Source: http://ejolt.cdca.it/conflitto/crescent-di-salerno
Timestamp: 2019-02-16 03:14:16+00:00

Document:
Crescent di Salerno | Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali
Crescent di Salerno
Un nuovo ecomostro sorge sul mare salernitano creando non pochi problemi ambientali. Sono le cittadine e i cittadini che uniti affrontano battaglie legali e non per la difesa del territorio.
Nel 2007 il Comune di Salerno ha approvato il progetto di riqualificazione del “Fronte del Mare” [1], un’ area compresa tra il porto commerciale e il porticciolo turistico Masuccio Salernitano, che attraverso la costruzione di un nuovo complesso immobiliare di prestigio, ad opera dell’architetto catalando Ricardo Bofil, conta di dare nuova immagine ed identità al fronte urbano e portuale dell’area di Santa Teresa [2]. L’area designata alla costruzione della struttura fa parte del Demanio Marittimo ed è sottoposta a numerosi vincoli conservativi (parte terza Codice Beni Culturali e del paesaggio) in quanto è compresa nei 300 mt battigia e ricadente nella fascia di 150 mt dal torrente Fusandola [3]. L’edificio dovrebbe sorgere all’inizio dello storico lungomare cittadino, area di interesse paesaggistico e vero punto di snodo tra la palazzata novecentesca, il Teatro Verdi, la Villa Comunale e il mare. Nonostante la pluralità di vincoli di tutela che ne dovrebbero tutelare l’integrità e il pubblico godimento, fin dal 2008 sono state illegittimamente avviate le opere di alterazione del tratto costiero [4].
La Società Crescent Srl, ideatrice del progetto, ha acquistato i diritti edificatori in un asta pubblica di concessione nel 2010 insieme a un altro ente privato (EX JOLLY HOTEL). Nel 2008 il Comune di Salerno ha dato l’approvazione, tramite la delibera Del GC 25-07-2008 n853, al progetto preliminare degli interventi di trasformazione urbana compresi nell’area di Santa Teresa, disponendo l’inserimento del progetto nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche [5]. I fondi necessari alla realizzazione della piazza e delle strutture necessarie alla costruzione del parcheggio interrato fanno parte del Programma Operativo Regionale Campania Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013 (G.C. N° 315 del 13/03/2009) [6]. A gennaio del 2009 la giunta comunale di Salerno ha deliberato l’approvazione definitiva del progetto. Nello stesso anno è nato il comitato di opposizione al progetto “No Crescent”, un’ associazione di liberi cittadini con lo scopo di diffondere informazioni e sensibilizzare la popolazione sul progetto di costruzione dell’edificio Crescent attraverso l’uso di petizioni, raccolta firme e manifestazioni. L’opposizione cittadina è motivata dai danni paesaggistici causati dalla struttura, ovvero lo stravolgimento del panorama esistente e l’oscuramento definitivo del centro storico dal mare e dalla costa in genere e dal mancato rispetto dei vincoli conservativi disposti per le aree demaniali in cui il progetto dovrebbe essere costruito. Il Comitato ha proposto che venga presa in considerazione una riqualificazione tenendo conto delle esigenze economico-sociali dell’intera comunità salernitana attuando il principio di democrazia partecipativa [7].
Nel 2011 la società ottiene il Permesso a Costruire ( n. 7 del 12/05/2011) e il 27 giugno hanno inizio i lavori di realizzazione del fabbricato [8]. L’esecuzione dei lavori viene affidata ad una società consortile appositamente costituita da soci della CRESCENT SRL. Le autorizzazioni paesaggistiche emesse dal Comune sono oggetto ad oggi di indagine della Procura ed inoltre sono state annullate dal consiglio di Stato sez. VI sent. N.6223/2013 [9] che ha ribadito che sarebbero dovute già essere annullate amministrativamente dalla Soprintendenza del Beni Architettonici e Paesaggistici che invece ha omesso di pronunciarsi in materia, determinando il consolidamento di un ambiguo modus operandi . La sentenza del Consiglio di Stato è ribadita da un’altra sentenza la n. 1472/2014 [10] che richiama la necessità da parte della Soprintendenza di pronunciarsi in merito alle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate negli anni precedenti. Nel 2014, 48 tra urbanisti e intellettuali italiani hanno firmato un appello indirizzato al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini affinchè venga monitorato l’iter amministrativo del progetto al fine di assicurare la completa ottemperanza della tutela dell’importante area vincolata coinvolta e porre rimedio alle conclamante omissioni amministrative del 2008 relative alla compatibilità del progetto [4].
Inoltre, il progetto ha anche un impatto geologico rilevante in quanto prevede la deviazione del corso del torrente Fusandola già fonte di morte e distruzione nell’alluvione del 1954 [11].
Nel 2015 sono passati due anni da quando sono stati apposti i sigilli all’emiciclo di Bofil che sorge su Piazza della Libertà, dove l’opera dovrebbe essere completata, quando nel 2013 il gip Donatella Mancini ha ordinato il sequestro preventivo [12].I permessi a costruire sono stati ritenuti illegittimi, in quanto i relativi calcoli per gli oneri di urbanizzazione sono difformi rispetto alla scheda di Puc (che inizialmente non prevedeva i parcheggi interrati ma una piazza a raso) seppur conformi ai criteri posti nelle convenzioni quadro ed attuative poste a base di gara.
Nel 2016 i giudici hanno accolto la richiesta di dissequestro presentata dalla Crescent Spa e nello stesso hanno sono ripartiti i lavori [13].
Nome Crescent di Salerno
Tipi Porti e aeroporti
Gestione delle zone costiere e umide
Dettagli del Progetto Il progetto consta della realizzazione di un complesso architettonico per opera dell’Architetto Bofil e prevede la costruzione di una grande piazza circolare aperta sul mare contrassegnata da un emiciclo “il Crescent”, l’edificio principale con la sua forma a mezzaluna, alto 7 piani, con una galleria commerciale porticata a livello della piazza, un’area dedicata agli uffici e una destinazione residenziale per i piani superiori. L’opera sarà costruita dalla Società CRESCENT SRL. Il progetto residenziale prevede la costruzione di 120 appartamenti dislocati su 5 piani del fabbricato alto 30 mt e lungo 215 diviso in 3 settori, e le metrature sono comprese tra i 65 e i 145 mq. Al piano terra sono previsti n.80 locali commerciali inerenti la galleria commerciale mentre nel piano interrato n. 100 box. La struttura è formata da un fabbricato suddiviso in settori di conglomerato cementizio armato con solai fatti di piani alleggeriti. Lo schema è a telai spaziali con nuclei di scala irrigidenti. E’ una struttura in grado di superare i danni tellurici di magnitudo massima prevista dalla zona fatta di una speciale composizione del calcestruzzo [11].
Area del Progetto 10 ha
Investimento (€) 28.5 milioni di euro (piazza e parcheggio interrato)
Numero di persone direttamente colpite 133.375 (abitanti)
Data di Inizio 12/05/2012
Imprese SOCIETA’ CRESCENT SRL - Italy
RCM Costruzioni Srl - Italy
Ritonnaro Costruzioni Srl - Italy
Favellato Claudio Spa - Italy
Attori istituzionali Comune di Salerno, Regione Campania, Autorità Bacino Regionale e Interregionale, Autorità Portuali.
Organizzazioni Sociali Locali Associazione “IL CUORE DI SALERNO”(Figlie di Chiancarelle); COMITATO NO CRESCENT; ITALIA NOSTRA.
Forme di mobilitazione Campagne pubbliche di informazione/ denuncia
Impatti ambientali Visible: Degradazione paesaggistica
Potential: Inondazioni, Contaminazione delle falde acquifere /Riduzione dei bacini idrici, Impatti sul sistema idrogeologico, Riduzione della resilienza ecologica/ idrogeologica
Impatti sulla salute Potential: Esposizione a fattori di rischio incerti o non conosciuti (radiazioni, etc.)
Sentenze favorevoli alla giustizia ambientale
Alternative Proposte Le associazioni animaliste protestano contro il CRESCENT perché lo considerano un ECOMOSTRO che taglierebbe la parte antica della cittagrave dal mare. Sono in atto diversi ricorsi al Tar per i bandi di gara pubblicati dall’amministrazione comunale che non risultano molto chiari. C’è inoltre in atto un’inchiesta della Procura di Salerno dal febbraio 2011 in cui sono indagati il sindaco di Salerno e l’ex soprintendente nonché il responsabile dei Lavori Pubblici del Comune per abuso d’ufficio proprio in merito a concessioni e procedure poco chiare anche in merito alla volontà di denaturalizzare il corso d’acqua presente in loco nonché l’assenza di p valide motivazioni in merito ai requisiti necessari per la costruzione della struttura
Perché Le proteste sono in atto e anche di un certo spessore e livello però manca una vera e propria volontà da parte delle istituzioni di fermare un progetto che a livello paesaggistico è molto impattante.
[9] Sentenza n 6223/2013
[10] Sentenza N 1472/2014
[1] Comune di Salerno, Verbale di Deliberazione della Giunta Comunale 2007/1070
[3] Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 Legge 6 luglio 2002, n. 137
[5] SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3609 del 2012
[8] SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3609 del 2012
[11] PROGETTO ESECUTIVO Edificio Porta Sud-Ovest:
[6] La Programmazione Unitaria Regionale della Campania
[4] L'appello di urbanisti e intellettuali «Fermate l'ecomostro Crescent» pubblicato, Corriere del Mezzogiorno, 22/05/2014
[13] Francesco Bove, Crescent: il Tribunale dissequestra il cantiere
„Crescent: il Tribunale dissequestra il cantiere“, Salerno Today, 12 Gennaio 2016
[7] Salerno: No Crescent e Fronte di Mare lotta per la democrazia partecipata, Dentro Salerno, 13 Giugno 2010
[12] Il Crescent di Salerno resta sotto sequestro, lo ha deciso il Riesame, Salerno Notizie, 25 Ottobre 2015
[14] Francesco Tortora, Rivolta contro il Crescent: "È ecomostro", Corriere della sera, 11 Giugno 2009
[2] Riccardo Bocca, 2010, Il mostro del Golfo di Salerno
[15] Salerno crescent, chiesto processo per sindaco de luca,Voce di strada, 9 luglio 2014
[16] Salerno: il Fusandola ribelle, Il quotidiano di Salerno, 11 Novembre 2011
Video sull’argomento:
Autore della Scheda Pierluigi Morena (Comitato No crescent); Dott.ssa Raffaella Di Leo (Italia Nostra)
Modificato il 06/02/2018

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