Source: http://pdsmav.blogspot.com/2009/06/
Timestamp: 2018-06-25 02:13:58+00:00

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Partito Democratico - S.Maria a Vico: giugno 2009
SI AL REFERENDUM DEL 21 GIUGNO
Domenica 21 giugno gli italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio voto per il referendum abrogativo riguardante la legge elettorale 270/2005, detta anche “legge Calderoli”. Il Partito Democratico di Santa Maria a Vico, discutendo e confrontandosi al proprio interno, ha deciso di seguire la linea indicata dal segretario nazionale Franceschini di optare per il SI per tutti e tre i quesiti referendari. Urge, però, la necessità di spiegare in cosa consistano le modifiche alla legge che si apporterebbero in caso di raggiungimento del quorum e di vittoria del SI. I primi due quesiti (modulo rosso e modulo bianco) riguardano il premio di maggioranza alla lista più votata. Si voterà per modificare i commi 2 e 4, rispettivamente degli articoli 83 e 17 della legge elettorale che prevedono, attualmente, il premio di maggioranza anche a coalizioni o apparentamenti di partiti. In caso di vittoria del SI, il premio di maggioranza andrà solo ad una lista rappresentante un partito, il che spingerebbe gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase preelettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche ed incentivando una significativa ristrutturazione del sistema partitico. Si aprirebbe, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica, con conseguente eliminazione della frammentazione dentro le coalizioni. Il primo quesito prevede l'eliminazione di questa pratica per la Camera ed il secondo per il Senato. Il terzo quesito (modulo verde), invece, mira a colpire l’ulteriore aspetto di scandalo rappresentato dalle candidature multiple e dalla cooptazione oligarchica della classe politica. Votare SI significherebbe eliminare questa pratica che induce inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Il PD di Santa Maria a Vico invita a votare SI per tutti i quesiti ed invita, inoltre, chi volesse confrontarsi ed informarsi maggiormente sull'argomento a partecipare all'incontro di giovedì 18 giugno, alle ore 20 presso la sezione cittadina, cui sono stati invitati anche i segretari di tutti i partiti locali, centrodestra e centrosinistra, per un confronto chiaro ed aperto.
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STATUTO CIRCOLO PD SANTA MARIA A VICO
STATUTO DEL CIRCOLO TERRITORIALE
Nel rispetto della Costituzione, dello Statuto Nazionale e dello Statuto Regionale della Campania, il Partito Democratico (in seguito solo PD), Circolo Territoriale di Santa Maria a Vico, s’ispira ai principi di tutela della dignità della persona umana, della cultura di genere, della libertà democratica, della giustizia sociale e della solidarietà, al fine di garantire a tutti i cittadini le libertà individuali e assicurare uguali opportunità nell’affermazione delle proprie aspirazioni civili, economiche e politiche.
Il PD Circolo Territoriale di Santa Maria a Vico s’impegna al pieno rispetto e applicazione degli articoli dello Statuto Regionale riguardanti
gli strumenti di partecipazione diretta (dall’art. 1 al all’art. 7)
le norme di costituzione e funzionamento dei circoli (dall’art. 8 all’art. 15).
Il PD Circolo Territoriale di Santa Maria a Vico al fine di regolare al meglio il funzionamento degli organi del Circolo, nel pieno rispetto delle regole statutarie nazionali e regionali, si dota dei seguenti Regolamenti, approvati dal Coordinamento:
A)Regolamento Circolo Territoriale;
B)Regolamento Candidature Elezioni Comunali;
C)Regolamento finanziario.
REGOLAMENTO “CIRCOLO TERRITORIALE” PD SANTA MARIA A VICO
Il Coordinamento, in Commissione Regolamenti, fa propri gli articoli dello Statuto Regionale riguardanti il Circolo e li integra con proprie regole di funzionamento.
Il Regolamento “Circolo Territoriale” recepisce i seguenti articoli e relativi commi dello Statuto Regionale:
Art.8 (Circoli territoriali e d’ambiente)
1. I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del Partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che sono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio.
2. In ciascuna porzione del territorio e in riferimento a ciascuna sede di lavoro o di studio può essere costituito un solo Circolo. In caso di partecipazione contemporanea a un Circolo territoriale e a un Circolo d’ambiente, fermo restando il diritto di partecipare alla vita politica interna di entrambi, l’iscritto deve indicare presso quale dei due Circoli intende esercitare gli altri propri diritti ai sensi del presente Statuto.
Art.9 (Istituzione dei Circoli)
1.La Direzione provinciale determina il numero dei Circoli territoriali e di ambiente e ne dichiara l’istituzione.
2. Avverso la decisione di cui al comma 1, 50 elettori possono ricorrere presso il collegio di garanzia provinciale, il quale si pronuncia entro 20 gg. In via definitiva.
3. In ogni caso dovrà essere previsto almeno un Circolo territoriale di base per ogni Comune.
4. Le modalità di costituzione dei Circoli on-line, il loro funzionamento, gli organi e le relative modalità di elezione sono stabilite da un apposito Regolamento approvato dal Coordinamento nazionale, ai sensi dell’art.14 dello statuto nazionale.
Art.10 (Organi del Circolo)
1.Sono organi del Circolo: l’Assemblea degli iscritti, il Coordinamento del Circolo, il Coordinatore del Circolo.
Il Coordinamento decide che si aggiungano agli organi statutari del Circolo il Tesoriere e la Commissione di Garanzia.
Art.11 (Assemblea degli iscritti)
1.L’Assemblea degli iscritti è luogo di confronto e di discussione tra gli iscritti al Partito nel territorio del Circolo medesimo, esprime indirizzi e partecipa alla vita politica del Partito.
2. Le sedute dell’Assemblea sono aperte agli elettori e alle elettrici, senza diritto di voto.
3. L’Assemblea elegge tra gli iscritti il Coordinamento e il Coordinatore, a voto personale, diretto e segreto.
Art.12 (Coordinamento del Circolo)
1.Il Coordinamento esercita la direzione politica del Circolo nel rispetto degli indirizzi deliberati dall’Assemblea.
2. Il Coordinamento può approvare una motivata mozione di sfiducia nei confronti del Coordinatore con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri. In tal caso, entro e non oltre trenta giorni, il Segretario provinciale procederà alla convocazione dell’Assemblea del Circolo per l’elezione del Coordinamento e del Coordinatore.
Il Coordinamento inoltre decide che si aggiungano all’art.12 dello Statuto Regionale i seguenti commi 3 e 4, a proposito della composizione e del funzionamento del Coordinamento:
3. Il Coordinamento si compone di un numero di membri, compreso il coordinatore, pari al minimo a dieci e al massimo al 10% degli iscritti al PD di Santa Maria a Vico.
4. Il Coordinamento ha facoltà di sostituire un proprio membro nei seguenti casi:
a) assenza per cinque sedute anche non consecutive in un trimestre;
b) dimissioni.
In entrambi i casi il coordinamento o nomina nuovo membro il primo dei non eletti della lista di appartenenza del membro sostituito oppure convoca un’assemblea che dovrà eleggere il nuovo membro all’interno di una lista di candidati scelti dal coordinamento. Verrà eletto il candidato che riporta il maggior numero di voti.
Art.13 (Coordinatore del Circolo)
1.Il Coordinatore rappresenta il Circolo e ne esprime l’indirizzo politico alla luce della piattaforma programmatica approvata al momento della sua elezione, in base agli indirizzi espressi dall’Assemblea e a quelli risultanti dalla consultazione degli elettori e delle elettrici.
2. Il Coordinatore presiede l’Assemblea e il Coordinamento che dovrà convocare, entrambi, una volta al mese o quando ne venga fatta richiesta da almeno un terzo dei rispettivi componenti.
Il Coordinamento inoltre decide che si aggiungano i seguenti commi 3 e 4:
1.Le riunioni di Coordinamento sono valide con la presenza della maggioranza assoluta (50%+1) dei suoi membri (in seguito numero legale).
Il Coordinatore del circolo, verificato il numero legale, stabilisce, avendo sentito i membri del Coordinamento presenti, l’ordine del giorno secondo il seguente schema:
a ) argomenti proposti in discussione;
b) argomenti proposti in discussione e votazione;
Il Coordinatore in concerto con il Coordinamento può stabilire un calendario e un tempo di discussione e degli interventi per rendere più efficaci ed efficienti le sedute di lavoro.
Gli argomenti da votare devono essere presentati in forma scritta al coordinamento con firma di almeno un quarto dei componenti del coordinamento. I presentatori scelgono un relatore che sintetizza la mozione. Hanno diritto a replicare i membri del coordinamento nella forma di uno a favore e di uno contro.
La votazione, cui prendono parte tutti i membri del Coordinamento, compreso il Coordinatore, avviene per alzata di mano.
La votazione è valida solo in presenza del numero legale.
Passa la mozione che ha la maggioranza assoluta di tutti i membri del Coordinamento in prima votazione.
In mancanza, il coordinatore stabilisce una seconda votazione: passa la mozione a maggioranza assoluta dei membri presenti, in presenza del numero legale.
In caso di parità, prevale la posizione del coordinatore.
E’ sempre richiesta una votazione con numero legale e a maggioranza assoluta di tutti i membri del coordinamento nelle seguenti votazioni:
Partecipazione del Pd a coalizioni elettorali;
Proposta di modifiche regolamentari (da sottoporre all’Assemblea);
Scelta degli assessori nei consigli comunali sostenute dal PD direttamente o in coalizione e di incaricati a ruoli istituzionali in quota PD.
Quando si tratta di argomenti/mozioni solo da discutere, ogni membro ha diritto di parola, secondo un calendario concordato al momento con il Coordinamento.
4. Le riunioni di Assemblea e di Coordinamento sono sintetizzate in un verbale approvato e sottoscritto dai almeno tre membri del Coordinamento e dal Presidente di garanzia o in sua vece da un consigliere di Garanzia.
Le riunioni possono essere registrate su supporto multimediale; in tal caso è stesa una sintesi della riunione sul verbale.
5. In caso di perdita dello stato d’iscritto, d’incompatibilità non sanata, di dimissioni o impedimento protratto del coordinatore, il segretario provinciale, con le stesse modalità di cui all’art. 12 comma 2 dello statuto regionale, provvede alla convocazione dell’assemblea del circolo. Per assicurarne il regolare funzionamento, il compito di coordinatore del circolo è assunto, temporaneamente e fino all’elezione del nuovo coordinatore, dal consigliere del coordinamento più anziano.
Art.14 (Elezione del Coordinamento e del Coordinatore del Circolo)
1. Le candidature a Coordinatore sono presentate, almeno sette giorni prima delle elezioni, unitamente alla piattaforma programmatica e a una lista collegata di candidati componenti del Coordinamento, formata con parità e alternanza di genere.
2. E’ eletto Coordinatore il candidato che ha riportato il maggior numero di voti. L’attribuzione dei seggi alle liste avviene in proporzione ai voti riportati da ciascuna lista, secondo le modalità previste da apposito regolamento.
3. Il Coordinatore e il Coordinamento durano in carica tre anni.
Art.15 (Poteri sostitutivi)
1.Per assicurare il regolare funzionamento della democrazia interna, in caso di necessità o di grave danno al partito in seguito a ripetute violazioni statutarie o di gravi ripetute omissioni, la Direzione Provinciale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti può convocare un’elezione anticipata del Coordinamento e del coordinatore del circolo, individuando allo stesso tempo un organo collegiale di carattere commissariale.
REGOLAMENTO CANDIDATURE ALLE ELEZIONI COMUNALI
Il Coordinamento, in merito alle Candidature a incarichi istituzionali, decide di fare proprie gli articoli dello Statuto Regionale e li integra con un proprio Regolamento.
Il Coordinamento accoglie i seguenti articoli dello Statuto Regionale:
Art.26 (Scelta dei candidati per le cariche istituzionali)
1. I candidati dal PD della Campania alle cariche di Sindaco, Presidente della Provincia e Presidente della Regione vengono selezionati con il metodo delle primarie, ai sensi degli artt. 18 e 20 Statuto nazionale.
2. Il metodo delle primarie è inoltre utilizzato per la selezione dei candidati per le assemblee elettive regionali e sub regionali, laddove la rispettiva legislazione elettorale non preveda la possibilità di esprimere il voto di preferenza.
3. Le liste dei candidati del PD della Campania alle altre cariche elettive sono approvate dall’Assemblea del livello territoriale corrispondente, a maggioranza assoluta dei componenti, previa ampia consultazione degli iscritti e delle iscritte e secondo i principi di cui all’art. 19, comma 1, dello Statuto nazionale.
Per le norme che regolano la Candidatura a Sindaco si accolgono l’art. 18, commi 4,5, 6, 7, 8 dello Statuto Nazionale e l’art. 4 del Regolamento Quadro Nazionale ( 17-07-2008) per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali.
Nelle elezioni comunali, sono candidabili a consigliere comunale :
a)Le iscritte e gli iscritti al Circolo Comunale che abbiano partecipato continuativamente (almeno il 70% delle sedute, da verbale) alle Assemblee di Circolo e contribuito regolarmente (pagamento quota mensile) al Circolo Comunale.
La quota di candidati proveniente dagli iscritti non può essere inferiore al 30% dei componenti la lista.
b)I componenti del Coordinamento, Coordinatore compreso, della Commissione di Garanzia;
La quota di candidati proveniente dai membri del Coordinamento e della Commissione di Garanzia non deve superare il 40% dei componenti la lista.
c)Le cittadine e i cittadini, simpatizzanti del P; membri di associazioni culturali locali; iscritti all’Albo degli elettori e delle elettrici del PD.
La quota di candidati proveniente da questo cluster non può essere inferiore al 30% dei componenti la lista.
4. Il Coordinamento è l’organo del Circolo Territoriale che si occupa, previa ampia consultazione e pubblicizzazione del metodo di scelta presso l’Assemblea e la base in genere, delle candidature alle elezioni comunali ed è tenuto a rispettare i principi enunciati all’art.18, comma 9 e all’art.19, comma 1 dello Statuto Nazionale.
Art.27 (Limite dei mandati)
1. Non è immediatamente ricandidabile da parte del PD della Campania per la carica di consigliere regionale, provinciale, comunale, municipale, circoscrizionale chi ha già ricoperto il medesimo ufficio per tre mandati consecutivi.
2. L’iscritto al partito che, pur ricoprendo un incarico istituzionale elettivo o di nomina, si candidi ad altra carica elettiva ha l’obbligo di dimettersi all’atto dell’ingresso nella nuova carica.
Art.28 (Incandidabilità e incompatibilità)
1. Non sono candidabili da parte del PD della Campania, a ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stata:
a) emessa misura cautelare personale non annullata in sede d’impugnazione;
b) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento;
c) per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
2. Non sono candidabili da parte del PD della Campania, a ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).
4. Non sono candidabili da parte del PD della Campania, a ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Partito:
b) i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che - per il rilievo dell’attività dell’impresa - si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.
6. Sono incompatibili alla carica di Coordinatore di circolo, di Coordinatore comunale, di Segretario provinciale e di Segretario regionale i sindaci, gli assessori regionali, provinciali e comunali, i presidenti di enti pubblici e misti in carica al momento della presentazione delle candidature.
7. Tutte gli altri incarichi amministrativi acquisiti sono incompatibili con il ruolo di membro del Coordinamento o di Consigliere di garanzia.
1.E‘ istituita una Commissione di Garanzia del Circolo Territoriale, formata da tre componenti, eletti dall’ Assemblea per quattro anni. La Commissione elegge al suo interno il Presidente.
2.I componenti della Commissione di Garanzia sono scelti fra gli iscritti e le iscritte al PD Circolo Territoriale di riconosciuta competenza ed esperienza, residenti nel territorio del circolo.
3. La Commissione di Garanzia vigila sulla corretta applicazione dello Statuto nazionale, dello Statuto regionale, del Codice etico, del presente Statuto Comunale e dei Regolamenti da parte degli elettori e delle elettrici, degli iscritti e delle iscritte e degli organi del PD Circolo Territoriale.
4. La Commissione segnala le controversie più rilevanti agli organi di competenza provinciali, regionali e nazionali.
1)I regolamenti, definiti in apposite commissioni istituite dal Coordinamento e pubblicizzati in Assemblea, devono essere approvati dalla maggioranza assoluta dei membri del Coordinamento.
2)I regolamenti sono emendabili con voto a maggioranza assoluta del Coordinamento, dopo essere stati pubblicizzati in un’apposita Assemblea.
3)In via transitoria, il numero dei membri del Coordinamento è stato fissato dall’Assemblea Costituente del Circolo Territoriale del 29 giugno 2008, in dodici, compreso il Coordinatore.
4)Il Coordinamento si doterà di un Regolamento Finanziario approvato a maggioranza assoluta dei suoi membri.
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Un importante 14% alle elezioni per il Parlamento Europeo
Il Partito Democratico di Santa Maria a Vico non può dirsi che soddisfatto dell’esito di queste elezioni europee. Il risultato ottenuto, pari a circa 870 voti, equivalente al 14% sul totale dei votanti, anche se basso, ha confermato che il Pd è il primo partito del centrosinistra a Santa Maria a Vico, distanziando di più di 200 voti il buon risultato dell’IdV. Dati molto importanti da tener presente nell’analisi di questa tornata elettorale e che evidenziano il radicamento del partito sul territorio sono: la presenza di un candidato locale, in quota UDC, che ha ottenuto circa 200 consensi in più del Pd; la campagna elettorale “a tappeto” del PdL spinto dalla chimera di far eleggere la Stasi affinché un nostro concittadino potesse occupare un posto al Parlamento italiano; il comportamento incoerente di grandi elettori ed iscritti al Pd che in questa tornata elettorale non hanno disdegnato di fare caseggiato per l’UDC o il PdL.
«I risultati di queste elezioni dimostrano la robustezza del gruppo che crede e lavora nel Partito Democratico a Santa Maria a Vico. – dichiara il segretario, Carmine De Lucia – Chi ha fatto votare altri partiti ha dimostrato il basso livello di affezione e, soprattutto, la volubilità legata al proprio interesse occasionale. Con noi ci saranno sempre più persone coerenti e con la voglia di partecipare». Da questo risultato, il Pd sicuramente sarà il partito che indicherà il nome del candidato a sindaco del centrosinistra per le future amministrative.
«Esprimendo solidarietà ai candidati locali – conclude De Lucia – riscontriamo, per la seconda volta, come il Presidente Papi Berlusconi abbia preso in giro il nostro territorio, illudendo i cittadini e sfruttando i loro voti per, poi, disattendere le promesse fatte. (La Stasi, infatti, non è stata eletta) Contrariamente ai modi personalistici adottati da Berlusconi, il nostro partito, lavorerà con impegno per portare Santa Maria a Vico ad essere rappresentata in Parlamento con scelte provenienti dal territorio e non imposte dall’alto».
Pubblicato da Pd Smav a 10:38 Nessun commento:
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Art.28
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