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Timestamp: 2018-03-17 13:06:46+00:00

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1 REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN DIDATTICA DELL ITALIANO COME LINGUA STRANIERA ART. 1 Oggetto del Regolamento Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell articolo 1 comma 3 del Regolamento Didattico di Ateneo, la Scuola di Specializzazione in Didattica dell Italiano come Lingua Straniera prevista dall articolo 3, lettera c) della Legge 204/1992, attivata sperimentalmente nell a.a e definitivamente acquisita all ordinamento per effetto dell art. 1, comma 16 della Legge 14 gennaio 1999, n. 4. ART. 2 Finalità della Scuola di Specializzazione La Scuola ha il compito di impartire ed aggiornare le nozioni di ordine teorico e pratico utili all insegnamento dell italiano come lingua seconda e straniera, nel quadro generale della cultura italiana. ART. 3 Organi della Scuola di Specializzazione Fanno parte della Scuola tutti i professori e i ricercatori appartenenti ai settori scientifico-disciplinari propri della Scuola i quali scelgano di afferirvi secondo le modalità previste dai regolamenti dell Ateneo e dalla normativa vigente. La Scuola è retta da un Consiglio della Scuola composto da docenti e ricercatori dell Università per Stranieri di Siena afferenti alla Scuola e responsabili di moduli formativi attivati per l anno accademico in corso. Il Consiglio resta in carica due anni e viene rinnovato all inizio di ogni ciclo biennale della Scuola. Ai sensi dell art. 14 del D.P.R n. 162 fanno parte del Consiglio una rappresentanza di tre specializzandi, eletti secondo le modalità di cui all art. 99 del D.P.R n Il Consiglio tiene almeno una riunione all anno per la programmazione didattica, ed almeno una riunione l anno per la valutazione complessiva dei risultati della didattica, degli esami di profitto e delle altre prove di verifica. Il Consiglio della Scuola è presieduto da un Direttore eletto dal Consiglio a maggioranza semplice degli aventi diritto fra i professori di prima fascia, o in mancanza, di seconda fascia. La votazione è valida se vi partecipano almeno i 2/3 degli aventi diritto al voto. Il Direttore è il responsabile del funzionamento della Scuola, dura in carica due anni ed è eleggibile per non più di due volte consecutive. Può nominare un vice-direttore che lo coadiuva e lo sostituisce in caso di assenza. ART. 4 Diritti e doveri dei docenti della Scuola di Specializzazione La Scuola di Specializzazione in Didattica dell Italiano come Lingua Straniera si configura come una struttura di Ateneo nel quadro dell offerta didattica. Dalla data
2 di entrata in vigore del Decreto di emanazione del presente Regolamento e nel rispetto delle procedure ivi contenute, le attività espletate nel suo ambito concorrono a determinare l impegno didattico di 120 ore previsto dall art. 1, comma 16 della Legge n. 230 del 4 novembre ART. 5 Compiti del Consiglio della Scuola di Specializzazione Il Consiglio coordina le attività didattiche al fine di raggiungere gli obiettivi formativi della Scuola. In particolare determina e sottopone agli organi accademici il regolamento e l ordinamento didattico della Scuola; delibera l attivazione dei moduli formativi e le modalità di copertura degli stessi nell ambito della programmazione didattica biennale; delibera sul calendario delle attività accademiche; delibera sul riconoscimento dei titoli di studio per l ammissione alla Scuola, sul riconoscimento dei crediti (CFU), sulle istanze degli studenti. Il Consiglio è responsabile del servizio di tutorato e di tirocinio, nominando apposte commissioni al proprio interno. Il Consiglio formula inoltre proposte e pareri in ordine alle modifiche statutarie attinenti alla Scuola. Il Consiglio, nel rispetto della libertà di insegnamento, dello Statuto e del Regolamento di Ateneo, nonché delle altre norme di legge vigenti, definisce: a. il curriculum offerto agli studenti iscritti; b. gli obiettivi delle varie attività formative e le eventuali propedeuticità; c. i requisiti di ammissione e le condizioni di passaggio da un anno di corso al successivo; d. la tipologia delle forme didattiche, degli esami e delle altre forme di verifica del profitto degli studenti; e. le modalità di frequenza dei corsi. ART. 6 Criteri di ammissione Possono essere ammessi alla Scuola tutti gli studenti in possesso di diploma di laurea triennale, quadriennale e specialistica, purché la loro carriera universitaria pregressa sia riconosciuta (o riconoscibile dal Consiglio della Scuola) in termini di CFU secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. L ammissione è regolata da una selezione, che avviene per titoli e prove. La Commissione giudicatrice viene nominata dal Consiglio della Scuola. La valutazione dei titoli consente il riconoscimento di eventuali crediti o debiti formativi cui si fa riferimento per la definizione del percorso formativo. Per l ammissione alla Scuola e per il passaggio al secondo anno è ammesso un numero massimo di debiti formativi pari a 20 CFU. Lo studente che viene ammesso con debiti formativi è tenuto a concordare attività integrative con il responsabile della disciplina nella quale è stato rilevato il debito. Il Consiglio stabilisce la ripartizione dei punteggi ai fini della selezione. L iscrizione alla Scuola non è compatibile con l iscrizione a un corso di laurea (sia di base che specialistica), a un dottorato di ricerca e a un Master sia di primo che di secondo livello.
3 Gli studenti stranieri devono essere in possesso di una competenza di italiano certificata tramite CILS Certificazione di italiano come lingua straniera Livello QUATTRO, con punteggio minimo 75/100 (o tramite un titolo equivalente). ART. 7 Frequenza La frequenza alla Scuola di Specializzazione è obbligatoria. Gli studenti che nel primo anno risultino assenti a oltre il 30% delle ore di lezione previste per ogni singolo modulo formativo sono tenuti a concordare attività integrative con il responsabile dell insegnamento. Gli studenti che nel secondo anno risultino assenti a oltre il 30% delle ore di lezione previste per il percorso professionalizzante sono tenuti a concordare attività integrative con il coordinatore del percorso. Il controllo della frequenza avviene attraverso il registro delle firme ed è affidato agli uffici dell Università. ART. 8 Struttura delle attività della Scuola Le attività formative della Scuola di specializzazione comprendono didattica teorico-frontale, seminari di approfondimento (tenuti da personale docente), tutorato professionalizzante, attività di laboratorio, tirocini, tesi finale, gruppi di apprendimento in rete e studio individuale. La didattica teorico-frontale è organizzata in moduli formativi (di durata variabile in rapporto ai contenuti) che fanno riferimento ai seguenti raggruppamenti disciplinari: L-FIL-LET/13 Filologia della letteratura italiana L-FIL-LET/12 Linguistica italiana L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea L-FIL-LET/10 Letteratura italiana L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza L-LIN/01 Glottologia e linguistica L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi M-PED/01 Pedagogia generale e sociale Il piano generale della attività didattica della scuola intende perseguire in particolare i seguenti obiettivi: a. Sviluppare una solida base di competenze linguistiche e culturali necessarie a gestire le complesse tematiche dell italiano diffuso fra stranieri e del contatto tra lingue e culture; b. Formare all uso delle metodologie e delle tecniche glottodidattiche più adeguate alle esigenze di formazione professionale di figure operanti nel settore dell italiano L2. La frequenza al primo anno della Scuola ha lo scopo principale di rinforzare le competenze culturali di base previste in tutte le figure professionali che ruotano intorno all insegnamento dell italiano L2.
4 Nel secondo anno le attività sono strutturate per percorsi professionalizzanti. Ogni anno vengono attivati almeno due percorsi professionalizzanti, salvo richieste specifiche. L attivazione di ogni singolo percorso professionalizzante è vincolata alla presenza di un numero minimo di studenti stabilito dal Consiglio della Scuola di Specializzazione. In ogni percorso professionalizzante è prevista la figura del Coordinatore, che è chiamato a coordinare e armonizzare i contenuti teorici. La funzione di Coordinatore è attribuita a un componente del Consiglio della Scuola nominato dal Direttore sentito il Consiglio stesso. Il piano dei moduli formativi e dei percorsi professionalizzanti attivati è deciso biennalmente dal Consiglio della Scuola, tenendo conto delle esigenze di formazione dei corsisti e dell analisi delle esigenze provenienti dal mondo del lavoro, ed è riportato nella Guida dello studente. ART. 9 Guida dello Studente La Guida dello studente indicherà: a. i moduli formativi e i percorsi professionalizzanti attivati; b. il piano delle attività; c. le modalità di svolgimento delle attività e degli esami; d. le disposizioni concernenti la frequenza; e. il calendario delle attività. ART. 10 Passaggio all anno successivo di corso Al termine del primo anno di Scuola lo studente deve sostenere un esame teoricopratico per il passaggio all anno successivo. La commissione di esame, di cui fanno parte i docenti delle materie relative all anno di corso, esprime un giudizio globale sul livello di preparazione del candidato nelle singole discipline e relative attività pratiche prescritte per l anno di corso. Il giudizio è espresso in trentesimi. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l anno di corso una sola volta. ART. 11 Tutorato Le attività di tutorato previste ai sensi dell art. 13 del D.P.R. 341/90 sono regolate da un apposita commissione nominata dal Consiglio della Scuola di Specializzazione. La commissione resta in carica due anni ed è rieleggibile. ART. 12 Valutazione delle attività formative
5 Le attività della Scuola sono sottoposte a valutazione del Nucleo di Valutazione di Ateneo sulla base di questionari distribuiti periodicamente agli studenti della Scuola. ART. 13 Prova finale Al termine del biennio della Scuola lo studente deve sostenere la discussione di una tesi, elaborata, in modo originale. Tale discussione costituisce la prova finale del corso di studi. In essa la Commissione accerta il valore della tesi e il raggiungimento degli obiettivi formativi cui la Scuola è finalizzata. Per l ammissione alla prova finale, lo studente deve aver conseguito tutti i CFU previsti dall ordinamento didattico della Scuola per le attività diverse dalla prova finale stessa. L approvazione della tesi e il superamento dell esame finale comportano l acquisizione dei CFU stabiliti dall Ordinamento didattico della Scuola. Sono previste tre sessioni annuali di esami di Diploma di Scuola di Specializzazione: estiva, autunnale, invernale. Le date sono fissate dal Consiglio della Scuola. La Commissione dell esame di Diploma di Scuola di Specializzazione è nominata dal Direttore della Scuola. Consta di sette componenti effettivi, più due supplenti, scelti fra i docenti e i ricercatori afferenti alla Scuola. Possono far parte della Commissione di esame di Diploma anche i professori a contratto o altri docenti della Scuola che abbiano seguito i lavori di tesi degli specializzandi in qualità di correlatori. La Commissione è presieduta dal Direttore o, in sua assenza, dal docente di prima fascia di maggiore anzianità di ruolo fra i componenti. In caso di necessità, può essere presieduta da un docente di seconda fascia. L elaborazione della tesi avviene sotto la guida di uno o due relatori scelti dallo studente fra i docenti afferenti alla Scuola. Il relatore è il primo garante della rispondenza della tesi alle finalità stabilite dall Art. 1 del presente Regolamento. Almeno un mese prima della data fissata per l appello, il Direttore della Scuola nomina un correlatore. Una copia dell elaborato oggetto dell esame finale, firmata dal relatore in segno di accettazione, deve essere consegnata dallo studente al correlatore e un altra copia alla Segreteria studenti almeno quindici giorni prima della data di appello. La Commissione valuta il candidato avendo riguardo alle attività formative pregresse nonché allo svolgimento della prova finale stessa. La valutazione è espressa in settantesimi. La prova si intende superata con una votazione minima di 42/70. Nel caso della valutazione massima di 70/70, la Commissione può concedere la lode. Il voto è proposto dal relatore e approvato a maggioranza. La lode può essere proposta dal correlatore e deve essere approvata all unanimità.

References: ART. 1
 articolo 1
 articolo 3
 art. 1
 ART. 2
 ART. 3
 art. 14
 art. 99
 ART. 4
 art. 1
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
 art. 13
 ART. 12
 ART. 13
 Art. 1