Source: http://www.studiocataldi.it/guide_legali/guide-procedura-penale/l-accettazione-della-remissione-di-querela-con-fac-simile.asp
Timestamp: 2017-08-18 14:29:36+00:00

Document:
L'accettazione della remissione di querela con fac-simile
L'accettazione della remissione di querela. Guida e con fac-simile
Forma e modi con i quali è possibile manifestare la propria volontà di non coltivare il processo
Forma dell'accettazione
Capacità di accettare la remissione
di Valeria Zeppilli – Ove manchi la procedibilità d'ufficio, il querelante che non abbia più interesse a che l'autore del reato per il quale ha sporto querela sia perseguito penalmente, può manifestare formalmente tale volontà attraverso la cd. remissione della querela. Come stabilito dall'articolo 152 del codice penale, infatti, "nei delitti punibili a querela della persona offesa, la remissione estingue il reato" (leggi: "La remissione della querela - guida legale e fac-simile").
Tuttavia, come disposto dal primo comma dell'articolo 155 del codice penale, affinché la remissione possa effettivamente produrre i suoi effetti è necessario che il querelato la accetti: del resto, egli potrebbe aver interesse a dimostrare la sua completa estraneità ai fatti oggetto di querela.
Ai sensi dell'articolo 340 del codice di procedura penale, la dichiarazione di accettazione è fata con dichiarazione ricevuta dall'autorità procedente o da un ufficiale di polizia giudiziaria.
Per lungo tempo, però, la giurisprudenza si è divisa circa l'ammissibilità di un'accettazione tacita della remissione di querela.
Ad esempio, con sentenza numero 15613/2009, la Cassazione ha affermato che la mancata comparizione dell'imputato all'udienza in cui il querelante rimette la querela non integra un'accettazione tacita, se non risulta che l'imputato sia a conoscenza della volontà di remissione.
Con sentenza numero 2776/2010, invece, la stessa Corte ha affermato che nel procedimento dinanzi al giudice di pace non è indispensabile l'accettazione espressa del querelato ai fini dell'efficacia della remissione di querela, con la conseguenza che in assenza di altri elementi la contumacia può essere apprezzata come indice dell'assenza di volontà di coltivare il processo.
Sul contrasto sono intervenute le sezioni unite che, con sentenza numero 27610/2011 hanno affermato che "l'omessa comparizione in udienza del querelato posto a conoscenza della remissione di querela o posto in grado di conoscerla, integra, ex art. 155, comma primo, c.p., la mancanza di ricusa idonea a legittimare la pronuncia di estinzione del reato".
In effetti, il codice penale non parla in positivo di accettazione ma, in negativo di ricusa. L'articolo 155, infatti, afferma che "la remissione non produce effetto, se il querelato l'ha espressamente o tacitamente ricusata".
Con riferimento alla ricusa, peraltro, non sorge alcun dubbio circa la forma con la quale essa va manifestata, dato che la medesima norma prosegue chiarendo che "vi è ricusa tacita quando il querelato ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di accettare la remissione", di fatto liberando l'imputato o l'indagato da vincoli formali.
Occorre a questo punto soffermarsi ad analizzare l'ipotesi in cui i querelati siano più di uno.
In tal caso la remissione per regola generale si estende a tutti loro anche quando essa sia stata fatta a favore di uno soltanto.
Resta eccezionale il caso in cui uno dei querelati abbia ricusato la remissione: in tale ipotesi, infatti, l'effetto estensivo non si produce.
Oltretutto bisogna segnalare una risalente sentenza che ha chiarito, già da diversi anni, che se è vero che la remissione di querela fatta a favore di un imputato si estende a tutti coloro che hanno commesso il reato, non può tuttavia dirsi che essa si estende anche a coloro che hanno commesso altri reati che siano avvenuti contemporaneamente in danno della stessa persona e in violazione della stessa norma (cfr. Cass. 7 dicembre 1977)
La remissione può essere accettata personalmente o a mezzo procuratore speciale: questa, infatti, è la regola generale sancita dall'articolo 340 del codice di rito.
Se però il querelato ha meno quattordici anni o sia interdetto per infermità mentale, l'accettazione va fatta dal suo legale rappresentante. Se invece egli ha compiuto i quattordici anni ma non ha ancora raggiunto la maggiore età o è inabilitato, è possibile l'accettazione personale della remissione, che comunque deve essere però approvata dal rappresentante.
In ogni caso, se il querelato è un minore o un infermo di mente e manca il rappresentante o questo si trovi con esso in conflitto di interessi, l'accettazione può essere fatta da un curatore speciale.
Accettazione della rimessione di querela
Il sottoscritto ____________, nato a ____________ il __________ e residente in ___________via _____________ n. __, (c.f.: _____________________), indagato/imputato nel procedimento penale n. _____/____ instauratosi a seguito della querela sporta in data ______________ all'autorità ___________ dal sig ______________ per i seguenti reati ______________
preso atto della volontà di remissione della suddetta querela che il querelante _____________ ha manifestato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di _____________ / all'autorità ________________, con il presente atto formalmente
di accettare tale remissione di querela e di farsi carico di tutte le spese del procedimento come per legge.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 155
 sentenza 
 Cass.