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Timestamp: 2017-06-27 05:19:15+00:00

Document:
BOLLETTINO N. 75 DEL COMITATO - Comitato per la Difesa nei luoghi di lavoro e nel territorio - Sesto San Giovanni
BOLLETTINO N. 75 DEL COMITATO
01/09/2015 Sabato 12 settembre 2015 – ore 15,30 ASSEMBLEA
presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
di via Magenta 88, Sesto San Giovanni
1) Informazione sulle cause penali in corso contro i
dirigenti Breda e Pirelli e contro l'INAIL. 2) Problematiche sulle pensioni per il 2015.
3) Presentazione del libro “Nessuno ci ridurrà al
silenzio”. 4) Varie. Il 15
luglio 2015: IL GIUDICE RAFFAELE MARTORELLI DELLA VI SEZIONE PENALE DEL TRIBUNALE HA CONDANNATO 11 DIRIGENTI DELLA PIRELLI PER OMICIDIO COLPOSO A PENE FINO AI 7 ANNI DI
RECLUSIONE La
sentenza emessa dal giudice dopo una breve Camera di Consiglio ha condannato tutti gli imputati andando oltre le richieste del P. M. Ascione, che aveva chiesto condanne per 8 dirigenti e
l’assoluzione per altri 3 imputarti. Le condanne vanno dai 3 ai 7 anni e 8 mesi di reclusione. Il primo processo
per amianto contro 11 dirigenti del Consiglio di Amministrazione della Pirelli degli stabilimenti di Viale Sarca e di via Ripamonti di Milano accusati di omicidio plurimo e lesioni
gravissime di 24 operai per malattie causate dall’amianto si conclude con una condanna..
pene inflitte ai manager sono state: 4 anni e 8 mesi di reclusione a Grandi Ludovico; 7 anni e 8 mesi per Isola Luciano, 3 anni e sei mesi per Bellingeri Gianfranco, 6 anni e 8 mesi per Sierra
Piero (presidente, sino a pochi mesi fa, dell’Istituto Nazionale di Ricerca sul Cancro e tuttora nel direttivo!!), 6 anni e 8 mesi a Veronesi Guido, 3 anni e sei mesi a Liberati Omar, 5 anni e
sei mesi a Manca Gavino, e 3 anni a Moroni Armando. Condannati anche i dirigenti di cui il P.M. aveva chiesto l’assoluzione a 3 anni (Gabriele Battaglioli, Carlo Pedone, Roberto Pico). Nel
processo era emerso chiaramente che i dirigenti condannati che non avevano mai informato i lavoratori sui rischi dell’amianto, non rispettando le minime misure d’igiene e sicurezza, non fornendo
mascherine, aspiratori e altri dispositivi di protezione individuali e collettivi che già esistevano e che come previsto dalla legge del 1956 sulle polveri che l’azienda doveva applicare.
della sentenza, insieme alla soddisfazione dell’avvocato delle parti civili Laura Mara, un boato di gioia è esploso in aula. Le vittime hanno srotolato uno striscione del Comitato per la Difesa
della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio con la scritta PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI UCCISI IN NOME DEL PROFITTO, insieme allo striscione di Medicina Democratica.
lettura della sentenza di condanna dei manager, insieme alla gioia del nostro Comitato, è stata mandata in onda su tutti i TG Rai e dal TG7.
se i dirigenti Pirelli si sono comprati molte parti civili, monetizzando la salute e la morte, questo non è servito a salvarli. Finalmente, per quanto tardivo, un briciolo di giustizia è stata
fatta. Il giudice ha stabilito anche un risarcimento per le parti civili, condannando gli ex manager e il responsabile civile Pirelli Tyre spa a pagare una provvisionale complessiva di 520 mila
euro: 200 mila euro per la moglie e la figlia di un operaio morto, 300 mila euro all’INAIL e 20 mila euro per Medicina Democratica e Associazione Italiana Esposti Amianto
battaglia sarà ancora lunga perché questa è solo la sentenza di 1°grado; in ogni caso nel momento della gioia vogliamo ricordare ancora una volta i nostri compagni uccisi dall’ amianto e dal
profitto, perché dietro i numeri ci sono delle persone umane, delle famiglie con i loro affetti. Oggi abbiamo vinto una battaglia, ma questo non ci soddisfa, perché se non sono rispettate le
misure di sicurezza e bonificato il territorio i lavoratori, gli ex esposti all’amianto e i cittadini continueranno a morire.
Il 7 settembre alle ore 9,30 al 3° piano del
Tribunale Penale di Milano (Palazzo di Giustizia), aula 5, davanti al giudice dott.ssa Annamaria Gatto, continuerà la requisitoria del P.M dott.
M. Ascione contro 10 manager della Pirelli di Milano per la morte di altri 26 operai. Il nostro Comitato come sempre sarà presente con una sua delegazione. Alla fine della giornata del 7
settembre il P.M formalizzerà la richiesta di condanna degli imputati, poi dalle prossime udienze toccherà alle parti civili e alle difese prendere la parola. Ricordiamo che in questo processo il
nostro Comitato è parte civile insieme all’Associazione Italiana Esposti Amianto e a Medicina Democratica.
La conclusione del
processo è prevista per fine 2015/ inizio 2016.
La recente sentenza di
condanna degli 11 manager Pirelli nel primo processo appena concluso dovrebbe essere di buon auspicio: in ogni caso con la nostra presenza in aula faremo sentire il fiato sul collo al giudice e
la nostra voglia di giustizia.
Processo BredaTermomeccanica /Ansaldo
Il 21 settembre al Palazzo di Giustizia di Milano (aula 9 bis piano terreno) comincerà finalmente ad
entrare nel vivo il processo contro 10 dirigenti della Breda Termomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati
della morte per amianto di 12 lavoratori. In questo processo - partito grazie alle denunce dei nostri compagni della fabbrica, in particolare del responsabile RLS Danilo F. - il nostro Comitato è
stato ammesso come parte civile. Da un anno il processo viene ogni volta rinviato per problemi burocratici, mancate notifiche, ecc. ecc. e anche stavolta abbiamo assistito al balletto del cambio
del giudice. Nell’udienza del 1° luglio 2015 in cui dovevano essere sentiti tre testi della Procura (P.M. dott. Nicola Balice), il Giudice Dr.ssa Anna Introini, Presidente della 9° Sezione Penale
del Tribunale di Milano ha comunicato di essere stata trasferita al Tribunale di Brescia e che il processo sarebbe stato assegnato al giudice dott. Luerti.
NESSUNO CI RIDURRA’ AL SILENZIO
Sabato 12 settembre, ore 16,30,
presentazione del libro NESSUNO CI RIDURRA’ AL SILENZIO al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” in via Magenta 88 a Sesto San Giovanni, e alla fine spaghettata e serata in allegria con
gli autori .
Tante storie operaie e
proletarie, simile a quelle di tanti nostri compagni sono raccontate in questo romanzo. Conoscerle, raccontarsi e socializzare le esperienze rafforza la lotta comune contro
il Centro di Documentazione sull'amianto e sulle malattie amianto correlate "Marco Vettori" e
la Fondazione ONLUS Attilia Pofferi hanno voluto
creare questa antologia con lo scopo di divulgare la consapevolezza sul problema amianto, apparentemente rimosso dalla coscienza collettiva, ma ritornato di attualità per i processi in corso. Il
ricavato del libro servirà per premi di laurea, borse di studio e altro, da erogare a giovani laureati, per studi nel campo delle malattie provocate dall'amianto. Il libro è in vendita nelle
librerie di tutta Italia, costa 13 euro, è composto da 11 racconti originali e 4 testimonianze.
Gli scrittori che hanno partecipato sono: Alessandro Berselli, Massimo Carlotto,
Maurizio de Giovanni, Angelo Ferracuti, Lorenza Ghinelli, Jacqueline Monica Magi, Federico Pagliai, Alberto Prunetti, Piergiorgio Pulixi, Patrizia Rinaldi, Giampiero Rossi. Testimonianze di Luca
Cavallero,e interviste di Paolo Lihedom e Valentina Vettori (a cura di Alberto Prunetti) e di Alberto Vivarelli (a cura di Valentina Vettori).
in Lombardia ancora 3 milioni di metri cubi da smaltire.
Un vecchio proverbio popolare dice che
“fatta la legge fatto l’inganno” e mai come ora questo detto è veritiero. L’attuale Piano regionale amianto della Lombardia (Pral), datato 2005, aveva stabilito le linee guida “per arrivare
all’eliminazione entro il 2015 dell’amianto presente negli ambienti di vita e di lavoro”. Ormai siamo quasi alla fine del 2015 e si può affermare con certezza che la data sarà
disattesa proprio nella regione in cui c'è la maggior incidenza di casi di mesotelioma pleurico maligno e altri tumori derivanti dall’amianto. In Lombardia, a tutt’oggi, non si sa
quando si metterà in sicurezza la salute dei cittadini e che fine faranno i quasi 3 milioni di metri cubi di amianto che ancora devono essere
Il Pral stabiliva che tutti gli anni fosse
prodotta una relazione “contenente dati statistici sulla presenza residua di amianto nelle strutture e sui progetti di bonifica in corso e
realizzati”. Ma l’ultima è del 2013, poi più niente, e ora la Regione presenterà a breve il nuovo Piano regionale amianto allungando i tempi della bonifica.
La Lombardia è la regione italiana a
maggior incidenza di casi di mesotelioma pleurico maligno. Dal 2000 al 2013 si sono ammalate in tutto 8.145 persone, la metà di loro è deceduta. Il 50,7% dei malati lavorava in contesti in cui l’amianto era presente, ma per il 23,7% non si conosce l’origine della malattia, che si presume
sia ambientale. L’amianto in Lombardia rimane un grave pericolo, una grave emergenza sanitaria, sociale, e ambientale e come sempre la politica o è complice di chi fa profitti sulla pelle dei
lavoratori e dei cittadini o, se in buona fede, comunque in colpevole ritardo.
PENSIONI: Le ruberie sui salari e sulle pensioni dei lavoratori a favore dei profitti
Il governo Renzi è stato costretto
a recepire la decisione della sentenza della Corte Costituzionale sulla mancata perequazione dei trattamenti pensionistici nel biennio 2012/2013.
Ricordiamo che il D.L. n. 201/2011 aveva bloccato l’adeguamento all’inflazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo (1.443 euro lordi al mese). Successivamente, la Legge di stabilità 2014
ha riconosciuto gli aumenti senza prevedere alcuna forma di recupero per gli anni passati. La Corte Costituzionale invece. con la sentenza 70/2015, ha dichiarato l’incostituzionalità della norma,
obbligando quindi il Governo a rimediare. Dal 1° agosto è stato erogato ai pensionati aventi diritto (cioè coloro che percepiscono un
importo lordo compreso tra tre volte e sei volte il trattamento minimo) un importo una tantum per il recupero (solo in parte però) degli arretrati 2012 e 2013 e, sempre da agosto, l'importo
dell'assegno. verrà adeguato.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015 è intervenuta abrogando l’art.
24 comma 25 del decreto legislativo n. 201/2011 che stabiliva per le pensioni superiori a tre volte il minimo la rivalutazione parziale o il blocco (rivalutazione limitata al 90% per gli assegni
di importo superiore a tre volte ma inferiore o pari a quattro volte l'assegno Inps. L'adeguamento al costo della vita sarà limitato al 75% per gli importi superiori a 4 volte ma inferiori o pari
a 5 volte il minimo, mentre le pensioni di importo superiore a 2.405 euro (valore Inps 2013) subiranno una rivalutazione dimezzata.
In questi anni i governi di centrodestra
e centrosinistra, prendendo a pretesto la crisi economica, si sono trovati d’accordo nel colpire i salari e le pensioni dei lavoratori, non toccando i
loro lauti stipendi e le pensioni “d’oro”. Hanno anche aumentato gli scandalosi stipendi dei manager pubblici: un vero e proprio insulto alla miseria.
Contro le ruberie di regime il nostro
Comitato ha preparato una lettera da inviare all’INPS da ogni ex lavoratore in cui si chiede la ricostituzione della pensione e il rimborso di tutti gli arretrati
Come abbiamo sempre sostenuto, la solidarietà
è una cosa concreta ed un’arma potente. Questa volta ringraziamo V. Ceresoli che, dopo aver ottenuto grazie al Comitato i contributi previdenziali per amianto e una rivalutazione della
pensione (con 10 anni di arretrati), ha fatto una generosa sottoscrizione per il Comitato.
Non deleghiamo a nessuno la difesa dei nostri interessi: siamo noi stessi gli artefici del nostro destino.
La tessera, insieme alla partecipazione alle iniziative è la forma di appartenenza minima al nostro Comitato. Insieme alle sottoscrizioni dei soci, ci permette
di essere indipendenti e autonomi, politicamente ed economicamente, da istituzioni, partititi politici, sindacati, e organismi religiosi. Il costo della tessera è sempre di € 25
annue. Mail: cip.mi@tiscali.it http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com
Bollettino CDS n75-1.pdf

References: sentenza 
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