Source: http://lamoscabianca.eu/2018/Casapound%20Italia%20programma%20politico%202018.html
Timestamp: 2018-11-20 00:30:21+00:00

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﻿ INTRODUZIONE - PER LA RICONQUIST
PROGRAMMA POLITICO 2018
La nazione italiana deve tornare ad essere un organismo avente fini, vita e mezzi d’azione superiori, per potenza e durata, a quelli degli individui, divisi o raggruppati, che lo compon-gono. Deve tornare ad essere una unità spirituale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato. Individui e gruppi, aziende e lavoratori uniti per realizzare l’interes-se collettivo. La realizzazione di una base di partenza per tutti: lavoro stabile e ben pagato, casa di proprietà, possibilità di avere figli e mantenerli. Una base solida, fatta anche di servizi pubblici essenziali d’eccellenza (sanità, istruzione, previdenza) su cui ognuno possa costruire il proprio futuro, seguendo liberamente le proprie capacità, inclinazioni, aspirazioni e contri-buendo, per questa via, alla ricchezza e alla potenza nazionale.
Lo Stato che vogliamo è uno Stato organico, inclusivo, guida e riferimento spirituale della comunità nazionale. Il suo primo compito è quello di riaffermare e riconquistare la sovranità e l’autonomia minacciate da poteri forti, di natura privata ed internazionalista.
Consideriamo nemico nostro e della nazione tutto ciò che antepone gli interessi privati al bene comune, ogni concezione dello Stato individualistica e oligarchica, tutto ciò che induce allo sfiguramento dei popoli, delle persone e delle culture, tutto ciò che è nemico della forma. Consideriamo amico nostro e della nazione chiunque operi nell’interesse del popolo italiano e ne abbia a cuore il destino, la bellezza, la giustizia sociale.
Per la sua storia e per il suo destino, l’Italia deve tornare a esercitare una funzione avanguar-dista nel mondo, tornare ad essere faro di civiltà, esempio.
Anche e soprattutto per restituire alla nazione la propria sovranità, si impongono scelte che rappresentino una visione dell’esistenza ulteriore rispetto alla loro portate economica in termini di recupero di risorse. A tal fine proporremo modifiche costituzionali e normative che consentano di attribuire a tutti i cittadini italiani un punteggio preferenziale per l’accesso ai servizi offerti dallo stato sociale in materia di scuola, sanità, assistenza economica, assisten-za alloggiativa.
• Divieto per banche ed imprese di detenere partecipazioni incrociate e a cascata.
Fuori dalla gabbia della Unione Europea c’è il resto del mondo con cui commerciare e colla-borare NEL NOSTRO INTERESSE e ALLE NOSTRE CONDIZIONI.
• Immediata interruzione delle erogazioni miliardarie all’Unione Europea (l’Italia è contributo-re netto per circa 15 miliardi di euro all’anno, a fronte dei circa 11 miliardi restituiti annual-mente sotto forma di contributo destinato e vincolato a specifici settori di intervento).
• Protezione dei mercati nazionali dalla concorrenza sleale di chi sfrutta la forza-lavoro (vedi Cina e articoli delle Multinazionali prodotti nel Terzo e Quarto Mondo) ovvero contrastare il com-mercio con quelle nazioni in cui i lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei lavoratori italiani, o stessi parametri di sicurezza sul lavoro o tutela ambientale delle aziende italiane.
• Concreto e deciso sostegno ai distretti industriali e alle reti di imprese, alla tutela delle pic-cole e medie imprese, nostro vero punto di forza e all’aumento delle loro dimensioni azienda-li, all’imprenditoria giovanile, ai progetti e ai settori particolarmente innovativi.
3. STOP IMMIGRAZIONE, NO IUS SOLI, RIMPATRIO.
L’ infernale meccanismo immigratorio di massa è uno dei principali vettori di sradicamento e impoverimento sociale, culturale ed esistenziale a danno di tutte le popolazioni coinvolte, siano esse ospiti o ospitanti. In questo vero e proprio sistema per uccidere i popoli non esi-stono vincitori, salvo pochi organismi privati, intrisi di pregiudizi ideologici o confessionali, e qualche cricca affaristica antinazionale.
Le bugie che vedrebbero l’immigrazione di massa contribuire alla crescita di un PIL stagnan-te ed all’accantonamento di indispensabili risorse necessarie al risanamento del distrutto sistema pensionistico trovano smentite nei dati reali. I miseri compensi corrisposti ai nuovi schiavi sono risorse sottratte alla nazione, in quanto spesso inviate alle famiglie residenti in altri continenti.
Gli immigrati, infatti, sono “una risorsa” solo per i partiti progressisti, per le svuotate organiz-zazioni sindacali e per associazioni e cooperative bianco/rosse. Lo sono, inoltre, per quella parte di classe imprenditoriale che ha venduto sul mercato la propria funzione sociale, dando vita ad una economia neoschiavista, grazie a quell’ “esercito industriale di riserva”, costituito da sempre nuove masse di diseredati in cerca di lavoro. Queste oligarchie, alimentando una guerra tra poveri, creano la dinamica “multirazzista”, oggi sempre più norma e meno ecce-zione.
Gli immigrati vengono volentieri ad accettare paghe da fame che gli italiani non possono permettersi. Cessare di esporre le nostre aziende a quella concorrenza renderà automatica-mente inutile l’apporto di immigrati e tutelerà i nostri lavoratori, oggi scavalcati dai cosiddetti “lavoratori competitivi” per eccellenza: gli immigrati.
• Stabilire il principio dello IUS SANGUINIS in Costituzione, scongiurando qualsiasi automati-smo nell’acquisizione della cittadinanza italiana. (Riforma Costituzionale).
• Accordi bilaterali con le nazioni di provenienza dei clandestini per la re-immigrazione: ope-re civili ed infrastrutture (scuole, strade, acquedotti, centrali fotovoltaiche etc.) in cambio del rientro dall’Italia dei cittadini di quella nazioni da utilizzarsi come manodopera per costruire le infrastrutture stesse.
• Blocco dei fondi destinati alle associazioni parassitarie che dietro alle “politiche d’acco-glienza” mascherano i propri interessi economici, religiosi o ideologici.
• Ritiro delle licenze e delle autorizzazioni per coloro che sfruttano gli immigrati assunti sen-za permesso di soggiorno, aumentando così indirettamente la miseria, la disoccupazione e la precarietà fra gli Italiani.
La ricerca della piena occupazione tramite intervento dello Stato.
• Abolizione delle leggi che favoriscono il precariato e la cosiddetta “flessibilità” (parola usata per esprimere il potere assoluto del capitale sul lavoro) e potenziamento della legge sull’appren-distato, con relativo periodo di prova, come unico strumento di accesso al mondo del lavoro.
• Una nuova legge complessiva sul lavoro che ponga il contratto a tempo indeterminato come forma base di qualsiasi rapporto di lavoro, stabilendo il licenziamento del lavoratore come fatto assolutamente straordinario e comprovato da giusta causa, accertata rapidamen-te dalla magistratura del lavoro.
• Mantenimento ed effettiva applicazione dell’art. 41 della Costituzione. Abrogare tale artico-lo, come richiesto da più parti, significherebbe assoggettarsi definitivamente ad una conce-zione turbocapitalistica dell’impresa. Effettiva applicazione dell’art 39 che prevede l’obbligo di registrazione per i sindacati affinché possano, rappresentati in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. Aumentare lo spazio della contrattazione decen-trata integrativa, affinchè realtà produttive collocate in aree geografiche eterogenee non siano forzatamente assimilate per condizioni ed istituti contrattuali.
• Politiche di protezione dei lavoratori italiani che evitino la loro esposizione alla concor-renza di lavoratori/schiavi in paesi stranieri privi di tutele (giornata di 8 ore, pensione, maternità etc…) ed a quella di lavoratori immigrati costretti ad assoggettarsi a salari da fame, spesso elargiti in nero.
• Rivalutazione culturale del lavoro manuale, verso il quale attuare una politica di rivisitazio-ne dei salari, garantendo maggiore sicurezza sul lavoro, minore vita lavorativa e minor nu-mero di ore lavorative settimanali.
• Anche e soprattutto per restituire il giusto valore sociale al lavoro, oggi sottomesso alla logica della speculazione finanziaria, occorrerà prevedere un aumento delle aliquote imposi-tive sui redditi da capitale che non siano afferenti al risparmio privato, ma alla speculazione di grandi fondi internazionali.
• Salvaguardia di specifici settori dalla indebita influenza politica delle grandi multinazionali, attraverso la revisione dell’attuale normativa fiscale. Solo a titolo esemplificativo si pensi al mercato delle sigarette elettroniche, che tanti risultati ha fornito in materia di lotta al tabagi-smo, colpito dalle intromissioni della grande industria del tabacco.
Una concezione organica dello Stato prevede un nucleo fondante di beni comuni che devono essere indisponibili per il mercato. Le privatizzazioni, o meglio gli espropri da parte di alcuni gruppi di privati, non possono cannibalizzare beni vitali come l’acqua, energia e le risorse na-turali. Allo stesso modo devono esistere settori strategici come difesa e aerospaziale, sottratti alla logica esclusivamente speculativa di un certo mercato.
• Ingenti investimenti pubblici in ricerca, al fine di impedire che gli interessi delle case far-maceutiche e degli investitori osteggino le cure di tante malattie.
Nell’ottica opposta agli espropri finanziari (detti privatizzazioni) proponiamo inoltre: Assicurazione RC Auto statale e popolare che sottragga ingenti somme di denaro a compa-gnie assicurative private. Queste somme devono essere assegnate per il sostegno dello Stato Sociale, lo sviluppo, l’istruzione e la ricerca pubblica.
• Riqualificazione e ammodernamento degli ospedali pubblici tramite la riconversione degli ingen-ti fondi pubblici oggi utilizzati per finanziare associazioni inutili e parassitarie.
• Introduzione del cosiddetto “coefficiente familiare”: il coefficiente è fondamentale per favorire le donne che preferiscono restare a casa per prendersi cura della famiglia. Con il coefficiente fami-liare il reddito verrebbe tassato nella stessa maniera (più favorevole) sia là dove fossero entrambi i coniugi a lavorare, sia là dove il lavoratore fosse un solo componente della famiglia. Si tratterebbe di ripartire tra entrambi i coniugi lo stipendio di uno solo.
• Detassazione completa dei redditi delle persone fisiche al di sotto dei 15.000 euro per assicura-re un minimo vitale pari a 1.250 euro al mese netti a persona.
• Riforma dell’IMU, con previsione di una super aliquota per i grandi proprietari (di almeno 4 abita-zioni nello stesso comune) che non locano gli immobili posseduti.
• Eliminazione dei privilegi fiscali a favore di Chiesa cattolica, con esclusione dei soli edifici de-stinati esclusivamente al culto, e grandi cooperative che del principio di mutualità non hanno più alcuna caratteristica.
• Lotta all’evasione e all’elusione fiscale, soprattutto nei confronti delle grandi imprese, delle mul-tinazionali e dei colossi di internet. E’ necessario un serrato contrasto ai fenomeni di traslazione dei profitti (profit shifting) dall’Italia a paesi a tassazione nulla o ridotta. Rafforzamento dell’ammi-nistrazione finanziaria e della magistratura nel contrasto ai fenomeni di frode fiscale che costitui-sce non soltanto un pericolo per le casse erariali ma anche un fenomeno distorsivo della concor-renza e uno dei canali principali di riciclaggio dei proventi illeciti della criminalità organizzata.
• Lotta agli espropri legalizzati da parte di società di riscossione, talora anche private, che im-pongono per legge sanzioni usurarie e che spesso colpiscono chi ha poco da pagare ma qualche bene da pignorare, rispetto ai grandi evasori che hanno nascosto i propri beni. E’ necessaria una riforma completa del DPR 602/1973 in materia di riscossione delle imposte, in particolare propo-niamo il divieto di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale qualunque sia l’importo del debito, di revocare la possibilità di condurre indagini finanziarie da parte di Agenzia Entrate Riscossione, riservando tale prerogativa unicamente agli organi dello stato preposti (Agen-zia delle Entrate e Guardia di Finanza) e di diminuire la percentuale pagata ad Agenzia Entrate Riscossione sui piccoli crediti riscossi raddoppiando la percentuale sui grandi crediti per incentiva-re l’ente di riscossione a perseguire i grandi evasori.
• Istituzione di una commissione di inchiesta finalizzata ad accertare quanta parte dei crediti in cartella “rottamati” siano stati, all’atto della riscossione, non più esigibili per intervenuta prescrizione
Il disegno di multinazionali e grande finanza prevede, tra l’altro, la morte demografica dell’I-talia e dell’Europa. Il caro-vita, la svalutazione dei salari, l’impossibilità di reperire un alloggio ci hanno condotto alla nascita zero.
• Reddito Nazionale di Natalità. Corresponsione di un plafond, su carta magnetica, di 500 euro per ogni nuova nascita italiana da genitori dei quali almeno uno sia italiano, sino al compimento del sedicesimo anno di età. La disponibilità economica è cumulabile sino al quarto figlio, ma non viene concessa a genitori privi entrambi di lavoro, fissa dimora o al-loggiati in assistenza presso strutture alberghiere o ricettive, con esclusione di coloro che sono stati colpiti da eventi calamitosi. Il plafond non è accumulabile (alla fine di ogni mese si azzera) ed è utilizzabile in tutti gli esercizi commerciali unicamente per l’acquisto di generi destinati al bambino.
• Creare un ente Maternità e Infanzia strutturato in maniera capillare e locale che si occupi della salvaguardia della madre e dei nascituri, che assista in ogni sua fase la gravidanza, ga-rantendo il giusto numero di ecografie, una assistenza ginecologica gratuita e di alta qualità.
• Propaganda pubblica della cultura dell’allattamento al seno e distribuzione di latte in pol-vere prodotto dall’industria farmaceutica di Stato.
• Costruzione di asili nido pubblici presenti capillarmente sul territorio con preferenza nazio-nale d’accesso.
• Sostegno ai padri separati e ridefinizione delle norme sull’affidamento della prole e sull’as-segnazione degli alimenti in caso di separazione coniugale.
• Riduzione, per uno dei due genitori con figli di età compresa tra 0 e 6 anni, del consue-to orario lavorativo da 8 ore a 6 ore al giorno. La retribuzione resterà invariata: l’85% sarà garantito dal datore di lavoro, il restante 15% sarà a carico dello Stato (vedi qui il progetto completo: http://www.tempodiesseremadri.org).
• Costruzione diretta, su terreni pubblici, ad opera delle regioni, di case e quartieri da vende-re a prezzo di costo alle famiglie non proprietarie con rate mensili non superiori al quinto del reddito, senza passare per il cappio delle banche.
• Edilizia pubblica stile ventennio che cancelli dalle nostre città gli obbrobri pseudo/archi-tettonici di stile sovietico realizzati da costruttori democristiani e architetti comunisti al solo scopo di mortificare l’essere umano, creando disagio e ghetto.
• Cartolarizzazione sociale. Ovvero le case degli enti pubblici possono essere vendute esclu-sivamente agli inquilini che le abitano, a prezzo di costo e riconoscendo tutti gli affitti versati negli anni come credito d’acquisto (vedi qui il progetto completo: http://www.mutuosociale.org).
La scuola deve essere il luogo privilegiato della formazione integrale dell’allievo protagonista dell’atto educativo, non mero “utente” di un servizio. L’istruzione e l’educazione delle nuove generazioni assicurano il futuro della comunità nazionale e forgiano nel singolo la coscienza di popolo. Per questo tale funzione deve essere sottratta a chiunque si faccia portatore di interessi particolaristici (economici o confessionali). Deve spettare allo Stato garantire la pos-sibilità a tutti i cittadini di accedere ad un’istruzione qualificata e qualificante che consenta uno sviluppo organico della società.
• Sostegno incondizionato alla scuola pubblica. Le scuole private presenti sul territorio na-zionale non devono ricevere fondi e finanziamenti.
• Stop a qualsiasi intromissione dei privati nell’Università che non sia subordinata, legal-mente ed economicamente al controllo diretto, in forma partecipativa, da parte dell’Ateneo. Siamo contrari a qualsiasi proposta che possa dare alle università italiane la possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato.
• Aumento delle ore di educazione fisica del 150%. Palestre e strutture sportive all’avan-guardia e uguali in tutti gli istituti. Insegnanti qualificati come unici addetti ai corsi.
• Escursioni naturalistiche organizzazione di campi montani e marittimi con cadenza stagio-nale e della durata di 10 giorni.
• introduzione, nelle ore di educazione fisiche, di discipline sportive che accrescano la con-sapevolezza di sé e la crescita equilibrata attraverso l’apprendimento di valori fondanti come rispetto, coraggio, autocontrollo.
• Riqualificazione delle coste marittime e dei corsi fluviali (con contestuale divieto di privatiz-zazione del demanio).
• Lotta al degrado ed al consumo indiscriminato del suolo mediante politiche di prevenzione
e messa in sicurezza delle aree affette da dissesto idrogeologico e dal fenomeno della ero-sione del suolo.
• Potenziamento dei parchi e delle riserve naturali avviando l’educazione alla “parteci-pazione” al parco.
• Sostegno, attraverso l’erogazione di fondi destinati allo sviluppo di attività svolte in sim-biosi con gli elementi naturali ed utili alla loro preservazione, alle associazioni alpinistiche, subacquee, paracadutistiche e di ogni attività legata direttamente alla natura.
• Rivalutazione, riqualifica e divulgazione del patrimonio artistico che renda partecipe ognu-no nella sua quotidianità, in controtendenza rispetto alla cultura-museo.
• Forte contrapposizione alla cultura degli allevamenti intensivi, che rappresentano un pericolo per la salute ed uno sfregio per la natura e le sue regole. Nella stessa direzione si inserisce la necessità di regolamentare, con nuove norme, la vivisezione, da limitarsi ai casi di sperimen-tazione farmacologica per la cura di malattie. Inaccettabile ci appare l’idea che si possano torturare animali ai soli fini di produzione di prodotti cosmetici.
• Introduzione di leggi severissime per chi inquina, deturpa e avvelena il patrimonio na-turale della nazione.
Cultura significa, etimologicamente, “coltivazione” dell’uomo e della comunità nazionale. Ogni misura di natura amministrativa o sociale è inutile se lo Stato non riesce a innescare una dinamica virtuosa di crescita spirituale dei suoi cittadini.
• Rilancio della cinematografia italiana, attraverso il potenziamento dell’Istituto Luce Cinecit-tà spa, fino a proporre concorrenza culturale alla mitologia hollywoodiana.
• Drastica revisione dei criteri per assegnare finanziamenti statali al cinema. Abolizione di ogni sostegno alle inutili pellicole autoreferenziali che dominano il nostro cinema e promozio-ne di opere ispirate al patrimonio culturale ancestrale dei popoli europei.
• Immediata abolizione della Legge Merlin per l’uscita da una delle più macroscopiche ipo-crisie della nostra nazione e per una regolamentazione di un settore che non conosce “proi-bizionismo” in nessuna nazione europea.
Nonostante sia la terra natale del diritto romano, l’Italia mostra oggi, negli apparati preposti all’amministrazione della giustizia, la negazione stessa di ogni idea di equità, imparzialità, verità. Processi interminabili, giudici faziosi, privilegi di casta, gogne mediatiche, carcere utiliizzato come strumento di ricatto, abuso del pentitismo, fanno del nostro sistema giudiziario un meccanismo burocratico infernale, un mostro freddo che stritola il cittadino e lo sposses-sa della sua dignità, disintegrando ogni idea di polis. E’ anche la presenza di tali storture che scoraggia l’investimento produttivo a favore di quello speculativo.
• Regolamentazione del presenzialismo mediatico delle toghe. Introduzione di una norma che ricalchi l’articolo 10 dello Statut de la magistrature francese nella parte in cui prescrive: “Ogni manifestazione di ostilità al principio e alla forma di governo della repubblica è proibita ai magistrati, come del resto ogni dimostrazione di natura politica incompatibile con la riser-va che impone la funzione che essi esercitano”.
• Stretta regolamentazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, con immediato licenziamento per l’inquirente che dovesse trasgredirle e pene severe per chi dovesse diffon-derne il contenuto. Riforma dei meccanismi che regolano l’avanzamento di carriera in dire-zione di una meritocrazia reale.
• Soppressione della possibilità di ricorso in appello per i pubblici ministeri a seguito di asso-luzione in primo grado di giudizio.
• La legittima difesa è un diritto ed un dovere inalienabile del cittadino, che lo esercita nelle circostanze di estremo pericolo per se stesso e per i suoi cari in caso di violazione di domi-cilio e dell’esercizio lavorativo. L’azione criminale di violazione del domicilio preclude a chi la compia il diritto di rivalsa legale su chi si difende. Il possesso di un’arma a scopo di difesa va negato dall’autorità di pubblica sicurezza solo nel caso in cui esistano impedimenti di tipo medico, psichiatrico e/o fisico nonché per motivi legali connessi ad alcune tipologie di reati.
L’Italia è nell’Alleanza Atlantica; vi si trova per gli esiti dell’ultima Guerra Mondiale e per la lunga Guerra Fredda. Essendosi quest’ultima conclusa da trenta anni, a seguito della Caduta del Muro di Berlino e per l’implosione della versione sovietica del comunismo, la partecipazione alla N.A.T.O assume significati più simili alla sudditanza che alla necessità di difesa della libertà e prosperità di un inesistente “blocco occidentale”. La crescita o la trasformazione di altri soggetti internazionali (Cina, India, Russia, polo franco-tedesco) pongono nuove opzioni per chi voglia essere protagoni-sta del futuro. Chi non se ne preoccupa è destinato a scomparire.
• Ripristino della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne, al compimento del 18 anno di età. Il servizio può essere svolto nelle forze armate o nella protezione civile. Non devono essere previsti rinvii scolastici oltre il diploma. Il servizio militare deve essere un servizio operativo armato sul mo-dello svizzero con richiami quinquennali di addestramento fino al compimento del 45° anno di età.
• Permettere la creazione, tra gli operatori delle Forze Armate, di associazioni professionali. Ciò, ovviamente, non al fine di ostacolare l’organizzazione in materia di impiego, ma per creare una voce “politica” in grado di rispondere alle decisioni, sempre avallate dai vertici di nomina politica, spesso compiute, negli anni, a danno degli stessi militari, sia in materia di trattamenti economici, sia in materia di sicurezza sul lavoro (armamenti, regole di ingaggio, condizioni di impiego).
“Democrazia” è stato, fino ad oggi, il nome di una truffa. Se i politici sono camerieri dei banchieri
– i recenti fatti di cronaca in materia di banche ne sono la più evidente conferma – significa che la “sovranità popolare” viene svuotata in favore dei poteri di tipo economico, criminale, confessiona-le o sovranazionale. I centri decisionali per eccellenza, del resto, sono oggi concentrati in istituzioni e potentati non elettivi e puramente castali.
Noi riteniamo tuttavia che possa esistere un’altra forma di democrazia, organica e qualitativa. De-mocrazia come partecipazione di un popolo al proprio destino. Momento cruciale della politica, la partecipazione è la base di ogni organismo politico sano e ne costituisce l’altezza e la profondità.
• Sostituzione del Senato con una Camera del lavoro che garantisca la rappresentatività armonica di tutte le categorie produttive e lavorative. La sua funzione sarà legislativa e consultiva sulle ma-terie del lavoro: rappresentanza sindacale, difesa ed applicazione dei contratti collettivi e decen-trati, sostegno alla produzione nazionale, programmazione economica.
La nostra lontananza dall’epoca, dagli uomini e dai partiti che partorirono la Costituzione del-la Repubblica italiana non deve indurci a sottovalutare quanto, in essa, esprima visioni sociali avanzate e influenzate dall’esperienza storica precedente.
Per questo CasaPound Italia richiede l’applicazione immediata del mai attuato articolo 46 della Costituzione della Repubblica italiana: «Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavo-ratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende».
Allo stesso modo, CasaPound Italia chiede che la legislazione sociale di questa nazione sia messa al passo con lo spirito espresso nell’ articolo 1, (in cui si riconosce essere la Repub-blica fondata «sul lavoro»), nell’ articolo 4 («La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto»), nell’ articolo 35 («La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni»), nell’ articolo 36 («Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa») e nell’ articolo 37 («La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore») della Carta.

References: articolo 46
 articolo 1
 articolo 4
 articolo 35
 articolo 36
 articolo 37