Source: http://consulenzadellavoro.blogspot.com/2011/06/
Timestamp: 2020-01-27 16:06:54+00:00

Document:
STUDIO CASSONE RAG. GIUSEPPE: giugno 2011
Qualora l'INAIL inviti presso i propri uffici gli assicurati per accertamenti medico-legali e amministrativi la norma prevede il pagamento di una diaria giornaliera.
I valori 2011 sono stati fissati nei seguenti importi.
- 7,28 euro per assenza di quattro ore che obbliga a consumare un pasto fuori residenza;
- 14,58 euro per assenza di un'intera giornata senza pernottamento;
- 28,43 euro per assenza di un'intera giornata con pernottamento.
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L’audizione del lavoratore nel procedimento disciplinare
Sen 31/03/2011 n. 7493 Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell’ambito di un procedimento disciplinare ex art. 7 dello Statuto dei Lavoratori, ove un lavoratore richieda un differimento dell’incontro, il datore di lavoro ha l’obbligo di accogliere la richiesta solo nel caso in cui sussistano esigente di difesa del lavoratore.
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Cittadini extra UE: possibilità di chiedere un periodo di partenza volontaria
DL 23/06/2011 N.89
Il DL prevede n. 144, a completamento del processo di adeguamento a quanto previsto dalla Direttiva 2008/118/Ce sul rimpatrio dei clandestini, prevede che lo straniero destinatario di un provvedimento di espulsione possa chiedere al prefetto la concessione di un periodo per la partenza volontaria anche attraverso appositi programmi di rimpatrio volontario e assistito.
Etichette: Cittadini extra UE
E’ pacifico che, nel corso del normale svolgimento del rapporto di lavoro, l’insorgere della malattia costituisce causa di impossibilità di svolgimento della prestazione.
Inoltre se la malattia si verifica prima dell’inizio del periodo programmato delle ferie, essa impedisce la fruizione fino all’avvenuta guarigione.
Controverso è il caso di malattia che insorge durante il periodo di ferie.
Per l’approfondimento del caso occorre fare una premessa preliminare: le ferie nel nostro ordinamento sono riconosciute dall’art. 36 della Costituzione quale diritto irrinunciabile con lo scopo di consentire al lavoratore il pieno recupero delle energie psicofisiche.
Sul tema è intervenuta la Corte Costituzionale con sentenza n. 297 del 19/06/1990 nella quale ha stabilito:
1. La necessità di una disciplina dettagliata da parte del legislatore o della contrattazione collettiva in merito all’insorgenza della malattia durante il periodo di ferie.
2. Che l’art. 2109 c.c. contrasta con la Costituzione nella parte in cui non prevede che l’insorgere della malattia durante il periodo di ferie ne sospenda il decorso.
3. Il principio appena enunciato non ha valore assoluto ma tollera delle eccezioni da valutare in relazione alla specificità degli stati morbosi. In particolare sarà necessario stabilire l’incidenza della malattia nell’impedimento del recupero delle energie psicofisiche del lavoratore.
La Cassazione a sezioni unite con sentenza nl 1947 del 23/02/1998 è tornata sul tema, ribadendo i principi della Corte Costituzionale aggiungendo che il lavoratore che intenda modificare il titolo della sua assenza da “ferie” a “malattia” ha l’onere di comunicare lo stato di malattia al proprio datore di lavoro. Tale comunicazione determina la conversione dell’assenza con la sola eccezione del caso in cui il datore dimostri, attraverso i dovuti controlli sanitari, la compatibilità del della malattica con il godimento delle ferie.
La giurisprudenza successiva ha ritenuto nulle le clausole contrattuali che prevedevano la sospensione delle ferie solo per le malattie che superavano un determinato numero di giorni.
L’Inps ha poi fornito ulteriori istruzioni che possono essere così sintetizzate:
- i giorni che precedono la comunicazione della malattia al datore di lavoro sono sempre da considerarsi come ferie.
- il lavoratore deve rispettare l’obbligo di comunicazione e di reperibilità
- Il datore nel richiedere la visita ispettiva all’Inps deve specificare che si tratta di visita volta a verificare che la malattia sia idonea a sospendere il periodo di ferie
- L’inps ritiene che il godimento delle ferie viene impedito da stati morbosi che comportano un’inabilità temporanea assoluta (es. stati febbrili elevati, ricoveri, ingessature)
- normalmente non rilevano la cefalea, lo stress, le sindrome ansioso depressive
L’impossibilità di eseguire la visita per non reperibilità del lavoratore preclude l’accertamento della malattia stessa e quindi la sua idonietà ad interrompere le ferie.
Etichette: La malattia durante le ferie
Indennità di maternità e congedo parentale in caso di adozione: la gestione delle lavoratrici autonome
Inps, messaggio 17/06/2011, n. 13041
Le lavoratrici autonome in caso di adozione o affidamento hanno diritto ad un congedo parentale per un periodo pari a 3 mesi che deve essere goduto entro 1 anno dall’ingresso del minore in famiglia, ciò a prescindere dall’età del minore e comunque non oltre il compimento del diciottesimo anno di età dello stesso.
Diverso il caso dell’indennità di maternità, quest’ultima spetta per i 3 mesi successivi all’effettivo ingresso del minore in famiglia con le seguenti limitazioni:
- che il minore non abbia superato i 6 anni nel caso di adozioni o affidamento nazionale (adottivo o non preadottivo).
- fino al compimento dei 18 anni in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale.
Etichette: adozione congedo parentale e maternità, congedo di maternità, congedo parentale, lavoratrici autonome e maternità
Sen 16/05/2011 n. 10733 Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che affinché le dimissioni abbiano valore negoziale di recesso, queste devono contenere l’incondizionata e univoca volontà del lavoratore di porre fine al rapporto di lavoro e che tale volontà deve essere comunicata con un mezzo idoneo alla controparte.
Etichette: Dimissioni e onere della prova
Criteri di scelta per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Corte di Cassazione, sentenza 28/03/2011, n. 7046
E’ noto che in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile non si può fare ricorso al criterio della posizione lavorativa da sopprimere in quanto non più necessaria, né al criterio della impossibilità di repechage data l’equivalenza di tutte le posizioni lavorative e dunque la potenziale licenziabilità di tutti i lavoratori, neppure per atti discriminatori.
Con tale sentenza la Corte sostiene che i criteri a cui far ricorso nel caso di in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, rispettando contestualmente i fondamentali criteri di correttezza e buona fede, sono quelli fissati dalla L. n. 223/1991, art. 5, relativamente ai licenziamenti collettivi che rimanda ai profili dei carichi di famiglia e l’anzianità.
Etichette: criteri di scelta, licenziamento, licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Certificati medici on line: ancora tre mesi di tempo
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Circolare n. 4/2011, G.U. 13 giugno 2011, n. 135
Il sistema di trasmissione dei certificati di malattia esclusivamente per via telematica avrà definitivamente inizio il 13 settembre 2011.
Questo il risultato emerso dalla riunione del Comitato tecnico di monitoraggio in cui il Ministero ha precisato che per altri tre mesi successivi alla data di pubblicazione del documento sulla G.U., dunque fino al 13 settembre p.v., sarà ancora possibile per il datore di lavoro del settore privato chiedere al proprio dipendente copia cartacea del certificato di malattia rilasciato dal medico.
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Edilizia: casi eccezionali in cui è possibile sostituire il DURC
INAIL, Nota 10/06/2011
L’INAIL rende noto che è possibile rilasciare singole attestazioni di regolarità contributiva sostitutive del DURC ad imprese che applicano il CCNL dell’edilizia, ma non iscritte ad una delle Casse Edili aderenti alla CNCE, solo nelle specifiche ipotesi in cui l’Autorità Giudiziaria abbia espressamente riconosciuto la possibilità che, per il singolo caso, siano presentate tre diverse certificazioni di regolarità sostitutiva che accertino comunque la regolarità contributiva nei confronti degli Istituti previdenziali e delle Casse edili.
Etichette: Edilizia DURC, Inail, Nota 10/06/2011
Ministero del lavoro e delle Politiche Sociale, DPL Modena 10 giugno 2011
In data 9 giugno 2011 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il D.Lgs. che dà attuazione alla delega contenuta nella L. n. 183/201 circa il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi.
La ratio dell’intervento normativo cerca di calibrare l’esigenza di favorire l’esercizio dei diritti dei soggetti interessati, nonché reprimere eventuali abusi nella fruizione dei permessi
Una prima novità riguarda le donne che si trovano nella situazione di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza dopo il 180° giorno o nell’ipotesi di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità.
A differenza della normativa precedente che prevedeva, in queste ipotesi, lo scatto automatico dell’astensione obbligatoria, la novella permette alla donna di riprendere l’attività in qualsiasi momento purchè dia un preavviso di 10 giorni e presenti un doppio certificato del medico specialista che attesti l’assenza di pregiudizio alla salute della donna.
E’ stato previsto il prolungamento del congedo parentale della lavoratrice madre o del padre, entro il compimento dell’ottavo anno di età del figlio portatore di handicap particolarmente grave, fruibile in modo continuativo o frazionato per un periodo massimo di tre anni, a condizione che non vi sia un ricovero a tempo pieno presso istituti specializzati.
La fruizione dei congedi per l’assistenza di soggetto portatore di handicap (ex art. 33, c. 3 L. n. 104/92) è riconosciuto in alternativa alle due ore di riposo giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con grave handicap, per entrambe i genitori che ne possono fruire anche in maniera continuativa.
Il coniuge convivente del soggetto con grave handicap, entro 60 giorni dalla richiesta, ha diritto alla fruizione del congedo ex art. 4, c. 2 L. 53/2000 non superiore a due anni continuativi o frazionati e per motivazioni accertate.
Importante sottolineare che il congedo non può superare i due anni per ciascun portatore di handicap nell’arco della vita lavorativa, a prescindere, quindi, dalla presenza di successivi rapporti di lavoro con diversi datori. Inoltre, congedo e permessi sono riconosciuti soltanto ad un unico lavoratore per la stessa persona. In caso di assistenza del figlio, il diritto è riconosciuto ad entrambe i genitori che ne possono fruire alternativamente, ma negli stessi giorni l’altro non può godere dei benefici ex art. 33, c. 2 e 3 L. n. 104/92 e ex art 33, c. 1, D.Lgs. n. 151/2001.
L’indennità corrisposta durante il periodo di congedo, nonché la contribuzione, spettano fino ad un importo complessivo di durata annuale del congedo, pari a 43579, 06 € a partire dal 2011.
Il lavoratore che dopo aver conseguito il dottorato di ricerca cessi il rapporto di lavoro con la PA tramite dimissioni entro due ani, è tenuto alla ripetizione degli importi corrisposti nella previsione del secondo periodo del c. 1 ex art. 2, D.Lgs. n. 165/2001.
Il dipendente ha diritto a prestare assistenza nei confronti di più persone con grave handicap purchè si tratti del coniuge o di un parente o affine di primo grado o entro il secondo grado se i genitori o il coniuge del soggetto con grave handicap abbiano compiuto i 65 anni, siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
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Comunicazione del datore nel licenziamento collettivo
Corte di Cassazione, sentenza 18/03/2011, n. 6285
Con la sentenza in oggetto la Suprema Corte ritiene che nelle procedure di licenziamento collettivo le comunicazioni di recesso ad opera del datore di lavoro ai competenti uffici e ai sindacati, nonché al lavoratore, richieste a pena di inefficienza del licenziamento, devono essere necessariamente effettuate in contemporanea.
La mancata comunicazione in questione vale ad escludere l’inefficacia del licenziamento solo se dovuta a giustificati motivi oggettivi da comprovare da parte del datore di lavoro.
Etichette: Comunicazione del datore nel licenziamento collettivo, Licenziamento collettivo
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nota 06 giugno 2011, n. 2011/49819
Il Ministero del Lavoro con la nota in oggetto comunica che prende in considerazione la nota dell’Agenzia dell’Entrate che solleva il proprio personale ispettivo dall’irrogazione della c.d. maxisanzione per il lavoro “nero” a fronte delle problematiche inerenti il possesso della qualifica di U.P.G., nonché alla luce dell’esiguo numero degli accertamenti operati nella materia de quo
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Detassazione somme legate agli incrementi di produzione: regolarizzazione dei versamenti
relativo alla tormentata vicenda della detassazione delle somme legate agli incrementi di produzione, stabilendo, a differenza di precedenti interpretazioni formulatesi fino ad allora, la non retroattività degli accordi di secondo livello, i quali tuttavia rappresentano condizione necessaria per l’operatività del beneficio fiscale.
Nello stesso documento, inoltre, l’Agenzia ha specificato, in considerazione delle obiettive condizioni di incertezza che si sono create intorno all’istituto, che ai sostituti d’imposta che nei mesi di gennaio e febbraio abbiano applicato la detassazione sulle voci variabili della retribuzione, in assenza di accordi o contratti collettivi di secondo livello, non si applicano le sanzioni purché effettuino i versamenti delle differenze dovute tra l’imposta sostitutiva già versata e l’importo effettivamente dovuto in applicazione delle ordinarie ritenute sui redditi di lavoro dipendente, comprensivi di interessi, entro il 1° agosto 2011.
Nonostante questo intervento risulta utile esplicitare due ulteriori casistiche :
- VIOLAZIONI COMPIUTE DOPO FEBBRAIO: le sanzioni sono sanzionabili dal momento che sono state operate in un periodo in cui, a seguito dell’emanazione della circolare n. 3/E del 14/02/2011, era stata chiarita la necessità della stipula di un contratto a livello territoriale o aziendale per la percezione delle somme con tassazione agevolata. Tali sanzioni possono essere regolarizzate tramite ravvedimento operoso.
- VIOLAZIONI AVVENUTE ENTRO FEBBRAIO: le sanzioni non vengono applicate e la regolarizzazione della somma differente tra dovuto e l’imposta sostitutiva versata, a cui vanno aggiunti gli interessi moratori pari all’1.5% da rapportare ai giorni di ritardato pagamento, può avvenire entro il 22 agosto 2011 (a seguito del dpcm 12 maggio 2011 che ha disposto lo slittamento dei versamenti cadenti il 1° agosto 2011 a tale data successiva)
Etichette: Detassazione, Detassazione somme legate agli incrementi di produzione
Mancato godimento/pagamento dei permessi per riduzione orario lavoro
Ministero del Lavoro, nota 03 giugno 2011, n. 9044
Con la recente nota, il Ministero del lavoro ha chiarito che il termine ultimo di godimento o pagamento dei permessi per riduzione dell’orario di lavoro e per ex festività, può essere fissato sia dalla fonte contrattuale, a livello nazionale o aziendale, nonché dalla fonte contrattuale individuale.
Questo regime viene introdotto, spiega il Ministero, al fine di agevolare le forme flessibili di godimento dei permessi in questione
Etichette: Ministero del Lavoro, n. 9044, nota 03 giugno 2011, rol Mancato godimento, ROL MANCATO pagamento
Aggiornamento modulistica INPS per i permessi ex lege 104/1992 e congedo straordinario ex art. 42, c. 5, D.Lgs. 151/2001
INPS, Messaggio 01/06/2011, n. 12.000
Sul sito dell’Istituto sono stati apportati degli aggiornamenti relativi ai modelli di domanda per:
- Domanda di permessi per l’assistenza a familiari in condizione di disabilità grave
- Domanda di permessi per l’assistenza a figli o affidati minorenni in condizione di disabilità grave
L’INPS comunica che i precedenti modelli attraverso cui presentare le domande per i permessi suindicati sono stati accorpati in un unico modello denominato “Domanda di permessi per l’assistenza a familiari disabili in situazione di gravità” (SR08 HAND 2).
Inoltre sono stati revisionati i seguenti modelli:
- domanda di permessi per lavoratore disabile in situazione di gravita;
- domanda di congedo straordinario per assistere figli o affidati disabili in situazione di gravità;
- domanda di congedo straordinario per assistere il fratello o la sorella disabile in situazione di gravità;
- domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge disabile in situazione di gravità;
- domanda di congedo straordinario per assistere il genitore disabile in situazione di gravità.
Etichette: c. 5, D.Lgs. 151/2001, modelli per congedo straordinario ex art. 42, modulistica INPS per i permessi ex lege 104/1992
Fermo restando che i datori di lavoro devono permettere ai dipendenti la fruizione di almeno due settimane del monte ferie da maturare per l’anno 2011, entro la fine del corrente mese i datori di lavoro devono permettere agli stessi di fruire degli arretrati di ferie relative alle quattro settimane maturate nell’anno 2009.
In caso contrario, incorrono nel rischio di una sanzione amministrativa variabile da 130 a 780 euro per ogni singolo lavoratore.
Etichette: Ferie maturate nell’anno 2009
Contratto in somministrazione: eventuali difetti non ricadono sull’utilizzatore
Tribunale di Treviso, 29 aprile 2011
La recente sentenza del tribunale di Treviso va a confermare un andamento già da tempo consolidato circa il rapporto che viene ad intercorrere tra il contratto in somministrazione e l’utilizzatore.
Partendo dal presupposto che l’effettivo datore di lavoro è l’Agenzia di somministrazione, l’utilizzatore, invece, collocato in una posizione di terzietà rispetto al formale rapporto di lavoro, intesse un rapporto di mero fatto con il lavoratore il quale può contestare eventuali patologie del rapporto giuridico esclusivamente all’Agenzia.
Ne deriva che eventuali vizi formali o sostanziali del contratto di lavoro in somministrazione non ricadono sull’utilizzatore.
Etichette: Contratto in somministrazione, eventuali difetti non ricadono sull’utilizzatore
Prescrizione ordinaria per l’indennizzo di ferie e riposi settimanali non goduti
Corte di Cassazione, sentenza 11 maggio 2011, n. 10341
E’ noto che in caso di ferie e riposi settimanali non goduti viene liquidata un’indennità che ha natura risarcitoria ma non retributiva, poiché trattasi di un inadempimento contrattuale del datore di lavoro che lo obbliga, una volta che l’adempimento in forma specifica sia divenuto impossibile, al risarcimento del danno.
Da ciò ne deriva che l’indennità, in quanto elemento avente natura risarcitoria, è subordinato alla prescrizione ordinaria decennale decorrente anche in pendenza del rapporto di lavoro.
Etichette: Prescrizione ordinaria per l’indennizzo di ferie e riposi settimanali non goduti
Attività investigativa a disposizione del datore di lavoro
Corte di Cassazione, Sentenza 14 febbraio 2011, n. 3590
E’ noto che sul datore di lavoro incombe il divieto di investigare sull’attività lavorativa dei propri dipendenti, anche se al fine di tutelare il patrimonio aziendale lo stesso può ricorrere ad agenzie investigative qualora abbia il sospetto o la mera ipotesi che illeciti siano in esecuzione
Etichette: Attività investigativa

References: art. 7
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 33
 art. 4
 art. 33
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 42
 art. 42
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 Sentenza