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Timestamp: 2020-04-04 11:59:25+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 25514 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25514 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. trib., 10/10/2019, (ud. 05/06/2019, dep. 10/10/2019), n.25514
sul ricorso 29098-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 475/2015 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
Le società Immobiliare Bi.Gi. di B.G.P. & C s.a.s e Immobiliare M.M.R. & C. s.a.s., impugnavano gli avvisi di accertamento ICI, notificati dalla società Teateservizi S.r.l. per conto del Comune di Chieti, con riferimento all’anno di imposta 2005, con cui veniva richiesto il pagamento della maggiore imposta, oltre sanzioni ed interessi, con riferimento a terreni di cui erano proprietarie pro indiviso. Le contribuenti denunciavano l’intervenuta decadenza dell’ente impositore dal potere di accertamento, il difetto di motivazione degli atti e l’infondatezza della pretesa basata su un valore attribuito alle superfici ritenuto incongruo rispetto alle effettive pontenzialità edificatorie delle stesse, oltre al difetto di prova. La Commissione Tributaria Provinciale di Chieti rigettava il ricorso, sul presupposto della natura edificabile delle aree in quanto inserite nel P.R.G., ritenendo non dimostrato da parte delle società il minore valore di mercato rispetto a quanto risultante dalla perizia di stima richiamata negli avvisi di accertamento. Le contribuenti proponevano appello, che veniva rigettato dalla Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo, con sentenza n. 537/06/2014. Avverso la pronuncia le società contribuenti proponevano ricorso per revocazione innanzi alla Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo, ritenendo la decisione in contrasto con un precedente giudicato, intervenuto tra le parti e per una annualità diversa (anno 2006), ossia con la sentenza della CTP di Chieti n. 181/04/2012. La Commissione Tributaria Regionale, con sentenza n. 475/07/2015 rigettava la domanda, ritenendo che la sentenza passata in giudicato non affermasse un fatto in contrasto con quanto ritenuto dalla sentenza revocanda, traendo, invece, da un unico antecedente logico, pacificamente acquisito in entrambi i giudizi, una conclusione diversa.
Le società contribuenti ricorrono per la cassazione della sentenza svolgendo un solo motivo. Parte intimata non si è costituita in giudizio.
1. Con l’unico motivo di ricorso, si censura la sentenza impugnata denunciando l’intervenuto giudicato esterno e, quindi, la violazione dell’art. 2909 c.c. e dell’art. 324c.c., nonchè dell’art. 395 c.p.c., n. 5, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4. Si eccepisce l’illegittimità della sentenza impugnata per non avere riconosciuto efficacia determinante, ai fini della risoluzione della controversia, al giudicato intervenuto tra le medesime parti in relazione a questione identica a quella oggetto del presente giudizio con riferimento a diversa annualità (anno 2006) e, quindi, per non avere ritenuto affetta da errore revocatorio la sentenza che quel giudicato avrebbe ignorato.

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