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Timestamp: 2020-08-11 17:02:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7848 del 27/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7848 del 27/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/03/2017, (ud. 02/03/2017, dep.27/03/2017), n. 7848
sul ricorso 3821/2016 proposto da:
C.G., in qualità di erede di C.E.,
M.R., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato DANIELE
GAUDIANO;
avverso il decreto n. R.G. 3621/2015 del TRIBUNALE di PESARO,
depositato il 24/12/2015;
– il ricorso è inammissibile poichè proposto avverso un’ordinanza emessa a conclusione della fase svoltasi dinanzi al Tribunale in composizione collegiale, relativa al reclamo avanzato, ai sensi dell art. 669 terdecies c.p.c., contro l’ordinanza di sospensione del processo esecutivo per rilascio di immobile emessa dal giudice dell’esecuzione in data 9 novembre 2015;
– con l’ordinanza impugnata, del 22/24 dicembre 2015, il Tribunale, in composizione collegiale, ha qualificato il rimedio ed ha accolto il reclamo, revocando, per l’effetto, il provvedimento di sospensione;
– infatti, il provvedimento oggetto del reclamo (deciso con l’ordinanza impugnata) era un’ ordinanza di sospensione, che il giudice dell’esecuzione aveva adottato ai sensi degli artt. 615 e 624 c.p.c.; l’ordinanza oggetto del presente ricorso straordinario (con la quale la sospensione è stata revocata) è il provvedimento che tipicamente chiude la fase cautelare, e che trova la sua disciplina nell’art. 669 terdecies c.p.c., così come richiamato dall’art. 624 c.p.c.;
– atteso quanto sopra, è sufficiente richiamare il principio di diritto più volte espresso da questa Corte per il quale “il provvedimento con cui, in sede di reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c., ed in forza dell’art. 624 c.p.c., comma 2, come sostituito del D.L. n. 35 del 2005, art. 2, comma 3, lett. e), convertito con modificazioni nella L. n. 80 del 2005 e modificato dalla L. n. 52 del 2006, art. 18, il tribunale disponga la revoca di un’ordinanza di sospensione dell’esecuzione, ha natura cautelare e provvisoria ed è, per tale ragione, privo di natura definitiva e decisoria; esso è, quindi, insuscettibile di ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., che l’ultimo inciso del nuovo art. 616 c.p.c. (anteriormente alla sua soppressione per effetto della L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 49, comma 2) ammetteva implicitamente (sancendo la non impugnabilità della sentenza) soltanto avverso la sentenza che chiude il giudizio di opposizione all’esecuzione. Pertanto, nemmeno la circostanza che con esso sia stata disposta la condanna alle spese vale ad attribuire al detto provvedimento carattere di decisorietà e di definitività ai fini dell’esperimento del citato ricorso straordinario, neppure limitatamente alla statuizione sulle spese” (così Cass. n. 17266/09, nonchè n. 22486/09 e n. 22488/09, ed, ancora, tra le tante, Cass. n. 11243/10 e, tra le più recenti, Cass. ord. n. 9371/14, n. 1176/15 e n. 743/16 e n. 1228/16);
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3.200,00, per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

References: Sentenza 
 art. 669
 art. 2
 art. 18
 art. 616
 art. 49
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.