Source: http://www.dirittosanitario.info/news-2012-2014/
Timestamp: 2018-04-22 15:57:46+00:00

Document:
News 2012 - 2014 - Diritto Sanitario
CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: SENTENZA DEL 26 NOVEMBRE 2014
Sulla rinnovazione illegittima dei contratti a tempo determinato nel pubblico impiego.
“Seppure, in mancanza di una specifica disciplina dell’Unione in materia, le modalità di applicazione di tali norme spettino all’ordinamento giuridico interno degli Stati membri in forza del principio dell’a autonomia procedurale di questi ultimi, esse non devono essere però meno favorevoli di quelle che riguardano situazioni analoghe di natura interna (principio di equivalenza)”
La sentenza della Corte di Giustizia in Lavoro&Sanità, oltre alla sentenza conforme della Cassazione, Sez. Lavoro n.27363 del 23712/2014. Contra: la stessa Cassazione con la sentenza 23 gennaio 2015, n. 1260.
INCARICHI DIRIGENZIALI DI ALTA PROFESSIONALITA’: DOPO IL QUINQUENNIO E’ UN DIRITTO (se la valutazione è positiva).
Tribunale di Urbino, sentenza 4 dicembre 2014 in Lavoro&Sanità/Dirigenza ed incarichi dirigenziali.
La legge finanziaria 2015 regala la progressione di carriera ai dipendenti pubblici.
Infatti non è stato prorogato, quanto agli anni di applicazione, la disposizione del D.L. n.78/2010, che bloccava “le progressioni di carriera comunque denominate ed i passaggi tra le aree”
Ciò apre la possibilità per la dirigenza di accedere alla fascia superiore della indennità di esclusività in dipendenza della anzianità maturata, e cioè per coloro che hanno compiuto i cinque o i quindici anni dopo l’entrata in vigore del D.L. 78/2010 (31 maggio 2010) e che sinora non hanno potuto usufruire dell’incremento di tale voce retributiva.
Per la dirigenza invece il conferimento degli incarichi dirigenziali non è stato mai bloccato dal D.L. 78/2010 (su tale aspetto vi è già contenzioso).
Occorrerà pertanto presentare una istanza motivata alla propria amministrazione perchè è presumibile che esse recepiranno la novità con molta lentezza.
CASSAZIONE: Le aziende sanitarie non possono giustificare la mancata graduazione delle funzioni ed il pagamento parziale della retribuzione di posizione.
Cass. civ. Sez. lavoro, 10-06-2014, n. 13062
In materia di pubblico impiego contrattualizzato, la retribuzione di posizione, componente del trattamento economico dei dirigenti, presuppone l’effettivo esercizio delle funzioni loro attribuite ed è collegata al livello di responsabilità conseguente alla natura dell’incarico, all’impegno richiesto, al grado di rilevanza ed alla collocazione istituzionale dell’ufficio, componendosi di una parte fissa e di una variabile, la quale non può essere scissa dalla prima, né ne può essere omessa la corresponsione, con il solo limite, posto all’autonomia delle parti, del rispetto delle risorse disponibili e dei vincoli di finanza pubblica.
Cass. civ. Sez. lavoro, 24-06-2014, n. 14279
La retribuzione di posizione costituisce, secondo le previsioni dei c.c.n.l. per la dirigenza medica e veterinaria del comparto sanità del 5 dicembre 1996 e del 8 giugno 2000, una componente fondamentale della retribuzione dei dirigenti, la cui erogazione non è condizionata all’effettiva determinazione della graduazione delle funzioni dirigenziali ad opera dell’azienda sanitaria
in Lavoro & Sanità/Dirigenza e incarichi dirigenziali.
CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA N.22338/2014
Il direttore della struttura è responsabile se, sapendo che le attrezzature mediche sono inadeguate, non consiglia di trasferire il paziente in una struttura adeguata.
La retta si determina non solo in base al reddito dell’assistito, ma anche di quello dei parenti tenuti agli alimenti e che sono anch’essi obbligati al pagamento.
Consiglio di Stato, sentenza n.99/2014:
Sentenza n.27751/2013
La responsabilità medica di equipe si estende al medico che occasionalmente fa parte dell’equipe.
In Responsabilità/Consenso informato.
Aumento in via straordinaria delle indennità dovute dall’’Inail a titolo di recupero del valore dell’’indennità risarcitoria del danno biologico a decorrere dal 2014.
CORTE DI CASSAZIONE SEZ. LAVORO, SENTENZA N.10424/2014.
La Corte di Cassazione ritiene necessario per configurare il mobbing l’intento persecutorio, ma non convince: come ciò si concilia con il regime dell’onere della prova in tema di adempimento delle obbligazioni ? Infatti è il debitore (datore di lavoro) a dover provare di avere fatto quanto a lui possibile per evitare il danno.
CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA 27 MARZO 2014, N. 7195
La Cassazione detta le regole in tema di nesso causale e perdita di chances nella responsabilità medica.
Per il risarcimento della perdita di chances non è richiesto il “più probabile che non”, cioè una percentuale maggiore del 50%.
La sentenza in Responsabilità/Giurisprudenza
CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA 17/02/2014 N.3622
Le clausole “claims maid” nei contratti di assicurazione dalla responsabilità professionale sono legittime.
CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA 12/09/2013 N.20917
La trattenuta dell’IRAP sui compensi corrisposti ai medici in “intramoenia” è illegittima.
La sentenza in Lavoro&Sanità/Previdenza e fiscalità
LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA BACCHETTA L’ITALIA SUI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO.
SENTENZA DEL 12/12/2013 NELLA CAUSA C-50/13
La sentenza in Lavoro&Sanità
TRIBUNALE DI FERRARA: NELLA RESPONSABILITA’ CIVILE VIGE IL PRINCIPIO DEL “PIU’ PROBABILE CHE NON”.
Al fine dell’accertamento del nesso causale.
IL TRIBUNALE DI FIRENZE CONFERMA: LE AZIENDE SANITARIE NON POSSONO ADDEBITARE L’IRAP AI MEDICI IN INTRAMOENIA .
Il Tribunale di Firenze dichiara illegittima la trattenuta dell’8,5% per IRAP sui compensi dei medici che operano intramoenia. Controllare le buste paga e, in caso di dubbio, inviarle per un controllo gratuito a info@dirittosanitario.com.
MANCATO RICONOSCIMENTO DELLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE UNIFICATA DEI MEDICI IN EXTRAMOENIA E/O DELL’INCARICO DIRIGENZIALE DI ALTA PROFESSIONALITA’.
Riunione operativa il 14 FEBBRAIO 2014 H.16.30 presso lo Studio Legale Dell’Ali, Via Nazionale n.200/B, Modica (RG).
La rivoluzionaria sentenza in esclusiva su questo sito nella sezione Lavoro&Sanità/Indennità
MANCATO RICONOSCIMENTO DELLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE UNIFICATA DEI MEDICI IN EXTRAMOENIA:
Riunione operativa il 29 GENNAIO H.19.00 presso lo Studio Legale Del Campo, Via Vincenzo Giuffrida n.67 – Catania.
Altre riunioni in programma a Modica, Messina e Palermo.
Due importanti principi sottostanno al ricorso patrocinato con successo da www.dirittosanitario.com.
1) L’art.2, comma 12 legge n.335/95 disciplina la pensione di inabilità nel caso di ” permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa” . Tale norma non va interpretata in senso assoluto : la eventuale capacità lavorativa residua deve permettere un lavoro confacente e dignitoso, diversamente, si ha diritto al beneficio della pensione di inabilità.
2) Il beneficio del riconoscimento della anzianità fittizia per la pensione di inabilità dei dipendenti pubblici viene incrementato automaticamente in base alla età pensionabile vigente al momento della domanda di pensionamento. Il minore ed originario termine di 60 anni previsto dell’art.9, comma 3, DM n.187/1997 è da ritenersi superato (nel caso in specie, trattandosi di pensionamento del 2011, la differenza in favore del dipendente è stata calcolata sulla base di 61 anni, guadagnando così un anno di contribuzione fittizia).
La sentenza in Lavoro/Mansioni superiori.
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA N.26358/2013 E ONERE DELLA PROVA NELLA RESPONSABILITA’ SANITARIA.
Poichè la responsabilità sia del medico che dell’ente ospedaliero è di natura contrattuale, resta a carico dell’obbligato – sia esso il sanitario o la struttura – la prova che la prestazione sia stata eseguita in modo diligente e che l’evento dannoso sia stato determinato da un evento imprevisto e imprevedibile.
CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SENTENZA 7 NOVEMBRE 2013 N.25072
Se la malattia del lavoratore è stata causata da inadempimento del datore di lavoro essa non è computabile nel periodo di comporto.
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA N.19405/2013:
La risarcibilità del danno morale è principio di ordine pubblico internazionale non derogabile dalla applicazione di una lgislazione straniera difforme.
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZ. LAVORO, SENTENZA 2 OTTOBRE 2013 N.22538
Se la malattia del lavoratore è causata dal mobbing del datore di lavoro il licenziamento per superamento del periodo di comporto è nullo.
La setenza in Mobbing/Licenziamento
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE SEZ. LAVORO, SENTENZA 5 APRILE 2013 N.8443.
Mancata progressione nell’incarico dirigenziale e risarcimento dei danni per perdita di chances. Prescrizione decennale.
“I principi di correttezza e buona fede imponevano che, anche in caso di scelta effettuata sulla base della valutazione di particolari elementi di capacità e di merito, il provvedimento del datore di lavoro doveva essere motivato onde consentire al lavoratore di contestare specificatamente l’atto e che , in caso di mancanza di motivazione, l’atto del datore di lavoro diventava del tutto arbitrario non permettendo alcun controllo sui criteri applicati.”
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE SEZ. LAVORO – SENTENZA N.14017/2013
Danno esistenziale. Inclusione nel danno biologico.
la Corte di non nega l’esistenza del danno esistenziale, sempre risarcibile alla stregua del disposto del 2043 c.c., in riferimento alla violazione dei diritti della persona anche nei casi in cui la condotta offensiva non costituisce reato, ma lo ha inteso includere nel danno biologico applicando un criterio liquidativo complessivo.
TRIBUNALE DI MILANO, SENTENZA 10 GIUGNO 2013
PARITA’ DI TRATTAMENTO TRA DIPENDENTI PUBBLICI.
“la violazione del principio di non discriminazione configura una condotto illecita del datore di lavoro che contravviene tanto ad una disposizione imperativa di legge in termini di responsabilità extracontrattuale (secondo il combinato disposto degli art. 36 2 c. del D.Lgs. 165/2001 e art. 6 D.Lgs. n. 368/2001), quanto ad un preciso dovere di adempimento contrattuale, trasfondendosi il divieto di discriminazione nell’ambito dei doveri comunque scaturenti dal rapporto di lavoro”
Il link: ONEOFUS
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.26966/2013
Il medico di reparto è sempre responsabile delle dimissioni se ha partecipato alla visita collegiale del paziente ed anche se non ha partecipato all’intervento; nel caso di dissenso con il Responsabile della struttura deve far risultare tale dissenso dalla documentazione clinica; a tal fine non rileva la posizione di subordinazione nei confronti del Responsabile.
Il medico specialista convenzionato che chiede dei soldi ai propri pazienti promettendo una “corsia preferenziale” per sottoporli ad interventi chirurgici, oltre a commettere il reato di concussione, causa un danno all’immagine della pubblica amministrazione che deve essere risarcito (nella specie liquidato in via equitativa in € 5.000,00).
La sentenza in Lavoro/Professioni
CASSAZIONE CIVILE SEZ. LAVORO N.
12725/2013
In Responsabilità/Mobbing
In Responsabilità/Consenso informato
TRIBUNALE DI GORIZIA, ORDINANZA DEL 9 MAGGIO 2013
Per il Tribunale il D.L. 24/2013 che consente la prosecuzione delle terapie già iniziate con cellule staminali mesenchinali è costituzionalmente illegittimo perchè fonda l’accesso o meno alla terapia solo su un dato cronologico e pertanto ordina alla Azienda Sanitaria la somministrazione della terapia secondo il protocollo “Stamina”.
Il rischio è il “far west.”
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.18185/2013
La responsabilità professionale medica derivante da imperizia e negligenza per non aver il medico, preventivamente disposto ulteriori accertamenti prima dell’esecuzione di una operazione chirurgica, che avrebbe avuto con alta prevedibilità effetti gravemente invalidanti, non è addebitale al professionista se il caso specifico è connotato da palese urgenza e imprevedibile evoluzione delle condizioni della paziente. Ne consegue che, in tale ipotesi, al medico non è addebitabile neppure l’omessa richiesta di rinnovazione del consenso alla prosecuzione del detto intervento.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.11793/2013
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA 22 MARZO 2013 N.7269.
La donna che richieda il risarcimento del danno in seguito alla nascita del figlio con gravi malformazioni, per non essere stata la medesima adeguatamente informata dal medico e, conseguentemente, per non aver essa potuto esercitare il diritto di interruzione della gravidanza, è tenuta a provare i fatti costitutivi della domanda, e dunque che l’informazione omessa avrebbe provocato un processo patologico tale da determinare un grave pericolo per la sua salute e, in stretta connessione, che, nella situazione ipotetica data, essa avrebbe effettivamente optato per l’interruzione della gravidanza. In tale contesto, il rischio della mancanza o della insufficienza del quadro probatorio andrà acquisito a suo carico.
CORTE D’APPELLO PALERMO, SENTENZA 23 GENNAIO 2013
Il contratto di spedalità con la struttura sanitaria si perfeziona in modo tacito per il semplice “contatto sociale”, e cioè per il ricovero presso di essa, anche se i sanitari che vi operno non sono dipendenti dalla stessa struttura.
PUBBLICATI I NUOVI DRG. DECRETO MINISTERIALE DEL 18/12/2012.
In caso di adozione da parte delle regioni di tariffe superiori a quelle stabilite dal presente decreto, gli importi tariffari superiori alle tariffe massime restano a carico dei bilanci regionali
CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA N.4030/2013
La responsabilità civile sanitaria per colpa lieve non è stata abrogata dal decreto “Balduzzi”.
La sentenza nella sezione “Accreditamento/Giurisprudenza”
CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA N.17143/2012
La Cassazione ribadisce che la responsabilità sanitaria ha natura contrattuale e detta le regole per ripartire l’onere della prova.
“In campo di responsabilità civile sanitaria, il paziente danneggiato è tenuto a provare unicamente il contratto di cura e ad allegare la difformità della prestazione ricevuta rispetto al risultato normalmente conseguente ad una condotta improntata alla diligenza dovuta.
Il medico, invece, ha l’onere di provare che l’eventuale insuccesso dell’intervento, rispetto a quanto concordato o ragionevolmente attendibile, è dipeso da causa a sé non imputabile”
La sentenza nella sezione Responsabilità.
CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA N.16754/2012.
Pubblichiamo, anche se in ritardo, questa sentenza. Più che essere d’accordo o contro ci interessa rilevare come spesso il diritto viene piegato a visioni ideologiche (di qualsiasi parte siano).
La massima: “Il risarcimento del danno c.d. da nascita indesiderata, scaturente dall’errore del medico che, non rilevando malformazioni congenite del concepito, impedisca alla madre l’esercizio del diritto di interruzione della gravidanza, spetta non solo ai genitori del bimbo nato malformato, ma anche ai suoi fratelli.
Nel caso in cui il medico ometta di segnalare alla gestante l’esistenza di più efficaci test diagnostici prenatali rispetto a quello in concreto prescelto, impedendole così di accertare l’esistenza d’una una malformazione congenita del concepito, quest’ultimo, ancorché privo di soggettività giuridica fino al momento della nascita, una volta venuto ad esistenza ha diritto, fondato sugli art. 2, 3, 29, 30 e 32 Cost., ad essere risarcito da parte del sanitario del danno consistente nell’essere nato non sano, rappresentato dell’interesse ad alleviare la propria condizione di vita impeditiva di una libera estrinsecazione della personalità.”
La sentenza si discosta da precedenti sentenze (v. la sezione di bioetica).
Ciò che preoccupa è che più che di diritto si fa filosofia del diritto e i Giudici dichiarano espressamente il presupposto ideologico da cui parte la sentenza:
“La soggettività è una astrazione giuridica funzionale alla titolarità di rapporti giuridici” (pag.43).
Che dire? Sinceramente non ci consideriamo una “astrazione”…, questi ci sembrano i presupposti del totalitarismo del diritto e dello Stato!
LA CASSAZIONE PENALE APPLICA LE NUOVE NORME DEL DECRETO BALDUZZI.
Sentenza n.268/2013: la colpa lieve è stata depenalizzata.
L’avviso della sentenza:
Il Garante vieta ad una ASL, ai sensi degli art. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice, di diffondere ulteriormente in Internet – sia attraverso la pubblicazione nell’albo pretorio online che in qualsiasi altra area del sito web istituzionale – i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati, contenuti nelle determinazioni o delibere aventi a oggetto liquidazioni di indennizzo per patologie contratte per causa di servizio oppure rimborsi per spese sanitarie o per spese di trasporto, di oggiorno, di viaggio per effettuare prestazioni sanitarie nonché in tutte le altre determinazioni aventi analogo oggetto e/o contenuto pubblicate alla data di ricezione del provvedimento.
TIBUNALE DI VARESE, SENTENZA DEL 26/11/2012
La legge 189/2012, di conversione in legge del d.l. 158/2012, ha modificato in modo integrale l’art. 3, comma I, (Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie).
Adesso la norma prevede che “l’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo”.
Per il Tribunale di Varese il legislatore ha optato per la natura extracontrattuale della responsabilità medica quando manchi un rapporto contrattuale diretto tra paziente danneggiato e sanitario oppure un rapporto contrattuale atipico di spedalità
PUBBLICATA LA LEGGE DI STABILITA’ 2013.
Si segnalano l’art.1, commi:
133: “la pubblicazione sul sito web dei prezzi unitari corrisposti dalle aziende sanitarie locali per gli acquisti di beni e servizi».
134. Strutture per “la gestione del risk management che includano, laddove presenti, competenze di dicina legale, medicina del lavoro, ingegneria clinica e farmacia,secondo quanto suggerito anche dalla Raccomandazione n. 9 del 2009 del Ministero della salute avente per oggetto «Raccomandazione per la prevenzione degli eventi avversi conseguenti al malfunzionamento dei dispositivi medici apparecchiature elettromedicali”.
138. e segg. Il blocco dell’acquisto degli immobili e delle locazioni passive, limitazioni all’acquisto di mobili, arredi ed autovetture.
147. All’articolo 7, comma 6, lettera c), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; non e’ ammesso il rinnovo; l’eventuale proroga dell’incarico originario e’ consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico”
Il link al sito dell’INAIL:
CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.44830 DEL 15 NOVEMBRE 2012
Resposanbilità medica di equipe e obbligo di predisporre e seguire il decorso post operatorio.
DECRETO SANITA’: LA REGIONE SICILIANA BLOCCA LE ASSUNZIONI:
Le circolari dell’Assessorato:
Il problema è che alcune aziende stanno assumendo direttamente i vincitori di concorsi con contratti a tempo determinando licenziando coloro che già sono assunti a tempo determinato in base a graduatorie ex art.9 L.207/1985 e, di fatto, in contrasto con la procedura prevista dalla stessa legge.
Tale comportamento della ASP sarà causa di ulteriore contenzioso.
LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA I TAGLI AI DIRIGENTI E IL CONTRIBUTO DEL 2,5% IN FAVORE DELL’INPDAP (ORA INPS).
Ed il governo corre ai ripari con il D.L. 185/2012, annullando retroattivamente il passaggio dal TFS al TFR, per cui non vi sarà alcun rimborso. La sentenza:
Il decreto legge del Governo:
LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO SANITA’
Il testo con le modifiche apportate:
Il blocco sostanziale delle assunzioni, le nuove norme sulla responsabilità, la nomina dei dirigenti di strutrtura…
LA CASSAZIONE ALLEGGERISCE L’ONERE DELLA PROVA DELL’INTENTO PERSECUTORIO NEL MOBBING:
“Nel rito del lavoro, il principio dispositivo deve essere contemperato con quello della ricerca della verità materiale, con l’utilizzazione da parte del giudice anche di poteri officiosi oltre che della prova per presunzioni, alla quale, specialmente in casi come quello in oggetto, va attribuito precipuo rilievo”
La sentenza nella sezione “Lavoro/mobbing”
Piano di prevenzione (art.1 comma 5).
Dirigente responsabile della prevenzione della corruzione (art.1, comma 6).
La possibilità per e stazioni appaltanti di prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalita’ o nei patti di integrita’ costituisce causa di esclusione dalla gara (art.1 comma 17).
Delega legislativa in materia di pubblicità, trasparenza ed informazione dell’attività della P.A.
Delega legislativa per il riordino del conferimento degli incarichi dirigenziali (art.1,comma 49) e la introduzione del criterio della rotazione negli incarichi a rischio di corruzione.
Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (art.1, comma 51).
Reato di corruzione tra privati (art.1, comma 76).
IL MOBBING PUO’ INTEGRARE ANCHE GLI ESTREMI DELL’ABUSO D’UFFICIO
“La configurabilità dell’elemento soggettivo dell’abuso di ufficio richiede il dolo intenzionale, ovvero la rappresentazione e la volizione dell’evento come conseguenza diretta ed immediata della condotta dell’agente. Il delitto deve, pertanto, ritenersi configurabile in capo all’agente che, nella sua qualità di primario di un reparto dell’Azienda Ospedaliera, ponga in essere la condotta descritta dalla fattispecie incriminatrice connotata dalla precisa volontà di colpire un collega, nell’attività più importante e qualificante di chirurgo, sospendendone la crescita professionale e procurando ad esso un danno professionale, nonché alla reputazione, alla vita di relazione ed alla sfera psicologica per l’effetto di umiliazione e svalutazione in lui determinato.”
Per la prima volta viene riconosciuta la nocività per la salute dell’uso prolungato del cellulare (fattispecie in tema di malattia professionale).
CORTE COSTITUZIONALE ED ACCREDITAMENTO DI STRUTTURE AL DI FUORI DEL TERRITORIO DELLA REGIONE
La corte Costituzionale dichiara la illegittimità di una legge della Regione Puglia che vietava alle aziende sanitarie di accreditare e stipulare contratti con strutture sanitarie al di fuori della regione.
Si allarga la concorrenza.
BEFFA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA:
La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimita’ costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del dlgs 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.
COMMETTE REATO DI ABUSO DI UFFICIO IL MEDICO OSPEDALIERO CHE INVITA IL PAZIENTE A RECARSI PRESSO IL SUO STUDIO
Quando le stesse cure sono disponibili gratuitamente presso la struttura pubblica. Così la Cassazione Penale con sentenza n.40824 del 17/10/2012:
” il medico, con la visita post operatoria in ambito privato, viene a percepire, un ingiusto vantaggio (da doppia retribuzione), con danno del paziente (che viene a versare un emolumento già compreso nel ticket)”, si legge ancora nella sentenza che al medico compete “l’obbligo di concludere l’intervento professionale nella sede naturale, ospedaliera, e senza ulteriori esborsi economici non dovuti, a meno che sia lo stesso paziente che opti, consapevolmente, per tale soluzione (…) Né può sostenersi che si è trattato nella specie di una scelta volontaria dei pazienti posto che non risulta affatto che gli stessi siano stati informati del loro diritto di essere visitati, senza ulteriori aggravi economici, all’interno della struttura pubblica nella quale era stato praticato l’intervento chirurgico”
Il principio è di portata generale e perciò sono illegittime le norme che, ad esempio, non riconoscono l’anzianità dei dirigenti se non per i contratti a termine senza soluzione di continutà.
T.A.R. PALERMO, DECRETO N.599/2012
Il T.A.R. Palermo con decreto cautelare d’urgenza sospende l’accorpamento coattivo dei labentro il oratori d’analisi che non raggiungono il minimo di 100.000 prestazioni annue entro il 31/12/2012.
Il decreto: N__01578-2012_REG_RIC__xml.mht
T.A.R. LOMBARDIA, ORDINANZA N.414/2012.
Rigetta la di sospensiva dell’ordinanza AIFA 1/2012 del 15/5/2012, recante divieto “con decorrenza immediata, di effettuare: prelievi, trasporti, manipolazioni, colture, stoccaggi e somministrazioni di cellule umane presso l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili Di Brescia, in collaborazione con la Stamina Foundation ONLUS, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 142 del d. lgs. 219 del 2006.
L’ordinanza: N__00919-2012_REG_RIC__xml.mht
Le nuove regole per la nomina dei primari
La sentenza in “Diritto all’assistenza”.
CONSIGLIO DI STATO, SENTENZA N.877/2012
Il Consiglio di Stato afferma la validità di una deliberazione regionale che attribuisce alle Aziende il potere di assegnare una quota aggiuntiva per le attività ambulatoriali, a fronte di specifici progetti definiti dalle stesse aziende sanitarie territoriali e finalizzati a risolvere gli squilibri tra la domanda e l’offerta e la durata dei tempi di attesa, purchè nel doveroso rispetto dei limiti di stanziamento.
La sentenza on Accreditamento/Budget&Tariffe
CASSAZONE CIVILE, SENTENZA N.10616/2012
Il medico è responsabile in solido con la struttura sanitaria per il difettoso funzionamento dei dispositivi medici.
Non sono sanzionabili disciplinarmente i comportamenti del lavoratore causati dal suo stato di precario equilibrio pscologico.
La sentenza in “Diritto all’assistenza.”
La sentenza: CdS201201040.htm
Nella imputazione per omissione colposa il giudizio causale assume come termine iniziale la condotta omissiva del comportamento dovuto; pertanto deve valutarsi la omissione specifica imposta da una norma giuridica, ovvero anche una omissione generica in relazione alla prestazione professionale del sanitario impegnato nell’ intervento. Non vi è nesso causale se l’evento di danno non si ricollega deterministicamente, o in termini di probabilità, con la condotta dei sanitari. (nel caso in specie si imputava alla guardia medica di non avere disposto il ricovero in ospedale, ma la CTU aveva accertato che il successivo decesso era da attribuirsi alla mancata assunzione della terapia prescritta).
Ove un terzo chieda il risarcimento del danno non patrimoniale da sé stesso subito a causa dell’inadempimento della casa di cura nei confronti del paziente, l’ambito risarcitorio nel quale la domanda deve essere inquadrata è necessariamente di natura extracontrattuale, con conseguente onere per l’attore di provare il comportamento colposo della struttura (nel caso in specie una signora malata di alzheimer ricoverata in una casa di soggiorno per anziani era precipitata dalla finestra della stanza di degenza; la Corte, ritenendo l’onere della prova della colpa a carico dell’attore – figlia della signora -, ha escluso la responsabilità della casa di soggiorno).
TRIBUNALE DI MANTOVA 2 MAGGIO 2012
Nell’attività medica di equipe ciascuno è tenuto ad osservare oltre alla diligenza e prudenza ed alle regole settoriali della propria attività, gli obblighi degli altri collaboratori nei limiti in cui siano conoscibili e valutabili.
(Fattispecie in tema di danno derivante da malposizionamento del paziente sul lettino operatorio imputato oltre che all’anestesista al medico chirurgo operatore).
La setenza in “Diritto all’assistenza”.
CORTE COSTITUZIONALE, SENTENZA N.107 DEL 16 APRILE 2012
La Corte dichiara la illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 1, della legge 23 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), «nella parte in cui non prevede che il diritto all’indennizzo, istituito e regolato dalla stessa legge ed alle condizioni ivi previste, spetti anche ai soggetti che abbiano subìto lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all’integrità psico-fisica, per essersi sottoposti a vaccinazione, non obbligatoria ma raccomandata, contro il morbillo, la rosolia e la parotite»
CONSIGLIO DI STATO, ADUNANZA PLENARIA NN.3 E 4/2012
Il Consiglio di Stato detta i limiti entro i quali il budget dei soggetti accreditati può essere fissato anche retroattivamente.
Le strutture private, che erogano prestazioni per il Servizio sanitario nazionale nell’esercizio di una libera scelta, potranno aver riguardo – fino a quando non risulti adottato un provvedimento definitivo – all’entità delle somme contemplate per le prestazioni dei professionisti o delle strutture sanitarie dell’anno precedente, diminuite della riduzione della spesa sanitaria effettuata dalle norme finanziarie relative all’anno in corso La tutela dell’affidamento richiede che le decurtazioni imposte al tetto dell’anno precedente, ove retroattive, siano contenute, salvo congrua istruttoria e adeguata esplicitazione all’esito di una valutazione comparativa, nei limiti imposti dai tagli stabiliti dalle disposizioni finanziarie conoscibili dalle strutture private all’inizio e nel corso dell’anno.
Laddove, pertanto, l’amministrazione non abbia fornito nessun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella scelta dei dirigenti ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è configurabile inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile.”
La sentenza in Lavoro/Dirigenza.
LA CASSAZIONE RIBADISCE IL PROPRIO ORIENTAMENTO SUL MOBBING:
La sentenza in Lavoro/mobbing
CASSAZIONE CIVILE SENTENZA N.3415/2012
La sentenza in “Lavoro/Giurisprudenza”.
IL TEMPO NECESSARIO ALLA VESTIZIONE DEL DIPENDENTE
DEVE ESSERE COMPUTATO NELL’ORARIO DI LAVORO
La giurisprudenza ha un orientamento sempre più maggioritario:
Regolamentazione delle forme di lungo assistenza per persone fragili con patologie cronico-degenerative, con riguardo alla popolazione ultrasessantacinquenne.
Finalmente la Regione regola l’accesso alle forme di lungo assistenza e il pre-accreditamento delle strutture.
T.A.R. CALABRIA, SENTENZA N.53/2012:
Il prelievo del 2,5% sull’80% della retribuzione dei dipendenti pubblici è illegittimo a decorrere dal 01/01/2011.
Nel precedente sistema l’indennità di buonuscita era finanziata da un accantonamento di una percentuale pari al 9,60% sull’80% della retribuzione a cura dell’Amministrazione, con diritto di rivalsa sul dipendente nella misura del 2,5%. Tale sistema è venuto meno a decorrere dal 01/01/2011 a seguito dell’entrata in vigore del D.L.78/2010 e della introduzione del sistema del T.F.R. dal 01/01/2011.
Tuttavia le Amministrazioni hanno continuato ad eseguire un doppio prelievo, sia quello a titolo di T.F.R. (6,91%), sia quello a titolo di indennità di buonauscita (2,5)! Tale ultimo prelievo è stato ora censurato dal T.A.R. Calabria, che ha ordinato la restituzione delle somme trattenute.
L’unico rammarico è che il ricorso è stato presentato dagli stessi magistrati del T.A.R., si avrebbe avuto lo stesso esito se fosse stato presentato da un semplice dipendente pubblico?
Medici specializzandi: La prescrizione quinquennale introdotta dalla L.183/2011 non è retroattiva e si applica solo dal 01/01/2012
IL MEDICO E L’INFEMIERE CHE CURANO IL BOSS MAFIOSO CONCORRONO NEL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA. CASSAZIONE PENALE SENTENZA N.5909 DEL 15 FEBBRAIO 2012
La tutela del diritto alla salute non è una scriminante quando vi è un coinvolgimento continuo e attivo.
La sentenza nella sezione Giurisprudenza.

References: SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 

Cass. 
 SENTENZA 
 sentenza 

Sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza 

SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 36
 art. 6
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 art. 2
 sentenza 

Sentenza 
 art. 143
 SENTENZA 
in fine
 SENTENZA 
 art.9
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 sentenza