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Timestamp: 2020-05-31 14:11:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1698 del 23/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1698 del 23/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 23/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.23/01/2017), n. 1698
sul ricorso 19190-2011 proposto da:
B.L., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA G. AVEZZANA 1, presso lo studio dell’avvocato ORNELLA
INPS S.C.C.I. SPA C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
EQUITALIA MARCHE S.P.A. AGENTE RISCOSSIONE PROVINCE MARCHE – SEDE
PROVINCIALE (OMISSIS) C.F. (OMISSIS), in persona del legale
ZANARDELLI 23, presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA PERONE,
avverso la sentenza n. 668/2010 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
depositata il 10/12/2010 R.G.N. 229/2008;
udito l’Avvocato MIOLI BARBARA per delega Avvocato MENDITTO
1. Con sentenza depositata in data 10/12/2010, la Corte d’appello di Ancona, in accoglimento dell’impugnazione proposta dall’Inps contro la sentenza resa dal Tribunale di Ancona tra l’Istituto e B.L., ha rigettato l’opposizione proposta dal B., quale erede di B.M., contro la cartella di pagamento per crediti contributivi notificata in data 19/6/2007.
1. L’unico motivo è incentrato sulla violazione e falsa applicazione dell’art. 506 c.c. c.p.c.: si assume che, accettata l’eredità con beneficio d’inventario e instaurata la procedura concorsuale di liquidazione dei debiti ereditari, il divieto di promuovere procedure esecutive ad istanza dei creditori previsto dall’art. 506 c.c., comma 1, preclude all’istituto di previdenza il potere di notificare la cartella esattoriale agli eredi beneficiati.
4. La cartella esattoriale non è un atto esecutivo ma preannuncia l’esercizio dell’azione esecutiva ed è, pertanto, parificabile al precetto (Cass. ord. 29 luglio 2016, n. 15966, con cui si è esclusa l’applicabilità dell’art. 2304 c.c. che disciplina il “beneficium excussionis” relativamente alla sola fase esecutiva; v. pure Cass. 13 gennaio 2016, n. 384; Cass. ord. 15 aprile 2011, n. 8704, nonchè Cass., S.U., 18 marzo 2010, n. 6539, secondo cui la cartella esattoriale costituisce uno strumento in cui viene enunciata una pregressa richiesta di natura sostanziale e non possiede alcuna autonomia).
7. E’ stato così affermato il principio secondo cui, in pendenza della procedura concorsuaie di liquidazione dell’eredità beneficiata, i creditori del “de cuius” possono proporre contro l’erede (sia in sede ordinaria che monitoria) azioni di condanna od anche di mero accertamento dell’esistenza ed entità del loro credito, ancorchè abbiano presentato la dichiarazione di credito di cui all’art. 498 c.c., stante l’autonomia e quindi la possibilità di coesistenza dei due procedimenti, poichè detta procedura di liquidazione vieta soltanto l’inizio di procedure esecutive individuali e la distribuzione del ricavato delle procedure in corso (Cass. del 27 gennaio 2011, n. 1948; Cass. 3 dicembre 2008, n. 28749).
9. Il ricorso deve pertanto essere rigettato alla luce del seguente principio di diritto: “la cartella di pagamento con la quale l’ente previdenziale fa valere un credito contributivo non è un atto esecutivo ma preannuncia l’esercizio dell’azione esecutiva ed è, pertanto, parificatile al precetto; ne consegue che la sua notificazione all’erede in pendenza della procedura di liquidazione dell’eredità con beneficio d’inventario non cade nel divieto previsto dall’art. 506 c.c. che vieta le procedure esecutive dopo la pubblicazione prescritta dall’art. 498 c.c., comma 3”.

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 Cass. 
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