Source: https://www.consiglionotarilepavia.it/piano-triennale-prevenzione-corruzione/
Timestamp: 2020-05-28 21:17:16+00:00

Document:
Piano Triennale Prevenzione Corruzione – Consiglio Notarile di Pavia
ADOTTATO DAL CONSIGLIO NOTARILE DI PAVIA, SU PROPOSTA DEL REFERENTE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE, IN DATA 23 NOVEMBRE 2015, AI SENSI DELLA LEGGE N. 190/2012 E DELLE DELIBERE ANAC NN. 144/2014 E 145/2014
1. Il sistema di prevenzione della corruzione
Con la legge 6 novembre 2012, n. 190 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 265 del 13 novembre 2012) è stata introdotta la disciplina delle misure per limitare il verificarsi di fenomeni corruttivi e contrari alla legalità all’interno delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti comunque esercenti pubbliche funzioni o svolgenti attività di pubblico interesse.
d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235, recante “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi”;
d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39, recante “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”;
d.p.r. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici a norma dell’art. 54 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165”.
indebita ricezione, o accettazione della promessa, da parte di un pubblico ufficiale, per sé o per un terzo, di denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri – (art. 318 c.p. corruzione per l’esercizio della funzione);
indebita ricezione, o accettazione della promessa, da parte di un pubblico ufficiale, per sé o per un terzo, di denaro o altra utilità per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio – (art. 319 c.p. corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio);
abuso, da parte del pubblico ufficiale, della sua qualità o dei suoi poteri, nell’indurre taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità – (art. 319-quater c.p.);
Le pene per i predetti reati sono state recentemente inasprite dalla legge 27 maggio 2015, n. 69 recante “Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio”.
Nel Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e approvato dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), già Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle Amministrazioni Pubbliche (CiVIT) con la delibera n. 72 dell’11 settembre 2013, la nozione di corruzione fa riferimento ad una più ampia casistica di comportamenti che possono ostare al corretto perseguimento degli interessi pubblici.
2. La pianificazione delle misure di prevenzione della corruzione nel Consiglio Notarile Distrettuale di Pavia
2.1. Il Consiglio Notarile Distrettuale (CND) di Pavia
Il CND di Pavia è composto da nove notai, eletti dai notai esercenti nel distretto; gli eletti restano in carica tre anni. I membri del Consiglio sono rinnovati per un terzo in ciascun anno, secondo l’ordine di anzianità di nomina. Il Consiglio elegge tra i propri membri il Presidente, il Segretario e il Tesoriere.
vigila sulla conservazione del decoro nell’esercizio della professione, sulla condotta dei notai iscritti presso il medesimo, e sull’esatta osservanza dei loro doveri;
s’interpone, richiesto, a comporre le contestazioni tra notai, e tra notai e terzi, sia per la restituzione di carte e documenti, sia per questioni di spese ed onorari, o per qualunque altro oggetto attinente all’esercizio del notariato;
riceve dal Tesoriere, in principio di ogni anno, il conto delle spese dell’anno decorso e forma quello preventivo dell’anno seguente, salva l’approvazione del collegio;
Il CND vigila altresì sull’osservanza, da parte dei notai iscritti al collegio, dei principi e delle norme di deontologia professionale elaborati dal Consiglio nazionale del notariato secondo quanto previsto dall’articolo 2, comma primo, lettera f), della legge 3 agosto 1949, n. 577, e successive modificazioni.
Qualora venga rilevata l’inosservanza di leggi, di regolamenti, di principi e norme deontologiche elaborati dal Consiglio nazionale del notariato ovvero la violazione di altri doveri da parte del notaio, il Consiglio notarile del distretto al quale il notaio è iscritto promuove, per il tramite del presidente, procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 153 della l. 16 febbraio 1913, n. 89 recante Ordinamento del notariato e degli archivi notarili.
2.1.1. Organismi di diritto privato controllati o partecipati dal CND di Pavia.
Nell’ambito del CND è possibile distinguere tra attività istituzionali e strumentali:
strumentali, ovvero le attività concernenti i profili organizzativi e funzionali dell’ente, prodromiche al corretto esercizio delle attività istituzionali. L’attuale assetto organizzativo prevede le seguenti strutture:
Assetto organizzativo: il CND di Pavia ha due impiegate part-time, prive di qualifica dirigenziale.
Con nota del 23 dicembre 2014 il CNN, avviando una autonoma linea di confronto, nel prendere atto di quanto deciso dall’ANAC con la deliberazione n. 145/2014, segnalava la sussistenza di specifiche difficoltà attuative della normativa di contrasto alla corruzione, specie per i Consigli notarili distrettuali (in ragione delle ridotte realtà organizzative e dimensionali degli stessi, della assenza al loro interno di posizioni di livello dirigenziale, della carenza di personale e della mancanza delle risorse strumentali necessarie) e auspicava, in considerazione delle problematiche evidenziate, la costituzione di un tavolo tecnico volto all’individuazione di percorsi condivisi finalizzati alla concreta applicazione della normativa in questione.
Successivamente, in data 11 marzo 2015, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, in occasione dell’audizione alle Commissioni Riunite I – Affari costituzionale e XII – Affari sociali della Camera dei Deputati, ha riconosciuto l’oggettiva difficoltà di applicazione della normativa anticorruzione da parte degli Ordini collegiali, prospettando la necessità dell’elaborazione di apposite linee guida destinate agli Ordini e Collegi professionali. Tra le maggiori criticità segnalate, vi era quella, sostanziale, di verificare se come Responsabile per la prevenzione e la trasparenza potesse essere nominato un componente dello stesso Consiglio dell’Ordine, in assenza di personale dirigenziale o altro personale dipendente qualificato.
Nell’ambito del confronto avviato, il CNN procedeva all’adozione della delibera quadro n. 2-73/24 marzo 2015, concernente gli adempimenti di cui alla legge n. 190/2012 e ai decreti delegati, richiesta dall’ANAC, nell’ambito dei colloqui intercorsi, al fine specifico di effettuare una verifica preventiva del percorso da intraprendere in vista del corretto adempimento degli obblighi di cui alla citata normativa.
Nell’attesa di un riscontro alle soluzioni applicative prospettate con la summenzionata delibera, le attività intraprese dagli uffici del CNN per dare corso agli adempimenti di cui alle disposizioni in tema di contrasto alla corruzione proseguivano, sebbene subivano un rallentamento in ragione dell’impugnazione, da parte del Consiglio Nazionale Forense e di numerosi Consigli dell’Ordine degli Avvocati circondariali, delle delibere ANAC n. 144/2014 e n. 145/2014, con ricorso notificato il 3-4 dicembre 2014 e depositato il 17 dicembre 2014 innanzi al TAR per il Lazio, Roma;
A seguito della sentenza n. 11392/2015 resa dal TAR Lazio il 24 settembre 2015, nonostante le molteplici difficoltà di ordine applicativo, il CND, nel prendere atto di detta decisione, procedeva alla nomina del Referente della prevenzione della corruzione e all’avvio delle attività correlate agli adempimenti in materia di trasparenza nella riunione del CND tenutasi il 18 novembre 2015.
Seppur in assenza di specifiche indicazioni applicative della c.d. “normativa anticorruzione” alle peculiari specifiche organizzative e funzionali dei CND, si è proceduto all’approvazione del presente Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), per gli anni 2015-2017, per il Consiglio Notarile Distrettuale di Pavia.
Per processo si intende un insieme di attività interrelate che creano valore trasformando delle risorse (input del processo) in un prodotto (output del processo) destinato ad un soggetto interno o esterno all’amministrazione (utente). Il concetto di processo è più ampio di quello di procedimento amministrativo e ricomprende anche le procedure di natura privatistica.
In tal senso, vi sono aree di rischio obbligatorie per tutte le amministrazioni/enti/soggetti ai quali si applicano le norme anticorruzione, che sono indicate nell’Allegato 2 del PNA che ne riporta un elenco(desumendole da quelle iscritte nella legge n. 190/2012), cui dovrebbero aggiungersi le ulteriori aree individuate da ciascun ente in base alle proprie specificità.
aree obbligatorie (indicate dalla legge e meglio specificate nel PNA): autorizzazione o concessione; scelta del contraente nell’affidamento di lavori, forniture e servizi; concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari; concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale;
aree ulteriori: altre aree che fanno riferimento alla peculiare organizzazione dell’ente e alle attività proprie del medesimo.
sensibilizzare tutti i soggetti destinatari ad impegnarsi attivamente e costantemente nell’attuare le misure di contenimento del rischio previste nel presente documento e nell’osservare le procedure e le regole interne, sollecitando il RPC ad ogni modifica del Piano utile ai fini del suo rafforzamento;
coloro che, anche nei fatti, operano per conto o nell’interesse del CND.
dalla emersione di lacune del piano o comunque di situazioni sintomatiche della sua inidoneità ravvisate dal RPC, anche in seguito all’accertamento di violazioni delle misure preventive, in conformità a quanto previsto dall’art. 1, comma 10, della Legge n. 190/2012.
nel caso di ipotizzata violazione da parte dei Consiglieri o di altro organo del CND, il Referente comunica il fatto al Consiglio, per le determinazioni del caso, e quest’ultimo delibera i provvedimenti da adottare;
nel caso di ipotizzata violazione da parte dei dipendenti e degli altri soggetti obbligati all’osservanza del presente Piano, si configura un ipotesi di illecito disciplinare, secondo quanto stabilito dall’art.1, comma 14 della Legge n. 190/2012, e il Referente propone al Consiglio i provvedimenti da adottare;
nel caso di ipotizzata violazione da parte di soggetti che compongono Commissioni o Comitati, nominati dal Consiglio, il Referente comunica il fatto al Consiglio per le determinazioni del caso
nel caso di violazione posta in essere da parte di un componente del Consiglio, l’autore della violazione avrà l’obbligo di astenersi dalle attività correlate all’adozione dei previsti provvedimenti.
Ai sensi della legge n. 190/2012, il Referente predispone il PTPC e lo propone per l’approvazione del Consiglio, ne verifica l’efficace attuazione e la sua idoneità e propone la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività dell’ente. Una copia del PTCP (comprensivo del PTTI che ne costituisce apposita sezione), adottato dal Consiglio, viene trasmesso, a cura del Referente, al Responsabile della prevenzione della corruzione e al Responsabile per la trasparenza e l’integrità del Consiglio Nazionale del Notariato.
Il Referente dispone, d’intesa con il responsabile della struttura competente, l’eventuale rotazione, ove possibile, degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione, ove esistenti, (art. 1, comma 10, lett. b), legge n. 190/2012) e cura l’individuazione del personale, ove presente, da inserire nei percorsi di formazione sui temi dell’etica e della legalità (art. 1, comma 10, lett. c), legge n. 190/2012).
Entro il 15 dicembre di ogni anno, a cura del Responsabile della prevenzione della corruzione o in sua mancanza a cura dell’organo competente all’adozione del piano triennale di prevenzione della corruzione, viene pubblicata sul sito web del CND o nella sezione ad esso riservata nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale del Consiglio Nazionale del Notariato, una relazione recante i risultati dell’attività svolta (art. 1, comma 14, seconda parte, legge n. 190/2012). La relazione pubblicata viene trasmessa, altresì, al Consiglio.
vigilanza/disciplinare;
archivio e protocollo;
Biblioteca e attività di promozione scientifica;
5.1 LA METODOLOGIA UTILIZZATA
Si è proceduto alla compilazione di apposite schede di rilevazione dei processi e di identificazione, valutazione e trattamento dei rischi rilevati (misure specifiche), per ognuna delle sotto-aree individuate nelle due “macro aree” di attività (istituzionali e strumentali). Per la valutazione del rischio si è utilizzata la procedura di calcolo proposta nell’Allegato 5 del PNA, applicando il c.d. “principio di precauzione”.
Le schede di rilevazione dei processi e di identificazione, valutazione e trattamento dei rischi rilevati costituiscono l’Allegato “A” al presente PTPC, mentre l’analisi dei rischi, al fine di definire compiutamente le priorità di intervento, costituisce l’Allegato “B”.
l’adozione di adeguate misure di trasparenza (disciplinate dal d.lgs. n. 33/2103 e di ciò sarà dato dettagliato conto nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, che costituisce apposita Sezione del presente PTPC);
Il CND di Pavia, ad integrazione e specificazione dei doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta, contenuti nel D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, ha adottato un proprio “Codice di comportamento” il cui testo è pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web del Consiglio medesimo.(www.consiglionotarilepavia.it).
La segnalazione può essere inoltrata al Referente, all’autorità giudiziaria e all’ANAC.
Nell’ambito dell’eventuale procedimento disciplinare instauratosi a seguito della segnalazione, l’identità del segnalante non può essere rivelata senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell’addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l’identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato.
Per la presentazione delle segnalazioni di cui al presente paragrafo, il CND si riserva di predisporre opportune iniziative e accorgimenti tecnici affinché siano assicurati:
Le segnalazioni possono essere inoltrare alla casella e-mail: consigliopavia@notariato.it oppure essere presentate direttamente agli organi sopra indicati, sempre indicando le proprie generalità. Non sono ammesse segnalazioni anonime che possono, comunque, essere fonte di autonome procedure di verifica e vigilanza da parte del RPC o degli altri organi competenti.
6.5. I componenti dell’organo di indirizzo politico-amministrativo del CND, i dirigenti, ove previsti, i dipendenti, all’atto dell’assunzione, i consulenti e i collaboratori dell’ente sono tenuti a sottoscrivere, in aggiunta alle dichiarazioni espressamente previste dalle norme di contrasto alla corruzione, una dichiarazione che attesti l’assenza di cause di conflitti di interesse, anche solo potenziali, rispetto alle attività e alle finalità istituzionali dell’Ente
In attuazione dell’art. 53, comma 16 ter, d.lgs. n. 165/2001 i dipendenti che negli ultimi tre anni di servizio abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni non potranno svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.
Ciò posto si prevede che i contratti di assunzione del CND di Pavia dovranno contenere la clausola concernente i divieti sopra richiamati e che coloro che partecipano a procedure di scelta del contraente per l’affidamento di contratti di lavori, servizi o forniture o, comunque, coloro i quali intrattengono rapporti contrattuali con il CND di Pavia, siano tenuti a rendere una dichiarazione nella quale attestino di non avere alle proprie dipendenze ex dipendenti pubblici cessati dal rapporto di pubblico impiego che nei tre anni precedenti la cessazione, abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali nei confronti del soggetto presso il quale risultano assunti. Si prevede, in caso di violazione della citata disposizione contrattuale, l’esclusione dalle procedure di affidamento dei soggetti interessati.
Conformemente a quanto previsto dalla normativa anticorruzione, dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. n. 62/2013), nel PNA e dal Codice di comportamento adottato dal CND di Pavia, i dipendenti che nello svolgimento delle attività istituzionali, riterranno di trovarsi in una delle condizioni, anche solo potenziali, idonee a configurare un conflitto di interesse, saranno tenuti a darne tempestiva comunicazione al proprio Referente.
dei principi e delle misure di prevenzione della corruzione previste nel presente PTPC;
far parte di commissioni per la scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, per la concessione o l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere.
Il CND di Pavia, ai sensi dell’art. 1, comma 9, lett. e), della legge 190/2012, è tenuto a monitorare i rapporti con i soggetti con esso contraenti o interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’ente.
per il personale dipendente neoassunto si provvederà a far sottoscrivere una dichiarazione di presa d’atto della consegna del Codice di comportamento, e della disponibilità on-line del PTPC;
per il personale già in servizio, il PTPC verrà loro notificato tramite posta elettronica e mediante l’affissione di apposito avviso nei locali del CND;
per il personale destinato ad operare o operante nei processi particolarmente esposti al rischio corruzione saranno previsti corsi di formazione specifici e differenziati.
La legge n. 190/2012 all’art. 1, comma 9, lettera c), impone uno specifico obbligo di informazione, per il personale addetto alle attività a rischio corruzione, nei confronti del Referente, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del presente PTPC.
Entro il 15 dicembre di ogni anno, è pubblicato nel sito web del CND di Pavia la relazione ai sensi dell’art. 4 ultimo comma recante i risultati dell’attività di prevenzione svolta, sulla base di uno schema definito dall’ANAC.
un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida elaborate dalla CIVIT (ora ANAC) con deliberazione n. 50/2013 e secondo gli altri indirizzi dettati dall’Autorità;
L’art. 1 del d.lgs. n. 33/2013 definisce il principio generale di trasparenza “come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle Pubbliche Amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Ancora, “La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d’ufficio, di segreto statistico e di protezione dei dati personali, concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla Nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino”.
Attraverso il PTTI il CND di Pavia intende promuovere una sempre maggiore consapevolezza del rispetto dei principi di buon andamento ed imparzialità da parte degli operatori interni e, attraverso l’adempimento degli obblighi di trasparenza e consentire a tutti gli stakeholders di verificare che i fini istituzionali dell’ente siano perseguiti nel pieno rispetto della normativa e attraverso una gestione ottimale delle risorse sia economiche, sia umane.
Il Referente per la prevenzione della corruzione come Responsabile per la trasparenza e l’integrità (RTI) svolge stabilmente un’attività di controllo sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando al Consiglio e all’Autorità nazionale anticorruzione, i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.
Il RTI provvede all’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, all’interno del quale sono previste specifiche misure di monitoraggio sull’attuazione degli obblighi di trasparenza e ulteriori misure e iniziative di promozione della trasparenza in rapporto con il complessivo PTPC.
Il RTI controlla e assicura la regolare attuazione dell’accesso civico sulla base di quanto stabilito dal d.lgs. n. 33/2013.
l’oggetto del bando, avviso o lettera d’invito;
Entro il 31 gennaio di ogni anno, tali informazioni, relativamente all’anno precedente, devono essere pubblicate in tabelle riassuntive, redatte dagli uffici competenti per ciascun appalto e rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto che consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici (cfr. art. 1, comma 32 della legge n. 190/2012).
Il RTI controlla che tali informazioni siano trasmesse in formato digitale all’ANAC per gli adempimenti di legge e garantisce il rispetto delle indicazioni fornite dall’Autorità con proprie deliberazioni in merito alle informazioni da trasmettere e alle relative modalità di trasmissione.
Il RTI propone al Consiglio l’aggiornamento del Programma per la trasparenza e l’integrità. Nel Programma è possibile individuare specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge.
I dirigenti del CND, ove previsti e i referenti per la prevenzione della corruzione delle articolazioni organizzative interne del CND, ove individuati, costituiscono la “rete dei referenti per la trasparenza” e garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni di propria competenza da pubblicare, ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge.
Il Consiglio, ai sensi delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 33/2013, verifica la coerenza degli obiettivi e delle misure previste nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità e redige l’attestazione dell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione. In caso di verifiche d’iniziativa o di segnalazioni che conducano all’accertamento della violazione di un obbligo di pubblicazione, il Consiglio ne dà immediata comunicazione all’ANAC, per l’avvio di eventuali procedimenti disciplinari e/o sanzionatori.
Il sito web istituzionale del CND è www.consiglionotarilepavia.it
La sezione “Amministrazione trasparente” contiene i dati e le informazioni che il CND è tenuta a pubblicare ai sensi della normativa vigente, come indicati nell’ Allegato -A- del d.lgs. n. 33/2013.
Le informazioni riportate nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito webwww.consiglionotarilepavia.it rispondono ai requisiti di integrità, costante aggiornamento, completezza, tempestività di pubblicazione, semplicità di consultazione, comprensibilità, omogeneità, facile accessibilità, nonché della conformità ai documenti originali in possesso dell’ente.
sotto-sezione 1 livello Denominazione
sotto-sezione 2 livello Disposizioni del d.lgs. n. 33/2013 Struttura referente
Disposizioni generali Programma per la Trasparenza e l’integrità Art. 10, c. 8, lett. a
Posizioni organizzative Art. 10, c. 8, lett. d AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
OIV (Collegio dei Revisori dei Conti) Art. 10, c. 8, lett. c
Performance Piano della Performance Art. 10, c. 8, lett. b AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Relazione sulla Performance Art. 10, c. 8, lett. b AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Ammontare complessivo dei premi Art. 20, c. 1 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Dati relativi ai premi Art. 20, c. 2 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Benessere organizzativo Art. 20, c. 3 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Attività e procedimenti Dati aggregati attività amministrativa Art. 24, c. 1 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Tipologie di procedimento Art. 35, c. 1,2 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Monitoraggio tempi procedimentali Art. 24, c. 2 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Dichiarazioni sostitutive e acquisizione d’ufficio dei dati Art. 35, c. 3 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Pagamenti dell’amministrazione Indicatore di tempestività dei pagamenti Art. 33 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
IBAN e pagamenti informatici Art. 36 AL MOMENTO NON IMPLEMENTABILE
Altri contenuti Art. 10, c. 8, lett. a RPC/RTI
invio di un messaggio di posta elettronica al RTI all’indirizzo: consigliopavia@notariato.it.
invio di posta ordinaria, contenente di dati di cui al punto sub 1), all’indirizzo Consiglio Notarile di Pavia,c.a. Referente per la trasparenza e l’integrità, Corso Strada Nuova n.134 – 27100, Pavia
a) invio di un messaggio di posta elettronica all’indirizzo: consigliopavia@notariato.it.
Nel messaggio devono essere indicati i dati, le informazioni o i documenti soggetti ad obbligo di pubblicazione, per i quali si era richiesto l’accesso civico e la data nella quale si era presentata l’istanza, nonché le generalità del richiedente e un indirizzo postale o di posta elettronica dove poter fornire riscontro alla richiesta;
b) invio di posta ordinaria, contenente di dati di cui al punto sub a), all’indirizzo Consiglio Notarile di Pavia, c.a. Referente per la trasparenza e l’integrità, Corso Strada Nuova n.134 – 27100, Pavia
Elenco dei procedimenti amministrativi con indicazione dei responsabili e dei termini di conclusione.
Analisi dei rischi in accordo con l’allegato 5 PNA

References: sentenza 
 art. 1
 Art. 10
 Art. 10
 Art. 10
 Art. 10
 Art. 10
 Art. 20
 Art. 20
 Art. 20
 Art. 24
 Art. 35
 Art. 24
 Art. 35
 Art. 33
 Art. 36
 Art. 10