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Timestamp: 2019-02-18 05:54:42+00:00

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CONTENUTO DELLE NORME : DEFINIZIONE DELL’ETICHETTA E DEL CONTENUTO PUBBLICITARIO E INFORMATIVO DI ESSA, DENOMINAZIONE DEL PRODOTTO, INGREDIENTI, QUANTITA’, NOME DEL PRODUTTORE, CONSERVAZIONE E DATA DI SCADENZA, LUOGO E DATA DI PRODUZIONE, PRODOTTI PRECONFEZIONATI, SANZIONI.
a. etichettatura l'insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette legati al prodotto medesimo, o, in mancanza, in conformità a quanto stabilito negli articoli 14, 16 e 17, sui documenti di accompagnamento del prodotto alimentare;
b. prodotto alimentare preconfezionato l'unità di vendita destinata ad essere presentata come tale al consumatore ed alle collettività, costituita da un prodotto alimentare e dall'imballaggio in cui è stato immesso prima di essere posto in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio ma comunque in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata;
c. presentazione dei prodotti alimentari:
1. la forma o l'aspetto conferito ai prodotti alimentari o alla loro confezione;
2. il materiale utilizzato per il loro confezionamento;
3. il modo in cui sono disposti sui banchi di vendita;
4. l'ambiente nel quale sono esposti;
d. prodotto alimentare preincartato l'unità di vendita costituita da un prodotto alimentare e dall'involucro nel quale è stato posto o avvolto negli esercizi di vendita;
e. consumatore il consumatore finale nonché i ristoranti, gli ospedali, le mense ed altre collettività analoghe, denominate in seguito "collettività".
Art. 3.Elenco delle indicazioni dei prodotti preconfezionati
i)le modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessaria l'adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto;
Art. 4 Denominazione di vendita
1 bis) In assenza delle disposizioni di cui al comma 1, la denominazione di vendita è costituita dal nome consacrato da usi e consuetudini o da una descrizione del prodotto alimentare e, se necessario da informazioni sulla sua utilizzazione, in modo da consentire all'acquirente di conoscere l'effettiva natura e di distinguerlo dai prodotti con i quali potrebbe essere confuso.
1 ter) ugualmente consentito l'uso della denominazione di vendita sotto la quale il prodotto è legalmente fabbricato e commercializzato nello Stato membro di origine. Tuttavia, qualora questa non sia tale da consentire al consumatore di conoscere l'effettiva natura del prodotto e di distinguerlo dai prodotti con i quali esso potrebbe essere confuso, la denominazione di vendita deve essere accompagnata da specifiche informazioni descrittive sulla sua natura e utilizzazione.
1 quater) La denominazione di vendita dello Stato membro di produzione non può essere usata, quando il prodotto che essa designa, dal punto di vista della composizione o della fabbricazione, si discosta in maniera sostanziale dal prodotto conosciuto sul mercato nazionale con tale denominazione.
1 quinquies) Nella ipotesi di cui al comma 1-quater, il produttore, il suo mandatario o il soggetto responsabile dell'immissione sul mercato del prodotto, trasmette al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato la documentazione tecnica ai fini dell'autorizzazione all'uso di una diversa denominazione da concedersi di concerto con i Ministeri della sanità e delle politiche agricole, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite eventuali specifiche merceologiche, nonché indicazioni di utilizzazione.
a. gli ingredienti, che appartengono ad una delle categorie elencate nell'allegato I e che rientrano nella composizione di un altro prodotto alimentare, possono essere designati con il solo nome di tale categoria;
b. gli ingredienti, che appartengono ad una delle categorie elencate nell'allegato II devono essere designati con il nome della loro categoria seguito dal loro nome specifico o dal relativo numero CEE. Qualora un ingrediente appartenga a più categorie, deve essere indicata la categoria corrispondente alla funzione principale che esso svolge nel prodotto finito;
b bis) la designazione "amido" che figura nell'allegato 1, ovvero quella "amidi modificati" di cui all'allegato 2, deve essere completata dall'indicazione della sua origine vegetale specifica, qualora l'amido possa contenere glutine.
a. se l'ingrediente composto rappresenta meno del 25% del prodotto finito;
b. se l'ingrediente composto è un prodotto per il quale l'elenco degli ingredienti non è prescritto;
c. quando si tratta di ingredienti i quali, durante il processo di fabbricazione, siano stati temporaneamente tolti da un ingrediente composto per esservi immessi di nuovo in un quantitativo non superiore al tenore iniziale.
Art. 6 Designazione degli aromi
Art. 7 Esenzioni dall'indicazione degli ingredienti
a. i costituenti di un ingrediente che, durante il procedimento di lavorazione, siano stati temporaneamente tolti per esservi immessi successivamente in quantità non superiore al tenore iniziale;
b. gli additivi, la cui presenza nel prodotto alimentare è dovuta unicamente al fatto che erano contenuti in uno o più ingredienti di detto prodotto, purché essi non svolgano più alcuna funzione nel prodotto finito, secondo quanto stabilito dai decreti ministeriali adottati ai sensi degli articoli 5, lettera g), e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283;
c. i coadiuvanti tecnologici; per coadiuvante tecnologico si intende una sostanza che non viene consumata come ingrediente alimentare in sé, che è volontariamente utilizzata nella trasformazione di materie prime, prodotti alimentari o loro ingredienti, per rispettare un determinato obiettivo tecnologico in fase di lavorazione o trasformazione e che può dar luogo alla presenza, non intenzionale ma tecnicamente inevitabile, di residui di tale sostanza o di suoi derivati nel prodotto finito, a condizione che questi residui non costituiscano un rischio per la salute e non abbiano effetti tecnologici sul prodotto finito;
d. le sostanze utilizzate, nelle dosi strettamente necessarie, come solventi o supporti per gli additivi e per gli aromi e le sostanze il cui uso è prescritto come rivelatore.
a. nei prodotti costituiti da un solo ingrediente, salvo quanto disposto da norme specifiche, a condizione che la denominazione di vendita sia identica al nome dell'ingrediente ovvero consenta di conoscere la effettiva natura dell'ingrediente;
b. negli ortofrutticoli freschi, comprese le patate, che non siano stati sbucciati, tagliati, o che non abbiano subito trattamenti;
c. nel latte e nelle creme di latte fermentati, nei formaggi, nel burro, purché non siano stati aggiunti ingredienti diversi dai costituenti propri del latte, dal sale o dagli enzimi e colture di microrganismi necessari alla loro fabbricazione; in ogni caso l'indicazione del sale è richiesta per i formaggi freschi, per i formaggi fusi e per il burro;
d. nelle acque gassate che riportano la menzione di tale caratteristica nella denominazione di vendita;
e. nelle acqueviti e nei distillati, nei mosti e nei vini, nei vini spumanti, nei vini frizzanti, nei vini liquorosi e nelle birre con contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume;
f. negli aceti di fermentazione, provenienti esclusivamente da un solo prodotto di base e purché non siano stati aggiunti altri ingredienti.
a. se l'acqua è utilizzata nel processo di fabbricazione unicamente per consentire la ricostituzione nel suo stato originale di un ingrediente utilizzato in forma concentrata o disidratata;
b. nel caso di liquido di copertura che non viene normalmente consumato;
c. per l'aceto, quando è indicato il contenuto acetico e per l'alcole e le bevande alcoliche quando è indicato il contenuto alcolico.
Art. 8 Ingrediente caratterizzante evidenziato
a. qualora l'ingrediente o la categoria di ingredienti in questione figuri nella denominazione di vendita o sia generalmente associato dal consumatore alla denominazione di vendita;
b. qualora l'ingrediente o la categoria di ingredienti sia messo in rilievo nell'etichettatura con parole, immagini o rappresentazione grafica;
c. qualora l'ingrediente o la categoria di ingredienti sia essenziale per caratterizzare un prodotto alimentare e distinguerlo dai prodotti con i quali potrebbe essere confuso per la sua denominazione o il suo aspetto.
a. a un ingrediente o a una categoria di ingredienti:
1. la cui quantità netta sgocciolata è indicata ai sensi dell'articolo 9, comma 7;
2. la cui quantità deve già figurare nell'etichettatura ai sensi delle disposizioni comunitarie;
3. che è utilizzato in piccole dosi come aromatizzante;
4. che, pur figurando nella denominazione di vendita, non è tale da determinare la scelta del consumatore per il fatto che la variazione di quantità non è essenziale per caratterizzare il prodotto alimentare, ne è tale da distinguerlo da altri prodotti simili;
b. quando disposizioni comunitarie stabiliscono con precisione la quantità dell'ingrediente o della categoria di ingredienti, senza l'obbligo dell'indicazione in etichetta;
c. nei casi di cui all'articolo 5, commi 8 e 9;
c bis) nei casi in cui le indicazioni "edulcorante/i" o "con zucchero/i ed edulcorante" accompagnano la denominazione di vendita, ai sensi dell'allegato 2, sezione II;
c ter) alle indicazioni relative all'aggiunta di vitamine e di sali minerali, nei casi in cui tali sostanze sono indicate nella etichettatura nutrizionale, ai sensi del decreto legislativo 16 febbraio 1993, n. 77.
5 bis) L'indicazione della percentuale è sostituita dall'indicazione del peso dell'ingrediente o degli ingredienti usati per la preparazione di 100 grammi di prodotto finito, quando la quantità dell'ingrediente o la quantità totale di tutti gli ingredienti indicata nell'etichettatura superi il 100 per cento.
5 ter) La quantità degli ingredienti volatili è indicata in funzione del loro peso nel prodotto finito.
5 quater) La quantità degli ingredienti utilizzati in forma concentrata o disidradata e ricostituiti al momento della fabbricazione può essere indicata in funzione del loro peso prima della concentrazione o della disidratazione.
5 quinquies) Nel caso di alimenti concentrati o disidradati cui va aggiunta acqua, la quantità degli ingredienti può essere espressa in funzione del loro peso rispetto al prodotto ricostituito.
5 sexies) Il presente articolo si applica fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 16 febbraio 1993, n. 77, relativo all'etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari.
Art. 9 Quantità
a. acqua, soluzioni acquose di sale, salamoia;
b. soluzioni acquose di acidi alimentari, aceto;
c. soluzioni acquose di zuccheri, soluzioni acquose di altre sostanze o materie edulcoranti;
d. succhi di frutta e di ortaggi nel caso delle conserve di frutta e di ortaggi.
a. per i prodotti generalmente venduti a pezzo o a collo; qualora contenuti in un imballaggio globale, il numero dei pezzi deve essere chiaramente visto dall'esterno e facilmente contato ovvero indicato sull'imballaggio stesso;
b. per i prodotti dolciari la cui quantità non sia superiore a 30 g;
c. per i prodotti la cui quantità sia inferiore a 5 g o 5 ml, salvo per le spezie e le piante aromatiche.
Art. 10 Termine minimo di conservazione e data di scadenza
a. con l'indicazione del giorno e del mese per i prodotti alimentari conservabili per meno di tre mesi;
b. con l'indicazione del mese e dell'anno per i prodotti alimentari conservabili per più di tre mesi ma per meno di diciotto mesi;
c. con la sola indicazione dell'anno per i prodotti alimentari conservabili per almeno diciotto mesi.
7. Vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione.
Art. 11 Sede dello stabilimento
a. impresa produttrice o confezionatrice che disponga di un unico stabilimento ubicato allo stesso indirizzo della sede legale o sociale;
b. prodotti provenienti da altri Paesi per la vendita tal quali in Italia;
c. prodotti destinati ad altri Paesi.
Art. 12 Titolo alcolometrico
1. Il titolo alcolometrico volumico effettivo è il numero di parti in volume di alcole puro alla temperatura di 20ºC contenuta in 100 parti in volume del prodotto considerato a quella temperatura.
a. 0,5% vol per le birre con contenuto alcolometrico volumico non superiore a 5,5%, nonché per le bevande della NC 2206 00 93 e 2206 00 99 ricavate dall'uva;
b. 1% vol per le birre con contenuto alcolometrico volumico superiore a 5,5%, per i sidri e le altre bevande fermentate ottenute da frutta diversa dall'uva nonché per le bevande della NC 2206 00 91 ricavate dall'uva e le bevande a base di miele fermentato;
c. 1,5% vol per le bevande contenenti frutta o parti di piante in macerazione;
d. 0,3% vol per le bevande diverse da quelle indicate alle lettere a), b) e c).
Art. 13 Lotto
c. per i prodotti agricoli che, all'uscita dall'azienda agricola, sono:
1. venduti o consegnati a centri di deposito, di condizionamento o di imballaggio,
2. avviati verso organizzazioni di produttori o
3. raccolti per essere immediatamente integrati in un sistema operativo di preparazione o trasformazione;
d. per i prodotti alimentari preincartati nonché per i prodotti alimentari venduti nei luoghi di produzione o di vendita al consumatore finale non preconfezionati ovvero confezionati su richiesta dell'acquirente ovvero preconfezionati ai fini della loro vendita immediata;
e. per le confezioni ed i recipienti il cui lato più grande abbia una superficie inferiore a 10 cm.
7. Sono considerate indicazioni del lotto eventuali altre date qualora espresse con la menzione del giorno, del mese e dell'anno nonché la menzione di cui all'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1980, n. 391, qualora conforme al disposto del comma 1.
Art. 14 Modalità di indicazione delle menzioni obbligatorie dei prodotti preconfezionati
3. Nel caso delle bottiglie di vetro destinate ad essere riutilizzate e sulle quali è riportata in modo indelebile una dicitura e, pertanto, non recano né etichetta né anello né fascetta nonché nel caso degli imballaggi o dei recipienti la cui superficie piana più grande è inferiore a 10 cm sono obbligatorie solo le seguenti indicazioni: la denominazione di vendita, la quantità e la data; in tale caso non si applica la disposizione di cui al comma 1.
a. le indicazioni previste all'art. 3, comma 1, lettere a) e b);
b. le modalità di conservazione per i prodotti alimentari molto deperibili, ove necessario;
c. la data di scadenza per le paste fresche e le paste fresche con ripieno di cui alla legge 4 luglio 1967, n. 580;
d. il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande con contenuto alcolico superiore a 1,2% vol.
2 bis) Ai prodotti di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3, comma 2.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14