Source: http://www.eius.it/normativa/2005/017.asp
Timestamp: 2013-05-23 18:45:41+00:00

Document:
EIUS - Decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77
Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro,a norma dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53
(G.U. 5 maggio 2005, n. 103)
Vista la legge 20 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parit� scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione;
Su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca, di concerto con il Ministro delle attivit� produttive, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la funzione pubblica;
1. Il presente decreto disciplina l'alternanza scuola-lavoro, di seguito denominata: �alternanza�, come modalit� di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei, sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di et�, salva restando la possibilit� di espletamento del diritto-dovere con il contratto di apprendistato ai sensi dell'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, possono presentare la richiesta di svolgere, con la predetta modalit� e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilit� dell'istituzione scolastica o formativa.
2. I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilit� dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Le istituzioni scolastiche e formative, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, destinano specifiche risorse alle attivit� di progettazione dei percorsi in alternanza scuola-lavoro.
Art. 2.(Finalit� dell'alternanza)
1. Nell'ambito del sistema dei licei e del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, la modalit� di apprendimento in alternanza, quale opzione formativa rispondente ai bisogni individuali di istruzione e formazione dei giovani, persegue le seguenti finalit�:
a) attuare modalit� di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica;
d) realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la societ� civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, nei processi formativi;
Art. 3.(Realizzazione dei percorsi in alternanza)
2. Ai fini dello sviluppo, nelle diverse realt� territoriali, dei percorsi di cui all'articolo 1 che rispondano a criteri di qualit� sotto il profilo educativo ed ai fini del monitoraggio e della valutazione dell'alternanza scuola lavoro, nonch� ai fini di cui al comma 3, � istituito, a livello nazionale, il Comitato per il monitoraggio e la valutazione dell'alternanza scuola-lavoro, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro delle attivit� produttive, previa intesa in sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 28l. Il Comitato � istituito assicurando la rappresentanza dei soggetti istituzionali interessati, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e delle rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro. Per la valutazione dei percorsi il Comitato si coordina con l'Istituto nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione (INVALSI), di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286.
3. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universit� e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sulla base delle indicazioni del comitato di cui al comma 2, sono definiti:
b) le risorse finanziarie annualmente assegnate alla realizzazione dell'alternanza ed i criteri e le modalit� di ripartizione delle stesse, al fine di contenere la spesa entro i limiti delle risorse disponibili;
d) le modalit� per promuovere a livello nazionale il confronto fra le diverse esperienze territoriali e per assicurare il perseguimento delle finalit� di cui al comma 2;
e) il modello di certificazione per la spendibilit� a livello nazionale delle competenze e per il riconoscimento dei crediti di cui all'articolo 6.
4. Le convenzioni di cui al comma 1, in relazione al progetto formativo, regolano i rapporti e le responsabilit� dei diversi soggetti coinvolti nei percorsi in alternanza, ivi compresi gli aspetti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti.
Art. 4.(Organizzazione dei percorsi in alternanza)
3. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono articolati secondo criteri di gradualit� e progressivit� che rispettino lo sviluppo personale, culturale e professionale degli studenti in relazione alla loro et�, e sono dimensionati tenendo conto degli obiettivi formativi dei diversi percorsi del sistema dei licei e del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, nonch� sulla base delle capacit� di accoglienza dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2.
6. I percorsi in alternanza sono definiti e programmati all'interno del piano dell'offerta formativa e sono proposti alle famiglie e agli studenti in tempi e con modalit� idonei a garantirne la piena fruizione.
Art. 5.(Funzione tutoriale)
1. Nei percorsi in alternanza la funzione tutoriale � preordinata alla promozione delle competenze degli studenti ed al raccordo tra l'istituzione scolastica o formativa, il mondo del lavoro e il territorio. La funzione tutoriale personalizzata per gli studenti in alternanza � svolta dal docente tutor interno di cui al comma 2 e dal tutor esterno di cui al comma 3.
3. Il tutor formativo esterno, designato dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, disponibili ad accogliere gli studenti, favorisce l'inserimento dello studente nel contesto operativo, lo assiste nel percorso di formazione sul lavoro e fornisce all'istituzione scolastica o formativa ogni elemento atto a verificare e valutare le attivit� dello studente e l'efficacia dei processi formativi. Lo svolgimento dei predetti compiti non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
4. I compiti svolti dal tutor interno di cui al comma 2 sono riconosciuti nel quadro della valorizzazione della professionalit� del personale docente.
5. Ai fini di un costruttivo raccordo tra l'attivit� di formazione svolta nella scuola e quella realizzata in azienda, sono previsti interventi di formazione in servizio, anche congiunta, destinati prioritariamente al docente tutor interno ed al tutor esterno.
Art. 6.(Valutazione, certificazione e riconoscimento dei crediti)
3. La valutazione e la certificazione delle competenze acquisite dai disabili che frequentano i percorsi in alternanza sono effettuate a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con l'obiettivo prioritario di riconoscerne e valorizzarne il potenziale, anche ai fini dell'occupabilit�.
Art. 7.(Percorsi integrati)
Art. 8.(Disposizioni particolari per le regioni a statuto specialee per le province autonome di Trento e di Bolzano)
1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformit� ai rispettivi statuti ed alle relative norme di attuazione, nonch� alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 9.(Risorse)
2. Nell'ambito delle risorse di cui al comma 1, per il funzionamento del Comitato per il monitoraggio e la valutazione dell'alternanza scuola-lavoro di cui all'articolo 3, comma 2, � autorizzata la spesa annua di 15.500 euro.
Art. 10.(Coordinamento delle competenze)
1. Con appositi accordi in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede al coordinamento delle rispettive competenze ed allo svolgimento di attivit� di interesse comune nella realizzazione dell'alternanza.
Art. 11.(Disciplina transitoria)
2. Fino all'emanazione dei decreti legislativi di cui al comma 1, le regioni e le province autonome definiscono le modalit� per l'attuazione di eventuali sperimentazioni di percorsi in alternanza nell'ambito del sistema di formazione professionale.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11