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Timestamp: 2019-08-25 11:00:39+00:00

Document:
Condominio - Realizzazione di un manufatto sul cortile comune - Indebita appropriazione dell'area da parte del singolo condomino - Tribunale di Teramo - sentenza 09.11.2016 - est. Pacifico.
Nel caso in cui un singolo condomino realizzi un manufatto in muratura sul cortile si verifica un'indebita appropriazione di tale parte comune. Infatti, detto manufatto, determinando la definitiva sottrazione dal godimento collettivo di una parte della corte condominiale è certamente illegittimo e violativo del dettato dell’art. 1102 c.c.. Né può avere rilevanza la dedotta circostanza dell’esistenza di un accordo verbale tra i condomini che avrebbe consentito l’edificazione di detto manufatto. Al caso de quo, va quindi applicato il principio per cui qualora la cosa comune sia alterata o addirittura sottratta definitivamente alla possibilità di godimento collettivo nei termini funzionali originariamente praticati, non si rientra più nell'ambito dell'uso frazionato consentito, ma nell'appropriazione di parte della cosa comune, per legittimare la quale è necessario il consenso negoziale di tutti i partecipanti che - trattandosi di beni immobili - deve essere espresso in forma scritta ad substantiam ai sensi dell’art. 1350 c.c.
Condominio - Caduta dalle scale comuni - Condizioni per il risarcimento - Prova della lesività della "cosa" e del nesso eziologico con il danno – Tribunale di Teramo - sentenza 20.09.2016 - est. Pacifico.
In ipotesi di caduta avvenuta sulla gradinata posta nell'androne condominiale (a causa della presenza di liquido), ai fini dell’attribuzione della responsabilità risarcitoria ex art. 2051 c.c. al danneggiato compete provare, ove, come nella specie, si tratti di cosa inanimata, la particolare condizione potenzialmente lesiva della cosa in custodia ed il nesso eziologico tra la stessa e l'evento lesivo, mentre il convenuto, per andare esente da responsabilità, deve provare l'esistenza del “caso fortuito” ovvero di un fattore causale estraneo alla sua sfera soggettiva (che può dipendere anche dal comportamento colposo di un terzo o dello stesso danneggiato) e, pertanto, idoneo ad interrompere il nesso di causalità stesso. Nella specie, per quanto sopra detto, può dirsi dimostrata sia la condizione potenzialmente lesiva della cosa in custodia (per la presenza di un liquido sulla stessa) sia, per le modalità concrete del sinistro ed, in particolare, per il fatto che la caduta si è verificata proprio nel punto del bene condominiale coperto dal liquido, l’esistenza del nesso causale.
Notifica dell’atto introduttivo - Nullità – Ignoranza oggettiva - Tribunale di Vasto – ordinanza 25.02.2017 – est. Salusti
Quanto alla notifica degli atti introduttivi del giudizio, l’oggettiva impossibilità per il notificante di individuare il luogo di effettiva residenza, domicilio o dimora del destinatario non deve essere confusa con la soggettiva ignoranza, da parte del richiedente e dell’ufficiale giudiziario, circa i luoghi di possibile notifica , richiedendosi, invece, una situazione di ignoranza oggettiva, cioè tale da non poter essere superata con le indagini suggerite dall’ordinaria diligenza, le quali debbono risultare dalla relazione di notifica redatta dall’ufficiale giudiziario.
Calunnia – Reato di pericolo – Sussistenza di causa tipica di non punibilità – Esclusione - Tribunale di Pescara - sentenza 16.02.2017.
In house providing – Controllo analogo - Nozione – Tar Pescara – sentenza 03.11.2016 n. 346 – Pres. Eliantonio – est. Tramaglini.
1. Quanto alle procedure di affidamento “in house providing”, per la configurabilità del c.d. "controllo analogo" non è necessario l’esercizio di un controllo totale ed assoluto di ciascun ente pubblico sull'intera società, ma che, in forza di idonei strumenti giuridici, ciascun ente sia in grado di assumere il ruolo di dominus nelle decisioni operative rilevanti circa il frammento di gestione relativo al proprio territorio, sicché, per assicurare tale controllo, sarebbe sufficiente una clausola statutaria che, in espressa deroga agli ordinari meccanismi societari di amministrazione e di controllo, riserva agli enti pubblici azionisti che affidino in via diretta alla società l'erogazione dei propri servizi pubblici locali un "potere di direttiva e di controllo" che si esplica -tra l'altro- mediante indirizzi "vincolanti", da esercitarsi in forma scritta, sulle modalità di erogazione del servizio affidato, con facoltà di risolvere anticipatamente ed unilateralmente il contratto in difetto di tempestivo adeguamento alle direttive impartite, o di dolosa sottrazione alle previste forme di controllo.
2. Quanto alle procedure di affidamento “in house providing”, il controllo analogo a quello esercitato sui servizi dell'ente affidante deve essere configurato in termini diversi e più intensi rispetto ai consueti controlli societari, quale attività di controllo forte, che si traduce in un potere assoluto di direzione, coordinamento e supervisione dell'attività riferita a tutti gli atti di gestione ordinaria e agli aspetti che l'ente concedente ritiene opportuni di quella ordinaria. In particolare, si richiede a tale scopo un controllo al tempo stesso sugli organi, e quindi strutturali, e sugli atti, ovvero sulle azioni e sui comportamenti: sugli organi nel senso che l'ente locale deve avere il potere di nomina e revoca quanto meno della maggioranza dei componenti degli organi di gestione, di amministrazione e di controllo; sulla gestione nella misura in cui l'ente affidante, oltre al potere di direttiva e di indirizzo, deve avere anche il potere di autorizzare o di annullare quantomeno tutti gli atti più significativi della società, come il bilancio, i contratti che superino una certa soglia ed in generale gli atti più qualificanti della gestione che non si risolvano in meri atti ordinari e burocratici.
Permesso di costruire in deroga al PRG – Silenzio assenso – Delibera del Consiglio Comunale - Tar Pescara – sentenza 27.01.2017 n. 391 – Pres. Urbano – est. Balloriani.
1. Nel caso del procedimento di cui all’articolo 14 TUE, cioè del permesso in deroga previa deliberazione del Consiglio comunale, non trova applicazione l’istituto del silenzio assenso di cui all’articolo 20 comma 8 TUE e ciò sia per un principio di specialità rispetto alla disciplina ordinaria di cui all’articolo 20 della legge n. 241 del 1990, sia soprattutto perché allorchè con l’articolo 5, comma 2, lettera a), del D.L. 13 maggio 2011 n. 70, si è modificato l’articolo 20 TUE cit., nel prevedere il silenzio assenso è stato eliminato il previgente comma 10 che stabiliva “Il procedimento previsto dal presente articolo si applica anche al procedimento per il rilascio del permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, a seguito dell'approvazione della deliberazione consiliare di cui all'articolo 14”.
2. Per attuare le modifiche di destinazioni d’uso non previste dal PRG, quindi in deroga a esso, ma consentite dal d.l. n. 70 del 2011 e dalla legge regionale n. 49 del 2012, è necessaria una pronuncia del Consiglio comunale, secondo il paradigma di cui all’articolo 14 TUE e ss.mm.ii.
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