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Timestamp: 2020-07-15 12:40:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11944 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11944 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/05/2017, (ud. 07/07/2016, dep.12/05/2017), n. 11944
sul ricorso 23034-2014 proposto da:
L.P.A., elettivamente domiciliata presso la CORTE DI
dall’Avvocato PIETRO BERTUZZI, giusta procura speciale in calce al
COMUNE MALALBERGO;
avverso la sentenza n. 1766/2014 del TRIBUNALE di BOLOGNA, depositata
il 30/05/2014;
07/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VINCENZO CORRENTI.
L.P.A. propone ricorso per cassazione, illustrato da memoria, contro il Comune di Malalbergo, che non resiste con controricorso, avverso la sentenza del tribunale di Bologna che ha accolto l’appello del Comune a sentenza del GP, che invece aveva accolto l’opposizione per aver omesso di fornire i dati personali in quanto detti dati erano stati forniti a condizione che risulti provato che era alla guida effettivamente la sottoscritta e non invece un familiare o un conoscente”. Il Tribunale ha ritenuto che la comunicazione fosse sostanzialmente elusiva del precetto.
Parte ricorrente denunzia: 1) violazione dell’art. 132 c.p.c.; 2) violazione dell’art. 126 bis C.d.S., comma 2 essendo pacifico ed incontestato che ha comunicato i dati; 3) violazione dell’art. 126 C.d.S., comma 2 per vizi di motivazione.
Le censure non meritano accoglimento.
La sentenza ha sostanzialmente ritenuto che la condizione apposta alla comunicazione eludesse la norma contestata mentre la ricorrente sostanzialmente replica che trattasi di elemento ulteriore che non può comportare la violazione del precetto, concretamente osservato.
Va condivisa l’argomentazione del tribunale secondo la quale la comunicazione fosse sostanzialmente elusiva del precetto che impone di comunicare i dati.
La sentenza ha statuito che l’affermarsi conducente dei veicolo solo qualora venga provato che era alla guida era espressione priva di ogni valore informativo ed ha richiamato l’art. 126 bis C.d.S., comma 2 e la giurisprudenza di questa Corte sull’obbligo di comunicazione dei dati e non di una qualsiasi comunicazione (Cass. n. 11812/2010), concludendo trattarsi di una omissione in assenza di un giustificato motivo o di circostanze, neppure allegate, di esclusione della colpevolezza.

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