Source: http://sguardisuigeneris.blogspot.it/2012/03/
Timestamp: 2018-05-24 13:21:48+00:00

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Sguardi sui Generis: marzo 2012
Con preghiera di diffusione della resistenza!
Inoltriamo l'appello del movimento NO TAV dal sito notav.info
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Pubblicato da Sguardi sui Generis a 11:59 0 commenti
Oggi a Torino si è svolta la manifestazione per l'8 marzo. Piú di 500 donne hanno sfilato per il centro cittadino rispondendo all'appello dei collettivi e delle singole riunite nell'assemblea per l'8 marzo. Il corteo è stato fortemente caratterizzato dalla presenza di numerose donne No Tav che hanno costruito uno spezzone aperto dallo striscione “Partigiane della terra e del futuro”. Oltre ad aver ribadito le ragioni della loro lotta, hanno denunciato a gran voce le violenze perpetrate dalla polizia che occupa e militarizza il territorio della Val Susa.
La giornata è iniziata in piazza Castello, sotto la sede della Regione, luogo simbolo delle politiche di attacco all'autodeterminazione e alla libertà di scelta delle donne, in particolare attraverso la proposta di legge 160 che promuove l'ingresso dei volontari antiabortisti nei consultori pubblici e l'istituzione di un fondo destinato alle donne che decidono di non abortire, senza preoccuparsi di offrire un reale sostegno alla maternità consapevole.
La Regione ha le sue responsabilità anche rispetto ai continui tagli alla sanità, ai servizi e agli asili, obbligando le donne a sostituirsi ad un welfare sempre più evanescente e in via di estinzione. Ancora una volta, anche a causa della nuova riforma del lavoro, le donne si ritrovano sempre piú precarie all'interno del mercato del lavoro e sempre più schiave tra le mura domestiche. Il corteo ha poi attraversato via Roma fermandosi davanti al negozio Golden Point per ribadire la solidarietà alle operaie Omsa in lotta da mesi per difendere il proprio posto di lavoro contro la volontà del padrone dell'azienda di delocalizzare l'intera produzione all'estero per assicurarsi maggiori profitti. In piazza San Carlo il corteo ha fatto tappa di fronte alla banca San Paolo, dove le donne della Rete contro il debito sono intervenute a sottolineare le fortissime responsabilità degli istituti bancari nella crisi in atto.
Il corteo si è concluso di fronte alla stazione di Porta Nuova militarizzata da un ingente schieramento di celerini che sono stati fatti oggetto di scherno da parte delle manifestanti che hanno cantato in coro: “Sbirri, sbirri, ma che che ci state a fare, a casa ci sono i piatti da lavare!”.
Oggi siamo scese in piazza in occasione dell'8 marzo ma senza dimenticare che le donne lottano tutto l'anno e sono presenti e protagoniste con la loro forza e determinazione su più fronti, da Torino alla Val Susa, nelle università, nei posti di lavoro come tra le mura domestiche.
Assemblea per l'8 marzo
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Pubblicato da Sguardi sui Generis a 11:05 0 commenti
Chiediamo alle donne che si mobiliteranno per l'otto marzo di accogliere la nostra bandiera come segno di solidarietà nei confronti del movimento no tav e contro la dura repressione che sta subendo.
Pubblicato da Sguardi sui Generis a 11:04 0 commenti
Questo è un 8 marzo particolare per noi donne che viviamo in Piemonte.
I tagli alla sanità, ai servizi e agli asili, le proposte di legge che promuovono l’ingresso degli antiabortisti nei consultori pubblici, la controriforma del mercato del lavoro che aumenta la precarietà e annulla i diritti, lo spreco di risorse pubbliche per grandi opere inutili e dannose alla popolazione. In tutto il paese si stanno moltiplicando una serie di interventi legislativi che mettono sotto attacco l’autodeterminazione e la libertà di scelta delle donne. La proposta di legge regionale 160, oltre ad imporre la presenza dei movimenti antiabortisti nei consultori, prevede lo stanziamento di 3 milioni di euro per un “Fondo per la vita” per le donne che decidono di non abortire, senza ipotizzare azioni di sostegno reale alla maternità liberamente scelta. Per noi donne, un ricatto inaccettabile!
Tagliano e privatizzano i servizi pubblici e insieme le nostre condizioni di lavoro e di vita peggiorano sempre più. Tutto questo ci costringe alla finta scelta di rimanere a casa per svolgere lavori di cura, sopperendo ad un welfare evanescente e in via d’estinzione. Si fa del denaro pubblico uno strumento irresponsabile di persuasione e non di sostegno ed emancipazione. Non si tiene conto delle reali condizioni materiali delle donne: dai disagi nel mercato del lavoro, nella famiglia, ai problemi di violenza e di discriminazione, ancora pane quotidiano di questo paese. Guadagnamo di meno, siamo sempre più precarie e la crisi che sta investendo l’intero sistema ci colpisce in maniera brutale e violenta al lavoro come a casa.
Violenza del sistema e violenza sulle donne sono due facce della stessa medaglia. E il prezzo che noi paghiamo è sempre doppio!
Noi a casa non ci torniamo! Rivendichiamo ovunque il nostro diritto all’autodeterminazione e a decidere sulle nostre esistenze e sui nostri corpi. Come le donne NoTav, che da anni lottano e difendono il loro territorio, scendiamo in strada e riprendiamoci la nostra vita.
Assemblea per l'8 Marzo.
Pubblicato da Sguardi sui Generis a 16:04 0 commenti
L'ultima settimana è stata teatro di una possente campagna mediatica volta a delegittimare e criminalizzare il movimento notav. Si sono spesi fiumi d'inchiostro per divulgare improbabili distorsioni della cronaca, per avanzare analisi patetiche e per fare da cassa di risonanza alle dichiarazioni di governo. Ognuno di questi articoli ha un portato di violenza insopportabile – quello che solo la menzogna sa avere. Un articolo in particolare, tuttavia, esibisce una sorta di surplus di violenza – quello che solo il sessismo sa esercitare attraverso il suo immaginario. Ci si riferisce all'articolo dal titolo No Tav: le donne sconfitte della Val Susa comparso online un paio di giorni fa sul supplemento femminile del Corriere della sera.
Pubblicato da Sguardi sui Generis a 11:32 0 commenti
Donne NoTav: l'unica sconfitta è la retorica di Stato.
Nelle giornate di lotta e di resistenza che si sono susseguite questa settimana nella Val di Susa ed in tutta Italia (e non solo), i giornari di regime continuano a distinguersi per la sconcertante capacità di inventare ed alimentare menzogne, falsità e deliri.
Nella giornata di ieri fa la sua comparsa questo articolo (qui) sul già poco interessante giornale IoDonna. Una finta analisi priva di qualsiasi logica o credibilità, allibente per la sua sudditanza e per il tipo di ricostruzione del movimento NoTav, del solito ritornello dei "buoni" che lasciano la lotta in mano ai "cattivi", in particolare ponendo l'accento su un supposto immaginario della donna NoTav "giusta" e di quella "sbagliata".
Molte le risposte dal web, ne proponiamo qui di seguito qualcuna, per ricordare che le narrazioni della Valle e della sua lotta sono quelle di chi in Valle ci sta, ci vive, ci passa le notti e le giornate, di tutt* coloro che, in sostanza, per la Valle stanno combattendo.
Femminismo a Sud: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/03/02/le-donne-notav-e-la-retorica-della-sottomissione/
Notav.info: http://www.notav.info/senza-categoria/le-donne-sconfitte-della-val-susa-sicuro/
Senza Soste: http://www.senzasoste.it/genere/la-propaganda-di-regime-contro-i-no-tav-ora-tocca-alle-donne
Pubblicato da Sguardi sui Generis a 22:27 0 commenti
Pubblicato da Sguardi sui Generis a 15:01 0 commenti

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