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Timestamp: 2018-07-17 10:06:41+00:00

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Differenza tra adulterio e tradimento
Lo sai che? Differenza tra adulterio e tradimento
Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2018
> Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2018
La differenza tra adulterio e tradimento può essere puramente lessicale, ma ai fini giuridici esistono elementi che rendono i due termini diversi fra loro.
Ti sarai chiesto più di una volta se esiste differenza tra adulterio e tradimento, oppure possono essere considerati come sinonimi. Sicuramente ai fini giuridici entrambe le ipotesi possono comportare la separazione con addebito in capo al coniuge che tradisce, ma non sempre il tradimento è quello fisico. Infatti numerose sentenze degli ultimi anni considerano tradimento anche quello che avviene su internet attraverso l’utilizzo di social e chat. Anche lo scambio di messaggi inequivocabili può essere considerato tradimento all’interno di una coppia e non tutti sanno che si può commettere un reato conosciuto come alto tradimento punito sia dalla legge penale che dalla legge militare. Ma vediamo insieme quando c’è adulterio e quando tradimento e cerchiamo di dare una definizione esatta del tradimento alla patria.
1 Quali sono le principali differenze
2 Quando avviene il tradimento
3 Che cos’è la separazione con addebito
4 Quando è possibile chiedere il risarcimento per tradimento?
5 Tradimento: curiosità dalla legge
6 Risarcimento danni per il tradimento nel fidanzamento
7 Gli altri significati della parola tradimento
Quali sono le principali differenze
I punti in comune fra adulterio e tradimento sono:
il rapporto fisico o platonico instaurato con un soggetto diverso dal proprio partner,
l’intenzionalità di voler intrecciare una nuova relazione con una persona diversa senza troncare il rapporto con il proprio partner,
l’esistenza di un rapporto di fidanzamento o di coniugio.
Nella realtà dei fatti oggi adulterio e tradimento sembrerebbero essere la stessa cosa, poiché la differenza dei due termini è puramente storica. In effetti fino a qualche decennio fa l’adulterio era punito come reato addirittura con la pena del carcere mentre oggi il significato di adulterio è associato a quello di tradimento.
Letteralmente l’adulterio è la colpa di un coniuge che instaura una relazione fuori dal matrimonio con una persona diversa, intraprendendo un rapporto sentimentale che potrebbe compromettere la vita dei coniugi.
Il tradimento potrebbe essere paragonato alla semplice avventura qualora questa avvenisse anche se due persone sono sposate fra loro, ma potrebbe addirittura realizzarsi qualora i due soggetti siano semplicemente fidanzati.
In altri termini la differenza tra adulterio e tradimento risiede:
nel legame della coppia. Si commette tradimento quando due persone sono fidanzate (e una delle due intraprende una relazione con un altro soggetto), oppure quando il rapporto extraconiugale è semplicemente occasionale e non continuo. L’adulterio, viceversa, si ha solo qualora due soggetti siano sposati;
nella durata. In riferimento al matrimonio, l’adulterio è un tradimento continuo che si traduce in una relazione extraconiugale con un partner diverso dal coniuge. La semplice scappatella senza legami affettivi non configura adulterio.
È possibile trovare ulteriori differenze tra adulterio e tradimento. Ad esempio:
l’adulterio, secondo la storia, era l’infedeltà della moglie nei confronti del marito. Non esistevano termini che potessero indicare l’esempio opposto, ossia l’infedeltà del marito nei confronti della moglie. La stessa legge [1] puniva esclusivamente la donna qualora commetteva adulterio,
il tradimento è considerato tale dalla società anche quando si intrecciano rapporti platonici, senza necessariamente consumare quello carnale.
Oggi non esiste una differenza netta tra adulterio e tradimento e la parola ”adulterio” viene usata nel linguaggio comune. Nessun giudice e nessun avvocato utilizza il termine adulterio per definire l’infedeltà di una donna e non anche quella dell’uomo, mentre sembra consuetudine adoperare la parola ”tradimento” nelle aule giudiziarie.
Infine solo il tradimento commesso da uno dei due coniugi consente di procedere per la separazione con addebito, mentre l’infedeltà di un partner (nei rapporti di fidanzamento o nelle coppie di fatto) non dà diritto né a risarcimento, né tanto meno all’addebito della separazione.
Quando avviene il tradimento
Capire quando avviene il tradimento significa considerare l’infedeltà da un punto di vista principalmente soggettivo. Se ci pensi puoi considerare tradimento un semplice messaggio ricevuto sul cellulare del tuo partner, un particolare legame instaurato fra il coniuge ed una persona diversa dal marito o dalla moglie. Quante volte ci sentiamo traditi dal fidanzato o dalla fidanzata per un apprezzamento di troppo fatto ad un’amica o ad un amico, oppure per quel sorriso che non viene rivolto a noi.
Ti è mai capitato di conoscere un partner che ha come migliore amico una persona dell’altro sesso? Non ti sei sentito forse ”tradito” quando lei o lui davano maggiore importanza al rapporto di amicizia anziché all’amore? Ecco, il tradimento è, dapprima, una questione psicologica, spesse volte infondata, ma consiste nel sentirsi estranei nei confronti del partner che sembra preferire un’altra persona piuttosto che riservare amore ed affetto nei nostri confronti. Peccato però che non tutti i tradimenti hanno valenza giuridica e non tutti i legami affettivi al di fuori del matrimonio conducono all’addebito della separazione.
In secondo luogo non tutti i comportamenti possono essere considerati alla stregua di un tradimento, ma esistono specifici atteggiamenti tali da chiedere al giudice la separazione con addebito. In altre parole è possibile chiedere la separazione anche quando non c’è stato un rapporto carnale con una persona diversa dal partner: in effetti il rapporto di coniugio si basa non solo sulla fedeltà, sull’assistenza reciproca e sulla coabitazione, ma anche su quello stato di benessere che si instaura fra due persone. Si può pensare alla fiducia, alla lealtà, all’avere la certezza che il proprio partner desideri soltanto noi, ed è proprio questa condizione che può essere colpita anche solo da un messaggio.
Qualche anno addietro la Corte di Cassazione si è pronunciata a riguardo [2] in merito ad una moglie che aveva instaurato un amore platonico via sms con un uomo. Pur riconoscendo l’intollerabile prosecuzione del rapporto matrimoniale, la Corte non ha previsto la separazione con addebito.
Che cos’è la separazione con addebito
Quando la vita matrimoniale sembra difficile da affrontare a seguito del tradimento di uno dei due coniugi, è possibile chiedere al giudice di addebitare la colpa della separazione proprio a colui (o a colei) che ha commesso l’adulterio. In altri termini si può accusare il partner di aver messo fine al matrimonio con la propria condotta, ma chiedere la separazione con addebito non significa ottenere anche l’assegno di mantenimento.
L’addebito della separazione, pronunciata dal giudice, ha come conseguenze:
la perdita del diritto al mantenimento, anche se si ha un reddito più basso rispetto all’altro coniuge. Nel caso di gravi condizioni economiche si può avere diritto agli alimenti,
l’esclusione dall’eredità in caso di morte dell’altro coniuge. Parimenti, solo la sentenza di divorzio esclude l’ex dall’asse ereditario.
Inoltre, qualora il tradimento abbia leso l’onore e la dignità dell’altro coniuge è possibile avanzare la richiesta di risarcimento danni a seguito della condotta vergognosa del proprio partner.
La separazione con addebito non spetta qualora l’intollerabilità della vita coniugale non sia strettamente connessa al tradimento: se una coppia vive un periodo di crisi prolungato ed uno dei due intraprende una relazione extraconiugale, non è possibile procedere con l’addebito.
Quando è possibile chiedere il risarcimento per tradimento?
Oltre alla separazione con addebito in molti casi si può procedere davanti al giudice per chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni qualora il tradimento commesso da un coniuge violi la dignità e la reputazione dell’altro. La Cassazione [3] già da tempo ha stabilito che il tradimento di per sè comporta solo l’addebito della separazione, ma nel momento in cui offende l’altro coniuge per i modi con cui esso viene commesso è possibile chiedere addirittura il risarcimento.
Esempi di tradimento disonorevole che incidono sulla reputazione di uno dei due coniugi possono essere:
il partner ha un rapporto extraconiugale alla luce del sole. Una moglie incinta che viene continuamente discriminata dal marito, mentre quest’ultimo vive una relazione parallela con un’altra donna, offende profondamente la dignità del coniuge [4],
il partner che, con una serie di atteggiamenti illude la moglie (ad esempio fa credere che il matrimonio non sia in crisi ma palesemente vive una relazione con un’altra persona), tanto da condurla in uno stato depressivo [5],
la moglie diffama il marito sottolineando le peculiarità del giovane amante in riferimento ai rapporti sessuali.
Per ottenere ristoro in sede processuale non basta provare solo l’avvenuto tradimento ma è necessario attestare il nesso di causalità fra la lesione subita dal coniuge tradito e la condotta del traditore. La lesione può incidere sulla morale, sulla dignità o generare anche un danno biologico come la grave depressione, un continuo stato di ansia o addirittura un illecito penale.
Tradimento: curiosità dalla legge
Se per ottenere la separazione con addebito e l’eventuale risarcimento danni bisogna dimostrare la violazione di uno dei doveri coniugali ed il danno subito dalla condotta del coniuge, alcuni casi bizzarri provengono proprio dall’applicazione della legge.
Ad esempio il tradimento per ripicca non giustifica la separazione con addebito, a maggior ragione quando viene consumato a seguito del tradimento dell’altro coniuge. È proprio la Cassazione ad affermare tale principio [6] secondo cui se una persona tradisce dopo che ha scoperto il tradimento del partner, in tale contesto non è possibile ottenere assegno di mantenimento e separazione. Si parla proprio di tradimento per vendetta, poiché le condotte sono l’una la conseguenza dell’altra e solo il primo tradimento, quello avvenuto in costanza di matrimonio, può fondare la richiesta di addebito della separazione.
Una seconda curiosità vede il tradimento addirittura come condotta da cui possono nascere conseguenze penali, soprattutto quando l’amante importuna il coniuge non tradito con messaggi poco graditi. Quando l’amante prende l’iniziativa di svelare il tradimento alla moglie si potrebbe realizzare il reato di molestie poiché un semplice sms, una mail, un WhatApp possono arrecare disturbo nei confronti del destinatario.
Di converso la vendetta del coniuge tradito nei confronti dell’amante può configurare un reato qualora il primo ponga in atto una condotta persecutoria tale da costringere l’altro a modificare le proprie abitudini [7].
Si parla di vero e proprio stalking quello intentato da una moglie nei confronti dell’amante del marito quando crede di scoraggiare il rapporto extraconiugale tempestandola con minacce e telefonate.
Risarcimento danni per il tradimento nel fidanzamento
Nel fidanzamento diventa difficile poter chiedere il risarcimento danni a seguito del tradimento messo in atto dal partner poiché, non esistendo un rapporto cristallizzato in un negozio giuridico (quale appunto il matrimonio), non esiste modo di ottenere la separazione con addebito.
Gli unici due casi in cui è possibile procedere sono:
il rimborso delle spese sostenute in vista del matrimonio non celebrato a causa del tradimento. In altre parole quando ad esempio si siano spesi dei soldi per il ristorante, la casa o i mobili è possibile chiedere indietro quanto si è versato per le nozze;
la commissione di un reato. Potrebbe essere il caso in cui uno dei due fidanzati tradisce mentre l’altro molestia, minaccia o persegue l”’amante”. Oppure quando per ripicca si compiono atteggiamenti diffamatori, si arriva alla rissa, si agisce con lesioni a seguito di un raptus (chi non si sentirebbe adirato se a due passi dal matrimonio il partner inizia una relazione con un’altra persona).
Gli altri significati della parola tradimento
Fra i sinonimi di tradimento spicca quello della slealtà messa in atto da una persona nei confronti di un’altra, sia essa un amico, un parente oppure lo Stato. Si perché il tradimento, nella concezione psicologica comune, può essere anche quello di un amico che svela delle confidenze fatte da una persona che aveva espressamente chiesto di mantenere la privacy.
Slealtà si ha altresì con alcuni comportamenti realizzati in specifici contesti, come ad esempio quelli perpetrati sul lavoro o all’interno di un’impresa. Un esempio potrebbe essere quello del lavoratore che svela segreti industriali ad aziende concorrenti per ottenere vantaggi economici, oppure la condotta del socio di una SpA che a sua volta è socio occulto di una società concorrente. Entrare nella compagine sociale significa avere il privilegio di captare segreti e documentazioni ed utilizzarle per fondare la strategia di mercato dei competitor, avvalendosi di una condotta addirittura perseguibile per legge che assume il nome di ”concorrenza sleale” o di ”spionaggio industriale”.
L’alto tradimento è un reato posto in essere da particolari soggetti che rivestono una funzione pubblica. Si parla di alto tradimento quando il Presidente della Repubblica pone in essere una condotta lesiva per lo Stato o la Costituzione [8] e può essere messo in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune, previa delibera presa a maggioranza assoluta.
Anche il codice penale [9] prevede una serie di reati che possono essere definiti alto tradimento e dedica un intero libro sui delitti contro la personalità dello Stato. I beni giuridici che vengono tutelati riguardano l’indipendenza, l’autonomia e la sicurezza della nazione, nonché l’integrità e l’incolumità del popolo italiano, soprattutto contro gli attentati terroristici.
Un caso in particolare può essere preso come esempio di alto tradimento [10] compiuto da un soggetto nei confronti dello Stato: ovverosia quando qualcuno, mediante atti sovversioni o violenti, impedisce le attività del Governo, del Parlamento o del Presidente della Repubblica. In caso di condanna si possono scontare fino a cinque anni di carcere.
[1] Art. 559 cod. pen., abrogato con le sentenze del 19 dicembre 1968, n. 126 e del 3 dicembre 1969, n. 147 dalla Corte Costituzionale
[2] Cass. sent. n. 8929 del 12.04.2013,
[3] Cass. sent. n. 5866 del 26.05.1995,
[4] Secondo una sentenza del Tribunale di Milano del 2002
[5] Cass. ord. n. 19193 del 07.07.2015,
[6] Cass. sent. n. 3318 del 01.12.2016 – 08.02.2017
[7] Cass. sent.n. 22549 del 27.05.2016
[8] Art. 8 Cost.
[9] Artt. 241 e ss cod. pen.
[10] Art. 289 cod. pen.

References: sentenza 
 Art. 559
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 8
 Art. 289