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Timestamp: 2019-07-23 04:54:16+00:00

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Art. 46 codice di procedura penale - Richiesta di rimessione - Brocardi.it
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Articolo 46 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 46 Codice di procedura penale
1. La richiesta è depositata, con i documenti che vi si riferiscono, nella cancelleria del giudice ed è notificata entro sette giorni a cura del richiedente alle altre parti (1).
2. La richiesta dell'imputato è sottoscritta da lui personalmente o da un suo procuratore speciale [122 c.p.p.].
(1) L'istanza di rimessione riveste carattere d'eccezionalità e pertanto il legislatore ha previsto che solo determinati soggetti possano presentare tale richiesta: essi sono il pubblico ministero o imputato. Quest'ultimo tutt'al più può farsi rappresentare dal procuratore speciale, ma non è consentita la sottoscrizione dell'atto da parte del mero difensore.
I soli soggetti legittimati ad esercitare la richiesta di rimessione sono il pubblico ministero e l'imputato (non è dunque sollevabile d'ufficio). La richiesta deve essere motivata e notificata. In caso di richiesta proveniente da imputato, deve essere quest'ultimo, personalmente o tramite procuratore speciale, a sottoscrivere la predetta istanza.
Massime relative all'art. 46 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 15480/2017
Nell'ipotesi di rigetto della richiesta di rimessione del processo non va pronunciata la condanna dei richiedenti alle spese processuali, in quanto, non solo non è prevista dall'art. 48, comma sesto, cod. proc. pen., ma, inoltre, tale mezzo a disposizione dell'imputato non è equiparabile ad una impugnazione, essendo, difatti, caratterizzato dalla finalità di scongiurare il pericolo di condizionamento dell'esercizio della funzione giudiziaria per effetto di gravi situazioni locali, che trova espresso presidio costituzionale nell'art. 111.
(Cassazione penale, Sez. II, ordinanza n. 15480 del 28 March 2017)
Cass. pen. n. 22113/2013
In tema di rimessione è da escludere che le parti private abbiano titolo per partecipare all'udienza camerale di discussione, atteso che il richiamo, contenuto nell'art. 48, comma 1, c.p.p., alla disciplina dettata dall'art. 127 c.p.p. non esclude l'operatività del disposto di cui all'art. 614, comma 2, c.p.p., secondo cui nel giudizio di cassazione le parti private possono comparire solo a mezzo dei propri difensori, nulla rilevando in contrario il fatto che lo stesso, citato comma 1 dell'art. 48 c.p.p., attribuisca alla Corte di cassazione il potere di assumere, “se necessario, le opportune informazioni”, posto che un tale potere comporta solo la possibilità di acquisire dati informativi di esclusiva o prevalente natura cartolare, ma non quella di svolgere attività istruttoria assimilabile a quella propria dei giudici di merito; il che, manifestamente, non si pone in contrasto né con gli artt. 3, 24, comma secondo, e 111, comma secondo, della Costituzione, né con l'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
(Cassazione penale, Sez. VI, ordinanza n. 22113 del 23 May 2013)
Cass. pen. n. 13687/2003
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 13687 del 26 March 2003)
Cass. pen. n. 944/2000
La declaratoria di inammissibilità della richiesta di rimessione del processo comporta la condanna dell'istante al pagamento delle spese processuali, ma non della sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende, che è di natura facoltativa.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 944 del 16 May 2000)
Cass. pen. n. 55/1998
Anche quando la rimessione del processo è chiesta in relazione ad un procedimento di prevenzione devono essere rispettate le forme previste dall'art. 46 c.p.p. ed in particolare la notifica alle altre parti della richiesta, in considerazione della rilevanza dell'atto che, potendo comportare una deroga al principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge, deve essere ben conosciuto dagli altri interessati affinché abbiano la possibilità di interloquire.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 55 del 9 February 1998)
Le condizioni per la rimessione devono ritenersi operanti non solo rispetto a quelle attività processuali riconducibili nella categoria del processo vero e proprio, ma anche in tutti i casi nei quali la legge processuale affida al giudice il compito di emettere decisioni corrispondenti all'esercizio della funzione giurisdizionale, anche se non sia stata ancora promossa l'azione penale a norma dell'art. 405 c.p.p. e, quindi, non sia stato ancora instaurato il rapporto inquadrabile nello schema concettuale del processo. Ne consegue che la richiesta di rimessione è ammissibile anche se proposta nella fase di chiusura delle indagini preliminari quando, a seguito della richiesta avanzata dal P.M. a norma dell'art. 408 c.p.p., il giudice per le indagini preliminari è chiamato a decidere se disporre, o non, l'archiviazione, essendo indubbio che, in tale situazione procedimentale, il giudice è investito di poteri decisori, di merito e di carattere processuale, che corrispondono all'esercizio della giurisdizione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1597 del 2 June 1997)
Cass. pen. n. 212/1997
In tema di rimessione del processo, l'operatività di tale istituto è circoscritta alla fase del processo di merito; l'art. 45 c.p.p., infatti, nel prevedere i casi di rimessione, fa esplicito riferimento al «processo», per cui resta esclusa dalla possibilità di rimessione la fase delle indagini preliminari che il legislatore chiama «procedimento» e non «processo». Ne consegue che deve ritenersi ammissibile la richiesta di rimessione del processo nel corso degli atti introduttivi dell'udienza preliminare, la quale, pur se non dibattimentale, deve essere considerata una fase processuale di merito: ed invero, l'ampiezza delle competenze attribuite al giudice dell'udienza preliminare, da un lato induce a collocare la detta udienza nell'ambito propriamente processuale, e, dall'altro, induce a ravvisare in tale fase le medesime esigenze di tutela della libertà delle persone che vi partecipano, per assicurare le quali il legislatore ha previsto l'istituto della rimessione del processo.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 212 del 3 March 1997)
Cass. pen. n. 5026/1996
La notifica alle altre parti della richiesta di rimessione del processo costituisce una condizione indefettibile di ammissibilità della stessa, che non ammette equipollenti, sicché, in mancanza di essa, l'istanza deve dichiararsi inammissibile, ancorché questa sia stata depositata in udienza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5026 del 26 October 1996)
Cass. pen. n. 4024/1996
Tra i poteri riconosciuti alla Corte di cassazione dal comma 1 dell'art. 48 c.p.p. di richiedere «le opportune informazioni» non rientra quello di disporre l'acquisizione di atti estranei al processo, compiuti nell'ambito di un procedimento finalizzato all'eventuale esercizio dell'azione disciplinare nei confronti di magistrati da parte del Ministro di grazia e giustizia e incidenti sulla posizione di altri soggetti, le cui esigenze di riservatezza potrebbero essere frustrate dalla pubblicazione della relazione di ispezione ministeriale.
(Cassazione penale, Sez. I, ordinanza n. 4024 del 25 July 1996)
Cass. pen. n. 56/1996
L'onere della notifica della richiesta di rimessione alle altre parti processuali, previsto dall'art. 46, comma primo, c.p.p. deve ritenersi osservato anche nell'ipotesi in cui la detta richiesta, avanzata in pubblica udienza, sia stata contestualmente consegnata in copia a ciascuna delle parti private presenti o rappresentate, nonché al pubblico ministero, e ciò risulti attestato nel verbale di udienza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 56 del 7 March 1996)
Cass. pen. n. 5148/1995
Il difensore dell'imputato non è legittimato a proporre richiesta di rimessione ai sensi dell'art. 45 c.p.p., non essendo compreso fra i soggetti ai quali la norma espressamente attribuisce la detta facoltà.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5148 del 9 November 1995)
Cass. pen. n. 1741/1995
(Cassazione penale, Sez. I, ordinanza n. 1741 del 4 July 1995)
Cass. pen. n. 6925/1995
L'onere di notificare l'atto alle altre parti, che l'art. 46, comma 1, c.p.p., pone a carico di chi abbia presentato richiesta di rimessione del processo, non viene meno per il semplice fatto che il giudice, cui l'istanza sia stata presentata, abbia irritualmente provveduto su di essa; la parte che intenda insistere nella richiesta coltivando le previste impugnazioni, pertanto, deve comunque curare, a pena di inammissibilità, il rigoroso formale adempimento della notifica dell'istanza alle altre parti entro sette giorni dal suo deposito in cancelleria.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 6925 del 16 June 1995)
Cass. pen. n. 1824/1995
La rimessione di cui agli artt. 45 ss. c.p.p. può operare solo nelle fasi propriamente giurisdizionali: i suddetti articoli infatti, come reso evidente dal testo letterale e come sottolineato nella relazione al progetto preliminare, si riferiscono al processo di merito e non al procedimento. (Affermando siffatto principio la Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione proposta in procedimento nel quale era stata fissata solo l'udienza preliminare dinanzi al Gip; al proposito la Corte Sprema ha rilevato che si era ancora nella fase procedimentale la quale termina solo con il decreto che dispone il giudizio, ovvero con la richiesta di giudizio immediato o di giudizio direttissimo).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1824 del 2 May 1995)
Cass. pen. n. 5723/1994
Poiché la procedura relativa a richiesta di rimessione del processo si svolge a norma dell'art. 127 c.p.p., per la valida celebrazione dell'udienza camerale dinanzi alla Corte di cassazione è necessario che sia dato avviso della data di fissazione della medesima a tutte le parti del rimettendo processo che, per le peculiarità del giudizio di cassazione, si identificano nei difensori delle parti private e nel procuratore generale presso la Corte Suprema. A tal fine, per quanto concerne le parti non richiedenti, non è sufficiente l'assolvimento, da parte del richiedente, dell'onere processuale della notificazione - previsto, a pena di inammissibilità dall'art. 46, comma 4, c.p.p. - della richiesta di rimessione del processo a tutti gli interessati, in quanto tale incombenza serve soltanto a portare a loro conoscenza l'esistenza della richiesta, ma non li informa della data di svolgimento dell'udienza camerale di trattazione della richiesta e, quindi, non li pone in condizione di far valere le proprie ragioni in un giudizio che, nell'ipotesi di accoglimento della richiesta di rimessione, verrebbe a incidere su un diritto costituzionalmente garantito, quello per cui nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5723 del 7 December 1994)
Cass. pen. n. 3356/1994
Prima della formulazione dell'imputazione da parte del pubblico ministero ai sensi dell'art. 405 c.p.p., l'indagato non assume la qualità di «imputato» (art. 60 c.p.p.), né esiste un giudice avanti al quale si proceda, che possa essere ricusato. Non è possibile, pertanto il ricorso all'istituto della remissione, previsto dall'art. 45 c.p.p., nella fase delle indagini preliminari e la relativa richiesta deve essere dichiarata inammissibile. (Nella specie il ricorrente lamentava che il giudice destinato a presiedere l'udienza preliminare avesse, in un precedente giudizio contro altri imputati, manifestato il proprio convincimento anche in ordine alla sua posizione processuale e che la stampa avesse nel contempo posto in essere una durissima campagna in suo danno, da ciò deducendo che tale situazione fosse idonea ad escludere la necessaria serenità di valutazione nei suoi confronti).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3356 del 7 September 1994)
Cass. pen. n. 3047/1994
Fra le «altre parti» alle quali, ai sensi dell'art. 46, comma 1, c.p.p., deve essere notificata, a cura del richiedente, la richiesta di rimessione del processo, è da ricomprendere anche la persona offesa, pur se non costituita parte civile, dovendosi aver riguardo alla sua qualità di parte in senso sostanziale ed al suo interesse ad opporsi eventualmente all'accoglimento della richiesta anzidetta.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3047 del 22 August 1994)
Cass. pen. n. 1290/1994
In materia di rimessione del processo, ai sensi degli artt. 45 e segg. c.p.p., la Corte di cassazione, come si desume dall'art. 48, primo comma, stesso codice (nel quale è previsto il potere, per la Corte medesima, di assumere, «se necessario», le opportune informazioni), è giudice anche del fatto; il che implica, fra l'altro, che essa ha poteri d'ufficio di ricerca della prova dell'effettiva esistenza dei presupposti leittimanti la rimessione, relativamente ai quali le parti sono invece tenute ad un mero onere di allegazione.
(Cassazione penale, Sez. I, ordinanza n. 1290 del 12 April 1994)
Cass. pen. n. 3006/1992
Atteso il carattere eccezionale dell'istituto della rimessione, deve escludersi che siano legittimati a chiederne l'applicazione soggetti diversi da quelli tassativamente indicati nell'art. 45 c.p.p., e cioè procuratore generale presso la corte di appello, pubblico ministero presso il giudice procedente e imputato. (Nella specie la richiesta di rimessione era stata avanzata dalla persona offesa).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3006 del 15 October 1992)

References: Articolo 46

Articolo 46

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