Source: https://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=15180&id=15180
Timestamp: 2020-05-30 09:33:41+00:00

Document:
CONSIGLIO DI STATO, ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 19 settembre 2017, n.6
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | SABATO 30 MAGGIO AGGIORNATO ALLE 11:33
CONSIGLIO DI STATO, ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 19 settembre 2017, n.6MASSIMA
E' ammissibile la notificazione a mezzo PEC anche in assenza dell’autorizzazione presidenziale ex art. 52, comma 2, c.p.a. ed anche prima dell’entrata in vigore delle norme tecniche e regolamentari relative al processo amministrativo telematico, ciò in quanto il comma 3 bis dell'art 16 D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 laddove stabilisce che "le disposizioni dei commi 2 e 3 non si applicano alla giustizia amministrativa" non deve intendersi nel senso di precludere l'applicabilità al processo amministrativo della notifica a mezzo pec, avendo invece la finalità di escludere che disposizioni specificamente rivolte al processo civile e penale siano applicate al processo amministrativo.
CONSIGLIO DI STATO, ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 19 settembre 2017, n.6 -
sul ricorso numero di registro generale 4 di A.P. del 2017, proposto da: Sirio Cooperativa Sociale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Saverio Sticchi Damiani, Giuseppe Cozzi, Luigi Giuseppe Decollanz, con domicilio eletto presso lo studio Saverio Sticchi Damiani in Roma, p.zza San Lorenzo in Lucina, 26;
Comune di Bari, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Rosa Cioffi, con domicilio eletto presso lo studio Fabio Caiaffa in Roma, via Nizza, 53;
della sentenza del T.A.R. PUGLIA - BARI: SEZ. I n. 00951/2016, resa tra le parti, che ha dichiarato irricevibile il ricorso proposto da Sirio Coop. Soc. per l’annullamento della determinazione nr. 2015/14127 – 2015/160/02445 del 23 novembre 2015 con la quale il Comune di Bari, Ripartizione Stazione Unica Appaltante – Contratti e Gestione LL.PP. – P.O.S. Gare ha definitivamente aggiudicato a Genesi Coop. Soc. il servizio per il rafforzamento di assistenza domiciliare anziani e disabili gravi ultrasessantacinquenni.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 maggio 2017 il Cons. Oberdan Forlenza e uditi per le parti gli avvocati De Luca per delega di Sticchi Damiani, Caiaffa per delega di Cioffi, e Rundo Sotera.;
-	“in base all’orientamento minoritario, seguito dalla sentenza impugnata, nel processo amministrativo, in assenza di apposita autorizzazione presidenziale ex art. 52 co. 2, Cpa, è inammissibile la notifica del ricorso giurisdizionale mediante posta elettronica certificata (PEC), ai sensi della l. 21 gennaio 1994, n. 53” (Cons. Stato, sez. IV, 17 gennaio 2017 nn. 130 e 156; Id., 13 dicembre 2016 n. 5226; sez. III, 20 gennaio 2016 n. 189). Secondo tale giurisprudenza, “fino all’entrata in vigore del d.P.C.M. previsto dall’art. 13 dell’All. 2 al codice del processo amministrativo, la notifica a mezzo PEC deve essere considerata una forma speciale di notificazione che, in assenza di apposita autorizzazione presidenziale, non può che risultare inesistente, e dunque insanabile”;
-	l’orientamento prevalente, “riconosce, al contrario, l’immediata applicazione nel processo amministrativo delle norme sancite dagli artt. 1 e 3-bis della legge n. 53/1994, secondo cui “la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata” (cfr. ex plurimis, Cons. Stato, sez. IV, 3 marzo 2017 n. 998; Id, 22 novembre 2016, n. 4895; sez. V, 4 novembre 2016, n. 4631; sez. VI, 26 ottobre 2016, n. 4490; sez. III, 10 agosto 2016, n. 3565; sez. III, 6 luglio 2016, n. 3007; sez. III, 14 gennaio 2016, n. 91; sez. VI, 22 ottobre 2015, n. 4862; sez. III, 9 luglio 2015, n. 4270; sez. VI, 28 maggio 2015, n. 2682; C.g.a.r.s., 8 luglio 2015, n. 615).
Secondo tale prevalente indirizzo, l’art. 46 d.l. 24 giugno 2014 n. 90 (che ha introdotto il co. 3-bis nell’art. 16-quaterd.l. 18 ottobre 2012 n. 179, conv. in l. 17 dicembre 2012 n. 221) “non ha sancito l’inapplicabilità al processo amministrativo del meccanismo della notificazione in via telematica a mezzo PEC, prevista dalla l. n. 56/1994, ma solo delle disposizioni (commi 2 e 3 dell’art. 16-quater del d.l. n. 179/2012), che demandano ad un decreto del Ministro della Giustizia l’adeguamento alle nuove disposizioni delle regole tecniche già dettate col D.M. 21 febbraio 2011 n. 44, e che regolano l’acquisizione di efficacia delle disposizioni di cui al co. 1 del’art. 16-quater”. Né, d’altra parte, “l’immediata applicabilità delle norme di legge vigenti sulla notifica del ricorso a mezzo PEC può essere subordinata all’entrata in vigore del d.P.C.M. al quale fa riferimento l’art. 13 dell’Allegato 2 al Cpa”.
1.3. La Sezione remittente - pur condividendo tale indirizzo maggioritario, come da ultimo esposto, ritenendolo “conforme non solo al contenuto e alla lettera del comma 3-bis dell’art. 16-quater citato ma anche alla tendenza . . . del processo amministrativo a trasformarsi in processo telematico” (della quale una diversa interpretazione costituirebbe “un’irragionevole arresto del percorso in atto”) – ritiene opportuna una pronuncia dell’Adunanza Plenaria “alla luce del contrasto giurisprudenziale rilevato e considerato il significativo rilievo pratico della questione controversa”.
“1. L'avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell'art. 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto a norma dell'art. 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, salvo che l'autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente”.
Successivamente, il testo dell’art. 1, veniva integrato (per effetto dell'art. 25, c. 3, lett. a), l. 12 novembre 2011, n. 183, ed a decorrere dal 1° gennaio 2012), con l’introduzione - dopo le parole “ legge 20 novembre 1982 n. 890” - delle parole “ovvero a mezzo della posta elettronica certificata . . .”.
“1. L'avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell'art. 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto a norma dell'art. 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, salvo che l'autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente. Quando ricorrono i requisiti di cui al periodo precedente, fatta eccezione per l'autorizzazione del consiglio dell'ordine, la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata”.
3.2. La natura di mezzo ordinario di notificazione riconosciuta alla notifica a mezzo PEC e la sua immediata operatività nell’ambito del processo amministrativo non sono negate né ostacolate dall’art. 16-quater d.l. 18 ottobre 2012 n. 179 (inserito dall'art. 1, comma 19, n. 2), l. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013).
Tale articolo era composto, originariamente, da tre commi, ai quali ne è stato successivamente aggiunto un quarto (comma 3-bis) dall'art. 46, comma 2, d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. dalla l. 11 agosto 2014, n. 114. L’articolo prevede:
- al comma 1, modifiche alla citata l. n. 94 del 1993, in particolare introducendo, per quel che interessa nella presente sede, l’art. 3-bis, in base al quale “La notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo risultante da pubblici elenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi”;
- al comma 2: “Con decreto del Ministro della giustizia, da adottarsi entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si procede all'adeguamento delle regole tecniche di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44”;
- al comma 3: “Le disposizioni di cui al comma 1 acquistano efficacia a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto di cui al comma 2”.
- per un verso, il legislatore, come innanzi già constatato, ritiene la notificazione a mezzo di posta elettronica certificata di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale, un mezzo ordinario di notificazione (art. 1 l. n. 94/1993);
- per altro verso, il medesimo legislatore, nell’apportare modifiche alla l. n. 94/1993, ha previsto la necessità di adeguamento delle regole tecniche di cui al decreto del Ministro della Giustizia 21 febbraio 2011 n. 44, recante “regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” (art. 16-quater, co. 2);
- per altro verso ancora, ha, di conseguenza, fissato l’entrata in vigore delle modifiche alla l. n. 94/1993, al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto recante adeguamento delle regole tecniche (art. 16-quater, co. 3).
L’art. 52, co. 2, in coordinamento con l’art. 151 c.p.c. - in evidente attuazione del diritto alla tutela giurisdizionale, riconosciuto dall’art. 24 Cost, e nel rispetto dell’inviolabile diritto di difesa della parte evocata in giudizio - intende conferire in via generale al Giudice il potere di disporre modalità di instaurazione del contraddittorio, ovvero di migliore attuazione del medesimo, anche non ricorrendo ai mezzi previsti dalla legge, quando questi ultimi appaiano inadeguati con riferimento alla situazione concreta.
Proprio in virtù di ciò, fermo quanto sin qui esposto, giova da ultimo osservare che – così come condivisibilmente affermato dall’ordinanza di rimessione - una diversa interpretazione costituirebbe “un’irragionevole arresto del percorso in atto” volto alla trasformazione del processo amministrativo in processo telematico.
a)	accoglie il primo motivo di appello proposto e, per l’effetto, riforma in parte la sentenza impugnata;

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 52
 SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 52
 sentenza