Source: https://milella.blogautore.repubblica.it/2012/09/02/agosto-inutile/
Timestamp: 2020-08-09 02:44:48+00:00

Document:
Agosto inutile - Toghe - Blog - Repubblica.it
Anche un blog permette di “misurare il tempo”. E l'inutile rincorrersi delle dichiarazioni politiche senza che si giunga a risolvere una questione importante. Come sicuramente sono quelle dell'anti-corruzione (una legge da fare) e delle intercettazioni (una legge da non fare, soprattutto con spirito punitivo e repressivo). Il 13 agosto scrivevo di intercettazioni, prima di tentare una breve vacanza. Sono passate due settimane e siamo sempre lì, a litigare su quella legge. Cicchitto e Gasparri contro il resto del mondo pronti a invocare il bavaglio. Ignorando che le norme già esistono, che il codice già dice quello che si può pubblicare e quando. Se una riforma degli ascolti investigativi non si è fatta è solo perché il compromesso tra chi vuole abolire del tutto questo strumento (il Pdl) e chi vuole salvarlo (gran parte degli altri) è impossibile. Questo è l'unico dato di fatto innegabile.
Post scriptum. La mia idea di blog continua a non coincidere con quella di alcuni lettori. Ma non me ne preoccupo. Non possiamo pensarla tutti allo stesso modo.
Anche un blog permette di “misurare il tempo”. E l'inutile rincorrersi delle dichiarazioni politiche senza che si giunga a risolvere questioni importanti. Come sicuramente sono quelle dell'anti-corruzione (una legge da fare) e delle intercettazioni (una legge da non fare, soprattutto con spirito punitivo e repressivo). Il 13 agosto scrivevo di intercettazioni, prima di tentare una breve vacanza. Sono passate due settimane e siamo sempre lì, a litigare su quella legge. Cicchitto e Gasparri contro il resto del mondo pronti a invocare il bavaglio. Ignorando che le norme già esistono, che il codice già dice quello che si può pubblicare e quando. Se una riforma degli ascolti investigativi non si è fatta è solo perché il compromesso tra chi vuole abolire del tutto questo strumento (il Pdl) e chi vuole salvarlo (gran parte degli altri) è impossibile. Questo è l'unico dato di fatto innegabile.
tisancul 6 settembre 2012 alle 18:26
Redford al Lido
"Lasceremo ai giovani
un mondo marcio"
POVERI I NOSTRI FIGLI E NIPOTI
TUTTO QUESTO PER UN POTERE FATTO
DI UOMINI SBAGLIATI CHE MUOVONO I FILI
DEI POVERI BURATTINI CHE NON POSSONO DIFENDERSI .
IL NOSTRO MONDO DIVENTERA' COME MARTE ..... NON ILLUDETEVI
CORRETE TANTO IN CERCA DI ARRICCHIMENTO QUANDO
DIVENTEREMO TUTTI POLVERE IN UN PIANETA -.......
RIFLETTETE UOMINI INGIUSTI ..............
gentile 6 settembre 2012 alle 19:33
In quel tempo: un dottore della legge volendo giustificare se stesso disse a Gesu': E CHI E' IL MIO PROSSIMO?
IL PdR?, il PdCo? il PdMa? il PdCa?... E Gesu' prese a dire : Un uomo dissendeva da Gerusalemme a Gerico e si
impatte'nei ladroni, che lo spogliarono, lo caricarono di ferite e se ne andarono, lasciandolo SEMIVIVO.
Ora avvenne che un sacerdote passava per la medesima strada: e vistolo , PASSO' OLTRE. Cosi' pure un levita,
arrivato vicino al luogo, vistolo, PASSO' OLTRE. Ma un Samaritano, che passava di la', venne presso di lui : e vedendolo, fu preso da compassione. Avvicinatosi, fascio'le ferite, versandovi olio e vino: e ponendolo nel suo giumento lo condusse all' albergo ed ebbe cura di lui. E il giorno dopo tiro' fuori due denari e li diede all'oste dicendo:
Abbi cura di lui, e quando spenderai di piu' , te lo paghero' al mio ritorno . QUALI DI QUESTI QUATTRO ovvero :
Il Pdr?, il PdCo, il PdMa, il PdCa ti sembra sia stato prossimo a colui CHE SI IMBATTE' NEI LADRONI? .................
Quegli rispose: Colui che gli uso' misericordia, ovvero il samaritano , NON il PdR o il PdCo o il PdMa......................
LA FALSA RAPPRESENTAZIONE DEI MISERICORDIOSI E' AMMISSIBILE E DEL RESTO ANCHE IL RAPPRESENTARE E' UN ISTITUTO DI CIRCOSTANZA CHE APPARTIENE AL CODICE DEL REGIME DI IMPUTAZIONE DELLE CIRCOSTANZE. LA SCUSABILITA' DEL COMPORTAMENTO SUL FATTO VA INTESA COME
IMPLICITA NEGAZIONE DEL DOLO. PER QUANTO UNA PERSONA POSSA AVER AGITO NEGLIGENTEMENTE NEL
NON GUARDARE LA REALTA' , NELL' IGNORARE LA VICENDA E LA CONSEGUENZA COL PASSARE OLTRE SENZA INTERVENIRE, E DISSOCIARSI DALLA RESPONSABILITA' RIMANE, IN OGNI CASO ' REATO PER COLPA'
In altre parole , se chi erra vuole un fatto diverso da quello costituente reato, si ha errore ex. art. 47 ( scusabile)........
se chi erra sbaglia NELLA CONVINZIONE CHE LA CONDOTTA TENUTA NON SIA REATO, si ha errore ex. art. 5 c. p.
NON SCUSABILE. UN REATO , IN OGNI CASO, RIMANE SEMPRE UN REATO LA ' DOVE E' PREVISTA LA RESPONSABILITA' DI COLPA .
Fonte: Errore nella Summa Divisio
Domenico Corradini H. Broussard 6 settembre 2012 alle 20:15
Liana Milella 3 settembre 2012 ore 21.28.
«4. Il ricorso alla Consulta è un passo giuridico. Punto».
Non so se il punto fermo sia sufficiente.
Forse che non c’è passo giuridico e passo giuridico?
Forse che un passo, pur se giuridico, è sempre un passo su solido terreno?
Traducendo dal giuridichese in un più orecchiabile italiano: Napolitano chiede che la Corte dichiari che la procura di Palermo deve distruggere quelle intercettazioni telefoniche causali tra lui e Mancino.
Ancora Liana Milella 3 settembre 2012 ore 21.28.
«2. I pm di Palermo hanno valutato come processualmente irrilevanti le conversazioni e le hanno messe da parte in un fascicolo diverso da quello della trattativa. Non le hanno distrutte, perché non potevano farlo da soli. Non posso neppure immaginare peraltro che canea si sarebbe scatenata se lo avessero fatto».
Giusto: per distruggere quelle intercettazioni bisogna passare per il gip in contraddittorio tra le parti.
Una canea massmediatica e basta o anche l’ipotesi di un reato?
L’Avvocatura dello Stato vuole che la Corte induca la procura di Palermo a commettere un reato?
Ringrazio la Capitana della Nave per la riposta che vorrà darmi: in punto di diritto, però, se possibile.
Capitana della Nave è un’espressione che ho usato altre volte e Liana Milella con me non se l’è presa mai per questo, e per quelli che con me continuano a prendersela seguo un consiglio ricevuto qualche giorno fa: «Non tutti sono come te, non hanno argomenti, manifestano il disappunto come possono...lasciali fare... ».
Ugo Bassi 7 settembre 2012 alle 07:09
lei è decisamente fastidioso. Adesso anche con Milella ? Certo che chi ha scritto un similè ricorso è proprio incompetente, Peccato che Napolitano non abbia pensato di avvalersi del suo intelletto, eppure è talmente notoria la sua fama di supesperto del tutto e unico detentore del Verbo. Bastava che leggesse Toghe!
Ei fu 7 settembre 2012 alle 07:31
Gigas del 3 Settembre
" Comunque resto della mia idea e sono disposto, per far gioire Ei fu, che di marmo e folgori, lascia alquanto a desiderare, a non scrivere più sul blog."
Guarda che ti sbagli proprio, a me sei simpatico nelle tue divagazioni e cripticità.
Io non gioisco quando qualcuno abbandona il blog, solo se il luminare abbandonasse la sua prosopopea e la smettesse con il suo spropositato e vanaglorioso Ego di seminare zizzania e gettare discredito su tutto e tutti e su quel poco che ci è rimasto in cui credere, ti confesso, allora si ne gioirei. Ciao
maria r. 7 settembre 2012 alle 07:36
@ marco 6 settembre 2012 alle 09:01
Condivido i "suoi" quesiti e le osservazioni molto eloquenti che ribadiscono alcuni "passaggi" delle richieste di Mancino e successivi e\o seguenti "interventi" che il Quirinale attivò pro-Mancino preso altri soggetti ed altre sedi per soddisfare la RICHIESTA di TUTELA (sapeva di aver dichiarato il Falso, ma non sapeva di essere soggetto ad intercettazione su autorizzazione del Gip)
E veniamo al merito. Marco scrive:
-"(1)Citare le ex cariche ricoperte non cambia la sostanza della questione: (2) Napolitano si attivò sul PG che a sua volta chiese a Grasso, è vero o non è vero?"
1) Alla domanda fatta dal gionalista M.Lillo (esiste la registrazione) a D'Ambrosio "Come mai il Colle si fosse attivato pro-tutela Mancino", la buon'anima rispose pressappoco così :"Ad un uom di tale sorta non si poteva dire di no" (E aggiungo io:-"chissà quante volte Mancino a richieste precise altrui aveva "chinato la testa e chiuso gli occhi!"). Qualcun altro ha perfino definito Mancino "uomo di rango!" - a significare che non era un semplice cittadin che chiedeva protezione al Colle , come se le leggi per gli "uomini di rango" non fossero uguali per tutti, ma sono "a parte", ovvero, questa è la prova che essi godono di un trattamento speciale(così è accaduto!)
Infatti Lei scrive, e così è :- "E’ vero o non è vero che la buon anima del d’ambrosio dice “s’è preso a cuore la questione”?
E "chi si prese a cuore la questione" scrisse una lettera al PG chiedendo una collaborazione\ concertazione delle indagini delle tre procure - che era stata già chiesta l'anno prima! (smemorato, ma "repetita NON juvant!)
2)" Napolitano si attivò sul PG che a sua volta chiese a Grasso, è vero o non è vero?"
Non su di un solo PG, ma su due PG, che nell' incontro speciale (19 giugno 2012) venne prospettata a Grasso la richiesta di "avocazione" - alla qualcosa Grasso escluse di averne i poteri (che ora il 2° PG "nega" di averla proposta, ma Grasso, ormai l'ha detto!")
3) Lei , sig. Marco, domanda legittimamente :
-" Da cittadino e non suddito vorrei capire che uso stia facendo della Istituzione “Quirinale”, l’uomo che la occupa pro-tempore: è normale chiedere favori o interessamenti in via privata al Presidente?"
Cosa c’è di così disdicevole in quei nastri che ci si ostina a non volerne rivelare il contenuto?
NAPOLITANO, DICCI CHI SEI!?
E' quello che i cittadini come Lei , me e tanti altri, ci siamo chiesti , non avendone ancora avuto una civile e democratica risposta.
"Quo husque tandem , Neapolitano, habutere patientia nostram?".
E noi abbiamo tutta la pazienza di attendere una risposta.
La saluto distintamente .
Augusto Tirabassi 7 settembre 2012 alle 08:06
gentile Milella, adesso che è finita anche lei nel vortice di scarico del lavandino, si decide a mettere questo auspicato tappo?
Rino Formigli 7 settembre 2012 alle 08:51
" Prof. ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e presso il Dottorato «I problemi civilistici della persona» della Facoltà di Economia dell’Università del Sannio-Benevento. Avv. patrocinante in Cassazione."
" Disobbedire, disobbedire, disobbedire contro lo scudo mediatico-giudiziario. E senza attendere che il presidente della Repubblica o la Corte Costituzionale o la Corte di giustizia dell’Unione europea si pronuncino. Disobbedire, disobbedire, disobbedire.
Non ho alcun timore d’andare in prigione. Perciò, lascio il mio indirizzo di residenza: Dimora del Vento – Via Sant’Ilario 5, 56021 Càscina [Pisa]. E il mio indirizzo di posta elettronica: dchb@libero.it. E il mio numero di telefono: 050-744288. Per il numero di cellulare, mi spiace. Non possiedo un cellulare."
Ma quanto è buono lei a lasciarci fare a noi poverini senza argomenti.
E si potrebbe mai dialogare con chi è convinto di essere l'Olimpo ? Ci ha provato Messina, ci ha provato Alfonso, ci ha provato Gae, Adrio e non so quanti altri. Risultato: Offese e villanie ( per tutti valga uno scritto a Messina da querela, è ancora negli archivi del blog ).
Veda se invece di lasciarci fare ci può lasciare in pace e se proprio deve esternare c'è sempre Giove o qualche dio minore sicuramente disposto ad applaudirla.
tisancul 7 settembre 2012 alle 15:58
UN'ITALIA DI TASSE
Pressione fiscale al 55%: ecco la civiltà di Monti
Il premier: "Guerra di civiltà contro gli evasori". Ma tra debiti, accise e Fisco ingiusto è lo Stato ad essere nemico degli italiani
Gli amici banchieri in coro: "All'Italia serve il Monti-bis"
UNO STIVALE CADUTO NELLA MER...................A
CON DENTRO IL FORMICAIO ITALIANO .................
NESSUNO CI PUO' SALVARE DA UNA APPARENTE
DEMOCRAZIA .....................MEGLIO DIRE : REGIME .
tisancul 7 settembre 2012 alle 16:07
UN BLOG PIENO DI LITI DI QUARTIERE !
SIGNORI SIATE PIU' DEMOCRATICI .
IL POVERO POPOLO ITALIANO HA
UNA MAREA DI PROBLEMI E VORREBBE
CHE UOMINI GIUSTI E CAPACI LO GOVERNASSERO
CON GIUSTIZIA E VERA DEMOCRAZIA .
QUESTO BLOG MERITEREBBE MAGGIORI
ATTENZIONI PER IL POPOLO ITALIANO
PER DARGLI PIU' CIVILTA' E VERA DEMOCRAZIA
NON CERTAMENTE LEGGERE LITI DI QUARTIERE .
RISPETTO E BUON SENSO . SPERO CHE QUESTO APPELLO
SIA ASCOLTATO ALMENO DA UNA PERSONA ANZIANA .
Domenico Corradini H. Broussard 7 settembre 2012 alle 16:40
E hanno ragione, gentile dott. Milella, e sono «decisamente fastidioso», e la mia «fama di superesperto del tutto e unico detentore del Verbo è talmente notoria» che scrivere anche pochi righini sul suo blog è inutile, e hanno ragione, e sono «convinto di essere l’Olimpo», e altro non mi riesce di dire se non «offese e villanie», e ora ho messo «anche lei nel vortice di scarico del lavandino», e hanno ragione, e se vuole le mando un idraulico per l’«auspicato tappo», ed è che mi tappano la bocca, e lei, gentile dott.sa Milella, forse non se n’è accorta, e ce l’avrebbe lei un cerotto nuovo da mandarmi siccome il mio sulla mia bocca si sta consumando o preferisce mandarmi una ghigliottina casereccia perché io sia boia di me stesso?
E da me, gentile dott.sa Milella, lei ha tenuto a «dissociarsi» qualche volta, e da questi signori suoi commentatori, che argomenti non possiedono e solo commentano per insultarmi, lei non si «dissocia» mai?
E faccia come crede, gentile dott.sa Milella, e per favore passi su al mio commento precedente come se non le avessi posto alcuna domanda, e il blog è suo, e io non c’entro.
Rino Formigli 7 settembre 2012 alle 18:08
Per maria r e Marco
"Quo husque tandem , Neapolitano, habutere patientia nostram?”
Bisognerebbe almeno avere le credenziali di un minimo di cultura o quantomeno la disposizione alla ricerca prima di avventurarsi in citazioni e scritti. Povero Cicerone e poveri noi. Conosce almeno la differenza tra suddito e cittadino e quali i diritti, i doveri e il contenuto del rapporto giuridico tra cittadino e Stato. Approfondisca prima di scrivere e non correrà più il rischio di far sussultare Cicerone e noi.
"NAPOLITANO, DICCI CHI SEI!?"
Che dire a uno che si rivolge alla massima carica dello Stato con un linguaggio da stadio?
Nulla perché non capisce che offende anche se stesso.
kalidasa 7 settembre 2012 alle 19:38
Qui in Italia nessuno vuole prendersi della responsabilità anche se colti con le mani in pasta.Comunque è prassi sfuggire,cercare di mentire.Il Presidente Napolitano,intercettato in modo indiretto,dal momento che si intercettava l'ex ministro Mancino per la nota e triste vicenda compromesso Stato -anti stato non si è proprio comportato bene asserendo che nessun diritto poteva accampare la Procura di Palermo circa indagini e intercettazioni riguardando il Colle salvo poi correggersi che bisogna fare chiarezza sulla vicenda.Con tutto il rispetto che si può provare per il Presidente,nel momento giusto poteva anche mettere dei paletti ben precisi e non adesso invocare leggi bavaglio, o leggi contro intercettazioni che tanto comodo fanno a coloro che più di qualcosa vogliono nascondere.Ma voglio dire che prima della nostra Carta Costituzionale che garantisce il Presidente della Repubblica c'è la ricerca della verità e poi,ma lasciamoli lavorare in pace i Magistrati e i Giudici.
Gigas 7 settembre 2012 alle 19:55
Lo dicevo in questo senso. Non si può strumentalizzare chi non c'è più.
Dopo sette mesi di blog, a sentire sempre le stesse cose , stanca, non nel senso di lasciarsi prendere per stanchezza...Le cose sono belle ed interessano se sono almeno una qualche verità, e riescono a farti rimanere con i piedi per terra. Prendersi troppo sul serio, non aiuta a volare.
Liana Milella 7 settembre 2012 alle 20:27
1. Continuo a considerare il conflitto del Colle un passo giuridico. E basta. In un Paese normale, e non drogato fino all'esasperazione dalla mania dietrologica, il passo del Quirinale vale per quello che è: il capo dello Stato è convinto che le sue intercettazioni debbano essere buttate in quanto illecite in sé. Quindi, in presenza di un comportamento diverso, ha adito la Consulta. Vedremo come si pronuncerà.
Liana Milella 7 settembre 2012 alle 20:29
maria r. 8 settembre 2012 alle 01:42
@ Liana Milella 7 settembre 2012 alle 20:27
1. Continuo a considerare il conflitto del Colle un passo giuridico. ....." il capo dello Stato è convinto che le sue intercettazioni debbano essere buttate in quanto illecite in sé. Quindi, in presenza di un comportamento diverso, ha adito la Consulta. Vedremo come si pronuncerà.
2. Quanto ai pm di Palermo se avessero distrutto le intercettazioni avrebbero violato il codice
pur non avendo mai insultato nessuno nè penso di aver usato un "linguaggio da stadio" ( Al citato “Quo husque tandem , Neapoli... habutere patientia nostra(m)?”- lungi da me dal dare valore di invettiva, ma noleva essere una semplice interiezione e\o esclamazione- ma così non è stato), ho cercato di esprimere il mio pensiero sempre documentando con fatti e leggi di mia conoscenza, citando le fonti a cui attingevo , sempre approfondendo con quanto avevo a mia disposizione e che , molto spesso, non veniva mai smentito.
Mi permetta con i miei modesti mezzi di comprensione di chiederLe:
1) Si motiva il passo giuridico del Colle in merito al sollevato "conflitto di attribuzione" presso la Corte in quanto :"...il capo dello Stato è convinto che le sue intercettazioni debbano essere buttate in quanto illecite in sé. Quindi, in presenza di un *comportamento diverso*, ha adito la Consulta. Vedremo come si pronuncerà."
- Chiedo: - forse in passato o in altra situazione- qualcuno ha avuto un "comportamento diverso" : Da chi? Ed in base a quale legge? E quale comportamento avrebbe dovuto avere la Procura di Palermo se non quello previsto dalla legge, ovvero al Punto n°2 che Lei stessa definisce corretto quando scrive:
2)- Se i pm di Palermo se avessero distrutto le intercettazioni avrebbero violato il codice.
Purtroppo, e spero che Lei ne sia a conoscenza, " l’Avvocatura dello Stato ha chiesto alla procura di Palermo la distruzione delle intercettazioni telefoniche tra Mancino e Napolitano"- cosa impossibile da farsi , in quanto i Pm di Palermo avrebbero " violato il codice", ma che l'Avvocatura ha chiesto di fare e per fortuna la procura di Palermo si è rifiutata di fare, dato che per legge solo il giudicante e non un pubblico ministero può procedere in contraddittorio alla distruzione delle intercettazioni.
Così è scritto nel testo dell'Avvocatura alla Corte:
“É evidente che si debba ritenere la inutilizzabilità e procedere alla distruzione immediata del testo intercettato, ai sensi dell’art. 271 Cpp”.
Ma si cita l'art. 271 che riguarda le telefonate illegali (e quelle di Palermo sono legittime: l 'intercettato era Mancino, e le sue intrcettazioni erano state autorizzate dal Gip) o quelle captate fra l’indagato e il suo legale, escluso comunque il caso che costituiscano “corpo del reato”, la procedura di distruzione è comunque affidata al “giudice” e mai al “pm”. Invece l’Avvocatura si fa scudo di quella norma, prevista per casi tutt’affatto diversi, per chiedere alla Consulta di intimare “alla Procura” l’“immediata distruzione delle intercettazioni telefoniche casuali del Presidente”. Una sorta di istigazione, alla Corte e ai pm, a violare la legge."
In poche parole, si chiedeva ai Pm di Palermo di violare la legge, mentre a tale richiesta, il 6 luglio, il Procuratore Messineo aveva avvertito l'Avvocatura che avrebbe chiesto al Gip di distruggere le registrazioni ancora intonse delle telefonate, "osservando la legge" . Ma pare che proprio questo il Colle non voglia che si faccia.
Comprendo che questo sia un incidente delicato e particolare, avvolto anche da un dispiacere per l'improvvisa morte di D' Ambrosio, e per di più che tocca un'indagine sulla quale è d'obbligo fare chiarezza e venirne a capo.
Se rispondere alle telefonate di Mancino poteva costituire da parte del Colle un semplice atto benevolo di “educazione” e di ascolto, attivarsi ed adoprarsi al fine di raggiungere obiettivi che parrebbero non proprio tanto nobili, anzi ostativi e compromessivi, perfino di ostruzione alle indagini, non è cosa poi molto nobile anche se il richiedente era un “uomo di rango” – politico per eccellenza - ma accusato di falsa testimonianza e per questo sottoposto ad intercettazione.
Il Quirinale non avrebbe dovuto attivarsi, ben sapendo che non solo non rientrava nelle sue funzioni, ma era sconveniente ai fini dell’inchiesta sulla Verità delle Stragi.
C'è solo da sperare che si faccia pieno chiarimento sulle modalità previste dalle leggi vigenti, altrimenti s'invochi un " Lodo" sostenendo ed affermando che : - Il PdR parlava con Mancino nell'esercizio delle sue funzioni".
Grata a Lei per lo spazio che questo Libero Blog offre a tutti coloro che sono desiderosi di capire e di crescere come cittadini consapevoli del diritto e delle leggi vigenti, sperando sempre in una corretta applicazione.
Domenico Corradini H. Broussard 8 settembre 2012 alle 12:07
Liana Milella 7 settembre 2012 ore 20.27: «@ per Corradini».
La sua risposta, forse perché solo «in punto giornalistico» come se un giornalista che si interessa di cose giudiziarie non potesse rispondere anche «in punto di diritto», non mi convince.
Il punto 1 è afflitto da quella logica tautologica che è uno dei massimi esempi dell’anticognitivismo: (a.) premessa maggiore, ogni potere dello Stato può sollevare un conflitto d’attribuzione davanti alla Corte costituzionale; (b.) premessa minore, il presidente della Repubblica è un potere dello Stato; (c.) conclusione, il presidente della Repubblica può sollevare un conflitto d’attribuzione davanti alla Corte costituzionale. E con questo? E le pare questo un ragionamento? A me non pare. E a me pare che questo sia un falso ragionamento, perché la conclusione è già contenuta nella premessa maggiore e non a caso il «termine medio» nella premessa maggiore compare come «soggetto» e nella premessa minore come «predicato».
Il punto 2 conferma che il «petitum» del ricorso predisposto dall’Avvocatura generale dello Stato non sta né in cielo né in terra né in altro luogo, e se in qualche luogo sta è nel luogo dell’istigazione a commettere un reato che sta.
Capisco che il blog è «suo» e che lei lo comanda a tal punto da dire «punto» o «basta» o «punto e basta» quando le conviene. E però la risposta che mi ha dato non la capisco, non capisco il suo rifiuto di argomentare «in punto di diritto».
E va bene così, e mettiamola così: non è il «suo» blog che ci colpa, ci colpo io.
Contenta? Contenti i signori suoi commentatori, che argomenti non possiedono e per insultarmi commentano ammesso e non concesso che un insulto faccia un commento? Contenta che da loro lei non si è «dissociata»?
Da Wittgenstein, «Tractatus logico-philosophicus», 7: «Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen». E da Bach, 195: «Dem Gerechten muß das Licht».
Ich wünsche Ihnen eine gute Navigation. Ich ruhe auf meinem Atoll.
Alfonso 8 settembre 2012 alle 13:13
@Torquemada il Clemente (8,8,12, h. 12,49); maria r (21.8, h. 13,08); Ugo Bassi (7,9, h. 7,09); Augusto Tirabassi (7,9, h.6,06); Rino Formigli (7,9, h. 8,51); Ei fu (7,9, h. 7,31) ed altri, cioè anche gli assenti gae, adrio, gallo, luca, ecc.
VENTI ANNI DOPO: QUALI LE PERSISTENTI RAGIONI DEL DEPISTAGGIO SULLA TRATTATIVA STATO-MAFIA E LE DEVIAZIONI SUL LIVELLO POLITICO? LA VERITA' SI FA STRADA LENTAMENTE. FINALMENTE LA PRIMA PUBBLICAZIONE DI UNA INTERCETTAZIONE (ILLECITAMENTE DISPOSTA ED ILLEGALMENTE ACQUISITA SENZA INCRIMINARE CHI HA CONTINUATO A REGISTRARE QUANDO COMPARE LA VOCE DEL PdR) CI AIUTA A CAPIRE I RETROSCENA DI UNA MANOVRA CONTRO IL COLLE CHE VIENE DA LONTANO (MA CHE HA TROVATO SEMPRE SINTOMATICHE ANTICIPAZIONI SUL NOSTRO BLOG). LA CORRETTEZZA E LA NON RICATTABILITA' DEL PdR (RISPETTO AGLI "AUTENTICI FALSI" DELLO SCOOP-BUFALA DI PANORAMA) CONFERMATA DA TUTTI I MAGISTRATI. DOPO I RICONOSCIMENTI DI TUTTI I MAGISTRATI PALERMITANI DA MESSINEO AD INGROIA, NAPOLITANO INCASSA ANCHEQUELLA DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, PIERO GRASSO, CHE HA RICONOSCIUTO, CHE MAI NAPOLITANO, ANCHE QUANDO L'HA INCONTRATO, NON GLI HA MAI PARLATO DELLA QUESTIONE. IL PUNTO DOLENTE E' INVECE PROPRIO L'INERZIA DEL COORDINATORE DELLE TRE INCHIESTE DI FIRENZE, CALTANISETTA E PALERMO, E CIOE' GRASSO, CHE INVECE DI SOLLECITARNE L'UNIFICAZIONE, SI E' TRINCERATO DIETRO LA TESI DELL'UNIFORMITA' DELL'INDIRIZZO INA BASE ALLA TESI PARADOSSALE CHE " TRATTARECON LA MAFIA NON E' UN REATO" (VERA FINO AD UN CERTO PUNTO ED ENTRO CERTI LIMITI AMPIAMENTE TRAVALICATI COME SOTTOLINEATO DA E. SCALFARI), QUASI SE NON VI FOSSERO STATE CONTROPARTITE ECCESSIVE, ED, ALL'INTERNO DELLE STESSE, ANCHE consentiti GLI OMICIDI DI DALLA CHIESA, FALCONE E BORSELLINO. ED E' SU QUESTO PUNTO - COME HA DICHIARATO IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA BEPPE PISANU - CHE SIAMO BEN LONTANI DALL'AVVICINARCI ALLA VERITA',SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA LE RESPONSABILITA' DEL LIVELLO POLITICO.
prima di passare ad altro pezzo, la coda polemica sviluppatasi sul blog, in attesa della relazione della Commissione antimafia, del verdetto della Consulta sul conflitto di attribuzione, e le prime valutazioni del GUP nell'udienza del 18.10 p.v., mi inducono a porre ed a pormi una serie di domande. Ovviamente la questione è così complessa e la materia tanto delicata che nonostante la conferma di quanto da me già detto nei precedenti interventi, non è possibile esaurire l'oggetto presente nel breve giro di un post. Dico solo che nel "passo giuridico" del ricorso, il Presidente Napolitano che, nell'"esercizio della sue funzioni", svolge la sua attività soprattutto mediante il telefono (dal concorso alla nomina di Draghi alla formazione del governo Monti, ecc.) ha contestato solo l'intercettazione di telefonate casuali ed indirette, ma anche di "dirette", e l'uso processuale delle stesse, quasi che norme del c.p.p. possano anteporsi ad una norma costituzionale ed alla legge che ne disciplina l'interpretazione e l'applicazione, ma non si è mai illuso, come non si può illudere qualsiasi Capo di Stato, che le stesse non possano essere intercettate anche da servizi segreti (in quanto non immaginabili da parte della magistratura, specialmente quando non ravvisa alcun elemento penalmente rilevante, configurabile come attentato alla Costituzione ed alto tradimento, od alcun addentellato con l'oggetto del processo) e che le stesse non possano finire sulla stampa. La verità si fa strada lentamente, Adesso noi comuni mortali possiamo comprendere il senso dello stillicidio di insinuazioni e sospetti, anche in sede parlamentare da parte di A. Di Pietro, e la reazione del Colle con una nota ufficiale di alcuni mesi fa che sfidava a sollevare nelle forme di legge l'impeachment (caldeggiato sul nostro blog solo dal luminare), e quindi a pubblicare questo materiale. Omnia munda mundis! Quindi la campagna contro il Quirinale sulla linea Ingroia,Travaglio, Di Pietro, Grillo, e per riflesso sul nostro blog, ha avuto una lunga incubazione, e più sarà reso pubblico questo materiale illecitamente intercettato e raccolto, più uscirà rafforzata la correttezza del P.d.R.. La realtà è un'altra. Uno degli scandali giudiziari più grandi era proprio la mancata unificazione delle tre inchieste di Firenze, Palermo e Caltanisetta, tanto che il CSM venne investito della questione della possibile "applicazione" di Ilde Boccasini in quanto come P.M. di Caltanisetta era stata la prima ad intuire la strada sbagliata impressa alle indagini e sulla non credibilità di un pentito. Ho già citata la perspicace analisi di Lino Jannuzzi, ma la questione della imprescindibile unificazione dei tre procedimenti era stata già posta pubblicamente da E. Macaluso, quando era ancora direttore del RIFORMISTA. La prima telefonata di Mancino, ex V. Presidente del CSM, a D'Ambrosio non era altro che un aggiornamento sullo stato della questione e l'informazione che di ciò aveva investito - tramite telefonata- il Procuratore Generale presso la S.C.. Cioè veniva in qualche modo implicitamente messo in mora il Coordinatore delle tra indagini sulla base di una presunta uniformità d'indirizzo, basata appunto sulla sconcertante tesi, pubblicamente teorizzata da Ingroia, che "trattare con la mafia non è un reato", quasi non vi fossero state
contropartite dall'arresto di Riina e la mancata immediata perquisizione del suo covo, la protezione a Provenzano, mentre si progetta l'omicidio di Falcone e Borsellino, la scadenza ed il mancato rinnovo di oltre 400 provvedimenti di 41 bis fino alla chiusura delle carceri di massima sicurezza dell'Asinara e di Pianosa. quasi come un alleggerimento del carcare duro per quelli che che non erano entrati nella clemenza del Ministro di Giustizia, ex Presudente emerito della Consulta, prof. G. Conso, come nelcaso diTotò Riina. Ognuno di questi passaggi dovrebbe esere esaminato analiticamente nel contesto del filo rosso di una strategia globale di copertura della verità e di continuazione tacita della trattativa. Sarei ben lieto di poterlo fare uno alla volta su domande di altri commentaori. Comunque nel riservarmi di continuare desidero rinnovare, visto che è nata una polemica sul luminare, una postilla già fatta in replica ad un post di maria r., a me indirizzato (21.8.12,h. 13,08). Maria r., da me sempre stimata per la sua continua battaglia contro le omissioni, gli abusi e gli strafalcioni di P.M. superficiali o mossi da protagonismo mediatico, sicuro che con la sua onestà intellettuale farà finalmente ammenda di un suo errore risponderà. Infatti avendo io sottolineato che il conlitto di attribuzione era stato considerato come la via obbligata, ed anzi per alcuni la "strada maestra", da ben 8 Presidenti emeriti della Consulta, ed avendo citato in particolare Valerio Onida, maria r., sperando di cogliere una contraddizione in me e persino nello smemorato Onida, citò la sentenza della Corte costituzionale, 26.5.2004, n. 154, relatore Onida e Presidente Zagrebelski che non ci azzeccava affatto. Infatti si trattava di un ricorso di Cossiga che, nel momento in cui imperversara come picconatore, aveva offeso il sen. Flamigni ed un altro, ed intendeva da ex Presidente ricevere il conforto dalla Consulta. Siccome in questa sentenza si parla di inammissibilità del ricorso, non rientrante nel conflitto di attribuzione, e Zagrebelski nel sottolineare l'inopportunità del ricorso di Napolitano in quanto non ha alcun precedente nella giurisprudenza della Corte, l'ha sonoramente smentita. Il bello è che a ruota il luminare (D.C. 23.8.12, h. 06,22) non solo fa propria questa sentenza che non ci azzeccava affatto, ma ne cita un'altra, aggiungendovi la sentenza della Corte costituzionale del 17-7-2007, n. 290, raddoppiando l'errore,non spero in queto caso di ricevere risposta. Tutta questa vicenda è connotata dal delitto dell'inganno teso a persone di buona fede ed a omini di media cultura antropoligica, per coprire i vuoti delle indagini, con una campagna contro il Quirinale.Per fortuna sul nostro blog si sono aggiunti anche altri da Augusto Tirabassi a Ugo Bassi e Rino Formigli che hanno ritenuto nonpotabili questi intrugli.
maria r. 8 settembre 2012 alle 19:16
@d Alfonso 8 settembre 2012 alle 13:13
“…..ED E’ SU QUESTO PUNTO – COME HA DICHIARATO IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA BEPPE PISANU – CHE SIAMO BEN LONTANI DALL’AVVICINARCI ALLA VERITA’,SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA LE RESPONSABILITA’ DEL LIVELLO POLITICO.”
Egr. sig. Alfonso ,
La ringrazio per la stima manifestata nei miei confronti che ricambio.
Mi dispiace di non poter essere all’altezza di confutare e\o controbattere ai tanti fatti e personaggi da Lei citati, anche perchè richiederebbe veramente molto tempo, cosa che non mi posso permettere. Seguire la narrazione dei fatti e la loro scansione non mi è di aiuto poichè ricoprono più di un ventennio essendo avvenuti in più luoghi, in situazioni e con modalità diverse. Me ne scuso.
Più facile, come uso fare, considerare pochi fatti in situazioni più dettagliate e con riferimenti più immediati.
Mi limiterò, quindi, a prendere in esame solo la “sua” affermazione sopra riportata e confrontarla con quanto invece lo stesso Pisanu ha preannunciato in questi giorni circa il contenuto della bozza della relazione conclusiva , 100 pagg. a firma del presidente stesso: Beppe Pisanu.
*** La relazione (dell’Antimafia sulla Trattativa) è in linea con le accuse della Procura di Palermo***
Una prima bozza della relazione conclusiva, un centinaio di pagine a firma del presidente Beppe Pisanu, esiste già, e certifica una volta di più l’esistenza storica della trattativa tra i capi di Cosa Nostra e pezzi dello Stato, non omette il ruolo del senatore Marcello Dell’Utri in quei contatti e le circostanze siciliane della nascita di Forza Italia. E, infine, individua responsabilità di uomini politici, ben precise e circostanziate, a cominciare dagli imputati al processo di Palermo che comincerà il 29 ottobre con l’udienza preliminare.
Il lavoro della commissione Antimafia – teso all’accertamento del ruolo di esponenti delle istituzioni nei fatti relativi alle stragi del ’92-’93 e della trattativa Stato-mafia – è giunto quasi alla conclusione: coincide pressoché perfettamente con le tesi d’accusa della Procura di Palermo. E ricalca anche quanto già scritto nero su bianco nella sentenza con cui la Corte d’Assise di Firenze ha condannato all’ergastolo il boss Francesco Tagliavia per la strage di via di Georgofili. Quindi ribadisce che la trattativa ci fu, come hanno già scritto i giudici fiorentini, che venne impostata su un do ut des e che la nascita di Forza Italia aveva aperto “nuove prospettive politiche”, tanto da indurre “a rinunciare al progetto di creare un partito di mafia sotto l’etichetta Sicilia Libera”, e che fu trovato in Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore (“persona perbene” secondo Silvio Berlusconi), l’uomo “in grado di interloquire con Marcello Dell’Utri, e questo a sua volta con Berlusconi”.
ASSIEME ai boss mafiosi …………., sul banco degli imputati dal 29 ottobre ci saranno anche l’ex ministro Calogero Mannino, il senatore Marcello Dell’Utri – accusati di “violenza o minaccia a organi dello Stato” – e, per “falsa testimonianza” , il senatore Nicola Mancino, appunto. “Mancino – racconta la senatrice Napoli – si presentò alla nostra audizione e negò il suo incontro con Paolo Borsellino (poi confermato, invece, dal procuratore aggiunto Vittorio Aliquò che accompagnò il giudice al Viminale, ndr) mostrando un’agenda con anelli, che riportava pochissimi appuntamenti, cosa estremamente singolare per una persona che in quel 1992 ricopriva la carica di ministro dell’Interno. Successivamente, lo stesso Mancino si è contraddetto riferendosi a un incontro fugace con una veloce stretta di mano”.
Comunque il lavoro della commissione è giunto alle battute finali e, realisticamente, entro fine ottobre Pisanu potrebbe portare in plenaria il testo della relazione conclusiva che, se si trattasse della bozza già esistente, non potrà che certificare il peccato originale della Seconda Repubblica.
http://gigi04.blogspot.it/2012/09/trattativa-allantimafia-la-bozza-pisanu.html
-Quanti sono i testimoni che hanno smentito la versione di Mancino circa l’incontro con il giudice Borsellino al Viminale?
Ricapitoliamo:- La signora Borsellino, il fratello Salvatore,il ministro Andò,il pm Vittorio Aliquò, il pm Ayala, il ministro Martelli, la segretaria Ferrara, ecc. ecc. ed anche Gaspare Mutolo con il quale Borsellino si incontrò per interrogarlo e che osservò "sbiancarsi il volto, sudare freddo e fumare contemporaneamente DUE sigarette."
Con tutta la mia stima, sig. Alfonso.
Rino Formigli 8 settembre 2012 alle 19:28
forse non ha compreso che parlando di " Bisognerebbe almeno avere le credenziali di un minimo di cultura o quantomeno la disposizione alla ricerca prima di avventurarsi in citazioni e scritti." mi riferivo all'orribile latino maccheronico con cui ha riportato la celebre frase di Cicerone " quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra ?"
Vedo che si è ben guardata nella sua ultima alla Milella, di rispondere sulla conoscenza del rapporto giuridico tra cittadino e Stato in cui forse sta la risposta ai molti quesiti che una " esasperata mania dietrologica " le suggerisce.
Infine le è sfuggito ancora che il mio post era indirizzato anche a Marco a che il mio " Che dire a uno che si rivolge alla massima carica dello Stato con un linguaggio da stadio?
Nulla perché non capisce che offende anche se stesso." è rivolto a persona di sesso maschile ( uno e stesso).
maria r, ecco a cosa mi riferisco quando parlo di porre attenzione su quanto si scrive e si legge.
gentile 8 settembre 2012 alle 20:11
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DA UNA PARTE - " LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI DALL' ALTRA PARTE"
la previsione di applicare una nuova citazione come : LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI - SALVO PER IL NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - non esiste ancora, e quindi per il PdR, la Giustizia diventa ( come dice la stimatissima commentatrice Maria r. ) un incidente delicato e particolare , INGANNEVOLE E BILATERALE.
Per quanto ai pm di Palermo se avessero distrutto le intercettazioni avrebbero violato il codice, scrive la dott.ssa
Milella nel suo commento di risposta @ Corradini e a tutti , in qualita' di giornalista e dottoressa in legge giustamente visto che L'IMMUNITA' PREVISTA PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON ESISTE PIU'
dal 1993 sia per lui e sia per i suoi Parlamentari. Ma Attenzione: questo e' il BILATERALE INGANNEVOLE, descritto
daL PROF. ZAGREBELSKY G. , LE IMMUNITA' parlamentari, Torino, Einaudi, 1979.
L' IMMUNITA' e' una situazione giuridica SOGGETTIVA PRIVILEGIATA riconosciuta e garantita a taluni soggetti giuridici in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunita' sono in genere mitigati dalla riconduzione ad ordinarieta' in presenza di determinate situazioni eccezionali.
La ratio della norma risiede nell'interesse dell'ordinamento a garantire al politico l'assoluta serenita'civile, al riparo
da eventuali strumentalizzazioni delle funzioni giudiziarie ai fini di pressione, repressione o intimidazione.
QUINDI AL MOMENTO CHE IN ITALIA L'IMMUNITA' E ' STATA ABROGATA PER I PARLAMENTARI , IL FERMO, L'ARRESTO, RECLUSIONE,ISPEZIONE, PERQUISIZIONE, INTERCETTAZIONI ECC. SONO LEGALI E DISTRUGGERE I LORO EFFETTI E' SECONDO L' INTERPRETAZIONE UNA VIOLAZIONE.
Ma Attenzione; Il Protocollo di Bruxelles dell'8 aprile 1965 ha riconosciuto ai parlamentari europei le MEDESIME
IMMUNITA' E PREROGATIVE --- E PREROGATIVE...di cui godano gli appartenenti al Parlamento del loro Paese.
Quindi da Italiano il PdR non ha immunita' e ha ragione Milella, Corradini, Maria r. e altri che fanno parte alla
LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, mentre da Europeo per ragioni di opportunita' costituzionale si sconsiglia di
SOTTOPORRE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA al giudizio della magistratura ordinaria, considerata la
sua posizione di vertice nel Consiglio Superiore della Magistratura. Nella Interpretazione Bilaterale egli non ha
nessuna responsabilita'penale, civile, amministrativa o patrimoniale per tale carica e tali attivita'.
OVE IL GIUDICE COMPETENTE DISSENTA EGLI PUO' SOLLEVARE CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE DINANZI
ALLA CORTE COSTITUZIONALE. tutto questo pero' glielo permette l'Europa al PdR, ma non l' Italia dal 1993.
SECONDO ME NON SOLO LE INTERCETTAZIONI MA ANCHE LE LEGGI ITALIANE DEVONO ESSERE BUTTATI VIA.
Difatti Gustavo Zagrabelsky dice: MANCA AI NOSTRI GIORNI UN TESTO CHE POSSEGGA QUESTE NUOVE CARATTERISTICHE " Nel momento della Massima diffusione della Democrazia si potrebbe dire nel momento della sua vittoria su ogni altro Tipo di Sistema di Governo che stimolino il RAFFRONTO tra cio' che l'ideale richiede tra l'Italia e l'Europa e quello che LA PRATICA DIMOSTRA DI ESSERE.
Gigas 8 settembre 2012 alle 22:17
Oggi è l'otto settembre, di una Patria ritrovata e mai persa, perché liberata da chi mandava nei forni i nostri connazionali.
Il Presidente della Repubblica, sottosta solo al Parlamento e alla Corte Costituzionale, La quale Corte ha la costituzione e solo quella prima di altre leggi, per chiarire il diritto. Il Presidente della Repubblica, non sottosta alla magistratura ordinaria.
Per cambiare la costituzione, vi è solo il rispetto di tutto l'ordinamento.
Oggi Il Presidente Della Repubblica è soggetto solo al Parlamento e alla corte costituzionale, ed è su questo che non si può essere creativi.
Ei fu 9 settembre 2012 alle 08:31
Gigas giusto. Ma bisognerebbe sentrsi " cittadini " e avere l'orgoglio di esserlo con diritto di critica si, ma sempre con occhio viglile alla salvaguardia delle Istituzionni, se non altro per dovuto rispetto verso i tanti che hanno dato la vita per darci una democrazia.
" avvoltoi " e " drogati fino all’esasperazione dalla mania dietrologica " andrebbero isolati e se tutti nel loro piccolo lo facessero forse, dico forse un qualche risultato si potrebbe ottenere. Il solo tacere e l'ignorare costoro è uccidere due volte chi ha versato il sangue per tirarci fuorki dalla tirannia.
tisancul 9 settembre 2012 alle 09:07
CI SONO QUI DEGLI SCRITTI DI CERTI PERSONAGGI OCCULTI
CHE FANNO VERAMENTE PENA , ALTRI LASCIANO SOLO SCONCERTO ,
E PER ALTRI SCRITTI VIENE SOLTANTO DA VOMITARE .
SIGNORI .... FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA E GUARDATE IL POPOLO
ITALIANO AFFAMATO , SENZA LAVORO E TARTASSATO !
COSA FATE VOI PER ALLEVIARE QUESTE SOFFERENZE ???
SE NON SAPETE FARE NULLA CAMBIATE BLOG E NON ROMPETE L'ANIMA DEGLI ALTRI .
DI PERSONE CHE QUOTIDIANAMENTE LOTTANO PER UN PAESE MIGLIORE E CIVILE !
Alfonso 9 settembre 2012 alle 13:09
@maria r (8.9.12, h. 19,26); gigas (8,9,12, h. 22,17); l. milella (7.9.12, h. 20,27 e 20,29).
Gent.ma dott L. Milella, ritengo molto importanti i suoi due post del 7 c.m, h. 20,27 e 20,29, ineccepibili da punto di vista giornalistico e contenenti i primi articoli di un codice di di autoregolamentazione del blog, ma meritevoli di un ulteriore approfondimento da un punto di vista giuridico per meglio entrare nel merito del depistaggio sulla trattativa . Noto con piacere che gigas, in modo lapidario, ha centrato il cuore del problema, liquidando con eleganza alcune sciocchezze e dimostrando una seria crescita di competenze (che prima non aveva). Non avevo alcun dubbio che maria r avrebbe risposto. Purtroppo non conosceva il mio ultimo post delle h.13,13, nel quale riproponevo le domande
(a Lei sfuggite) su un precedente errore. Dalla replica su questo punto, che certo non mancherà, si dipanerà la matassa ingarbugliata degli equivoci che si sono incrociati e sovrapposti sulla stampa e riverberati sul nostro blog. Per quanto riguarda la sua risposta non posso non rilevare l'equivoco. Io non mi riferivo alla "bozza" (sic!) della relazione della Commissione parlamentare antimafia, ancora in attesa di essere discussa, elaborata e ratificata dalla Commissione, essendo io solo un comune mortale, ma alle dichiarazioni, riportate dalla stampa, del Presidente Beppe Pisanu (dopo l'audizione di Ingroia), che per quanto riguarda l'accertamento delle responsabilità del livello politico, non solo non si era "ad un passo dalla verità", bensì 20 anni dopo, "lontani dalla stessa". Sospendo il giudizio in attesa di conoscere il testo che sarà approvato, e che di certo non si discosterà di molto dalle anticipazioni pubbliche di Pisanu. Sarei sorpreso del contrario. Di certo capiremo meglio chi sono gli amici di Totò Riina, M. dell'Utri, dell'ex Ministro del Mezzogiorno C. Mannino (prosciolto dalla Cassazione pochi mesi fa per gli stessi fatti), sperando che vi siano in questo ultimo caso fondati elementi nuovi, per gli uomini del ROS, ecc, che vorrebbero anteporre norme del c.p.p. al'art. 90 della Costituzione ed alla legge specifica che ne dispone l'interpretazione e l'applicazione. Purtroppo adun quesito così semplice corrisponde icontrappunto della cantata dei giorni pari e di quelli dispari di magistrati palermitani che, pur riconoscendo di non aver mai avuta neppure "una larvata pressione", ma anzi un incoraggiamento pieno da Napolitano ad andare avanti senza guardare in faccia a nessuno, sono ancora divisi solo sulle modalità con le quali pervenire alla distruzione delle intercettazioni (illegalmente disposte ed illecitamente acquisite). Ora delle due o l'una: o le stesse, non ancora sbobinate,sono state stralciate in fascicoli separati, in quanto prive di alcun addentellato con l'oggetto dell'indagine e di alcun elemento penalmente rilevante, e pertanto non suscettibili di essere portate a conoscenza dei legali di Riina, dell'Utri, ecc., per il contraddittorio tra le parti, per non impantanare il processo, oppure si minaccia, quasi in una cantata dei giorni pari e di quelli dispari,di voler raggiungere proprio questo obiettivo. E' sfuggito su questo blog il monito del magistrato Torquemada il Clemente, che con un eufemismo ha sottolineato la conduzione "dilettantistica" delle indagini, e cioè che il problema sta a monte: "come sono saltate fuori queste intercettazioni"? Cioè come e da chi e quando sono state disposte illegalmente in assenza di gravi indizi di reato, e come illecitamente sono state acquisite agli atti, senza incriminare chi ha continuato la registrazione mentre si inseriva la voce del P.d.R? Ed a quale fine? Il prof. Corradini, che ha citato il passo del verbale di udienza (che ha ricevuto ovviamente da uno dei legali dei coimputati) in cui si cita il passo cruciale dell'interrogatorio dell'ora fuggitivo Ingroia a Mancino: e cioè se i tre ex Ministri V. Scotti, C. Martelli e N.Mancino, "si contraddicono" e "dicono cose diverse", uno mente. Ma perché a mentire sarebbe stato Mancino, e non anche ed a maggior ragione, se si legge la mia cronotassi degli eventi, proprio Scotti, e soprattutto Martelli, che parla di un "disarmo unilaterale" (evidentemente lo voleva "bilaterale"), ma che è probabilmente è l'unico che conosce, per cognizione diretta, a chi alludesse Falcone, a proposito dell'attentato dell'Addaura, con il riferimento alle "menti raffinatissime" che si erano assunta la regia occulta di tutte le operazioni.C'è ancora molto da dire, ma i temi vanno affrontati uno alla volta.
Liana Milella 9 settembre 2012 alle 17:17
@x Lino
Mi dispiace ma non pubblico il suo testo.
maria r. 9 settembre 2012 alle 18:33
• Spero tanto che Cicerone mi perdoni per aver scritto la sua celebre frase in maniera scorretta-ovvero mettendo una muta ”h” davanti alle parole (h)usque e (h)abutere . La memoria e la poca pratica dai lontani studi scolastici giocano brutti scherzi : vorrà dire che ripeterò l’anno e cercherò di applicarmi di più: in fondo sarebbe bastato controllare su google! (cosa che non ho fatto).
• E’ mia convinzione e la ritengo una prerogativa inderogabile per la realizzazione della democrazia che lo Stato con le sue istituzioni si ponga nelle condizioni di essere credibile ed affidabile attraverso l’attuazione concreta e tangibile dei Doveri e dei Diritti contenuti nella Costituzione, diversamente non potranno mai realizzarsi quei principi e quei valori che costituiscono il Bene Comune e che sono i fondamentali per il rapporto cittadino – Stato. Uno Stato che non tutela la salute, il lavoro, l’istruzione e non garantisce il rispetto della giustizia, nei tempi e nei modi previsti dalle leggi, che Stato è?
E se l’istituto dell’”avocazione” è previsto per tutelare il cittadino dall’ “inerzia e dalla lentezza dell’azione penale”, e che ha il diritto –dovere di vedere la conclusione di una situazione giudiziaria sia nel ruolo di imputato, come vittima o come parte offesa, comunque sia per vedere applicati i principi del diritto, che senso ha prospettarla, invocarla e\o servirsene per scopi reconditi, ovvero, strappare e\o togliere le indagini e l’inchiesta a chi sta facendo il proprio dovere? (E questo, in passato, è stato già messo in atto!)
E se è legittimo “considerare il conflitto del Colle un passo giuridico. …..” poiché il capo dello Stato è convinto che le sue intercettazioni debbano essere buttate in quanto illecite in sé. Quindi, in presenza di un comportamento diverso, ha adito la Consulta”……...
…quando si afferma che:
- “Se pm di Palermo avessero distrutto le intercettazioni avrebbero violato il codice “ ….
bisogna anche dire e fare sapere che l’Avvocatura dello Stato, prima di adire alla Consulta, con una lettera inviata ai Pm di Palermo ha chiesto di “procedere alla distruzione immediata del testo intercettato”. Cosa che ha ri-chiesto anche alla Consulta così:
[ Si cita l’art. 271 che riguarda le telefonate illegali (e quelle di Palermo sono legittime: l ‘intercettato era Mancino, e le sue intercettazioni erano state autorizzate dal Gip) o quelle captate fra l’indagato e il suo legale, escluso comunque il caso che costituiscano “corpo del reato”, la procedura di distruzione è comunque affidata al “giudice” e mai al “pm”. Invece l’Avvocatura si fa scudo di quella norma, prevista per casi tutt’affatto diversi, per chiedere alla Consulta di intimare “alla Procura” l’“immediata distruzione delle intercettazioni telefoniche casuali del Presidente”. Una sorta di istigazione, alla Corte e ai pm, a violare la legge.”]
In poche parole, si chiedeva ai Pm di Palermo di violare la legge, mentre a tale richiesta, il 6 luglio, il Procuratore Messineo aveva avvertito l’Avvocatura che avrebbe chiesto al Gip di distruggere le registrazioni ancora intonse delle telefonate, “osservando la legge” . Ma pare che proprio questo il Colle non voglia che si faccia.
Se raccontare tutto ciò per manifestare il proprio disagio di fronte all’ipotesi di un uso improprio delle leggi, esprimendo dubbi ed incertezze per averle vissute sulla propria pelle, mi pare eccessivo l’ essere tacciati ed accusati di “mancare di rispetto verso la massima carica dello Stato”.
Che dire? Quello che mi ripeto spesso, ma che accettare non è facile:
“ ….., non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”.
Ma poi non mi riesce di arrendermi all' illegalità.
Un pensiero vada alla memoria di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ed al bisogno di verità e giustizia
Liana Milella 9 settembre 2012 alle 19:07
@ per Lino
Mi dispiace, ma non intendo disquisire qui le ragioni del no. Sarebbe come pubblicare quanto non intendo pubblicare. Né voglio trasformare il blog in un aula di tribunale. Considero la questione chiusa.
Torquemada il Misericordioso 11 settembre 2012 alle 15:52
non frequento con regolarità il blog di Liana Milella ed essendo impegnato sul sito del FQ ad arginare il diluvio di stupidaggini che proviene dalla tastiera di Marco Travaglio non avevo ancora trovato il tempo e il modo per ringraziarLa per l'attenzione che Lei ha dedicato al mio precedente commento, lo faccio adesso : grazie !
Colgo l'occasione per fare alcune precisazioni :
1) non sono un magistrato e nemmeno un avvocato, sono semplicemente un cittadino di buona cultura, mi piace sollevare dubbi per approfondire le questioni e non mi lascio irretire dai luoghi comuni e dalle apparenze.
2) quando scrissi "a me pare che la Procura di Palermo si sia mossa in modo dilettantesco", non mi riferivo tanto ad una generica "conduzione dilettantistica delle indagini" ( sulla cui linearità ed efficacia non metterei comunque la mano sul fuoco) ma mi riferivo proprio al modo approssimativo e superficiale con il quale è stato gestito, fin dal principio, tutto l'affaire relativo alle intercettazioni che hanno coinvolto il Quirinale :
a) perché si è deciso di intercettare il solo Mancino ? Perché non sono stati intercettati anche Scotti e Martelli ? Siamo proprio sicuri che il bugiardo sia Mancino ?
b) era proprio necessario intercettare Mancino visto che il reato di "falsa testimonianza" si perfeziona nel momento stesso in cui il testimone firma il verbale in cui sono contenute le presunte false affermazioni ?
c) la Procura di Palermo si è resa conto che intercettare "indirettamente" il consigliere giuridico del PdR significava sindacare "indirettamente" sull'attività del PdR nell'esercizio delle sue funzioni ?
d) perché le intercettazioni tra il consigliere giuridico del PdR e Mancino non sono state secretate mentre altre intercettazioni con "altre cariche dello Stato" sono coperte da omissis ?
e) siamo proprio sicuri che nel "monitorare" il Quirinale la Procura di Palermo abbia agito senza sconfinamenti rispettando le norme e la Costituzione ?
f) al di là delle questioni tecnico-giuridiche, siamo proprio sicuri che la Procura di Palermo si sia comportata in modo leale nei confronti del PdR ?
g) è possibile che la Procura di Palermo non si sia resa conto che "monitorare" il Quirinale ed intercettare "indirettamente" il PdR nel contesto di un'indagine così delicata come quella sulla c.d. "trattativa Stato-mafia" avrebbe determinato in ogni caso un polverone incontrollabile di illazioni, sospetti e polemiche a non finire ?

References: art. 47
 art. 5
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