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Timestamp: 2020-05-31 13:34:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24375 del 30/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24375 del 30/11/2016
Cassazione civile sez. trib., 30/11/2016, (ud. 09/06/2016, dep. 30/11/2016), n.24375
C.A., elettivamente domiciliata in Roma, via Francesco
Pacelli, n. 14, nello studio dell’avv. Gianmaria Frattini;
rappresentata e difesa dall’avv. Luigi Maiello, giusta procura
avverso la sentenza n. 101/42/10 della Commissione Tributaria
Regionale di Milano, depositata in data 22 luglio 2010.
Sentito per la ricorrente l’avv. dello Stato Guizzi;
l – La signora C.A. acquistò con atto registrato il (OMISSIS) un immobile usufruendo delle agevolazioni previste per la prima casa.
2. Preliminarmente va rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso, in quanto tardivo, per aver l’Agenzia legittimamente usufruito della sospensione prevista del D.L. n. 98 del 2011, art. 39.
Con il primo motivo l’Amministrazione ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione o falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 11, commi 1 e 1 bis, per aver la CTR erroneamente escluso, nella fattispecie in esame, l’applicabilità della proroga biennale che avrebbe dovuto essere affermata in ragione dell’interpretazione letterale, funzionale e costituzionalmente orientata delle citate disposizioni della L. n. 289 del 2002, la quale avrebbe quindi dovuto escludersi la decadenza dell’Ufficio dalla pretesa impositiva, viceversa affermata dalla decisione impugnata.
3.1. La ricorrente assume che erroneamente sarebbe stata esclusa l’applicabilità alla fattispecie in esame della proroga biennale per la liquidazione prevista dalla disposizione della L1. n. 289 del 2002, art. 11.
3.2 – Questa Corte ha più volte affermato (cfr., tra le molte, Cass. 13 novembre 2015, n. 23222; Cass., 18 aprile 2014, n. 9012; Cass., 8 gennaio 2013, n. 279) il principio dell’applicabilità della proroga alle ipotesi di violazione della normativa regolante le agevolazioni tributarie. Ciò essenzialmente, in considerazione del fatto che la L. n. 289 del 2002, all’art. 11, comma 1 bis, con la dizione “le violazioni relative alla applicazione, con agevolazioni tributarie, delle imposte su atti, scritture, denunce e dichiarazioni di cui al comma 1, possono essere definite…” finisce con l’assimilare pienamente le violazioni delle disposizioni agevolative a quelle relative all’enunciazione del valore degli immobili di cui al comma precedente. Ne consegue l’applicabilità anche alle violazioni di cui al comma l bis della proroga prevista nel comma 1, senza necessità di esplicito richiamo, apparendo altrimenti del tutto incongruo che ipotesi assolutamente equivalenti abbiano trattamento diverso.
3.3 – D’altra parte la stessa rubrica dell’art. 11 in cui, a seguito dell’aggiunta del comma 1 bis al solo comma 1 originariamente previsto, fu inserita la dizione “proroga dei termini”, che segue a ciascuna delle ipotesi di definizioni agevolate della lite, è ulteriore elemento che conforta l’indirizzo ripetutamente espresso in materia da questa Corte, che va pertanto confermato.
3.4 – Nè a tale conclusione è di ostacolo il disposto della L. n. 212 del 2000, art. 3, comma 3, che, nello stabilire che “i termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti d’imposta non possono essere prorogati”, pone un principio suscettibile di deroga da parte di fonte di pari rango, quale nella fattispecie, quella della disposizione richiamata della L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1, ultimo periodo, della quale si è affermata la riferibilità anche ai termini di rettifica e liquidazione delle maggiori imposte conseguenti alla decadenza dalle agevolazioni tributarie.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo. Compensa le spese processuali relative ai gradi di merito e condanna l’intimata al pagamento delle spese relative al presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 3.000,00, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 11
 art. 11
 Cass. 
 art. 3
 art. 11
 sentenza