Source: http://www.canestrinilex.com/informativa-deontologica
Timestamp: 2014-03-08 03:29:27+00:00

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Informativa deontologica » CanestriniLex :: Studio Legale Canestrini Studio Legale Canestrini
Le pagine del sito, notificato al Consiglio dell'Ordine ex art. 17 del Codice Deontologico in data 3 gennaio 2003, sono intese e predisposte, ai sensi dell'art. 17 del Codice Deontologico Forense così come modificato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 26 gennaio 2006, a soli fini informativi e non pubblicitari e secondo criteri di correttezza e verità, con osservanza della dignità e del decoro della Professione Forense e degli obblighi di riservatezza e tutela del segreto professionale.
Il sito web è pertanto realizzato al fine di offrire informazioni sullo Studio legale Canestrini, l'attività svolta, gli ambiti di attività prevalente e titoli professionali posseduti, e la struttura dello studio.
Il responsabile ex art. 17 bis del Codice Deontologico è l'Avv. Nicola Canestrini (curriculum vitae professionale).
L'Avv. Nicola Canestrini è iscritto all'Albo degli Avvocati dal 10 maggio 2002 ed è attualmente titolare della Tessera 288 dell'Ordine di Rovereto, ordine al quale appartengono - ove non diversamente indicato - anche gli altri professionisti che collaborano con lo studio.
L'avvocato Nicola Canestrini ha stipulato una assicurazione per la responsabilità professionale n. 122/47049544 UNIPOLSAI Assicurazioni (max. € 1.000.000).
Per ogni informazione deontologica si rinvia al codice deontologico ed al relativo approfondimento(qui il Codice approvato dal CNF il 31 gennaio 2014) Il Consiglio dell'Ordine di Rovereto ha emanato le cd. norme di cortesia che dovrebbero valere nelle relazioni tra colleghi.
Misure di sicurezza e di tutela della salute (d.lgs. 81/2008)
Quanto alle misure di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori e collaboratori, lo Studio cura l'adeguamento al TU sulla sicurezza (d.lgs. 81/2008) riassumendo gli adempimenti dovuti nel documento di valutazione dei rischi per la sicurezza.
Perchè non ci sono i nomi dei clienti sul sito?
Perchè è vietato (e l'avvocato che viola l'impegno alla riservatezza e i doveri deontologici pubblicando i nomi andrebbe guardato con "sospetto").
Sia consentita anche qualche nota in tema di pubblicità di avvocati (aprofittando dell'ottimo articolo "Pubblicità mascherata: quelle furbizie vietate agli avvocati" del 28 maggio 2013 del Dr. Ciavola a commento della sentenza di Cass. civ., SSUU, sentenza 03.05.2013 n. 10304):
- con il “decreto Bersani” (decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in Legge 4 agosto 2006, n. 248) sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio;
- con la c.d. ''Manovra bis'' (Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge 14 settembre 2011, n. 148), è precisato che la pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l'attività professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie;
- con il d.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4 comma secondo, si afferma che la pubblicità informativa deve essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l'obbligo di segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria.
- infine, con la L. 31 dicembre 2012, n. 247, all’art. 10, è consentita all'avvocato la pubblicità informativa sulla propria attività professionale, sulla organizzazione e struttura dello studio e sulle eventuali specializzazioni e titoli scientifici e professionali posseduti. La pubblicità e tutte le informazioni diffuse pubblicamente con qualunque mezzo, anche informatico, debbono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere comparative con altri professionisti, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive.
Le norme sopra riportate affermano, in linea con il codice deontologico, che la pubblicità in senso tradizionale (esaltazione di un nome, di un marchio, di un servizio, anche senza evidenziare le sue caratteristiche) è vietata; è altresì vietata la divulgazione di notizie riservate o coperte dal segreto professionale nè possono essere divulgati i nomi dei clienti, anche se questi vi consentano (at. 17 Codice deontologico). Un sito di un avvocato non può contenere riferimenti commerciali e/o pubblicitari mediante l’indicazione diretta o tramite banner o pop-up di alcun tipo (art. 17 bis Codice deontologico).
Lo stesso Consiglio Nazionale Forense, con parere 15 ottobre 2012, n. 152 (sempre facendo riferimento alla disciplina del "vecchio" Codice forense) conferma che "l'art. 2 del d.l. n. 223/2006, convertito nella n. 248/2006, abrogando le disposizioni che non consentivano la c.d. pubblicità informativa relativamente alle attività professionali, non ha affatto abrogato l'art. 38, comma 1, del r.d.l. n. 1578/1933, il quale punisce comportamenti non conformi alla dignità ed al decoro professionale. Dovendosi pertanto interpretare alla luce di tale disposizione le norme di cui agli artt. 17 e 17 bis del codice deontologico forense, la pubblicità informativa deve essere consentita nei limiti fissati dal codice deontologico e comunque deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro professionale.
Il codice deontologico forense, infatti, a seguito dell'entrata in vigore della normativa nota come "Bersani", consente non una pubblicità indiscriminata (ed in particolare non comparativa ed elogiativa), ma la diffusione di specifiche informazioni sull'attività, anche sui prezzi (ndr: il Codice forense approvato il 31.1.2014 vieta invece tale informazione), i contenuti e le altre condizioni di offerta di servizi professionali, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che ricerchi assistenza, nella libertà di fissazione del compenso e della modalità del suo calcolo. La peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono tuttavia, conformemente alla normativa comunitaria ed alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall'ordinamento affidata al potere-dovere dell'ordine professionale."
L'unica pubblicità consentita agli avvocati è solo l’informazione su attività professionale, specializzazioni e titoli professionali posseduti, nonchè struttura dello studio (essendo stati escluse le informazioni sui compensi dal Codice approvato dal CNF il 31.1.2014).
Il tutto, però, secondo quanto ben enucleato da Cass., sez. unite, sentenza 18 novembre 2010, n. 23287: “diversa dalla questione del diritto a poter fare pubblicità informativa della propria attività professionale è quella che le modalità ed il contenuto di tale pubblicità non possono ledere la dignità e il decoro professionale, in quanto i fatti lesivi di tali valori integrano l’illecito disciplinare”.

References: art. 17
 art. 17
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 4
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