Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_fallimentare/104
Timestamp: 2020-07-10 05:57:30+00:00

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Art. 104-bis
Capo VI - Dell'esercizio provvisorio e della liquidazione dell'attivo (1)
Sez. I - Disposizioni generali
Esercizio provvisorio dell'impresa del fallito
VII. Durante l’esercizio provvisorio i contratti pendenti proseguono, salvo che il curatore non intenda sospenderne l’esecuzione o scioglierli. E' fatto salvo il disposto dell'articolo 110, comma 3, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. (1)
(1) Ultimo periodo aggiunto, con effetto dal 19 aprile 2019, dall'art. 2 del D.L. 18 aprile 2019, n. 32, convertito in legge con modificazioni dalla L. 14 giugno 2019 n. 55.
Trasferimento di ramo d’azienda - Nozione di ramo d’azienda - Onere della prova - Art. 2112 c.c..
A fronte della contestazione, da parte del ricorrente, dell’esistenza del ramo d’azienda trasferito, da intendersi come articolazione funzionalmente autonoma di un’unità economica organizzata, è onere delle convenute, cessionaria e cedente, provare il fatto del trasferimento, e cioè la consistenza e l’idoneità funzionale del ramo, in primo luogo mediante la produzione in giudizio dell’atto di cessione e degli allegati necessari a identificare gli elementi patrimoniali trasferiti; ciò in particolare al fine di verificare l’idoneità dello stesso a svolgere le attività commesse alla cessionaria dalla cedente, sulla base di un contratto di servizi coevo al trasferimento del ramo.
L’accollo dell’onere della prova alle convenute si giustifica sia per considerazioni attinenti alla vicinanza della prova, sia perché, ponendo il ricorrente, a fondamento della domanda, il fatto negativo dell’inesistenza del trasferimento d’azienda, viene in questione il diritto delle convenute alla novazione soggettiva del rapporto di lavoro, in difetto di consenso del contraente ceduto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 01 Febbraio 2019. Segue...
In caso di fallimento del datore di lavoro, salvo che sia autorizzato l'esercizio provvisorio, il rapporto di lavoro entra in una fase di sospensione, sicché il lavoratore non ha diritto di insinuarsi al passivo per le retribuzioni spettanti nel periodo compreso tra l'apertura del fallimento e la data in cui il curatore abbia effettuato la dichiarazione ex art. 72, comma 2, l.fall., in quanto il diritto alla retribuzione non sorge in ragione dell'esistenza e del protrarsi del rapporto di lavoro ma presuppone, in conseguenza della natura sinallagmatica del contratto, la corrispettività delle prestazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Maggio 2018, n. 13693. Segue...
I provvedimenti cautelari (atipici), che il tribunale può disporre con finalità conservative del patrimonio e dell’impresa nell’ambito di una procedura prefallimentare, sono assimilabili a quelli che possono essere gradatamente adottati ai sensi dell’art. 2409 c.c., con incidenza, quindi, anche sui poteri gestori, e possono essere considerati, al pari di quelli ex art. 700 c.p.c., come anticipatori della decisione di merito, adottabili in presenza dei requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora, spesso insiti ex se nella situazione di mala gestio che ha condotto alla presentazione di una istanza di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018. Segue...
Tra i provvedimenti conservativi, anticipatori della decisione di merito, in previsione della decisione sulla richiesta di esercizio provvisorio, può essere annoverato anche l’esercizio provvisorio anticipato, che si può ottenere con un dispositivo congegnato in modo da esautorare, senza eradicare, i poteri gestori in capo all’organo amministrativo in carica, mediante un provvedimento di mera sospensione temporanea del poteri gestori, efficace fino alla conclusione della fase prefallimentare, che non incida sulla titolarità della governance, atteso che neppure la sentenza di fallimento può determinare la revoca degli amministratori, ed il provvedimento anticipatorio non può mai concedere più di quello che potrebbe fare la futura decisione di merito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018. Segue...
Nel caso delle società di calcio, l’esercizio provvisorio deve essere disposto necessariamente a tutela del patrimonio aziendale, che include la conservazione del “titolo sportivo”, indispensabile per l’affiliazione alla F.I.G.C., e per la partecipazione ad un campionato di calcio, titolo che sarebbe irrimediabilmente perduto se la società cessasse l’attività, a cui si aggiungerebbe la perdita del valore dei giocatori, che sarebbero immediatamente svincolati a seguito del fallimento senza prosecuzione dell’impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018. Segue...
Nel caso delle società di calcio, può essere concessa l’anticipazione dell’esercizio provvisorio quando la misura appaia l’unica idonea a preservare il patrimonio e l’impresa, proprio in funzione dell’esercizio provvisorio che verrà concesso con la sentenza di fallimento, ad esempio laddove i singoli giocatori abbiano intrapreso le procedure di svincolo conseguenti ai reiterati inadempimenti della società nei loro confronti, che porterebbero, con la risoluzione del rapporto, ad un azzeramento del valore dei giocatori per la società di calcio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018. Segue...
Fallimento – Contratti ad esecuzione continuata o periodica – Subentro del curatore – Pagamento integrale delle forniture già avvenute – Principio generale – Esclusione – Contratto di somministrazione – Distinzione fra crediti del somministrante aventi natura concorsuale perché sorti in data anteriore al fallimento e quelli aventi natura prededudicibile perché sorti in data posteriore.
Esercizio provvisorio - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Prededucibilità - Condizioni - Subentro nel contratto da parte del curatore al termine dell'esercizio provvisorio - Fondamento.
Fallimento - Società sportive - Esercizio provvisorio - Vantaggi.
In tema di società sportive, appare opportuno disporre l’ esercizio provvisorio in ragione del fatto che l’accertamento dello stato di insolvenza della società determina, ai sensi dell’art. 16, 6° comma delle norme organizzative interne F.I.G.C. la revoca dell’affiliazione, la cessazione dell’attività sportiva con riferimento al campionato in corso (anch’essa rilevante ai fini della decadenza dall’affiliazione ai sensi del comma 2 lett. a art. 16 cit.) e conseguentemente, la perdita del titolo sportivo di cui all’art. 52, comma 1 norme cit.
La prosecuzione dell’attività consente invece la riscossione dei crediti sportivi ancora non incassati (v. doc. 3 allegato alla memoria di parte resisterne depositata il 27.2.17), il mantenimento del valore dell’azienda ai fini della sua proficua cessione a terzi e, infine, la riduzione della massa passiva in virtù dell’accollo del debito sportivo da parte del cessionario, obbligatoriamente previsto dall’art. 52, 3° comma norme organizzative interne F.I.G.C. per l’attribuzione del titolo sportivo all’acquirente.
Alla luce di tali considerazioni, la prosecuzione dell’attività caratteristica dell’impresa sportiva si presenta, allo stato e ferme le diverse valutazioni degli organi della procedura, non solo idonea ad evitare il danno grave di cui all’art. 104, comma 1, l.fall. ma anche non foriera di danni per la massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 09 Marzo 2017. Segue...
Fallimento – Esercizio provvisorio – Finalità.
L’esercizio provvisorio dell’impresa fallita può essere autorizzato qualora non comporti pregiudizio ai creditori e si prospetti conveniente allo scopo di tutelare il valore di avviamento dell’attività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 18 Giugno 2016. Segue...
Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratto pendente al momento dell'apertura della procedura - Facoltà del commissario di scioglimento o di subentro - Finalità - Prosecuzione di precedente somministrazione di servizi - Dichiarazione espressa di subentro - Mancanza - Conseguenze - Prededucibilità del credito relativo alle prestazioni pregresse - Esclusione.
Fallimento – Affitto dell’azienda – Autorizzazione del Giudice delegato – Reclamo avverso precedente scelta dell’affittuario da parte del curatore – Inammissibilità.
Il reclamo ex art. 36 l.f. avverso l’atto del curatore di scelta dell’affittuario va dichiarato inammissibile se proposto quando il giudice delegato aveva già autorizzato l’affitto dell’azienda in favore del soggetto preventivamente scelto dal curatore.
In casi in cui l’impugnazione è proposta successivamente all’autorizzazione del giudice delegato. all’affitto (successiva a sua volta alla scelta dell’affittuario già operata dal curatore), l’interpretazione della norma di cui all’art. 104-bis l.f. che appare preferibile impone di ritenere che l’unico reclamo esperibile è quello di cui all’art. 26 l.f. avverso il provvedimento del giudice delegato., che, autorizzando l’affitto dell’azienda al soggetto prescelto, necessariamente conferma la correttezza della scelta operata dal curatore. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 11 Giugno 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Pregiudizio alla possibilità di cessione dell'azienda - Esercizio provvisorio limitato all'adempimento degli ordinativi in corso..
Qualora la pur momentanea interruzione dell'attività di impresa possa pregiudicarne l'avviamento e la possibilità di far luogo alla cessione dell'azienda nel suo complesso e non vi sia rischio di pregiudizio delle ragioni dei creditori, è possibile autorizzare l'esercizio provvisorio limitatamente all'adempimento degli ordinativi in corso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecco, 09 Luglio 2013. Segue...
Accertamento del passivo - Accertamento della compensazione dedotta dal creditore - Efficacia extraconcorsuale - Preclusione delle azioni revocatorie, recuperatorie e risarcitorie - Esclusione..
Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Crediti sorti durante l'esercizio provvisorio - Prededuzione - Crediti successivi all'esercizio provvisorio - Applicazione della regola generale di cui all'articolo 72 LF e della disciplina della quarta sezione della legge fallimentare..
La regola di cui all'articolo 104, comma 8, legge fallimentare, secondo la quale i crediti sorti nel corso dell'esercizio provvisorio dell'impresa sono soddisfatti in prededuzione ai sensi dell'articolo 111, comma 1, n. 1), non è applicabile ai crediti sorti dopo che sia cessato l'esercizio provvisorio, per i quali "rivive" la regola generale di cui all'articolo 72 nonché la disciplina prevista dall'intera sezione quarta della legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012. Segue...
Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica - Crediti sorti dopo la cessazione dell'esercizio provvisorio - Applicazione dell'articolo 74 L.F. - Pagamento in prededuzione delle prestazioni ante fallimento..
Con specifico riferimento ai contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica, al termine dell'esercizio provvisorio dell'impresa, si dovrà fare applicazione dell'articolo 74, secondo il quale il curatore che decide di subentrare nel contratto è tenuto a corrispondere in prededuzione anche il prezzo delle forniture già eseguite prima della dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012. Segue...
Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Disciplina dei crediti prededucibili..
Con riferimento all'esercizio provvisorio dell'impresa, la sorte dei crediti relativi ai contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica può essere così regolata: i) quelli sorti in pendenza dell'esercizio provvisorio hanno natura prededucibile; ii) quelli successivi all'esercizio provvisorio sorgono solo nel caso in cui il curatore opti per il subentro del contratto e sono ovviamente prededucibili; iii) quelli sorti prima della dichiarazione di fallimento avranno o meno natura prededucibile a seconda che il curatore, al termine dell'esercizio provvisorio, abbia scelto di subentrare o di sciogliersi dal contratto (articolo 74, legge fallimentare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012. Segue...
Fallimento -Esercizio provvisorio - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Prededucibilità - Condizioni - Subentro nel contratto da parte del curatore al termine dell'esercizio provvisorio - Fondamento - Fattispecie.
Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Facoltà di scelta del curatore tra sospensione ed esecuzione dei contratti pendenti - Applicazione analogica dell'articolo 72, comma 2 LF - Messa in mora del curatore che abbia optato per la sospensione - Ammissibilità..
Fallimento - Esercizio provvisorio - Crediti relativi a contratti pendenti ad esecuzione periodica o continuata - Prededuzione - Crediti sorti in pendenza dell'esercizio provvisorio..
La lettera della norma di cui all'articolo 104, legge fallimentare è inequivoca nel riconoscere la prededuzione soltanto ai crediti sorti in pendenza dell'esercizio provvisorio e non anche a quelli sorti precedentemente, anche se relativi a contratti pendenti ad esecuzione periodica o continuata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 18 Gennaio 2012. Segue...
Esercizio provvisorio dell'impresa – Contratti pendenti – Ammissione in prededuzione dei crediti maturati prima della dichiarazione di fallimento – Esclusione – Applicazione della disciplina sui contratti pendenti – Cessazione dell'esercizio provvisorio..
La prosecuzione dell'attività in presenza di esercizio provvisorio dell'impresa fallita non comporta l'obbligo per la procedura di pagare in prededuzione i crediti maturati prima della dichiarazione di fallimento nell'ambito dei contratti pendenti (nella specie aventi ad oggetto la fornitura di energia elettrica e gas); la disposizione contenuta nell'articolo 104, comma 9, legge fallimentare prescrive, infatti, che la disciplina dettata dagli articoli 72 e seguenti (la quale prevede che in caso di subentro nei contratti pendenti il curatore ne assuma i relativi obblighi) trovi applicazione solo dopo la cessazione dell'esercizio provvisorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 03 Dicembre 2010. Segue...
Fallimento – Esercizio provvisorio dell’impresa – Autorizzazione successiva alla dichiarazione di fallimento – Competenza del Tribunale – Sussistenza..
Il potere del tribunale di autorizzare l’esercizio provvisorio dell’impresa ai sensi del primo comma dell’art. 104 legge fall. persiste anche successivamente alla sentenza di fallimento, qualora emergano elementi che facciano ritenere che nell’ambito dell’istruttoria prefallimentare non sia stata adeguatamente rappresentata l’esistenza di quel “danno grave” che ne costituisce il presupposto. (Nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato l’esercizio provvisorio in epoca successiva alla dichiarazione di fallimento senza sentire il parere del comitato dei creditori). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 14 Agosto 2009. Segue...

References: Art. 2112
 art. 72
 art. 700
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 art. 36
 sentenza