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Timestamp: 2017-08-20 08:00:40+00:00

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Art. 1. – In ogni provincia è costituito l’ordine degli ingegneri e degli architetti, avente sede nel comune capoluogo..
Art. 2. – Ogni ordine provvede alla formazione del proprio albo.
Quando gli iscritti nell’albo non raggiungano il numero di 25, essi saranno iscritti nell’albo di un capoluogo vicino, che sarà determinato dal primo presidente della corte di appello.
Art. 3. – L’albo conterrà per ogni singolo iscritto: il cognome ed il nome, la paternità (1), la residenza.
Ogni votazione è palese, salvo che l’assemblea, su proposta del presidente o di almeno un decimo dei presenti, deliberi che abbia luogo per scrutinio segreto e salve le disposizioni dell’ari. 33.
4) determina il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’ordine, ed, eventualmente, per il funzionamento della commissione centrale, nonché le modalità del pagamento del contributo;
5) compila ogni triennio la tariffa professionale, la quale, in mancanza di speciali accordi, s’intende accettata dalle parti ed ha valore per tutte le prestazioni degli iscritti nell’ordine (4);
Ari. 39. – Il segretario riceve le domande di iscrizione nell’albo, annotandole in apposito registro e rilasciando ricevuta ai richiedenti; stende le deliberazioni consiliari, eccetto quelle relative ai giudizi disciplinari, che saranno compilate dal relatori; tiene i registri prescritti dal consiglio, cura la corrispondenza; autentica le copie delle deliberazioni dell’ordine e del consiglio; ha in consegna l’archivio e la biblioteca. In mancanza del segretario, il consigliere meno anziano ne fa le veci.
d) inventano del patrimonio dell’ordine.
Dell’oggetto e dei limiti della professione d’ingegnere e di architetto
Tuttavia le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla L.20 giugno 1909, n. 364 (5), per l’antichità e le belle arti, sono di spettanza della professione di architetto; ma la parte tecnica ne può essere compiuta tanto dall’architetto quanto dall’ingegnere.
Art. 54. – Coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea d’ingegnere presso gli istituti d’istruzione superiore indicati nell’art. 1 della L.24 giugno 1923, n. 1395, entro il 31 dicembre 1924, ovvero lo conseguiranno entro il 31 dicembre 1925, giusta le norme stabilite dall’art. 6 del RX). 31 dicembre 1923, n. 2909, sono autorizzati a compiere anche le mansioni indicate nell’art. 52 del presente regolamento.
Coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea d’ingegnere-architetto presso gli istituti d’istruzione superiore indicati nell’ari. 1 della legge entro il 31 dicembre 1924, ovvero lo conseguiranno entro il 31 dicembre 1925, giusta le norme stabilite dall’ari. 6 del R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909, sono autorizzati a compiere anche le mansioni indicate nell’art. 51 del presente regolamento, eccettuate le applicazioni industriali.
abrogato dal comma 6 dell’art. 38 bis della Legge Merloni,
Art. 56. – Le perizie e gli incarichi di cui all’ari. 4 della L.24 giugno 1923, n. 1395, possono essere affidati a persone non iscritte nel. l’albo soltanto quando si verifichi una delle seguenti circostanze:
b) che si tratti di semplici applicazioni della tecnica, non richiedenti speciale preparazione scientifica o che non vi siano nella località professionisti iscritti nell’albo, ai quali affidare la perizia o l’incarico.
Le sezioni distaccate delle corti di appello hanno le stesse attribuzioni delle corti di appello, giusta l’art. 48 del R.D. 30. dicembre 1923, n. 2786.
Art. 59. – Omesso perché contenente disposizioni transitorie.
Art. 60. – I diplomi. menzionati nell’art. 1 della L.24 giugno 1923, n. 1395, costituiscono, agli effetti dell’iscrizione, il titolo di cui all’articolo 7, lettera e) per coloro che li hanno conseguiti entro il 31 dicembre 1924, a termini dell’art. 31 del R.D.L. 25 settembre 1924, n. 1585, ovvero li conseguiranno entro il 31 dicembre 1925, giusta le norme stabilite dall’art. 6 del R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909.
Art. 61. – .11 grado accademico di ingegnere o di architetto, conferito prima della pubblicazione della L.24 giugno 1923, n. 1395 indipendentemente da ogni esame, in seguito a giudizio tecnico su pubblicazioni o su lavori, è considerato equipollente, agli effetti della legge predetta e del presente regolamento, al grado conferito da uno degli istituti indicati nell’art. 1 della legge medesima, in base agli esami stabiliti dalle norme sull’istruzione superiore.
Per l’esercizio della libera professione è in ogni caso necessaria espressa autorizzazione del capi gerarchici nei modi stabiliti dagli ordinamenti dell’amministrazione da cui il funzionario dipende.
Artt. 64 e 74. – (omissis).

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 54

Art. 56

Art. 59

Art. 60

Art. 61