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Cassonetto differenziato... chi ti ha autorizzato? - FORUM di Lexambiente
Cassonetto differenziato... chi ti ha autorizzato?
Tutte le questioni riguardanti il settore dedicato ai rifiuti nel "TU ambientale"
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Messaggioda cumba07 » 16 aprile 2015, 11:11 Punti di raccolta rifiuti urbani sul territorio.Insomma quelli che sono cassonetti stradali, campane, fusti, etc.Non riesco a venirne a capo, chiedo un supporto. Per quanto posso leggere sul testo unico ambiente, per poter depositare rifiuti in un luogo ci sono le seguenti alternative:- deposito temporaneo ex art. 183 comma 1 lett. bb), nel luogo in cui gli stessi sono stati prodotti;- centro di raccolta ex art. 183 comma 1 lettera mm), dove per espressa formulazione, l’attività di deposito, a determinate condizioni, rientra ancora nella fase di raccolta;- autorizzazione allo stoccaggio ex art. 208 del codice;- stoccaggio semplificato ex art. 216.Sulle pile c’è una esclusione per i punti di raccolta, ex art. 2 c. 1 lett. t) ed art. 6 del D.L.vo 188/2008, ma per il resto, nulla trovo. Il fatto poi che per le pile ci sia stata una specifica disposizione normativa che in modo esplicito indica che non si debbano autorizzare allo stoccaggio tali contenitori mi fa pensare che, in mancanza di analoga disposizione, le altre frazioni debbano essere autorizzate.Cercando in rete ho trovato un intervento di Santoloci del 2004, pubblicato sulla rivista rifiuti nr. 110, dove approfondisce il tema delle “ecopiazzole” e indica velocemente anche una tesi alternativa che vedrebbe quest’ultime paragonabili ai cassonetti stradali che beneficiano di una “deregolamentazione” legata alla privativa comunale che permetterebbe di non essere obbligati all’autorizzazione. Anno 2004 però, ora il DM del 08/04/2008 e s.m.i. ed il D.L.vo 152/2006, sul tema “ecopiazzole” sono chiari ma nulla dicono circa i cassonetti. Ma sulla “deregolamentazione” citata non ho trovato nulla.Nell’attuale art. 198 – Compiti dei Comuni, l’articolo della privativa per intenderci, vi sono una serie di compiti che i Comuni devono porre in essere ma non riesco a far rientrare la possibilità di non autorizzare degli stoccaggi di rifiuti lontani dai luoghi di produzione se non con una delle modalità sopra in elenco.Chiedendo a qualche collega la risposta è stata che il posizionamento dei cassonetti è stato autorizzato dal Comune con apposito regolamento, oppure che siccome sono su pubblica via non vi sono problemi oppure ancora che si tratta di pochi mc . Ora io credo che il regolamento di servizio, oltre che regolamentare=organizzare, permetta sì il posizionamento di cassonetti sul territorio, così come permette di lasciare esposti sul marciapiede o sulla pubblica via i contenitori di piccole dimensioni per il conferimento dei rifiuti (es. umido, vetro, ma anche i sacchi) ma solo dal punto di vista dell’occupazione del suolo pubblico, non certo autorizza l’attività svolta nel luogo di posizionamento del cassonetto, in quanto non riesco a farla rientrare nelle indicazioni dell’art. 198.Nella raccolta porta a porta, non vi è trasferimento del rifiuto dal suo luogo di produzione, mentre con un conferimento in campana o in cassonetto è evidente che il luogo di produzione del rifiuto non può essere considerato il cassonetto o la campana stessi.Dopo questa premessa chiedo se qualcuno di Voi riesce a farmi chiarezza sul tema, anche solo con qualche link giusto. Top
Re: Cassonetto differenziato... chi ti ha autorizzato?
Messaggioda cumba07 » 24 aprile 2015, 13:16 Nessuno proprio?Dai su mi serve anche solo uno spunto....qualche dritta da chi ha masticato anche il DPR 915/82.Grazie
orione Guru
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Messaggioda orione » 29 maggio 2015, 12:09 ...cri cri... cri cri... non mi piacciono i post senza risposta per cui ti do la mia interpretazione, magari potrà essere di stimolo per qualcuno maggiormente ferrato che abbia anche solo voglia di confutare: il cassonetto su strada utilizzato dall'utente per il conferimento del rsu non rientra a mio avviso in nessuna fattispecie riconducibile a "stoccaggio" o "deposito" ma semplicemente in una fase transitoria del servizio pubblico di raccolta che deve essere disciplinato e gestito come ben sai. Poichè trattasi di una fase transitoria del servizio, di mera organizzazione logistica e non altrimenti riconducibile ad alcuna delle fattispecie da te citate, le uniche prescrizioni da rispettare sono quelle legate al CdS e ai regolamenti di igiene e decoro urbani emanati dagli enti locali che ne prescrivono tipologia e corretti criteri di posizionamento.
lexambiente fidelis
Messaggioda atena60 » 16 febbraio 2016, 7:26 Non è per pigrizia, caro Cumba..., è proprio l'argomento in sè che allo stato non consente grandi voli interpretativi Una volta detto che l'utilizzo di cassonetti stradali, campane, ecc. per il conferimento dei rifiuti urbani (sia in forma indifferenziata che diffenziata) non rientra nelle fasi/definizioni di "deposito temporaneo" e "stoccaggio", bensì in quelle di "raccolta"; una volta detto che compete ai comuni disciplinare tramite regolamenti le modalità del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti urbani, nonché le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento e di raccolta (tutte cose che di fatto si concretizzano anche nella scelta di dove e come posizionare cassonetti stradali, campane, ecc.); una volta detto quello che ti ha già detto Orione in ordine alle prescrizioni da rispettare per il loro posizionamento, siamo belli che arrivati alla fine... Top
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Messaggioda cocciaguzzidibottiglia » 1 marzo 2016, 9:09 atena60 ha scritto:...Una volta detto che l'utilizzo di cassonetti stradali, campane, ecc. per il conferimento dei rifiuti urbani (sia in forma indifferenziata che diffenziata) non rientra nelle fasi/definizioni di "deposito temporaneo" e "stoccaggio", bensì in quelle di "raccolta"... e se per un attimo mi pungesse vaghezza di riesumare questo zombi-post ? e mi/Vi chiedessi dove sta scritto che ANCHE il cassonetto gode delle stesse deroghe delle ecopiazzole (quelle SI' esplicitamente normate e derogate dal DM 08.04.08 smi) ? Top
Messaggioda atena60 » 2 marzo 2016, 7:43 cocciaguzzidibottiglia ha scritto:...dove sta scritto che ANCHE il cassonetto gode delle stesse deroghe delle ecopiazzole (quelle SI' esplicitamente normate e derogate dal DM 08.04.08 smi) ? Mi pare se ne fosse parlato più volte fino allo sfinimento... Quante volte abbiamo ricordato che ai sensi dell'art. 198 del D.L.vo 152/2006 (ma già prima con l'art. 21 del D.L.vo 22/1997) è demandata ai comuni la competenza specifica a disciplinare tramite regolamenti le modalità del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti urbani, nonché le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento e di raccolta? Tutte cose che DI FATTO (ovviamente nel rispetto di particolari prescrizioni di natura igienica, viabilistica, ecc.) si concretizzano ANCHE nella scelta di dove e come posizionare cassonetti stradali, campane, ecc. , la cui legittimazione “tecnico-giuridica” prende appunto origine dalla suddetta competenza specifica demandata ai comuni.Nessuno è obbligato ad essere d'accordo con questa tesi, ma nel caso - per una discussione costruttiva - dovrebbe argomentare con un'antitesi.I centri di raccolta sono aree "presidiate ed allestite"..., insomma una cosa un po' diversa ed un po' più complessa del semplice cassonetto stradale. Bene ha fatto il legislatore, dunque, a (tentare di) risolvere un'annosa questione relativa alla loro esistenza ed a subordinarli ad una specifica disciplina.
Messaggioda cumba07 » 3 marzo 2016, 14:53 Qualche argomentazione a supporto della tesi.Riporto alcune delle definizioni dell'art. 183 che vengono citate, non tutte in modo esplicito, anche all'art. 198 comma 2:...o) "raccolta": il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito preliminare alla raccolta, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta di cui alla lettera "mm", ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento;p) "raccolta differenziata": la raccolta in cui un flusso di rifiuti e' tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico;...bb) "deposito temporaneo": il raggruppamento dei rifiuti e il deposito preliminare alla raccolta ai fini del trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento, effettuati, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, da intendersi quale l'intera area in cui si svolge l'attivita' che ha determinato la produzione dei rifiuti o, per gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, presso il sito che sia nella disponibilita' giuridica della cooperativa agricola, ivi compresi i consorzi agrari, di cui gli stessi sono soci, alle seguenti condizioni:....Ho avuto modo di vedere, con gli occhi di questa faccia :- cassoni da 30 mc posizionati a ciglio strada per il conferimento degli urbani, senza alcun richiamo ad esigenze contingenti (ex art. 191);- contenitori attrezzati per la raccolta di olio vegetale con volumetrie variabili anche se credo tutte inferiore ai 0,5 mc (tranne uno in Puglia che sicuramente superava il mc ma anche i due).Ho poi alcune difficoltà a ritenere possibile il conferimento in questi "cassonetti differenziati" di materiali provenienti da utenze non domestiche. La ditta che trasporta carta al cassonetto/campana previsto nel regolamento comunale di igiene urbana e debitamente autorizzato per l'occupazione del suolo pubblico, ha l'autorizzazione? ha il formulario?Ringrazio per il tempo. Top
Messaggioda cocciaguzzidibottiglia » 7 marzo 2016, 17:25 cumba07 ha scritto:Qualche argomentazione a supporto della tesiintendi a favore dell'antitesi di Palladeano60 richiamo ?
Messaggioda cumba07 » 14 marzo 2016, 11:55 cocciaguzzidibottiglia ha scritto:intendi a favore dell'antitesi di Palladeano60 richiamo ?No, no a favore della mia di tesi!PS - scusate il poco tempismo ma ho avuto seri problemi di connessione ed in più non mi arrivano più mail di notifica... Top
Messaggioda cumba07 » 22 marzo 2016, 10:38 Butto li ancora qualcosa, giusto per non far morire il post.Art. 181 comma 6, che introduce una esclusione per le scuole nelle modalità di stoccaggio dei rifiuti ed in generale "di autorizzazione" per carta e plastica. Quindi tutti gli altri sono obbligati:"6. Al fine di favorire l'educazione ambientale e contribuire alla raccolta differenziata dei rifiuti, i sistemi di raccolta differenziata di carta e plastica negli istituti scolastici sono esentati dall'obbligo di autorizzazione in quanto presentano rischi non elevati e non sono gestiti su base professionale."
Messaggioda atena60 » 22 marzo 2016, 14:55 Credo che il comma 6 dell'art. 181, che hai citato, sia relativo a quei progetti scolastici nei quali gli alunni/studenti portano a scuola i rifiuti di carta e plastica prodotti dalle loro famiglie, anziché buttarli negli appositi contenitori stradali della raccolta differenziata; in pratica la scuola raccoglie e rivende direttamente il materiale così raccolto attraverso la partecipazione delle famiglie.Un'attività che di fatto sarebbe in contrasto con la raccolta differenziata ordinaria disciplinata dai regolamenti comunali e gestita SOLO da soggetti iscritti in categoria 1, per la quale era quindi necessaria la "deroga" di cui sopra.Poi potremmo anche discutere di situazioni apparentemente anomale come: cumba07 ha scritto:- cassoni da 30 mc posizionati a ciglio strada per il conferimento degli urbani, senza alcun richiamo ad esigenze contingenti (ex art. 191);- contenitori attrezzati per la raccolta di olio vegetale con volumetrie variabili anche se credo tutte inferiore ai 0,5 mc (tranne uno in Puglia che sicuramente superava il mc ma anche i due)....se non fosse che, per farlo in modo corretto, dovremmo conoscere nel dettaglio gli strumenti con cui quei comuni hanno disciplinato la materia.Senza dimenticare la macroscopica approssimazione (per non dire di peggio) con cui ancora oggi viene gestita la materia in numerose amministrazioni pubbliche. Facciamo un esempio? Ho sentito parlare di detenuti impiegati in lavori socialmente utili presso comuni o province, che vengono utilizzati per la raccolta dei rifiuti abbandonati lungo le strade. Ovviamente con l'accordo delle rispettive amministrazioni.
Messaggioda cumba07 » 23 marzo 2016, 9:34 Il Maestro ha scritto:Senza dimenticare la macroscopica approssimazione (per non dire di peggio) con cui ancora oggi viene gestita la materia in numerose amministrazioni pubbliche. ti quoto.E' proprio questa approssimazione, molte volte diffusa, che porta a etichettare come "pignoli", "severi", "rigidi" quando va bene, i soggetti che cercano di seguire i dettami del codice, giusti o sbagliati che siano.Seriamente, forse è un limite mio o forse perché già una volta quasi mi sono scottato che ho difficoltà nel superare questo scoglio. Nel ns territorio abbiamo tolto tutti i cassonetti stradali ad eccezioni di: pile, farmaci e indumenti.Alcuni soggetti stanno proponendo di attivare delle ulteriori raccolte differenziate con la modalità cassonetto più o meno stradale per: scarpe usate, toner, piccoli elettrodomestici, olio vegetale. Stoccaggio lontano dal luogo di produzione e non in un centro di raccolta/impianto ex art. 208. Alcune sono anche raccolte sensate e che meriterebbero di essere sviluppate.Tempo fa ci venne proposta la possibilità di posizionare presso le piazze dei comuni, un cassone da 30 mc attrezzato per tutti i raee, olii minerali, batterie etc...Ora io mi chiedo, perché per fare la stessa cosa in un centro di raccolta (giustamente), devo avere: sistema trattamento acque meteoriche, recinzione e siepe, pavimentazione impermeabilizzata, personale addestrato, sistema di contabilità dei flussi, antincendio, etc..Feci le stesse domande fatte qui a chi ha proposto il cassone di cui sopra, sto ancora aspettando risposta... Top
Messaggioda atena60 » 23 marzo 2016, 15:15 Purtroppo è la solita querelle che si manifesta nelle materie giuridiche che hanno - inevitabilmente - anche forti connotazioni tecniche, com'è appunto quella relativa alla gestione dei rifiuti: la tecnologia ed il mercato procedono ad una velocità indubbiamente superiore a quella dell'evoluzione normativa, e quest'ultima è sempre "in affanno" poiché costretta sempre ad inseguire...E noi stiamo tra l'incudine ed il martello.
Messaggioda cumba07 » 24 marzo 2016, 8:36 Giusto ieri sera ho letto di questa iniziativa:http://www.amsa.it/gruppo/cms/amsa/comunicazione/raeeparking/raeeparking.htmlProverò a contattarli, mi chiedo se il Comune di Milano ha modificato il suo regolamento di igiene urbana con questa nuova modalità di raccolta?
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Messaggioda jhonnyjey » 10 giugno 2016, 9:25 eccoci qui...... IO HO UN PROBELMA DICIAMO SIMILARE.BAR E RISTORANTI CHIEDONO ALMENO PER LA STAGIONE ESTIVA DI POTER CONFERIRE IN UN AREA LIMITROFA AL APESE I RIFIUTI DI CARTA CARTONE PLASTICA E VETRO-QUEST'ULTIMI IN EFFETTI DI VOLUME ELEVATO.PRECISO CHE L'AMMMINISTRAZIONE COMUNALE HA APROVATO U PIANO DI GESTIOEN DELLA SOC. PROVINCIALE-CHE RPEVEDE LA RACCOLTA PORTA A PORTA SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE CON CADENZA QUINDICINALE.ESISTENTDO UN CENTRO STORICO MEDIEVALE CON SPAZI LIMITATI LA SITUAZIONE EFFETTIVAMENTE IN PERIODI FESTIVI E' CRITICA.SI POTREBBE RO METTERE IN UN AREA COMUNALE ADIACENTE IL CNETROS TORICO DEI CASSONETTI - OVE GLI INTERESSATI CONFERIREBBERO I RIFIUTI PER TIPOLOGIA O DIVENTA AUTOMATICAMENTE CENTRO DI RACCOLTA?LO SVUOTAMENTO AVVERREBBE A CADENZA SETTIMANALE IN QUANTO ANCHE SE CADENZATA QUINDICINALE LA RACCOLTA AVVIENE PER ZONE DIVERSE SECONDO LE SETTIMANE E QUINDI IN LIMITI DI MC. LIMITATI!!
Messaggioda cumba07 » 14 giugno 2016, 15:51 Io sono un pò di parte, quindi non risponderei obbiettivamente.Ma qualche altro Comune montano, dove vedo spesso queste semi-isole ecologiche composte da molte campane o grandi contenitori, hai provato a sentirlo?La Provincia/Regione cosa propongono come soluzione?
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References: art. 183
 art. 183
 art. 208
 art. 216
 art. 2
 art. 6
 art. 198
 art. 191
 art. 191
 art. 208