Source: https://www.nandocan.it/diaz-condanna-allitalia-vergognoso-che-manchi-ancora-il-reato-di-tortura/
Timestamp: 2019-05-20 06:26:04+00:00

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Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, commenta la sentenza della Corte europea di Strasburgo, secondo cui il comportamento delle forze dell’ordine verso i manifestanti “deve essere qualificato come tortura”. “Ora una legge seria, non solo un’operazione di facciata”, dice Gonnella. Ma se volete capire perché una legge introdotta da anni nei paesi europei è rimasta ferma per tanto tempo alla Camera fatevi un giro in rete e contate il numero dei commenti scandalizzati e incazzati per la sentenza, per lo più rigorosamente anonimi. Credetemi, non sono pochi quelli che danno per scontato o addirittura doveroso, magari nel chiuso di una caserma, l’uso della violenza da parte delle forze di polizia. Se non può essere una scusante per l’ignavia dei nostri parlamentari, ci aiuta tuttavia a capire che si tratta di un ritardo, non solo politico o legislativo, ma di educazione civica per superare il quale la nostra scuola non sembra fare abbastanza. Ma possiamo tutti provare a dare una mano per chiarire le idee, per esempio rispondendo in rete ai commenti. Naturalmente con nome e cognome (nandocan).
dal redattore sociale, 7 aprile 2015 – “Per i fatti di Genova c’è finalmente una giustizia, ma non in Italia. Le brutalità commesse alla scuola Diaz posso essere chiamate torture solo in Europa perché noi non abbiamo ancora introdotto questo reato nel codice penale. E’ un fatto vergognoso e gravissimo che abbiamo rimarcato più volte. C’è da rattristarsi che ci sia bisogno di una sentenza del genere per aprire gli occhi”. Commenta così Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, la sentenza della Corte europea di Strasburgo che ha riconosciuto il reato di tortura per le violenze commesse dalle forze dell’ordine ai danni dei manifestanti che dormivano nella scuola Diaz di Genova, durante il G8 del 2001. All’origine del procedimento c’è il ricorso presentato da uno degli ospiti della scuola, Arnaldo Cestaro, che all’epoca aveva 62 anni e che come gli altri giovani, soggiornanti nella struttura, fu vittima di un violento pestaggio.
In particolare, la sentenza di Strasburgo condanna l’Italia perché quanto compiuto dalle forze dell’ ordine “deve essere qualificato come tortura”, ma anche per la mancanza di una legislazione adeguata contro questo tipo di reato. La discussione sul disegno di legge che prevede l’introduzione del reato di tortura anche in Italia è, infatti, ancora ferma alla Camera. Il dibattito dovrebbe riprendere proprio in questi giorni. “Speriamo che la condanna di Strasburgo acceleri i tempi dell’approvazione – aggiunge Gonnella – ma speriamo soprattutto che esca fuori un testo buono e coerente con quanto previsto dagli organismi internazionali. Non vogliamo solo un’operazione di facciata, ma chiediamo un testo valido che configuri tale reato in coerenza con il testo delle Nazioni Unite. In ogni caso, ancora una volta bisogna aspettare una sentenza europea per far aprire gli occhi su questi temi a coloro che hanno la responsabilità politica – conclude Gonnella – Così come il sistema penitenziario italiano è riuscito a riformarsi solo dopo la sentenza Torreggiani, solo dopo questa sentenza si arriverà forse all’ introduzione del reato di tortura. E’ triste che questo paese sia incapace di riformarsi da solo”. (ec)

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