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Timestamp: 2020-05-27 03:40:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23184 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23184 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 17/09/2019, (ud. 02/07/2019, dep. 17/09/2019), n.23184
sul ricorso 6934-2018 proposto da:
dall’avvocato SETTEVENDEMIE CLEMENTINA;
DELLA PROTIZIONE INTERNAZIONALE DI ANCONA;
avverso la sentenza n. 142/2018 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
La Corte d’appello di Ancona ha confermato la decisione
adottata dal Tribunale di quella stessa città che ha respinto il ricorso proposto dal sig. S.A., cittadino del Bangladesh, avverso il provvedimento negativo del Ministero dell’Interno – Commissione territoriale di Ancona che, a sua volta, non aveva accolto nè le richieste di protezione internazionale e nè la domanda di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, misure invocate sulla base di una vicenda personale culminate con l’abbandono del territorio di provenienza, per alcune disgrazie personali e per l’aggressione subita ai propri beni (la casa e un esercizio commerciale), da parte di militanti del partito opposto a quello da lui sostenuto.
Secondo il giudice del gravame, andavano respinte tutte le richieste di protezione (inclusa quella umanitaria), atteso che i richiamati reports internazionali escludevano la violenza indiscriminata di cui aveva parlato il richiedente asilo e che l’aver sofferto di episodiche minacce non giustificava la richiesta di protezione sussidiaria e nè la concessione del premesso umanitario, anche in difetto di ulteriori ragioni di fragilità o di lesione dei diritti umani nel contesto di provenienza, ulteriormente giustificative della richiesta di tutela umanitaria.
Avverso tale provvedimento ricorre il sig. S.A. con due mezzi con i quali lamenta plurime violazioni di legge: a) D.Lgs n. 251 del 2007, art. 14; D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 5, comma 6, TU n. 286 del 1998, art. 10, comma 2, art. 10 Cost., comma 2 e art. 11 Patto internazionale, oltre che vizi motivazionali.
Le sue doglianze, infatti, sia pure sotto le apparenze delle censure di violazione di legge, da un lato (istanza di protezione internazionale), tendono ad una inammissibile richiesta di riesame delle risultanze e alla rivalutazione degli elementi emersi nel corso della fase di merito (Sez. U, Sentenza n. 8053 del 2014) e, dall’altro (con riferimento alla protezione umanitaria, ove si afferma la compromissione concreta dei diritti umani: quello alla salute e a sfamarsi), alla censura della mancata considerazione dell’attuale impiego lavorativo in Italia, sostanzialmente domandando l’esame dell’allegazione di nuove circostanze di fatto di cui neppure si riporta, in modo autosufficiente secondo i dicta della giurisprudenza di questa Corte, il “se, come, dove e quando” esse siano state poste nella fase di merito; il perchè e come siano state disattese e in che modo tale risposte siano state successivamente censurate, nella fase di gravame.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 14
 art. 5
 art. 10
 art. 10
 art. 11
 Sentenza