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Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 196 del 7-12-2009
LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n. 33
geologico e speleologico
La Puglia ha dal 7 dicembre 2009 una nuova legge regionale sulla “Tutela e Valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico”, approvata durante la seduta di Consiglio regionale del 25 novembre scorso.
Dopo ventidue anni dalla prima legge regionale n.33/2009 sulla tutela e valorizzazione del patrimonio speleologico, con la nuova legge n.33/2009 si rimodula la normativa alla luce delle nuove conoscenze acquisite estendendo il campo di applicazione al patrimonio geologico e speleologico.
Ecco di seguito alcune novità introdotte dalla nuova normativa:
- conferma l'istituzione presso la Regione del Catasto Grotte, già prevista dalla precedente normativa, allargando il catasto anche alle cavità artificiali che sarà quindi costituito da:
- riconosce la Federazione Speleologica Pugliese referente per le attività speleologiche in Puglia;
- promuove la formazione tecnica e culturale degli speleologi e delle guide speleologiche nell’ambito dei gruppi associati alla Federazione Speleologica Pugliese (FSP) o riconosciuti nell’ambito speleologico nazionale (Società Speleologica Italiana e Club Alpino Italiano);
- riconosce il pubblico interesse alla tutela, gestione e valorizzazione della geodiversità regionale e del patrimonio geologico a essa collegato, con particolare attenzione al fenomeno carsico, in quanto depositari di valori scientifici, ambientali, culturali e turistico-ricreativi;
- promuove attività di valorizzazione sostenibile del patrimonio speleologico;
- promuove la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, scientifico, ricreativo e culturale degli ambienti ipogei, riconoscendo quale soggetto di riferimento per tali attività il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS).
- promuove e sostiene l’organizzazione delle attività di studio, ricerca, tutela e conservazione di geositi, significative manifestazioni superficiali e sotterranee del fenomeno carsico, cavità artificiali di particolare valore culturale, biodiversità ipogea;
La legge è stata presentata dal presidente della Federazione, Vincenzo Martimucci, in occasione del XVI incontro regionale di speleologia, Spelaion 2009, svoltosi a Lecce il 5 e 6 dicembre 2009.
qui puoi scaricare il bollettino regionale con la legge pubblicata <dettagli>
“Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico”
1 Al fine di assicurare la conoscenza e la conservazione del patrimonio geologico, è istituito presso la Regione il “Catasto dei geositi” costituito dagli elenchi dei geositi da approvarsi a norma del comma 7.
2 Il catasto di cui al comma 1 contiene l’individuazione cartografica, catastale (foglio e particella), le aree di rispetto di cui all’articolo 6, comma 4, lettera a), la descrizione e ogni altra notizia utile alla definizione dei geositi, comprensivi dei geositi ipogei.
3 Le informazioni di cui al comma 2 devono essere raccolte in maniera sistematica, facendo uso di apposite schede realizzate sulla base dei formulari adottati in iniziative di censimento dei geositi a carattere nazionale.
4 Il catasto è elemento costitutivo del sistema conoscitivo e informativo regionale.
5 La ricognizione, la perimetrazione dei geositi e l’aggiornamento del relativo catasto vengono effettuati dall’Assessorato regionale all’ecologia sulla base di indagini e studi tecnico-scientifici relativi alle aree caratterizzate dalla presenza di emergenze geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, paleontologiche, pedologiche e carsiche.
6 Le attività di cui al comma 5 possono essere realizzate anche mediante convenzioni con università, enti di ricerca e associazioni attive nella promozione e valorizzazione del patrimonio geologico ambientale riconosciute a livello regionale e nazionale.
7 Gli elenchi e i rispettivi aggiornamenti sono approvati, su conforme proposta dell’Assessorato regionale all’ecologia, con delibera di Giunta Regionale da notificarsi ai proprietari dei fondi su cui insistono i beni. La medesima delibera è pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP) e notificata ai comuni interessati, che provvedono a darne pubblicità con l’affissione all’albo pretorio e con ogni mezzo che ritengano utile.
1 Al fine di assicurare la conoscenza e la conservazione del patrimonio speleologico è istituito presso la Regione il “Catasto delle grotte e delle cavità artificiali”. La conservazione e l’aggiornamento del catasto sono affidati, mediante apposita convenzione, alla FSP quale referente riconosciuta per le attività speleologiche in Puglia.
2 Il catasto di cui al comma 1 è costituito da:
3 Nel catasto di cui al comma 1 sono indicati per ciascuna grotta, i dati identificativi catastali (foglio e particella) e topografici, le aree di rispetto di cui all’articolo 6, comma 4, lettera b), nonché informazioni di tipo geologico, speleologico, morfologico, faunistico, vegetazionale e del microclima in cavità, secondo le indicazioni da fornirsi in apposita scheda di censimento e raccolta dati.
5 Gli elenchi e i rispettivi aggiornamenti sono approvati, su conforme proposta dell’Assessorato regionale all’ecologia, con delibera di Giunta regionale da notificarsi ai proprietari dei fondi su cui insistono i beni di cui al comma 2. La medesima delibera è pubblicata sul BURP e notificata ai comuni interessati, che provvedono a darne pubblicità con l’affissione all’albo pretorio e con ogni mezzo che ritengano utile.
6 Le associazioni che operano nel campo della speleologia, le università e gli altri enti di ricerca, pubbliche amministrazioni, nonchè privati cittadini, possono fare richiesta di iscrizione di una nuova grotta o cavità corredando la domanda dei dati necessari alla compilazione della scheda di raccolta dati, censimento e verifica che avviene secondo quanto definito dalla citata convenzione con la FSP.
7 Una cavità naturale e/o artificiale può essere iscritta nella sezione di cui alla lettera c) del comma 2 qualora il soggetto richiedente ne dimostri la valenza turistico-didattica mediante appropriata documentazione da presentarsi all’Assessorato regionale all’ecologia, che ne può deliberare successivamente l’iscrizione secondo quanto previsto al comma 5.
8 Al fine di poter ridurre l’impatto dovuto al loro accesso, i siti iscritti nell’elenco di cui alla lettera c) del comma 2 devono essere dotati di sistema di monitoraggio microclimatico, di sistemi di sicurezza dei percorsi, di impianti di illuminazioni compatibili con l’ecosistema ipogeo.
1 Al fine di assicurare la conservazione di cavità artificiali e di geositi, anche ipogei, di particolare valore culturale, archeologico, storico, artistico, biologico, geologico, geomorfologico o paleontologico, sono istituite sezioni speciali dei rispettivi catasti nelle quali sono iscritte le cavità artificiali e i geositi che posseggono specificità per la rilevanza e la rarità del valore espresso.
2 Per assicurare una specifica tutela e valorizzazione, nonché una utilizzazione non pregiudizievole all’interesse protetto ai sensi della presente legge, le cavità naturali e artificiali e i geositi iscritti nelle sezioni speciali del catasto sono soggetti ad apposite norme di tutela e uso che costituiscono, ove occorra, variante allo strumento urbanistico, nel rispetto delle procedure e modalità previste dalle disposizioni legislative vigenti in materia.
3 Nei casi di cui al comma 1, la Regione può procedere all’istituzione di “Monumenti naturali” a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera d), della l.r. 19/1997, secondo il seguente procedimento:
1 I catasti di cui agli articoli 3 e 4 sono inseriti nei quadri conoscitivi degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica.
2 L’accesso ai geositi, alle grotte naturali e alle cavità artificiali è da intendersi libero fatti salvi i diritti dei proprietari dei fondi in cui ricadono i siti, i quali possono, per quelli iscritti nell’elenco di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c), prevedere specifica regolamentazione dell’accesso anche ai fini della fruizione turistica. Sono fatte salve norme territoriali specifiche più restrittive o particolari condizioni di sicurezza dei luoghi.
3 Nei luoghi individuati dai catasti di cui agli articoli 3 e 4 ivi compresi gli elenchi speciali e i monumenti naturali di cui all’articolo 5, è fatto divieto di:
4 I divieti di cui al comma 3 si estendono:
5 Il sindaco del comune interessato può vietare l’accesso ai siti oggetto di tutela da parte della presente legge qualora vi sia pericolo per la pubblica incolumità, salvo consentirlo per motivi di ricerca scientifica e speleologica.
6 Parimenti, il divieto di accesso ai fini della tutela può essere disposto dal sindaco, in caso di necessità, indifferibilità e urgenza, alle grotte in cui siano presenti reperti paletnologici o paleontologici o situazioni fisiche, biologiche, geologiche e geomorfologiche di particolare fragilità e interesse, ivi comprese particolari esigenze della fauna e delle sue esigenze riproduttive.
7 Fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente in materia di tutela del patrimonio ambientale e culturale, la Giunta regionale può autorizzare interventi in deroga ai divieti di cui al presente articolo per documentati e imperativi motivi di interesse pubblico di sicurezza e per fini scientifici, di ricerca ed esplorativi.
8 Fatto salvo quanto indicato al comma 3, qualora i siti compresi nei catasti di cui agli articoli 3 e 4 ricadano in aree protette regionali o nazionali, così definite rispettivamente ai sensi della l.r. 19/1997 e della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), nonché nei Siti di importanza comunitaria (SIC) e nelle Zone di protezione speciale (ZPS) della Rete Natura 2000 ai sensi e per gli effetti delle direttive comunitarie 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, e della flora e della fauna selvatiche e 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, nonché del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, così come modificato e integrato dal regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120, vige la speciale normativa di riferimento, ove più restrittiva.
9 La Regione, tramite l’Assessorato all’ecologia, provvede al monitoraggio sullo stato di conservazione del patrimonio geologico anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con università, istituti di ricerca e associazioni attive nella promozione e valorizzazione del patrimonio geologico ambientale riconosciute a livello regionale e nazionale.
10 La Regione, tramite l’Assessorato all’ecologia, provvede al monitoraggio sullo stato di conservazione del patrimonio speleologico anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con la FSP o con associazioni speleologiche riconosciute nell’ambito speleologico nazionale (Società Speleologica Italiana e Club Alpino Italiano).
1 Ai fini dello svolgimento dell’attività di controllo e di sorveglianza e del rispetto dei divieti di cui alla presente legge, il comune territorialmente competente provvede ad apporre apposita segnaletica che richiami gli estremi del provvedimento di inserimento del sito nel catasto e, brevemente, il relativo regime.
2 Le funzioni di controllo e sorveglianza sulle violazioni alla presente legge sono demandate al Corpo forestale dello Stato. Attività di controllo può altresì essere svolta dalle polizie provinciali e municipali, dalle guardie di caccia e pesca e dalle guardie ecologiche volontarie (legge regionale 28 luglio 2003, n. 10 – Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica), avvalendosi, ove necessario, della collaborazione e supporto della FSP, di gruppi speleologici riconosciuti nell’ambito speleologico nazionale (Società speleologica Italiana e club alpino italiano) e del CNSAS. Verifiche e controlli sul rispetto delle deroghe e autorizzazioni concesse possono essere effettuati anche dal personale appositamente delegato degli uffici provinciali per l’agricoltura e dagli ispettorati ripartimentali delle foreste.
1 Alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si provvede per l’esercizio finanziario 2009 mediante stanziamento di euro 50 mila sul capitolo 611067 “Spese per investimenti in attuazione del d.lgs. 112/1998 in materia di tutela ambientale”. A decorrere dall’esercizio finanziario 2010, si provvede mediante stanziamenti di bilancio sui pertinenti capitoli di spesa finanziati con le risorse provenienti dall’Unione europea (UE) e dallo Stato e delle correlate quote di cofinanziamento regionale.
2 Le quote di finanziamento poste a carico del bilancio regionale sono determinate con le leggi di bilancio.
3 Gli importi provenienti dalle sanzioni di cui all’articolo 8 affluiscono sul capitolo di entrata 3061120 “Proventi derivanti dalle indennità pecuniarie per violazione delle disposizioni legislative in materia dei beni culturali e ambientali” e devono essere utilizzati per gli scopi di tutela e valorizzazione previsti dalla presente legge.
Art. 1 -Obiettivi
Art. 2 -Definizioni
Art. 3 -Catasto regionale dei geositi
Art. 4 -Catasto regionale del patrimonio speleologico
Art. 5 -Sezioni speciali e monumenti naturali
Art. 6 -Gestione, tutela e pianificazione
Art.7 -Interventi regionali e relazioni con gli enti locali
Art. 9 -Funzioni di controllo e sorveglianza
Art. 10 -Norma finanziaria

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art.7

Art. 9

Art. 10