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Timestamp: 2018-04-24 06:56:48+00:00

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Il contributo unificato per il ricorso al Capo dello Stato non compete!
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Dalla fine dello scorso anno alcuni Ministeri, a seguito di una grossolana interpretazione del dispositivo che ha introdotto variazioni agli importi del contributo unificato per i processi amministrativi, penali, civili e tributari, hanno inteso richiedere, al proprio personale dipendente, un contributo unificato di 600,00 euro per la presentazione del ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso ad atti di negazione dell’esercizio dei propri diritti.
E’ allora necessario definire, al fine di comprendere in quale errore valutativo sono incorsi detti Dicasteri nel voler imporre un CU di 600,00 per il rimedio extra-ordinem definito dal DPR 1199/1971, qual è la natura extra-giudiziale del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e quale quella tributaria del contributo unificato previsto dal T.U. n. 115 del 2002.
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è regolato dal DPR 1199 del 24.11.1971 e previsto all’art. 8 del Capo III. Esso è un rimedio extra-ordinem e alternativo a quello giurisdizionale, secondo cui, qualora si presenta ricorso all’uno, è esclusa la possibilità di presentarlo nell’altra sede.
Ancora recentemente, in virtù del principio di Electa una via non datur re cursus ad alteram si è espresso il Consiglio di Stato secondo cui la proposizione di un ricorso al Tar, avverso gli stessi provvedimenti, in seguito impugnati con ricorso straordinario, rende quest’ultimo inammissibile per violazione del principio di alternatività. (Consiglio Stato, Sez. I, n. 01220/2012 del 12.03.2012) . Ma oltre al principio di alternatività rispetto al ricorso giurisdizionale, il ricorso straordinario al PdR, non ha rispetto a quello, le caratteristiche della giurisdizione, quale la terziarità, l’indipendenza, la collegialità e l’appellabilità, ma soprattutto quelle di carattere onerose e processuali proprie del contenzioso giurisdizionale che giustificano, invece, il versamento di un CU. Infatti, esso è solo un rimedio all’interno di un processo di “Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi”. Questa sua natura extra-ordinem è stata più volte ribadita anche e soprattutto dalla Corte Costituzionale, peraltro ancora con la sentenza nr. 254 del 21 luglio 2004, evidenziando un orientamento riduttivo della effettività del rimedio di tutela e richiamando più volte le conclusioni cui erano giunte le Sezioni Unite della Cassazione sulla inammissibilità del giudizio di ottemperanza (interpretando le disposizioni del d.lg. n. 1119 del 1971 sulla base della legge delega 775 del 1970, che non aveva conferito una delega al Governo per la disciplina dell’istituto) riaffermando così la natura extra-ordinem del ricorso.
L’unico punto di contatto tra i due istituti (quello estra-ordinem e quello giurisdizionale) avviene soltanto in caso di trasposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ad opera di terzi davanti al TAR, ai sensi rispettivamente dell’art. 10 (Opposizione dei contro interessati) del DPR 1199/71 e dell’art. 48 (Giudizio conseguente alla trasposizione del ricorso straordinario) del CPA, a cui fa proprio riferimento l’art. 37 c. 6, lettera s del decreto legge 6 luglio 2011 nr. 98 e della cui errata interpretazione fanno vexata questio i predetti Dicasteri. Per inciso, nel caso di trasposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in sede giurisdizionale l’attuale contributo unificato previsto appunto dall’art. 37 c. 6, lettera s del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 sarebbe a carico del ricorrente, che si identifica non in colui che ha a suo tempo presentato il ricorso straordinario, bensì nel contro interessato opponente!
Per quanto attiene la natura speciale del contributo unificato occorre riferirsi necessariamente a quanto previsto dal Testo Unico in materia di spese di giustizia, approvato con DPR 115/2002, che determina, in maniera incontrovertibile, l’ambito applicativo dello stesso e l’oggetto della propria disciplina (art. 1 Oggetto, 1. Le norme del presente testo unico disciplinano le voci e le procedure di spesa dei processi;). Ancora, subito dopo, lo stesso testo unico chiarisce a quali ordinamenti e solo ordinamenti, si applica il TU e precisamente al processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario, escludendo cosi’ tutti gli altri tipi e atipici rimedi di natura extra-ordinem (art. 2 Ambito di applicazione, 1. Le norme del presente testo unico si applicano al processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario, con l’eccezione di quelle espressamente riferite dal presente testo unico ad uno o più degli stessi processi; 2. Le spese del processo amministrativo, contabile e tributario sono, inoltre, regolate dalle norme speciali della parte VIII del presente testo unico.). Ma è all’art. 3 c.1 che il TU chiarisce in modo palese che cosa s’intende, ai fini dell’applicazione del CU, per processo (art. 3 Definizioni, 1. Ai fini del presente testo unico, se non diversamente ed espressamente indicato: o) “processo” è qualunque procedimento contenzioso o non contenzioso di natura giurisdizionale).
In ordine a quanto evidenziato dal combinato delle due normative in oggetto, poiché il ricorso straordinario al Capo dello Stato non riveste un’autonoma natura giurisdizionale ma soltanto quella di rimedio semplificativo, differenza più volte confermata dalla stessa Corte Costituzionale e peraltro riconosciuta proprio dal Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa in occasione di un parere richiesto dal M.I. e non presentando, per i motivi di snellezza connaturata al provvedimento di cui al DPR 1199/71, i caratteri ed i presupposti di un processo di tutela giurisdizionale, secondo i canoni della terziarità, indipendenza e giusto processo, risulta del tutto ovvio che esso è del tutto svincolato dal vero e proprio giurisdizionale processo amministrativo regolato dal decreto legislativo il n. 104 del 02 luglio 2010. Il quale richiama il ricorso straordinario al Capo dello Stato solo in occasione dell’art. 48 e cioè di trasposizione del ricorso extra-ordinem in ricorso giurisdizionale avanti al TAR e eventualmente, in sede appellante, al Consiglio di Stato. Si desume quindi che, poiché il ricorso straordinario al Capo dello Stato non presenta caratteri minimamente avvicinabili a quelli ordinamentali, che invece, per la loro tipicità e complessità, giustificano quelle spese ripetibili e non ripetibili previste all’art. 5 del succitato TU, non possono essere intese queste all’interno di un imposizione, peraltro non prevista letteralmente dal dispositivo di cui all’art. 13 c. 6 bis dello stesso TU, mentre lo sono espressamente previste per i ricorsi giurisdizionali (espressamente citati) avanti alle rispettive sedi, Civile, Penale, Amministrativa e Tributaria. Infatti, secondo un’interpretazione letterale della norma, l’art. 13 c. 6 bis del TU: “Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi” e la discendente lett. (e) “in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della repubblica, nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600.” Ed essendo assodato che il ricorso ricorso straordinario al PdR (come anche il propedeutico ricorso gerarchico) non viene presentato avanti al Tar o al Consiglio di Stato, perchè proprio di un procedimento extra-ordinem, è ovvio che il riferimento allo stesso è funzionale solo al caso della trasposizione e per cui, solo allora, non il ricorrente, ma il terzo controinteressato al ricorso al Capo dello Stato, avuta autorizzazione dalla Sezione Plenaria del Tar adito, lo incardina, non più come ricorso straordinario al PdR, ma come ricorso vero è proprio giurisdizionale, avanti alla Segreteria del Tar, pagando lui e non il ricorrente, il CU. Ma vi è altro nella semplice lettura della lett. (e) del dispositivo e cioè che è previsto quel CU di euro 600 solo nei casi ammessi, e non in toto, dalla normativa vigente, escludendo in modo incontrovertibile una genericità applicabile eventualmente a tutto l’istituto del ricorso straordinario al PdR!
L’unico caso al momento chiaro e legislativamente giustificato è solo quello previsto dal combinato disposto dell’art. 10 del DPR 1199/71 e 48 del decreto legislativo il n. 104 del 02 luglio 2010. Insistere sull’attribuzione di un onere del genere, su uno strumento di carattere straordinario e non ordinamentale, violerebbe, non solo dei principi di diritto e soprattutto di norme di carattere costituzionale, ma si violerebbe e si interpreterebbe falsamente una norma, costruita, invece, esattamente e giuridicamente dal legislatore e finalizzata ad indicare come ricorso straordinario al Capo dello Stato, all’interno delle spese di giustizia per i ricorsi presentati avanti ai TAR ed al CdS, solo quello presupposto dall’istituto della trasposizione. Diversamente non potrebbe intendersi, altrimenti, difformemente da quello che è lo spirito della legge e della volontà del legislatore, in applicazione del dettato dei commi anzidetti, a parità di ricorso, presentato per motivi di pubblico impiego (ricorso alla documentazione caratteristica, sanzione disciplinare etc.) al Tar e per cui necessita giustamente del pagamento del CU pari a 103,00 Euro (ai sensi dei commi 3 e 6 bis lett. b), e lo stesso, presentato come ricorso straordinario al Capo dello Stato, per cui non necessita il CU, ma si vuole erroneamente rappresentare invece che ne occorrono 600,00 di Euro, si paleserebbe una contraddizione sperequativa da impugnare nelle opportune sedi! Cioè, paradossalmente, costerebbe, nel caso del dipendente pubblico, meno impugnare davanti al TAR, opposizione che legittimamente prevede una necessità di pagamento di spese in quanto piena giurisdizione, rispetto davanti al Capo dello Stato, che non presenta, invece, alcun tipo di giurisdizionalità. Peraltro il ricorso straordinario è sprovvisto di ogni onere appunto perché rispetto al ricorso giurisdizionale non prevede alcuna iscrizione a ruolo, spese di cancelleria, segreteria etc. risultando così del tutto logico, in rispetto dei principi di equità e giustizia, che il CU dei 600,00 Euro, a questo punto, è solo da attribuirsi alla trasposizione e non anche ad un improbabile e improcedibile presentazione dello stesso come strumento extra-ordinem davanti al TAR!
Si richiama, infine, la recentissima sentenza della Suprema Corte Sez. del Lavoro del 26 gennaio 2012 n. 1111 secondo cui la norma giuridica deve essere interpretata, prima di ogni cosa, dal punto di vista letterale, non potendo attribuirsi altro senso se non quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse all’interno, dunque, dello stesso articolo 13 c. 6 bis: “per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato” e alla sua lettera (e) “in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, nei casi ammessi dalla normativa”. Ove non fosse sufficiente, in ragione di tale chiara univocità letterale della disposizione, si ricorda altresì che, in applicazione del brocardo “in claris non fit interpretatio” codificato dall’art. 12 delle Disposizioni preliminari al Codice civile, è stato costantemente affermato che: “A norma dell’art. 12 delle preleggi, nell’interpretazione delle norme giuridiche si può procedere alla ricerca della effettiva mens legis, sul presupposto che il legislatore abbia inteso sancire una norma diversa da quella che e` resa manifesta dalla sua dizione letterale, solo nel caso in cui la lettera della legge non sia chiara ed inequivoca” (Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile, Sentenza 20.03.1990, n. 2309 e, nello stesso senso, Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile, Sentenza 26.09.1988, n. 5247).
In buona sostanza se il legislatore avesse voluto intendere ex-novo l’imposizione tributaria su un rimedio come quello straordinario al PdR avrebbe certamente non dovuto inserirlo all’interno di modifiche apportate al Testo Unico in materia di spese di giustizia, perché il ricorso straordinario al PdR ne risulta completamente estraneo sia sostanzialmente che formalmente, ma invece, correttamente, avrebbe dovuto abrogare l’art. 57 della legge 342 del 21 novembre 2001 (Soppressione della tassa sui ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica. 1. Le tasse per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, per il ricorso principale e per la domanda incidentale di sospensione al Consiglio di Stato di cui all’articolo 7, primo e terzo comma, della legge 21 dicembre 1950, n.1018, sono soppresse.). Abrogazione non avvenuta a mente del D.L. 98/2011, rafforzando così la convinzione che si deve intendere operante una sempre maggior distinzione tra trasposizione e ricorso straordinario al Capo dello Stato e tra rimedio e ordinamento.
In osservanza dei principi del sistema tributario e degli art. 3, 23, 53 e 97 della Costituzione e dell’art. 2 c. 1 della legge n. 212 del 27 luglio 2000, se il legislatore avesse inteso introdurre, ma così non è stato, un CU per il ricorso straordinario al PdR, ne avrebbe necessariamente fatto riferimento nel titolo dell’oggetto, nelle partizioni della rubrica e nei singoli articoli. A maggior ragione avrebbe dovuto indicare preliminarmente anche l’abrogazione dell’art. 57 della legge 342/2001 ed invece non si trova tutto questo, sia nella rubrica del decreto n. 98/2011, né nel titolo dell’oggetto interessato, né in altro separato articolato del decreto. Perciò l’art. 37, che dà disposizioni per l’efficienza del sistema giurisdizionale, deve in definitiva essere recepito per quello che è nella sua natura impositiva e dell’ambito di applicazione del CU nel processo civile, amministrativo e tributario, come recita semplicemente e doverosamente la rubrica del titolo I della parte II e il comma 6 dell’art. 37: “Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese giustizia, di cui al DPR 30 maggio 2002, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la rubrica del titolo I della parte II è sostituito dalla seguente: “Contributo unificato nel processo civile, amministrativo e tributario“.
Ma ove ci fossero ancora dubbi interviene direttamente l’Agenzia dell’Entrate che chiarisce, nel suo sito istituzionale, la natura propria del Contributo Unificato!
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Antonio 14 marzo 2018 at 15:28
Salve, rilevo l’ultimo post datato 2013…
essendo in procinto di presentare il mio primo ricorso al PdR vorrei sapere se nel frattempo vi sono state novità in merito alla debenza o meno del C.U.
Giuseppina 13 giugno 2016 at 12:23
Buongiorno dott. Cataldi,
le scrivo per porre il mio problema.
Ho presentato un ricorso al Presidente della Repubblica nel 2013 per chiedere la revisione del punteggio assegnatomi per un concorso interno di passaggio fra le Aree come Funzionario Amministrativo nei ruoli del personale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Nel 2016 è arrivata la comunicazione di “dichiarazione di inammissibilità del ricorso” ed in seguito la richiesta del contributo unificato di € 650 a norma del DPR 115/2002.
Vorrei solo sapere se devo pagare questo contributo o c’è l’esenzione in base al reddito personale?
Ho fatto delle richerche ma non sono riuscita a capire molto.
Spero che la sua risposta sia più esauriente.
Cordiali saluti Giuseppina
mario 28 febbraio 2015 at 12:42
In poche parole , si deve pagare o no. Basta indicarci la norma a cui fare riferimento.
Saluti Mario Ricciardi
marco 27 ottobre 2014 at 15:42
vorrei presentare ricorso per cercare di fare annullare un concorso non ancora concluso.Lo scopo non è essere ammesso agli orali, ma come scritto sopra farlo annullare dato che a mio parere ci sarebbero parecchi vizi di forma. Considerato il mio obiettivo vorrei optare ad un ricorso al capo dello stato visti i costi inferiori rispetto al TAR.
Cosa mi consiglia ?Quali sono le possibilità di avere ragione?
Tenga conto che è una battaglia che condurrei da solo per cercare di far valere la meritocrazia e cercare di scardinare questo sistema di raccomandati/incapaci.
Giuseppe 16 ottobre 2014 at 07:22
ho avviato un ricorso al capo dello stato, per questioni legate ad un concorso interno, nella P. di S., ho versato su richiesta del Ministero 650 euro di Contributo unificato, vorrei sapere, se tale contributo era dovuto e se si poteva avere diritto a delle agevolazioni fiscali legate al reddito.
Gaetano 11 agosto 2014 at 15:45
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che scade a steembre c.a .
Devo pagare il famoso Contributo Unificato?
A che vado incontro in caso di mancato pagamento.
Posso comunque presentare il ricorso?
ANIELLO 1 agosto 2014 at 10:44
Ho presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per una sanzione disciplinare da me ritenuta iniqua a febbraio c.a.. Ma l’Amministrazione della Polizia di Stato da cui dipendo, per poter inoltrare tale ricorso mi ha chiesto il contributo di euro 600, alche ho chiesto di rinunciare tutto ciò durante il mese di aprile c.a.. Ma l’Amministrazione mi ha riferito che pure in caso di rinuncia al gravame devo comunque elargire tale somma. Attendo una Vostra risposta al quesito prodotto seppure in sunto. Sicuro di quanto richiesto porgo reverenziali saluti.
rosy 4 luglio 2014 at 10:55
p.s. se anche mi opponessi davanti alla commissione tributaria ad un eventuale rifiuto di rimborso dell’agenzia delle entrate, ho paura che, se perdessi la causa, dovrei pagare le spese legali della controparte…….
rosy 4 luglio 2014 at 10:51
Gentile Dott. Cataldi, la ringrazio per il suo prezioso aiuto.
la mia vicenda, forse, in parte la conosce dalle e-mail scambiate. ho presentato ricorso straordinario contro una graduatoria concorsuale perchè non erano stati valutati i figli a carico (titolo preferenziale che avrebbe cambiato la posizione da idoneo a vincitore). c’ho messo 3 mesi x scrivere il ricorso da sola, ho pagato 650 € + € 50 di notifiche; dopo quasi 60 gg, il comune che ha bandito il concorso e pubblicato la graduatoria ha fatto opposizione e ci ha imposto la trasposizione al tar……decisamente troppo onerose per le nostre tasche…..
possibile che debba finire tutto così? posso almeno provare a chiedere il rimborso del CU all’agenzia delle entrate? e se si, quanto tempo ho?
aspiravo a fare il giudice amministrativo, ma più passa il tempo……e più mi avvilisco……
Roberto 10 maggio 2014 at 15:18
http://it.wikipedia.org/wiki/Ricorso_straordinario_al_Presidente_della_Repubblica
Dott. Carmelo, forse è meglio se apponi qualche correzione.
marino 18 febbraio 2014 at 18:10
Saluti Dott. Carmelo.
Accidenti! è stato veramente convincente.
Carmelo 17 febbraio 2014 at 16:40
Credo che lei si riferisca alla possibilità di avere il patrocinio a carico dello Stato in ordine al pagamento del CU (a mio parere indebito per i motivi fin qui illustrati), perché altrimenti non si capisce a cosa potrebbero essere addebitate spese che in sostanza non esistono proprio perché il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica non è un processo, ma, come lo ha definito “eufemisticamente” qualcuno, un rimedio giustiziale!!
Se poi si vogliono intravedere nelle spese legali, supportate per redigere il ricorso, delle spese processuali da far ricadere nella tutela del patrocinio, credo che potrebbe essere un buon motivo per valutare fino a che punto si spinge la PA nel voler ammettere una giurisdizione che non esiste!
In buona sostanza, a mio personale parere, non si può richiedere il patrocinio a spese dello Stato proprio perché non esiste un processo inteso come gestione giurisdizionale del contenzioso, ma se le va, preventivamente, può provare a richiederlo, con il pericolo che possa sembrare pretestuoso, al Ministero competente a accogliere e istruire il ricorso, ovvero al Consiglio di Stato -Sezione Pareri o in ultima analisi alla Segreteria Amministrativa della Presidenza della Repubblica.
marino 14 febbraio 2014 at 11:46
Non ho trovato da nessuna parte, o forse non ho prestato molta attenzione o forse non è la pagina giusta .
Volendo ricorrere al Presidente della Repubblica avverso ad una ordinanza del comune, si può chiedere il patrocinio a spese dello stato? ovviamente avendo le caratteristiche per farlo, se si come funziona?
Nel nostro caso abbiamo richiesto al TAR di essere ammessi al patrocinio dello stato per opporsi ad una ordinanza del comune (allegando sentenza del Consiglio di Stato che in un caso simile al nostro dava torto all’amministrazione comunale), ma questo inspiegabilmente ha respinto l’ìistanza. Ovviamente i 60 giorni per fare ricorso al TAR nel frattempo sono scaduti, quindi non ci rimane altro che ricorre al Capo Dello Stato.
Grazie per l’attenzione e per il servizio offerto.
Angelo 7 febbraio 2014 at 23:58
Buonasera, quindi facendo seguito ai precedenti quesiti (e alle Sue risposte) siccome lunedi’ 10 febbraio scadrebbe il termine di trenta giorni stabilito con notifica nei miei confronti dalla mia amministrazione ( la G. di F.) secondo cui dovrei pagare il C.U per il ricorso straordinario al P.D.R. presentato nel settembre 2011 che mi sono sempre rifiutato di pagare in quanto secondo me e secondo la legge non previsto, posso ignorare tale notifica/sollecito in cui vengono indicate maggiorazioni dal 30% al 200% qualora ometta il pagamento? devo solo attendere il primo atto dell’Agenzia delle Entrate e fare opposizione davanti alla Commissione Tributaria Provinciale competente? Che valenza ha un sollecito di pagamento dell’ufficio contenzioso del Comando Generale – ufficio contenzioso del personale? Continuo quindi a non intraprendere alcuna azione? grazie
Carmelo 6 febbraio 2014 at 12:36
Ritengo, a mio modestissimo parere, che la strada da percorrere sia quella di attendere il primo atto dell’Agenzia delle Entrate e fare opposizione davanti alla Commissione Tributaria Provinciale competente, attraverso la ritualità oggi prevista che passa proprio dall’Agenzia delle Entrate per una mediazione tributaria e ciò perché gli uffici della controparte (i vari Ministeri interessati) non potranno mai essere assimilati all’Ente impositore (Agenzia delle Entrate) o all’ufficio impositore, legalmente previsto, quale la Segreteria del TAR o CdS o in ambito tributario della Commissione provinciale o regionale, o, in ambito civile, la Segreteria dei Tribunali o Corti di Appello civli!
Non conosco bene la sua vicenda, ma è curioso come il Ministero attribuisce giurisdizione al ricorso per poter giustificare l’imposizione del CU e poi disconosce l’applicazione delle riduzioni o esclusioni previste nell’ambito del processo amministrativo.
Insomma utilizza a uso e consumo pro domo sua quello che ritiene più conveniente a sorreggere la propria indebita pretesa!
Di più, quando si rifà alla trasposizione in sede giurisdizionale (unico caso per cui è prevista la norma in cui si cita il ricorso straordinario al PdR all’interno dell’area in cui si regolarizza il versamento del CU per i ricorsi “presentati davanti ai TAR ed al CdS” e dunque non anche al PdR), a cui ancora l’immodificabilità dell’importo del CU, dimentica che il contributo in quel caso è dovuto proprio perché il ricorso viene presentato davanti al TAR competente ed è soggetto, come ogni altro ricorso giurisdizionale avanti ai TAR o al CdS, all’esimente o alla riduzione prevista dalla normativa tributaria e perfettamente da lei citata nel secondo post.
Peraltro, in caso di trasposizione, e questo la dice lunga sul vero significato della norma utilizzata per voler imporre un CU non previsto, il contributo unificato non lo paga, alla Segreteria del TAR, chi ebbe a presentare l’originario ricorso straordinario al PdR bensì colui che controinteressato ne richiede la trasposizione.
Insomma non regge la giustificazione che, anche laddove fosse previsto, il pagamento del CU per un rimedio come il ricorso straordinario al PdR, secondo me di proposito agganciato alla giurisdizione, come presupposto del dovuto tributo, alla fine non venga ritenuto soggetto alle disposizioni tributarie previste per il normale ricorso giurisdizionale!
Tomas 4 febbraio 2014 at 15:45
Preciso che nel Ricorso Straordinario avevo indicato i motivi d’esenzione nel seguente modo:
Il presente ricorso è esente dal versamento del contributo unificato ai sensi del punto “E.1” di cui alla circolare del Segretariato generale della Giustizia amministrativa, Circolare 18 ottobre 2011.
Ad ogni buon fine, comunque, si attesta ai sensi del D.P.R. 445/2000 che il reddito dello scrivente è inferiore al triplo del moltiplicatore di cui tener conto ai fini del tetto di esenzione (euro 10.628,16) previsto dall’art. 76 del T.U. n. 115 del 2002, elevato al triplo dalla legge di conversione n. 111 del 2011.
Tomas 4 febbraio 2014 at 15:42
Proprio in data odierna ho ricevuto via P.E.C. dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza l’invito al PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO a seguito del Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica da me proposto in data 28.02.2012 avverso la negata autorizzazione a svolgere Prestazioni Occasionali in qualità di Mediatore Civile e Commerciale.
Questo il testo ricevuto:
In relazione al ricorso in oggetto, con ii quale il ricorrente ha dichiarato che “E’ esente dal versamento del cantributo unificato ai sensi del punto “E1” di cui alla circolare del Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa ….”, si rappresenta quanto segue.
Nel richiamare le circolari esplicative (in data 13.9.2011 e 5.12.2011) emanate da questo Ufficio in materia di contributo unificato, cui è assoggettato il ricorso straordinaro al Presidente della Repubblica, si rappresenta che esso è stabilito, fino al 31.12.2012, nella misura fissa di € 600,00 1, né è possibile individuare una disposizione che consenta ]’estensione delle esenzioni e/o rid uzioni previste per i ricorsi giurisdizionali.
Ciò trova conferma indiretta anche nella circolare di “istruzioni sull’applicazione della disciplina in materia di contributo unificato nel processo amministrativo “,emanata dal Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa in data 18 ottobre 2011 (aggiornata al 1° marzo 2012), con particolare 1iferimento alle ipotesi di trasposizione del ricorso straordinario dinanzi al giudice amministrativo ex art. 48 de!codice del processo amministrativo.
Peraltro, anche il Ministero dell ‘Economia e delle Finanze, con parere del 5.11.2012 reso all ‘Ufficio per l ‘amministrazione Generale di questo Dipartimento della Pubblica Sicurezza, interpellato anche relativarnente all ‘estensione o meno al ricorso straordinario delle riduzioni ed esenzioni dal pagamento previste dal d.P.R. 115/2002, ha evidenziato che, “considerata la puntuale e precisa de.finizione delle ipotesi di versamento del contributo unificato per ii ricorso straordinario – e in mancanza di deroghe espresse nell ‘ambito della norma in questione -, pare potersi escludere la possibilita che ii contributo possa essere assolto in una diversa misura rispetto a quella stabilita dalla norma “.
Qualora dovessero intervenire disposizioni di diverso avviso, non si manchera di darne comunicazione per ogni opportuna iniziativa.
Si soggiunge, infine, che ii versamento del c.u. puo essere effettuato utilizzando l’apposito bollettino di conto corrente postale nr. 57152043, intestato alla “Sezione di tesoreria provinciale di Viterbo”, ovvero mediante acquisto presso le rivendite di generi di monopolio e di valmi bollati della marca da bollo da € 600 a ti tolo di contributo unificato, o ancora, mediante ii modello F23 (non disponibile presso questo Ufficio), repe1ibile presso gli lstituti di credito appositamente autorizzati.
Si resta in attesa dell’attestazione dell ‘avvenuto pagamento.
“P. Il Direttore dell’ Ufficio…..Firma
Se nella sentenza nulla è stato stabilito sul pagamento del C.U. e nessuna richiesta mi è pervenuta dal Ministero della Giustizia….come mai è il Ministero dell’Interno a chiedermi di pagare il C.U.?
Potrebbe essere una sorta di “ripicca” dell’Amministrazione che vuole farmela pagare in qualche modo?
Quali sono i rimedi che potrei intraprendere a questa (a mio modesto avviso) esosa ed irrituale richiesta?
Carmelo 3 febbraio 2014 at 12:33
Se siete nei tempi dall’emissione (o notifica) del provvedimento potete autonomamente presentare ricorso straordinario al PdR.
A mio personale parere non esistono i presupposti di fatto e diritto per versare il CU come ampiamente spiegato nell’articolo.
In caso di soccombenza, nel ricorso straordinario non si da luogo a spese proprio perché l’istituto non riveste carattere giurisdizionale, diversamente da quello proposto legittimamente davanti al TAR ed al CdS.
Tanto è vero che non si “costituisce” (se così sposiamo definire la rappresentanza della controparte – il competente Ministero – con la propria relazione) l’Avvocatura dello Stato ma il Ministero stesso presso cui, paradossalmente, può anche essere depositato il ricorso per l’istruzione dello stesso!
Io vi consigliere, anche se dal 1° gennaio occorrerà pagare singolarmente il CU per ogni domanda presentata in uno stesso ricorso o ricorso con più soggetti con domande diverse, di esperire un litisconsorzio facoltativo accodandovi al ricorso già presentato davanti al TAR (sempre se siete ancora nei termini per farlo).
Eugenio 1 febbraio 2014 at 14:50
Buongiorno, dei miei vicini hanno fatto opposizione al TAR per un ordinanza del sindaco sulla modifica della viabilità. Ora io ed altri, diversi, eccendo ancora entro i termini di legge, vorremmo fare ricorso al presidente della Repubblica contro la stessa ordinanza.
Chiedo conferma se non siamo tenuti al pagamento del CU e in caso di soccombenza se siamo tenuti al pagamento delle spese legali della controparte e del CU.
Serena 24 gennaio 2014 at 14:47
Gentile Dott.Carmelo,
provo a rispondere io, secondo la mia interpretazione, ai suoi quesiti. Trattandosi (nel mio caso) come materia del contendere una questione ‘abitativa’ (contributo in conto affitto), il Ministero deputato nella decisione finale POTREBBE essere effettivamente il Ministero Infrastrutture sezione politiche abitative come indicato in calce in ambedue allegati alla lettera di risposta a me della Comunità (uno era la ‘fantomatica’ lettera di richiesta di regolazzazione pagamento entro un mese -mai ricevuta-). La seconda lettera, indirizzata in questo caso solo alla Comunità, oltre a far presente che la ricorrente (cioè io) non aveva provveduto al pagamento del CU nonostante il sollecito (ripeto: mai ricevuto) ribadiva alla Comunità stessa di procedere alla riscossione coattiva di quanto dovuto ai sensi di legge ( Ministeriale n.3-14460 del 5 novembre 201 Mef) dandone tempestiva conoscenza allo scrivente ufficio (testuali). Ovviamente la Comunità mi ha allegato tale lettera oltre all’altra per rafforzare e per giustificare la loro richiesta.
Ma quello che io non ho mai scritto in questa sede è che la Comunità, dopo che ho mosso mari e monti è tornata sui suoi passi (contestualmente al mio ricorso al Capo dello Stato), concedendomi il contributo che irregolarmente mi era stato tolto. Ma il paradosso è che tale contributo, in totale, è stato all’incirca di 500 euro, e mi pare assurdo a questo punto dover pagare un CU addirittura superiore a quanto da me spettante in termini appunto di contributo.
In ogni caso io ho risposto al Ministero Infrastrutture, comunicando non solo di non aver mai ricevuto l’intimazione di pagamento e che la firma apposta sulla ricevuta di ritorno non era di certo la mia firma, sostenendo le motivazioni per le quali secondo me e secondo giurisprudenza il CU non va pagato, e che EVENTUALMENTE spetterebbe alla parte soccombente, qualora il Capo dello Stato lo indicasse nella sentenza, allegando inoltre tutte le motivazioni contenute nell’articolo di cui sopra.
Carmelo 22 gennaio 2014 at 15:18
E’ corretto scrivere al Ministero ed è sua facoltà.
Quello che lascia stupiti è il rimpallo della potestà sull’attribuzione dell’indebito (che peraltro non compete a nessuno dei due Enti ma soltanto, laddove fosse previsto effettivamente il CU, alla Segreteria Amministrativa della Presidenza della Repubblica ed all’Agenzia dell’Entrate), nel senso, perchè la Comunità si arroga tale potere se era stato il Ministero a farlo per prima?
Comunque, dato che le risulta, contesti la prima notifica, e inoltri le sue motivazioni sull’indebito e richiesto CU al Ministero e per conoscenza alla Comunità di Valle.
SERENA 21 gennaio 2014 at 14:41
Gentilissimo Dott.Angelo,
nel ringraziarla per l’aiuto solerte che riserva a coloro che Le scrivono vorrei aggiornarla su quanto è successo.
Come da suo consiglio ho scritto alla Comunità, allegando le obiezioni contenute nell’articolo. Ora la stessa Comunità mi risponde allegando una fantomatica raccomandata con ricevuta di ritorno che porta una mia firma apocrifa con la quale il Ministero Infrastrutture e Trasporti mi chiedeva in luglio 2013 il pagamento del C.U. entro un mese dal ricevimento, sostendendo altresì (la Comunità) che tali obiezioni avrei dovuto farle proprio in risposta alla richiesta da parte del Ministero.
Ora io vorrei scrivere al Ministero dichiarando comunque di non aver mai ricevuto la raccomandata e che la firma non corrisponde alla mia (è scritto il mio nome in maiuscolo!!!!!!!!) allegando inoltre la mia lettera alla Comunità contenente le mie obiezioni scritte 15 gg fà sostenendo che il C.U. non va pagato.
Le domando: secondo Lei è corretto? Inoltre: possono intimarmi il pagamento ed in che modo eventualmente? E in quel caso cosa posso fare per evitarlo?
Grazie infinite ancora e saluti
Carmelo 15 gennaio 2014 at 10:41
Innanzitutto il titolo che sanziona il pagamento del CU a carico della parte soccombente e il D.P.R. 30.05.2011 art. 13 c. 6 bis.1, che così recita: Gli importi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 6-bis sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell’ articolo 136 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nel ricorso. L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della sentenza. Ai fini del presente comma, per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove. (Introdotto dall’art. 2, comma 35-bis, lett. e), D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 settembre 2011, n. 148.).
Di poi, lei al momento non può giuridicamente fare alcunchè a tutela giurisdizionale dalle pretese imposizioni, in quanto questi sono atti endoprocedimentali il cui valore processuale al momento è pari a zero, nel senso che non può ricorrere nemmeno davanti alla Commissione Tributaria competente che li considererebbe qualsiasi ricorso improcedibile perchè avverso un atto non è definitivo.
Ciò nel senso che tutto quello che le si prospetta è illegittimo in quanto l’Ente impositore che può emettere un atto impositivo fiscale o tributario e opponibile, nel caso di specie, è soltanto l’Agenzia delle Entrate e non la “controparte”!
Ha comunque uno spazio di manovra per sottolineare, anche a tutela della controparte, questi profili di illegittimità e le motivazioni che legittimamente, secondo lei e secondo anche il diritto, le consentono di non ottemperare all’indebito pagamento di un CU che la legge stessa ha previsto solo ed esclusivamente nella giurisdizione amministrativa per i ricorsi presentati (ripeto presentati ovvero depositati, sia in senso formale che sostanziale) davanti ai TAR ed al Consiglio di Stato e non al Presidente della Repubblica!
P.S. A dimostrazione della effettività di quanto il D.P.R. 30.05.2011 art. 13 c. 6 bis.1 le consiglio di leggersi la sentenza del Tar Basilicata 105/20136 di cui le allego il link http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Potenza/Sezione%201/2012/201200296/Provvedimenti/201300105_01.XML
angelo 14 gennaio 2014 at 22:22
C.U. Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica – ulteriori chiarimenti –
Quindi devo ignorare l’invito alla “regolarizzazione del C.U pervenuto dal Comando Generale dell G. di F: che mi è stato notificato in data 10 gennaio 2014 nel quale viene ribadito che in caso di mancato pagamento sara’ promossa la riscossione coattiva mediante iscrizione a ruolo? Inoltre viene indicato il termine di un mese oltre il quale se non effettuero’ il pagamento saranno applicate sanzioni pecuniarie e interessi che vanno dal 33% al 200% in piu’ dell’importo dovuto.
Io a suo tempo gia scrissi al Comando generale specificando le motivazioni per cui non procedevo al versamento del C.U. . Faccio presente che chi mi intima il pagamento è la controparte. Il mio ricorso era stato presentato per l’annullamento degli atti di un procedimento disciplinare illegittimo.
Mi puo’ indicare qual è l’articolo introdotto nel 2012 che stabilisce che le spese e quindi il C.U spetta alla parte soccombente? Io posso solo ribadire, riscrivendo al comande generale, che il contributo non spetta, ma mi scusi se le posso sembrare ripetitivo, tecnicamente per tutelarmi e per far si che venga applicata la Legge e per non subire questa estorsione, cos’altro posso fare, che azioni posso intraprendere, oltre a produrre una istanza in cui ribadisco che il pagamento non mi spetta ma che per la mia amministrazione purtroppo non sembra avere valore? Cordialmente La saluto.
Carmelo 13 gennaio 2014 at 20:01
Per Andrea, vorrei aiutarla ma da quanto da lei scritto si evince poco, dovrebbe essere più chiaro o eventualmente sinteticamente dovrebbe formulare un quesito.
Carmelo 11 gennaio 2014 at 13:35
Concordo pienamente con il suo modo di agire.
Le consiglierei di diffidare l’amministrazione da ogni ulteriore azione disciplinare rappresentando che in ogni caso lei sta esercitando un suo diritto, quello alla difesa, prevista in linea generale e cogente dall’art. 24 della Costituzione, e per cui, in ossequio anche al principio “qui iure suo utitur, neminem laedit,” ai sensi dell’art. 1466 del C.O.M. (DL 15/03/2010, n. 66) Limitazioni all’applicabilità di sanzioni disciplinari
1. L’esercizio di un diritto ai sensi del presente codice e del regolamento esclude l’applicabilità di sanzioni disciplinari, non gli è possibile costringerla a pagare quello che lei ritiene un indebito.
Nel codice penale vi è una fattispecie che inquadra perfettamente una simile situazione all’art. 629 l’ “Estorsione” o nell’ipotesi più benevola un “Uso arbitrario delle proprie ragioni”!
Praticamente la possono punire se lei si oppone ad un p.v. dei VV UU che le contestano una infrazione su presupposti erronei di legittimità, o l’Agenzia delle Entrate le notifica una “cartella pazza” e non ottempera all’oblazione o al pagamento entro entro i termini impostigli?
Peraltro da 2012 con l’entrata in vigore della modifica che impone l’attribuzione del C.U. alla parte soccombente, anche in caso di compensazione delle spese, se vuole gli può far presente di attendere l’esito del ricorso e solo nel caso che sia soccombente valuterà se pagare o meno il C.U., sempre che il Presidente della Repubblica nel decreto glielo indichi!!!!!!
Rimango a sua disposizione per ogni ulteriore dubbio.
Andrea 11 gennaio 2014 at 13:28
Gentilissimi Avvocati, sono un sottufficiale del comparto Difesa. Ho presentato ricorso gerarchico per l’annullamento di una scheda valutativa e di alcuni atti amministrativi da me ritenuti illegittimi, presi a motivazione della stessa. Sono stati emessi 2 Decreti, il primo dei quali ha annullato la scheda per motivi differenti rispetto a quelli da me rappresentati. Nel secondo Decreto, che fa riferimento al primo decreto limitatamente a “tenuto conto che in sede di verifica la sopracitata scheda valutativa è stata annullata”, senza menzionare numero e data del primo decreto, ma riportando solo parte delle motivazioni richieste (ed esplicitamente solo le parti in cui risaltano i comportamenti negativi evidenziati dal compilatore, e non quelli per cui si è ritenuto che il compilatore agisse in maniera illegittima [visti gli atti del ricorso]), invece, viene pronunciata la “cessazione della materia del contendere” in seguito all’annullamento d’ufficio avvenuto con il primo decreto.
Non ritenendomi soddisfatto, chiedo un suo parere in merito all’opportunità o meno di affrontare un ricorso straordinario al PDR per la risultante “improcedibilità” del ricorso gerarchico presentato, poichè nelle decretazioni mi viene richiesto il pagamento del CU di 650€ (lettera firmata da un superiore, come militare rischio un procedimento disciplinare per il solo fatto di non attenermi ad una disposizione).
angelo 10 gennaio 2014 at 14:12
Buongiorno, sono un appartenente alla Guardia di Finanza, in data 19 settembre 2011, a seguito di sanzione disciplinare, ho presentato un ricorso straordianrio al P.d.R. contro l’amministrazione di appartenenza. Dopo un anno mi è stato intimato dall’ufficio cointenzioso dell Guardia di finanza di versare il contributo unificato di 600 euro introdotto da una legge entrata in vigore pochi mesi prima e cioè il 15luglio 2011. Io non ho effetuato il pagamento di tale contributo presentando una istanza in data 8 settembre 2012 in cui precisavo che il mancato pagamernto dell’onere fiscale non era dovuto a rifiuto o ad ignoranza della norma bensi’ ad una diligente applicazione delle norme elencando le motivazioni giuridiche. In data 10 gennaio 2014 n mi è stato notificato dall’ufficio contenzioso della G. di F. – comando Generale – nuovo “invito” alla regolarizzazione del C.U, ho letto il suo articolo, mi sono letto le norme, anxhe io sonop sicuro che non sono tenuto al pagamento di tale onere, i miei superiori gerarchici e l’ufficio contenzioso del comamndo Generale continuano ad intimarmi il pagamento minacciandomi di sanzioni e maggiorazioni che vanno dal 33% fino al 200% dell’importo dovuto.
A questo punto, cosa devo fare tecnicamente per difendermi da questa autentica vessazione ?
Carmelo 2 gennaio 2014 at 21:03
Bisogna precisare che in ogni caso l’ente impositivo non è la Comunità di Valle, ma l’Agenzia delle Entrate competente per territorio.
La Comunità può solo sollecitare il pagamento (ed eventualmente segnalarne l’omesso pagamento), ma non imporlo, anche perchè, fin tanto che la decisione non è definita, un eventuale C.U. (ma non è questo il caso) può essere posto a debito, in attesa che con la soccombenza il “Giudice” attribuisca anche le spese per il CU.
Ma tutto ciò non riguarda il ricorso straordinario al Capo dello Stato perchè, come ho spiegato nell’originario articolo, e ancor di più oggi, per le chiare motivazioni di diritto, il CU non spetta.
Le consiglio di utilizzare le argomentazioni poste nell’articolo per rispondere alla Comunità di Valle, facendo presente che non è in ogni caso legittimata a richiedere o imporre il C.U., a maggior ragione, se non erro, che nel caso di specie si tratta della sua controparte!
Serena 27 dicembre 2013 at 13:14
Buongiorno Dott. Carmelo,
all’inizio del 2013 ho fatto ricorso al PdR contro una decisione presa dalla locale Comunità di Valle, avendo l’appoggio da parte della Provincia nella quale risiedo.
Non ho pagato il CU.
Ora mi arriva una raccomandata da parte della locale Comunità dove mi chiede in via coattiva la riscossione del suddetto contributo unificato.
In questo caso è dovuto?
Se non è dovuto a chi devo fare ricorso per evitarne il pagamento e la successiva richiesta di rimborso?
Carmelo 7 novembre 2013 at 18:54
Per Assunta,
Buonasera tenga presente che entro il 26 novembre (scadono i 60 gg. perentori) deve depositare/notificare il ricorso/reclamo all’Agenzia delle Entrate secondo il modello di cui allego alcuni link.
http://sardegna.agenziaentrate.it/sites/sardegna/files/public/News/Comunicati%20stampa%202012/Fac-simile_ricorso_.pdf
http://www.dirittofiscale.com/2012/05/modello-istanza-di-mediazione.html
Dopo segua tutte le previsioni previste e attenta ai termini di perenzione per il deposito presso la Commissione Tributaria in caso di rigetto, come specificato nei link che le allego.
http://denaro.it/blog/2012/04/04/mediazione-tributaria-vademecum-operativo/
http://www.grusso.it/Documentazione/mediazione%20tributaria%20(CIRC_AGEN_9E_2012).pdf
Stia molto attenta a tutte le formalità perché la CTP, una volta rigettata la mediazione da parte dell’A.E. dichiara inammissibile il ricorso anche perché soltanto non è stata allegato l’originale della Racc A/R!
Assunta 26 ottobre 2013 at 08:53
Gent.mo Dott. Carmelo,
ho letto il suo post. Sono in attesa di ulteriore risposta dall’A.E., atteso che ho nuovamente evidenziato che il ricorso al Presidente della Repubblica è extra-ordinem e pertanto non trattandosi di ricorso giudiziario sono loro competenti a decidere in materia.
Qualora mi dovessero rispondere “a picchie”, potrebbe indicarmi la procedura esatta per avanzare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale? Il numero di copie? Va notificato anche all’A.E.?
Potrebbe inviarmi il tutto sulla mia e-mail inserita nei campi obbligatori.
Carmelo 18 ottobre 2013 at 18:07
La risposta dell’Agenzia delle Entrate è paradossale.
La cosa positiva è che hanno riconosciuto implicitamente che il CU non andava versato, quella meno piacevole è che l’hanno rinviata ad un “ufficio giudiziario” che non esiste perchè nel ricorso straordinario al PdR non essendovi giurisdizione non esiste alcun ufficio giudiziario che può provvedere.
Si potrebbe tentare di richiedere la restituzione al Ministero a cui è stato presentato il ricorso, ma questo non ha capacità tributaria, nel senso che non ha competenza funzionale in materia.
Pertanto chi dovrebbe effettivamente restituire il CU versato, su indicazione della controparte (il Ministero), è soltanto ed esclusivamente l’Agenzia delle Entrate competente per territorio.
Può provare ad insistere, ma ho paura che dalla risposta datale non hanno una simile intenzione e per cui dovrà ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale.
Nulla vieta però che attraverso l’attivazione della mediazione tributaria possano ripensarci e prima dello scadere dei 90 giorni le restituiscano l’importo del CU.
Ultima chance, chieda un colloquio con il Direttore dell’Agenzia competente e le spieghi per bene la vicenda, può essere che lo stesso abbia capacità dispositive diverse dal semplice impiegato e una volta convinto possa disporre la restituzione.
Assunta 29 settembre 2013 at 09:46
Dott. Cataldi,
il 24 giugno u.s. sulla scorta delle Sue indicazioni ho inviato lettera raccomandata all’Agenzia dell Entrate competente per territori, evidenziando che il rimborso è di pertinenza esclusiva dell’AA.EE., richiamando le sentenze della Cass. Civ. e della Corte Cost..
Nella stessa missiva riportavo testualmente il contenuto dell’art. 13 del T.U. in materia di spese di giustizia, atteso che in quell’articolo si parla di “sentenza” e non di “decreto”.
Con lettera del 27 settembre u.s., l’Agenzia delle Entrate ha risposto: “Si comunica che l’istanza di rimborso per il contributo unificto presentata a questo ufficio deve essere prodotta all’Ufficio giudiziario competente (cricolare 22 del Min. Economia e Finanze del 26/10/2007)”.
luigi 29 luglio 2013 at 19:11
Scusate, l’art.37 comma6-bis lett.e) recita: “in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti E per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto e’ di euro 600.”
Nella lingua italiana la congiunzione “e” implica contemporaneità e quindi le due condizioni devono verificarsi contemporaneamente.
L’interpretazione che viene data è quella in cui al posto della “e” viene messa una “o”: in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti O per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto e’ di euro 600.”. In quest’ultimo caso non ci sarebbe stata ombra di dubbio che il CU dovuto è di 600 euro per ricorsi al PdR.
Ma la lingua italiana è sempre un’opinione, vedo.
Carmelo 22 luglio 2013 at 22:19
inanzitutto debbo segnalarti che chi ti ha invitato a pagare i 600,00 euro è poco informato perchè già dallo scorso anno sono diventati 650,00.
Per quanto riguarda l’agenzia delle entrate potrebbe essere che sollecitata dall’ente preposto possa fare un invito al pagamento, ma dovrebbero attendere anche l’esito del procedimento perchè, sempre dallo scorso anno, il CU è addebitabile con la soccombenza, ovvero lo dovrebbe pagare chi perde il ricorso (quindi anche l’amministrazione a cui ti opponi con il ricorso).
Per la trascrizione a matricola, da quello che mi sembra di aver letto, mi sembra un’enormità, in quanto occorre in ogni caso che il provvedimento diventa definitivo (dopo i 121 gg. se non presenti ricorso, ovvero all’esito del ricorso straordinario al PdR)!
marco 18 luglio 2013 at 04:49
Gentilissimo Dott. Carmelo Cataldi …
Ho letto con interesse il suo articolo, ma sembra che la nostra cara burocrazia italiana fa, come di consueto, orecchie da mercante. Ho da poco avuto respinto un ricorso gerarchico, al termine delle inappropriate motivazioni riguardanti il rigetto, vi sono elencate le modalità per presentare l’ennesimo ricorso, tra le quali oltre il solito TAR, dal mio punto di vista eccessivamente dispendioso, lo straordinario al P.d.R. con ben evidenziato in Nota Bene: questa opzione è assoggettata al pagamento di contributo unificato di euro 600. Presentando il tutto tramite lettera raccomandata, non vorrei che mi arrivasse la classica “letterina” dell’agenzia delle entrate o chi per loro vantante l’ammanco dei 600 famosi euro come cita l’alticolo postato da Gianni??
Tra l’altro nonostante mi trovi ancora palesemente nei 120 gg, l’atto in questione è già finito nella mia matricola senza neanche attendere la fine dei termini di opposizione.
Carmelo 15 giugno 2013 at 15:37
Per Assunta e Gianni.
Partendo dal presupposto che il CU non spetta, secondo la normativa vigente, è ove ve ne fosse dubbio le ultime modifiche dell’art. 13 recitano anche: ” L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi e’ dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si e’ costituita in giudizio.
Ai fini predetti, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della “sentenza.” indicando con ciò che l’oggetto del CU non può assolutamente essere il ricorso straordinario al PdR in quanto lo stesso non si definisce per sentenza ma per decreto del Capo dello Stato e che l’accettare come attribuibile a questo rimedio il contenuto dell’articolo 13 e sue modifiche sarebbe contraddittorio con quello indicato nel link postato da Gianni, perchè appunto in ogni caso sarebbe incerta l’attribuzione fino a sentenza (attenzione, sentenza non decreto) del debito da CU!
E’ pacifico che il rimborso è di pertinenza esclusiva dell’Agenzia delle Entrate e non del TAR, infatti il contributo unificato ha natura di entrata tributaria (Cass. civ., Sez. Un., sentenza 17 aprile 2012 n. 5994; Corte cost. 73/2005) e ciò a prescindere che il contributo unificato sia stato versato per ricorso al TAR o ricorso straordinario al PdR.
Non si capisce infatti perchè la richiesta di rimborso l’A.E. l’abbia girata al TAR!!!!!
Pertanto, dopo aver presentato formale richiesta di rimborso all’A.G. di competenza ed avuto un rifiuto formale è necessario ricorrere, secondo il rito attuale della mediazione tributaria, alla Commissione Tributari Provinciale di competenza territoriale.
Il ricorso, che ripeto deve essere presentato entro termini bene precisi dalla notifica del rigetto del rimborso (60 gg.), può essere esperito anche senza l’assistenza di legale, essendo l’importo del contenzioso inferiore a 1.000,00 Euro, mentre occorre il versamento di un CU di Euro 30,00.
Occorre stare molto attenti alle procedure di presentazione del ricorso attraverso la mediazione tributaria poichè penalizzano molto sotto il profilo dell’ammissibilità. (quindi formulazione esatta della richiesta, consegna in duplice copia all’A.E. etc. etc. ).
Spero di essere stato un pò più esauriente.
Assunta 11 giugno 2013 at 15:15
Dott. Cataldi, abbiamo avanzato richiesta di restituzione del C.U. all’Agenzia delle Entrate della Provincia di residenza, secondo le Sue indicazioni.
L’agenzia delle Entrate competente girava la pratica al T.A.R. competente per territorio, significando che era stata “ERRONEAMENTE” inviata a quell’ufficio.
Successivamente il T.A.R. ha restituito l’istanza all’Agenzia delle Entrate, in quanto non di pertinenza del TAR (trattasi di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica).
In conclusione: spetta o non spetta il rimborso? Chi è competente? A quanto pare nessuno ne sa niente.
In attesa di sua cortese risposta, Le invio cordiali saluti.
gianni 3 giugno 2013 at 20:36
Pregiatissimo dott. Carmelo Cataldi,
alla luce dell’articolo – di cui posto il link – sembra che per il contributo unificato non possa essere chiesto il rimborso:
http://www.dirittoegiustizia.it/news/16/0000061644/650_euro_se_si_vuole_ricorrere_al_Presidente_della_Repubblica_gli_uffici_competenti_devono_verificarne_subito_il_pagamento.html
Grazie ancora, per il suo prezioso supporto.
Carmelo 26 maggio 2013 at 12:48
confermo che il CU non è previsto per il ricorso straordinario al PdR, mentre la riduzione del 50% del CU è prevista in relazione al proprio reddito solo in caso di ricorso giurisdizionale al TAR competente e non per tutti i casi ( Ricorsi aventi ad oggetto rapporti di pubblico impiego in cui il contributo e ridotto a metà, salvo quanto previsto dall’art. 9, co. 1-bis).
Aggiungo che per proporre il ricorso straordinario al PdR è imprescindibile aver attivato e concluso prima il ricorso gerarchico a pena di inammissibilità!
i tempi nel ricorso straordinario al PdR sono abbastanza lunghi (dai 2 ai 4 anni in media), anche se ultimamente vi è stata un’innovazione sul piano delle sospensive cautelari.
Marcello 15 aprile 2013 at 16:49
Articolo interessante. Sto valutando il ricorso al P.d.R. contro le note informative della mia Amministrazione (Ministero dell’Interno) e contro il (prevedibile) rigetto al ricorso gerarchio al capo della P.S.
Mi conferma che non è dovuto il .C.U.? Per qualsasi reddito oppure c’è una soglia di reddito?
Gennaro 11 aprile 2013 at 17:57
anch’io sono stato costretto a versare il contributo unificato nel mese di settembre 2012 per l’inoltro di RS. al PR. su indicazione della Motorizzazione civile di PE in seguito al ritiro della patente di guida che la C.M.di PE mi aveva erroneamente giudicato non idoneo alla guida per aver io stigmatizzato su una ferraglia di pedaliera che secondo la CM. rappresentava prova alla guida e che io avevo compiuto movimenti lenti e scoordinati, io ho pensato che vi è stata una ritorsione da parte dei componenti la C.ne…in seguito la
motorizzaz. civile mi intimava di consegnare la patente e che quindi avrei potuto fare
ricorso al P.della R: cosa che gho fatto…In seguito il Ministero della Motorizzazione mi
ha obbligato a versare le 600 euro, mi è senbrato di essere stato concusso. Ora ancora non ho avuto alcuna decisione al riguardo da parte del C.di S. o da chicchessia. Dopo sette mesi dal ricorso. Ho diritto a lamentarmi o no? distindi saluti e grazie se qualcuno
potrà indicarmi qualche sua considerazione od altro. Grazie ancora gennaro.
carmelo 9 marzo 2013 at 19:01
Per Vito Andrea
In caso di rigetto della richiesta di rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate, può fare ricorso alla Competente Commissione Tributaria, attivando, preliminarmente, la Mediazione Tributaria.
Praticamente presenta il medesimo ricorso all’Agenzia dell’Entrate competente, chiedendo l’attivazione della fase transativa (mediazione) e in caso di rifiuto invierà copia dello stesso ricorso alla Commissione Tributaria per le decisioni di merito.
Carmelo 9 marzo 2013 at 16:52
Sia il Ministero dell’Interno, che il Consiglio di Stato non sono competenti giurisdizionalmente a decidere sul CU in quanto soltanto l’Agenzia delle Entrate e meglio le Commissioni Tributarie hanno competenza esclusiva in materia di contributo unificato.
Peraltro proprio il Ministero dell’Interno, come quello della Difesa e dunque il Consiglio di Stato, sono direttamente interessati a deflazionare il contenzioso che gli perviene attraverso il ricorso straordinario al PdR!
Sempre per Gianpaolo sarebbe stata un’informazione corretta enunciare tutto il dispositivo che inizia: ” per i ricorsi presentati ai Tar ed al Consiglio di Stato”; il ricorso straordinario al PdR non si presenta nè al Tar nè al Consiglio di Stato, bensì direttamente al PdR o al Ministero competente (la controparte) che lo istruisce!
Tutti coloro che avessero, anche su consiglio errato di parte, pagato indebitamente un CU per il ricorso straordinario al PdR possono fare richiesta di rimborso alla rispettiva Agenzia delle Entrate.
Assunta 6 marzo 2013 at 17:13
Ho letto il Vs. articolo che ho trovato particolarmente interessante. Ho però un dubbio: “Può richiedere il rimborso del C.U. un soggetto privato che ha presentato ricorso straordinario al P.d.R. per un concorso bandito dal M.D.?”
Gianpaolo Santoro 5 marzo 2013 at 12:48
Salve, cercando su internet ho trovato questo articolo:
Si evidenziano le nuove disposizioni in materia di spese di giustizia introdotte con il Decreto legge 6 luglio 2011, n.98, convertito con modificazioni, nella Legge 15 luglio 2011, n.111, recante “Disposizioni urgente per la stabilizzazione finanziaria”.
In particolare, l’articolo 37, comma 6-bis, lett. e della suddetta legge prevede espressamente: “in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600”.
A riguardo, si segnala la circolare del Ministero dell’Interno n.333 —A/U.C./ del 13.9.2011 facendo, inoltre, presente che il Consiglio di Stato -2 Sezione I, con parere n.4380/2011 del 9 novembre 2011, ha riaffermato l’obbligo al pagamento del contributo unificato, anche in caso di rinuncia al gravame presentato al momento di entrata in vigore della fonte normativa in argomento.
Vito Andrea 27 febbraio 2013 at 11:36
Articolo chiaro ed esaustivo .Ho versato anch’io l contributo unificato su richiesta della mia Amministrazione.Farò richiesta di rimborso scritta evidenziando le ragioni. In caso di opposizione cosa devo fare Grazie
Carmelo 20 febbraio 2013 at 19:10
Deve andare alla sede dell’Agenzia delle Entrate più vicina a casa sua e fare richiesta di restituzione della somma perchè indebitamente versata.
Alla sede dell’Agenzia, in caso di opposizione alla sua richiesta, faccia presente il contenuto del sito nazionale dell’Agenzia delle Entrate e quanto riportato nell’articolo sopra esposto, che alla luce di ulteriori elementi giurisprudenziali maturati in quest’ultimo mese risulta ancora peraltro sintetico, anche se abbastanza esaustivo!
Se ancora dei dubbi mi faccia sapere che ci contattiamo per email.
Gianni 18 febbraio 2013 at 13:23
potrebbe indicarmi come procedere alla richiesta di rimborso del Contributo Unificato (600,00 euro – pagamento effettuato nel luglio 2012) per un ricorso al Presidente della Repubblica avverso un provvedimento dell’Amministrazione Pubblica di cui si è dipendente?

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 13
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 art. 48
 sentenza 
 art. 13
 articolo 136
 art. 13
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza