Source: http://www.unionecuochi.it/unione-cuochi-italiani-2/codice-etico-e-comportamentale/
Timestamp: 2018-09-23 03:11:26+00:00

Document:
Codice Etico e Comportamentale – Unione Cuochi Italiani
1. La “Unione Cuochi Italiani”, denominata in breve “U.C.I.” o anche “Associazione”, concorre a promuovere il processo di sviluppo, dell’economia italiana e di crescita civile del Paese tramite la tutela del lavoratore professionista e non del settore Ristorazione e Accoglienza Turistica.
2. Tutti gli associati, sono coinvolti nel perseguimento di tale obiettivo e sono chiamati a tenere comportamenti eticamente corretti, oltre che non in contrasto con leggi, regolamenti e fonti del diritto cogenti nazionali, comunitarie ed internazionali, in linea con i principi, i valori ispiratori e gli scopi dell’Associazione elencati nello Statuto di “U.C.I.”, di cui il presente Codice Etico costituisce parte integrante.
• i diversi livelli del sistema;
• i dirigenti associativi;
• i dirigenti di struttura, i dipendenti e i collaboratori;
• le imprese, gli imprenditori, i professionisti, lavoratori autonomi e i lavoratori dipendenti che, sono titolari del rapporto associativo;
• i rappresentanti del sistema presso enti ed organismi esterni;
3. A tal fine, tutti i livelli del sistema associativo, ossia:
• “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”
• “Delegazioni Regionali”
• “Delegazioni Cittadine”;
4. Le “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”- Delegazioni Regionali – Delegazioni Cittadine” sono altresì tenute ad adoperarsi affinché i termini di cui allo Statuto di “U.C.I. Unione Cuochi Italiani venga mantenuto conforme, nello spirito e nella lettera, a quanto disposto nel medesimo Statuto.
5. Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Codice Etico.
ART. 1 – DOVERI GENERALI
Tutti i componenti del sistema Associativo sono tenuti:
1. ad adottare modelli di comportamento ispirati all’integrità morale, deontologica e professionale;
2. ad agire con spirito di giudizio libero da condizionamenti esterni e fondato sul rispetto delle leggi dello Stato, sui valori e sulle norme dell’Associazione e sui suoi obiettivi di crescita e di sviluppo nell’interesse del progresso civile, sociale ed economico del Paese e della collettività;
3. a rimuovere gli ostacoli che impediscono la più ampia ed effettiva partecipazione delle donne e dei giovani operatori, dei professionisti e lavoratori autonomi alla vita associativa;
4. ad interpretare il proprio ruolo con eticità, spirito di servizio e nel rispetto delle prerogative e dei doveri ad esso connessi.
ART. 2 – DOVERI DEI LIVELLI DEL SISTEMA ASSOCIATIVO
1. Nei rapporti fra loro, tutti i livelli del sistema associativo, per il tramite dei rispettivi Organi, si impegnano a tenere comportamenti tendenti alla massima collaborazione e, in particolare, ispirati ai seguenti principi:
• reciproco rispetto;
• trasparenza, in particolare nelle diffusione e scambio delle informazioni;
• correttezza, in particolare nella gestione delle candidature nel rispetto delle professionalità dei candidati;
• onestà e rigore nella gestione delle risorse economiche e umane.
2. Nei rapporti con le imprese, gli imprenditori, i professionisti e i lavoratori autonomi che sono titolari del rapporto associativo, tutti i livelli del sistema associativo, per il tramite dei rispettivi Organi, sono tenuti:
• a fornire una guida morale, volta ad indirizzarli verso comportamenti eticamente corretti, sia nei confronti dei consumatori che nei rapporti reciproci;
• a tutelare e sviluppare l’immagine e la reputazione degli stessi, quali soggetti che contribuiscono al miglioramento del sistema-Paese;
• a promuovere azioni dirette a perseguire eventuali comportamenti devianti tenuti dai soggetti di cui sopra.
3. Nei rapporti con soggetti terzi, quali Istituzioni, Pubblica Amministrazione, Enti, Associazioni, Organizzazioni politiche e sindacali, tutti i livelli del sistema associativo, per il tramite dei rispettivi Organi, sono tenuti al rispetto dei fondamentali principi di correttezza, trasparenza, imparzialità ed indipendenza.
ART. 3 – PRINCIPI DI GOVERNANCE DEL SISTEMA ASSOCIATIVO
1. Ad ogni livello del sistema associativo, la governance si attua mediante un equilibrio puntuale e rispettoso dei poteri e delle funzioni che lo Statuto assegna a ciascun Organo e Ruolo.
2. Per l’importanza dei poteri e delle funzioni loro assegnate, al Presidente e al Vicepresidente o al Segretario Generale del sistema associativo si richiede non solo di rispettare la legge, le norme statutarie e regolamentari ed il Codice Etico in generale, ma anche di assolvere agli specifici doveri elencati ai successivi artt. 5 e 6, al fine dello sviluppo armonico dell’intero sistema.
ART. 4 – DOVERI DEI DIRIGENTI ASSOCIATIVI
1. Possono essere eletti o nominati alla carica di componente degli Organi associativi solo quei candidati dei quali sia stata verificata l’adesione ai principi ed ai valori propri dell’Associazione la piena integrità morale e professionale.
2. Ad ogni livello del sistema associativo, coloro che risultano eletti o nominati componenti degli Organi associativi si impegnano:
• ad assumere gli incarichi per spirito di servizio verso gli associati, l’Associazione di appartenenza, l’Associazione e la società, senza avvalersene per acquisire vantaggi personali;
• a permettere che siano resi pubblici gli eventuali corrispettivi economici derivanti da gettoni di presenza, indennità, emolumenti e rimborsi percepiti per l’incarico ricevuto ;
• ad agire secondo rigidi principi di correttezza, integrità, moralità, lealtà, imparzialità, responsabilità, rispetto delle procedure democratiche e del pluralismo delle idee e degli interessi;
• a comportarsi con la massima autonomia ed indipendenza, prescindendo dalle proprie convinzioni politiche ed appartenenze territoriali o settoriali, in nome degli interessi più ampi degli associati, dell’Associazione di appartenenza;
• ad applicare le direttive ed i deliberati degli Organi di appartenenza e dell’Associazione, esprimendo il proprio eventuale disaccordo solo nelle sedi e secondo le procedure statutariamente stabilite, promuovendo la ricerca dell’unità di intenti e della coesione all’interno dell’Associazione di appartenenza e verso l’esterno;
• a fornire al legislatore, alla Pubblica Amministrazione e ad ogni altra Istituzione interessata informazioni corrette e puntuali ;
• a fare uso riservato delle informazioni acquisite in ragione del proprio incarico;
• a proporre all’Organo di cui fanno parte idee, progetti ed iniziative conformi alla legge e non suscettibili di procurare vantaggi o privilegi indebiti a se stessi o a terzi;
• a comunicare tempestivamente all’Organo di cui fanno parte qualunque situazione che li possa porre in conflitto di interessi con l’Associazione;
• a segnalare all’Organo di cui fanno parte qualunque fatto o atto che possa recare danno o pregiudizio all’Associazione ed a qualunque altro livello del sistema associativo;
3. a rimettere il proprio mandato qualora, per qualunque motivo personale, professionale o legato all’attività associativa, la propria permanenza in carica possa procurare un danno, anche soltanto di immagine, all’Associazione di appartenenza e agli associati;
• a non partecipare, nell’esercizio della propria attività professionale, a procedure di gara, appalti o lavori in genere commissionati dall’Associazione di appartenenza e da qualunque altro livello del sistema associativo, se non in assenza di fini di lucro;
• a non assumere incarichi direttivi analoghi in altre Associazioni o Enti concorrenti o con interessi confliggenti con quelli dell’Associazione.
ART. 5 – DOVERI DEL PRESIDENTE
1. Il Presidente, ha la rappresentanza politico-istituzionale dell’Associazione e quindi svolge le fondamentali funzioni di guida, orientamento strategico, impulso e vigilanza sul buon andamento dell’Associazione stessa.
2. Pertanto, il Presidente:
• opera con equilibrio e garantisce il democratico confronto delle opinioni;
• ha rispetto degli altri, agisce con senso di equità e coerenza;
• contribuisce a valorizzare l’Associazione e l’intero sistema, anche attraverso la responsabilizzazione dei singoli e del gruppo;
• promuove la cultura del valore e crea un clima di appartenenza e partecipazione al sistema;
• si propone agli associati come esempio, consapevole che i propri comportamenti rappresentano modello di riferimento per gli altri;
• sviluppa un dialogo continuo e costruttivo con il Vice Presidente e il Segretario,e gli Organi Associativi, favorendo un processo di reciprocità per la determinazione delle linee orientative e la loro applicazione coerente;
• promuove la valorizzazione delle risorse umane, consapevole che rappresentano il vero patrimonio per lo sviluppo dell’Associazione e dell’intero sistema;
• garantisce che l’autorità sia gestita per produrre valore nell’Associazione, nell’intero sistema e nelle persone;
• garantisce trasparenza e completezza dell’informazione;
• sostiene un forte legame tra individui ed organizzazione, basato su lealtà e fiducia, facendosi carico dello sviluppo dell’Associazione e dell’intero sistema attraverso un forte investimento personale cognitivo, emotivo, relazionale.
ART. 6 – DOVERI DEL VICE PRESIDENTE E/O DEL SEGRETARIO
1. il Vice Presidente e/o il Segretario traducono concretamente gli orientamenti strategici definiti dal Presidente e dagli altri Organi collaborando con essi, assicurano la qualità del servizio e delle relazioni, tutela l’immagine della struttura e garantiscono la soddisfazione dei diversi interlocutori.
2. Pertanto, il Direttore o Segretario Generale:
• tramite il dialogo con il Presidente e gli altri Organi contribuiscono in maniera determinante alla applicazione delle strategie associative;
• sviluppano scelte di continuo miglioramento delle soluzioni organizzative, di anticipazione della domanda degli associati e di interpretazione dei bisogni e delle opportunità;
• favoriscono la velocizzazione della risposta e la realizzazione di soluzioni efficaci e innovative, così come la diffusione del know-how e la valorizzazione e lo sviluppo competitivo delle risorse;
• considerano fondamentale la centralità dell’associato e lo sviluppo del suo benessere;
• hanno come valori personali, oltre allo spirito di servizio, la fedeltà e la riservatezza.
ART. 7 – DOVERI DEI DIRIGENTI DI STRUTTURA, DEI DIPENDENTI E DEI COLLABORATORI
1. A tutti i livelli del sistema associativo, nonché presso gli organismi associativi costituiti ai diversi livelli e gli enti e le società di loro diretta emanazione o sotto il loro diretto controllo, i dirigenti di struttura, i dipendenti e i collaboratori, quale che sia il loro inquadramento e la natura del rapporto lavorativo, sono tenuti:
• a rispettare con lealtà e correttezza tutte le decisioni e le norme di carattere organizzativo, gestionale e disciplinare emanate dagli organismi competenti;
• ad applicare integralmente e puntualmente il “Modello di organizzazione, gestione e controllo” redatto ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, rispettando le procedure in esso codificate;
• ad esercitare con pieno impegno le proprie funzioni nel rispetto dei deliberati degli Organi associativi o societari e nell’interesse dell’Associazione e degli associati;
• a concordare con la struttura di appartenenza eventuali incarichi o rapporti di collaborazione con organizzazioni ed enti esterni al sistema associativo;
• a mantenere comportamenti che non arrechino all’Associazione pregiudizio o danno, anche soltanto di immagine, nel rispetto di tutti i doveri previsti, sul piano legislativo e contrattuale, inerenti il rapporto di lavoro.
ART. 8 – DOVERI DELLE IMPRESE, DEGLI IMPRENDITORI E DEI LAVORATORI AUTONOMI E DEI LAVORATORI DIPENDENTI TITOLARI DEL RAPPORTO ASSOCIATIVO
1. Le imprese, gli imprenditori, i professionisti, i lavoratori autonomi e i lavoratori dipendenti che, ai sensi dell’art. 9 dello Statuto di “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”, sono titolari del rapporto associativo, si impegnano a rispettare il presente Codice Etico in ogni loro comportamento, professionale ed associativo, ai fini della salvaguardia dell’interesse generale dell’Associazione .
2. Come imprenditori, professionisti o lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, i soggetti di cui al comma 1 si impegnano in particolare:
• ad applicare e rispettare rigorosamente leggi e contratti di lavoro ed a comportarsi con correttezza ed equità di trattamento nei confronti di tutti i propri collaboratori, favorendone la crescita professionale e valorizzandone i meriti;
• a salvaguardare scrupolosamente la sicurezza sul posto di lavoro ed a tutelare la salute ed il benessere psicofisico dei propri dipendenti e collaboratori;
• ad agire con correttezza e buona fede all’interno dei mercati e nei confronti di concorrenti e fornitori;
• a garantire i diritti dei consumatori e ad agire nei loro confronti con la massima trasparenza e correttezza;
• a tutelare l’ambiente nell’ambito di un progresso economico ecologicamente sostenibile;
• ad agire con integrità morale e deontologica nei confronti dello Stato, della Pubblica Amministrazione, dei Partiti politici e di ogni altra Istituzione.
3. Come associati, i soggetti di cui al comma 1 si impegnano in particolare:
• a partecipare attivamente alla vita associativa nel rispetto di tutti i fondamentali principi dell’associazionismo libero e democratico;
• a contribuire alle decisioni associative in piena libertà ed autonomia, senza farsi condizionare da pressioni provenienti dall’interno o dall’esterno dell’Associazione, con l’obiettivo prioritario della tutela più ampia e generale dell’Associazione e comunque sempre esprimendo il massimo rispetto verso le opinioni differenti o dissenzienti;
• a rispettare sempre e comunque gli orientamenti e le decisioni dell’Associazione assunte attraverso deliberati degli Organi dirigenti dei diversi livelli del sistema, nel rispetto delle norme statutarie;
• a non aderire ad altre associazioni con scopi confliggenti con quelli dell’Associazione, e comunque a dare preventiva comunicazione all’Associazione di appartenenza della eventuale adesione ad altre associazioni;
• ad informare la propria Associazione di appartenenza di ogni eventuale modificazione che riguardi il rapporto con l’Associazione o con altri associati;
• a promuovere l’immagine dell’Associazione tramite il proprio comportamento, nonché a tutelarla in ogni sede.
ART. 9 – DOVERI DEI RAPPRESENTANTI PRESSO ENTI ED ORGANISMI ESTERNI
1. I rappresentanti dell’Associazione presso enti, istituzioni o società di natura pubblica o privata sono scelti tra gli associati, i dirigenti, i dipendenti, secondo criteri di rappresentatività e competenza, su deliberazione degli Organi competenti.
2. I rappresentanti dell’Associazione sono tenuti:
• a svolgere il loro mandato nell’interesse dell’ente, istituzione o società in cui vengono designati, nel rispetto degli indirizzi e orientamenti forniti dalla Confederazione;
• ad informare in maniera costante la Associazione od i livelli competenti del sistema sullo svolgimento del loro mandato;
• ad assumere gli incarichi per spirito di servizio e non per esclusivi o prevalenti vantaggi personali;
• a rimettere il mandato qualora non possano per qualsivoglia motivo espletarlo in modo adeguato o per sopravvenute incompatibilità o comunque su richiesta degli Organi dirigenti dell’Associazione che hanno deliberato la designazione;
• ad informare l’Associazione e a concordare con essa ogni ulteriore incarico presso l’ente, l’istituzione o la società in cui sono stati designati.
3. Prima di accettare l’incarico, coloro che sono stati designati sono tenuti a sottoscrivere una dichiarazione di conoscenza ed accettazione delle norme del presente Codice Etico. Il rifiuto di sottoscrivere la dichiarazione impedisce la nomina;
4. Le “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”- Delegazioni Regionali – Delegazioni Cittadine”si impegnano a dare comunicazione a “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”, periodicamente e qualora ne sia fatta richiesta, dei loro rappresentanti in enti, istituzioni o società.
ART. 10 – IL “MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO”
1. I principi contenuti nel presente Codice Etico sono tra quelli alla base del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” che “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” e gli altri livelli del sistema associativo e gli organismi associativi costituiti ai diversi livelli, devono adottare;
2. Il “Modello di organizzazione, gestione e controllo”, una volta adottato è trasmesso al Collegio dei Probiviri di “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” .
ART. 11 – ORGANI DI VIGILANZA
1. A livello nazionale, sull’applicazione del Codice Etico e del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” adottato da “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” vigila il Collegio dei Probiviri costituito presso la stessa “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” ;
2. Agli altri livelli del sistema associativo, sull’applicazione del Codice Etico e del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” eventualmente adottato dalle “U.C.I. Unione Cuochi Italiani Le “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”- Delegazioni Regionali – Delegazioni Cittadine” vigila il Collegio dei Probiviri, o l’Organo ad esso corrispondente, costituito presso ciascun livello;
3. In assenza del Collegio dei Probiviri l’organo di controllo e vigilanza corrispondente è demandato al Comitato Direttivo

References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11