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Timestamp: 2020-08-06 09:27:55+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24888 del 06/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24888 del 06/12/2016
Cassazione civile sez. trib., 06/12/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 06/12/2016), n.24888
sul ricorso 18295/2010 proposto da:
CBS OUTDOOR SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
COMUNE DI GENOVA UFFICIO PUBBLICITA’ DIREZIONE TRIBUTI;
COMUNE DI GENOVA UFFICIO PUBBLICITA’ DIREZIONE TRIBUTI in persona del
Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIALE GIULIO
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARIA PAOLA
PESSAGNO giusta delega a margine;
CBS OUTDOOR SRL in persona del legale rappresentante pro tempore,
avverso la sentenza n. 66/2009 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,
depositata il 26/05/2009;
udito per il ricorrente l’Avvocato CERASI per delega dell’Avvocato
INZAGHI che ha chiesto l’accoglimento del ricorso principale;
udito per il controricorrente l’Avvocato PAFUNDI che ha chiesto il
La CBS Outdoor srl, azienda operante nel settore della pubblicità esterna titolare di svariati impianti pubblicitari di varia tipologia collocati sul territorio di Genova, ricorreva davanti alla CTP di Genova avverso l’avviso di liquidazione del Comune di Genova relativo al canone di installazione mezzi pubblicitari (CIMP) per l’anno 2006, lamentando l’aumento delle tariffe per gli impianti pubblicitari rispetto alle annualità precedenti.
La Commissione Tributaria Provinciale di Genova respingeva il ricorso. Su appello della contribuente CBS Outdoor srl la Commissione Tributaria Regionale della Liguria confermava la sentenza di primo grado e riteneva legittima la pretesa del Comune di Genova.
Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Liguria ha proposto ricorso per cassazione CBS Outdoor srl con due motivi ed il Comune di Genova resiste con controricorso e ricorso incidentale affidato a due motivi.
La ricorrente deposita controricorso a ricorso incidentale ed ambedue le parti hanno depositato memorie.
Con il primo motivo di ricorso principale la ricorrente CBS Outdoor srl lamenta violazione di legge e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 62, comma 2, lett. d), come modificato dalla L. n. 448 del 2001, art. 10, comma 5, lett. B), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto la CTR ha erroneamente ritenuto che il Comune di Genova potesse aumentare la tariffa CIMP per l’annualità 2006 anche oltre il limite invalicabile del 25% di cui alla L. n. 448 del 2001.
Con il secondo motivo di ricorso principale la ricorrente CBS Outdoor srl lamenta violazione di legge e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 62, comma 2, lett. d), come modificato dalla L. n. 448 del 2001, art. 10, comma 5, lett. B), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto la CTR non ha pronunciato in ordine alla legittimità dell’aumento delle tariffe da parte del Comune di Genova in relazione al passaggio da ICP a CIMP ed alle Delib. Consiglio Comunale n. 36 del 2001 (CIMP) e Delib. Consiglio Comunale n. 8 del 2001 (ICP).
Con il primo motivo di ricorso incidentale il Comune di Genova lamenta difetto di giurisdizione del giudice tributario in quanto la ricorrente lamenta vizi di legittimità del regolamento comunale per l’applicazione del canone CIMP e delle relative tariffe che rientrano nella giurisdizione dei giudice amministrativo.
Con il secondo motivo di ricorso incidentale il Comune di Genova lamenta violazione del giudicato in quanto il TAR della Liguria si è pronunciato con sentenza 102/2003 passata in giudicato in esito ad altro ricorso relativo alla medesima questione ritenendo non applicabile la L. n. 448 del 2001, in quanto entrata in vigore allorchè il Comune di Genova già aveva effettuato la trasformazione dell’imposta in canone con Delib. CC n. 36 del 2001.
Il primo motivo di ricorso incidentale, da esaminarsi in via preliminare per motivi di priorità logica, è infondato e deve essere respinto. Infatti è stato proposto ricorso avverso l’avviso di accertamento e non avverso il regolamento comunale. Non si pone pertanto un problema di annullamento del regolamento rispetto al quale potrebbe essere ravvisata la giurisdizione del giudice amministrativo, ma semmai di eventuale disapplicazione da parte del giudice tributario chiamato a pronunciarsi sull’avviso di accertamento, del regolamento stesso che ha determinato il canone ritenuto illegittimo.
Per quanto riguarda il ricorso principale i cui motivi possono essere trattati congiuntamente in quanto tra loro avvinti, nella fattispecie, la ricorrente lamenta l’illegittimità delle tariffe ed in particolare dell’aumento tariffario effettuato dal Comune di Genova che al contrario appare legittimo e non applicabile la L. n. 448 del 2001, entrata in vigore allorchè il Comune di Genova già aveva effettuato la trasformazione dell’imposta in canone con Delib. CC n. 36 del 2001.
In ogni caso i quesiti di diritto posti a base dei motivi appaiono inidonei perchè privi di riferimento al caso concreto ed al contenuto della sentenza impugnata facendo invece riferimento ai provvedimenti che il Comune di Genova avrebbe dovuto adottare.
Pertanto poichè nel caso di specie, la parte ricorrente non ha adempiuto all’onere, dai contenuti sopra precisati, della proposizione di una valida impugnazione, deve essere respinto il ricorso principale proposto ed il primo motivo di ricorso incidentale assorbito il secondo, con condanna della ricorrente in via principale, sul contribuente in misura prevalente, alle spese del giudizio di legittimità.
Respinge il ricorso principale ed il primo motivo di ricorso incidentale assorbito il secondo motivo e condanna CBS Outdoor srl al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che si liquidano in Euro 6.500,00 complessive oltre spese accessorie come per legge.

References: Sentenza 
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 art. 62
 art. 10
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