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Corso di perfezionamento Igiene e tecnologie degli alimenti - ppt scaricare
PubblicatoSimona Carlini Modificato 5 anni fa
Presentazione sul tema: "Corso di perfezionamento Igiene e tecnologie degli alimenti"— Transcript della presentazione:
1 Corso di perfezionamento Igiene e tecnologie degli alimenti
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI “FEDERICO II” Facoltà di Giurisprudenza Corso di perfezionamento Igiene e tecnologie degli alimenti La regolazione giuridica degli alimenti prof.ssa Giuliana Di Fiore
2 Perché il diritto degli alimenti ? Intervento dello Stato
bisogno bene interesse Intervento dello Stato Prof.ssa Giuliana Di Fiore – 2
3 Perché il diritto degli alimenti ?
Bisogno- bene Primari: Essenziali per la sopravvivenza Secondari: Di conforto se soddisfatti rendono più confortevole la vita Individuali: sono quelli che interessano le singole persone Collettivi: Sono quelli che interessano la società Prof.ssa Giuliana Di Fiore –
4 Perché un diritto degli alimenti? Intervento dello Stato
Regolatore delle forze che producono il bene Stato liberale del laissez-faire Produttore diretto del bene (o del servizio)
5 Perché un diritto degli alimenti?
Quali Interessi Interesse alla tutela del consumatore Interesse alla libera circolazione delle merci Interesse sanitario
6 Modalità dell’intervento I tre poteri tradizionali sono:
Perché il diritto ? Modalità dell’intervento I tre poteri tradizionali sono: Legislativo: pone norme giuridiche di livello superiore (Parlamento) Amministrativo/esecutivo: concretizza le previsioni normative al fine di realizzare l’interesse pubblico disciplinato dalla legge nella realtà concreta (rinvio) (Governo) Giudiziario: ripristina la legalità violata (Magistratura) Prof.ssa Giuliana Di Fiore –
7 L’ordinamento giuridico
L’ordinamento giuridico è l’insieme di tutte le norme giuridiche che vigono in una nazione in un determinato momento storico: è quindi un concetto dinamico La norma giuridica: regola di condotta obbligatoria fondata sulla Sovranità, è generale (si rivolge a tutti) ed astratta (prevede fattispecie astratte ed ipotetiche cui vanno riportati i casi concreti): è concetto statico. Ubi societas ibi ius Prof.ssa Giuliana Di Fiore – Sostenibilità ambientale e sviluppo territoriali: i principi ispiratori
8 . Fonti del Diritto L’espressione indica idea di “derivazione”, di “origine”: l’organo che emana l’atto l’iter di formazione: la modalità, il procedimento con cui si forma l’atto Prof.ssa Giuliana Di Fiore – Sostenibilità ambientale e sviluppo territoriali: i principi ispiratori
9 RAPPORTI TRA FONTI DEL DIRITTO
La pluralità di fonti esistenti negli Ordinamenti Giuridici presuppone l’esistenza di regole tese ad evitare che si creino contrasti tra le norme. L’organizzazione delle fonti ha riguardo a tre criteri fondamentali cronologico Competenza gerarchia
10 QUADRO FONTI NELL’ORDINAMENTO ITALIANO
Fonti di rango costituzionale Fonti comunitarie Fonti di primarie Fonti secondarie
11 Fonti di rango Costituzionale
La Costituzione (Legge ) Legge di Revisione Costituzionale (es: LC n.3/2001 che modifica il titolo V Le altre leggi costituzionali (es. legge costituzionale del 22 novembre 1999, n. 1: "l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale “)
12 Iter di approvazione Costituzionale
Legge Costituzionale e legge ordinaria sono emanate dallo stesso organo: il Parlamento Si chiama “legge” l’atto che contiene norme e che proviene da un organo democraticamente eletto La legge costituzionale differisce da quella ordinaria per il procedimento cd.rinforzato previsto dall’art C.
13 Iter di approvazione Costituzionale
2/3 Camera dei deputati Disegno di legge Uguale maggioranza Altra camera senato 2/3
14 Iter di approvazione Costituzionale
3 mesi di intervallo
15 Iter di approvazione Costituzionale
approvata Promulga zione 2/3 si Camera dei deputati 50 % + 1 3 mesi per referendum maggioranza dei votanti Disegno di legge - 50% no bocciata senato Lo stesso
16 L’organizzazione Costituzionale
Art. 1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art.2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
17 Articolo 41 della Costituzione
18 Articolo 43 della Costituzione
19 Articolo 44 della Costituzione
20 Regolamenti e Direttive nell’ordinamento degli
Fonti Comunitarie Regolamenti e Direttive Entrano direttamente nell’ordinamento degli Stati membri Hanno necessità di un atto legislativo dello Stato membro con il quale si recepisca il contenuto
21 Fonti Primarie Legge Ordinaria del Parlamento (art. 70-72 Cost.)
Es: L. 20 aprile 1962 n. 283
22 Atti legislativi del Governo
Fonti Primarie Atti legislativi del Governo Decreti Legge (art. 77 Cost.). Es: Decreto legge 1 ottobre 2005, n.202 Misure urgenti per la prevenzione dell'influenza aviaria Decreti Legislativi (art. 76 Cost.) Leggi. Es: Il decreto legislativo n. 155 del 1997HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points):
23 Fonti Primarie Leggi Regionali: Regione Campania Legge Regionale 11 febbraio 2003, n. 2 Intolleranze alimentari - ristorazione differenziata nella pubblica amministrazione - istituzione osservatorio regionale
24 Fonti Secondarie Regolamenti della PA: integrano e specificano la disciplina della legge. Es: DPR n. 327 del 26 marzo 1980 Regolamento di esecuzione della L. 30/04/62 n. 283 e successive modificazioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande“ Ordinanze: impongono specifici obblighi per situazioni particolari. Es: Ministero della salute ordinanza 29 gennaio 2010 Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione.
25 Le politiche europee in materia di alimenti
L’evoluzione dell’interesse dei consumatori verso la salubrità degli alimenti ha indotto la Commissione Europea e, sul piano nazionale, il Ministero della Salute a considerare come priorità strategica il raggiungimento degli standard più elevati possibili di sicurezza alimentare.
26 Le politiche europee in materia di alimenti
IL “NUOVO”CONSUMATORE/CITTADINO maggiori esigenze ed aspettative (prezzo e qualità), capacità di distinguere e scegliere tra prodotti diversi e tra diversi tipi di produzione (es. biologico), scelta guidata da criteri nuovi e precise convinzioni (alimenti salutari e per il benessere), imitazione di modelli alimentari importati
27 Le politiche europee in materia di alimenti
La strada da percorrere a tale scopo si snoda attraverso varie tappe: a) l’applicazione del nuovo quadro giuridico del settore alimentare, che riflette la politica “dal campo alla tavola” andando a coprire l’intera catena alimentare; b) l’applicazione di adeguate procedure per la valutazione del rischio, sia da parte dell’operatore alimentare che dell’organo di controllo; c) l’attribuzione della responsabilità della sicurezza alimentare ai produttori; d) l’attuazione di rapide ed efficaci misure di intervento di fronte ad emergenze sanitarie che si manifestino in qualsiasi punto della catena alimentare; e) l’esecuzione di appropriati controlli ufficiali; f) la necessità di garantire una adeguata comunicazione ai consumatori che devono essere tenuti adeguatamente informati sull’attività degli organismi istituzionalmente preposti all’assicurazione della salubrità degli alimenti, sulle nuove preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare, sui rischi che certi alimenti possono presentare per determinati gruppi di persone.
28 Principali riferimenti normativi europei in materia di alimenti
il Libro Bianco sulla sicurezza alimentare: Il processo di cambiamento inizia nel gennaio 2000, quando la Commissione europea emana il libro bianco nel quale si delinea una nuova strategia : la salubrità degli alimenti si può assicurare solo ricorrendo a sistemi integrati di controlli di filiera, dalla produzione delle materie prime al consumo degli alimenti. E’ necessario creare un sistema, applicabile in modo omogeneo in tutta Europa, che poggi su solide basi scientifiche e su un moderno contesto legislativo e che individui gli obiettivi, le azioni necessarie per il loro raggiungimento e chi deve agire nei diversi livelli .
29 Principali riferimenti normativi europei in materia di alimenti
il Libro Bianco sulla sicurezza alimentare: Le priorità individuate sono: identificare, caratterizzare e verificare tutti i fattori di abbattimento del rischio sanitario attuabili a partire dalla produzione fino al consumo dell’ alimento.
30 Principali riferimenti normativi europei in materia di alimenti
31 Principali riferimenti normativi europei in materia di alimenti
nel corso del 2004 la U.E. ha emanato un gruppo di regolamenti, che unitamente al Regolamento CE n.178/2002, costituiscono il c.d. “pacchetto igiene”. Essi, in vigore dal 1° gennaio 2006, identificano e separano la responsabilità dei soggetti coinvolti nella sicurezza alimentare, definiscono nuove regole per gli operatori del settore ed anche per quanto relativo alle azioni di controllo svolte dalle autorità competenti.
32 “pacchetto igiene”. pacchetto igiene
IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI 852/2004 178/2002 “ LAW” FOOD LAW IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI DI ORIGINE ANIMALE 853/2004 pacchetto igiene CONTROLLI UFFICIALI SUI PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE 854/2004 Dir.2004/41 che abroga 17 direttive CONTROLLI UFFICIALI ALIMENTI E MANGIMI SALUTE E BENESSERE ANIMALE – 882/2004
33 REGOLAMENTO (CE) N.178/2002 Stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare. Fornisce la definizione fondamentale di alimento; Istituisce l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare Stabilisce principi generali che vincolano i legislatori dei paesi comunitari; Specifica i requisiti essenziali di alimenti e mangimi; Dispone l’attuazione d’attuazione di controlli e fissa procedure cautelari in tema di allarme rapido e gestione di situazioni di emergenza
34 principio di precauzione
PRINCIPI GENERALI principio di precauzione una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse. Ad esempio, nel caso degli alimenti derivati da organismi geneticamente modificati, il principio di precauzione è stato invocato da diversi Paesi Europei (tra cui l'Italia) per bloccarne la commercializzazione e la coltivazione
35 PRINCIPI GENERALI analisi del rischio identificare, caratterizzare e verificare tutti fattori di abbattimento del rischio sanitario attuabili a partire dalla produzione fino al consumo dell’alimento.
36 Tracciabilità PRINCIPI GENERALI
L’esperienza ha dimostrato che l’impossibilità di ricostruire il percorso compiuto da alimenti e mangimi può mettere in pericolo il funzionamento del mercato interno di tali prodotti. Occorre dunque predisporre un sistema per la rintracciabilità dei prodotti onde poter procedere a ritiri mirati e precisi o fornire informazioni ai consumatori o ai responsabili dei controlli.
37 approccio dai campi alla tavola
REGOLAMENTO (CE) N.178/2002 Una efficace tutela sanitaria del consumatore può essere realizzata solo attraverso il controllo di filiera Attraverso l’istituzione di un sistema di sorveglianza sul’ intera catena alimentare. approccio dai campi alla tavola
38 Principali riferimenti normativi italiani in materia di alimenti
39 Principali riferimenti normativi italiani in materia di alimenti
Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 193 Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore
40 Autorità per la sicurezza alimentare
«L'Autorità svolge le proprie funzioni secondo modalità che le consentano di fungere da punto di riferimento grazie alla sua indipendenza, alla qualità scientifica e tecnica dei pareri formulati e alle informazioni diffuse, alla trasparenza delle sue procedure e metodi di funzionamento e alla diligenza nello svolgere i compiti ad essa assegnati. Essa agisce in stretta collaborazione con gli organi competenti che negli Stati membri svolgono funzioni analoghe alle sue»
41 Autorità per la sicurezza alimentare
Tra i numerosi «compiti» assegnati all’Autorità ed elencati nell’art. 23, oltre a quelli più strettamente legati alla sua connotazione scientifica, si segnalano: «g) creare un sistema di reti tra organizzazioni operanti nei settori di sua competenza, del cui funzionamento è responsabile;» «j) fare in modo che i cittadini e le parti interessate ricevano informazioni rapide, affidabili, obiettive e comprensibili nei settori di sua competenza;» «k) formulare in modo indipendente conclusioni ed orientamenti su materie di sua competenza;».
42 Legge quadro sulla disciplina della produzione e vendita delle sostanze alimentari e bevande
Organi di vigilanza: Ministero della sanità Organi della Regione Comuni attraverso le asl
43 Oggetto della vigilanza:
Legge quadro sulla disciplina della produzione e vendita delle sostanze alimentari e bevande Oggetto della vigilanza: Sostanze alimentari: la cassazione Sent. 12/7/78 ha definito le sostanze alimentari come tutte quelle sostanze liquide e solide che servono all’alimentazione dell’uomo Strumenti e locali utilizzati per produrre, conservare, commerciare Personale addetto
44 Legge quadro sulla disciplina della produzione e vendita delle sostanze alimentari e bevande
Sanzioni: Sanzioni penali contenute: nel codice penale nella legge 283/62; la Legge 7 agosto 1986, n. 462, ha disposto misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari in seguito al primo, clamoroso scandalo alimentare italiano (il cosiddetto “vino al metanolo”) Sanzioni amministrative: Es: sequestro degli alimenti, chiusura dello stabilimento
45 Riferimenti normativi interni in materia di alimenti
46 Riferimenti normativi interni in materia di alimenti (2)
47 Riferimenti normativi interni in materia di alimenti (3)
48 Riferimenti normativi interni in materia di alimenti (4)
49 ? Operatore settore alimentare o di controllo
50 PROPOSTA DI CODICE ALIMENTARE
51 codice alimentare Finalità
riassetto delle disposizioni in disposizioni in materia di prodotti alimentari reca i principi fondamentali in materia di alimenti e di sicurezza alimentare
52 stabilisce prescrizioni per:
codice alimentare stabilisce prescrizioni per: la produzione e commercializzazione degli alimenti la tutela della concorrenza delle imprese alimentari l’organizzazione del sistema nazionale di controllo ufficiale a tutela del consumatore
53 stabilisce prescrizioni per:
codice alimentare stabilisce prescrizioni per: riorganizzare il sistema di controllo ufficiale; evitare la sovrapposizione di competenze e dei controlli; semplificare gli adempimenti e le procedure per gli Operatori del Settore Alimentare (OSA), costruendo un sistema di regole chiare ed uniformi; rivisitare il sistema sanzionatorio; evitare il rischio di livelli differenziati di tutela della salute avuto riguardo alle attività di prevenzione in materia di sicurezza alimentare.
54 codice alimentare Ministro ha annunciato, inoltre, la riforma del codice alimentare. A tal proposito è in fase di preparazione un decreto legislativo teso a snellire le procedure burocratiche per la produzione e la commercializzazione degli alimenti e per fornire maggiori garanzie al consumatore. Il provvedimento, che verrà presentato in tempi brevi di concerto con i ministeri della Giustizia, delle Politiche Agricole e delle Attività Produttive, prevede un inasprimento delle sanzioni sia di carattere penale che amministrativo e attribuisce al ministero della Salute il coordinamento di tutte le attività di controllo sugli alimenti attraverso la predisposizione di un piano nazionale integrato (Parma 10 maggio 2010)
55 ……Forse hanno altro da fare in questo periodo !!!!
codice alimentare ……Forse hanno altro da fare in questo periodo !!!!
57 Grazie… Prof.ssa Giuliana Di Fiore
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References: Art. 1
 Art.2
 Art. 3
 Articolo 41
 Articolo 43
 Articolo 44