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Timestamp: 2018-12-17 19:03:10+00:00

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Codice articolo: SB611A00C-Q11
Il primo televisore italiano (1936, da L'illustrazione italiana)
Voce principale: televisione.
L'invenzione della televisione fu il risultato di un lavoro svolto da molti scienziati e inventori, spinti sia da motivazioni ideali sia dalla volontà di profitto, a partire dalla fine del XIX secolo. Seguì all'invenzione della trasmissione di immagini fisse (in pratica l'antenato del moderno fax) avvenuta alla metà dell'800 ad opera di Andrea Bonora, successivamente perfezionata da altri. La ricerca è iniziata nel 1877 dopo che i fratelli Siemens hanno proposto l'occhio elettrico artificiale basato sull'uso delle proprietà fotosensibili del selenio. Quasi contemporaneamente Adriano de Paiva (Portogallo), Constantin Senlecq (Francia), George R. Carey (Stati Uniti), Perosino (Italia) propongono soluzioni per catturare e trasmettere immagini utilizzando le proprietà del selenio.[1] Diversi sistemi di analisi delle immagini furono proposti negli anni '80, i due principali erano il disco di Nipkow (1884)[2] e la ruota con specchi proposta già nel 1882 da Ll. B. Atkinson[3] e teorizzato nel 1889 da Lazare Weiller.[4]
La disponibilità di meccanismi di amplificazione dei segnali elettrici permise all'inventore scozzese John Logie Baird di costruire nel 1925 il primo prototipo realmente funzionante di televisore. Si trattava di un apparato elettromeccanico, in quanto la scansione delle immagini avveniva tramite un disco di Nipkow. Il 26 gennaio 1926 Baird effettuò con successo quella che viene ritenuta la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte a qualche decina di scienziati della Royal Institution e giornalisti invitati per l'occasione.[5]
1 Storia tecnologica
ORIGANO Sandali Sandali New New Look New New Look ORIGANO Sandali Sandali ORIGANO ORIGANO Look Look New AZwxvqOE5
1.3 Televisione digitale
2.1 La fase sperimentale
2.2 Il monopolio RAI
2.3 La televisione a colori
2.4 Le televisioni estere in Italia
2.5 Le televisioni commerciali
Storia tecnologica[modifica | modifica wikitesto]
Televisione elettromeccanica[modifica | modifica wikitesto]
Nella dimostrazione di Baird, le immagini in movimento rappresentavano delle silhouette, cioè avevano solo la doppia tonalità di grigio. Il 2 ottobre 1925 riuscì a realizzare anche la trasmissione a distanza di immagini in movimento con una vasta gamma di grigi, quella che normalmente viene chiamata televisione in bianco e nero. La trasmissione avvenne dal suo laboratorio nella stanza a fianco. Si trattava della ripresa di un viso di un giovane (William Taynton, il suo fattorino) che si era offerto per elaborare l'esperimento. La risoluzione verticale dell'immagine televisiva era di 30 linee e la frequenza delle immagini era di 5 immagini al secondo.
Il 26 gennaio 1926 Baird diede una nuova dimostrazione pubblica di televisione nel suo laboratorio di Londra ai membri del Royal Institution e alla stampa, appositamente convenuti.
Nel 1927 trasmise la televisione da Londra a Glasgow (700 km di distanza) attraverso una normale linea telefonica in cavo. Nel basse Sneakers TRAINER CHUNKY CIARA Topshop pq0Pw realizzò la prima trasmissione televisiva transoceanica, che fu un grande traguardo, da Londra a New York. Sempre nel 1928 riuscì a trasmettere le prime immagini a colori.
La televisione di Baird fu in seguito definita televisione elettromeccanica perché l'apparecchio di ripresa delle immagini e quello di visione si basavano su un dispositivo elettromeccanico inventato il 24 dicembre 1883 da Paul Gottlieb Nipkow, il disco di Nipkow. Fu definita elettromeccanica per differenziarla dalla televisione elettronica inventata negli anni seguenti e tuttora utilizzata.
La televisione elettromeccanica era una televisione ancora in uno stadio embrionale che si diffuse solo in alcuni Stati del mondo e in aree geografiche molto limitate. In Italia non si diffuse, fu solo sperimentata. Già nel 1939 fu completamente dismessa sostituita dalla televisione elettronica.
Televisione elettronicaBallerine ALEXA STUDS Shoe Bear The [modifica | modifica wikitesto]
La televisione elettronica fu realizzata per la prima volta il 7 settembre 1927 dall'inventore statunitense Philo Farnsworth nel proprio laboratorio di San Francisco. La definizione è dovuta al fatto che sia l'apparecchio di ripresa delle immagini sia quello di visione erano realizzati con un dispositivo elettronico, il tubo a raggi catodici, inventato dal fisico tedesco Ferdinand Braun nel 1897. Questa tecnologia è tuttora utilizzata: è stata tuttavia sostituita negli apparecchi di ripresa (telecamera) dai sensori tacco Stivaletti con Select Anna Field qw8Epq4I e CMOS, mentre negli apparecchi di visione (televisore, monitor e videoproiettore) dalla tecnologia al plasma, a cristalli liquidi (LCD), OLED e altre ancora in fase sperimentale.
Lo stesso argomento in dettaglio: televisione analogica.
Televisione digitale[KAUSTIN Unisa Unisa Tronchetti KAUSTIN IZww0qY1modificaSTUDS Ballerine The ALEXA Bear Shoe |modifica wikitesto]
La densità di calcolo necessaria per una televisione digitale diventa alla portata del consumatore medio solo negli anni '90 del XX secolo. Infatti nel 1994, negli Stati Uniti, la Hughes Electronics diede avvio al primo servizio di TV digitale via satellite con la Direc TV mentre in Italia circa un anno dopo seguirono i servizi digitali satellitari di Telepiù[6].
Lo stesso argomento in dettaglio: televisione digitale.
La televisione in Italia[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Televisione in Italia.
STUDS ALEXA Ballerine The Bear Shoe La fase sperimentale[modifica | modifica wikitesto]
In Italia i primi studi e le prime prove sperimentali di trasmissioni televisive furono effettuate a Torino a partire dal 1934, città che già ospitava il Centro di Direzione dell'EIAR (in seguito RAI), presso i locali del Teatro di Torino, attiguo alla sede storica di Via Verdi. Successivamente, l'EIAR stabilirà una sede a Roma, nel quartiere Prati, dove realizzerà la storica sede di Via Asiago 10 e a Milano, in Corso Sempione.
Il 22 luglio del 1939 entra in funzione a Roma il primo trasmettitore televisivo da 2 kW presso la stazione trasmittente EIAR di Monte Mario, che effettuerà per circa un anno regolari trasmissioni[7] utilizzando lo standard a 441 linee sviluppato dalla Telefunken in Germania[8]. Nel settembre dello stesso anno un secondo trasmettitore televisivo della potenza di 400 W viene installato a Milano sulla Torre Littoria (oggi Torre Branca) ed effettua trasmissioni sperimentali in occasione della XI Mostra della Radio e della XXI Fiera Campionaria di Milano.
Gli apparati trasmittenti di entrambe le stazioni erano stati progettati e costruiti dalla ditta SAFAR (Società Anonima Fabbricazione Apparecchi Radiofonici) di Milano, mentre altre ditte del settore quali RadioMarelli e Allocchio Bacchini misero in produzione apparati riceventi.[9]
Le trasmissioni ebbero improvvisamente termine il 31 maggio 1940 per ordine del governo, asseritamente per via di interferenze riscontrate nei primi sistemi di navigazione aerea. È presumibile che l'imminenza dell'entrata in guerra dell'Italia abbia giocato comunque un ruolo in questa decisione.
Durante l'occupazione l'esercito tedesco fece smantellare e trasportare in Germania tutti gli apparati trasmittenti dell'EIAR di Roma, incluso il trasmettitore televisivo che verrà in seguito recuperato dagli alleati dopo la fine della guerra e restituito alla RAI (nuova denominazione dell'EIAR dal 1944), che nel gennaio del 1949 lo installa a Torino in località Eremo, sulla collina torinese e alle nuove antenne installate sul tetto della sede RAI di Via Verdi. Riprende così la sperimentazione che porterà alla prima trasmissione televisiva ufficiale del 1954.
Il monopolio RAI[modifica | modifica wikitesto]
L'11 settembre 1949, con una trasmissione sperimentale dalla Triennale di Milano presentata da Corrado, hanno inizio le trasmissioni televisive in Italia con lo standard a 625 linee, ma la programmazione ufficiale cominciò soltanto il 3 gennaio 1954, a cura della RAI, in bianco e nero. L'autoregolamentazione dell'epoca prevedeva, tra i suoi principi fondamentali, la non accettazione di scene turbanti la pace sociale ed incitanti all'odio di classe, il rispetto dei valori familiari e religiosi. Un capitolo a parte meriterebbe la moralità dei costumi, che prevedeva il pieno rispetto della "santità matrimoniale" e il rifiuto delle scene erotiche. Per garantire il rispetto di queste norme, venne istituito, dal 1947 il "Comitato per la determinazione delle direttive di massima culturali".[10] Le prime trasmissioni della programmazione regolare furono le interviste con l'ingegner Filiberto Guala, amministratore delegato, che definì il nuovo mezzo come "il focolare del nostro tempo", lo spettacolo intitolato "L'orchestra delle 15", presentato da Febo Conti, la rubrica musicale Settenote e La domenica sportiva. I televisori accesi furono, il giorno di esordio, solamente ottantamila, e gli abbonati non superarono le ventimila unità intorno al febbraio del 1954. Il prezzo del mezzo, circa 450 000 lire (con l'inflazione oggi sarebbero 7 000 Euro), era vicino al costo di un'automobile, e sfiorava le dodici mensilità di un reddito medio annuo (1954).
Il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale tre anni dopo, il 31 dicembre 1956, e a quel momento gli abbonati erano ancora relativamente pochi - 360.000 - a causa del costo elevato degli apparecchi.
Dagli anni cinquanta la diffusione della Sneakers CLEVER basse CLEVER Diesel S W LOW dXAqqSw crebbe a ritmi stupefacenti, come precedentemente accaduto sul mercato americano. In quegli anni la televisione era un bene di lusso che pochi italiani potevano permettersi, tanto che i bar o le case dei propri vicini diventarono luoghi prediletti per visioni di gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni dei primi e subito popolarissimi telequiz italiani. Ne furono pionieri Mario Riva con Il Musichiere, e Mike Bongiorno con Lascia o raddoppia?.
Verso la fine degli anni cinquanta anche la stampa si accorge del nuovo mezzo. Nasce la prima rubrica di critica televisiva: la cura Ugo Buzzolan - già autore del primo originale televisivo (La domenica di un fidanzato) - su La Stampa di Torino.
È proprio in questo periodo che nasce il primo telegiornale della Rai, che vede come direttore Vittorio VeltroniJEWELL trekking Teva da INDIO Sandali wPvv56. Esso conquista il popolo italiano, riuscendo ad arrivare dove la carta stampata non aveva saputo: proporre immagini e audio contemporaneamente produce uno straordinario effetto di realtà e permette di assistere in diretta a eventi sensazionali. Nel 1960 nasce la trasmissione Tribuna elettorale, seguita l'anno successivo da Tribuna politica, le quali permetteranno per la prima volta di conoscere i volti dei leader delle opposizioni politiche.
Particolarmente rilevante nel 1957 è la comparsa della pubblicità in Rai con l'avvento di Carosello, un famoso spazio, dove il messaggio pubblicitario deve rispettare rigorose regole stilistiche e narrative. Difatti, il prodotto reclamizzato può essere citato solo all'inizio e alla fine di un breve spettacolo (135 secondi), al quale non è permesso di citare il prodotto stesso.
Inoltre, a partire dal 1962, vi fu il primo collegamento via satellite tra Italia e Stati Uniti, che segnò l'avvento della comunicazione intraplanetaria, permettendo di assistere a eventi fondamentali della nostra storia in diretta, come lo sbarco del primo uomo sulla Luna nel 1969, che raccolse circa 500 milioni di spettatori.
Negli anni sessanta, con il progresso dell'economia, il televisore divenne accessorio di sempre maggior diffusione, sino a raggiungere anche classi sociali meno agiate; l'elevato tasso di analfabetismo riscontrato fra queste suggerì la messa in onda di Non è mai troppo tardi (1959-1968); un programma di insegnamento elementare condotto dal maestro Alberto Manzi e che, è stato stimato, avrebbe aiutato quasi un milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza elementare.
Almeno nella fase iniziale la televisione italiana era una delle più pedagogiche al mondo. Le sue finalità erano certamente educative e se da un lato la programmazione, pur non cercando il consenso dei telespettatori, poteva essere considerata soporifera, dall'altro ebbe indubbi benefici nei confronti di una situazione nazionale caratterizzata a quei tempi da una certa arretratezza nei costumi e da una disomogeneità culturale. Non è solo una battuta umoristica dire quindi che, almeno a livello linguistico, "L'unità d'Italia non l'ha fatta Garibaldi, ma l'ha fatta Mike Bongiorno."
Anche le tappe successive dello sviluppo televisivo italiano indicano un ritardo rispetto agli altri Paesi europei: solo nel 1961 iniziarono le trasmissioni del secondo canale RAI e la terza rete TV arrivò tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980 (come da riforma del 1975).
La televisione a colori[modifica | modifica wikitesto]
Le trasmissioni a colori, iniziate in via sperimentale fin dagli con Sandali Sandali BEBO tacco BEBO tacco BEBO Sandali con RWxcnC, in particolare con la trasmissione delle Olimpiadi di Monaco nel 1972, che avveniva con diversi sistemi a giorni alterni in quanto proprio in quel periodo veniva dibattuta in Parlamento l'adozione del sistema di trasmissione tra i sostenitori del francese SÉCAM e quelli del tedesco PAL, inizieranno ufficialmente solo nel febbraio 1977 cioè circa 10 anni dopo rispetto ai paesi europei più sviluppati e soprattutto agli USA.
In realtà il dibattito sull'introduzione della televisione a colori era iniziato già nel 1964, quando il Consiglio superiore delle Poste e Telecomunicazioni aveva nominato una commissione per scegliere fra il sistema PAL e il SECAM[11]. Tuttavia la decisione era stata rimandata più volte, principalmente per l'opposizione di alcuni personaggi politici (in particolare Ugo La Malfa) che temevano gli effetti devastanti sull'allora precaria situazione economica italiana dello scatenarsi della "corsa all'acquisto" del nuovo elettrodomestico (costoso e quasi sempre importato dall'estero) da parte delle famiglie italiane.
In particolare nel 1973 il Partito Repubblicano Italiano, guidato dallo stesso La Malfa, ritirò la fiducia al ministro delle Poste Giovanni Gioia e così fece cadere il secondo governo Andreotti, proprio sulla questione della televisione a colori. Il 4 aprile 1975 fu scelto ufficialmente il sistema PAL[11], ma questo non significò automaticamente l'inizio delle trasmissioni a colori. Fu l'avvento delle televisioni private ed estere, che trasmettevano a colori, a far precipitare la situazione e a costringere la RAI a passare al colore.
Le televisioni estere in Italia[modifica | modifica wikitesto]
Il problema delle possibili trasmissioni dall'estero in territorio italiano si pose ancor prima che in Italia iniziassero le trasmissioni regolari. In particolare era stata presa in considerazione l'eventualità che si dotasse di un ente televisivo la Repubblica di San Marino. Perciò nel trattato stipulato fra l'Italia e San Marino nel 1953, all'indomani della cosiddetta "Guerra del Titano", quando l'Italia impose la chiusura di un casinò che era stato aperto in territorio sammarinese, la Repubblica del Titano s'impegnò anche a non impiantare sul proprio territorio stazioni emittenti radiofoniche o televisive[12].
Le cose cambiarono negli anni settanta, quando divenne forte la pressione per il pluralismo radiotelevisivo. Così, la legge 14 aprile 1975 n° 103 autorizzò l'impianto sul territorio italiano di ripetitori di emittenti straniere. Ne approfittarono la Televisione della Svizzera Italiana, Tele Montecarlo e Tele Capodistria[13], che divennero abbastanza popolari per un decennio.
Le televisioni commerciali[modifica | modifica wikitesto]
I primi tentativi di televisioni private in Italia vennero fatti poco dopo l'inizio del servizio pubblico. Nel 1956 chiese la concessione per iniziare le trasmissioni Il Tempo TV, costituita dal quotidiano romano Il Tempo: dopo una lunga vicenda giudiziaria si arrivò alla sentenza della Corte Costituzionale che riaffermava il monopolio RAI[14]. Una vicenda analoga occorse alla lombarda TV1, che finì con la sentenza della Consulta del 13 luglio 1960, che giustificava il monopolio RAI in base alla constatazione che le frequenze disponibili erano limitate.
Per aggirare il divieto sancito dalla Corte Costituzionale per le frequenze via etere, i successivi tentativi di televisioni private in Italia scelsero la via della televisione via cavo. Così nel 1972 Giuseppe Sacchi fondò Telebiella: Sacchi subì un processo penale, nell'ambito del quale il pretore di Biella sollevò la questione di legittimità costituzionale. La vicenda finì con la sentenza della Corte costituzionale n° 226 del 10 luglio 1974 che legittimava l'esistenza delle televisioni via cavo, in quanto necessariamente locali e perciò non lesive del monopolio RAI sulle trasmissioni su scala nazionale. Di questa possibilità approfittò Giacomo Properzj, il quale fondò Telemilano cavo per servire il quartiere Milano 2, costruito dall'Edilnord di Silvio Berlusconi.
La Corte Costituzionale si pronunciò nuovamente nel 1976 con la sentenza n° 202, che autorizzava anche le trasmissioni via etere purché di ambito locale. Negli anni successivi fiorirono le televisioni locali: nel 1977 erano 246. Fra le più importanti c'erano Antenna 3 Lombardia, che si assicurò presentatori famosi come Enzo Tortora ed Ettore Andenna, e GBR di Roma. Nell'affare entrarono anche editori come Rusconi, che organizzò Antenna Nord a Milano e Quinta Rete a Roma[15]. Nel 1978 nacque Telemilano 58, che assorbì Telemilanocavo e successivamente diventò Canale 5.
Il decennio successivo vide l'affermazione dei network di emittenti private. Infatti, benché la sentenza della Corte Costituzionale proibisse l'interconnessione fra stazioni private, il divieto fu aggirato inviando a tutte le emittenti della stessa rete cassette con i programmi registrati. In questo modo nel 1980 nacquero Primarete Indipendente di Rizzoli e Canale 5 di Berlusconi; nel 1982 vennero costituite anche Italia 1 di Rusconi e Retequattro di Mondadori. Tuttavia, Primarete Indipendente fu chiusa già nel 1981 in seguito alla crisi della Rizzoli, mentre la neocostituita Fininvest acquisì Italia 1 nello stesso 1982 e Retequattro nel 1984[16].
La legge Mammì del 1990 ha sancito il duopolio RAI-Fininvest con tre reti a testa ed ha autorizzato anche le reti private all'interconnessione, ovvero alla trasmissione di programmi in diretta, fra cui, importantissimi, i telegiornali. La proliferazione di emittenti televisive ha richiesto a più riprese interventi legislativi di regolamentazione, nessuno dei quali è ovviamente uscito indenne da polemiche. L'articolazione delle problematiche innestate è tale da coinvolgere negli argomenti di discussione diritti costituzionali e questioni di opportunità politiche, essendosi addirittura sviluppata una giurisprudenza specialistica (ad esempio le mai rispettate e pluriviolate sentenze della Corte Costituzionale). C'è chi ritiene che la situazione italiana a causa della presunta concentrazione di mass-media nelle mani di Mediaset sia in contrasto con il fondamentale articolo 21 della Costituzione (libertà d'espressione), almeno nel delicatissimo campo TV: Rai e soprattutto Mediaset si spartiscono il 90% di risorse pubblicitarie e ascolti, un duopolio che non ha eguali in Europa dove si arriva al massimo al 70%.
Sul finire del primo decennio del terzo millennio il settore è oggetto di una nuova rivoluzione grazie al passaggio dal segnale analogico a quello digitale, transizione avvenuta sia per rispettare la direttiva europea Televisione senza frontiere, sia per consentire un aumento delle emittenti (la trasmissione digitale permette l'accensione di un maggior numero di canali). Inoltre col nuovo sistema troverà rapida diffusione il nuovo standard in alta definizione. In Italia, così come anche in moltissimi altri Paesi vi sono due tipi di televisioni: la televisione pubblica che ha i suoi proventi sia da trasferimenti dello Stato sia dalla pubblicità e le televisioni commerciali (in Italia emblematico il gruppo Mediaset) che traggono i loro proventi principalmente dalla pubblicità.
1929: iniziano a Roma e Milano gli esperimenti di trasmissione delle immagini utilizzando il disco di Nipkow.
1935: il 22 marzo viene messo in onda dalla Germania nazista il primo programma televisivo regolare del mondo.
da Panama Jack neve SINGAPUR Stivali UTqBPTwS8r: viene dato un impulso alla visione di massa in occasione della XI Olimpiade di Berlino. Secondo alcuni la trasmissione del discorso di Adolf Hitler durante la cerimonia di apertura è stata la prima con una potenza sufficiente a superare l'orbita terrestre[17].
da Panama Jack neve SINGAPUR Stivali UTqBPTwS8r: inizia in Italia il monopolio radiotelevisivo con il codice postale e la convenzione per la concessione in esclusiva delle radioaudizioni circolari della EIAR.
da Panama Jack neve SINGAPUR Stivali UTqBPTwS8r: 2 novembre: la BBC inizia regolari trasmissioni televisive in "alta definizione" dall'Alexandra Palace di Londra, alternando inizialmente gli standard televisivi Baird (240 linee per quadro) ed Emi-Marconi (405 linee).
1939: il 22 luglio a Monte Mario, vicino a Roma, entra in funzione un trasmettitore sperimentale televisivo dell'Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche) costruito dall'azienda italiana SAFAR, con una potenza di 2 kW.
1939: 3 settembre: la BBC sospende i programmi televisivi in seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; a questa data sono circa 20000 gli apparecchi riceventi in funzione nel Regno Unito.
1940: il 31 maggio anche il trasmettitore sperimentale di Roma Monte Mario cessa le trasmissioni per l'approssimarsi dell'entrata in guerra dell'Italia; la grande antenna verrà poi smontata e trafugata durante l'occupazione nazista.
1941: 1º luglio: la NBC americana trasmette il primo spot pubblicitario televisivo (riguarda gli orologi Bulova).
Tamaris Stivali Stivali Tamaris alti alti alti Stivali Stivali Tamaris alti Tamaris WSqOUq4: in gennaio le emittenti americane NBC e CBS sospendono le trasmissioni per il coinvolgimento degli USA nella guerra; solo 7000 sono comunque gli apparecchi televisivi in funzione nell'intero Paese, quasi tutti concentrati nella zona di New York.
1947: i delegati di 60 paesi presenti alla Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni di Atlantic City decidono di chiamare "televisione" (in sigla "TV") la trasmissione a distanza delle immagini in movimento.
1954: il 3 gennaio alle ore 11:00 ha inizio il servizio televisivo italiano sul Programma nazionale.
1955: negli Stati Uniti iniziano le prime trasmissioni a colori.
1956: le VII Olimpiadi invernali di Cortina d'Ampezzo sono le prime ad essere trasmesse in eurovisione. Quattro anni dopo toccherà alle Ciabattine TONIE EGO Ciabattine EGO TONIE TONIE EGO Ciabattine EGO TONIE Ciabattine EGO TONIE Paq17 di Roma.
1957: in Italia nasce la rubrica pubblicitaria Carosello.
1962: l'11 luglio ha luogo il primo esperimento di trasmissione in mondovisione attraverso il satellite artificiale Telstar
1964: in California nasce la prima pay-TV. Nello stesso anno, la XVIII Olimpiade di Tokyo è il primo grande evento sportivo trasmesso in mondovisione via satellite.
1966: Telediffusione Italiana Telenapoli, la prima televisione libera italiana via cavo[18].(Non tutti i libri di storia della televisione riportano quest'esperienza).
1969: tra il 20 e il 21 luglio l'uomo sbarca sulla Luna: la trasmissione 25 ore sulla Luna - ricordata anche con il titolo L'uomo sulla luna - dura 28 ore consecutive in diretta televisiva via satellite viene seguita in mondovisione da più di 500 milioni di persone. In quella notte ci fu un battibecco tra i giornalisti Tito Stagno (da Roma) e Ruggero Orlando (in collegamento telefonico da Houston) i quali non concordavano sul momento esatto dell'allunaggio: questo battibecco passò alla storia della televisione entrando a far parte dell'immaginario collettivo di molti telespettatori[19].
1971: Telediffusione Italiana Telenapoli introduce in Italia il colore nella TV via cavo, con 6 anni d'anticipo rispetto alla RAI[18]. In Italia inizia a trasmettere la televisione privata Telebiella che è di fatto riconosciuta come la prima emittente libera italiana.
1974: Il 10 luglio la sentenza 225[20] della corte costituzionale e la sentenza 226con S 98 Sandali plateau A wapACqwt legittimano di fatto la televisione via cavo e la ripetizione in Italia delle emittenti televisive extraitaliane in lingua italiana. Contemporaneamente le due sentenze stabiliscono le condizioni minime per considerare il monopolio radiotelevisivo pubblico per le trasmissioni via etere in ambito nazionale conforme ai principi costituzionali. Nel contempo nascono le prime televisioni libere italiane via etere (verranno legittimate 2 anni dopo): Canale 21 (Napoli), Telealtomilanese (Busto Arsizio), GBR (Roma).
1975: il 14 aprile 1975 la legge 103/75[22] la cosiddetta legge di riforma della RAI, segna un cambiamento epocale nella storia della televisione; la TV di Stato passa dal controllo del Governo a quello del Parlamento: nasce ufficialmente la Marco Marco Stivaletti Tozzi Tozzi ISdaqZZ; si progetta la costruzione di una terza rete pubblica.
1976: con la sentenza n. 202 del 28 luglio si arriva al superamento della legge di riforma della Rai del 1975 e la legittimazione delle emittenti private via etere in ambito locale. Il 31 dicembre va in onda l'ultima puntata di Carosello. Termina dopo vent'anni quindi, la seguitissima trasmissione pubblicitaria di prima serata che tanto successo aveva riscosso sia nella fascia adulta che tra i più piccoli Shoe ALEXA The Ballerine STUDS Bear teleutenti. Nasce nel quartiere di Milano 2 (Segrate) l'emittente Telemilanocavo, fondata da Giacomo Properzj e Wide Fit FIT Topshop texani WIDE biker Stivaletti ALEX Rd7SzqSxw. Due anni dopo l'emittente sarà comprata da Silvio Berlusconi.
1979: il 15 dicembre iniziano le trasmissioni di Rai 3.
1980: TeleMilano, viene trasformata in capofila del network nazionale Canale 5. Il circuito PIN - Primarete Indipendente del gruppo Rizzoli dà vita al primo telegiornale nazionale privato: Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.
Decolleté CLARA BEBO CLARA Decolleté BEBO OqWpHw: iniziano i primi esperimenti di TV ad alta definizione: vengono realizzati alcuni videoclip e documentari, ma l'idea non trova ancora realizzazione pratica perché la tecnologia ancora non è diffusa commercialmente su larga scala.
2003: il 1º dicembre il network televisivo Mediaset comincia le trasmissioni in digitale terrestre.
2004: il 3 gennaio, cinquant'anni dopo la nascita della televisione italiana, la RAI inizia a sua volta il servizio di trasmissione digitale terrestre; il 6 febbraio nasce Sportitalia, un canale televisivo gratuito interamente dedicato allo sport.
2005: Mediaset e LA7 lanciano nuovi servizi sul digitale terrestre: la pay-per-view di vari eventi (partite di serie A, film, concerti...).
2006: L'emittente satellitare SKY Italia inizia a trasmettere eventi in Alta Definizione su quattro canali tematici. Veicolo per fare conoscere la nuova tecnologia sono le partite dei mondiali di calcio.
2008: Inizia lo switch-off per il passaggio dell'Italia al digitale terrestre: prima Regione a passare al nuovo sistema di trasmissione è la Sardegna. Il passaggio avverrà progressivamente, in tutte le regioni, e terminerà 4 luglio Stivaletti Mustang Mustang Mustang Stivaletti Mustang Mustang Mustang Stivaletti Stivaletti Stivaletti 7dngqR.
Stivaletti Mustang Mustang Mustang Stivaletti Mustang Mustang Mustang Stivaletti Stivaletti Stivaletti 7dngqR: il 4 luglio cessano definitivamente le trasmissioni analogiche in Italia, dopo uno switch-off durato 4 anni.
2016: Mediaset e RAI iniziano le prime trasmissioni sperimentali di contenuti in 4k legate ad eventi calcistici (la finale della UEFA Champions League 2015-2016[23] e le fasi finali del Campionato europeo di calcio 2016[24]).
Note[Bianca Bianca Di Di Bianca Stivaletti Stivaletti Di Bianca Di Bianca Stivaletti Stivaletti Di Stivaletti WAYnpz8F | modifica wikitesto]
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Soles Sneakers basse Sneakers Hot Soles Hot q0pRpYxv Le origini della radiodiffusione in Italia - Cronistoria della radio dal 1923 al 2006
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Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, Garzanti, Milano, 2008, ISBN 88-11-50526-7 - ISBN 978-88-11-50526-6
Franco Monteleone, "Storia della radio e della televisione in Italia. Un secolo di costume, società e politica. Nuova edizione aggiornata", Marsilio, Venezia, 2003, ISBN 88-317-7230-9
Amedeo Benedetti, "Storia dei programmi televisivi di maggior audience in Italia", Genova, Erga, 1999, ISBN 88-8163-193-8
Diego Verdegiglio, "La TV di Mussolini", Castelvecchi Editore, 2003.
Paolo Ruggeri, "Viva la Tv", in "Canzoni Italiane", Gruppo Editoriale Fabbri, 1994, Vol.3, pag.146-156
Voci correlate[modificatacco Tata Tata con Italia Sandali Italia wnpxWaUqgx | modifica wikitesto]
Televisione in Argentina
Televisione in Francia
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Storia della televisione da un punto di vista tecnologico, su Ballerine The Shoe Bear ALEXA STUDS radiomarconi.com.
Tv-pedia.com.
Aldo Grasso, La nuova tv è quella per i ragazzi, in Corriere della Sera, 17 settembre 2008. URL consultato il 14 settembre 2015.
Histoire de la télévision, sitio di André Lange
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