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Timestamp: 2019-11-13 04:28:28+00:00

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DPC | La Corte costituzionale sulle ricadute interne della sentenza ...
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14 nov ‘17 | Anna Termine,
Il nuovo art. 13 d.lgs. 74/2000: ragionevole una deroga alla retroattività in bonam partem?
4 lug ‘17 | Anna Termine,
Il nuovo art. 13 d.lgs. 74/2000: una norma di favore 'ibrida'?
12 dic ‘16 | Alessandro Centonze,
Il concorso eventuale nei reati associativi tra vecchi dubbi e nuove conferme giurisprudenziali
27 giu ‘16
23 ott ‘15 | Stefano Zirulia,
Irretroattività sfavorevole e reati d'evento lungo-latente
25 mag ‘15 | Giovanni Grasso, Fabio Giuffrida,
L'incidenza sul giudicato interno delle sentenze della Corte europea che accertano violazioni attinenti al diritto penale sostanziale
26 gen ‘15 | Giuseppe Riccardi,
Giudicato penale e 'incostituzionalità' della pena
20 gen ‘15 | Vico Valentini,
Continua la navigazione a vista
7 nov ‘14 | Veronica Manca,
La Corte EDU torna a pronunciarsi sul divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti: l'inadeguatezza degli standard di tutela delle condizioni di salute del detenuto integrano una violazione dell'art 3 CEDU
15 ott ‘14 | Matteo De Micheli,
La declaratoria di illegittimità della legge Fini-Giovanardi e la rideterminazione della pena irrogata con sentenza irrevocabile
16 mag ‘14 | Marco Bignami,
Il giudicato e le libertà fondamentali: le Sezioni Unite concludono la vicenda Scoppola-Ercolano
12 mag ‘14 | Francesco Viganò,
Pena illegittima e giudicato. Riflessioni in margine alla pronuncia delle Sezioni Unite che chiude la saga dei "fratelli minori" di Scoppola (Cass., Sez. Un. pen., 24 ottobre 2013, dep. 7 maggio 2014, n. 18821, Ric. Ercolano)
11 mag ‘14 | Maria Chiara Ubiali,
Dichiarazione di incostituzionalità della disposizione più sfavorevole: il giudice dell'esecuzione ricalcola la pena
31 mar ‘14 | Elisabetta Lamarque, Francesco Viganò,
Sulle ricadute interne della sentenza Scoppola
24 feb ‘14 | Gioacchino Romeo,
Poteri del giudice dell'esecuzione dinanzi a dichiarazione di incostituzionalità di norma penale 'non incriminatrice': metamorfosi di una questione rimessa alle Sezioni unite?
20 dic ‘13 | Francesco Viganò,
Retroattività della legge penale più favorevole
Le Sezioni unite sui "fratelli minori" di Scoppola: il giudice dell'esecuzione può sostuire la pena dell'ergastolo inflitta secondo una disposizione dichiarata incostituzionale
1 ott ‘13 | Gioacchino Romeo,
Giudicato penale e resistenza alla lex mitior sopravvenuta: note sparse a margine di Corte cost. n. 210 del 2013
26 lug ‘13 | Francesco Viganò,
Prosegue la 'saga Scoppola': una discutibile ordinanza di manifesta inammissibilità della Corte costituzionale
22 lug ‘13 | Guglielmo Leo,
Una questione inammissibile in tema di pubblicità delle udienze nel procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione (ancora a proposito degli effetti delle sentenze della Corte edu nell'ordinamento interno)
3 mag ‘13 | Gaetano Carlizzi,
La teoria della successione di leggi nel tempo sul banco di prova del "caso Scoppola" e dei casi analoghi
5 ott ‘12 | Gioacchino Romeo,
Le Sezioni unite sull'applicabilità in executivis della sentenza 17 settembre 2009 della Corte EDU in causa Scoppola c. Italia: una doverosa postilla
12 set ‘12 | Francesco Viganò,
Le Sezioni Unite rimettono alla Corte costituzionale l'adeguamento del nostro ordinamento ai principi sanciti dalla Corte EDU nella sentenza Scoppola
10 set ‘12 | Francesco Viganò,
Una prima pronuncia delle Sezioni Unite sui "fratelli minori" di Scoppola: resta fermo l'ergastolo per chi abbia chiesto il rito abbreviato dopo il 24 novembre 2000
20 apr ‘12 | Gioacchino Romeo,
Le Sezioni unite sull'applicabilità , in sede esecutiva, dei principi enunciati con la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo 17 settembre 2009, nella causa Scoppola c. Italia
18 apr ‘12 | Francesco Viganò,
Giudicato penale e tutela dei diritti fondamentali
16 apr ‘12 | Gioacchino Romeo,
L'orizzonte dei giuristi e i figli di un dio minore
10 apr ‘12 | Francesco Viganò,
Figli di un dio minore? Sulla sorte dei condannati all'ergastolo in casi analoghi a quello deciso dalla Corte EDU in Scoppola c. Italia
6 apr ‘12
Sulle ricadute della sentenza Scoppola: rigettata l'istanza di sostituzione della pena dell'ergastolo in quella di trent'anni di reclusione
19 mar ‘12 | Gioacchino Romeo,
Alle Sezioni unite la questione della possibilità per il giudice dell'esecuzione, dopo la sentenza "Scoppola" della Corte edu, di sostituire la pena di trenta anni di reclusione alla pena dell'ergastolo
La Corte costituzionale sulle ricadute interne della sentenza Scoppola della Corte EDU
Corte cost., sent. 18 luglio 2013, n. 210, Pres. Gallo, Rel. Lattanzi (illegittimo l'art. 7 co. 1 del d.l. 24 novembre 2000, convertito con modificazioni dalla l. 19 gennaio 2001, n. 4)
Segnaliamo immediatamente, in attesa di pubblicarne una scheda ed eventuali commenti, l'atteso deposito della sentenza con cui la Corte costituzionale ha deciso sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dalle Sezioni Unite della Cassazione (clicca qui per accedere all'ordinanza e alla scheda relativa) in merito alla sorte dei condannati all'ergastolo che avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato nel lasso di tempo intercorrente tra l'entrata in vigore della legge Carotti (2 gennaio 2000), che aveva modificato l'art. 442 c.p.p. disponendo la sostituzione dell'ergastolo con la pena temporanea di trent'anni di reclusione in caso di condanna con rito abbreviato, e l'entrata in vigore del d.l. 341/2000 (24 novembre 2000), che all'art. 7 modificava ulteriormente l'art. 442 c.p.p., disponendo - dichiaratamente in via di interpretazione autentica - che tale sostituzione doveva ritenersi applicabile soltanto in relazione alla pena dell'ergastolo senza isolamento diurno, mentre l'ergastolo con isolamento diurno (applicabile segnatamente nel caso di condanna per omicidio aggravato in concorso con altri gravi delitti) avrebbe dovuto essere sostituito con l'ergastolo semplice.
Come è noto, la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo aveva ritenuto, nel caso Scoppola c. Italia (n. 2) del 17 settembre 2009, che la condanna all'ergastolo di un ricorrente che si trovava in quella situazione fosse contraria, tra l'altro, al principio, desunto dall'art. 7 CEDU, di retroattività della disciplina più favorevole tra tutte quelle in vigore dal momento del fatto a quello della condanna definitiva: disciplina nel caso concreto identificabile nella legge Carotti, che prevedeva la pena massima di trent'anni di reclusione in caso di giudizio abbreviato per i reati punibili in via ordinaria con l'ergastolo. Conseguentemente, la Corte aveva imposto allo Stato italiano di procedere alla rideterminazione della pena nei confronti del sig. Franco Scoppola, appunto in trent'anni di reclusione; rideterminazione poi effettuata dalla nostra Corte di cassazione, in esecuzione del giudicato europeo, a seguito di ricorso ex art. 625 bis c.p.p. del condannato.
La Corte di cassazione prima, e quindi la Corte costituzionale, erano state a questo punto investite della posizione di altri condannati che si trovavano nella medesima situazione di Franco Scoppola, ma non avevano all'epoca proposto ricorso alla Corte EDU avverso la rispettiva di condanna all'ergastolo.
Dichiarando l'illegittimità costituzionale della norma di cui all'art. 7 d.l. 341/2000, che aveva di fatto ripristinato - con effetto retroattivo sui processi in corso - la pena dell'ergastolo nei confronti degli imputati che avevano già formulato richiesta di giudizio abbreviato, la Corte costituzionale apre ora la strada alla modifica dei giudicati penali di condanna nei loro confronti, e segnatamente alla rideterminazione della pena in quella di trent'anni di reclusione, secondo i principi enunciati dalla Corte EDU.
La pronuncia odierna è di grande rilievo anche in relazione alla tematica dei rapporti tra ordinamento interno e obblighi discendenti dalla giurisprudenza della Corte EDU, avendo in sostanza i nostri giudici costituzionali riconosciuto (cfr. in particolare il § 7.2. dei "considerato in diritto") che, ogniqualvolta una sentenza europea individui un problema strutturale all'interno del'ordinamento nazionale, dal quale dipende in concreto la violazione denunciata dal ricorrente, lo Stato ha l'obbligo di adottare "misure generali" anche in assenza di una specifica statuizione da parte della Corte EDU in questo senso, affinché cessi la violazione dei diritti riconosciuti della Convenzione nei confronti di tutti coloro che sono o potrebbero essere vittime di una violazione analoga a quella riscontrata in capo al singolo ricorrente. (F.V.)
Sulle molte e importanti questioni affrontate della sentenza odierna, si vedano i numerosi contributi pubblicati dalla nostra Rivista elencati tra i documenti correlati nella colonna di destra.

References: sentenza 
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 art. 13
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 art. 625
 § 7
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