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L'Agenda di OggiPA
Partita dal 6 giugno la fatturazione elettronica verso la P.A.
Dott. Daniele Perugini Area Management Pubblico ed E-Government Con la legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (legge finanziaria per il 2008, successivamente modificata ed integrata) è stato inserito nel nostro ordinamento – in recepimento di direttive comunitarie – l’obbligo della fatturazione elettronica, prevedendo peraltro che la trasmissione di tale documentazione fiscale avvenga attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall'Agenzia delle Entrate, in grado di effettuare controlli sui file ricevuti ed inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatarie.
Leggi tutto... La Rubrica dell'Avv. Carmine Podda - Edizione del 30 Luglio 2014
Referenze bancarie e comprova della capacità economica e finanziaria
La stazione appaltante è titolare di un’ampia discrezionalità, nella specie esercitata in modo ragionevole, in ordine all’individuazione della documentazione da produrre al fine della comprova della capacità economica e finanziaria dei concorrenti, potendo in tal senso prevedere nel bando l’acquisizione di “uno o più” dei “documenti” anzidetti, senza dunque che la produzione da parte del concorrente dei bilanci e del fatturato globale degli anni di riferimento possa surrogare la richiesta delle referenze bancarie contemplata dalla lex specialis. La produzione di tali referenze non può neppure essere surrogata dal ben diverso istituto della cauzione provvisoria di cui all’art. 75 del D.L.vo 163 del 2006, il quale disciplina la prestazione di una garanzia chiesta, per ragioni contingenti, al concorrente, ma non concorre ad individuare gli elementi - per così dire - “storici” della sua capacità economico-finanziaria… Le referenze bancarie assolvono pertanto alla funzione di determinare in concreto la capacità economica e finanziaria delle imprese concorrenti, essendo infatti del tutto assodato il non limitato potere discrezionale delle pubbliche amministrazioni nel fissare i requisiti di partecipazione a una gara per l’aggiudicazione di lavori, servizi o forniture (Cons. Stato, Sez. VI, 22 maggio 2006, n. 2959). L’espressione “idonee referenze bancarie”, ove riportata nei bandi di gara pubblica senza ulteriori precisazioni, deve essere interpretata dagli istituti bancari nel senso, anche lessicalmente corretto, che essi devono riferire sulla qualità dei rapporti in atto con le società, per le quali le referenze sono richieste, quali la correttezza e la puntualità di queste nell’adempimento degli impegni assunti con l’istituto, l’assenza di situazioni passive con lo stesso istituto o con altri soggetti, sempre che tali situazioni siano desumibili dai movimenti bancari o da altre informazioni in loro possesso (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 23 giugno 2008, n. 3108).
Irregolarità insanabile in caso di mancata allegazione di una dichiarazione prevista a pena di esclusione
Nelle gare pubbliche, la mancata allegazione di un documento o di una dichiarazione previsti a pena di esclusione non può essere considerata alla stregua di un’irregolarità sanabile, in applicazione del cd. “dovere di soccorso” di cui all’art. 46 del D.L.vo 163 del 2006 e che, non ne è permessa l’integrazione o la regolarizzazione postuma, non trattandosi di rimediare a vizi puramente formali: ciò tanto più quando non sussistano equivoci o incertezze generati dall'ambiguità di clausole del bando di gara, potendosi al più ammettersi in tale contesto l’integrazione solo quando i vizi sono chiaramente imputabili ad errore materiale, e – per l’appunto - sempre che riguardino dichiarazioni o documenti non richiesti a pena di esclusione, non essendo, in quest’ultima ipotesi, consentita la sanatoria o l’integrazione postuma, che si tradurrebbe in una violazione dei termini massimi di presentazione dell’offerta e, in definitiva, in una violazione del principio di parità delle parti, che deve presiedere ogni procedura ad evidenza pubblica (cfr. sul punto le argomentazioni di Cons. Stato, Ad. plen., n. 9 del 2014).
Differenza tra informativa antimafia tipica ed atipica. Effetti interdittivi della informativa antimafia atipica
La differenza tra l’informativa tipica e quella atipica non sta nella natura o nell’intensità degli elementi posti a base della valutazione prefettizia circa la permeabilità dell’impresa a condizionamenti mafiosi, bensì nella cogenza degli effetti scaturenti dall’una o dall’altra, giacché la prima vincola la stazione appaltante a interrompere il rapporto con l’impresa e la seconda lascia ad una valutazione discrezionale della stazione l’opportunità di mantenerlo…. L’informativa antimafia c.d. atipica, a differenza di quella c.d. tipica, non ha carattere (direttamente) interdittivo, ma consente alla stazione appaltante l’attivazione di una valutazione discrezionale in ordine all’avvio o al prosieguo dei rapporti contrattuali, alla luce dell’idoneità morale del partecipante alla gara di assumere la posizione di contraente con la pubblica amministrazione, sicché la sua efficacia interdittiva può eventualmente scaturire soltanto da una valutazione autonoma e discrezionale dell’Amministrazione destinataria. (..) In sostanza l’informativa antimafia atipica, ancorché non sia priva di effetti nei confronti delle Amministrazioni, non ne comprime integralmente le capacità di apprezzamento, con la conseguenza che i provvedimenti di mantenimento o di risoluzione del rapporto devono essere comunque il frutto di una scelta motivata della stazione appaltante (Cons. St., sez. III, 12.9.2013, n. 4511).
TAR Campania Napoli sez. I 2/7/2014 n. 3621
Tassatività delle cause di esclusione e certificazione di qualità aziendale Il nuovo disposto dell’art. 46 coma 1 – bis d. lgs. 163/06 ha introdotto il principio della tassatività delle clausole di esclusione, limitando la discrezionalità delle stazioni appaltanti in tal senso. Non rientrando l’ipotesi in questione tra i casi tassativi in cui è possibile comminare l’esclusione, la ricorrente non poteva comunque essere esclusa. Va premesso che in materia di servizi e forniture, nell'assenza di un sistema accreditato di qualificazione (che, viceversa, per gli appalti di lavori pubblici è rimesso alle SOA, cui compete anche l'attestazione del possesso della certificazione di qualità aziendale), l'art. 43, d.lgs. n. 163 del 2006 stabilisce che le stazioni appaltanti, qualora richiedano la presentazione di certificazione di qualità aziendale rilasciata da organismi indipendenti, fanno riferimento ai sistemi di assicurazione della qualità basati su una serie di norme europee in materia e certificati di organismi conformi alle norme europee relative alla certificazione; in ogni caso, le stazioni appaltanti riconoscono i certificati equivalenti rilasciati da organismi stabiliti in altri Stati membri ed ammettono parimenti altre prove relative all'impiego di misure equivalenti di garanzia della qualità prodotte dagli operatori economici. Si tratta di una norma che, nell’ammettere la produzione in gara di “certificati equivalenti” e di “altre prove relative all’impiego di misure equivalenti di garanzia”, codifica principi di carattere generale, essendo finalizzata a favorire la più ampia partecipazione degli operatori economici alla gare pubbliche in condizioni di parità e di non discriminazione, oltre che a garantire la ragionevolezza e la proporzionalità dei requisiti soggettivi di partecipazione. Ciò determina la conseguenza che, pur essendo il possesso del requisito elemento essenziale, è illegittima la clausola che ne prevede la certificazione sin dal momento della presentazione della domanda a pena di esclusione, esulando tale prescrizione in via escludente dagli elementi indicati dal citato art. 46 come recentemente novellato. La tassatività delle ipotesi di esclusione, infatti, assurge ormai a principio generale relativo ai contratti pubblici e costituisce specificazione del principio di proporzionalità. In altri termini, l’esclusione e la presupposta clausola della lex specialis di gara (ritualmente impugnata) sono illegittime, per violazione dell’art. 46, comma 1-bis), del Codice, giacché la presentazione della certificazione di qualità, in originale o in copia autentica, costituisce un adempimento formale non essenziale e non previsto da alcuna norma di legge o regolamento; nella specie avendo la ricorrente peraltro fornito un principio di prova del possesso anche con riferimento alla sussistenza dell’accreditamento per il settore in questione, la stazione appaltante avrebbe dovuto consentirle di integrare la documentazione allegata all’offerta, ai sensi dell’art. 46, primo comma, del Codice; (TAR Puglia, Bari, sez. I, 23 febbraio 2012 n. 371).
Consiglio di Stato sez. III 2/7/2014 n. 3329
Gestione informatizzata delle procedure di gara ed ipotesi di esclusione di offerte illeggibili La gestione totalmente informatizzata dei flussi di notizie e di atti tra le imprese partecipanti e la stazione appaltante risponde a ragioni evidenti ed in sé non discriminatorie di semplificazione e di più agevole comodità per le imprese stesse, certo meglio che non il mero uso del servizio postale … Donde sia l'esigibilità, per dette imprese, d'una peculiare diligenza nella trasmissione degli atti di gara, compensata dalla possibilità d'uso diretto della loro postazione informatica; sia la correlata impossibilità di predicare l'accollo in capo alla stazione appaltante dei rischi derivanti dall'uso del modello informatico e, quindi, tutte le cause di illeggibilità del file non dipendente palesemente da colpa dell'impresa partecipante, a tutto concedere vigendo anche in questo caso le ordinarie regole di suddivisione della responsabilità per attività rischiose … Nel caso in esame la gestione interamente informatizzata della procedura di gara ben può implicare l'esclusione dalla gara della domanda che risulti illeggibile per un guasto non dei comandi di trasmissione, ma dell'originazione del relativo file. Come s'è detto, questa è una regola posta a tutela della quanto più ragionevolmente rapida e sicura gestione dei flussi di informazioni sulla partecipazione alla gara, che risponde ad un particolare interesse pubblico generale (e non solo della P.A. appaltante) di certezza, speditezza e trasparenza ed è posta a garanzia altresì della par condicio dei concorrenti (cfr. Cons. St., V, 5 agosto 2011 n. 4713; id., 10 gennaio 2013 n. 89). Sicché, i criteri ermeneutici del favor partecipationis, di adeguatezza, di proporzionalità e di non aggravamento della procedura di gara tornano ad avere quella loro natura sussidiaria per l'interprete e recedono rispetto alle regole certe ed univoche della lex specialis che dalla norma primaria direttamente ripetono la loro validità (arg. ex Cons. St., V, 2 febbraio 2012 n. 546).
Quesiti e Risposte - Edizione del 16 Settembre 2014
IL FINANZIAMENTO DELLE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Si possono utilizzare i resti delle cessazioni del 2010 non utilizzate per nuove assunzioni per finanziare quelle del 2014
Sulla base delle previsioni dettate dal DL n. 90/2014, per come convertito dalla legge n. 114/2014, le amministrazioni locali possono utilizzare per finanziare le nuove assunzioni i risparmi derivanti dalle cessazioni non utilizzate a questo fine e che sono intervenute nell’ultimo triennio, quindi negli anni 2011, 2012 e 2013. Nel conteggiare questi risparmi occorre utilizzare i tetti che erano dati dalla legislazione vigente nell’anno
IL TETTO ALLA SPESA DEL PERSONALE
Nell’anno 2014 si può legittimamente superare il tetto alla spesa del personale dell’anno 2013 negli enti soggetti al patto di stabilità senza essere sanzionati con il divieto di effettuare assunzioni di personale?
Dal 2014 il tetto alla spesa del personale che gli enti locali soggetti al patto di stabilità non devono superare non è più fissato, in modo di fatto progressivo, nella spesa sostenuta a tale titolo nell’anno immediatamente precedente. Tale tetto viene ancorato in modo costante alla spesa media del personale del triennio 2011/2013.
I COMPENSI PER I RESPONSABILI DEGLI UFFICI TECNICI
Un dipendente di categoria D nominato come responsabile dell’ufficio tecnico in un comune sprovvisto di dirigenti può continuare a percepire i compensi per la realizzazione di opere pubbliche?
La esclusione dei dirigenti stabilita dal DL n. 90/2014 per come convertito dalla legge n. 114 dalla possibilità di ricevere le incentivazioni per la realizzazione di opere pubbliche non si estende ai responsabili titolari di posizione organizzativa negli enti privi di dirigenti. Il legislatore infatti esclude in modo preciso e formale unicamente i dirigenti e non anche coloro che svolgono compiti dirigenziali negli enti sprovvisti di dirigenti.
L'Agenda di OggiPA L’Ente Locale paga la tassa di concessione sui telefoni cellulari (Corte di Cassazione – Sentenza 2 Maggio 2014, n. 9560).
Con la segnalata sentenza la Corte di Cassazione nel mentre conferma la debenza,in generale, della tassa di concessione governativa dovuta sui telefonini,sgombrando quindi il campo da ogni dubbio di intervenuta abrogazione,in quanto,seppur l’uso dei terminali radiomobili di comunicazione non trovano disciplina nel codice delle comunicazioni e pur vero che la debenza della tassa di concessione in parola si fonda sulla disposizione dell’art. 160 del Codice delle comunicazioni elettroniche così come autenticamente interpretato dall’art. l’art. 2, comma 4, del d.l. 24 gennaio 2014, n. 4. Inoltre la Suprema Corte conferma che anche gli Enti locali dono tenuti al pagamento della tassa di concessione non godendo delle esenzioni previste per le amministrazioni dello Stato
Leggi il testo della Sentenza (fonte Corte di Cassazione)
Notifiche atti tributari - Legittima la notifica nel domicilio fiscale (Corte di Cassazione - Sesta Sezione Civile Tributaria - Ordinanza 16 Giugno 2014 n°13614).
Con la sentenza segnalata la Corte di Cassazione conferma quanto previsto dall’art.60 del DPR.600/73 in tema di notifiche tributarie.La notifica dell’atto và eseguita nel domicilio fiscale del contribuente.E’ fatto carico allo stesso,o in sede di dichiarazione annuale ovvero durante l’anno,attraverso comunicazione spedita con raccomandata AR di comunicare all’Ente impositore il cambio di domicilio o una diversa domiciliazione. Il messo nell’ambito del territorio comunale del domicilio fiscale noto,prima di procedere alla notificazione per irreperibilità ( ex 140cpc),dovrà comunque effettuare le opportune ricerche anagrafiche,per individuare un eventuale cambio di residenza nell’ambito comunale. Se le ricerche danno esito negativo,legittimamente procede alla notifica presso il domicilio fiscale noto come comunicato dall’Ente impositore richiedente. A nulla vale la lagnanza del contribuente di avere cambiato domicilio se non si è attivato a comunicare la variazione,nei tempi previsti dal su richiamato art.60.
Esenzione TARSU - E’ rilevante la destinazione del bene (Corte di Cassazione – Sentenza 6 Giugno 2014, N. 12777).
Con la sentenza segnalata la Corte di Cassazione afferma che l’imponibilità della TARSU è necessariamente correlata al tipo di uso dei locali tassato e dalla destinazione degli stessi,indipendentemente dalla natura del soggetto che li detiene e ne fa uso.
Leggi il testo della sentenza (fonte entionline.it)
La legge di Stabilità 2013 e gli espropri: siamo davvero sicuri che siano impedite le procedure espropriative come ritiene la Corte dei Conti della Liguria?
La legge di Stabilità 2013 introduce, per l’anno in corso, delle limitazioni oggettive alle acquisizioni di immobili dalle PA. La stessa disposizione contrae anche la possibilità di acquisizioni per l’anno 2014, limitate, dal punto di vista oggettivo, dalla necessaria presenza di due condizioni, entrambe da attestare, con proprio atto motivato, dal responsabile del procedimento: la indispensabilità e la indilazionabilità dell’acquisto. Il testo della legge[1] non fa alcun riferimento esplicito alle acquisizioni per mezzo dello strumento coercitivo principe in mano alle pubbliche amministrazioni, ossia alle procedure espropriative regolate dal d.P.R. n.327/01. Eppure, nonostante la mancata indicazione delle procedure espropriative quale oggetto della legge e nonostante il riferimento, più o meno esplicito, agli acquisti iure privatorum della PA, che sembrerebbero essere il vero obiettivo della legge di Stabilità, si registra un primo, ed autorevole, intervento interpretativo della norma che vorrebbe ricomprendere anche gli espropri all’interno del testo della legge. In particolare ad offrire una interpretazione di tal fatta è la Corte dei Conti della Liguria la quale, con deliberazione n.9 dello scorso 25 gennaio, ha ritenuto che oggetto del divieto previsto dalla legge di stabilità 2013 siano anche le procedure ablative, tra l’altro, incidentalmente considerate dai Giudici Contabili, uno strumento non più efficace. A dispetto dell’autorevole intervento, ritengo che la legge di stabilità in questione non possa interessare le procedure espropriative ma vada limitata ai soli acquisti iure privatorum della PA. Non si pensi che tale lettura sia dettata dall’affetto che, dopo anni di studio ed approfondimento, mi lega alla materia espropriativa o, meno nobilmente, per motivi di ordine professionale costituendo, gli espropri, buona fetta dell’impegno lavorativo quotidiano del sottoscritto; invero non posso non constatare che nessuna indicazione certa proviene dalla legge di stabilità relativamente agli espropri, al contrario essendo presenti chiari riferimenti di segno opposto. Anzitutto, nel testo di legge, si parla di prezzo che, invero, non è propriamente l’oggetto delle procedure espropriative; per quest’ultime, infatti, addirittura i nostri padri costituenti già con l’art.42 della costituzione ci insegnavano che si deve parlare di indennizzo…. La mancanza del richiamo agli espropri, allora, in uno con l’assenza del riferimento, benché minimo, all’indennizzo, ed, al contrario, la presenza del termine prezzo, mi farebbero pensare ad una voluntas legis orientata ai soli acquisti iure privatorum della PA che per l’anno in corso sarebbero eclatantemente impediti e per l’anno 2014 condizionati ai due requisiti oggettivi della indilazionabilità e della indispensabilità. Altro indizio che mi porta ad escludere che le limitazioni della legge di stabilità 2013 tocchino anche gli espropri è il rinvio alla necessaria stima sulla adeguatezza del prezzo di acquisto di immobili che, nell’anno 2014, dovrebbe porre in essere l’Agenzia del Demanio. Invero quest’ultima non viene affatto interessata nelle procedure espropriative pertanto tale dato, a ben ragionare, potrebbe costituire un limite alla generalizzata applicazione agli espropri della nuova disposizione normativa. Ultima, ma solo in una ipotetica scaletta, è la palese contraddizione nella quale il legislatore nazionale sarebbe incorso qualora avesse voluto includere gli espropri nella limitazione sancita dalla legge di stabilità 2013. Difatti, l’art.1, comma 138 della legge 228/12 introduce le disposizioni richiamate all’interno del d.l. 98/2011, ossia in quel testo di legge che già all’art.34, in vigore dal 6 luglio 2011, prevedeva una norma (il nuovo artt.42-bis del d.P.R. n.327/01 – testo unico sugli espropri) diretta a garantire acquisizioni per le PA, seppure collegate a pregresse occupazioni illegittime. Ebbene, diventa difficile immaginare che in uno stesso testo di legge il legislatore abbia, da un lato, introdotto un meccanismo, nuovo, di acquisizioni di immobili, e dall’altro escluso, per l’anno in corso e per il 2014, la possibilità di procedere con gli espropri. Se le predette osservazioni hanno un senso, ritengo, allora, che sia ben difficile, nonostante l’autorevole contrario parere della Corte dei Conti della Liguria, ritenere che anche le procedure espropriative costituiscano oggetto dei limiti introdotti dalla legge di stabilità. Così come per i modi di acquisto di immobili a titolo gratuito (usucapione, acquisizioni di immobili abusivi non demoliti, acquisizioni di strade secondo le previsioni della legge n.448/98 e dei beni di uso pubblico secondo la legge n.410/01, atti di liberalità), anche per le procedure espropriative che, anche se comportano un esborso di un indennizzo per l’acquisizione, riterrei che si debba ritenere che la legge di stabilità non vada applicata nella sua interezza. Una prima conclusione, allora: sulla legge di stabilità 2013 ci sono forti dubbi interpretativi che possano ritenersi incluse le procedure espropriative.
Alle prossime puntate per le conseguenze operative della scelta tra l’opzione dettata dalla Corte dei Conti della Liguria e quella che, in maniera assolutamente personale e senza pretesa di assoluta correttezza, mi sono sentito di suggerire, col presente contributo, agli amici di OggiPa. 1: E’ appena il caso di richiamare, di seguito, quanto previsto dall’art.1, comma 138, della legge n.228/12 (di stabilità): “ 138. All'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:«1-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2014 nel caso di operazioni di acquisto di immobili, ferma restando la verifica del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, l'emanazione del decreto previsto dal comma 1 è effettuata anche sulla base della documentata indispensabilità e indilazionabilità attestata dal responsabile del procedimento. La congruità del prezzo è attestata dall'Agenzia del demanio, previo rimborso delle spese fatto salvo quanto previsto dal contratto di servizi stipulato ai sensi dell'articolo 59 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma.1-ter. A decorrere dal 1º gennaio 2014 al fine di pervenire a risparmi di spesa ulteriori rispetto a quelli previsti dal patto di stabilità interno, gli enti territoriali e gli enti del Servizio sanitario nazionale effettuano operazioni di acquisto di immobili solo ove ne siano comprovate documentalmente l'indispensabilità e l'indilazionabilità attestate dal responsabile del procedimento. La congruità del prezzo è attestata dall'Agenzia del demanio, previo rimborso delle spese. Delle predette operazioni è data preventiva notizia, con l'indicazione del soggetto alienante e del prezzo pattuito, nel sito internet istituzionale dell'ente.1-quater. Per l'anno 2013 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, nonché le autorità indipendenti, ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), non possono acquistare immobili a titolo oneroso né stipulare contratti di locazione passiva salvo che si tratti di rinnovi di contratti, ovvero la locazione sia stipulata per acquisire, a condizioni più vantaggiose, la disponibilità di locali in sostituzione di immobili dismessi ovvero per continuare ad avere la disponibilità di immobili venduti. Sono esclusi gli enti previdenziali pubblici e privati, per i quali restano ferme le disposizioni di cui ai commi 4 e 15 dell'articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Sono fatte salve, altresì, le operazioni di acquisto di immobili già autorizzate con il decreto previsto dal comma 1, in data antecedente a quella di entrata in vigore del presente decreto.1-quinquies. Sono fatte salve dalle disposizioni recate dai commi 1-ter e 1-quater, ferme restando la verifica del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica e le finalità di contenimento della spesa pubblica, le operazioni di acquisto destinate a soddisfare le esigenze allocative in materia di edilizia residenziale pubblica.1-sexies. Sono fatte salve dalle disposizioni recate dal comma 1-quater le operazioni di acquisto previste in attuazione di programmi e piani concernenti interventi Speciali realizzati al fine di promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale, di rimuovere gli squilibri economici, sociali, istituzionali e amministrativi del Paese e di favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona in conformità al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione e finanziati con risorse aggiuntive ai sensi del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88».
L’esercizio del diritto di recesso dal contratto preesistente in presenza di convenzione Consip economicamente più conveniente (ai sensi dell’ art. 1, comma 13 della legge 135/2012) e specificazione dei compiti del RUP nella riflessione della Corte dei Co
Il cambio di residenza: la verifica delle condizioni igienico sanitarie
ll permesso di soggiorno per motivi di lavoro
Emanato il DPR che blocca la contrattazione e gli automatismi stipendiali dei dipendenti pubblici
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Redazione: Dott. Claudio Gagliano
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References: art. 46
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art.60
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
e contrario
 art. 1