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Timestamp: 2017-01-23 01:03:55+00:00

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⭐Contabilizzazione del calore e termoregolazione
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1 Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione Contratto Servizio Energia Progetto RES & RUE Dissemination Realizzato da Domotecnica A cura di: P.I. Renato Cremonesi Avv. Antonio Carrera2 INDICE 1. IL RISCALDAMENTO NEI CONDOMINI Il tipo di riscaldamento che conviene nei condomini I vantaggi degli impianti autonomi I vantaggi degli impianti centralizzati LA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE Una terza alternativa Perché preferire la contabilizzazione individuale del calore Chi decide la contabilizzazione nel condominio Contabilizzazione in un impianto a colonne montanti Contabilizzazione in un impianto a zone La ripartizione dei costi di riscaldamento I risparmi possibili PER RISPARMIARE ENERGIA: LA TERMOREGOLAZIONE La regolazione dell impianto di riscaldamento Troppi sprechi di energia Per risparmiare energia: le valvole termostatiche Caratteristiche delle valvole termostatiche IL CONTRATTO DI SERVIZIO ENERGIA Che cosa è il contratto servizio energia Le diverse tipologie contrattuali I requisiti fondamentali del contratto servizio energia L ambito di applicazione Il contratto servizio energia nel condominio Chi paga gli interventi necessari APPENDICE Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Risol.n Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Circ.n Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Circ.n INDIRIZZI UTILI... 313 1. Il riscaldamento nei condomini 1.1. Il tipo di riscaldamento che conviene nei condomini Negli anni scorsi, anche per la maggiore diffusione del gas metano, molti hanno scelto di sostituire l impianto di riscaldamento centralizzato con impianti individuali autonomi. Le ragioni di questa tendenza sono note: con un impianto autonomo si ha una maggiore libertà nella gestione del riscaldamento, cioè nella scelta dei tempi di accensione dell impianto e delle temperature degli ambienti. Facendo un pò di attenzione, inoltre, si riesce a risparmiare parecchio. Tuttavia, la grande popolarità degli impianti individuali, alla prova dei fatti, non sempre è giustificata: essi comportano anche molti svantaggi. Ci sembra utile quindi riepilogare i pro e i contro del riscaldamento autonomo I vantaggi degli impianti autonomi 1. Regolazione autonoma della temperatura. Quando si è assenti, la caldaia si può spegnere, oppure, regolando il termostato, si può abbassare la temperatura. 1. In caso di assenze prolungate nel corso della giornata, l appartamento può ricevere un parziale riscaldamento gratuito, grazie al calore proveniente dagli alloggi confinanti. Ma questo, a scapito degli altri condomini (si chiama furto di calore). 2. Rispetto agli impianti centralizzati di vecchio tipo, in cui le tubazioni non sono ben coibentate, si hanno minori dispersioni termiche. Il calore irradiato dall apparecchio individuale riscalda infatti l appartamento, mentre quello irradiato dalle tubazioni della caldaia centralizzata verso cantine, androni, vani scala, ecc., viene di fatto disperso senza frutto. 3. Se il condominio da riscaldare non è abitato stabilmente, ma solo per ferie e week end, il riscaldamento autonomo è l unica soluzione logica. 4. Se l impianto di riscaldamento centralizzato non è stato progettato con cura e sono frequenti gli sbalzi termici tra appartamento e appartamento (in genere sono più caldi quelli ai piani medi e più freddi quelli al primo e ultimo piano), spesso l unico rimedio è l impianto autonomo. 5. Si paga solo il combustibile che si consuma e quindi, grazie ad una gestione più responsabile del riscaldamento, quasi sempre una bolletta meno cara. 6. Minori litigi con i condomini sull entità delle spese di riscaldamento e sulla loro ripartizione. 7. Rivalutazione del valore dell appartamento in caso di vendita, in quanto l impianto autonomo in genere è più gradito. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 54 1.3. I vantaggi degli impianti centralizzati 1. Il costo di prima installazione di un unico impianto centralizzato è inferiore a quello della somma di tanti impianti unifamiliari. 2. Negli impianti centralizzati è possibile l impiego di combustibili diversi (metano, gasolio, gas liquido), mentre in quelli autonomi. si può usare solo il metano. 3. La potenza termica che è necessario installare per riscaldare un condominio con una unica caldaia centralizzata, è minore della somma delle potenze che occorrono per tanti impianti autonomi. Di conseguenza, il consumo energetico relativo è maggiore negli impianti individuali. 4. La caldaia centralizzata ha una vita più lunga di quella delle caldaiette singole. 5. Il rendimento termico di un unica caldaia centralizzata è migliore rispetto a quello di tante caldaie individuali. 6. Le spese di manutenzione e quelle per i controlli da parte degli enti pubblici, sono più elevate negli impianti individuali, in quanto negli impianti centralizzati tali spese si ripartiscono tra tutti i condomini. 7. La conversione da impianto centralizzato ad autonomo spesso comporta forti spese impiantistiche e, in certi casi, può essere tecnicamente impossibile. 8. Gli impianti centralizzati sono più sicuri. Nei condomini con impianti autonomi non è sufficiente che il proprio impianto sia in regola e ben tenuto: tutti gli appartamenti sono soggetti ad essere coinvolti in incidenti provocati da altri eventuali impianti non in regola. 9. Negli impianti individuali l occupante dell appartamento è responsabile dell efficienza e della sicurezza dell impianto termico, mentre in quelli centralizzati la responsabilità dell impianto è dell amministratore condominiale, avendo meno seccature e minori rischi. 10. Le persone anziane, che spesso passano molto tempo a casa nel corso della giornata, sono avvantaggiate dagli impianti centralizzati, perché non cedono gratis il calore agli appartamenti circostanti vuoti con il riscaldamento spento. 11. Se tutti i condomini non sono d accordo, la trasformazione di un impianto centralizzato in tanti impianti autonomi è molto difficile. 6 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione5 2. La contabilizzazione del calore 2.1 Una terza alternativa La terza alternativa è un impianto centralizzato con la contabilizzazione individuale del calore e la termoregolazione autonoma delle temperature. Questo sistema assomma i vantaggi dell impianto centralizzato con quelli dell impianto individuale. In sostanza, questa tecnologia permette di gestire in modo autonomo il riscaldamento del proprio appartamento, senza che ciascuno abbia dentro casa una caldaietta. La caldaia rimane sempre unica per tutto il condominio, ma ogni proprietario/occupante ha la possibilità, attraverso particolari dispositivi, di spegnere, ridurre o aumentare (entro il limite di legge di 20 gradi in media, più due di tolleranza) la temperatura del proprio appartamento, ufficio o negozio. Grazie a contatori individuali, ciascuno paga solo il calore che ha effettivamente consumato. Si tratta di installare un sistema di apparecchiature che misurano (contabilizzano) la quantità di calore effettivamente consumata in ogni appartamento e consentono di regolare le temperature della parte di impianto che è al servizio di ogni alloggio. Il tipo di apparecchiature da installare ed i relativi costi dipendono molto dal sistema di distribuzione dell impianto e dal grado di automatismo della gestione che si vuole realizzare Perché preferire la contabilizzazione individuale del calore La contabilizzazione del calore ha i due vantaggi chiave degli impianti singoli: si paga quel che si è consumato e si riscalda solo quando serve. Cioè, è possibile mantenere i vantaggi di un impianto centralizzato e contemporaneamente avere la libertà di scegliere le temperature e gli orari che più soddisfano le esigenze del singolo utente. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 76 Invece di trasformare un impianto centralizzato in tanti impianti autonomi, per avere maggiore autonomia nella gestione del riscaldamento è preferibile installare la contabilizzazione del calore senza distaccarsi dall impianto centralizzato. Perché preferire la contabilizzazione 1. Si utilizza il vecchio impianto centralizzato (purché sia in regola), con l aggiunta degli apparecchi necessari alla contabilizzazione: la spesa è molto inferiore alla trasformazione in impianti autonomi. 2. Non è necessario rompere muri e pavimenti; si evita di dover costruire, per ciascuna caldaietta, camini e canne fumarie sopra il colmo del tetto per lo scarico dei fumi, oltre a nuove tubature per il trasporto dell acqua calda e del gas. 3. Se la caldaia centralizzata è a gasolio, o ad altro combustibile, non è necessario convertire l impianto a metano (cosa necessaria invece per le caldaiette singole). 4. L impianto centralizzato è più sicuro: in un condominio con tanti impianti singoli basta che un solo proprietario trascuri le norme di sicurezza, per creare pericoli per tutti. 5. La manutenzione di una caldaia unica, anziché di tante singole, è più facile e le relative spese, divise tra tutti, sono meno costose. 6. Il risparmio di combustibile avvantaggia anche chi sta sempre in casa, non solo chi vi passa poche ore al giorno. 7. L impianto centralizzato con contabilizzazione del calore non ha alcuna limitazione negli orari di accensione. Queste ragioni rendono conveniente il mantenimento dell impianto condominiale centralizzato, installando un sistema di contabilizzazione del calore e applicando la ripartizione delle spese. La riprova che i vantaggi della contabilizzazione del calore sono notevoli, sta anche nel fatto che, dall agosto 1994, i nuovi edifici debbono comunque essere predisposti per l installazione di un sistema di contabilizzazione del calore. Dal 1 gennaio 2000, infine, tutti i nuovi impianti di riscaldamento centralizzati devono essere contabilizzati. Sintesi delle norme che regolano l accensione degli impianti di riscaldamento La legge stabilisce norme diverse a seconda del tipo di impianto di riscaldamento. Per gli impianti centralizzati di vecchio tipo sono previsti limiti di orario in cui possono essere accesi, in funzione delle zone climatiche in cui è suddivisa l Italia: orari e periodi di tempo più lunghi per le zone fredde ed orari e periodi più brevi per le zone meno rigide. Per gli impianti centralizzati con termoregolazione e contabilizzazione del calore, non esistono limiti di orario per l accensione del riscaldamento. E quindi possibile, durante le giornate fredde, tenere acceso il riscaldamento anche 24 ore su 24. La legge stabilisce inoltre che non vi sono limitazioni di orario, oltreché in pochissimi Comuni con clima particolarmente freddo, anche: negli impianti che dispongono di una caldaia con un determinato rendimento termico, previsto dalla legge, e dotati di una centralina climatica (cronotermostato) che permetta di programmare due diversi livelli di temperatura nel corso delle 24 ore; in certi impianti particolari (con macchine per cogenerazione, a teleriscaldamento, con riscaldamento a pavimento, ovvero condotti con contratti di servizio energia). 8 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione7 2.3. Chi decide la contabilizzazione nel condominio La decisione di installare un sistema di contabilizzazione sull impianto centralizzato, spetta all assemblea di condominio. La decisione di adottare la contabilizzazione del calore è abbastanza facile, rispetto ad altre questioni condominiali. Infatti, l assemblea condominiale in seconda convocazione (quella in cui quasi sempre si decide), può approvare il sistema di contabilizzazione con il voto della maggioranza dei presenti e di quelli che possiedono la maggioranza delle quote di proprietà dello stabile (maggioranza relativa) Contabilizzazione in un impianto a colonne montanti Gli impianti a colonne montanti sono costituiti da un anello, formato da una tubazione di andata ed una di ritorno, che percorre la base dell edificio. Dall anello si dipartono le colonne montanti che alimentano i radiatori posti sulla stessa verticale ai vari piani dell edificio. Fino a pochi anni fa tale tipologia era molto diffusa perché consentiva di realizzare economie in fase di costruzione dell edificio; più difficilmente però permette di ottimizzare la gestione dell impianto di riscaldamento, specialmente quando si hanno utilizzazioni diverse nelle varie zone dell edificio. Impianto a colonne montanti Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 98 L installazione della contabilizzazione in un impianto a colonne montanti, si realizza applicando su ogni corpo scaldante un apparecchio elettronico denominato ripartitore di calore. Il ripartitore ha il compito di registrare la quantità di calore emessa nel tempo dal radiatore su cui è applicato. Normalmente sul radiatore viene installata anche una valvola termostatica, che permette all utente di scegliere la temperatura ambiente desiderata e gli orari di riscaldamento. Ripartitore di calore Contabilizzazione del calore in un impianto a colonne montanti 2.5. Contabilizzazione in un impianto a zone Gli impianti a zone, o orizzontali, sono realizzati in modo che ad ogni zona dell edificio, ad ogni piano o ad ogni singolo alloggio è dedicata una parte della rete di distribuzione del riscaldamento. Con questo tipo di impianto è possibile gestire in maniera diversificata i vari appartamenti, non riscaldando ad esempio quelli che in un dato periodo non sono occupati. 10 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione9 Impianto a zone L installazione della contabilizzazione del calore in un impianto a zone si esegue collocando nella cassetta del collettore a servizio di ogni singola utenza, un contatore di calore, che misura l energia termica consumata dall unità immobiliare La ripartizione dei costi di riscaldamento Come per l energia elettrica, anche nella contabilizzazione del calore, bisogna pagare una quota fissa, al di là che si usi poco o tanto il riscaldamento. Bisogna cioè riservare una parte delle spese di riscaldamento per coprire i costi della manutenzione della caldaia comune e degli altri apparecchi collegati. Generalmente la quota fissa si colloca, a seconda del tipo di impianto, fra il 20 ed il 50% dei costi totali di riscaldamento. La determinazione della quota fissa spetta all assemblea di condominio. L ammontare della quota fissa viene suddivisa fra i condomini sulla base della ripartizione millesimale degli appartamenti. La parte restante delle spese di riscaldamento viene suddivisa in proporzione al calore consumato da ciascun condomino, sulla base dei consumi letti nelle apposite apparecchiature di contabilizzazione. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 1110 Le apparecchiature di contabilizzazione del riscaldamento negli impianti a colonne montanti sono del tipo ripartitore elettronico dei costi del riscaldamento. Il calore utilizzato dai singoli condomini verrà contabilizzato dal ripartitore elettronico installato su ogni singolo radiatore, che funziona in modo del tutto autonomo. Il ripartitore è dotato di un display a cristalli liquidi che consente la lettura dei dati relativi alla quantità di calore utilizzata. All interno del ripartitore elettronico vi è inoltre un dispositivo di autodiagnosi che ne verifica costantemente il buon funzionamento, segnalando sul display eventuali guasti o manomissioni. Ripartitore di calore installato su un radiatore Negli impianti a distribuzione orizzontale e nelle centrali termiche, si impiega invece il contatore di calore. Il contatore di calore è formato da tre elementi: una unità volumetrica che rileva il valore della portata d acqua dell impianto, da installare sul tubo di ritorno; due sonde di temperatura da installare sui tubi di mandata e di ritorno, che rilevano la differenza di temperatura; una unità di calcolo che elabora i dati che riceve dall unità volumetrica e dalle sonde ed esprime il valore, in kwh, dell energia fornita dall impianto. L unità di calcolo può essere unita alla volumetrica (nella versione compatta) oppure staccata (nella versione split). Il sistema è normalmente completato da una valvola motorizzata a tre vie, comandata da un Cronotermostato Ambiente. Installazione del contatore di calore prima della valvola miscelatrice a tre vie 12 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione11 La lettura dei consumi può essere fatta in diversi modi: diretta, cioè con il rilievo dei dati sul singolo contatore/ripartitore, tramite autolettura da parte dell utente; centralizzata via radio, con una Memory Card che rileva i dati da una centrale collegata via radio a tutti i singoli contatori/ripartitori centralizzata via radio con modem, che rileva a distanza i dati da una centrale collegata via radio a tutti i singoli contatori/ripartitori. La ripartizione dei costi di riscaldamento in genere è fatta dall Amministratore Condominiale, ma può anche essere effettuata dal gestore del servizio energia, da un azienda di servizi, ecc.. Lettura diretta di un ripartitore di calore 2.7. I risparmi possibili Nella tabella seguente sono riportati i risparmi di energia, certificati dalla A.S.M.di Brescia, conseguiti con l installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore: Condomini dotati di sistema di contabilizzazione del calore individuale e valvole termostatiche Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 1312 3. Per risparmiare energia: la termoregolazione 3.1. La regolazione dell impianto di riscaldamento La progettazione dell impianto di riscaldamento e la scelta della potenza della caldaia, dovrebbero basarsi sul calcolo delle dispersioni termiche dell edificio, tenendo conto delle condizioni climatiche e di esposizione. L impianto, infatti dovrebbe essere dimensionato per assicurare il massimo comfort interno anche in presenza di punte eccezionali di freddo, evitando il surriscaldamento dei locali e di conseguenza il notevole spreco di energia che ne deriva, quando la stagione è più mite. Un buon sistema di regolazione dell impianto è indispensabile quindi per assicurare una temperatura costante negli ambienti interni, qualunque siano le condizioni climatiche esterne Troppi sprechi di energia Gli impianti centralizzati di vecchio tipo, invece, spesso sono dotati solo di una centralina di controllo con la quale vengono impostati i tempi di accensione dell impianto e, al massimo, viene regolata automaticamente la temperatura di mandata dell acqua ai radiatori, sulla base della temperatura esterna rilevata con una sonda. Questo sistema, intervenendo esclusivamente sulla temperatura dell acqua dei radiatori, riesce a mantenere costante la temperatura negli ambienti, solo in modo molto approssimativo. Specialmente se l impianto non è ben progettato ed equilibrato, nelle diverse zone dell edificio si stabiliscono temperature diverse, come succede tra il primo piano e l ultimo, tra le facciate esposte a sud e quelle a nord, tra gli appartamenti d angolo e quelli interni, e così via. Purtroppo, come ben sappiamo, per assicurare un buon comfort agli alloggi più freddi, si aumenta la temperatura dell acqua di mandata, con il risultato di riscaldare troppo quelli già caldi, e di sprecare energia Per risparmiare energia: le valvole termostatiche Negli ultimi tempi si sono fatti notevoli passi in avanti nella direzione di consumare energia solo dove e quando serve: sia negli impianti centralizzati che in quelli individuali. Con l installazione di una centralina climatica (cronotermostato), che permette di programmare due diversi livelli di temperatura nel corso delle 24 ore (in genere, uno più alto durante il giorno, 20 C, e uno più basso, 16 C, durante la notte), si realizza con maggiore approssimazione l obiettivo di mantenere costante la temperatura degli ambienti, al variare delle condizioni climatiche esterne. Ma si può fare di più. 14 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione13 Installando le valvole termostatiche su ogni radiatore, al posto della valvola manuale, si può regolare la temperatura di ogni singolo locale per sfruttare anche gli apporti gratuiti di energia: cioè quelli dovuti, ad esempio, ai raggi del sole attraverso le finestre, alla presenza di molte persone in casa, al funzionamento di elettrodomestici, ecc. Le valvole termostatiche regolano automaticamente l afflusso di acqua calda in base alla temperatura scelta ed impostata su una apposita manopola graduata. La valvola si chiude mano a mano che la temperatura ambiente, misurata da un sensore, si avvicina a quella desiderata, consentendo di dirottare l acqua calda verso gli altri radiatori ancora aperti. La valvola termostatica permette il mantenimento della temperatura ambiente al valore costante desiderato, controllando gli apporti di calore esterno e interno e quelli dipendenti da situazioni ambientali. In questo modo si può consumare meno energia nelle giornate più serene, quando il sole è sufficiente per riscaldare alcune stanze, oppure, ad esempio, impostare una temperatura più bassa nelle stanze da letto e una più alta in bagno, ovvero lasciare i radiatori aperti al minimo quando si esce di casa. Le valvole termostatiche installate negli impianti centralizzati, hanno anche una buona influenza sull equilibrio termico delle diverse zone dell edificio: quando i piani più caldi arrivano a 20 C, le valvole chiudono i radiatori consentendo un maggiore afflusso di acqua calda ai piani freddi. Il risparmio di energia indotto dalle valvole termostatiche può raggiungere e superare il 20% (v. tabella pag 13). Per questo motivo è obbligatoria l installazione di questi apparati nei nuovi edifici e quando si ristrutturano i vecchi Caratteristiche delle valvole termostatiche Con il termine valvola termostatica si intende il complesso di tre corpi aventi le seguenti caratteristiche: a) un elemento idraulico, costituito da una valvola particolare da installarsi al posto della normale valvola d intercettazione del radiatore; b) un elemento di azionamento della valvola, il quale, su comando, modula l apertura dell otturatore in modo che la temperatura media del corpo scaldante provochi un emissione termica in equilibrio con le dispersioni del locale ove il radiatore è situato. Su questo elemento è installata una scala di regolazione che consente di visualizzare l impostazione del livello di temperatura desiderato. c) un elemento sensibile o sonda, costituito da un bulbo che misura la temperatura ambiente e attiva l azionamento della valvola. Per i radiatori scoperti ossia privi di copritermo o tende, gli elementi b) e c) sono uniti in un unico corpo. In caso contrario l elemento c) viene posizionato a lato del radiatore in una collocazione tale da consentire la misurazione della temperatura ambiente. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 1514 L installazione delle valvole termostatiche comporta lo svuotamento dell impianto termico e la sostituzione della valvola d intercettazione con la valvola termostatica, mediante lo smontaggio e rimontaggio del radiatore. Valvola termostatica e ripartitore di calore installati su un radiatore 16 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione15 4. Il contratto di servizio energia 4.1. Che cosa è il contratto servizio energia Fra gli obiettivi della legge 10/91 vi è quello del risparmio energetico, attraverso l uso razionale dell energia ed il miglioramento dell efficienza degli impianti termici. L ammodernamento delle centrali termiche che forniscono il calore per il riscaldamento degli edifici civili e l uso più razionale dell energia termica, rappresentano due momenti decisivi per il risparmio energetico. In questa prospettiva, la legge 10/91 ha previsto il contratto di servizio energia, che viene definito dal DPR 412/93 all art. 1, comma 1, lettera p. Il DPR 412/93 afferma che per Contratto Servizio Energia si intende l atto contrattuale che disciplina l erogazione dei beni e servizi necessari a mantenere le condizioni di comfort negli edifici, nel rispetto delle vigenti leggi in materia di uso razionale dell energia, di sicurezza e di salvaguardia dell ambiente, provvedendo nel contempo al miglioramento del processo di trasformazione e di utilizzo dell energia. Le innovazioni contenute nel contratto servizio energia sono riconducibili sostanzialmente ai due seguenti aspetti: da un lato, si uniscono i concetti di comfort e di risparmio energetico, cioè si persegue la ricerca del massimo risparmio di energia possibile, fornendo comunque il livello di comfort richiesto dagli utenti; dall altro, si individua nel miglioramento degli impianti che producono e utilizzano l energia, lo strumento per garantire comfort e risparmio energetico. Per facilitare il miglioramento dell efficienza degli impianti termici e quindi il risparmio di energia a parità di comfort, il legislatore ha previsto che per l acquisto dei beni, servizi e prestazioni che assicurano tali risultati, sia applicata l aliquota IVA del 10% (ridotta) Le diverse tipologie contrattuali Successivamente all uscita del DPR 412/93, si sono sviluppate alcune tipologie contrattuali, da non confondersi con il contratto servizio energia. Ne illustriamo in sintesi alcune: Contratto Forfetario L impresa che gestisce la centrale termica propone al condominio una quota annua di riscaldamento, determinata in via forfettaria, sulla media almeno dei tre anni precedenti. La quota comprende i costi del combustibile, di esercizio e manutenzione ordinaria e l assunzione il ruolo di Terzo Responsabile da parte del gestore. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 1716 Contratto a gradi giorno L impresa che assume la gestione del riscaldamento propone al condominio una tariffa Euro/Gradi Giorno. La spesa finale sarà determinata dai Gradi Giorno rilevati al termine della stagione di riscaldamento dalla stazione climatica di zona, moltiplicati per la tariffa concordata. La tariffa comprende solamente i costi del combustibile. Contratto a ore calore Il gestore propone al condominio una tariffa Euro/Ore di Calore. La spesa finale sarà determinata dal numero di ore di erogazione del calore, concesse stagionalmente dalla legislazione vigente, moltiplicate per la tariffa pattuita. La tariffa comprende solamente i costi del combustibile. Queste tipologie contrattuali hanno avuto una discreta diffusione, soprattutto presso i grandi immobili pubblici. Esse tuttavia non accolgono lo spirito innovativo del DPR 412/93, come invece avviene nel contratto servizio energia. Quasi mai cioè hanno consentito livelli significativi di risparmio energetico a parità di comfort fornito, e raramente le centrali termiche sono state riqualificate utilizzando tecnologie innovative e fonti di energia rinnovabili o assimilate. Pertanto, a questi contratti non può essere applicata l aliquota IVA ridotta al 10% I requisiti fondamentali del contratto servizio energia Soltanto nel 1998 il Ministero delle Finanze ha chiarito in maniera completa i requisiti minimi che il contratto di servizio energia deve possedere per essere considerato tale, e quindi poter applicare l aliquota IVA ridotta al 10%. Nelle seguenti circolari e risoluzioni, il cui testo integrale è riportato in appendice, il Dipartimento delle Entrate del Ministero delle Finanze ha definito le caratteristiche del contratto di servizio energia: Risoluzione n. 103 del 20/08/98 : applicabilità aliquota IVA 10% Circolare n. 273 del 23/11/98 : contenuti minimali del contratto Circolare n. 82 del 07/04/99 : uso domestico e altri usi In particolare, la circolare 273/98 evidenzia in 10 punti i requisiti minimi del contratto servizio energia che devono essere assolutamente rispettati. 18 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione17 1. Obiettivi. Con esplicito e vincolante riferimento a quanto contenuto nel DPR 412/93, la fornitura di beni e servizi prevista dal contratto servizio energia, rispetto alla situazione precedente, deve garantire il raggiungimento di: comfort termico sicurezza uso razionale dell energia risparmio energetico riduzione dell inquinamento ambientale miglioramento del processo di trasformazione dell energia miglioramento del processo di utilizzo dell energia 2. Requisiti dell impresa. L impresa, per poter stipulare il contratto servizio energia e svolgere le attività conseguenti, deve: diventare terzo responsabile della centrale termica, deve assumere cioè la responsabilità della centrale termica dell edificio, indicate all art.1, comma 1, lettera o), del DPR 412/93; possedere adeguate capacità tecniche, economiche ed organizzative, insieme all abilitazione stabilita dalla legge 46/90; il contratto servizio energia non può essere stipulato da una società che fornisce il combustibile; estendere la sua attività e responsabilità su tutto l impianto termico (Produzione, Distribuzione, Emissione e Regolazione). Le prestazioni dell impresa che stipula il contratto servizio energia devono essere stabilite contrattualmente. In particolare devono essere precisati nel contratto gli interventi per il contenimento dei consumi di energia, quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelli per l ammodernamento della centrale termica e/o dell impianto di distribuzione. L impresa può ricorrere al subappalto solo per prestazioni specialistiche; è soggetta a sanzioni amministrative in caso di inadempienze e risponde civilmente e penalmente per i danni, a cose e/o persone, che si dovessero verificare durante il periodo della sua gestione. 3. Acquisto del combustibile. I combustibili che alimentano il processo per la produzione del fluido termovettore necessario alla erogazione del calore agli edifici, sono acquistati a cura dell impresa (l aliquota IVA per l acquisto del combustibile è quella propria dei singoli beni). L impresa decide la scelta del tipo di combustibile, o di altre fonti energetiche e assume la titolarità del contratto di fornitura, compreso il relativo pagamento. Il calore prodotto dalla centrale viene venduto dal gestore all utenza, previa misurazione del consumo con appositi contatori di calore, ed a fronte di una tariffa stabilita contrattualmente. 4. Misurazione e contabilizzazione del calore. Con il contratto servizio energia l utenza acquista dal gestore l acqua calda (o l aria calda) prodotta nella centrale termica dell edificio. L impresa deve installare idonei apparati (contatore di calore) per misurare l energia termica utilizzata. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 1918 Nel contratto servizio energia il contatore di calore acquista una importanza fondamentale, in quanto esso è lo strumento fiscale di misurazione dei consumi e della spesa per il riscaldamento. Pertanto una particolare attenzione deve essere posta nella scelta del contatore di calore per evitare malfunzionamenti che possono riflettersi sia sull utenza che sul gestore. L impresa, che normalmente è proprietaria del misuratore, deve garantire l affidabilità dell apparecchio, che deve essere conforme alla normativa vigente nazionale ed europea. Il contatore di calore deve essere provvisto del certificato di taratura iniziale. Le successive tarature periodiche, effettuate a cura del gestore, devono essere previste dal contratto. Contatore di calore dopo la ventrale termica Centralina e Valvole volumetriche 20 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione19 5. Aree antagoniste. Con il contratto servizio energia e l installazione del contatore di calore si stabiliscono di fatto due aree di convenienza antagoniste tra loro, che contribuiscono ad evitare sprechi e speculazioni. L area del gestore che produce il calore. L impresa che gestisce la centrale termica e che paga il combustibile, avrà tutto l interesse a consumare la minore quantità possibile di combustibile, in quanto, a fronte di prestazioni termiche garantite contrattualmente, viene retribuita in funzione della quantità di calore ceduto all utenza. L area degli utenti che utilizzano il calore. I condomini, che pagano in proporzione del calore consumato, avranno tutto l interesse a che il contatore del calore giri il meno possibile e quindi programmeranno in modo oculato il riscaldamento della propria abitazione. Questo metodo contrattuale, che mette in contrapposizione due legittimi interessi, è il sistema migliore per raggiungere l obiettivo del massimo risparmio energetico a parità di comfort. 6. Determinazione della tariffa del calore consumato. La tariffa da corrispondere al gestore per il calore consumato, è l elemento critico del contratto servizio energia. La tariffa è specifica per ogni edificio: pertanto deve essere commisurata a parametri oggettivi, quali la quantità e tipologia del combustibile impiegato, nonché le risultanze della diagnosi energetica effettuata sul sistema edificio-impianto. Prima di definire contrattualmente il valore economico della tariffa, si consiglia un periodo di osservazione sperimentale significativamente lungo (una stagione di riscaldamento). Dopo aver installato nella centrale termica il contatore di calore, a valle della caldaia e nel circuito della valvola a 3 o 4 vie di regolazione, al termine della stagione si avrà noto sia il consumo totale di energia termica, espressa in kwh, sia il costo del combustibile, comprensivo dell IVA al 20%. Avendo a disposizione i dati suddetti, la tariffa sarà correttamente determinata dal seguente rapporto: Costo annuale del combustibile T = = /kwh kwh annuali di calore consumati 7. Diagnosi energetica dell edificio-impianto. Con il contratto servizio energia è obbligatoria la diagnosi energetica dell edificio-impianto, a cura dell impresa, dopo la presa in carico della gestione del riscaldamento dell edificio. La diagnosi energetica rappresenta lo strumento conoscitivo del comportamento termodinamico del sistema edificio-impianto, ed è indispensabile per valutare la redditività degli investimenti da eseguire per migliorare l efficienza energetica dell edificio. E quindi propedeutica a qualsiasi analisi costi-benefici per gli interventi di risparmio energetico pertinenti l edificio in esame. L aliquota IVA ridotta al 10% si applica solo per i contratti servizio energia finalizzati a fornire beni e servizi il cui risultato è la riduzione del consumo di energia rispetto ad uno stato preesistente, ed a parità di servizio reso. Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione 2120 L aliquota ridotta si applica su tutte le voci di spesa previste nel contratto servizio energia, ovvero su: l importo della tariffa per la fornitura del calore, sulla base dei kwh consumati; l ammontare delle spese di esercizio, conduzione e controllo della centrale e dell impianto; le spese effettuate per la manutenzione ordinaria e straordinaria. I materiali per la manutenzione straordinaria, acquistati con l IVA propria del 20%, vanno fatturati all utenza con l IVA al 10%. 8. Coefficiente di consumo specifico. E compito dell impresa rilevare, al termine del primo anno di gestione, le caratteristiche tipologiche e tecnologiche dell edificio per l attribuzione del coefficiente di consumo specifico. Gli utenti entrano così in possesso di un indicatore del consumo di energia per il riscaldamento del proprio edificio. Il coefficiente caratterizzerà l andamento dei consumi degli anni successivi. Essendo sganciato dal consumo di combustibile, in quanto si considera il consumo di energia misurato e contabilizzato a valle della caldaia, tale indicatore rappresenterà di fatto il comportamento dell utenza. Il coefficiente di consumo specifico è importante per determinare gli effetti degli interventi di risparmio energetico fatti sul sistema edificio-impianto, ad esclusione di quelli lato caldaia, quali, ad esempio l isolamento termico e la termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore. 9. Interventi sul sistema edificio-impianto. Il contratto servizio energia deve prevedere obbligatoriamente l indicazione degli interventi da effettuare sul sistema edificio-impianto per migliorarne l efficienza energetica (art. 1. D.L 15 febbraio 1992 del ministero dell industria), e/o di quelli che permettono l introduzione di tecnologie per l uso delle fonti di energia rinnovabili o assimilate (L.n.10/91, e DPR n. 412/93). Quali debbano essere gli interventi pertinenti ed a chi compete l onere dell investimento, deve essere contenuto in uno specifico articolo del capitolato di appalto, connesso al contratto servizio energia. L intervento, dal lato del comportamento degli utenti, che rappresenta il miglior rapporto costi/benefici è quello relativo alla termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore. Da talune elaborazioni dell ENEA si evince che a Roma l intervento di termoregolazione e contabilizzazione del calore, ha permesso un risparmio medio annuo del 20%. Si rammenta che si può usufruire dell aliquota IVA ridotta al 10%, solo se si fanno interventi di risparmio energetico sul sistema edificio-impianto. 22 Progetto Res & Rue Dissemination Dossier Contabilizzazione del calore e termoregolazione Vedere altro
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 art.1
 articolo 3
 articolo 1
 Art. 11
 art. 26