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Timestamp: 2018-02-18 01:26:49+00:00

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Rossella Casini - la sentenza di I grado (Domenico Gallico più 3)
Rossella Casini sparisce a Palmi il 22 febbraio 1981. E' una studentessa universitaria fiorentina ed è fidanzata con Francesco Frisina, coinvolto nella sanguinosa faida di Palmi tra i Gallico e i Condello. Saranno proprio il fidanzato, la sorella Concetta, il boss Domenico Gallico e Piero Managò (che sarà giudicato con rito abbreviato), ad essere accusati nel 1994 del sequestro e dell'omicidio della ragazza, punita, secondo la Dda di Reggio Calabria, perché "infame". Rossella Casini aveva infatti rilasciato alcune dichiarazioni ai magistrati in merito alla faida di Palmi e, soprattutto, spinto il fidanzato a fare altrettanto. Il 25 maggio 2006 la Corte d'Assise di Palmi assolve gli imputati con una sentenza assolutoria diventata definitiva. Nel prezioso documento giudiziario è ricostruita una vicenda dimenticata per oltre 30 anni.
Rossella Casini - la sentenza di I grado (Managò)
Rossella Casini sparisce a Palmi il 22 febbraio 1981. E' una studentessa universitaria fiorentina ed è fidanzata con Francesco Frisina, coinvolto nella sanguinosa faida di Palmi tra i Gallico e i Condello. Saranno proprio il fidanzato, la sorella Concetta, il boss Domenico Gallico e Piero Managò (che sarà giudicato con rito abbreviato), ad essere accusati nel 1994 del sequestro e dell'omicidio della ragazza, punita, secondo la Dda di Reggio Calabria, perché ritenuta "infame". Rossella Casini aveva infatti rilasciato alcune dichiarazioni ai magistrati in merito alla faida di Palmi e, soprattutto, spinto il fidanzato a fare altrettanto. Nel 2000 la Corte d'Assise di Palmi ha assolto Managò con una sentenza assolutoria diventata definitiva. Nel prezioso documento giudiziario è ricostruita una vicenda dimenticata per oltre 30 anni.
Processo Cacciola, i giudici: è stato un omicidio. Le motivazioni della sentenza
"Gli esiti dell'istruttoria dibattimentale svolta impongono di concludere che la donna non si sia inflitta autonomamente tale atroce morte ma che sia stata, al contrario, assassinata". Per i giudici della Corte d'Assise del Tribunale di Palmi, quello di Maria Concetta Cacciola, la testimone di giustizia rosarnese morta in seguito all'assunzione di acido muriatico il 20 agosto 2011, non sarebbe stato un suicidio. Nelle motivazioni della sentenza con cui il 13 luglio 2013 hanno condannato per maltrattamenti in famiglia il padre, il fratello e la madre della giovane donna, i giudici ricostruiscono l'intera vicenda, passando in rassegna gli elementi indiziari che hanno indotto la Corte presieduta da Silvia Capone a protendere per l'ipotesi dell'omicidio e a riformulare, quindi, il capo d'accusa trasmettendo gli atti alla Procura di Palmi per nuove indagini. SCARICA E LEGGI LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA
Sollecitato dalla campagna "Il ricordo lascia il segno", l'impegno assunto dalle istituzioni si è trasformato nei giorni scorsi in passaggio formale: la Commissione straordinaria di Reggio Calabria ha deliberato l'intitolazione della caserma di viale Aldo Moro agli agenti Giuseppe Macheda e Giuseppe Marino. Un atto che ripara a decenni di oblio e richieste, con tanto di firme raccolte dai colleghi, dimenticate nei cassetti di Comando e Comune.
Salvatore Scoleri racconta Totò Speranza e la nascita degli Invece.
Debora Cartisano ricorda Totò Speranza
Debora Cartisano racconta il sequestro di suo padre
Francesco Morano racconta Ciccio Vinci
Stefania Grasso racconta suo padre 1/3

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