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Timestamp: 2018-02-23 22:26:54+00:00

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Inaugurazione Anno Giudiziario 10.02.2015
sull’Attività del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro
Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi
Onorevoli Autorità Civili
Rivolgo un cordiale saluto e ringraziamento a Voi tutti intervenuti che, accogliendo il nostro invito, onorate con la vostra presenza la celebrazione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2015 del nostro Tribunale.
È per tutti noi operatori del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro un momento importante di comunione con gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi delle Chiese che sono in Umbria dai quali direttamente dipendiamo con potestà di governo ordinaria vicaria in relazione al ministero, nel settore giudiziario matrimoniale. Vedervi oggi così numerosi e attenti al ruolo che il TERU svolge nell’ambito della pastorale matrimoniale e familiare è motivo di gioia ed incoraggiamento.
Iniziamo un nuovo anno di servizio, un impegno mai venuto meno per la ricerca della verità storica e salvifica dei coniugi. Si tratta di un impegno fedele circa un servizio ecclesiale, lontano dal pericolo di un ritualismo vuoto nei contenuti. Vedo qui l’intera Chiesa in Umbria con i Pastori, i rappresentanti dei chierici e fedeli laici: tutti in ascolto delle problematiche matrimoniali che si sono affrontate nel nostro Tribunale, per un migliore coordinamento e sinergia tra i diversi settori della pastorale familiare.
Consentitemi di ringraziare gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra. Grazie per la Vostra presenza, abbiamo bisogno del Vostro sostegno, Vi prego, prestate attenzione e interessamento al nostro lavoro, alle necessità del nostro Tribunale, così che possiamo continuare a fornire un sollecito e puntuale servizio.
Particolare gratitudine a Sua Em.za Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del TERU, che accompagna con premura la nostra attività, grato per l’attento, sollecito, disponibile impegno nei confronti del nostro Tribunale, che segue sempre con particolare attenzione e cura.
Un Grazie particolare a Sua Ecc. Rev.ma Mons. Giuseppe PIEMONTESE, Vescovo di Terni-Narni-Amelia, che ha presieduto la Solenne Concelebrazione Eucaristica. Grazie Eccellenza, per il pensiero di meditazione di profonda intensità spirituale e pratica, improntato sull'amore che ci ha rivolto e che, per noi operatori della giustizia ecclesiastica, rappresenta il punto di partenza e di arrivo della nostra attività. L'esempio di San Valentino, patrono degli innamorati e la testimonianza di santa Scolastica, di cui celebriamo la memoria, ci è riferita dai “Dialoghi” di san Gregorio Magno. La "Vergine Saggia", antepose la carità e la pura contemplazione alle semplici regole e istituzioni umane, come manifestò nell’ultimo colloquio con il suo fratello s. Benedetto, quando con la forza della preghiera “poté di più, perché amò di più” (Mess. Rom).
Un grazie caloroso rivolgo all’Insigne Professore e Avvocato Rotale Paolo MONETA, la cui persona non necessita di presentazione. La sua fama e la sua competenza è comunemente riconosciuta e apprezzata, sia per la sua attività didattica, molto chiara, lineare e svolta con passione e competenza, come pure, per le numerose pubblicazioni di alto livello contenutistico, sia in Diritto canonico, che in Diritto ecclesiastico statale.
Il professor Moneta attualmente presiede l’Associazione Canonistica Italiana ed è membro del Direttivo della Consociatio internationalis studio iuris canonici promovendo[1]. Dal 21/09/2014 il prof. MONETA è Membro della Commissione speciale di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico, creata ad hoc da Papa Francesco, con l’obiettivo di “semplificarne la procedura, rendendola più snella e salvaguardando il principio di indissolubilità del matrimonio”[2].
Con viva cordialità porgo il mio benvenuto a Mons. Roberto Malpelo, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco - per noi il Tribunale ordinario d’appello.
Un saluto a Don Paolo Scoponi nuovo Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, e a Don Mario Colabianchi, suo predecessore.
È apprezzabile l’ottima e serena collaborazione nell’esercizio delle rispettive attività giudiziali che vige tra i nostri Tribunali, con le iniziative per un migliore coordinamento come, l’incontro di formazione che abbiamo avuto il 26 novembre u.s., tenuto dal Rev.mo Avv. Civile e Rotale Graziano Mioli, sul tema: Problematiche e prospettive in materia di nullità matrimoniale e delibazione delle sentenze ecclesiastiche dopo pronunce “additive” delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione”, molto ben organizzato. Spero che la collaborazione dei nostri tre Tribunali Ecclesiastici, possa continuare, crescere e rafforzarsi per il buono e fruttuoso andamento delle nostre attività.
Mi sia permesso di ricordare che il 09/08/2014 è venuto a mancare Mons. Remo BISTONI e il 10/10/2014 Mons. Sergio SUSI, Giudici di QNT, entrambi uomini di grande fede, umanità e sensibilità verso le persone provate, sempre guidati dal grande senso pastorale e dall’Amore per il prossimo. Entrambi hanno speso le loro energie di mente e di volontà per il Tribunale e per la salus animarum, a loro va il nostro pensiero, ringraziamento e la preghiera.
Desidero ringraziare i miei diretti collaboratori: il Vicario Giudiziale aggiunto, Mons. Vittorio Peri, gli 11 Giudici, 3 siamo istruttori, da poco ci aiuta 1 Uditore, il Cancelliere, gli 11 Difensori del Vincolo, il Promotore di Giustizia, i 2 Patroni Stabili, i 12 Periti, i 5 Notai e tutti coloro che prestano servizio nell’ambito del Tribunale.
Ringrazio ogni giorno il Signore per avermi affiancato collaboratori mossi da vero zelo pastorale, consapevoli che il servizio che rendono nello stretto ambito del diritto e della giustizia ha come valenza primaria e finale il bene delle anime e non deve essere “freddo”, formale, distaccato, indifferente...
Un pensiero speciale va al carissimo Mons. Rino Valigi, oggi 95-enne, una vera “istituzione” del nostro tribunale, da sempre vigile, solerte, attento moderatore della Cancelleria. Un ringraziamento particolare alla sig.ra Elena Corneli che dal 2005 ha ricoperto l’incarico di pro-cancelliere e che dal giugno u.s. in sede di ridefinizione dell’Organico per il quinquennio 2014-2019 è stata nominata Cancelliere. Grazie per il suo prezioso contributo alla gestione e al buon funzionamento della Cancelleria.
A tutti la gratitudine e l’apprezzamento per l’impegno, l’operosità, la diligenza e il senso di responsabilità nello svolgere la propria attività. Grazie di cuore!
RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DEL TERU NELL’ANNO 2014
È mio gradito compito presentare la Relazione dell’attività che il nostro Tribunale ha svolto durante l’anno 2014. Dall’esame dei dati che verranno riferiti ci si renderà conto della situazione della amministrazione della giustizia per quanto riguarda le dichiarazioni di nullità di matrimonio nella nostra regione. Ritengo che sia una preziosa occasione, specialmente per gli operatori pastorali, di riflessione in ordine alla situazione matrimoniale e sulla famiglia. Come premessa indispensabile tengo a precisare, che aldilà dei “numeri” e dei dati statistici, vi sono le persone con le loro situazioni dolorose, le loro sofferenze, come con forza ribadito da Papa Francesco: «Dietro ogni pratica, ogni posizione, ogni causa, ci sono persone che attendono giustizia»[3], purtroppo, l’attenzione umana e dei mass-media spesso e volentieri se ne dimentica.
L’attività del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro nell’anno 2014:
Le cause introdotte nell’anno 2013 sono state = 104 e nel 2014 =103 (1 di meno).
Le cause pendenti alla fine dell’anno 2014 risultano =127 contro le =128 del 2013 (1 di meno).
Nell’anno 2014 abbiamo definito =104 cause contro le =79 del 2013 (quindi ben 25 di più).
Nel corso dell’anno 2014 sono state trattate 231 cause di nullità matrimoniali.
Cause espletate = 104
a) chiuse con sentenza affermativa = 92
c) rinunciate = 3
d) perente = 2
Cause pendenti al 31.12.2014 risultavano = 127, di cui:
11 = prossime alla sentenza, 9 = in fase dibattimentale;
50 = giacenti presso i Periti; 56 = in fase istruttoria; 1 = sospesa
1102 § 1
In questo prospetto si riscontra la tendenza emersa negli anni precedenti, vale a dire, la forte incidenza dell’incapacità consensuale dei coniugi, termometro della realtà sociale dei nostri tempi.
Accolgo volentieri l’invito del Papa circa il recupero del can. 1099, auspicato in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Rota Romana c.a., ovvero l’errore determinante la volontà, dovuto alla mancanza della fede dei nubenti, all’incidenza della mentalità mondana e alla ricerca del proprio benessere egoistico o edonistico, alla crisi dei valori e alle malattie dell’uomo moderno. Papa Francesco, fin dall’inizio del suo pontificato, richiama tutta la Chiesa a prenderne coscienza (p.e. Es. ap. Evangelii gaudium). Ora il Papa ci esorta: «il giudice, nel ponderare la validità del consenso espresso, deve tener conto del contesto di valori e di fede – o della loro carenza o assenza – in cui l’intenzione matrimoniale si è formata. Infatti, la non conoscenza dei contenuti della fede potrebbe portare a quello che il Codice chiama errore determinante la volontà (cfr. can. 1099). Questa eventualità non va più ritenuta eccezionale come in passato, data appunto la frequente prevalenza del pensiero mondano sul magistero della Chiesa. Tale errore – continua il Papa – non minaccia solo la stabilità del matrimonio, la sua esclusività e fecondità, ma anche l’ordinazione del matrimonio al bene dell’altro, l’amore coniugale come “principio vitale” del consenso, la reciproca donazione per costituire il consorzio di tutta la vita… Il matrimonio tende ad essere visto come una mera forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno, spingendo i nubenti alla riserva mentale circa la stessa permanenza dell’unione, o la sua esclusività, che verrebbero meno qualora la persona amata non realizzasse più le proprie aspettative di benessere affettivo».
Sarebbe auspicabile un ampio confronto degli operatori dei tribunali ecclesiastici sulle suddette indicazioni di Papa Francesco, per salvaguardare il principio di uniformità della giurisprudenza nella Chiesa. Occorrono linee guida comuni da seguire, per evitare che nei Tribunali d’appello venga vanificato lo sforzo chiesto dal Pontefice: «Vorrei dunque esortarvi ad un accresciuto e appassionato impegno nel vostro ministero, posto a tutela dell’unità della giurisprudenza nella Chiesa … c’è bisogno di una conversione pastorale delle strutture ecclesiastiche, per offrire l’opus iustitiae a quanti si rivolgono alla Chiesa per fare luce sulla propria situazione coniugale. Ecco la difficile missione vostra, come di tutti i Giudici nelle diocesi: non chiudere la salvezza delle persone dentro le strettoie del giuridicismo. La funzione del diritto è orientata alla salus animarum a condizione che, evitando sofismi lontani dalla carne viva delle persone in difficoltà, aiuti a stabilire la verità nel momento consensuale: se cioè fu fedele a Cristo o alla mendace mentalità mondana»[4].
Dal punto di vista pratico il "recupero" dell’errore come capo autonomo di nullità ci permetterebbe un notevole risparmio nell’economia processuale nei tempi e nei costi. Fino ad oggi la regola seguita (dalla giurisprudenza e dalla dottrina canonica) riteneva che l’errore circa le proprietà essenziali o la dignità sacramentale non intaccasse la validità del consenso che è l’actus voluntatis (cfr. can. 1057). Infatti, l’incidenza dell’errore era vista in riferimento alla simulazione ex can. 1101, §2 o all’incapacità ex can. 1095 n. 2.
Nel caso di errore semplice la volontà può, in ogni modo, aderire ad una nozione vera di matrimonio cristiano, chiesto esplicitamente dai nubenti, perché l’errore resta nell’ambito teorico dell’intelletto. Tuttiavia un errore "grave" che determini la volontà nuziale vizierebbe il consenso matrimoniale rendendolo nullo: l’ipotesi definita come error determinas voluntatem, ex can. 1099 del CIC. La presenza di un simile errore modificherebbe l’oggetto della volontà, in quanto si vorrebbe una realtà diversa dal matrimonio cristiano, ovvero non quello voluto dal Creatore e tutelato dalla Chiesa.
Purtroppo ancora circolano notizie non vere riguardo ai costi delle cause per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale, per questo tante persone sono scoraggiate e hanno difficoltà, se non diffidenza, ad accostarsi al Tribunale.
la parte attrice che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare €525,00 al momento della presentazione del libello, come contributo per i due gradi di giudizio;
Ricordo che nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno diverse persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero totale dal contributo dovuto per le spese processuali, da tempo in linea con l’auspicio di Papa Francesco che le cause siano gratuite. Questo ci è possibile perché siamo finanziati dall’otto per mille. Qui il mio appello che rivolgo a tutti di scegliere, nella prossima e successive dichiarazioni dei redditi, la destinazione dell’otto per mille per la Chiesa Cattolica, per contribuire anche al nostro servizio.
Come potete costatare dalla tabella, la maggior parte delle cause si è conclusa entro un anno e mezzo e sono pochi i casi che vanno oltre. Da sempre in QNT si garantisce la “giustizia” nei tempi previsti dal Codice: «Giudici e tribunali provvedano affinché, salva la giustizia, tutte le cause si concludano al più presto, di modo che non si protraggano più di un anno nel tribunale di prima istanza, e non più di sei mesi nel tribunale di seconda istanza» (can. 1453; cfr. DC, art. Art. 72). Per questo talvolta si sono ricevute delle critiche, come se non si potesse coniugare la sollecitudine con la serietà, la qualità e la tutela dei diritti. Ciò è stato possibile per la sensibilità del mio illustre predecessore trasmessa e recepita in toto, so che soleva rispondere a quanti gliene chiedevano il «segreto»: “lavoro, faccio lavorare e lascio lavorare!”. Scusate la digressione! Tornando a noi, posso dire che i tempi “tecnici” rimangono vincolati all’assunzione delle prove che permettono di emettere il giudizio e di raggiungere la verità. I tempi si allungano dovendo spesso valutare la capacità giuridica delle Parti e si rende necessaria una perizia d’ufficio. Proprio per contenere i tempi processuali ho chiesto a tutti i periti di eseguire e consegnare in Cancelleria le loro relazioni entro 4 mesi dall’incarico. Purtroppo su questo punto spesso le nostre aspettative vengono disattese, talvolta anche per la poca collaborazione dei periziandi. Colgo l’occasione per chiedere ai nostri valenti professionisti un ulteriore sforzo in tal senso. Grazie infinite!
A pag. 16 del libretto Attività dei Patroni stabili:
Riepilogo dell’attività dei Patroni stabili nel 2014
pendenti al TERU al 31.12.2013
pendenti al TERU al 31.12.2014
Cause da definire in appello al 31.12.2014
Quello che emerge dalle tabelle riportate, alle pagg. 6 e 16 del libretto, è la preponderanza del ricorso ai Patroni Stabili rispetto agli avvocati esterni.
RIEPILOGO PROCEDIMENTI 2014
Questo ci fa comprendere la gravità della crisi economica della nostra società. Le persone non avendo risorse economiche, consapevoli di non dover affrontare alcun onere per il patrocinio, si rivolgono ai nostri Patroni stabili, che con ammirevole dedizione cercano di venire incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio. Le persone, trovando accoglienza e comprensione nei Patroni stabili, preferiscono attendere anche a lungo per introdurre la causa piuttosto che ricorrere ad altri avvocati o chiedere il gratuito patrocinio al quale avrebbero diritto, nel caso di precarietà economica. Qui vorrei invitare tutti al rispetto della professionalità e serietà dei Patroni Stabili; oltre che delle persone che ricorrono al loro ufficio, per cortesia, non pressateli ulteriormente con richieste e sollecitazioni per l’introduzione delle cause, volendo e dovendo essi rispettare la normale “lista di attesa”.
Come già accennato, nell’anno 2014 abbiamo “perso” ben 2 giudici e per un altro non è stata confermata la nomina, ma ne abbiamo “acquistato” uno, don Albin KOUHON, della diocesi di Terni-Narni-Amelia che ricopriva il ruolo di Difensore del Vincolo. La dott.ssa Federica INCHES, anch’essa di Terni, è entrata a far parte dell’Organico in qualità di Uditore, prima era Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia, carica passata alla dott.ssa Cinzia NATI, di Nocera Umbra, già D.V.
Nell’anno si sono aggiunti anche due nuovi D.V., i dott.ri Fabio CIOCCOLONI di Foligno e Carlo BELLI PAOLOBELLI di Assisi. È stato necessario assumere un altro notaio, la dott.ssa Chantal Trabalza per consentire ai tre istruttori e all’uditore di ricevere le deposizioni contemporaneamente, sempre nell’economia tempistica processuale. A questo scopo si sono eseguiti anche lavori di adattamento dei locali a nostra disposizione.
L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario del TERU è forse l’unica occasione per fare il punto sul nostro operato, luci e ombre. Dove le cose sono dipese da noi, ritengo che abbiamo dato il meglio, non potevamo fare di più, considerate le risorse disponibili. Tuttavia non nascondiamo che su vari fronti abbiamo delle “difficoltà”: La carenza di vocazioni si traduce in scarsità di Giudici chierici per cui quei pochi, chiamati a ricoprire i molteplici uffici nell’ambito delle parrocchie, Curie ecc. vengono oltremodo caricati di lavoro, non sono per nulla aiutati, incoraggiati e incentivati. C’è poi la difficoltà a ricorrere a personale Laico per il ruolo di Giudice sia per la vigente normativa che ne prevede solo uno per Turno ma, qualora questa in qualche modo fosse superata, anche per l’insostenibile costo che ne deriverebbe.
La crisi economica non ha risparmiato neppure le nostre Diocesi che si trovano in grave sofferenza e anche il Tribunale ne subisce le conseguenze.
Secondo la vigente norma infatti «Spetta alla Regione ecclesiastica reperire e mettere a disposizione del Tribunale ecclesiastico regionale a titolo gratuito una sede idonea»[5]. Solo per queste difficoltà economiche non siamo riusciti ad ottenere l’ampliamento della nostra sede (due stanze attigue da incorporare nell’attuale sede) ma non ci siamo scoraggiati, abbiamo modificato, ottimizzando gli spazi assegnatici già dal 2001, in più riprese adattati all’uso specifico. Incredibilmente oggi ci troviamo a temere fortemente di perdere anche questi dovendo sacrificare un importante servizio, così almeno è nell’estimazione del Sommo Pontefice, tanto da aver istituito la Commissione di studio per la riforma processuale matrimoniale, argomento attualissimo, oggetto della prolusione odierna del nostro illustre Ospite.
Certamente l’onere relativo alla sede idonea, per il Tribunale non può ricadere solo sulla Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, ma vi dovrebbero contribuire le 8 Diocesi umbre che si avvalgono del nostro servizio. Ecc.mi Presuli, non abbandonateci! Vogliamo continuare a dare lo stesso servizio di sempre auspicato da Papa Francesco, datecene la possibilità! Siamo stati sempre fedeli, discreti, disponibili servitori delle Vs. Eccellenze, non abbiamo mai creato problemi né è nostra intenzione darne, chiediamo umilmente gli strumenti indispensabili per lavorare, una casa dignitosa e accogliente per rispondere ai bisogni dei fedeli.
Mi permetto, in conclusione, di sottolineare che il nostro lavoro non è finalizzato – come spesso si avverte nel sentire comune – ad “annullare” i matrimoni, bensì a valorizzare il patto coniugale che tra due battezzati è elevato a dignità sacramentale. Noi giudici del TERU siamo consapevoli che quanto facciamo non ci distoglie da altri non meno importanti compiti pastorali, ma è complemento di un’azione a servizio della famiglia che inizia nelle parrocchie. In questa direzione il TERU svolge un’opera di discernimento e di individuazione di quei “germi patogeni”, che, in casi particolari, ne rendono impossibile la nascita. L’azione giudiziale volta a tale indagine è azione pastorale vera e propria; tutela le persone e i loro diritti nella Chiesa, prestando attenzione alla loro vicenda coniugale. Anche nell’esperienza di un matrimonio nato male, la persona ha bisogno di sentirsi amata da Dio. Le dinamiche procedurali sono a servizio di tale azione e rispondono al bisogno spirituale dei fedeli.
Ora, con l’augurio di rincontrarci tutti insieme, come oggi, nel prossimo 2016, chiediamo S. Em.za Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro, di voler benedire il nostro lavoro e quindi dichiarare aperto l’anno giudiziario 2015.
Come Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro, con grande gioia Vi impartisco la mia Benedizione e dichiaro Solennemente aperto l’Anno Giudiziario 2015 del TERU.
La parola ora al Professore Paolo MONETA, che ha accolto il nostro invito e ci farà una preziosa e molto attuale relazione sul tema: «La riforma del processo matrimoniale canonico», un argomento scelto per la sua importanza e attualità. AverLa con noi è un grandissimo onore e, sono convinto che la Sua relazione per tutti noi sarà un vero arricchimento. Grazie Professore, per la Sua disponibilità e per quanto ci esporrà!
[1] Cfr. http://www.unipi.it/ateneo/comunica/cerimonie/cherub/paolomoneta.htm_cvt.htm.
[2] Cfr. http://www.news.va/it/news/papa-crea-commissione-riforma-del-processo-matrimo
[4] Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, 23/01/2015.
[5] Cfr. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA Norme circa il regime amministrativo dei Tribunale Ecclesiastici Regionali italiani e l’attività i patrocinio svolta presso gli stessi, 18 marzo 1997, Art. 4, §5.

References: sentenza 
 § 1
 §2
 Art. 72
 Art. 4
 §5