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Timestamp: 2020-02-24 01:41:27+00:00

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Regolamento - Camera Civile di Mantova
Normativa, Dottrina e Giurisprudenza
Camera Arbitrale di Mantova
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ART. 1 - FUNZIONI E ORGANI DELLA CAMERA ARBITRALE
La Camera Arbitrale di Mantova, istituita presso la Camera Civile di Mantova, svolge le seguenti funzioni:
- amministra i procedimenti di arbitrato secondo il Regolamento;
- su istanza delle parti, nomina gli arbitri in procedimenti non amministrati secondo il Regolamento;
La Camera Arbitrale svolge le funzioni previste dal Regolamento mediante il Consiglio Arbitrale e il Garante.
ART. 2 - IL CONSIGLIO
Il Consiglio è composto da due a quattro membri nominati dal Presidente della Camera Civile di Mantova e resta in carica due anni.
Alla scadenza i membri possono essere confermati.
Nell'ambito di un procedimento amministrato dalla Camera Arbitrale presso la Camera Civile di Mantova, la carica di membro del Consiglio Arbitrale e di Presidente del Consiglio Direttivo della Camera Civile di Mantova è incompatibile con la funzione di arbitro.
Il Consiglio ha competenza generale su tutte le materie attinenti all’amministrazione dei procedimenti di arbitrato e adotta tutti i relativi provvedimenti, salve le competenze attribuite dal Regolamento alla Segreteria ed in particolare:
- propone al Consiglio Direttivo della Camera Civile di Mantova le modifiche del regolamento arbitrale e fissa eventuali regole deontologiche per gli arbitri e per la loro nomina;
- avanza proposte ed esprime pareri, su richiesta del Consiglio Direttivo della Camera Civile di Mantova;
- valuta e decide, a proprio insindacabile giudizio, le domande di ammissione all’Albo degli Arbitri della Camera Arbitrale presso la Camera Civile di Mantova, nonché le domande di ammissione all’Elenco dei Consulenti tecnici;
- nomina gli arbitri, qualora non designati dalle parti, scegliendoli dall’Albo degli Arbitri della Camera Arbitrale presso la Camera Civile di Mantova, da quello degli Arbitri di altra Camera Civile territoriale, nonché dall’Albo unico nazionale, ove istituito;
- decide sull’istanza di ricusazione degli arbitri;
- svolge, in generale, tutte le attribuzioni previste dal Regolamento.
Le riunioni del Consiglio Arbitrale sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal vicepresidente ovvero, in assenza di quest'ultimo, dal membro più anziano del Consiglio.
Le riunioni del Consiglio Arbitrale sono valide con la presenza di almeno due membri.
Le riunioni del Consiglio Arbitrale possono svolgersi mediante ogni mezzo di telecomunicazione.
Il Consiglio Arbitrale adotta i provvedimenti a maggioranza dei votanti. In caso di parità prevale il voto del presidente della riunione.
Nei casi di urgenza, il presidente del Consiglio Arbitrale – o, in caso di suo impedimento, il vicepresidente o il componente più anziano - può adottare i provvedimenti relativi all’amministrazione dei procedimenti arbitrali di competenza del Consiglio Arbitrale, informandone il Consiglio nella prima riunione successiva.
Il consigliere che ritenga di astenersi si assenta dalla riunione per tutto il tempo della discussione e dell’adozione dei relativi provvedimenti. In tal caso la sua astensione non incide sul quorum necessario per la validità della riunione e sarà computato come presente.
ART. 3 - LA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO ARBITRALE
Per le proprie funzioni il Consiglio Arbitrale puo’ decidere i dotarsi di una Segreteria.
Le funzioni della Segreteria possono essere svolte da un membro del Consiglio Arbitrale.
ART. 4 – GARANTE
E’ nominato dal Consiglio Direttivo della Camera Civile di Mantova scelto tra Professori Universitari, Avvocati in servizio o in quiescenza, ovvero Magistrati in quiescenza.
Il Garante ha funzione di vigilanza sul corretto operato della Camera Arbitrale.
ART. 5 – ALBO DEGLI ARBITRI
Il Consiglio Arbitrale forma un Albo di Arbitri.
L'albo è pubblicato dalla Camera Arbitrale presso la Civile di Mantova ed è tenuto a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
La Camera Civile di Mantova, riconosce la validità degli Albi pubblicati dalle altre Camere Civili territoriali che abbiano istituito secondo criteri equivalenti e di reciprocità una Camera Arbitrale.
Per l'iscrizione nell'Albo degli Arbitri gli interessati devono presentare domanda, su modello predisposto dalla Camera Civile di Mantova, o comunque con istanza libera, purché riportante gli stessi elementi richiesti nel modello, indirizzata al Consiglio Arbitrale.
Possono essere iscritti all'Albo degli Arbitri, tenuto dalla Camera Arbitrale presso la Camera Civile di Mantova Avvocati, Notai o Commercialisti.
Nella domanda i richiedenti devono dichiarare la loro iscrizione all'Ordine o Collegio professionale; nella domanda l'aspirante arbitro deve anche indicare gli estremi della sua assicurazione professionale che preveda specificamente la copertura per l'attività prestata quale arbitro.
Sarà considerato titolo preferenziale, senza purtuttavia determinare alcun automatismo, per l’ammissione all’Albo degli Arbitri l’attestato di abilitazione rilasciato al termine dei corsi per la formazione degli arbitri e di perfezionamento / specializzazione organizzati dalla Camera Civile di Mantova e dalla Camere Civili aderenti all’Unione Nazionale delle Camere Civili, così come dall'Unione Nazionale delle Camere Civili medesima.
Coloro che intendono iscriversi all'Albo possono specificare nella domanda, una o al massimo due, indicazioni di competenza per materia e corredare l'istanza di tutta la documentazione che ritengono utile a comprovarla.
Il Consiglio Arbitrale delibera sulla domanda di iscrizione all'Albo a suo insindacabile giudizio e può determinare anche l'ambito di competenza.
ART. 7 - ELENCO DEI CONSULENTI TECNICI
E' istituito un elenco di consulenti al quale possono essere ammessi coloro che siano iscritti ad un Albo o ad un Ruolo Professionale.
I richiedenti devono indicare nella domanda la propria competenza e corredare l'istanza di tutta la documentazione idonea a dimostrarne il possesso.
Il Consiglio Arbitrale delibera sulla domanda di iscrizione all'elenco a suo insindacabile giudizio e allo stesso modo determina l'ambito di competenza.
Sarà considerato titolo preferenziale, senza tuttavia determinare alcun automatismo, per l’ammissione all’Albo dei Consulenti l’attestato di abilitazione rilasciato al termine dei corsi di perfezionamento / specializzazione organizzati dalla Camera Civile di Mantova e dalla Camere Civili aderenti all’Unione Nazionale delle Camere Civili, così come dall'Unione Nazionale delle Camere Civili medesima.
Gli iscritti all'elenco dei consulenti possono essere nominati consulenti tecnici nel corso di procedimenti arbitrali o periti nel caso in cui vengano richiesti alla Camera Arbitrale perizie contrattuali.
ART. 8 – REVISIONE DELL’ALBO DEGLI ARBITRI E DELL’ELENCO DI CONSULENTI TECNICI
Ogni anno il Consiglio Arbitrale procede alla revisione dell'Albo degli Arbitri e dell’Elenco dei Consulenti Tecnici, provvedendo a proprio insindacabile giudizio alla cancellazione di coloro che dichiarano la volontà di essere cancellati dal medesimo e che non siano ritenuti idonei per qualsiasi ragione.
E' motivo di cancellazione dall’Albo o dall’Elenco la cancellazione, per un qualsiasi motivo, dall'albo dell'Ordine o del Collegio di appartenenza.
In caso di condanna definitiva per un delitto non colposo, ovvero in caso di gravi sanzioni disciplinari adottate dai singoli Ordini o Collegi di appartenenza, il Consiglio Arbitrale può deliberare la cancellazione dell'iscritto dall'Albo degli Arbitri o dall’Elenco dei Consulenti Tecnici. L'iscritto può essere sospeso dal Consiglio Arbitrale in caso di pendenza di procedimenti penali per delitti non colposi e/o disciplinari fino a che essi non siano definiti.
ART. 9 - APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO
Il Regolamento è applicato se richiamato con qualsiasi espressione dalla convenzione arbitrale o da uno specifico compromesso tra le parti.
Se la convenzione arbitrale fa rinvio alla Camera Arbitrale di Mantova presso la Camera Civile di Mantova, tale rinvio è interpretato come previsione di applicazione del Regolamento.
Al di fuori di quanto previsto dal comma 1, il Regolamento è applicato se ricorrono le seguenti condizioni:
- una parte deposita una domanda di arbitrato sottoscritta personalmente dalla parte stessa e contenente la proposta di ricorrere a un arbitrato disciplinato dal Regolamento;
- l’altra parte accetta tale proposta, con dichiarazione sottoscritta personalmente entro il termine indicatole dalla Segreteria.
ART. 10 - SEDE DELL’ARBITRATO
La sede dell’arbitrato è Mantova.
Il Tribunale Arbitrale può prevedere che le adunanze avanti a sé, immutata la sede, si svolgano in luogo o città diverse, così come il compimento di specifici atti.
ART. 11 - LINGUA DELL’ARBITRATO
La lingua dell’arbitrato è la lingua italiana.
Il Tribunale Arbitrale può autorizzare la produzione di documenti redatti in una lingua diversa da quella dell’arbitrato e può disporre che i documenti siano accompagnati da una traduzione in italiano.
ART. 12 –DEPOSITO E TRASMISSIONE DEGLI ATTI IN VIA TELEMATICA
Le parti devono depositare gli atti e gli eventuali documenti da essi prodotti preferibilmente mediante invio telematico con posta certificata presso la Segreteria o, se previsto presso la sede dell'Arbitrato. E' ammesso il deposito a mani o a mezzo posta raccomandata.
Il Tribunale Arbitrale o il suo presidente, è il depositario degli atti e, quando necessario, trasmette alle parti, agli altri Arbitri, ai consulenti tecnici e ai terzi gli atti e le comunicazioni loro destinate con posta elettronica certificata.
L'originale di ogni atto si intende quello depositato ed in possesso del Tribunale arbitrale o del suo Presidente.
ART. 13 - TERMINI
I termini previsti dal Regolamento o fissati dal Consiglio Arbitrale o dal Tribunale Arbitrale sono sempre perentori.
Il Tribunale Arbitrale può rimettere in termine le parti soltanto se sono decadute per causa ad essi non imputabile o con il consenso di tutte le altre parti.
Nel computo dei termini non si calcola il giorno iniziale. Se il termine scade il sabato o un giorno festivo, esso è prorogato al giorno successivo non festivo.
Non opera la sospensione feriale dei termini.
ART. 14 - RISERVATEZZA
La Camera Arbitrale, le parti, il Tribunale Arbitrale e i consulenti tecnici sono tenuti a osservare la riservatezza del procedimento e del lodo, fatta salva la necessità di avvalersi di quest’ultimo per la tutela di un proprio diritto.
A fini di studio, la Camera Arbitrale può curare la pubblicazione in forma anonima dei lodi, salva l’indicazione contraria anche di una sola delle parti, manifestata nel corso del procedimento.
ART. 15 - DOMANDA DI ARBITRATO
L’attore deve depositare presso la Camera Arbitrale di Mantova la domanda di arbitrato a mezzo pec all’indirizzo pec della Camera Civile di Mantova.
La domanda è sottoscritta dal difensore della Parte munito necessariamente di procura ed ha il seguente contenuto:
a. il nome, il cognome, il domicilio, la ragione sociale, il codice fiscale o la partita iva, l'indirizzo mail e pec (se conosciuto) delle parti, nonché ogni altro dato idoneo ad identificare le parti;
b. la descrizione dei fatti e delle ragioni che originano la controversia;
c. l’indicazione delle domande che si intendono svolgere e del relativo valore economico;
d. l'eventuale volontà che sia nominato un arbitro non appartenente all'Albo della Camera Arbitrale di Mantova;
e. l’indicazione dei mezzi di prova richiesti a sostegno della domanda e ogni documento che la parte ritenga utile produrre.
f. la procura conferita al difensore ai sensi dell'art. 83 c.p.c.;
g. il testo del compromesso ovvero della clausola arbitrale.
h. la prova dell’avvenuto bonifico dei diritti di segreteria come previsti dal tariffario;
L’attore notifica la domanda di arbitrato al convenuto entro dieci giorni lavorativi dalla data del deposito.
ART. 16 - MEMORIA DI RISPOSTA
Il convenuto deve trasmettere alla Camera Arbitrale a mezzo Pec all’indirizzo pec della Camera Civile di Mantova la memoria di costituzione e risposta, con eventuali domande riconvenzionali, entro trenta giorni dalla notifica della domanda di arbitrato.
La memoria di risposta è sottoscritta dal difensore della Parte munito di procura ai sensi dell'art. 83 c.p.c. ed ha il seguente contenuto:
a. il nome, il cognome, il domicilio, la ragione sociale, il codice fiscale o la partita iva, l'indirizzo mail e l'indirizzo Pec (se conosciuto) delle Parti, nonché ogni altro dato idoneo ad identificarle;
d. l'eventuale volontà che sia nominato un arbitro non appartenente all'Albo della Camera Arbitrale di Mantova presso la Camera Civile di Mantova;
e. l'indicazione dei mezzi di prova richiesti e ogni documento che la parte ritenga utile produrre;
f. la procura conferita al difensore ai sensi dell'art. 83 c.p.c.
g. la prova dell’avvenuto bonifico dei diritti di segreteria come previsti dal tariffario;
Il Convenuto notifica la memoria di risposta all’attore entro dieci giorni lavorativi dalla data dell’avvenuto deposito della memoria a mezzo Pec presso la Camera Arbitrale.
Nel caso in cui il convenuto non depositi la memoria di costituzione e risposta, l’arbitrato prosegue in sua assenza.
ART. 17 - PROCEDIBILITÀ DELL’ARBITRATO
La competenza a decidere in merito alle questioni di procedibilità e/o all’applicabilità del Regolamento è dell'Arbitro o del Collegio Arbitrale nominati.
ART. 18 – INCOMPETENZA DEL TRIBUNALE ARBITRALE
L’eccezione circa l’esistenza, la validità o l’efficacia della convenzione arbitrale o circa la competenza del Tribunale Arbitrale deve essere proposta, a pena di decadenza, nella prima difesa utile successiva alla domanda cui l’eccezione si riferisce.
L’indisponibilità della materia agli arbitri è rilevabile d'ufficio in qualsiasi fase dell’arbitrato.
ART. 19 - NUMERO DEGLI ARBITRI
Il Tribunale Arbitrale è composto da un arbitro unico.
Tuttavia, il Consiglio Arbitrale può affidare decisione della controversia a un collegio di tre membri, se lo ritiene opportuno per la complessità o per il valore della controversia.
A titolo indicativo l’arbitro sarà unico per controversie in cui le domande svolte dalle Parti tra loro cumulate siano di valore inferiore ad € 150.000,00.
ART. 20 - NOMINA DEGLI ARBITRI
Il Tribunale arbitrale è nominato dal Consiglio Arbitrale, che a mezzo Pec comunica la nomina agli arbitri ed ai procuratori delle parti e trasmette agli arbitri le memorie ed i relati allegati.
Qualora una delle parti abbia richiesto nel primo atto che il Tribunale sia composto da un arbitro o da arbitri non appartenenti all'Albo della Camera Arbitrale di Mantova presso la Camera Civile di Mantova, l'arbitro o gli arbitri saranno scelti negli albi delle Camere Arbitrali presso le Camere Civili Territoriali.
In tal caso le adunanze potranno svolgersi, pur mantenendosi la sede dell’Arbitrato a Mantova, ove ha il proprio domicilio l’arbitro o il presidente del collegio.
In caso di Collegio arbitrale il presidente sarà nominato dal Consiglio Arbitrale.
Il Tribunale Arbitrale forma e conserva i fascicoli dei procedimenti arbitrali; rilascia alle parti, a loro richiesta, copia degli atti e dei documenti, nonché attestazioni e certificazioni relative al procedimento e comunica il Lodo ai procuratori delle parti a mezzo Pec.
ART. 21 - NOMINA DEGLI ARBITRI NELL’ARBITRATO CON PLURALITÀ DI PARTI
In presenza di una domanda proposta da più parti o contro più parti, anche in deroga a quanto previsto nella convenzione arbitrale, il Consiglio Arbitrale nomina direttamente un arbitro unico o un Collegio di tre Arbitri, uno dei quali con funzione di Presidente.
In presenza di regole specifiche della clausola arbitrale o di situazioni di fatto che determinino l’opportunità di un Collegio di più di tre Arbitri, il Consiglio Arbitrale procede alle nomine che consentiranno di pervenire ad un numero dispari di Arbitri.
ART. 22 - ACCETTAZIONE DEGLI ARBITRI
Il Consiglio Arbitrale comunica agli arbitri la loro nomina. Gli arbitri devono trasmettere all’indirizzo Pec della Camera Civile di Mantova la dichiarazione di accettazione entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione.
ART. 23 - DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA E RICUSAZIONE DEGLI ARBITRI
Prima della prima udienza gli arbitri devono trasmettere ai procuratori delle parti a mezzo Pec una dichiarazione che attesti la propria indipendenza rispetto ad entrambe le Parti.
Nella dichiarazione di indipendenza l’arbitro deve indicare, precisandone periodo e durata:
a. qualunque relazione (anche di parentela) con le parti, i loro difensori od ogni altro soggetto coinvolto nell’arbitrato;
Nella prima udienza innanzi agli Arbitri, le parti possono presentare le proprie osservazioni in merito alla dichiarazione, sulle eventuali contestazioni si pronuncia il Consiglio Arbitrale.
Il termine per depositare il lodo decorre dalla prima udienza in cui il Tribunale Arbitrale si costituisce formalmente.
ART. 24 - SOSTITUZIONE DEGLI ARBITRI
L'arbitro è sostituito con la nomina di un nuovo arbitro nelle seguenti ipotesi:
b. l’arbitro è revocato da tutte le parti;
c. l'arbitro è revocato su istanza congiunta e motivata delle parti;
d. l’arbitro, sentite le parti e il Tribunale Arbitrale, è rimosso dal Consiglio Arbitrale per la violazione dei doveri imposti dal Regolamento al Tribunale Arbitrale o per altro grave motivo;
e. l'arbitro muore ovvero perde la capacità giuridica ovvero non è più in grado di adempiere al proprio ufficio per infermità o per altro grave motivo.
Il Consiglio Arbitrale sospende il procedimento per ciascuna delle ipotesi previste dal comma 1.
In ogni caso, revocata la sospensione, il termine residuo per il deposito del lodo, se inferiore, è esteso a 90 giorni.
Il Consiglio Arbitrale determina l'eventuale compenso spettante all'arbitro sostituito e del nuovo arbitro, tenuto conto dell'attività fino ad allora svolta e del motivo della sostituzione.
ART. 25 - COSTITUZIONE DEL TRIBUNALE ARBITRALE
Il Tribunale Arbitrale fissa la prima udienza in modo che la stessa si tenga entro trenta giorni dalla data in cui gli stessi sono stati nominati; se la nomina è avvenuta in tempi differenti, i trenta giorni decorrono dall'ultima nomina.
All'uopo, il Tribunale Arbitrale procede a formare una lettera di convocazione alla prima udienza che viene tempestivamente comunicata ai procuratori delle Parti a mezzo Pec.
Il Tribunale Arbitrale si costituisce formalmente nella prima udienza, ribadendo a verbale la propria accettazione espressa, sottoscritta dall'Arbitro Unico o dal Collegio Arbitrale.
Da quel momento inizia a decorrere il termine di 90 giorni per la pronuncia del lodo, termine che puo’ essere prorogato dal Tribunale Arbitrale su richiesta concorde della Parti per un massimo di ulteriori 180 giorni.
In caso di sostituzione di arbitri dopo che il Tribunale Arbitrale si è costituito, il Consiglio Arbitrale trasmette ai nuovi arbitri copia degli atti e dei documenti del procedimento. La nuova costituzione del Tribunale Arbitrale ha luogo ai sensi dei commi precedenti.
Il compenso del Tribunale arbitrale è determinato dalla tabella allegato A al presente regolamento.
ART. 26 - POTERI DEL TRIBUNALE ARBITRALE
In qualunque momento del procedimento, il Tribunale Arbitrale può tentare di comporre la controversia tra le parti.
Qualora, prima della formale costituzione del Tribunale Arbitrale, siano proposte con diverse domande arbitrali, controversie tra loro connesse, Il Consiglio Arbitrale, considerate le caratteristiche delle controversie e tenuto conto delle norme applicabili al procedimento, può stabilire che i relativi procedimenti siano riuniti affinché le controversie siano decise con unico lodo.
Qualora l’esistenza di controversie connesse emerga successivamente alla formale costituzione del Tribunale Arbitrale, e non sia quindi possibile procedere alla riunione prima della prima udienza, il Consiglio Arbitrale, con il consenso di tutte le parti, onde favorire il coordinamento decisorio può procedere a nominare il medesimo Tribunale Arbitrale investito di più procedimenti pendenti può disporne la riunione, se li ritiene connessi.
L'intervento volontario o la chiamata in arbitrato di un terzo sono ammessi solo con l'accordo del terzo e delle parti e con il consenso degli arbitri.
Sono sempre ammessi l'intervento previsto del secondo comma dell'art. 105 c.p.c. e l'intervento del litisconsorte necessario; si applica l'articolo 111 c.p.c..
ART. 27 – ORDINANZE DEL TRIBUNALE ARBITRALE
Salvo quanto previsto per il lodo, il Tribunale Arbitrale decide con ordinanza.
Le ordinanze sono pronunciate a maggioranza. Non è necessaria la conferenza personale degli arbitri.
Le ordinanze devono essere redatte per iscritto e possono essere sottoscritte dal solo presidente del Tribunale Arbitrale.
ART. 28 - NORME APPLICABILI AL PROCEDIMENTO
Il procedimento arbitrale è retto dal Regolamento, dalle regole fissate di comune accordo dalle parti sino alla costituzione del Tribunale Arbitrale in quanto compatibili con il Regolamento medesimo o, in difetto, dalle regole fissate dal Tribunale Arbitrale.
Il Tribunale Arbitrale, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene opportuno agli atti di istruzione ammissibili e rilevanti, indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto.
Per tutto quanto non espressamente disciplinato si rinvia agli articoli 806 ss c.p.c..
In ogni caso, è attuato il principio del contraddittorio e della parità di trattamento delle parti.
ART. 30 - NORME APPLICABILI AL MERITO DELLA CONTROVERSIA
Il Tribunale Arbitrale decide il merito della controversia secondo diritto se le parti non hanno espressamente previsto che decida secondo equità.
Il Tribunale Arbitrale decide il merito della controversia applicando la legge italiana.
ART. 31 – UDIENZE
La data delle udienze è fissata dal Tribunale Arbitrale ed è comunicata alle Parti costituite a mezzo Pec.
Le parti possono comparire personalmente alle udienze e devono essere assistite da avvocati muniti di procura.
L’attività, le dichiarazioni e i provvedimenti assunti nelle udienze avanti il Tribunale Arbitrale sono riportate in un verbale scritto.
ART. 32- ISTRUZIONE PROBATORIA
Il Tribunale Arbitrale valuta liberamente tutte le prove, salvo quelle che hanno efficacia di prova legale secondo norme inderogabili applicabili al procedimento o al merito della controversia.
Il Tribunale Arbitrale può delegare l'assunzione delle prove ammesse a un proprio membro.
ART. 33 - VALORE DELLA CONTROVERSIA
Il valore della controversia, ai fini della definizione dei costi del procedimento, è dato dalla somma delle domande presentate da tutte le parti.
Il Tribunale Arbitrale determina il valore della controversia sulla base degli atti introduttivi e sulla base delle ulteriori indicazioni delle parti. La determinazione del valore della controversia è determinata secondo i criteri del codice di procedura civile.
ART. 34 - COSTI DEL PROCEDIMENTO
La liquidazione dei costi del procedimento è disposta dal Tribunale Arbitrale, al momento della fissazione della prima udienza.
Il provvedimento di liquidazione è comunicato dal Tribunale Arbitrale alle parti e viene menzionato nella ordinanza di fissazione della prima udienza, stabilendo un termine per il relativo pagamento.
I costi del procedimento sono composti dalle seguenti voci:
a. Onorari del Tribunale Arbitrale;
b. eventuali onorari dei consulenti tecnici d'ufficio;
c. eventuali rimborsi spese della Camera Arbitrale, degli arbitri e dei consulenti tecnici d'ufficio.
d. diritti di Segreteria.
I compensi del Tribunale Arbitrale sono determinati in base al valore della controversia, secondo le Tariffe allegate al Regolamento.
I compensi dei consulenti tecnici d'ufficio sono determinati con equo apprezzamento in una percentuale pari al 50% della tariffa prevista per gli arbitri, tenendo conto della tariffa allegata e vengono liquidati dal Tribunale Arbitrale prima dell’emissione del lodo.
In casi straordinari possono altresì essere determinati compensi inferiori al minimo o superiori al massimo delle Tariffe.
I rimborsi spese degli arbitri e dei consulenti tecnici d'ufficio devono essere comprovati dai relativi documenti di spesa. In difetto di loro esibizione, si considerano assorbiti dai relativi onorari.
ART. 35 – DEPOSITI ANTICIPATI E FINALI
Prima dello svolgimento della prima udienza, il Tribunale Arbitrale verifica l’avvenuto integrale pagamento dell’acconto-saldo dei costi del procedimento indicati nella ordinanza di fissazione di udienza.
L’importo previsto dal comma 1 è richiesto a tutte le parti in via solidale tra loro.
ART. 36 – MANCATO DEPOSITO DEI FONDI
Se una parte non deposita l'importo richiesto, la il Tribunale Arbitrale può richiederlo all'altra parte e fissare un termine per il pagamento ovvero può, se non lo abbia già stabilito in precedenza, suddividere il valore della controversia e richiedere a ciascuna parte un importo correlato al valore delle rispettive domande, fissando un termine per il deposito.
In ogni caso di mancato deposito entro il termine fissato, il Tribunale Arbitrale può sospendere il procedimento. La sospensione è revocata dal Tribunale Arbitrale, verificato l'adempimento.
Qualora nessuno provveda al versamento entro 30 giorni dalla scadenza del termine indicato dal Tribunale Arbitrale le parti sono sciolte dalla convenzione di arbitrato.
Art. 37 – QUESTIONI PREGIUDIZIALI
Le questioni pregiudiziali di merito rilevanti per la decisione della controversia, anche se vertono su materie che non possono essere oggetto di convenzione di arbitrato, sono oggetto di cognizione meramente incidentale, salvo che debbano essere decise con efficacia di giudicato per legge.
Su domanda d parte, le questioni pregiudiziali sono decise con efficacia di giudicato se vertono su materie che possono essere oggetto di convenzione di arbitrato.
Se tali questioni non sono comprese nella convenzione di arbitrato, la decisione con efficacia di giudicato è subordinata alla richiesta di tutte le parti.
Clausola_Arbitrale_Camera_Civile_di_Mantova.pdf
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