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Timestamp: 2018-02-22 08:40:23+00:00

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Sentenza della Cassazione n. 45862/2017 del 14/09/2017 CSE: il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni. | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Sentenza della Cassazione n. 45862/2017 del 14/09/2017 CSE: il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni.
Inviato da redazione il Sab, 07/10/2017 - 10:53
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA segnala la Sentenza della Cassazione n. 45862/2017 del 14/09/2017 CSE: il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non la puntuale e stringente vigilanza, momento per momento, demandata alle figure operative, ossia al datore di lavoro, al dirigente, al preposto.<
Sentenza n. 45862/2017 del 14/09/2017 della Corte di Cassazione<
Sentenza della Cassazione n. 45862/2017 del 14/09/2017 CSE: il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non la puntuale e stringente vigilanza, momento per momento, demandata alle figure operative, ossia al datore di lavoro, al dirigente, al preposto.<
XXXXX XXXXXXXX nato il 07/07/1966 a BOLZANO
che ha concluso riportandosi ai motivi;
1. La Corte di Appello di Trento - Sez. Distaccata di Bolzano, con la sentenza in epigrafe, ha riformato limitatamente al trattamento sanzionatorio la pronuncia di condanna emessa dal Tribunale di Bolzano in relazione al reato di lesioni colpose aggravate dalla violazione di norme antinfortunistiche commesso, secondo l'imputazione, da Xxxxx xxxxxxxx (e da altro imputato non ricorrente), ai danni del lavoratore Yyyyyyyyyy yyyy, in qualità di coordinatore della progettazione e di coordinatore per l'esecuzione dei lavori presso il cantiere di ristrutturazione del Centro Residenziale Wwwww. In Bolzano fino al 22 aprile 2009.
2. Il fatto era stato così ricostruito: il lavoratore stava eseguendo lavori di pittura sulle pareti esterne del vano ascensore presenti sulla copertura del condominio di via Wwwww, già iniziati nei giorni precedenti anche con la rasatura; mentre si spostava su uno dei lucernari adiacenti alle coppie di vano ascensore, era precipitato da un'altezza di circa cinque metri attraverso il vetro riportando lesioni; per eseguire tale lavoro sul lucernario lungo circa tre metri e largo un metro e mezzo, il datore di lavoro gli aveva portato una tavola da mettere sul vetro ma il lavoratore, avendo in mano il rullo, il pennello ed il secchio del colore, aveva perso l'equilibrio ed aveva messo il piede sul vetro, rompendolo.
Nella sentenza impugnata, la responsabilità del ricorrente è stata ancorata all'aver egli omesso di curare che il piano operativo di sicurezza dell'impresa fosse idoneo e coerente con il piano progettuale di sicurezza e coordinamento e che le opere di protezione previste in fase progettuale fossero attuate, non intervenendo affinché fossero predisposte opere provvisionali atte ad impedire cadute dall'alto in relazione ai lavori di rasatura e di tinteggiatura delle pareti adiacenti il lucernario, in considerazione dello sviluppo dei lavori, visibile ed a lui noto.
4. Xxxxxxxx xxxxx propone ricorso per cassazione censurando la sentenza impugnata per i seguenti motivi:
a) violazione degli artt.90,92 e 158 d. Lgs. n.81/2008< per avere la Corte di Appello fondato la condanna sull'individuazione di compiti del coordinatore per la sicurezza non conformi al dettato normativo, che presuppone la presenza nel cantiere di più imprese esecutrici e di lavoratori autonomi attribuendo a tale figura una posizione di garanzia inerente al rischio interferenziale piuttosto che prevedere un ulteriore livello di controllo per prevenire i reati propri del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti;
1. All'odierno ricorrente, coordinatore per l'esecuzione dei lavori presso il cantiere di ristrutturazione del Centro Residenziale Wwwww di Bolzano, si contestava, come visto, la violazione degli artt.91, comma 1, lett.a) in relazione all'art.158 e 92, comma 1, lett.a) e b) d. Lgs. 9 aprile 2008, n.81< sia per aver omesso di corredare il piano di sicurezza e di coordinamento di tavole e disegni esplicativi delle lavorazioni da effettuare sul tetto e di adeguare tale piano in relazione all'evoluzione dei lavori, sia per aver omesso di verificare l'applicazione da parte dell'impresa esecutrice delle disposizioni del piano di sicurezza e coordinamento, sia per aver omesso di verificare la coerenza del piano operativo di sicurezza predisposto dall'impresa esecutrice con il piano di sicurezza e coordinamento.
3.2. Si deve ricordare che i compiti e la funzione normativamente attribuiti alla figura del coordinatore per la sicurezza risalgono all'entrata in vigore del d. Lgs. 14 agosto 1996, n. 494 (di attuazione della Direttiva 92/57/CEE) - nell'ambito di una generale e più articolata ridefinizione delle posizioni di garanzia e delle connesse sfere di responsabilità correlate alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili – a fianco di quella del committente, allo scopo di consentire a quest'ultimo di delegare, a soggetti qualificati, funzioni e responsabilità di progettazione e coordinamento, altrimenti su di lui ricadenti, implicanti particolari competenze tecniche. La definizione dei relativi compiti e della connessa sfera di responsabilità discende, pertanto, da un lato, dalla funzione di generale, alta vigilanza che la legge demanda allo stesso committente, dall'altro dallo specifico elenco, originariamente contenuto nell'art.5 d. Lgs. 14 agosto 1996, n.494, attualmente trasfuso nell'art.92 d. Lgs. n. 81 del 2008<, a mente del quale il , coordinatore per l'esecuzione e' tenuto a verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel Piano di
Sicurezza e di Coordinamento (P.S.C.) e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; a verificare l'idoneità del Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.), assicurandone la coerenza con il P.S.C., che deve provvedere ad adeguare in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere; a verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi P.O.S.; ad organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; a verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; a segnalare, al committente o al responsabile dei lavori, le inosservanze alle disposizioni degli artt. 94, 95 e 96, e art. 97, comma 1, e alle prescrizioni del P.S.C., proponendo la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto in caso di inosservanza; a dare comunicazione di eventuali inadempienze alla Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti; a sospendere, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. Appare, dunque, chiaro che il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non la puntuale e stringente vigilanza, momento per momento, demandata alle figure operative, ossia al datore di lavoro, al dirigente, al preposto (Sez. 4, n. 3809 del 07/01/2015, Cominotti, Rv. 26196001; Sez.4, n. 443 del 17/01/2013, Palmisano, Rv. 25510201; Sez. 4, n. 18149 del 21/04/2010, Cellie, Rv. 24753601; Sez. 4, n. 1490 del 20/11/2009, dep. 2010, Fumagallí, non massimata sul punto).
Così deciso il 14 settembre 2017
‹ Sentenza della Cassazione n. 41129/2017 del 10/03/2016 Smontaggio ponteggio, Pimus redatto in italiano incompleto, assenza di DPC e DPI, preposto straniero non in grado di capire quanto scritto nel Pimus, Ispezione Ispettore ASL Milano. su Sentenza della Corte di Cassazione n. 40590/2013 del 03.05.2013 “reato di cui all'art. 23 comma 10 del D.L.vo 81/08 Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori” ›

References: Sentenza 
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 art. 97
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