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Timestamp: 2020-02-19 00:13:59+00:00

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11 Agosto 2019 | Autore: Simona Grossi
Atto notorio (o atto di notorietà): di cosa si tratta, quali sono gli elementi che lo distinguono e in quali casi può essere sostituito dalla dichiarazione dell’interessato.
Atto notorio (o atto di notorietà), autocertificazione e dichiarazione sostitutiva di atto notorio; se ne parla spesso quando occorre certificare o rendere noti fatti, stati, situazioni o qualità personali. Si tratta di termini che spesso generano confusione; devi sapere che pur essendo, in ogni caso, documenti che provano specifiche situazioni (fatti, stati, situazioni o qualità personali), essi presentano delle differenze sostanziali di di non poco conto.
Proviamo a capire che tipo di documento è l’atto notorio e che cosa lo differenzia dagli altri atti aventi la stessa finalità, proponendo anche un modello per atto notorio, di tipo generico, che può essere utilizzato in diverse occasioni. Ciò potrà esserti utile per districarti tra i vari documenti che organi, enti o strutture, ti chiedono di presentare per l’esecuzione di una pratica. Esempi: devi partecipare ad un concorso pubblico e dichiarare il possesso di determinati titoli di studio; sei erede di una persona che aveva un conto in banca o presso Poste italiane e vuoi svincolare le somme; per una pratica ti viene richiesto se sei iscritto in albi, elenchi o pubblici registri, se sei disoccupato, se sei pensionato; e così via.
1 Atto notorio: di cosa si tratta?
2 Atto notorio: quali sono gli elementi che lo distinguono?
3 Atto notorio: in quali casi può essere sostituito dalla dichiarazione dell’interessato?
Atto notorio: di cosa si tratta?
L’atto notorio è un atto pubblico; ossia un documento redatto da un soggetto munito di pubblici poteri (pubblico ufficiale). Esso consiste in una dichiarazione rilasciata da una persona (deponente) in presenza di almeno due testimoni (attestanti) e del pubblico ufficiale. La dichiarazione deve avere ad oggetto fatti, stati o qualità personali (eventualmente relativi anche ad altri) di cui i testimoni sono a conoscenza; essa non può riguardare eventi futuri. La presenza dei testimoni e del pubblico funzionario fanno dell’atto notorio un documento avente valore di prova legale.
In particolare, l’atto prova la veridicità dei fatti svoltisi innanzi al pubblico ufficiale nonché la provenienza della dichiarazione dalla persona che l’ha resa. Bada bene. Il valore di prova legale dell’atto notorio non riguarda, però, anche il contenuto della dichiarazione, in quanto il funzionario non è tenuto ad eseguire accertamenti per verificare che quanto dichiarato corrisponda a verità.
Esempio. Tizio e Caia vengono dispensati – dal tribunale e a causa di gravissimi motivi – dalla pubblicazione del loro matrimonio [1]. Per ottenere tale dispensa Tizio e Caia hanno dichiarato di non trovarsi in nessuna delle condizioni di incompatibilità con il matrimonio previste dal Codice civile; ossia: di non essere legati da vincoli di affinità, parentela, adozione, affiliazione; di essere maggiorenni; di non essere vincolati da un altro matrimonio o da un’unione civile; di non essere stati condannati per omicidio tentato o consumato in danno del coniuge dell’altro; che sono decorsi almeno trecento giorni dalla cessazione degli effetti civili, dall’annullamento o dallo scioglimento di un precedente matrimonio [2]. Orbene, l’esistenza o meno di questi fatti non andrà accertata. Tizio e Caia, però, con la loro dichiarazione si sono assunti – formalmente e sotto giuramento – la responsabilità di quanto asserito.
Atto notorio: quali sono gli elementi che lo distinguono?
Abbiamo detto che l’atto notorio è un atto pubblico, in quanto può essere redatto solo da un pubblico funzionario. In particolare, può essere scritto da un notaio o dal cancelliere del tribunale o dal giudice di pace a seconda dei casi. Il notaio o il cancelliere recepiscono e riproducono la dichiarazione resa da una persona (sotto giuramento ed in presenza di almento due testimoni) relativa a determinati fatti, stati e qualità personali, di cui è a conoscenza e che sono noti ai testimoni. I testimoni devono essere maggiorenni, non essere legati da vincoli di parentela o di affinità con gli interessati e non avere interessi personali all’atto. In caso di dichiarazioni mendaci, si incorre in responsabilità penale.
L’atto notorio, pertanto, può essere redatto solo da determinati soggetti nonché rispettando specifiche formalità; queste sono le sue peculiarità. Si tratta di caratteristiche che non ritroviamo né nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà né nell’autocertificazione. Vediamo perché.
Devi sapere che il Testo unico sulla documentazione amministrativa [3] – al fine di semplificare l’attività svolta dagli organi della pubblica amministrazione – ha realizzato la così detta decertificazione nell’ambito dei rapporti tra amministrazione e cittadini, prevedendo tutta una serie di casi nei quali stati, fatti e qualità personali possono essere attestati dagli interessati con una semplice dichiarazione sostitutiva.
La dichiarazione sostitutiva, in particolare, può riguardare situazioni nelle quali si deve fornire un’informazione contenuta in elenchi, albi, pubblici registri (certificazione) [4] oppure informazioni, diverse da queste, di cui si è conoscenza (atto notorio) [5].
Nel primo caso – dichiarazione sostitutiva di certificazione – il cittadino può spedire o consegnare ai pubblici uffici una dichiarazione, da lui sottoscritta, attestante ciò che avrebbe dovuto riportare il certificato (esempio: anziché presentare l’atto di nascita il cittadino stesso dichiara di essere nato nella città di Omega il giorno X dell’anno Y e così via). Gli organi della pubblica amministrazione e i privati gestori di pubblici servizi devono predisporre i moduli per le autocertificazioni; ciò per facilitare i cittadini, i quali, comunque, possono avvalersene o meno.
Nel secondo caso – dichiarazione sostitutiva di atto notorio – la dichiarazione deve essere firmata dal cittadino in presenza della persona addetta a riceverla; oppure può essere firmata e presentata, all’ufficio competente, insieme alla copia non autenticata del documento di identità di colui che sottoscrive l’atto.
In entrambi i casi, il dichiarante si assume la responsabilità di quanto asserisce e non si deve procedere con le formalità di cui abbiamo detto sopra, formalità che riguardano – e ciò va ribadito – solo l’atto notorio. Bada bene però, l’amministrazione esegue controlli a campione sulle dichiarazioni sostitutive, al fine di accertare che quanto dichiarato dal cittadino corrisponda a verità; è prevista l’applicazione di sanzioni penali in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità degli atti [6].
Esempio. Sempronio deve presentare la domanda per partecipare ad un concorso comunale che richiede il possesso del diploma di scuola superiore. Sempronio non è obbligato a consegnare la certificazione della sua scuola che attesti il possesso del diploma, ma può presentare un’autocertificazione, dichiarando di aver conseguito il diploma di scuola superiore presso l’istituto X della città Alfa, etc.
Tieni presente che due sono le strade che la pubblica amministrazione può seguire: o accetta l’autocertificazione del cittadino o va essa stessa alla ricerca delle informazioni di cui necessita, eseguendo accertamenti d’ufficio presso l’ente competente, senza oneri per il cittadino.
Dunque, nel caso di Sempronio, se l’amministrazione non accetta l’autocertificazione, essa stessa deve provvedere a contattare la scuola frequentata da Sempronio e farsi dare i dati richiesti.
Come puoi notare, diversamente dall’atto notorio, le dichiarazioni sostitutive rendono tutto più semplice e veloce e, soprattutto, a costi più contenuti o, addirittura, nulli.
Dobbiamo precisare che sono obbligati ad accettare le dichiarazioni sostitutive – nei casi tassativamente previsti dal Testo unico sulla documentazione amministrativa – solo gli organi della pubblica amministrazione o i privati gestori di pubblici servizi, non anche privati; questi ultimi (tra cui anche le banche), pertanto, possono legittimamente richiedere il certificato o l’atto notorio.
Atto notorio: in quali casi può essere sostituito dalla dichiarazione dell’interessato?
La dichiarazione dell’interessato sostituisce l’atto notorio quando questo non è espressamente richiesto dalla legge.
La decertificazione, di cui sopra si è detto, ha avuto come conseguenza che la maggior parte dei documenti con i quali si debbono fornire, alla pubblica amministrazione, informazioni su fatti, stati e qualità personali, sono dichiarazioni sostitutive; poche sono, infatti, le circostanze in cui la legge prevede l’atto notorio.
L’atto notorio è obbligatorio se la semplice dichiarazione dell’interessato non è sufficiente a provare determinati fatti, stati o qualità personali. Detto diversamente, esso è necessario se le circostanze richiedono la prova legale a cui si è fatto cenno, in quanto assume valore la circostanza che le informazioni siano rese in forma giurata, in presenza del funzionario pubblico o del notaio e di persone – i testimoni – estranee ai fatti e, dunque, disinteressate all’atto stesso e ai suoi effetti.
L’atto notorio è richiesto ad esempio: per la riscossione di somme dovute dallo Stato e dei crediti postali [7]; per la dispensa dalla pubblicazione del matrimonio [8]; per sopperire all’atto di nascita per uso matrimonio [9]; per uso divorzio [10].
Nota bene. Spesso gli Istituti di credito, in caso di successione ereditaria, richiedono di presentare l’atto notorio per svincolare le somme che il defunto deteneva presso di loro. Questo accade quando le somme stesse sono di notevole entità; se, invece, si tratta di pochi soldi, si può presentare una semplice dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio. Considera, però, che l’Istituto di credito, come specificato sopra, non è un organo della pubblica amministrazione o un privato che gestisce pubblici servizi, ma un privato; con la conseguenza che, in ogni caso, può sempre rifiutare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio e richiedere l’atto notorio redatto dal notaio o dal cancelliere. Ciò significa che la banca potrebbe accontentarsi della dichiarazione sostitutiva, ma anche pretendere -legittimamente – l’atto notorio.
Per l’atto notorio occorre produrre le fotocopie dei documenti d’identità in corso di validità (carta d’identità, patente di guida o passaporto) e del codice fiscale (o tessera sanitaria) di tutte le persone che intervengono alla stipulazione dell’atto nonché delle persone nella cui sfera giuridica l’atto è destinato a produrre specifici effetti (esempio: gli eredi in caso di successione ereditaria). A seconda poi del contenuto dell’atto notorio saranno necessari altri documenti; ad esempio, se esso ha ad oggetto una successione ereditaria occorrerà consegnare anche il certificato di morte del defunto ed il suo codice fiscale, specificando il rapporto di parentela esistente tra gli eredi e il defunto stesso.
L’anno (anno) il giorno (giorno) del mese di (mese) in (località) presso (studio notarile/Tribunale o Giudice di pace) dinanzi a me notaio/cancelliere
sono intervenuti i sigg.
– nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale (deponente/deponenti);
– nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale (attestanti);
della cui identità personale io notaio/cancelliere sono certo.
Il deponente (o i deponenti) chiedono a me notaio/cancelliere di ricevere un’attestazione giurata di notorietà, dichiarando che tra di loro ed ogni situazione, fatto o stato inerente all’attestazione stessa non esiste alcun impedimento previsto dalla legge.
Io notaio/cancelliere aderisco alla richesta presentatami ed ammonisco i comparenti dell’importanza morale del giuramento e delle conseguenze penali delle dichiarazioni reticenti o false. Invito, pertanto, gli stessi comparenti a prestare giuramento pronunciando la seguente formula: “Consapevoli della responsabilità morale e giuridica che assumiamo con le nostre deposizioni, ci impegnamo a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a nostra conoscenza“.
Essi comparenti prestano il giuramento pronunciando, ognuno, le parole: “Lo giuro” e dichiarano: come possiamo attestare sotto il vincolo del prestato giuramento, è notorio e a nostra conoscenza che (indicare i fatti e le circostanze oggetto dell’atto notorio).
Io notaio/cancelliere ho rogato il suesteso atto che viene sottoscritto, a norma di legge, dai comparenti e da me notaio/cancelliere, previa lettura dello stesso da me datane ai comparenti che, a mia domanda, lo hanno dichiarato esattamente conforme alla loro volontà.
L’atto viene firmato alle ore (indicare l’ora) e consta di n. (inserire in numero) fogli.
I comparenti:
– nome e cognome _____(firma)______;
– nome e cognome ______(firma)______;
– nome e cognome ______(firma)______.
Notaio/cancelliere ____(firma)_______
[1] Art. 100 cod. civ.
[2] Artt. 85, 86, 87, 88, 89 cod. civ.
[3] D.P.R. n. 445 del 2000.
[4] Art. 46 D.P.R. n. 445 del 2000.
[5] Art. 47 D.P.R. n. 445 del 2000.
[6] Art. 76 D.P.R. n. 445 del 2000.
[7] Art. 298 Regio decreto n. 827 del 1924; Regio decreto n. 455 del 1994; articolo 21 Regio decreto n. 775 del 1940.
[8] Art.100 cod. civ.
[9] Art. 97 Regio decreto n. 1238 del 1939.
[10] Art. 19 L. n. 74 del 1987.
Gianfranco Salis ha detto:
12/08/2019 alle 16:15
Ok ottima procedura
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References: Art. 100
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 76
 Art. 298
 articolo 21
 Art.100
 Art. 97
 Art. 19