Source: https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/scheda.php?seduta=110&leg=X
Timestamp: 2020-05-28 04:37:16+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.110 del 02/10/2018
Resoconto della seduta n.110 del 02/10/2018
SEDUTA N. 110 DEL 2 OTTOBRE 2018
PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 110 del 2 ottobre 2018. Do per letto il processo verbale della seduta n. 109 del 25 settembre 2018, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4, dell’articolo 53, del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l’attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell’Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento Interno.
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti, Presidente della I Commissione.
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Saluto tutti i colleghi. Chiedo di iscrivere all’ordine del giorno e di discutere la proposta di legge 209, come detto nella Conferenza dei capigruppo, l’urgenza è legata al fatto di mettere a disposizione dell'intero sistema risorse legate a questa variazione di bilancio, circa 15 milioni di euro.
PRESIDENTE. La Conferenza dei capigruppo si è espressa favorevolmente.
Iscrizione d’urgenza all’ordine del giorno della proposta di legge n. 229. La pongo in votazione.
(L’Assemblea legislativa regionale approva a maggioranza assoluta dei votanti).
Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Chiedo di trattare, dopo la proposta di legge n. 229, l’interrogazione n. 646, quindi di scambiare la mia interpellanza, la n. 24, con l'interrogazione 646, in quanto sono presenti i dirigenti dell’Olea e non vorrei tenerli tutta la giornata nell'aula del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Credo che non ci siano problemi, tratteremo prima l’interrogazione n. 646 dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Rapa, Minardi e poi passeremo all’interpellanza.
Proposta di legge n. 229
“Variazione generale al bilancio di previsione 2018/2020 ai sensi del comma 1 dell’articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 201, n. 118 (I provvedimento)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la proposta di legge n. 229 del Consigliere Giacinti..
Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Con questa proposta di legge, come accennato in premessa, si mette a disposizione del bilancio regionale delle risorse che dal punto di vista delle entrate ammontano a circa 15,9 milioni di euro. Nello specifico, trattasi del recupero di somme conferite all'Inrca, a seguito della sottoscrizione di un accordo tra la Regione Marche,la Regione Calabria e l’Inrca per un importo di 13,650 milioni, e del recupero dallo Stato della quota anticipata dalla Regione per il risarcimento dei danneggiati da complicanze irreversibili, derivanti da vaccinazioni, trasfusioni, somministrazioni di emoderivati della legge 210/1992 per complessivi 2,3 milioni di euro, per l’esattezza 2,295 milioni.
Queste entrate vengono messe a disposizione del sistema attraverso molteplici variazioni.
Mi soffermerò solo sulle principali, le più importanti da un punto di vista quantitativo e vado in ordine sparso: 5,2 milioni a favore del sistema del trasporto pubblico locale, tematica che ricorre, perché quando dobbiamo a redigere il bilancio di previsione le risorse non sono mai capienti a pieno titolo per le varie esigenze, poi strada facendo si aggiusta un po’ il tiro e questo è legato anche alle tematiche ricorrenti che conosciamo bene, legate alla finanza pubblica, alle manovre di finanza pubblica, che di anno in anno tendono a comprimere un po' le possibilità di tutto il sistema.
Ci sono poi: 650 mila euro a favore dell’Assam, per esigenze di funzionamento dello stesso ente; un intervento a favore della protezione civile per 524 mila euro; 500 mila euro a favore delle aree protette; 1,3 milioni di euro per l'adeguamento delle spese per il personale proveniente dalle Province in seguito alle funzioni trasferite alla Regione, come sappiamo, molto diverse unità di personale sono confluite nella Regione e questo ha comportato un adeguamento dei costi; 2,3 milioni di euro a favore del settore della sanità, 2,2 milioni per debiti fuori bilancio; 1,8 milioni per una questione legata a una controversia, risalente a diversi anni fa, per l'occupazione, se non vado errato, di questo immobile nei confronti dell'INAIL; 416 mila euro per una questione fra la Regione e una ditta di trasporto pubblico locale.
A queste vanno aggiunte diverse altre minori variazioni in termini di quantitativi che vanno a sistemare le disponibilità di diversi capitoli a seconda delle necessità.
Ci sono anche molteplici variazioni interne, compensazioni, chiamiamole, per questioni tecniche legate ad una più appropriata denominazione e allocazione delle risorse nei rispettivi capitoli rispetto a quelli originari.
Questo è un po’ il senso di tutta la manovra, che ho cercato di riassumere attraverso le voci salienti e gli interventi più importanti, trattasi comunque di circa 15 milioni di risorse che vengono trasferite al sistema per i motivi che ho cercato di spiegare. Grazie.
Jessica MARCOZZI. Si tratta di una variazione, come ha detto il Presidente della prima Commissione Giacinti, di 15,9 milioni, ma che oserei dire vuota, perché non c'è nessuna strategia per il territorio. Prende atto di alcune compensazioni, come ad esempio quella che riguarda l’Inrca e dell'accertamento delle entrate del rimborso della Regione Calabria pari a 13,650 milioni che deriva da un accordo, però è vuota perché non ci sono nuovi interventi, non ci sono idee, nulla da proporre, non ci sono iniziative politiche, azioni nuove e nuovi investimenti.
Ci sono anche altre variazioni, come ha detto il Presidente Giacinti, al sistema sanitario, al trasporto pubblico, all’Assam, alla Protezione civile. Credo però che in questa variazione ci sia aria di elezioni, sia amministrative che regionali. Ha l'aria di essere pilotata, per molti versi, da logiche elettorali in vista delle prossime elezioni.
Risorse destinate qua e là senza un filo conduttore o una programmazione di base, date a pioggia, quasi a voler richiamare qualche consenso più che a seguire una struttura economica regionale.
Quindi boccio questa variazione perché non c’è una scelta di campo, nulla di strategico per questo territorio, ed era stato già detto in Commissione.
PRESIDENTE. Ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti scade alle ore 11.30.
Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Come diceva anche il Presidente della mia Commissione, è una proposta di legge regionale che varia le entrate e le uscite rispetto al bilancio di previsione 2018/2020, con spostamenti di destinazione, incrementi o riduzioni.
Questo atto spesso – sono 3 anni che sono qui – diventa più importante del bilancio di previsione, perché viene redatto quando si conoscono le reali disponibilità delle risorse. Questa conoscenza, ovviamente, scatena la fibrillazione dei Consiglieri regionali, che attraverso questa variazione cercano di distribuire le risorse tra i territori che li hanno eletti.
Come diceva il Presidente Giacinti, il recupero dei 15 milioni di euro nasce dalle somme restituite dallo Stato per i danni agli emotrasfusi e dal recupero di 13,500 milioni di euro circa dall’Inrca.
Nell’assestamento ci sono spese giuste e sacrosante, tra cui l’adeguamento al contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale della Regione Marche. Abbiamo grandi e piccole variazioni: 6.800 euro per le attività zootecniche, per ogni capo delle aree del sisma del cratere; 200 mila euro per il miglioramento genetico
C'è anche una voce sulla quale abbiamo chiesto delle spiegazioni, che recita testualmente: “Attuazione piano rilancio sisma, promozione e valorizzazione produzione agricola”. Rilancio della produzione agricola nella zona del sisma: 400 mila euro e riguarda l'affitto dello spazio al Vinitaly a Verona e la costruzione dello stand. 400 mila euro per l'affitto dello spazio e la costruzione dello stand! Credo che con questa cifra ci si potrebbe comprare un appartamento a Verona e fare un Vinitaly marchigiano tutto l'anno. Comunque questa è la cifra, ripeto, per lo spazio e l'allestimento dello stand, escluse tutte le spese di trasferta del personale e tutte le spese per le iniziative e gli eventi che si sono svolti. 400 mila euro!
Poi ci sono delle variazioni che l'Assessore Cesetti chiama esattamente “esigenze organiche dei territori,” quelle che una volta si chiamavano marchette. L’Assessore Cesetti le chiama “esigente organiche del territorio”, perché è una persona di cultura e ovviamente attiene al senso estetico della retorica.
Tra le esigenze organiche dei territori del terremoto, sicuramente di aiuto alle popolazioni che sono in depressione per quel che è capitato, leggiamo: 15 mila euro per le finali regionali di Miss Italia e Miss Cinema; 10 mila euro a un Comune per ricerche e studi sulla tradizione popolare; 9 mila euro a una tv privata per i programmi sulle meraviglie delle Marche, che sono stati spostati al 2019 e poi sono stati dati ad altri due Comuni, credo dell'ascolano; 25 mila euro per una scuola che ha fatto un progetto di cooperazione con l'Africa; 25 mila euro per il Museo del pattino; 25 mila euro per l’allestimento del museo Ermanno Casoli. Abbiamo chiesto al dirigente, che è venuto in Commissione, in che consiste il museo Ermanno Casoli, non ci ha dato risposta, poi il Consigliere Carloni ci ha detto che è una fondazione di arte contemporanea.
Se su questo non abbiamo avuto risposta, abbiamo avuto una risposta, mi dispiace Assessore Cesetti, menzognera per quanto riguarda i 1,8 milioni dell’INAIL. Lei ci ha dato una risposta molto vaga dicendo che sono gli affitti dell'INAIL e non ci ha detto in effetti quale iter tribolato questi 1,8 milioni hanno avuto nel corso degli anni. Quando ho letto 1,8 milioni ho commentato con gli altri colleghi della Commissione che ci si poteva comprare il palazzo delle Marche. Poi veniamo a sapere dai giornali, nonostante abbiamo fatto una domanda precisa e circostanziata su questi 1,8 milioni, e c'è stato detto genericamente che è una questione di affitto del palazzo Raffaello che è di proprietà dell'INAIL, che il contenzioso ammontava a 600 mila euro ed è diventato, tra interessi e rivalutazione, 1,8 milioni. Abbiamo approvato la variazione di bilancio il 6 di agosto e precedentemente l'INAIL – e questo non ci è stato detto – ha chiesto il precetto per il recupero esecutivo delle somme vantate. Il 6 agosto c'è stata la variazione di bilancio, a settembre l'abbiamo approvata in Commissione, e nel frattempo, nonostante fosse arrivato il terzo grado di giudizio, nessuno ha pagato, quindi il debito da 1,8 milioni è arrivato a toccare i 2 milioni.
Voi siete la Regione dell’efficienza, ma proprio ieri nel telegiornale Milena Gabanelli si è occupata della sanità, dicendo che negli ultimi 3 mesi dell'anno le liste di attesa si allungano, in modo tale da portarle all'esercizio successivo, a gennaio. Nel Centro Italia c’è un rinvio del 20% delle liste d'attesa all'anno successivo, le Marche sono al 20%. E’ la cifra più alta dell'Italia settentrionale e dell'Italia centrale. Ecco un altro esempio di efficienza, oltre al fatto che il pagamento non è stato fatto ed è aumentato di altri 200 mila euro, per cui si è arrivati a circa 2 milioni di euro per il palazzo dell'INPS.
Questo in Commissione, nonostante l'abbiamo richiesto in maniera specifica, non c'è stato detto, l’abbiamo dovuto apprendere dai giornali. Probabilmente questo tipo di efficienza viene nascosta ai Commissari e ai Consiglieri.
Non ho nient’altro da aggiungere, ho votato in Commissione contro questa variazione di bilancio e ho anche detto che non l’avrei motivata perché sarei stato oggetto di querele, lo dico e lo ripeto anche in questa Aula.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Ascoltando la relazione del Presidente Giacinti, ho confermato la volontà di intervenire e non credo di essere un sigliere di parte o di maggioranza se comincio da un dato, ovvero su una variazione di bilancio di 15 milioni di euro circa, ben 13,650 milioni sono somme che sono state recuperate da un accordo fra la nostra Regione, l’Inrca e la Regione Calabria. Io non so se debbo complimentarmi con l'Assessore Cesetti, con il Presidente Ceriscioli, con la struttura, col Presidente Giacinti, ma credo che questo sia un dato di fatto, c'è un recupero di 13,650 milioni di euro.
E’ vero che quando discutiamo di bilancio, diamo una valenza politica a questi atti, però è così cambiata l'organizzazione del bilancio che credo potremmo distinguere quale atto è strategico nel contesto generale degli atti di bilancio, perché c’è il rendiconto, la variazione, l'assestamento, che diventa impegnativo, il bilancio consolidato, il bilancio di previsione annuale e pluriennale.
La Consigliera Marcozzi di Forza Italia ha detto che è un atto vuoto, senza idee, senza nulla da proporre, senza strategie, ma noi la programmazione la facciamo soprattutto nel bilancio di previsione annuale e pluriennale, la facciamo negli atti di programmazione rispetto all'Unione europea, la facciamo negli atti di pianificazione e programmazione, la facciamo con le leggi,, non è che dobbiamo farla in una variazione. Credo che questo sia un altro aspetto significativo.
Le voci che ho sentito riguardano anche somme molto modeste, che dimostrano la stonia di un'istituzione come la nostra, con il territorio, perché si spazia su più temi.
Al Consigliere Maggi dico che possiamo continuare a parlare di sanità, ma lo facciamo in tutte le sedute ed oggi non voglio parlare di sanità, perché dobbiamo fare in modo di elevare il dibattito su quello strumento importante e indispensabile di programmazione che è il nuovo piano socio-sanitario.
Consigliere Maggi lei ha contestato il Vinitaly, io da marchigiano, da Consigliere eletto nella zona del Verdicchio, le ricordo che siamo una regione in cui ci sono 17 mila ettari di superficie vitata, 900 mila ettolitri di vino, 5 denominazioni di origine controllata e garantita, 15 denominazioni di origine controllata, 1 IGP, esportiamo in Paesi come la Germania, la Svizzera, il Belgio, l'Olanda, la Svezia, l’Inghilterra, la Norvegia, gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e la Russia. Io non so quanto sia costato lo stand e nemmeno mi interessa, perché rispetto ad un fatturato di queste dimensioni, a un valore di questa portata, io avrei detto il contrario se la Vicepresidente Casini, Assessore all'agricoltura, non avesse partecipato al Vinitaly o avesse pensato in qualche modo di risparmiare sul Vinitaly. No, noi sul Vinitaly, come la Vicepresidente ha detto anche a Verona, dobbiamo rilanciare.
Credo che questa cosa sul vino e sul Vinitaly dimostri la distanza abissale che c'è tra questa maggioranza e la minoranza, in questo caso il Movimento 5 Stelle.
Non aggiungo altro, voto con soddisfazione questa variazione, ringrazio l'Assessore e ringrazio il Presidente Giacinti.
Peppino GIORGINI. Il mio è un piccolo disappunto, chiamiamolo così, mi ero illuso che il buon Assessore Sciapichetti fosse riuscito a fare un miracolo perché in questa Regione quando si parla di ambiente si deve avere molta, molta fede.
Mi ero illuso che l'Assessore fosse riuscito a trovare i pochi soldi di cacio per poter presentare una legge, che praticamente ho nel cassetto da un anno, sulla bonifica dell’amianto in piccole quantità nella regione Marche che, come ben sapete, dal rapporto ISPRA, è la peggiore d’Italia.
Mi ero illuso su questo, non voglio mettere in difficoltà l'Assessore, però credo che qualche soldo si potesse trovare, almeno per iniziare un percorso che potesse dare buon credito anche a questa Giunta sul tema ambientale. Purtroppo vedo che non è stato possibile. Faccio come Paganini, difficilmente ripeto le cose due volte, perché alle persone intelligenti basta dire le cose una volta sola.
Mi rammarico del fatto che non si sono trovati pochi soldi per iniziare questo percorso insieme alla maggioranza, per evitare altre problematiche alla popolazione che inala le fibre di amianto, perché, come ben sapete, siamo coperti da tutte le parti, ognuno di voi può affacciarsi alla finestra e vedere che vicino casa c’è un garage o una baracca con l'amianto. Questo mio disappunto non è sul tema del bilancio, ma sul suo contenuto.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Come Lega voteremo contro questo provvedimento.
Assessore, purtroppo siamo alle solite. Siamo qui da tre anni, non tanto a denunciare lei e i problemi del suo Assessorato, perché è un Assessorato tecnico che svolge un determinato lavoro, ma il fatto che manca una strategia, infatti manca il Presidente, in questa Regione manca il Presidente da tre anni
Non è stato mai indicato uno sviluppo, si vive alla giornata e nelle variazioni dell’assestamento di bilancio, non essendoci una linea strategica su come rilanciare e far ripartire questa regione Marche, lei fa quello che può. Utilizza i numeri, cambia, fa l’assestamento di bilancio, però siamo fortemente in difficoltà.
Purtroppo i dati ci danno ragione in questa situazione di crisi. Ieri c’era un servizio su Il Corriere della Sera che mette la regione Marche al penultimo posto per la sanità sui tempi di attesa. Credo che questo gruppo dirigente che governa … Informatevi! Ma almeno si informi, Assessore Casini! Guardate la rassegna stampa, quella che viene pure taroccata perché non vengono messe tutte le comunicazioni.
La situazione è questa, sul problema dell’occupazione, sul problema del credito. Sul credito, Assessore, non state facendo niente, perché mi risulta con certezza matematica che gli ex dipendenti di Banca Marche vengono utilizzati addirittura nei call center di Ubi Banca per raccogliere soldi dal territorio. Non c’è una strategia! La strategia si fa con una programmazione e poi con il budget. Queste sono le due cose che non vediamo dopo tre anni di governo. Questa è la drammaticità! E’ inutile tergiversare su questi aspetti.
Di conseguenza ne soffre il bilancio, che non ha quella strategia di sviluppo, perché a chi fa riferimento e come fa l’Assessore a fare il bilancio o l’assestamento se non ci sono le linee guida? Purtroppo dovete prendere atto che la situazione è in questi termini. Abbiamo girato la boa, siamo a metà mandato e la situazione è quella che è.
Credo che si debba riflettere e spero che ci sia l’occasione di cambiare presentando dei bilanci diversi. Vedremo se sarà così, ma i segnali non sono questi.
Stamattina diamo un giudizio fortemente negativo, per non dire altre cose. Ci fermiamo a questa valutazione.
Assessore, glielo dico con tutta la convinzione, di questa situazione lei è un po’ responsabile, ma non è il responsabile, perché la guida di questa Regione Marche ce l’ha il Presidente, che purtroppo non c’è. E’ a part-time con la sanità, anzi nemmeno a part-time, perché da quella sedia ha detto che se la sanità funziona la responsabilità è dei dirigenti. Dirigenti che ha nominato e non funzionano e ieri il Corriere della Sera ha riportato la notizia che la Regione Marche è al penultimo posto e ha fatto pure il grafico a colori. Allora? Questa è la situazione.
Senza strategie e senza programmazione non si va da nessuna parte, caro Assessore, e noi della minoranza siamo perfettamente d’accordo se vuole contribuire al cambiamento Ma se continua a seguire la non programmazione, cosa non succede o cosa non si fa, credo che anche lei verrà travolto dalla situazione difficile che questa regione sta attraversando. Quindi non può che essere un giudizio fortemente negativo, come diamo da anni a questa parte.
PRESIDENTE. Per precisare, lei Consigliere Zaffiri ha detto che la rassegna stampa di questa Regione è taroccata. Mi sembra un’accusa abbastanza pesante nei confronti dei dipendenti dell’ufficio stampa del Consiglio e della Giunta e non mi sembra assolutamente corretto.
Sandro ZAFFIRI. Intervengo per fatto personale. Come lei sa, perché ha ricevuto le comunicazioni ufficiali del Gruppo Lega Nord e mie personali, sono 10 o 12 volte che non compaiono sulla rassegna stampa notizie riguardanti il mio gruppo. E’ lei che ha detto che la colpa è dei lavoratori, io non l’ho detto, anche perché per 35 anni li ho difesi!
PRESIDENTE. Lei ha parlato di rassegna taroccata e la rassegna la fanno i lavoratori, quindi mi sembra consequenziale la cosa.
Sandro ZAFFIRI. Lei forse ha dato degli input per non mettere…..
PRESIDENTE. E’ grave, se ne assuma la responsabilità!
Sandro ZAFFIRI. Le ho inviato delle lettere nella quali dico che sono mancate delle cose del Gruppo della Lega nella rassegna stampa! Non sono matto! Attenzione!
PRESIDENTE. Ho fatto presente che sono mancate delle cose che riguardavano il Gruppo della Lega, ma non può parlare di rassegna taroccata, tutto qui!
Sandro ZAFFIRI. Chi ha detto di non metterle? La Presidenza della Giunta? Chi l’ha detto se lei non l’ha fatto lei?
Io non ho mai detto che la colpa è dei lavoratori, attenzione. Il capo redattore, che è andato via, le ha detto più volte che la rassegna stampa non andava bene! Ma che film ha visto!
Francesco GIACINTI. Capisco il gioco delle parti, la contrapposizione politica, siamo nell’Aula del Consiglio regionale, chiaramente le posizioni sono contrapposte e ogni spunto è buono per buttarsi sull'agone politico, però vorrei ricondurre la questione nel giusto alveo, perché alcuni commenti stridono con il vero senso di questa proposta di legge e l'intervento che essa sta a significare.
Parliamo di una variazione complessiva di 15 milioni di euro su un bilancio di quasi 4,8 miliardi, è un aggiustamento minimo, ma quando l'attenzione si va a concentrare su questioni secondarie, addirittura marginali, come i 20 mila euro per un museo o i 15 mila per un comune, o i 10 mila per un'altra iniziativa, pur su una complessiva variazioni di 15 milioni, credo che questo dia un po’ la cifra dell’agone politico, che è un po' vittima e risultato di un sentimento che un po' pervade tutta la politica di questa stagione.
È un momento in cui si respira un'aria da presa della Bastiglia, ed evocare, come è stato fatto, alcuni personaggi che una parte politica volevano eleggere Presidente della Repubblica, se non vado errato, la dice lunga su questo sentimento di polemica assoluta e di demonizzazione di ogni azione tesa al governo ed al buongoverno. Ci indigniamo perché 2,3 milioni su 15 milioni sono per coloro che hanno subìto danni da vaccinazioni e da emotrasfusi, una tematica che ricorre ogni volta, l'ho detto quando ho illustrato l’atto. Nella redazione del bilancio di previsione, in prima battuta, spesso i capitoli non sono tutti adeguati, lo sappiamo, poi quando vanno a sistema le risorse si adeguano. Trattasi di risorse che lo Stato aveva anticipato per questa problematica. 5 milioni sono per il trasporto pubblico locale e altri interventi, l’adeguamento del costo del personale derivante dal fatto che trattiamo di coloro che sono arrivati in Regione provenendo dalle Province.
Pur nel rispetto delle varie posizioni politiche mi sembra eccessivo prendere come spunto la variazione di questa entità, che poi nello specifico e nel merito ha come oggetto interventi puntuali che vanno a beneficio di tutta la collettività.
Aggiungo anche che di questo clima di presa della Bastiglia, come l’ho definito, risente anche la stampa locale, visto e considerato certi titoli che anche oggi vi campeggiano, che hanno come interesse primario questioni secondarie.
Mi sembra sempre di percepire questo sentimento finalizzato a una demonizzazione, ad un voler sparare su posizioni di privilegio, di casta, ma io respingo queste insinuazioni che non mi appartengono, come non mi appartiene questo modo di ragionare.
Credo che siamo qui con l’intento di governare al meglio, pur con delle problematiche, che non nascondiamo, al fine di portare un contributo, il più importante possibile, al bene comune e a tutta la comunità.
Questa mi sembra la questione centrale, che non va tradita, nemmeno prendendo come spunto questioni veramente minimali in una variazione che, anche nel contesto generale del bilancio, non è così rilevante. Parliamo di circa 15 milioni su un bilancio di 4,8 miliardi.
E’ in arrivo l’assestamento, che è un atto importante nell’economia del bilancio complessivo, e sono curioso di sentire i commenti quando andremo a discuterlo.
Fabrizio CESETTI. Consigliere Zaffiri, da abile uomo politico, sposta la discussione su temi generali, ma anche su quelli le cui argomentazioni sono a dir poco infondate.
Non è questa ovviamente la sede per parlare di strategia generale, però voglio ricordare al capogruppo Zaffiri che questa amministrazione regionale in questi anni si è misurata con sfide inedite: la grande crisi del credito, la crisi economica, il terremoto, la riforma delle Province.
Credo che abbiamo dato una risposta soddisfacente alle esigenze delle nostre comunità e lo abbiamo fatto anche con il bilancio. Lo faccia il Governo centrale, che i Consiglieri Zaffiri e Maggi sostengono, come quando ad esempio questa Amministrazione regionale ha posto sui tavoli nazionali le grandi crisi occupazionali, le grandi crisi aziendali, è ora che questo Governo dia delle risposte, come quando, ad esempio, la Regione Marche chiede e istruisce la pratica per il riconoscimento dell'area di crisi complessa del territorio fermano-maceratese, con tutte le opportunità che ne derivano. Quell'atto di programmazione, quella strategia preparata ed evocata dalla Regione Marche è stata consegnata al Ministro Di Maio e al MISE fin dal mese di maggio 2018. Oggi noi attendiamo ancora una risposta. L’attendiamo noi e lo attendono quelle realtà territoriali.
Quindi, caro Consigliere Zaffiri, anziché dilettarsi ad evocare critiche inesistenti nei confronti di questa maggioranza, spenda il suo tempo prezioso per sollecitare i membri del Governo che lei sostiene, che facciano la loro parte nei confronti della Regione Marche e delle altre Regioni. Lo facciano anche per dare quelle risorse, ad esempio, all'altra questione …
Fabrizio CESETTI. Consigliere Zaffiri, se lei mi parla sopra non ce la fa a deconcentrarmi, non ce la fa, perché io sono molto più navigato di lei, sono più resistente. Non si sforzi che le fa male!
Questa variazione, nonostante, non sia rilevante rispetto al bilancio regionale, dà una risposta alle esigenze della nostra comunità. Innanzitutto deve essere valorizzato un fatto, è stato possibile fare questa variazione perché la Regione Marche ha recuperato un credito da una Regione italiana, dalla Regione Calabria, 13,650 milioni di euro oggi e altri 2,850 milioni di euro confluiranno nelle annualità successive. Complessivamente sono oltre 16 milioni di euro.
Questo è un atto ed un percorso virtuoso, perché si tratta di recuperare crediti antichi, e nessuno era riuscito a farlo. Questo ci dà la possibilità e l’opportunità di dare delle risposte. A cosa diamo risposta?
Consigliera Marcozzi, questa variazione non è vuota, vuote sono le sue argomentazioni e considerazioni, vuote, totalmente vuote, significa che non l'ha letta, perché quando noi mettiamo milioni di euro per l’adeguamento delle retribuzioni del personale proveniente dalle Province, mettiamo risorse per il completamento di un percorso e di una strategia.
Non lo debbo ripetere per l'ennesima volta che la partita delle Province e del riordino delle funzioni è stata una grande partita. Basta pensare che oltre 1.000 dipendenti sono confluiti nell'organico regionale, con tutte le funzioni che esercitiamo. Una Regione che ha mutato anche la sua identità, se vogliamo, che è passata da ente di programmazione ad ente di gestione ed noi oggi ci misuriamo, ad esempio, nel gestire i fiumi, col dissesto idrogeologico, in relazione al quale ci sono delle risorse.
Sapete perché questa questione non è assurta agli onori della cronaca? Perché l'abbiamo fatta bene e come tutte le cose che si fanno bene non hanno gli onori della cronaca.
In sanità, gli onori della cronaca ce l'hanno le liste d'attesa, che pure è un problema, lo riconosciamo, ma in relazione alle quali noi stiamo intervenendo con efficacia. Non va agli onori della cronaca, ad esempio, il fatto la Regione Marche in questi 3 anni ha mantenuto i primi 3 posti tra le Regioni, decima a livello nazionale. Non va agli onori della cronaca la premialità, la possibilità di avere applicato l'anno scorso 202 milioni di euro in sanità, per abbattere le liste d'attesa, per assumere personale, 1.800 persone in più (medici, infermieri, paramedici, amministrativi), per aver dotato i nostri presidi di impianti tecnologici all'avanguardia, di strumentazioni all'avanguardia, per la salute dei nostri cittadini. Questo no! Una lista d'attesa, ripeto che è un problema che c’è, ha il titolo sul giornale, ma un macchinario innovativo che salva la vita delle persone no! Questo noi lo abbiamo fatto ed è sotto gli occhi di tutti.
Oggi anche attraverso questi strumenti cerchiamo di dare una risposta. Lo diceva benissimo, e lo ringrazio, il Consigliere Giancarli, come lo diceva benissimo il Presidente Giacinti, che pure ringrazio, nel declinare gli argomenti a sostegno di questa variazione, che è importante.
Hanno detto dei 3,100 milioni per l’adeguamento al personale, abbiamo fatto un accordo con i sindacati e l’abbiamo rispettato da subito, potevamo anche non farlo e aspettare; poi l’informatica, i trasporti, le agevolazioni tariffarie, le aree protette, il pronto intervento sui fiumi nell'imminenza della stagione autunnale, gli indennizzi agli emotrasfusi. Queste sono le risorse.
Adesso ragioniamo anche delle altre questioni. Il Consigliere Maggi addirittura mi additerebbe per dichiarazioni menzognere. Non solo non so che cosa significa la menzogna, ma non so neanche cosa significa la bugia. Tra le altre cose, come direbbe l’Assessore Casini, quando faccio queste cose, dove ci metto impegno, sono troppo concentrato su me stesso perché le voglio fare bene, piuttosto che dispensare menzogne.
Sulla questione dell’INAIL è vero che ho parlato di canoni, ma sull’INAIL voglio dire una cosa, questa amministrazione regionale per questo palazzo, a decorrere dall’1 dicembre 2015, dopo cinque mesi dal suo insediamento, ha rinegoziato con l’INAIL il canone di locazione. Prima si pagava 1.286.792, oggi paghiamo, dall’1 dicembre 2015, 742.713, con un risparmio del 42%. Abbiate la bontà di dirci bravi e di farci i complimenti. Fateci i complimenti, vi fa onore. Questo lo abbiamo fatto per questo palazzo e questo è un fatto, il resto sono chiacchiere.
Questo fatto, però, non ha avuto i titoli in prima pagina, no. Non viene detto quando la nostra comunità risparmia il 42% in meno all’anno che in termini netti sono 540 mila euro all’anno.
Attraverso questi risparmi, ad esempio, abbiamo potuto raddoppiare le risorse per la vita indipendente! Lo volete capire?! Li abbiamo incontrati insieme a Tolentino ed in futuro probabilmente faremo ancora di più! L’abbiamo potuto fare anche grazie a questo, e questo dovete dirlo, dovete avere la dignità e la lealtà di dirlo.
Il pignoramento. Il pignoramento è stato eseguito sulla base di una sentenza, la 227 del 2013, pronunziata dalla Corte di Appello di Ancona. A quel tempo il Presidente Ceriscioli era il sindaco di Pesaro, l’Assessore Cesetti faceva il Presidente della Provincia di Fermo. Questa è la sentenza sulla base della quale è stato eseguito il pignoramento, è scritto qui, non l’ha detto l’Assessore Cesetti!
Fabrizio CESETTI. Caro Consigliere Maggi, forse lei, escludendo che mi possa essere espresso in modo sbagliato, la domanda l’ha posta in modo errato. Probabilmente è così, altrimenti non avevo motivo di non rispondere, anche perché mi ha chiamato un giornalista e ho risposto. Questa è la verità! Supponiamo che oggi ci sia, come dice lei, l'opportunità di rimediare, ma queste non sono mie deduzioni, sono i fatti, la sentenza n. 227 del 2013 è di una vertenza del 1993.
L’Assessore al bilancio è venuto a conoscenza di questa sentenza - l’INAIL ha notificato l’atto di precetto esattamente il 26 luglio - e solo dopo 7 giorni, il 6 agosto, ha presentato la variazione di bilancio per dare copertura a questo importo. Cosa dovevamo fare? C’è una variazione di bilancio, ho presentato un emendamento per il riconoscimento del debito fuori bilancio e in data 10 settembre 2018 è arrivato l’atto di pignoramento. Su questo, lo dico senza nessuna remora, qualcuno ha commesso una grave scorrettezza, perché noi avevamo a bilancio la somma, c’è un emendamento dell’Assessore per riconoscere il debito fuori bilancio, quindi quella somma verrà pagata, penso che fra privati nessuno avrebbe fatto una scorrettezza del genere. Non si fa tra enti pubblici. Forse erano arrabbiati perché abbiamo rinegoziato il canone? Non lo so, fatto sta che oggettivamente è una scorrettezza.
Se rispetto a questa scorrettezza ci saranno – perché io ho già chiesto per le vie brevi e lo farò formalmente una dettagliata relazione agli uffici – delle responsabilità di carattere omissivo rispetto ai tempi, state tranquilli che verranno accertate e all’esito perseguite come è giusto che sia.
Un fatto è certo, questa amministrazione su questo non ha alcuna responsabilità, ma da una parte ha il merito di aver rinegoziato il canone e dall’altra il peso di essersi dovuta far carico di questioni e responsabilità di altri, con le quali non c’entra nulla.
Per quanto riguarda il resto, Consigliere Maggi, lei dice la parola marchetta rispetto alle richieste dei Consiglieri. Io questa parola l’ho pronunciata, ma non in senso dispregiativo con il quale viene evocata e declinata da lei quest'Aula. Io la dico in senso positivo perché da quando faccio l’Assessore al bilancio le richieste puntuali dei Consiglieri corrispondono ad esigenze organiche dei territori, addirittura si inseriscono all’interno di una visione di insieme, perché ho sempre sollecitato i Consiglieri di maggiorana e di minoranza a chiedere queste misure con equità, con equilibrio e con solidarietà territoriale. Quindi rispondono ad esigenze territoriali ed impropriamente vengono definite marchette.
Oggi il Consigliere Maggi ha evocato qui in Consiglio il finanziamento a Miss Italia. Sul turismo hanno trovato ingresso in questa variazione delle richieste dell’Assessore Pieroni e mi pare che faccia bene l’Assessore al turismo e alla cultura, i turisti vengono, la visibilità c’è.
Ci sono state richieste, rispetto a 1,800 milioni di questa variazione, esattamente per 168 mila euro. Richieste per dare risposte ad eventi che sono avvenuti nel periodo estivo, tra cui quello di Miss Italia. Sono sincero, avevo qualche dubbio, l’Assessore Pieroni ha finanziato per Miss Italia 10 mila euro a Pievetorina, comune all’interno del cratere sismico, e 5 mila euro ad Amandola, comune all’interno del cratere sismico, ed ancora una volta ha fatto bene ed è stato pure fortunato perché, checché ne possiamo pensare del concorso di Miss Italia, Miss Italia 2018 è marchiana, Miss Marche, che è stata incoronata a Pievetorina, è di Montegiorgio, risiede momentaneamente a Petritoli, tra l’altro residente a Cupramarittima, quindi abbraccia tre province. Come ho avuto modo di dire, questa ragazza ha vinto non solo perché è bella, ma perché sa portare bene la sua bellezza, segno evidente che sa portare la sua marchigianità ed ha portato la nostra regione agli onori della cronaca nazionale.
D’altra parte, se noi spendiamo, come è giusto, delle risorse per gli spot, dove facciamo vedere le nostre splendide realtà, pensate che fare Miss Italia delle Marche non valga i 15 mila euro che ha richiesto l’Assessore Pieroni?
Da ultimo il Vinitaly. Caro Consigliere Maggi, il Vinitaly è una delle più grandi manifestazioni a livello mondiale, che si fa da anni, i 400 mila euro non solo sono ben spesi, di più, perché nella nostra regione ci sono 4.740 aziende attive – dati che mi ha fornito la Vicepresidente – 90 milioni di euro di produzioni, 17 milioni di ettari coltivati. Mi chiedo: veramente pensiamo di non fare questa manifestazione?
Fabrizio CESETTI. E’ troppo?
Fabrizio CESETTI. Non mi interrompa Consigliere Maggi, non mi interrompa! Caro Consigliere Maggi è quello che costa.
Cara Vicepresidente Casini, è ora di fare chiarezza, la invito a scrivere a tutti i produttori vitivinicoli e mandare il resoconto di questi dibattiti, perché è ora di farla finita che qui si evochi chissà che cosa!
Voi dovete rispondere alle 4.740 aziende vitivinicole marchigiane, alle loro famiglie, a tutti coloro che si alzano la mattina per produrre e per fare più forte la nostra economia marchigiana. A quelli dovete rispondere e i 400 mila euro sono quelli che servono!
Siete diventati grandi, adulti e vecchi come noi, anche io mi ci metto, a forza di annunci e di proclami vuoti e ora continuate ancora su questa strada, però è ora di fare chiarezza ed invito la Vicepresidente Casini a far conoscere quella che è la vostra idea a tutti gli interessati.
PRESIDENTE. Vedo che si è prenotato di nuovo il Consigliere Zaffiri, ha già parlato. Per cosa?
Sandro ZAFFIRI. C’è stata un’affermazione del Presidente, le mando una notizia di ieri che non è stata ripresa dalla nostra rassegna stampa. Chiamatela come vi pare, c’è una società che fa la rassegna stampa, non ci sono nemmeno i lavoratori, la fanno da Roma, non lo so, questo è un problema vostro.
Non date nemmeno le informazioni giuste ai Consiglieri e alla regione Marche. Questo è il problema, Presidente.
I fatti sono questi, lei parla e il Consigliere Zaffiri mostra i fatti.
PRESIDENTE. Ho parlato rispetto ad una sua affermazione, punto!
Luca CERISCIOLI. Sono stimolato dagli interventi che ho ascoltato, partendo dal Consigliere Zaffiri, sui dati del confronto di produzione sull’attività ambulatoriale del quarto trimestre rispetto al primo semestre 2016. Questo è il dato su cui, secondo lui, si fonda tutta l'analisi della sanità marchigiana, il che è molto interessante.
Informalmente mi sono chiesto: questi dati sono diversi? Faremo una verifica un po' più approfondita per capire che dati ha pubblicato la Gabanelli. Parto sempre dal buonsenso, francamente mi sembra un dato eccessivo se ci sia una riduzione del 20% dell’attività ambulatoriale nell’ultimo trimestre. Quello che mi hanno fornito è un dato di massima ben diverso, quindi andremo ad approfondire. È ovvio che se dovesse risultare in maniera definitiva una cifra molto diversa, utilizzeremo tutti gli strumenti perché venga corretta questa immagine negativa che si è voluta dare della nostra Regione.
Questo è quello che posso dire rispetto al dato, perché me lo hanno fornito in mattinata e per avere un ordine di grandezza, quando sarà più accurato, faremo nei passaggi successivi, perché non racconta quel tipo di realtà.
Ho letto in generale l’articolo e vorrei chiosarne una parte, al di là del fatto che chi scrive lo fa per farsi leggere e non ha necessariamente lo scopo per far capire a tutti quello che succede, e dice: “Tutte queste Regioni frenano quando arriva l’ultimo trimestre” e la grande motivazione è che se un direttore di un’azienda sfora lo licenziano. C’è anche un'altra motivazione che sta subito dopo, perché se fosse questo il problema ne licenzieremo uno all’anno, sforiamo, diamo un sacco di servizi e tutti gli anni cambiamo il dirigente. Perché non facciamo la scelta di sforare sempre e dare più servizi e cacciare il dirigente tutti gli anni? Perché c’è un’altra piccola conseguenza per le Regioni che vanno in disequilibrio: tutta la tassazione regionale viene portata al massimo, sia l'IRAP che l'IRPEF. Solo di IRPEF sarebbero 150 milioni di euro in più che marchigiani pagherebbero di tasse. Forse spiegata così, la frenata si capisce un po' meglio, non è solo il fatto di non rispettare un pareggio di bilancio, ma immediatamente sulle spalle dei marchigiani finirebbero 150 milioni di tasse da pagare. Questo dettaglio trascurato forse rende la spiegazione un po' meno comprensibile.
Sfiderei chiunque in quest’Aula a dire: “No, molto meglio sforare e poi pagare 150 milioni di IRPEF”. Poi con l’IRAP ci sarebbe un carico sulle imprese della nostra regione e tutte le aliquote verrebbero portate immediatamente al massimo, finché non si rientra, abbassandosi e ricollocandosi nel punto dell’asticella che uno aveva scartato.
Quindi, mentre ci sta una frenata a fino anno dell'attività per stare dentro i limiti di bilancio, visto che non vogliamo far pagare tutte queste tasse ai marchigiani, non ci sta una frenata così grossa, che sarebbe chiaramente indice di una programmazione eccessivamente sbilanciata sui mesi precedenti. Quindi faremo una verifica.
E’ vero anche che il dato di per sé, vado a chiosare ulteriormente, forse potrebbe essere più interessante se ad esempio vado a confrontare la produzione che si ha in termini di servizi in rapporto alla spesa. Forse questo è il dato più significativo (se ottengo 100 produco 100, se ottengo 100 produco 90, se ottengo 100 produco 10).
E’ vero che è importante la distribuzione, ma è importante anche la quantità. Paradossalmente un sistema che lavora molto nella prima parte dell’anno, a maggior ragione deve frenare nell’ultima, ma in termini di produzione ha offerto al sistema le stesse risorse dal momento in cui le ha spese prima piuttosto che dopo.
E’ vero quello che ha detto l’Assessore Cesetti, cioè che siamo una Regione benchmark non so da quanti anni, è un dato che ormai non dico in quanto non fa notizia, ma se occupa uno spazio di questa dimensione nella comunicazione … - non nella rassegna stampa perché se ci sta o non ci sta se ne fa rapidamente una ragione, ma se non ci sta nella comunicazione è un’altra cosa, perché la rassegna stampa la guardiamo noi, la comunicazione dovrebbero guardarla tutti. E’ evidente che se avvenisse l’opposto, non andare in disavanzo, ma uscire dalle tre Regioni benchmark, il fatto diventerebbe subito notizia! Non è una notizia il fatto di esserci, come dovrebbe essere, ma di uscirne. Quindi, stando alla logica, noi avremmo solo da rimetterci nella gestione della sanità perché l’unica cosa che ci può capitare è uscire dalle Regioni benchmark. Quindi sarebbe bene tutte le volte considerare quanto è importante in termini di risorse per il nostro sistema farne parte.
Anche la restituzione dei fondi dalla Calabria in realtà è stata ottenuta grazie al fatto che, essendo riconosciuta come Regione virtuosa, a maggior ragione, abbiamo ottenuto un’ottima intermediazione da parte del Ministero, perché chi ha i fondi della Calabria ed i nostri è il Ministero. Quindi, grazie alla buona reputazione siamo riusciti a fare questo, ecco perché la Regione va difesa quando viene attaccata, soprattutto se ingiustamente.
Francamente mi sembra incredibile che anche la Sicilia riesca a fare in un trimestre il 50% di quello che fa in un anno, mi sarei più preoccupato se il dato era giusto piuttosto che la percentuale fosse corretta, ma nel nostro caso il 20% non ci torna e verificheremo.
Quando ci sono provvedimenti come questi grazie a delle entrate straordinarie (13 milioni + 2 milioni) si mettono in fila tante azioni positive di contributo al sistema, fare troppa opposizione normalmente non conviene, perché la traduzione è raccontare uno a uno a quei soggetti che una parte di quest’Aula non è d’accordo nel far loro avere i finanziamenti. E’ molto più facile nel lato entrata mobilitare gli animi.
Quando con un’entrata straordinaria si vanno a toccare temi degni di essere sostenuti sotto il profilo finanziario, molto meglio appoggiarli.
Se la comunicazione dà il giusto rilievo a chi contesta senza portare la spesa della Regione Veneto o della Regione Umbria o Lombardia o Piemonte per il loro spazio al Vinitaly, diventa un esercizio ozioso e l’unico rischio è quello di dover spiegare ai produttori marchigiani, che hanno la possibilità di partecipare al Vinitaly … Ho visto dei produttori che fanno 10 mila bottiglie con un loro banchetto dentro il Vinitaly grazie a questo impegno. Aziende che in questi anni sono cresciute perché hanno avuto questa opportunità in termini di spazio e di mercato. Andargli a raccontare che prendere lo spazio al Vinitaly è uno spreco, perché i 400 mila euro non sono per l’acquisto dello stand, ma per lo spazio ... Le Regioni pagano lo spazio dentro la manifestazione più importante a livello europeo. Il fatto che noi ci siamo e che garantiamo le risorse per esserci a tutte le imprese vitivinicole marchigiane, è un problema?
Non si tratta di spreco, non è un oggetto complesso, ma è un oggetto semplice, l’acquisizione di spazi dentro quella fiera, spazi che servono a un pezzo dell’economia marchigiana, spazi che servono per i custodi del territorio che tante volte giustamente li ricordiamo per una funzione non solo legata all’economia, ma anche a quanto ci regalano in termini di mantenimento del paesaggio, anche rispetto al rischio idrogeologico, e della salubrità attraverso la gestione del territorio. Una funzione completa che mette insieme sicurezza, bellezza, qualità ed economia. Quindi questo è il minimo che possiamo offrirgli, lo spazio dentro la manifestazione più importante, che apre i mercati e fa incontrare i buyers
Ben vengano queste critiche, non credo non avremo nessun problema, anzi, avremo tutto l’interesse a farle conoscere, purtroppo mai abbastanza, perché sarebbe un titolone dire: “Regione Marche: votano contro i fondi per acquisire lo spazio al Vinitaly”, con tutto il lavoro che abbiamo fatto per far crescere il vino in questi anni, i premi vinti, l’immagine internazionale ed altro.
So che è difficile chiederlo, ma fino all’ultimo momento, prima di votare contro questo provvedimento, sarebbe giusto fare una riflessione un po’ più ponderata. Gli elementi che abbiamo dato servono semplicemente a capire meglio, sono le risorse che servono per avere lo spazio dentro quella manifestazione, perché il resto non costa solo 400 mila euro, il resto passa attraverso i consorzi di promozione.
PRESIDENTE. Procediamo con le votazioni.
Articolo 2 ter. Lo pongo in votazione.
Articolo 2 quater. Lo pongo in votazione.
Giovanni MAGGI. Colgo l'occasione della dichiarazione di voto, che abbiamo già fatto e abbiamo già espresso durante la votazione degli articoli, per fare delle precisazioni in quanto alcuni interventi mi sono sembrati una mistificazione abbastanza pesante di quello che ho detto.
Certo, gli importi sono piccoli e sul territorio vengono distribuiti piccoli importi per delle manifestazioni di Comuni che ovviamente non hanno grande rilevanza dal punto di vista della popolazione, però è il principio che conta, nel senso che io da questo banco ho chiesto fino alla nausea di assumersi la responsabilità delle priorità per quello che riguarda gli investimenti, sia di 100 euro che di 100 mila.
Il concetto è che le risorse sono sempre di meno, vanno quindi impiegate scegliendo le priorità ed io in questi piccoli interventi, che il Consigliere Giacinti ha definito marginali, non le vedo. Credo che ci siano tante piccole variazioni che potrebbero diventare un'entità più importante e consistente da dedicare a capitoli sicuramente molto più interessanti.
Non dico niente, Assessore Cesetti, sulla sua difesa di Miss Italia e Miss Cinema. Credo che le pari opportunità potrebbero chiedere che sia finanziato anche Mister Italia e Mister Cinema per avere entrambe le manifestazioni ed anche Mister Cinema, Mister Italia e Mister Marche porteranno la loro mascolinità, come lei ha detto della femminilità, e la loro marchigianità in tutto il territorio. Assessore, mi sembrano delle dichiarazioni azzardate che spiegano il tempo che stiamo vivendo.
Per lei, Presidente, se le visite e le liste d'attesa slittano all'esercizio successivo, la Regione Marche è al 20% per le richieste che slittano all'anno successivo, negli ultimi 3 mesi dell'anno …
Giovanni MAGGI. L'ho sentito ieri dalla Gabanelli che secondo me è una giornalista molto precisa. Lei ha fatto presente che se le prenotazioni slittano all'anno successivo c’è comunque un risparmio di tasse. Però lei non ha considerato quelli che a ottobre, novembre e dicembre, gli ultimi tre mesi dell’anno, si vedono slittare la prenotazione all’anno successivo e che quindi devono ricorrere alla sanità privata. I soldi che spendono questi signori e queste signore per la sanità privata vanno a compensare il milione e mezzo che dovrebbero pagare, e lo pagano solo quelli che ne hanno bisogno e che sono nella necessità, mentre le tasse le pagherebbero tutti in maniera proporzionale. Vanno a compensare queste tasse? Lei la deve dir tutta, perché la maggior parte dei signori e delle signore le cui prestazioni slittano all'anno successivo, ricorreranno per esigenze di urgenza alla sanità privata, quindi c’è un esborso delle famiglie verso la sanità privata.
Voglio terminare dicendo questo. Non mi mettete in bocca che io sono contro le aziende vitivinicole. Prima di venire qua lavoravo nella comunicazione e per eventi sia nazionali che esteri, conosco bene le cifre degli investimenti e le cifre delle locazioni degli spazi nelle fiere, io ho soltanto detto che secondo me la cifra di 400 mila euro è esagerata.
E’ inutile che lei, Assessore Cesetti, dica: “Vicepresidente, mandi alle aziende vitivinicole la registrazione di questa seduta”, io ho grande rispetto per i produttori che fanno grande il nome delle Marche e stanno sollevando l'economia regionale, quello che ho detto è che – poi faremo un accesso agli atti o chiederemo all’Assessore Casini il dettaglio analitico delle spese, sia dell'affitto dello spazio che dell'allestimento dello stand – mi sembra eccessiva la spesa dell'affitto e dell'allestimento.
Io favorirei ancora di più la partecipazione al Vinitaly ed a tutte le manifestazioni, che hanno lo stesso interesse e lo stesso seguito di Vinitaly, di tutte le aziende marchigiane, che siano agricole o che non lo siano, dico soltanto che, nel momento in cui si partecipa a queste manifestazioni, che sono auspicabili, va comunque fatto un conteggio dei costi, va comunque fatta una verifica di quali sono le condizioni migliori per avere lo stand al prezzo minore.
Questo è una politica aziendale, consolidata, in tutto il mondo e io ho chiesto soltanto questo, non ho assolutamente messo in discussione il Vinitaly.
Perché non sono soldi vostri, ma le aziende guardano e chiedono i preventivi, e chiedono quali sono i costi minori….
Giovanni MAGGI. L’affitto su 400 mila euro mi dica quant’è? 200? Allora mi dia l’analitico e le chiederò scusa …
Giovanni MAGGI. No, no, me lo farò dare dagli uffici!
Giovanni MAGGI. In effetti io so quanto costa l'affitto di uno spazio al Vinitaly …
Giovanni MAGGI. Io le sto dicendo che le spese sono eccessive…
(interrompe l’Assessore Cesetti)
Giovanni MAGGI. Amen, Assessore, potrebbe aggiungere: “In verità, in verità vi dico prendetene e mangiatene tutti”. Non so.
PRESIDENTE. Consigliere, per favore concluda!
Giovanni MAGGI. Non tollero che si mistifichino le dichiarazioni, come quella che noi siamo contro la partecipazione delle aziende vitivinicole al Vinitaly.
Ribadisco ancora una volta, e concludo, che quando in Commissione vogliamo delle informazioni su quello che dobbiamo valutare e discutere, queste debbono essere date e debbono essere precise e non si dica, in riferimento all’INAIL, che è soltanto il pagamento dell’affitto, mentre è un contenzioso che si trascina da 24 anni e che è triplicato, a nocumento del denaro pubblico.
Voto sicuramente e convintamente contro.
Sandro ZAFFIRI. Grazie, Presidente. Ribadisco la valutazione negativa per cui voteremo contro questo provvedimento.
Durante la discussione ci sono stati degli interventi, come ad esempio quello del Presidente in riferimento al quel dato che potrebbe non essere giusto. Io non discuto di questo, probabilmente mi sono spiegato male, discuto il fatto che la sanità è in mano ai dirigenti. Questo è il problema di fondo.
Il problema che si evidenzia in questo articolo e dalle comunicazioni della Gabanelli, a prescindere dalla percentuale se è del 20% o quella che dice lei, è il rinvio. Ci sta il rinvio, ma non per come viene denunciata la cosa e cioè che i dirigenti potrebbero essere licenziati. Non è questo, c’è un premio di risultato per i dirigenti a fine anno e lo sforamento di quel coefficiente in bilancio è una voce che determina il premio di risultato. Questo è il problema che hanno i dirigenti quando, purtroppo, svolgono determinati ruoli! E’ questo che la politica di questa maggioranza non vuol capire! In questo caso c’è il problema della salute dei cittadini che viene rinviata all’anno successivo. Sta tutto nel meccanismo strutturale che questa maggioranza si è data sulla sanità. Questo è il problema politico! Non è l’Assessore che decide, è il dirigente che decide.
Questa è la critica che noi della Lega facciamo a questo tipo di politica, se non si vuol capire è un altro argomento. Io evidenzio gli aspetti politici di questa cosa della sanità e questo articolo e la comunicazione di ieri sera della Gabanelli ci stanno.
Le chiedo politicamente di non far attuare il controllo della sanità ai dirigenti, fra l'altro, per quanto riguarda le liste attesa, li ha confermati e li ha pure premiati, ma le liste di attesa aumentano.
Parliamo sempre da due diverse lunghezze d'onda, un conto è la valutazione politica, un conto è la questione tecnica e siccome ancora si continua su questioni tecniche che riguardano la gestione di questa Regione, noi non possiamo che ribadire il voto nettamente contrario a questa impostazione, che voi da 3 anni avete dato a questa Regione.
Fabio URBINATI. Grazie, Presidente. Faccio solo questa brevissima dichiarazione di voto.
Vorrei un attimo sottolineare alcuni aspetti che sono venuti fuori dalla discussione.
Come ha ben detto il Presidente della Commissione, che io ringrazio per il lavoro che abbiamo fatto in questi giorni, perché faccio parte anch’io della prima Commissione, stiamo facendo una variazione di 15 milioni di euro, un aggiustamento prettamente tecnico, come è stato presentato l'atto, ma è chiaro che qualsiasi provvedimento che riguarda le finanze dell'ente ha sempre un aspetto inevitabilmente politico.
Gli osservatori e anche i Consiglieri hanno avuto modo di capire un po’ qual è l'approccio dell’amministrazione pubblica e un po’ di tutte le forze politiche.
La questione del Vinitaly, condizionati dal momento politico che stiamo vivendo, l’abbiamo affrontata insieme alla II Commissione cercando di sviscerare bene quelle voci. Abbiamo portato i dirigenti in Commissione per spiegare in maniera dettagliata come la Regione Marche si approccia alla più grande manifestazione che, secondo me – il Presidente ha parlato di Europa - è tra le più importanti al mondo per quanto riguarda la produzione vitivinicola. Quindi noi preventivamente, avendo sentito nell'aria che poteva esserci questa critica, abbiamo fatto venire i dirigenti in Commissione, che ci hanno spiegato in maniera chiara e dettagliata, quindi già l'accesso agli atti c'era, chi voleva poteva ascoltare in quella seduta nella quale è stato spiegato in maniera chiara come la Regione Marche svolge e contribuisce alla presenza delle nostre imprese al Vinitaly.
Questo è politicamente tutto l'emblema di quello che abbiamo discusso. Spero tanto che in questo pezzo finale della legislatura, oltre alle critiche, che spesso diciamo che sono utili sotto certi aspetti su argomenti importanti come quelli del bilancio …, la cultura di governo non deve averla solamente chi governa e chi amministra, anzi, a maggior ragione deve averla una minoranza che ambisce a prendere il posto dell'attuale maggioranza.
Dall'inizio della legislatura ad oggi, soprattutto nella discussione di questi atti, sulla programmazione economica e finanziaria dell'ente, non c'è mai stata una proposta alternativa.
Quest'anno arriviamo con questa variazione, abbiamo già fatto un primo incontro in prima Commissione sulla proposta di assestamento e siamo avanti rispetto agli altri anni sulla programmazione di bilancio. Sapete che significa quando si rispettano i tempi? Significa che tutte le operazioni tecniche sono fatte in maniera corretta, significa che c'è una visione chiara di quella che è la politica economica e finanziaria dell'ente. E lo dico proprio oggi, perché poco fa lo spread ha superato i 300 punti, lo spread, questa parola tanto disprezzata, non è la causa, che sta da qualche altra parte, ma l'effetto, ecco perché ritorno alla cultura di governo.
Sono rimasto un po', non dico tanto sorpreso dalla piega che ha preso la discussione, ma mi piacerebbe che qualche proposta, non solo qui ma anche nelle Commissioni, arrivasse, perché poi la critica se non è puntuale, se non dà un'alternativa, chiaramente è fine a sè stessa.
Su alcune partite voglio un attimo soffermarmi. A parte quella di Miss Italia che ha celebrato in maniera molto trionfalistica e fatta bene l'Assessore Cesetti, vi dico solo che in questa regione fino a 10 anni fa si svolgevano le pre-finali di Miss Italia, si facevano nella mia città, ed era un evento che è stato rimpianto dalle amministrazioni locali di quel tempo e soprattutto dalle attuali perché portava un indotto e una visibilità molto importante grazie ad una manifestazione che, però, è in fase regressiva in questi ultimi anni.
Un ringraziamento particolare voglio farlo all'Assessore Cesetti per quando riguarda le province, perché qui abbiamo un altro stanziamento. Lo faccio all'Assessore Cesetti e lo faccio al Presidente Giacinti della prima Commissione perché sappiamo benissimo che questo stanziamento è stato abbastanza agevole nella ripartizione, ma in prima Commissione in passato tanto abbiamo fatto per le Province di questa Regione, che purtroppo hanno subìto una riforma fatta da tutte le forze politiche che hanno governato questo Paese negli ultimi 10-15 anni, una riforma che, secondo me, è rimasta in mezzo al guado, non ha progredito, e soprattutto sta dando risultati molto preoccupanti, mettendo in carico all'Ente regionale molte inefficienze che la riforma ha prodotto.
Sulla questione del Vinitaly si spiega un po' tutto l'atteggiamento della minoranza in questa fase, come in tutti i bilanci che questo Ente ha votato, perché quando noi andiamo a vedere come si muove la nostra Regione su un settore che è uno dei pochissimi che attualmente in Italia è in grandissima crescita, conta più di 80.000 imprese e 1.300.000 occupati … Questi sono numeri molto, molto importanti. Chiedo alla Giunta di spingere ancora su questo versante in maniera importante, ma soprattutto di dare tanta vicinanza alle nostre imprese.
Mi aggiungo al ringraziamento per la struttura tecnica che, come ho detto, sta anticipando i tempi rispetto agli altri anni.
Il voto del Partito Democratico sarà convintamente favorevole.
Luca CERISCIOLI. Sempre per correggere il buon Consigliere Zaffiri.
Consigliere Zaffiri, se il Direttore non centra gli obiettivi di bilancio non è che non si partecipa alla premialità, non fa più il direttore – è una condizione escludente - se invece li centra continua la sua attività e partecipa ovviamente ai meccanismi di premialità, per i quali i parametri sono moltissimi, vanno dalle liste di attesa a tante altre cose. Quindi la premialità viene valutata sull'insieme dell'azione, anche abbastanza ricca come analisi, rispetto all’attività. Se viene mandato via, certamente non partecipa alla premialità.
Quindi, dire: “Sto dentro i conti” per la questione della premialità, è una cosa assurda, perché non è quello l’elemento che ti fa scattare il premio, quello fa accedere alla possibilità di averlo. Più che premio, è la parte flessibile del salario dei dirigenti, si chiama premio per una infelice definizione iniziale. E’ come nelle imprese private, c’è una parte fissa e una parte variabile in base ai risultati.
Per quanto riguarda il paragone sul rinvio, i dati che noi abbiamo sono più bassi, quindi come differenza il rinvio delle prestazioni a gennaio è limitato e non paragonabile ai 150 milioni di tasse che pagherebbero tutti solo di IRPEF, non so quanti di IRAP, ai 70 milioni di premialità che si perdono. Parliamo di un danno sulla parte economica della sanità marchigiana di 80 milioni, più tutto quello che pagherebbero i marchigiani in termini di tasse. Sono due cifre non comparabili nella maniera più assoluta, e nell’ipotesi che tutti si indirizzassero verso il privato, qualcuno rinvierà a gennaio, ma sempre nella struttura pubblica, non da un’altra parte. Fare una proporzione fra questi due numeri, siamo alle solite, è un’affermazione lontana dal buonsenso.
Comunque, nella vostra prossima campagna elettorale mi raccomando di dire che non andremo più al Vinitaly, che sfonderemo i tetti della spesa sanitaria, così tutti i marchigiani pagheranno il massimo delle tasse e forse in quella maniera sarà più chiaro al direttore cosa deve scegliere. Perché se le cose che dico in quest’Aula non hanno nessun tipo di eco, almeno ditelo voi nel vostro materiale di propaganda. Dite: “Noi, pur di non rinviare di un mese una prestazione sfonderemo il tetto di spesa, metteremo al massimo le tasse nelle Marche, IRPEF e IRAP e perderemo ogni premialità, compresi gli 80 milioni che tutti gli anni ci portiamo a casa. Poi al Vinitaly non ci si va perché gli spazi costano troppo”. Fate questa cosa, e chissà se gli italiani nel cambiamento siano diventati amanti delle tasse. Se lo sono diventati potete ben distinguervi facendo questa proposta rivoluzionaria.
Il mio voto ovviamente è favorevole.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 229. La pongo in votazione.
Romina PERGOLESI. Visto il malfunzionamento degli schermi credo che sia opportuno che la votazione venga ripresa, oppure si proceda per appello nominale.
PRESIDENTE. Il sistema ha registrato, questa è l’ultima votazione, ripeto il risultato: 17 favorevoli, 11 contrari, nessuno astenuto. L’Assemblea legislativa regionale approva.
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Rapa, Minardi
“Politica oleicola regionale e riconoscimento del ruolo dell’Olea”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 646 dei Consiglieri Giancarli, Biancani, Rapa, Minardi.
Anna CASINI. Ringrazio i Consiglieri che hanno presentato questa interrogazione e per aver acceso un faro su un settore che, tra l'altro, quest'anno è anche insofferenza perchè, come sapete, a macchia di leopardo l'olivicoltura ha subìto dei grandi danni, vuoi per la mosca, vuoi per gli agenti atmosferici. E’ stato un anno di crisi.
L'anno scorso abbiamo avuto un grande anno, è stato il primo anno dell’IGP dell'olio delle Marche, quest'anno, purtroppo, c'è una grande sofferenza.
Ne avevo anche parlato con gli uffici perché, tornando al discorso del vino, ci si meraviglia della spesa di 350/400 mila euro per l'affitto, oltre l'IVA, senza IVA, sono questioni che gestiscono i tecnici, ripeto, non è che l'Assessore verifica personalmente quanto costa al metro quadrato uno stand, sarebbe un'ingerenza rispetto al lavoro che tra l’altro viene fatto da anni.
Il rapporto con Verona fiere è lungo tanto che il padiglione viene chiamato padiglione Marche, perché da anni è sempre lo stesso, quindi non mi prendo i meriti della sua bellezza ed anche della sua riconoscibilità.
Quest'anno per la prima volta al Vinitaly c'è stato un aumento dei costi, c'è stato l’affitto anche presso l’Agrifood, uno spazio nel quale hanno potuto esporre i nostri produttori di olio.
È chiaro che Olea è una realtà molto importante, ha un panel riconosciuto e come sapete anche l’Assam ha un panel della Regione Marche che svolge le stesse funzioni.
Io credo che sia importantissimo, come del resto facciamo, aiutare le organizzazioni dei produttori e sono un bell'esempio i 500 mila euro che abbiamo messo per l’ovicoltura nel primo pilastro della PAC, mentre con il PSR abbiamo tentato fino adesso di valorizzare sia i nuovi impianti che le filiere.
E’ chiaro che manca una promozione specifica per il comparto dell'olio, che ci può essere soltanto qualora ci sia una filiera, che noi incentiviamo perché riteniamo che sia uno dei modi per rendere il primo anello, quello più debole, più tranquillo e quindi consentire un implemento degli impianti, soprattutto degli uliveti, anche perché questo non può che avvantaggiare, come il Presidente prima accennava, il nostro paesaggio.
Il lavoro di Olea è molto importante e contiamo nel prossimo anno di avere delle risorse per impegnarci maggiormente nel finanziare la formazione degli operatori e la formazione dei consumatori, cosa che stiamo già facendo in questo momento, insieme alla Federazione italiana cuochi che incontra i bambini delle scuole elementari, per spiegare loro, tra le altre cose, la differenza tra il buono e il fatto bene, per intenderci buona è la Nutella ed è anche fatta bene, ma contiene caratteristiche organolettiche che non sono certo quelle dell'olio. Spiegare anche ai bambini che i nostri oli, soprattutto gli IGP delle Marche, hanno dei sapori piuttosto forti, amari, piccanti che indicano la presenza di polifenoli, sostanze che ci fanno bene, che sono tra l’altro degli antinfiammatori naturali. Quindi i bambini devono imparare a capire che per quanto riguarda l’olio tutto ciò che non ha sapore, che è piatto, non è qualità, mentre quello che ha dei picchi ha qualità.
Per l'interrogazione leggo la risposta degli uffici. Noi non possiamo agevolare o finanziare un'associazione piuttosto che un'altra, per quanto sia riconosciuta a livello nazionale, dobbiamo comunque emanare bandi, dobbiamo comunque prevedere delle risorse alle quali tutti possono accedere, è questo il progetto che la Regione, in particolare la Giunta vuole fare e chiedo ai firmatari dell’interrogazione di aiutarmi in questo progetto.
Voi sapete che entro questo mese, usciranno due bandi per il comparto del vino, uno da 3 milioni di euro per l’OCM vino, con finanziamento al 50% per la promozione, che significa promozione nei paesi terzi, e 1,7 milioni di euro dedicati ai consorzi, 1,7 milioni di euro dal PSR, con finanziamento della promozione al 70%, quindi le risorse per la promozione del vino ci sono, per l’olio ancora no.
Vi ringrazio per aver sottolineato la problematica e per aiutarmi in questa battaglia che io voglio fare per cercare di reperire delle somme in bilancio, perché nel PSR ho solo quelle di cui vi ho detto, cioè: filiere, nuovi impianti e finanziamenti per chi si certifica come DOP o IGP.
Nelle Marche abbiamo una DOP, che è quella di Cartoceto, e l'IGP dell'olio delle Marche, che sono 12 cultivar, come tutti sapete. Chi si certifica ha un aiuto dal punto di vista economico da parte della Regione, però in questo momento non possiamo fare di più, dal prossimo bilancio, visto che siamo qui, chiedo a tutti i Consiglieri, di aiutarmi a inserire delle risorse per il comparto dell'olio, poi decideremo insieme come vogliamo utilizzarle.
Certo, la promozione è la cosa più importante ed in questo momento, ripeto, se non si è in filiera …, mentre l'olio ha la promozione anche a livello nazionale, perché il PSN con l'OCM vino prevede dei finanziamenti che sono di circa 8 milioni l'anno, tra promozione nuovi impianti, eccetera, noi non abbiamo somme per l'olio e quindi se ci riusciamo con delle risorse di bilancio, sono assolutamente convinta che sia importante crescere.
Noi produciamo l’1% dell'olio che si consuma in Italia, quindi c'è sicuramente spazio per poterci ampliare, sicuramente spazio per poter lavorare insieme.
Enzo GIANCARLI. Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri Biancani, Rapa e Minardi, le firme non sono a caso, ma rappresentano l'articolazione organizzativa dell'Olea nella Regione Marche.
Questa organizzazione ha la sede legale nella città di Pesaro, una sede operativa nella città di Fano, un laboratorio nella città di Jesi, opera nella Regione Marche ed organizza manifestazioni di carattere nazionale ed internazionale.
Vicepresidente Casini, la ringrazio, non soltanto perché lei è entrata con competenza nel merito del valore di prodotti come oliva e come l'olio, ma dalle sue parole ho colto il valore intrinseco e l'attenzione anche strategica che pone rispetto a questa tematica.
Le dico subito che ho pensato e scritto questa interrogazione dopo aver partecipato ad un'iniziativa nazionale a Fabriano. Ho coinvolto poi i colleghi, non ho mai pensato ad un finanziamento di per sé, perché il problema non è tanto agevolare o finanziare, ma il primo punto è quello di riconoscere l'attività dell'Olea delle Marche, che ha una valenza nazionale. Quindi credo che potremmo già costruire un primo intervento, forse è bene che intervengano anche i Consiglieri che con me hanno firmato l'interrogazione, perché sanno come me, dove è ubicata a Fano, presso la Codma, questa organizzazione, che è una struttura nostra, quindi già li potremmo costruire un rapporto di collaborazione che direttamente o indirettamente è già un aiuto a questa organizzazione.
Lei, Assessore, ci ha messo l'amore in questa risposta e questo mi fa veramente piacere, e di fronte a chi mette l'amore e chiede aiuto la risposta non può che essere affermativa.
Credo che nelle Marche possiamo contare sul primato qualitativo dell'olio. Io vivo nella città di Jesi e credo avere una dimensione marchigiana, ricordo anche che nelle Marche c'è un gruppo industriale che produce tecnologie e macchine con cui vengono trasformati i 3/4 circa delle olive nel mondo, quindi c'è anche un valore legato all'industria e al lavoro.
Questo nostro olio ha una biodiversità eccezionale. Mi sento di poter dire, anche dopo aver ascoltato alcune lezioni dell’Olea e del dottor Ceccacci, che questo è l’olio più sicuro del mondo. L'olio extravergine di oliva made in Italy simboleggia la dieta mediterranea. Parlo di dieta mediterranea, perché quest'Aula ha approvato una legge su questo argomento.
Credo che noi abbiamo tutte le carte in regola per intervenire nei confronti di un'organizzazione che comunica le caratteristiche al consumatore e che dà un'educazione anche all'assaggio.
Voglio chiudere, Vicepresidente, ricordando un fatto importante che sta avvenendo in questi mesi, promosso dall'università di Camerino, che ha scelto di proporre un'offerta formativa, moderna, innovativa, un corso di laurea in scienze gastronomiche, con l'obiettivo di formare esperti con competenze nell'ambito dell'intera filiera gastronomica, studiato, analizzato, con un taglio trasversale attraverso le discipline delle scienze degli alimenti, della nutrizione, del management, del marketing, del diritto alimentare e anche della storia dell'alimentazione, dell'economia, dell'antropologia.
Se andiamo ad analizzare le funzioni dell'Olea - quello che svolge e quello che rappresenta, ma soprattutto quello che rappresentano i produttori, la filiera, come diceva lei, sulla quale dovremmo lavorare ora, subito, nella prossima programmazione - dentro questa organizzazione troviamo i docenti della nuova facoltà di scienze gastronomiche ed uno dei pilastri per quella crescita sostenibile che vogliamo portare avanti, sapendo che non ci sono soltanto le produzioni di qualità, ma c'è anche un territorio da tutelare. La ringrazio ancora.
PRESIDENTE. Consigliere Giancarli, ora le lascio di nuovo la parola per illustrare l’interpellanza.
Enzo GIANCARLI. Presidente, io la ringrazio perché lei è gentilissimo, però per onestà intellettuale, debbo dirle che avevo proposto lo scambio con l'interrogazione n. 646, quindi non sono per discuterla in questo momento, altrimenti, verrei meno una parola data e questo contrasterebbe con la mia cultura contadina.
PRESIDENTE. A questo punto proseguiamo con le interrogazioni.
Interrogazione n. 645
“Utilizzo Fondo solidarietà anno 2018. Numero potenziale beneficiari”
ad iniziativa del Consigliere Pergolesi
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n 645 del Consigliere Busilacchi, l’interrogazione n. 647 del Consigliere Bisonni e l’interrogazione n. 662 del Consigliere Pergolesi, abbinate.
Luca CERISCIOLI. Numero delle persone e dei contestuali servizi per i quali con decorrenza dall' 1 gennaio 2015 è scattata la compartecipazione.
Gli utenti sono 1.710 (calcolati sul numero di posti operativi e quindi leggermente sottostimato) i quali, con decorrenza 1 gennaio 2015, sono passati da tariffa interamente a carico del Servizio sanitario ad una tariffa a compartecipazione - nella risposta si dice a seguito della delibera di Giunta regionale n. 1331/2014 - a seguito della legge nazionale del 2001, quindi la legge regionale ha applicato la normativa nazionale, così suddivisi: 155 in assistenza semiresidenziale anziani con demenza; 266 in assistenza semiresidenziale per anziani non dementi; 246 in assistenza residenziale a disabili gravi; 1000 in assistenza semiresidenziale a disabili gravi.
Numero delle persone e dei contestuali servizi per i quali è aumentata la compartecipazione.
Gli utenti sono 1.766 per i quali è aumentata la compartecipazione e sono così suddivisi: 1.084 in unità di cure residenziali estensive; 190 in assistenza residenziale per disabili gravi; 157 in assistenza residenziale per disabili gravi.
Numero delle persone che si prevede beneficeranno del fondo di solidarietà nel 2018.
Considerato che i beneficiari del contributo regionale sono unicamente i Comuni, in relazione alla quota sociale a carico degli stessi per il pagamento della retta nelle tipologie di strutture rivolte unicamente ai soggetti psichiatrici, l'importo che verrà agli stessi trasferito verrà calcolato in base al numero di utenti che chiederanno al Comune il rimborso in base al reddito.
Considerato che il reddito degli utenti viene misurato sull'indicatore Isee che, nel caso di accesso a strutture socio-sanitarie, conteggia il reddito del solo assistito, è possibile che tutti gli accolti in quelle strutture possano presentare una dichiarazione CUD a reddito "0". Quindi i contributi vanno ai Comuni che applicano l’Isee, potenzialmente il beneficio va a tutti i soggetti nel momento in cui si introduce l’Isee, e non a quelli in cui non si applica, perché il contributo transitando attraverso il Comune, che non prevede nessun tipo di sostegno sociale, serve anche a incentivare una sensibilizzazione da parte degli enti nei confronti del problema.
Si ritiene che la misura sia sufficiente per una risposta adeguata alla problematica in oggetto? Per quanto riguarda la disabilità, in genere i malati sono di natura psichica, la misura a mio giudizio è più che adeguata, nel senso che attivando non solo il contributo, ma anche il meccanismo dell’Isee, c'è una compartecipazione al 50% del costo. Se il Comune attiva il percorso dell’Isee, di fatto il 50% è a carico del contributo regionale e l’altro 50% a carico del Comune. Quindi di fatto si va a coprire l’intera esigenza.
Sulle altre figure, sulle quali è stato applicato l’aggravamento, bisogna tener conto se normalmente beneficiano dell'assegno di accompagnamento, per cui hanno già strumenti per poter coprire con un'altra misura questo aggravio.
Direi che la misura è sufficiente, perché va a coprire figure che normalmente non hanno l’accompagnamento, il 50% se viene introdotto l’Isee, quindi di fatto, entrando in un meccanismo di natura sociale, possiamo dire che tutti sono coperti sulla base del meccanismo dell'Isee se il Comune vorrà prevederlo. Per gli altri, anche se non c’è una misura regionale, avendo l’assegno di accompagnamento e stando dentro le strutture, giustamente può essere utilizzata quella quota per pagare la differenza di natura sociale. Esiste già un contributo che arriva dallo Stato e che copre la differenza. Immaginando che una persona sia ospite di una struttura, i fondi dell’accompagnamento possono andare alla struttura stessa.
Sandro BISONNI. Ho fatto questa richiesta per sapere se si riteneva la misura adeguata, perché, Presidente, è giunto a più Consiglieri, da parte delle persone che usufruiscono di questa misura, un grido di dolore sull'insufficienza di tali misure.
E’ vero che prima il regime era diverso ed è difficile quando si passa da un regime in cui la copertura è totale a una copertura che per legge è così disciplinata, però c'è anche da capire che per una famiglia tirar fuori quel poco può a volte essere un problema.
Quindi il mio invito è quello di mantenere alta l'attenzione su questo fondo di solidarietà e garantire negli anni che non manchino mai le risorse, perché sono indispensabili per queste persone.
Romina PERGOLESI. Il Consigliere Busilacchi è stato il primo presentatore dell’interrogazione, poi altri gruppi politici, Movimento 5 Stelle e Gruppo Misto, ne hanno presentate altre in replica. Di questo va ringraziato Fabio Ragaini di Grusol che ci ha attenzionato il problema sul fondo di solidarietà per la compartecipazione, ed è evidente che l’Assessore fantasma Ceriscioli non sa nemmeno di cosa stiamo parlando.
Mi scusi, non la prenda come un’offesa, ma è un dato oggettivo, perché lei ha dato dei dati - scusi, io non l’ho interrotta e gradirei non essere interrotta - di cose di cui non è assolutamente a conoscenza.
Lei di fatto sta facendo un passo indietro su quello che è il fondo di solidarietà che inizialmente il suo stesso partito aveva garantito per le persone ricoverate presso le strutture. Lei non sa nemmeno che la delibera di Giuta regionale n. 1331 è stata fortemente criticata sia dagli addetti ai lavori che dalla Commissione sanità. Lei non sa nemmeno che la scorsa seduta, visto che era assente, un membro del suo stesso partito ha criticato l'operato del servizio sanità e dell'Assessore assente alla sanità, sempre sulla 1331; lei non sa nemmeno che due anni fa la dottoressa Di Furia ci aveva garantito che avrebbe modificato la delibera n. 1331 proprio per quei vizi di illegittimità che presentava. La delibera di Giunta regionale n. 1331 non recepisce in maniera corretta la normativa nazionale e la cosa più grave è che, con la nuova delibera sui criteri di utilizzo del fondo, successiva alla presentazione delle nostre interrogazioni, la Regione non destina più i soldi del fondo di solidarietà, i 2 milioni di euro promessi, alle persone ricoverate, ma li destina ai Comuni.
Lei forse non sa che i Comuni sono obbligati ad intervenire, nel caso in cui la persona ricoverata non abbia un Isee proprio o abbia un Isee socio-sanitario pari a zero, perché essendo ricoverato, essendo una persona malata non può lavorare ed avere risorse proprie.
Il fondo di solidarietà serviva per la compartecipazione diretta alle persone. Glielo spiega lei a quei 1.776 pazienti e familiari che si sono visti recapitare dalle strutture delle fatture - in maniera illegittima - di pagamento anche retroattive per quel che era la compartecipazione?
La invito a venire qualche volta in Commissione. Lei in 3 anni è venuto solo una volta, si è beccato insulti anche dai partecipanti alla manifestazione che si svolgeva di fronte al Consiglio, giustamente, visto quello che stava facendo, poi non si è più degnato di presenziare alla nostra Commissione, malgrado sia stato ripetutamente chiamato.
Allora, o lei delega a qualcun altro la sua figura di Assessore o si prende le sue responsabilità, altrimenti si dimetta, non ha senso continuare a prendere in giro gli italiani. Dice che siamo al terzo posto a livello nazionale, ma si dimentica di dire che nel corso dei 3 anni stiamo scendendo, perché prima eravamo al primo posto. E' evidente che qualcosa non funziona, quindi non mi posso dichiarare soddisfatta.
Gianluca BUSILACCHI. Per quanto riguarda la risposta puntuale all’interrogazione va bene, in effetti chiedeva semplicemente un numero ed era, come ricordato, una richiesta del gruppo Solidarietà di Moie, che è molto attivo e aveva interesse a conoscere questo numer. Inizialmente l’avevo fatta a risposta scritta proprio per ricevere i numeri, ma poi quando è stata abbinata alle altre, che sono le medesime, ho chiesto di poterla discutere
L’occasione mi evita di presentare un'altra interrogazione sul medesimo tema, secondo me il problema è che in seguito all'interrogazione c'è stato il parere del CAL, positivo, ma condizionato ad un aspetto su cui è stato molto chiaro, invece poi la delibera non ha recepito questo aspetto. Per me a questo punto il problema diventa questo, perché la delibera n. 836, che è quella del riparto, sostanzialmente ha riservato il fondo di solidarietà solamente ai soggetti con problemi di salute mentale. Ho visto che la Giunta ha risposto al CAL dicendo che ci sono poche risorse, anziché darle a pioggia mira solamente su un soggetto, però di fatto è diventata un'altra cosa perché va solamente ai soggetti con problemi di salute mentale, solamente per quelli inseriti in determinate tipologie e quindi, scrive il CAL, per una volta sono d'accordo con la relatrice Valeria Mancinelli, la delibera così com'è fatta è sostanzialmente iniqua sia nei confronti dei Comuni che degli utenti.
Sono d’accordo sull’idea che bisogna intervenire sulla salute mentale, su cui siamo in ritardo, però, di fatto, mi pare che abbiamo un po’ trasformato il fondo di solidarietà in un'altra cosa.
Colgo questa occasione per dire che sarebbe utile ritornare al fondo di solidarietà com'era previsto, mettendoci più risorse e dandolo a tutti i non autosufficienti.
PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Presidente Ceriscioli.
Luca CERISCIOLI. Grazie alla Consigliera Pergolesi che per fatto personale mi permette di fare la replica all’interrogazione.
Cara Consigliera, le differenze fra sociale e sanitario sono molto chiare, lei deve fare un bel ripasso, perché non ha capito niente di quello che è successo nel tema specifico.
Il fondo sanitario copre solo spese sanitarie e per anni in questa Regione, rispetto alla normativa nazionale che distingueva le due cifre all'interno della copertura di un costo, sono state tutte a carico del sistema sanitario.
Quando l’elemento è diventato non più sostenibile, si è distinto fra la parte sanitaria e la parte sociale, quindi c'è una quota sociale e una quota sanitaria, come in tanti servizi. Mentre la quota sanitaria è a carico del Servizio sanitario nazionale, la quota sociale è a carico del soggetto e a carico del Comune, che ha titolarità nella gestione della risposta sociale, e la Regione può dare un contributo. Può, può, non può. In genere, nella mia visione, il contributo della Regione serve a mettere in moto, ed è ancora più importante, lo dico anche al Consigliere Busilacchi, e ad attivare altre risorse, perché le abitudini sociali che hanno certi enti, che non hanno, mi dispiace dirlo, spesso colto in maniera abbastanza rapida il cambiamento, è che se hai un tema di natura sociale te ne devi occupare tu che sei un Comune, sei un ambito sociale e sei un tema sociale, te ne devi occupare. Non perché fino a ieri ha pagato un altro, il problema non è il tuo.
Il modo migliore di occuparsene è farlo con l’Isee – io l’ho applicato nel mio Comune a tutti i servizi – perché anche il più disagiato delle figure, per esempio, chi ha problemi di disturbi mentali, può essere figlio di, avere un curatore e un patrimonio che noi ce lo sogniamo. Quindi l’Isee è sempre giusto applicarlo, perché possono esserci queste situazioni.
Applicando l'Isee cosa si fa? Si guarda la situazione economica del soggetto e se lui può è giusto che si faccia carico della sua condizione, quando non può se ne fa carico il Comune, perché è il soggetto che gestisce il sociale, è il gestore della risposta sociale. In ultima analisi, se ne fa carico la Regione nel momento in cui con un contributo attiva questo meccanismo.
Quindi i fondi che abbiamo destinato spingono l'ente Comune a coprire il proprio ruolo. Questo il fatto significativo, perché i comportamenti dei Comuni erano tra i più diversi, dal Comune che si faceva carico al 100% del tema sociale, Comuni che per intero si facevano carico di questa quota sociale, ad altri che se ne erano completamente disinteressati. Noi siamo andati con questa risorsa a fare una politica sociale, a dare una mano a quei Comuni che si sono attivati, attivando quando 3 milioni, quando 1 milione, ed insieme alla Regione fanno la loro parte. Questa politica è molto efficace.
Se la cifra che mette la Regione non è significativa non attiverebbe gli altri percorsi. Quindi, la scelta fatta è tutt'altro che poco ponderata, poco meditata, non c'entra niente con la parte sanitaria, la delibera 1331 è sulla quota sociale che è bella distinta e andava affrontata.
A me è dispiaciuto mettere tardi questi fondi, avrei preferito averli negli anni precedenti per poter attivare prima questo percorso. Ma nel momento in cui li abbiamo destinati e determinati funzionano più che efficacemente, perché sono in grado di mettere in moto un percorso sociale che spontaneamente non si è attivato nel farsi carico di, perché non ci si fa carico solo di chi è nullatenente, ma anche di chi non arriva a raggiungere un obiettivo, come non è giusto farsi carico di chi ha le risorse per provvedere ampiamente a sé. Ecco la logica dell’Isee, mettere insieme tutti questi momenti e se la procedura non si è attivata spontaneamente abbiamo l’attivata con questo percorso.
Direi che è un’azione di grande qualità, di lungimiranza, di visione chiara del sistema, delle competenze sanitarie e sociali, del ruolo che giocano gli ambiti nel sociale, delle competenze che hanno i Comuni nel sociale e della competenza della Regione.
Forse ha ragione, se fossi venuto più spesso in Commissione, magari queste cose le avrebbe capite meglio. Purtroppo abbiamo avuto un terremoto, lo so che lei non se ne è accorta, solo 30 mila sfollati, solo 45 mila case distrutte, solo 3 mila opere da ricostruire, persone in lungo e in largo per la regione da assistere. Ma per lei che problema è? Figuriamoci! Molto meglio venire in Commissione tutte le settimane, che partecipare, come è stato all’inizio, tre volte la settimana a incontri romani per stabilire misura dopo misura tutto quello che serviva.
Però è vero, certamente una partecipazione alla Commissione avrebbe aiutato molto e le avrebbe evitato di dire tutte le cose che ha detto, che non stanno né in cielo né in terra, continuando a confondere sanità e sociale, non riuscendo neanche a comprendere, neanche a capire, neanche a concepire una politica sociale che ha di nuovo messo in moto e attivato una presenza necessaria, che è quella degli ambiti in campo sociale.
Romina PERGOLESI. Assessore Ceriscioli, non è che offendendomi o parlandomi del terremoto lei fa più bella figura, perché sappiamo tutti le criticità che sta affrontando questa Regione sul terremoto, tant'è che io sono una delle promotrici di un docu-film che ha visto - posso parlare senza essere interrotta? Un po’ di educazione, almeno all’interno di quest’Aula - un famoso giornalista aggirarsi per tre giorni in tutte le zone terremotate e prendere le esperienze e le criticità degli sfollati. Quindi non lo venga a dire a noi, stiamo già collaborando a livello regionale con un gruppo di lavoro per fare delle nostre proposte e sono anche intervenuta, in più di un'occasione, quando venivano fatte le statistiche sulla gestione del terremoto qui nelle Marche e ci ritroviamo a distanza di due anni al punto di partenza. Quindi non venga a fare …, questo tipo di approccio non serve sicuramente. non serve a lei né ai cittadini né ai residenti di queste strutture protette, forse lei non sa, non sono io che ho messo in forte dubbio la delibera di Giunta n. 1331, è stata la sua stessa funzionaria del servizio sanitario.
Lei dice che con questo cambio di atteggiamento della Regione Marche, con questo cambio di passo, indietro, di lato, lo chiami come vuole, di fatto non si danno più i contributi del fondo solidarietà ai pazienti, ma si danno ai Comuni, Comuni che dovevano fare richiesta entro il 30 settembre, ma visto che il 25 settembre lo stesso servizio ha prorogato la scadenza, evidentemente non sono interessati a fare questo tipo di richiesta.
Altra criticità, il contributo potrà essere erogato solo nel caso in cui sia presente un regolamento comunale. Quindi lei sta dicendo di aver ottemperato alle promesse fatte anni fa sul fondo di solidarietà, ma di fatto i Comuni non parteciperanno, chi non sarà dotato di regolamento non potrà attingere e a farne le spese saranno come sempre i pazienti delle strutture.
Mi auguro che lei venga in Commissione invece di fare il maestrino e di venire a insegnare me - Assessore Casini, lei ha questo brutto vizio di intervenire sempre! (…) No, sono un po’ più educata - venga in Commissione ad ascoltare i suoi stessi funzionari e magari insieme alla Commissione si potrà trovare una strada condivisa, invece che andare avanti con determine che smentiscono quelle precedenti. Sicuramente questo non è il modo di operare di un buon governo.
Tralascio il grave sgarbo istituzionale che è stato fatto oggi dalla Regione Marche nei confronti del Governo per quanto riguarda la legge regionale sulla nomina dei direttori e del direttore dell’Agenzia regionale sanitaria. Evitiamo di tirar fuori e di dare uno spettacolo indecoroso di quest’Aula istituzionale.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 610 del Consigliere Fabbri.
Fabrizio CESETTI. Il Consigliere Fabbri interroga il Presidente della Giunta e l'Assessore competente per sapere se non ritengano che la PF Tutela del Mare debba essere più opportunamente ricollocata all'interno del Servizio di Protezione Civile, così da garantire quella razionalizzazione, prontezza e competenza necessarie all'operatività nella gestione e difesa dall'inquinamento di idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini.
Già l'Assessore Angelo Sciapichetti aveva risposto ad una precedente analoga interrogazione nella seduta del 6 marzo 2018, chiarendo le funzioni che la Regione è chiamata a svolgere nella materia dell'inquinamento marino da idrocarburi che, per quanto previsto all'articolo 2 della legge regionale n. 2/2014, rubricato "Collaborazione tra la Regione e le Autorità marittime", prevedono un ruolo di supporto della Regione alle Autorità marittime competenti nella protezione e nella lotta all'inquinamento dell'ambiente marino, fornendo loro informazioni e dati territoriali.
Tale funzione è stata attuata anche mediante la partecipazione ad esercitazioni varie a terra e in mare, su simulazioni di intervento contro l'inquinamento causato da incidenti marini, nonché individuando sul territorio costiero regionale alcuni siti per il monitoraggio, in cui sono stati installati appositi sensori per il rilevamento di fonti inquinanti.
Attualmente, in relazione all’organizzazione regionale la P.F. "Tutela del mare e sanzioni amministrative" è chiamata ad operare in due ambiti di attività che sta svolgendo egregiamente:
A) si occupa di tutela del mare con le funzioni appena descritte, anche attinenti alla protezione civile ma sicuramente più ampie in quanto riferibili complessivamente alla tutela dell'ambiente marino;
B) esercita le funzioni di competenza regionale di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie relative a illeciti amministrativi riguardanti le materie di competenza del Servizio tutela, gestione e assetto del territorio, quali:
- gli illeciti amministrativi in materia di tutela delle acque dall'inquinamento;
- gli illeciti amministrativi in materia di Valutazione di impatto ambientale (VIA) e in materia di Autorizzazione integrata ambientale (AIA);
- gli illeciti amministrativi previsti dalla legislazione forestale regionale e in materia di tutela del vincolo idrogeologico.
Per tali motivi, si ritiene la P.F. "Tutela del mare e sanzioni amministrative" ben collocata nel Servizio "Tutela, gestione e assetto del territorio", in relazione alle caratteristiche dell'attività complessivamente esercitata.
Del resto non è certo la collocazione strutturale che ne condiziona l’operatività, potendo invece così assicurare un valido supporto anche in un più vasto ambito di tutela dall'inquinamento con funzioni non solo di prevenzione ma anche di repressione degli illeciti in campo ambientale.
Piergiorgio FABBRI. Siamo dell'idea che se questo gruppo di persone fosse sotto il Servizio della Protezione civile avrebbe modo di acquisire una mentalità un po' più pronta all’operatività, per cui da questo punto di vista non concordiamo con la risposta ricevuta.
D'altro canto ho visto oggi che nella variazione del bilancio ci sono 26 mila euro per la legge che prevede il monitoraggio in caso di incidenti, quindi questo da un lato mi rassicura.
Raccomando l'addestramento, perché questo gruppo di persone deve essere pronto ad intervenire, altrimenti non raggiungeremo l'obiettivo prefissato. Ecco perché pensiamo che sia meglio trasferirlo sotto la Protezione civile. In questo sta la nostra divergenza di vedute, non c’è altro da aggiungere. Grazie.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 613 è rinviata per l’assenza dell’Assessore Pieroni.
“Situazione delle classi prime della sezione di ‘Grafica e comunicazione’ di Civitanova Marche”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 697 del Consigliere Micucci.
Loretta BRAVI. La ringrazio Consigliere Micucci perché mi dà un’occasione ghiotta per spiegare un problema difficile, come lei sa noi continuiamo a chiedere – utilizzare il termine elemosinare forse è meglio – personale ATA e il riconoscimento della nostra offerta scolastica marchigiana.
Ho fatto questa premessa e risponde alla sua interrogazione dicendo che l’Ufficio scolastico regionale questa cosa la sa, come la sa il Ministero, ma non a parole, con gli atti che come Assessorato abbiamo fatto, chiedendo di rispettare la sicurezza delle nostre scuole e soprattutto di far partire quei corsi nei quali abbiamo investito.
Lei mi chiede anche se ci sono nella regione altri casi. Ci sono, non proprio simili, ma quasi.
Nel dimensionamento scolastico rimpingueremo la richiesta. E’ pubblico che in questi giorni per Fermo ho chiesto il liceo musicale, proprio perché c’è un discrimine rispetto a Pesaro che ha il Conservatorio. Fermo ha il Conservatorio e ha dei ragazzini delle medie che fanno musica, quindi si crea uno iato tra le medie e il Conservatorio. Questa cosa è stata richiesta.
Aggiungo che questa mattina ho telefonato al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, che non mi ha ancora risposto. Posso aggiungere alla risposta scritta che dopodomani lo vedrò e sarà la prima questione che porrò. Altro non so dirle.
Francesco MICUCCI. Assessore, la ringrazio per la risposta, che chiaramente non è soddisfacente, ma non per sue carenze.
Innanzitutto prendo atto di non aver ricevuto una risposta, immagino che sia stata accelerata, quindi, presupponendo la buona fede di tutti, le chiedo, se nei prossimi giorni dovesse averne qualche altra più positiva, di comunicarmela immediatamente.
Temo, come è avvenuto in passato da parte del Provveditorato regionale, che la risposta non sarà positiva. Penso che la Regione debba intraprendere qualche azione, innanzitutto, visto che c’è l’ufficio scolastico regionale, nella vulgata sembra che tutto dipenda dalla Regione. In realtà, spero che qui tutti lo sappiamo, l’Ufficio regionale scolastico dipende dal Ministero.
La battuta sarebbe semplice, non ho mai sentito il portavoce del primo Ministro che se la prende con gli uffici scolastici regionali, invece qualche volta una sollecitazione servirebbe, perché la norma c’è, è stata fatta dai precedenti governi.
La Regione Marche mi sembra attenta a queste esigenze, quindi non capisco perché, se per motivi di risparmio o per carenza di personale – ripeto, non voglio pensare alla malafede di qualcuno – queste carenze continuano ad esserci.
Parliamo di classi che hanno al proprio interno soggetti che hanno delle difficoltà, quindi fanno già un lavoro eccelso, coinvolgendoli, ma chiaramente c’è una maggiore necessità che le istituzioni siano più vicine.
Visto che la norma prevede la possibilità di aumentare il numero di classi, mi auguro che non ci sia un processo ostativo da parte degli Uffici, ma che invece ci sia una collaborazione e una individuazione.
Non so se queste sollecitazioni venute da alcuni genitori sono state riferite al momento dell’iscrizione, può anche darsi che dall’iscrizione ad oggi qualche ragazzo abbia cambiato indirizzo e quindi il problema si sia risolto in maniera naturale. Non ho queste informazioni, ma questo non significa che il problema non vada affrontato perché, ripeto, se attraverso le normative e i finanziamenti le istituzioni hanno messo a disposizione degli uffici delle soluzioni, credo che sia un impegno e un dovere di questi provvedere.
Mi auguro che ci sia una risposta positiva da parte dell'Ufficio e laddove non dovesse esserci mi riservo la possibilità di fare ulteriori interrogazioni o addirittura di portare un atto in votazione, per sollecitare maggiormente l’Ufficio alla soluzione di questo problema. Grazie.
Loretta BRAVI. Consigliere Micucci, una piccola precisazione, perché mi dà modo di dire delle cose e soprattutto ci tengo a dirle in questa Assemblea.
Ci sono due dati oggettivi, al di là della sua interrogazione, la prima è che l'Ufficio scolastico regionale è il MIUR nelle Marche, non c'entra con la Regione. Questa sembra una stupidata, ma non è entrata nella coscienza, sembra che l'Ufficio scolastico regionale sia della Regione. L’ufficio scolastico regionale è il MIUR sul territorio, che non riprende il proprio rappresentante, perché probabilmente reputa che la sua politica sia perfetta. Quindi non posso mettere parola su una cosa che non mi appartiene.
Dopodiché la Regione ha la governance dell'offerta formativa, ma a me non appartiene l'organico né i docenti, io su questo non posso dire niente, però abbiamo la governance dell'offerta formativa, del calendario, della formazione, dei nidi, questioni sulle quali ci interfacciamo con l’Ufficio scolastico. Questo è un primo dato oggettivo.
Il secondo dato oggettivo è che - scusate se mi scaldo un po’, ma dopo 3 anni va detto - io non posso continuare a chiedere al ribasso. L’Ufficio scolastico regionale deve capire che siamo una Regione che osa chiedere altro, perché se serve un liceo musicale a Pesaro perché c'è il Conservatorio, il Conservatorio c’è anche a Fermo, quindi liceo musicale e liceo musicale.
La Giunta ha investito sulla formazione, sull'alternanza scuola lavoro, sull'apprendistato, come non mai. Non mi dilungo, ma andate a vedere i dati e vedrete che investimento c'è stato, non è il doppio, è molto di più, è molto di più di ciò che ho trovato.
Chiaramente vorrei un'interfaccia con le aziende e con le scuole, dignitosa rispetto alle risorse che uno ci mette.
Il diritto allo studio non è solo la riforma dell'università, ma inizia dai piccini, dai 0-6, sostenendo tutte le fasce della vita. Non solo, abbiamo investito su dottorati industriali, su master, su voucher, dando l'opportunità ai nostri ragazzi di formarsi. Quindi non accetto che le Marche vengano prese al ribasso, concedendoci qualcosa in più perché c'è il terremoto o qualcosa in più perché facciamo una continua noia. E’ questo che non accetto più, quindi se lei esce su questo trova una porta aperta. Grazie.
“Confidi Unico Regionale. Bando POR Marche – Fesr 2014/2020 - Asse 3 - Intervento 10.1.1 ‘Sostegno ai processi di fusione dei Confidi’”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 631 del Consigliere Zaffiri.
Manuela BORA. Un grazie speciale va al Consigliere Zaffiri, che mi offre sempre la possibilità di sottolineare quanto questa Giunta stia facendo per le imprese e, in particolar modo, ricordare che il Confidi unico regionale è per me un piccolo capolavoro, dando poi il merito al Presidente.
Con riferimento ai temi da lei sollevati si forniscono i seguenti elementi informativi:
1. Le sentenze citate nell'interrogazione hanno respinto alcuni motivi di ricorso, accogliendone altri sostanzialmente identici per tutte le cinque impugnative.
In particolare, le censure accolte concernono il requisito di ammissibilità riguardante la sola partecipazione di Confidi risultanti da processi di fusione e il criterio di valutazione concernente l'operatività nella regione Marche dei Confidi (sia in termini di stock di garanzie in essere sia in termini di numero di imprese associate), mentre in realtà l'annullamento parziale non coinvolge direttamente la previsione di un unico beneficiario.
Al fine di conformarsi pertanto alle sentenze citate, si è dapprima sospeso l'efficacia del bando con DDPF n. 149 del 26 aprile 2018, successivamente è stata approvata con DDPF n. 293 del 26 giugno 2018, la versione revisionata del bando con gli adattamenti necessari per adeguarsi alle sentenze emesse dal Tribunale amministrativo regionale.
Nello specifico, quanto al criterio di ammissibilità, a fianco della casistica già contemplata relativa ai Confidi coinvolti nel processo di fusione, sono stati inserite anche le seguenti tipologie:
a) i Confidi operativi già iscritti all'albo dei Confidi maggiori di cui all'art. 106 del TUB;
b) i Confidi aggregati o aggregandosi tramite contratti di rete o tramite costituzione di un raggruppamento temporaneo di imprese.
Peraltro queste fattispecie sono quelle previste nel decreto del 3 gennaio 2017 adottato dal MISE avente le medesime finalità dell'avviso regionale e citato nei ricorsi quale esempio virtuoso.
In merito ai criteri di selezione è stato eliminato il criterio censurato nelle sentenze e conformemente a quanto stabilito nel POR è stato sostituito dal seguente criterio approvato dal Comitato di sorveglianza del POR FESR: Capacità economica e finanziaria del beneficiario.
Tale criterio va definito in termini di rischiosità dell'attività finanziaria dei Confidi ed è rivolto a valorizzare l'efficacia degli interventi cofinanziati.
Il criterio sopra indicato è stato declinato nei seguenti sottocriteri:
Totale garanzie prestate - garanzie controgarantite/ totale garanzie prestate
Perdite relative ad operazioni di garanzia ammesse negli ultimi 5 anni.
Il primo sottocriterio evidenzia la connessione tra l'entità delle controgaranzie e la credibilità e solidità del confidi.
Il secondo evidenzia il livello delle sofferenze registrate nell'attività del confidi oggetto di valutazione.
Inoltre, è stato eliminato il sottocriterio "Riduzione prevista dei costi industriali grazie all'intervento di fusione" ed è stato modificato il sottocriterio "Incremento previsto della capacità dei confidi oggetto di fusione di garantire l'accesso al credito rispetto alla situazione precedente" sostituendo il termine fusione con il termine "aggregazione" che esprime un concetto più ampio e meno restrittivo.
La valorizzazione della territorialità delle imprese destinatarie ultime, è garantita sia dal fatto che si prevede che il Confidi beneficiario abbia l'obbligo, successivamente alla concessione del contributo e inderogabilmente prima della stipula dell'accordo di finanziamento, di aprire una sede operativa in ogni provincia marchigiana, sia per il fatto che comunque destinatarie delle garanzie sono esclusivamente le imprese marchigiane.
2. Grazie a tali modifiche è stato evitato il prolungarsi del contenzioso amministrativo.
Infatti non sono pervenuti ulteriori ricorsi e il procedimento sta avanzando secondo tempi e modalità ordinarie.
Nello specifico, alla scadenza del nuovo termine è pervenuta un'unica istanza.
È stata espletata la fase di ricevibilità ed ammissibilità e completata la valutazione della stessa da parte della Commissione nominata con DDPF n. 381 del 17 settembre 2018.
Al momento della redazione della presente risposta è in fase di elaborazione il decreto di concessione dei contributi per la costituzione del fondo.
Pertanto è scongiurato il rischio di perdita delle risorse comunitarie; è prevista entro la fine dell'anno la certificazione della prima tranche, pari al 25% del fondo per un ammontare di 6 milioni di euro.
Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Rimango completamente esterrefatto da quanto poc'anzi ha evidenziato l'Assessore Bora, le cose sul credito funzionano alla meraviglia, quindi probabilmente non accadrà più che io la interroghi dato che va tutto bene.
Cara Assessore, mi sembra che la musica sia diversa. Lei è molto simpatica, per carità, la stimo e lei lo sa, però un conto sono queste affermazioni, un conto è la realtà dei fatti.
Noi abbiamo oltre 150 mila aziende e il problema vero riguarda il credito. Lei naturalmente, in modo molto intelligente, fa bene a non focalizzarlo, ma i marchigiani si accorgono che le cose non vanno, mi sembra che la musica di diversa, cara Assessore.
Ritornando ai fatti, non c’è il credito, perché siamo passati da Banca Marche ad UBI Banca, che in questa regione sta facendo soltanto da collettore, raccogliendo i fondi che poi porta nella sua sede di Bergamo, e quindi non dà delle risposte. Anche se il Direttore della banca dice che stanno finanziando le imprese nelle Marche, probabilmente è disattento ai problemi del territorio, non sa che le aziende marchigiane sono più di 150 mila e sono piccole, composte da 1, 2 o 3 persone, e artigiane.
Questo è il dato di fatto che sfugge quando ragionate su questo argomento. Il Consigliere Zaffiri non inventa le cose, ma gli arriva la posta dalle categorie, gli arriva la posta di chi ha bisogno di questo servizio.
Io non posso richiamare l’attenzione della banca, perché non governo questa Regione, a cui è affidata anche la tesoreria della Regione Marche – prima era della Banca delle Marche, passata direttamente ad UBI Banca – e dirle di svolgere un ruolo diverso per la comunità marchigiana.
Le 150 mila aziende sono lo scheletro portante della nostra economia, non sono le 2 o 3 aziende grandi che sono rimaste, che si contano sul palmo di una mano.
La situazione è molto, molto pesante per quanto riguarda il credito, che che ne dica lei.
Lei naturalmente non mi ha risposto sul Confidi unico, sono stati aggregati più Confidi, non mi ha risposto quando le ho chiesto di quanto era il debito dei Confidi aggregati, se c'è di debito, perché qui c’è stato un finanziamento di oltre 20 milioni di euro (vado a braccio sui numeri). Quanto era e se c’era il credito dei vari confidi? Credo che questo sia un altro problema, partire dal Confidi per arrivare al credito, sennò parliamo di altre cose.
Se non c’è la possibilità per i marchigiani di poter intervenire, se non c’è una banca di interesse regionale, ripeto, una banca di interesse regionale, il credito su questo territorio non funzionerà mai, cara Assessore.
Questa è la drammaticità della cosa e gli artigiani, nonostante lei sorrida alle mie affermazioni, non hanno credito.
Lei può dire quello che vuole, ma la situazione reale è questa. Non ci sono le condizioni perché non c’è una progettualità della Regione Marche che riguarda il credito.
Questi sono i fatti, lei dica quello che vuole, che naturalmente sono diametralmente opposti a quello che lei ogni tanto evidenzia.
Queste sono le cose vere, le cose concrete, altrimenti gli artigiani non verrebbero a chiedere aiuto se le cose funzionassero.
Non prendiamoci in giro, c’è un problema di credito in questa regione e le 150 mila aziende, che costituiscono la nostra economia, non hanno risposte.
Penso che su questa operazione del Confidi unico ci sia qualche seria preoccupazione, perché effettivamente i soldi previsti per la sua istituzione non sono rimasti quelli ed oggi probabilmente lo stesso Confidi potrebbe essere in difficoltà, creando ulteriori problemi a questa regione.
PRESIDENTE. Consigliere, la prego di concludere.
Sandro ZAFFIRI. Credo che gli artigiani e le 150 mila aziende si meritino qualche minuto in più per evidenziare i loro problemi.
Questa cosa del credito crea delle difficoltà e se non riusciamo a superarle vuol dire che l’economia dei numeri, come lei sa, nella regione Marche non parte e non c’è una risposta positiva.
PRESIDENTE. Grazie, Consigliere Zaffiri. Non volevo toglierle la parola, ma pregherei tutti i colleghi di rispettare i tempi.
E’ una questione di rispetto non tanto per le aziende, come diceva, ma nei confronti dei Consiglieri che sono in Aula e che rispettano i termini del Regolamento.
“Liste di attesa per anziani e demenze nelle Residenze protette (RP) e Residenze sanitarie assistenziali (RSA)”
Interrogazione n. 644
“Lista di attesa in Residenze protette e Residenze sanitarie assistenziali per anziani e demenze”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 637 del Consigliere Bisonni, n. 644 del Consigliere Busilacchi e n. 661 del Consigliere Pergolesi, abbinate.
Luca CERISCIOLI. Punto 1) Numero complessivo regionale e per distretto di anziani in lista di attesa.
Ho una tabella, distinta, una per RPA (Residenze protette anziani) e RPD (Residente protette dementi) ed una per RSA e RSA demenze.
Il totale complessivo è di 2.419 utenti in lista di attesa su RPA e RPD e di 487 utenti sulle RSA, poi le darò copia della risposta.
Sulle RSA il grosso delle liste d'attesa si concentra su Ancona (384), mentre sul resto del territorio, ad esempio, Pesaro è a 0, Urbino 0, Fano 0, Senigallia 23, Jesi 0, Fabriano 0, Civitanova 10, Macerata 4, numeri francamente poco significativi.
In Ancona ci sono due strutture in corso di realizzazione, quindi è anche comprensibile il fatto che ci sia una maggiore lista d'attesa. Una è nel centro storico al posto del vecchio Ospedale Umberto I, dove è prevista la realizzazione di una RSA, l’altra è una struttura dell’INRCA, che si sta recuperando. Quindi è una situazione molto buona, tolta Ancona.
Sulle RPA e RPD il totale è utenti è di 2.419, distribuito in maniera più omogenea, pur sempre con un accrescimento per il distretto di Ancona. Spesso le persone fanno lista di attesa su più strutture, quindi non è strano che avendo ad esempio un carico importante sulla RSA, poi di fatto ci sia un carico significativo anche sulla RPA e RPD.
I numeri più alti sono: 237 a Pesaro, 202 a Fano, 180 a Senigallia, 230 a Jesi, 484 a Ancona, 237 a Civitanova, 281 a Macerata e 211 a Fermo.
Alla domanda se ritiene che i 3.957 posti previsti con il piano di convenzionamento 2017 per le Residenze protette anziani e demenze siano sufficienti a garantire una risposta adeguata alle liste di attesa entro tempi non eccessivi, si risponde che: l’ulteriore potenziamento della rete di assistenza residenziale per anziani non autosufficienti e con demenze, e quindi l'aumento della risposta agli utenti in lista di attesa, passa per l'incremento dei posti contrattualizzati, come già previsto dal confronto avviato dà tempo con gli Enti Gestori.
Con la delibera di Giunta regionale n. 1115/18 si è previsto un impegno finanziario su base annua superiore ai 4 milioni di euro, sono stati aumentati il convenzionamento per 400 posti-letto nelle Residenze protette per anziani affetti da demenze.
L’incremento della percentuale di posti letto convenzionati per le Residenze protette per anziani passa dal 60 al 66% nelle Aree vaste 1, 2 e 3, fino al 100% nelle Area vaste 4 e 5. Questo significa che mentre nelle Aree vaste 1, 2 e 3 la presenza di strutture è diffusa, con una copertura di posti convenzionati più bassa, nelle Aree vaste 4 e 5 c’è un’incidenza minore di strutture, quindi per dare un numero adeguato di posti letto convenzionati si è arrivati vicino al 100%.
In questi anni abbiamo incrementato notevolmente la dotazione in tutta la regione e anche in questo momento continuano ad arrivare richieste in termini di crescita.
Il piano del fabbisogno sta aspettando i manuali per poter convenzionare e accreditare nuove strutture, non appena li avremo probabilmente questo numero sarà destinato a salire in modo da poter anche in questo caso ridurre ulteriormente le liste d’attesa.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarasi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.
Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Devo dire con molta onestà intellettuale che quando nel 2015 sono entrato in Consiglio regionale avevo un'idea diversa e peggiore della sanità marchigiana. In questi anni mi sono ricreduto, sarà forse per tutte le volte che sono stato invitato a inaugurazioni di questo o di quell’altro reparto, quindi devo riconoscere, e non è la prima volta che lo faccio, che la Regione Marche sta investendo molto sulla sanità. Se non ricordo male, l'anno scorso oltre 200 milioni di euro sono stati aggiunti al bilancio sanitario.
Ho cambiato idea perché le devo riconoscere l’importante piano di investimenti fatto in questi anni, però, c’è sempre un però, e secondo me quello che ancora non va bene, Presidente, è il discorso sui tempi di attesa. Adesso parlo in generale, non mi voglio addentrare nei numeri, parlo dei tempi d'attesa per le prestazioni ambulatoriali e dei tempi di attesa per queste situazioni.
Il grafico che prima richiamava il Consigliere Zaffiri è sul giornale di oggi, c’è la piantina dell’Italia e la Regione Marche è penultima, prima della Campania, sui tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali. Se è sbagliato non lo so, io le riporto quello che ci viene imputato, però di fatto, anche per esperienza personale, capita di andare a prenotare una prestazione e sentirsi rispondere che i tempi sono lunghi, ma se si va privatamente sono molto più corti.
Ho fatto un discorso generale, non specifico sull'interrogazione, per dire che se da una parte c'è un grande impegno dal punto di vista degli investimenti - che riconosco hanno bisogno di tempo, perché non è che se si investe oggi, il giorno dopo si ottiene il risultato, se si fa una struttura nuova c'è bisogno di tempo per gli appalti, quindi ci sono dei termini inevitabili, ripeto, riconosco questo grande impegno finanziario della Regione Marche - dall'altra devo sottolineare che occorre fare di più per ridurre le liste d'attesa, in questo caso riferito all'interrogazione, e in generale i tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali.
Gianluca BUSILACCHI. Questa interrogazione è la gemella della precedente, ma in quella vedo un problema politico più rilevante, nel senso che qui la richiesta è quella di capire il numero di posti per esiti programmatori.
La cosa che colgo per un po’ di confronto e di dibattito è che in vista del piano socio-sanitario è utile avere questi dati, i dati dei bisogni, per fare una corretta programmazione.
Anche la qualità dei posti è ovviamente importante per la politica sociale e per avere un modello di riferimento esatto, cioè scegliere un modello abitativo o un modello centrato sulle strutture multifunzionali. Questo però è un tema che discuteremo, spero presto, nel piano socio-sanitario.
Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ora che ho in mano la risposta, noto con dispiacere che 2.400 persone più altre 1.400 sono ancora in lista d'attesa, il dato molto negativo è che il 78% di queste liste d’attesa sono concentrate nel distretto di Ancona. Questa cosa non è piacevole da constatare. Se fossi stata io l’Assessore alla sanità avrei proposto delle iniziative o delle azioni per risolvere il problema.
Lei sembra essere totalmente indifferente a questi dati, che invece a noi preoccupano molto.
Come giustamente evidenziava il Consigliere Busilacchi, questa è la seconda delle due interrogazioni per le quali dobbiamo ringraziare il gruppo Grusol e Fabio Ragaini, per la sua costante attenzione a quelle che sono le dinamiche regionali.
Andando sul sito di Grusol si riescono ad avere dei dati e delle criticità evidenziate in maniera piuttosto cogente, alle quali purtroppo non viene dato seguito dai servizi regionali.
Ce n'è una in particolare che evidenzia come fra i 5.287 posti autorizzati per il 2018, 1.330 sono quelli che non risultano convenzionati, quindi abbiamo 1.330 posti che non sono convenzionati con la Regione Marche e per le quali gli utenti pagano la cifra intera.
Cos'altro evidenzia Fabio Ragaini? Evidenzia il fatto che in molti casi vengono inserite delle persone non autosufficienti o comunque parzialmente tali, in queste strutture che non sono autorizzate o accreditate per le persone non autosufficienti e questo palesa dei vizi di comportamenti di illegittimità ed evidenzia anche il fatto che il distretto sanitario e le unità valutative distrettuali hanno la responsabilità della valutazione della persona e della definizione del percorso assistenziale. Lo stesso distretto dovrebbe diffidare la residenza che compie un atto illegittimo. Un atto illegittimo perché è autorizzato un servizio e ne erogano un altro.
Quindi mi auguro, Presidente, che i suoi uffici competenti si accertino di queste criticità e provino a sistemare la questione, specialmente per quanto riguarda il distretto di Ancona, perché il 78% in un comune come Ancona credo che sia un dato veramente preoccupante.
“Inrca-Fermo: emergenza personale e posti letto”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 640 del Consigliere Marcozzi.
Luca CERISCIOLI. Grazie Presidente. Vorrei rassicurare con la risposta all'interrogazione la mamma della nostra campionessa, ai quali facciamo un grande in bocca al lupo perché veste i colori della nazionale a Buenos Aires.
Nell’interrogazione si chiede quali sono gli interventi che si intende adottare per recuperare il numero di posti letto e la piena operatività nell’Inrca di Fermo.
Quest'estate c'è stata una riduzione a 41 posti letto, rispetto ai 51 che erano attivi in precedenza, per consentire le ferie dei dipendenti, per poi essere ripristinati una volta che le ferie sono finite. Entro la fine dell'anno, con le assunzioni, si andrà a pieno regime, cioè a 71 posti letto.
L’Inrca ha il piano assunzioni approvato, ha dei concorsi in corso, non ha problemi in termini di spazi assunzionali, quindi darà alla struttura la piena operatività.
Le assunzioni non sono bloccate, il fabbisogno è approvato e quindi continuerà e alla domanda se ritengo di sbloccare le assunzioni, rispondo di nuove che non sono bloccate, quindi vanno avanti.
Tutto è legato all’assunzione di nuovo personale che è già prevista nei piani di assunzione, mancano solo gli atti per potersi fare, ma da qui alla fine dell’anno verranno completati i percorsi e non solo ripristinato il numero prima dell’estate, ma la piena operatività della struttura.
Jessica MARCOZZI. Siamo sulla buona strada, stanno arrivando gli infermieri, ha detto che sono aumentati i posti letto, ma ancora sono accorpati 4 reparti in due piani, 52 posti letto invece di 71, che comunque si completeranno a fine anno, come ha detto lei, i medici sono arrivati e dopo il 15 ottobre, mi hanno detto, ne arriverà un altro. Quindi le cose stanno andando bene, speriamo che a fine anno si completi.
Però molti medici della regione mi hanno fatto notare che si lamentano per la determina che è stata fatta sulle liste d'attesa e l'overbooking 20% più 20%, 40% di prestazioni ambulatoriali in più. Qualcuno lavora sopra la soglia, lavora sopra le forze. E' di questo che si lamentano, perché con il 40% di prestazioni più molti lavorano sopra le forze, quindi chiedono perché non si utilizzano le indicazioni delle direzioni sanitarie e perché non si chiarisce sulle prescrizioni infinite e inappropriate delle finte urgenze della medicina di base. Questo, naturalmente, è quello che mi hanno fatto notare.
Luca CERISCIOLI. L’overbooking nasce dall’analisi e malgrado ci sia il ReCall le persone vengono richiamate per confermare o meno l’appuntamento, ma poi materialmente non si presentano. Poi è chiaro che in un settore si possono presentare tutti i pazienti ed in un altro può non presentarsi il 30%, però in realtà è ben distribuito.
L’overbooking, come fanno altre strutture in termini di servizio, non serve ad incrementare il lavoro, ma a fare in modo che nella mattinata si utilizzi di fatto tutto lo spazio tempo disponibile. Può anche capitare che una mattina arrivino tutti e devi fare due persone in più, ma di fatto avendo qualche prenotazione in più uno lavora appieno, mentre è capitato, guardando i dati del passato, che anche dopo il ReCall molti non si presentano per ricevere la prestazione. Magari si hanno delle situazioni in cui ci sono il medico e l’infermiere e si presenta la metà dei prenotati. Parliamo di segmenti che non sono di 100 visite, ma di 6-8, quindi il 20% in più vuol dire 1 o 2 persone in più ed è chiaro che in una logica di sistema questa cosa può provocare delle conseguenze.
Sull’inappropriatezza il Presidente Volpini proprio in questi giorni ha promosso un incontro con i sindacati dei medici di medicina generale per favorire un incontro più frequente, strutturato con i professionisti degli ospedali, in modo che il tema dell’inappropriatezza abbia una sede dove avere un confronto di natura tecnica e scientifica.
Per esempio gli ortopedici fanno sempre l'esempio della risonanza al ginocchio che oltre una certa età non serve a niente, ma continua ad essere prescritta. Certo, fate quel dicono, non fate quel che faccio. Quindi l’incontro serve ai soggetti che sono i protagonisti della prescrizione e dell’erogazione per fare una classifica delle maggiori inappropriatezze che vengono rilevate dalla struttura e condividerle, in modo che rispetto a determinate patologie e casistiche si possono superare.
Quindi rispetto alle due richieste che mi ha fatto la Consigliera in realtà le stiamo perseguendo.
“Interventi socio assistenziali a favore degli alunni con disabilità sensoriale”
“Assistenza domiciliare didattica per studenti sensoriali”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 643 del Consigliere Zaffiri e l’interrogazione n. 659 del Consigliere Busilacchi, abbinate.
Luca CERISCIOLI. Con riferimento alle interrogazioni di cui in oggetto, si informa che i fondi destinati agli alunni disabili sensoriali per l'anno scolastico 2018/2019, pari ad 2.147.324 euro, verranno messi a disposizione del Servizio a seguito dell'approvazione della legge di assestamento del bilancio 2018/2020. Successivamente verrà avviato l'iter della delibera con cui trasferire le risorse agli Ambiti territoriali sociali. La delibera dovrà ottenere il parere della Commissione consiliare competente e del CAL. Gli ATS provvederanno a loro volta a liquidare alle famiglie il contributo mensile massimo di euro 350 per l'assistente all'autonomia ed alla comunicazione.
Al fine di consentire il normale avvio dell'anno scolastico da parte degli alunni disabili sensoriali con delibera di Giunta regionale n. 1158 del 3 settembre 2018 si è provveduto a stanziare la somma di 80 mila euro per l'adattamento dei testi scolastici e con mail indirizzata a tutti i coordinatori degli ATS si è provveduto a chiedere loro di impiegare i fondi trasferiti nel 2017 - per l'anno scolastico 2017/2018 - e che non sono stati utilizzati per dare una risposta alle famiglie che si accingono a fare la domanda di contributo per il nuovo anno scolastico.
Anche in questo caso la materia era delle Province, transitata alla Regione, quindi noi tendiamo a ricollocarla nel suo alveo, cioè nell’alveo del sociale. Ecco perché il coinvolgimento degli Ambiti territoriali per chi ha seguito il percorso della transizione fra le Province e la Regione e la sua ricollocazione agli Ambiti.
Di fatto questo circuito permetterebbe, un po' come in tutte le politiche sociali, rispetto anche alla rigidità dei passaggi di bilancio che abbiamo in Regione, di dare flessibilità alla spesa, cioè l’ambito nel momento in cui la spesa è postata o è stata semplicemente preso l'impegno, può mettere in moto. Ed è proprio caratteristico dell'attività gestionale rispetto a quella programmatoria. Qual è il percorso? Ci siamo tenuti per un anno l'attività gestionale ed è stato evidente che è non normalmente il lavoro della Regione fare i gestori di risorse. Abbiamo ricollocato queste risorse in un ambito di natura più strettamente gestionale, proprio perché, come per tutte le altre politiche, non siamo ancorati a dover fare un lavoro che non è fondamentalmente il nostro.
Quindi questa impostazione, a mio giudizio, sta entrando finalmente a regime e non dovremmo avere le situazioni che si sono verificate in questi anni proprio nella rigidità dei vari passaggi.
Gianluca BUSILACCHI. Ringrazio il Presidente della risposta e anche per il corollario politico. In realtà l'interrogazione era abbastanza puntuale e semplice ed era legata a una tempistica, perché i fondi c’erano, ma avevo saputo che sarebbero stati dati, come lei ha ricordato, dopo l'inizio dell'anno scolastico. Invece, chiaramente, questi ragazzi hanno bisogno dei testi in Brail in tempi utili.
Va bene questa cosa che è stata fatta con quegli ambiti, è utile che si sappia anche per i prossimi anni in modo da evitare che, come spesso avviene, il fondo nazionale arriva, magari si ha a disposizione dopo 4 mesi ed intanto i ragazzi hanno già iniziato la scuola.
Marzia MALAIGIA. Dal momento che vi eravate accorti che il Consigliere Zaffiri non era presente e dal momento che non posso rispondere io in quanto non firmataria dell’interrogazione, si poteva, come è stato fatto altre volte…
PRESIDENTE. Consigliera, abbiamo cercato il Consigliere Zaffiri.
Marzia MALAIGIA. Probabilmente non stando bene di salute si è dovuto allontanare momentaneamente.
“Ritardi e disservizi negli interventi odontoiatrici per pazienti disabili”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 648 dei Consiglieri Malaigia, Zaffiri, Zura Puntaroni.
Luca CERISCIOLI. Al quesito: “Quali azioni si intendono mettere in atto per far operare a pieno regime e nel più breve tempo possibile il servizio odontoiatrico per pazienti disabili”. Si risponde che: presso la Direzione generale ASUR è stato istituito un Tavolo di lavoro per l'attuazione della delibera di Giunta regionale 315/2018, coordinato dal Direttore di Area Vasta 4, con il compito di proporre alla Direzione generale ASUR le modalità di recepimento e attuazione di quanto disposto dalla delibera di Giunta regionale 315/2018, con particolare riferimento allo schema di accordo per la fornitura di dispositivi protesici e ortodontici su misura.
L'Area Vasta 4, che è stata individuata come Area Vasta sede di sperimentazione dell'intero percorso assistenziale, ha da tempo attivato i servizi di assistenza odontoiatrica territoriale adeguando l'offerta e le modalità operative secondo quanto disposto dalla suddetta delibera. Alla fase di sperimentazione seguirà quella di implementazione in tutto l'ambito ASUR che avverrà secondo quanto illustrato dal seguente cronoprogramma:
- definizione delle modalità operative per l'erogazione delle prestazioni: luglio-agosto e metà settembre 2018;
- recepimento delle modalità operative con determina del direttore generale Asur: fine settembre;
- avvio in tutte le Aree vaste: entro dicembre 2018.
La struttura operativa dipartimentale di odontostomatologia chirurgica e speciale svolge da decenni, con la collaborazione di altre strutture degli Ospedali riuniti di Ancona ed extra aziendali, attività finalizzate alla prevenzione e alla cura delle patologie orali e alla chirurgia odontostomatologica. Inoltre, l'Odontostomatologia Chirurgica e Speciale è stata riconosciuta come Centro di riferimento regionale per la prevenzione e cura delle patologie orali nei soggetti disabili.
Il Direttore è stato assente per ragioni personali, dal 21 febbraio 2018 al 5 aprile 2018, e questo ha determinato una dilatazione dei tempi di attesa per le attività da svolgere nel reparto, nonostante l'impegno profuso dal secondo medico in servizio presso l’unità operativa.
In ragione della situazione di criticità per quanto sopra creatasi, la Direzione generale ha emanato due determine, la 345 del 20 aprile 2018 e la 534 del 18 giugno 2018, con le quali si dava avvio al procedimento per il conferimento di due incarichi di collaborazione professionale con laureati in Odontoiatria e Protesi Dentaria a favore della stessa unità, entrambi finalizzati a progettualità rivolte al miglioramento dei tempi di erogazione delle prestazioni odontoiatriche. Le due procedure sono state espletate nell'ultima settimana di luglio e nella prima di agosto. Gli idonei hanno sottoscritto il contratto in favore dell’unità con decorrenza 1° settembre 2018.
Inoltre, al fine di disporre l'immissione in servizio, a tempo indeterminato, di un'unità medica in sostituzione di un dirigente in pensione, essendo andata deserta la procedura di mobilità infraregionale per acquisire un dirigente medico già in servizio presso le strutture del servizio sanitario regionale, si stanno predisponendo gli atti utili a porre in essere una procedura concorsuale nel rispetto delle recenti indicazioni regionali in materia. Quindi una ulteriore figura verrà stabilizzata.
Ho avuto modo di visitare il reparto di Torrette, devo dire di altissima qualità. Ha avuto qualche difficoltà in questo ultimo anno, ma mi sembra che le iniziative intraprese servono a recuperare il tempo perduto e a rafforzare la struttura.
Marzia MALAIGIA. In un certo senso sono contenta che qualcosa si sia mosso, perché questo è un Centro di riferimento regionale che non poteva lavorare in maniera così insufficiente.
Il reparto aveva una riduzione delle sedute operatorie e un preoccupante aumento delle liste d'attesa. Noi sappiamo benissimo che le persone che non hanno problemi possono anche sopportare un po' di dolore e attendere, ma per un disabile, a volte disabili psichici, come è successo in passato quando questo reparto non funzionava, è stato necessario, molto spesso – se faccio l'interrogazione è perché mi arrivano delle segnalazioni direttamente dai cittadini – spendere addirittura 700 euro per portare questi pazienti al Meyer di Firenze proprio perché la cura era necessaria nell'immediatezza.
I problemi non riguardano soltanto, come dice lei, l’assenza momentanea del dottore, ma è stato ridotto il numero di igienisti, è stata licenziata un’igienista che era lì da dieci anni, e c'è stata una progressiva diminuzione dell'organico. Quindi, quando non c'è personale e mancano le risorse umane è difficile sopperire alle richieste.
Sono felice che questa richiesta sia stata accolta, ma vorrei rimarcare che in questa Regione mancando una progettualità o un piano di lavoro serio a volte si procede rispondendo alle sollecitazioni che molto spesso arrivano dai Consiglieri, ben vengano, quindi invito tutti i colleghi a chiedere di continuo perché a me finora è andata abbastanza bene, sono sempre stata accontentata, altre volte si procede anche seguendo le richieste che vengono da altri interessi.
Vorrei approfittare per fare una brevissima digressione. Mi rivolgo all'Assessore Casini, prima la Consigliera Pergolesi parlando con il Presidente Ceriscioli ha detto: non faccia il maestro, e lei subito è intervenuta dicendo “professore”, come se il termine maestro fosse squalificante …quindi mi sono sentita un attimo …perché qui dentro tutti siamo cresciuti grazie ai maestri.
Interrogazione n. 649
“Sperimentazione interruzione volontaria di gravidanza (IVG) con metodica farmacologica in regime di day hospital e attuazione mozione n. 293/2017”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 649 del Consigliere Maggi.
Luca CERISCIOLI. Punto 1. L’Asur ha dato avvio il 30 agosto 2016 alla sperimentazione di un nuovo modello assistenziale per le IVG in regime di day hospital, precisamente presso il Distretto di Senigallia. Considerati i buoni risultati ottenuti, verificati attraverso il monitoraggio di indicatori specifici, il modello è stato esteso in altre due Aree Vaste, in Area Vasta 1 (Distretto di Urbino), con sperimentazione iniziata il 20 marzo 2018, ed in Area Vasta 5 (Distretto di San Benedetto), con sperimentazione avviata l'1 aprile 2018. I risultati del monitoraggio di tale sperimentazione, previsti per il 30 settembre 2018, saranno trasmessi alla Direzione sanitaria ASUR ed al Comitato percorso nascita regionale. Successivamente si procederà alla graduale messa a regime del nuovo modello assistenziale anche nelle restanti Aree Vaste.
Punto 2. L'interruzione volontaria di gravidanza è garantita su tutto il territorio regionale con le modalità ed i tempi previsti dalla normativa vigente in materia. La Giunta regionale vigila sull'entità e sulla distribuzione, presso le strutture sanitarie pubbliche regionali, dei ginecologi non obiettori di coscienza, anche partecipando al Tavolo tecnico sulla piena applicazione della legge 194/78, coordinato dal Ministero della Salute, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e con l'ISTAT.
Punto 3. La normativa concorsuale è materia riservata alla legge dello Stato. In base alla normativa vigente non è possibile la predisposizione di procedure pubbliche specificamente finalizzate all'assunzione di personale non obiettore.
Punto 4. Il consultorio familiare si conferma quale importante strumento all'interno del Distretto sanitario di base, per l'attuazione degli interventi previsti. Va sottolineato, a tale riguardo, che il percorso "IVG farmacologico" nasce e si conclude proprio nei consultori familiari, che risultano quindi potenziati nella loro attività, continuando ad esercitare il loro ruolo centrale nella tutela della maternità, attraverso l'informazione, l'ascolto ed il sostegno alla donna. Quindi anche questa procedura passa all’interno dei consultori.
Giovanni MAGGI. Sono due o tre volte che io faccio un'interrogazione e una mozione sul delicatissimo argomento dell’interruzione volontaria della gravidanza.
È certo che da una persona che ha un passato di sinistra e di battaglie civili, mi sarei aspettato più attenzione ai diritti civili, visto che c’è l’attenzione sull’elezione di Miss Italia e Miss Cinema. L'attenzione in un momento così delicato per le donne che scelgono o che sono costrette a scegliere l’interruzione della gravidanza, sicuramente mi delude notevolmente.
La sperimentazione dell'aborto farmacologico con la pillola RU 486 è stata fatta a Senigallia, e il parere del Consiglio superiore della sanità non è vincolante. Ormai parecchie Regioni hanno adottato il regime di day hospital.
La legge 194/78 raccomanda la promozione delle tecniche più moderne e rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna, quindi, l'RU 486 va in questo senso, e la metodica fa risparmiare un sacco di soldi.
Apprendo che quest'anno c'è questa nuova sperimentazione nell'Area vasta 1 di Urbino e nell'Area vasta 5 di San Benedetto. Questa sperimentazione dura tanto e si costringono le donne a una trafila lunghissima. Non solo, si costringono le donne, in un momento così delicato, difficile e tormentato della loro vita, a trasferirsi, mentre la legge 194/78 prevede che non siano le donne a trasferirsi, ma le strutture devono garantire l'interruzione volontaria.
Leggo l'articolo 9 della legge 194/78: “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione”. Quindi sono le strutture che devono adeguarsi a questa cosa.
Sintomatica è la situazione dell’ospedale Murri di Fermo. Lì c’è un pellegrinaggio fuori provincia, un pellegrinaggio fuori regione di queste povere disgraziate che, ripeto, stanno attraversando un momento delicato e nessuno interviene in questo ospedale, che è diventato una zona franca in senso negativo nei confronti dei diritti delle donne.
Quelli che lei chiama i consultori devono essere gestiti non da obiettori, ma da chi deve avere un confronto con le donne ed assisterle in un momento delicato, com’era lo spirito iniziale nel 1978. Il consultorio è diventato il luogo dove ci sono gli obiettori che sono contrari all'aborto.
Questo è tutto un proliferare contro la legge 194/78 che ricordo è una legge dello Stato ed è stata suffragata da un referendum che a grandissima maggioranza l'ha confermata, anche da parte dei cattolici, di quei cattolici illuminati che ritengono che la libertà di scelta sia indipendente dalla fede e dalla confessione e sia un diritto da garantire a tutti.
Non si fa nulla, si creano sempre più difficoltà in un momento difficile e non c'è rispetto per queste donne.
Ultimamente sono stato a Villa IGEA, che è sulla salita del Pinocchio di Ancona, il venerdì ci sono le interruzioni di gravidanza e li si riuniscono quelli che pregano con i cartelli di santi e Madonne e accolgono queste disgraziate che vanno lì, in un momento difficile e particolare della loro vita, dicendo loro che andranno all’inferno, che Gesù piange, che sono contro Dio, che stanno perpetrando un omicidio. Un medico di turno mi ha detto che un giorno si sono presentati con il camice insanguinato per andare contro queste donne che dovevano fare l’interruzione di gravidanza.
Io non voglio mettere bandiere, non voglio parlare a nome del Movimento 5 Stelle, ma parlo da uomo ad un uomo che ha un passato sensibile nei confronti dei diritti civili, faccia qualche cosa per ovviare a questa vergognosa propaganda nei confronti di persone che non hanno la libertà di scelta in un momento così delicato della propria vita.
Non vorrei fare un’altra interrogazione e ricevere la stessa risposta formale, qui si tratta di persone, di carne e di sangue, di persone che hanno drammi nella loro famiglia. E’ una situazione che deve essere risolta e la politica ha questa funzione. Se la politica abdica a questa funzione, veramente è una politica da poco.
PRESIDENTE. L’interrogazione n. 654 del Consigliere Biancani viene rinviata per l'assenza dell'Assessore Pieroni. La seduta è conclusa. Buona giornata, ci vediamo fra due martedì.

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