Source: https://www.laleggepertutti.it/59717_chi-paga-limposta-di-registro-sulle-sentenze-chi-vince-o-chi-perde
Timestamp: 2018-07-16 07:08:22+00:00

Document:
Chi paga l'imposta di registro sulle sentenze: chi vince o chi perde?
Lo sai che? Chi paga l’imposta di registro sulle sentenze: chi vince o chi perde?
Se l’Agenzia delle Entrate invia a chi ha vinto la causa l’atto di liquidazione per il pagamento dell’imposta di registrazione della sentenza, questi è tenuto al pagamento ma ha diritto di essere rimborsato dal soccombente.
Tutte le parti in causa sono tenute nei confronti del fisco al pagamento dell’imposta di registro sugli atti giudiziari (sentenze, ordinanze, decreti ingiuntivi, ecc.), e ne sono obbligati in solido (cioè ognuna per l’intero) [1].
Ciò significa che l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento della suddetta imposta (per intero) a tutte le parti in causa, a prescindere dall’esito della causa stessa [2].
Può capitare, dunque, che la parte vittoriosa in un processo, si veda notificare un atto di liquidazione dell’imposta di registro, magari dopo qualche mese o addirittura qualche anno dalla conclusione della causa.
La questione andrà affrontata interessando un avvocato, magari colui il quale ha seguito la parte nel relativo giudizio. Infatti disinteressarsi dell’avviso di liquidazione, solo perché nella causa conclusa la controparte è stata condannata anche al pagamento delle spese, potrebbe portare a brutte sorprese ovvero all’iscrizione a ruolo dell’imposta con conseguente notifica di una cartella esattoriale, con ulteriori costi tra sanzioni e spese di notifiche, che, a quel punto, non potrebbe più essere contestata nel merito.
Pertanto la parte vittoriosa nel processo a cui l’Agenzia delle Entrate dovesse richiedere il pagamento dell’imposta di registro, farà bene a diffidare al pagamento la controparte sconfitta, effettivamente tenuta al pagamento nel rapporto interno tra le parti in causa, in quanto il pagamento dell’imposta di registro effettuata da una parte libererà l’altra.
Nel caso in cui la controparte sconfitta, invece non dovesse provvedervi?
In questo caso, la parte vittoriosa potrà pagare l’importo della registrazione e rivalersi nei confronti della controparte, effettivamente tenuta, per ottenere il rimborso di quanto pagato.
Lo Stato pretende l’imposta di registro a prescindere dall’esito della causa, e nei confronti del fisco tutte le parti sono tenute al pagamento senza distinzione. Nel rapporto interno tra le parti, invece, vale il principio della soccombenza, ovvero la parte che è stata condannata al pagamento delle spese legali è tenuta anche al pagamento dell’imposta di registro.
L’imposta, naturalmente, può essere pagata anche prima di ricevere l’avviso di liquidazione, anche perché oggi l’operazione è resa più semplice ed immediata grazie al servizio online “calcolo degli importi per la tassazione degli atti giudiziari” reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate al link http://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/tassazioneattigiudiziari/registrazione.htm?passo=0 .
Il pagamento dell’imposta deve avvenire con modello F/23, che sarà generato tramite il suddetto strumento online, sul quale saranno riportati i codici tributo e i relativi importi, che saranno calcolati in misura fissa (€ 200,00) oppure variabile, in proporzione al valore della causa (pari al 3%) nel caso si tratti di atti giudiziari aventi contenuto patrimoniale (esempio: sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro).
[1] art. 57 del DPR n. 131/1986.
[2] N.B.: In caso di sentenza o altro atto giudiziario avente contenuto patrimoniale (es. sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro), per parti in causa devono intendersi ai sensi del citato art. 57, non tutte quelle persone che figurino, in qualsiasi qualità, nell’atto giudiziario sottoposto a registrazione, ma solo quelle parti fra le quali è interceduto il suddetto rapporto. Per fare un esempio concreto, nel caso di sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro, saranno tenute in solido al pagamento dell’imposta di registro variabile (pari al 3%) solo le parti del rapporto obbligatorio (creditore/debitore), mentre non vi sono obbligate in solido le altre parti che restano estranee a detto rapporto, si pensi per esempio ad un interventore il cui atto di intervento sia stato dichiarato inammissibile (cfr. Commissione Tributaria Provinciale di Roma, sentenza n. 288/45/13).
gesuino scanu ha detto:
Buon giorno Avvocato CIRINO,
quello che Lei sostiene parrebbe contrasto con quanto scritto dalla Vs. redazione:
“questa interpretazione, tuttavia, si scontra con il pensiero dei tribunali e della stessa Cassazione, la quale ha avuto più volte modo di chiarire che la solidarietà si riferisce solo alle parti soccombenti, cioè a quelle che hanno perso la causa”
Leggendo attentamente la sentenza dell cass. n.ro 11149 del 2006, sembra che l’esenzione dal pagamento del contrubuto solidale passivo, sia riservato solo a coloro che nella causa sono comparsi solo margionalmemnte. Questa puntualizzazione ci dimostra che la parte vittoriosa non può essere esclusa dal pagamento del contributo solidale passivo. In defintiva, su quali basi si fonda l’affermazione della Vs.redazione? Sono interessato a questa disputa perchè ho vinto la causa ma la parte soccombente (un avvocato), non ha alcuna intenzione di pagare la cartella esattoriale. Percio , esclusa l’azione giudiziaria per il recuopero della somma versata, cos’altro ci offre il nostro diritto?
Avv. Giovanni Chiricosta ha detto:
27/02/2015 alle 16:58
L’imposta di registro rientra implicitamente tra le spese di giustizia, seppur non liquidate al momento della sentenza. La norma tributaria la pone solidarmente e indiscriminatamente a carico delle parti processuali perchè all’inizio non si può dire chi vinca o chi perda, ma nel rapporto tra le parti dopo la sentenza anche il pagamento dell’imposta di registro “segue” le spese processuali, tanto è vero che, successivamente alla condanna -e successivamente al pagamento dell’imposta di registro, di solito qualche mese dopo- si può inviare un precetto utilizzando la sentenza come titolo esecutivo, e aggiungendo nel precetto, legittimamente, anche l’importo dell’imposta di registro (anche se a volte i giudici dell’esecuzione chiedono la prova dell’avvenuto pagamento, che deve quindi trattarsi di un rimborso). Altrimenti l’attore potrebbe chiedere l’importo all’altra parte e poi magari non pagare l’imposta, e l’Erario (che può chiedere il pagamento ad entrambi i contendenti) potrebbe chiederlo proprio al soccombente, che così si troverebbe a pagare due volte. Nella prassi “normale” l’Agenzia delle Entrate, comunque, invia l’avviso di pagamento alla sola parte vittoriosa, che poi ne chiede il rimborso col precetto. Nel Suo caso non credo ci siano alternative all’azione giudiziaria…
michele monopoli ha detto:
29/06/2015 alle 15:10
mi e’ pervenuta la classica cartella esattoriale in questione, per il pagamento dell’iscrizione.
volevo sapere se essendo chiamato in causa , spetta anche a me il pagamento , fermo restando che sia in 1° grado che in appello ( ricorso dalla controparte) , la causa si è conclusa con un nulla di fatto 50 /50.
Maria Tadderi ha detto:
14/12/2015 alle 16:21
anche a me è arrivata la richiesta di pagamento dell’imposta di registro da parte dell’agenzia delle entrate. In particolare la richiesta riguarda un’ordinanza emessa alla fine della prima fase di un giudizio possessorio nel quale ero parte convenuta che mi condannava. Tale provvedimento è stato reclamato ( dalla parte ricorrente nella prima fase della possessoria che aveva vinto!) e al termine del reclamo il collegio ha dato ragione a me e ha revocato il provvedimento del giudice della prima fase condannando la mia controparte al pagamento sia delle spese della prima fase sia di quelle del reclamo. Cosa devo fare con questa richiesta dell’agenzia delle entrate? devo pagare l’imposta perchè relativa ad un provvedimento che mi condannava o spetta il pagamento alla mia controparte dato che il collegio ha revocato quel provvedimento?
enzo castagna ha detto:
18/12/2015 alle 19:10
a datare dal 2010 agenzia entrate non è abilitata alla riscossione.La convenzione tra equitalia giustizia e ministyero giustizia stabilisce che la messa a ruolo risulta demandata o ufficio recupero credito oppure equitalia giustizia.Art 67 legge 69 del 2009
damiano Casto ha detto:
25/02/2016 alle 20:14
Salve, ho vinto una causa contro Ass.ni X +1, nell’anno 2013. In data 30/10/2013 veniva depositata la sentenza, ed in 10/11/2013 ottenevo la copia con formula esecutiva, quindi provvedevo alla registrazione.
La Compagnia mi versava l’importo più la registrazione. A inizio gennaio 2014 la tassazione subiva un aumento, e a distanza di 2 anni, e precisamente in data 20/02/2016 l’ufficio delle entrate mi scrive dicendo che l’importo versato non era esatto perchè la Cancelleria aveva notificato a loro la sentenza solo in data 10/02/2014, per cui mi richiede di versare l’ulteriore somma per la differenza dovuta dall’aumento oltre alle spese di notifica. A questo punto mi conviene versare la differenza oppure impugnare la richiesta dell’ufficio delle entrate?
Alberto Amori ha detto:
Ho vinto la causa, e adesso l’agenzia ha inviato una richiesta di pagamento sia a me che alla parte soccombente.
– Supponiamo che entrambe le parti pagano. A chi restituisce il pagamento eccedente l’agenzia delle entrate? Al primo che ne fa richiesta? E se nessuno dei due fa richiesta di rimborso, l’Agenzia delle entrate che fa? fa finta di niente e si tiene il doppio incasso?
– Se nessuna delle due parti paga, l’agenzia delle Entrate apre una cartella esattoriale ad entrambe le parti? Visto che a quel punto e’ troppo tardi per contestare nel merito la richiesta di pagamento, l’Agenzia delle Entrate, attraverso Equitalia, procede alla doppia riscossione e si tiene tutto il malloppo?
mariapaola ganzerli ha detto:
09/07/2016 alle 12:29
ma se è Equitalia ad essere soccombente chi paga la tassa di registro?
Cesare Gennari ha detto:
03/11/2016 alle 20:58
Buongiorno, è possibile per la parte vittoriosa inoltrare una istanza di annullamento in autotutela (nonostante questa non interrompa i termini di esigibilità del tributo) allegando copia della sentenza a suo tempo emessa dal Giudice di Pace ? Grazie
21/12/2016 alle 13:24
E’ stato chiesto cosa succede in caso di multiplo pagamento dell’imposta di registro da parte dei soggetti coobbligati (20 Mag 2016 Alberto Amori).
E’ stato chiesto cosa succede se fosse Equitalia, o altro incaricato della riscossione, ad essere soccombente (9 Lug 2016 mariapaola ganzerli).
…A quando le risposte? Grazie
19/04/2017 alle 19:14
Volevo sottoporla ad un parere:
Gliela faccio breve:
Mia mamma – anni fa ha acquistato un terreno libero da ipoteche – il venditore aveva un debito nei confronti di un tale che gli aveva pignorato il terreno.
Dopo la vendita a mia mamma – il presunto creditore ha fatto causa al vecchio proprietario e a mia madre- successivamente mia madre é venuta a mancare e la causa è passata a noi eredi – il giudice ha rigettato il tutto e dichiarato la causa infondata ergo ho vinto, ma l’agenzia delle entrate mi ha chiesto 1200 ;l’equivalente dell’1% di 100.000,00- importo che pretendeva il tale in questione) io mi chiedo – perché devo pagare questa cifra se la scrittura privata è avvenuta tra i due e noi non sapevamo nulla ) grazie spero di essere stata chiara
12/09/2017 alle 19:37
Ho trovato per caso il sito e mi inserisco nella questione già affrontata sul sito LEGGIOGGI. Sono d’accordo, anche se in parte, col sig. Genuino Scanu. E’ ormai stabilizzato il principio della solidarietà solo per le parti soccombenti; ma il fisco continua a disattenderlo, in forza di quello più elevato il quale stabilisce che lo Stato deve sempre ottenere il pagamento.
Credo che volutamente la burocrazia fiscale non intenda cambiare strada, fino a quando non troverà applicazione anche nei suoi confronti la legge 241/90, la famosa legge sui procedimenti amministrativi. Infatti la predetta obbliga la funzione pubblica ad attivare il procedimento senza aggravarlo nei confronti dell’avente diritto. Orbene, il dirigente dell’ufficio finanziario, deve nominare per legge il responsabile del procedimento il quale prima di intimare il pagamento della imposta di registro, deve accertare la parte soccombente e procedere nei suoi confronti per la riscossione. In via preventiva può anche essere considerato il principio di solidarietà uguale per tutte le parti, ma dopo la sentenza no. Infatti L’amministrazione finanziaria é a conoscenza della decisione e ai sensi dell’art.1 della legge 241/90 non può aggravare il procedimento. La condizione di sfavore non può ripercuotersi sulla parte che ha avuto ragione.
17/01/2018 alle 16:12
Buongiorno.In una sentenza della corte di appello 2010 (acquisto per usucapione dell’immobile (fabbricato) viene scritto testualmente: La soccombenza reciproca e la natura dei rapporti tra le parti comportano la sussistenza di giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese del doppio grado di giudizio. Le spese di registrazione in questo caso chi le deve pagare? Grazie

References: sentenza 
 art. 57
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 cass. 
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