Source: https://www.laleggepertutti.it/18009_come-si-impugna-il-licenziamento-le-novita-della-riforma-fornero
Timestamp: 2018-04-26 05:55:32+00:00

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Le Guide Come si impugna il licenziamento: le novità della riforma Fornero
Le Guide Pubblicato il 15 novembre 2012
> Le Guide Pubblicato il 15 novembre 2012
Licenziamenti privi di giusta causa: ecco cosa prevede il nuovo rito a fasi introdotto dalla Fornero.
La nuova riforma del lavoro, meglio conosciuta come Legge Fornero [1], ha introdotto un procedimento speciale, cosiddetto processo breve, per l’impugnazione dei licenziamenti privi di giusta causa. L’obiettivo è di fornire al lavoratore uno strumento che risolva, in tempi brevi, le controversie sui licenziamenti illegittimi instaurate in Tribunale.
Infatti, proprio per esigenze di celerità, la riforma Fornero stabilisce che in tutte le fasi del procedimento, per trattare le nuove cause, saranno riservati particolari giorni del calendario delle udienze tenute nei Tribunali Italiani.
Il nuovo procedimento riguarda le impugnazioni fatte dopo l’entrata in vigore della legge e cioè successive alla data del 18.07.2012.
La riforma si applica in tutte le ipotesi di licenziamenti ingiustificati [2] e anche per le questioni sulla qualificazione del rapporto lavorativo (come, ad esempio, nei casi di recesso del committente da un contratto a progetto o nei rapporti con lavoratori titolari di partita IVA, dove il giudice deve verificare, preliminarmente, la presenza di un rapporto subordinato).
Vediamo dunque cosa bisogna fare per impugnare il licenziamento e quali sono le novità introdotte dalla Fornero.
Il licenziamento si impugna per iscritto (raccomandata A.R o a mano, telegramma – per la Formula vai alla pagina “Impugnazione licenziamento“) entro 60 giorni dalla comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. Il termine di 60 giorni è previsto a pena di decadenza: ciò vuol dire che, se si lascia scadere tale termine, si perde per sempre la possibilità di impugnare il licenziamento.
L’impugnazione deve essere effettuata dal lavoratore o dal suo legale di fiducia, ma in tal caso il lavoratore dovrà, comunque, sottoscriverla perché l’atto abbia effetto.
In questa fase, il rito della Fornero non ha introdotto nessuna particolare novità,: infatti il termine di decadenza era già previsto dalla precedente normativa.
Dopo aver impugnato il licenziamento, bisogna rivolgere domanda al Giudice per poter ottenere il reintegro nel posto di lavoro.
Entro quale termine deve essere presentata la domanda al Giudice?
L’azione davanti al giudice deve essere intrapresa entro e non oltre il termine di 180 giorni che decorrono dalla data di impugnazione del licenziamento (270 giorni, invece, per i licenziamenti intimati prima del 18 luglio 2012). Scaduti i 180 giorni il diritto si “prescrive”, ossia non si potrà più agire in giudizio [3].
Come si propone l’azione?
L’azione si intraprende col deposito di un ricorso davanti al Giudice del Lavoro competente per territorio.
Il lavoratore deve ripresentare tutte le ragioni già proposte con l’impugnazione del licenziamento fatta con la lettera. Possono essere avanzate nuove richieste solo se strettamente collegate alle motivazioni del ricorso.
Per es.: insieme al ricorso indicante le ragioni per le quali si reputa il licenziamento ingiusto, potrà essere proposta (poiché connessa) una domanda di risarcimento dei danni provocati dal comportamento del datore, come nel caso di licenziamento ingiurioso (quando è lesivo del decoro, dell’onore e della dignità del lavoratore).
Al contrario, non potranno essere presentate domande non strettamente collegate ai motivi dell’impugnazione, come ad esempio la richiesta di pagamento degli stipendi non dati.
Chi è il Giudice competente a decidere sul ricorso?
Il giudice competente a trattare la causa è quello nella cui circoscrizione territoriale è sorto il rapporto di lavoro o dove si trova l’azienda o una sua dipendenza alla quale è stato addetto il lavoratore o presso la quale egli ha prestato la sua opera fino al momento del licenziamento [4].
Una volta depositato il ricorso, il giudice del lavoro fissa (con decreto) l’udienza di comparizione delle parti (lavoratore e datore) nei 40 giorni successivi.
Il lavoratore deve notificare, al datore di lavoro, ricorso e decreto di fissazione di udienza almeno 25 giorni prima dell’udienza stessa.
Come si costituisce il datore di lavoro?
Il Datore di lavoro, dopo aver ricevuto il ricorso proposto dal lavoratore e il decreto di fissazione dell’udienza stabilita dal giudice, deve costituirsi almeno 5 giorni prima della stessa.
Il datore di lavoro deve provare la presenza dei giusti motivi alla base del licenziamento.
In questa fase, il datore di lavoro non può presentare ulteriori domande nei confronti del lavoratore, come ad esempio nel caso di richiesta di risarcimento dei danni provocati dal lavoratore a seguito delle mancanze avute nel corso del rapporto di lavoro.
Come si svolge la prima udienza?
Alla prima udienza, il Giudice ascolta le parti e procede ad assumere le prove (ad esempio l’ascolto dei testimoni e l’esame della documentazione depositata) che ritiene indispensabili, così come richiesti dalle parti o disposti da lui stesso.
Come si conclude il giudizio?
Il giudizio si conclude con un’ordinanza di accoglimento o rigetto della domanda.
La decisione del giudice è immediatamente esecutiva (cioè è subito obbligatoria), non può essere sospesa o revocata, se non con la sentenza emessa dopo il giudizio di opposizione.
Con l’ordinanza si conclude la “prima fase” introdotta dalla riforma Fornero, volta a garantire al lavoratore licenziato una rapida tutela e a evitare al datore il protrarsi dell’incertezza lavorativa e economica fino all’esito del giudizio.
Ci si può opporre all’ordinanza del giudice?
L’ordinanza emessa dal Giudice del lavoro è opponibile.
L’opposizione, a pena di decadenza, deve essere proposta nei 30 giorni successivi alla notificazione o comunicazione dell’ordinanza.
Con l’opposizione inizia la “seconda fase” introdotta dal rito Fornero.
Come si oppone l’ordinanza di accoglimento o rigetto?
L’opposizione si propone attraverso il deposito di un ricorso innanzi allo stesso Tribunale che ha emesso l’ordinanza.
Bisogna stare molto attenti quando si deposita il ricorso di opposizione all’ordinanza del giudice. Infatti, colui che si oppone alla ordinanza non può proporre domande diverse da quelle già formulate nella prima fase del processo, a meno che non siano fondate sugli identici fatti costitutivi del licenziamento.
Il ricorrente (anche detto opponente) può anche proporre domande nei confronti di soggetti diversi, rispetto ai quali la causa è comune o dai quali si intende essere garantiti.
Dopo il deposito del ricorso, il Giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti nei 60 giorni successivi.
Il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza vanno notificati alla controparte (opposto) almeno 30 giorni prima della udienza e quest’ultima deve costituirsi almeno 10 giorni prima della stessa.
Come si costituisce l’opposto?
La costituzione dell’opposto si effettua mediante deposito di una memoria difensiva [5].
Con la memoria difensiva (a differenza della forma libera della prima fase) la parte opposta deve prendere posizione, in maniera precisa e non limitata ad una generica contestazione, riguardo ai fatti indicati dall’opponente a fondamento del ricorso, nonché proporre tutte le sue difese, indicando specificamente i mezzi di prova di cui intende avvalersi, specificando i documenti depositati insieme alla memoria stessa.
Come si svolge il giudizio di opposizione?
Alla prima udienza il Giudice sente le parti e procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione ammissibili (alle prove) e può assegnare alle parti un termine (10 giorni) per il deposito delle note conclusionali.
Come si conclude il giudizio di opposizione?
Il giudizio di opposizione si conclude con la sentenza di accoglimento o rigetto dell’opposizione.
La sentenza deve essere depositata in cancelleria entro 10 giorni dall’udienza di discussione.
La sentenza è provvisoriamente esecutiva e impugnabile dinanzi la Corte d’appello.
Con l’opposizione si conclude la “seconda fase” introdotta dal Rito Fornero.
Come si impugna la sentenza ?
Contro la sentenza che decide l’accoglimento o il rigetto del ricorso in opposizione è ammesso, quale secondo (ma in realtà terzo) grado di giudizio, il reclamo davanti alla Corte d’appello.
Il reclamo si propone con ricorso da depositare, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della decisione.
Davanti la Corte d’appello v’è il divieto di presentare nuovi mezzi di prova (ad esempio altri testimoni) o nuovi documenti, con la sola eccezione di quelli che i giudici ritengano indispensabili ai fini della decisione, nonché quelli che la parte dimostri di non aver potuto acquisire nella fase precedente.
Come si svolge l’udienza in Corte d’appello?
La Corte d’appello fissa, con decreto, l’udienza di discussione nei 60 giorni successivi alla presentazione del ricorso.
Per la notifica del reclamo e del decreto di fissazione dell’udienza (30 giorni prima della costituzione), per la costituzione del convenuto (10 giorni prima dell’udienza), i termini sono uguali a quelli previsti per il giudizio di opposizione.
Alla prima udienza, la Corte d’appello, se ricorrono gravi motivi, può provvedere alla sospensione dell’efficacia della sentenza reclamata.
Dopo aver deciso sulla sospensione dell’efficacia della sentenza del Tribunale, la Corte, sentite le parti, procede allo svolgimento degli atti di istruzione (prove) eventualmente ammesse .
Come si conclude il giudizio davanti la Corte d’appello?
Terminata la fase istruttoria, la Corte d’appello accoglie o rigetta il reclamo con sentenza.
In ogni caso i giudici di secondo grado, prima di decidere, se ritenuto opportuno, possono assegnare un termine alle parti, fino a 10 giorni prima dell’udienza, per il deposito di note difensive.
Entro i 10 giorni successivi all’udienza di discussione, la Corte d’appello deve depositare, in cancelleria, la sentenza e le motivazioni con le quali decide il reclamo.
Con la sentenza della Corte d’appello si conclude la “terza fase” prevista dalla riforma Fornero.
Come si impugna la sentenza della Corte d’Appello?
La sentenza si impugna con ricorso in Cassazione, da proporre, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della stessa.
Per poter ottenere la sospensione dell’efficacia della sentenza di secondo grado, deve essere fatta richiesta direttamente alla Corte d’appello, che provvederà a sospendere l’efficacia della sentenza se ricorrono gravi motivi.
La Corte di Cassazione deve fissare l’udienza di discussione non oltre il termine massimo di 6 mesi dalla proposizione del ricorso.
Con la Cassazione si conclude la “quarta fase” prevista dalla Fornero.
Restano molti dubbi sull’efficacia della Riforma introdotta dal Ministro Fornero.
Infatti, l’individuazione dei termini ridotti, la libertà della procedura nella prima fase e soprattutto la previsione di una corsia preferenziale rischia di stoppare le altre cause di lavoro (mobbing, mansioni superiori, trasferimenti e così via) e ingolfare l’operato dei tribunali.
Inoltre il passaggio da 3 a 4 fasi di giudizio e lo sdoppiamento del primo grado appare contrastante con le esigenze di celerità alla base della riforma.
[2] Art. 18 Statuto dei Lavoratori.
[3] Art. 2934 c.c.
[4]Art. 413 c.p.c. In realtà, la riforma Fornero non fornisce alcun criterio per l’individuazione del Tribunale competente. Nel silenzio della legge, però, si ritiene che debba applicarsi il criterio anzidetto, che è quello utilizzato nelle normali cause di lavoro.
[5] Art. 414 c.p.c.
[6] Art. 416 c.p.c.
24/01/2013 alle 15:21
Ma secondo voi, un cocopro rinnovato più volte di cui l’ultimo è scaduto il 31/12/2012, deve essere impugnato entro 60 giorni per non perdere la possibilità di essere reintegrati? Grazie.
24/01/2013 alle 17:59
Gen.le Sig. Luciano,
per come già riportato nell’articolo la riforma si applica anche per le questioni sulla qualificazione del rapporto lavorativo. Per quanto riguarda l’impugnazione la Riforma ha ampliato per i contratti di lavoro atipici il termine da 60 a 120 giorni(solo per quelli in scadenza nel 2013) diminuendo a 180 gg. il termine per l’azione legale. Tenga presente che per un ricorso di lavoro volto alla conversione del contratto a progetto in un contratto di lavoro subordinato, occorrerà evidenziare le eventuali carenze formali del contratto a progetto e la difformità del rapporto di lavoro formalizzato nel contratto rispetto a quello effettivamente svolto.
GIANNI IURATO ha detto:
06/02/2013 alle 14:27
RAGUSA 06/02/2013
GENT.MO SIG. AVV. ANGELO LO GRECO, DESIDERO COMPLIMENTARMI CON LEI E CON I SUOI COLLABORATORI PER IL SERVIZIO INTERESSANTE E PRATICO CHE OFFRITE IN FORMA VOLONTARIA A NOI CITTADINI.
SAREBBE INTERESSANTE SAPERNE UN PO DI PIU’ COME DIFENDERCI DA LICENZIAMENTI INDISCRIMINATI ED IMMOTIVATI E , CHE FINE HA FATTO, ALLA LUCE DELLA RIFORMA FORNERO, LA TUTELA DEI LAVORATORI SECONDO L’EX ART.18 .
GRAZIE di cuore GIANNI IURATO
21/02/2013 alle 12:29
buon giono mi chiamo vittoria , io sono una sig. di 64 anni sono stata licenziata con la legge fornero art 7 legge 604 del 15/07/1966 licenziamentoper giusticato motivo oggettivo per chiusure dei locali , mentre il mio datore di lavoro ha altri punti vendita. sono stata convocata al ministero del lavoro per una conciliazione , mi spetta un indenizio e di quante mensilita. la ringrazio aspetto una sua risposta.
Gen.le Vittoria,
l’indennità riconosciuta, nel caso di licenziamento illegittimo, è fra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità della retribuzione globale di fatto percepita. Cordialità
05/03/2013 alle 10:20
salve io sono stato licenziato senza un vero motivo adesso il mio avvocato mi ha consigliato di fare ricorso ma se il datore di lavoro chiude l’attivita?
07/03/2013 alle 16:35
Buonasera, purtroppo sono ormai passati 60 giorni dalla fine del mio rapporto di lavoro cocopro e quindi avrei perso ogni diritto di impugnazione. Il contratto è scaduto il 31/12/12 e le chiedo con quale comunicazione (raccomandata o altro) mi doveva essere comunicata la cessazione oppure é sufficiente una comunicazione verbale. Io non ho ricevuto nessuna comunicazione formale. Inoltre desideravo chiederle se un contratto cocopro in cui non ce assolutamente e palesemente nessun riferimento a progetto specifico o fase di esso può essere trasformato automaticamente in contratto subordinato dall’ispettorato del lavoro competente.
16/05/2013 alle 13:20
sono stato licenziato da una pubblica amministrazione nel giugno 2012, posso ancora fare qualcosa?
21/05/2013 alle 13:02
Buongiorno, l’ 08/05/13 ho ricevuto la comunicazione di licenziamento ex art 4 comma 9 L223/91 dove specifica che avendo un preavviso di 3 mesi la data di licenziamento sarà il 10/09/2013.
i 60 giorni per l’impugnazione comunque partono dalla data dell’8/5/13? il prospetto di lettera da utilizza re è quello che trovo qui in allegato?
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11/06/2013 alle 11:03
BuonGiorno.. l’azienda dove lavoro dal 2007 sta per chiudere il punto vendita dove sono impiegata con contratto a tempo indeterminato dal 2009 (prima avevo un contratto a progetto). L’azienda ha due punti vendita, uno di fianco all’altro,uno che si rivolge ad un target basso(dove lavoro io) e che a causa della crisi e di una gestione poco appropriata verrà chiuso, l’altro che si rivolge ad un target più alto regge anche perchè l’expo è di proprieta mentre il nostro è in affitto.L’azienda ha più di 15 dipendenti e l’amministrazione è comune con tutti gli uffici ubicati nella sede dove io non lavoro.Per ottenere nuovi finanziamenti i proprietari devono “tagliare i rami secchi”..come sostengono loro e in questo momento noi siamo “solo Spese”. Delle 4 persone che svolgono il mio ruolo io ho il contratto più datato. Vorrei sapere se ho diritto di essere inserita nell’organico(e questo significherebbe il licenziamento di una collega con meno anzianità) o se ho diritto ad un risarcimento nel caso in cui i miei datori preferiscano mantenere i ruoli attuali per una questione di continuità. Cosa mi spetta? Come mi devo muovere?
11/06/2013 alle 11:07
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letizia averna ha detto:
21/06/2013 alle 11:03
Una volta una domanda da parte dl datore di lavoro. Il m io collaboratore mi ha inviato tramite raccomandata di avvocato da lui controfirmata una lettera per impugnare il licenziamento secondo la stessa avvenuto senza giustificato motivo oggettivo e senza indicare l’impossibilità di utilizzare il lavoratore in altre proficue mansioni poi il ricorso pervenuto contiene di tutto di più. E’ possibile dichiararlo inammissibile per le parti che non riguardano l’obblio di repêchage? Il datore di lavoro può evitare l’avvocato. Ci si può mettere d’accordo prima dell’udienza.
06/01/2014 alle 18:02
SALVE SONO UN MARITTIMO IL 18 GIUGNO DEL 2009 SONO SBARCATO IN MALATTIA CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO HO CHIAMATO LA SOCIETA’ DOPO ESSERE GUARITO NESSUNA RISPOSTA E NEMMENO NESSUNA LETTERA DI LICENZIAMENTO POSSO ANCORA INTRAPRENDERE UN’AZIONE LEGALE MAGARI DI RISARCIMENTO HO REINSERIMENTO GRAZIE GRADIREI UNA RISPOSTA
18/01/2014 alle 19:17
Salve, dopo circa 3 anni di lavoro come impiegato in una azienda settore servizi, CCNL commercio, il 7 gennaio mi è stata consegnata una comunicazione preventiva di licenziamento ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 legge 15/7/1966 n. 604, come modificato dalla legge 28/06/2012 n. 92. Motivazioni di natura oggettiva (crisi di impresa), mascherate, poichè hanno licenziato e poi riassunto altre persone. Dopo 7 giorni c’è stato un tentativo di conciliazione presso la direzione territoriale lavoro dove mi sono state offerte 2 mensilità come incentivo all’esodo. Ho rifiutato ed assistito da due legali ho intenzione di impugnare il licenziamento. Avrei bisogno di sapere una cosa: quando mi arriverà la lettera di licenziamento posso richiedere l’indennità di disoccupazione? In sostanza, se si impugna il licenziamento il lavoratore ha comunque diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione? Comunque sarò disoccupato anche se ho impugnato il licenziamento. Cordiali saluti e grazie in anticipo.
06/06/2014 alle 00:02
Ma lil ricorso per impugnare ordinanza legge fornero va notificata al convenuto o al procuratore. Costituito ?.
BUONASERA LAVORO IN UNA AZIENDA DI AUTOTRASPORTI SIAMO CIRCA 11 DIPENDENTI , PREMETTO CHE IO SONO L’UNICO AUTISTA CON PATENTE D , DICEMBRE 2013 IL CAMION CHE GUIDAVO IO SI GUASTA IL TITOLARE NN VUOLE PIU’ AGIUSTARLO E MI OBBLIGA A FARE LA PATENTE E CHE NN POSSIEDO SE VOLEVO CONTINUARE A LAVORARE CON LUI . DICEMBRE 2013 MI SONO ISCRITTO PER FARE QUESTA PATENTE ,INTANTO LUI DAL16/ 12/ 2013 AL 14/06/2014 , MI METTE IN CASSA INTEGRAZIONE , GG 09/05/2014 LO AVVISO CHE L’ ESAME DI TEORIA E ANDATO A BUON FINE E CHE TRA 1MESE E UN GG DEVO EFFETTUARE QUELLO DI GUIDA , IL12/06/2014 DOVEVO FARE L’ESAME DI GUIDA MA IL GG DELL’ ESAME IL CAMION SI GUASTA , L ‘ ESAME VIENE RIMANDATO GG 03/07/2014 FINALMENTE POSSIEDO QUESTA PATENTE IN MANO . PREMETTO CHE GG 12/05/2014 HO CHIESTO AL TITOLARE QUANDO SCADEVA LA CASSA INTEGRAZIONE LA SUA RISPOSTA E STATA NN LO SO , NN HO RICEVUTO NESSUNO AVVISO SIA DALL’ INPS SIA DAL DATORE DI LAVORO QUANDO MI SCADEVA LA CASSA INTEGRAZIONE , COMUNQUE DOPO TUTTO QUESTO VENGO LICENZIATO . NELLA LETTERA CHE MI HA SPEDITO TRAMITE RACCOMANDATA IL 27 /06/2014 CE SCRITTO LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO- ART 3, LEGGE N604/1966
fontana floriana ha detto:
qualcuno sa se é possibile recedere dopo aver impugnato un licenziamento.
mio figlio subito dopo aver impugnato il licenziamento ha trovato lavoro ma il precedente datore di lavoro ha risposto: ok ti riassumo. Ora sappiamo bene che ne lui ne il suo datore di lavoro vogliono che torni a lavorare lì ma non é ancora stato firmato il contratto dal nuovo datore anche perché non sappiamo come uscirne.
Sembrerebbe che debba dare le dimissioni sacrificando l’indennità di mancato preavviso e anzi pagare il suo mancato preavviso. Non può recedere o richiedere al posto del reintegro un indennizzo? faccio notare che non siamo ancora ricorsi al giudice ma abbiamo solo mandato una raccomandata.
12/08/2014 alle 09:31
Salve volevo sapere se dopo il giudizio di merito del consiglio di stato causa licenziamento p.a dove un capoufficio mi ha contato giorni malattia invece di infortunio in servizio con conseguente causa di servizio riconosciuta , mi potrei rivolgere alla corte d’appello o in cassazione attendo sue grazie
sandro mol ha detto:
08/01/2015 alle 01:20
notificati 30 gg prima della data fissata per la costituzione del convenuto, non 30 gg prima dell’udienza.

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 Art. 18
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