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Timestamp: 2020-08-15 08:59:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26093 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26093 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 15/09/2016, dep.16/12/2016), n. 26093
sul ricorso 11836-2015 proposto da:
P.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PRINCIPESSA
CLOTILDE 7, presso lo studio dell’avvocato FARGNOLI DANIELA,
rappresentata e difesa dell’avvocato CATERINA CATERINO giusta
N.I., M.P., elettivamente domiciliati in ROMA,
PIAZZA DEI CARRACCI 1, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO
BONGIANNI, rappresentati e difesi dall’avvocato VALERIO CAVALLARI
avverso la sentenza n. 236/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
emessa il 27/01/2015 e depositata il 05/02/2015;
15/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LOMBARDO LUIGI GIOVANNI.
– la Corte di Appello di Bologna ha confermato la sentenza del locale Tribunale che ha rigettato la domanda – proposta da P.G., P.C., Pi.Gi. e p.g. nei confronti di M.P. e N.I. – di declaratoria di nullità o di annullamento per incapacità di intendere e di volere del testamento olografo redatto da P.A.;
– per la cassazione della sentenza di appello ricorre P.G. sulla base di due motivi;
– resistono con controricorso M.P. e N.I.;
– il primo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e la falsa applicazione dell’art. 591 c.c. e art. 115 c.p.c., in relazione alla distribuzione dell’onere della prova tra le parti circa la incapacità naturale della testatrice nel momento in cui fece testamento) appare manifestamente infondato, in quanto, in tema di annullamento del testamento, l’incapacità naturale del testatore postula la esistenza non già di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del de cuius, bensì la prova che il soggetto sia stato privo “in modo assoluto”, al momento della redazione dell’atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi; prova che grava sull’attore che voglia avvalersi di tale incapacità (Sez. 2, Sentenza n. 27351 del 23/12/2014, Rv. 633616; Sez. 2, Sentenza n. 8079 del 18/04/2005, Rv. 581629) e che i giudici di merito hanno – nella specie – ritenuto insussistente;
– il secondo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 591, 2697 e 2729 c.c., per avere la Corte di Appello valutato atomisticamente gli elementi indiziari acquisiti) appare inammissibile, in quanto sottopone alla Corte – nella sostanza – profili relativi al merito della valutazione delle prove, che sono insindacabili in sede di legittimità, non risultando sussistenti le violazioni di legge denunciate anche sotto il profilo della valutazione complessiva degli indizi e non avendo peraltro il ricorrente denunciato l’omesso esame di fatto decisivo;
– il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380 – bis c.p.c., in quanto:
a) in relazione al primo motivo, la giurisprudenza richiamata nella memoria depositata da parte ricorrente, secondo cui “è compito di chi vuole avvalersi del testamento dimostrare che esso fu redatto in un momento di lucido intervallo” (Sez. 2, Sentenza n. 8079 del 18/04/2005, Rv. 581629), presuppone che prima sia stata provata la incapacità totale e permanente del de cuius, prova che – nella specie – il giudice di merito ha ritenuto essere insussistente;
b) in relazione al secondo motivo, la censura punta inammissibilmente a sindacare il merito della valutazione delle prove circa la sussistenza della incapacità naturale della testatrice;
– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, (inserito dalla L. n. 228 del 2012) applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte del ricorrente, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta-2 Sezione Civile, il 15 settembre 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 115
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 380
 Sentenza 
 art. 13
 art. 13