Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8583-del-31-03-2017
Timestamp: 2020-08-13 06:48:10+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 8583 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8583 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 11/01/2017, dep.31/03/2017), n. 8583
sul ricorso 2708-2016 proposto da:
COMUNE di ISCHIA, (P.I. (OMISSIS)), in persona del suo legale
LUNGOTEVERE DEI MELLINI, 17, presso lo studio dell’Avvocato GIUSEPPE
VITOLO, che lo rappresenta e difende, giusta procura a margine del
P.R., elettivamente domiciliata in Roma, Piazza Cavour,
dall’avvocato DOMENICO PUCA e dal Dott. DOMENICO FAIA, giusta
avverso la sentenza n. 5922/18/2015, emessa il 19/05/2015 della
Con sentenza n. 5922/18/15, depositata l’11 giugno 2015, non notificata, la CTR della Campania ha rigettato l’appello proposto dal Comune d’Ischia nei confronti della sig.ra P.R. quale titolare dell’Hotel (OMISSIS), per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Napoli, che aveva accolto il ricorso proposto dalla contribuente avverso avviso di accertamento per TARSU relativa all’anno 2010.
Avverso la pronuncia della CTR il Comune d’Ischia ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo.
Nell’unico motivo l’ente ricorrente formula in realtà una pluralità di censure, denunciando cumulativamente violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 62, 63, 70, 71 e 72, nonchè dell’art. 2948 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, ed ancora lamentando, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, insufficiente ed erronea motivazione della sentenza impugnata.
Preliminarmente va esaminata l’eccezione della controricorrente d’inammissibilità del ricorso, per tardività.
Invero la sentenza impugnata, non notificata, è stata pubblicata in data 11 giugno 2015.
Nella fattispecie, avuto riguardo all’introduzione del giudizio in primo grado dinanzi alla CTP di Napoli successivamente al 4 luglio 2009, trova applicazione, ratione temporis, l’art. 327 c.p.c., quale modificato dalla L. n. 69 del 2009, art. 46, comma 17.
Al termine lungo di sei mesi per la proposizione del ricorso per cassazione ivi previsto va aggiunto il periodo di sospensione feriale dal 1 al 31 agosto, ai sensi della L. n. 742 del 1969, art. 1, quale modificato dal D.L. n. 132 del 2014, convertito, con modificazioni, in L. n. 162 del 2014.
A ciò consegue che il termine ultimo per la proposizione del ricorso per cassazione veniva a scadere l’11 gennaio 2016, mentre il ricorso, notificato ai sensi della L. n. 53 del 1994, è stato consegnato dal difensore del Comune ricorrente, autorizzato all’esecuzione diretta della notifica ai sensi della richiamata disciplina, all’ufficio postale per la spedizione a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento in data 15 gennaio 2016, pervenendo poi l’atto a conoscenza della destinataria il 19 gennaio 2016.
Il ricorso quindi deve intendersi perfezionato per il notificante alla data del 15 gennaio 2016 di consegna dell’atto all’ufficio postale per la spedizione a mezzo raccomandata AR (cfr. Cass. sez. 3, 28 febbraio 2011, n. 4919, con specifico riferimento alla notifica eseguita ex L. n. 53 del 1994), data alla quale era ormai spirato, alla stregua di quanto sopra osservato, il termine lungo di cui all’art. 327 c.p.c., nella sua formulazione applicabile ratione temporis, pur tenuto conto del periodo di sospensione feriale.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il Comune ricorrente al pagamento in favore della controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4.100,00 per compensi, Euro 200,00 per esborsi, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15 per cento ed accessori, se dovuti.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 46
 art. 1
 Cass. sez.