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Timestamp: 2019-06-18 07:11:22+00:00

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Penale Archivi - Pagina 2 di 147
Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 13661 del 21-05-2019
In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall’art. 75 c.p.p., comma 3, che rispondono a finalità diverse da quella di preservare l’uniformità dei giudicati, e richiedono che la sentenza che definisca il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente previsto dagli artt. 651,651 bis, 652 e 654 c.p.p., vanno interpretati restrittivamente.
Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 24906 del 06-06-2019
Non può essere ritenuta in sentenza dal giudice la fattispecie aggravata del reato di falso in atto pubblico, ai sensi dell’art. 476, comma 2, cod. pen., qualora la natura fide facente dell’atto considerato falso non sia stata esplicitamente contestata ed esposta nel capo di imputazione con la precisazione di tale natura o con formule alla stessa equivalenti, ovvero con l’indicazione della norma di legge di cui sopra.
Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 24438 del 31-05-2019
La disciplina dettata dall’art. 624 bis cod. pen. può essere estesa ai luoghi di lavoro nei casi in cui essi presentino le caratteristiche proprie dell’abitazione nella misura in cui nel luogo in cui è stata posta in essere l’azione furtiva, in sostanza destinato ad attività lavorativa in modo tendenzialmente stabile, il soggetto compia atti della vita privata in modo riservato potendo precludere l’accesso a terzi.
Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 24471 del 31-05-2019
L’appropriazione indebita può consistere anche nel solo uso della cosa sia avvenuto trascendendo completamente i limiti del titolo in virtù del quale l’agente deteneva in custodia il bene, di modo che l’atto comporti un impossessamento, sia pure temporaneo, del bene, determinandosi così quell’inversione del possesso che costituisce l’elemento oggettivo della struttura del reato.
Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 22822 del 23-05-2019
L’omesso risarcimento del danno o la assoluta incapacità di risarcire il danno di per sé soli non giustificano la mancata ammissione alla misura alternativa più ampia; la prescrizione risarcitoria, di cui all’art. 47, comma settimo, ord. pen., presuppone la valutazione della concreta capacità economica del condannato; è illegittima la previsione di un automatismo tra la inosservanza della prescrizione risarcitoria e la sospensione-revoca della misura alternativa.
Corte di Cassazione – III sez. pen. -sentenza n. 22459 del 22-03-2019
Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 13508 del 20-05-2019
il provvedimento di «revoca» della patente non viene materialmente in esistenza prima che il Giudice penale lo pronunci (altro essendo, per natura, finalità ed effetti diversi, il provvedimento prefettizio, cautelare, di «sospensione provvisoria» della patente); e, logicamente, il suo procedimento di applicazione da parte della competente autorità amministrativa non può iniziare prima che la sentenza penale sia passata in giudicato
Corte di Cassazione – Sez. Un.- sentenza n. 20808 del 15-05-2019
La valorizzazione dei precedenti penali dell’imputato per la negazione delle attenuanti generiche non implica il riconoscimento della recidiva in assenza di aumento della pena a tale titolo o di giudizio di comparazione tra le circostanze concorrenti eterogenee; in tal caso la recidiva non rileva ai fini del calcolo dei termini di prescrizione del reato.
Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 17444 del 23-04-2019
La Corte di Appello, sezione per i minorenni, di Catania confermava la sentenza del tribunale per i minorenni di Catania del 9 maggio 2017 di condanna dell’imputato in relazione al delitto di danneggiamento aggravato di parti meccaniche ed elettriche di un cancello esposto sul confine della proprietà privata solcata da una via comune a più proprietà, alla pubblica fede.
Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 9430 del 04-03-2019
in tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, l’incapacità economica dell’obbligato, intesa come impossibilità di far fronte agli adempimenti sanzionati dall’art. 570 c.p., deve essere assoluta e deve altresì integrare una situazione di persistente, oggettiva ed incolpevole indisponibilità di introiti integrando la fattispecie delittuosa in argomento anche l’inadempimento parziale dell’obbligo di corresponsione dell’assegno alimentare quando le somme versate non consentano ai beneficiari di far fronte alle loro esigenze fondamentali di vita, quali vitto, alloggio, vestiario ed educazione.

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