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LEGGE 18 giugno 2015, n PDF
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1 LEGGE 18 giugno 2015, n. 95 Ratifica ed esecuzione dell'accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'america finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale e ad applicare la normativa F.A.T.C.A. (Foreign Account Tax Compliance Act), con Allegati, fatto a Roma il 10 gennaio 2014, nonche' disposizioni concernenti gli adempimenti delle istituzioni finanziarie italiane ai fini dell'attuazione dello scambio automatico di informazioni derivanti dal predetto Accordo e da accordi tra l'italia e altri Stati esteri. (15G00106) (GU n.155 del ) Vigente al: La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Autorizzazione alla ratifica 1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato a ratificare l'accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'america finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale e ad applicare la normativa F.A.T.C.A. (Foreign Account Tax Compliance Act), con Allegati, fatto a Roma il 10 gennaio Art. 2 Ordine di esecuzione 1. Piena ed intera esecuzione e' data all'accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformita' a quanto disposto dall'articolo 10 dell'accordo stesso. Art. 3 Disposizioni di attuazione 1. Ai fini dell'attuazione dello scambio automatico di informazioni derivante dall'accordo di cui all'articolo 1 e da accordi con i Governi di altri Stati esteri, nonche' dalle intese tecniche derivanti da tali accordi, si applicano le disposizioni degli articoli 4, 5, 6, 7, 8 e 9 della presente legge. Art. 4 Obblighi di comunicazione all'agenzia delle entrate
2 1. Le banche, le societa' di intermediazione mobiliare, la societa' Poste italiane Spa, le societa' di gestione del risparmio, le societa' finanziarie e le societa' fiduciarie residenti nel territorio dello Stato e ogni altra istituzione finanziaria residente in Italia, ad esclusione di qualsiasi stabile organizzazione delle stesse istituzioni finanziarie situata all'estero, nonche' le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di istituzioni finanziarie non residenti comunicano all'agenzia delle entrate le informazioni relative ai conti finanziari e ai pagamenti di cui all'articolo 5, comma Con uno o piu' decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, emanati in attuazione degli accordi e delle intese tecniche di cui all'articolo 3, sono stabilite le regole tecniche per la rilevazione, la trasmissione e la comunicazione delle informazioni di cui al comma 1 del presente articolo all'agenzia delle entrate. Art. 5 Obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali e acquisizione di dati sui conti finanziari e su taluni pagamenti 1. Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, all'atto dell'apertura di un conto finanziario da parte di un soggetto non residente ovvero di un cittadino statunitense ovunque residente, acquisiscono: a) il codice fiscale rilasciato dallo Stato di residenza, a condizione che il codice sia previsto in tale Stato, nonche' un'attestazione di residenza fiscale e, inoltre, per i cittadini statunitensi ovunque residenti, il codice fiscale statunitense e un'attestazione di residenza fiscale statunitense; b) per le persone fisiche, il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita e l'indirizzo nonche' la documentazione attestante la cittadinanza per i cittadini statunitensi; c) per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la denominazione sociale o la ragione sociale nonche' la sede legale. 2. Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, all'atto dell'apertura di un conto finanziario da parte di entita' non finanziarie passive ovunque residenti, acquisiscono, in aggiunta alle informazioni previste dalle lettere a) e c) del comma 1 del presente articolo, le informazioni indicate nelle lettere a) e b) del medesimo comma 1, relative alle persone fisiche che esercitano il controllo sulle suddette entita'. 3. A partire dal 1º luglio 2014 decorrono gli obblighi di acquisizione di cui ai commi 1 e 2 per l'apertura di conti finanziari da parte di soggetti residenti negli Stati Uniti d'america ovvero di cittadini statunitensi ovunque residenti, nonche' di entita' non finanziarie passive non statunitensi, ovunque residenti, controllate da una o piu' persone fisiche residenti negli Stati Uniti d'america o da cittadini statunitensi. 4. A partire dal 1º gennaio 2016 decorrono gli obblighi di acquisizione di cui ai commi 1 e 2 per l'apertura di conti finanziari da parte di soggetti residenti in Stati diversi dall'italia e dagli Stati Uniti d'america, nonche' di entita' non finanziarie passive, ovunque residenti. 5. Per i conti finanziari di pertinenza dei soggetti indicati al comma 3 del presente articolo, esistenti alla data del 30 giugno 2014, le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, acquisiscono il codice fiscale statunitense entro il 31 dicembre Per i conti finanziari di pertinenza dei soggetti indicati al comma 4 del presente articolo, esistenti alla data del 31 dicembre 2015, le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, acquisiscono entro i termini previsti dai decreti ministeriali di cui
3 al medesimo articolo 4, comma 2, il codice fiscale rilasciato dallo Stato di residenza, a condizione che il codice sia previsto in tale Stato, nonche' il luogo e la data di nascita per le persone fisiche, incluse quelle che esercitano il controllo sulle entita' non finanziarie passive, ovunque residenti. 7. Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, mantengono evidenza dell'ammontare aggregato annuo dei pagamenti corrisposti a partire dal 1º gennaio 2015 a ciascuna istituzione finanziaria non partecipante di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera r), dell'accordo di cui all'articolo 1 della presente legge. 8. Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, adempiono gli obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali applicando le procedure indicate negli accordi di cui al medesimo articolo 4, comma 2, secondo quanto previsto dai pertinenti decreti ministeriali previsti dal medesimo articolo 4, comma Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, conservano la documentazione e le evidenze utilizzate al fine di espletare gli obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali e di acquisizione dei dati sui conti finanziari e sui pagamenti di cui al comma 7 del presente articolo fino al 31 dicembre dell'ottavo anno successivo a quello in cui e' dovuta la comunicazione di cui al citato articolo 4, comma 1, ovvero, nei casi di omessa comunicazione, fino al 31 dicembre del decimo anno successivo a quello in cui tale comunicazione e' dovuta. Art. 6 Acquisizione e utilizzazione delle informazioni tra istituzioni finanziarie del medesimo gruppo nonche' tra terzi fornitori di servizi e istituzioni finanziarie 1. Le istituzioni finanziarie indicate all'articolo 4, comma 1, possono mettere a disposizione di terzi fornitori di servizi ovvero di altre istituzioni finanziarie appartenenti al medesimo gruppo la documentazione e le informazioni acquisite con riferimento ai titolari dei conti finanziari, necessarie ai fini dell'adempimento degli obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali, acquisizione e comunicazione dei dati di cui agli articoli 4 e I terzi fornitori di servizi che mantengono la documentazione e le informazioni necessarie ai fini dell'adempimento degli obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali, acquisizione e comunicazione dei dati di cui agli articoli 4 e 5 da parte delle istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, possono mettere a disposizione delle suddette istituzioni finanziarie la documentazione e le informazioni necessarie per adempiere ai predetti obblighi. 3. Con i decreti ministeriali di cui all'articolo 4, comma 2, sono stabiliti le modalita' e i termini per l'attuazione delle disposizioni dei commi 1 e 2 del presente articolo. Art. 7 Obblighi di prelievo alla fonte da parte degli intermediari qualificati con responsabilita' primaria di sostituto d'imposta statunitense 1. Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, che agiscono in qualita' di intermediario qualificato con responsabilita' primaria di sostituto d'imposta statunitense, assunta attraverso la stipulazione di accordi con le competenti autorita' statunitensi ai sensi della sezione 1441 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti d'america, applicano un prelievo nella misura del 30 per cento su qualsiasi pagamento di fonte statunitense, di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera ii), dell'accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, corrisposto a un'istituzione finanziaria non partecipante di cui al medesimo articolo 1, paragrafo 1, lettera r),
4 dello stesso Accordo. 2. Le regole tecniche per l'applicazione delle disposizioni del comma 1 del presente articolo sono stabilite dal pertinente decreto ministeriale di cui all'articolo 4, comma 2. Art. 8 Obblighi di comunicazione tra istituzioni finanziarie per l'applicazione del prelievo alla fonte 1. Le istituzioni finanziarie di cui all'articolo 4, comma 1, diverse da quelle di cui all'articolo 7, che corrispondono pagamenti di fonte statunitense di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera ii), dell'accordo di cui all'articolo 1 della presente legge a un'istituzione finanziaria non partecipante di cui al medesimo articolo 1, paragrafo 1, lettera r), dello stesso Accordo, comunicano all'istituzione finanziaria immediatamente precedente nella catena degli intermediari che intervengono nella corresponsione di tali pagamenti i dati necessari ad applicare il prelievo alla fonte di cui all'articolo 7 della presente legge. 2. Le regole tecniche per l'applicazione delle disposizioni del comma 1 del presente articolo sono previste dal pertinente decreto ministeriale di cui all'articolo 4, comma 2. Art. 9 Sanzioni 1. Nei casi di violazione degli obblighi di cui all'articolo 5 della presente legge si applica la sanzione amministrativa prevista per la violazione degli obblighi degli operatori finanziari dall'articolo 10, comma 1-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n La sanzione prevista dal comma 1 del presente articolo si applica anche nei casi di omessa, incompleta o inesatta comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 4, comma Nei casi in cui l'omissione o l'incompletezza delle comunicazioni di cui all'articolo 8 comporti un'omessa o carente effettuazione del prelievo alla fonte di cui all'articolo 7, si applica, nei confronti delle istituzioni finanziarie tenute alle predette comunicazioni, una sanzione pari al 100 per cento del prelievo non effettuato. La sanzione di cui al primo periodo non si applica nei confronti delle istituzioni finanziarie che agiscono in qualita' di intermediari qualificati in ragione di accordi stipulati con le competenti autorita' statunitensi ai sensi della sezione 1441 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti d'america. Art. 10 Disposizioni applicabili 1. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni previste dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n Art. 11 Clausola di invarianza finanziaria 1. All'attuazione delle disposizioni della presente legge le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 12
5 Entrata in vigore 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi' 18 giugno 2015 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Gentiloni Silveri, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Padoan, Ministro dell'economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Orlando Allegato ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI D'AMERICA FINALIZZATO A MIGLIORARE LA COMPLIANCE FISCALE INTERNAZIONALE E AD APPLICARE LA NORMATIVA FATCA Considerando che il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'america (ciascuno «Parte») intrattengono relazioni strette e di lunga data in materia di reciproca assistenza in materia fiscale e desiderano concludere un accordo finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale, sviluppando ulteriormente tali relazioni. Considerando che l'articolo 26 della Convenzione tra il Governo degli Stati Uniti d'america ed il Governo della Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi o le evasioni fiscali, fatta a Washington il 25 agosto 1999 («la Convenzione») autorizza lo scambio di informazioni a fini fiscali, anche su base automatica. Considerando che gli Stati Uniti d'america hanno adottato disposizioni comunemente indicate come Foreign Account Tax Compliance Act («FATCA»), che introducono obblighi di comunicazione per le istituzioni finanziarie in relazione a determinati conti. Considerando che il Governo della Repubblica italiana sostiene la finalita' di policy alla base del FATCA che e' quella di migliorare la compliance fiscale. Considerando che il FATCA ha sollevato una serie di questioni, tra cui quella che le istituzioni finanziarie italiane possano non essere in grado di adempiere a taluni aspetti del FATCA a causa di ostacoli interni di natura giuridica. Considerando che il Governo degli Stati Uniti d'america raccoglie informazioni in relazione a determinati conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie statunitensi detenuti da residenti della Repubblica italiana e si impegna a scambiare tali informazioni con il Governo della Repubblica italiana ed a perseguire livelli equivalenti di scambio. Considerando che le Parti si impegnano a collaborare a lungo termine per il conseguimento di standard comuni in materia di obblighi di comunicazione e di adeguata verifica per le istituzioni
6 finanziarie. Considerando che il Governo degli Stati Uniti d'america riconosce la necessita' di coordinare gli obblighi di comunicazione previsti dal FATCA con altri obblighi dichiarativi fiscali statunitensi a carico delle istituzioni finanziarie italiane al fine di evitare la duplicazione delle comunicazioni. Considerando che un approccio intergovernativo all'applicazione della normativa FATCA risolverebbe gli ostacoli di carattere giuridico e ridurrebbe gli oneri a carico delle istituzioni finanziarie italiane. Considerando che le Parti desiderano concludere un accordo per migliorare la compliance fiscale internazionale e consentire l'applicazione della normativa FATCA sulla base delle comunicazioni interne e del reciproco scambio automatico ai sensi della Convenzione e fatti salvi gli obblighi di riservatezza ed altre tutele ivi previsti, comprese le disposizioni che limitano l'uso delle informazioni scambiate ai sensi della Convenzione. Le Parti hanno convenuto quanto segue: Art. 1. Definizioni 1. Ai fini del presente accordo e dei relativi allegati («Accordo»), i seguenti termini hanno il significato indicato di seguito: a) il termine «Stati Uniti» designa gli Stati Uniti d'america, compresi i relativi Stati, e, usato in senso geografico, designa il territorio degli Stati Uniti d'america, comprese le acque interne, lo spazio aereo, il relativo mare territoriale ed ogni area marittima al di fuori del mare territoriale all'interno della quale gli Stati Uniti possono esercitare diritti sovrani o giurisdizione ai sensi del diritto internazionale; il termine, tuttavia, non comprende i Territori degli Stati Uniti. Ogni riferimento a uno «Stato» degli Stati Uniti comprende il Distretto di Columbia; b) il termine «Territorio degli Stati Uniti» designa le Samoa americane, il Commonwealth delle Isole Marianne settentrionali, Guam, il Commonwealth di Portorico, o le Isole Vergini americane; c) il termine «IRS» designa l'internal Revenue Service degli Stati Uniti; d) il termine «Italia» designa la Repubblica italiana e, usato in senso geografico, designa il territorio della Repubblica italiana, comprese le acque interne, lo spazio aereo, il relativo mare territoriale ed ogni area marittima al di fuori del mare territoriale all'interno della quale la Repubblica italiana puo' esercitare diritti sovrani o giurisdizione ai sensi del diritto internazionale; e) il termine «giurisdizione partner» designa una giurisdizione che ha in vigore un accordo con gli Stati Uniti per facilitare l'applicazione della normativa FATCA. L'IRS pubblichera' un elenco comprendente tutte le giurisdizioni partner; f) il termine «autorita' competente» designa: (1) nel caso degli Stati Uniti, il Segretario al Tesoro o un suo delegato; e (2) nel caso dell'italia, il Ministero dell'economia e delle finanze; g) il termine «istituzione finanziaria» designa un'istituzione di custodia, un'istituzione di deposito, un'entita' di investimento o una impresa di assicurazioni specificata; h) il termine «istituzione di custodia» designa ogni entita' che detiene, quale parte sostanziale della propria attivita', attivita' finanziarie per conto di terzi. Un'entita' detiene attivita' finanziarie per conto di terzi quale parte sostanziale della propria attivita' se il reddito lordo dell'entita' attribuibile alla detenzione di attivita' finanziarie e servizi finanziari correlati e'
7 determinata come pari o superiore al 20 per cento del reddito lordo dell'entita' nel corso del minore tra: (i) il periodo di tre anni che termina il 31 dicembre (ovvero l'ultimo giorno di un esercizio non coincidente con l'anno solare) precedente all'anno in cui viene effettuata la determinazione; o (ii) il periodo nel corso del quale l'entita' e' esistita; i) il termine «istituzione di deposito» designa ogni entita' che accetta depositi nell'ambito della propria ordinaria attivita' bancaria o similare; j) il termine «entita' di investimento» designa ogni entita' che svolge quale attivita' economica (o e' gestita da un'entita' che svolge quale attivita' economica) una o piu' delle seguenti attivita' o operazioni per o per conto di un cliente: (1) negoziazione di strumenti del mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, strumenti derivati, ecc.); valuta estera; strumenti su cambi, su tassi d'interesse e su indici; valori mobiliari; o negoziazione di future su merci; (2) gestione individuale e collettiva di portafoglio; o (3) altre forme di investimento, amministrazione o gestione di fondi o denaro per conto di terzi. Il presente sub-paragrafo 1j) e' da interpretarsi conformemente alla terminologia utilizzata nella definizione di «istituzione finanziaria» nelle Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale; k) il termine «impresa di assicurazioni specificata» designa ogni entita' che e' un'impresa di assicurazioni (o la holding di una impresa di assicurazioni) che emette contratti di assicurazione per i quali e' misurabile un valore maturato o contratti di rendita (cash value insurance contract) o e' obbligata ad effettuare dei pagamenti in relazione a tali contratti; l) il termine «istituzione finanziaria italiana» designa (i) qualsiasi istituzione finanziaria residente in Italia, ad esclusione di qualsiasi succursale di tale istituzione finanziaria che sia situata al di fuori dell'italia, e (ii) qualsiasi succursale di un'istituzione finanziaria non residente in Italia, se tale succursale e' situata in Italia; m) il termine «istituzione finanziaria di una giurisdizione partner» designa (i) qualsiasi istituzione finanziaria residente in una giurisdizione partner, ad esclusione di qualsiasi succursale di tale istituzione finanziaria che sia situata al di fuori della giurisdizione partner, e (ii) qualsiasi succursale di un'istituzione finanziaria non residente nella giurisdizione partner, se tale succursale e' situata nella giurisdizione partner; n) il termine «istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione» designa un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione o un'istituzione finanziaria statunitense tenuta alla comunicazione, a seconda del contesto; o) il termine «istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione» designa qualsiasi istituzione finanziaria italiana che non e' un'istituzione finanziaria italiana che non e' tenuta alla comunicazione; p) il termine «istituzione finanziaria statunitense tenuta alla comunicazione» designa (i) qualsiasi istituzione finanziaria che e' residente negli Stati Uniti, ad esclusione di qualsiasi succursale di tale istituzione finanziaria che sia situata al di fuori degli Stati Uniti, e (ii) qualsiasi succursale di un'istituzione finanziaria non residente negli Stati Uniti, se tale succursale e' situata negli Stati Uniti, a condizione che l'istituzione finanziaria o la succursale abbia il controllo, riceva, o detenga la custodia del reddito in relazione al quale e' richiesto lo scambio di informazioni ai sensi del sub-paragrafo 2b) dell'articolo 2 del presente Accordo; q) il termine «istituzione finanziaria italiana che non e' tenuta alla comunicazione» designa qualsiasi istituzione finanziaria
8 italiana, o altra entita' residente in Italia, che e' identificata nell'allegato II come un'istituzione finanziaria italiana che non e' tenuta alla comunicazione o che altrimenti si configura come un'istituzione finanziaria estera considerata adempiente o un beneficiario effettivo esente, ai sensi dei pertinenti Regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in vigore alla data della firma del presente Accordo; r) il termine «istituzione finanziaria non partecipante» designa un'istituzione finanziaria estera non partecipante, secondo la definizione attribuita nei pertinenti Regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, ma non comprende un'istituzione finanziaria italiana o altra istituzione finanziaria di una giurisdizione partner diversa da un'istituzione finanziaria considerata come istituzione finanziaria non partecipante ai sensi del sub-paragrafo 2(b) dell'articolo 5 del presente Accordo o ai sensi della corrispondente disposizione presente in un accordo tra gli Stati Uniti ed una giurisdizione partner; s) il termine «conto finanziario» designa un conto intrattenuto presso un'istituzione finanziaria e comprende: (1) nel caso di un'entita' che e' un'istituzione finanziaria esclusivamente in quanto e' un'entita' d'investimento, le quote nel capitale di rischio o nel capitale di debito dell'istituzione finanziaria (diverse da quelle regolarmente negoziate su di un mercato mobiliare regolamentato); (2) nel caso di un'istituzione finanziaria non descritta nel precedente sub-paragrafo 1(s)(1), le quote nel capitale di rischio o nel capitale di debito dell'istituzione finanziaria (diverse da quelle regolarmente negoziate su di un mercato mobiliare regolamentato), se (i) il valore delle quote nel capitale di rischio o nel capitale di debito e' determinato, direttamente o indirettamente, principalmente facendo riferimento ad attivita' che danno origine a pagamenti che possono essere soggetti a ritenuta alla fonte statunitense e (ii) la categoria delle quote e' stata istituita allo scopo di eludere le comunicazioni dovute ai sensi del presente Accordo; e (3) qualsiasi contratto di assicurazione per il quale e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contract) e qualsiasi contratto di rendita emesso da o intrattenuto presso un'istituzione finanziaria, diverso da una rendita vitalizia immediata non trasferibile e non collegata a investimenti che e' emessa nei confronti di una persona fisica e prevede la monetizzazione di una pensione o di una indennita' di invalidita' prevista in base a un conto, prodotto o accordo considerato escluso dalla definizione di conto finanziario nell'allegato II. Nonostante quanto precede, il termine «conto finanziario» non comprende alcun conto, prodotto o accordo considerato escluso dalla definizione di conto finanziario nell'allegato II. Ai fini del presente Accordo, le quote sono «regolarmente negoziate» se c'e' un significativo volume di negoziazione delle stesse su base continua, e per «mercato mobiliare regolamentato» si intende un mercato che e' ufficialmente riconosciuto e vigilato dall'autorita' governativa dove lo stesso e' localizzato e che ha un significativo valore annuale di azioni negoziate. Ai fini di questo sub-paragrafo 1(s), una quota in un'istituzione finanziaria non e' «regolarmente negoziata» e sara' trattata come un conto finanziario se il titolare della quota (diverso dall'istituzione finanziaria che agisce come intermediario) e' iscritto nei registri di tale istituzione finanziaria. La previsione che precede non si applica a quote gia' iscritte nei registri dell'istituzione finanziaria prima del 1 luglio 2014 e con riferimento a quote gia' iscritte nei registri di tale istituzione finanziaria a partire dalla data del 1 luglio 2014, un'istituzione finanziaria non e' tenuta ad applicare la precedente previsione prima del 1 gennaio 2016;
9 t) il termine «conto di deposito» comprende qualsiasi conto commerciale, conto corrente, libretto di risparmio, conto a termine o conto di deposito a risparmio, ovvero un conto che e' comprovato da un certificato di deposito, certificato di risparmio, certificato di investimento, certificato di debito, o altro strumento analogo gestito da un'istituzione finanziaria nell'ambito della propria ordinaria attivita' bancaria o similare. Un conto di deposito include anche un importo detenuto da una impresa di assicurazioni sulla base di un contratto di investimento garantito o analogo accordo di pagamento o accredito dei relativi interessi; u) il termine «conto di custodia» designa un conto (diverso da un contratto di assicurazione o da un contratto di rendita) a beneficio di un'altra persona che detiene qualsiasi strumento finanziario o contratto detenuto a fini di investimento (compresi, ma non solo, azioni o titoli di una societa' di capitali, paghero', obbligazioni o altro titolo di credito, operazioni in valuta o su merci, credit default swap, swap basati su un indice non finanziario, contratti su capitali figurativi, contratti di assicurazione e contratti di rendita e qualsiasi opzione o altro strumento derivato); v) il termine «quota nel capitale di rischio» designa, nel caso di una societa' di persone che e' un'istituzione finanziaria, una partecipazione al capitale o agli utili della societa' di persone. Nel caso di un trust che costituisce un'istituzione finanziaria, si considera che una quota a titolo di capitale e' detenuta da qualsiasi persona considerata come un disponente o beneficiario di tutto o di una parte del trust, o qualsiasi altra persona fisica che, in ultima istanza, esercita il controllo effettivo sul trust. Una persona statunitense specificata e' considerata un beneficiario di un trust estero se tale persona statunitense specificata ha il diritto di ricevere dal trust, direttamente o indirettamente (ad esempio, attraverso un intestatario), una distribuzione obbligatoria o puo' ricevere, direttamente o indirettamente, una distribuzione discrezionale; w) il termine «contratto di assicurazione» designa un contratto (diverso da un contratto di rendita) in base al quale l'emittente si impegna a pagare un importo al verificarsi di uno specifico evento che implichi mortalita', patologie, infortuni, responsabilita' o rischio patrimoniale; x) il termine «contratto di rendita» designa un contratto in base al quale l'emittente si impegna a effettuare pagamenti per un periodo di tempo determinato in tutto o in parte facendo riferimento alla aspettativa di vita di una o piu' persone fisiche. Il termine comprende inoltre un contratto che si considera un contratto di rendita in conformita' alle leggi, regolamenti o prassi della giurisdizione in cui il contratto e' stato emesso, e in base a cui l'emittente si impegna a effettuare pagamenti per un periodo di anni; y) il termine «contratto di assicurazione per il quale e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contract)» designa un contratto di assicurazione (diverso da un contratto di riassicurazione risarcitorio fra due imprese di assicurazioni) che ha un valore maturato superiore a $ 50,000; z) il termine «valore maturato (cash value)» designa il maggiore tra (i) l'importo che l'assicurato ha il diritto di ricevere al momento del riscatto o della disdetta (determinato senza riduzione per qualsiasi commissione di riscatto o prestito su polizza), e (ii) l'importo che l'assicurato puo' prendere a prestito in base o in riferimento al contratto. Nonostante quanto precede, il termine «valore maturato» non comprende gli importi dovuti in base al contratto di assicurazione quali: (1) un'indennita' per infortuni o malattia o altro assegno che fornisca un indennizzo per un danno economico subito al verificarsi dell'evento assicurato; (2) un rimborso all'assicurato di un premio versato in precedenza
10 sulla base di un contratto di assicurazione (diverso da un contratto di assicurazione sulla vita) in seguito ad annullamento o disdetta della polizza, riduzione del rischio nel corso del periodo effettivo del contratto di assicurazione, o derivante da una rideterminazione del premio dovuta alla rettifica di un errore di registrazione o di natura analoga; o (3) un dividendo all'assicurato basato sulla esperienza di sottoscrizione del contratto o gruppo interessato; aa) il termine «conto oggetto di comunicazione» designa un conto statunitense oggetto di comunicazione o un conto italiano oggetto di comunicazione, a seconda del contesto; bb) il termine «conto italiano oggetto di comunicazione» designa un conto finanziario intrattenuto presso un'istituzione finanziaria statunitense tenuta alla comunicazione se: (i) nel caso di un conto di deposito, il conto e' detenuto da una persona fisica residente in Italia e su tale conto sono versati piu' di $ 10 di interessi in qualsiasi anno solare; o (ii) nel caso di un conto finanziario diverso da un conto di deposito, il titolare del conto e' un residente dell'italia, comprese le entita' che certificano di essere residenti in Italia ai fini fiscali, in relazione al quale e' pagato o accreditato reddito di fonte statunitense che e' soggetto a comunicazione in base al capitolo 3 del sottotitolo A o al capitolo 61 del sottotitolo F dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; cc) il termine «conto statunitense oggetto di comunicazione» designa un conto finanziario intrattenuto presso un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione e detenuto da una o piu' persone statunitensi specificate o da un'entita' non statunitense con una o piu' persone che esercitano il controllo che sono una persona statunitense specificata. Nonostante quanto precede, un conto non e' assimilato ad un conto statunitense oggetto di comunicazione se tale conto non e' identificato come un conto statunitense oggetto di comunicazione in seguito all'applicazione delle procedure di adeguata verifica di cui all'allegato I; dd) il termine «titolare di conto» designa la persona elencata o identificata quale titolare di un conto finanziario da parte dell'istituzione finanziaria presso cui e' intrattenuto il conto. Una persona, diversa da un'istituzione finanziaria, che detiene un conto finanziario a vantaggio o per conto di un'altra persona in qualita' di agente, custode, intestatario, firmatario, consulente di investimento, o intermediario, non e' trattato come se detenesse il conto ai fini del presente Accordo, e tale altra persona e' considerata come titolare del conto. Nel caso di un contratto di assicurazione per il quale e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contract) o di un contratto di rendita, il titolare di conto e' qualsiasi persona avente diritto ad accedere al valore maturato o a modificare il beneficiario del contratto. Se nessuna persona puo' accedere al valore maturato o modificare il beneficiario, i titolari di conto sono tutte le persone nominate quali titolari nel contratto e tutte le persone che abbiano legittimamente titolo al pagamento ai sensi del contratto. Alla scadenza di un contratto di assicurazione per il quale e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contract) o di un contratto di rendita, ciascuna persona avente diritto a ricevere un pagamento previsto dal contratto e' considerata un titolare di conto; ee) il termine «persona statunitense» designa un cittadino statunitense o persona fisica residente negli Stati Uniti, una societa' di persone o societa' di capitali organizzata negli Stati Uniti o in base alla legislazione degli Stati Uniti o di ogni suo Stato, un trust se (i) un tribunale negli Stati Uniti e' competente conformemente al diritto applicabile ad emettere un'ordinanza o una sentenza in merito sostanzialmente a tutte le questioni relative alla amministrazione del trust, e (ii) una o piu' persone statunitensi hanno l'autorita' di controllare tutte le decisioni sostanziali del
11 trust, o di un patrimonio di un de cuius che e' un cittadino o un residente degli Stati Uniti. Questo sub-paragrafo 1(ee) e' interpretato in conformita' all'internal Revenue Code degli Stati Uniti; ff) il termine «persona statunitense specificata» designa una persona statunitense, diversa da: (i) una societa' di capitali le cui azioni sono regolarmente negoziate su uno o piu' mercati mobiliari regolamentati; (ii) qualsiasi societa' di capitali che e' un membro appartenente allo stesso gruppo di affiliate (expanded affiliated group), come definito nella sezione 1471(e)(2) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti, quale societa' di capitali descritta nella clausola (i); (iii) gli Stati Uniti o qualsiasi suo ente o agenzia interamente posseduta; (iv) qualsiasi Stato degli Stati Uniti, qualsiasi territorio statunitense, qualsiasi suddivisione politica di uno dei precedenti, o qualsiasi agenzia o ente interamente posseduto di uno o piu' dei precedenti; (v) qualsiasi organizzazione esente da imposte conformemente alla sezione 501(a) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti o un piano pensionistico individuale come definito nella sezione 7701(a)(37) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; (vi) qualsiasi banca come definita nella sezione 581 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; (vii) qualsiasi trust di investimento immobiliare come definito nella sezione 856 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; (viii) qualsiasi societa' di investimento regolamentata come definita nella sezione 851 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti o qualsiasi entita' registrata presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti conformemente all'investment Company Act del 1940 (15 U.S.C. 80a-64); (ix) qualsiasi common trust fund come definito nella sezione 584(a) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; (x) ogni trust che e' esente da imposte conformemente alla sezione 664(c) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti o che e' descritto nella sezione 4947(a)(1) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; (xi) un operatore in titoli, commodities, o strumenti finanziari derivati (inclusi i contratti su capitali figurativi, futures, forwards e opzioni) che e' registrato come tale o in base alla legislazione degli Stati Uniti o di ogni suo Stato; (xii) un intermediario come definito nella sezione 6045(c) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; o (xiii) ogni trust esente da imposte conformemente a un piano descritto nella sezione 403(b) o nella sezione 457(b) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; gg) il termine «entita'» designa una persona giuridica o un dispositivo giuridico quale un trust; hh) il termine «entita' non statunitense» designa un'entita' che non e' una persona statunitense; ii) il termine «pagamento di fonte statunitense sul quale e' applicabile la ritenuta» designa ogni pagamento di interessi (incluso ogni sconto di emissione), dividendi, locazioni, stipendi, salari, premi, rendite, compensi, remunerazioni, emolumenti, e altri guadagni, utili e redditi annuali o periodici fissi o determinabili, se tale pagamento deriva da fonti all'interno degli Stati Uniti. Nonostante quanto precede, un pagamento di fonte statunitense sul quale e' applicabile la ritenuta non comprende nessun pagamento che non e' considerato un pagamento sul quale e' applicabile la ritenuta nei pertinenti regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti; jj) un'entita' e' una «entita' collegata» di un'altra entita' se una delle due entita' controlla l'altra entita', ovvero le due entita' sono soggette a controllo comune. A tal fine, il controllo comprende il possesso diretto o indiretto di piu' del 50 per cento dei diritti di voto o del valore in un'entita'. Nonostante quanto precede, l'italia puo' trattare un'entita' non come entita' collegata di un'altra entita' se le due entita' non sono membri appartenenti allo stesso gruppo di affiliate (expanded affiliated group) come
12 definito nella sezione 1471(e)(2) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti; kk) il termine «TIN statunitense» designa un codice di identificazione fiscale federale degli Stati Uniti; ll) il termine «TIN italiano» designa un codice di identificazione fiscale dell'italia; mm) il termine «persone che esercitano il controllo» designa le persone fisiche che esercitano il controllo su una entita'. Nel caso di un trust, tale termine designa il disponente, i trustee, l'eventuale protettore o i beneficiari o classe di beneficiari, e ogni altra persona fisica che, in ultima istanza, esercita il controllo effettivo sul trust, e nel caso di un dispositivo giuridico diverso da un trust, tale termine designa persone che sono in posizioni equivalenti o similari. Il termine «persone che esercitano il controllo» va interpretato in conformita' alle raccomandazioni del GAFI. 2. Ogni termine non altrimenti definito nel presente Accordo, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione o che le autorita' competenti concordino un significato comune (come consentito dal diritto interno), ha il significato che ad esso e' attribuito in quel momento dalla legislazione della Parte che applica l'accordo, prevalendo ogni significato attribuito dalle leggi tributarie applicabili di tale Parte sul significato attribuito al termine a norma di altre leggi di tale Parte. Art. 2. Obblighi in materia di ottenimento e scambio di informazioni relative a conti oggetto di comunicazione 1. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 3, ciascuna Parte ottiene le informazioni indicate al paragrafo 2 del presente articolo relative a tutti i conti oggetto di comunicazione e scambia con cadenza annuale tali informazioni con l'altra Parte su base automatica ai sensi delle disposizioni dell'articolo 26 della Convenzione. 2. Le informazioni da ottenere e scambiare sono: a) nel caso dell'italia, in relazione a ciascun conto statunitense oggetto di comunicazione di ciascuna istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione: (1) il nome, l'indirizzo e TIN statunitense di ciascuna persona statunitense specificata che e' un titolare di tale conto e, nel caso di un'entita' non statunitense che, dopo l'applicazione delle procedure di adeguata verifica indicate nell'allegato I, e' identificato come avente una o piu' persone che esercitano il controllo che sono una persona statunitense specificata, il nome, l'indirizzo e l'eventuale TIN statunitense di tale entita' e di ciascuna di tali persone statunitensi specificate; (2) il numero di conto (o equivalente funzionale in assenza di un numero di conto); (3) il nome e il numero di identificazione della istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione; (4) il saldo o il valore del conto (compreso, nel caso di un contratto di assicurazione per il quale e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contract) o di un contratto di rendita, il valore maturato o il valore di riscatto) alla fine del pertinente anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione ovvero, se il conto e' stato chiuso nel corso di tale anno, immediatamente prima della chiusura; (5) nel caso di un conto di custodia: (A) l'importo totale lordo degli interessi, l'importo totale lordo dei dividendi, nonche' l'importo totale lordo di altri redditi generati in relazione alle attivita' detenute nel conto, in ogni caso pagati o accreditati sul conto (o in relazione al conto) nel corso
13 dell'anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione; e (B) gli introiti totali lordi derivanti dalla vendita o dal riscatto dei beni patrimoniali pagati o accreditati sul conto nel corso dell'anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione in relazione al quale l'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione ha agito come custode, intermediario, intestatario o altrimenti come agente per il titolare del conto; (6) nel caso di un qualsiasi conto di deposito, l'importo totale lordo degli interessi pagati o accreditati sul conto nel corso dell'anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione; e (7) nel caso di qualsiasi conto non descritto nei sub-paragrafi (5) o (6) del presente paragrafo, l'importo totale lordo pagato o accreditato al titolare del conto in relazione al conto nel corso dell'anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione in relazione al quale l'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione e' l'obbligato o il debitore, compreso l'importo complessivo di eventuali pagamenti di riscatto effettuati al titolare del conto nel corso dell'anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione; b) nel caso degli Stati Uniti, in relazione a ciascun conto italiano oggetto di comunicazione di ciascuna istituzione finanziaria statunitense tenuta alla comunicazione: (1) il nome, l'indirizzo e il TIN italiano di qualsiasi persona che e' un residente dell'italia e titolare di tale conto; (2) il numero di conto (o l'equivalente funzionale in assenza di un numero di conto); (3) il nome e il numero di identificazione dell'istituzione finanziaria statunitense tenuta alla comunicazione; (4) l'importo lordo degli interessi pagati su un conto di deposito; (5) l'importo lordo dei dividendi di fonte statunitense pagati o accreditati sul conto, e (6) l'importo lordo di altri redditi di fonte statunitense pagati o accreditati sul conto, nella misura in cui sono soggetti agli obblighi di comunicazione ai sensi del capitolo 3 del sottotitolo A o del capitolo 61 del sottotitolo F dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti. Art. 3. Tempo e modalita' dello scambio di informazioni 1. Ai fini degli obblighi in materia di scambio di informazioni di cui all'articolo 2, l'importo e la qualificazione dei pagamenti effettuati in relazione ad un conto statunitense oggetto di comunicazione possono essere determinati in conformita' ai principi della normativa tributaria italiana e l'importo e la qualificazione dei pagamenti effettuati in relazione ad un conto italiano oggetto di comunicazione possono essere determinati in conformita' ai principi della legislazione tributaria relativa all'imposta sul reddito federale degli Stati Uniti. 2. Ai fini degli obblighi in materia di scambio di informazioni di cui all'articolo 2, le informazioni scambiate identificano la valuta in cui e' denominato ciascun relativo importo. 3. Per quanto concerne il paragrafo 2 dell'articolo 2, le informazioni devono essere ottenute e scambiate in relazione al 2014 e a tutti gli anni successivi, salvo che: a) nel caso dell'italia: (1) le informazioni che devono essere ottenute e scambiate in relazione al 2014 sono esclusivamente le informazioni descritte nei sub-paragrafi da (a)(1) a (a)(4); (2) le informazioni che devono essere ottenute e scambiate in relazione al 2015 sono le informazioni descritte nei sub-paragrafi da (a)(1) a (a)(7), ad eccezione degli introiti lordi descritti nel
14 sub-paragrafo (a)(5)(b), e (3) le informazioni che devono essere ottenute e scambiate in relazione al 2016 e agli anni successivi sono le informazioni descritte nei sub-paragrafi da (a)(1) a (a)(7); b) nel caso degli Stati Uniti, le informazioni che devono essere ottenute e scambiate in relazione al 2014 e agli anni successivi sono tutte le informazioni indicate nel sub-paragrafo (b). 4. Nonostante il paragrafo 3 del presente articolo, per quanto concerne ciascun conto oggetto di comunicazione intrattenuto al 30 giugno 2014 presso una istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione, e fatto salvo il paragrafo 4 dell'articolo 6, le Parti non sono tenute ad ottenere e includere nelle informazioni scambiate il TIN italiano o il TIN statunitense, a seconda dei casi, di qualsiasi persona pertinente se tale numero di identificazione del contribuente non e' negli archivi dell'istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione. In tal caso, le Parti ottengono e includono tra le informazioni scambiate la data di nascita della persona in questione, se l'istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione possiede tale data di nascita nei propri archivi. 5. Fatti salvi i paragrafi 3 e 4 del presente articolo, le informazioni descritte all'articolo 2 sono scambiate entro nove mesi dalla fine dell'anno solare a cui le informazioni si riferiscono. 6. Le autorita' competenti dell'italia e degli Stati Uniti convengono per iscritto ai sensi della procedura amichevole di cui all'articolo 25 della Convenzione: a) le procedure per gli obblighi in materia di scambio automatico di cui all'articolo 2; b) le norme e le procedure che si rendono necessarie per attuare l'articolo 5; e c) le procedure necessarie per lo scambio di informazioni riportate ai sensi del sub-paragrafo 1(b) dell'articolo Tutte le informazioni scambiate sono soggette agli obblighi di riservatezza e alle altre tutele previste dalla Convenzione, comprese le disposizioni che limitano l'uso delle informazioni scambiate. Art. 4. Applicazione della normativa FATCA a istituzioni finanziarie italiane 1. Trattamento di istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione. Si considera che ciascuna istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione soddisfa le condizioni previste nella Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti e non e' soggetta a ritenuta alla fonte ai sensi della medesima sezione, se l'italia adempie ai propri obblighi ai sensi degli articoli 2 e 3 in relazione a tale istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione e l'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione: a) identifica i conti statunitensi oggetto di comunicazione e comunica con cadenza annuale all'autorita' competente italiana le informazioni che devono essere comunicate ai sensi del sub-paragrafo 2(a) dell'articolo 2 nei tempi e nei modi descritti nell'articolo 3; b) per ciascuno degli anni 2015 e 2016, comunica con cadenza annuale all'autorita' competente italiana il nome di ciascuna istituzione finanziaria non partecipante alla quale ha effettuato pagamenti, nonche' l'importo complessivo di tali pagamenti; c) adempie agli obblighi di registrazione applicabili alle istituzioni finanziarie nelle giurisdizioni partner; d) nella misura in cui un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione (i) agisce in qualita' di intermediario qualificato (ai fini della Sezione 1441 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti) che ha scelto di assumere responsabilita' primarie del sostituto d'imposta ai sensi del capitolo 3 del Sottotitolo A
15 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti, (ii) e' una societa' di persone estera che ha scelto di agire in qualita' di withholding foreign partnership (ai fini delle Sezioni 1441 e 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti), o (iii) e' un trust estero che ha scelto di agire in qualita' di withholding foreign trust (ai fini delle Sezioni 1441 e 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti), applica una ritenuta del 30 per cento su qualsiasi pagamento di fonte statunitense sul quale e' applicabile la ritenuta corrisposto ad un'istituzione finanziaria non partecipante; e e) nel caso di un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione, non descritta nel sub-paragrafo (d) del presente paragrafo, che effettua un pagamento, o agisce in qualita' di intermediario in relazione a un pagamento di fonte statunitense sul quale e' applicabile la ritenuta corrisposto ad un'istituzione finanziaria non partecipante, l'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione fornisce al piu' prossimo pagatore di tale pagamento di fonte statunitense sul quale e' applicabile la ritenuta le informazioni necessarie ai fini della ritenuta alla fonte e della comunicazione che devono avere luogo in relazione a tale pagamento. Nonostante quanto precede, un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione in relazione alla quale non sono soddisfatte le condizioni del presente paragrafo, non e' assoggettata a ritenuta ai sensi della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti a meno che tale istituzione finanziaria italiana non sia trattata dall'irs quale istituzione finanziaria non partecipante ai sensi del sub-paragrafo 2(b) dell'articolo Sospensione di norme relative ai conti recalcitranti. Gli Stati Uniti non richiedono ad un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione di effettuare una ritenuta ai sensi della Sezione 1471 o 1472 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti in relazione a un conto detenuto da un titolare di conto recalcitrante (come definito nella Sezione 1471(d)(6) dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti) o di chiudere tale conto, se l'autorita' competente statunitense riceve le informazioni di cui al sub-paragrafo 2(a) dell'articolo 2, fatte salve le disposizioni dell'articolo 3, in relazione a tale conto. 3. Trattamento specifico dei piani pensionistici. Ai fini della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti, gli Stati Uniti trattano i piani pensionistici italiani descritti e identificati nell'allegato II come un'istituzione finanziaria estera considerata adempiente o come un beneficiario effettivo esente, a seconda dei casi. A tale scopo, un piano pensionistico italiano comprende un'entita' costituita o situata in Italia e regolamentata in Italia, oppure un accordo contrattuale o un dispositivo giuridico predeterminato che opera per fornire prestazioni pensionistiche o per conseguire un reddito per fornire tali prestazioni ai sensi della legislazione italiana e regolamentato in relazione a contributi, distribuzioni, comunicazioni, sponsorizzazioni e tassazione. 4. Identificazione e trattamento di altre istituzioni finanziarie estere considerate adempienti e beneficiari effettivi esenti. Ai fini della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti, gli Stati Uniti trattano qualsiasi istituzione finanziaria italiana che non e' tenuta alla comunicazione come un'istituzione finanziaria estera considerata adempiente o come un beneficiario effettivo esente, a seconda dei casi. 5. Norme speciali concernenti le entita' collegate che sono istituzioni finanziarie non partecipanti. Se un'istituzione finanziaria italiana, che altrimenti soddisfa i requisiti di cui al paragrafo 1 del presente articolo o e' descritta ai paragrafi 3 o 4 del presente articolo, possiede un'entita' collegata o una succursale che opera in una giurisdizione che impedisce a tale entita' collegata o succursale di soddisfare i requisiti di un'istituzione finanziaria estera partecipante o di un'istituzione finanziaria estera
16 considerata adempiente ai fini della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti o ha un'entita' collegata o una succursale che e' trattata come un'istituzione finanziaria non partecipante solo in ragione della cessazione della regola transitoria per le limited FFI e per le limited branch in applicazione dei pertinenti regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, tale istituzione finanziaria italiana continua ad essere adempiente rispetto ai termini del presente Accordo e continua ad essere trattata come un'istituzione finanziaria estera considerata adempiente o come un beneficiario effettivo esente ai fini della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti, a condizione che: a) l'istituzione finanziaria italiana tratti tale entita' collegata o succursale come un'istituzione finanziaria non partecipante separata ai fini di tutti gli obblighi di comunicazione e di ritenuta alla fonte del presente Accordo e tale entita' collegata o succursale si identifichi presso i sostituti d'imposta quale istituzione finanziaria non partecipante; b) ciascuna di tali entita' collegate o succursali identifichi i propri conti statunitensi e comunichi le informazioni relative a tali conti come previsto a norma della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti nella misura consentita dalle pertinenti disposizioni di legge applicabili all'entita' collegata o alla succursale; e c) tale entita' collegata o succursale non solleciti specificamente conti statunitensi detenuti da persone che non sono residenti nella giurisdizione in cui e' situata tale succursale o entita' collegata ovvero conti detenuti da istituzioni finanziarie non partecipanti che non sono stabilite nella giurisdizione in cui e' situata tale succursale o entita' collegata, e tale succursale o entita' collegata non e' utilizzata dall'istituzione finanziaria italiana o da altra entita' collegata al fine di eludere gli obblighi previsti ai sensi del presente Accordo o ai sensi della Sezione 1471 dell'internal Revenue Code degli Stati Uniti, a seconda dei casi. 6. Coordinamento dei tempi. Nonostante i paragrafi 3 e 5 dell'articolo 3: a) l'italia non e' obbligata ad ottenere e scambiare informazioni riferite ad un anno solare precedente a quello in relazione al quale analoghe informazioni devono essere comunicate all'irs da parte delle istituzioni finanziarie estere partecipanti ai sensi dei regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti; b) l'italia non e' obbligata ad avviare lo scambio di informazioni prima della data entro la quale le istituzioni finanziarie estere partecipanti sono tenute a comunicare informazioni analoghe all'irs ai sensi dei regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti; c) gli Stati Uniti non sono obbligati ad ottenere e scambiare informazioni riferite ad un anno solare precedente al primo anno solare in relazione al quale l'italia e' tenuta a ottenere e scambiare le informazioni; d) gli Stati Uniti non sono obbligati ad avviare lo scambio di informazioni prima della data entro la quale l'italia e' tenuta ad avviare lo scambio di informazioni. 7. Coordinamento delle definizioni con i regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Nonostante l'articolo 1 del presente Accordo e le definizioni di cui agli Allegati al presente Accordo, nel dare attuazione allo stesso, l'italia puo' utilizzare, e puo' consentire alle istituzioni finanziarie italiane di utilizzare una definizione presente nei pertinenti regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in luogo di una corrispondente definizione del presente Accordo, a condizione che tale applicazione non pregiudichi le finalita' dell'accordo stesso.
17 Art. 5. Collaborazione in materia di compliance e applicazione delle disposizioni 1. Errori minori e amministrativi. Fatte salve eventuali ulteriori condizioni stabilite in un accordo tra autorita' competenti posto in essere in conformita' al paragrafo 6 dell'articolo 3, un'autorita' competente informa l'autorita' competente dell'altra Parte quando la prima autorita' competente ha ragione di ritenere che errori amministrativi o altri errori minori possano aver condotto alla comunicazione di informazioni inesatte o incomplete o aver provocato altre violazioni del presente Accordo. L'autorita' competente di tale altra Parte applica la propria legislazione interna (incluse le sanzioni ivi previste) per ottenere le informazioni corrette e/o complete o per rimediare alle altre violazioni del presente Accordo. 2. Grave non conformita': a) un'autorita' competente informa l'autorita' competente dell'altra Parte quando detta prima autorita' competente ha stabilito che sussiste una grave non conformita' agli obblighi di cui al presente Accordo relativamente ad un'istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione nell'altra giurisdizione. L'autorita' competente di tale altra Parte applica il proprio diritto interno (comprese le sanzioni applicabili) per rimediare alla grave non conformita' descritta nella notifica; b) qualora, nel caso di un'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione, tali azioni volte alla applicazione delle disposizioni non risolvono la non conformita' entro un periodo di 18 mesi successivi alla prima notifica della grave non conformita', gli Stati Uniti considerano l'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione come un'istituzione finanziaria non partecipante ai sensi del presente paragrafo. 3. Ricorso a fornitori terzi di servizi. Ciascuna Parte puo' consentire alle istituzioni finanziarie tenute alla comunicazione di utilizzare fornitori terzi di servizi per adempiere agli obblighi loro imposti da una Parte, come previsti nel presente Accordo, ma la responsabilita' per tali obblighi resta in capo alle istituzioni finanziarie tenute alla comunicazione. 4. Prevenzione dell'elusione. Le Parti adottano le misure necessarie a evitare che le istituzioni finanziarie facciano ricorso a pratiche atte ad eludere gli obblighi di comunicazione richiesti dal presente Accordo. Art. 6. Impegno reciproco a continuare a intensificare l'efficacia dello scambio di informazioni e la trasparenza 1. Reciprocita'. Il Governo degli Stati Uniti riconosce la necessita' di raggiungere livelli equivalenti di reciproco scambio di informazioni automatico con l'italia. Il Governo degli Stati Uniti si impegna a migliorare ulteriormente la trasparenza e ad intensificare i rapporti di scambio con l'italia perseguendo l'adozione di regolamenti e appoggiando e sostenendo la legislazione diretta a conseguire tali livelli equivalenti di reciproco scambio automatico. 2. Trattamento dei pagamenti passthru e dei ricavi lordi. Le Parti si impegnano a collaborare, assieme ad altri partner, per lo sviluppo di un approccio alternativo pratico ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi di policy relativi alle ritenute alla fonte sui pagamenti esteri passthru e sugli introiti lordi esteri che riduca al minimo l'onere. 3. Sviluppo di un modello comune di comunicazione e scambio. Le Parti si impegnano a collaborare con altri partner e con l'organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nonche' l'unione europea, al fine di adeguare i termini del presente Accordo
18 a un modello comune per lo scambio automatico di informazioni, compreso lo sviluppo di standard comuni in materia di obblighi di comunicazione e di adeguata verifica per le istituzioni finanziarie. 4. Documentazione dei conti intrattenuti al 30 giugno Per quanto concerne i conti oggetto di comunicazione intrattenuti al 30 giugno 2014 presso un'istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione: a) per la comunicazione relativa al 2017 e agli anni successivi, gli Stati Uniti si impegnano a stabilire, entro il 1 gennaio 2017, norme che impongono alle istituzioni finanziarie statunitensi tenute alla comunicazione di ottenere e comunicare il TIN italiano di ciascun titolare di un conto italiano oggetto di comunicazione come richiesto a norma del sub-paragrafo 2(b)(1) dell'articolo 2; e b) per la comunicazione relativa al 2017 e agli anni successivi, l'italia si impegna a stabilire, entro il 1 gennaio 2017, norme che impongono alle istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione di ottenere il TIN statunitense di ciascuna persona statunitense specificata come richiesto a norma del sub-paragrafo 2(a)(1) dell'articolo 2. Art. 7. Coerenza nell'applicazione della normativa FATCA alle giurisdizioni partner 1. All'Italia e' riconosciuto il beneficio di tutte le condizioni piu' favorevoli ai sensi dell'articolo 4 o dell'allegato 1 del presente Accordo relativamente all'applicazione della normativa FATCA alle istituzioni finanziarie italiane se concesse ad un'altra giurisdizione partner in virtu' della conclusione di un accordo bilaterale a norma del quale l'altra giurisdizione partner si impegna ad assumere i medesimi obblighi dell'italia di cui agli articoli 2 e 3 del presente Accordo, ed e' soggetta agli stessi termini e alle stesse condizioni indicati nei medesimi nonche' negli articoli da 5 a 9 dell'accordo. 2. Gli Stati Uniti notificano all'italia eventuali condizioni piu' favorevoli e applicano automaticamente tali condizioni piu' favorevoli ai sensi del presente Accordo come se fossero specificate nell'accordo stesso e aventi efficacia a partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo comprendente le condizioni piu' favorevoli. Art. 8. Consultazioni ed emendamenti 1. Qualora sorgano difficolta' nell'applicazione del presente Accordo, ciascuna Parte puo' chiedere di avviare consultazioni al fine di elaborare misure adeguate a garantire l'esecuzione del presente Accordo. 2. Il presente Accordo puo' essere modificato con il consenso scritto tra le Parti. Ogni emendamento entrera' in vigore con le stesse procedure di cui al paragrafo 1 dell'articolo 10. Art. 9. Allegati Gli Allegati costituiscono parte integrante del presente Accordo. Art. 10. Durata dell'accordo 1. Il presente Accordo entrera' in vigore alla data in cui l'italia notifichera' per iscritto agli Stati Uniti il completamento delle proprie procedure interne necessarie all'entrata in vigore del
19 presente Accordo. 2. Ciascuna Parte puo' denunciare il presente Accordo inviandone notifica all'altra Parte per iscritto. La denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di 12 mesi a decorrere dalla data della notifica di denuncia. 3. Le Parti, entro il 31 dicembre 2016, si consultano in buona fede per modificare il presente Accordo come necessario per tener conto dei progressi nell'attuazione degli impegni di cui all'art. 6. In fede, i sottoscritti, debitamente autorizzati dai rispettivi Governi, hanno firmato il presente Accordo. Fatto a Roma, in duplice esemplare, in lingua inglese ed italiana, entrambi i testi facenti egualmente fede, il giorno 10 gennaio 2014 Parte di provvedimento in formato grafico Allegato 1 OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA PER L'IDENTIFICAZIONE E LA COMUNICAZIONE DI CONTI STATUNITENSI OGGETTO DI COMUNICAZIONE E DI PAGAMENTI A TALUNE ISTITUZIONI FINANZIARIE NON PARTECIPANTI I. Disposizioni generali. A. L'Italia obbliga le istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione ad applicare le procedure di adeguata verifica di cui al presente Allegato I per identificare i conti statunitensi oggetto di comunicazione nonche' i conti detenuti da istituzioni finanziarie non partecipanti. B. Ai fini del presente Accordo: 1. Tutti gli importi in dollari devono essere intesi come inclusivi dell'equivalente in altre valute. 2. Salvo disposizioni contrarie del presente Accordo, il saldo o il valore di un conto sara' determinato all'ultimo giorno dell'anno solare o altro adeguato periodo di rendicontazione. 3. Qualora occorra determinare una soglia per il saldo o il valore al 30 giugno 2014, in conformita' al presente Allegato I, il relativo saldo o valore e' determinato a tale data o all'ultimo giorno del periodo di rendicontazione che termina immediatamente prima del 30 giugno 2014, e qualora occorra determinare una soglia per il saldo o il valore all'ultimo giorno dell'anno solare in conformita' al presente Allegato I, il relativo saldo o valore e' determinato all'ultimo giorno dell'anno solare o altro adeguato periodo di rendicontazione. 4. Fatto salvo il paragrafo II.E (1), un conto sara' considerato come conto statunitense oggetto di comunicazione a partire dalla data in cui viene identificato come tale ai sensi delle procedure di adeguata verifica di cui al presente Allegato I. 5. Salvo diversa disposizione, le informazioni relative ad un conto statunitense oggetto di comunicazione sono comunicate con cadenza annuale nel corso dell'anno solare successivo a quello a cui si riferiscono le informazioni stesse. C. In alternativa alle procedure descritte in ciascuna Sezione del presente Allegato I, l'italia puo' consentire alle istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione di esperire le procedure descritte nei pertinenti Regolamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per stabilire se un conto e' un conto statunitense oggetto di comunicazione o un conto detenuto da un'istituzione finanziaria non partecipante. II. Conti preesistenti di persone fisiche. Ai fini dell'identificazione dei conti statunitensi oggetto di comunicazione tra i conti preesistenti detenuti da persone fisiche («conti preesistenti di persone fisiche») si applicano le seguenti regole e procedure. A. Conti per i quali non sussiste l'obbligo di verifica, identificazione o comunicazione. A meno che l'istituzione finanziaria
20 italiana tenuta alla comunicazione non decida altrimenti, qualora le norme di attuazione in Italia prevedano tale facolta' di scelta, per i seguenti conti non sussiste l'obbligo di verifica, identificazione, o comunicazione quali conti statunitensi oggetto di comunicazione: 1. Fatto salvo il sub-paragrafo E (2) della presente Sezione, conti preesistenti di persone fisiche con un saldo o un valore che non superi $ al 30 giugno Fatto salvo il sub-paragrafo E (2) della presente Sezione, conti preesistenti di persone fisiche che consistono in contratti di assicurazione per i quali e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contracts) e contratti di rendita con un saldo o un valore pari o inferiore a $ al 30 giugno Conti preesistenti di persone fisiche che consistono in contratti di assicurazione per i quali e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contracts) o contratti di rendita, a condizione che la normativa o i regolamenti dell'italia o degli Stati Uniti vietino efficacemente la vendita di contratti di assicurazione per i quali e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contracts) o contratti di rendita a residenti degli Stati Uniti, come nel caso in cui la relativa istituzione finanziaria non possegga la registrazione richiesta ai sensi del diritto statunitense, e la legislazione italiana preveda l'obbligo di comunicazione o di applicazione della ritenuta per quanto concerne i prodotti assicurativi detenuti da residenti in Italia. 4. Qualsiasi conto di deposito con un saldo o un valore pari o inferiore a $ B. Procedure di verifica dei conti preesistenti di persone fisiche con un saldo o un valore che superi $ al 30 giugno 2014 ($ per contratti di assicurazione per i quali e' misurabile un valore maturato (cash value insurance contracts) o contratti di rendita), ma non ecceda $ («conti di importo non rilevante»). 1. Ricerca negli archivi elettronici. L'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione verifica i dati rintracciabili elettronicamente conservati nei propri archivi al fine di individuare uno o piu' dei seguenti indizi di conti statunitensi («U.S. Indicia»): a) identificazione del titolare del conto come cittadino o residente statunitense; b) indicazione univoca di luogo di nascita negli Stati Uniti; c) attuale indirizzo postale o di residenza statunitense (ivi compresi una casella postale statunitense o un indirizzo «c/o» statunitense); d) attuale numero di telefono statunitense; e) ordini di bonifico permanente a favore di un conto intrattenuto negli Stati Uniti; f) procura o potesta' di firma attualmente valida conferita a un soggetto con indirizzo statunitense; ovvero g) un indirizzo «c/o» o di fermo posta che rappresenta l'unico indirizzo del titolare del conto presente negli archivi dell'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione. Nel caso di un conto individuale preesistente che sia un conto di importo non rilevante, un indirizzo «c/o» al di fuori degli Stati Uniti non viene considerato come indizio di conti statunitensi. 2. Se tramite la ricerca elettronica non viene rilevato nessuno degli indizi di conti statunitensi elencati al sub-paragrafo B (1) della presente Sezione, non sono richiesti ulteriori adempimenti fino a quando non interviene un cambiamento di circostanze sul conto, come descritto al sub-paragrafo C (2) della presente sezione, a seguito del quale uno o piu' US Indicia vengono associati al conto stesso. 3. Se tramite la ricerca elettronica viene rilevato taluno degli US Indicia elencati al sub-paragrafo B (1) della presente Sezione, l'istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione
Vigente al: 8-7-2015. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
LEGGE 18 giugno 2015, n. 95 Ratifica ed esecuzione dell'accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'america finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale
Decreto di attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della
Decreto di attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE DECRETO 28 dicembre 2015 Attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva
16.12.2014 L 359/1 I (Atti legislativi) DIRETTIVE DIRETTIVA 2014/107/UE DEL CONSIGLIO del 9 dicembre 2014 recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 articolo 4
 Art. 6
 Art. 7
 articolo 1
 Art. 8
 articolo 1
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 1
 sentenza 
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 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10