Source: https://www.laleggepertutti.it/199521_processo-penale-quali-prove
Timestamp: 2018-08-19 23:52:58+00:00

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Processo penale: quali prove
Cosa sono i mezzi di prova? Cos’è il diritto alla prova? Testimonianza, esame delle parti, confronti, ricognizioni, esperimenti giudiziali, perizia: le prove nel processo penale.
Nel processo penale, la colpevolezza dell’imputato deve essere provata dal magistrato del pubblico ministero. Dovrà essere quest’ultimo a dimostrare che l’imputato ha commesso il fatto contestatogli; prima di questo momento, la persona accusata si presume innocente. La Costituzione italiana, infatti, dice che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva [1].
La legge mette a disposizione delle parti i mezzi di prova, cioè gli strumenti idonei a dimostrare un fatto o una circostanza. Nella fattispecie, il pubblico ministero si avvarrà delle prove per dimostrare la colpevolezza dell’imputato; questi, di contro, le utilizzerà per convincere il giudice della sua estraneità ai fatti. Vediamo quali sono le prove nel processo penale.
2 Prove nel processo penale: cos’è la lista testi?
3 Prove nel processo penale: quali sono?
4 Prove nel processo penale: cos’è la testimonianza?
5 Prove nel processo penale: quali sono i limiti della testimonianza?
9 Prove nel processo penale: cos’è l’esperimento giudiziale?
11 Prove nel processo penale: cos’è la consulenza tecnica?
12 Prove nel processo penale: cos’è la prova documentale?
Prima di entrare nel merito dell’argomento (processo penale: quali prove), bisogna premettere che la legge dedica uno specifico momento all’acquisizione delle prove: si tratta del dibattimento, durante il quale avviene l’istruttoria processuale. È questa la fase deputata prima all’ammissione, poi all’acquisizione delle prove richieste dalle parti.
All’apertura del dibattimento, le parti (nell’ordine: il magistrato del pubblico ministero, la difesa della costituita parte civile, del responsabile civile e del civilmente obbligato per la pena pecuniaria se presenti, infine la difesa dell’imputato) chiedono al giudice l’ammissione delle proprie prove [2].
rilevante: deve cioè essere importante per la dimostrazione della tesi prospettata, non abbondante o inutile [3].
Prove nel processo penale: cos’è la lista testi?
Prima di vedere quali prove nel processo penale, bisogna ricordare che le parti che intendono avvalersi di testimoni, periti e consulenti tecnici devono depositare, nella cancelleria del giudice competente, almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento, una lista ove si chiede al giudice l’ammissione di questi mezzi di prova [4].
Il codice di procedura penale disciplina in maniera unitaria quali sono le prove nel processo penale, definendole tecnicamente mezzi di prova. Vengono invece chiamati mezzi di ricerca della prova quelli finalizzati a rintracciare la prova stessa: è il caso delle perquisizioni, delle ispezioni, delle intercettazioni, ecc.
A queste prove “tipiche”, cioè previste nel dettaglio dalla legge, si affiancano quelle “atipiche”, cioè quelle comunque idonee ad assicurare l’accertamento dei fatti oggetto del processo [5].
Il testimone è esaminato sui fatti che costituiscono oggetto di prova, cioè sulla responsabilità dell’imputato e sui fatti idonei a valutare l’attendibilità delle fonti [6]; ha l’obbligo di rispondere secondo verità, pena il reato di falsa testimonianza (per approfondimenti su questo particolare tema si legga l’articolo Il reato di falsa testimonianza).
La testimonianza può vertere solo sui fatti oggetto del procedimento e solo se appresi direttamente: è vietata la testimonianza indiretta, cioè quella che fa riferimento ad altre persone («Non ho visto cosa è successo, ma Sempronio mi ha detto che…») [7]. In questo caso, se necessario, verrà chiamato a deporre colui che ha assistito direttamente ai fatti.
Prove nel processo penale: quali sono i limiti della testimonianza?
Il testimone non può essere obbligato a deporre su fatti dai quali potrebbe emergere una sua responsabilità penale [8]. Esempio: Tizio, accusato del reato di omissione di soccorso,è stato visto da Caio negare aiuto a una persona gravemente ferita. Il problema è che anche Caio era lì presente e, pertanto, l’obbligo di soccorso gravava anche lui. Di conseguenza, se Caio dicesse la verità si auto-accuserebbe del medesimo reato. Per questa ragione, la legge gli consente di tacere.
La testimonianza è obbligatoria per chi viene citato. Tuttavia, è data facoltà di astensione ai prossimi congiunti dell’imputato [9], a meno che questi ultimi non siano le persone offese che hanno sporto denuncia o querela.
tutti gli esercenti altre professioni ai quali la legge riconosce la facoltà di astenersi dal deporre determinata dal segreto professionale [10].
Hanno altresì obbligo di astenersi dal deporre sui fatti conosciuti per ragioni del loro ufficio che devono rimanere segreti (segreto d’ufficio) i pubblici ufficiali, i pubblici impiegati e gli incaricati di un pubblico servizio [11]. Gli stessi devono astenersi nel caso di fatti coperti dal segreto di Stato [12].
Nello specifico, l’esame dell’imputato si svolge secondo particolari modalità [13]. Innanzitutto, egli non è obbligato (a differenza del testimone) a deporre: per questo, è sempre necessario il suo consenso.
L’esame delle parti riguarda anche gli imputati concorrenti nel medesimo reato (cioè, i coimputati) e gli imputati in procedimenti connessi a quello per il quale si procede. In quest’ultimo caso, la persona imputata in procedimento connesso è obbligata a presenziare, cioè a comparire al banco dei testimoni, godendo comunque delle stesse garanzie dell’imputato: diritto ad essere assistito dal proprio difensore, facoltà di non rispondere, impossibilità di essere incriminato per i fatti emergenti dalla sua deposizione [14].
I confronti sono ammessi tra persone già esaminate o interrogate nel caso di contrasti tra le dichiarazioni rese [15]. Classico esempio è il confronto tra due testimoni che hanno reso deposizioni discordanti. Entrambi verranno convocati dal giudice alla medesima udienza e sentiti contemporaneamente sulle stesse circostanze.
La ricognizione è la classica prova nel processo penale mostrataci dai film americani: alla vittima viene chiesto di riconoscere il colpevole tra alcune persone, simili tra loro anatomicamente e nel vestiario [16].
Prove nel processo penale: cos’è l’esperimento giudiziale?
Secondo la legge, l’esperimento giudiziale è ammesso quando occorre accertare se un fatto sia o possa essere avvenuto in un determinato modo [17].
La perizia è quella prova nel processo penale ammessa quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche [18].
Prove nel processo penale: cos’è la consulenza tecnica?
Secondo il codice, i consulenti tecnici possono assistere al conferimento dell’incarico al perito e presentare al giudice richieste, osservazioni e riserve, delle quali è fatta menzione nel verbale [19].
Infine, in questo lungo viaggio attraverso le prove nel processo penale troviamo i documenti. Si tratta della classica prova precostituita, cioè che esiste anche al di fuori del processo penale, a prescindere dallo stesso.
È vietata l’acquisizione di documenti che contengono informazioni sulle voci correnti nel pubblico intorno ai fatti di cui si tratta nel processo o sulla moralità in generale delle parti, dei testimoni, dei consulenti tecnici e dei periti [20].
[5] Art. 189 cod. proc. pen.
[6] Art. 194 cod. proc. pen.
[7] Art. 195 cod. proc. pen.
[8] Art. 198 cod. proc. pen.
[9] Art. 199 cod. proc. pen.
[10] Art. 200 cod. proc. pen.
[11] Art. 201 cod. proc. pen.
[12]Art. 202 cod. proc. pen.
[13] Art. 208 cod. proc. pen.
[14] Art. 210 cod. proc. pen.
[15] Art. 211 cod. proc. pen.
[16] Art. 218 cod. proc. pen.
[18] Art. 220 cod. proc. pen.
[19] Art. 230 cod. proc. pen.
[20] Art. 234 cod. proc. pen.

References: Art. 189
 Art. 194
 Art. 195
 Art. 198
 Art. 199
 Art. 200
 Art. 201
 Art. 208
 Art. 210
 Art. 211
 Art. 218
 Art. 220
 Art. 230
 Art. 234