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Timestamp: 2019-08-19 20:26:06+00:00

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Decisioni quadro e artt. 47, 48, § 2, e 53 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
La Corte di Giustizia (Grande sezione), con sentenza del 26 febbraio 2013 nella causa C-399/11, ha dichiarato:
LEGGI DI SEGUITO LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DEL 26 FEBBRAIO 2013 NELLA CAUSA C-399/11, TRATTA DAL SITO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA ...
28 A tale proposito, si deve rammentare anzitutto che, nell’ambito del procedimento ex articolo 267 TFUE, spetta soltanto al giudice nazionale, cui è stata sottoposta la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell’emananda decisione giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze del caso, sia la necessità di una pronuncia pregiudiziale al fine di emettere la propria sentenza, sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte. Di conseguenza, se le questioni sollevate vertono sull’interpretazione del diritto dell’Unione, la Corte, in via di principio, è tenuta a statuire (v., in particolare, sentenza dell’8 settembre 2011, Paint Graphos e a., da C‑78/08 a C‑80/08, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 30 e giurisprudenza citata).
36 È bene ricordare che la suddetta decisione quadro, come risulta in particolare dal suo articolo 1, paragrafi 1 e 2, nonché dai suoi considerando 5 e 7, è intesa a sostituire il sistema multilaterale di estradizione tra gli Stati membri con un sistema di consegna tra autorità giudiziarie delle persone condannate o sospettate, ai fini dell’esecuzione di sentenze o dell’instaurazione di azioni penali, fondato sul principio del reciproco riconoscimento (v. sentenza del 29 gennaio 2013, Radu, C‑396/11, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 33).
49 Per quanto riguarda la portata del diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva e ad un processo equo previsto dall’articolo 47 della Carta nonché dei diritti della difesa garantiti dall’articolo 48, paragrafo 2, della stessa, si deve precisare che, sebbene il diritto dell’imputato a comparire personalmente al processo costituisca un elemento essenziale del diritto a un equo processo, tale diritto non è assoluto (v., in particolare, sentenza del 6 settembre 2012, Trade Agency, C‑619/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punti 52 e 55). L’imputato può rinunciarvi, di sua spontanea volontà, espressamente o tacitamente, a condizione che la rinuncia risulti in modo inequivocabile, che sia accompagnata da garanzie minime corrispondenti alla sua gravità, e che non contrasti con un interesse pubblico importante. In particolare, anche quando l’imputato non sia comparso personalmente, la violazione del diritto ad un equo processo non sussiste allorché egli è stato informato della data e del luogo del processo o è stato assistito da un difensore da lui nominato a tal fine.

References: § 2
 sentenza 
 SENTENZA 
 articolo 267
 sentenza 
 articolo 1
 sentenza 
 sentenza