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Timestamp: 2019-09-20 04:21:52+00:00

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Sentenza. Le novità settimana 9-13 settembre: dequalificazione professionale, ripetizione dell'indebito, pausa pranzo e straordinario, danno da malpractice
- Dequalificazione professionale;
- Ripetizione dell’indebito
- Pausa pranzo e straordinario
-Danno da malpractice
Cassazione Lavoro – Sezione Lavoro - Ordinanza n. 21473/2019 – Dequalificazione professionale: non è corretto collegarla alla sola riduzione quantitativa dell’attività. Il dirigente medico non ha un diritto soggettivo ad effettuare interventi che siano qualitativamente e quantitativamente costanti nel tempo, sicché lo stesso non può opporsi né a scelte aziendali che siano finalizzate a tutelare gli interessi collettivi richiamati dal d.lgs. n. 502 del 1992, art. 1, né alle direttive impartite dal responsabile della struttura che perseguano l'obiettivo di garantire efficienza e qualità del servizio da assicurare al paziente.
Cassazione Lavoro – Sentenza n. 21164/2019 –Somme indebitamente percepite dal medico, Asl può recuperare solo al netto. Se il datore di lavoro deve recuperare dal lavoratore emolumenti che questi ha riscosso in eccesso (e, quindi, indebitamente), per qualsiasi causa, tale recupero deve essere fatto al netto delle ritenute fiscali, in quanto il datore di lavoro, salvi i rapporti col Fisco, può ripetere l'indebito nei confronti del lavoratore soltanto nei limiti di quanto da questi effettivamente percepito, restando esclusa la possibilità di ripetere importi al lordo di ritenute fiscali mai entrate nella sfera patrimoniale del dipendente.
Cassazione Lavoro – Ordinanza n. 21325/2019 –Pausa pranzo soppressa retribuita come straordinario. Nel momento in cui il datore di lavoro sopprime la pausa pranzo rilasciando ai dipendenti dei buoni pasto da spendere al di fuori dell'orario lavorativo, ma poi pretende di far recuperare loro i 15 minuti destinati alla stessa, anche se di fatto non goduta, egli deve retribuire questo tempo in più come straordinario. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione che con l'ordinanza n. 21325/2019 respinge il ricorso della Asl, confermando così la decisione del giudice di seconda istanza.
Corte dei Conti Lombardia - Sentenza n. 171 - Danno da malpractice. Il giudice contabile può intervenire specie se l'esborso risarcitorio da parte dell'Asl sia avvenuto in sede transattiva. Anche prima della novella Gelli del 2017, le scelte transattive, giudiziali o stragiudiziali, al pari delle condanne in sede civile della P.A., non avevano (e non hanno) un effetto vincolante assoluto sul giudizio di rivalsa per danno indiretto innanzi a questa Corte. Difatti, come più volte ribadito dalla giurisprudenza, in perfetta sintonia con la dottrina, tale doverosa rivalutazione interna da parte del giudice contabile, espressiva del suo irrinunciabile libero convincimento, interviene sempre e soprattutto qualora l'esborso risarcitorio da parte dell'Azienda sanitaria sia avvenuto non già in sede giudiziale civile, ma in sede transattiva, le cui motivazioni, soprattutto se (come nella specie) gestite da Compagnie assicurative, sono spesso molto pragmatiche e meno ancorate (rispetto ad una sentenza civile) a ragionamenti tecnico-giuridici in punto di reale ed esatta imputazione al medico (o a ciascun medico, in caso di concorso di persone) di una colpevolezza (grave) tutta da dimostrare in sede giuscontabile.
Sentenza. Le novità settimana 29 luglio 2 agosto : demasionamento, colpa grave, danno erariale, concorsi pubblici
- Demasionamento e diritto al risarcimento;
- Colpa professionale equipe medica;
-Colpa grave e danno erariale;
Corte Cassazione Lavoro – Sentenza n. 19923/2019 – Il medico demansionato ha diritto al risarcimento. La Cassazione ha ritenuto provata una diretta relazione tra la situazione di emarginazione professionale e la scelta del dipendente di accedere anticipatamente al trattamento pensionistico. Inoltre, non ha ravvisato la sussistenza di una “duplicazione” delle voci di danno.
Corte Cassazione Penale – Sezione IV - Sentenza n. 30626/2019 – I criteri per la valutazione della colpa professionale della equipe medica. In tema di colpa professionale, in caso di intervento chirurgico in 'equipe', il principio per cui ogni sanitario è tenuto a vigilare sulla correttezza dell’attività altrui non opera in relazione alle fasi dell’intervento in cui i ruoli e i compiti di ciascun operatore sono distinti, dovendo trovare applicazione il principio dell’affidamento per cui può rispondere dell’errore o dell’omissione solo colui che abbia in quel momento la direzione dell’intervento o che abbia commesso un errore riferibile alla sua specifica competenza medica.
Corte dei Conti Piemonte – Sentenza n. 68/2019 – È necessaria la colpa grave per risarcire il danno erariale. Il prevalente orientamento della giurisprudenza contabile identifica la colpa grave in una sprezzante trascuratezza dei propri doveri, che si manifesta attraverso un comportamento improntato alla massima negligenza o imprudenza ovvero ad una particolare noncuranza degli interessi pubblici.
Consiglio di Stato – Sentenza n. 2775/2019 – Concorsi pubblici: il CdS su qualificazione commissari, obblighi di astensione e ammissibilità del punteggio numerico. Principi, bilanciamento di interessi e consolidati orientamenti giurisprudenziali in tema di concorso pubblico: dalla qualificazione dei commissari sino agli obblighi di astensione, passando per la regola dell’anonimato e l’ammissibilità del punteggio numerico mero. È quanto affronta la Sezione III del Consiglio di Stato, nella sentenza n. 2775, pubblicata il 29 aprile 2019.
Sentenza. Le novità settimana 22-26 luglio:vaccini, consenso, cure estero, organizzazione carente
-Vaccini: illegittima la legge del Molise
-Mancata informazione non giustifica il risarcimento
-Rimborso cure all’estero
-Colpa di “organizzazione carente”
Corte Costituzionale – Sentenza n. 186/2019 –Le Regioni sono vincolate a rispettare ogni previsione contenuta nella normativa statale. Nel caso delle vaccinazioni obbligatorie le Regioni sono vincolate a rispettare ogni previsione contenuta nella normativa statale, incluse quelle che, sebbene a contenuto specifico e dettagliato, per la finalità perseguita, si pongono in rapporto di coessenzialità e necessaria integrazione con i principi di settore.
Tribunale di Lecce – Sentenza n. 1951/2019 – La mancata informazione, in assenza di prova dei danni effettivi subiti, non giustifica il risarcimento. Ove si alleghi la violazione dell'obbligo di informazione da parte del medico, si ha l'onere di provare che, ove l'informazione fosse stata fornita, il paziente avrebbe rifiutato il trattamento sanitario. Tali conclusioni si collocano nella scia degli orientamenti ermeneutici delle note Sentenze di San Martino (Cass. Civ., SS.UU., 11 novembre 2008 nn. 26972/3/4/5) che qualificano il danno non patrimoniale quale "conseguenza" e non quale evento; quindi, non è sufficiente, a fini risarcitori, la mera violazione del consenso, ma occorre anche la prova del danno subito dal paziente che non può più essere individuato in re ipsa nella mera violazione dell'interesse leso, in quanto il danno, quale componente dell'illecito, è una conseguenza meramente eventuale dell'evento lesivo, potendo anche configurarsi illeciti non produttivi di danni.
Cassazione Lavoro – Sentenza n. 19024/2019 – La asl rimborsa cure all’estero non autorizzate se il paziente decide in stato di necessità. I giudici ravvisano i presupposti del diritto al rimborso nello "stato di necessità" in cui si trova l'assistito che decida "non autorizzato" dalla pubblica amministrazione italiana di recarsi comunque all'estero per curarsi.
Cassazione Penale – Sentenza n. 32477/2019 – Secondo la Cassazione il medico manager risponde di “colpa di organizzazione” per il reato non ascrivibile ai soli operatori: è lui il garante ultimo dell’assistenza ai malati e del coordinamento del personale

References: art. 1
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