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Tavolo della Rete dell Economia Solidale di Padova. Documento di costituzione e Regolamento di gestione. Novembre PDF
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1 Tavolo della Rete dell Economia Solidale di Padova Documento di costituzione e Regolamento di gestione Novembre 2008 Art. 1 SCOPO DEL TAVOLO RES-Padova Lo scopo del Tavolo è quello di favorire in Italia e, in particolare, a Padova e Provincia processi e progetti di Economia Solidale, in relazione con quanto sta avvenendo in altre parti del panorama nazionale. Obbiettivo concreto di questo coordinamento spontaneo sarà il consolidamento di un concreta rete di attori e risorse del territorio, il rafforzamento di relazioni e prassi di collaborazione fino all eventuale costituzione di un soggetto istituzionale operativo e rappresentativo di tutte le diverse componenti dell economia solidale patavina (vedi seg. Art 10). Con l espressione Economia Solidale si fa riferimento ai principi espressi nel marzo 2007 dalla Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale. Si intende una economia fondata ed operante secondo i principi di ecologia, equità, partecipazione e responsabilità, uso sociale degli utili, collegamento solidale in rete. Questi principi verranno sviluppati dal Tavolo anche in termini più dettagliati e concreti. Art. 2 PARTECIPANTI al Tavolo Al Tavolo, ambito per definizione inclusivo, sono invitati a partecipare i seguenti soggetti: Gruppi di Acquisto Solidale e altre organizzazioni di consumo critico Organizzazioni di promozione e produzione di agricoltura biologica e biodinamica Organizzazioni di promozione del Commercio Equo e Solidale ed operanti nella distribuzione attraverso Botteghe del Mondo Organizzazioni di Finanza Etica e Assicurazione Etica Organizzazioni della cooperazione sociale Organizzazioni della cooperazione internazionale allo sviluppo Organizzazioni senza fini di lucro che si ispirano ai principi dell economia solidale
2 Organizzazioni ambientaliste Imprese dei settori produttivi ecologici ed etici che si ispirano ai principi dell economia solidale (bioedilizia, bioarchitettura, energie rinnovabili, detergenti ecologici, cosmesi ecologica, tessuti ecologici, vernici ecologiche, turismo responsabile, medicine non convenzionali, gestione etica dei rifiuti, artigianato artistico, ecc.) Esperienze di economia non monetaria e di condivisione di beni, servizi e saperi Altre realtà locali (associazioni, imprese, enti) significative per lo sviluppo dell Economia Solidale, su segnalazione e invito degli altri componenti. Il numero dei rappresentanti per ognuno dei settori sopra nominati è libero. Il Tavolo si riserva di discutere situazioni particolari che costituiscano ostacolo per lo svolgimento dei lavori del Tavolo stesso, con la possibilità di limitare il numero dei Rappresentanti per ogni organizzazione. Art.3 PROMOTORI DEL TAVOLO Le organizzazioni firmatarie del coordinamento costituiscono il gruppo di promozione per la costruzione di un distretto di economia solidale. E compito dei promotori del Tavolo il favorire la partecipazione dei soggetti che sono intenzionati ulteriormente a partecipare in maniera continuativa e costruttiva a questo percorso. Il Tavolo si riserva di non ammettere e/o escludere soggetti le cui attività siano in contrasto con i principi dell Economia Solidale e/o arrecano disturbo continuo allo svolgimento degli incontri. Art. 4 ALTRI PARTECIPANTI Oltre a quelli sopra elencati, possono partecipare al Tavolo anche singoli individui, non appartenenti ai soggetti del precedente articolo, ma interessati a contribuire allo sviluppo dell Economia Solidale. Essi possono essere proposti dai partecipanti al Tavolo sia autoproporsi con una motivata ragione espressa in una esplicita candidatura avanzata. In entrambi i casi è il Tavolo che dà il consenso al proprio allargamento, anche seduta stante. Art. 5 RIUNIONI
3 Il Tavolo si riunisce regolarmente per stabilire iniziative volte a realizzare i suoi scopi e per discutere i temi di suo interesse. Per le decisioni il Tavolo adotta il metodo del consenso (*vedi documento allegato di presentazione). Le decisioni del Tavolo sono da considerarsi perciò prese all unanimità. In caso di controversie gravi ed irrisolvibili valgono le decisioni a maggioranza del 75% dei presenti, quando si sia data pubblica indicazione del programma degli incontri tramite la lista generale, rivolta a tutti i partecipanti al Tavolo. La realizzazione delle iniziative è a carico dei partecipanti e delle strutture operative che essi si danno per ognuna delle iniziative. In ogni incontro del Tavolo viene decisa la data almeno del successivo incontro. Gli assenti, dotati di computer e indirizzo di posta elettronica, ne riceveranno avviso tramite la lista . Il Tavolo non ha il dovere di informare gli assenti che non hanno indirizzo di posta elettronica. L assente può essere informato da singoli appartenenti al tavolo che vogliano tenere i contatti con lui/lei, oppure è tenuto/a ad informarsi sull incontro successivo chiedendo personalmente ad altri membri del Tavolo. Art. 6 GRUPPI TEMATICI Il Tavolo si può organizzare attraverso Gruppi tematici, secondo gli interessi e le priorità dei partecipanti al Tavolo, e anche in relazione alle iniziative intraprese. L attivazione dei Gruppi tematici avviene per iniziativa del Tavolo, sotto la sua responsabilità e con la delega assegnata ad un coordinatore del gruppo stesso, individuato collegialmente tra le candidature avanzate al momento del suo avvio operativo. I Gruppi tematici riportano al Tavolo le riflessioni e proposte elaborate al loro interno, per la loro approvazione. Ogni Gruppo tematico è autorganizzato e può coinvolgere nelle sue attività anche soggetti che al momento non partecipano al Tavolo, ma che si ispirano ai principi dell Economia Solidale. Art. 7 DISCUSSIONI IN LISTA Le discussioni del Tavolo possono avvenire anche per via telematica, tuttavia qualunque decisione dovrà essere ratificata durante una riunione del Tavolo. Art. 8 RAPPORTI E RAPPRESENTANTI
4 Il Tavolo intrattiene rapporti e interscambi con le associazioni che vi fanno parte, ed auspicabilmente in futuro se costituita l'associazione verso il DES di Padova (PDES), di cui all'art. 9, con gli altri attori dell economia solidale italiana: il Tavolo nazionale RES, con i Distretti dell Economia Solidale delle altre regioni, con le istituzioni della regione (Regione, Province, Comuni, ecc.) e con altri soggetti, nelle forme e modi stabiliti durante gli incontri del Tavolo. Il Tavolo sceglie consensualmente e di volta in volta i propri rappresentanti per le varie iniziative e i rapporti in corso. Art. 9 ATTIVITÀ Il tavolo può dar vita alle più svariate attività per favorire lo sviluppo dell Economia solidale. Solo a titolo di esempio si elencano alcune attività possibili: 1) favorire l'integrazione, la reciproca conoscenza e il confronto dei soggetti attivi nella rete locale della RES locale; 2) organizzare e supportare eventi locali e regionali che diffondano la conoscenza e la cultura dell'economia SOLIDALE nelle sue diverse forme; 3) favorire e accompagnare lo sviluppo di soggetti dell'es nel territorio locale e regionale (es. GAS, forme di finanza etica, reti di piccoli produttori biologici ma non certificati, ecc.) 4) favorire e accompagnare lo sviluppo di pratiche dell'es (monete locali, condivisione e scambi non commerciali di beni e servizi, ecc.) 5) promuovere un marchio di riconoscimento e valorizzazione delle aziende dell Economia solidale patavine 6) dotare l'es di Padova di uno strumento programmatico e condiviso e di una forma giuridica adeguata alle esigenze che emergeranno dal percorso coordinato dal Tavolo 7) promuovere attività di formazione, educazione, ricerca e comunicazione legate ai temi dell ES Art. 10 FORMA GIURIDICA PDES Il Tavolo ha fra i suoi compiti quello di valutare quale forma giuridica ed organizzativa risulterà più opportuna per gli sviluppi di questo coordinamento come suo strumento organizzativo e operativo per promuovere la l'economia Solidale in città e provincia. A tale scopo verrà attivata una discussione, un processo decisionale e quindi un'attività di monitoraggio sia durante le riunioni del Tavolo, sia tramite lo specifico gruppo di lavoro, sia attraverso la Lista .
5 L'obiettivo temporale è quello di concludere la discussione entro il mese di Dicembre 2008, con l adozione della Carta RES o la redazione di un manifesto di sua adozione locale (Carta RES Padova), la definizione di una forma giuridica e la redazione di un documento programmatico condiviso. Art. 11 VARIAZIONI AL REGOLAMENTO E sempre possibile modificare questo regolamento, in relazione alle richieste dei componenti del Tavolo, le quali vengono discusse e approvate secondo i metodi di cui all art. 4 e saranno recepite nel presente documento che, inviato a tutti i componenti, assumerà valore per il Tavolo stesso. Si propone di costituire un fondo cassa con un contributo per ogni realtà di 50 euro. Padova, Sede Centrale di Banca Popolare Etica, lì 11 novembre 2008 ACS Macondo AIAB Veneto Angoli di Mondo Legambiente Padova Banca Popolare Etica El Tamiso Mellarius Mani TesePadova Bio Rekk GIT Padova di Banca Popolare Etica
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References: Art. 1
 Art. 2
 Art.3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 art. 4
 Articolo 1
 Articolo 1
 Articolo 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1

Art. 1
 Art. 2
 Art. 1