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Timestamp: 2018-09-26 09:12:15+00:00

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Lôm d'Or - premio d'onore dei Romagnoli illustri
3 Giugno 2018 - Conferimento Premio LÔM D’OR a Giuseppe Torroni (con video e foto)
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nell’Aula Magna della Rubiconia Accademia dei Filopatridi
Conferimento del prestigioso Premio
LÔM D’OR
simbolo della lampada pascoliana che irradia luce d’affetto e di gratitudine, aiuta, illumina e consola il nostro cammino
all’Illustre Romagnolo
Commendatore Perito Agrario
GIUSEPPE TORRONI
Alla consegna del riconoscimento seguirà un intervento dell’insigne personaggio
Nell’occasione verranno consegnate le Borse di Studio “Avv. Gino Vendemini” 2018 destinate ai maturati nell’A.S. 2016/2017 ed offerte in collaborazione con il Comune di Savignano sul Rubicone e IVAS Industria Vernici SpA di San Mauro Pascoli
Domenica 23 aprile 2017 - Conferimento del prestigioso Premio LÔM D’OR
Domenica 23 aprile 2017 alle ore 10.00
agli illustri Romagnoli
RENZO SANCISI
Alla consegna del riconoscimentoeseguirà una relazione degli insigni personaggi
ENTI BENEMERITI
- RomagnaBanca Credito Cooperativo
Accademico Filiberto MUCCIOLI - Savignano s/R
Accademici Giuseppe, Gabriele e Margherita TORRONI Savignano s/R
Accademico Roberto VALDUCCI - Savignano s/R
CAMAC Srl - Cesena
CEISA SpA - Savignano s/R
FA.I.T. ADRIATICA SpA - Gatteo
GGR Srl - San Mauro Pascoli
OROGEL Soc. Coop. Agricola - Cesena
I.V.A.S. INDUSTRIA VERNICI SpA - San Mauro Pascoli
SIDERMEC SpA - S.Angelo di Gatteo
VICINI SpA - San Mauro Pascoli
Brevi cenni sul premio
Questo premio d'onore dedicato ai Romagnoli illustri, fu ideato nel lontano 1958 dalla Contessa Bruna Solieri Bondi, squisita poetessa e donna di eccezionale cultura, quale coronamento degli incontri del “Cenacolo Villa Bruna”, nei pressi di Roncadello di Forlì - ove la Stessa riuniva personalità dell'arte, della scienza, dell'economia e della cultura operanti in Romagna.
Il Premio era, ed è, essenzialmente romagnolo, in quanto destinato a chi sia nato in Romagna (o discenda da famiglia romagnola da almeno due generazioni) e, nel corso della sua vita, abbia onorato la Terra d’origine con opere d’ingegno, arte ed altre attività eccelse.
E’, inoltre, un premio d’onore assegnato ad un Romagnolo “illustre”, attingendo, questa caratteristica, all’etica romagnola e ai suoi valori portanti e irrinunciabili, ossia, essenzialmente, libertà, dignità, ricerca della verità, solidarietà, coerenza, fedeltà alla parola data, rispetto dei diritti umani, amicizia, operosità, onestà, rettitudine, generosità, senso della giustizia. Occorre, più in generale, aver assunto comportamenti luminosi in ogni circostanza della vita pubblica e privata.
Per ricevere questo premio non è, però, sufficiente essere diventati importanti o celebri, avendo raggiunto posizioni di rilievo nel campo della professione o dell’arte in generale. Per essere un Romagnolo illustre e degno del prestigioso riconoscimento necessita un’altra caratteristica fondamentale: l’umiltà. Essa è la madre di tutte le virtù, dono divino che deve accompagnarsi all’umanità, dote così rara, sublime e preziosa che sta alla base dell’assegnazione di questo premio.
Senza le predette caratteristiche tale riconoscimento non sarà mai attribuibile, a nessuno. La Lôm d’Or, infatti, illumina le qualità personali, morali e professionali di romagnoli i quali, nel corso della loro esistenza, hanno espresso il meglio di sé, con umiltà e umanità, per rendere ancor più grandi non sé stessi, ma l’intera Romagna e la sua gente.
Il premio venne chiamato "Lôm d'Or" volendo ricordare la lampada (“lôm” nel lessico romagnolo) di cui parla Pascoli nella sua ode “La Poesia”, tratta da “I Canti di Castelvecchio”. Nell’ode pascoliana, con invenzione e sensibilità singolari, la Poesia è identificata con una lampada che illumina soavemente le scene e le ore della vita umana più intime, più trepide, più meste.
"Io sono una lampada ch'arda soave!"
Sono queste le prime parole della Poesia stessa, Poesia rivelatrice, partecipe e consolatrice benefica che parla, facendo rivivere davanti a noi delicati quadretti e sentimenti degli umili: la veglia dei contadini, la cena della famiglia, l’immagine della Madonna invocata o infiorata, la maternità imminente, la culla, le tombe. Sono, dunque, i motivi dolci e melanconici più cari al Pascoli.
La " Lôm d'Or " simbolo della lampada pascoliana è, quindi, “luce d'affetto e di gratitudine” che aiuta, illumina, consola il nostro cammino.
Tale riconoscimento consiste, pertanto, in una targa in argento con applicata un’artistica lampada stilizzata in oro zecchino.
La prima premiazione avvenne nel 1958 a S. Marino, definito da Antonio Baldini “un nuovo Campidoglio”. Il riconoscimento fu assegnato a tredici personalità e, fra gli altri, a Federico Fellini, Marino Moretti, Aldo Spallicci, Diego Fabbri, Manara Valgimigli, Sergio Zavoli. Sempre nella Serenissima Repubblica venne conferito il premio dell’edizione 1961.
Nel corso degli anni vennero insigniti anche illustri prelati come il Cardinale Pio Laghi, Monsignor Pietro Sambi e don Francesco Fuschini; scrittori come Francesco Serantini, Rino Alessi, Antonio Baldini; giornalisti come Max David, Claudio Marabini e Giancarlo Mazzuca; studiosi come Augusto Campana e Luigi Lotti; imprenditori come Antonio Patuelli, Nerio Alessandri, Davide Trevisani, Giuseppe Buda e Roberto Valducci; artisti come l’architetto-scultore Ilario Fioravanti; esponenti dei vertici militari come il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Dott. Gianfrancesco Siazzu.
A questi si aggiunsero altre personalità di rilievo: imprenditori, artisti, poeti, docenti universitari, di cui si tralascia il lungo elenco in quanto gli stessi figurano tutti nell’Albo d’oro.
Dopo la morte della Contessa, prima il marito Dott. Franco Bondi, poi le Accademie degli Incamminati di Modigliana e la nostra Rubiconia dei Filopatridi continuarono ad assegnare il premio ad anni alterni a due romagnoli illustri per ogni edizione.
Dal 1991, dopo la rinuncia dell'Accademia degli Incamminati, la nostra Rubiconia Accademia dei Filopatridi - soprattutto a seguito del lungimirante ed illuminato intervento dell’allora Segretario Grand’Uff. Rag. Fermo Fellini - continuò da sola la nobile tradizione del conferimento del premio Lôm d'Or, il quale certamente costituisce uno dei riconoscimenti più prestigiosi della Romagna per il significato che esso ha mantenuto e dovrà mantenere in futuro.
Art. 1 - La "Lôm d'Or" è il premio d'onore dei Romagnoli illustri e viene assegnato annualmente dalla Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone a personalità dell'arte, della scienza, dell'economia e della cultura nate in Romagna o appartenenti a famiglie di antica ascendenza romagnola (almeno due generazioni) e che hanno onorato la loro Terra con la propria attività.
Art. 2 - Il premio è costituito da una targa in argento sulla quale è applicata un’artistica lampada stilizzata in oro zecchino a rievocare la “lôm” del lessico romagnolo, di cui parla anche il Pascoli nella sua ode “La Poesia”, tratta da “I Canti di Castelvecchio”.
Art. 3 - La Romagna va intesa come identità culturale e precisati i confini storici secondo il fondamentale testo dell’Ing. Emilio Rosetti “La Romagna”:
“Trattasi di un quadrilatero i cui vertici sono:
a settentrione la foce del Reno-Primaro;
a mezzodì il Monte Maggiore nell’Alpe della Luna;
a levante il promontorio di Focara o punta di Pesaro a Fiorenzuola;
a ponente il Monte Citerna nell’Alpe della Futa.”
Art. 4 - Il Romagnolo illustre, per poter ricevere il premio, deve essere caratterizzato dall’umiltà e dai valori dell’etica romagnola, ossia, essenzialmente, libertà, dignità, ricerca della verità, solidarietà, coerenza, fedeltà alla parola data, rispetto dei diritti umani, amicizia, operosità, onestà, rettitudine, generosità, senso della giustizia.
Art. 5 - Il premio assegnato può essere revocato per sopravvenuti motivi di indegnità (es. sentenza dichiarativa di fallimento, condanna penale definitiva, grave mancanza morale che comporti perdita di diritti).
Albo degli illustri romagnoli premiati
Cenacolo Villa Bruna di Roncadello (Forlì) *
F.lli Cappelli Editori
*Premiazione tenutasi a S. Marino
Giovanni Chiapparini
Pirro Pietro Emiliani
Gino Zani
Antonio Zappi Recordati
Accademia degli Incamminati di Modigliana
Piero Zama
Tebaldo Fabbri
Antonio Mambelli
Giuseppe Liverani
Gilberto Bernabei
Dario Mazzotti
Mino Borghi
Can. Carlo Mazzotti
Mons. Vincenzo Poletti
Mons. Pio Laghi
Giangualberto Archi
Enzo Pasqui
Libero Ercolani
Don Francesco Fuschini
Mons. Mino Martelli
Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano s/R
Aldo Amaduzzi
Gino Zannini
Pietro Camporesi
Il premio non risulta assegnato
Accademia dei Filopatridi di Savignano s/R
Lanfranco Aureli
Vittorio Pollini
Fermo Fellini
Mons. Pietro Sambi
Mons. Paolo Pezzi
Lamberto Emiliani
Fernando Bindi
Gloria Manzelli
La poesia di Giovanni Pascoli
Io sono una lampada ch’arda
la lampada, forse, che guarda,
celate nell’ombra, ai cantoni,
d’amore, all’orecchio, confusi:
su l’ampia tovaglia sta, luna
d’un tratto, ad un piccolo dito,
ma lascia nell’ombra, alla mensa,
la madre, nel tempo ch’esplora
guardando il mio raggio d’aurora:
rapita nell’aurea mia fiamma
vivendo dell’umile stilla
raccolgo l’uguale tributo
tra l’ombra di mesta viola,
t’addita
nel mare dell’essere varca,
si dondola, e geme -;
tombe profonde - con visi
tua madre!... nell’ombra senz’ore,
già róso! -
Io sono la lampada ch’arde
nell’ore più sole e più tarde,
nell’ombra più mesta, più grave,
Ch’io penda sul capo a fanciulla
lontano risplende l’ardore
mio casto all’errante che trita
s’arresta; ma vede il mio raggio,
che gli arde nell’anima blando:
riprende l’oscuro viaggio

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 sentenza