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Timestamp: 2017-10-23 11:44:47+00:00

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Approfondimento: come sta cambiando il welfare?
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NORME DI INTERESSE DEGLI ENTI LOCALI pdf327 KB
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D alle norme sul lavoro
tutte le misure destinate
a ridisegnare il settore
L della spesa, l’occupazione e la crescita
13-19 GENNAIO 2015
▼ Risultati differenziali del bilancio dello Stato e
gestioni previdenziali. Disposizioni per la crescita,
per l’occupazione e per il finanziamento
di altre esigenze
Al fine di proseguire le bonifiche dei siti di interesse
nazionale contaminati dall’amianto, sono stanziati 45 milioni per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017, di cui 25
milioni annui in favore dei comuni di Casale Monferrato e
Napoli-Bagnoli.
51. Con decreto del ministero dell’Ambiente e della
tutela del territorio e del mare da adottare entro il 15
febbraio 2015, sono individuate le risorse di cui al comma
50 da trasferire a ciascun ente beneficiario.
115. Entro il 31 gennaio 2015 gli assicurati all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’Istituto nazionale
della previdenza (Inps), e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’Istituto nazionale
per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail),
dipendenti da aziende che hanno collocato tutti i dipendenti in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa, i quali
abbiano ottenuto in via giudiziale definitiva l’accertamento
dell’avvenuta esposizione all’amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiori ai limiti di legge e
che, avendo presentato domanda successivamente al 2
ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefìci previdenziali di cui all’articolo 47
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
possono presentare domanda all’Inps per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo
in cui l’esposizione si è realizzata ai sensi dell’articolo 13,
comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive
modificazioni. Le prestazioni conseguenti non possono
avere decorrenza anteriore al 1˚ gennaio 2015.
116. Le prestazioni assistenziali del Fondo per le vittime dell’amianto di cui all’articolo 1, comma 241, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, istituito presso l’Inail,
sono estese in via sperimentale, per gli anni 2015, 2016 e
2017, ai malati di mesotelioma che abbiano contratto la
patologia, o per esposizione familiare a lavoratori impiegati
nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata. Le prestazioni di cui al presente
comma sono a valere sulle disponibilità presenti nel suddetto Fondo senza nuovi o maggiori oneri a carico della
117. In deroga a quanto disposto dall’articolo 24 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le
disposizioni di cui al comma 2 dell’articolo 13 della legge
27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, si
applicano ai fini del conseguimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso dell’anno
2015, senza la corresponsione di ratei arretrati, sulla base
della normativa vigente prima dell’entrata in vigore del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, anche agli ex lavorato-
ri occupati nelle imprese che hanno svolto attività di
scoibentazione e bonifica, che hanno cessato il loro rapporto di lavoro per effetto della chiusura, dismissione o fallimento dell’impresa presso cui erano occupati e il cui sito è
interessato da piano di bonifica da parte dell’ente territoriale, che non hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente, che risultano ammalati
con patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta ai
sensi dell’articolo 13, comma 7, della legge 27 marzo 1992,
n. 257, e successive modificazioni.
125. Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle
spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato tra
il 1˚ gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 è riconosciuto un
assegno di importo pari a 960 euro annui erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. L’assegno, che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni, è corrisposto fino al compimento
del terzo anno di età ovvero del terzo anno di ingresso nel
nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini
italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di
cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno di cui all’articolo 9 del testo unico delle disposizioni
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla
condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, residenti in
Italia e a condizione che il nucleo familiare di appartenenza
del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione
economica corrispondente a un valore dell’indicatore della
situazione economica equivalente (Isee), stabilito ai sensi
del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a
25.000 euro annui. L’assegno di cui al presente comma è
corrisposto, a domanda, dall’Inps, che provvede alle relative
attività, nonché a quelle del comma 127, con le risorse
vigente. Qualora il nucleo familiare di appartenenza del
genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’Isee, stabilito ai sensi
del citato regolamento di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, non superiore a
7.000 euro annui, l’importo dell’assegno di cui al primo
periodo del presente comma è raddoppiato.
126. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro del Lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il ministro della Salute e con il ministro dell’Economia e delle finanze, sono stabilite, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le
disposizioni necessarie per l’attuazione del comma 125.
127. L’Inps provvede al monitoraggio dei maggiori oneri
derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da125 a 129
inviando relazioni mensili al ministero del Lavoro e delle
politiche sociali e al ministero dell’Economia e delle finanze.
Nel caso in cui, in sede di attuazione del comma 125, si
rispetto alla previsione di spesa di cui al comma 128, con
decreto del ministro dell’Economia e delle finanze, di concer-
!della"t#
$% &'(# %$% % ) t*% "' % Salute, si provvede a rideterminare l’importo
annuo dell’assegno di cui al comma 125, primo periodo, e i
valori dell’Isee di cui al comma 125, secondo periodo.
128. L’onere derivante dai commi da 125 a 129 è
valutato in 202 milioni di euro per l’anno 2015, in 607
milioni di euro per l’anno 2016, in 1.012 milioni di euro
per l’anno 2017, in 1.012 milioni di euro per l’anno 2018,
in 607 milioni di euro per l’anno 2019 e in 202 milioni di
129. Anche ai fini della verifica dei limiti di reddito
complessivo di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, come sostituito dal comma 12 del
presente articolo, non si tiene conto delle somme erogate
ai sensi dei commi 125 e 126 del presente articolo.
130. Nel limite di 45 milioni di euro per l’anno 2015, al
fine di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli,
sono riconosciuti, per l’anno 2015, buoni per l’acquisto di
beni e servizi a favore dei nuclei familiari con un numero di
figli minori pari o superiore a quattro in possesso di una
situazione economica corrispondente a un valore dell’Isee,
disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non
superiore a 8.500 euro annui. Con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro del
dell’Economia e delle finanze, sono stabiliti l’ammontare
massimo complessivo del beneficio per nucleo familiare e
le disposizioni attuative del presente comma.
131. Nello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle finanze è istituito un fondo con una dotazione
di 112 milioni di euro per l’anno 2015, da destinare a
interventi in favore della famiglia, di cui una quota pari a
100 milioni di euro è riservata per il rilancio del piano per
lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, di cui all’articolo 1, comma 1259,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, finalizzato al raggiungimento di determinati obiettivi
di servizio, nelle more della definizione dei livelli essenziali
delle relative prestazioni. Una quota del suddetto fondo,
pari a 12 milioni di euro per l’anno 2015, è destinata al
fondo di cui all’articolo 58, comma 1, del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 agosto 2012, n. 134, e successive modificazioni.
proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, di
concerto con il ministro del Lavoro e delle politiche
sociali, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
e successive modificazioni, sono stabiliti la destinazione del
fondo, i criteri di riparto, l’individuazione degli obiettivi e le
conseguenti disposizioni attuative.
132. Il Fondo per le politiche della famiglia di cui
all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto
2006, n. 248, è incrementato di 5 milioni di euro dal 2015
al fine di sostenere le adozioni internazionali ai sensi
dell’articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006,
133. Nell’ambito delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale ai sensi del comma 556,
a decorrere dall’anno 2015, una quota pari a 50 milioni di
euro è annualmente destinata alla prevenzione, alla cura e
alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza
da gioco d’azzardo come definita dall’Organizzazione mondiale della sanità. Una quota delle risorse di cui al primo
periodo, nel limite di 1 milione di euro per ciascuno degli
anni 2015, 2016 e 2017, è destinata alla sperimentazione di
modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia,
mediante l’adozione di software che consentano al giocatore di monitorare il proprio comportamento generando
conseguentemente appositi messaggi di allerta. Il ministro
della Salute, con decreto di natura regolamentare, previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
Bolzano, adotta linee di azione per garantire le prestazioni
di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone
affette dal gioco d’azzardo patologico (Gap). Al fine del
monitoraggio della dipendenza dal gioco d’azzardo e dell’efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese,
l’osservatorio istituito ai sensi dell’articolo 7, comma 10,
quarto periodo, del decreto-legge 13 settembre 2012, n.
158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre
2012, n. 189, è trasferito al ministero della Salute. Con
decreto interministeriale del ministro della Salute e del
ministro dell’Economia e delle finanze, da adottare entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
è rideterminata la composizione dell’osservatorio, assicurando la presenza di esperti in materia, di rappresentanti
delle Regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni
operanti nel settore, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e,
comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica. Alla ripartizione della quota di cui al presente
comma si provvede annualmente all’atto dell’assegnazione
delle risorse spettanti alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano a titolo di finanziamento della
quota indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale, secondo i criteri e le modalità previsti dalla legislazione
vigente in materia di costi standard. La verifica dell’effettiva
destinazione delle risorse e delle relative attività assistenziali costituisce adempimento ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale ai fini e
per gli effetti dell’articolo 2, comma 68, lettera c), della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, e dell’articolo 15, comma
24, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed è
effettuata nell’ambito del Comitato paritetico permanente
per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza di cui all’articolo 9 dell’intesa 23 marzo 2005, sancita
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
137. 1. Al testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
a) all’articolo 15, comma 1.1, le parole:
«per importo non superiore a 2.065 euro annui» sono
«per importo non superiore a 30.000 euro annui»;
b) all’articolo 100, comma 2, lettera h), le parole:
«per importo non superiore a 2.065,83 euro» sono sostituite dalle seguenti: «per importo non superiore a 30.000
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dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31
154. Le disposizioni di cui all’articolo 2, commi da 4-novies a 4-undecies, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n.
73, relative al riparto della quota del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alla scelta del
contribuente, si applicano anche relativamente all’esercizio
finanziario 2015 e ai successivi, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi dell’annualità precedente. Le disposizioni
contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131
dell’8 giugno 2010, si applicano anche a decorrere dall’esercizio finanziario 2014 e i termini ivi stabiliti sono conseguentemente rideterminati con riferimento a ciascun esercizio
finanziario. Ai fini di assicurare trasparenza ed efficacia nell’utilizzazione della quota del cinque per mille dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche, con decreto di natura non
regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono definite le modalità di redazione del
rendiconto, dal quale risultino in modo chiaro e trasparente
la destinazione di tutte le somme erogate ai soggetti beneficiari, le modalità di recupero delle stesse somme per violazione degli obblighi di rendicontazione, le modalità di pubblicazione nel sito web di ciascuna amministrazione erogatrice
degli elenchi dei soggetti ai quali è stato erogato il contributo, con l’indicazione del relativo importo, nonché le modalità
di pubblicazione nello stesso sito dei rendiconti trasmessi. In
caso di violazione degli obblighi di pubblicazione nel sito web
a carico di ciascuna amministrazione erogatrice e di comunicazione della rendicontazione da parte degli assegnatari, si
applicano le sanzioni di cui agli articoli 46 e 47 del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Per la liquidazione della
quota del cinque per mille è autorizzata la spesa di 500
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015. Le somme
non utilizzate entro il 31 dicembre di ciascun anno possono
esserlo nell’esercizio successivo.
156. Il Fondo di cui all’articolo 81, comma 29, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è incrementato di
250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.
157. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e
sono fatti salvi i rapporti giuridici sorti e gli effetti prodottisi sulla base dell’articolo 9, comma 15, del decreto-legge
30 dicembre 2013, n. 150, soppresso dalla legge di conversione 27 febbraio 2014, n. 15, fino alla data in cui è stato
perfezionato il contratto con il gestore del servizio integrato di gestione delle carte acquisti e dei relativi rapporti
amministrativi, così da adempiere alle obbligazioni verso
Poste italiane Spa sorte nel periodo di vigenza del citato
articolo 9, comma 15.
158. Lo stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all’articolo 20, comma 8, della legge 8
novembre 2000, n. 328, è incrementato di 300 milioni di
euro annui a decorrere dall’anno 2015.
159. Lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, anche ai fini del finanziamento degli
interventi a sostegno delle persone affette da sclerosi
laterale amiotrofica, è incrementato di 400 milioni di euro
per l’anno 2015 e di 250 milioni di euro annui a decorrere
160. La dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei
disabili di cui all’articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo
1999, n. 68, è incrementata di 20 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2015.
161. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma
160, pari a 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, si
provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali
di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del
168. Le risorse finanziarie assegnate all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, di cui alla legge 12 luglio
2011, n. 112, sono integrate di 650.000 euro per ciascuno
degli anni 2015, 2016 e 2017.
179. Al fine di assicurare l’ampliamento del sistema di
protezione per richiedenti asilo e rifugiati, il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, di cui all’articolo
1-septies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990,
n. 39, è incrementato di 187,5 milioni di euro annui a
181. Al fine di una migliore gestione e allocazione della
spesa, a decorrere dal 1˚ gennaio 2015 le risorse del
Fondo di cui all’articolo 23, comma 11, quinto periodo, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono trasferite, per
le medesime finalità, in un apposito Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, istituito nello
stato di previsione del ministero dell’Interno. Le risorse
del Fondo istituito ai sensi del presente comma sono
incrementate di 12,5 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2015.
182. Con decreto del ministero del Lavoro e delle
politiche sociali sono stabilite le modalità di erogazione
delle somme residue rimaste da pagare del Fondo di cui
all’articolo 23, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
183. Fermo restando quanto previsto dal comma 6 dell’articolo 26 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, i
minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio
nazionale accedono, nei limiti delle risorse e dei posti disponibili, ai servizi di accoglienza finanziati con il Fondo nazionale
per le politiche e i servizi dell’asilo, di cui all’articolo 1-septies
del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39.
184. Per l’esercizio finanziario 2015, la Presidenza del
Consiglio dei ministri provvede, nell’ambito degli ordinari
stanziamenti del proprio bilancio e nel limite di 8.000.000 di
euro, al finanziamento delle spese relative alla realizzazione
del programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale previsto dall’articolo 18, comma 3-bis, del testo
unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
attuativo del Piano nazionale d’azione contro la tratta e il
grave sfruttamento degli esseri umani, di cui all’articolo 13,
comma 2-bis, della legge 11 agosto 2003, n. 228, nonché alla
realizzazione delle correlate azioni di supporto e di sistema. Fino all’adozione del Piano nazionale d’azione contro la
tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, di cui
'228,a'#tedel decreto
-./ !!'
20bis, della legge 11 agosto 2003, n.
del Presidente del Consiglio dei ministri,
di cui all’articolo 18, comma 3-bis, del citato decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di protezione delle vittime di tratta e
di grave sfruttamento, restano validi, senza ulteriori oneri a
carico della finanza pubblica, il programma di assistenza,
adottato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, della legge 11
agosto 2003, n. 228, e dell’articolo 18, comma 1, del
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e i conseguenti
progetti in essere al 31 dicembre 2014.
186. Agli oneri finanziari derivati dalla corresponsione
degli indennizzi di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210,
erogati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e
di Bolzano ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 26 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 dell’11 ottobre 2000, a decorrere dal 1˚ gennaio
2012 fino al 31 dicembre 2014 e degli oneri derivanti dal
pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità
integrativa speciale di cui al citato indennizzo fino al 31
dicembre 2011, si provvede mediante l’attribuzione alle
medesime Regioni e Province autonome di un contributo di
100 milioni di euro per l’anno 2015, di 200 milioni di euro
per l’anno 2016, di 289 milioni di euro per l’anno 2017 e di
146 milioni di euro per l’anno 2018. Tale contributo è
ripartito tra le Regioni e le Province autonome interessate
con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, di
concerto con il ministero della Salute, da adottare, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro
legge, in proporzione al fabbisogno derivante dal numero
degli indennizzi corrisposti dalle Regioni e dalle Province
autonome, come comunicati dalla Conferenza delle Regioni
e delle Province autonome entro il 31 gennaio 2015, previo
riscontro del ministero della Salute.
187. Per la riforma del terzo settore, dell’impresa
sociale e per la disciplina del servizio civile universale è
autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2015,
di 140 milioni di euro per l’anno 2016 e di 190 milioni di
euro annui a decorrere dall’anno 2017.
189. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di
350 milioni di euro per l’anno 2015, di 282,8 milioni di
euro per l’anno 2016, di 332,7 milioni di euro per l’anno
2017, di 211 milioni di euro per l’anno 2018, di 219,5
milioni di euro per l’anno 2019, di 231,4 milioni di euro
per l’anno 2020, di 309,65 milioni di euro per l’anno 2021,
di 324,05 milioni di euro per l’anno 2022, di 326,75 milioni
di euro per l’anno 2023, di 327,25 milioni di euro per
l’anno 2024, di 330,25 milioni di euro per l’anno 2025 e di
339,85 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.
190. Per il finanziamento delle attività istituzionali del
Comitato paralimpico nazionale di cui all’articolo 1, comma
1, della legge 15 luglio 2003, n. 189, è autorizzata la spesa di
7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.
191. È autorizzata la spesa di 6,5 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2015 da assegnare all’Unione italiana
dei ciechi e degli ipovedenti di cui alla legge 3 agosto 1998,
n. 282, alla legge 12 gennaio 1996, n. 24, e alla legge 23
settembre 1993, n. 379.
242. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle
finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per ciascuno dei crediti
d’imposta di cui all’elenco n. 2 allegato alla presente legge,
sono stabilite le quote percentuali di fruizione dei crediti
d’imposta in maniera tale da assicurare effetti positivi sui
saldi di finanza pubblica non inferiori a 16,335 milioni di
euro per l’anno 2015 e a 23,690 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2016.La quota di riduzione da imputare al credito di imposta di cui agli articoli 8, comma 10,
lettera c), della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e 2,
comma 12, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, di cui
all’elenco n. 2 allegato alla presente legge non può superare l’importo di 11,605 milioni di euro annui a decorrere
▼ Misure di razionalizzazione e riduzione della
spesa e disposizioni in materia di enti territoriali
All’articolo 9, comma 17, secondo periodo, del
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, le parole: «negli anni 2013 e 2014» sono
sostituite dalle seguenti: «negli anni 2013, 2014 e 2015».
255. All’articolo 1, comma 452, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, le parole: «Per gli anni 2015-2017» sono
sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2015-2018».
298. Al fine di garantire, in relazione alle tecniche di
procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, la
tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa, nonché il conteggio dei nati
generati dalle cellule riproduttive di un medesimo donatore, è istituito, presso l’Istituto superiore di sanità, Centro
nazionale trapianti e nell’ambito del Sistema Informativo
Trapianti (Sit) di cui alla legge 10 aprile 1999, n. 91, il
Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive a
scopi di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, ove sono registrati tutti i soggetti ammessi alla donazione, mediante l’attribuzione a ogni donatore di un codice. A tal fine, le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e
al trattamento delle cellule riproduttive comunicano al
Registro i dati anagrafici dei donatori, con modalità informatiche specificamente predefinite, idonee ad assicurare
l’anonimato dei donatori medesimi. Fino alla completa
operatività del Registro, i predetti dati sono comunicati al
Centro nazionale trapianti in modalità cartacea, salvaguardando comunque l’anonimato dei donatori. Agli oneri
derivanti dal presente comma, quantificati in euro 700.810
per l’anno 2015, e in euro 150.060 a decorrere dall’anno
2016, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 1, comma 1,
lettera a), del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138.
398. Al comma 6 dell’articolo 46 del decreto-legge 24
aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 giugno 2014, n. 89, e successive modificazioni, sono
1) le parole: «Le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «Le
Regioni a statuto ordinario»;
243) le' )'#
'6 728-9: ; ""tt<t' $' ' "%=<%t%6 728->:?
parole: «e Province autonome» sono soppresse;
4) le parole: «tenendo anche conto del rispetto dei
tempi di pagamento stabiliti dalla direttiva 2011/7/Ue, nonché dell’incidenza degli acquisti centralizzati,» sono soppresse;
b) al secondo periodo, la parola: «eventualmente» è
c) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per gli
anni 2015-2018 il contributo delle Regioni a statuto ordinario, di cui al primo periodo, è incrementato di 3.452
milioni di euro annui in ambiti di spesa e per importi
complessivamente proposti, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, in sede di autocoordinamento dalle Regioni
da recepire con intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 gennaio
2015. A seguito della predetta intesa sono rideterminati i
livelli di finanziamento degli ambiti individuati e le modalità
di acquisizione delle risorse da parte dello Stato. In assenza
di tale intesa entro il predetto termine del 31 gennaio
2015, si applica quanto previsto al secondo periodo, considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale».
399. Il comma 7 dell’articolo 46 del decreto-legge 24
23 giugno 2014, n. 89, è abrogato.
400. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano, in conseguenza dell’adeguamento dei propri ordinamenti ai princìpi di coordinamento
della finanza pubblica, introdotti dalla presente legge, assicurano, per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018, un
contributo aggiuntivo alla finanza pubblica, in termini di
indebitamento netto e in termini di saldo netto da finanziare, pari a quanto indicato nella seguente tabella:
XKYCMZKEC
XK^[email protected]
_HBJMB V`b`
[email protected]@QBeBMBKEK
^[email protected]
FCEGHBIJGC
aggiuntivo (in
migliaia di euro) migliaia di euro)
STUTTTWTT
cdUTTTWTT
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ijk`lllmll
\]UTTTWTT
\SUTTTWTT
nop`lllmll
401. La Regione Valle d’Aosta, la Regione Friuli Venezia
Giulia e la Regione siciliana assicurano il contributo di cui al
comma 400 del presente articolo nell’ambito dell’applicazione dell’articolo 1, comma 454, della legge 24 dicembre
2012, n. 228, e successive modificazioni, concernente la
disciplina del patto di stabilità interno in termini di competenza eurocompatibile.
402. La Regione Sardegna assicura il contributo di cui al
comma 400 del presente articolo attraverso il conseguimento del pareggio di bilancio, secondo le modalità previste dall’articolo 42, comma 10, del decreto-legge 12 set-
tembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla
403. Con le procedure previste dall’articolo 27 della
legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni, la
Regione siciliana e le Regioni Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Valle d'Aosta, per ciascuno degli anni dal 2015 al
2018, assicurano un concorso alla finanza pubblica, in
termini di saldo netto da finanziare, per gli importi previsti
nella tabella di cui al comma 400 del presente articolo.
Fino all’emanazione delle norme di attuazione di cui al
citato articolo 27 della legge n. 42 del 2009, e successive
modificazioni, l'importo del concorso complessivo di cui al
primo periodo del presente comma è accantonato, a
valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali.
404. Con le procedure previste dall’articolo 27 della
Provincia autonoma di Trento e la Provincia autonoma di
Bolzano, per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018, assicurano
un contributo in termini di saldo netto da finanziare per gli
importi previsti nella tabella di cui al comma 400 del presente articolo. Fino all’emanazione delle norme di attuazione di
cui al citato articolo 27 della legge n. 42 del 2009, e successive modificazioni, le predette Province autonome versano
all’erario l’importo del concorso complessivo di cui al primo
periodo del presente comma con imputazione sul capitolo
3465, articolo 1, capo X, del bilancio dello Stato entro il 30
aprile di ciascun anno. In mancanza di tali versamenti all’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 aprile, il ministero
dell’Economia e delle finanze è autorizzato a trattenere gli
importi corrispondenti a valere sulle somme a qualsiasi
titolo spettanti alle predette Province autonome, avvalendosi anche dell’Agenzia delle entrate per le somme introitate
per il tramite della struttura di gestione di cui all’articolo 22,
comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
414. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano assicurano il finanziamento dei livelli essenziali di
assistenza come eventualmente rideterminato ai sensi dei
commi da 398 a 417.
415. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
a) al comma 454, alinea, la parola: «2017» è sostituita
dalla seguente: «2018»;
b) nella tabella di cui al comma 454, lettera d), le
parole: «2015-2017» sono sostituite dalle seguenti:
«2015-2018»;
c) al comma 455, alinea, la parola: «2017» è sostituita
dalla seguente: «2018».
416. Al comma 526 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la parola: «2017» è sostituita dalla seguente:
«2018»;
b) nella tabella, le parole: «Anni 2015-2017» sono
sostituite dalle seguenti: «Anni 2015-2018».
417. Gli importi indicati per ciascuna Regione a statuto
speciale e Provincia autonoma nella tabella di cui al comma
400 possono essere modificati, con invarianza di concorso
complessivo alla finanza pubblica, mediante accordo da
sancire, entro il 31 gennaio di ciascun anno, in sede di
Tale accordo è recepito con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze.
L’articolo 1, commi da 448 a 466, della legge 24
dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, e tutte
le norme concernenti la disciplina del patto di stabilità
interno cessano di avere applicazione per le Regioni a
statuto ordinario, con riferimento agli esercizi 2015 e
successivi, ferma restando l’applicazione, nell’esercizio
2015, delle sanzioni nel caso di mancato rispetto del patto
di stabilità interno nel 2014.
461. Ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, le Regioni a statuto ordinario concorrono alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto
delle disposizioni di cui ai commi da 460 a 483, che
costituiscono princìpi fondamentali di coordinamento della
finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e
119, secondo comma, della Costituzione.
462. L’articolo 4 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n.
64, è abrogato.
463. Ai fini del concorso al contenimento dei saldi di
finanza pubblica, le Regioni a statuto ordinario devono
conseguire, a decorrere dall’anno 2016 nella fase di previsione e a decorrere dal 2015 in sede di rendiconto:
a) un saldo non negativo, in termini di competenza e
di cassa, tra le entrate finali e le spese finali;
b) un saldo non negativo, in termini di competenza e
di cassa, tra le entrate correnti e le spese correnti, incluse
le quote di capitale delle rate di ammortamento dei prestiti,
come definito dall’articolo 40, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, escluso l’utilizzo del risultato di
amministrazione di parte corrente, del fondo di cassa, il
recupero del disavanzo di amministrazione e il rimborso
anticipato dei prestiti. Nel 2015, per le Regioni che non
hanno partecipato alla sperimentazione, l’equilibrio di parte
corrente è dato dalla differenza tra le entrate correnti e le
spese correnti, incluse le quote di capitale delle rate di
ammortamento, con l’esclusione dei rimborsi anticipati.
464. Ai fini dell’applicazione del comma 463 del presente articolo, le entrate finali sono quelle ascrivibili ai titoli 1,
2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e le spese finali sono
quelle ascrivibili ai titoli 1, 2 e 3 del medesimo schema di
bilancio. Nel 2015, per le Regioni che non hanno partecipato alla sperimentazione prevista dal decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, ai fini dell’applicazione del comma 463
del presente articolo, le entrate finali sono quelle ascrivibili
ai titoli 1, 2, 3 e 4 del bilancio e le spese finali sono quelle
ascrivibili ai titoli 1 e 2 dello schema di bilancio adottato
nel corso di tale esercizio con funzione autorizzatoria e di
rendicontazione. Ai fini dei saldi di cui al comma 463 del
presente articolo, rilevano:
a) in termini di cassa, l’anticipazione erogata dalla
tesoreria statale nel corso dell’esercizio per il finanziamento della sanità registrata nell’apposita voce delle partite di
giro, al netto delle relative regolazioni contabili imputate
contabilmente al medesimo esercizio;
b) in termini di competenza, gli stanziamenti del
fondo crediti di dubbia esigibilità;
c) in termini di competenza, il saldo tra il fondo
pluriennale di entrata e di spesa, escluso l’esercizio 2015,
per il quale si fa riferimento al comma 465;
d) in termini di cassa, il saldo tra il fondo di cassa della
gestione sanitaria accentrata al 1˚ gennaio e il medesimo
fondo di cassa al 31 dicembre.
465. Per l’anno 2015, per gli equilibri di cui al comma
463 rilevano, nel limite complessivo di 2.005 milioni di
1) ai fini degli equilibri di cassa, gli utilizzi del fondo di
cassa al 1˚ gennaio 2015 tenendo anche conto delle entrate rivenienti dall’applicazione dell’articolo 20, commi 1 e
1-bis, del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625;
2) ai fini degli equilibri di competenza, gli utilizzi delle
quote vincolate del risultato di amministrazione al 1˚ gennaio 2015;
3) ai fini degli equilibri di competenza, il saldo tra il
fondo pluriennale vincolato iscritto in entrata e in spesa;
4) ai fini degli equilibri di competenza, gli utilizzi della
quota libera del risultato di amministrazione accantonata
per le reiscrizioni dei residui perenti;
5) ai fini degli equilibri di cassa, gli incassi per accensione di prestiti riguardanti i debiti autorizzati e non contratti
negli esercizi precedenti.
L’importo complessivo delle voci rilevanti ai fini degli
equilibri di cui al presente comma che ciascuna Regione
può considerare ai fini degli equilibri di cui al comma 463 è
determinato dalla Conferenza permanente per i rapporti
di Bolzano entro il 31 gennaio 2015, nei limiti del fondo di
cassa al 1˚ gennaio 2015, della quota vincolata del risultato
di amministrazione e della quota libera del risultato di
amministrazione accantonata per i residui perenti di ciascuna Regione, e recepito con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze. In caso di mancata deliberazione
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il
decreto di cui al periodo precedente è emanato entro il 28
febbraio 2015 e il riparto è determinato in proporzione sul
a) del fondo di cassa al 1˚ gennaio 2015 risultante dal
prospetto delle disponibilità liquide trasmesso alla banca
dati del Sistema informativo delle operazioni degli enti
pubblici (Siope);
b) della quota libera del risultato di amministrazione
presunto al 31 dicembre 2014 accantonata per i residui
perenti;
c) dell’utilizzo della quota vincolata del risultato di
amministrazione al 31 dicembre 2014 prevista nel bilancio
di previsione relativo all’esercizio 2015 di ciascuna Regione.
I dati di cui alla lettera a) sono quelli rilevabili dal Siope
alla data del 15 febbraio 2015. I dati di cui alle lettere b) e
c) sono trasmessi al ministero dell’Economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
entro il termine perentorio del 10 febbraio 2015, attraverso il prospetto di cui all’allegato a) dello schema del
bilancio di previsione armonizzato, adottato con funzioni
conoscitive in attuazione del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118, aggiornato sulla base dei dati di preconsuntivo alla data del 31 gennaio 2015. Per le Regioni che non
trasmettono tale allegato, o per le quali non è disponibile il
prospetto del Siope delle disponibilità liquide al 31 dicembre 2015, ai fini del riparto, gli importi di cui alle lettere a),
b) e c) non disponibili sono considerati di importo pari a
466. Per l’anno 2015, nei saldi individuati ai sensi del
comma 463 non rilevano:
1) nel saldo di cassa di cui alla lettera a) del comma
)%# < !)#t !) %""( $ s8 ! $ %<#/ pagamenti relativi a debiti in conto capitale delle Regioni
non estinti alla data del 31 dicembre 2013. I suddetti
pagamenti devono riferirsi a debiti in conto capitale:
a) certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre
b) per i quali sia stata emessa fattura o richiesta
equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2013;
c) riconosciuti alla data del 31 dicembre 2013 ovvero
che presentavano i requisiti per il riconoscimento di legittimità entro la medesima data. In tal caso, ai fini dei saldi di
cui al comma 463, non rilevano gli impegni assunti per
consentire il pagamento del debito.
Con riferimento alla lettera a), rilevano ai fini della
predetta esclusione solo i debiti presenti nella piattaforma
elettronica per la certificazione di crediti connessi a spese
ascrivibili ai codici gestionali del Siope da 2101 a 2138,
escluse le spese concernenti la sanità. Ai fini della distribuzione dell’esclusione tra le singole Regioni, le medesime
comunicano al ministero dell’Economia e delle finanze,
mediante il sito web «http://certificazionecrediti.mef.gov.
it» del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
entro il termine perentorio del 28 febbraio 2015, gli spazi
finanziari di cui necessitano per sostenere nel 2015 i
pagamenti di cui al periodo precedente. Ai fini del riparto,
si considerano solo le comunicazioni pervenute entro il
predetto termine. Con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, sulla base delle predette comunicazioni, entro il 15 marzo 2015 sono individuati per ciascuna
Regione, su base proporzionale, gli importi dei pagamenti
da escludere dal saldo di cassa di cui al comma 463;
2) nei saldi di competenza e di cassa, le riscossioni dei
crediti e le concessioni di crediti;
3) nei saldi di competenza e di cassa, le risorse
provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione europea e le relative spese di parte corrente e in conto
capitale. L’esclusione non opera per le spese connesse ai
cofinanziamenti statali e regionali.
468. Non si applicano le disposizioni che individuano
esclusioni di entrate o di uscite dai saldi finanziari individuati ai sensi del comma 463 non previste dai commi da 460 a
483, salvo quanto disposto dal comma 145, primo periodo.
469. A decorrere dall’anno 2016, il bilancio di previsione delle Regioni deve essere approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa in misura tale che sia garantito il
rispetto delle regole di cui ai commi da 460 a 483. A tale
fine, le Regioni sono tenute ad allegare al bilancio di
previsione un apposito prospetto contenente le previsioni
di competenza e di cassa che verificano il rispetto dei saldi
di cui al comma 463.
470. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi a
quanto disposto dai commi da 460 a 483 e per l’acquisizione di elementi informativi utili per la finanza pubblica anche
relativamente alla loro situazione debitoria, le Regioni
trasmettono trimestralmente al ministero dell’Economia e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di
riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto, le informazioni riguardanti le entrate e le spese in
termini di competenza e di cassa, attraverso un prospetto
e con le modalità definiti con decreto del predetto ministero, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Bolzano, anche al fine di evidenziare il rispetto degli equilibri di cassa della gestione sanitaria accentrata distintamente da quelli della gestione ordinaria. Con riferimento al
primo trimestre, il prospetto è trasmesso entro trenta
giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
del decreto di cui al periodo precedente.
471. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi di
saldo, le Regioni trasmettono, utilizzando il sistema web
appositamente previsto, entro il termine perentorio del 31
marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, al
ministero dell’Economia e delle finanze - Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato, una certificazione dei
risultati conseguiti, firmata digitalmente, ai sensi dell’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dal rappresentante
legale, dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione economico-finanziaria, secondo un prospetto e con le modalità definiti dal decreto di cui al comma
470 del presente articolo. La trasmissione per via telematica della certificazione ha valore giuridico ai sensi dell’articolo 45, comma 1, del citato codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. La
mancata trasmissione della certificazione entro il termine
perentorio del 31 marzo costituisce inadempimento all’obbligo del pareggio di bilancio. Nel caso in cui la certificazione, sebbene in ritardo, attesti il conseguimento degli obiettivi di saldo, si applicano le sole disposizioni di cui al
comma 474, lettera d), del presente articolo.
473. Qualora dal monitoraggio trimestrale di cui al
comma 470 o dall’analisi dei conti della tesoreria statale
delle Regioni a statuto ordinario si registrino andamenti di
spesa non coerenti con gli impegni assunti con l'Unione
europea, il ministro dell’Economia e delle finanze, sentita la
adotta adeguate misure di contenimento della spesa e dei
prelevamenti dai conti di tesoreria statale.
474. In caso di mancato conseguimento del pareggio
per uno dei saldi di cui al comma 463, la Regione inadempiente, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza:
a) è tenuta a versare all’entrata del bilancio statale,
entro sessanta giorni dal termine stabilito per la trasmissione della certificazione relativa al rispetto del pareggio di
bilancio, un terzo dell’importo corrispondente al maggiore
degli scostamenti registrati dai saldi di cui al comma 463
rispetto all’obiettivo del pareggio e, nei due esercizi successivi, entro il 31 gennaio di ciascun anno, i restanti due terzi
equiripartiti. In caso di mancato versamento si procede,
nei sessanta giorni successivi, al recupero di detto scostamento a valere sulle giacenze depositate nei conti aperti
presso la tesoreria statale. Trascorso inutilmente il termine perentorio stabilito dalla normativa vigente per la trasmissione della certificazione da parte della Regione, si
procede al blocco di qualsiasi prelievo dai conti della
tesoreria statale sino a quando la certificazione non è
acquisita. Nel caso in cui lo scostamento registrato nell’esercizio 2015 dall’obiettivo di cassa di cui al comma 463,
lettera b), rispetto all’obiettivo del pareggio, risulti maggiore dello scostamento registrato dagli altri saldi, il versamento di cui al primo periodo è effettuato solo nel 2016, fino a
un importo pari al 3 per cento degli impegni correnti
registrati nell’ultimo consuntivo disponibile;
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spese per la sanità, in misura superiore all’importo annuale
minimo dei corrispondenti impegni effettuati nell’ultimo
c) non può ricorrere all’indebitamento per gli investimenti; i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con
istituzioni creditizie e finanziarie per il finanziamento degli
investimenti devono essere corredati di apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del
pareggio di bilancio per l’anno precedente. L’istituto finanziatore o l’intermediario finanziario non può procedere al
finanziamento o al collocamento del prestito in assenza
della predetta attestazione;
d) non può procedere ad assunzioni di personale a
qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi
compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai
processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto di
stipulare contratti di servizio che si configurino come
elusivi della disposizione della presente lettera;
e) è tenuta a rideterminare le indennità di funzione e
i gettoni di presenza del presidente e dei componenti della
giunta con una riduzione del 30 per cento rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2014. Tale
riduzione è applicata ai soggetti in carica nell’esercizio in
cui è avvenuta la violazione delle regole di cui ai commi da
460 a 483.
475. Alle Regioni per le quali la violazione delle regole
di cui ai commi da 460 a 483 del presente articolo sia
accertata successivamente all’anno seguente a quello cui la
violazione si riferisce, le disposizioni di cui al comma 474 si
applicano nell’anno successivo a quello in cui è stato
accertato il mancato conseguimento dell’obiettivo del pareggio.
476. Le Regioni di cui al comma 475 sono tenute a
comunicare l’inadempienza al ministero dell’Economia e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato entro trenta giorni dalla data dell’accertamento
477. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere
dalle Regioni che si configurano come elusivi delle disposizioni dei commi da 460 a 483 sono nulli.
478. Con decreto del ministero dell’Economia e delle
finanze possono essere aggiornati, ove intervengano modifiche legislative alla presente disciplina, i termini riguardanti
gli adempimenti delle Regioni a statuto ordinario relativi al
monitoraggio e alla certificazione.
555. Per garantire il rispetto degli obblighi derivanti
dall’ordinamento dell’Unione europea e la realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2014-2016
e in attuazione del Patto per la salute per gli anni
2014-2016, di cui all’intesa 10 luglio 2014, sancita dalla
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, di
seguito denominato «Patto per la salute», si applicano le
disposizioni di cui ai commi da 556 a 588 del presente
556. Il livello del finanziamento del Servizio sanitario
nazionale a cui concorre lo Stato è stabilito in
112.062.000.000 euro per l’anno 2015 e in
115.444.000.000 euro per l’anno 2016, salve eventuali
rideterminazioni in attuazione dell’articolo 46, comma 6,
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, come
modificato dal comma 398 del presente articolo, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, del
557. Il terzo periodo del comma 1 dell’articolo 30 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, è sostituito dal
seguente: «Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2,
comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, eventuali
risparmi nella gestione del Servizio sanitario nazionale
effettuati dalle Regioni rimangono nella disponibilità delle
Regioni stesse per finalità sanitarie».
558. All’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, dopo le parole: «alla prevenzione delle
malattie ereditarie» sono inserite le seguenti: «, nonché
alla realizzazione degli obiettivi definiti dal Patto per la
salute purché relativi al miglioramento dell’erogazione dei
559. All’articolo 1, comma 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662:
a) nel primo periodo, le parole: «Piano sanitario
nazionale» sono sostituite dalle seguenti: «comma 34»;
b) dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «Le
Regioni impegnate nei Piani di rientro individuano i progetti da realizzare in coerenza con gli obiettivi dei Programmi
c) al quarto periodo, le parole: «medesime quote
vincolate» sono sostituite dalle seguenti: «quote vincolate
del Fondo sanitario nazionale ai sensi del comma 34»;
d) all’ultimo periodo, le parole: «Piano sanitario nazionale» sono sostituite dalle seguenti: «comma 34».
560. A decorrere dall’anno 2015, fermo restando il
livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui
concorre ordinariamente lo Stato, gli importi previsti:
a) dalla legge 31 marzo 1980, n. 126, in materia di
«Indirizzo alle Regioni in materia di provvidenza in favore
degli hanseniani e loro familiari»;
b) dalla legge 27 ottobre 1993, n. 433, in materia di
«Rivalutazione del sussidio a favore degli hanseniani e loro
familiari»;
c) dalla legge 5 giugno 1990, n. 135, in materia di
«Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la
lotta contro l’Aids»;
d) dall’articolo 3 della legge 14 ottobre 1999, n. 362,
recante: «Disposizioni urgenti in materia sanitaria»;
e) dall’articolo 5, comma 16, del decreto legislativo
16 luglio 2012, n. 109, in materia di «Attuazione della
direttiva 2009/52/Ce che introduce norme minime relative
a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di
lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno
è irregolare», confluiscono nella quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale, di cui all’articolo 26 del
decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, e sono ripartiti tra
secondo i criteri e le modalità previsti dalla legislazione
vigente in materia di costi standard, fermo restando per gli
interventi di prevenzione e cura della fibrosi cistica il
criterio già adottato di riparto in base alla consistenza
numerica dei pazienti assistiti nelle singole Regioni, alla
popolazione residente, nonché alle documentate funzioni
dei centri ivi istituiti, tenuto conto delle attività specifiche
di prevenzione, cura e, dove attuata e attuabile, di ricerca.
Conseguentemente, l’articolo 10, comma 4, della legge 23
dicembre 1993, n. 548, è abrogato e non si applicano i
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561. A decorrere dall’anno 2015, fermo restando il
livello di finanziamento ordinario del Servizio sanitario
nazionale cui concorre ordinariamente lo Stato, i seguenti
a) importo destinato all’assegnazione delle borse di
studio ai medici di medicina generale che partecipano ai
corsi di formazione specifica, di cui all’articolo 3 del decreto-legge 30 maggio 1994, n. 325, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 467, pari a 38,735
b) importo destinato all’assistenza sanitaria per gli
stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale, di cui
all’articolo 35, comma 6, del testo unico di cui al decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, pari a 30,990 milioni di
c) importo destinato alla riqualificazione dell’assistenza sanitaria e dell’attività libero-professionale, di cui all’articolo 28, comma 8, della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
per un valore massimo di 41,317 milioni di euro, sono
ripartiti annualmente all’atto della ripartizione delle somme spettanti alle Regioni e alle Province autonome di
Trento e di Bolzano a titolo di finanziamento della quota
indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale, secondo i criteri definiti nell’ultima proposta di riparto sulla
quale è stata sancita l’intesa della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, operando, laddove disponibili,
gli aggiornamenti dei dati presi a riferimento.
562. A decorrere dall’anno 2015, i riparti dei seguenti
importi devono tenere conto di eventuali modifiche dei
relativi criteri, condivisi nell’ambito del Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria di cui all’allegato A al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1˚
aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del
30 maggio 2008, approvati dalla Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano:
a) importo destinato al finanziamento del trasferimento al Servizio sanitario nazionale della sanità penitenziaria,
in applicazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 22
giugno 1999, n. 230, come rideterminato dall’articolo 1,
comma 513, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, pari a
6,680 milioni di euro;
b) importo destinato al finanziamento delle funzioni
trasferite al Servizio sanitario nazionale in applicazione del
riordino della medicina penitenziaria, di cui all’articolo 2,
comma 283, lettera c), della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
c) importo destinato al finanziamento degli oneri
previsti per il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, di cui all’articolo 3-ter del decreto-legge 22
dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla
legge 17 febbraio 2012, n. 9.
563. Le disposizioni di cui ai commi 560, 561 e 562 si
applicano anche ai riparti per l’anno 2014, qualora non
perfezionati alla data di entrata in vigore della presente
564. Dopo il comma 1 dell’articolo 25 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, è inserito il seguente:
«1-bis. Le Regioni e le Province autonome di Trento e
di Bolzano devono garantire una programmabilità degli
investimenti da effettuare nel proprio ambito territoriale,
attraverso la predisposizione di piani annuali di investimento accompagnati da un’adeguata analisi dei fabbisogni e
della relativa sostenibilità economico-finanziaria complessiva, da attuare anche in sede di predisposizione del previsto
piano dei flussi di cassa prospettici di cui al comma 2».
565. Per l’avvio della realizzazione dei flussi informativi
per il monitoraggio delle prestazioni erogate nell’ambito
dell’assistenza primaria di cui all’articolo 5, commi 11, 18 e
22, del Patto per la salute, è autorizzata la spesa di 2
milioni di euro per l’anno 2015, nello stato di previsione
566. Ferme restando le competenze dei laureati in
Medicina e chirurgia in materia di atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, con accordo
tra Governo e Regioni, previa concertazione con le rappresentanze scientifiche, professionali e sindacali dei profili
sanitari interessati, sono definiti i ruoli, le competenze, le
relazioni professionali e le responsabilità individuali e di
équipe su compiti, funzioni e obiettivi delle professioni
sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione, anche attraverso percorsi formativi complementari. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
567. Dopo il comma 7 dell’articolo 3-bis del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è inserito il seguente:
«7-bis. L’accertamento da parte della Regione del mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali
costituisce per il direttore generale grave inadempimento
contrattuale e comporta la decadenza automatica dello
568. La verifica del conseguimento, da parte dei direttori generali, degli obiettivi di salute e assistenziali di cui
all’articolo 3-bis, comma 7-bis, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, introdotto dal comma 567 del
presente articolo, costituisce adempimento ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale ai fini e per gli effetti dell’articolo 2, comma 68, lettera
c), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e dell’articolo 15,
comma 24, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed è
effettuata nell’ambito del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea di cui all’articolo 9 dell’intesa 23
marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i
Trento e di Bolzano, pubblicata nel supplemento ordinario
n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
569. La nomina a commissario ad acta per la predisposizione, l’adozione o l’attuazione del piano di rientro dal
disavanzo del settore sanitario, effettuata ai sensi dell’articolo 2, commi 79, 83 e 84, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, e successive modificazioni, è incompatibile con
l’affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso la Regione soggetta a commissariamento. Il
commissario deve possedere un curriculum che evidenzi
qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di
gestione sanitaria anche in base ai risultati in precedenza
conseguiti. La disciplina di cui al presente comma si applica
alle nomine effettuate, a qualunque titolo, successivamente
alla data di entrata in vigore della presente legge. Conseguentemente, all’articolo 2 della legge n. 191 del 2009
a) al comma 79, alinea:
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ne» sono sostituite dalla seguente: «un»;
2) al quarto periodo, le parole: «presidente quale» sono
b) al secondo periodo dell’alinea del comma 83, le
parole: «il presidente della Regione o un altro soggetto»
sono sostituite dalla seguente: «un»;
c) al comma 84, le parole: «presidente della Regione,
nominato» sono soppresse e le parole: «ai sensi dei commi
79 o 83,» sono sostituite dalle seguenti: «, a qualunque
titolo nominato,»;
d) il comma 84-bis è sostituito dal seguente: «84-bis.
In caso di impedimento del presidente della Regione nominato commissario ad acta, il Consiglio dei ministri nomina
un commissario ad acta, al quale spettano i poteri indicati
nel terzo e nel quarto periodo del comma 83, fino alla
cessazione della causa di impedimento».
570. Le disposizioni di cui al comma 569 del presente
articolo si applicano anche ai commissariamenti disposti ai
sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222, e successive modificazioni.
571. All’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge
29 novembre 2007, n. 222, e successive modificazioni,
a) dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «I
subcommissari svolgono attività a supporto dell’azione del
commissario, essendo il loro mandato vincolato alla realizzazione di alcuni o di tutti gli obiettivi affidati al commissario con il mandato commissariale»;
b) al quarto periodo, dopo la parola: «commissario»
sono inserite le seguenti: «e dei subcommissari».
572. Dopo il comma 81 dell’articolo 2 della legge 23
dicembre 2009, n. 191, sono inseriti i seguenti:
«81-bis. Il commissario ad acta, a qualsiasi titolo nominato, qualora, in sede di verifica annuale ai sensi del comma
81, riscontri il mancato raggiungimento degli obiettivi del
piano di rientro, come specificati nei singoli contratti dei
direttori generali, propone, con provvedimento motivato,
la decadenza degli stessi e dei direttori amministrativi e
sanitari degli enti del servizio sanitario regionale, in applicazione dell’articolo 3-bis, comma 7, del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502.
81-ter. Le disposizioni del comma 81-bis si applicano
anche ai commissariamenti disposti ai sensi dell’articolo 4,
comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007,
n. 222, e successive modificazioni».
573. All’articolo 1, comma 796, lettera b), ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: «Il
ministero della Salute, di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze» sono sostituite dalle seguenti: «Il
ministero della Salute, anche avvalendosi del supporto
tecnico-operativo dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari Regionali, di concerto con il ministero dell’Economia e
574. All’articolo 3-ter, comma 3, del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, il primo periodo è sostituito dal
seguente: «Il collegio sindacale dura in carica tre anni ed è
composto da tre membri, di cui uno designato dal presidente della giunta regionale, uno dal ministro dell’Economia e delle finanze e uno dal ministro della Salute.».
575. I requisiti per la nomina dei componenti dei collegi
sindacali, di cui al comma 574, che devono garantire elevati
standard di qualificazione professionale, sono definiti, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del ministro della Salute,
previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
Trento e di Bolzano, fermo restando, relativamente al
componente designato dal ministro dell’Economia e delle
finanze, quanto previsto dall’articolo 10, comma 19, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Fino all’adozione
del predetto decreto, si applicano i requisiti previsti dalla
576. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano provvedono ad adottare le disposizioni applicative
della normativa di riordino degli Istituti zooprofilattici sperimentali di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106, entro tre mesi dalla data di
577. In caso di mancato rispetto del termine di cui al
comma 576, il ministro della Salute provvede alla nomina
del commissario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale.
578. Il commissario, nominato ai sensi del comma 577
del presente articolo, svolge le funzioni previste dall’articolo 11, commi 2 e 5, del decreto legislativo 28 giugno 2012,
n. 106, nelle more dell’emanazione dei provvedimenti regionali di cui al comma 576 del presente articolo.
579. Le Regioni e le Province autonome provvedono
alla costituzione dei nuovi organi degli Istituti zooprofilattici sperimentali entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
delle leggi regionali di cui all’articolo 10, comma 1, del
decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106.
580. In sede di prima applicazione delle leggi regionali,
in caso di mancato rispetto del termine di cui al comma
579, si applicano le disposizioni dei commi 577 e 578.
581. Al commissario, nominato ai sensi del comma 577
del presente articolo, si applica lo stesso trattamento
giuridico-economico spettante al direttore generale, ai
sensi dell’articolo 11, comma 9, del decreto legislativo 28
giugno 2012, n. 106.
582. Dopo il comma 4 dell’articolo 7-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, sono inseriti i seguenti:
«4-bis. L’articolazione delle aree dipartimentali nelle
strutture organizzative di cui al comma 2 rappresenta il
livello di organizzazione che le Regioni assicurano per
garantire l’esercizio delle funzioni comprese nei livelli essenziali di assistenza, nonché l’osservanza degli obblighi
previsti dall’ordinamento dell’Unione europea.
4-ter. Le Regioni assicurano che le strutture organizzative di cui alle lettere b), d), e) ed f) del comma 2 siano
dotate di personale adeguato, per numero e qualifica, a
garantire le finalità di cui al comma 4-bis, nonché l’adempimento degli obblighi derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea in materia di controlli ufficiali, previsti dal
4-quater. Le strutture organizzative di cui al comma 2
sono possibilmente individuate quali strutture complesse».
All’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma in materia di personale si provvede nel rispetto dei
vincoli di spesa previsti dalla legislazione vigente e, per le
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quelli fissati in materia da tali piani nonché dei vigenti
parametri standard per la definizione delle strutture complesse e semplici.
583. Al quinto periodo del comma 174 dell’articolo 1
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, le parole: «del secondo anno successivo a quello in
corso,» sono sostituite dalle seguenti: «dell’anno successivo a quello di verifica,».
584. All’articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111, e successive modificazioni, sono apportate le
a) al comma 3, le parole: «degli anni 2013, 2014 e
2015» sono sostituite dalle seguenti: «degli anni dal 2013 al
2020»;
«3-bis. Alla verifica dell’effettivo conseguimento degli
obiettivi di cui al comma 3 del presente articolo si provvede con le modalità previste dall’articolo 2, comma 73, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191. La Regione è giudicata
adempiente ove sia accertato l’effettivo conseguimento di
tali obiettivi. In caso contrario, per gli anni dal 2013 al
2019, la Regione è considerata adempiente ove abbia
raggiunto l’equilibrio economico e abbia attuato, negli anni
dal 2015 al 2019, un percorso di graduale riduzione della
spesa di personale fino al totale conseguimento nell’anno
2020 degli obiettivi previsti all’articolo 2, commi 71 e 72,
della citata legge n. 191 del 2009».
585. All’articolo 11, comma 1, primo periodo, del
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, le
parole da: «Entro il 30 giugno 2013» fino a: «Prontuario
farmaceutico nazionale» sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 31 dicembre 2015 l’Aifa, sulla base delle valutazioni
della Commissione consultiva tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso, provvede a una revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale sulla base
del criterio costo-beneficio ed efficacia terapeutica, prevedendo anche dei prezzi di riferimento per categorie terapeutiche omogenee».
586. Con decreto del ministro della Salute, previa
Bolzano, sono definite le modalità per l’attivazione, senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di una rete
di comunicazione dedicata alla dispositivo-vigilanza che
consenta lo scambio tempestivo e capillare delle informazioni riguardanti incidenti che coinvolgono dispositivi medici. Con il medesimo decreto sono determinati, nell’ambito
del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) i contenuti
informativi e le modalità di interscambio dei dati del sistema informativo a supporto della rete nazionale per la
dispositivo-vigilanza.
587. In attuazione delle disposizioni contenute nella
direttiva 2011/24/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, e per promuovere il razionale uso
dei dispositivi medici sulla base del principio costo-efficacia, il ministero della Salute, avvalendosi dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e dell’Agenzia
italiana del farmaco (Aifa), per gli aspetti di relativa competenza, al fine di garantire l’azione coordinata dei livelli
nazionale, regionali e delle aziende accreditate del Servizio
sanitario nazionale per il governo dei consumi dei dispositivi medici, a tutela dell’unitarietà del sistema, della sicurezza
nell’uso della tecnologia e della salute dei cittadini, con
proprio decreto, provvede, senza nuovi o maggiori oneri
per la finanza pubblica, a:
a) definire, attraverso l’istituzione di una Cabina di
regìa, con il coinvolgimento delle Regioni, dell’Agenas e
dell’Aifa, sentiti i rappresentanti dei pazienti, dei cittadini e
dell’industria, anche in conformità alle indicazioni del Piano
sanitario nazionale, le priorità ai fini assistenziali;
b) individuare, per la predisposizione dei capitolati di
gara, i requisiti indispensabili per l’acquisizione dei dispositivi medici a livello nazionale, regionale, intra-regionale o
aziendale, e indicare gli elementi per la classificazione dei
dispositivi medici in categorie omogenee, garantendo, al
fine delle esigenze terapeutiche, più tipologie per i presìdi
utilizzati per la terapia domiciliare delle patologie croniche
adattabili ai diversi tipi di pazienti, fatto salvo il principio
della valutazione costo-efficacia, e per l’individuazione dei
prezzi di riferimento;
c) istituire una rete nazionale, coordinata dall’Agenas,
di collaborazione tra le Regioni per la definizione e per
l’utilizzo di strumenti per il governo dei dispositivi medici e
per Health Technology Assessment (Hta), denominato
«Programma nazionale di Hta dei dispositivi medici».
588. Per garantire un equo e omogeneo accesso dei
pazienti a tutti i medicinali, con particolare riguardo ai
medicinali innovativi o di eccezionale rilevanza terapeutica,
l’Aifa predispone, a supporto del ministero della Salute e
delle Regioni, valutazioni di Hta volte a caratterizzare e
individuare i percorsi farmaco-terapeutici in grado di garantire l’impiego efficiente e costo-efficace delle risorse disponibili. La funzione di cui al primo periodo si inserisce
nell’ambito delle attività previste ai fini dell’attuazione della
direttiva 2011/24/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, attraverso il Network permanente
per l’Health Technology Assessment (Hta Network), anche, per quanto concerne i medicinali, nel perseguimento
degli obiettivi previsti dalla medesima direttiva, a supporto
della Cabina di regìa istituita presso il ministero della
Salute e delle indicazioni del Piano sanitario nazionale. Le
valutazioni nazionali di Hta sui medicinali forniscono informazioni trasparenti e trasferibili ai contesti assistenziali
regionali e locali sull’efficacia comparativa dei medicinali e
sulle successive ricadute in termini di costo-efficacia nella
pratica clinica, prima dell’immissione in commercio, durante la commercializzazione e l’intero ciclo di vita del medicinale. Agli esiti di quanto previsto dal presente comma,
l’Aifa, in collaborazione con le Regioni, coordina le valutazioni dei diversi percorsi diagnostico-terapeutici localmente sviluppati, al fine di garantire l’accesso e l’uso appropriato dei medicinali. Tali valutazioni, anche integrate con i dati
di utilizzo e di spesa dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, nonché di quelli raccolti attraverso i
registri di monitoraggio dell’Aifa, sono utilizzate nell’iter
istruttorio delle procedure di rivalutazione di prezzo o di
rimborsabilità dei medicinali. L’Aifa provvede agli adempimenti di cui al presente comma nell’ambito delle risorse
vigente. Le Regioni, senza nuovi o maggiori oneri, si dotano, compatibilmente e nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, di un
presidio di Hta a supporto della valutazione di Hta.
L’articolo 11, comma 17, del decreto-legge 24
legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, è
590. Al fine di assicurare maggiori entrate, le tariffe a
carico delle aziende titolari per il rilascio dei provvedimenti
di rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio
dei medicinali omeopatici di cui all’articolo 20 del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e successive modificazioni, comprese quelle relative ai procedimenti di rinnovo
non ancora conclusi alla data di entrata in vigore della
presente legge, sono fissate in 800 euro per i medicinali
unitari, indipendentemente dalle diluizioni e dalla forma
farmaceutica, e in 1.200 euro per i medicinali complessi,
indipendentemente dal numero dei componenti e dalla
forma farmaceutica. Entro il 31 marzo 2015, l’Aifa individua
con proprio provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, la documentazione necessaria per il rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei medicinali di
cui al primo periodo secondo modalità semplificate, tenuto
conto che la documentazione di cui al modulo 4 della parte
III dell’allegato I, con riferimento ai medicinali omeopatici,
e all’articolo 17, comma 2, lettera c), con riferimento alla
dimostrazione dell’uso omeopatico del ceppo, del citato
decreto legislativo n. 219 del 2006, e successive modificazioni, è presentata mediante autocertificazioni. Dalla pubblicazione del provvedimento dell’Aifa di cui al secondo
periodo nella Gazzetta Ufficiale, le aziende titolari provvedono alla presentazione delle domande di rinnovo entro e
non oltre il 30 giugno 2017. Il termine di cui all’articolo 6,
comma 8-undecies, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n.
300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2007, n. 17, è prorogato al 31 dicembre 2018.
591. Al fine della razionalizzazione e del contenimento
della spesa farmaceutica, con decreto del ministro della
Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e delle
finanze, sentito il Consiglio superiore di sanità, previo
parere delle competenti Commissioni parlamentari, sulla
base di una proposta elaborata d’intesa con l’Aifa e con la
Federazione nazionale degli ordini dei medici-chirurghi e
degli odontoiatri, nel rispetto dei princìpi e delle disposizioni europei e compatibilmente con le esigenze terapeutiche, sono individuate le modalità per la produzione e la
distribuzione in ambito ospedaliero, in via sperimentale
per un biennio, di medicinali in forma monodose. Con il
medesimo decreto è fissato il periodo in cui è comunque
ammessa la prosecuzione della produzione e della commercializzazione delle confezioni pluridose e sono stabilite
le modalità per il monitoraggio degli obiettivi finanziari
592. Dall’attuazione del comma 591 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
593. Per gli anni 2015 e 2016 nello stato di previsione
del ministero della Salute è istituito un fondo per il concorso al rimborso alle Regioni per l’acquisto dei medicinali
innovativi. Il fondo finalizzato al predetto rimborso è alimentato da:
a) un contributo statale alla diffusione dei predetti
medicinali innovativi per 100 milioni di euro per l’anno
b) una quota delle risorse destinate alla realizzazione
di specifici obiettivi del Piano sanitario nazionale, ai sensi
dell’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, pari a 400 milioni di euro per l’anno 2015 e 500
milioni di euro per l’anno 2016.
594. Le somme del fondo di cui al comma 593 sono
versate in favore delle Regioni in proporzione alla spesa
sostenuta dalle Regioni medesime per l'acquisto dei medicinali innovativi di cui al comma 593, secondo le modalità
individuate con apposito decreto del ministro della Salute,
595. All’articolo 5, comma 3, lettera a), del decreto-legge 1˚ ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «. Se il fatturato derivante dalla commercializzazione di un farmaco innovativo è superiore a
300.000.000 di euro, la quota dello sforamento imputabile
al superamento del fondo aggiuntivo di cui al comma 2,
lettera a), resta, in misura pari al 20 per cento, a carico
dell’azienda titolare di Aic relativa al medesimo farmaco, e
il restante 80 per cento è ripartito, ai fini del ripiano, al
lordo Iva, tra tutte le aziende titolari di Aic in proporzione
dei rispettivi fatturati relativi ai medicinali non innovativi
coperti da brevetto».
596. Il Comitato paritetico permanente per la verifica
dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza di cui all’articolo 9 dell’intesa del 23 marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105
del 7 maggio 2005, monitora, a decorrere dal 2015, gli
effetti di contenimento della spesa sanitaria territoriale e
ospedaliera dovuti alla diffusione dei medicinali di cui al
comma 593 e al conseguente minore ricorso da parte degli
assistiti ai protocolli terapeutici e alle cure erogate prima
della predetta diffusione dei medicinali innovativi.
597. Il ministero dell’Economia e delle finanze è autorizzato a effettuare le necessarie variazioni di bilancio con
riferimento alle risorse di cui al comma 593, lettera b).
598. Agli oneri derivanti dal comma 593, lettera a), pari
a 100 milioni di euro per l’anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5,
del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito,
599. Al fine di potenziare le misure di sorveglianza e di
contrasto delle malattie infettive e diffusive nel territorio
nazionale e di rafforzare i livelli di controllo di profilassi
internazionale per salvaguardare la collettività da rischi per
la salute, il ministero della Salute è autorizzato a dotarsi degli
strumenti e delle risorse sanitarie necessari a potenziare le
attività di prevenzione e di contrasto delle malattie infettive
e diffusive nel territorio nazionale, anche mediante l’acquisto di idonei dispositivi medici e presìdi medico-chirurgici e
la predisposizione di spazi adeguatamente allestiti per fronteggiare le emergenze sanitarie nonché l’adeguamento delle
conoscenze e la formazione del personale medico e paramedico destinato a fronteggiare la terapia e la diagnosi delle
malattie infettive e diffusive di cui alle attuali emergenze
sanitarie, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. A tale fine è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per il
2015 e di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2016. Sono autorizzate, anche in deroga alle norme vigenti,
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personale medico o paramedico che intenda prestare la
propria opera nei Paesi del continente africano attualmente
interessati dal fenomeno del virus Ebola.
600. Al fine di garantire l’avvio delle attività nell’unità
per alto isolamento dell’Istituto nazionale per le malattie
infettive «Lazzaro Spallanzani» di Roma, costituita per fare
fronte a situazioni di emergenza biologica a livello nazionale e internazionale, è autorizzato l’incremento del fondo di
cui all’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, mediante un contributo straordinario in conto capitale di 2 milioni di euro per l’anno 2015 e di un milione di euro per
ciascuno degli anni 2016 e 2017. Ai fini della concessione
del predetto contributo, l’Istituto nazionale per le malattie
infettive «Lazzaro Spallanzani», entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, presenta al
ministero della Salute il piano di sviluppo dell’unità di alto
isolamento. Il contributo è erogato previa approvazione
del predetto piano da parte della sezione ricerca del
Comitato tecnico-sanitario del ministero della Salute.
601. All’articolo 27, comma 7, del decreto legislativo 6
maggio 2011, n. 68, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
«A decorrere dall’anno 2015 i pesi sono definiti con decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro
dell’Economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base dei
criteri previsti dall’articolo 1, comma 34, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, tenendo conto, nella ripartizione
del costo e del fabbisogno sanitario standard regionale, del
percorso di miglioramento per il raggiungimento degli standard di qualità, la cui misurazione si può avvalere del
sistema di valutazione di cui all’articolo 30 del presente
decreto. Qualora non venga raggiunta l’intesa entro il 30
aprile 2015, per l’anno 2015 continuano ad applicarsi i pesi
di cui al primo periodo del presente comma».
602. Al fine di consentire la prosecuzione delle attività
di ricerca, assistenza e cura dei malati oncologici, mediante
l’erogazione della terapia innovativa salvavita denominata
«adroterapia» è autorizzato un contributo fino a 15 milioni
di euro per l’anno 2015, a 10 milioni di euro per l’anno
2016 e a 5 milioni di euro per l’anno 2017, a favore del
Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao), a valere sulle risorse di cui all’articolo 20 della legge 11 marzo
1988, n. 67, e successive modificazioni. Ai fini della concessione del predetto contributo, il Cnao presenta al ministero della Salute, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, il piano degli investimenti in
conto capitale da effettuare per il perseguimento degli
scopi istituzionali del Centro, nonché la relazione, asseverata dal Collegio dei revisori dei conti, di quelli già effettuati
per i medesimi scopi. Il contributo è erogato previa approvazione del predetto piano e della predetta relazione da
parte del ministero della Salute, con separata indicazione
degli investimenti già eseguiti e di quelli da eseguire. Per gli
investimenti da eseguire l’erogazione delle somme è effettuata per stati di avanzamento lavori.
603. Al fine di garantire il perseguimento delle finalità di
cui al comma 602, la composizione del Consiglio di indirizzo del Cnao è integrata con un membro nominato dal
ministro della Salute, la cui partecipazione al Consiglio non
dà luogo all’attribuzione di indennità o a compensi comun-
que denominati. Lo statuto del Cnao è conseguentemente
adeguato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
604. In relazione alla grave situazione economico-finanziaria e sanitaria determinatasi nella Regione Molise, al fine
di ricondurre la gestione nell’ambito dell’ordinata programmazione sanitaria e finanziaria anche al fine di ricondurre i
tempi di pagamento al rispetto della normativa dell’Unione
europea, è autorizzata per l’anno 2015 la spesa fino a un
massimo di 40 milioni di euro in favore della Regione
stessa, subordinatamente alla sottoscrizione dello specifico
Accordo tra lo Stato e le Regioni concernente l’intervento
straordinario per l’emergenza economico-finanziaria del
servizio sanitario della Regione Molise e per il riassetto
della gestione del servizio sanitario regionale.
605. L’erogazione della somma di cui al comma 604 è
condizionata all’effettiva attuazione dell’Accordo di cui al
citato comma 604, la cui verifica è demandata in sede
congiunta al Comitato permanente per l’erogazione dei
Lea e al Tavolo di verifica degli adempimenti, di cui agli
articoli 9 e 12 dell’intesa del 23 marzo 2005, sancita dalla
606. All’articolo 3, comma 7, del decreto-legge 8 aprile
2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
giugno 2013, n. 64, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«A decorrere dall’anno 2015 la predetta percentuale è
rideterminata al valore del 95 per cento e la restante
quota deve essere erogata al servizio sanitario regionale
entro il 31 marzo dell’anno successivo».
607. Al fine di agevolare la prosecuzione dell’investimento straniero nell’Istituto mediterraneo per i trapianti e
terapie ad alta specializzazione di Palermo (Ismett), in
considerazione dell’elevata specializzazione maturata dall’Ismett nelle attività di trapianto e cura delle insufficienze
terminali di organi vitali e del rilievo assunto in ambito
nazionale, così come attestato dal riconoscimento del
carattere scientifico dell’Ismett, la Regione siciliana, sottoposta ai programmi operativi di prosecuzione del piano di
rientro dal deficit sanitario, sottoscritto ai sensi dell’articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è
autorizzata fino al 31 dicembre 2017 a incrementare la
valorizzazione tariffaria dell’attività sanitaria del predetto
Istituto, in deroga a quanto previsto dall’articolo 15, comma 17, secondo periodo, del decreto- legge 6 luglio 2012,
2012, n. 135, e la valorizzazione delle funzioni del medesimo Ismett, in deroga a quanto previsto dall’articolo 15,
comma 13, lettera g), del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 135, per garantire il riconoscimento della maggiore complessità gestita dall’Ismett. La Regione assicura il
conseguimento degli obiettivi finanziari relativi al settore
sanitario su altre aree della spesa sanitaria. Tale autorizzazione opera anche con riferimento agli anni 2013 e 2014.
608. La Regione siciliana, assicura, nell’ambito dei programmi operativi di cui al comma 607, l’approvazione di un
programma triennale di riorganizzazione ed efficientamento dell’Ismett, da attuare a decorrere dal 30 giugno 2015,
monitorato dai tavoli di cui agli articoli 9 e 12 dell’intesa
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Stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione
annua è demandata alla Legge di stabilità
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INISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
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INISTERO DELLA GIUSTIZIA
in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza:
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al trattamento socio-sanitario, al recupero e al successivo reinserimento
dei tossicodipendenti detenuti (1.1 - cap. 1768)
INISTERO DELL’INTERNO
in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza:
attività di prevenzione e repressione del
traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (3.3 - capp. 2668, 2815)
Riordino della disciplina in materia
sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421:
Fondo per il finanziamento di attività ricerca (2.1 cap. 3392)
INISTERO DELLA
INISTERO DELLA SALUTE
Finanziamento degli interventi in materia di
animali di affezione e per la prevenzione del randagismo:
per la prevenzione del randagismo (1.2 - cap. 5340)
della Croce rossa italiana (articolo 70 della legge n. 833 del 1978): Contributo alla Croce rossa italiana (1.7 - cap. 3453)
Riordinamento dell’Istituto superiore
di sanità a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre
1992, n. 421:
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sanità e legge n. 219 del 2005: Nuova disciplina delle attività trasfusionali
e della produzione nazionale degli emoderivati, art. 12, comma 6 Compiti del centro nazionale sangue (1.7 - cap. 3443)
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del 2001: Interventi per il ripiano dei disavanzi del Servizio sanitario
nazionale al 31 dicembre 1999, nonché per garantire la funzionalità dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali:
Contributo a favore dell’agenzia per i servizi sanitari
regionali (1.7 - cap. 3457)
del 2006: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il
contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché
interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale:
Fondo per le politiche della famiglia (17.3 - cap. 2102)
Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari
opportunità (17.4 - cap. 2108/p)
del 2013: Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto
della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di
commissariamento delle Province:
bis, comma 1: Incremento del fondo per le politiche relative ai
diritti e alle pari opportunità al fine dell’assistenza e del sostegno alle
donne vittime di violenza (17.4 - cap. 2108/P)
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INISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Legge quadro per la realizzazione del sistema
integrato di interventi e servizi sociali:
Fondo da ripartire per le politiche sociali (4.5 - cap. 3671)
Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (4.5
- cap. 3527)
del 2006: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di
entrate e di contrasto all’evasione fiscale:
Fondo per le politiche giovanili (22.2 - cap. 2106)
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References: articolo 9
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 articolo 27
 articolo 27
 articolo 1
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in fine
 art. 12