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Timestamp: 2017-03-26 10:00:56+00:00

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Lezioni corso integrato di metodologia della ricerca Infermieristica 1 e 2 Corso di Laurea Specialistica in Scienze Inferm.Ostet. e Ped. Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Tor Vergata Roma 17 e 18 maggio 2005. Anna Maria SEGATORI Direttore Area Risorse Umane Copyright Complaint
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Lezioni corso integrato di metodologia della ricerca Infermieristica 1 e 2 Corso di Laurea Specialistica in Scienze Inferm.Ostet. e Ped. Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Tor Vergata Roma 17 e 18 maggio 2005 Anna Maria SEGATORI Direttore Area Risorse Umane Azienda Unità Sanitaria Locale Roma H – Albano Laziale (Rm) Diritto amministrativo Contenuti La funzione e le fonti del diritto amministrativo I principi dell’azione amministrativa e come essa si esprime (atto e procedimento amm.vo ) Compressione potere p.a. (partecipazione, autocertificazione - diritto di accesso) Gli atti dell’azione amministrativa nell’azienda sanitaria (atto az. delibere – certificazione) Il rapporto di pubblico impiego (privatizzazione, diritto e doveri, principali fasi del rapporto) Lo Stato Comunità di individui stabilmente insediata in un territorio e retta da autonome regole costituenti un ordinamento giuridico REALIZZAZIONE DEI FINI DELLO STATO FUNZIONE POLITICA FUNZIONE LEGISLATIVA FUNZIONE AMMINISTRATIVA FUNZIONE GIURISDIZIONALE POTERE POLITICO CORPO ELETTORALE PARLAMENTO GOVERNO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA REGIONI CORTE COSTITUZIONALE POTERE LEGISLATIVO PARLAMENTO CONSIGLI REGIONALI CONSIGLI PROVINCIALI DI TRENTO E BOLZANO FONTI DEL DIRITTO COSTITUZIONALI (principi cost. Costituzione. leggi costituzionali e di revisione costituzionale) DI RANGO PRIMARIO (leggi, referendum abrogativo, D.L., statuti regioni ordinarie, leggi regionali, decreti legislativi) DI RANGO SECONDARIO (reg.governativi, ministeriali, statuti e regolamenti enti locali, ordinanze) Consuetudine POTERE GIURISDIZIONALE GIURISDIZIONE CIVILE GIURISDIZIONE PENALE GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA GIURISDIZIONI SPECIALI POTERE ESECUTIVO STATO-AMMINISTRAZIONE ENTI PUBBLICI AUTARCHICI La funzione amministrativa Lo Stato si autolegittima e sopravvive per il perseguimento di fini comuni a tutta la collettività (fini di interesse generale) DIRITTO AMMINISTRATIVO NUCLEO OMOGENEO DI NORME DI DIRITTO PUBBLICO CHE DISCIPLINA L’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA SVOLTA DAGLI ENTI PUBBLICI E DAL GOVERNO, POSTA A TUTELA DELLA COLLETTIVITA’ CHE COS’E’ L’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA? L’ATTIVITA’ MEDIANTE LA QUALE GLI ORGANI STATALI PROVVEDONO ALLA CURA CONCRETA DEGLI INTERESSI PUBBLICI AD ESSI AFFIDATI (Sandulli) PRINCIPI COSTITUZIONALI azione amministrativa LEGALITA’ (ARTT. 13 – 23 – 97 COST.) IMPARZIALITA’ (ART. 3 E 97 COST.) BUONA AMMINISTRAZIONE (ART. 97) RAGIONEVOLEZZA (L. 241/90) TRASPARENZA (L.241/90) Come si esprime la P.A. Atto amministrativo (promana da una autorità amm.va – aspetto formale della provenienza dell’atto - nell’esercizio della sua funzione – aspetto sostanziale-contenutistico) Meri atti amm.vi = atti strumentali del procedimento (es. proposte, pareri, istanze, ecc.) hanno rilevanza interna al procedimento stesso Provvedimento = atto finale del procedimento che esprime la volizione della p.a., ha efficacia esterna, influisce sulle situazioni soggettive dei privati. Teoria procedimentale Atti solo scritti? Atti amministrativi = Ordine di arrestarsi impartito dal vigile urbano Semaforo Caratteri dell’atto/ provvedimento (1) Autoritarietà (capacità dell’atto – es. certificazione – di avere certezza legale privilegiata, ossia fare prova fino a sentenza di falso) (capacità del provvedimento di produrre unilateralmente modificazioni alla sfera giuridica del destinatario) Caratteri dell’atto/ provvedimento (2) Esecutività: astratta idoneità dell’atto ad essere eseguito in quanto si sono verificati tutti i requisiti di efficacia previsti dall’atto stesso (termine, condizione) o dalla legge (controllo, comunicazione) Caratteri dell’atto/ provvedimento (3) Esecutorietà: manifestazione dell’autotutela (possibilità della P.A. di farsi ragione da sé per le vie amm.ve anche contro la volontà del destinatario ed eventualmente anche senza la sua partecipazione) Procedimento amministrativo Insieme di atti susseguenti e diversi tra loro preordinati allo stesso fine e cioè alla produzione di effetti giuridici nei confronti del o dei destinatari. Legge 241/90 Ha codificato la struttura del procedimento in armonia con art. 97 cost. secondo i principi: giusto procedimento (dialettica tra interessi pubblici e privati) trasparenza (obbligo di motivazione, responsabile del proc. e diritto di accesso) semplificazione (silenzio-assenso, denuncia in luogo di autorizzazione, conferenze di servizi) Diritto di accesso Diritto di accedere ai documenti amministrativi da parte dei soggetti che vi abbiano specifico interesse per tutelare una situazione giuridicamente rilevante, ossia ai portatori di una situazione qualifica e differenziata (diritti soggettivi e interessi legittimi, ivi compresi interessi diffusi – vd. sindacati) Segreto d’ufficio art. 28 L.241/90 “L’impiegato deve mantenere il segreto d’ufficio. Non può trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti ed operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalità previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell’ambito delle proprie attribuzioni, l’impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall’ordinamento.” Dalla trasparenza alla riservatezza Società dell’informazione Teoria funzionale della privacy “diritto dell’individuo a conoscere, indirizzare ed interrompere il flusso di informazioni che lo riguardano, esercitando comunque un potere di “controllo” su tali informazioni” Diritto alla riservatezza diritto ad essere lasciato solo (fine del XIX sec. giurisprudenza statunitense – “right to be alone”) Dottrina italiana - inviolabilità della personalità - art. 2 cost. che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo Principio di "necessità" - pertinenza e non eccedenza dei dati - art. 22 Valutazione dei diritti coinvolti Valutazione della effettiva necessità di conoscere alcuni o tutti i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, al fine di far valere o difendere gli equivalenti diritti in sede contenziosa. I dati sulla salute e la vita sessuale (dati sensibili) Nell’ambito della più ampia categoria dei dati "sensibili", riguardanti profili particolarmente delicati della vita privata delle persone (sfera religiosa, politica, sindacale e filosofica, origine razziale ed etnica), le informazioni relative allo stato di salute e alla vita sessuale sono oggetto di una speciale protezione. Gestione della documentazione sanitaria Gli atti e i documenti nei quali vengono riportati dati sulla salute e la vita sessuale sono a volte predisposti o raccolti non per finalità di cura dell’interessato, ma per scopi amministrativi connessi ad esempio al riconoscimento di particolari benefici o malattie professionali, all’accertamento di responsabilità o al risarcimento danni. La cartella clinica Rientra nella categoria degli atti pubblici, ove sia redatta dal medico di un ospedale pubblico, essendo caratterizzata dalla produttività di effetti costitutivi, traslativi, modificativi o estintivi rispetto a situazioni giuridiche soggettive di rilevanza pubblicistica, nonchè dalla documentazione di attivita' compiute dal pubblico ufficiale che redige l'atto. Cartelle cliniche e privacy Cartelle cliniche, fascicoli personali e, in generale, documenti che contengono informazioni sullo stato di salute detenuti da un’amministrazione pubblica, possono essere accessibili da persone diverse dal “malato” solo se il diritto che si intende far valere in giudizio è di “pari rango”, ossia dello stesso livello, di quello della persona cui si riferiscono i dati. Cartelle cliniche e privacy La comunicazione dei dati è giustificata e legittima solo se il diritto del richiedente rientra nella categoria dei diritti della personalità o è compreso tra altri diritti o libertà fondamentali e inviolabili (artt. 71, 92 e 60 del Codice in materia di protezione dei dati personali). In ogni altra situazione prevale la tutela della riservatezza, della dignità e degli altri diritti fondamentali del malato. Valutazione del pari rango L’amministrazione o la struttura privata, alle quali venga richiesto l’accesso ai dati, devono far riferimento al diritto che la persona intende difendere in giudizio sulla base del materiale documentale che chiede di conoscere. Anche quando la richiesta è avanzata da un difensore, nell’ambito di investigazioni difensive, o nella comunicazione da parte di un soggetto privato (ad esempio una casa di cura) di singoli dati personali sulla salute o la vita sessuale. Soggetti autorizzati (1) a) gli esercenti le professioni sanitarie a trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute, qualora i dati e le operazioni siano indispensabili per tutelare l'incolumità fisica e la salute di un terzo o della collettività, e il consenso non sia prestato o non possa essere prestato per effettiva irreperibilità. Soggetti autorizzati (2) b) gli organismi e le case di cura private, nonché ogni altro soggetto privato, a trattare con il consenso i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale; Soggetti autorizzati (3) c)gli organismi sanitari pubblici, istituiti anche presso università, ivi compresi i soggetti pubblici allorché agiscano nella qualità di autorità sanitarie, a trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute, anche per il perseguimento delle finalità di rilevante interesse pubblico, qualora ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni: condizioni 1) il trattamento sia finalizzato alla tutela dell’incolumità fisica e della salute di un terzo o della collettività; 2) manchi il consenso (articolo 23, comma 1, ultimo periodo, legge n. 675/1996 ), in quanto non sia prestato o non possa essere prestato per effettiva irreperibilità; 3) il trattamento non sia previsto da una disposizione di legge che specifichi, ai sensi dell’art. 22, comma 3, della legge n. 675/1996, come modificato dall’art. 5 del decreto legislativo n. 135/1999 , i tipi di dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite. SEMPLIFICAZIONE DALLA LEGGE 241 DEL 1990 ALLE MILLE BASSANINI Esigenza di semplificazione L’ultima tappa del cammino intrapreso dal governo nel 1997 verso la semplificazione del rapporto fra i cittadini e la pubblica amministrazione si è compiuta il 7 marzo 2001, con l’entrata in vigore del testo unico sulla documentazione amministrativa (L. 445/00) che disciplina la normativa riguardante l’autocertificazione. E’ la facoltà riconosciuta ai cittadini di presentare, in sostituzione delle tradizionali certificazioni richieste, propri stati e requisiti personali, mediante apposite dichiarazioni sottoscritte (firmate) dall'interessato. La firma non deve essere più autenticata. L'autocertificazione sostituisce i certificati senza che ci sia necessità di presentare successivamente il certificato vero e proprio. La pubblica amministrazione ha l'obbligo di accettarle, riservandosi la possibilità di controllo e verifica in caso di sussistenza di ragionevoli dubbi sulla veridicità del loro contenuto. Vi sono pochi casi, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, in cui devono essere esibiti i tradizionali certificati: pratiche per contrarre matrimonio, rapporti con l'autorità giudiziaria, atti da trasmettere all'estero. Che cos’è l’autocertificazione? Chi può e chi deve applicarla? Tutte le pubbliche amministrazioni I gestori dei pubblici servizi nei rapporti con l’utenza Tutti i soggetti privati che vogliono accettarla ex lege 340/00 Non è sempre applicabile da parte: Dei gestori di servizi pubblici che svolgono anche attività di tipo privato (ad. es. l’ufficio postale per tale servizio deve accettare l’autocertificazione, ma non è tenuto invece per quello bancario, per il quale è assimilato al privato) Dell’autorità giudiziaria N.B. Le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà rivolte ai privati richiedono l’autentica della firma Chi può utilizzare le disposizioni del T.U.? I cittadini italiani e dell’Unione Europea Le persone giuridiche, le società di persone, le pp.aa., gli enti, i comitati e le associazioni aventi sede legale in Italia o in uno dei paesi dell’Unione Europea I cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia limitatamente ai dati verificabili o certificabili in Italia da soggetti pubblici I cittadini extracomunitari che ne hanno necessità in procedimenti relativi a materie per cui esiste una convenzione fra il loro Paese di origine Autentica di copie Mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è possibile autenticare: La copia di atto o documento rilasciato o conservato dalla P.A. La copia di un titolo di studio o di servizio La copia di documenti fiscali che devono obbligatoriamente essere conservati dai privati La copia di una pubblicazione Autentica di copie E’ sempre possibile l’autentica da parte : del p.u. presso il quale è depositato l’originale o al quale deve essere prodotto, del notaio, del cancelliere, del segretario comunale o del funzionario incaricato dal Sindaco Del responsabile del procedimento per il quale si richiede la copia o dal dipendente addetto a ricevere la documentazione. In questo caso la copia è valida solo per quel procedimento. Legalizzazione di fotografie E’ finalmente chiarito che è esente da bollo la legalizzazione delle fotografie, presentate dal diretto interessato presso le amministrazioni competenti al rilascio di documenti personali o presso il Comune. VALIDITA' DI CERTIFICATI Tutti i certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile, gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile rilasciati dai servizi demografici, hanno validità 6 mesi dalla data di rilascio.E' ammessa la presentazione delle certificazioni "scadute" purchè le informazioni contenute nei certificati stessi non siano variate.In questo caso, basterà apporre sul certificato una dichiarazione non autenticata, resa dal titolare dello stesso, che attesti che le informazioni contenute nel certificato, non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.Ha validità illimitata ogni certificato non soggetto a modificazione (ad es.: certificati storici, di morte, titolo di studio). NON E’ PIU' PREVISTA L'AUTENTICAZIONE DELLA FIRMA Nelle istanze da produrre agli organi della pubblica amministrazione ed ai gestori o esercenti di pubblici servizi, non è più necessaria l'autenticazione della sottoscrizione (firma), se l'interessato appone la firma in presenza del dipendente addetto a riceverla, oppure se l'istanza è presentata unitamente a copia fotostatica, ancorchè non autenticata, di un documento di identità del sottoscrittore.L'istanza e la copia fotostatica del documento di identità, possono essere inviate per via telematica.La sottoscrizione di istanze non è soggetta ad autenticazione anche nei casi in cui contiene dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà. PIU' SEMPLICE PARTECIPARE AI CONCORSI E' abrogata l'autenticazione della firma per la presentazione delle domande ai concorsi pubblici, nonchè ad esami per il conseguimento di abilitazioni, diplomi o titoli culturali; non è inoltre più previsto il limite di età, tranne che per alcuni casi particolari previsti dalle singole amministrazioni, in relazione alla natura del servizio.Sono conseguentemente aboliti, i titoli preferenziali relativi all'età. Se due o più candidati ottengono, a conclusione delle operazioni di valutazione dei titoli e delle prove di esame, pari punteggio, è preferito il candidato più giovane di età. Documenti di identità e di riconoscimento In tutti casi in cui è richiesto il documento di identità esso può essere sostituito da un documento di riconoscimento ritenuto dalla legge equipollente: Passaporto, patente di guida,patente nautica,libretto di pensione,patentino di abilitazione a cond.imp.termici, porto d’armi, tessere di riconoscimento con foto e timbro o altra segnatura equivalente, rilasciati da amministrazioni statale. Presentazione di istanze L’autenticità della firma delle istanze e di tutte le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà,rivolte alle PP.AA. o ai gestori di servizio pubblico viene assicurata attraverso: La firma dinanzi al dipendente addetto La presentazione (o l’invio via fax) allegando la fotocopia del documento d’identità della persona che l’ha firmata Presentazione di istanze Rimane sempre possibile l’autenticazione con le modalità tradizionali davanti al notaio,segretario comunale,dipendente incaricato dal sindaco,cancelliere, dipendente addetto a ricevere la documentazione: Per le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà rivolte ai privati Per le domande relative alla riscossione di benefici economici(pensioni,contributi, ecc.) da parte di un’altra persona “Vietato” chiedere certificati ai cittadini Le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono chiedere ai cittadini: I documenti che esse stesse sono tenute a certificare o che comunque sono in loro possesso I certificati in tutti i casi in cui è possibile fare l’autocertificazione Il documento in movimento Qualora l'interessato non intenda o non sia in grado di utilizzare le autodichiarazioni, i certificati concernenti fatti, stati o qualità personali risultanti da albi o da pubblici registri tenuti o conservati da una pubblica amministrazione, sono sempre acquisiti d'ufficio dall'amministrazione procedente anche a mezzo fax o e-mail, su semplice indicazione da parte dell'interessato della specifica amministrazione che conserva l'albo o il registro. Non c’è neppure bisogno di acquisire successivamente il documento in originale purchè sia certa la fonte di provenienza dei dati trasmessi. La carta di identità: una carta vincente L’esibizione di un documento d’identità valido, in virtù dei dati che contiene (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, cittadinanza e stato civile), ha lo stesso valore dei corrispondenti certificati. La legge prevede che la registrazione dei dati avvenga attraverso l’acquisizione della fotocopia non autenticata del documento in corso di validità. Se il documento è scaduto, l’interessato potrà estenderne la durata della validità dichiarando sulla fotocopia dello stesso che i dati in esso contenuto non hanno subito variazioni dalla data del rilascio. Quali sono le dichiarazioni che si possono autocertificare? Con dichiarazioni sostitutive di certificazioni (art. 46 l. 445/200):* la data e il luogo di nascita* la residenza* la cittadinanza* il godimento dei diritti politici* lo stato civile (celibe/nubile, coniugato/a, vedovo/a, divorziato/a)* lo stato di famiglia* l'esistenza in vita* la nascita del figlio* il decesso del coniuge, dell'ascendente o del discendente* la posizione agli effetti degli obblighi militari* l'iscrizione in albi o elenchi tenuti dalla pubblica amministrazione* titolo di studio o qualifica professionale posseduta; esami sostenuti; titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualifica tecnicaecc. Dichiarazioni sostitutive atto di notorietà Tutti gli stati, fatti a qualità personali non autocertificabili (non ricompresi nell’art. 46) possono essere comprovati dall'interessato, a titolo definitivo, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Si possono ad esempio dichiarare: chi sono gli eredi; la situazione di famiglia originaria; laproprietà di un immobile, ecc.La dichiarazione che il dichiarante rende nel proprio interesse può riguardare anche stati, fatti e qualità personali relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, non può contenere manifestazioni di volontà (impegni, rinunce, accettazioni, procure) e deleghe configuranti una procura. Le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà non richiedono alcuna autenticazione da parte del pubblico ufficiale quando siano contestuali ad una istanza.In questo caso l'interessato deve presentare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà:a)unitamente alla copia non autenticata di un documento di riconoscimento (nel caso di invio per posta o per via telematica);b)firmarla in presenza del dipendente addetto a riceverla (nel caso di presentazione diretta) Casi di impedimento Per chi non sà o non può firmare il pubblico ufficiale raccoglie la dichiarazione previo accertamento dell’identità del dichiarante, attestando a predetta impossibilità a sottoscrivere. La dichiarazione può essere resa nell’interesse di chi si trovi in stato di impedimento temporaneo per motivi di salute, dal coniuge o dai parenti in linea retta (genitori,nonni,bisnonni, figli, nipoti, pronipoti) o collaterale (zii, fratelli,nipoti). Per ragioni di tutela della riservatezza dei dati personali è stata eliminata l’indicazione della causa dell’impedimento. Tali disposizioni non si applicano per le dichiarazioni fiscali. Autocertificare tutto non è possibile. I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti, non possono essere sostituiti dall’autocertificazione. Tutti i certificati medici e sanitari, richiesti dalle scuole per le attività sportive non agonistiche sono sostituiti da un unico certificato d’idoneità alle attività sportive con validità annuale rilasciato dal medico di base. Quando non si può Obbligo di effettuare i controlli Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive. Modalità dei controlli presso PP.AA. Consultazione diretta degli archivi delle amministrazioni certificanti (controlli diretti) Richiesta alla stessa amministrazione, anche tramite mezzi informatici o telematici, di conferma scritta dei dati dichiarati. Modalità controlli in favore di privati Se il controlli riguarda dichiarazioni sostitutive rese a privati che vi hanno consentito, le PP.AA. , previa definizione di accordi, devono fornire le informazioni richieste, previa consenso del dichiarante. Responsabilità dei controlli Le PP.AA. devono rendere nota l’organizzazione adottata per l’esecuzione dei controlli e le relative modalità. La mancata risposta alle richieste di controllo entro 30 gg. Costituisce violazione dei doveri d’ufficio. Assenza di responsabilità della P.A. Le PP.AA. e i loro dipendenti, salvo i casi di dolo o colpa grave, sono esenti da responsabilità per gli atti adottati a seguito di false dichiarazioni o documenti falsi o contenenti dati non più veri. Violazione dei doveri d’ufficio La mancata accettazione delle dichiarazioni ex artt. 46 e 47 del T.U. Richiedere certificati o atti di notorietà quando sia prevista la dichiarazione sostitutiva di certificazioni Il rifiuto di accettare l’esibizione del documento di riconoscimento per attestazioni relative in esso contenute La richiesta e produzione del certificato di assistenza al parto per la formazione dell’atto di nascita Decadenza dai benefici Qualora dai controlli emerga la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni, il dichiarante decade dai benefici eventualmente derivanti dalla dichiarazione non veritiera. Norme penali Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci,forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal T.U. è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. L’esibizione di un atto contenente dati non più veritieri equivale a uso di atto falso Le dichiarazioni rese ex artt. 46 e 47 T.U. si considerano rese a pubblico ufficiale Se i reati suddetti sono commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una professione o arte, si può essere interdetti temporaneamente. ATTI GIURIDICI DELLA P.A. DI DIRITTO PUBBLICO (atti amministrativi, provvedimenti amministrativi ecc.) DI DIRITTO PRIVATO (contratti, convenzioni con privati, gestione del rapporto di lavoro privatizzato, atto aziendale direttore generale az.sanitarie ecc.) Posizioni giuridiche soggettive Diritto soggettivo (posizione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta dall’ordinamento ad un soggetto, insieme ad utilità e tutela in ordine ad un bene, in modo pieno ed immediato) Interesse legittimo (pretesa del singolo alla legittimità dell’azione amm.va, ovvero ad un corretto esercizio del potere da parte della P.A.) Attività vincolata e discrezionale Vincolata = modus agendi tracciato in modo netto dalla legge (riserva assoluta) Discrezionale = p.a. specifica e puntualizza la portata delle norme attributive dei poteri conferitile ex lege (riserva relativa) discrezionalità Facoltà di scelta tra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dell’interesse pubblico e per il perseguimento di un fine rispondente alla causa del potere esercitato. Discrezionalità amministrativa LEGITTIMITA’ DELL’AZIONE AMM.VA MERITO DELL’AZIONE AMM.VA Norma giuridica = vizio di legittimità Nullo se mancano elementi essenziali Annullabile quando è viziato Norma di buona amm.ne (l’esercizio del potere discrezionale ispirato ad opportunità e convenienza) = vizio di merito Invalidità dell’atto amm.vo (difforme dalla norma che lo disciplina) Nullità Mancanza di un elemento essenziale dell’atto (soggetto, oggetto, volontà, forma, destinatario). Tipica è l’incompetenza assoluta dell’organo che appartiene ad altro ramo della P.A. - es. titolo di studio rilasciato dall’Intendenza di finanza. Annullabilità Per vizi di merito Per vizi di legittimità Vizi di legittimità dell’atto amministrativo (1) Incompetenza relativa = vizio che ne comporta l’annullabilità quando l’atto è emesso da organo amm.vo dello stesso ramo della p.a. ma diverso da quello che la norma prevede sia competente ad adottarlo (incompetenza per grado) es. atti della giunta comunale compiuti in luogo del consiglio comunale. Vizi di legittimità dell’atto amministrativo (2) Eccesso di potere = scorrettezza di una scelta discrezionale, ovvero cattivo uso del potere da parte della p.a. attraverso atti che violano limiti interni della discrezionalità amm.va (interesse pubblico, causa del potere esercitato, osservanza precetti logica e di imparzialità) Vizi di legittimità dell’atto amministrativo (3) Violazione di legge = contrasto tra l’atto e l’ordinamento giuridico a prescindere dalla posizione psicologica (dolosa o colposa) del soggetto agente. Legge = atti di normazione primaria, secondaria, comunitaria e non le norme interne (vd. circolari = eccesso di potere) Tutela del singolo Atti amministrativi azienda sanitaria Delibere Circolari Regolamenti Lettere Alcuni atti non amministrativi delle aziende sanitarie Atto aziendale Carta dei servizi Contratto integrativo aziendale Contratto individuale di lavoro Contratti di acquisto di beni, servizi ecc. Atti di gestione del rapporto di lavoro Conferimento di incarichi Atto aziendale Strumento privatistico per assicurare in modo efficace ed efficiente, “la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”. Formalizzazione autonomia imprenditoriale ed organizzativa dell’azienda sanitaria Contenuti atto aziendale Mission nel s.s.r. Indicazioni logistiche Funzioni D.G., D.A. e D.S. Funzionigramma ed organigramma Organi ed organismi interni Modalità di acquisizione beni e servizi sotto soglia ecc. Carta dei servizi sanitari Prevista dal D.P.C.M. 19 maggio 1995 E’ uno strumento per orientare e adeguare le proprie attività finalizzate alla soddisfazione dei bisogni dell’utente. Definisce gli impegni e prevede gli standards, generali e specifici cui devono adeguarsi i servizi. Valore della carta dei servizi Osservazioni, proposte, reclami, denunce in via amministrativa al D.G. entro 15 gg. Obbligo di risposta tempestiva prevedendo eventuali rimborsi o risarcimento danni in via stragiudiziale FINE DELLA PRIMA GIORNATA Arrivederci a domani!!!!!! Gli impiegati pubblici La P.A. per il perseguimento dei suoi fini istituzionali si avvale dei pubblici uffici e quindi degli impiegati che vi lavorano. Il rapporto di pubblico impiego E’ quel rapporto di lavoro in cui una persona fisica pone volontariamente la propria attività, in via continuativa, e dietro retribuzione, al servizio dello Stato o di un un ente pubblico non economico. Soggetti del rapporto di pubblico impiego Soggetto-persona fisica Stato o ente pubblico autarchico Oggetto del rapporto di pubblico impiego Prestazione di una qualunque attività rivolta direttamente o indirettamente al conseguimento dei fini istituzionali dell’ente pubblico contenuto del rapporto di pubblico impiego Insieme di diritti e obblighi reciproci Obblighi dell’impiegato (1) Obblighi pubblicistici (dovere di fedeltà alla Repubblica art. 51 cost., imparzialità e buon andamento art. 97 cost. e carattere democratico della Repubblica art. 1 cost. – rapporto di fiducia tra p.a. e cittadino) Obblighi dell’impiegato (2) La definizione degli obblighi (doveri) compete al codice di comportamento d.m. 1.12.2000. Obblighi privatistici (dovere di diligenza obbedienza e fedeltà sanciti dagli artt. 2140 e 2104 c.c.) Diritti patrimoniali dell’impiegato Contemporanei al rapporto: stipendio e trattamenti accessori Successivi: pensione e t.f.r. Diritti non patrimoniali dell’impiegato Diritto all’ufficio (pretesa alla conservazione del posto di lavoro che oggi risulta affievolita da previsione risoluzione contratto per eccedenza, anche se nel rispetto delle garanzie e procedure all’uopo fissate. Diritto alla funzione, al trasferimento IL LEGISLATORE E’ UNO STRATEGA Legge delega 421 del 23 ottobre 1992 D.lgs. 29/93 D.lgs. 502/92 D.lgs. 503/93 D.lgs 504/92 dal diritto pubblico al diritto privato LA PRIMA FASE: IL DECRETO LGS. 29/1993 Privatizzazione del rapporto di pubblico impiego L’art. 2 c. 2 del D.Lgs. 29/93 prevede che i rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano disciplinati dal Capo I, Titolo II del Libro V del c.c. e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nello stesso decreto. I rapporti individuali di lavoro di cui al c. 2 sono regolati contrattualmente. MATERIE RISERVA DI LEGGE (le sette sorelle) La legge delega 421/92 art. 2 c. 2 prevede che: “Sono regolate con legge, ovvero, sulla base della legge o nell'ambito dei principi dalla stessa posti, con atti normativi o amministrativi, le seguenti materie: 1) le responsabilita' giuridiche attinenti ai singoli operatori nell'espletamento di procedure amministrative; 2) gli organi, gli uffici, i modi di conferimento della titolarita' dei medesimi; 3) i principi fondamentali di organizzazione degli uffici; 4) i procedimenti di selezione per l'accesso al lavoro e di avviamento al lavoro; 5) i ruoli e le dotazioni organiche nonche' la loro consistenza complessiva. Le dotazioni complessive di ciascuna qualifica sono definite previa informazione alle organizzazioni sindacali interessate maggiormente rappresentative sul piano nazionale; 6) la garanzia della liberta' di insegnamento e l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attivita' didattica, scientifica e di ricerca; 7) la disciplina della responsabilita' e delle incompatibilita' tra l'impiego pubblico ed altre attivita' e i casi di divieto di cumulo di impieghi e incarichi pubblici.” Rapporti non contrattualizzati Restano disciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari, amministrativi, contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e prefettizia nonché i dipendenti degli enti che svolgono attività nelle materie relative al credito, alla tutela del risparmio e della borsa e alla tutela della concorrenza e del mercato e, in via provvisoria, i professori ed i ricercatori universitari. POTERI DEL PRIVATO DATORE DI LAVORO Art. 4, c. 2, d.lgs. 29/93 (come modificato dal d.lgs. 80/98): Nella gestione del personale le p.a. operano con i poteri del privato datore di lavoro, adottando tutte le misure inerenti all’organizzazione ed alla gestione dei rapporti di lavoro Il legislatore vuole che il dirigente sia manager, cioè soprattutto gestore di risorse Alla dirigenza si chiede di operare per raggiungere obiettivi; il rispetto della norma non esaurisce più il suo compito. Amministrazione per risultati o non più per atti. il legislatore ritiene che la strumentazione di diritto privato, connotata da maggiore flessibilità, sia idonea a consentire alla dirigenza una gestione più efficiente del personale ..... l’arretramento che il diritto pubblico ha subito nell’area ricoperta in precedenza ha carattere strategico la scelta è stata quella di fare affidamento, per la garanzia del buon andamento, soprattutto sul circuito rappresentato dalla responsabilità dirigenziale la privatizzazione costituisce una delle condizioni che, insieme ad altre, contribuisce a rendere possibile che la dirigenza possa effettivamente rispondere per il raggiungimento degli obiettivi che le si chiede di perseguire In conclusione: la privatizzazione dei rapporti di lavoro va considerata come una innovazione che è stata introdotta per migliorare il funzionamento della macchina amministrativa. di fronte alle resistenze si sono resi necessari ulteriori interventi per rafforzare il nuovo corso le “Bassanini” Decentramento funzioni legislative Legge costituzionale 3/2001 modifica l’art. 117 cost. prevedendo materie: di competenza esclusiva dello Stato (politica estera, difesa e forze armate, ordine pubblico e sicurezza ecc) di legislazione concorrente con Regioni (tutela della salute, protezione civile, governo del territorio ecc.) Legislazione esclusiva Regioni nelle materie diverse da punti 1 e 2 Decentramentofunzioni amministrative Legge costituzionale 3/2001 modifica l’art. 118 cost. prevedendo che le funzioni amministrative siano attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Principio di sussidiarietà I compiti di gestione della cosa pubblica devono essere affidati alla struttura più vicina alla cittadinanza (ente locale) lasciando alle strutture sovraordinate lo quelle funzioni che per loro natura non possono essere svolte localmente. dal diritto pubblico al diritto privato LA SECONDA FASE Gli ulteriori passi avanti compiuti con i decreti legislativi n. 396/1977 e n. 80/1998: la “seconda privatizzazione” Ma ci sono forti resistenze al cambiamento, provenienti: dalla cultura delle amministrazioni dalla cultura della magistratura amministrativa Nuove frontiere dopo il d.lgs. 80/98 Separazione più netta tra funzioni di indirizzo politico e funzioni di gestione Controversie rapporto di lavoro devolute al giudice ordinario Conferimento incarichi dirigenziali intuitu personae Risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo Linee strategiche riforma pubblico impiego 1993 Razionalizzazione e riorganizzazione delle P.A. Applicazione delle stesse politiche salariali del settore privato nel rinnovo dei contratti collettivi nazionali secondo le regole dell’Accordo sulla politica dei redditi stipulato nel 1993 fra Governo e Sindacati Privatizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti e dirigenti pubblici ed allineamento delle fonti con il settore privato Affidamento all’ARAN della contrattazione collettiva nazionale per tutti i settori pubblici Modello del dialogo sociale (Relazioni sindacali). Rappresentatività e rappresentanza delle OO.SS. Razionalizzazione e riorganizzazione delle P.A. Affidata a ciascuna P.A. secondo i propri ordinamenti sulla base dei principi contenuti nel d.lgs. 29/1993 ( ora d.lgs. 165/2001, tra i quali si ricordano: Trasparenza, qualità dei servizi, rapporti con il cittadino Separazione tra indirizzo politico e gestione Potere organizzatorio Direzione per obiettivi Gestione risorse umane con le leve del privato datore di lavoro Semplificazione dei procedimenti Ruolo di centralità della dirigenza Ruolo di centralità della dirigenza POTERE POLITICO POTERE SINDACALE DIRIGENZA Artt. 9, 40, 42 e 43 del d.lgs. 165/2001 Artt. 4, 5 e 14 del d.lgs. 165/2001 PERSONALE Art. 45 del d.lgs. 165/2001 ed i CCNL Le relazioni sindacali Gli aspetti più rilevanti riguardano: soggetti negoziali di parte pubblica e sindacale definizione comparti ed aree di contrattazione livelli e tipologie di contratti direttive e procedure per la stipulazione contratti accertamento della rappresentatività e la rappresentanza nei luoghi di lavoro diritti e le prerogative sindacali ARAN PRESIDENTE COMITATO DIRETTIVO Servizio Contrattazione 1 Servizio Contrattazione 2 Servizio Contrattazione 3 Servizi Generali L’ARAN ha la rappresentanza negoziale delle P.A. nella stipulazione dei CCNQ E DEI CCNL. Differenze rispetto all’originaria funzione COMPARTI DI CONTRATTAZIONE MINISTERI comitato di settore SCUOLA comitato di settore AZIENDE AUTONOME comitato di settore A R A N S. S . N. comitato di settore REGIONI – AUTONOMIE LOCALI comitato di settore comitato di settore UNIVERSITA’ comitato di settore RICERCA ENTI PREVIDENZIALI comitato di settore AGENZIE FISCALI comitato di settore comitato di settore P.C.M. comitato di settore ACCADEMIE – CONS. Soggetti per stipulazione CCNL ARAN (Rappresentanza Pubbliche Amministrazioni) SINDACATI rappresentativi SINDACATI DI CATEGORIA (che raggiungono il 5% al livello nazionale quale media tra il dato associativo ed elettorale) CONFEDERAZIONI sindacali cui gli stessi aderiscono Livelli di contrattazione Si svolge in ARAN. Dà luogo a CCNQ Livello NAZIONALE (o 1° livello) CCNL Si svolge in ogni pubblica Amministrazione.Dà luogo a Livello LOCALE ( o 2° livello) C.I. I livelli sono stabiliti dall’Accordo sulla politica dei redditi del 1993 e confermati dalla legge di riforma del pubblico impiego Tipologie di contratti CCNQ CCNL Contrattazione Integrativa Accordo sulla definizione comparti e aree, propedeutico apertura negoziati Accordi su materie comuni a vari comparti o aree ovvero tra aree e comparti (es. diritti sindacali, telelavoro, lavoro interinale, conciliazione, arbitrato, etc.) Riguarda ogni singolo comparto o area individuata e disciplina relativo rapporto di lavoro e relazioni sindacali Si svolge sulle materie, con i soggetti e nei limiti del CCNL nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale o pluriennale Differenze con il sistema privato Durata dei contratti 4 anni per la parte normativa 2 anni per la parte economica parte normativa 2002-2005 I biennio economico 2002-2003 Contratti del prossimo quadriennio: II biennio economico 2004-2005 Sono stipulati sei CCNL: due per ogni separata area di contrattazione Nel SSN: CERTIFICAZIONE Preintesa (eventuale) per consultare base lavoratori Ipotesi di ACCORDO COMITATO DI SETTORE GOVERNO CERTIFICAZIONE POSITIVA CORTE DEI CONTI (entro 15 giorni) La CORTE DEI CONTI per la certificazione si avvale di un nucleo di tre esperti designati dal Dipartimento della Funzione Pubblica su richiesta dell’ARAN STIPULAZIONE FINALE DEL CCNL Certificazione non positiva (art. 47 d.lgs. 165/2001) In caso di certificazione non positiva L’ARAN, SENTITO IL COMITATO DI SETTORE O IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, PUO’ Assumere iniziative per nuova quantificazione costi Riaprire le trattative Le iniziative sono comunicate a Governo e Corte dei Conti, la quale riferisce al Parlamento sulla definitiva quantificazione dei costi per nuova quantificazione degli stessi Esaurite le suindicate procedure e, comunque, dopo 40 gg. dalla sigla dell’ipotesi, il Presidente dell’Aran ha mandato a sottoscrivere il CCNL Contenuti del CCNL Disciplina del rapporto di lavoro Trattamento economico dei dipendenti e dirigenti pubblici Regole per la contrattazione integrativa che individuano: Soggetti Livelli relazioni sindacali (C.I., concertazione, consultazione, informazione) Materie Risorse Procedure di raffreddamento dei conflitti Le fasi del rapporto di lavoro Accesso Costituzione Modifiche Sospensione Progressioni nel rapporto Estinzione Accesso: PRINCIPI COSTITUZIONALI L’art. 97 Cost. prevede che agli impieghi pubblici si acceda mediante concorso, salvi i casi stabiliti dalla legge. Tale norma è diretta ad assicurare l’imparzialità e l’efficienza dell’azione amministrativa, in quanto il meccanismo concorsuale dovrebbe tendenzialmente garantire la selezione di personale qualificato. PROCEDURE SELETTIVE Il principio costituzionale ex art. 97 viene mitigato con l’avvento della privatizzazione del pubblico impiego. L’inciso “garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno” comporta che non sia esclusa quindi, la selezione interna che tenga conto dello sviluppo professionale raggiunto dal dipendente attraverso selezioni interne o adeguati percorsi formativi. PROCEDURE non SELETTIVE Per le qualifiche e i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, l’assunzione avviene mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento, fatti salvi i requisiti prescritti per le ulteriori professionalità (idraulici, impiantisti, cond.caldaie a vapore etc.) COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO In tema di collocamento obbligatorio dei lavoratori è intervenuta la L. 12.3.1999, n. 68 che ha come finalità la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili (c.d. categorie protette) nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Le PP.AA. assumono soggetti appartenenti a cat.protette in conformità dell’art. 36 D.Lgs. 165/01, e cioè mediante avviamento dall’ufficio di collocamento, oppure con l’espletamento di concorsi con riserva di posti o con convenzioni con appositi organismi. REQUISITI PER L’AMMISSIONE ALL’IMPIEGO Cittadinanza italiana ovvero dell’U.E. Età non inferiore agli anni 18 Idoneità fisica all’impiego Godimento dei diritti politici Titolo di studio o professionale richiesto per la qualifica specifica ACCESSO DALL’ESTERNO L’art. 18 del del D.Lgs. 502/92 prevedeva l’emanazione di un nuovo regolamento concorsuale che di fatto è intervenuto solo nel 2001 (D.P.R. 220) Prima del d.p.r. 220/01 al personale non dirigenziale del S.S.N. si applica la normativa generale indicata dal D.P.R. 483/97 (regolamento concorsuale dirigenza s.s.n.) Il D.P.R. 220 prevede che debba essere reclutato con procedure esterne non meno del 70% dei posti disponibili per ciascuna ctg.nella d.o. aziendale. Criteri di reclutamento Art. 35 d.lgs. 165/01 prevede i criteri a cui devono informarsi le procedure selettive: Pubblicità, trasparenza, economicità, celerità, rispetto di pari opportunità. Art. 36 estende alla p.a. le forme flessibili di assunzione previste nel settore privato (co.co.co., Cfl, lavoro temporaneo, part time etc.) Concorso pubblico Per titoli ed esami secondo D.P.R. 220/01 Preselezione (eventuale) Prova scritta Prova pratica Prova orale Determina l’assunzione a tempo indeterminato nella A.S.L. SELEZIONE PUBBLICA Per soli titoli Viene espletata ogni qualvolta occorra assegnare incarichi a tempo determinato e non si disponga di graduatoria concorsuale che risulta prioritaria anche per tale esigenza. La normativa a cui si fa riferimento è la legge 207/85 richiamata dalle disposizioni attuali per gli incarichi a termine. Incarico a tempo determinato Il d.lgs. 368/01 ha modificato il vecchio sistema previsto dalla legge 230/62 Esigenze organizzative e di funzionamento Durata max tre anni Proroga una sola volta nell’arco del triennio (es. incarico di 1 anno + proroga 2 anni) Non si applica a dirigenti il cui termine è di cinque anni rinnovabile. Incarichi a tempo determinato dirigenti Può essere conferito mediante utilizzo di una graduatoria concorsuale o di specifica selezione pubblica ex lege 207/85 Può essere conferito intuitu personae ex art. 15 septies D.Lgs. 229/99 con durata da 3 a 5 anni, rinnovabile. Comporta congelamento di posti nella d.o. corrispondenti alla spesa che ne deriva. Dirigenza per le professioni sanitarie Abrogazione del mansionario, istituzione dei profili professionali. Equiparazione titoli a laurea I livello con L.1/02. Laurea specialistica. Dirigenza ex lege 251/00 In attesa reg.concorsuale e completamento percorsi formativi ad hoc, incarichi ex art. 15 septies D.Lgs. 229/99 con durata da 3 a 5 anni, almeno ad infermieri con D.A.I. e 5 a. di servizio. Assunzioni ex lege 56/87 Per i profili relativi alle categorie A e B del nuovo sistema di classificazione si deve ricorrere alla selezione dei lavoratori avviati dall’ufficio di collocamento, sia per incarichi a tempo determinato che per assunzioni a tempo indeterminato. Mobilità volontaria È prevista dall’art. 30 d.lgs. 165/01 e dall’art. 19 del c.c.n.l. 20.9.01 È a domanda dell’interessato che può essere trattenuto dall’azienda per non più di tre mesi. Mobilita’ Condizionata Il personale ammesso a particolari corsi di formazione o agg.to deve impegnarsi a non accedere alla mobilità se non dopo due anni dal termine della formazione. A decorrere dal 1^.9.04, in caso di gravi carenze di organico il personale neo assunto è bloccato per due anni. Salve le procedure con n.o. entro 31.8.04. Accesso al II livello(oggi struttura complessa) La norma concorsuale è il D.P.R. 484/97. Al profilo si accede in base ad avviso pubblico pubblicato su G.U. e valutazione commissione esperti che stila lista candidati idonei, tra cui sceglie il Direttore Generale con congrua motivazione. Incarico da 5 a 7 anni prorogabile o revocabile in base a risultati. In caso di revoca il dirigente mantiene il rapporto lavoro ma slitta in posizione inferiore. Accesso all’ex 1^ livello La norma concorsuale è il D.P.R. 483/97 Si accede per concorso pubblico per titoli ed esami se in possesso di: Laurea Specializzazione nella disciplina, ovvero equipollente o affine Iscrizione al relativo ordine professionale Accesso alla dirigenza amm.va, tecnica e professionale La norma concorsuale è l’art. 26 del D.Lgs. 165/01 ed il D.P.R. 483/97 Laurea prevista dal D.P.R. 483/97 e cinque anni in qualifica corrispondente al direttivo (accesso laurea) Iscrizione al relativo ordine professionale, ove richiesto Oscillazione normativa art. 28 D.Lgs. 165/01 Estensione a S.S.N. disciplina art. 28 ex lege 401/00 LA COSTITUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO Secondo l’art. 14 del C.C.N.L. 1.9.95 il rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato è costituito e regolato da contratti individuali, secondo le disposizioni di legge, della normativa comunitaria e del contratto collettivo. La stipula del contratto individuale nel quale viene indicata la decorrenza giuridica ed economica dei suoi effetti, comporta l’instaurazione del rapporto di lavoro e sostituisce i provvedimenti di nomina del vecchio D.M. 30.1.1982 (regolamento concorsuale per il personale delle uu.ss.ll.) e del T.U. degli impiegati civili dello Stato D.P.R. 3/1957 UNITI PER SEMPRE con la firma del contratto individuale? a) presentazione documenti di rito b) periodo di prova c)risoluzione più snella durante il periodo di prova PRESENTAZIONE DOCUMENTI DI RITO in parte riproducono le dichiarazioni fatte in sede di ammissione al concorso/selezione in parte no possono essere perlopiù autocertificati, tranne idoneità fisica specifica Periodo di prova 6 mesi per dirigenti e per qualifiche da cat. Bs a D 2 mesi per cat. da A a B si calcola solo il servizio prestato comprese le ferie in caso di malattia conservazione del posto per 6 mesi decorsa la metà del periodo di prova si recede senza preavviso decorso il periodo di prova senza che il rapporto sia stato risolto, il dipendente si intende confermato in servizio con anzianità dal giorno di assunzione. facoltà di esonero per chi lo ha già superato in altre aziende ed enti del comparto nella stessa qualifica. Modifiche al rapporto di lavoro Cos'è il rapporto di lavoro a tempo parziale? Il rapporto di lavoro a tempo parziale è quello che stabilisce nel contratto individuale, cui è tenuto il lavoratore, un orario di lavoro inferiore rispetto all'orario normale di lavoro fissato dai contratti collettivi. Il ricorso al tempo parziale deriva principalmente da una scelta del lavoratore, interessato all'orario ridotto per motivi personali o per svolgere una seconda attività. Le regole per chiedere l'autorizzazione al part time, i limiti e le modalità di svolgimento sono ormai abbastanza consolidate Quali sono le fonti normative che regolano il part-time? L'art.10 del decreto legislativo 25.2.2000, n.61, e successive modificazioni ed integrazioni (decreto legislativo n.100/2001), dispone esplicitamente che le disposizioni del decreto legislativo n. 3.2.1993, n. 29 (ora d.lgs. n.165/01), si applicano, ove non diversamente disposto, anche ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ad esclusione degli articoli 2, comma 1, 5, comma 2 e 4, e 8 e fermo restando quanto previsto da disposizioni speciali in materia, con particolare riguardo per l'articolo 1, della legge 23.12.1996, n. 662, l'articolo 39 della legge 27.12.1997, n.449, l'articolo 22 della legge 23.12.1998, n. 448 e l'articolo 20 della legge 23.12.1999, n. 488. Il rapporto a tempo parziale è comunque disciplinato in via prevalente dall'art.1, commi 56-65, della legge 662/1996, "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica", e dall'art.39 della legge n.449/97 che detta "Disposizioni in materia di assunzioni di personale delle amministrazioni pubbliche e misure di potenziamento e di incentivazione del part-time". Quali sono i rapporti tra fonte legislativa e contrattuale? I CCNL hanno sostanzialmente riprodotto la normativa in materia, ivi compreso il d.p.c.m. n.117/89, contenente le norme regolamentari sulla disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale, emanato ai sensi dell'articolo 7 della legge n.554/88, e rappresentano oggi la fonte cui lo stesso decreto legislativo 61/2000 rinvia espressamente per determinati profili. Quali sono le diverse tipologie di part-time? Esistono 3 tipologie di part-time: orizzontale, verticale e misto.Per part time di tipo orizzontale si intende quello in cui la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in rapporto all'orario normale giornaliero di lavoro (esempio: 4 ore al giorno su cinque giorni lavorativi a settimana, ecc.). Per part time di tipo verticale si intende quello in relazione al quale risulti previsto che l'attività lavorativa sia svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno (esempio: tre giorni a tempo pieno su cinque lavorativi a settimana; le prime due settimane a tempo pieno di ogni mese; i primi sei mesi dell'anno, ecc.). Per part time di tipo misto si intende quello che consiste in una combinazione del tipo verticale e del tipo orizzontale (esempio: la prima settimana del mese due ore di riduzione al giorno su tutti i giorni lavorativi, la seconda non lavorativa, la terza e la quarta a tempo pieno, ecc.). Sostanzialmente, sono quindi possibili le più diverse articolazioni orarie del rapporto part-time, che può pertanto essere costruito funzionalmente alle diverse esigenze che possono presentarsi. In quali casi può essere RIFIUTATA la richiesta di part-time? Quando sia stato superato il contingente del 25% per qualifica, salvo quanto disposto dai CCNL di comparto in ordine all'elevazione della stessa percentuale in presenza di particolari situazioni organizzative o gravi documentate situazioni familiari; Quando la seconda attività che il dipendente intende svolgere, sia essa autonoma o subordinata, è in concreto conflitto di interessi con l'attività ordinaria; Quando la seconda attività debba intercorrere con altra pubblica amministrazione. Alle ipotesi indicate potranno essere aggiunte quelle eventualmente previste nei singoli CCNL. Esistono divieti per i dipendenti pubblici in part-time che svolgono attività professionale? Ai sensi di quanto previsto dall'art. 6 della legge 140/1997, che ha aggiunto il comma 56 bis, all'articolo 1 della legge 662/96, ai dipendenti in part-time non possono essere conferiti incarichi professionali da parte delle amministrazioni pubbliche. Per i medesimi soggetti è fatto divieto di assumere il patrocinio in controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione. Cosa può fare l'amministrazione nel caso in cui la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale di un proprio dipendente comporti un pregiudizio alla propria funzionalità? In primo luogo, ai sensi di quanto stabilito dall'art.1, comma 58, della legge 662/96, nel caso in cui la trasformazione comporti, in relazione alle mansioni e alle posizioni organizzativa ricoperta dal dipendente, un grave pregiudizio alla funzionalità dell'amministrazione, la stessa può, con provvedimento motivato, differire la trasformazione del rapporto per un periodo non superiore ai 6 mesi. Tale possibilità è stata recepita dai vari CCNL di comparto. Al contrario nel caso in cui i problemi non siano risolvibili con il differimento l'amministrazione può disporre l'assegnazione del dipendente ad altro ufficio, sia pure per lo svolgimento di mansioni corrispondenti alla relativa qualifica di appartenenza e solamente per un periodo pari a quello per cui il medesimo decide di mantenere il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale. RIENTRO A TEMPO PIENO L'articolo 6, comma 4, della legge n.140/97 dispone che i dipendenti che trasformano il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale hanno diritto di ottenere il ritorno al tempo pieno, anche insoprannumero, riassorbibile con le successive vacanze, alla scadenza di un biennio dalla trasformazione. Tale previsione è stata recepita dai vari CCNL di comparto che hanno altresì previsto il diritto di rientrare a tempo pieno anche prima della scadenza del biennio, a condizione però che vi sia disponibilità del posto in organico ovvero della frazione corrispondente al completamento del tempo pieno, ai sensi di quanto stabilito dall'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n.61/2000. Sospensione del rapporto di lavoro La sospensione della prestazione Capo IV del c.c.n.l. 20.9.01 ha ridisegnato le varie cause di sospensione del rapporto di lavoro. La causa tradizionalmente riconosciuta come sospensiva del rapporto è l’aspettativa che pone il dipendente in una situazione di privilegio, perché conserva il posto e talora anche la retribuzione. Aspettativa per esigenze personali o di famiglia Al personale a tempo indeterminato Richiesta motivata compatibile con esigenze organizzative Senza retribuzione e senza decorrenza dell’anzianità di servizio Max 12 mesi in un triennio Fruibile trascorsi 30 gg dalla domanda salvo diversi accordi Se richiesta per l’educazione e l’assistenza dei figli età< 6 anni i periodi sono utili quale accredito figurativo pensionistico Richiamo in servizio L’azienda può invitare il dipendente a riprendere servizio con un preavviso di 10 giorni se sono venute meno le motivazioni che hanno determinato la concessione dell’aspettativa. Il rientro anticipato può essere anche richiesto dal dipendente. Se il rientro disposto non ha luogo si attuano le procedure disciplinari per la risoluzione del rapporto senza alcun preavviso. Altre aspettative (segue) Al dipendente a t.i. senza decorrenza dell’anzianità e senza retribuzione spettano: Max sei mesi per vincita concorso altra azienda o ente stesso o altro comparto Per tutta la durata degli incarichi a termine presso la stessa o altra azienda o ente o altra p.a. ed anche presso organismi internazionali (u.e.) Per due anni e per una sola volta nella vita lavorativa per gravi e documentati motivi di famiglia ex lege 53/00, fruibile anche frazionatamente e cumulabile con quella generale se richiesta allo stesso titolo. Altre aspettative (segue) Al dipendente a t.i. senza decorrenza dell’anzianità e senza retribuzione spettano Aspettative per cariche pubbliche elettive, per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo Aspettative e distacchi per motivi sindacali Dottorati di ricerca o borse di studio Per il tempo di permanenza all’estero del coniuge del dipendente quando non sia possibile il trasferimento in amministrazione di altro comparto Doveri civici del dipendente Al dipendente a t.i. spetta un periodo di conservazione del posto per tutta la durata della ferma sino ad un mese dopo la cessazione del servizio militare, senza diritto alla retribuzione. Ha valore sia per l’anzianità di servizio che ai fini previdenziali. Conservazione del posto in casi particolari Per favorire riabilitazione e recupero di dipendenti a t.i. tossicodipendenti o alcoolisti cronici che si impegnano a seguire un progetto di terapeutico di recupero, esiste il diritto alla conservazione del posto per tutta la durata del progetto, con diritto alla retribuzione fino a 18 mesi. Lo stesso beneficio spetta anche per i parenti entro il secondo grado o in mancanza, entro il terzo grado ovvero per i conviventi stabili. La stessa disciplina è prevista per i portatori di handicap. Congedo per formazione Completamento della scuola dell’obbligo, diploma di 2^ grado, laurea, corsi di specializzazione, attività formativa varia. DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI (5 anni di anzianità presso la stessa azienda) PER UN PERIODO MASSIMO DI 11 MESI FRAZIONATO O CONTINUATIVO Nell’arco dell’intera vita lavorativa Congedo per formazione Senza retribuzione Non utile all’anzianità di servizio Senza copertura assicurativa Con possibilità di riscatto o prosecuzione volontaria Prolungamento dell’età pensionabile anche in deroga a disposizioni di legge Possibilità di anticipo del T.F.R. (solo per i privati) Congedi dei genitori Tutela prevista dalla legge 1204/71 come modificata ed integrata dalla legge 903/77 e dalla legge 53/00. Madre per un periodo non sup. a 6 mesi Padre per un periodo non sup. a 7 mesi Congedi dei genitori Madre + Padre Complessivi 11 mesi Madre 6 mesi + Padre 5 mesi Madre 4 mesi + Padre 7 mesi Unico genitore = 10 mesi Congedi dei genitori Madre + Padre possono usufruire di 6 mesi retribuiti al 30%, salvo che i c.c.n.l. dispongano per l’intera retribuzione al primo mese. Dai 3 agli 8 anni di età del figlio o per gli altri mesi dopo i primi 6 fruiti nei tre anni di età, la retribuzione spetta al 30% solo se retribuzione individuale è inferiore a certi limiti, altrimenti è senza retribuzione. Altri casi di sospensione del rapporto Il comando è disciplinato dall’art. 70 del d.lgs. 165/01 e si configura nell’ipotesi in cui il dipendente viene chiamato a prestare servizio presso altra amministrazione per un determinato periodo, quando sussiste uno dei seguenti presupposti: Per riconosciute esigenze di servizio Quando sia richiesta una speciale competenza. Da chi dipende il comandato? Il provvedimento di comando non comporta la modificazione dello stato giuridico del dipendente ma solo l’obbligo per lo stesso di svolgere la propria prestazione lavorativa nell’interesse e sotto la direzione dell’amministrazione destinataria. In caso di comando si ha quindi una particolare forma di sospensione della prestazione lavorativa nei confronti dell’amministrazione di appartenenza che anticipa la retribuzione al dipendente, salvo recupero nei confronti dell’amministrazione destinataria. Temporaneo servizio all’estero Il d.lgs. 387/98 nell’ottica di favorire gli scambi internazionali di esperienze amministrative, prevede che previo accordi tra le amm.ni interessate, d’intesa con Ministero affari esteri e D.F.P., il pubblico dipendente possa essere destinato a prestare temporaneamente servizio presso amm.ni di Stati U.E. o organismi europei o enti internazionali a cui l’Italia aderisce. Anche in questo caso si ha diritto alla conservazione del posto. progressioni PROGRESSIONI DI CARRIERA per il personale non dirigenziale nel vecchio sistema AVVENIVANO SOLO MEDIANTE CONCORSO PUBBLICO D.M. 458/91 PREVEDEVA RISERVA DI POSTI AGLI INTERNI IL D.M. CONSENTIVA ANCHE AL PERSONALE CARENTE DEL TITOLO DI STUDIO PREVISTO PER L’ACCESSO AD ALCUNE QUALIFICHE, DI PARTECIPARE A TALI PROCEDURE SE IN POSSESSO DI ANZIANITA’ DI SERVIZIO IL TRATTAMENTO ECONOMICO SUBIVA VARIAZIONI IN BASE ALLA ANZIANITA’ DI SERVIZIO (CLASSI BIENNALI) OVVERO IN BASE A SCATTI DI ANZIANITA’ che intervenivano nel corso della maturazione delle classi. c.c.n.l. 1.9.1995 PERMANE ANCORA LA CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE PREVISTA DAL DPR 761/79 VIGE ANCORA IL CD. “MANSIONARIO” EX LEGE 821/84 C.C.N.L. 7.4.1999 Contratto innovativo che abolisce la classificazione del personale prevista dal d.p.r. 761/79 e supera il concetto di mansionario Aiuta ad accrescere efficienza e qualità dei servizi Rapporto di lavoro (ccnl 7.4.99) Superamento classificazione d.p.r. 761/79 Creazione quattro categorie A,B,C e D individuate mediante declaratorie allegate che descrivono i requisiti per l’inquadramento nella ctg secondo omogenei livelli di competenza, conoscenze e capacità per svolgere attività lavorative. Creazione dei profili I profili descrivono il contenuto professionale delle attribuzioni proprie e nella stessa ctg, possono essere collocati su livelli economici differenti, definiti super (Bs e Ds). I dipendenti vengono inquadrati nella ctg in base al profilo di appartenenza. Ciascun dipendente è tenuto a svolgere anche attività complementari e strumentali a quelle inerenti lo specifico profilo attribuito, i cui compiti e responsabilità sono indicati in via esemplificativa nelle declaratorie. Progressione interna nel sistema classificatorio Non più del 30% dei posti disponibili nella d.o. di ciascuna ctg. mediante: Passaggi verticali (da una ctg ad una superiore) Passaggi all’interno della ctg. B e D (per Bs e Ds) Passaggi nell’ambito della stessa ctg. tra profili diversi dello stesso livello. Passaggio tra categorie (verticale) Selezione interna aperta a dipendenti con requisiti culturali e professionali previsti per l’accesso al profilo relativo, mediante: Valutazione prova teorico-pratica e/o colloquio ovvero percorsi formativi Valutazione comparata dei curricula Adozione regolamento interno per selezioni. Passaggio all’interno della ctg (Diagonale e orizzontale) Avviene tra profili di diverso livello economico (B a Bs e D a Ds) – è conditio sine qua non per eventuale procedura pubblica Avviene tra diversi profili dello stesso livello economico (es. da infermiere ad ostetrica) Posizioni organizzative – art. 20 Per svolgimento di funzioni di direzione di servizi,dipartimenti,uffici o unità organizzative di particolare complessità, caratterizzate da elevato grado di esperienza e autonomia gestionale ed organizzativa etc. Graduazione posizioni Avviene in base a: Grado di autonomia anche in relazione a presenza di posizioni dirigenziali sovraordinate Grado di specializzazione richiesta Complessità delle competenze attribuite Entità delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e strumentali direttamente gestite Valenza strategica della posizione rispetto agli obiettivi aziendali Indennità di funzione Va da 6.000.000 a 18.000.000 (di vecchie lire) annui lordi comprensivi della 13^ mensilità Viene riassorbito lo straordinario che non può essere liquidato Le risorse dello straordinario (65 h pro capite annuo) vanno riassegnate al fondo art. 39 (art. 31) Revoca incarico o conferma L’incarico può essere revocato o confermato previa valutazione da parte del dirigente responsabile (valutatore di prima istanza) e del competente Nucleo di Valutazione aziendale Netta similitudine con disciplina prevista per la dirigenza Destinatari incarichi posizione organizzativa Con il c.c.n.l. 7.4.99 erano solo i dipendenti che afferivano alla categoria D, nonché quelli del ruolo sanitario e l’assistente sociale che afferivano alla categoria C Il c.c.n.l. 20.9.01 ha visto transitare tutti costoro (ruolo sanitario e del ruolo tecnico gli assistenti sociali) in cat. D, cosicchè oggi ne risultano destinatari i soli dipendenti di cat. D e naturalmente Ds PROGRESSIONE PER FASCE Nel periodo di permanenza nella ctg. lo sviluppo economico si realizza con l’aggiunta al trattamento iniziale, di 4 fasce economiche per ciascuna categoria, oltre quella iniziale definita 0. Dal 20.9.01 con il ccnl II biennio economico prevista quinta fascia per D e Ds. Dal 20.3.2004 nelle ctg. A, B,C è istituita una ulteriore fascia retributiva denominata A5,B5 e Bs5, C5. Nella ctg. D è individuata la fascia D6 e Ds6. Mantenimento della fascia La fascia economica è mantenuta in caso di passaggio da una azienda o ente del comparto per concorso o mobilità Anche in caso di passaggio interno viene mantenuta la fascia in godimento che se superiore a quella di nuovo inquadramento (es. C4 che passa a D0) comporta il mantenimento di un assegno ad personam che se corrispondente al valore di fascia viene trasformato in fascia e solo l’eventuale residuo rimane come assegno personale riassorbile in occasione del passaggio alla fascia successiva. Progressione economica Si attiva con la stipula del c.c.n.i. e nel limite delle risorse finanziarie esistenti e disponibili nel fondo di cui all’art. 39 oggi art. 31 Valutazione selettiva dei risultati ottenuti, delle prestazioni rese con arricchimento professionale, dell’impegno e qualità della prestazione individuale, per passaggi a 1^, 2^ e 3^ fascia. Per passaggio a 4^ o ultima fascia si tiene conto di tutti gli elementi suddetti, ed in aggiunta vale anche l’attività di tutoraggio e di inserimento lavorativo dei nuovi assunti, la qualità delle prestazioni in relazione ai rapporti con l’utenza, il grado di coinvolgimento nei processi aziendali, l’iniziativa atta a proporre soluzioni innovative etc., la percezione degli assegni ad personam già in atto Valutazione permanente In ogni azienda o ente sono adottate metodologie per la valutazione permanente delle prestazioni e dei risultati dei singoli: Previa individuazione dei criteri Scelta di parametri oggettivi di giudizio Scelta aree di valutazione Riscontri oggettivi Coinvolgimento degli interessati Chi valuta? Il valutatore di prima istanza è il dirigente Il valutatore di seconda istanza è il NdV Metodi di valutazione Individuazione aree rappresentative (preparazione prof.le, comportamento lavorativo e relazionale, livello quali-quantitativo etc.) Definizione indicatori per ogni area (grado di conoscenza ed esperienza nel settore di attività, propensione all’agg.to, innovatività, attitudine a svolgere attività proprie del profilo) Scheda di valutazione e parametri di giudizio secondo il rapporto attesa/esito Elaborazione del giudizio e notifica all’interessato A che serve la valutazione? Attribuzione fasce economiche nell’ambito delle relative selezioni annuali Passaggio ad altro profilo stessa ctg. Passaggio ad altro profilo ctg superiore Conferimento incarichi di responsabilità Premi per la qualità delle prestazioni rese Dirigenza per le professioni sanitarie Abrogazione del mansionario, istituzione dei profili professionali. Equiparazione titoli a laurea I livello con L.1/02. Laurea specialistica. Dirigenza ex lege 251/00 In attesa reg.concorsuale e completamento percorsi formativi ad hoc, incarichi ex art. 15 septies D.Lgs. 229/99 con durata da 3 a 5 anni, almeno ad infermieri con D.A.I. e 5 a di servizio. Stato dell’arte (1) Capo III – artt. 41 e 42 del C.C.N.L. 10.2.2004 area S.P.T.A. Previsione disciplina concorsuale con requisiti analoghi ad art. 26 d.lgs. 165/01 per dirigenza P.T.A. Istituzione ex novo di posti nelle d.o. o trasformazione di posti dirigenza sanitaria o del comparto per chi consegue la nuova qualifica Stato dell’arte (2) Per i primi 5 anni retribuzione di posizione minima contrattuale = dirigenti amministrativi Dopo 5 anni, previa verifica positiva collegio tecnico, aumento della parte variabile della retribuzione di posizione Fondi distinti Regolamento aziendale per definire i rapporti interni con le altre professionalità della dirigenza sanitaria, in base al percorso formativo ed alle concrete attività affidate al dirigente Stato dell’arte (3) In attesa entrata a regime di quanto previsto dall’art. 41 che avverrà dopo emanazione regolamento concorsuale ed istituzione posti ex novo nelle dotazioni organiche, vale art. 42. Retribuz.posizione minima dirigenza amm.va e cioè: Trasformazione di posti della dirigenza sanitaria Regolamento rapporti con restante dirigenza sanitaria Incarico triennale ex art. 15 septies secondo requisiti legge 251/00 Incarichi di coordinamento In prima applicazione l'indennità di coordinamento spetta ai collaboratori professionali sanitari - caposala con funzioni reali di coordinamento, già categoria D. Agli altri profili sanitari e agli assistenti sociali del livello economico DS ai quali sia stato assegnato l'incarico di coordinamento con atto formale oppure venga riconosciuto l'espletamento di tale incarico al 31.8.2001 (per questo personale l'indennità parte fissa è assegnata in via permanente mentre quella variabile è revocabile a seguito di valutazione negativa). “reali funzioni di coordinamento" L’espressione può trovare riscontro nella qualifica acquisita, come ad esempio per il "caposala", ovvero nell'assetto organizzativo di ciascuna azienda, in quanto non sempre all'appartenenza ad uno dei profili di operatore professionale o assistente sociale coordinatore del DPR n° 384/90 (transitati nella categoria D iniziale del CCNL 7 aprile 1999 con il profilo di collaboratore professionale sanitario o di assistente sociale) corrispondeva - al di là della denominazione attribuita al profilo stesso - una reale funzione di coordinamento. Spigolature L'art. 10 del CCNL ha inteso evitare ogni forma di automatismo per la corresponsione dell'indennità, lasciando però ai "Dirigenti" (NdR cioè ai Primari) la facoltà di certificare il possesso dei requisiti... Molte aziende, si sono spinte oltre, cioè hanno volutoperfino "andare alla individuazione delle reali funzioni di coordinamento anche per gli ex caposala, che da sempre le svolgono, hanno un titolo di abilitazione ed hanno fatto un regolare concorso" (fa finalmente luce la direttiva n° 3175 del 20.02.2002 dell'ARAN, emanata su sollecitazione dei Sindacati). Art. 19, c. 1 lett. B) c.c.n.l. 19.4.04 Personale con reali funzioni di coordinamento al 31.8.2001, dall’1.9.03 passaggio al livello economico Ds con mantenimento del coordinamento e dell’indennità. Autofinanziamento delle fasce già in godimento Inquadramento in fascia dell’eccedenza eventualmente sussistente nel passaggio da D a Ds Art. 19, c. 1 lett. c) c.c.n.l. 19.4.04 Personale con incarico di coordinamento conferito dopo il 31.8.2001, ed in tale posizione al 19.4.2004, il passaggio in Ds è garantito con idonee procedure selettive. Personale con incarico di coordinamento conferito dopo il 19.4.04 che lo abbia svolto con esito positivo per un anno, partecipa a selezione interna per Ds con precedenza nel passaggio. benefici Indennità di coordinamento parte fissa 3.000.000 e parte variabile max 3.000.000 revocabile in caso di valutazione negativa solo per ex capo sala con reali funzioni di coordinamento al 31.8.01. Le due componenti possono essere entrambe revocate per gli incarichi conferiti dopo, con il venir meno della funzione o per valutazione negativa. Prospettive professionali (1) Istituzione delle funzioni di coordinamento per le professioni infermieristiche d.d.l. n. 1645 del 25.7.2002 Requisiti: a) master di 1^ livello in management per le funzioni di coordinamento infermieristico rilasciato da Università; b) esperienza triennale nel profilo Prospettive professionali (2) Certificato A.F.D. assistenza infermieristica e pediatrica è valido per l’esercizio professionale dell’inf. e dell’inf. Pediatrico Gli abilitati a funzioni direttive infermieristiche sono considerati a tutti gli effetti coordinatori infermieristici Individuazione separata nell’albo Related Presentations
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References: sentenza 
 art. 97
 art. 28
 art. 2
 art. 22
 art. 51
 art. 97
 art. 1
 art. 2
 Art. 4
 Art. 45
 art. 97
 Art. 35
 Art. 36
 art. 15
 art. 15
 art. 28
 art. 28
 art. 20
 art. 39
 art. 31
 art. 15
 art. 26
 art. 42
 art. 15
 Art. 19
 Art. 19