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Timestamp: 2020-01-22 13:54:04+00:00

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SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE TRENTINO ALTO ADIGE - TN SENTENZA RESPONSABILITA' 30/09/ PDF | Paintings & Photography
SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE TRENTINO ALTO ADIGE - TN SENTENZA RESPONSABILITA' 30/09/ PDF
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SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE TRENTINO ALTO ADIGE - TN SENTENZA RESPONSABILITA' 30/09/2013 SENTENZA N. 41/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE TRENTINO ALTO ADIGE - TN SENTENZA RESPONSABILITA' 30/09/2013 SENTENZA N. 41/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE - SEDE DI TRENTO composta dai magistrati: Ignazio DEL CASTILLO Marcovalerio POZZATO Grazia BACCHI Presidente Consigliere Consigliere - relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA sul giudizio di responsabilità iscritto al n del registro di Segreteria, promosso dal Procuratore Regionale a carico dei signori Renato Bisoffi, nato a Rovereto (TN) il 4 luglio 1955 e residente in Villa Lagarina (TN) Via G. Prati n. 23; Bruno Golin, nato a Rovereto (TN) il 30 maggio 1947 e residente in Trambileno (TN) Fraz. Pozza n. 19; Mauro Maraner, nato a Rovereto (TN) il 15 maggio 1956 e residente in Trambileno (TN) Fraz. Porte Via della Busa n. 24; Carlo Plotegher, nato a Folgaria (TN) il 23 febbraio 1956 ed ivi residente in Via A. Rosmini n. 91, tutti elettivamente domiciliati in Trento, via Calepina n. 75, presso lo studio dell avv. Maria Cristina Osele che li rappresenta e li difende nel presente giudizio; Uditi, nella pubblica udienza del 17 luglio 2013, con l assistenza del Segretario signora Patrizia Dalsass, il Consigliere Relatore dott.ssa Grazia Bacchi, il Vice Procuratore Generale dott. Carlo Mancinelli, e l avv. Maria Cristina Osele per i convenuti; esaminati tutti gli atti ed i documenti di causa; RITENUTO IN FATTO Il Procuratore Regionale ha citato in giudizio il Segretario Comunale e la Giunta comunale di Trambileno per avere liquidato, in favore del sig. Claudio Gerola, dipendente del Comune, la somma di euro ,00 a titolo di rimborso delle spese legali, peritali e di giustizia sostenute in esito a procedimento conciliativo ed in dipendenza da controversia penale e civile, scaturita da un incidente avvenuto il 23 giugno 1996 in località Giazzera di Trambileno, causato dal sig. Gerola e nel quale defunse il sig. Albino Bisoffi. L attore ha riferito che detto incidente si sarebbe verificato a causa della condotta del sig. Gerola, connotata da grave imprudenza ed imperizia e che avrebbe causato il grave sinistro, come riscontrata nel giudizio penale definito con sentenza di patteggiamento n. 94 del 28 giugno 1991, nonché nei giudizi civili dinanzi al Tribunale di Rovereto (sentenza n. 273/96) ed alla Corte di Appello di Trento (sentenza n. 169/99); infatti egli, alla guida di un autocarro Mercedes Unimog, aveva parcheggiato il mezzo su una strada con pendenza del 6% senza inserire il rapporto più basso del cambio di velocità e senza sterzare le ruote del veicolo, in violazione del disposto dell art. 537 del D.P.R. 30 giugno 1959 nr. 420, e per di più senza avere usato correttamente il freno di stazionamento, così causando la retrocessione del mezzo. Nel tentativo di salire in cabina per bloccare il veicolo, il sig. Bisoffi aveva perso l equilibrio cadendo sotto la ruota anteriore sinistra ed era deceduto per sfondamento cranico. Condannato in sede penale alla pena di quattro mesi di reclusione a norma dell art. 444 c.p.p., il sig. Gerola veniva convenuto in giudizio in sede civile dalle eredi di Albino Bisoffi: nel primo grado del giudizio civile veniva ritenuto, e valutato in misura del 50%, il concorso del fatto colposo della vittima, la quale, ad avviso del Tribunale di Rovereto, con la sua condotta imprudente, ha contribuito in misura rilevante a cagionare l evento, mentre in sede di appello veniva attribuita la responsabilità esclusiva dell incidente all illecita condotta del Gerola con conseguente esclusione di ogni concorso colposo della vittima. Ritenendo di aver diritto al rimborso delle spese legali, peritali e di giustizia sostenute nel giudizio penale e nei due gradi del giudizio civile, ex art. 36 della Legge regionale Trentino Alto Adige n. 4 del 1993, il sig. Gerola ha più volte chiesto all Amministrazione comunale di Trambileno la restituzione di dette somme (con note del 21 luglio 2000, del 6 febbraio 2001 e dell 8 aprile 2009), senza conseguire alcun esito positivo, ed ha in seguito proposto istanza di convocazione del Collegio di conciliazione, ex art. 410 c.p.c., per il rituale ed obbligatorio tentativo di conciliazione avente ad oggetto il preteso rimborso delle spese legali sostenute. La procedura di conciliazione è stata definita con accordo transattivo in base al quale il Comune di Trambileno si è impegnato a corrispondere al Gerola la complessiva somma di euro ,00, a fronte della rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa ed a titolo di parziale rimborso delle spese sostenute nel giudizio penale e civile; con deliberazione della Giunta Comunale di Trambileno n. 104 del 20 ottobre 2010 è stata quindi liquidata in favore del Gerola la somma di lire ,00, pagata con mandato n. 103 del 2 febbraio Ritenendo sussistente una ipotesi di responsabilità amministrativa imputabile ai componenti della Giunta comunale di Trambileno che hanno adottato la deliberazione n. 104 del 20 ottobre 2010, e ravvisata anche la responsabilità del Segretario comunale di Trambileno quale organo di vertice dell apparato amministrativo municipale, il Procuratore Regionale li ha invitati a fornire deduzioni: essi hanno evidenziato la necessità di decidere sulla questione in tempi rapidi, considerato che il dipendente aveva richiesto la convocazione del Collegio di conciliazione ex art. 410 c.p.c., fase preliminare ed obbligatoria per la successiva definizione del contenzioso dinanzi al Giudice del lavoro, in una controversia certa ma dall esito incerto, che ha indotto l Amministrazione a definire il contenzioso con il dipendente accettando l accordo transattivo. I deducenti hanno affermato la legittimità di detta decisione anche alla luce del parere reso dalla Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti per il Piemonte con delibera n. 20/2012; inoltre, con riferimento al disposto dell art. 36 della L.R. n. 4 del 1993, che disciplina il rimborso delle spese legali e peritali sostenute dal personale dipendente, ammissibile salvo i casi di dolo o colpa grave, hanno eccepito l impossibilità di accertare, nel caso di specie, la sussistenza o meno della colpa grave, non essendo ravvisabili nelle sentenze pronunciate nei confronti del Gerola elementi utili in tal senso, ed hanno richiamato la giurisprudenza della Corte dei Conti secondo la quale è esclusa la presenza dell elemento soggettivo della colpa grave, quando la condotta dell autista, sia pur colpevole, sia stata improntata ad una logica ragionevolezza, e l evento si sia prodotto anche per l imprudenza e la corresponsabilità della vittima. La Procura Regionale ha rilevato che la corresponsabilità della vittima è smentita dalle conclusioni a cui è giunta la Corte di Appello di Trento che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha invece affermato la piena responsabilità del Gerola nella causazione del disastroso evento; ha osservato che emerge in tutta evidenza dalle risultanze processuali la prevedibilità soggettiva e l evitabilità oggettiva del danno, connotando così la condotta posta in essere dal Gerola come gravemente colposa, ed ha individuato il danno erariale, del quale chiede il risarcimento a carico dei convenuti in uguale misura con la maggiorazione degli accessori e della spese, nell importo di euro ,00, come liquidato con la deliberazione giuntale n. 104 del 20 ottobre 2010 in favore del Gerola. L attore ha ravvisato la responsabilità amministrativa dei componenti della Giunta comunale che hanno adottato detta deliberazione per la violazione della normativa che disciplina il rimborso delle spese legali sostenute dagli amministratori dei Comuni e degli Enti locali, di cui all art. 36 della L.R. 5 marzo 1993, n. 4, poiché emergerebbe dagli atti processuali relativi al giudizio penale e civile che la condotta illecita imputabile al dipendente Claudio Gerola era connotata da grave imprudenza ed imperizia, e che il suo comportamento era stato posto in essere in violazione dei propri doveri di servizio ed in reiterata violazione del Regolamento al testo unico delle norme sulla disciplina della circolazione; ha evidenziato le numerose omissioni del conducente dell automezzo, affermando che ove fosse stata invece adottata ciascuna, prescritta misura di sicurezza, si sarebbe evitato l evento dannoso; ha richiamato alcuni passaggi delle sentenze rese sul caso ed ha affermato che la stessa gravità del reato per il quale è stato chiamato a rispondere il Gerola è elemento idoneo e sufficiente per ritenere gravemente colposa la condotta posta in essere dal dipendente comunale; ha quindi ravvisato la responsabilità amministrativa del Segretario comunale di Trambileno che, quale organo di vertice dell apparato amministrativo municipale, non è stato in grado di garantire la regolarità, la correttezza e l economicità dell attività amministrativa dell Ente, ed ha evidenziato come dalle premesse della deliberazione G.C. n. 104/2010 si faccia riferimento alla corresponsabilità della vittima dell incidente individuata nel primo grado del giudizio civile ma non dalla Corte di Appello di Trento, che invece, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Rovereto, ha affermato la piena responsabilità del Gerola nella causazione dell evento ed ha escluso qualsivoglia concorso colposo della vittima. I convenuti si sono costituiti con il patrocinio dell avv. Maria Cristina Osele, ripercorrendo i fatti che hanno dato luogo al presente giudizio e negando ogni addebito di dolo o colpa grave per essersi limitati a dare esecuzione ad un accordo sottoscritto dal Collegio di Conciliazione presso il Servizio Lavoro della P.A.T., con il conseguente concorso causale di quest organo; hanno affermato l esperibilità della transazione da parte degli Enti pubblici alla stregua dei principi enunciati dalla Sezione di Controllo per il Piemonte con deliberazione n. 20/2012, della quale hanno riportato alcuni passaggi, affermando che il Comune non avrebbe spontaneamente o incautamente deliberato di corrispondere un rimborso di spese legali al dipendente, che lo chiedeva ripetutamente dal 1999 a mezzo del proprio legale, ma avrebbe ceduto alle richieste solo in seguito ad una azione prodromica a quella dinanzi al Giudice del Lavoro e dopo un infruttuoso tentativo di ottenere chiarimenti dalla Sezione di Controllo di Trento. Il Comune avrebbe individuato nelle qualificate professionalità del Segretario comunale e del dott. Ravagni, dipendente del Consorzio dei Comuni, i propri rappresentanti nell ambito del Collegio di Conciliazione, il cui vaglio della questione sarebbe stato particolarmente accurato ed approfondito, e che era pervenuto ad un accordo prudente e ragionevole a fronte delle iniziali richieste del Gerola, pari ad euro ,01 oltre interessi dal 21 luglio 2000; si dovrebbero inoltre considerare le spese legali che il Comune avrebbe sopportato in un eventuale giudizio di lavoro, indipendentemente dal relativo esito, ragione per cui la scelta transattiva, ponendo fine ad una vicenda comunque dolorosa, appariva prudente ed oculata. I convenuti hanno poi evidenziato la corresponsabilità del defunto sig. Bisoffi nell evento, come a loro avviso correttamente individuata dal Giudice civile nel primo grado di giudizio, e la sua rilevanza causale a norma degli artt. 40 e 41 c.p., che escluderebbe la gravità della colpa del Gerola anche alla stregua della giurisprudenza della Corte dei conti, e che costituirebbe circostanza idonea a giustificare il parziale rimborso delle spese legali nei termini di cui all art. 36 L.R. n. 7/1993. Affermando comunque la convenienza della transazione in relazione all incertezza del futuro giudizio dinanzi al Giudice del Lavoro, come indicato dalla citata deliberazione della Sezione di Controllo per il Piemonte, i convenuti hanno chiesto la propria assoluzione, ed, in subordine, l applicazione del potere riduttivo dell addebito e la commisurazione del danno ai rispettivi contributi causali. Alla odierna udienza l avvocato Osele ha evidenziato gli aspetti particolari della vicenda, scaturita da un evento tragico che ha visto coinvolti due dipendenti del Comune, e che è stata oggetto di giudizio penale e civile; ha poi ricordato che lo stesso Comune aveva sottoposto, tramite il Consorzio dei Comuni, un quesito dettagliato sulla possibilità del rimborso spese alla Sezione di Controllo della Corte dei conti di Trento, peraltro senza esiti, decidendo poi di soprassedere fino al tentativo di conciliazione; il Collegio di conciliazione aveva quindi formulato una proposta transattiva, dimezzando l importo richiesto dal dipendente con sua rinuncia a qualsiasi ulteriore spesa. Il difensore ha richiamato i principi espressi nella delibera n. 20/2012 della Sezione di controllo del Piemonte in tema di transazione, ed ha negato ogni addebito di colpa grave o dolo, in quanto gli odierni convenuti si sarebbero limitati a dare esecuzione ad un accordo del Collegio di conciliazione presso il Servizio Lavoro della P.A.T.; affermando che l operato del Comune è stato connotato da oculatezza e ragionevolezza, ha infine confermato le proprie conclusioni. L attore ha richiamato quanto in citazione, evidenziando che non si comprende come l accordo con il dipendente sia intervenuto dopo ben undici anni dall evento, e come non si spieghino le ragioni per cui quest ultimo abbia atteso tanto prima di intraprendere una azione giudiziaria, considerando la sostanziale economicità e brevità del giudizio di lavoro; ha poi, a propria volta, confermato le conclusioni rassegnate. CONSIDERATO IN DIRITTO 1) Preliminarmente, si evidenzia che il presente giudizio non ha affatto per oggetto l astratta esperibilità del rimedio transattivo nelle controversie che vedano coinvolti Enti pubblici, bensì unicamente i termini di quella concretamente stipulata dall Amministrazione comunale di Trambileno con il dipendente Claudio Gerola, che ha determinato il rimborso della somma di euro ,00 per le spese legali, peritali e di giustizia da questi sostenute in seguito al contenzioso penale e civile originato dall incidente da lui causato e nel quale defunse il sig. Albino Bisoffi. Detta somma, oggetto delle contestazioni da parte della Procura Regionale che in essa ha identificato il danno erariale, corrisponde a circa il 50% delle spese legali complessive sostenute dal Gerola, ed è stata erogata sulla base della deliberazione della Giunta comunale di Trambileno n. 104 del 20 ottobre 2010, che ha espressamente richiamato allo scopo il disposto dell art. 36 della legge regionale T.A.A. n. 4 del 5 marzo ) L art. 36 della L.R. n. 4/93 (Rimborso delle spese giudiziarie, legali e peritali in favore del personale e degli amministratori comunali) con il suo primo comma dispone che: Il Comune rimborsa, a richiesta del personale dipendente, comandato, incaricato o temporaneo, e su presentazione delle parcelle determinate ai sensi delle vigenti tariffe professionali, le spese legali e peritali, nonché le spese di giustizia, sostenute dal medesimo per la propria difesa in giudizi penali o civili, nei quali sia rimasto coinvolto per fatti o cause di servizio, durante il rapporto di dipendenza, di incarico o di comando, salvo i casi di condanna per azioni od omissioni commesse con dolo o colpa grave. Pertanto, nell ordinamento dei Comuni del Trentino Alto Adige il rimborso delle spese di giustizia in favore di un dipendente è ammissibile al di fuori dei casi di condanna per azioni od omissioni commesse con dolo o colpa grave. I convenuti hanno eccepito con i propri atti difensivi l impossibilità di soppesare la gravità della colpa, poiché nessuna delle sentenze (penale e civili) intervenuta sulla vicenda ha qualificato in alcun modo l elemento soggettivo del Gerola, comunque certamente non doloso, ed hanno sostenuto di ravvisare nella corresponsabilità del defunto sig. Bisoffi, individuata nel primo grado di giudizio civile, un indicatore della mancata gravità dell elemento soggettivo del dipendente che ha causato l incidente mortale. 3) Premessa la neutralità della sentenza di patteggiamento intervenuta in sede penale su richiesta dell imputato per omicidio colposo la quale, pur non effettuando alcuna qualificazione dell elemento soggettivo dell imputato, presuppone comunque una indagine sulla insussistenza di motivi di proscioglimento - il Collegio rileva innanzitutto che l eventuale, e comunque denegato in appello, concorso di responsabilità della vittima dell incidente non escluderebbe comunque la gravità della colpa dell autista; essa è stata comunque chiaramente indicata dalla Corte d Appello di Trento con la sentenza n. 169/99 passata in giudicato, che ha accertato l avvenuta commissione, da parte del Gerola, di ben tre sostanziali violazioni della stessa norma di legge che disciplinava, all epoca del fatto, le modalità da rispettarsi in caso di sosta di veicoli. Infatti, l art. 537 del D.P.R. n. 420 del 30 giugno 1959 (Approvazione del regolamento per la esecuzione del testo unico delle norme sulla disciplina della circolazione stradale) disponeva che Il conducente che lascia il veicolo in sosta deve azionare il freno di stazionamento e, di regola, deve aver cura di inserire il rapporto più basso del cambio di velocità. Nelle strade a forte pendenza si deve inoltre lasciare in sosta il veicolo con le ruote sterzate. Con la citata sentenza n. 169/99 la Corte d Appello ha assodato, anche sulla base delle ammissioni dello stesso Gerola e fondandosi su consulenze tecniche esperite nel corso dei due gradi di giudizio, che: 1) il veicolo era stato lasciato con la 3^ marcia inserita; 2) che il mezzo era stato lasciato senza effettuarsi la sterzatura delle ruote direzionali; 3) che un uso corretto del freno di stazionamento (con posizione, cioè, della maniglia orizzontale e non intermedia tra 0 e 90 ) avrebbe garantito la tenuta dell impianto; ha inoltre ritenuto che l azione posta in essere dal Bisoffi, valutata ex ante, sia stata adeguata e coerente con la situazione di pericolo creatasi, indicando che unico fatto generatore del danno è stata l illecita condotta del Gerola con conseguente esclusione di ogni concorso colposo della vittima. E stata quindi accertata, con sentenza passata in giudicato, non solo la molteplice violazione da parte del Gerola di ogni prescrizione normativa da rispettarsi in caso di sosta di autoveicoli, ma anche di tutte le regole dettate dal semplice buon senso: il che avrebbe consentito a chiunque, e non solo agli esperti giuristi, di qualificare come gravemente colposo l elemento soggettivo del conducente che ha causato l incidente mortale. 4) Di ciò erano evidentemente consapevoli anche i convenuti, tant è vero che nelle premesse della deliberazione n. 104 del 20 ottobre 2010 hanno richiamato le argomentazioni espresse dai primi giudici con la sentenza n. 173/96, che aveva individuato il concorso del fatto colposo della vittima; essi le hanno tuttavia attribuite alla sentenza della Corte d appello di Trento n. 169/99 che invece aveva tassativamente escluso detto concorso, riformando in tale senso la sentenza di prime cure. E, quindi, evidente che gli stessi convenuti coltivavano incertezze sulla entità concreta dell elemento soggettivo dell autore dell incidente e quindi sulla legittimità del provvedimento che andavano ad adottare, e che quindi essi hanno travisato gli esiti reali del giudizio civile per rafforzare il deliberato. Infatti, l asserito concorso di colpa della vittima, evidentemente ritenuto necessario dalla Giunta comunale di Trambileno per motivare la deliberazione con la quale è stato disposto il parziale rimborso delle spese legali sostenute dal Gerola, era già stato definitivamente escluso proprio dalla sentenza di appello, peraltro chiarissima e di immediata comprensione, nel frattempo divenuta definitiva e proprio da loro richiamata. E, pertanto, palese che gli stessi amministratori non erano sicuri della congruità della pro
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 art. 444
 art. 36
 art. 410
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