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Timestamp: 2019-08-24 03:18:48+00:00

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La particolare esperienza maturata relativamente alle problematiche familiari ci permette di fornire assistenza e consulenza in materia di diritto di famiglia con la massima competenza e professionalità.
Lo Studio mette a disposizione del cliente le proprie spiccate competenze nell'ambito della branca del diritto di famiglia, riservando particolare cura ed attenzione alle cause di separazione e divorzio, nonché alle singole e specifiche problematiche sottese ai suddetti procedimenti (affidamento dei figli, determinazione degli alimenti, assegno di mantenimento, assegno divorzile, assegno successorio, pensione di reversibilità, assegnazione della quota di T.F.R.)
La separazione personale dei coniugi è un istituto del diritto di famiglia, disciplinato dal Codice Civile dagli artt. 150 e seguenti, nonché da specifiche norme introdotte da Leggi ordinarie e dal Codice di procedura civile.
La separazione consensuale o giudiziale.
La scelta della separazione consensuale costituisce di certo il percorso meno traumatico, costoso e più rapido per porre fine al vincolo coniugale. La separazione, una volta intervenuta, a seguito del procedimento incardinato in Tribunale presso la Sezione di volontaria giurisdizione, non determina la fine del matrimonio né il venir meno dello status giuridico di coniuge.
Essa va ad incidere solamente su alcuni tipici effetti del matrimonio: determina lo scioglimento della comunione legale dei beni, cessano gli obblighi di fedeltà e di coabitazione.
Diversamente dal divorzio, la separazione ha per di più carattere solamente transitorio. Proprio in virtù di ciò, i coniugi separati, ma non divorziati, possono riconciliarsi senza la necessità di espletare alcuna formalità (art. 154 del Codice civile). A tal fine è sufficiente, oltre all'accertamento giudiziario, i coniugi possono recarsi al Comune di residenza per rilasciare un'apposita dichiarazione.
Il divorzio è disciplinato in Italia dalla Legge n. 898 del 1970 (e succ. mod.).
La suddetta normativa contempla la possibilità per i coniugi di chiedere lo cessazione degli effetti civili del matrimonio (religioso) o lo scioglimento del vincolo matrimoniale, nelle ipotesi in cui la comunione spirituale e materiale sia venuta meno e che comunque non possa essere ricostruita per la sussistenza di una delle cause previste dall'art. 3 L. 898/1970.
Nello specifico tra le condizioni individuate dal suddetto art. 3 che consentono di avviare un procedimento di divorzio vi sono:
• la separazione personale protratta per almeno tre anni dichiarata con sentenza passata in giudicato, o decreto che omologa la separazione consensuale, con decorrenza del termine dalla data di comparizione dei coniugi davanti al Giudice per il tentativo di conciliazione;
• la condanna a pene detentive superiori ai quindici anni o per reati commessi contro il coniuge o un discendente;
• l’annullamento o scioglimento del matrimonio all’estero;
• un altro matrimonio contratto dal coniuge;
• la mancata consumazione del matrimonio;
• l’esistenza di una sentenza che rettifica l’attribuzione di sesso di un coniuge.
Divorzio consensuale (o congiunto) e giudiziale
Presupposto fondamentale per addivenire ad una Sentenza di divorzio (sia esso congiunto o giudiziale) è il decorso di un periodo di tempo di almeno tre anni dalla separazione.
Così come la separazione, anche il divorzio può essere consensuale o giudiziale. Il divorzio congiunto scaturisce dalla comune volontà dei coniugi ed analogamente alla separazione consensuale dall'accordo delle parti sulle condizioni del divorzio. Di fatto saranno gli stessi coniugi a chiedere al Tribunale di adottare un provvedimento (Sentenza) che recepisce le condizioni avanzate dai coniugi congiuntamente. Il procedimento si avvia con il deposito del ricorso in Tribunale. Successivamente lo stesso ufficio giudiziario fisserà l'udienza di comparizione di ambedue i coniugi i quali dovranno necessariamente comparire. Normalmente il procedimento si definisce in un'unica udienza, salvo il sopravvenire di particolari problematiche. Il procedimento si concluderà dunque con la Sentenza di divorzio.
Nell'ipotesi in cui, invece, sia solo uno dei coniugi a voler avviare il procedimento per giungere ad un provvedimento di divorzio, il medesimo dovrà proporre ricorso avanti il Tribunale per mezzo dell'Avvocato.
La normativa vigente prevede la necessaria presenza di entrambi i coniugi all'udienza fissata avanti il Presidente del Tribunale affinché quest'ultimo possa procedere al tentativo di conciliazione tra i coniugi.
Laddove la conciliazione non dovesse riuscire, il medesimo Presidente del Tribunale adotterà in primis i provvedimenti necessari ed urgenti ritenuti opportuni nell'interessi dei figli e dei coniugi. Lo stesso Presidente provvederà altresì a nominare il Giudice istruttore davanti al quale la causa proseguirà il suo corso, per così giungere alla Sentenza di divorzio.

References: art. 3
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