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Timestamp: 2019-12-10 10:00:53+00:00

Document:
Art. 2 (Conferenza regionale delle autonomie)
Art. 6 (Piano pluriennale di attività e di spesa)
Art. 8 (Finanziamento dei programmi di investimento degli enti locali e di altri soggetti)
Art. 11 (Stato di attuazione e aggiornamento del programma regionale di sviluppo)
Art. 13 (Comitato economico e sociale)
Art. 14 (Comitato tecnico-scientifico della programmazione)
(Conferenza regionale delle autonomie)
1. Al fine di assicurare il concorso degli enti locali nella determinazione degli obiettivi della programmazione regionale e provinciale e la collaborazione fra Regione ed enti locali nella formazione e nell'attuazione degli strumenti di programmazione, è istituita la conferenza regionale delle autonomie, che si articola in conferenze provinciali.
2. La conferenza regionale ha sede presso la presidenza della giunta regionale ed è composta dal presidente della giunta regionale, che la presiede, e dai componenti dei comitati esecutivi delle conferenze provinciali delle autonomie di cui all'articolo 3.
3. La conferenza si riunisce, su convocazione del presidente della giunta regionale, in occasione della predisposizione del programma regionale di sviluppo e comunque almeno una volta all'anno per essere consultata in ordine agli strumenti della programmazione regionale, nonchè ogni volta che lo richieda almeno un terzo dei suoi componenti.
4. Alle sedute della conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i consiglieri regionali; a tal fine il presidente della conferenza invia al presidente del consiglio l'avviso di convocazione.
(Piano pluriennale di attività e di spesa)
1. Ogni anno, in occasione dell'approvazione del bilancio pluriennale, il consiglio regionale, su proposta della giunta, approva il PPAS. A tal fine la giunta acquisisce i pareri della conferenza regionale delle autonomie e del comitato economico e sociale, nonchè, per quanto riguarda i criteri e le priorità di cui al comma 2, lettera b), le indicazioni del nucleo di valutazione.
2. Il PPSA indica, per ciascun settore di attività regionale:
a) gli obiettivi prioritari da perseguire nel periodo di riferimento del bilancio pluriennale compatibili con le risorse finanziarie disponibili, la loro coerenza con il PRS e il rispetto di quanto previsto dai piani di settore;
b) le priorità degli interventi in relazione alle previsioni del PRS e i criteri in base ai quali vengono valutati la coerenza, la fattibilità e i risultati degli interventi medesimi;
c) le leggi e gli atti amministrativi, nonchè le risorse organizzative necessari per l'attuazione degli interventi.
(Finanziamento dei programmi di investimento degli enti locali e di altri soggetti)
1. La Regione, anche ai fini di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 3 e del comma 13 dell'articolo 54 della legge 142/1990, concorre al finanziamento dei programmi di investimento degli enti locali e promuove accordi di programma al fine di realizzare gli obiettivi del PRS.
2. Le province, entro il 30 settembre di ogni anno, trasmettono alla regione i loro programmi pluriennali assieme alle richieste di finanziamento dei programmi di competenza propria o degli altri enti locali, in conformità agli obiettivi fissati dal PRS.
3. I programmi degli enti locali debbono indicare gli obiettivi perseguiti, la tipologia di ciascun intervento, la localizzazione, i tempi di realizzazione, i soggetti responsabili della progettazione, della esecuzione e della gestione, il piano finanziario e il contributo regionale previsto, l'impatto economico-sociale ed ambientale, la connessione con altri interventi regionali o degli enti locali.
4. La giunta regionale, entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio annuale di previsione, decide sull'ammissibilità al finanziamento dei programmi, sulla base dell'istruttoria tecnico-economica del nucleo di valutazione di cui all'articolo 28 della LR 30/1990, nel rispetto dei criteri e delle modalità stabiliti dal programma delle opere pubbliche di cui all'articolo 3 della L.R. 18 aprile 1979, n. 17 e successive modificazioni.
(Stato di attuazione e aggiornamento del programma regionale di sviluppo)
1. Ogni anno, in occasione della presentazione del conto consuntivo, la giunta regionale sottopone al consiglio:
a) una relazione sullo stato di attuazione del PRSe delle azioni programmatiche da esso previste, nonchè del PPAS;
b) le eventuali proposte di aggiornamento del PRS e del PPAS;
c) una relazione sulla dotazione di progetti di cui all'articolo 7, comma 7.
2. Nella relazione annuale di cui alla lettera a) del comma 1, la giunta regionale riferisce sui risultati ottenuti, sui costi sostenuti, sugli atti adottati per l'attuazione delle azioni programmatiche con l'indicazione analitica delle cause che non hanno eventualmente consentito il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PRS e propone eventuali modifiche alle modalità realizzative delle stesse.
3. Alla relazione della giunta regionale sono allegati i pareri del nucleo controllo di gestione di cui all'articolo 29 della L.R. 30/1990, le relazioni e i conti consuntivi degli enti e aziende comunque dipendenti dalla Regione, nonchè la relazioni predisposte dagli enti locali per quanto concerne gli interventi regionali delegati o da essi attivati con finanziamenti regionali.
4. Il consiglio regionale, entro sessanta giorni dalla trasmissione dei documenti di cui al comma 1, in apposita seduta formula le sue osservazioni contenenti eventuali indirizzi per l'aggiornamento del PRS.
5. Sulla base delle osservazioni del consiglio, la giunta predispone gli eventuali aggiornamenti al PRS che vengono sottoposti al consiglio in occasione della presentazione del bilancio.
6. Le province e gli enti locali concorrono alla predisposizione degli aggiornamenti di cui al comma 5, con le procedure di cui all'articolo 5, comma 4.
7. Gli aggiornamenti vengono approvati contemporaneamente al bilancio regionale di previsione.
8. Gli obiettivi e gli indirizzi del PRS non sono suscettibili di variazioni, se non espressamente disposte con la procedura prevista dall'articolo 5.
(Comitato economico e sociale)
1. E' istituito il comitato economico e sociale regionale, a carattere consultivo.
a) cinque rappresentanti dei lavoratori dipendenti;
c) sei rappresentanti delle imprese dell'artigianato, dell'agricoltura e del commercio;
d) quattro rappresentanti delle cooperative.
3. Il comitato è nominato con decreto del presidente della giunta regionale, su designazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello regionale.
4. Il comitato dura in carica cinque anni e si rinnova comunque in seguito al rinnovo del consiglio regionale.
5. Il comitato designa tra i suoi membri il presidente. Il comitato approva il proprio regolamento interno. Il mandato di componente del comitato è gratuito.
6. La giunta regionale è tenuta a consultare il comitato sul programma regionale di sviluppo, sui piani regionali di settore, sul bilancio di previsione annuale e pluriennale.
7. Il comitato può essere consultato dagli organi della Regione in tutti i casi in cui lo ritengono opportuno.
8. Il parere del comitato deve essere espresso entro venti giorni dalla richiesta;
allo scadere del termine, gli organi della Regione richiedenti possono deliberare indipendentemente dall'acquisizione del parere.
(Comitato tecnico-scientifico della programmazione)
1. La giunta regionale istituisce, ai sensi dell'articolo 27 della L.R. 30/1990, il comitato tecnico-scientifico della programmazione, composto da non più di cinque membri, scelti tra studiosi ed esperti nelle aree di interesse della programmazione regionale.
2. Presiede il comitato il dirigente del servizio programmazione.
3. Il comitato svolge funzioni consultive in relazione alle metodologie, agli indirizzi, agli atti e ai risultati della programmazione regionale ed agli altri indirizzi e agli atti della programmazione nazionale e comunitaria.
4. Il comitato, su richiesta, fornisce pareri sulla programmazione locale.
5. Le nomine vengono effettuare con le modalità previste dall'articolo 23 della L.R. 30/1990.
1. Il primo comma dell'articolo 53 della L.R. 30 aprile 1980, n. 25 è sostituito dal seguente:
"I bilanci degli enti, aziende, organismi ed istituzioni comunque costituiti, dipendenti dalla Regione, e di altri enti indicati al successivo articolo 141, ai sensi dell'articolo 40 dello statuto, sono trasmessi alla giunta regionale entro il 30 settembre dell'anno precedente a quello al quale i bilanci si riferiscono e sono presentati al consiglio regionale unitamente al bilancio della Regione.
Nel caso di mancata adozione del bilancio entro tale termine, la giunta regionale nomina un commissario per la redazione del bilancio medesimo".
2. Il quarto comma dell'articolo 53 della L.R. 25/1980 è sostituito dal seguente:
"I bilanci di cui al primo comma del presente articolo sono approvati con apposita deliberazione dopo l'approvazione del bilancio della Regione e sono pubblicati nel bollettino ufficiale della Regione; con le stesse modalità sono approvate le variazioni dei detti bilanci salvo quelle riguardanti le assegnazioni con vincolo di destinazione specifica".
3. Il primo comma dell'articolo 111 della L.R. 25/1980 è sostituito dal seguente:
"I rendiconti degli enti, indicati al precedente articolo 5, dipendenti dalla Regione, sono redatti in conformità a quanto disposto nei precedenti articoli 106 e 109 e sono trasmessi alla giunta regionale entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello dell'esercizio al quale si riferiscono e sono presentati al consiglio regionale in allegato al rendiconto della Regione. Nel caso di mancata adozione del rendiconto entro tale termine, la giunta regionale nomina un commissario per la redazione del rendiconto medesimo".
4. Sono abrogati gli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 della L.R. 30 aprile 1980, n. 25.
5. I primi quattro commi dell'articolo 3 della L.R. 18 aprile 1979, n. 17 sono sostituiti dai seguenti:
"Il programma delle opere pubbliche è predisposto dalla giunta regionale contestualmente al bilancio annuale di previsione.
Il programma definisce, nei limiti degli stanziamenti da iscrivere nel bilancio:
c) i criteri di priorità per la concessione dei contributi regionali;
e) la connessione con altri interventi della Comunità Economica Europea, dello Stato e della Regione.
Il programma è approvato dal consiglio regionale contestualmente al bilancio annuale di previsione".

References: Art. 6

Art. 8

Art. 11

Art. 13

Art. 14
 articolo 141
 articolo 5