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Timestamp: 2016-05-06 22:30:58+00:00

Document:
ottimizzazione della produttivit� del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle
pubbliche amministrazioni. (09G0164)"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2009, n. 254 -
Supplemento Ordinario n. 197
Vista la legge 4 marzo 2009, n. 15, recante delega al Governo finalizzata
all'ottimizzazione della produttivit� del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza
delle pubbliche amministrazioni, nonche' disposizioni integrative delle funzioni
attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, recante riordino e
potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei
rendimenti e dei risultati dell'attivit� svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma
dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante riforma
dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n.
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante: norme
generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, e
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, recante codice in
materia di protezione dei dati personali, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante codice delle
pari opportunit� tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005,
n. 246;
Vista la direttiva dei Ministri per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione e per le pari opportunit� del 23 maggio 2007, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n.173 del 27 luglio 2007, recante misure per attuare la parit� e le pari
opportunit� tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche;
nella riunione dell'8 maggio 2009;
Acquisita l'intesa della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, relativamente all'attuazione delle
disposizioni di cui agli articoli 3, comma 2, lettera a), 4, 5 e 6, della citata
legge n. 15 del 2009, salvo che sull'articolo 60, comma 1, lettera b), nonche' il
parere della medesima Conferenza relativamente all'attuazione delle restanti disposizioni
della medesima legge n. 15 del 2009 nella seduta del 29 luglio 2009;
Rilevato, in ordine al predetto articolo 60, comma 1, lettera b),
del decreto, che gli enti territoriali chiedevano di prevedere che la determinazione delle
risorse per gli incrementi retributivi destinati al rinnovo dei contratti collettivi
nazionali delle amministrazioni regionali, locali e degli enti del Servizio sanitario
nazionale avvenga previa concertazione con le proprie rappresentanze;
Considerato che il Governo ritiene di non poter accogliere tale richiesta,
vertendosi in tema di misure di coordinamento della finanza pubblica tipicamente
riconducibili alle competenze dello Stato, e che la previsione della previa consultazione
con le rappresentanze istituzionali del sistema delle autonomie garantisce, comunque, il
rispetto del principio della leale collaborazione ed il coinvolgimento degli enti
territoriali nella concreta determinazione delle risorse da impegnare per il rinnovo dei
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera
del 9 ottobre 2009;
l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;
TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 1. Oggetto e finalit� 1. In attuazione degli articoli da 2 a 7 della legge 4 marzo 2009, n. 15, le
disposizioni del presente decreto recano una riforma organica della disciplina del
rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, intervenendo in particolare in
materia di contrattazione collettiva, di valutazione delle strutture e del personale delle
amministrazioni pubbliche, di valorizzazione del merito, di promozione delle pari
opportunit�, di dirigenza pubblica e di responsabilit� disciplinare. Fermo quanto
previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recano altres�
norme di raccordo per armonizzare con la nuova disciplina i procedimenti negoziali, di
contrattazione e di concertazione di cui all'articolo 112 del decreto del Presidente della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e ai decreti legislativi 12 maggio 1995, n. 195, 19
maggio 2000, n. 139, 13 ottobre 2005, n. 217, e 15 febbraio 2006, n. 63.
2. Le disposizioni del presente decreto assicurano una migliore organizzazione del
lavoro, il rispetto degli ambiti riservati rispettivamente alla legge e alla
contrattazione collettiva, elevati standard qualitativi ed economici delle funzioni e dei
servizi, l'incentivazione della qualit� della prestazione lavorativa, la selettivit� e
la concorsualit� nelle progressioni di carriera, il riconoscimento di meriti e demeriti,
la selettivit� e la valorizzazione delle capacit� e dei risultati ai fini degli
incarichi dirigenziali, il rafforzamento dell'autonomia, dei poteri e della
responsabilit� della dirigenza, l'incremento dell'efficienza del lavoro pubblico ed il
contrasto alla scarsa produttivit� e all'assenteismo, nonche' la trasparenza dell'operato
delle amministrazioni pubbliche anche a garanzia della legalit�. TITOLO II MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE CAPO I Disposizioni generali Art. 2. Oggetto e finalit� 1. Le disposizioni contenute nel presente Titolo disciplinano il sistema di valutazione
delle strutture e dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche il cui rapporto di lavoro
e' disciplinato dall'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
al fine di assicurare elevati standard qualitativi ed economici del servizio tramite la
valorizzazione dei risultati e della performance organizzativa e individuale. Art. 3. Principi generali 1. La misurazione e la valutazione della performance sono volte al miglioramento della
qualit� dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, nonche' alla crescita delle
competenze professionali, attraverso la valorizzazione del merito e l'erogazione dei premi
per i risultati perseguiti dai singoli e dalle unit� organizzative in un quadro di pari
opportunit� di diritti e doveri, trasparenza dei risultati delle amministrazioni
pubbliche e delle risorse impiegate per il loro perseguimento.
2. Ogni amministrazione pubblica e' tenuta a misurare ed a valutare la performance con
riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle unit� organizzative o aree di
responsabilit� in cui si articola e ai singoli dipendenti, secondo modalit� conformi
alle direttive impartite dalla Commissione di cui all'articolo 13.
3. Le amministrazioni pubbliche adottano modalit� e strumenti di comunicazione che
garantiscono la massima trasparenza delle informazioni concernenti le misurazioni e le
valutazioni della performance.
4. Le amministrazioni pubbliche adottano metodi e strumenti idonei a misurare, valutare
e premiare la performance individuale e quella organizzativa, secondo criteri strettamente
connessi al soddisfacimento dell'interesse del destinatario dei servizi e degli
5. Il rispetto delle disposizioni del presente Titolo e' condizione necessaria per
l'erogazione di premi legati al merito ed alla performance.
6. Fermo quanto previsto dall'articolo 13, dall'applicazione delle disposizioni del
presente Titolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le
amministrazioni interessate utilizzano a tale fine le risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente. CAPO II Il ciclo di gestione della performance Art. 4. Ciclo di gestione della performance 1. Ai fini dell'attuazione dei principi generali di cui all'articolo 3, le
amministrazioni pubbliche sviluppano, in maniera coerente con i contenuti e con il ciclo
della programmazione finanziaria e del bilancio, il ciclo di gestione della performance.
a) definizione e assegnazione degli obiettivi che si
intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori;
b) collegamento tra gli obiettivi e l'allocazione delle
c) monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di
eventuali interventi correttivi;
d) misurazione e valutazione della performance, organizzativa
e individuale;
f) rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo
politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonche' ai competenti organi
esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi. Art. 5. Obiettivi e indicatori 1. Gli obiettivi sono programmati su base triennale e definiti, prima dell'inizio del
rispettivo esercizio, dagli organi di indirizzo politico-amministrativo, sentiti i vertici
dell'amministrazione che a loro volta consultano i dirigenti o i responsabili delle unit�
organizzative. Gli obiettivi sono definiti in coerenza con quelli di bilancio indicati nei
documenti programmatici di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni, e il loro conseguimento costituisce condizione per l'erogazione degli
incentivi previsti dalla contrattazione integrativa.
a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della
collettivit�, alla missione istituzionale, alle priorit� politiche ed alle strategie
c) tali da determinare un significativo miglioramento della
qualit� dei servizi erogati e degli interventi;
d) riferibili ad un arco temporale determinato, di norma
corrispondente ad un anno;
e) commisurati ai valori di riferimento derivanti da standard
definiti a livello nazionale e internazionale, nonche' da comparazioni con amministrazioni
omologhe;
f) confrontabili con le tendenze della produttivit�
dell'amministrazione con riferimento, ove possibile, almeno al triennio precedente;
g) correlati alla quantit� e alla qualit� delle risorse
disponibili. Art. 6. Monitoraggio della performance 1. Gli organi di indirizzo politico amministrativo, con il supporto dei dirigenti,
verificano l'andamento delle performance rispetto agli obiettivi di cui all'articolo 5
durante il periodo di riferimento e propongono, ove necessario, interventi correttivi in
corso di esercizio.
2. Ai fini di cui al comma 1, gli organi di indirizzo politico amministrativo si
avvalgono delle risultanze dei sistemi di controllo di gestione presenti
nell'amministrazione. Art. 7. Sistema di misurazione e valutazione della performance 1. Le amministrazioni pubbliche valutano annualmente la performance organizzativa e
individuale. A tale fine adottano con apposito provvedimento il Sistema di misurazione e
a) dagli Organismi indipendenti di valutazione della
performance di cui all'articolo 14, cui compete la misurazione e valutazione della
performance di ciascuna struttura amministrativa nel suo complesso, nonche' la proposta di
valutazione annuale dei dirigenti di vertice ai sensi del comma 4, lettera e), del
b) dalla Commissione di cui all'articolo 13 ai sensi del
comma 6 del medesimo articolo;
c) dai dirigenti di ciascuna amministrazione, secondo quanto
previsto agli articoli 16 e 17, comma 1, lettera e-bis), del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, come modificati dagli articoli 38 e 39 del presente decreto.
3. Il Sistema di misurazione e valutazione della performance, di cui al comma 1,
individua, secondo le direttive adottate dalla Commissione di cui all'articolo 13, secondo
quanto stabilito dal comma 2 del medesimo articolo:
a) le fasi, i tempi, le modalit�, i soggetti e le
responsabilit� del processo di misurazione e valutazione della performance, in
conformit� alle disposizioni del presente decreto;
b) le procedure di conciliazione relative all'applicazione
del sistema di misurazione e valutazione della performance;
c) le modalit� di raccordo e di integrazione con i sistemi
di controllo esistenti;
d) le modalit� di raccordo e integrazione con i documenti di
programmazione finanziaria e di bilancio. Art. 8. Ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa 1. Il Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa concerne:
a) l'attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione
finale dei bisogni della collettivit�;
b) l'attuazione di piani e programmi, ovvero la misurazione
dell'effettivo grado di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi
previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello previsto di
assorbimento delle risorse;
c) la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari
delle attivit� e dei servizi anche attraverso modalit� interattive;
d) la modernizzazione e il miglioramento qualitativo
dell'organizzazione e delle competenze professionali e la capacit� di attuazione di piani
e programmi;
e) lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con
i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche
attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione;
f) l'efficienza nell'impiego delle risorse, con particolare
riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonche' all'ottimizzazione dei
tempi dei procedimenti amministrativi;
g) la qualit� e la quantit� delle prestazioni e dei servizi
h) il raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari
opportunit�. Art. 9. Ambiti di misurazione e valutazione della performance individuale 1. La misurazione e la valutazione della performance individuale dei dirigenti e del
personale responsabile di una unit� organizzativa in posizione di autonomia e
responsabilit� e' collegata:
a) agli indicatori di performance relativi all'ambito
organizzativo di diretta responsabilit�;
c) alla qualit� del contributo assicurato alla performance
generale della struttura, alle competenze professionali e manageriali
dimostrate; d) alla capacit� di valutazione dei propri collaboratori,
dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi. 2. La misurazione e la valutazione svolte dai dirigenti sulla performance individuale
del personale sono effettuate sulla base del sistema di cui all'articolo 7 e collegate:
a) al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o
b) alla qualit� del contributo assicurato alla performance
dell'unit� organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate ed ai comportamenti
professionali e organizzativi.
3. Nella valutazione di performance individuale non sono considerati i periodi di
congedo di maternit�, di paternit� e parentale. Art. 10. Piano della performance e Relazione sulla performance 1. Al fine di assicurare la qualit�, comprensibilit� ed attendibilit� dei documenti
di rappresentazione della performance, le amministrazioni pubbliche, secondo quanto
stabilito dall'articolo 15, comma 2, lettera d), redigono annualmente:
a) entro il 31 gennaio, un documento programmatico triennale,
denominato Piano della performance da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo
della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli
obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed
intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della
performance dell'amministrazione, nonche' gli obiettivi assegnati al personale
dirigenziale ed i relativi indicatori;
�Relazione sulla performance� che evidenzia, a consuntivo, con riferimento all'anno
precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli
obiettivi programmati ed alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti, e il
bilancio di genere realizzato.
2. I documenti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 sono
immediatamente trasmessi alla Commissione di cui all'articolo 13 e al Ministero
3. Eventuali variazioni durante l'esercizio degli obiettivi e degli indicatori della
performance organizzativa e individuale sono tempestivamente inserite all'interno nel
4. Per le amministrazioni dello Stato il Piano della performance contiene la direttiva
annuale del Ministro di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
5. In caso di mancata adozione del Piano della performance e' fatto divieto di
erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti che risultano avere concorso alla
mancata adozione del Piano, per omissione o inerzia nell'adempimento dei propri compiti, e
l'amministrazione non pu� procedere ad assunzioni di personale o al conferimento di
incarichi di consulenza o di collaborazione comunque denominati. CAPO III Trasparenza e rendicontazione della performance Art. 11. Trasparenza 1. La trasparenza e' intesa come accessibilit� totale, anche attraverso lo strumento
della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle
informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli
andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni
istituzionali, dei risultati dell'attivit� di misurazione e valutazione svolta dagli
organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei
principi di buon andamento e imparzialit�. Essa costituisce livello essenziale delle
prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 117, secondo
comma, lettera m), della Costituzione.
2. Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale
dei consumatori e degli utenti, adotta un Programma triennale per la trasparenza e
l'integrit�, da aggiornare annualmente, che indica le iniziative previste per garantire:
a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle
linee guida elaborate dalla Commissione di cui all'articolo 13;
b) la legalit� e lo sviluppo della cultura dell'integrit�.
3. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la massima trasparenza in ogni fase del
4. Ai fini della riduzione del costo dei servizi, dell'utilizzo delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, nonche' del conseguente risparmio sul costo del
lavoro, le pubbliche amministrazioni provvedono annualmente ad individuare i servizi
erogati, agli utenti sia finali che intermedi, ai sensi dell'articolo 10, comma 5, del
decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279. Le amministrazioni provvedono altres� alla
contabilizzazione dei costi e all'evidenziazione dei costi effettivi e di quelli imputati
al personale per ogni servizio erogato, nonche' al monitoraggio del loro andamento nel
tempo, pubblicando i relativi dati sui propri siti istituzionali.
provvedono a dare attuazione agli adempimenti relativi alla posta elettronica certificata
di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82, agli
articoli 16, comma 8, e 16-bis, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e di cui
all'articolo 34, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69.
6. Ogni amministrazione presenta il Piano e la Relazione sulla performance di cui
all'articolo 10 comma 1, lettere a) e b), alle associazioni di consumatori o
utenti, ai centri di ricerca e a ogni altro osservatore qualificato, nell'ambito di
apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
7. Nell'ambito del Programma triennale per la trasparenza e l'integrit� sono
specificate le modalit�, i tempi di attuazione, le risorse dedicate e gli strumenti di
8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale in
apposita sezione di facile accesso e consultazione, e denominata: �Trasparenza,
valutazione e merito�:
a) il Programma triennale per la trasparenza e l'integrit�
ed il relativo stato di attuazione;
performance stanziati e l'ammontare dei premi effettivamente distribuiti;
d) l'analisi dei dati relativi al grado di differenziazione
nell'utilizzo della premialit� sia per i dirigenti sia per i dipendenti;
e) i nominativi ed i curricula dei componenti degli Organismi
indipendenti di valutazione e del Responsabile delle funzioni di misurazione della
performance di cui all'articolo 14;
f) i curricula dei dirigenti e dei titolari di posizioni
organizzative, redatti in conformit� al vigente modello europeo;
g) le retribuzioni dei dirigenti, con specifica evidenza
sulle componenti variabili della retribuzione e delle componenti legate alla valutazione
di risultato;
h) i curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono
incarichi di indirizzo politico amministrativo;
i) gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, conferiti ai
9. In caso di mancata adozione e realizzazione del Programma triennale per la
trasparenza e l'integrit� o di mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione di
cui ai commi 5 e 8 e' fatto divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai
dirigenti preposti agli uffici coinvolti. CAPO IV Soggetti del processo di misurazione e valutazione della performance Art. 12. Soggetti 1. Nel processo di misurazione e valutazione della performance organizzativa e
individuale delle amministrazioni pubbliche intervengono:
a) un organismo centrale, denominato: �Commissione per la
valutazione, la trasparenza e l'integrit� delle amministrazioni pubbliche�, di cui
b) gli Organismi indipendenti di valutazione della
c) l'organo di indirizzo politico amministrativo di ciascuna
d) i dirigenti di ciascuna amministrazione. Art. 13. Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrit� delle
amministrazioni pubbliche 1. In attuazione dell'articolo 4, comma 2, lettera f), della legge 4 marzo 2009,
n. 15, e' istituita la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrit� delle
amministrazioni pubbliche, di seguito denominata �Commissione�, che opera in posizione
di indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia, in collaborazione con
la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica e con il
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato ed eventualmente in raccordo con altri enti o istituzioni pubbliche, con il compito
di indirizzare, coordinare e sovrintendere all'esercizio indipendente delle funzioni di
valutazione, di garantire la trasparenza dei sistemi di valutazione, di assicurare la
comparabilit� e la visibilit� degli indici di andamento gestionale, informando
annualmente il Ministro per l'attuazione del programma di Governo sull'attivit� svolta.
2. Mediante intesa tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'Anci,
l'Upi e la Commissione sono definiti i protocolli di collaborazione per la realizzazione
delle attivit� di cui ai commi 5, 6 e 8.
3. La Commissione e' organo collegiale composto da cinque componenti scelti tra esperti
di elevata professionalit�, anche estranei all'amministrazione con comprovate competenze
in Italia e all'estero, sia nel settore pubblico che in quello privato in tema di servizi
pubblici, management, misurazione della performance, nonche' di gestione e valutazione del
personale. I componenti sono nominati, tenuto conto del principio delle pari opportunit�
di genere, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di
concerto con il Ministro per l'attuazione del programma di Governo, previo parere
favorevole delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi
dei componenti. I componenti della Commissione non possono essere scelti tra persone che
rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni
sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la
nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le
funzioni della Commissione. I componenti sono nominati per un periodo di sei anni e
possono essere confermati una sola volta. In occasione della prima seduta, convocata dal
componente pi� anziano di et�, i componenti eleggono nel loro ambito il Presidente della
Commissione. All'atto dell'accettazione della nomina, se dipendenti da pubblica
amministrazione o magistrati in attivit� di servizio sono collocati fuori ruolo e il
posto corrispondente nella dotazione organica dell'amministrazione di appartenenza e' reso
indisponibile per tutta la durata del mandato; se professori universitari, sono collocati
in aspettativa senza assegni.
4. La struttura operativa della Commissione e' diretta da un Segretario generale
nominato con deliberazione della Commissione medesima tra soggetti aventi specifica
professionalit� ed esperienza gestionale-organizzativa nel campo del lavoro pubblico. La
Commissione definisce con propri regolamenti le norme concernenti il proprio funzionamento
e determina, altres�, i contingenti di personale di cui avvalersi entro il limite massimo
di 30 unit�. Alla copertura dei posti si provvede esclusivamente mediante personale di
altre amministrazioni in posizione di comando o fuori ruolo, cui si applica l'articolo 17,
comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, o mediante personale con contratto a tempo
determinato. Nei limiti delle disponibilit� di bilancio la Commissione pu� avvalersi di
non pi� di 10 esperti di elevata professionalit� ed esperienza sui temi della
misurazione e della valutazione della performance e della prevenzione e della lotta alla
corruzione, con contratti di diritto privato di collaborazione autonoma. La Commissione,
previo accordo con il Presidente dell'ARAN, pu� altres� avvalersi del personale e delle
strutture dell'ARAN. Pu� inoltre richiedere indagini, accertamenti e relazioni
5. La Commissione indirizza, coordina e sovrintende all'esercizio delle funzioni di
valutazione da parte degli Organismi indipendenti di cui all'articolo 14 e delle altre
miglioramento della performance delle amministrazioni pubbliche;
d) favorisce, nella pubblica amministrazione, la cultura
della trasparenza anche attraverso strumenti di prevenzione e di lotta alla corruzione;
e) favorisce la cultura delle pari opportunit� con relativi
criteri e prassi applicative.
6. La Commissione nel rispetto dell'esercizio e delle responsabilit� autonome di
valutazione proprie di ogni amministrazione:
a) fornisce supporto tecnico e metodologico all'attuazione
delle varie fasi del ciclo di gestione della performance; b) definisce la struttura e le modalit� di redazione del
Piano e della Relazione di cui all'articolo 10;
c) verifica la corretta predisposizione del Piano e della
Relazione sulla Performance delle amministrazioni centrali e, a campione, analizza quelli
degli Enti territoriali, formulando osservazioni e specifici rilievi;
d) definisce i parametri e i modelli di riferimento del
Sistema di misurazione e valutazione della performance di cui all'articolo 7 in termini di
efficienza e produttivit�;
e) adotta le linee guida per la predisposizione dei Programma
triennale per la trasparenza e l'integrit� di cui all'articolo 11, comma 8, lettera a);
f) adotta le linee guida per la definizione degli Strumenti
per la qualit� dei servizi pubblici;
dell'Organismo indipendente di valutazione di cui all'articolo 14;
amministrazioni pubbliche sulla base di indicatori di andamento gestionale e la loro
diffusione attraverso la pubblicazione nei siti istituzionali ed altre modalit� ed
iniziative ritenute utili; i) redige la graduatoria di performance delle amministrazioni
statali e degli enti pubblici nazionali di cui all'articolo 40, comma 3-quater, del
decreto legislativo n. 165 del 2001; a tale fine svolge adeguata attivit� istruttoria e
pu� richiedere alle amministrazioni dati, informazioni e chiarimenti;
l) promuove iniziative di confronto con i cittadini, le
imprese e le relative associazioni rappresentative; le organizzazioni sindacali e le
associazioni professionali; le associazioni rappresentative delle amministrazioni
pubbliche; gli organismi di valutazione di cui all'articolo 14 e quelli di controllo
interni ed esterni alle amministrazioni pubbliche;
m) definisce un programma di sostegno a progetti innovativi e
sperimentali, concernenti il miglioramento della performance attraverso le funzioni di
misurazione, valutazione e controllo;
n) predispone una relazione annuale sulla performance delle
amministrazioni centrali e ne garantisce la diffusione attraverso la pubblicazione sul
proprio sito istituzionale ed altre modalit� ed iniziative ritenute utili;
o) sviluppa ed intrattiene rapporti di collaborazione con
analoghe strutture a livello europeo ed internazionale;
p) realizza e gestisce, in collaborazione con il CNIPA il
portale della trasparenza che contiene i piani e le relazioni di performance delle
7. La Commissione provvede al coordinamento, al supporto operativo e al monitoraggio
delle attivit� di cui all'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 286, come modificato dall'articolo 28 del presente decreto.
8. Presso la Commissione e' istituita la Sezione per l'integrit� nelle amministrazioni
pubbliche con la funzione di favorire, all'interno della amministrazioni pubbliche, la
diffusione della legalit� e della trasparenza e sviluppare interventi a favore della
cultura dell'integrit�. La Sezione promuove la trasparenza e l'integrit� nelle
amministrazioni pubbliche; a tale fine predispone le linee guida del Programma triennale
per l'integrit� e la trasparenza di cui articolo 11, ne verifica l'effettiva adozione e
vigila sul rispetto degli obblighi in materia di trasparenza da parte di ciascuna
9. I risultati dell'attivit� della Commissione sono pubblici. La Commissione assicura
la disponibilit�, per le associazioni di consumatori o utenti, i centri di ricerca e ogni
altro osservatore qualificato, di tutti i dati sui quali la valutazione si basa e
trasmette una relazione annuale sulle proprie attivit� al Ministro per l'attuazione del
10. Dopo cinque anni, dalla data di costituzione, la Commissione affida ad un
valutatore indipendente un'analisi dei propri risultati ed un giudizio sull'efficacia
della sua attivit� e sull'adeguatezza della struttura di gestione, anche al fine di
formulare eventuali proposte di integrazioni o modificazioni dei propri compiti. L'esito
della valutazione e le eventuali raccomandazioni sono trasmesse al Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione e pubblicate sul sito istituzionale della
11. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalit� di
organizzazione, le norme regolatrici dell'autonoma gestione finanziaria della Commissione
e fissati i compensi per i componenti.
12. Con uno o pi� decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri
competenti, sono dettate disposizioni per il raccordo tra le attivit� della Commissione e
quelle delle esistenti Agenzie di valutazione.
13. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a due milioni di euro per l'anno
2009 e a 8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010 si provvede nei limiti
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 3, primo periodo, della legge 4
marzo 2009, n.
15. All'attuazione della lettera p) del comma 6 si provvede nell'ambito
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 3, secondo periodo, della legge
4 marzo 2009, n. 15, ferme restando le risorse da destinare alle altre finalit� di cui al
medesimo comma 3 dell'articolo 4. Art. 14. Organismo indipendente di valutazione della performance 1. Ogni amministrazione, singolarmente o in forma associata, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica, si dota di un Organismo indipendente di valutazione della
2. L'Organismo di cui al comma 1 sostituisce i servizi di controllo interno, comunque
denominati, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ed esercita, in piena
autonomia, le attivit� di cui al comma 4. Esercita, altres�, le attivit� di controllo
strategico di cui all'articolo 6, comma 1, del citato decreto legislativo n. 286 del 1999,
e riferisce, in proposito, direttamente all'organo di indirizzo politico-amministrativo.
3. L'Organismo indipendente di valutazione e' nominato, sentita la Commissione di cui
all'articolo 13, dall'organo di indirizzo politico-amministrativo per un periodo di tre
anni. L'incarico dei componenti pu� essere rinnovato una sola volta.
a) monitora il funzionamento complessivo del sistema della
valutazione, della trasparenza e integrit� dei controlli interni ed elabora una relazione
annuale sullo stato dello stesso;
b) comunica tempestivamente le criticit� riscontrate ai
competenti organi interni di governo ed amministrazione, nonche' alla Corte dei conti,
all'Ispettorato per la funzione pubblica e alla Commissione di cui all'articolo 13;
c) valida la Relazione sulla performance di cui all'articolo
10 e ne assicura la visibilit� attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale
d) garantisce la correttezza dei processi di misurazione e
valutazione, nonche' dell'utilizzo dei premi di cui al Titolo III, secondo quanto previsto
dal presente decreto, dai contratti collettivi nazionali, dai contratti integrativi, dai
regolamenti interni all'amministrazione, nel rispetto del principio di valorizzazione del
merito e della professionalit�;
e) propone, sulla base del sistema di cui all'articolo 7,
all'organo di indirizzo politico-amministrativo, la valutazione annuale dei dirigenti di
vertice e l'attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III;
f) e' responsabile della corretta applicazione delle linee
guida, delle metodologie e degli strumenti predisposti dalla Commissione di cui
g) promuove e attesta l'assolvimento degli obblighi relativi
alla trasparenza e all'integrit� di cui al presente Titolo;
h) verifica i risultati e le buone pratiche di promozione
delle pari opportunit�.
5. L'Organismo indipendente di valutazione della performance, sulla base di appositi
modelli forniti dalla Commissione di cui all'articolo 13, cura annualmente la
realizzazione di indagini sul personale dipendente volte a rilevare il livello di
benessere organizzativo e il grado di condivisione del sistema di valutazione nonche' la
rilevazione della valutazione del proprio superiore gerarchico da parte del personale, e
ne riferisce alla predetta Commissione.
6. La validazione della Relazione sulla performance di cui al comma 4, lettera c),
e' condizione inderogabile per l'accesso agli strumenti per premiare il merito di cui al
7. L'Organismo indipendente di valutazione e' costituito da un organo monocratico
ovvero collegiale composto da 3 componenti dotati dei requisiti stabiliti dalla
Commissione ai sensi dell'articolo 13, comma 6, lettera g), e di elevata
professionalit� ed esperienza, maturata nel campo del management, della valutazione della
performance e della valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche. I loro
curricula sono comunicati alla Commissione di cui all'articolo 13.
8. I componenti dell'Organismo indipendente di valutazione non possono essere nominati
tra soggetti che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in
organizzazioni sindacali ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di
consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o
cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione.
9. Presso l'Organismo indipendente di valutazione e' costituita, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica, una struttura tecnica permanente per la misurazione della
performance, dotata delle risorse necessarie all'esercizio delle relative funzioni.
10. Il responsabile della struttura tecnica permanente deve possedere una specifica
professionalit� ed esperienza nel campo della misurazione della performance nelle
11. Agli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento degli organismi di cui
al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse attualmente destinate ai servizi
di controllo interno. Art. 15. Responsabilit� dell'organo di indirizzo politico-amministrativo 1. L'organo di indirizzo politico-amministrativo promuove la cultura della
responsabilit� per il miglioramento della performance, del merito, della trasparenza e
dell'integrit�.
a) emana le direttive generali contenenti gli indirizzi
b) definisce in collaborazione con i vertici
dell'amministrazione il Piano e la Relazione di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a)
c) verifica il conseguimento effettivo degli obiettivi
d) definisce il Programma triennale per la trasparenza e
l'integrit� di cui all'articolo 11, nonche' gli eventuali aggiornamenti annuali. Art. 16. Norme per gli Enti territoriali e il Servizio sanitario nazionale 1. Negli ordinamenti delle regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le
amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e degli enti locali trovano diretta
applicazione le disposizioni dell'articolo 11, commi 1 e 3.
2. Le regioni e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi contenuti
negli articoli 3, 4, 5, comma 2, 7, 9 e 15, comma 1.
3. Nelle more dell'adeguamento di cui al comma 2, da attuarsi entro il 31 dicembre
2010, negli ordinamenti delle regioni e degli enti locali si applicano le disposizioni
vigenti; decorso il termine fissato per l'adeguamento si applicano le disposizioni
previste nel presente Titolo fino all'emanazione della disciplina regionale e locale. TITOLO III MERITO E PREMI CAPO I Disposizioni generali Art. 17. Oggetto e finalit� 1. Le disposizioni del presente titolo recano strumenti di valorizzazione del merito e
metodi di incentivazione della produttivit� e della qualit� della prestazione lavorativa
informati a principi di selettivit� e concorsualit� nelle progressioni di carriera e nel
riconoscimento degli incentivi.
2. Dall'applicazione delle disposizioni del presente Titolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate utilizzano a tale
fine le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Art. 18. Criteri e modalit� per la valorizzazione del merito ed
incentivazione della performance 1. Le amministrazioni pubbliche promuovono il merito e il miglioramento della
performance organizzativa e individuale, anche attraverso l'utilizzo di sistemi premianti
selettivi, secondo logiche meritocratiche, nonche' valorizzano i dipendenti che conseguono
le migliori performance attraverso l'attribuzione selettiva di incentivi sia economici sia
2. E' vietata la distribuzione in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi
di incentivi e premi collegati alla performance in assenza delle verifiche e attestazioni
sui sistemi di misurazione e valutazione adottati ai sensi del presente decreto. Art. 19. Criteri per la differenziazione delle valutazioni 1. In ogni amministrazione, l'Organismo indipendente, sulla base dei livelli di
performance attribuiti ai valutati secondo il sistema di valutazione di cui al Titolo II
del presente decreto, compila una graduatoria delle valutazioni individuali del personale
dirigenziale, distinto per livello generale e non, e del personale non dirigenziale.
2. In ogni graduatoria di cui al comma 1 il personale e' distribuito in differenti
livelli di performance in modo che:
a) il venticinque per cento e' collocato nella fascia di
merito alta, alla quale corrisponde l'attribuzione del cinquanta per cento delle risorse
destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
b) il cinquanta per cento e' collocato nella fascia di merito
intermedia, alla quale corrisponde l'attribuzione del cinquanta per cento delle risorse
c) il restante venticinque per cento e' collocato nella
fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l'attribuzione di alcun trattamento
accessorio collegato alla performance individuale.
graduatoria e di attribuzione del trattamento accessorio di cui al comma 2, con
4. La contrattazione collettiva integrativa pu� prevedere deroghe alla percentuale del
venticinque per cento di cui alla lettera a) del comma 2 in misura non superiore a
cinque punti percentuali in aumento o in diminuzione, con corrispondente variazione
compensativa delle percentuali di cui alle lettere b) o c). La
contrattazione pu� altres� prevedere deroghe alla composizione percentuale delle fasce
di cui alle lettere b) e c) e alla distribuzione tra le medesime fasce delle
risorse destinate ai trattamenti accessori collegati alla performance individuale.
5. Il Dipartimento della funzione pubblica provvede al monitoraggio delle deroghe di
cui al comma 4, al fine di verificare il rispetto dei principi di selettivit� e di
meritocrazia e riferisce in proposito al Ministro per la pubblica amministrazione e
6. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano al personale dipendente se il
numero dei dipendenti in servizio nell'amministrazione non e' superiore a 8 e ai dirigenti
se il numero dei dirigenti in servizio nell'amministrazione non e' superiore a 5. In ogni
caso deve essere garantita l'attribuzione selettiva della quota prevalente delle risorse
destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance a un percentuale
limitata del personale dipendente e dirigente. CAPO II Premi Art. 20. Strumenti 1. Gli strumenti per premiare il merito e le professionalit� sono:
b) il premio annuale per l'innovazione, di cui all'articolo
e) l'attribuzione di incarichi e responsabilit�, di cui
f) l'accesso a percorsi di alta formazione e di crescita
professionale, in ambito nazionale e internazionale, di cui all'articolo 26.
2. Gli incentivi di cui alle lettere a), b), c), ed e) del
comma 1 sono riconosciuti a valere sulle risorse disponibili per la contrattazione
collettiva integrativa. Art. 21. Bonus annuale delle eccellenze 1. E' istituito, nell'ambito delle risorse di cui al comma 3-bis dell'articolo
45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 57, comma
1, lettera c), del presente decreto, il bonus annuale delle eccellenze al quale
concorre il personale, dirigenziale e non, che si e' collocato nella fascia di merito alta
nelle rispettive graduatorie di cui all'articolo 19, comma 2, lettera a). Il bonus
e' assegnato alle performance eccellenti individuate in non pi� del cinque per cento del
personale, dirigenziale e non, che si e' collocato nella predetta fascia di merito alta.
2. Nei limiti delle risorse disponibili, la contrattazione collettiva nazionale
determina l'ammontare del bonus annuale delle eccellenze.
3. Il personale premiato con il bonus annuale di cui al comma 1 pu� accedere agli
strumenti premianti di cui agli articoli 22 e 26 a condizione che rinunci al bonus stesso.
4. Entro il mese di aprile di ogni anno, le amministrazioni pubbliche, a conclusione
del processo di valutazione della performance, assegnano al personale il bonus annuale
relativo all'esercizio precedente. Art. 22. Premio annuale per l'innovazione 1. Ogni amministrazione pubblica istituisce un premio annuale per l'innovazione, di
valore pari all'ammontare del bonus annuale di eccellenza, di cui all'articolo 21, per
ciascun dipendente premiato.
2. Il premio viene assegnato al miglior progetto realizzato nell'anno, in grado di
produrre un significativo cambiamento dei servizi offerti o dei processi interni di
lavoro, con un elevato impatto sulla performance dell'organizzazione.
valutazione della performance di cui all'articolo 14, sulla base di una valutazione
comparativa delle candidature presentate da singoli dirigenti e dipendenti o da gruppi di
4. Il progetto premiato e' l'unico candidabile al Premio nazionale per l'innovazione
nelle amministrazioni pubbliche, promosso dal Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione. Art. 23. Progressioni economiche 1. Le amministrazioni pubbliche riconoscono selettivamente le progressioni economiche
di cui all'articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165,
come introdotto dall'articolo 62 del presente decreto, sulla base di quanto previsto dai
contratti collettivi nazionali e integrativi di lavoro e nei limiti delle risorse
2. Le progressioni economiche sono attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata
di dipendenti, in relazione allo sviluppo delle competenze professionali ed ai risultati
individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione.
3. La collocazione nella fascia di merito alta ai sensi dell'articolo 19, comma 2,
lettera a), per tre anni consecutivi, ovvero per cinque annualit� anche non
consecutive, costituisce titolo prioritario ai fini dell'attribuzione delle progressioni
economiche. Art. 24. Progressioni di carriera 1. Ai sensi dell'articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del
2001, come introdotto dall'articolo 62 del presente decreto, le amministrazioni pubbliche,
a decorrere dal 1� gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica
attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al cinquanta per cento a favore
del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni.
2. L'attribuzione dei posti riservati al personale interno e' finalizzata a riconoscere
e valorizzare le competenze professionali sviluppate dai dipendenti, in relazione alle
specifiche esigenze delle amministrazioni.
3. La collocazione nella fascia di merito alta, di cui all'articolo 19, comma 2,
consecutive, costituisce titolo rilevante ai fini della progressione di carriera. Art. 25. Attribuzione di incarichi e responsabilit� 1. Le amministrazioni pubbliche favoriscono la crescita professionale e la
responsabilizzazione dei dipendenti pubblici ai fini del continuo miglioramento dei
processi e dei servizi offerti.
2. La professionalit� sviluppata e attestata dal sistema di misurazione e valutazione
costituisce criterio per l'assegnazione di incarichi e responsabilit� secondo criteri
oggettivi e pubblici. Art. 26. Accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale 1. Le amministrazioni pubbliche riconoscono e valorizzano i contributi individuali e le
professionalit� sviluppate dai dipendenti e a tali fini:
a) promuovono l'accesso privilegiato dei dipendenti a
percorsi di alta formazione in primarie istituzioni educative nazionali e internazionali;
b) favoriscono la crescita professionale e l'ulteriore
sviluppo di competenze dei dipendenti, anche attraverso periodi di lavoro presso primarie
istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali.
2. Gli incentivi di cui al comma 1 sono riconosciuti nei limiti delle risorse
disponibili di ciascuna amministrazione. Art. 27. Premio di efficienza 1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dall'articolo 2,
commi 33 e 34, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, una quota fino al 30 per cento dei
risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione,
riorganizzazione e innovazione all'interno delle pubbliche amministrazioni e' destinata,
in misura fino a due terzi, a premiare, secondo criteri generali definiti dalla
contrattazione collettiva integrativa, il personale direttamente e proficuamente coinvolto
e per la parte residua ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa.
2. Le risorse di cui al comma 1 possono essere utilizzate solo se i risparmi sono stati
documentati nella Relazione di performance, validati dall'Organismo di valutazione di cui
all'articolo 14 e verificati dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
3. Le risorse di cui al comma 1 per le regioni, anche per quanto concerne i propri enti
e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e i relativi enti dipendenti,
nonche' per gli enti locali possono essere utilizzate solo se i risparmi sono stati
documentati nella Relazione di performance e validati dal proprio organismo di
valutazione. Art. 28. Qualit� dei servizi pubblici 1. Il comma 2 dell'articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e'
sostituito dal seguente: �2. Le modalit� di definizione, adozione e pubblicizzazione
degli standard di qualit�, i casi e le modalit� di adozione delle carte dei servizi, i
criteri di misurazione della qualit� dei servizi, le condizioni di tutela degli utenti,
nonche' i casi e le modalit� di indennizzo automatico e forfettario all'utenza per
mancato rispetto degli standard di qualit� sono stabilite con direttive, aggiornabili
annualmente, del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta della Commissione per
la valutazione, la trasparenza e l'integrit� nelle amministrazioni pubbliche. Per quanto
riguarda i servizi erogati direttamente o indirettamente dalle regioni e dagli enti
locali, si provvede con atti di indirizzo e coordinamento adottati d'intesa con la
Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta
della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrit� nelle amministrazioni
pubbliche.�. CAPO III Norme finali, transitorie e abrogazioni Art. 29. Inderogabilit� 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 31, per le regioni, anche per quanto
concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e per gli
enti locali, le disposizioni del presente Titolo hanno carattere imperativo, non possono
essere derogate dalla contrattazione collettiva e sono inserite di diritto nei contratti
collettivi ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del
codice civile, a decorrere dal periodo contrattuale successivo a quello in corso alla data
di entrata in vigore del presente decreto. Art. 30. Norme transitorie e abrogazioni 1. La Commissione di cui all'articolo 13 e' costituita entro 30 giorni dalla data di
2. Gli Organismi indipendenti di cui all'articolo 14 sono costituiti entro il 30 aprile
2010. Fino alla loro costituzione continuano ad operare gli uffici e i soggetti preposti
all'attivit� di valutazione e controllo strategico di cui all'articolo 6 del decreto
3. In sede di prima attuazione del presente decreto, gli Organismi indipendenti di cui
all'articolo 14 provvedono, entro il 30 settembre 2010, sulla base degli indirizzi della
Commissione di cui all'articolo 13 a definire i sistemi di valutazione della performance
di cui all'articolo 7 in modo da assicurarne la piena operativit� a decorrere dal 1�
gennaio 2011. La Commissione effettua il monitoraggio sui parametri e i modelli di
riferimento dei predetti sistemi ai sensi dell'articolo 13, comma 6, lettera d).
4. A decorrere dal 30 aprile 2010 sono abrogate le seguenti disposizioni del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286:
c) l'articolo 5; d) l'articolo 6, commi 2 e 3;
e) l'articolo 11, comma 3. Art. 31. Norme per gli Enti territoriali e il Servizio sanitario nazionale 1. Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del
Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi
contenuti negli articoli 17, comma 2, 18, 23, commi 1 e 2, 24, commi 1 e 2, 25, 26 e 27,
2. Le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del
Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali, nell'esercizio delle rispettive potest�
normative, prevedono che una quota prevalente delle risorse destinate al trattamento
economico accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al personale
dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di merito alta e che le fasce di merito
siano comunque non inferiori a tre.
3. Per premiare il merito e la professionalit�, le regioni, anche per quanto concerne
i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali,
oltre a quanto autonomamente stabilito, nei limiti delle risorse disponibili per la
contrattazione integrativa, utilizzano gli strumenti di cui all'articolo 20, comma 1,
lettere c), d), e) ed f), nonche', adattandoli alla specificit� dei
propri ordinamenti, quelli di cui alle lettere a) e b). Gli incentivi
di cui alle predette lettere a), b), c) ed e) sono
riconosciuti a valere sulle risorse disponibili per la contrattazione collettiva
4. Nelle more dell'adeguamento di cui al comma 1, da attuarsi entro il 31 dicembre
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto; decorso il termine fissato
per l'adeguamento si applicano le disposizioni previste nel presente titolo fino alla data
di emanazione della disciplina regionale e locale.
5. Entro il 31 dicembre 2011, le regioni e gli enti locali trasmettono, anche
attraverso i loro rappresentanti istituzionali, i dati relativi alla attribuzione al
personale dipendente e dirigente delle risorse destinate al trattamento economico
accessorio collegato alla performance individuale alla Conferenza unificata che verifica
l'efficacia delle norme adottate in attuazione dei principi di cui agli articoli 17, comma
2, 18, 23, commi 1 e 2, 24, commi 1 e 2, 25, 26 e 27, comma 1, anche al fine di promuovere
l'adozione di eventuali misure di correzione e migliore adeguamento. TITOLO IV NUOVE NORME GENERALI SULL'ORDINAMENTO DEL LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CAPO I Principi generali Art. 32. Oggetto, ambito e finalit� 1. Le disposizioni del presente Capo definiscono la ripartizione tra le materie
sottoposte alla legge, nonche' sulla base di questa, ad atti organizzativi e all'autonoma
responsabilit� del dirigente nella gestione delle risorse umane e quelle oggetto della
contrattazione collettiva. Art. 33. Modifiche all'articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) al comma 2, alla fine del primo periodo, sono inserite le
seguenti parole: �, che costituiscono disposizioni a carattere imperativo�;
b) al comma 3, dopo le parole: �mediante contratti
collettivi� sono inserite le seguenti: �e salvo i casi previsti dal comma 3-ter e
3-quater dell'articolo 40 e le ipotesi di tutela delle retribuzioni di cui
all'articolo 47-bis,�;
�3-bis. Nel caso di nullit� delle
disposizioni contrattuali per violazione di norme imperative o dei limiti fissati alla
contrattazione collettiva, si applicano gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del
codice civile.�. Art. 34. Modifica all'articolo 5 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
1. All'articolo 5 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
�2. Nell'ambito delle leggi e degli atti
organizzativi di cui all'articolo 2, comma 1, le determinazioni per l'organizzazione degli
uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via
esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacit� e i poteri del privato
datore di lavoro, fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove prevista nei
contratti di cui all'articolo 9. Rientrano, in particolare, nell'esercizio dei poteri
dirigenziali le misure inerenti la gestione delle risorse umane nel rispetto del principio
di pari opportunit�, nonche' la direzione, l'organizzazione del lavoro nell'ambito degli
uffici.�;
�3-bis. Le disposizioni del presente
articolo si applicano anche alle Autorit� amministrative indipendenti.�. Art. 35. Modifica all'articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
1. All'articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo il comma 4, e'
inserito il seguente: �4-bis. Il documento di programmazione triennale del
fabbisogno di personale ed i suoi aggiornamenti di cui al comma 4 sono elaborati su
proposta dei competenti dirigenti che individuano i profili professionali necessari allo
svolgimento dei compiti istituzionali delle strutture cui sono preposti.�. Art. 36. Modifica all'articolo 9 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
1. L'articolo 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' il sostituito dal
�Art. 9 (Partecipazione sindacale). - 1. Fermo restando
quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, i contratti collettivi nazionali disciplinano le
modalit� e gli istituti della partecipazione.�. CAPO II Dirigenza pubblica Art. 37. Oggetto, ambito di applicazione e finalita 1. Le disposizioni del presente capo modificano la disciplina della dirigenza pubblica
per conseguire la migliore organizzazione del lavoro e assicurare il progressivo
miglioramento della qualit� delle prestazioni erogate al pubblico, utilizzando anche i
criteri di gestione e di valutazione del settore privato, al fine di realizzare adeguati
livelli di produttivit� del lavoro pubblico, di favorire il riconoscimento di meriti e
demeriti, e di rafforzare il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e
controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa
spettanti alla dirigenza, nel rispetto della giurisprudenza costituzionale in materia,
regolando il rapporto tra organi di vertice e dirigenti titolari di incarichi apicali in
modo da garantire la piena e coerente attuazione dell'indirizzo politico in ambito
amministrativo. Art. 38. Modifica all'articolo 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono
a) dopo la lettera a) e' inserita la seguente: �a-bis)
propongono le risorse e i profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti
dell'ufficio cui sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento di
programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all'articolo 6, comma 4; �;
b) dopo la lettera l) e' aggiunta la seguente: �l-bis)
concorrono alla definizione di misure idonee a prevenire e contrastare i fenomeni di
corruzione e a controllarne il rispetto da parte dei dipendenti dell'ufficio cui sono
preposti.�. Art. 39. Modifica all'articolo 17 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono
a) dopo la lettera d) e' inserita la seguente: �d-bis)
concorrono all'individuazione delle risorse e dei profili professionali necessari allo
svolgimento dei compiti dell'ufficio cui sono preposti anche al fine dell'elaborazione del
documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all'articolo 6,
comma 4; �;
b) alla lettera e), sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: �, anche ai sensi di quanto previsto all'articolo 16, comma 1, lettera
l-bis�;
c) dopo la lettera e) e' aggiunta seguente: �e-bis)
effettuano la valutazione del personale assegnato ai propri uffici, nel rispetto del
principio del merito, ai fini della progressione economica e tra le aree, nonche' della
corresponsione di indennit� e premi incentivanti.�. Art. 40. Modifica all'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: �1. Ai fini del
conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale si tiene conto, in relazione
alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed alla complessit� della
struttura interessata, delle attitudini e delle capacit� professionali del singolo
dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza nell'amministrazione di appartenenza e
della relativa valutazione, delle specifiche competenze organizzative possedute, nonche'
delle esperienze di direzione eventualmente maturate all'estero, presso il settore privato
o presso altre amministrazioni pubbliche, purche' attinenti al conferimento dell'incarico.
Al conferimento degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si applica
l'articolo 2103 del codice civile.�;
�1-bis. L'amministrazione rende
conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il
numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione
organica ed i criteri di scelta; acquisisce le disponibilit� dei dirigenti interessati e
le valuta.
1-ter. Gli incarichi dirigenziali
possono essere revocati esclusivamente nei casi e con le modalit� di cui all'articolo 21,
comma 1, secondo periodo. L'amministrazione che, in dipendenza dei processi di
riorganizzazione ovvero alla scadenza, in assenza di una valutazione negativa, non intende
confermare l'incarico conferito al dirigente, e' tenuta a darne idonea e motivata
comunicazione al dirigente stesso con un preavviso congruo, prospettando i posti
disponibili per un nuovo incarico.�;
1) dopo il secondo periodo e' inserito il
seguente: �La durata dell'incarico pu� essere inferiore a tre anni se coincide con il
conseguimento del limite di et� per il collocamento a riposo dell'interessato.�;
2) in fine, e' aggiunto il seguente periodo:
�In caso di primo conferimento ad un dirigente della seconda fascia di incarichi di
uffici dirigenziali generali o di funzioni equiparate, la durata dell'incarico e' pari a
tre anni. Resta fermo che per i dipendenti statali titolari di incarichi di funzioni
dirigenziali ai sensi del presente articolo, ai fini dell'applicazione dell'articolo 43,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e
successive modificazioni, l'ultimo stipendio va individuato nell'ultima retribuzione
percepita in relazione all'incarico svolto.�;
d) al comma 3, le parole: �richieste dal comma 6.� sono
sostituite dalle seguenti: �e nelle percentuali previste dal comma 6.�;
1) al terzo periodo, le parole: �sono
conferiti a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale� sono
sostituite dalle seguenti: �sono conferiti, fornendone esplicita motivazione, a persone
di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli
dell'Amministrazione�;
2) al terzo periodo, le parole: �o da
concrete esperienze di lavoro maturate� sono sostituite dalle seguenti: �e da concrete
esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio�;
�6-bis. Fermo restando il
contingente complessivo dei dirigenti di prima o seconda fascia il quoziente derivante
dall'applicazione delle percentuali previste dai commi 4, 5-bis e 6, e' arrotondato
all'unit� inferiore, se il primo decimale e' inferiore a cinque, o all'unit� superiore,
se esso e' uguale o superiore a cinque.
6-ter. Il comma 6 ed il comma 6-bis
si applicano alle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2.�;
g) al comma 8, le parole: �, al comma 5-bis,
limitatamente al personale non appartenente ai ruoli di cui all'articolo 23, e al comma
6,� sono soppresse. Art. 41. Modifica all'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: �1. Il mancato
raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del sistema di
valutazione di cui al Titolo II del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo
2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivit� del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni ovvero l'inosservanza delle
direttive imputabili al dirigente comportano, previa contestazione e ferma restando
l'eventuale responsabilit� disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto
collettivo, l'impossibilit� di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale. In relazione
alla gravit� dei casi, l'amministrazione pu� inoltre, previa contestazione e nel
rispetto del principio del contraddittorio, revocare l'incarico collocando il dirigente a
disposizione dei ruoli di cui all'articolo 23 ovvero recedere dal rapporto di lavoro
secondo le disposizioni del contratto collettivo.�;
b) dopo il comma 1, e' inserito il seguente: �1-bis.
Al di fuori dei casi di cui al comma 1, al dirigente nei confronti del quale sia stata
accertata, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio secondo
le procedure previste dalla legge e dai contratti collettivi nazionali, la colpevole
violazione del dovere di vigilanza sul rispetto, da parte del personale assegnato ai
propri uffici, degli standard quantitativi e qualitativi fissati dall'amministrazione,
conformemente agli indirizzi deliberati dalla Commissione di cui all'articolo 13 del
decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di
pubbliche amministrazioni, la retribuzione di risultato e' decurtata, sentito il Comitato
dei garanti, in relazione alla gravit� della violazione di una quota fino all'ottanta per
cento.�. Art. 42. Modifica all'articolo 22 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. L'articolo 22 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e' sostituito dal
�Art. 22 (Comitato dei garanti). - 1. I provvedimenti di cui
all'articolo 21, commi 1 e 1-bis, sono adottati sentito il Comitato dei garanti,
i cui componenti, nel rispetto del principio di genere, sono nominati con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Comitato dura in carica tre anni e l'incarico
non e' rinnovabile.
2. Il Comitato dei garanti e' composto da un consigliere della Corte
dei conti, designato dal suo Presidente, e da quattro componenti designati
rispettivamente, uno dal Presidente della Commissione di cui all'articolo 13 del decreto
legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione
della produttivit� del lavoro pubblico, e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni, uno dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, scelto
tra un esperto scelto tra soggetti con specifica qualificazione ed esperienza nei settori
dell'organizzazione amministrativa e del lavoro pubblico, e due scelti tra dirigenti di
uffici dirigenziali generali di cui almeno uno appartenente agli Organismi indipendenti di
valutazione, estratti a sorte fra coloro che hanno presentato la propria candidatura. I
componenti sono collocati fuori ruolo e il posto corrispondente nella dotazione organica
dell'amministrazione di appartenenza e' reso indisponibile per tutta la durata del
mandato. Per la partecipazione al Comitato non e' prevista la corresponsione di emolumenti
o rimborsi spese.
3. Il parere del Comitato dei garanti viene reso entro il termine di
quarantacinque giorni dalla richiesta; decorso inutilmente tale termine si prescinde dal
parere.�. Art. 43. Modifica all'articolo 23 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. Al terzo periodo del comma 1 dell'articolo 23 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, le parole: �tre anni� sono sostituite dalle seguenti: �cinque anni�.
2. Per i dirigenti ai quali sia stato conferito l'incarico di direzione di uffici
dirigenziali generali o equivalenti prima della data di entrata in vigore del presente
decreto, il termine di cui all'articolo 23, comma 1, terzo periodo, del decreto
legislativo n. 165 del 2001, rimane fissato in tre anni. Art. 44. Modifica all'articolo 23 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165 1. All'articolo 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, sono
a) al comma 1, le parole da: �possono� fino a
�aspettativa� sono sostituite dalle seguenti: �sono collocati, salvo motivato diniego
dell'amministrazione di appartenenza in ordine alle proprie preminenti esigenze
organizzative, in aspettativa�;
b) al comma 2, in fine, sono aggiunte le seguenti parole:
�in ordine alle proprie preminenti esigenze organizzative�. Art. 45. Modifica all'articolo 24 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 24 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) al comma 1, le parole: �e alle connesse responsabilit�
sono sostituite dalle seguenti: �, alle connesse responsabilit� e ai risultati
conseguiti�;
�1-bis. Il trattamento accessorio
collegato ai risultati deve costituire almeno il 30 per cento della retribuzione
complessiva del dirigente considerata al netto della retribuzione individuale di
anzianit� e degli incarichi aggiuntivi soggetti al regime dell'onnicomprensivit�.
1-ter. I contratti collettivi
nazionali incrementano progressivamente la componente legata al risultato, in modo da
adeguarsi a quanto disposto dal comma 1-bis, entro la tornata contrattuale
successiva a quella decorrente dal 1� gennaio 2010, destinando comunque a tale componente
tutti gli incrementi previsti per la parte accessoria della retribuzione. La disposizione
di cui al comma 1-bis non si applica alla dirigenza del Servizio sanitario
nazionale e dall'attuazione del medesimo comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri
1-quater. La parte della retribuzione
collegata al raggiungimento dei risultati della prestazione non pu� essere corrisposta al
dirigente responsabile qualora l'amministrazione di appartenenza, decorso il periodo
transitorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di
produttivit� del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni, non abbia predisposto il sistema di valutazione di cui al Titolo II del
citato decreto legislativo.�. Art. 46. Modifiche all'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) la rubrica e' sostituita dalla seguente: �Accesso alla
qualifica di dirigente della seconda fascia�;
b) al comma 2 dopo le parole: �o se in possesso del� sono
inserite le seguenti: �dottorato di ricerca o del�. Art. 47. Modifica all'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. Dopo l'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' inserito il
seguente: �Art. 28-bis (Accesso alla qualifica di dirigente della prima fascia).
- 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 19, comma 4, l'accesso alla qualifica di
dirigente di prima fascia nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e
negli enti pubblici non economici avviene, per il cinquanta per cento dei posti, calcolati
con riferimento a quelli che si rendono disponibili ogni anno per la cessazione dal
servizio dei soggetti incaricati, tramite concorso pubblico per titoli ed esami indetto
dalle singole amministrazioni, sulla base di criteri generali stabiliti con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere della Scuola superiore della pubblica
2. Nei casi in cui lo svolgimento dei relativi incarichi richieda
specifica esperienza e peculiare professionalit�, alla copertura di singoli posti e
comunque di una quota non superiore alla met� di quelli da mettere a concorso ai sensi
del comma 1 si pu� provvedere, con contratti di diritto privato a tempo determinato,
attraverso concorso pubblico aperto ai soggetti in possesso dei requisiti professionali e
delle attitudini manageriali corrispondenti al posto di funzione da coprire. I contratti
sono stipulati per un periodo non superiore a tre anni.
3. Al concorso per titoli ed esami di cui al comma 1 possono essere
ammessi i dirigenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, che abbiano maturato almeno
cinque anni di servizio nei ruoli dirigenziali e gli altri soggetti in possesso di titoli
di studio e professionali individuati nei bandi di concorso, con riferimento alle
specifiche esigenze dell'Amministrazione e sulla base di criteri generali di equivalenza
stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere della
Scuola superiore della pubblica amministrazione, sentito il Ministro dell'istruzione,
dell'universit� e della ricerca. A tale fine le amministrazioni che bandiscono il
concorso tengono in particolare conto del personale di ruolo che ha esercitato per almeno
cinque anni funzioni di livello dirigenziale generale all'interno delle stesse ovvero del
personale appartenente all'organico dell'Unione europea in virt� di un pubblico concorso
organizzato da dette istituzioni.
4. I vincitori del concorso di cui al comma 1 sono assunti
dall'amministrazione e, anteriormente al conferimento dell'incarico, sono tenuti
all'espletamento di un periodo di formazione presso uffici amministrativi di uno Stato
dell'Unione europea o di un organismo comunitario o internazionale. In ogni caso il
periodo di formazione e' completato entro tre anni dalla conclusione del concorso.
5. La frequenza del periodo di formazione e' obbligatoria ed e' a
tempo pieno, per una durata pari a sei mesi, anche non continuativi, e si svolge presso
gli uffici di cui al comma 4, scelti dal vincitore tra quelli indicati
6. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e sentita la
Scuola superiore della pubblica amministrazione, sono disciplinate le modalit� di
compimento del periodo di formazione, tenuto anche conto di quanto previsto nell'articolo
7. Al termine del periodo di formazione e' prevista, da parte degli
uffici di cui al comma 4, una valutazione del livello di professionalit� acquisito che
equivale al superamento del periodo di prova necessario per l'immissione in ruolo di cui
all'articolo 70, comma 13.
8. Le spese sostenute per l'espletamento del periodo di formazione
svolto presso le sedi estere di cui al comma 4 sono a carico delle singole amministrazioni
nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.�. CAPO III Uffici, piante organiche, mobilit� e accessi Art. 48. Mobilit� intercompartimentale 1. Dopo l'articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel Capo III, e'
�Art. 29-bis (Mobilit� intercompartimentale). - 1.
Al fine di favorire i processi di mobilit� fra i comparti di contrattazione del personale
delle pubbliche amministrazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere della Conferenza unificata di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, sentite le Organizzazioni
sindacali e' definita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, una tabella
di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi
ai diversi comparti di contrattazione.�. Art. 49. Modifiche all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. Il comma 1 dell'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
sostituito dal seguente: �1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in
organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa
qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento.
Le amministrazioni devono in ogni caso rendere pubbliche le disponibilit� dei posti in
organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni,
fissando preventivamente i criteri di scelta. Il trasferimento e' disposto previo parere
favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale e' o
sar� assegnato sulla base della professionalit� in possesso del dipendente in relazione
al posto ricoperto o da ricoprire.�.
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 30 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, e'
inserito il seguente: �1-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 2, con
decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze e previa intesa con la conferenza unificata,
sentite le confederazioni sindacali rappresentative, sono disposte le misure per agevolare
i processi di mobilit�, anche volontaria, per garantire l'esercizio delle funzioni
istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico.�. Art. 50. Modifica all'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo il comma 1 e'
inserito il seguente: �1-bis. La mancata individuazione da parte del dirigente
responsabile delle eccedenze delle unit� di personale, ai sensi del comma 1, e'
valutabile ai fini della responsabilit� per danno erariale.�. Art. 51. Territorializzazione delle procedure concorsuali 1. All'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al comma 5-ter
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: �Il principio della parit� di condizioni per
l'accesso ai pubblici uffici e' garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale
all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico
risultato.�. Art. 52. Modifiche all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
�1-bis. Non possono essere conferiti
incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che
rivestano o abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in
organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi
di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni.�;
b) il comma 16-bis e' sostituto dal seguente: �16-bis.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica pu�
disporre verifiche del rispetto delle disposizioni del presente articolo e dell' articolo
1, commi 56 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per il tramite
dell'Ispettorato per la funzione pubblica. A tale fine quest'ultimo opera d'intesa con i
Servizi ispettivi di finanza pubblica del Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato.�. CAPO IV Contrattazione collettiva nazionale e integrativa Art. 53. Oggetto, ambito di applicazione e finalit� 1. Il presente capo reca disposizioni in materia di contrattazione collettiva e
integrativa e di funzionalit� delle amministrazioni pubbliche, al fine di conseguire, in
coerenza con il modello contrattuale sottoscritto dalle parti sociali, una migliore
organizzazione del lavoro e di assicurare il rispetto della ripartizione tra le materie
sottoposte alla legge, nonche', sulla base di questa, ad atti organizzativi e all'autonoma
determinazione dei dirigenti, e quelle sottoposte alla contrattazione collettiva. Art. 54. Modifiche all'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 40 del decreto legislativo n. 165 del 2001, i commi da 1 a 3 sono
�1. La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi
direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonche' le materie relative alle relazioni
sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie
attinenti all'organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai
sensi dell'articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli
articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi
dirigenziali, nonche' quelle di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), della
legge 23 ottobre 1992, n. 421. Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla
valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio,
della mobilit� e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva e'
2. Tramite appositi accordi tra l'ARAN e le Confederazioni
rappresentative, secondo le procedure di cui agli articoli 41, comma 5, e 47, senza nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono definiti fino a un massimo di quattro
comparti di contrattazione collettiva nazionale, cui corrispondono non pi� di quattro
separate aree per la dirigenza.Una apposita sezione contrattuale di un'area dirigenziale
riguarda la dirigenza del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, per gli
effetti di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modificazioni. Nell'ambito dei comparti di contrattazione possono essere
costituite apposite sezioni contrattuali per specifiche professionalit�.
3. La contrattazione collettiva disciplina, in coerenza con il
settore privato, la struttura contrattuale, i rapporti tra i diversi livelli e la durata
dei contratti collettivi nazionali e integrativi. La durata viene stabilita in modo che vi
sia coincidenza fra la vigenza della disciplina giuridica e di quella economica.
3-bis. Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli
di contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto dell'articolo 7, comma 5, e dei
vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di
ciascuna amministrazione. La contrattazione collettiva integrativa assicura adeguati
livelli di efficienza e produttivit� dei servizi pubblici, incentivando l'impegno e la
qualit� della performance ai sensi dell'articolo 45, comma 3. A tale fine destina al
trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota
prevalente del trattamento accessorio complessivo comunque denominato Essa si svolge sulle
materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i
soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono; essa pu� avere ambito
territoriale e riguardare pi� amministrazioni. I contratti collettivi nazionali
definiscono il termine delle sessioni negoziali in sede decentrata. Alla scadenza del
termine le parti riassumono le rispettive prerogative e libert� di iniziativa e
3-ter. Al fine di assicurare la continuit� e il migliore
svolgimento della funzione pubblica, qualora non si raggiunga l'accordo per la
stipulazione di un contratto collettivo integrativo, l'amministrazione interessata pu�
provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla
successiva sottoscrizione. Agli atti adottati unilateralmente si applicano le procedure di
controllo di compatibilit� economico-finanziaria previste dall'articolo 40-bis.
3-quater. La Commissione di cui all'articolo 13 del decreto
della produttivit� del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni, fornisce, entro il 31 maggio di ogni anno, all'ARAN una graduatoria di
performance delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali. Tale
graduatoria raggruppa le singole amministrazioni, per settori, su almeno tre livelli di
merito, in funzione dei risultati di performance ottenuti. La contrattazione nazionale
definisce le modalit� di ripartizione delle risorse per la contrattazione decentrata tra
i diversi livelli di merito assicurando l'invarianza complessiva dei relativi oneri nel
comparto o nell'area di contrattazione.
3-quinquies. La contrattazione collettiva nazionale dispone,
per le amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 41, le modalit� di utilizzo delle
risorse indicate all'articolo 45, comma 3-bis, individuando i criteri e i limiti
finanziari entro i quali si deve svolgere la contrattazione integrativa. Le regioni, per
quanto concerne le proprie amministrazioni, e gli enti locali possono destinare risorse
aggiuntive alla contrattazione integrativa nei limiti stabiliti dalla contrattazione
nazionale e nei limiti dei parametri di virtuosit� fissati per la spesa di personale
dalle vigenti disposizioni, in ogni caso nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto
di stabilit� e di analoghi strumenti del contenimento della spesa. Lo stanziamento delle
risorse aggiuntive per la contrattazione integrativa e' correlato all'affettivo rispetto
dei principi in materia di misurazione, valutazione e trasparenza della performance e in
materia di merito e premi applicabili alle regioni e agli enti locali secondo quanto
previsto dagli articoli 16 e 31 del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Le pubbliche amministrazioni non
possono in ogni caso sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in
contrasto con i vincoli e con i limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali o che
disciplinano materie non espressamente delegate a tale livello negoziale ovvero che
comportano oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di
ciascuna amministrazione. Nei casi di violazione dei vincoli e dei limiti di competenza
imposti dalla contrattazione nazionale o dalle norme di legge, le clausole sono nulle, non
possono essere applicate e sono sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo
comma, del codice civile. In caso di accertato superamento di vincoli finanziari da parte
delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, del Dipartimento della
funzione pubblica o del Ministero dell'economia e delle finanze e' fatto altres� obbligo
di recupero nell'ambito della sessione negoziale successiva. Le disposizioni del presente
comma trovano applicazione a decorrere dai contratti sottoscritti successivamente alla
data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009,
n. 15, in materia di ottimizzazione della produttivit� del lavoro pubblico e di
3-sexies. A corredo di ogni contratto integrativo le
pubbliche amministrazioni, redigono una relazione tecnico-finanziaria ed una relazione
illustrativa, utilizzando gli schemi appositamente predisposti e resi disponibili tramite
i rispettivi siti istituzionalidal Ministero dell'economia e delle finanze di intesa con
il Dipartimento della funzione pubblica. Tali relazioni vengono certificate dagli organi
di controllo di cui all'articolo 40-bis, comma 1.�. Art. 55. Modifica all'articolo 40-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165 1. L'articolo 40-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
�Art. 40-bis (Controlli in materia di contrattazione
integrativa). - 1. Il controllo sulla compatibilit� dei costi della contrattazione
collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivanti dall'applicazione
delle norme di legge, con particolare riferimento alle disposizioni inderogabili che
incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori e' effettuato dal
collegio dei revisori dei conti, dal collegio sindacale, dagli uffici centrali di bilancio
o dagli analoghi organi previsti dai rispettivi ordinamenti. Qualora dai contratti
integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi vincoli di bilancio delle
amministrazioni, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 40, comma 3-quinquies,
2. Per le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo,
nonche' per gli enti pubblici non economici e per gli enti e le istituzioni di ricerca con
organico superiore a duecento unit�, i contratti integrativi sottoscritti, corredati da
una apposita relazione tecnico-finanziaria ed una relazione illustrativa certificate dai
competenti organi di controllo previsti dal comma 1, sono trasmessi alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia
e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, che, entro trenta
giorni dalla data di ricevimento, ne accertano, congiuntamente, la compatibilit�
economico-finanziaria, ai sensi del presente articolo e dell'articolo 40, comma 3-quinquies.
Decorso tale termine, che pu� essere sospeso in caso di richiesta di elementi istruttori,
la delegazione di parte pubblica pu� procedere alla stipula del contratto integrativo.
3. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2,
inviano entro il 31 maggio di ogni anno, specifiche informazioni sui costi della
contrattazione integrativa, certificate dagli organi di controllo interno, al Ministero
dell'economia e delle finanze, che predispone, allo scopo, uno specifico modello di
rilevazione, d'intesa con la Corte dei conti e con la Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento della funzione pubblica. Tali informazioni sono volte ad
accertare, oltre il rispetto dei vincoli finanziari in ordine sia alla consistenza delle
risorse assegnate ai fondi per la contrattazione integrativa sia all'evoluzione della
consistenza dei fondi e della spesa derivante dai contratti integrativi applicati, anche
la concreta definizione ed applicazione di criteri improntati alla premialit�, al
riconoscimento del merito ed alla valorizzazione dell'impegno e della qualit� della
performanceindividuale, con riguardo ai diversi istituti finanziati dalla contrattazione
integrativa, nonche' a parametri di selettivit�, con particolare riferimento alle
progressioni economiche. Le informazioni sono trasmesse alla Corte dei conti che, ferme
restando le ipotesi di responsabilit� eventualmente ravvisabili le utilizza, unitamente a
quelle trasmesse ai sensi del Titolo V, anche ai fini del referto sul costo del lavoro.
4. Le amministrazioni pubbliche hanno l'obbligo di pubblicare in
modo permanente sul proprio sito istituzionale, con modalit� che garantiscano la piena
visibilit� e accessibilit� delle informazioni ai cittadini, i contratti integrativi
stipulati con la relazione tecnico-finanziaria e quella illustrativa certificate dagli
organi di controllo di cui al comma 1, nonche' le informazioni trasmesse annualmente ai
sensi del comma 3. La relazione illustrativa, fra l'altro, evidenzia gli effetti attesi in
esito alla sottoscrizione del contratto integrativo in materia di produttivit� ed
efficienza dei servizi erogati, anche in relazione alle richieste dei cittadini. Il
Dipartimento per la funzione pubblica di intesa con il Ministero dell'economia e delle
finanze e in sede di Conferenza unificata predispone un modello per la valutazione, da
parte dell'utenza, dell'impatto della contrattazione integrativa sul funzionamento dei
servizi pubblici, evidenziando le richieste e le previsioni di interesse per la
collettivit�. Tale modello e gli esiti della valutazione vengono pubblicati sul sito
istituzionale delle amministrazioni pubbliche interessate dalla contrattazione
5. Ai fini dell'articolo 46, comma 4, le pubbliche amministrazioni
sono tenute a trasmettere all'ARAN, per via telematica, entro cinque giorni dalla
sottoscrizione, il testo contrattuale con l'allegata relazione tecnico-finanziaria ed
illustrativa e con l'indicazione delle modalit� di copertura dei relativi oneri con
riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di bilancio. I predetti testi
contrattuali sono altres� trasmessi al CNEL.
6. Il Dipartimento della funzione pubblica, il Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato presso il Ministero dell'economia e delle finanze e la
Corte dei conti possono avvalersi ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15
maggio 1997, n. 127, di personale in posizione di fuori ruolo o di comando per l'esercizio
delle funzioni di controllo sulla contrattazione integrativa.
7. In caso di mancato adempimento delle prescrizioni del presente
articolo, oltre alle sanzioni previste dall'articolo 60, comma 2, e' fatto divieto alle
amministrazioni di procedere a qualsiasi adeguamento delle risorse destinate alla
contrattazione integrativa. Gli organi di controllo previsti dal comma 1 vigilano sulla
corretta applicazione delle disposizioni del presente articolo.�. Art. 56. Modifica all'articolo 41 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. L'articolo 41 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' sostituito dal
�Art. 41 (Poteri di indirizzo nei confronti dell'ARAN). - 1.
Il potere di indirizzo nei confronti dell'ARAN e le altre competenze relative alle
procedure di contrattazione collettiva nazionale sono esercitati dalle pubbliche
amministrazioni attraverso le proprie istanze associative o rappresentative, le quali
costituiscono comitati di settore che regolano autonomamente le proprie modalit� di
funzionamento e di deliberazione. In ogni caso, le deliberazioni assunte in materia di
indirizzo all'ARAN o di parere sull'ipotesi di accordo nell'ambito della procedura di
contrattazione collettiva di cui all'articolo 47, si considerano definitive e non
richiedono ratifica da parte delle istanze associative o rappresentative delle pubbliche
2. E' costituito un comitato di settore nell'ambito della Conferenza
delle Regioni, che esercita, per uno dei comparti di cui all'articolo 40, comma 2, le
competenze di cui al comma 1, per le regioni, i relativi enti dipendenti, e le
amministrazioni del Servizio sanitario nazionale; a tale comitato partecipa un
rappresentante del Governo, designato dal Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali per le competenze delle amministrazioni del Servizio sanitario
nazionale. E' costituito un comitato di settore nell'ambito dell'Associazione nazionale
dei Comuni italiani (ANCI), dell'Unione delle province d'Italia (UPI) e dell'Unioncamere
che esercita, per uno dei comparti di cui all'articolo 40, comma 2, le competenze di cui
al comma 1, per i dipendenti degli enti locali, delle Camere di commercio e dei segretari
3. Per tutte le altre amministrazioni opera come comitato di settore
il Presidente del Consiglio dei Ministri tramite il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e finanze. Al
fine di assicurare la salvaguardia delle specificit� delle diverse amministrazioni e
delle categorie di personale ivi comprese, gli indirizzi sono emanati per il sistema
scolastico, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca,
nonche', per i rispettivi ambiti di competenza, sentiti i direttori delle Agenzie fiscali,
la Conferenza dei rettori delle universit� italiane; le istanze rappresentative promosse
dai presidenti degli enti di ricerca e degli enti pubblici non economici ed il presidente
del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro.
4. Rappresentati designati dai Comitati di settore possono assistere
l'ARAN nello svolgimento delle trattative. I comitati di settore possono stipulare con
l'ARAN specifici accordi per i reciproci rapporti in materia di contrattazione e per
eventuali attivit� in comune. Nell'ambito del regolamento di organizzazione dell'ARAN per
assicurare il miglior raccordo tra i Comitati di settore delle Regioni e degli enti locali
e l'ARAN, a ciascun comitato corrisponde una specifica struttura, senza nuovi o maggiori
5. Per la stipulazione degli accordi che definiscono o modificano i
comparti o le aree di contrattazione collettiva di cui all'articolo 40, comma 2, o che
regolano istituti comuni a pi� comparti le funzioni di indirizzo e le altre competenze
inerenti alla contrattazione collettiva sono esercitate collegialmente dai comitati di
settore.�. Art. 57. Modifica all'articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono
a) al comma 1, dopo le parole: �fondamentale ed accessorio�
sono inserite le seguenti: �fatto salvo quanto previsto all'articolo 40, commi 3-ter
e 3-quater, e all'articolo 47-bis, comma 1,�;
�3. I contratti collettivi definiscono, in
coerenza con le disposizioni legislative vigenti, trattamenti economici accessori
b) alla performance organizzativa con
riferimento all'amministrazione nel suo complesso e alle unit� organizzative o aree di
responsabilit� in cui si articola l'amministrazione;
c) all'effettivo svolgimento di
attivit� particolarmente disagiate ovvero pericolose o dannose per la salute.�;
�3-bis. Per premiare il merito e il
miglioramento della performance dei dipendenti, ai sensi delle vigenti disposizioni di
legge, sono destinate, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, apposite risorse
nell'ambito di quelle previste per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di
lavoro.�. Art. 58. Modifiche all'articolo 46 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 46 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) i commi da 3 a 7 sono sostituiti dai
seguenti: �3. L'ARAN cura le attivit� di studio,
monitoraggio e documentazione necessarie all'esercizio della contrattazione collettiva.
Predispone a cadenza semestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore dei comparti
regioni e autonomie locali e sanit� e alle commissioni parlamentari competenti, un
rapporto sull'evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti. A tale fine
l'ARAN si avvale della collaborazione dell'ISTAT per l'acquisizione di informazioni
statistiche e per la formulazione di modelli statistici di rilevazione. L'ARAN si avvale,
altres�, della collaborazione del Ministero dell'economia e delle finanze che garantisce
l'accesso ai dati raccolti in sede di predisposizione del bilancio dello Stato, del conto
annuale del personale e del monitoraggio dei flussi di cassa e relativi agli aspetti
riguardanti il costo del lavoro pubblico.
4. L'ARAN effettua il monitoraggio sull'applicazione dei contratti
collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa e presenta annualmente
al Dipartimento della funzione pubblica, al Ministero dell'economia e delle finanze
nonche' ai comitati di settore, un rapporto in cui verifica l'effettivit� e la congruenza
della ripartizione fra le materie regolate dalla legge, quelle di competenza della
contrattazione nazionale e quelle di competenza dei contratti integrativi nonche' le
principali criticit� emerse in sede di contrattazione collettiva nazionale ed
b) il Collegio di indirizzo e
6. Il Presidente dell'ARAN e' nominato con decreto del Presidente
della Repubblica, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
previo parere della Conferenza unificata. Il Presidente rappresenta l'agenzia ed e' scelto
fra esperti in materia di economia del lavoro, diritto del lavoro, politiche del personale
e strategia aziendale, anche estranei alla pubblica amministrazione, nel rispetto delle
disposizioni riguardanti le incompatibilit� di cui al comma 7-bis. Il Presidente
dura in carica quattro anni e pu� essere riconfermato per una sola volta. La carica di
Presidente e' incompatibile con qualsiasi altra attivit� professionale a carattere
continuativo, se dipendente pubblico, e' collocato in aspettativa o in posizione di fuori
ruolo secondo l'ordinamento dell'amministrazione di appartenenza.
7. Il collegio di indirizzo e controllo e' costituito da quattro
componenti scelti tra esperti di riconosciuta competenza in materia di relazioni sindacali
e di gestione del personale, anche estranei alla pubblica amministrazione e dal presidente
dell'Agenzia che lo presiede; due di essi sono designati con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta, rispettivamente, del Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione e del Ministro dell'economia e delle finanze e gli altri
due, rispettivamente, dall'ANCI e dall'UPI e dalla Conferenza delle Regioni e delle
province autonome. Il collegio coordina la strategia negoziale e ne assicura
l'omogeneit�, assumendo la responsabilit� per la contrattazione collettiva e verificando
che le trattative si svolgano in coerenza con le direttive contenute negli atti di
indirizzo. Nell'esercizio delle sue funzioni il collegio delibera a maggioranza, su
proposta del presidente. Il collegio dura in carica quattro anni e i suoi componenti
possono essere riconfermati per una sola volta.�;
�7-bis. Non possono far parte del
collegio di indirizzo e controllo ne' ricoprire funzioni di presidente, persone che
rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici ovvero che ricoprano o
abbiano ricoperto nei cinque anni precedenti alla nomina cariche in organizzazioni
sindacali. L'incompatibilit� si intende estesa a qualsiasi rapporto di carattere
professionale o di consulenza con le predette organizzazioni sindacali o politiche.
L'assenza delle predette cause di incompatibilit� costituisce presupposto necessario per
l'affidamento degli incarichi dirigenziali nell'agenzia.�;
c) al comma 8, lettera a), il secondo periodo e'
�La misura annua del contributo individuale
e' definita, sentita l'ARAN, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro della pubblica amministrazione e l'innovazione, d'intesa con la
Conferenza unificata ed e' riferita a ciascun triennio contrattuale; �;
d) al comma 9, la lettera a) e' sostituita dalla
�a) per le amministrazioni dello
Stato mediante l'assegnazione di risorse pari all'ammontare dei contributi che si
prevedono dovuti nell'esercizio di riferimento. L'assegnazione e' effettuata annualmente
sulla base della quota definita al comma 8, lettera a), con la legge annuale di
bilancio, con imputazione alla pertinente unit� previsionale di base dello stato di
previsione del ministero dell'economia e finanze; �;
e) al comma 10, nel quinto periodo, le parole: �quindici
giorni� sono sostituite dalle seguenti: �quarantacinque giorni� e dopo le parole:
�Dipartimento della funzione pubblica� sono inserite le seguenti: �e del Ministero
dell'economia e delle finanze, adottati d'intesa con la Conferenza unificata,�;
f) al comma 11, il primo periodo e' sostituito dal seguente:
�Il ruolo del personale dipendente dell'ARAN e' definito in base ai regolamenti di cui al
comma 10�;
1) il primo periodo e' sostituito dal
seguente: �L'ARAN pu� altres� avvalersi di un contingente di personale, anche di
qualifica dirigenziale, proveniente dalle pubbliche amministrazioni rappresentate, in
posizione di comando o fuori ruolo in base ai regolamenti di cui al comma 10�;
2) l'ultimo periodo e' sostituito dal
seguente: �L'ARAN pu� avvalersi di esperti e collaboratori esterni con modalit� di
rapporto stabilite con i regolamenti adottati ai sensi del comma 10, nel rispetto
dell'articolo 7, commi 6 e seguenti.�.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto si provvede
alla nomina dei nuovi organi dell'ARAN di cui all'articolo 46, comma 5, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal comma 1. Fino alla nomina dei nuovi
organi, e comunque non oltre il termine di cui al precedente periodo, continuano ad
operare gli organi in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto. Art. 59. Modifiche all'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. L'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' sostituito dal
�Art. 47 (Procedimento di contrattazione collettiva). - 1.
Gli indirizzi per la contrattazione collettiva nazionale sono emanati dai Comitati di
settore prima di ogni rinnovo contrattuale.
2. Gli atti di indirizzo delle amministrazioni di cui all'articolo
41, comma 2, emanati dai rispettivi comitati di settore, sono sottoposti al Governo che,
nei successivi venti giorni, pu� esprimere le sue valutazioni per quanto attiene agli
aspetti riguardanti la compatibilit� con le linee di politica economica e finanziaria
nazionale. Trascorso inutilmente tale termine l'atto di indirizzo pu� essere inviato
all'ARAN.
3. Sono altres� inviati appositi atti di indirizzo all'ARAN in
tutti gli altri casi in cui e' richiesta una attivit� negoziale. L'ARAN informa
costantemente i comitati di settore e il Governo sullo svolgimento delle trattative.
4. L'ipotesi di accordo e' trasmessa dall'ARAN, corredata dalla
prescritta relazione tecnica, ai comitati di settore ed al Governo entro 10 giorni dalla
data di sottoscrizione. Per le amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 2, il
comitato di settore esprime il parere sul testo contrattuale e sugli oneri finanziari
diretti e indiretti a carico dei bilanci delle amministrazioni interessate.Fino alla data
di entrata in vigore dei decreti di attuazione della legge 5 maggio 2009, n. 42, il
Consiglio dei Ministri pu� esprimere osservazioni entro 20 giorni dall'invio del
contratto da parte dell'ARAN. Per le amministrazioni di cui al comma 3 del medesimo
articolo 41, il parere e' espresso dal Presidente del Consiglio dei Ministri, tramite il
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, previa deliberazione del
5. Acquisito il parere favorevole sull'ipotesi di accordo, nonche'
la verifica da parte delle amministrazioni interessate sulla copertura degli oneri
contrattuali, il giorno successivo l'ARAN trasmette la quantificazione dei costi
contrattuali alla Corte dei conti ai fini della certificazione di compatibilit� con gli
strumenti di programmazione e di bilancio di cui all'articolo 1-bis della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni. La Corte dei conti certifica l'attendibilit�
dei costi quantificati e la loro compatibilit� con gli strumenti di programmazione e di
bilancio. La Corte dei conti delibera entro quindici giorni dalla trasmissione della
quantificazione dei costi contrattuali, decorsi i quali la certificazione si intende
effettuata positivamente. L'esito della certificazione viene comunicato dalla Corte
all'ARAN, al comitato di settore e al Governo. Se la certificazione e' positiva, il
presidente dell'ARAN sottoscrive definitivamente il contratto collettivo.
6. La Corte dei conti pu� acquisire elementi istruttori e
valutazioni sul contratto collettivo da parte di tre esperti in materia di relazioni
sindacali e costo del lavoro individuati dal Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, tramite il Capo del Dipartimento della funzione pubblica di intesa con il
Capo del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, nell'ambito di un elenco
definito di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso delle
amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 2, la designazione di due esperti viene
effettuata dall'ANCI, dall' UPI e dalla Conferenza delle Regioni e delle province
7. In caso di certificazione non positiva della Corte dei conti le
parti contraenti non possono procedere alla sottoscrizione definitiva dell'ipotesi di
accordo. Nella predetta ipotesi, il Presidente dell'ARAN, d'intesa con il competente
comitato di settore, che pu� dettare indirizzi aggiuntivi, provvede alla riapertura delle
trattative ed alla sottoscrizione di una nuova ipotesi di accordo adeguando i costi
contrattuali ai fini delle certificazioni. In seguito alla sottoscrizione della nuova
ipotesi di accordo si riapre la procedura di certificazione prevista dai commi precedenti.
Nel caso in cui la certificazione non positiva sia limitata a singole clausole
contrattuali l'ipotesi pu� essere sottoscritta definitivamente ferma restando
l'inefficacia delle clausole contrattuali non positivamente certificate.
8. I contratti e accordi collettivi nazionali, nonche' le eventuali
interpretazioni autentiche sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana oltre che sul sito dell'ARAN e delle amministrazioni interessate.
9. Dal computo dei termini previsti dal presente articolo sono
esclusi i giorni considerati festivi per legge, nonche' il sabato.�. 2. Dopo l'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' inserito il
�Art. 47-bis (Tutela retributiva per i dipendenti
pubblici.). - 1. Decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
finanziaria che dispone in materia di rinnovi dei contratti collettivi per il periodo di
riferimento, gli incrementi previsti per il trattamento stipendiale possono essere erogati
in via provvisoria previa deliberazione dei rispettivi comitati di settore, sentite le
organizzazioni sindacali rappresentative. salvo conguaglio all'atto della stipulazione dei
2. In ogni caso a decorrere dal mese di aprile dell'anno successivo
alla scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro, qualora lo stesso non sia
ancora stato rinnovato e non sia stata disposta l'erogazione di cui al comma 1, e'
riconosciuta ai dipendenti dei rispettivi comparti di contrattazione, nella misura e con
le modalit� stabilite dai contratti nazionali, e comunque entro i limiti previsti dalla
legge finanziaria in sede di definizione delle risorse contrattuali,una copertura
economica che costituisce un'anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti
all'atto del rinnovo contrattuale.�. Art. 60. Modifiche all'articolo 48 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 48 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le
a) al comma 1, ultimo periodo, le parole: �40, comma 3.�
sono sostituite dalle seguenti: �40, comma 3 -bis.�;
b) il comma 2 e' sostituito dal seguente: �2. Per le
amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 2, nonche' per le universit� italiane, gli
enti pubblici non economici e gli enti e le istituzioni di ricerca, ivi compresi gli enti
e le amministrazioni di cui all'articolo 70, comma 4, gli oneri derivanti dalla
contrattazione collettiva nazionale sono determinati a carico dei rispettivi bilanci nel
rispetto dell'articolo 40, comma 3-quinquies. Le risorse per gli incrementi
retributivi per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali delle amministrazioni
regionali, locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale sono definite dal Governo,
nel rispetto dei vincoli di bilancio, del patto di stabilit� e di analoghi strumenti di
contenimento della spesa, previa consultazione con le rispettive rappresentanze
istituzionali del sistema delle autonomie.�;
c) il comma 6 e' abrogato. Art. 61. Modifica all'articolo 49 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. L'articolo 49 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' sostituito dal
�Art. 49 (Interpretazione autentica dei contratti collettivi).
- 1. Quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi, le parti
che li hanno sottoscritti si incontrano per definire consensualmente il significato delle
clausole controverse.
2. L'eventuale accordo di interpretazione autentica, stipulato con
le procedure di cui all'articolo 47, sostituisce la clausola in questione sin dall'inizio
della vigenza del contratto. Qualora tale accordo non comporti oneri aggiuntivi e non vi
sia divergenza sulla valutazione degli stessi, il parere del Presidente del Consiglio dei
Ministri e' espresso tramite il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.�. Art. 62. Modifiche all'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il comma 1 e'
sostituito dai seguenti: �1. Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni
per le quali e' stato assunto o alle mansioni equivalenti nell'ambito dell'area di
inquadramentoovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia
successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui all'articolo 35,
comma 1, lettera a). L'esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla
qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dell'inquadramento del lavoratore o
dell'assegnazione di incarichi di direzione.
1-bis. I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e
del personale docente della scuola, delle accademie, conservatori e istituti assimilati,
sono inquadrati in almeno tre distinte aree funzionali. Le progressioni all'interno della
stessa area avvengono secondo principi di selettivit�, in funzione delle qualit�
culturali e professionali, dell'attivit� svolta e dei risultati conseguiti, attraverso
l'attribuzione di fasce di merito. Le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso
pubblico, ferma restando la possibilit� per l'amministrazione di destinare al personale
interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una
riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso. La
valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno tre anni costituisce titolo
rilevante ai fini della progressione economica e dell'attribuzione dei posti riservati nei
concorsi per l'accesso all'area superiore.
1-ter. Per l'accesso alle posizioni economiche apicali
nell'ambito delle aree funzionali e' definita una quota di accesso nel limite complessivo
del 50 per cento da riservare a concorso pubblico sulla base di un corso concorso bandito
dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.�. Art. 63. Procedimenti negoziali per il personale ad ordinamento pubblicistico 1. All'articolo 112 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18,
al primo comma, le parole: �con cadenza quadriennale per gli aspetti giuridici e biennale
per quelli economici� sono sostituite dalle seguenti: �con cadenza triennale tanto per
la parte economica che normativa�. Fermo quanto disposto dal primo periodo, al fine di
garantire il parallelismo temporale della disciplina della carriera diplomatica rispetto a
quella degli altri comparti del settore pubblico, il decreto del Presidente della
Repubblica emanato in riferimento al quadriennio 2008-2011 ha durata limitata al biennio
2008-2009 anche per gli aspetti giuridici.
2. All'articolo 7 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, il comma 12 e'
sostituito dal seguente: �12. La disciplina emanata con i decreti del Presidente della
Repubblica di cui al comma 11 ha durata triennale tanto per la parte economica che
normativa, a decorrere dai termini di scadenza previsti dai precedenti decreti, e conserva
efficacia fino alla data di entrata in vigore dei decreti successivi.�.
3. All'articolo 26 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, il comma 3 e'
sostituito dal seguente: �3. La disciplina emanata con il decreto di cui al comma 2 ha
durata triennale tanto per la parte economica che normativa a decorrere dal termine di
scadenza previsto dal precedente decreto e conserva efficacia fino alla data di entrata in
vigore del decreto successivo.�.
4. All'articolo 34 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, il comma 2 e'
sostituito dal seguente: �2. Il procedimento negoziale di cui al comma 1 si conclude con
l'emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica, la cui disciplina ha durata
triennale tanto per la parte economica che normativa.�.
5. All'articolo 80 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, il comma 2 e'
6. Il comma 6 degli articoli 37 e 83 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217,
e' sostituito dal seguente: �6. Nel caso in cui la Corte dei conti, in sede di esercizio
del controllo preventivo di legittimit� sul decreto di cui al comma 5, richieda
chiarimenti o elementi integrativi, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 14
gennaio 1994, n. 20, le controdeduzioni devono essere trasmesse entro quindici giorni.�.
7. All'articolo 20 del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, il comma 3 e'
durata triennale tanto per la parte economica che normativa, a decorrere dal termine di
vigore del decreto successivo.�. Art. 64. Modifiche all'articolo 43 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 1. All'articolo 43, comma 5, le parole: �40, comma 3� sono sostituite dalle seguenti:
�40, commi 3-bis e seguenti�. Art. 65. Adeguamento ed efficacia dei contratti collettivi vigenti 1. Entro il 31 dicembre 2010, le parti adeguano i contratti collettivi integrativi
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto alle disposizioni riguardanti
la definizione degli ambiti riservati, rispettivamente, alla contrattazione collettiva e
alla legge, nonche' a quanto previsto dalle disposizioni del Titolo III del presente
2. In caso di mancato adeguamento ai sensi del comma 1, i contratti collettivi
integrativi vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto cessano la loro
efficacia dal 1� gennaio 2011 e non sono ulteriormente applicabili.
3. In via transitoria, con riferimento al periodo contrattuale immediatamente
successivo a quello in corso, definiti i comparti e le aree di contrattazione ai sensi
degli articoli 40, comma 2, e 41, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
come sostituiti, rispettivamente, dagli articoli 54 e 56 del presente decreto legislativo,
l'ARAN avvia le trattative contrattuali con le organizzazioni sindacali e le
confederazioni rappresentative, ai sensi dell'articolo 43, commi 1 e 2, del decreto
legislativo n. 165 del 2001, nei nuovi comparti ed aree di contrattazione collettiva,
sulla base dei dati associativi ed elettorali rilevati per il biennio contrattuale
2008-2009. Conseguentemente, in deroga all'articolo 42, comma 4, del predetto decreto
legislativo n. 165 del 2001, sono prorogati gli organismi di rappresentanza del personale
anche se le relative elezioni siano state gi� indette. Le elezioni relative al rinnovo
dei predetti organismi di rappresentanza si svolgeranno, con riferimento ai nuovi comparti
di contrattazione, entro il 30 novembre 2010.
4. Relativamente al comparto regioni e autonomie locali, i termini di cui ai commi 1 e
2 sono fissati rispettivamente al 31 dicembre 2011 e al 31 dicembre 2012, fermo restando
quanto previsto dall'articolo 30, comma 4.
5. Le disposizioni relative alla contrattazione collettiva nazionale di cui al presente
decreto legislativo si applicano dalla tornata successiva a quella in corso. Art. 66. Abrogazioni 1. Sono abrogati:
a) l'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e successive modificazioni;
b) l'articolo 28, comma 2, del decreto legislativo 19 maggio
2000, n. 139;
c) gli articoli 36, comma 2, e 82, comma 2, del decreto
legislativo 13 ottobre 2005, n. 217;
d) l'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 15
e) l'articolo 67, commi da 7 a 12, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
2. All'articolo 11, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre
1997, n. 465, e successive modificazioni, le parole: �, sulla base delle direttive
impartite dal Governo all'ARAN, sentite l'ANCI e l'UPI� sono soppresse. E'
conseguentemente abrogato l'articolo 23 del decreto legislativo 29 ottobre 1998, n. 387.
3. All'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il terzo,
il quarto ed il quinto periodo sono soppressi. L'Ente nazionale aviazione civile (ENAC),
l'Agenzia spaziale italiana - (ASI), il Centro nazionale per l'informatica per la pubblica
amministrazione (CNIPA), l'UNIONCAMERE ed il Consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro (CNEL) sono ricollocati nell'ambito dei comparti e aree di contrattazione
collettiva ai sensi dell'articolo 40, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e
ad essi si applica interamente il Titolo III del medesimo decreto legislativo. CAPO V Sanzioni disciplinari e responsabilit� dei dipendenti pubblici Art. 67. Oggetto e finalit� 1. In attuazione dell'articolo 7 della legge 4 marzo 2009, n. 15, le disposizioni del
presente Capo recano modifiche in materia di sanzioni disciplinari e responsabilit� dei
dipendenti delle amministrazioni pubbliche in relazione ai rapporti di lavoro di cui
all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di potenziare il
livello di efficienza degli uffici pubblici e di contrastare i fenomeni di scarsa
produttivit� ed assenteismo.
2. Resta ferma la devoluzione al giudice ordinario delle controversie relative al
procedimento e alle sanzioni disciplinari, ai sensi dell'articolo 63 del decreto
legislativo n. 165 del 2001. Art. 68. Ambito di applicazione, codice disciplinare, procedure di
conciliazione 1. L'articolo 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e' sostituito dal
�Art. 55 (Responsabilit�, infrazioni e sanzioni, procedure conciliative). - 1.
Le disposizioni del presente articolo e di quelli seguenti, fino all'articolo 55-octies,
costituiscono norme imperative, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419,
secondo comma, del codice civile, e si applicano ai rapporti di lavoro di cui all'articolo
2, comma 2, alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma
2. Ferma la disciplina in materia di responsabilit� civile,
amministrativa, penale e contabile, ai rapporti di lavoro di cui al comma 1 si applica
l'articolo 2106 del codice civile. Salvo quanto previsto dalle disposizioni del presente
Capo, la tipologia delle infrazioni e delle relative sanzioni e' definita dai contratti
collettivi. La pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione del codice
disciplinare, recante l'indicazione delle predette infrazioni e relative sanzioni,
equivale a tutti gli effetti alla sua affissione all'ingresso della sede di lavoro.
3. La contrattazione collettiva non pu� istituire procedure di
impugnazione dei provvedimenti disciplinari. Resta salva la facolt� di disciplinare
mediante i contratti collettivi procedure di conciliazione non obbligatoria, fuori dei
casi per i quali e' prevista la sanzione disciplinare del licenziamento, da instaurarsi e
concludersi entro un termine non superiore a trenta giorni dalla contestazione
dell'addebito e comunque prima dell'irrogazione della sanzione. La sanzione concordemente
determinata all'esito di tali procedure non pu� essere di specie diversa da quella
prevista, dalla legge o dal contratto collettivo, per l'infrazione per la quale si procede
e non e' soggetta ad impugnazione. I termini del procedimento disciplinare restano sospesi
dalla data di apertura della procedura conciliativa e riprendono a decorrere nel caso di
conclusione con esito negativo. Il contratto collettivo definisce gli atti della procedura
4. Fermo quanto previsto nell'articolo 21, per le infrazioni
disciplinari ascrivibili al dirigente ai sensi degli articoli 55-bis, comma 7, e
55-sexies, comma 3, si applicano, ove non diversamente stabilito dal contratto
collettivo, le disposizioni di cui al comma 4 del predetto articolo 55-bis, ma le
determinazioni conclusive del procedimento sono adottate dal dirigente generale o titolare
di incarico conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 3.�. Art. 69. Disposizioni relative al procedimento disciplinare 1. Dopo l'articolo 55 del decreto legislativo n. 165 del 2001 sono inseriti i seguenti:
�Art. 55-bis (Forme e termini del procedimento
disciplinare). - 1. Per le infrazioni di minore gravit�, per le quali e' prevista
l'irrogazione di sanzioni superiori al rimprovero verbale ed inferiori alla sospensione
dal servizio con privazione della retribuzione per pi� di dieci giorni, il procedimento
disciplinare, se il responsabile della struttura ha qualifica dirigenziale, si svolge
secondo le disposizioni del comma 2. Quando il responsabile della struttura non ha
qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni pi� gravi di
quelle indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge secondo le
disposizioni del comma 4. Alle infrazioni per le quali e' previsto il rimprovero verbale
si applica la disciplina stabilita dal contratto collettivo.
2. Il responsabile, con qualifica dirigenziale, della struttura in
cui il dipendente lavora, anche in posizione di comando o di fuori ruolo, quando ha
notizia di comportamenti punibili con taluna delle sanzioni disciplinari di cui al comma
1, primo periodo, senza indugio e comunque non oltre venti giorni contesta per iscritto
l'addebito al dipendente medesimo e lo convoca per il contraddittorio a sua difesa, con
l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione
sindacale cui il lavoratore aderisce o conferisce mandato, con un preavviso di almeno
dieci giorni. Entro il termine fissato, il dipendente convocato, se non intende
presentarsi, pu� inviare una memoria scritta o, in caso di grave ed oggettivo
impedimento, formulare motivata istanza di rinvio del termine per l'esercizio della sua
difesa. Dopo l'espletamento dell'eventuale ulteriore attivit� istruttoria, il
responsabile della struttura conclude il procedimento, con l'atto di archiviazione o di
irrogazione della sanzione, entro sessanta giorni dalla contestazione dell'addebito. In
caso di differimento superiore a dieci giorni del termine a difesa, per impedimento del
dipendente, il termine per la conclusione del procedimento e' prorogato in misura
corrispondente. Il differimento pu� essere disposto per una sola volta nel corso del
procedimento. La violazione dei termini stabiliti nel presente comma comporta, per
dall'esercizio del diritto di difesa.
3. Il responsabile della struttura, se non ha qualifica dirigenziale
ovvero se la sanzione da applicare e' pi� grave di quelle di cui al comma 1, primo
periodo, trasmette gli atti, entro cinque giorni dalla notizia del fatto, all'ufficio
individuato ai sensi del comma 4, dandone contestuale comunicazione all'interessato.
4. Ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento,
individua l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari ai sensi del comma 1,
secondo periodo. Il predetto ufficio contesta l'addebito al dipendente, lo convoca per il
contraddittorio a sua difesa, istruisce e conclude il procedimento secondo quanto previsto
nel comma 2, ma, se la sanzione da applicare e' pi� grave di quelle di cui al comma 1,
primo periodo, con applicazione di termini pari al doppio di quelli ivi stabiliti e salva
l'eventuale sospensione ai sensi dell'articolo 55-ter. Il termine per la
contestazione dell'addebito decorre dalla data di ricezione degli atti trasmessi ai sensi
del comma 3 ovvero dalla data nella quale l'ufficio ha altrimenti acquisito notizia
dell'infrazione, mentre la decorrenza del termine per la conclusione del procedimento
resta comunque fissata alla data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione,
anche se avvenuta da parte del responsabile della struttura in cui il dipendente lavora.
La violazione dei termini di cui al presente comma comporta, per l'amministrazione, la
decadenza dall'azione disciplinare ovvero, per il dipendente, dall'esercizio del diritto
5. Ogni comunicazione al dipendente, nell'ambito del procedimento
disciplinare, e' effettuata tramite posta elettronica certificata, nel caso in cui il
dipendente dispone di idonea casella di posta, ovvero tramite consegna a mano. Per le
comunicazioni successive alla contestazione dell'addebito, il dipendente pu� indicare,
altres�, un numero di fax, di cui egli o il suo procuratore abbia la disponibilit�. In
alternativa all'uso della posta elettronica certificata o del fax ed altres� della
consegna a mano, le comunicazioni sono effettuate tramite raccomandata postale con
ricevuta di ritorno. Il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del
procedimento. E' esclusa l'applicazione di termini diversi o ulteriori rispetto a quelli
6. Nel corso dell'istruttoria, il capo della struttura o l'ufficio
per i procedimenti disciplinari possono acquisire da altre amministrazioni pubbliche
informazioni o documenti rilevanti per la definizione del procedimento. La predetta
attivit� istruttoria non determina la sospensione del procedimento, ne' il differimento
dei relativi termini.
7. Il lavoratore dipendente o il dirigente, appartenente alla stessa
amministrazione pubblica dell'incolpato o ad una diversa, che, essendo a conoscenza per
ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un procedimento
disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato motivo, la collaborazione richiesta
dall'autorit� disciplinare procedente ovvero rende dichiarazioni false o reticenti, e'
soggetto all'applicazione, da parte dell'amministrazione di appartenenza, della sanzione
disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, commisurata
alla gravit� dell'illecito contestato al dipendente, fino ad un massimo di quindici
8. In caso di trasferimento del dipendente, a qualunque titolo, in
un'altra amministrazione pubblica, il procedimento disciplinare e' avviato o concluso o la
sanzione e' applicata presso quest'ultima. In tali casi i termini per la contestazione
dell'addebito o per la conclusione del procedimento, se ancora pendenti, sono interrotti e
9. In caso di dimissioni del dipendente, se per l'infrazione
commessa e' prevista la sanzione del licenziamento o se comunque e' stata disposta la
sospensione cautelare dal servizio, il procedimento disciplinare ha egualmente corso
secondo le disposizioni del presente articolo e le determinazioni conclusive sono assunte
ai fini degli effetti giuridici non preclusi dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Art. 55-ter (Rapporti fra procedimento disciplinare e
procedimento penale). - 1. Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in
tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorit� giudiziaria, e'
proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale. Per le infrazioni di
minore gravit�, di cui all'articolo 55-bis, comma 1, primo periodo, non e' ammessa
la sospensione del procedimento. Per le infrazioni di maggiore gravit�, di cui
all'articolo 55-bis, comma 1, secondo periodo, l'ufficio competente, nei casi di
particolare complessit� dell'accertamento del fatto addebitato al dipendente e quando
all'esito dell'istruttoria non dispone di elementi sufficienti a motivare l'irrogazione
della sanzione, pu� sospendere il procedimento disciplinare fino al termine di quello
penale, salva la possibilit� di adottare la sospensione o altri strumenti cautelari nei
confronti del dipendente.
2. Se il procedimento disciplinare, non sospeso, si conclude con
l'irrogazione di una sanzione e, successivamente, il procedimento penale viene definito
con una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosce che il fatto addebitato al
dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o che il dipendente medesimo non
lo ha commesso, l'autorit� competente, ad istanza di parte da proporsi entro il termine
di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilit� della pronuncia penale, riapre il
procedimento disciplinare per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in relazione
all'esito del giudizio penale.
3. Se il procedimento disciplinare si conclude con l'archiviazione
ed il processo penale con una sentenza irrevocabile di condanna, l'autorit� competente
riapre il procedimento disciplinare per adeguare le determinazioni conclusive all'esito
del giudizio penale. Il procedimento disciplinare e' riaperto, altres�, se dalla sentenza
irrevocabile di condanna risulta che il fatto addebitabile al dipendente in sede
disciplinare comporta la sanzione del licenziamento, mentre ne e' stata applicata una
diversa. 4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3 il procedimento disciplinare e',
rispettivamente, ripreso o riaperto entro sessanta giorni dalla comunicazione della
sentenza all'amministrazione di appartenenza del lavoratore ovvero dalla presentazione
dell'istanza di riapertura ed e' concluso entro centottanta giorni dalla ripresa o dalla
riapertura. La ripresa o la riapertura avvengono mediante il rinnovo della contestazione
dell'addebito da parte dell'autorit� disciplinare competente ed il procedimento prosegue
secondo quanto previsto nell'articolo 55-bis. Ai fini delle determinazioni
conclusive, l'autorit� procedente, nel procedimento disciplinare ripreso o riaperto,
applica le disposizioni dell'articolo 653, commi 1 ed 1-bis, del codice di
Art. 55-quater (Licenziamento disciplinare). - 1.
Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e
salve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione
a) falsa attestazione della presenza in
servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre
modalit� fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una
certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia;
b) assenza priva di valida giustificazione
per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o
comunque per pi� di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa
del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato
c) ingiustificato rifiuto del
trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio;
d) falsit� documentali o dichiarative
commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di
e) reiterazione nell'ambiente di lavoro di
gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore
e della dignit� personale altrui;
f) condanna penale definitiva, in
relazione alla quale e' prevista l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero
l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro.
2. Il licenziamento in sede disciplinare e' disposto, altres�, nel
caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio,
per la quale l'amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni
legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni
pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo e' dovuto alla reiterata
violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme
legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e
provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui
all'articolo 54.
3. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), d), e)
ed f), il licenziamento e' senza preavviso.
- 1. Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica
l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalit� fraudolente,
ovvero giustifica l'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o
falsamente attestante uno stato di malattia e' punito con la reclusione da uno a cinque
anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. La medesima pena si applica al medico e a
responsabilit� penale e disciplinare e le relative sanzioni, e' obbligato a risarcire il
danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per
i quali sia accertata la mancata prestazione, nonche' il danno all'immagine subiti
3. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena
per il delitto di cui al comma 1 comporta, per il medico, la sanzione disciplinare della
radiazione dall'albo ed altres�, se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se
convenzionato con il servizio sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la
decadenza dalla convenzione. Le medesime sanzioni disciplinari si applicano se il medico,
in relazione all'assenza dal servizio, rilascia certificazioni che attestano dati clinici
non direttamente constatati ne' oggettivamente documentati.
Art. 55-sexies (Responsabilit� disciplinare per condotte
pregiudizievoli per l'amministrazione e limitazione della responsabilit� per l'esercizio
dell'azione disciplinare). - 1. La condanna della pubblica amministrazione al
risarcimento del danno derivante dalla violazione, da parte del lavoratore dipendente,
degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da norme legislative o
regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti
dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'articolo 54,
comporta l'applicazione nei suoi confronti, ove gi� non ricorrano i presupposti per
l'applicazione di un'altra sanzione disciplinare, della sospensione dal servizio con
privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi,
in proporzione all'entit� del risarcimento.
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, il lavoratore, quando
cagiona grave danno al normale funzionamento dell'ufficio di appartenenza, per
inefficienza o incompetenza professionale accertate dall'amministrazione ai sensi delle
disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle
amministrazioni pubbliche, e' collocato in disponibilit�, all'esito del procedimento
disciplinare che accerta tale responsabilit�, e si applicano nei suoi confronti le
disposizioni di cui all'articolo 33, comma 8, e all'articolo 34, commi 1, 2, 3 e 4. Il
provvedimento che definisce il giudizio disciplinare stabilisce le mansioni e la qualifica
per le quali pu� avvenire l'eventuale ricollocamento. Durante il periodo nel quale e'
collocato in disponibilit�, il lavoratore non ha diritto di percepire aumenti retributivi
3. Il mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare,
dovuti all'omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento
disciplinare o a valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o
manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza
disciplinare, comporta, per i soggetti responsabili aventi qualifica dirigenziale,
l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione
della retribuzione in proporzione alla gravit� dell'infrazione non perseguita, fino ad un
massimo di tre mesi in relazione alle infrazioni sanzionabili con il licenziamento, ed
altres� la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a
quello spettante per il doppio del periodo della durata della sospensione. Ai soggetti non
servizio con privazione della retribuzione, ove non diversamente stabilito dal contratto
4. La responsabilit� civile eventualmente configurabile a carico
del dirigente in relazione a profili di illiceit� nelle determinazioni concernenti lo
svolgimento del procedimento disciplinare e' limitata, in conformit� ai principi
generali, ai casi di dolo o colpa grave.
Art. 55-septies (Controlli sulle assenze). - 1.
Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e,
in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene
giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura
sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica
e' inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la
rilascia, all'Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalit� stabilite
per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa
vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto
dall'articolo 50, comma 5-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, introdotto
dall'articolo 1, comma 810, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto
e' immediatamente inoltrata, con le medesime modalit�, all'amministrazione interessata.
3. L'Istituto nazionale della previdenza sociale, gli enti del
servizio sanitario nazionale e le altre amministrazioni interessate svolgono le attivit�
di cui al comma 2 con le risorse finanziarie, strumentali e umane disponibili a
legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4. L'inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica
della certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia di cui al comma
2 costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta l'applicazione
della sanzione del licenziamento ovvero, per i medici in rapporto convenzionale con le
aziende sanitarie locali, della decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai
5. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza
della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto
delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilit� del
lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, sono
stabilite con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.
6. Il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora
nonche' il dirigente eventualmente preposto all'amministrazione generale del personale,
secondo le rispettive competenze, curano l'osservanza delle disposizioni del presente
articolo, in particolare al fine di prevenire o contrastare, nell'interesse della
funzionalit� dell'ufficio, le condotte assenteistiche. Si applicano, al riguardo, le
Art. 55-octies (Permanente inidoneit� psicofisica). -
1. Nel caso di accertata permanente inidoneit� psicofisica al servizio dei dipendenti
delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 2, l'amministrazione pu�
risolvere il rapporto di lavoro. Con regolamento da emanarsi, ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati, per il
personale delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, nonche' degli enti
pubblici non economici:
a) la procedura da adottare per la
verifica dell'idoneit� al servizio, anche ad iniziativa dell'Amministrazione;
b) la possibilit� per l'amministrazione,
nei casi di pericolo per l'incolumit� del dipendente interessato nonche' per la sicurezza
degli altri dipendenti e degli utenti, di adottare provvedimenti di sospensione cautelare
dal servizio, in attesa dell'effettuazione della visita di idoneit�, nonche' nel caso di
mancata presentazione del dipendente alla visita di idoneit�, in assenza di giustificato
c) gli effetti sul trattamento giuridico
ed economico della sospensione di cui alla lettera b), nonche' il contenuto e gli
effetti dei provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in seguito
all'effettuazione della visita di idoneit�;
d) la possibilit�, per l'amministrazione,
di risolvere il rapporto di lavoro nel caso di reiterato rifiuto, da parte del dipendente,
di sottoporsi alla visita di idoneit�.
Art. 55-novies (Identificazione del personale a contatto
con il pubblico). - 1. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono
attivit� a contatto con il pubblico sono tenuti a rendere conoscibile il proprio
nominativo mediante l'uso di cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la
2. Dall'obbligo di cui al comma 1 e' escluso il personale
individuato da ciascuna amministrazione sulla base di categorie determinate, in relazione
ai compiti ad esse attribuiti, mediante uno o pi� decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri o del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, su proposta
del Ministro competente ovvero, in relazione al personale delle amministrazioni pubbliche
non statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano o di Conferenza Stato-citt� ed
autonomie locali.�. Art. 70. Comunicazione della sentenza 1. Dopo l'articolo 154-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e'
inserito il seguente: �Art. 154-ter (Comunicazione della sentenza). - 1. La
cancelleria del giudice che ha pronunciato sentenza penale nei confronti di un lavoratore
dipendente di un'amministrazione pubblica ne comunica il dispositivo all'amministrazione
di appartenenza e, su richiesta di questa, trasmette copia integrale del provvedimento. La
comunicazione e la trasmissione sono effettuate con modalit� telematiche, ai sensi del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, entro trenta giorni dalla data del deposito.�. Art. 71. Ampliamento dei poteri ispettivi 1. All'articolo 60 del decreto legislativo n. 165 del 2001, il comma 6 e' sostituito
�6. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica e' istituito l'Ispettorato per la funzione pubblica, che opera
alle dirette dipendenze del Ministro delegato. L'Ispettorato vigila e svolge verifiche
sulla conformit� dell'azione amministrativa ai principi di imparzialit� e buon
andamento, sull'efficacia della sua attivit� con particolare riferimento alle riforme
volte alla semplificazione delle procedure, sul corretto conferimento degli incarichi,
sull'esercizio dei poteri disciplinari, sull'osservanza delle disposizioni vigenti in
materia di controllo dei costi, dei rendimenti, dei risultati, di verifica dei carichi di
lavoro. Collabora alle verifiche ispettive di cui al comma 5. Nell'ambito delle proprie
verifiche, l'Ispettorato pu� avvalersi della Guardia di Finanza che opera nell'esercizio
dei poteri ad essa attribuiti dalle leggi vigenti. Per le predette finalit� l'Ispettorato
si avvale altres� di un numero complessivo di dieci funzionari scelti tra esperti del
Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero dell'interno, o comunque tra il
personale di altre amministrazioni pubbliche, in posizione di comando o fuori ruolo, per
il quale si applicano l'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e
l'articolo 56, comma 7, del Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli
impiegati civili dello Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio
1957, n. 3, e successive modificazioni. Per l'esercizio delle funzioni ispettive connesse,
in particolare, al corretto conferimento degli incarichi e ai rapporti di collaborazione,
svolte anche d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, l'Ispettorato si
avvale dei dati comunicati dalle amministrazioni al Dipartimento della funzione pubblica
ai sensi dell'articolo 53. L'Ispettorato, inoltre, al fine di corrispondere a segnalazioni
da parte di cittadini o pubblici dipendenti circa presunte irregolarit�, ritardi o
inadempienze delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, pu� richiedere
chiarimenti e riscontri in relazione ai quali l'amministrazione interessata ha l'obbligo
di rispondere, anche per via telematica, entro quindici giorni. A conclusione degli
accertamenti, gli esiti delle verifiche svolte dall'ispettorato costituiscono obbligo di
valutazione, ai fini dell'individuazione delle responsabilit� e delle eventuali sanzioni
disciplinari di cui all'articolo 55, per l'amministrazione medesima. Gli ispettori,
nell'esercizio delle loro funzioni, hanno piena autonomia funzionale ed hanno l'obbligo,
ove ne ricorrano le condizioni, di denunciare alla Procura generale della Corte dei conti
le irregolarit� riscontrate.�. Art. 72. Abrogazioni 1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) articolo 71, commi 2 e 3, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
b) articoli da 502 a 507 del decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297; c) l'articolo 56 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
2. All'articolo 5, comma 4, della legge 27 marzo 2001, n. 97, le parole: �, salvi
termini diversi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro,� sono soppresse. Art. 73. Norme transitorie 1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto non e' ammessa, a pena di
nullit�, l'impugnazione di sanzioni disciplinari dinanzi ai collegi arbitrali di
disciplina. I procedimenti di impugnazione di sanzioni disciplinari pendenti dinanzi ai
predetti collegi alla data di entrata in vigore del presente decreto sono definiti, a pena
di nullit� degli atti, entro il termine di sessanta giorni decorrente dalla predetta
2. L'obbligo di esposizione di cartellini o targhe identificativi, previsto
dall'articolo 55-novies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto
dall'articolo 69 del presente decreto, decorre dal novantesimo giorno successivo
all'entrata in vigore del presente decreto.
3. Le disposizioni di legge, non incompatibili con quelle del presente decreto,
concernenti singole amministrazioni e recanti fattispecie sanzionatorie specificamente
concernenti i rapporti di lavoro del personale di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, continuano ad essere applicabili fino al primo rinnovo
del contratto collettivo di settore successivo alla data di entrata in vigore del presente
decreto. TITOLO V NORME FINALI E TRANSITORIE Art. 74. Ambito di applicazione 1. Gli articoli 11, commi 1 e 3, da 28 a 30, da 33 a 36, 54, 57, 61, 62, comma 1, 64,
65, 66, 68, 69 e 73, commi 1 e 3, rientrano nella potest� legislativa esclusiva
esercitata dallo Stato, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere l) ed m),
della Costituzione. 2. Gli articoli 3, 4, 5, comma 2, 7, 9, 15, comma 1, 17, comma 2, 18, 23, commi 1 e 2,
24, commi 1 e 2, 25, 26, 27, comma 1, e l'articolo 62, commi 1-bis e 1-ter
recano norme di diretta attuazione dell'articolo 97 della Costituzione e costituiscono
principi generali dell'ordinamento ai quali si adeguano le regioni e gli enti locali,
anche con riferimento agli enti del Servizio sanitario nazionale, negli ambiti di
3. Con uno o pi� decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono determinati,
in attuazione dell'articolo 2, comma 5, della legge 4 marzo 2009, n.15, limiti e modalit�
di applicazione delle disposizioni, anche inderogabili, del presente decreto alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche con riferimento alla definizione del comparto
autonomo di contrattazione collettiva, in considerazione della peculiarit� del relativo
ordinamento, che discende dagli articoli 92 e 95 della Costituzione. Fino alla data di
entrata in vigore di ciascuno di tali decreti, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
continua ad applicarsi la normativa previgente.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca e con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sono determinati i limiti e le modalit� di applicazione delle diposizioni dei
Titoli II e III del presente decreto al personale docente della scuola e delle istituzioni
di alta formazione artistica e musicale, nonche' ai tecnologi e ai ricercatori degli enti
di ricerca. Resta comunque esclusa la costituzione degli Organismi di cui all'articolo 14
nell'ambito del sistema scolastico e delle istituzioni di alta formazione artistica e
5. Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano nei confronti delle
compatibilmente con le attribuzioni previste dagli statuti e dalle relative norme di

References: articolo 60
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 articolo 11
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
in fine
 Art. 40
in fine
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
in fine
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
in fine
 Art. 52
 articolo
1
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 Art. 56
 Art. 57
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