Source: https://www.idscalessandria.it/statuto/
Timestamp: 2018-05-23 22:36:15+00:00

Document:
Statuto – Alessandria
Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero Alessandria
L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della diocesi di Alessandria (qui di seguito più brevemente denominato “I.D.S.C.”), costituito dal Vescovo diocesano in attuazione dell’art. 21 delle Norme sugli enti e sui beni ecclesiasti- ci approvate dalla Santa Sede e dal Governo Italiano con Protocollo del 15 novembre 1984 (qui di seguito richiamate con la dizione “Norme”), è persona giuridica Canonica pubblica.
L’I.D.S.C. della diocesi d Alessandria ha sede in via Vescovado 1.
Art. 2 Fini e attività dell’ente
b) svolgere eventualmente, previe intese con l’Istituto Centrale per il Sostenta- mento del Clero (I.C.S.C.) funzioni assistenziali e previdenziali integrative e autonome per il clero;
d) provvedere, con l’osservanza dei criteri contenuti nell’art. 2 bis, alle necessità di cui all’art. 27, comma secondo, delle Norme, che si dovessero manifestare.
Esso, inoltre, può svolgere eventuali altre funzioni che gli fossero demandate da regolamenti emanati dalla C.E.I. o che gli fossero proposte dall’Istituto Centrale del Sostentamento del Clero, nel quadro dei sue i fini istituzionali.
Art. 2 bis Criteri per l’applicazione dell’art. 27, comma secondo delle Norme
Art. 3 Rapporti con l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero
L’Istituto intrattiene rapporti di collaborazione con l’I.C.S.C. nel quadro di organica connessione stabilita dalle Norme, per attuare secondo criteri di solida- rietà e di perequazione il sistema di sostentamento del Clero italiano.
favorisce lo scambio di dati e di informazioni utili al miglior funzionamento del sistema;
segnala esperienze ed offre suggerimenti che possono arricchire lo studio e gli indirizzi comuni in vista della razionalizzazione della gestione del patrimonio degli Istituti ai fini della sua valorizzazione;
si avvale, secondo l’opportunità dell‘assistenza dell’I.C.S.C. per i propri compiti di gestione.
dai beni appartenenti ai benefici ecclesiastici già esistenti nella diocesi;
da eventuali donazioni o lasciti di beni mobili e immobili;
dai beni ad esso devoluti a norma del can. 1303, paragrafo secondo;
dalle eventuali eccedenze attive di bilancio destinate con delibera del
Consiglio di amministrazione, osservato il disposto dell’art. 17, a fini incrementativi del patrimonio.
Art. 6 Mezzi di funzionamento
Art. 9 Vacanza di seggi nel Consiglio
Art. 10 Adunanze del Consiglio
Art. 11 Poteri del Consiglio
deliberare tutti gli atti e contratti, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione, inerenti alle attività istituzionali, salva la necessità di ottenere licenze o autorizzazioni previste dalla normativa canonica e civile vigente. Si considerano atti di straordinaria amministrazione, soggetti alla licenza dell’Ordinario diocesano:
l’esecuzione di lavori di costruzione, ristrutturazione o straordinaria manutenzione per un valore superiore alla somma minima definita dalla C.E.I. in esecuzione della disposizione del can. 1292, § 1;
Imembri del Consiglio di Amministrazione sono responsabili verso l‘Istituto dell’esecuzione del loro mandato
Art. 13 Presidente del Consiglio di Amministrazione
rappresentare 1’I.D.S.C. anche di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, tanto canonica quanto civile;
convocare e presiedere il Consiglio di Amministrazione;
provvedere in caso di urgenza circa le azioni da promuovere o da sostenere in qualsiasi sede giurisdizionale e in qualsiasi stato e grado di giudizio, nonché promuovere provvedimenti di natura conservativa o esecutiva,fermo restando in ogni caso quanto disposto dal Can. 1288.
Art. 14 Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione
sostituire il Presidente, assumendone tutte le funzioni previste nel precedente art. 13, nei casi di assenza e di impedimento di lui, dal medesimo dichiarati con lettera inviata al Consiglio, salvo il caso di sua incapacità;
con il consenso dell’Ordinario surrogarsi al Presidente, nell‘ipotesi in cui quest’ultimo non provveda alla convocazione del Consiglio di Amministrazione alla scadenza trimestrale prevista dall‘art. 10 o in caso di urgenza.
Art. 15 Esercizio
Art. 16 Stati di previsione e consuntivo
entro il 15 settembre di ciascun anno, il Consiglio di Amministrazioneprovvede a redigere ed approvare lo stato di previsione e a trasmetterlo non oltre il 30 dello stesso mese, con il visto del Vescovo diocesano, all’I.C.S.C. per l’approvazione di competenza; tale approvazione costituisce il presupposto per l’erogazione da parte dello stesso I.C.S.C. dell’integrazione eventualmente richiesta;
entro il mese di aprile di ciascun anno, il Consiglio di Amministrazione compila e approva il bilancio consuntivo e la relazione relativi all’esercizio precedente e, con il visto del Vescovo delle diocesi partecipanti, li trasmette non oltre il 31 maggio allo stesso Istituto Centrale per la definitiva approvazione; tale approvazione costituisce il presupposto per l’effettuazione degli eventuali conguagli e la condizione per eventuali future integrazioni.Art. 17 Avanzi di esercizioL‘eventuale eccedenza attiva di bilancio, previo versamento all’Istituto
Centrale della quota stabilita dalla C.E.I., potrà essere destinata con delibera del Consiglio di Amministrazione a copertura degli oneri relativi al sostentamento del clero dell‘esercizio seguente, oppure essere investita, previa autorizzazione dell‘Istituto Centrale, a fini incrementativi del patrimonio.
Art. 19 Obblighi del Collegio dei Revisori
Il Collegio dei Revisori deve riunirsi, su convocazione scritta del suo Presi- dente, almeno una volta al trimestre per l’effettuazione della sorveglianza demandatagli.
Art. 20 Vacanza dei seggi nel Collegio dei Revisori
Art. 21 Rinvio a norme generali

References: Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 § 1

Art. 13

Art. 14
 art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 19

Art. 20

Art. 21