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Timestamp: 2019-12-14 07:51:34+00:00

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Art 100 cpc | Codice di Procedura Civile | Interesse ad agire. | Lexscripta
Art. 100 c.p.c. Interesse ad agire.
Per proporre una domanda o per contraddire alla stessa è necessario avervi interesse.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 giu 2017, n. 14552
L'irrogazione della sanzione disciplinare della rimozione del magistrato, che determina la cessazione del rapporto di servizio, deve essere attuata, ai sensi dell'art. 11 del d.lgs. n. 109 del 2006, tramite decreto del Presidente della Repubblica, alla cui adozione, pertanto, è subordinata la cessazione della materia del contendere e, per l'effetto, l'inammissibilità, per sopravvenuta carenza di interesse, del ricorso per cassazione proposto contro altra decisione della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura nei confronti dello stesso magistrato.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 10 feb 2017, n. 3557
Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione. (Nella specie, la ricorrente, in difetto di contestazione sulla giurisdizione del giudice ordinario, adito per il riconoscimento di "compensazioni per obblighi di servizio" nell'ambito di un contratto di affidamento provvisorio dei servizi extraurbani di trasporto pubblico locale, aveva motivato il proposto regolamento ex art. 41 c.p.c. sulla base della diversa qualificazione, in termini di concessione anziché di appalto, data dalla controparte al rapporto, per giustificare la propria facoltà di riduzione "ex post" delle somme dovute per dette compensazioni, e che avrebbe potuto ingenerare un dubbio nel giudice di merito sulla giurisdizione, nonostante questa, pur accedendo a tale ricostruzione, avrebbe dovuto essere comunque radicata in capo al giudice ordinario, ex art. 133, comma 1, lett. c], del d.lgs. n. 104 del 2010).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 apr 2017, n. 10553
La revoca della sentenza d'appello impugnata con ricorso per cassazione determina la cessazione della materia del contendere, che dà luogo all'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in quanto l'interesse ad agire, e quindi anche l'interesse ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l'azione (o l'impugnazione), ma anche al momento della decisione, perché è in relazione quest'ultimo - e alla domanda originariamente formulata - che l'interesse va valutato, a nulla rilevando che la sentenza di revocazione possa essere a sua volta impugnata per cassazione, giacché la suddetta revocazione costituisce una mera possibilità mentre la carenza di interesse del ricorrente a coltivare il ricorso è attuale, per essere venuta meno la pronuncia che ne costituiva l'oggetto.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 mag 2015, n. 9934
L'interesse ad agire ex art. 100 cod. proc. civ. deve valutarsi alla stregua della prospettazione operata dalla parte, sicché non può negarsene la sussistenza nell'impugnazione proposta contro il decreto reiettivo del reclamo avverso la pronuncia risolutiva di un concordato preventivo ex art. 186legge fall.(nel testo, utilizzabile "ratione temporis", anteriore alla modifica apportatagli dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169), di cui si censuri l'omessa, contestuale ed asseritamente automatica dichiarazione di fallimento del debitore, sul solo presupposto che le conseguenze da trarsi dai fatti allegati siano diverse da quelle sostenute dall'istante, ciò riguardando la fondatezza nel merito della domanda.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 dic 2014, n. 27396
L'impugnazione proposta dal dipendente di un gruppo parlamentare del Senato della Repubblica contro una delibera del Consiglio di Presidenza incidente sul rapporto di lavoro non appartiene all'autodichia del Senato, né alla giurisdizione del giudice amministrativo, ma alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto il rapporto di lavoro fa capo esclusivamente al gruppo parlamentare, che, nei confronti del proprio dipendente, non si atteggia ad organo dell'istituzione, ma ad associazione non riconosciuta; fermo che il giudice ordinario può conoscere soltanto degli effetti dell'atto di macro-organizzazione del Senato, per riguardo allo statuto di garanzia che a questo compete.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 25 feb 2014, n. 4432
Nel caso in cui una delle parti eccepisca il difetto di giurisdizione del giudice adito, proponendo il regolamento ex art. 41 cod. proc. civ., il giudice del merito deve disporre la sospensione del processo (salvo il caso di contestazione manifestamente infondata), che impedisce qualsiasi ulteriore pronuncia, anche declinatoria della giurisdizione. Né rileva l'eventuale sopravvenuto accordo tra le parti sull'avvenuto difetto di giurisdizione, che non determina l'inammissibilità del regolamento per carenza di interesse, prospettabile solo quando non sia mai sorto contrasto sulla sussistenza della giurisdizione del giudice adito.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 25 ott 2013, n. 24155
Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 dic 2013, n. 27990
Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione. (Nella specie, la ricorrente, in difetto di qualsivoglia contestazione delle controparti sulla giurisdizione del giudice amministrativo, da lei adito per il riconoscimento del proprio diritto all'inquadramento nella qualifica superiore, in forza del principio del cd. scorrimento della graduatoria approvata all'esito di precedente concorso interno, aveva giustificato il proposto regolamento ex art. 41 cod. proc. civ. con i dubbi sulla propria giurisdizione espressi verbalmente dal Presidente del tribunale amministrativo regionale procedente, nel corso dell'udienza camerale).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 ago 2013, n. 18752
L'appello incidentale tardivo proposto dal coobbligato solidale al risarcimento del danno è inammissibile, perché privo di reale utilità per la parte, qualora il gravame principale sia stato instaurato dalla sola compagnia assicuratrice di altro coobbligato al fine di escludere l'operatività della garanzia prestata in favore di quest'ultimo, dovendo in tal caso negarsi che il suddetto gravame abbia messo in discussione l'assetto di interessi derivante dalla sentenza alla quale il primo aveva prestato acquiescenza.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 giu 2013, n. 15122
Qualora il Consiglio Nazionale Forense, dopo una statuizione di inammissibilità con la quale si sia spogliato della "potestas iudicandi" in relazione al merito della controversia, abbia impropriamente inserito nella sentenza anche argomentazioni sul merito del ricorso, affermandone l'infondatezza, tali enunciazioni sono da considerare prive di ogni giuridica rilevanza, ed i relativi motivi, proposti in via subordinata dalla parte soccombente nella sua impugnazione, vanno ritenuti assorbiti nell'accoglimento del motivo proposto in via principale.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 nov 2011, n. 22728
Nei giudizi per la determinazione delle indennità dovute per l'asservimento o il diminuito godimento della proprietà privata, l'accertamento giudiziale non si estende ai proprietari di aree diverse da quelle dei proprietari in causa, che non siano in comunione tra gli stessi ed altri soggetti. (Nella fattispecie, la sentenza impugnata, cassata, aveva liquidato l'indennità di asservimento anche in relazione ad una porzione della superficie asservita di proprietà esclusiva di altro soggetto).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 lug 2011, n. 16632
In tema di lavoro pubblico privatizzato, la domanda di mero accertamento della cosiddetta supervalutazione dell'anzianità di servizio all'estero proposta da un dipendente ancora in servizio alla data, successiva al 30 giugno 1998, dell'esercizio dell'azione, è diretta ad ottenere l'esatta determinazione del trattamento retributivo nel momento, attuale, del perdurante rapporto di impiego ed appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario senza che occorra adottare il criterio del frazionamento della competenza giurisdizionale tra giudice amministrativo in sede esclusiva e giudice ordinario in relazione ai periodi interessati attesa la mancanza di una domanda di condanna della P.A. al pagamento delle differenze retributive pregresse. Né, ai fini del radicamento della giurisdizione, assume rilievo che i provvedimenti dell'Amministrazione di diniego del carattere permanente della supervalutazione dell'anzianità siano stati emanati anteriormente al 30 giugno 1998, atteso che, trattandosi di diritto alla retribuzione, la posizione del dipendente non è mai degradata in interesse legittimo e il giudice ordinario ha il potere di disapplicare gli atti adottati.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 dic 2010, n. 24304
La cessazione dell'appartenenza del magistrato all'ordine giudiziario intervenuta nelle more della definizione del ricorso per cassazione, e quindi prima del passaggio in giudicato della sentenza disciplinare di condanna, comporta la cessazione della materia del contendere, per il venir meno dell'interesse alla definizione del processo in capo all'incolpato, nonché la caducazione della sentenza stessa che diviene giuridicamente inesistente, per la carenza di potere disciplinare in capo al Consiglio superiore della magistratura, con la conseguenza che detta sentenza va cassata senza rinvio, ricorrendo un'ipotesi di carenza di potere, riconducibile alla previsionedell'art. 382, comma terzo, ultima parte, cod. proc. civ.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 22 nov 2010, n. 23596
In tema di "translatio iudicii", il processo che, dopo la pronuncia declinatoria della giurisdizione, si instaura, per effetto della tempestiva riassunzione, davanti al giudice indicato come munito di giurisdizione non è un nuovo ed autonomo procedimento, ma la naturale prosecuzione dell'unico giudizio; ne consegue che non può essere proposto regolamento preventivo di giurisdizione poiché la sentenza declinatoria emessa nella prima fase integra una decisione sulla giurisdizione assunta nell'unitario giudizio, in quanto tale impeditiva della proposizione del regolamento preventivo, potendo tale strumento essere usato nella prima fase del giudizio, mancando ancora una decisione nella giurisdizione.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 ago 2010, n. 18047
In tema di elezioni vige il generale principio del "favor voti", il quale impone che la manifestazione della volontà, per come emerge dal corpo della scheda elettorale, debba essere il più possibile conservata, a meno che non sia violato l'indispensabile requisito di segretezza del voto, oppure specifiche norme disciplinanti lo scrutinio prevedano la nullità del voto espresso in maniera difforme da quella prevista. Ne consegue che l'art. 2 del d.lgt. luog. 23 novembre 1944, n. 382 (norme sui consigli degli ordini e collegi e sulle commissioni centrali professionali), a norma del quale "i componenti del consiglio sono eletti dall'assemblea dagli iscritti nell'albo a maggioranza assoluta dei voti segreti per mezzo di schede contenenti un numero di nomi contenenti un numero di nomi uguale a quello dei componenti da eleggersi", deve essere interpretato nel senso che la scheda conserva la sua validità anche nel caso in cui contenga un numero di nomi inferiore a quello dei componenti da eleggere. (Principio di diritto enunciato nell'interesse della legge, ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc.civ.). (Dich. inammissibile, Comm. Centr. Eserc. Prof. Sanitarie Roma, 19/01/2007)
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 21 giu 2010, n. 14889
In tema di procedimento disciplinare nei confronti di magistrati, è inammissibile, per carenza d'interesse ad agire, il ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza con cui il magistrato sia stato assolto dall'illecito disciplinare per scarsa rilevanza del fatto contestato, ai sensi dell'art. 3-bis del d.lgs. n. 109 del 2006, non potendo l'accoglimento del ricorso arrecare alcun vantaggio pratico al medesimo ricorrente.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 mag 2010, n. 11087
Il preavviso di fermo amministrativo, introdotto nella prassi sulla base di istruzioni fornite dall'Agenzia delle Entrate alle società di riscossione al fine di superare il disposto dell'art. 86, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 - in forza del quale il concessionario deve dare comunicazione del provvedimento di fermo al soggetto nei cui confronti si procede, decorsi sessanta giorni dalla notificazione della cartella esattoriale - e consistente nell'ulteriore invito all'obbligato di effettuare il pagamento, con la contestuale comunicazione che, alla scadenza dell'ulteriore termine, si procederà all'iscrizione del fermo, rappresenta un atto autonomamente impugnabile anche se riguardante obbligazioni di natura extratributaria, trattandosi, in ogni caso, di atto funzionale a portare a conoscenza dell'obbligato una determinata pretesa dell'Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l'interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa, dovendo altrimenti l'obbligato attendere il decorso dell'ulteriore termine concessogli per impugnare l'iscrizione del fermo, direttamente in sede di esecuzione, con aggravio di spese ed ingiustificata perdita di tempo.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 feb 2010, n. 3245
La cessazione dal servizio, per collocamento a riposo del magistrato sottoposto a procedimento disciplinare, sopravvenuta prima del passaggio in giudicato della pronunzia che applica la sanzione disciplinare, comporta la cessazione della materia del contendere e, quindi, l'inammissibilità, per sopravvenuto difetto di interesse, del ricorso per cassazione proposto contro la sentenza della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, con conseguente caducazione della sentenza stessa.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 dic 2009, n. 26811
La cessazione dal servizio per collocamento a riposo del magistrato sottoposto a procedimento disciplinare, sopravvenuta nelle more del giudizio di legittimità, e quindi prima del passaggio in giudicato della pronuncia che gli abbia irrogato una sanzione, comporta la cessazione della materia del contendere e, per l'effetto, l'inammissibilità, per sopravvenuta carenza di interesse, del ricorso per cassazione proposto contro la decisione della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. (Nella specie, avendo insistito il magistrato sulla persistenza dell'interesse alla definizione del ricorso, sotto il profilo della permanenza di effetti negativi su una carriera intemerata, conseguente al passaggio in giudicato della decisione disciplinare, la Corte ha chiarito che quest'ultimo non ha luogo nel caso di cessazione dal servizio prima della pronuncia definitiva, in quanto la fine dell'appartenenza all'ordine giudiziario del magistrato determina l'estinzione del procedimento disciplinare, con la conseguente caducazione della sentenza disciplinare che, a sua volta, determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio di impugnazione).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 mag 2009, n. 11194
Il titolare di una concessione amministrativa di derivazione d'acqua per scopo idroelettrico, il quale alleghi di essere stato danneggiato dal provvedimento amministrativo col quale gli è stato imposto il rilascio di una parte delle acque raccolte in invaso, asseritamente trattenute in violazione dell'art. 19, primo comma, del r.d. 11 novembre 1933, n. 1775 e dell'art. 17, primo comma, del r.d. 14 agosto 1920, n. 1285, è per ciò solo legittimato ad impugnare dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il suddetto provvedimento, senza che possa farsi questione, ai fini della sussistenza dell'interesse ad agire, della legittimità o meno di quest'ultimo, attenendo tale ultima questione al merito della domanda.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 11 mag 2009, n. 10672
Il preavviso di fermo amministrativo ex art. 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 che riguardi una pretesa creditoria dell'ente pubblico di natura tributaria è impugnabile innanzi al giudice tributario, in quanto atto funzionale a portare a conoscenza del contribuente una determinata pretesa tributaria, rispetto alla quale sorge ex art. 100 cod. proc. civ. l'interesse del contribuente alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva, a nulla rilevando che detto preavviso non compaia esplicitamente nell'elenco degli atti impugnabili contenuto nell'art. 19 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in quanto tale elencazione va interpretata in senso estensivo, sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente e di buon andamento della P.A., che in conseguenza dell'allargamento della giurisdizione tributaria operato con la legge 28 dicembre 2001, n. 448.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 mar 2009, n. 6057
Il ricorso per regolamento di giurisdizione è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, allorché, successivamente alla sua proposizione e nelle more del procedimento di cassazione, il giudice amministrativo abbia, nel relativo giudizio, pronunciato sentenza di primo grado. (Nel caso di specie il giudice aveva dichiarato il ricorso improcedibile ed inammissibile, anche respingendo nel merito).
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 dic 2008, n. 28874
L'inammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, stante la sua improponibilità "ab origine", per avere il giudice di primo grado emesso, prima ancora della ricezione della notifica del ricorso per regolamento all'altra parte, una sentenza declinatoria di giurisdizione, va dichiarata in via preliminare rispetto sia all'inammissibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente, sia alla pure sopravvenuta improcedibilità per essersi pronunciate le Sezioni Unite sul ricorso ordinario proposto ai sensidell'articolo 360, primo comma, n. 1, cod. proc. civ., avverso la suddetta sentenza del giudice di merito.
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 30 giu 2008, n. 17776
Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile per difetto dell'interesse ad agire quando non sussista alcun elemento di fatto e di diritto che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione. (Nel caso di specie, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla parte ricorrente davanti al giudice amministrativo, nonostante l'adesione della parte resistente sulla sussistenza della giurisdizione amministrativa e l'oggettiva mancanza d'incertezza sulla corretta instaurazione del giudizio).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 mag 2008, n. 12637
L'interesse all'impugnazione - inteso quale manifestazione del generale principio dell'interesse ad agire e la cui assenza è rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo - deve essere individuato in un interesse giuridicamente tutelabile, identificabile nella concreta utilità derivante dalla rimozione della pronuncia censurata, non essendo sufficiente l'esistenza di un mero interesse astratto ad una più corretta soluzione di una questione giuridica. (Nella specie la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza d'appello che - in relazione alla domanda, proposta dall'amministrazione, di inefficacia di un provvedimento d'urgenza col quale era stato ordinato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di procedere all'immatricolazione di alcune vetture - aveva riconosciuto l'inefficacia del provvedimento, in quanto non notificato alla controparte, e annullato l'ordine dato alla P.A. dal giudice di primo grado di procedere alla cancellazione delle iscrizioni, rilevando il difetto di interesse della parte privata che, con tale annullamento, aveva conseguito il risultato che si prefiggeva con il ricorso in sede cautelare, essendo nelle more le immatricolazioni avvenute per determinazione spontanea dell'amministrazione).
Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 dic 2007, n. 26734
La proposizione dell'istanza di regolamento di giurisdizione dà luogo ad un procedimento incidentale rispetto al procedimento (principale) in seno al quale l'istanza medesima è stata sollevata; per cui il venir meno di quest'ultimo travolge necessariamente il primo, non sussistendo più il presupposto necessario per il suo svolgimento, con conseguente inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse (nella specie, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione proposto in seno ad un giudizio amministrativo nel quale era sopravvenuta rinuncia all'impugnazione, atto che produce effetti indipendentemente dall'accettazione).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 02 nov 2007, n. 23031
La circolare con la quale l'Agenzia delle entrate interpreti una norma tributaria, anche qualora contenga una direttiva agli uffici gerarchicamente subordinati, esprime esclusivamente un parere dell'amministrazione non vincolante per il contribuente (oltre che per gli uffici, per la stessa autorità che l'ha emanata e per il giudice); conseguentemente, la circolare non è impugnabile nè innanzi al giudice amministrativo, non essendo un atto generale di imposizione, nè innanzi al giudice tributario, non essendo atto di esercizio di potestà impositiva, e sussiste il difetto assoluto di giurisdizione in ordine ad essa.
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References: Art. 100
 Sentenza 
 art. 41
 art. 133
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 100
 art. 186
 art. 41
 art. 41
 Sentenza 
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 art. 100
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 art. 86
 art. 100
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