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Timestamp: 2020-07-12 13:41:27+00:00

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CIVILE-CONDOMINIO| Il singolo condomino può impugnare la sentenza sfavorevole pronunciata nei confronti del condominio -Sentenza Cass. n. 4991/2012. In evidenza
Non è in discussione la competenza del giudice di pace a giudicare sulla presente controversia: la sentenza non definitiva in data 25 luglio 2002, con cui il Giudice di pace di Portogruaro ha dichiarato la propria competenza per materia nella controversia de qua, perchè concernente la modalità di uso del servizio condominiale relativo al muro comune, è infatti passata in cosa giudicata, non essendo stata fatta oggetto di impugnazione.
Quel che viene in rilievo è il merito della controversia: e sotto questo profilo il Giudice di pace, con la sentenza in data 7 luglio 2003 con cui ha definito il giudizio dinanzi a sè pendente, ha chiarito che nella specie ciò di cui si discuteva non era la misura o la modalità di uso di un servizio condominiale, ma "se la materia relativa all'esposizione di targhe ed insegne sia sottratta alla disponibilità dell'assemblea dei condomini": quesito al quale il giudice ha dato risposta affermativa, sul rilievo che non può essere vietato al singolo condomino "di servirsi della cosa comune, e cioè dei muri perimetrali, per apporvi le proprie insegne", ciò "raffigurando una modifica della cosa comune conforme alla destinazione del muro perimetrale, che ciascun condomino può legittimamente apportare a propria cura e spese, se non impedisce l'altrui pari uso".
Il merito della controversia, ad onta delle ragioni che avevano indotto ad affermare la competenza per materia del giudice di pace, ha dunque riguardato, non già i limiti quantitativi e qualitativi nell'uso dei servizi del condominio, ma l'esistenza (o l'inesistenza) del diritto di usare del muro comune al fine di apporvi targhe, e quindi un diritto soggettivo di carattere dominicale spettante al condomino.
E' evidente che, in siffatta fattispecie, il Tribunale, investito dell'appello del singolo condomino, ha errato a ritenere che la legittimazione ad impugnare spettasse esclusivamente all'amministratore per essere la causa decisa in primo grado relativa alla gestione di un servizio comune. Essendo in discussione i diritti e le facoltà che si riconnettono al diritto di comproprietà dei condomini sulla parte comune, il Tribunale avrebbe dovuto riconoscere la legittimazione ad appellare del singolo condomino, in luogo dell'amministratore che era stato parte nel giudizio di primo grado, e ciò in base al principio secondo cui nel condominio di edifici, che costituisce un ente di gestione, l'esistenza dell'organo rappresentativo unitario non priva i singoli condomini del potere di agire in difesa dei diritti connessi alla loro partecipazione, nè quindi del potere di avvalersi dei mezzi di impugnazione per evitare gli effetti sfavorevoli della sentenza pronunciata nei confronti dell'amministratore stesso che vi abbia fatto acquiescenza (Cass., Sez. 2, 6 agosto 1999, n. 8479;Cass., Sez. 2, 21 gennaio 2010, n. 1011, Cass., Sez. 3, 18 febbraio 2010, n. 3900; Cass., Sez. 3, 16 maggio 2011, n. 10717).
Sentenza depositata in Cancelleria il 28 marzo 2012
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