Source: http://csm.br.it/pagine/id49-TitoloII
Timestamp: 2018-03-23 01:21:39+00:00

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Art. 10 bis Il presidente del consiglio
Art. 10 ter Raccordo tra il presidente del consiglio e il sindaco
Art. 14 bis Incarichi speciali a Consiglieri Comunali
Art. 16 Dimissioni del consigliere comunale
Art. 17 Gruppi consiliari
Art. 18 Sindaco
Art. 19 Attribuzioni di amministrazione
Art. 20 Attribuzioni di vigilanza
Art. 22 Vice sindaco
Art. 24 Dimissioni e impedimento permanente del sindaco
Art. 25 Giunta comunale
Art. 27 Nomina
Art. 28 Funzionamento della giunta
5. Il comune promuove ed assicura condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e promuove la presenza di entrambi i sessi nella giunta e negli organi collegiali propri, nonchè degli enti, aziende ed istituzioni dipendenti.
6. Gli atti fondamentali del consiglio devono contenere l'individuazione degli obiettivi da raggiungere nonchè le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse e degli strumenti necessari.
8. Per la validità delle sedute del consiglio comunale è prevista in ogni caso la presenza di almeno 1/3 dei consiglieri assegnati per legge all'ente, senza computare a tal fine il sindaco.
1. La presidenza del consiglio è attribuita ad un consigliere comunale, nominato, nella prima seduta del consiglio, tra i consiglieri eletti che non ricoprano la carica di sindaco o assessore. L'elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati.
2. Qualora nessuno raggiunga la maggioranza richiesta di cui al comma precedente, si procede, nella seduta, ad una ulteriore votazione che vede eletto presidente il consigliere suffragato con la maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri assegnati. Nel caso di esito negativo si procede immediatamente al ballottaggio tra i due candidati più votati e risulta eletto il candidato che raccoglie più voti e, in caso di parità, il candidato più anziano di età.
3. La deliberazione di nomina del presidente è immediatamente eseguibile e viene comunicata per conoscenza alla prefettura, all'organo di controllo ed al presidente del collegio dei revisori dei conti.
4. Il presidente del consiglio può essere revocato, su richiesta motivata, sottoscritta da un numero di consiglieri non inferiore a 2/5 e depositata 10 giorni prima, con il voto favorevole palese e con appello nominale, dei 2/3 dei consiglieri assegnati.
5. Le funzioni vicarie del presidente del consiglio, in caso di sua assenza o impedimento, sono esercitate dal consigliere anziano. Le funzioni di vice-presidente sono incompatibili con la carica di assessore.
Raccordo tra il presidente del consiglio e il sindaco
1. Il presidente del consiglio e il sindaco, sentito il segretario comunale, individuano con atto congiunto l'ufficio destinato al supporto delle attività del presidente del consiglio e delle commissioni consiliari. La sovrintendenza di tale ufficio, fatto salvo il principio di distinzione tra potere di indirizzo e controllo e quello di gestione, compete al presidente del consiglio.
2. Il presidente del consiglio ricerca l'intesa con il sindaco sui tempi di convocazione del consiglio.
3. Il regolamento per il funzionamento del consiglio disciplinerà ulteriormente le attribuzioni del presidente del consiglio.
3. Le sessioni ordinarie devono esser convocate almeno cinque giorni prima del giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso d'eccezionale urgenza, la convocazione può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore. Nel compunto dei giorni vanno considerati solo i giorni lavorativi, escludendo le festività.
4. La convocazione del consiglio e l'ordine del giorno degli argomenti da trattare è effettuata dal presidente del consiglio di sua iniziativa o su richiesta del sindaco o di almeno un quinto dei consiglieri; in tal caso la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti all'ordine del giorno gli argomenti proposti, purchè di competenza consiliare.
5. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti le questioni da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere nel domicilio eletto nel territorio del comune; la consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale.
8. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali nello stesso giorno della data di notifica dell'ordine del giorno.
3. Con cadenza almeno annuale, il consiglio provvede, in sessione straordinaria, a verificare l'attuazione di tali linee, da parte del sindaco e dei rispettivi assessori. E' facoltà del consiglio provvedere a integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
1. Il consiglio comunale istituirà, con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio. Dette commissioni sono composte solo da consiglieri comunali, con criterio proporzionale.
1bis. La presidenza delle commissioni di controllo e garanzia se costituite deve essere attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.
2. E' consigliere anziano colui che ha ottenuto la maggior cifra individuale ai sensi dell'art. 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (D.Lgs. 267/2000) con esclusione del sindaco neo-eletto e dei candidati alla carica di sindaco proclamati consiglieri.
3. I consiglieri comunali che non intervengono alle sedute consiliari per tre volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo, il presidente del consiglio, a seguito dell'avvenuto accertamento dell'assenza maturata da parte del consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell'art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l'avvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonchè a fornire al presidente del consiglio eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni 20, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest'ultimo termine, il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato.
Incarichi speciali a consiglieri comunali
1. Al fine di sollecitare l'impegno diretto nell'attività amministrativa dell'Ente in relazione agli interessi della collettività, ai consiglieri comunali, su proposta del sindaco può essere affidato, dal consiglio comunale, un incarico speciale ed eccezionale limitato nel tempo su determinate materie.
Il regolamento di funzionamento del consiglio comunale definisce le modalità di espletamento di tale incarico.
1. I consiglieri comunali rappresentano la comunità ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato con piena libertà di opinione e di voto.
2. Ogni consigliere comunale, nel rispetto delle procedure stabilite dal regolamento, ha diritto di esercitare l'iniziativa per tutti gli atti e provvedimenti sottoposti alla competenza del consiglio, presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni, ottenere dagli uffici comunali ogni informazione e documentazione utili allo svolgimento del mandato.
4. Ai capigruppo consiliari sono trasmessi in elenco, contestualmente all'affissione all'albo, le deliberazioni adottate dalla giunta. I relativi testi sono messi a disposizione dei consiglieri per la consultazione nell'ufficio di segreteria e per l'eventuale estrazione di copie.
Dimissioni del consigliere comunale
1. Le dimissioni sono indirizzate al consiglio e protocollate immediatamente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.
2. Il consiglio ha l'obbligo di provvedere alla surrogazione del dimissionario entro 10 giorni dalla data di presentazione delle dimissioni. Qualora i consiglieri dimissionari siano più di uno, il consiglio provvede alla surroga con separate votazioni, seguendo l'ordine cronologico di protocollazione delle dimissioni.
3. E' istituita, presso il comune di Cellino San Marco, la conferenza dei capigruppo, la disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del consiglio comunale.
1. Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico, e le cause di cessazione dalla carica.
2. Egli ha la rappresentanza legale del comune compresa quella in giudizio con la possibilità di conciliare, transigere e rinunciare agli atti, nonchè nelle liti promosse avverso atti degli organi istituzionali del comune, ed è l'organo responsabile dell'amministrazione, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali.
3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi , dallo statuto, dai regolamenti, e sovraintende all'espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull'attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive.
5. Il sindaco è inoltre competente sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale nell'ambito dei criteri indicati dalla regione e sentite le categorie interessate a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonchè, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano.
a) dirige e coordina l'attività politica e amministrativa del comune nonchè l'attività della giunta e dei singoli assessori;
c) convoca i comizi per i referendum previsti dall'art. 8 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
b) Esercita i poteri di polizia negli organismi pubblici di partecipazione popolare presieduti dal sindaco , nei limiti previsti dalle leggi;
1. Il vicesindaco nominato tale dal sindaco è l'assessore che ha la delega generale per l'esercizio di tutte le funzioni del sindaco, in caso di assenza o di impedimento temporaneo di quest'ultimo, nonchè nel caso di sospensione dell'esercizio della funzione adottata ai sensi dell'art.59 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
2. Il conferimento delle deleghe rilasciate agli assessori o consiglieri, deve essere comunicato al consiglio e agli organi previsti dalla legge, nonchè pubblicato all'albo pretorio.
2. L'impedimento permanente del sindaco viene accertato da una commissione di tre persone eletta dal consiglio comunale e composta da soggetti estranei al consiglio, di dichiarata fama, nominati in relazione allo specifico motivo dell'impedimento.
1. La giunta è organo d'impulso e di gestione amministrativa, collabora col sindaco al governo del comune e impronta la propria attività ai principi della trasparenza e dell'efficienza.
2. La giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'ente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione delle decisioni fondamentali approvate dal consiglio comunale. In particolare, la giunta esercita le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti e contenuti nel PEG ove adottato.
1. La giunta è composta dal sindaco e da un numero massimo di sei assessori di cui uno è investito della carica di vicesindaco.
2. Gli assessori sono scelti normalmente tra i consiglieri; possono tuttavia essere nominati anche assessori esterni al consiglio, purchè dotati dei requisiti di eleggibilità e in possesso di particolare competenza ed esperienza tecnica, amministrativa e professionale.
3. Le cause di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli assessori nonchè gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge; non possono comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità di primo grado, di affiliazione e i coniugi.
2. Le modalità di convocazione di funzionamento della giunta sono stabilite in modo informale dalla stessa.
1. La giunta collabora con il sindaco nell'amministrazione del comune e compie gli atti che, ai sensi di legge o del presente statuto, non siano riservati al consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al sindaco, al segretario comunale, al direttore ove nominato o ai responsabili dei servizi comunali.
f) nomina i membri delle commissioni per i concorsi pubblici e conferisce gli incarichi di natura fiduciaria;
j) abrogato;
o) fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell'apparato, sentito il direttore generale ove nominato;
p) abrogato.
Ultimo aggiornamento il 2014-03-31 13:51:50

References: Art. 10

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 22

Art. 24

Art. 25

Art. 27

Art. 28