Source: https://www.asaps.it/8438-il_giudice_nazionale_non__tenuto_a_rivedere_una_decisione_passata_in_giudicato_n.html
Timestamp: 2020-05-28 19:18:43+00:00

Document:
Il giudice nazionale non è tenuto a rivedere una decisione passata in giudicato Non più riesaminabi.. - Asaps.it Il Portale della Sicurezza Stradale
Giurisprudenza Unione Europea 25/03/2006
Giurisprudenza Ue - Il giudice nazionale non è tenuto a rivedere una decisione passata in giudicato Non più riesaminabili le sentenze definitive (Corte di giustizia europea 16.3.2006)
Il diritto comunitario non impone ad un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne allo scopo di riesaminare ed annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato qualora risulti che questa violi il diritto comunitario. Questa la pronuncia della prima sezione della Corte di Giustizia delle Comunità europee che decide la causa C-234/04, Rosmarie Kapferer contro Schlank & Schick GmbH, in materia di competenza giurisdizionale civile e di efficacia del giudicato. Secondo il principio esposto dalla Corte, quindi, il giudice nazionale non è tenuto al riesame e all’annullamento di una sentenza passata in giudicato, sebbene questa violi il diritto comunitario. La controversia ha visto opposti la sig.ra Kapferer, cittadina austriaca residente in Hall in Tirol (Austria) e la società di diritto tedesco di vendita per corrispondenza Schlank & Schick GmbH con sede in Germania, riguardo a un’azione diretta a far condannare quest’ultima a consegnare alla sig.ra Kapferer una vincita, poiché la detta società, con una lettera indirizzatale nominativamente, aveva suscitato nella sig.ra Kapferer l’impressione che le fosse stato attribuito un premio. Con ordinanza pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunita europee il 3 giugno 2004 il Landesgericht Innsbruck (Austria) ha sottoposto, tra le altre, la seguente questione pregiudiziale: se il principio di cooperazione sancito dall’articolo 10 CE debba essere interpretato nel senso che anche un giudice nazionale, in presenza dei presupposti fissati dalla sentenza della Corte di giustizia Kühne & Heitz, è obbligato a riesaminare e ad annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato nel caso in cui risulti che questa viola il diritto comunitario. Decidendo sulla questione proposta e determinando un’importante principio sull’efficacia del giudicato, la corte Ue ha risposto che "il principio di cooperazione derivante dall’art. 10 CE non impone ad un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne allo scopo di riesaminare ed annullare una decisione giurisdizionale passata in giudicato qualora risulti che questa viola il diritto comunitario". (21 marzo 2006)
SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 16 marzo 2006 "Competenza giurisdizionale in materia civile - Regolamento (CE) n. 44/2001 - Interpretazione dell’art. 15 - Competenza in materia di contratti conclusi dai consumatori - Promessa di vincita - Pubblicità ingannevole - Decisione giurisdizionale che statuisce sulla competenza - Efficacia di giudicato - Riapertura in sede d’appello - Certezza del diritto - Primato del diritto comunitario - Art. 10 CE"
Nel procedimento C-234/04,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Landesgericht Innsbruck (Austria), con decisione 26 maggio 2004, pervenuta in cancelleria il 3 giugno 2004, nella causa tra
composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dalla sig.ra N. Colneric (relatore), dai sigg. K. Lenaerts, E. Juhász e M. Ilešic, giudici,
per la Schlank & Schick GmbH, dai sigg. M. Alexander e M. Dreschers, Rechtsanwälte;
per la Repubblica d’Austria, dal sig. H. Dossi e dalla sig.ra S. Pfanner, in qualità di agenti;
per la Repubblica ceca, dal sig. T. Bocek, in qualità di agente;
per la Repubblica federale di Germania, dalla sig.ra A. Tiemann e dal sig. A. Günther, in qualità di agenti;
per la Repubblica francese, dalla sig.ra A. Bodard-Hermant nonché dai sigg. R. Abraham, G. de Bergues e J.-C. Niollet, in qualità di agenti;
per la Repubblica di Cipro, dalla sig.ra M. Chatzigeorgiou, in qualità di agente;
per il Regno dei Paesi Bassi, dalla sig.ra C.A.H.M. ten Dam, in qualità di agente;
per la Repubblica di Finlandia, dalla sig.ra T. Pynnä, in qualità di agente;
per il Regno di Svezia, dalla sig.ra A. Falk, in qualità di agente;
per il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dalla sig.ra E. O’Neill, in qualità di agente, assistita dal sig. D. Lloyd-Jones, QC;
sentite le conclusioni [1] dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 10 novembre 2005,
2 Tale domanda è stata proposta nell’ambito di una controversia che vede opposti la sig.ra Kapferer, cittadina austriaca residente in Hall in Tirol (Austria), e la società, di diritto tedesco, di vendita per corrispondenza Schlank & Schick GmbH (in prosieguo: la "Schlank & Schick"), con sede in Germania, riguardo ad un’azione diretta a far condannare quest’ultima a consegnare alla sig.ra Kapferer una vincita, poiché la detta società, con una lettera indirizzatale nominativamente, aveva suscitato nella sig.ra Kapferer l’impressione che le fosse stato attribuito un premio.
"Salve le disposizioni dell’articolo 4 e dell’articolo 5, punto 5, la competenza in materia di contratti conclusi da una persona, il consumatore, per un uso che possa essere considerato estraneo alla sua attività professionale è regolata dalla presente sezione:
c) in tutti gli altri casi, qualora il contratto sia stato concluso con una persona le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato membro o verso una pluralità di Stati che comprende tale Stato membro, purché il contratto rientri nell’ambito di dette attività".
4 Ai sensi dell’art. 16, n. 1, del medesimo regolamento, "[l]’azione del consumatore contro l’altra parte del contratto può essere proposta o davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliata tale parte, o davanti ai giudici del luogo in cui è domiciliato il consumatore".
"Oltre che nei casi in cui la sua competenza risulta da altre disposizioni del presente regolamento, il giudice di uno Stato membro davanti al quale il convenuto è comparso è competente. Tale norma non è applicabile se la comparizione avviene per eccepire l’incompetenza o se esiste un altro giudice esclusivamente competente ai sensi dell’articolo 22".
6 L’art. 5j della legge austriaca sulla tutela dei consumatori (Konsumentenschutzgesetz), nella versione che risulta dalla legge entrata in vigore il 1° ottobre 1999 (BGBl. I, 1999, pag. 185) dispone quanto segue:
"Gli imprenditori che inviano ad un determinato consumatore promesse di assegnazione di un premio o altre analoghe comunicazioni e con i termini di tale comunicazione suscitano l’impressione che il consumatore abbia vinto un determinato premio devono consegnare al consumatore detto premio; esso può anche essere richiesto in via giudiziaria".
7 L’art. 530 del codice di procedura civile austriaco (Zivilprozessordnung, in prosieguo: la "ZPO") sui presupposti per il ricorso per revisione dispone quanto segue:
"(1) Una causa conclusasi con una decisione definitiva sulla controversia, può essere riaperta a seguito di ricorso per revisione proposto da una delle parti,
(2) La riapertura della causa a seguito di ricorso per revisione per i motivi di cui al n. 1, punto 7, è ammissibile soltanto nel caso in cui la parte fosse impossibilitata, senza sua colpa, a far valere le nuove circostanze di fatto o le nuove prove prima della conclusione della trattazione orale a seguito della quale è stata emessa la decisione di primo grado".
"(1) Il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di quattro settimane.
(3) Il ricorso per revisione non può essere proposto decorsi dieci anni dal passaggio in giudicato della decisione di cui trattasi".
9 La sig.ra Kapferer, in qualità di consumatrice, più volte aveva ricevuto per posta dalla Schlank & Schick materiale pubblicitario recante l’annuncio di presunte vincite. Dopo aver ricevuto un’ulteriore missiva a lei personalmente indirizzata, secondo la quale era a sua disposizione un premio in forma di accredito in contanti di ATS 53 750 (pari ad EUR 3 906,16), la sig.ra Kapferer ha ricevuto circa due settimane più tardi una busta contenente, tra l’altro, un buono d’ordine, una lettera relativa all’ultimo avviso riguardante l’accredito in contanti e un estratto conto. In base alle condizioni di partecipazione/assegnazione figuranti sul retro dell’ultimo avviso, la partecipazione all’assegnazione degli accrediti era subordinata ad un’ordinazione-prova non vincolante.
10 La sig.ra Kapferer ha quindi rispedito a Schlank & Schick il buono d’ordine in questione dopo avervi incollato la marca d’accredito ed apposto la propria firma sul retro del buono sotto la menzione "[h]o preso conoscenza delle condizioni di partecipazione", ma senza aver letto le condizioni di partecipazione/assegnazione. Non è possibile stabilire se abbia effettuato anche un’ordinazione di prodotti.
12 La Schlank & Schick ha sollevato un’eccezione d’incompetenza del giudice adito. Essa sostiene che le disposizioni di cui agli artt. 15 e 16 del regolamento n. 44/2001 non sono applicabili, in quanto presuppongono l’esistenza di un contratto a titolo oneroso. La partecipazione al gioco a premi sarebbe stata subordinata ad un’ordinazione di merce che, però, la sig.ra Kapferer non avrebbe mai effettuato. Il diritto derivante dall’art. 5j del KSchG non sarebbe di natura contrattuale.
14 La sig.ra Kapferer ha presentato ricorso in appello dinanzi al giudice del rinvio. La Schlank & Schick ha ritenuto dal canto suo che la decisione del Bezirksgericht in merito alla competenza di quest’ultimo non le recava pregiudizio dato che comunque essa aveva vinto nel merito. Per questo motivo essa non ha impugnato la decisione sulla competenza.
16 Il Landesgericht Innsbruck nutre dubbi quanto alla competenza internazionale del Bezirksgericht. Fondandosi sulla sentenza 11 luglio 2002, causa C-96/00, Gabriel (Racc. pag. I-6367), si chiede se un’ingannevole promessa di vincita, destinata ad agevolare la conclusione di un contratto e dunque preparatoria di quest’ultimo, presenti un collegamento sufficientemente stretto con la preventivata conclusione di un contratto con un consumatore da comportare la competenza del foro del consumatore.
17 Dato che la Schlank & Schick non ha impugnato la decisione di rigetto dell’eccezione d’incompetenza, il giudice a quo si chiede se sia comunque tenuto in forza dell’art. 10 CE a riesaminare ed annullare una decisione passata in giudicato quanto alla competenza internazionale, nel caso in cui risulti contraria al diritto comunitario. Il giudice del rinvio pensa all’esistenza di un tale obbligo interrogandosi, in particolare, sulla possibilità di trasporre i principi enunciati nella sentenza 13 gennaio 2004, causa C-453/00, Kühne & Heitz (Racc. pag. I-837), relativi all’obbligo, imposto ad un organo amministrativo, di riesaminare una decisione amministrativa definitiva contraria al diritto comunitario come frattanto interpretato dalla Corte.
"1) Quanto alla decisione del giudice di primo grado sulla competenza:
se il termine fissato dall’art. 534 ZPO per la revoca di una decisione giurisdizionale contraria al diritto comunitario sia compatibile con il principio della piena efficacia di quest’ultimo.
a) se un’ingannevole promessa di vincita, destinata ad agevolare la conclusione di un contratto e dunque preparatoria di quest’ultimo, presenti un collegamento sufficientemente stretto con la preventivata conclusione di un contratto con un consumatore, cosicché per l’azionamento di eventuali pretese su ciò fondate sussista la possibilità di adire il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori ex art. 15, n. 1, lett. c), del regolamento n. 44/2001?
c) se il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori possa essere adito soltanto nel caso in cui le condizioni stabilite dall’imprenditore per la partecipazione ad un gioco a premi siano soddisfatte, ancorché esse non siano in alcun modo rilevanti per l’insorgere del diritto sostanziale riconosciuto dall’art. 5j del KSchG.
se il foro competente in materia di contratti conclusi da consumatori possa essere adito per azionare un diritto contrattuale all’adempimento di tipo particolare, specificamente riconosciuto da una norma di legge, ovvero un diritto all’adempimento sui generis, di natura fittizia ed assimilabile a un diritto contrattuale, il cui insorgere sia determinato dalla promessa di vincita fatta dall’imprenditore e dalla richiesta di corresponsione della vincita stessa avanzata dal consumatore".
20 A tale riguardo occorre rammentare l’importanza che il principio dell’autorità di cosa giudicata riveste sia nell’ordinamento giuridico comunitario sia negli ordinamenti giuridici nazionali. Infatti, al fine di garantire sia la stabilità del diritto e dei rapporti giuridici, sia una buona amministrazione della giustizia, è importante che le decisioni giurisdizionali divenute definitive dopo l’esaurimento delle vie di ricorso disponibili o dopo la scadenza dei termini previsti per questi ricorsi non possano più essere rimesse in discussione (sentenza 30 settembre 2003, causa C-224/01, Köbler, Racc. pag. I-10239, punto 38).
21 Ne consegue che il diritto comunitario non impone ad un giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne che attribuiscono autorità di cosa giudicata ad una decisione, anche quando ciò permetterebbe di accertare una violazione del diritto comunitario da parte di tale decisione (v., in tal senso, sentenza 1° giugno 1999, causa C-126/97, Eco Swiss, Racc. pag. I-3055, punti 46 e 47).
22 Nel disciplinare le modalità procedurali dei ricorsi giurisdizionali intesi a garantire la salvaguardia dei diritti derivanti, per i privati, dall’effetto diretto delle norme comunitarie, gli Stati membri devono far sì che tali modalità non siano meno favorevoli di quelle che riguardano ricorsi analoghi di natura interna (principio di equivalenza) e non siano strutturate in modo da rendere in pratica impossibile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento giuridico comunitario (principio di effettività) (v., in tal senso, sentenza 16 maggio 2000, causa C-78/98, Preston e a., Racc. pag. I-3201, punto 31 e giurisprudenza ivi citata). Orbene, il rispetto di tali limiti al potere degli Stati membri in materia processuale non è stato messo in discussione nella controversia principale, per quanto attiene al procedimento d’appello.
25 Alla luce della risposta fornita alla prima questione, sub a) e poiché il giudice del rinvio lascia intendere che, in base al diritto interno, esso non sarebbe in grado di procedere ad un riesame della decisione sulla competenza del Bezirksgericht, non occorre rispondere né alla prima questione, sub b)-d), né alla seconda questione, sub a)-d).

References: sentenza 
 sentenza 

SENTENZA 
 Art. 10
 sentenza 
 sentenza 
 art. 15
sui generis
 sentenza 
 sentenza