Source: http://www.amcorteconti.it/umbria.htm
Timestamp: 2017-04-28 22:00:27+00:00

Document:
Sezione giurisdizionale Umbria
ord. n. 20 del 16 novembre
2009: solleva la questione di legittimità costituzionale dell’articolo
17, comma 30ter, del decreto legge 1 luglio 2009 n. 78, convertito, con
modificazioni, nella legge 3 agosto 2009, n. 102, come modificato dall’articolo
1, comma 3, del decreto legge 3 agosto 2009, n. 103, convertito, con
modificazioni, nella legge 3 ottobre 2009, n. 141, periodi secondo, terzo
e quarto, con riferimento agli articoli 3; 24, primo comma; 97, primo
comma; 103, secondo comma; 81, quarto comma; periodi secondo, terzo e
quarto con riferimento all’111, primo comma; della Costituzione Sentenza n. 100/09 del 5 agosto 2009: In tema di responsabilità di dipendente pubblico per danno erariale e all'immagine cagionato ad una ASL per ripetute ed ingiustificate assenze dal servizio
Sentenza n. 87 del 23 maggio 2008: Premesso che ai fini della sanzione per illecito “indebitamento”, ex art. 30, comma 15, della l. n°289/2002, viene in considerazione la nozione di investimento quale spesa destinata ad incrementare il patrimonio dell’ente, con prevalenza dunque del carattere patrimoniale del concetto di investimento ex art. 119, comma 6, Cost., la decisione applica ai componenti del consiglio comunale di Terni la sanzione prevista dalla norma citata e dichiara la nullità parziale delle relative deliberazioni consiliari di indebitamento e dei connessi contratti. Nella sentenza, in materia di finanziamento di lavori pubblici tramite indebitamento (nella specie, emissione di BOC) vengono inoltre precisate le nozioni di “costruzione”, “demolizione”, di “ristrutturazione” e di “recupero”, oltre che di “manutenzione straordinaria”. In particolare, le norme da considerare per enucleare la nozione di “manutenzione straordinaria”, ex lettere a) e b) dell’art. 3, comma 18, della l. n°350/2003, sono quelle del Sistema Europeo di Conto, di cui all’allegato A) del Reg. CE n°2223/96 (c.d. “SEC 95 ”) “miglioramenti di rilievo che superano di gran lunga quelli richiesti per conservare in buono stato i beni” (ex n°3, lettera a), punto 3.71 del dell’allegato A – SEC 95).
Sentenza n.45/M/08 dell'11 marzo 2008: in materia di incidente di esecuzione nel giudizio di ottemperanza
Sentenza n. 18/2008 del 24 gennaio 2008:
le c.d. "giunte politiche" (ma anche le c.d. "giunte
volanti") non possono essere equiparate, ai fini della fruizione
dei permessi di cui all'art. 79, comma 3, TUEL, alle riunioni di
Giunta formalizzate in apposito verbale, per il venir meno proprio delle
garanzie della verbalizzazione, connaturale al trasparente
esercizio collegiale delle funzioni amministrative, per la salvaguardia
dei fondamentali beni-valori della legalità e della imparzialità,
oltre che del buon andamento amministrativo, ex art. 97 Cost
sentenza n. 163 del 13 giugno
2007: condanna il Direttore Generale di una ASL per la violazione
delle regole in materia di esclusività e tempo pieno del rapporto di
lavoro, con particolare riferimento al divieto di cumulo degli incarichi
(fattispecie in cui il Direttore generale rivestiva contemporaneamente gli
incarichi di Presidente e di componente dei consigli di amministrazione di
alcune società e istituti di credito)
Sentenza 8 maggio 2007 n. 128: 1. Giurisdizione e
competenza  Giurisdizione contabile - Sanzione ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003
(per il mancato rispetto del divieto di ricorrere allindebitamento per finanziare
spese diverse da quelle di investimento)  Sussiste. 2. Responsabilità
amministrativo-contabile  Illecito ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003  Momento
di consumazione dellillecito  Esecuzione della delibera di indebitamento -
Illegittimità costituzionale per violazione del principio di offensività  Non
sussiste. 3. Responsabilità amministrativo-contabile  Illecito ex art.
30, co. 15, L. n°289/2003  Elemento soggettivo  Adempimento del dovere di
informarsi sulla natura delle spese da finanziare prima di partecipare alladozione
della delibera stessa  Onere della prova in capo ai votanti - Sussiste. 4. Responsabilità amministrativo-contabile - Sanzione ex art. 30, co. 15, L. n°289/2003
- Giudizio di responsabilità  Conseguenze - Mancata notifica dellinvito a
dedurre ai convenuti  Inammissibilità dellistanza  Sussiste.
sentenza n. 354 del 8
novembre 2006: costituisce fonte di responsabilità amministrativa la permanenza di un
consorzio in una società di produzione di beni e servizi che presenta diversi indici di
diseconomicità ed inefficienza, tra i quali l'assenza di sede (costituita presso il
consorzio stesso), di personale, di beni, oltre all'assenza di utili, tanto da far
ritenere assente lo stesso concetto di azienda di cui agli artt. 2555, 2082 e 2475, n°3,
cc, vigente, questultimo, prima del d. leg.vo n°6/2003, nonché art. 2463, n°3,
cc, nel testo introdotto da tale decreto (c.d. "scatola vuota")
sentenza n. 235 del 27 luglio
2006: il divieto di cui all'art. 25 della
legge n. 724/1994 - di conferimento di incarichi al personale cessato dal servizio per
pensionamento di anzianità - riguarda qualsiasi incarico di collaborazione, anche quelli
che riflettono un rapporto di lavoro subordinato. Nel contesto di cui all'art. 1, comma
1-bis, della legge n. 20 del 1994, l'utilitas ha una dimensione puramente economica e si
collega sempre ad una condotta contra legem.
n. 81 del 27 febbraio 2006: che afferma la responsabilità di alcuni medici di base,
farmacisti e dirigenti di farmacia, per avere ricevuto o fatto ricevere indebiti rimborsi
di ossigeno terapeutico risultato non effettivamente somministrato a pazienti assistiti
dalle locali Aziende sanitarie
Sentenza n. 447 del 20 dicembre 2005: 1) la
tutela dei principi di concorsualità e di selezione per laccesso agli
impieghi nella pubblica amministrazione (ex art. 97 Cost.) si colloca ormai su un
piano diverso dalla mera esternalizzazione dellattività lavorativa
pubblica, continuando a presidiare esigenze di imparzialità e di professionalità che si
raccordano ai soli funzionari ed impiegati legati da rapporti di lavoro a tempo
indeterminato alle relative amministrazioni di appartenenza. 2) Il concreto atteggiarsi
degli elementi della complessità dellesigenza lavorativa da soddisfare e
dellinsufficienza organizzativa dellente consentono al giudice di
riqualificare il rapporto contrattuale instaurato dallamministrazione, individuando,
in concreto, gli elementi e le prestazioni tipiche di una collaborazione coordinata e
continuativa in luogo di quelle proprie di una consulenza esterna.
n. 346 del 28 settembre 2005: sussiste il danno patrimoniale, da disservizio e
all'immagine in ipotesi di ingiustificati e ripetuti allontanamenti dal servizio da parte
di un infermiere e di un medico di un ospedale e falsa attestazione della presenza sul
luogo di lavoro (attraverso l'omessa timbratura del "cartelllino marcatempo" o
il ricorso alla pratica dello "scambio di cartellini") (link a www.corteconti.it)
Sentenza n. 313/EL/2005 del
23 agosto 2005: labitudine diffusa tra i pubblici dipendenti del c.d.
cappuccino di metà mattinata (o pausa cappuccino), pur se
tollerata, appare antigiuridica e fonte di illecito amministrativo, considerato che il
limitato periodo di tempo in questione sarebbe chiaramente usufruibile con lutilizzo
dei c.d. permessi brevi da recuperare successivamente, con la conseguenza che
il dipendente risponde del relativo danno patrimoniale e, qualora provato, anche
delleventuale danno da disservizio.
sentenza n. 212 del 4 maggio
2005: nel riconoscere la ascrivibilità della pratica dei "massaggi shiatsu"
al novero delle "pratiche terapeutiche non convenzionali", a rilevanza
essenzialmente sanitaria, con conseguente inammissibilità del finanziamento pubblico dei
corsi di formazione per operatore shiatsu, assolve i convenuti per la mancanza di colpa
grave (scusabilità dell'errore) sentenza n. 150 del 6 aprile 2005: è inammissibile
la citazione allorquando la Procura neghi la visione degli atti richiamati nell'invito a
fornire deduzioni e l'invito stesso non sia di per sé idoneo a dare adeguatamente
conto dei fatti materiali dell'illecito contestato
Giudice unico delle
pensioni, sent. n. 167/M/05 del 12 aprile 2005: pur dopo lordinanza n. 89/2005 della Corte
costituzionale, persiste il divieto di cumulo totale di più indennità integrative
speciali su più pensioni, non potendosi applicare al rapporto pensioni-pensioni principi
e valori normativi, costituzionali e giurisprudenziali elaborati ed affermati con
riferimento al diverso rapporto pensioni-retribuzioni. Stante lintrinseca
differenziazione che connota i due rapporti, va anche esclusa ogni ipotesi di
sperequazione per la permanenza del divieto stesso per il solo rapporto pensione-pensione,
salvo ovviamente il limite del minimo INPS
sentenza n. 49/2005
del 16 febbraio 2005: il primario ospedaliero risponde del danno derivante dalla
inosservanza e dalla violazione della normativa in materia di esclusività del rapporto di
lavoro, danno che consiste nella differenza tra la retribuzione piena e quella
da corrispondere correttamente, qualora il dipendente avesse optato per il regime del
tempo definito e fosse stato regolarmente autorizzato sia a praticare quest'ultimo regime
di orario di lavoro, sia ad espletare l'attività lavorativa professionale privata al di
fuori di quella già autorizzata in base alla Convenzione alluopo stipulata con
l'Azienda Ospedaliera.
del 28 giugno 2004: 1) Costituisce fonte di "danno
da iperprescrittività farmaceutica in senso ampio", il comportamento dei medici di
medicina generale che prescrivano farmaci al di sopra della media (maggiorata di due
deviazioni standard) degli stessi farmaci prescritti da tutti gli altri medici di medicina
generale di base convenzionati con il S.S.N. e facenti capo alla medesima A.S.L.
Costituisce danno per il sistema sanitario nazionale (regionale) anche
l"iperprescrittività in senso stretto", intesa come superamento del
quantitativo di farmaco assumibile dallassistito in un determinato periodo di tempo,
come risultante dalle indicazioni fornire dalla casa farmaceutica ed approvate dal
Ministero della Salute, nonchè l' "iperprescrittività da fatti
illeciti", cioè la prescrizione di farmaci a pazienti che hanno dichiarato di
non averli mai richiesti né assunti 2) I titolari delle farmacie
(private) nell'attività di dispensazione dei farmaci a carico del S.S.N. - così come i
medici convenzionati - partecipano alla erogazione di un pubblico servizio e sono tenuti
allosservanza di procedure amministrative di carattere pubblicistico finalizzate
allespletamento del predetto servizio pubblico, disponendo ed impegnando risorse
pubbliche del S.S.N., inserendosi, così, in modo continuativo nellorganizzazione
strutturale, operativa e procedimentale delle A.S.L. e pertanto, sono soggetti alla
Sent. n. 178/E.L./04
del 19 aprile 2004: nei casi di assoluzione del convenuto in giudizi di
responsabilità amministrativa/contabile non è luogo a pronuncia, ex artt.
90 e segg. c.p.c., sulla richiesta formulata dal P.M. nella udienza dibattimentale riguardante le spese legali da
rimborsare da parte dellAmministrazione pubblica, in relazione al rapporto
processuale sulle stesse spese; mentre per il rapporto sostanziale sul diritto al rimborso
delle spese legali da parte dellAmministrazione di appartenenza
del convenuto - in caso di definitivo proscioglimento dello stesso - va
declinata la giurisdizione
Sent. n. 2/EL/2004 del 9 gennaio 2004: la violazione del principio di esclusività del rapporto
di lavoro del pubblico dipendente con lente di appartenenza - pur mitigato dalle
recenti disposizioni che hanno previsto e disciplinato la possibilità di espletare
attività lavorative ulteriori rispetto a quella propria di pubblico dipendente (v., in
particolare, art. 1, comma 56/65 della l. n°62/1996 e relative circolari) - è fonte di
danno, quante volte il dipendente continua a percepire -per effetto di detta violazione-
la retribuzione del rapporto di lavoro a "tempo pieno", in luogo della
retribuzione del rapporto di lavoro "a tempo parziale", effettivamente
spettategli
sentsent. n. 390/EL/03 del 4 dicembre 2003: del 4 dicembre 2003: nel giudizio di responsabilità amministrativa contabile (il quale si
caratterizza, in particolare, per linadempimento di preesistenti doveri di
comportamento nascenti dal rapporto di servizio) viene in rilievo il dolo c.d.
contrattuale, il che comporta, tra gli altri effetti, quello di abbracciare, oltre al
danno prevedibile, anche quello non prevedibile (cfr. artt. 1218 e 1225 c.c.)
- sent.n.
553/EL/2002 del 10 dicembre 2002: Un comune
non può assicurare a carico del proprio bilancio il rischio costituito dalla eventuale
condanna di amministratori o dipendenti da parte della Corte dei conti per i danni che
abbiano causato all'ente di appartenenza (o ad altro ente) con il proprio comportamento
gravemente colposo. Occorre fare riferimento al "mandato", nella sua accezione
gius-privatistica (ex artt. 1703 e ss. cc), per distinguere e separare i rischi connessi
allattività dei dipendenti ed amministratori pubblici meritevoli di copertura
assicurativa con onere a carico dellEnte, da quelli assicurabili solo con oneri a
carico dei dipendenti ed amministratori medesimi, agevolmente individuandoli nei rischi
che riflettono gli interessi propri dellEnte stesso con nota di
Massimiliano Minerva, magistrato della Corte dei conti
n. 498/EL/2002 dep. il 19.10.2002 : che afferma la responsabilità (per danno
allimmagine) di unassociazione di professionisti che abbia rivestito la
qualità di progettista-direttore lavori, precisando che le ipotesi di chiamata congiunta
in giudizio della persona giuridica (o, come nel caso di specie, dellassociazione di
fatto) e della persona fisica che per essa ha agito, con chiara e specifica indicazione
della rispettiva misura di responsabilità, vanno riguardate come tentativi di
contemperare e bilanciare al meglio le esigenze risarcitorie con quelle di realizzazione
del principio di personalità della responsabilità
- Sent. n. 523/EL/2001 del
5.12.2001: lart. 3 della l. n. 639/1996 prevede il definitivo
proscioglimento per il rimborso delle spese legali sostenute dal dipendente nel
giudizio di responsabilità amministrativo-contabile, che, a sua volta, presuppone una
sentenza del giudice, ossia della Sezione territorialmente competente, non essendo
sufficiente il decreto di archiviazione della Procura ( con nota di Massimiliano Minerva) - Sentenza
n. 333/EL/2002 del 30 luglio 2002: rispondono del danno all'immagine causato
all'amministrazione di appartenenza il vicesindaco e il funzionario comunale per aver
falsamente attestato che le firme degli elenchi dei sottoscrittori delle liste elettorali
per le elezioni regionali e provinciali del 1995 erano state apposte in loro
presenza dagli elettori
- N. 501 DEL 28 MAGGIO 1998:
In materia di patrimonialità del danno all'immagine
- N. 1086/EL DEL 18 DICEMBRE
1998: In materia di eccezioni proponibili dal convenuto
- N. 147 DEL 26
GENNAIO 1999: In materia di giurisdizione sul curatore fallimentare
- N. 43/R/99/ORD DEL 11
MARZO 1999: Che rimette alle sezioni riunite questioni di massima sulla competenza per
territorio - N. 379 DEL 18
MAGGIO 1999: In materia di permessi spettanti agli amministratori locali (ex art.27
della legge 816/85)
- ord. n. 85/GC/99 del 15 luglio
1999 che contiene un'aggiornata ricostruzione dell'intera
materia del giudizio di conto e decreto n. 2/GC/2000 del 17 febbraio 2000 che fissa: a)
al segretario comunale il termine di mesi uno per il deposito presso la segreteria della
Sezione dei conti annuali del consegnatario, secondo il modello usato per la
rendicontazione dei beni mobili; b) ed al sindaco, il termine di mesi tre per la resa del
conto della gestione delle azioni societarie, e per la sua approvazione e deposito presso
la segreteria della Sezione.
- ord. n. 066/G.C./99
del 5 giugno 1999: economo comunale  obbligo di rendere il conto giudiziale
 sussistenza  motivazione  documenti
da depositare insieme al conto  altri documenti che la Corte può chiedere nel corso
del giudizio di conto
- decreto n.
0139/GCEL/99 del 30 dicembre 1999: agente contabile interno preposto alla riscossione
di entrate  direttore di farmacia comunale  obbligo di rendere il conto
giudiziale - insussistenza
0140/G.C.E.L./99 del 30 dicembre 1999: vigile urbano incaricato della riscossione
 obbligo di rendere il conto giudiziale  insussistenza
- N. 554/R/99 DEL 22
SETTEMBRE 1999: Che, in materia di danno all'immagine, ha affermato che
lindagine sulla giurisdizione va ancorata, nel caso di trasformazione di una
struttura statale in un ente pubblico economico, al momento della condotta e non a quello
in cui si è verificato il danno
581/EL/99 DEL 23 NOVEMBRE 1999: La Sezione ha ribadito che, in caso di
procedura espropriativa condotta da ente locale, nell'ipotesi di mancato compimento della
stessa entro il quinquennio della occupazione durgenza, sussiste danno erariale pari
alla differenza tra quanto effettivamente pagato dal Comune a tacitazione delle pretese
dellex proprietario del bene espropriato, ed il valore venale del bene al momento
della acquisizione da parte dellamministrazione (nel caso specifico, al momento
della irreversibile trasformazione del bene conseguente alla realizzazione di
unopera pubblica). Nella fattispecie è stata riconosciuta sussistente la
responsabilità del Sindaco, a titolo di colpa grave, che non ha completato in tempo utile
la procedura espropriativa. - n. 600/EL/99 del
10.12.1999 : che dopo aver dichiarato non fondata l'eccezione di nullità dell'atto di
citazione per mancanza "dell'avvertimento" previsto dal n. 7 dell'art. 163 del
c.p.c., inquadra l'Istituto zooprofilattico sperimentale per l'Umbria e le Marche
nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in base alle disposizioni della legge
7.3.1985, n. 97 e del dPR 8.7.1986, n. 662, con conseguente applicabilità, ai
fini del computo del termine prescrizionale, del termine quinquennale con le precisazioni
di cui all'art. 1, co. 2 bis della legge n. 20/1994.
- n. 582/EL/99 del 6.12.1999
: che inquadra una fattispecie di false fatturazioni
nellambito dellinterposizione fittizia di persona nella riscossione dei
pagamenti dovuti e non già in quello, considerato da parte attrice e seguito dalle difese
dei convenuti, della "compensatio lucri cum danno".
- N. 43/G/00 del
12.1.2000: che in materia di pensioni di guerra ha affermato il diritto agli interessi
sugli interessi, nei limiti in cui l'anatocismo è ammesso dall'articolo 1283 c.c., ossia
dalla data della domanda giudiziale, dal momento che il ricorso, dopo la l. n. 19/1994, va
notificato all'amministrazione.
- n. 72/EL/00 del
9 febbraio 2000: se, in via generale, nulla osta alla configurabilità di un danno da
"disservizio", connesso all "inutile dispendio di attività
amministrative", in concreto è oltremodo difficile individuare una qualche attività
amministrativa che sia realmente "inutile", data l intima
funzionalizzazione di ogni attività amministrativa ad uno specifico interesse pubblico da
realizzare, fermo restando che per il configurarsi di simili danni bisognerebbe dimostrare
un effettivo incremento della normale spesa sostenuta per i servizi stessi, specificamente
rapportabile al comportamento dedotto in giudizio. In tema di danno all'immagine la
gravità della lesione dipende dalla particolare rilevanza del bene-valore intaccato e
dall'intrinseca portata offensiva dell'illecito posto in essere, quali percepiti,
interpretati e valutati nell'ambiente sociale nel quale il fatto dannoso si è realizzato,
e non dalla mera "notizia di stampa". CON NOTA DI
- n. 256/c/00 del
11 maggio 2000: Il nuovo
sistema di computo della rivalutazione monetaria e degli interessi legali, calcolati
entrambi sulla sorte capitale e in maniera separata, di cui all'Adunanza plenaria del
Consiglio di Stato n. 3/1998, si applica a decorrere dal 31.12.1991. Il
divieto di cumulo degli interessi legali con la rivalutazione monetaria di cui all'art.
22, co. 36, della l. n. 274/1994, si applica solo ai ratei pensionistici maturati
dall'1.1.1995 in poi e l'art. 45, co. 6, della l. n. 448/1998, nella sua valenza
interpretativa, non ha inteso retrodatare tale divieto al 31.12.1991, ma solo equiparare
le pubbliche amministrazioni agli enti gestori di forme di previdenza ai fini della
corresponsione degli interessi legali a decorrere dalla data di scadenza del termine
previsto per la adozione del provvedimento. Va disapplicato il decreto ministeriale
n. 352/1998 laddove, prevedendo la sola corresponsione degli interessi legali dal
17.12.1990, di fatto anticipa il divieto di cumulo di cui all'art. 22, co. 36, della l. n.
274/94 nei giudizi pensionistici attinenti al divieto in discorso. - Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000- Sent. n. 160/EL/2000 del 30.3.2000: Costituiscono danno erariale le spese deliberate dallamministrazione per
effettuare un dono (borsa in pelle) ai Consiglieri Provinciali, agli Assessori esterni, ai
membri del Comitato del Circondario di Orvieto, ai Revisori dei Conti, al Difensore
Civico, quale attestazione del positivo rapporto con lamministrazione, in ragione
della imminente scadenza del mandato. Ciò in quanto sono spese di rappresentanza e
possono essere poste a carico del bilancio pubblico solo quelle riconducibili
allesigenza dellente di manifestarsi allesterno, in relazione ai propri
- Giudice unico delle pensioni,
sentenza n. 536/2000 dell'11 ottobre 2000: pensioni - ricorso nell'interesse della
legge ex art. 6, co. 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 19 - legittimazione attiva -
Procuratore regionale - esclusione - inammissibilità del ricorso
- sent. n. 557 del 18
ottobre 2000: Responsabilità - danno all'immagine - sussunzione nella categoria
del cd "danno evento" - conseguenze - necessità della prova delle spese
necessarie al ripristino dell'immagine lesa - esclusione Responsabilità - prescrizione - danno all'immagine - danno istantaneo ad effetti
permanenti - conseguenze sulla decorrenza
Il danno all'immagine subito da una pubblica
amministrazione, in quanto "danno esistenziale", appartiene - al pari del danno
biologico subito dalle persone fisiche - alla categoria del cd "danno evento",
con la conseguenza che, sul piano processuale, trattandosi di una lesione ad un valore -
il prestigio e l'immagine delle istituzioni pubbliche - rilevante giuridicamente in sé e
per sé, non è necessario fornire alcuna prova delle spese necessarie al suo
ripristino. Il diritto al risarcimento del danno
all'immagine subito dalla pubblica amministrazione - in quanto "danno istantaneo ad
effetti permanenti" - resta soggetto a successivi e continui nuovi termini di
decorrenza della prescrizione, in rapporto al perdurare degli effetti lesivi della
condotta. - n. 98/EL/2001 del 6 marzo
2001: Il primario ospedaliero che consente, nell'ambito del proprio reparto, la
presenza e, soprattutto, l'esercizio di atti tipici della professione sanitaria, a medici
volontari non strutturati, nelle more del rilascio delle prescritte autorizzazioni,
nonché, fatto ancor più grave, ad un soggetto addirittura privo del requisito della
laurea in medicina, commette un fatto illecito connotato da colpa grave. Qualora da detto
comportamento sia derivato all'Azienda Sanitaria un gravissimo danno all'immagine e al
prestigio, in termini di compromissione della credibilità e dell'affidamento dei
cittadini nella struttura sanitaria direttamente interessata e nella sanità pubblica in
generale, con notevoli ripercussioni anche in termini di minor fatturato del reparto
presso cui ha operato il "falso medico", spetta alla Procura della Corte dei
conti, in via del tutto autonoma rispetto all'eventuale azione penale, perseguire i
pubblici dipendenti ritenuti responsabili. Di tale illecito risponde, oltre al "falso
medico" (a titolo di dolo) ed al primario ospedaliero (a titolo di colpa grave),
anche il Direttore sanitario (sempre a titolo di colpa grave), per non aver provveduto ad
attivare, tempestivamente - nell'ambito dei propri specifici compiti di vigilanza e di
coordinamento generale e di soprintendenza - i necessari interventi di vigilanza,
controllo e repressione del fenomeno della presenza abusiva e della concreta operatività
sia di "medici volontari non strutturati" non autorizzati, sia del "falso
- sentenza n. 260/EL/2001 del 31/05/2001: La notifica diretta dell'invito integrativo e della citazione
in giudizio ai presunti responsabili, in luogo di quella presso il "domicilio
eletto" nelle deduzioni, non determina alcuna nullità, in quanto la notifica al
domiciliatario, per pacifica giurisprudenza è alternativa a quella di cui agli artt. 138
e 139 cpc, a differenza di quella fatta al procuratore costitutito ex art. 170 cpc, che ha
valore assoluto e che, come tale, non ammette altra forma concorrente di notifica.
- lettera-circolare del Presidente della Sezione giurisdizionale
del 24 agosto 2001, in materia di agenti contabili interni ed esterni operanti
nell'ente locale - Resa del conto giudiziale e trasmissione dello stesso alla Sezione
giurisdizionale regionale - Anagrafe dei contabili - sentenza n. 423/C/01
del 2 ottobre 2001: L'art.10 della l. n°205/2000, nell'attribuire alla Corte dei
conti i poteri dell'ottemperanza relativamente alle proprie sentenze, non ne indica i modi
processuali di esercizio, che vanno perciò desunti dalle regole generali del processo,
temperate da quelle proprie del giudizio innanzi alla Corte medesima, che inducono a
ritenere che il giudizio di ottemperanza innanzi alla Corte dei conti vada definito con
sentenza, e non con ordinanza, adottata in camera di consiglio, e non in pubblica udienza,
in composizione collegiale, e non monocratica.
- Ord. n. 14/C/01 del 25 ottobre 2001,
Sezione Giurisdizionale Regionale dellUmbria-Giudice Unico delle Pensioni: E'
rilevante e non manifestanmente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 1, comma 41, della l. n°335/1995,
in riferimento agli artt. 2, 3, 36 e 38 Cost., per la parte in cui prevede l'applicazione
delle relative disposizioni anche al trattamento di reversibilità spettante al coniuge
superstite di lavoratore collocato in pensione prima della data di entrata in vigore della
legge stessa ed in particolare per quello deceduto dopo. E' del pari rilevante e non
manifestamente infondata la questione di costituzionalità del medesimo art. 1, comma 41,
in riferimento all'art. 3 Cost.,per la parte in cui limita al solo reddito IRPEF il
reddito rilevante ai fini della disciplina del cumulo dei trattamenti pensionistici ai
superstiti con i redditio del beneficiario, nell'interpretazione data dal Ministero del
Lavoro e della Previdenza Sociale con la nota n°7/61633/L.335-95 dell'8/9/1995 . - Sent. n.511/R/2001 del
29 novembre 2001: Il danno patrimoniale da disservizio consiste nel
mancato conseguimento della legalità, della efficienza, della efficacia, della
economicità e della produttività dellazione e della attività di una Pubblica
Amministrazione, causato dallamministratore o dal dipendente pubblico con una
condotta commissiva o omissiva connotata da dolo o da colpa grave. Il colpevole
disservizio, comportando il mancato raggiungimento delle utilità previste nella
misura e qualità ordinariamente erogabili in base alla quantità delle risorse umane ed
economiche investite, consiste in maggiori costi dovuti allo spreco di risorse economiche
non utilizzate in base ai canoni della legalità, della efficienza, della efficacia, della
economicità e della produttività.

References: Sentenza 

Sentenza 
 art. 30
 art. 119

Sentenza 

Sentenza 
 art. 97

sentenza 

Sentenza 
 art. 30
 art. 30
 art.
30
 art. 30

sentenza 
 art. 2463

sentenza 

Sentenza 
 art. 97

Sentenza 

sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 art. 1

sentenza 
 Sentenza

 art.27

sentenza 
 art. 6
 sentenza 
 art. 170
 sentenza 
 art. 1