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Timestamp: 2016-10-27 01:00:56+00:00

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⭐inserto la lettera Mino Vianello Aldo Schiavone L auto-eutanasia di mia madre Welfare dell empatia Conversazione su natura e destino
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1 AGENDA COSCIONI 1 LUGLIO 2008 AUT. TRIB. CIV. ROMA N 158/2007 DEL 17 APRILE 2007 DIR. RESP. GIANFRANCO SPADACCIA VIA DI TORRE ARGENTINA, ROMA MENSILE DI INIZIATIVA POLITICA E NONVIOLENTA DELL ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI, PER IL CONGRESSO MONDIALE PER LA LIBERTÀ DI RICERCA POSTE ITALIANE SPA SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 27/2/04 N 46 ART. 1 COMMA 2 DCB-ROMA STAMPE PROMOZIONALI E PROPAGANDISTICHE RACCOLTA FONDI Agenda Coscioni Anno III - N. 7 luglio 2008 Direttore Rocco Berardo Clan partitici, baronie dinastiche, cordate clericali e manipolazioni ideologiche. È così che le già scarse risorse destinate a laboratori e università sono dirottate per soddisfare amici e parenti. E il sistema-italia viene fatto colare a picco. Il dossier che vi proponiamo avvia un'inchiesta partecipativa di Agenda Coscioni nell'italia della ricerca truffata e dell'università saccheggiata. Perchè se si cambia registro, la ricerca buona e libera ha solo da guadagnarci. Ricercopoli è un sistema-paese, tra i più celebri al mondo. I giocatori competono per guadagnare rendite di posizione e potere corporativo in un campo d attività vitale per il nostro paese come quello della ricerca. A turno i giocatori attorno al tabellone governi, istituti scientifici, ospedali, atenei e baroni locali muovono le pedine in senso anti-meritocratico, distribuendo fondi pubblici in modo del tutto discrezionale, avallando gli sprechi per decreto, nominando propri sodali e congiunti nei posti chiave della cultura e della ricerca, violando in ogni modo trasparenza e certezza del diritto. Obiettivo del gioco è quello di ottenere il dominio assoluto e incontrastato nel settore, costringendo alla bancarotta concorrenti e cittadini tutti, in definitiva affossando cultura, economia, legalità e giustizia sociale. L Associazione Coscioni vuole cambiare le regole. Ribaltiamo il tabellone? la lettera L auto-eutanasia di mia madre Mino Vianello Welfare dell empatia Aldo Schiavone Conversazione su natura e destino pag.18 pag.14 pag.24 SE NON TI ABBONI, NON RICEVERAI PIÙ AGENDA COSCIONI Dal mese di settembre, per contenere i costi, Agenda Coscioni sarà spedita soltanto agli iscritti e sostenitori dell'associazione Luca Coscioni e ai nostri abbonati dell anno Per abbonarsi: tutte le informazioni in ultima pagina. SPECIALE LAICITÀ E RELIGIONI Mentre i laici balbettano, radicali e credenti riflettono su laicità e religioni in Europa. In esclusiva alcuni interventi dal convegno di Bruxelles del Aspettando il nuovo appuntamento. inserto SOCCORSO CIVILE Partecipazione delle donne, internet e conoscenza diffusa. Così l Associazione Coscioni lavora a un nuovo welfare delle libertà2 2 RICERCOPOLI DOVE FINISCONO I FONDI MINISTERIALI Emergenza ricerca. Una grande inchiesta partecipativa MARCO VALERIO LO PRETE In dieci pagine vi raccontiamo come la ricerca italiana, in questi anni, l abbiamo vista noi dell Associazione. E allo sfinimento, vi avvertiamo subito. Parentopoli e mafia dei baroni, portati occasionalmente alla ribalta anche dai grandi media di regime, sono solo la punta dell iceberg. Quella più evidente, nonostante i molti tentativi di insabbiamento delle prove. Ma alla radice c è dell altro: ci sono strutture ministeriali ed enti pubblici che assegnano milioni di euro con meccanismi torbidi e criteri esclusivamente politici; enti statali e locali compiacenti che non chiedono conto dei soldi erogati per i progetti di ricerca; atenei in cui vige il principio della selezione inversa e criteri di reclutamento di docenti e ricercatori che fanno acqua da tutte le parti. Per mutare tali meccanismi basterebbero alcune riforme a costo zero. Anche di questo, ovviamente, vi parliamo in questo speciale. Ma prima ancora, è necessario che le idee e l informazione tornino a circolare. Per questo ti chiediamo di attivarti, di darci una mano portando alla luce casi di malaricerca che accadono nella tua università, nel tuo centro di ricerca o dei quali sei venuto a conoscenza. Conoscenza diffusa sul territorio e rete internet sono un binomio esplosivo. Tocca a noi cittadini accendere la miccia. **** Parlare di scandalo sarebbe sbagliato. Perché riduttivo. Quella che illustriamo in queste due pagine è solo uno dei casi non ancora del tutto chiarito da parte delle autorità competenti che come Associazione Coscioni abbiamo contribuito a portare alla luce: la vicenda della Commissione Cellule cellule staminali istituita nel 2001 presso l Istituto Superiore di Sanità dall allora Ministro della Salute Sirchia; un consesso presieduto da Enrico Garaci, con il compito di distribuire milioni di euro. Non è dato ancora sapere quanti, né come. Un piccolo ingranaggio, insomma, di un sistema più ampio e ben oliato che è quello dell assegnazione dei fondi alla ricerca in Italia. Tasto dolente per il nostro paese. Da un punto di vista quantitativo innanzitutto: l Italia oggi dedica solo l'1,2% del PIL alla ricerca, quasi la metà della media europea che è invece pari all'1,9% del PIL. Ma il problema non ci stanchiamo di sottolinearlo è soprattutto di metodo. Non lo diciamo (solo) noi, lo dimostrano le interrogazioni parlamentari della pattuglia di deputati e senatori coscioniani, lo affermano dalle colonne dei giornali alcuni tra i più illustri scienziati italiani. I meccanismi attuali di assegnazione dei fondi alla ricerca sono la metafora, o forse la causa, dello stato della ricerca italiana: i soldi sono attribuiti in maniera totalmente discrezionale, con criteri politici più che scientifici. Fondi destinati alla ricerca. Si può parlare, anche in questo campo, di un vero e proprio caso Italia? Prendi ad esempio i finanziamenti del Ministero della Salute per l attuazione di un programma di ricerche sperimentali e cliniche sulle cellule staminali. Nel novembre 2001 il l allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia, istituisce, presso l'istituto Superiore di Sanità (ISS), la Commissione nazionale cellule staminali, presieduta da Enrico Garaci, presidente dell'iss, nonché membro di Scienza e Vita. La Commissione, composta da 12 membri, avrebbe dovuto, per i successivi tre anni, decidere la destinazione ai diversi progetti di ricerca del finanziamento annuale di 5 miliardi stanziato dalla legge 23 dicembre 2000 per ciascuno dei tre anni (2001, 2002, 2003), al fine di attuare un programma di ricerche sperimentali e cliniche sulle cellule staminali. Si parlava allora di 5 miliardi di lire per anno, pari a circa 2,5 milioni di euro, per un totale di 7,5 milioni di euro in tre anni. Di anni ne sono passati 7 ed ancora risulta difficile spiegare come siano andate veramente le cose. I bandi fantasma per la ricerca sulle staminali Solo nell aprile 2004 la Commissione, a seguito di numerose sollecitazioni, pubblica i risultati del processo di assegnazione dei fondi del primo bando. La lista, incredibile dictu, è addirittura resa disponibile on-line, così che sia consultabile da tutti (e da nessuno). Ma è sufficiente che qualche smaliziato navigatore della Rete inizi a leggere i resoconti, che la Commissione decide sia arrivato il momento di cancellare ogni sua traccia dal web. Donatella Poretti, allora deputata della Rosa nel Pugno e dirigente dell Associazione Coscioni, fa notare subito come alcuni membri della Commissione abbiano presentato anche 5-7 progetti, utilizzando il fatto che ciascuno poteva elaborare un progetto come capogruppo (su due gruppi partecipanti) ma anche uno come secondo intestatario. E poi lo stesso sistema vale per ciascuno degli associati e dei ricercatori appartenenti allo stesso gruppo del luminare di turno. La probabile cifra ottenuta per ciascun progetto finanziato continua la Poretti - poteva essere di mila euro (massimo consentito totali per due anni), a fronte di 3-4 pagine di testo che documentava la ricerca. Dalla teoria alla prassi il passo è breve: prendi ad esempio il professor Angelo Vescovi, membro della Commissione che sceglie a chi assegnare i fondi. Lui stesso presenta il progetto numero 118 in quanto responsabile dello stesso; neanche a dirlo lo giudica meritevole, quindi sceglie di finanziarlo. Ma poi, ricercatore instancabile, presenta anche il progetto 120 come corresponsabile. E poi c è il numero 108, responsabile la dottoressa Galli, ovvero una ricercatrice che lavorava presso il laboratorio dello stesso Vescovi. Ancora, il numero 86 con corresponsabile ancora una volta la dottoressa Galli, il 17 con corresponsabile il dottor Gritti - all'epoca anch'egli nel laboratorio di Vescovi -. Lo stesso dicasi per il professor Cesare Peschle, responsabile del progetto 65 e corresponsabile dei progetti 114 e 136. Insomma molti dei progetti giudicati e finanziati dalla Commissione nazionale cellule staminali risultavano sottomessi dagli stessi Membri della commissione. I dubbi non finiscono qui: la tempistica dei bandi è saltata completamente rispetto a quella prospettata in un primo momento. Il primo bando è pubblicato nel 2003 e non nel , il secondo nel 2005 e non nel Dalle risposte alle interrogazioni si viene a sapere inoltre che il terzo bando che era stato previsto non vedrà mai la luce: Non risulta invece l'esistenza di un terzo bando, che non è stato mai proposto né discusso dalla Commissione Nazionale. In effetti, dopo il secondo bando, i fondi a disposizione della Commissione erano esauriti, afferma candidamente il Ministero della Salute. Come sembrerebbe saltato il GIOCHI DI PRESTIGIO tetto massimo del finanziamento: infatti in un primo momento, nel decreto di istituzione della Commissione nazionale sulle staminali, si parla di un finanziamento da attribuire pari a 7,5 milioni di euro (già 5 miliardi di vecchie lire); poi il Ministro, di fronte ad un interrogazione parlamentare, spiega che i milioni di euro attributi sono già 11; infine, in quella che per ora è l ultima comunicazione ufficiale da parte dell ISS, si è parlato di 17 milioni di euro. Ricapitoliamo: del terzo bando si è persa ogni traccia; della seconda quota dei finanziamenti sappiamo che è stata erogata ma non sappiamo né a quanto ammonti né chi ne abbia beneficiato. A proposito del primo bando, invece, qualche informazione l abbiamo ricostruita. Nel novembre 2007 infatti, sul sito web dell ISS, ancora una volta senza dare grande risalto alla cosa, vengono inseriti gli elenchi dei Come l Istituto Superiore della Sanità ti gonfia i dati Dati alla mano, ecco il tentativo dell ISS di ingigantire i risultati scientifici conseguiti con i finanziamenti amministrati dalla discussa Commissione cellule staminali Con l aiuto di alcuni esperti abbiamo deciso di analizzare i documenti pubblicati dall Istituto Superiore di Sanità nel suo tentativo di rendicontare l utilizzo del primo bando di finanziamento amministrato dalla Commissione cellule staminali 2001.Documenti incompleti,come spiega l articolo sopra, visto che poco si sa del secondo bando che sarebbe stato emesso;quanto alla terza parte del finanziamento, questa addirittura non sarebbe mai stata erogata per mancanza di fondi (sic!). E che ad un analisi più attenta appaiono pure falsati. Siamo riusciti a identificare solo 213 pubblicazioni scientifiche rispetto alle 261 citate dal rapporto finale dell ISS, quindi premettiamo per correttezza che l'analisi che vi proponiamo di seguito è relativa solo a questi 213.Facendo il rapporto otteniamo un impact factor (IF) totale medio pari a 1.443; quindi questo è diventato il nostro IF totale di riferimento potendo analizzare solo 213 articoli (proporzionale dunque all IF di per le 261 pubblicazioni). Come abbiamo operato? Ciascuno degli articoli scientifici che l ISS adduce al suo finanziamento è stato stampato e, indipendentemente l una dall altra, tre persone hanno analizzato l'anno di pubblicazione dell'articolo e la sezione Acknowledgements ( ringraziamenti ) per verificare il numero di enti finanziatori dichiarati per articolo (laddove vi fos-3 RICERCOPOLI DOVE FINISCONO I FONDI MINISTERIALI 3 In Italia si spende poco, ma male destinatari dei finanziamenti. Peccato che si decida di non indicare l ammontare assegnato a ciascuna unità operativa, impedendo così di chiarire quante risorse siano state assegnate ai progetti vincitori. Infine, come per ogni attività di ricerca che si rispetti, arriva il momento della verifica. Sarebbe buona pratica consentire che il cittadino ed in particolare un qualsiasi membro della comunità scientifica possa conoscere il valore scientifico delle pubblicazioni generate con i soldi delle tasse pagate. Un modo per farlo è quello di analizzare il cosiddetto fattore di impatto (impact factor in inglese), ovvero una misura della frequenza con cui un articolo medio di una rivista viene citato dalle altre riviste in un certo periodo; una misura della credibilità delle riviste stesse che dunque, di riflesso, attesta anche il valore dell articolo su esse pubblicato. L ISS, con un suo comunicato del novembre 2007, dichiara che è stato raggiunto lo straordinario risultato di 261 pubblicazioni con impact factor cumulativo pari a Ma ad una analisi più attenta svolta da parte di esperti esterni, che vi proponiamo in questa pagina, sembrerebbe che solo 126 articoli siano propriamente imputabili ai progetti finanziati con fondi ISS, con un impact factor totale di 167. Non contento della poca chiarezza con cui si sono gestiti i fondi, sembrerebbe che l ISS provi a gettare fumo negli occhi anche a quanti, soprattutto nella comunità scientifica, provassero a valutare seriamente i risultati ottenuti. La denuncia dei ricercatori e degli scienziati La stessa comunità scientifica non è rimasta con le mani in mano. Il 10 novembre scorso, alcuni illustri ricercatori italiani di fama mondiale hanno deciso di scrivere in forma privata al Ministro per ottenere delucidazioni pubbliche sulla gestione di altri tre milioni di euro previsti nella finanziaria 2007 per la ricerca sulle cellule staminali. Gestiti direttamente dal Ministero della Salute e dall'istituto Superiore di Sanità, sono già stati assegnati, per ammissione anche pubblica di alcuni ricercatori, ma non risulta che sia stato pubblicato un bando o che singoli ricercatori o istituzioni abbiano potuto liberamente presentare progetti o domande di finanziamento. Insomma rischiano di fare la fine dei 7,5 milioni di euro dell ISS. La risposta della Turco non si fa attendere: Vogliamo dircela tutta: questa è una vergognosa guerra per bande (La Stampa). Eppure la prof.ssa Cattaneo, direttrice del Laboratorio di Biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative all'università degli studi di Milano, intervistata lo scorso dicembre da Agenda Coscioni, ci tiene a precisare che non si tratta di singoli episodi. Ciò che non va è l'a-b-c stesso dell'assegnazione dei fondi, nonostante l introduzione di certe regole sarebbe, tra l altro, a costo zero. (MVLP) Soldi a pioggia, decisioni verticistiche, favoritismi e, soprattutto, illegalità: così si finanzia la ricerca scientifica in Italia. Il caso esemplare dei fondi ministeriali per le cellule staminali, gestititi dall Istituto Superiore di Sanità. sero più enti). In particolare, ovviamente, abbiamo cercato, tra gli enti finanziatori, il nome dell'iss, della Commissione Staminali o del Ministero della Salute. Primo risultato. L'ISS, nel suo consuntivo, indica che i fondi da esso amministrati hanno prodotto 261 articoli e 1773 punti di IF. Ci si sarebbe aspettato quindi che quegli articoli fossero stati interamente finanziati con fondi ISS. Invece l'analisi dimostra che ciascun articolo scientifico presenta più di un ente finanziatore: è stata calcolata una media di 4,2 enti finanziatori per ognuno dei 213 articoli analizzati. Ascrivere interamente, a maggior gloria dei fondi erogati dall'iss, pubblicazioni di fatto finanziate anche da altri enti, non appare quindi corretto. Impact Factor L impact factor (IF o fattore d impatto) è una misura della frequenza con cui un articolo medio di una rivista viene citato dalle altre riviste in un particolare anno o periodo. Questa misura serve per dare una valutazione empirica dell'importanza e della credibilità delle riviste stesse, e quindi, indirettamente, degli articolo scientifici in essa pubblicati. Visto che chi riesce a pubblicare un articolo può attribuire ad esso l impact factor del giornale, l IF costituisce oggi il più diffuso metodo per quantificare il livello della produzione scientifica. Secondo risultato. Abbiamo poi analizzato, per ciascuno dei 213 articoli, se tra gli enti finanziatori indicati nella sezione ringraziamenti fossero quantomeno presenti il Ministero della Salute, l' ISS o il Progetto Nazionale Cellule Staminali. Solo quest ultima, infatti, sarebbe la dizione corretta; infatti indicare nei ringraziamenti, per esempio, solo Ministero della Salute potrebbe implicare che altri fondi sono stati impiegati. Comunque, si è voluto prescindere da ciò e sono stati inclusi nel conteggio tutti quegli articoli (tra i 213) che avevano almeno una delle suddette tre dizioni citate nella sezione ringraziamenti. Abbiamo verificato che solo 126 pubblicazioni presentavano una di queste tre citazioni. Occorre precisare che nel documento dal titolo Elenco pubblicazioni estratte dai rendiconti scientifici, reso disponibile lo scorso novembre sul sito web dell'iss, veniva precisato che il resoconto teneva conto degli articoli che i ricercatori stessi avevano indicato, nei loro reports, essere prodotti con quei fondi. Si desume che i ricercatori, forse distratti, hanno indicato nei loro reports pubblicazioni che non presentavano tra gli enti finanziatori nessuna delle tre dizioni di cui sopra. E' però presumibile che sia compito di chi finanzia anche monitorare e vigilare sui prodotti che derivano dai propri finanziamenti, per informare al meglio, senza correre il rischio di falsare i dati. Questa analisi dimostra come tanto il peer review (messo in atto dalla stessa commissione, a quanto risulta dagli atti parlamentari) quanto il monitoraggio dei risultati ottenuti con fondi pubblici, siano aspetti su cui ancora molto si deve fare in Italia. Terzo risultato. Si è poi proceduto a calcolare l'impact factor totale per quelle 126 pubblicazioni. I punti di IF inizialmente attribuibili ad esse, per rapporto ai 1773 totali per le 261 pubblicazioni dichiarate nel consuntivo, dovrebbero essere una media di 855. Questo numero è stato poi diviso per 5,1 che è il numero medio degli enti finanziatori per ciascuna delle 126 pubblicazioni. Si conclude che i fondi ISS erogati tra il 2003 e il 2005 dalla Commissione Staminali 2001 hanno reso 126 articoli scientifici con un IF totale di 167. Il numero è quindi ben diverso dai 213 articoli con IF di circa 1443 (rapportabili ai 261 con 1773 di IF dichiarati nel consuntivo). Quarto risultato. L'analisi dimostra che nel conteggio sono stati inclusi articoli pubblicati nel 2004 e, addirittura, nel Ma se il finanziamento iniziava il 17 dicembre 2003, come è possibile che in pochi mesi, o addirittura con giorni di anticipo rispetto all'avvio delle ricerche finanziate da quel bando, i ricercatori potessero avere pubblicato già dei risultati? Significativo è il fatto che il comunicato ISS del novembre scorso indichi che, in realtà, i prodotti sarebbero ancora di più di quelli pubblicati, in quanto non sarebbero stati inclusi quelli del 2006 e Eppure è noto che la ricerca richiede anni per raggiungere risultati; sarebbe stato meglio fornire un analisi obiettiva che specificasse anche le difficoltà del condurre una simile analisi o comunque chiarisse tutti questi aspetti. L'inclusione di pubblicazioni del 2003 costituisce un pessimo segno circa la metodologia utilizzata per condurre l'analisi dei prodotti. Quinto risultato. In base al comunicato stampa dell'iss dello scorso novembre che accompagnava la pubblicazione su web del consuntivo di cui sopra, si scopre che la Commissione Staminali 2001 ha erogato 17 milioni di euro. Ricordiamo ai lettori che, come da decreto 442 del 2001, la Commissione doveva invece erogare 7.5 milioni di euro divisi in tre bandi per gli anni Ad una prima interrogazione parlamentare dell'on. Donatella Poretti, dirigente dell Associazione Coscioni, l'iss ha risposto di avere erogato 11 milioni di euro. Ora, ad anni di distanza, scopriamo che i milioni sono molti di più. Ancora non sappiamo a chi siano andati, poco si sa del secondo bando (quanto scritto sopra e' riferito solo al primo bando) mentre per il terzo bando, solo grazie a una ennesima interrogazione dell On. Poretti, la comunità scientifica ha potuto apprendere che la Commissione l'ha cancellato perché i fondi esauriti al primo e secondo bando. Questo nonostante, in epoche di grandi carestie, quei fondi, a disposizione di quella commissione, veniamo ora a sapere, sono stati più che duplicati.4 4 RICERCOPOLI SPRECHI PER DECRETO COSTI COLLATERALI DELLA LEGGE 40 SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA Embrioni fantasma coperti d oro L incredibile storia dei cosiddetti embrioni orfani. Sottratti alla ricerca scientifica, sono destinati ad essere congelati per sempre. Per questo il Ministero della Salute destina euro che, ad oggi, nessuno sa che fine abbiano fatto. La legge Febbraio La legge 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita vieta all art. 13 qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano. Il divieto riguarda anche gli embrioni soprannumerari, cioè che non verranno impiantati nel corpo della donna. Invece di utilizzarli ai fini della ricerca scientifica, si è deciso di distruggerli, o meglio crioconservarli per sempre senza alcuno scopo. Il finanziamento Agosto Il Ministro della salute definisce, con un proprio decreto, le modalità e i termini di conservazione degli embrioni prodotti a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita euro sono destinati alla creazione della biobanca da parte dell Ospedale Maggiore di Milano, mentre altri euro vanno all Istituto Superiore della Sanità per il trasporto dalle cliniche di fecondazione assistita dove gli embrioni si trovano. Che fine hanno fatto i soldi? Dicembre Stando alle dichiarazioni dell ormai ex Ministro della Salute Sirchia, la biobanca sarebbe pronta per accogliere gli embrioni orfani, ma l operazione di trasferimento degli embrioni sarebbe stata bloccata per l assenza di fondi necessari. La domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto le decine di migliaia di euro che dovevano servire per il trasferimento di questi embrioni? L interrogazione al Ministro Giugno I senatori Poretti e Perduca si rivolgono al Ministro della Salute in carica con una interrogazione parlamentare. Che fine hanno fatto i euro per il trasposto degli embrioni? Perché non rendere pubbliche le varie destinazioni con cui sono stati utilizzati i euro a favore dell Ospedale Maggiore di Milano? E infine, perché non utilizzare gli embrioni abbandonati per la ricerca scientifica? DONATELLA PORETTI Mentre nel mondo la ricerca con le staminali (embrionali o meno) fa passi avanti, nel nostro Paese siamo costretti a fare ancora i conti con l inutile e dannosa legge 40/2004. E ancora ad un punto morto la triste vicenda degli embrioni sovrannumerari orfani il cui destino, stabilito per decreto, era quello di finire crioconservati nella biobanca milanese dell Ospedale Maggiore. Per questa operazione inutile erano stati stabiliti 450 mila euro (400 mila per la creazione della biobanca, l acquisto cioè dei contenitori dove mantenerli sotto azoto; e 50 mila per l Istituto Superiore della Sanità per il trasporto dalle cliniche di fecondazione assistita dove si trovano). Operazione anche dannosa visto che sarebbe stato importante destinarli alla ricerca scientifica, invece che preferire ipocritamente di importare staminali embrionali derivate all estero, e mandare così anche all estero i nostri ricercatori. A che punto siamo con questa operazione faraonica visti i costi, e inutile visto che non servirebbe a nulla? Secondo un censimento dell Istituto Superiore della Sanità (ISS) del mese di giugno 2006, sarebbero gli embrioni abbandonati, tutti ancora nelle cliniche. L operazione sarebbe bloccata per mancanza di fondi, come ebbe a denunciare l ex ministro della Salute Girolamo Sirchia. Insieme al Senatore Marco Perduca abbiamo presentato un interrogazione al ministro della Salute per sapere che cosa stia succedendo: dove sono finiti i soldi e Senato della Repubblica Ministro, che fine hanno fatto i soldi? L interrogazione al Ministro del Lavoro Salute e Politiche sociali, dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (radicali eletti nelle fila del Partito Democratico). Premesso che: [ ] - con il decreto 4 agosto 2004 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita - GU n. 200 del ) sono state previste le modalità e i termini e secondo l art. 6: gli oneri derivanti dall espletamento dei compiti indicati nei precedenti articoli 4 e 5, valutati per l esercizio 2004 in Euro ,00 a favore dell Istituto superiore di sanità ed in Euro ,00 a favore dell Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Ospedale Maggiore di Milano, graveranno sull apposito capitolo di spesa in corso di istituzione, in applicazione dell art.2 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 ( ); - secondo l art 4 dello stesso decreto, all Istituto superiore di sanità e affidato, con apposita convenzione, il compito di: a) definire il numero e la localizzazione degli embrioni abbandonati da trasferire per la crioconservazione; b) contattare i centri detentori degli embrioni abbandonati ai fini del trasferimento al suddetto Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti e della conservazione di tutti i dati clinici inerenti ciascun embrione trasferito; c) attivare allo scopo il Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti dell IRCCS Ospedale Maggiore di Milano; - il Policlinico di Milano ha presentato il 16 dicembre 2005 il Centro di Risorse Biologiche, denominato Centro di Medicina Trasfusionale, Terapia Cellulare e Criobiologia, che ospita anche la banca degli embrioni orfani. In questa occasione Girolamo Sirchia, ex ministro della Salute e firmatario del decreto, ha affermato tra l altro: L impegno preso, con un investimento di 400 mila euro, e stato rispettato ; come siano stati utilizzati quelli gia erogati e se non sia il caso di intervenire legislativamente per destinare gli embrioni inutilizzabili a fini di ricerca. E urgente che la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita venga modificata, ma non e disattendendo una legge sbagliata che lo si fa. Ancora oggi, dopo più di quattro anni dalla sua approvazione, sul che fare degli embrioni orfani attualmente crioconservati, questa legge non ha offerto soluzioni. Per una coalizione come quella attualmente al governo, che sembra indirizzata dalle gerarchie vaticane negli interventi su questi temi sensibili, questa operazione sugli embrioni sovrannumerari e la dimostrazione che la scelta di non decidere comporta delle conseguenze. E urgente che la legge 40 sulla PMA venga modificata, ma non è disattendendo una legge sbagliata che lo si fa - secondo alcune agenzie giornalistiche del 19 dicembre 2006 l ex ministro della Salute Girolamo Sirchia ha affermato che l operazione di trasferimento degli embrioni in sovrannumero risultati abbandonati e stata per il momento bloccata per l assenza di fondi necessari. Sirchia, precisando che la neonata Biobanca italiana la Casa degli embrioni e pronta a ricevere gli embrioni, ha chiesto al ministro della Salute Livia Turco in visita al Policlinico di Milano di far luce sul mancato trasferimento; - sempre secondo le stesse agenzie giornalistiche il ministro della Salute Turco ha risposto: Oggi mi e stato sottoposto dall ex ministro della Salute Girolamo Sirchia un problema importante attinente all applicazione delle linee guida della legge 40. Sara mio compito interpellare l Istituto superiore di sanità per capire a che punto siamo ; - secondo la relazione del ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita (legge 19 febbraio 2004, n. 40, articolo 15) del 21 giugno 2006, il numero di embrioni crioconservati in stato di abbandono in Italia e 2527; per sapere: - se, come stabilito dall art 4 del decreto 4 agosto 2004, siano stati raggiunti i compiti previsti per l Iss; - come siano stati spesi i ,00 euro previsti dall art. 6 del decreto 4 agosto 2004 a favore dell Istituto superiore di Sanita e se e stato reso pubblico il modo in cui sono stati utilizzati questi finanziamenti; - se sono state pubblicate le varie destinazioni con cui sono stati utilizzati i ,00 euro a favore dell Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Ospedale Maggiore di Milano che ha permesso la nascita del Centro di Medicina Trasfusionale, Terapia Cellulare e Criobiologia; - quali provvedimenti si intenda prendere per i 2527 embrioni abbandonati e se il Ministro non ritenga opportuno il loro utilizzo a fini di ricerca scientifica.5 RICERCOPOLI NOMINATI PER DECRETO 5 LE NOMINE AGLI ISTITUTI DI SCIENZA E SANITÀ I vassalli della politica alla guida della scienza GILBERTO CORBELLINI Il Riformista, 5 dicembre 2006 Da quasi mezzo secolo i governi che si succedono sembrano dar per scontato, senza dirlo, che la ricerca scientifica, l innovazione tecnologica e un istruzione non servono all Italia. E comunque difficile trovare un governo che, quanto quello in carica (governo Prodi al momento in cui si scriveva, ndr), abbia in così poco tempo umiliato le competenze e la creatività scientifiche in settori strategici per l'economia e la vita civile degli italiani. Va riconosciuto il coraggio del ministro Mussi, che ha istruito una procedura finalmente sensata per scegliere il futuro presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, affidando a dieci scienziati di fama internazionale la valutazione delle auto-candidature [...]. Purtroppo Mussi non è stato altrettanto coraggioso e illuminato nel riformare le procedure di reclutamento e nel concepire la struttura e il funzionamento dell'agenzia per la valutazione delta ricerca. Per tutto il resto, il governo ha fatto peggio delle più negative previsioni. Cercando di non alterare gli equilibri politici esistenti, che però sono proprio la causa dell'inefficienza in cui versa la ricerca italiana. A cominciare dalla decisione di nominare presidente dell'enea Luigi Paganetto, che FRANCO CUCCURULLO era diventato commissario straordinario dello stesso ente nel 2005, quando fu licenziato Carlo Rubbia e che ha saputo solo normalizzare politicamente l Enea. Non meno sorprendente è il rapporto di fiducia che lega questo governo al potente e discusso, ma onnipresente, Franco Cuccurullo, rettore dell Università di Chieti, presidente del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca dal 2003 e del Consiglio superiore di sanità dal Cuccurullo ha co-firmato nel 2004 un articolo contenente un falso scientifico, ma nessuno ha dato importanza a un fatto che in qualsiasi altro paese scientificamente avanzato avrebbe indotto a ridimensionarne il ruolo e il potere decisionale. [...] Non meno grave è stata la conferma di Enrico Garaci alla guida dell'istituto superiore di sanità, nello stesso giorno in cui la rivista Nature invitava il ministro Turco a non nominare una persona che possono apprezzare solo quei ricercatori che vorrebbero mantenere nell inefficienza il sistema della ricerca biomedica italiana. Il ministro della Salute Livia Turco ha addirittura accusato di agire secondo una logica di bande i ricercatori che hanno criticato la decisione e denunciato la pratica poco meritocratica e collusiva di distribuire i finanziamenti alla ricerca biomedica da parte dell'istituto superiore di sanità in relazione ad alcuni ambiti come lo studio delle staminali. Se una replica di tale arroganza e una difesa così inconsistente della nomina di Garaci fosse stata fatta da un ministro inglese, la Royal Society ne avrebbe chiesto le dimissioni. E probabilmente le avrebbe ottenute, godendo le comunità scientifiche degli altri paesi occidentali di una credibilità tale e di un rispetto da parte del governo che gli scienziati italiani neppure si sognano. I casi eclatanti delle nomine di Garaci (ISS) e Cuccurullo (CSS) sono la cartina di tornasole del rispetto di cui gode la comunità scientifica italiana da parte dei governi del paese. Il Dio Calì del merito all italiana CHIARA LALLI È Presidente del Consiglio Superiore di Sanità per il triennio 2006/2009. Dal 2001 è Presidente del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR), che ha il compito di valutare i risultati della ricerca e di determinarne i criteri (rieletto nel 2003). Nel 1997 ottiene il primo mandato come Rettore della Università degli studi G. d Annunzio di Chieti, dopo essere stato preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Oggi è ancora in carica come Rettore, alla quarta rielezione; potenzialmente rieleggibile ad aeternum contrariamente alla maggior parte di Atenei nei quali c è un limite per la rielezione. È Presidente della Fondazione D Annunzio (kafkiano un eventuale accordo tra l Università degli Studi G. D Annunzio e la Fondazione D Annunzio: Franco Cuccurullo si accorda con Franco Cuccurullo... E forse questo è l aspetto meno preoccupante). È nel consiglio di amministrazione della Università Telematica, nella duplice veste di Presidente della Fondazione e Rettore... Nonché al centro di una inchiesta sulla gestione disinvolta dell Ateneo abruzzese e sulla abbondanza di geni in grado di laurearsi a tempo di record (la percentuale nazionale di laureati prima del previsto è di 5,1%, quella della D Annunzio molto, molto più alta). È Presidente della Commissione per l aggiornamento delle Linee Guida sulla Legge 40/2004 sulla procreazione assistita. Tutto questo, e molto altro ancora, in una persona sola! Ai limiti del miracolo, misterioso quasi quanto la transustantazione, è una perfetta incarnazione dell italian way of life. Del baronato universitario, della concentrazione di poteri nelle mani di un solo uomo, della indifferenza verso quella strana bestia che si chiama conflitto di interessi: Franco Cuccurullo. È convinto assertore dell importanza della valutazione e della meritocrazia!, come dichiara nella relazione inaugurale dell anno accademico 2006/2007, L Università delle avanguardie, relazione in cui annuncia orgogliosamente anche la redazione di una Carta Etica di Ateneo. Viene il dubbio che abbia una attrazione smodata per un modello tirannico di meritocrazia (nel senso letterale del termine, si intende). Nella prolusione del 2007/2008 si spinge oltre ( De Merito si intitola), tra citazioni dotte (che sente il bisogno di tradurre) e battute di spirito. Per usare le parole di Cuccurullo stesso il titolo si presta ad una duplice lettura: si offre a considerazioni e riflessioni sul concetto di merito, ( De merito è il modo latino di tradurre il complemento di argomento), ma al tempo stesso facendo ricorso ad un semplice gioco di parole esprime anche il non merito quindi il demerito di una visione culturale che non riesce ad elevare a sistema la cultura del merito. Forse Cuccurullo ha prediletto il gioco di parole. E per concludere in bellezza (sia la prolusione che questo tuffo nel mondo splendente di Cuccurullo) aggiunge che il merito meritocrazia non gli piace, perché sarebbe una accezione totalizzante molto in voga significa anche abbattimento delle barriere. Ed è per questo che sono profondamente turbato, nel dover constatare che principi di merito, quali il pluralismo e la libertà di opinione sono stati calpestati proprio in una università. Mi riferisco chiaramente a quanto è avvenuto nei giorni scorsi all Università La Sapienza, dove è stato negato a Papa Benedetto XVI il diritto di esporre la Sua allocuzione sul tema Il ruolo dell Università tra ragione e fede. E questo, in un luogo dove il diritto di parola e di replica dovrebbe essere garantito a tutti, in un clima di costruttivo confronto, non soffocato dall integralismo e dall arroganza di minoranze culturali, che rifiutano il dialogo. Amen. Vedere altro
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