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Timestamp: 2019-08-22 12:23:57+00:00

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SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE NORME IN MATERIA DI LAVORO CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2016
SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE NORME IN MATERIA DI LAVORO
CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2016
ULTERIORE DEDUZIONE IRAP ART. 1, CC. 123, 124
• Per le Snc, Sas e soggetti equiparati, le persone fisiche, le società semplici e soggetti equiparati, esercenti arti e professioni, l'importo dell’ulteriore deduzione Irap è aumentato a:
a) euro 5.000 se la base imponibile non supera euro 180.759,91;
b) euro 3.750 se la base imponibile supera euro 180.759,91 ma non euro 180.839,91;
c) euro 2.500 se la base imponibile supera euro 180.839,91 ma non euro 180.919,91;
d) euro 1.250 se la base imponibile supera euro 180.919,91 ma non euro 180.999,91.
• Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015.
IMPORTI ESENTI DA IRPEF PER LAVORATORI DIPENDENTI (FRINGE BENEFIT) ART. 1, C. 190
• Non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente:
a) l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari per le finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto;
b) le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari;
c) le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti.
• L’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.
RIDUZIONI BASE IMPONIBILE IRPEF PER RIENTRO DI LAVORATORI IN ITALIA ART. 1, C. 259
• I soggetti di cui all’art. 2, c. 1 L. 238/2010, che si sono trasferiti in Italia entro il 31.12.2015 applicano, per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2016 e per quello successivo, le disposizioni di cui alla medesima legge nei limiti e alle condizioni ivi indicati. Pertanto, i redditi di lavoro dipendente, i redditi d'impresa e i redditi di lavoro autonomo concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell'Irpef nella misura del 20% per le lavoratrici e del 30% per i lavoratori. • Si tratta di:
a) cittadini dell'Unione Europea, in possesso di un titolo di laurea, che hanno risieduto continuativamente per almeno 24 mesi in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d'origine, hanno svolto continuativamente un'attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori da tale Paese e dall'Italia negli ultimi 24 mesi o più, i quali sono assunti o avviano un'attività di impresa o di lavoro autonomo in Italia e trasferiscono il proprio domicilio, nonché la propria residenza, in Italia entro 3 mesi dall'assunzione o dall'avvio dell'attività;
b) cittadini dell'Unione Europea, che hanno risieduto continuativamente per almeno 24 mesi in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d'origine, hanno svolto continuativamente un'attività di studio fuori da tale Paese e dall'Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream.
• Tali soggetti devono:
a) essere assunti o avviare un'attività di impresa o di lavoro autonomo in Italia;
b) trasferire il proprio domicilio, nonché la propria residenza, in Italia entro 3 mesi dall'assunzione o dall'avvio dell'attività.
• In alternativa possono optare, con le modalità definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, per il regime agevolativo di cui all’art. 16 D. Lgs. 147/2015 (il reddito di lavoro dipendente concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70% del suo ammontare).
DETRAZIONI PER REDDITI DA PENSIONE ART. 1, C. 290
• Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di pensione, spetta una detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di pensione nell'anno, pari a:
a) 1.783 euro (anziché 1.725), se il reddito complessivo non supera 7.750 euro (anziché 7.500);
b) 1.255 euro, aumentata del prodotto tra 528 euro (anziché 470) e l'importo corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.250 euro (anziché 7.500), se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 7.750 euro (anziché 7.500) ma non a 15.000 euro;
• Se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di età non inferiore a 75 anni concorrono uno o più redditi di pensione, spetta una detrazione dall'imposta lorda, in luogo di quella precedente, rapportata al periodo di pensione nell'anno, pari a:
a) 1.880 euro (anziché 1.783), se il reddito complessivo non supera 8.000 euro (anziché 7.750);
b) 1.297 euro, aumentata del prodotto tra 583 euro (anziché 486) e l'importo corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro (anziché 7.250), se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro (anziché 7.750) ma non a 15.000 euro;
POLIZZA ASSICURATIVA CAF E PROFESSIONISTI ART. 1, C. 951, LETT. A)
• In luogo della polizza assicurativa la garanzia può essere prestata sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa, ovvero di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa di assicurazione per un periodo di 4 anni successivi a quello di svolgimento dell'attività di assistenza.
• Con decreto del Ministro dell'Economia possono essere individuate modalità alternative che offrano adeguate garanzie
DETRAZIONI PER ONERI ART. 1, CC. 954, LETT. A) E B), 955
• Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 19% anche dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo:
• Le disposizioni si applicano a partire dall’anno d’imposta 2015. Per il primo anno di applicazione, il decreto è adottato entro il 31.01.2016.
ESONERO 40% DEI CONTRIBUTI PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO ART. 1, C. 178
• Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclusi i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico, decorrenti dal 1.01.2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31.12.2016, è riconosciuto: - per un periodo massimo di 24 mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche; - l’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail; - nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua.
• L’esonero spetta ai datori di lavoro in presenza di nuove assunzioni.
• L’esonero è escluso in relazione alle assunzioni di lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro e non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio in oggetto, ovvero quello di cui all’art. 1, c. 118 L. 190/2014, sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato.
• L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.
• L’esonero non spetta ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 C.C. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei 3 mesi antecedenti il 1.01.2016.
ESONERO CONTRIBUTIVO SETTORE AGRICOLO ART. 1, CC. 179, 180
• Per il settore agricolo l’esonero contributivo è applicabile, nei limiti di risorse previsti: - ai contratti di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato; - per assunzioni decorrenti dal 1.01.2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31.12.2016; - con esclusione dei lavoratori che, nell'anno 2015, siano risultati occupati a tempo indeterminato e relativamente ai lavoratori occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 con riferimento all'anno 2015. • L’esonero contributivo è riconosciuto dall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande.
ESONERO CONTRIBUTIVO NEGLI APPALTI ART. 1, C. 181
• Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi in appalto e che assume, ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo per nuove assunzioni, anche in agricoltura, preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.
DETASSAZIONE PREMI DI PRODUTTIVITÀ ART. 1, CC. 182-189
• Salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono soggetti a un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base di criteri definiti con apposito decreto, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.
• Il limite complessivo di 2.000 euro è aumentato fino a un importo non superiore a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, con modalità specificate in un decreto ministeriale di prossima emanazione.
• Ai fini della determinazione dei premi di produttività è computato il periodo obbligatorio di congedo di maternità.
• Le somme e i valori costituenti fringe benefit di cui all’art. 51, c. 2 e c. 3, u.p. Tuir non concorrono, nel rispetto dei limiti ivi indicati, a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva per premi di produttività, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, di tali premi.
• Per l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso si applicano, in quanto compatibili, le ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette.
• Le disposizioni si applicano per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno precedente quello di percezione dei premi di produttività, a euro 50.000. Se il sostituto d’imposta tenuto ad applicare l’imposta sostitutiva non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il beneficiario attesta, per iscritto, l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel medesimo anno.
• Ai fini dell’applicazione delle disposizioni, le somme e i valori devono essere erogati in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali.
• Con decreto del Ministro del Lavoro saranno stabiliti i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione nonché le modalità attuative, compresi gli strumenti e le modalità di partecipazione all’organizzazione del lavoro. Il decreto prevede altresì le modalità del monitoraggio dei contratti aziendali o territoriali.
ALIQUOTA CONTRIBUTIVA AUTONOMI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA ART. 1, C. 203
• Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini Iva, iscritti alla gestione separata, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva è confermata al 27% anche per l’anno 2016. Considerando l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, l’aliquota contributiva complessiva è quindi pari a 27,72%.
CONGEDO OBBLIGATORIO PER IL PADRE DIPENDENTE ART. 1, C. 205
• Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio, nonché il congedo facoltativo da utilizzare nello stesso periodo, in alternativa alla madre che si trovi in astensione obbligatoria, previsti in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015, sono prorogati sperimentalmente per l’anno 2016 e il congedo obbligatorio è aumentato a 2 giorni, che possono essere goduti anche in via non continuativa.
• Ai medesimi congedi, obbligatorio e facoltativo, si applica la disciplina recata dal D.M. Lavoro 22.12.2012.
SALVAGUARDIA REQUISITI DI ACCESSO ALLA PENSIONE ANTE FORNERO ART. 1, CC. 265-268
• Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’art. 24 D.L. 201/2011, ferme restando le salvaguardie previste, continuano ad applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31.12.2011:
a) nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31.12.2011 o, nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attività lavorativa entro il 31.12.2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ovvero, se cessati entro il 31.12.2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro 12 mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. 201/2011;
b) nel limite di 9.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’art. 1, c. 194, lett. a) e f) L. 147/2013, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del D.L. 201/2011, entro il 60° mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto;
c) nel limite di 6.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’art. 1, c. 194, lett. b), c) e d) L. 147/2013, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del D.L. 201/2011, entro il 60° mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto;
d) nel limite di 2.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’art. 24, c. 14, lett. e-ter) D.L. 201/2011, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del D.L. 201/2011, entro il 60° mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto;
e) nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1.01.2007 e il 31.12.2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del D.L. 201/2011, entro il 60° mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto.
• Per i lavoratori di cui alla lett. a), che siano già stati autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente al 1.01.2016 e per i quali siano decorsi i termini di pagamento, sono riaperti a domanda i termini dei versamenti relativi ai 12 mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.
• Il trattamento pensionistico, con riferimento a tali soggetti, non può avere decorrenza anteriore al 1.01.2016.
• Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di 60 giorni dal 1.01.2016, si applicano, per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati, le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’art. 24 D.L. 201/2011.
• L’Inps provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori e provvede a pubblicare nel proprio sito Internet, in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti a seguito dell’attività di monitoraggio, avendo cura di evidenziare le domande accolte, quelle respinte e le relative motivazioni.
PENSIONAMENTO CON REQUISITI ANTE RIFORMA FORNERO ART. 1, CC. 274, 275
• Ai fini del conseguimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso dell'anno 2015, 2016, 2017 e 2018, si applica la normativa vigente prima dell'entrata in vigore del D.L. 201/2011 (riforma Fornero), anche agli ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica, che hanno cessato il loro rapporto di lavoro per effetto della chiusura, dismissione o fallimento dell'impresa presso cui erano occupati e il cui sito è interessato da un piano di bonifica da parte dell'ente territoriale, che non hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente, che risultano ammalati con patologia asbesto-correlata accertata.
• Tali disposizioni si applicano anche ai lavoratori che, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell’Inps e che non abbiano maturato il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2015 e 2016
MASSIMALE CONTRIBUTIVO ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA ART. 1, C. 280
• L’art. 2, c. 18 L. 335/1995 si interpreta nel senso che i lavoratori assunti successivamente al 31.12.1995 ai quali siano accreditati, a seguito di una loro domanda, contributi riferiti a periodi antecedenti al 1.01.1996 non sono soggetti all’applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, di cui alla medesima disposizione, a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda
ACCESSO AL TRATTAMENTO PENSIONISTICO ANTICIPATO COL CONTRIBUTIVO ART. 1, C. 281
•La possibilità di conseguire il diritto all'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, è estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti previsti, adeguati agli incrementi della speranza di vita, entro il 31.12.2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità.
VOUCHER SERVIZI DI BABY-SITTING ART. 1, CC. 282, 283
• La possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità, per gli 11 mesi successivi e in alternativa al congedo parentale, la corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro, rinnovata anche per il 2016, è riconosciuta, in via sperimentale, anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici.
• I criteri di accesso e le modalità di utilizzo del beneficio sono stabiliti con decreto del Ministro del Lavoro, da adottare entro 60 giorni dal 1.01.2016.
RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO IN ALTERNATIVA AL PENSIONAMENTO ART. 1, C. 284
• I lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive della medesima con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturano, entro il 31.12.2018, il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, possono, a condizione di avere maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia, d’intesa con il datore di lavoro, per un periodo non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e la data di maturazione del requisito anagrafico, ridurre l’orario del rapporto di lavoro in misura compresa tra il 40% e il 60%, ottenendo mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale a fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata.
• Tale importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettato a contribuzione previdenziale.
• Per i periodi di riduzione della prestazione lavorativa è riconosciuta la contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata.
• La facoltà è concessa, a domanda e nei limiti delle risorse stanziate, previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro.
• Il datore di lavoro, con riferimento al lavoratore che intende, di intesa con lo stesso datore di lavoro, accedere alla facoltà di ricorso a tale lavoro a tempo parziale, deve dare comunicazione all’Inps e alla Direzione territoriale del lavoro della stipulazione del contratto e della relativa cessazione.
CONTRIB. PER RIDUZIONE DELL’ORARIO PER CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ ART. 1, C. 285
• Nei confronti dei lavoratori interessati da riduzione stabile dell’orario di lavoro con riduzione della retribuzione per contratti di solidarietà espansivi, i datori di lavoro, gli enti bilaterali o i Fondi di solidarietà possono versare la contribuzione ai fini pensionistici correlata alla quota di retribuzione persa, nei casi in cui tale contribuzione non venga già riconosciuta dall’Inps.
RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DELLE PENSIONI E RELATIVI CONGUAGLI ART. 1, CC. 286-288
• La rivalutazione delle pensioni eseguita ai sensi dell’art. 1, c. 483 L. 147/2013 è estesa fino al 2018.
• Con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente, non può risultare inferiore a zero.
• Con riferimento alla percentuale di variazione per il calcolo della rivalutazione delle pensioni per l’anno 2014 determinata in via definitiva con decorrenza dal 1.01.2015, le operazioni di conguaglio, limitatamente ai ratei corrisposti nell’anno 2015 non sono operate in sede di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2015; esse sono effettuate in sede di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2016, ferme restando le operazioni di conguaglio con riferimento alla rata corrente in sede di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2015.
PRESTAZIONI ECONOMICHE ACCESSORIE PER CURE TERMALI ART. 1, C. 301
• L’Inps e l’Inail, al fine di prevenire patologie che possano dare luogo a invalidità o per evitare l’aggravamento di invalidità dovute alle stesse patologie, da individuare nell’accordo di cui all’art. 4, c. 4 L. 323/2000, e sulla base di specifici protocolli da loro stessi definiti, riconoscono ai propri assistiti che fruiscono di cicli di cure termali per le predette finalità le prestazioni economiche accessorie di cui all’art. 5, c. 1, u. p. L. 323/2000.
INDENNIZZI DEL DANNO BIOLOGICO ART. 1, C. 303
• Con effetto dall’anno 2016, a decorrere dal 1.07 di ciascun anno, gli importi degli indennizzi del danno biologico erogati dall’Inail sono rivalutati, con decreto ministeriale, sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall’Istat rispetto all’anno precedente.
• Gli incrementi annuali si aggiungono a quello complessivo del 16,25% e si applicano agli indennizzi dovuti dall’Inail ai sensi della «Tabella indennizzo danno biologico», di cui al D.M. 12.07.2000.
• A decorrere dall’anno 2019 l’efficacia delle disposizioni, anche con riferimento alle rivalutazioni relative agli anni 2016- 2018, è subordinata all’attuazione della revisione delle tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.
AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA ART. 1, CC. 304, 307
• Sono rifinanziati per l’anno 2016 gli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’art. 2, cc. 64, 65 e 66 L. 92/2012, nonché per la Cig in deroga per il settore della pesca.
• Fermo restando quanto disposto dal D.M. Lavoro 1.08.2014, n. 83473, il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1.01.2016 e fino al 31.12.2016, per un periodo non superiore a 3 mesi nell’arco di un anno.
• A decorrere dal 1.01.2016 e fino al 31.12.2016, a parziale rettifica di quanto stabilito dal citato decreto, il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che, alla data di decorrenza del trattamento, hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi.
• Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di 4 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno individuate dal Dpr 218/1978. Per tali lavoratori il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di 3 anni e 4 mesi.
• Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga ai criteri del citato decreto, in misura non superiore al 5% delle risorse loro attribuite, ovvero in eccedenza a tale quota, disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione nell’ambito dei piani o programmi coerenti con la specifica destinazione. Gli effetti dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre la data del 31.12.2016.
PROROGA CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ DIFENSIVI PER 2016 ART. 1, C. 305
• L’erogazione del contributo per contratti di solidarietà difensivi, ai sensi dell’art. 5, cc. 5 e 8 D.L. 148/1993 (tipo B), si applica per l’intera durata stabilita nei contratti collettivi aziendali qualora detti contratti siano stati stipulati in data antecedente al 15.10.2015 e, negli altri casi, esclusivamente sino al 31.12.2016, nel limite massimo delle risorse stanziate per l’anno 2016.
REQUISITI PER ACCESSO AI TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE ART. 1, C. 308
• I lavoratori dipendenti devono possedere, presso l'unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento di integrazione salariale, un'anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione.
• Tale condizione non è necessaria per le domande relative a trattamenti ordinari di integrazione salariale per eventi oggettivamente non evitabili (non più solo nel settore industriale).
ESCLUSIONI DA INTEGRAZIONE DEI GUADAGNI ART. 1, C. 309
• Rimangono escluse dall’applicazione delle norme sull’integrazione dei guadagni degli operai dell'industria:
a) le imprese armatoriali di navigazione o ausiliarie dell'armamento; le imprese ferroviarie, tramviarie e di navigazione interna; le imprese di spettacoli; gli esercenti la piccola pesca e le imprese per la pesca industriale; le industrie boschive e forestali e del tabacco;
b) le imprese artigiane ritenute tali agli effetti degli assegni familiari; le cooperative, i gruppi, le compagnie e carovane dei facchini, portabagagli, birocciai e simili; le imprese industriali degli enti pubblici, anche se municipalizzate, e dello Stato.
INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE PER COLLABORATORI (DIS-COLL) ART. 1, C. 310
• L’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL) è riconosciuta, nei limiti di risorse previste, anche per l’anno 2016, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1.01.2016 e sino al 31.12.2016. • Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo a erogazione della DIS-COLL.
• Per gli episodi di disoccupazione, verificatisi a decorrere dal 1.01.2016 e sino al 31.12.2016, non è necessario soddisfare il requisito di far valere, nell'anno solare in cui si verifica l'evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell'importo che dà diritto all'accredito di un mese di contribuzione (art. 15, c. 2, lett. c) D. Lgs. 22/2015).
• Ai fini della soddisfazione dei requisiti richiesti, le disposizioni che hanno a riferimento l’anno solare sono da interpretarsi come riferite all’anno civile.
• L’Inps riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande; nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’Inps non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito Internet.
ABROGAZIONE INDENNITÀ COLLABORATORI ART. 1, C. 390
• Sono abrogate le disposizioni che prevedevano un’indennità per i collaboratori coordinati e continuativi che:
a) avessero operato, nel corso dell’anno precedente, in regime di monocommittenza;
b) avessero conseguito l’anno precedente un reddito lordo complessivo non superiore a 20.000 euro;
c) per i quali risultasse accreditata per l’anno di riferimento, presso la gestione separata, almeno una mensilità;
d) fossero in stato di disoccupazione per un periodo di almeno 2 mesi nell’anno precedente e senza interruzioni;
e) per i quali risultassero accreditate per l’anno precedente, presso la gestione separata, almeno 4 mensilità.
OBBLIGHI DEI SOSTITUTI DI IMPOSTA ART. 1, CC. 951, LETT. B), 952
• I sostituti d'imposta che comunicano ai propri sostituiti, entro il 15 gennaio di ogni anno, di voler prestare assistenza fiscale provvedono anche a comunicare all’Agenzia delle Entrate in via telematica il risultato finale delle dichiarazioni (mod. 730-4) entro il 7.07.
• I sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato, anche con ordinamento autonomo, che effettuano le ritenute sui redditi, tenuti al rilascio della certificazione, trasmettono in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite gli incaricati, la dichiarazione unica (mod. 770), relativa all’anno solare precedente, entro il 31.07 di ciascun anno.
• Le certificazioni uniche sono trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite gli incaricati, entro il 7.03 dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti. Entro la stessa data sono altresì trasmessi in via telematica gli ulteriori dati fiscali e contributivi e quelli necessari per l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e assicurativi, i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli fini contributivi e assicurativi nonché quelli relativi alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale prestata. Le trasmissioni in via telematica delle comunicazioni uniche effettuate sono equiparate a tutti gli effetti all’esposizione dei medesimi dati nella dichiarazione annuale (mod. 770). Pertanto, se con la presentazione della comunicazione unica sono inviati tutti i dati fino ad ora richiesti nel mod. 770, viene meno l’obbligo di presentare tale modello. L’obbligo di presentazione del mod. 770 entro il 31.07 permane per coloro che sono tenuti a comunicare dati non inclusi tra quelli previsti nella comunicazione unica.

References: ART. 1
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