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Timestamp: 2018-02-18 07:14:27+00:00

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FINESTRA SU LO UTTARO 8/06/2010
Le foto dell’inquinatissima area Lo Uttaro a Caserta sembrano ormai sempre le stesse. Queste sono state scattate stamattina. Significa che dell’annunciata bonifica della discarica e di tutta la zona finora non c’è traccia se non nei proclami di amministratori e politici vari. Secondo il solito principio che le cose necessarie per i cittadini basta annunciarle perché sembrino fatte. Almeno ai più superficiali, a quelli che non vanno a controllare di persona o che non si affacciano alla nostra “finestra”.
Dai primi proclami sono passati sei mesi, che per lo Uttaro sono solo serviti a far crescere i dubbi. Quando verrà avviata la bonifica? Ci sono ancora i soldi stanziati? Per quanto altro tempo dovremo ancora sopportare di vivere pericolosamente in questo luna park di veleni, abusi e orrori creato tra Caserta e i comuni confinanti?
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IL PUZZOLENTE INTRIGO CONTINUA
Posted by ambienti su maggio 13, 2008
assemblea su Lo Uttaro venerdì 16 maggio alle 19
alla parrocchia Santa Maria della Pietà in largo Rotonda a San Nicola la Strada ^
PER LO UTTARO ANCORA OSCURE MANOVRE
E MINACCE ALLA SALUTE DEI CITTADINI
Come si vede dalla foto recente – e come si sapeva al momento dell’ordinanza di chiusura del giudice civile e del sequestro penale, a novembre scorso – la discarica a Lo Uttaro, Caserta, è quasi piena. E l’attuale commissario governativo Gianni De Gennaro, fatti i suoi accertamenti, non ha voluto usarla per non aggravare ulteriormente una situazione ambientale che ha definito “sorprendente”. E allora perché l’Avvocatura dello stato ha chiesto, per conto del commissariato, il dissequestro in vista di un riutilizzo? Perché l’iniziativa per questa richiesta appare proveniente da Guido Bertolaso, che non è più commissario dal luglio 2007? Gli interessi in gioco intorno al “fosso maledetto” sono evidentemente ancora parecchi: difendersi dalle accuse di reati gravi, non pagare danni, sfruttare ancora economicamente e “politicamente” l’impianto. Il modo frammentario in cui le notizie recenti sulla richiesta di dissequestro sono apparse sulla stampa non aiuta a districare la matassa. I cittadini che vivono con lo Uttaro addosso – tra Caserta, San Nicola La Strada, San Marco Evangelista, Maddaloni – temono che nell’ombra si stia organizzando contro di loro un’altra trappola velenosa, un’altra estate di asfissia, di chiamate al 118, di terrore per gli effetti prolungati dei miasmi, di disperazione, di fughe per chi potrà permettersele. Da notare che il sindaco di San Nicola La Strada Angelo Pascariello è l’unico amministratore della zona che ha preso posizione scegliendo di costituirsi in giudizio contro il dissequestro. Restano silenti e assenti il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti e il presidente della Provincia Sandro De Franciscis.
Di seguito un riepilogo – speriamo utile – degli ultimi eventi intorno a Lo Uttaro, a cura di The Boss.
documenti allegati alla richiesta di revoca dell’ordinanza di chiusura della discarica, in PDF ^
Il 7 febbraio il commissario governativo Gianni De Gennaro chiede al giudice Guarriello – PM dellla Procura di Santa Maria Capua Vetere che indaga su Lo Uttaro – di disporre il dissequestro della discarica per poterla riutilizzare per lo sversamento di altre tonnellate di rifiuti (approssimativamente 30-40 mila scrivono i giornali). Guarriello il 7 febbraio stesso – segno che lui e il commissario si erano già parlati – dispone il dissequestro della discarica per un periodo di 30 giorni dal momento in cui verrà riconsegnata al Commissariato (significa che scaduto il periodo la discarica sarebbe automaticamente ritornata sottosequestro, a meno di ulteriori dissequestri). Il dissequestro però non autorizza il riutilizzo del sito ma dispone solo che il Commissariato debba, sotto la vigilanza dei carabinieri del NOE, affettuare degli accertamenti, tutti riportati nella premessa al provvedimento di dissequestro. Tali accertamenti sono finalizzati a verificare: che tipi di rifiuti sono stati sversati nel sito; se ci sono rifiuti sotto l’attuale discarica; se la falda acquifera è inquinata dall’attuale discarica (a causa di probabili difetti di impermeabilizzazione) oppure dai rifiuti presenti “sotto” la discarica.
Il PM subordina l’eventuale ulteriore provvedimento di dissequestro, ai fini dell’utilizzo del sito, all’esito dei detti accertamenti.
Guarriello non si limita a questo. Nomina un CTU (Alessandro Iacucci) e gli da incarico di verificare le condizioni della discarica. Il CTU effettua due sopralluoghi (il 6 e l’8 di febbraio) e consegna la relazione l’8 febbraio stesso. Tempi un po’ stretti, ma i problemi erano già individuati nelle relazioni del comitato dei garanti Lembo-Santagata e nella relazione De Rosa approntata in occasione del giudizio civile ex art. 700 cpc, si tratta di verificare. La nuova relazione dice sostanzialmente alcune cose:
– la discarica è quasi colma, dal lato dell’accesso i rifiuti sono abbancati fino al piano di campagna, dal’altro lato fino allo strato di argilla.
– i pozzi per la captazione del percolato interni alla discarica sono il primo vuoto (segno che il sistema di drenaggio non funziona oppure che si è rotta l’impemeabilizzazione alla base del pozzo), l’altro ha un livello di percolato superiore a quello presente in discarica (cosa alquanto singolare ma non spiegata).
– nella discarica si notano evidenti ristagni di percolato e produzioni gassose che si liberano nell’aria.
– la profondità della discarica, misurata in base al pozzo di captazione vuoto si aggira intorno ai 30 metri contro i 29 indicati dall’ARPAC e addirittura i 15 risultanti dalle planimetrie del Commissariato in possesso del CTU (segno che tali documenti sono inattendibili, presumibilmente fraudolenti).
FINESTRA SU LO UTTARO 7/1/2008
Eccolo il nostro caro panettone ^ , il sito di stoccaggio inquinante che sta lì da anni a fare scolare percolato tossico nel terreno non si sa fino a dove, non si sa fino a quando. Doveva essere una soluzione “provvisoria” ed è diventato un monumento perenne alla gestione dissennata dei rifiuti in Campania e a Caserta. Avevano promesso a novembre 2006 la bonifica veloce, come per l’adiacente “sito di trasferenza” (un posto in cui i rifiuti vengono depositati, anche qui “provvisoriamente”, prima di essere trasferiti agli impianti cosiddetti Cdr). Ma ormai più che della bonifica – avviata molto in ritardo per il solo sito di trasferenza e poi andata estremamente a rilento – si parla di portare altri rifiuti in area Lo Uttaro. Sempre lì. Anche se si sa benissimo quali saranno gli effetti immediati per la popolazione di San Nicola La Strada e dei quartieri adiacenti di Caserta. Per non parlare dei possibili effetti letali a lunga scadenza ^, soprattutto se lì, a due passi dalle case, continueranno a funzionare a tempo indeterminato queste giostre di fetenzia.
Il nostro presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, a suo tempo, quando firmò il Protocollo d’intesa ^ che sancì la riapertura della discarica a Lo Uttaro, poi giudicata criminale dalla magistratura ^, parlò di “sacrificio”. Non si è mai capito bene cosa volesse intendere e come si permettesse. Voleva alludere a qualcosa di eroico? Ma nessuno glielo aveva chiesto il “sacrificio” nostro per il tentativo, d’altronde fallimentare, di rimediare all’incapacità di amministratori e governanti di trovare soluzioni vere al problema dei rifiuti. Cosa può esserci di eroico negli effetti tossici dell’inettitudine e dell’incompetenza dei governanti?
Decidono il “sacrificio” di qualcuno e poi tornano a dormire e a fare i loro affari. Com’è dimostrato dalla storia de Lo Uttaro. A distanza di oltre un anno dalle promesse di bonifica – tempo che nessuno dei nostri amministratori ha utilizzato per programmare soluzioni più sensate – torna ad aleggiare la parola “sacrificio” per Lo Uttaro. Quando l‘unico sacrificio sensato sarebbe quello che dovrebbero fare delle loro poltrone, dimettendosi, i personaggi che ci hanno portato a questo. Ma figuriamoci. Come il masto ’e festa Bassolino riterranno di avere ancora qualcosa “da dare”, anche se le cose che ci vogliono “dare” ormai sappiamo quali sono e proprio non le vorremmo.
Nel seguito ci sono anche le foto ingrandite
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FINESTRA SU LO UTTARO 14/11/2007
Posted by ambienti su novembre 14, 2007
Le bonifiche previste per i siti inquinati non sono un optional. Sono indispensabili per porre un limite ai danni all’ambiente e per provare a riportare le aree interessate in condizioni di vivibilità. Senza bonifiche i danni si estendono: aria, terra, acqua, persone continuano a riempirsi di veleni. Nonostante questo, nonostante i molteplici impegni assunti nel tempo da chi dovrebbe operare, nonostante le recenti e ripetute promesse, nei siti di trasferenza e di stoccaggio a Lo Uttaro – la cui bonifica era stata garantita in tempi brevi nel Protocollo con cui si è decisa la riapertura della discarica – i lavori vanno a rilento, se non sono del tutto fermi.
È una situazione che mette in questione la credibilità di ogni prossimo piano per i rifiuti. Se non si riesce a smuovere qualche collina, pur micidiale, di rifiuti, come si farà a smuovere chilometri e chilometri di ecoballe a Giugliano, o a Villa Literno, o in uno qualunque dei siti ora designati come depositi “provvisori”?
Che le bonifiche a Lo Uttaro procedano poco – nella migliore delle ipotesi – lo documentano le foto scattate stamattina intorno alle 8.35. Che le operazioni di rimozione si sono fermate è confermato dal verbale del sopralluogo compiuto il 9 novembre scorso dai dottori Giuseppe Lembo e Nicola Santagata del “Comitato dei garanti” per Lo Uttaro ^. Nel sito di trasferenza c’erano complessivamente, prima dell’avvio della bonifica, 40 mila tonnellate di rifiuti, ora ne appaiono tritovagliate 7 mila in attesa di essere portate, secondo l’ACSA, in Sicilia.
clicca su un’anteprima per vedere le foto grandi commentate ^
FINESTRA SU LO UTTARO 7/11/2007
Il sopralluogo è di stamattina intorno alle 8.30. La bonifica procede evidentemente molto a rilento. Per quanto tempo ancora ci ritroveremo intorno queste montagne di fetenzia che avrebbero dovuto stare in zona solo per pochi mesi? E come si fa a credere alle nuove promesse del commissariato? Va a finire che tra i due litiganti, nel nostro caso il sindaco di Caserta Petteruti e il commissario straordinario Pansa, il terzo, cioè il cittadino, soffre. E a proposito … dov’è finito negli ultimi giorni il presidente della Provincia, De Franciscis, che si era riempito la bocca, anche lui, con le bonifiche veloci?
Il sito di stoccaggio, ovvero il “panettone” è sempre al suo posto (foto 1). Nel sito di trasferenza la collinetta di destra (foto 2) è sempre uguale, quella a sinistra (foto3) appare ulteriormente ridotta. Ma ancora più a sinistra (foto 4), dietro il depuratore, si vede molto bene un nuovo cumulo. Che si rivela meglio nella successiva immagine (foto 5) ripresa dopo uno spostamento a sinistra di una quarantina di metri.
Per la discarica, che nelle foto non c’è, perché è dietro un cancello e resta invisibile, in mattinata è stata notificata l’ordinanza di chiusura del sindaco di Caserta Petteruti ^ . Nelle prime ore del giorno sembrava già che alcuni camion tornassero senza avere sversato. Si è poi saputo che era in corso un’assemblea dei dipendenti. Più tardi il flusso degli ingressi è stato interrotto per effetto dell’ordinanza.
clicca su un’anteprima per vedere le foto grandi ^
FINESTRA SU LO UTTARO 31/10/2007
Posted by ambienti su novembre 1, 2007
Ecco le foto scattate la mattina di mercoledì 31 ottobre. Il “panettone” resiste fiero al suo posto. C’è una strana sorpresa al sito di trasferenza. La collinetta di rifiuti sul lato destro è quasi sparita – come già visto nella foto della settimana scorsa – ma nel frattempo è spuntato un’altro cumulo ancora più a destra, dietro l’edificio dell’ex macello dove c’è un cartello con scritto “depuratore”. Da notare che i rifiuti di questa formazione sono più scuri, il che denuncia un loro maggiore tasso di umidità. Il bello, o il brutto, è che nella foto del 15 ottobre ^ dietro il depuratore non appariva nulla.
La domanda che può farsi un osservatore regolare è “se stanno togliendo i rifiuti dal sito di trasferenza e non vedo alcun camion uscire, dove li staranno portando?”. Forse nel nuovo cumulo c’è la risposta. O forse la situazione è ancora peggiore – considerando il maggiore tasso di umidità dei rifiuti, e quindi la loro freschezza – perchè è probabile che i rifiuti giacenti lì da tempo li abbiano sversati in discarica. Come il commissario Pansa vorrebbe fare anche con il panettone, secondo sue dichiarazioni ad Antonio Roano del Comitato Emergenza Rifiuti, nel corso di un recente incontro a Napoli con i comitati campani. In questo caso nel sito di trasferenza, che dovrebbe esclusivamente essere bonificato, sarebbero arrivati rifiuti nuovi.
L’altra vecchia collina sembra sempre uguale. Nella discarica, intanto, si continua a sversare.
FINESTRA SU LO UTTARO 25/10/2007
Posted by ambienti su ottobre 26, 2007
Ogni tanto qualcuno riparla di bonifiche. Ma un conto è sentire chiacchiere, un conto è vedere. Come si può verificare grazie a queste foto di ieri pomeriggio, intorno alle 15.30, il lugubre “panettone”, stoccaggio di rifiuti psicopatologico, è ancora ben plastificato. A quanto afferma anche il commissario-prefetto Pansa, è un bel problema. Quando lo si smonterà la puzza che abbiamo sentito finora a Caserta sembrerà Chanel n.5. E d’altra parte non si può lasciarlo lì ad avvelenare la zona per i secoli dei secoli.
Trovandoci da quelle parti abbiamo dato un’occhiata alla cara discarica. I camion carichi continuano ad attraversare il cancello. Nonostante il commissario, il sindaco e le autorità tutte siano avvertite ufficialmente, dalla relazione De Rosa e da una connessa lettera del Comitato Emergenza Rifiuti, che l’attività dell’impianto è un pericolo per la salute pubblica, nonostante nelle strade di Caserta e dintorni continui ad accumularsi spazzatura. E dalla discarica arriva puzza, tanta puzza.
Le altre due foto sono delle due collinette al sito di trasferenza. Su una si sta lavorando, abbastanza lentamente, ed è stata eliminata la parte superiore. L’altra è intatta. Sul sito di trasferenza le notizie tortuosamente circolanti del “piano Pansa” (non è ancora completo e non è stato diffuso un testo ufficiale) sono molto ambigue.
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FINESTRA SU LO UTTARO 15/10/2007
Posted by ambienti su ottobre 15, 2007
Ecco le foto di stamattina. Finalmente risulta evidente che stanno togliendo i rifiuti. Mancano pezzi laterali a una delle colline del sito di trasferenza. A proposito delle affermazioni del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti e del suo assessore all’ecologia Luigi Del Rosso di qualche settimana fa, quando hanno detto che avevano visitato la discarica e che la puzza non proveniva da lì ma dal sito di trasferenza, si può notare che allora, senza alcuna rimozione concretamente iniziata, la puzza era insopportabile, invece stamattina, con i lavori in corso, la puzza era pressoché inesistente. Questo significa che la puzza atroce proveniva, con ogni probabilità, proprio dall’adiacente e contestata discarica, dov’erano in corso consistenti sversamenti che stamattina non si effettuavano.
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Per vedere i sopralluoghi precedenti clicca il tag Finestra su Lo Uttaro ^
FINESTRA SU LO UTTARO 8/10/2007
Posted by ambienti su ottobre 8, 2007
Qualcuno sente un po’ meno puzza negli ultimi giorni? Ma non facciamoci ilusioni. Le fetenzie stanno sempre lì a Lo Uttaro, spargendo veleni nell’ambiente e pronte a bloccarci di nuovo il respiro. Se per ora fetono di meno può darsi che sia in omaggio alle primarie del Pd, in onore delle quali – è candidato alla segreteria regionale Sandro De Franciscis, presidente della Provincia e responsabile dell’accordo per la riapertura della discarica a Lo Uttaro – si sono fermate per il momento molte delle attività amministrative locali, Comune compreso. Arrivare a un giorno di voto in piena puzza potrebbe essere scomodo.
Però è possibile che nel calo provvisorio di miasmi c’entrino anche i rilievi che va effettuando per il Tribunale di Napoli il professor Salvatore De Rosa, incaricato di una perizia in base alla quale si dovrà decidere se abbiamo o no danni dalla discarica. In fase di controllo, alle norme bisogna starci un po’ più attenti. Non è che sarebbe bastato invitare il professore a prendere un caffé correttto con puzza a casa di una delle tante persone che abitano nei paraggi della discarica?
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FINESTRA SU LO UTTARO 1/10/2007
Nelle ultime settimane si è spesso sentito parlare di rimozione dei cumuli di rifiuti in giacenza a Lo Uttaro, Caserta, altre sciagure per ambiente e salute nei paraggi della discarica che ci sta avvelenando. Lunedì, durante la convention Pd al Crowne Plaza, il presidente della Provincia De Franciscis ha affermato che la puzza arriva non dalla discarica ma dal “panettone”. Petteruti in consiglio comunale aveva invece dichiarato che arriva dal sito di trasferenza dove, sebbene a rilento, si starebbe lavorando per la rimozione. Come stanno le cose?
Al contrario di quanto avviene altrove – per esempio a Valle della Masseria, Serre – a Caserta ai comitati di cittadini non è permesso verificare le operazioni in corso. Allora siamo andati a dare un’occhiata dall’esterno.

References: in Fine
 art. 700
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