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Timestamp: 2020-07-13 20:51:27+00:00

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Sentenza e pedissequo precetto notificati a persona diversa dall'effettivo destinatario: opposizione all'esecuzione o impugnazione della sentenza? (A. Ventimiglia)
Sabato 10 Gennaio 2015 18:00	Assunta Ventimiglia
All'opponente viene notificata sentenza, pronunziata in grado di appello - con pedissequo atto di precetto - della quale dichiara di ignorarne l'esistenza. Egli, pertanto, propone opposizione al precetto ai sensi dell'art. 615 c.p.c. Con la sentenza che segue il Giudice di Pace ha ritenuto che se il precetto è notificato a soggetto diverso dal debitore effettivo, ovvero se si versi in situazione di omonimia o di particolare ambiguità in ordine all'identità del debitore, la mancata impugnazione della sentenza da parte del soggetto terzo rispetto alle parti reali del rapporto obbligatorio, non preclude la possibilità di proporre opposizione all'esecuzione ai sensi dell'art. 615 c.p.c.. (Giudice di Pace di Nola - ex Ottaviano - sentenza del 25.11.2014)
Sentenza inviata dall'avv. Luigi Carbone
in persona della dr.ssa Assunta Ventimiglia ha-pronunciato la seguente
nella causa civile, iscritta al n° 1178 del Ruolo Generale degli affari civili dell'anno 2013, riservata a sentenza all'udienza del 29.09.2014, avente ad oggetto: opposizione a precetto
BBB Pasquale, nato il <…> a Terzigno ( C.F. <…>) ed ivi residente alla Via <…>, elettivamente domiciliato in Terzigno alla Via GGG, nello studio dell'Avv. Lll CCC, che ha dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 081/<…>; e-mail: <…>@pec.it, che lo rappresenta e difende in virtù di procura a margine dell'atto di citazione;
S.p.A. Enel Distribuzione, con sede in Roma alla Via Ombrone, 2 ( Registro delle Imprese di Roma - C.F. 05779711000 - R.E.A. 922436), in persona del suo legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Napoli alla Piazza <…> nello studio dell'Avv. Lll Aaa, che ha dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al seguente numero di fax 081/<…> o al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: <…>@avvocatinapoli.legalmail.it, che la rappresenta e difende in virtù di procura generale alle liti per Notar<…> del 21.04.2006, distinta nel repertorio dal n. <…>, Raccolta n. <…>;
Ppp Avv. CCC ( C.F. <…>), procuratore di se stesso, con studio in <…> alla Via <…>, 24 ( fax <…>; PEC: <…>@pec.ordineforense.salerno.it);
Come da verbale di udienza del 29.09.2014.
Con atto di citazione regolarmente notificato, BBB Pasquale conveniva in giudizio la S.p.A. Enel Distribuzione, in persona del suo legale rappresentante p.t., esponendo quanto segue:
che, in data 21.11.2012, veniva notificato al ricorrente la sentenza n. 760/12 del Tribunale di Salerno, Sezione Distaccata di Eboli, con pedissequo atto di precetto, con il quale gli veniva intimato il pagamento della somma di € 794,32 da effettuare in favore dell'Enel Distribuzione, quale ristoro delle spese di giudizio;
che la predetta sentenza si sarebbe pronunziata sull'appello proposto avverso la sentenza n. 1971/07 del Giudice di Pace di Laviano, in merito ad un risarcimento danni richiesto all’Enel, di cui l'opponente ignora l'esistenza;
che l'istante non ha mai conferito alcun mandato per richiedere risarcimento danni all'Enel Distribuzione, né tantomeno ha mai ricevuto alcuna somma da parte dell'Enel Distribuzione a tale titolo;
che nella predetta sentenza, non vengono nemmeno indicate, sia pure sommariamente, le generalità dell’ appellato BBB Pasquale e quelle del difensore nel giudizio di primo grado, per cui, ancora una volta, si ribadisce che l'istante è totalmente estraneo al predetto giudizio e non ne può subire le conseguenze giuridiche;
che, ferma restante la natura assorbente delle sopra formulate eccezioni, per solo spirito tuzioristico, si fa rilevare che non è dovuto l'importo di € 76,25, richiesto a titolo di rimborso spese ex art. 14 d.m. 127/04;
che pertanto sussiste l'infondatezza della pretesa ereditaria per carenza di legittimazione passiva dell'intimato BBB Pasquale, in quanto persona diversa dal soggetto che avrebbe preso parte al giudizio posto a base della pretesa creditoria;
che l'esecuzione non è ancora iniziata;
che è diritto dell’odierno attore ottenere la rifusione delle spese processuali.
Tanto premesso, BBB Pasquale così concludeva: << previo provvedimento di sospensione dell'efficacia esecutiva del titolo ........ dichiarare la nullità, inesistenza, illegittimità della pretesa ereditaria vantata dall'Enel Distribuzione nei confronti dell'opponente, nonché il difetto di legittimazione passiva dell'istante; condannare essa convenuta al pagamento delle spese e competenze del giudizio ........ >>.
Si costituiva in giudizio la S.p.A. Enel Distribuzione, che chiedeva ed otteneva di essere autorizzata a chiamare in causa l’avv. PPP CCC quale difensore dell'opponente sia nel giudizio promosso innanzi al Giudice di Pace di Laviano che in quello in grado di appello innanzi il Tribunale di Salerno.
Si costituiva in giudizio l'Avv. Ppp CCC, che eccepiva la propria carenza di legittimazione passiva.
All'udienza del 29.09.2014, rassegnate le conclusioni, la causa veniva riservata a sentenza.
Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione preliminarmente rileva osservare che è infondata l'eccezione di inammissibilità ed improcedibilità dell'opposizione all'esecuzione formulata dalla S.p.A. Encl Distribuzione.
Invero, la citata Società afferma che la parte opponente << veicola a mezzo dell'attuale giudizio di opposizione all'esecuzione, doglianze relative a presunti vizi di cui potrebbe essere affetto un titolo di formazione giudiziale . . . . . . . . . e che tali censure potrebbero essere fatte valere esclusivamente con i normali mezzi di impugnazione, ciò prescrivendo la norma di cui all'art. 161 c.p.c., la quale al I comma testualmente recita: "La nullità delle sentenze soggette ad appello o a ricorso per Cassazione può essere fatta valere soltanto nei limiti e secondo le regole proprie di questi mezzi di impugnazione".
La S.p.A. Enel Distribuzione, poi, precisa che << per consolidato orientamento dottrinale e giurisprudenziale, se l'esecuzione è fondata su un titolo giudiziale, sono da considerare precluse tutte quelle censure, ragioni o motivi inerenti la formazione del titolo medesimo. Si tratta, infatti, di accertamenti che ........... dovrebbero costituire oggetto di apposito gravame >>.
Rileva osservare che, nel caso m esame, l'opponente non contesta il merito della sentenza, posta a base del precetto, distinta dal n. 706/12 del Tribunale di Salerno, Sez. Distaccata di Eboli, che si è pronunziato sull'appello proposto avverso la sentenza del Giudice di Pace di Laviano, in merito ad un risarcimento dei danni richiesto all 'Enel, ma eccepisce di non essere il destinatario della predetta sentenza, in quanto lo stesso ha dichiarato di non aver mai conferito mandato per richiedere il risarcimento alla citata Società.
L'opponente, quindi, eccepisce la mancata coincidenza tra la sua persona e quella del destinatario della sentenza.
Orbene, dall'esame della documentazione ritualmente prodotta dalla S.p.A. Enel Distribuzione non risultano indicate le generalità di BBB Pasquale. Invero, nella sentenza di secondo grado come nell'atto di citazione relativo al giudizio di primo grado è indicato semplicemente il nome BBB Pasquale, senza alcuna indicazione delle generalità e del codice fiscale, che avrebbero aiutato ad individuare con certezza il destinatario dell'atto di precetto. In mancanza di tali elementi e a fronte dell'eccezione formulata dall'opponente, di carenza di legittimazione passiva, deve dirsi che si tratta o
di una situazione di omonimia o di particolare ambiguità in ordine all'identità dell'opponente.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17802 del 30.08.2011, che può trovare applicazione al caso in esame, ha affermato la proponibilità dell'opposizione all'esecuzione ai sensi dell'art. 615 c.p.c., pur in mancanza di opposizione al decreto ingiuntivo.
In particolare la Cassazione ha ritenuto: "quando il decreto ingiuntivo venga notificato a soggetto diverso dal debitore effettivo, ovvero quando si versi in situazione di omonimia o di particolare ambiguità in ordine all'identità del debitore ingiunto, la mancata proposizione dell'opposizione a decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 645 c.p.c., da parte del soggetto <<terzo>> rispetto alle parti reali del rapporto obbligatorio, non preclude la possibilità di proporre opposizione all'esecuzione ai sensi dell'art. 615 c.p.c. con la quale si intenda contestare non il fatto costitutivo del credito, ma la qualità di parte del destinatario della notificazione del decreto ingiuntivo ovvero la coincidenza tra il soggetto nei cui confronti il creditore ha ottenuto l'ingiunzione di pagamento e quella nei cui confronti ha effettuato la notificazione".
In aderenza all'enunciato principio, questo giudice ritiene ammissibile l'opposizione all'esecczione ex art. 615 c.p.c.
Nel merito l'opposizione è fondata e, pertanto, va accolta.
A fronte dell'eccezione di carenza di legittimazione passiva formulata da BBB Pasquale, la Società opposta non ha fornito alcuna prova. Invero, la S.p.A. Enel Distribuzione ha prodotto una scheda dove non sono indicate le generalità dell'opponente, l'unico dato che emerge è l'indirizzo di Via Pietro Micca, mentre la sentenza con pedissequo precetto è stato notificato ad un diverso indirizzo.
Per quanto esposto l'opposizione deve essere accolta, con conseguente rigetto della domanda di manleva formulata dalla S.p.A. Enel Distribuzione nei confronti dell'Avv. PPP CCC.
La natura della controversia induce a compensare le spese di lite tra la S.p.A. Enel Distribuzione e l'Avv. Ppp CCC.
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sull'opposizione a precetto proposta da BBB Pasquale nei confronti della S.p.A. Enel Distribuzione, in persona del suo legale rappresentante p.t., ogni altra domanda ed eccezione disattesa, così provvede:
1) accoglie l'opposizione proposta da BBB Pasquale;
2) dichiara nullo il precetto notificato a BBB Pasquale ad istanza della S.p.A. Enel Distribuzione;
3) condanna la S.p.A. Enel Distribuzione, in persona del suo legale rappresentante p.t., al pagamento delle spese di giudizio che liquida in complessivi € 550,00, di cui € 50,00 per spese ed € 500,00 per il compenso per l'attività professionale svolta, oltre rimborso spese generali IVA e CP A, come per legge, con attribuzione all’Avv. Lll Ccc;
4) rigetta la domanda di manleva formulata dalla S.p.A. Enel Distribuzione nei confronti dell'Avv. Ppp CCC;
5) compensa le spese di giudizio tra la S.p.A. Enel Distribuzione e l'Avv. Ppp CCC.
Così deciso, il 25.11.2014

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