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Timestamp: 2017-04-28 21:40:35+00:00

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Fosforo Bianco | Ospitalieri
Categoria: fosforo bianco 14 giugno 2009
Napalm – Fosforo Aggiornamento all’articolo “Falluja e le armi di distruzione di massa”. Attenzione il post è lungo ma vale la pena di leggerlo tutto, vi farete un’idea di come è nato lo scoop di RAINWES
Vorrei ricordare per chi ancora non lo avesse capito che cosa è il napalm :
Il Napalm è un derivato dell’acido naftenico o naftoico e dall’acido palmitico (si trova nelle noci di cocco).
E’ prodotto dalla saponificazione tramite alluminio dei due acidi, precipitano saponi di alluminio che vengono usati per preparare un gel altamente infiammabile.
E’ usato per costruire bombe, mine e combustibile per i lanciafiamme. La preparazione risale al secondo conflitto mondiale precisamente nel 1942. Il nome Napalm deriva proprio da NAftenico e PALMitico che sono i maggiori costituenti. Maggiori informazioni possono essere trovate consultando:”Encyclopedia of Chemical Tecnology” (Interscience – New York 1964) p. 888
Quindi quando mangiate il cocco e bevete dalla lattina di alluminio state facendo il di Napalm!
Per chi ancora non avesse capito : questo è quello che resta di Dresda dopo il bombardamento con il napalm, subito nella II guerra mondiale, non mi sembra che si possa paragonare a falluja.
Dresda dopo il bombardamento con il napalm
Queste sono esplosioni del Napalm
Esplosione di una bomba al napalm
Bombardamento con Napalm
Altro bombardamento al napalm in vietnam
Lanciatore napalm
effetti del napalm sul corpo umano
Credete che se a Falluja fosse stato usato il napalm sarebbe passato inosservato? Il napalm è un liquido ed è appiccicoso, il fosforo è un metallo ed farinoso, una polverina.
Il Napalm lascia tracce di idrocarburi (riconoscibile dal tipico odore), il fosforo è inodore ( l’odore che si sente deriva dal supporto sul quale è stato depositato) e lascia depositi di fosforina che è fluorescente (avete presenti i braccialetti e le collanine che i vù gumbrà vi voglio rifilare?).
E questo è il Fosforo…bella differenza vero?
Truppe al riparo dalla cortina fumogena alimentata col fosforo
Soldato segnala la sua posizione con fumogeno al fosforo
fosforo bianco cortina fumogena
fosforo bianco segnalazione posizione
fosforo bianco lancio con artiglieria
fosforo bianco lancio notturno
A proposito di fosforo
Proporzioni e Fosforo
by Bisqui fosforo bianco
terrorismo armi di distruzione di massa
vietnam 8 settembre 2006
Cluster, queste sconosciute sulla bocca di tutti Attacco ad una formazione di carri con le cluster, in questo caso le submunizioni sono capaci di riconoscere i mezzi e si dirigono su di loro colpendoli dall’alto. Gli sbuffi di fumo grigio che vedete nel cielo sono il risultato della separazione delle bomblet (4 per grappolo) che si dirigono ognuna su un carro diverso. Leggermente più in basso noterete i paracaduti aperti. Più in basso ancora l’eplosioni e la posa delle submunizioni che non hanno identificato un bersaglio.
E’ dalla guerra del golfo che si sente parlare delle Cluster Bomb. L’impiego di queste armi tecnologiche in verità è iniziato già nella seconda guerra mondiale ad opera dei Tedeschi. Da allora Russi ed Americani hanno sviluppato la nuova tecnologia per armare i propri eserciti.
Gli USA impiegarono la nuova tecnologia in Vietnam ma con scarso successo (in seguito vedremo perchè) a causa del territorio prevalentemente ricoperto di vegetazione ad alto fusto.
I Russi fecero il loro debutto in Afganistan durante il periodo d’occupazione in seguito all’invasione del 1980, con un notevole successo (dal punto di vista militare) ma non sufficiente a fermare i Talebani. In compenso ancora oggi ci sono circa 1 milione di mine antiuomo seminate col sistema delle “Cluster”.
Ma cosa sono queste “cluster”? Anche se la denominazione sembra qualcosa di misteriosamente terribile, le “cluster” non sono nient’altro che un sistema che permette di ingaggiare più besagli su una vasta area o di bloccare, deviare le forze armate nemiche. Ci sono diversi tipi di “cluster” a seconda dell’impiego specifico, dalla posa di campi minati al contrasto in profondità di colonne corazzate o motorizzate. Come avviene e come si procede all’utilizzo delle cluster? Considerando che esse sono di piccolissime dimensioni si comprende benissimo che a differenza delle bombe convenzionali esse occupano pochissimo spazio, quindi nello spazio di una bomba si possono immagazzinare circa 200 (al massimo della capienza) ordigni. Nella realtà vengono immagazzinati circa 75 ordigni controcarro e 15 antiuomo. Il contenitore delle “cluster” si chiama “dispenser”, esso è il veicolo utilizzato per lanciarle sul bersaglio. Il lancio avviene come una normalissima bomba, la differenza sta nel fatto che il dispenser, una volta sul bersaglio, si apre rilasciando le “cluster”. In un solo passaggio si può coprire un’area di di circa 200 m di larghezza x 600 di profondità . In tempi più vicini le “cluster” furono usate in Bosnia dai Serbi ed in Kosovo dai bombardieri della NATO, compresi i nostri. L’impiego più recente è stato in Afganistan,, di nuovo, ed in Iraq.
Ma cosa hanno di particolare, queste armi, da sollevare l’indignazione dell’opinione pubblica mondiale (tranne quando i bombardieri Francesi, Inglesi, Olandesi, Belgi, Italiani ed Americani le hanno seminate in Kosovo) soprattutto contro gli americani?
Mi occuperò del programma americano perchè nonostante ben 65 paesi al mondo le abbiano in produzione (compresi noi) solo loro forniscono le informazioni necessarie ed accessibili a tutti per avere una conoscenza degli ordigni.
Perchè questo riserbo ipocrita?
Perchè da quando furono messe al bando le mine antiuomo, tutte le forze armate cercarono un modo per aggirare il problema e la soluzione furono le “cluster bomb”. Il motivo è semplice, a differenza delle mine che vanno interrate, ( la loro pericolosità è proprio nella permanenza nel tempo pressochà© illimitata ed al camuffamento e quindi la difficoltà di individuarle e disinnescarle, nonchè ai danni collaterali che colpiscono i civili sopratutti bambini) le “cluster” permettono la stesura di un campo minato in tempi brevissimi, aggirano l’ostacolo del camuffamento perchè restano in superficie ben visibili ed altri vantaggi che vedremo in seguito.
Il Progetto americano.
La famiglia delle mine ” a disperdere o a dispersione” crea una nuova dimensione alla guerra, fornendo al comandante una manovra veloce e flessibile di ritardare, deviare, paralizzare, canalizzante, o distruggere le forze nemiche sia nelle manovre offensive che difensive. Le mine seminate possono forzare il nemico nelle zone di soppressione, cambiare il loro verso dell’attacco, recuperare tempo per le manovre di schieramento, o intraprendere azioni evasive. Le mine possono essere “seminate” con :
I sistemi GATOR (USAF trasportato)
il VULCANO (terra o aria ), ADAM/RAAM (artiglieria)
MOPMS (sistema modulare
I sistemi di semina delle mine permettono di minare un’area anche in ambienti estremamente ostili, territorio contaminato, o in altre zone dove altrimenti non sarebbe possibile ai minatori il lavoro di posa convenzionale.
Questi sistemi sono destinati per essere trasportati a distanza o per essere erogati da un velivolo, dall’artiglieria, o dall’erogatore a terra. I campi minati sono posti senza un modello libero. Tutti i campi minati con la tecnica “FASCAM” hanno un ciclo di vita attivo e di autodistruzione il cui tempo (deviazione standard) è predeterminato prima della posa o semina. La durata della vita attiva varia 4 ore – 15 giorni a seconda il sistema. Il motivo è semplicissimo, un campo minato potrebbe essere attraversato dalle truppe amiche ( quindi bisogna calcolare il tempo di avanzamento o dispiegamento) o diventare una trappola mortale se lo si ritrova alle spalle durante una controffensiva nemica.
Quindi come vedete un campo minato “seminato” con l’ausilio di Aeromobili, elicotteri, artiglieria (quindi anche missili), ha un tempo di persistenza sul terreno limitato ad un massimo di 15 giorni. Il funzionamento stesso delle cluster fa in modo tale che passato il tempo predeterminato il congegno di accensione (elettronico) non potrà funzionare perchè disabilitato. Lo scopo è ottenuto dalla scarica della batteria che alimenta il congegno. Abbiamo parlato di campo minato che nell’immaginario popolare equivale a dire uno sterminio di soldati o di civili. Nella realtà i campi minati sono per lo più utilizzati contro i mezzi di trasporto o quelli corazzati e la loro densità varia da 1 mina per 5-10 m quadrati
Altro conto sono le “bomblets”. Esse sono usate esclusivamente contro piste d’aviazione o autostrade. Lo scopo è distruggere l’asfalto o il cemento (circa 40 cm di piattaforma) per rendere inutilizzabile il mezzo di comunicazione o l’aeroporto. Per limitare la dispersione o l’atterraggio in posizioni tali da rendere inefficaci gli ordigni, si usano sistemi aerodinamici per un migliore controllo nella stesura. Alette o piccoli paracadute sono i sistemi maggiormente utilizzati. Abbiamo parlato di visibilità , le “cluster” sono dipinte di giallo, hanno un bel paracadutino bianco attaccato e sono cilindretti di 20 cm di lunghezza con un diametro di 6. Perchè visibili? Perchè anche dopo una bonifica del territorio alcune cluster potrebbero essere sfuggite o perchè trasportate dal vento o per altri motivi e quindi in questo modo si evitano le perdite amiche. Da qui si deduce che l’utilizzo di questi ordigni è tipicamente tattico, l’interdizione ai territori non è permanente come nel caso dei campi minati tradizionali ma limitato nel tempo. Per le caratteristiche di cui sopra è facilmente comprensibile che l’impiego di questi ordigni su territori boschivi, fortemente scoscesi o centri abitati è perfettamente inutile e non avrebbe nessun senso..
Su questo blog potrete trovare dati sulle mine seminate, dagli eserciti riforniti dai Russi e dai Cinesi, in tutta l’Africa e nell’Afganistan. Soprattutto in questo stato, la paura d’incontrarsi con una di quelle mine ha fatto si che la “siluette” del pappagallo verde (tale è il soprannome) comparisse negli adorni dei vestiti e dei tappeti. Dopo 20 anni di guerriglia, guerre ed invasioni, ci sono ancora milioni di mine Russe, Cinesi e Coreane che mietono vittime, soprattutto tra donne e bambini, in larghe zone del pianeta.
Un pò di chiarezza sulle sigle :
CBU sta per Cluster bomb unit e sarebbe il veicolo che trasporta le sottomunizioni
BLU sono le “bomblet” che trovano alloggio dentro le “cluster”
Le cluster bomb sono categorizzate come “non intelligenti” anche se le bomblet distinguono gli umani dai mezzi corazzati, dirigendosi contro di essi per distruggerli. Quindi accusare genericamente qualcuno di aver usato le “cluster” senza sapere in quale teatro e su quali bersagli è assolutamente pretestuoso. Faccio un caso per spiegarmi meglio. Nel caso che dei mezzi corazzati o non si trovino nelle vicinanze di un centro abitato, un attacco con le “cluster” non è pericoloso per i civili perchè gli ordigni esplodono solo in presenza di un carroarmato o un mezzo di trasporto militare. Anche se dovessero fallire, la costruzione intrinseca del sistema d’innesco le renderebbe inoffensive nel giro di 15 giorni massimo.
Cluster bomb – Dispenser
Submunizioni AMAT/AT
Submunizioni APERS/AMAT
Particolare Submunizione
Dimensione relativa di una submunizione
Submunizione esplosa
Trovate maggiori informazioni qui , qui
Militari e dintorni 2° post
guerra mondiale afganistan
vietnam 31 luglio 2006
Troppo bello A proposito delle fantascientifiche armi che sarebbero usate dagli Americani e dagli Israeliani ( ovviamente pubblicizzate dalla grancassa comunista) incollo integralmente un post di Hermes (i diritti sono dell’autore)
RAGIONE O SENTIMENTALISMI?
I TORTURATORI ITALIANI AD ABU GHRAIB
usa 26 luglio 2006
Proporzioni e Fosforo Nelle ultime settimane abbiamo assistito al teatrino indecoroso delle dichiarazioni dei nostri politicanti
Da dove viene l’idea di proporzionalità? Dal fatto che tra i bersagli dell’aviazione Israeliana ci siano anche infrastrutture civili. Certo in una guerra simmetrica questo sarebbe controlegge ma questa non è una guerra normale contro un avversario che rispetta le regole ma contro terroristi che delle nostre regole se ne fanno beffe ed usano i civili come scudo.
Vi ricordo che secondo la quarta convenzione di Ginevra i luoghi protetti perdono il loro “status” nel momento stesso in cui essi vengono usati per attacchi militari. Il legislatore non è uno stupido, dichiarare un ospedale o un luogo di culto “protetto” è il minimo ma se quei luighi fossero usati per stoccare armi o peggio per portare attacchi non si può dare un vantaggio a chi vigliaccamente si fa scudo dei civili all’interno di quelle strutture. Ecco che a caura dell’inapplicabilità delle convezioni suddette, gli Israeliani, con il lancio di volantini, hanno avvertito la popolazione civile ad allontanarsi da quelli che perdendo il loro “status protetto” sono diventati bersagli. Alcuni sono fuggiti ma i più, ostaggio dei terrorirsti, non hanno potuto farlo. Palazzi usati come piattaforme per il lancio di missili, come postazioni di cecchini, nidi di mitragliatrici, depositi di munizioni, sono stati demoliti dalle bombe Israeliane. Possiamo biasimare i militari della IDF? Si, no, forse. Tutte le cose vanno giudicate nel loro contesto e non in modo assolutistico.
Ricapitoliamo, se voi viveste 24 ore al giorno, mese dopo mese, anno dopo anno così, come reagireste? sulla reazione di Israele al rapimento di alcuni suoi militari? (3° convenzione di Ginevra).
Reazione sproporzionata? Bè secondo me ci vorrebbe la pazienza di Giobbe per sopportare 24 ore al giorno mese dietro mese per anni quello che i terroristi fanno agli israeliani. Certo la calma è la virtù dei forti ma ad essere troppo buoni poi si passa per fessi.
Sapendo che c’è gente che non combatte militarmente ma che i suoi bersagli sono civili, donne, bambini, vecchi e che si addestra per fare stragi, così
Non regireste così?
Questa è la distruzione di un lanciamissili multiplo, un Katiuscia tanto per intenderci. Un modellino nuovo nuovo appena fornito dall’Iran con annessi pasdaran. Contate quanti missili lancia prima di essere distrutto. Per chi non lo sapesse i missili iraniani hanno una portata tra i 30 e 70 km, quindi gli Israeliani devono penetrare almeno 100 Km all’interno del Libano per risolvere loro la risoluzione ONU n°1559 che impose al governo libanese il disarmo delle milizie. Risoluzione mai rispettata perche “L’esercito di dio” è parte integrante del governo libanese. Dell’ONU e della sua incapacità ed incompetenza ne abbiamo già parlato in questo articolo, in più Otimaster ci mette del suo.
Ma si sa i soliti supporter dei terroristi non perdono occasione per dare addosso agli Israeliani. Ultimamente, visto che gli stati Arabi stessi e l’ONU prendevano le distanze dagli Hez ed Ham, si sono inventati la solita bufala del fosforo (buona per tutte le stagioni) per delegittimare la reazione di Israele. Riporto due agenzie :
(Repubblica)LARNAKA (Cipro) – “I miliziani Hezbollah si fanno scudo con i civili per sfuggire all’offensiva israeliana in Libano”. E’ l’accusa lanciata ai guerriglieri sciiti dal sottosegretario delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Jan Egeland. Il funzionario dell’Onu ha parlato apertamente di “codardia” da parte degli Hezbollah.
(ANSA)- BEIRUT (Libano), 25 LUG -Se il dialogo nazionale tra i leader libanesi rivali fosse ripreso come previsto oggi ci sarebbe stata un’intesa per il disarmo di Hezbollah. Cosi’ il presidente del Parlamento libanese e leader sciita, Nabih Berri intervistato dalla Tv al-Arabiya. Berri ha ancora affermato di aver personalmente definito i termini dell’intesa sul disarmo di Hezbollah nei contatti che aveva avuto nelle settimane scorse con i leader libanesi pro e antisiriani.
Torniamo al Fosforo, Wellington, Grendel, Squitto ed io (vedi la sezione apposita tra i documenti) abbiamo già smontato l’uso del fosforo come arma ma si sa la mamma dei rainucci è sempre in cinta.
Lettura consigliata : Il ritorno delle bufale viventi , un pò di fosforo non si nega a nessuno
Tags: israele, libano, palestina, terrorismo, militari, politica, storia, onu, tattica, fosforo, israel, lebanon, terrorism, politics, wp
Anche il manifesto ha dubbi sugli hezbollah
wellington 2 luglio 2006
Capperi! E adesso chi lo dice ai pacifinti senzabretelle? Riprendo un post di “The Right Nation“. Sono finalmente state trovate le famose armi di distruzione di massa. Non che avessimo dubbi, visto che saddam le aveva già usate ma bisognava a vere la canna fumante :-).
Adesso verranno fuori i soliti troll e pacifinti senzabretelle che diranno che le ha messe la CIA che è un complotto e blablabla…
Come i senzabretelle vedono il mondo
Il mondo senzabretelle
usa 28 aprile 2006
Convenzioni di Ginevra Di seguito riporto stralciati, alcuni articoli della convenzione di Ginevra. Cè da considerare che le convenzioni sono state redatte tenendo conto del diritto internazionale e delle emanazioni del tribunale dellAia. Primo protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati nazionali documento internazionale Articolo 1. Principi generali e campo di applicazione. 1. Le Alte Parti contraenti si impegnano a rispettare e far rispettare il presente Protocollo in ogni circostanza. 2. Nei casi non previsti nel presente Protocollo o in altri accordi internazionali, le persone civili e i combattenti restano sotto la protezione e l’imperio dei principi del diritto delle genti, quali risultano dagli usi stabiliti, dai principi di umanità e dai precetti della pubblica coscienza. 3. Il presente Protocollo, che completa le Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 per la protezione delle vittime della guerra, si applicherà nelle situazioni previste nell’art. 2 comune a dette Convenzioni. 4. Le situazioni indicate nel paragrafo precedente comprendono i conflitti armati nei quali i popoli lottano contro la dominazione coloniale e l’occupazione straniera e contro i regimi razzisti, nell’esercizio del diritto dei popoli di disporre di se stessi, consacrato nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione relativa ai principi di diritto internazionale concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione fra gli Stati in conformità della Carta delle Nazioni Unite. Articolo 44. Combattenti e prigionieri di guerra. 1. Ogni combattente, come definito nell’art. 43, che cade in potere di una Parte avversaria è prigioniero di guerra. 2. Sebbene tutti i combattenti siano tenuti a rispettare le regole del diritto internazionale applicabile nei conflitti armati, le violazioni di dette regole non priveranno un combattente del diritto di essere considerato come tale o, se cade in Potere di una Parte avversaria, del diritto di essere considerato prigioniero di guerra, salvo i casi previsti nei paragrafi 3 e 4. 3. Per facilitare la protezione della popolazione civile contro gli effetti delle ostilità, i combattenti sono obbligati a distinguersi dalla popolazione civile quando prendono parte ad un attacco o ad una operazione militare Articolo 47. Mercenari. 1. Un mercenario non ha diritto allo statuto di combattere o di prigioniero di guerra. 2. Con il termine mercenario si intende ogni persona: a) che sia appositamente reclutata, localmente o all’estero, per combattere in un conflitto armato; b) che di fatto prenda parte diretta alle ostilità c) che prenda parte alle ostilità spinta dal desiderio di ottenere un profitto personale, e alla quale sia stata effettivamente promessa, da una Parte in conflitto o a suo nome, una remunerazione materiale nettamente superiore a quella promessa o corrisposta ai combattenti aventi rango e funzioni similari nelle forze armate di detta Parte; d) che non sia cittadino di una Parte in conflitto, nè residente di un territorio controllato da una Parte in conflitto; e) che non sia membro delle forze armate di una Parte in conflitto; e f) che non sia stato inviato da uno Stato non Parte nel conflitto in missione ufficiale quale membro delle forze armate di detto Stato. Articolo 48. Regola fondamentale. Allo scopo di assicurare il rispetto e la protezione della popolazione civile e dei beni di carattere civile, le Parti in conflitto dovranno fare, in ogni momento, distinzione fra la popolazione civile e i combattenti, nonchè fra i beni di carattere civile e gli obiettivi militari, e, di conseguenza, dirigere le operazioni soltanto contro obiettivi militari. Articolo 53. Protezione dei beni culturali e dei luoghi di culto. Senza pregiudizio delle disposizioni della Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, e di altri strumenti internazionali applicabili, è vietato: a) compiere atti di ostilità diretti contro i monumenti storici, le opere d’arte o i luoghi di culto, che costituiscono il patrimonio culturale o spirituale dei popoli; b) utilizzare detti beni in appoggio allo sforzo militare; c) fare di detti beni l’oggetto di rappresaglie. Articolo 79. Misure di protezione dei giornalisti. 1. I giornalisti che svolgono missioni professionali pericolose nelle zone di conflitto armato saranno considerati come persone civili ai sensi dell’art. 50 paragrafo 1. 2. Essi saranno protetti in quanto tali conformemente alle Convenzioni e al presente Protocollo, a condizione che si astengano da qualsiasi azione ledente il loro statuto di persone civili, e senza pregiudizio del diritto dei corrispondenti di guerra accreditati presso le forze armate, di beneficiare dello statuto previsto dall’art. 4 A. 4) della III Convenzione. 3. Essi potranno ottenere una carta d’identità conforme al modello unito all’Allegato II del presente Protocollo. Tale carta, che sarà rilasciata dal governo dello Stato di cui sono cittadini o sul cui territorio risiedono, o nel quale si trova l’agenzia o l’organo di stampa che li impiega, attesterà la qualifica di giornalista del suo titolare. Articolo 83. Diffusione. 1. Le Alte Parti contraenti si impegnano a diffondere il più largamente possibile, in tempo di pace come in periodo di conflitto armato, le Convenzioni e il presente Protocollo nei rispettivi paesi, in particolare a includerne lo studio nei programmi d’istruzione militare e a incoraggiarne lo studio da parte della popolazione civile, in modo tale che detti strumenti siano conosciuti dalle forze armate e dalla popolazione civile. 2. Le autorità militari o civili che, in periodo di conflitto armato, assumessero responsabilità nell’applicazione delle Convenzioni e del presente Protocollo, dovranno avere una piena conoscenza di tali strumenti. Aggiornato al 26.03.2001 Qui trovate i motivi documentati fotograficamente del non rispetto delle convenzioni da parte della popolazione cosidetta "civile". Nello stesso articolo troverete il link alle convenzioni. E adesso non parlatemi ficcatevi in testa che in iraq, come in Afganistan ed in palestina non esistono resistenti ma banditi e terroristi. Allo stesso modo i "partigiani" devono essere considerati terroristi. Post correlati:
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References: Articolo 1
 Articolo 44
 Articolo 47
 Articolo 48
 Articolo 53
 Articolo 79
 Articolo 83