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Timestamp: 2020-05-27 00:41:14+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8472 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8472 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. lav., 31/03/2017, (ud. 24/01/2017, dep.31/03/2017), n. 8472
sul ricorso 21898-2014 proposto da:
ROMA, PIAZZA UNITA’ 13, presso lo studio dell’avvocato LUISA
RANUCCI, rappresentata e difesa dall’avvocato CRISTINA GIGANTE,
F.L., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA QUINTINO SELLA, 41, presso lo studio dell’avvocato MARGHERITA
VALENTINI, rappresentata e difesa dall’avvocato MASSIMILIANO DEL
VECCHIO, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 228/2014 della CORTE D’APPELLO SEZIONE
DISTACCATA DI TARANTO, depositata il 03/07/2014 R.G.N. 679/2011;
24/01/2017 dal Consigliere Dott. AMELIA TORRICE;
udito l’Avvocato CRISTINA GIGANTE;
CELESTE Alberto, che ha concluso per cessazione materia del
1. La Corte di Appello di Lecce, in riforma della sentenza di prime cure, ha dichiarato la illegittimità della risoluzione del contratto di lavoro a tempo indeterminato stipulato fra la Azienda Sanitaria Locale di Taranto e F.L. ed ha condannato la A.S.L. alla immediata reintegrazione dell’appellante nel posto di lavoro in precedenza occupato ed a corrispondere alla stessa l’indennità pari a cinque mensilità di retribuzione.
2. La Corte ha premesso che la F. aveva partecipato, collocandosi utilmente in graduatoria, al concorso per titoli ed esami, bandito dalla A.S.L. Taranto ai sensi del D.P.R. n. 483 del 1997 e della L.R. n. 40 del 2007, riservato ai dirigenti medici già in servizio, da almeno un triennio, presso le strutture aziendali, in forza di contratti a tempo determinato. Espletate le operazioni concorsuali ed approvata la graduatoria, era stato sottoscritto il contratto individuale, in forza del quale la F. aveva prestato servizio in qualità di dirigente medico. Con comunicazione del 16 giugno 2011, peraltro, la ASL aveva sollecitato la dipendente a concordare la risoluzione consensuale del rapporto, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale della L.R. n. 40 del 2007, art. 3, comma 40, pronunciata dalla Corte Costituzionale con sentenza 12.2.2011 n. 42. Successivamente l’azienda aveva revocato detto invito, essendo entrato in vigore il D.L. n. 98 del 2011 che, all’art. 16, comma 8, aveva previsto la nullità “di diritto” delle assunzioni avvenute in base a norme dichiarate costituzionalmente illegittime, ivi comprese quelle derivanti dalla stabilizzazione o dalla trasformazione di rapporti a termine.
3. In punto di diritto la Corte territoriale ha osservato che: le procedure di stabilizzazione rientrano nel campo di applicazione del diritto comunitario e che la legge regionale era intervenuta a colmare una lacuna della normativa nazionale, stante l’inadeguatezza di quest’ultima a sanzionare l’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato; le sentenze dichiarative di incostituzionalità, pur avendo efficacia ex tunc, non spiegano effetti sulle situazioni giuridiche già esaurite e, quindi, non incidono su rapporti consolidati, costituiti sulla base di provvedimenti divenuti inoppugnabili; nessun atto della procedura di stabilizzazione aveva formato oggetto di impugnazione da parte dei controinteressati e, anche dopo la sentenza di incostituzionalità, la ASL non aveva avviato alcuna iniziativa ai sensi della L. n. 241 del 1990, art. 21 nonies; gli effetti della dichiarazione di incostituzionalità non si estendono automaticamente all’atto amministrativo adottato sulla base della norma costituzionalmente illegittima; il D.L. n. 98 del 2011, art. 16, comma 8, convertito nella L. n. 111 del 2011, non ha efficacia retroattiva e, quindi, non trova applicazione ai rapporti già in essere alla data della sua entrata in vigore, tanto più che la L. n. 14 del 2012 ne ha escluso la applicabilità ai rapporti consolidati.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la Azienda Sanitaria Locale Taranto sulla base di dieci motivi. F.L. ha resistito con tempestivo controricorso, ed ha proposto ricorso incidentale, affidato ad un unico articolato motivo, al quale ha resistito la ricorrente principale.
5. La ricorrente principale ha depositato istanza, sottoscritta dal proprio difensore, con la quale è stato chiesto che si dichiari l’avvenuta cessazione della materia del contendere per intervenuta conciliazione, allegando verbale di conciliazione in sede sindacale, in data 1.2.2016.
6. Dal suddetto verbale di conciliazione, debitamente sottoscritto dal rappresentante della ASL TA, oltrechè dalla F. e dai rispettivi difensori, risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia in esame, con il quale è stata prevista la definitiva assunzione della F., sia pure con decorrenza successiva a quella dell’originario contratto individuale, e l’obbligo della F. di restituire la somma percepita a titolo di indennità risarcitoria.
7. Le parti si sono date atto dell’intervenuta conciliazione, del venir meno della materia del contendere in relazione al presente giudizio, e della concordata compensazione delle spese relative a quest’ultimo e ai precedenti gradi del giudizio, eccezion fatta per quelle già liquidate in corso di causa.
8. Ad avviso del Collegio il citato verbale di conciliazione è idoneo a dimostrare la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse a proseguire il processo.
9. Le spese sono dichiarate compensate.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 21
 art. 16
 sentenza