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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 5/04/2016 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: stefiaria in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 5 aprile 2016
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 5 aprile 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:
Blum c. Austria 33060/10 2
Helmut Blum e' un cittadino austriaco che vive a Linz dove esercita la professione legale. Nel 2006 il ricorrente e' stato accusato di doppia rappresentanza in un processo penale, il giudice per le indagini preliminari ha successivamente provveduto ad informare il consiglio dell'ordine degli avvocati, che ha avviato anch'esso un procedimento disciplinare nei confronti del signor Blum. Mentre dunque il processo di fronte al giudice era ancora pendente il consiglio degli avvocati,senza tenere udienza,ha ritirato il suo diritto a rappresentare clienti dinanzi ad un giudice come misura provvisoria. I rilievi del signor Blum avversi tale procedimento sono stati respinti ripetutamente fin'anche dalla Corte Costituzionale nel 2009. Due anni dopo il ricorrente e' stato assolto da ogni accusa nel procedimento penale. Il consiglio degli avvocati dunque ha ritirato la misura provvisoria emessa contro di lui ma ha successivamente, in un secondo procedimento disciplinare, applicato una ulteriore multa al ricorrente, essendo addivenuto il Consiglio ad una conclusione differente da quella del giudice.
Il Signor Blum si lamenta che la durata del procedimento disciplinare era eccessiva e che la pena provvisoria inflittagli era irragionevole, oltre al fatto che il Consiglio non ha tenuto un'udienza orale prima di deliberare circa la misura da applicare nei suoi cnfronti. Invoca dunque l'articolo 6 (diritto ad un processo equo entro un tempo ragionevole) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento disciplinare
Articolo 6-1 - diritti e gli obblighi civili
Audizione pubblica )
danno patrimoniale - reclamo respinto (Articolo 41 - pecuniarie danni
danno non patrimoniale - accertamento di infrazione sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale
Teodorescu c. Romania 33751/05 2
Il sig. Teodorescu, proprietario di un immobile espropriato a seguito di ricorso all'autorita' giudiziaria riesce ad ottenere una sentenza definitiva che conferma il suo diritto a ricevere un indennizzo in conseguenza di tale azione da parte dello Stato. Tuttavia si registra un notevole ritardo da parte dell'amministrazione nell’erogazione di tale somma, ritardo che supera di oltre il doppio i tempi previsti per legge. In conseguenza di cio' ottenuto il risarcimento con anni di ritardo il ricorrente chiede inoltre che gli vengano riconosciuti adeguamenti per compensare la svalutazione monetaria; tale richiesta che tuttavia viene cassata dal tribunale. A seguito di cio' il signor Teodrescu lamenta la violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 relativamente alla protezione della proprieta' oltre al fatto che il notevole ritardo nell'adempimento da parte delle Stato rumeno ricade, per il ricorrente nella violazione dell'articolo 6 CEDU che garantisce il diritto ad un equo processo entro un tempo ragionevole.
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n Â° 1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 1 del Protocollo n Â° 1 -. Rispetto dei beni
Lukats c. Romania 24199/07 2
Il caso in questione riguarda una controversia relativa al risarcimento a seguito di un’espropriazione di un terreno di proprieta' del ricorrente. Pur a seguito di sentenze concordanti e definitive che affermavano il diritto al risarcimento del sig. Lukats, l'amministrazione non ha tuttora provveduto all'erogazione dell’indennizzo dovuto. Invocando l'articolo 1 del Protocollo n. 1 a protezione della proprieta' la ricorrente lamenta la mancata erogazione del risarcimento a lei dovuto e invocando inoltre l'articolo 6 (diritto ad un equo processo entro un tempo ragionevole e accesso alla giustizia) lamenta inoltre la prolunga inadempienza da parte dell'autorita'.
Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n Â° 1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 1 del Protocollo n Â° 1 -. Rispetto dei beni
Kortve'lyessy c. Ungheria 7871/10 2
Il caso e' relativo al divieto opposto dalle forze dell' ordine a ZoltÃ¡n Kortve'lyessy, cittadino ungherese, di tenere una corteo per manifestare contro la persecuzione dei movimenti inneggianti il nazionalismo radicale. Tale divieto e' stato motivato dall'autorita'Â a causa dell'impossibilita' di tenere detta manifestazione senza causare il blocco del traffico cittadino non essendovi vie alternative da cui far passare le macchine durante la manifestazione e che essa dunque avrebbe causato una paralisi del quartiere. Di diverso avviso il ricorrente che, esperiti senza successo i ricorsi ordinari, si e' rivolto alla Corte Europea, invocando l'articolo 11 (liberta' di riunione e di associazione) .
Articolo 11 Violazione dell' Articolo 11 - Liberta' di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Liberta' di riunione pacifica)
danno non patrimoniale- accertamento di infrazione sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale
Cazan c. Romania 30050/12 2
Nel luglio del 2009, Ionut Cazan, avvocato rumeno, era stato convocato presso la stazione di polizia di Constata per studiare file relativi alla difesa di un suo cliente. Giunto in loco e' stato in un primo momento insultato da un ufficiale di polizia in risposta ad una sua domanda relativa all’inserimento nel fascicolo dell’atto che decretava l’avvio del procedimento penale, successivamente a seguito del rifiuto dell'avvocato di firmare un atto retrodatato di oltre 6 mesi prima, l'agente non solo gli ha impedito di lasciare la stazione di Polizia, ma di fronte al tentativo di utilizzare il telefono per chiamare i soccorsi, ha reagito con violenza provocando una lezione alla mano della vittima. A seguito dell'incidente, il signor Cazan, al quale in ospedale gli viene diagnosticato una slogatura al dito e varie lesioni, ha sporto denuncia contro l'agente accusandolo di lesioni e di sequestro di persona. I ricorsi al giudice nazionale tuttavia non ha avuto gli esiti sperati dal ricorrente, che tra le altre cose e' stato anche denunciato per calunnia dall’agente di polizia. Invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), il sig Cazan si lamenta che lui e' stato sottoposto a maltrattamenti da un agente di polizia, mentre si accingeva a fornire rappresentanza legale al suo cliente coinvolto in una indagine penale. Si lamenta anche della mancanza di un'indagine efficace relativamente alla sua denuncia. Invocando l'articolo 5 (diritto alla liberta' e alla sicurezza) denuncia, che in data 12 luglio 2010 e' stato illegalmente detenuto da un funzionario di polizia allo scopo di fargli firmare un documento datato 6 mesi prima.
Violazione dell' Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell' Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della liberta')
Rozalia Avram c. Romania 19037/07 3
Rozalia Avram, ha acquistato un appartamento dallo stato, tale immobile era divenuto di proprieta' dello stato a seguito dell'acquisizione da parte della diocesi cattolica di Oradea. Successivamente la diocesi aveva agito per via legale allo scopo di ottenere la restituzione dell'immobile ed inoltre aveva presentato una seconda domanda, alla corte d’Appello, allo scopo di ottenere l'annullamento del contratto di vendita tra lo stato e i soggetti privati che avevano acquistato i lotti. Tale richiesta e' stata accolta dalla corte d'appello. Invocando l'articolo 6 della Convenzione (diritto a un processo equo), la sig.ra Avram lamenta la violazione del principio della certezza del diritto, infatti la seconda sentenza mette in dubbio la prima accogliendo un diritto di fatto incompatibile con quello precedentemente accertato. Lamenta inoltre la violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione (tutela della proprieta'). Nella sua sentenza principale del 16 settembre 2014, la Corte aveva trovato una violazione dell'articolo 6 della Convenzione.
Articolo 41 Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale
Svetlana Vasilyeva c. Russia 10775/09 2
Nel settembre 2007 i giudici nazionali in sede civile avevano deciso l'estraneita' della signora in una causa intentata contro di lei da una banca che richiedeva di utilizzare l'immobile per pagare il debito di un soggetto terzo che a parere della banca era in realta' il vero proprietario. L'attore sosteneva infatti che la casa non fosse di proprieta' della signora ma forse invece di proprieta' del soggetto terzo citato in giudizio il quale aveva comprato detto immobile dietro Procura della signora e che tuttavia non figurava proprietario. Nel anno successivo il tribunale ha stabilito con decisione definitiva l'estraneita' della signora dal rapporto tra la banca e il soggetto terzo. Tuttavia a seguito di un processo penale anch'esso iniziato nello stesso periodo e' stato autorizzato un sequestro dell'abitazione poiche' era stato stabilito che il soggetto terzo aveva attuato una frode tramite la signora a danno della banca in quanto pur essendo la signora proprietaria della casa da un punto di vista formale questa era in realta' stata acquistata con fondi appartenenti al soggetto terzo in questione. A seguito di cio' e' stata iniziata una procedura di sequestro dell'abitazione procedimento ora sospesa in attesa che il caso sia esaminato dalla Corte Europea.
Invocando dunque l'articolo 6 comma 1 che stabilisce il diritto ad un equo processo e il diritto all'accesso alla giustizia oltre all'articolo 1 del protocollo numero 1 a garanzia della proprieta' la ricorrente lamenta l'annullamento della decisione definitiva in suo favore.
Trapeznikov e Altri c. Russia 5623/09, 12460/09, 33656/09, 20758/10 2
I ricorrenti erano stati parte in un giudizio intentato dalle autorita' per un adeguamento all'inflazione dei loro benefici sociali in tutti i giudizi era stato deciso una variazione confermata in appello e' diventata poi esecutiva. Tuttavia tali decisioni sono stati in seguito annullate sulla base del fatto che esse erano in contrasto con la legge o infondate in particolare per quanto concerne i benefici sociali sono state liberate degli errori di classificazione. I ricorrenti dunque si rivolgono alla corte invocando a propria tutela l'articolo 6 comma 1 a protezione del diritto ad un equo processo e l'accesso alla giustizia oltre all'articolo 1 del protocollo a protezione della proprieta'.
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimenti civili
Vedat Dogru c. Turchia 2469/10 2
Â Il ricorrente era stato arrestato il 15 maggio 2009 in quanto ritenuto complice in un tentativo secessionista che interessava una parte di territorio nazionale turco. Posto in custodia cautelare avrebbe dovuto essere ascoltato da un magistrato entro le 24 ore, tuttavia il suo avvocato fece presente che il 12 di giugno il suo cliente era ancora detenuto. Il 25 giugno infine il pubblico ministero ha dato ordine di liberarlo. Tuttavia, a causa di ritardi ed inefficienze, il rilascio e' avvenuto solamente il 29 giugno. e' stato inoltre scoperto che era gia' presente una decisione del 1994 che riguardava i fatti di cui era accusato il ricorrente che di conseguenza non poteva essere implicato nel caso. Nel luglio del 2010 il ricorrente ha proposto un ricorso per il risarcimento di danni patrimoniali e non, subiti a causa della ingiusta detenzione protrattasi oltre i termini di legge. La Corte d'Assise ha ritenuto il suo ricorso fondato ed ha concesso un risarcimento in relazione ai danni subiti. Nonostante l’esito favorevole in primo grado, la pronuncia in appello nel 2013 non sortisce gli effetti sperati perche' respinge il ricorso sui punti di diritto. Dunque, il ricorrente invocando l’articolo 5 CEDU (diritto alla liberta' e alla sicurezza) lamenta il fatto di essere stato detenuto per oltre 45 giorni e dunque in violazione del limite massimo di 24 ore stabilito dalla legge. Lamenta inoltre che la sua scarcerazione e' avvenuta con ulteriori 3 giorni di ritardo dalla decisione del giudice che ordinava il suo rilascio. Infine il signor Dogru, invocando l'articolo 5 comma 3 e 4 CEDU (che sanciscono il diritto ad essere portati al piu' presto dinanzi al Giudice e il diritto ad una decisione rapida sulla legittimita' della propria detenzione) in combinato disposto con l'articolo 5 comma 5 (diritto al risarcimento in caso di detenzione illegale), lamenta la mancata possibilita' di chiedere un esame sulla legittimita' della sua custodia cautelare e l'assenza di un rimedio che gli consentisse di far valere il suo diritto al risarcimento.
Violazione dell' Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto
Procedura prevista dalla legge)
Violazione dell' Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-3 - Portato immediatamente dinanzi al giudice o altro funzionario)
Blum c. Austria Cazan c. Romania Kortvélyessy c. Ungheria Lukats c. Romania Rozalia Avram c. Romania Svetlana Vasilyeva c. Russia Teodorescu c. Romania Trapeznikov e Altri c. Russia Vedat Dogru c. Turchia	2016-04-05
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