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Timestamp: 2017-12-17 02:14:27+00:00

Document:
Il delitto sconosciuto, l’art. 647 c.p.: l’ appropriazione di cosa smarrita o di cui si viene in possesso per errore altrui o caso fortuito
Molinari Massimiliano, 3 marzo 2011
b) di cui l’amministrazione conosce perfettamente l’identità e la residenza;
c) il quale viene, non rare volte, di fatto, costretto contro la propria volontà, a non esercitare il proprio diritto (in ragione dei tempi e costi di causa che conseguirebbero per riottenerne la proprietà agendo contro il sindaco), a mio avviso a causa di pratiche giuridicamente poco corrette, da parte di alcuni Comuni, e vado a spiegarmi.
A norma dell’art. 929 c.c., il diritto di proprietà viene automaticamente acquisito dal ritrovatore, allo scadere del periodo indicato (acquisizione per invenzione sottoposta a condizione sospensiva), se ne ricorda il chiaro dettato:
“Art.50:…trascorso un anno dalla pubblicazione…gli oggetti o i valori ritrovati, spettano al rinvenitore, il quale può esercitare tale diritto entro 30 giorni dal termine predetto..” (comune di Grosseto1) ;
“Art.7:…il cittadino che ha ritrovato l’oggetto può esercitare il diritto ad acquisirne la proprietà entro il termine di 60 giorni consecutivi dalla scadenza a pena di decadenza” (comune di Milano2);
“Art. 13 n.2) Il ritrovatore potrà ritirare l’oggetto di cui è divenuto proprietario entro tre mesi dalla data suddetta, previo pagamento delle spese di cui all’art. 11. 3) In assenza di esplicita manifestazione di volontà di acquisire la proprietà del bene entro il medesimo termine decadono i diritti del ritrovatore.” (comune di Pramaggiore3).
Anche se riguardante una tematica diversa, vale la pena, a puro titolo di curiosità, riportare pedissequamente l’incredibile dettato dell’art. 7 del regolamento del Comune di Rimini4: “Il proprietario, cui l’oggetto venga restituito, dovrà depositare all’Economo, contestualmente al ritiro, l’importo del premio dovuto al rinvenitore, stabili(to) ai sensi dell’art. 930 del C.C.”: se veramente il funzionario comunale si rifiutasse di riconsegnare il bene allo smarritore, che dopo aver pagato le spese si rifiutasse di sborsare il premio, la sua condotta soddisferebbe l’elemento oggettivo del reato di estorsione ex art. 629 c.p..
“Art. 8)…Trascorso un anno…sarà messo a disposizione del ritrovatore, il quale lo potrà ritirare entro trenta giorni dalla data predetta…Art. 9) Decorsi i termini senza che il proprietario o il ritrovatore si siano presentati a reclamare l’oggetto, questo diventerà dell’Amministrazione Comunale.”(Comune di Fiumicino5; conformi comuni di Crema, Modena, Grosseto, Arezzo),
Qualora si ritenesse che, tali norme regolamentari, non siano volte ad operare un’acquisizione per occupazione, ma vogliano farlo attraverso una sorta di donazione tacita, non si potrebbe non rilevare, come tale atto di liberalità, non sia contemplato nel nostro sistema giuridico che, invece, prevede per quella fattispecie negoziale, una manifestazione di volontà esplicita dell’avente diritto così, nel caso in cui il ritrovatore, sua sponte, dichiarasse al momento della consegna del bene reperito, di rinunciare alla futura proprietà del bene, qualora questo non venisse reclamato dallo smarritore, ciò a favore del Comune, esemplare in tal senso l’articolo 18 n. 3 del regolamento delle Terre D’Argine6 (Carpi, Campogalliano, Soliera, Novi di Modena) che dice: “Il ritrovatore, all’atto contestuale della consegna dell’oggetto, può dichiarare il proprio disinteresse ad acquisirne la proprietà decorso il periodo previsto dalla legge, ed esplicare la propria volontà di lasciare il bene al patrimonio dell’Unione qualora non sia rintracciato il legittimo proprietario.”,
“ Perdere, ma non senza speranza di ritrovare7 ”,
“ Non riuscire più a trovare qualcosa che prima si aveva o si sapeva dove fosse8 ”,
“ Non trovare più qualcosa che si aveva con sé9”,
“ Perdere qualcosa, non riuscire più a trovarla10;
per la Cassazione Civile (sent. 944/1954) “…si ha cosa smarrita quando la stessa, uscita per un accidente fortuito dal possesso (inteso come disponibilità materiale) del proprietario, ma non dal suo patrimonio…mentre il proprietario (o possessore o detentore) ignori dove la cosa si trovi e perciò non abbia che un’incerta possibilità di recupero…11”;
nella massima della sentenza n. 100125/1965, ad opera della terza sezione penale, la Corte di Cassazione Penale così si pronuncia: “Perché possa parlarsi di cosa smarrita ai fini dell’applicazione dell’art. 647 c.p. è necessario il concorso di due elementi: uno oggettivo e uno soggettivo. Oggettivamente, occorre che la cosa sia uscita dalla sfera di sorveglianza del detentore; dal punto di vista soggettivo, si richiede che la persona che la deteneva non sia più in grado di ricostruire sulla cosa il primitivo potere di fatto, perché ignora il luogo in cui essa si trova. Non può considerarsi smarrita la cosa che sia stata dimenticata in un luogo che il possessore è in grado di ricordare, sì da poterla ricercare agevolmente. Per escludere lo smarrimento , sotto il profilo soggettivo, è necessario e sufficiente che, nell’avvedersi di non avere con sé la cosa, la persona ricordi ove l’ha lasciata sì da poterla agevolmente ricercare e recuperare12”;
sempre la Cassazione Penale, sez II, con la sentenza n. 4420/1985, ha stabilito: “ L’ipotesi di cui all’art. 647, n.1, c.p., ricorre quando concorrono il requisito obiettivo per il quale la cosa sia stata effettivamente smarrita e sia, perciò, uscita dalla sfera di sorveglianza del possessore, e quello subiettivo, per il quale occorre che colui, il quale la deteneva, non sia più in condizione di riacquistare il primitivo stato di fatto sulla cosa stessa13”;
ancora la Cassazione Penale, sez. VI, n. 9764/1982, ha dichiarato che “…la cosa si considera oggettivamente smarrita, quando concorrano due elementi: a) l’uscita dell’oggetto dalla sfera di sorveglianza del detentore, b) l’impossibilità per il possessore di ricostruire l’originario potere di fatto sulla res, perché ignora il luogo ove essa si trovi14”;
infine, quasi mi dimenticavo di segnalarla, la sez. III penale, alla sentenza n. 105975/1967 ha affermato: “Si ha “cosa smarrita” quando involontariamente il possessore perda sulla cosa la potestà di fatto, per l’intervento di un ostacolo materiale e permanente. Si ravvisa tale qualificazione tutte le volte che la cosa non possa essere recuperata senza incerte indagini, perché in tal caso deve considerarsi uscita dalla sfera di custodia del possessore: si esclude, invece, quando la cosa sia stata dimenticata in un luogo che il possessore ricorda, sì da poterla ritrovare facilmente15”.
“Poiché il venir meno della relazione materiale del titolare con una cosa che, come nelle ipotesi di assegno o altro titolo, conservi chiari e intatti i segni esteriori di un legittimo possesso altrui non implica, al di fuori dei casi di dismissione volontaria, che il potere di fatto sia cessato, colui che fa proprio un simile bene senza provvedere, avendone la possibilità, alla materiale restituzione pone in essere una condotta riconducibile, sotto il profilo materiale e psicologico, non già alla previsione dell’ art. 647 c.p.(appropriazione di cose smarrite) bensì ad altra fattispecie criminosa concretantesi nel furto, ove l’impossessamento sia avvenuto senza intermediario, con sottrazione vera e propria al titolare dello ius possidendi.16”;
“Nell’ipotesi di smarrimento di cose che, come gli assegni o le carte di credito, conservino chiari ed intatti i segni esteriori di un legittimo possesso altrui, il venir meno della relazione materiale fra la cosa ed il suo titolare non implica la cessazione del potere di fatto di quest’ultimo sul bene smarrito, con la conseguenza che colui che se ne appropria senza provvedere alla sua restituzione commette il reato di furto e non quello di appropriazione di cose smarrite.17”.
“ Ai fini della configurabilità del delitto di cui all’ art. 647 c.p., è richiesta la sussistenza di tre presupposti: che la cosa rinvenuta sia uscita dalla sfera di sorveglianza del detentore; che sia impossibile per il legittimo detentore ricostruire sulla cosa il primitivo potere di fatto per ignoranza del luogo ove la stessa si trovi; che siano assenti segni esteriori pubblicitari tali da consentire di identificare il legittimo possessore (fattispecie relativa a una tessera bancomat che conteneva indicazioni, quali l’istituto bancario di riferimento ed il numero convenzionale, la Corte ha ritenuto la configurabilità del reato di furto).18”.
“Ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 647 c.p., cosa smarrita è quella rispetto alla quale il possessore non ha di fatto alcun rapporto o potere materiale e psicologico; una volta accertato l’avvenuto smarrimento, ricorre, nell’appropriazione, il predetto reato, e non quello di furto, indipendentemente dall’atteggiamento psicologico del “rinvenitore” che può anche essere a conoscenza dell’altruità della cosa (fattispecie in tema di assegno). L’assegno bancario deve considerarsi cosa smarrita a prescindere dai segni esteriori, percepibili dall’agente, di un precedente legittimo, ma oramai non più esistente, possesso altrui. L’appropriazione di un assegno smarrito integra perciò il reato di appropriazione di cose smarrite e non di furto, per la cui configurazione è necessaria la sussistenza attuale del possesso altrui al momento della lesione19”.
In tema, è da segnalare la sentenza della Cassazione Penale, sez. II, n. 65/100749 così massimata: “La cosa mobile lasciata momentaneamente da un viaggiatore nello scompartimento di un treno non può considerarsi smarrita ai sensi dell’art. 647 c.p., poiché, nonostante il temporaneo abbandono, essa resta pur sempre soggetta alla custodia del proprietario o possessore e a quella del personale ferroviario, tenuto per regolamento a raccoglierla ed a consegnarla ai competenti uffici; per conseguenza, colui che si impossessa della stessa cosa deve rispondere del delitto di furto.20”.
A chi volesse approfondire maggiormente il tema dei regolamenti comunali sulle cose smarrite, mi permetto di consigliare la lettura di quello di Caorle21 che, per qualità giuridica, spicca sugli altri, infatti è un vero e proprio piccolo trattato sulla materia, di lodevole impegno.
L’OPZIONE NON APPROPRIATIVA ED I REGOLAMENTI COMUNALI pag. 2
LA COSA SMARRITA SECONDO IL VOCABOLARIO pag. 6
LA COSA SMARRITA SECONDO LE MASSIME DELLA CASSAZIONE pag. 6
LA COSA SMARRITA SECONDO IL SENSO COMUNE pag. 7
LA COSA DIMENTICATA E LA SFERA DI SORVEGLIANZA pag. 9
LO “SMARRIMENTO” DI TELEFONI CELLULARI pag. 11
LO SMARRIMENTO DEL PERSONAL COMPUTER pag. 12
LO “SMARRIMENTO” DI ANIMALI DA COMPAGNIA, SMARRIMENTO DEL CANE pag. 13
L’APPROPRIAZIONE DI ASSEGNI, TITOLI DI CREDITO, BANCOMAT pag. 15
L’APPROPRIAZIONE DI DENARO pag. 18
L’APPROPRIAZIONE DEL BAGAGLIO pag. 19
ALL’INTERNO DI UN TRENO pag. 19
IL BAGAGLIO AEREO ED IL SERVIZIO LOST AND FOUND pag. 21
LA TENTATA APPROPRIAZIONE DI COSA SMARRITA pag. 21
LE RICERCHE SULLE SPIAGGE pag. 22
L’APPROPRIAZIONE DI COSE DI CUI SI E’ VENUTI IN POSSESSO PER CASO FORTUITO O PER ERRORE ALTRUI pag. 23
IL CASO FORTUITO pag. 23
L’ERRORE ALTRUI pag. 23
CONSIDERAZIONI FINALI pag. 24
1 http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=313
2 http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/jsp/fibm-cdm/FDWL.jsp?cdm_cid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/Ritrovare un oggetto smarrito_ritrovare un oggetto smarrito/e0ac6600456adea0956ff568be630724/PUBLISHED&cdm_acid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/RegolamentoOggetti MI.PDF – d53d6a00458f3e5fb283fb92482b726d/d53d6a00458f3e5fb283fb92482b726d/PUBLISHED
3 http://www.comune.pramaggiore.ve.it/public/uffici/polizia_locale/regolamento_oggetti_rinvenuti.pdf
4http://www.comune.rimini.it/binary/comune_rimini/atti_regolamenti/Regolamento%20sugli%20oggetti%20smarriti%20e%20rinvenuti[1].1132248848.pdf
5http://comune.fiumicino.rm.gov.it/up/m297/documenti/4d380f8055cba.pdf
6http://delibere.comune.carpi.mo.it/associazione/UnioneDelibere.nsf/852ecb66b338bf3b412568ea004d8d11/7fadc2dacaa1cbeec12575980036cba4/$FILE/Regolamento_Oggetti-Smarriti%20definitivo.doc
7 Vocabolario della lingua italiana a cura di Antonio Sergent, Francesco Pagnoni editore, Milano, 1880
8 Vocabolario on-line dal sito www.treccani.it
9 Dal sito www.sapere.it (contenuti De Agostini)
10 Sabatini Coletti, dizionario della lingua italiana dal sito del Corriere della Sera
11 Cian Trabucchi, Commentario breve al Codice Civile, Cedam 2008
12 Crespi Forti Zuccalà, Commentario breve al Codice Penale, Cedam 2009
13 vedasi nota 6
14 vedasi nota 6
15 Crespi Forti Zuccalà, Commentario breve al Codice Penale, Cedam 2010
16 Crespi Stella Zuccalà, Commentario breve al Codice Penale, Cedam 2004
17 vedi nota 16
18 vedi nota 16
19 vedi nota 16
20 vedi nota 16
21 http://www.comune.caorle.ve.it/public/amministrazione/regolamenti/Reg_gestione_cose_ritrovate.pdf

References: art. 629
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 647
 art. 647
 sentenza