Source: http://www.slideshare.net/MarcoGrondacci/linee-guida-regione-liguria-vas-bozza-interna
Timestamp: 2016-08-27 22:41:19+00:00

Document:
Linee guida regione liguria vas bozza interna
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Linee guida operative Regione Liguria sulla applicazione della VAS agli strumenti urbanistici - BOZZA INTERNA
MODELLO METODOLOGICO-PROCEDURALE AI SENSI DELL’ART. 46 DELLA L. R. 28 APRILE 2008 N. 10, COME MODIFICATO DALL’ART. 5 DELLA L. R. N. 20/2008PREMESSALa Valutazione Ambientale (VAS) deve essere effettuata durante la fase preparatoria di formazione dei Pianie dei Programmi (PP) che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale ecomunque anteriormente alla loro approvazione, così da garantire che essa ne diventi parte integrante ecostituisca valore aggiunto all’intero processo di formazione del PP. Affinché tale obiettivo possa essereraggiunto è opportuno che le procedure di VAS siano avviate precedentemente all’adozione del PP ovverosiano integrate nel processo di predisposizione del progetto preliminare di PP.La VAS deve essere effettuata ai vari livelli istituzionali, tenendo conto dell’esigenza di razionalizzare iprocedimenti ed evitare duplicazioni nelle valutazioni (art. 11 del D.Lgs. n. 152/2006 come modificato dalD.Lgs n. 4/2008).AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA VAS (ART. 6 DEL D.LGS N. 152/2006 E S.M.)Nelle more dell’emanazione della legge regionale di recepimento ed attuazione della disciplina statale di cuial D.Lgs n. 152/2006 e s.m., dal combinato disposto delle disposizioni di cui alla Parte Seconda del ridettoD. Lgs e della normativa vigente in materia di SIC e ZPS, si ricavano i seguenti regimi:A. VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA – VAS di cui agli artt. da 13 a 18 del D. Lgs n. 152/2006 e s.m.:1. Piani e Programmi individuati nell’art. 6, comma 2 lettera a) del citato DLgs n. 152/2006 ove gli stessi prevedano opere od interventi elencati negli allegati II, III e IV del medesimo DLgs.2. Piani e Programmi che contengano previsioni che ricadono all’interno di aree SIC e ZPS e come tali siano assoggettati a valutazione di incidenzaB. VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ di cui all’art. 12 del DLgs n. 152/2006 e s.m.:1. a norma del sopramenzionato articolo 6, comma 3 del DLgs n. 152/2006 e s.m.: • PP che determinano l’uso di piccole aree a livello locale se ed in quanto ricadenti nei casi di cui al citato articolo 6, comma 2, lettere a) e b), e cioè ove aventi ad oggetto opere od interventi elencati negli allegati II, III e IV del medesimo DLgs oppure che interessino siti designati come SIC o ZPS e come tali assoggettati a Valutazione di Incidenza; • modifiche minori dei PP aventi ad oggetto opere od interventi elencati negli allegati II, III e IV del medesimo D. Lgs oppure che interessino siti designati come SIC o ZPS e come tali assoggettati a Valutazione di Incidenza;2. a norma del sopramenzionato articolo 6, comma 3 bis del D.Lgs n. 152/2006 e s.m: • tutti i PP diversi da quelli assoggettati a VAS, e cioè i PP che definiscano il quadro di riferimento per l’autorizzazione di progetti che possono avere effetti significativi sull’ambiente, nonché le loro modifiche; • tutti i PP che contengano previsioni che interessino indirettamente siti designati come SIC o ZPS, e per i quali debba essere verificata la necessità di assoggettamento a Valutazione di Incidenza; • tutti i Piani e programmi suscettibili di produrre impatti significativi sull’ambiente, nonché le varianti sostanziali di seguito specificate : - aventi ad oggetto opere od interventi di cui agli allegati alla l.r.38/98; - comportanti un rilevante consumo o impermeabilizzazione di suolo; 2.
- contenenti interventi che comportino un peggioramento negli standard di qualità ambientali (aria, acqua, suolo), in termini sia quantitativi che qualitativi; - contenenti interventi che aumentino la criticità in aree classificate dai vigenti Piani di Bacino Pg3-4 o inondabili con tempo di ritorno non superiore ai 200 anni e/o in presenza di falda.Con riferimento ai progetti urbanistico operativi (PUO) disciplinati dagli articoli da 50 a 54 della l.r. n.36/1997 e s.m., ed agli strumenti urbanistici attuativi (SUA) di cui alla l.r. n. 24/1987 e s.m., si evidenziache, in base alle disposizioni di cui al citato D.Lgs. 152/2006 come modificato dal D.Lgs. 4/2008, non è daconsiderare sottoposto a procedura di VAS o di verifica di assoggettabilità uno strumento urbanisticoattuativo, ovvero un progetto urbanistico operativo (PUO), che risulti adottato in conformità alle previsionidel vigente strumento urbanistico generale (o del PUC) nonché dei Piani Territoriali di livello regionale(PTCP, PTC della Costa, Piani dei Parchi) e provinciale (PTC Provinciale e Piani di Bacino). Ciò in quantosi reputa che con l’espressione “piani” il legislatore statale abbia inteso riferirsi alle previsioni contenute neipiani territoriali ed urbanistici che costituiscono la fonte ed il quadro di riferimento programmatico per lasuccessiva elaborazione e valutazione dei progetti di interventi urbanistico-edilizi (sia assoggettati a VIA, sianon assoggettati), ma non anche riferirsi agli SUA in quanto detti strumenti, sebbene denominati “pianiparticolareggiati” dalla L. n. 1150/1942 e s.m., sono costituiti, come noto, da “progetti planivolumetrici”aventi ad oggetto l’assetto complessivo dell’area, le costruzioni in progetto e quelle esistenti nonché le operedi urbanizzazione primaria e secondaria (vedasi l’art. 3 della l.r n. 24/1987), e, quindi, hanno contenutiprogettuali corrispondenti a quelli previsti per i casi di opere assoggettate a procedimento di VIA o diverifica di screening in base agli elenchi di cui agli allegati alla l.r. n. 38/1998 e s.m..Effetti di semplificazioneQualora un PP sia assoggettato a VAS, nel suo ambito possono essere anticipati i contenuti e le valutazionipropri della verifica di assoggettabilità alla VIA sui progetti (verifica-screening ex l.r. n. 38/98), quandoprevista (art. 10 comma 4).Allo scopo di evitare la duplicazione delle valutazioni, si ritiene di poter analogamente anticipare nell’ambitodella verifica di assoggettabilità i contenuti e le valutazioni propri della verifica-screening sui progetti,quando prevista.Ciò significa che in presenza di positiva pronuncia di VAS o di verifica ex citato articolo 12, i successiviprogetti definitivi aventi ad oggetto i medesimi interventi, a condizione che rispettino le prescrizioni appostein detta pronuncia, possono non essere più assoggettati a procedura di verifica-screening di cui alla l.r. n.38/98.Integrazione proceduraleLe procedure di cui al D. Lgs. n. 4/2008 (verifica di assoggettabilità, scoping, VAS) devono essere avviatecontestualmente al processo di formazione del PP e portare ad una decisione sulla sostenibilità ambientaledel progetto preliminare di PP. Nella fase di progettazione definitiva può essere assolta la verifica diottemperanza alle prescrizioni, nonché definite le modalità di dettaglio del monitoraggio e della eventualeconseguente revisione del PP stesso. Nel caso il processo di formazione del PP non preveda la duplice fasepreliminare-definitivo (es. piccole aree, varianti, etc.), il processo deve comunque essere avviatocontestualmente e la decisione, nonché l’adeguamento alle eventuali prescrizioni, devono essere compiuteprime dell’approvazione finale del PP e/o variante con progetto connesso (es. sportello unico).Gli esiti delle procedure di cui al D. Lgs. n. 4/2008 sono ricompresi negli atti di approvazione dei Piani eProgrammi previsti dalle vigenti norme regionali.Per quanto concerne i Piani e Programmi adottati dopo il 31.7.07 ed entro il 12 febbraio 2008 e per i qualialla data del 30 aprile 2008 non siano state ancora rese le determinazioni da parte della Regione e/o dellaProvincia, a seconda dei casi competenti al riguardo a norma delle vigenti leggi regionali, la verifica diassoggettabilità di cui al sopracitato articolo 12 del D.Lgs n. 152/2006 e s.m. è effettuata d’ufficio dallaRegione sulla base degli elementi desumibili dai contenuti documentali previsti per norma a corredo del PP.A fronte della carenza di contenuti essenziali per lo svolgimento dell’istruttoria e la formulazione dellavalutazione di competenza, l’autorità competente regionale può richiederne l’integrazione al proponente, alfine di escludere lassoggettamento al procedimento di VAS. 3.
VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ (ART. 12 DEL D.LGS N. 152/2006 E S.M.)Preliminarmente all’adozione del PP/variante, il proponente deve redigere un Rapporto Preliminare, i cuicontenuti sono esemplificati nell’Allegato 1 al presente documento.Laddove sulla base di tale Rapporto Preliminare (RP) il proponente ritenga non necessaria la procedura diVAS, attiva la verifica di assoggettabilità di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 4/2008 trasmettendo il RP in copiacartacea + copia digitale all’autorità competente regionale, nonché ai soggetti competenti in materiaambientale ed agli enti territoriali qualora interessati, ed all’autorità procedente quando diversa dalproponente. Il proponente ha facoltà di indicare eventuali ulteriori soggetti di cui ritenesse opportuna laconsultazione. Il deposito presso i soggetti competenti deve essere idoneamente attestato all’autoritàcompetente ai fini dell’attivazione del procedimento.L’autorità competente regionale provvede a comunicare l’attivazione del procedimento e a richiederel’espressione del parere di competenza, entro 30 giorni, ai soggetti competenti in materia ambientale, aglienti territoriali qualora interessati ed all’autorità procedente quando diversa dal proponente. L’autoritàcompetente regionale può acquisire nell’ambito dell’istruttoria il parere delle strutture interne.L’autorità competente regionale entro 90 giorni dal ricevimento dello schema di PP e del relativo RP, emetteil provvedimento di verifica, che può disporre l’assoggettamento a VAS del PP ovvero la non necessità,condizionata dall’osservanza di prescrizioni. Il risultato della verifica di assoggettabilità, comprese lemotivazioni, è reso pubblico mediante pubblicazione del relativo atto sul sito web della Regione.L’approvazione del progetto preliminare di PP, ovvero l’approvazione della variante può avvenire solo avalle della verifica di ottemperanza a tali prescrizioni, svolta in collaborazione fra autorità competenteregionale e autorità procedente.SCOPING (ART. 13)Nel caso in cui sia evidente la necessità di assoggettamento a VAS, ovvero in conseguenza di un esito in talsenso della verifica di assoggettabilità, nel corso del processo di costruzione del progetto preliminare di PP,ovvero preventivamente all’approvazione della variante, il proponente entra in consultazione, sulla base delRapporto Preliminare, con l’autorità competente regionale, l’autorità procedente quando diversa dalproponente e gli altri soggetti competenti in materia ambientale, al fine di definire la portata e il livello didettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale.Può essere allo scopo convocata da parte dell’autorità competente una Conferenza di valutazione/scoping, acui partecipano tutti i soggetti competenti, e che articola le proprie attività nelle sedute che si ritenesseronecessarie, nei previsti 90 giorni di tempo. Tali attività sono volte alla definizione delle informazioni dafornire nel RA, tenuto conto dei contenuti e del livello di dettaglio del PP, delle alternative che possonoragionevolmente adottarsi in considerazione degli obiettivi e dell’ambito territoriale del PP stesso. LaConferenza è occasione anche per la comunicazione e condivisione delle informazioni ambientali disponibilipresso i vari soggetti, acquisite in attuazione delle varie disposizioni normative ovvero ad approfondimentodi valutazioni effettuate ad altri livelli decisionali, anche allo scopo di evitare la duplicazione dellevalutazioni stesse.Quanto sopra deve risultare dal verbale della Conferenza di valutazione/scoping conclusiva, con particolareriferimento a:- i soggetti competenti in materia ambientale e gli enti territoriali da consultare, eventualmente anche categorie di pubblico interessato- eventuali ulteriori modalità di informazione al pubblico- modalità di raccordo delle forme di pubblicità con quelle previste dalla normativa di riferimento del PP- modalità di partecipazione del pubblico e delle associazioni- informazioni da fornire nel RA, tenuto conto dei contenuti e del livello di dettaglio del PP, fra cui: 4.
- gli aspetti ambientali e territoriali chiave - la scala spazio-temporale pertinente ad analisi, approfondimenti e simulazioni - gli obiettivi ambientali pertinenti al PP - le alternative ragionevoli in considerazione degli obiettivi e dell’analisi di contesto- indicazione delle informazioni ambientali disponibili e primi indirizzi per l’impostazione del monitoraggio- valutazioni eventualmente svolte ad altri livelli decisionali che possono incidere sul PP, ed indicazione degli accorgimenti atti ad evitare duplicazioni, ovvero incongruenze.Il RA è redatto sulla base di tali indicazioni dal proponente, costituisce parte integrante del PP e neaccompagna l’intero processo di elaborazione e approvazione. Il RA è accompagnato da una Sintesi nontecnica dello stesso. Con specifico riferimento alla disciplina urbanistica, il RA deve costituire parteintegrante degli atti di adozione degli strumenti urbanistici, assorbendo il documento oggi definito “Studio disostenibilità ambientale”.Le informazioni che il proponente deve fornire con il RA, che accompagna le proposte di PP sottoposte aVAS, sono definite in allegato VI al D. Lgs. n. 4/2008. Nell’Allegato 2 al presente documento sonoevidenziati alcuni contenuti chiave.VAS (ARTT. 13, 14, 15, 16, 17, 18)La proposta di progetto preliminare di PP, ovvero di variante, il RA e la Sintesi non tecnica sono depositatiin copia cartacea e digitale presso l’autorità competente regionale, l’autorità procedente quando diversa dalproponente, gli enti locali territoriali interessati e i soggetti competenti in materia ambientale, che esprimonoil parere di competenza. Una copia della documentazione è tenuta, presso l’autorità competente regionale egli enti locali territoriali, a disposizione del pubblico che ne volesse prendere visione e formulare lepertinenti osservazioni. Copia informatica è pubblicata sempre a cura degli stessi enti sul proprio sito web.Eventualmente si può valutare se opportuno di far avere la sola sintesi non tecnica anche ai Comuniterritorialmente interessati.Avvenuto il deposito, l’autorità procedente cura la pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento sulBollettino Ufficiale della Regione Liguria – il proponente attua le forme di pubblicità che in fase di scopingsi ritenesse opportuno individuare (es. pubblicazione su quotidiano a diffusione regionale, all’Albo Pretorio,etc.), anche allo scopo di raccordarsi con le forme di pubblicità previste dalle norme di riferimento per laredazione dei PP, evitando duplicazioni.AVVISOTitolo e contenuto sintetico della proposta di PPProponenteAutorità procedenteAutorità competente e riferimenti a cui presentare le proprie osservazioni, nuovi o ulteriori elementiconoscitivi e valutativiSedi – e siti web - ove può essere presa visione della documentazione (eventualmente anche della solaSintesi non tecnica)La durata della fase di consultazione è fissata in 60 giorni, durante i quali l’autorità competente regionaleacquisisce i pareri dei soggetti competenti in materia ambientale, degli enti locali territoriali interessati e leosservazioni del pubblico.Allo scopo di acquisire i pareri e coordinare e integrare la VAS con il processo di PP, l’autorità competente,in accordo con la procedente, convoca una Conferenza di Valutazione, a cui partecipano i vari soggettiindividuati, che si articola nelle sedute che si ritengono necessarie allo scopo di realizzare le fasi delprocesso. Nel caso il procedimento di adozione/approvazione del PP preveda il ricorso alla Conferenza, essaè convocata dall’autorità procedente, che, sentita l’autorità competente, garantisce la partecipazione di tutti isoggetti competenti per la VAS (come già indicato nelle definizioni in premessa).Qualora i soggetti competenti in materia ambientale chiamati ad esprimersi siano comunque chiamati perlegge ad esprimersi nell’ambito dell’iter di adozione/approvazione del PP, per economia procedimentale, 5.
efficacia del processo e per evitare duplicazioni e incongruenze è opportuno che gli Enti coinvolti,soprattutto quelli con funzioni complesse quali le Province, provvedano ad organizzarsi al proprio internogarantendo il coordinamento e l’integrazione dei pareri di competenza per i vari aspetti sia ambientali, sia didifesa del suolo, sia pianificatori/urbanistici (vedere definizioni).Nei successivi 90 giorni l’autorità competente regionale svolge l’attività tecnico-istruttoria, acquisendo icontributi delle strutture regionali che risultassero necessari, il contributo dell’organo tecnico – consultivo(CTVIA), valutando la documentazione presentata, le osservazioni e i pareri acquisiti con la fase diconsultazione nell’ambito della Conferenza, e coordinandosi con l’autorità procedente.A conclusione dell’attività istruttoria l’autorità competente esprime il proprio parere motivato sul progettopreliminare di PP, ovvero sulla variante, in conseguenza del quale, se necessario, il proponente provvede, incollaborazione con l’autorità competente e procedente, alla revisione del PP nel corso della progettazionedefinitiva quando prevista, ovvero all’adeguamento prima della sua approvazione (es. varianti), (comma 2art. 15). Il parere motivato fa parte integrante del progetto preliminare adottato. È facoltà del proponenteprovvedere all’adeguamento al parere motivato già del progetto preliminare ovvero rinviare alla fasedefinitiva.Nella fase di approvazione del PP, preventivamente all’atto conclusivo, l’autorità competente regionale, diconcerto con l’autorità procedente, verifica che il progetto definitivo di PP, ovvero la variante, sia completodel programma di monitoraggio con individuazione delle responsabilità, delle risorse necessarie alla suaattuazione, e delle modalità di adozione delle eventuali misure correttive, e verifica altresì che sia coerentecon quanto contenuto nel parere espresso, attraverso l’esame della Dichiarazione di sintesi, in cui l’autoritàprocedente illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel PP e come si è tenutoconto del RA e degli esiti della consultazione, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il PP adottato, allaluce delle alternative possibili che erano state individuate.La decisione finale è pubblicata a cura dell’autorità procedente sul BURL e sui siti web della Regione,dell’Autorità procedente e degli enti locali territoriali interessati, con indicazione della sede dell’Autoritàprocedente presso la quale è possibile prendere visione del PP approvato e della documentazione istruttoriacompleta.Fanno parte della decisione finale, e come tale devono essere pubblicate sia sul BURL che sui siti web delleautorità coinvolte:a) il PP approvato ed il relativo attob) il parere motivato espresso dall’autorità competentec) la Dichiarazione di sintesid) eventuali ulteriori considerazioni sviluppate dall’autorità competente regionale sulla dichiarazione di sintesi e sui contenuti del PP, in relazione al parere espressoe) le misure adottate per il monitoraggio, comprensive di quadro economico, responsabilità e modalità di adozione delle misure correttive, nonché di comunicazione periodica degli esiti e reperibilità dei dati acquisiti.SPECIFICAZIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI NELLE PROCEDURE DI VAS (ART. 5 D.LGS. N. 152/2006 E S.M.)Il Proponente (comma 1 lettera r): il soggetto pubblico (Comune, Provincia etc) o privato che elabora il PP oprogetto soggetto alle disposizioni di cui sopra.Autorità competente (comma 1 lettera p): la pubblica amministrazione cui compete l’adozione delprovvedimento di verifica di assoggettabilità, l’elaborazione del parere motivato, nel caso di valutazione dipiani e programmi, e l’adozione dei provvedimenti conclusivi in materia di VIA nel caso di progetti.L’autorità competente per la VAS è individuata presso la Regione nel Dipartimento Ambiente, che puòavvalersi di un gruppo di lavoro interdisciplinare quale strumento operativo.Analogamente l’autorità competente regionale si può avvalere del CTVIA quale organo consultivo asupporto tecnico-scientifico per lo svolgimento della VAS, e delle altre strutture regionali competenti sia inmateria ambientale che in materie connesse all’ambito di pertinenza del PP, di cui acquisisce i pareri qualoraritenuti necessari. 6.
L’attività del gruppo di lavoro è coordinata, tramite il rappresentante della struttura competente a esprimersisull’iter del PP, con l’istruttoria condotta per la parte di specifica competenza.L’autorità competente, dietro istanza del proponente ed in accordo con l’autorità procedente, convoca laConferenza dei Servizi di Valutazione, nelle sue varie articolazioni.Autorità procedente (comma 1 lettera q): si stabilisce di definirne prioritariamente la funzione direcepimento, adozione o approvazione del PP. Nel seguito quindi, quando si richiama l’autorità procedente cisi riferisce specificamente alla pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il PP. Nella realtàspesso autorità procedente e proponente coincidono, quando, nel caso di un PP di iniziativa pubblica,l’amministrazione che predispone il PP è la stessa che lo recepisce, adotta o approva. Scindendo le duedefinizioni è tuttavia possibile indicare con maggior chiarezza la funzione che l’ente svolge nelle varie fasidel processo (decisionale piuttosto che progettuale, o viceversa).Soggetti competenti in materia ambientale (comma 1 lettera s): le pubbliche amministrazioni e gli entipubblici che per le loro specifiche competenze o responsabilità in campo ambientale, possono essereinteressate agli impatti sull’ambiente dovuti all’attuazione dei PP o progetti.Si ritiene opportuno individuare sia gli enti locali territoriali interessati che i soggetti competenti in materiaambientale (art. 7 comma 7).Per quanto attiene gli enti locali territoriali sono da coinvolgere:• Province il cui territorio risulti anche parzialmente interessato (art. 13 comma 6)• Regioni, Province e Comuni confinanti, nel caso di consultazioni interregionali (per interessamento indiretto – altrimenti procedure d’intesa fra autorità competenti) (art. 30 comma 2)• Région PACA/Département Alpes Maritimes nel caso di consultazioni transfrontaliere (competenza statale) (art. 30 comma 2)Sulla base delle caratteristiche del PP e dell’opportunità nel caso particolare, possono essere coinvolti qualienti locali territoriali anche i Comuni limitrofi all’ambito di pertinenza del PP stesso.Sono soggetti competenti in materia ambientale• Province – settore Ambiente e Difesa Suolo• Comuni – settore Ambiente• ARPA• ASL• Soprintendenza Beni Architettonici e Paesistici• Autorità di bacino interregionali• Enti ParcoI soggetti sopra individuati devono essere consultati, anche mediante partecipazione alla Conferenza diValutazione, qualora anche solo parzialmente interessati per territorio, ovvero in condizione di risentire deglieffetti (impatti) del PP. Il coinvolgimento dei vari soggetti è valutato applicando sempre e comunque unapproccio conservativo.L’autorità competente, in collaborazione con la procedente, può individuare all’occorrenza ulteriori soggettidi cui è opportuno acquisire il parere/richiedere la partecipazione in Conferenza .Consultazione (comma 1 lettera t): l’insieme delle forme di informazione e partecipazione, anche diretta,delle amministrazioni, del pubblico, e del pubblico interessato nella raccolta dei dati e nelle valutazione deiPP e progettiSe la partecipazione diretta degli enti locali territoriali e dei soggetti competenti in materia ambientale puòessere garantita attraverso la partecipazione alla Conferenza e l’acquisizione dei pareri formali, è necessarioche sia analogamente garantita la partecipazione del pubblico, non solo attraverso l’acquisizione delleosservazioni durante la fase pubblica, ma anche tramite l’evidenza documentale (nel rapporto preliminare enel rapporto ambientale) del processo partecipativo che deve essere la base su cui costruire lo schema di PP,e articolare previsioni e scelte. 7.
Nel caso della VAS, durante la fase di scoping può essere prevista l’acquisizione del parere anche delpubblico interessato, individuando specificamente le forme associative pertinenti (associazioni ambientaliste,rappresentanze sindacali, associazioni di categoria,…)Conferenza di valutazione: il ricorso ad una o più conferenze dei servizi ai sensi degli artt. 14 e seguentidella L. n. 241/90, al fine di acquisire elementi informativi e le valutazioni delle altre autorità pubblicheinteressate, è specificamente previsto al comma 2 dell’art. 9. La Conferenza di valutazione, nelle varie seduteutili per il processo di VAS, è lo strumento con cui è possibile integrare la componente ambientale neipercorsi di elaborazione, recepimento, adozione e/o approvazione dei PP ai sensi delle normative vigenti,evitando duplicazioni. Nel caso il ricorso alla Conferenza sia già previsto negli iter specifici, la conferenza divalutazione deve essere in essa integrata, tramite la partecipazione dei soggetti specificamente indicati dallapresente circolare. Le scadenze per lo svolgimento dei lavori, con specifico riferimento alle fasi della VAS,sono quelle individuate dal D. Lgs. n. 4/2008. La Conferenza di valutazione è convocata dall’Autoritàcompetente, in accordo con l’autorità procedente. Ad essa partecipano l’autorità competente, l’autoritàprocedente, il proponente (qualora distinto dall’autorità procedente), i soggetti competenti in materiaambientale, gli enti locali territoriali, altri ulteriori soggetti che si ritenesse specificamente opportunoconvocare (pubblico interessato, comuni limitrofi, etc.) in quanto titolati ad esprimere un parere.Nel caso di integrazione con procedure concertative già stabilite, la conferenza può essere convocatadall’autorità procedente, che, sentita l’autorità competente, garantisce la partecipazione di tutti i soggetticompetenti per la VAS. 8.
ALLEGATO 1: CONTENUTI DEL RAPPORTO PRELIMINARE1. descrizione sintetica degli obiettivi del piano e delle linee di sviluppo essenziali che il piano intende perseguire2. descrizione del processo partecipativo attivato allo scopo di definire obiettivi e linee di sviluppo, dei suoi esiti e di come se ne è tenuto conto nella costruzione dello schema di piano3. caratteristiche del PP, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi: - in quale misura stabilisce il quadro di riferimento per progetti ed altre attività, sia per quanto riguarda l’ubicazione, la natura, le dimensioni, le condizioni operative, sia attraverso la ripartizione delle risorse - in quale misura influenza altri PP inclusi quelli gerarchicamente ordinati - in quale misura è influenzato da piani territoriali e/o settoriali sovraordinati (piani di bacino, PTCP, indicazioni dei PTC provinciali, Piani dei parchi, ecc.) e da vincoli derivanti da normative vigenti (fasce di rispetto infrastrutturali, aree percorse dal fuoco, etc.) - l’interazione con progetti approvati o in corso di approvazione pertinenti livelli territoriali sovraordinati, ad es. realizzazione di infrastrutture, etc. - la sua pertinenza al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale fissati da PP settoriali e/o sovraordinati4. caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi: - valore e vulnerabilità delle aree che potrebbero essere interessate a causa: • della presenza di situazioni di compromissione delle aree in relazione a attività pregresse (aree inondabili, cave e discariche dismesse, aree da bonificare, aree produttive da dismettere, insediamenti a rischio di incidente rilevante, etc.) • delle speciali caratteristiche naturali o del patrimonio culturale, in relazione alla presenza di aree protette, SIC, ZPS, emergenze storico architettoniche e/o aree vincolate ai fini paesistici • del superamento dei livelli di qualità ambientale (con specifico riferimento alla disponibilità di risorsa idrica, all’efficienza della depurazione, al rispetto dei limiti di qualità dell’aria, alla qualità acustica) o dei valori limite dell’utilizzo intensivo del suolo (con specifico riferimento ai limiti all’impermeabilizzazione del terreno, al rischio di contaminazione del suolo e al sovrasfruttamento del suolo agricolo e delle falde – vedi aree vulnerabili per i nitrati e cuneo salino) - probabilità, durata frequenza e reversibilità degli impatti - carattere cumulativo degli impatti - entità ed estensione nello spazio degli impatti, in termini di area geografica, di popolazione e di elementi sensibili (SIC, ZPS, aree vincolate, etc.) potenzialmente interessati, anche eventualmente allo scopo di escludere la necessità di una valutazione di incidenza e/o verificare la natura trasfrontaliera/interregionale degli impatti e la conseguente necessità di coinvolgere soggetti transfrontalieri/interregionali.Nel caso di PP di livello comunale, i Comuni certificati utilizzano gli elementi conoscitivi acquisiti e le lineeprogrammatiche e gli obiettivi definiti con il SGA, integrandoli nei contenuti di PP ed avvalendosene per laredazione del Rapporto preliminare. 9.
ALLEGATO 2: CONTENUTI DEL RAPPORTO AMBIENTALEIllustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o programma e del rapporto con altripertinenti piani o programmiDescrizione dello schema di PP, con indicazione della normativa e dell’iter approvativo di riferimento, conparticolare riferimento ai seguenti elementi:- in quale misura stabilisce il quadro di riferimento per progetti ed altre attività, sia per quanto riguarda l’ubicazione, la natura, le dimensioni, le condizioni operative, sia attraverso la ripartizione delle risorse- in quale misura influenza altri PP inclusi quelli gerarchicamente ordinati- in quale misura è influenzato da piani territoriali e/o settoriali sovraordinati (piani di bacino, PTCP, indicazioni dei PTC provinciali, Piani dei parchi, ecc.) e da vincoli derivanti da normative vigenti (fasce di rispetto infrastrutturali, aree percorse dal fuoco, etc.)- l’interazione con progetti approvati o in corso di approvazione pertinenti livelli territoriali sovraordinati, ad es. realizzazione di infrastrutture, etc.Descrizione dei principali obiettivi (obiettivi generali) che si pone e delle linee di sviluppo essenziali, everifica di coerenza con:- obiettivi di sostenibilità individuati a livello comunitario, nazionale, regionale, locale- obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli Stati membri, pertinenti al piano o al programma;- obiettivi di miglioramento ambientale fissati da PP settoriali e/o sovraordinati- obiettivi del SGA, nel caso di enti certificatiDescrizione del processo partecipativo attivato allo scopo di definire obiettivi e linee di sviluppo, dei suoiesiti e di come se ne è tenuto conto nella costruzione del PPDevono essere esplicitate le modalità di consultazione alla base del processo di ascolto delle esigenze deicittadini, anche tramite il coinvolgimento di associazioni di categoria, comitati, forum (ad es. di Agenza 21,quandi costituiti), etc..Devono essere indicati:- gli strumenti (questionari, interviste, incontri collettivi, assemblee pubbliche, audizioni mirate, etc.)- le date del processo- gli attori del processo.Gli esiti devono essere comunicati, attraverso la presentazione, anche in forma aggregata, dei dati e delleindicazioni raccolti, e degli atti e delle comunicazioni eventualmente formalizzate da parte dei portatori diinteresse.Di tali dati, indicazioni, comunicazioni deve essere tenuto conto nell’individuazione degli obiettivi specificie delle linee di sviluppo del PP.Devono inoltre essere evidenziate le conseguenze derivanti da tali istanze sul PP (in quali parti cioè il PPtiene esplicitamente conto delle problematiche/aspirazioni dei cittadini e quali previsioni sonospecificamente inserite per rispondere in modo efficace). Nel caso il raggiungimento di determinati obiettividi gradimento delle previsioni da parte del pubblico sia programmato in modo graduale, ne devono essereindicati i tempi (ad es. attuazione per fasi successive di ridisegni infrastrutturali, ovvero riorganizzazioneprogressiva di funzioni quali il servizio di trasporto pubblico, i flussi di traffico, la gestione dei rifiuti, etc.).Nel caso non se ne tenga conto nella costruzione del PP, deve essere motivato il perché. Se per impossibilitàne devono essere spiegate le cause; eventualmente possono essere indicati accorgimentimitigativi/compensativi che, pur non risolvendo alla radice la criticità evidenziata, ne consentono unmiglioramento parziale (anche progressivo). Se per scelta politica, ad es. per attribuzione di scale di prioritànegli interventi, è opportuno che le motivazioni alla base delle scelte siano rese evidenti.Aspetti pertinenti dello stato attuale dellambiente e sua evoluzione probabile senza lattuazione del piano odel programmaÈ necessario fornire l’inquadramento territoriale, socio economico e demografico, e definire il quadro dianalisi attraverso l’individuazione di informazioni territoriali di base e la definizione dello stato quali-quantitativo dei vari comparti/risorse:- aria e fattori climatici 10.
- acque superficiali, sotterranee e ciclo idrico integrato- suolo e sottosuolo- aspetti agro-vegetazionali (con attenzione particolare per i territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, di cui all’art. 21 del D. Lgs. 18 maggio 2001, n. 228)- biodiversità (con attenzione particolare alle zone designate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE come ZPS e SIC)- paesaggio e patrimonio culturale e architettonico- inquinanti fisici: rumore, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti- energia- rifiutiL’opzione “zero” deve essere descritta attraverso un’ipotesi di evoluzione dello stato quali-quantitativo dellerisorse alla luce delle dinamiche territoriali, socio-economiche e demografiche, come condizionate dagliindirizzi pianificatori in essere, in assenza delle previsioni del nuovo PP e delle regie specifiche che esso puòmettere in campo.La stessa opzione zero può essere utile per evidenziare i comparti maggiormente critici in rapporto a quelliche sono sia gli adempimenti di norma e di piano di settore e/o sovraordinati, sia gli obiettivi generali comesopra definiti.Ne scaturiscono ulteriori obiettivi specifici, strettamente connessi alla realtà locale, da aggiungere a quellieventualmente derivati dal processo partecipativo.Lo stato quali-quantitativo dei comparti/risorse può essere descritto mediante il ricorso ad idonei indicatori.Definizione di obiettivi specifici e dei relativi target quali-quantitativiLa sintesi degli obiettivi specifici di miglioramento del contesto territoriale, sociale ed ambientale di partenzaderiva quindi:- dalla constatazione di criticità esistenti nel quadro di analisi iniziale, in rapporto agli obiettivi di sostenibilità ed ambientali generali- dalla manifestazione di esigenze/istanze particolari da parte dei portatori di interesse (cittadini, associazioni, categorie, etc.)- dall’implementazione del SGA, nel caso di enti certificati.L’obiettivo può anche coincidere con lo stato quali-quantitativo dei comparti/risorse; in ogni caso, entrambipossono essere descritti tramite l’uso di indicatori opportunamente individuati. È utile per qualificarel’obiettivo definire dei target (anche qualitativi), eventualmente scadenzati nel tempo.Es.: con riferimento al ciclo integrato delle acque, l’analisi del contesto iniziale di un Comune evidenzia unacarenza depurativa, descrivibile come % di AE (abitanti equivalenti) con trattamento depurativo a norma(indicatore). L’obiettivo può essere individuato nel raggiungimento del trattamento della totalità degliscarichi (100 % degli abitanti equivalenti ascrivibili al territorio comunale – target), attraverso uno o piùsteps di adeguamento progressivo degli impianti di collettamento e depurazione. Una situazione di questotipo inevitabilmente condiziona eventuali prospettive di incremento di carico insediativo sia annuale(residenziale, produttivo) che stagionale (turistico), in quanto l’obiettivo di garantire il trattamento del 100 %degli scarichi implica o il contenimento del numero complessivo di utenti, o l’adeguamento alla dimensionedi espansione insediativa totale delle infrastrutture depurative.Il controllo sull’effettiva potenzialità di incremento del carico insediativo è svolta anche tramite l’analisidegli altri comparti (ad es. disponibilità della risorsa idrica di qualità acquedottistica).Sintesi delle alternative di PP individuate e descrizione di come è stata effettuata la valutazione e si è giuntialla scelta dell’assetto finaleStabiliti gli obiettivi, possono essere varie le strade per raggiungerli, ovvero per raggiungerneprioritariamente alcuni rispetto ad altri (riferendosi qui ad obiettivi non solo ambientali). L’assetto di PPconseguentemente cambia, sia in termini di scelte strategiche che di previsioni tipologiche e/o localizzative,che di modalità di attuazione nel tempo.Essendo finalità della VAS giungere alla scelta dell’opzione maggiormente sostenibile dal punto di vistaambientale, gli schemi di PP elaborati nel corso del processo di pianificazione devono essere confrontati evalutati nella misura in cui realizzano gli obiettivi ambientali sia generali che specifici individuati. 11.
Può in tal senso essere utile il ricorso ad uno strumento semplice quale l’analisi SWOT, con la quale“incrociare” le previsioni dell’alternativa di PP misurandone la “forza” o la “debolezza” nei confronti deitarget ambientali, ovvero l’analisi multicriteri, etc..La scelta dovrebbe convergere verso l’alternativa che consente le migliori prestazioni sia nel raggiungimentodegli obiettivi specifici ambientali che nell’efficacia complessiva del PP.Possibili effetti significativi sullambiente derivanti dall’attuazione del PPIn relazione all’assetto di PP scelto, devono essere stimate le conseguenze derivanti dalle previsioni sullostato quali-quantitativo dei comparti/risorse definito nel quadro di analisi iniziale.Devono essere considerati tutti gli impatti significativi, compresi quelli secondari, cumulativi, sinergici, abreve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi.Nel caso di interessamento diretto e/o comprovato di SIC e/o ZPS deve essere redatta Relazione di incidenza.La coerenza fra le azioni/previsioni costituenti il PP ed il quadro di analisi iniziale (coerenza interna)dovrebbe essere leggibile attraverso un contributo positivo al raggiungimento dei vari target posti per ilmaggior numero possibile di comparti/risorse interessati. Ciò dovrebbe consentire anche di individuare leopportune misure per impedire, ridurre e compensare nel modo più completo possibile gli eventuali effettinegativi significativi residui sullambiente, derivanti dallattuazione del PP o di sue parti.Gli impatti possono essere letti anche in modo sintetico attraverso l’utilizzo degli stessi indicatori descrittiviindividuati nelle fasi precedenti, ovvero di una loro selezione rappresentativa. Normalmente gli stessiindicatori sono inseriti nel programma di monitoraggio.Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio e controllo degli impatti ambientali significatividerivanti dall’attuazione del piano o programma proposto, definendo, in particolare, la modalità di raccoltadei dati e di elaborazione degli indicatori necessari alla valutazione degli impatti, la periodicità dellaproduzione di un rapporto illustrante i risultati della valutazione degli impatti;Devono essere individuate le responsabilità per l’attuazione del monitoraggio, avvalendosi di ARPAL, egarantita la sussistenza nell’ambito del quadro economico del PP delle risorse necessarie per la suarealizzazione e gestione.Devono essere inoltre indicate le modalità con cui si prevede di adottare le misure correttive sul PP cherisultassero necessarie, e delle forme di comunicazione al pubblico sia degli esiti del monitoraggio che dellemisure correttive assunte, attraverso i siti web del proponente/autorità procedente, dell’ARPAL edell’autorità competente, che allo scopo deve essere idoneamente aggiornata. Ciò è opportuno anche inprevisione di rendere i dati acquisiti disponibili per successivi PP.Sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere precedenti, che contenga in forma sintetica ecomprensibile per lettori anche non specialisti il percorso di formazione del PP, della sua valutazione, e laprevisione di monitoraggio. 12.
ALLEGATO 3: INDICAZIONI PER LA FORMAZIONE E LISTRUTTORIA DEGLISTRUMENTI URBANISTICI COMUNALI E DEI PIANI TERRITORIALI E LOROVARIANTI AI FINI DELLA APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AL D.LGS.152/2006 E S.M. (VALUTAZIONE AMBIENTALE DI PIANI E PROGRAMMI) INATTUAZIONE DELLART. 46 DELLA L.R. 10/2008A) PUC soggetti a procedimento di VAS (artt. 13 e seguenti)Lo strumento urbanistico è assoggettato allobbligo di VAS nei casi in cui costituisca il quadro di riferimentoper lapprovazione, lautorizzazione, la localizzazione o comunque la realizzazione di progetti quali indicatinegli allegati al D.Lgs. 152/2006 e s.m., o contenga previsioni che ricadono all’interno di aree SIC e ZPS ecome tali siano assoggettati a valutazione di incidenza. In tale ipotesi si applicano le regole di seguitoindicate.Prima della adozione del PUC il Comune è tenuto ad elaborare e trasmettere alla Regione il RapportoPreliminare di cui allart. 12 avente i contenuti di cui all’Allegato 1; al riguardo si precisa che tale rapportoassorbe e sostituisce lo studio di sostenibilità ambientale di cui all’art. 27, comma 2, lettera d) della l.r. n.36/97.Tale rapporto pur essendo prodromico all’adozione del PUC, in quanto anticipatore delle linee guida delpiano urbanistico, deve essere "formalizzato" quantomeno mediante atto della Giunta Comunale.Il rapporto viene trasmesso al Dipartimento Ambiente regionale cui compete lavvio e la definizione dellafase di consultazione prevista dallart. 13 al fine di definire la portata e il livello di dettaglio delleinformazioni da includere nel successivo "Rapporto Ambientale". La definizione di tale consultazione, daeffettuarsi entro 90 giorni, si conclude con una comunicazione al Comune in cui vengono riportati i risultatidi tale consultazione (o comunicazione del verbale della seduta conclusiva della consultazione).Il successivo "Rapporto Ambientale", redatto dal Comune sulla base dellesito della ridetta consultazione, èdepositato presso gli uffici del Dipartimento Ambiente della Regione e presso gli uffici della Provinciainteressata, costituisce parte integrante degli atti di adozione del PUC e, conseguentemente, viene pubblicatounitamente al progetto preliminare del PUC, nei modi previsti dallart. 38 della L.R. 36/1997 cui va aggiuntala pubblicazione sul sito Web dellautorità procedente. Entro il termine di cui al citato art. 38 (che assorbequello indicato nellart. 13 comma 3 del D. Lgs 152/2006) possono, conseguentemente, essere presentateosservazioni anche avverso il Rapporto Ambientale. Nei casi previsti, il Rapporto Ambientale contiene laRelazione di incidenza.La Regione si esprime sul Rapporto Ambientale anche alla luce delle osservazioni pervenute nonché tenutoconto dei pareri al riguardo trasmessi dalle Autorità competenti in materia ambientale nel contesto del pareresul progetto preliminare di PUC.Nellipotesi in cui lesito della valutazione richieda integrazioni o modifiche al piano, in sede di adozione delprogetto definitivo dovranno essere forniti gli elementi o inseriti gli adeguamenti volti a consentire allaRegione, prima della approvazione del progetto definitivo, di esprimere la conclusiva favorevole valutazioneai fini della VAS.Tale conclusiva valutazione verrà quindi resa congiuntamente al nulla-osta a variare il PTCP oppure, laddovenon sia necessario tale atto, con separato provvedimento della Giunta Regionale.In entrambe le fattispecie la decisione finale è pubblicata sul BURL nei termini indicati dallart. 17 del D.Lgs152/2006 e s.m.. 13.
B) PUC soggetti a procedimento di verifica di assoggettabilità (art. 12)Tale procedimento deve essere effettuato per quegli strumenti urbanistici che non sono soggetti a VAS neitermini precisati.Al fine di effettuare la "verifica di assoggettabilità", il progetto preliminare di PUC adottato dal Comune aisensi dellart. 38 della l.r. n. 36/1997 deve contenere il "rapporto preliminare" di cui allart. 12 del ridetto D.Lgs, precisando che tale rapporto assorbe e sostituisce lo "Studio di sostenibilità ambientale" di cui allart. 27della ridetta l.r. n. 36/1997. Affinché lo "studio di sostenibilità ambientale" assuma gli effetti del "rapportopreliminare" lo stesso dovrà avere i contenuti di cui allallegato 1 del presente documento.Nei casi previsti, il Rapporto preliminare deve contenere anche gli elementi utili a definire l’eventualenecessità di una Valutazione di incidenza, ai sensi della normativa vigente.La "verifica di assoggettabilità" viene effettuata dalla Regione nel contesto del parere sul progettopreliminare del PUC, nei tempi e con le modalità previste dallart. 39 della L.R. 36/1997, secondo modalitàche assicurino la debita integrazione delle valutazioni sulla sostenibilità ambientale con le valutazioni dinatura urbanistico-territoriale.Nel caso in cui in esito alla verifica di assoggettabilità, e, quindi, al parere reso dalla Regione sul progettopreliminare di PUC, emerga la necessità di assoggettare il piano a procedura di VAS, ladozione del progettodefinitivo dovrà essere preceduta dalla positiva conclusione del procedimento di VAS da esperire ai sensidegli artt. 13, 14, 15 e 16 del D.Lgs 4/2008 nei termini precisati.Il parere reso dalla Regione sul progetto preliminare di PUC ai sensi dellart. 39 della L.R. 36/1997,comprensivo della verifica di assoggettabilità di cui allart. 12 del D.Lgs 4/2008 nei termini indicati èpubblicato per estratto sul BURL nonché sul sito internet della Regione Liguria.Nel caso in cui la verifica di assoggettabilità escluda la procedura di VAS ma richieda integrazioni oapprofondimenti da effettuare nella successiva fase di formazione del PUC, il Comune è tenuto a trasmettere,prima della approvazione, il progetto definitivo alla Regione ai fini di una conclusiva pronuncia in meritoallottemperanza, da rendersi contestualmente al rilascio del nulla-osta regionale a variare il PTCP, se e inquanto richiesto. E da precisare che tale "ulteriore" fase regionale, pur se non espressamente prevista dallaL.R. 36/1997 e s.m., trova già oggi applicazione nella prassi seguita per il rilascio del nulla-osta a variare ilPTCP nonché per la valutazione di incidenza sulle aree SIC, in quanto gli elementi di cui si dispone nelprogetto preliminare non consentono, di norma, di esprimere le conclusive valutazioni al riguardo. Recommended

References: articolo 6
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 12
 articolo 12
 art. 38