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Timestamp: 2019-06-25 02:15:30+00:00

Document:
indennità di espropriazione, imposte, verifica ici
CONDUZIONE AGRO SILVO PASTORALE
DICHIARAZIONI DI RETTIFICA
DOPO LA SENTENZA 348/2007
EVASIONE TOTALE E PARZIALE
La giurisprudenza ha chiarito che il meccanismo antielusivo dell'ICI di cui all'art. 37, comma. 7, TU 327/01 non costituisce un criterio di determinazione dell'indennità e ha inteso armonizzare la norma in parola con il diritto dell'espropriato, anche se evasore, a ricevere un serio ristoro, subordinando l'erogazione dell'indennità alla regolarizzazione della posizione tributaria. Ne consegue che, in adesione a tale, recente, orientamento giurisprudenziale, la ondanna al deposito presso la Cassa DD. PP. dell'indennità deve essere subordinata alla regolarizzazione de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne tributaria degli attori e all'avvio del recupero dell'imposta evasa e delle sanzioni.
La disposizione di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, non è diretta a regolare un autonomo criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione, né ad integrarne i criteri di determinazione, ma introduce un distinto meccanismo correttivo, eventualmente riduttivo o maggiorativo di tale indennità, qualora il valore dichiarato dall'espropriato ai fini dell'ICI risulti inferiore o superiore rispetto a quello accertato.
L'effetto del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, opera come sanzione che non incide sui criteri ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...determinazione dell'indennità di esproprio, ma interviene soltanto dopo che il valore dell'area espropriata sia stato determinato (la norma parla di riduzione dell'indennità), proprio come accade, in genere, per l'applicazione delle norme a carattere sanzionatorio.
La disposizione del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16 non è diretta a regolare un autonomo criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione, né ad integrarne i criteri di determinazione, ma introduce un distinto meccanismo correttivo, eventualmente riduttivo o maggiorativo di tale indennità, qualora il valore dichiarato dall'espropriato ai fini dell'ICI risulti inferiore o superiore rispetto a quello accertato.
L'art. 16 del d. lgs. n. 504/92, non introduce un autonomo criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione, né un meccanismo integrativo della determinazione dell'indennità, ma tende, per motivi di politica fiscale, ad introdurre un correttivo destinato ad operare, come meccanismo derogatorio rispetto alla disciplina dettata dall'art. 5/bis della legge n. 359/92, nella sola ipotesi in cui il valore dichiarato ai fini ICI risulti inferiore all'indennità altrimenti dovuta per l'espropr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... />
La disposizione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, non è diretta a regolare un autonomo criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione, né ad integrare i criteri di determinazione dettati dal legislatore, ma introduce un distinto meccanismo correttivo, eventualmente riduttivo o maggiorativo di tale indennità, qualora il valore dichiarato dall'espropriato ai fini dell'ICI risulti inferiore o superiore rispetto a quello accertato.
In tema di imposta comunale sugli immobili, la riduzione (dell'imposta) per i terreni agricoli prevista dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 9, &egrav... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nata alla ricorrenza dei requisiti della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale e della conduzione diretta dei terreni.
In tema di imposta comunale sugli immobili, la riduzione per i terreni agricoli prevista dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 9 è condizionata dalla ricorrenza dei requisiti della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale e della conduzione diretta dei terreni; ai fini di detta norma il requisito relativo alla conduzione diretta dei terreni non può ritenersi sussistente in capo all'usufruttuario del terreno che non conduca il terreno stesso, anche se sussiste in capo al nudo proprietario.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> IMPOSTE --> VERIFICA I... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ICHIARAZIONI DI RETTIFICA
L'eventuale autorettifica (una sorta di ravvedimento operoso), della dichiarazione/denuncia ICI che intervenga dopo la determinazione dell'indennità, se non è giustificata dalla constatazione di un errore o dalla necessità di denunciare tempestivamente una variazione, ma sia ispirata al solo fine di eludere la riduzione dell'indennità, non può essere assunta come termine di riferimento per l'applicazione del D.Lgs. n. 04 del 1994, art. 16, comma 1.
Nel caso in cui si consentisse all'espropriato di rettificare la dichiarazione o la denuncia ICI, o di presentarle dopo che la procedura di esproprio sia già stata avviata, senza subire le conseguenze dell'originario comportamento fiscale scorretto, si priverebbe di tutta la sua forza dissuasiva la norma di cui all'art. 16 DPR 504/1992. La decurtazione dell'indennità ha infatti natura di sanzione aggiuntiva, extratributaria ed eventuale, che non interferisce con il sistema delle sanzioni tributarie.
Nel caso di evasione parziale, il recupero del tributo I.C.I., nella misura effettivamente dovuta, può avvenire, ai fini della corresponsione dell'indennità di espropriazione, oltre che per accertamento dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione, anche a seguito di rettifica operata dallo stesso proprietario, in considerazione della natura di dichiarazione di scienza, e non di volontà, propria della denunzia tributaria.
Con la sentenza della Corte costituzionale n. 338 del 2011, si è affermato che l'omessa dichiarazione ai fini dell'ICI, o la denuncia per valori assolutamente irrisori, non deve riverberarsi sull'indennità di esproprio che a tale denuncia è rapportata, in quanto si sancirebbe, altrimenti, la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità, così pregiudicando il diritto ad un serio ristoro.
Alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 348 del 2007, il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, deve essere interpretato nel senso che in caso di espropriazione di area fabbricabile e qualora il valore dichiarato ai fini dell'ICI risulti inferiore all'indennità di espropriazione determinata secondo i criteri stabiliti dalle disposizioni vigenti, l'indennità di espropriazione stessa, in tal modo determinata con pro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...amministrativo o con pronuncia giurisdizionale in seguito ad opposizione alla stima, non possa essere concretamente erogata se non dopo la regolarizzazione della posizione tributaria dell'espropriato.
La pronuncia della Corte Cost. n. 348/2007, suggerisce un'interpretazione costituzionalmente orientata del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16; ne consegue che il riferimento vincolante all'I.C.I. dichiarata (e non al valore accertato), ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione, finisce per disancorare il ristoro dovuto all'espropriato dal valore di mercato dell'immobile.
Sulla base di una lettura costituzionalmente orientata del D. Lgs. n. 504/1992, l'indennità determinata sulla base del valore di mercato del bene (per effetto della sent. n. 348/2007), può essere concretamente erogata solo dopo la regolarizzazione della posizione tributaria dell'espropriato, attraverso la rettifica del valore indicato nella dichiarazione; ciò sia in ipotesi di evasione totale, quanto in quello di evasione parziale.
Sulla base della più recente interpretazione dell'art. 37 comma 7 ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...1, la condanna del Comune al deposito presso la Cassa DD.PP della somma dovuta a titolo di indennità di espropriazione, deve essere subordinata alla regolarizzazione della posizione tributaria degli attori e all'avvio del recupero dell'imposta evasa e delle sanzioni.
Il diritto all'indennità di esproprio non va penalizzato in caso di omessa o infedele dichiarazione I.C.I.; ne consegue che l'evasore parziale resta soggetto alle stesse conseguenze cui soggiace l'evasore totale per il minor valore dichiarato e, salva rettifica da parte dello stesso proprietario, il Comune può procedere ad accertamento del maggior valore del fondo agli effetti tributari per poi commisurare, in via definitiva, l'indennità espropriativa che, quindi, non va liquidata con riferimento alla dichiarazione infedele.
L'evasore parziale ICI resta soggetto alle stesse conseguenze dell'evasore totale, per il minor valore dichiarato e, salva rettifica da parte dello stesso proprietario, il comune può procedere ad accertamento del maggior valore del fondo agli effetti tributari per poi commisurare, in via definitiva, l'indennità espropriativa che, quindi, non va liquidata con riferimento alla dichiarazione infedele.
L'evasore p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ta soggetto alle stesse conseguenze dell'evasore totale, per il minor valore dichiarato e, salva rettifica da parte dello stesso proprietario, il comune può procedere ad accertamento del maggior valore del fondo agli effetti tributari per poi commisurare, in via definitiva, l'indennità espropriativa che, quindi, non va liquidata con riferimento alla dichiarazione infedele.
L'evasore parziale resta soggetto alle stesse conseguenze dell'evasore totale per il minor valore dichiarato e, salva rettifica da parte dello stesso proprietario, il Comune può procedere ad accertamento del maggior valore del fondo agli effetti tributari per poi commisurare, in via definitiva, l'indennità espropriativa che, quindi, non va liquidata con riferimento alla dichiarazione infedele.
L'evasore parziale ICI resta soggetto alle stesse conseguenze dell'evasore totale per il minor valore dichiarato, potendo il Comune procedere all'accertamento del maggior valore del fondo agli effetti tributari e sulla base di esso commisurare in via definitiva l'indennità espropriativa, e non già liquidarla in misura irrisoria, ancorandola alla dichiarazione infedele.
L'evasore parziale ICI resta soggetto alle stesse conseguenze dell'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ale per il minor valore dichiarato, potendo il Comune procedere ad accertamento del maggiore valore del fondo agli effetti tributari e sulla base di questo commisurare consequenzialmente, in via definitiva, l'indennità espropriativa e non già liquidarla in misura irrisoria, con ancoraggio alla dichiarazione infedele.
La mancata presentazione della dichiarazione ICI non può rilevare ai fini della rideterminazione, per così dire riveduta e corretta al ribasso, dell'indennità di esproprio. L'art. 16 D.Lgs. n. 504 del 1992, ora trasfuso nell'art. 37 D.P.R. n. 327 del 2001 aveva, infatti, il fine di introdurre elementi dissuasivi non già alla totale evasione, bensì alla sola elusione fiscale di chi dichiari valori inferiori al valore venale.
L'art. 16 del D.lgs. 30.12.1992 n. 504 non introduce un autonomo criterio di determinazione dell'indennità, ma tende, per motivi di politica fiscale, ad introdurre un correttivo destinato ad operare nella sola ipotesi in cui il valore dichiarato ai fini ICI risulti inferiore all'indennità altrimenti dovuta per l'espropriazione; da c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si deduce, sfugge alla previsione normativa l'ipotesi in cui la dichiarazione sia stata del tutto omessa.
L'istanza di rideterminazione dell'indennità a seguito di opposizione alla stima, può accogliersi anche nel caso di omessa dichiarazione ICI, sia perché la norma risponde al fine di introdurre elementi dissuasivi non già alla totale evasione, bensì alla sola elusione fiscale propria di chi dichiari un valore inferiore a quello venale, sia perché non sussiste alcuna preclusione normativa alla delibazione di istanza di rideterminazione dell'indennità di espropriazione a seguito di opposizione alla stima, preclusione che viceversa, ove ipoteticamente configurata, si porrebbe in contrasto con la garanzia di non irrisorietà. dell'indennizzo espropriativo, di cui all'art. 42 Cost.
L'effetto sanzionatorio atipico ed indiretto, costituito dalla misura extratributaria della riduzione dell'indennità di esproprio, previsto dall'art. 16 DPR 327/2001, si aggiunge alle sanzioni tributarie dirette previste dal precedente art. 14; non ha pertanto pregio l'eccezione che tende ad escludere dal campo di applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, l'ipotesi della omessa dichiarazione, sul... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e il sistema sanzionatorio tributario già provvede a reprimere entrambe le fattispecie. Infatti, a seguire la tesi del trattamento differenziato, la fattispecie più grave, dell'evasione totale, sarebbe gravata da un minor carico sanzionatorio (in quanto non sconterebbe la riduzione dell'indennità).
Il vincolo di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, opera anche in caso di omessa dichiarazione, nel senso che se l'indennità deve essere "ridotta al valore indicato nell'ultima dichiarazione" ICI, la mancata presentazione di tale dichiarazione merita un trattamento almeno simile a quello riservato al contribuente che dichiari un valore assolutamente irrisorio o pari allo zero.
Va affermato il principio dell'ininfluenza dell'omessa dichiarazione ICI sulla determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione; ne consegue l'accoglibilità dell'istanza di rideterminazione dell'indennità a seguito di opposizione alla stima, anche nel caso di omessa dichiarazione ICI, non sussistendo alcuna preclusione normativa che, se esistesse, si porrebbe in contrasto con la garanzia di non irrisorietà dell'indennizzo espropriativo di cui all'art. 42 Cost..
L'omissione della di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... ICI (ove dovuta) non neutralizza la funzione correttiva a detta dichiarazione attribuita dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16; la quale potrà comunque esplicarsi - come precisato nella sentenza n. 351 del 2000 della Corte costituzionale - conseguenzialmente all'accertamento, in sede fiscale, dell'imposta dovuta, divenendo pertanto operante al momento dell'erogazione dell'indennità.
Il D.L. n. 504 del 1992, art. 16, il quale prevede la riduzione dell'indennità di espropriazione nel caso in cui il proprietario avesse dichiarato, ai fini dell'imposta comunale sugli immobili, un valore del fondo da espropriare inferiore all'indennità, è applicabile ai soli casi in esso tassativamente previsti, e dunque non è invocabile nell'ipotesi di omessa presentazione della denuncia o della dichiarazione ai fini dell'Ici .
Il diritto all'indennità di esproprio non va penalizzato in caso di omessa o infedele dichiarazione I.C.I., e l'evasore totale è unicamente destinato a subire le sanzioni per l'omessa dichiarazione e l'imposizione per l'I.C.I. che aveva tentato di evadere, potendo l'erogazione dell'indennità di espropriazione intervenire solo dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo raggua... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alore accertato per l'I.C.I. stessa e a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria con concreto avvio del recupero dell'imposta e delle sanzioni.
Sfugge alla previsione normativa di cui all'art. 16 del d.lgs n. 504/92, l'ipotesi in cui la dichiarazione ICI sia stata del tutto omessa, onde in tale ultima ipotesi si deve procedere alla liquidazione dell'indennità senza tener conto dell'impossibilità di operare il raffronto con il valore denunziato ai fini ICI.
Il diritto del proprietario di ottenere l'indennità d'espropriazione non resta precluso per effetto della mancata presentazione della dichiarazione ICI, in quanto tale omissione spiega effetto sul piano fiscale, essendo l'evasore totale o parziale esposto alle sanzioni previste per l'omessa dichiarazione e l'imposizione del tributo; ne consegue che anche in caso d'omessa dichiarazione l'indennità d'espropriazione può comunque essere erogata, sebbene dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore accertato per l'ICI e a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria, con concreto avvio del recupero dell'imposta.
Il diritto all'indennità di esproprio non va penalizzato in caso di omessa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e dichiarazione I.C.I.; l'evasore totale non perde il suo diritto all'indennizzo espropriativo, ma è unicamente destinato a subire le sanzioni per l'omessa dichiarazione e l'imposizione per l'I.C.I. che aveva tentato di evadere, potendo l'erogazione dell'indennità di espropriazione intervenire solo dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore accertato per l'I.C.I. stessa, ed a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria con concreto avvio del recupero dell'imposta e delle sanzioni.
L'evasore totale non perde il suo diritto all'indennizzo espropriativo, ma è unicamente destinato a subire le sanzioni per l'omessa dichiarazione e l'imposizione per l'Ici che aveva tentato di evadere, potendo l'erogazione dell'indennità di espropriazione intervenire solo dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore accertato per l'Ici stessa, ed a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria con concreto avvio del recupero dell'imposta e delle sanzioni.
Alla luce di una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 16 comma 1 del D. Lgs. n. 504/1992, imposta dalla sentenza Corte Cost. n. 348 del 2007, l'evasore totale non perde il suo diritto all'inden... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...priativo, ma è unicamente destinato a subire le sanzioni per l'omessa dichiarazione e l'imposizione per l'I.C.I. che aveva tentato di evadere, potendo l'erogazione dell'indennità di espropriazione intervenire solo dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore accertato ed a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria con concreto avvio del recupero dell'imposta e delle sanzioni.
L'eventuale omissione della dichiarazione ICI, (ove dovuta) non neutralizza la funzione correttiva a detta dichiarazione attribuita dall'art. 16 L. n. 504/1992, potendosi essa comunque esplicare, come precisato nella sentenza n. 351/2000 della Corte costituzionale, conseguenzialmente all'accertamento, in sede fiscale, dell'imposta dovuta.
L'evasore totale ICI non perde il diritto all'indennità, ma è unicamente destinato a subire le sanzioni per l'omessa dichiarazione, nonché l'imposizione che aveva tentato di evadere, non potendosi corrispondere l'indennità se non dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore denunziato ai fini dell'imposta predetta e, quindi, solo dopo la presentazione della relativa denunzia e la conseguente regolarizzazione della posizione... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., con concreto avvio del recupero dell'imposta delle sanzioni.
Alla luce della sent. Corte Cost. n. 351/2000, in ipotesi di evasione totale l'erogazione dell'indennità di espropriazione non può intervenire, se non dopo la verifica che non superi il tetto massimo ragguagliato al "valore" denunciato per l'ICI, e, quindi, solo dopo la presentazione della denuncia ICI e la conseguente regolarizzazione della posizione tributaria, con concreto avvio del recupero dell'imposta e delle sanzioni.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> IMPOSTE --> VERIFICA ICI --> IN CASO DI DICHIARAZIONE FACOLTATIVA
In ipotesi in cui il Comune avesse adottato un suo regolamento I.C.I. che rendeva facoltativa la dichiarazione di valore dei suoli per detta imposta, dettando criteri automatici di liquidazione dei valori delle aree, doveva escludersi l'utilizzabilità concreta della denuncia I.C.I. ai fini indennitari, essendo il valore in questa contenuto derivato da determinazione unilaterale dell'amministrazione che è l'espropriante.
La riduzione dell'indennit... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...n caso di espropriazione di area fabbricabile, ad un importo pari al valore indicato nell'ultima dichiarazione o denuncia presentata dall'espropriato ai fini dell'applicazione dell'ICI qualora il valore dichiarato risulti inferiore all'indennità di espropriazione determinata secondo i criteri di legge -, è incostituzionale in quanto incompatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà richiesto dalle norme costituzionali e convenzionali, non contemplando alcun meccanismo che, in caso di omessa (o irrisoria) dichiarazione o denuncia ICI, consenta di porre un limite alla totale elisione dell'indennità di espropriazione, garantendo comunque un ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità.
Con sentenza 22.12.2011, n. 338, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1 (e, in via consequenziale, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7), nella parte in cui, per il caso di omessa dichiarazione o denuncia ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (ici) o di dichiarazione o denuncia di valori assolutamente irrisori, non stabilisce un limite alla riduzione dell'indennità di esproprio, idoneo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità.
Con sentenza del 22 dicembre 2011, n. 338, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1 (e, in via consequenziale, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7); l'espunzione della norma dall'ordinamento, che dunque non può in alcun modo influire sulla determinazione dell'indennità, rende inammissibile, per sopravvenuta carenza di interesse, ogni censura di parte ricorrente sulla determinazione indennitaria operata dal giudice di merito senza considerare la dichiarazione ICI da parte dei proprietari.
L'applicazione dei criteri riduttivi di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16 con riferimento al valore dichiarato dall'espropriato ai fini dell'ICI, risulta superato dall'intervenuta pronuncia della Corte costituzionale n. 338 del 2001, con la quale è stata dichiarata l'illegittimità delle norme in forza delle quali l'indennità di espropriazione dovesse subire una riduzione in relazione ai valori denunciati ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 in quanto lesive dei principi di tutela del diritto di propri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... garantito dall'art. 42 Cost., comma 3, e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU.
La questione della commisurazione dell'indennità di espropriazione al valore dichiarato ai fini dell'ICI fondata sul D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, risulta superata dall'intervenuta pronuncia della Corte costituzionale n. 338 del 2001, con la quale è stata dichiarata l'illegittimità delle norme in forza delle quali l'indennità di espropriazione doveva subire una riduzione in relazione ai valori denunciati ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504.
Il richiamo al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, concernente la rilevanza limitativa della dichiarazione ai fini ICI, è superato alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte costituzionale n. 338 del 2011.
La pronuncia della Corte costituzionale n. 338 del 2011, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, in quanto ritenuto incompatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42 Cost., comma 3, e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, in virtù del quale l'indennità di espropriazione non può ignorare "ogni dato ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...inerente ai requisiti specifici del bene", né può elidere un "ragionevole legame" con il valore di mercato: e ciò non soltanto nell'ipotesi di omessa dichiarazione/denuncia ICI, ma anche nel caso di dichiarazione/denuncia di valori irrisori.
A seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 7 (v. Corte Cost. n. 338/2011), deve ritenersi inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse in capo al ricorrente, il motivo in ordine alla mancata parametrazione dell'indennità di esproprio all'ultima dichiarazione ai fini ICI.
Per effetto della sentenza 22.12.2011, n. 338, che ha dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1, (e, in via consequenziale, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7), la norma non può in alcun modo influire sulla determinazione dell'indennità; ciò rende inammissibile, per sopravvenuta carenza di interesse, ogni censura di parte ricorrente sulla determinazione indennitaria operata dal giudice di merito senza considerare la dichiarazione ici da parte della proprietaria.
Alla luce della sentenza 22 dicembre 2011 n.338 della Corte Costituzionale, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a dell'illegittimità costituzionale del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1, è infondato il motivo di ricorso con cui il ricorrente deduce la violazione della predetta norma, nonché la carenza di motivazione nell'omessa subordinazione dell'erogazione dell'indennità di espropriazione alla condizione del versamento dell'I.ci.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 338 del 2011, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, ritenuto incompatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42 Cost., comma 3, e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, per la mancanza di adeguati meccanismi che, in caso di omessa dichiarazione/denuncia ICI, consentissero di porre un limite alla totale elisione dell'indennità di espropriazione, garantendo comunque un ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare dell'indennità.
Per effetto della sentenza n. 338 del 2011, è manifestamente infondata l'eccezione con la quale è chiesta l'applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, con conseguente determinazione del valore del suolo alla stregua della dichiara... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...resentata.
Il motivo con cui è contestato che le indennità possano essere assoggettate alla riduzione contemplata dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16 è inammissibile per difetto d'interesse in ragione della sopravvenuta declaratoria d'incostituzionalità dell'avversato criterio, di cui alla sentenza n. 338 del 2011, resa dalla Corte Costituzionale.
Alla luce della sentenza 22 dicembre 2011 n. 338 della Corte Costituzionale, dichiarativa dell'illegittimità costituzionale del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1, non può essere subordita l'erogazione dell'indennità di espropriazione alla condizione del versamento dell'ICI.
La Corte costituzionale, con sentenza n. 338 del 2011, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, rilevando che la disciplina dettata da tale disposizione risultava inidonea a realizzare un giusto equilibrio tra l'interesse generale della comunità e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell'individuo, e quindi incompatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà assicurato dall'art. 42 Cost., comma 3, e dall'art. 117 Cost., comma 1, in relazione all'art. 1 del primo pro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...izionale alla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali.
Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 338/11 che ha dichiarato costituzionalmente illegittimi l'art. 16, comma 1, D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 e l'art. 37, comma 7, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, va disattesa l'eccezione diretta ad ottenere una riduzione dell'indennità connessa alla dichiarazione ICI.
Dal giorno successive alla pubblicazione della sentenza 338/2011 non è più possibile applicare il meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lgs. n. 504, art. 16, qualora non si sia il rapporto esaurito in modo definitivo, né per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, né per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
La norma di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16 è stata dichiarata illegittima costituzionalmente (sentenza 22 dicembre 2011, n. 338), per cui il criterio di determinazione dell'indennità di esproprio in essa previ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tenersi non più esistente nell'ordinamento e la sopravvenuta mancanza di esso esclude ogni rilievo della dedotta omessa pronuncia.
La sentenza della Corte Cost. n. 338 del 2011 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.Lgs. 504 del 1992, art. 16, comma 1, in quanto ritenuto incompatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42 Cost., comma 3, e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, e ciò non soltanto nell'ipotesi di omessa dichiarazione/denuncia ICI, ma anche nel caso di dichiarazione/denuncia di valori irrisori, o di valori che potrebbero condurre comunque ad elidere il necessario vincolo di ragionevolezza e proporzionalità fra il comportamento tributario illecito e la sanzione.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione n. 338/2011, non è più possibile applicare il meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lgs. n. 504, art. 16 qualora il rapporto non si sia esaurito in modo definitivo, né per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, né per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...amente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
Con la sentenza n. 331 del 2011 della Corte Cost, la norma di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1, è stata ritenuta non compatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42 Cost., comma 3, e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, in virtù del quale l'indennità di espropriazione non può ignorare ogni dato valutativo inerente ai requisiti specifici del bene, né può eludere un ragionevole legame con il valore di mercato.
Il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, che prevede la decurtazione dell'indennità di esproprio in relazione alla dichiarazione di valore del suolo ai fini ICI, è stato dichiarato incostituzionale con sentenza 22 dicembre 2011, n. 338, onde non può comunque trovare applicazione. E' dunque sicuramente erronea la decisione di negare, in base a tale norma, il diritto all'indennità.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 338 del 2011, la norma di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1 e del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7 non ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...più trovare applicazione.
La Corte Cost., con sentenza n.338 del 2011, ha dichiarato l'incostituzionalità del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, norma che pertanto è stata espunta dall'ordinamento.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte Cost. n. 337/2011, non è più possibile applicare la sanzione introdotta dall'art. 16 del D.Lgs. n. 504/1992, a meno dell'ipotesi che la statuizione su di essa non sia ormai divenuta definitiva.
La recente declaratoria d'illegittimità costituzionale dell'art. 16 comma 1 D.lgs. 30.12.1992 n. 504 e dell'art. 37, comma 7 D.P.R. n. 327/2001 di cui alla sentenza della Corte Costituzionale n. 338 del 12.12.2011, ha tolto ogni rilevanza alla questioni concernenti il raffronto tra indennità di espropriazione e valore denunciato ai fini ICI.
Secondo l'interpretazione dell'art. 16 del d.lgs. n. 504 del 1992 di cui alla sentenza di rigetto n. 351 del 2000 della Corte Costituzionale, l'evasore totale non perde il suo diritto all'indennizzo espropriativo, ma è unicamente destinato a subire le sanzioni per l'omessa dichiarazione e l'imposizione per l'ICI che aveva tentato di evadere, potendo l'erogazione dell'i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; di espropriazione intervenire solo dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore accertato per l'ICI, a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria.
La disciplina stabilita dall'art. 16 del d. lgs. n. 504/1992 non è compatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, in quanto non contempla alcun meccanismo che, in caso di omessa dichiarazione/denuncia ICI, consenta di porre un limite alla totale elisione dell'indennità di espropriazione, garantendo comunque un ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare dell'indennità. Tale vulnus si determina anche per il caso di dichiarazione/denuncia di valori irrisori, o di valori che potrebbero condurre comunque ad elidere il necessario vincolo di ragionevolezza e proporzionalità fra il comportamento tributario illecito e la sanzione.
In merito all'imposizione ICI, sussiste la discrezionalità del legislatore di stabilire sanzioni che, eventualmente, incidano anche sull'indennità di espropriazione, purché non realizzino una sostanziale confisca del bene, sacrificando illegittimamente il diritto di proprietà all'esclusivo interesse finanziario leso da... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nte, tenuto conto della diversità di procedimenti e di garanzie che sovrintendono all'accertamento tributario ed alle relative sanzioni, peraltro già autonomamente previste dal d.lgs. n. 504 del 1992.
L'art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992 nell'interpretazione offerta dalle Sezioni Unite civili (ord. nn. 158 e 159 del 2011),viola sia l'art. 42, terzo comma, Cost., sia l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 1 del primo protocollo addizionale alla CEDU.
L'art. 37, comma 7, del d.P.R. n. 327 del 2001, che disciplina la riduzione dell'indennità di espropriazione a decorrere dal 30 giugno 2003, riproducendo la disciplina di cui all'art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992, è, come questa, in contrasto con l'art. 42, terzo comma, Cost.e art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 1 del primo protocollo addizionale alla CEDU.
Il giudice delle leggi, con sentenza interpretativa di rigetto (351/2000), ha escluso che l'apparente incompletezza della disciplina dettata dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, (circoscritta alla sola ipotesi della dichiarazione infedele) sia in contrasto con l'art. 3 Cost., ipotizzando che anche il contribuente evasore totale (al pari del contribuente inf... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a regolarizzare la propria posizione fiscale, prima di ottenere il pagamento della indennità di esproprio.
L'interpretazione corrente, che ha equiparato l'evasore totale all'evasore parziale, nel comune dovere di regolarizzare la loro posizione fiscale, come condizione per ottenere il pagamento dell'indennità di esproprio, è frutto di una interpretazione additìva che appare difficilmente condivisibile: essa elimina di fatto la riduzione della indennità parametrata alla dichiarazione ICI (che è il risultato voluto dal legislatore) e introduce una inedita procedura di necessitata conciliazione fiscale, che assurge a condizione di pagamento dell'indennità di esproprio.
In caso di omessa dichiarazione ICI, al contribuente fiscalmente inadempiente, espropriato, non spetta alcuna indennità. Questa conclusione, imposta dal tenore dell'art. 16 DPR 504/1992 (oggi art. 37 DPR 327/2001) appare in contrasto con altri parametri costituzionali, a seguito del mutato quadro normativo (con riferimento all'art. 117 Cost., comma 1, come sostituito dalla L. Cost. n. 3 del 2001, art. 3, in relazione all'art. 42 Cost., comma 3) e dell'evoluzione della giurisprudenza della Corte Costituzionale (sent. n. 347 e 348 del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .../>
E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1, oggi D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7, nella parte in cui, in caso di omessa dichiarazione/denuncia ICI o di dichiarazione/denuncia di valori assolutamente irrisori, non stabilisce un limite alla riduzione dell'indennità di esproprio, idoneo ad impedire la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità, pregiudicando in tal modo anche il diritto ad un serio ristoro, spettante all'espropriato, con riferimento all'art. 117 Cost., comma 1, e art. 42 Cost., comma 3, anche in considerazione del disposto dell'art. 6 e dell'art. 1, del primo protocollo addizionale della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Il meccanismo riduttivo previsto dalla norma tributaria di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, non è manifestamente irragionevole o palesemente arbitrario risolvendosi in un rafforzamento indiretto dell'adempimento di obblighi tributari ed in un incentivo alla lealtà, correttezza e chiarezza nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, sia ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mento del dovere di concorrere alle spese pubbliche (art. 53 Cost.), sia nel partecipare alla determinazione di valore, anche ai fini dell'indennità di espropriazione per motivi di interesse generale (art. 42 Cost., comma 3).
Con sentenza n. 338/2011, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 504/1992, art. 16, comma 1, (e, in via consequenziale, D.P.R. 327/2001, art. 37, comma 7), nella parte in cui, per il caso di omessa dichiarazione o denuncia ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (ici) o di dichiarazione o denuncia di valori assolutamente irrisori, non stabilisce un limite alla riduzione dell'indennità di esproprio, idoneo ad impedire la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità. L'espunzione della norma dall'ordinamento, che dunque non può in alcun modo influire sulla determinazione dell'indennità, rende inammissibile, per sopravvenuta carenza di interesse, ogni censura sulla determinazione indennitaria senza considerare la dichia... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....
Con sentenza n. 338/2011, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 504/1992, art. 16, comma 1, (e, in via consequenziale, D.P.R. 327/2001, art. 37, comma 7), nella parte in cui, per il caso di omessa dichiarazione o denuncia ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (ici) o di dichiarazione o denuncia di valori assolutamente irrisori, non stabilisce un limite alla riduzione dell'indennità di esproprio, idoneo ad impedire la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità. L'espunzione della norma dall'ordinamento, che dunque non può in alcun modo influire sulla determinazione dell'indennità, rende inammissibile, per sopravvenuta carenza di interesse, ogni censura sulla determinazione indennitaria senza considerare la dichiarazione ICI.
La Corte Cost. con la sentenza n. 338 del 2011 ha dichiarato illegittima la disposizione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, perché non compatibile con il nucleo minimo di tutela del diritto di proprietà, quale precisato dalla giurisprudenza della stessa Corte Cost. e della Corte EDU, secondo cui l'indennità di espropriazione non può ignorare "ogni... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ativo inerente ai requisiti specifici del bene" né può eludere un "ragionevole legame" con il valore di mercato del bene stesso; ne consegue che deve ritenersi superata la questione sollevata con il motivo con cui si lamenta la violazione di suddetta disposizione.
La questione della natura natura vincolante, ai fini della determinazione dell'indennità, della dichiarazione ai fini ICI risulta superata. Con sentenza del 22 dicembre 2011, n. 338, la Corte costituzionale ha, infatti, dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1 (e, in via consequenziale, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7), nella parte in cui, per il caso di omessa dichiarazione o denuncia ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (ici) o di dichiarazione o denuncia di valori assolutamente irrisori, non stabilisce un limite alla riduzione dell'indennità di esproprio, idoneo ad impedire la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l'ammontare della indennità.
Con sentenza n. 338/2011 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del D.Lgs. 1992/504, art. 16, comma 1 (e, in via consequenziale, D.P.R. 327/2001, art. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...). Ai sensi della L. n. 87 del 1953, art. 30, comma 3, la dichiarazione d'illegittimità costituzionale delle predette disposizioni ne esclude l'applicabilità con effetto retroattivo, con l'unico limite delle situazioni consolidate per essersi il relativo rapporto definitivamente esaurito, potendosi legittimamente considerare esauriti, peraltro, i soli rapporti rispetto ai quali si sia formato il giudicato o si sia verificato un altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero si siano verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della pronuncia della Corte costituzionale n. 338 del 2011, non è più possibile applicare il meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, qualora il rapporto non sia esaurito in modo definitivo, né per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, né per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nuncia d'incostituzionalità.
Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza n. 338 del 2011, per effetto dell'art. 136 cost. e delle disposizioni di cui alla legge 11 marzo 1953 n. 87, non è più possibile applicare il meccanismo sanzionatorio introdotto dal menzionato art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992, qualora il rapporto non sia esaurito in modo definitivo, né per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, né per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
Qualora il rapporto non si sia esaurito in modo definitivo, né per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, né per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità, dal giorno successive alla pubblicazione della sentenza della Corte Cost. n. 338/2011, non è più possibile ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lgs. n. 504/1992, art. 16.
Dal giorno della nota pronuncia della Corte costituzionale n. 338 del 2011, non è più possibile applicare il meccanismo sanzionatorio introdotto dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, qualora il rapporto non si sia esaurito in modo definitivo, né per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, né per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
Ai sensi della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, la dichiarazione d'illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, ne esclude l'applicabilità con effetto retroattivo, con l'unico limite delle situazioni consolidate per essersi il relativo rapporto definitivamente esaurito, potendosi legittimamente considerare esauriti, peraltro, i soli rapporti rispetto ai quali si sia formato il giudicato o si sia verificato un altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero si siano verificate preclusioni processuali, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.
La sentenza n. 338 del 2011 spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella G.U., rendendo inapplicabile l'art. 16 del d.lgs. n. 504/1992 indipendentemente dai contrasti insorti relativamente alla qualificazione della disciplina da esso introdotta come criterio autonomo di determinazione dell'indennità di espropriazione, integrativo di quelli previsti dalle altre disposizioni e quindi necessariamente applicabile anche in caso di omissione totale della dichiarazione ICI ovvero come meccanismo correttivo destinato ad operare nella sola ipotesi in cui il valore dichiarato dall'espropriato ai fini dell'ICI risultasse inferiore rispetto all'indennità altrimenti dovuta per l'espropriazione, e subordinatamente alla proposizione di apposita eccezione da parte dell'espropriante.
Deve escludersi che un'area edificabile soggetta ad un vincolo urbanistico che la destini all'espropriazione sia per ciò esente dall'ICI. Tant'è che l'arti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mma 8, dPR 327/2001 ristora il proprietario del pregiudizio a lui derivante nel caso in cui l'imposta versata nei cinque anni precedenti all'espropriazione, conteggiata sul valore venale del bene, sia superiore a quella che sarebbe risultata se fosse stata calcolata sulla indennità di espropriazione effettivamente corrisposta.
Ai fini dell'applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16 il giudice deve compiere la comparazione tra l'indennità spettante al ricorrente ai sensi della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis e l'ultima dichiarazione del valore dell'immobile ai fini dell'ICI, con riferimento alla data del provvedimento di espropriazione.
La norma di cui all'art. 16 DPR 504/1992 conserva la sua carica dissuasiva soltanto se alla dichiarazione infedele o omessa, segue l'applicazione della sanzione minacciata, costituita dal corrispondente taglio della indennità e non da una tardiva e non prevista procedura di regolarizzazione fiscale.
Il D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 7, T.U. in materia di espropriazione per p.u., che ha sostituito il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o espressamente che la dichiarazione ICI alla quale occorre fare riferimento ai fini della riduzione dell'indennità di esproprio deve essere stata presentata "prima della determinazione formale dell'indennità". L'istituto del ravvedimento non sembra pertanto applicabile quando il "pentimento" avvenga a distanza di anni e comunque dopo che sia stata avviata la procedura di esproprio. Il pentimento premiale è tale soltanto se disinteressato.
Il contenzioso tributario che si sviluppa a seguito della rettifica, da parte dell'ufficio, della dichiarazione o della denuncia presentata dal contribuente, o dell'accertamento in caso di omessa dichiarazione o denuncia, non rileva ai fini dell'ammontare dell'eventuale riduzione da praticare sulla indennità. Questa deve essere praticata esclusivamente sulla base di quanto dichiarato o non dichiarato dal contribuente.
E' pacifico che la ratio della norma di cui all'art. 16 DPR 504/1992 è quella di disincentivare le violazioni relative alla dichiarazione ICI. Il "fatto illecito" sanzionato dalla norma in esame è costituito dalla presentazione della dichiarazione infedele o dalla omessa presentazione della stessa. Tutto quanto segue è un ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... irrilevante, che non può vanificare o sanare l'illecito già consumato e perfezionato, pena il totale svuotamento della forza cogente della norma.
Con l'art. 16 DPR 504/1992 il legislatore ha indicato come parametro massimo dell'indennità di esproprio il valore espresso nell'ultima dichiarazione o denuncia presentata. Dal testo della legge si evince che: a) tutto quanto accade dopo la presentazione dell'ultima dichiarazione o denuncia non ha alcun rilievo; b) la riduzione deve essere operata sulla indennità di esproprio, determinata in base alla procedura prevista a tal fine. L'eventuale procedura di accertamento fiscale, che scaturisca dalla rettifica della dichiarazione o dalla constatata omissione, non può assumere alcun rilievo.
Ai fini della riduzione o maggiorazione dell'indennità di espropriazione ex art. 16 D. Lgs. n. 504/1992, ciò che rileva è la denuncia ai fini dell'ICI concretamente presentata dal proprietario dell'area ed il relativo onere probatorio ricade su colui che invoca la riduzione o la maggiorazione.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> IMPOSTE --> VERIFICA ICI --> ULTIMA DENUNCIA O DICHIARAZIONE --> SUCCESSIVA REGOLARIZZAZIONE... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... /> La tesi interpretativa che condiziona la liquidazione dell'indennità di esproprio alla regolarizzazione del rapporto tributario, nel caso di dichiarazione/denuncia infedele o nel caso di omessa dichiarazione/denuncia, appare in contrasto: a) con la lettera del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 1, che non prevede tale regolarizzazione, nemmeno per implicito;b) con il sistema premiale connesso alla disciplina del ravvedimento, che deve intervenire entro tempi predeterminati e ravvicinati; c) con le regole che disciplinano l'emendabilità delle dichiarazioni, ammessa soltanto in caso di errore pregresso.
L'interpretazione per cui l'evasore totale non perde il suo diritto all'indennizzo espropriativo, potendo l'erogazione dell'indennità di espropriazione intervenire solo dopo la verifica che essa non superi il tetto massimo ragguagliato al valore accertato per l'I.C.I. stessa, ed a seguito della regolarizzazione della posizione tributaria con concreto avvio del recupero dell'imposta e delle sanzioni e per cui l'evasore parziale resta soggetto alle stesse conseguenze per il minor valore dichiarato, non può essere condivisa; il comportamento antidoveroso del contribuente, al quale è collegata la sanzione dell'art. 16 d.lgs. 50... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ondo questa giurisprudenza, non avrebbe infatti più alcun rilievo.
Il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, oggi art. 37 DPR 327/2001 deve essere interpretato nel senso che la "sanzione" della riduzione dell'indennità di esproprio, in caso di dichiarazione infedele deve trovare applicazione, con riferimento all'ultima dichiarazione o denuncia presentata, prima della determinazione formale dell'indennità, restando irrilevanti eventuali successivi atti di ravvedimento (non spontaneo) o di autorettifiche (che non siano frutto di un originario involontario errore).

References: SENTENZA 
 art. 16
 art. 16
 art. 16
 art. 16
 art. 9
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 sentenza 
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 art. 16
 art. 16
 art. 14
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 art. 37
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 art. 16
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 art. 117
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 art. 16
 art. 37
 art. 3
 art. 16
 art. 37
 art. 42
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 art. 16
 art. 37
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 art. 16
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 art. 16
 art. 30
 art. 16
 sentenza 
 art. 16
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 art. 30
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 art. 16
 art. 5
 art. 37
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 art. 16
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