Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/bancheclienti/ultime_pubblicate/4
Timestamp: 2019-09-21 21:52:41+00:00

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Banche e Clienti - Archivio
LCA bancaria: improcedibilità della domanda in sede ordinaria anche in caso di rinuncia alle richieste di condanna, restituzione e ripetizione.
Liquidazione coatta amministrativa – Bancaria – Improcedibilità delle domande in sede ordinaria volte anche solo indirettamente volta a far valere un credito nei confronti del soggetto sottoposto a liquidazione coatta amministrativa – Rinuncia alle domande di condanna al risarcimento del danno, di restituzione e ripetizione – Irrilevanza.
La domanda che sia anche solo indirettamente volta a far valere un credito nei confronti del soggetto sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, in quanto soggetta al rito dell'accertamento del passivo, è inammissibile e/o improcedibile ove proposta nelle forme della cognizione ordinaria e ciò anche nell’ipotesi in cui l’attore abbia in corso di giudizio rinunciato tanto alla domanda di condanna al risarcimento del danno che a quella di restituzione e ripetizione.
Infatti, il petitum sostanziale a base di detta iniziativa non potrebbe che refluire, indirettamente, ma al tempo stesso inequivocabilmente, nell'ambito dell'accertamento di una passività a carico della procedura di liquidazione coatta amministrativa ove pure nella prospettiva di neutralizzare, attraverso il pur evocato istituto delle compensazioni, il controcredito della procedura alla restituzione degli importi erogati a titolo di finanziamenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 30 April 2019.
Conto corrente con apertura di credito e istanza di esibizione ex art. 210 c.p.c. della documentazione relativa al rapporto.
Contratto di conto corrente con apertura di credito - Prova del contratto e degli estratti conto - Richiesta ex Art. 119 T.U.B. dell’intera documentazione relativa al rapporto bancario - Istanza di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c..
Qualora il correntista dimostri di aver formalmente richiesto, anche ex art. 119 T.U.B., alla Banca convenuta la documentazione relativa al rapporto bancario senza però ottenere soddisfazione, è ammissibile l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 29 April 2019.
Il correntista ha diritto ad avere copia del contratto anche se anteriore al decennio.
Contratti bancari - Conto corrente - Diritto del cliente ad avere copia delle operazioni dell’ultimo decennio - Sussiste - Diritto del cliente ad avere copia dei contratti - Anteriori al decennio - Sussiste.
Ai sensi dell'articolo 119, comma 4, T.U.B., il cliente ha diritto di ottenere dalla banca copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi 10 anni. Si tratta di un diritto sostanziale autonomo per il cui riconoscimento non assume alcun rilievo l'utilizzazione che il cliente intende fare della documentazione, nè può essere pretesa dell'istituto di credito l’allegazione di fatti giustificativi della richiesta. Il diritto alla consegna dei contratti bancari anche oltre il decennio deriva dall'articolo 117 T.U.B. il quale non solo ne prevede la forma scritta ad substantiam (per cui la relativa propria scritta deve essere conservato anche ai fini della dimostrazione della validità del rapporto), ma ne impone altresì la consegna di un esemplare ai clienti, i quali hanno pertanto diritto a ricevere copia, sia al momento della sottoscrizione, sia successivamente ad essa, qualora ne facciano espressa richiesta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 23 April 2019.
Il fideiussore è liberato se viene accertata l’usura bancaria.
Contratti bancari – Usura – Accertamento in sede civile – Obbligo di trasmissione deglli atti al PM – Sussiste – Liberazione dei fideiussori – Affermazione.
In caso di condotta oggettivamente usuraria della banca, non solo vanno trasmessi gli atti al PM per verificare la sussistenza del delitto di usura bancaria, ma risultano sollevati dall’obbligazione di garanzia anche i fideiussori che hanno opposto il dolo della condotta usuraria quale eccezione che blocca la possibilità di agire nei loro confronti a prima richiesta sulla base della sola contabilità bancaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 23 April 2019.
Mutui bancari e interessi moratori: limiti alla applicazione della disciplina anti usura.
Mutui bancari – Interessi moratori – Disciplina “anti usura” – Applicabilità – Condizioni – Limiti.
In tema di mutui bancari, ancorchè siano esclusi dal calcolo del TEGM (tasso effettivo globale medio), gli interessi moratori sono soggetti alla disciplina “anti usura” di cui alla l. n. 108 del 1996, dovendosi calcolare il c.d. “tasso soglia” sulla base dei decreti all’uopo trimestralmente adottati dalla Banca d’Italia, salva la maggiorazione pari a 2,1 punti percentuali in relazione al ritardato pagamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 16 April 2019.
Mutuo fondiario e onere della prova dell'erogazione della somma data a mutuo.
Credito fondiario - Distribuzione dell'onere della prova tra creditore e debitore sulla erogazione del mutuo e sulla restituzione delle somme - Opposizione allo stato passivo - Fattispecie.
In caso di stipulazione del contratto di mutuo fondiario ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976, l'onere della prova dell'erogazione della somma data a mutuo è assolto dall'istituto di credito mutuante mediante la produzione in giudizio dell'atto pubblico notarile di erogazione e quietanza, spettando, in tal caso, al debitore che si opponga all'azione esecutiva del creditore dare la prova della restituzione della somma mutuata e degli accessori ovvero di altre cause estintive dell'obbligazione restitutoria. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione con la quale il Tribunale, decidendo sull'opposizione al diniego d'ammissione allo stato passivo del fallimento di un credito portato da alcuni contratti di mutuo fondiario cui risultavano allegati i rispettivi atti di quietanza ed erogazione parziale, aveva motivato l'esclusione con la mancanza degli estratti conto comprovanti l'erogazione delle somme mutuate). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 April 2019, n. 10507.
Per l’ammissione del mutuo al passivo fallimentare non occorrono gli estratti del conto corrente di accredito.
Fallimento – Ammissione al passivo – Mutuo bancario – Prova del credito – Atto pubblico di erogazione – Sufficienza.
In tema di contratto di mutuo, l’onere della prova dell’erogazione della somma data a mutuo è assolto dall’istituto di credito mutuante mediante la produzione in giudizio dell’atto pubblico notarile di erogazione e quietanza, spettando al debitore che si opponga all’azione esecutiva del creditore dare la prova della restituzione della somma mutuata e egli accessori ovvero di altre cause estintive dell’obbligazione restitutoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 April 2019, n. 10507.
Il contratto di apertura di credito costituisce titolo esecutivo.
Esecuzione forzata – Credito bancario derivante da apertura di credito assistita da garanzia ipotecaria – Valore di titolo esecutivo – Affermazione – Spettanza del privilegio ipotecario – Sussiste.
Il contratto di apertura di credito su conto corrente assistito da garanzia ipotecaria deve ritenersi titolo esecutivo, in quanto la somma di denaro che costituisce l’oggetto dell’obbligazione è chiaramente determinata con riferimento all’importo dell’apertura di credito, ed ove sorga questione relativamente agli oneri accessori, ove i criteri di calcolo siano esattamente previsti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 11 April 2019.
Cessione di crediti in blocco ex art 58 T.U.B. e onere della prova.
Cessione di crediti in blocco ex art 58 T.U.B. – Onere della prova della cessione del credito.
Nel caso di cessione di crediti in blocco ex art 58 T.U.B., a fronte dell’eccezione di carenza di legittimazione processuale e/o ad agire per mancata prova della cessione del credito, la cessionaria non si può limitare a produrre la Gazzetta Ufficiale in cui risulta pubblicato l’avviso di cessione dei crediti, ma deve dimostrare documentalmente ed in maniera circostanziata l’avvenuta cessione del credito oggetto di causa. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 09 April 2019.
Contratto di conto corrente: legittimazione attiva del garante/fideiussore, prescrizione, anatocismo, usura, spese e azione di accertamento negativo.
Legittimazione attiva del fideiussore
Prescrizione quinquennale – Infondatezza – Prescrizione decennale – Conto in attivo – Ripristino integrale della provvista – Inesistenza rimesse solutorie
Anatocismo – Mancata pattuizione e sottoscrizione della clausola di reciprocità degli interessi – Illegittimità
Spese – Mancata pattuizione – Illegittima applicazione
Usura – Formula matematico-finanziaria post 2009 – Irrilevanza Istruzioni di Banca d’Italia – Rilevanza della mera pattuizione – Conto corrente – Tasso superiore alla soglia usura per effetto dello ius variandi – Usura ab origine – Applicazione dell’art. 1815 secondo comma c.c. – Non debenza di tutte le somme pagate – Tramissione atti alla Procura della Repubblica.
La legittimazione del garante/fideiussore, in ordine alla nullità ed alla invalidità relative ad un conto corrente bancario, si configura in termini di intervento dipendente, atteso il suo evidente interesse giuridico a che il saldo per il quale deve eventualmente rispondere sia determinato correttamente.
L’eccezione di prescrizione quinquennale riferita agli interessi è palesemente infondata se si riferisce al diritto di ripetere gli interessi illegittimamente addebitati.
È palesemente infondato l’assunto della banca che individua un autonomo effetto solutorio in considerazione del fatto che il conto sia tornato in attivo. L’unico effetto di una rimessa tale da riportare il conto in attivo si risolve nel ripristino integrale della provvista dell’apertura di credito e in una pre-costituzione di attivo da utilizzare nuovamente, con o senza apertura di credito, ma sicuramente non comporta alcuna forma di pagamento, non essendovi alcun debito esigibile da estinguere.
In forza del nuovo testo dell’art. 120 TUB vigente dal 9.02.2000 al 31.12.2013, la capitalizzazione trimestrale degli interessi è consentita purchè prevista a favore del cliente e attraverso una clausola specificatamente approvata.
La sentenza n. 16303/2018 delle Sezioni Unite della Corte di cassazione regola la vicenda dell’usura sino al 31.12.2009; per il periodo successivo, la formula che deve essere utilizzata è quella finanziaria, come prevista dalla legge 108/1996 e non quella fornita dalle Istruzioni di Banca d’Italia, la quale non ha potere di regolare la materia diversamente dalla Legge.
Se per effetto dello ius variandi esercitato dalla banca il tasso sale sopra la soglia usuraria, si tratta in ogni caso di usura originaria, con le conseguenze di cui all’art. 1815 c.c.
Il superamento della soglia usuraria comporta la segnalazione presso alla competente Procura della Repubblica in relazione al reato di cui all’art. 644 c.p. (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 April 2019.
Ai fini usura è sufficiente la sola promessa del costo (TAEG) debordante pattuito per l’eventuale estinzione o risoluzione anticipata – (quesiti al CTU).
Contratto di mutuo – Ai fini usura è sufficiente verificare il costo complessivo (espresso in TAEG, ad eccezione di imposte e tasse) promesso in pagamento nelle ipotesi di risoluzione anticipata e/o di estinzione anticipata – (Quesiti al CTU).
In caso di eccepita usurarietà pattizia del costo complessivo (espresso in TAEG, ad eccezione di imposte e tasse) promesso in pagamento dal mutuatario entro una certa data nelle ipotesi di estinzione e/o di risoluzione anticipata, il CTU dovrà procedere alla verifica della usurarietà del TEG promesso in tali scenari (fattispecie in cui si è eccepito il debordo del TSU sia computando la commissione/penale di estinzione/risoluzione anticipata, sia escludendo detto onere in omaggio al principio di simmetria/omogeneità tra TEG del mutuo e TEGM).
In caso di accertato superamento del TSU vigente al momento pattizio, il CTU deve rideterminare l’esatto dare avere tra la parti stipulanti espungendo ex art. 1815, secondo comma, c.c., ogni interesse a qualsiasi titolo applicato. (Dario Nardone) (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 06 April 2019.
Mutuo fondiario: natura e requisiti per l’utilizzo quale titolo esecutivo.
Opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. - Mutuo Fondiario - Sospensione dell’esecuzione ex art. 624 c.p.c. - Carenza dei requisiti di cui all’art. 474 c.p.c. nel contratto di mutuo condizionato - Sussistenza.
Il mutuo fondiario, a norma dell’art. 1813 c.c., è innanzitutto un contratto reale, un contratto cioè la cui peculiarità è quella di perfezionarsi con la datio rei, e non per effetto del mero consenso espresso dalle parti nei modi di legge.
Al fine di accertare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, pertanto, ai sensi dell’art. 474 c.p.c., occorre verificare se contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge.
Sebbene la giurisprudenza abbia tradizionalmente considerato idonea qualunque forma di consegna capace di determinare il conseguimento della disponibilità giuridica della somma oggetto del mutuo in capo al destinatario, affinché il contratto di mutuo possa dirsi validamente perfezionato il mutuatario deve poter compiere atti di autonomia privata, dispositivi degli importi ricevuti. Allorquando manchi la suddetta libertà, invero, non può dirsi raggiunta la disponibilità giuridica della somma.
Qualora il contratto di mutuo, dunque, preveda che la somma mutuata sia rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca mutuante sino al verificarsi di condizioni future e incerte, rimesse alla volontà della parte mutuataria, siffatto contratto, che per definizione dovrebbe essere reale, diventa in realtà un contratto condizionato e, pertanto, difetta della immediata consegna del denaro dal mutuante al mutuatario, posticipando necessariamente ad un momento futuro e incerto il perfezionamento negoziale.
Il contratto di mutuo condizionato risulta, quindi, inidoneo ad essere impiegato come titolo esecutivo dal mutuante, atteso che, nonostante sia stato stipulato con atto notarile, difetta dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità di cui all’art. 474 c.p.c. e, pertanto, in tali casi deve necessariamente essere disposta la sospensione dell’esecuzione, ricorrendo i gravi motivi previsti dall’art. 624 c.p.c. (Vincenzo Cancrini) (Beatrice Cancrini) (riproduzione riservata) Tribunale Tivoli, 05 April 2019.
Mutuo fondiario condizionato: perfezionamento del contratto, erogazione della somma e nullità per illiceità comune dei motivi.
Contratto di mutuo fondiario.
Ai fini del perfezionamento del contratto di mutuo, l’uscita del denaro dal patrimonio dell’istituto di credito mutuante e l’acquisizione dello stesso al patrimonio del mutuatario costituisce effettiva erogazione dei fondi, anche se, contestualmente alla stipula del contratto, le somme siano versate su un deposito cauzionale infruttifero, destinato ad essere svincolato in conseguenza dell’adempimento degli obblighi e delle condizioni contrattuali.
Il motivo illecito comune alle parti, consistente nella finalizzazione del mutuo all’estinzione di una precedente esposizione di natura chirografaria, è prospettabile solo in sede fallimentare, nel cui ambito un simile atto può determinare la lesione della par condicio creditorum, con conseguente revocabilità dell’atto dispositivo. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 03 April 2019.
Legittimità all’azione monitoria nei confronti della banca per mancato rilascio di documentazione bancaria ex art. 119 T.U.B..
Legittimità dell’azione monitoria dell’utente bancario e del garante/fideiussore nei confronti della banca a seguito del mancato rilascio di documentazione bancaria richiesta ex art. 119 T.U.B..
L’utente bancario è pienamente legittimato a ricorrere al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c. al fine di ottenere la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali quelli previsti dall’art. 119 del D. Lgs n. 385/1993, posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo di rango primario e i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto (Trib Padova n. 2878/2016).
Deve ritenersi che tali identici principi siano applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito; che tale diritto risulti, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria, che si pone rispetto all’obbligazione principale garantita in rapporto di accessorietà e dipendenza; che, dunque, se si considera che proprio in virtù di tale dipendenza, il fideiussore ha diritto, ai sensi dell’art. 1945 c.c., di opporre al creditore garantito le eccezioni proponibili dal debitore – relative, cioè, all’esistenza ed alla validità dell’obbligazione garantita - non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B. nei confronti del creditore (Trib. Prato del 13.4.2015). (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 03 April 2019.
Limiti all’efficacia di titolo esecutivo del contratto condizionato di mutuo condizionato.
Contratto di mutuo condizionato – Costituzione in deposito cauzionale della somma mutuata – Assenza della rispettiva quietanza di versamento – Insussistenza dei requisiti ex art. 474 cpc.
Il contratto condizionato di mutuo, caratterizzato dalla costituzione in deposito cauzionale della somma mutuata, la cui erogazione è subordinata all’avverarsi delle condizioni ivi previste, in caso di assenza del rispettivo atto di quietanza di versamento, non può essere utilizzato come titolo esecutivo ex art. 474 cpc per la restituzione delle somme che si assumono erogate. (Augusto Mollo) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 02 April 2019.
Indeterminatezza della clausola di determinazione degli interessi e nuovo piano di ammortamento con tasso legale e quote capitali costanti.
Indeterminatezza clausola determinazione degli interessi nel contratto di mutuo – Mancata indicazione del regime finanziario adottato – Violazione dell’art. 1284, comma 3, c.c. – Conseguenze – Applicazione tasso legale – Quote capitali costanti.
Alla mancata indicazione del regime finanziario adottato in un contratto di mutuo e, quindi, alla indeterminatezza della clausola inerente il calcolo degli interessi, consegue la violazione dell’art. 1284, comma 3, c.c. e dunque il ricalcolo del piano di ammortamento a rata costante in regime di interesse semplice a tasso legale, fermi restando gli oneri e le spese pattuiti. (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 28 March 2019.
Rilevata d’ufficio la nullità dell’Euribor come tasso di riferimento.
Interessi – Pattuizione – Determinazione – Euribor – Nullità.
Il Tribunale di Pescara ha rilevato d’ufficio la nullità della clausola di indicizzazione del tasso di interesse qualora l’elemento di etero-integrazione sia il parametro Euribor rilevato nel periodo intercorrente tra il 29 settembre 2005 ed il 30 maggio 2008 sanzionato dalla Commissione Europea.
Il Tribunale inquadra la violazione accertata dalla Commissione Europea tra le nullità per contrarietà a norme imperative o comunque per contrarietà all’ordine pubblico economico.
La predetta nullità sarebbe rilevabile d’ufficio ex art. 127 TUB, trattandosi di una nullità di protezione a tutela di interessi e valori fondamentali tra cui certamente il corretto funzionamento del mercato (art. 41 Cost.) e l'uguaglianza formale tra contraenti forti e deboli (art. 3 Cost.).
A nulla rileverebbe, infine, la partecipazione o meno dell’istituto di credito al panel di rilevamento dell’Euribor posto che è il tasso ex se scelto dalle parti, ad essere ormai oggettivamente affetto da quel vizio.
La conseguenza civile, secondo il provvedimento in esame alla luce dell’accertata violazione, consiste nella nullità del tasso utilizzato dalle parti in relazione al periodo oggetto di decisione della Commissione. (Domenico Griffo) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 28 March 2019.
Sanzioni irrogate da Banca d'Italia, mancata comunicazione all'incolpato della proposta formulata dalla Commissione per l'esame delle irregolarità e violazione del diritto di difesa.
Sanzioni irrogate dalla Banca d'Italia - Comunicazione all'incolpato della proposta della Commissione per l'esame delle irregolarità - Omessa previsione - Conseguenze - Lesione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa - Violazione delle tutele di cui all'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo - Esclusione - Fondamento.
In tema di sanzioni irrogate dalla Banca d'Italia, deve escludersi che la mancata comunicazione all'incolpato della proposta conclusiva formulata dalla Commissione per l'esame delle irregolarità al Direttorio della medesima Banca comporti la violazione del diritto di difesa e dei principi sanciti dall'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo perché il procedimento amministrativo deve ritenersi "ab origine" conforme alle prescrizioni di tale ultima disposizione, essendo il provvedimento sanzionatorio impugnabile davanti ad un giudice indipendente ed imparziale, dotato di giurisdizione piena e presso il quale è garantito il pieno dispiegamento del contraddittorio tra le parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 22 March 2019, n. 8237.
Prec1...3456...74Succ

References: art. 210
 Art. 119
 art. 210
 art. 119
 art. 210
 sentenza 
 art. 1815
 art. 624
 art. 119
 art. 119
 art. 119
 art. 119
 art. 474
 art. 474
 art. 127