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DELIBERAZIONE N IX / 1797 Seduta del 31/05/2011
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1 DELIBERAZIONE N IX / 1797 Seduta del 31/05/2011 Presidente ROBERTO FORMIGONI Assessori regionali ANDREA GIBELLI Vice Presidente DANIELE BELOTTI GIULIO BOSCAGLI LUCIANO BRESCIANI MASSIMO BUSCEMI RAFFAELE CATTANEO ROMANO COLOZZI ALESSANDRO COLUCCI GIULIO DE CAPITANI ROMANO LA RUSSA CARLO MACCARI STEFANO MAULLU MARCELLO RAIMONDI MONICA RIZZI GIOVANNI ROSSONI DOMENICO ZAMBETTI Con l'assistenza del Segretario Marco Pilloni Su proposta del Presidente Roberto Formigoni di concerto con il Vice Presidente Andrea Gibelli e l'assessore Giovanni Rossoni Oggetto DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DI UN MODELLO DI INTERVENTO A RETE PER L AFFIANCAMENTO ALLE IMPRESE IN DIFFICOLTA (R.A.I.D.) - (DI CONCERTO CON IL VICE PRESIDENTE GIBELLI E L'ASSESSORE ROSSONI) I Dirigenti Francesco Maria Foti Giuseppe Di Raimondo Metallo I Direttori Generali Maria Pia Redaelli Francesco Baroni Il Segretario Generale Nicolamaria Sanese Il Direttore Centrale Giusy Panizzoli L'atto si compone di 28 pagine di cui 19 pagine di allegati parte integrante2 VISTI gli orientamenti comunitari in materia di sostegno e rilancio dell economia che a partire dalla Strategia di Lisbona hanno individuato finalità, obiettivi e strumenti finalizzati a favorire l occupazione, lo sviluppo economico e la coesione sociale nel contesto di un'economia fondata sulla conoscenza, in grado di coniugare la crescita con nuovi e migliori posti di lavoro; RICHIAMATA, in particolare la comunicazione della Commissione europea del 25 giugno 2008 (COM(2008) 394 definitivo), recante Una corsia preferenziale per la piccola impresa alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola Impresa con la quale la Commissione ha varato una nuova e ambiziosa iniziativa politica, lo Small Business Act per l'europa (SBA), nell'intento di porre le PMI al centro dei processi decisionali, rafforzare le loro potenzialità di creazione di posti di lavoro nell'ue e promuoverne la competitività nel mercato unico e sui mercati Mondiali e la successiva Comunicazione sul riesame dello Small Business Act per l Europa (COM(2011)0078) con la quale sono state rilanciate una serie di misure/azioni nuove e rinnovate per far fronte alle sfide inerenti all adeguata attuazione dei principi dello SBA; VISTA la L.R. 2 febbraio 2007, n.1 Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia che prevede tra i suoi obiettivi la gestione delle crisi aziendali e settoriali e, in particolare: l art. 1 comma 1 lett. e) ai sensi del quale Regione Lombardia, per la gestione delle crisi promuove e sostiene, anche attraverso l istituzione di un apposito nucleo operativo: a) il monitoraggio e la prevenzione delle crisi aziendali e di settore; b) il recupero dell attività imprenditoriale e la salvaguardia dell occupazione; c) la riconversione produttiva ed occupazionale; l art. 2 comma 1 lett. f) che prevede quale strumento per l attuazione degli obiettivi della legge regionale l informazione che consiste nel rendere disponibile a tutte le imprese la conoscenza delle migliori condizioni per lo sviluppo, le pari opportunità e la concorrenza leale; l art.3 comma 1 lett.a) che prevede la stipula di specifici accordi con soggetti istituzionali ed economico sociali quale modalità di attuazione della legge regionale; 13 VISTA la L.R. 28 settembre 2006, n. 22 Il mercato del lavoro in Lombardia con cui la Regione attua gli interventi finalizzati a promuovere lo sviluppo occupazionale e a favorire le condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro, ed in particolare: l art. 29 Azioni per fronteggiare situazioni di crisi occupazionali comma 1 ai sensi del quale la Regione, con il concorso delle province, delle C.C.I.A.A., degli altri enti locali interessati e delle parti sociali, realizza e sostiene azioni di sistema volte a: a) contrastare le situazioni di crisi aziendale e limitarne l'impatto sul territorio e sui livelli occupazionali; b) contribuire a difendere e promuovere il patrimonio produttivo regionale e le relative risorse umane, professionali e imprenditoriali; c) coordinare gli interventi di prevenzione e contrasto delle crisi; d) concorrere all'individuazione di soluzioni, anche imprenditoriali, per salvaguardare l'occupazione e il patrimonio produttivo di conoscenze e competenze; e) sostenere approcci innovativi nella gestione delle ristrutturazioni rafforzando la capacità di adattamento e di anticipazione di lavoratori e lavoratrici, imprese e istituzioni; RICHIAMATO l Accordo quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga in Lombardia 2011 del 25 febbraio 2011 siglato tra Regione Lombardia e le parti sociali lombarde, in cui vengono definite le nuove regole che garantiranno, anche per il 2011, la protezione sociale dei lavoratori che sono colpiti da sospensioni e cessazioni dell'attività produttiva; DATO ATTO conseguentemente che attraverso l Agenzia regionale per l Istruzione, la Formazione ed il Lavoro (ARIFL), mediante le misure introdotte a sostegno dell occupazione, nel 2010 sono state supportate le aziende in situazione di crisi, svolgendo: pratiche per mobilità esami congiunti per mobilità esami congiunti per l accesso alla cassa integrazione straordinaria (CIGS) pratiche per l accesso alla cassa integrazione in deroga (CIGD) esami congiunti per l accesso alla cassa integrazione in deroga 24 - 79 approfondimenti su casi particolarmente critici; RICHIAMATI i decreti del Segretario Generale della Giunta Regionale: n del Nucleo Operativo per la gestione delle crisi aziendali e di settore ai sensi dell art.1, comma 1 lett.e) della l.r. 2 febbraio 2007, n.1 Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia ; n del Determinazioni in merito al Nucleo Operativo per la gestione delle crisi aziendali e di settore ai sensi dell art.1, comma 1 lett.e) della l.r. 2 febbraio 2007, n.1 Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia ; n del Determinazioni in merito al Nucleo Operativo per la gestione delle crisi aziendali e di settore ai sensi dell art.1, comma 1 lett.e) della l.r. 2 febbraio 2007, n.1 Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia costituito con decreto del S.G. n del e successivo decreto n del ; PRESO ATTO che il suddetto Nucleo Operativo: ha svolto da una parte attività di coordinamento delle funzioni regionali e del sistema regionale che contribuiscono al sostegno delle imprese in difficoltà e dall altra di supporto al confronto con le parti sociali e i soggetti istituzionali per l adozione di misure di politiche del lavoro; ha affrontato rilevanti crisi aziendali nel settore manifatturiero, dei trasporti e dei servizi contribuendo da una parte al confronto con le parti sociali e dall altra al supporto ai soggetti del sistema regionale nella sottoscrizione di accordi nella conseguente organizzazione di tavoli di monitoraggio. VISTO il Programma Regionale di Sviluppo della IX Legislatura, approvato con D.C.R. n. IX/56 el 28 settembre 2010 che, nell'ambito delle aree economica e sociale prevede la realizzazione di interventi finalizzati a valorizzare le potenzialità del territorio lombardo, in termini di miglioramento della competitività del sistema economico e produttivo (Programma Operativo n.1: Sostegno all'imprenditorialità, PMI e reti) e la costruzione di un modello di Governance istituzionale e sociale 35 innovativo e integrato nelle modalità e negli attori, improntato ai principi di partecipazione, corresponsabilità e trasparenza, quale elemento determinante per riavviare il sistema economico e produttivo lombardo (Programma Operativo n.14: La centralità del lavoro tutele, opportunità e responsabilità). RICHIAMATA la Dgr n.1379 del 25 febbraio 2011 avente ad oggetto: Presa d atto della comunicazione del Presidente Formigoni relativa alle politiche per la competitività e relazione con il sistema camerale che al fine di favorire il rilancio dell economia lombarda individua tra l altro la Costituzione di una rete per l accompagnamento delle aziende in difficoltà (RAID). DATO ATTO, inoltre che, al fine di attuare gli obiettivi sopra indicati, è stato avviato un percorso di approfondimento dedicato in particolare allo studio di interventi per una gestione efficace delle crisi aziendali a partire dall analisi delle attuali attività svolte dal Nucleo Operativo, del modello di gestione delle crisi aziendali utilizzato a livello nazionale e del sistema francese che si contraddistingue per tradizione, efficacia e approccio sussidiario. PRESO ATTO dello Studio di fattibilità di un modello operativo di supporto alle crisi aziendali in una logica di sviluppo di cui all allegato n.1 che costituisce parte integrante al presente provvedimento. RILEVATO, in particolare, che gli approfondimenti condotti in relazione alla tematica delle strategie di risanamento delle crisi aziendali hanno evidenziato la necessità di assicurare un approccio operativo che tenga conto dei seguenti requisiti: individuare tempestivamente i segnali di difficoltà aziendale creando le condizioni per poter intervenire prima che la crisi divenga irreversibile; sostenere e accompagnare gli imprenditori con un azione di informazione e formazione in merito alle modalità più opportune per la gestione delle situazioni di difficoltà; garantire la piena responsabilizzazione delle imprese che accedano ai servizi, operando con un ruolo di coordinamento e affiancamento istituzionale; analizzare le cause della crisi per poter identificare azioni adeguate e corrispondenti alle reali necessità delle imprese e per poter ricercare tempestivamente le vie di rilancio; 46 coinvolgere tutti gli attori implicati nella situazione di difficoltà per assicurare una corretta informazione e stimolare la corresponsabilità nelle azioni di rilancio nel pieno rispetto del ruolo di ciascuno. RITENUTO di sperimentare, in attuazione degli artt.1 co.1 lett.e), 2 co.1 lett.f) e 3 co.1 lett.a) della L.1/2007, un modello di intervento capace di soddisfare i requisiti sopra riportati ed in particolare: organizzato in forma di rete al fine di coinvolgere non solo le specifiche competenze regionali in grado di supportare le aziende con gli strumenti finanziari e con le politiche attive e passive del lavoro nei limiti delle disponibilità, delle condizioni di accesso e della normativa comunitaria in termini di aiuti di stato, ma anche i soggetti istituzionali ed economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà; orientato a svolgere un ruolo di informazione, formazione, analisi tecnica e promozione del confronto. Tale modello denominato RAID (Rete di affiancamento delle Imprese in Difficoltà) è più approfonditamente descritto nell allegato n.2 che costituisce parte integrante al presente provvedimento. RITENUTO che, in attuazione delle citate disposizione della l.r.1/2007, con tale modello di intervento la Giunta regionale: non intende istituire una nuova funzione, né disciplinare un procedimento amministrativo finalizzato all adozione di uno specifico provvedimento; garantisce l accesso al servizio a tutte le imprese che ne facciano richiesta, se comprese nelle tipologie indicate nell allegato 2; persegue l obiettivo di facilitare il confronto con soggetti istituzionali e economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà; promuove l adozione dei nuovi strumenti del diritto fallimentare nella piena autonomia e responsabilità dell impresa; assicura l affiancamento alle imprese in difficoltà nel progressivo confronto 57 con i citati soggetti istituzionali ed economici, in coerenza con i risultati delle analisi tecniche regionali e dei soggetti coinvolti. RITENUTO, opportuno, a tal fine di prevedere che RAID operi attraverso una struttura tecnica a due livelli come meglio descritto all allegato 2: Comitato Guida che è composto dai Direttori della Giunta e del Sistema e da opportuni rappresentanti degli enti pubblici che verranno successivamente coinvolti; Nucleo Operativo che è composto da figure con specifiche competenze di gestione d azienda, coadiuvato secondo necessità da rappresentanti del sistema regionale ed eventualmente integrato da professionalità esterne. DATO ATTO che: con successivo provvedimento dirigenziale verrà specificata la composizione del Comitato Guida e del Nucleo Operativo; al fine di garantire il coinvolgimento di tutti i soggetti competenti ad adottare i provvedimenti necessari al sostegno delle imprese in difficoltà la Giunta Regionale potrà sottoscrivere accordi con soggetti istituzionali e economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà. RITENUTO pertanto, opportuno, approvare il suddetto modello di intervento di sostegno al sistema economico e produttivo lombardo, attraverso l istituzione in via sperimentale di RAID. DATO ATTO CHE, con successivi provvedimenti si procederà all ulteriore definizione e sviluppo del suddetto modello, anche in considerazione del monitoraggio e delle risultanze del processo di accompagnamento aziendale individuato. VISTA la l.r. 7 luglio 2008 n. 20, Testo Unico in materia di organizzazione e personale, ed i Provvedimenti Organizzativi della IX Legislatura; 68 DELIBERA Per i motivi espressi in premessa: 1. di prendere atto dello Studio di fattibilità di un modello operativo di supporto alle crisi aziendali in una logica di sviluppo di cui all allegato n.1 che costituisce parte integrante del presente provvedimento; 2. di istituire, in attuazione degli artt.1 co.1 lett.e), 2 co.1 lett.f) e 3 co.1 lett.a) della L.r.1/2007, in via sperimentale, la Rete per l affiancamento alle imprese in difficoltà (R.A.I.D.) di cui all allegato n. 2 che costituisce parte integrante del presente provvedimento, con le seguenti caratteristiche: organizzato in forma di rete al fine di coinvolgere non solo le specifiche competenze regionali ma anche i soggetti istituzionali ed economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà; orientato a svolgere un ruolo di informazione, formazione, analisi tecnica e promozione del confronto. 3. di stabilire che, in attuazione delle citate disposizione della l.r.1/2007, con tale modello di intervento la Giunta Regionale: non intende istituire una nuova funzione, né disciplinare un procedimento amministrativo finalizzato all adozione di uno specifico provvedimento; garantisce l accesso al servizio a tutte le imprese che ne facciano richiesta, se comprese nelle tipologie indicate nell allegato 2; persegue l obiettivo di facilitare il confronto con soggetti istituzionali e economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà; promuove l adozione dei nuovi strumenti del diritto fallimentare nella piena autonomia e responsabilità dell impresa; assicura l affiancamento alle imprese in difficoltà nel progressivo 79 confronto con i citati soggetti istituzionali ed economici, in coerenza e nei limiti dei risultati delle analisi tecniche regionali e del confronto con i soggetti coinvolti; 4. di rinviare ai provvedimenti dirigenziali la specifica composizione del Comitato Guida e del Nucleo Operativo nei termini e limiti indicati dal presente provvedimento aggiornando le disposizioni di cui al citato decreto del Segretario generale n del Determinazioni in merito al Nucleo Operativo per la gestione delle crisi aziendali e di settore ; 5. di prevedere che al fine di garantire il coinvolgimento di tutti i soggetti competenti ad adottare i provvedimenti necessari al sostegno delle imprese in difficoltà, la Giunta Regionale potrà sottoscrivere accordi con soggetti istituzionali e economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà in coerenza con l art.3 co.1 lett.a) della l.r.1/07. IL SEGRETARIO MARCO PILLONI 810 Allegato 2 alla DGR. ALLEGATO 2 - RAID - Rete di Affiancamento alle Imprese in Difficoltà 1. Missione 2. Linee guida operative 3. Organizzazione 1. Missione La missione di RAID è quella di contribuire al rilancio e alla duratura operatività delle imprese lombarde in situazione di difficoltà. RAID, in attuazione della l.r. 1/2007 che prevede la costituzione di un nucleo operativo per monitorare e prevenire le crisi aziendali, recuperare l attività imprenditoriale, salvaguardare l occupazione e favorire la riconversione industriale, opera attraverso la mobilitazione e la responsabilizzazione degli organi di governo dell impresa e di tutti i soggetti pubblici e privati (istituti finanziari, clienti, fornitori e dipendenti) interessati a preservarne il valore economico e produttivo. RAID si configura come una modalità di intervento: organizzata in forma di rete al fine di coinvolgere non solo le specifiche competenze regionali in grado di supportare le aziende con gli strumenti finanziari e con le politiche attive e passive del lavoro nei limiti delle disponibilità, delle condizioni di accesso e della normativa comunitaria in termini di aiuti di stato, ma anche i soggetti istituzionali ed economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà; orientata a svolgere un ruolo di informazione, formazione, analisi tecnica e promozione del confronto. In particolare intende: aiutare l azienda e l imprenditore che chiedono assistenza ad individuare i segnali di difficoltà per poter intervenire prima che la crisi divenga irreversibile; sostenere e accompagnare gli imprenditori con un azione di informazione e formazione in merito alle modalità più opportune per la gestione delle situazioni di difficoltà; garantire la piena responsabilizzazione delle imprese che accedano ai servizi, operando con un ruolo di coordinamento e affiancamento istituzionale; 111 Allegato 2 alla DGR. analizzare le cause della crisi per poter identificare azioni adeguate e corrispondenti alle reali necessità delle imprese e per poter ricercare tempestivamente le vie di rilancio; coinvolgere tutti gli attori implicati nella situazione di difficoltà per assicurare una corretta informazione e stimolare la corresponsabilità nelle azioni di rilancio nel pieno rispetto del ruolo di ciascuno. Inoltre, RAID: non intende istituire una nuova funzione, né disciplinare un procedimento amministrativo finalizzato all adozione di uno specifico provvedimento; persegue l obiettivo di facilitare il confronto con soggetti istituzionali e economici titolari di atti o provvedimenti in grado di far fronte ai casi di difficoltà; promuove l adozione dei nuovi strumenti del diritto fallimentare nella piena autonomia e responsabilità dell impresa; assicura l affiancamento alle imprese in difficoltà nel progressivo confronto con i citati soggetti istituzionali ed economici, in coerenza con i risultati delle analisi tecniche regionali e dei soggetti coinvolti. RAID opera nel pieno rispetto dei seguenti principi fondamentali: - neutralità rispetto alla responsabilità di ciascun soggetto coinvolto: RAID è disponibile a lavorare con tutti i soggetti pubblici e privati che intendono contribuire al salvataggio dell impresa; - rispetto del principio di concorrenza; - corresponsabilità nell attuazione delle azioni di supporto: la responsabilità degli organi dell impresa e degli altri soggetti coinvolti è indispensabile per favorire il rilancio delle imprese: l intervento di RAID è sussidiario; - riservatezza in merito all azione di rilancio e di ristrutturazione: RAID assicura il pieno rispetto della riservatezza delle informazioni raccolte e dei soggetti coinvolti nel piano di rilancio; - trasparenza delle informazioni condivise: l azione di RAID si basa sulla fondatezza, sulla veridicità e sulla trasparenza delle informazioni fornite dalle imprese e dagli altri soggetti coinvolti. 2. Linee guida operative RAID interviene su specifica richiesta dell impresa; chiunque può segnalare al Nucleo Operativo situazioni di difficoltà ma il Nucleo Operativo si attiva solo su 212 Allegato 2 alla DGR. richiesta di supporto da parte degli organi di governo dell impresa rendendosi disponibile ad un primo incontro entro 48 ore. Dato il carattere sperimentale di RAID, al fine di garantire adeguati livelli di servizio, in relazione al numero di richieste di supporto ricevute dalle aziende, potranno essere definite specifiche priorità di intervento basate su specifici elementi tra i quali: numero di dipendenti, fatturato, ricadute sull indotto locale, strategicità del settore, stato della crisi, procedure concorsuali in essere. Il Nucleo Operativo, attraverso un analisi approfondita della situazione ed il colloquio con gli organi di governo dell impresa, verifica la possibilità di un efficace supporto. Nel caso in cui il Nucleo Operativo decida di proseguire nell azione di supporto, l impresa deve sottoscrivere un atto unilaterale con i seguenti elementi essenziali: - autorizzazione al trattamento dei dati come previsto dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali ; - trasparenza nella condivisione di tutte le informazioni funzionali all analisi della situazione di difficoltà e all identificazione delle opportunità di rilancio; - presa d atto del ruolo di RAID ed in particolare del fatto che l affiancamento di RAID non modifica in alcun modo le responsabilità dell impresa in merito alla gestione aziendale, alla gestione dei rapporti con i singoli soggetti che partecipano a RAID e all attuazione di nuove attività derivanti dall affiancamento di RAID; - autorizzazione al coinvolgimento anche di altri soggetti il cui contributo è ritenuto utile alla definizione e alla realizzazione del piano di rilancio o di ristrutturazione; - l affiancamento di RAID non costituisce titolo per il rimborso di spese o costi derivanti da dalle attività di tale affiancamento. RAID, quindi, non si sostituisce in alcun modo all impresa e ai vari soggetti coinvolti e non ha nessuna delega per poter operare e prendere decisioni specifiche in merito alla definizione e alla realizzazione del piano di rilancio o di ristrutturazione. Successivamente alla sottoscrizione dell atto, il Nucleo Operativo potrà avviare le attività di affiancamento. 313 Allegato 2 alla DGR. RAID può stipulare accordi con altri soggetti pubblici e privati per definire modalità di raccordo che facilitino l esecuzione delle attività. Attraverso il coinvolgimento di tali soggetti, RAID potrà, in particolare: 1. diventare, a tendere, il punto di interfaccia unico e privilegiato per l impresa in difficoltà, per tutti i contatti che questa deve avere con le amministrazioni pubbliche; 2. creare affidamento pubblico nella certificazione del valore di organizzazione e di avviamento dell impresa; 3. aiutare ad acquisire il consenso dei diversi soggetti coinvolti (proprietà, banche, dipendenti, fornitori) sulla diagnosi dei fattori di crisi e favorire la concertazione sul risanamento dell impresa attraverso misure di ristrutturazione; 4. favorire la ricerca di soluzioni per conservare il valore di avviamento dell impresa e tutelare i livelli occupazionali diretti e indiretti (indotto); 5. monitorare dall interno le situazioni di crisi per orientare le politiche di Regione Lombardia, individuare nuovi strumenti di supporto finanziario e introdurre nuove politiche attive che integrino le tradizionali misure di mitigazione dell impatto sociale, secondo il principio di responsabilizzazione dell azienda e dei lavoratori. Il Nucleo Operativo relaziona periodicamente al Comitato Guida. 3. Organizzazione RAID opera attraverso una struttura tecnica a due livelli: Comitato Guida che è composto dai Direttori della Giunta e del Sistema regionale e da opportuni rappresentanti degli enti pubblici che verranno successivamente coinvolti. Il Comitato Guida dovrà assicurare il corretto funzionamento di RAID attraverso: - L attuazione degli indirizzi della Giunta; - la disponibilità ed il tempestivo supporto delle competenze delle proprie strutture; - il coinvolgimento di altri soggetti utili all operatività di RAID; 414 Allegato 2 alla DGR. - il monitoraggio delle attività e dei risultati de Nucleo Operativo anche al fine dell aggiornamento periodico della Giunta. Nucleo Operativo che svolge un ruolo di attuazione dei servizi ed è composto da figure con specifiche competenze di gestione d azienda, coadiuvato secondo necessità da rappresentanti del sistema regionale. ed eventualmente integrato da professionalità esterne. Resta fermo che le professionalità esterne, cui possono riferirsi le competenze utili all'operatività di RAID di cui al punto precedente, dovranno essere reperite direttamente dagli enti SIREG componenti il Comitato Guida nel rispetto della normativa vigente, con particolare riferimento alla DGR 1151 del 29/12/2010 "Determinazioni per i soggetti del sistema regionale per l'anno 2011". Il Nucleo Operativo opera nell ambito della Direzione Generale Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione ed e caratterizzato dalla seguente struttura organizzativa: Responsabile Nucleo Operativo Sistema Regionale Team Analisi e Supporto Professionalità esterne Il team di analisi e supporto sarà composto da figure con specifiche competenze di gestione aziendale e di gestione delle situazioni di crisi aziendali. Il team di analisi e supporto, coordinato dal responsabile del Nucleo Operativo avrà il compito di: - gestire la comunicazione dei servizi di supporto offerti da RAID; - gestire i rapporti con le imprese che chiedono il supporto di RAID ed in particolare incontrare le imprese, illustrare le modalità di supporto, valutare lo stato della situazione, pianificare le attività di analisi; - analizzare la situazione di difficoltà, anche attraverso interviste con i diversi soggetti coinvolti ; - contribuire alla definizione e alla negoziazione del piano di rilancio attraverso il coordinamento dei soggetti che compongono RAID; - monitorare gli sviluppi del piano di rilancio. 515 Allegato 1 alla DGR ALLEGATO 1 - Studio di fattibilità di un modello operativo di supporto alla gestione delle crisi aziendali in una logica di sviluppo 1. Introduzione 2. Le dimensioni della crisi in Lombardia 3. Il contesto di riferimento regionale e nazionale 3.1. Il Nucleo Operativo regionale per la gestione delle crisi aziendali e di settore 3.2. Collaborazioni con strutture ministeriali in relazione alle situazioni di crisi aziendale 3.3. L attività del Ministero dello Sviluppo Economico in materia di crisi aziendali 4. Il modello francese: CIRI 1. Introduzione Il sistema produttivo e industriale lombardo si è caratterizzato per l elevata resilienza dimostrata nell affrontare la violenta crisi che ha toccato l intera economia occidentale nell biennio ; ciò nonostante sono state registrate pesanti perdite in termini di numero e valore delle imprese che hanno cessato l attività. La crisi, inoltre, ha influito sul sistema produttivo regionale inducendo in esso profondi cambiamenti. In particolare un rilevante numero di aziende storiche (soprattutto nel settore manifatturiero) ha chiuso e, sebbene il bilancio della natimortalità delle imprese sia attivo, il valore della produzione e dell occupazione sono diminuiti significativamente; solo con il primo trimestre 2011 si sta assistendo ad una debole ripresa. In questo scenario, Regione Lombardia si è trovata ad affrontare significative sfide fra cui la revisione delle politiche di supporto alle imprese per poter contribuire al contenimento delle perdite e per promuovere e supportare il rilancio dell economia. Particolare attenzione è stata posta alle gestione delle crisi aziendali, focalizzando gli sforzi operativi ed economici sulle azioni di assistenza ai lavoratori quale modalità privilegiata per affrontare una vera e propria emergenza. Da tale esperienza è emersa l esigenza di poter integrare le politiche passive con nuove politiche attive capaci di coniugare il contenimento della crisi con azioni di supporto al rilancio e allo sviluppo delle imprese. 116 Allegato 1 alla DGR Si è infatti constatato che le tradizionali e molteplici misure per le imprese, rivolte principalmente a promuovere le eccellenze, poco consentivano in termini di supporto alle aziende in difficoltà. Tale constatazione ha creato le premesse per un rinnovato impegno nella progettazione di nuove modalità di supporto coerenti con il contesto. 2. Le dimensioni della crisi in Lombardia La crisi produttiva, determinata dalla riduzione della domanda internazionale e del fatturato estero delle imprese rischia di ridisegnare il panorama produttivo attuale espellendo dal mercato le imprese meno efficienti, ma anche di mettere in difficoltà quelle imprese che, avendo avviato negli anni scorsi profondi processi di ristrutturazione industriale, non riescono a far fronte agli impegni presi. La riduzione dei livelli di produzione (l indice di produzione industriale ha fatto registrare una contrazione di quasi 20 punti percentuali) ha determinato una drastica contrazione dei fatturati delle imprese che a sua volta si è tradotta in una riduzione generalizzata dell impiego di forza lavoro, con il ricorso alla cassa integrazione guadagni o con la messa in mobilità dei lavoratori. In effetti l avvio della crisi produttiva è coinciso con un ricorso generalizzato agli strumenti di sostegno al reddito e, in particolare, agli ammortizzatori sociali (CIG, CIGS e CIGO) che nel biennio hanno consentito di mitigare gli effetti sociali della crisi, evitando la fuoriuscita dal mercato del lavoro di lavoratori qualificati. In Lombardia, solo nel 2010, le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate sono nel complesso più di 314 milioni, un valore sette volte superiore a quello del In termini di unità di lavoro a tempo pieno, il monte ore di CIG autorizzata nel 2010 corrisponde a circa unità. Facendo una proporzione con gli addetti presso le imprese (poco più di 4 milioni), si può stimare che le ore autorizzate di CIG abbiano interessato circa un addetto ogni venti. 217 Allegato 1 alla DGR Tabella 1. Totale ore di cassa integrazione autorizzate in Lombardia Ordinaria Straordin aria Deroga Totale ,325, ,475, 181 3,697, ,498, ,956, ,835, 066 3,491, ,282, ,558, ,478, 902 3,174, ,212, ,993, ,802, 607 4,492, ,289, ,803, ,237, ,858, ,899, ,101, ,454, ,720, ,277, 391 Aprile Lo stesso aumento della cassa integrazione straordinaria che nel 2010 ha superato per ammontare di ore autorizzate la Cassa ordinaria, evidenzia come lo stato di difficoltà in cui versano molte imprese non sia transitorio ma strutturale. La cassa integrazione straordinaria è lo strumento utilizzato per i casi di crisi non congiunturale (a cui è dedicata la cassa ordinaria) ma strutturale che possano essere ricondotte a crisi dell'azienda, del settore o a ristrutturazione e chiusura delle unità produttive. Sebbene nei primi mesi del 2011 le ore di cassa integrazione autorizzate mostrino segnali di flessione, la rilevanza della CIG straordinaria che ancora oggi costituisce circa il 57% delle ore autorizzate, segnala come la durata della crisi economica abbia fortemente inciso sulle posizioni produttive e finanziarie di molti settori industriali. La riduzione dell impiego di forza lavoro da parte delle imprese ha comportato un aumento del numero di disoccupati. Nel 2010 il numero di persone in cerca di occupazione in Lombardia è stato in media di 253 mila unità, in forte crescita rispetto al dato del 2008 (168 mila unità). Tale incremento si deve quasi interamente alla crescita della componente dei disoccupati con precedenti esperienze lavorative verosimilmente formata da lavoratori espulsi dal mercato del lavoro che necessitano di essere ricollocati. 318 Allegato 1 alla DGR Tabella 2. Occupati e disoccupati in Lombardia nel triennio (dati in migliaia) Occu pati Disoccupati con precedenti esperienze lavorative Disoccupati senza precedenti esperienze lavorative Totale disoccu pati Totale Forze lavoro I Trimestre 4, ,477 II Trimestre 4, ,538 III Trimestre 4, ,527 IV Trimestre 4, ,535 I Trimestre 4, ,515 II Trimestre 4, ,570 III Trimestre 4, ,515 IV Trimestre 4, ,573 I Trimestre 4, ,570 II Trimestre 4, ,545 III Trimestre 4, ,450 IV Trimestre 4, ,541 Gli effetti della crisi hanno interessato non solo il mercato del lavoro ma anche il sistema delle imprese. Infatti tende a calare il numero delle iscrizioni e cancellazioni al registro delle imprese nella fase più acuta della crisi. Le iscrizioni invertono il trend nel 2010, anno in cui il numero delle imprese attive aumenta arrivando a toccare le 823 mila unità. Tale incremento nasconde significative differenze tra settori e territori. Si rafforza la presenza delle società di capitale rispetto alle società di persone e alle ditte individuali 419 Allegato 1 alla DGR Tabella 3. Numero di imprese attive per forma giuridica Società di capitali Società di persone Ditte individuali Altre forme TOTALE La crescita delle società di capitale, favorita dal quadro legislativo attuale, risponde da una parte alla necessità degli imprenditori di riparare il patrimonio personale dal rischio imprenditoriale, dall altra rappresenta uno strumento più efficace e flessibile per gestire i passaggi di mano della società, o eventuali operazioni di acquisizione e fusione. Allo stesso tempo la diffusione di questa forma giuridica indica un irrobustimento patrimoniale e finanziario delle imprese, indispensabile per accedere al credito bancario. A livello territoriale si registrano saldi positivi e tassi di crescita significativi, superiori all 1%, nelle provincie di Milano (2,2%), Monza-Brianza (1,8%), Bergamo (1,3%), Como e Varese (1,2%) e Brescia (1,1%). A Milano, è il ridotto tasso di mortalità (4,6%) a determinare il risultato positivo, mentre nella provincia di Monza è l effetto di un tasso di natalità superiore alla media (7,3%) e fra i più alti dell anno. Tassi di crescita positivi si registrano anche nelle provincie di: Cremona e Pavia (+0,9%), Lecco (+0,8%) e Mantova (+0,6%). Sul versante negativo si segnalano Sondrio (-0,5%) e Lodi (-0,1%). Anche i dati forniti dall Agenzia Regionale per l Istruzione, la Formazione ed il Lavoro (ARIFL) sugli ammortizzatori sociali gestiti a livello locale evidenziano la recrudescenza della crisi economica. 520 Allegato 1 alla DGR Tabella 4. Attività su ammortizzatori ANNO PRATICHE MOBILITA ATTIVITA' SU AMMORTIZZATORI ESAMI CONGIUNTI MOBILITA ESAMI CONGIUNTI CIGS PRATICHE CIG DEROGA ESAMI CONGIUNTI CIG DEROGA Le vertenze svolte in Arifl per le aziende che hanno richiesto cassa integrazione straordinaria sono state nel corso del 2010, con il coinvolgimento di circa lavoratori. Si tratta solo di una parte dei lavoratori coinvolti dalla cassa, poiché, come noto, altri lavoratori sono stati coinvolti dalla cassa ordinaria oppure dalla deroga o da crisi multiregionali o di alcuni settori che vengono esaminate in sede ministeriale. Il raffronto tra le imprese attive per settore nel III trimestre 2010 rispetto all anno precedente, mostra come alcuni settori come agricoltura, attività manifatturiere, trasporto, abbiano assistito ad un calo mentre altri settori come l energia, agenzie viaggi, istruzione e attività artistiche siano cresciute. Tale dato va comunque visto alla luce del saldo occupazione e disoccupazione che nell ultimo triennio ha assistito ad un aumento generalizzato della disoccupazione (tabella 2). 6 Vedere altro
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 art. 2
 art.3
 art. 29
 art.1
 art.1
 art.1
 art.3
 Art. 1
 ART. 1
 articolo 30
 art. 6
 art. 6
 articolo 6
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 1
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 31
 articolo 1
 art. 114
 art. 66
 art. 114
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