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Timestamp: 2018-10-20 02:55:08+00:00

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AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ARRESTO IN FLAGRANZA GIUDIZIO DIRETTISSIMO
da Armaroli | Mar 21, 2018 | avvocato difesa penale | 0 commenti
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AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ARRESTO IN FLAGRANZA GIUDIZIO DIRETTISSIMO Art. 380. Arresto obbligatorio in flagranza.
Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all’arresto di chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni.
Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all’arresto di chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi, consumati o tentati:
b) delitto di devastazione e saccheggio previsto dall’articolo 419 del codice penale;
c) delitti contro l’incolumità pubblica previsti nel titolo VI del libro II del codice penale per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni;
d) delitto di riduzione in schiavitù previsto dall’articolo 600, delitto di prostituzione minorile previsto dall’articolo 600-bis, primo comma, delitto di pornografia minorile previsto dall’articolo 600-ter, commi primo e secondo, anche se relativo al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, (1) e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile previsto dall’articolo 600-quinquies del codice penale;
d.1) delitti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro previsti dall’articolo 603-bis, secondo comma, del codice penale; (11)
d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’articolo 609-octies del codice penale; (2)
e) delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n. 533, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 625, primo comma, numeri 2), prima ipotesi, 3) e 5), nonché 7-bis) del codice penale, salvo che ricorra, in questi ultimi casi, la circostanza attenuante di cui all’articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale; (3)
e-bis) delitti di furto previsti dall’articolo 624-bis del codice penale, salvo che ricorra la circostanza attenuante di cui all’articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale; (4)
f) delitto di rapina previsto dall’articolo 628 del codice penale e di estorsione previsto dall’articolo 629 del codice penale;
f-bis) delitto di ricettazione, nell’ipotesi aggravata di cui all’articolo 648, primo comma, secondo periodo, del codice penale; (6)
g) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo escluse quelle previste dall’articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n. 110;
h) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope puniti a norma dell’articolo 73 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubbblica 9 ottobre 1990, n. 309, salvo che per i delitti di cui al comma 5 del medesimo articolo; (7)
i) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a quattro anni o nel massimo a dieci anni;
l) delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete previste dall’articolo 1 della legge 25 gennaio 1982, n. 17 , delle associazioni di carattere militare previste dall’articolo 1 della legge 17 aprile 1956, n. 561, delle associazioni, dei movimenti o dei gruppi previsti dagli articoli 1 e 2, della legge 20 giugno 1952, n. 645, delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’art. 3, comma 3, della L. 13 ottobre 1975, n. 654;
l-bis) delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso prevista dall’articolo 416-bis del codice penale;
l-ter) delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di atti persecutori, previsti dall’articolo 572 e dall’articolo 612-bis del codice penale; (5)
m) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista dall’articolo 416 commi 1 e 3 del codice penale, se l’associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 o dalle lettere a), b), c), d), f), g), i) del presente comma;
m-bis) delitti di fabbricazione, detenzione o uso di documento di identificazione falso previsti dall’articolo 497-bis del codice penale;(8)
m-ter) delitti di promozione, direzione, organizzazione, finanziamento o effettuazione di trasporto di persone ai fini dell’ingresso illegale nel territorio dello Stato, di cui all’articolo 12, commi 1 e 3, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni (9).
Se si tratta di delitto perseguibile a querela, l’arresto in flagranza è eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato è posto immediatamente in libertà.
AVVOCATO PENALISTA PER ARRESTO IN FLAGRANZA BOLOGNA ,ARRESTO DIRETTISSIMA BOLOGNA
Reati contro la Persona (Omicidi, Furto, Rapina, Ricettazione, Omicidio, Estorsione,Truffa,Violenza
Lesioni, Atti persecutori (Stalking), Violenze sessuali, Diffamazioni semplici col mezzo della stampa,
Reati contro la Famiglia (Abuso dei mezzi di correzione
Alterazione di stato,Attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica,Bigamia,Incesto
Maltrattamenti contro familiari e conviventi, Violazioni degli obblighi di assistenza familiare, Sottrazione di persone incapaci, ed altro);
Reati relativi a Stupefacenti
Reati Tributari (D.L.vo n. 74 del 10 marzo 2000: Dichiarazioni dei redditi fraudolente, Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
, Omessi versamenti di ritenute o di IVA, ed altro;
Bancarotta e Reati Fallimentari (R.D. n. 267 del 16 marzo 1942: Bancarotte semplici e fraudolente,Bancarotta documentale, bancarotta per dissipazione Falsi in attestazioni e relazioni, ed altro);
Reati contro l’Economia (Aggiotaggio nel mercato di valori e merci, Frodi contro le industrie, ed altro);
Reati Societari (Reati societari, bilancio, falsità, fallimento, bancarotta fraudolenta, correlazione
False comunicazioni sociali, Operazioni in pregiudizio dei creditori,);
Responsabilità Amministrativa da Reato di Società, Associazioni, Enti (Decreto Legislativo n. 231 del 2001, il “D.Lgs 231/01 responsabilità amministrativa degli enti e delle società”, ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa di Enti e Società da accertare in sede in sede penale.
Reati Stradali (Guida sotto l’influenza dell’Alcool, Guida in stato di ebbrezza – – Omissione di soccorso
Guida in stato di alterazione per uso di Stupefacenti, Omessa assistenza in caso di incidente stradale, ed altro);
Reati relativi alle Armi (L. n. 110 del 18 aprile 1975, sia a quelle legalmente detenute sia a quelle non legalmente detenute
Reati contro il Patrimonio (Truffe,Truffa Aggravata e Frodi varie, Ricettazioni, Furti, Rapine, Estorsioni, Usura, Danneggiamenti, Riciclaggio, Indebito utilizzo di carte di credito o bancomat, Furto in abitazione e furto con strappo).
Reati di Responsabilità Medica (Art. 590 sexies del codice penale);decreto Gelli , responsabilita’ medica d’equipe
Reati contro l’amministrazione della Giustizia (Omissione di refertoCalunnie, Autocalunnia, simulazione di reato False testimonianze, Favoreggiamenti personali o reali, Simulazioni di reato, ed altro);
Reati Urbanistici e dell’Edilizia (DPR n. 380 del 06 giugno 2001); la lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio (come individuata dall’art. 30, 1° comma, dello stesso T.U.);
— gli interventi edilizi, nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico ed ambientale, effettuati in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso di costruire;
Reati Bancari (D.L.vo n. 385 del 1 settembre 1933: Esercizio abusivo dell’attività di agente finanziario, Mendacio e Falso per ottenere la concessione di un credito, ed altro);
Art. 381. Arresto facoltativo in flagranza.
Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.
Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altresì facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:
a) peculato mediante profitto dell’errore altrui previsto dall’articolo 316 del codice penale;
b) corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio prevista dagli articoli 319 comma 4 e 321 del codice penale;
c) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall’articolo 336 comma 2 del codice penale;
e) corruzione di minorenni prevista dall’articolo 530 del codice penale;
f) lesione personale prevista dall’articolo 582 del codice penale;
f-bis) violazione di domicilio prevista dall’art. 614, primo e secondo comma, del codice penale; (1)
g) furto previsto dall’articolo 624 del codice penale;
h) danneggiamento aggravato a norma dell’articolo 635 comma 2 del codice penale;
i) truffa prevista dall’articolo 640 del codice penale;
l) appropriazione indebita prevista dall’articolo 646 del codice penale;
l-bis) offerta, cessione o detenzione di materiale pornografico previste dagli articoli 600-ter, quarto comma, e 600-quater del codice penale, anche se relative al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1 del medesimo codice; (2)
m) alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti previste dagli articoli 3 e 24 comma 1 della legge 18 aprile 1975, n. 110;
m-bis) (3)
m-ter) falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, prevista dall’articolo 495 del codice penale; (4)
m-quater) fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali, previste dall’articolo 495-ter del codice penale. (4)
m-quinquies) delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime previsto dall’articolo 590-bis, secondo, terzo, quarto e quinto comma, del codice penale. (5)
Se si tratta di delitto perseguibile a querela, l’arresto in flagranza può essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato è posto immediatamente in libertà.
Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all’arresto in flagranza soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.
4-bis. Non è consentito l’arresto della persona richiesta di fornire informazioni dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati concernenti il contenuto delle informazioni o il rifiuto di fornirle.
Art. 382. Stato di flagranza.
E’ in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.
Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non è cessata la permanenza.
Art. 383. Facoltà di arresto da parte dei privati.
Nei casi previsti dall’articolo 380 ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio.
La persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia.
Art. 384. Fermo di indiziato di delitto.
Anche fuori dei casi di flagranza, quando sussistono specifici elementi che, anche in relazione alla impossibilità di identificare l’indiziato, (1) fanno ritenere fondato il pericolo di fuga, il pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi o di un delitto commesso per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico. (2)
Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono al fermo di propria iniziativa.
La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa qualora sia successivamente individuato l’indiziato ovvero sopravvengono specifici elementi, quali il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l’indiziato sia per darsi alla fuga (3) e non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero.
Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 15 dicembre 2015 – 24 febbraio 2016, n. 7285 – Presidente Savani – Relatore Settembre
Con ordinanza del 24/9/2014 il G. monocratico del Tribunale di Brindisi non ha convalidato l’arresto di G.G. eseguito nella quasi-flagranza di furto in abitazione dai carabinieri della stazione di ___. Ad avviso dei giudicante l’arresto non era – nel caso concreto – consentito, per l’assenza della quasi-flagranza, in quanto la ricerca dell’autore del furto era iniziata solo dopo l’acquisizione di informazioni da parte di terzi e circa 50 minuti dopo il furto. 2. Avverso la predetta decisione ha proposto ricorso per Cassazione il Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale di Brindisi per violazione di legge. Deduce, al riguardo, che si è di fronte, nel caso di specie, ad una situazione di quasi-flagranza, che consentiva l’arresto da parte della polizia giudiziaria. II Pubblico Ministero ricorrente – rilevata l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale circa la nozione di quasi-flagranza – si rifà all’insegnamento di questa Corte, secondo cui il concetto di quasi-flagranza deve essere inteso in senso più ampio di quello strettamente etimologico, essendovi ricompresa anche l’azione di ricerca del reo, immediatamente avviata dalla polizia dopo la commissione di un reato, purché protratta senza soluzione di continuità.
Il ricorso è fondato. Il G. brindisino ha escluso la presenza, nel caso di specie, delle condizioni previste nella richiamata disposizione di legge, che legittimano la polizia giudiziaria ad eseguire l’arresto dell’indiziato di un fatto delittuoso, rifacendosi ad un orientamento di questa Corte regolatrice, secondo cui non sussiste la quasi ­flagranza qualora l’inseguimento dell’indagato da parte della P.G. sia iniziato per effetto e solo dopo l’acquisizione delle informazioni da parte di terzi (Cass., sez. 4, n. 15912 del 7/2/2013; Cass., sez. 3, n. 34918 dei 13/7/2011). Tale insegnamento è però contrastato da un diverso e più diffuso orientamento, secondo cui lo stato di quasi flagranza sussiste anche nel caso in cui l’inseguimento non sia iniziato per una diretta percezione dei fatti da parte della polizia giudiziaria, bensì per le informazioni acquisite da terzi (inclusa la vittima), purché non sussista soluzione di continuità fra il fatto criminoso e la successiva reazione diretta ad arrestare il responsabile dei reato (Cass., n. 22136 del 6/5/2015; N. 4348 dei 2003 Rv. 226984, N. 23560 del 2006 Rv. 235259, N. 44369 dei 2010 Rv. 249169, N. 6916 del 2012 Rv. 252915). Tale orientamento appare preferibile, giacché tiene conto della diversa modulazione della norma applicabile al caso (art. 382 cod. proc. pen.), che distingue l’ipotesi dei soggetto che venga “colto” nell’atto di commettere il delitto e colui che, subito dopo il reato, è “inseguito” dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è “sorpreso” con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima. Il senso letterale della disposizione non impone di ritenere, quindi, che l’agente debba essere “colto” dalla P.G. (e solo dalla P.G.) nell’atto di commettere il delitto, né che l’inseguimento debba essere “a vista” o cominciare con la percezione diretta dell’azione delittuosa da parte della P.G, potendo invece consistere in una attività immediatamente successiva al reato, purché ad esso collegata senza soluzione di continuità. In tale ottica assumono rilievo, quindi, anche le informazioni ricevute dalla persona offesa o dagli altri testimoni del reato, che orientino immediatamente l’attività di indagine in una direzione determinata e consentano di raggiungere l’autore prima che muti, irrimediabilmente, la situazione in cui si è sviluppata l’azione del reo o ne svaniscano gli effetti. Nella specie, G. fu visto da una vicina di casa – che lo conosceva personalmente – della vittima, nel mentre usciva dall’abitazione in cui aveva consumato il furto. La donna avverti immediatamente la derubata che, a sua volta, avvertì i carabinieri, i quali si posero alla ricerca del ladro e lo rintracciarono dopo circa un’ora, nel mentre si trovava in via ____, ancora nei pressi dell’abitazione della derubata (a circa 50 metri) e dove, a poche decine di metri di distanza dal luogo in cui fu raggiunto il ladro, fu rinvenuto anche il portafoglio sottratto alla vittima. E’ evidente, quindi, che nessuna soluzione di continuità vi è stata tra il furto e l’arresto dei ladro, raggiunto a seguito di indagini immediatamente avviate e quando la situazione da lui creata non era ancora dei tutto mutata. L’ordinanza impugnata deve essere, dunque, annullata, limitatamente alla mancata convalida dell’arresto.
Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata per essere stato l’arresto legittimamente eseguito.
Valsamoggia Lo studio si occupa della difesa di: 1) Reati contro la persona e contro la libertà sessuale 2) Reati contro il patrimonio 3) Responsabilità professionale medica 4) Reati fallimentari 5) Reati in materia di sostanze stupefacenti 6) Reati contro l’onore e diffamazione a mezzo stampa 7) Reati in materia di circolazione stradale 8) Reati contro la pubblica amministrazione (esempio corruzione, peculato concussione ecc) 9) Reati contro l’amministrazione della giustizia (ad esempio calunnia, simulazione di reato ecc)
Vergato Lo studio si occupa della difesa di: 1) Reati contro la persona e contro la libertà sessuale 2) Reati contro il patrimonio 3) Responsabilità professionale medica 4) Reati fallimentari 5) Reati in materia di sostanze stupefacenti 6) Reati contro l’onore e diffamazione a mezzo stampa 7) Reati in materia di circolazione stradale 8) Reati contro la pubblica amministrazione (esempio corruzione, peculato concussione ecc) 9) Reati contro l’amministrazione della giustizia (ad esempio calunnia, simulazione di reato ecc)
Zola Predosa Lo studio si occupa della difesa di: 1) Reati contro la persona e contro la libertà sessuale 2) Reati contro il patrimonio 3) Responsabilità professionale medica 4) Reati fallimentari 5) Reati in materia di sostanze stupefacenti 6) Reati contro l’onore e diffamazione a mezzo stampa 7) Reati in materia di circolazione stradale 8) Reati contro la pubblica amministrazione (esempio corruzione, peculato concussione ecc) 9) Reati contro l’amministrazione della giustizia (ad esempio calunnia, simulazione di reato ecc)
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ARTICOLO 131 BIS CODICE PENALE Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
REATO DI CALUNNIA – AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA –ELEMENTI SOGGETTIVO REATO – PROVA REATO Calunnia
arresto flagranza differita arresto flagranza arresto flagranza convalida arresto flagranza
Art 625 cp aggravanti reato furto avvocato penalista Bologna

References: Art. 380

Art. 381

Art. 382

Art. 383

Art. 384
 sentenza 

ARTICOLO 131