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Timestamp: 2020-08-13 20:13:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8279 del 30/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8279 del 30/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.30/03/2017), n. 8279
sul ricorso 23542-2015 proposto da:
V.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G.P.DA
avverso la sentenza n. 4729/40/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
16/07/2014;
L’Agenzia delle Entrate ricorre avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione tributaria regionale del Lazio, nella controversia avente ad oggetto l’impugnazione da parte di V.M. di avviso di accertamento, emesso a seguito di indagini bancarie e relativo all’anno di imposta 2002, ne aveva rigettato l’appello, confermando la decisione di primo grado di accoglimento del ricorso.
Il ricorso, affidato a due motivi, è resistito dal contribuente con controricorso.
1. Con entrambi i motivi si lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32 e dell’art. 2697 c.c. laddove la sentenza impugnata era in contrasto con le norme esistenti in tema di accertamento mediante utilizzo dello strumento delle indagini bancarie e con l’interpretazione delle stesse, anche in punto di onere probatorio, fornita da questa Corte.
2.1. In tema di accertamento delle imposte sui redditi, questa Corte è ferma nel ritenere che “qualora l’accertamento effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto, secondo il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32 attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, mentre si determina un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili (cfr. tra le tante Cass. n.18081 del 04/08/2010). Si è, anche, precisato (Cass. n. 19692 del 27/09/2011) che i dati e gli elementi risultanti dai conti correnti bancari assumono sempre rilievo ai fini della ricostruzione del reddito imponibile, se il titolare di detti conti non fornisca adeguata giustificazione, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32 poichè questa previsione e quella di cui all’art. 38 medesimo D.P.R. hanno portata generale, riguardando la rettifica delle dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, quale che sia la natura dell’attività svolta e dalla quale quei redditi provengano.
In ordine poi al tipo di prova che il contribuente ha l’onere di fornire al fine di vincere la presunzione legale di cui al citato art. 32 è sì ammesso anche il ricorso alle presunzioni semplici ma le stesse devono essere sottoposte ad attenta verifica da parte del giudice, il quale è tenuto ad individuare analiticamente i fatti noti dai quali dedurre quelli ignoti, correlando ogni indizio (purchè grave preciso e concordante) ai movimenti bancari contestati, il cui significato deve essere apprezzato nei tempi, nell’ammontare e nel contesto complessivo (Cass. 22502/2011 richiamata da Cass. 4585/15).
3. Nella specie, i Giudici di merito, nel fondare il proprio convincimento sulla considerazione di circostanze generiche quali le risultanze della documentazione versata, la recezione da parte del coniuge del contribuente di somme da versare sui conti correnti, la giustificazione della contrazione del mutuo da tutti gli elementi probatori forniti da V.M., si sono discostati dai superiori principi, omettendo in sostanza di accertare se la prova fornita dal contribuente fosse analitica, ovvero specificamente riferita ad ogni operazione bancaria.
4. Preso atto che l’Agenzia delle Entrate ricorre unicamente per la residua parte dell’accertamento, espunti i prelevamenti (cfr. Corte Cost. n. 228/2014) e che detta rinuncia è stata accettata dal controricorrente, si propone, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio, a diversa Sezione della CTR del Lazio affinchè alla luce di detti principi provveda al riesame oltre che al regolamento delle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 32
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 art. 32
 Cass. 
 art. 32
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 Cass. 
 sentenza