Source: http://fvg.videoassemblea.it/dettaglio_seduta.php?id_seduta=4187
Timestamp: 2019-10-16 20:09:12+00:00

Document:
Consiglio regionale - Seduta n. 52 di Venerdì 01-02-2019
n. 052 - 01.02.19 pm
[14:44] Apertura Seduta Pubblica - 1549031527
[14:45] SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 MARZO 2018, N.13 (INTERVENTI IN MATERIA DI DIRITTO ALLO STUDIO E POTENZIAMENTO DELL'OFFERTA FORMATIVA DEL SISTEMA SCOLASTICO REGIONALE)." (37)
[14:45] BASSO Alessandro
[14:57] BASSO Alessandro
[14:57] DA GIAU Chiara
[14:59] DA GIAU Chiara
[14:59] BASSO Alessandro
[14:59] ROSOLEN Alessia
[15:02] DA GIAU Chiara
[15:03] HONSELL Furio
[15:06] HONSELL Furio
[15:06] DA GIAU Chiara
[15:06] BASSO Alessandro
[15:06] ROSOLEN Alessia
[15:08] DA GIAU Chiara
[15:11] DA GIAU Chiara
[15:12] DA GIAU Chiara
[15:12] ROSOLEN Alessia
[15:13] DA GIAU Chiara
[15:13] HONSELL Furio
[15:13] BASSO Alessandro
[15:14] DA GIAU Chiara
[15:15] ROSOLEN Alessia
[15:16] ROSOLEN Alessia
[15:17] DA GIAU Chiara
[15:19] HONSELL Furio
[15:19] DA GIAU Chiara
[15:19] ROSOLEN Alessia
[15:21] ROSOLEN Alessia
[15:22] HONSELL Furio
[15:24] DA GIAU Chiara
[15:24] ROSOLEN Alessia
[15:25] DA GIAU Chiara
[15:26] DA GIAU Chiara
[15:29] HONSELL Furio
[15:30] MORETUZZO Massimo
[15:30] BASSO Alessandro
[15:32] CAMBER Piero
[15:32] USSAI Andrea
[15:33] DI BERT Mauro
[15:33] HONSELL Furio
[15:34] DA GIAU Chiara
[15:35] BASSO Alessandro
[15:35] ROSOLEN Alessia
[15:37] HONSELL Furio
[15:37] DA GIAU Chiara
[15:40] BASSO Alessandro
[15:41] HONSELL Furio
[15:41] DA GIAU Chiara
[15:41] BASSO Alessandro
[15:41] ROSOLEN Alessia
[15:42] ROSOLEN Alessia
[15:45] MORETUZZO Massimo
[15:45] DA GIAU Chiara
[15:48] DA GIAU Chiara
[15:49] ROSOLEN Alessia
[15:50] HONSELL Furio
[15:52] DA GIAU Chiara
[15:52] ROSOLEN Alessia
[15:53] DA GIAU Chiara
[15:55] HONSELL Furio
[15:55] ROSOLEN Alessia
[15:58] DA GIAU Chiara
[15:58] ROSOLEN Alessia
[16:02] HONSELL Furio
[16:02] BASSO Alessandro
[16:02] ROSOLEN Alessia
[16:03] DA GIAU Chiara
[16:04] GIACOMELLI Claudio
[16:05] GABROVEC Igor
[16:07] HONSELL Furio
[16:11] GIACOMELLI Claudio
[16:12] DA GIAU Chiara
[16:12] BASSO Alessandro
[16:13] ROSOLEN Alessia
[16:15] ROSOLEN Alessia
[16:16] DA GIAU Chiara
[16:16] ROSOLEN Alessia
[16:17] MORETUZZO Massimo
[16:17] ROSOLEN Alessia
[16:18] MORETUZZO Massimo
[16:19] DA GIAU Chiara
[16:21] SANTORO Mariagrazia
[16:22] SOSPENSIONE SEDUTA
[16:32] RIPRESA SEDUTA
[16:32] SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE: "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 MARZO 2018, N.13 (INTERVENTI IN MATERIA DI DIRITTO ALLO STUDIO E POTENZIAMENTO DELL'OFFERTA FORMATIVA DEL SISTEMA SCOLASTICO REGIONALE)." (37)
[16:38] BASSO Alessandro
[16:42] ROSOLEN Alessia
[16:45] DA GIAU Chiara
[16:47] HONSELL Furio
[16:47] ROSOLEN Alessia
[16:48] DA GIAU Chiara
[16:50] HONSELL Furio
[16:51] DA GIAU Chiara
[16:55] BASSO Alessandro
[16:56] ROSOLEN Alessia
[16:58] ROSOLEN Alessia
[16:59] DA GIAU Chiara
[17:01] DA GIAU Chiara
[17:01] BASSO Alessandro
[17:01] ROSOLEN Alessia
[17:03] ROSOLEN Alessia
[17:05] BOLZONELLO Sergio
[17:07] HONSELL Furio
[17:07] DA GIAU Chiara
[17:07] ROSOLEN Alessia
[17:08] ROSOLEN Alessia
[17:16] GIACOMELLI Claudio
[17:18] MORETTI Diego
[17:19] BOLZONELLO Sergio
[17:21] CAMBER Piero
[17:23] BOLZONELLO Sergio
[17:24] CAMBER Piero
[17:28] ROSOLEN Alessia
[17:29] BERNARDIS Diego
[17:29] ROSOLEN Alessia
[17:33] DA GIAU Chiara
[17:36] MORETUZZO Massimo
[17:38] BASSO Alessandro
[17:42] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "DIMENSIONAMENTO SPERIMENTALE DEI POZZI ARTESIANI E CONTRIBUTI PER L'ALLACCIAMENTO ALLA RETE FOGNARIA" (37) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: BORDIN, BARBERIO, BOSCHETTI, BUDAI, CALLIGARIS, GHERSINICH, LIPPOLIS, MIANI, MORAS, POLESELLO, SLOKAR, SPAGNOLO, TOSOLINI, SINGH, BERNARDIS, TURCHET, MAZZOLINI, PICCIN)
[17:42] BORDIN Mauro
[17:51] MORETTI Diego
[17:59] ZANIN Piero Mauro
[18:12] CONFICONI Nicola
[18:17] CENTIS Tiziano
[18:21] SCOCCIMARRO Fabio
[18:28] BORDIN Mauro
[18:30] SERGO Cristian
[18:31] HONSELL Furio
[18:35] MORETTI Diego
[18:37] ZANIN Piero Mauro
[18:37] SERGO Cristian
Prendiamo posto, colleghi. Dichiaro aperta la cinquantaduesima seduta del Consiglio regionale. Informo che sono a disposizione dei Consiglieri alcune copie del processo verbale della seduta n. 50. Qualora non vi fossero eccezioni il verbale sarà considerato approvato. Hanno chiesto congedo Fedriga, Dal Zovo, Polesello, Liguori, e Spagnolo. I congedi sono concessi. Al termine della discussione generale, do la parola al Relatore Basso per la replica. Prego, Relatore.
Grazie, Presidente. Non ho alcuna volontà, non ho alcun intento polemico, però nella replica purtroppo – purtroppo dico – alcune riflessioni devono essere compiute assolutamente. Intanto sull'intervento dell'Assessore – che non ha sicuramente bisogno di un mio commento rispetto a quanto detto, penso la maggioranza si sia pienamente ritrovata e abbia esercitato una propria responsabilità anche di revisione di questa norma di cui stiamo discutendo oggi – purtroppo sono state dette talmente delle cose inesatte, ma io capisco perché. È chiaro che quando si tratta di tecnicismi, non è possibile pensare di conoscere pienamente la materia, però a certe inesattezze bisogna assolutamente far fronte. Chi conosce un po' la pubblica amministrazione, sa benissimo che non può essere fatto dallo Stato un emendamento in cui si dice "l'Ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia ritorna di prima fascia", non fa parte del lessico e del gergo dell'amministrazione. Anche perché quanto rileva in termini contabili, in termini di Corte dei Conti, è il costo del dirigente di prima fascia che presiede a questo Ufficio scolastico, quindi nel momento in cui l'emendamento dice che è stato aumentato di un posto per la specificità della nostra Regione, questo è quello che rileva per arrivare alla sostanza. Va anche detto che nel 2014, quando fu fatto parimenti un emendamento per portare a 150 mila la soglia di studenti per avere una dirigenza di prima fascia all'interno di una Regione, se non ricordo male, questa norma fu scritta proprio da chi siede oggi sui banchi dell'opposizione e fu fatta, guarda caso, per voler sul piatto d'argento la testa di un direttore generale che governava la nostra Regione e lo faceva bene, dal punto di vista scolastico, a quel tempo. Quindi c'è una doppia responsabilità della Sinistra, ha ragione l'Assessore. Non è pensabile che voi vi attestiate un buon governo negli ultimi cinque anni rispetto alla Regione perché siete voi che avete scritto la norma per declassare il nostro Ufficio scolastico, e tutti sanno, anche un ragioniere appena diplomato sa che un ufficio declassato non ha lo stesso potere contrattuale di un dirigente di prima fascia all'interno di un apparato che, come è stato detto più volte, è burocratico. Sull'accentramento delle decisioni non serve dire assolutamente niente perché è talmente banale come affermazione che non fa assolutamente testo. Le decisioni devono essere prese da qualcuno, perché se prende le decisioni nella modalità che voi avete descritto, significa lasciare che tutto vada a rotoli. Bene, è nostra responsabilità che le decisioni le prendiamo e le prendiamo nella modalità che serve per far andare avanti l'apparato in modo tale che funzioni, perché di fallimenti ne avete già collezionati fin troppi. È proprio quell'ideologia... Sono contento di farla ridere, consigliera Santoro, così il suo pomeriggio sarà molto più allegro. È proprio quell'ideologia che presiede a quelle scelte che avete fatto per il declassamento – perché se non è ideologia quella, non ne esistono altre – ed è chiaro che nel momento in cui viene toccata la partita dei progetti speciali e qualche associazione, che probabilmente vi è molto vicina, vi è venuta a riferire che verrà meno il proprio lavoro, probabilmente qualche cosa c'è da discutere anche su quello, e ce ne sono molte, cari Consiglieri. È chiaro che noi mettiamo, sì, una bandiera di Destra sopra questa legge. L'Assessore ha detto bene effettivamente, un decreto istruzione non ha un colore politico, ma è chiaro che se noi riusciamo a produrre un testo che ha qualità e che riuscirà a portare del bene alle nostre scuole, bene, la bandiera ce la mettiamo, ce la mettiamo eccome e la rivendichiamo. E per dirla con uno scrittore che so che piace almeno a due persone in quest'Aula, Yukio Mishima, purtroppo è la condanna della realtà che vi sta perseguitando. Va detto che... Forse sono anche tre, forse sono anche tre. Poi è altrettanto banale affermare che l'internazionalizzazione delle scuole sia fondata semplicemente sul trilinguismo. Mi dispiace che non sia in Aula il consigliere Gabrovec, però il trilinguismo eventualmente deve essere portato nella dimensione europea dell'istruzione, non sicuramente... È chiaro che la nostra specialità prevede... in alcune zone tra l'altro, e va detto che così come è vero che va presidiato un ambito all'interno della nostra regione, è anche altrettanto vero che va presidiato anche tutto l'intero contesto della regione dove non ci sono le scuole slovene eccetera. Questo lo dico anche portando dei dati, sui quali invito, anzi, l'Assessore, a fare una riflessione nei prossimi anni perché è chiaro che impianti normativi storici non possono essere modificati facilmente, però è anche chiaro, permettetemi, è anche chiaro che ci sono dei numeri che probabilmente andrebbero riportati a un'equità a livello regionale, perché nel momento in cui leggo che la percentuale... Sono leggi di tutela che non sono eque nei confronti degli altri territori, perché nel momento in cui...
... nel momento in cui leggo che c'è una media di 11 studenti per classe alle scuole superiori, di 17 alle medie, di 13 alla primaria, questo dato va rapportato anche agli altri territori. Così come respingo al mittente... Purtroppo, caro professore, lei sa che io ho anche simpatia nei suoi confronti per motivi che ho esplicitato, però che lei venga a dire in quest'Aula che si fa ideologia e che si va fuori argomento, che si va fuori tema, e poi lei nomina la Sea Watch, i migranti, per riuscire ad attrarre l'attenzione della stampa e per riuscire a richiamare sui suoi temi, questo è veramente scandaloso secondo me, perché lei usa il decreto istruzione, che le consente di fare queste affermazioni, per portare avanti un'ideologia che non è sicuramente quella che stiamo portando avanti e non è neanche il contenuto che stiamo trattando. E poi viene a fare la lezione di italiano, di lessico, e cade nell'utilizzare terminologie scolastiche, perché – mi permetta, lei sa benissimo, ripeto, che ho grande rispetto per la sua firma sulla mia laurea – parla di programmi quando sa benissimo che i programmi non esistono più. Così come è ideologico, secondo me, affermare che è difficile fare convenzioni perché sono legate alla flessibilità. La flessibilità deve far parte della pubblica amministrazione. Assessore, vada avanti su questa strada perché il settore è ingessato dalla burocrazia, faccia quanto le è possibile per competenza per fare in modo che si possano utilizzare strumenti per liberare il settore da strumenti che la parte politica che siede all'opposizione ha utilizzato negli anni passati rovinando il nostro sistema scolastico.
Grazie, consigliere Basso. Si è conclusa la discussione generale. Passiamo all'articolato affrontando l'articolo 1, sul quale ci sono sette emendamenti. Darei la parola al consigliere Honsell per illustrare gli emendamenti 1.1, 1.4, 1.6, 1.7. Prego, consigliere Honsell.
La prima osservazione è che ho distribuito un Ordine del giorno poc'anzi., che però purtroppo ha un refuso: c'è scritto "extra...". Assessore, scusi solo un attimo. Prima che me lo cassi direttamente, nell'ordine del giorno che ho distribuito testé c'è un refuso: è stato riportato "extraregionale", intendevo dire "extracomunale". È una problematica che immagino lei conosca bene...
Faccia un emendamento verbale e lo modifichiamo: invece di "extraregionale", "extracomunale".
Sì, ecco. Allora, per quanto riguarda... Prima che lo dichiari inammissibile... Sì, era già dichiarato inammissibile, sì, appunto. Allora, per quanto riguarda invece gli emendamenti all'articolo 1, adesso io stesso ho difficoltà sull'1.1 su quale era... era ripristinare un po' il linguaggio che era già stato usato prima, "processi" per "percorsi" eccetera. Anche perché credo che se queste cose sono state ponderate meno di un anno fa, francamente è meglio lasciare quel riferimento. Il primo credo che riguardi "formativo" invece che "educativo" in quanto l'educazione è, appunto, il fine più alto, non tanto quello di formare, formare, appunto, è più legato a un atteggiamento di rigidità. L'1.1 è "formare" rispetto a "educare". L'1.4 è relativo a "percorsi" invece di "processi". E poi mi sono permesso di spezzare una lancia nei confronti del cattivo uso della parola "implementazione", che spiazza sempre chi... È un neologismo, è un latinismo di ritorno, è un anglicismo e ha un ben preciso significato che vuol dire, appunto, "concretare", vuol dire "mettere in atto", dall'idea, trasformarla in azione. Invece molto spesso viene usato semplicemente, per assonanza, come "incrementare" invece che "implementare". Allora, essendo questa una legge proprio che riguarda la scuola, almeno se uno vuole "incrementare", che "incrementi" e se vuole "implementare", che "implementi", ma lì manifestamente si usava "implementare" in questa accezione, diciamo, scorretta. Poi l'"interdisciplinare", cioè c'è anche qui una soltile distinzione tra "multidisciplinare" e "interdisciplinare". Io posso apprezzare una cosa che sia "inter" e "integrata", appunto che sia "multidisciplinare " e "integrata", però se uno dice "integrata e interdisciplinare" è pleonastico perché dice sempre la stessa cosa. Allora qui, se uno vuole cambiare "multidisciplinare" in "interdisciplinare", tant'è, butti via anche l'"integrato", oppure lasci quello che era e di nuovo il mio emendamento è di lasciare quello che era. Penso di aver toccato tutti questi punti e dunque, sperando che sia stata accolta quella correzione, quel refuso su "extraregionale", ho finito di illustrare gli emendamenti all'articolo 1.
Grazie. Diamo la parola al consigliere Basso per l'emendamento 1.2.
L'emendamento 1.2 intende ampliare lessicalmente, a livello di contenuto, la questione "formativo" ed "educativo", mettendoli entrambi all'interno del testo della norma.
Grazie. La parola alla consigliera Da Giau, 1.3 e 1.5.
DA GIAU, Relatrice di minoranza.
L'emendamento 1.3 era solo una correzione perché viene aggiunto nella proposta di legge, alla fine del paragrafo del punto d) della 13, "in un contesto plurilingue" e siccome sono già scritte queste parole - "in un contesto plurilinguista" è scritto – in realtà mi sembrava che non fosse necessario metterle nuovamente. Se poi ho sbagliato io a interpretare... però, insomma, in una frase due volte ribadire il contesto plurilingue mi sembrava eccessivo. L'1.5 è analogo all'1.4 presentato dal collega Honsell e credo che siano entrambi comunque riassunti dall'emendamento proposto dal consigliere Basso.
Grazie. Bene. Allora, è aperta la discussione sull'articolo 1. Se non si iscrive nessuno in discussione generale sull'articolo 1, darei la parola per il parere ai Relatori. Honsell.
Per l'1.1 è favorevole, l'1.2 è favorevole, l'1.3 è favorevole, l'1.4 è favorevole, l'1.5 è favorevole... cos'è era? Sostituire...; 1.5 favorevole, l'1.6 spero che venga... favorevole, sì, essendo una legge sulla scuola; il 1.7 è mio, favorevole.
Grazie. Da Giau.
Favorevole a tutti. Basso.
1.1 no; 1.2 sì; 1.3, 1.4, 1.5, 1.6 e 1.7 no.
Mi riporto ai pareri del Relatore di maggioranza.
Grazie. Poniamo in votazione l'emendamento 1.1 proposto dal consigliere Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'emendamento 1.2 Basso, Giacomelli. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Poniamo in votazione l'emendamento 1.3 Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'emendamento 1.4 uguale all'1.5, quindi li poniamo in votazione insieme, a firma il primo di Honsell e il secondo Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l'emendamento 1.6 a firma del consigliere Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l'emendamento 1.7 sempre a firma di Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l'articolo 1 nel suo complesso. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 2. Ci sono tre emendamenti: 2.1 e 2.2 Da Giau, 2.3 Honsell. Prego, consigliera Da Giau.
Qui non vorrei... siccome l'argomento è delicato, io ho cambiato con alcuni emendamenti perché nel corso della legge si citano più volte i bisogni educativi speciali, i disturbi dell'apprendimento e la disabilità sempre con delle diciture diverse, alle volte si dice "con", alle volte si dice "portatori" eccetera, per cui ci sono una serie di emendamenti che fanno sì che venga adottata sempre la stessa dicitura. Tutto là, niente di sostanziale, è solo per una mania di simmetria che mi porto dietro. Invece il 2.2 è un'indicazione che avevamo avuto durante le audizioni di sostituire "le scuole che promuovono la salute", perché sembrava una dicitura che discriminava scuole che lo fanno e scuole che non lo fanno, con qualche cosa che non fosse una caratteristica delle scuole, ma che si indicasse le attività che le scuole fanno, e quindi "con progetti scolastici finalizzati alla salute". Dico già che quello successivo del consigliere Honsell ha la stessa finalità con una frase diversa; per me valgono tutti e due insomma, ecco.
Giustamente la legge ha raccolto quello che è uno spunto importante, che sono tutti quei progetti di attività – qui, sì, autenticamente extrascolastica spesso – che mirano all'educazione a stili di vita sani e sostenibili. Mi riferisco a progetti che sono antichissimi nella nostra Regione, per esempio il contratto della merenda, il pedibus, abbiamo progetti di educazione sessuale, tantissimi. Rientrano in pacchetti legati anche a quella che era la rete regionale "Città sane" e anche legati alla sostenibilità ambientale, per esempio, non so, tipicamente del pedibus uno poi fa il conteggio e ai ragazzini insegna a fare il conteggio di quante sono le riduzioni di emissione di Co2 dovute al fatto che non hanno usato... Questo chiaramente nei centri abitati più urbanizzati, in altri centri forse la cosa è automatica, c'è lo scuolabus e altre cose. Ebbene, proprio per questo mi sembrava importante e mi sembrava importante dirlo con la giusta enfasi. È bella l'idea delle scuole che promuovono salute; esiste, mi sembra, una simile rete, anche promossa a livello europeo, forse anche dall'Organizzazione mondiale della Sanità, come esistono le Regioni che promuovono salute. Però in questo caso, essendo una particolare rete quella delle scuole che promuovono salute, si rischia di discriminare quelle che non fanno parte di questa rete e dunque è bene ribadire il principio generale della promozione degli stili di vita sani e sostenibili, che ricomprende anche le scuole che promuovono salute come rete, ma anche quelle che con altri strumenti, con altre reti, con altre tipi di iniziative e con altre forme di associazione e coordinamento con soggetti locali lo fanno, forse anche, certe volte, meglio.
Grazie. Bene, apriamo la discussione sull'articolo 2. Se non ci sono iscritti, do la parola ai Relatori. Honsell.
Poniamo in votazione l'emendamento 2.1 a firma Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'emendamento 2.2 a firma Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. 2.3 a firma Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'articolo 2. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 3. Non ci sono emendamenti. Apro la discussione generale. Se non ci sono iscritti, do la parola ai Relatori sull'articolo 3. Consigliere Honsell... Ah, non c'è il parere. Lo poniamo in votazione. Bene, niente, votiamo, non si dà la parola ai Relatori. Allora, apriamo la votazione sull'articolo 3. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 4. È aperta la discussione. Se non c'è discussione, passiamo alla votazione. Non ci sono... Articolo 4, Da Giau.
In discussione, solo per dire che questa è una delle semplificazioni pazzesche che sono inserite in questa legge, che toglie e lascia come possibilità alle scuole quella di non fare la delibera sui libri in comodato. Io anche qui ho verificato: insomma, va beh, a volte era una presa d'atto anche da parte del Consiglio d'Istituto, nulla di che, quindi nulla di particolarmente oneroso, nulla di particolarmente intricato da essere semplificato. Sulla questione dei libri in comodato volevo chiedere una cosa che mi sono dimenticata di chiedere in Commissione, rispetto al fatto se, quando si parla di comodato dei libri di testo, sono compresi anche i libri di narrativa, perché un'indicazione era eventualmente di poter consentire di prendere in comodato anche i libri di narrativa, magari in forma di audiolibri o in forma digitale, in maniera tale che si potesse anche mettere le scuole in condizione di fare un vero giro di questi libri, perché il comodato in realtà non funziona molto bene dal punto di vista del riutilizzo dei libri perché in molte scuole la maggior parte dei libri vengono comunque poi riscattati, invece i libri di narrativa potrebbero essere utilmente riutilizzati. Era solo una curiosità mia.
Grazie. Ci sono altri iscritti? Non ci sono altri iscritti, quindi pongo in votazione l'articolo 4. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 5. C'è solo un emendamento a firma Honsell. Prego.
Ritiro l'emendamento.
Benissimo, l'emendamento è ritirato. Apriamo la discussione. Se non c'è... Non c'è nessuno che si iscrive, poniamo in votazione l'articolo 5... Da Giau. Scusa.
Semplicemente per spiegare. Noi voteremo sì a questo perché mi sembra giusto – è una delle cose che forse non è stata spiegata – nel senso che qui non è una limitazione "i residenti in regione", ma è dare la possibilità a chi risiede in regione che ha i figli che vanno a scuola fuori dalla regione di poter godere lo stesso degli assegni, quindi è un ampliamento della platea.
Bene, grazie per la spiegazione. Non ci sono altri iscritti a parlare, allora pongo in votazione l'articolo 5. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 6. C'è un emendamento Da Giau, è il 6.1. Prego, Consigliera.
Un secondo che lo tiro fuori. È semplicemente perché si scrive "scuola dell'obbligo" e poi "scuole secondarie", ma siccome anche una parte delle scuole secondarie è scuola dell'obbligo, ho semplicemente cambiato la prima dicitura dicendo "primarie", mi sembrava più corretto così.
Bene. Apriamo la discussione sull'articolo 6. Se non c'è discussione, do la parola ai Relatori sull'emendamento. Honsell.
Bene. Poniamo in votazione l'emendamento 6.1 a firma Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Votiamo l'articolo 6 come emendato. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 7. C'è un emendamento, il 7.1, a firma Da Giau. Prego Consigliera.
Come ho già detto in precedenza, era solo per introdurre la stessa dicitura ogni volta che si parla di BES, di disabilità e disturbi specifici dell'apprendimento.
Bene, grazie. È aperta la discussione sull'articolo 7. Se non c'è discussione, do la parola ai Relatori sull'emendamento. Honsell.
Bene. Poniamo in votazione l'emendamento 7.1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Votiamo l'articolo 7 così come emendato. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 8. Ci sono due emendamenti, l'8.1 e l'8.2, a firma Da Giau e Honsell. Prego, sul primo, consigliera Da Giau.
È come il precedente, è sempre la stessa cosa.
Di nuovo c'è il diverso intendimento tra l'"evitare" e il "ridurre". Penso che quando meno di un anno fa fu scritto "evitare" era un obiettivo ovviamente ideale, di limite. Purtroppo non ci si riesce, però se non ci si riesce, va considerato un fallimento. Mettere "ridurre" è in qualche modo un abdicare, è un già, diciamo così, ammettere una sconfitta a priori e dunque mi sembrerebbe, in una legge come questa sul diritto allo studio, che sia più coerente, nel diritto allo studio, fare tutto quanto è possibile per evitarlo, non per ridurlo l'abbandono scolastico.
Grazie. Apro la discussione sull'articolo 8. Sì, prego. L'Assessore chiede un... Prego, Assessore.
Ovviamente l'emendamento è assolutamente accoglibile. C'è una modifica lessicale anche nella formulazione dell'emendamento che andrebbe corretta perché come formulato bisognerebbe sostituire le parole "e di" con "e con" perché davanti c'è "gli alunni portatori di bisogni educativi speciali", quindi "degli alunni con bisogni educativi speciali" e "con disturbi", non "e di", c'è un'ulteriore modifica. Per cui...
Va bene, quindi è un subemendamento orale all'emendamento.
È un subemendamento orale.
Quindi è un subemendamento all'emendamento Honsell che sostituisce... all'emendamento Da Giau, va bene, perfetto, all'8.1, perfetto, benissimo. Se non ci sono iscritti a parlare, la parola a Honsell sugli emendamenti.
8.1 sì, 8.2 no.
Bene, mettiamo in votazione l'emendamento 8.1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Pongo in votazione l'emendamento 8.2. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Votiamo l'articolo 8 come emendato. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 9. C'è un emendamento 9.1 e un emendamento 9.2, a firma Da Giau e Basso. Prego, consigliera Da Giau, sul 9.1.
Questo è un emendamento che avevo preannunciato in Commissione e riguarda un'estensione di quelli che sono i beneficiari di questo intervento, diciamo, di scuola presso gli ospedali o il domicilio nel caso specifico, nel senso che la scuola in ospedale o al domicilio, per gli alunni delle scuole primarie e secondarie, è già prevista per norma, le scuole sono già tenute a farlo, abbiamo un giudizio positivo rispetto al fatto che si estenda anche alla scuola primaria, ciò che resta scoperto ancora dalla formulazione originale della norma è il caso di alcune sorelle o fratelli di bambini malati che sono costretti, per difendere le basse difese immunitarie del familiare ammalato, a non andare a scuola e siccome attualmente non sarebbero coperti dal provvedimento, abbiamo inserito questa frase semplicemente perché potessero essere contemplati nelle iniziative che vengono finanziate da questo provvedimento.
Grazie, consigliera Da Giau. Consigliere Basso, 9.2.
Si tratta di una modifica terminologica di precisazione con l'aggiunta "iscritti alle".
Bene. Apriamo la discussione. Non c'è discussione. Diamo la parola ai Relatori. Honsell.
Sugli emendamenti?
Bene. Poniamo in votazione il 9.1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Poniamo in votazione il 9.2. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Votiamo l'articolo 9 così come emendato. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 10. Non ci sono emendamenti. È aperta la discussione generale sull'articolo. Se non ci sono iscritti a parlare, pongo in votazione l'articolo 10. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 11. Non ci sono emendamenti. È aperta la discussione. Se non ci sono iscritti, pongo in votazione l'articolo 11. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 12. Non ci sono emendamenti. È aperta la discussione generale. Se non ci sono iscritti, pongo in votazione l'articolo 12. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 13. C'è un emendamento della Giunta, il 13.1. Prego, Assessore.
Semplicemente per venire incontro alle associazioni rispetto ai problemi di liquidità, quindi ci sarà contestuale concessione ed erogazione del contributo richiesto.
Grazie, Assessore. Apriamo la discussione. Se non ci sono... Budai... Ah, no. Bene, se non ci sono interventi, passiamo ai Relatori. Honsell e Da Giau.
Poniamo in votazione l'emendamento 13.1 della Giunta. È aperta la votazione. Approvando l'emendamento che sostituisce l'articolo, non si vota l'articolo. Passiamo all'articolo 14. C'è un emendamento a firma Honsell. Prego, Consigliere.
Riguardo a questo emendamento, nella nostra Regione ci sono state varie esperienze che hanno visto la stipula di convenzioni con il CONI per il potenziamento dell'attività sportiva o addirittura per l'attività ludico-sportiva e quindi restringerlo soltanto ad alcuni casi mi sembra restrittivo visto che stiamo facendo una legge, anche perché si è detto più volte che non bisogna fare interventi puntuali. Dunque, proprio a tutela non solo delle esperienze che magari sono in atto o potrebbero ancora essere in atto, ma anche di quelle che uno potrebbe sviluppare in futuro – e sappiamo che nella nostra scuola primaria, tra l'altro, l'attività sportiva o ludico-sportivo veramente è poco, poco sviluppata – propongo di allargarlo e quindi non soltanto di considerare i licei con sezioni ad indirizzo sportivo, ma prevedere, favorire la stipula di convenzioni con il CONI anche da parte di tutte le altre scuole primarie e secondarie, che prevedano specifici corsi di potenziamento dell'attività sportiva e ludico-sportiva.
Grazie. Se non ci sono iscritti a parlare, do la parola ai Relatori. Honsell.
Beh, insomma, sarei contraddittorio.
Poniamo in votazione l'emendamento 14.1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'articolo 14. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 15, che non ha emendamenti. È aperta la discussione. Da Giau.
È solo per fare un commento che prima non avevo avuto il tempo di fare durante la fase di presentazione della norma. Rispetto a questo articolo, che negli intenti mi sembra che sia stato anche apprezzato e condiviso sia in Commissione che in sede di audizione, però tutti quanti hanno rilevato un po' di indeterminazione rispetto ai contenuti dello stesso e poca chiarezza. È per esprimere un auspicio rispetto al fatto che poi, nel passare da quella che è la dichiarazione normativa all'attuazione nello stato di fatto, si tenga conto di quelle che sono poi le necessità – a partire... mi dicono che esistesse una piattaforma regionale, che adesso non è più attiva, dove si potevano verificare anche la formazione del personale rispetto ai corsi sulla sicurezza, che era di aiuto alle scuole e che ora non c'è più, e le dotazioni che servono poi a garantire la sicurezza nella scuola – quindi che, al di là, insomma, della sensibilizzazione, ci siano anche degli atti concreti che fanno sì che migliorino le condizioni di sicurezza nelle scuole.
Grazie, consigliera Da Giau. Non ci sono altri iscritti a parlare, allora pongo in votazione l'articolo 15. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 16. Ci sono vari emendamenti. Diamo la parola alla consigliera Da Giau per il 16.1.
L'emendamento 16.1 era l'emendamento che sopprimeva quel... era di abrogazione della modifica rispetto alla sola introduzione della valorizzazione dell'identità culturale regionale. Ho visto nei documenti che ci sono stati consegnati che l'emendamento che era stato bocciato in Commissione è stato ripreso, quello che contempla quantomeno il fatto che ci siano entrambe le diciture. Come ho avuto modo di dire prima, io credo che dentro all'"interculturale" ci fosse già dentro tutto, ma, insomma, siamo contenti che la parola resti dentro. Avevo un piccolo episodio da raccontare, vi rubo un secondo. Io ho un familiare che fa l'educatrice in una scuola materna e mi ha raccontato questo episodio. È una scuola materna dove ha 23 ragazzini di cui 21 sono nati in un altro paese e una delle ragazzine un giorno è andata da lei a dirle: "Guardi che Muhammad – uso un nome a caso ovviamente – ha detto una parolaccia" e mia cognata ha detto: "Ma a me non pare". "E no perché l'ha detta in arabo". "Sì, ma io non lo capisco" e la risposta della ragazzina è stata: "Ma, maestra, ma lei parla solo l'italiano?", perché questa ragazzina, che ha quattro anni, parla egiziano, arabo, parla l'inglese, oltre che parlare l'italiano. A me questo sembra un grandissimo risultato delle iniziative interculturali e che forse deve farci pensare.
Grazie. 16.2. Honsell.
Questo è analogo al 16.1. Anch'io ritengo... Ma questo è già stato sufficientemente argomentato anche dall'Assessore, ne abbiamo parlato diffusamente. E l'identitarismo? Chi pensa che l'identitarismo sia un valore magari è legittimato a farlo. Io penso che abbia avuto conseguenze veramente nefaste nel secolo breve l'identitarismo. Bisogna, appunto, costruire reti sociali e culturali su altri valori e dire quali sono, non basta sentirsi..., altrimenti l'identitarismo come tale è lo stesso delle tifoserie, non è più profondo di quello, pertanto enfatizzare così tanto l'identità regionale mi sembra inopportuno in un testo sulla scuola. Per di più, anche volendo, come ho detto nella mia relazione, questa è una regione che se è diventata regione è proprio per la pluralità delle sue diverse componenti culturali, linguistiche e culturali, quindi nel dire qua "identità regionale" non si capisce veramente che cosa si voglia intendere, se non purtroppo quella nefasta ideologica identitaristica che come valore per me è un disvalore.
Grazie. Poi c'era il 16.3 a firma Moretuzzo.
L'ho già illustrato in discussione generale, quindi non mi dilungo nell'illustrazione.
Bene. Poi c'era il 16.3.1 presentato da Basso.
Preciso che io presento questo emendamento che è stato redatto dai Consiglieri del 5 Stelle. Io sono Relatore di maggioranza e hanno chiesto la partecipazione su questo. È vero quanto ha detto... dato che su questi temi... Sì, oggi in tema scolastico è emersa questa... è una questione di lessico, direbbe il professor Honsell. È vero quanto dice la consigliera Da Giau, su argomenti di questo tipo all'interno della scuola non è il caso di fare, come dire, contrapposizioni ideologiche. Condivido in pieno altresì la dicitura originaria che parlava di una promozione dell'indennità regionale, che sottoscrivo pienamente. È chiaro che la promozione dell'identità regionale non va contro a quella che è una trasversalità di mondi che all'interno della scuola esiste, che fa parte di un processo interculturale, che non significa in questo caso far prevalere ideologie di altri piuttosto che degli italiani oppure far prevalere una logica non inclusiva, ma vuol essere estensivo al massimo in modo tale da poter, come dire, utilizzare anche un linguaggio che nel mondo della scuola è presente, è presente da tanti anni e fa parte del lessico quotidiano.
Grazie. Bene, apriamo la discussione sull'articolo 16 se ci sono... Camber.
Solo per comunicare che ho aggiunto la firma materialmente e comunico agli uffici che aggiungo la firma al 16.3.1.
Quindi aggiungiamo al 16.3.1 la firma del consigliere Camber. Ci sono altri interventi? Consigliere Ussai. USSAI. Solo per ringraziare il Relatore di maggioranza per aver accolto la nostra sollecitazione e quindi favorire, appunto, la partecipazione dei genitori alla vita scolastica non solo per promuovere la valorizzazione delle identità culturali regionali, ma anche progetti interculturali. Ci sembrava doveroso e quindi ringrazio la maggioranza per questo. Grazie. C'era il consigliere Bordin, si era iscritto. Prego.
Noi ci auguriamo che questa formulazione non apra le porte a qualcosa che volevamo escludere. Riteniamo che chi viene nel nostro paese debba non solamente adattarsi alle nostre tradizioni, alla nostra cultura, ma deve anche impararla, assimilarla e integrarsi nella nostra società accettandone regole, costumi e tradizioni, pertanto questa formulazione non ci piace. Peraltro, daremo un'apertura di credito con un voto di astensione.
Grazie. Bene, allora, non ci sono più altri interventi... Di Bert.
Solo non per essere in antitesi, ma anche noi accogliamo la proposta formulata nei termini che ha illustrato poc'anzi il consigliere Basso.
Grazie, consigliere Di Bert. I Relatori. Honsell.
Non riuscivo qui a trovare... Scusi, Presidente; allora, c'è il 16.1, sì, il 16.2, sì, e poi c'era...
Poi c'è il 16.3 di Moretuzzo.
Il 16.3, che riguarda...
È soppressivo anche questo, è uguale al tuo.
Ma c'è scritto "modificativo", non...
Beh, va beh.
Va bene. Allora sono tutti e tre uguali e quindi è a tutti e tre sì per coerenza. L'altro, che mantiene l'identitarismo, no.
Il 16.3.1, quello che allarga da "culturale" a "interculturale".
Ma purtroppo mantiene quello che ritengo essere un disvalore, che è l'identitarismo, e pertanto voto no.
Va bene, perfetto. Da Giau.
Allora, sì ai primi tre, all'ultimo... scegliamo il minore dei mali...
L'astensione?
No, votiamo a favore con un dispiacere per quello che è stato detto in Aula in questo momento, che ci conferma purtroppo nella pesantezza che aveva quel tipo di modifica che era stata fatta prima e, diciamo, non concordando con questa visione che si ha di quello che significa l'identità regionale, concetto a cui io – ma in questo caso parlo personalmente – sono veramente poco affezionata nei termini così come espressi dal professor Honsell.
16.1 no, 16.2 no, 16.3 no, 16.3.1 – anche se ho sbagliato l'ordine – sì.
Poniamo in votazione, allora, il 16.1, 16.2 e 16.3, che sono uguali, insieme. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione il 16.3.1 a firma Basso. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Votiamo l'articolo 16. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 17. Honsell, 17.1
Penso che sia di nuovo l'enfasi sull'aspetto "educativo" che di nuovo era stato sostituito con un più circoscritto "formativo" e pertanto è coerente con la spiegazione che ho dato la prima volta che ho proposto di ritornare alla vecchia formulazione.
Scusate, ma... Allora, l'emendamento è un'aggiunta all'articolo e prende spunto, è motivato dal fatto che, come sapete, rispetto al monte ore di quella che veniva chiamata "Alternanza scuola-lavoro", che adesso viene chiamata "Percorsi per le competenze e l'orientamento", c'è stato un dimezzamento sia nelle scuole tecniche che nei licei. Siccome ci sono realtà, istituti scolastici che, dopo tutta la fatica che è stata fatta per mettere in piedi questo tipo di esperienze nella scuola di percorsi formativi nella scuola, che ovviamente, partendo dal nulla, oggi sono arrivati a essere entrati a regime, e avendo testato anche l'utilità di questo tipo di percorsi, soprattutto nelle scuole tecniche, negli istituti tecnici, hanno comunque deliberato nei Consigli di Istituto il fatto che il monte ore previsto fosse comunque realizzato, ovviamente a spese proprie perché è chiaro che a fronte di una diminuzione delle ore, poi c'è anche una diminuzione delle risorse che viene dal livello ministeriale – ricordo che passare dalle 400 alle 200 euro, insomma, diventa due settimane sostanzialmente, poco più, quindi, soprattutto laddove si fanno anche delle esperienze, ripeto, che sono quelle più proprie degli istituti tecnici e professionali, è un tempo che non è sufficiente anche per gli alunni, gli allievi che fanno questa esperienza perché questa cosa diventi realmente una cosa formativa e quindi si apprendano anche quelle competenze e abilità ulteriori che questi percorsi si propongono come obiettivo – per cui con questo emendamento chiedo che la Regione sostenga le scuole che comunque hanno deciso di procedere nella linea di dare un'offerta maggiore, un'offerta formativa e orientativa maggiore ai propri allievi, tenendole presenti.
Solo per una precisazione che riguarda l'emendamento proposto dalla consigliera Da Giau, annunciando che sicuramente, a livello di condivisione rispetto alla bontà dei percorsi di orientamento ex alternanza scuola-lavoro, c'è una problematica forte di competenze da parte della Regione nel determinare il numero delle ore e anche una necessaria valutazione dei costi all'intero del settore, perché la moltiplicazione di un sostegno a progetti di alternanza negli istituti superiori, moltiplicata per tutte le scuole della regione, probabilmente farebbe saltare l'intero budget a disposizione del comparto.
Bene. Non ci sono altri iscritti. Do la parola ai Relatori. Honsell.
17.1 sì, 17.2 sì.
Bene. Da Giau. Da Giau, il parere dei Relatori... Siamo al 17.1... è già stato fatto... 17.2... Sì, lo hai già detto, tutti e due sì. Da Giau.
Giunta. Giunta, come il Relatore di maggioranza?
Bene. Poniamo in votazione... Da Giau.
Il consigliere Basso ha espresso una considerazione, avevo anche piacere di sentire il parere dell'Assessore rispetto a questa cosa qui perché comunque la ritengo una richiesta che merita un minimo di considerazione; eventualmente valutare, insomma, che cosa fare.
Sono d'accordo con quanto ha detto il consigliere Basso. Per quanto mi riguarda, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, o come si chiamano oggi, sono sicuramente dei percorsi da incrementare. Così come è formulato l'emendamento andrebbe ad interferire sulla normativa nazionale, ma soprattutto andrebbe a immaginare maggiori costi che in questo momento io non saprei come coprire. Per cui, per quanto mi riguarda, se lo trasforma in un Ordine del giorno noi possiamo anche impegnarci a verificare la possibilità di fare le cose con strumenti economici diversi.
Grazie, Assessore. Lo trasforma, consigliera Da Giau?
Quindi ritira il 17.2 che viene trasformato in Ordine del giorno, bene, quindi sarà poi presentato prima della fine della seduta. Allora rimane solo il 17.1. Abbiamo già avuto i pareri dei Relatori. Pongo in votazione l'emendamento 17.1 a firma Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'articolo 17. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 18. Ci sono degli emendamenti. Cominciamo dal 18.1 a firma Honsell.
Riguarda il tema delle Consulte provinciali degli studenti. Io ho capito che se uno fa un percorso diverso può comunque ricevere dei contributi, però ben diverso è creare le condizioni perché ci sia un'attività di questa Consulta che abbia anche una sua autonomia. Penso che sia educativo. Tutti i rappresentanti delle Consulte credo che siano ragazzi che, attraverso questa esperienza, non solo danno un contributo, ma anche fungono da catalizzatori all'interno del loro contesto per promuovere un senso di responsabilità e anche un'educazione alla rappresentatività, una educazione alla politica. Dunque mi sembrerebbe molto opportuno mantenere l'assetto che era stato trovato, anche perché non è legato all'ultima legge, alla legge che qui viene ritoccata, ma è una tradizione della nostra Regione. Dunque in questo senso penso che vada soppresso l'articolo che prevede l'interruzione o che venga abrogata la possibilità di finanziare la Consulta. Grazie.
Bene, grazie. Moretuzzo.
In questo caso, appunto, si tratta di mantenere i fondi a disposizione della Consulta.
È sempre un intervento che riguarda questa riduzione, la sottrazione dei fondi per il coordinamento della Consulta provinciale degli studenti. Noi abbiamo avuto una motivazione, sia in Commissione che... In audizione è stata rilevata l'opportunità che questi fondi ci fossero. Sia in fase di audizione che nella Commissione è stata data giustificazione alla cosa dicendo che i fondi non venivano sottratti – infatti ci sono gli emendamenti che mantengono la proposta di bilancio per il 2019 mentre quella del 2020 viene tolta – e che questa cosa è fatta solo perché ci sia la possibilità che, anziché essere iniziativa della Consulta, ci sia una convenzione fatta con la Regione e con l'Ufficio scolastico regionale, e questa cosa è scritta anche nella relazione ed è bene che sia stata introdotta questa convenzione. Io sono disponibile ad accettare di aver fatto un errore se mi si dice dove è scritta questa cosa della convenzione perché nell'articolo sono solo abrogati tutti i commi che prevedono il finanziamento. Allora per questo io ho previsto, nell'emendamento che vi ho proposto, che ci sia la... adesso non trovo sottomano il testo del mio emendamento... Aspetta un attimo. No, il 2.1 è un subemendamento... Ce l'ho, un secondo solo... Ho previsto che ci sia scritto che "il coordinamento regionale delle Consulte provinciali degli studenti del Friuli Venezia Giulia, istituito – è citata la legge – propone e concorda con la Regione e l'Ufficio scolastico regionale un programma annuale di iniziative a favore degli studenti" e con il subemendamento aggiungo che "la Regione sostiene l'attuazione di tale programma tramite sottoscrizione di apposita convenzione". Ho creduto così di mettere nero su bianco quello che è l'intendimento che c'era rispetto alla soppressione di quegli articoli.
Grazie, consigliera Da Giau. Bene, apriamo la discussione sugli emendamenti e sull'articolo. Se non c'è nessuno, do la parola ai Relatori.
Favorevole a entrambi... No, non sono... Sono tre, vero? Sì...
Sono quattro, e il quarto?
È il 12.2.1 Da Giau.
Sì; sono il 18.1, 18.2, 18.2.1 e 18.3.
Il 18.2.1 l'ho perso, quindi su quello mi astengo; 18.1 sì, 18.2 sì, 18.3 sì.
Bene. Da Giau.
Sì a tutti e tre.
Bene. Poniamo in votazione, quindi, l'emendamento 18.1 a firma Honsell. È aperta la votazione. Votiamo insieme il 18.1 e il 18.2 perché sono uguali. È chiusa la votazione. Sono entrambi non approvati. Poniamo in votazione il 18.2.1 presentato da Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione il 18.3 sempre di Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'articolo 18. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 19. Ci sono due emendamenti a firma Honsell. Prego. 19.1 e 19.2.
Sul primo si enfatizza il ruolo dell'internazionalizzazione anche in un punto dove mi sembra... adesso, francamente, non riesco a ritrovarlo, dove però è importante metterlo proprio perché la parola "internazionalizzazione" ha un suo significato autonomo e dunque lì ci deve stare. Mentre invece per lo stesso motivo andare a parlare di "internazionalizzazione" nell'articolo 19, alla lettera c), dove si parlava della dimensione europea dell'istruzione secondaria, questo è uno dei concetti fondamentali dello spazio europeo della formazione con il quale sono state articolate tutte le leggi dell'Unione Europea a tutti i livelli. Io ovviamente conosco di più dal processo di Bologna e dall'inizio del 2000, ma anche nella scuola secondaria esiste lo spazio europeo della cultura superiore. Andare a mettere un generico "internazionale" – adesso, francamente, non ce l'ho qui – vuol dire non parlare di Europa e francamente vuol dire, dunque, annacquare, non fare riferimento. Non è un aggettivo, non è che dice: sai, il mondo è più grande, è tutti i cinque continenti. Vuol dire non conoscere che cos'è la dimensione europea della pubblica istruzione, della formazione, della ricerca. Penso che su una legge che vuole essere la legge sul diritto allo studio questo non vada fatto e quindi bisogna lasciare "dimensione europea".
Grazie. Apriamo la discussione. Per il parere dei Relatori, Honsell.
Ovviamente, essendo miei, sarei incoerente e quindi è sì e sì.
Poniamo in votazione l'emendamento 19.1 a firma Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l'emendamento 19.2 a firma Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Pongo in votazione l'articolo 19. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 20. C'è un emendamento Da Giau. Prego, Consigliera.
L'emendamento fa due modifiche rispetto a quanto proposto. La prima è quella di ripristinare la frase che era contenuta nel comma in cui si parlava di "interventi finalizzati a sostenere l'arricchimento dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e l'integrazione di queste ultime con i soggetti del territorio". Fa parte di uno dei quei tentativi di isolamento e di oscuramento rispetto a quelli che sono gli apporti della società esterna alle mura scolastiche, alla scuola stessa. Il secondo intervento è abrogativo rispetto a ciò che va a sostituire i progetti speciali. È il primo riferimento a quel contenitore dove vengono riservate le risorse dei progetti speciali. Questo non perché non possano convivere anche quei progetti con i progetti speciali, ma per quello che sta dietro, che è proprio la sostituzione dei primi con i secondi che noi non condividiamo.
Grazie. È aperta la discussione. La parola ai Relatori. Honsell.
Il mio... se d'accordo... all'emendamento Da Giau e quindi votare...
Sì, la firma e se è d'accordo e quindi votare a favore.
Bene, perfetto. Da Giau, sì?
Poniamo in votazione l'emendamento 20.1 a firma Da Giau, Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Votiamo l'articolo 20. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 21. Non ci sono emendamenti. Apro la discussione. Se non c'è discussione, poniamo in votazione l'articolo 21. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 22. C'è un emendamento di Honsell, il 22.1. Prego, Consigliere.
Questo è un altro di questi emendamenti a questi articoli che tendono un po' ad iniziare quel processo che toglie la progettualità dal basso e la reinquadra in una convenzionalità con la benedizione, con l'imprimatur dall'alto, e pertanto, questo come quello successivo, hanno esattamente questo spirito. Credo che sia peggiorativo soprattutto per l'autonomia scolastica, questo nuovo assetto, rispetto a quello precedente.
Grazie. Bene, è aperta la discussione. Se non c'è discussione, i Relatori. Honsell.
Qua votiamo per il mantenimento dell'articolo 22 perché l'emendamento è soppressivo, quindi chi lo vuole mantenere deve votare "sì". È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'articolo passa. Articolo 23. Honsell.
L'ho già illustrato precedentemente. Questo riguarda ancora più clamorosamente i progetti speciali, quindi vale quanto ho detto prima.
Bene. Moretuzzo.
Anch'io mi rifaccio a quanto ho detto in discussione iniziale.
Come i colleghi, questo era per ripristinare quella forma di finanziamento a questo tipo di progetti, ricordando che l'adesione a questa progettualità è sempre stata ampia, c'erano criteri per l'assegnazione, c'era un bando, c'erano dei punteggi. I progetti venivano fatti, garantivano non solo l'integrazione dell'offerta formativa, ma anche attività pomeridiane. Erano molto importanti per gli istituti comprensivi, erano molto interessanti per gli istituti di suola secondaria di secondo grado. Io credo davvero che attraverso la loro abrogazione rischiamo di impoverire l'offerta formativa e di andare, quindi, contro quello che è il titolo stesso di questa norma. Ripeto, pensare che solo a livello centrale si possa decidere quali sono i temi che tutti devono trattare, quali sono le esigenze del territorio... Prima abbiamo parlato di identità culturale della regione e bene ha fatto il consigliere Moretuzzo a ricordare che l'identità di questa regione, che la realtà culturale, la realtà economica, la realtà sociale di questa regione è molto varia e credo che avere la possibilità per le scuole e anche per i vari soggetti del territorio di esprimere questa identità locale, particolare, la ricchezza locale, fosse una ricchezza o non un ostacolo alla formazione dei nostri figli. Credo che veramente qui si veda un accanimento, che non ha ragione di essere, per tenere fuori un paio di associazioni sgradite. E guarda caso, mi spiace contestare quello che ha detto prima il consigliere Basso, ma io non ho ricevuto una segnalazione dalle associazioni, le segnalazioni le ho ricevute dai suoi ex colleghi dirigenti scolastici, quindi questo la dice lunga rispetto al significato che questi progetti avevano. Aggiungo un'ultima cosa rispetto a che cosa li sostituisce, a conferma di quello che penso io, che questa è un'azione di epurazione rispetto ad alcune associazioni, cioè sostituire queste realtà territoriali associative di volontariato, perché non possiamo pensare che i progetti speciali fossero fatti solo dall'Arcigay o dall'ANPI, perché c'erano proloco, c'erano associazioni culturali di altro orientamento. Le sostituiamo con sole collaborazioni con gli enti pubblici. Io non so quali siano gli enti pubblici che l'Assessore, che la maggioranza ha in testa, ma in quelli che vengono in testa a me ravvedo sicuramente, forse, dei contenuti che possono essere trasmessi, ma non vedo le stesse possibilità anche di modalità di fornitura di questi contenuti, di instaurazione di rapporto, di ideazione di attività che vengono poi proposte a dei bambini o dei ragazzi. Questo a riprova ulteriore, insomma... E questa è una cosa che anche in questo caso è segnalata da insegnanti e da dirigenti scolastici.
Grazie, consigliera Da Giau. Bene, apriamo il dibattito, se c'è dibattito. Relatori. Honsell.
No a tutti e tre.
Essendo tre emendamenti soppressivi, votiamo per mantenere l'articolo 23. È aperta la votazione. Per mantenere, mantenere. Bisogna votare "sì" se si vuole lasciare. Spiego: "sì" per lasciarlo o "no" per toglierlo. La votazione è chiusa. L'Aula vota il mantenimento. Articolo 24. Da Giau, 24.1.
Sono due emendamenti. Il 24.1 introduce... No, li ho messi tutti e due qua. Allora, ci sono due variazioni che sono proposte. Una è l'inversione nella rubrica dell'articolo scrivendo "Giorni della Memoria e del Ricordo" così come sono citati anche dentro l'articolato, senza nessuna cosa particolare, ma per avere un criterio che in questo caso è sia, diciamo, cronologico, di calendario per come avvengono, per momento in cui sono state istituite le Giornate e semplicemente per questa cosa qua. Il secondo emendamento va ad integrare quello che è scritto dentro il comma, dove si dice "al fine di trasmettere alle nuove generazioni principi e valori" e siccome i principi e i valori non sono quelli ad essere basati sulla memoria storica, abbiamo semplicemente declinato, specificato questi principi e valori aggiungendo, quindi la frase diventa "principi e valori di uguaglianza, libertà, rispetto della dignità delle idee e dei diritti di ciascun essere umano attraverso l'esercizio della memoria storica".
Grazie, consigliera Da Giau. Giacomelli, 24.2.
È in corso a livello nazionale, in molte amministrazioni, comprese già quelle passate in alcune amministrazioni, come nel Comune di Udine, una campagna per modificare la dizione "vittime delle foibe" con "martiri delle foibe". Ci sembra decisamente adeguata e quindi intendiamo far aderire anche questa parte della legge a questa sacrosanta campagna nazionale.
Grazie. Apriamo il dibattito. Gabrovec.
Il dibattito?
È chiaro, non devo dirlo io che non sono quello che dovrebbe fare le pulci sull'etimologia ovvero sul significato delle singole parole, ma io sono andato un po' a vedermi che cosa significa "vittima" e che cosa significa "martire" e immagino che chi usava il termine "vittima" lo faceva sapendo di che cosa stesse parlando... ... con cognizione di causa. Grazie. Quando andiamo a vedere che cosa significa "vittima" – mi sono stampato dai vocabolari on-line – "vittima" è "chi soccombe all'altrui inganno e prepotenza subendo una sopraffazione o un danno o venendo comunque perseguito o oppresso" e mi sembra sia il caso delle vittime delle foibe, delle vittime della guerra, delle vittime di ogni tipo di persecuzione. "Martire" viene definito "chi si sacrifica volontariamente, con piena coscienza delle pene o dei pericoli a cui va incontro, per un motivo religioso o alto ideale o una generosa causa". Beh, io credo che – spero almeno, salvo un limitato caso di persone – chi finiva nelle foibe non lo faceva per aver deciso quel processo e quel passaggio. Succedeva perché era vittima, appunto, di un sopruso, di una violenza, di una persecuzione. Non lo faceva decidendo di farlo, non era il caso del martire cristiano che va a immolarsi sulla croce perché crede nella fede e nel supremo ideale. Poi fate quello che volete insomma, ma...
Grazie, consigliere Gabrovec. Honsell.
Appunto, su questo aspetto – ho cinque minuti, vediamo se riesco a spiegare – io sono stato il sindaco, il primo sindaco di Udine dopo la liberazione, che ha avuto la chiara intenzione di dedicare un'area della città, in particolare un parco – un parco che prima era proprio un'area che era stata bombardata, quindi devastata dalla guerra – alle vittime delle foibe e scelsi principalmente questa dizione per il motivo che così recita la legge. Se voi andate a vedere, la legge, quella che abbiamo oggi, quella che istituisce la Giornata del Ricordo, parla proprio del ricordo delle vittime delle foibe, dunque in questo senso era consequenziale ed era corretto e in questo senso io ho trovavo la piena adesione dell'Associazione istriani e dalmati che mi hanno ringraziato perché era da sessant'anni che lo chiedevano e nessuno li ascoltava. Oggi non solo quanto dice Gabrovec è perfettamente corretto, ma chiamarli "martiri delle foibe" è una sorta di iper... Chiaramente c'è un errore, un traslato che è errato dal punto di vista grammaticale. Ben più ragionevole io mi permetterei di suggerire, qualora uno volesse usare la parola "martiri", capirei la proposta non di "martiri delle foibe" che, come è stato spiegato, non ha particolare senso, bensì di "martiri dell'italianità". Appunto, mi aspettavo semmai un emendamento in questo senso, allora qui sì che avrebbe una giustificazione perlomeno logica. Però la legge parla, appunto, delle vittime perché sono vittime in primo luogo, queste persone, prima ancora di essere martiri, soprattutto perché si tende ad escludere tutti i profughi. Come abbiamo sentito oggi, la vera drammaticità dell'evento bellico fu proprio la profuganza, questi profughi. Per esempio a Udine, e immagino anche qui a Trieste, su Villa Carsia l'ho conosciuto anch'io, ma soltanto a Udine ne passarono più di 120 mila, dunque è stato un fenomeno che... e queste sono tutte vittime e come tali, a mio avviso, per rispetto, vanno ricordate perché così è la legge. Altrimenti uno dovrebbe dire "martiri dell'italianità", ma in questo senso mi immagino che nessuno avrebbe la forza di enfatizzarlo. Semmai io mi sarei aspettato un emendamento in questo senso, soprattutto perché così almeno sarebbe carico di un certo tipo di significato, più o meno condivisile. Ma ritengo che sia importante non alterare il nome della legge, o meglio, l'intestazione della legge, altrimenti viene meno anche tutto l'intero percorso, la giustificazione di questa iniziativa, la condivisione a livello proprio di riconciliazione nazionale.
Grazie. Giacomelli.
Solo per partecipare al dibattito con il professor Honsell, perché, come vede, si parla delle foibe e dell'esodo, quindi gli esuli non vengono esclusi. Paradossalmente la norma dice "vittime dell'esodo", capirà che ci sono anche le vittime dell'esodo. Comunque, come le dicevo, è una campagna nazionale presente anche in Parlamento, con l'assenso dell'onorevole Menia che è l'estensore materiale del primo testo di legge. Per ciò che riguarda l'etimologia che citava il consigliere Gabrovec, avrà sentito anche oggi proprio come l'essere italiani... Ecco, martiri, nella dizione che si usa attualmente, non significa solo il sacrificio volontario. Spesso era sacrificio volontario e quindi "martiri" va benissimo per gli esuli. Per ciò che riguarda invece le foibe, si usa anche per chi ha sofferto per un alto valore e in questo caso per noi essere italiani era un alto valore, come avrà sentito stamattina. Ah, no! Stamattina non ha voluto partecipare e non era presente.
Bene, grazie, consigliere Giacomelli. Do la parola ai Relatori sui due emendamenti 24.1 e 24.2. Honsell.
Allora, il 24.1 sì e il 24.2 no.
Sì al mio. E l'altro è stato ritirato?
E no al secondo.
Chiediamo la votazione per parti del 24.1: sì la prima parte, la lettera a); no la lettera b). Sì al 24.2.
Giunta. Giunta, assessore Rosolen! Sta telefonando? Assessore!
Scusate. Come il Relatore di maggioranza.
Bene, allora poniamo in votazione per parti l'emendamento 24.1. Allora, poniamo in votazione il 24.1, lettera a). È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Poniamo in votazione il 24.1, lettera b). È aperta la votazione. È chiusa la votazione. Non è approvato. Poniamo in votazione il 24.2... ... per appello nominale. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Poniamo in votazione l'articolo 24. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 25. C'è un emendamento, il 25.1 Honsell. Prego.
Purtroppo, nella velocità dell'approvazione, non mi è riuscito di capire perché veniva tolto il riferimento a questa legge regionale, allora ho fatto l'emendamento, ma sono pronto a ritirarlo qualora mi si spiegasse che la cosa è sbagliata, però non sono riuscito, mi scuso. Se è sbagliato lo ritiro, ecco.
Bene, lasciamo la parola all'Assessore.
L'articolo 6 della legge regionale 8/2006 era già stato soppresso dalla legge 13/2018, quindi dalla legge precedente, quindi non può fare riferimento a un articolo...
Quindi lo ritira?
È ritirato, bene. Allora, se c'è discussione sull'articolo 25... sennò lo poniamo in votazione. Pongo in votazione l'articolo 25. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 26. Da Giau, 26.1.
È l'articolo che introduce l'intervento che sostituisce i progetti speciali. Chiediamo l'abrogazione per quanto spiegato prima.
Apriamo la discussione. Relatori.
Giunta. Giunta, no?
Essendo un emendamento soppressivo, votiamo il mantenimento dell'articolo 26. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva il mantenimento. Articolo 27. Moretuzzo, 27.1, prego.
Il 27.1 è il primo di una serie di emendamenti legati al tema del tempo pieno. Come dicevo nella discussione generale stamattina, chiedevo eventualmente all'Assessore, se ha la pazienza di rispiegare, come le scuole a tempo pieno non vengono toccate da queste modifiche e, se è il caso, posso ritirare gli emendamenti perché prendo atto delle sue indicazioni.
Semplicemente per – adesso non mi metto a cercare le norme, i testi – semplicemente per quella è una competenza dell'Ufficio scolastico e dello Stato, sulla quale noi potremmo intervenire in maniera sussidiaria, ma preferiamo intervenire in maniera completare sulla parte che invece possiamo finanziare direttamente noi, che è la pre e la post accoglienza, che sono i momenti che le scuole ci hanno evidenziato nei quali hanno bisogno di interventi. Sul resto, non è compito e competenza nostra, ma semplicemente dell'Ufficio scolastico regionale, anche definire il numero di scuole a tempo pieno e a tempo prolungato, gli insegnanti da destinare, quindi non è competenza nostra.
Bene. Consigliere Moretuzzo.
Ringrazio l'Assessore. Allora ritiriamo gli emendamenti 27.1, 28.1, 29.1 e 30.1
(fuori microfono) Io li faccio miei.
Va bene. Allora sono tutti fatti propri dal consigliere Honsell. Sul 27.1, quindi, apriamo la discussione. Da Giau.
Faccio l'intervento qua visto che non ho emendamenti. Io premetto che comprendo quello che è stato detto dall'Assessore e ritengo che anche l'intervento sul tempo integrato extrascolastico – intendendo per questo tutte quelle iniziative che le scuole mettono in atto per rispondere a quella che è la rubrica del titolo, cioè l'apertura delle scuole nel pomeriggio – secondo me è un'azione molto meritevole. Ripeto, capisco quello che è stato detto ed è vero che noi non possiamo intervenire sul tempo pieno, nel senso che quelle sono cose che, in quanto a organico, in quanto a tutto, sono governate da Roma e non da qui. Però è anche vero che questa previsione che c'era qua dentro non è stata impugnata, quindi rendeva possibile l'intervento così come previsto dalla norma e quindi potevamo anche, tra virgolette, osare. Seconda cosa. È vero che noi interveniamo con questa stessa norma in altri aspetti come il sostegno alle scuole per i dirigenti scolastici che non ci sono o i DSGA che non ci sono, che comunque sarebbe competenza del Ministero attraverso l'Ufficio scolastico regionale, quindi in qualche modo vedo una contraddizione, a meno che non stia capendo male quello che mi è stato detto. Fatta questa premessa, su cui vorrei magari che il dibattito mi desse ulteriori elementi, io vorrei premurarmi, diciamo, del fatto che comunque non si tolgano delle possibilità, in quanto beneficiarie, anche a quelle scuole che magari, oltre ad avere quello che è chiamato "tempo pieno" o "tempo prolungato" in maniera istituzionale, da norma, fanno ulteriori attività prima, dopo l'orario scolastico, prolungano anche l'orario del tempo pieno ulteriormente, che possano essere comunque beneficiarie di questi interventi.
Grazie, consigliera Da Giau. L'Assessore vuole...? No. Santoro.
Io volevo sapere questo: siccome questa iniziativa sul sostegno o comunque sull'accompagnamento di alcuni progetti di tempo pieno era nata con l'assessore Molinaro... Come? Non mi ascolta l'Assessore? Sospendiamo...
No, andiamo avanti... Sospendiamo cinque minuti. Riprendiamo la seduta. Prego, consigliera Santoro.
Io volevo chiedere un chiarimento all'Assessore, perché ferma restando la sua specificazione rispetto al fatto che il tempo pieno sia di competenza dello Stato e il tempo prolungato invece è una prerogativa regionale, ricordo che alla fine della penultima Legislatura, quindi con l'assessore Molinaro, e nell'ultima ovviamente, eravamo riusciti a prevedere che nei fondi che la Regione mette per il potenziamento dell'offerta formativa ci fossero, in termini di punteggio o in termini di fondi dedicati, dei fondi per il tempo pieno, allora la domanda è questa: i tempi pieni che venivano accompagnati dalla Regione che fine fanno con questa norma? Viene tagliato questo accompagnamento o no? Ovviamente stiamo parlando di potenziamento dell'offerta formativa e di punteggi o fondi dedicati per il tempo pieno. La cosa che vorremmo capire è questa, nel senso che, ferma restando la lettura dell'articolo, data la sua lettura, significa che la Regione finanzia, per l'apertura delle scuole al pomeriggio, le attività per il tempo prolungato, e d'accordo, va bene, ho capito, ma che ne è di alcune storiche realtà che sostanzialmente venivano accompagnate – esistenti – venivano accompagnate in questo modo dalla Regione? Perché credo che dobbiamo essere chiari rispetto ad alcune realtà esistenti nel dire se continueranno a poter prevedere questo supporto regionale ovvero se per il tempo pieno non c'è spazio in questa legge, soprattutto per quanto riguarda la scuola primaria, perché sembra, appunto, che venga esclusa da questo passaggio. Credo che questo sia un punto importante per il coordinamento delle modifiche che in questa legge vengono introdotte nel testo specifico, ma soprattutto che sia un elemento di chiarezza che ci permette di dire ai nostri sindaci, ai sindaci della regione, se le loro scuole avranno ancora accanto la Regione oppure no.
Grazie, consigliera Santoro. Se non ci sono altri iscritti a parlare... Honsell di nuovo... Mi sembra che hai già parlato, no? Sì, sì. Prego, Honsell.
Grazie, Presidente. Ricordo che nel momento dell'audizione non c'era nemmeno piena condivisione da parte dei soggetti operatori su che cosa si intendeva con il tempo di progetti, penso che quindi un minimo di approfondimento andrebbe fatto. Qui mi rendo conto che tutti hanno ragione... Stiamo parlando di? Tempo pieno, sì. Sì sì, sì sì; ho detto la parola "progetto", mi scuso, sì. Quando abbiamo ascoltato le audizioni, gli stessi auditi avevano interpretazioni diverse su che cosa fosse il tempo pieno e il tempo prolungato. Io avrei approfondito. Se adesso è nata, poi, anche questa nuova dicitura del "tempo extrascolastico integrato" o qualche cosa di questo genere, e con questo si intende essenzialmente quella forma di pre accoglienza e di post accoglienza che veniva comunque erogata, una sorta, diciamo, di baby parking a livello un pochino più alto nelle scuole, che già si faceva nei comuni per rispondere a determinate esigenze, mi sembra un pochino riduttivo ed è per quello che io ho fatto miei questi emendamenti, perché credo che comunque esperienze che sono state... Bisognava approfondire in che misura la Regione avesse un ruolo in queste esperienze, forse andava approfondito. Tra l'altro noi abbiamo, negli ultimi dieci anni, visto scomparire da scuola il sabato. Un tempo c'era, poi, con le modifiche Gelmini, Monti e compagnia, addirittura adesso le scuole sono chiuse di sabato. Francamente mi sembra che se si ritiene così secondario il ruolo che può avere la Regione, se non dire "beh, quelle sono decisioni statali, noi ci limitiamo a creare la possibilità di parcheggiare i bambini prima di andare al lavoro e di venirli a riprendere dopo", penso che forse perdiamo una progettualità. La reazione che io ho visto a queste proposte in audizione mi fa... Non li ho fatti io direttamente gli emendamenti, però il fatto che qualcuno li abbia già fatti vuol dire che la mia preoccupazione era comunque condivisa e pertanto li ho fatti miei.
Grazie, consigliere Honsell. Non ci sono altri iscritti... Basso.
Non voglio, caro professore, rischiare di fare il primo della classe, volevo solo fare una riflessione per poi chiudere con una nota politica sull'argomento. Intanto nelle scuole, professor Honsell, non si fa baby parking, non si fa baby sitting. Quello eventualmente è demandato e affidato ad altri soggetti, ad altre associazioni. Fortunatamente la scuola si occupa di altro. Capisco anche che la divaricazione tra tempo pieno, tempo prolungato, tempo misto, tempo integrato possa essere una cosa complicata, però ha un senso e mi sia permesso di dirlo anche tracciandolo all'interno di un percorso storico degli ultimi anni. Il tempo pieno è il modello delle 40 ore settimanali, nato nel 1977, 1978. Il tempo prolungato è quello della scuola media. Poi cosa è accaduto? Che nella scuola primaria, a seguito, prima, di alcune mosse regolamentari e anche, come bene ha detto in questo caso, del periodo Monti, comunque del periodo in cui c'è stata una contrazione degli organici, sono poi stati sistemati questi organici da alcuni regolamenti e il tempo scuola è stato ricondotto a modelli di 27, 30 ore in caso di disponibilità di organico, e le 40 ore. Cosa è accaduto poi? Soprattutto nei paesi più piccoli, le famiglie si sono ritrovate con una proposta scolastica che non era di tempo pieno, o perché non scelto dalle famiglie, o perché al tempo non concesso dall'amministrazione scolastica in quanto c'era una norma del decreto-legge 95/2012 che prevedeva la non istituzione di nuove classi a tempo pieno, laddove non vi fossero, per il raggiungimento dell'obiettivo del contenimento della spesa, e per la quale va detto che la politica non poteva fare nulla, neanche la politica che amministrava a quel tempo, perché nel contempo era stata inserita una clausola nel decreto-legge 133 (la Finanziaria famosa, quella che ha stangato tutti) che metteva tutti i dirigenti dello Stato, da quelli scolastici a quelli dell'Ufficio scolastico, quali corresponsabili del raggiungimento degli obiettivi di mantenimento della spesa, pertanto nessuno dirigente nella pubblica amministrazione avrebbe mai messo una firma su un provvedimento che aumentava di 1 ora il tempo scuola perché altrimenti ne avrebbe risposto dinnanzi alla Corte dei Conti. Gli enti locali, insieme alle famiglie, hanno, in queste situazioni, in alcuni casi, promosso delle esperienze per fare in modo che i bambini potessero rimanere a scuola per pomeriggi aggiuntivi rispetto a quelli erogati dal servizio scolastico e, in alcuni casi, con delle realtà anche virtuose, perché l'intervento del privato piuttosto che la collaborazione con le famiglie non sempre ha dato esperienze... ha dato, in alcuni casi, delle esperienze interessanti. So di scuole che allungavano di un pomeriggio per permettere l'attività di nuoto, oppure facevano la pittura, oppure facevano il recupero di matematica alle medie e delle attività di lingua straniera, qualsiasi cosa a questo mondo. Queste sono tutte le esperienze integrate, per cui nel passato probabilmente c'è stato da parte della Regione un intervento. Non mi risulta, però, consigliera Santoro, che ci siano stati – adesso io non ho memoria di questa norma e pertanto probabilmente negli ultimi cinque anni è venuta meno per scelta dell'amministrazione precedente – non mi risulta vi siano stati, nei cinque anni precedenti, interventi da parte della Regione per il sostegno del tempo pieno e va precisato in questa sede che la Regione non può né sostenere il tempo pieno, né può dare ore di scuola alla scuola. Non lo può fare per competenza perché è norma nazionale derivante dai DPR 81 e 89 del 2009. Se poi è stata fatta la scelta negli ultimi cinque anni di non dare sostegno anche alle esperienze di tempo integrato, questo fa parte di scelte precedenti e l'Assessore sicuramente avrà contezza di rispondere in tal senso.
Grazie, consigliere Basso. Sono finiti gli interventi. Diamo la parola all'assessore Rosolen. Prego, Assessore.
Tutto quello che è inserito all'interno dei piani per l'offerta formativa, e quindi la possibilità, forse, di sostegno anche di questo, rimane perché il piano per l'offerta formativa è rimasto invariato. Lei invece mi ha chiesto un'altra cosa. Scusate se intervengo a completamento di quanto sicuramente meglio di me ha già spiegato il consigliere Basso. Mi avete chiesto per quale motivo non sosteniamo il tempo pieno e il tempo prolungato. Esattamente per quello che ha detto il consigliere Basso, perché sono attività scolastiche curriculari definite all'interno di decreti del Presidente della Repubblica, il tempo pieno nell'89/2009 e stessa identica cosa dicasi per il tempo prolungato. Quindi sono interventi decisi proprio in merito al tempo scuola dall'Ufficio scolastico regionale sulla base delle richieste dei genitori e sulla deliberazione del corpo docente. Cosa è stato finanziato negli anni? È stata finanziata – mi dicono perché ovviamente io non c'ero – è stata finanziata una sperimentazione del Comune di Flaibano, ma che sperimentazione era... Non lo so, io non c'ero, chiedo scusa, ho chiesto agli uffici. Quindi, in realtà, di tempo scuola è stata finanziata – correggetemi se sbaglio – solo la sperimentazione nel Comune di Flaibano... Il tempo pieno, sì, la sperimentazione del tempo pieno nel Comune di Flaibano. Per quanto mi riguarda, altro non è stato finanziato. Chiedo ovviamente verifiche... No, credo di no perché l'istituzionalizzazione... Mi scusi, consigliera Santoro, l'istituzionalizzazione di questo tipo di sostegno è stata fatta con la legge che stiamo andando a cambiare, quindi nel 2018, non è, quindi, stata applicata. La mia idea, ma l'ho già spiegata, è che, in un percorso di sussidiarietà con lo Stato, dobbiamo definire dove e come interviene la Regione e dove e come... anzi, dove deve intervenire lo Stato. Se questo lo definiamo, dopodiché nulla vieta che possiamo immaginare dei percorsi. Certo è che l'amministrazione regionale, ripeto, come ha fatto con i direttori scolastici, i DSGA, gli insegnanti di sostegno, non può essere sostitutiva di compiti che hanno l'Ufficio scolastico regionale e lo Stato nazionale. Questa è una mia opinione. Per cui, come da richiesta delle scuole e come da richiesta di molti sindaci del territorio, credo che sia corretto che l'amministrazione regionale intervenga nell'aiuto di percorsi non scolastici, quindi non di tempo scuola, ma di tempo a sostegno della scuola.
Grazie, assessore Rosolen. È finita la discussione. I Relatori. Siamo sull'articolo 27.
Sono già intervenuta prima, ma siccome giustamente l'Assessore era prima occupata a parlare, io avevo fatto una domanda rispetto a un fraintendimento che poteva esserci, facendo anche delle premesse che concordavano con alcune delle cose che lei ha detto, rispetto al fatto se questa eliminazione di queste parole pregiudicava il fatto che poi istituti comprensivi che hanno l'orario a tempo pieno o a tempo prolungato non possano alla fine accedere a questi contributi per attività che magari sono fatte per consentire l'adeguato svolgimento di quel tempo pieno, quindi la pausa pranzo.
(fuori microfono) No.
Bene, la risposta è stata esauriente, allora adesso passiamo alle dichiarazioni di voto, ai pareri da parte dei Relatori sull'emendamento 27.1 presentato da Moretuzzo e ritirato e fatto proprio da Honsell. Prego, Honsell.
Io non sono ancora soddisfatto della spiegazione fornita. Mi si sta chiarendo un pochino il ragionamento, ma penso che questa sia proprio l'evidenza del fatto che questa operazione è stata troppo affrettata e quindi lo pongo come atto politico, comunque lo confermo.
Come atto politico, no.
Benissimo. Siccome è un emendamento soppressivo, votiamo il mantenimento dell'articolo 27. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'articolo è mantenuto. Passiamo all'articolo 28. Anche qui c'è un emendamento ritirato da Moretuzzo e fatto proprio da Honsell. Honsell.
Stessa motivazione. Da Giau, il 28.2.
Aspetti che recupero... Qui siamo alle modifiche all'articolo 41, vero?
Il 28 è le modifiche al 41.
Sì. Qui quello che io ho fatto, che può sembrare banale, è che dentro il comma 3 dell'articolo 41 della legge 13 ho inserito, fra le cose che possono essere soggette di contribuzione, anche le spese di pulizia, nel senso di assistenza anche per quel tipo di servizi. Perché questa cosa qui? Perché se parliamo di attività di tempo integrato extrascolastico, queste non sono attività che sono istituzionali della scuola e, come tali, servono tutta una serie di risorse per garantire quei servizi. Così come è messo – per l'assistenza, gli assistenti scolastici, i bidelli, le pulizie – sono per l'attività scolastica e non per altre attività – almeno a me risulta così, non so se sbaglio – che si svolgano in tempo non scolastico. Per cui, siccome le scuole soffrono già della carenza di risorse per queste attività nel tempo scolastico... Perché diverso è quando una scuola dà i propri spazi come le palestre, attraverso convenzioni, a società sportive che si impegnano a fare le pulizie, altra cosa è quando è la scuola stessa a fare attività che però sono fuori da quello che è l'orario scolastico.
Grazie, consigliera Da Giau. Apriamo la discussione. Se non c'è discussione, passiamo al parere dei Relatori. Honsell.
Poniamo in votazione... Allora, votiamo i due emendamenti. Incominciamo dal votare l'emendamento 28.1 presentato da Moretuzzo e ritirato e poi fatto proprio dal consigliere Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Passiamo al 28.2, Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Votiamo l'articolo 28. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 29. C'è un emendamento di Moretuzzo, ritirato e fatto proprio da Honsell e lo diamo per espresso, e poi c'è un emendamento 29.2 Da Giau.
Questo era in seconda battuta, diciamo, rispetto all'emendamento dei colleghi Moretuzzo e Bidoli, e mirava a mantenere questo tavolo che originariamente si chiamava "Tavolo per il tempo pieno". Visto che poi nell'articolo che abbiamo votato si parla di "tempo integrato extrascolastico", possiamo pensare di rinominarlo, però mantenendo questa cosa. Io capisco che i tavoli proliferano e non tutti sono efficaci, però ricordo che quando abbiamo scritto questa norma un anno fa l'intento era quello, a partire proprio della sperimentazione fatta nel Comune di Flaibano, di poter favorire l'estensione di quell'esperienza e poter condividere una serie di buone pratiche e di difficoltà in quella che è un'esigenza fortemente espressa dalle famiglie, dal territorio, rispetto al prolungamento del tempo di permanenza dei ragazzi nella scuola, e proprio per evitare che diventi una mera sorveglianza di bebysitteraggio, l'organizzazione di questi tempi con tutta una serie di attività, mettendole insieme anche con le difficoltà di tipo legislativo che ci sono rispetto all'impiegare personale della scuola nel fare queste attività, personale ausiliario nel fare queste attività, il tavolo aveva anche questa, diciamo, finalità mutualistica di condivisione per poter operare al meglio. Allora io non vedo sinceramente, non vedo come le modifiche apportate nell'articolo precedente determinino la non necessità di questo tavolo, che penso sia un'esigenza, come ripeto, sentito. Ci sono, sul territorio italiano, in atto tutta una serie di esperienze della cosiddetta "gestione dei beni comuni" dove sono i genitori, sono le associazioni che si occupano di tenere aperte le scuole nel pomeriggio. Sono esperienze molto interessanti che hanno il compito proprio anche di creare comunità, di creare relazioni e di migliorare la sicurezza del vivere nelle nostre città. Penso che questa occasione di scambio vada mantenuta.
Grazie, consigliera Da Giau. Apriamo il dibattito. Non c'è dibattito. Relatori. Honsell.
Poniamo in votazione l'emendamento 29.1 presentato da Moretuzzo, Bidoli e ritirato e fatto proprio da Honsell. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione il 29.2 Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione l'articolo 29. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 30. C'era un emendamento soppressivo presentato da Moretuzzo e fatto proprio da Honsell. Lo vuole illustrare? Diamolo per letto. Apriamo la discussione. Non c'è la discussione. Conficoni? Ha sbagliato, quindi i Relatori. Honsell.
Da Giau. È il 30.1, quello soppressivo. Modifica all'articolo 43. Cosa facciamo? Da Giau, cosa facciamo?
Ah, sì. Basso.
No alla soppressione.
In questo caso votiamo il mantenimento perché è l'unico emendamento. Poniamo in votazione il mantenimento dell'articolo 30. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'articolo è mantenuto. All'articolo 31 non ci sono emendamenti. Se nessuno si iscrive a parlare, porrei in votazione l'articolo 31. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 32. C'è un emendamento del professor Honsell. Prego, professore.
Di nuovo l'ho fatto perché vengono aggiunte le seguenti parole: "riguardanti la lingua e la cultura della minoranza". Se uno vuole in questo caso fornire alle scuole di insegnamento sloveno o alle scuole bilingui strumenti aggiuntivi proprio per compensare la condizione in qualche modo di minoranza, mi sembra che fare lo sforzo di dire "però, mi raccomando, eh, solamente se riguarda la lingua e la cultura", se in qualche misura potesse riguardare la storia o altri aspetti, no, deve essere solo... ecco, mi sembra che sia una volontà restrittiva che non è nello spirito, ribadisco, di una legge generale sul diritto allo studio.
È chiaro, bene. Apriamo il dibattito. Non c'è dibattito. Darei la parola ai Relatori per il parere. Honsell.
Bene, allora votiamo il mantenimento dell'articolo 32. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 33. Non ci sono emendamenti. È aperta la discussione. Se non c'è discussione, porrei in votazione l'articolo 33. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 34. Da Giau, emendamento 34.1.
Questo riguarda la data rispetto alla quale completare quella che è la programmazione dell'offerta formativa e il dimensionamento della rete scolastica. In parte la programmazione che può essere pluriennale, così come è stato inserito in Commissione, può risolvere questo problema, che è, come ho già detto in Commissione, il fatto che si arriva a questo dimensionamento a dicembre e da più dirigenti scolastici si è avuta l'indicazione rispetto al fatto che può essere tardivo anche per le attività di promozione che tutte le scuole ormai fanno con le giornate di "scuola aperta" per poter presentare, a chi è interessato, quella che è l'offerta delle scuole. L'Assessore in Commissione mi ha già detto che questa cosa potrebbe essere auspicabile, ma che risulta difficile perché sono coinvolte tante cose. Ma visto che questo tavolo funzionale al dimensionamento adesso viene anche istituzionalizzato, credo che possano esserci qui dentro, nell'articolo, le condizioni per cui questa cosa possa essere anticipata di qualche mese in maniera tale da consentire un'adeguata programmazione, perché poi le iscrizioni cominciano, di fatto, a gennaio. Esprimo anche il parere rispetto a questo intendimento della programmazione che sicuramente va nell'ottica di garantire una continuità e di dare meno aleatorietà a quella che è la programmazione dell'offerta di istruzione nella scuola. Credo che anche questa previsione rispetto alla pluriannualità non sia facilissima, nel senso che se è vero che un dato demografico è dato (sapendo quanti sono i nati in un anno, il numero di chi arriverà a scuola più o meno si può sapere), l'andamento delle iscrizioni invece è molto più variabile nei diversi tipi di scuola e anche quella è una delle componenti, poi, della pianificazione. In ogni caso tutto ciò che può essere sviluppato per arrivare per tempo e meglio a questa programmazione è benvenuto.
Grazie, consigliera Da Giau. Apriamo il dibattito. Non c'è dibattito. La parola ai Relatori. Honsell
Poniamo in votazione l'emendamento 34.1 a firma Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Votiamo l'articolo 34. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 35. Non ci sono emendamenti. È aperta la discussione. Se non c'è discussione, poniamo in votazione l'articolo 35. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 36. Non ci sono emendamenti. Se non c'è dibattito, aprirei la votazione. Apriamo la votazione sull'articolo 36... No, è un articolo quello, è un articolo, è un articolo, lo facciamo dopo. Calmi, calmi, votiamo il 36. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Adesso abbiamo un articolo 36 bis.1 che è un articolo abbastanza estemporaneo rispetto alla norma. Riguarda un debito fuori bilancio di modesta entità, credo che sia una questione tecnica. Darei la parola all'Assessore per l'illustrazione e poi chiederei all'Aula di essere disponibile... No, ma certo; no, su questo... se l'Aula non...
È un problema meramente tecnico rispetto a una piccola fornitura di etichette e a tempistiche sulla fornitura stessa e sulla documentazione agli atti degli uffici. La legittimità del debito è già stata a suo tempo riconosciuta nella legge regionale 20/2018, ma in relazione alla tuttora perdurante impossibilità di rilascio del DURC da parte dell'INPS-INAIL, non è stato adottato per tempo il necessario provvedimento di impegno della spesa e quindi si ritiene di avviare la presente procedura per il nuovo formale riconoscimento del debito a carico dell'esercizio finanziario 2019.
Bene, allora, anche dall'illustrazione emerge che, insomma, non c'è una conferibilità rispetto all'oggetto, però io chiedo all'Aula, visto che è un debito che mette in difficoltà un dipendente, credo, visto che è di modesta entità, visto che comunque, se non in questa legge, nella prossima lo inseriremo, chiederei all'Aula di fare un atto di responsabilità per poterlo in qualche modo accettare e votare. Però se qualcuno dell'Aula eccepisce, chiaramente devo dichiarare che è inconferente. Prego, consigliere Bolzonello.
Grazie, Presidente. È ovvio che è no – perché l'ho detto ieri, l'ho detto in maniera molto chiara a tutta l'Aula – succederà altre mille volte sulla conferenza di un emendamento eccetera eccetera eccetera eccetera. Capiamo assolutamente che questa è una sciocchezza, è giusto farlo passare. A parte che il dipendente non ha nessun problema se, invece che adesso, sarà a febbraio, quindi non cambia nulla di nulla di nulla. Allora, lo facciamo passare, ma lo faccio passare per un motivo molto semplice: che non passano tutti gli altri. Vi avviso per l'ultima volta. Già siete stati avvisati la volta scorsa. Questo, va bene anche questo nonostante ci sia qualcuno che dice no, qualcuno che dice sì del Gruppo, eccetera eccetera, ma non c'è problema. Siete avvisati, è l'ultima volta. Dopo non arrabbiatevi. Sollevatevi, arrabbiatevi, fate quello che volete, ma non esiste, non passa, ecco.
Grazie, consigliere Bolzonello, anche per la disponibilità. Allora, se siamo tutti d'accordo, non devo esprimermi sulla conferibilità, l'Aula è d'accordo, quindi lo metto... Do la parola ai Relatori se ci sono i pareri. Honsell.
Ma sì, andiamo avanti, via!
Pongo in votazione il 36 bis.1. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 37. Non ci sono emendamenti. Se non ci sono iscritti a parlare sull'articolo, procedo con la votazione. È aperta la votazione sull'articolo 37. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'articolo 38. C'è un emendamento della Giunta. Prego.
È un emendamento tecnico per la correzione di un refuso rispetto alla lettera citata nella norma.
Bene. È aperta la discussione. Se non c'è discussione, i Relatori. Honsell.
Poniamo in votazione l'emendamento 38.1 presentato dalla Giunta. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Pongo in votazione l'articolo 38. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Articolo 39. C'è un emendamento Camber e altri. Prego.
Grazie, Presidente. Nella seduta di luglio è stato fatto propria dalla Giunta un Ordine del giorno – il n. 21, il 25 luglio – per quanto riguarda il settore dell'insegnamento scolastico statale. Oggi abbiamo un problema: i precari nell'ambito della scuola (il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario) hanno un tetto massimo di supplenze di 36 mesi, dopo 36 mesi non possono più venire chiamati. Il Governo invece ha legiferato che nel settore della scuola questo tetto non c'è nelle scuole statali, dimenticando che però – in particolare posso parlare della provincia di Trieste – abbiamo anche le scuole comunali (tipo le scuole materne o gli asili nido; sono del Comune al 70 per cento le scuole materne, al 100 per cento i nidi). Anche a livello parlamentare è stato fatto un ordine del giorno alla Camera il 2 agosto, con il parere del Governo favorevole da parte di Crippa Davide, il Sottosegretario di Stato, il quale prende atto che è necessario equiparare il personale comunale della scuola pubblica a quello statale e quindi togliere il blocco dei 36 mesi oltre i quali il precariato non può sussistere. Sappiamo che la norma non è sicuramente evidente, però in questa norma transitoria che noi portiamo cerchiamo di equiparare le istituzioni scolastiche educative statali a quelle comunali. È chiaramente un emendamento che non comporta maggiori oneri o nuove spese per la Regione. È soltanto una possibilità, per i comuni che hanno questo tipo di personale, di poterlo utilizzare e non gettare al vento delle professionalità che dopo tre anni di lavoro si ritrovano veramente senza la possibilità di poter continuare.
Grazie, consigliere Camber. Giacomelli.
Le persone delle istituzioni educative comunali del Comune di Trieste... perché è chiaro che il Governo aveva pensato, dicendo" statali", fondamentalmente alla questione pubblico-privato perché evidentemente non sapeva, come non sa nessuno fuori Trieste – tranne qualcuno, spero, anche in quest'Aula – se non è di Trieste, che per l'appunto esistono istituzioni educative comunali nel Comune di Trieste. Abbiamo visto che l'orientamento politico va bene sia qui che nel Parlamento, sui banchi del Governo. Voglio ricordare che queste persone si trovano in un limbo perché le persone che si trovano oltre i 25 mesi di precariato non possono essere assunte neanche come precari con questa norma, perché altrimenti rischierebbero di maturare i 36 mesi. Contemporaneamente, chi è tra i 25 e i 36 mesi non ha abbastanza mesi per essere stabilizzato, ma ha troppi mesi per lavorare come precario. Pertanto questa è una norma di profonda equità e che toglie dall'imbarazzo gli enti locali che si ritrovano con delle persone in un limbo che le costringe alla disoccupazione permanente.
Grazie, consigliere Giacomelli. Apriamo la discussione. Se non c'è discussione, credo che l'Assessore su questo punto debba dire qualcosa? No. Prego, Moretti.
La norma mi pare chiara rispetto all'illustrazione che ha fatto il collega Camber. Volevo capire se rispetto alla legge in approvazione l'emendamento è conferente.
Non è conferente? Beh, potevamo saperlo prima, Presidente, perché almeno...
Non è conferente perché non parla di diritto allo studio, perché la legge è incentrata sul diritto allo studio e in questo caso... personale ATA e diritto allo studio, insomma... E c'è anche qualche dubbio di legittimità. A meno che l'Aula, che è sovrana, non dica di procedere all'unanimità, questo dico. Cioè, se mi fate la domanda tecnica, la risposta alla domanda tecnica è questa; poi... Quindi, se l'Aula all'unanimità dice di procedere, io la metto ai voti; se qualcuno solleva qualche problema... Prego, chi ha chiesto di intervenire? Santoro.
Capisco che le consuetudini non fanno norma. O fanno norma? Non mi ricordo com'è... Ma adesso non c'è l'ex Presidente Iacop. Ci aveva abituato al fatto che all'inizio della seduta di discussione di una legge, veniva fatto l'elenco degli emendamenti che... Non solo, non solo. Che si ritenevano o meno ammissibili. Credo che questa sia una cosa di buona prassi che mi sembra opportuno richiamare perché è evidente che l'inammissibilità di un emendamento ha necessaria valutazione di opportunità o meno di trasgredire la legge. Voglio dire, il Consiglio deve essere messo in grado di formulare un parere e questo può essere fatto se la non compatibilità dell'emendamento viene decretata all'inizio della seduta e non nel momento in cui ci si arriva. Ripeto, non è scritto da nessuna parte, ma credo che adesso, due emendamenti, uno dietro l'altro, sui quali decidere se ci va bene di tenerli dentro oppure no, mi sembra un po' non mettere il Consiglio nelle condizioni di votare, se non metterlo di fronte al fatto compiuto.
Io non c'ero le volte precedenti e gli uffici mi dicono che questa era la prassi per la finanziaria, non per tutte le norme. Ma comunque l'importante è che su questo ci capiamo. Giacomelli. Si potrebbe anche trasformare in Ordine del giorno eventualmente.
No, grazie, perché l'Ordine del giorno è già passato. Però volevo far presente che la legge regionale 13/2018, come modificata dal disegno di legge n. 37, ha come norma transitoria – e infatti qua viene aggiunto come norma transitoria – ha, in considerazione dell'urgenza di garantire la piena operatività – e qui parliamo comunque di operatività di istituzioni scolastiche visto che trattiamo di personale – una serie di norme per i direttori dei servizi generali e amministrativi di scuole in carenza e simili. Quindi la norma transitoria attualmente in essere senza l'emendamento parla di questioni di personale e di carenza di personale. Questa è una norma che va ad incidere su una carenza di personale, infatti il personale precario viene assunto in sostituzione degli insegnamenti assenti. Pertanto, trattandosi sempre di questione che riguarda la carenza di personale, la sostituzione di personale, è secondo me assolutamente conferente, e lo dico da un punto di vista della norma transitoria attualmente in essere. Sennò cominciamo a dire che se una norma transitoria parla di carenza di personale direttivo, è inconferente parlare di carenza di personale operante. Mi sembrerebbe un'interpretazione restrittiva che io non condivido.
Allora, guardate, c'è una situazione abbastanza, diciamo così, al limite. Sospendo cinque minuti l'Aula e verifichiamo perché c'è anche un problema di riferimento... Ho capito, ma dobbiamo approfondire; sospendiamo per cinque minuti e approfondiamo la situazione. È sospesa la seduta... Aspetta, aspetta. Camber, Camber! Prego, Moretti.
Una domanda per capire, avendo niente in contrario al tema, niente, che sia chiaro questo, soprattutto al collega che ha parlato prima, perché poi qua ci inventiamo anche le cose, se il tema è conferente rispetto alla norma. Siccome ieri e qualche seduta fa la maggioranza ha indotto la Presidenza a interpretare emendamenti su un certo indirizzo e ieri, sui Vigili del fuoco, non era conferente, tant'è che tutto andrà al 26, portate anche questa al 26, se non è un problema, se non è un problema! Ma non c'è nulla in contrario rispetto al tema, che sia chiaro, perché anche in passato, nella precedente Legislatura, tutti i problemi legati a quella particolarità, che era legata al personale educativo e al Comune di Trieste, è sempre stata passata, è sempre stata affrontata.
Rispetto alla sua domanda, consigliere Moretti, in prima valutazione la Presidenza ritiene che non sia conferente e ti ha risposto. Detto questo, come è successo per l'emendamento precedente, ancorché non conferente, se l'Aula è d'accordo, ho detto che lo pongo in votazione. Siccome mi sembrava che non ci fosse unanimità... Ah, avevi chiesto...? Allora scusami. Camber, possiamo dare la parola a Bolzonello? No, verifichiamo. Tu tagli la testa al toro. Prego, Bolzonello.
Risparmio la prima parte dell'intervento, che è esattamente come quella di prima, cioè: basta, ve l'avevo detto, ascoltate uno che, insomma, qualcosa capisce, nel senso di tempo, e che quindi alcuni passaggi li ha fatti. Al netto della prima parte, c'è la seconda parte: c'è un qualcosa che crea un problema per i dipendenti degli asili di Trieste? Se il problema è immediato, se la risposta è sì, allora siamo qui a farcene carico come sempre. Se non è sì, se va nell'"omnibus" di febbraio non cambia niente, tutto qua. Quindi, con coscienza piena, se c'è un problema che riguarda i dipendenti degli asili di Trieste che hanno immediatamente un problema, di fronte a un'esigenza dei lavoratori, siamo qui a dare una mano anche se non è conferente. Se non c'è un problema e quindi se arriviamo al 20 di febbraio non cambia niente, al 20 di febbraio facciamo questa cosa nell'"omnibus" così non creiamo un altro caso eccetera eccetera. Tutto qua, in maniera semplice e senza far casini.
Mi sembra che abbiamo esplicitato, allora chiedo al primo firmatario se c'è questa urgenza. Mi sembra che, nonostante sia inconferente, possiamo procedere all'unanimità alla votazione dell'emendamento. Se invece non c'è questa urgenza, si chiede se c'è la possibilità di portarlo all'"omnibus" di fine febbraio. Prego, a lei la decisione.
Il problema sussiste perché ci sono persone che non possono lavorare pur essendoci oggi dei posti liberi e quindi perdono la chiamata e bisogna riempire i posti. In questo momento direi che sono sette o otto i posti disponibili, per cui si va a chiamare altri che hanno meno titoli e sette o otto persone con famiglia restano a casa. Aggiungo che non potevamo trasformarlo in Ordine del giorno perché l'Ordine del giorno del 21, firmato da Giacomelli, Camber, Ussai, Russo, Piccin, Ghersinich e Slokar, la Giunta l'ha già fatto proprio, quindi non è che andiamo a reiterare la richiesta. Noi lo riteniamo urgente e chiediamo cortesemente all'Aula di poterlo porre in votazione.
Io volevo dire che poiché avevo già vissuto da sindaco queste cose in settori diversi, per esempio quello degli assistenti sociali o degli educatori negli asili nido, penso che se si pone il problema, ci sia comunque un'urgenza. E comunque c'è una condizione di qualità della vita delle persone che altrimenti possono fare altre scelte di vita. Quindi, se possiamo dargli una certezza, io penso che sia importante decidere rapidamente per queste persone, perché altrimenti a tenerle sulla graticola non ci guadagniamo. Quindi io inviterei tutti a votare. Andiamo avanti che, insomma, non cambia nulla, anzi.
Io rimango un po' stupito per alcune cose, anche appena dette dal collega Camber, nel senso che se c'era questo Ordine del giorno approvato, che alla Giunta andava bene eccetera eccetera, poteva essere inserito in modo diverso, con alcuni passaggi, mettendolo anche nel titolo del disegno di legge. Invece probabilmente l'Assessorato non ha ritenuto che ci fosse tutta questa urgenza eccetera eccetera, perché diversamente l'avrebbe messo e sarebbe stato conferente senza nessun tipo di problema, quindi mi pare che ci sia un cortocircuito. Dopodiché daremo ovviamente... Callari cosa ha detto, sì? Se dice che non c'è problema... E allora lo dica subito, non mi faccia parlare, nel senso che... ci dice che è no o ci dice che è sì.
L'Assessore alla funzione pubblica, che purtroppo non è qui, ma è stato messo al corrente, dice che comunque, per questioni di competenza, c'è il rischio che possa essere impugnato in quanto interviene su una norma statale.
E quindi non dobbiamo metterlo. E allora che cosa...? Smetto subito di parlare.
Questo lo dice lui. Però c'è il rischio che possa essere, non che debba essere. Camber.
Chiedo scusa, chi lo dovrebbe impugnare, il Governo? Allora, scusatemi, a questo stesso testo, il 2 agosto 2018, il Governo ha dato parere favorevole, il 2 agosto, firmato: "Parere del Governo, Crippa Davide, Sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico".
Sì, ma sulla sua legge, non su...
Su questo, su questo, sull'estensione...
Ma sì, ma sulla legge nazionale, non su una legge regionale, quindi noi andiamo...
Ma, mi scusi, è il Governo che impugna. Il Governo ha dato parere favorevole, per cui difficilmente il Governo impugnerà un provvedimento su cui si è già espresso in maniera favorevole. Dopodiché è chiaro che ogni nostro provvedimento potrebbe potenzialmente essere impugnato, qualsiasi provvedimento, o meglio, la gran parte. Io credo che non è che dobbiamo sempre avere paura di fare quel passo in avanti in più. Lo facciamo, mal che vada ci casseranno questa norma.
Mi sembra che abbiamo chiarito oltre ogni ragionevole dubbio la situazione, io la torno a riassumere: l'Assessore alla funzione pubblica ha telefonato segnalandomi e pregandomi di comunicare all'Aula che ci sono degli aspetti di dubbio che la norma sia impugnabile; la valutazione di questa Presidenza, così come ho detto, è che non c'è una conferenza rispetto al disegno di legge, ma rimango a quello che ho detto, &

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