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Timestamp: 2020-08-13 01:00:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1639 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1639 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 01/12/2016, dep.20/01/2017), n. 1639
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE T Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CIRILLO Ettore – Presidente – Dott. MANZON Enrico – Consigliere – Dott. NAPOLITANO Lucio – rel. Consigliere – Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere – Dott. VELLA Paola – Consigliere – ha pronunciato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 24814/2015 proposto da: MARLIN SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del liquidatore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL TRITONE 169, presso lo studio dell’avvocato RENATA SULLI, rappresentata e difesa dall’avvocato OLGA PORTA, giusta procura in calce al ricorso; – ricorrente – contro EQUITALIA SUD – REGIONE CAMPANIA – SPA, in persona del responsabile pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ANTONIO MELILLO, giusta procura in calce al controricorso; – controricorrente – e contro COMUNE DI MARANO DI NAPOLI, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI TOR FIORENZA 56, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO DI GIORGIO, che lo rappresenta e difende giusta procura speciale a margine del controricorso; – controricorrente – avverso la sentenza n. 3136/28/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI del 30/03/2015, depositata il 02/04/2015; udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio dell’01/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIO NAPOLITANO.
Con sentenza n. 3136/28/15, depositata il 2 aprile 2015, non notificata, la CTR della Campania rigettò l’appello proposto dalla società Marlin S.r.l. in liquidazione (di seguito società) nei confronti del Comune di Marano di Napoli e di Equitalia Sud S.p.A., per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Napoli, che aveva a sua volta rigettato il ricorso proposto dalla contribuente avverso cartella di pagamento per ICI relativa agli anni 1999 – 2000.
Con il primo motivo la società ricorrente denuncia cumulativamente violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 472 del 1997, artt. 16 e 17, D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 11, comma 2 e successive modificazioni, della L. n. 296 del 2006, art. 1, commi 161 e 163, artt. 3 e 24 Cost., artt. 2506 c.c. e segg., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, nella parte in cui la sentenza impugnata ha confermato il rigetto dell’eccezione di decadenza.
Peraltro risulta dalla stessa sentenza impugnata che la notifica degli avvisi di accertamento è avvenuta tra l’8 luglio ed il 26 novembre 2002 alla Nuova Progest S.r.l. alla quale solo allora gli atti impositivi dovevano essere notificati, essendosi verificata nel 2004 la scissione parziale dalla quale ha tratto origine la Marlin Costruzioni S.r.l., già denominata Nuove Costruzioni S.r.l..
Con il secondo motivo la ricorrente deduce l’erronea applicazione dell’art. 173 T.U.I.R. e artt. 2506 c.c. e segg., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Di là dall’erroneo riferimento al parametro di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, intendendo la ricorrente prospettare il vizio di falsa applicazione di norme di diritto ed anche a prescindere dalla genericità del richiamo alle succitate disposizioni normative senza alcuna correlazione con la statuizione in diritto resa dalla CTR che la ricorrente intende censurare, il motivo risulta in ogni caso manifestamente infondato.
La decisione impugnata, infatti, si è attenuta al principio di diritto affermato da questa Corte, in analoga controversia tra le stesse parti afferente all’impugnazione da parte della società di altra cartella di pagamento per ICI relativa all’anno 1996 (cfr. Cass. sez. 5, 11 maggio 2016, n. 9594; in senso conforme si veda anche Cass. sez. 5, 24 giugno 2015, n. 13059), secondo cui, “in tema di scissione parziale, per i debiti fiscali della società scissa relativi a periodi d’imposta anteriori all’operazione, rispondono, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 173, comma 13, solidalmente ed illimitatamente tutte le società partecipanti la scissione, come conferma il D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 15, comma 2, che, con riguardo alle somme da pagarsi in conseguenza delle violazioni fiscali commesse dalla società scissa, prevede la solidarietà illimitata di tutte le beneficiarie, differentemente dalla disciplina della responsabilità relativa alle obbligazioni civili, per la quale, invece, l’art. 2506 bis c.c., comma 2 e art. 2506 quater c.c., comma 3, prevedono limiti precisi.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità in favore di Equitalia Sud S.p.A. e del Comune di Marano di Napoli, che liquida, per ciascuno dei controricorrenti, in Euro 200,00 per esborsi ed in Euro 4000,00 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori, se dovuti.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 11
 art. 1
 sentenza 
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 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 art. 173
 art. 15
 art. 2506