Source: http://docplayer.it/1492513-Linea-guida-per-il-settore-della-musica-e-delle-attivita-ricreative-ai-sensi-dell-articolo-198-del-d-lgs-81-2008-s-m-i.html
Timestamp: 2016-10-28 14:17:38+00:00

Document:
⭐Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i.
Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i.
Download "Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i."
Corinna Palmisano
1 Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i., approvata dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza e la salute sul lavoro nella seduta del 7 marzo2 Indice 1. D.Lgs. 81/2008 e settori della musica e dell intrattenimento 2. Introduzione 3. Chi sono i soggetti a rischio? 4. Misura e valutazione del rischio di esposizione a rumore 5. Modalità di limitazione dell'esposizione 6. Informazione e formazione 7. Sorveglianza sanitaria 8. Bibliografia 9. Allegati 10. Credits Allegato 1: Parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, nella seduta del , riguardante il Rischio rumore nelle discoteche. Iniziative di prevenzione. Allegato 2: Misura dell esposizione a rumore nel settore della musica. Allegato 3: Requisiti e standard acustici di alcuni luoghi di lavoro non industriali Allegato 4: Principali esami specialistici nell ambito dell attività di sorveglianza sanitaria 23 1. D.LGS. 81/2008 E SETTORI DELLA MUSICA E DELL INTRATTENIMENTO Il D.Lgs. 81/2008 si applica a tutti i lavoratori, come definiti nell art. 2, comma 1, lett. a), compresi i lavoratori nei settori della musica e dell intrattenimento. Il D.Lgs. 81/2008, oltre che per quanto previsto nel Titolo I, regolamenta l esposizione agli agenti fisici di rischio nei luoghi di lavoro nel Titolo VIII Agenti Fisici, articolato in un capo I riguardante le disposizioni generali e quattro capi riguardanti specifici agenti fisici di rischio. In particolare, il capo II riguarda la protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore 1 durante il lavoro, senza prevedere nessuna esclusione dal campo di applicazione. Per quanto riguarda i lavoratori della musica e delle attività ricreative è comunque prevista un apposita linea guida per agevolare l attuazione degli obblighi previsti dal capo II, rappresentata dal presente documento. L articolo 198 del D.Lgs. 81/2008, che ha recepito l articolo 14 della Direttiva 2003/10/CE, recita infatti: "Su proposta della Commissione permanente per la prevenzione degli infortuni e l igiene del lavoro di cui all articolo 6, sentite le parti sociali, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente capo, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definisce le linee guida per l applicazione del presente capo nei settori della musica, delle attività ricreative e dei call 2 center ". Occorre poi rilevare che a volte i lavoratori di questi settori operano come lavoratori autonomi, per i quali valgono le disposizioni dell art. 21 del D.Lgs. 81/08 e, ove applicabili, le disposizioni dell art INTRODUZIONE La particolarità dei settori della musica e dell intrattenimento deriva dal fatto che, spesso, sono o si considerano elementi essenziali dello spettacolo livelli sonori elevati ed effetti speciali rumorosi. Il Capo II del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 stabilisce le prescrizioni minime per la tutela dei lavoratori in relazione ai rischi per la loro salute e sicurezza derivanti dall esposizione a rumore durante il lavoro o che da essa possono derivare. Nel paragrafo 3 viene riportato il campo di applicazione delle presenti Linee guida. Nel paragrafo 4 vengono date indicazioni sulle modalità di valutazione del rischio. Le misure di prevenzione e protezione specifiche atte a ridurre i livelli di esposizione al rumore sono illustrate nel paragrafo 5. All informazione e formazione dei lavoratori e alla sorveglianza sanitaria sono dedicati, rispettivamente, i paragrafi 6 e7. Le figure professionali indicate nel paragrafo 3 possono essere esposte in modo ripetuto e più o meno prolungato a livelli sonori superiori ai livelli di azione previsti dall art. 189 del D.Lgs. 81/08. In particolare, per quanto riguarda la musica, si possono fare le seguenti considerazioni: le persone più direttamente esposte al suono della musica sono i musicisti stessi. Ad esempio, tipici livelli di esposizione settimanale per gli orchestrali sono riportati in Fig. 1; livelli di esposizione analoghi si riscontrano anche per i musicisti di altri generi musicali; 1 Nella presente linea guida si utilizza prevalentemente il termine di legge generale di rumore per caratterizzare l energia sonora a cui sono esposti i lavoratori, invece di utilizzare il termine musica che sarebbe più attinente ma che rimanda a una percezione psico-fisica di piacevolezza per l ascoltatore. 2 L art. 198 ha previsto anche apposite linee guida per il settore dei call center, non ricomprese nel testo dell art. 14 della direttiva 2003/10/CE, che saranno oggetto dei lavori della Commissione consultiva permanente per essere inoltrate alla Conferenza Stato Regioni per l approvazione. 34 per tutti i musicisti occorre tenere conto del fatto che l esposizione a rumore solitamente comprende anche le varie fasi di studio e di prova propedeutiche alla rappresentazione al pubblico; anche per quanto riguarda le attività che utilizzano impianti per la fonoriproduzione, come ad esempio le discoteche, si possono riscontrare esposizioni del personale addetto superiori ai valori di azione previsti dall art. 189 del D.Lgs. 81/08; elevati livelli di pressione sonora della musica amplificata in genere sono desiderati e attesi dal pubblico; di conseguenza, esposizioni al rumore, analoghe a quelle dei musicisti, sono state rilevate anche per il personale di servizio quali ed esempio tecnici del suono e delle luci. Per tutte le attività oggetto delle presenti Linee guida giova ricordare che è in vigore anche il D.P.C.M n. 215 del 16/4/1999, attuativo della Legge quadro sull inquinamento acustico n. 447/95, che fissa i limiti di esposizione dei frequentatori pari, rispettivamente, a 95 db(a) di L Aeq e 102 db(a) di L ASmax 3. Si osservi che questi livelli si riferiscono a un esposizione occasionale e non si possono applicare a esposizioni professionali. Livello tipico di esposizione al rumore settimanale per orchestrali di diversi strumenti. Livelo pressione acustica db percussioni trombone tuba tromba corno flauto fagotto oboe clarinetto contrabbasso arpa violino viola violoncello Strumenti Figura 1. Livello tipico di esposizione al rumore settimanale per orchestrali di diversi strumenti (Fonte: Linee guida europee [1]). Dal momento che queste Linee guida riguardano tutti gli operatori impegnati nel settore della musica e dell intrattenimento, e non solo i musicisti, è utile osservare la Tabella 1 A-B, che riporta livelli di rumore di alcune attività legate alla musica reperiti in Letteratura. 3 L ASmax : livello di pressione sonora massimo ponderato A con costante di tempo Slow 45 Tabella 1-A. Livelli sonori di alcune attività legate alla musica Tipologia di sorgente Livello di pressione sonora ponderata A Esercitazione normale al pianoforte a 1 m db Pianoforte fortissimo db Cantante a distanza di 1 m db Musica da camera in una sala di piccole db dimensioni Artista a centro palco concerto live db Batterista db Chitarra elettrica (amplificatore sul palco) db DJ db Personale di servizio sotto palco db Regia audio/video db Cameraman e addetto alla movimentazione db camera ripresa Mixer palco /sala db Disco Bar db Tabella 1-B. Livelli sonori specifici per i teatri lirici Esercitazione individuale Prove Concerti Esposizione complessiva Lezione di Musica (*) Strumento L eq db(a) L eq db(a) L eq db(a) L eq db(a) Violino Viola Violoncello Contrabbasso Arpa Clarinetto Oboe Fagotto Flauto Corno Tromba Trombone Tuba Batteria Direttore d orchestra *a condizione che l insegnante suoni anche lui il relativo strumento per un quinto della durata della lezione. 56 3. CHI SONO I SOGGETTI A RISCHIO? Fermo restando l applicazione più complessiva del D.Lgs. 81/08, la presente Linea guida prevista dall art. 198 del D.Lgs. 81/2008 riguarda tutte le attività svolte al chiuso o all aperto, in cui sono presenti lavoratori esposti a rumore in modo non occasionale, dove viene suonata musica dal vivo o registrata (amplificata o meno), tanto durante gli spettacoli quanto in fase di prova, e più in generale tutte le attività ricreative e di intrattenimento. Indicativamente si può considerare occasionale quella condizione che comporta esposizioni superiori ai valori inferiori di azione ma per meno di 3 settimane l anno e/o per meno di 12 giornate l anno. Con esclusione dei lavoratori esposti occasionalmente, come indicativamente definiti sopra, per quei lavoratori che risultano esposti a musica per tempi parziali della loro giornata lavorativa e/o per periodi parziali della loro attività, queste linee guida si applicano per valutare e controllare il rischio nelle sole fasi in cui si verifica l esposizione alla musica. La valutazione del rischio, effettuata secondo le modalità generali previste dall art. 190, deve quindi in primo luogo individuare quei lavoratori che lavorano esposti in modo diretto o indiretto alla musica. La Tabella 2 illustra un elenco non esaustivo di attività e di lavoratori potenzialmente esposti a livelli sonori pericolosi per l udito nei settori della musica e dell'intrattenimento, distinguendo tra attività dal vivo e attività registrate. La Tabella 3 illustra i dati del censimento 2010 riguardanti i lavoratori addetti dei settori della musica, delle discoteche e dei teatri iscritti alla gestione ENPALS (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo). 67 Tabella 2. Esempi di attività e lavoratori potenzialmente esposti a rumore nei settori della musica e dell intrattenimento Produzione e realizzazione di spettacolo dal vivo Artisti, personale artistico Musicisti e direttori di orchestre sinfoniche e di altri complessi con o senza supporto amplificato Coristi Ballerini Insegnanti di danza, di musica e di canto Attori e cabarettisti Conduttori TV e Radio Circensi Produzione e elaborazione Tecnici audio impianti e loro assistenti Tecnici delle luci Squadre di tecnici (troupe al seguito) Personale di gestione e produzione: organizzatori, responsabili di reparto, responsabili di palcoscenico, ecc. Personale di servizio: addetti al bar, alla cucina, alla cassa, ecc. Personale per la sicurezza e il soccorso: vigilanza per la sicurezza e gli accessi, prevenzione incendi, infermieri, sicurezza aree con accesso limitato. Addetti studi di registrazione TV/radio, sale prove/incisione Attività ricreative con uso del supporto registrato della musica Artisti e Conduttori Altri soggetti nell ambito delle attività ricreative e realizzazione apparati Disk Jockey Personale di servizio Artisti (attori, cantanti, musicisti e Personale addetto a bar o cucina ballerini) Addetti alla sicurezza Direttori artistici e tecnici Pronto soccorso Conduttori Personale tecnico Costruttori e assemblatori impianti elettroacustici Tecnici del suono, delle luci o del palcoscenico Tecnici di effetti speciali Personale di sala Produttori, organizzatori, manager 78 Tabella 3 Descrizione delle mansioni individuate per gli addetti della musica, delle discoteche e del teatro iscritti all ENPALS nel 2010 Gruppo professionale Lavoratori Musica Gruppo canto Gruppo attori Gruppo conduttori e animatori Gruppo registi-sceneggiatori, gruppo produzione cinematografica e audiovisivi 431 Gruppo direttori di scena e di doppiaggio 95 Gruppo direttori e maestri di orchestra 799 Gruppo concertisti e orchestrali Gruppo ballo, figurazione e moda Gruppo amministratori e gruppo impiegati Gruppo tecnici Gruppo operatori e maestranze Gruppo scenografi, arredatori, costumisti, truccatori e parrucchieri 628 Gruppo lavoratori autonomi esercenti attività musicali 63 Gruppo operatori e maestranze Gruppo dipendenti da imprese di spettacolo viaggianti 53 Totale Discoteche Disc Jockey (DJ) Figuranti di sala Cubiste 322 Spogliarelliste 161 Tecnici del montaggio e del suono 18 Maschere, custodi, guardarobieri, addetti 65 Totale Teatro Gruppo canto 549 Gruppo attori Gruppo conduttori e animatori 237 Gruppo registi-sceneggiatori 610 Gruppo produzione cinematografica e audiovisivi 366 Gruppo direttori di scena e di doppiaggio 142 Gruppo direttori e maestri di orchestra 47 Gruppo concertisti e orchestrali Gruppo ballo, figurazione e moda Gruppo amministratori e impiegati Gruppo tecnici Gruppo operatori e maestranze Gruppo scenografi, arredatori e costumisti, truccatori e parrucchieri 455 Gruppo lavoratori autonomi esercenti attività musicali 4 Totale Totale generale9 Da questi dati si evince che nel settore della musica, delle discoteche e del teatro risultano impiegati circa centomila addetti, di cui in prima approssimazione almeno la metà possono essere considerati esposti a livelli di rumore significativi (cantanti, musicisti, disc jockey, ). In realtà il teatro è solo uno dei settori delle attività ricreative, quindi questa è da considerare una stima per difetto della popolazione totale degli esposti. A ulteriore riprova della sottostima di questo dato, si consideri che alcune figure professionali che rientrano nell'interesse di questa Linea Guida non sono comprese nell'elenco ENPALS. Si tratta di lavoratori che sono inquadrati in altre categorie: lavoratori autonomi, artigianato, industria e pubblico impiego quali: personale circense, insegnanti di musica, ecc. 4. MISURA E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE A RUMORE 4 La misura e la valutazione del rischio di esposizione a rumore devono essere eseguiti secondo quanto previsto dall art. 190 del D.Lgs. 81/2008, che a sua volta rimanda per gli aspetti metrologici e metodologici alla normativa tecnica, nella fattispecie alle Norme UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011. Nel caso di operatori che utilizzano dispositivi auricolari ricetrasmittenti, la cui esposizione a rumore non è quindi solo di tipo ambientale, ma dipende dall emissione sonora delle cuffie o auricolari che indossano sull orecchio o all interno di esso, può essere necessario ricorrere alle metodologie di misura indicate nelle Norme UNI EN ISO :2006 e UNI EN ISO :2005. Il datore di lavoro, come previsto dall art. 181 del D.Lgs. 81/2008, effettua per il tramite di personale qualificato una valutazione del rischio con misurazioni (se si superano gli 80 db(a) di L EX e/o 135 db(c) di L C,picco ), che sia rappresentativa dell esposizione a rumore di tutti i lavoratori esposti nelle normali condizioni di lavoro, adottando una strategia che tenga conto di una serie di fattori, tra cui: tipologia dell attività: spettacolo dal vivo o riprodotto; tipologia del genere di musica eseguita e articolazione nell anno delle prove e degli spettacoli; tipologia dei luoghi in cui l attività viene svolta: sede permanente o più luoghi; modalità di uso delle apparecchiature ed esposizione ai livelli di pressione: con o senza ausilio di amplificazione. L obiettivo della valutazione del rischio è di determinare il livello di esposizione personale a rumore (giornaliero, settimanale, settimanale ricorrente a massimo rischio) di ogni singolo lavoratore, sulla base del quale adottare le strategie di tutela e sicurezza previste dagli articoli 192 (Misure di prevenzione e protezione), 193 (Uso dei dispositivi di protezione individuali), 194 (Misure per la limitazione dell esposizione), 195 (Informazione e formazione dei lavoratori) e 196 (Sorveglianza sanitaria) del D.Lgs. 81/2008. In Allegato 2 è proposta una modalità di misura semplificata dell esposizione a rumore nel settore della musica, basata sul livello settimanale ricorrente a massimo rischio come descrittore di esposizione. Vista l estrema variabilità dei livelli di esposizione a rumore nel settore della musica, si raccomanda di ricorrere all art. 191, che consente di attribuire ai lavoratori una esposizione al rumore superiore ai valori superiori di azione (L EX 85 db(a) e/o L Cpicco 137 db(c)), limitandosi a determinare il livello di rumore determinato dalle sorgenti sonore ai fini dell identificazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare per la riduzione del 4 Il riferimento alle norme tecniche, come quelle richiamate nel presente paragrafo, è diretto a consentire all interprete l individuazione della norma più aggiornata al momento. Pertanto, ove esse siano sostituite da successivi aggiornamenti, è ad essi che occorre riferirsi ai fini del presente documento 910 rischio. A supporto di quest ultimo adempimento il D.Lgs. 81/08 rimanda alla Norma UNI/TR 11347:2010. Si ricorda infine che nella valutazione del rischio va tenuto conto anche di eventuali fattori sinergici di rischio (rumore impulsivo, sostanze ototossiche, vibrazioni, segnali di avvertimento acustico). 5. MODALITÀ DI LIMITAZIONE DELL ESPOSIZIONE In questo paragrafo sono descritte le strategie atte a limitare l esposizione a rumore dei lavoratori nei settori della musica e dell intrattenimento. In termini generali gli interventi tecnici per ridurre il rischio sono: interventi sulla sorgente riducendo, per quanto possibile, il livello sonoro; posizionare e orientare le sorgenti in modo da ridurre l amplificazione del segnale verso aree in cui non è necessario esporre il personale; installare, laddove possibile e previsto, un idoneo sistema di controllo delle emissioni nella catena di amplificazione; agire con interventi correttivi del fonoisolamento di pareti o partizioni o con schermi a protezione dei lavoratori; correggere la risposta acustica degli ambienti per ridurre il fenomeno di amplificazione dei livelli dovuto a riverberazione. Alla riduzione dell esposizione al rumore possono contribuire anche le seguenti misure organizzative, protettive e informative: limitazione del tempo in cui i lavoratori sono esposti a livelli sonori elevati, anche mediante una rotazione del personale dalle zone più rumorose a quelle più silenziose; identificazione con segnaletica idonea delle aree in cui i valori pari a 85 db(a) di L Aeq e 137 db(c) di L Cpicco possono essere superati e informare i lavoratori del rischio che deriva dal sostare in quelle aree rapportandolo ad un tempo limite di esposizione; informare e formare i propri lavoratori sui rischi connessi al rumore e sulle misure attuate per eliminare o ridurre tali rischi; fornire idonei dispositivi di protezione individuale dell udito; informare i prestatori di servizi esterni all attività o occasionalmente impiegati dell obbligo di tener conto della salute e della sicurezza dei loro lavoratori, imponendo di attenersi alle misure di protezione previste dalla normativa. Le diverse modalità per la limitazione dell esposizione per tutti gli operatori dei settori della musica e dell intrattenimento sono necessariamente condizionate dalla tipologia di attività, dall identità professionale e dal livello di rischio. Dall analisi e corretta interpretazione di questi fattori si potranno desumere, quindi, sistemi coerenti di procedure e controlli la cui applicazione non sia in contrasto con la stessa natura del lavoro svolto. Più nello specifico, i datori di lavoro ed organizzatori, sono tenuti a: assicurare che la propria strategia in materia di salute e sicurezza tuteli i lavoratori dai rischi dovuti al rumore; rendere noti i contenuti di questa Linea guida, a scopo informativo, ai lavoratori e ai promotori, per garantire un coinvolgimento a tutti i livelli; valutare il rischio rumore, tenendo conto dei regolamenti e delle norme tecniche e dei contenuti delle presenti linee guida, e se necessario effettuare misurazioni ; ridurre i rischi se necessario con interventi tecnici e organizzativi; 1011 fornire le opportune informazioni ai lavoratori occasionali o ai nuovi assunti in relazione ai rischi causati dal rumore; consultarsi con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP). In particolare, per quanto riguarda i lavoratori autonomi, si ricorda l obbligo di utilizzare attrezzature di lavoro e DPI conformi alle direttive comunitarie, anche dal punto di vista acustico. Per la determinazione dei livelli di esposizione sonora i datori di lavoro possono adottare la seguente procedura. Individuare il rischio valutando l'effettiva distribuzione dei diversi livelli sonori dello spettacolo indicando chiaramente le aree di potenziale danno. Per i grandi eventi, eseguire un analisi per l identificazione dei livelli di pressione a cui saranno esposti i lavoratori impegnati nel singolo evento di spettacolo in relazione alle tre classi seguenti: 1) aree con livelli superiori a L Aeq > 85 db(a) e/o L Cpicco > 137 db(c); 2) aree con livelli compresi tra 85 e 80 db(a) e senza livelli di picco significativi; 3) aree con livelli inferiori a 80 db(a). Stabilire il livello di esposizione al rumore degli addetti in base giornaliera, o settimanale o settimanale ricorrente a massimo rischio, correlando quelli impiegati nell'area di maggiore pressione sonora con la registrazione nella cartella sanitaria e di rischio. Effettuare una nuova valutazione dei rischi in caso di mutamenti significativi nella natura degli strumenti musicali, dei musicisti, degli amplificatori, del sistema di amplificazione o dello spettacolo. Predisporre la rilevazione del livello sonoro dei lavoratori da parte di una persona qualificata 5 durante uno o più eventi rappresentativi secondo le specifiche dell Allegato 2, oppure, quando disponibili, seguire le procedure standardizzate per la valutazione del rischio previste dall art. 29, commi 5 e 6, del D.Lgs. 81/2008. Si ricorda la possibilità di ricorrere all art. 191, che consente di attribuire ai lavoratori una esposizione al rumore superiore ai valori superiori di azione (L EX 85 db(a) e/o L Cpicco 137 db(c)), limitandosi a determinare il livello di rumore determinato dalle sorgenti sonore ai fini dell identificazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare per la riduzione del rischio. Informare l organizzatore dell evento, prima dell inizio dello stesso, del livello sonoro tipico del proprio spettacolo. Per la riduzione dell esposizione, obbligo inderogabile al superamento dei valori superiori di azione, occorre prendere in considerazione le seguenti azioni: Abbassare, per quanto possibile, il livello sonoro dello spettacolo: ad esempio riducendo l'amplificazione del suono sul palco a un livello praticabile, compatibilmente con le esigenze dell organizzazione. Aumentare la distanza tra il personale non artistico e il palco, oppure indirizzare gli altoparlanti in modo da ridurre l amplificazione del suono nelle aree di lavoro del personale. 5 L art. 181, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 prevede il ricorso a personale qualificato nell ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia 1112 In presenza di file di altoparlanti, come nelle discoteche o ai concerti, ridurre quanto più possibile il livello sonoro degli altoparlanti posizionati vicino ai lavoratori, sistemandoli direttamente al di sopra della pista da ballo (Fig. 2). Installare limitatori del livello sonoro nei sistemi di amplificazione. Installare opportune schermature acustiche negli ambienti di servizio quali uffici, cucine, sale di ristoro ed aree amministrative, mediante pareti e porte con caratteristiche acustiche adeguate. Installare delle schermature in prossimità di bar, cucina o altre aree di servizio. Potenziare il fonoisolamento di porte e finestre degli ambienti di servizio. Nei locali chiusi, aumentare la fonoassorbenza delle sale mediante soffitti, pareti e rivestimenti fonoassorbenti. I musicisti possono utilizzare, previa adeguata formazione, schermi per proteggersi dal suono prodotto da altri musicisti e per migliorare la percezione del proprio strumento (Fig. 4). Le sale prove per i musicisti dovrebbero essere di dimensioni adeguate e avere caratteristiche acustiche adatte, in particolare relativamente al riverbero (All. 3). Progettare buche orchestrali e palchi da concerto in modo adeguato, così da ridurre l esposizione sonora per i musicisti senza incidere sulla qualità del suono in sala. Chi lavora in un locale pubblico dove si fa musica è esposto al rumore per un periodo più lungo del pubblico che lo frequenta. Perciò, nel suo caso, si applica il valore limite valido per i luoghi di lavoro, ossia 87 db(a). In un disco bar, una discoteca e simili, il bar non deve trovarsi tra gli altoparlanti perché costringe inevitabilmente frequentatori e baristi ad alzare il volume della voce per farsi sentire. Spesso nella zona circostante il bar si misurano 90 o persino 95 db(a) e chi vi lavora deve per forza proteggere l udito. Nota: Procedendo a lavori di ristrutturazione, si consiglia di consultare personale qualificato per verificare come ottimizzare le caratteristiche acustiche delle sedi e delle sale prove. Figura 2. Discoteca con soffitto recante diversi altoparlanti in sostituzione di sistemi di amplificazione a terra I line array sospesi (Figura 3) sono un esempio di diffusori per locali ampi e gli spazi aperti perché consentono di ripartire in modo uniforme il suono e garantiscono un ottima qualità acustica. Negli anni passati per ottenere lo stesso effetto acustico era necessario aumentare la potenza acustica alla sorgente. Il risultato che ci si aspetta più di ogni altro, da un sistema di 1213 amplificazione, è il conseguimento di un'alta pressione sonora e una copertura uniforme dell'area di ascolto. Con i sistemi convenzionali, si è spesso cercato di ottenere questo risultato usando diffusori più potenti o in numero elevato, ma queste soluzioni introducono nuovi, ben noti, problemi al personale che si trova nei pressi delle casse acustiche. I sistemi line-array affrontano queste problematiche in un modo diverso senza la necessità di avere enormi potenze acustiche. Figura 3. Immagine raffigurante una Line Array Questi sistemi di riproduzione sono costituiti da un certo numero di speciali moduli indipendenti (diffusori), sovrapposti verticalmente ed allineati, che operano come una singola sorgente sonora e che, se vengono rispettate alcune condizioni, sommano le loro emissioni in modo coerente (Fonte: SUVA [2]). 1314 Figura 4. Schermo acustico trasparente utilizzato da orchestre e band di grandi dimensioni. I materiali moderni possono essere trasparenti e assorbenti (Fonte: Linee guida europee [1]). Quali ulteriori misure per ridurre l esposizione al rumore verificare se occorre: Identificare con segnaletica idonea le aree in cui i valori superiori a 85 db(a) e/o 137 db(c) possono essere superati e porre il divieto di accesso agli operatori sprovvisti di adeguati dispositivi di protezione dell'udito. Ridurre il livello di esposizione limitando il tempo in cui i lavoratori permangono in aree con livelli sonori elevati; ciò può essere ottenuto anche mediante una rotazione del personale (di servizio) dalle zone più rumorose a quelle più silenziose. Redigere, a cura dei datori di lavoro appaltanti, specifici DUVRI che considerino l aspetto dell esposizione a rumore, in collaborazione con i datori di lavoro appaltatori e sorvegliarne il rispetto. Informare l organizzatore dell evento, prima dell inizio dello stesso, del livello sonoro tipico del proprio spettacolo. Qualora non sia possibile ridurre in modo sufficiente l esposizione sonora adottando le misure organizzative e tecniche praticabili, mettere a disposizione dei propri dipendenti adeguati dispositivi di protezione dell udito. Esistono dispositivi di protezione dell udito più adatti ai musicisti con una risposta sufficientemente piatta in frequenza. È consigliabile utilizzare dispositivi di protezione dell udito personalizzati. Fornire istruzioni e formazione sugli effetti dannosi del rumore e sul corretto uso di dispositivi di protezione dell udito e di altre forme di dispositivi di protezione individuali (DPI), documentandone i tempi, i contenuti ed i partecipanti in sede di presentazione delle istruzioni. Informare e formare il personale preposto agli appalti, in particolare quello preposto al controllo delle attrezzature e dell amplificazione del suono. Nota: Mettendo a disposizione i dispositivi di protezione dell udito il datore di lavoro non è esentato dall obbligo di ridurre al minimo l esposizione acustica mediante misure di riduzione sonora. Sarebbe auspicabile infine, nel prossimo futuro, conosciuti i livelli di esposizione per evento o inquadrati i vari eventi musicali per fasce di livello, poter programmare stagioni, prove, spettacoli in modo da garantire agli addetti un tempo di riposo acustico proporzionato alle rispettive esposizioni. Così pure valutare le sedi di spettacoli, specie se non specificamente dedicate, per limitarne livelli di riverbero. A titolo esemplificativo sono di seguito riportati una serie di dispositivi e interventi tecnici per il controllo del rumore negli ambienti di spettacolo e di pubblico intrattenimento. Esempio 1: Discoteca In una discoteca, ogni notte vari DJ presentano musica registrata. Prima della ristrutturazione, il sistema di amplificazione è costituto da due altoparlanti principali posti in prossimità della pista da ballo e altri distribuiti nel locale. Ciò comporta una notevole esposizione sonora per i DJ e per i camerieri del bar e di sala. Soluzione proposta: Il proprietario della discoteca installa un sistema di amplificazione sul soffitto (Fig. 2), con microfoni incorporati sospesi sopra la pista da ballo; ciò determina elevati livelli sonori sulla pista da ballo, mentre la propagazione secondaria dei suoni nel resto dell'ambiente è ridotta di circa 10 db(a). Per mantenere la riduzione del livello della musica, 1415 un fonometro installato vicino alla postazione del DJ controlla, limita e registra i livelli sonori. Il proprietario rende disponibili dispositivi individuali di protezione dell'udito e un programma di formazione adeguato per il personale interessato. Esempio 2: Monitor intrauricolari. Sono inserti auricolari personalizzati con microfoni in miniatura incorporati e un sistema trasmittente/ricevente senza fili fissato su una cintura. Possono sostituire il monitoraggio degli altoparlanti e aiutare a ridurre l esposizione sul palco e l eventuale effetto Larsen 6, in particolare per i musicisti pop. Per evitare l ascolto di livelli sonori eccessivi, si deve predisporre una attenta regolazione del volume utilizzando sistemi con la funzione limitatrice. Gli inserti auricolari personalizzati devono calzare correttamente, altrimenti possono far entrare il rumore di fondo. Un utilizzo scorretto può indurre l utente ad alzare il volume, per attenuare il rumore di fondo indesiderato. Figura 5. Monitor intrauricolari personalizzati (Fonte: Linee guida europee [1]). Esempio 3: Sordine In Figura 6 è mostrata una sordina per tromba, esempio di dispositivo di riduzione del suono per i suonatori di ottoni durante gli esercizi individuali. È composto da uno speciale smorzatore e da un sistema microfono/cuffia che consente di effettuare esercizi a volume controllato senza dover cambiare l intonazione o l energia nell esecuzione; di tanto in tanto, può essere piacevole per i vicini ed anche per l udito. Sono disponibili in commercio sordine anche per altri strumenti (ad esempio: violino, pianoforte). 6 L'effetto Larsen, detto anche feedback acustico, è il tipico fischio stridente che si sviluppa quando i suoni emessi da un altoparlante ritornano ad essere captati con sufficiente "potenza di innesco" da un microfono e da questo rimandato al medesimo altoparlante, in un circuito chiuso. 15 Vedere altro
METODOLOGIE E INTERVENTI TECNICI PER LA RIDUZIONE DEL RUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. Manuale operativo
METODOLOGIE E INTERVENTI TECNICI PER LA RIDUZIONE DEL RUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO PRESENTAZIONE Le malattie professionali e in particolare le ipoacusie, che costituiscono in Italia ancora una delle Dettagli COMUNE DI ROMA SOVRAINTENDENZA BB. CC. Servizio Prevenzione e Protezione RUMORE. Docente: Fabrizio Angeletti
COMUNE DI ROMA SOVRAINTENDENZA BB. CC. Servizio Prevenzione e Protezione RUMORE Docente: Fabrizio Angeletti 2 PREMESSA L'emanazione del D.Lgs.277/91 in recepimento della direttiva 86/188/CEE ha avuto un Dettagli LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DEL D. Lgs. 81/08 N. 09
Dipartimento di Sanità Pubblica U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DEL D. Lgs. 81/08 N. 09 MISURAZIONE DELL ESPOSIZIONE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE Titolo Dettagli Linea Guida per l Organizzazione di un Sistema Prevenzionale nelle Piccole e Medie Imprese
Linea Guida per l Organizzazione di un Sistema Prevenzionale nelle Piccole e Medie Imprese PRESENTAZIONE Il presente lavoro si propone l obiettivo di fornire un modello organizzativo ispirato ai Sistemi Dettagli GUIDA NON VINCOLANTE DI BUONE PRASSI PER L APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 2003/10/CE
GUIDA NON VINCOLANTE DI BUONE PRASSI PER L APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 2003/10/CE Commissione europea Come evitare o ridurre l esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro Guida non vincolante Dettagli A cura dello Studio Ingegneria Fiorini di Ferrara
Provincia di Ferrara Guida alla gestione della sicurezza sul lavoro nelle associazioni sportive dilettantistiche, associazioni culturali, associazioni ricreative e di promozione sociale A cura dello Studio Dettagli Procedure semplificate per l adozione de modelli di organizzazione e gestione (MOG) nelle piccole e medie imprese (PMI)
Procedure semplificate per l adozione de modelli di organizzazione e gestione (MOG) nelle piccole e medie imprese (PMI) 1. PREMESSA Il d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell articolo 1 della legge Dettagli NELLA SCUOLA: INDIRIZZI INTERPRETATIVI
REGIONE EMILIA ROMAGNA Assessorato Politiche per la Salute IL DECRETO 81/08 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro NELLA SCUOLA: INDIRIZZI INTERPRETATIVI A cura del gruppo Scuola SERVIZI Dettagli Le cadute dall alto per l attività di lavoro marittimo: studio della casistica nosologica ed ipotesi di interventi preventivi
Le cadute dall alto per l attività di lavoro marittimo: studio della casistica nosologica ed ipotesi di interventi preventivi Navigazione Edizione 2013 Pubblicazione realizzata con il contributo del Ministero Dettagli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81
COMUNE Azienda Datore di Lavoro Elaborato DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 DATORE DI LAVORO: RSPP: Data : Figure Nominativo Firma Datore di Lavoro Medico Competente Rappr. Dettagli ADF SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUL LAVORO NEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE INTERMEDIA DEI MEDICINALI PER USO UMANO
ADF ASSOCIAZIONE DISTRIBUTORI FARMACEUTICI ISTITUTO DI CERTIFICAZIONE DELLA QUALITÀ SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUL LAVORO NEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE INTERMEDIA DEI MEDICINALI Dettagli T E S I D I L A U R E A
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SANITÀ PUBBLICA, SCIENZE DELLA VITA E DELL AMBIENTE Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione Dettagli Decreto Legislativo 81/2008 s.m.i. VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO GUIDA OPERATIVA
Decreto Legislativo 81/2008 s.m.i. VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO GUIDA OPERATIVA marzo 2010 VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO: GUIDA OPERATIVA Dettagli La valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato
La valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato Maggio 2010 PREFAZIONE Al fine di contribuire ad un adeguata gestione dei rischi psicosociali, negli ultimi anni l ISPESL ha adottato una strategia Dettagli Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)
Linee Guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) Guida operativa Ottobre 2003 1 SOMMARIO Presentazione pag. 4 Premessa (da Linee Guida UNI-INAIL) pag. 5 A. Finalità (da Dettagli LINEE GUIDA PER LA FORMAZIONE DEI RESPONSABILI E DEGLI ADDETTI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
INDICE PREFAZIONE CAPITOLO 1 Una panoramica sui diritti d informazione e formazione per la prevenzione nei luoghi di lavoro: leggi, decreti, accordi CAPITOLO 2 L analisi del fabbisogno informativo e formativo: Dettagli Azienda Municipale Ambiente SpA Roma Capitale. DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE (art. 26, comma 3 D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Azienda Municipale Ambiente SpA Roma Capitale DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE (art. 26, comma 3 D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) Rev. N. 00 00 Data: Bando di gara di appalto o di prestazione Dettagli DUVRI GENERALE. Gruppo GSE REVISIONI DEL DOCUMENTO N DATA DESCRIZIONE DELLA REVISIONE
DUVRI GENERALE Gruppo GSE REVISIONI DEL DOCUMENTO N DATA DESCRIZIONE DELLA REVISIONE 1 09/12/2009 Prima Emissione 2 16/02/2010 Aggiornamento per inclusione nuove sedi aziendali 3 26/04/2012 Aggiornamento Dettagli DONNA, SALUTE E LAVORO. LA LAVORATRICE IN GRAVIDANZA Il rischio La prevenzione La tutela
DONNA, SALUTE E LAVORO LA LAVORATRICE IN GRAVIDANZA Il rischio La prevenzione La tutela Edizione 2002 Questa pubblicazione è stata realizzata dal Comitato per le Pari Opportunità dell INAIL Gruppo di lavoro: Dettagli L applicazione del D.Lgs. 81/08 nella scuola
L applicazione del D.Lgs. 81/08 nella scuola Materiale prodotto dal Gruppo regionale Sistema di Gestione della Sicurezza - SGS del Revisione e aggiornamento al D.Lgs. 106/09 e check-list SGSSL a cura del Dettagli GO INTERNET S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO REDATTO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231
GO INTERNET S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO REDATTO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 Adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 luglio 2014 Dettagli Istituto Comprensivo Augusto - Console
COMUNE DI NAPOLI Istituto Comprensivo Augusto - Console MANUALE PER IL PERCORSO DI FORMAZIONE \ INFORMAZIONE AL PERSONALE DELLA SCUOLA SUI PROBLEMI DELLA SICUREZZA E SULLA CONOSCENZA DEL DECRETO LEGISLATIVO Dettagli SULLE COPERTURE DEGLI EDIFICI
Comitato regionale di coordinamento art. 27 D.Lgs. 626/94 05/09/2006 A.S.S. N 1 Triestina Dipartimento di Prevenzione U.O.P.S.A.L. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia A.S.S. n. 2 Isontina Dipartimento Dettagli Guida alla predisposizione di un modello organizzativo per la salute e sicurezza sul lavoro:
DISPENSE ASSOLOMBARDA Aprile 2008 Area Ambiente e Sicurezza AMBIENTE BUSINESS COMUNICAZIONE CONFRONTI CULTURA D IMPRESA DIRITTO SOCIETARIO ENERGIA FINANZA Guida alla predisposizione di un modello organizzativo Dettagli Procedure di sicurezza Rischi, procedure ed organizzazione Aziendale in materia di sicurezza sul lavoro Guida al D.Lgs. 81/2008.
AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE N. 9 TRAPANI PROGETTO SALUTE E SICUREZZA INFORMAZIONE DEL PERSONALE Procedure di sicurezza Rischi, procedure ed organizzazione Aziendale in materia di sicurezza sul lavoro Dettagli Attività delle regioni e delle province autonome per la prevenzione nei luoghi di lavoro
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 13/030/CR7c/C7 Attività delle regioni e delle province autonome per la prevenzione nei luoghi di lavoro Anno 2011 Attività delle regioni e delle province Dettagli MISURE DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI IMPIANTI ELETTRICI NELLE FIERE E NELLE ATTIVITÀ DI PUBBLICO SPETTACOLO A CARATTERE TEMPORANEO
Quelli che s innamoran di pratica sanza scienzia, son come l nocchieri ch entra in naviglio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada Leonardo da Vinci 3 MISURE DI SICUREZZA ANTINCENDI PER Dettagli LA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO: STRUMENTO DI VERIFICA E CONTROLLO (CHECK-LIST)
ALLEGATO MINISTERO DELL INTERNO Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Consulta Nazionale delle Persone Disabili e delle loro Famiglie LA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI Dettagli Testo integrale commentato

References: articolo 198
 articolo 198
 articolo 198
 articolo 198
 art. 2
 articolo 198
 articolo 14
 articolo 6
 art. 21
 art. 189
 art. 198
 art. 14
 art. 189
 art. 198
 art. 190
 art. 190
 art. 181
 art. 191
 art. 29
 art. 191
 art. 181
 articolo 1
 art. 27