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T.A.R. Molise, Sezione I, 31 ottobre 2012
In applicazione del principio processuale del c.d. effetto espansivo esterno di cui all’art. 336, comma 2, c.p.c., l’annullamento della sentenza non può che comportare l’automatica caducazione anche degli atti che in essa trovano il presupposto della loro adozione
SENTENZA N. 607
In applicazione del principio processuale del c.d. effetto espansivo esterno di cui all’art. 336, comma 2, c.p.c., l’annullamento della sentenza di questo non può che comportare l’automatica caducazione anche degli atti che in essa trovano il presupposto della loro adozione.
Con distinti ricorsi rubricati sub RG 517/1996 e 737/1996 il signor Tarasco Antonio ha chiesto al TAR per il Molise l’annullamento del diniego opposto dalla Regione Molise all’istanza di annullamento della concessione edilizia n. 34 del 1988 rilasciata dal Comune di Oratino alla Provincia di Campobasso per la realizzazione di una variante alla strada provinciale di collegamento tra Campobasso ed Oratino (RG 737/1996) nonchè l’annullamento della corrispondente variante particolare al programma di fabbricazione richiesta dalla Provincia di Campobasso per la realizzazione dell’opera pubblica (RG 517/1996).
Con sentenza n.1524/2010 il TAR ha accolto entrambi i ricorsi annullando gli atti impugnati. La sentenza è passata in giudicato. Con ulteriore ricorso RG 249/2011 il signor Tarasco ha anche proposto ricorso per l’ottemperanza alla suddetta sentenza al fine di conseguire l’annullamento della concessione edilizia ed il risarcimento dei danni.
Poiché i ricorsi sub RG 517/1996 e 737/1996 non le sono stati notificati, la Provincia di Campobasso con ricorso RG 401/2011 ha proposto opposizione di terzo al fine di ottenere l’annullamento della sentenza n. 1524/2011 nonché la declaratoria di inammissibilità, improcedibilità e di infondatezza nel merito dei due ricorsi con la stessa decisi.
Si è costituito in giudizio il signor Tarasco per resistere al ricorso, contestando la fondatezza delle censure articolate dalla Provincia e concludendo per la loro reiezione nel merito, eccependo preliminarmente la carenza di interesse all’impugnativa stante l’impossibilità di sanare i vizi relativi al procedimento di variante al programma di fabbricazione rilevati dal TAR.
Con ordinanza n. 14 del 2012 è stata accolta la domanda di sospensione degli effetti della sentenza impugnata.
Nel frattempo la Regione Molise, in dichiarata esecuzione della sentenza n. 1524/2011, con decreto del Presidente della giunta regionale n. 364/2011 ha annullato la concessione edilizia n. 34 del 1988.
Siffatto provvedimento è stato impugnato dalla Provincia di Campobasso con distinto ricorso rubricato sub RG 413/2011, al contempo notificando motivi aggiunti nel ricorso RG 401/2011, al fine di ottenerne l’annullamento sia per vizi derivati dalla sentenza di cui costituisce esecuzione sia per vizi propri, con particolare riferimento alla violazione delle garanzie partecipative, alla mancata verifica in concreto dell’interesse pubblico all’annullamento nonchè per incompetenza del Presidente della Regione a provvedere in luogo del dirigente del settore di riferimento.
Anche in questo giudizio si è costituito il signor Tarasco per contestare le censure articolate concludendo per la loro reiezione nel merito.
La Regione Molise, anch’essa costituitasi in giudizio, ha difeso la correttezza del proprio operato nonchè la legittimità del provvedimento di annullamento, stante la necessità di conformarsi alla sentenza n. 1524/2010.
Con ordinanza n. 15 del 2012 il collegio ha sospeso gli effetti del provvedimento impugnato.
Con ulteriore atto di motivi aggiunti notificato in entrambi i ricorsi RG 401/2011 ed RG 413/2011 la Provincia di Campobasso ha infine impugnato la nota del 5.1.2012 prot. n. 10965/M-11053/M-11054/M indirizzata all’Avvocatura distrettuale dello Stato e per conoscenza alla Provincia di Campobasso ed al Comune di Oratino con la quale il Servizio Pianificazione e Gestione Territoriale e Paesaggistica della Regione Molise ha relazionato in merito all’intera vicenda ribadendo di aver ritenuto di dover dare ottemperanza alla sentenza del TAR Molise n. 1524/2010, disponendo l’annullamento ex art. 39 del DPR n. 380/2001 della concessione edilizia n. 34/88, sulla scorta delle motivazioni nella stessa indicate.
Alla pubblica udienza del 24 maggio 2012 entrambe le cause sono state trattenute in decisione previo deposito di memorie con le quali le parti hanno insistito nelle rispettive tesi difensive.
Preliminarmente deve essere disposta la riunione dei due ricorsi indicati in epigrafe stante la connessione oggettiva e soggettiva tra i medesimi sussistente.
Il ricorso n. 401/2011 avente per oggetto l’opposizione della Provincia di Campobasso quale terzo controinteressato pretermesso nei giudizi definiti con sentenza n.1524/2011 è fondato.
Il signor Tarasco ha infatti agito per l’annullamento del diniego regionale reso sull’istanza di annullamento di una concessione rilasciata in favore della Provincia di Campobasso nonché per l’annullamento della variante al programma di fabbricazione del Comune di Oratino sollecitata dalla Provincia proprio al fine di poter realizzare la modifica del tracciato stradale autorizzata con la concessione edilizia.
Non v’è dubbio che rispetto alla domanda di annullamento del diniego regionale, la Provincia di Campobasso fosse parte necessaria del giudizio in quanto soggetto controinteressato sia in senso formale che sostanziale: in senso formale in quanto ente in favore del quale la concessione edilizia era stata formalmente rilasciata, in senso sostanziale in quanto destinatario diretto degli effetti del provvedimento e come tale titolare dell’interesse alla conservazione dell’atto di cui il Tarasco sollecitava l’annullamento: è evidente infatti che dall’annullamento in sede giurisdizionale del diniego per ragioni di ordine sostanziale sarebbe insorto per la Regione l’obbligo di disporre l’annullamento del provvedimento rilasciato in favore della Provincia (come poi accaduto), venendosi in tal modo a pregiudicare la sfera giuridica di quest’ultima sino a quel momento presidiata dalla sopravvenuta inoppugnabilità della concessione edilizia rilasciata.
La Provincia in tale veste doveva pertanto essere chiamata in giudizio per consentirle di difendere la legittimità del diniego a se favorevole, pena la inammissibilità del gravame ai sensi dell’art. 21 della legge n. 1034 del 1971 ed anche a voler qualificare il Comune di Oratino come controinteressato, ritualmente destinatario della notifica del ricorso proposto dal Tarasco, il TAR era comunque tenuto ad integrare d’ufficio il contraddittorio nei confronti della Provincia, pena la pronuncia di una sentenza suscettibile di pregiudicare gli interessi di quest’ultima ai sensi e per gli effetti dell’art. 404, comma 1, c.p.c.: poiché l’integrazione non è stata disposta e la Provincia per i motivi esposti doveva ritenersi parte necessaria, la sentenza va annullata in quanto resa in violazione del principio della integrità del contraddittorio.
Ma la Provincia era controinteressata in senso formale e sostanziale anche con riferimento agli atti relativi alla variante particolare al programma di fabbricazione impugnati con ricorso RG 517/1996, trattandosi di modifica sollecitata dalla Provincia di Campobasso proprio al fine di poter ottenere il rilascio della concessione edilizia necessaria all’esecuzione delle opere di modifica del tracciato della strada provinciale.
In tutti gli atti istruttori si legge infatti che è stata la Provincia di Campobasso con nota n. 14329 del 7.9.1995 a fare richiesta della concessione edilizia e con successiva nota del 26.9.1995, n. 15215 a chiedere al Comune di Oratino l’adozione di apposita variante all’attuale strumento urbanistico, avendo approvato l’esecuzione di lavori di somma urgenza per la sistemazione della strada provinciale n. 48. Lo stesso oggetto della delibera del Consiglio comunale di Oratino n. 23 del 14.11.1995 impugnata dal Tarasco indica come oggetto: “Lavori di somma urgenza di sistemazione della strada provinciale n. 48 “Di Oratino” a cura dell’amministrazione provinciale di Campobasso. Adozione di una variante al piano di fabbricazione comunale”.
Dalla semplice lettura delle due delibere impugnate era quindi facilmente evincibile che la Provincia era l’ente destinatario in via diretta degli effetti della variante e che, in quanto soggetto proponente la modifica del programma di fabbricazione per la sistemazione della strada provinciale, aveva un evidente interesse alla conservazione delle predette delibere impugnate dal Tarasco, il cui annullamento avrebbe inficiato la legittimità dell’intera opera pubblica eseguita.
In senso contrario non giova al Tarasco replicare che i vizi rilevati dal TAR, con particolare riferimento al procedimento di variante, non potrebbero comunque essere sanati, anche per la carenza della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, poiché la Provincia ha comunque diritto a difendersi in giudizio in quanto parte necessaria, anche perché accanto ai profili di merito delle doglianze del Tarasco, la Provincia ha reiteratamente eccepito la tardività dei gravami, la loro inammissibilità per mancata notifica all’unico controinteressato parte sostanziale (la Provincia per l’appunto) nonché il difetto di legittimazione del Tarasco che, non avendo impugnato gli atti della connessa procedura espropriativa, con conseguente perdita della qualità di proprietario, non rivestirebbe più alcuna posizione differenziata tale da legittimarlo alla contestazione, con evidenti ricadute anche in punto di interesse alla decisione.
La sentenza di questo TAR n. 1524/2010 deve pertanto essere annullata, in accoglimento della domanda di opposizione di terzo, essendo stata resa in un giudizio celebrato in assenza di una parte necessaria che, in quanto espressamente indicata nei provvedimenti gravati in sede giurisdizionale e diretta beneficiaria degli effetti dagli stessi prodotti, doveva prendere parte al giudizio, pena l’adozione di una sentenza suscettibile di pregiudicare i suoi interessi.
Quanto alla parte rescissoria del giudizio, rileva il collegio che non sono stati depositati dalle parti gli atti processuali relativi ai due ricorsi RG 517/1996 e 737/1996 decisi con la sentenza n. 1524/2010 sicchè al fine di poterli esaminare nel merito, a contraddittorio integro, è necessario preliminarmente disporne l’acquisizione integrale al presente giudizio a cura della segreteria del TAR, con conseguente necessità di rinviare la decisione di merito a nuova udienza pubblica.
Il distinto ricorso n. 413/2011 proposto dalla Provincia va invece dichiarato improcedibile in quanto, in applicazione del principio processuale del c.d. effetto espansivo esterno di cui all’art. 336, comma 2, c.p.c., l’annullamento della sentenza di questo TAR n. 1524/2011 non può che comportare l’automatica caducazione anche degli atti che in essa trovano il presupposto della loro adozione e tra questi v’è senza dubbio il decreto del Presidente della giunta della Regione Molise n. 364/2011 di annullamento della concessione edilizia n. 34/1988; ed infatti, come si legge nelle premesse in fatto e in diritto, il provvedimento di annullamento regionale è stato adottato in dichiarata esecuzione della sentenza n. 1524/2011 con la conseguenza che, in applicazione del principio simul stabunt simul cadent, l’annullamento della prima travolge automaticamente anche il secondo sicchè la Provincia non ha più interesse a chiederne l’annullamento in via principale con il distinto ricorso n. 413 del 2011 che, come detto, deve pertanto essere dichiarato improcedibile, unitamente ai primi motivi aggiunti notificati nel ricorso RG 401/2011 aventi per oggetto identica impugnativa.
Improcedibili sono anche i motivi aggiunti proposti dalla Provincia di Campobasso avverso la nota del 5.1.2012 prot. n. 10965/M-11053/M-11054/M del Servizio Pianificazione e Gestione Territoriale e Paesaggistica della Regione Molise sia in quanto priva di natura provvedimentale, trattandosi di mera relazione riepilogativa dell’intera vicenda indirizzata all’Avvocatura dello Stato, sia perché, in ogni caso, automaticamente travolta dalla riforma della sentenza 1524/2010, a motivo del richiamato effetto espansivo esterno dell’annullamento sancito dall’art. 336, comma 2, c.p.c.
Il presente giudizio deve pertanto essere deciso con sentenza non definitiva stante la necessità, ai fini della decisione di merito, di acquisire l’integrale documentazione processuale relativa ai giudizi RG 517/1996 ed RG 737/1996 mentre le spese di lite vanno riservate al definitivo.
Il Tribunale amministrativo regionale del Molise, non definitivamente pronunciando sui ricorsi riuniti, come in epigrafe proposti, così provvede:
- accoglie il ricorso RG 401/2011 e, per l’effetto, annulla la sentenza del TAR Molise n. 1524/2010 dichiarando improcedibili i motivi aggiunti proposti nel medesimo giudizio;
- dichiara improcedibile il ricorso ed i motivi aggiunti proposti nel giudizio RG 413/2011;
- dispone che a cura della segreteria del TAR siano acquisiti al presente fascicolo copia integrale di tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi RG 517/1996 e RG 737/1996 la cui decisione viene rinviata alla pubblica udienza del 27 giugno 2013;
- riserva al definitivo ogni decisione in merito alle spese di giudizio.
Così deciso in Campobasso nelle camere di consiglio del giorno 24 maggio 2012 e del giorno 11 ottobre 2012 con l'intervento dei magistrati:

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