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Timestamp: 2017-08-21 08:31:48+00:00

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Breve commento alla sentenza del Tribunale di Napoli del 29/03/2007 in tema di illegittimità della ipoteca esattoriale per credito inferiore a 8000 euro
Mari Gianluca, 6 marzo 2008
Tribunale di Napoli del 29.03.07
Fermo amministrativo,iscrizione ipotecaria, beni immobili, credito inferiore a 8000 euro
– iscrizione ipotecaria ex art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973 illegittima quando effettuata per un credito inferiore ad ottomila euro –
Il giudice istruttore Giorgio Sensale, in funzione di giudice unico ha pronunciato la seguente Sentenza Nella causa civile iscritta al n° 19703/06 R.G., di opposizione all’esecuzione esattoriale e per la declaratoria di illegittimità di iscrizione ipotecaria ex art. 77 del D.P.R. n° 602 del 1973, vertentetra C.G. (nato a Napoli il …. maggio 19……), rappresentato e difeso dall’avvocato Carlo Claps (con studio in Napoli, ………)
e La Gest Line S.p.A., in persona del legale rappresentate in carica, quale commissario governativo del servizio riscossione tributi delle province di Napoli e Caserta, rappresentata e difesa dall’avvocato V. N. (con studio in Napoli, …………………….)
All’udienza del 12 dicembre 2006, l’avvocato Claps, per l’attore concludeva chiedendo che, in caso di accoglimento delle eccezioni della Gest Line S.p.A, in tema di giurisdizione e di competenza, fossero compensate le spese di giudizio. Il difensore della Gest Line S.p.A si riportava alla comparsa di risposta
Con atto di citazione notificato il 18 maggio 2006, C.G. esponeva che la Gest Line S.p.A, in data 23 febbraio 2006, aveva iscritto ipoteca su due immobili di sua proprietà, per un presunto credito di € 7.314,46. Contestava la legittimità di tale iscrizione, per i seguenti motivi: 1) violazione dell’articolo 50 del D.P.R. n° 602 del 1973, per la mancata notificazione dell’avviso di pagamento, decorso un anno dalle presunte notifiche delle cartelle di pagamento; 2) violazione dell’articolo 76 del D.P.R. citato, avendo la Gest Line S.p.A. iscritto ipoteca per un credito inferiore ad € 8.000,00; 3) omessa o irregolare notificazione delle cartelle esattoriale, con estinzione per prescrizione dei crediti in esse riportati;4) decadenza per la mancata notificazione delle cartelle esattoriali entro il termine del quinto mese dalla consegna del ruolo (art. 19 comma 2° del D. Lgs n° 119 del 1999); 5) violazione dello statuto del contribuente (legge n. 212 del 2000), per non essere stata garantita l’effettiva conoscenza degli atti a lui destinati e per la non comprensibilità degli atti del concessionario alla riscossione; 6)violazione dell’articolo 24 della costituzione, dell’articolo 3 comma 4° della legge n. 241 del1990, e dell’articolo 7 comma 1° della legge n. 212 del 2000, non essendo stato indicato, nella comunicazione della iscrizione ipotecaria, l’organo competente cui proporre ricorso; 7) la violazione dell’articolo 47 comma 1° del D.P.R. n. 602 del 1973, per l’indebita richiesta di compensi.
Chiedeva, pertanto, dichiararsi l’illegittimità dell’operato della Gest Line S.p.A. e l’inesistenza del diritto di procedere ad esecuzione forzata, con ordine di cancellazione dell’iscrizione ipotecaria e condanna della convenuta al pagamento delle spese processuali (da attribuirsi ai sensi dell’articolo 93c c.p.c.).
La Gest Line S.p.A (commissario governativo del servizio riscossione tributi delle province di Napoli e Caserta), in comparsa di risposta, deduceva il difetto di giurisdizione del giudica ordinario, e, nel marito, l’infondatezza della domanda.
Tale orientamento, tra l’altro, ha ricevuto adesione in numerose pronunce di questo tribunale (cfr. ad esempio, Trib. Napoli, 26 ottobre 2006 n. 10746, Balestrieri c. Gest Line S.p.A., G. U. Balsamo), ma è stato disatteso in altre decisioni rese dalla quinta sezione dello stesso tribunale (Trib. Napoli, 12 gennaio 2007, Orrico c. Gest Line S.p.A., G. U. Pres. Lipani; 2 febbraio 2007, Mirone c. Gest Line S.p.A., G.U. Sensale), essenzialmente sul rilievo che l’articolo 35 comma 26° della legge 4 agosto 2006 n. 248, nell’aggiungere il fermo e l’ipoteca all’elenco degli atti impugnabili davanti alle commissioni tributarie (art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992), ferma restando l’esclusione della giurisdizione di giudici speciali per gli atti di esecuzione forzata successivi alla notifica della cartella di pagamento, avrebbe confermato l’estraneità dei provvedimenti in questione dall’ambito dell’esecuzione forzata esattoriale, di cui intendono solo, ab externo, assicurare gli effetti: la loro natura di provvedimenti autoritativi, in grado di incidere unilateralmente sulla sfera giuridico-patrimoniale dei debitori, li renderebbe sindacabili con ricorso al giudice amministrativo, ove per la natura dei crediti cui ineriscono non debbano impugnarsi ai sensi dell’articolo 19 citato (esclusa, ex art. 5 c.p.c., la giurisdizione delle commissioni tributarie per le cause promosse prima dell’entrata in vigore della legge n. 248 del 2006).
Ciò premesso, va osservato che l’ipoteca è stata iscritta in data 23 febbraio 2006, presso l’Agenzia del Territorio di Napoli 1, Servizio di Pubblicità Immobiliare, e che l’opponente C.G. ne ha avuto notizia non più tardi del 28 marzo 2006, allorché, per mezzo del proprio legale avvocato Carlo Claps, inviò alla Gest Line S.p.A. un messaggio fax per contestare la legittimità dell’iscrizione.
Ne consegue che l’opposizione, proposta con atto di citazione notificato il 28 maggio 2006, deve considerarsi tardiva (ex art. 617 c.p.c.) ove rivolta a sindacare la legittimità dell’iscrizione, con riferimento all’asserita violazione delle norme che regolano il procedimento di riscossione: resta, pertanto, preclusa ogni indagine inerente all’avvenuta notificazione delle cartelle di pagamento (la cui eventuale mancanza non esclude il diritto di procedere all’esecuzione forzata, che trova fondamento nel ruolo, cui la legge attribuisce efficacia di titolo esecutivo: art. 49 primo comma del D.P.R. n. 602 del 1973, avendo la Gest Line S.p.A. iscritto l’ipoteca pur essendo il credito risultante dal ruolo inferiore, compresi gli accessori e le spese, all’importo di € 8.000,00.
Ammettere che l’iscrizione dell’ipoteca esattoriale prescinda dalla facoltà dell’agente della riscossione di sottoporre all’esecuzione forzata significa, di fatto, scludere lo ius sequelae, ove la somma garantita sia inferiore ad € 8.000,00.
ricorrono, pertanto, giusti motivi per la parziale compensazione delle spese processuali, con la condanna della Gest Line S.p.A. solo nella misura di un terzo (da attribuirsi, ai sensi dell’articolo 93 c.p.c., all’avvocato Claps, per la dichiarazione resa nell’atto di citazione)
– dichiara l’invalidità dell’iscrizione ipotecaria iscritta (presso l’Agenzia del Territorio di Napoli 1) dalla Gest Line S.p.A, contro C.G. (nato a Napoli il .. maggio 19….., codice fiscale …………) in data 23 febbraio 2006, orinandone la relativa cancellazione (da eseguirsi secondo la previsione dell’articolo 2884 c.c.);
– dichiara inammissibile l’opposizione all’esecuzione in ordine al credito risultante dalla cartella di pagamento n. 071/2003/00675009/07/000;
– dichiara la propria incompetenza per materia, per essere competente il giudice di pace di Napoli, per l’opposizione all’esecuzione relativa alle cartelle di pagamento n. 071……….., 071/…………………. 071/……………, 071/………………. salva la competenza attribuita agli organi della giurisdizione tributaria dall’articolo 2 del D.Lgs n. 546 del 1992 (che, riguardo agli atti impugnabili e in relazione ai soli crediti tributari, si estende, a decorrere dal 12 agosto 2006 e salva la previsione dell’articolo 5 c.p.c per i giudizi pendenti, anche all’iscrizione di ipoteca e al fermo amministrativo: v. art. 35 comma 26 quinquies del D.L/. 4 luglio 2006 n. 223, convertito, con modificazioni, in legge 4 agosto 2006 n. 248)./………………., 071/………………., 071/……………….. , 071/………….. e 071……………, con termine di giorni sessanta per la riassunzione davanti al giudice dichiarato competente;
– dichiara compensata per due terzi le spese processuali e condanna la Gest Line S.p.A. al pagamento, in favore dell’avvocato Carlo Claps, di € ……., di cui € …..00 per spese, € .., 00 per diritti, € …..0,00 per onorari ed € ….. ……. per spese generali, oltre IVA, CPA come per legge (così liquidate, nella misura di un terzo, le spese processuali anticipate per l’attore)
Breve commento alla sentenza del Tribunale di Napoli del 29/03/2007 in tema di illegittimità della ipoteca esattoriale
La sentenza in commento si pone come elemento di novità nel panorama delle esecuzioni esattoriali. Da essa infatti è possibile cogliere l’affermarsi anche in tale materia di un orientamento che già da qualche tempo sta diffondendosi nella giurisprudenza che mostra di voler affermare nuovi principi a tutela del debitore-esecutato. Un recente esempio di tale cambiamento, proviene dalla Corte di Cassazione la quale ha, con la sentenza n°23726 del 15/11/2007 emessa a Sezioni Unite, stabilito che il frazionamento giudiziale di un credito unitario operato dal creditore rappresenta un abuso del processo esecutivo contrario al generale dovere di correttezza e buona fede ma anche al principio di solidarietà di cui all’art.2 Cost.. Tale decisione ha ribaltato il precedente orientamento espresso dalle stesse SS.UU. con la sentenza n°108 del 2000 affermando a giustificazione di un tale cambiamento di rotta, l’esistenza di un dovere sovragiuridico di correttezza in capo al creditore esecutante del quale però non v’è traccia in nessuna norma.
Tornando alla decisione in commento appare opportuno a questo punto tracciarne i punti salienti. Orbene il Tribunale di Napoli ha ritenuto illegittima l’iscrizione ipotecaria effettuata su un bene immobile da parte del concessionario, quando il credito azionato non superi gli 8.000 euro. Una siffatta decisione parte da una reinterpretazione degli art. 76 e 77 del D.P.R. n°602 del 1973, dei quali il primo consente al concessionario di procedere all’esprorpriazione immobiliare solo se il credito complessivamente azionato superi gli 8.000 euro; il secondo impone allo stesso concessionario di iscrivere ipoteca prima di procedere alla esecuzione forzata.
Ciò che deve venire in rilievo difronte all’obbligo di iscrizione ipotecaria di cui è gravato il concessionario procedente, è il significato o meglio il ruolo giuridico che occorre dare all’ipoteca stessa. Tracciando quindi un quadro generale sull’istituto ipotecario, il giudicante ha rivelato come nell’esecuzione tributaria, in mancanza di crediti superiori al detto limite di 8000 euro, la stessa ipoteca non è ingrado di garantire il credito azionato.
Infatti, i vantaggi essenziali dell’iscrizione ipotecaria indicati nell’art.2808 c.c., sono da un lato quello di poter espropriare i beni vincolati anche se venduti a terzi (ius sequelae), e dall’altro quello di acquisire un privilegio rispetto agli altri creditori in caso di esecuzione forzata sul bene facente ancora parte del patrimonio del debitore.
Senonchè, la garanzia ipotecaria sussiste solo per la somma determinata ed indicata nella nota di iscrizione e limitatamente al rapporto obbligatorio sancito nel titolo per mezzo del quale l’iscrizione è avvenuta; da ciò consegue che nel caso in cui tale somma sia inferiore al detto limite legale si verrebbe a creare una situazione nella quale il concessionario non potrebbe mai sottoporre il bene ad esecuzione forzata e, in caso di vendita del bene a terzi da parte del debitore, questi risponderanno solo per il debito indicato nella nota di trascrizione senza poter essere sottoposti di conseguenza ad esecuzione forzata; il chè fa venire meno lo ius sequelae di cui al citato art. 2808 c.c..
Come può facilmente intuirsi da tali brevi considerazioni, l’iscrizione ipotecaria è realmente fonte di garanzia per il creditore fintanto che questi possa realmente procedere ad esecuzione forzata, venendo meno, in caso contrario, i suddetti vantaggi essenzialmente raggiungibili dallo stesso attraverso l’iscrizione ipotecaria.
A seguito di tale analisi, non deve stupire il fatto che il giudicante concluda mettendo in rilievo la circostanza che consentire al concessionario l’iscrizione ipotecaria anche qualora in concreto l’espropriazione possa non verificarsi mai, significa permettere allo stesso di adoperare un istituto giuridico come mero strumento di pressione psicologica sul debitore il quale potrebbe essere indotto al pagamento spontaneo per evitare di vedere compromesso, senza limite temporale, il potere di disposizione sui propri beni immobili.
Stante ancora il fatto che non può attribuirsi all’ipoteca esattoriale un effetto di prelazione nel concorso con gli altri creditori poichè l’ordinamento riserva tale privilegio a crediti di altra natura, non può che concludersi che la limitazione posta dall’art.76 del citato D.P.R. non può che riguardare anche l’ipoteca eventualemnte iscritta dal concessionario, che deve quindi essere cancellata.

References: sentenza 
 art. 77
 Sentenza 
 art. 77
 art. 5
 art. 617
 art. 49
 art. 35
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 76
 art. 2808