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Timestamp: 2020-01-24 05:14:35+00:00

Document:
Vendredi, 10 Janvier , 2020
(Vedi risoluzione n. 106 del 2019)
Con la risoluzione n. 108/E del 23 dicembre 2019 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle novità introdotte dal decreto legge fiscale su ritenute e compensazioni in appalti e subappalti al fine di contrastare l’illecita somministrazione di manodopera. Sui committenti di opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a 200mila euro, è fatto obbligo di richiedere copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio. La norma pone a carico dell’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice l’onere del versamento delle ritenute operate. Al committente spetta invece l’obbligo di verificare il versamento delle imprese. Entro cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento il committente è tenuto a richiedere all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, copia delle deleghe di pagamento. Al committente va trasmesso anche un elenco nominativo di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato. La quantificazione dei versamenti distinti per ciascun committente va effettuata sulla base di parametri oggettivi, ad esempio sulla base del numero delle ore impiegate per l’esecuzione della commessa. Le novità trovano applicazione dal 1°gennaio 2020.
(Vedi risoluzione n. 108 del 2019)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 97/E del 28 novembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta della Regione Friuli Venezia Giulia per il miglioramento della competitività delle imprese e per le erogazioni liberali relative a progetti di promozione e organizzazione di attività culturali e di valorizzazione del patrimonio culturale. I nuovi codici tributo sono i seguenti: ‘6910’ denominato ‘Regione Friuli Venezia Giulia – credito d’imposta per il miglioramento della competitività delle imprese – art. 2, commi da 34 a 40, legge regionale 28 dicembre 2018 n. 29’ e ‘6911’ denominato ‘Regione Friuli Venezia Giulia – credito d’imposta per le erogazioni liberali relative a progetti di promozione e organizzazione di attività culturali e di valorizzazione del patrimonio culturale – art 7, commi da 21 a 31, legge regionale 6 agosto 2019 n. 13’.
(Vedi risoluzione n. 97 del 2019)
Vendredi, 29 Novembre , 2019
Con la risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine al versamento degli acconti dovuti ai fini Irpef Ires ed Irap. A decorrere dal 27 ottobre 2019, l’articolo 58 del decreto legge n. 124/2019 (in corso di conversione) ha stabilito che ‘per i soggetti di cui all’art. 12- quinquies, commi 3 e 4, del decreto legge 30 aprile 2019 n. 34, i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50%, fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico’. Per determinati soggetti, quindi, la norma modifica la misura dei versamenti della prima e della seconda rata degli acconti dovuti ai fini Irpef, Ires ed Irap, rimodulandoli in due rate di pari importo, ossia al 50%, anziché 40 e 60%. La modifica trova applicazione nei confronti di coloro ai quali era stata disposta la proroga dei versamenti al 30 settembre 2019. Parliamo dei contribuenti che: esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, le attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e di coloro che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun Isa, dal relativo decreto ministeriale di approvazione. Ricorrendo tali condizioni si applica anche ai contribuenti che: applicano il regime forfettario agevolato; applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità; determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari; ricadono nelle altre cause di esclusione dagli Isa. La rimodulazione del versamento degli acconti è applicabile anche: all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari; alla cedolare secca sul canone di locazione, all’Ivie e all’Ivafe. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, è fatto salvo il versamento dell’eventuale prima rata di acconto ed è dovuta, quindi, la seconda rata nella misura del 50% ovvero l’unico versamento nella misura del 90%.
(Vedi risoluzione n. 95 del 2019)
(Vedi risoluzione n. 96 del 2019)
Esenzione dalle ritenute sugli interessi ex art. 26-quater Dpr n. 600/1973 – Beneficiario effettivo – Cessione del credito a titolo di garanzia
Esenzione da ritenuta sugli interessi in caso di cessione crediti fra società consociate di Stati membri della Ue. Per essere considerata beneficiario effettivo la società deve ricevere pagamenti in qualità di beneficiario finale e non come fiduciario o delegato di terzi. Con la risoluzione n. 88/E del 18 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che riveste la qualifica sopra espressa la società che gode degli interessi, dispone del reddito percepito e trae un proprio beneficio economico dal contratto di finanziamento posto in essere. E’ il DPR n. 600/1973, art. 26-quater, che disciplina l’esenzione dalle imposte sugli interessi e sui canoni corrisposti fra società consociate di Paesi membri dell’Unione. Per essere considerata beneficiaria effettiva occorre inoltre che la società svolga una reale e genuina attività economica radicata nel tessuto economico del Paese di insediamento. Inoltre la verifica della qualità di beneficiario effettivo del percettore degli interessi può essere condotta anche preventivamente nell’ambito di un’istanza di interpello sui nuovi investimenti. Nel caso analizzato dalle Entrate l’Agenzia ritiene che la società istante non risulta beneficiario finale dei pagamenti in quanto è priva della titolarità e disponibilità dei crediti nascenti dal contratto di finanziamento.
(Vedi risoluzione n. 88 del 2019)
Con la risoluzione 92/E del 5 novembre 2019 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla disciplina dettata dall’articolo 166-bis del Tuir nella formulazione in vigore fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 (ossia ante Atad). Nell’interpello che riguarda una fusione per incorporazione in entrata da Paese ‘White list’ perfezionatasi nel 2018 è stato chiesto di conoscere se il valore di ingresso delle attività e delle passività trasferite in Italia per effetto dell’operazione straordinaria possa essere rinvenuto automaticamente nel valore attribuito in sede di determinazione dell’exit tax dovuta nello Stato di provenienza, in quanto conforme al c.d. ‘arm’s length principle’. Inoltre è stato chiesto se ha rilevanza fiscale il disavanzo da fusione che l’incorporante ha allocato ad avviamento. Il decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015) ha introdotto l’articolo 166-bis del Tuir che è stato poi modificato dal Dlgs 142/2018 col recepimento della direttiva Atad. La disposizione disciplina, ai fini delle imposte sui redditi, i beni che per la prima volta accedono nel nostro ordinamento, risolvendo il problema dell’individuazione dei criteri da utilizzare per attribuire il valore di ingresso agli asset dei soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. Come anticipato, recentemente, l’art. 166-bis è stato modificato dal Dlgs 142/2018 le cui disposizioni trovano applicazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018. Tutti i soggetti che provengono da Paesi ‘White list’, ai fini fiscali, valorizzano le attività e le passività in ingresso sulla base del relativo valore nominale. Tale criterio trova applicazione anche laddove detto trasferimento nel territorio dello Stato si verifichi ‘a seguito e per effetto di una fusione con una società italiana’ e opera a prescindere dal pagamento di una exit tax nello Stato di uscita. Anche la relazione illustrativa al decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015) precisa che il valore normale è assunto quale ‘criterio generale’ per i trasferimenti da Stati ‘White list’. La ratio del valore normale è evitare che plusvalori o minusvalori dei beni maturati interamente all’estero influiscano sulla determinazione del reddito imponibile in Italia. Nel corso di Telefisco 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il valore normale deve considerarsi inderogabile. La natura inderogabile di questo criterio comporta l’impossibilità di riconoscere automaticamente, ai fini della valorizzazione degli asset in entrata, il valore ad essi attribuito nel paese di provenienza in sede di determinazione di una eventuale exit tax. E non è possibile recepire in Italia i valori correnti determinati nello Stato di uscita secondo criteri locali, anche se risultanti da perizia di stima. Ne deriva che non è possibile affermare che il valore normale degli asset coincida sempre col valore attribuito in sede di applicazione della exit tax dovuta nel Paese di provenienza. In merito al secondo quesito ovvero alla rilevanza fiscale dell’avviamento, per le operazioni fino al 2018 (ante Atad) lo stesso avviamento non ha rilevanza a prescindere dal fatto che ci sia stato assoggettamento a exit tax.
(Vedi risoluzione n. 92 del 2019)
Vendredi, 15 Novembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 86/E del 15 ottobre 2019, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24 Accise, delle somme dovute a titolo di indennità di mora e interessi sull’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo. I nuovi codici tributo sono: ‘5467’ denominato ‘Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – indennità di mora - articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014’; ‘5468’ denominato ‘Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – interessi sul ritardato pagamento – articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014’.
(Vedi risoluzione n. 86 del 2019)
Ridenominazione dei codici tributo ‘2839’, ‘2840’, ‘2841’, ‘2842’, ‘2843’ e ‘2844’
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 87/E del 16 ottobre 2019, ha ridenominato i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 50/E del 15 febbraio 2008, per consentire il versamento, tramite il modello F24 Accise, dell’accisa sui tabacchi lavorati immessi in consumo nella Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per la quota di spettanza della Regione medesima. Al fine di tenere conto della nuova quota di compartecipazione della Regione al gettito dell’accisa in argomento (5,91 decimi), con la presente risoluzione l’Agenzia delle Entrate ridenomina i codici ‘2839’, ‘2840’, ‘2841’, ‘2842’, ‘2843’ e ‘2844’.
(Vedi risoluzione n. 87 del 2019)
Vendredi, 8 Novembre , 2019
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 89/E del 25 ottobre 2019, risponde al Forum Nazionale del Terzo settore che chiedeva di conoscere se un ente iscritto in uno dei registri previsti dal Codice del terzo settore che non ha proceduto all'adeguamento del proprio statuto alle disposizioni inderogabili contenute nel medesimo Codice, possa continuare – fino all'entrata in funzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) – ad applicare le disposizioni fiscali previgenti in materia di Onlus, Oorganizzazioni di volontariato (Odv) e Associazioni di promozione sociale (Aps). Anche alla luce di quanto precisato dal ministero del Lavoro la circolare ritiene che un ente iscritto nel registro delle Odv o in quello delle Aps possa continuare ad applicare le disposizioni fiscali discendenti dalle rispettive normative sempre che sia in possesso dei requisiti formali e sostanziali previsti dalle leggi di settore, fino al termine di cui al comma 2, dell'articolo 104 del Codice anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il nuovo termine (prorogato) del 30 giugno 2020. Parimenti, un ente iscritto all'Anagrafe delle Onlus può continuare ad applicare le disposizioni fiscali rispettivamente previste sempre che sia in possesso dei requisiti formali e sostanziali all'uopo previsti, fino al termine di cui al comma 2, dell'articolo 104 del Codice, anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il nuovo termine (prorogato) del 30 giugno 2020. Anche il decreto legge n. 148/2017, convertito nella legge n. 172/2017, conferma che le disposizioni di carattere fiscale vigenti prima della data di entrata in vigore del Codice del Terzo Settore, continuano a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino a quando non saranno applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Codice.
Con la risoluzione n. 90/E del 28 ottobre 2019 l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo '5469' per il versamento, tramite il modello F24 Accise, degli interessi attivi maturati sulle somme riscosse dal concessionario, devolute all'Erario decorsi tre anni dalla data dell'ultima movimentazione del conto di gioco. Il suddetto codice tributo è come segue denominato: 'Interessi attivi relativi alla gestione finanziaria della raccolta di gioco a distanza'.
(Vedi risoluzione n. 90 del 2019)
L'Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 20/E del 9 settembre 2019, raccoglie i chiarimenti forniti alle associazioni di categoria e agli ordini professionali in occasione di incontri e convegni sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale svoltisi nei mesi di giugno e luglio. Il nuovo strumento che sostituisce gli studi di settore ha generato molti interrogativi da parte degli addetti ai lavori che, invano, ne hanno chiesto la disapplicazione per il periodo d'imposta 2018 o, in alternativa, l'applicazione su base volontaria. Il documento di prassi amministrativa fornisce nuove informazioni sulle modalità applicative della nuova metodologia che si sommano ai chiarimenti forniti con la circolare n. 17/E/2019. In quaranta pagine la circolare fornisce chiarimenti per macroaree: utilizzo degli Isa ai fini delle attività di analisi del rischio e selezione; cause di esclusione; segnalazioni relative agli indicatori e al funzionamento del software 'Il tuo Isa'; coefficiente individuale; compilazione dei modelli; dati delle precompilate; regime premiale; proroga versamenti; ulteriori componenti positivi. Si tratta, in sostanza, di una sorta di prontuario a cui ricorrere quando dovessero insorgere difficoltà nella determinazione del profilo di rischio, sulle imposte da corrispondere e sugli altri argomenti legati agli indici. Gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale sono formulati con un sistema a pagella. In base ai risultati ottenuti imprenditori e professionisti ottengono un voto che va da 1 a 10. Chi ha riportato un punteggio compreso tra 6 e 7,99 non subirà controlli dal fisco che invece scattano con risultati sotto la sufficienza. In merito alle cause di esclusione la circolare ribadisce che sono esclusi dagli Isa per il periodo d'imposta 2018 i soggetti che possono usufruire del regime agevolato forfettario (legge 398/1991) e coloro che si avvalgono del nuovo regime forfettario (legge 190/2014) e di quello per l'imprenditoria giovanile. Il documento si concentra, in particolare, sulle società cooperative a mutualità prevalente, sull'affitto d'azienda, sulla cessazione dell'attività prevalente e sulla modifica dell'attività in corso d'anno per effetto dell'inizio della nuova attività. Qualora gli indicatori di anomalia evidenzino particolari criticità, i contribuenti possono modificare i dati precalcolati dopo averli verificati e procedere all'elaborazione di un nuovo Isa, ma non è possibile intervenire su tutte le variabili precalcolate. Non lo sono, ad esempio, i coefficienti individuali per la stima dei ricavi/compensi. Nei casi in cui non è possibile intervenire i contribuenti possono utilizzare il campo delle note aggiuntive per fornire giustificativi in merito ad eventuali disallineamenti. Nuovi componenti positivi: solo i contribuenti con le 'carte in regola' possono usufruire dei benefici premiali Isa 2019. Un punteggio alto garantisce l'esonero dall'apposizione del visto di conformità. Se il risultato degli Isa consente di dichiarare ulteriori componenti positivi per ottenere un punteggio pari a 10, è possibile indicare anche un importo di componenti positivi che permetta di raggiungere un valore inferiore rispetto a quello proposto dall'Isa per migliorare il proprio profilo di affidabilità e accedere al regime premiale. I contribuenti che hanno ricevuto un punteggio pari o superiore a 8 possono utilizzare in compensazione, senza dover apporre il visto di conformità, i crediti per un importo non superiore a 50mila euro annui in caso di Iva e per un importo non superiore a 20mila euro annui relativi a imposte dirette e Irap, già a partire dal giorno successivo a quello della chiusura del periodo d'imposta nel quale sono maturati, senza dover aspettare la presentazione del modello Isa.
(Vedi circolare n. 20 del 2019)
Vendredi, 11 Octobre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 82/E del 23 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli nuovi di fabbrica di categoria M1 a basse emissioni di CO2 e di categoria L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7e elettrici o ibridi. I nuovi codici tributo sono: ‘6903’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. M1 – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1031, L. n. 145/2018’ e ‘6904’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. L1e/L7e – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1057, L. n. 145/2018’.
(Vedi risoluzione n. 82 del 2019)

References: art. 2
 art. 26
 art. 26
 articolo 7
 articolo 7
 articolo 1
 articolo 1