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Timestamp: 2020-01-28 05:13:48+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17034 del 10/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17034 del 10/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/07/2017, (ud. 16/03/2017, dep.10/07/2017), n. 17034
sul ricorso 7296/2016 proposto da:
D.P.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA F ROSAZZA
32, presso lo studio dell’avvocato UGO LUCA SAVIO DE LUCA,
rappresentato e difeso dall’avvocato DANIELA LORENZO;
avverso la sentenza n. 376/24/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI, SEZIONE DISTACCATI di LECCE, depositata il
Con sentenza in data 4 febbraio 2015 la Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce, accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 415/2/10 della Commissione tributaria provinciale di Lecce che aveva accolto il ricorso di D.P.G. contro l’avviso di accertamento IRAP, IVA, IRPEF 2004. La CTR osservava in particolare che l’atto impositivo impugnato, in quanto basato sullo scostamento del reddito dichiarato dallo studio di settore, doveva considerarsi di per sè fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti, le quali non erano state inficiate da contro prove offerte dal contribuente.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione il D.P. deducendo tre motivi.
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 – il ricorrente denuncia la nullità della sentenza impugnata per omessa pronuncia sul – riproposto – motivo di ricorso inerente la mancata allegazione del prospetto relativo allo studio di settore applicato.
Va infatti ribadito, in generale, che “I parametri o studi di settore previsti dalla L. n. 549 del 1995, art. 3, commi 181 e 187, rappresentando la risultante dell’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni, rilevano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell’Ufficio dell’accertamento analitico-induttivo, del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, comma 1, lett. d, che deve essere necessariamente svolto in contraddittorio con il contribuente, sul quale, nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe l’onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza di circostanze di fatto tali da allontanare la sua attività dal modello normale al quale i parametri fanno riferimento, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato, mentre all’ente impositore fa carico la dimostrazione dell’applicabilità dello “standard” prescelto al caso concreto oggetto di accertamento. (Principio affermato ai sensi dell’art. 360 bis c.p.c., comma 1, n. 1)” (Sez. 5, Sentenza n. 14288 del 13/07/2016, Rv. 640541-01) e più in particolare che “In tema di accertamento tributario fondato su parametri e studi di settore e motivato “per relationem”, determina l’invalidità dell’atto impositivo l’omessa allegazione del prospetto contenente i risultati della concreta applicazione dei parametri medesimi, che ha carattere integrativo essenziale della indicazione dei presupposti di fatto e diritto della pretesa tributaria, salvo che il contribuente ne abbia avuto altrimenti conoscenza” (Sez. 5, Sentenza n. 27055 del 19/12/2014, Rv. 633778-01).
Orbene risulta evidente che la CTR non ha minimamente affrontato detta eccezione del contribuente e dunque senz’altro ricorre il denunziato vizio della sentenza.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti il secondo ed il terzo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 3
 art. 39
 Sentenza 
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