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Timestamp: 2020-05-27 21:42:07+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23251 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23251 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 05/10/2017, (ud. 07/06/2017, dep.05/10/2017), n. 23251
sul ricorso 28554-2014 proposto da:
F.N., ((OMISSIS)), domiciliata ex lege in ROMA, PIAZZA
rappresentata e difesa dall’avvocato GIANCARLO BIGINELLI;
I.N.P.D.A.P., oggi per legge I.N.P.S. – Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale (c.f. (OMISSIS)) ed anche quale procuratore
speciale di S.C.I.P. S.r.l. – Società di Cartolarizzazione degli
Immobili Pubblici (c.f. (OMISSIS)) in persona del legale
FIORENTINO, che li rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 545/2014 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 03/2014;
– F.N. convenne in giudizio l’I.N.P.D.A.P. e la S.C.I.P. s.r.l. (Società di cartolarizzazione degli immobili pubblici – s.r.l.), chiedendo l’accertamento dell’autenticità delle sottoscrizioni apposte sull’offerta di esercizio del diritto di opzione per l’acquisto di un appartamento – già condotto in locazione dal suo defunto marito P.M. – di proprietà dell’ente pubblico previdenziale, oggetto di dismissione in favore della S.C.I.P. s.r.l., e sulla relativa accettazione;
– il Tribunale di Torino dichiarò inammissibile la domanda per difetto di interesse ad agire, essendo stato accertato, con altra sentenza, che l’attrice occupava l’immobile senza titolo;
– sul gravame proposto da F.N., la Corte di Appello di Torino confermò la pronuncia di primo grado;
– per la cassazione della sentenza di appello ricorre F.N. sulla base di tre motivi;
– resistono con controricorso l’I.N.P.D.A.P. e la S.C.I.P. s.r.l..
– il primo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e la falsa applicazione del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, art. 3, lett. b), e L. 31 dicembre 2012, n. 247, art. 23 per avere la Corte di Appello ritenuto che l’avvocato in forza all’ufficio legale dell’INPDAP potesse rappresentare in giudizio anche la S.C.I.P. s.r.l.) è infondato, in quanto, agendo la società S.C.I.P. s.r.l. quale mandataria dell’I.N.P.D.A.P., la difesa in giudizio della mandataria risponde ad un preciso interesse del mandante e può essere svolta dai legali interni dell’I.N.P.D.A.P. (cfr., in materia di cessione e cartolarizzazione dei crediti Inps, Cass., Sez. L, n. 15041 del 04/07/2007; conf. Sez. L, n. 46 del 07/01/2009);
– il secondo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e/o la falsa applicazione dell’art. 111 Cost., comma 6, e art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, e la nullità della sentenza, per avere la Corte di Appello motivato il rigetto dell’impugnazione in modo apparente, limitandosi a richiamare altra sentenza della medesima Corte locale) è infondato, dovendosi ritenere legittima la motivazione per relationem mediante rinvio al precedente dello stesso giudice che ha deciso questione pregiudiziale (nella specie, l’accertamento della insussistenza di contratto di locazione, condizione per avere diritto di opzione sull’immobile) (cfr., Cass., Sez. L, n. 17640 del 06/09/2016);
– il terzo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e/o la falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., nonchè l’omessa pronuncia, per non avere la Corte di Appello pronunciato sulla domanda con la quale la F. aveva chiesto l’accertamento dell’autenticità delle sottoscrizioni apposte sull’offerta di opzione di acquisto dell’immobile e sull’atto di esercizio di tale diritto e per non avere, in subordine, compensato integralmente tra le parti le spese della lite) è inammissibile, in quanto, con riferimento alla mancata pronuncia sulla domanda di accertamento dell’autenticità delle sottoscrizioni, la censura non attinge la ratio decidendi sottesa alla pronuncia impugnata (la sentenza ha ritenuto inammissibile la domanda della F. per difetto di interesse ad agire, essendo stato accertato, con altra sentenza, che l’attrice occupava l’immobile senza titolo e tale statuizione ha inevitabilmente assorbito la questione circa l’autenticità delle firme apposte sugli atti relativi all’esercizio del diritto di opzione, non spettante alla F. in quanto detentrice senza titolo dell’immobile), mentre, con riferimento alla mancata compensazione delle spese del giudizio, trattasi di doglianza che esula dal sindacato della Corte di cassazione, rientrando nel potere discrezionale del giudice di merito la valutazione dell’opportunità di compensare in tutto o in parte le spese di lite (Cass., Sez. 5, n. 15317 del 19/06/2013);

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 art. 23
 art. 132
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