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Timestamp: 2019-06-20 04:02:27+00:00

Document:
Proposta di legge regionale n. 232 presentata il 01 febbraio 2006 Torna indietro
Proposta di legge regionale n. 232 presentata il 01 febbraio 2006
Istituzione del Difensore civico regionale delle persone vittime di reato.
Art. 2 (Funzioni ed obiettivi)
Art. 3 (Costituzione, durata in carica, incompatibilità e revoca)
Art. 4 (Modalità di intervento)
Art. 5 (Relazione al Consiglio regionale)
Art. 6 (Strutture e personale)
Art. 7 (Collaborazioni)
Art. 8 (Disposizione transitoria)
Art. 9 (Norma finanziaria)
È istituito il difensore civico regionale delle persone vittime di reato al fine di contribuire a garantire, in conformità ai principi fondamentali della Costituzione e dello Statuto della Regione Piemonte, nell'ambito delle competenze regionali, i diritti di tali persone.
A richiesta di chiunque vi abbia interesse, o anche d'ufficio, il difensore interviene presso gli enti regionali o gestori o concessionari di servizi pubblici, o convenzionati con enti pubblici, al fine di:
assicurare che i procedimenti amministrativi, avviati d'ufficio o su istanza di parte, relativi a diritti soggettivi, interessi legittimi, semplici, diffusi, di cui siano titolari le persone vittime di reato ovvero enti esponenziali di detti interessi, abbiano regolare corso e si concludano tempestivamente nei termini di legge;
rilevare errori o disfunzioni procedimentali, onde consentire agli organi competenti, appartenenti agli enti di cui sopra di riesaminare i propri atti nell'esercizio discrezionale del potere di autotutela;
favorire un rapporto di trasparenza e di dialogo tra le persone vittime di reato e gli enti interessati, affinché il diritto di accesso ad atti e documenti amministrativi, compatibilmente ai limiti di legge, sia garantito;
proporre agli organi regionali competenti iniziative concrete di informazione e promozione culturale sui temi dei diritti e delle garanzie delle persone vittime di reato.
(Costituzione, durata in carica, incompatibilità e revoca)
Il difensore civico regionale viene eletto con un maggioranza di due terzi degli aventi diritto dal Consiglio regionale all'inizio della legislatura tra persone che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo nel campo delle materie giuridiche.
Il difensore dura in carica cinque anni e non può essere rieletto.
La carica di difensore civico regionale è incompatibile con quella di:
membro del Parlamento, ministro, consigliere ed assessore regionale, provinciale e comunale;
Il difensore civico regionale non può esercitare, durante il mandato, altre attività di lavoro autonomo o subordinato. Il conferimento della carica di difensore civico regionale a personale regionale e di altri enti dipendenti dalla Regione ne determina il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto di lavoro. Il periodo di aspettativa è utile al fine del trattamento di quiescenza e di previdenza e dell'anzianità di servizio.
Il Consiglio regionale, può revocare il difensore civico regionale per gravi o ripetute violazioni di legge.
Il difensore civico regionale delle persone vittime di reato dispone di un potere raccomandatorio e opera in completa autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.
Il difensore civico regionale delle persone vittime di reato, rispetto ai casi segnalati, ed a seguito di apposita istruttoria, articola il proprio intervento secondo le seguenti modalità:
ove consideri il caso meritevole di tutela, svolge, in prima istanza, una funzione di persuasione nei confronti dell'amministrazione interessata, affinché si adegui a quanto raccomandato;
nei casi di fatti che possono costituire reato, presenta obbligatoriamente rapporto alla autorità giudiziaria competente.
Fermo restando il loro obbligo di fornire tutti i chiarimenti richiesti al difensore civico regionale delle persone vittime di reato e di consentirgli l'accesso ad atti e documenti amministrativi rilevanti, il funzionario o l'organo competente possono:
provvedere nel senso e nei termini indicati dal difensore civico regionale delle persone vittime di reato;
comunicare il loro diniego motivato.
Il difensore civico delle persone vittime di reato può convocare direttamente i funzionari, cui spetta la responsabilità della questione in esame, dandone avviso al responsabile del servizio o ufficio da cui dipendono; con le stesse modalità può procedere congiuntamente col funzionario o i funzionari interessati, entro un termine all'uopo fissato, all'esame della pratica o del procedimento.
Il difensore civico regionale delle persone vittime di reato, nei casi di illegittima omissione dei provvedimenti dovuti, può chiedere all'autorità competente l'ottemperanza a quanto segnalato, rivolgendosi ai soggetti superiori gerarchicamente rispetto a quelli rimasti inerti.
In caso di riscontrata persistente inadempienza a quanto raccomandato, il difensore civico delle persone vittime di reato emana una dichiarazione pubblica di biasimo, anche tramite i mass media.
Nei casi più gravi, il difensore civico regionale delle persone vittime di reato può richiedere all'autorità competente l'attivazione di un procedimento disciplinare, il cui esito gli deve essere comunicato entro trenta giorni dall'emanazione del provvedimento definitivo.
Il difensore civico regionale delle persone vittime di reato ha l'obbligo di presentare entro il 31 marzo di ogni anno la propria relazione annuale sulla attività svolta, relativa all'anno precedente, al Consiglio regionale del Piemonte, indicando il tipo e la natura degli interventi messi in atto e gli esiti degli stessi.
(Strutture e personale)
Per lo svolgimento dei propri compiti, al difensore civico regionale delle persone vittime di reato sono assicurati struttura organizzativa di supporto, personale e risorse finanziarie. I profili organizzativi inerenti l'ufficio del difensore sono disciplinati con provvedimento adottato dalla Giunta regionale.
Al difensore civico regionale delle persone vittime di reato spetta, per la durata dell'incarico, un'indennità mensile a carico del bilancio della Regione, da determinarsi con deliberazione della Giunta. Spetta, inoltre, al difensore civico regionale il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute e documentate.
Il difensore civico regionale delle persone vittime di reato può avvalersi della collaborazione dei difensori civici provinciali e comunali.
Per la presente legislatura la nomina del difensore civico regionale delle persone vittime di reato avviene entro centottanta giorni dalla pubblicazione della presente legge sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte.
Per l'attuazione della presente legge la spesa per gli anni 2005-2007, ammonta a 1.500.000,00 euro.
Per le spese di istituzione e di funzionamento del difensore civico regionale delle persone vittime di reato di cui all'articolo 1, stimate in 500.000,00 euro per l'anno 2005, in termini di competenza e di cassa, da ricomprendersi nell'UPB n. 09021 (Bilanci e finanze Ragioneria Tit. I spese correnti) dello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per l'anno 2005, si fa fronte con le dotazioni finanziarie dell'unità previsionale di base (UPB) n. 09011 (Bilanci e finanze Bilanci Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2005.
Per gli anni 2006 e 2007, agli oneri pari a 500.000,00 euro per ciascun anno, in termini di competenza, stanziati nell'UPB 09021 del bilancio pluriennale 2005-2007 si fa fronte con le dotazioni finanziarie dell'UPB 09011 del bilancio pluriennale 2005-2007.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9