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Timestamp: 2019-12-12 14:55:44+00:00

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art. 27 - Doveri di informazione (2014) - Foroeuropeo
Art. 27 - Doveri di informazione - codice deontologico forense 2014
Art. 27 - Doveri di informazione (1)
3.L'avvocato, all'atto del conferimento dell'incarico, deve informare chiaramente la parte assistita della possibilità di avvalersi del procedimento di negoziazione assistita e, per iscritto, della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione; deve altresì informarla dei percorsi alternativi al contenzioso giudiziario, pure previsti dalla legge. (1)
(1) L’articolo è stato modificato con delibera del Consiglio Nazionale Forense del 23 febbraio 2018 - Modifiche al codice deontologico forense (18A02607) (GU n.86 del 13-4-2018).
Con la predetta delibera del 23 febbraio u.s. il Consiglio Nazionale Forense ha provveduto a modificare il comma 3 e eliminando, dopo la parola “informare”, l’inciso “la parte assistita” e inserendo, dopo la parola “chiaramente”, la seguente frase “la parte assistita della possbilità di avvalersi del procedimento di negoziazione assistita e, per iscritto”. Le modifiche sono entrate in vigore il 12 giugno 2018.
Il testo precedente del comma 3 così recitava: “L’avvocato, all’atto del conferimento dell’incarico, deve informare la parte assistita chiaramente e per iscritto della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione previsto dalla legge; deve altresì informarla dei percorsi alternativi al contenzioso giudiziario, pure previsti dalla legge”.
Avvocato – Norme deontologiche – Violazione doveri deontologici - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 2008, n. 120 Sussiste la responsabilità deontologica dell’avvocato che ometta di informare i clienti in merito al mandato attribuitogli (art. 40 cod. deont.), “non ottemperi alla consegna dei documenti più volte richiesti dai clienti e che non risponda alle richieste del C.d.O. in merito agli esposti presentati contro lo stesso (art. 41 cod. deont.), chieda compensi...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della causa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2016, n. 140 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d. (ora, rispettivamente, 26, 27 e 33...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 38 cdf il difensore di fiducia che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente...
L’omesso adempimento del mandato Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realta' dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della causa Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, cosi' venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d. (ora, rispettivamente, 26, 27 e 33 ncdf). Deve infatti ritenersi che un rapporto fiduciario, quale e' quello...
L’obbligo di (corretta e veritiera) informazione al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147
L’obbligo di (corretta e veritiera) informazione al cliente L’art. 40 CDF (ora, 27 ncdf), nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone in ogni caso una corretta e veritiera informazione a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero. Un rapporto fiduciario quale quello che lega l’avvocato al cliente non puo' certamente tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale del “rapporto fiduciario” proprio consistente nella...
L’obbligo di (corretta e veritiera) informazione al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 L’art. 40 CDF (ora, 27 ncdf), nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone in ogni caso una corretta e veritiera informazione a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero. Un rapporto fiduciario quale quello che lega l’avvocato al cliente non può certamente tollerare un comportamento che violi un...
L’obbligo di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione della sentenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147
L’obbligo di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione della sentenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 Il dovere di correttezza e di diligenza, di cui il dovere di informazione esplicitamente previsto dall’art. 40 c.d. (ora, 27 ncdf) è espressione, impone, anche al difensore d’ufficio, di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione di una sentenza, tanto più se di condanna, mettendolo così in condizione di...
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 215 Commette un illecito deontologico l’avvocato che accetti il mandato e ometta di svolgerlo, dando false informazioni ovvero omettendo di fornirle. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 215...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con...
L’obbligo di dare una informazione completa e vera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83
L’obbligo di dare una informazione completa e vera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83 L’art. 27 ncdf (già art. 40 cdf), nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone una corretta e veritiera informazione, in quanto il rapporto fiduciario che lega l’avvocato al cliente non può tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale consistente nella completezza, compiutezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio...
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 68 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’...
Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 53 Ai fini della condanna disciplinare, la prova della responsabilità dell’incolpato deve essere raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso dell’incolpato ed annullato la sanzione disciplinare comminatagli dal COA di appartenenza...
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 marzo 2014, n. 27 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’...
Il dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2013, n. 218
Il dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2013, n. 218 L’avvocato è tenuto a dare notizie al cliente sullo svolgimento del mandato affidatogli, altrimenti pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del rapporto di fiducia che si deve instaurare tra il professionista ed il suo cliente e, nel complesso, lesivo del prestigio e del decoro dell’intera classe forense. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre...
L’omessa informativa al cliente della necessità di presentarsi a rendere l’interrogatorio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 settembre 2013, n. 161
L’omessa informativa al cliente della necessità di presentarsi a rendere l’interrogatorio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 settembre 2013, n. 161 L’omessa comunicazione al cliente della necessità di presentarsi a rendere l’interrogatorio libero o formale in una causa civile configura violazione dell’art. 40 del Codice Deontologico Forense. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 settembre 2013, n. 161...
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 settembre 2013, n. 144
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 settembre 2013, n. 144 Commette un illecito deontologico l’avvocato che accetti il mandato e ometta di svolgerlo, dando false informazioni ovvero omettendo di fornirle. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 settembre 2013, n. 144 ...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della pratica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 101
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della pratica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 101 L’avvocato è tenuto ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta l’assistito ne faccia richiesta (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense,...
La duplice rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2013, n. 5 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 c.d. (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato...
L’obbligo di informazione (pre)suppone che questa sia vera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 117
L’obbligo di informazione (pre)suppone che questa sia vera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 117 L’art. 40 CDF, nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone una corretta e veritiera informazione a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero, giacché il rapporto fiduciario che lega l’avvocato al cliente non può certamente tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale quale appunto quello...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 182
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 182 L’avvocato è tenuto a dare notizie al cliente sullo svolgimento del mandato affidatogli, ponendo altrimenti in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perchè lesivo del rapporto di fiducia che si deve instaurare tra l’avvocato ed il suo cliente e, nel complesso, lesivo del prestigio e del decoro dell’intera classe forense. (Rigetta il ricorso avverso...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 ottobre 2011, n. 166
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 ottobre 2011, n. 166 Totale assenza di notizie – Violazione – Mancata prova di richieste di informazioni da parte del cliente – Irrilevanza Pur in difetto della prova di richieste di informazioni indirizzate dal cliente al proprio avvocato, viola il precetto deontologico di cui all’art. 40, co. 1, c.d.f. la totale assenza di notizie del professionista verso il proprio assistito durante un...
Doveri di probità, lealtà e fedeltà – Patrocinio simulato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154
Doveri di probità, lealtà e fedeltà – Patrocinio simulato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154 Autentica di firme non apposte alla presenza dell’interessato – Truffa ai danni di Compagnie assicurative – Sanzione disciplinare – Misura Pone in essere un contegno connotato da particolare gravità l’avvocato che svolga attività giudiziale e stragiudiziale nei confronti di compagnie di assicurazione, ottenendo indennizzi per sinistri inesistenti o per danni inesistenti...
Rapporti con la parte assistita – Obbligo di informazione – Omessa restituzione di documenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 settembre 2011, n. 132
Rapporti con la parte assistita – Obbligo di informazione – Omessa restituzione di documenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 settembre 2011, n. 132 Violazione – Illecito permanente – Prescrizione dell’azione disciplinare – Dies a quo – Cessazione della condotta La violazione dell’obbligo di informazione e dell’obbligo di restituzione di documenti di cui agli artt. 40 e 42 c.d.f. configura un illecito disciplinare che ha, indiscutibilmente, natura permanente.Secondo...
Obbligo di informazione – Omessa restituzione di documenti – Violazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 settembre 2011, n. 132 Illecito permanente – Prescrizione dell’azione disciplinare – Dies a quo – Cessazione della condotta La violazione dell’obbligo di informazione e dell’obbligo di restituzione di documenti di cui agli artt. 40 e 42 c.d.f. configura un illecito disciplinare che ha, indiscutibilmente, natura permanente.Secondo principio consolidato, l’azione disciplinare si...
Rapporti con la parte assistita – Inadempimento al mandato – Mancata informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 luglio 2011, n. 108 Viene meno ai doveri di diligenza, dignità, correttezza e decoro della professione forense l’avvocato che non dia corso al mandato ricevuto e ometta di informare il cliente sullo stato della pratica (Nella specie, il ricorrente non aveva mai preso contatti con il cliente in oltre due anni). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bolzano...
Violazione – Illecito disciplinare –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 luglio 2011, n. 115 Sanzione – Sospensione esercizio professione – Adeguatezza – Fattispecie L’atteggiamento indolente mantenuto dall’incolpato nella fase dibattimentale del giudizio dinanzi al COA, l’assenza di qualsiasi tentativo di ravvedimento operoso nei riguardi dei soggetti danneggiati, l’inosservanza del dovere di correttezza e di informazione nei riguardi di un collega, nonché il vano ed ostinato...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione veritiera e corretta - Consiglio Nazionale Forense, decisione n. 112 del 18 luglio 2011
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione veritiera e corretta - Consiglio Nazionale Forense, decisione n. 112 del 18 luglio 2011 Misura – Dovere di riservatezza – Formale cessazione dell’incarico – Irrilevanza L’art. 40 c.d.f., nel disciplinare gli obblighi (o la facoltà) di informazione al cliente, impone in ogni caso una informazione corretta e veritiera, a prescindere dalla virtuale innocuità delle false comunicazioni. Un rapporto fiduciario quale è quello che...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione veritiera e corretta – Misura – Dovere di riservatezza – Formale cessazione dell’incarico – Irrilevanza - Consiglio Nazionale Forense, decisione n. 112 del 18 luglio 2011
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione veritiera e corretta – Misura – Dovere di riservatezza – Formale cessazione dell’incarico – Irrilevanza - Consiglio Nazionale Forense, decisione n. 112 del 18 luglio 2011 L’art. 40 c.d.f., nel disciplinare gli obblighi (o la facoltà) di informazione al cliente, impone in ogni caso una informazione corretta e veritiera, a prescindere dalla virtuale innocuità delle false comunicazioni. Un rapporto...
Rapporti con la parte assistita – Inadempimento al mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 ottobre 2010, n. 116
Rapporti con la parte assistita – Inadempimento al mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 ottobre 2010, n. 116 Obbligo di informazione – Violazione – Omessa restituzione di documenti Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38...
Inadempimento al mandato – Obbligo di informazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 ottobre 2010, n. 116 Violazione – Omessa restituzione di documenti Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d.L’omessa restituzione...
Rapporti con la controparte – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 ottobre 2010, n. 85
Rapporti con la controparte – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 ottobre 2010, n. 85 Dovere di comunicare emissione sentenza di condanna – Difensore d’ufficio in presenza di difensore di fiducia assente – Sussiste Il dovere di correttezza e di diligenza, di cui il dovere di informazione esplicitamente previsto dall’art. 40 c.d. è espressione, impone, anche al difensore d’ufficio, di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione di una...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Violazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 giugno 2009, n. 59
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Violazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 giugno 2009, n. 59 Reiterazione – Sanzione della cancellazione – congruità La violazione dell’obbligo di dare informazioni ai clienti ex art. 40 C.D. e la sua reiterazione nell’ambito di pluirimi rapporti professionali e per di più in un ristretto ambito territoriale deve far ritenere giustificata la gravità della sanzione disciplinare della cancellazione dall’albo degli...
Rapporti con la parte assistita – Richiesta di pagamento compenso per attività professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 dicembre 2008, n. 157
Rapporti con la parte assistita – Richiesta di pagamento compenso per attività professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 dicembre 2008, n. 157 Illecito disciplinare – Insussistenza. Atteso che l’art. 40 sub I, c.d.f. obbliga l’avvocato ad informare il cliente “sulle previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo”, non è ravvisabile l’illecito deontologico consistente nella richiesta al cliente di compensi eccessivi per l’attività svolta,...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Dovere di diligenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 267
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Dovere di diligenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 267 Viola il precetto deontologico dell’obbligo di informazione ex art. 40 C.D.F., oltre i precetti relativi al dovere di diligenza, lealtà e verità cui deve scrupolosamente attenersi il professionista, l’avvocato che ometta di informare la parte assistita del rigetto della domanda ed anzi fornisca alla stessa notizie inesatte circa il rinvio...
Violazione doveri deontologici - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 2008, n. 120
Violazione doveri deontologici - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 2008, n. 120 Sussiste la responsabilità deontologica dell’avvocato che ometta di informare i clienti in merito al mandato attribuitogli (art. 40 cod. deont.), “non ottemperi alla consegna dei documenti più volte richiesti dai clienti e che non risponda alle richieste del C.d.O. in merito agli esposti presentati contro lo stesso (art. 41 cod. deont.), chieda compensi manifestamente sproporzionati dell’...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2007, n. 251
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2007, n. 251 Violazione – Dovere di colleganza e collaborazione – Rapporti con il C.d.O. – Omessi chiarimenti – Illecito deontologico. Viola i doveri di correttezza e lealtà propri della categoria forense il professionista che ometta di riscontrare le numerose richieste di informativa sia telefoniche sia scritte del proprio cliente e che, a seguito della revoca del mandato, ometta...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 145
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 145 Il comportamento del professionista che, contrariamente al vero, riferisca al cliente di avere depositato un’istanza di proroga dello sfratto entro un certo termine, integra violazione dei doveri di correttezza e diligenza, di cui il dovere di informazione, esplicitamente previsto dall’art. 40 del codice deontologico forense, è espressione (nella...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Dovere di diligenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 settembre 2006, n. 62 Viene meno ai doveri di diligenza, dignità, correttezza e decoro della professione forense, in violazione degli artt. 38, 40 e 42 del Codice Deontologico, il professionista che non dia corso al mandato ricevuto, ometta di informare il cliente sullo stato della pratica e non fornisca chiarimenti al CDO sul suo comportamento (nella specie, è...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Dovere di diligenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 settembre 2006, n. 62 Viene meno ai doveri di diligenza, dignità, correttezza e decoro della professione forense, in violazione degli artt. 38, 40 e 42 del Codice Deontologico, il professionista che non dia corso al mandato ricevuto, ometta di informare il cliente sullo stato della pratica e non fornisca chiarimenti al CDO sul suo comportamento (nella specie, è stata...
Rapporti con la parte assistita – Trattenimento somme a compensazione di onorari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 giugno 2003, n. 197
Rapporti con la parte assistita – Trattenimento somme a compensazione di onorari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 giugno 2003, n. 197 Omesse informazioni – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che, non autorizzato, trattenga somme a compensazione di onorari e non dia informazioni alla parte sullo stato della causa e sull’attività svolta. (Nella specie è stata considerata cliente, e quindi avente il diritto all’...
Contestazione dell’addebito – Correlazione con decisione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 99 Richiamo a norme deontologiche diverse – Fatto contenuto implicitamente nel capo di incolpazione – Validità della decisione. La difformità tra fatto contestato e fatto posto a base della sentenza, determinante la nullità della stessa, si ha soltanto quando vi sia stata una immutazione tale da determinare uno stravolgimento della incolpazione originale, mentre non si...
Procedimento disciplinare – Contestazione dell’addebito –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 99
Procedimento disciplinare – Contestazione dell’addebito –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 99 Correlazione con decisione – Richiamo a norme deontologiche diverse – Fatto contenuto implicitamente nel capo di incolpazione – Validità della decisione. La difformità tra fatto contestato e fatto posto a base della sentenza, determinante la nullità della stessa, si ha soltanto quando vi sia stata una immutazione tale da determinare uno stravolgimento della incolpazione...
Rapporti con la parte assistita – Omesso svolgimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 118 Omesse informazioni al cliente – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, perché lesivo del dovere di diligenza, correttezza e probità propri della classe forense, l’avvocato che, dopo aver assunto un incarico defensionale e aver percepito un acconto, non svolga il mandato ricevuto, non informi correttamente i clienti...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza e correttezza – Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 novembre 2000, n. 237 Mancato adempimento del mandato ricevuto – Omesse informazioni al cliente – Omessi chiarimenti al C.d.O. – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e in contrasto con i principi della deontologia forense l’avvocato che non dia corso al mandato ricevuto e ometta di informare sullo stato della pratica e non fornisca...
Rapporti con i colleghi –Omesse informazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 1998, n. 238 Rapporti con la parte assistita – Omesse informazioni al collega corrispondente – Omesso svolgimento del mandato – Omessa restituzione di documenti – Illecito deontologico. L’avvocato che dia false informazioni al cliente e al collega corrispondente sullo stato della causa a lui affidata, che ometta di svolgere il mandato ricevuto e non restituisca titoli e documenti...
Rapporti con la parte assistita –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 dicembre 1998, n. 212 Omesso espletamento del mandato – Omesse informazioni al cliente – Omesse informazioni al collega dominus – Falsità del professionista – Abbandono di difesa – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del dovere di diligenza l’avvocato che ometta di espletare i mandati ricevuti, dia false informazioni al cliente ed al collega dominus sullo...
Rapporti con la parte assistita –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 febbraio 1998, n. 4
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 febbraio 1998, n. 4 Omessa informazione al cliente – Omesso espletamento del mandato – Illecito deontologico. L’avvocato che ometta di dare informazioni al cliente sulla data dell’udienza fissata per l’interrogatorio formale e non produca la documentazione dovuta e non provveda all’espletamento del mandato conferitogli, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante. (...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza e di informativa –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 1991, n. 105 Omessa informativa alle parti assistite di un atto di appello – Censura. L’obbligo di diligenza costituisce uno dei cardini dell’attività professionale e tale diligenza deve estrinsecarsi non solamente nell’opera che l’avvocato svolge in difesa del cliente, ma anche tenendo informato costui di tutti gli eventi di rilievo che si verifichino nel corso della...
Rapporti con i clienti – Dovere di verità, correttezza e diligenza –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 settembre 1989, n. 124 Omessa esecuzione di mandato, notizie false al cliente ed altri addebiti – Sospensione. Il professionista che, ricevuto ed accettato dal cliente mandato ad agire in giudizio con la fiduciaria apposizione di firme in bianco a margine di fogli uso bollo, successivamente non dia corso all’incarico, lasciando così prescrivere i diritti di credito del cliente e...

References: Art. 27

Art. 27
 sentenza 
 sentenza 
 art. 26
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
 art. 26
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 26
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 art. 40
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 art. 40
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