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Timestamp: 2017-06-23 17:10:17+00:00

Document:
INTERROGAZIONE PARLAMENTAREPubblicato il 22 settembre 2015, nella seduta n. 509SENATORE LORENZO BATTISTABATTISTA - Ai Ministri della difesa, dell'economia e delle finanze, dell'interno e delle politiche agricole alimentari e forestali. -Premesso che: la legge 8 agosto 1995, n. 335, recante la «Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare», ha sancito il cambiamento dei trattamenti previdenziali con il passaggio dal periodo di calcolo retributivo a quello contributivo;successivamente, la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all'articolo 26, comma 20, ha previsto l'istituzione di forme pensionistiche integrative per il personale del comparto sicurezza e difesa, attraverso procedure di negoziazione e di concertazione;il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, e successive modificazioni, all'articolo 24, comma 18, ha previsto di adottare, «con regolamento da emanare entro il 31 ottobre 2012», «le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività nonché dei rispettivi ordinamenti»;ad oggi, la previdenza complementare nel comparto sicurezza e difesa rappresenta uno dei tanti nodi insoluti in quanto il personale delle forze armate rientra fra quei dipendenti pubblici che non sono stati coinvolti dal processo di privatizzazione del pubblico impiego e i cui rapporti di lavoro, sulla scorta del decreto legislativo n. 165 del 2001, rimangono regolati dai rispettivi ordinamenti (ex art. 3, comma 1);considerato che:con le sentenze 21 marzo 2013, n. 2907/2013 e n. 2908/2013 pronunciate dalla sezione I bis del TAR per il Lazio, i ricorrenti, militari delle forze armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, hanno ottenuto il riconoscimento dell'obbligo per le amministrazioni resistenti di concludere, mediante l'emanazione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo relativo all'introduzione della previdenza complementare;al fine dell'esecuzione delle sentenze lo stesso TAR del Lazio ha nominato un commissario ad acta, al quale veniva riconosciuto «soltanto un onere minimo indispensabile che è quello di attivare i procedimenti negoziali interessando allo scopo le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative ed i Consigli Centrali di Rappresentanza, senza tralasciare di diffidare il Ministro della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione ad avviare le procedure di concertazione/contrattazione per l'intero Comparto Difesa e Sicurezza»;tenuto conto che:il fondo pensione complementare "Sirio", destinato ai dipendenti dei Ministeri, della Presidenza del Consiglio dei ministri, degli enti pubblici non economici, delle università, delle agenzie fiscali, dell'ENAC e del CNEL, è destinato solamente al personale civile, quindi rappresenta, a giudizio dell'interrogante, un danno economico alle forze armate e alle forze di polizia ad ordinamento militare;ad oggi, all'interrogante non risulta alcuna iniziativa intrapresa dagli organi competenti al fine di risolvere questa annosa vicenda che si ripercuote negativamente sul trattamento economico previdenziale di quanti a breve andranno in pensione con il sistema contributivo,si chiede di sapere:se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, siano a conoscenza del vulnus normativo descritto;se e quali siano i tempi, nonché le modalità attuative, per una soluzione chiara e definitiva in tema di previdenza complementare del comparto sicurezza e difesa.DIRETTAMENTE DAL SITO DEL SENATO *********Lettera Commissario ad ActaMINISTERO DELLA DIFESA
IL VICE DIRETTORE GENERALE E COMMISSARIO AD ACTA
Indirizzo Postale: Via dell’Esercito, 186 - 00143 ROMA
elettronica: persomil@persomil.difesa.it
OGGETTO: Attivazione di forme
pensionistiche complementari nel Comparto Difesa e Sicurezza.
Sezione Prima Bis, ha nominato lo scrivente <<Commissario ad acta>>
per l’esecuzione delle sentenze 21 marzo 2013, n. 2907/2013 (su ricorso per
l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 09186/2011 del 23
novembre 2011) e n. 2908/2013 (su ricorso per l’ottemperanza al giudicato
formatosi sulla sentenza n. 09187/2011 del 23 novembre 2011), con le quali i
ricorrenti, tutti militari delle Forze Armate compresa l’Arma dei Carabinieri,
hanno ottenuto il riconoscimento dell’obbligo per le Amministrazioni resistenti
(Funzione Pubblica e Difesa) di concludere, mediante l’emanazione di un
provvedimento espresso, il procedimento amministrativo relativo
all’introduzione della previdenza complementare.
Al riguardo, lo scrivente ha chiesto, ai sensi degli
artt. 112, comma 5, e 114, comma 7, d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (codice del
processo amministrativo), chiarimenti in ordine alle concrete modalità di
esecuzione delle citate decisioni di merito sull’attuazione delle forme
pensionistiche complementari nel Comparto Difesa e Sicurezza (cfr. foglio n.
M_D GMIL 2 VDGV 2013 /0323744/ del 19 novembre 2013, in allegato).
Nell’ambito del giudizio di ottemperanza, con le
sentenze n. 02122/2014 e n. 02123/2014, entrambe depositate il 21 febbraio
2014, il TAR per il Lazio, Sezione Prima Bis, ha precisato il contenuto
dell’obbligo a provvedere, nel caso di specie, alla luce degli elementi
richiamati dallo scrivente (disciplina normativa di settore e orientamento
giurisprudenziale del Consiglio di Stato che, con sentenza Sez. IV, 22 ottobre
2011, n. 56981, ha giudicato inammissibile analoga questione posta da singoli
dipendenti pubblici nel senso di riconoscere la legittimazione in via esclusiva
degli Organismi esponenziali di interessi collettivi chiamati a partecipare ai
procedimenti negoziali di cui trattasi). Pertanto, il Giudice Amministrativo ha
ritenuto, nelle due ultime sentenze, di poter individuare a carico del
Commissario ad acta <<soltanto un onere minimo indispensabile che è
quello di attivare i procedimenti negoziali interessando allo scopo le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative ed i Consigli Centrali di
Rappresentanza, senza tralasciare di diffidare il Ministro della Pubblica
Amministrazione e la Semplificazione ad avviare le procedure di
concertazione/contrattazione per l’intero Comparto Difesa e Sicurezza>>.
In esecuzione del predetto disposto del Giudice
Amministrativo, lo scrivente Commissario ad acta porta formalmente a conoscenza
dei Consigli Centrali di Rappresentanza delle Forze Armate e delle Forze di
Polizia a ordinamento militare l’esito dei ricorsi giurisdizionali in
argomento. Ciò affinché codesti Organismi possano tenerne conto nel sollecitare
l’avvio delle procedure di “concertazione” di cui al d.lgs. 12 maggio 1995, n.
195, e all’art. 26, comma 20, l. 23 dicembre 1998, n. 448, in vista
dell’introduzione delle forme pensionistiche complementari per il personale del
Comparto Difesa e Sicurezza, ai sensi dell’art. 3, d.lgs. 21 aprile 1993, n.
124 (norma reiterata dall’art. 3, comma 2, d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252).
Brig. Gen. C.C .r.n. Roberto
SVERNICO LA *****
DEL TAR LAZIO SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOMINATO UN COMMISSARIO DEL
MINISTERO DELLA DIFESA PER CONCLUDERE ENTRO POCHI MESI IL PROCEDIMENTO RELATIVO
sul ricorso numero di registro generale 9990 del 2012,
proposto da: **********; contro
Ministero della Difesa, Ministero della Pubblica
Amministrazione e l'Innovazione Dipartimento della Funzione Pubblica,
n.c.; per la declaratoria
dell’obbligo di concludere il procedimento
amministrativo preordinato all'attivazione della cosiddetta "previdenza
complementare"- esecuzione giudicato (sentenza n.9186/2011 del
T.A.R. per il Lazio - sezione prima bis)
Relatore nella camera di consiglio del giorno 30
gennaio 2013 il dott. Domenico Landi e uditi per le parti i difensori come
Con atto notificato il 23 novembre 2012, depositato
nei termini, i Sig.ri ************* e gli altri ricorrenti indicati
nell’epigrafe del ricorso hanno proposto ricorso ex articolo 112 e seguenti del
cod. proc. amm. per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n.
9186/2011 pronunciata da questa Sezione nella Camera di Consiglio del 5 ottobre
Va osservato che con tale sentenza veniva dichiarato
l’obbligo per le Amministrazioni resistenti di concludere il procedimento
amministrativo concernente la costituzione di forme pensionistiche
complementari così come previsto dalle vigenti normative in materia
pensionistica entro il termine di 180 giorni dalla comunicazione in via
amministrativa della sentenza stessa, ovvero dalla sua notifica, se anteriore.
Considerato che la suddetta sentenza non è stata
eseguita, per cui i ricorrenti hanno proposto il presente ricorso per
l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla stessa pronuncia.
Le Amministrazioni intimate si sono costituite in
Alla Camera di Consiglio del 30 gennaio 2013 la causa
è passata in decisione.
Il ricorso si appalesa fondato e va, pertanto, accolto
così come specificato in dispositivo.
epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, ordina al Ministero della Difesa ed al Ministero per
la Pubblica Amministrazione e l’innovazione in persona dei rispettivi Ministri
pro-tempore, di dare esatta e completa esecuzione a quanto statuito con la
sentenza n. 9186/2011 di questa Sezione
entro il termine di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della
presente sentenza, ovvero dalla sua notifica, se anteriore.
In caso di persistente inottemperanza nel termine
sopraindicato, il Collegio nomina fin
d’ora Commissario “ad acta” nella persona del Direttore Generale del personale
del Ministero della Difesa, o un suo delegato, affinchà© nell’ulteriore termine
di 180 giorni ponga in essere tutti gli opportuni provvedimenti per
l’esecuzione della sopracitata sentenza.
Condanna il Ministero della Difesa, in persona del
Ministro pro-tempore, al pagamento delle spese
del presente giudizio che liquida in complessivi Euro
1.500,00 (millecinquecento).
dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di
consiglio del giorno 30 gennaio 2013
N. 09186/2011 REG.PROV.COLL.
N. 06992/2011 REG.RIC.
Amministrativo Regionale per il Lazio
sul ricorso numero di registro generale 6992 del 2011,
proposto da: ****************; contro
Amministrazione e l'Innovazione - Dip Funzione Pubblica, rappresentati e difesi
dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei
Portoghesi, 12; per l'annullamento
del silenzio rifiuto sulla richiesta di attivare forme
pensionistiche complementari - ricorso ex art 117 cpa
Ministero della Difesa e del Ministero della Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione - Dip Funzione Pubblica;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5
ottobre 2011 il dott. Domenico Landi e udito per i ricorrenti l’Avv.
Con atto notificato il 19 luglio 2011, depositato nei
termini, il Sig. ************ e gli altri ricorrenti indicati in epigrafe,
militari delle Forze Armate, hanno proposto gravame per far accertare e
dichiarare l’obbligo delle Amministrazioni intimate a concludere, mediante
l’adozione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo
relativo alla instaurazione della pensione complementare, in quanto titolari di
un interesse qualificato, e ciò in ossequio a quanto previsto, in materia, dal
combinato disposto degli articoli 67 del D.P.R. n. 254/99, 74 della legge n.
388/2000 ed 1 della legge n. 243/2000.
I ricorrenti fanno presente di aver notificato in data
21 maggio 2010, al Ministero della Difesa ed al Ministero per la pubblica
amministrazione e l’innovazione – Dipartimento della Funzione Pubblica, atto di
intimazione e messa in mora a concludere il suddetto procedimento entro il
termini di 180 giorni dalla notifica del suddetto atto.
Persistendo l’inerzia delle Amministrazioni intimate,
i ricorrenti hanno proposto il presente ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117
del codice del processo amministrativo affinchè questo Tribunale accerti e
dichiari l’obbligo delle suddette Amministrazioni di concludere, mediante
l’adozione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo di cui
Le Amministrazioni intimate si sono formalmente
costituite in giudizio a mezzo dell’Avvocatura Generale dello Stato.
Alla Camera di Consiglio del 5 ottobre 2011 la causa è
passata in decisione.
Premesso che i ricorrenti, tutti militari (con varie
qualifiche) appartenenti alle Forze Armate, hanno proposto ricorso contro il
silenzio serbato dalle resistenti Amministrazioni sulle loro istanze rivolte
a sollecitare la conclusione del procedimento
pensionistica, va evidenziato come
detta previdenza integrativa debba realizzarsi attraverso una complessa
procedura destinata a concludersi con provvedimento autoritativo, con la
conseguenza che i soggetti interessati a tale pensione possono vantare soltanto
un interesse legittimo, consistente nella pretesa affinchè l’Amministrazione
eserciti il proprio potere in proposito.
Essendo quindi titolari di una posizione giuridica
legittimante i ricorrenti hanno esperito il rimedio previsto dagli art. 31 e
117 del codice del processo amministrativo per sentirsi dichiarare l’obbligo
delle Amministrazioni intimate di concludere, mediante l’emanazione di un
provvedimento espresso, il procedimento amministrativo di cui sopra.
Va, inoltre, precisato come nella fattispecie sussista
l’obbligo per le Amministrazioni resistenti di provvedere sulle istanze dei
ricorrenti atteso che tale obbligo discende direttamente dalla legge la quale
ha individuato le modalità di attivazione della procedura rivolta a dare
concreta attuazione della “previdenza complementare” per il personale del
comparto Sicurezza – Difesa.
Conclusivamente il ricorso va accolto, con la
conseguente dichiarazione dell’obbligo per le resistenti Amministrazioni di
concludere il procedimento amministrativo di cui è causa nel termine, che si
ritiene congruo di indicare, di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa
della presente sentenza, ovvero dalla sua notifica, se anteriore.
Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate
epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi
indicati in motivazione.
Condanna le resistenti Amministrazioni al pagamento,
in favore dei ricorrenti, delle spese del presente giudizio che liquida in
complessivi Euro 2.000,00 (duemila).
giorno 5 ottobre 2011
PERCHE' NON E' STATA AVVIATA LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER LE FORZE DI
POLIZIA? LA MINISTRA FORNERO RISPONDE AI RADICALI
PERCHE' NON E' STATA AVVIATA LA
PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER LE FORZE DI POLIZIA? LA MINISTRA FORNERO RISPONDE
Interrogazione a risposta scritta 4-14669
MAURIZIO TURCO lunedì 30 gennaio 2012, seduta n.578
FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
- Per sapere - premesso che: la legge 8 agosto 1995, n. 335 recante la «Riforma del sistema pensionistico
obbligatorio e complementare», ha sancito un cambiamento dei trattamenti
previdenziali con il passaggio dal periodo di calcolo retributivo a quello
contributivo; il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia arruolato dal 1o
gennaio 1996, nonchà© quello che alla data del 31 dicembre 1995 non poteva
vantare un'anzianità retributiva pari o superiore a 18 anni, ha subito
sensibili conseguenze previdenziali dalla riforma suddetta; la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all'articolo 26, comma 20 - similmente a
quanto avvenuto per altri comparti - ha previsto l'istituzione di forme
pensionistiche integrative per il personale del comparto sicurezza-difesa,
attraverso procedure di negoziazione e di concertazione; il problema in argomento, a distanza di circa diciassette anni, non è stato
ancora risolto con conseguenze difficilmente giustificabili rispetto ad altri
comparti; il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214 all'articolo 24, comma 18, ha previsto di
adottare, «con regolamento da emanare entro il 30 giugno 2012», «le relative
misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico,
tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di
attività nonchè dei rispettivi ordinamenti»-: se il Ministro interrogato non ritenga necessario e urgente adottare iniziative
normative volte a prevedere anche l'istituzione di forme pensionistiche
integrative per i lavoratori del comparto sicurezza-difesa. (4-14669) Atto Camera
Risposta scritta pubblicata giovedì 19
luglio 2012 nell'allegato B della seduta n. 669 All'Interrogazione 4-14669 presentata da MAURIZIO TURCO
Risposta. - Con riferimento
all'interrogazione meglio in esame, con cui si chiede quali iniziative
normative si intendano adottare in merito all'istituzione di forme pensionistiche
integrative per i lavoratori del comparto sicurezza-difesa, si rappresenta
quanto segue. In via preliminare si osserva che la normativa relativa alle fonti istitutive
delle forme pensionistiche complementari - specificamente destinate ai pubblici
dipendenti - è prevista dall'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme pensionistiche
complementari). In particolare, per il personale del pubblico impiego cosiddetto
contrattualizzato, di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, - nel cui ambito rientra anche il personale militare e le
Forze di polizia di Stato - le forme pensionistiche complementari possono
essere istituite secondo le norme dei rispettivi ordinamenti ovvero, in
mancanza, mediante accordi tra i dipendenti stessi promossi da loro
associazioni. L'articolo 26, comma 20, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di
finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo) prevede inoltre che, per
il personale delle Forze di polizia, anche ad ordinamento militare, e delle
Forze armate - esclusi i dirigenti civili e militari, il personale e gli
ausiliari di leva -, l'istituzione di forme pensionistiche complementari è
realizzata mediante le procedure di negoziazione e di concertazione previste
dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195 «Attuazione dell'articolo 2
della legge 12 maggio 1995, n. 216, in materia di procedure per disciplinare i
contenuti del rapporto di impiego delle Forze di polizia e delle Forze armate).
Tali procedure prevedono una concertazione tra varie amministrazioni ed i
rappresentanti del Consiglio centrale di Rappresentanza (COCER), mentre
l'iniziativa del procedimento per la concertazione spetta al Ministero per la
pubblica amministrazione e la semplificazione. Dette procedure si concludono
con l'emanazione di appositi decreti del Presidente della Repubblica. L'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 254
(recepimento dell'accordo sindacale per le Forze di polizia ad ordinamento
civile e del provvedimento di concertazione delle Forze di polizia ad
ordinamento militare relativi al quadriennio normativo 1998-2001 ed al biennio
economico 1998-1999) ha precisato altresì che le procedure di negoziazione e di
concertazione attivate ai sensi del citato articolo 26, comma 20, della legge
n. 448 del 1998 provvedono a definire:
a) la costituzione di uno o più fondi
nazionali pensione complementare per il personale delle Forze armate e delle
Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, ai sensi del decreto
legislativo n. 124 del 1993 (disciplina delle forme pensionistiche
complementari, a norma dell'articolo 3, comma 1, lettera v), della legge 23
ottobre 1992, n. 421), della legge n. 33 del 1995 (Riforma del sistema
pensionistico obbligatorio e complementare), della legge n. 449 del 1997
(misure per la stabilizzazione della finanza pubblica) e successive
modificazioni ed integrazioni, anche verificando la possibilità di
unificarlo con analoghi fondi istituiti ai sensi delle normative richiamate per
b) la misura percentuale della quota di
contribuzione a carico delle amministrazioni e di quella dovuta dal lavoratore,
nonchà© la retribuzione utile alla determinazione delle quote stesse; c) le modalità di trasformazione della buonuscita in trattamento di fine
rapporto, le voci retributive utili per gli accantonamenti del trattamento di
fine rapporto, nonchà© la quota di trattamento di fine rapporto da destinare a
previdenza complementare. Poichà© le predette procedure negoziali e
concertative non hanno ancora definito le modalità di finanziamento della
previdenza complementare, anche mediante la destinazione del Tfr dei dipendenti
del comparto in parola, lo stesso Trattamento di fine rapporto (che, al
momento, ancora non esiste per queste categorie) non è disponibile per il
finanziamento delle forme pensionistiche complementari. Con riferimento alla possibilità di passare dal Tfs (indennità di
buonuscita) al Tfr da parte del personale dei comparti difesa e sicurezza, si
evidenzia che, ai sensi dell'articolo 26, comma 20, della legge 23 dicembre
1998 n. 448, le citate procedure concertative e negoziali devono provvedere non
solo all'istituzione delle forme pensionistiche complementari, ma anche alla
disciplina del trattamento di fine rapporto. Pertanto, i dipendenti dei comparti difesa e sicurezza continuano a rimanere in
regime Tfs fintantochà© le citate procedure, ovvero altre norme di legge, non
prevedano il passaggio dal Tfs al Tfr (ivi comprese le modalità di
trasformazione del Tfs in Tfr). Si ricorda che queste modalità sono state definite dal decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 20 dicembre 1999 (di recepimento dei
contenuti dell'accordo quadro Aran sindacati del 29 luglio 1999) con riguardo
esclusivamente al personale pubblico cui si applica l'articolo 2, commi 2 e 3,
del decreto legislativo n. 165 del 2001 (vale a dire il personale cosiddetto
«contrattualizzato»).
Tenuto conto del quadro di regole attualmente vigente, un dipendente
appartenente ai comparti difesa e sicurezza: non può optare per la trasformazione del Tfs in Tfr all'atto dell'adesione
ad una forma pensionistica complementare, perchà© questa facoltà non è
stata introdotta dalle procedure concertative e negoziali di cui al decreto
legislativo n. 195 del 1995 ed alle quali la legge ha demandato il compito di
istituire le forme pensionistiche complementari su base collettiva e di
disciplinare l'estensione del Tfr;
non può aderire ad una forma pensionistica complementare su base
collettiva, perchà© non è stata ancora istituita; può aderire invece ad una qualsiasi forma pensionistica individuale ai
sensi degli articoli 9, 9-bis e 9-ter del decreto legislativo n. 124 del 1993
con la sola contribuzione a proprio carico e senza la contribuzione a carico
del datore di lavoro (prevista solo per le forme collettive ancora da
costituire), e senza poter destinare ad un'eventuale forma pensionistica
individuale il proprio Tfr, non solo perchà© mancano le fonti istitutive (che
ne devono disciplinare la destinazione a questo scopo), ma anche perchà© è
ancora assente la disciplina che regola il passaggio dal Tfs al Tfr. àˆ opportuno infine precisare che dalle informazioni fornite dalla
Commissione di vigilanza sui Fondi pensione, è emerso che allo stato attuale,
nessuna forma pensionistica complementare risulta essere stata istituita ai
sensi delle sopra indicate previsioni normative, nà© risultano iscritte
all'albo della medesima commissione di vigilanza forme pensionistiche riferite
ai lavoratori del settore Forze armate e di polizia. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Elsa Fornero. Modulo Login

References: art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 112
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 art. 31
 articolo 26