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Timestamp: 2020-02-17 11:28:25+00:00

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sentenza corte dei conti Sardegna art.54 D.P.R. 1092/73 - GrNet.it
sentenza corte dei conti Sardegna art.54 D.P.R. 1092/73
Messaggio da guidoreni » mer dic 27, 2017 8:05 pm
Messaggio da naturopata » gio gen 11, 2018 4:03 pm
REPUBBLICA ITALIANA Sent. n.2/2018
sul ricorso iscritto al n. 24053 del registro di Segreteria, proposto da
A. C., nato a Omissis il Omissis, rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro MARIANI, presso il cui studio in Cagliari, via Sebastiano Satta 12 è elettivamente domiciliato
Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS), Gestione dipendenti pubblici, sede di Cagliari, rappresentato e difeso dagli avvocati Alessandro DOA, Mariantonietta PIRAS e Laura FURCAS, elettivamente domiciliato presso gli uffici dell’Avvocatura dell’Ente in Cagliari, via P. Delitala, 2
Uditi, nell’udienza pubblica del 5 dicembre 2017, l’avvocato Alessandro MARIANI per il ricorrente e l’avvocato Mariantonietta PIRAS per l’INPS, che hanno integralmente confermato le rispettive conclusioni di parte.
Il ricorrente, ex sottufficiale dell’Aeronautica Militare, titolare di pensione dal 7 ottobre 2014, ha proposto ricorso contro l’INPS di Cagliari, chiedendo l’accertamento del proprio diritto - ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art. 54 del D.P.R. n. 1092/73 - al ricalcolo, riliquidazione e pagamento del trattamento pensionistico erogato con attribuzione della percentuale del 44 per cento ai fini del calcolo della base pensionabile, il tutto con decorrenza dalla data di collocamento in congedo, con condanna di parte convenuta alla corresponsione di tutto quanto per l’effetto dovuto, oltre arretrati maturati (con interessi e rivalutazioni di legge su ciascun rateo) ed adeguamento del trattamento corrente, previo annullamento e/o disapplicazione di qualsivoglia provvedimento sotteso, inerente, connesso, o comunque preparatorio o conseguenziale che sia di ostacolo al riconoscimento del diritto medesimo.
In fatto, il ricorrente espone di essere cessato dal servizio a domanda con decorrenza giuridica ed amministrativa dal 7 ottobre 2014 e di essere titolare di trattamento pensionistico (iscrizione n. 17140920) erogato dall’INPS (già INPDAP).
Non potendo far valere alla data del 31.12.1995 un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni, è destinatario del sistema di calcolo pensionistico c.d. “misto”.
Il ricorrente, che ha maturato alla data del 31 dicembre 1995 un’anzianità - in attività di servizio - di più di 15 anni e meno di 20 anni di servizio utile (nello specifico 17 anni, 4 mesi e 28 giorni), sostiene di essere destinatario del trattamento previsto dall’art. 54 del d.P.R. n. 1092/73, per il quale “la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile”.
Tuttavia, il trattamento pensionistico in godimento gli è stato invece calcolato con l’attribuzione della minore e più sfavorevole aliquota di cui all’art. 44 del medesimo d.P.R. per il quale “la pensione spettante al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile ... aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento”.
Con nota del 2 maggio 2017, indirizzata all’INPS, il ricorrente ha lamentato quanto sopra rilevato e, in tal senso, ha invitato l’Istituto a voler provvedere al riconoscimento integrale di tutto quanto lui spettante ai sensi del citato art. 54 del d.P.R. n. 1092/73, con decorrenza dalla relativa data di collocamento in pensione, ed a procedere pertanto al ricalcolo, riliquidazione e pagamento del relativo trattamento pensionistico con corresponsione di tutto quanto per l’effetto dovuto, oltre arretrati maturati (con interessi e rivalutazioni di legge su ciascun rateo) ed adeguamento del trattamento corrente.
Tuttavia, con nota in data 28.06.2017, l’Istituto ha respinto la richiesta avanzata adducendo che “il riconoscimento dell’aliquota del 44% da applicare per il calcolo della pensione” fosse “attribuito esclusivamente al personale militare che, all’atto di cessazione, può vantare un servizio utile complessivo tra i 15 ed i 20 anni (da intendersi come non meno di 15 e non più di 20 anni) e con il sistema di calcolo esclusivamente retributivo” e confermando la correttezza del calcolo del trattamento pensionistico in pagamento.
Dalla stessa lettera di detta norma si evincerebbe che, in alcun modo, essa circoscriva la sua operatività ai soli soggetti con l’anzianità ivi indicata, escludendo quelli con maggiore anzianità, come si ricaverebbe peraltro dall’inciso finale per il quale la base pensionabile è “aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento”, che avrebbe senso proprio in quanto riferibile anche a soggetti con anzianità maggiore di 20 anni.
“-a) nel merito accogliere il ricorso e dichiarare il diritto di parte ricorrente - ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’art. 54 del D.P.R. n. 1092/73 - al ricalcolo, riliquidazione e pagamento del trattamento pensionistico erogato con attribuzione della percentuale del 44 per cento ai fini del calcolo della base pensionabile, il tutto con decorrenza dalla data di collocamento in congedo, con condanna di parte convenuta alla corresponsione di tutto quanto per l’effetto dovuto, oltre arretrati maturati (con interessi e rivalutazioni di legge su ciascun rateo) ed adeguamento del trattamento corrente, previo annullamento e/o disapplicazione di qualsivoglia provvedimento sotteso, inerente, connesso, o comunque preparatorio o conseguenziale che sia di ostacolo al riconoscimento del diritto medesimo.
- b) con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa”.
L’INPS si è costituito in giudizio a ministero degli avvocati Alessandro DOA, Mariantonietta PIRAS e Laura FURCAS con memoria difensiva depositata in Segreteria tramite PEC il 27/11/2017.
La difesa dell’Istituto contesta che, nel caso de quo, ricorrano i requisiti utili all’applicazione della normativa invocata sia con riferimento al servizio utile alla cessazione dal servizio (che, si afferma, non deve essere inferiore ai 15 anni ma neppure superiore ai venti alla data di legge) che con riferimento alla tipologia di pensione.
Il A. C., all’atto della cessazione del servizio, poteva vantare un’anzianità di servizio di 38 anni e un mese, mentre l’anzianità indicata in ricorso (17 anni e 4 mesi e 28 giorni) è quella maturata al 31.12.1995 e non quella commisurata alla data di cessazione dal servizio. Ne discenderebbe che non possa essere destinatario della invocata normativa.
Inoltre, sempre secondo la difesa dell’INPS, la base di calcolo pari al 44% si applicherebbe esclusivamente alle pensioni liquidate interamente su base retributiva, mentre, nel caso di specie, si tratta di pensione erogata in regime misto per cui non è prevista la liquidazione con base di calcolo al 44% sia pure limitatamente alla quota “A” e B”, come invece parrebbe pretendere controparte.
“1. Rigettare il ricorso; con vittoria di spese e competenze come per legge”.
La causa è stata decisa con dispositivo letto nell’udienza del 5 dicembre 2017 per i motivi di seguito esposti in
Questa Sezione, chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità dell’art. 54 d.P.R. n. 1092/1973 in un caso similare, ha respinto il ricorso ritenendo condivisibili le argomentazioni difensive dall’INPS, riproposte anche nel presente giudizio (v. sentenza n. 87 del 20 giugno 2017).
Melius re perpensa, ritiene tuttavia di dover rivedere il proprio giudizio in senso favorevole all’accoglimento della tesi del ricorrente.
Come è incontestato, la pensione del ricorrente è stata liquidata con il cd. sistema misto (retributivo/contributivo), poiché l’interessato, alla data del 31 dicembre 1995 (art. 1, comma 13 legge n. 335/1995), non possedeva un’anzianità contributiva di almeno diciotto anni.
Considerata l’esistenza di un precedente giurisprudenziale di segno contrario, si ritiene sussistano giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio.
la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Sardegna, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso di A. C. e, per l’effetto, dichiara il diritto del ricorrente alla riliquidazione della pensione in godimento con applicazione, sulla quota calcolata con il sistema retributivo, dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973.
Così deciso in Cagliari, nell’udienza del 5 dicembre 2017.
Depositata in Segreteria il 4 gennaio 2018.
Messaggio da lucyone » ven gen 12, 2018 1:15 pm
Messaggio da eminenz » lun gen 29, 2018 1:08 pm
ora bisogna capire come muoversi..
nel senso che, sicuramente, chi è andato in pensione con il sistema misto deve fare ricorso all'INPS per il riconoscimento di questa sentenza..e capire se nel frattempo l'inps decide di farla propria organizzandosi per il giusto calcolo per chi ancora deve ANDARE.
Certo è che tutte le OO.SS del comparto ancora non stanno evidenziano alle rispettive Amministrazioni l'importanza di tale sentenza.
Non vorrei che l'"esiguità" del personale coinvolto dalla sentenza renda marginale l'interessamento delle OO.SS. alla questione
Messaggio da naturopata » mar gen 30, 2018 12:55 pm
Messaggio da beppepale » mar gen 30, 2018 4:39 pm
Buongiorno a tutti, quindi chi va in pensione con circa 16 anni di lavoro al dicembre 1995, come si dovrà comportare?
Se viene riconosciuto che l'INPS ha sbagliato i calcoli, sarà possibile ,in futuro, ottenere i calcoli pensionistici corretti ad aggiornati alle sentenze??
Messaggio da eminenz » mer gen 31, 2018 2:45 pm
credo che chi è in pensione con il sistema misto deve fare assolutamente,anche tramite i patronati sindacali, ricorso all'inps citando la sentenza della corte dei conti della sardegna, e prepararsi, in caso di negazione, ricorrere alla corte dei conti della propria regione.
Ho qualche dubbio (spero sbagliarmi) che una sentenza della corte dei conti regionale possa essere estesa a tutto il territorio nazionale a meno che l'inps, consapevole della macroscopica errata valutazione che sta facendo,decida di farlo autonomamente.
Diverso se la sentenza della corte dei conti è a sezioni riunite a quel punto davvero l'inps dovrà fare sua la sentenza e applicarla a tutti gli arruolati in quegli anni.
Messaggio da JESSICA1995 » mer gen 31, 2018 3:15 pm
L'Inps fa orecchie da mercante. Purtroppo bisogna fare ricorso alla corte dei Conti. Questa è l'Italia.
Messaggio da salvo8696 » mar feb 06, 2018 6:07 pm
Sono ancora in servizio ed arruolato nel 1982; leggendo l'articolo mi suona sinistro quel...
"per il momento sono escluse le forze di polizia ad ordinamento civile"
Bisogna aspettare il nostro momento? O subire in silenzio e passivamente questa disparità?
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Messaggio da salvo8696 » mar feb 06, 2018 6:12 pm
eminenz ha scritto: ora bisogna capire come muoversi..
Non siamo numeri esigui, credo che approssimativamente gli arruolati 81/82/83 (tra quelli in servizio e pensionati) saremo almeno 9.000
Messaggio da beppepale » mar feb 06, 2018 9:54 pm
Ma la cosa più triste, è che nessuno sa niente , a partire dalle segreterie a finire con gli uffici pensioni e quant'altro; siamo completamente allo sbando.dobbiamo ringraziare chi, come qui nel forum, dedica il proprio tempo libero a soddisfare le problematiche dei colleghi.
Io ad aprile finisco e scappo via..
Iscritto il: mer set 19, 2018 3:22 pm
Messaggio da JACK2018 » mar ott 16, 2018 9:12 pm
guidoreni ha scritto: REPUBBLICA ITALIANA Sent. n. 161/2017
Messaggio da avt8 » mer ott 17, 2018 11:52 am
beppepale ha scritto: Ma la cosa più triste, è che nessuno sa niente , a partire dalle segreterie a finire con gli uffici pensioni e quant'altro; siamo completamente allo sbando.dobbiamo ringraziare chi, come qui nel forum, dedica il proprio tempo libero a soddisfare le problematiche dei colleghi.
A proposito dell'art.54, e stata fatta interrogazione parlamentare sulla questione ed il Ministro GALLI ha risposto alla interpellanza che non compete quanto si chiede.Inoltre sempre nella risposta del Ministro,ha detto che le sentenze favorevoli ai ricorrenti sono state appellate da INPS-

References: art.54

sentenza 
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