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Timestamp: 2016-12-07 08:46:00+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 75 del 20.04.2007
Istanza di interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. ALFA S.P.A.
dell'articolo 10, comma 1, del DPR n. 633 del 1972,
La ALFA S.p.A. (qui di seguito "ALFA"),
Bancario BETA, si è contrattualmente obbligata a rendere alla banca
committente GAMMA S.p.A. determinate prestazioni di servizi aventi per
oggetto la realizzazione di alcune fasi del processo produttivo costituente,
nel suo complesso, la gestione di un fondo comune di investimento (FONDO XXX, di seguito "Fondo").
In particolare, l'attività che l'istante si è obbligata a prestare
a) gli aspetti legali della fase di istituzione e costituzione del
b) la presentazione del Fondo ai potenziali sottoscrittori;
c) la predisposizione della contrattualistica necessaria per la
formalizzazione delle sottoscrizioni del Fondo ed in generale
i servizi legali relativi alla gestione del Fondo stesso;
d) la raccolta e la registrazione delle sottoscrizioni;
e) la predisposizione e l'alimentazione di banche dati per la
ricerca, l'individuazione e il monitoraggio di opportunità
di investimento e/o di disinvestimento;
f) la ricerca, l'individuazione, il monitoraggio e la presentazione
delle opportunità di investimento e di disinvestimento da proporre
al Consiglio di Amministrazione della Società di Gestione e agli
organi dallo stesso delegati;
g) il governo dei rapporti con gli eventuali consulenti esterni e il
coordinamento delle attività svolte dagli stessi nell'interesse del Fondo;
h) la predisposizione della reportistica di sintesi relativa alla due
diligence da presentare al Consiglio di Amministrazione della Società di Gestione ovvero agli organi dal medesimo delegati;
i) la predisposizione della contrattulistica per le
j) il governo delle attività prodromiche all'investimento e/o al
disinvestimento del Fondo;
k) la realizzazione degli investimenti e/o disinvestimenti del Fondo
tramite la finalizzazione e la sottoscrizione dei contratti di
acquisto o cessione;
l) la gestione degli investimenti e/o disinvestimenti del Fondo
tramite l'assunzione delle decisioni assembleari e consiliari;
m) la predisposizione e la presentazione dei dati per la preparazione
della reportistica da presentare alla Banca Depositaria;
n) la predisposizione e la consegna dei dati per la preparazione di
tutta la documentazione informativa da consegnare ai sottoscrittori;
o) lo svolgimento di ogni ulteriore attività che dovesse rendersi
necessaria al fine del raggiungimento degli obiettivi del Fondo.
Ciò premesso, la ALFA chiede di conoscere se, relativamente alle
prestazioni di servizi sopra individuate dalle lettere da a) a o) aventi ad oggetto la realizzazione di alcune fasi del processo produttivo costituente
la gestione di un fondo comune di investimento, possa trovare applicazione
l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) di cui all'articolo 10,
comma 1, n. 1), del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
La società istante è dell'avviso che alle prestazioni di servizi sopra
descritte svolte in outsourcing dalla stessa per conto della società committente GAMMA s.p.a. debba essere riconosciuto il regime di esenzione da
IVA ex articolo 10, comma 1, n. 1), del D.P.R. n. 633 del 1972. In
particolare, la ALFA, anche alla luce della recente sentenza del 4 maggio
2006 relativa al procedimento C-169/04 - Abbey National plc - pronunciata
dalla Corte di Giustizia UE, ritiene applicabile tale esenzione al
corrispettivo che la società committente intende riconoscere
all'interpellante a fronte dei servizi che quest'ultima si obbliga a rendere
in forza del contratto di prestazione di servizi per la gestione del Fondo.
La ALFA, infatti, è del parere che i servizi in esame si riferiscono ad
attività di gestione di fondi comuni di investimento così come definiti
dall'articolo 1, paragrafo 2, della Direttiva n. 85/611/CEE riconducibili
all'elencazione contenuta nell'Allegato II della medesima Direttiva.
Inoltre, gli stessi, a parere dell'istante, formano un insieme distinto,
valutato globalmente, e sono specifici ed essenziali per la gestione del
Come noto, l'articolo 10, comma 1, n. 1), del D.P.R. n. 633 del 1972, esenta
dall'imposta sul valore aggiunto "la gestione dei fondi comuni di investimento".
Tale norma riproduce il contenuto dell'articolo 13, lettera B, punto d),
della sesta Direttiva Comunitaria n. 77/388/CEE del 17/5/77) 8ora articolo 135, paragrafo 1, lettera g, della Direttiva 2006/112/CE del 28 novembre
2006, cosiddetta di "rifusione", che ha sostituito dal 1 gennaio 2007 la VI
Direttiva), ove è disposta l'esenzione relativamente alla "gestione di
fondi comuni d'investimento quali sono definiti dagli Stati membri".
La Direttiva del Consiglio del 20.12.85 (85/611/CEE) definisce all'articolo
1, comma 2, gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari come "gli organismi:
- il cui oggetto esclusivo è l'investimento collettivo dei capitali
raccolti presso il pubblico in valori mobiliari e/o altre attività
finanziarie liquide, e il cui finanziamento è soggetto al principio
dei ripartizione dei rischi, e
- le cui quote sono, su richiesta dei portatori, riacquistate o
rimborsate, direttamente o indirettamente, a carico del patrimonio dei
suddetti organismi".
Ai sensi del successivo comma 3, questi organismi possono assumere la forma
contrattuale (fondo comune di investimento, gestito da una società di gestione), la forma di trust oppure la forma statutaria
(società di
Nell'ambito dello schema contrattuale del fondo comune di investimento, come
delineato dal quadro normativo della Direttiva in esame, intervengono le
figure della società di gestione e del depositario.
Le società di gestione, a norma dell'articolo 5-octies, n. 1), della
Direttiva n. 85/611 hanno la possibilità, a talune condizioni, "di delegare a terzi, ai fini di una conduzione
più efficiente della loro attività,
l'esercizio per loro conto di una o più dello loro funzioni".
La citata Direttiva n. 85/611 è stata attuata nel nostro ordinamento
mediante l'approvazione dei decreti legislativi 25 gennaio 1992, n. 83 e 84, quest'ultimo abrogato con decorrenza dal 1 luglio 1998 (ad eccezione
dell'articolo 14) dal comma 1, lettera cc), dell'articolo 214 del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante il Testo Unico delle
disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF).
Ciò premesso, occorre tener presente che nel TUF - così come nell'articolo
10, comma 1, n. 1), del D.P.R. n. 633 del 1972 e nell'articolo 13, parte B,
lettera d), n. 6), della sesta Direttiva Iva sopra richiamata - non è possibile rinvenire una definizione specifica di cosa debba intendersi per
l'attività di "gestione" di fondi comuni di investimento.
Tuttavia, un elenco non esaustivo delle funzioni che si intendono ricomprese
nell'ambito di tale attività è fornito dall'articolo 5, comma 2, della
Direttiva n. 85/611, mediante il rinvio all'allegato II della stessa.
L'elenco comprende le seguenti funzioni:
- Gestione degli investimenti;
- Amministrazione che comprende:
4. controllo dell'osservanza della normativa applicabile;
8. regolamento dei contratti (compreso l'invio dei certificati);
Relativamente alla nozione di "gestione" di fondi comuni di investimento
contenuta all'articolo 13, B, lettera d), n. 6, della VI Direttiva IVA, la
Corte di Giustizia europea ha recentemente espresso il proprio parere con la
sentenza 4 maggio 2006, causa C- 169/04 - Abbey National plc. In tale
contesto, in particolare, è stato precisato che la nozione di "gestione"
sopra descritta rappresenta una nozione autonoma del diritto comunitario di cui gli Stati membri non possono modificarne il contenuto e che in tale
nozione rientrano i servizi di gestione amministrativa e contabile dei fondi forniti da un gestore esterno, qualora formino un insieme distinto, valutato
globalmente, e siano specifici ed essenziali per la gestione di tali fondi.
Non vi rientrano, viceversa, le prestazioni corrispondenti alle funzioni
proprie rese dalla banca depositaria, giacché tali funzioni attengono non alla gestione dei fondi comuni di investimento,
bensì al loro controllo ed
alla loro sorveglianza.
L'interpretazione fornita dalla Corte sul punto ha natura oggettiva, non
dipendendo in alcun modo dalle caratteristiche soggettive del prestatore o
del committente. Per tali motivi, quindi, i servizi di gestione, anche se
forniti da un gestore esterno rientrano, in linea di principio, nel campo di
applicazione dell'articolo 13, parte B, lettera d), n. 6, della VI Direttiva
Tali servizi, inoltre, in base all'orientamento espresso dalla Corte di
Giustizia nel citato caso Abbey, per essere considerati esenti, ancorchè
forniti da un gestore esterno, devono formare un insieme distinto, valutato
globalmente, che abbia l'effetto di adempiere le funzioni specifiche ed
essenziali della gestione di fondi comuni di investimento.
Pertanto, con riferimento al quesito oggetto della presente istanza, la
scrivente ritiene che le operazioni svolte dalla ALFA sopra descritte, siano
operazioni esenti da IVA in quanto tali prestazioni assolvano a funzioni
essenziali e specifiche della gestione del fondo nell'accezione individuata
dalla citata Direttiva n. 85/611.
Va tuttavia evidenziato che le attività svolte da ALFA necessarie al
raggiungimento degli obiettivi del Fondo per beneficiare dell'esenzione in
esame devono possedere i requisiti richiamati dalla sentenza Abbey e sopra
descritti. Qualora, invece, tali prestazioni siano configurate come autonome
prestazioni di servizi oggetto di un distinto addebito, la relativa
prestazione deve essere assoggetta ad IVA ad aliquota ordinaria.
Da ultimo, si coglie l'occasione di ricordare che, in
conformità a quanto già espresso dalla scrivente con la Risoluzione n. 205/E del 10 dicembre 2001 e dalla Corte di Giustizia con la sentenza 5 giugno 1997, causa C-2/95,
la società ALFA nello svolgimento delle predette funzioni assumerà su di sé la
responsabilità del pieno e corretto adempimento della funzione
delegata e risponderà della corretta esecuzione delle operazioni delegate.

References: ART. 11
 articolo 10
 sentenza 
 articolo 135

sentenza 
 sentenza 
 sentenza