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Timestamp: 2019-06-19 09:52:23+00:00

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La sentenza in commento, a cui si rimanda col solito link di collegamento in fondo alla pagina, è stata pronunciata dopo che il tribunale di Torino aveva rigettato l’eccezione di prescrizione proposta da un Ingegnere nei confronti della INARCASSA – Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, ma chiaramente, come tutte le sentenze della Cassazione, la sua portata è generale e, pertanto, i principi espressi possono essere a vantaggio/svantaggio di tutti, in questo caso di tutti i liberi professionisti che, hanno visto prevalere la disciplina dettata dalla L. 335/1995 rispetto alle vecchie discipline speciali delle varie categorie di appartenenza, portando la prescrizione dei crediti contributivi a 5 anni.
Già la Corte d’Appello di Torino, che riceveva il ricorso dell’ingegnere e quello incidentale di INARCASSA, aveva riformato la sentenza di primo grado dichiarando prescritto il credito contributivo poichè quando fu inviata la richiesta, il termine prescrizionale quinquennale ai sensi dell’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995 e dell’art. 38 dello Statuto dell’ente previdenziale, era già trascorso.
Sempre la Corte territoriale affermava infatti che riguardo alla circostanza oggetto d’esame, “non era, infatti, applicabile la norma di cui all’art. 18 della legge n. 6 del 1981, che prevede il termine decennale di prescrizione, posto che, come è stato affermato dalla giurisprudenza di legittimità in casi analoghi, la legge n. 335 del 1995 ha regolato in materia organica e completa l’intera materia della prescrizione dei crediti contributivi degli enti previdenziali con riferimento a tutte le forme di previdenza obbligatorie“.
La Cassazione ha pure ritenuto “l’applicabilità del nono comma dell’art. 3 cit. ad altre ipotesi di sistemi previdenziali categoriali (geometri e commercialisti): Cass. 1 luglio 2002 n. 9525, Cass. 27 giugno 2002 n. 9408, Cass. 12 gennaio 2002 n. 330, Cass. 16 agosto 2001 n. 11140“
Gli ermellini ritengono dunque “di dover dare seguito al suddetto orientamento, non lasciando spazio ad interpretazioni diverse il tenore della disposizione di cui alla legge n. 335 del 1995, art. 3, comma 9.“
“Da essa si evince” – continuano i supremi giudici – “che il legislatore ha inteso regolare l’intera materia della prescrizione dei crediti contributivi degli enti previdenziali, con riferimento a tutte le forme di previdenza obbligatoria, comprese quelle per i liberi professionisti”.
Infatti la previsione di cui alla lettera b), riferita a “tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria“, è onnicomprensiva e non lascia fuori nessuna forma di “previdenza obbligatoria“.
Articolo 3 – commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995
Separazione: risarcimento danni se si abbandona la moglie per andare a vivere con un’altra donna.

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 3

Articolo 3