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Timestamp: 2018-05-27 17:34:59+00:00

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MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 15 settembre 2009, n. 154 - Regolamento recante disposizioni per l'affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, delle stazioni delle ferrovie metropolitane e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, nonche' nell'ambito delle linee di trasporto urbano, per il cui espletamento non e' richiesto l'esercizio di pubbliche potesta', adottato ai sensi dell'articolo 18, comma 2, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. (09G0161) (GU n. 258 del 5-11-2009 | Chimici.info
<AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 21 settembre 2009
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 settembre 2009>
MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 15 settembre 2009, n. 154 – Regolamento recante disposizioni per l’affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell’ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, delle stazioni delle ferrovie metropolitane e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, nonche’ nell’ambito delle linee di trasporto urbano, per il cui espletamento non e’ richiesto l’esercizio di pubbliche potesta’, adottato ai sensi dell’articolo 18, comma 2, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. (09G0161) (GU n. 258 del 5-11-2009
MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 15 settembre 2009, n. 154 - Regolamento recante disposizioni per l'affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, delle stazioni delle ferrovie metropolitane e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, nonche' nell'ambito delle linee di trasporto urbano, per il cui espletamento non e' richiesto l'esercizio di pubbliche potesta', adottato ai sensi dell'articolo 18, comma 2, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. (09G0161) (GU n. 258 del 5-11-2009 )
DECRETO 15 settembre 2009 , n. 154
Regolamento  recante disposizioni per l’affidamento dei servizi di
sicurezza   sussidiaria   nell’ambito   dei   porti,  delle  stazioni
ferroviarie  e  dei  relativi  mezzi  di  trasporto e depositi, delle
stazioni  delle  ferrovie  metropolitane  e  dei  relativi  mezzi  di
trasporto  e  depositi,  nonche’ nell’ambito delle linee di trasporto
urbano,  per  il  cui  espletamento  non  e’ richiesto l’esercizio di
pubbliche  potesta’, adottato ai sensi dell’articolo 18, comma 2, del
decreto-legge  27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni,
dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. (09G0161)
Visto  l’articolo  18  del  decreto-legge  27  luglio 2005, n. 144,
convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2005, n. 155;
Visto  il  testo  unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al
regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773, e successive modifiche ed
integrazioni,  ed  il  relativo  regolamento  di esecuzione di cui al
regio  decreto  6  maggio  1940,  n.  635,  e successive modifiche ed
integrazioni, con particolare riferimento all’articolo 256-bis, comma
2, lettera a);
Visto  l’articolo  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
Visto  l’articolo  5  del  decreto-legge  18  gennaio  1992,  n. 9,
convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1992, n. 217;
Visto  il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione di
concerto  con  il  Ministro  dell’interno del 29 gennaio 1999, n. 85,
recante   le   norme  di  attuazione  dell’articolo  5  del  predetto
decreto-legge n. 9 del 1992;
Visto  il  decreto  legislativo  6  novembre  2007, n. 203, recante
«Attuazione  della  direttiva  2005/65/CE  relativa  al miglioramento
della sicurezza nei porti»;
Tenuto  conto  di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 725/2004,
del  Parlamento  europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativo
al   miglioramento  della  sicurezza  delle  navi  e  degli  impianti
Visto  il  decreto-legge  8  aprile  2008,  n.  59,  convertito con
modificazioni dalla legge 6 giugno 2008, n. 101;
Udito il parere del Consiglio di Stato n. 2067/2009, espresso dalla
Sezione  consultiva  per  gli  atti  normativi,  nell’adunanza del 27
norma  del  citato articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988,
con nota prot. n. 557/PAS/2242.12982.D (22)5, del 14 settembre 2009;
1.  Con  il  presente  regolamento vengono determinati i servizi di
sicurezza  sussidiaria  che  possono essere espletati, direttamente o
attraverso  istituti  di  vigilanza privati, dagli enti o societa’ di
gestione  portuale,  dalle  societa’  ferroviarie  e  dei  servizi di
trasporto  in  concessione,  nell’ambito  dei  porti,  delle stazioni
ferroviarie,   dei  terminal  passeggeri  e  dei  relativi  mezzi  di
trasporto  e  depositi, a norma dell’articolo 18 del decreto-legge 27
luglio  2005,  n.  144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31
luglio  2005,  n. 155. Restano esclusi dall’applicazione del presente
regolamento  i  servizi  di  controllo  per  il  cui  espletamento e’
richiesto   l’esercizio   di   pubbliche   potesta’  o  l’impiego  di
appartenenti alle Forze di polizia.
–  Si riporta il testo dell’art. 18 del decreto-legge 27
luglio  2005,  n. 144, convertito, con modificazioni, dalla
legge  31  luglio  2005,  n.  155  (Misure  urgenti  per il
contrasto del terrorismo internazionale):
«Art.  18  (Servizi  di  vigilanza  che  non  richiedono
l’impiego  di personale delle forze di polizia). – 1. Ferme
restando  le  attribuzioni  e  i  compiti dell’autorita’ di
pubblica  sicurezza,  degli organi di polizia e delle altre
autorita’    eventualmente    competenti,   e’   consentito
l’affidamento a guardie giurate dipendenti o ad istituti di
vigilanza  privata  dei  servizi  di  sicurezza sussidiaria
nell’ambito  dei  porti,  delle  stazioni ferroviarie e dei
relativi  mezzi  di  trasporto  e  depositi, delle stazioni
delle  ferrovie  metropolitane  e  dei  relativi  mezzi  di
trasporto  e  depositi,  nonche’ nell’ambito delle linee di
trasporto  urbano, per il cui espletamento non e’ richiesto
l’esercizio   di   pubbliche   potesta’   o   l’impiego  di
2.  Il Ministro dell’interno, ai fini di cui al comma 1,
stabilisce con proprio decreto le condizioni e le modalita’
per l’affidamento dei servizi predetti, nonche’ i requisiti
dei  soggetti  concessionari,  con  particolare riferimento
all’addestramento    del    personale    impiegato,    alla
disponibilita’  di  idonei  mezzi di protezione individuale
per il personale stesso, al documentato e puntuale rispetto
di  ogni  disposizione  di  legge o regolamento in materia,
incluse  le  caratteristiche  funzionali delle attrezzature
tecniche  di  rilevazione eventualmente adoperate, cosi’ da
assicurare la contemporanea realizzazione delle esigenze di
sicurezza  e  di  quelle  del rispetto della dignita’ della
3-bis.  Per interventi a carico dello Stato per favorire
l’attuazione  del  presente  articolo e’ istituito un fondo
pari  a  1.500.000  euro  a  decorrere  dall’anno  2005. Al
relativo   onere   si   provvede   mediante  corrispondente
triennale  2005-2007,  nell’ambito dell’unita’ previsionale
di  base  di  parte  corrente  “Fondo speciale”
dello  stato  di  previsione  del Ministero dell’economia e
delle  finanze  per  l’anno  2005,  allo scopo parzialmente
utilizzando  l’accantonamento  relativo  al Ministero degli
affari esteri. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
–  Il  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773, reca:
«Approvazione  del  testo  unico  delle  leggi  di pubblica
sicurezza»  ed  e’  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 26
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  256-bis,  comma 2,
lettera  a),  del  regio  decreto  6  maggio  1940,  n. 635
(Approvazione  del  regolamento  per l’esecuzione del testo
unico  18  giugno  1931,  n.  773,  delle leggi di pubblica
sicurezza):
«Art. 256-bis. – 1. Omissis.
2.  Rientrano,  in particolare, nei servizi di sicurezza
complementare,  da svolgersi a mezzo di guardie particolari
giurate,  salvo  che  la  legge  disponga diversamente o vi
provveda  la  forza  pubblica,  le  attivita’  di vigilanza
a)  la  sicurezza  negli  aeroporti,  nei  porti, nelle
stazioni   ferroviarie,   nelle   stazioni  delle  ferrovie
metropolitane  e  negli  altri  luoghi pubblici o aperti al
pubblico  specificamente  indicati dalle norme speciali, ad
integrazione di quella assicurata dalla forza pubblica; ».
–  Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3 della legge
–  Si  riporta il testo dell’art. 5 del decreto-legge 18
gennaio  1992,  n.  9, convertito, con modificazioni, dalla
legge  28  febbraio  1992, n. 217 (Disposizioni urgenti per
l’adeguamento  degli  organici delle Forze di polizia e del
Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  nonche’  per il
potenziamento  delle infrastrutture, degli impianti e delle
attrezzature delle Forze di polizia):
«Art.  5  (Servizi  in aree aeroportuali non richiedenti
pubblica  sicurezza  e  dell’autorita’  doganale, nonche’ i
poteri  di  polizia  e  di  coordinamento  attribuiti dalle
disposizioni      vigenti      agli      organi      locali
dell’Amministrazione della navigazione aerea, e’ consentito
l’affidamento  in  concessione  dei  servizi  di  controllo
esistenti nell’ambito aeroportuale, per il cui espletamento
l’impiego di appartenenti alle Forze di polizia.
2. Ai fini di cui al comma 1, il Ministro dei trasporti,
di  concerto  con  il  Ministro  dell’interno,  con proprio
decreto  stabilisce  le condizioni, gli ambiti funzionali e
le  modalita’  per l’affidamento in concessione dei servizi
predetti,   i  requisiti  dei  soggetti  concessionari,  le
caratteristiche  funzionali  delle attrezzature tecniche di
rilevazione  eventualmente  adoperate,  nonche’  ogni altra
prescrizione ritenuta necessaria per assicurare il regolare
svolgimento delle attivita’ aeroportuali.
3.  Il  Ministro  dei  trasporti,  con  proprio decreto,
determina   altresi’  gli  importi  dovuti  all’erario  dal
concessionario  e  quelli  posti  a  carico  dell’utenza  a
copertura  dei  costi  e  quale  corrispettivo del servizio
4.   In  caso  di  necessita’  l’autorita’  di  pubblica
sicurezza  o il direttore dell’aeroporto possono richiedere
che  siano  attuate da parte del concessionario particolari
misure di controllo.
4-bis.  All’art. 1 della legge 28 dicembre 1989, n. 425,
le   parole:   “(Francia   e   Svizzera)”  sono
sostituite  dalle  seguenti:  “(Francia,  Svizzera  e
Austria)”.».
navigazione  di  concerto con il Ministro dell’interno, del
29 gennaio 1999, n. 85, reca: «Regolamento recante norme di
attuazione  dell’art.  5 del decreto-legge 18 gennaio 1992,
n.   9,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  28
febbraio  1992,  n.  217,  in  materia  di  affidamento  in
concessione  dei  servizi  di  sicurezza»  ed e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 2 aprile 1999, n. 77.
–  Il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 203, reca:
«Attuazione   della   direttiva   2005/65/CE   relativa  al
miglioramento  della  sicurezza nei porti» ed e’ pubblicato
nella   Gazzetta   Ufficiale   9  novembre  2008,  n.  261,
– Il regolamento (CE) n. 725/2004 del Parlamento europeo
e  del  Consiglio  del  31  marzo  2004  (pubblicato  nella
Gazzetta  Ufficiale dell’UE serie L n. 129/6, del 29 aprile
2004),  reca:  «Miglioramento  della sicurezza delle navi e
degli impianti portuali».
– Il decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  6  giugno 2008, n. 101, reca:
«Disposizioni   urgenti   per   l’attuazione   di  obblighi
comunitari  e  l’esecuzione  di  sentenze  della  Corte  di
giustizia  delle  Comunita’ europee» ed e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 9 aprile 2008, n. 84.
–  Per il testo dell’art. 18 del decreto-legge 27 luglio
2005, n. 144, si vedano le note alle premesse.
1.  Ai fini di cui all’articolo 1 e nell’ambito delle strutture ivi
indicate, possono essere svolti direttamente dagli enti o societa’ di
trasporto  in concessione, ovvero mediante affidamento ad istituti di
vigilanza  privata,  con  l’impiego,  in  entrambi i casi, di guardie
particolari giurate, i seguenti servizi:
a)  servizi  di vigilanza dei beni di proprieta’ o in concessione,
di  tutela  del  patrimonio  aziendale  e  dei  beni  in dotazione al
personale di bordo;
c)  controllo  radioscopico o con altri tipi di apparecchiature di
merci, bagaglio al seguito e plichi di corrieri;
d)  controllo  del  materiale  di  «catering» e delle provviste di
bordo nelle aree di produzione o confezionamento;
f)  scorta  a bagagli, merci, posta, catering e provviste di bordo
da e per i vettori (navi e treni);
g) vigilanza dei mezzi di trasporto in sosta – navi, imbarcazioni,
treni, vagoni, autobus, ecc. – ai relativi depositi e controllo degli
accessi a bordo;
h)  controllo  a  bordo finalizzato a rilevare elementi di rischio
per la sicurezza – bagagli abbandonati, oggetti pericolosi, ecc. – ed
eventuali situazioni di criticita’;
i)  controllo  delle  autorizzazioni –  tesserini portuali, badge,
titoli  di  viaggio –  che  consentono l’accesso alle aree del sedime
portuale  agli  equipaggi  delle  navi,  al  personale  portuale ed a
qualsiasi soggetto che abbia necessita’ di accedere a tali aree;
j)   ogni   altro  controllo  o  servizio  di  vigilanza  ritenuto
necessario  dalle  societa’  di  gestione  portuale,  dalle  societa’
ferroviarie,  dalle societa’ dei servizi di trasporto in concessione,
per  il  cui  espletamento  non e’ richiesto l’esercizio di pubbliche
potesta’ o l’impiego operativo di appartenenti alle Forze di polizia.
2.  Nell’ambito dei piani di sicurezza delle stazioni ferroviarie e
di  quelli  riguardanti  i  porti, elaborati ai sensi del Regolamento
(CE)  n.  725/2004 e del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 203,
approvati  dai prefetti, comprendenti anche servizi di vigilanza e di
controllo  esercitati  a  mezzo  della  forza  pubblica,  gli  enti o
societa’  di gestione portuale, le societa’ ferroviarie e le societa’
dei  servizi  di  trasporto in concessione possono, inoltre, svolgere
direttamente,  ovvero  mediante  affidamento ad istituti di vigilanza
privata,  con  l’impiego,  in entrambi i casi, di guardie particolari
giurate, i seguenti servizi:
a)  controllo  del  bagaglio  a  mano  e  delle  cose  portate dai
passeggeri in partenza ed in transito, mediante l’utilizzo di portali
metal-detector  (WTMD), metal-detector portatili (HHMD) e controlli a
campione   radioscopici,   manuali   (tecnica  del  pat-down)  e  con
l’utilizzo  di  rilevatori  di  tracce  di  esplosivi (ETDS) o unita’
cinofile;
b)  controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature dei
bagagli da stiva, della merce e dei plichi dei corrieri espresso;
c)  controllo  ai varchi carrabili e pedonali dei sedimi portuali,
delle  stazioni  ferroviarie  e  delle autolinee in concessione e dei
relativi  depositi,  compresa  la verifica dei titoli di accesso alle
singole aree, ove previsti;
d) controllo dei veicoli all’imbarco;
3. I servizi di cui al comma 2 sono svolti sotto la vigilanza degli
organi  di  polizia  competenti, in relazione a quanto previsto dalle
direttive  vigenti in materia dei comparti di specialita’ delle Forze
di  polizia, che procedono agli interventi che richiedono l’esercizio
di pubbliche potesta’.
4. Possono essere inoltre affidati alle guardie particolari giurate
che  fanno  servizio  a  bordo  dei  treni  o  delle  navi compiti di
collaborazione  al  personale addetto all’esercizio, alla custodia ed
alla   manutenzione  dei  servizi  di  bordo,  con  esclusione  delle
attivita’ di polizia ferroviaria e della navigazione.
5. Tutte le strutture di sicurezza privata e le guardie particolari
giurate  che  prestano  servizio  negli  ambiti indicati dal presente
decreto  hanno il dovere di prestare, durante il servizio, la massima
attenzione  all’osservazione  di  quanto  possa  avere rilievo per la
sicurezza dei cittadini e sono tenute a:
a) munire le proprie centrali operative di idonei collegamenti con
quelle  dei  competenti  organi  di  polizia,  utilizzando sistemi di
trasmissione idonei ad assicurare il rapido interscambio di dati e di
b)   nelle   attivita’   di   vigilanza   o  controllo,  segnalare
immediatamente  al competente organo di polizia le notizie di rilievo
per  l’ordine  e  la  sicurezza  pubblica  e  per  la  sicurezza  dei
cittadini,  secondo  le direttive all’uopo impartite dal Dipartimento
c) nelle attivita’ di video-sorveglianza e teleallarme, conservare
e  mettere  immediatamente  a disposizione dell’autorita’ di pubblica
sicurezza  e  degli  organi di polizia giudiziaria i supporti tecnici
contenenti  dati  di  interesse  per la prevenzione e repressione dei
reati, secondo le direttive all’uopo impartite dal Dipartimento della
– Per gli estremi del regolamento (CE) n. 725/2004 e del
decreto  legislativo  6 novembre 2007, n. 203, si vedano le
Condizioni e modalita’ per lo svolgimento
1.  I servizi indicati nell’articolo 2, commi 1 e 2, possono essere
svolti,  previo  accertamento da parte del prefetto della sussistenza
dei  requisiti  di  cui  al  successivo  articolo  4,  dall’autorita’
portuale,  dagli  enti  o  societa’ di gestione dei servizi portuali,
dalle  societa’  ferroviarie  e  dalle  societa’ concessionarie degli
altri  servizi di trasporto, che li espletano direttamente o mediante
propria  articolazione  organizzativa,  a norma dell’articolo 133 del
T.U.L.P.S.,  ovvero  possono essere affidati ad istituti di vigilanza
in  possesso della licenza di cui all’articolo 134 del predetto testo
unico.  In  entrambi  i  casi,  i  servizi  sono espletati a mezzo di
guardie particolari giurate.
2.  Le  modalita’  di  espletamento  dei servizi sono approvate dal
Questore,  sulla  base  delle  direttive  tecnico-operative  all’uopo
impartite  dal  Ministero  dell’interno – Dipartimento della pubblica
sicurezza,  in relazione a quanto previsto dal regio decreto-legge 26
settembre  1935, n. 1952 convertito nella legge 19 marzo 1936, n. 508
e dal regio decreto-legge 12 novembre 1936, n. 2144, convertito nella
legge 3 aprile 1937, n. 526.
3.  Il  prefetto,  all’esito  degli accertamenti di cui al comma 1,
impartisce   le   prescrizioni   eventualmente  necessarie.  Analoghe
prescrizioni   possono   essere   imposte   dal   Questore   all’atto
dell’approvazione delle modalita’ di espletamento dei servizi, di cui
4. Ove si verifichino situazioni particolari di crisi o di minaccia
alla  sicurezza  dei  trasporti,  anche  per  effetto  di contingenti
emergenze  internazionali,  l’autorita’  di pubblica sicurezza adotta
ogni  ulteriore  misura  ritenuta  necessaria  e richiede ai soggetti
affidatari  dei  servizi  di  controllo  l’attuazione delle misure di
sicurezza  occorrenti,  che  non  comportino l’esercizio di pubbliche
funzioni, anche se non siano contemplate dal presente decreto.
–  Si  riporta  il  testo  degli  articoli 133 e 134 del
citato regio decreto 18 giugno 1931, n. 773:
«Art.   133.   –  Gli  enti  pubblici,  gli  altri  enti
collettivi   e   i   privati   possono   destinare  guardie
particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprieta’
mobiliari od immobiliari.
Possono   anche,   con  l’autorizzazione  del  Prefetto,
associarsi  per la nomina di tali guardie da destinare alla
vigilanza o custodia in comune delle proprieta’ stesse.».
«Art.  134.  –  Senza licenza del Prefetto e’ vietato ad
enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di
proprieta’   mobiliari   od   immobiliari   e  di  eseguire
investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per
conto di privati.
Salvo  il  disposto  dell’art.  11,  la licenza non puo’
essere   conceduta   alle   persone   che  non  abbiano  la
cittadinanza   italiana   ovvero   di   uno   Stato  membro
dell’Unione  europea  o  siano  incapaci  di  obbligarsi  o
I  cittadini  degli  Stati  membri  dell’Unione  europea
possono   conseguire  la  licenza  per  prestare  opera  di
vigilanza  o  custodia di beni mobiliari o immobiliari alle
Il   regolamento   di  esecuzione  individua  gli  altri
soggetti,  ivi  compreso  l’institore,  o chiunque eserciti
poteri  di  direzione,  amministrazione  o  gestione  anche
parziale  dell’istituto  o  delle  sue  articolazioni,  nei
confronti  dei  quali  sono accertati l’assenza di condanne
per  delitto  non  colposo  e  gli altri requisiti previsti
dall’art. 11 del presente testo unico, nonche’ dall’art. 10
La  licenza non puo’ essere conceduta per operazioni che
importano   un   esercizio  di  pubbliche  funzioni  o  una
menomazione della liberta’ individuale.».
–  Il  regio  decreto-legge  26 settembre 1935, n. 1952,
convertito  nella  legge  19  marzo  1936,  n.  508,  reca:
«Disciplina del servizio delle guardie particolari giurate»
ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 novembre 1935,
–  Il  regio  decreto-legge  12  novembre 1936, n. 2144,
convertito  nella  legge  3  aprile  1937,  n.  526,  reca:
«Disciplina  degli  Istituti  di  vigilanza  privata» ed e’
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale 29 dicembre 1936, n.
Requisiti degli organismi affidatari e del personale
1.  L’espletamento dei servizi di cui all’articolo 2 e’ subordinato
alla  verifica dei requisiti coerenti con i servizi da espletare, con
le  medesime  procedure  previste  per  l’affidamento  dei servizi di
sicurezza  in  ambito  aeroportuale  ed  a  tal fine si applicano, in
quanto compatibili, i requisiti di cui all’allegato A) al regolamento
29  gennaio  1999,  n.  85,  adottato  con  decreto  del Ministro dei
trasporti   e   della   navigazione   di  concerto  con  il  Ministro
dell’interno,   recante  norme  di  attuazione  dell’articolo  5  del
decreto-legge  18  gennaio 1992, n. 9, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  28 febbraio 1992, n. 217, in materia di concessione dei
2. In particolare, sono richiesti:
a)  nell’ipotesi di servizi espletati direttamente ex articolo 133
del  T.U.L.P.S.:  l’assenza  delle  condanne  o  degli altri elementi
previsti  dall’articolo  11  del  T.U.L.P.S.,  dall’articolo 10 della
legge  31  maggio  1965,  n.  575,  e  dall’articolo  4  del  decreto
legislativo  8  agosto  1994,  n.  490,  nei  confronti  del soggetto
concessionario,  dell’institore,  del direttore tecnico e di chiunque
detenga  nella  societa’  o  impresa interessata poteri di direzione,
amministrazione  o  gestione,  anche  parziali, nonche’ di coloro che
siano parte dell’assetto proprietario od organizzativo della societa’
o  impresa o che detengano una quota di controllo superiore al cinque
per cento del capitale;
b)  nell’ipotesi di servizi espletati tramite impresa di sicurezza
ex articolo 134 del T.U.L.P.S.: i requisiti previsti dall’ordinamento
c)  l’affidamento  della  responsabilita’ dei servizi di sicurezza
sussidiaria  ad  un direttore tecnico che abbia una idonea formazione
professionale  per  poter operare il coordinamento e l’organizzazione
dei  servizi,  cui  attribuire  la  responsabilita’  dei controlli di
d)  l’impiego  di  guardie  particolari  giurate  in  possesso dei
requisiti   personali,   attitudinali  e  addestrativi  previsti  dal
successivo comma 3;
e)  un piano di formazione professionale o di riqualificazione del
personale conforme all’articolo 6;
f)  la  documentata  garanzia  in ordine all’efficienza dei mezzi,
all’efficacia   e  funzionalita’  degli  apparati  di  comunicazione,
all’adozione  di  protezioni  individuali efficienti per il personale
3.  L’approvazione  della  nomina a guardia particolare giurata per
l’esercizio  delle  attivita’  di  sicurezza sussidiaria previste dal
presente  decreto  e’ subordinata alla verifica della sussistenza dei
requisiti  personali  e  professionali previsti dall’articolo 138 del
T.U.L.P.S.  e  degli  altri  previsti  dall’allegato  A)  al presente
4.  I  requisiti  di cui al comma 2 sono accertati con le modalita’
indicate  dall’articolo  257-quinquies, del Regolamento di esecuzione
al Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto  6  maggio  1940,  n.  635. La preparazione professionale del
direttore  tecnico  di  cui  al  comma  2,  lettera b), deve comunque
risultare dalla partecipazione a corsi professionali specifici per il
settore  della  sicurezza  e  per  la  gestione delle apparecchiature
tecniche di cui all’articolo 5.
5.  Per  la nomina delle guardie particolari giurate i requisiti di
cui  al  comma  2,  lettera a), sono comunicati al Prefetto, al quale
deve  essere  altresi’  comunicata ogni successiva variazione entro i
– Si riporta il testo dell’allegato A del citato decreto
del  Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto
con il Ministro dell’interno, del 29 gennaio 1999, n. 85:
DELLE IMPRESE DI SICUREZZA
1. Le imprese di sicurezza per poter operare i controlli
di  sicurezza  negli  aeroporti  italiani  devono essere in
possesso dei requisiti elencati nella presente scheda:
1.1. Requisiti professionali.
Le  imprese  di sicurezza devono possedere un’esperienza
di   attivita’   similare   e/o   esperienza   nel  settore
aeroportuale e devono prevedere:
a) l’affidamento della responsabilita’ dei controlli di
sicurezza  ad  un  direttore  tecnico  che abbia una idonea
formazione  professionale e giuridica documentata per poter
operare  il coordinamento e l’organizzazione dei servizi di
b)  l’assunzione  di  personale  che  deve  possedere i
requisiti  personali e professionali previsti nell’allegato
c)  il  piano di formazione professionale del personale
deve   essere  conforme  alla  scheda  “Programma  di
formazione   professionale   del   personale  addetto  alla
d) i criteri di controllo attitudinale del personale;
e) un sistema di riqualificazione del personale;
f) un piano di controllo interno di qualita’;
g)  possesso  dell’autorizzazione ex art. 133 del testo
unico delle leggi di pubblica sicurezza, in caso di servizi
direttamente  gestiti da societa’ di gestione aeroportuale,
ex art. 134 se trattasi di soggetti terzi.
1.2. Requisiti finanziari.
Le  imprese di sicurezza devono essere in possesso di un
piano    finanziario    che   dia   idonee   garanzie   per
l’espletamento   dei   servizi   di   sicurezza   avuti  in
concessione  per  poter  far fronte in qualsiasi momento ai
suoi  impegni  effettivi  e  potenziali  per  un periodo di
ventiquattro mesi a decorrere dall’inizio delle operazioni.
A   tal   fine   devono  dimostrare  l’inesistenza  di  una
dichiarazione  di  insolvenza  giudiziaria,  presentare  un
piano  economico per almeno i primi due anni di attivita’ e
idonea fidejussione.
1.3.  Le  imprese  di  sicurezza devono avere la propria
sede   sociale   nel   territorio   nazionale   e  comunque
nell’ambito  del territorio provinciale di competenza della
prefettura  che  ha  rilasciato  l’autorizzazione  e di cui
all’art.  134  del  testo  unico  delle  leggi  di pubblica
1.4.  Le  imprese  devono  garantire  la continuita’ del
servizio anche in caso di sciopero dei propri addetti sulla
base della normativa vigente in materia di servizi pubblici
1.5. Capitale sociale.
La  maggioranza  del  capitale  sociale  deve  essere  e
rimanere  di  proprieta’ esclusiva di cittadini dell’Unione
europea.  Il controllo effettuato sulle imprese deve sempre
essere esercitato da cittadini dell’Unione europea.
Inoltre  devono dimostrare che il loro capitale netto e’
pari ad almeno 50.000 euro.
1.6. Requisiti tecnici.
Le  imprese  di  sicurezza  che espletano i controlli di
sicurezza  dei  bagagli  a mano, dei bagagli da stiva e dei
passeggeri,  devono utilizzare apparecchiature di sicurezza
necessarie  e che rispondono ai parametri tecnici stabiliti
nell’allegato  C  “Parametri  tecnici  dei sistemi di
1.7.    Le    imprese    devono    essere    assicurate,
proporzionalmente al rischio massimo dell’attivita’ svolta,
in  materia  di responsabilita’ civile in caso di incidenti
per il personale e per i passeggeri e il danneggiamento dei
bagagli e delle merci.
1.8.  Le  imprese  di  sicurezza  e  i  singoli addetti,
qualora  ritengono ai fini della sicurezza di dover operare
ulteriori controlli non rientranti nella loro attribuzione,
devono  richiedere  tali  interventi  ai  locali  organi di
1.9.  Le  imprese  devono  mettere  a  disposizione  dei
funzionari incaricati dei controlli tutta la documentazione
dell’impresa sia tecnica che amministrativa e permettere di
accedere  ai propri locali ed apparecchiature per eventuali
accertamenti.».
–  Per il testo dell’art. 5 del decreto-legge 18 gennaio
1992, n. 9, si vedano le note alle premesse.
–  Per  il  testo  degli  articoli  133  e 134 del regio
decreto  18 giugno 1931, n. 773, si vedano le note all’art.
–  Si riporta il testo degli articoli 11 e 138 del regio
«Art.  11.  –  Salve le condizioni particolari stabilite
dalla  legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia
debbono essere negate:
1°  a  chi ha riportato una condanna a pena restrittiva
della  liberta’  personale superiore a tre anni per delitto
non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;
2°  a  chi  e’ sottoposto all’ammonizione o a misura di
sicurezza  personale  o  e’  stato  dichiarato  delinquente
abituale, professionale o per tendenza.
Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi
ha  riportato  condanna  per delitti contro la personalita’
dello  Stato o contro l’ordine pubblico, ovvero per delitti
contro  le  persone  commessi  con  violenza,  o per furto,
rapina,  estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina
o di estorsione, o per violenza o resistenza all’autorita’,
e a chi non puo’ provare la sua buona condotta.
Le  autorizzazioni  devono  essere revocate quando nella
persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte,
le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere
revocate   quando  sopraggiungono  o  vengono  a  risultare
circostanze  che  avrebbero imposto o consentito il diniego
della autorizzazione.».
«Art.  138.  – Le guardie particolari devono possedere i
requisiti seguenti:
1°  essere  cittadino  italiano  o  di uno Stato membro
2°  avere raggiunto la maggiore eta’ ed avere adempiuto
agli obblighi di leva;
6° essere munito della carta di identita’;
7°   essere   iscritto   alla   cassa  nazionale  delle
assicurazioni  sociali  e  a  quella  degli  infortuni  sul
Il   Ministro   dell’interno  con  proprio  decreto,  da
adottarsi  con le modalita’ individuate nel regolamento per
l’esecuzione  del presente testo unico, sentite le regioni,
provvede    all’individuazione    dei    requisiti   minimi
professionali  e  di  formazione  delle guardie particolari
La  nomina delle guardie particolari giurate deve essere
approvata   dal   prefetto.   Con  l’approvazione,  che  ha
validita’  biennale,  il  prefetto rilascia altresi’, se ne
sussistono i presupposti, la licenza per il porto d’armi, a
tassa ridotta, con validita’ di pari durata.
Ai   fini   dell’approvazione  della  nomina  a  guardia
particolare  giurata  di  cittadini  di  altri Stati membri
dell’Unione europea il prefetto tiene conto dei controlli e
delle verifiche effettuati nello Stato membro d’origine per
lo  svolgimento  della  medesima attivita’. Si applicano le
disposizioni di cui all’art. 134-bis, comma 3.
Le  guardie  particolari  giurate,  cittadini  di  Stati
membri  dell’Unione  europea, possono conseguire la licenza
di  porto  d’armi  secondo  quanto  stabilito  dal  decreto
legislativo  30  dicembre  1992,  n.  527,  e  dal relativo
regolamento  di  esecuzione, di cui al decreto ministeriale
30  ottobre  1996,  n.  635,  del Ministro dell’interno. Si
osservano,  altresi’,  le  disposizioni degli articoli 71 e
256 del regolamento di esecuzione del presente testo unico.
Salvo   quanto   diversamente   previsto,   le   guardie
particolari   giurate   nell’esercizio  delle  funzioni  di
custodia  e  vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono
destinate   rivestono  la  qualita’  di  incaricati  di  un
pubblico servizio.».
– Si riporta il testo dell’art. 10 della legge 31 maggio
1965,   n.   575  (Disposizioni  contro  le  organizzazioni
criminali di tipo mafioso, anche straniere):
«Art. 10. – 1. Le persone alle quali sia stata applicata
con  provvedimento definitivo una misura di prevenzione non
b)  concessioni  di  acque  pubbliche e diritti ad esse
inerenti  nonche’  concessioni  di beni demaniali allorche’
d)  iscrizioni negli albi di appaltatori o di fornitori
di   opere,   beni   e   servizi  riguardanti  la  pubblica
amministrazione  e nell’albo nazionale dei costruttori, nei
registri  della  camera  di  commercio  per l’esercizio del
commercio  all’ingrosso  e  nei  registri  di commissionari
e)   altre   iscrizioni  o  provvedimenti  a  contenuto
svolgimento    di   attivita’   imprenditoriali,   comunque
o  erogati  da  parte dello Stato, di altri enti pubblici o
delle  Comunita’  europee,  per lo svolgimento di attivita’
2.  Il  provvedimento  definitivo  di applicazione della
misura  di  prevenzione  determina  la decadenza di diritto
abilitazioni  ed  erogazioni  di cui al comma 1, nonche’ il
divieto  di  concludere  contratti  di  appalto, di cottimo
fiduciario,   di   fornitura   di  opere,  beni  o  servizi
riguardanti   la   pubblica   amministrazione   e  relativi
subcontratti,  compresi i cottimi di qualsiasi tipo, i noli
a  caldo  e  le forniture con posa in opera. Le licenze, le
autorizzazioni   e   le  concessioni  sono  ritirate  e  le
3.   Nel  corso  del  procedimento  di  prevenzione,  il
tribunale,  se  sussistono  motivi di particolare gravita’,
puo’  disporre in via provvisoria i divieti di cui ai commi
1  e  2  e  sospendere  l’efficacia delle iscrizioni, delle
erogazioni  e  degli  altri provvedimenti ed atti di cui ai
medesimi  commi. Il provvedimento del tribunale puo’ essere
in  qualunque  momento  revocato  dal  giudice procedente e
perde  efficacia  se  non  e’ confermato con il decreto che
4.  Il  tribunale  dispone  che i divieti e le decadenze
previsti  dai  commi  1  e 2 operino anche nei confronti di
chiunque  conviva  con la persona sottoposta alla misura di
societa’  e  consorzi di cui la persona sottoposta a misura
di  prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi
modo  scelte  e  indirizzi.  In  tal  caso  i  divieti sono
5.  Per  le  licenze  ed  autorizzazioni  di polizia, ad
esplosivi,  e per gli altri provvedimenti di cui al comma 1
le  decadenze  e  i  divieti previsti dal presente articolo
possono  essere  esclusi  dal  giudice  nel caso in cui per
effetto  degli  stessi  verrebbero  a  mancare  i  mezzi di
5-bis.  Salvo che si tratti di provvedimenti di rinnovo,
stipulati  dalla  pubblica  amministrazione, le licenze, le
abilitazioni  e  le  iscrizioni  indicate  nel  comma 1 non
contratti  o  subcontratti  indicati  nel  comma 2 non puo’
essere  consentita a favore di persone nei cui confronti e’
in  corso il procedimento di prevenzione senza che sia data
preventiva  comunicazione  al  giudice competente, il quale
puo’  disporre,  ricorrendone i presupposti, i divieti e le
sospensioni  previsti  a  norma  del comma 3. A tal fine, i
quando  il giudice non provvede e, comunque, per un periodo
non  superiore a venti giorni dalla data in cui la pubblica
5-ter.  Le  disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si applicano
anche  nei  confronti delle persone condannate con sentenza
di  appello,  per uno dei delitti di cui all’art. 51, comma
–   Si   riporta   il  testo  dell’art.  4  del  decreto
legislativo  8  agosto 1994, n. 490 (Disposizioni attuative
della   legge  17  gennaio  1994,  n.  47,  in  materia  di
comunicazioni  e  certificazioni  previste  dalla normativa
antimafia  nonche’  disposizioni  concernenti  i poteri del
prefetto   in   materia   di  contrasto  alla  criminalita’
organizzata):
«Art.  4.  –  1.  Le pubbliche amministrazioni, gli enti
pubblici  e  gli  altri  soggetti di cui all’art. 1, devono
acquisire  le  informazioni  di  cui  al  comma  4 prima di
stipulare,   approvare   o   autorizzare   i   contratti  e
subcontratti,  ovvero  prima  di rilasciare o consentire le
concessioni  o  erogazioni indicati nell’allegato 3, il cui
valore sia:
a) pari o superiore a quello determinato dalla legge in
attuazione  delle direttive comunitarie in materia di opere
e  lavori pubblici, servizi pubblici e pubbliche forniture,
indipendentemente dai casi di esclusione ivi indicati;
b)  superiore  a 300 milioni di lire per le concessioni
di  acque  pubbliche o di beni demaniali per lo svolgimento
di  attivita’ imprenditoriali, ovvero per la concessione di
contributi,  finanziamenti  e agevolazioni su mutuo o altre
erogazioni   dello   stesso  tipo  per  lo  svolgimento  di
c) superiore a 200 milioni di lire per l’autorizzazione
di   subcontratti,   cessioni  o  cottimi,  concernenti  la
realizzazione  di  opere o lavori pubblici o la prestazione
di servizi o forniture pubbliche.
2.  E’ vietato, a pena di nullita’, il frazionamento dei
contratti,  delle  concessioni  o delle erogazioni compiuto
allo scopo di eludere l’applicazione del presente articolo.
3.   Ai  fini  di  cui  al  comma  1,  la  richiesta  di
imprese,   le   associazioni,  le  societa’  o  i  consorzi
interessati  ai contratti e subcontratti di cui al comma 1,
lettere  a)  e  c),  o  che siano destinatari degli atti di
concessione  o  erogazione  di  cui  alla  lettera b) dello
stesso  comma 1. Tale richiesta deve contenere gli elementi
di cui all’allegato 4.
4.    Il   prefetto   trasmette   alle   amministrazioni
richiedenti,  nel  termine massimo di quindici giorni dalla
ricezione  della  richiesta, le informazioni concernenti la
sussistenza  o  meno, a carico di uno dei soggetti indicati
nelle  lettere  d)  ed  e)  dell’allegato 4, delle cause di
divieto   o   di   sospensione  dei  procedimenti  indicate
nell’allegato   1,  nonche’  le  informazioni  relative  ad
eventuali  tentativi  di  infiltrazione  mafiosa tendenti a
condizionare  le  scelte  e  gli indirizzi delle societa’ o
imprese   interessate.   A  tal  fine  il  prefetto,  anche
avvalendosi   dei  poteri  di  accesso  e  di  accertamento
delegati  dal  Ministro dell’interno, dispone le necessarie
verifiche  nell’ambito  della  provincia  e,  ove  occorra,
richiede   ai  prefetti  competenti  che  le  stesse  siano
effettuate nelle rispettive province.
5.  Quando  le  verifiche  disposte  a norma del comma 4
siano  di  particolare  complessita’,  il  prefetto  ne da’
comunicazione senza ritardo all’amministrazione interessata
e  fornisce  le  informazioni  acquisite entro i successivi
trenta  giorni.  Nel  caso  di  lavori o forniture di somma
urgenza,  fatto  salvo  quanto  previsto  dal  comma  6, le
amministrazioni  possono  procedere  dopo aver inoltrato al
prefetto  la  richiesta  di informazioni di cui al comma 3.
Anche  fuori  del  caso  di  lavori  o  forniture  di somma
urgenza,  le  amministrazioni  possono procedere qualora le
informazioni  non  pervengano nei termini previsti. In tale
caso,  i  contributi, i finanziamenti, le agevolazioni e le
altre  erogazioni  di cui al comma 1 sono corrisposti sotto
6.  Quando,  a  seguito delle verifiche disposte a norma
del  comma  4,  emergono  elementi  relativi a tentativi di
o  autorizzare i contratti o subcontratti, ne’ autorizzare,
di  cui  al comma 5, qualora la sussistenza di una causa di
divieto  indicata nell’allegato 1 o gli elementi relativi a
tentativi   di   infiltrazione   mafiosa   siano  accertati
successivamente    alla   stipula   del   contratto,   alla
concessione    dei    lavori   o   all’autorizzazione   del
subcontratto,  l’amministrazione  interessata puo’ revocare
le   autorizzazioni   e   le  concessioni  o  recedere  dai
contratti,  fatto salvo il pagamento del valore delle opere
gia’  eseguite  e  il  rimborso  delle  spese sostenute per
l’esecuzione  del  rimanente,  nei  limiti  delle  utilita’
conseguite.».
–  Si riporta il testo dell’art. 257-quinquies del regio
«Art.  257-quinquies.  –  1.  Per  l’accertamento  della
sussistenza   delle  caratteristiche  di  cui  al  comma  4
dell’art.  257 e della permanenza dei requisiti di qualita’
e funzionalita’ degli istituti, il prefetto si avvale degli
organismi  di  qualificazione e certificazione costituiti o
riconosciuti  dal  Ministero dell’interno a norma dell’art.
260-ter.  Degli  stessi organismi si avvale il questore per
le  finalita’  di  vigilanza  di  cui  all’art. 249, quinto
2. Ai fini di quanto previsto dalla legge e dal presente
regolamento,   per   l’accertamento   delle  condizioni  di
sicurezza dei servizi e del personale, a tutela dell’ordine
e  della  sicurezza  pubblica,  il  prefetto  si  avvale di
parametri  oggettivi  di  verifica,  definiti  dal Ministro
dell’interno,   sentita  la  commissione  di  cui  all’art.
260-quater, tenendo conto:
a)   degli   oneri  derivanti  dall’applicazione  delle
disposizioni  di legge o di regolamento che disciplinano le
attivita’    di   cui   all’art.   134   della   legge   e,
particolarmente,  delle  misure  da  adottarsi in relazione
alle condizioni, anche locali della sicurezza pubblica;
b)  dei  costi  per  la  sicurezza, compresi quelli per
veicoli  blindati,  protezioni  individuali antiproiettile,
apparecchiature tecnologiche ed ogni altro mezzo, strumento
od  equipaggiamento  indispensabile  per  la  qualita’ e la
sicurezza dei servizi;
c)  dei  costi  reali  e  complessivi per il personale,
determinati  secondo  quanto  previsto  dall’art. 86, comma
3-bis, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.».
Caratteristiche funzionali minime delle attrezzature tecniche
1.  La  funzionalita’  delle  apparecchiature  di  rilevazione e di
controllo  e  la  loro  rispondenza ai requisiti minimi funzionali e’
accertata, da una commissione, istituita presso il Dipartimento della
pubblica  sicurezza, presieduta da un dirigente in servizio presso il
medesimo  Dipartimento  e composta da cinque esperti, di cui due, per
gli  aspetti  di  specifico  interesse, designati dal Ministero delle
infrastrutture  e  dei  trasporti.  Per le specifiche tecniche minime
delle  apparecchiature  e  procedure di test, si applica l’allegato C
del  regolamento  29  gennaio  1999,  n. 85, adottato con decreto del
Ministro  dei  trasporti  e  della  navigazione  di  concerto  con il
2.  L’accertamento non e’ richiesto se si tratta di apparecchiature
gia’  verificate  a norma dell’articolo 6 del regolamento indicato al
–  Si  riporta  il testo dell’allegato C del decreto del
Ministro  dei trasporti e della navigazione di concerto con
il Ministro dell’interno, del 29 gennaio 1999, n. 85:
SPECIFICHE TECNICHE MINIME
DELLE APPARECCHIATURE E PROCEDURE DI TEST
1. Rivelatori di metallo.
1.1. Definizione.
Per  rivelatori  di metallo si intendono apparecchiature
che  usano  un  campo elettromagnetico per rivelare armi ed
altri oggetti metallici.
Si  definiscono  WTMD  (walk-through  metal  detector) i
rivelatori  di  metallo  a  portale,  per  il  controllo di
persone in movimento.
Si   definiscono   HHMD  (hand-held  metal  detector)  i
rivelatori  di  metallo  portatili  per  l’ispezione  delle
persone fermate ai punti di controllo.
1.2. Specifiche tecniche.
1.2.1. Prestazioni WTMD.
1.2.1.1.  L’apparecchiatura  deve  essere  in  grado  di
rivelare  e  discriminare  oggetti metallici magnetici, non
magnetici e in lega mista magnetica/non magnetica, comunque
siano  trasportati  attraverso  il varco, indipendentemente
dalla  posizione,  dall’orientamento,  dalla  traiettoria e
dalla velocita’ con cui attraversano lo stesso.
1.2.1.2.  Le  tipologie,  le  quantita’ e le forme degli
oggetti  che  il WTMD deve rivelare nonche’ la probabilita’
minima  di  rivelazione  e la probabilita’ massima di falsi
allarmi sono rese note dall’ENAC.
1.2.2. Requisiti essenziali WTMD.
1.2.2.1.  Tutte  le  parti  dell’apparecchiatura  devono
essere  conformi  alle  disposizioni  vigenti in materia di
sanita’, sicurezza e compatibilita’ elettromagnetica.
1.2.2.2.  L’apparecchiatura  deve  disporre di un chiaro
allarme  sonoro  e visivo, le cui caratteristiche sono rese
note dall’ENAC.
1.2.2.3.   L’apparecchiatura   deve  effettuare  un’auto
diagnosi  all’avvio  e  durante la fase operativa, non deve
richiedere   alcuna   conseguente   regolazione   da  parte
dell’operatore e deve disporre di una chiara indicazione di
1.2.2.4.  Le  funzioni  automatiche  di  auto diagnosi e
ricalibrazione   non   devono   incidere  sull’operativita’
1.2.2.5.  L’apparecchiatura deve essere corredata da uno
strumento   di   test   conforme  ai  requisiti  resi  noti
1.2.2.6.  L’apparecchiatura  deve  consentire una rapida
programmazione  dei  propri  parametri,  al  fine  di poter
operare  secondo  il  livello  di  sicurezza  stabilito. La
sensibilita’  d’intercettazione  dell’apparecchiatura  deve
essere regolabile, per le finalita’ e con le modalita’ rese
1.2.2.7.    L’apparecchiatura   non   deve   manifestare
variazioni   delle   proprie   prestazioni   a   causa   di
fluttuazioni  della tensione di rete, di disturbi associati
alla  linea  di  alimentazione, in presenza di interferenze
elettromagnetiche  irradiate  nelle  vicinanze  del  varco,
quando e’ installata a breve distanza una apparecchiatura a
raggi  X,  in  presenza  di  metal  detector  portatili o a
portale  impiegati in prossimita’ del varco, in presenza di
masse  metalliche esterne in movimento presso la struttura;
inoltre  l’apparecchiatura  deve  compensare la presenza di
masse   metalliche   statiche   esterne,  anche  di  grande
dimensione,  senza mostrare alcuna variazione delle proprie
1.2.2.8.  L’apparecchiatura  non  deve  produrre allarmi
causati da vibrazioni meccaniche.
1.2.2.9.   L’apparecchiatura   non   deve   alterare  il
funzionamento  delle  apparecchiature mediche quali protesi
auditive, stimolatori cardiaci, defibrillatori, ecc.
1.2.2.10.    L’apparecchiatura    non   deve   provocare
interferenze  con, apparecchiature elettriche, elettroniche
e supporti magnetici di informazioni.
1.2.2.11.   L’apparecchiatura   deve   disporre  di  una
batteria   tampone   ad   intervento   automatico,  per  il
funzionamento   in   caso   di   interruzione  dell’energia
elettrica, la cui attivazione deve essere segnalata.
1.2.2.12. L’apparecchiatura deve disporre di funzioni di
misura  e  visualizzazione  dei  segnali di rivelazione dei
1.2.3. Prestazioni HHMD.
1.2.3.1.  L’apparecchiatura  deve  essere  in  grado  di
rilevare  oggetti  costituiti  da  metalli  magnetici e non
1.2.3.2.  Le  tipologie,  le  quantita’,  le  forme e la
distanza minima di rivelazione sono rese note dall’ENAC.
1.2.4. Requisiti essenziali HHMD.
1.2.4.1.  L’apparecchiatura  deve  essere  conforme alle
disposizioni in vigore in materia di salute, sicurezza e di
radio interferenze.
1.2.4.2.   Le  prestazioni  dell’apparecchiatura  devono
essere  regolabili per le finalita’ e con le modalita’ resi
1.2.4.3.  L’apparecchiatura  non  deve  richiedere alcun
aggiustamento successivamente all’accensione.
1.2.4.4.  L’apparecchiatura  deve  essere  dotato di una
1.2.4.5.   L’apparecchiatura   non   deve   disporre  di
regolatore di sensibilita’ accessibile all’operatore.
1.2.4.6.  L’apparecchiatura  deve  disporre di un chiaro
allarme sonoro e visivo.
1.2.4.7.   L’apparecchiatura   deve   disporre   di   un
interruttore  di  spegnimento  disegnato  in  modo  tale da
prevenire spengimenti accidentali.
1.2.4.8.  L’apparecchiatura  e i dispositivi usati nelle
aree  di  controllo aeroportuali non devono interferire tra
di  loro  in modo tale da non pregiudicare le prestazioni e
l’operativita’.
Quanto  sopra si estende ai metal detector a portale, ai
telefoni cellulari ed agli apparecchi senza fili.
1.2.4.9.    L’apparecchiatura    non    deve   provocare
interferenze  con  le  apparecchiature  mediche,  quali  le
protesi auditive, stimolatori cardiaci, defibrillatori ecc.
1.2.4.10.    L’apparecchiatura    non   deve   provocare
interferenze    con    le    apparecchiature    elettriche,
elettroniche e supporti magnetici di informazioni.
1.2.4.11.  L’apparecchiatura  deve  produrre  un segnale
visivo  e  sonoro  che indica lo stato di esaurimento della
batteria  di  alimentazione  prima  che  la sensibilita’ di
rilevazione si modifichi.
Ulteriori  requisiti  degli  WTMD e degli HHMD sono resi
noti dall’ENAC.
1.3. Rispondenza alle specifiche tecniche.
La rispondenza dei rivelatori di metallo alle specifiche
tecniche  deve  essere  determinata  attraverso  test  (T),
misurazioni (M) e/o esame documentale (D).
La  capacita’  di  rivelazione  (espressa  come P.O.D. –
Probability  of  Detection)  e  la  probabilita’  di  falsi
allarmi  (P.F.A.  – Probability of False Alarm) deve essere
accertata,   secondo  le  modalita’  rese  note  dall’ENAC,
attraverso  apposita  procedura  sperimentale  ovvero esame
della    documentazione   concernente   sperimentazioni   o
certificazioni effettuate da organismi riconosciuti.
Una   contenuta   variabilita’  di  risultati,  pur  nel
rispetto  delle specifiche tecniche, e’ comunque possibile,
in   relazione   alle  differenti  prestazioni  di  diversi
apparecchi  di  uno  stesso modello ed alla difficolta’ nel
riprodurre esattamente le medesime condizioni di test.
2. Apparecchiature radiogene.
Si  definiscono  apparecchiature radiogene gli strumenti
di  controllo non automatici che utilizzano la tecnologia a
raggi   X   e  forniscono  all’operatore  una  immagine  da
2.2. Specifiche tecniche.
2.2.1. Prestazioni.
Le  seguenti  prestazioni  devono  essere  garantite  da
qualsiasi   apparecchiatura   a   raggi-X   non  automatica
utilizzata  per  esaminare oggetti destinati all’imbarco su
2.2.1.1.  Risoluzione del singolo filo metallico (single
wire    resolution    –   SWR)   Definisce   la   capacita’
dell’apparecchiatura  di  visualizzare  un filo di diametro
Verifica  attraverso  il  TEST  1  –  diametro  del filo
visibile non inferiore ad [A].
2.2.1.2.  Penetrazione  utile  (useful penetration – UP)
Definisce   il   livello   di  dettaglio  che  deve  essere
visualizzato  sotto  un  determinato  spessore di materiale
Verifica  attraverso  il  TEST  2  –  diametro  del filo
visibile  non  inferiore  a  [B]  dietro  uno  spessore  di
alluminio pari a [C].
2.2.1.3.  Risoluzione spaziale (spatial resolution – SR)
Definisce la capacita’ dell’apparecchiatura di discriminare
e visualizzare oggetti molto ravvicinati.
Verifica  attraverso  il  TEST 3 – passo della coppia di
griglie visibili non inferiore a [D].
2.2.1.4. Penetrazione semplice (simple penetration – SP)
Definisce sia lo spessore del metallo che l’apparecchiatura
e’  in  grado di penetrare sia la capacita’ di visualizzare
fogli metallici molto sottili.
Verifica   della  capacita’  di  differenziare  spessori
metallici  sottili  attraverso il TEST 4 a – spessore della
lamina visibile non superiore ad [E].
Verifica  della capacita’ di visualizzare oggetti dietro
elevati  spessori  metallici  attraverso  il  TEST  4  b  –
spessore  della lastra di acciaio dietro cui e’ visibile la
sagoma di piombo non inferiore a [F].
2.2.1.5.   Discriminazione   dei   materiali   (Material
Discrimination – MD) Definisce la capacita’ di discriminare
materiali con differente peso atomico medio, consentendo in
particolare   di  distinguere  tra  materiale  organico  ed
Verifica attraverso il TEST 5 – visualizzazione del sale
e dello zucchero con differenti colorazioni.
I  valori  [A], [B], [C], [D], [E] ed [F] sono resi noti
2.2.2. Requisiti essenziali.
2.2.2.1.  Tutte  le  parti  dell’apparecchiatura  devono
sanita’ e di sicurezza.
2.2.2.2. L’apparecchiatura deve visualizzare un’immagine
completa di ciascun oggetto rivelato nel tunnel.
2.2.2.3. L’immagine di qualsiasi parte dell’oggetto deve
essere visualizzata sullo schermo per almeno 5 secondi.
2.2.2.4.  L’operatore  deve  avere  la  possibilita’  di
arrestare il nastro e, se necessario, di invertire il senso
2.2.2.5.   L’apparecchiatura   deve   essere  pienamente
funzionante entro 2 minuti dal momento dell’accensione.
2.2.2.6.  Al  riavviarsi  del  nastro  dopo  una  sosta,
l’apparecchiatura   deve   fornire   un’immagine   completa
dell’ultimo oggetto esaminato.
2.2.2.7.  Le funzioni selezionate devono attivarsi entro
1/2 secondo.
2.2.2.8.   L’immagine  deve  essere  visualizzata  senza
2.2.2.9.  L’apparecchiatura  deve  essere  di concezione
modulare, per facilitare eventuali perfezionamenti.
2.2.2.10.  Le componenti vitali dell’apparecchiatura non
devono  essere  danneggiate  dal  versamento di liquidi sul
2.2.2.11.    L’apparecchiatura   deve   effettuare   una
autodiagnosi all’accensione.
2.2.2.12.   L’apparecchiatura   deve   lasciar   passare
liberamente bagagli muniti di cinghie.
2.2.2.13.  L’apparecchiatura  deve avere la capacita’ di
trasferire i dati sia in locale che in rete.
2.2.2.14.   La   versione   del   software  deve  essere
visualizzata all’avvio.
2.2.2.15.  L’apparecchiatura deve indicare visivamente i
materiali che non puo’ penetrare.
2.2.2.16.  Ogni  funzione  selezionata  deve  annullarsi
automaticamente   quando   un   oggetto   successivo  viene
2.2.2.17.   Il  sistema  deve  poter  recuperare  almeno
l’immagine dell’ultimo oggetto esaminato.
Ulteriori requisiti sono resi noti dall’ENAC.
2.3. Rispondenza alle prestazioni.
2.3.1.  Strumento  di test standard (Standard Test Piece
Le  valutazioni  concernenti  le  prestazioni  di cui al
punto 2.2 devono essere eseguite per mezzo di uno strumento
di  test  standard  (STP), rispondente alle caratteristiche
2.3.1.1.  TEST  1 Risoluzione del singolo filo metallico
(Single   wire   resolution  –  SWR)  Per  consentire  tale
valutazione,  lo  STP  deve avere dei fili di rame stagnato
non  isolato  montato su plexiglas, le cui dimensioni siano
comprese  fra  24  AWG  (0,51 mm)  e  36 AWG (0,13 mm), con
valori  intermedi  pari  a  30  e 32 AWG; detti fili devono
essere disposti in forma sinusoidale.
2.3.1.2. TEST 2 Penetrazione utile (Useful penetration –
UP)  Per consentire tale valutazione, lo STP deve avere una
lastra  di alluminio di spessore variabile, pari a 7,81 mm,
10,94 mm e 14,06 mm, dietro la quale sono disposti dei fili
di  rame  stagnato  non  isolato  di  forma sinusoidale, di
diametri corrispondenti a quanto stabilito al punto 2.3.1.1
2.3.1.3. TEST 3 Risoluzione spaziale (Spatial resolution
–  SR)  Per  consentire tale valutazione, lo STP deve avere
tre  coppie di griglie con passo di 1,00 mm, 1,50 mm e 2,00
mm.  Le  singole  coppie  di griglie devono essere disposte
perpendicolarmente  le  une  rispetto alle altre, per poter
verificare la risoluzione orizzontale e quella verticale.
2.3.1.4.     TEST    4a    Penetrazione    semplice    –
differenziazione  di  spessori  metallici  sottili  (Simple
penetration  –  SP) Per consentire tale valutazione, lo STP
deve  avere  lamine  di acciaio con lo spessore di 0,05 mm,
0,10 mm e 0,15 mm.
TEST  4b  Penetrazione  semplice  –  differenziazione di
spessori  metallici  spessi  (Simple  penetration – SP) Per
consentire  tale  valutazione, lo STP deve avere una lastra
di  acciaio  di  spessore compreso fra 14,00 mm e 30,00 mm,
con  gradini  di 2,00 mm, dietro cui e’ posta una sagoma di
2.3.1.5.  TEST 5 Discriminazione dei materiali (Material
discrimination  –  MD)  Per consentire tale valutazione, lo
STP  deve  possedere due campioni rispettivamente di sale e
zucchero, posti in contenitori plastici trasparenti.
2.3.2. Modalita’ di esecuzione dei TEST.
Al  fine  di  ottenere un’immagine ottimale, lo STP puo’
essere   posizionato   in   qualsiasi   punto   del  nastro
trasportatore e puo’ essere sottoposto a piu’ passaggi; per
le  valutazioni possono essere utilizzate tutte le funzioni
disponibili  (colore,  ingrandimento,  intensificazione dei
contorni, ecc.).
2.3.2.1.  TEST  1 Risoluzione del singolo filo metallico
(Single  wire  resolution  –  SWR)  L’operatore  deve poter
vedere il filo di rame stagnato non isolato di diametro non
inferiore ad [A] montato su plexiglas.
2.3.2.2. TEST 2 Penetrazione utile (Useful penetration –
UP)  L’operatore deve poter vedere il filo di rame stagnato
non  isolato  di  diametro  non  inferiore a [B] montato su
plexiglas, dietro lo spessore di alluminio pari a [C].
2.3.2.3. TEST 3 Risoluzione spaziale (Spatial resolution
– SR) L’operatore deve poter vedere la coppia di griglie di
passo [D] ricavate nel foglio di rame.
2.3.2.4.     TEST    4a    Penetrazione    semplice    –
penetration  –  SP)  L’operatore  deve poter distinguere la
lamina di acciaio di spessore [E].
2.3.2.5.     TEST    4b    Penetrazione    semplice    –
differenziazione   di  spessori  metallici  spessi  (Simple
penetration  –  SP) L’operatore deve poter vedere la sagoma
di piombo posta dietro lo spessore [F] di acciaio.
2.3.2.6.  TEST 5 Discriminazione dei materiali (Material
discrimination  – MD) L’operatore deve poter distinguere lo
zucchero   dal   sale   attraverso   una   differenziazione
I  valori  [A], [B], [C], [D], [E] ed [F] sono quelli di
cui al paragrafo 2.2.
apparecchi   di   uno   stesso   modello,  alla  differente
sensibilita’  dell’operatore nel distinguere visivamente le
caratteristiche   dell’immagine  ed  alla  difficolta’  nel
3.   Rivelatori   automatici  di  esplosivi  e  di  ordigni
3.1. Definizioni.
Per  rivelatori  automatici  di  esplosivi  e di ordigni
esplodenti   si   intendono  apparecchiature  in  grado  di
rivelare   e   segnalare  mediante  allarme  automatico  la
presenza  nel  bagaglio  di  materiale  esplosivo e/o di un
ordigno esplodente.
Si  definiscono  EDS  –  Esplosive  Detection  System  i
rivelatori automatici di materiale esplosivo.
Si definiscono EDDS – Esplosive Device Detection System,
i  rivelatori  automatici di ordigni esplodenti in grado di
rivelare uno o piu’ elementi degli stessi.
3.2. Specifiche tecniche.
3.2.1. Prestazioni.
3.2.1.1.  La  rivelazione  deve  essere indipendente dal
materiale  con  cui il bagaglio e’ fabbricato nonche’ dalla
forma,  posizione  e orientamento del materiale esplosivo o
di  ciascun  elemento e/o dalla configurazione dell’ordigno
esplodente.   La  presenza  di  contromisure  in  grado  di
impedire la rivelazione deve essere indicata da un allarme.
3.2.1.3.  Nel  caso in cui le apparecchiature EDS e EDDS
vengano  utilizzati  in  modalita’  indicativa (che prevede
l’intervento  di  un  operatore), la qualita’ dell’immagine
che  si  ottiene  deve  soddisfare  i  requisiti  resi noti
3.2.2. Prestazioni per EDS.
Le  tipologie,  le  quantita’  e  le forme dei materiali
esplosivi  che  l’EDS  deve  rivelare, nonche’ la capacita’
minima  di rivelazione (totale e per ogni diversa tipologia
di  materiale esplosivo) e la probabilita’ massima di falsi
allarmi, sono rese note dall’ENAC.
3.2.3. Prestazioni per EDDS.
3.2.3.1.   Le   tipologie   degli  elementi  di  ordigni
esplodenti  che  l’EDDS deve rivelare, nonche’ la capacita’
allarmi sono resi noti dall’ENAC.
3.2.3.2.  Nel  caso  in cui l’EDDS sia anche in grado di
rivelare  materiali  esplosivi,  le prestazioni sono quelle
espresse al punto 3.2.2.
3.2.4. Requisiti essenziali.
3.2.4.1. Il rivelatore di esplosivi deve essere conforme
alle  vigenti  disposizioni  in  materia  di  sanita’  e di
3.2.4.2.  L’apparecchiatura  deve  essere  di concezione
modulare per facilitare eventuali perfezionamenti.
3.2.4.3.  Le  componenti vitali dell’apparecchiatura non
3.2.4.4.    L’apparecchiatura    deve   effettuare   una
3.2.4.5.    L’apparecchiatura   deve   lasciar   passare
3.2.4.6.  L’apparecchiatura  deve  avere la capacita’ di
3.2.5. Rispondenza alle prestazioni.
3.2.5.1.  Nel  caso in cui le apparecchiature EDS e EDDS
vengano  utilizzati in modalita’ indicativa, le prestazioni
concernenti la qualita’ dell’immagine vengono accertate con
le modalita’ rese note dall’ENAC.
3.2.5.2.  La  capacita’  di  rivelazione  (espressa come
P.O.D.  –  Probability  of  Detection) e la probabilita’ di
falsi  allarmi  (P.F.A.  –  Probability of False Alarm), in
relazione  alle  diverse tipologie e quantita’ di materiali
esplosivi   e  costituenti  dell’ordigno  esplodente,  deve
essere accertata, secondo le modalita’ rese note dall’ENAC,
4. Rivelatori di tracce di esplosivi.
4.1. Definizione.
Per  rivelatori di tracce di esplosivi (ETDS – Explosive
Trace  Detection  System)  si  intendono apparecchiature in
grado di rilevare particelle e/o vapori di esplosivo.
4.2. Specifiche tecniche.
4.2.1. Prestazioni.
4.2.1.1.  L’apparecchiatura  deve  essere  in  grado  di
rivelare  tracce  di  esplosivi  secondo  quanto  reso noto
4.2.2. Requisiti essenziali.
4.2.2.1.  Tutte  le  parti  dell’apparecchiatura  devono
sanita’ e sicurezza.
4.2.2.2.      L’apparecchiatura      deve     effettuare
un’autodiagnosi all’accensione.
4.2.2.3.  L’apparecchiatura  deve  essere  di concezione
4.2.2.4.  L’apparecchiatura  deve  disporre di un chiaro
5. Camere di simulazione.
Per  camere  di simulazione si intendono apparecchiature
in  grado  di riprodurre in ambiente controllato condizioni
fisiche tali da attivare ordigni esplodenti o incendiari.
5.2. Specifiche tecniche.
5.2.1. Prestazioni.
5.2.1.1.  Le  camere  di  simulazione  devono  provocare
l’attivazione  di  congegni  (quali  ad esempio barometrici
radio comandati, acustici e di tipo radiologico) secondo le
indicazioni rese note dall’ENAC.
5.2.2. Requisiti essenziali.
5.2.2.1.  Deve  essere  potenziabile  in  funzione degli
5.2.2.2.  Tutte  le  parti  dell’apparecchiatura  devono
5.2.2.3.  Deve  consentire l’esecuzione automatica delle
procedure di simulazione.
5.2.2.4.  L’apparecchiatura  deve  essere  dotato  di un
controllo video a circuito chiuso.
6. Altre tipologie di apparecchiature.
Eventuali   ulteriori   tipologie   di   apparecchiature
destinate  ai controlli di sicurezza in ambito aeroportuale
verranno rese note dall’ENAC.».
1. I soggetti autorizzati allo svolgimento dei servizi di sicurezza
sussidiaria   di   cui   al   presente   decreto   devono  provvedere
all’addestramento del personale addetto ai controlli di sicurezza, il
cui  contingente  deve  essere numericamente adeguato alle specifiche
esigenze,  organizzando specifici corsi teorico-pratici, anche per il
tramite  di  organizzazioni  esterne.  La  durata  di  tali  corsi e’
commisurata  alle  mansioni alle quali l’addetto alla sicurezza sara’
2.   Il   Ministero  dell’interno  –  Dipartimento  della  pubblica
sicurezza  provvede  a  definire  i  programmi  di  addestramento del
personale,  differenziati  a  seconda  delle  mansioni  alle quali il
personale   sara’  adibito.  Detti  programmi  dovranno  prevedere  i
a)  normativa  nazionale ed internazionale in materia di sicurezza
degli impianti e dei trasporti marittimi e ferroviari;
b)  principi  in materia di legislazione di pubblica sicurezza con
particolare riferimento alla disciplina delle armi e degli esplosivi,
delle  funzioni  di  pubblica  sicurezza  e  di  polizia giudiziaria,
nonche’ sul ruolo e le funzioni della polizia di frontiera.
3.   I   programmi,   opportunamente   differenziati   in   ragione
dell’impiego, si rivolgono:
a) al personale con mansioni di direttore tecnico;
b) al personale addetto ai servizi di controllo e di sicurezza;
c) al personale addetto a compiti esclusivamente tecnici.
4.  L’accertamento  dei  requisiti  addestrativi  degli  addetti ai
controlli  di  sicurezza e’ effettuato, previa richiesta dei soggetti
autorizzati,  da  una  apposita  commissione  nominata  dal  prefetto
competente  per  territorio, presieduta da un funzionario di pubblica
sicurezza designato dal questore e composta da:
a) un esperto delle tecniche impiegate nei sistemi di controllo di
sicurezza,  quali  i  controlli  radiogeni,  EDS, EDDS, rilevatori di
vapori e particellari, camere di decompressione, metal-detector fissi
e portatili;
c)  un componente designato dal dirigente o comandante dello scalo
ferroviario o marittimo;
d)  un  componente  del  competente  ufficio  di specialita’ della
e)  un  componente  designato dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, per gli aspetti di specifico interesse.
5. Le prove d’esame consistono:
a)  in  un  colloquio  sulle materie del programma di formazione e
sulla conoscenza della lingua straniera;
b)  in una prova pratica finalizzata all’accertamento del corretto
utilizzo  delle  apparecchiature  e delle altre tecniche in relazione
alle  mansioni  di  sicurezza che ciascun dipendente sara’ chiamato a
Vigilanza, ispezioni e controlli
1.  Oltre  a  quanto  previsto  dai regi decreti-legge 26 settembre
1935,  n.  1952  e  12  novembre 1936, n. 2144, il Dipartimento della
pubblica  sicurezza  esercita le funzioni di vigilanza e di controllo
sui  servizi  previsti  dal  presente  decreto,  sugli  addetti,  sui
macchinari  e sulle misure adottate, con particolare riferimento alla
funzionalita’  del  servizio ed al rispetto degli standard richiesti,
mediante  un  nucleo  di  ispettori  esperti,  designati in base alle
specifiche  competenze  nei  settori di Polizia di Frontiera, Polizia
Amministrativa, Polizia Ferroviaria e Polizia Scientifica.
2.  Ferme  restando  le  disposizioni  di legge o di regolamento da
applicarsi  in caso di violazioni commesse dai titolari delle licenze
di  cui  all’articolo  3  e  dai  soggetti  muniti della qualifica di
guardia  particolare  giurata,  le infrazioni al presente regolamento
costituiscono abuso della persona autorizzata, ai sensi dell’articolo
10  del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni
e  possono  comportare  la cessazione, anche immediata, in tutto o in
parte dei servizi a titolo temporaneo o definitivo.
–  Per i riferimenti al regio decreto-legge 26 settembre
1935, n. 1952 e al regio decreto-legge 12 novembre 1936, n.
2144, si vedano le note all’art. 3.
–  Si riporta il testo dell’art. 10 del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773:
«Art.  10. – Le autorizzazioni di polizia possono essere
revocate  o sospese in qualsiasi momento, nel caso di abuso
della persona autorizzata.».
1. All’adempimento dei compiti attribuiti dal presente decreto alle
Amministrazioni  interessate,  le  medesime provvedono con le risorse
Il  presente  regolamento,  munito  del  sigillo  di  Stato,  sara’
Registrato alla Corte dei conti il 21 ottobre 2009
Ministeri istituzionali – Interno, registro n. 9, foglio n. 237
DEGLI ADDETTI AI CONTROLLI DI SICUREZZA
1.  Il  personale  addetto ad attivita’ di sicurezza deve essere in
1.1. Requisiti personali.
1.1.1. Requisiti fisici.
Quelli  richiesti  per  il  rilascio della licenza di porto d’armi,
attestati dalla prescritta certificazione sanitaria.
1.1.2. Requisiti culturali:
a)  conoscenza  di  almeno  una  lingua straniera, di preferenza
l’inglese.  La conoscenza di un’altra lingua straniera e’ considerata
1.1.3. Requisiti giuridici:
a)  qualifica  di  guardia  particolare giurata ex articolo 133,
primo  comma,  del  testo  unico  delle  leggi di pubblica sicurezza,
posseduta  sulla base dei requisiti di cui all’articolo 138 del testo
b)  curriculum  vitae  corredato  di  attestazione  da parte dei
precedenti datori di lavoro (opportunamente controllati);
1.1.4. Requisiti psico-attitudinali:
a)  capacita’  di concentrazione, di autocontrollo e di contatto
con il pubblico da accertarsi mediante test prima dell’assunzione;
b)  attitudine  ad  esercitare  i  compiti  di  sicurezza  ed in
particolare  ad individuare possibili pericoli per la sicurezza anche
nel comportamento delle persone presenti nell’area vigilata.
1.2. Requisiti addestrativi.
I  requisiti  devono  essere  attestati  dalla  frequenza dei corsi
professionali  di  cui  all’articolo 6 del presente decreto che diano
una  approfondita  formazione  agli  addetti alla sicurezza a seconda
delle mansioni a cui sono chiamati.
Gli  addetti  alla  sicurezza  devono essere addestrati tra l’altro
a) assumere le responsabilita’ che sono loro affidate;
b)  conoscere  le  tecniche di lettura dei sistemi di controllo di
sicurezza (metal detector, controlli radiogeni, sistemi di rilevatori
particellari e rilevatori di vapori);
d)   conoscere  le  tecniche  di  posizionamento  dei  bagagli  da
sottoporre  a  controlli  di  sicurezza  aperti  mediante  sistemi di
e)  conoscere  le tecniche di verifica manuale dei bagagli a mano,
dei bagagli da stiva e delle apparecchiature elettriche, elettroniche
e funzionanti a pile, delle stive e delle cabine degli aeromobili.
1.3. Modalita’ di selezione.
I  candidati  che  rispondono  ai  requisiti  di cui sopra dovranno
essere  sottoposti  ad una prova preliminare e a test attitudinali ai
fini dell’accertamento:
del grado di conoscenza della lingua straniera;
della capacita’ di concentrazione, di autocontrollo e di stabilire
contatti con il pubblico;
dell’attitudine   ad   esercitare  le  funzioni  di  sicurezza  da
1.4.  Le  imprese  di  sicurezza  non  devono  adibire  il proprio
personale  di  sicurezza  a  compiti  diversi da quelli inerenti alla
qualita’  giuridica  rivestita o per cui hanno ricevuto uno specifico
addestramento documentato.
MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 15 settembre 2009, n. 154 – Regolamento recante disposizioni per l’affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell’ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, delle stazioni delle ferrovie metropolitane e dei relativi mezzi di trasporto e depositi, nonche’ nell’ambito delle linee di trasporto urbano, per il cui espletamento non e’ richiesto l’esercizio di pubbliche potesta’, adottato ai sensi dell’articolo 18, comma 2, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. (09G0161) (GU n. 258 del 5-11-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:35:00+00:00

References: articolo 17
 articolo  4
 articolo 133
 articolo 134
 art. 133
 art. 134
 sentenza

 articolo 133