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Del/Par. n.8/2007. SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CAMPANIA nell adunanza del 12 giugno PDF
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Olivia Rosalinda Pace
1 1 SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CAMPANIA nell adunanza del 12 giugno 2007 Composta dai seguenti magistrati: Pres. Sez. Mario G. C. Sancetta Presidente Cons. Francesco Amabile Cons. Raffaele Del Grosso Cons. Corradino Corrado 1 Ref. Francesco Uccello 1 Ref. Laura Cafasso relatore Del/Par. n.8/2007 Visto l art.100, comma 2, della Costituzione; Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; Vista la legge 5 giugno 2003, n.131, recante disposizioni per l adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3; Visto il T.U. delle leggi sull ordinamento della Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n.1214 e successive modificazioni ed integrazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti e successive modificazioni e integrazioni; Visto il regolamento 16 giugno 2000 per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, come modificato dalla deliberazione delle Sezioni Riunite n. 2 del 3 luglio 2003; Vista la nota del 4 dicembre 2006 prot. di questo Ufficio n. 7469, con la quale il Sindaco del Comune di Pignataro Maggiore (Ce) ha inoltrato richiesta di parere a questa Sezione ai sensi dell art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista l ordinanza presidenziale, con la quale la questione relativa alla liquidazione della somma stabilita con sentenza del Giudice civile, a titolo di risarcimento danni in favore della Cooperativa Primavera 80 (quest ultima, successivamente cessata con regolare atto di liquidazione), nei confronti del legale rappresentante Condominio Primavera 80, proposta dal Sindaco di Pignataro Maggiore, è stata deferita all esame collegiale della Sezione; Udito il relatore, 1 Referendario Laura Cafasso;
2 2 PREMESSO: Con la nota indicata in epigrafe, il Sindaco del Comune di Pignataro Maggiore (Caserta) ha chiesto il parere di questa Sezione in ordine alla seguente questione: Ai sensi e per gli effetti dell art. 194 comma 1 lettera e) del D.L.vo n. 267, con deliberazione del Commissario Straordinario n. 57 del 27 aprile 2006 si è proceduto al riconoscimento quale debito fuori bilancio della somma di ,58, a seguito di sentenza esecutiva notificata in data (relativa ad un procedimento iniziato con atti di citazione notificati il e ) di cui ,00 a favore della Coop.Primavera 80 ed 2.667,58 per spese legali dovute al legale della controparte. Pertanto, si chiede se la rivendicazione del risarcimento danni liquidati in sentenza alla Coop. Primavera 80 possa essere liquidata al Condominio Primavera 80, atteso che durante il periodo di vigenza del giudizio in questione, la Coop. Primavera 80, beneficiaria del risarcimento danni come da sentenza, si è sciolta con regolare atto di liquidazione e il risarcimento danni liquidato in sentenza in favore della cessata Coop. Primavera 80, oggi viene rivendicato dal legale rappresentante il Condominio Primavera 80. CONSIDERATO: In via preliminare, sotto il profilo soggettivo, ricorda la Sezione che l art. 7, comma 8, della legge n. 131/2003 prevede che gli Enti Locali possano chiedere pareri in materia di contabilità pubblica alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti di norma, tramite il Consiglio delle Autonomie Locali. Riguardo a tale punto, ritiene la Sezione non esservi motivo per discostarsi dall orientamento sin qui seguito da tutte le Sezioni regionali di controllo, secondo cui la mancata costituzione di detto Organismo come nel caso della Regione Campania, il cui Statuto, che lo prevede e disciplina, non è stato ancora approvato in via definitiva non può costituire motivo di preclusione per l esercizio di una facoltà attribuita dalla legge agli Enti Locali ed alla stessa Regione. Nelle more dell istituzione del predetto Organismo nella regione Campania, pertanto, la Sezione ha costantemente ritenuto che gli Enti territoriali possano avanzare direttamente le istanze tramite i propri organi muniti di rappresentanza legale esterna. Pertanto, nella fattispecie, la richiesta, in quanto formulata dal Sindaco, organo munito della rappresentanza legale esterna del Comune ai sensi dell art.50 del T.U. 18 agosto 2000, n.267, è da ritenere ammissibile sotto il profilo soggettivo. Diversa soluzione va, invece, data circa l altro profilo di ammissibilità della richiesta di parere, di carattere oggettivo, prescritto dalla norma di legge in precedenza citata, quello cioè relativo all attinenza della richiesta medesima alla materia della contabilità pubblica. Posto che la fattispecie sottoposta all esame del Collegio concerne la liquidazione dei danni a titolo di risarcimento in favore del Condominio Primavera 80 in qualità di legale rappresentante della Cooperativa Primavera 80 (quest ultima originaria beneficiaria della
3 3 predetta liquidazione sulla base di sentenza emessa dal Giudice civile, ma il cui scioglimento con regolare atto di liquidazione è intervenuto nelle more del giudizio civile), deve, in via preliminare, evidenziarsi che, per giurisprudenza costante, la contabilità pubblica è intesa come un complesso di norme e di principi che presiede alla gestione finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli altri Enti Pubblici ed è destinato a regolare, in particolare, i rapporti relativi alla gestione delle entrate e del pubblico denaro, traendo fondamento da precetti di ordine costituzionale (Cass. Civ., Sez. Un., 2 marzo 1982; Corte dei Conti, Sez. I, 13 maggio 1987, n. 91). Per quanto attiene alla materia della contabilità pubblica, la Sezione, in coerenza con gli indirizzi ed i criteri generali dettati, nell esercizio della funzione di coordinamento, dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n.5/2006 del 17 febbraio 2006 da cui ritiene che non vi siano motivi per doversi discostare è dell avviso che per essa debba intendersi come il sistema normativo che presiede alla gestione finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli altri Enti Pubblici e che regola i rapporti relativi alla gestione del pubblico denaro. La materia in trattazione riguarda, invece, una fattispecie cui vanno applicate le norme del codice civile (artt e ss. e 2511 e ss.) e non rientra tra quelle proprie della contabilità pubblica, di cui è menzione nel citato art.7, comma 8, della legge n.131/2003. Ma vi è di più. Sotto il profilo oggettivo occorre analizzare il contenuto dei quesiti prospettati dal Comune per verificare, oltre che l attinenza del parere formulato alla materia della contabilità pubblica, anche la coerenza della collaborazione richiesta con la stessa posizione costituzionale della Corte dei conti. Per quanto concerne la coerenza della collaborazione richiesta con la posizione costituzionale assegnata alla Corte dei conti, il Collegio, in conformità con la pronuncia della Sezione delle Autonomie del 27 aprile 2004, ritiene che la natura di Organo posto al servizio della Repubblica, garante imparziale dell equilibrio economico pubblico nonché della corretta gestione delle risorse collettive sotto il profilo dell efficienza e della economicità, non consente di ritenere ammissibili quesiti che implichino valutazioni di comportamenti amministrativi oggetto di eventuali iniziative giudiziarie; comportino un coinvolgimento diretto delle Sezioni di controllo nella sfera dell amministrazione attiva; introducano una sorta di controllo preventivo di legittimità su atti. Deriva da ciò, pertanto, l ammissibilità di richieste di parere aventi ad oggetto solo temi di portata generale concernenti, ad esempio: atti generali; atti o schemi di atti di normazione primaria (leggi, statuti) o secondaria (regolamenti, circolari) o inerenti all interpretazione di norme vigenti; soluzioni tecniche rivolte ad assicurare la necessaria armonizzazione nella compilazione dei bilanci e dei rendiconti; preventiva valutazione di formulari o scritture contabili che gli enti intendessero adottare.
4 4 Per contro, devono essere dichiarate inammissibili richieste aventi ad oggetto fatti gestionali specifici o domande intese ad orientare le amministrazioni nella scelta di condotte processuali in vertenze di carattere giudiziario in atto o in via di instaurazione. Ove il parere sia funzionale alla predisposizione di un singolo atto di gestione, infatti, esso rischierebbe di coinvolgere la Corte in funzioni di amministrazione attiva ovvero potrebbe surrettiziamente reintrodurre un controllo preventivo di legittimità non consentito. Orbene, nella fattispecie in esame, la richiesta di parere verte su una questione di concreta gestione ed è funzionale alla soluzione di un fatto gestionale specifico (liquidazione di una somma a titolo di risarcimento danni, con regolare riconoscimento di debito fuori bilancio, nei confronti del legale rappresentante di una cooperativa, in caso di liquidazione coatta amministrativa della stessa) e, per le ragioni accennate, è inammissibile. Difettando, pertanto, nel caso di specie, il requisito oggettivo per una declaratoria di ammissibilità della richiesta di parere, non sussistono i presupposti per il passaggio all esame del merito della stessa. P.Q.M. La Sezione Regionale di controllo della Campania dichiara inammissibile la richiesta di parere indicata in premessa, inoltrata dal Sindaco del Comune di Pignataro Maggiore (Caserta). Copia della presente deliberazione sarà trasmessa, per il tramite del Dirigente del Servizio di supporto, al Sindaco ed al Presidente del Consiglio comunale del Comune di Pignataro Maggire (Av). Così deliberato in Napoli, nella camera di consiglio del 12 giugno IL RELATORE f.to Dott. Laura Cafasso IL PRESIDENTE f.to Dott. Mario G.C. Sancetta Depositato in Segreteria in data 12 giugno 2007 Il Dirigente del Servizio di supporto f.to Dott. Giuseppe Volpe

References: art.100
 art. 7
 sentenza 
 art. 194
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 art.50
 sentenza 
 art.7