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Timestamp: 2019-11-15 07:16:32+00:00

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Morte del congiunto e risarcibilità delle spese di trasferta per partecipare al funerale | LeggiOggi
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Morte del congiunto e risarcibilità delle spese di trasferta per partecipare al funerale
Indubbiamente il danno patrimoniale, in caso di risarcimento del danno da morte, corre spesso e volentieri il rischio di essere trattato un po’ come il fratello minore (e pure bruttarello).
Allo stesso tempo proprio sulle voci di danno patrimoniale l’assicuratore di turno cerca il più delle volte di “limitare i danni”.
La sentenza 10528 del 2011 aiuta a ricordare il principio per quel che concerne la risarcibilità delle spese di viaggio occorse ai congiunti del defunto per partecipare alle esequie.
Affronta altresì l’aspetto della risarcibilità anche della spesa, sostenuta invano, della vacanza (già pagata) da un congiunto che vi abbia dovuto rinunciare, e quindi non ne abbia potuto godere, a seguito del decesso.
Per quanto riguarda il primo aspetto, ribadendo un proprio orientamento, la Terza Sezione afferma che “le spese sostenute dai familiari della vittima di un fatto illecito per partecipare alle esequie del loro congiunto, ivi comprese quelle di viaggio, in quanto normali e doverose secondo la coscienza sociale ed il costume, vanno comprese fra i danni derivanti dal fatto illecito in base ad un nesso di regolarità causale, e, come tali, sono risarcibili … potendo essere liquidati anche in via equitativa ex art. 1226 c.c.”
Per quanto concerne il secondo, negato dalla Corte Territoriale, la Cassazione sconfessa i giudici di merito per aver negato “la risarcibilità del mancato utilizzo del soggiorno … non essendovi un nesso di connessione diretta e necessaria tra l’evento e il pregiudizio paventato“.
Cass. civ. Sez. III, Sent., 13-05-2011, n. 10528
******************** – Presidente
********************** – Consigliere
*********************** – Consigliere
************************ – Consigliere
****************************** – rel. Consigliere
*****, *****, *****, *****, considerati domiciliati “ex lege” in ROMA presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato ***** con studio in ***** , giusta delega in atti; – ricorrenti –
***** ASSICURAZIONI S.P.A., *****; – intimati –
***** ASSICURAZIONI S.P.A., in persona del procuratore speciale Dott. *****, elettivamente domiciliato in ROMA, ***** presso lo studio dell’avvocato *****, che lo rappresenta e difende giusta delega a margine del controricorso e ricorso incidentale; – ricorrente –
*****, *****, *****, *****, considerati domiciliati “ex lege” in ROMA presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato ***** con studio in *****, giusta delega in atti; – controricorrenti –
udito l’Avvocato ***** (per delega dell’Avv. *****);
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore *******************************, che ha concluso per il ricorso principale:
Con sentenza del 22/6/2005 la Corte d’Appello di Lecce, in parziale accoglimento del gravame interposto dai sigg.ri *****, *****, ***** e *****, e in parziale riforma della sentenza Trib. Taranto 21/8/2002 di condanna della società ***** Assicurazioni s.p.a. e del sig. ***** al risarcimento – in via solidale – dei danni dai medesimi subiti in conseguenza del decesso del sig. *****. (rispettivamente, marito della prima e padre dei secondi) all’esito di sinistro stradale avvenuto il ***** in agro di ***** per fatto e colpa del *****, rideterminava l’ammontare liquidato dal giudice di prime cure nella complessiva somma di Euro 350.000,00 (di cui Euro 250.000,00 a titolo di danno patrimoniale), oltre ad interessi e rivalutazione monetaria.
Avverso la suindicata pronunzia del giudice della corte di merito la ***** e gli **** propongono ora ricorso per cassazione, affidato ad 8 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso la società ***** Assicurazioni s.p.a., che spiega altresì ricorso incidentale sulla base di 2 motivi, illustrati da memoria, cui resistono con controricorso la ***** e gli *****.
La ***** e gli ***** hanno presentato altresì note d’udienza.
Si dolgono che la corte di merito abbia omesso di esaminare la questione della responsabilità della compagnia assicuratrice per mala gestio, erroneamente ritenendo insussistente il colpevole ritardo nella liquidazione del danno, per essersi la medesima “in corso di causa … adoperata per transigere le controversie insorte con i trasportati ***** e *****”.
Si dolgono che la corte di merito abbia respinto la domanda di risarcimento del danno da perdita di chance avanzata dalla ***** per ravvisata mancanza di prova della perdita del risultato, anzichè della mera possibilità di conseguirlo.
Si dolgono che la corte di appello abbia ritenuto insussistente il colpevole ritardo nella liquidazione del danno, erroneamente argomentando dal rilievo che la medesima si era “in corso di causa … adoperata per transigere le controversie insorte con i trasportati ***** e *****”.
Si dolgono che la corte di merito abbia respinto la domanda di danno per perdita di chance avanzata dalla ***** per non essere stata provata la perdita del risultato, anzichè della mera possibilità di conseguirlo.
Si dolgono del mancato riconoscimento delle spese per il rientro della ***** dalla vacanza – studio in corso a *****.
Orbene, nell’affermare che la responsabilità dell’assicuratore “non è in astratto ravvisabile ove sia stato superato lo spatium deliberandi L. n. 990 del 1969, ex art. 22”, e per essersi “in corso di causa” la medesima “adoperata … per elidere le conseguenze dannose almeno di alcune delle domande proposte pervenendo a transazioni stragiudiziali che hanno avuto l’effetto di far dichiarare cessata la materia del contendere con riguardo alle domande della trasportata ***** e ex se e iure proprio da *****”, a tale stregua omettendo di valutare la mancata messa a disposizione in concreto nel termine stabilito di quanto dovuto senza costringere controparte ad iniziare addirittura il giudizio, ed altresì trascurando di considerare la mancata conclusione – nel suindicato termine – di favorevoli accordi transattivi -non solo con terzi – ma anche con i danneggiati odierni ricorrenti, emerge evidente come la corte di merito ha nell’impugnata sentenza disatteso invero i suindicati principi.
Del pari fondata, in tema di danno patrimoniale, è la censura concernente il mancato riconoscimento delle spese per il rientro della *****.
Come questa Corte ha già avuto modo dalla vacanza-studio in corso a ***** di porre in rilievo, le spese sostenute dai familiari della vittima di un fatto illecito per partecipare alle esequie del loro congiunto, ivi comprese quelle di viaggio, in quanto normali e doverose secondo la coscienza sociale ed il costume, vanno comprese fra i danni derivanti dal fatto illecito in base ad un nesso di regolarità causale, e, come tali, sono risarcibili (cfr. Cass., 21/05/1977, n. 2124), potendo essere liquidati anche in via equitativa ex art. 1226 c.c. (v. Cass., 15/2/1971, n. 373).
Orbene, nel negare la risarcibilità “del mancato utilizzo del soggiorno a ***** non essendovi … un nesso di connessione diretta e necessaria tra l’evento e il pregiudizio paventato”, la corte di merito ha invero nel caso disatteso il suindicato principio.
Va conseguentemente esaminato il ricorso proposto in via incidentale dalla ***** Assicurazioni s.p.a..
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References: sentenza 
 art. 1226

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 22
 sentenza 
 art. 1226