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FONDAZIONE IFEL. Rassegna Stampa del 24/02/2014
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1 FONDAZIONE IFEL Rassegna Stampa del 24/02/2014 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.2 INDICE IFEL - ANCI 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Primo test su Tasi e Imu 24/02/2014 La Repubblica - Nazionale Tasi, ticket e Cig: subito un assegno da 7 miliardi 24/02/2014 La Stampa - Nazionale Accordo fra Terna e l'anci 24/02/2014 L Unita - Nazionale Padoan e il dilemma dei conti lasciati da Saccomanni 24/02/2014 Giornale di Brescia Anci a Brescia, «basta sindaci esattori» 24/02/2014 Messaggero Veneto - Nazionale Federsanità, rete sull'ictus 24/02/2014 Messaggero Veneto - Nazionale Comparto unico, Anci apre all'accordo FINANZA LOCALE 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Una partita da chiudere senza altre complicazioni 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Rischio rincari fino al 111% sui fabbricati produttivi 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Trasparenza totale nelle società 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Relazione di fine mandato entro domani per sindaci 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Sulle seconde case si applica l'agevolazione base del 50% 24/02/2014 La Repubblica - Affari Finanza Le lobby locali del paese dei campanili3 24/02/2014 Corriere Economia Catasto & Immobili Il Fisco va al mercato 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Immobili abitativi rivalutati nel 2008 con percentuale del 4% 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Irrilevanti i passaggi ai comuni a scomputo di oneri di urbanizzazione 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Imposte, il catasto non fa testo ECONOMIA PUBBLICA E TERRITORIALE 24/02/2014 Corriere della Sera - Nazionale subito 4 Miliardi di Tagli alla Spesa 24/02/2014 Corriere della Sera - Nazionale Il sondaggio: 2 su 3 favorevoli a sforare il tetto sul deficit 24/02/2014 Corriere della Sera - Nazionale Delrio: agire sulle rendite dei Bot Poi arriva la frenata del governo 24/02/2014 Corriere della Sera - Nazionale «Non si può partire così. Renzi rispetterà i patti» 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Nuovi dubbi di legittimità sulla Robin tax per l'energia 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Tutti i vantaggi dei nuovi bonifici 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Ripartenza lenta per i «piccoli» 24/02/2014 Il Sole 24 Ore La riscossione si ferma per 90 giorni 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Mediazione, fair play da Equitalia 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Per gli immobili affrancamento al test-convenienza 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Rivalutazione entro il 30 giugno 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Bonus nuove assunzioni con effetti dal modello4 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Il calcolo dello sgravio Ires comincia dall'irap versata 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Ma le aziende non sono Pa: ora occorre semplificare 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Appalti, più vincoli per l'in house 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Nuove schede da compilare prima dello smaltimento 24/02/2014 La Repubblica - Nazionale Visco: "Nessuno ha la bacchetta magica la ripresa c'è, ora serve un progetto responsabile" 24/02/2014 La Repubblica - Nazionale Volti nuovi nei ministeri andranno via i mandarini che condizionano le leggi 24/02/2014 La Repubblica - Nazionale Draghi: "La domanda interna si rianima il calo dei prezzi aiuta i redditi più bassi" 24/02/2014 La Stampa - Nazionale Bot, il primo fronte di Renzi 24/02/2014 La Stampa - Nazionale Saranno ridotti acquisti e sussidi 24/02/2014 La Stampa - Nazionale Un miliardo di gettito in più dai titoli preferiti dalle famiglie 24/02/2014 La Stampa - Nazionale Svizzera addio, investire i capitali dopo il rientro 24/02/2014 Il Messaggero - Nazionale Vertice notturno Renzi-Padoan parte subito la spending review 24/02/2014 Il Messaggero - Nazionale L'inefficienza dello Stato costa alle imprese 31 miliardi l'anno 24/02/2014 Il Messaggero - Nazionale «La tassa sui Bot può aumentare ma non ci saranno patrimoniali» 24/02/2014 Il Giornale - Nazionale Come riformare lo Stato sociale senza fare buchi in bilancio 24/02/2014 Il Giornale - Nazionale Il governo parte con le tasse Bot e rendite finanziarie già nel mirino del premier5 24/02/2014 Il Giornale - Nazionale Draghi: «Ripresa meno fragile» 24/02/2014 Il Giornale - Nazionale L'appello di Patuelli al governo: «Il fisco sta soffocando le banche» 24/02/2014 Il Giornale - Nazionale Le banche varano la svolta per rilanciare prestiti e utili 24/02/2014 Il Tempo - Nazionale BASTA ANNUNCI ORA I FATTI 24/02/2014 L Unita - Nazionale Electrolux, primo banco di prova per la ministra Guidi 24/02/2014 L Unita - Nazionale Draghi: «Ora stabilità e riforme»... Eurolandia: «La ripresa è ancora fragile, ma cominciano a vedersi segnali di progresso» 24/02/2014 L Unita - Nazionale Verso il taglio dei costi di bancomat e carte 24/02/2014 La Repubblica - Affari Finanza "Su Eni e Enel la prova della vera discontinuità" 24/02/2014 La Repubblica - Affari Finanza Pagamenti digitali in crescita 24/02/2014 La Repubblica - Affari Finanza La guerra sui revisori legali coinvolge ormai anche la Ue 24/02/2014 Corriere Economia Niente trucchi, tutelare i risparmi non tartassarli 24/02/2014 Corriere Economia Sace, Enav : un viaggio a ostacoli verso la Borsa 24/02/2014 Corriere Economia Enav Atterraggio complicato in Piazza Affari 24/02/2014 Corriere Economia Bonifici La cavalcata dei costi: 50 euro per un pagamento all'estero 24/02/2014 Corriere Economia Strategie Rientro capitali esteri: prove tecniche di accoglienza 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Voluntary disclosure, consulenti legali al lavoro6 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Autotutela bis con limitazioni 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Distinguo alle partecipazioni 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Cessioni, Iva senza automatismi conta l'edificabilità dei terreni 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Giudizi connessi 24/02/2014 ItaliaOggi Sette La tassa sui rifi uti è sempre dovuta 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Credito d'imposta per R&S 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Subappalti, pagamenti diretti 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Crediti, cancellazione difficile 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Rendiconti a regola d'arte con le nuove indicazioni 24/02/2014 ItaliaOggi Sette L'Oic raccomanda il rendiconto 24/02/2014 Il Fatto Quotidiano Il tesoro di 80 miliardi che l'italia non cerca GOVERNO LOCALE E AREE METROPOLITANE 24/02/2014 Corriere della Sera - Nazionale Milano ottava in Europa per capacità di far investire MILANO 24/02/2014 Corriere della Sera - Nazionale L'Italia dei prossimi anni Trenta La vittoria della provincia sulla città 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Sistri, il 3 marzo partenza bis con le vecchie sanzioni 24/02/2014 La Repubblica - Nazionale Spese fuori controllo e troppe assunzioni il ministero boccia le università del Sud7 24/02/2014 Il Messaggero - Roma Il bilancio di Roma finisce sotto tutela Legnini si allontana ROMA 24/02/2014 Il Messaggero - Roma Atac: meno ricambi, più consulenti roma 24/02/2014 Il Tempo - Nazionale Il sindaco ciclista dimezza le piste ciclabili ROMA 24/02/2014 La Repubblica - Affari Finanza Siena, capitale delle emissioni zero 24/02/2014 La Repubblica - Affari Finanza Enti locali e burocrazia soffiano contro il minieolico 24/02/2014 ItaliaOggi Sette Expo 2015, per la M4 di Milano si rischia la revoca del contributo MILANO 24/02/2014 Il Fatto Quotidiano La mafia ruba al Sud 7 miliardi e 180mila posti8 IFEL - ANCI 7 articoli9 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 1 (diffusione:334076, tiratura:405061) Tasse e immobili. Le scelte su aliquote e detrazioni Primo test su Tasi e Imu Gianni Trovati Il dossier delle imposte immobiliari, che ha caratterizzato tutta la durata del Governo Letta, resta sul tavolo del nuovo Esecutivo, che dovrà presto definire il livello delle aliquote massime di Imu e Tasi per il L'intesa siglata da Letta con i Comuni, che prevedeva un altro aumento della tassazione, non è stata tradotta in legge, ma resta il nodo dei bilanci comunali. Servizi u pagina 2 Le contorsioni del fisco immobiliare hanno accompagnato il Governo Letta dal giorno del discorso di insediamento fino alla caduta repentina, e promettono di ingombrare anche l'agenda del debutto del Governo Renzi. Ben prima della «riforma del Fisco» annunciata per aprile dal neopresidente del consiglio. La Iuc scritta nella legge di stabilità continua infatti a non funzionare, perché rischia di far pagare il tributo sui servizi indivisibili anche a chi non ha mai versato né Ici né l'imu perché abita in una casa di basso valore fiscale, e di conseguenza era "graziato" dalle detrazioni fisse presenti nelle vecchie imposte e assenti nella nuova Tasi. Qualche settimana fa i sindaci e il Governo Letta avevano chiuso un accordo che prevedeva un'aliquota aggiuntiva, in grado di portare le richieste Tasi al 3,3 per mille sull'abitazione principale e all'11,4 per mille (sommata all'imu) sugli altri immobili, e l'intesa è stata tradotta in una norma rimasta in attesa di essere caricata su qualche decreto. Matteo Renzi, da sindaco di Firenze, è stato nei fatti una delle parti interessate dall'intesa Governo-Anci, anche se si è tenuto a distanza di sicurezza dal dibattito sulle tasse del mattone, ma visto da Palazzo Chigi il problema potrebbe assumere un aspetto assai diverso da quello osservato da Palazzo Vecchio. Per una ragione semplice: a conti fatti la traduzione pratica dell'intesa finirebbe per far aumentare la pressione fiscale sulla casa rispetto a quella prevista nell'architettura zoppicante della legge di stabilità, e non rappresenterebbe il biglietto da visita ideale per il neonato Governo Renzi. Un possibile aumento di imposte, per di più su un tema incendiario come il fisco immobiliare, non è esattamente l'avvio migliore per un Esecutivo in cerca della "luna di miele" che non ha potuto trovare nelle urne. Aspettare, però, non è possibile, perché in gioco non ci sono ipotesi futuribili ma le tasse di quest'anno, e i contribuenti devono conoscerle per poterle pagare mentre i Comuni sono chiamati a chiudere i "preventivi" 2014 (come al solito in proroga) senza ancora sapere su quali entrate possono contare. I problemi della Iuc, l'«imposta unica comunale» nel nome ma triplice (e in parte statale) nei fatti, sono parecchi, ma il più spinoso riguarda le abitazioni principali. Dopo tanta fatica per abolire l'imu, la Tasi si rivela la sua sostituta imperfetta, al punto che il correttivo già scritto ma mai approvato imporrebbe ai Comuni di prevedere sconti «tali da generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti a quelli determinatisi con riferimento all'imu relativamente alla stessa tipologia di immobili». Il nodo è in quell'«equivalenti»: la Tasi sull'abitazione principale dovrebbe essere uguale all'imu, nel senso che non può essere superiore, per le case di valore medio e basso, dal momento che sugli immobili più "ricchi", quelli su cui le vecchie detrazioni uguali per tutti avevano un impatto minore, gli sconti sono già garantiti dalle nuove aliquote, più basse di quelle dell'imu. Per ottenere questo risultato, non troppo esaltante dopo che il «superamento» dell'imu ha catalizzato gli sforzi di quasi tutte le forze politiche, l'intesa toglie dal pacchetto-detrazioni i 500 milioni previsti dalla legge di stabilità e dà in mano ai Comuni un'aliquota aggiuntiva dello 0,8 per mille, che porta la Tasi 2014 oltre i tetti massimi e può essere applicata sulle abitazioni principali o sugli altri immobili. La traduzione normativa dell'intesa era stata inserita nelle bozze del decreto sulla casa targato Maurizio Lupi, e Lupi si è visto confermare il posto nel nuovo Governo. Il nodo, però, è politico, anche perché è facile prevedere che la maggioranza dei Comuni sceglierebbe la seconda strada, evitando di replicare a livello locale le polemiche IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/2014 910 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 1 (diffusione:334076, tiratura:405061) nazionali sul Fisco della prima casa, con il risultato di aumentare ancora il carico fiscale sulle case in affitto, quelle lasciate vuote dalla crisi, sui negozi e sui capannoni. Un bel rompicapo, destinato a rappresentare la prima prova sul campo per Renzi premier. RIPRODUZIONE RISERVATA ABITAZIONE PRINCIPALE ALTRI IMMOBILI RISORSE AI COMUNI Le aliquote 2014 sugli immobili (aliquota x 1000) TASI TASI + IMU Abitazione principale 1,0 2,5 3,3 Base Massima Altri fabbricati 7,6 10,6 11,4 Ipotesi di aumento nell'intesa Letta- AnciModifiche continue LE REGOLE 2013 Nel 2013 l'imu sull'abitazione principale è stata «superata» a tappe, e solo in parte, dal momento che in Comuni (quelli con aliquota superiore al 4 per mille standard) i proprietari sono stati chiamati a pagare la mini- Imu. Il superamento dell'imu è avvenuto alzando gli acconti di Ires e Irpef e con una "sanatoria" sulle slot machine riuscita a metà Negli immobili diversi dalla prima casa, l'imu nel 2013 ha seguito le stesse regole del 2012, quando il carico fiscale è cresciuto drasticamente per effetto dei moltiplicatori aumentati dal decreto «salva-italia». Unica eccezione gli immobili rurali strumentali all'attività agricola, che sono stati coinvolti nel «superamento» dell'imposta Il «superamento» dell'imu sull'abitazione principale è stato compensato ai Comuni da due provvedimenti, che hanno coperto il gettito prodotto dalle aliquote La differenza prodotta con gli aumenti deliberati nel 2013 è stata poi coperta per il 60% dallo Stato, e per l'altro 40% dai contribuenti con la «mini-imu» LE REGOLE 2014 Nella legge di stabilità 2014 si prevede l'introduzione della Tasi, con aliquota standard all'1 per mille e possibilità di aumenti fino al 2,5 per mille, senza detrazioni fisse. A differenza dell'imu, la Tasi è a carico anche degli inquilini, per una quota che può variare dal 10 al 30% e che sarà decisa dai Comuni Negli immobili diversi dalla prima casa, la Tasi si aggiunge all'imu già prevista nel Secondo la legge di stabilità, la somma di Imu e Tasi non può superare il tetto massimo previsto nel 2013 per la sola Imu, in pratica il 10,6 per mille nell'ampia maggioranza dei casi. Per gli immobili rurali strumentali prevista un'aliquota fissa dell'1 per mille Nel 2014 lo spazio lasciato scoperto dall'imu dovrebbe essere coperto dalla Tasi, che ad aliquota standard (1 per mille) vale 3,7 miliardi di euro. Il calcolo a parametri standard non è però possibile nei Comuni dove l'imu "ordinaria" è già al 10,6 per mille, e la Tasi non può quindi essere applicata sugli immobili diversi dall'abitazione principale I NODI APERTI Con le regole approvate è forte il rischio che molte case di basso valore imponibile, sempre escluse dall'ici e dall'imu grazie alle detrazioni fisse, paghino la Tasi. Per evitarlo, un correttivo progettato dal Governo Letta prevede la possibilità di aumenti ulteriori dello 0,8 per mille allo scopo di finanziare detrazioni Nei Comuni che hanno già deliberato nel 2013 un'aliquota Imu del 10,6 per mille la Tasi risulta di fatto inapplicabile per assenza di spazi finanziari. Per questa ragione l'intesa raggiunta con il Governo Letta prevederebbe di poter applicare l'aliquota aggiuntiva dello 0,8 per mille anche su questi immobili, in alternativa alle abitazioni principali Il correttivo preparato dal Governo Letta prevedeva una copertura aggiuntiva da 625 milioni, a cui si sommerebbero gli effetti dell'aumento ulteriore dello 0,8 per mille. Secondo i testi circolati, non tutto il gettito aggiuntivo sarebbe dovuto andare a finanziare le detrazioni, a patto che la Tasi non risultasse più cara dell'imu sullo stesso immobile IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/11 24/02/2014 La Repubblica - Ed. nazionale Pag. 9 (diffusione:556325, tiratura:710716) La manovra Tasi, ticket e Cig: subito un assegno da 7 miliardi Il governo ha sei scadenze urgenti. Poi caccia alle risorse per lavoro e taglio fiscale A regime, le riduzioni di spesa dovranno valere 10 miliardi per ogni anno I COSTI DELLA RENZINOMICS Sul piano delle ipotesie dei primi conteggi che si possono fare sul programma del governo, la ci- ROBERTO PETRINI ROMA - Lo spirito del centometrista che incarna il nuovo governo Renzi c'è tutto. Ma la gara non si svolgerà sul comodo tartan di uno stadio olimpico e soprattutto non si giocherà solo sullo scatto dei primi secondi. Il cammino che si apre da oggi sembra più una dura maratona o, forse, un vero e proprio percorso di guerra. All'agenda "Speedy Gonzales" del governo (job act a marzo, Pubblica amministrazione ad aprile e fisco a maggio), che costa circa 17 miliardi, si sovrappongono una serie di impegni da incubo. Mentre la caccia alle risorse non sarà facile. Anche perché bisogna tener conto del pregresso. Alle porte lo spettro del 2015, anno del primo test sul Fiscal compact: allora il debito dovrà invertire la tendenza scendendo sotto il record del 132,8 di quest'anno. LE EMERGENZE Sul tavolo ci sono questioni che per quest'anno richiedono già l'impegno di 7,3 miliardi. Alla finestra, ad attendere il passaggio del nuovo convoglio Renzi-Padoan, c'è in prima fila la tassa sulla casa: non si sa ancora quanto si pagherà per la nuova Tasi e per mettere in atto l'intesa con l'anci manca un decreto che dovrà provvedere a trovare 700 milioni. Bussano alla porta anche i cassaintegrati: per gli ammortizzatori in deroga ci vuole 1 miliardo. Dietro l'angolo c'è il Patto per la salute: c'è da raggiungere un accordo con le Regioni per individuare il finanziamento del fabbisogno sanitario e trovare, in quell'ambito, le risorse (1-2 miliardi) per evitare l'aumento dei ticket sulla specialistica per ora sospesi. Senza contare che, per evitare un aumento della pressione fiscale, il governo uscente ha rinviato il taglio delle detrazioni e degli oneri detraibili (mutui casa, palestre, ecc.) per 500 milioni che doveva scattare in gennaio e che dovranno essere coperti con altre risorse. Al poco rassicurante elenco si aggiunge il "vuoto di gettito" fiscale denunciato dalla Corte dei Conti di 2,8 miliardi: il gettito di quest'anno infatti è stato ampiamente "bruciato" lo scorso anno con la previsione di un anticipo del 130 per cento del getto Irap. fra necessaria potrebbe arrivarea 17,2 miliardi solo per il La riduzione del 10% dell'irap costa 2,2 miliardi, il taglio dell'irpef 5 miliardi e l'estensione universale degli ammortizzatori sociali circa 10 miliardi. Misure di grande impatto e annunciate con entusiasmo. Ma assai costose. Che si sommano ai 7,2 miliardi delle emergenze. SI RISCHIA LA CLAUSOLA Per quanto si conti molto sulla spending review la strada è stretta. Già sono stati cifrati 20 miliardi cumulati in tre anni (3 nel 2015, 7 nel 2016 e 10 a partire dal 2017), ciò significa che a regime la spesa dovrà essere ridotta strutturalmente e ogni anno di 10 miliardi. Questa cifra andrà assolutamente trovata se si vorrà evitare la «clausola di salvaguardia» che fa scattare il taglio lineare delle agevolazioni fiscali, che comporta un aumento della pressione fiscale. Solo con tagli strutturali superiori ai 10 miliardi l'anno si potrà cominciare a ridurre la pressione fiscale (Irpef, Irap o altro). DALLO SPREAD ALLE RENDITE Il governo Letta contava di ricavare circa 3 miliardi dalla riduzione dei tassi d'interesse sul debito. La cifra è giusta perché il rendimento medio sui titoli di Stato è sceso nel 2013 al 2,1%, ma le risorse non sono immediatamente utilizzabili e bisogna cifrarle nel nuovo Def. Più efficace e ispirato a giustizia fiscale l'aumento delle rendite finanziarie dal 20 al 22-23%: si ricaveranno un paio di miliardi. Non si può nascondere, come si evidenzia anche nella maggioranza, che dal primo gennaio di quest'anno la mini-patrimoniale Monti, ovvero l'imposta proporzionale di bollo sui conti titoli, è salita al 2 per mille e darà già nel 2014 un gettito di 5 miliardi. Il calendario 10 APRILE Il governo Renzi dovrà presentare in Parlamento il nuovo Def: si tratta del documento di economia e finanza IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/12 24/02/2014 La Repubblica - Ed. nazionale Pag. 9 (diffusione:556325, tiratura:710716) 30 APRILE Il governo dovrà inviare a Bruxelles il Programma nazionale di riforme dove si delineano i principali provvedimenti GOSTO Primo test sulla crescita economica: l'istat pubblica i dati del Pil sul trimestre aprilegiugno di quest'anno 20 SETTEMBRE L'Esecutivo chiamato a presentare in Parlamento e a Bruxelles la legge di Stabilità 2015 OVEMBRE Si insedia la nuova Commissione europea che nel 2015 darà le pagelle sul Fiscal compact PER SAPERNE DI PIÙ Foto: L'ESECUTIVO Un'immagine della prima riunione del Consiglio dei ministri del governo Renzi IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/13 24/02/2014 La Stampa - Ed. nazionale Pag. 22 (diffusione:309253, tiratura:418328) investimenti TUTTO SOLDI Accordo fra Terna e l'anci Condividere la localizzazione delle opere elettriche in Italia coniugando gli interventi di sviluppo di Terna con quelli di pianificazione urbanistica dei Comuni. Questo l'obiettivo dell'intesa firmata da Flavio Cattaneo (foto), ad di Terna, e Piero Fassino, presidente Anci, a cui aderiscono Comuni. IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/14 24/02/2014 L Unita - Ed. nazionale Pag. 2 (diffusione:54625, tiratura:359000) IL RETROSCENA Padoan e il dilemma dei conti lasciati da Saccomanni Le stime sulla crescita potrebbero essere sopravvalutate Per questo c'è incertezza sul rispetto degli obiettivi di finanza pubblica... Ieri il neoministro ha incontrato il premier Oggi vedrà il Ragioniere per la due diligence B. DI G. ROMA Pier Carlo Padoan giurerà stamattina la sua «fedeltà» alla Costituzione, prima del discorso per la fiducia del neopremier in Senato. Subito dopo il passaggio di consegne con Fabrizio Saccomanni e il primo incontro con la «nomenklatura» interna del ministero. Nel suo caso non ci sono da fare molte presentazioni: si conoscono tutti e da anni. C'è un rapporto consolidato con gli uomini di Bankitalia che il ministro uscente ha fatto traslocare nel palazzone di via XX Settembre. Specie con Daniele Franco, «sbarcato» alla ragioneria generale anche grazie alla sua profonda conoscenza della finanza pubblica. Proprio quello con il Ragioniere generale sarà l'incontro forse decisivo per il nuovo ministro. Il fatto è che le sue preoccupazioni si concentrano soprattutto sull'effettivo stato dei conti. Padoan ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in «queste ore molto dense» (parole sue), ma quel poco che ha detto fa capire che vuole vederci chiaro sui numeri presentati dall'italia a Bruxelles. Non è difficile prevedere che il dato su cui non c'è convergenza con la passata gestione è quello che riguarda la stima del Pil nel Già dall'ocse infatti Padoan aveva prodotto previsioni molto diverse, ferme quasi alla metà di quell'1,1% indicato da Saccomanni. E non solo. A risultare poco realistico sarebbe anche il dato dell'inflazione attesa, anch'essa sopravvalutata. Insomma, se il Pil nominale è stimato nei documenti attorno al 3%, secondo altre valutazioni si collocherebbe attorno alla metà, cioè all'1,5%. Per questo il Pil reale si fermerebbe allo 0,6%. Di qui a dire che gli obiettivi di finanza pubblica dell'italia non sono centrati, il passo è breve. A questo punto il ministro si troverebbe davanti a un bivio: scegliere la strada del rigore e quindi della correzione di bilancio, oppure puntare sul negoziato con l'ue per la spesa in deficit. Altri paesi hanno contrattato un periodo più lungo per raggiungere gli obiettivi, potrebbe argomentare Padoan. A dire la verità, per il ministro il rispetto dei parametri di Bruxelles è un capitolo importante della politica economica. Tanto importante da aver ingaggiato anche un duello con Paul Krugman per difendere il meccanismo delle soglie (3% di deficit sul Pil e 60% di debito). Chiedere più tempo, tuttavia, non significherebbe smentire la necessità di ridurre il deficit. Specialmente se la spesa in deficit sarà destinata a obiettivi precisi e verificabili. Si pensi ad esempio alla richiesta dei costruttori di concedere margini di spesa ai Comuni virtuosi che hanno soldi in cassa. Una proposta condivisa anche dall'anci, organizzazione a cui sia Renzi che Delrio sono molto vicini. EREDITÀ DI TREMONTI Parlando di spesa, tuttavia, per Padoan c'è da valutare il peso dei debiti della pubblica amministrazione. Che per la verità è meglio definire come un debito occulto creato dai vincoli imposti dai tagli lineari di Giulio Tremonti. In altre parole, non si poteva spendere e non si è pagato. Ora che quel debito si sta pagando, torna a pesare sui conti in un solo colpo. Ma la struttura della spesa resta invariata rispetto a prima. Ecco perché è importante il dossier della Spendinge review di Carlo Cottarelli, che oggi sarà pronto sulla scrivania del neoministro con le prime misure da attuare. Graziano Delrio ha fatto capire che l'esecutivo ha intenzione di proseguire su quella strada, per reperire risorse da destinare al taglio del cuneo fiscale. Assieme a quello, si dovrà procedere sul rientro di capitali, altro strumento messo in campo da Saccomanni. Ma Padoan sarà d'accordo su tutto questo? C'è da dire che il nuovo ministro non è nuovo al «lavoro di squadra», quello che Delrio ha evocato. È abituato alle équipe di tecnici, con cui ha lavorato all'fmi e all'ocse, ma anche alle esigenze della politica. Si pensi al lavoro fatto a Palazzo Chigi prima con Massimo D'Alema poi con Giuliano Amato. Ieri sera ha avuto anche un faccia-afaccia con Matteo Renzi, a cui ha ribadito la sua disponibilità a lavorare in sintonia. Ma fino a quando non si sarà provveduto a una profonda due diligence, sarà difficile che Padoan dia il via libera «alla cieca» su altre misure. IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/15 24/02/2014 Giornale di Brescia Pag. 9 (diffusione:48023, tiratura:59782) Anci a Brescia, «basta sindaci esattori» Presentato in Loggia uno studio sul rapporto tra cittadini, enti locali e Stato «I sindaci hanno fatto gli esattori Imu per lo Stato. Noi sappiamo assumerci le responsabilità di fronte ai nostri cittadini e perciò chiediamo che ci sia riconosciuto l'intero gettito Imu e ci siano dati obiettivi di risparmio, lasciando a noi decidere come farlo». Imu, Tasi, Legge di stabilità e «sua relativa condanna»: l'anci Lombardia incontra i sindaci del Bresciano, nell'8ª tappa del tour regionale e punta l'indice su problemi e difficoltà crescenti. É il presidente Attilio Fontana che ribadisce, in Loggia, durante il confronto coi primi cittadini che «se c'è ancora un poco di coesione sociale in questo Paese, di sicuro lo si deve agli sforzi dei sindaci. Ma la situazione è di pesante difficoltà». Dal 2007 al 2013 i Comuni dice Anci Lombardia - hanno contribuito al risanamento delle finanze pubbliche per oltre 16 miliardi, oltre la metà per tagli ai trasferimenti e il restante come obiettivi del patto di stabilità. La conseguenza «è stata un crollo degli investimenti del 30%». É il grido d'allarme e l'appello al nuovo premier Matteo Renzi «che è stato sindaco come noi, e ha condiviso i nostri problemi». I sindaci bresciani sono attenti e vedono delinearsi tra le pagine dell'indagine annuale Ipsos- Anci di novembre un «quadro di incertezza per il 2014». Sono lì, chiamati a seguire il dibattito itinerante su «Sfide, Problemi e proposte» e dire la loro. Sul tavolo le risposte del campione di mille cittadini lombardi e di un 20% di sindaci (31 da Brescia). «Sono dati rappresentativi», spiega per Ipsos Cecilia Pennati. Lavoro, tasse, economia e risanamento finanziario sono le priorità. I sindaci sono al «centro della tormenta» tra necessità e ipotesi di tagli futuri. Lodevole almeno il tentativo di preservare i servizi sociali, la scuola. E ciò viene ripagato dalla fiducia. Infatti, dicono i dati, si è ricomposto il rapporto tra cittadini e sindaco. Molto diverso l'atteggiamento nei confronti dello Stato. E le previsioni per il 2014 non sono tra le più rosee. «Stavolta sarà difficile non operare tagli ai servizi sociali se i sindaci non riescono in qualche modo a 'tappare i buchi' - proseguono dall'anci -. Servono autonomia e un nuovo patto di stabilità. Bisogna tornare alla centralità dell'azione comunale». r. bar. IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/16 24/02/2014 Messaggero Veneto - Ed. nazionale Pag. 7 (diffusione:51393, tiratura:61353) Federsanità, rete sull'ictus UDINE Il comitato direttivo di Federsanità Anci Fvg ha approvato all'unanimità il conto consuntivo 2013 e il bilancio di previsione Tra i progetti attivati, illustrati dal presidente, Giuseppe Napoli, il tavolo nazionale "Rete per ictus: le risposte ospedale-territorio" che si propone di monitorare nelle regioni l'attuazione delle linee guida in materia, mappare l'efficacia della rete delle cure primarie e intermedie, nonché le risposte dei piani di zona ai bisogni dei pazienti "post ictati". Un altro progetto di particolare attualità riguarda la prevenzione e contrasto del gioco d'azzardo patologico, anche alla luce della legge regionale del primo febbraio scorso. Le iniziative sono realizzate insieme alla Direzione centrale salute, a numerosi Comuni e associazioni, in primo luogo Anci, Auser e Anteas. Infine, il coordinatore del gruppo di lavoro sull'ict e l'agenda digitale sanitaria, Paolo Bordon, ha illustrato la banca dati dedicata, di particolare attualità anche in vista delle imminenti scadenze europee e nazionali. Al riguardo è stato attivato il sito Curatore scientifico del progetto è Gillberto Bragonzi. IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/17 24/02/2014 Messaggero Veneto - Ed. nazionale Pag. 7 (diffusione:51393, tiratura:61353) Comparto unico, Anci apre all'accordo Pezzetta: ma solo se ci daranno garanzie sulla mobilità dei dipendenti. Oggi pomeriggio confronto con Regione e sindacati UDINE Oggi Anci, Upi, sindacati e Regione ci riprovano. L'obiettivo è trovare un accordo e sottoscrivere il protocollo per la riorganizzazione del comparto unico. Le parti si incontreranno alle 16 in via Sabbadini. Tra i protagonisti ci sarà il presidente dell'anci Fvg, Mario Pezzetta, che si dice fiducioso sull'esito del vertice. «Con la giusta dose di responsabilità sia della parte datoriale (Regione, Province, Comuni), sia dei rappresentanti dei lavoratori - chiarisce Pezzetta - sono convinto che un'intesa si troverà». Proprio l'anci è stata accusata, insieme all'upi, di aver "frenato" il raggiungimento dell'accordo durante il primo incontro del 17 febbraio. Una tesi che Pezzetta respinge seccamente. «Non c'è stata alcuna frenata - spiega il presidente dell'anci -. Abbiamo solamente chiesto di inserire nel documento che ci è stato consegnato contenuti aggiuntivi. Questo perché, per noi, la riorganizzazione del comparto unico si deve legare a un processo complessivo di riforma degli enti locali, in grado di garantire, finalmente, una mobilità da Regione ai territori. Mobilità che oggi non avviene. Perdurare con questa condizione di immobilismo non è accettabile: per questo confidiamo che l'incontro con Regione e sigle sindacali possa dar vita a un confronto franco per giungere al risultato sperato. Dal nostro punto di vista, infatti - continua il presidente - il comparto unico è sostenibile soltanto se calato in un processo di riforma, così come previsto fin dalla sua istituzione nel 1998». Da allora, per Pezzetta, poco o nulla è successo sul fronte delle riforme e così il comparto è rimasto praticamente inespresso. «Senza le riforme degli enti locali - prosegue il numero uno dell'anci Fvg - sfido chiunque a compiere una mobilità dalla Regione ai territori. Azione che, al massimo, può concretizzarsi solo verso i Comuni capoluogo». Pezzetta non vuole scendere in polemica con i suoi interlocutori e quindi evita di commentare gli attacchi portati all'anci dal segretario regionale della Cgil Franco Belci. «Siamo tutti d'accordo sul tema della "burocrazia zero" - commenta Pezzetta - ma per riuscirci serve un processo di riorganizzazione gigantesco delle istituzioni locali, con un utilizzo massiccio delle nuove tecnologie. Sappiamo tutti che l'apparato burocratico, così com'è, non è giustificato». Un primo passo in questo senso, potrà arrivare oggi con la sottoscrizione del protocollo, pensato per facilitare la mobilità tra enti senza un aumento della spesa. Alessandro Cesare IFEL - ANCI - Rassegna Stampa 24/02/18 FINANZA LOCALE 10 articoli19 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 2 (diffusione:334076, tiratura:405061) L'ANALISI Una partita da chiudere senza altre complicazioni Gianni Trovati Più che occuparsi dell'imu, per favorire la ripresa e l'occupazione bisogna abbassare le tasse sul lavoro. Questa convinzione, espressa in più di un'occasione da Pier Carlo Padoan, mostra quantomeno che il neoministro dell'economia ha idee chiare sul fisco degli immobili e sulla sua collocazione nella scala delle priorità. Ed è un bene. Comunque la si pensi, l'eterno lavorio su Ici, Imu e sulle altre imposte che circondano il mattone ha assorbito le energie della politica (e dei contribuenti) per troppo tempo, e ha finito per "distrarre" Governo e Parlamento da temi ben più strategici. Vale la pena ricordare, in questo quadro, che il faticoso "superamento" dell'imu 2013 sull'abitazione principale ha poggiato soprattutto sull'aumento degli acconti Irpef e Ires, procedendo quindi nettamente in contromano rispetto alle indicazioni corali degli organismi internazionali. Una delle prime prove di "discontinuità" del nuovo Governo, allora, può essere quella di chiudere in fretta il discorso, dando stabilità a una normativa che dal 2007 a oggi ha rappresentato un capitolo immancabile in ogni manovra di finanza pubblica. I contribuenti hanno diritto di conoscere subito il loro destino fiscale del 2014, e di non rivivere l'esperienza di un 2013 che dopo un continuo tira e molla si è chiuso con la vicenda ingloriosa della mini-imu e della maggiorazione Tares, e ha assestato l'ennesimo colpo al rapporto fra la politica e gli Italiani; i Comuni hanno il diritto di chiudere in fretta i bilanci preventivi e riprovare a fare un po' di programmazione; il Paese ha il diritto di chiudere questa pagina e passare ad altro. Naturalmente, per essere stabile la soluzione deve anche essere efficace, e deve tener conto delle vicende di questi due anni. Anni in cui l'impennata del carico fiscale che ha portato dai 9,2 miliardi dell'ici agli oltre 24 dell'imu si è scaricata in larga maggioranza sulle case sfitte e affittate, sui negozi, sugli uffici e sulle imprese. Gli immobili delle categorie produttive, nel 2013, hanno pagato più del 50% dell'imu, che per questa via si è progressivamente rivelata un'imposta aggiuntiva sui fattori della produzione, stretta parente del carico fiscale sul lavoro che schiaccia le prospettive italiane di ripresa. In questo quadro, l'arrivo della Tasi, che per le abitazioni principali si sta trasformando nella controfigura dell'imu mentre sugli altri immobili si aggiunge all'imposta municipale, rischia di aggravare ulteriormente questa tendenza. Un bel problema, non facile da risolvere mentre sempre più Comuni sono travolti dall'emergenza finanziaria: in questi anni i Governi e i Parlamenti hanno provato troppo spesso a farsi belli tagliando le tasse degli altri, Comuni in primis, e il risultato finale non è stato dei migliori. Chiudere questa pratica rappresenterebbe un altro segno di discontinuità. RIPRODUZIONE RISERVATA FINANZA LOCALE - Rassegna Stampa 24/02/20 24/02/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 2 (diffusione:334076, tiratura:405061) La simulazione. Immobili d'impresa e seconde case i più colpiti Rischio rincari fino al 111% sui fabbricati produttivi Cristiano Dell'Oste Prendiamo l'ici pagata nel 2011 su un capannone-tipo, moltiplichiamola per due e aggiungiamo qualche spicciolo: il risultato potrebbe essere l'importo da versare quest'anno. L'intesa siglata nelle scorse settimane tra i Comuni e l'ex premier Enrico Letta - e non ancora tradotta in legge - getta le basi per un altro rincaro della tassazione sugli immobili, portando da 10,6 a 11,4 per mille il totale delle aliquote di Imu e Tasi, il nuovo tributo sui servizi indivisibili. Ed è proprio sui fabbricati produttivi che si rischiano i rincari maggiori. La storia dei primi due anni di applicazione dell'imu è lì a dimostrarlo. Nel 2012 i Comuni che hanno potuto scegliere, hanno tenuto leggero il prelievo sulle abitazioni principali, alzandolo sugli altri immobili. L'anno scorso, poi, le aliquote medie sono aumentate su tutti i tipi di fabbricato, compresi quelli produttivi, che per di più hanno perso quasi tutte le agevolazioni locali previste nel 2012, in virtù del meccanismo che consegnava all'erario il gettito ad aliquota standard sugli edifici del gruppo catastale D (capannoni, impianti produttivi, cinema, alberghi, cliniche private e così via). Sugli stessi fabbricati si è anche abbattuto nel 2013 un aumento dell'8,3% del coefficiente utilizzato per calcolare il valore catastale. Un insieme di fattori che potrebbe far salire dell'82,8% rispetto al 2011 la tassazione calcolata secondo le aliquote comunali medie e del 111,7% quella con le aliquote massime. Come dire: chi possiede un fabbricato produttivo in un Comune costretto a utilizzare tutto il "margine di rincaro" previsto per il 2014, pagherà più del doppio rispetto a tre anni prima. Gli altri immobili più colpiti dagli aumenti sono le seconde case, che dall'anno d'imposta se situate nella stessa città in cui il possessore ha l'abitazione principale - devono fare i conti, oltre che con l'imu, con l'irpef sulla metà del reddito fondiario. In questo caso, l'aumento potenziale del prelievo può arrivare fino a un massimo del 72,3% nel Ma è importante ragionare anche in termini assoluti: su un appartamento con una rendita catastale di 500 euro, già l'anno scorso il proprietario pagava da 863 euro di Imu e Irpef - con le aliquote medie - fino a un massimo di euro. Di fatto, un importo che in molti centri di provincia equivale a tre-quattro mensilità di affitto: ed è appena il caso di ricordare che le case colpite dall'irpef sono quelle che, almeno in linea di principio, il proprietario non ha voluto o potuto affittare. Immobili produttivi e case sfitte rischiano di diventare facile bersaglio dei rincari anche nel 2014, soprattutto in quei Comuni che già l'anno scorso avevano dovuto portare le aliquote Imu al massimo e che ora non potrebbero far quadrare il bilancio senza sfruttare lo 0,8 per mille di incremento del totale Imu-Tasi. Incremento ancora tutto teorico e da tradurre in legge, ma su cui si giocherà una delle partite più delicate del nuovo Governo. RIPRODUZIONE RISERVATA Il prelievo dal 2011 edal 2014suuna seconda casa conuna rendita catastale di500euro eun capannone conuna rendita di 2mila euro. Il totale include Ici-Imu, Tasi e Irpef sui redditi fondiari. Importi in euro L'escalation Medio var. % su 2011 Medio Max Massimo +82,8 +111,7 +49,2 +72, ,4 +10,3 +4,7 +81,7 +8,3 +7, ,7 +20,9 +3,9 +40,7 +14,9 +6,6 +-0,0 Var. su anno precedente CAPANNONE SECONDA CASA Foto: Il prelievo dal 2011 e dal 2014 su una seconda casa con una rendita catastale di 500 euro e un capannone con una rendita di 2mila euro. Il totale include Ici-Imu, Tasi e Irpef sui redditi fondiari. Importi in euro FINANZA LOCALE - Rassegna Stampa 24/02/ Vedere altro
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