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LEGGE REGIONALE 20 FEBBRAIO 1998, N. 9 Istituzione della Riserva Naturale Guidata di Punta Aderci - PDF
LEGGE REGIONALE 20 FEBBRAIO 1998, N. 9 Istituzione della Riserva Naturale Guidata di Punta Aderci
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1 LEGGE REGIONALE 20 FEBBRAIO 1998, N. 9 Istituzione della Riserva Naturale Guidata di Punta Aderci Art. 1 Istituzione È istituita la Riserva Naturale Guidata di Punta Aderci, nel Comune di Vasto. Art. 2 Perimetrazione I confini della Riserva Naturale di Punta Aderci sono stabiliti come da cartografia allegata, in scala 1:25.000, per una superficie di 285 ettari circa. Art. 3 Gestione 1) La gestione della Riserva Naturale Guidata è demandata al Comune di Vasto. 2) Il Comune può avvalersi, ai fini della gestione, delle associazioni di protezione ambientale più rappresentative, di società cooperative o istituti particolarmente qualificati, del Corpo Forestale dello Stato, dell Università. 3) Entro il termine di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l Ente gestore dovrà definire, mediante apposite delibere consiliari, l organo o altre forme di gestione della Riserva. 4) Entro il termine di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comune di Vasto provvede alla sistemazione dei cartelli segnaletici perimetrali e di quelli lungo le strade di accesso alla Riserva. 5) Qualora entro il predetto termine di 90 giorni, il Comune non abbia provveduto agli adempimenti stabiliti nel comma 2, la Giunta regionale gestirà in via provvisoria la Riserva attraverso l Ufficio Parchi e Riserve Naturali. 6) L Ente gestore dovrà altresì predisporre, entro il termine di COGECSTRE Penne,
2 180 giorni, il Piano di assetto Naturalistico e il regolamento di esercizio che stabilisce le modalità di accesso alla Riserva e di fruizione delle infrastrutture e dei servizi in essa realizzati, con particolare riguardo alla regolamentazione del flusso turistico, l osservazione naturalistica e la ricerca scientifica, nonché i divieti specifici. Art. 4 Piano di Assetto Naturalistico 1) Entro il termine di 60 giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, l Ente gestore provvede all affidamento dell incarico per la elaborazione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva secondo quanto previsto dalla L.R. 21/6/96 n. 38, art. 15, comma 3. 2) Il Piano dovrà essere elaborato e adottato dal Comune secondo le modalità, previsioni e prescrizioni previste dalla L.R. 21/6/996 n. 38, art. 22, entro un anno a decorrere dalla data di affidamento dell incarico. 3) Il Piano di Assetto Naturalistico dovrà essere approvato dal Consiglio regionale, previo parere del competente Settore Urbanistica e BB.AA., entro il termine di 120 giorni a decorrere dalla data di arrivo presso lo stesso Settore, secondo le modalità di cui alla L.R. 21/6/1996 n. 38, art. 22, comma 3. 4) Il Piano di Assetto Naturalistico potrà definire e regolamentare anche una fascia di rispetto o area contigua. Art. 5 Programma Pluriennale di Attuazione e Regolamento 1) Entro il termine di tre mesi a decorrere dalla data di approvazione del Piano di Assetto Naturalistico da parte del Consiglio regionale, o contestualmente ad esso, l Ente di gestione della Riserva predisporrà il Programma Pluriennale di Attuazione che dovrà contenere le indicazioni circa i modi, i tempi ed i costi per la attuazione dell ipotesi di gestione, gli interventi da attuare e le iniziative da promuovere per la valorizzazione della Riserva, con particolare riferimento ai problemi socio-economici, finanziari, territoriali e naturalistici. 2) Il Programma Pluriennale di attuazione ed il Regolamento dovranno essere inviati alla Giunta regionale - Settore Urba- COGECSTRE Penne,
3 nistica e Beni Ambientali che a sua volta lo invia al Consiglio regionale per la successiva approvazione. Art. 6 Piano di Gestione 1) Entro il 31 maggio di ogni anno l Ente gestore predispone ed approva un piano di gestione. 2) Limitatamente al primo anno successivo alla istituzione della Riserva, il Piano di gestione dovrà essere adottato ed inviato alla Giunta regionale entro i tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e dovrà prevedere l utilizzo dello stanziamento di cui all art. 10 per le spese previste ai sensi degli artt. 2, 3, 4, 5. Art. 7 Adeguamento degli strumenti urbanistici Le previsioni e le prescrizioni del Piano di assetto Naturalistico e le conseguenti norme applicative costituiscono vincolo per la pianificazione urbanistica di livello comunale e sovracomunale. Art. 8 Personale della Riserva La Riserva Naturale Guidata, per il conseguimento dei propri fini, può avvalersi di personale comunale, di personale comandato dalla Regione o da altri enti pubblici o, nei limiti dei propri bilanci, di personale direttivo tecnico e di manodopera a tempo determinato o indeterminato ai sensi dei contratti collettivi di lavoro vigenti. Art. 9 Norme transitorie di salvaguardia 1) All interno della Riserva sono consentiti, in attesa dell approvazione del Piano di Assetto Naturalistico, gli interventi previsti dai Piani paesistici. In ogni caso, sono vietati i seguenti interventi: a) alterazione delle caratteristiche naturali; b) apertura di nuove strade; c) costruzione di nuovi edifici; COGECSTRE Penne,
4 d) apertura di nuove cave, miniere e discariche; e) asportazione anche parziale, e danneggiamento delle formazioni minerali; f) modificazione del regime delle acque. Sono tuttavia consentiti interventi di restauro e di difesa ambientale con opere di bioingegneria naturalistica. Sono fatti salvi i diritti di approvvigionamento idrico anche per eventuali future esigenze del Comune di Vasto; g) la caccia, la cattura, il danneggiamento ed in genere qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento per le specie animali, per le uova e per i piccoli nati, ivi compresa la immissione di specie estranee, ad eccezione di eventuali reintroduzioni che si rendano necessarie od opportune per il ripristino di perduti equilibri o di prelievi per scopi scientifici che siano stati debitamente autorizzati dall Istituto Nazionale per le Fauna Selvatica e dall Ente di Gestione; h) realizzazione di allevamenti di specie selvatiche, nonché delle strutture inerenti alle recinzioni ed ai sistemi di stabulazione in assenza della specifica autorizzazione da parte dell Ente gestore dell area protetta; i) danneggiamento e raccolta delle specie vegetali spontanee, nonché introduzione di specie non autoctone, fatte salve le normali attività agricole e gli usi tradizionali di raccolta funghi, tartufi ed altre piante per scopi alimentari disciplinati dalle normative vigenti; l) alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell acqua, ed in genere l immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell ambiente acquatico; m) esercizio di sport con mezzi meccanici quali moto, fuoristrada; n) accensione di fuochi e l uso di fuochi pirotecnici non autorizzati; o) atterraggio di velivoli a motore non autorizzati, salvo il volo con parapendii e deltaplani e quanto altro disciplinato da leggi nazionali; p) i campeggi al di fuori delle aree destinate a tale scopo ed COGECSTRE Penne,
5 appositamente attrezzate; nelle aziende agricole è consentito il campeggio temporaneo previo permesso del Comune; q) istallazione di cartelli pubblicitari; r) l attracco di natanti a motore. 2) Sono garantiti i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali che sono esercitati secondo le consuetudini locali. 3) Le attività pascolive, agricole e forestali saranno regolamentate successivamente alle risultanze degli studi per il Piano di Assetto Naturalistico. 4) Fino a tale data le attività di cui al comma precedente continueranno ad essere esercitate secondo le abitudini consolidate degli abitanti del luogo nel rispetto delle prescrizioni della normativa vigente. 5) Sono comunque consentiti gli interventi di cui alla L.R. 18/83, art. 30, comma 1, lett. a), b), c), d) e successive modificazioni ed integrazioni. 6) È consentita l attività agricola, sono inoltre consentiti interventi di ristrutturazione, completamento e ampliamento delle aziende agricole e/o la loro riconversione a fini agrituristici. 7) È consentita la ricostruzione di trabucchi. Art. 10 Sanzioni Per le sanzioni amministrative relative alle violazioni delle disposizioni contenute nell art. 9 si rimanda alle norme statali e regionali che regolano la materia. Art. 11 Norma finanziaria All onere derivante dall applicazione della presente legge, valutato in lire , si provvede mediante utilizzazione delle risorse iscritte al Cap ed il cui stanziamento è determinato dalla legge di bilancio denominata Legge Quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l Appennino Parco d Europa e per interventi e valorizzazione dei beni ambientali e naturali, ricorrendo i presupposti di cui agli artt. 4 e 20 della L.R. n. 38/96. COGECSTRE Penne,
6 Art. 12 Urgenza La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo. La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Abruzzo. Data a L Aquila, addì 20 febbraio 1998 Falconio Nell occasione, si comunica che il Governo, nella seduta del Consiglio dei Ministri dei 6/02/1998, ha osservato che avendo l art. 4 c. 3 della L. 344/97 previsto la costa teatina fra le aree prioritarie di reperimento per le quali si potrà procedere all istituzione di un parco nazionale, al momento della sua istituzione dovra essere rispettato il principio sancito dali art 2, c. 5, L. 394/91 che vieta l istituzione di aree protette regionali nel territorio di un parco nazionale e di una riserva statale. Lo stesso Governo inoltre ha segnalato che sarebbe stato opportuno richiamare il disposto dell art. 8 secondo comma, lett. g) della L.R. 38/96 che vieta tra l altro l introduzione di mezzi distruttivi di cattura delle specie animali. COGECSTRE Penne,
7 LEGGE REGIONALE N 38 DEL 21/6/96 Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l Appennino Parco d Europa TITOLO 1 Disposizioni generali Art. 1 Principi generali 1) La Regione Abruzzo promuove, in maniera unitaria ed in forma coordinata, la protezione, la rinaturalizzazione e la riqualificazione del bene ambiente inteso quale insieme di fattori fisici e di organismi viventi considerati nelle loro dinamiche interazioni e di elementi antropici. La Regione Abruzzo considera l ambiente come bene primario costituzionalmente garantito, attraverso la razionale gestione delle singole componenti, il rispetto delle singoli condizioni naturali di equilibrio, la preservazione dei patrimoni genetici di tutte le specie animali e vegetali, anche al fine di considerare la natura maestra di vita per le generazioni future. 2) La Regione Abruzzo persegue le azioni di cui al precedente comma principalmente attraverso la promozione e la istituzione di aree naturali protette. 3) La Regione Abruzzo, consapevole dell eccezionale valore biogeografico del proprio insieme di aree protette, opera affinché esse costituiscano con le altre aree dell Appennino dal rilevante valore naturalistico ed ambientale un sistema interconnesso ed indipendente al fine di promuovere e far riconoscere l Appennino Parco d Europa. Art. 2 Finalità La Regione Abruzzo, in ottemperanza all art. 4 dello statuto ed in conformità ai principi stabiliti dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394, detta norme per l istituzione e la gestione di aree protette e per la tutela dell ambiente naturale regionale. La presente COGECSTRE Penne,
8 legge persegue le seguenti finalità: - realizzazione di un sistema integrato di aree protette; - conservazione, reintegrazione, salvaguardia e sviluppo della biodiversità; - conservazione e utilizzazione razionale e duratura delle risorse naturali; - difesa della flora e della fauna, con particolare riferimento a quella protetta, nonché delle formazioni geologiche, geomorfologiche, speleologiche e degli equilibri idrogeologici ed ecologici in genere; - disciplina del corretto uso del territorio a fini culturali, scientifici, didattici e ricreativi; - applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici, nonché delle attività agricole produttive ed agro-silvo-pastorali e di agricoltura biologica e delle altre attività economiche attualmente in uso e/o comunque compatibili con le finalità della presente legge e la conservazione degli ecosistemi; - miglioramento delle condizioni di vita, anche mediante promozione di attività economiche in armonia con le finalità delle aree protette; - tutela della salute e più alta qualità della vita dei cittadini. Art. 3 Sistema integrato delle aree protette Il sistema integrato delle aree protette della Regione Abruzzo è costituito dalle seguenti categorie: a) Parco naturale regionale; b) Riserva naturale regionale; c) Monumento naturale regionale; d) Riserva naturale di interesse provinciale. Art. 4 Istituzione dei parchi e delle riserve naturali regionali 1) I parchi e le riserve naturali regionali sono istituiti con legge regionale nel rispetto delle leggi 6/12/1991, n. 394 e 11/2/1992, n COGECSTRE Penne,
9 2) Le proposte d istituzione di parchi e riserve naturali nelle aree di notevole valore naturalistico, ovvero la richieste di modifica territoriale delle aree protette regionali esistenti, possono essere avanzate: a) da ciascun consigliere regionale; b) dalla Giunta regionale; c) dalla Provincia, sentiti i Comuni interessati, nel cui territorio è contenuta in tutto o in parte l area interessata; d) dalla Comunità montana nel cui territorio ricade in tutto o in parte l area interessata; e) dal Comune o dai Comuni nel cui territorio è contenuta almeno la metà del territorio dell area interessata; f) da non meno del 20% degli elettori di ciascuno dei Comuni interessati; g) da, sentiti i Comuni interessati, non meno di tre associazioni di protezione ambientale maggiormente rappresentative, iscritte nell elenco previsto dall art. 13 della legge 349/1986 ed operanti stabilmente in Abruzzo. 3) Le proposte devono preliminarmente contenere i seguenti elementi: a) analisi storico-urbanistica-ambientale di massima; b) perimetrazione di massima; c) obiettivi da perseguire. 4) La proposta, corredata come specificato al comma precedente, è inoltrata al Settore Beni Ambientali e Cultura, Ufficio Parchi e Riserve naturali della Regione che, verificati i requisiti di ammissibilità, rimette nei successivi 30 giorni la proposta al Comitato tecnico-scientifico perché proceda ad esprimere il relativo parere obbligatorio ai sensi del successivo articolo 5. 5) Il Componente la Giunta invia la proposta, corredata dal parere predisposto dal Comitato tecnico-scientifico, alle Province, alle Comunità montane ed ai Comuni interessati, e decorsi 90 giorni convoca una conferenza degli enti interessati per raccogliere suggerimenti e proposte per la redazione del documento di indirizzo previsto dall art. 22 della legge 6 dicembre 1991, n ) La Giunta regionale, se ne esistono le condizioni, adotta il relativo disegno di legge che viene trasmesso per l approva- COGECSTRE Penne,
10 zione alla Presidenza del Consiglio regionale. 7) La legge istitutiva dell area protetta regionale definisce le eventuali altre norme di salvaguardia, in aggiunta a quelle di cui al successivo articolo 8, da valere in attesa della formazione e dell approvazione del Piano per il Parco o della riserva e dei relativi regolamenti. 8) Le riserve naturali la cui istituzione è stata richiesta dai Comuni interessati da almeno due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge possono essere istituite con legge regionale in deroga a quanto previsto nei precedenti commi 4, 5 e 6 del presente articolo. Art. 5 Il Comitato tecnico-scientifico regionale per le aree protette 1) È istituito il Comitato tecnico scientifico regionale per le aree protette, di seguito denominato Comitato, presso il Settore Urbanistica, Beni Ambientali e Cultura, in L Aquila. 2) L Ufficio Parchi e Riserve naturali della Regione svolge funzioni di supporto al Comitato e cura tutti gli adempimenti conseguenti. 3) Il Comitato esprime parere obbligatorio: entro 45 giorni sulla istituzione, sullo statuto, sui piani e sui rispettivi regolamenti dei parchi e delle riserve naturali, nonché sulle attività al comma 9 art. 8 della presente legge. Il suo presidente può sottoporre all attenzione del Comitato argomenti in ordine all attuazione in ambito regionale dei principi dettati dalla legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394 e dall applicazione su scala regionale delle direttive UE e convenzioni internazionali ratificate dalla Stato italiano, nonché quant altro in materia ritenga opportuno. 4) Il Comitato è composto: a) dal Componente la Giunta, competente per i parchi e le riserve naturali, che lo presiede; b) da due esperti, di cui un botanico, l altro zoologo, designati dal Dipartimento di Scienze ambientali dell Università di L Aquila; c) da 2 esperti nominati dal Presidente della Giunta regionale designati congiuntamente dalle associazioni di protezione COGECSTRE Penne,
11 ambientale operanti in Abruzzo, iscritte nell elenco previsto dall art. 13 legge n. 349/1986. Decorsi infruttuosamente trenta giorni dalla recezione della richiesta di designazione fatta dalla Regione, gli esperti vengono scelti dal Componente la Giunta preposto ai parchi ed alle riserve naturali nell ambito delle associazioni di protezione ambientale iscritte nell elenco suddetto; d) da un dirigente del Settore Urbanistica Beni Ambientali e Cultura della Regione designato dal Componente la Giunta preposto al Settore; e) dal dirigente del Settore Affari della Presidenza della Regione esperto in politiche comunitarie nominato dal Presidente della Giunta; f) dal responsabile dell Ispettorato regionale per le foreste del Settore Tutela Ambientale; g) dai responsabili degli uffici competenti delle Province designati dai rispettivi presidenti che intervengono con diritto di voto solo per le proprie competenze territoriali; h) da un dirigente geologo del Settore Lavori Pubblici e Politica della Casa della Regione designato dal Componente la Giunta preposto al Settore; i) da un dirigente agronomo del Settore Agricoltura della Regione designato dal Componente la Giunta preposto al Settore; l) da un veterinario dell Istituto zooprofilattico sperimentale per l Abruzzo e Molise G. Caporale ; m) da 1 rappresentante delle organizzazioni sindacali agricole designato da quelle maggiormente rappresentative nella regione. 5) La mancata designazione, se prevista, o il rifiuto, non crea impedimento alla formazione del Comitato. In questi casi, decorsi infruttuosamente trenta giorni dalla ricezione della richiesta di designazione fatta dalla Regione, nel rispetto delle specifiche professionalità, la Giunta regionale provvede alle designazioni sostitutive. 6) Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale, ha durata pari alla legislatura e gli esperti possono essere rinominati una sola volta. 7) Il Comitato è convocato dal suo presidente con avviso scrit- COGECSTRE Penne,
12 to, contenente l ordine del giorno, inviato ai componenti almeno dieci giorni prima della seduta. 8) Le sedute sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti in prima convocazione e di 1/3 in seconda convocazione. 9) Possono partecipare alle sedute del Comitato, con facoltà di intervenire nella discussione ma senza diritto di voto: - i Consiglieri regionali; - i Componenti la Giunta; - i Direttori dei parchi e delle riserve o i Responsabili delle riserve su loro richiesta. E per i territori di loro competenza: - i Presidenti delle Province o loro delegati; - i Presidenti delle Comunità montane o loro delegati. 10) Ai membri verrà corrisposto un gettone di presenza ed un rimborso spese secondo quanto previsto per il C.R.T.A. di cui alla L.R. 12/4/1983, n. 18, modificata ed integrata. 11) Il Comitato sostituisce a tutti gli effetti i Comitati Tecnici- Scientifici dei parchi e delle riserve di istituzione regionale. Art. 6 Ufficio Parchi e Riserve naturali 1) L Ufficio Parchi e Riserve naturali della Regione Abruzzo svolge i seguenti compiti; a) elabora studi e proposte per l istituzione e la gestione dei parchi e delle riserve; b) assicura assistenza tecnica in materia di parchi e di riserve naturali; c) elabora i criteri per la predisposizione dei piani dei parchi e delle riserve e dei piani di gestione naturalistica, dei relativi programmi di attuazione e dei regolamenti; d) predispone il documento di indirizzo di cui all art. 22, comma 1 lettera a) della L. 6 dicembre 1991, n. 394; e) propone direttive per il coordinamento delle iniziative e delle attività promozionali a livello regionale ed interregionale in materia di parchi e riserve naturali; f) propone alla Giunta regionale la realizzazione di campagne di educazione e sensibilizzazione dell opinione pubblica alla conoscenza ed al rispetto del patrimonio naturale della COGECSTRE Penne,
13 Regione Abruzzo, nonché alla valorizzazione e promozione turistica dello stesso anche attraverso pubblicazione o acquisto e successiva distribuzione di materiale divulgativo quali manifesti, dépliant, libri, videocassette, e attraverso l organizzazione di convegni e mostre; g) elabora direttive per assicurare l unitarietà degli indirizzi e dell immagine dei parchi e delle riserve (tipologie delle attrezzature, servizi, pubblicazioni, segnaletiche); h) provvede all istruttoria per i contributi ai Comuni gestori di aree protette ed anche ad altri soggetti istituzionali nonché alle associazioni culturali e di protezione ambientale per il raggiungimento delle finalità di cui al precedente punto f; i) provvede alla istruttoria di merito formulando un parere tecnico per tutte le proposte di legge istitutive dei parchi e riserve e per i piani e progetti relativi alle aree protette; l) costituisce supporto per le specifiche competenze ecologiche e naturalistiche all attività sia dell Ufficio Tutela Beni Ambientali che del Servizio Assetto del Territorio; m) svolge, altresì, funzioni di segreteria e di supporto amministrativo sia per il Comitato di cui all art. 5 che per gli adempimenti derivanti dalle singole leggi nazionali in materia; n) cura l istruttoria degli atti derivanti dall applicazione dell art. 83 del D.P.R. 616/77 e provvede alla loro definizione; o) propone alla Giunta regionale l eventuale contributo d indennizzo, non ricompreso fra i benefici previsti dalla L.R. 3/74, per i danni subiti dagli allevatori ed agricoltori nei territori delle aree protette, per le attività di tutela ambientale. 2) L Ufficio Parchi e Riserve naturali può avvalersi, per l espletamento dei compiti di cui ai commi precedenti, della collaborazione di Istituti universitari, scientifici e di ricerca pubblici, delle strutture tecniche e scientifiche del Corpo Forestale e dei parchi esistenti sul territorio della Regione Abruzzo, delle Province, di enti e associazioni culturali e di protezione ambientale, di società e cooperative particolarmente qualificate nel settore. La Giunta regionale può stipulare a tal fine, apposite convenzioni anche onerose. COGECSTRE Penne,
14 3) Le nomine e i pareri richiesti alla Regione ai sensi della vigente legislazione in materia di parchi e riserve sono attribuiti alla competenza della Giunta regionale. 4) Compatibilmente alla rideterminazione degli uffici e delle piante organiche previsti dagli art. 30 e 31 del decreto legislativo n. 29/93, la Regione Abruzzo adegua l organico dell Ufficio Parchi e Riserve Naturali ai nuovi compiti assegnati in materia dell attuale legislazione per il raggiungimento di obiettivi riferiti al funzionamento delle aree protette ed alla gestione di importanti risorse economiche ed umane. Art. 7 Sede dei parchi e delle aree naturali protette Le sedi legali e operative dei parchi regionali si localizzano all interno del territorio dei parchi stessi, secondo quanto stabilito dal Consiglio direttivo attraverso lo statuto del parco. Le sedi legali e operative delle altre aree protette regionali si localizzano presso le sedi dei relativi enti di gestione. La Regione Abruzzo mette a disposizione la propria sede in Roma allo scopo di facilitare i rapporti fra gli enti gestori le aree protette insistenti sul territorio della regione Abruzzo e gli uffici dello Stato o di altre regioni. Art. 8 Norme transitorie di salvaguardia 1) All interno di ciascun parco o riserva sono consentiti, in attesa dell approvazione del Piano per il Parco o del Piano di Assetto Naturalistico, gli interventi previsti dai piani paesistici. 2) In ogni caso sono vietati i seguenti interventi: a) asportazione, anche parziale, e danneggiamento delle formazioni minerali; b) modifiche del regime delle acque. Sono tuttavia consentiti interventi di restauro e di difesa ambientale con opere di bioingegneria naturalistica; c) la caccia, la cattura, il danneggiamento ed in genere qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento per le specie animali, per le uova e per i piccoli nati, ivi compresa la immissione di specie estranee, ad eccezione di eventuali reintroduzioni che si rendano necessarie od COGECSTRE Penne,
15 opportune per il ripristino di perduti equilibri o di prelievi per scopi scientifici che siano stati debitamente autorizzati dall Istituto nazionale per la fauna selvatica e dall Ente di gestione, qualora operante; d) la realizzazione di allevamenti di specie selvatiche, nonché delle strutture inerenti alle recinzioni ed ai sistemi di stabulazione in assenza della specifica autorizzazione dell Ente gestore dell area protetta; e) il danneggiamento e la raccolta delle specie vegetali spontanee, nonché l introduzione di specie non autoctone, fatte salve le normali attività agricole e gli usi tradizionali di raccolta di funghi, tartufi ed altre piante per scopi alimentari disciplinati dalle normative vigenti; f) l alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell acqua, ed in genere l immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell ambiente acquatico; g) l introduzione di armi, di esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o atto alla cattura di specie animali; h) l esercizio di sport con mezzi meccanici quali moto, fuoristrada, ecc.; i) l accensione di fuochi e l uso di fuochi pirotecnici non autorizzati; l) l uso di motoslitte, il sorvolo e l atterraggio di velivoli non autorizzati, salvo quanto disciplinato dalle leggi sulla disciplina del volo; m) il campeggio al di fuori delle aree destinate a tale scopo ed appositamente attrezzate; è consentito il campeggio temporaneo appositamente autorizzato in base alla normativa vigente; n) l installazione di cartelli pubblicitari al di fuori di centri abitati; o) l uso di battipista per lo sci alpino al di fuori delle piste esistenti, nonché l uso di battipista per il fondo al di fuori delle aree tradizionalmente utilizzate allo scopo; p) la circolazione di mezzi a motore lungo le piste carrabili, eccetto che per lo svolgimento di attività produttive tradizionali consolidate nell uso delle popolazioni locali; COGECSTRE Penne,
16 q) la realizzazione di strutture ricettive extraurbane se non espressamente previste dagli strumenti urbanistici vigenti. 3) Sono garantiti i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali che sono esercitati secondo le consuetudini locali. 4. Le attività pascolive, agricole e forestali saranno regolamentate successivamente alle risultanze degli studi per il Piano del Parco o di Assetto Naturalistico. 5) Fino a tale data, le attività di cui al comma precedente continueranno ad essere esercitate secondo le abitudini consolidate degli abitanti del luogo nel rispetto delle prescrizioni della normativa vigente. 6) La pesca sportiva è consentita fatta eccezione per i casi in cui le singole leggi istitutive o i successivi piani non prevedano forme diverse di limitazione. 7) Sono comunque consentiti gli interventi di cui alle lett. a), b), c), d) del comma 1 art. 30 della L.R. 18/83 e successive modificazioni ed integrazioni. 8) Previo parere del Comitato possono essere consentiti l asportazione e l uso di limitate quantità di materiale lapideo esclusivamente nei casi in cui l utilizzo sia legato al recupero ed alla riproposizione di elementi costruttivi tipici della tradizione costruttiva locale. 9) Il Presidente della Giunta regionale, sentito il Comitato, con proprio decreto è autorizzato ad emettere, per le aree protette per le quali è stata depositata proposta di istituzione delle forme previste dalla presente legge, le norme di salvaguardia di cui ai commi precedenti sull intera area o su parte di essa. TITOLO II Parchi Naturali Regionali Art. 9 Definizione e articolazione in zone 1) I parchi naturali regionali sono costituiti, ai sensi dell art. 2, comma 2 della legge 394/91, da aree terrestri, fluviali, lacuali ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, in cui siano inclusi uno o più ecosistemi intatti o poco alterati da interventi antropici, che costituiscono, nell ambito di una COGECSTRE Penne,
17 o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo caratterizzato dalla presenza di specie animali, vegetali o siti geomorfologici di rilevante interesse naturalistico, scientifico, culturale, educativo e ricreativo, nonché da valori paesaggistici, artistici e dalle tradizioni delle popolazioni locali. 2) Il parco naturale regionale è definito come un sistema di aree a protezione ed utilizzazione differenziata e prevede, al suo interno, le seguenti zone individuate dal Piano del Parco: - Zona A: di eccezionale valore naturalistico (riserva integrale) per la conservazione dell ambiente naturale nella sua integrità, con l ammissione di interventi finalizzati esclusivamente alla ricerca scientifica ed al ripristino ecologico; - Zona B: di elevato valore naturalistico e paesaggistico (riserva generale) articolabile in più sottozone in cui i valori naturali si integrano, a seguito di antropizzazione passata o attuale, in un complesso organico da salvaguardare favorendo le attività agro-silvo-pastorali condotte con sistemi compatibili con i fini generali del parco; in tali zone, oltre a tali attività, sono ammessi solamente interventi volti al restauro o alla ricostituzione di ambienti o equilibri naturali degradati. Sono altresì consentiti interventi di restauro del patrimonio edilizio esistente per finalità agro-silvo-pastorali, turistico-ricreative o gestionali ed il ripristino di sentieri; - Zona C: area di protezione, per la conservazione di ambienti naturali in parte antropizzati, in cui può essere esercitata ed incentivata l attività agro-silvo-pastorale secondo criteri tradizionali oppure secondo gli attuali principi dell agricoltura biologica. Sono consentite le categorie di opere come individuate nelle lett. a), b), c) e d) di cui al comma 1 dell art. 30 della L.R. 18/83 così come modificato ed integrato dalla L.R. 70/95; - Zona D: area di sviluppo, limitata ai centri urbani ed alle aree limitrofe, in cui vale il regime ordinario fino ad applicazione del Piano del Parco, a cui vengono destinati opportuni interventi di restauro e di rivitalizzazione volti al miglioramento delle condizioni di vita delle collettività locali ed al recupero del patrimonio edilizio finalizzato a strutture ricettive e di supporto al parco; 3) Per ciascuna zona l Ente gestore deve stabilire le relative norme d uso. COGECSTRE Penne,
18 Art. 10 Leggi istitutive dei parchi naturali regionali La legge istitutiva del parco deve prevedere: - i confini; - i tempi di tabellazione; - le modalità di gestione ed i soggetti ad essa preposti; - le norme transitorie di salvaguardia valide fino all entrata in vigore del parco; - le direttive e le modalità per l elaborazione e l adozione del Piano del Parco, del piano pluriennale economico e sociale e del regolamento; - la norma finanziaria. Art. 11 Ente Parco regionale 1) Con la legge istitutiva del parco viene costituito l ente di diritto pubblico per la gestione del parco stesso. 2) Sono organi dell Ente Parco: - il Presidente; - il Consiglio direttivo; - il Collegio dei revisori dei conti; - la Comunità del parco. 3) Il presidente è scelto in seno al Consiglio direttivo, ai sensi dell art. 24 comma 1 della legge n. 394/91 e ne fa parte. Prima dell approvazione dello statuto le funzioni di presidente vengono esercitate dal consigliere più anziano d età. Qualora il presidente non venga eletto entro 180 giorni dall insediamento del Consiglio direttivo la Giunta regionale nomina un presidente pro tempore. 4) Il presidente del parco naturale regionale non può esercitare attività che non consentano la presenza costante nella gestione dell Ente. L ufficio di presidente è incompatibile con quello di deputato al Parlamento Europeo o Nazionale, consigliere regionale, provinciale, comunale, nonché con quello di sindaco o assessore di Comunità montana. Lo statuto può regolamentare ulteriormente l espletamento delle funzioni inerenti all incarico. 5) Il Consiglio direttivo è composto: a) da sei membri nominati dalla Comunità del parco in rappre- COGECSTRE Penne,
19 sentanza dei Comuni, delle Province e delle Comunità montane ricompresi nell area protetta; possono essere designati anche esperti scelti all esterno degli organi rappresentativi della Comunità; b) da cinque membri nominati dalla Giunta regionale, scelti tra persone altamente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura secondo le seguenti modalità: - due su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate secondo le modalità previste alla lett. c) comma 4 art. 5 della presente legge; - uno su designazione del Dipartimento di Scienze ambientali dell Università abruzzese; - uno su proposta del Componente per materia scelto tra esperti in campo ambientale la cui professionalità sia comprovata da adeguato curriculum; - uno su proposta del Componente la Giunta competente in materia scelto tra esperti in discipline giuridico-economiche. 6) I membri del Consiglio direttivo durano in carica 5 anni e possono essere rinominati per una sola volta. 7) La mancata designazione o nomina non crea impedimento alla formazione del Consiglio direttivo o della Comunità del parco. In questi casi, decorsi infruttuosamente trenta giorni dalla ricezione della richiesta fatta dalla Regione, nel rispetto delle specifiche professionalità, la Giunta regionale provvede alle nomine sostitutive. 8) Entro novanta giorni dalla data di pubblicazione della legge istitutiva dell area naturale protetta, il Componente la giunta preposto al settore provvede all insediamento degli organi dell Ente Parco. 9) Il Consiglio direttivo: - delibera su questioni generali, bilanci, Piano del Parco o regolamenti; - esprime parere vincolante sul piano pluriennale economico e sociale; - fornisce alla Comunità del parco gli strumenti tecnici finanziari per il perseguimento dei compiti ad esso attribuiti dalla legge; - predispone e adotta lo statuto dell Ente Parco che è approvato dalla Giunta regionale. COGECSTRE Penne,
20 10) Ai Componenti del Consiglio direttivo e al presidente e al vicepresidente spettano i compensi pari all 80% di quelli attribuiti per le medesime cariche agli organismi dei parchi nazionali. 11) Il Collegio dei revisori dei conti, nominato dal Consiglio direttivo nel rispetto dell art. 24 della legge 6/12/1991, n. 394, è composto da tre membri, uno dei quali scelto tra iscritti dei revisori contabili di cui al Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, con funzione di presidente, uno tra gli iscritti all albo dei dottori commercialisti, ed uno tra gli iscritti all albo dei ragionieri. 12) Il componenti del Collegio durano in carica per la stessa durata del Consiglio direttivo, non sono revocabili salvo inadempienza e sono rinominabili per una sola volta. 13) Il Collegio dei revisori esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell Ente Parco, redige una relazione sul bilancio di previsione e sul conto consuntivo e formula proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza ed economicità della gestione. 14) Il Collegio dei revisori invia al presidente della Giunta regionale una relazione semestrale sull attività amministrativa dell Ente Parco e sullo svolgimento dell azione di controllo. 15) I revisori dei conti, qualora riscontrino gravi irregolarità nella gestione dell Ente Parco, ne riferiscono immediatamente al Consiglio direttivo ed alla Giunta regionale. 16) I revisori hanno diritto di accesso agli atti e documenti dell Ente Parco e possono partecipare, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio direttivo. 17) Ai Componenti il Collegio spetta lo stesso trattamento dei revisori dei conti della Comunità montana in rapporto alla popolazione e al territorio ricompresi nel parco. 18) La Comunità del parco è costituita: a) dai Sindaci dei Comuni interessati o Consiglieri da essi delegati; b) dai Presidenti della Province interessate o Consiglieri loro delegati; c) dai Presidenti delle Comunità montane interessate o Consiglieri da loro delegati. 19) La Comunità del parco ha compiti propositivi e consultivi; in COGECSTRE Penne,
21 particolare predispone il piano pluriennale economicosociale; il suo parere è obbligatorio: a) sullo statuto; b) sul piano e sul regolamento del parco; c) sul bilancio e sul conto consuntivo; d) su altre questioni, a richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio direttivo. 20) La Comunità del parco adotta il proprio regolamento interno ed elegge al suo interno un presidente ed un vicepresidente ai quali può essere attribuita rispettivamente un indennità di carica pari alla metà e ad un terzo di quella spettante al presidente della principale Comunità montana il cui territorio sia ricompreso anche parzialmente nel perimetro del parco. Art. 12 Personale del parco naturale regionale 1) La pianta organica del parco regionale è approvata dalla Giunta regionale su proposta del Consiglio direttivo. Le assunzioni di personale, ancorché previste in pianta organica, devono comunque essere contenute nei limiti di bilancio dell Ente. 2) Il direttore del parco è responsabile delle attività di gestione naturalistica e tecnico-amministrativa dell Ente Parco della Polizia locale provinciale e risponde dei propri atti agli organi amministrativi dell Ente. Lo statuto, nell ambito dei principi fissati dalla legge, stabilisce le modalità della sua nomina e le sue attribuzioni. 3) Per quanto concerne le modalità di accesso nel ruolo organico, si fa riferimento alla normativa vigente per il personale regionale, ovvero, limitatamente alla figura del direttore, mediante contratto di diritto privato stipulato per non più di cinque anni con soggetti particolarmente esperti, iscritti nell elenco degli idonei all esercizio all attività di direttore del parco di cui al decreto del Ministro dell ambiente ai sensi dell art. 9 della Legge n. 394/91. Si prescinde dall iscrizione nel caso in cui l elenco non sia stato formato, ferme restando le clausole di comprovata esperienza. COGECSTRE Penne,
22 4) L Ente Parco, per il conseguimento dei fini d istituto, può avvalersi sia di personale proprio che di personale comandato dalla Regione o da altri enti pubblici e, per quanto concerne la sorveglianza del territorio del parco, del Corpo Forestale dello Stato, nonché di proprio personale. I rapporti tra Ente Parco e Corpo Forestale dello Stato sono stabiliti con apposita convenzione, approvata dal Consiglio direttivo del parco, in base a quanto previsto dall art. 27 della Legge 394/91. 5) È comunque consentito all Ente Parco, nei limiti del proprio bilancio, l impiego di personale tecnico e di manodopera con contratti a tempo determinato ed indeterminato ai sensi dei contratti collettivi di lavoro vigenti per il settore agricoloforestale. Art. 13 Statuto dell Ente Parco naturale regionale 1) Lo statuto definisce e disciplina l ordinamento amministrativo dell Ente Parco. 2) Lo statuto, inoltre, stabilisce: a) le finalità, l organizzazione, i compiti e le funzioni degli organi dell Ente Parco, nonché le modalità di nomina del presidente; b) le norme per il regolare svolgimento delle attività degli organi dell Ente Parco; c) la sede definitiva dell Ente Parco; d) le modalità di partecipazione popolare e le forme di pubblicità degli atti; e) la procedura necessaria per la eventuale modifica dello statuto stesso. 3) La proposta di statuto, predisposta entro tre mesi dall insediamento del primo Consiglio direttivo, è sottoposta al parere della Comunità del parco e del Comitato che provvederanno a renderlo entro i successivi trenta giorni. 4) I pareri di cui al precedente comma 3 si intendono resi positivamente alla decorrenza dei termini indicati. 5) Il Consiglio direttivo, valutati i pareri pervenuti, adotta lo statuto e lo trasmette per l approvazione da parte della Regione. COGECSTRE Penne,
23 Art. 14 Formazione del piano e del regolamento 1) Il Piano e il regolamento del parco sono predisposti entro un anno dall insediamento del Consiglio direttivo e sottoposti a parere del Comitato e della Comunità del parco che provvedono a renderli operativi entro i successivi tre mesi. 2) Il Consiglio direttivo, dopo aver apportato le eventuali modifiche, li adotta. 3) Il presidente dell Ente Parco provvede alla richiesta di pubblicazione dell avviso di deposito sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo. 4) Il Piano e il regolamento rimangono depositati presso le segreterie delle Province, Comunità montane e Comuni a libera visione del pubblico per quaranta giorni dalla data di pubblicazione dell avviso. 5) Nel medesimo periodo le province interessate promuovono pubbliche consultazioni con gli enti di cui al comma precedente al fine di verificare la congruenza con il P.T.P. e trasmettono alla Regione gli atti, gli elaborati e le risultanze delle consultazioni. 6) Entro i successivi quaranta giorni chiunque può presentare osservazioni all Ente Parco anche sotto forma di istanze, proposte o contributi. 7) Entro i successivi sessanta giorni l Ente Parco si esprime sulle osservazioni presentate adeguando il Piano ed il Regolamento. 8) L Ente Parco li trasmette alla Regione, unitamente alle osservazioni, entro i successivi trenta giorni. 9) Il Consiglio regionale provvede alla definizione del Piano ed al Regolamento entro i sei mesi dal loro ricevimento. 10) Il provvedimento di approvazione è pubblicato sul BURA. Art. 15 Contenuti del piano 1) Il piano, nella sua predisposizione generale e prima definizione progettuale, deve tener conto dei dati e degli studi esistenti nonché delle indicazioni fornite dai documenti di pianificazione territoriali vigenti a qualsiasi livello e, per gli aspetti carenti, procedere alle necessarie integrazioni. Deve inoltre di norma contenere: a) le analisi di base; COGECSTRE Penne,
24 b) la relazione di sintesi, l illustrazione degli obiettivi da conseguire e l indicazione dei modi e dei tempi per l attuazione del piano stesso; c) la perimetrazione definitiva; d) la zonazione; e) la normativa ed eventuali regolamenti di settore. 2) Il piano, in relazione alla lett. a), del comma 2 del presente articolo, si basa su un corpo di indagine sufficiente ad inquadrare i seguenti aspetti: a) geologici, geomorfologici, pedologici, idrologici e speleologici; b) floristici, vegetazionali, forestali; c) faunistici; d) paesaggistici, storici, architettonici, archeologici e culturali in genere; e) socio-economici con particolare riguardo a quelli demografici, occupazionali ed alle attività che possono essere influenzate dalla realizzazione dell area naturale protetta. 3) Il piano è firmato da tecnici abilitati alla redazione degli strumenti urbanistici. Le analisi di settore sono in ogni caso svolte da tecnici abilitati nelle rispettive discipline. 4) Ai fini dell attuazione delle finalità istitutive dell area naturale protetta il piano disciplina: a) l organizzazione generale del territorio tenuto conto della sua articolazione in aree caratterizzate da forme differenziate di tutela e di uso; b) la disposizione di vincoli, destinazioni di uso pubblico e privato e relative norme di attuazione, con riferimento alle varie aree individuate dal piano; c) la definizione di sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservate ai giovani, alle scolaresche, ai disabili ed agli anziani; d) l individuazione di sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la fruizione dell area protetta, musei, centri visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agrituristiche; e) la determinazione di indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e per la gestione dell ambiente naturale in genere. 5) Inoltre il piano: COGECSTRE Penne,
25 - individua gli interventi conservativi di restauro e di riqualificazione da attuarsi preferibilmente in progetti di intervento particolareggiati; - determina i modi di utilizzazione dell area protetta per scopi scientifici, culturali, ricreativi; - individua e regolamenta le attività produttive e di servizio che, in conformità con le finalità istitutive dell area naturale protetta, possono assicurare un equilibrata attività socio-economica nel territorio interessato, in particolare per quanto attiene a quella agro-silvo-pastorale. Art. 16 Regolamento del parco 1) Il regolamento disciplina le attività consentite in conformità alle previsioni e prescrizioni degli strumenti di pianificazione. Esso disciplina in particolare: a) la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti; b) le attività artigianali, commerciali, di servizio e agro-silvopastorali; c) il soggiorno e la circolazione del pubblico e dei mezzi di trasporto; d) le attività sportive, ricreative ed educative; e) l attività di ricerca scientifica e biosanitaria; f) i limiti alle emissioni sonore, luminose o di altro genere, nonché dei fattori di disturbo; g) lo svolgimento delle attività da affidare a interventi di occupazione giovanile, di volontariato, con particolare riferimento alle comunità terapeutiche, e al servizio civile alternativo; h) l accessibilità nel territorio dell area naturale protetta attraverso percorsi e strutture idonee per anziani e disabili; i) il regime sanzionatorio previsto dalla normativa vigente relativo alle infrazioni individuate nel regolamento stesso; l) le modifiche ed i criteri di priorità per la liquidazione e la corresponsione di affitti, acquisti, espropriazioni ed indennizzi. 2) Sono comunque da applicare ai parchi naturali regionali i COGECSTRE Penne,
26 principi statuiti dai commi 3 e 4 dell art. 11 della legge 394/91. 3) Il regolamento fa salvi i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali. Eventuali diritti esclusivi di caccia delle collettività locali o altri usi civici di prelievi faunistici sono liquidati dal competente commissario per la liquidazione degli usi civici su istanza dell organismo di amministrazione del parco. 4) Il regolamento è parte integrante del Piano per il Parco e ne segue contestualmente l iter di formazione, di approvazione, di efficacia, di revisione e di aggiornamento. Art. 17 Effetti del Piano del Parco 1) Per i parchi regionali istituiti dalla Regione Abruzzo il Piano del Parco fa riferimento agli strumenti quadro della Regione, ha valore anche di piano paesistico e di piano urbanistico e sostituisce i piani paesistici, territoriali di pari livello. Per gli aspetti specifici in esso normati il piano è sovraordinato agli stessi strumenti urbanistici comunali. 2) Gli enti locali devono adeguare i propri piani e regolamenti a quelli del parco entro sei mesi dalla loro entrata in vigore. Decorso detto termine le disposizioni del piano e regolamento del parco prevalgono su quelle del Comune. 3) L approvazione da parte della Regione del Piano del Parco equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza per gli interventi pubblici o di pubblica utilità in esso previsti. 4) Tutte le opere da realizzare all interno del parco sono soggette al rilascio di nulla osta da parte dell Ente Parco secondo le modalità stabilite dal Consiglio direttivo. Il nulla osta verifica la conformità alle disposizioni del piano e del regolamento e viene rilasciato all Ente Parco a far data dall inizio dell esecutività degli stessi. 5) Allo scopo di creare uno sportello unico per le autorizzazioni necessarie alla realizzazione di interventi all interno dei parchi regionali istituiti nel territorio della regione Abruzzo, le funzioni amministrative previste all art. 82, comma 2, lett. b), d), e) ed f) del D.P.R. 616/77 per le parti di territorio ricomprese nei perimetri dei parchi regionali e soggette a COGECSTRE Penne,
27 vincolo paesistico della legge 29/6/1939 n e 7/8/1985 n. 431, sono subdelegate ai rispettivi Enti parco. A tal fine, il nulla osta rilasciato dall Ente Parco sostituisce quello previsto dal citato articolo 82 del D.P.R. 616/77 e quello relativo al vincolo idrogeologico. 6) Il nulla osta di cui al comma precedente è sottoposto al controllo del Ministro per i beni culturali ed ambientali con modalità e tempi stabiliti al nono comma della citata norma. Art. 18 Piano pluriennale economico e sociale 1) Nel rispetto delle finalità della presente legge ed in coerenza con gli obiettivi contenuti nel Piano del Parco, la Comunità del parco promuove iniziative coordinate atte a favorire le attività economiche, sociali e culturali delle collettività residenti. 2) La Comunità del parco predispone, anche sulla base degli strumenti quadro di programmazione regionale, un piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle attività economiche sostenibili, entro un anno dall approvazione da parte della Regione del Piano del Parco. Le Comunità montane, in sede di elaborazione del loro Piano socio-economico, si attengono al Piano sopracitato per le parti di territorio ricomprese nel parco. 3) Il piano pluriennale economico e sociale è sottoposto al parere vincolante del Consiglio direttivo e viene inoltrato, per l approvazione, al Consiglio regionale. 4) Esso specifica gli obiettivi da conseguire, definisce le priorità, i tempi, le risorse necessarie ed i finanziamenti e può provvedere in particolare: a) la concessione di sovvenzioni a privati ed enti locali; b) la predisposizione di attrezzature, impianti di depurazione e per il risparmio energetico; c) servizi di carattere turistico-naturalistico da gestire in proprio o da concedere in gestione a terzi sulla base di atti di concessione alla stregua di specifiche concessioni; d) l agevolazione o la promozione, anche in forma cooperativa, di attività tradizionali artigianali agro-silvo-pastorali, culturali, servizi sociali e biblioteche, restauro, anche di COGECSTRE Penne,

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 art. 15
 art. 22
 art. 22
 Art. 5
 Art. 6
 art. 10
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 art. 30
 Art. 10
 art. 9
 Art. 11
 Art. 12
 art. 4
 art. 8
 Art. 1
 Art. 2
 art. 4
 Art. 3
 Art. 4
 art. 13
 articolo 5
 art. 22
 articolo 8
 Art. 5
 art. 8
 art. 13
 Art. 6
 art. 22
 art. 5
 art. 83
 art. 30
 Art. 7
 Art. 8
 art. 30
 Art. 9
 art. 2
 art. 30
 Art. 10
 Art. 11
 art. 24
 art. 5
 art. 24
 Art. 12
 art. 9
 art. 27
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 art. 11
 Art. 17
 art. 82
 articolo 82
 Art. 18