Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/182/cassazione
Timestamp: 2019-10-17 18:13:22+00:00

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Nulla osta alla procedibilità di una domanda di fallimento presentata, dopo l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, da un creditore che ad esso sia rimasto estraneo. Diversamente opinando, si finirebbe infatti per privare quest’ultimo - che a quell’accordo ha legittimamente scelto di non aderire - di una fondamentale forma di tutela del proprio credito, da coordinare con gli interessi degli altri creditori aderenti all’accordo, in funzione della garanzia patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c. e del correlato principio della par conditio creditorum di cui all’art. 2741 c.c.. Inoltre, si consentirebbe una compressione dei suoi diritti tanto più inammissibile in quanto l’istituto degli accordi L. Fall., ex art. 182 bis fa perno proprio sul presupposto della loro idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei (fatte salve la dilazione di cui al comma 1 della norma citata e la possibilità della deroga agli artt. 1372 e 1411 c.c. prevista dalla L. Fall., art. 182-septies, cui fanno eco i più ampi "Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa" introdotti dall’art. 61 CCI), i quali perciò si pongono, rispetto all’accordo, in posizione analoga ai creditori non vincolati dagli effetti obbligatori del concordato omologato L. Fall., ex art. 184. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Maggio 2019, n. 13850. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Sindacato del tribunale - Estensione - Controllo formale e di legalità sostanziale
In sede di omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, il sindacato del tribunale non è limitato ad un controllo formale della documentazione richiesta, ma comporta anche una verifica di legalità sostanziale compresa quella circa l'effettiva esistenza, in termini di plausibilità e ragionevolezza, della garanzia del pagamento integrale dei creditori estranei all'accordo nei tempi previsti per legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2019, n. 12064. Segue...
Revocatoria fallimentare - Esenzione ex art. 67, comma 3, lett. e), l.fall. - Riferibilità all’azione revocatoria ordinaria di cui all’art. 66 l. fall. - Esclusione - Fondamento
L'art. 67, comma 3, lett. e), l. fall. nel prevedere l'esclusione dall'assoggettamento all'azione revocatoria degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione dell'accordo omologato ai sensi dell'art. 182 bis l.fall. ha riguardo alla sola azione revocatoria fallimentare e non anche a quella ordinaria che, in base a quanto stabilito dall'art. 66 della stessa legge, è disciplinata integralmente secondo le norme del codice civile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Febbraio 2019, n. 3778. Segue...
Concordato con cessione dei beni - Decreto di omologa - Esecutività del provvedimento - Liquidatore giudiziale - Opposizione all'omologa - Intervento nel giudizio di reclamo - Difetto di legittimazione processuale - Effetti - Nullità del procedimento - Esclusione
Il decreto di omologazione della domanda di concordato preventivo con cessione dei beni ha natura immediatamente esecutiva e investe da subito il liquidatore nominato dal tribunale delle sue funzioni; pertanto, qualora detto organo concorsuale, ancorché privo di legittimazione processuale, intervenga nel giudizio di opposizione all'omologa innanzi alla corte d'appello, non si determina alcuna nullità del relativo procedimento di reclamo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29741. Segue...
Concordato preventivo – Finanziamenti dei soci in funzione della procedura – Prededuzione – Fattispecie ante d.l. 22 giugno 2012, n. 83 – Esclusione – Postergazione
Prima dell’entrata in vigore del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, non vi era alcuna norma che riconoscesse, in deroga agli artt. 2467 e 2497-quinquies c.c., la prededuzione ai finanziamenti effettuati dai soci in funzione della procedura di concordato preventivo, finanziamenti che rimanevano pertanto soggetti alla regola della postergazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Luglio 2018, n. 18489. Segue...
Concordato preventivo con cessione dei beni - Potere di sospensione delle operazioni di vendita ex art. 108 l. fall. - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie
In tema di concordato preventivo con cessione dei beni, il richiamo, da parte dell'art. 182 l. fall., all'art. 108 l. fall. comporta che il potere di sospensione delle operazioni di vendita in capo al giudice delegato trovi piena esplicazione, senza che la clausola di compatibilità contenuta nel citato art. 182 l. fall. possa indurre a limitarne interpretativamente la portata. Ne consegue, pertanto, che l'esercizio di esso nel concordato preventivo è ancorato ai presupposti di cui all'art. 108 l. fall., senza che la mancata impugnazione di atti estranei e prodromici al subprocedimento di vendita possa precludere ai soggetti legittimati l'impugnazione del diniego di sospensione delle operazioni di vendita. (Nella specie, la Corte ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva dichiarato inammissibile il reclamo spiegato da un creditore contro il diniego di sospensione delle operazioni di vendita pronunciato dal giudice delegato a un concordato preventivo con cessione dei beni, in mancanza di impugnazione del programma di liquidazione sulla base del quale l'ordinanza di vendita era stata emessa.) (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Marzo 2018, n. 5271. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Accordo di ristrutturazione omologato - Credito da finanziamento - Prededucibilità - Condizioni - Tipologia del finanziamento - Irrilevanza - Fondamento
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall., la prededucibilità dei crediti derivanti da finanziamenti "in qualsiasi forma effettuati" in esecuzione dell'accordo omologato, disposta dal comma 1, dell'art. 182 quater, l.fall., è coessenziale al fatto che si tratti di crediti annoverabili nella suddetta categoria, sicché, una volta accertata la presenza di tali crediti ed omologato l'accordo, la prededucibilità consegue senza che il tribunale debba svolgere una nuova verifica di funzionalità dell'accordo medesimo, insita nell'omologazione, e quale che sia la tipologia di finanziamento adottata, anche diversa dal mutuo (nella specie una fideiussione), stante l'ampiezza della previsione e la sua "ratio" compensativa del rischio del finanziatore realizzata con la prededucibilità del relativo credito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2018, n. 2627. Segue...
Concordato preventivo - Falcidia dei debiti per ritenute - Ammissibilità - Infalcidiabilità del debito per ritenute - Requisiti - Concordato con transazione fiscale
Il debito fiscale per ritenute è accomunato all'Iva nella logica dell'infalcidiabilità dell'art. 182 ter l.fall., ed anche per esso vale il principio per cui detta previsione costituisce un'eccezione alla regola generale, stabilita nell'art. 160, co. 2, l.fall., e trova quindi applicazione nella sola speciale ipotesi di proposta di concordato accompagnata da transazione fiscale. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2018, n. 1447. Segue...
Concordato preventivo con transazione fiscale - Cd. infalcidiabilità del credito IVA - Disciplina "ratione temporis" vigente ex art. 182 ter l.fall. - Applicabilità alle proposte formulate nel periodo dal 16 luglio al 28 novembre 2008 - Fondamento
In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, la regola della cd. infalcidiabilità dell’IVA trova applicazione anche nelle proposte ex art. 182 ter l.fall. nel testo originario, prima della novella operata dal d.l. n. 105 del 2008, conv. con modif. in l. n. 2 del 2009 e dunque in relazione al periodo decorrente dal 16 luglio 2008 al 28 novembre 2008. Ciò in applicazione delle Decisioni del Consiglio dell’Unione europea 2000/597/CE, 2000/436/CE, 2014/335/UE, Euratom e del disposto degli artt. 2, 250, paragrafo 1, e 273 della Direttiva del Consiglio dell’UE n. 2006/112/CE, secondo le quali tutti gli Stati membri devono adottare le misure legislative e amministrative atte a garantire il prelievo integrale dell’IVA nei loro territori, essendo dunque ammissibile solo ed esclusivamente una mera dilazione nel pagamento di tale imposta, proprio perché già rappresentava risorsa dell’Unione Europea. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2017, n. 21474. Segue...
Nel concordato con cessione dei beni, l'imprenditore può limitarsi a porre a disposizione del ceto creditorio l'intero patrimonio dell'impresa senza assumere l'obbligo di garantire ai creditori il pagamento della percentuale prefissata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Giugno 2017. Segue...
Concordato preventivo – Omologazione – Introduzione di clausole aggiuntive fissate d’imperio dal tribunale – Assenza di opposizioni – Reclamo – Ammissibilità
Il decreto di omologazione del concordato preventivo può essere impugnato con reclamo alla corte d’appello anche nell’ipotesi in cui, pur non essendo state proposte opposizioni, il provvedimento di omologazione si discosti dalla proposta formulata dal debitore ed approvata dai creditori introducendo clausole aggiuntive fissate d’imperio dal tribunale che si configurino come addizioni non solo estranee alla proposta ma che abbiano l’effetto di riconfigurare lo stesso progetto di concordato e non possano qualificarsi come mere formule organizzative per un più ordinato svolgimento della fase esecutiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Aprile 2017, n. 8632. Segue...
Mutuo contratto dal debitore ai fini del deposito delle spese ex art. 163, comma 2, n. 4, l.fall. - Prededucibilità - Ricorrenza delle condizioni previste dall'art. 182-quater, comma 2, l.fall. - Necessità
Concordato preventivo – Transazione fiscale – Facoltatività – Concordato con transazione fiscale e concordato senza transazione fiscale – Rapporto di specialità
Se si riconosce la facoltatività del ricorso alla transazione fiscale, sulla base del decisivo argomento testuale desumibile dall'incipit dello stesso art. 182-ter legge fall., che prevede appunto la mera facoltà del debitore di promuovere contestualmente sia la procedura di concordato preventivo sia il subprocedimento per la conclusione della transazione fiscale (si veda, da ultimo, Sez. 1, 22 settembre 2016, n. 18561), può allora ben dirsi che, anche quando il passivo dell'impresa risulti gravato da debiti di natura tributaria (quale che ne sia la tipologia), per il debitore sono disponibili due ipotesi di concordato preventivo: una principale, che prescinde da un previo accordo con il Fisco; l'altra speciale, che include la transazione fiscale.
Pertanto, se tra le due fattispecie di concordato preventivo v'è appunto un rapporto di specialità, non è possibile estendere alla fattispecie generale, id est quella del concordato senza transazione fiscale, la disciplina della fattispecie speciale del concordato con transazione fiscale. Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Falcidiabilità del credito per ritenute fiscali operate e non versate – Ammissibilità nel concordato senza transazione fiscale
La previsione dell'infalcidiabilità del credito per ritenute fiscali operate e non versate, di cui all'art. 182-ter, primo comma, legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato preventivo che sia accompagnata da una transazione fiscale. Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2017. Segue...
Cassazione (ricorso per) - Legittimazione - Attiva - Parte dei precedenti gradi di giudizio o suo successore a titolo universale o particolare - Liquidatore nella procedura di concordato preventivo - Qualità di successore - Esclusione
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Reclamo ex art. 183 l.f. - Decreto della corte d'appello - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità
Il decreto con cui la corte d'appello, decidendo sul reclamo ai sensi dell'art. 183, comma 1, richiamato dall'art. 182-bis, comma 5, legge fallim., provvede in senso positivo o negativo in ordine all'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, ha carattere decisorio ed è pertanto soggetto, non essendo previsti altri mezzi d'impugnazione, a ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Dicembre 2016. Segue...
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Reclamo ex art. 183 l.f. - Decreto della corte d'appello - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Legittimazione passiva del pubblico ministero - Esclusione
In caso di ricorso per cassazione del debitore avverso il decreto con cui la corte d'appello, provvedendo sul reclamo ai sensi dell'art. 183, comma 1, richiamato dall'art. 182-bis, comma 5, legge fallim., nega l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la legittimazione passiva non spetta al pubblico ministero, essendo questo privo del potere d'impugnazione del provvedimento, bensì ai creditori per titolo e causa anteriori alla data di pubblicazione dell'accordo nel registro delle imprese, ai quali si riferiscono gli effetti dell'accordo stesso, nonché agli altri interessati che abbiano proposto opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Dicembre 2016. Segue...
Transazione fiscale – Accordo di ristrutturazione dei debiti – Efficacia – Pubblicazione della dell’accordo
Al fine di individuare il momento di efficacia della transazione fiscale proposta nell’ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fall. occorre fare riferimento alla pubblicazione dell’accordo, rispetto al quale la transazione fiscale non può avere efficacia disgiunta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2016, n. 26771. Segue...
Concordato preventivo - Transazione fiscale - Pretese tributarie tempestivamente impugnate - Effetti della transazione fiscale - Formazione di apposita classe
Il proponente il concordato preventivo, il quale si trovi in presenza di talune pretese tributarie fondate su atti di accertamento, ovvero anche su pretese a tassazione già iscritti a ruolo, tempestivamente impugnati avanti al giudice tributario, potrebbe senz’altro astenersi dall’inserire detti crediti in seno alla proposta di transazione fiscale, trattandosi di un subprocedimento che ha comunque l’effetto di estinguere le liti pendenti, presupponendo una sostanziale acquiescenza alla pretesa dell’Amministrazione. Ma ciò soltanto condizione che i detti crediti tributari, espressamente esclusi dal perimetro dell’articolo 182-ter legge fall., siano collocati in apposita classe, composta da quei crediti in relazione ai quali il contribuente ritenga necessario proseguire la lite anche dopo l’omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Transazione fiscale - Degradazione al chirografo del credito Iva per in capienza - Falcidia - Inammissibilità
Nella proposta di concordato preventivo nella quale il proponente abbia inteso innestare una proposta di transazione di tutti i crediti fiscali, anche a ritenere il credito Iva integralmente degradato al chirografo per mancanza assoluta di beni su cui soddisfarsi, il proponente non potrebbe comunque offrirne il pagamento in misura falcidiata, ostandovi all’attualità il disposto del vigente articolo 182-ter, comma 1, legge fall., che ne consente la sola dilazione, con una previsione che ha superato il vaglio di costituzionalità venendo a costituire “il limite massimo di espansione della procedura transattiva compatibile con il principio di indisponibilità del tributo” (Corte Cost. 23 giugno 2014, n. 225). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2016. Segue...
Transazione fiscale in sede di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conseguenze sui giudizi in corso
In tema di transazione fiscale ex art. 182 ter l.fall., quella conclusa, ai sensi del comma 6, nell'ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti, pur non comportando espressamente la cessazione della materia del contendere relativamente ai giudizi in corso, atteso il mancato richiamo del precedente comma 5, determina parimenti, quale conseguenza, la dichiarazione d'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza dell'interesse delle parti ad una pronuncia di merito sull'impugnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 31 Maggio 2016, n. 11316. Segue...
Concordato preventivo - Effetti - Esecuzione del concordato - Commissario liquidatore - Decreto di liquidazione del compenso - Natura giurisdizionale - Revocabilità - Esclusione
Il decreto con il quale il tribunale quantifica il compenso al commissario liquidatore nell'ambito della procedura di concordato preventivo ha natura giurisdizionale e non è revocabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Aprile 2016, n. 7591. Segue...
Concordato preventivo - Concordato con cessione dei beni - Commissario liquidatore - Disciplina anteriore alla riforma di cui al d.lgs. n. 5 del 2006 - Determinazione del compenso - Criteri - Applicazione dei parametri stabiliti per il compenso del curatore - Necessità - Conseguenze - Preventiva approvazione del rendiconto - Sussistenza
Concordato preventivo - Obbligatorietà dell'integrale pagamento dei crediti per Iva e ritenute - Conseguente necessità di pagamento integrale dei crediti di grado anteriore - Esclusione
In tema di concordato preventivo, l'obbligatorietà dell'integrale pagamento dei crediti relativi ad Iva e ritenute operate e non versate, dei quali la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione, non presuppone l'obbligo dell'integrale pagamento dei crediti privilegiati di grado anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 09 Febbraio 2016, n. 2560. Segue...
Accordi di ristrutturazione dei debiti - Attività preparatoria di predisposizione della domanda di omologazione - Iscrizione all'albo professionale - Necessità - Esclusione - Ruolo del professionista attestatore - Distinzione
L'attività di consulenza prestata per la predisposizione e la presentazione della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis L.F. non deve essere necessariamente svolta da un soggetto iscritto ad un apposito albo professionale, mentre tale requisito è richiesto per il professionista designato dal debitore per attestare la veridicità dei dati aziendali, figura, quest'ultima, necessariamente distinta dalla prima in ragione del requisito dell'indipendenza che impedisce la cumulabilità dei due incarichi.
Nel caso di specie, il Tribunale, in sede di opposizione allo stato passivo ex articolo 98 L.F., aveva negato il riconoscimento del privilegio ex articolo 2751 bis n. 2 c.c. al credito insinuato dal consulente aziendale incaricato dal debitore di verificare il passivo della società, lo stato dei lavori che questa aveva in corso e nell'organizzare riunioni con potenziali acquirenti e i creditori, per poi inoltrare a questi ultimi, insieme ad altri professionisti, una richiesta di adesione all'ammissione della procedura prevista dall'articolo 182 bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2015, n. 5524. Segue...
Istanza di fallimento - Proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti - Priorità logica - Previo esame della proposta di accordo - Inammissibilità per genericità
Qualora il tribunale, pur espressamente affermando che la presentazione di una proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti non impedisce il corso dell'istanza di fallimento a carico del proponente, dichiari l'inammissibilità per genericità della proposta ex art. 182 bis L.F., procede di fatto ad esaminare preventivamente la proposta rispetto alla domanda di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014, n. 15347. Segue...
Concordato preventivo - Controllo di legittimità in tutte le fasi del concordato - Contenuto - Sindacato sulla fattibilità giuridica - compatibilità con le norme inderogabili - Attitudine del piano a realizzare la causa concreta del concordato
Nel concordato preventivo, il controllo di legittimità da parte del giudice, che deve svolgersi in tutte le fasi del concordato, non è limitato alla completezza, alla congruità logica ed alla coerenza complessiva della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla sua compatibilità con le norme inderogabili e con la causa in concreto dell'accordo, il quale ha come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, da un lato, e l'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro.(Redazione IL CASO.it - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9541. Segue...
Né argomenti in senso contrario possono trarsi dall'articolo 1984 c.c., norma dettata in tema di disciplina della cessio bonorum, la quale prevede che, se non vi è patto contrario, il debitore è liberato solo dal giorno in cui i creditori ricevono la parte loro spettante sul ricavato "nei limiti" di quanto ricevuto. Può, infatti, in linea di principio ritenersi che la cessio bonorum costituisca modello di riferimento del concordato con cessione, ma non vi è dubbio che tra i due istituti ricorrano notevoli divergenze, tali da non consentire l'applicazione pedissequa della disciplina codicistica alla procedura concorsuale, la più importante delle quali attiene proprio all'effetto esdebitatorio nei confronti di tutti i creditori, effetto che deriva dall'esecuzione del concordato nei termini in cui è stato accettato dalla maggioranza di costoro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2014. Segue...
Costituisce diritto vivente il principio (espresso da ultimo da Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 7667; ma nello stesso senso anche da Cass. civ, 4 novembre 2011, n. 22931) secondo cui "In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione ﬁscale, secondo l'istituto di cui all'art. 182 ter L.F., anche per le procedure cui non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), che ha modiﬁcato il primo comma dell'art. 182 ter l.f., prevedendo espressamente che la proposta, quanto all'IVA, può conﬁgurare solo la dilazione del pagamento, sussiste l’intangibilità del predetto debito d'imposta. Le entrate derivanti dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili relativi a detto tributo, costituiscono, infatti, risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unione europea, con la conseguenza che il relativo credito, il quale attiene comunque a tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, non può essere oggetto di accordo per un pagamento parziale neppure ai sensi dell'art. 182 ter nella versione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5." (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013. Segue...
L'accesso alla procedura di concordato preventivo è atto di autonomia privata, d'iniziativa del debitore, che mira a sfociare nel cd. patto concordatario con i creditori. Si tratta, quindi, di una scelta tutta interna alla volontà del debitore, che, come tale, non può portare ad elidere gli obblighi giuridici, specie quelli aventi rilievo pubblicistico, quali l’obbligo del versamento dell'IVA, la cui omissione è sanzionata penalmente. Al debitore che chiede l’accesso alla procedura di concordato preventivo, sono, infatti, offerte varie soluzioni, quali la transazione fiscale o la redazione di un piano che, presentato tempestivamente ed in presenza di risorse che permettono il pagamento dei creditori di grado poziore, consenta il pagamento integrale dell’Iva. (La Corte di cassazione ha riformato la decisione con la quale il Tribunale di Napoli, ritenendo l’insussistenza del rato di omesso versamento dell’Iva per essere la società stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in data antecedente alla scadenza del pagamento, ha annullato il decreto di sequestro preventivo per equivalente sui beni del legale rappresentante indagato per il reato di omesso versamento dell’iva cui all’art. 10 del d.lgs. n. 74 del 2000) (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013. Segue...
Concordato preventivo - Omologazione - Transazione fiscale ex art. 182-ter legge fall. - Voto condizionato del fisco espresso nell'adunanza dei creditori - Voto favorevole successivo - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie
In tema di omologazione del concordato preventivo, proposto con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall., il fisco, che esprima, nell'adunanza dei creditori, un voto contrario (o, come nella specie, irritualmente espresso come condizionato e dunque ritenuto viziato dal tribunale) alla proposta di concordato, ben può in data successiva, ma anteriore al giudizio di omologazione, manifestare la propria adesione alla transazione fiscale stessa; ne consegue che l'omologazione del concordato, in assenza di opposizioni e alla luce del parere favorevole del commissario giudiziale, è subordinata solo alla verifica della regolarità della procedura e dell'esito della votazione. (Principio espresso dalla S.C. con riguardo a fattispecie in cui la maggioranza di capitale dei creditori, pur detraendo l'originario voto del fisco, già risultava in sede di adunanza e in cui l'adesione alla transazione fiscale da parte dell'Amministrazione finanziaria era sopraggiunta, sia pure successivamente all'adunanza dei creditori). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Ottobre 2011, n. 21659. Segue...
Concordato preventivo - Pagamento integrale dell'Iva - Necessità.
La norma che prescrive l'integrale pagamento (anche se dilazionato) dell'Iva non è una norma processuale, legata allo specifico procedimento di transazione fiscale, ma una norma sostanziale relativa al trattamento dei crediti nell'ambito dell'esecuzione concorsuale, dettata da motivazioni che attengono alla peculiarità del credito e che prescindono dalle modalità con cui si svolge la procedura di crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011. Segue...
Concordato preventivo - Necessario pagamento integrale dell'Iva - Pagamento integrale dei creditori privilegiati con grado anteriore - Esclusione.
La necessità che la proposta di concordato preventivo preveda l'integrale pagamento dell'Iva non comporta necessariamente anche l'integrale pagamento di tutti i crediti privilegiati con grado anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011. Segue...
Concordato preventivo - Pagamento dell'Iva - Ricorso avverso la pretesa del fisco - Ammissibilità - Obbligo di pagamento dell'imposta definitivamente accertata.
L'obbligo, nell'ambito del concordato preventivo, dell'integrale pagamento dell'Iva non comporta di per sé l'accettazione della pretesa fiscale, in quanto nel concordato senza transazione fiscale il contribuente ha facoltà di opporsi a detta pretesa, con la conseguenza che l'obbligo di pagamento riguarda esclusivamente l'imposta definitivamente accertata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011. Segue...
Concordato preventivo - Cessio bonorum di cui agli articoli 1977 seguenti CC - Distinzione - Vincolo al divieto di azioni esecutive dei soli creditori consenzienti - Liberazione del debitore nei limiti di quanto ricevuto dai creditori.
La diversità tra l'istituto della cessio bonorum prevista dagli articoli 1977 e seguenti del codice civile rispetto alla cessione dei beni attuata mediante il concordato preventivo risiede soprattutto nel fatto che quest'ultimo istituto vincola solo i creditori che ne sono parte al divieto di azioni esecutive sui beni ceduti (articolo 1980, comma 2, c.c.) e, salvo patto contrario (espressione, che richiede una scelta), produce la liberazione del debitore nei limiti di quanto ricevuto dal creditore (articolo 1984 c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2011. Segue...
Debitore ammesso al concordato preventivo con cessione di beni - Commissario liquidatore - Obbligo di effettuare la ritenuta di acconto in qualità di sostituto di imposta - Configurabilità - Ragioni
Concordato preventivo con cessione dei beni – Compenso del commissario liquidatore – Liquidazione in base al risultato utile della gestione – Mancanza di risultati utili – Liquidazione al minimo di legge.
Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Provvedimenti per la cessione dei beni - Controversia instaurata da un creditore - Petitum di condanna o comunque idoneo a influire sul riparto - Legittimazione passiva - Litisconsorzio necessario dell'imprenditore e del liquidatore giudiziale dei beni - Sussistenza - Conseguenze.

References: art. 2740
 art. 182
 art. 182
 art. 184
 art. 67
 art. 108
 art. 182
 art. 182
 art. 182
 art. 182
 art. 163
 art. 182
 art. 183
 art. 111
 art. 183
 art. 111
 articolo 182
 art. 182
 articolo 98
 articolo 2751
 art. 182
 Cass. 
 Cass. 
 art. 182
 Sentenza