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Timestamp: 2019-03-20 14:02:33+00:00

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Lexview - Dettaglio Legge regionale 9 marzo 2001, n. 8
L.R. n. 8/2001
1Articolo 4 bis aggiunto da art. 174, comma 1, L. R. 17/2010
2Articolo 4 ter aggiunto da art. 7, comma 11, L. R. 18/2011
c) esprime parere sui progetti obiettivo regionali di carattere sociosanitario;
d) esprime parere sulle linee annuali di gestione di cui all'articolo 12, comma 2, della legge regionale 49/1996;
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 23, L. R. 3/2002
2Parole aggiunte al comma 5 da art. 12, comma 13, L. R. 13/2002
3Articolo sostituito da art. 4, comma 1, L. R. 23/2004
4Vedi la disciplina transitoria del comma 6, stabilita da art. 20, comma 3, L. R. 23/2004
5Parole sostituite al comma 5 da art. 17, comma 1, L. R. 21/2005
6Parole soppresse al comma 7 da art. 63, comma 1, L. R. 6/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
7Parole sostituite al comma 7 da art. 14, comma 1, L. R. 19/2006
8Lettera b) del comma 1 abrogata da art. 10, comma 18, lettera a), L. R. 12/2009
9Parole soppresse alla lettera c) del comma 1 da art. 10, comma 18, lettera b), L. R. 12/2009
10Comma 5 sostituito da art. 10, comma 18, lettera c), L. R. 12/2009
11Lettera a) del comma 7 sostituita da art. 10, comma 18, lettera d), L. R. 12/2009
12Lettera c) del comma 7 sostituita da art. 10, comma 18, lettera e), L. R. 12/2009
13Lettera d) del comma 7 sostituita da art. 10, comma 18, lettera f), L. R. 12/2009
14Lettera e) del comma 7 abrogata da art. 10, comma 18, lettera g), L. R. 12/2009
15Lettera h) del comma 7 abrogata da art. 10, comma 18, lettera g), L. R. 12/2009
16Comma 9 sostituito da art. 10, comma 18, lettera h), L. R. 12/2009
17Comma 10 abrogato da art. 10, comma 18, lettera i), L. R. 12/2009
18Comma 11 abrogato da art. 10, comma 18, lettera i), L. R. 12/2009
19Comma 12 abrogato da art. 10, comma 18, lettera i), L. R. 12/2009
20Parole sostituite alla lettera c) del comma 1 da art. 7, comma 9, lettera a), L. R. 18/2011
21Parole soppresse alla lettera d) del comma 7 da art. 7, comma 9, lettera b), L. R. 18/2011
22Lettera d bis) del comma 7 aggiunta da art. 7, comma 9, lettera c), L. R. 18/2011
23Parole sostituite al comma 8 da art. 7, comma 9, lettera d), L. R. 18/2011
24Comma 9 bis aggiunto da art. 7, comma 9, lettera e), L. R. 18/2011
25Comma 9 ter aggiunto da art. 7, comma 9, lettera e), L. R. 18/2011
26Parole sostituite alla lettera l) del comma 7 da art. 8, comma 9, L. R. 6/2013
27Integrata la disciplina del comma 7 da art. 2, comma 3, lettera e), L. R. 20/2013, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 21, comma 1, L. R. 12/2015
28Comma 1 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
29Comma 2 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
30Comma 3 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
31Comma 4 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
32Comma 5 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
33Comma 6 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
34Lettera a) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
35Lettera b) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015 , a decorrere dall'entrata in vigore della normativa regionale di adeguamento alle previsioni di cui all'art. 16 della medesima L.R. 12/2015 delle disposizioni relative alle funzioni già in capo alla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale.
36Lettera c) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015 , a decorrere dall'entrata in vigore della normativa regionale di adeguamento alle previsioni di cui all'art. 16 della medesima L.R. 12/2015 delle disposizioni relative alle funzioni già in capo alla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale.
37Lettera d) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015 , a decorrere dall'entrata in vigore della normativa regionale di adeguamento alle previsioni di cui all'art. 16 della medesima L.R. 12/2015 delle disposizioni relative alle funzioni già in capo alla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale.
38Lettera d bis) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
39Lettera f) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015 , a decorrere dall'entrata in vigore della normativa regionale di adeguamento alle previsioni di cui all'art. 16 della medesima L.R. 12/2015 delle disposizioni relative alle funzioni già in capo alla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale.
40Lettera g) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
41Lettera i) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
42Lettera l) del comma 7 abrogata da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
43Comma 8 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
44Comma 9 abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
45Comma 9 bis abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
46Comma 9 ter abrogato da art. 43, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
47Lettera f) del comma 7 abrogata da art. 5, comma 6, L. R. 33/2015 . Pertanto l'efficacia differita dell'abrogazione della lettera f) medesima disposta all'art. 16, c. 5, L.R. 12/2015 non ha più effetto.
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, con atto di indirizzo e coordinamento, stabilisce i principi e i criteri per l'adozione, da parte delle Aziende sanitarie regionali, dell'atto aziendale di cui all'articolo 3, comma 1 bis, del decreto legislativo 502/1992, come inserito dall'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 229/1999 e modificato dall'articolo 1 del decreto legislativo 168/2000.
1Comma 2 sostituito da art. 12, comma 13, L. R. 13/2002 a decorrere dall'1 gennaio 2003.
2Comma 3 abrogato da art. 12, comma 13, L. R. 13/2002 a decorrere dall'1 gennaio 2003.
3Comma 2 sostituito da art. 19, comma 1, L. R. 23/2004
4Articolo abrogato da art. 8, comma 11, L. R. 6/2013
1Parole aggiunte al comma 3 da art. 12, comma 13, L. R. 13/2002 , fatti salvi i provvedimenti adottati sulla base della normativa regionale previgente, ai sensi del medesimo articolo 8, comma 40.
2Parole aggiunte al comma 3 da art. 19, comma 2, L. R. 23/2004
3Comma 3 bis aggiunto da art. 19, comma 2, L. R. 23/2004
4Articolo abrogato da art. 56, comma 1, lettera p), L. R. 17/2014
(Sanzioni amministrative in materia di esercizio delle attività sanitarie)
1. Ferma restando la responsabilità penale e le sanzioni amministrative per l'inosservanza di altre norme statali o regionali, la violazione delle disposizioni in materia di autorizzazione relativa all'esercizio delle attività sanitarie è punita con le sanzioni amministrative di seguito determinate.
2. L'esercizio dell'attività sanitaria in assenza dell'autorizzazione, nonché l'erogazione delle prestazioni sanitarie per le quali non è stata ottenuta la prescritta autorizzazione comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 20.000 euro. Si considera senza autorizzazione anche l'attività esercitata durante il periodo di sospensione dell'attività.
3. L'inosservanza di uno o più requisiti stabiliti dalle deliberazioni della Giunta regionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), il mancato mantenimento di uno o più requisiti stabiliti dalle medesime deliberazioni o la violazione delle prescrizioni contenute nell'atto di autorizzazione rilasciato dalla competente Azienda per i servizi sanitari, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 1.000 euro a 10.000 euro.
4. La mancata ottemperanza all'obbligo di adeguamento a nuovi requisiti introdotti da successive deliberazioni, anche con riferimento ai tempi fissati dall'Azienda per i servizi sanitari per la realizzazione degli adeguamenti, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 1.000 euro a 10.000 euro. La mancata ottemperanza all'obbligo di adeguamento comporta la revoca dell'autorizzazione.
5. Nelle fattispecie di cui al comma 3, in aggiunta alla sanzione amministrativa pecuniaria è disposta la sospensione dell'autorizzazione da un minimo di sette giorni a un massimo di sessanta giorni. Il soggetto competente alla determinazione e all'irrogazione della sanzione prescrive, con il provvedimento che dispone la sospensione, l'obbligo di adeguamento alle carenze riscontrate. La mancata ottemperanza all'obbligo di adeguamento comporta la revoca dell'autorizzazione.
6. Qualora nella fattispecie di cui al comma 3 l'inosservanza o il mancato mantenimento di uno o più requisiti sia tale da determinare un grave rischio per la salute dei cittadini, in aggiunta alla sanzione amministrativa pecuniaria è disposta la sospensione dell'autorizzazione da un minimo di sessanta giorni a un massimo di centottanta giorni. Il soggetto competente alla determinazione e all'irrogazione della sanzione prescrive, con il provvedimento che dispone la sospensione, l'obbligo di adeguamento alle carenze riscontrate. La mancata ottemperanza all'obbligo di adeguamento comporta la revoca dell'autorizzazione.
7. Nelle strutture che erogano prestazioni in diverse branche specialistiche, o la cui configurazione organizzativa preveda più sedi operative, la sospensione potrà riguardare, in relazione al tipo di requisito mancante, generale o specifico, tutta la struttura, una o più branche specialistiche, una o più sedi operative.
8. Il mancato invio, con gli strumenti espressamente individuati, delle comunicazioni, della documentazione, delle certificazioni o dei flussi informativi previsti dalla normativa vigente, ivi compresa l'omessa comunicazione del trasferimento della titolarità della struttura, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro.
9. In caso di recidiva, le sanzioni previste dal presente articolo sono aumentate fino alla metà. Nelle fattispecie di cui ai commi 5 e 6 è, altresì, disposta la sospensione nei tempi ivi previsti. Per la fattispecie di cui al comma 8 il soggetto competente a irrogare la sanzione può disporre in aggiunta la sospensione dell'attività da un minimo di cinque giorni a un massimo di venti giorni.
10. Ai fini del comma 9 sussiste recidiva qualora nel corso del biennio successivo alla commissione di una violazione amministrativa, accertata con provvedimento esecutivo, lo stesso soggetto commette una violazione della medesima indole. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse che, per la natura dei fatti che le costituiscono o per le modalità della condotta, presentano una sostanziale omogeneità o caratteri fondamentali comuni.
11. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria è revocata nei seguenti casi:
a) mancata ottemperanza all'obbligo di adeguamento di cui ai commi 4, 5 e 6;
d) accertata chiusura o inattività della struttura per un periodo superiore a centottanta giorni, salvo il caso di temporanea e motivata sospensione di una o più attività autorizzate preventivamente comunicata alla competente azienda per i servizi sanitari.
12. All'irrogazione delle sanzioni amministrative disposte dal presente articolo provvedono le Aziende per i servizi sanitari competenti per territorio che ne introitano i relativi proventi.
1Articolo aggiunto da art. 174, comma 1, L. R. 17/2010
(Sanzioni amministrative in materia di esercizio delle attività sociosanitarie)
1. Ferma restando la responsabilità penale e le sanzioni amministrative per l'inosservanza di altre norme statali o regionali, la violazione delle disposizioni relative all'esercizio delle attività sociosanitarie è punita con le sanzioni amministrative di seguito determinate.
2. L'esercizio dell'attività sociosanitaria in assenza dell'autorizzazione, nonché l'erogazione delle prestazioni sociosanitarie per le quali non è stata ottenuta la prescritta autorizzazione comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 20.000 euro.
3. L'inosservanza di uno o più requisiti previsti per l'esercizio delle attività sociosanitarie o la violazione delle prescrizioni contenute nell'atto di autorizzazione rilasciato dall'organo competente ai sensi della normativa regionale comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 1.000 euro a 10.000 euro.
4. La mancata ottemperanza all'obbligo di adeguamento ai nuovi requisiti adottati dall'Amministrazione regionale successivamente al rilascio dell'autorizzazione, anche con riferimento ai tempi fissati per la realizzazione degli adeguamenti, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 1.000 euro a 10.000 euro.
8. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività sociosanitaria è revocata nei seguenti casi:
9. Le Aziende per i servizi sanitari competenti per territorio irrogano le sanzioni amministrative disposte dal presente articolo e ne introitano i relativi proventi.
1Articolo aggiunto da art. 7, comma 11, L. R. 18/2011
1Comma 3 interpretato da art. 8, comma 12, L. R. 9/2008
2Articolo abrogato da art. 56, comma 1, lettera p), L. R. 17/2014
(Disposizioni in materia di donazione e trapianto)
1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, comma 5, della legge 29 dicembre 1993, n. 578, all'accertamento della morte, effettuato dal collegio medico, può assistere un medico di fiducia indicato dalla famiglia del potenziale donatore.
2. L'Azienda per i servizi sanitari di residenza del cittadino che ha subito un trapianto di organi o di midollo osseo nella regione Friuli Venezia Giulia o in altra regione italiana, purché già iscritto in lista di attesa presso una struttura regionale, provvede al rimborso delle spese di trasporto o di viaggio e di soggiorno per l'effettuazione:
a) degli esami preliminari e per la tipizzazione tissutale;
c) di tutti i controlli successivi, nonché di quelli per le eventuali complicanze derivanti dall'intervento stesso.
2 bis. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 4 si applicano anche qualora le prestazioni di cui alle rispettive lettere a), b) e c) vengano effettuate all'estero.
3. L'Azienda per i servizi sanitari di residenza del cittadino provvede altresì al rimborso delle spese di viaggio e soggiorno di un accompagnatore a sostegno del paziente che deve sottoporsi alle prestazioni sanitarie di cui al comma 2 e al comma 2 bis.
4. Al fine di incentivare l'attività di donazione di organi e tessuti, l'Azienda per i servizi sanitari di residenza del donatore vivente è autorizzata a rimborsare al medesimo le spese di trasporto o di viaggio e di soggiorno per l'effettuazione:
b) dell'intervento di espianto;
5. L'Azienda per i servizi sanitari di residenza del donatore di organo deceduto presso strutture sanitarie regionali o extraregionali è altresì autorizzata a erogare un contributo per le spese funerarie e di trasporto del feretro.
5 bis. La disposizione di cui al comma 5 si applica anche ai donatori non residenti nella regione Friuli-Venezia Giulia deceduti presso strutture sanitarie regionali. In tal caso il contributo viene erogato dall'Azienda per i servizi sanitari nel cui territorio è avvenuto il decesso.>>;
6. La misura dei rimborsi e dei contributi di cui ai commi 2 e 2 bis, nonché le modalità per usufruire dei medesimi, sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.
7. Le disposizioni di cui al presente articolo hanno effetto a decorrere dall'1 gennaio 2001.
1Comma 5 bis aggiunto da art. 3, comma 3, L. R. 23/2001
2Parole sostituite al comma 6 da art. 3, comma 3, L. R. 23/2001
3Comma 2 bis aggiunto da art. 19, comma 3, L. R. 23/2004
4Parole aggiunte al comma 3 da art. 19, comma 3, L. R. 23/2004
5Parole aggiunte al comma 5 da art. 19, comma 3, L. R. 23/2004
6Comma 6 sostituito da art. 19, comma 3, L. R. 23/2004
(Inserimento lavorativo delle persone handicappate)
1. Nelle more della revisione della legge regionale 27 ottobre 1994, n. 17, conseguente all'entrata in vigore della legge 12 marzo 1999, n. 68, le risorse destinate agli incentivi previsti dal capo II della legge regionale 17/1994, riferite ai bienni 1999/2000, 2000/2001 e 2001/2002, possono essere utilizzate anche nei casi di stipulazione di convenzione ai sensi dell'articolo 11 della legge 68/1999, che, prima dell'assunzione, preveda lo svolgimento di un periodo di tirocinio.
(Borsa di inserimento lavorativo)
1. A decorrere dall'1 gennaio 2001, l'ammontare mensile della borsa di inserimento lavorativo di cui all'articolo 6 della legge regionale 17/1994 è fissato in lire 550.000 ed è soggetto ad adeguamento annuale in base alle variazioni dell'indice ISTAT sul costo della vita riferito al mese di gennaio. Al conseguente maggiore onere si provvede, a decorrere dalla predetta data, nei limiti dello stanziamento già iscritto sull'unità previsionale di base 13.1.41.1.244 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per l'anno 2001, con riferimento al capitolo 4789 del Documento tecnico allegato ai bilanci medesimi.
(Commissione regionale per il disadattamento e la devianza)
1Presso la Direzione regionale della sanità e delle politiche sociali è istituita la "Commissione regionale per il disadattamento e la devianza", avente come scopo il coordinamento, l'integrazione e la programmazione degli interventi di rispettiva competenza, a livello regionale e locale, del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, dell'Ufficio centrale per la Giustizia minorile, della Regione e degli Enti locali, nel campo della prevenzione della devianza nonché degli interventi nell'area penale minorile e per adulti. La Commissione regionale svolge altresì il coordinamento delle sottocommissioni "Adulti" e "Minori", istituite con decreto del Ministro di Grazia e Giustizia.
2. L'organismo di cui al comma 1 ha la seguente composizione:
a) l'Assessore regionale alla sanità e alle politiche sociali, quale Presidente;
b) gli Assessori regionali competenti in materia di formazione professionale, lavoro, volontariato;
c) il Direttore del Servizio per le attività socio - assistenziali e per quelle sociali ad alta integrazione sanitaria della Direzione regionale della sanità e delle politiche sociali;
d) il Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria;
e) il Presidente del Tribunale di sorveglianza;
f) il Direttore del Centro per la Giustizia minorile;
g) un Direttore di Istituto penitenziario;
h) un Direttore di Servizio sociale per adulti;
i) il Direttore dell'Ufficio di servizio sociale per i minorenni;
l) gli Assessori ai servizi sociali di due Amministrazioni provinciali;
m) gli Assessori ai servizi sociali di due Comuni;
n) i Direttori generali di due Aziende per i servizi sanitari;
o) i Coordinatori delle Sottocommissioni "Adulti" e "Minori";
p) i referenti di organizzazioni di volontariato operanti nel settore.
3. I componenti di cui alle lettere g), h), n), p), del comma 2 sono individuati dall'Assessore regionale alla sanità e alle politiche sociali. I componenti di cui alle lettere l) e m) del comma 2 sono designati dagli organi di rappresentanza del sistema delle autonomie locali. Le funzioni di segreteria sono svolte da un dipendente regionale con qualifica non inferiore a quella di segretario.
4. Per la partecipazione ai lavori dell'organismo di cui al comma 1, ai componenti, con l'esclusione di quelli appartenenti all'Amministrazione regionale, spettano i compensi e i rimborsi previsti dalla vigente normativa regionale.
(Modifiche e abrogazioni di norme regionali)
All'articolo 33 della legge regionale 9 marzo 1988, n. 10, il comma 2 è sostituito dal seguente:
<<2. Le Province provvedono agli interventi per consentire l'accoglimento di minori adolescenti e giovani, privi di adeguata assistenza, in colonie marine e montane.>>.
3. All'articolo 4, comma 1, della legge regionale 7 marzo 1990, n. 10, le parole <<e in applicazione dell'articolo 35 della medesima legge regionale n. 10/88>> sono abrogate.
4. All'articolo 13, comma 2, della legge regionale 8 aprile 1997, n. 10, le parole <<in possesso della cittadinanza italiana e>> sono abrogate.
L'articolo 9 della legge regionale 21 luglio 1992, n. 21 è sostituito dal seguente:
1. L'Assessore regionale alla sanità e alle politiche sociali, con proprio provvedimento, affida l'incarico per lo svolgimento dell'attività ispettiva a esperti, anche esterni all'Amministrazione regionale, che abbiano acquisito una comprovata esperienza in una delle seguenti materie:
2. Gli ispettori hanno libero accesso, anche individualmente, a tutti gli atti e ai documenti amministrativi e contabili, anche interni, nonché a tutte le strutture sanitarie delle Aziende sanitarie regionali, restando comunque vincolati al segreto d'ufficio.
3. Qualora gli ispettori non siano dipendenti dell'Amministrazione regionale, hanno diritto al rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno, in misura non superiore a quella prevista dalle disposizioni vigenti per i dipendenti regionali, nonché a un'indennità oraria stabilita con il provvedimento di affidamento dell'incarico. Gli oneri derivanti dall'attività ispettiva svolta da esperti esterni all'Amministrazione regionale sono posti a carico delle risorse regionali destinate al funzionamento del Servizio sanitario regionale.>>.
L'articolo 10 della legge regionale 21/1992 è sostituito dal seguente:
1. Le risultanze dell'attività ispettiva di cui all'articolo 8 sono comunicate all'Assessore regionale alla sanità e alle politiche sociali. Qualora tali risultanze evidenzino il verificarsi delle fattispecie di cui all'articolo 3 bis, comma 7, del decreto legislativo 502/1992, come inserito dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 229/1999, la Regione risolve il contratto del Direttore generale dichiarandone la decadenza e provvedendo alla sua sostituzione.>>.
8. È abrogata la legge regionale 18 marzo 1992, n. 11 e successive modifiche e integrazioni.
1Comma 9 abrogato da art. 180, comma 1, L. R. 2/2002
2Comma 10 abrogato da art. 180, comma 1, L. R. 2/2002
3Comma 11 abrogato da art. 113, comma 1, L. R. 29/2005
4Comma 1 abrogato da art. 65, comma 2, L. R. 6/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
5Comma 5 abrogato da art. 65, comma 1, L. R. 6/2006
6Comma 4 abrogato da art. 50, comma 4 ter, L. R. 17/2014 , a seguito dell'abrogazione dell'art. 13, c. 2, L.R. 10/1997, con effetto dalla data di avvio del nuovo sistema di finanzamento come stabilito all'art. 50, c. 4 bis, L.R. 17/2014, introdotto dall'art. 9, c. 47, L.R. 31/2017.
1. Gli oneri derivanti dall'articolo 6, comma 6, della presente legge, e dall'articolo 9, comma 3, della legge regionale 21/1992, come sostituito dall'articolo 10, comma 6, fanno carico all'unità previsionale di base 12.1.41.1.220 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per l'anno 2001, con riferimento al capitolo 4355 del Documento tecnico allegato ai bilanci medesimi e alle corrispondenti unità previsionali di base/capitoli per gli anni successivi.
2. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 9, comma 4, fanno carico all'unità previsionale di base 52.3.1.1.663 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2001-2003 e del bilancio per l'anno 2001, con riferimento al capitolo 150 del Documento tecnico allegato ai bilanci medesimi e alle corrispondenti unità previsionali di base/capitoli per gli anni successivi.

References: art. 174
 art. 7
 art. 5
 art. 12
 art. 4
 art. 20
 art. 17
 art. 63
 art. 14
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 8
 art. 2
 art. 21
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 43
 art. 5
 art. 12
 art. 12
 art. 19
 art. 8
 art. 12
 articolo 8
 art. 19
 art. 19
 art. 56
 art. 174
 art. 7
 art. 8
 art. 56
 art. 3
 art. 3
 art. 19
 art. 19
 art. 19
 art. 19
 art. 180
 art. 180
 art. 113
 art. 65
 art. 65
 art. 50