Source: http://www.geronimados.com/2011/08/mobbing-dimostrabile-anche-con.html
Timestamp: 2019-04-23 00:30:34+00:00

Document:
GERONIMADOS: MOBBING - DIMOSTRABILE ANCHE CON REGISTRAZIONI AUDIO
Corte di Cassazione Sezione Lavoro, sentenza 8 maggio 2007, n. 10430
(Pres. Senese - Rel. De Renzis)
Il Tribunale non riteneva provata la domanda, in quanto non era ammissibile l'interrogatorio formale di Pacini Luca, non rivestendo la carica di legale rappresentante della società- né essendo ammissibile ai sensi dell'art. 2712 Cod. Civ. la consulenza tecnica di ufficio, volta alla trascrizione del nastro magnetico, in quanto la convenuta aveva contestato l'esistenza delle asserite conversazioni e della loro conformità ai fatti.
L'anzidetta decisione, impugnata dalla D., è stata riformata, previo espletamento di consulenza fonografica, dalla Corte di Appello di Firenze con sentenza n. 213 del 2004, che, in parziale accoglimento dell'appello, ha condannato la Giotto Immobiliare al pagamento a favore dell'appellante della somma di € 8367,29, oltre rivalutazione monetaria ed interessi.
In questa situazione, il avviso della Corte, erano da ritenersi giustificate sotto l'aspetto psicologico le dimissioni anticipate dalla D. al 6 dicembre 1996 rispetto alla scadenza del contratto a termine nel giugno successivo.
Circa l'entità del danno risarcibile la Corte ha liquidato l'anzidetto importo di € 8367,29, pari alle retribuzioni maturate fino alla scadenza del contratto.
La società ricorre per cassazione contro l'anzidetta sentenza con due motivi, illustrati con memoria ex art. 378 c.p.c..
La Giotto Immobiliare sostiene che il giudice di appello non ha fatto buongoverno delle richiamate norme, in particolare dell'art. 2712 Cod. Civ., con riguardo all'ammissibilità della trascrizione del nastro magnetico, in quanto la stessa ricorrente, in sede di comparsa di costituzione. e risposta dinanzi al primo giudice, aveva disconosciuto la conformità ai fatti della registrazione prodotta dalla controparte e comunque che la conversazione registrata sul nastro fosse avvenuto con il tenore ivi risultante.
Le statuizioni del giudice di appello sono condivisibili e non in contrasto con l'art. 2112 Cod. Civ., giacché la contestazione della società non ha riguardato il fatto della registrazione, ma le sue risultanze, valutate, come già detto, dallo stesso giudice in base ad elementi presuntivi ex art. 2729 Cod. Civ., quali il clima di particolare ostilità di Pacini Luca in reazione alla richiesta di ferie della dipendente D. e alla minaccia di denuncia penale ai Carabinieri per contestati ammanchi di cassa, ove la D. non avesse presentato a breve la lettera di dimissioni.
Sotto tale profilo può richiamarsi l'indirizzo giurisprudenziale il quale sostiene che il disconoscimento, che fa perdere alle riproduzioni meccaniche la loro qualità di prova e va distinto dal mancato riconoscimento - diretto o indiretto - che non esclude il libero apprezzamento da parte del giudice delle riproduzioni legittimamente acquisite, deve essere chiaro e circostanziato ed esplicito con allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta (Cass. n. 8998 del 2001).
Questo Collegio non ignora altro indirizzo secondo il quale il disconoscimento delle riproduzioni meccaniche (nella specie cassetta audiofonica) di cui all'art. 2712 Cod. Civ. non consente la formazione di prova piena (Cass. n. 12715 del 1998), ma ciò non può precludere al giudice la ricostruzione del contenuto della registrazione, contestato in modo generico, attraverso elementi gravi, precisi e concordanti, la cui consistenza nel caso di specie, come già evidenziato, è stata acclarata dalla Corte territoriale con accertamento adeguatamente motivato.
2. Con il secondo motivo la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell'art. 2119 Cod. Civ. e degli artt. 1453 e seguenti Cod. Civ. (art. 360 n. 3 c.p.c.).
Al riguardo osserva che il giudice di appello ha in modo erroneo liquidato il danno nella misura delle retribuzioni maturande fino alla scadenza del contratto, laddove il pregiudizio, in mancanza di prova da parte della lavoratrice di un diverso e maggiore danno, è rappresentato unicamente dall'indennità sostitutiva del preavviso ex art. 2119 Cod. Civ., che richiama l'art. 2118-2° comma Cod. Civ.
La decisione del giudice di appello non è suscettibile di censura, in quanto nella specie non trattasi di rapporto a tempo indeterminato, in relazione al quale è prevista l'indennità sostitutiva del preavviso, ma di rapporto a termine, sicché correttamente il danno, subito dalla lavoratrice in conseguenza delle dimissioni per giusta causa, è stato determinato nella misura pari alle retribuzioni che la stessa avrebbe percepito fino alla scadenza del contratto (in questo senso si richiama Cass. n. 924 del 1996; Cass. n. 6439 del 1995; Cass, n. 5600 del 1987).
Pubblicato da geronimo a 11:45

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 2729
 art. 2119
 Cass. 
 Cass.