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Timestamp: 2019-02-24 03:23:28+00:00

Document:
Ambiente Italia del 29-12-2001
Luci e ombre, risultati e conflitti, battaglie e sogni dei parchi italiani.
Dal 6 dicembre 1991 ad oggi.
Da quando cioè fu varata la prima legge quadro sulle aree protette in Italia.
Dopo dieci anni risultano oggi tutelati 3 milioni di ettari.
Pari all'11% di tutto il territorio nazionale.
In diretta da Calvello (Potenza), Beppe Rovera mette a fuoco una difficile disputa.
Quella tra parco e petrolio.
Nell'area della val d'Agri si trova il 50% del petrolio nazionale, pari al 15% del fabbisogno energetico petrolifero.
Due risorse straordinarie si fronteggiano.
E ne scaturisce una discussione accesa e articolata tra sindaco, cittadini, ambientalisti, geologi, comitati, economisti.
Rocco De Rosa, dal parco nazionale del Pollino, ricorda la recente sentenza del Consiglio di Stato secondo cui la ricerca di idrocarburi è compatibile con la conservazione della natura.
Sono state così sbloccate le prospezioni geofisiche ma le polemiche divampano.
Si chiedono misure adeguate, garanzie di salvaguardia, si temono squilibri nelle aree protette.
Intanto la perimetrazione definitiva non è stata ancora fatta.
E' il petrolio che blocca il parco?
"E' una scusa", risponde secco il ministro dell'ambiente Altero Matteoli.
"Il parco non esiste perché la Regione Basilicata non ha siglato ancora l'intesa. Non ci sono problemi per l'inquinamento, è stata data valutazione di impatto ambientale positiva con precise prescrizioni. Se il parco non si è fatto è perché finora non c'è stata la volontà politica".
Precisa Fabio Renzi, del Wwf, che nell'accordo tra Regione ed Eni era previsto un osservatorio per il monitoraggio ambientale che non è stato realizzato.
E poi c'è l'elevato potenziale di impatto sulla qualità delle acque, aggiunge un geologo.
Case lesionate, pozzi prosciugati, sorgenti sparite sono le conseguenze delle microesplosioni - circa 30 mila in tutta la zona - effettuate per le ricerche del petrolio.
E alcuni abitanti di Viggiano, dove i pozzi estrattivi sono in attività, testimoniano l'inizio di desertificazione del territorio, i danni all'ambiente e alla agricoltura, le royalties dell'oro nero promesse ma non arrivate.
Secondo Ettore Bove, docente universitario di economia agraria, "il ragionamento corretto deve basarsi sulla valutazione dei benefici e dei costi sociali per l'intera collettività. Cosa è conveniente tra il petrolio, che vale 50 mila miliardi ma si esaurirà in 25 anni, e i grandi patrimoni naturali della zona, sempre rinnovabili?"
Il direttore generale del ministero dell'ambiente Gianni Silvestrini, in collegamento diretto da Palermo, ricorda che non c'è solo il petrolio.
"Occorre incentivare l'uso di energie pulite e l'obiettivo è raddoppiare la quota di energie rinnovabili entro il 2010".
Nel "filoverde" di Gian Mario Ricciardi il quadro nazionale: 26 parchi, 181 riserve volute dallo Stato, 428 dalle Regioni.
Crescita di aree protette e di una nuova mentalità.
Ma anche frenate, problemi, commissariamenti.
L'intervento di Fulco Pratesi ricorda gli anni di battaglie per ottenere questa legge.
Ma soprattutto guarda al futuro.
"Occorre, dice Pratesi, sfrondare la burocrazia che appesantisce la gestione, migliorare i contributi, e soprattutto realizzare i parchi che non sono ancora nati anche se la legge li impone".
Il ritorno del lupo nel nostro paese.
Un documentato servizio di Maurizio Menicucci dal parco del Gran Bosco, in Piemonte, ne racconta l'evoluzione in questi anni.
E l'etologo Luigi Boitani, in collegamento telefonico, traccia un commento scientifico più generale.
Lorenzo Gigli illustra i problemi del neo parco nazionale tosco-emiliano.
Un parco da 100 mila ettari, ridotto a 24 mila perché 10 comuni non sono entrati a farne parte.
Il parco divide la gente e la politica.
Si discute di vincoli, prospettive, opportunità occupazionali.
E si chiede che la nomina del presidente sia frutto di un accordo politico-istituzionale che vada nell'interesse del territorio e non degli schieramenti.
Le straordinarie immagini di un evento storico nel servizio-documento di Franco De Felice: i fenicotteri rosa nella neve del parco del delta del Po.
Lo storico parco nazionale del Circeo ha un nuovo amministratore, il sindaco di Sabaudia.
Dovrà redigere il piano per arrivare alla costituzione dell'ente parco.
Il Wwf ne contesta le competenze e le intenzioni, tra cui il progetto di un porto.
Intanto il Corpo Forestale dello Stato gestisce operativamente quest'area delicata, che comprende il promontorio, l'isola di Zannone, 4 laghi costieri, la foresta.
E la meravigliosa duna, su un litorale sottoposto in estate all'invasione di 2 milioni di turisti.
Attivissima la magistratura.
Il procuratore capo di Latina, Gagliardi, procede con le demolizioni delle costruzioni abusive e assicura: "Tutta la zona costiera sarà nei prossimi mesi all'attenzione della Procura e delle ruspe".
Ricco di un patrimonio storico e culturale da tutelare, il parco nazionale della Sila è bloccato nel suo reale sviluppo da 30 anni di intoppi burocratici.
Andrea Musmeci racconta le contraddizioni di questa splendida area della Calabria, dove gli enti locali non dialogano e l'abusivismo edilizio ha portato a 150 avvisi di garanzia.
DA CALVELLO, AMBIENTE ITALIA DEL 29.12.2001
Giornalista Beppe Rovera: Matteo Fusilli, neo presidente della Federparchi: sono passati 10 anni, era il 6 dicembre 1991 quando fu varata la prima legge quadro sulle aree protette é così ?
Matteo Fusilli: Si. Dieci anni fa si apriva questo capitolo importante per il nostro paese. In 10 anni l’Italia ha raggiunto e superato l’Europa.
Rovera : Siamo diventati il paese dei parchi
Fusilli: Si ormai abbiamo 3 milioni di ettari a parco, circa l’11% del territorio nazionale
Rovera: Possiamo essere contenti o no?
Fusilli: Si
Rovera: Sentivamo dire di questi tempi che c’è una brutta aria per i parchi italiani…
Fusilli: Ma no…
Rovera: commissariamenti…insomma
Fusilli: Intanto sono casi isolati…Le dichiarazioni del ministro sono rassicuranti. Intanto c’è l’impegno ad aumentare la superficie dei parchi…c’è qualche scivolone come nel caso del Cilento, del commissariamento che il TAR poco dopo…
Rovera: C’è qualche problema qui, per esempio, la signora è venuta a portarci un’acqua minerale straordinaria: è l’acqua…
Raffaela Forliano, sos Lucania: E’ l’acqua Lucanella che è un insieme di petrolio e acqua, perché da noi le torri petrolifere stanno sulle sorgenti di acqua.
Rovera: perché qui stiamo nel cuore del parco del petrolio: posso dire così?
Forliano: Si, tranquillamente
Rovera: si chiama signora?
Forliano: Sono Raffaela Forliano di SOS Lucania
Rovera: E’ un avvocato?
Forliano:Si sono un avvocato.
Rovera: Qui siamo in un paese meraviglioso, un paese presepe…guardate….La settimana scorsa abbiamo fatto una puntata sui paese presepe e questo è senz’altro un paese presepe…
Il sindaco…Rocco Coronato. Sindaco lei è un sindaco del parco, perché questo è un parco, anche se in realtà solo sulla carta..
Coronato, sindaco di Calvello: Ormai siamo alla stretta finale perché nei prossimi giorni il governo regionale dovrebbe licenziare il provvedimento di perimetrazione del parco e poi successivamente avremo il decreto del Ministro.
Rovera: Ma lei è per parco o è contro il petrolio?
Coronato: ma noi abbiamo una grande responsabilità come amministratori locali e regionali, noi abbiamo la responsabilità di saper far convivere queste due straordinarie risorse che esistono in questo paese..
Rovera: Ma lei da che parte sta?
Coronato: ma io sto dalla parte della popolazione… io credo..
Rovera: Sa com’è…. Dove c’è il parco, il parco e il parco ha consentito l’utilizzo del petrolio sono arrivate le royaltis , un sacco di soldi, un sacco di milioni…In sindaco di Viggiano, siamo stati da lui poco tempo fa, ci ha fatto vedere che li hanno già restaurato un monastero, insomma arrivano soldi e per un sindaco sarà una cosa importante no?
Coronato: Sicuramente questa sarà una risorsa straordinaria finanziaria che noi metteremo a disposizione dello sviluppo locale..
Rovera: Ma quando durerà?
Coronato: Le proiezioni sono fino al 2025.
Rovera: Perché in questo luogo quanto petrolio c’è?
Coronato: Qui, non a Calvello ma nel comprensorio della Val D’Agri viene fuori il 50% della produzione nazionale e il 15% del fabbisogno nazionale di energia petrolifera.
Rovera: E’ veramente una risorsa straordinaria. Il problema è di mettere insieme due esigenze… da una parte....ma conta di più l’interesse nazionale legato all’estrazione del petrolio oppure conta di più il parco? Un economista, il prof. Ettore Bove…Lei è professore di economia agraria all’università di Basilicata: come si fa a scegliere tra petrolio e parco?
Bove: Si sceglie sulla base di quelli che sono i benefici ed i costi. Se noi facessimo un ragionamento in termini di interessi privati allora daremmo ragione all’ENI, ma se ci impegniamo a fare un ragionamento corretto sulla base dei dati e delle informazioni tali da poter dire quali sono i costi che la collettività deve pagare e i benefici che collettività riesce a ricavare, allora ci rendiamo conto facilmente che la scelta non può che essere il parco.
Rovera: ne riparleremo tra poco. Oggi vogliamo celebrare i 10 anni della legge sui parchi e quindi fare vedere le meraviglie di questi parchi italiani…….
Rovera: Fulco Pratesi l’anno scorso ci desse una cosa importante: sono tornati i lupi sulle nostre montagne anche grazie parchi. Qui ci sono lupi anche da queste parti?
Coronato: Si abbiamo una fauna ed una flora ricchissime…e la presenza dei lupi in questi ultimi anni è aumentata, è una presenza che ricorda la presenza del passato dove appunto gli ululati dei lupi arrivavano fino al paese..
Rovera: Senta, Calvello quanti abitanti ha?
Coronato: Siamo sui 2000 abitanti presenti…
Rovera: che d’estate diventano molti di più…
Coronato: si abbiamo la presenza del turista oltre che degli emigranti che rientrano a Calvello ma soprattutto abbiamo i turisti e una buona ricettività alberghiera e di ristorazioni.
Rovera: Qui c’è un sacco di neve, è nevicato molto, speriamo che non nevichi anche ‘sta sera….
Rovera: voglio tornare a ragionare di un altro parco che ha dei problemi. C’è stata una sentenza del Consiglio di Stato che ha recentemente detto…
Fabio Renzi Legambiente: ..che il diniego alle ricerche petrolifere un parco nazionale deve essere tecnicamente motivato e non ha dato il via proprio a niente.. E’ già successo con il Parco della Maiella e nulla è successo e tra l’altro questa sentenza ribadisce anche che gli interessi alla conservazione della natura sono preminenti rispetto a quelli delle prospezioni e della coltivazione di idrocarburi.
Rovera: Lei avvocato ha la sentenza del Consiglio di Stato che riguarda il parco del Pollino che dice..
Forliano: sebbene l’interesse pubblico alla ricerca di idrocarburi si presenta cedevole rispetto ai valori ambientali..
Quindi è più importante conservare la natura che la ricerca di idrocarburi. Ciò nonostante si possono fare delle ricerche con accurate misure di sicurezza, di salvaguardia. Non si può in generale dire non si fanno le ricerche, si deve essere congruamente motivato perché non si possono fare le ricerche e può essere motivato tranquillamente perché qui, da noi, abbiamo avuto un’esperienza drammatica per le micro esplosioni. Abbiamo avuto centinaia di casi in cui le micro esplosioni non erano micro ma maxi esplosioni.
Rovera: Cosa sono le micro esplosioni?
Forliano: Sono delle piccole cariche, arrivano fino a 30 Kg di materiale esplosivo, che fanno esplodere fino a 30 metri di profondità per misurare le onde e vedere se c’è petrolio; è un po’ come una ecografia. Ne hanno fatto, solo nel territorio di Calvello, 3 o 4 mila; in tutta la regione sono arrivati a 30 mila. Ci sono state case lesionate, sorgenti che sono sparire, pozzi prosciugati, gente che ha sentito scosse telluriche…hanno detto che non è vero…..
Rovera: Poi com’è finita?
Forliano: Le hanno fatte e la regione non ha assolutamente fatto niente, ha detto semplicemente che se i cittadini hanno avuto dei danni si devono rivolgere alla magistratura. Molti si sono rivolti alla magistratura e ci sono una serie di azioni di risarcimento danni. Gente ha visto addirittura cadere dei casolari. Abbiamo avuto dei casi incredibili. Inoltre questa è una zona ad alto rischio geologico, come potrà precisare meglio un geologo che abbiamo qui e potrebbe spiegare tranquillamente quello che fanno e le microesplosioni e i pozzi, in questa zona che è molto vulnerabile.
Rovera: Ecco, però torniamo un attimo al parco del Pollino ed alla sentenza. Il collega Rocco
De Rosa è andato a verificare la situazione sul posto ed ha fatto un giro nel parco del Pollino e qui nella Val d’Agri. Vediamo questo servizio.
Rocco De Rosa: La ricerca di idrocarburi è compatibile con la conservazione della natura. Lo dice il Consiglio di stato in una recente sentenza, dando torto al Parco del Pollino che aveva fatto smantellare questa trivella sul Monte Carnara in Basilicata e bloccato le prospezioni geofisiche di Eni ed Enterprise Oil, una multinazionale inglese. Dopo la sentenza gli scenari cambiano e la polemica divampa.
On.Guido Viceconte, sottosegretario di stato: L’utilizzo di un bene di interesse nazionale, qual è il petrolio, deve essere fatto in una logica di compatibilità rispetto alla salvaguardia dell’ambiente che lo circonda. Quindi, questa sentenza non fa che confermare quella che deve essere l’operazione logica dell’utilizzo congruo di un bene di interesse nazionale, quale è il petrolio. La cosa importante è che dall’utilizzo di questo bene si possono avere anche ricadute locali e nazionali, tali che possano essere compensate da parte dell’ente, dall’Eni, che in questo momento estrae il petrolio, che naturalmente debba lasciare quelle royalties necessarie a far sì che si possa salvaguardare quel bene fondamentale che è l’ambiente.
De Rosa: Questa sentenza, sindaco, a parere di alcuni rivoluziona un po’ tutto l’impianto della legge di salvaguardia ambientale, la 394, la legge quadro, insomma che fare d’ora in avanti?
Vincenzo Amatucci, sindaco di Francavilla: Sono contrario a questa sentenza in quanto consente, certamente, degli studi di fattibilità della ricerca di idrocarburi che è propedeutica all’estrazione vera e propria. Poiché il punto è localizzato nel cuore del parco, crea certamente degli scompensi, degli squilibri nel Parco Nazionale del Pollino e, certamente, dei danni alla fauna ed alla flora del Parco.
Franco Fiore, sindaco di San Severino: Si andrebbe a sovvertire con la estrazione petrolifera totalmente il concetto di Parco; si andrebbe a sovvertire quell’equilibrio che si vuole conservare nelle aree parco e nello stesso tempo si potrebbe dare avvio a processi di inquinamento, non ultimo il discorso dell’inquinamento delle falde acquifere e per le popolazioni locali immagino che non potrebbe avere una grande ricaduta in termini di economia.
De Rosa: Pareri contrastanti dunque e, intanto, il dibattito ha impegnato la regione Basilicata e la stessa commissione ambente della Camera dei Deputati
On. Egidio Ponzo, Commissione Ambiente del Senato: Noi siamo abituati fino ad ora ad assistere a sfruttamenti che avvengono nell’oceano o nel deserto, in zone di nessun valore ambientale; quando, però, si va a fare l’estrazione in un parco nazionale allora ci devono essere delle garanzie grandissime di salvaguardia e delle adeguate misure….
De Rosa: Qui il parco non esiste ancora o, meglio, la perimetrazione definitiva non esiste e da più parti si sostiene che è il petrolio a bloccare il parco..
Vittorio Prinzi, sindaco di Viggiano: Beh non direi. Io penso che non sia il parco a bloccare il petrolio, sia qualcuno che ancora vuole discutere… ma io penso che ormai la scelta è compiuta…: abbiamo noi amministratori sostenuto che è compatibile la coesistenza di parco e petrolio e, quindi, dobbiamo perseguire questo obiettivo.
Rovera: Ecco quest’ultimo era il sindaco di Viggiano. Voi siete di Viggiano, noi a viggiano siamo stati un po’ di tempo fa, è il paese del petrolio, addirittura ci sono le royalties, hanno dato un sacco di soldi… Le invece dice: io rappresento ..quanti cittadini?
Mario Diamante, comitato pro Viggiano: Io rappresento 400 cittadini del Comitato pro Viggiano e mi risulta che allo stato attuale non è arrivata una lira ai cittadini nonostante i danni che stanno subendo.
Rovera: Lei sostiene: noi stiamo subendo dei danni? Che danni avete ricevuto?
Diamante: Noi subiamo danni all’ambiente, nonché danni alle cose, all’agricoltura che si faceva prima nella zona…
Rovera: Ma lei personalmente ci ha rimesso qualcosa?
Diamante: Certo. Io sono proprietario di una casa di campagna che i miei mi hanno lasciato…
Rovera: e che cosa è accaduto?
Diamante: E’ accaduto che i miei prodotti non vengono più commercializzati…
Rovera: ma qualcosa le avranno dato per risarcirla…
Diamante: Neanche una lira…..
Rovera: anche lei…?
Filippo Massari: si sta assistendo in Val d’agri e nel Sauro ad un inizio di desertificazione. Quindi questo matrimonio ibrido del Parco con il Petrolio è soltanto una vergogna che la Regione Basilicata sta nascondendo…
Rovera: ma.. non siete i soliti esagitati?..
Fabio Renzi Legambiente: Devo dire una cosa: questa regione ha una finanziaria di 4.800/5000 miliardi l’anno, ha un discorso sulle royalties di 50 miliardi l’anno, è veramente irrisorio il contributo delle royalties a questa regione che, tra l’altro, ha da utilizzare i fondi comunitari e se è brava quei 50 miliardi se li prenderà, ritirandoli a quelle regioni che non spendono..
Rovera: Professor Bove ci aiuti lei a capire…Intanto quando petrolio c’è in Val D’Agri?
Bove: Il petrolio in lavore è 50.000 miliardi.. ma il ragionamento bisogna farlo in questo modo: il petrolio è una risorsa esauribile, dura 25 anni ed ha un valore di 40/50 mila miliardi, le altre risorse, le agro-alimentari, le ambientali, il patrimonio archeologico, le acque, il boschi, il turismo sono risorse rinnovabili, che non si esauriscono mai. Il ragionamento va fatto: è conveniente l’uno o è conveniente l’altro? Nessuno ce lo spiega.
Rovera: ma il petrolio serve a tutta la nazione, serve a tutti…
Bove: anche salvaguardare questi grandi patrimoni naturali, consegnare questi grandi patrimoni alle generazioni future è un dovere, un obbligo nostro .
Rovera: Vediamo se è possibile mandare l’opinione del ministro per l’ambiente Altero Matteoli che Rocco De Rosa ha incontrato nei giorni scorsi proprio per parlare del problema del petrolio e della tutela dell’ambiente, del parco qui della Val D’Agri…
On. Altero Matteoli, ministro per l’Ambiente: Il parco non esiste perché la Regione Basilicata non ha dato ancora l’intesa. E’ dal 1998 che il Ministero per l’ambiente sta sollecitando la Regione a fare l’intesa. Lo hanno fatto i miei predecessori, l’ho fatto io appena arrivato al ministero. Il fatto che ci sia un giacimento di petrolio sicuramente non danneggia, anzi, la possibilità di fare il parco. Spero che nei prossimi giorni questa intesa arrivi per poter finalmente far decollare questo parco lucano.
De Rosa: Monitoraggio dell’ambiente, Ministro, che è un tema essenziale. La gente vuol sapere, non solo la gente comune, tutti vogliono sapere quale è la ricaduta di queste estrazioni petrolifere che tra l’altro esistono anche nel parco del Ticino, ovviamente in misura minore rispetto alla Cal D’Agri...
Matteoli: Come i telespettatori sanno è stata richiesta una valutazione di impatto ambientale, questa valutazione è stata esaminata al ministero dell’ambiente, sono state date con delle prescrizioni le autorizzazioni a poter iniziare l’estrazione del petrolio. Quindi non ci sono problemi per quanto riguarda l’inquinamento ambientale.
De Rosa: Anche per l’agricoltura?
Matteoli: Anche per l’agricoltura perché se ci fossero stati problemi la valutazione di impatto ambientale sarebbe stata negativa. E’ stata data la valutazione di impatto ambientale positiva con delle prescrizioni e l’AGIP per la realizzazione degli impianti ne ha tenuto conto e quindi non troviamo la scusa che non si realizza il parco perché c’è il petrolio. Questa è una scusa: non si realizza il parco perché fino ad oggi non c’è stata la volontà politica di volerlo realizzare.
Rovera: Questo era il parere del Ministro per l’Ambiente. Torniamo sempre a questo dilemma ma è compatibile o non è compatibile il petrolio con il parco…perché a sentire ufficiali c’è la compatibilità.
WWF : sicuramente non è compatibile, lo abbiamo visto chiaramente. Le dichiarazioni che ha fatto la gente che vive sul territorio, che vive sulla propria pelle il costo del petrolio ha chiaramente detto e smascherato il bluff della compatibilità. Tutti parlano di compatibilità tra petrolio, tutela dell’ambiente e presenza del parco. Il Petrolio ha un prezzo che non è sostenibile, non è sostenibile per l’ambiente e non è sostenibile per la salute della gente che vive su questo territorio e che da questo territorio deve trarre le risorse per potersi garantire il futuro.
Rovera: Ho visto che qui abbiamo un geologo, Lei è un geologo no? La signora diceva prima della incompatibilità dal punto di vista geologico, idrogeologico. E’ così? Lei ha fatto degli studi specifici?
Dott. Gianpiero D’Ecclesiis, geologo: Abbiamo portato avanti una ricerca ormai da 10 anni con il Servizio nazionale difesa catastrofi idrogeologiche. In buona sostanza quello che viene fuori è che il quadro della vulnerabilità degli acquiferi in quest’area è caratterizzato da aree con elevata vulnerabilità.
Rovera: Cioè lei dice che le perforazioni di petrolio rischiano di intaccare le falde acquifere.
D’Ecclessiis: Diciamo che il potenziale di impatto che hanno queste lavorazioni sulla qualità delle acque è elevato per cui evidentemente…
Rovera: Ma stanno bene attenti questi qui…. Mica sono dei…
D’ecclesiis: Evidentemente è necessario, per poter seguire questo aspetto, monitorare tutto.
Rovera: cioè non c’è monitoraggio?
D’Ecclesiis: Ora allo stato attuale impianti di monitoraggio fisso sulle sorgenti e sulle acque….
Renzi legambiente: Tra l’altro nell’accordo tra la regione e l’ENI era previsto un osservatorio per il monitoraggio ambientale che non è strato realizzato, così come i mille posti di occupati non ci sono. Tra l’altro vorrei dire che qualcuno ha parlato di Texas , qui noi fortunatamente non siamo nel Texas perché qui abbiamo un’agricoltura fiorente nella valle, ortofrutta, prodotti certificati come il prosciutto di Moliterno, il prosciutto di Marsicovetere, il canestrato di Moliterno, i fagioli di Sarconi e si sta sviluppando tutta una filiera sulla mucca podolica, carni e caciocavallo e quindi mi pare che la domanda che ci dobbiamo fare è se con il petrolio non stiamo mettendo in discussione non solo il parco ma un’economia che va ben al di là del parco.
Rovera: Va bene abbiamo posto la questione, sindaco la riprenderemo un’altra volta questa questione che è molto ampia, Lei si trova in una bella situazione di difficoltà…
Coronato: Sicuramente non sono in difficoltà perché vedo presenze di persone che non vivono sul territorio….. certamente i problemi ci sono però…..
Vociare e proteste
Rovera: mi sembra una presenza abbastanza pesante…
Coronato: Non mi sembra che sia questo l’esatto esame della situazione attuale. Comunque la grande disponibilità che abbiamo è proprio quella di far coincidere le due risorse. E io sposterei il discorso su un altro versante che è quello di premiare chi vive su questo territorio. So che l’anno prossimo è l’anno della montagna, però sentivo sabato scorso di questa iniziativa parlamentare dell’onorevole Realacci per dare ai piccoli comuni…però la legge già c’è, la legge 97 del 1994…
Rovera: però questo è un altro discorso, lo riprendiamo chiedendo….
Forliano: Abbiamo il pozzo lì, chieda al sindaco che cosa è previsto in caso c’è l’esplosione del pozzo, è a un Km da Calvello. A Trecate nel 1994 c’è stata l’esplosione di un pozzo, noi stiamo qua sotto e non sappiamo cosa succederà. Sa cosa ha scritto nel piano di sicurezza il tecnico del sindaco? A Calvello c’è il petrolio, ci sono dei rischi e basta…e basta!!! Che succede…?
Rovera: lei dice forse che per l’anno prossimo ci saranno dei piani…
Coronato: Innanzi tutto stiamo lavorando con la regione per attivare il piano di monitoraggio che sembra un’esigenza fondamentale e certa e seria da chiedere e chiaramente sugli interventi di protezione civile ci stiamo attrezzando in questo senso, perché la tutela dei cittadini è la nostra prima esigenza.
Rovera: Bisogna farlo…Il discorso è chiarissimo, la compatibilità tra parco e petrolio è difficile…. Ma sono certamente compatibili i fenicotteri rosa con il parco del delta del Po
Va in onda il Servizi sui fenicotteri rosa
Rovera: Stiamo vedendo un nibbio reale che sta sorvolando proprio sopra di noi. .bellissimo..
WWF: Si è uno dei rapaci che vive in questo territorio, è un migratore Ma anche stanziale nel sud d’Italia. Il WWF lo sta reintroducendo in regioni del centro Italia, nelle Marche, in Umbria e alcuni esemplari arrivano proprio dalla Basilicata, dall’oasi del WWF di Pignola… sono stati recuperati animali feriti e oggi fanno parte di un progetto di reintroduzione nel parco naturale regionale della Gola della Rossa..
Rovera: Qui abbiamo anche quelli della LIPU, anche voi avete fatto… voi siete degli specialisti..: è così raro questo nibbio reale?
Giovanni Palumbo, LIPU: Abbiamo fatto un censimento… si è molto raro, abbiamo fatto un censimento su 120 coppie distribuite su un territorio che è poco più grande di quello lucano. Il fatto che qui, soprattutto nell’area del petrolio è praticamente la sua terra di elezione è straordinario..
Ma non è questo che volevo dire. Volevo dire che sul piano della compatibilità ci si vuole giocare tutto e non sempre è così. Io credo che questo equivoco perpetrato dai nostri politici, dalla nostra classe dirigente di voler considerare necessariamente la natura da valore d’uso a merce di scambio deve finire. Non può essere considerata la natura merce di scambio, soprattutto con il mortifero petrolio. Credo che ci sia un limite a tutto e sul petrolio questo limite deve essere reso evidente una volta per tutte.
Rovera: Ecco…. Lei ha un giornale…”La guerra del petrolio”, addirittura si porta..
Musacchio: E’ l’ultimo numero del Panda, il giornale del WWF:
Rovera: Siete tutti del WWF qui?
Coro: NO, no…
Musacchio: c’è la presidente del WWF che voleva parlare..
Rovera: si….va bene.. volevo chiedere al professore Bove: qui bisogna che usciamo da questo empasse della compatibilità tra petrolio e… il petrolio comunque dicevamo prima…
Bove: E’ una risorsa nazionale è indubbio però bisogna capire bene quali sono gli obbiettivi .
Se l’obbiettivo della collettività è quello di salvaguardare questo grande patrimonio che è il cuore dell’Appennino lucano, qui ci sono faggete stupende, ci sono siti che sono unici, lo stesso rappresentante della LIPU parlava del nibbio reale…Allora se l’obbiettivo è quello di conservare alle generazioni future questo grande patrimonio, valorizzandolo attraverso politiche finalizzate ad attirare le popolazioni da queste parti, allora non può essere compatibile con il petrolio…
Rovera: Bisogna cercare delle fondi diverse…
Bove: del resto già nella trasmissione si è capito che nei prossimi 10 anni ci saranno delle fondi alternative al petrolio..
Rovera: Io devo chiudere questo capitolo e terminare il giro dei parchi….
Va in onda il Servizio su parco del Circeo
Rovera: Ecco andiamo a visitare il parco della Sila. E’ parco o non è ancora parco?
Fusilli: Non è ancora parco. C’è una discussione in corso, questo avviene sempre, ma quando il parco comincia a funzionare c’è grande consenso e grandi opportunità
Va in onda il Servizio sul parco della Sila
Rovera: Noi intanto chiudiamo la puntata….sindaco, noi sabato prossimo siamo in Val di Susa, in Piemonte e sulle montagne piemontesi, bellissime, per parlare dell’anno della montagna il 2002 l’anno della montagna. Si diceva prima che ci vorrebbe una legge speciale, ma c’è già in realtà una legge, basterebbe applicarla..
Coronato: In effetti c’è la legge 97 del 94, legge nazionale, una legge quadro sulla montagna che dà alcuni indirizzi particolari, alcune azioni che bisogna sviluppare, la promozione del territorio e delle risorse ambientali, lo sviluppo economico delle attività presenti sulle zone montane. Però il problema è che questa legge non viene applicata, non viene incentivato chi vive in montagna.
Rovera: Va beh… intanto la signora…
Forliano: Sindaco vuole brindare con quest’acqua presa sotto il pozzo? Sotto il pozzo.. acqua e petrolio…Si può bere acqua e petrolio?
Rovera: Si va beh… E’ fine anno si può anche brindare con una bottiglia di Asti spumante e così faccio anche pubblicità alla mia città… Buon anno e ci vediamo sabato prossimo.

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