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Timestamp: 2018-08-17 05:51:06+00:00

Document:
LA RIFORMA DEL CONDOMINIO IN VIGORE DAL 18/06/2013
La riforma del condominio (18/06/2013)
Ediliza rurale
Edilizia Artigianale/commerciale
Rendering fotografico e filmati virtuali
Area riservata||necessarie credenziali
Affitto PMG
Previsioni marine||Orbetello
Vento oggi (grafico)
Scelte difficili e alluvione
Login (no Condòmini)
Geom. Gian Paolo Martinelli - STUDIO TECNICO - Via Maremmana, 19 - 58015 Albinia (GR)
Propongo il testo in vigore dal 18/06/2013 relativo alle innovazioni in merito alle norme condominiali
LEGGE 11/12/2012 N. 220
Il decreto è poi stato modificato dalla legge 21/02/14 n. 9 - testo coordinato. variazioni in rosso;
si esclude ogni responsabilità sulla correttezza di questa pubblicazione.
a) con regolamento del ministero della giustizia , emanato ai sensi dell'art. 17, terzo comma, della legge 23/08/88, n 400, sono determinati i requisiti necessari per esercitare l'attività di formazione degli amministratori di ondominio nonchè i criteri, i contenuti e le modalità di svolgimento dei corsi della formazione inizile e periodica prevista dall'art. 71-bis, primo comma, lettera g), delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, per come modificato dalla legge 11/12/2012, n. 220;
[1] L'art. 1117 del codice civile è sostituito dal seguente:
Art. 1117.
[1] Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:
2) le aree destinate a parcheggio nonchè i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche".
[1] Dopo lâ'art. 1117 del codice civile sono inseriti i seguenti:
"Art. 1117-bis.
Ambito di applicabilità
[1] Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui pià¹ unità immobiliari o pià¹ edifici ovvero pià¹ condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'art. 1117 ".
"Art. 1117-ter.
Modificazioni delle destinazioni d'uso
[1] Per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti alcondominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni.
[2] La convocazione dell'assemblea deve essere affissa per non meno di trenta giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal fine destinati e deve effettuarsi mediante lettera raccomandata o equipollenti mezzi telematici, in modo da pervenire almeno venti giorni prima della data di convocazione.
[3] La convocazione dell'assemblea, a pena di nullità , deve indicare le parti comuni oggetto della modificazione e la nuova destinazione d'uso.
[4] La deliberazione deve contenere la dichiarazione espressa che sono stati effettuati gli adempimenti di cui ai precedenti commi.
[5] Sono vietate le modificazioni delle destinazioni d'uso che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico".
"Art. 1117-quater.
[1] In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d'uso delle parti comuni, l'amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l'esecutore e possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie. L'assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dal secondo comma dell'art. 1136 ".
[1] L'art. 1118 del codice civile é sostituito dal seguente:
Art. 1118.
Diritti dei partecipanti sulle parti comuni
[1] Il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, é proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene.
[2] Il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni.
[3] Il condomino non può sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d'uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali.
[4] Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma".
[1] Al primo comma dell'art. 1119 del codice civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
"e con il consenso di tutti i partecipanti alcondominio".
[1] Dopo il primo comma dell'art. 1120 del codice civile sono inseriti i seguenti:
[2] I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'art. 1136 , possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell'edificio, nonchè per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte delcondominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;
[3] L'amministratore é tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l'indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l'amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni".
[1] L'art. 1122 del codice civile è sostituito dal seguente:
"Art. 1122.
Opere su parti di proprietà o uso individuale
[1] Nell'unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all'uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all'uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità , alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio.
[2] In ogni caso é data preventiva notizia all'amministratore che ne riferisce all'assemblea".
[1] Dopo l'art. 1122 del codice civile sono inseriti i seguenti:
"Art. 1122-bis.
Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili
[1] Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell'edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.
[2] E' consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato.
[3] Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l'interessato ne dà comunicazione all'amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L'assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell'art. 1136 , adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità , della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai fini dell'installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento dicondominio o comunque in atto. L'assemblea, con la medesima maggioranza, può altresà¬ subordinare l'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali.
[4] L'accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l'esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati alle singole unità abitative".
"Art. 1122-ter.
Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni
Le deliberazioni concernenti l'installazione sulle parti comuni dell'edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall'assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell'art. 1136 ".
[1] All'art. 1124 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo comma é sostituito dal seguente:
"[1] Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa é ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà esclusivamente in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo";
b) la rubrica é sostituita dalla seguente:
"Manutenzione e sostituzione delle scale e degli ascensori".
[1] L'art. 1129 del codice civile é sostituito dal seguente:
"Art. 1129.
Nomina, revoca ed obblighi dell'amministratore
[1] Quando i condomini sono pià¹ di otto, se l'assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore é fatta dall'autorità giudiziaria su ricorso di uno o pià¹ condomini o dell'amministratore dimissionario.
[2] Contestualmente all'accettazione della nomina e ad ogni rinnovo dell'incarico, l'amministratore comunica i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, o, se si tratta di società , anche la sede legale e la denominazione, il locale ove si trovano i registri di cui ai numeri 6) e 7) dell'art. 1130 , nonchè i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta all'amministratore, può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa, copia da lui firmata.
[3] L'assemblea può subordinare la nomina dell'amministratore alla presentazione ai condomini di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell'esercizio del mandato.
[4] L'amministratore é tenuto altresà¬ ad adeguare i massimali della polizza se nel periodo del suo incarico l'assemblea deliberi lavori straordinari. Tale adeguamento non deve essere inferiore all'importo di spesa deliberato e deve essere effettuato contestualmente all'inizio dei lavori. Nel caso in cui l'amministratore sia coperto da una polizza di assicurazione per la responsabilità civile professionale generale per l'intera attività da lui svolta, tale polizza deve essere integrata con una dichiarazione dell'impresa di assicurazione che garantisca le condizioni previste dal periodo precedente per lo specificocondominio.
[5] Sul luogo di accesso alcondominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, é affissa l'indicazione delle generalità , del domicilio e dei recapiti, anche telefonici, dell'amministratore.
[6] In mancanza dell'amministratore, sul luogo di accesso alcondominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, é affissa l'indicazione delle generalità e dei recapiti, anche telefonici, della persona che svolge funzioni analoghe a quelle dell'amministratore.
[7] L'amministratore é obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonchè quelle a qualsiasi titolo erogate per conto delcondominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato alcondominio; ciascun condomino, per il tramite dell'amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.
[8] Alla cessazione dell'incarico l'amministratore é tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente alcondominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.
[9] Salvo che sia stato espressamente dispensato dall'assemblea, l'amministratore é tenuto ad agire per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio nel quale il credito esigibile é compreso, anche ai sensi dell'art. 63, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del presente codice.
[10] L'incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L'assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore.
[11] La revoca dell'amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall'assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento dicondominio. Può altresà¬ essere disposta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell'art. 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità . Nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità fiscali o di non ottemperanza a quanto disposto dal numero 3) del dodicesimo comma del presente articolo, i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione e revocare il mandato all'amministratore. In caso di mancata revoca da parte dell'assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all'autorità giudiziaria; in caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti delcondominio, che a sua volta può rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.
[12] Costituiscono, tra le altre, gravi irregolarità :
2) la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonchè di deliberazioni dell'assemblea;
4) la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio delcondominio e il patrimonio personale dell'amministratore o di altri condomini;
5) l'aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti delcondominio;
6) qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute alcondominio, l'aver omesso di curare diligentemente l'azione e la conseguente esecuzione coattiva;
7) l'inottemperanza agli obblighi di cui all'art. 1130 , numeri 6), 7) e 9);
8) l'omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al secondo comma del presente articolo. In caso di revoca da parte dell'autorità giudiziaria, l'assemblea non può nominare nuovamente l'amministratore revocato.
[13] L'amministratore, all'atto dell'accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l'importo dovuto a titolo di compenso per l'attività svolta.
[14] Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla sezione I del Capo IX del Titolo III del libro IV.
[15] Il presente articolo si applica anche agli edifici di alloggi di edilizia popolare ed economica, realizzati o recuperati da enti pubblici a totale partecipazione pubblica o con il concorso dello Stato, delle regioni, delle province o dei comuni, nonchè a quelli realizzati da enti pubblici non economici o società private senza scopo di lucro con finalità sociali proprie dell'edilizia residenziale pubblica".
[1] L'art. 1130 del codice civile é sostituito dal seguente:
Art. 1130.
[1] L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'art. 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:
1) eseguire le deliberazioni dell'assemblea, convocarla annualmente per l'approvazione del rendiconto condominiale di cui all'art. 1130-bis e curare l'osservanza del regolamento dicondominio;
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonchè ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell'edificio. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all'amministratore in forma scritta entro sessanta giorni. L'amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l'amministratore acquisisce le informazioni necessarie, addebitandone il costo ai responsabili;
7) curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell'amministratore e del registro di contabilità . Nel registro dei verbali delle assemblee sono altresà¬ annotate: le eventuali mancate costituzioni dell'assemblea, le deliberazioni nonchè le brevi dichiarazioni rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso registro é allegato il regolamento dicondominio, ove adottato. Nel registro di nomina e revoca dell'amministratore sono annotate, in ordine cronologico, le date della nomina e della revoca di ciascun amministratore delcondominio, nonchè gli estremi del decreto in caso di provvedimento giudiziale. Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita. Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate;
8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto con i condomini sia allo stato tecnico-amministrativo dell'edificio e delcondominio;
10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l'assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni".
[1] Dopo l'art. 1130 del codice civile é inserito il seguente:
"Art. 1130-bis.
[1] Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale delcondominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l'immediata verifica. Si compone di un registro di contabilità , di un riepilogo finanziario, nonchè di una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti. L'assemblea condominiale può, in qualsiasi momento o per pià¹ annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità delcondominio. La deliberazione é assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell'amministratore e la relativa spesa é ripartita fra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà . I condomini e i titolari di diritti reali o di godimento sulle unità immobiliari possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in ogni tempo ed estrarne copia a proprie spese. Le scritture e i documenti giustificativi devono essere conservati per dieci anni dalla data della relativa registrazione.
[2] L'assemblea può anche nominare, oltre all'amministratore, un consiglio dicondominio composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari. Il consiglio ha funzioni consultive e di controllo".
[1] Al primo comma dell'art. 1131 del codice civile, le parole: "dall'articolo precedente" sono sostituite dalle seguenti:
"dall'art. 1130".
[1] L'art. 1134 del codice civile é sostituito dal seguente:
"Art. 1134.
Gestione di iniziativa individuale
[1] Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente".
[2] All'art. 1135 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, il numero 4) è sostituito dal seguente:
4) alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori; se i lavori devono essere eseguiti in base ad un contratto che ne prevede il pagamento graduale in funzione del loro progressivo stato di avanzamento, il fondo può essere costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti;
[3] L'assemblea può autorizzare l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonchè di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui ilcondominio é ubicato".
[1] L'art. 1136 del codice civile é sostituito dal seguente:
"Art. 1136.
[1] L'assemblea in prima convocazione é regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e la maggioranza dei partecipanti alcondominio.
[2] Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.
[3] Se l'assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale, l'assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima. L'assemblea in seconda convocazione é regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell'intero edificio e un terzo dei partecipanti alcondominio. La deliberazione é valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.
[4] Le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell'amministratore o le liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell'amministratore medesimo, le deliberazioni che concernono la ricostruzione dell'edificio o riparazioni straordinarie di notevole entità e le deliberazioni di cui agli artt. 1117-quater, 1120 , secondo comma, 1122-ter nonchè 1135, terzo comma, devono essere sempre approvate con la maggioranza stabilita dal secondo comma del presente articolo.
[5] Le deliberazioni di cui all'art. 1120 , primo comma, e all'art. 1122-bis, terzo comma, devono essere approvate dall'assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell'edificio.
[6] L'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati.
[7] Delle riunioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall'amministratore".
[1] L'art. 1137 del codice civile é sostituito dal seguente:
"Art. 1137.
Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea
[1] Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli artt. precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.
[2] Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento dicondominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.
[3] L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria.
[4] L'istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell'inizio della causa di merito non sospende nè interrompe il termine per la proposizione dell'impugnazione della deliberazione. Per quanto non espressamente previsto, la sospensione é disciplinata dalle norme di cui al libro IV, Titolo I, Capo III, sezione I, con l'esclusione dell'art. 669-octies, sesto comma, del codice di procedura civile".
[1] All'art. 1138 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il terzo comma é sostituito dal seguente:
"[3] Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'art. 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'art. 1130. Esso può essere impugnato a norma dell'art. 1107";
b) é aggiunto, in fine, il seguente comma:
"[5] Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici".
[1] Al numero 1) del primo comma dell'art. 2659 del codice civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
". Per i condominii devono essere indicati l'eventuale denominazione, l'ubicazione e il codice fiscale".
[1] L'art. 63 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30-3-1942, n. 318 , é sostituito dal seguente:
"Art. 63.
[1] Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, l'amministratore, senza-bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed é tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.
[2] I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini.
[3] In caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l'amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.
[4] Chi subentra nei diritti di un condomino é obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
[5] Chi cede diritti su unità immobiliari resta obbligato solidalmente con l'avente causa per i contributi maturati fino al momento in cui é trasmessa all'amministratore copia autentica del titolo che determina il trasferimento del diritto".
[1] L'art. 64 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie é sostituito dal seguente:
"Art. 64.
[1] Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dall'undicesimo comma dell'art. 1129 e dal quarto comma dell'art. 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore in contraddittorio con il ricorrente.
[2] Contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione o dalla comunicazione".
[1] All'art. 66 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, il terzo comma é sostituito dai seguenti:
"[3] L'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare é annullabile ai sensi dell'art. 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perchè non ritualmente convocati.
[4] L'assemblea in seconda convocazione non può tenersi nel medesimo giorno solare della prima.
[5] L'amministratore ha facoltà di fissare pià¹ riunioni consecutive in modo da assicurare lo svolgimento dell'assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un unico avviso nel quale sono indicate le ulteriori date ed ore di eventuale prosecuzione dell'assemblea validamente costituitasi".
[1] L'art. 67 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie é sostituito dal seguente:
"Art. 67.
[1] Ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono pià¹ di venti, il delegato non può rappresentare pià¹ di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.
[2] Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a pià¹ persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che é designato dai comproprietari interessati a norma dell'art. 1106 del codice.
[3] Nei casi di cui all'art. 1117-bis del codice, quando i partecipanti sono complessivamente pià¹ di sessanta, ciascuncondominio deve designare, con la maggioranza di cui all'art. 1136 , quinto comma, del codice, il proprio rappresentante all'assemblea per la gestione ordinaria delle parti comuni a pià¹ condominii e per la nomina dell'amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l'autorità giudiziaria nomini il rappresentante del propriocondominio. Qualora alcuni dei condominii interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l'autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine. La diffida ed il ricorso all'autorità giudiziaria sono notificati alcondominio cui si riferiscono in persona dell'amministratore o, in mancanza, a tutti i condomini.
[4] Ogni limite o condizione al potere di rappresentanza si considera non apposto. Il rappresentante risponde con le regole del mandato e comunica tempestivamente all'amministratore di ciascuncondominio l'ordine del giorno e le decisioni assunte dall'assemblea dei rappresentanti dei condominii. L'amministratore riferisce in assemblea.
[5] All'amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione a qualunque assemblea.
[6] L'usufruttuario di un piano o porzione di piano dell'edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all'ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni.
[7] Nelle altre deliberazioni, il diritto di voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui l'usufruttuario intenda avvalersi del diritto di cui all'art. 1006 del codice ovvero si tratti di lavori od opere ai sensi degli artt. 985 e 986 del codice. In tutti questi casi l'avviso di convocazione deve essere comunicato sia all'usufruttuario sia al nudo proprietario.
[8] Il nudo proprietario e l'usufruttuario rispondono solidalmente per il pagamento dei contributi dovuti all'amministrazione condominiale".
[1] L'art. 68 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie é sostituito dal seguente:
"Art. 68.
[1] Ove non precisato dal titolo ai sensi dell'art. 1118 , per gli effetti indicati dagli artt. 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il valore proporzionale di ogni unità immobiliare é espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento dicondominio.
[2] Nell'accertamento dei valori di cui al primo comma non si tiene conto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascuna unità immobiliare".
[1] L'art. 69 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie é sostituito dal seguente:
[1] I valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nella tabella millesimale di cui all'art. 68 possono essere rettificati o modificati all'unanimità . Tali valori possono essere rettificati o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall'art. 1136 , secondo comma, del codice, nei seguenti casi:
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, é alterato per pià¹ di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo é sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
[2] Ai soli fini della revisione dei valori proporzionali espressi nella tabella millesimale allegata al regolamento dicondominio ai sensi dell'art. 68, può essere convenuto in giudizio unicamente ilcondominio in persona dell'amministratore. Questi é tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini. L'amministratore che non adempie a quest'obbligo può essere revocato ed é tenuto al risarcimento degli eventuali danni.
[3] Le norme di cui al presente art. si applicano per la rettifica o la revisione delle tabelle per la ripartizione delle spese redatte in applicazione dei criteri legali o convenzionali".
[1] L'art. 70 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:
"Art. 70.
[1] Per le infrazioni al regolamento dicondominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800. La somma é devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie; L'irrogazione delle sanzioni è deliberata dall'assemblea con le maggiroanze di cui al secondo comma dell'art. 1136 del codice (CON)».
[1] Dopo l'art. 71 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie sono inseriti i seguenti:
"Art. 71-bis.
[1] Possono svolgere l'incarico di amministratore dicondominio coloro:
[2] I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.
[3] Possono svolgere l'incarico di amministratore dicondominio anche società di cui al Titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condominii a favore dei quali la società presta i servizi.
[4] La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore.
[5] A quanti hanno svolto attività di amministrazione dicondominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, é permesso lo svolgimento dell'attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica".
"Art. 71-ter.
[1] Su richiesta dell'assemblea, che delibera con la maggioranza di cui al secondo comma dell'art. 1136 del codice, l'amministratore é tenuto ad attivare un sito internet delcondominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l'attivazione e la gestione del sito internet sono poste a carico dei condomini".
"Art. 71-quater.
[1] Per controversie in materia dicondominio, ai sensi dell'art. 5, primo comma, del decreto legislativo 4-3-2010, n. 28 , si intendono quelle derivanti dalla violazione o dall'errata applicazione delle disposizioni del libro III, Titolo VII, Capo II, del codice e degli artt. da 61 a 72 delle presenti disposizioni per l'attuazione del codice.
[2] La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilità , presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale ilcondominio é situato.
[3] Al procedimento é legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all'art. 1136 , secondo comma, del codice.
[4] Se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di cui al terzo comma, il mediatore dispone, su istanza delcondominio, idonea proroga della prima comparizione.
[5] La proposta di mediazione deve essere approvata dall'assemblea con la maggioranza di cui all'art. 1136 , secondo comma, del codice. Se non si raggiunge la predetta maggioranza, la proposta si deve intendere non accettata.
[6] Il mediatore fissa il termine per la proposta di conciliazione di cui all'art. 11 del decreto legislativo 4-3-2010, n. 28 , tenendo conto della necessità per l'amministratore di munirsi della delibera assembleare".
[1] Dopo l'art. 155 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie é inserito il seguente:
"Art. 155-bis.
[1] L'assemblea, ai fini dell'adeguamento degli impianti non centralizzati di cui all'art. 1122-bis, primo comma, del codice, già esistenti alla data di entrata in vigore del predetto articolo, adotta le necessarie prescrizioni con le maggioranze di cui all'art. 1136 , commi primo, secondo e terzo, del codice".
[1] All'art. 2, primo comma, della legge 9-1-1989, n. 13 , le parole: "con le maggioranze previste dall'art. 1136 , secondo e terzo comma, del codice civile sono sostituite dalle seguenti: "con le maggioranze previste dal secondo comma dell'art. 1120 del codice civile".
[1] All'art. 26, secondo comma, della legge 9-1-91 n. 10 , le parole: "semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea" sono sostituite dalle seguenti:
"degli intervenuti, con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio".
[2] All'art. 26, quinto comma, della legge 9-1-91 n. 10 , le parole: "l'assemblea dicondominio decide a maggioranza, in deroga agli artt. 1120 e 1136 del codice civile" sono sostituite dalle seguenti:
"l'assemblea dicondominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell'art. 1120 del codice civile".
[1] All'art. 2-bis, tredicesimo comma, del decreto legge 23-1-2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20-3-2001, n. 66, le parole: "l'art. 1136 , terzo comma, dello stesso codice" sono sostituite dalle seguenti:
"l'art. 1120 , secondo comma, dello stesso codice".
[1] I contributi per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria nonchè per le innovazioni sono prededucibili ai sensi dell'art. 111 del regio decreto 16-3-1942, n. 267, e successive modificazioni, se divenute esigibili ai sensi dell'art. 63, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, come sostituito dall'art. 18 della presente legge, durante le procedure concorsuali.
[1] All'art. 23 , primo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: "per le cause tra condomini" sono inserite le seguenti:
", ovvero tra condomini e condominio,".
Data a Roma, addi' 11 dicembre 2012
[1] Le disposizioni di cui alla presente legge entreranno in vigore il 18 giugno 2013.
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