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Timestamp: 2020-08-12 21:10:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21991 del 11/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21991 del 11/09/2018
Cassazione civile sez. VI, 11/09/2018, (ud. 21/03/2018, dep. 11/09/2018), n.21991
sul ricorso 5620/2017 proposto da:
B.A., elettivamente domiciliato in ROMA piazza Cavour
difeso dagli avvocati GIUSEPPE VASSALLO, e FEDERICO DE GERONIMO;
C.S., elettivamente domiciliata in ROMA piazza Cavour presso
dall’avvocato SILVANA GRASSO BARONE;
avverso la sentenza n. 1774/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
partecipata del 21/03/2018 dal Consigliere Dott. ANTONELLO
L’arch. B.A. chiede la cassazione della sentenza della corte d’appello di Catania che, in parziale riforma della sentenza di prime cure, lo ha condannato a risarcire alla sig.ra C.S. – che gli aveva affidato la progettazione di opere di manutenzione straordinaria finalizzate ad adibire a ristorante un palmento di cui ella era proprietaria in (OMISSIS) – i danni derivati da gravi difetti di progettazione e realizzazione delle opere, liquidati in Euro 20.780.
La sig.ra C. ha depositato controricorso.
La causa è stata discussa nell’ adunanza di Camera di consiglio del 21 marzo 2018, per la quale non sono state depositate memorie illustrative.
Con l’unico motivo di ricorso l’arch. B. denuncia la violazione degli artt. 2222 e 1176 c.c. e art. 115 c.p.c., lamentando che la corte distrettuale lo avrebbe ritenuto responsabile per i difetti riscontrati in un locale tecnico da lui mai progettato.
Il motivo di ricorso, pur prospettando un vizio di violazione di legge, si risolve in sostanza in una contestazione dell’apprezzamento delle risultanze istruttorie motivatamente effettuato dalla corte territoriale a pag. 4 della sentenza gravata, dove si legge (terzo capoverso): “ora, seppur non vi è stata alcuna attività di progettazione, deve darsi comunque per assodato che tali ultime opere, fosse solo quanto all’attività di direzione dei lavori, si inseriscono pienamente della prosecuzione dell’unico ed originario mandato professionale, come, per vero, sostanzialmente riconosciuto dallo stesso appellante” e poi si legge (quarto capoverso): “quanto al locale caldaia, la circostanza può dirsi comunque attestata dalle informazioni acquisite per il tramite delle dichiarazioni testimoniali rese da P.A.M…. ed anche da M.A….”.
Il ricorso va pertanto disatteso, giacchè non enuclea alcuna regola di diritto applicate nella sentenza gravata che contrasti col disposto degli artt. 2222 e 1176 c.c. e art. 115 c.p.c., ma attinge il giudizio di fatto della corte territoriale secondo cui le opere contestate rientravano tra quelle oggetto dell’incarico professionale rilasciato dalla sig.ra C. all’arch. B., sollecitando la Cassazione ad una revisione dell’apprezzamento delle risultanze istruttorie operato dal giudice di merito; revisione che notoriamente esula dalle funzioni istituzionali del giudizio di legittimità (Cass. 7972/07, Cass. 16499/09).
Deve altresì darsi atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, del raddoppio del contributo unificato D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1 quater.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 115
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 art. 115
 Cass. 
 art. 13