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Fiducia e diritti nello stato costituzionale. La dimensione istituzionale dell interpretazione costituzionale
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1 XXI Seminario Hispano-Franco-Italiano de Teoría del Derecho, Alicante, giugno Giulio Itzcovich Fiducia e diritti nello stato costituzionale. La dimensione istituzionale dell interpretazione costituzionale 0. Premessa Dopo aver ricordato alcuni presupposti istituzionali del dibattito sull interpretazione dei diritti fondamentali (cioè i processi di costituzionalizzazione dei diritti, di loro diffusione e giuridificazione, internazionalizzazione e globalizzazione: 1.) distinguo due posizioni all interno di tale dibattito: il neocostituzionalismo e il positivismo giuridico, qui intesi come teorie normative dell interpretazione costituzionale ( 2.). Sostengo che la scelta fra l una e l altra posizione deve necessariamente tenere conto di fattori giuridici, politici e sociali contingenti: non ha senso accettare o rifiutare una teoria normativa dell interpretazione senza aver prima analizzato e valutato il contesto istituzionale entro cui l interpretazione si svolge. Un approccio puramente teorico-normativo, volto cioè a chiarire e a esplicitare i presupposti etici delle due posizioni e, su questa base, volto a difendere la scelta dell una e dell altra, è perciò insufficiente ( 3.-4.). Infine, cerco di chiarire alcune conseguenze metodologiche e sostanziali che derivano per la teoria dell argomentazione giuridica dal nesso che lega l interpretazione dei diritti fondamentali alla maggiore o minore fiducia nei confronti dell interprete dei diritti ( 5.). 1. Costituzionalizzazione e potere giudiziario Il problema dell interpretazione dei diritti fondamentali emerge da un insieme di trasformazioni recenti, che vengono spesso compendiate nelle formule dell avvento dello stato costituzionale di diritto e dei processi di costituzionalizzazione, integrazione e globalizzazione degli ordinamenti giuridici. Queste trasformazioni riguardano sia i contenuti del diritto positivo e il sistema delle istituzioni incaricate di produrre e applicare il diritto, sia le teorie e le ideologie prevalenti fra i giuristi circa (fra le altre cose) la migliore concezione della democrazia e della separazione dei poteri, il ruolo del potere giudiziario, la natura della costituzione e del diritto internazionale. Autori diversi hanno individuato in modo diverso, seppure simile, le caratteristiche dello stato costituzionale che appaiono determinanti in relazione al problema dell interpretazione dei diritti e dell argomentazione basata sui principi 1. Salvo quanto dirò più avanti sui fattori di ordine culturale e in particolare sulla 1 Cfr., ad esempio, J. Raz, On the Authority and Interpretation of Constitutions: Some Preliminaries, in L. Alexander (ed.), Constitutionalism. Philosophical Foundations, Cambridge, Cambridge University Press, 1998, pp. 152 ss., che individua quale presupposto delle teorie dell interpretazione costituzionale una concezione spessa della costituzione secondo la quale sarebbe una fonte di diritto stabile, scritta, suprema, giustiziabile, rigida, costitutiva dell ordine giuridico e politico, che esprime una ideologia comune relativa al governo del paese; R. Guastini, L interpretazione dei documenti normativi, Milano, Giuffrè, 2004, pp. 266 ss., che ricollega la questione della specificità dell interpretazione costituzionale a variabili come la struttura della costituzione (costituzioni brevi, che si limitano a disciplinare l organizzazione dello stato, o costituzioni lunghe, che contengono dichiarazioni dei diritti), l eventuale garanzia giurisdizionale della rigidità costituzionale e la concezione della costituzione prevalente nella cultura giuridica; M. Atienza, El Derecho como argumentación. Concepciones de la argumentación, Barcellona, Ariel, 2006, che spiega la centralità dell argomentazione nella 12 diffusione di teorie dell interpretazione neocostituzionaliste mi sembra che meritino di essere sottolineati soprattutto i seguenti tre processi di natura istituzionale. (i) La costituzionalizzazione dei diritti fondamentali. Il primo processo è la diffusione di costituzioni scritte, gerarchicamente sovraordinate alla legge, soggette ad applicazione giudiziale e contenenti ampie dichiarazioni di diritti 2. Si tratta di un processo globale 3 : nel 2008 si è calcolato che su 194 stati ben 190 possedessero una costituzione scritta e 183 una dichiarazione dei diritti, e che delle 114 costituzioni scritte dal 1985 in poi almeno 106 contenessero una dichiarazione dei diritti e 101 fossero dotate di organi di giustizia costituzionale 4. Si tratta, inoltre, di un processo recente: salvo il caso della Corte Suprema degli Stati Uniti dopo la sentenza Marbury v. Madison del 1803 e sporadiche, isolate anticipazioni 5, si può dire che la nascita della giustizia costituzionale costituisca una novità assoluta, che in Europa e nel resto del mondo va affermandosi nelle costituzioni del primo 6 e soprattutto del secondo dopoguerra. Le dichiarazioni dei diritti sono formulate in un linguaggio solenne, eticamente connotato, conciso e generico 7 : in una varietà di casi, la loro applicazione in concreto può richiedere l adozione da parte dell interprete di scelte di valore potenzialmente controverse nel sistema politico di riferimento. La giustizia costituzionale implica perciò che il potere giudiziario possa pronunciarsi su questioni di grande rilevanza politica e morale, sulla base di una guida testuale molto limitata, mediante decisioni giuridiche che possono durare decenni e che sono praticamente impossibili da modificare con le consuete procedure democratiche 8. Inoltre, presso molte giurisdizioni la giurisprudenza ha elaborato tecniche di applicazione dei diritti, quali il giudizio di bilanciamento e il test di proporzionalità, che permettono di esercitare un controllo penetrante sull attività del legislatore e delle altre autorità pubbliche. L impiego di queste tecniche presuppone che i diritti non siano concepiti come regole cultura giuridica contemporanea in termini di avvento dello Stato costituzionale di diritto e declino dell autorità a favore del consenso come forma di legittimazione del potere politico. 2 Sul concetto di costituzionalizzazione, vedi R. Guastini, La sintassi del diritto, Torino, Giappichelli, , pp. 189 ss. 3 Per una introduzione al dibattito politologico, vedi T. Ginsburg, The Global Spread of Constitutional Review, in G.A. Caldeira, R.D. Kelemen, K.E. Whittington (eds.), The Oxford Handbook of Law and Politics, Oxford, Oxford University Press, 2008, pp A. Stone Sweet, J. Mathews, Proportionality, Judicial Review, and Global Constitutionalism, in G. Bongiovanni, G. Sartor, C. Valentini (a cura di), Reasonableness and Law, Law and Philosophy Library 86, Dordrecht et al., Springer, 2009, pp , p. 179 nota 9 (pubblicato anche, con altro titolo, in Columbia Journal of Transnational Law, 47, 2008, pp ), che si basano su una banca dati raccolta da A. Stone Sweet e C. Andersen. 5 Come un famoso dictum di Sir Edward Cooke nel caso Bonham del 1610: quando un atto del Parlamento è contrario al diritto e alla ragione comuni o è ripugnante o impossibile da eseguire, il Common Law lo controllerà e lo giudicherà nullo. Per qualche riferimento agli antecedenti più remoti della giustizia costituzionale, vedi D. Deener, Judicial Review in Modern Constitutional Systems, in American Political Science Review, 46/ 4, 1952, pp ; M. Cappelletti, J. Clarke Adams, Judicial Review of Legislation: European Antecedents and Adaptations, in Harvard Law Review, 79/6, 1966, pp In Austria, Cecoslovacchia e Spagna. Vedi B. Mirkine-Guetzévitch, Les nouvelles tendances du droit constitutionnel, Paris, M. Giard, 1931; P. Cruz Villalón, La formación del sistema europeo de control de constitucionalidad ( ), Madrid, Centro de Estudios Constitucionales, E.-W. Böckenförde, Teoria e interpretazione dei diritti fondamentali (1974), in Id., Stato, costituzione, democrazia. Studi di teoria della costituzione e di diritto costituzionale, Milano, Giuffrè, 2006, p. 147: le disposizioni sui diritti fondamentali hanno un carattere lapidario e dal punto di vista tecnico legale del tutto frammentario. 8 A. Marmor, Interpretation and Legal Theory, Oxford, Hart, , p3 categoriche, indefettibili, la cui fattispecie e conseguenze normative possano essere definite, in sede di applicazione, in modo più o meno chiaro e stabile; la giurisprudenza non cerca di costruire un sistema coerente dei diritti fondamentali e degli altri interessi costituzionalmente protetti, onde evitare che le regole così costruite risultino troppo o troppo poco inclusive con riferimento ai singoli casi che potranno presentarsi in futuro. Per contro, i diritti fondamentali vengono concepiti come direttive generiche e derogabili, destinate a entrare in conflitto fra loro in sede di applicazione giudiziale e destinate perciò a essere concretizzate e ponderate in vario modo, di volta in volta, in base alle circostanze del caso 9. (ii) Diffusione e giuridificazione dei diritti fondamentali. Non solo il legislatore ma anche i privati cittadini possono essere tenuti al rispetto dei diritti fondamentali così come interpretati dai giudici 10. Nei rapporti orizzontali fra privati si assiste pressoché ovunque nel mondo all aumento della quantità e della rilevanza delle controversie formulate in termini di diritti diversi dai tradizionali diritti patrimoniali di proprietà e di credito. Si decidono questioni relative ai diritti della personalità, come l integrità fisica e morale della persona, la sua dignità e libertà, la salute, la riservatezza, ecc.; si applicano i diritti fondamentali e il principio di eguaglianza a una grande quantità di situazioni, come i rapporti familiari e di lavoro, che in passato appartenevano alla sfera privata, o sociale, soggetta al diritto civile e non al diritto costituzionale. Accade così che nel discorso giuridico la violazione dei diritti fondamentali non sia più il caso estremo di una ingiustizia legale potenzialmente capace di travolgere la legittimità dell autorità pubblica e di giustificare il ricorso, se non al tirannicidio, al diritto di resistenza e 9 Per una ricostruzione del dibattito teorico e dottrinale e una difesa del bilanciamento e del principio di proporzionalità, vedi G. Pino, Diritti fondamentali e principio di proporzionalità, in Ragion pratica, 43, 2014, pp In teoria del diritto il testo di riferimento è R. Alexy, A Theory of Constitutional Rights (1986), Oxford, Oxford University Press, 2002; considerazioni critiche di J. Habermas, Fatti e norme. Contributi a una teoria discorsiva del diritto e della democrazia (1992), Guerini e Associati, Milano 1996, pp. 302 ss.; L. Ferrajoli, Costituzionalismo principialista e costituzionalismo garantista, in Giurisprudenza costituzionale, 55/3, 2010, pp ; G.C.N. Webber, The Negotiable Constitution. On the Limitation of Rights, Cambridge, Cambridge University Press, 2009, pp. 87 ss.; formulazioni entusiastiche da parte dei giuristi in G. Zagrebelsky, Il diritto mite. Legge diritti giustizia, Torino, Einaudi, 1992, pp. 147 ss.; D.M. Beatty, The Ultimate Rule of Law, Oxford, Oxford University Press, 2004; A. Barak, Proportionality. Constitutional Rights and Their Limitations, Cambridge, Cambridge University Press, 2012; M. Cohen-Eliya, I. Porat, Proportionality and Constitutional Culture, Cambridge, Cambridge University Press, 2013 (che ricollegano la fortuna del principio di proporzionalità alla diffusione globale di una cultura della giustificazione ). In scienze politiche per una discussione in termini di judicial self-empowerment vedi A. Stone Sweet, J. Mathews, Proportionality, cit.; A. Stone Sweet, Governing with Judges: Constitutional Politics in Europe, Oxford, Oxford University Press, 2000; N. Petersen, Balancing and Judicial Self-Empowerment On the rise of balancing in the jurisprudence of the German Constitutional Court, Jean Monnet Working Paper 20/14, Sul giudizio di bilanciamento Ragion pratica, 18, 2002, ospita una discussione di teoria del diritto con interventi di J.J. Moreso, B. Celano e L. Prieto Sanchís; vedi anche Diritto e questioni pubbliche, 2, 2002, e 3, La rivista International Journal of Constitutional Law in anni recenti ha ospitato numerose discussioni sul tema, con interventi di S. Tsakyrakis, M. Khosla, M. Klatt e M. Meister, K. Möller, L. B. Tremblay e M. Klatt, M. Cohen-Eliya, I. Porat. Vedi, da ultimo, G. Huscroft, B.W. Miller, G. Webber (eds.), Proportionality and the Rule of Law. Rights, Justification, Reasoning, Cambridge, Cambridge University Press, Per riferimenti ulteriori, rinvio a G. Itzcovich, L integrazione europea tra principi e interessi. Giudici nazionali e Corte di giustizia nella guerra delle banane, in Materiali per una storia della cultura giuridica, 34/2, 2004, pp , pp. 387 ss. 10 Cfr. A. Barak, Constitutional Human Rights and Private Law, in D. Friedmann, D. Barak-Erez (eds.), Human Rights in Private Law, Oxford and Portland, Hart, 2001, pp Da ultimo, si vedano gli studi raccolti in D. Oliver, J. Fedtke (eds.), Human Rights and the Private Sphere: A Comparative Study, Abingdon-New York, Routledge-Cavendish, 2007; G. Brüggemeier, A. Colombi Ciacchi, G. Comande (eds.), Fundamental Rights and Private Law in the European Union, 2 voll., Cambridge, Cambridge University Press,4 alla disobbedienza civile; la violazione di un diritto fondamentale cessa di mettere in discussione la base stessa dell obbligo politico e diventa, invece, un avvenimento piuttosto ordinario, frequente, che si può ritrovare in una gran quantità di casi e che viene quotidianamente amministrato dal sistema delle corti di giustizia dello stato costituzionale di diritto. In modo solo a prima vista paradossale, l odierna centralità dei diritti fondamentali si accompagna perciò alla loro trivializzazione, al fatto cioè che essi diventano una moneta corrente utilizzabile per descrivere e decidere persino i conflitti di interesse più banali e quotidiani 11. (iii) Internazionalizzazione dei diritti. Sempre a partire dalla seconda metà del Novecento si moltiplicano le dichiarazioni internazionali dei diritti dell uomo, che vengono formulate in trattati universali a carattere generale, in trattati universali a carattere settoriale e in trattati regionali, suscettibili di essere applicati sia da giudici internazionali, sia dai giudici nazionali 12. Si afferma a volte che lo scopo di tali documenti non è tanto porre obblighi reciproci fra gli stati contraenti obblighi che dovrebbero essere interpretati restrittivamente, avendo riguardo per la sovranità degli stati quanto creare un efficace sistema di protezione di diritti individuali, che giustifica una interpretazione estensiva, evolutiva, teleologica, volta a garantire soprattutto la piena effettività dei diritti individuali 13. Gli stati vengono così a essere condizionati dalle interpretazioni dei diritti rese da organi giurisdizionali collocati su vari piani costituzionale statale, europeo ed internazionale di un sistema multilivello di protezione dei diritti fondamentali 14. Poiché fra le varie giurisdizioni che partecipano a tale 11 Questa considerazione si trova già nelle prime critiche alla costituzionalizzazione, quale quella di C. Schmitt, Die Tyrannei der Werte (1960, ed. 1967), trad. it. La tirannia dei valori, Brescia, Morcelliana, Per alcune esemplificazioni giurisprudenziali, vedi G. Itzcovich, I diritti fondamentali come libertà dello Stato. Sovranità dello Stato e sovranità dei diritti nel caso Federfarma, in Diritti umani e diritto internazionale, 2/2, 2008, pp , pp. 282 ss.; J.H. Gerards, Fundamental Rights and Other Interests Should It Really Make a Difference?, in E. Brems (ed.), Conflicts between Fundamental Rights, Antwerp, Intersentia, 2008, pp ; Id., The Prism of Fundamental Rights, in European Constitutional Law Review, 8/2, 2012, pp , pp. 178 ss.; M. Kumm, Internationale Handelsgesellschaft, Nold and the New Human Rights Paradigm, in M.P. Maduro and L. Azoulai (eds.), The Past and Future of EU Law. The Classics of EU Law Revisited on the 50th Anniversary of the Rome Treaty, Oxford-Portland, Hart, 2010, pp Per uno sguardo d insieme, vedi S. Zappalà, La tutela internazionale dei diritti umani, Bologna, Il Mulino, 2011; A. Cassese, I diritti umani oggi, Roma-Bari, Laterza, Sui processi di positivizzazione, generalizzazione, internazionalizzazione e specificazione dei diritti umani, vedi G. Peces-Barba, Teoria dei diritti fondamentali (1991), Milano, Giuffrè, 1993, pp. 138 ss. Sulla costituzionalizzazione del diritto internazionale, vedi J. Habermas, La costituzionalizzazione del diritto internazionale ha ancora una possibilità? (2004), in Id., L'Occidente diviso,roma-bari, Laterza, 2005, pp. 107 ss.; Id., La costituzionalizzazione del diritto internazionale e i problemi di legittimazione che deve affrontare una società mondiale giuridicamente costituita, in Iride, 21/5, 2008, pp. 5-21; J. Klabbers, A. Peters, G. Ulfstein (eds.), Constitutionalisation of International Law, Oxford, Oxford University Press, 2009; per una critica, N. Krisch, Beyond Constitutionalism. The Pluralist Structure of Postnational Law, Oxford, Oxford University Press, 2010, pp. 31 ss., p. 57. A proposito del linguaggio transnazionale dei diritti, M.R. Ferrarese, Il diritto al presente. Globalizzazione e tempo delle istituzioni, Bologna, Il Mulino, 2002, pp. 135 ss. 13 Per la CEDU, vedi Commissione europea dei diritti dell uomo, Austria c. Italia (caso Pfunders), 4 Yearbook 112 (1961), p. 140; Corte europea dei diritti dell uomo, Irlanda c. Regno Unito A 25 (1978), 2 EHRR 25, 239. Per le Comunità europee, vedi Corte di Giustizia, Causa C-26/62, Van Gend en Loos (1963) in Racc., p. 3, pp La letteratura è molto ampia. Vedi ad esempio A. D Atena, P. Grossi (a cura di), Tutela dei diritti fondamentali e costituzionalismo multilivello. Tra Europa e stati nazionali, Milano, Giuffrè, 2004; P. Bilancia, E. De Marco (a cura di), La tutela multilivello dei diritti. Punti di crisi, problemi aperti, momenti di stabilizzazione, Milano, Giuffrè, 2004; P. Bilancia, F.G. Pizzetti, Aspetti e problemi del costituzionalismo multilivello, Milano, Giuffrè, 2004; A. Torres Pérez, Conflicts of Rights in the European Union. A Theory of Supranational Adjudication, Oxford, Oxford University Press, 2009; P. Popelier, A. Mazmanyan, W. 45 sistema non si danno rapporti di tipo gerarchico, la libera concorrenza fra i giudici nell interpretazione e applicazione dei diritti fondamentali crea l opportunità di conflitti costituzionali e la conseguente necessità di prevenire e gestire tali conflitti mediante il ricorso all argomentazione giuridica o mediante soluzioni pragmatiche (il c.d. dialogo sulla protezione dei diritti fondamentali 15 ). In sintesi, abbiamo tre processi di ordine istituzionale che, sebbene fra loro collegati, possono essere distinti e che assieme spiegano l assoluta rilevanza del problema dell interpretazione dei diritti fondamentali nella cultura giuridica contemporanea: (i) la diffusione di costituzioni scritte, rigide, garantite, contenenti dichiarazioni di diritti fondamentali (la costituzionalizzazione dei diritti); (ii) l applicazione orizzontale dei diritti fondamentali ai rapporti privati e, più in generale, la centralità dei diritti nella prassi giurisprudenziale contemporanea (la diffusione dei diritti); (iii) la nascita del diritto internazionale dei diritti umani e, a livello regionale, lo sviluppo di sistemi multilivello di protezione dei diritti fondamentali e di dialogo transnazionale fra le corti di giustizia (internazionalizzazione, europeizzazione e globalizzazione dei diritti). 2. Neocostituzionalismo e positivismo giuridico come teorie normative dell interpretazione costituzionale Le tendenze alla costituzionalizzazione, diffusione e globalizzazione dei diritti fondamentali alimentano una ampia discussione in teoria politica e in teoria del diritto sul ruolo e la giustificazione del judicial review e del rights talk. In teoria politica, in particolare, molti hanno ragionato nei termini di un passaggio dalla democrazia aggregativa alla democrazia deliberativa. La prima, intesa con Kelsen e Schumpeter, come procedura per la selezione dei governanti mediante il voto, è una forma di adozione delle decisioni politiche basata sull aggregazione delle preferenze espresse dagli elettori 16 ; la seconda, essendo ispirata dall ideale di un consenso universale raggiungibile mediante l uso pubblico della ragione 17, è piuttosto una forma di conversazione morale Vandenbruwaene (eds.), The Role of Constitutional Courts in Multilevel Governance, Cambridge, Intersentia, 2012; M.R. Donnarumma, A. Cerri, Il costituzionalismo multilivello: profili sostanziali e processuali, Roma, Aracne, Vedi ad es. A. Stone Sweet, Constitutional Dialogues: Protecting Human Rights in France, Germany, Italy and Spain, in S.J. Kenney, W.M. Reisinger, J.C. Reitz (eds.) Constitutional Dialogues in Comparative Perspective, London, Macmillan, 1999, pp. 8-41; A.-M. Slaughter, A Global Community of Courts, in Harvard Journal of International Law, 44, 2003, pp ; G. Martinico, L integrazione silente. La funzione interpretative della Corte di giustizia e il diritto costituzionale europeo, Napoli, Jovene, 2009; G. De Vergottini, Oltre il dialogo delle corti. Giudici, diritto straniero, comparazione, Bologna, Il Mulino, 2010 (critico del concetto di dialogo ). 16 Una procedura per la selezione dei governanti dotata di certe caratteristiche di pubblicità, pluralismo, lotta competitiva per il voto, ecc. Vedi H. Kelsen, Essenza e valore della democrazia (1929), in Id., I fondamenti della democrazia e altri saggi, Bologna, Il Mulino, 1966; J. H. Schumpeter, Capitalismo, socialismo e democrazia (1942), Milano, ETAS, Per una teoria realistica della rappresentanza politica come procedura per la selezione dei governanti vedi già G. Mosca, Teorica dei governi e governo parlamentare (1883; II ed. 1925), ora in Id., Scritti politici, Vol. I, Torino, Utet, 1982, pp J. Habermas, Fatti e norme, cit., p. 287: la Corte costituzionale funziona da garante dell unità dell ordinamento giuridico [ ] qualcosa di simile a un vertice riflessivo che si accolla compiti di autocontrollo. Vedi in generale J. Bohman, Survey Article: The Coming Age of Deliberative Democracy, in Journal of Political Philosophy, 6/4, 1998, pp ; J. Luis Martì, La república deliberativa. Una teoria de la democracia, Madrid-Barcelona, Marcial Pons,6 collettiva sui principi di fondo della convivenza civile. Entro questa cornice teorica si è pensato che la corte costituzionale potesse funzionare come custode della democrazia deliberativa 18 e paradigma di ragione pubblica 19 : una istituzione che arricchisce la qualità deliberativa della democrazia richiamando alcune questioni dal campo di battaglia della politica di potenza al foro dei principi 20 ; si è pensato che i giudici costituzionali potessero agire come teorici della politica incaricati di chiarire e sviluppare le scelte di valore fondamentali di una determinata comunità politica 21. Inoltre, nell ambito delle concezioni deliberative della democrazia, si è immaginato che i diritti potessero funzionare come una sorta di lingua franca attraverso cui stati e culture politiche differenti sono messi nella condizione di comunicare fra loro nell arena internazionale oltre che nello spazio costituzionale statale 22 : il motore e l oggetto di processi deliberativi globali 23, il veicolo di una conversazione giudiziaria transnazionale 24 all interno di una nascente comunità globale delle corti 25. In teoria politica la costituzionalizzazione è stata invece criticata da chi ha sostenuto, ad esempio, che i diritti fondamentali sono solo l espressione di una identità politica e culturale particolare (occidentale, laica e individualista, maschile, capitalista, ecc.) 26, o che la costituzionalizzazione è il modo in cui certe élites politiche ed economiche reagiscono all erosione del consenso popolare (delegando poteri ai giudici affinché preservino la loro egemonia in declino) 27. Si è quindi parlato di età dei diritti 28 e rivoluzione dei diritti 29, ma 18 J. Habermas, Fatti e norme, cit., p J. Rawls, Political Liberalism. Extended Edition, New York, Columbia University Press, 2005, pp. 231 ss. 20 R. Dworkin, A Matter of Principle, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1985, p D. Robertson, The Judge as a Political Theorist. Contemporary Constitutional Review, Princeton, Princeton University Press, Vedi ad es. M. Ignatieff, Una ragionevole apologia dei diritti umani (2001), Milano, Feltrinelli, 2003, p. 55, p. 97: il vocabolario comune dal quale possono cominciare le nostre argomentazioni ; J. Tasioulas, The Moral Reality of Human Rights, in T. Pogge (ed.), Freedom from Poverty as a Human Right: Who Owes What to the Very Poor?, Oxford, Oxford University Press, 2007, pp , p. 75 ( an ethical lingua franca ) 23 A. Buchanan, Human Rights and the Legitimacy of the International Legal Order, in Legal Theory, 14, 2008, pp C. McCrudden, A Common Law of Human Rights? Transnational Judicial Conversations on Constitutional Rights, in Oxford Journal of Legal Studies, 20/4, 2000, pp ; S. Choudry, Globalization in Search of Justification: Towards a Theory of Comparative Constitutional Interpretation, in Indiana Law Journal, 74, 1999, pp , p A.-M. Slaughter, A Global Community of Courts, cit.; Id., A New Word Order, Princeton-Oxford, Princeton University Press, 2004, pp. 65 ss. Sebbene con riguardo prevalente alla comunità nazionale (o dell Occidente liberal-democratico), questa teoria/auspicio della concretizzazione dei diritti fondamentali come processo interpretativo pluralistico e inclusivo è espressa già da P. Häberle, Die offene Gesellschaft der Verfassungsinterpreten (1975), in Id., Verfassung als öffentlicher Prozess, Berlin, Duncker und Humblot, , 17 ss.; vedi anche Id., Le libertà fondamentali nello Stato costituzionale, Roma, Carocci, Su questo dibattito, vedi T. Mazzarese (a cura di), Diritto, tradizioni, traduzioni: la tutela dei diritti nelle società multiculturali, Torino, Giappichelli, A queste critiche può per certi aspetti essere accostata quella di stampo comunitarista e conservatore di A.M. Glendon, Rights Talk. The Impoverishment of Political Discourse, New York, The Free Press, 1991 (la retorica dei diritti come espressione di un egoismo individualista irresponsabile nei confronti della società). 27 R. Hirschl, Towards Juristocracy. The Origins and Consequences of the New Constitutionalism, Cambridge, Harvard University Press, 2004; Id., The Political Origins of the New Constitutionalism, in Indiana Journal of Global Legal Studies, 11, 2004, pp N. Bobbio, L età dei diritti, Torino, Einaudi, C.R. Epp, The Rights Revolution: Lawyers, Activists, and Supreme Courts in Comparative Perspective, Chicago, Chicago University Press, 1998, a proposito della centralità dei diritti nella giurisprudenza della Corte Suprema a 67 anche di globalismo giuridico 30, espansione globale del potere giudiziario 31, giuristocrazia 32, giuridificazione della politica 33, democrazia giudiziaria 34, colpi di stato giudiziari 35, diritto insaziabili 36. In teoria del diritto si svolge una discussione parallela che non può essere separata troppo nettamente dalla riflessione teorico-politica sul processo transnazionale di costituzionalizzazione dei diritti: anche in teoria del diritto c è chi vede nella giustizia costituzionale e nella protezione dei diritti fondamentali un elemento che rafforza e completa la democrazia, o che al contrario rischia di svuotarla. In particolare, avendo riguardo al dibattito normativo sull interpretazione delle costituzioni, è possibile isolare due posizioni fondamentali, che propongo di chiamare dottrina neocostituzionalista e dottrina giuspositivista dell interpretazione costituzionale. È bene chiarire subito che autori che si ispirano al positivismo giuridico sotto il profilo teorico e metodologico 37 possono, senza incorrere in alcuna incoerenza, aderire a una posizione neocostituzionalista quando si tratta di determinare quali siano gli standard migliori per l interpretazione della costituzione 38. E, per converso, tra gli autori generalmente ritenuti partire dagli anni 50 e 60, determinata, secondo l autore, dalla democratizzazione dell accesso alla giustizia e da cambiamento delle strutture professionali. 30 L espressione globalismo giuridico si trova in D. Zolo, I signori della pace: una critica del globalismo giuridico, Roma, Carocci, 2001, e in Id., Globalizzazione: una mappa dei problemi, Roma-Bari, Laterza, 2004, ma per la sua analisi e la sua critica si veda già Id., Cosmopolis. La prospettiva del governo mondiale, Milano, Feltrinelli, 1995 (nuova ed. ampliata 2002). 31 C.N. Tate, T. Vallinder (a cura di), The Global Expansion of Judicial Power, New York, New York University Press, 1995; E. Bruti Liberati, Potere e giustizia, in E. Bruti Liberati, A. Ceretti, A. Giasanti (a cura di), Governo dei giudici. La magistratura tra diritto e politica, Milano, Feltrinelli, 1996, pp ; C. Guarnieri, P. Pederzoli, La democrazia giudiziaria, Bologna, Il Mulino, 1997; A. Pizzorno, Il potere dei giudici. Stato democratico e controllo della virtù, Roma-Bari, Laterza, 1998; B. de Sousa Santos, The Gatt of Law and Democracy: (Mis)Trusting the Global Reform of Courts, in Oñati Papers, 7, 1999, 49-86; A. Stone Sweet, Governing with Judges, cit.; C. Guarnieri, P. Pederzoli, La magistratura nelle democrazie contemporanee, Roma-Bari, Laterza, 2002; T. Koopmans, Courts and Political Institutions: A Comparative View, Cambridge, Cambridge University Press, 2003, pp. 247 ss.; P.J. Woods, L. Hilbink, Comparative Sources of Judicial Empowerment: Ideas and Interests, in Political Research Quarterly, 62/4, 2009, pp R. Hirschl, Towards Juristocracy, cit. 33 M. Shapiro, A. Stone Sweet, On Law, Politics, and Judicialization, Oxford, Oxford University Press, 2002; L.C. Blichner, A. Molander, Mapping Juridification, in European Law Journal, 14/1, 2008, pp ; R. Hirschl, The Judicialization of Politics, in K. Whittington, D. Kelemen, G. Caldeira (eds.), The Oxford Handbook of Law and Politics, Oxford, Oxford University Press, 2010, Cap C. Guarnieri, P. Pederzoli, La democrazia giudiziaria, cit.; A. Pizzorno, Il potere dei giudici, cit. 35 A. Stone Sweet, The Juridical Coup d État and the Problem of Authority, in German Law Journal, 8, 2007, pp , con riferimento alla decisione Lüth del Tribunale costituzionale tedesco [BVerfGE 7, 198 (1958): effetto orizzontale dei diritti fondamentali, giudizio di bilanciamento], alla sentenza Costa della Corte di giustizia delle Comunità europee (C- 6/64, in Racc., p. 1127: prevalenza del diritto comunitario) e alla decisone Liberté d'association del Consiglio Costituzionale francese (71-44 DC: valore costituzionale del Preambolo della Costituzione del 1946). 36 A. Pintore, I diritti della democrazia, Roma-Bari, Laterza, Per la distinzione fra positivismo giuridico metodologico, teorico e ideologico, vedi N. Bobbio, Sul positivismo giuridico (1961), in Id., Giusnaturalismo e positivismo giuridico (1965), Roma-Bari, Laterza, 2011, pp. 87 ss. 38 Un esempio è Marmor, op. cit., p. 159 ( the courts should strive to interpret the constitution according to their best possible understanding of the moral/political issues involved, striving to reach the best possible moral decision under the current circumstances ), e per certi aspetti J. Raz, On the Authority and Interpretation of Constitutions, cit. (i giudici costituzionali devono bilanciare le ragioni della continuità costituzionale e della fedeltà al testo con le ragioni del cambiamento e dell innovazione, al fine di raggiungere una decisione moralmente giustificata). 78 rappresentativi del neocostituzionalismo alcuni possono considerarsi critici del positivismo giuridico, altri seguaci del positivismo giuridico, altri ancora indifferenti alla contrapposizione fra positivismo giuridico e giusnaturalismo. Il fatto è che la distinzione fra neocostituzionalismo e positivismo giuridico può essere tracciata in modi diversi, come noto, e i rapporti fra i due concetti sono oggetto di una intensa discussione in teoria del diritto 39. È perciò difficile, se non impossibile, ricondurre il giuspositivismo e il neocostituzionalismo a una serie di tesi teoriche che, senza essere eccessivamente vaghe e ambigue, siano accolte da tutti gli autori considerati rappresentativi dell una e dell altra tendenza 40. Qualsiasi definizione di queste posizioni non può che essere convenzionale e approssimativa, e l uso delle etichette giuspositivismo e neocostituzionalismo è qui giustificato solo dalla loro capacità di raggruppare una serie di posizioni sull interpretazione costituzionale che presentano fra loro una certa somiglianza di famiglia. Diciamo allora che il neocostituzionalismo dà una valutazione in linea di massima positiva, quando non entusiastica, di quelle tendenze alla costituzionalizzazione, diffusione e internazionalizzazione dei diritti che costituiscono i presupposti istituzionali del dibattito sull interpretazione costituzionale ( 1.). Secondo questa impostazione, lo stato costituzionale rappresenta una conquista della scienza e della prassi giuridiche che merita di essere difesa, laddove c è, e di essere diffusa e adottata, laddove manca. È bene che lo stato riconosca la forza obbligatoria dei diritti fondamentali non solo nei confronti della pubblica amministrazione, come il vecchio stato liberale di diritto, ma anche nei confronti del legislatore espressione della maggioranza dei cittadini; secondo alcuni, è bene che la riconosca anche nei rapporti fra privati, che sono così sottratti ai poteri selvaggi 41 del mercato. Ci sono cose che nessuna autorità deve poter fare alle persone (i rights as trumps di Dworkin 42, la sfera dell indecidibile di Ferrajoli 43, il coto vedado di Garzón Valdés 44 ), e solo entro limiti ristretti considerazioni relative alla sovranità del parlamento sul piano costituzionale, o alla sovranità dello stato sul piano internazionale, possono condizionare la necessità che i diritti siano rispettati, protetti e attuati Per una introduzione al dibattito, vedi gli scritti raccolti in T. Mazzarese (a cura di), Neocostituzionalismo e tutela (sovra)nazionale dei diritti, Torino, Giappichelli, 2002; M. Carbonell (a cura di), Neoconstitucionalismo(s), Madrid, Ed. Trotta, 2003; S. Pozzolo (a cura di), Neconstitucionalismo, dercho y derechos, Lima, Palestra, Vedi, inoltre, S. Pozzolo, Neocostituzionalismo e positivismo giuridico, Torino, Giappichelli, 2001; G. Messina, Il neocostituzionalismo, in Democrazia e diritto, 2011, pp Come rileva A. Sardo, Per una critica della cosiddetta interpretazione costituzionale, tesi di dottorato (manoscritto), 2015, cap. V. Del resto, se è consueto contrapporre giuspositivismo e giusnaturalismo in modo dicotomico (ad esempio: negazione o riconoscimento dell esistenza del diritto naturale; autorità o verità come fondamento del diritto; separazione o non-separazione di diritto e morale; legalità o legittimità come oggetto della scienza giuridica), non è facile fare lo stesso col giuspositivismo e il neocostituzionalismo: manca una tesi caratterizzante, la cui accettazione o rifiuto definisca le due posizioni. 41 L. Ferrajoli, Poteri selvaggi. La crisi della democrazia italiana, Roma-Bari, Laterza, R. Dworkin, Taking Rights Seriously (1977), London, Duckworth, E. Garzón Valdés, Rapresentación y democracia, in Doxa, 6, 1989, pp , trad. it. in Id., Tolleranza, responsabilità e Stato di diritto. Saggi di filosofia morale e politica, Bologna, Il Mulino, 2003, pp , p. 152 ss. 44 L. Ferrajoli, Diritti fondamentali. Un dibattito teorico, Roma-Bari, Laterza, 2001, p. 19; Id., Principia iuris, Roma-Bari, Laterza, 2007, Vol. I, pp. 819 ss., Vol. II, p. 19, 44, 92, passim. 45 Sulla tripartizione fra respect, protect e fulfil in materia di diritti umani internazionali, vedi le considerazioni analitiche e critiche di E. Koch, Dichotomies, Trichotomies or Waves of Duties?, in Human Rights Law Review, 5/1, 2005, pp9 Per quanta riguarda l interpretazione giuridica il neocostituzionalismo sostiene che la positivizzazione dei diritti fondamentali implica che il giudice non possa limitarsi a ricercare la volontà del legislatore ( così è stabilito ), né a rispettare i precedenti giurisprudenziali e le consuetudini sociali ( così si è sempre fatto ). Quando il giudice deve decidere se un diritto fondamentale sia stato violato, argomenti formali basati sull autorità e sulla tradizione non bastano, e tantomeno servono ricognizioni lessicografiche sugli usi linguistici, indagini storiografiche sulle intenzioni soggettive di individui da tempo defunti (i costituenti), sondaggi d opinione fra i cittadini attuali. È invece necessario sviluppare un ragionamento morale che prenda sul serio i diritti delle parti in giudizio: applicare i diritti fondamentali significa quantomeno essere disposti a mettere in discussione la legittimità della legge, della giurisprudenza consolidata, della morale sociale. Il giudice dovrà, ad esempio, subordinare le policies del legislatore ai principi di moralità pubblica stabiliti dalla costituzione, farsi carico di formulare la migliore teoria dei principi costituzionali in gioco, valutarne il loro peso relativo nel caso concreto, bilanciare le ragioni per la stabilità e la conservazione costituzionale con le ragioni per l innovazione, ecc. La stessa costituzione, includendo alcuni principi e diritti fondamentali, chiama i giuristi a impegnarsi in questo tipo di riflessione critica sul diritto vigente 46. Il giuspositivismo, inteso come teoria descrittiva del diritto, naturalmente deve dar conto di tutte queste tendenze alla costituzionalizzazione, diffusione e internazionalizzazione dei diritti da cui prende le mosse il neocostituzionalismo. Tuttavia, quando si passa dal piano della descrizione a quello della valutazione, alcuni giuspositivisti certo non tutti, forse nemmeno la maggioranza considerano con prudenza o preoccupazione tali tendenze e assumono una posizione, quando non apertamente conservatrice 47, riconducibile a ciò che in letteratura è noto come giuspositivismo normativo, formalismo della regola, costituzionalismo politico o costituzionalismo popolare Vedi, ad es., L. Ferrajoli, Principia iuris, cit., Vol. I, pp. 39 ss., sul ruolo critico e normativo della conoscenza giuridica per effetto della costituzionalizzazione di principi e valori che cessano di essere esterni al diritto. Opinione condivisa da molti, sia dai critici del positivismo giuridico (per qualche formulazione esplicita, vedi R. Dworkin, A Matter of Principle, cit., p. 34; Id., Freedom s Law, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1996, p. 7 ss.; Id., The Judge s New Role: Should Personal Convictions Count?, in Journal of International Criminal Justice, 1/1, 2003, p. 6; G. Zagrebelsky, Il diritto mite, cit., pp. 163 ss.), sia dagli esponenti del c.d. positivismo giuridico inclusivo (W.J. Waluchow, Inclusive Legal Pluralism, Oxford, Oxford University Press, 1994, pp. 113 ss.), sia dagli esponenti dello stesso positivismo giuridico esclusivo: per Joseph Raz, ad esempio, la Costituzione, usando concetti morali, attribuisce ai giudici il potere di sviluppare e modificare il diritto sulla base di considerazioni morali considerazioni che restano, tuttavia, esterne al diritto (J. Raz, Legal Positivism and the Sources of Law, in Id., The Authority of Law: Essays on Law and Morality, Oxford, Clarendon Press, 1979, pp , p. 49; Id., Dworkin: A New Link in the Chain, in California Law Review, 74, 1986, pp , p. 1110; Id., The Inner Logic of the Law (1986), in Id., Ethics in the Public Domain: Essays in the Morality of Law and Politics, revised edition, Oxford, Clarendon Press, 1994, pp , pp. 244 ss.; Id., On the Autonomy of Legal Reasoning (1993), in Id., Ethics in the Public Domain: Essays in the Morality of Law and Politics, revised edition, Oxford, Clarendon Press, 1994, pp , pp. 332 ss.; Id., Incorporation by Law (2004), in Id., Between Authority and Interpretation, Oxford, Oxford University Press, 2009, pp , p. 196). 47 Oltre a C. Schmitt, La tirannia dei valori, cit., nella dottrina tedesca vedi E.-W. Böckenförde, Teoria e interpretazione dei diritti fondamentali, cit.; Id., I metodi dell interpretazione costituzionale. Ricognizione e critica (1975), in Id., Stato, costituzione, democrazia, cit., pp. 61 ss., pp. 145 ss.; E. Forsthoff, Lo Stato della società industriale (1971), Milano, Giuffrè, 2011, pp. 141 ss. (a proposito dell autonomizzazione del potere giudiziario nella Repubblica Federale tedesca). 48 J.A.G. Griffith, The Political Constitution, in Modern Law Review, 42, 1979, pp. 1-21; J. Waldron, A Right- Based Critique of Constitutional Rights, in Oxford Journal of Legal Studies, 13, 1993, pp ; Id., Law and 910 L idea di fondo è che consentire ai giudici di esporre (e imporre) una teoria della giustizia tramite l interpretazione costituzionale significa attribuire a un élite non rappresentativa e non responsabile il potere di fissare gli standard fondamentali della vita pubblica; ma gli standard fondamentali della vita pubblica, fra cui i diritti fondamentali, non possono essere consegnati una volta per tutti a una teoria normativa della giustizia di cui i giudici sarebbero i custodi e a cui essi avrebbero un accesso privilegiato: i diritti sono il prodotto sempre instabile di un conflitto fra idee, visioni e interessi diversi a cui ogni cittadino deve poter partecipare in una posizione di uguale dignità e rispetto. La determinazione di tali standard, per essere rispettosa della libertà morale e dell uguaglianza politica dei cittadini, deve quindi essere il prodotto di un processo politico aperto a più voci, nel quale i giudici non possono esprimere l ultima parola 49. Per quanto riguarda l interpretazione dei diritti fondamentali, i giuspositivisti normativi prescrivono l adozione dei più diversi criteri. Possono negare che esista una specificità dell interpretazione costituzionale rispetto all interpretazione della legge e, su questa base, criticare i presupposti teorici di alcune teorie neocostituzionaliste, quali la distinzione fra regole e principi, o rigettarne le ricette i metodi di interpretazione estensiva, adeguatrice, evolutiva, i giudizi di bilanciamento, ecc 50. Possono raccomandare la fedeltà alle intenzioni del legislatore costituzionale storico, o al significato pubblico originario del testo 51, oppure possono raccomandare un atteggiamento di deferenza nei confronti del legislatore attuale, cioè di self-restraint, e di rispetto per le interpretazioni costituzionali che raccolgono un ampio consenso nella comunità politica di riferimento 52. Disagreement, Oxford, Oxford University Press, 1999; Id., The Core of the Case against Judicial Review, in Yale Law Journal, 115, 2006, pp ; M. Tushnet, Taking the Constitution Away from the Courts, Princeton, Princeton University Press, 1999; Id., Weak Courts, Strong Rights, Princeton, Princeton University Press, 2008; L. Kramer, The People Themselves. Popular Constitutionalism and Judicial Review, Oxford, Oxford University Press, 2004; A. Tomkins, Our Republican Constitution, Oxford, Hart, 2005; R. Bellamy, Political Constitutionalism: A Republican Defence of the Constitutionality of Democracy, Cambridge, Cambridge University Press, 2007.Per una buona discussione e una critica simpatetica o interna, vedi M. Goldoni, Political constitutionalism and the value of constitution making, in Ratio Juris, 27/3, 2014, pp Per linee di argomentazione simili, si vedano anche A. Pintore, I diritti della democrazia, cit.; J.C. Bayón, Diritti, democrazia, costituzione, in Ragion Pratica,10, 1998, pp Vedi ad es. M. Tushnet, Taking the Constitution Away from the Courts, cit.; L. Kramer, The People Themselves, cit. Cfr. R. Dworkin, Freedom s Law, cit., p. 7: Democracy does not insist on judging having the last word, but it does not insist that they must not have it. 50 R. Guastini, Distinguendo. Studi di teoria e metateoria del diritto, Torino, Giappichelli, 1996, pp. 115 ss. (sui principi del diritto), 229 ss. (su Dworkin), 237 ss (sulla specificità dell interpretazione costituzionale); E. Forsthoff, Die Umbildung der Verfassungsgesetze (1959), in Id., Rechtsstaat im Wandel, Stuttgart, Kohlhammer, 1964; trad. it. Stato di diritto in trasformazione, Milano Giuffrè, Sull originalismo, per il dibattito negli Stati Uniti vedi G. Huscroft, W. Bradley (eds.), The Challenge of Originalism. Theories of Constitutional Interpretation, Cambridge, Cambridge University Press, 2011; F.B. Cross, The Failed Promise of Originalism, Stanford, Stanford University Press, 2013; A. Sardo, Per una critica della cosiddetta interpretazione costituzionale, cit., cap. I. Rappresentativi sono ad es. H.L. Black, A Constitutional Faith, New York, Knopf, 1968; A. Scalia, A Matter of Interpretation. Federal Courts and the Law, Princeton, Princeton University Press, Sulla giurisprudenza costituzionale italiana vedi lo studio di C. Tripodina, L argomento originalista nella giurisprudenza costituzionale in materia di diritti fondamentali, in Archivio di diritto e storia costituzionali, 2007, 52 Sul consenso dell opinione pubblica come fattore di legittimazione del judicial review vedi B. Friedman, The Will of the People: How Public Opinion Influenced the Supreme Court and Shaped the Meaning of the Constitution, New York, Farrar, Straus and Giroux, 2009, e le critiche di R.A. Primus, Public Consensus as Constitutional Authority, in George Washington Law Review, 78/6, 2010, pp Sulla dottrina del margine di apprezzamento in diritto internazionale ed europeo, vedi J. Gerards, Pluralism, Deference and the 1011 Ovviamente queste direttive interpretative non sono fra loro equivalenti. La volontà dei framers può non corrispondere alle interpretazioni costituzionali del legislatore attuale; l originalismo e il testualismo non implicano necessariamente self-restraint e rispetto per il margine di apprezzamento delle altre autorità. E tuttavia queste direttive coincidono nell assumere la possibilità di una tensione fra judicial review e democrazia (oppure, nel caso della critica conservatrice, fra judicial review, da una parte, e certezza del diritto, stabilità delle istituzioni e dei rapporti sociali, dall altra). Il giuspositivismo normativo guarda con preoccupazione a tale conflitto e perciò non raccomanda ai giudici di decidere secondo il proprio migliore giudizio morale ( decidi come, dopo adeguata riflessione, ritieni più giusto ). Poiché la responsabilità della decisione non deve gravare sul ragionamento morale del giudice, il positivismo giuridico normativo si impegna a indicare parametri esterni alla coscienza del giudice quali la lettera dalla legge, la volontà dei costituenti, la volontà del legislatore attuale, la morale sociale, ecc. in riferimento ai quali giustificare l applicazione (o la non applicazione) dei diritti fondamentali. 3. Nobili sogni e incubi È importante notare che comunque si voglia concepire il successo di neocostituzionalismo e giuspositivismo in quanto teorie normative dell interpretazione costituzionale una efficace protezione dei diritti individuali, l attuazione di un ideale democratico, ecc. esso non può non dipendere dalla situazione giuridica, politica e sociale in cui le teorie si trovano a operare: una varietà di condizioni esterne alle teorie, che le teorie non possono controllare direttamente, influiscono sulla possibilità di realizzare i loro obiettivi. Assumendo situazioni di sfondo differenti è infatti possibile immaginare esiti estremi opposti delle teorie diciamo, il loro Nobile Sogno e l Incubo 53 e sostenere che, per l interprete, la scelta fra neocostituzionalismo e giuspositivismo normativo non possa che dipendere, oltre che dalla intrinseca desiderabilità del Sogno o indesiderabilità dell Incubo, anche dalla loro verosimiglianza e plausibilità nella situazione data. Se il Nobile Sogno del neocostituzionalismo (oppure del positivismo giuridico) appare, in un determinato contesto, del tutto fantastico e irrealizzabile, e il suo Incubo, per contro, appare come una possibilità reale da scongiurare, il giuspositivismo normativo (oppure il neocostituzionalismo) sarà una posizione preferibile per ragioni prudenziali, pragmatiche, diverse dagli argomenti di principio interni alla teoria e da essa espressamente formulati (quali, ad esempio, una qualche Margin of Appreciation Doctrine, in European Law Journal, 17, 2011, pp. 80 ss.; Y. Shany, Toward a General Margin of Appreciation Doctrine in International Law?, in European Journal of International Law, 16, 2006, pp. 907 ss.; Per ulteriori riferimenti, G. Itzcovich, One, None and One Hundred Thousand Margins of Appreciations. Notes on the Lautsi Case, in Human Rights Law Review, 13/2, 2013, pp Riprendo la terminologia da H.L.A. Hart, The Nightmare and the Noble Dream (1977), in Id., Essays in Jurisprudence, Oxford, Clarendon, 1983, pp , che la applica però alle teorie dell interpretazione giuridica, non al loro esito pratico (l incubo è la conclusione radicalmente scettica del realismo giuridico americano secondo cui la distinzione fra giurisdizione e legislazione è impossibile e il giudice non può mai essere imparziale e oggettivo; il nobile sogno è l idea di Llewellyn, Pound e soprattutto Dworkin secondo cui è possibile conoscere e applicare obiettivamente il diritto, ad esempio perché c è un sistema coerente di principi a cui il giudice deve fare riferimento). La distinzione è applicata alla discussione sull interpretazione della costituzione da J.J. Moreso, La indeterminación del derecho y la interpretación de la constitución, Madrid, Centro de Estudios Políticos y Constitucionales, 1997, pp. 157 ss. 1112 concezione dell autorità, dei diritti, della democrazia, della costituzione, del potere giudiziario, ecc.). Credo che, con uno sforzo di sintesi e cercando di rendere giustizia sia al neocostituzionalismo sia al positivismo giuridico normativo, il Nobile Sogno e l Incubo delle due teorie possano essere resi nel seguente modo: (i) Il Nobile Sogno del neocostituzionalismo è che le applicazioni giudiziali dei diritti e dei principi fondamentali (e i conseguenti giudizi di ragionevolezza, bilanciamento e proporzionalità) non siano, almeno necessariamente o nella generalità dei casi, irrazionali, infondate e imprevedibili, e non rispondano solo alle preferenze soggettive del giudice, o della classe dei giudici, ma rappresentino invece la migliore approssimazione possibile a una morale oggettivamente valida, in linea di principio conoscibile da un osservatore imparziale qual è il giudice, oppure a una morale sociale ampiamente condivisa dalle persone ragionevoli, fra cui i giudici. Secondo il Nobile Sogno, nell ambito del processo e attraverso lo sviluppo graduale della giurisprudenza è possibile rendere giustizia alle parti in un modo che è oggettivamente valido, o che quantomeno socialmente condiviso, e non solo: è possibile difendere i diritti delle persone, ma anche contribuire a rendere più ricco e partecipato il dibattito democratico. I movimenti politici e sociali e le associazioni della società civile possono infatti usare il linguaggio dei diritti non solo come strumento di rivendicazione politica, ma anche legale, nell ambito della public interest litigation; il procedimento giudiziario e il sistema delle corti di giustizia possono essere il canale di forme di partecipazione politica democratica, diffusa e pluralista 54. Argomenti che altrimenti non riceverebbero adeguata considerazione, o che addirittura non raggiungerebbero la sfera pubblica, sono formulati pubblicamente dalle parti processuali e soppesati da un giudice personalmente disinteressato; la giurisprudenza e la dottrina discutono degli sviluppi dell interpretazione costituzionale in modo continuativo, dando vita a un ambito di riflessione normativa e di decisione politica che è parallelo, diverso ma non peggiore di quello della politica dei partiti. Il processo di riflessione comune sull interpretazione costituzionale che si svolge all interno della comunità dei giuristi integra il processo democratico rappresentativo, lo arricchisce di contenuti normativi che meritano ascolto, lo apre a interessi minoritari che ne resterebbero esclusi, lo corregge quando i suoi esiti sono aberranti e previene l eventualità che distrugga se stesso mediante leggi liberticide e tiranniche. (ii) D altra parte il Nobile Sogno del positivismo giuridico normativo è che sia possibile realizzare un sistema politico e giuridico che, distinguendo fra legislazione e giurisdizione, attribuisca la giurisdizione a una magistratura di professione, politicamente irresponsabile e in linea di massima rispettosa dell autonomia della politica, e attribuisca la legislazione a un processo democratico compatibile con l uguale dignità morale dei cittadini, cioè con il loro uguale diritto a far sentire la propria voce e a contare nell adozione delle decisioni collettive. Il Nobile Sogno trova la possibilità di attuazione e sviluppo dei diritti, anziché in una immagine idealizzata del ragionamento giuridico e delle corti costituzionali, nelle risorse del 54 Vedi ad es. F. Michelman, Law s Republic, in Yale Law Journal, 97/8, 1988, pp ; M. Perry, Morality, Politics and Law, New York, Oxford University Press, 1988 F ; M. Cappelletti, The Judicial Process in Comparative Perspective, Oxford, Clarendon Press, 1989; C. Harlow, R. Rawlings, Pressure through Law, London-New York, Routledge, ; D. Feldman, Public Interest Litigation and Constitutional Theory, in Modern Law Review, 55/1, 1992, pp13 procedimento legislativo ordinario e di una società civile vivace, capace di partecipare, discutere e organizzarsi politicamente. Le rivendicazioni di diritti non sono la descrizione di una morale oggettivamente valida o ampiamente condivisa, ma l espressione di conflitti fra interessi e visioni particolari: secondo il Nobile Sogno del positivismo giuridico, tali confitti possono trovare una adeguata mediazione nell ambito del procedimento legislativo e della politica democratica, senza dover essere affidati alle cure di un aristocrazia di toga, non rappresentativa e democraticamente irresponsabile. In una società pluralista i diritti non possono essere applicati in modo oggettivo e condiviso da tutti, il disaccordo è inevitabile 55, il diritto non è e non può essere un sostituto della politica 56 ; affinché le decisioni politiche possano essere accettate come legittime, è necessario creare procedure che consentano ai cittadini di partecipare alla vita politica in una posizione di tendenziale parità. La legittimità non può dipendere dal fatto che le decisioni politiche siano sostanzialmente giuste, ma dal fatto che siano il prodotto di procedure rispettose dell uguaglianza politica dei cittadini, e che siano sempre aperte alla contestazione, facilmente modificabili mediante l ordinario processo legislativo. Non c è modo di evitare che una democrazia possa di volta in volta sbagliare : ma la libera concorrenza fra partiti è il modo migliore per gestire e al tempo stesso per garantire il pluralismo delle società contemporanee. Dal dibattito sulla costituzionalizzazione e l interpretazione costituzionale è possibile estrarre anche gli Incubi del positivismo giuridico normativo e del neocostituzionalismo, cioè i due scenari estremi di insuccesso radicale delle due teorie. (iii) L Incubo del neocostituzionalismo è, naturalmente, una qualche versione del governo dei giudici 57, dello stato giurisdizionale 58, della dittatura di una oligarchia giudiziaria 59 o burocrazia guardiana 60 che esercita una giustizia di cadì 61 amorale, imprevedibile e antidemocratica L applicazione giudiziale dei diritti e dei principi fondamentali può rivelarsi arbitraria e ingiustificabile dal punto di vista di una morale critica (una giustizia amorale). Oppure può rivelarsi imprevedibile e sorprendente, perché incompatibile con una morale sociale espressa nei precedenti giurisprudenziali, nelle decisioni legislative, nelle convinzioni etiche diffuse dalla comunità (una giustizia imprevedibile). Oppure, infine, l applicazione dei diritti può rivelarsi la prevedibile ma unilaterale espressione delle convinzioni personali dei giudici, cioè della morale sociale settoriale propria di un gruppo professionale, o di una particolare corte di giustizia (una giustizia antidemocratica). 55 J. Waldron, Law and Disagreement, cit., pp. 105 ss., p J.A.G. Griffith, The Political Constitution, cit., p Cfr. ad es. B. Boudin, Government by Judiciary, in Political Science Quarterly, 26, 1911, pp , p. 267; E. Lambert, Le gouvernement des juges et la lutte contre la législation sociale aux États-Unis (1921), Paris, Dalloz, Una semplice comunità di diritto, non politica, nella quale ad aver l ultima parola, invece del legislatore che produce le norme, è il giudice che decide una controversia giuridica (C. Schmitt, Legalità e legittimità (1932), in Id., Le categorie del politico, Bologna, Il Mulino, 1972, pp. 216 e 213). 59 G.E. Roe, Our Judicial Oligarchy, New York, Huebsch, 1912 (le corti hanno usurpato il potere di dichiarare l incostituzionalità delle leggi e lo esercitano in base alle proprie preferenze politiche; il popolo ha sfiducia nelle corti perché the poor man is not on an equality with the rich one before the courts, ivi, p. 106). 60 A. Panebianco, Editoriale in Corriere della Sera, 21 marzo 1994, citato da E. Bruti Liberati, Potere e giustizia, cit., p M. Weber, Economia e società, vol. III, Sociologia del diritto (1922), Milano, Comunità, 1995, pp. 135 ss. (sulla giustizia di cadì), pp. 192 ss. (sulle tendenze alla giustizia materiale nel diritto contemporaneo). 1314 Nell Incubo neocostituzionalista, una autorità politicamente irresponsabile stabilisce in modo (quasi) definitivo, inappellabile, ciò che è giusto e sbagliato in base al proprio apprezzamento morale della situazione controversa. Dando voce alla propria morale privata, o alla morale sociale del loro gruppo professionale, i giudici dell Incubo pretendono di pronunciarsi non solo su ciò che è legale o illegale, ma anche su ciò che è moralmente accettabile o inaccettabile, politicamente possibile o illegittimo. E i diktat della comunità ierocratica degli interpreti della costituzione non arricchiscono il dibattito pubblico, ma al contrario svuotano la politica democratica di ogni contenuto saliente: lo spazio della politica si riduce a quello dell amministrazione dell esistente entro i confini di principi formulati nelle carte costituzionali e interpretati dai giudici. In una possibile versione dell Incubo, la politica reagisce alle pretese egemoniche del potere giudiziario in un modo che mette in pericolo i principi fondamentali dello stato di diritto. Ad esempio, le sentenze provocano l avversione popolare, o populista, e la politica riesce a delegittimare il potere giudiziario, a limitarne l indipendenza, a responsabilizzare politicamente i giudici, a controllarli direttamente o a condizionarne le attività. Oppure i destinatari delle sentenze non adempiono, le decisioni restano inefficaci, e si creano così una situazione di incertezza del diritto e una crisi di legittimità del sistema politico. (iv) Nello scenario dell Incubo giuspositivista, l applicazione del diritto da parte dei giudici e dei pubblici ufficiali funziona come una macchina ben oliata, che dà inesorabile esecuzione alle decisioni aberranti, o insensate, di un potere politico tirannico, o incomprensibile, in presenza di una società civile alienata, passivizzata, indifferente o complice. Poiché manca una società civile virtuosa e attiva, la capacità inclusiva della politica democratica si rivela illusoria: nell Incubo giuspositivista, la società civile è spoliticizzata e silenziosa, frammentata e rassegnata, o addirittura attivamente malvagia, illiberale e razzista, mobilitata alla conquista del potere. Di fronte all Incubo, chi ha a cuore la protezione dei diritti e la giustizia non può fare affidamento sulle risorse democratiche del procedimento legislativo. Può darsi che il legislatore democratico sia insensibile o apertamente ostile agli interessi delle minoranze distinte e isolate 62, incapaci di costruire coalizioni elettorali e che perciò subiscono il dominio della maggioranza senza poter far valere le proprie ragioni. Oppure il legislatore democratico può essere prigioniero di una maggioranza morale che vuole costringere tutti al rispetto dei suoi precetti senza riguardo per i diritti di persone coinvolte in decisioni private che hanno una dimensione pubblica (l aborto, il matrimonio omosessuale, la fecondazione assistita, ecc.). Oppure, ancora, il legislatore può reagire a una minaccia alla sicurezza nazionale, reale o immaginaria, con misure di ordine pubblico eccezionali, che rischiano di distruggere le condizioni di possibilità di una politica democratica. Oppure, infine, il legislatore può essersi semplicemente dimenticato di stabilire una regola opportuna, di fare una eccezione laddove necessario, di eliminare una incongruenza ingiustificabile, una disparità di trattamento irrazionale, ecc. In tutti questi scenari, e in altri ancora 63, quando il 62 Justice Stone in United States v. Carolene Products Co. 304 US 144 (1938), 152 nota 4 (uno standard di scrutinio più esigente per le leggi dirette contro discrete and insular minorities). Sulla Carolene Products Footonote vedi J.H. Ely, Democracy and Distrust. A Theory of Judicial Review, Cambridge, Cambridge University Press, 1980 (i giudici costituzionali devono limitarsi a garantire che le procedure della democrazia rappresentativa funzionino bene e non escludano sistematicamente gli interessi delle minoranze). 63 Un altro scenario da Incubo giuspositivista è quello evocato da P.P. Portinaro, Oltre lo stato di diritto. Tirannia dei giudici o anarchia degli avvocati?, in P. Costa, D. Zolo (a cura di), Lo Stato di diritto. Storia, 1415 legislatore è espressione della prepotenza dei potenti, o della paura degli impotenti, o quando è semplicemente incapace di prevedere le conseguenze delle proprie leggi, l Incubo ci dice che chiunque vorrebbe che ci fosse un giudice a Berlino, ragionevole e coraggioso, disposto a prendersi la responsabilità di fare la cosa giusta. 4. Interpretazione costituzionale e contesto istituzionale È evidente la natura iperbolica dei Nobili Sogni e degli Incubi presentati nel paragrafo precedente. Il punto centrale è che la costruzione di quei quattro scenari estremi mostra che la scelta fra neocostituzionalismo e positivismo giuridico non può ripeto dipendere solo dalla forza degli argomenti di principio in loro sostegno, cioè dal grado di desiderabilità del Nobile Sogno e di indesiderabilità dell Incubo, ma deve dipendere anche dalla maggiore o minore verosimiglianza di questi scenari nel contesto in cui avviene la scelta interpretativa. Considerazioni prudenziali, relative alla maggiore o minore fiducia negli interpreti della costituzione e alle conseguenze prevedibili negli assetti sociali e istituzionali dati, sono quindi rilevanti per la scelta dei criteri da adottare nell interpretazione della costituzione e delle dichiarazioni dei diritti. Ogni scelta presuppone un contesto politico di sfondo, e può essere giustificata solo sulla base della analisi e valutazione di tale contesto. Può esistere, certo, uno spazio per una teoria pura dell interpretazione costituzionale, cioè per una riflessione che faccia astrazione dal contesto, ma le pretese normative di tale teoria non potranno che essere molto modeste. Oltre alla maggiore o minore verosimiglianza dei Nobili Sogni e degli Incubi, sembra che non si possa prendere posizione nel dibattito fra neocostituzionalismo e positivismo giuridico senza aver valutato il grado di sviluppo di quei processi di costituzionalizzazione, diffusione e internazionalizzazione dei diritti che, come ho chiarito ( 1.), costituiscono il presupposto istituzionale del dibattito sull interpretazione costituzionale. In generale, il neocostituzionalismo presuppone una valutazione positiva di tali processi e il giuspositivismo normativo una valutazione negativa, o quantomeno scettica, che ne ridimensiona la rilevanza per la teoria giuridica. Infine, la scelta dei criteri da adottare nell interpretazione costituzionale dipenderà da fattori sociali, politici e istituzionali quali i seguenti: (i) La composizione sociale e gli orientamenti politici del potere giudiziario: chi sono i giudici che dovrebbero interpretare i diritti? È possibile rintracciare coerenti politiche del diritto perseguite dalla magistratura o da singole corti di giustizia e, in tal caso, come devono essere caratterizzate e apprezzate (politiche conservatici o progressiste, liberali o autoritarie, garantiste o giustizialiste, nazionaliste o internazionaliste/europeiste, orientate alla giustizia sociale o alle libertà del mercato, ecc.)? Quale fiducia meritano i giudici? E quale fiducia chiedono? Si tratta di funzionari dotati di una legittimazione tecnica che pretendono di essere indipendenti dal potere politico, o si tratta di professionisti della comunicazione pubblica teoria, critica, Milano, Feltrinelli, 2002, pp : più che il pericolo di egemonia giudiziaria (la tirannia dei giudici ), le democrazie contemporanee sono esposte alla minaccia della anarchia degli avvocati, cioè dei mercanti del diritto, le lobbies e le corporations del capitalismo globale: espertocrazie mercenarie, partigiane e avvocatesche, che sfruttano strategicamente le opportunità e le risorse di una litigation society (ivi, pp. 397 s.) 1516 ( voci nel dibattito democratico) che pretendono di essere rappresentativi della società civile, recettivi delle istanze che emergono dalla società, moralmente responsabili? (ii) La distribuzione delle opportunità di accesso alla giustizia: chi può rivolgersi al giudice per chiedere una interpretazione dei diritti? Quali interessi e situazioni riescono di fatto a ottenere un adeguata considerazione e protezione attraverso il processo legale? Ci sono categorie di soggetti che vengano sistematicamente svantaggiati? Il sistema giudiziario è sufficientemente accessibile ed efficace per chi è interessato all applicazione del diritto? (iii) La posizione del potere giudiziario rispetto alle autorità che sono sottoposte al suo controllo e che dovrebbero dare esecuzione alle sue decisioni. A chi si rivolge il giudice? A un legislatore democraticamente eletto, ad altri giudici nazionali e internazionali, a uno stato o a un gruppo di stati, a una burocrazia internazionale o sovranazionale? Quante possibilità ci sono che la sentenza sia efficace, perché adempiuta dai suoi destinatari o eseguita coercitivamente, o invece resti priva di conseguenze pratiche? (iv) La maggiore o minore stabilità e integrazione del sistema politico di riferimento: quando e dove avviene l interpretazione? In uno stato unitario o in uno stato federale, in un contesto statale o all interno di una organizzazione internazionale o sovranazionale, in una situazione di normal politics o in una situazione rivoluzionaria, emergenziale o di transizione costituzionale 64, ecc.? (v) Infine, qualsiasi presa di posizione sui criteri normativi dell interpretazione costituzionale presuppone un contesto non solo politico e di fatto, ma anche giuridico: un quadro normativo in cui avviene l interpretazione, l oggetto e i parametri del giudizio di costituzionalità, le sue procedure e garanzie. Insomma, che cosa si interpreta? Quali norme e principi appartengono all ordinamento in cui è collocato il giudice e a cui il giudice deve dare applicazione? Si tratta di interpretare il Bill of Rights oppure la Carta del Lavoro fascista, una costituzione democratica e pluralista oppure la costituzione di uno stato autoritario? Oppure si tratta dell interpretazione di un trattato internazionale, come la Convenzione europea dei diritti dell uomo, o dei trattati istitutivi di una organizzazione internazionale o sovranazionale, come l Unione europea? L oggetto del controllo giurisdizionale è la legislazione prodotta da un organo democratico rappresentativo, dalla collaborazione internazionale fra stati, o dalle istituzioni di governo internazionali o sovranazionali? I principi di cui si tratta sono i diritti civili, politici e sociali del costituzionalismo democratico novecentesco, oppure le libertà di circolazione dei fattori produttivi, l uguaglianza come concorrenza non distorta, il mutuo riconoscimento delle legislazioni nazionali, ecc.? Il dibattito sull interpretazione ha senso solo sullo sfondo del contesto giuridico, politico e sociale in cui si svolge. Certo, il teorico del diritto può dare per presupposte l analisi e la valutazione del contesto, attribuirle ad altre discipline, non tematizzarle ogni volta. Ma l analisi e la valutazione del contesto sono comunque necessarie, perché non si può dire nulla di interessante sui criteri da seguire nell interpretazione costituzionale se non si è prima chiarito chi è il giudice che interpreta i diritti, a chi si rivolge, su richiesta di chi, con quali poteri, che cosa interpreta e in quali circostanze. 64 B. Ackerman, We The People: Foundations, Cambridge, Mass.-London, Harvard University Press, 1991, pp. 230 ss. 1617 5. Conclusioni. So what? Ci troviamo così, seppure a nostre spese, nella migliore condizione per renderci conto della estrema labilità delle ideologie giuridiche, il cui valore progressivo o reazionario dipende dalle circostanze storiche in cui vengono sostenute, e dai partiti che vi si richiamano. N. Bobbio 65 La conclusione del paragrafo precedente è che su un piano teorico-generale l unica risposta sensata alla domanda come dev essere interpretata la costituzione? è dipende : dipende dal grado di sviluppo dei processi di costituzionalizzazione, diffusione e globalizzazione dei diritti, dipende da come valutiamo le chances e i rischi della giustizia costituzionale nel contesto in cui avviene l interpretazione, dipende da chi interpreta che cosa e in quali circostanze. Si tratta di una conclusione scettica nei confronti delle potenzialità normative della teoria generale ma si potrebbe obiettare si tratta anche una tesi ovvia, che nessuno potrebbe negare e che è perciò priva di ricadute significative sul metodo e l oggetto della teoria del diritto. Certo ammetto non è una tesi originale. A ben vedere è solo un applicazione particolare all ambito delle teorie dell interpretazione costituzionale dell affermazione, tipica del realismo giuridico, secondo cui una considerazione puramente normativa delle questioni giuridiche o di teoria del diritto è insufficiente e deve essere integrata dalla valutazione di fattori ulteriori, relativi al contesto, diversi dai principi e dalle norme coinvolte dalla decisione. È una tesi che è già stata sostenuta in teoria e meta-teoria dell interpretazione giuridica. Michel Troper, ad esempio, ha sostenuto che i vincoli dell interpretazione costituzionale non sono normativi ma fattuali, e dipendono dalla circostanza che una pluralità di istituzioni concorrono con il giudice costituzionale nella interpretazione della costituzione; da ciò ha concluso che lo studio della costituzione non può essere compito di una scienza normativa e che è teoricamente possibile applicare ad esso gli abituali metodi delle scienze che trattano dei fenomeni del Sein 66. Cass Sunstein e Adrian Vermeule hanno criticato le teorie normative dell interpretazione per la loro insensibilità alla struttura e ai vincoli istituzionali 67 : esse affrontano i problemi dell interpretazione ad un alto livello di astrazione, come se la sola questione fosse come noi dobbiamo interpretare un testo, senza prendere in considerazione i ruoli istituzionali o lavorando con una immagine idealizzata, persino eroica, delle capacità dei giudici 68. D altra parte è il caso di notare che alcune teorie normative dell interpretazione dichiarano espressamente che una considerazione determinante è la maggiore o minore 65 N. Bobbio, Introduzione, in Id., Giusnaturalismo e positivismo giuridico (1965), Roma-Bari, Laterza, 2011, p M. Troper, Il problema dell interpretazione e la teoria della sovra legalità costituzionale, in Id., Per una teoria giuridica dello Stato (1994), Napoli, Guida, 1998, p. 289 s. 67 C. Sunstein, A. Vermeule, Interpretation and Institution, in Michigan Law Review, 101/4, 2003, pp Ivi, p Del resto su questo punto il saggio di Sunstein e Vermeule è tutt altro che originale, come rileva la critica feroce di R.A. Posner, Reply: The Institutional Dimension of Statutory and Constitutional Intepretation, ivi, pp18 fiducia nei confronti del giudice e del legislatore 69. Di recente Scott Shapiro ha addirittura proposto una teoria del diritto come piano (Planning Theory) volta a dimostrare che gli atteggiamenti di fiducia e sfiducia presupposti dal diritto sono centrali per la determinazione della metodologia interpretativa, e che il metodo interpretativo deve essere scelto in base alla economia della fiducia propria del sistema giuridico di riferimento 70. Ma sebbene non pretenda di essere originale, la tesi secondo cui non ha senso accettare o rifiutare una teoria normativa dell interpretazione senza aver prima analizzato e valutato il contesto istituzionale entro cui l interpretazione si svolge, non è né ovvia perché non controversa, né irrilevante; al contrario, essa è espressamente rifiutata da un teorico del diritto di riferimento (i), è implicitamente rifiutata, o ignorata, da molti altri (ii), e non è priva di importanti conseguenze metodologiche per la teoria dell interpretazione costituzionale (iii). (i) Un avversario consapevole della rilevanza del contesto istituzionale ai fini della teoria normativa dell interpretazione costituzionale è Ronald Dworkin. È bensì vero che Dworkin non ha preteso di formulare una teoria generale del diritto nel senso di una teoria del diritto applicabile a qualsiasi ordinamento giuridico: la teoria del diritto interpretativa, in quanto contrapposta alle teorie semantiche, che assumono l esistenza di un consenso sociale sui fatti che rendono vere le proposizioni giuridiche, è sempre interpretazione di uno stadio particolare di una pratica che si sviluppa storicamente [ ]. Le teorie interpretative sono per loro natura rivolte a una cultura giuridica particolare, di solito quella a cui i loro autori appartengono 71. Si è perciò parlato, a questo proposito, di particular jurisprudence 72. E tuttavia nessuno potrebbe sostenere che nella teoria del diritto di Dworkin, generale o particolare che essa sia, l analisi del contesto istituzionale abbia un qualche rilievo. L esperimento mentale del giudice Hercules, che Dworkin costruisce per illustrare la sua concezione del diritto come integrità, fa astrazione non solo da qualsiasi considerazione relativa al contesto istituzionale, ma anche dalle limitate risorse di tempo e capacità intellettuali che un giudice può investire nella decisione (Hercules è un giudice immaginario dotato di capacità intellettuali e pazienza sovraumani che accetta il diritto come integrità 73 ). Dworkin rifiuta espressamente di considerare le questioni di teoria normativa dell interpretazione come questioni istituzionali in base all argomento (debole, in verità) che 69 Ad esempio, J.H. Ely, Democracy and Distrust, cit. ; W.N. Eskridge, Jr., Dynamic Statutory Interpretation, Cambridge, MA, Harvard University Press, 1994, pp. 161 ss.; R.A. Posner, Pragmatic Adjudication, in M. Dickstein (ed.), The Revival of Pragmatism: New Essays on Social Thought, Law, and Culture, Durham-London, Duke University Press, 1998, pp. 235 ss. Sull importanza dei vincoli istituzionali per la teoria normativa della giustizia costituzionale vedi anche B. Friedman, The Politics of Judicial Review, in Texas Law Review, 84/2, 2005, pp S.J. Shapiro, Legality, Cambridge, Mass.-London, Harvard University Press, 2011, pp. 331 ss. Vedi la critiche di G. Pino, What s the Plan? : On Interpretation and Meta-interpretation in Scott Shapiro s Legality, in D. Canale, G. Tuzet, The Planning Theory of Law. A Critical Reading, Dordrecht et al., Springer, 2013, pp (estrarre l economia della fiducia iscritta nel Piano non è una questione puramente empirica ma anche valutativa; i giudici non possono limitarsi a seguire il Piano ma devono anche svilupparlo: Shapiro li vuole fedeli alla economia della fiducia di un Piano di cui sono co-autori). 71 R. Dworkin, Law s Empire, Oxford-Portland, Hart, 1986, p B. Leiter, Beyond the Hart/Dworkin Debate: the Methodology Problem in Jurisprudence, in Id., Naturalizing Jurisprudence. Essays on American Legal Realism and Naturalism in Legal Philosophy, Oxford, Oxford University Press, 2007, p. 162 (corsivo dell A.), riprendendo su questo l interpretazione di H.L.A. Hart, Postscript, in Id., The Concept of Law, Oxford, Oxford University Press, , pp. 240 s. 73 R. Dworkin, Law s Empire, cit., p19 la teoria del moral reading si rivolge a chiunque intenda interpretare la costituzione nel modo migliore, ed è quindi applicabile tanto al legislatore quanto ai giudici: è perciò improprio, secondo Dworkin, affrontare i problemi dell interpretazione costituzionale a partire da una valutazione delle conseguenze prevedibili dell adozione generalizzata di un determinato metodo 74. (ii) Un avversario inconsapevole è paradossalmente lo stesso Scott Shapiro, il quale vuole vincolare gli interpreti alla economia della fiducia inscritta nel Piano, presupposta dal Piano, cioè in buona sostanza prescritta dal diritto, anziché prendere in considerazione la possibilità che condizioni politiche e sociali, esterne al diritto, suggeriscano l adozione o il rifiuto di un determinato metodo interpretativo, ancorché esso sia previsto dal Piano. Inoltre Shapiro afferma, seguendo una linea di ragionamento che è piuttosto diffusa nella jurisprudence anglosassone, che il dibattito filosofico-giuridico (ad esempio, il dibattito sulla natura del diritto) ha importanti implicazioni per la pratica perché da esso dipende la soluzione dei disaccordi fra i giuristi circa la scelta del metodo interpretativo corretto: spesso non c è modo di risolvere specifici disaccordi riguardo al diritto senza prima risolvere i disaccordi riguardo alla natura del diritto 75. Questa linea di ragionamento deve essere respinta. La giustificazione della riflessione teorica non può essere ritrovata nelle conseguenze pratiche della teoria perché tali conseguenze sono e, per le ragioni che ho esposto, devono essere alquanto modeste. (iii) La tesi qui sostenuta non ha solo la conseguenza metodologica, piuttosto ovvia, per cui ci devono essere stringenti limitazioni a ciò che una teoria dell interpretazione può utilmente dire sul piano normativo. La tesi ha anche una conseguenza più interessante, relativa al modo in cui è opportuno avvicinare l interpretazione costituzionale in uso presso le corti costituzionali. La formulerei in questo modo. Ovviamente è possibile, e spesso utile e interessante, criticare le argomentazioni formulate dai giudici nelle sentenze, ed è possibile farlo da una varietà di prospettive differenti in una prospettiva tecnico-giuridica, in quella di una critica morale della giurisprudenza, in quella dell analisi economica del diritto, dal punto di vista della coerenza e della logica interna all argomentazione, ecc. Ciò che però non ha senso fare è presupporre che il giudice debba formulare tutte le ragioni, o anche solo le migliori ragioni, a sostegno delle proprie decisioni. Non mi riferisco qui solo alle ragioni inconfessabili i motivi che esercitano una efficacia causale sul processo mentale del giudice, ma che non possono essere formulati apertamente senza rendere la decisione illegittima. Né mi riferisco solo alle ragioni extra-giuridiche che, sebbene in astratto rilevanti, non possono essere formulate senza che la comunità dei giuristi le giudichi inappropriate perché prive di forza giustificatoria nel contesto di un procedimento giudiziario. Mi riferisco anche a tutte quelle ragioni che, sebbene in astratto formulabili e difendibili perché rilevanti per la decisione e non prive di forza giustificatoria in ambito giuridico, è opportuno tralasciare in considerazione delle conseguenze di natura istituzionale che esse potrebbero avere. 74 R. Dworkin, Freedom s Law, cit., p. 34. L argomento è debole perché assume che sia ovvio e desiderabile che istituzioni e soggetti diversi (i giudici, il legislatore, le autorità amministrative, i singoli cittadini ) interpretino la costituzione seguendo la stessa teoria normativa. Se i giudici fossero generalmente incapaci e malvagi (come nell Incubo neocostituzionalista) saremmo inclinati a sconsigliare l adozione del moral reading. 75 S.J. Shapiro, Legality, cit., pp. 28 s. 1920 In una gran varietà di contesti istituzionali possono esserci molte buone ragioni per dire meno di quanto non si potrebbe fare; ragioni per cui può essere bene che le sentenze siano brevi, povere di teoria, prive di candore, assertive e dogmatiche, poco persuasive e irrilevanti per il dibattito pubblico generale. Laddove una valutazione del contesto istituzionale e della fiducia che è opportuno (non) avere negli interpreti della costituzione suggeriscano l adozione di una posizione riconducibile al positivismo giuridico normativo, è bene che l argomentazione giuridica non sia oggetto di aspettative eccessive e irrealistiche. Nei casi in cui la valutazione del contesto dell interpretazione suggerisce l opportunità di adottare la prospettiva del positivismo giuridico normativo, una buona sentenza per quanto ciò possa sembrare paradossale può essere tale non solo benché scritta male, ma proprio perché scritta male. Può essere buona, cioè, perché scritta da un giudice che non parla in prima persona, che non ambisce a esprimere i propri valori morali, né ad essere rappresentativo della società civile, e che non intende offrire la migliore giustificazione del sistema giuridico in cui opera e degli istituti giuridici che applica; un giudice che è consapevole del rischio che una motivazione diffusa, ampiamente argomentativa o solenne e ispirata, volta a persuadere o ad ammaestrare, irriti il sistema politico o produca dei tentativi infelici di emulazione o di contrasto all interno della comunità giuridica Ad esempio, considerazioni istituzionali possono suggerire ad una corte costituzionale quale il Bundesverfassungsgericht di contenere l ampio respiro teorico ed etico di alcune sue decisioni sull integrazione europea (Maastricht-Urteil, BVerfGE 89, 155 del 12 ottobre 1993; Lissabon-Urteil, BVerfGE 123, 267 del 30 giugno 2009) e di limitarsi a controllare l adempimento dei requisiti procedurali previsti dalla costituzione per la ratifica dei Trattati europei (in particolare, l adozione di una legge costituzionale). Il metodo delle sentenzetrattato potrebbe infatti essere imitato da giudici ancora più cauti del Bundesverfassungsgericht nei confronti dell Unione europea, o addirittura ostili, innescando così un effetto domino che potrebbe turbare il processo politico in modo difficilmente risolvibile (le corti costituzionali, a differenza dei politici, non si possono sedere attorno a un tavolo e non votano). Una volta che le sentenze-trattato, ognuna contenente le proprie linee di indirizzo costituzionale, si siano moltiplicate per i 28 Stati Membri, il procedimento di negoziazione e ratifica delle modificazione ai Trattati istitutivi, già non facile, diventerebbe ancora più complesso e incerto. 20 Vedere altro
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