Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/dpgp-2000-30/decreto_del_presidente_della_giunta_provinciale_11_agosto_2000_n_30.aspx?view=1&a=2000&n=30&in=23
Timestamp: 2020-02-24 20:59:10+00:00

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(1) L’operatore preposto istruisce il procedimento e decide l‘attribuzione dei vantaggi economici, ad eccezione dei casi previsti dall’articolo 8 e dove il presente regolamento disponga diversamente. 10)
(2) Il termine per la conclusione del procedimento è di 30 giorni, decorrenti dalla data di ricevimento della domanda. 11)
L'art. 7, comma 2, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
per le prestazioni dell’assistenza domiciliare dell’allegato B): il solo utente, se anche il componente del nucleo familiare di cui all’articolo 27, comma 2, lettera b) o c), del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, è utente del servizio assistenza domiciliare. 21)
Classificazione delle prestazioni 26)
(1) Ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, sono prestazioni di primo livello le prestazioni dell’assistenza economica sociale di cui agli articoli 24, 25, 26, 27 e 30. 27)
L'art. 13, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
(1) Ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, sono prestazioni di secondo livello le prestazioni che sono regolate dal capo IV del presente regolamento, e l’anticipazione dell’assegno di mantenimento a tutela del minore di cui alla legge provinciale 3 ottobre 2003, n. 15, e successive modifiche.
(1) Ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, sono prestazioni di terzo livello le prestazioni dell’assistenza economica sociale di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 22/bis e 32. 28)
L'art. 15, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 2, comma 1, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
(1) Il contributo al canone di locazione e per la copertura delle spese accessorie è concesso a persone e famiglie con un regolare contratto di locazione registrato per unità immobiliari ad uso abitativo site in provincia di Bolzano. 48)
a) le persone e le famiglie:
2) i cui parenti di primo grado – in riferimento ai componenti maggiorenni del nucleo familiare – hanno un diritto di proprietà, usufrutto o abitazione, o sono contitolari di un tale diritto per una quota complessivamente pari o superiore al 50 per cento, su seconde case, site in provincia di Bolzano, che non sono locate o che non sono oggetto di un diritto d’abitazione o di altro diritto reale di godimento che ne impedisca la locazione, oppure che sono state locate a persone senza alcun rapporto di parentela o affinità con il proprietario o l’usufruttuario o con un rapporto di parentela o affinità oltre il terzo grado con gli stessi; 49)
b) i locatari di alloggi dell’Istituto per l’Edilizia Sociale, del comune o di altri enti pubblici attivi anche in ambito sociale o di strutture sociosanitarie; 50)
c) i locatari di unità immobiliari di proprietà o di usufrutto di parenti di primo grado o affini di primo grado;
d) i locatari e i componenti del relativo nucleo familiare che non vivono nell’unità immobiliare; 51)
d/bis) i locatari che non hanno la residenza anagrafica nell’unità immobiliare; 52)
e) gli studenti;
f) i locatari che hanno ricevuto tale contributo, ma non pagano il canone di locazione, finché non dimostrino di aver avviato un piano rateale con il locatore o un progetto, concordato con i servizi sociali territorialmente competenti, finalizzato al superamento della situazione debitoria. In caso di mancata attivazione in tal senso o di interruzione degli impegni presi è causa di esclusione dal contributo per un periodo di tre anni dall’ultimo contributo percepito per l’unità immobiliare alla quale si riferisce il debito; 53)
g) i locatari cui è stato assegnato un alloggio agevolato dell’Istituto per l’Edilizia Sociale o di un altro ente pubblico e vi rinunciano o lo restituiscono, per un periodo di cinque anni dalla data della rinuncia o della restituzione; 54)
h) i locatari di alloggi di cui alla lettera g) in caso di revoca dell’assegnazione dell’alloggio per cause loro imputabili, per un periodo di cinque anni dalla data della revoca. 55)
b) i locatari e i componenti del relativo nucleo familiare che non vivono nell’unità immobiliare; 58)
b/bis) i locatari che non hanno la residenza anagrafica nell’unità immobiliare; 59)
c) gli studenti;
d) i locatari che hanno ricevuto tale contributo, ma non pagano le spese accessorie, finché non dimostrino di aver avviato un piano rateale con il locatore o un progetto, concordato con i servizi sociali territorialmente competenti, finalizzato al superamento della situazione debitoria. In caso di mancata attivazione in tal senso o di interruzione degli impegni presi è causa di esclusione dal contributo per un periodo di tre anni, dall’ultimo contributo percepito per l’unità immobiliare alla quale si riferisce il debito. 60)
(6) Si può derogare a quanto previsto ai commi 1, 2 e 5, nel caso in cui il richiedente versi in una situazione personale o familiare eccezionale, attestata dal distretto sociale competente. 61)
(8) La domanda di contributo al canone di locazione deve essere presentata direttamente dal locatario. 62)
(11) La prestazione ammonta al 100 percento della spesa ammessa per i nuclei familiari con un valore della situazione economica fino a 1,22 e decresce in modo lineare fino al 15 percento per i nuclei familiari con un valore della situazione economica pari a 2,7. 63)
(12/bis) I componenti del nucleo familiare beneficiario devono mantenere dimora stabile e ininterrotta in provincia di Bolzano per la durata della concessione della relativa prestazione. Qualora si accerti, nel caso di concessione in corso, che uno o più componenti, senza giustificato motivo, non soddisfano più tali requisiti, l’ente assume, dalla data dell’accertamento e con comunicazione scritta all’utente, una nuova decisione per la durata residua della concessione, sulla base dei dati e delle informazioni in suo possesso. 64)
(16) La prestazione può essere concessa più volte a seguito di nuova domanda. 66)
La lettera a) dell'art. 20, comma 2, è stata prima sostituita dall'art. 1, comma 2, del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, e successivamente dall'art. 5, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosot 2017, n. 26.
La lettera d) dell'art. 20, comma 2, è stata così sostituita dall'art. 5, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
La lettera d/bis è stata inserita dall'art. 5, comma 3, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
La lettera f) dell'art. 20, comma 2, è stata così sostituita dall'art. 5, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera g) dell'art. 20, comma 2, è stata aggiunta dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 9 ottobre 2015, n. 25, e successivamente così sostituita dall'art. 5, comma 4, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
La lettera h) è stata aggiunta dall'art. 5, comma 5, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
L'art. 27, comma 3, è stato abrogato dall'art. 18, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera b) dell'art. 20, comma 5, è stata così sostituita dall'art. 5, comma 6, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
La lettera b/bis) è stata inserita dall'art. 5, comma 7, del D.P.P. 8 settembre 2016, n. 25.
La lettera d), dell'art. 20, comma 5, è stata così sostituita dall'art. 5, comma 3, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
L'art. 20, comma 6, è stato così sostituito dall'art. 4, comma 1, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
L'art. 20, comma 8, è stato prima sostituito dall'art. 1, comma 4, del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, e successivamente dall'art. 5, comma 8, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
L'art. 20, comma 11 è stato così sostituito dall'art. 1, comma 2, del D.P.P. 9 ottobre 2015, n. 25.
L'art. 20, comma 12/bis è stato inserito dall'art. 1, comma 3, del D.P.P. 9 ottobre 2015, n. 25.
L'art. 20, comma 15, è stato abrogato dall'art. 17, comma 1, lettera b), del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
L'art. 20 è stato così sostituito dall'art. 5, comma 1, del D.P.P. 3 dicembre 2012, n. 43.
(1) La prestazione “assegno per le spese personali” è concessa a persone o famiglie ospitate presso servizi sociali o sanitari residenziali pubblici o convenzionati, anche fuori provincia, e che non sono in grado di far fronte in modo adeguato a tali spese con il proprio reddito o patrimonio. Essa è inoltre concessa alle persone senza dimora come definite dalla ripartizione competente in materia di politiche sociali.
(2) L’importo della prestazione per i singoli servizi è stabilito sulla base della percentuale di fabbisogno fissata annualmente dalla Giunta Provinciale in concomitanza con la determinazione della quota base.
(3) La prestazione spetta al 100 per cento a persone o famiglie con valore della situazione economica pari a zero, e decresce in modo lineare fino ad azzerarsi per persone o famiglie con valore della situazione economica pari al coefficiente corrispondente alla percentuale di cui al comma 2.
(4) Nel caso di servizi aventi sede fuori provincia, la domanda deve essere corredata di specifico parere favorevole alla concessione, rilasciato dal servizio inviante e dal responsabile della struttura.
(5) La prestazione è concessa per un periodo massimo di dodici mesi ed è erogata mensilmente. Se sussistono controindicazioni sul piano assistenziale rispetto all’erogazione mensile in un’unica soluzione, il comitato tecnico di cui all’articolo 8 può decidere l’erogazione rateale. La prestazione è ripetibile a seguito di nuova domanda.
(6) La prestazione non può essere concessa a persone o famiglie che già percepiscono, dagli enti gestori delle strutture in cui sono accolte, un importo corrispondente per la medesima finalità.
(7) La prestazione non può essere concessa a persone o famiglie che già percepiscono la prestazione di cui all’articolo 19. 68)
L'art. 21 è stato prima sostituito dall'art. 3 del D.P.P. 16 luglio 2002, n. 26, poi dall'art. 10, comma 1, del D.P.P. 6 maggio 2008, n. 21, ed infine dall'art. 6, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
Art. 28107)
Art. 33115)
(2) Tale quota si ottiene moltiplicando il parametro riportato alle tabelle di cui agli allegati C e D per il fabbisogno del nucleo familiare. È differente per utente, nucleo familiare ristretto, nucleo familiare collegato e per i diversi servizi; questa quota non può essere inferiore al 50 percento della quota base. 119)
Art. 38 (Percentuale di consumo dell'eccedenza) 120)
(5) Le tariffe minime e massime, e per le prestazioni pasto a domicilio e mensa anche l’importo congruo dei costi massimi, sono fissate annualmente dalla Giunta provinciale in concomitanza con la determinazione della quota base. 121)
(6) In caso di utenti minorenni con disabilità psichica o fisica permanente come definita al punto 5.2., lettera f), dell’allegato A), le tariffe per l’assistenza domiciliare - prestazioni a domicilio - sono ridotte del 50 percento. 122)
Art. 39/bis (Utilizzo di buoni servizio per il pagamento delle tariffe)
(1) La Giunta provinciale fissa annualmente, in concomitanza con la determinazione della quota base, le prestazioni, con le relative tariffe minime e massime, per le quali l’utente può concorrere al pagamento della tariffa utilizzando i buoni servizio di cui all’articolo 8, comma 4, della legge provinciale 12 ottobre 2007, n. 9.
(2) L’utente che si avvale della possibilità di cui al comma 1 concorre al pagamento della tariffa in relazione al valore della situazione economica del suo nucleo familiare ristretto.
(3) Fino al valore della situazione economica indicato nella colonna 2 della tabella di cui all’allegato B, è richiesto il pagamento della tariffa minima; a partire dal valore della situazione economica indicato nella colonna 3 della suddetta tabella, è richiesto il pagamento della tariffa massima.
(4) La partecipazione aumenta in modo lineare all’aumentare del valore della situazione economica, a partire dalla tariffa minima fino a raggiungere la copertura della tariffa massima. 123)
L'art. 39/bis è stato inserito dall'art. 9, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25. Vedi anche l'art. 18, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
per la parte della tariffa che non dipende dalla situazione economica: con l’assegno di cura di cui all’articolo 8 della legge provinciale 12 ottobre 2007, n. 9, o l’indennità di accompagnamento 124) di cui all’articolo 3, comma 1, punto 6, della legge provinciale 21 agosto 1978, n. 46, e successive modifiche;
(2) Indipendentemente dalle parti di tariffa di cui al comma 1, lettera a) o b), l’utente è tenuto al pagamento di un importo per il pasto – se previsto – fissato annualmente dalla Giunta provinciale per i singoli servizi, in concomitanza con la determinazione della quota base. 125)
(4) Le tariffe e le prestazioni per le quali è da pagare l’importo di cui al comma 2, sono individuate annualmente dalla Giunta provinciale in concomitanza con la determinazione della quota base. 126)
L'art. 40, comma 1, lettera a), il termine "assegno di accompagnamento" è stato sositituito dal termine "indennità di accompagnamento", dall'art. 16, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
con l’assegno di cura e l’importo aggiuntivo di cui all’articolo 8 della legge provinciale 12 ottobre 2007, n. 9, o l’indennita di accompagnamento 128) erogatogli, di cui all’articolo 3, comma 1, punto 6, della legge provinciale 21 agosto 1978, n. 46, e successive modifiche;
(3) Il calcolo della partecipazione avviene secondo i parametri indicati nell’allegato D. La “percentuale di consumo dell’eccedenza” di cui alla colonna “Utente” dell’allegato D) trova applicazione esclusivamente nel caso in cui l’utente sia l’unico componente del nucleo familiare ristretto. 129)
(6) Per nuclei familiari collegati che devono concorrere contemporaneamente al pagamento di due tariffe per anziani in servizi residenziali, si calcola una sola volta la “condizione economica garantita”, si applica la “percentuale di consumo dell’eccedenza” e si utilizza l’importo risultante per il pagamento di entrambe le tariffe. 130)
(7) Il comitato tecnico di cui all’articolo 8, d’intesa con l’ente competente per l’integrazione della tariffa, può decidere una riduzione della tariffa ai sensi dell’articolo 42/bis, comma 1, a favore del nucleo familiare collegato, oppure può esonerare quest’ultimo dalla partecipazione, se da specifica documentazione dell’autorità giurisdizionale o di pubbliche autorità risultano circostanze da cui si possa dedurre una causa oggettiva di estraneità del nucleo familiare collegato in termini di rapporti affettivi o economici rispetto all’utente. 131)
L'art. 41, comma 1, lettera a), il termine "assegno di accompagnamento" è stato sositituito dal termine "indennità di accompagnamento", dall'art. 16, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
L'art. 41, comma 3, è stato così sostituito dall'art. 14, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
L'art. 41, comma 7, è stato aggiunto dall'art. 10, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
(1) La Giunta provinciale stabilisce i casi in cui, per la frequenza contemporanea da parte di uno stesso utente di un servizio residenziale e di un servizio semiresidenziale, è richiesta al nucleo familiare ristretto e collegato la partecipazione al pagamento di una sola tariffa. L'ente pubblico competente provvede alla copertura della tariffa non dovuta dal nucleo familiare ristretto e collegato.132)
Art. 42/bis (Partecipazione alla tariffa in situazioni particolari) 133)
(1) Qualora dal calcolo della partecipazione alla tariffa dei servizi di cui agli allegati C) e D), derivi all’utente o ai relativi nuclei familiari un impegno finanziario troppo oneroso, il comitato tecnico di cui all’articolo 8, con decisione motivata, può ridurre la suddetta partecipazione fino ad un massimo del 75 per cento. 134)
(2) Qualora l'importo mensile dovuto dall'utente per il pasto ai sensi dell'articolo 40, comma 4, risulti troppo oneroso, il comitato tecnico può ridurre tale importo, con decisione motivata, nella misura massima del 50 per cento. 135)
Il titolo dell''art. 42/bis è stato così sostituito dall'art. 5, comma 1, del D.P.P. 8 giugno 2018, n. 16.
L'art. 42/bis, comma 1, è stato prima sostituito dall'art. 15, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26, e successivamente dall'art. 5, comma 2, del D.P.P. 8 giugno 2018, n. 16.
Il testo tedesco dell'art. 42/bis, comma 2, è stato modificato dall'art. 16, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
L'art. 42/bis, comma 3, è stato abrogato dall'art. 17, comma 1, lettera d), del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
(2) L’integrazione della tariffa di cui all’articolo 5, comma 2, lettera b), ha luogo solo qualora l’ospitalità, la frequenza o l’utilizzo del servizio siano stati preventivamente concordati con l’interessato, i familiari e con l’ente obbligato al pagamento. 138)
(3) L’integrazione della tariffa di cui all’articolo 5, comma 2, lettera a), ha luogo solo se l’ente che accoglie l’utente ne ha data preventiva comunicazione al comune obbligato al pagamento. 139)
(1) Le prestazioni di assistenza economica sociale sono concesse e le tariffe sono integrate su domanda dell’interessato o del suo rappresentante legale oppure, in caso di giustificato motivo, d’ufficio. 140)
(5) Salvo quanto previsto al comma 5/bis, la domanda di concessione di prestazioni di assistenza economica sociale o di agevolazione tariffaria è archiviata se non è completa di tutti i dati e i documenti previsti e non è integrata, senza giustificati motivi, entro 15 giorni dalla relativa richiesta. 141)
(5/bis) Se la domanda di agevolazione tariffaria non è completa di tutti i dati e i documenti relativi ai singoli nuclei familiari collegati, ove sia prevista la loro partecipazione, e la domanda stessa non è integrata, senza giustificati motivi, entro 15 giorni dalla relativa richiesta, la compartecipazione tariffaria è calcolata esclusivamente per i nuclei familiari dichiaranti; la parte residua della tariffa è addebitata ai nuclei familiari non dichiaranti. 142)
(8) Nel caso di sostanziali variazioni di entrata, variazioni patrimoniali o delle tariffe nel corso dell’anno, l’ente pubblico competente, su richiesta dell’interessato o di propria iniziativa, può valutare nuovamente la situazione economica e rideterminare la misura dell’intervento. 144) 145)
(9) Per la determinazione della variazione e per la valutazione della situazione economica di cui al comma 8, il patrimonio attuale è valutato con riferimento alla situazione esistente alla fine del mese precedente a quello in cui è stata presentata la domanda di prestazione. 146)
L'art. 44, comma 6, è stato abrogato dall'art. 13, comma 1, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
(2) La dichiarazione sostitutiva dei dati integrativi del nucleo familiare di riferimento è resa e sottoscritta da uno dei suoi componenti; la persona dichiarante è tenuta a comunicare tempestivamente, durante il periodo di concessione, ogni variazione dei requisiti richiesti o dei dati dichiarati intervenuta successivamente alla data della dichiarazione sostitutiva. Per le prestazioni “reddito minimo di inserimento” e “contributo al canone di locazione e per le spese accessorie” tale obbligo di comunicazione vale solamente per le variazioni della composizione del nucleo familiare. 147)
(5) Per i casi di oggettiva comprovata difficoltà nel reperimento dei soggetti appartenenti al nucleo familiare ristretto o ai nuclei familiari collegati o per la loro partecipazione alla tariffa, il comitato tecnico di cui all’articolo 8 può prescindere da essi o stabilire la misura del proprio intervento sulla base dei dati in suo possesso. La decisione deve essere motivata. 148)
(6) Salvo quanto disposto dall’articolo 44, comma 8, e in deroga a quanto previsto al comma 2 di questo articolo, l’utente con piú di 75 anni di cui all’articolo 19, che chiede le prestazioni di cui all’articolo 19 o 20, non è tenuto a comunicare al distretto competente ogni variazione dei dati dichiarati, intercorsa nel periodo di concessione della prestazione. 149)
L'art. 45, comma 2, è stato così sostituito dall'art. 11, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il testo tedesco dell'art. 45, comma 5, è stato modificato dall'art. 16, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25
(1) Ai fini dell’accertamento della veridicità delle dichiarazioni presentate sono eseguiti controlli sulle dichiarazioni fornite dai beneficiari ai sensi dell’articolo 2, comma 3, e dell’articolo 5, comma 5, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche. A tal fine ci si avvale delle informazioni in possesso dell’ente, nonché di quelle di altri enti della pubblica amministrazione o si richiede idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e la veridicità dei dati dichiarati. 150)
(2) Gli enti competenti dispongono la decadenza dai benefici concessi ed il recupero degli stessi, ovvero rideterminano l’entità dell’intervento economico e recuperano le somme erogate in eccesso, aumentate degli interessi legali e delle eventuali spese. Il recupero delle somme è posto a carico in solido dei componenti dei nuclei familiari ristretto e collegati responsabili delle dichiarazioni non veritiere. 151)
L'art. 47, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 12, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
(1) Contro la decisione dell'ente può essere presentato ricorso, entro 45 giorni dalla comunicazione, alla Sezione ricorsi di cui all'articolo 4 della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13, e successive modifiche. 152)
(2) Il ricorso è ammesso esclusivamente per motivi di legittimità; in caso di suo accoglimento, la sezione ricorsi annulla le decisioni impugnate e provvede nel merito. 153)
L'art. 48, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 13, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
gli articoli 6 e 10 del regolamento di esecuzione alla legge provinciale 21 dicembre 1987, n. 33, approvato con decreto del Presidente della giunta provinciale 7 agosto 1989, n. 19;154)
(1) Salvo quanto disposto dai punti 6 e 11 dell’allegato A, le disposizioni di modifica al decreto del Presidente della Giunta Provinciale 11 agosto 2000, n. 30, e successive modifiche, si applicano soltanto alle domande presentate per la prima volta ed a tutte le domande presentate dopo la scadenza della domanda precedente, aventi ad oggetto la stessa prestazione. 156)
1.2 Per il calcolo delle prestazioni si considerano i dati della DURP o di altra documentazione relativa al medesimo periodo. 157)
1/bis. Ulteriori elementi posti a riduzione delle entrate del nucleo familiare collegato - primo livello
il reale ammontare delle spese per i canoni di leasing dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale del nucleo familiare, risultanti dalla dichiarazione dei redditi. 158)
2.1 Il patrimonio del nucleo familiare è costituito dalla somma degli elementi immobiliari e mobiliari di cui all’articolo 21 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, di ciascuno dei suoi componenti ed è valutato nella misura del 20 per cento.159)
ogni altro reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito, eccetto le borse di studio erogate dalla Provincia autonoma di Bolzano di cui all’articolo 13, comma 2, lettera a) del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche; 160)
ogni altra pensione non imponibile ai fini delle imposte sul reddito; ogni altro assegno o indennità percepita a titolo della minorazione, comprese quelle percepite dai superstiti, non imponibili ai fini delle imposte sul reddito; i redditi dei lavoratori frontalieri e i redditi degli sportivi dilettanti, che non sono già stati rilevati ai fini della DURP; 161)
il 50 percento delle entrate derivanti dalle indennità corrisposte a scopi socio-pedagogici agli utenti dei progetti di inserimento lavorativo, dei laboratori protetti e riabilitativi, dei centri di training professionale e dei servizi di riabilitazione lavorativa o di altri servizi similari; 162)
ai fini del solo calcolo della tariffa per le strutture per la prima infanzia di cui all’allegato C, l’importo dell’assegno provinciale al nucleo familiare erogato per l’utente del servizio stesso. 163)
3.3 Se l’utente vive in un servizio residenziale per persone con disabilità o malati psichici di cui all’allegato D, il reddito derivante dalla sua attività lavorativa è considerato, esclusivamente ai fini del calcolo della relativa tariffa, soltanto nella misura del 50 percento del suo ammontare. 164)
4.1 Non sono considerati come elementi di entrata: 165)
l’indennità di accompagnamento 166) di cui all’articolo 3, comma 1, punto 6, della legge provinciale 21 agosto 1978, n. 46, e successive modifiche;
in deroga a quanto previsto all’articolo 13, comma 2, lettera f), del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, gli assegni percepiti a titolo di anticipazione ai sensi della legge provinciale 3 ottobre 2003, n. 15, nel calcolo della prestazione anticipazione dell’assegno di mantenimento a tutela del minore.167)
5.1 1 In deroga a quanto previsto all’articolo 19, comma 1, lettere c), d) e d/bis), del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, dalle entrate considerate vanno sottratti i seguenti importi, relativi al periodo di calcolo a cui si riferiscono:
il reale ammontare delle spese per i canoni di leasing dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale del nucleo familiare, risultanti dalla dichiarazione dei redditi. 168)
5.2 Vanno inoltre sottratti i seguenti importi, relativi al periodo di calcolo a cui si riferiscono, salvo che non si tratti della stessa spesa oggetto della richiesta di prestazione: 169)
il reale ammontare delle spese accessorie ordinarie per l’abitazione principale, al netto delle integrazioni pubbliche; 170)
il 50 per cento della quota base per ciascun componente del nucleo familiare con una invalidità civile pari al 100 per cento o una invalidità ad essa equipollente, se tale componente non percepisce l’indennità di accompagnamento di cui all’articolo 3, comma 1, numero 6, della legge provinciale 21 agosto 1978, n. 46, e successive modifiche, o l’assegno di cura di cui all’articolo 8 della legge provinciale 12 ottobre 2007, n. 9, e successive modifiche, e non è ospite di un servizio residenziale. L’equipollenza è determinata dalla Giunta provinciale. 171)
6. Riferimenti temporali per le entrate nette del secondo livello
6.3 Se dal raffronto di cui al punto 6.2 risulta una diminuzione pari o superiore al 30 per cento, come base per il calcolo della situazione economica si considerano le entrate nette degli ultimi tre mesi. La diminuzione deve essere adeguatamente documentata. 172)
in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, il patrimonio mobiliare deve essere sempre dichiarato per intero; sono considerati patrimonio mobiliare anche gli importi di cui al comma 01 del citato articolo 25, tranne gli importi di cui alla lettera b), qualora l’interessato sia in grado di presentare apposita documentazione che dimostri l’avvenuta destinazione degli stessi per lo scopo previsto; 173)
dal patrimonio complessivo del nucleo familiare, costituito dalla somma degli elementi patrimoniali di tutti i componenti del nucleo, è detratta una franchigia di euro 20.000,00. L’importo oltre la franchigia è valutato nella misura del 20 per cento. 174)
7.3/bis Nella fattispecie di cui al punto 7.3, il valore del patrimonio immobiliare esente eccedente rispetto al valore complessivo di cui all’articolo 23 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, è attribuito all’utente in caso di nucleo familiare ristretto formato dal solo utente; negli altri casi è attribuito a uno degli altri componenti del nucleo familiare. 175)
le entrate derivanti dalle indennità corrisposte a scopi socio-pedagogici agli utenti dei progetti d’inserimento lavorativo, dei laboratori protetti e riabilitativi, dei centri di training professionale e dei servizi di riabilitazione lavorativa o di altri servizi similari; 176)
l’indennità di accompagnamento 177) di cui all’articolo 3, comma 1, punto 6, della legge provinciale 21 agosto 1978, n. 46, e successive modifiche, salvo che l’interessato sia in grado di presentare apposita documentazione che dimostri l’utilizzo di un importo maggiore per prestazioni di cura;
9.2 In deroga a quanto previsto al punto 8.3 e al punto 8.4, per il calcolo della prestazione "contributo al canone di locazione e per le spese accessorie" non si considerano le entrate ivi elencate. 178)
10.1 In deroga a quanto previsto all’articolo 19, comma 1, lettere b), c), d) e d/bis) del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, dalle entrate considerate vanno sottratti i seguenti importi, relativi al periodo di calcolo cui si riferiscono:
spese mediche fiscalmente detraibili al lordo della franchigia, anche se non risultanti dalla dichiarazione dei redditi;
il reale ammontare delle spese per i canoni di leasing dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale del nucleo familiare, entro i limiti massimi stabiliti dalla Giunta provinciale, anche se non risultanti dalla dichiarazione dei redditi. 179)
il reale ammontare delle spese accessorie ordinarie per l’abitazione principale, al netto delle integrazioni pubbliche; 180)
il 50 per cento della quota base per ciascun componente del nucleo familiare con una invalidità civile pari al 100 per cento o una invalidità ad essa equipollente, se tale componente non percepisce l’indennità di accompagnamento di cui all’articolo 3, comma 1, numero 6, della legge provinciale 21 agosto 1978, n. 46, e successive modifiche, o l’assegno di cura di cui all’articolo 8 della legge provinciale 12 ottobre 2007, n. 9, e successive modifiche, e non è ospite di un servizio residenziale. L’equipollenza è determinata dalla Giunta provinciale. 181)
un importo annuale di 1.900,00 euro in caso di genitore singolo con un figlio minorenne, qualora si tratti di un nucleo familiare composto da due persone ai sensi del presente decreto. 182)
10.3 Per il calcolo delle prestazioni di cui agli articoli 19 (“reddito minimo di inserimento”), 20 (“contributo al canone di locazione e per le spese accessorie”) e 22 (“prestazione specifica”) non sono deducibili le spese di cui al punto 10.1, lettere b), c) e d), e al punto 10.2, lettera a). L’importo di cui al punto 10.2, lettera c), è deducibile esclusivamente per la prestazione di cui all’articolo 20.183)
11. Riferimenti temporali per le entrate nette del terzo livello
11.1 Come base per il calcolo della situazione economica del terzo livello si considera la media delle entrate nette del nucleo familiare degli ultimi tre mesi precedenti alla presentazione della domanda. Per “entrate nette” ai sensi del presente punto 11 si intende la differenza fra gli elementi di entrata e quelli di riduzione previsti per il terzo livello.
11.2 In deroga a quanto previsto al punto 11.1, per i nuclei familiari di cui all’articolo 19, comma 4, si considerano le entrate nette risultanti dalla DURP o da altra dichiarazione relativa al medesimo periodo, nonché quelle previste per le prestazioni di terzo livello e relative al medesimo periodo.
11.3 In deroga a quanto previsto al punto 11.1, per i nuclei familiari ai quali la prestazione di cui all’articolo 19 è stata concessa per un periodo inferiore a tre mesi ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, si considerano solo le entrate nette relative al periodo di concessione.
11.4 In deroga a quanto previsto ai punti da 11.1 a 11.3, per le prestazioni di cui agli articoli 20, 22/bis e 32 si considerano le entrate nette del nucleo familiare risultanti dalla DURP, nonché quelle previste per le prestazioni di terzo livello e relative al medesimo periodo, a meno che nei tre mesi precedenti alla presentazione della domanda non si verifichi una diminuzione delle entrate nette in misura pari o superiore al 30 per cento. Ai fini del calcolo si raffrontano le entrate nette del nucleo familiare, riferite al periodo di rilevazione DURP, con la media delle entrate nette del nucleo familiare degli ultimi tre mesi. Se dal raffronto risulta la suddetta diminuzione, come base per il calcolo della situazione economica si considerano le entrate nette degli ultimi tre mesi. La diminuzione deve essere adeguatamente documentata. 184)
il patrimonio è considerato secondo quanto previsto al punto 13.1 e con riferimento alla situazione esistente alla fine del mese precedente a quello di presentazione della domanda di prestazione;
in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, il patrimonio mobiliare deve essere sempre dichiarato per intero; sono considerati patrimonio mobiliare anche gli importi di cui al comma 01 del citato articolo 25, tranne gli importi di cui alla lettera b), qualora l’interessato sia in grado di presentare apposita documentazione che dimostri l’avvenuta destinazione degli stessi per lo scopo previsto;
dal patrimonio complessivo del nucleo familiare, costituito dalla somma degli elementi patrimoniali di tutti i componenti del nucleo, è detratta una franchigia di euro 2.000,00. Per la prestazione di cui all'articolo 20 ("contributo al canone di locazione e per le spese accessorie") la franchigia ammonta a euro 20.000,00. L’importo oltre la franchigia è valutato nella misura del 20 per cento. 185)
il 100 percento degli elementi di entrata e patrimoniali dell’utente e del suo coniuge o partner e di tutti gli altri componenti del nucleo familiare di fatto. 186)187)
13.2 La situazione economica dei componenti del nucleo familiare di cui all’articolo 29 del decreto del Presidente della Provincia 11 gennaio 2011, n. 2, e successive modifiche, privi dei requisiti di cui all’articolo 17 del presente regolamento, è inclusa nel calcolo della situazione economica del nucleo familiare convivente. 188)
Il punto 1.2 dell'allegato A è stato così sostituito dall'art. 11, comma 1, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
Il punto 1/bis dell'allegato A è stato inserito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 4 gennaio 2012, n. 1, successivamente sostituito dall'art. 11, comma 1, del D.P.P. 11 aprile 2012, n. 12, e dall'art. 16, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
Il punto 2. è stato così sostituito dall'art. 16, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera a) del punto 3.2. dell'allegato A è stata così sostituita dall'art. 14, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
La lettera b) del punto 3.2 dell'allegato A è stata così sostituita dall'art. 11, comma 2, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
La lettera c) del punto 3.2 dell'allegato A è stata prima sostituita dall'art. 8, comma 3, del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, e successivamente dall'art. 14, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 3.3 dell'allegato A è stato così sostituito dall'art. 14, comma 3, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 4.1, lettera c) dell'allegato A, il termine "assegno di accompagnamento" è stato sositituito dal termine "indennità di accompagnamento", dall'art. 16, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 5.1. dell'allegato A è stato così sostituito dall'art. 16, comma 3, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera a) del punto 5.2 dell'allegato A è stata così sostituita dall'art. 11, comma 3, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
La lettera f) del punto 5.2 dell'allegato A, è stata prima sostituita dall'art. 4, comma 1, del D.P.P. 17 giugno 2014, n. 21, e successivamente dall'art. 14, comma 4, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 6 dell'allegato A è stato prima sostituito dall'art. 12, comma 1, del D.P.P. 3 dicembre 2012, n. 43, e successivamente dall'art. 16, comma 4, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera a) del punto 7.2 dell'allegato A è stata così sostituita dall'art. 14, comma 5, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
La lettera b) del punto 7.2 dell'allegato A è stata così sostituita dall'art. 16, comma 5, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
Il punto 7.3/bis dell'allegato A, è stato inserito dall'art. 16, comma 6, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera a) del punto 8.3 dell'allegato A è stata prima sostituita dall'art. 8, comma 6, del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, e successivamente dall'art. 14, comma 6, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 8.3, lettera b) dell'allegato A, il termine "assegno di accompagnamento" è stato sositituito dal termine "indennità di accompagnamento", dall'art. 16, comma 2, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 10.1 dell'allegato A, è stato così sostituito dall'art. 16, comma 7, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
La lettera a) del punto 10.2 dell'allegato A, è stata così sostituita dall'art. 11, comma 4, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
La lettera b) del punto 10.2 dell'allegato A, è stata prima sostituita dall'art. 4, comma 2, del D.P.P. 21 giugno 2014, n. 21, e successivamente dall'art. 14, comma 7, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 10.3 dell'allegato A è stato prima sostituito dall'art. 14, comma 1, del D.P.P. 3 dicembre 2012, n. 43, successivamente dall'art. 4, comma 4, del D.P.P. 17 giugno 2014, n. 21, e dall'art. 16, comma 8, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
Il punto 11 è stato prima sostituito dall'art. 3, comma 1, del D.P.P. 4 gennaio 2012, n. 1, poi dall'art. 15, comma 1, del D.P.P. 3 dicembre 2012, n. 43, e dall'art. 16, comma 9, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26, ed infine dall'art. 11, comma 5, del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
Il punto 12.2. dell'allegato A è stato prima sostituito dall'art. 16, comma 1, del D.P.P. 3 dicembre 2012, n. 43, e successivamente dall'art. 16, comma 10, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
Il punto 13.1 è stato così sostituito dall'art. 14, comma 9, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
Il punto 13.2 è stato aggiunto dall'art. 16, comma 11, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26. Vedi anche l'art. 19, comma 2, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26.
ALLEGATO B (articolo 39) 189)
Allegato B (articoli 39 e 39/bis)
L'allegato B è stato sostituito dall'art. 2 del D.P.P. 19 giugno 2001, n. 34, dall'art. 27, comma 1, (allegato A) del D.P.P. 6 maggio 2008, n. 21, e dall'art. 9, comma 1 (allegato A), del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, ed infine dall'art. 15, comma 1, del D.P.P. 8 agosto 2016, n. 25.
ALLEGATO C (articolo 40) 190)
L'allegato C è stato sostituito dall'art. 12 del D.P.P. 16 luglio 2002, n. 26, modificato dall'art. 13 del D.P.P. 7 settembre 2005, n. 43, e dall'art. 10, comma 4, del D.P.P. 5 marzo 2008, n. 10, poi sostituito dall'art. 28, comma 1 (allegato B), dal D.P.P. 6 maggio 2008, n. 21, e dall'art. 10, comma 1 (allegato B), del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, ed infine dall'art. 12, comma 1 (allegato 1), del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
Allegato D (articolo 41) 191)
L'allegato D è stato sostituito dall'art. 13 del D.P.P. 16 luglio 2002, n. 26, dall'art. 29, comma 1, (allegato C) del D.P.P. 6 maggio 2008, n. 21, dall'art. 30, comma 1 (allegato B), del D.P.P. 20 luglio 2011, n. 28, dall'art. 17, comma 1, (allegato A), del D.P.P. 3 dicembre 2012, n. 43, dall'art. 11, comma 1 (allegato C), del D.P.P. 7 gennaio 2014, n. 2, dall'art. 17, comma 1, del D.P.P. 7 agosto 2017, n. 26, e dall'art. 12, comma 1 (allegato 2), del D.P.P. 22 novembre 2019, n. 29.
Art. 42/bis (Partecipazione alla tariffa in situazioni particolari)

References: Art. 28107

Art. 33115

Art. 38

Art. 39

Art. 42
 articolo 25
 articolo 25

Art. 42