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Timestamp: 2019-04-18 15:35:39+00:00

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Statuto | Consiglio Regionale del Molise
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Statuto della Regione Molise (1)
(1) Testo coordinato aggiornato con le modifiche introdotte dalla legge regionale 15 maggio 2018, n. 4 (Modifiche alla legge regionale 18 aprile 2014, n. 10, recante “Statuto della Regione Molise”)
Art. 1 La Regione Molise
Art. 3 Territorio ed ambiente
Art. 4 Lavoro, economia, istruzione, ricerca e innovazione tecnologica
Art. 5 Tutela della salute e protezione sociale
Art. 6 Parità
Art. 7 Valorizzazione delle autonomie locali
Art. 8 Patrimonio storico e culturale
Art. 9 Metodi e criteri delle politiche regionali
TITOLO II – La partecipazione popolare
Art. 10 Diritto di informazione
Art. 11 Diritto di petizione
Art. 13 Referendum consultivo
TITOLO III – Gli organi della Regione
Capo I – Organi della Regione
Art. 14 Organi della Regione
Capo II – Il Consiglio regionale
Art. 15 Composizione
Art. 16 Attribuzioni del Consiglio
Art. 17 Modalità delle sedute e delle deliberazioni consiliari
Art. 18 Autonomia del Consiglio
Art. 19 I consiglieri regionali
Art. 20 Ruolo delle minoranze
Art. 21 I gruppi consiliari
Art. 22 Convalida degli eletti
Art. 23 Prima seduta del Consiglio
Art. 24 Elezione del Presidente e dell’Ufficio di presidenza
Art. 25 Funzioni del Presidente del Consiglio regionale
Art. 26 Funzioni dell’Ufficio di presidenza
Art. 27 Regolamenti del Consiglio regionale
Art. 28 Convocazione del Consiglio regionale
Art. 29 Le commissioni consiliari
Art. 30 Funzioni delle commissioni
Art. 31 Il Comitato per la legislazione
Art. 32 Poteri del Consiglio regionale alla sua scadenza o in caso di scioglimento anticipato
Capo III – Il Presidente della Regione e la Giunta regionale
Art. 33 Il Presidente della Giunta regionale
Art. 34 La Giunta regionale
Art. 35 Costituzione della Giunta regionale
Art. 35-bis Il Sottosegretario alla Presidenza
Art. 36 Mozione di sfiducia. Cessazione del Presidente e della Giunta regionale
TITOLO IV – Leggi e regolamenti regionali
Capo I – Qualità e sistematicità delle leggi
Art. 37 Organicità, coerenza e qualità delle leggi
Art. 38 Interventi di riordino normativo
Capo II – Formazione delle leggi
Art. 39 Potestà legislativa
Art. 40 Iniziativa legislativa
Art. 41 Modalità dell’iniziativa legislativa
Art. 42 Programmazione dell’esame delle proposte di legge
Art. 43 Approvazione delle proposte di legge
Art. 44 Procedura d’urgenza
Art. 45 Promulgazione delle leggi
Art. 46 Pubblicazione delle leggi
Art. 47 Decadenza delle proposte di legge
Capo III - Regolamenti
Art. 48 Potestà regolamentare
Art. 49 Approvazione dei regolamenti
Art. 50 Emanazione, pubblicazione ed entrata in vigore dei regolamenti
TITOLO V – Ordinamento amministrativo
Art. 51 L’attività amministrativa
Art. 52 Organizzazione dell’amministrazione regionale
Art. 53 Enti, agenzie, aziende e società regionali
TITOLO VI – Programmazione, finanza, bilancio, demanio e patrimonio
Art. 54 Autonomia finanziaria
Art. 55 Demanio e patrimonio
Art. 56 Programmazione economica e finanziaria
Art. 57 Bilancio regionale
Art. 58 Rendiconto generale
Art. 59 Collegio dei revisori dei conti
Art. 60 Atti contabili degli enti dipendenti
Art. 61 Servizio di tesoreria
TITOLO VII – Rapporti con le autonomie locali
Art. 62 La Regione e il sistema delle autonomie
Art. 63 Organizzazione delle funzioni amministrative a livello locale
Art. 64 Il Consiglio delle autonomie locali
TITOLO VIII – Rapporti con l’Unione europea e rapporti con gli altri Stati e con enti territoriali interni ad altri Stati
Art. 65 Rapporti con l’Unione europea e rapporti con gli altri Stati e con enti territoriali interni ad altri Stati
TITOLO IX – Organi di consultazione e di garanzia
Art. 66 Consiglio regionale dell’economia e del lavoro
Art. 67 Consulta statutaria
Art. 68 Revisioni statutarie
1. Il Molise è Regione autonoma nell’unità e indivisibilità della Repubblica italiana e nell’ambito dell’Unione europea. Esercita funzioni e poteri propri secondo i principi fissati nella Costituzione.
1. La Regione si fonda sui valori della democrazia repubblicana, dei diritti dell’uomo e dello sviluppo sostenibile. Si ispira ai principi di libertà, di uguaglianza, di solidarietà e di sussidiarietà e si adopera per il radicamento nelle coscienze del valore universale della pace. Riconosce i valori delle sue tradizioni cristiane e civili.
2. La Regione fa propri i principi della Costituzione e dell’Unione europea.
3. La Regione definisce le strategie dello sviluppo sociale ed economico mediante il piano regionale di sviluppo e gli atti di pianificazione territoriale e valorizzazione ambientale. Tali atti si formano in collaborazione tra la Regione e gli enti locali, secondo modalità e criteri che la legge regionale provvede a stabilire.
a) l’applicazione di criteri di governo del territorio ispirati prioritariamente alla tutela dal rischio sismico ed idrogeologico e all’utilizzo ecocompatibile delle risorse ambientali e naturali;
2. La Regione adotta politiche di salvaguardia dell’ambiente da ogni forma di inquinamento.
1. La Regione promuove i processi di sviluppo economico e la funzione sociale dell’attività economica. Garantisce uno sviluppo equilibrato consentendo la crescita economica delle aree interne e contrastandone lo spopolamento. Si adopera per rimuovere le cause che impediscono l’attuazione del diritto al lavoro delle donne e degli uomini o che ostacolano la piena integrazione degli immigrati e delle persone svantaggiate nel mondo del lavoro. Orienta la propria legislazione in materia di sviluppo economico prevedendo misure atte a prevenire il fenomeno del lavoro irregolare ed a favorirne l’emersione.
2. La Regione individua nell’efficienza del sistema dell’istruzione uno dei preminenti fattori di crescita umana, civile ed economica per la sua comunità e conseguentemente favorisce:
a) l’autonomia scolastica e la promozione di una rete delle scuole molisane ispirata alla valorizzazione delle attitudini personali ed al riconoscimento del merito nella prospettiva della piena integrazione;
b) la realizzazione di un sistema regionale integrato dell’istruzione e della formazione professionale.
3. La Regione promuove con azioni positive la ricerca, l’innovazione tecnologica e il progresso culturale. Riconosce il ruolo centrale del sistema universitario.
3-bis. Le commissioni consiliari permanenti competenti per le materie di cui al presente articolo annualmente riferiscono al Consiglio regionale sullo stato dell’economia e del lavoro nella Regione. A tal fine in sessione comune sentono le rappresentanze delle categorie produttive di beni e servizi, le rappresentanze dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi e delle professioni, le rappresentanze delle imprese, le rappresentanze delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato, nonché quelle del mondo dell’educazione, dell'istruzione universitaria e della formazione professionale. La relazione al Consiglio è pubblicata nel Bollettino ufficiale e nel sito istituzionale della Regione.
b) ai problemi dell’infanzia e dei soggetti deboli;
d) al ruolo delle formazioni sociali riconosciute e delle comunità religiose per lo sviluppo della personalità dell’individuo;
e) al riconoscimento del valore umano, sociale e culturale dell’immigrazione e al pieno inserimento nella comunità regionale dei migranti;
1. La Regione sostiene lo sviluppo coerente del sistema delle autonomie locali, anche riconoscendo la presenza dei piccoli comuni come caratterizzante l’identità regionale, e ne garantisce la partecipazione attiva ai progetti di sviluppo.
d) allo sviluppo dei legami culturali, sociali ed economici con i molisani residenti all’estero o in altre regioni e con le loro associazioni, favorendone la partecipazione alle iniziative delle comunità di origine e della Regione nei luoghi di residenza, nonché il rientro ed il reinserimento;
a) ai metodi della programmazione partecipata e del coordinamento tra l’intervento pubblico e l’iniziativa economica privata;
b) alla collaborazione con le autonomie locali, con lo Stato, con le altre Regioni, con l’Unione europea e con altri soggetti della comunità internazionale;
c) ai principi della sussidiarietà, della differenziazione e dell’adeguatezza, anche mediante l’incentivazione della gestione associata di funzioni tra gli enti locali;
d) alla promozione ed alla salvaguardia della cooperazione, dell’associazionismo e del volontariato quali strumenti di democrazia economica e di esercizio della solidarietà;
f) al sostegno dell’autonoma iniziativa dei cittadini singoli ed associati per lo svolgimento di attività di interesse generale;
g) al riconoscimento ed alla valorizzazione della partecipazione delle autonomie funzionali al sistema regionale delle autonomie, nei limiti dei rispettivi fini istituzionali, promuovendo forme di collaborazione della Regione e degli enti locali con le istituzioni scolastiche, con l’università e con le camere di commercio;
h) alla promozione del pluralismo nella comunicazione e della più ampia fruibilità dell’informazione;
1. La Regione predispone e promuove gli strumenti necessari a garantire il diritto all’informazione sull’attività istituzionale, sui suoi risultati, sui diritti degli amministrati e sul funzionamento dei propri organi ed uffici.
2. I cittadini e le loro associazioni ed organizzazioni possono rivolgere petizioni agli organi della Regione per richiederne l’intervento e per sollecitare l’adozione di provvedimenti di interesse generale.
1. E’ indetto referendum popolare per l’abrogazione, totale o parziale, di una legge regionale o di un regolamento, quando ne fanno richiesta almeno diecimila elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni della regione, o i consigli provinciali, o un minimo di quindici consigli comunali che rappresentino almeno un decimo della popolazione della regione.
2. Non è ammesso referendum per l’abrogazione:
c) delle leggi che regolano il funzionamento degli organi della Regione, di cui all’articolo 121, primo comma, della Costituzione, e della Consulta statutaria;
4. A pena di inammissibilità i quesiti referendari devono indicare, in caso di abrogazione parziale, le partizioni interne del provvedimento delle quali si propone l’abrogazione.
6. La legge regionale disciplina il procedimento di verifica in ordine alla regolarità ed all’ammissibilità della richiesta di referendum.
7. La richiesta di referendum non è ammessa nell’anno precedente la scadenza del Consiglio regionale. Nel caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale i referendum per i quali è stata presentata richiesta sono sospesi all’atto della pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali.
10. La legge regionale stabilisce l’ulteriore disciplina del referendum abrogativo.
1. Il Consiglio regionale può deliberare, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, l’indizione di referendum consultivi della popolazione dell’intero territorio regionale o di parte di esso, su questioni di particolare interesse.
3. La legge regionale stabilisce l’ulteriore disciplina dei referendum consultivi.
2. La legge regionale stabilisce le modalità per l’elezione del Consiglio regionale e la disciplina dei casi di ineleggibilità e di incompatibilità nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalla legge dello Stato.
1. Il Consiglio regionale esercita la potestà legislativa attribuita alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi, determina l’indirizzo politico generale, indirizza e controlla l’azione politica, amministrativa e programmatoria della Regione, delibera gli atti di intervento della Regione nella programmazione nazionale e comunitaria.
c) approvare il piano regionale di sviluppo, i programmi di intervento economico e finanziario nelle materie di competenza della Regione, la pianificazione territoriale di competenza della Regione, la programmazione delle opere pubbliche di interesse regionale e le linee direttrici del governo del territorio e dell’organizzazione dei servizi pubblici di interesse della Regione;
e) deliberare con legge l’istituzione e la modifica dei tributi regionali;
f) deliberare con legge l’istituzione e la soppressione di enti e aziende dipendenti dalla Regione e la partecipazione ad associazioni, società ed enti pubblici;
h) stabilire con legge le linee essenziali dell’organizzazione delle funzioni amministrative nell’ambito del sistema Regione – Autonomie locali;
l) esercitare l’iniziativa legislativa innanzi alle Camere con le modalità previste per l’approvazione delle leggi regionali;
o) determinare, con apposite risoluzioni, gli orientamenti della Regione sulle questioni reputate di rilevante interesse per la comunità regionale o riguardanti i rapporti con l’Unione europea, con lo Stato, con le altre Regioni o con gli Enti locali;
p) partecipare, con proprie deliberazioni formulanti indirizzi o direttive per la Giunta regionale, alla formazione degli atti normativi dell’Unione europea;
q) verificare, tramite le commissioni, lo stato di attuazione della programmazione regionale, gli effetti prodotti dalle leggi regionali ed il loro stato di attuazione, l’operato della Giunta regionale e il buon andamento degli uffici regionali, degli enti, delle aziende, delle agenzie regionali e delle società partecipate dalla Regione;
s) ratificare con legge le intese della Regione con altre Regioni;
3. Il Consiglio regionale esercita le sue funzioni avvalendosi di procedure ed apparati che consentono un rapporto permanente e diretto con il territorio e con la comunità regionale. Si avvale altresì di organismi esterni per la ricerca e la raccolta dei dati necessari all’esercizio delle proprie funzioni.
1. Il Consiglio regionale delibera con l’intervento della maggioranza dei suoi componenti ed a maggioranza dei presenti, salvo che lo Statuto o il regolamento interno prevedano una maggioranza qualificata. Il regolamento interno disciplina i criteri di verifica del numero legale e di calcolo della maggioranza nelle deliberazioni.
2. Il Consiglio regionale approva annualmente il bilancio di previsione per le proprie spese di funzionamento ed il relativo rendiconto della gestione.
3. Le risorse per il funzionamento del Consiglio regionale sono oggetto di un unico stanziamento nel bilancio della Regione.
1. I consiglieri regionali entrano nell’esercizio delle loro funzioni all’atto della proclamazione e restano in carica fino alla prima riunione del nuovo Consiglio. Essi rappresentano l’intera regione senza vincolo di mandato.
3. I consiglieri regionali hanno diritto di interrogazione, di interpellanza e di mozione. L’esercizio di tale diritto è disciplinato dal regolamento interno.
4. I consiglieri hanno diritto di ottenere sollecitamente dagli uffici della Regione e dagli enti, agenzie ed aziende istituiti dalla Regione, nonché dalle società partecipate, documenti, anche preparatori e interni ai procedimenti, notizie e informazioni utili all’espletamento del loro mandato, nei limiti consentiti dalla legge.
5. La legge regionale stabilisce l’entità e i titoli delle indennità e dei rimborsi ai consiglieri regionali in relazione alle loro funzioni ed attività.
6. E’ dovere dei consiglieri regionali partecipare ai lavori del Consiglio e degli organi consiliari. La mancata partecipazione è sanzionata nei modi stabiliti dal regolamento interno.
1. Il regolamento interno garantisce il ruolo delle minoranze disciplinando la programmazione dei lavori consiliari, i tempi per l’esame delle proposte e degli atti di sindacato ispettivo, le commissioni di inchiesta, le nomine di competenza consiliare, gli organismi con funzioni di vigilanza e controllo.
6. La Conferenza dei presidenti dei gruppi collabora con il Presidente del Consiglio regionale per l’organizzazione dei lavori dell’Assemblea e delle commissioni.
1. Al Consiglio regionale è riservata la convalida dell’elezione dei propri componenti, secondo la legge e le norme del suo regolamento interno.
1. Il Consiglio regionale tiene la prima adunanza il primo giorno non festivo della terza settimana successiva alla proclamazione di tutti gli eletti. Gli avvisi di convocazione sono inviati dal Presidente del Consiglio regionale uscente almeno cinque giorni prima.
1. Il Consiglio regionale procede, come suo primo atto, alla costituzione dell’Ufficio di presidenza, con l’elezione a scrutinio segreto del Presidente, di due vicepresidenti e di due segretari.
2. All’elezione del Presidente, dei due vicepresidenti e dei due segretari si procede con tre votazioni separate, in modo da assicurare comunque la rappresentanza della minoranza.
3. L’elezione del Presidente ha luogo a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale. Dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti. Dalla quinta votazione è sufficiente la maggioranza relativa dei voti espressi. In caso di parità di voti, si procede ad una votazione di ballottaggio ed è proclamato eletto il consigliere che ha ottenuto il maggior numero di voti o, in caso di parità, il più anziano di età.
4. Per l’elezione dei vicepresidenti ciascun componente del Consiglio vota un solo nome. Sono proclamati eletti i due consiglieri che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti prevale il più anziano di età.
5. Per l’elezione dei due segretari si procede come per quella dei vicepresidenti.
6. Il Presidente e gli altri componenti dell’Ufficio di presidenza eletti nella prima seduta del Consiglio regionale restano in carica fino alla metà della legislatura e sono rieleggibili.
7. L’Ufficio di presidenza esercita le proprie funzioni fino all’elezione del nuovo Ufficio di presidenza.
8. Nel caso di cessazione dall’ufficio per qualsiasi causa di uno dei due vicepresidenti o di uno dei due segretari, si procede a nuova elezione rispettivamente di entrambi i vicepresidenti o di entrambi i segretari. I nuovi eletti durano in carica fino alla scadenza dell’intero Ufficio di presidenza.
9. Subito dopo la costituzione dell’Ufficio di presidenza i consiglieri regionali sono assegnati alle commissioni permanenti, al Comitato per la legislazione ed alla Giunta per le elezioni istituiti a norma del presente Statuto e del regolamento interno.
1. Il Presidente rappresenta il Consiglio, assicura il buon andamento dei lavori e il rispetto del regolamento interno, sovrintende all’amministrazione interna.
2. Nei modi stabiliti dal regolamento interno il Presidente del Consiglio regionale provvede alla programmazione dei lavori delle commissioni e dell’Assemblea, sentiti il Presidente della Giunta, i presidenti dei gruppi consiliari ed i presidenti delle commissioni, tenendo conto delle urgenze e tutelando le minoranze.
1. L’Ufficio di presidenza collabora con il Presidente del Consiglio regionale nell’assicurare il rispetto del regolamento interno, le prerogative e i diritti dei consiglieri, la funzione delle minoranze e il buon andamento dei lavori dell’Assemblea, delle commissioni e dei servizi consiliari.
2. I regolamenti del Consiglio individuano le competenze dell’Ufficio di presidenza nell’esercizio dell’autonomia organizzativa, funzionale, contabile e contrattuale del Consiglio.
1. Su proposta dell’Ufficio di presidenza il Consiglio adotta, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, un regolamento interno che ne disciplina l’organizzazione e il funzionamento.
1. Il Consiglio regionale si riunisce almeno una volta al mese, secondo un calendario delle sedute predeterminato. Esso è convocato dal suo Presidente, che definisce, altresì, l’ordine del giorno sentiti i Presidenti dei gruppi e il rappresentante della Giunta regionale.
4. L’avviso di convocazione, con l’indicazione degli argomenti da trattare, è fatto pervenire, con le modalità previste dal regolamento interno, ai singoli consiglieri almeno cinque giorni prima della seduta. L’avviso di convocazione è pubblicato con le modalità stabilite dal regolamento interno.
5. Per le convocazioni d’urgenza il termine per l’avviso è ridotto a ventiquattro ore ed è omessa la pubblicazione.
6-bis. Il Consiglio regionale si riunisce di diritto secondo le modalità stabilite dal regolamento interno.
1. Le commissioni permanenti provvedono all’esame preliminare delle proposte di legge e degli altri provvedimenti del Consiglio.
2. Alle commissioni permanenti, nei casi e con le modalità stabiliti dal presente Statuto e dal regolamento interno, può essere demandata l’approvazione delle proposte di legge articolo per articolo.
4. Le commissioni permanenti vigilano sull’andamento dell’amministrazione regionale. A tal fine possono richiedere al Presidente ed ai componenti della Giunta regionale chiarimenti su questioni relative alle materie di rispettiva competenza. Possono altresì convocare funzionari dell’amministrazione regionale e degli enti dipendenti i quali, in seduta non pubblica, sono esonerati dal segreto d’ufficio.
5. Le commissioni permanenti possono chiedere al Presidente ed ai componenti della Giunta regionale di riferire, anche per iscritto, in merito all’attuazione delle leggi, degli accordi internazionali e delle disposizioni comunitarie, nonché in merito alle misure adottate a seguito di mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale.
8. Le commissioni permanenti e speciali per l’esercizio delle loro funzioni si avvalgono di esperti, di organismi scientifici e di agenzie; consultano enti, organizzazioni e associazioni.
3. Su richiesta di almeno un terzo dei componenti delle commissioni il Comitato esprime parere sulle proposte di legge e sui regolamenti sottoposti all’approvazione del Consiglio regionale.
4. Il Comitato valuta i provvedimenti sottoposti al suo esame sotto i profili dell’omogeneità, della semplicità, chiarezza e proprietà di formulazione e dell’efficacia per la semplificazione e il riordino della legislazione vigente, nonché del rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali e dello Statuto. Verifica la compatibilità dei progetti di regolamento con le leggi che ne legittimano l’adozione.
5. Il Comitato ha sempre l’obbligo di indirizzare osservazioni alle commissioni consiliari sulle proposte di legge regionale che presentano evidenti profili di illegittimità costituzionale.
6. I pareri e le osservazioni del Comitato per la legislazione non sono vincolanti. Le commissioni ne trasmettono il testo all’Assemblea in allegato alle relazioni. I regolamenti approvati dalla Giunta regionale ne fanno menzione nelle premesse.
1. I poteri del Consiglio regionale, decorso il quarantaseiesimo giorno antecedente alla sua scadenza, sono limitati agli affari urgenti e indifferibili. Alla scadenza naturale della legislatura e nei casi di scioglimento anticipato non previsti dal primo comma dell’articolo 126 della Costituzione, i medesimi poteri sono prorogati sino alla prima riunione del nuovo Consiglio.
2. La Giunta è formata dal Presidente e da un numero di componenti non superiore a un quinto dei componenti del Consiglio regionale, con arrotondamento all’unità superiore. Tra i componenti della Giunta regionale è individuato il Vice Presidente.
3. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in casi di assenza o impedimento temporaneo.
3-bis. In caso di impedimento o di assenza del Presidente della Giunta e del Vice Presidente, le funzioni del Presidente della Giunta sono esercitate dal componente della Giunta più anziano di età.
a) esercitare la direzione politico-amministrativa dell’amministrazione regionale;
b) esercitare l’iniziativa legislativa dinanzi al Consiglio regionale;
f) predisporre il bilancio e il rendiconto generale e deliberare sulle variazioni di bilancio non riservate al Consiglio;
i) provvedere all’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio;
m) esercitare ogni altra funzione che la Costituzione, il presente Statuto e le leggi non attribuiscono ad altri organi della Regione o alla dirigenza regionale.
5. La Giunta regionale delibera con l’intervento della maggioranza dei suoi componenti ed a maggioranza dei presenti. In caso di parità dei voti prevale quello del Presidente.
7. La Giunta adotta un regolamento interno per l’esercizio delle sue funzioni.
1. Il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale è nominato dal Presidente della Giunta regionale fra i consiglieri regionali. Al Sottosegretario non spetta alcuna indennità aggiuntiva per l’esercizio delle sue funzioni rispetto a quella già percepita per il ruolo di consigliere regionale.
2. Il Sottosegretario coadiuva il Presidente della Giunta regionale nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato e, in particolare:
a) partecipa alle sedute della Giunta, pur non facendone parte, senza diritto di voto;
b) può essere incaricato dal Presidente di seguire specifiche questioni ed ha facoltà di riferire direttamente su argomenti e questioni afferenti alle funzioni attribuitegli;
c) può essere delegato a rispondere ad interrogazioni dinanzi al Consiglio regionale.
1. In ogni momento, il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale, mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti ed approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione di sfiducia non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione.
2. L’approvazione della mozione di sfiducia comporta la cessazione anticipata del Presidente, le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio regionale. Entro tre mesi dall’approvazione della mozione di sfiducia sono indette le nuove elezioni.
3. Comportano altresì le dimissioni della Giunta regionale e l’indizione delle elezioni entro tre mesi gli altri eventi previsti dalla Costituzione come causanti lo scioglimento del Consiglio regionale.
4. Fatti salvi i casi previsti dal primo comma dell’articolo 126 della Costituzione, il Presidente della Giunta e la Giunta regionale restano in carica, per l’ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti ed indifferibili, sino alla proclamazione del nuovo Presidente. I medesimi poteri sono esercitati alla scadenza della legislatura e nel caso di annullamento delle elezioni.
3. L’atto con il quale il Consiglio regionale impegna la Giunta a proporre testi unici per uno o più settori omogenei indica l’ambito del riordino e ne definisce l’oggetto, i principi, i criteri direttivi ed i tempi di approvazione.
1. L’iniziativa delle leggi regionali compete a ciascun consigliere regionale, alla Giunta regionale e, secondo le modalità stabilite dalla legge regionale, a ciascun consiglio provinciale, ad almeno dieci consigli comunali, agli elettori della regione e al Consiglio delle autonomie locali.
2. L’iniziativa popolare è esercitata da almeno duemila cittadini iscritti nelle liste per l’elezione del Consiglio regionale.
3. Il Consiglio delle autonomie locali esercita l’iniziativa limitatamente agli interventi legislativi che riguardano il conferimento e l’organizzazione di funzioni amministrative a livello locale e l’organizzazione dei servizi pubblici.
4. L’iniziativa legislativa delle Province, dei Comuni e dei soggetti di cui ai commi 2 e 3 non è ammessa per la revisione dello Statuto e per le leggi tributarie e di bilancio.
5. La Regione assicura l’assistenza legislativa alle Province, ai Comuni ed ai soggetti di cui ai commi 2 e 3, secondo le modalità stabilite dalla legge regionale che disciplina l’esercizio dell’iniziativa legislativa.
Modalità dell’iniziativa legislativa
1. L’iniziativa è esercitata mediante la presentazione al Presidente del Consiglio regionale di una proposta di legge redatta in articoli.
4. Le sottoscrizioni delle proposte di legge di iniziativa popolare sono autenticate nelle forme di legge.
5. L’iniziativa delle leggi regionali concernenti testi unici è riservata alla Giunta regionale, la quale la esercita spontaneamente o in attuazione di atti di indirizzo del Consiglio regionale che ne prevedono i criteri informatori.
6. Le proposte di legge regionale sono pubblicate in un’apposita sezione del Bollettino ufficiale della Regione.
Programmazione dell’esame delle proposte di legge
2. In caso di inosservanza del termine assegnato per l’esame preliminare, il Presidente del Consiglio, su richiesta del proponente, iscrive la proposta di legge all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio regionale successiva alla richiesta. Le proposte di legge di iniziativa popolare sono comunque iscritte all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio successiva alla scadenza del termine di quattro mesi dalla loro assegnazione alla commissione competente. In entrambi i casi predetti la proposta viene esaminata dal Consiglio previa relazione della competente commissione anche espressa oralmente.
1. Le proposte di legge, previo esame da parte di una commissione permanente, sono approvate dal Consiglio regionale mediante votazione articolo per articolo e votazione finale sull’intero testo.
2. La proposta di legge, se è soggetta a notificazione agli organi dell’Unione europea, non può essere approvata se non si è conclusa con esito positivo la relativa procedura.
3. Il Consiglio regionale, considerata la particolare natura della proposta, entro le due sedute successive a quella in cui ne è stata comunicata la presentazione, può, deliberando a maggioranza assoluta dei suoi componenti, demandare alla commissione l’approvazione della proposta di legge articolo per articolo. Ogni consigliere, anche non appartenente alla commissione, ha il diritto di presentare a questa emendamenti e di partecipare alla loro discussione. Spetta comunque al Consiglio regionale l’approvazione definitiva con votazione sull’intero testo.
4. Sino al momento dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale, almeno cinque consiglieri o la Giunta regionale possono ottenere il ritorno alla procedura ordinaria di esame ed approvazione.
Procedura d’ urgenza
1. La Giunta regionale e ogni consigliere possono chiedere l’esame con procedura d’urgenza di ogni proposta di legge, secondo le modalità stabilite dal regolamento interno. La procedura d’urgenza è approvata a maggioranza assoluta dei componenti.
2. Ove il Consiglio regionale accolga la richiesta, la proposta è iscritta all’ordine del giorno della seduta successiva e viene esaminata dal Consiglio previa relazione della competente commissione anche espressa oralmente.
4. La procedura d’urgenza è obbligatoria quando la proposta di legge è conseguente ad una dichiarazione di illegittimità costituzionale o all’esito abrogativo di un referendum.
5. E’ esclusa la procedura d’urgenza per l’approvazione dei testi unici.
1. Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata, entro cinque giorni dall’approvazione, dal Presidente del Consiglio al Presidente della Giunta regionale.
3. Il testo è preceduto dalla formula: “Il Consiglio regionale ha approvato. Il Presidente della Giunta regionale promulga.”.
4. Al testo della legge segue la formula: “La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.”.
a) l’esecuzione delle leggi regionali;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi regionali recanti norme di principio, ove dalle stesse espressamente previsto;
c) le materie non coperte da riserva di legge, per le quali le leggi regionali autorizzano l’esercizio della potestà regolamentare, dettano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti dal momento dell’entrata in vigore di quelle regolamentari;
1. I progetti di regolamento, approvati dalla Giunta regionale, sono inviati dal Presidente al Comitato per la legislazione per l’espressione del parere obbligatorio.
2. I progetti di regolamento sono corredati da una relazione che illustra le finalità e i contenuti dell’atto regolamentare e dà conto delle analisi e delle eventuali consultazioni effettuate.
3. Il parere del Comitato è comunicato al Presidente della Giunta regionale entro quarantacinque giorni dal ricevimento del progetto. Decorso inutilmente il termine, la Giunta regionale può procedere all’approvazione definitiva del regolamento in assenza del parere.
4. Fatte salve diverse disposizioni di legge, il parere del Consiglio delle autonomie locali sui regolamenti regionali è acquisito dalla Giunta regionale entro il termine di venti giorni dalla comunicazione della richiesta.
1. L’amministrazione regionale agisce per la cura degli interessi pubblici generali e particolari che l’ordinamento attribuisce alla sua competenza, secondo i canoni dell’imparzialità, della legalità, dell’efficienza e dell’efficacia.
Organizzazione dell’amministrazione regionale
2. Il rapporto di lavoro con l’amministrazione regionale si instaura mediante concorso pubblico aperto a tutti, salvo i casi stabiliti dalla legge, ed è regolato dalla legge e dai contratti. L’amministrazione può ricorrere a consulenze e collaborazioni al di fuori del vincolo di subordinazione, in via temporanea e con stretta finalizzazione agli obiettivi, nei casi in cui non disponga di personale adeguato o sufficiente.
3. La Giunta regionale e l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ciascuno nei limiti della propria competenza, esercitano le funzioni di direzione politico-amministrativa, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e verificando la rispondenza agli stessi dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione. Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l’amministrazione regionale verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa e di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.
5. L’amministrazione regionale è dotata di adeguate strutture, strumenti e procedure di controllo interno, nonché di sistemi idonei a consentire l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attività amministrativa, della gestione e delle decisioni organizzative.
3. La Giunta regionale approva gli atti fondamentali degli enti, esercita l’indirizzo e la vigilanza e, quando la legge lo prevede, ne nomina e revoca gli organi.
5. Le agenzie sono strutture regionali che svolgono attività a carattere tecnico-operativo e sono dotate di risorse organizzative ed economiche con direzione e responsabilità autonome, nell’ambito degli indirizzi definiti dalla Giunta regionale.
6. L’istituzione di enti, di aziende e di agenzie regionali, la costituzione di società e la partecipazione a società avvengono tenendo conto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
1. La Regione ha autonomia finanziaria di entrata e di spesa, che esercita secondo i principi dettati dalla Costituzione assicurando l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico e concorrendo ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
3. Il Consiglio regionale può autorizzare il ricorso all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento e nel rispetto delle condizioni costituzionalmente previste. La Regione risponde essa soltanto dei debiti contratti.
3. La gestione del patrimonio immobiliare è realizzata secondo criteri di buona conservazione e di redditività dei beni, anche valorizzandone l’idoneità ad essere destinati ad usi di interesse generale o collettivo.
2. L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare.
3. L’esercizio provvisorio del bilancio può essere autorizzato solo per legge per periodi complessivamente non superiori a quattro mesi.
4. La legge di approvazione del bilancio può autorizzare variazioni da apportare nel corso dell’esercizio mediante provvedimenti amministrativi di competenza della Giunta regionale.
5. Il Consiglio regionale approva con legge, entro il 31 luglio di ogni anno, l’assestamento di bilancio.
1. Il rendiconto generale è approvato con legge regionale entro il 31 luglio dell’anno successivo all’esercizio cui si riferisce.
1. La Regione è dotata del Collegio dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione. Il Collegio riferisce al Consiglio regionale sulla gestione dell’Ente e, ai fini del coordinamento della finanza pubblica, opera in raccordo con la sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
2. Il Collegio si compone di tre revisori, estranei agli organi ed all’amministrazione della Regione, dura in carica cinque anni ed i suoi componenti sono rinominabili per una sola volta.
1. La legge regionale stabilisce le modalità ed i termini per l’approvazione dei bilanci e dei rendiconti degli enti e degli organismi, in qualunque forma costituiti, dipendenti dalla Regione.
1. La legge regionale disciplina il servizio di tesoreria.
1. La Regione riconosce e garantisce le autonomie locali, sociali e funzionali ed attua, nella legislazione e nell’attività amministrativa, il principio di sussidiarietà, ispirando la propria legislazione al rispetto dell’autonomia normativa ed organizzativa dei Comuni, delle Province e delle autonomie funzionali, promuovendo lo sviluppo del sistema delle autonomie.
b) efficienza, economicità e adeguatezza, tenendo conto della capacità organizzativa degli enti di garantire, in forma singola o associata, l’esercizio delle funzioni;
c) differenziazione, in relazione alle diverse caratteristiche demografiche, territoriali e strutturali degli enti riceventi;
d) responsabilità e unicità dell’amministrazione;
e) copertura finanziaria dei costi per l’esercizio delle funzioni conferite.
3. Nell’ambito delle funzioni conferite la Regione svolge il coordinamento, l’indirizzo, la programmazione, la pianificazione e la verifica dell’efficacia, adottando, ove necessario, interventi sostitutivi con le modalità previste dalla legge regionale e nel rispetto del principio di leale collaborazione.
1. E’ istituito il Consiglio delle autonomie locali, organo di consultazione sulle politiche regionali concernenti il sistema delle autonomie locali, l’organizzazione delle funzioni amministrative a livello locale e lo sviluppo socio-economico regionale. Il Consiglio delle autonomie locali esercita l’iniziativa legislativa dinanzi al Consiglio regionale limitatamente agli interventi che riguardano il conferimento e l’organizzazione di funzioni amministrative a livello locale e l’organizzazione di servizi pubblici.
a) il conferimento di funzioni amministrative agli enti locali e l’organizzazione delle funzioni a livello locale;
6. La legge regionale stabilisce le modalità e i tempi con i quali si svolgono le consultazioni tra gli organi regionali e il Consiglio delle autonomie locali, nonché i criteri e le procedure per l’elezione dei componenti del Consiglio.
Rapporti con l’Unione europea e rapporti con gli altri Stati e con enti territoriali interni ad altri Stati
1. La Giunta regionale, nel rispetto delle norme di procedura stabilite dalla legge dello Stato, della legge comunitaria e degli indirizzi impartiti dal Consiglio regionale, realizza la partecipazione della Regione alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvede all’attuazione ed all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea.
4. Con legge regionale sono stabiliti modalità e tempi per l’approvazione dell’annuale legge comunitaria regionale. La legge comunitaria, nei casi in cui deferisce al regolamento regionale l’attuazione degli atti dell’Unione europea, ne stabilisce i criteri e i principi direttivi.
5. Il Presidente della Giunta regionale relaziona annualmente al Consiglio sulla partecipazione della Regione alla formazione degli atti normativi dell’Unione europea.
1. Il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro è composto da esperti e da rappresentanti delle categorie produttive, delle formazioni sociali e delle organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori. Esso è organo consultivo del Consiglio regionale e della Giunta e contribuisce all’elaborazione delle normative e della programmazione di carattere economico-sociale della Regione.
2. La legge regionale determina la composizione, il funzionamento, nonché le modalità e gli ambiti operativi del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro.
3. La Consulta si pronuncia sulla conformità allo Statuto delle leggi e dei regolamenti regionali in vigore, dietro richiesta di almeno un quinto dei componenti del Consiglio regionale, e sull’interpretazione dello Statuto nei conflitti tra gli organi della Regione, su richiesta del Presidente del Consiglio regionale o del Presidente della Giunta regionale.
4. La Consulta si esprime altresì sulla regolarità e sull’ammissibilità delle richieste di referendum nei modi previsti dalla legge regionale.
5. Le pronunce della Consulta sono immediatamente pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione e sono comunicate al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della Giunta i quali, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni, promuovono idonee iniziative per l’eventuale adeguamento.
6. La legge regionale istitutiva assicura l’autonomia organizzativa e amministrativa della Consulta, stabilisce le norme che ne regolano le attività, le modalità di accesso, i casi di incompatibilità e le indennità spettanti ai componenti.
2. Le proposte di revisione dello Statuto non approvate dal Consiglio regionale non possono essere ripresentate prima che sia trascorso un anno dalla loro reiezione.
3. L’abrogazione totale dello Statuto è ammessa soltanto previa deliberazione di un nuovo Statuto.
1. Il Consiglio regionale provvede ad adeguare il proprio regolamento interno al presente Statuto entro due mesi dalla sua entrata in vigore. Sino all’adeguamento continuano ad applicarsi le vigenti norme regolamentari in quanto compatibili con il presente Statuto.
2. All’entrata in vigore del regolamento interno del Consiglio regionale adeguato al presente Statuto è costituito il Comitato per la legislazione. Sino alla costituzione del Comitato per la legislazione la funzione consultiva, nei procedimenti di adozione dei regolamenti regionali di competenza della Giunta regionale, è svolta dalle commissioni consiliari permanenti secondo competenza per materia.
3. Sino all’entrata in vigore del regolamento interno del Consiglio regionale adeguato al presente Statuto ed alla conseguente costituzione della Giunta per le elezioni, continua ad operare la Commissione per la verifica delle condizioni di eleggibilità nella composizione prevista dal regolamento interno vigente alla data di entrata in vigore del presente Statuto.
4. Sino all’entrata in vigore della legge regionale di disciplina del Consiglio delle autonomie locali ed al conseguente insediamento, le funzioni consultive dello stesso sono svolte dalla Conferenza regionale delle autonomie locali costituita ai sensi della legge regionale 29 settembre 1999, n. 34.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68