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Sentenza Cassazione Civile n. 11659 del 07/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11659 del 07/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 07/06/2016, (ud. 09/05/2016, dep. 07/06/2016), n.11659
DITTA FURCI TESSUTI, in persona del titolare, elettivamente
dell’avvocato TERADI ANTONIO, rappresentata e difesa dall’avvocato
BARDARI NICOLA giusta procura in calce al ricorso;
CURATELA FALLIMENTO (OMISSIS) SNC F.G. DI F.G.
A., I.N.P.S., M.R., M.G., P.
B., D.S.A., MO.GI., V.
A.M., V.F.S., BANCA INTESA GESTIONE
CREDITI S.P.A., UNICREDIT BANCA S.P.A., C.R.,
C.P., CA.PA., M.C.M.,
M.C.L., ETR S.P.A.;
avverso la sentenza n. 1172/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO
del 6/05/2014, depositata il 28/07/2014;
09/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GENOVESE FRANCESCO ANTONIO;
udito l’Avvocato ICRADI Antonio difensore della ricorrente che si
“Con sentenza in data 28 luglio 2014, la Corte d’Appello di Catanzaro, ha respinto l’appello proposto, sull’impugnazione L. Fall., ex art. 100, dalla Ditta F. Tessuti di V. F., contro la sentenza del Tribunale di Lamezia Terme, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso e condannato l’opponente al pagamento delle spese del giudizio.
Secondo la Corte territoriale, per quello che ancora qui rileva, l’appellante non era legittimato all’impugnazione essendosi reso cessionario del credito già della s.n.c. T. e P., ammesso al concorso, poichè secondo la giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 13221 del 1991) nel caso di cessione del credito successiva all’ammissione allo stato passivo, il cessionario deve proporre istanza di ammissione mediante insinuazione tardiva, ai sensi della L. Fall., art. 101, con la conseguenza che il conseguimento della posizione creditoria sarebbe avvenuta in epoca successiva all’instaurazione del giudizio L. Fall., ex art. 100 e senza che la successiva insinuazione potesse sanare l’originario difetto della legittimazione.
Avverso la sentenza della Corte d’Appello ha proposto ricorso per cassazione il F., con atto notificato il 9 dicembre 2014, sulla base di due motivi, con cui denuncia violazione e falsa applicazione di norme della legge fallimentare (L. Fall., artt. 98 e 115) e del codice di rito civile (artt. 75, 99, 100 c.p.c.) e di legge sostanziale (art. 1264 c.c.).
La Curatela fallimentare e gli altri creditori non hanno svolto difese. Il ricorso appare manifestamente fondato, giacchè, con riferimento alla legittimazione del creditore cessionario di un credito già ammesso al passivo, ai sensi dell’art. 100 (applicabile ratione temporis) il ricorrente rettamente invoca l’applicazione del principio di diritto che questa Corte ha affermato, con una chiara overruling giurisprudenziale:
a) “Il cessionario di un credito concorsuale già ammesso al passivo in seno ad una procedura fallimentare non è tenuto a presentare domanda di insinuazione L. Fall., ex art. 101, attesa la mancanza di novità del credito ed alla luce del nuovo testo della L. Fall., art. 115, comma 2, risultante dalle modifiche apportate dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, che espressamente individua le modalità di partecipazione al riparto nelle ipotesi di mero mutamento soggettivo nella titolarità di un credito già ammesso” (Sez. 1, Sentenza n. n. 15660 del 2011);
b) “In sede di accertamento del passivo fallimentare del debitore ceduto, il cessionario di un credito concorsuale è tenuto a dare la prova che la cessione è stata stipulata anteriormente al fallimento soltanto ai fini di una eventuale compensazione (L. Fall., art. 56, comma 2) ovvero ai fini del voto in un eventuale concordato fallimentare (L. Fall., art. 127, u.c.), restando altrimenti, opponibile al curatore anche se ha luogo nel corso della procedura.
Qualora, peraltro, il credito ceduto sia stato già ammesso al passivo, il cessionario dovrà limitarsi a seguire la procedura prevista dalla L. Fall., art. 115, mentre, ove il credito non sia stato ancora ammesso al passivo, dovrà dare anche la prova del credito e della sua anteriorità al fallimento se venga in discussione la sua opponibilità” (Sez. 1, Sentenza a n. 15660 del 2011);
che, di conseguenza, il la legittimazione dell’opponente deve essere esaminata e risolta alla luce dei richiamati principi, tenuto conto che il primo di essi si riferisce, per espressa menzione, anche ai fallimenti dichiarati anteriormente alla riforma (“E’ da ritenere, in altri termini, che anche per i fallimenti regolati dalla disciplina previgente sia applicabile il meccanismo previsto dal nuovo L. Fall., art. 115, comma 2, che espressamente individua le modalità di partecipazione al riparto nelle ipotesi di mero mutamento soggettivo nella titolarità di un credito già ammesso, con esclusione della necessità di nuova insinuazione al passivo da parte del cessionario, così come, pur in mancanza di un’espressa disciplina, avevano già ritenuto la dottrina e una parte della giurisprudenza di merito. La riprova di ciò va vista nella parte del nuovo enunciato normativa, là dove si afferma che il curatore procede alla merci “rettifica formale” dello stato passivo. Una conferma, quindi, che “nel concorso nulla viene a modificarsi per quanto concerne i rapporti tra i creditori” (Sezione 1^ – 11 settembre 2007, n. 19097)).
che, perciò, il ricorso, manifestamente fondato, deve essere accolto, con la cassazione della sentenza impugnata e rinvio della causa, anche per le spese di questa fase, alla Corte d’Appello di Catanzaro che, in diversa composizione, si atterrà al principio di diritto sopra richiamato.
1 Civile della Corte di Cassazione, dai magistrati sopra indicati, il 9 maggio 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 100
 sentenza 
 art. 101
 art. 100
 sentenza 
 art. 101
 art. 115
 Sentenza 
 art. 56
 art. 127
 art. 115
 Sentenza 
 art. 115
 sentenza