Source: http://unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Convenzione-europea-sullesercizio-dei-diritti-dei-minori-1996/104
Timestamp: 2019-08-25 00:08:56+00:00

Document:
Centro di Ateneo per i Diritti Umani - Università di Padova | Strumenti internazionali :: Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori (1996)
Adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996. Entrata in vigore il 1° luglio 2000. Stati Parti al 1° Luglio 2018: 20.
http://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/160
http://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/160/signatures
http://www.coe.int/en/web/conventions/search-on-treaties/-/conventions/treaty/160/declarations
Autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzione in Italia dati con legge n. 77 del 20 marzo 2003 (Gazzetta Ufficiale n. 91 S.O. 66 del 18 aprile 2003). Data della ratifica: 04 luglio 2003 (Gazzetta Ufficiale n 240 S.O. del 15 ottobre 2003). Entrata in vigore per l'Italia: 04 luglio 2003.
Consiglio d'Europa minori / infanzia Pubblico tutore dei minori
Tenendo conto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e in particolare dell’articolo 4, che esige che gli Stati contraenti adottino tutte le misure legislative, amministrative ed altre necessarie ad applicare i diritti riconosciuti nella suddetta Convenzione;
Capitolo I. Campo di applicazione, oggetto della Convenzione e definizioni
Articolo 1. Campo di applicazione e oggetto della Convenzione
1. La presente Convenzione si applica ai minori che non hanno raggiunto l’età di 18 anni.
2. Oggetto della presente Convenzione è promuovere, nell’interesse superiore dei minori, i loro diritti, concedere loro diritti azionabili e facilitarne l’esercizio facendo in modo che possano, essi stessi o tramite altre persone od organi, essere informati e autorizzati a partecipare ai procedimenti che li riguardano dinanzi ad un’autorità giudiziaria.
3. I procedimenti che interessano i minori dinanzi ad un’autorità giudiziaria sono i procedimenti in materia di famiglia, in particolare quelli relativi all’esercizio delle responsabilità genitoriali, trattandosi soprattutto di residenza e di diritto di visita nei confronti dei minori.
4. Ogni Stato deve, all’atto della firma o al momento del deposito del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, designare, con dichiarazione diretta al Segretario generale del Consiglio d’Europa, almeno tre categorie di controversie in materia di famiglia dinanzi ad un’autorità giudiziaria alle quali la presente Convenzione intende applicarsi.
5. Ogni Parte può, con dichiarazione aggiuntiva, completare la lista delle categorie di controversie in materia di famiglia alle quali la presente Convenzione intende applicarsi o fornire ogni informazione relativa all’applicazione degli articoli 5, 9 paragrafo 2, 10 paragrafo 2, e 11.
6. La presente Convenzione non impedisce alle Parti di applicare norme più favorevoli alla promozione e all’esercizio dei diritti dei minori.
a) “autorità giudiziaria”, un tribunale o un’autorità amministrativa avente delle competenze equivalenti;
b) “detentori delle responsabilità genitoriali”, i genitori e altre persone od organi abilitati ad esercitare tutta o parte delle responsabilità genitoriali;
c) “rappresentante”, una persona, come un avvocato, o un organo designato ad agire presso un’autorità giudiziaria a nome di un minore;
d) “informazioni pertinenti”, le informazioni appropriate, in considerazione dell’età e della capacità di discernimento del minore, che gli saranno fornite al fine di permettergli di esercitare pienamente i propri diritti, a meno che la comunicazione di tali informazioni non pregiudichi il suo benessere.
Capitolo II. Misure di ordine procedurale per promuovere l’esercizio dei diritti dei minori
Diritti azionabili da partedi un minore
Articolo 3. Diritto di essere informato e di esprimere la propria opinione nei procedimenti
Articolo 4. Diritto di richiedere la designazione di un rappresentante speciale
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 9, quando il diritto interno priva i detentori delle responsabilità genitoriali della facoltà di rappresentare il minore a causa di un conflitto di interesse, il minore ha il diritto di richiedere, personalmente o tramite altre persone od organi, la designazione di un rappresentante speciale nei procedimenti che lo riguardano dinanzi ad un’autorità giudiziaria.
2. Gli Stati sono liberi di prevedere che il diritto di cui al paragrafo 1. venga applicato solo ai minori che il diritto interno ritiene abbiano una capacità di discernimento sufficiente.
Articolo 5. Altri possibili diritti azionabili
a) il diritto di chiedere di essere assistiti da una persona appropriata, di loro scelta, che li aiuti ad esprimere la loro opinione;
d) il diritto di esercitare completamente o parzialmente le prerogative di una parte in tali procedimenti.
Articolo 6. Processo decisionale
Nei procedimenti che riguardano un minore, l’autorità giudiziaria, prima di giungere a qualunque decisione, deve:
- nei casi che lo richiedono, consultare il minore personalmente, se necessario in privato, direttamente o tramite altre persone od organi, con una forma adeguata alla sua maturità, a meno che ciò non sia manifestamente contrario agli interessi superiori del minore,
- permettere al minore di esprimere la propria opinione;
c) tenere in debito conto l’opinione da lui espressa.
Articolo 7. Obbligo di agire prontamente
Articolo 8. Possibilità di procedere d’ufficio
Articolo 9. Designazione di un rappresentante
1. Nei procedimenti che riguardano un minore, quando in virtù del diritto interno i detentori delle responsabilità genitoriali si vedono privati della facoltà di rappresentare il minore a causa di un conflitto di interessi, l’autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti.
2. Le Parti esaminano la possibilità di prevedere che, nei procedimenti che riguardano un minore, l’autorità giudiziaria abbia il potere di designare un rappresentante distinto, nei casi opportuni un avvocato, che rappresenti il minore.
1. Nei procedimenti dinanzi ad un’autorità giudiziaria riguardanti un minore, il rappresentante deve, a meno che non sia manifestamente contrario agli interessi superiori del minore:
b) fornire al minore, se il diritto interno ritenga che abbia una capacità di discernimento sufficiente, spiegazioni relative alle eventuali conseguenze che l’opinione del minore comporterebbe nella pratica, e alle eventuali conseguenze di qualunque azione del rappresentante;
2. Le Parti esaminano la possibilità di estendere le disposizioni del paragrafo 1 ai detentori delle responsabilità genitoriali.
Le Parti esaminano l’opportunità di estendere le disposizioni degli articoli 3, 4 e 9 ai procedimenti che riguardano i minori davanti ad altri organi, nonché alle problematiche relative ai minori, indipendentemente da qualunque procedimento.
1. Le Parti incoraggiano, tramite organi che esercitano, fra l’altro, le funzioni di cui al paragrafo 2, la promozione e l’esercizio dei diritti dei minori.
a) fare delle proposte per rafforzare l’apparato legislativo relativo all’esercizio dei diritti dei minori;
b) formulare dei pareri sui disegni legislativi relativi all’esercizio dei diritti dei minori;
Articolo 13. Mediazione e altri metodi di soluzione dei conflitti
Articolo 14. Assistenza giudiziaria e consulenza legale
Articolo 15. Rapporti con altri strumenti internazionali
Capitolo III. Comitato permanente
Articolo 16. Istituzione e funzioni del Comitato permanente
2. Il Comitato permanente si occupa dei problemi relativi alla presente Convenzione. Esso può, in particolare:
a) esaminare ogni questione pertinente relativa all’interpretazione o all’attuazione della Convenzione. Le conclusioni del Comitato permanente relative all’attuazione della Convenzione possono assumere la forma di raccomandazione; le raccomandazioni sono adottate con la maggioranza dei tre quarti dei voti espressi;
b) proporre emendamenti alla Convenzione ed esaminare quelli formulati all’articolo 20;
c) fornire consulenza e assistenza agli organi nazionali che esercitano le funzioni di cui al paragrafo 2 dell’articolo 12, nonché promuovere la cooperazione internazionale fra loro.
Articolo 17. Membri
- ogni Stato non considerato nel precedente paragrafo 2;
- il Comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite;
- la Comunità europea;
- qualunque organismo internazionale governativo;
- qualunque organismo internazionale non governativo che ricopra una o più funzioni fra quelle elencate al paragrafo 2 dell’art. 12;
- qualunque organismo nazionale, governativo o non governativo, che eserciti una o più funzioni fra quelle elencate al paragrafo 2 dell’articolo 12.
Articolo 18. Riunioni
1. Al termine del terzo anno successivo alla data di entrata in vigore della presente Convenzione e, per sua iniziativa, in qualunque altro momento dopo questa data, il Segretario generale del Consiglio d’Europa inviterà il Comitato permanente a riunirsi.
Articolo 19. Rendiconti del Comitato permanente
Capitolo IV. Emendamenti alla Convenzione
1. Ogni emendamento agli articoli della presente Convenzione, proposto da una Parte o dal Comitato permanente, è comunicato al Segretario generale del Consiglio d’Europa e trasmesso a sua cura, almeno due mesi prima della successiva riunione del Comitato permanente, agli Stati membri del Consiglio d’Europa, a tutti i firmatari, a tutte le Parti, a tutti gli Stati invitati a firmare la presente Convenzione, conformemente alle disposizioni dell’articolo 21, e a tutti gli Stati o alla Comunità europea invitati ad aderirvi conformemente alle disposizioni dell’articolo 22.
2. Ogni emendamento proposto conformemente alle disposizioni del paragrafo precedente viene esaminato dal Comitato permanente che sottopone il testo, adottato con la maggioranza dei tre quarti dei voti espressi, all’approvazione del Comitato dei Ministri. Dopo l’approvazione il testo è comunicato alle Parti per l’accettazione.
Capitolo V. Clausole finali
Articolo 21. Firma, ratifica ed entrata in vigore
1. La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa e degli Stati non membri che abbiano partecipato alla sua elaborazione.
3. La presente Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dalla data in cui tre Stati, dei quali almeno due siano membri del Consiglio d’Europa, avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dalla presente Convenzione, conformemente alle disposizioni del paragrafo precedente.
Articolo 22. Stati non membri e Comunità europea
1. Dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa potrà, di sua iniziativa e su proposta del Comitato permanente, e previa consultazione delle Parti, invitare tutti gli Stati non membri del Consiglio d’Europa che non abbiano partecipato all’elaborazione della Convenzione, nonché la Comunità europea, ad aderire alla presente Convenzione, tramite decisione presa con la maggioranza prevista all’articolo 20. d) dello Statuto del Consiglio d’Europa, e all’unanimità dei voti dei rappresentanti degli Stati contraenti aventi il diritto di partecipare al Comitato dei Ministri.
2. Per ogni Stato aderente o la Comunità europea, la Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dalla data del deposito dello strumento di adesione presso il Segretario generale del Consiglio d’Europa.
Articolo 23. Applicazione territoriale
1. Ogni Stato può, alla firma o al momento del deposito del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, designare il territorio o i territori ai quali verrà applicata la presente Convenzione.
2. Ogni Parte può, in qualunque momento successivo, con dichiarazione indirizzata al Segretario generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazione della presente Convenzione ad ogni altro territorio designato nella dichiarazione, di cui essa assicuri le relazioni internazionali o per il quale sia abilitata a stipulare. La Convenzione entrerà in vigore nei confronti di tale territorio il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dalla data di ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario generale.
3. Ogni dichiarazione fatta in virtù dei due paragrafi precedenti potrà essere ritirata, per quanto riguarda il/i territorio/i indicato/i nella dichiarazione, mediante notificazione indirizzata al Segretario generale. Il ritiro avrà effetto il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario generale.
Articolo 24. Riserve
Articolo 25. Denuncia
c) ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione, conformemente agli articoli 21 o 22;
d) ogni emendamento adottato conformemente all’articolo 20 e la data in cui tale emendamento entra in vigore;
e) ogni dichiarazione formulata in virtù delle disposizioni degli articoli 1 e 23;
f) ogni denuncia fatta in virtù delle disposizioni dell’articolo 25;
g) ogni altro atto, notifica o comunicazione che abbia riferimento alla presente Convenzione.

References: Articolo 1

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6
e contrario

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9
e contrario

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25