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Timestamp: 2017-02-21 07:38:56+00:00

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Città di Pescara - Sito Ufficiale del Comune di Pescara - il comune: documentazione
martedì, 21 febbraio 2017 - ore 08:38
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Norme immigrazione
Regolamento per l'elezione del Consigliere Aggiunto nel Consiglio Comunale e della Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi nel Comune di Pescara Regolamento interno del funzionamento della consulta.
Titolo I : Organizzazione della Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi del Comune di Pescara REGOLAMENTO PER L'ELEZIONE DEL CONSIGLIERE AGGIUNTO NEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLA CONSULTA DELLE CITTADINE E DEI CITTADINI STRANIERI ED APOLIDI DEL COMUNE DI PESCARA
(Approvato con delibera di C.C. n.139 del 21.06.2004)
(modificato con delibera di C.C. n.223 del 25.10.2004- art.21bis pag.14)
Il presente regolamento disciplina - ai sensi dell'Art. 36/bis e36/ter dello statuto l'elezione di un "Consigliere Aggiunto" nel Consiglio Comunale e della "Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri".
1. Sono istituiti il "Consigliere Aggiunto nel consiglio comunale delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi" e la "Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi" organismi di rappresentanza e strumenti di partecipazione alla vita pubblica dei cittadini stranieri o apolidi che nel Comune di Pescara risultino residenti, di seguito denominati Consigliere Aggiunto e Consulta degli Stranieri.
2. Il Consigliere Aggiunto e la Consulta degli Stranieri sono eletti a suffragio universale con voto libero e segreto dai cittadini stranieri che provengano da Stati non appartenenti all’Unione Europea o apolidi, nel rispetto di quanto previsto dal presente Regolamento.
3. Il Consigliere Aggiunto e la Consulta degli Stranieri restano in carica per la durata del mandato del Sindaco.
4. Il Consigliere Aggiunto è membro di diritto della Consulta degli Stranieri.
1. La Consulta degli Stranieri dà attuazione ai principi d'uguaglianza, di pari dignità della popolazione e d'integrazione degli stranieri nel tessuto sociale ed economico del territorio comunale; promuove i diritti della donna e dell’uomo, la cultura multietnica, della pace e della democrazia e della libertà.
• favorisce l'incontro ed il dialogo fra portatori di differenti culture;
• è momento d'informazione, aggregazione e confronto per singoli e gruppi interessati alla realtà dell'immigrazione;
• favorisce i rapporti con le Amministrazioni pubbliche sui temi che riguardano la vita della comunità straniera per realizzare la piena integrazione dei cittadini stranieri ed apolidi nell'ambito della tutela dei diritti, dell'istruzione, della salute, dell'inserimento nel mondo del lavoro, della fruizione dei servizi
sociali e, negli stessi ambiti, raccoglie informazioni ed effettua ricerche sia direttamente, sia in collaborazione con l'Amministrazione stessa;
• assume iniziative per contrastare ogni forma di razzismo e di xenofobia o di isolamento etnico e sociale dei cittadini stranieri ed apolidi;
• si adopera per fornire informazioni utili ai cittadini stranieri ed apolidi, singoli ed associati, e per consentire l'effettivo esercizio di tutte le forme di partecipazione o di accesso ai documenti previsti dalla normativa vigente;
• presenta proposte al Consiglio Comunale ed alla Giunta dandone comunicazioni alla Presidenza del Consiglio Comunale. Il Presidente del Consiglio ne dà comunicazione al primo Consiglio utile.
2. La Consulta degli stranieri è organo consultivo del Consiglio Comunale e della Giunta. E’ altresì lo strumento attraverso il quale il Consiglio Comunale e la Giunta sono informati delle opinioni dei cittadini stranieri sulle questioni che riguardano l’Amministrazione comunale.
Sede e strumenti
1. Il Consigliere Aggiunto e la Consulta degli Stranieri hanno sede presso i locali messi a disposizione dal Comune di Pescara e si avvalgono del personale e delle attrezzature fornite dall’Amministrazione Comunale.
2. Il bilancio comunale dovrà prevedere un apposito capitolo di spesa per il funzionamento della onsulta
1. La Consulta è composta da 15 membri, compreso il Presidente, due Vice Presidenti, di cui uno Vicario e dal Consigliere Aggiunto. I 14 membri sono eletti in rappresentanza delle seguenti aree geografiche: Africa, Asia e Oceania, America, Europa non comunitaria ed Apolidi.
Competenze della Consulta degli stranieri
1. La Consulta degli Stranieri approva, a maggioranza dei componenti, le proposte e le richieste da sottoporre all’amministrazione comunale, che debbono essere a tale scopo inviate al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale.
2. Il Consiglio Comunale e la Giunta, in relazione alle rispettive competenze, sono tenuti ad esaminare la proposta entro un congruo termine.
3. La Consulta degli Stranieri esprime parere consultivo obbligatorio sulle proposte di deliberazione riguardanti le problematiche dell’immigrazione. A tal fine le proposte sono inviate alla Consulta degli Stranieri , che deve esprimersi entro 30 giorni, salvo casi di dichiarata urgenza.
Partecipazione alle attività del Comune del Consigliere Aggiunto
1. Il Consigliere Aggiunto partecipa alle sedute del Consiglio Comunale con facoltà di parola e di proposta su ogni provvedimento all'esame del Consiglio Comunale, ma senza diritto di voto; a tale scopo è inviata la convocazione del Consiglio Comunale con relativo ordine del giorno; al Consigliere Aggiunto è riservato un posto nell'emiciclo del Consiglio Comunale.
2 Per la partecipazione alle sedute del Consiglio comunale al Consigliere Aggiunto è corrisposto il gettone di presenza.
3. Il Consigliere Aggiunto, può partecipare alle sedute delle Commissioni Consiliari formalmente istituite senza gettone di presenza con gli stessi diritti del Consigliere Comunale non membro di commissione e senza delega.
4. Il Consigliere Aggiunto nell’esercizio del potere di iniziativa può formulare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno , emendamenti e proposte di delibera nelle forme e modalità previste dal regolamento del Consiglio Comunale.
5. Il Consigliere Aggiunto è organo di raccordo tra la Consulta degli Stranieri ed il Consiglio Comunale e rappresenta in Consiglio le istanze e le problematiche della Consulta.
1. Le sedute della Consulta dei cittadini stranieri ed apolidi sono pubbliche. L’ordine del giorno delle sedute è trasmesso al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed inserito in rete civica.
2. Alle riunioni della Consulta partecipano il Sindaco o suo delegato, il Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri Comunali nonché i Presidenti dei Consigli di Quartiere o loro delegati con diritto di parola previa autorizzazione del Presidente.
3. E' facoltà del Presidente invitare Dirigenti Comunali e/o rappresentanti di altri Enti alfine di contribuire alla discussione di particolari argomenti.
1. La Consulta approva un proprio regolamento che disciplini le modalità di convocazione della consulta stessa, il quorum per la validità delle sedute, le eventuali articolazioni della Consulta, i diritti e i doveri dei consiglieri, del Presidente, i criteri per la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, le procedure di voto, garantendo la piena partecipazione di tutti i Consiglieri stranieri.
2. Il Regolamento di cui al comma 1 non può in alcun modo contrastare con la Legge, con lo Statuto comunale, con il presente regolamento e con i principi generali ispiratori dell’azione amministrativa. Esso diventa efficace a seguito di verifica di legittimità da parte della Commissione Consiliare Permanente Statuto.
3. Le sedute della Consulta sono comunque valide se è presente la maggioranza dei membri e le decisioni sono assunte a maggioranza dei presenti.
1. La Consulta è insediata a seguito della convalida degli eletti e resta in carica fino al rinnovo.
2. La prima seduta della Consulta degli Stranieri è convocata dal Presidente del Consiglio Comunale che la presiede fino alla elezione del suo Presidente.
3. Il Sindaco, previa delibera del Consiglio Comunale, procede allo scioglimento della Consulta dei rappresentanti degli immigrati nel caso in cui metà dei membri risulti decaduta o dimissionaria e non sia possibile procedere alla surroga dei membri decaduti o dimissionari, oppure per gravi motivi.
4. Dopo tre riunioni consecutive della Consulta dichiarate deserte, il Presidente del Consiglio Comunale invita la Consulta stessa a riunirsi. Se la ulteriore seduta viene dichiarata deserta, il Sindaco provvede allo scioglimento della Consulta con le modalità di cui al precedente comma.
5. In caso di scioglimento di cui ai commi precedenti, le nuove elezioni dovranno svolgersi di norma entro i sei mesi successivi.
Elezione del Presidente della Consulta
1. Nella prima seduta i membri della Consulta eleggono, previa presentazione delle candidature nei termini previsti dal Regolamento con tre votazioni separate, a maggioranza di voti il Presidente, il Vice Presidente Vicario, ed un Vice Presidente tutti di diverse aree geografiche.
2. In caso di impedimento o assenza il Presidente è sostituito dal Vice Presidente Vicario ed in caso di impedimento o assenza di quest’ultimo, dall’altro Vice Presidente.
3. Nel caso di assenza, impedimento o vacanza anche dei Vice Presidenti, le funzioni di Presidente vengono svolte dal membro anziano di età.
4. Il Presidente rappresenta la Consulta, forma l’ordine del giorno in collaborazione con i due Vice Presidenti, convoca e presiede le riunioni, assicura il collegamento con gli organi istituzionali.
5. Il Consigliere Aggiunto, membro di diritto della Consulta non può ricoprire la carica di Presidente o di vice Presidente della Consulta.
1. Si considera decaduto il Consigliere che perda uno dei requisiti di cui all’articolo 14 el regolamento.
2. In caso di dimissioni, decadenza, decesso di un Consigliere si provvede alla sua sostituzione con il primo dei non eletti nella stessa lista.
3. Qualora la lista risulti esaurita, il posto resosi disponibile verrà assegnato al candidato non eletto, più votato, tra tutte le altre liste presentate, dando la precedenza in caso di parità alla lista meno rappresentata nella Consulta.
1. Il Sindaco provvede ad indire le elezioni entro sei (6) mesi dalla esecutività del presente regolamento.
DISPOSIZIONI PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIERE AGGIUNTO E DELLA CONSULTA DELLE CITTADINE E DEI CITTADINI STRANIERI ED APOLIDI
1. Alle elezioni del Consigliere Aggiunto e della Consulta degli stranieri possono partecipare i cittadini stranieri non comunitari e apolidi che, alla data di svolgimento delle operazioni elettorali, siano residenti nel territorio del Comune di Pescara, in possesso dei seguenti requisiti:
• cittadinanza di un paese straniero non appartenente all’Unione Europea o "status" di apolide
• aver compiuto diciotto anni d'età.
2. Non possono in ogni caso essere elettori coloro che sono in possesso, oltre che della cittadinanza di un paese straniero, anche della cittadinanza di uno Stato dell’Unione Europea.
3. L’esistenza dei requisiti richiesti è comprovata dall’esibizione:
a) del passaporto;
b) del permesso di soggiorno o della ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della domanda di rinnovo o della carta di soggiorno;
c) della carta d’identità italiana in corso di validità.
1. Sono eleggibili alla carica di Consigliere Aggiunto e di membri della Consulta degli stranieri coloro che sono residenti nel territorio della Repubblica Italiana e sono in possesso degli altri requisiti di cui all'art.13 comma 1 e che non si trovano nelle
condizioni di cui all’art. 13 comma 2;
2. La carica di consigliere Aggiunto del Comune di Pescara è incompatibile con la carica di consigliere di altri Enti Locali;
3. Non possono ricoprire l'ufficio di Consigliere Aggiunto coloro i quali si trovino in una delle condizioni ostative, ove compatibili, stabilite dalla legge o dallo statuto per la carica di Consigliere Comunale e delle Circoscrizioni.
1. Il Sindaco indice le elezioni con proprio atto, contestualmente individua i componenti della commissione elettorale e fissa i termini e le modalità di svolgimento della procedura elettorale.
2. Nello stesso atto determina:
• la data delle consultazioni;
• i seggi elettorali;
• l’orario di apertura e chiusura del seggio.
3. Dell’imminenza delle elezioni è data notizia con ogni mezzo idoneo.
Liste elettorali dei candidati per l'elezione della Consulta degli stranieri. 1. L'elezione dei membri della Consulta avviene sulla base di liste elettorali programmatiche;
1. L'elezione dei membri della Consulta avviene sulla base di liste elettorali programmatiche;
2. Ciascuna lista deve fare riferimento ad una delle seguenti aree geografiche:
• America e Oceania;
• Europa non U.E. - Apolidi.
3. I promotori di ogni lista, singoli o riuniti in comitato, debbono, al fine della presentazione delle candidature, raccogliere, almeno trenta e non più di sessanta firme di aventi diritto al voto. Ogni elettore può sottoscrivere una sola lista;
4. Nella formazione delle liste è garantita la presenza dei rappresentanti di entrambi i generi nella misura non inferiore al 20%;
5. Le liste devono essere presentate in Comune a pena di inammissibilità entro e non oltre il trentesimo giorno successivo alla data di indizione delle consultazioni;
6. Ogni lista deve comprendere un numero di candidati non inferiore a 3 e non superiore a 14;
7. Le liste, redatte anche in lingua italiana, devono necessariamente indicare:
• il simbolo e la denominazione della lista;
• l’area geografica di cui la lista è espressione;
• cognome, nome, luogo e data di nascita dei candidati e numero progressivo di lista.
8. Alle liste presentate è assegnato un numero corrispondente all’ordine di presentazione.
9. Ciascun candidato entro il termine previsto per la presentazione della lista deve rilasciare dichiarazione di accettazione della carica e dichiarazione sostitutiva relativa al punto 1 dell’art. 14.
Presentazione delle candidature per l'elezione del Consigliere Aggiunto
1. Le Candidature all'ufficio di Consigliere Aggiunto è presentata mediante deposito di almeno 50 e non più di 100 sottoscrizioni di firme di aventi diritto al voto. Ogni elettore può sottoscrivere una sola candidatura. Le candidature devono essere presentate in Comune a pena d'inammissibilità entro e non oltre il trentesimo giorno successivo alla data di indizione della consultazione.
2. Al candidato presentato è assegnato un numero corrispondente all’ordine di presentazione
3. Ciascun candidato entro il termine previsto per la presentazione della lista deve rilasciare dichiarazione di accettazione della carica e dichiarazione sostitutiva relativa al punto 1 dell’art. 14.
1. La Commissione Elettorale è formata dai seguenti membri:
• dal Sindaco, che presiede o suo delegato;
• dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale;
• dal Segretario Generale;
• dal Dirigente dei Servizi Demografici;
• dal Dirigente del Servizio Legale;
• decide sulla formazione delle liste degli aventi diritto al voto;
• verifica l’esistenza delle condizioni necessarie per la presentazione delle liste e delle candidature;
• procede ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive;
• risolve tutte le controversie insorte nello svolgimento della procedura elettorale;
• raccoglie i dati provenienti dai seggi;
• proclama gli eletti previa verifica della regolarità delle operazioni di scrutinio.
3. Le riunioni della Commissione Elettorale sono valide qualora sia presente la maggioranza dei componenti.
4. Le decisioni sono adottate a maggioranza dei voti.
5. Gli interessati possono ricorrere alla Commissione Elettorale, contro qualsiasi decisione, entro 10 giorni dalla avvenuta comunicazione. A fronte di ricorsi la Commissione Elettorale deve rendere formale risposta all'interessato entro 10 giorni dalla data in cui il ricorso perviene.
1. La scheda elettorale per l'elezione della Consulta degli stranieri reca i simboli delle liste e gli spazi necessari ad assegnare la preferenza al candidato prescelto; essa viene timbrata e siglata da un componente del seggio.
2. La scheda elettorale per l'elezione del Consigliere Aggiunto reca i nomi dei candidati; essa viene timbrata e siglata da un componente del seggio.
1. Il seggio elettorale si compone da un Presidente e da almeno due membri.
2. Per la validità delle operazioni è sufficiente che siano presenti almeno 2 componenti.
3. A ciascun seggio è ammesso un solo rappresentante per ogni lista presentata.
4. I componenti del seggio sono nominati con atto del Presidente della Commissione elettorale.
1. Le operazioni di voto per le elezioni dei membri della Consulta e del Consigliere aggiunto si svolgono nell'arco di un solo giorno.
2. Gli elettori debbono presentarsi al seggio muniti del passaporto oltre che al permesso di soggiorno o della carta di soggiorno.
3. Essi possono esprimere il voto di lista barrando il simbolo e un voto di preferenza scrivendo nello spazio preposto il nome, utilizzando le lettere dell’alfabeto italiano, e/o il numero corrispondente al candidato.
4. Nel caso in cui venga espresso il solo voto di lista esso si conteggia solo per la lista. Nel caso venga espresso il solo voto di preferenza esso vale anche per la lista.
5. Il voto per l'elezione del Consigliere aggiunto si esprime barrando il nome del candidato riportato sulla scheda.
6. La scheda è nulla se presenta segni di riconoscimento o non esprime in maniera univoca la volontà dell’elettore.
7. Lo scrutinio inizia subito dopo la chiusura dei seggi.
8. Le schede nulle e le schede bianche non vengono computate nel totale dei voti validi espressi.
9. A ciascuna lista spettano tanti seggi quanti sono i voti in proporzione riportati (tot.voti validi/tot seggi = voti lista/seggi lista). La parte numerica intera che si ottiene moltiplicando i voti di lista per i seggi disponibili e dividendo per il totale dei voti validi, indica il numero dei seggi spettanti in prima battuta ad ogni lista. Se i 14 seggi non sono assegnati tutti, i rimanenti vengono attribuiti alle liste che risultano avere i decimali maggiori, partendo dalle cifre più alte fino a concorrenza dei seggi rimasti. In caso di parità di decimali, acquista un seggio la lista che ha meno seggi già assegnati; se anche i seggi già assegnati sono pari guadagna il seggio rimasto la lista i cui candidati hanno riportato complessivamente il maggior numero di preferenze.
Art. 21 bis (1)
Operazioni di voto con sistema elettronico.
1. Le operazioni di voto possono svolgersi con il sistema elettronico. In tale caso non si applicano le disposizioni dettate dall’art. 19 e dall’art. 24 comma 1.
2. L’ordinanza del sindaco di cui all’art. 24, comma 2, indica le modalità di dettaglio che dovranno assicurare:
- La segretezza del voto
- L’anonimato dell’elettore
- L’unicità del voto
- La sicurezza nella gestione delle preferenze espresse
- La verificabilità dei risultati.
Rappresentanza delle aree geografiche nella Consulta
1. Al fine di assicurare ad ogni area geografica almeno un rappresentante nella Consulta, qualora a seguito del computo dei voti e della conseguente assegnazione del seggi una o più aree geografiche non venga affatto rappresentata in Consulta, pur avendo presentato una lista ed ottenuto uno o più voti validi, è comunque attribuito a ciascuna di esse un seggio dei 14 disponibili, attribuendolo alla lista che abbia riportato la più alta cifra elettorale.
2. In tal caso si procede all’assegnazione dei restanti seggi secondo quanto previsto all’articolo precedente sottraendo però ai voti validi i voti riportati da tale lista.
(1)modificato con delibera di C.C. n.223 del 25.10.2004)
1. La Commissione Elettorale effettuate le operazioni di scrutinio, provvede alla proclamazione degli eletti nella Consulta e del Consigliere Aggiunto
2. Sono eletti consiglieri, i candidati che risultano aver ottenuto il maggior numero di preferenze all’interno della lista fino a concorrenza dei seggi spettanti. In caso di parità di voti di preferenza il seggio spetta a chi precede nel progressivo di lista.
3 . E' eletto Consigliere Aggiunto il candidato che abbia ottenuto il maggior numero di preferenze.
Predisposizione delle istruzioni e disciplina di dettaglio
1. L'Ufficio Elettorale predispone le schede elettorali, la modulistica e apposite istruzioni da distribuire ai presidenti degli Uffici di sezione, contenenti le modalità operative dei singoli compiti previsti nel procedimento elettorale.
2. La disciplina di dettaglio per l'effettuazione dell’elezione della Consultazione degli stranieri è stabilita con ordinanza del Sindaco da emanarsi almeno entro 30 giorni prima della data delle consultazioni, in attuazione delle prescrizioni del presente regolamento e in osservanza dei principi della legislazione vigente.
3. Della disciplina applicabile si dà conto nelle istruzioni da distribuire ai Presidenti degli Uffici di Sezione.
1. L’estensione del diritto di voto, attivo e passivo, ai cittadini stranieri provenienti da paesi non appartenenti all’Unione Europea, alle elezioni amministrative del Comune di Pescara, fa decadere la Consulta dei cittadini stranieri ed il Consigliere Aggiunto previsto dal presente Regolamento.
REGOLAMENTO INTERNO del funzionamento della CONSULTA
ORGANIZZAZIONE DELLA CONSULTA DELLE CITTADINE E CITTADINI STRANIERI ED APOLIDI DEL COMUNE DI PESCARA
Capo I – Il Presidente, il Vice Presidente vicario , il Vice Presidente e il Collegio di Presidenza
1. Il presente regolamento disciplina l’organizzazione e il funzionamento della consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi del Comune di Pescara , di seguito denominato “Consulta”.
2. Questo regolamento è adottato in conformità alla legge, allo Statuto comunale e al Regolamento della Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi del Comune di Pescara, di seguito denominato “regolamento”.
(Presidente della Consulta)
1. Il Presidente, oltre alle funzioni attribuitegli dallo Statuto e dal regolamento:
- rappresenta la Consulta nei rapporti con enti ed istituzioni esterne;
- predispone, d’intesa con il Collegio di Presidenza, l’ordine del giorno degli argomenti da discutere nella seduta da convocare;
- convoca e presiede la Consulta , ne dirige i lavori, pone in votazione gli atti di competenza del Consulta e proclama il risultato;
2. Il Presidente è tenuto a riunire la Consulta in un termine non superiore al mese salvo causa di forza maggiore, quando lo richiedano cinque consiglieri, il Sindaco o il Presidente del Consiglio comunale, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste.
3. In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione della Consulta, previa diffida da parte del Presidente del Consiglio comunale entro 5 giorni, provvedono i Vicepresidenti.
(Decadenza del Presidente della Consulta)
1. Il Presidente decade a seguito dell’approvazione di una mozione di sfiducia proposta da almeno sette consiglieri e votata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri componenti, escluso il Presidente.
2. Qualora la mozione di cui al comma precedente sia respinta, non può esserne presentata una nuova nei successivi tre mesi. Se la mozione è approvata si procede nella seduta successiva da tenersi entro venticinque giorni, sotto la presidenza del Vicepresidente vicario, alla nomina del nuovo Presidente.
(Vicepresidenti della Consulta)
1. I Vicepresidenti coadiuvano il Presidente e lo sostituiscono in caso di vacanza, assenza o impedimento, con priorità del Vicepresidente vicario.
2. La Consulta può assegnare ai Vicepresidenti materie o programmi di attività non attribuiti alla competenza né del Presidente né dei Gruppi di lavoro.
3. I Vicepresidenti possono essere singolarmente revocati con le modalità previste dall’articolo precedente.
(Compiti e funzioni del Collegio di Presidenza)
1. Il Collegio di Presidenza è formato dal Presidente, dai Vicepresidenti e del consigliere aggiunto 2. Il Collegio di Presidenza: - cura la programmazione dei lavori della Consulta;
- assicura il coordinamento delle attività dei Gruppi di lavoro e del Consulta;
- collabora con il Presidente nella predisposizione dell’ordine del giorno;
- programma i tempi delle sedute del Consulta. - decide sulle competenze dei Gruppi di lavoro nei casi di difficoltà interpretative delle norme del presente Regolamento
Capo II - I Consiglieri
(Compiti del Consigliere)
1. Ogni consigliere ha diritto:
- di presentare proposte e richieste alla Consulta che il Presidente è tenuto a porre all’ordine del giorno;
- di intervenire nella discussione degli argomenti all’ordine del giorno e di chiedere sia messa a verbale la propria dichiarazione.
2. Ciascun consigliere è tenuto a partecipare alle sedute della Consulta. In caso di assenza occorre darne comunicazione al Presidente.
3. Nello svolgimento delle sedute della Consulta e dei Gruppi di lavoro i consiglieri collaborano con il Presidente e i Coordinatori per l’ordinato svolgimento dei lavori, ed evitano scrupolosamente ogni comportamento che possa ledere o limitare l’esercizio dei diritti degli altri consiglieri.
(Doveri dei Consiglieri)
1. Nell’espletamento dei propri compiti i consiglieri assicurano il rispetto della legge, ispirano le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura degli interessi e delle finalità per cui sono stati eletti.
2. Il comportamento dei consiglieri nell’esercizio delle proprie funzioni è improntato ai principi di imparzialità e di buona amministrazione.
3. I consiglieri non utilizzano e non divulgano, per fini privati, le informazioni di cui dispongono per l’espletamento del proprio mandato.
4. I consiglieri sono personalmente responsabili dell’utilizzo dei locali, dei beni e delle attrezzature messe a disposizione dal Comune per l’esercizio del loro mandato. Sono tenuti al rispetto dei vigenti regolamenti comunali che ne disciplinano l’uso. Art.8
1. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono indirizzate alla Consulta. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.
2. La Consulta , entro e non oltre dieci giorni, provvede alla surroga del consigliere dimissionario, secondo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo, con le modalità previste dal regolamento. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento della Consulta.
3. Dopo quattro assenze consecutive, senza giustificato motivo, il Presidente diffida il consigliere a presentare le cause giustificative e se quest’ultimo non provvede e l’assenza persiste per ulteriori due sedute consecutive il Consiglio lo dichiara decaduto.
1. Il consigliere deve astenersi dal partecipare alla discussione e alla votazione di decisioni del Consulta riguardanti:
- interessi propri ovvero di parenti o affini sino al quarto grado;
- casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta tra il contenuto delle decisioni e specifici interessi del consigliere o di parenti o affini fino al quarto grado.
Capo III – I Gruppi di lavoro
(Definizione dei Gruppi di lavoro)
1. La Consulta può istituire al suo interno Gruppi di lavoro permanenti o temporanei per l’analisi di specifiche materie o problematiche.
2. I Gruppi di lavoro sono composti da un numero minimo di tre consiglieri e sono nominati dalla Consulta.
(Funzioni dei Gruppi di lavoro)
1. I Gruppi di lavoro svolgono attività propositiva, istruttoria e di studio verso la Consulta, in particolare:
- elaborano proposte e richieste da sottoporre alla Consulta;
- possono esprimere pareri ed osservazioni sulle proposte di deliberazione del Consiglio comunale concernenti le problematiche dell’immigrazione.
(Composizione dei Gruppi di lavoro)
1. I Coordinatori dei Gruppi di lavoro sono nominati con votazioni separate dalla Consulta nel suo seno. 2. Il consigliere può far parte di più di un Gruppo di lavoro.
3. In caso di assenza, vacanza o impedimento il Coordinatore del Gruppo di lavoro è sostituito dal consigliere anziano.
(Partecipazione di soggetti esterni alle sedute dei Gruppi di lavoro)
1. Alle sedute dei Gruppi di lavoro sono tenuti a partecipare, se invitati, i dipendenti del Comune per riferire su materie o attività di loro competenza.
2. Possono essere invitati a partecipare alle sedute dei Gruppi di lavoro soggetti esterni, esponenti di Enti pubblici e privati, rappresentanti di Comitati Civici e di Associazioni del Volontariato sociale che lavorano sulle tematiche legate ai cittadini non comunitari.
3. L’invito di soggetti esterni ai Gruppi di lavoro viene di volta in volta stabilito dal Coordinatore, in accordo con il Gruppo.
(Partecipazione agli altri Gruppi di lavoro)
1. Il Presidente, i Vicepresidenti e ciascun consigliere possono partecipare alle sedute dei Gruppi di lavoro, anche diverse da quelle di cui sono componenti, esercitando tutti i diritti dei componenti del Gruppo di lavoro tranne quello di voto. Art. 15
(Convocazione e ordine del giorno dei Gruppi di lavoro)
1. Le riunioni dei Gruppi di lavoro sono convocate dal Coordinatore del Gruppo di lavoro stesso di propria iniziativa, su richiesta di metà dei componenti del Gruppo di lavoro o di cinque consiglieri.
2. La convocazione dei Gruppi di lavoro è comunicata ai componenti presso il domicilio eletto anche mediante telefax o con modalità concordate fra i membri stessi. 3. Salvo i casi di urgenza, la convocazione è comunicata non meno di quarantotto (48) ore prima della seduta. 4. In relazione alle esigenze dei lavori della Consulta , il Presidente può revocare le convocazioni dei Gruppi di lavoro.
(Validità delle sedute dei Gruppi di lavoro)
1. Per la validità delle sedute dei Gruppi di lavoro è richiesta la presenza di almeno la metà dei componenti del Gruppo stesso, tra i quali il Coordinatore o il suo sostituto. 2. La presenza del numero legale è accertata dal Coordinatore all’inizio della seduta e durante lo svolgimento della stessa. 3. Il Coordinatore regola le sedute ed i lavori del Gruppo , assicura la predisposizione degli atti utili alla discussione, li sottopone al parere del Collegio di Presidenza ai fini della iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio. 4. Il Coordinatore del Gruppo di lavoro segue l'andamento degli affari di competenza dello stesso con sommaria verbalizzazione scritta ove necessario, redatta dal segretario nominato fra i componenti del Gruppo stesso. Capo IV
Funzionamento del Consulta.
(Convocazione della Consulta)
1. La consulta è normalmente convocata in adunanza ordinaria. E' convocato d'urgenza quando sussistono motivi rilevanti e indilazionabili che rendono necessaria l'adunanza. Quando ne facciano richiesta i soggetti che ne hanno facoltà in base al presente regolamento, il Presidente convoca il Consulta entro venti (20) giorni dalla presentazione della richiesta stessa. 2. La convocazione della Consulta è fatta dal Presidente tramite avviso scritto comunicato a tutti i consiglieri almeno tre (3) giorni prima dell'adunanza. Tale avviso è consegnato presso il domicilio eletto dal consigliere; esso si considera regolarmente inoltrato anche tramite telefax o posta elettronica quando il consigliere abbia autorizzato questa modalità di comunicazione. L'eventuale ritardata comunicazione dell'avviso di convocazione è sanata quando il consigliere partecipa all'adunanza. 3. Nei casi d'urgenza, l'avviso deve essere comunicato almeno ventiquattro (24) ore prima della seduta. 4. L'avviso di convocazione contiene l'indicazione del giorno, dell'ora, della sede dell'adunanza. L'ordine del giorno della seduta fa parte integrante dell'avviso di convocazione. Art. 18
1. L'ordine del giorno contiene l'elenco degli argomenti da trattare nella seduta con l'eventuale indicazione dei termini di tempo che si prevede di dedicare a ciascun argomento. 2. Gli argomenti da trattare sono inseriti nell’ordine del giorno secondo queste precedenze: - approvazione dei verbali delle sedute precedenti;
- comunicazioni del Presidente, dei Vicepresidenti , del consigliere aggiunto e dei Coordinatori dei Gruppi di lavoro; - argomenti su cui la Consulta è chiamato a decidere;
- mozioni, interpellanze interrogazioni o delibere da sottoporre all’Amministrazione comunale.
(Variazioni dell’ordine del giorno)
1. La modifica dell’ordine della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno, il mutamento della durata prevista per la trattazione dei singoli argomenti, l’inserimento per motivi di urgenza all’ordine del giorno della seduta di argomenti sono decisi dal Presidente in apertura di seduta con il consenso del Collegio di Presidenza. In caso di mancato accordo la modifica o l’inversione dell’ordine del giorno può essere comunque richiesta alla Consulta e ivi posta in votazione. Essa risulterà approvata se votata a maggioranza dei presenti. 2. Ciascun consigliere può richiedere il rinvio di un argomento ad altra seduta. Sul rinvio la Consulta decide a maggioranza.
(Numero legale delle sedute e delle votazioni)
1. Trascorsi trenta minuti dall’ora fissata nella convocazione, il Presidente provvede all’apertura della seduta e verifica la presenza della maggioranza dei componenti per dichiarare aperta la seduta.
2. Ciascun consigliere può contestare la mancanza del numero legale.
3. Qualora venga meno il numero legale nel corso della seduta, il Presidente deve sospendere la seduta per un tempo non superiore ai venti minuti. Trascorso invano il periodo di sospensione il Presidente scioglie la seduta e gli argomenti in discussione vengono rinviati ad altra data.
4. I consiglieri che esprimono voto di astensione si computano nel numero dei presenti ai fini della verifica del numero legale. Art. 21
1. Le sedute della Consulta sono pubbliche, salvo i casi previsti dalla legge, dallo Statuto o dai Regolamenti. Di esse viene data adeguata informazione alla cittadinanza.
1 Svolge le funzioni di segretario della seduta un cittadino nominato dal presidente del consiglio comunale . Al segretario compete la verifica del numero legale ad inizio seduta o durante lo svolgimento dei lavori. La verifica del numero legale avviene per appello nominale. 2. Di ogni seduta si redige il processo verbale sommario ad opera del segretario, che deve contenere giorno, ora e luogo della seduta, ordine del giorno, i nominativi dei consiglieri presenti ed assenti, gli argomenti trattati, il numero dei voti resi per ogni argomento. 3. Copia del processo verbale è posta a disposizione dei consiglieri prima della seduta prevista per l’approvazione.
4. In apertura di ogni sessione il Presidente chiede ai presenti se vi sono osservazioni sul processo verbale. Se non vi sono osservazioni il verbale si intende approvato. Se vi sono osservazioni, il Presidente concede la parola, per non più di cinque minuti, ai consiglieri che chiedono di rettificare o integrare il verbale. Il verbale così come modificato viene sottoposto all’approvazione della Consulta .
(Trattazione degli argomenti all’ordine del giorno)
1. Gli argomenti sono discussi e votati secondo l’ordine indicato nella convocazione.
2. La Consulta non può assumere decisioni su argomenti non inseriti all’ordine del giorno della seduta, salvo quanto previsto dall’art.19. .
3. La discussione degli argomenti è introdotta dal Presidente o dai Vicepresidenti, dai Coordinatori dei Gruppi di lavoro di competenza o dal consigliere proponente.
4. Ogni consigliere può intervenire una sola volta sull’argomento in discussione e per non più di cinque minuti, tranne quando sia necessario un chiarimento o una breve precisazione.
5. Il Presidente, dopo aver richiamato il consigliere per il protrarsi dell’intervento o per la non attinenza di quest’ultimo al tema in esame, può togliere la parola.
(Iscrizioni a parlare e ordine degli interventi)
1. I consiglieri si iscrivono a parlare presso la Presidenza. 2. Gli interventi sono svolti dagli oratori secondo l'ordine di iscrizione. 3. Nel caso siano invitati ad intervenire alla seduta il Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale, gli Assessori, i Consiglieri comunali nonché i Presidenti dei Consigli di Quartiere o loro delegati, sarà il Presidente dell’assemblea a dare loro facoltà di parola.
1. La discussione è chiusa dal Presidente quando non vi sono altri iscritti a parlare. 2. Ciascun consigliere può annunciare prima di ogni votazione il proprio voto con una breve esposizione dei motivi per non più di tre minuti. Art. 26
1. Le decisioni della Consulta sono assunte a maggioranza dei presenti, salvo i casi previsti dal regolamento.
2. Il voto si esprime in modo palese per alzata di mano.
3. Gli astenuti si computano tra i votanti.
4. Quando si verifichino irregolarità nella votazione, il Presidente può procedere a controprova per appello nominale o all'annullamento della votazione. In quest'ultimo caso dispone l'immediata rinnovazione.
5. In caso di parità di voti la proposta non è approvata né respinta e può essere ripresentata per la votazione nella seduta successiva.
1. E’ mozione d’ordine il richiamo al regolamento per questioni procedurali, per l’ordine del giorno oppure per la priorità di una discussione o votazione.
2. Sulla mozione d’ordine decide il Presidente, il quale può richiedere il voto della Consulta.
1. Costituisce fatto personale l’essere censurato nella propria condotta o sentirsi attribuire fatti non veri o opinioni diverse da quelle espresse.
2. Chi chiede la parola per fatto personale deve indicarlo. Il Presidente può concederla a conclusione del dibattito.
Partecipazione all’attività del Comune
(Modalità per la presentazione delle proposte)
1. Ogni proposta o richiesta da presentare al Consiglio comunale o alla Giunta deve:
- essere redatta per iscritto;
- contenere le finalità che si intendono perseguire;
- precisare le eventuali risorse necessarie.
2. Il Consiglio comunale o la Giunta, in relazione alle rispettive competenze, sono tenute ad esaminare la proposta entro un congruo termine e comunque non oltre 30 giorni dalla presentazione.
3. La Consulta può formulare delibere, interrogazioni, interpellanze, mozioni ed emendamenti nelle forme previste dal regolamento.
4. La Consulta esprime parere obbligatorio nei casi e con le modalità previste dal regolamento.
(Modalità di partecipazione all’attività amministrativa , consigliere aggiunto )
1. Il consigliere aggiunta rappresenta la Consulta nei rapporti con il consiglio comunale .
2. Partecipa alle sedute del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari con le modalità previste dallo Statuto e dal regolamento.
3. Il consigliere aggiunto su mandato della Consulta, con istanza scritta e motivata indirizzata al Sindaco o al Presidente del Consiglio comunale, può chiedere di esaminare con gli Assessori o con le articolazioni del Consiglio comunale o dei Consigli di Quartiere, questioni di particolare importanza per i cittadini extracomunitari.
4. Il consigliere aggiunto informa la Consulta sulle sedute del Consiglio comunale.
1. Il presente regolamento e le sue modifiche sono approvati a maggioranza assoluta dei componenti della Consulta e diventano efficaci con le modalità previste dal Regolamento della Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri ed apolidi del Comune di Pescara.

References: art.21

Art. 21
 Art.8
 Art. 15
 Art. 18
 Art. 21
 Art. 26