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Quesiti e risposte Test ammissione Professioni Sanitarie 2017-2018.pdf
2011 Lista Sostanze e Metodi Proibiti
C0RSO di Formazione per Operatori Tecnici Olistici
Brindisi 8 luglio 2011
175/30.6.2011
Barbone Michele Componente Giunta Nazionale CONI Presidente SRdS Coni Puglia
La Formazione nello Sport
Accesso e formazione per le professioni nello sport
Le professioni sportive in Italia, rientrano nellambito delle professioni non regolamentate, con la sola eccezione dei maestri di sci e delle guide alpine (professioni regolate in virt delle leggi 81/91 e 6/89 ).
In Italia come nella maggior parte degli altri paesi europei, esistono quattro agenzie di base per la formazione delle professioni nello sport:
Gli ISEF( fino alla primavera 2002 ) e le UNIVERSITA a partire dallanno accademico 19992000; Il CONI con le sue strutture centrali e periferiche di formazione e le Organizzazioni sportive riconosciute dal CONI: le FSN, le DSA e gli EPS; Gli enti locali; Le organizzazioni professionali.
D.Lgs 23 luglio 1999, n.242 art.2 Statuto cos modificato dal D.L gs 8 gennaio 2004, n.15
Il CONI la Confederazione delle FSN e delle DSA e si conforma ai principi dellOrdinamento sportivo internazionale, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi emanati dal Comitato Olimpico Intarnazionale.
Art.2 D.Lgs 8 gennaio 2004, n.15
LEnte cura lorganizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale ed nazionale, in particolare la preparazione degli atleti e lapprontamento dei mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive nazionali o internazionali.
Lo statuto del CONI approvato dal C.N. del CONI il 23.3.2004 e approvato con DM 23 giugno 2004, allart.3, comma 4 bis, afferma:
Il Coni, anche in collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate, cura le attivit di formazione e di aggiornamento dei quadri tecnici e dirigenziali, nonch le attivit di ricerca applicata allo sport.
RAPPORTI CONI - EPS
La deliberazione del C.N. CONI n. 1427 del 17.12.2010 ha approvato il Regolamento Regolamento degli Enti di Promozione Sportiva . Il Regolamento si compone di 4 titoli: Titolo I- Ordinamento degli EPS, articoli 1 -2; Titolo II- Riconoscimento ai fini sportivi, articoli 3-14; TitoloIII- Determinazione e concessione contributi, articoli 15-23; Titolo IV-Disposizioni transitorie e finali,articoli 24-26
Art.2, Attivit- lettera b): gli EPS, riconosciuti a livello nazionale, promuovono corsi , stages, convegni e altre iniziative a carattere formativo per operatori sportivi e/o altre figure similari; giudici di gara e altre figure similari ; gli attestati e le qualifiche conseguite al termine delle iniziative hanno valore nellambito associativo dellEnte fatti salvi i casi in cui lEPS abbia preventivamente sottoscritto apposita Convenzione con la specifica FSN e DSA e/o aderito ai programmi delle Scuole Regionali dello Sport del CONI operanti sul territorio.
AREA FORMAZIONE, MEDICINA E SCIENZA DELLO SPORT
formazione SCUOLA DELLO SPORT aggiornamento specializzazione
Figure Professionali Tecnici e Manager dello Sport
Area Territorio e Promozione PROGETTI ( partners ) formazione documentazione ricerca scientifica Diffusione culturale in ambito sportivo
Quadri tecnici Quadri dirigenziali
FSN DSA EPS A.S. e S.S. Scuola Forze Armate Enti Locali
IL SISTEMA SPORTIVO ITALIANO I numeri dello sport
Barbone Michele - Componente Giunta Nazionale CONI Presidente Scuola dello Sport CONI Puglia
AZI da i A AL I I A
opolazione di 58.285.000 con + di 3 anni
1 . 28.000
A I I A I I A
Lo scenario 2010 delle attivit fisico sportive in Italia.
raticano sport In odo contin ativo 22 raticano sport In odo salt ario 10 2
on indicato 05
raticano alc e attivit fisica 2 2
on praticano alc na attivit fisica o sportiva
Asso Spo
ci ca 30.000
Rapporto Sport e Societ - CENSIS 11 novembre 2008 Categoria punti dofferta n.abitanti AS, SS, OT 95.000 631 Tabaccai 73.000 808 Bar 62.629 942 Scuole 55.593 1.061 Panetterie 48.743 1.210 Ristoranti 45.000 1.311 Alberghi 33.480 1.762 Sportelli bancari 31.569 1.869
1 Rapporto Sport e Societ Coni- Censis
L effetto lavoro nello sport
Societ sportive (dirigenti, tecnici, ufficiali di gara,
segreteria/amministrazione, manutenzione)
1.337.710 1.434 17.000
Il mondo CONI (dipendenti Coni Servizi) Enti locali e Pubblica Amministrazione dello sport (dirigenti e amministratori pubblici dello
sport, dirigenti, funzionari e addetti ai servizi sportivi degli enti locali)
Insegnamento (insegnanti educazione fisica,
docenti facolt Scienze Motorie)
24.285 76.751
Filiera produttiva e terziario
Fonte: elaborazioni Censis Servizi su fonti varie, 2008
Operat ri porti i
829.445 31.564
Da Volontario a Manager
Il vecchio modello di gestione della societ sportiva, legato al puro volontariato ( che rimane una delle due colonne portanti dello sport italiano ), oggi si rivela non pi adeguato alle mutate esigenze dello sport, troppo spesso retto da dirigenti in balia di se stessi che rischiano in proprio ed in solido. La formazione, laggiornamento, una pi ampia professionalit, costituiscono la base indispensabile per la gestione di un sodalizio sportivo, per la gestione di un impianto sportivo, per il successo di un evento sportivo.
Il dirigente sportivo ( che si pu definire manager sportivo ) deve saper leggere in modo articolato lambiente esterno ed interno ad una organizzazione, utilizzando un quadro di riferimento ben poggiato su validi riferimenti.. anche di natura teorica.
I PUBBLICI DI RIFERIMENTO DI UNA ORGANIZZAZIONE SPORTIVA
Volontari Giornalist i
Spettatori Stadio
Atleti/Giocatori
Naviganti internet
Nel nostro Paese abbiamo una forte presenza di volontariato in diversi ambiti. Il 56 % del totale svolge il proprio impegno come dirigente sportivo nelle Societ sportive o nella rete territoriale del sistema sportivo.
Per quanto riguarda gli operatori volontari: esiste un esercito di 1.200.000 operatori sportivi che dedicano in un anno 200 milioni di ore di lavoro al volontariato e che intendono lo sport uno tra i pi importanti fenomeni della vita sociale dei nostri tempi; Per quanto riguarda lassociazionismo sportivo: Esistono circa 100.000 Associazioni e Societ Sportive.
45 Federazioni Sportive Nazionali; 18 Discipline Sportive Associate; 14 Enti di Promozione Sportiva; 19 Associazioni Benemerite.
Persone di oltre 3 anni che praticano sport, con continuit e saltuariamente, per regione. Anno 2010.
Spazi di attivit sportiva: andamento dal 1989 al 2003 (valori assoluti e variazioni percentuali)
4 3.2% 44 4
7.7% 33 6
I cr m t m i : I cr m t m i :
Fonte: elaborazione CNEL su dati delle Regioni, CONI, ICS, Cassa DD.PP. e altre fonti istituzionali
+ ,5% 3
IMPIANTI SPORTIVI ELEMENTARI nelle 4 zone dItalia e per 100.000 abitanti
Impianti Sportivi elementari % per 100.000 abitanti
ITALIA NORD-OVEST NORD-EST CENTRO SUD E ISOLE
148.800 52.330 37.200 29.080 30.280
264 354 352 271 150
Pi ont em e Val D' l aost e a Lombar a di
Bol zano T ent r o Venet o Frul V. i i G. Li i gura Em ia Romagna l i T cana os Umbra i Mar che Lazo i Abr zo uz Mols ie Campani a Pugl i a Basl a ii cat Cal i abra Sucii l a Sar degna Iala ti
DO PE ZIO E I PI EGIO E (impi
nti ogni 00.000 bit nti)
I ELE E I
CARTA EUROPEA DELLO SPORT Rodi 1992
Art.2, comma I - Definizione di sport : qualsiasi forma di attivit fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, abbia per obiettivo lespressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o lottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli.
COSA E LO SPORT
Unattivit delluomo che: Si svolge in ambienti e situazioni differenti; Osserva regole condivise oppure si effettua in forma libera; Coinvolge un numero di persone sempre maggiore, rappresenta un significativo fenomeno sociale; E al tempo stesso: Gioco, Agonismo,Competizione
regola di vita; reale momento di aggregazione sociale; strumento per una migliore qualit della vita; crescita, emancipazione ed attivit sociale; diritto civile per tutti i cittadini; dovere per le istituzioni
Universale; Popolare; Emotivamente coinvolgente; Investimento sulla propria qualit della vita; Strumento unico per il processo educativo nellintero arco della vita;
Strumento di integrazione; Terreno fertile per sperimentazioni ed innovazioni; Componente di politiche di sviluppo turistico e dellindustria dellintrattenimento; Strumento efficace e flessibile di politiche sociali; Canale di comunicazione con il territorio;
LO SPORT FENOMENO SOCIALE
Comportamenti imitativi; Curiosit; Sport emergenti; Legami con turismo e vacanze; Ecologia, vita allaria aperta; Bisogno di aggregazione sociale; Lotta alla sedentariet;
Voglia di sentirsi in forma; Aumento del tempo libero; Approccio della popolazione femminile; Coinvolgimento degli anziani; Integrazione dei disabili; Lotta alla violenza;
Il pi grande evento pacifico al mondo Simbolo unico di ccoperazione internazionale Cadenza quadriennale/ma svolgimento ogni due anni Organizzazione dei Giochi delegata al Comitato Olimpico Nazionale che costituisce un Comitato Organizzatore che relaziona direttamente al C.I.O.
LO SPORT NEL FUTURO
Gli aspetti economici avranno unimportanza sempre pi determinante; Nella maggior parte dei Paesi Europei crescer la quota di finanziamento proveniente dalle famiglie; I criteri di Maastricht non permetteranno in futuro un incremento della spesa pubblica per unattivit minore come lo sport.
Lo Sport un diritto Europeo
Lo sport ha sempre avuto riflessi decisivi sullintera comunit e quindi a maggior ragione si inserisce nei problemi della giovent, oggi in particolare evidenza nella vita dei Paesi. La pratica sportiva, per i suoi contenuti sociali, educativi, formativi, un diritto di tutti i cittadini e un interesse della collettivit a cui lo Stato deve rispondere con competenza e puntualit. Per questo la Carta Europea dello Sport per Tutti adottata dal Consiglio dEuropa nel lontano 1975, afferma (articolo 1 ) che chiunque ha il diritto di praticare lo sport, ( articolo 2 ) che lo sport, in quanto fattore importante dello sviluppo umano, deve essere incoraggiato e sostenuto in maniera appropriata con finanziamenti pubblici.
Modifica il Trattato sullUnione Europea firmato a Maastricht il 7.2.1992 e il Trattato istitutivo della Comunit Europea firmato a Roma nel 1957; Al punto 123) la rubrica diventa: Istruzione, Formazione Professionale, Giovent e Sport
Con tale collocazione del termine sport, si vuole significare la preminente funzione sociale che il legislatore europeo ha inteso riconoscere allo sport, considerandolo, al pari dellistruzione e della formazione professionale, momento ed elemento fondamentale per la equilibrata crescita psico fisica di ciascun individuo.
Con il riconoscimento della specificit dello sport stata ammessa in sede europea la funzione sociale dello sport e quindi una attivit sportiva non pi assimilabile , sic et simpliciter, alla stregua di una qualsiasi attivit economica e, come tale, essere incondizionatamente assoggettata alle comuni regole di mercato previste dalle norme comunitarie.
In Italia stato ratificato dalla Legge 2 agosto 2008, n. 130 , pubblicata sul supplemento n. 188/L della Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 185 dell 8 agosto 2008; Entrata in vigore dal 9 agosto, cos come disposto dallarticolo 3 della stessa legge 130/2008.
ORDINAMENTO SPORTIVO INTERNAZIONALE E NAZIONALE
Ha sede a LOSANNA; Fondato a Parigi il 23.6.1894 dal barone francese Pierre de Coubertin, con lintento di rinnovare nellera moderna le celebrazioni olimpiche; E un organismo permanente; Si formato e si rinnova attraverso lelezione di personalit qualificate, residenti in Paesi dotati di un Comitato Olimpico Nazionale riconosciuto.
LA VISIONE DEL C.I.O
Mettere lo Sport al servizio dellUMANITA
LA MISSIONE DEL C.I.O La missione del CIO quella di guidare il movimento Olimpico nel pieno rispetto della Carta Olimpica.
GLI OBIETTIVI DEL C.I.O
Assicurare la regolare celebrazione dei Giochi Olimpici durante i quali ogni atleta individualmente e ogni squadra sono messi a confronto con altri atleti piuttosto che con altre nazioni; Garantire il rispetto del fair-play, la partecipazione delle donne, la tutela della salute e la protezione dellambiente, nonch il rispetto dei valori etici; Attivarsi contro ogni tipo di discriminazione cos come la pratica del doping; Opporsi agli abusi politici e commerciali nello sport; Incoraggiare la pratica dello sport a tutti i livelli.
Rappresentano il C.I.O. in ogni nazione; Un solo Comitato Olimpico riconosciuto per ogni Stato; Utilizzano in esclusiva gli emblemi olimpici; Ricevono una quota dei diritti dal C.I.O.
(Comitato Olimpico Nazionale Italiano)
1907 fu fondato in Italia un Comitato per le Olimpiadi con lintento di preparare una squadra per le Olimpiadi di Londra 1908; 1942 Viene varata la legge n.426 istituiva del CONI, che viene definita la Costituzione dello Sport; 1999 Viene riordinato il CONI con il Decreto Legislativo 23 luglio 1999, n.242 detto decreto Melandri. 2004 Viene ulteriormente riordinato il CONI con il D.Lgs 8 gennaio 2004, n.15 di modifica del d.lgs.242/99.
Legge 16.2.1942, n. 426
(Legge istitutiva del CONI)
Articolo 2 Compiti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano sono lorganizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale e lindirizzo di esso verso il perfezionamento atletico con particolare riguardo al miglioramento fisico e morale. Articolo 3 Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano nellespletamento dei compiti di cui allarticolo precedente: 1. provvede alla conservazione, al controllo ed allincremento del patrimonio sportivo nazionale; 2. coordina e disciplina lattivit sportiva comunque e da chiunque esercitata; 3. ha il potere di sorveglianza e di tutela su tutte le organizzazioni che si dedicano allo sport e ne ratifica, direttamente o per mezzo delle Federazioni Sportive Nazionali, gli statuti e i regolamenti; 4. appronta gli atleti ed i mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive nazionali o internazionali, con riguardo alla preparazione olimpica o per il raggiungimento di altre finalit
D.Lgs. 23 7 1999, n. 242
(Riordino del CONI a norma dellart. 11 della legge 15 marzo 199, n. 59)
Articoli 1-2 ( Natura giuridica e compiti del CONI ) E confermata la natura pubblica del CONI, sotto la vigilanza del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali. Vengono ribaditi i compiti del CONI: organizzazione e potenziamento dello sport nazionale, preparazione degli atleti e approntamento dei mezzi idonei per le olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive nazionali e internazionali, promozione della masima diffusione della pratica sportiva, nei limiti di quanto stabilito dal DPR 616/77. ( Restano quindi le competenze delle regioni e dei Comuni ). E previsto, inoltre, che il CONI curi, nellambito dellordinamento sportivo, ladozione di misure di prevenzione e repressione delluso di sostanze che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti nelle attivit sportive. Articolo 3 ( Organi del CONI ) Agli Organi esistenti ( Consiglio Nazionale, Giunta Nazionale, presidente, Segretario generale, Collegio dei Revisori dei Conti ) si aggiunge il Comitato Nazionale Sport per Tutti. Presidente e componenti di Giunta non possono restare in carica oltre due mandati.
D.Lgs. 8 gennaio 2004, n. 15
(di modifica con integrazioni al d.lgs 242/99)
Contiene disposizioni di particolare rilevanza concernenti non solo lOrdinamento del CONI, ma anche delle FSN, delle DSA e degli EPS. Centralit del CONI: viene sottolineato il ruolo centrale del CONI nellambito dellorganizzazione sportiva nazionale in quanto Confederazione delle FSN e delle DSA; Oltre ai riconfermati compiti previsti dal D.Lgs 242/99, il Coni assume e promuove le opportune iniziative contro ogni forma di discriminazione e di violenza nello sport; Valorizzazione del Consiglio Nazionale: il CN torna ad essere lorgano politicamente pi rilevante e rappresentativo dellorganizzazione sportiva; torna ad approvare il bilancio preventivo; ha il potere di commissariare le FSN e le DSA; ha il compito di eleggere il Presidente e la Giunta Nazionale. La rappresentativit del CN viene inoltre accentuata dallinserimento tra i componenti di sei membri delle strutture territoriali del CONI (invece di due), cinque membri in rappresentanza degli EPS, tre membri in rappresentanza delle DSA e un membro in rappresentanza delle Associazioni Benemerite riconosciute dal CONI.
LO STATUTO DEL CONI
Promuove la massima diffusione della pratica sportiva; Promuove e tutela lo sport giovanile; Previene e reprime luso di sostanze.( doping); Previene e reprime la violenza nello sport e tutte le forme di discriminazione; Gestisce attivit connessee strumentali allorganizzazione e finanziamento dello sport
Il CONI svolge le proprie funzioni e i propri compiti con autonomia ed indipendenza di giudizio e di valutazione, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO; Il CONI intrattiene rapporti di collaborazione con le organizzazioni internazionali, lUnione Europea, leregioni, gli enti locali, e coopera con le autorit pubbliche ai programmi di promozione e sostegno dello sport.
STATUTO DEL CONI
Adottato dal C.N. del 23 marzo 2004 approvato con D.M. 23 giugno 2004
Il CONI - Comitato Olimpico Nazionale Italiano - la Confederazione delle Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e delle Discipline Sportive Associate (DSA). Il CONI, regolato dal D.lgs 23 luglio 1999, n. 242, e successive modificazioni ed integrazioni, e dalla Carta Olimpica, autorit di disciplina, regolazione e gestione delle attivit sportive, intese come elemento essenziale della formazione fisica e morale dellindividuo e parte integrante delleducazione e della cultura nazionale.
CONSIGLIO NAZIONALE PRESIDENTE 5 CIO 45 FSN 3 DSA 5 EPS 4 TECNICI 9 ATLETI 3 Pr CONI 3 Pp CONI 1 AB SEG. GEN. GIUNTA NAZIONALE PRESIDENTE 5 CIO 5 Pr FSN 2 DIRIGENTI 2 ATLETI 1 TECNICO 1 PR. CONI 1 PP.CONI 1 EPS SEG. GEN.
CN GN PRES S.G. R.C.
FSN DSA - EPS
C.R. CONI C.P. CONI
C. R./D .R.
C.P. /D.R.
Le Federazioni Sportive Nazionali sono associazioni senza fini di lucro con personalit giuridica di diritto privato. Le Federazioni sportive nazionali sono costituite dalle societ, dalle associazioni sportive e, nei soli casi previsti dagli statuti in relazione alla particolare attivit, anche da singoli tesserati. Le Federazioni Sportive Nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari in armonia con lOrdinamento Sportivo Nazionale ed Internazionale e sono ispirate al principio democratico e al principio di partecipazione allattivit sportiva da parte di chiunque in condizioni di uguaglianza e di pari opportunit.
Le Federazioni Sportive Nazionali svolgono lattivit sportiva e le relative attivit di promozione, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO e del CONI, anche in considerazione della rilevanza pubblicistica di specifici aspetti di tale attivit. Nellambito dellordinamento sportivo, alle Federazioni Sportive Nazionali riconosciuta lautonomia tecnica, organizzativa e di gestione, sotto la vigilanza del CONI. Le Federazioni Sportive Nazionali svolgono lattivit sportiva in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi della rispettiva federazione internazionale, purch non siano in contrasto con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO e del CONI.
Il Consiglio Nazionale del CONI in conformit allapposito Regolamento riconosce le Discipline Sportive Associate che rispondano ai requisiti di: a) svolgimento sul territorio nazionale di attivit sportiva, anche di rilevanza internazionale, ivi inclusa la partecipazione a competizioni e l'attuazione di programmi di formazione degli atleti e dei tecnici; b) tradizione sportiva e consistenza quantitativa del movimento sportivo e della struttura organizzativa; c) ordinamento statutario e regolamentare ispirato al principio di democrazia interna e di partecipazione all'attivit sportiva da parte di donne e uomini in condizioni di uguaglianza e di pari opportunit nonch conforme alle deliberazioni e agli indirizzi del CONI; d) assenza di fini di lucro.
Il Consiglio Nazionale riconosce una sola Disciplina Sportiva Associata per ciascuno sport che non sia gi oggetto di una Federazione Sportiva Nazionale. Nel caso di concorso tra domande provenienti da pi soggetti, il Consiglio Nazionale del CONI invita le parti interessate a costituire un soggetto federativo comune. Ove non si addivenga allintesa il Consiglio Nazionale del CONI pu riconoscere la Disciplina sportiva associata composta dai soli soggetti che vi hanno aderito. Il riconoscimento della personalit giuridica di diritto privato alle nuove Discipline Sportive Associate concesso a norma del D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361, previo riconoscimento , ai fini sportivi, da parte del Consiglio nazionale.
FASI Federazione Arrampicata Sportiva Italiana FIBiS Federazione Italiana Biliardo Sportivo FISB Federazione Italiana Sport Bowling FIGB Federazione Italiana Gioco Bridge FCrI Federazione Cricket Italiana FID Federazione Italiana Dama FIGEST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali FISO Federazione Italiana Sport Orientamento FIPT Federazione Italiana Palla Tamburello FIPAP Federazione Italiana Pallapugno FSI Federazione Scacchistica Italiana FICSF Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso FIWuK Federazione Italiana Wushu-Kung Fu FIKB Federazione Italiana Kickboxing FITw Federazione Italana Twirling FITETREC-ANTE Federazione Italiana Turismo Equestre Trec-Ante FITDS- Federazione Italiana Tiro Dinamico Sportivo FIRaft Federazione Italiana Rafting
Sono Enti di promozione sportiva le associazioni riconosciute dal CONI, a livello nazionale o regionale, che hanno per fine istituzionale la promozione e la organizzazione di attivit fisicosportive con finalit ricreative e formative, e che svolgono le loro funzioni nel rispetto dei principi, delle regole e delle competenze del CONI, delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate. Gli Enti di promozione sportiva, sono costituiti ai fini sportivi, da societ e associazioni sportive e, ove previsto dai rispettivi statuti, anche da singoli tesserati.
A.C.S.I . Associazione di cultura, sport e tempo libero A.S.I. Alleanza Sportiva Italiana C.N.S.Libertas Centro Nazionale Sportivo Libertas C.S.E.N. Centro Sportivo Educativo Nazionale C.U.S.I. Centro Universitario Sportivo Italiano MSP Italia Movimento Sportivo Azzurro Italia U.S.ACLI Unione Sportiva ACLI A.I.C.S. Associazione Italiana Cultura Sport C.S.A.IN Centri Sportivi Aziendali Industriali C.S.I. Centro Sportivo Italiano E.N.D.A.S. Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale P.G.S. Polisportive Giovanili Salesiane U.I.S.P. Unione Italiana Sport Per Tutti A.S.C. Associazioni Sportive Confindustria
Le associazioni nazionali che svolgono attivit a vocazione sportiva di notevole rilievo possono essere riconosciute dal Consiglio Nazionale o, per delega, dalla Giunta Nazionale come Associazioni Benemerite.
A.M.O.V.A. Associazione Medaglie dOro al Valore Atletico A.N.A.O.A.I. Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri dItalia A.N.P.S.C. Associazione Nazionale Promozione Sportiva Comunit A.O.N.I. Associazione Olimpica Nazionale Italiana A.Pe.C Associazione Pensionati Coni
CONAPEFS Collegio Nazionale Prof. Educazione Fisica e Sportiva C.I.S.C.D. Comitato Italiano Sport Contro Droga C.N.I.F.S. Comitato Nazionale Italiano per il Fair Play F.I.E.F.S. Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi U.N.V.S. Unione Nazionale Veterani dello Sport U.S.S.I. Unione Italiana Stampa Sportiva U.I.C.O.S. Unione Italiana Collezionisti Olimpici e Sportivi A.N.S.M.E.S. Associazione Nazionale Stelle al Merito Sportivo F.I.S.I.A.E. Federazione Italiana Sportiva Istituti Attivit Educative S.C.A.I.S. Societ per la Consulenza e per lAssistenza nellImpiantistica Sportiva S.O.I. Special Olympics Italia U.N.A.S.C.I. Unione Nazionale Associazioi Sportive Centenarie dItalia C.E.S.E.F.A.S. Centro di Studi per lEducazione Fisica e lAttivit Sportiva ACES- Associazione Capitale Europea dello Sport;
Associazioni e Societ Sportive
Le Societ e le Associazioni Sportive riconosciute ai sensi dellart. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, fatti salvi i casi previsti dallordinamento ed i casi di deroga autorizzati dal Consiglio Nazionale, non hanno scopo di lucro e sono rette da statuti e regolamenti interni ispirati al principio democratico e di pari opportunit, anche in conformit ai principi fondamentali emanati dal Consiglio Nazionale. Le societ e le associazioni sportive dilettantistiche, sono riconosciute ai fini sportivi dal CONI, e si iscrivono nel Registro delle Associazioni e Societ Sportive Dilettantistiche deliberato dal C.N. CONI con provv.1288 dell11.11.2004. Le societ sportive professionistiche, di cui allarticolo 12 della legge 23 marzo 1981, n. 91, allo scopo di garantire il regolare svolgimento dei campionati sportivi, sono sottoposte al controllo da parte delle Federazioni Sportive Nazionali e al controllo sostitutivo del CONI in caso di verificata inadeguatezza dei controlli da parte delle Federazioni Sportive Nazionali.
(Approvato dal C.N. del 23 marzo 2004)
La Camera di Conciliazione ed Arbitrato del CONI ha competenza, con pronunzia definitiva, sulle controversie che contrappongono una Federazione sportiva nazionale a soggetti affiliati, tesserati o licenziati, a condizione che siano stati previamente esauriti i ricorsi interni alla Federazione o comunque si tratti di decisioni non soggette a impugnazione nellambito della giustizia federale, con esclusione delle controversie di natura tecnico-disciplinare che hanno comportato lirrogazione di sanzioni inferiori a centoventi giorni e delle controversie in materia di doping Giudice di ultima istanza in materia di doping Con provvedimento del Consiglio Nazionale istituito e regolamentato il giudice di ultima istanza con funzioni concernenti il doping, deliberante sui ricorsi avverso le deliberazioni in materia degli organi di giustizia delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate. Gli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate prevedono il deferimento al giudice di cui al comma precedente, riducendo i termini per lo svolgimento del giudizio, in conformit ai principi fondamentali emanati dal CONI e alle norme dello Statuto.
Modifiche apportate allo STATUTO DEL CONI nella riunione del C.N. del CONI del 26 febbraio 2008 e approvato con DM 7 aprile 2008
Tribunale Nazionale Antidoping; Codice di comportamento sportivo; Tribunale Nazionale di Arbitrato; Alta Corte di Giustizia.
in materia di DOPING Articolo 13 Comma 1. Con provvedimento del CN Coni istituito il Tribunale Nazionale Antidoping, deliberante sui ricorsi avverso le deliberazioni in materia degli organi di giustizia delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate.
Articolo 13 bis Il Codice di comportamento sportivo definisce i doveri di lealt, correttezza e probit sportiva sulla base dei principi e delle prassi riconosciute nellordinamento delle FSN, delle DSA, degli EPS e delle AB. Il Codice approvato dal CN del Coni su proposta della GN, sentito il Garante del Codice di Comportamento.
Articolo 12 Sono istituiti presso il Coni, in piena autonomia e indipendenza, lAlta Corte di Giustizia e il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport. La disciplina prevista in riferimento alle FSN si applica integralmente anche alle DSA e agli EPS ove previsto dai rispettivi Statuti.
Articolo 12 bis Comma 1 Costituisce lultimo grado della giustizia sportiva per le controversie sportive aventi ad oggetto diritti indisponibili o per le quali le parti non abbiano pattuito la conciliazione arbitrale.
Articolo 12 ter Il TNAS, ove previsto dagli Statuti o dai regolamenti delle FSN, in conformit agli accordi degli associati, ha competenza arbitrale sulle controversie che contrappongono una FSN a soggetti affiliati, tesserati o licenziati, a condizione che siano stati preventivamente esauriti i ricorsi interni alla FSN o comunque si tratti di decisioni non soggette ad impugnazione nellambito delle controversie che hanno comportato lirrigazione di sanzioni inferiori a centoventi giorni, a 10.000 euro di multa o ammenda, e delle controversie in materia di doping.
Decreto - legge 19 agosto 2003, n. 220 convertito, con modificazione, nella Legge 17 ottobre 2003, n. 280 recante Disposizioni urgenti in materia di Giustizia Sportiva
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n.243 Del 18 ottobre 2004
Si compone di 3 articoli e riveste particolare rilevanza in quanto contiene affermazioni di principio che riconoscono e garantiscono lautonomia dellordinamento sportivo definendo i rapporti tra lordinamento sportivo e lordinamento della Repubblica
Articolo 1, comma 1, legge 280/2003 La Repubblica riconosce e favorisce lautonomia dellordinamento sportivo nazionale, quale articolazione dellordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale.
Articolo 1, comma 2, legge 280/2003
I rapporti tra lordinamento sportivo e lordinamento della Repubblica sono regolati in base al principio di autonomia, salvi i casi di rilevanza per lordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con lordinamento sportivo.
Per la prima volta viene pertanto sancito da parte del legislatore statale un principio finora affermato soltanto dalla dottrina e, in alcune occasioni, dalla giurisprudenza e che soltanto indirettamente o implicitamente era desumibile dai contesti normativi vigenti.
Articolo 3, comma 1 , legge 280/2003
Viene stabilito che, esauriti i gradi della giustizia sportiva e ferma restando la giurisdizione del giudice ordinario sui rapporti patrimoniali tra societ, associazioni e atleti, ogni altra controversia che abbia ad oggetto atti del CONI o delle Federazioni Sportive non riservata agli organi di giustizia dellordinamento sportivo, devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
Articolo 3, comma 2, legge 280/2003 La competenza di primo grado spetta in via esclusiva, anche per lemanazione di misure cautelari, al tribunale amministrativo regionale del Lazio con sede in Roma.
SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE n. 49 del 7.2.2011 Dichiarata non fondata la questione di legittimit costituzionale sollevata dal TAR Lazio sulla legge 280/2003. Il giudice amministrativo non pu annullare la decisione assunta dagli organi della giustizia sportiva.
Nelle materie dalla legge espressamente riservate alla giustizia sportiva, qualora la situazione soggettiva abbia consistenza tale da assumere nellordinamento statale la configurazione di diritto soggettivo o di interesse legittimo, il giudice amministrativo pu esclusivamente condannare la Federazione o il CONI al risarcimento del danno, ma non ha il potere di annullare la relativa decisione degli organi di goiustizia sportiva.
Legislazione sportiva in materia di Sanit
Legge 26 ottobre 1971, n. 1099 (Tutela sanitaria delle attivit sportive) Art.1 La tutela sanitaria delle attivit sportive spetta alle regioni che la esercitano secondo un programma le cui finalit e contenuti corrisponderanno ai criteri di massima fissati dal Ministero della Sanit con il concorso delle regioni stesse.
Legge 26 ottobre 1971, n. 1099 (Tutela sanitaria delle attivit sportive) Art.2 La tutela sanitaria si esplica mediante laccertamento obbligatorio, con visite mediche di selezione e di controllo periodico, dellidoneit generica e della attitudine di chi intende svolgere o svolge attivit agonistico-sportive. Le visite mediche sono gratuite, tranne per coloro che svolgono professionalmente attivit agonistica.
Legge 26 ottobre 1971, n. 1099 (Tutela sanitaria delle attivit sportive)
Artt.3, 4, 5, 6 e 7 trattano di doping nello sport. Art.9 Per il perseguimento dei fini di cui alla presente legge possono essere istituiti, in ogni provincia, su iniziativa del Ministero della Sanit, sentite le regioni e con la collaborazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e di altri enti pubblici e privati, centri di medicina dello sport.
Legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del servizio sanitario nazionale )
Titolo I, Capo I, comma 1 (I principi) : La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettivit mediante il servizio sanitario nazionale: Comma 2 (Gli obiettivi):il conseguimento delle finalit di cui al precedente comma assicurato mediante: (omissis) e) la tutela sanitaria delle attivit sportive; (omissis)
D.M. Sanit 18 febbraio 1982 (Norme sulla tutela Sanitaria della attivit sportiva agonistica )
Art.1 Ai fini della tutela della salute, coloro che praticano attivit sportiva agonistica devono sottoporsi previamente e periodicamente al controllo dellidoneit specifica allo sport che intendono svolgere o svolgono. La qualificazione agonistica a chi svolge attivit sportiva demandata alle Federazioni Sportive Nazionali o agli enti sportivi riconosciuti. Devono sottoporsi altres ai controlli di cui sopra i partecipanti ai Giochi della Giovent per accedere alle fasi finali
D.M. Sanit 18 febbraio 1982 (Norme sulla tutela Sanitaria della attivit sportiva agonistica ) Art.5 Ai soggetti riconosciuti idonei viene rilasciato il relativo certificato di idoneit secondo il modello prestabilito. La presentazione, da parte dellinteressato, del predetto certificato di idoneit condizione indispensabile per la partecipazione ad attivit agonistiche. Detto certificato deve essere conservato presso la societ sportiva di appartenenza.
D.M. Sanit 28 febbraio 1983 (Norme per la tutela sanitaria delle attivit sportive non agonistiche ) Art.1 Ai fini della tutela della salute devono essere sottoposti a controllo sanitario per la pratica di attivit sportive non agonistiche: a) gli alunni che svolgono attivit fisico sportive organizzate dagli organi scolastici nellambito delle attivit parascolastiche;
b) coloro che svolgono attivit organizzate dal CONI, da societ sportive affiliate alle federzioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del D.M. 18.2.1982; c) Coloro che partecipano ai Giochi della Giovent, nelle fasi precedenti quella nazionale.
D.M. Sanit 28 febbraio 1983 (Norme per la tutela sanitaria delle attivit sportive non agonistiche ) Art.3 La certificazione di cui al precedente art.2 rilasciata ai propri assistiti dai medici di medicina generale e dai medici specialisti pediatri di libera scelta, ai sensi dellart.23 dei rispettivi accordi collettivi vigenti.
Metafora della vita con tutte le sue sfide da superare, con i suoi successi e le sue sconfitte
Aspetti negativi della natura umana si riflettono nella metafora sportiva
SLEALT INGANNO TRUFFA
Falsa le competizioni e quindi tradisce lo spirito olimpico e mette a rischio la salute degli atleti
Linteresse del pubblico e dei massmassmedia hanno fatto dello sport uno dei principali canali pubblicitari. pubblicitari. CONSEGUENZA Si sviluppata una cultura della vittoria che si manifesta in modo eclatante nella competizione sportiva
La cultura della vittoria ha aumentato le pressioni sullambiente sportivo ed in particolare sugli atleti, obbligati ad ottenere sempre e comunque dei risultati. risultati. Ecco che la tentazione dellinganno e, quindi, del doping cos sempre pi forte. forte.
I due aspetti del doping: doping:
Organizzazione sportiva mondiale La gente comune
Organizzazione sportiva mondiale
Livello di massima prestazione che ha le sue regole il cui rispetto consente agli atleti di coronare con la vittoria un percorso preparatorio pieno di sacrifici e privazioni, cio atleti uguali in gara. gara. Luguaglianza consente la determinazione del migliore. migliore. Questi valori etici e morali sono posti in dubbio dal dilagare del doping. doping.
Aspetto resosi importante a seguito della accertata diffusione nelle palestre. palestre.
In questo 2 aspetto non ci troviamo 2 di fronte a imposizioni o coercizioni, bens di fronte a condizionamenti culturali e a modelli comportamentali mutuati dalla stessa societ e dalla eccessiva spettacolarizzazione
SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO:
egge 1099/1971 tutela sanitaria attivit sportive egge 522/1995 Strasburgo ratifica Convenzione di
D.L. 242/1999 riordino CONI e affidamento azioni di prevenzione e repressione. Lotta al doping. Legge 376/2000 tutela sanitaria e lotta al doping Legge 280/2003 in materia di giustizia sportiva Codice Mondiale Antidoping WADA Convenzione mondiale antidoping UNESCO
Legge 1099/1971 tutela sanitaria delle attivit sportive
Riconosce la competenza delle regioni; Ha sancito laccertamento obbligatorio dellidoneit alla pratica sportiva; Ha valutato la pratica del doping nellottica dei rischi per lincolumit fisica dellatleta , prevedendo la sanzione penale dellammenda per limpiego, la somministrazione e la detenzione di sostanze dirette ad alterare le energie fisiologiche dellatleta.
Legge 522/1995 Ratifica Convenzione di Strasburgo
La Comunit sportiva impegnata nei regolamenti, nei controlli antidoping, nonch nelle sanzioni e nelle misure disciplinari; I governi sono i maggiori responsabili delle misure legislative in materia di tutela sanitaria ed incoraggiano le organizzazioni sportive ad elaborare ed applicare le misure appropriate di loro competenza.
Decreto Legislativo 23 luglio 1999, n.242
Art.2 Statuto 1.Il Coni si conforma ai principi.. Omississ.. Cura inoltre, nellambito dellordinamento sportivo, ladozione di misure di prevenzione e repressione delluso di sostanze che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti nelle attivit sportive.
Legge 14 dicembre 2000, n.376
della tutela sanitaria delle attivit sportive e della lotta contro il doping
Art.1 Tutela sanitaria delle attivit sportive. Divieto di Doping .
1. Lattivit sportiva diretta alla promozione della salute individuale e collettiva e deve essere informata al rispetto dei principi etici e dei valori educativi richiamati dalla Convenzione contro il doping fatta a Strasburgo il 16.11.1989, ratificata ai sensi della legge 29.11.1995, n. 522.
2. Costituiscono doping la somministrazione o lassunzione di farmaci o di sostanze biologicamente farmacologicamente attive e ladozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dellorganismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.
4. In presenza di condizioni patologiche dellatleta documentate e certificate dal medico, allatleta stesso pu essere prescritto specifico trattamento purch sia attuato secondo le previste modalit. In tal caso, latleta ha lobbligo di tenere a disposizione delle autorit competenti la relativa documentazione e pu partecipare a competizioni sportive, nel rispetto di regolamenti sportivi, purch ci non metta in pericolo la sua integrit psicofisica.
Art.3 Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attivit sportive.
1 . E istituita presso il Ministero della sanit la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attivit sportive, che svolge una serie di attivit riportate alle successive lett. a), b), c), d), e) ed f).
Art.4 Laboratori per il controllo sanitario sullattivit sportiva. 1. Il controllo sanitario sulle competizioni e sulle attivit sportive individuate dalla Commissione, svolto da uno o pi laboratori accreditati dal CIO o da altro organismo internazionale riconosciuto in base alle disposizioni dellordinamento sportivo internazionale vigente.
Art.5 Competenze delle regioni. 1. Le regioni, nellambito dei piani sanitari regionali, programmano le attivit di prevenzione e di tutela della salute nelle attivit sportive, individuano i servizi competenti, avvalendosi dei dipartimenti di prevenzione, e coordinano le attivit dei laboratori di cui allart. 4, comma3.
Art.6 Integrazione dei regolamenti degli enti sportivi.
1. Il CONI, le federazioni sportive, le societ affiliate, le associazioni sportive, gli enti di promozione sportiva pubblici e privati sono tenuti ad adeguare i loro regolamenti alle disposizioni della presente legge, prevedendo in particolare le sanzioni e le procedure disciplinari nei confronti dei tesserati in caso di doping o di rifiuto di sottoporsi ai controlli.
3. Gli enti di cui al comma 1 sono altres tenuti a predisporre tutti gli atti necessari per il rispetto delle norme di tutela della salute di cui alla presente legge. 4. Gli atleti aderiscono ai regolamenti di cui al comma 1 e dichiarano la propria conoscenza ed accettazione delle norme in essi contenuti.
5. Il CONI, le federazioni sportive nazionali e gli enti di promozione dellattivit sportiva curano altres laggiornamento e linformazione dei dirigenti, dei tecnici, degli atleti e degli operatori sanitari sulle problematiche concernenti il doping. Le attivit di cui al presente comma sono svolte senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.
Art.9 Disposizioni penali
1. Salvo che il fatto costituisca pi grave reato, punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da lire 5 milioni a lire 100 milioni chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque lutilizzo di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive..omissis..al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero siano diretti a modificare i risultati dei controlli sulluso di tali farmaci o sostanze.
2. La pena di cui al comma 1 si applica, salvo che il fatto costituisca pi grave reato, a chi adotta o si sottopone alle pratiche mediche, non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dellorganismo, al fine di alterare le prstazioni agonistiche degli atleti ovvero dirette a modificare i risultati dei controlli sul ricorso a tali pratiche.
3. La pena di cui ai commi 1 e 2 aumentata: a)Se dal fatto deriva un danno per la salute; b)Se il fatto commesso nei confronti di un minorenne; c)Se il fatto commesso da un componente o da un dipendente del CONI ovvero di una federazione sportiva nazionale, di una societ, di una associazione o di di un ente riconosciuti dal CONI.
4. Se il fatto commesso da chi esercita una professione sanitaria, alla condanna consegue linterdizione temporanea dellesercizio della professione. 5. Nel caso previsto dal comma 3, lettera c), alla condanna consegue linterdizione permanente dagli uffici direttivi del CONI, delle federazioni sportive nazionali, societ, associazioni ed enti di promozione riconosciuti dal CONI.
6. Con la sentenza di condanna sempre ordinata la confisca dei farmaci, delle sostanze farmaceutiche e delle altre cose servite o destinate a commettere il reato.
7. Chiunque commercia i farmaci e le sostanze farmacologicamente o biologicamente attive ricompresi nelle classi di cui allarticolo 2, comma 1, attraverso canali diversi dalle farmacie ospedaliere, dai dispensari aperti al pubblico e dalle strutture che detengono farmaci direttamente, destinati alla utilizzazione sul paziente, punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire 10 milioni a lire 150 milioni.
Atto dintesa
Ministero della Salute, Ministero delle Politiche Giovanili e le Attivit Sportive, il Presidente del CONI
concordano di considerare le attivit sportive non agonistiche e le attivit sportive agonistiche non aventi rilievo nazionale oggetto prevalente dellattivit antidoping della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attivit sportive di cui alla legge 376/2000.
di considerare le attivit sportive agonistiche di livello nazionale e internazionale ( delegate dagli organismi sportivi internazionali) oggetto prevalente dellattivit antidoping del CONI, alla luce del D.L. 242/1999.
Dilettantismo e Professionismo sportivo
Decreto Legislativo 23.7.1999, n. 242 art. 5 Compiti del Consiglio Nazionale , Omissis. d) stabilisce, in armonia con lordinamento sportivo internazionale e nellambito di ciascuna federazione sportiva nazionale, criteri per la distinzione dellattivit sportiva dilettantistica da quella professionistica; Omissis
Legge 23.3.1981, n. 91 Gazzetta Ufficiale 27.3.1981, n. 86
Norme in materia di rapporti tra societ e sportivi professionisti Composto da 19 articoli che vano dall articolo 1 allarticolo 18 bis
Articolo 1 Attivit sportiva Lesercizio dellattivit sportiva, sia essa svolta in forma individuale o collettiva, sia in forma professionistica o dilettantistica, libero.
Articolo 2 Professionismo sportivo
Ai fini dellapplicazione della presente legge, sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano lattivit sportiva a titolo oneroso con carattere di continuit nellambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle FSN, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con losservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dellattivit dilettantistica da quella professionistica.
Articolo 3 Prestazione sportiva dellatleta La prestazione a titolo oneroso dellatleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato regolato dalle norme contenute nella presente legge.
Articolo 4 Disciplina del lavoro subordinato sportivo
Il rapporto di prestazione sportiva a titolo oneroso si costituisce mediante assunzione diretta e con la stipula di un contratto in forma scritta, a pena di nullit, tra lo sportivo e la societ destinataria delle prestazioni sportive.
La societ ha lobbligo di depositare il contratto presso la federazione sportiva nazionale per lapprovazione.
Art. 7 Tutela Sanitaria . Art. 8 Assicurazione contro i rischi . Art. 9 Trattamento pensionistico.
Articolo 10 Costituzione e affiliazione Possono stipulare contratti con atleti professionisti solo societ sportive costituite nella forma di societ per azioni o di societ a responsabilit limitata.
Articolo 15 Trattamento tributario
Ai redditi derivanti dalle prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo si applicano le disposizioni dellart. 49, terzo comma, lettera a), del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, e successive modificazioni e integrazioni.
(Legge finanziaria 2003) modificato dal Decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, Decretoconvertito nella legge 21 maggio 2004, n.128 Articolo 90 (Disposizioni per lattivit sportiva dilettantistica)
1. Le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398 e successive modificazioni, e le altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche si applicano anche alle societ sportive dilettantistiche costituite in societ di capitali senza fine di lucro. agevolazioni fiscali agevolazioni fiscali Il CONI, le FSN e gli EPS riconosciuti dal CONI non sono obbligati ad operare la ritenuta del 4 per cento a titolo di acconto sui contributi erogati alle societ e associazioni sportive dilettantistiche, stabilita dallart.28, secondo comma, del DPR 29.9.1973, n. 600. agevolazioni fiscali agevolazioni fiscali
Allart. 13 bis, comma 1, del DPR 26.10.1972, n. 641, dopo le parole organizzazioni non lucrative di attivit sociale ( ONLUS ) sono inserite le seguenti e le societ e associazioni sportive dilettantistiche. 8. Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di societ, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonch di associazioni sportive scolastiche che svolgono attivit nei settori giovanili riconosciuti dalle FSN o da EPS costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivo non superiore a 200.000,00 euro, spesa di pubblicit, volta alla promozione dellimmagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attivit del beneficiario, ai sensi dellart. 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR 22.12.1986, n.917. 9. agevolazioni fiscali . 10. agevolazioni fiscali . 11. agevolazioni fiscali . 11.bis (inserito dal comma 470 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 legge finanziaria 2005) Per i soggetti di cui al comma 1 la pubblicit, in qualunque modo realizzata negli impianti utilizzati per manifestazioni sportive dilettantistiche con capienza inferiore ai tremila posti, da ritenersi, ai fini dellapplicazione delle disposizioni del DPR 26 ottobre 1972, n. 640, in rapporto di occasionalit rispetto allevento sportivo direttamente organizzato.
12. Presso lIstituto per il Credito Sportivo istituito il Fondo di Garanzia per la fornitura di garanzia sussidiaria a quella ipotecaria per i mutui relativi alla costruzione, allampliamento, allattrezzatura, al miglioramento o allacquisto di impianti sportivi, ivi compresa lacquisizione delle relative aree da parte di societ o associazioni sportive dilettantistiche con personalit giuridica. 13. Il Fondo disciplinato con apposito regolamento adottato dal Ministero dei Beni e Attivit Culturali previa deliberazione del CN del CONI. 14. Il Fondo gestito e amministrato a titolo gratuito dallIstituto per il Credito Sportivo. 15. La garanzia presentata dal Fondo di natura sussidiaria.. 16. La dotazione finanziaria del Fondo costituita dal
17. Le societ e associazioni sportive dilettantistiche devono indicare nella denominazione sociale la finalit sportiva e la ragione o la denominazione sociale dilettantistica e possono assumere una delle seguenti forme - associazione sportiva priva di personalit giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del C.C.; - associazione sportiva con personalit giuridica di diritto privato ai sensi del regolamento di cui al DPR 10 febbraio 2000, n. 361 - societ sportiva di capitali o cooperativa costituita secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le finalit di lucro;
18. Le societ e associazioni sportive dilettantistiche si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra laltro essere indicata la sede legale. Nello statuto devono essere espressamente previsti: a) la denominazione; b) loggetto sociale con riferimento allorganizzazione di attivit sportive dilettantistiche, compresa lattivit didattica; c) lattribuzione della rappresentanza legale dellassociazione; d) lassenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attivit non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
le norme sullordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di eguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dellelettivit delle cariche sociali, fatte salve le societ sportive dilettantistiche che assumono la forma di societ di capitali o cooperative per le quali si applicano le disposizioni del codice civile; f) lobbligo di redazioni di rendiconti economicofinanziari, nonch le modalit di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari; g) le modalit di scioglimento dellassociazione: h) lobbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento dellassociazione.
18 bis. E fatto divieto agli amministratori delle societ e delle associazioni sportive dilettantistiche di ricoprire la medesima carica in altre societ o associazioni sportive dilettantistiche nellambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciuto dal Coni, ovvero nellambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva; 18 ter. Le societ e associazioni sportive dilettantistiche che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso dei requisiti di cui al comma 18, possono provvedere allintegrazione della denominazione sociale di cui al comma 17 attraverso verbale della determinazione assunta in tal senso dallassemblea dei soci.
19. Sono fatte salve le disposizioni relative ai gruppi sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. (Sono stati abrogati i commi 20, 21 e 22 ) 23. I dipendenti pubblici possono prestare la propria attivit, nellambito delle societ e associazioni sportive dilettantistiche, fuori dallorario di lavoro, purch a titolo gratuito e fatti salvi gli obblighi di servizio, previa comunicazione allamministrazione di appartenenza. Ai medesimi soggetti possono essere riconosciuti esclusivamente le indennit e i rimborsi di cui allart. 81, comma 1, lettera m) del DPR 917/1986.
24. Luso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri obiettivi, a tutte le societ e associazioni sportive. 25. Nei casi in cui lente pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione affidata in via preferenziale a societ e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri duso e previa determinazione di criteri generali e obiettivi per lindividuazione dei soggetti affidatari. Le regioni disciplinano, con propria legge, le modalit di affidamento.
sportivi scolastici, compatibilmente con le esigenze dellattivit didattica e delle attivit sportive della scuola, comprese quelle extracurriculari ai sensi del regolamento di cui al DPR 10.10.1996, n. 567, devono essere posti a disposizione di societ e associazioni sportive dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede listituto scolastico o in comuni confinanti.
Conversione In Legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 decretomaggio 2004, n. 136, recante disposizioni urgenti per garantire la 2004, 136, funzionalit di taluni settori della pubblica amministrazione. amministrazione. Disposizioni per la rideterminazione di deleghe legislative e altre disposizioni connesse. connesse.
Art. 7 (Disposizioni in materia di attivit sportiva dilettantistica) 1. In relazione alla necessit di confermare che il CONI lunico organismo certificatore della effettiva attivit sportiva svolta dalle societ e associazioni dilettantistiche, le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dellart. 90 della legge 29 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, si applicano alle societ e associazioni sportive dilettantistiche che sono in possesso del riconoscimento dei fini sportivi rilasciato dal CONI quale garante dellunicit dellordinamento sportivo nazionale ai sensi dellart. 5, comma 1, del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, e successive modificazioni. 2. Il CONI trasmette annualmente al Ministero dellEconomia e delle Finanze Agenzia delle Entrate, lelenco delle societ e associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi.
Perch il Registro?
Stabilire uno strumento attraverso il quale riconoscere ai fini sportivi le associazioni e societ sportive dilettantistiche, come previsto dallarticolo 5, comma 5 lettera c), Decreto Legislativo 23 luglio 1999 n 242 Stilare lelenco delle associazioni e societ sportive dilettantistiche previsto dallarticolo 7 del Decreto Legge 28 maggio 2004 n 136, cio quello che il CONI deve trasmettere ogni anno allAgenzia delle Entrate
La validit delliscrizione annuale e coincide con quella dellaffiliazione. Le FSN/DSA/EPS proseguiranno a ricevere, a controllare e conservare gli atti costitutivi/statuti dei propri affiliati e le eventuali modifiche agli stessi.
Liscrizione al Registro necessaria
per poter usufruire delle agevolazioni fiscali
ma, soprattutto, per vedersi riconosciuto lo status di associazione/societ sportiva
Possono essere iscritte al Registro le associazioni/societ sportive dilettantistiche che svolgono lattivit sportiva dilettantistica, compresa lattivit didattica, i cui statuti, oltre ai requisiti richiesti dallarticolo 90 della Legge 27 dicembre 2002 n 289 e successive modificazioni, prevedono lobbligo di conformarsi alle norme e direttive del CONI e della FSN/DSA/EPS cui sono affiliate
Liscrizione avviene attraverso il web. La responsabilit della veridicit delle informazioni inserite nel modulo discrizione on line (documento telematico) della associazione/societ che se ne fa carico con la sottoscrizione di una sorta di autocertificazione (documento cartaceo) presentata ai Comitati Provinciali territorialmente competenti.
Liter completo
Rinnovo delliscrizione
Al termine del periodo di validit dell'iscrizione al Registro, l'associazione/societ sportiva posta in "attesa" . La riaffiliazione della societ/associazione sportiva alla FSN/DSA/EPS comporter lautomatica iscrizione al Registro per lanno in corso qualora non siano intervenuti modifiche al Database.
Delibera Presidenziale CONI n. 52/29 del 19.5.2011 -1 a) con D.C.N. 1288 dell11 nov.2004 stata data delega alle FSN/DSA/EPS per il Riconoscimento Provvisorio; b) In assenza di un termine prestabilito dalla normativa Coni ai fini del Riconoscimento Definitivo , si verificato che dal 2006 molte FSN/DSA/EPS hanno regolarmente riaffiliato ASD/SSD nelle more delliscrizione al Registro.
Delibera Presidenziale CONI n. 52/29 del 19.5.2011 -2
c) Il CONI, ai sensi dellart.7, comma2 del D.L. 28.5.2004, n. 136 ha trasmesso allAgenzia delle Entrate anche lelenco delle ASD/SSD in possesso del Riconoscimento ai fini sportivi concesso dalle FSN/DSA/EPS ( quindi quello provvisorio); d) Per salvaguardare il volontariato sportivo che rischiava di incappare in responsabilit patrimoniali per violazioni tributarie in conseguenza di mancati adempimenti formali;
Delibera Presidenziale CONI n. 52/29 del 19.5.2011 -3 e) La G.N. ha inteso stabilire dallanno
sportivo 2011 la validit temporale del Riconoscimento Provvisorio contestuale alla ratifica della affiliazione o riaffiliazione nel caso in cui un intero anno sportivo si sia concluso senza il perfezionamento delliscrizione al Registro
Delibera Presidenziale CONI n. 52/29 del 19.5.2011 -4
Deliberando che : 1) Il Riconoscimento Provvisorio attribuito ai propri affiliati dalle FSN/DSA/EPS anche in carenza della prevista iscrizione al Registro debba intendersi quale Riconoscimento Definitivo fino al 31.12.2010.
Delibera Presidenziale CONI n. 52/29 del 19.5.2011 -5
2) Che a partire dallanno sportivo in scadenza al 31.12.2011 ( stagione sportiva 2011/2012 per gli Organismi che non fanno riferimento allanno Riconoscimento Provvisorio solare) il attribuito ai propri affiliati dalle FSN/DSA/EPS si intende nullo in mancanza delliscrizione al Registro entro 90 giorni dalla data di invio del flusso di aggiornamento da parte delle FSN/DSA/EPS alla Direzione T. e P., ovvero entro la data di scadenza dellanno sportivo in corso se la trasmissione del flusso avviene negli ultimi 90 giorni.
REGISTRO SANZIONI DISCIPLINARI
Con Del.C.N. n.1412 del 19 maggio 2010, allart.2 stata prevista listituzione del Registro delle Sanzioni Disciplinari dell Ordinamento Sportivo ( RSD)
E il sistema informativo automatizzato che raccoglie e conserva in una banca dati centralizzata linsieme dei dati relativi a: a)Decisioni definitive; b)Decisioni in materia di doping;
c) Lattestazione relativa alla sottrazione del tesserato con dimissioni o mancato rinnovo del tesseramento, alle sanzioni irrogate nei suoi confronti; d) Provvedimenti di clemenza, di revisione, revocazione e riabilitazione;
Finalit del R.S.D.
Art.5 , comma 3, lett.c) dello Statuto CONI vieta lelettorato passivo a chiunque abbia riportato nellultimo decennio, squalifiche o inibizioni sportive superiori a un anno, da parte delle FSN, delle DSA e. degli EPS; Art.4 dello Statuto CONI prevede lineleggibilit per chiunque abbia subito una sanzione in seguito ad una violazione della normativa antidoping.
I principi fondamentali per la redazione degli Statuti delle FSN e delle DSA ( Del. CN del 19.5.2010, n. 1410) e i principi per la redazione degli Statuti degli EPS ( Del. CN del 19 maggio 2010, n. 1411 ) , negano la possibilit di far parte dellordinamento sportivo per 10 anni a coloro che si siano sottratti volontariamente, con dimissioni o mancato rinnovo del tesseramento, alle sanzioni irrogate nei loro confronti.
Aspetti normativi , tecnici e privacy
Il CN ha deliberato: Il Regolamento del RSD ( 12 articoli); Il Regolamento tecnico-attuativo per disciplinare il funzionamento del sistema informativo; Il Manuale delle Procedure; Acquisito il parere del Garante circa il trattamento dei dati personali(D.Lgs 30.6.2003, n.196)
Regolamento del R.S.D. Art.7 Comunicazioni al RSD fissa:  al comma1 che i soggetti obbligati ( FSN, DSA, EPS, il TNA, lAlta Corte, il TNAS ) danno comunicazioni al CONIRSD dei provvedimenti di loro competenza entro 5 giorni dalla data in cui il provvedimento stesso passato in giudicato.
Regolamento del R.S.D. Art.7 Comunicazioni al RSD fissa:  al comma 2 che i soggetti obbligati sono responsabili della correttezza, della tempestivit, dellaggiornamento, della modifica e/o integrazione dei dati di cui alla comunicazione del comma 1, anche ai fini dellesattezza dellattestazione rilasciata dal CONI-RSD .
Regolamento del R.S.D. Art.9 Verifica tesserabilit e eliggibilit  Comma 1 fissa che gli Organismi Sportivi che intendano procedere al tesseramento o al rinnovo dello stesso, devono verificare, entro i 7 giorni successivi al tesseramento, che il soggetto: - non si sia sottratto volontariamente alle sanzioni irrogate nei loro confronti, in seguito a dimissioni o mancato rinnovo del tesseramento;
che il soggetto non abbia subito sanzioni di inibizione o di radiazione conseguenti ad una decisione in materia di doping. Comma 1.1 , le FSN e le DSA devono verificare che il soggetto richiedente non sia stato colpito da provvedimento di radiazione emesso dai propri organi di giustizia; Comma 1.2, gli EPS devono verificare che il soggetto richiedente non sia stato colpito da provvedimento di radiazione da parte di qualsivoglia Organismo Sportivo.
 Comma 9 . Ai fini del dellesercizio dellelettorato passivo, deve essere presentata lattestazione rilasciata da CONI-RSD: Di non aver riportato nellultimo decennio squalifiche o inibizioni sportive definitive complessivamente superiori a un anno, salvo riabilitazione; Di non aver subito sanzioni conseguenti ad una decisione in materia di doping.
Il quadro europeo di riferimento per la formazione in Italia
Livello 5 2400 ore Livello 4 600 ore
Convenzioni con il CONI
Competenza del CONI specializzazione professionale
Certificazione CONI - FSN
Competenza delle FSN in collaborazione con il CONI Scuola dello Sport
Livello 3 -300 ore
Cumulative dei tre livelli
Livello 1 2 = 80 - 200 ore
Il Sistema Nazionale delle Qualifiche dei Tecnici Sportivi intende rappresentare il modello generale di riferimento per il conseguimento delle qualifiche degli Operatori Sportivi, e in modo particolare per quanto attiene alla formazione dei tecnici delle Federazioni Sportive Nazionali ( FSN ) e delle Discipline Sportive Associate (DSA ).
Visto il notevole sviluppo che ha avuto il settore della formazione dei Tecnici, il Sistema Nazionale delle Qualifiche dei Tecnici Sportivi intende anche costituire un riferimento per la formazione delle figure tecniche che operano nellambito degli Enti di Promozione Sportiva.
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