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Timestamp: 2020-08-03 18:47:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31780 del 07/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31780 del 07/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/12/2018, (ud. 26/09/2018, dep. 07/12/2018), n.31780
sul ricorso 3992-2017 proposto da:
G.D.M.A., elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA DEGLI SCIPIONI 132, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO
MORICONI, rappresentata e difesa dall’avvocato CLAUDIA CASSELLA;
avverso la sentenza n. 103/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
depositata l’11 febbraio 2016;
che la Corte d’appello confermava la sentenza del giudice di primo grado che aveva rigettato la domanda proposta dalla lavoratrice in epigrafe nei confronti di Riscossione Sicilia s.p.a., volta alla declaratoria di invalidità ed inefficacia del contratto di formazione e lavoro stipulato in data 15 marzo 2002 con la società, con conseguente conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e statuizioni consequenziali;
che avverso la sentenza propone ricorso per cassazione la lavoratrice sulla base di tre motivi, illustrati mediante memoria;
che con il primo motivo la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., punto 3, con riferimento all’art. 2384 c.c. e agli artt. 75 e 77 c.p.c., per avere la Corte territoriale ritenuto e dichiarato la legittimazione processuale del soggetto costituitosi in nome e per conto della Riscossione Sicilia s.p.a., tale dott. F., nonchè omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti ex art. 360 c.p.c., n. 5. Osserva che, in base alle norme citate, in una società di capitali la rappresentanza processuale spetta agli amministratori o ad altri soggetti cui sia stata conferita dallo Statuto o dal Consiglio di Amministrazione, purchè detto conferimento avvenga unitamente a quello dei poteri di rappresentanza sostanziale, ciò in correlazione con il principio di ineludibile necessità di collegamento tra diritto alla tutela giurisdizionale e affermazione della titolarità del diritto sostanziale (artt. 75 e 77 c.p.c.). Rileva che il dott. F., in persona del quale ha agito Riscossione Sicilia, non era investito dei necessari poteri di rappresentanza processuale e sostanziale, mancando una valida procura institoria, tale non potendo essere ritenuta la procura speciale richiamata nella sentenza, la quale non conferiva poteri sostanziali in ordine al rapporto oggetto del giudizio ma solo “poteri relativi alla gestione tecnico – amministrativa”, ad essi in alcun modo assimilabili;
che con il secondo motivo parte ricorrente deduce violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., punto 3, della L. 29 dicembre 1990, n. 407, art. 8, comma 7, avendo la Corte d’appello ritenuto e dichiarato soddisfatto il requisito della forma scritta ad substantiam del contratto di formazione e lavoro, conseguentemente rigettando la dedotta conversione dello stesso in contratto di lavoro a tempo indeterminato. Osserva che il predetto requisito di forma non poteva ritenersi rispettato, essendo il contratto in argomento privo di valida sottoscrizione in quanto siglato da soggetto, il dott. C., in capo al quale non era stata documentata l’esistenza dei necessari poteri di firma e rappresentanza contrattuale della società;
che sul punto va richiamato preliminarmente il principio enunciato da Cass. 22 agosto 2007, n. 17895, in forza del quale “L’onere della forma scritta “ad substantiam”, previsto ora espressamente dall’art. 8, comma 7, della legge 29 dicembre 1990 n. 407, per la stipulazione del contratto di formazione e lavoro di cui al D.L. 30 ottobre 1984, n. 726, art. 3(convertito, con modificazioni, nella L. 19 dicembre 1984, n. 863), la cui inosservanza determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, è richiesto soltanto per il profilo di specialità che connota e qualifica detto contratto rispetto all’ordinario contratto di lavoro subordinato e cioè per la clausola concernente il progetto formativo e non già per l’insorgenza stessa del vincolo contrattuale in virtù dell’incontro delle volontà negoziali. Ne consegue che l’esigenza di protezione che è sottesa alla prescrizione di forma (e cioè di fissare in un documento scritto – e dunque ben riconoscibile il progetto formativo, così da rendere pienamente consapevole il lavoratore interessato del sottotipo contrattuale che si trova a stipulare) è soddisfatta ove l’assunzione, contenente appunto il progetto formativo, sia effettuata per iscritto e la lettera di assunzione sia consegnata al dipendente, non potendo però reputarsi che detto onere di forma, seppur così circoscritto, possa essere surrogabile (come invece erroneamente ritenuto dalla sentenza impugnata) dalla mera comunicazione dell’assunzione del lavoratore all’ufficio del collocamento”. Al riguardo la giurisprudenza di questa Corte ha ribadito (Cass. 07 agosto 2013, n. 18817) che il requisito della forma scritta, previsto “ad substantiam” dalla L. 29 dicembre 1990, n. 407, art. 8, comma 7, è correlato alla enunciazione per iscritto del progetto formativo, così da rendere il dipendente pienamente consapevole del sottotipo contrattuale che si trova a stipulare;
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 3.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15 % e accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 360
 art. 360
 art. 360
 art. 8
 Cass. 
 art. 3
 sentenza 
 art. 8