Source: http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/archivio_generale/BanneWeb/Norme%20Tecniche.htm
Timestamp: 2018-01-21 08:15:34+00:00

Document:
PRG - Zonizzazione
Variante Generale n. 66 di
Revisione e Adeguamento al P.U.R.G.
approvata con D.C. n. 37 dd. 15.04.97
D.P.G.R. 0300/Pres. dd. 23.09.1997
depositata il 2.12.1999
prof. arch. Paolo Portoghesi - capogruppo
prof. ing. Sebastiano Cacciaguerra
dott. arch. Roberto Pirzio Biroli
dott. arch. Paola Gennaro
per gli ambiti produttivi
dott. arch. Roberto Dambrosi
dott. arch. Vinicio Montegan
per gli aspetti giuridico - normativi
prof. avv. Paolo Bonaccorsi
per le modifiche in seguito all'accoglimento delle
osservazioni e opposizioni e delle riserve regionali
dott. ing. Carlo Tosolini
Dirigente del Servizio Pianificazione
dott. arch. Marina Cassin
Dirigente del Servizio Amministrativo Intersettoriale Urbanistico
ART.5.15- U- ZONE DI INTERESSE COLLETTIVO
Le aree destinate all'interesse collettivo vengono individuate al fine di soddisfare gli standards urbanistici di cui al DPGR 0126/95, attinente i servizi e le attrezzature collettive sul territorio comunale.
Le attribuzioni funzionali previste indicano i servizi esistenti e quelli che l'Amministrazione intende realizzare.
Le proposizioni specifiche di tali destinazioni vanno altresì considerate quali prescrizioni per la successiva progettazione delle singole opere ed interventi, fermo restando che questi risponderanno alle prescrizioni della normativa di settore vigente per le singole voci, alle norme del Regolamento edilizio e degli eventuali approfondimenti disciplinari riservati alle deliberazioni del Consiglio Comunale.
Gli interventi edilizi relativi agli edifici destinati a pubblici servizi compresi nel perimetro del Centro Storico, dovranno essere conformi alla specifica normativa prevista dall'art.5.1.1.
ART. 5.15.1. - U1- zone per servizi ed attrezzature pubbliche
Sono costituite delle aree riservate alla sola costruzione di edifici di interesse pubblico ed impianti di pubblica utilità.
In tali aree trovano localizzazione sia edifici ed attrezzature di proprietà comunale che di altri soggetti, sia ad attrezzature di interesse pubblico di proprietà o gestione privata.
Si registrano diverse configurazioni relativamente alle condizioni di proprietà dei siti ed ai requisiti giuridici dei diversi soggetti legittimati ad attuare la realizzazione dei servizi, che esemplificativamente si indicano come segue:
a) immobili di proprietà comunale o da acquisire trarnite espropri, sulle quali il Comune ha eseguito o intende eseguire o gestire il servizio;
b) immobili di proprietà di Enti pubblici istituzionalmente competenti su cui vengono realizzati servizi pubblici a gestione diretta;
c) immobili di proprietà di Enti religiosi su cui vengono realizzati servizi la cui gestione può essere sia diretta sia assicurata da altri soggetti a tali Enti collegati, fermo restando che per detti immobili sono ammesse le attività di cui all'art. 16 lettere a) e b) della Legge 20.5.85 n. 222 di recepimento del Concordato tra Santa Sede e Repubblica Italiana. Si fa riferimento anche ad ogni altra normativa contenuta in atti concordatari con culti diversi da quello cattolico o accordi ed intese corrispondenti;
d) immobili di proprietà privata su cui vengono realizzati servizi di interesse pubblico la cui gestione può essere sia diretta sia assicurata da altri soggetti collegati.
Al fine di conseguire la più agevole realizzazione di tutti i servizi previsti è facoltà del Comune avvalersi per le ipotesi di cui sub a), b), c), degli strumenti della concessione, della delega amministrativa e di ogni altro strumento diretto ad assicurare la gestione decentrata dei servizi di interesse pubblico.
Per le ipotesi di cui sub d), i rapporti tra il Comune ed i privati gestori saranno disciplinati da contratti ad evidenza pubblica, diretti a disciplinare l'esercizio delle attività.
La destinazione a parcheggio individuata negli elaborati di piano per le aree U1 è inderogabile.
Gli interventi di ampliamento e di nuova realizzazione all'interno di ciascuna zona U1 dovranno essere corredati da uno studio preliminare e planivolumetrico che non presenta le caratteristiche proprie di un PRPC, diretto a definire i seguenti aspetti:
a. le intercomessioni con le varie attrezzature e il loro rapporto con la struttura edilizia e viaria esistente, compresa l'accessibilità, sia carrabile 'che pedonale, dell'area oggetto d'intervento;
b. le qualità ambientali e paesaggistiche del sito, comprendenti l'assetto morfologico, vegetazionale ed idrogeologico;
c. le interconnessioni con le urbanizzazioni esistenti (servizi a rete).
Lo studio preliminare e planivolumetrico è soggetto ad approvazione da parte del Consiglio Comunale.
Qualora la realizzazione dell'opera pubblica coinvolga aree destinate a servizi di natura diversa e si estenda su un ambito territoriale problematico per dimensioni e complessità, che evidenzi la necessità di avere un quadro completo delle aree soggette a espropriazione, l'Amministrazione comunale mantiene sempre la facoltà di procedere attraverso un PRPC di iniziativa pubblica.
Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, conforme alla destinazione di zona, fino alla ristrutturazione edilizia saranno assentiti con provvedimento diretto.
Indici e parametri in zone U1
Gli indici di superficie e volumetria sono fissati in sede di predisposizione dello studio preliminare e planivolumetrico, con l'accorgimento che dovranno essere reperiti spazi di parcheggio nella misura stabilita dal DPGR 126/Pres. dd. 20/04/1995 per ciascuna categoria di servizi ed attrezzature collettive per la quale sono previsti..
Area destinata a cimitero per animali di piccola taglia
E' individuata tra le zone U1, un' area entro la quale potrà essere realizzato un cimitero per animali di piccola taglia (uccelli, cani, gatti, ecc.).
L' area destinata a tale fine dovrà essere delimitata da una siepe o da altra recinzione alta almeno m. 1,50 dal piano di campagna e dovrà distare almeno m. 50 dagli edifici residenziali. Le inumazioni, le manutenzioni, la posa di eventuali monumenti funebri e le modalità di gestione del servizio dovranno essere disciplinate con apposito regolamento. Il progetto esecutivo dell'opera dovrà prevedere la realizzazione di adeguati parcheggi e servizi igienici.
Area destinata ad edificio per il culto in adiacenza al Tempio Mariano di Prosecco a Monte Grisa.
Al fine di ridurre l'impatto paesaggistico l'edificio dovrà essere arretrato rispetto al punto più alto del ciglione carsico verso la parte dell'area opposta all'affaccio sul mare, in maniera da non essere percepibile dalla costiera. Per le medesime ragioni, inoltre, l'altezza massima dell'edificio non dovrà comunque superare l'altezza degli alberi ad alto fusto, né il punto più alto del ciglione.
ART. 5.15.2. - U2 - zone di verde pubblico e verde attrezzato
Tali zone individuano le aree di verde naturale e/o attrezzato a fini ricreativi; in esse potranno essere realizzati tutti quegli impianti che permettano un effettivo uso del verde pubblico finalizzato alla ricreazione psicofisica del cittadino.
ART. 5.15.3. - U2a - zone di parco di quartiere
Sono zone che assommano parti di "ambienti naturali" e di verde attrezzati riferibili, in termini di fruizione, al quartiere di appartenenza.
Queste aree devono essere mantenute e curate con opportuni interventi, tali da preservare la condizione naturale.
In esse sono consentiti solo gli interventi direttamente rivolti alla facilitazione della fruizione degli utenti (sentieri, punti di sosta, ecc.).
ART. 5.15.4. - U2b - zone di parco urbano
Sono zone ambientalmente conformate di ampie dimensioni, tali da essere fruite a livello urbano.
ART. 10 - MANTENIMENTO DELLE ALBERATURE DI ALTO FUSTO
In tutte le zone, sottoposte a vincolo ex L. 1497/39 e 431/85, l'abbattimento di alberi di alto fusto deve essere autorizzato dal Sindaco, ai sensi delle sopracitate Leggi; potrà essere prescritta la sostituzione degli alberi abbattuti. Restano comunque esclusi i casi di cui l' art. 131, comma 10 lettera b della L.R. 52/91 e succ. mod.
Di regola i nuovi edifici e gli ampliamenti dei preesistenti devono essere realizzati in modo da conservare le alberature di alto fusto esistenti. Nel caso in cui ciò non sia assolutamente possibile le alberature abbattute dovranno essere sostituite con altrettante nuove, secondo le indicazioni che verranno impartite dal Sindaco in sede di rilascio del provvedimento abilitativo.
ART. 11 - DISCARICHE E ATTIVITA' DI STOCCAGGIO E TRATTAMENTO MATERIALI INERTI
Le discariche di materiali inerti possono essere localizzate unicamente nelle aree destinate a discarica di II categoria, tipo "A", individuate dal Comune con apposito provvedimento deliberativo, sulla base delle indicazioni contenute nel Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilabili e dei rifiuti speciali non tossici e nocivi - Stralcio inerti.
La realizzazione e gestione di tali impianti è disciplinata dalle presenti disposizioni nonché dalle prescrizioni contenute nelle Norme di attuazione del summenzionato Piano provinciale, ferma restando l'osservanza della normativa nazionale e regionale vigente in materia, con specifico riferimento al D.P.R. 915/82 e successive disposizioni applicative ed alla L.R. 30/87 e successive modifiche ed integrazioni.
In tali aree sono ammesse opere a carattere precario, strettamente funzionali all'attività di discarica e collegate temporalmente alla durata della stessa, quali:
la recinzione dei fondi;
la viabilità d'accesso;
la posa della segnaletica;
l'erezione di manufatti provvisionali.
Al termine dell'attività i manufatti dovranno essere rimossi e l'area dovrà essere sistemata conformemente alla destinazione d'uso prevista dagli strumenti urbanistici vigenti o adottati, sulla base di un piano di sistemazione finale dell'area che costituirà parte integrante del progetto.
La realizzazione di attività di stoccaggio provvisorio e/o trattamento di materiali inerti è consentita sia nell'ambito delle aree destinate a discarica, in via transitoria e
Non necessita di provvedimento abilitativo l'installazione di antenne riceventi da ripetitore, a servizio di un impianto centralizzato condominiale ovvero di una singola utenza abitativa, di antenne paraboliche di ricezione del segnale da satellite di diametro inferiore a m 1,2., nonché di antenne trasmittenti di dimensioni e tipologie modeste, simili a quelle di cui al punto precedente, a servizio di cercapersone, radiotaxi, radioamatoriali e simili.
ART. 16 - COGENZA DELLE PRESCRIZIONI GEOLOGICHE
Lo Studio di Compatibilità geologica allegato al piano, ai sensi dell'art. 30 della L.R. 52/91, impone in fase di progettazione esecutiva, l'adozione di procedure di indagine differenziate, sulla base di specifica normativa, redatta anche in conformità a quanto stabilito dal D.M. 11.3.88.
""Le normative per lo standard di acquisioni minime in campo geologico-tecnico, idrogeologico, geomeccanico e geotecnico. Prescrizioni mi sede di progettazione per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni edilizie e di progettazione esecutiva" e la "Carta della zonizzazione geologico-tecnica di massima del territorio"" definiscono gli standard di acquisizioni geologiche minime da associare ad ogni singola zona e le specifiche prescrizioni alle quali attenersi per ridurre la soglia "pericolo" durante la fase di progettazione esecutiva.
ART. 17- TUTELA DEI CORSI D'ACQUA
- Ad integrazione delle disposizioni geologiche in materia, al fine di salvaguardare i torrenti non ancora trasformati dallo sviluppo urbanistico della città, sono consentiti unicamente interventi di manutenzione degli alvei delle sponde con opere di regimentazione idraulica e difesa spondale, opere di pulizia e rimozione dei rifiuti e il consolidamento geostatico delle porzioni di versante più prossime all'asta concentrata.
Gli interventi dovranno essere progettati nel rispetto delle condizioni naturalistiche in atto ed essere corredati da studi particolareggiati attinenti agli aspetti naturalistici ed ambientali del sito.
ART. 18 - PRESCRIZIONI PARTICOLARI PER LE ZONE SOGGETTE A VINCOLO PAESAGGISTICO ED AMBIENTALI
Nelle aree assoggettate a vincoli paesaggistici ed ambientali gli interventi edilizi che ricadono su fondi in pendio caratterizzati da pastinature già esistenti, dovranno obbligatoriamente seguire l'andamento plani-altimetrico dei terrazzamenti.

References: ART.5

ART. 5

ART. 5

ART. 5

ART. 5

ART. 10
 art. 131

ART. 11

ART. 16

ART. 17

ART. 18