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Timestamp: 2020-07-05 20:24:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3676 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3676 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 30/11/2016, dep.10/02/2017), n. 3676
sul ricorso 23883/2014 proposto da:
S.P., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
Avvocati MASSIMO PIZZUTI, TINA CHIARELLI, giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 1088/01/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con sentenza n. 1088/01/14, depositata il 24 febbraio 2014, non notificata, la CTR del Lazio ha respinto l’appello proposto da C.E.P. (Consorzio enti pubblici) S.p.A., concessionario della riscossione per il Comune di Gallicano nel Lazio, nei confronti della sig.ra S.P. per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Roma, che aveva accolto il ricorso proposto dalla contribuente avverso avviso di accertamento ICI relativo all’anno 2003 per area fabbricabile. La sentenza della CTR, pur ritenendo, diversamente dalla pronuncia di primo grado, l’area in oggetto fabbricabile alla stregua dei principi espressi dalla pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte n. 25506 del 30 novembre 2006, confermò la pronuncia di annullamento dell’atto impositivo, in quanto ritenuto carente sotto il profilo motivazionale.
Avverso detta pronuncia C.E.P. S.p.A. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, cui resiste con controricorso la contribuente, mentre il Comune di Gallicano nel Lazio non ha svolto difese.
In primo luogo deve ritenersi infondata l’eccezione d’inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza, atteso che risulta adeguatamente riportata l’esposizione sommaria dei fatti di causa rilevanti per la decisione, contrariamente a quanto dedotto dalla controricorrente.
Risulta poi incontestato, con specifico riferimento alla natura del tributo in oggetto, che l’avviso di accertamento impugnato contenesse il puntuale riferimento alla delibera comunale di determinazione dei valori per aree omogenee e che a sua volta quest’ultima avesse recepito la stima operata da perizia demandata dal comune medesimo all’arch. P., il cui contenuto la contribuente è stata posta in condizione di conoscere.
A ciò consegue che è dato rilevare, diversamente da quanto statuito dalla CTR, che l’avviso di accertamento contiene i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo giustificano, al fine di porre il contribuente in condizione di valutare l’opportunità di esperire l’impugnazione giudiziale e, in caso positivo, di contestare efficacemente l’an ed il quantum debeatur (cfr., tra le altre, Cass. sez. 5, 24 luglio 2014, n. 16836).
Altro, invece, ed attinente propriamente al merito della stessa, è il tema della dedotta, da parte della contribuente, incongruità della perizia di stima ai fini della determinazione del valore dell’area, che peraltro la sentenza impugnata ha desunto da un presupposto di fatto contestato dal concessionario, cioè che la perizia avesse attribuito valori identici tra suoli effettivamente edificabili e terreni astrattamente edificabili, in quanto interessati dalla variante di PRG ancora in corso di istruttoria presso gli uffici regionali.
Il ricorso va pertanto accolto per manifesta fondatezza in ordine al primo motivo, assorbito il secondo, con conseguente cassazione della pronuncia impugnata e rinvio della causa a diversa sezione della CTR del Lazio per nuovo esame, quanto alla fondatezza o meno nel merito della pretesa impositiva con riferimento alla determinazione della base imponibile del tributo richiesto per l’annualità in oggetto.

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