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Timestamp: 2019-09-22 16:58:30+00:00

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﻿ Giurisprudenza commentata | ilfallimentarista.it
Proposta concordataria dilatoria: inopponibile al fallimento il credito dell’avvocato
19.09.2019 | di La Redazione
La prededuzione delle spese nel procedimento di opposizione al fallimento
13.09.2019 | di La Redazione
Deve essere sempre il giudice di merito a determinare la durata delle pene accessorie
18.09.2019 | di Ciro Santoriello
Cass. - Sez. Un.
Concordato in bianco e sospensione dei contratti bancari
09.09.2019 | di Sergio Sisia
Concordato: pagamento ai creditori privilegiati degradati con le risorse derivanti dalla continuità
17.09.2019 | di Federico Clemente, Dario Donadoni
Accertamento del passivo
Domande pregiudiziali all'accertamento dei crediti: verifica del passivo e giudizi pendenti
11.09.2019 | di Donatella Perna
Prestazioni rese dopo la dichiarazione di fallimento e natura del credito
Reclamo all’omologa del piano del consumatore: il creditore è legittimato solo se ha partecipato alla fase anteriore
12.09.2019 | di La Redazione
Ammissione al passivo: effetti,...
L'ammissione al passivo della società di leasing per i canoni scaduti
22.08.2019 | di Mariacarla Giorgetti
Giurisprudenza commentata su Concordato preventivo: disciplina generale
12 Settembre 2017 | di Luigi Amerigo Bottai
Il pagamento di crediti dei professionisti nominati dall’imprenditore per la predisposizione della domanda di concordato preventivo ovvero in occasione della relativa proposta, effettuato, a seguito del deposito del ricorso ex art. 161, comma 6, l.fall., senza autorizzazione del tribunale, non comporta, necessariamente, la declaratoria di inammissibilità del concordato, ai sensi dell’art. 173 l.fall., in ragione dell’automatica classificazione di tali pagamenti tra gli atti di straordinaria amministrazione, quali crediti non prededucibili in mancanza del decreto di ammissione al concordato suddetto.
Il dictum delle S.U. sull'impugnabilità dei provvedimenti emessi nella procedura di concordato
04 Settembre 2017 | di Vincenzo Palladino
Cass. Civ. – Sez. Un.
Il decreto con cui il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi dell’art. 162, comma 2, l.fall. (anche eventualmente a seguito della mancata approvazione della proposta, ai sensi dell’art. 179, comma 1) ovvero revoca l’ammissione alla procedura di concordato, ai sensi dell’art. 173, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost. non avendo carattere decisorio.
Concordato liquidatorio: condizioni legali di ammissibilità e principio di atipicità della proposta
11 Agosto 2017 | di Antonio Di Iulio
Il rispetto della disposizione dettata dall’ultimo comma dell’art. 160 l.fall. costituisce una condizione di ammissibilità della proposta di concordato e, pertanto, nell’ipotesi in cui dovesse ritenersi certa l’inidoneità del piano concordatario ad assicurare il pagamento del ceto chirografario nella percentuale minima di legge del venti per cento, la procedura deve essere revocata per l’acclarata mancanza di una condizione di ammissibilità della proposta di concordato. Il tema del valore dei beni ceduti alla massa dei creditori incide direttamente sulla..
Riduzione del capitale sociale antecedente alla proposta di concordato e dovere di informazione ai creditori
24 Aprile 2017 | di Daniele Fico
Costituisce atto di frode rilevante per la revoca del concordato preventivo ai sensi dell’art. 173 l. fall. la mancata dettagliata informazione ai creditori di un’operazione di riduzione del capitale sociale posta in essere in relazione logico-temporale prossima alla rappresentazione in sede giudiziale della crisi, che abbia notevolmente ridotto il patrimonio della società, non avendo a tal fine alcuna rilevanza la circostanza che nessuno dei creditori abbia impugnato la delibera di riduzione ai sensi dell’art. 2482 c.c. nei novanta giorni dalla pubblicazione nel registro delle imprese.
Concordato preventivo e accordi di ristrutturazione: il ricorso straordinario in Cassazione
04 Aprile 2017 | di Beatrice Armeli
Cass. Civ. - Sez. Un.
Il decreto con cui la Corte d’appello, decidendo sul reclamo ai sensi dell’art. 183, comma 1, richiamato dall’art. 182-bis, comma 5, l.fall., provvede in senso positivo o negativo in ordine all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, ha carattere decisorio ed è pertanto soggetto, non essendo previsti altri mezzi d’impugnazione, a ricorso straordinario per Cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost.
Linee di credito autoliquidanti e scioglimento ex art. 169 bis l.fall.
07 Dicembre 2016 | di Valeria Bisignano
Qualora una società, in sede di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità, venga autorizzata allo scioglimento, ex art. 169-bis L.F., di alcuni contratti bancari assicuranti linee di credito autoliquidanti, allo scioglimento del rapporto principale consegue anche quello di tutti i patti accessori, incluso il patto di compensazione.
Accertamento dei crediti nel concordato: inammissibile il reclamo al G.D.
11 Ottobre 2016 | di Andrea Paganini
È inammissibile il reclamo al Giudice Delegato per il riesame dei crediti relativi a un concordato preventivo omologato poiché questo strumento impugnatorio non è previsto per tale fattispecie.
Concordato preventivo: prime applicazioni delle nuove disposizioni di cui al d.l. 83/2015
25 Novembre 2015 | di Chiara Ravina
Deve ritenersi che la nuova disposizione di cui all’art. 161, comma 2, lett. e), l. fall., anche se prevede che “in ogni caso la proposta deve indicare l’utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore”, non si risolva nell’introdurre un vincolo contenutistico della proposta che possa qualificarsi in termini di promessa di pagamento di una determinata percentuale del credito (salvo espressa indicazione in tal senso contenuta nella proposta). In un concordato con cessione dei beni l’utilità “assicurata” ai creditori è costituita dai beni messi a disposizione, posto che una cosa è l’utilità ceduta, altra cosa è la misura della soddisfazione da essa ottenibile, rispetto alla quale, in assenza di espressa obbligazione in tal senso, non vi è un impegno da parte del debitore.
Alcune considerazioni in tema di pagamento di crediti anteriori nel concordato
07 Maggio 2015 | di Vincenzo Palladino
La tesi dell’estraneità al concordato dei creditori funzionali beneficiari di un pagamento immediato appare contraria al disposto dell’art. 184 l. fall. che prevede che il concordato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori, norma alla quale non si sottrae il concordato con continuità aziendale; né a tale norma si possono sottrarre i creditori anteriori per prestazioni “strategiche”, ove tali vengano definiti nella proposta. Il che comporta che il creditore anteriore strategico/funzionale soggiace alla disciplina concordataria (compreso l’art. 55 l. fall.), né può compiere (diversamente dai creditori estranei al concordato) atti di esecuzione sulla società in C.P. in caso di mancato adempimento dell’obbligo di pagamento.
Concordato preventivo: l'intangibilità dell’IVA e delle ritenute non versate si estende a interessi e sanzioni?
06 Agosto 2014 | di Enrico Stasi
È legittimo e risponde ad un interesse meritevole di tutela l’utilizzo dell’istituto del trust nell’ambito di un concordato preventivo, tanto più quando esso risulti costituito per ricevere un bene esterno al patrimonio del proponente, la cui liquidazione è destinata ad incrementare la misura di soddisfacimento del ceto creditorio.

References: Cass. 
 art. 161

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 169
 art. 169