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Timestamp: 2017-08-21 03:12:45+00:00

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La Repubblica Federale Tedesca è uno stato federale democratico e sociale Articolo 20 comma 1 della Legge Fondamentale - PDF
La Repubblica Federale Tedesca è uno stato federale democratico e sociale Articolo 20 comma 1 della Legge Fondamentale
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Daniella Paoletti
1 La Repubblica Federale Tedesca è uno stato federale democratico e sociale Articolo 20 comma 1 della Legge Fondamentale La forza del nostro Paese è la sua dimensione sociale. Il nostro regime di sicurezza sociale, considerato tra i più efficaci del mondo, è un fattore importante del sistema paese perché rafforza la nostra economia e migliora le possibilità di partecipazione di molti cittadini. Generazione dopo generazione, molti uomini e donne hanno lottato instancabilmente per costruire questa rete di protezione sociale. Ora sta a noi rinnovarla costantemente e adeguarla alle nuove realtà per far rimanere solide e fitte le sue maglie. Lo stato sociale e l economia sociale di mercato sono una delle tradizioni più gloriose della Germania. Voglio che continuino anche in futuro a rendere più vivibile il nostro paese e a godere dell apprezzamento del mondo intero. Dr. Ursula von der Leyen Ministro Federale del Lavoro e degli Affari Sociali 1
3 Sommario Assegni familiari, periodo parentale, anticipo degli alimenti, indennità familiare integrativa, assegno parentale federale (Kindergeld, Elternzeit, Unterhaltsvorschuss, Kinderzuschlag, Bundeselterngeld) Tutela della maternità (Mutterschutz) Promozione dell occupazione (Arbeitsförderung) Minimo individuale per persone in cerca di lavoro (Grundsicherung für Arbeitsuchende) Diritto del lavoro (Arbeitsrecht) Ordinamento aziendale (Betriebsverfassung) Codeterminazione (Mitbestimmung) Salario minimo (Mindestlohn) Sicurezza sul lavoro e prevenzione degli infortuni (Arbeitsschutz und Unfallverhütung) Assicurazione contro gli infortuni (Unfallversicherung) Riabilitazione e partecipazione delle persone disabili (Rehabilitation und Teilhabe behinderter Menschen) L iniziativa Lavoro senza barriere, Job4000 (Jobs ohne Barrieren) Assicurazione sanitaria e tessera sanitaria elettronica (Krankenversicherung und elektronische Gesundheitskarte) 3
4 Assicurazione contro l infermità (Pflegeversicherung) Assicurazione pensionistica (Rentenversicherung) Incentivazione dei regimi previdenziali integrativi (Förderung der zusätzlichen Altersvorsorge) Risarcimento sociale e assistenza alle vittime di guerra (Soziale Entschädigung und Kriegsopferversorgung) Assistenza sociale (Sozialhilfe) Indennità d alloggio (Wohngeld) Assicurazione sociale internazionale (Internationale Sozialversicherung) Giurisdizione sociale (Sozialgerichtsbarkeit) Tutela della privacy in campo sociale (Sozialdatenschutz) Colofone (Impressum) 4
5 Assegni familiari, assegni parentali federali, periodo parentale, anticipo degli alimenti, indennità familiare integrativa, assegno parentale federale Kindergeld, Bundeselterngeld, Elternzeit, Unterhaltsvorschuss, Kinderzuschlag Non c è dubbio: i bambini sono una gioia. Ma sono anche una spesa: cibo, abbigliamento, istruzione, giocattoli sono tutti costi che i genitori devono essere in grado di sostenere. Per questo lo Stato li aiuta con gli assegni familiari. Gli assegni familiari, erogati sotto forma di restituzione dell imposta sul reddito, sono volti principalmente ad assicurare l'esenzione fiscale sancita dalla Costituzione per un importo pari al minimo esistenziale del bambino. La quota degli assegni familiari che supera tale importo serve a sostentare la famiglia. Diritti Hanno diritto a percepire gli assegni familiari tutti coloro che hanno figli e vivono in Germania, compresi gli stranieri in possesso di un titolo valido di stabilimento o di un titolo di soggiorno per determinati scopi. Sebbene gli assegni familiari possano essere versati anche ai padri o alle madri temporaneamente residenti all estero, ad esempio per motivi di lavoro, lo Stato li riconosce solo per i bambini che vivono nel territorio federale, in uno stato membro dell UE o in Svizzera (anche se, come sempre, esistono alcune eccezioni). Importante Poiché gli assegni familiari sono versati solo ad un unico genitore per ogni figlio, i genitori possono scegliere liberamente chi di loro riceverà gli assegni familiari per i bambini che fanno parte della famiglia. Se i genitori sono separati o divorziati, gli assegni familiari sono corrisposti al genitore che convive con il bambino. Se un figlio non vive con i genitori, gli assegni familiari sono generalmente riconosciuti alla persona che convive con il bambino o a chi sostiene in via principale i costi del suo mantenimento. Per quali figli si percepiscono gli assegni familiari? Si percepiscono gli assegni familiari anche per i figli del coniuge, se conviventi, i bambini in affido, se vivono all interno del nucleo famigliare, fanno parte della famiglia per un lungo periodo di tempo e non sono più sotto la custodia o la tutela dei propri genitori naturali, i figli dei propri figli, se sono stati accolti nel proprio nucleo famigliare. Gli assegni familiari sono erogati per tutti i bambini rientranti in queste categorie che non hanno ancora compiuto i 18 anni. A determinate condizioni è tuttavia possibile continuare a percepire gli assegni familiari anche per i figli maggiorenni. Il limite d età per beneficiare degli assegni familiari è di 25 anni se i ragazzi frequentano ancora la scuola o stanno apprendendo un mestiere. Di norma i figli maggiorenni possono essere considerati per l erogazione degli assegni familiari fino al completamento della prima formazione professionale o del primo corso di studi universitari. Si ha inoltre diritto agli assegni familiari se i figli, ad esempio, continuano ad apprendere una professione e non esercitano regolarmente un attività lavorativa per più di 20 ore alla settimana. Anche i brevi periodi di transizione tra due fasi formative sono considerati come rientranti nella formazione. prestano un anno di volontariato sociale o ecologico ai sensi delle leggi applicabili, un servizio volontario nell ambito del programma Gioventù in azione dell Unione Europea o un altro servizio all estero in conformità con l articolo 14b della Legge sul servizio civile, un servizio volontario di assistenza allo sviluppo aperto al mondo ai sensi della direttiva del Ministero 5
6 federale per la cooperazione economica e lo sviluppo dell 1 agosto 2007, un servizio volontario di tutte le generazioni ai sensi dell art 2 comma 1a del Tomo VII del Codice di Previdenza Sociale, un anno di volontariaro internazionale giovanile ai sensi della direttiva del Ministero Federale per la Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani del 20 dicembre 2010 (Gazzetta Ufficiale Ministeriale, Gemeinsames Ministerialblatt, p. 1778) o un anno di volontariato federale ai sensi della Legge federale sui servizi di volontariato. non possono iniziare o continuare un periodo formativo per mancanza di posti di formazione professionale. fino al compimento del ventunesimo anno d età sono considerati ai fini della corresponsione degli assegni familiari anche i figli registrati come persone alla ricerca di un occupazione presso l Agenzia del lavoro. Casi particolari In casi particolari i genitori possono continuare a percepire gli assegni familiari anche per figli di più di 25 anni. Come ricevere gli assegni familiari Per ottenere gli assegni familiari si deve presentare una domanda. Le Casse per la famiglia delle Agenzie del lavoro (e dalle Casse per la famiglia dei datori di lavoro pubblici) forniscono l assistenza necessaria. Gli assegni familiari sono erogati anche per i figli maschi che hanno già compiuto i 25 anni e che ancora frequentano un corso di formazione dopo aver assolto il servizio militare o il servizio civile. In questi casi al limite di età si aggiunge un periodo corrispondente alla durata del servizio militare o civile. Esempio: se il figlio ha svolto un servizio militare obbligatorio di 9 mesi, i genitori percepiscono gli assegni familiari fino al compimento dei 25 anni e nove mesi. I genitori percepiscono gli assegni familiari anche oltre il venticinquesimo anno di età dei figli se questi non sono in grado di mantenersi perché disabili e se la loro disabilità è subentrata prima del compimento del venticinquesimo anno. Percepiscono direttamente i 184 euro di assegni familiari mensili gli orfani di entrambi i genitori per cui nessun altra persona riceve assegni familiari o indennità analoghe. La stessa procedura è seguita anche per i bambini che non conoscono il luogo di residenza dei propri genitori. Il sito internet Arbeit.de dell Agenzia Federale del lavoro contiene un ampia modulistica e l elenco delle sedi delle Casse per la famiglia. Leggi I fondamenti giuridici si trovano nella Legge sulla tassazione dei redditi ( Einkommensteuergesetz ) e nella Legge federale sugli assegni familiari ( Bundeskindergeldgesetz ). Informazioni Per ogni chiarimento ci si può rivolgere alle Casse famiglia presso gli uffici dell Agenzia del lavoro. Franchigia per i figli e importi esentasse destinati all assistenza, all allevamento o alla formazione dei figli Quando il pagamento degli assegni familiari non esenta dagli oneri fiscali il minimo vitale per la sopravvivenza del bambino (pari a euro all anno), dal reddito sono detratti la franchigia per i figli e gli importi esentasse destinati all assistenza, all allevamento o alla formazione dei figli (pari a euro all anno). Gli assegni familiari già percepiti si sommano così agli effetti fiscali delle franchigie. La verifica dell idoneità degli assegni familiari ad assicurare pienamente le esenzioni fiscali previste dalla Costituzione avviene al momento della tassazione dei redditi. Maggiorazione per l infanzia Nel quadro dei sussidi pubblici per la prima casa, le famiglie che hanno costruito o acquistato un abitazione hanno diritto a percepire oltre agli assegni familiari anche una maggiorazione per l infanzia (chiamata in passato Baukindergeld, indennità per la prima casa destinata all infanzia), che 6
7 viene versata per un periodo massimo di otto anni. Essa ammonta a 767 euro all anno per ogni figlio nel caso di abitazioni in cui la famiglia risiede e il cui contratto d acquisto è stato stipulato prima dell 1 gennaio 2004 o la cui costruzione da parte degli aventi diritto è iniziata prima di tale data. Se i lavori di costruzione sono stati avviati o il contratto d acquisto è stato firmato prima del 31 dicembre 2005 essi ricevono un incentivo pari a 800 euro. A decorrere dall 1 gennaio 2006 è stata abolita l indennità per la prima casa e non può quindi essere concessa neppure la maggiorazione per l infanzia prevista in passato per le nuove abitazioni. Essa continuerà tuttavia ad essere riconosciuta fino al termine del periodo di incentivazione concordato a tutti gli aventi diritto che hanno già incominciato a beneficiarne. Periodo parentale Il periodo parentale presuppone l esistenza di un rapporto lavorativo. I genitori che lo desiderano possono ottenere fino a tre anni di aspettativa per ogni figlio, eventualmente anche ripartiti tra di loro o sotto forma di periodi più brevi, anche contemporanei. Si può beneficiare del periodo parentale anche solo per i mesi di coppia dell assegno parentale. In caso di fruizione contemporanea da parte di ambedue i genitori va ricordato che il periodo parentale non giustifica il diritto all assistenza sociale, vale a dire che in questo periodo i genitori devono provvedere autonomamente al proprio sostentamento. Se il datore di lavoro non si oppone, uno dei 3 anni di aspettativa può essere richiesto anche tra il terzo e l ottavo anno d età del bambino. In presenza dei requisiti richiesti, il genitore che usufruisce del periodo parentale può lavorare fino a 30 ore settimanali. Ha invece diritto ad un orario ridotto di ore settimanali se il suo rapporto di lavoro sussiste da più di 6 mesi a condizione che la sua azienda conti regolarmente più di 15 dipendenti, richieda questa tipologia di riduzione dell orario per almeno due mesi e non esistano urgenti cause ostative a livello aziendale. Dopo questa fase, il genitore gode inoltre del diritto di ritornare all orario di lavoro prestato prima dell inizio del periodo parentale. L intenzione di fruire di tale periodo va comunicata al datore con almeno 7 settimane di anticipo. La richiesta di riduzione dell orario di lavoro deve essere presentata al più tardi 7 settimane prima dell inizio del part-time. La tutela contro il licenziamento si applica all intero periodo parentale e decorre a partire dal momento di presentazione della domanda, al più presto comunque 8 settimane prima dell inizio di tale periodo. Leggi I fondamenti dell assegno e del congedo parentale sono esposti nell opuscolo Elterngeld und Elternzeit (Assegno parentale e congedo parentale). Per ulteriori informazioni si prega di rivolgersi al servizio di consulenza telefonica gratuita del Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend, attivo dal lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle ore al numero Anticipo degli alimenti (Unterhaltsvorschuss) Prestazioni/Requisiti L'entità degli assegni familiari Gli assegni familiari mensili ammontano a euro per ognuno dei primi due figli, euro per il terzo figlio, euro per ognuno degli altri figli. Gli assegni familiari sono erogati indipendentemente dal reddito dei genitori. La perequazione delle prestazioni familiari prevede che gli assegni familiari siano riconosciuti sotto forma di rimborso o di esenzione fiscale per i figli e di importi esentasse destinati all assistenza, all allevamento o alla formazione dei figli. Gli assegni familiari sono versati nel corso dell anno. Ai fini della quantificazione della fiscalità sui redditi, gli Uffici competenti verificano se gli assegni familiari sono conformi alla tassazione prevista dalla Costituzione (in altre parole: che gli assegni familiari non risultino in una semplice restituzione delle tasse versate in eccesso dai genitori).in caso contrario la franchigia per i figli, nonché gli importi esentasse destinati all assistenza, all allevamento o alla formazione dei figli sono detratti dal reddito, tenendo conto degli assegni familiari già pagati. Ci si attiene invece al versamento degli assegni familiari quando risulta più vantaggioso per i genitori. Gli assegni familiari sono erogati dalle Casse per la famiglia degli uffici dell Agenzia del lavoro o dei datori di lavoro pubblici. L anticipo degli alimenti, finanziato pubblicamente, è il sussidio speciale che la Legge sull anticipo degli alimenti (Unterhaltsvorschussgesetz UVG) assicura ai genitori che allevano da soli i propri figli 7
8 e non ricevono il pagamento degli alimenti dall altro genitore o lo ricevono in modo irregolare. È pari all importo minimo degli alimenti al netto degli assegni familiari per il primo figlio. L anticipo degli alimenti è accordato fino al dodicesimo anno di età dei figli per un periodo massimo di 72 mesi. L anticipo degli alimenti equivale agli alimenti minimi ai sensi dell art. 1612a comma 1 Codice Civile, da cui si detraggono gli assegni familiari per il primo figlio. Dopo l 1 gennaio 2010 la prestazione mensile ammonta quindi a 133 euro per i bambini sotto i 6 anni, 180 euro per i bambini più grandi, fino ai 12 anni. Importante Il diritto all anticipo degli alimenti decade se il genitore che alleva i figli si rifiuta di dare informazioni sulle generalità e sulla residenza dell altro genitore o non contribuisce a stabilirne la paternità. Esso decade inoltre se i genitori convivono o in caso di matrimonio del genitore che alleva il figlio. Indennità familiare integrativa (Kinderzuschlag) I genitori hanno diritto all indennità familiare integrativa per i figli conviventi non sposati di età inferiore ai 25 anni se per tali figli percepiscono gli assegni familiari, il loro reddito raggiunge la soglia minima di 900 euro lordi per le coppie o di 600 euro per i genitori single, il reddito cumulato all indennità familiare integrativa non supera la soglia massima di reddito e grazie al versamento dell indennità familiare integrativa evitano una condizione di bisogno ai sensi del Tomo II del Codice di Previdenza Sociale. L indennità familiare integrativa può ammontare al massimo a 140 euro per figlio e, insieme agli assegni familiari di 184 euro mensili, copre il fabbisogno medio di un bambino. Per le esigenze abitative va considerato il sussidio d alloggio che spetta a persone con determinati livelli di reddito. Se il reddito o il patrimonio dei genitori copre solo il loro fabbisogno minimo essi ricevono l intera indennità familiare integrativa, che si riduce però a partire dal raggiungimento del massimale di riferimento. Se il reddito si attesta tra la soglia minima e il massimale di riferimento, è versato l importo integrale dell indennità familiare integrativa. Una volta raggiunto il massimale di riferimento, il reddito che supera il massimale è sottratto dall indennità familiare integrativa: per il 50 percento se si tratta di reddito lavorativo e per il 100 percento quando si tratta di ogni altra forma di reddito. Le quote di reddito e di patrimonio da considerare sono stabilite dalle norme vigenti in materia di indennità di disoccupazione II. Ai fini della definizione del fabbisogno, il reddito del figlio è sempre considerato integralmente e detratto dall indennità familiare integrativa. Dall 11 gennaio 2010 i beneficiari dell indennità familiare integrativa hanno il diritto di percepire, oltre alle prestazioni economiche che rimangono limitate ad un massimo di 140 euro, anche sette tipologie di prestazioni finalizzate all istruzione e alla partecipazione per le escursioni di un giorno organizzate dalle strutture scolastiche o extrascolastiche di assistenza diurna (spese effettivamente sostenute), L opuscolo gratuito Elterngeld und Elternzeit (Assegno parentale e congedo parentale) contiene informazioni anche sull assegno parentale e può essere richiesto presso il Publikationsversand der Bundesregierung, Postfach , Rostock. Per ulteriori informazioni si prega di visitare il sito i viaggi di più giorni organizzati dalle strutture scolastiche o extrascolastiche di assistenza diurna, il fabbisogno personale di materiale scolastico (al massimo 100 euro all anno), il servizio di trasporto scolastico di scolari e studenti di scuola superiore (spese effettive), la promozione dell apprendimento (spese effettive), la partecipazione al pranzo comune a scuola o nella struttura extrascolastica di assistenza diurna (sovvenzione) e 8
9 la partecipazione alla vita sociale e culturale della comunità (ad esempio associazione sportiva o scuola di musica, per un importo mensile di 10 euro). Il pacchetto per l istruzione e la partecipazione comprende prestazioni economiche e prestazioni in natura. Queste ultime sono volte ad assicurare che i bambini e i giovani possano effettivamente beneficiare di una promozione individuale. La loro gestione complessiva da parte di un unico interlocutore, gli enti comunali, ne garantisce una gestione a livello locale, prossima al cittadino, efficiente e senza ostacoli burocratici, ed è idonea alla realizzazione degli scopi di queste prestazioni perché in tal modo si ha la certezza che esse si traducano effettivamente in un beneficio per i minori. L indennità familiare integrativa deve essere richiesta per iscritto alla Cassa per la famiglia (Familienkasse) competente per il proprio territorio. Le prestazioni finalizzate all istruzione e alla partecipazione devono essere richieste agli enti comunali competenti designati dal rispettivo Land di appartenenza. I fondamenti giuridici dell indennità familiare integrativa si trovano nella Legge federale sugli assegni familiari (Bundeskindergeldgesetz). Per ulteriori informazioni sull indennità familiare integrativa si prega di rivolgersi alle Casse per la famiglia dell Agenzia del lavoro. Leggi I fondamenti giuridici si trovano nella Legge sugli assegni familiari federali ( Bundeskindergeldgesetz ) del 28 gennaio 2009 (Gazzetta Ufficiale I pp. 142 e 3177), emendata da ultimo dall art. 9 della Legge del 7 dicembre 2011 (Gazzetta Ufficiale I p. 2592). Informazioni Per ricevere informazioni rivolgersi alle Casse per la famiglia dell Agenzia Federale del lavoro (Familienkassen der Bundesagentur für Arbeit), a cui vanno presentate anche le richieste per ricevere l indennità familiare integrativa. La scheda informativa Indennità familiare integrativa può essere richiesta gratuitamente al Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend, Bonn. Assegno parentale federale (Bundeselterngeld) L assegno parentale assicura alle famiglie un aiuto notevole durante i primi 12 o 14 mesi di vita dei figli perché compensa la riduzione del reddito dovuta alla nascita dei figli. In tal modo l assegno parentale federale permette alle madri e ai padri di sospendere più facilmente la propria attività retribuita o di limitarla temporaneamente per avere tempo da dedicare ai figli. Requisiti Hanno diritto a percepire l assegno parentale le madri e i padri che accudiscono e allevano personalmente i figli dopo la nascita, non esercitano un attività retribuita per più di 30 ore alla settimana, convivono con i figli e hanno la residenza o risiedono abitualmente in Germania. In presenza di questi requisiti, anche il coniuge o il compagno di un genitore può beneficiare dell assegno parentale pur non essendo genitore naturale del bambino se assiste quest ultimo dopo la nascita. Allo stesso modo, per i bambini adottati o accolti a scopo di adozione si ha diritto a percepire l assegno parentale per un periodo massimo di 14 mesi a partire dal momento in cui i bambini entrano a far parte del nucleo famigliare. Tale diritto decade non appena i bambini compiono l ottavo anno di età. In caso di malattia o di disabilità grave o di decesso dei genitori l assegno parentale può essere versato anche ai congiunti fino al terzo grado (bisnonni, nonni, zii, zie e fratelli e sorelle) e ai loro coniugi o compagni. Non hanno diritto a percepire l assegno parentale i genitori o le coppie ammissibili per altri motivi che abbiano totalizzato un reddito imponibile comune superiore ai euro nell anno di calendario 9
10 precedente alla nascita del figlio. Per le famiglie monoparentali il diritto decade per redditi superiori ai euro. In conformità con il diritto europeo, i cittadini di Stati membri dell UE/AEE e della Svizzera che esercitano un attività retribuita in Germania o, qualora non lavorino, che vi abitano, godono generalmente dello stesso diritto di ricevere l assegno parentale riconosciuto ai cittadini tedeschi. I cittadini stranieri di altra nazionalità hanno diritto all assegno parentale se il titolo di soggiorno e la possibilità di accesso al mercato del lavoro di cui dispongono fanno ragionevolmente supporre che il loro soggiorno in Germania sia duraturo. Questo requisito è soddisfatto automaticamente dai titolari di un permesso di stablimento. I titolari di un permesso di soggiorno lo soddisfano solo se sono autorizzati ad esercitare un attività lavorativa in Germania o se vi hanno già lavorato legalmente. I titolari di un permesso di soggiorno per urgenti ragioni umanitarie o di natura personale, per tutela temporanea, per la sospensione di un provvedimento di espulsione o perché sussistono cause ostative all abbandono del paese hanno diritto all assegno parentale solo dopo tre anni di permanenza in Germania e in presenza di un rapporto di lavoro o del riconoscimento dell indennità di disoccupazione. Entità e durata L assegno parentale compensa il reddito lavorativo percepito nel corso dell anno precedente la nascita e che viene a mancare al genitore che assiste il figlio dopo la nascita di quest ultimo. Nei casi in cui il reddito pregresso supera i euro, l assegno parentale equivale al 65 percento del mancato reddito dopo la nascita, per redditi di euro equivale al 66 percento e per redditi tra i e i euro equivale al 67 percento. Per redditi pregressi inferiori a euro l aliquota compensativa aumenta gradualmente fino a raggiungere il 100 percento: quanto più basso è il reddito, tanto più elevata è l aliquota compensativa applicata. In termini reali, l assegno parentale ammonta ad almeno 300 euro e non più di euro. L importo minimo di 300 euro è versato a tutti i genitori aventi diritto, anche se prima della nascita del figlio non esercitavano alcuna attività lavorativa retribuita. Le famiglie numerose possono percepire un bonus mensile pari al 10 percento dell assegno parentale spettante, ma comunque di almeno 75 euro. In caso di parti plurimi l assegno parentale è maggiorato di 300 euro per bambino a partire dal secondo gemello. Un genitore può beneficiare dell assegno parentale per un minimo di due e un massimo di dodici mensilità. I genitori hanno diritto a percepire complessivamente dodici mensilità, corrispondenti ai mesi di vita del figlio. Due mensilità supplementari sono riconosciute a quelle coppie in cui ambedue i genitori si avvalgono contemporaneamente dell assegno parentale (mesi di coppia) e il cui reddito lavorativo si riduce ulteriormente per due mensilità. Come l indennità di disoccupazione II, l assistenza sociale e l indennità familiare integrativa, anche gli assegni parentali sono interamente considerati ai fini della determinazione del reddito. È tuttavia prevista una quota esentasse per coloro che prima della nascita del figlio esercitavano un attività lavorativa retribuita. Tale quota corrisponde al reddito precedente fino a un massimo di 300 euro. Al di sotto di questo importo gli assegni parentali non sono considerati al fine della determinazione del reddito imponibile e sono pertanto disponibili nella loro totalità. Informazioni La responsabilità di attuare la legge spetta alle sedi designate dai governi regionali: in Baden-Württenberg alla Landeskreditbank, in Baviera al Centro bavarese per la famiglia e gli affari sociali (Zentrum Bayern für Familie und Soziales), in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e in Assia agli Uffici che accertano lo stato di invalidità (Versorgungsämter), a Berlino, in Renania-Palatinato agli Uffici dei minori (Jugendämter), in Brandenburgo ai comprensori (Landkreise), 10 I fondamenti giuridici dell assegno per l allevamento dei figli e del congedo parentale sono stabiliti dalla Legge sugli assegni parentali federali e sul periodo parentale. Le informazioni più importanti si trovano nell opuscolo Elterngeld und Elternzeit (Assegno parentale e periodo parentale). Per indicazioni più specifiche si prega di rivolgersi al servizio di consulenza telefonica gratuita del Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend, attivo dal lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle ore al numero
11 ad Amburgo agli Uffici circoscrizionali (Bezirksämter), a Brema all Ufficio degli Affari Sociali (Amt für Soziale Dienste), a Bremerhaven all Ufficio per la famiglia e la gioventù (Amt für Familie und Jugend), in Bassa Sassonia all Amministrazione comunale (Gemeindeverwaltung), in Renania Settentrionale-Vestfalia, in Sassonia e in Sassonia-Anhalt ai distretti/comprensori e alle città che costituiscono distretto (Kreise/Landkreise e kreisfreie Städte), in Saarland allo Sportello per gli assegni parentali (Elterngeldstelle) del Ministero del lavoro, della famiglia, della prevenzione, degli affari sociali e dello sport (Ministerium für Arbeit, Familie, Prävention, Soziales und Sport), in Schleswig-Holstein all agenzia dell Ufficio regionale dei servizi sociali (Außenstelle des Landesamtes für Soziale Dienste), in Turingia all Ufficio amministrativo regionale (Landesverwaltungsamt). L opuscolo gratuito Elterngeld und Elternzeit (Assegno parentale e congedo parentale) contiene ulteriori informazioni sull assegno parentale e può essere richiesto presso il Publikationsversand der Bundesregierung, Postfach , Rostock. 11
12 Tutela della maternità (Mutterschutz) In che modo si possono proteggere i nascituri e le lavoratrici in gravidanza dagli effetti di lavori pericolosi, faticosi e insalubri? La risposta a questo quesito è data dalla Legge sulla tutela della maternità, un caposaldo della protezione dei lavoratori. Accanto all assegno federale per l allevamento dei figli e al congedo parentale, la tutela della maternità rappresenta un notevole contributo alla realizzazione di una politica sociale a sostegno della famiglia. Cenni sulla tutela della maternità La lavoratrice in gravidanza gode di una speciale tutela contro i rischi a cui è esposta sul posto di lavoro e, a partire dall inizio della gestazione fino al quarto mese di vita del bambino, anche contro il licenziamento. Il riposo prenatale obbligatorio di sei settimane e quello di otto settimane successivo al parto permettono alla gestante di prepararsi nascita del figlio e di rimettersi in forze dopo l evento. Il periodo di riposo obbligatorio della puerpera si estende a 12 settimane in caso di parto prematuro o di parto gemellare o plurimo. In caso di parto precoce il periodo di riposo obbligatorio è sempre prolungato in funzione delle giornate di astensione prenatale obbligatoria dal lavoro di cui la donna non ha beneficiato. Durante questo periodo la lavoratrice che soddisfa determinati requisiti percepisce un indennità di maternità determinato in funzione della tipologia e della copertura offerta dalla sua assicurazione contro le malattie. A partire dal momento della nascita i genitori possono chiedere gli assegni familiari e beneficiare (su richiesta anche contemporaneamente) del congedo parentale. Al capitolo Assegni familiari, assegno federale per l allevamento dei figli, periodo parentale, anticipo degli alimenti, indennità familiare integrativa, assegno parentale federale si trovano informazioni più dettagliate su questo tema. Ad eccezione dell indennità di maternità e del relativo contributo versato dal datore di lavoro, le prestazioni sociali previste dalla normativa vigente per i figli sono erogate solo a partire dalla nascita. Le madri che versano in gravi difficoltà prima del parto possono però rivolgersi al consultorio per gestanti più vicino e richiedere eventualmente gli aiuti previsti dal programma della Bundesstiftung Mutter und Kind Schutz des ungeborenen Lebens (la domanda deve essere presentata prima del parto). Garanzie di legge Divieto di licenziamento Il datore di lavoro non può rescindere il contratto lavorativo durante la gravidanza e nei primi 4 mesi di vita del bambino. Il licenziamento è possibile solo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell ente competente (generalmente l Ispettorato del lavoro o l Ufficio per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro). Dal 1997 il divieto di licenziamento si applica senza restrizioni anche alle collaboratrici familiari. Il divieto di licenziamento si applica solo ai datori di lavoro. Le lavoratrici possono invece licenziarsi senza alcun obbligo di preavviso sia durante la gravidanza, sia nel periodo di riposo obbligatorio successivo al parto, per sciogliere il loro rapporto di lavoro alla scadenza di tale periodo di riposo. Se invece desiderano rescindere il contratto di lavoro a partire da un altro momento, precedente o successivo, sono invece tenute a rispettare i termini di preavviso definiti dalla legge o da altri accordi. Se richiedono il congedo parentale alla scadenza del periodo di riposo obbligatorio, le lavoratrici possono invece fruire di una protezione speciale contro il licenziamento: al datore di lavoro è fatto divieto di rescindere il contratto a partire dal momento in cui viene richiesto il congedo parentale o, al 12
13 più tardi, otto settimane prima del suo inizio - e per tutta la sua durata. In particolari circostanze sono tuttavia ammissibili delle eccezioni. Alla lavoratrice che decide di sciogliere il rapporto si prospettano due possibilità alternative: licenziarsi alla scadenza del congedo parentale con 3 mesi di preavviso licenziarsi in qualsiasi momento del congedo parentale o alla sua scadenza, rispettando comunque i termini di preavviso previsti dalla legge, dal contratto di categoria o dal contratto individuale. Configurazione del posto di lavoro Durante la gravidanza e nel periodo di allattamento le lavoratrici hanno diritto ad una postazione di lavoro che non comporti rischi per la loro salute e per quella dei loro figli. Il datore di lavoro è perciò tenuto a configurare la postazione di lavoro, incluse le macchine e gli attrezzi, in modo tale da non mettere a repentaglio la vita e la salute di entrambi e, se necessario, deve adottare anche altri provvedimenti specifici necessari a tutelare la vita e la salute delle lavoratrici. Se, per esempio, in gravidanza o durante l allattamento una madre è adibita a mansioni che la obbligano a stare continuamente in piedi, la Legge sulla tutela della maternità impone al datore di lavoro di consentirle di sedersi per delle piccole pause. Simili brevi interruzioni devono essere accordate anche alle donne che, in gravidanza e durante l allattamento, lavorano continuamente da sedute. La tutela della maternità è prioritaria Chi ha diritto alla tutela della maternità? La legge di tutela della maternità si applica a tutte le donne (gestanti) con un rapporto di lavoro dipendente, vale a dire - lavoratrici a tempo pieno, - lavoratrici a tempo parziale, - collaboratrici domestiche (dal 1977 tutela completa), - lavoranti a domicilio, - impiegate rientranti nel contratto collettivo del settore pubblico, - lavoratrici con occupazioni marginali, - apprendiste, la cui nazionalità è irrilevante se la sede di lavoro si trova in Germania. Non possono invece beneficiare di queste prestazioni le casalinghe e le lavoratrici autonome (queste ultime possono ricevere l indennità di maternità per un importo pari a quello dell indennità di malattia, purché siano assicurate presso una cassa mutua), che hanno però il diritto di percepire l assegno parentale (vedi il capitolo Assegni familiari, assegno federale per l allevamento dei figli, congedo parentale, anticipo degli alimenti, indennità familiare integrativa, assegno parentale federale ). Le funzionarie statali e le donne soldato sono soggette a disposizioni particolari. Le lavoratrici non possono essere adibite a determinate attività stabilite dalla legge durante la gravidanza e nel periodo di allattamento. In linea di massima, le gestanti e le lavoratrici che allattano non possono svolgere attività fisiche pesanti, svolgere attività che le espongano agli effetti di sostanze, radiazioni, polveri, gas, vapori, calore o freddo intenso, umidità, vibrazioni o rumore che possano essere nocivi alla salute, lavorare a cottimo, svolgere altre attività in cui l accelerazione del ritmo di produzione comporti una remunerazione superiore, svolgere attività alla catena di montaggio che richiedano un ritmo di produzione predefinito, svolgere attività che implichino: - il sollevamento regolare di pesi superiori a 5 chilogrammi o lo spostamento o il sollevamento manuale sporadico di pesi superiori ai 10 chilogrammi senza l ausilio di mezzi meccanici, - allungamenti o abbassamenti frequenti e notevoli, - l assunzione permanente di una posizione accovacciata o curva, - l assunzione di posizioni a elevato rischio di scivolamento e di cadute, - il pericolo di una malattia professionale, svolgere attività su attrezzi o macchine il cui funzionamento richiede principalmente l uso del piede (ad esempio per l azionamento di un pedale), lavorare più di 8,5 ore al giorno oppure più di 90 ore durante 2 settimane consecutive, lavorare la notte (tra le ore e le 6.00), lavorare la domenica o i giorni festivi. Il divieto di lavoro notturno o festivo è limitato da alcune eccezioni specifiche (vedi i regimi particolari riportati in seguito). Dopo il terzo mese di gravidanza non sono più consentite attività regolari su mezzi di trasporto, ad esempio come conduttrice di autobus, come autista di autocarri o come tassista. Se il periodo di guida supera la metà dell orario di lavoro, tale divieto si applica anche alle venditrici ambulanti.dopo il quinto 13
14 mese di gravidanza, le gestanti che svolgano ininterrottamente le loro mansioni camminando, da sedute o in piedi non possono lavorare più di 4 ore al giorno. Indipendentemente dai divieti generici elencati, il medico può imporre un divieto individuale di continuare a svolgere l attività lavorativa quando teme che quest ultima possa comportare un rischio per la vita e la salute della madre o del nascituro. In questi casi il datore di lavoro può proporre un posto di lavoro alternativo con la stessa retribuzione. In altri casi è invece sufficiente ridurre l orario lavorativo. I divieti di attività si differenziano dalle assenze per malattia perché non comportano perdite salariali. Durante questi periodi il datore di lavoro versa infatti una retribuzione di tutela della maternità generalmente equivalente allo stipendio netto medio (da non confondere con l indennità di maternità che si percepisce durante il periodo di congedo di maternità) che gli viene rimborsata nel quadro di un sistema di prelievi. Regimi particolari di divieto di attività Le madri minorenni godono di una protezione speciale durante la gravidanza e l allattamento: esse non possono lavorare per più di 8 ore al giorno o di 80 ore durante due settimane consecutive. Il divieto di lavoro notturno o festivo è soggetto a deroghe temporanee quando la gestante o la madre che allatta lavora in determinati settori, ad esempio nella ristorazione (bar e ristoranti), lavora in un ospedale o in un ospizio, è un artista che recita sino alle ore Nell eventualità che venga svolto in via eccezionale un lavoro notturno o festivo, interviene il diritto ad uno speciale riposo settimanale: la gestante o la madre nella fase di allattamento devono disporre di almeno 24 ore consecutive di riposo alla settimana dopo una notte non lavorata. Periodo di astensione obbligatoria dal lavoro Il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro inizia 6 settimane prima del parto. Durante questo periodo può lavorare solo chi lo desideri espressamente. Importante La decisione di lavorare durante le sei settimane che precedono il parto può essere revocata in qualsiasi momento. Durante il periodo di congedo obbligatorio post-parto è invece tassativamente vietato lavorare (unica eccezione: in caso di decesso del nascituro, la madre può chiedere espressamente di riprendere l attività lavorativa prima del tempo presentando un certificato medico che attesti l innocuità del lavoro per la sua salute, ma anche in questo caso non può ritornare al lavoro nelle due settimane successive al parto). Il riposo delle puerpere dura di regola 8 settimane a partire dal momento del parto e 12 settimane dopo parti prematuri e gemellari o plurimi (è più lungo in caso di parto prematuro, vedi Cenni sulla tutela della maternità ) Retribuzione di tutela della maternità Può accadere che la gravidanza o la maternità impediscano parzialmente o totalmente l esercizio dell attività lavorativa anche oltre il periodo di congedo obbligatorio. Generalmente durante questo periodo di divieto di attività il datore di lavoro deve corrispondere almeno la metà della retribuzione media (retribuzione di tutela della maternità). 14
15 Cure e assistenza medica Oltre alle prestazioni anzidette le assicurate o coassicurate presso l assicurazione sanitaria obbligatoria hanno inoltre diritto a regolari visite mediche prenatali, assistenza medica e aiuto di un ostetrica, medicinali, materiale per medicazioni e rimedi terapeutici, parto in ospedale e assistenza ospedaliera o in un altra struttura adeguata, assistenza domiciliare e collaboratrice familiare. Tutela economica A volte la gravidanza e la maternità possono ridurre o impedire totalmente l attività lavorativa anche al di fuori dei periodi di astensione obbligatoria dal lavoro. Generalmente in questi casi si continua a ricevere la retribuzione media precedentemente percepita a titolo di retribuzione a tutela della maternità. A determinate condizioni, un certificato medico può ridurre o impedire totalmente l attività lavorativa anche al di fuori dei periodi di astensione obbligatoria dal lavoro. Durante questo arco di tempo il datore di lavoro deve versare almeno la retribuzione media precedentemente percepita (retribuzione a tutela della maternità). Indennità di maternità Durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che precede e segue il parto si ha diritto all indennità di maternità, a condizione che si soddisfino determinati requisiti. Requisiti Hanno diritto all assegno di maternità dell assicurazione sanitaria pubblica le donne che all inizio del periodo di riposo obbligatorio sono affiliate a titolo personale ad una assicurazione sanitaria pubblica (indipendentemente dal fatto che si tratti di un affiliazione obbligatoria o volontaria) e il cui rapporto assicurativo comporta il diritto all indennità di malattia oppure che sono lavoratrici subordinate, ma non ricevano alcuna retribuzione a causa del periodo di riposo obbligatorio. Entità L importo dell indennità di maternità dell assicurazione sanitaria pubblica si calcola in base alla retribuzione media netta percepita dalla lavoratrice negli ultimi 3 mesi oppure nelle ultime 13 settimane prima dell inizio del periodo di astensione dal lavoro (prenatale), ma non può in nessun caso superare i 13 euro giornalieri. Importante Generalmente lo stipendio netto è più alto dell indennità di maternità. In questi casi si ha diritto ad un sussidio del datore di lavoro che integra l indennità di maternità per un importo pari alla differenza tra i 13 euro giornalieri erogati e la retribuzione reale. Le lavoratrici non subordinate, ma affiliate all assicurazione sanitaria obbligatoria con diritto all indennità di malattia - ad esempio come lavoratrici autonome - percepiscono un indennità di maternità pari all indennità di malattia. L indennità di malattia percepita dalle donne disoccupate aventi diritto all indennità di disoccupazione I ai sensi del tomo III del Codice di Previdenza Sociale si calcola secondo la stessa formula dell indennità di malattia. 15
16 Le donne che percepiscono l indennità di disoccupazione II sono assicurate presso l assicurazione sanitaria pubblica, ma non hanno diritto all indennità di malattia. Essa non risulta necessaria perché le gestanti mantengono il diritto all indennità di disoccupazione anche durante i periodi di inabilità al lavoro. L indennità di malattia e l indennità di maternità sono prestazioni sostitutive del reddito di cui le beneficiarie dell indennità di disoccupazione II non hanno bisogno in quanto continuano a ricevere tale indennità anche in caso di malattia o di maternità. In base ad una norma specifica, la Federazione corrisponde l indennità di maternità alle donne che erano lavoratrici dipendenti o lavoranti a domicilio all inizio del congedo di maternità e sono assicurate privatamente, non assicurate o coassicurate presso l assicurazione obbligatoria. In questi casi il trattamento economico, erogato dall Ufficio federale per le assicurazioni di Bonn (Bundesversicherungsamt tel. 0228/ ), non può tuttavia superare i 210 euro. In tal modo l importo percepito risulta inferiore al reddito netto, cosicché anche in questo caso il sussidio del datore di lavoro equivale alla differenza tra l indennità giornaliera di base di 13 euro e la retribuzione netta per lo stesso periodo. Importante L indennità di maternità non è soggetta a imposte né a contribuzioni. Le donne che percepiscono l indennità di maternità dall assicurazione sanitaria pubblica sono esentate dalla contribuzione sanitaria e pensionistica pubblica, sia che siano affiliate a titolo obbligatorio, sia che siano affiliate a titolo volontario. Le clienti di assicurazioni private contro le malattie devono invece continuare a versare i premi concordati. Leggi I fondamenti giuridici della tutela della maternità si trovano nella Legge sulla tutela della maternità (Mutterschutzgesetz) e nel Regolamento imperiale sulla sicurezza sociale (Rechtsversicherungsordnung). Contiene norme che disciplinano il riconoscimento dell indennità di maternità anche la Legge sull assicurazione sanitaria degli agricoltori (Gesetz über die Krankenversicherung der Landwirte). È compito delle autorità di vigilanza controllare la corretta applicazione di tali leggi. Informazioni Per informazioni sulla Legge di tutela della maternità, in particolare sui periodi di astensione obbligatoria dal lavoro, si prega di rivolgersi alla propria assicurazione sanitaria. Un opuscolo informativo gratuito sulla tutela della maternità può essere richiesto al Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend (53107 Bonn). Il Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend fornisce ulteriori informazioni sulla normativa per la tutela della maternità dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.00 alle ore al numero Chi non è assicurato può rivolgersi al Bundesversicherungsamt, Friedrich-Ebert-Allee 38, Bonn, tel. 0228/ L Agenzia del lavoro fornisce tutte le informazioni e i consigli necessari alle donne disoccupate. In funzione del reddito percepito è inoltre possibile avvalersi della consulenza gratuita di un avvocato tramite la pretura. L opuscolo gratuito Leitfaden zum Mutterschutz (Guida alla tutela della maternità) può essere richiesto presso il Publikationsversand der Bundesregierung, Postfach , Rostock. Per ullteriori informazioni si prega di visitare il sito 16
17 Promozione dell occupazione (Arbeitsförderung) Tomo III Codice di Previdenza Sociale Promozione dell occupazione Nella Repubblica Federale Tedesca si mira a raggiungere il massimo livello occupazionale. Per questo la normativa per la promozione dell occupazione (tomo III Codice di Previdenza Sociale) intende migliorare le prospettive lavorative dei disoccupati e raggiungere una situazione di equilibrio sul mercato del lavoro. L attuazione del terzo tomo del CPS compete all Agenzia Federale del lavoro di Norimberga, in collaborazione con le Agenzie del lavoro locali. Compiti e prestazioni Tra i compiti fondamentali dell Agenzia Federale del lavoro rientrano, tra l altro, la consulenza e l orientamento professionale, il collegamento tra domanda e offerta di posti di lavoro e di formazione professionale, gli aiuti per il miglioramento delle prospettive occupazionali, altre prestazioni per la promozione dell inserimento professionale, le prestazioni sostitutive della retribuzione, la consulenza ai datori di lavoro. L Agenzia Federale del lavoro fornisce i propri servizi sia ai lavoratori, sia ai datori di lavoro. La Legge sul miglioramento delle opportunità di inserimento nel mercato del lavoro ha riordinato gli strumenti di governo del mercato del lavoro previsti dal terzo tomo del CPS. Il nuovo capitolo tre, intitolato Promozione attiva dell occupazione, li articola in otto sezioni che contengono gli strumenti e le prestazioni necessarie all integrazione delle persone alla ricerca di lavoro o di un posto di formazione professionale in determinati contesti del mercato del lavoro: prima sezione: consulenza e collocamento seconda sezione: attivazione e integrazione professionale terza sezione: scelta della professione e formazione professionale quarta sezione: formazione professionale continua quinta sezione: inizio di un attività lavorativa sesta sezione: mantenimento dell occupazione settima sezione: partecipazione delle persone disabili sul posto di lavoro ottava sezione: prestazioni temporanee. Viene così accantonata la precedente ripartizione degli strumenti della politica del mercato del lavoro in funzione dei loro destinatari: lavoratori, datori di lavoro e enti. Alcune delle prestazioni dell Agenzia del lavoro, tra cui ad esempio la consulenza e l orientamento professionale e il collegamento tra domanda e offerta di posti di lavoro e di formazione, sono erogate a prescindere dalla contribuzione previa del beneficiario. Altre prestazioni, ad esempio l indennità di disoccupazione, sono invece concesse solo ai lavoratori che hanno precedentemente svolto un attività dipendente soggetta all obbligo assicurativo. Consulenza e collocamento Consulenza professionale La consulenza professionale si rivolge sia ai giovani, sia agli adulti e comprende consigli e informazioni riguardanti in particolare la scelta della professione, le diverse professioni e i loro requisiti, le possibilità di incentivazione della formazione professionalizzante, gli sviluppi significativi del mondo delle professioni, la situazione e l evoluzione del mercato del lavoro e la ricerca di posti di 17
18 formazione professionale e di lavoro. Le Agenzie del lavoro propongono ai giovani che desiderano frequentare l università servizi di consulenza specifica: i consulenti professionali per diplomandi e diplomati delle Agenzie del lavoro forniscono informazioni su tutte le questioni relative alla scelta della facoltà, ai requisiti di ammissione, all impegno richiesto dai vari indirizzi, alle prospettive occupazionali e al finanziamento, individuando insieme ai giovani interessati i loro possibili obiettivi, le opportunità professionali e le eventuali alternative. Orientamento professionale Un orientamento professionale sistematico può incidere positivamente sulla preparazione alla scelta della professione e, quindi, sul percorso professionale di giovani ed adulti. Può inoltre facilitare il processo di consulenza professionale, volto a fornire informazioni esaurienti su questioni legate alla scelta della professione, alle caratteristiche, ai requisiti e alle prospettive delle scelte professionali, alle possibilità di incentivazione della formazione professionale e ai cambiamenti significativi della domanda delle aziende e amministrazioni. L orientamento professionale avviene, tra l altro, nel quadro di conversazioni condotte nelle scuole con gli allievi dell ultimo o del penultimo anno, tramite iniziative di orientamento professionale organizzate nei Centri di informazione professionale (Berufsinformationszentren BIZ), ma anche grazie alle pubblicazioni digitali o stampate realizzate dall Agenzia del lavoro. Consulenza sulle tendenze del mercato del lavoro La consulenza in materia di mercato del lavoro offerta dall Agenzia del lavoro si rivolge ai datori di lavoro, a cui intende assicurare un supporto nell assegnazione di posti di lavoro e di formazione professionale. Le informazioni fornite riguardano principalmente la situazione e gli sviluppi del mercato del lavoro, la configurazione delle postazioni di lavoro, le condizioni e l orario lavorativo, la formazione professionale e continua e l integrazione di apprendisti e lavoratori che richiedono un sostegno mirato. Collocamento in un posto di lavoro o di formazione professionale Tutte le persone alla ricerca di un posto di lavoro perché già o presto disoccupate o perché desiderano cambiare attività possono avvalersi dei servizi di collocamento dell Agenzia del lavoro, che assiste anche i giovani alla ricerca di un percorso di formazione professionale. Il collocamento è il compito principale delle Agenzie del lavoro, che erogano altre prestazioni o aiuti per la promozione dell occupazione solo a condizione che questi siano indispensabili all inserimento duraturo nel mondo del lavoro e della formazione professionale. Il lavoratore è tenuto a presentarsi personalmente all Agenzia del lavoro per farsi iscrivere all anagrafe delle persone in cerca di lavoro appena è informato dell imminente conclusione del rapporto lavorativo, ma al più tardi tre mesi prima della cessazione di tale rapporto. Deve invece presentarsi all Agenzia del lavoro entro tre giorni dal momento in cui è informato della rescissione del contratto lavorativo se questa gli è comunicata meno di tre mesi prima della cessazione effettiva del rapporto di lavoro. Se la notifica avviene per via telefonica, la scadenza si considera rispettata a condizione che il lavoratore fissi un appuntamento per un successivo colloquio personale. Prestazioni di facilitazione del collocamento Budget per il collocamento Il budget per il collocamento può aiutare le persone in cerca di un occupazione, le persone in cerca di lavoro a rischio di disoccupazione e i disoccupati a preparare e ad intraprendere un attività a obbligo contributivo. Le prestazioni del budget per il collocamento intendono rimuovere vari tipi di ostacoli esistenti in modo flessibile, mirato e modulato in funzione della domanda, tenendo conto delle esigenze specifiche degli individui in cerca di un occupazione o di un posto di formazione professionale. In tal modo il budget per il collocamento offre un ampio margine di manovra all incentivazione personalizzata e consente di assicurare varie forme di supporto, adeguate ai singoli casi. È questo il motivo per cui il legislatore ha 18
19 rinunciato a disciplinare dettagliatamente le varie modalità di incentivazione. È ogni singolo beneficiario, insieme ai consulenti e agli operatori specializzati nell intermediazione, a dover individuare le sue esigenze concrete di supporto e le tipologie di incentivazione individuale da richiedere nel quadro del budget per il collocamento. Le prestazioni sono riconosciute solo se risultano necessarie ad eliminare un ostacolo concreto alla preparazione e all esercizio di un attività lavorativa dipendente e se il datore di lavoro non concede prestazioni analoghe. L incentivazione deve essere proporzionata. Le prestazioni sono erogate anche per preparare e intraprendere attività a obbligo contributivo in un altro Stato membro dell Unione Europea, dell Accordo sullo Spazio Economico Europeo o in Svizzera, a condizione che la nuova occupazione sia esercitata per almeno 15 ore settimanali. Interventi per l attivazione e l inserimento professionale Per interventi per l attivazione e l inserimento professionale si intendono interventi adeguati ed idonei a migliorare le prospettive di inserimento delle persone in cerca di un posto di formazione professionale, delle persone in cerca di un posto di lavoro minacciate dalla disoccupazione e dei disoccupati. Tali interventi possono essere utilizzati per avvicinare i beneficiari al mondo della formazione professionale e del lavoro, per individuare, ridurre o eliminare ostacoli al collocamento, per trovare un attività ad obbligo contributivo, per preparare all esercizio di un attività autonoma o per rendere stabile un attività dipendente. L incentivazione comprende l assunzione dei costi derivanti dalla partecipazione all intervento di formazione, che devono essere proporzionati. I disoccupati che ricevono o sono intitolati a beneficiare dell indennità di disoccupazione, continuano a percepirla anche durante la formazione. Gli interventi di formazione devono avere una durata proporzionata ai loro obiettivi e ai loro contenuti e possono essere realizzati, integralmente o parzialmente, dai datori di lavoro. In tal caso, però, la loro durata è limitata a sei settimane per datore di lavoro. La partecipazione a questi interventi avviene su proposta o con il consenso dell Agenzia del lavoro territorialmente competente, che può incaricare direttamente della loro attuazione enti competenti o consegnare agli aventi diritto un voucher per l attivazione e il collocamento. L Agenzia del lavoro stabilisce come procedere in base alle attitudini e alla situazione personale degli aventi diritto e alla luce della gamma di interventi disponibili nella zona. A determinate condizioni i disoccupati hanno diritto di ricevere un voucher per l attivazione e il collocamento che consente loro di rivolgersi a un ente di collocamento privato a spese dell Agenzia del lavoro. I voucher per l attivazione e il collocamento specificano tra l altro gli obiettivi degli interventi e i contenuti necessari alla loro realizzazione. I titolari di voucher per l attivazione e il collocamento sono liberi di scegliere l ente accreditato a cui rivolgersi e, se del caso, l intervento autorizzato di cui beneficiare. L Agenzia per il lavoro fornisce informazioni sugli interventi interventi (ad es. tramite la banca dati in rete KURSNET). I voucher per l attivazione e il collocamento vanno consegnati all ente prescelto, che addebita i costi direttamente all Agenzia del lavoro. Strumenti di sostegno dell autoimprenditorialità Sussidio di avviamento Requisiti La Legge sul miglioramento delle opportunità di inserimento nel mercato del lavoro ha apportato varie modifiche al sussidio di avviamento. I lavoratori che avviano un attività autonoma ponendo fine ad un periodo di disoccupazione possono percepire un sussidio di avviamento che ne garantisce il sostentamento e la protezione sociale nel periodo immediatamente successivo all avvio della nuova attività. Il sussidio di avviamento può essere riconosciuto ai lavoratori che al momento dell avviamento dell attività autonoma godono per almeno altri 150 giorni del diritto di percepire l indennità di 19
20 disoccupazione. Per beneficiare di questa forma di incentivazione, i neoimprenditori devono indicare le proprie conoscenze e le proprie capacità di esercitare l attività autonoma a cui ambiscono. L Agenzia del lavoro deve inoltre ricevere l opinione di una istanza competente che attesti la sostenibilità del futuro progetto imprenditoriale. Tale attestazione può essere rilasciata, tra l altro, dalle camere di commercio e dell industria, dalle camere dell artigianato, dalle associazioni di categoria e dagli istituti di credito. Il sussidio di avviamento non è riconosciuto fintantoché sussistono o sarebbero sussistiti i requisiti per una sospensione del diritto ai sensi degli artt III CPS. Non possono più percepire il sussidio di avviamento i beneficiari che raggiungono l età pensionabile. Esso non viene altresì riconosciuto se non sono ancora trascorsi almeno 24 mesi dal termine di un periodo di incentivazione per l avvio di un attività autonoma ai sensi del III tomo CPS. Entità e durata Il versamento del sussidio di avviamento avviene in due fasi distinte. Nei primi sei mesi i neoimprenditori possono ricevere un sussidio mensile per il sostentamento pari all ultima indennità di disoccupazione percepita, a cui va ad aggiungersi un importo di 300 euro per la contribuzione ai regimi di protezione sociale. In presenza di una intensa attività dell impresa e se questa continua a rappresentare l occupazione principale dell ex disoccupato, per i nove mesi successivi questi può inoltre percepire 300 euro mensili per la contribuzione previdenziale. Indennità di accesso Gli aventi diritto che percepiscono prestazioni del minimo individuale ai sensi del tomo II CPS e che decidono di passare all autoimpiego o di abbracciare un attivita retribuita ad obbligo di contribuzione sociale possono ricevere una cosiddetta indennità di accesso dai jobcenter territorialmente competenti. Requisiti ed entità L indennità di accesso può essere concessa a titolo di sussidio complementare alle prestazioni del minimo individuale quando sussistono fondate indicazioni che i proventi della nuova attività lavorativa subordinata a obbligo contributivo o autonoma in via principale - porranno fine allo stato di indigenza del beneficiario. La quantificazione dell indennità di accesso avviene, tra l altro, in base alla durata del periodo di disoccupazione e alle dimensioni del nucleo famigliare, il suo importo varia pertanto a seconda dei casi. Questa indennità, a cui la legge non prevede un diritto esigibile, è riconosciuta per un periodo massimo di 24 mesi. Altri interventi di sostegno ai lavoratori autonomi Gli aventi diritto che avviano un attività professionale principale autonoma o che già la esercitano possono ricevere prestiti o sovvenzioni (fino a un massimo di euro) destinati all acquisto di beni strumentali proporzionati e necessari all esercizio autonomo della professione. Anche la concessione di queste prestazioni è tuttavia subordinata alla viabilità dell attività autonoma e non costituisce un diritto acquisito per legge. A partire dall 1 aprile 2012 è inoltre possibile incentivare la consulenza e la trasmissione di conoscenze da parte di terzi a persone indigenti abili al lavoro che esercitano un attività autonoma, ad esempio allo scopo di conferire maggiore stabilità alla loro attività o per impostarla su basi diverse. Scelta della professione e formazione professionale Strumenti di sostegno ai sensi del tomo III del Codice di Previdenza Sociale (III CPS) Per i giovani è difficile scegliere la professione giusta. Per consentire loro di passare con successo dai banchi di scuola alla formazione professionale e alla vita lavorativa è quindi decisivo assisterli nella scelta della professione. Tanto più che una (prima) formazione professionale qualificata si fa sempre più importante in un mercato del lavoro in cui si assiste alla progressiva riduzione della domanda di 20
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 articolo 14
 art. 1612
 art. 9
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