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA - ELEMENTO OGGETTIVO - FATTI OMISSIVI IN DANNO DI PERSONA DISABILE - RILEVANZA
Il reato di maltrattamenti in danno di una persona disabile è integrato non solo da fatti commissivi direttamente opprimenti la sua personalità, ma anche da condotte omissive di deliberata indifferenza e trascuratezza verso i suoi elementari bisogni affettivi ed esistenziali. (Fattispecie relativa a comportamenti posti in essere dalla “badante” di una persona totalmente inabile e portatrice di “sindrome di down”, con la stessa convivente ed affidata alla sua cura e vigilanza).
Testo Completo: Sentenza n. 9724 del 17 gennaio 2013 - depositata il 28 febbraio 2013
MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - CONDANNA CONTUMACIALE - ESECUZIONE DELLA PENA IN ITALIA - RICORSO PER CASSAZIONE - IMPOSSIBILITA' DI PROPORRE IMPUGNAZIONE NELLO STATO RICHIEDENTE - INAMMISSIBILITA'
In tema di mandato di arresto europeo, è inammissibile il ricorso per cassazione avverso la decisione con cui la Corte d’appello ha rifiutato la consegna a norma dell’art. 18, lett. r), della L. n. 69/2005, stabilendo l’esecuzione in Italia della pena inflitta dall’autorità giudiziaria estera con sentenza contumaciale, qualora l’interessato si dolga del fatto che tale decisione lo ha privato della possibilità di proporre impugnazione per ottenere la rimessione in termini dinanzi all’autorità giudiziaria dello Stato di emissione. (Fattispecie relativa ad un ordinamento – la Romania – in cui è assicurata la facoltà di proporre un’istanza per ottenere un nuovo giudizio, la cui eventuale celebrazione farebbe perdere ipso iure il carattere di esecutività alla condanna inflitta, imponendo la consegna all’autorità richiedente in applicazione dell’art. 19, comma 1, lett. c), della L. n. 69/2005).
Testo Completo: Sentenza n. 9151 del 21 febbraio 2013 - depositata il 26 febbraio 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto - Relatore G. Conti)
Le Sezioni Unite, risolvendo una questione di massima di particolare importanza, hanno confermato il proprio orientamento, secondo cui è onere dell’appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, al fine di dimostrare l’ingiustizia o l’invalidità della sentenza impugnata, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame o comunque attivarsi, anche avvalendosi della facoltà di cui all’art. 76 disp. att. cod. proc. civ. di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, perché questi documenti possano essere sottoposti all’esame del giudice di appello.
Testo Completo: Sentenza n. 3033 dell'8 febbraio 2013(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore L. Piccialli)
Le Sezioni Unite hanno affermato, risolvendo una questione di particolare importanza, che nella successione legittima spettano al coniuge del de cuius i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, previsti dall’art. 540, secondo comma, cod. civ.; il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall’asse ereditario, onde procedere poi alla divisione di quest’ultimo tra tutti i coeredi alla stregua delle norme sulla successione legittima e non tenendosi conto dell’attribuzione dei suddetti diritti, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato.
Testo Completo: Sentenza n. 4847 del 27 febbraio 2013(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore V. Mazzacane)
IRRAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO – DIRITTO ALL’EQUA RIPARAZIONE – SPETTANZA ALLA PARTE RIMASTA CONTUMACE NEL GIUDIZIO PRESUPPOSTO – ESCLUSIONE
Non ha diritto all’equa riparazione del danno da irragionevole durata del processo, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 89 del 2001, la parte rimasta contumace nel giudizio presupposto.
Sentenza n. 4474 del 21 febbraio 2013(Sezione Seconda Civile, Presidente L.A. Rovelli, Estensore A. Carrato)
AMMISSIONE AL PASSIVO – DATA CERTA – ECCEZIONE IN SENSO LATO – CONFIGURABILITÀ - CONSEGUENZE
Sentenza n. 4213 del 20 febbraio 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Estensore C. Piccininni)
AMMISSIONE AL PASSIVO - CESSIONE DI CREDITO GARANTITO DA IPOTECA - TRASFERIMENTO DI IPOTECA - OPPONIBILITÀ AL FALLIMENTO - ANNOTAZIONE, ANTERIORE O SUCCESSIVA ALL’APERTURA DELLA PROCEDURA, A MARGINE DELLA RELATIVA ISCRIZIONE - CONDIZIONE DELL’AZIONE.
Il trasferimento di ipoteca è opponibile al fallimento solo laddove esso venga annotato a margine dell’iscrizione ipotecaria, prima o dopo la relativa dichiarazione; il cessionario del credito, cui la garanzia accede, può quindi ottenerne l’ammissione privilegiata al passivo allorché l’annotazione intervenga durante la fase di insinuazione od in quella successiva di opposizione, costituendo essa una condizione dell’azione.
Sentenza n. 3402 del 12 febbraio 2013
(Sezione Prima Civile, Presidente G. Salmé, Relatore V. Ragonesi)
PROVE - CONSULENTE TECNICO - COMPENSI - COMPETENZA DEL P.M.
Con tre identiche decisioni emesse nella stessa udienza, la Prima sezione penale della Corte, ritenuto sussistente il conflitto negativo di competenza tra procura e tribunale, ha affermato che sulla liquidazione dei compensi al consulente tecnico nominato dal P.M. debba provvedere quest’ultimo, considerato che l’art. 168 d.P.R. n. 115 del 2002 - secondo il quale la competenza a provvedere sulla liquidazione delle spettanze agli ausiliari del magistrato spetta al magistrato che procede - non ha implicitamente abrogato il combinato disposto tra l’art. 73 disp. att. cod. proc. pen. e l’art. 232 cod. proc. pen., da cui si desume che la liquidazione compete a chi ha disposto l’accertamento tecnico, e che in materia non possono applicarsi analogicamente le norme sulla liquidazione ai custodi.
Sentenza n. 46673 del 10 ottobre 2012 - depositata il 3 dicembre 2012(Sezione Prima Penale, Presidente P. Bardovagni, Relatore M. Boni)
IGIENE E SANITA' PUBBLICA - PROFESSIONI ED ARTI SANITARIE - SERVIZIO FARMACEUTICO - ESERCIZIO DELLA FARMACIA
- INTESA TRA FARMACISTI VOLTA A VIETARE L'APERTURA AL DI FUORI DEI TURNI MINIMI - VIOLAZIONE DELL'INTESA DA PARTE DEL TITOLARE DI FARMACIA - ILLECITO DISCIPLINARE - ESCLUSIONE
Non è sanzionabile disciplinarmente il farmacista che contravvenga all'accordo raggiunto con gli altri appartenenti all’ordine professionale, volto a vietare l'apertura al di fuori dei turni minimi, trattandosi di contratto atipico non meritevole di tutela, in quanto volto a vanificare le finalità di incremento della concorrenza nel settore farmaceutico recepite nelle previsioni regionali ed imposte dall'ordinamento nazionale e comunitario.
Testo Completo: Sentenza n. 3080 dell’8 febbraio 2013(Sezione Terza Civile, Presidente A. Amatucci, Relatore F. De Stefano)
REATI CONTRO LA FAMIGLIA - MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA – REATO DI ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DEL CONIUGE SEPARATO – ASSORBIMENTO IN QUELLO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA – ANCHE IN CASO DI CESSAZIONE DELLA CONVIVENZA
La Corte di cassazione ha affermato che il delitto di maltrattamenti in famiglia in danno del coniuge assorbe il reato di atti persecutori anche in caso di separazione e di conseguente cessazione della convivenza, rimanendo integri i doveri di rispetto reciproco, di assistenza morale e materiale e di solidarietà che nascono dal rapporto coniugale.
Testo Completo: Sentenza n. 7369 del 13 novembre 2012, pubblicata il 14 febbraio 2013
(Sesta Sezione Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore E. Di Salvo)
NOTAI – OFFERTA DELLA PRESTAZIONE AD ONORARIO RIDOTTO – ILLECITO DISCIPLINARE – SUSSISTENZA – ESCLUSIONE.
Considerata l’abrogazione delle tariffe obbligatorie disposta per tutte le professioni intellettuali dalla legge n. 248 del 2006 e l’apertura alla concorrenza introdotta per la professione notarile dalla legge n. 27 del 2012, il notaio che offre la prestazione ad onorari inferiori a quelli di tariffa non pone in essere, per ciò solo, un illecito disciplinare.
Sentenza n. 3715 dell'14 febbraio 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Giusti)
ESECUZIONE FORZATA - OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE - PROCESSI ESECUTIVI RIUNITI ED INTERVENTI NEL PROCEDIMENTO - CADUCAZIONE DEL TITOLO ESECUTIVO DEL CREDITORE PROCEDENTE - EFFETTI -
QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA - RIMESSIONE ALLE SS.UU.
La Terza Sezione civile ha rimesso al Primo Presidente la questione, reputata di massima di particolare importanza, relativa alla sorte del processo esecutivo, in presenza di pignoramenti riuniti e di interventi titolati, allorché venga caducato – con efficacia ex tunc – il titolo del creditore procedente, evocando l’ordinanza la possibilità di affermare, alla luce delle riforme processuali del 2006 e del principio di economia processuale, l’insensibilità del processo esecutivo individuale, cui partecipino più creditori concorrenti, alle vicende relative al titolo invocato dal creditore procedente, purché il titolo esecutivo azionato da almeno un altro creditore abbia mantenuto integra la propria efficacia.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 2240 del 30 gennaio 2013(Sezione Terza Civile, Presidente G. M. Berruti, Relatore F. De Stefano)
MISURE DI SICUREZZA PATRIMONIALI – CONFISCA PER EQUIVALENTE – REVOCA E RESTITUZIONE DEI BENI IN SEDE ESECUTIVA – AMMISSIBILITÀ – ESCLUSIONE – RILEVANZA DEL SUCCESSIVO FALLIMENTO - ESCLUSIONE
La Corte di Cassazione, nel ribadire il principio secondo cui la confisca per equivalente disposta con sentenza divenuta definitiva non può essere revocata in sede esecutiva, ha ritenuto che il sopravvenuto fallimento non costituisce “caso eccezionale” o “fatto nuovo” rivalutabile dal giudice dell’esecuzione ed idoneo alla rimozione del provvedimento ablativo in presenza del giudicato formatosi sullo stesso (Nella specie, i giudici di legittimità hanno ritenuto la nullità del provvedimento del giudice dell’esecuzione che, nel procedimento di stima del compendio oggetto della misura ablativa, aveva disposto la restituzione parziale dei beni).
Testo Completo: Sentenza n. 4702 del 22 ottobre 2012 - depositata il 30 gennaio 2013(Sezione Prima Penali, Presidente S. Chieffi, Relatore L. La Posta)
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – CONCUSSIONE – MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 190 DEL 2012 – ELEMENTO OGGETTIVO - COSTRIZIONE – SIGNIFICATO – DIFFERENZA CON IL CONCETTO DI “INDUZIONE” DI CUI AL REATO PREVISTO DALL’ART. 319 QUATER
Nel delitto di concussione di cui all’art. 317 cod. pen., così come modificato dalla legge n. 190 del 2012, la costrizione consiste in quel comportamento del pubblico ufficiale idoneo ad ingenerare nel privato una situazione di “metus”, derivante dall’esercizio del potere pubblico, che sia tale da limitare la libera determinazione di quest’ultimo, ponendolo in una situazione di minorata difesa rispetto alle richieste più o meno larvate di denaro o altra utilità e si distingue dall’induzione, elemento oggettivo della nuova fattispecie di cui all’art. 319-quater cod. pen., che invece può manifestarsi in un contegno implicito o blando tenuto dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio, in grado comunque di determinare uno stato di soggezione, ovvero in un’attività di determinazione più subdolamente persuasiva.
Testo Completo: Sentenza n. 3093 ud. 18 dicembre 2012 – depositata il 21 gennaio 2013 (Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore A. Petruzzellis)
IMPUGNAZIONI – SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO – IMPUGNAZIONE DELLA PARTE CIVILE - REQUISITI
Le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che l’impugnazione della parte civile, nei confronti di una sentenza di proscioglimento che non abbia accolto le sue conclusioni, è ammissibile anche se non contiene l’espressa indicazione che l’atto è proposto ai soli effetti civili.
Testo Completo: Sentenza n. 6509 del 20 dicembre 2012 - depositata l'8 febbraio 2013(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore P. Davigo)
PUBBLICO MINISTERO – IMPUGNAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE DELL’ESECUZIONE – PROCURA GENERALE PRESSO LA CORTE DI APPELLO – POSSIBILITA’ DI IMPUGNARE DECISIONI EMESSE ANCHE DAL TRIBUNALE – ESCLUSIONE
La Corte di cassazione ha ritenuto che il Procuratore generale della Corte di appello non ha titolo per impugnare i provvedimenti emessi dal Tribunale, in veste di giudice dell’esecuzione, in quanto unico legittimato all’impugnazione è il P.M. che ha avuto il ruolo di parte nel procedimento esecutivo.
Testo Completo: Sentenza n. 6324 ud. 11 gennaio 2013 – depositata l' 8 febbraio 2013 (Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore L. La Posta)
ORDINAMENTO PENITENZIARIO - VIOLAZIONE DIRITTI FONDAMENTALI DEI DETENUTI - TUTELA RISARCITORIA - COMPETENZA – MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA – ESCLUSIONE.
La prima sezione della Corte di cassazione, dopo aver ribadito che la magistratura di sorveglianza non ha competenza esclusiva sui diritti dei detenuti, ma solo attribuzioni specifiche legate all’esecuzione penale, ha affermato che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla violazione di diritti fondamentali dei detenuti, nella specie consistiti nell’essere sottoposti a trattamenti degradanti perché ristretti in spazi angusti e inferiori ai limiti esigibili (art. 3 CEDU), rientra nell’ambito della giurisdizione civile e ha escluso che tale assetto di competenze sia in contrasto con i principi CEDU e, in particolare, con quelli espressi nella sentenza 8 gennaio 2013 Torreggiani e altri c/ Italia.
Sentenza n. 4772 udienza del 15 gennaio 2013 - depositata il 30 gennaio 2013
(Sezione Prima Penale, Presidente U. Giordano, Relatore U. Zampetti)
PROCEDIMENTO D'INGIUNZIONE - OPPOSIZIONE - FORMA - CONTROVERSIE IN MATERIA DI LOCAZIONE - OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO - PROPOSIZIONE CON CITAZIONE IN LUOGO DI RICORSO - EFFETTI.
In ipotesi di opposizione a decreto ingiuntivo in materia di locazione proposta erroneamente con citazione, e non con ricorso, ferma la sua ammissibilità se iscritta a ruolo e depositata entro il termine di cui all'art. 641 cod. proc. civ., non è necessario che l’opponente richieda l’emanazione del decreto di fissazione dell’udienza di discussione da notificare all’opposto, dovendo il giudice d’ufficio disporre il passaggio dal rito ordinario al rito speciale, con ordinanza da notificare alla parte contumace.
Sentenza n. 797 del 15 gennaio 2013
(Sezione Terza Civile, Presidente. F. Trifone, Relatore R. Frasca)
REATO – ELEMENTO PSICOLOGICO – COLPA – COLPA PROFESSIONALE MEDICA
ART. 3 LEGGE 8 NOVEMBRE 2012, N. 189 - CONSEGUENZE - "ABOLITO CRIMINIS" PARZIALE
La IV sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto che l’art. 3 della legge 8 novembre 2012, n. 189 (a norma del quale "L’esercente le professioni sanitarie che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’art. 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo") abbia determinato la parziale abrogazione delle fattispecie colpose commesse dagli esercenti le professioni sanitarie.
Si è, infatti, ritenuto che la predetta modifica normativa esclude la rilevanza penale delle condotte connotate da colpa lieve, che si collochino all’interno dell’area segnata da linee guida o da virtuose pratiche mediche, purché esse siano accreditate dalla comunità scientifica. In applicazione del principio, è stata annullata con rinvio la condanna per omicidio colposo nei confronti di un medico chirurgo che, nell’esecuzione di un intervento di ernia discale recidivante, aveva leso vasi sanguigni con conseguente emorragia letale: ai fini dell’eventuale applicazione della norma sopravvenuta favorevole, ex art. 2, comma 2, c.p., è stato, infatti, chiesto al giudice di merito di riesaminare il caso per determinare (a) se esistano linee guida o pratiche mediche accreditate afferenti all’esecuzione dell’atto chirurgico in questione;
(b) se l’intervento eseguito si sia mosso entro i confini segnati da tali direttive e, nel caso affermativo, se nell’esecuzione dell’atto chirurgico vi sia stata colpa lieve o grave.
Si tratta, è bene evidenziarlo, di una mera notizia di decisione, cui seguirà il deposito delle motivazioni.
Testo Completo: Notizia di decisione n. 2 del 29 gennaio 2013
Udienza pubblica del 29 gennaio 2013
(Quarta sezione penale, Presidente C. Brusco, Relatore R. Blaiotta)
DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO ALL'INTEGRITA' FISICA - ESPIANTO DI RENE - COPERTURA ASSICURATIVA - OBBLIGO PER LA STRUTTURA SANITARIA
- SUSSISTENZA ANCHE IN EPOCA ANTERIORE ALL'ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE N. 458 DEL 1967
La sentenza ha affermato, fra l’altro, che l’obbligo di stipulare una garanzia assicurativa rientra tra gli elementi essenziali del contratto di espianto di rene, le cui peculiarità risiedono nella gratuità e nella necessità di un’assoluta protezione del donatore, e che tale obbligo è attuale indipendentemente dall’entrata in vigore del regolamento di attuazione della legge n. 458 del 1967.
Testo Completo: Sentenza n. 1874 del 28 gennaio 2013(Terza Sezione Civile, Presidente F. Trifone, Relatore F. Uccella)
COMUNITA' EUROPEA - RINVIO PREGIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE DELL'ART. 2 DEL REGOLAMENTO COMUNITARIO N. 2081 DEL 1992
La Prima sezione civile ha ordinato la sospensione del processo chiedendo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di pronunciarsi in via pregiudiziale sulle seguenti questioni: a) se l’articolo 2 del Regolamento n. 2081 del 1992 debba essere interpretato nel senso di escludere che un’associazione di produttori possa vantare il diritto di utilizzare in esclusiva, all’interno dell’area comunitaria, una denominazione di origine geografica impiegata nel territorio di uno Stato membro per designare un certo tipo di salume, senza aver previamente ottenuto da tale Stato membro un provvedimento giuridicamente vincolante nel quale risultino stabiliti i confini della zona geografica di produzione, il disciplinare della produzione, ed eventuali requisiti che i produttori debbano possedere per beneficiare del diritto di utilizzare la denominazione stessa; b) quale sia, con riferimento alle disposizioni del Regolamento Comunitario n. 2081 del 1992, il regime da applicare nel mercato comunitario ed altresì in quello di uno Stato membro, ad una denominazione geografica priva della registrazione di cui si tratta.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 1236 del 18 gennaio 2013
(Prima Sezione Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore G.M. Berruti)
FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO PREVENTIVO CON CESSIONE DEI BENI O AD ESSO ASSIMILABILE - NOMINA DEL LIQUIDATORE - MEDESIMO SOGGETTO GIA' INCARICATO COME COMMISSARIO GIUDIZIALE - CONFLITTO DI INTERESSI - CONFIGURABILITA' - RAGIONI
In tema di concordato preventivo con cessione dei beni, o ad esso assimilabile, la nomina a liquidatore della persona già in carica come commissario giudiziale collide con il requisito – di cui al combinato disposto degli art. 182, secondo comma, e 28, secondo comma, l. fall., nei rispettivi testi applicabili “ratione temporis”, risultanti dalle modifiche ad essi apportate dal d.lgs. 12 settembre 2009, n. 167 – che il liquidatore sia immune da conflitto di interessi, anche potenziale, ipotesi, invece, configurabile laddove nella sua persona si cumulino la funzione gestoria con quella di sorveglianza dell’adempimento del concordato, di cui all’art. 185, primo comma, della legge fallimentare.
Testo Completo: Sentenza n. 1237 del 18 gennaio 2013
(Prima Sezione Civile, Presidente D. Plenteda, Relatore S. Di Palma)
PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - INDENNITA' DI MATERNITA' - ADOZIONE DI MINORI D'ETA' - ESTENSIONE DEL GODIMENTO AL PADRE
PRINCIPIO DI ALTERNATIVITA' E FUNGIBILITA' TRA I GENITORI ADOTTIVI - QUALITA' DI LIBERO PROFESSIONISTA DI UNO SOLO DEI GENITORI - IRRILEVANZA
In materia di indennità di maternità dovuta alle libere professioniste, l’interesse all’inserimento della prole adottiva è adeguatamente tutelato mediante l'attribuzione del beneficio ad uno soltanto dei genitori, sicché, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 385 del 2005, che ne ha esteso il godimento al padre, vige un principio di alternatività e fungibilità tra i genitori adottivi, nel senso che la percezione dell'indennità da parte dell'uno esclude il diritto dell'altro, ancorché uno dei genitori sia libero professionista e l’altro lavoratore dipendente.
Testo Completo: Sentenza n. 809 del 15 gennaio 2013(Sezione Lavoro, Presidente A. Lamorgese, Relatore E. D’Antonio)
La sesta sezione penale, in una delle prime pronunce successive all’entrata in vigore della legge n. 190 del 2012,
- ha, in premessa, affermato la continuità fra l’ incriminazione prevista nel precedente testo dell’art. 317 cod. pen e quelle oggi vigenti contenute nel medesimo art. 317 e nella nuova fattispecie di cui all’art. 319 quater, comma 1, cod. pen, aggiungendo che quest’ultima, quale norma più favorevole, può essere anche applicata alle condotte precedentemente commesse;
- ha, poi, delineato il significato del concetto di costrizione, che rappresenta l’elemento materiale del delitto di concussione nel nuovo testo dell’art. 317 cod. pen, individuandolo in qualunque violenza morale attuata con abuso di qualità o di poteri che si risolva in una minaccia, esplicita o implicita, di un male ingiusto recante una lesione patrimoniale o non patrimoniale, costituita da danno emergente o lucro cessante. Rientra, invece, nel concetto di “induzione”, che caratterizza l’elemento oggettivo del delitto di cui all’art. 319 quater cod. pen. la condotta del pubblico ufficiale che prospetti conseguenze sfavorevoli, derivanti dall’applicazione della legge, per ottenere il pagamento o la promessa indebita di denaro o altra utilità.
Testo Completo: Sentenza n. 3251 del 5 dicembre 2012 – depositata il 22 gennaio 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore B. Paternò Raddusa)
ACCESSIONE INVERTITA - MODO DI ACQUISTO DELLA PROPRIETÀ DEL BENE DA PARTE DELLA P.A. – LEGITTIMITÀ – ESCLUSIONE.
Alla luce della costante giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, nonché dell’art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la realizzazione di un’opera pubblica su di un fondo oggetto di legittima occupazione in via di urgenza, non seguita dal perfezionamento della procedura espropriativa, costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell’acquisto, ed è, come tale, inidonea, da sé sola, a determinare il trasferimento della proprietà in favore della P.A.
Sentenza n. 705 dell'14 gennaio 2013(Sezione Seconda Civile, Presidente F. Felicetti, Relatore A. Giusti)
PIGNORAMENTO DI BENE IMMOBILE – DETENZIONE IN BASE A TITOLO NON OPPONIBILE ALLA PROCEDURA – AZIONE PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI DA RITARDATA CONSEGNA – TITOLARITÀ IN CAPO AL CUSTODE GIUDIZIARIO.
Nell’ipotesi di detenzione di un immobile pignorato in forza di titolo non opponibile alla procedura esecutiva, è configurabile, in favore del custode giudiziario autorizzato ad agire in giudizio, un danno risarcibile, che deriva dall’impossibilità di proficua utilizzazione del bene e dalla difficoltà che lo stesso sia venduto quanto prima al suo valore di mercato.
Sentenza n. 924 dell'16 gennaio 2013(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore G. Carluccio)
ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA - AUMENTO DI SESTO - INADEMPIMENTO DELL'AGGIUDICATARIO DEFINITIVO - CONSEGUENZE - CONSOLIDAMENTO DELL'AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA - ESCLUSIONE
In materia di espropriazione immobiliare, se all’aggiudicazione provvisoria segue un offerta in aumento di sesto con conseguente assegnazione definitiva ad altro soggetto, l’inadempimento di quest’ultimo determina, ex art. 587 c.p.c., la decadenza dell’aggiudicazione e la disposizione di un nuovo incanto, senza che possa rivivere la precedente aggiudicazione provvisoria.
Testo Completo: Sentenza 15 gennaio 2013 n. 790
(Terza Sezione Civile, Presidente F. Trifone, Relatore A. Ambrosio)
GIURISDIZIONE - RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – DECRETO PRESIDENZIALE CONFORME AL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO – NATURA – CONSEGUENZE
Il decreto del Presidente della Repubblica che decide sul ricorso straordinario in conformità al parere del Consiglio di Stato è un atto giurisdizionale in senso sostanziale, come tale impugnabile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione
Testo Completo: Sentenza n. 23464 del 19 dicembre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore G. Amoroso)
SPESE GIUDIZIALI CIVILI - SPESE DI GIUDIZIO - LIQUIDAZIONE - ATTIVITA' PROCESSUALE SVOLTA E CONCLUSA NELLA VIGENZA DEL D.M. N. 127 DEL 2004 - APPLICAZIONE ODIERNA DELLA TABELLA ALLORA VIGENTE - CRITERI
Quando il giudice debba procedere alla liquidazione delle spese “ora per allora” – in riferimento ad un’attività processuale conclusa nella vigenza del d.m. n. 127 del 2004 e prima dell’entrata in vigore del d.m. n. 140 del 2012 – la liquidazione va compiuta alla luce delle vecchie tariffe, senza che sia possibile applicare i nuovi parametri (principio enunciato in un caso di cassazione con decisione nel merito).
Testo Completo: Sentenza n. 23318 del 18 dicembre 2012
(Sezione Terza Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore G.L. Barreca)
ESECUZIONE FORZATA - ESPROPRIAZIONE MOBILIARE PRESSO IL DEBITORE - UFFICIALE GIUDIZIARIO - POTERE DI VALUTAZIONE DEI TITOLI DI APPARTENENZA DEI BENI RINVENUTI NELL'ABITAZIONE DEL DEBITORE - SUSSISTENZA - ESCLUSIONE
In tema di espropriazione mobiliare presso il debitore, l’art. 513 cod. proc. civ. pone una presunzione di appartenenza al debitore dei beni che si trovano nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Pertanto, poiché l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare è meramente esecutiva, deve ritenersi preclusa al medesimo qualsiasi valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento, rimanendo a disposizione degli eventuali terzi proprietari lo strumento processuale dell’opposizione di terzo all’esecuzione.
Testo Completo: Sentenza n. 23625 del 20 dicembre 2012
(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore F. M. Cirillo)
PROCESSO CIVILE - RICUSAZIONE DEL GIUDICE - SOSPENSIONE DEL PROCESSO - AUTOMATISMO - ESCLUSIONE - DECISIONE SULL'ISTANZA DI RICUSAZIONE - POSSIBILITA' DI DECISIONE DELLA CAUSA DOPO LA SCADENZA DEI TERMINI DI CUI ALL'ART. 190 C.P.C. - SUSSISTENZA
La presentazione dell’istanza di ricusazione non sospende mai, di per sé sola, il procedimento nel quale è avanzata. Ne consegue che, ove la decisione sulla medesima sia intervenuta in un momento anteriore alla scadenza dei termini già fissati dal giudice ricusato ai sensi dell’art. 190 c.p.c., questi ben può decidere la causa senza alcun bisogno di una formale riassunzione.
Testo Completo: Sentenza n. 22917 del 13 dicembre 2012
(Sezione Terza Civile, Presidente G. Salmè, Relatore F. De Stefano)
REATI CONTRO LA PERSONA – INTERFERENZE ILLECITE NELLA VITA PRIVATA – REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONI DEL CONVIVENTE – REATO - SUSSISTENZA
Il reato di interferenze illecite nella vita privata è configurabile anche nel caso di indebita registrazione nell’ambiente domestico di conversazioni che il convivente intrattenga con un terzo.
Testo Completo: Sentenza n. 8762 del 16 ottobre 2012, depositata il 22 febbraio 2013(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Zecca, Relatore M. Fumo)

References: sentenza 
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 ART. 319
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 ART. 3

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ART. 3
 art. 2
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 art. 182
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 Sentenza 
 art. 317
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 art. 587
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