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Salvatore Rossa
1 Pisa Odontoiatrica Roberto Trivelli Consigliere CAO Pisa - Presidente ANDI Pisa Radiologia e odontoiatria: raccomandazioni La ricerca di standard qualitativi sempre più alti nella diagnosi e nel trattamento delle patologie odontoiatriche, ha portato all acquisizione negli ultimi anni da parte di un alto numero di studi, anche di medie proporzioni, di attrezzature e strumentazioni di tecnologia sofisticata e per questo sono sempre più numerose le strutture odontoiatriche che si sono munite di apparecchi per l esecuzione di esami radiografici: dagli ortopantomografi agli ultimi CBCT (Cone Beam Computed Tomography). Si presuppone che nei prossimi anni si assisterà ad una dilatazione degli acquisti e ad un incremento di esami radiologici con tali tecniche. L articolo 2, decreto legislativo 187/2000 abilita l odontoiatra ad eseguire attività radiodiagnostiche complementari per lo svolgimento di specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina al pari del medico chirurgo specialista, purchè contestuali, integrate e indilazionabili, rispetto all espletamento della procedura specialistica ; devono essere escluse radiografie su richiesta di colleghi. Da questo riconoscimento derivano specifici doveri a tutela della salute dei cittadini che sono stati normati dal legislatore, che non possono essere ignorati, pena severe sanzioni, e che hanno portato alla pubblicare nella Gazzetta ufficiale (G.U. Serie Generale n. 124 del 29 maggio 2010) delle Raccomandazioni per l impiego corretto delle apparecchiature TC volumetriche «Cone beam» (10A06042) che pubblichiamo su questo pagine di Pisa Odontoiatrica. La definizione dei requisiti delle apparecchiature Rx da acquistare è effettuata da parte dell esercente (Titolare) lo Studio Professionale, munito del titolo di medico o odontoiatra o in alternativa dal responsabile dell impianto radiologico, collaboratore dello studio Professionale, munito del titolo di medico specialista in radiologia, radioterapia o medicina nucleare. La decisione di effettuare il singolo esame a raggi X deve sempre essere presa dal medico specialista o dall odontoiatra a seguito di : Impossibilità di avvalersi di esami diagnostici precedenti e pertinenti Impossibilità di effettuare diagnosi senza raggi X Valutazione vantaggi per il paziente sottoposto a diagnosi con raggi X rispetto ai danni alla sua salute prodotti dagli stessi raggi X Validità della tecnica di esposizione prescelta specificamente agli obiettivi diagnostici prefissati per ogni intervento clinico: endodonzia, parodontologia, implantologia etc. Valutazione dei vantaggi diagnostici nell uso della tecnica a raggi X prescelta rispetto ad altre eventuali tecniche a raggi X con minor dose per il paziente Verifica che il paziente conosca le informazioni contenute nel foglio informativo che va esposto in studio. Una volta effettuato l esame il termine obbligatorio di conservazione è venti anni per i reparti di cura e ricovero di istituti pubblici (ospedali, case di cura), mentre l odontoiatra è tenuto all archiviazione per dieci anni (ex art. 111 D.L. n. 230/95; D.M , art. 4, comma 3) degli esami eseguiti presso il proprio studio, che devono essere rintracciabili e disponibili per il paziente in qualsiasi momento. E possibile consegnare le radiografie al paziente documentando con ricevuta. Il decreto legislativo sulla privacy rende obbligatoria la protezione dei dati sensibili archiviando i documenti e gli esami in zone non accessibili e proteggendo i dati informatizzati con password da cambiare periodicamente. E inoltre vietato registrare o diffondere dati sensibili senza preventivo consenso da parte dell interessato. In tema di radioprotezione, tenendo conto che gli unici abilitati ad eseguire fisicamente radiografie sono gli odontoiatri, sono previsti gli obblighi di: identificare il responsabile dell impianto radiologico; nominare un esperto in fisica medica per i controlli di qualità; ottenere il consenso informato a scopo di ricerca; rispettare criteri di protezione in gravidanza e allattamento. Agli Odontoiatri, che sono stati formati sulla materia nell ordinamento didattico del Corso di Laurea, ma che hanno sempre manifestato interesse ad approfondire questi aspetti, consiglio di partecipare all evento che il 1 marzo si svolgerà a Pisa, Cone beam CT: aspetti di radioprotezione e controlli di qualità, organizzato dalle principali associazioni che si occupano di radioprotezione con la partecipazione delle principali associazioni odontoiatriche. Gennaio - Febbraio
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3 Raccomandazioni per l impiego corretto delle apparecchiature TC volumetriche «Cone beam» (10A06042) (G.U. Serie Generale n. 124 del 29 maggio 2010) Premesse. L obiettivo delle seguenti raccomandazioni e di fornire indicazioni per assicurare ai pazienti appropriate e adeguate prestazioni connesse all uso della tecnologia TC volumetrica «Cone beam», in attuazione delle previsioni del comma 1 dell art. 6, del decreto legislativo n. 187/2000, al fine di evitare la possibilita di esecuzione di esami inappropriati o non ottimizzati. Descrizione della tecnologia. La TC volumetrica «cone beam» e una particolare apparecchiatura Tomografica Computerizzata caratterizzata dall acquisizione di tutto il volume da indagare in un unica rotazione del complesso sorgente radiogena-rivelatore, grazie a un rivelatore ad ampio sviluppo bidimensionale, che in passato era costituito da un IB (intensificatore di brillanza) sostituito in seguito, in quasi tutte le apparecchiature, da un rivelatore allo stato solido. Il rivelatore puo avere una superficie rotonda o rettangolare di varie dimensioni; sono ora in uso apparecchi con campi di acquisizione che variano da un diametro massimo di circa 30 cm fino a pochi cm quadrati di superficie. Questo tipo di apparecchiatura e stata all origine sviluppata in ambito radio-terapico, ma ha avuto una concreta applicazione clinica e una recente rapida diffusione nel campo della diagnostica odonto-maxillofacciale. Altre applicazioni sono state sviluppate su sistemi radiologici con «arco a C» in ambito ortopedico o angiografico-interventistico. Attualmente le TC volumetriche «cone beam» hanno la loro principale applicazione e diffusione come apparecchiature dedicate allo studio delle strutture odonto-maxillo-facciali. Qualita radiologica e rischi di esposizione. La tecnica TC volumetrica «cone beam», grazie alla maggior capacita di risoluzione dei rivelatori utilizzati e all elevato contrasto intrinseco delle strutture ossee, consente di ottenere immagini di buona qualita di tali strutture con dosi al paziente inferiori a quelle somministrate abitualmente, con i parametri convenzionali, da apparecchiature TC tradizionali (a parita di volume irradiato da 5 a 20 volte inferiore). Correttamente, pertanto, la tecnica TC volumetrica «cone beam» non risulta basata sull utilizzo di apparecchiature a bassa dose, ma sfrutta piuttosto metodologie a bassa dose ovviamente limitate, in relazione al basso contrasto naturale, nell effettuazione di misure della densita in modo accurato e nella loro possibilita di utilizzazione nello studio delle parti molli. La dose efficace assorbita dai pazienti sottoposti ad esame odontoiatrico mediante TC volumetrica «cone beam» (esame CBCT) risulta essere significativamente superiore a quella assorbita nel caso di esami con ortopantomografo o esami cefalometrici. Si veda a tale proposito la tabella seguente (Tab. 1) in cui sono presentati i valori di dose efficace tipici per le procedure radiografiche dentali riportati dall Agenzia Internazionale per l Energia Atomica (IAEA). Gennaio - Febbraio
4 Da quanto sopra esposto, risulta evidente come, al fine dell utilizzo della tecnica «cone beam» per le diverse situazione cliniche, sia richiesta un attenta analisi dei suoi vantaggi e limitazioni, non potendo in nessuno caso essere minimizzati i rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti prodotti da tali sistemi, prendendo erroneamente a presupposto che la dose da essi impartita possa essere considerata trascurabile. Nei principi che stanno alla base della radioprotezione, infatti, nessuna dose e di per se trascurabile, in quanto per ogni esposizione sussiste sempre il rischio di possibili lesioni per effetti di tipo stocastico, che sebbene in termini di probabilita di insorgenza presentano una relazione diretta con la dose, rispetto alla gravita degli effetti risultano indipendenti dalla stessa, potendosi manifestare dopo tempi molto lunghi, come avviene per gli effetti ereditari o per lo sviluppo di neoplasie. L accettabilita dei rischi puo essere considerata tale unicamente in relazione al rapporto rischio/beneficio valutato, per cui, tenuto conto anche dell ampia variabilita della dose efficace impartita dalle diverse tecniche utilizzate, diventa fondamentale una scelta ottimizzata della tecnica impiegata. La TC volumetrica «cone beam» deve essere effettuata nel pieno rispetto dei requisiti di giustificazione e deve essere gestita solamente da personale qualificato, opportunamente formato e con adeguata esperienza, come richiesto dall art. 7 del decreto legislativo n. 187/2000, anche ai fini della ottimizzazione dell esame. Indicazioni operative procedurali. L utilizzo delle apparecchiature TC volumetriche «cone beam» e di norma prerogativa dell attivita specialistica radiologica. Le specifiche competenze del medico specialista radiologo, coadiuvato dal tecnico sanitario di radiologia medica, garantiscono infatti: la corretta esecuzione dell indagine (precisione nel posizionamento, scelta dei migliori parametri di esposizione e di volume indagato) con garanzia di applicazione delle norme di radioprotezione e di rispetto dei principi di giustificazione e di ottimizzazione; l utilizzazione di conoscenze diagnostiche radiologiche specifiche nella elaborazione e nella strutturazione di un report professionale; una diagnosi strutturata e completa. Nel caso di utilizzo delle apparecchiature TC volumetriche «cone beam» in attivita radiodiagnostiche complementari per lo svolgimento di specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina specialistica del medico o dell odontoiatra, non possono essere effettuati 24 - PisaMedica
5 esami per conto di altri sanitari, pubblici o privati, ne essere redatti o rilasciati referti radiologici, in quanto l utilizzo di apparecchiature radiodiagnostiche in via complementare risulta essere ammesso limitatamente alle sole condizioni prescritte dal decreto legislativo n. 187/2000. In via generale, pertanto, sono esclusi dalla possibilita di esecuzione in via complementare tutti gli accertamenti diagnostici svincolati da esigenze funzionali di ausilio per specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina specialistica; l uso di tecnologie di supporti utilizzanti radiazioni ionizzanti risulta essere ammesso esclusivamente a condizione che siano soddisfatte tutte le previsioni fissate alla lettera b) dell art. 2 del decreto legislativo n. 187/2000. Risultano ammesse, in attivita radiodiagnostiche complementari, solo le pratiche che per la loro caratteristica di poter costituire un valido ausilio diretto e immediato per lo specialista, presentino i requisiti funzionali e temporali di risultare «contestuali», «integrate» ed «indilazionabili» rispetto allo svolgimento di specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina specialistica. Si deve intendere a tal fine, secondo l uso comune, per «contestuale» tutto quello che avviene nell ambito della prestazione specialistica stessa e ad essa direttamente rapportabile. La «contestualita» rispetto all espletamento della procedura specialistica interessa pertanto sia l ambito temporale in cui si sviluppa la prestazione strumentale, sia l ambito funzionale direttamente riconducibile al soddisfacimento delle finalita della stessa prestazione. Per risultare «integrato» l uso della pratica complementare deve essere connotato dalla condizione di costituire un elemento di ausilio della prestazione stessa, in quanto in grado di apportare elementi di necessario miglioramento o arricchimento conoscitivo, utili a completare e/o a migliorare lo svolgimento dello stesso intervento specialistico di carattere strumentale. Sotto il profilo temporale la pratica complementare deve risultare non dilazionabile in tempi successivi rispetto all esigenza di costituire un ausilio diretto ed immediato al medico specialista o all odontoiatra per l espletamento della procedura specialistica, dovendo come prescritto dalla normativa risultare sotto tale profilo «indilazionabile» rispetto all espletamento della procedura stessa, per risultare utile. L utilizzo delle apparecchiature TC volumetriche «cone beam» deve prevedere: piena giustificazione dell esame. Tutti gli esami effettuati in attivita di radiodiagnostica di ausilio al medico specialista o all odontoiatra devono risultare giustificati singolarmente, e pertanto devono risultare correttamente valutati i potenziali benefici al paziente rispetto ai possibili rischi; a seguito di tale valutazione i vantaggi devono risultare superiori ai rischi, tenendo anche conto del possibile uso alternativo di tecniche che comportino una minore o nulla esposizione a radiazioni ionizzanti. obbligo di preventiva acquisizione del consenso informato scritto. In tale documento devono essere in modo facilmente comprensibile e chiaro portati a conoscenza del paziente i rischi connessi all esposizione a fronte dei benefici attesi; il documento deve altresi contenere una relazione clinica a motivazione dell effettuazione dell esame e le altre informazioni riguardanti la giustificazione della pratica e l indicazione della dose che verra somministrata. Una copia del consenso informato, sottoscritta dal paziente, dovra essere consegnata, controfirmata dal medico specialista o dall odontoiatra, allo stesso paziente, quale utile promemoria in relazione ad altri possibili accertamenti radiolo- Gennaio - Febbraio
6 gici; l originale dovra essere conservato agli atti dal medico specialista o dall odontoiatra. deve essere assicurata adeguata archiviazione e conservazione cartacea e/o informatica del consenso informato per un periodo di almeno 5 anni; devono essere assicurate l archiviazione e la conservazione per un adeguato periodo, non inferiore a 5 anni di tutte le immagini realizzate con l apparecchiatura (anche se di prova o per i controlli di funzionalita, di qualita ecc.); devono essere assicurate la registrazione e archiviazione su apposito registro, anche su supporto informatico, di tutti gli esami eseguiti, al fine di consentire le valutazioni delle esposizioni ai sensi dell art. 12 del decreto legislativo n. 187/2000, nonche i relativi controlli da parte degli organi di vigilanza. Il numero totale delle esposizioni registrate dovra corrispondere alla somma delle esposizioni risultante dal contatore dell apparecchiatura; deve essere effettuata la consegna al paziente dell iconografia completa dell esame (anche in formato digitale) necessaria per eventuale comparazione con esami precedenti o successivi, oltre che per valutazioni da parte di altri specialisti, nonche per motivi medico-legali; l effettuazione dell esame per l attivita radiodiagnostica complementare dovra essere assicurata direttamente da parte del medico specialista o dall odontoiatra, opportunamente formato ed esperto, o anche, per gli aspetti pratici di esecuzione dell indagine, avvalendosi del tecnico sanitario di radiologia medica; deve essere assicurata la verifica periodica della dose somministrata e della qualita delle immagini, avvalendosi della collaborazione di un esperto di fisica medica nell ambito del programma di garanzia della qualita ; deve essere effettuata una specifica formazione nell utilizzazione della tecnologia nell ambito dell aggiornamento quinquennale di cui all art. 7, comma 8, del decreto legislativo n. 187/2000. L impiego sempre piu frequente di apparecchiature radiologiche, anche da parte di medici non specialisti in radiologia, in attuazione delle previsioni dell art. 8 del decreto legislativo n. 187/2000, richiede da parte degli organi territorialmente competenti del Servizio Sanitario Nazionale un attenta e regolare vigilanza sulle sorgenti di radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche, con verifica puntuale in particolare sulla adozione di adeguati programmi di garanzia della qualita, sulla corretta informazione al paziente, sulla verifica periodica della dose somministrata, sulla avvenuta registrazione e conservazione dei dati, quale efficace deterrente preventivo per assicurare un uso sempre giustificato ed ottimizzato e per scoraggiare, attraverso le previste sanzioni, esecuzioni non giustificate e inappropriate di esami radiologici sanitari, che sono in grado di provocare indebiti rischi alle persone e alla collettivita, oltre che rappresentare uno spreco inaccettabile di risorse PisaMedica
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la radioprotezione del paziente, compiti e responsabilità alla luce del recente D.Lgs 167/00, attuazione direttiva 97/43/Euratom pubblicato su La Radiologia Medica Radiol Med 100: 484-486, 2000 Ciancia
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Roma, 21 gennaio 2015 Oggetto: Attività radiodiagnostica complementare. Il documento nasce dall esigenza, manifestata non solo dal gruppo professionale ma anche dalle Amministrazioni che a vario titolo

References: articolo 2
 art. 111
 art. 4
 art. 6
 art. 7
 art. 2
 art. 12
 art. 7
 art. 8