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Timestamp: 2017-03-26 14:57:38+00:00

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Il blog di Nicoletta Forcheri : La Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 1938 svela il gioco sporco del governo italiano
Redazione Quieuropa, Chiara Comini, Sete di Giustizia, Debito Detestabile, corte Internazionale di Giustizia, L'Aia, Società delle Nazioni, Sentenza del 1938, Grecia, Debtocracy, Argentina, Ecuador, Debito pubblico illegale, truffa del debito pubblico, Alexander Nahum Sack , Matteo Renzi, gioco sporco del governo italiano, il governo ha l’obbligo di arrestare o ridurre il debito, Ioannis Metaxas La Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 1938
tutti dovremmo porci di Chiara Comini / Sete di Giustizia
Premessa L'Aia – di Chiara Comini – La Corte Internazionale di Giustizia, dalla quale ebbe genesi laSocietà delle Nazioni, in una sentenza del 1938 sostenne che lo stato poteva non pagare il proprio debito. La Società delle Nazioni, per la cronaca, fu fondata nell'ambito della Conferenza di Pace di Parigi del 1919-1920 – vedi Trattato di Versailles del 1919 – e fu estinta il 19 aprile 1946 in seguito al fallimento rappresentato dalla Seconda Guerra Mondiale e alla nascita, nel 1945, di un'organizzazione gemella: l'ONU. E' interessante conoscere anche gli antecedenti: e cioè come a partire dalla Convenzione di Ginevra del 1864 nacque un movimento diplomatico internazionale pacifista (a carattere spiccatamente mondialista) che portò poi alla Convenzione dell'Aia del 1907.
La sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 1938 “Se il rimborso del debito mette in pericolo la vita economica e l’amministrazione, il governo ha l’obbligo di arrestare o ridurre il debito”. Questa sentenza fu la risposta dell'epoca a quanto accaduto tra Grecia e Belgio nel 1936. Il primo ministro greco, Ioannis Metaxas (in foto, personaggio a sinistra con gli occhiali) si rifiutò di pagare il debito alla banca Société Commerciale de Belgique. Il Belgio presentò ricorso alla Corte Internazionale e il governo greco, esponendo le sue motivazioni, dichiarò quanto segue: "Il Governo della Grecia, in ansia per gli interessi vitali del popolo greco e l’amministrazione, la vita economica, la salute e la sicurezza interna ed esterna del paese, non può pagare. Qualsiasi governo al suo posto, avrebbe fatto lo stesso" (Cfr.:Annuario della Commissione di diritto internazionale, 1980).
Vedi qui - legal.un.org
Situazione straordinaria che rende irrispettabile l'obbligo del debito La Corte Internazionale di Giustizia, nel 1938, presentò un memorandum che affermava la possibilità di una situazione straordinaria che "rende impossibile per i governi rispettare i loro obblighi verso i creditori e la loro gente. Le risorse del Paese sono insufficienti asoddisfare entrambi i requisiti contemporaneamente. Non è possibile pagare un debito pubblico e al tempo stesso dare al popolo la buona amministrazione e le condizioni di garanzia per sviluppo morale, sociale ed economico. Dobbiamo scegliere tra i due. E, naturalmente, il dovere dello Stato di garantire il corretto funzionamento dei servizi pubblici essenziali oltrepassa il pagamento dei debiti. Dal momento che nessuno Stato è tenuto a svolgere, in tutto o in parte, ai suoi obblighi finanziari, se si mette in pericolo il funzionamento dei servizi pubblici e se ha portato alla rottura dell’amministrazione del Paese”. (Cfr.: Annuario della Commissione di diritto internazionale, 1980).
Sack e il Debito detestabile – Il Precedente Giuridico Con questi argomenti, quindi, la Corte Internazionale diede ragione alla Grecia, creando unprecedente giuridico, grazie al quale anche l'Argentina nel 2003, e l'Ecuador nel 2011, non si sono piegati al ricatto del debito. Anni prima della questione Grecia-Belgio, nel 1927, il giurista e professore di diritto all’università di Parigi Alexander Nahum Sack (in foto: personaggio con gli occhiali nel riquadro piccolo a sinistra) coniò il concetto di "debito detestabile" o "debito odioso" nel suo saggio (Gli effetti della trasformazione dello stato sul debito pubblico e su altre obbligazioni finanziarie), spiegando che tale è un debito che va contro l'interesse di un popolo: "Se un governo dispotico incorre in un debito non per bisogni o per interessi dello Stato, ma per rafforzare il regime dispotico, per reprimere la lotta della popolazione contraria al regime stesso, tale debito è odioso per la popolazione dell'intero Stato. Questo debito non è un'obbligazione per la nazione: è un debito del regime che lo ha contratto, è un debito personale del potere che lo ha assunto; di conseguenza esso si estingue con la caduta di questo potere.” Sack formalizzò il concetto di "debito odioso" a livello internazionale.
Tre domande che tutti dovremmo porci… e porre a Renzi Cosa è quindi, o chi è che fa in modo che il nostro debito aumenti, e non ci si appelli a quelle convenzioni internazionali che permettono di definire un debito odioso e sospenderlo, o annullarlo come detto dalla Corte internazionale? Quale gioco fa il nostro governo? Quello dei cittadini o delle banche?
di Sete di Giustizia – Prato (Copyright © 2014 Qui Europa)

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