Source: http://www.meltingpot.org/Decreto-del-Presidente-della-Repubblica-31-agosto-1999-n.html
Timestamp: 2017-03-29 20:59:39+00:00

Document:
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258, del 3 novembre - S. O. n. 190/L Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 [02a parte: art. 11-17]
Art. 11 Rilascio del permesso di soggiorno. 1. Il permesso di soggiorno è rilasciato, quando ne ricorrono i presupposti, per i motivi e la durata indicati nel visto d’ingresso o dal testo unico, ovvero per uno dei seguenti altri motivi: a) per richiesta di asilo, per la durata della procedura occorrente, e per asilo; b) per emigrazione in un altro Paese, per la durata delle procedure occorrenti; c) per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, a favore dello straniero già in possesso del permesso di soggiorno per altri motivi, per la durata del procedimento di concessione o di riconoscimento; c-bis) per motivi di giustizia, su richiesta dell’Autorità giudiziaria, per la durata massima di tre mesi prorogabili per lo stesso periodo, nei casi in cui la presenza dello straniero sul territorio nazionale sia indispensabile in relazione a procedimenti penali in corso per uno dei reati di cui all’articolo 380 del codice di procedura penale, nonché per taluno dei delitti di cui all’articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75 (1); c-ter) per motivi umanitari, nei casi di cui agli articoli 5, comma 6 e 19, comma 1, del testo unico, previo parere delle Commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato ovvero acquisizione dall’interessato di documentazione riguardante i motivi della richiesta relativi ad oggettive e gravi situazioni personali che non consentono l’allontanamento dello straniero dal territorio nazionale (2); c-quater) per residenza elettiva a favore dello straniero titolare di una pensione percepita in Italia (3); c-quinquies) per cure mediche a favore del genitore di minore che si trovi nelle condizioni di cui all’articolo 31, comma 3, del testo unico (4); c-sexies) per integrazione del minore, nei confronti dei minori che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del testo unico, previo parere del Comitato per i minori stranieri, di cui all’articolo 33 del testo unico (5). 1-bis. Allo straniero, entrato in Italia per prestare lavoro stagionale, che si trova nelle condizioni di cui all’articolo 5, comma 3-ter, del testo unico, è rilasciato un permesso di soggiorno triennale, con l’indicazione del periodo di validità per ciascun anno. Il suddetto permesso di soggiorno è immediatamente revocato se lo straniero non si presenta all’ufficio di frontiera esterna al termine della validità annuale e alla data prevista dal visto d’ingresso per il rientro nel territorio nazionale. Tale visto d’ingresso è concesso sulla base del nullaosta, rilasciato ai sensi dell’articolo 38-bis (6).
2-bis. La questura, sulla base degli accertamenti effettuati, procede al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricongiungimento familiare, dandone comunicazione, tramite procedura telematica, allo Sportello unico che provvede alla convocazione dell’interessato per la successiva consegna del permesso o dell’eventuale diniego, di cui all’articolo 12, comma 1 (8). 3. La documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi in materia sanitaria di cui all’articolo 34, comma 3, del testo unico deve essere esibita al momento del ritiro del permesso di soggiorno.
(1) Lettera aggiunta dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (2) Lettera aggiunta dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (3) Lettera aggiunta dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (4) Lettera aggiunta dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (5) Lettera aggiunta dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (6) Comma aggiunto dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (7) Comma così sostituito dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (8) Comma aggiunto dall’art. 11, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
Art. 12 Rifiuto del permesso di soggiorno. 1. Salvo che debba disporsi il respingimento o l’espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera, quando il permesso di soggiorno è rifiutato il questore avvisa l’interessato, facendone menzione nel provvedimento di rifiuto, che, sussistendone i presupposti, si procederà nei suoi confronti per l’applicazione dell’espulsione di cui all’articolo 13 del testo unico.
Art. 13 Rinnovo del permesso di soggiorno. 1. Il permesso di soggiorno rilasciato dai Paesi aderenti all’Accordo di Schengen, in conformità di un visto uniforme previsto dalla Convenzione di applicazione del predetto Accordo ovvero rilasciato in esenzione di visto, per i soli motivi di turismo, non può essere rinnovato o prorogato oltre la durata di novanta giorni, salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali.
(1) Comma così modificato dall’art. 12, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (2) Comma abrogato dall’art. 2, D.LGS 4 marzo 2014, n. 40
Art. 14 Conversione del permesso di soggiorno. 1. Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o di lavoro autonomo e per motivi familiari può essere utilizzato anche per le altre attività consentite allo straniero, anche senza conversione o rettifica del documento, per il periodo di validità dello stesso. In particolare: a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non stagionale consente l’esercizio di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o condizioni previste dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività lavorativa in forma autonoma, nonché l’esercizio di attività lavorativa in qualità di socio lavoratore di cooperative; b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente l’esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validità dello stesso, previo inserimento nell’elenco anagrafico o, se il rapporto di lavoro è in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro; c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero per integrazione minore nei confronti dei minori che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del testo unico e per i quali il Comitato per i minori stranieri ha espresso parere favorevole, consente l’esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle lettere a) e b); d) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato, autonomo e per motivi di famiglia può essere convertito in permesso di soggiorno per residenza elettiva di cui all’articolo 11, comma 1, lettera c-quater). 2. L’ufficio della pubblica amministrazione che rilascia il titolo autorizzatorio o abilitativo, nei casi previsti dal comma 1, lettera a), e la Direzione provinciale del lavoro, nei casi previsti dal comma 1, lettera b), comunicano alla questura, per le annotazioni di competenza, i casi in cui il permesso di soggiorno è utilizzato per un motivo diverso da quello riportato nel documento.
Art. 15 Iscrizioni anagrafiche. 1. Le iscrizioni e le variazioni anagrafiche dello straniero regolarmente soggiornante sono effettuate nei casi e secondo i criteri previsti dalla legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e dal regolamento anagrafico della popolazione residente, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, come modificato dal presente regolamento.
(1) Sostituisce il comma 3 dell’art. 7, D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. (2) Sostituisce la lettera c) del comma 1 dell’art. 11, D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. (3) Aggiunge un periodo al comma 2 dell’art. 11, D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. (4) Aggiunge un periodo al comma 2 dell’art. 20, D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. (5) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 18 dicembre 2000.
Art. 16 Richiesta della carta di soggiorno. 1. Per il rilascio della carta di soggiorno di cui all’articolo 9 del testo unico, l’interessato è tenuto a farne richiesta per iscritto, su scheda conforme a quella approvata con decreto del Ministro dell’interno.
2. All’atto della richiesta, da presentare alla questura del luogo in cui lo straniero risiede, questi deve indicare: a) le proprie generalità complete; b) il luogo o i luoghi in cui l’interessato ha soggiornato in Italia nei cinque anni precedenti; c) il luogo di residenza; d) le fonti di reddito, derivanti anche dal riconoscimento del trattamento pensionistico per invalidità, specificandone l’ammontare (49). 3. La domanda deve essere corredata da: a) copia del passaporto o di documento equipollente o del documento di identificazione rilasciato dalla competente autorità italiana da cui risultino la nazionalità, la data, anche solo con l’indicazione dell’anno, e il luogo di nascita, del richiedente; b) copia della dichiarazione dei redditi o del modello CUD rilasciato dal datore di lavoro, relativi all’anno precedente, da cui risulti un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale (1); c) certificato del casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso; d) fotografia della persona interessata, in formato tessera, in quattro esemplari, salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 1.
4. Salvo quanto previsto dagli articoli 9, comma 2, e 30, comma 4, del testo unico, nel caso di richiesta relativa ai familiari di cui all’articolo 9, comma 1, e all’articolo 29, comma 1, lettera b-bis), del medesimo testo unico, le indicazioni di cui al comma 2 e la documentazione di cui al comma 3 devono riguardare anche il coniuge ed i figli minori degli anni diciotto conviventi, per i quali pure sia richiesta la carta di soggiorno, e deve essere prodotta la documentazione comprovante: a) lo stato di coniuge o di figlio minore. A tale fine, i certificati rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero sono legalizzati dall’autorità consolare italiana che attesta che la traduzione in lingua italiana dei documenti è conforme agli originali, o sono validati dalla stessa nei casi in cui gli accordi internazionali vigenti per l’Italia prevedano diversamente. Tale documentazione non è richiesta qualora il figlio minore abbia fatto ingresso sul territorio nazionale con visto di ingresso per ricongiungimento familiare; b) la disponibilità di un alloggio, a norma dell’articolo 29, comma 3, lettera a), del testo unico. A tale fine l’interessato deve produrre l’attestazione dell’ufficio comunale circa la sussistenza dei requisiti di cui al medesimo articolo 29 del testo unico ovvero il certificato di idoneità igienico-sanitaria rilasciato dall’Azienda unità sanitaria locale competente per territorio; c) il reddito richiesto per le finalità di cui all’articolo 29, comma 3, lettera b), del testo unico, tenuto conto di quello dei familiari e conviventi non a carico (2).
(49) Lettera così sostituita dall’art. 15, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (50) Lettera così sostituita dall’art. 15, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (51) Comma così sostituito dall’art. 15, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. (52) Comma così modificato dall’art. 15, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
Art. 17 Rilascio e rinnovo della carta di soggiorno. 1. La carta di soggiorno è rilasciata entro 90 giorni dalla richiesta, previo accertamento delle condizioni richieste dal testo unico.

References: art. 11

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 articolo 29

Art. 17