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Timestamp: 2020-08-12 13:15:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11689 del 08/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11689 del 08/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 08/06/2016, (ud. 28/04/2016, dep. 08/06/2016), n.11689
sul ricorso 10761/2015 proposto da:
ZERONOVANTA SRL, in persona del suo legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE ZEBIO 28,
presso lo studio dell’avvocato GAETANO ALESSI, rappresentata e
difesa dall’avvocato GIANMARCO ABBADESSA, giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 2812/27/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Il Giudice di appello – ritenuto pregiudiziale il giudicato esterno, costituito da sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Messina e formatosi, in senso favorevole ad altro soggetto consorziato operante nel medesimo centro commerciale, sulle medesime questioni in fatto ed in diritto oggetto di esame – ha rilevato che la sentenza, intervenuta per prima, lo legittimava a fondare il proprio convincimento su elementi di prova e di verità a favore del contribuente, contenuti in una sentenza che ha statuito la infondatezza e la illegittimità della pretesa fiscale. La Commissione Regionale, quindi, condivisa la sentenza con autorità di cosa giudicata, rilevava la violazione e falsa applicazione dell’art. 10 del Regolamento n. 19/C del 17.5.2002, del D.Lgs. n. 152 del 2006, artt. 184, 188 e 190 e del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62 ed atteso che il contribuente si era attenuto alla convenzione stipulata con la società che gestisce per conto del Comune di Messina il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, dichiarava illegittima la richiesta impositiva ai fini TARSU poichè il Consorzio aveva provveduto a propria cura e spese allo smaltimento dei rifiuti prodotti dai consorziati tramite conferimento a soggetti abilitati per lo smaltimento dei rifiuti speciali.
A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c. e della fissazione dell’adunanza della Corte in Camera di consiglio, la controricorrente ha depositato memoria.
id n. 23658 del 2008 e, di recente, Cass. n. 3187 del 18/02/2015).
E’ pur vero che, in base alla consolidata giurisprudenza di questa Corte, (e premesso che dal principio stabilito dall’art. 2909 c.c. –
secondo cui l’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa – si evince, a contrario, che l’accertamento contenuto nella sentenza non estende i suoi effetti, e non è vincolante, rispetto ai terzi), il giudicato può, quale affermazione obiettiva di verità, spiegare efficacia riflessa anche nei confronti di soggetti estranei al rapporto processuale; ma tali effetti riflessi del giudicato, oltre gli ordinari limiti soggettivi, sono impediti quando il terzo sia titolare di un rapporto autonomo e indipendente rispetto a quello in ordine al quale il giudicato interviene, non essendo ammissibile nè che egli ne possa ricevere un pregiudizio giuridico, nè che se ne possa avvalere a fondamento della sua pretesa, salvo che tale facoltà sia espressamente prevista dalla legge, come nel caso delle obbligazioni solidali, ai sensi dell’art. 1306 c.c., comma 2 (cfr., ex plurimis, Cass. nn.ri 250 del 1996, 5320 del 2003, 5381 e 11677 del 2005, 7523 del 2007).
2. Nella specie, la controricorrente è parte di un distinto ed indipendente rapporto obbligatorio con il Comune, rispetto a quello intercorrente tra questo e la parte del giudizio, conclusosi con sentenza passata in giudicato, indicato nella sentenza impugnata, con la conseguenza che il giudicato intervenuto nella controversia tra questi ultimi non ha, differentemente da quanto erroneamente ritenuto dalla C.T.R. siciliana, alcuna efficacia vincolante nel presente giudizio (cfr. Cass. n. 691 del 13/01/2011; id. n. 24558 del 02/12/2015).
La Corte, in accoglimento del primo motivo di ricorso ed assorbiti i restanti, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle pese, alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, in diversa composizione.

References: Sentenza 
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 art. 62
 art. 380
 Cass. 
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 Cass. 
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 Cass. 
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