Source: https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/scheda.php?seduta=185&leg=IX
Timestamp: 2019-11-15 21:10:59+00:00

Document:
Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.185 del 10/02/2015
Resoconto della seduta n.185 del 10/02/2015
CELEBRAZIONE GIORNATA DEL RICORDO
PRESIDENTE. Colleghi Consiglieri buona giornata. Iniziamo questo Consiglio regionale con la prima parte aperta, così come è avvenuto un paio di settimane fa in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria.
Abbiamo deciso di riservare questa prima parte del Consiglio regionale ad un'altra ricorrenza triste e tragica della storia del secolo scorso: la Giornata del Ricordo.
La Giornata del Ricordo è stata istituita nel 2004 dal Parlamento italiano individuando la data del 10 febbraio per celebrare o meglio per ricordare un'altra pagina buia della storia dell'umanità, della nostra storia.
Anche il Consiglio regionale nel 2012 ha approvato la legge istitutiva della Giornata del Ricordo.
Ebbi modo di dire un paio di settimane fa, in occasione della Giornata della Memoria, che non ritengo che queste occasioni debbano esaurirsi in una ritualità, in un dovere quasi d'ufficio, in un'ottemperanza celebrativa rispetto ad una legge che non solo sarebbe inutile, ma sarebbe anche una violenza alla memoria come elemento per ricordare, per rappresentare, per trasmettere, soprattutto al di là di ogni retorica, alle giovani generazioni pagine di storia che non possiamo dare per sempre passate, girate per sempre. Purtroppo no!
Ricordavo in quell'occasione, come in questo tempo così evoluto, dopo tanti anni, pagine tristi di storia, di sopraffazione, di guerre, di conflitti, di nazionalismi, di persecuzione di popoli per ragioni di genere, per ragioni di religione, per ragioni politiche, sono all'ordine del giorno della nostra storia quotidiana.
Nessun atteggiamento celebrativo intriso di retorica, ma la volontà di riaffermare la sacralità, la centralità, l'inviolabilità della persona rispetto a quei comportamenti che hanno rappresentato e rappresentano tutt'oggi il rischio di calpestare la dignità, la libertà delle persone.
Non la faccio troppo lunga, anzi mi fermo qui, voglio soltanto ricordare che a proposito della Giornata del Ricordo, due Presidenti della Repubblica, a distanza di appena un anno, diversi in qualche modo per storia, per estrazione, per credo politico, hanno sottolineato, parlo di Carlo Azeglio Ciampi nel 2006 e di Giorgio Napolitano nel 2007, come la celebrazione della Giornata del Ricordo non debba rappresentare un moto di risentimento, ma innanzitutto la volontà che dobbiamo avere tutti di ricordare il passato perché la scrittura, ripeto, di certe pagine tragiche non debba ripetersi. Ripeto, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ed il Presidente Napolitano che addirittura aggiungeva, in rapporto all'importanza della costruzione europea che è stato ed è, se pur faticosamente, uno degli impegni forti di chi crede che certe pagine tristi della storia del secolo scorso e della storia recente sono state scritte per degenerazioni culturali di nazionalismi sfrenati che hanno portato da una parte al nazifascismo e dall'altra, come in questo caso, a moti terroristici, come quello jugoslavo in Venezia-Giulia.
La Giornata del Ricordo è la giornata in cui si ricorda la tragedia che ha colpito gli istriani, i fiumani e i dalmati.
Innanzitutto debbo ringraziare i circa 40 studenti presenti del liceo Rinaldini di Ancona e altrettanti della scuola primaria “Fabio Tombari” di Bellocchi di Fano, perché al di là delle parole che ci siamo detti, la presenza degli studenti è garanzia per mantenere vivo il ricordo ed è garanzia di un lavoro e di un impegno che deve essere svolto non nell'occasione di una giornata, ma nel quotidiano, perché laddove ci sono ideali non dichiarati, ma professati, di rispetto nei confronti degli altri, di tolleranza, di attenzione ai più deboli, di rispetto dei diritti altrui, di rispetto della democrazia, della libertà, dove si coltiva il seme della centralità della persona, lì c'è l'antidoto migliore rispetto a certe pagine di storia. E chi se non i docenti, gli insegnanti insieme ai ragazzi, ai giovani che si preparano a sfidare la vita con conoscenze, ma soprattutto con la costruzione di un patrimonio che consente ad ognuno di essere uomo e donna consapevole della propria centralità, debbono essere centrali negli incontri di questo tipo. Ringrazio le due scuole.
Ringrazio anche Franco Rismondo, Presidente provinciale dell'Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia, che è qui con me.
Cominceremo questo incontro con un piccolo brano musicale, un breve brano musicale del violinista Marco Santini. E' un nostro corregionale, un giovane molto valente che sta ottenendo riscontri, premi e riconoscimenti sia in concorsi nazionali che internazionali ed ha scritto un brano “Il Cristo delle Marche” di grande impatto e di grande successo, darei, quindi, inizio a questa nostra Giornata del Ricordo con l'esecuzione di questo brano musicale da parte del violinista Marco Santini.
(Esecuzione del Maestro Marco Santini del brano musicale: "Il Cristo delle Marche”)
PRESIDENTE. Grazie al Maestro Marco Santini, un bravo artista marchigiano.
Proseguiamo con la proiezione di un breve filmato sulle Foibe, prego.
PRESIDENTE. Bene, a questo punto, passerei la parola a Franco Rismondo che è il Presidente provinciale dell'Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia per una riflessione sul valore di rinnovare, attraverso la Giornata del Ricordo, la memoria di quanto è accaduto.
Franco RISMONDO. Signor Presidente, signore e signori Consiglieri, grazie ancora per questo invito.
Questo è l'undicesimo Giorno del Ricordo a livello nazionale ed il terzo in questa Assemblea.
Un ricordo che è sostenuto da fatti concreti, come la legge regionale che è stata fatta per ricordare questa iniziativa e un ricordo fatto di parole.
In particolare una parola, Foibe, una parola che basta da sola ad evocare tutta la vicenda rappresentandone il lato più tragico. Di questo, abbiamo visto e ne ha parlato il Presidente Solazzi, e non voglio sminuire l'efficacia delle sue parole ritornando sull'argomento.
Foibe, una storia che dopo dieci anni viene ancora fraintesa, come è successo l'anno scorso, che viene ancora contestata, mi riferisco alla manifestazione di Siena antifascista di questi giorni.
Un argomento che in molte scuole ancora si è restii ad affrontare, un riferimento che riassume in cinque lettere il dettato della legge e del ricordo, ma nello stesso tempo ne limita la portata e lo spirito.
Foibe, ma non solo Foibe e questo "non solo" non è un "di più", ma è parte integrante dello spirito della legge.
L'anno scorso avevo spostato l'accento sull'esodo che è parte di questa vicenda legata ancora al presente, ma la legge ci invita anche a ricordare quello che dice la più complessa vicenda del confine orientale.
Ma cos'è questo confine orientale? Chi c'è in questo confine orientale?
Nel confine orientale ci sono le terre giuliano-dalmate. Il Governo italiano, nella mostra che lo scorso 24 maggio ha inaugurato le manifestazioni ufficiali per il Centenario della Prima Guerra, ha dedicato a queste terre uno spazio quasi inesistente, senza mappe significative in grado di trasmettere al visitatore con chiarezza lo spazio geografico e, quindi, i territori per i quali l'Italia entrò in guerra.
Per riunire alla Madre Patria quelle terre non ancora redente dal giogo austriaco, per dirla col linguaggio del tempo, morirono 650 mila italiani, 1.420.000 invalidi o feriti, senza contare i 4.000 condannati a morte per diserzione o codardia.
Seicentomila morti su una popolazione di 36 milioni vuol dire un morto ogni 60 abitanti, vuol dire che non c'è paese in Italia che non abbia un monumento o una lapide per ricordare un compaesano caduto per quelle terre del confine orientale.
Chi c'è in questo confine orientale? Ci sono quei volontari dell'esercito e della marina italiani che disertarono dalle forze armate austro-ungariche per combattere per la "Redenzione" delle loro terre. Si può anche dire che non ci sia città senza strade o piazze intitolate a loro. Ma nel ricordo ufficiale dell'Italia in quella mostra c'è un unico riferimento territoriale: "La liberazione delle terre irredente a partire da Trento e Trieste.. ".
E' pertinente ricordare i nomi di Cesare Battisti e di Guglielmo Oberdan, ma è meglio lasciare nel limbo quell'indefinito confine orientale, l'Istria di Nazario Sauro e di Fabio Filzi, la Dalmazia di Francesco Rismondo, terre di cui è politicamente corretto parlare il 10 febbraio, ma poi basta. Assieme alla Zona B del Trattato di Osimo di cui quest'anno ricorre il 40° anniversario.
Il prossimo 24 maggio, per le celebrazioni dell'entrata in guerra dell'Italia si parlerà certamente delle disastrose battaglie dell'Isonzo, "O Gorizia tu sia maledetta", si parlerà delle fucilazioni degli sbandati, ma è probabile che se si nomineranno Istria e Dalmazia sarà solo per condannare la megalomania imperialista degli interventisti.
Si ricorderà Caporetto di cui si è conservata la memoria del nome, anche se adesso si chiama Kobarid e si trova in Slovenia, come le grotte di Postumia, la Selva di Tarnova, le valli del Natisone, gran parte dell'Isonzo, che ora si chiama Soca e tutto il goriziano sloveno.
In quella mostra scientifico-culturale-governativa si poteva invece cercare invano una foto dell'eroe istriano più comunemente noto: Nazario Sauro.
Perché parlare di Nazario Sauro oggi?
Perché è un nome ed un volto di quel confine orientale che fa parte del nostro bagaglio culturale che quella legge ci invita a non disperdere e di cui vorremmo che il ricordo non si esaurisca, assieme a quello della sua Capodistria, alla fine di questo incontro o questa sera nelle celebrazioni del festival di Sanremo.
Perché parlare di Fabio Filzi?
Perché per noi è il riferimento più immediato alla sua Pisino, una cittadina che sta al centro dell'Istria, piccolissima, che sta al centro dell'Istria, è il cuore del Paese e sede del Governo della Regione. Per gli storici è più importante la Dichiarazione di Pisino del 13 settembre 1943, quando unilateralmente si proclamò la separazione dell'Istria dall'Italia.
Nel Giorno del Ricordo delle Foibe dovremmo ricordare la Foiba di Pisino, tristemente famosa, però quando si guarda su Wikipedia Pisino e la Foiba è riportato diffusamente solo il fatto di essere stata descritta da Giulio Verne ed essere stata ispirazione per il suo "Viaggio al centro della terra".
Pisino per noi e per tutti vorremmo fosse anche il luogo di nascita del compositore Luigi Dallapiccola, dello scrittore italiano Pier Antonio Quarantotto Gambini ed il luogo da dove provengono le famiglie dell'attrice Laura Antonelli ed il padre di Francesca Neri.
Questi luoghi, al di là dell'attuale confine orientale, furono il teatro della tragedia delle Foibe, da questi luoghi giunse in Italia e si disperse nel resto del mondo il popolo dell'esodo.
Adesso delle migliaia di morti nelle foibe ricordiamo in questo giorno il volto ormai noto di Norma Cossetto, dovremmo ricordare anche i volti ed i luoghi di quelli che ci hanno lasciato, dall'Ing. Giulio Viezzoli e la sua Pirano, a Sergio Endrigo e la sua Pola, fino ad Ottavio Missoni e la sua Dalmazia, da Ragusa a Zara. E ricordare i vivi: il controverso Marchionne di madre istriana, o forse meglio i fratelli Luxardo con il maraschino da Zara e tutti gli altri dei quali noi istriani e dalmati siamo fieri come lo sono i marchigiani di Leopardi e Rossini ed i siciliani del Presidente Mattarella.
All'incontro dei giovani di oggi con questi luoghi abbiamo voluto destinare finora, e speriamo di poterlo fare ancora nel futuro, il sostegno economico previsto dalla legge regionale sul Giorno del Ricordo, per promuovere viaggi di istruzione delle scuole che non si fermino agli orrori della Risiera di San Saba e della Foiba di Basovizza, ma che lascino il ricordo di terre già austriache, jugoslave, oggi croate o slovene, ma che portano nelle pietre l'impronta del passato veneto e italiano.
Non posso elencare qui i 136 Comuni delle province di Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Zara, ma questi sono i luoghi e le genti la cui storia e geografia vogliamo in questo giorno ricordare ai rappresentanti della Regione Marche, affinché nei rapporti con i colleghi della Macroregione dell'altra sponda, non sia dimenticata quella comunità italiana autoctona che, drammaticamente divisa dalla tragedia che ricordiamo oggi, continua a mantenere viva la lingua, la cultura e l'identità italiana nel suo territorio d'insediamento storico.
Questo è Foibe, ma non solo Foibe. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie al Presidente provinciale dell'Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia. Grazie per il suo intervento.
Riprendiamo con un breve brano musicale eseguito dal Maestro Marco Santini.
(Esecuzione del Maestro Marco Santini del brano musicale: "Rock'n Rondo”)
PRESIDENTE. Grazie Maestro Santini.
Ci avviamo alla conclusione di questa parte del Consiglio regionale dedicato alla Giornata del ricordo con protagonisti i giovani studenti del Liceo Rinaldini di Ancona che racconteranno il viaggio realizzato alla Risiera di San Saba ed alla Foiba di Basovizza.
Alunno del Liceo classico Rinaldini di Ancona. Questo è il nostro pensiero rivolto a questa tragedia sperando che, è poco si, sia apprezzato.
"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza".
Questi celebri versi tratti dal ventiseiesimo canto dell'Inferno racchiudono in sé una perfetta rappresentazione della natura umana e del suo fondamento, e sono quelli che ci vennero in mente non appena giungemmo davanti al monumento nazionale della Foiba di Basovizza nel marzo 2014.
Al primo impatto: stupore. Commozione.
Un profondo senso di inadeguatezza davanti al monumento che simboleggiava il sordo urlo delle migliaia di persone morte in quel luogo. Persone innocenti, la cui unica colpa fu quella di essere italiani.
Uomini condannati ad un unico tragico destino: l'infoibamento. E ci sembra strano, quasi impossibile, che tutto ciò avvenne soltanto 70 anni fa, con una modalità tanto atroce. Non ci sembrò verosimile che l'uomo, malgrado avesse già dato dimostrazione della sua bestialità in passato, potesse raggiungere questi livelli.
Plauto e Hobbes avevano ragione, con la frase homo homini lupus, nell'affermare che l'egoismo e l'avidità dell'uomo non hanno limiti e che l'uomo stesso pur di raggiungere i propri fini non si ferma davanti a nulla, né davanti ai propri simili né davanti alla legge di natura che ordina di non uccidere l'innocente.
Alunno del Liceo classico Rinaldini di Ancona. Troviamo però doveroso ricordare quanto accaduto in Istria e Dalmazia fra il '43 ed il '46 in modo tale che la storia serva da maestra, historia magistra vitae, dicevano i romani giustamente, e ci ammonisca a non perdere l'essenza di noi stessi che è quella razionale e altruista, poiché l'uomo può divenire l'essere più pericoloso, ma anche quello più buono e per così dire tendente al divino.
Sta a noi scegliere cosa essere.
A cosa servirebbe sennò visitare questi luoghi, se non per apprendere e riflettere su dove si nasconda il bene, in questa selva di male nella quale l'uomo, spesso e volentieri, nella storia si è perso, smarrendo il lume della ragione?
Tutto intorno a noi può essere occasione di riflessione, anche una gita scolastica, dove, trovandoci faccia a faccia con il passato, non possiamo far altro che guardarlo in un rispettoso silenzio e fare in modo che non si ripeta, affinché il sacrificio di quelle persone, quel sacrificio, vada ricordato, pensiamo anche ai tanti infoibati ma non solo, anche a quei 350.000 esuli.
Quel sacrificio dobbiamo ricordarlo affinché non sia stato vano, dobbiamo ricordarlo affinché sia d'esempio a tutti noi, ragazzi e non, che abbiamo le carte in regola per rimediare agli errori che fecero i nostri predecessori e usare ciò come punto di partenza per un futuro migliore, costruito proprio da noi.
Noi vogliamo e crediamo che sarà così, sempre se voi ci darete i giusti mezzi per farlo.
PRESIDENTE. Un breve filmato in chiusura.
Alunno del Liceo classico Rinaldini di Ancona. Questo filmato non lo abbiamo realizzato noi, ma i nostri compagni del Liceo Pedagogico che sono venuti in gita con noi.
Anche questo è un mezzo per ricordare.
PRESIDENTE. Complimenti ragazzi.
Chiudiamo questa seduta aperta per il Giorno del Ricordo con la consegna di due attestati: al Liceo Rinaldini di Ancona e alla Scuola Primaria “Fabio Tombari” di Bellocchi di Fano.
(Consegna attestati)
PRESIDENTE. Saluto a nome mio e dell'intera Assemblea legislativa delle Marche i ragazzi, gli studenti e i loro insegnanti, perché, come al solito, sono stati i protagonisti in modo intelligente ed efficace. Li ringrazio di cuore.
SEDUTA N. 185 DEL 10 FEBBRAIO 2015
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta n. 185 del 10 febbraio 2015. Do per letto il processo verbale della seduta n. 184 del 27 gennaio, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
n. 466 in data 28 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Giancarli, concernente: “Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 2015, n. 1 avente ad oggetto: “Modifiche alla legge regionale 26 marzo 2012, n. 3 'Disciplina regionale della valutazione di impatto ambientale - VIA'”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme dell'ordinamento europeo ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno;
n. 467 in data 3 febbraio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 36 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015-2017 della Regione. Legge finanziaria 2015' e alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 37 'Bilancio di previsione per l'anno 2015 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017'”, assegnata alla II Commissione assembleare in sede referente e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme dell'ordinamento europeo ai sensi dell'articolo 68, comma 1 bis del Regolamento Interno;
n. 468 in data 4 febbraio, ad iniziativa del Consigliere Pieroni, concernente: “Modifiche alla legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 – Testo unico in materia di commercio”, assegnata alla III Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 4/2007, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme dell'ordinamento europeo ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno;
n. 469 in data 5 febbraio, ad iniziativa del Consigliere Eusebi, concernente: “Disciplina della rappresentanza di interessi particolari”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e trasmessa alla VI Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme dell'ordinamento europeo ai sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno;
n. 470 in data 4 febbraio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare per l’espressione del parere obbligatorio di cui all’art. 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, lettera b) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008 e alle Commissioni III, IV e V per l’eventuale richiesta di espressione di parere ai sensi dell’art. 68 del Regolamento Interno e alla VI Commissione assembleare per il parere di compatibilità con le norme l'ordinamento europeo a sensi dell'articolo 68, comma 1bis del Regolamento Interno.
n. 97 in data 28 gennaio, ad iniziativa del Consigliere Giancarli, concernente: “Modifica della deliberazione dell'Assemblea legislativa 15 gennaio 2013, n. 62: “Adeguamento del piano energetico ambientale regionale (deliberazione del Consiglio regionale 16 febbraio 2005, n. 175) alla normativa “burden sharing” e individuazione delle aree non idonee alla installazione di impianti a biomassa e a biogas”, assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente e trasmessa al Consiglio delle Autonomie locali per l’espressione del parere di cui all’articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro per il parere di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 15/2008;
n. 98 in data 5 febbraio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Approvazione Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR) redatto in attuazione dell'articolo 119 del D.Lgs n. 152/2006", assegnata alla IV Commissione assembleare in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 11, comma 2, lettera c) della legge regionale n. 4/2007 e al Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b), n. 2, della legge regionale n. 15/2008.
E' stata presentata la seguente proposta di regolamento:
n. 9 in data 4 febbraio, ad iniziativa del Consigliere Marconi, concernente: “Modifica al regolamento regionale 9 febbraio 2009, n. 3 – Attività funebri e cimiteriali ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 1 febbraio 2005, n. 3”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente.
n. 768 del Consigliere Massi “Procedimento disciplinare nei confronti del personale del reparto di ostetricia dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro”;
n. 769 della Consigliera Ciriaci “Azioni per la programmazione dei fondi demaniali e la riqualificazione dei porti marchigiani”.
Hanno chiesto congedo gli Assessori Giorgi e Malaspina ed i Consiglieri Donati e Massi.
Dino LATINI. Grazie Presidente. Chiedo l'iscrizione d'urgenza della proposta di legge regionale n. 467, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2014 n. 36 e alla legge regionale 30 dicembre 2014 n. 37”, sono le leggi del bilancio, l'urgenza nasce dal fatto che la proposta di legge riguarda fondi da destinare ad iniziative marchigiane per la partecipazione all'Expo.
PRESIDENTE. Va bene. Io non ho nessun problema, voglio solo far presente che per poterla iscrivere nella seduta odierna è necessario che la proposta del Presidente della II Commissione Latini venga approvata dai due terzi non dei componenti, ma dei presenti.
Giulio NATALI. Presidente, soltanto per ricordare l'inversione delle interrogazioni, cioè vorrei anticipare la n. 1841.
Sul discorso della Commissione Asteria preferirei, visto che dovrebbe trattarsi in tardissima mattinata, che venisse messa al primo punto dell'ordine del giorno della prossima seduta.
PRESIDENTE. Avrei dato comunicazione, di quanto deliberato nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, dopo aver ascoltato gli interventi sull'ordine del giorno.
La richiesta del Consigliere Latini è di iscrivere, da quello che ho capito, la proposta di legge al primo punto. Subito dopo le interrogazioni? (...) Come? La proposta è del Presidente della II Commissione Latini, che chiede all'Aula di inserire nell'ordine del giorno questa proposta di legge.
Non so se ho ben capito, ma mi pare che la richiesta sia quella di iscriverla ..., non solo deve essere accolto l'inserimento, ma anche il posizionamento nell'ordine del giorno.
(...) Quindi, se siamo d'accordo, se ho ben capito, subito dopo le interrogazioni, al punto 1bis.
Peraltro mi dicono che c'è la volontà di presentare degli emendamenti, in questo caso, bisogna anche dare un termine entro il quale presentarli.
Direi che il termine può scadere alle 11,45. Fino alle 11,45 è possibile presentare gli emendamenti.
(...) Adesso pongo in votazione il pacchetto, Consigliere Brini, la ringrazio immensamente di questa sua collaborazione. Considerata l'importanza della proposta di legge di cui il Presidente Latini chiede l'iscrizione, non ho dubbi, che ci sarà l'adesione dei due terzi dei presenti.
La proposta è iscrivere al punto 1bis dell'ordine del giorno la proposta di legge n. 467 e stabilire il termine delle 11,45 per la presentazione degli emendamenti.
Direi che ci si può esprimere a favore o contro o astenersi sulla proposta del Presidente Latini. E' evidente che chi è d'accordo all'iscrizione immediata vota a favore, chi è contrario vota contro, ci si può anche astenere.
Dichiaro aperta la votazione sulla proposta del Consigliere Latini.
PRESIDENTE. Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, il Consigliere Natali ha chiesto di spostare la sua interrogazione n. 1841 al posto della 1676. Se non ci sono obiezioni, la proposta è accolta.
Mi pare che ci sia una proposta di rinvio in Commissione, mi è stato detto dal capogruppo Consigliere Ricci, della proposta di legge regionale n. 287.
Se questo è giusto, la rinviamo, così come la relazione della Commissione d'inchiesta richiesta dal Consigliere Natali.
Se non ci sono obiezioni direi di partire con le ... c'è qualche problema?
Luca ACACIA SCARPETTI. Io sono il primo firmatario della proposta di legge n. 287. La prassi qual è? Ho pregato in Commissione due anni per discuterla, non si è voluta discutere per cui ho chiesto l'iscrizione ai sensi dell'articolo 67 ed ora perchè dovrebbe tornare in Commissione?
PRESIDENTE. Consigliere Acacia Scarpetti, con la modalità che ormai è consolidata e conosciuta, rispetto alle proposte che mi vengono fatte nella Conferenza dei Capigruppo, comunico all'Aula quelle che sono state le decisioni, salvo obiezioni da parte di un qualsiasi Consigliere. In questo caso la decisione non è quella, ma viene messa ai voti. Io non avevo sentito nessuno, va benissimo non c'è nessun problema.
Il Consigliere Acacia Scarpetti chiede di mettere ai voti la proposta di rinvio del punto 4.
Luca ACACIA SCARPETTI. L'atto è calendarizzato, no? Con quale strumento si toglie dall'ordine del giorno? Manca un mese e mezzo alla fine del mandato, avrei piacere che venisse discussa, se poi nonostante le condizioni ...
PRESIDENTE. Il punto 4 è iscritto all'ordine del giorno e la Presidenza della Commissione chiede di rinviarlo. Il Consigliere Acacia Scarpetti si oppone, devo, quindi, mettere in votazione la proposta di rinvio, non posso fare nient'altro.
Luca ACACIA SCARPETTI. Mi scusi, può un Consigliere chiedere che la legge ritorni in Commissione?
PRESIDENTE. Qui può succedere tutto, l'Aula è sovrana ...
Luca ACACIA SCARPETTI. No, qui può succedere quello che è scritto nei libri!
PRESIDENTE. Consigliere Acacia Scarpetti, io lezioni da lei sul Regolamento non le ho mai prese e non le prendo stamattina. Ho semplificato dicendo che può succedere tutto, nel senso che l'Aula è sovrana rispetto all'ordine dei lavori, rispetto alla trattazione dei punti e rispetto all'iter dei procedimenti che qui accedono.
Se lei vuol controllare può verificare, però è così, glielo assicuro.
Fabio BADIALI. Grazie Presidente. Non voglio assolutamente pensare che le possibilità del Consigliere Acacia Scarpetti siano smentite dal sottoscritto, assolutamente.
Si fa questa cosa per venire incontro, altrimenti, come Presidente della Commissione, ho il dovere di dire di bocciare questa proposta di legge che è stata discussa in III Commissione per 5, 6 sedute e non c'è stato nessun parere favorevole, se non uno soltanto, delle associazioni di categoria.
Ho lettere, inviate anche in questi giorni, della Coldiretti, della CIA, della Confagricoltura, della Copagri, delle Confcooperative, della Legacoop e Cooperative Italiane che dicono di non portare l'atto così com'è in Consiglio.
Nel frattempo ho fatto anche delle ricerche per quanto riguarda i comportamenti dei Comuni e delle Province della nostra regione, in merito al regolamento di polizia rurale.
I Comuni per legge sono obbligati ad avere il regolamento di polizia rurale. Le Province hanno fatto un passo in avanti molto importante, quello che dovrebbe fare la Regione Marche con questa legge, hanno fatto un regolamento provinciale di indirizzo per i Comuni che lo devono recepire.
E' identico alla legge che noi porteremo in Aula, sarebbe un doppione e non avrebbe nessun senso, ma soprattutto metterebbe gli agricoltori nelle condizioni di non poter accedere al Psr ed alla Pac perché se noi facciamo una legge regionale, che non è una legge, ma un regolamento che hanno già fatto le Province e i Comuni, perderebbero i finanziamenti per la condizionalità dei terreni, per la conduzione dei terreni nel senso previsto dal regolamento che facciamo.
Questa è la sintesi, perciò sono disponibile a rivedere la proposta di legge in Commissione con il buonsenso da parte di tutti per dire: "Guardate che sarebbe opportuno, più che fare una legge, fare un protocollo d'intesa con tutte le Province, con l'Anci regionale, con gli enti locali, con la Regione, perché questi regolamenti sono validi, tenetene conto e applicateli".
Una forma di questo tipo, secondo me, potrebbe essere l'uscita dignitosa di tutti su questo atto. Grazie.
Chiedo il rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Un momento, su questo bisogna che chiariamo un attimo, Consigliere Badiali.
La procedura adottata dal Consigliere Acacia Scarpetti, visto che la proposta di legge non era stata esaminata dalla Commissione, è prevista dal Regolamento, nel caso in cui un atto non venga mai vagliato dalla Commissione c'è la possibilità di iscriverlo direttamente all'ordine del giorno.
L'Aula è sovrana anche rispetto all'ipotesi di rinviare, di volta in volta, una proposta di legge che accede all'Aula, vanificando, di fatto, la previsione del Regolamento di iscriverla senza essere stata licenziata dalla Commissione.
Questo l'Aula lo può fare. Può rinviare di volta in volta.
Una cosa che non può fare è bypassare il fatto che è iscritta all'ordine del giorno riportandola in Commissione, a meno che, e secondo me la sua proposta è positiva e non ostruzionistica, il proponente non sia d'accordo e ritenga che in sede di Commissione si possa trovare una soluzione che sarebbe vanificata dal rispetto letterale del testo della legge, iscrivendola all'ordine del giorno, ma di fatto, ogni volta, rinviandola senza mai affrontarla. Questo per chiarezza.
Nel senso che il rinvio in Commissione è ammesso solo, per quanto mi riguarda, se è d'accordo anche il Consigliere Acacia Scarpetti.
Nel rinviare alla prossima seduta, ripeto, l'Aula è sovrana, quindi, a questo punto direi di sentire il firmatario della proposta di legge se aderisce al rinvio in Commissione oppure persiste nel chiedere l'iscrizione all'ordine del giorno.
Luca ACACIA SCARPETTI. Grazie Presidente. Acconsentire al rinvio in Commissione, significa non discutere, in questa legislatura, questa proposta di legge perché non ci sono più i tempi.
Ho pazientato in maniera ieratica due anni in Commissione.
Le motivazioni appena citate dal Presidente della Commissione Badiali sono respinte al mittente perché non vere.
L'Anci, l'Upi e tutti i dirigenti che sono intervenuti hanno soltanto detto che c'è estrema urgenza di questa legge. Non è vero che approvando una legge che in sostanza, questo è vero, è una riproposizione del regolamento tipo fatto dalla Provincia di Pesaro Urbino, quando guidava l'Assessorato Mirco Ricci a cui dobbiamo tutti un plauso perché ha toccato una materia ...
Non voglio speculare sulle cose di questi giorni, ma abbiamo una viabilità provinciale che si sta polverizzando e si sta polverizzando perché questo atto non c'è, perché questo atto esiste solo come regolamento comunale e non si riesce a far applicare. L'hanno detto i dirigenti dell'Upi e delle Province che sono venuti in Commissione ed i componenti della III Commissione ne sono testimoni. Hanno lasciato un documento, hanno fatto solo una contestazione a questa proposta di legge che riguarda il fatto che le sanzioni sono troppo basse, ricalcano quelle dei regolamenti, anzi la metà, perché lo scopo non è dar fastidio agli agricoltori, ma non possiamo permettere che qualche agricoltore negligente, pochissimi, provochi danni per milioni di euro.
Presidente, ricordo una cosa accaduta tanti anni fa, lei era Sindaco di Mondolfo, nel suo Comune è avvenuta una morte, ne abbiamo parlato già, per circostanze pazzesche, se questa norma fosse stata applicata quella tragedia non sarebbe accaduta.
Non è un braccio di ferro. Dire: "ritorni in Commissione" significa non parlarne più. Io ho fatto un appello pubblico a quello che sarà il vincitore della prossima tornata elettorale, nel senso che deve prendere di petto il sistema montagna, i corsi fluviali, la costa, sono tutti sistemi collegati.
Pochi giorni fa abbiamo licenziato il Piano della costa che non prevede nulla rispetto a quello che c'è a monte e non è quantificabile la miopia di quel piano. Se succedono delle precipitazioni appena importanti, come quelle dei giorni scorsi, ne paghiamo le conseguenze. Milioni di euro di danni su milioni di euro di danni, quando non ci sono tragedie umane, per negligenza e per mancanza di regole giuste.
Con il cappello in mano, Presidente, le dico che c'è una grande urgenza di discutere questa norma, sono apertissimo a qualsiasi tipo di emendamento, anche se è un testo equilibrato perché viene da 10 anni di trattative, e il Capogruppo Ricci ne è testimone, con le associazioni agricole, ma quando le associazioni agricole vengono in Commissione e dicono che i danni in agricoltura sono colpa del buco dell'ozono, io alzo bandiera bianca e vengo in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, chiarissimo. Provo a fare una mediazione, di fatto lei ha maturato il diritto di iscrivere questa proposta di legge all'ordine del giorno ed il diritto non decade nemmeno se, è una mediazione dopo di che la chiudiamo qua, prova a dare una settimana, dieci, quindici giorni di tempo alla Commissione per lavorare e lei può parteciparvi per vedere se ne esce qualcosa, salvo il suo diritto già maturato, e di cui sono garante, di richiedere la reiscrizione all'ordine del giorno della sua proposta di legge.
Se vogliamo far così bene, altrimenti faccio votare la proposta di rinvio alla prossima seduta. Datemi un cenno così continuo. La vogliamo mandare in Commissione per qualche giorno? No! Perfetto!
Metto in votazione la proposta di rinvio, alla prossima seduta, del punto 4 all'ordine del giorno. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Il punto 4 all'ordine del giorno viene rinviato.
Fra le altre comunicazioni c'era l'anticipazione della mozione n. 760 dal punto 9 dell'ordine del giorno al punto 6 bis.
Tutto ciò premesso, possiamo iniziare i nostri lavori.
"Studio epidemiologico e registro dei tumori nelle Marche"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1860 del Consigliere Binci.
Almerino MEZZOLANI. L'interrogazione è divisa in più punti.
Per quanto riguarda il primo punto, in cui si chiede il motivo per cui la Regione Marche non abbia inviato e consegnato l'indagine epidemiologica al Ministero della Salute o all'Istituto Superiore di Sanità, si risponde quanto segue.
L'invio formale del documento al Ministero della Salute non è previsto da nessuna norma e non è mai stato chiesto da nessun Ministero in precedenza. Lo scorso 7 novembre, è stata comunque inviata formalmente copia della relazione dello studio al Ministro Beatrice Lorenzin che, nel question time del 5 novembre, si era impegnata ad acquisire i risultati, riferendo che non risultavano inviati né al Ministero né all'Istituto Superiore di Sanità.
Va ricordato che Il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore della Sanità sono da tempo a conoscenza dei risultati dello studio epidemiologico sull'area di Falconara Marittima, in quanto gli stessi sono presenti nel report del Progetto Sentieri, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità finanziato dal Ministero della Salute, a cui lo stesso Ministro ha fatto riferimento nel question time sopra citato. Oltre a ciò, in occasione di due altre interrogazioni parlamentari del 2013, relative alla medesima tematica, la Regione Marche, tramite la Prefettura di Ancona, ha inviato al Ministero della Salute richiedente, le informazioni per acquisire il report, pubblicato sui siti istituzionali della Regione Marche e dell'Arpa Marche, dove risulta ancora presente.
Si ricorda, infine, che i risultati dell'indagine condotta dall'Istituto nazionale dei tumori di Milano sull'area di Falconara Marittima sono anche stati divulgati nel corso di un'assemblea pubblica che si è tenuta in questa città il 29 marzo 2012.
Riguardo al punto 2 dell'interrogazione, quello in cui si chiede quando la Regione Marche intenda rendere operativo il registro regionale delle cause di morte e i registri di patologia, si ricorda che vi è stata, con l'approvazione della delibera di Giunta n. 1629/2013, la costituzione del Registro tumori regionale e con la delibera di Giunta n. 447/2014 la definizione dei criteri e delle modalità per la costituzione dell'Osservatorio epidemiologico regionale. La Giunta regionale ha avviato, secondo le indicazioni della legge regionale n. 6/2012, i percorsi per strutturare, nell'ambito dell'Agenzia regionale sanitaria, un sistema di sorveglianza della salute della popolazione in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di carattere epidemiologico per l'intero territorio regionale.
Per quanto riguarda il Registro tumori regionale sono stati formati gli operatori che svolgeranno le specifiche attività con un corso specifico che ha visto la partecipazione degli esperti dell'Associazione italiana registri tumori, fatto nelle date del 24-26 giugno, 8-10 settembre 2014; è stata stipulata una convenzione con l'università di Camerino, che ha già maturato una lunga esperienza in merito alla sorveglianza della patologia tumorale nella popolazione generale e per la quale è in possesso di significativi riconoscimenti scientifici; è in fase di completamento l'installazione del software gestionale dove verranno inseriti gli archivi informatizzati per la selezione dei casi.
Come già rilevato in altre occasioni, per la piena funzionalità dei registri di patologia si rende necessaria, per superare i problemi di privacy e poter utilizzare i dati nominativi, l'adozione del regolamento approvato dal Garante, previsto al comma 13 dell'articolo 12 della legge n. 221/2012, che deve essere proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi del comma 2bis dell'art. 13 del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69. Tale regolamento, nonostante l'indicazione legislativa indicava in 18 mesi il termine, quindi entro maggio 2014, e ad oggi non risulta ancora approvato.
Va infatti ricordato che il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) definisce come dati sensibili quelli relativi allo stato di salute. Nel rispetto delle norme sulla privacy, il trattamento dei dati sensibili è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge e se corredato da un regolamento adottato in conformità al parere espresso dal Garante.
Un gruppo tecnico interregionale coordinato dal Centro interregionale per i sistemi informatici, geografici e statistici - al quale ha partecipato anche la nostra Regione - ha portato, con la collaborazione dell'Ufficio del Garante, alla stesura di una bozza di regolamento. Tale regolamento, se approvato in maniera ufficiale dal Garante, avrebbe permesso di rispettare quanto previsto dal decreto legge 196.
E' però uscito in contemporanea il decreto legge 179/2012 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) che all'articolo 12 (Fascicolo sanitario elettronico e sistemi di sorveglianza nel settore sanitario) al comma 10 istituisce i sistemi di sorveglianza e i registri di mortalità, di tumori e di altre patologie; per quanto riguarda il Regolamento approvato dal Garante (comma 13 dell'articolo 12), il decreto legge riportava che sarebbe stato proposto dal Ministro della salute, acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni, le Province Autonome. Come già ricordato, questo entro 18 mesi dalla entrata in vigore dal decreto. Non essendo stato a tutt'oggi approvato il DPCM in merito, per uscire da una situazione di stallo comune a tutti i Registri operanti sul territorio nazionale, la Regione Marche ha predisposto un proprio regolamento da sottoporre al Garante, e sottoposta all'approvazione della Giunta, e che verrà immediatamente inviato all'Ufficio competente per il parere.
L'approvazione da parte del Garante del Regolamento, predisposto sulla base di quello elaborato dalle Regioni, permetterà l'utilizzo degli archivi nominativi e quindi permetterà di linkare i diversi database per studiare e catalogare ogni singolo caso sulla base delle informazioni disponibili.
Per tutti i registri di patologia esistono gli stessi vincoli normativi. A tali difficoltà ha fatto riferimento lo stesso Ministro Lorenzin nel question time del 5 novembre scorso, impegnandosi ad emanare in tempi brevi gli atti di propria competenza.
Per quanto riguarda il Registro regionale delle cause di morte, relativamente ai dati di mortalità non nominativi, gli archivi fino all'anno 2011 sono stati recentemente acquisiti nell'ambito di un programma inserito nel Piano statistico nazionale 2014 condiviso con il Servizio statistica della Regione Marche. Questo permetterà di realizzare, da parte dell'Osservatorio epidemiologico regionale dell'Agenzia regionale sanitaria e l'Osservatorio di epidemiologia ambientale dell'Arpam, un report di epidemiologia descrittiva che verrà completato entro dicembre, con dettaglio comunale ed analisi dei ricoveri ospedalieri e delle cause di morte.
Verranno anche aggiornati i dati relativi all'area AERCA. Per quanto riguarda l'archivio con dati nominativi è stato iniziato un percorso con l'Asur per la costituzione degli archivi di Area vasta che confluiranno nel Registro nominativo cause di morte regionale. Operatori dei Dipartimenti di prevenzione Asur si occuperanno anche della codifica delle cause di morte. Per questa attività verranno coinvolti tutti gli operatori che hanno partecipato ad un corso di formazione specifico, organizzato in questo caso dall'Area vasta 2, per la codifica delle cause di morte. E' stato predisposto un software specifico per la registrazione dei dati.
Massimo BINCI. La questione per cui ho interrogato l'Assessore è perché la Regione ha commissionato all'Istituto tumori di Milano uno studio epidemiologico sulle cause di mortalità per alcuni tumori nell'area di Falconara.
Sono stati fatti praticamente due studi. La prima parte ha evidenziato la significatività dell'incidenza di tumori in relazione alla vicinanza con la raffineria ed è stata inviata al Ministero della sanità ed inserita in uno Studio Sentieri, uno studio nazionale su aree di crisi ambientale. Il problema è che la parte definitiva dello studio, ugualmente commissionata, che testimoniava con valenza scientifica che questa incidenza c'era, non è stata inviata all'Istituto superiore della sanità.
Questo è un fatto grave perché nel secondo Studio Sentieri - è vero che nel primo Studio Sentieri il dato preliminare c'era - Falconara non viene citata benché quello studio epidemiologico dell'Istituto nazionale tumori, commissionato dalla Regione Marche, provasse scientificamente che il rischio correlato alla vicinanza con la raffineria provocava eccesso di mortalità per linfomi e leucemie.
Qui c'è una colpa della Regione, è inutile che l'Assessore dica: "... ma era sui siti della Regione", perchè la prima parte dello studio commissionato, pagato, eccetera, è stata inviata, mentre non è stata trasmessa la parte definitiva.
Altra questione riguarda i dati divulgati in un'assemblea pubblica. L'assemblea pubblica è stata indetta dai comitati di cittadini che si occupano della salute dei cittadini legata anche alla presenza della raffineria Api, non era presente alcun Assessore regionale, quindi intestarsi un'assemblea autoprodotta, pagata e rappresentata solo dai cittadini, mi sembra addirittura eccessivo.
E' assolutamente da censurare il comportamento dell'Assessorato alla sanità rispetto anche ai soldi spesi per monitorare quell'area che, una volta avuti gli studi, non l'ha inviati al Ministero della sanità e all'Istituto superiore di sanità.
Quegli studi hanno indicato una serie di interventi in relazione all'eccesso di tumori, leucemie e linfomi nell'area di Falconara e hanno dato delle prescrizioni: riduzione delle entità di emissioni ed esposizione alle emissioni, quindi, pressione sugli organi Regione e Provincia per diminuire le emissioni e l'esposizione alle emissioni in quell'area, nell'area ad elevato rischio di crisi ambientale che è Falconara e i Comuni limitrofi; sorveglianza ambientale: centraline di rilevazione; monitoraggio costante; pubblicazione periodica dei dati.
Ricordo che da almeno sei mesi a Falconara e dintorni ci sono continue esalazioni di idrocarburi che interessano tutta la zona e ancora non si è riusciti a trovare la fonte dell'inquinamento che non permette ai cittadini di tenere le finestre aperte. Questo per dire la difficoltà di avere il monitoraggio rispetto a situazioni di inquinamento e di disagio ambientale.
L'altra questione che viene chiesta è la sorveglianza sanitaria, quindi l'Osservatorio epidemiologico, e favorire una stretta collaborazione tra Comune, Arpam, Asur e registro tumori. Lo studio ha detto: fare pressione sulla Regione per l'attivazione del registro tumori, questo, secondo me, diventa una telenovela. Sono ormai due anni e mezzo, dal 2011, 3 anni, che abbiamo con una legge istituito il registro tumori regionale, ma si fa riferimento al fatto che ci sono problemi legati alla privacy, però due mesi e mezzo fa, non so se qui ci sono i componenti della Commissione sanità, abbiamo avuto un incontro, non so se lo ricordano i Consiglieri Natali e D'Anna, sul tema dell'istituzione del registro tumori e sulla mancata partenza. Ci hanno detto che c'era un problema di privacy. Si aspettava il decreto per il regolamento nazionale rispetto alla privacy, però due mesi fa, la Giunta ha approvato un proprio regolamento che ha inviato al Garante nazionale e la legge prevede che se c'è una risposta si adegua il regolamento a quello che dice il Ministero, ma se entro 45 giorni non c'è una risposta, automaticamente il regolamento proposto dalla Regione diventa attuativo e, quindi, si parte con il registro tumori.
Questo non mi sembra sia emerso dalla risposta dell'Assessore. In Commissione c'è stato detto che entro 45 giorni - a partire da due mesi e mezzo fa, quindi termine scaduto - il regolamento sarebbe diventato attuativo con il silenzio assenso, con le osservazioni del Garante e si sarebbe partiti.
Assessore questa telenovela compromette la credibilità sua e della Giunta regionale che ha promesso 100 volte, sui giornali e a tutti i cittadini marchigiani, che questo registro tumori sarebbe partito. Fate ridere!
"Riequilibrio territoriale dei posti letto RPA e scadenza dei termini per l'adeguamento delle strutture residenziali e semiresidenziali"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1832 del Consigliere Giancarli.
Luigi VIVENTI. L'interrogazione è datata, quindi parlo di un accordo che è stato fatto tra le organizzazioni sindacali, la Giunta regionale, i servizi sanitari, alla fine di febbraio del 2014 ed in questo protocollo d'intesa si è andati nella direzione di quello che lei sollecita o consiglia, nel senso che, per quanto riguarda il 2014 - io parlo sempre a braccio e forse non sono proprio precisi le lettere e i numeri - 200 posti letto sono stati ripartiti tra i vari territori per quanto riguarda le Rpa, 175 posti letto per le semiresidenze e 20 posti letto per giovani con gravi problemi di salute mentale.
Per il 2015, a questo punto è la cosa che più interessa, ci sarà la possibilità di ripartire secondo il piano altri 400 posti letto di Rpa più altri 80, mi pare di ricordare, per le Rsa e anche su questi si procederà in base ad un monitoraggio della domanda ed a un riequilibrio ...
PRESIDENTE. Scusi Assessore, salutiamo i ragazzi delle scuole e i loro insegnanti. Grazie per essere intervenuti.
Luigi VIVENTI. ... per cui seguiremo lo stesso criterio del riequilibrio territoriale, in base ai livelli delle domande e al punto in cui saremo.
Per ciò che concerne il discorso dei requisiti minimi, il Servizio sta lavorando per una modifica al regolamento nel senso richiesto dall'interrogante, quindi direi che anche questo c'è.
Mi pare che ci sia una nota e forse la prossima settimana potrei essere in grado di portare in Giunta la proposta.
Enzo GIANCARLI. Intervengo soltanto per ringraziare l'Assessore Viventi.
Non aggiungo nulla, chiedo , se è possibile, visto che l'Assessore Mezzolani è in Aula, di avere una risposta all'interrogazione n. 1839 "Raccolta del sangue", perché in questi giorni, in alcune realtà, ci sono problemi seri e non si provvede alla raccolta del sangue.
Interrogazione n. 1841
"Rapporti dipendenti AV5 con organi d'informazione"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1841 del Consigliere Natali.
Almerino MEZZOLANI. Questa mi pare un'interrogazione datata. C'era stata una nota a protocollo del 7 agosto 2014, con cui la Direzione dell'Area vasta 5 richiamava a tutti i Direttori e i Dirigenti dell'Area Vasta le disposizioni già emanate con note precedenti, una del 19 gennaio 2011 e l'altra del 15 marzo 2012, in ordine ai rapporti con gli organi di stampa, ribadendo che qualora si richiedesse un intervento diretto da parte dei giornalisti o degli addetti stampa, o un'opinione personale su aspetti organizzativi e gestionali della stessa area vasta e dei relativi servizi, i Dirigenti erano tenuti ad informare preventivamente il Direttore per ogni necessaria valutazione al riguardo.
Già in precedenza, nelle sopracitate note del 2011 e del 2012, con riferimento a pubblicazioni su quotidiani locali di notizie in merito a fatti ed attività relative alla Zona territoriale n. 13 e all'attuale Area vasta n. 5, il Direttore di Zona, prima, e il Direttore di Area vasta, poi, si erano espressi nel merito, con la volontà di operare in un contesto di reciproca fiducia e di massima collaborazione con tutto il personale e, quindi, nel rispetto di un corretto rapporto con la Direzione.
Quanto sopra, non con l'intenzione di limitare la libertà del dipendente di esprimere opinioni nei confronti dell'amministrazione, ma al fine di creare soprattutto un equilibrato flusso di informazioni atto a tenere nel giusto conto tutte le esigenze presenti nel territorio, coordinandosi attraverso l'Ufficio Relazioni con il pubblico preposto.
In merito al secondo punto dell'interrogazione, quello in cui si chiede se il Direttore dell'Area Vasta 5 aveva pendenti ed altri contenziosi giudiziali con l'Asur Marche e se del caso quali, con quale oggetto e da quale decorrenza, si risponde che al momento il Direttore di Area vasta, il Dott. Massimo del Moro ha, in corso con l'Asur un contenzioso. Con ricorso notificato in data 31 ottobre 2013, il Dott. Massimo del Moro ha infatti convenuto l'Asur innanzi al Tribunale di Ancona, sezione del lavoro in un procedimento del 2013, per l' accoglimento delle seguenti conclusioni: "Nel merito: per le causali in premessa indicate, previo accertamento che il Dott. Massimo Del Moro ha svolto, senza soluzione di continuità, dal 6 dicembre 2004 al 30 giugno 2012 le funzioni di Responsabile del Servizio prevenzione e protezione aziendale, dichiarare il diritto del ricorrente a percepire l'attribuzione dell'indennità di posizione variabile (commisurata all'impegno richiesto) prevista dall'articolo 40, comma 9 del CCNL del 2000 Area Dirigenza SPTA del Servizio sanitario nazionale maturata nel periodo intercorrente tra l'1 gennaio 2011 ed il 30 giugno 2012 e per I'effetto condannare I'Azienda sanitaria unica regionale Marche, nella persona del Direttore Generale pro-tempore, a corrispondergli la somma di 18.592 euro, o quella maggiore o minore che sarà determinata in corso di causa e/o ritenuta di giustizia, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo".
In via istruttoria chiedeva:
- di ammettere prova testimoniale sulle circostanze ivi indicate,
- deposita documenti,
- in caso di contestazione del quantum debeatur, chiede il CTU tecnico-contabile".
Giulio NATALI. Avendo fatto un'interrogazione all'Assessore alla salute, dovrei rivolgermi a lui, ma vedo per fortuna il Presidente Spacca e lo prego, se può, di ascoltarmi anche se l'interrogazione era rivolta all'Assessore alla salute. Vorrei tanto che lei sentisse quello che sto per dire e parlo a voce ancora più alta perché voglio scandire quello che dico.
Abbiamo appurato con questa interrogazione che c'è una circolare che prevede la disciplina del personale medico e paramedico con gli organi di stampa e, facendo una professione di un determinato tipo, forse, si potrebbe pensare e giustamente anche dire, che deve esserci un rapporto fiduciario, il 1224 ed altro.
Mi fa ridere che la stessa cosa non avvenga per chi questa nota la scrive e pensare che un medico non possa rivolgersi alla stampa, non possa avere colloqui, per non interrompere il rapporto fiduciario, ma possa scriverla uno che è stato nominato dall'Asur e ha le cause contro l'Asur, diventa una cosa difficile da far capire ad un medico, anche perché questo illustre signore - non lo chiamo Direttore, Presidente mi scusi, ma dico "Direttore con il punto interrogativo" - ha già vinto una causa con l'Asur, ha già preso dei soldini ed ora sta facendo il seguito di questa causa che al momento attuale è pendente, quindi se il 1224 deve valere, come lui pensa, per i suoi sottoposti, dovrebbe valere anche per lui, ed è questo il ragionamento dell'interrogazione. Però Presidente Spacca qui andiamo molto oltre, perché il vero problema che è stato sottoposto alla sua Giunta, ed io le manifesto tutta la mia solidarietà ..., leggo di Giunte che vanno deserte, leggo di fiumi di pareri che arrivano alla sua Giunta, le domando, e lo chiederò, chi paga quei pareri perchè quando si disturbano tanti illustri professori forse è il caso che qualcuno dica su quale capitolo di bilancio avviene l'imputazione e dove vengono presi i soldini e soprattutto a carico di quale Assessorato, perchè se fossi un suo Assessore e portassi un determinato parere, il mio Assessorato dovrebbe addossarsi quella spesa.
Ma la cosa più bella, caro Governatore, è un'altra, che lei non deve decidere, l'unico che potrebbe decidere dovrebbe essere il Dott. Genga, che è il Direttore generale dell'Asur che da una nota a verbale a me rimessa - penso che tutti gli Assessori ne dovrebbero essere a conoscenza, quando rimettono le note a me penso che gli Assessori presenti le conoscano, non credo che lei mi faccia avere delle note che gli Assessori non conoscono - si è espresso per la totale illegittimità della posizione di questo Direttore, sempre con il punto interrogativo, ma, Presidente Spacca, questo Direttore deve rimanere in funzione perlomeno fino all'1 marzo perché svolge un ruolo importantissimo all'interno delle primarie del PD.
"Ma cosa c'entra" dirà lei? Glielo dico io, giungono messaggi ai medici da un cellulare che corrisponde a quello del Dott. Del Moro, con cui si invitano medici, personale medico e paramedico, a convegni con un candidato alle primarie.
Ritengo che questo sia offensivo, per fortuna i ragazzi ci sono, allora non per fortuna, tappatevi le orecchie, perché la mala politica è questa, che un Direttore di Area possa pensare, nonostante sia, quanto meno, sub judice, e sono molto buono, di poter organizzare incontri, non politici, non partitici, ma all'interno di un partito per le primarie. Penso che ognuno di voi dovrebbe dirci come la pensa, dovrebbe dire come la pensate.
Questa è la democrazia! Abbiamo parlato delle Foibe, l'altra volta della Giornata della Memoria, questa è democrazia ...
PRESIDENTE. Consigliere Natali, la prego di attenersi all'interrogazione e di rendersi conto delle accuse che sta facendo.
Giulio NATALI. Guardi parlo a voce ancora più alta di quello di cui sto parlando, delle cose di cui sto parlando, caro Presidente, e sa perché ne parlo a voce alta? Perché sono state già mandate dove devono essere mandate, con tanto di testimoni che hanno ricevuto i messaggi di chi non si occupa della sanità picena, gli interessa poco, gli interessa mantenere il posto e favorire qualcuno alle primarie.
Questa è la vostra democrazia, per questo mi rivolgo al Governatore, per questo quando in una Giunta succede quello che succede e con le note a verbale che lei mi fa rimettere su mia richiesta, anch'io verifico, le parole finiscono, perché non esiste ... dicevamo che la sanità era qualcosa che ci preoccupava? A chi preoccupa la sanità? La sanità serve a questo, non ad altro, e i messaggi di cui le ho parlato sono anche in questo telefono, sono stati preceduti da ben altri messaggi, ed in altra sede saranno rimessi anche gli altri messaggi che provengono dallo stesso numero di cellulare e fanno capire quant'è la serietà di chi partecipa alle primarie e di chi non si offende a vedere che gli incontri che fa per le primarie vengono organizzati da un Direttore di Area vasta.
PRESIDENTE. Se siete d'accordo chiuderei con le interrogazioni e passerei ...
Enzo GIANCARLI. Ho chiesto di avere, se è possibile, la risposta all'interrogazione 1839 sulla raccolta del sangue che tra l'altro precede la n. 1841 di cui si è parlato ora.
PRESIDENTE. All'interrogazione n. 1839 deve risponde l'Assessore Mezzolani, se vuole rispondere trattiamo quest'ultima interrogazione e, se siete d'accordo, proseguiamo poi con l'ordine del giorno.
Interrogazione n. 1839
"Servizio di raccolta del sangue"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1839 del Consigliere Giancarli.
Almerino MEZZOLANI. Circa il primo punto, il processo di accreditamento - secondo la norma nazionale e il recepimento delle normative comunitarie - ha razionalizzato le attività di carattere trasfusionale, garantendo la piena soddisfazione dei donatori di sangue pur dovendo ridurre le sedi di raccolta.
In relazione ai punti di prelievo il Direttore dell'unità operativa del DIRMT di Senigallia ci ha comunicato che il servizio trasfusionale di Senigallia è operativo tutti i giorni feriali dalle 7.30 alle 11.30. In questa sede possono accedere oltre ai donatori di Senigallia, tutti i donatori dell'hinterland: Arcevia, Belvedere Ostrense, Corinaldo, Ostra Vetere e Ripe.
Per quanto riguarda i centri di raccolta periferici, dopo i lavori di ristrutturazione, Arcevia è di nuovo operativa.
La sede di Ostra Vetere è di proprietà dell'Avis e l'Associazione ha già provveduto alla sistemazione dei locali per l'accreditamento. Anche questa struttura è operativa.
Per quanto riguarda Corinaldo la maggior parte dei donatori provengono da Senigallia e quindi sarebbe stato antieconomico investire in strutture e apparecchiature per renderla idonea per l'accreditamento.
Castelleone di Suasa, Belvedere Ostrense e Ostra sono state chiuse su iniziativa delle stesse Avis in quanto i donatori afferiscono già tutti al Centro raccolta di Senigallia.
In merito al secondo punto il Direttore dell'unità operativa del DIRMT di Senigallia conferma che tutti i donatori dell'hinterland possono donare oltre che a Senigallia, tutti i giorni, anche nelle due sedi periferiche operative di Arcevia e Ostra Vetere nei giorni stabiliti secondo un calendario concordato tra i Presidenti Avis e il Direttore del Servizio trasfusionale.
Relativamente all'ultimo punto, il Direttore del Dipartimento regionale interaziendale di medicina trasfusionale rileva il livello di criticità regionale dovuto alla carenza di personale, soprattutto rispetto ai tagli e i vincoli che abbiamo avuto negli ultimi anni, qualche volta non in grado di assicurare la presenza delle équipes nei Centri raccolta territoriale. Lo stesso conferma come il collocamento a riposo del Direttore dell'unità operativa del DIRMT di Senigallia, a partire dall'1 gennaio 2015, costituisce motivo di grave preoccupazione per la gestione dell'unità operativa di Senigallia e delle strutture trasfusionali funzionalmente collegate di Jesi e di Fabriano. Risulta comunque che l'Asur è stata adeguatamente coinvolta nella problematica e naturalmente si sta attivando per quanto riguarda tutte le misure che sono di competenza atte a rimuovere le difficoltà e le preoccupazioni che ci sono.
Enzo GIANCARLI. Assessore la ringrazio e le chiedo, visto che dal territorio mi giungono informazioni diverse e lei ha detto che in questi ultimi giorni le circostanze sono cambiate, di monitorare la situazione. Grazie.
"Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2014, n.36 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015/2017 della Regione. Legge finanziaria 2015' e alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 37 'Bilancio di previsione per l'anno 2015 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017'"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 467 della Giunta regionale.
La discussione è aperta, ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Ricci.
Mirco RICCI. Grazie Presidente. Questa proposta di legge è stata iscritta con urgenza ed ha a che fare con una variazione al bilancio 2015 e pluriennale 2015/2018.
Di fatto si tratta di reimpiegare le risorse rendicontate ai fini comunitari per progetti coerenti per la realizzazione di interventi connessi alla partecipazione della Regione Marche ad Expo 2015.
Sono risorse riferite al Fesr a carico del capitolo "recuperi rimborsi" per un totale di 1.539.500 euro. E' una risorsa consistente.
Ieri in II Commissione abbiamo ascoltato l'intervento del Dirigente Orsetti che ci ha illustrato cosa significa per le Marche partecipare ad Expo 2015, e la prima impressione è che partecipare a questo evento ha costi abbastanza rilevanti.
La Regione Marche orienterà la sua partecipazione all'Expo 2015 su tre livelli: a Milano e sul territorio marchigiano; lo dico anche se in realtà la proposta di legge riguarda solo la variazione di bilancio per un milione e mezzo di euro, ma accenno a ciò che serviranno queste risorse.
Il primo livello è interno all'Expo 2015 a Milano, in Lombardia, con iniziative prevalentemente legate al tema della longevità. Pensate che solamente l'affitto delle strutture per 6 mesi ha un costo di circa 5-600.000 euro, quindi, costi molto consistenti che bisogna coprire se si vuol partecipare.
Il secondo livello è l'allestimento degli spazi che ci concederanno, in favore delle imprese, della promozione, dell'innovazione, anche questo ha costi molto elevati, per la presenza a rotazione di tantissime imprese marchigiane, una presenza molto consistente e significativa.
Il terzo livello, per cui andranno utilizzate e investite le risorse, ha a che fare con la realizzazione di iniziative ed interventi nelle Marche in relazione a Expo 2015. Saranno allestite le famose due porte marchigiane, una all'Aeroporto di Ancona e l’altra a Porto Sant'Elpidio ed in altre cinque località verranno curate iniziative, spazi museali, incontri. Saranno ad Ancona, alla Mole, ad Urbino, ad Abbadia di Fiastra, a Civitanova Marche e a San Benedetto. Anche nelle Marche saranno realizzate iniziative legate a Expo 2015.
Per fare questo tipo di interventi, per promuovere iniziative culturali, di confronto, di esposizione, occorrono risorse e l'unica possibilità che abbiamo è modificare il Fesr per 1.500.000 euro.
Ultima cosa per concludere, è che noi confidiamo che l'Expo 2015 non sia solo un successo per il Paese, ma che da questa iniziativa anche le Marche possano ottenere risultati molto positivi.
Giovanni ZINNI. Da un punto di vista tecnico su questa proposta di legge non ho particolari spiegazioni da integrare e, per non intervenire dopo, per l'economia dei lavori, farò un intervento comprensivo di qualche valutazione politica.
Da un punto di vista tecnico mi sento di dire che questa proposta di legge ci dimostra una cosa e cioè che laddove c'è un po' più di ansia da prestazione, si riesce a trovare qualche risorsa nel bilancio regionale, perché questa proposta di legge sostanzialmente scongela qualche risorsa del 2015 a seguito della massimizzazione, ottimizzazione, del meccanismo di rendicontazione della precedente programmazione europea in scadenza nel 2014.
Questo ci dice che bisogna velocizzare al massimo questa opera di analisi del nostro bilancio perché, a differenza di questa piccola variazione, dobbiamo fare una grande variazione il prima possibile, ce lo chiede il territorio, noi dobbiamo ripristinare i fondi per il sociale, per lo sport, i fondi per il risanamento della costa.
Ora da questa valutazione mi sia consentito dire che è un po' grave che noi andiamo verso Expo senza neanche un apposito capitolo di bilancio tecnico per consentire agli uffici di lavorare. Prendo politicamente le distanze, non so se è stato un problema di maggioranza, se è stato un problema di dialogo interno, oramai ci sono frizioni, non so perché si è arrivati a questo, ma consentitemi di astenermi in sede di votazione perché ritengo di dover dare un segnale e le ottimizzazioni a rendicontare i fondi europei occorre farle sempre e comunque, come metodo, a prescindere dall'Expo.
Entrando nel merito dell'Expo sono preoccupato, lo dico francamente, mi sarei aspettato da questa Regione un atteggiamento un po' più rivendicativo nei confronti del Governo Renzi. Che diavolo di meccanismo è quello che da un lato permette alla Regione Marche, in sede di Conferenza delle Regioni, di strappare un argomento importante da coltivare, come il tema della longevità, e dall'altro non c'è la possibilità di calmierare i tariffari per le Regioni, cioè le Marche ci staranno 15 giorni spendendo 600.000 euro, la Sicilia ci starà sei settimane spendendo non so quanto. Credo che non sia un atteggiamento corretto quello del Governo Renzi laddove le specificità di ogni posto d'Italia hanno pari dignità, ma al mondo intero ci presentiamo con realtà che annaspano per farcela e altre che saranno la centralità dell'Expo.
Questa è una preoccupazione politica. Credo che noi dobbiamo lamentarci un po' anche con questo Governo, non lo dico solo al Presidente Spacca, lo dico soprattutto a ciò che resta di questa maggioranza un po' sgretolata, di fine legislatura, credo che sia opportuno rimarcare nei confronti del Governo Renzi che è troppo facile farsi bello sull'Expo dicendo di aver cacciato via qualche inquisito, quando poi ci sono Regioni, come le Marche, che avendo una criticità di bilancio mettono a disposizione per la propria visibilità un milione e mezzo di euro. Questo è ciò che c'è in questo bilancio.
La legge che votiamo oggi è un fatto tecnico che consente agli uffici di poter lavorare, quindi non osteggeremo questa legge che deve consentire alla Regione Marche di andare in sede di Expo però, e concludo, se avessimo avuto pari opportunità con altre Regioni d'Italia, forse avremmo avuto la capacità di portare più aziende, anche in situazioni parallele all'Expo, il famoso secondo livello di cui ha parlato il Consigliere Ricci. Quel secondo livello ha delle difficoltà ad essere effettivamente incisivo all'interno di una dimensione macroscopica come l'Expo.
Noi chiediamo alle nostre aziende di venire uno, due giorni a fare l’esposizione in centro a Milano, ma se avessimo avuto più risorse, forse saremmo stati di maggior ausilio nei loro confronti. E' vero che qualcuno in Conferenza delle Regioni ha detto che l’Expo non deve essere, come posso dire, la sagra espositiva di qualche prodotto, non deve essere il luogo per collocare i prodotti come in una sagra di Paese, però è anche vero che con questa maledetta crisi, un modo per coinvolgere fino in fondo tutte le aziende avremmo potuto trovarlo.
In questo non do colpe alla Regione, è ovvio che se si chiede alla Regione Marche di sviluppare un tema importante come la longevità - ogni Regione sviluppa dei temi, ma lo fa con quella formula - è difficile poter dare di più alle proprie aziende.
In conclusione, la faccio breve, credo che questo Consiglio regionale debba lamentarsi con il Governo Renzi per le condizioni in cui ci permette di vivere quest'esperienza dell'Expo. Noi abbiamo eccellenze elevatissime sia a livello culturale che economico e sociale e credo che una Regione come le Marche meritasse di stare di più di 15 giorni all'interno di questa situazione.
In definitiva mi sento di criticare, ripeto, la maggioranza per essere arrivata un po' tardi a fare una variazione del genere che consente agli uffici competenti di dedicarsi pedissequamente all'Expo, ma mi sento di criticare di più, perché è più importante per tutti i cittadini delle Marche, questo Governo Renzi che mi sembra non stia dando la giusta attenzione al metodo di Expo, soprattutto per consentire la pari opportunità fra le Regioni d'Italia.
La Regione Marche merita di più, al pari delle altre Regioni d'Italia più popolate.
Roberto ZAFFINI. Grazie Presidente. Integro qualcosa in più rispetto a quello che ha illustrato il Consigliere Zinni.
Sicuramente è da rimarcare il ritardo su un tema del genere di cui siamo a conoscenza da tantissimo tempo. Sono anni che si parla di Expo e purtroppo le Marche dimostrano ancora, su un tema importantissimo come questa esposizione, che è una vetrina mondiale, un'opportunità indescrivibile, che soffrono di isolamento. Vedere, ancora una volta, venire fuori dal cilindro del bilancio questo milione e mezzo che oltre ad essere poco, sarà usato anche male, perché i soldi che vengono presi così, in quattro e quattro otto, spesso si spendono male ...
Ho saputo che ci sono 15 film-maker che dovrebbero fare un documentario, mi chiedo cosa potranno fare in questo poco tempo, senza avere la sicurezza di un adeguato pagamento per la loro prestazione.
Diciamo sempre che il petrolio dell'Italia e delle Marche è il turismo, le nostre bellezze artistiche, i nostri paesaggi, però nel concreto quando dobbiamo far vedere che siamo capaci di interagire, di avere la capacità di rendere concreto quello che possiamo svolgere a livello mondiale, siamo sempre gli ultimi.
Bisogna fare chiarezza e se abbiamo la capacità di intercettare i fondi europei o cose del genere occorre farlo in maniera concreta e reale, non possiamo fare i saltimbanchi e alla fine accontentarci così, solo a livello mediatico, tanto per dire: “Ci siamo anche noi, stiamo pochi giorni e abbiamo fatto la faccenda”.
Questo non è un comportamento serio, purtroppo, bisogna renderci conto che bisogna investire veramente su queste cose, non possiamo discuterne solo così.
Anche a livello regionale, su un tema così importante, i Consiglieri avrebbero voluto essere promotori della propria regione sul territorio di un progetto e un programma discusso e condiviso, ma qui le cose vengono fuori sempre all'ultimo momento, non si sa cosa si farà, le decisioni si prendono in un battibaleno e nessuno di noi può essere, diciamo, il veicolo della propria regione anche a livello territoriale per dire cosa di buono facciamo per il turismo, per l'alimentare, che è un altro settore di cui ci possiamo vantare, considerato che nel biologico siamo sicuramente fra i primi in Europa. Questa è una valutazione che ci tenevo a fare!
Da un punto di vista campanilistico, io sono della provincia di Pesaro-Urbino o come qualcuno dice delle Marche Nord, ed ho visto sui giornali la polemica che riguardava la prima lista di aziende in cui era completamente esclusa la mia provincia.
Capisco tutto, non dobbiamo essere campanilisti, ma dico: "Perché non devo essere campanilista?" Noi abbiamo il tartufo, il tartufo di Acqualagna, di Pergola, il tartufo di Sant'Angelo in Vado, esportato in tutto il mondo. Ci sono aziende che lavorano questo prodotto che è considerato il tubero d'oro …, praticamente non si sa, era scomparso, mentre è un prodotto che rende eccellente la provincia, per non parlare di tantissime altre cose. Dopo ci sono stati dei ripescaggi che sanno un po' di contentino, questo è avvenuto per la provincia di Pesaro-Urbino …, tanto bisogna dare qualcosina anche a noi.
Ribadisco, dal punto di vista tecnico-finanziario non abbiamo dubbi che le cose saranno fatte bene, però questo impegno finanziario è scarso e sarà sicuramente speso male – ma quando ci sarà un nuovo Expo del genere? Non lo so, forse i miei figli potranno vederlo - ed avremo perso veramente una grande occasione.
Raffaele BUCCIARELLI. Grazie Presidente. Ma che dire, trovarsi dopo un mese e mezzo dall'approvazione del bilancio - un bilancio lacrime e sangue che non era possibile emendare, non passibile di modifica, in quanto il Governo centrale aveva tagliato tutto e ridotto sul lastrico le Regioni - a fare una variazione di 1 milione e mezzo di euro per l'Expo, credo possa essere quanto meno passibile di alcune letture.
La prima che mi viene epidermicamente è quella che è stato approvato un bilancio con la volontà di decidere poi con misure d'urgenza, come conviene, come si vuole e come stiamo assistendo oggi. Mano libera senza che il Consiglio possa dire niente e questo è l'esatto contrario di quanto invece democraticamente dovrebbe avvenire.
Entrando nel merito, abbiamo tutto il mondo del cosiddetto sociale, partendo dai disabili gravi alle diagnosi di cui necessitano i bambini, gli alunni in difficoltà nelle scuole primarie e quindi dell'obbligo, ai non autosufficienti, che reclama un'attenzione da parte della Regione, per non parlare dei trasporti o per ultimo in ordine di importanza del Coni, e noi interveniamo esclusivamente per 1.530.000 euro per 7 giorni all'Expo. Non diamo, non dà questa maggioranza, non dà questa Giunta, un segnale di attenzione alla parte più debole della nostra popolazione. In un momento di crisi, sarebbe stata altra cosa aggiungere a questa modifica, un'altra che poneva attenzione e risolveva i problemi di chi veramente ne ha estremo bisogno e che non trova sponda in questa Regione.
Dieci minuti fa ho chiesto al Presidente della V Commissione se era disponibile ad incontrare i rappresentanti di un’Associazione di disabili gravi, incontro che avverrà martedì, perché se telefonano ai vari Assessorati nessuno risponde e nessuno si fa trovare.
Questa è la realtà delle Marche oggi!
Per entrare nell’Expo. Noi Consiglieri regionali non sappiamo cosa farà la Regione Marche all'interno dell'Expo, non sappiamo quali iniziative. Oggi abbiano appreso dal capogruppo del PD, relatore di maggioranza, dei cinque punti dove avverranno delle iniziative, ma non sappiamo di fatto qual è il programma della Regione Marche.
L'Expo è organizzato sul tema dell'alimentazione, l'alimentazione, Presidente Spacca mi fa piacere la sua attenzione, è determinante, è il tema centrale che grandi statisti, grandi ricercatori, si pongono a livello planetario, perché abbiamo un surplus di prodotto, un vergognoso spreco di cibo, a fronte di miliardi di persone che non hanno accesso all'alimentazione.
Ebbene io voglio augurarmi - anche se critico aspramente e sono stato oggetto di derisione via Facebook anche da alcuni suoi collaboratori che devo dire abbastanza ignoranti della materia, mi permetto di dire ignoranti nel senso che non conoscono le cose di cui parlano - che i nostri contadini, i nostri agricoltori, siano presenti.
Ho appreso con grande piacere che ci sarà un industriale come Pieralisi, che sicuramente non è un fan del mio partito, quindi è fuori di dubbio quello che sto dicendo, è il riconoscimento a questa figura, perché se giriamo il mondo, dove c'è un ulivo troviamo Pieralisi, questo è vero, lo sappiamo, è un industriale che trasforma un frutto, l'oliva, in olio ed è l'unico prodotto alimentare, per quanto riguarda i grassi, che non viene toccato dalla chimica. E' un fiore all'occhiello della nostra agricoltura, ma vicino a questo vorrei vedere tanti piccoli produttori, non commercianti, non gente che commercializza il prodotto che è frutto della fatica di altri. Su questo c'è stata una polemica ed io la invito a rivedere le posizioni, a sollecitare chi decide, anzi mi sarei aspettato che fossero le Regioni a decidere da chi farsi rappresentare all'interno dell'Expo, invece è una società di Milano e mi chiedo con quale caratteristica, con quale conoscenza del nostro territorio, saremo rappresentati e saremo scelti?
Presidente è inammissibile che siano altri a decidere chi rappresenterà la sua Regione.
E' inammissibile che le Regioni non abbiano svolto una politica nazionale per concordare come l'Italia si presenti al mondo.
Il bullo di Pontassieve avrebbe dovuto fare la regia, anziché andare a rimproverare i lavoratori della Scala, avrebbe dovuto essere il portatore di interessi di tutte le Regioni di questo Paese meraviglioso che era il giardino d'Europa ed invece rischiamo che, ancora una volta, e questo lo dicono fonti autorevoli a tutti i livelli e di tutti i settori, l'Expo 2015, tutto incentrato sull'alimentazione, neghi la presenza a chi gli alimenti li produce, a chi coltiva questo territorio, a chi mantiene , Presidente, questo paesaggio di cui andiamo fieri
Siamo la regione che per prima nel mondo è stata premiata come miglior vino bianco, non c'è nessun produttore di verdicchio che ci rappresenta all'Expo, lei deve recuperare questo, lo dica ai suoi collaboratori, non è un errore del Consigliere Bucciarelli, chi rappresenta il settore vinicolo nelle Marche non è produttore, non lavora le vigne, non produce verdicchio, lo commercializza, è permesso dalla legge ed è legittimo, per carità, perché è possibile imbottigliare e vendere fuori del territorio di produzione qualsiasi vino, quindi, va bene, però lei deve recuperare questo errore, deve dare voce a chi non ce l'ha.
Per quanto riguarda il sociale, dobbiamo guardare ai più deboli, all'Expo dobbiamo farci rappresentare dai nostri produttori di biologico. Siamo la seconda Regione in Italia a produrre il biologico, i nostri grandi prodotti di qualità, abbiamo ottenuto l'IGP per quanto riguarda l'olio extra vergine di oliva, abbiamo vini che sono famosi del mondo, lo ripeto, spendiamo milioni per dire che il verdicchio è il vino più premiato di Italia e all'Expo non c'è chi produce verdicchio.
Chiedo, quindi, Presidente, un suo intervento deciso affinché si renda giustizia ai nostri produttori a tutti i livelli.
Forse, cari colleghi, noi stessi siamo stati carenti di iniziativa, ma di sicuro quello che sta avvenendo non rende giustizia al nostro mondo agricolo, non rende giustizia ai nostri tanti piccoli produttori che coltivano, lo ripeto, il territorio, curano il paesaggio da secoli e di cui noi diciamo di esserne tanto fieri.
Massimo BINCI. Non c'eravamo messi d'accordo, ma in qualche modo ripercorro le tesi del Consigliere Bucciarelli perché chi segue i media, in questi giorni, vede che la polemica che sta uscendo è proprio questa: chi saranno i protagonisti di Expo? Saranno le grandi industrie di trasformazione, le grandi industrie che sono anche le multinazionali del cibo o saranno i piccoli agricoltori e i produttori e trasformatori dei nostri prodotti agricoli?
Secondo me, piccola Regione, seconda produttrice di biologico - nei dati del Psr che è stato approvato eravamo secondi, se adesso siamo passati primi sono contento -, produttori di vini di qualità e tra i migliori vini mondiali i nostri verdicchi, dobbiamo, quindi, evidenziare le peculiarità della nostra cultura multifunzionale, del nostro territorio policentrico e vario nei suoi paesaggi, come dice sempre il Governatore Spacca.
Secondo me, dobbiamo valorizzare la nostra peculiarità, non possiamo fare la cenerentola come dimensioni e scimmiottare l'agricoltura globale. Dobbiamo evidenziare che i nostri prodotti e i nostri territori sono curati da secoli con lo stesso amore, ma portati avanti in modo innovativo dai nostri piccoli e medi produttori agricoli.
In questo senso è importante il look che vogliamo dare, l'idea, il concept di come presentarci in questa vetrina mondiale.
Qualcuno ha detto che un milione e mezzo di euro sono pochi, io ritengo che siano tantissimi e che dobbiamo valorizzarli e, in questo senso, penso che dobbiamo dare l'input a chi organizza, a chi gestisce e alle persone che andranno a organizzare i nostri spazi espositivi e gli eventi che la Regione Marche creerà all'interno dell'Expo. Penso che sia necessario un atto di Giunta, l'Assessore all'agricoltura e la Giunta devono dare degli indirizzi per la gestione dell'Expo.
Secondo me serve una delibera di Giunta che, magari, nell'arco di una settimana venga presentata al Consiglio e tutto il Consiglio, in qualche modo, possa approvare o sancire o fare delle piccole osservazioni.
E’ importante che le strategie e la filosofia sul cibo, che la nostra agricoltura vuole rappresentare, siano mostrate al mondo, non possiamo permetterci di sbagliare.
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Bellabarba.
Letizia BELLABARBA. Grazie Presidente, il mio intervento è semplicemente per sottolineare e specificare da dove prendiamo queste risorse perché credo che non sia corretto e nemmeno accettabile che proprio da quest'Aula parta una polemica assolutamente ingiusta e neanche veritiera.
Mettere in contrapposizione le risorse che abbiamo trovato per l'Expo con la partita del nostro bilancio che necessariamente dovrà recuperare risorse per il sociale, per lo sport, per la disabilità, per tanti settori che, come sappiamo, al momento sono stati congelati per un taglio incredibile di risorse che la nostra Regione ha dovuto subire e che ricordo sono pari a 230 milioni di euro, dire che non si fa quello perché si preferisce spendere per l'Expo, credo che sia inaccettabile.
Questo milione e mezzo noi lo recuperiamo da fondi comunitari, risorse vincolate che riguardano l'internazionalizzazione e se noi non le spendessimo in questo modo, non potremmo spenderli o metterli in altri settori o coprire altre spese. Sono fondi che recuperiamo che altrimenti perderemmo.
Ben venga aver recuperato questi fondi comunitari, ripeto, non del nostro bilancio, ma fondi comunitari e mi fa specie che membri di questo Consiglio che appartengono alla Commissione bilancio non lo dicano o facciamo finta di non saperlo, perché non sono fondi che prendiamo dal nostro bilancio, ma fondi che recuperiamo, lo ripeto per l'ennesima volta, da risorse comunitarie che mettiamo a disposizione dell'Expo.
Non voglio entrare nel merito di come l'abbiamo organizzato, se era meglio se era peggio, dico solo che al tavolo dell'Expo ci sono tutti i rappresentanti di tutte le attività produttive di tutte le Marche. Per carità, il Presidente, se vorrà, potrà fare un report, un aggiornamento sul lavoro che è stato fatto e su come si sta procedendo, anche se, in gran parte, ieri l'hanno fatto il Dirigente Orsetti insieme ad altri Dirigenti.
Non voglio entrare in quel merito lì, ripeto, voglio soltanto sottolineare questo aspetto e mi pare davvero inaccettabile contrapporre l'Expo con il sociale o con altri grandi temi che abbiamo sul tavolo.
Gian Mario SPACCA. Condivido l'intervento fatto ora dalla Consigliera Bellabarba, quindi non entro nel profilo tecnico-finanziario che sostiene questo intervento, voglio correggere alcune percezioni dei Consiglieri che non hanno seguito il lungo percorso di avvicinamento che ha portato la nostra Regione verso l'appuntamento dell’1 maggio, verso l'Expo.
Sono 2 anni che ci stiamo preparando a questo grande evento e abbiamo condiviso questo percorso insieme con la nostra comunità, ovvero con tutti quei soggetti che dovranno essere protagonisti di questa grande manifestazione, a iniziare da quelli più strettamente correlati con il tema che è stato ricordato ed è "nutrire il pianeta - energia per la vita!", quindi, il grande mondo dell'ambiente, dell'agro-alimentare ed anche quelli che sono legati ai temi culturali che nell'Expo si dibatteranno: il genio, la creatività, l'ambizione dell'uomo a crescere e svilupparsi entro una potenza definita dai limiti che sono quelli della sostenibilità.
Ci siamo avvicinati a questo appuntamento in modo molto partecipato, quindi, voglio correggere questa percezione, essendo l'Expo universale una manifestazione istituzionale, non una fiera commerciale, in cui l'umanità riflette su se stessa e sui grandi temi che la caratterizzano, che caratterizzano il periodo in cui l'Expo si svolge.
Una manifestazione istituzionale, non dimentichiamo questo aspetto che è profondamente diverso da una fiera commerciale.
Abbiamo condiviso questo evento perché riteniamo che possa essere un cambio di paradigma della percezione del nostro Paese nel mondo, un Paese che viene vissuto perennemente in crisi da molto tempo e trova il modo di presentarsi con le sue eccellenze e cambiare l'immagine che offre all'intero pianeta.
Per cui al di là delle mortificazioni che qui sono state sottolineate e che io condivido, le Regioni italiane, che tra l'altro erano coordinate dalle Marche in questa vicenda dell'Expo, hanno accettato di partecipare e caricarsi anche di oneri finanziari non indifferenti per dare dignità alla rappresentanza del nostro Paese che trovava la sua possibilità di esprimersi soprattutto attraverso il contributo dei territori e, quindi, delle Regioni, perché l'Italia e il made in Italy, in gran parte, è definito dalla ricchezza che si produce nei territori e nelle Regioni.
Le Regioni con grandissima umiltà, nonostante questa manifestazione sia nata con un profilo iniziale di tipo "milanocentico" e con carattere fortemente centralistico, hanno accettato di condividere questa esperienza e questo evento, caricandosi gran parte anche delle modalità organizzative che l'accompagnano proprio perché qui è in gioco l'immagine dell'Italia nel mondo.
Abbiamo cercato di sviluppare il discorso, vista la limitatezza delle risorse, con un confronto e con un'apertura con la nostra comunità. Vorrei che da parte del Consiglio regionale ci fosse la consapevolezza ed anche un tributo d'onore verso chi ha accettato di mettere a disposizione della nostra Regione il suo show room in pieno quartiere Brera per dare un significato ancora più forte a quella che sarà la presenza della Regione Marche a Milano per tutto il periodo della manifestazione. Non soltanto per le due settimane strette in cui noi saremo presenti nel padiglione Italia a rotazione con altre Regioni che, magari essendo più ricche di noi - soltanto perché sono Regioni autonome ed ogni cittadino di quella Regione ha un contributo da parte dello Stato doppio di quello che riceve la nostra Regione, quindi un cittadino del Trentino e della Sicilia pesa il doppio di un marchigiano - si possono permettere di stare lì non solo due settimane, ma anche sei, pagando peraltro in proporzione la stessa cifra. Abbiamo deciso che questa presenza che sarà molto simbolica e anche immaginifica, sarà curata peraltro dall'architetto marchigiano Basili, con logiche fortemente innovative, uno stand completamente bianco che si accenderà al tatto delle persone che lo visiteranno e che metterà in evidenza attraverso le immagini filmMaker i produttori marchigiani, le eccellenze della nostra regione perchè un serpentone che gira per l'Expo in modo distratto non può avere la concentrazione di un fornitore o di un consumatore che cerca in una fiera il prodotto più qualificato per quelle che sono le sue esigenze.
Molti saranno i curiosi che gireranno per l'Expo e che viaggeranno alla ricerca più che altro di sensazioni e di suggestioni di carattere impressionistico, quindi, la nostra presenza dentro il padiglione Italia, sarà una presenza istituzionale, non commerciale, che darà un'immagine complessiva della nostra Regione, secondo suggestioni ed emozioni che sono adatte ad un visitatore molto distratto che cerca delle sensazioni di carattere impressionistico.
Ma per i 6 mesi della fiera, dell'evento, non è una fiera, saremo a Brera. Dico grazie, a nome di tutto il Consiglio regionale, a Francesco Casoli, all'imprenditore fabrianese Francesco Casoli che ci ha messo a disposizione gratuitamente per sei mesi il suo show room dedicandolo completamente alle iniziative strutturali e commerciali che noi vorremo fare per dare voce e rappresentanza alle nostre imprese.
Non abbiamo risorse come Regione Marche, abbiamo avuto il supporto e la combinazione di imprenditori privati, in questo caso, lo ripeto, Francesco Casoli che ci ha messo a disposizione il suo show room gratuitamente. Saranno 600 metri quadrati in cui si svilupperanno a rotazione le manifestazioni commerciali delle imprese della nostra regione, organizzate dalle associazioni di categoria, dalle Camere di Commercio, dagli stessi imprenditori, in ogni settore di attività. Abbiamo invitato, Consigliere Brini, a partecipare ai lavori in questo spazio a Brera, il quartiere più prestigioso di Milano, i 50 Paesi, o meglio le 50 Regioni con cui in questi anni nel mondo abbiamo stabilito dei rapporti di partnership commerciale, che non sono stati rapporti di partnership commerciali in cui si facevano soltanto scambi di cortesie istituzionali, ma sono stati scambi che hanno portato - cito soltanto un esempio, un'impresa della regione con cui noi siamo gemellati, lo Shandong – lo Shandong Industries ad acquisire i cantieri navali di Ancona e i cantieri navali di Mondolfo, mettendo nelle condizioni di proseguire la loro attività occupazionale a più di 1200 persone.
Sono queste le relazioni che noi continueremo a coltivare negli spazi di Brera e che svilupperanno ulteriormente le attività di collaborazione, di sviluppo e di crescita della nostra regione nella dimensione economica e commerciale.
Tutti hanno la possibilità di partecipare, c'è un calendario che viene organizzato a rotazione, le associazioni di categoria sanno benissimo che c'è questo spazio e si organizzeranno per occuparlo, stessa cosa pottranno fare le istituzioni, i Comuni, i Gal, le associazioni istituzionali che hanno finalità di carattere commerciale.
Quali sono gli obiettivi che ci proponiamo? Sono tre. Uno è consolidare definitivamente la strategia di internazionalizzazione che abbiamo conseguito in questi anni, e l'Expo universale è un'occasione straordinaria per farlo. Diventa la certificazione di quello che in questi anni puntualmente e complessivamente abbiamo fatto, combinandoli in una visione di sintesi che ci porta a vedere contestualmente in uno spazio limitato di tempo e di luogo tutti i rapporti che abbiamo costruito in questi anni. Quindi strategia di internazionalizzazione che diventa una pietra miliare dell'azione di governo di questa Regione, definitiva.
Seconda strategia: il turismo. Il turismo diviene un altro argomento qualificante della nostra presenza a Brera, tour operator saranno presenti in questo spazio per costruire quello che abbiamo detto dovrà essere il nostro secondo motore di sviluppo, collegato insieme alla cultura, all’ambiente, a quelle cose che ci siamo detti, e saranno concretamente definite le relazioni con i tour operator che sono stati invitati in quello spazio.
Terzo elemento, direttamente collegato con l'evento dell'Expo, è l'ulteriore spinta ad un settore di economia che è tutt'altro che afflosciato e che in questo momento è il principale sostegno alla crescita, ai valori positivi dell'economia della nostra regione, ed è quello dell'agroalimentare.
In questo momento sapete che l'agroalimentare sta andando fortissimo, è il principale drive delle nostre esportazioni, è uno dei punti di forza della crescita occupazionale della nostra regione e questa diventa un'ulteriore occasione per alimentare ancora di più questa tendenza della nostra economia. Chiaramente le protagoniste saranno le piccole imprese, le micro e piccole imprese che definiscono la struttura economica delle Marche.
Non è vero che noi abbiamo sacrificato qualche settore o qualche territorio, è vero esattamente il contrario, nella narrazione che l'Expo ha deciso di fare del nostro Paese, ci saranno tanti volti protagonisti, essendo la nostra regione al plurale, fatta di piccole imprese e di tanti protagonisti imprenditori. Noi abbiamo raccontato, rappresentato tante storie e saranno loro a scegliere quelle che meglio si intrecciano nella narrazione che l'Expo vorrà fare, non delle Marche, ma dell'Italia attraverso i volti che noi abbiamo loro offerto e ogni giorno se ne aggiungono degli altri, non so se siamo arrivati a 16, che rappresentano perfettamente il genio, la creatività, la capacità di intrapresa della nostra regione. Sono di tutte le aree della nostra regione, a Pesaro c'è Piero Guidi e Vittorio Livi, quindi credo che la realtà pesarese sia stata adeguatamente rappresentata, per cui non c'è assolutamente motivo di fare polemica. Sono stati rappresentati tutti i settori che definiscono le eccellenze dell'economia marchigiana o i distretti storici che caratterizzano la nostra economia.
Si poteva ottenere di più nel rapporto tra Governo e Regioni? Credo di si, si poteva ottenere di più, sicuramente vista la generosità delle Regioni e dei territori da ogni punto di vista, il Governo poteva essere più attento anche al modo in cui le Regioni hanno condiviso questo percorso di avvicinamento all'Expo e, da questo punto di vista, noi abbiamo un vulnus molto forte che è segnato anche nelle relazioni diplomatiche internazionali e che, in qualche modo, dà il segno della mancata attenzione che c'è stata nei confronti anche di questa grande generosità che le Regioni hanno manifestato.
Quando qui abbiamo organizzato, proprio nel processo di avvicinamento all'Expo, lo scorso 15 giugno, la grande manifestazione di Senigallia che era dedicata all'Expo, ve lo ricordate Expo Milano-Dubai 2015, le due grandi sedi dell'Expo del 2015 e del 2020, c'era stato un invito, da parte del primo Ministro italiano al primo Ministro di Dubai, a partecipare a questo evento. A questo evento si è avvicinato il primo Ministro di Dubai, ma il primo Ministro italiano non è venuto, questo è stato un vulnus ed una disattenzione particolarmente forte e significativa. Ha partecipato il Ministro Lupi, ha partecipato il Ministro dell'economia degli Emirati Arabi, ma qui ad Ancona, non dimenticate, che era presente il primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti venuto appositamente su invito del primo Ministro italiano per partecipare a questa manifestazione che doveva segnare la continuità tra i due grandi eventi.
Devo dire che la cosa non è stava apprezzata moltissimo perché il primo Ministro ha partecipato soltanto ad una manifestazione equestre, quindi, credo che un po' di disattenzione ci sia stata nei confronti del grande impegno che le Regioni italiane hanno espresso nei confronti dell'Expo e credo che sia una cosa che dobbiamo ammettere essere avvenuta.
Articolo 1. Ha la parola il Consigliere Brini.
Ottavio BRINI. Ho voluto ascoltare la relazione del Presidente Spacca e non vedo l'Assessore Marcolini in Aula, forse avrà altri impegni, ma vorrei approfondire un po' di più l'intervento del Presidente Spacca perché ha parlato di eccellenze pesaresi, forse una dimenticanza, non ha parlato delle altre eccellenze, di Ancona ..., lo so che non può rispondere a tutti, però se c'era l'Assessore Marcolini avrebbe potuto rispondere, non è compito suo giustamente rispondere a tutti, è competenza dell'Assessore che momentaneamente è assente di fronte ad una questione così importante e delicata.
Oggi parliamo di un grande evento e in un momento particolare si va a fare un investimento, ma in modo analitico non si è capita la portata di questo investimento che andiamo a fare. Si parla degli arabi, del Ministro Lupi, ma gli effetti che potrà avere questa legge nell'immediato sono basati solo su una relazione che lei Presidente parzialmente ha fatto.
Ci troviamo di fronte ad una proposta di legge "prendere o lasciare". Ventiquattr'ore fa è stata approvata dalla Commissione, io non so se questa è una prassi corretta, è una prassi usuale, ma credo che di fronte ad un'urgenza su un problema così delicato, un minimo di riflessione all'interno anche dei Gruppi si potesse fare, visto che non so se tutti sono stati informati, portati a conoscenza di quello che ieri ha deliberato la Commissione, per cui dobbiamo votare un provvedimento su un'indicazione d'urgenza, ma la somma è mastodontica, non so quante aziende ne beneficeranno ed il ruolo che avranno in futuro. Lei parlava di tour operator, non so quanti ne sono stati coinvolti. Chi è stato coinvolto? Qual è il metodo, il criterio, con cui sono state coinvolte e sono state scelte queste 16 aziende? Pensavo che un minimo di approfondimento, visto che siamo le Marche e parliamo al plurale ...
Il mio non è un intervento per frenare o bloccare questo tipo di legge, ma per capire un po' di più i criteri con cui sono state scelte queste eccellenze, se non avevamo eccellenze maggiori che magari a qualcuno possono essere sfuggite vista la fretta in cui è stato deliberato e se si poteva estendere anche ad altri operatori, perchè non vorrei che - come si dice, quando si andava in Cina erano i soliti noti, quando si andava in Russia erano i soliti noti - andassero all'Expo i soliti noti e non aumenti la visibilità visto la clientela e la pubblicità che può essere fatta.
Con lei Presidente, anni fa, ho fatto una grande polemica con la Russia, adesso non ricordo la città dove facevamo le cappelle, non so cosa si faceva, hanno preso una cappellata di soldi però i risultati per l'Italia non so quali sono stati e visto i precedenti vorrei capire qual è il ritorno di immagine, il ritorno anche a livello ..., anche lei stesso ha ammesso che è venuto l'arabo ed è andato a cavallo ..., scusa Giacomo se hai fretta anche tu chiedo scusa e mi fermo ... non parlo più Giacomo, qui sento un clima non bello.
PRESIDENTE. Consigliere Brini, io non sono Giacomo, ma in questo momento sto svolgendo delle funzioni e lei ha 5 minuti di tempo e ha parlato per 11, mi sono permesso di dirle se poteva stringere, come ho fatto prima con il Consigliere Bucciarelli e come faccio con tutti solo per giustificare eventualmente ...
Ha la parola il Presidente Spacca.
Gian Mario SPACCA. Per rispondere al Consigliere Brini ribadisco che i 16 cosiddetti testimonial non sono stati scelti dalla Regione Marche, fanno parte di un novero di storie, di esperienze, che noi abbiamo mandato all'Expo e che verranno utilizzate per una narrazione complessiva del sistema Italia, non della nostra regione. Sono esperienze che nella valutazione di coloro che costruiranno la regia, la narrazione dell'Expo, quindi, non del padiglione Marche, ma del padiglione Italia, nella complessiva narrazione della storia economica del nostro Paese, avranno un ruolo. Sono stati scelti da loro.
Noi abbiamo rappresentato più di 100 storie, nelle combinazioni, settori, tipologia di tecnologia, questi fanno parte della narrazione Italia. E' un contributo che abbiamo dato a loro, quindi, abbiamo il diritto, nella necessità, di dover fare nessuna selezione rispetto a queste testimonianze. Viceversa, tutti i nostri imprenditori possono partecipare, e l'ho detto prima, nell'area Brera, la cosa che non ho detto perché non c'era tempo, ma credo che i Consiglieri lo sappiano, che l'Expo poi si sposterà sul nostro territorio, ci sono due porte che sono l'Aeroporto delle Marche e il Diamante di Lory Blu e costituiranno le porte d'accesso di tutti i visitatori che da Milano vorranno spostarsi sul nostro territorio per approfondire le relazioni economiche con le nostre imprese. Quindi tutti gli imprenditori, tutti i settori, tutte le categorie, potranno avere un contatto con l'Expo e la regia che la Regione Marche farà sarà quella di agevolare questa possibilità di incontro.
Vorrei che fosse chiara la distinzione tra l'aspetto istituzionale del padiglione e dell'evento e l'aspetto commerciale che invece viene offerta come opportunità a tutti gli imprenditori della nostra regione, sia nello spazio Brera che potranno prenotare a Milano con i loro contatti anche be to be oppure sul territorio delle Marche nel momento in cui di questi 20 milioni, 1, 700 mila, 400 mila, verranno qui per approfondire le relazioni commerciali e tutti potranno farlo.
(Interrompe il Consigliere Brini)
Gian Mario SPACCA. Cosa significa porta d'accesso? Significa una segreteria in cui uno ha la possibilità di prendere i contatti e di agevolare i contatti ...
Gian Mario SPACCA. Perché sta sull'autostrada, perché è un luogo nuovo, perché ci viene offerto gratuitamente. La gratuità del gesto è stata considerata un elemento premiale ...
Gian Mario SPACCA. Bene, allora significa che il provvedimento è perfetto.
PRESIDENTE. Articolo 1. Lo pongo in votazione.
Articolo 3 (Dichiarazione d'urgenza). Ricordo che ci vogliono 22 voti. Lo pongo in votazione.
Proposta di legge n. 467. La pongo in votazione
Proposta di legge n. 229 (testo base)
"Legge di innovazione e semplificazione amministrativa"
"Misure per l'attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 229 della Giunta regionale e la proposta di legge n. 204 del Consigliere Latini, abbinate.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Eusebi.
Paolo EUSEBI. Grazie Presidente. Ho parlato con il relatore di minoranza Consigliere Massi che mi ha autorizzato a parlare anche a suo nome perché questo provvedimento l'abbiamo costruito insieme e in pieno accordo, come spesso accade nella nostra Commissione.
Tra i fattori che influiscono sulla crescita della competitività del Paese riveste particolare importanza la semplificazione dei sistemi normativi e dell'attività amministrativa, per il World Economic Forum, il peso della burocrazia unito a quello fiscale relega purtroppo la nostra nazione al 49º posto su 148 considerate, dietro Panama e Polonia.
In tale ottica la presente proposta di legge disegna un processo di semplificazione da svolgere in ambito regionale con il coinvolgimento degli enti locali per l'elaborazione di misure di miglioramento della qualità dei processi amministrativi. La concertazione con gli enti locali è essenziale anche per assicurare l'uniformità degli adempimenti richiesti ai cittadini e alle imprese per evitare quella giungla diversificata di azioni da dover compiere per ogni questione della vita economica e personale.
Con l'intento di fornire regolazioni chiare, accessibili e trasparenti, sono individuati gli strumenti per i riordini normativi quali: l'analisi tecnica normativa, l'analisi di impatto della regolazione, la verifica di impatto della regolazione e le clausole valutative.
Tali strumenti sono necessari anche per assicurare sistematicità ed efficacia della legislazione regionale e per evitare un eccessivo aumento del numero delle leggi e delle disposizioni normative.
La presente proposta di legge intende garantire l'aggiornamento periodico del quadro della normazione regionale, prevedendo l'adozione annuale di una legge di semplificazione, adottata anche con l'ausilio e il controllo del Comitato permanente per la semplificazione nelle sue due articolazioni: imprese e cittadini, di cui parliamo all'articolo 8 bis.
Inoltre nei settori non coperti da riserve assolute di legge si favorisce la delegificazione affidando la regolazione della materia ad atti di natura amministrativa in modo da consentire modifiche più agili al dettaglio normativo.
Una rilevante parte della proposta di legge si occupa della semplificazione amministrativa tramite l'utilizzo della telematica. E' noto infatti che lo sviluppo dell'amministrazione elettronica genera innovazione dei processi interni ed esterni degli enti pubblici.
Leggo ciò che aveva scritto la Giunta perché mi piace molto: "Ciò attribuisce alla pubblica amministrazione il ruolo di traino dell'intera collettività, perché se il cittadino e l'impresa sono chiamati ad avvalersi di strumenti della informazione e della comunicazione nel rapporto con la pubblica amministrazione è facilitata la crescita dei servizi digitali anche nei rapporti tra privati".
Non faccio l'illustrazione degli articoli, ci tengo però ad illustrarne uno, l'articolo 40 bis che prevede una norma di principio, è un'innovazione, è la cornice per gli accordi di sviluppo territoriale volti ad accrescere la competitività del sistema economico marchigiano e l'attrazione degli investimenti nel nostro territorio. Questo articolo dice che la Regione sostiene progetti di enti locali, imprese e associazioni di categoria.
Perché ho detto che è solo una cornice? Perché spetterà alla Giunta lavorare affinchè questo strumento che abbiamo messo come norma principio diventi operativo ed utile.
Approfitto per dire quello che pensiamo sui 3 emendamenti, così evito di fare l'intervento poi. Uno è a firma del Consigliere Badiali, non c'entra molto con la legge di semplificazione, ma corregge un errore di scrittura nella legge di bilancio e, quindi, approfittiamo di ogni occasione per correggere gli errori. Mi sembra una cosa giusta.
C'è poi un emendamento firmato dal Presidente Solazzi che ha il pregio di equiparare strutture simili, quindi dopo un confronto con il Presidente e con la struttura, secondo me, è approvabile.
C'è un altro emendamento a firma del Consigliere Giancarli. Dopo un confronto con la struttura, con il Dott. Tagliavento che segue anche a livello nazionale le semplificazioni sanitario "sportive", è da approvare con un piccolissimo subemendamento che in realtà corregge solo una parola sbagliata. In questo emendamento che approviamo, la legge nazionale ha già tolto l'obbligo del certificato per le attività ludico motorie per la generalità dei cittadini, a noi sembra giusto che, e ringrazio il collega Giancarli per averlo evidenziato, quello che la generalità dei cittadini può fare senza un certificato, lo possa fare anche se questa attività ludico motoria viene praticata da soggetti tesserati alle federazioni sportive, agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni. A simile comportamento deve corrispondere simile trattamento, secondo noi.
In chiusura, veramente in chiusura, voglio evidenziare come questo provvedimento che ci ha impegnato molto, con la supervisione non pesante, ma sempre attenta del Presidente Perazzoli, è il frutto di un lavoro molto serio, io praticamente ho fatto solo il coordinatore, che ha visto lavorare insieme la struttura della Giunta, non faccio i nomi perché se no sembra piaggeria, e la nostra preziosissima struttura del Consiglio. Devo ringraziare la struttura tecnica di Confindustria che è stata preziosa nell'elaborazione di questo provvedimento e i contributi della Coltivatori Diretti a cui non abbiamo dato così rilevanza perché più specifici dovranno essere affrontati in seguito.
Credo che facciamo un buon servizio, si poteva fare meglio, sono convinto, però facciamo un buon servizio ai cittadini e alle imprese marchigiane ed auspico un voto unanime su questa legge. Parlo anche a nome del relatore di minoranza che mi ha autorizzato a farlo.
PRESIDENTE. Come ha detto il Consigliere Eusebi, non c'è il Consigliere Massi, relatore di minoranza.
Dino LATINI. Grazie Presidente. La proposta di legge che è stata presentata dal relatore Consigliere Eusebi, racchiude anche una proposta avanzata dal sottoscritto. Credo che sia in linea con l'azione intrapresa dal Governo circa il tema della semplificazione che contiene le linee di indirizzo fra Stato-Regioni che sono state condivise fra le stesse Regioni e gli enti locali, quindi, quel crono programma delle relative attività per assicurare l'effettiva realizzazione degli obiettivi di semplificazione che sono, lo ricordo, indispensabili per il recupero del ritardo complessivo che l'Italia ha in questo momento rispetto all'Europa e che consentono di liberare enormi risorse in termini effettivi di produzione economica e che ci potrebbero consentire di tornare a crescere e cambiare realmente la vita dei cittadini e delle imprese.
Gli interventi in materia di innovazione e semplificazione amministrativa sono ormai considerati da tutti strategici per il rilancio della competitività, per dare anche certezza dell'esercizio dei fondamentali diritti di cittadinanza e per lo sviluppo economico del nostro Paese.
In Italia, rispetto a quello che noi viviamo nel panorama europeo, l'analisi economica delle regole è rimasta per molto tempo fuori dal dibattito politico istituzionale della normazione e la produzione delle leggi è stata fortemente influenzata, soprattutto agli inizi dell'ultimo ventennio, da un'impostazione strettamente di tipo giuridico non sempre attenta agli effetti che si producono sui destinatari delle regole.
Così è avvenuto, anche negli anni '90, con la riforma amministrativa, con il tema della semplificazione che ha avuto un ruolo di notevole importanza per l'amministrazione pubblica, a tutti nota la legge 241/90, portata avanti anche da un marchigiano quale l'ex deputato Ciaffi, che di fatto non ha consentito quella riorganizzazione della pubblica amministrazione secondo regole più flessibili e portato alla luce la forza delle leggi, del regolamento e dato un concetto effettivo di semplificazione che non fosse limitato soltanto allo snellimento dei procedimenti organizzativi, all'organizzazione degli uffici pubblici, ad avere l'indicazione del personale con cui si trattava o al semplice termine di scadenza di un procedimento di cui si attendeva la risposta.
Determinante è che questa proposta di legge si avvii verso quel cambiamento di visione del problema che dovrebbe svincolarci dal concetto della semplificazione come mero argomento, esclusivamente giuridico, di dibattito politico strumentalizzato da quest'ultimo.
Introdurre questa azione sistematica di valutazione dell'impatto legislativo e regolativo e, quindi, di semplificazione, inteso anche come riduzione effettiva di quelli che sono i passaggi amministrativi necessari per dare una risposta chiara ai cittadini, è un obbligo che noi dobbiamo, dal punto di vista etico politico, assolvere.
I capisaldi di questo processo di semplificazione li ha ben spiegati il relatore di maggioranza e non ci ritorno sopra, ma vorrei segnalare alcuni di essi, e concludo il mio intervento, fra tutti:
- la definizione dei principi di qualità della regolazione del processo legislativo e l'introduzione dell'analisi di impatto delle regole per le nuove leggi. E' un tema fondamentale che fa capire quant'è la portata effettiva del nuovo e quando è in grado di incidere. Questo al fine di esaminare i costi di una norma considerando anche i benefici conseguenti alla sua applicazione;
- l'abbreviazione per le leggi e i procedimenti amministrativi e la misurazione degli oneri amministrativi la cosiddetta m.o.a. attraverso il modello definito con norme europee;
- l'introduzione di piani per la riduzione degli oneri in accordo con la normativa sia nazionale sia comunitaria;
- la certezza in termini di riduzione dei tempi circa anche le risposte da dare;
- la garanzia delle motivazioni;
- le comunicazioni tempestive;
- i pareri e le valutazioni tecniche che comprendono anche quel famoso discorso del diritto di accesso agli atti per ogni attività regionale che, in qualche modo, garantisce da un lato la trasparenza e dall'altro la funzionalità della pubblica amministrazione.
Vi è anche, ultima norma, lo sportello unico per le imprese regolamentato come sportello unico telematico. Sono norme semplificate come quella, e la cito da ultima, della conferenza dei servizi che potrà tenersi per via telematica che dà l'esempio di una portata regionale davvero attuale che guarda al futuro e nello stesso tempo cerca di cogliere uno dei problemi essenziali che i cittadini ci sottopongono, anche in toni polemici, cioè l'incapacità della pubblica amministrazione di essere semplificante, moderna, attuale, rispondente ai bisogni dei cittadini stessi. Grazie.
Articolo 9 bis. Lo pongo in votazione.
Articolo 14. Soppresso.
Articolo 25. Soppresso.
Articolo 27. Soppresso.
Articolo 35. Soppresso.
Articolo 35 bis. Lo pongo in votazione.
Emendamento 35 ter/1, istitutivo dell'articolo 35 ter, a firma del Consigliere Badiali. Lo pongo in votazione.
Emendamento 38/1 a firma del Consigliere Solazzi. Lo pongo in votazione.
Articolo 38 così come emendato, lo pongo in votazione.
Articolo 39. Soppresso.
Articolo 39 bis. Lo pongo in votazione.
Articolo 40 bis. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento 42/1/1 a firma del Consigliere Eusebi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 42/1 a firma del Consigliere Giancarli. Decaduto
Articolo 42 così come emendato, lo pongo in votazione.
Articolo 42 bis. Lo pongo in votazione.
Proposta di legge n. 229, così come emendata, la pongo in votazione.
Proposta di legge n. 232 (testo base)
ad iniziativa dei Consiglieri Comi, Mezzolani
"Nuove norme in materia di servizio farmaceutico"
"Modifiche alla legge regionale 28 marzo 1977, n. 9 'Disciplina dell'orario dei turni e delle ferie delle farmacie nelle Marche'"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 232 dei Consiglieri Comi, Mezzolani e la proposta di legge n. 200 del Consigliere Carloni, abbinate.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Perazzoli.
Paolo PERAZZOLI. E' stata una lunga gestazione perché le due proposte di legge abbinate sono del 2012. C'è stata un'ampia parentesi, abbiamo ripreso il lavoro in questi ultimi mesi, abbiamo registrato un ampio consenso sia in Commissione che tra i soggetti interessati.
Sostanzialmente possiamo parlare di un consenso unanime grazie al contributo sia del servizio della struttura sanitaria che degli uffici dell'Assessorato ed anche di Federfarma.
Di fatto arriviamo a un testo unico su tutte le disposizioni. E' un riordino, un adeguamento alla legislazione nazionale che è stata modificata in questi anni e che tiene conto di una parziale liberalizzazione, una eliminazione, sostanzialmente finta, delle piante organiche regionali che vengono sostituite da provvedimenti annuali dei Comuni e dall'approvazione conseguente da parte delle Province.
L'articolo 4 prevede che i Comuni, ogni anno, entro il 31 dicembre, in base alla popolazione residente stabiliscono le zone nelle quali collocare nuove farmacie e l'articolo 10 regolamenta i trasferimenti all'interno del territorio comunale.
Vengono riassorbite le funzioni delegate dalle Province in linea anche con il progetto di legge approvato dalla Giunta in relazione al cambiamento delle Province, e questo riguarda i concorsi per nuove farmacie, l'istituzione e la gestione dei dispensari farmaceutici.
Viene ridisciplinata la materia degli orari, la legge stabilisce solo l'orario minimo che è di 38 ore settimanali, non può essere inferiore, e come si dice all'articolo 14, va programmato dai Comuni in modo che venga garantita la più ampia soddisfazione delle esigenze dei cittadini.
Per quanto riguarda le guardie farmaceutiche c'è una differenziazione tra i Comuni sopra i 20.000 abitanti, dove il tutto va garantito all'interno del proprio territorio, ed i Comuni sotto i 20.000 abitanti, dove c'è un ambito intercomunale. La stessa cosa per quanto riguarda le ferie che devono garantire comunque la presenza di un servizio.
Uno dei punti più importanti è quello dell'indennità di residenza o contributo per le farmacie rurali in particolari situazioni. Le farmacie nelle città sono fonte di guadagno, mentre nelle zone rurali sono un servizio poco redditizio, per cui viene prevista, all'articolo 19, un'indennità di residenza. Abbiamo definitivamente chiarito che si fa riferimento non al fatturato che viene drogato dai farmaci distribuiti per conto della struttura, della Regione, ma parliamo del volume d'affari e abbiamo posto il limite a 1.250.000 euro fino a 3.000 abitanti, nel rispetto degli equilibri di bilancio, perché noi dobbiamo tener conto anche delle sempre maggiori restrizioni di bilancio.
L'articolo 20 regolamenta l'indennità aggiuntiva.
In sostanza una legge necessaria che trova grande consenso da tutte le parti, quindi invito il Consiglio ad approvarla. Non ci sono emendamenti.
PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Bugaro.
Giacomo BUGARO. Grazie Presidente. Tecnicamente il relatore di maggioranza ha elencato puntualmente i caposaldi di questa proposta di legge. Ha sottolineato il fatto che c'è una larga condivisione a dimostrazione che il tema non è di carattere politico, ma essenzialmente di carattere tecnico-commerciale.
C'è stato l'adeguamento normativo nazionale, quindi possiamo parlare tranquillamente di una legge quadro, e le Marche regolamentano ogni aspetto della funzionalità e delle funzioni delle farmacie.
C'è stato un confronto importante non solo con Federfarma, ma con tutte le sigle che rappresentano il mondo delle farmacie.
E' vero e confermo che c'è un unanime consenso, una convergenza da parte di tutti i soggetti anche a seguito di alcune limature che sono state apportate in Commissione, quindi il nostro voto è stato un voto favorevole in Commissione che confermiamo anche in Aula perché siamo convinti che dall'approvazione di questo testo, potrà migliorare e ammodernizzarsi, anche in alcuni meccanismi, il servizio delle farmacie che sappiamo essere un presidio importante per la garanzia della salute.
La farmacia svolge un presidio fondamentale anche di supporto al servizio sanitario regionale.
Pensate voi quante funzioni vengono svolte soprattutto nei piccoli centri, nei piccoli paesi, la figura del farmacista, adesso non voglio scantonare, come quella del carabiniere, del parroco e del medico condotto sono da sempre, nella nostra comunità, rappresentative di una realtà.
Tornando alle farmacie queste spesso svolgono anche una supplenza rispetto al Servizio sanitario regionale, qui in Aula abbiamo dei medici che lo possono confermare, quindi un sì consapevole da parte nostra perché siamo convinti che dall'approvazione di questa proposta di legge la Regione e chiaramente i suoi cittadini ne trarranno un beneficio.
Proposta di legge n. 232. La pongo in votazione.
Sull'ordine dei lavori'
PRESIDENTE. Ora andiamo al punto delle nomine, Colleghi le facciamo? Mi sembra che ci fosse l'accordo tra i Capigruppo.
Al punto 6 dell'ordine del giorno abbiamo la nomina di 3 Consiglieri regionali come Revisori del conto dell'Assemblea legislativa, voto limitato ad uno, e la nomina di 3 Consiglieri regionali presso la Commissione per la vigilanza della biblioteca dell'Assemblea. (...) Rinviamo? Come? Abbiamo tempo.
Giancarlo D'ANNA. Possiamo votare la mozione n. 760 senza discussione perché ne abbiamo già parlato.
PRESIDENTE. Mi dicono che possiamo portare tutto alla prossima volta, c'era anche l'accordo tra ...
(Interrompe il Consigliere D'Anna)
PRESIDENTE. Non so cosa dirle, credo che la maggioranza dei colleghi abbia ...
PRESIDENTE. Colleghi viene richiesta la votazione della mozione 760 sulla quale c'è anche una risoluzione a firma del Consigliere Zaffini, se noi vogliamo aprire ...
PRESIDENTE. Uno è come dieci, Consigliere Binci, la risoluzione è così, non è che cambiamo le regole ...
PRESIDENTE. E' una risoluzione..
Roberto ZAFFINI. La mozione si deve votare assolutamente, si era deciso ai Capigruppo non capisco perché ... La risoluzione dopo ...
PRESIDENTE. Si vota prima la mozione n. 760 concernente la tratta ferroviaria Fano-Urbino e poi la risoluzione che ha presentato il Consigliere Zaffini.
Scusate, la mozione è abbinata alla risoluzione, si discute, si vota la mozione e poi la risoluzione.
Consigliere D'Anna mi sembra regolare e lineare.
Mozione n. 760
ad iniziativa dei Consiglieri Cardogna, D'Anna, Solazzi, Binci, Foschi, Bucciarelli
"Richiesta di revoca del decreto ministeriale n. 430 del 15 dicembre 2011 e acquisizione a titolo gratuito della tratta ferroviaria Fano-Urbino da parte della Regione Marche"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la mozione n. 760 dei Consiglieri Cardogna, D'Anna, Solazzi, Binci, Foschi, Bucciarelli.
Prima viene messa in votazione la mozione poi c'è una proposta di risoluzione. Per regolamento siamo chiamati a votare prima la mozione e poi la risoluzione a firma del Consigliere Zaffini.
C'è qualcuno che vuole chiedere la parola? No, va bene.
Mozione n. 760. La pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Zaffini, D'Anna, Foschi.
Favorevoli: Binci, Brini, Bucciarelli, Bugaro, Camela, Cardogna, Carloni, Ciriaci, D'Anna, Eusebi, Foschi, Latini, Marangoni, Marinelli, Natali, Romagnoli, Solazzi, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Canzian, Giannini, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Ricci.
PRESIDENTE. E' un risultato davvero ragguardevole
PRESIDENTE: Sono uscito anch'io un attimo dalla ritualità applaudendo, ma effettivamente è un bel risultato.
Roberto ZAFFINI. A questo punto dato che non ho creato confusione ...
PRESIDENTE. Assessore Viventi c'è qualche problema? Chiede la parola?
Prego Consigliere Zaffini.
Roberto ZAFFINI. Dopo il voto che abbiamo dato quasi all'unanimità contro la dismissione della linea ferroviaria Fano-Urbino, questa risoluzione è ancora più legittimata in quanto chiede che venga modificato il paragrafo 3.4.6 del Piano delle infrastrutture, del trasporto e della logistica delle Marche che presenta alcuni errori madornali, come dove si dichiara che Trenitalia ha dismesso la ferrovia, non è così, chi dismette la ferrovia è il Ministero.
Senza dilungarmi, questa risoluzione prende lo slancio dalla mozione per rivedere completamente questo paragrafo anche alla luce di questo voto che è estremamente importante per tutta la nostra comunità perché dà importanza ad una lotta che da anni si svolge sul territorio, non solo come battaglia del cuore, ma anche come una battaglia che ha dei lati molto concreti. Grazie.
Paolo EUSEBI. Grazie Presidente, sarò velocissimo. Non voglio votare contro una cosa per principio, perché l'ha presentata il Consigliere Zaffini, ma non sono in condizione, così velocemente, di decidere come votare, quindi personalmente chiederei di rinviarla alla prossima volta, se il collega Zaffini acconsente, altrimenti non sono in grado e non partecipo alla votazione.
PRESIDENTE. Questo è nella facoltà del proponente. Il proponente può dire di ritirare questa risoluzione e di presentarla per un prossimo Consiglio. Può valutare il Consigliere anche in base, mi pare, ad una richiesta di approfondimento non pregiudiziale, che forse è anche di qualcun altro.
Roberto ZAFFINI. Sono assolutamente disposto, solo che cosa diventa una mozione? Perché una risoluzione è legata ad un atto, se faccio una mozione deve essere mantenuta la promessa che verrà discussa ...
PRESIDENTE. C'è sempre un patto fra gentiluomini credo. Cè la richiesta da parte di qualche Consigliere di un approfondimento, se la prossima settimana ripresenta la mozione ci prendiamo l'impegno di farla salire per discuterla.
Roberto ZAFFINI. Anche perché, ripeto, ci sono degli errori in un Piano infrastrutturale che non fanno fare bella figura alla Regione.
PRESIDENTE. Guardi tecnicamente convengo un po' con quanto ha detto lei rispetto ad alcuni errori e con quanto ha detto il Consigliere Eusebi e, forse, proprio perché si denunciano questi errori vale la pena di approfondire un attimo la questione.
Credo di poter dire che se lei ritira la risoluzione, l'impegno della Presidenza è di portarla in discussione appena lei ce lo richiede.
Roberto ZAFFINI. La ritiro e la porterò in Aula la prossima settimana.
PRESIDENTE. Credo che la richiesta sia legittima.
Roberto ZAFFINI. La ritiro.
PRESIDENTE. Va bene, grazie, Consigliere Zaffini,
Con questo si chiude la seduta, buon pomeriggio a tutti voi, ci vediamo martedì prossimo, nonostante sia martedì grasso il Consiglio regionale si terrà egualmente.
Qualcuno mi dice che non sembra poco, se poi qualche Consigliere vuole allietare l'Assemblea con prodotti tipici marchigiani inerenti il carnevale non ci sarà un divieto da parte dell'Ufficio di Presidenza, questo naturalmente anche in preparazione dell'Expo. Grazie

References: Articolo 1
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Articolo 25

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Articolo 35

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