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Timestamp: 2019-11-15 23:34:11+00:00

Document:
Regime Forfettario | Contabilità Low Cost
Forfettari e fattura elettronica convenienza
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La Dott.ssa Deborah Poinelli, che ha svolto un’approfondita tesi di Laurea sull’argomento, in questa pagina e nei link analizza le caratteristiche specifiche dei Forfettari
Fattura elettronica anche per i Forfettari
Regime fiscale forfettario agevolato per gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti e servizi.
Nuovo Regime Forfettario. (link Agenzia Entrate) - (link normativa e circolari)
E’ il regime (naturale per chi possiede i requisiti di ingresso), così come modificato dalla legge di Stabilità 2016 vigore dal 2016. La Legge di Stabilità 2016 ha in previsione importanti modifiche al regime forfetario, che è diventato l’unico regime fiscale agevolato per imprenditori e professionisti in possesso dei requisiti previsti.
La legge di stabilità 2015 ha introdotto il nuovo regime forfetario, destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni, tale regime, applicabile dal 2015, è stato aggiornato nel 2016. In sintesi, il regime forfetario prevede semplificazioni ai fini IVA e contabili, consentendo la determinazione forfetaria del reddito che viene assoggettato ad imposta sostitutiva dell'IRPEF ed IRAP ed ha determinate condizioni ad un regime contributivo ridotto. Dal 2016 l’unico regime fiscale agevolato per imprenditori e professionisti in possesso dei requisiti previsti, è quello forfettario, abrogato il regime dei minimi viene fatto confluire all’interno del nuovo regime forfetario, diventando così il regime applicabile per i soggetti che iniziano una nuova attività.
- agevolazione start up: i soggetti che iniziano una nuova attività: possibilità di applicare l’imposta sostitutiva del 5% sul reddito (imponibile ridotto di un terzo), con la possibilità nell’anno di avvio della nuova attività e nei quattro anni successivi di godere (quindi) di un’aliquota ridotta al 5%.
Il beneficio è fruibile anche da parte delle nuove iniziative in tal caso l’aliquota al 5% si applica anche per i successivi quattro anni. Quindi, nel caso in cui l’attività inizi nel 2018, l’aliquota agevolata si applica per cinque anni, se invece l’apertura risale allo scorso anno, beneficio per quattro anni.
L’altra novità di rilievo riguarda l’accesso al Regime dei lavoratori dipendenti, con innalzamento della soglia a 30mila euro di reddito dipendente, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato. Sotto questa cifra, è possibile unire al lavoro dipendente un’attività autonoma in Regime Forfettario.
La compatibilità vale per il lavoro dipendente e assimilato, il limite non rileva più nel caso in cui il rapporto di lavoro risulti cessato. Vengono eliminate le precedenti clausole, prevalenza, che escludevano i casi in cui il reddito dipendente dell’anno precedente fosse superiore al reddito d’impresa o autonomo, e ponevano un tetto a 20mila euro annui per la somma dei redditi (dipendente + autonomo).
Per le partite Iva senza cassa di previdenza (non commercianti, non artigiani), l'aliquota contributiva per l'Inps è stata bloccata fermata al 27,72%, dall’innalzamento graduale previsto fino al 33,72%. In generale, dunque, accedono al regime i contribuenti che fatturano meno di una determinata cifra e senza più vincoli di tempo. Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito e, per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria.
Il reddito a cui applicare l'imposta sostitutiva al 15 per cento, viene calcolato applicando un «coefficiente di redditività» che per i professionisti è pari al 78 per cento. Dunque se un professionista ha ricavi pari ad esempio a 10mila euro, il reddito imponibile sarà calcolato scalando i contributi previdenziali da 7.800 euro (78% di 10mila). Sull'importo che ne viene fuori va calcolata l'imposta al 15%.. Per il calcolo dell'imponibile non è permesso, però, detrarre alcuna spesa sostenuta per l'esercizio della professione. Previsto l'esonero dal versamento dell'IVA.
Ricavi e compensi sono esclusi da ritenuta d'acconto.
Si è esclusi anche dagli studi di settore e dall'obbligo di tenuta delle scritture contabili, restando obbligati alla emissione delle fatture e conservazione di quelle ricevute.
Restano gli obblighi di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi documenti.
Non c'è un limite temporale per la permanenza nel regime, si esce solo con la perdita dei requisiti di accesso, ma dall'anno successivo.
Se viene meno uno dei requisiti necessari per l'accesso (e per la permanenza) nel regime forfettario, le agevolazioni cessano di avere efficacia, ma non subito. Si uscirà dal regime agevolato nell'anno successivo. Dunque se si perdono i requisiti nel corso del 2018 si uscirà dal regime nel 2019.
Annotazioni Legali in fattura: - Legal notice: Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario. Operazione in franchigia da IVA ai sensi delle Legge 190 del 23 Dicembre 2014 art. 1 commi da 54 a 89. Il compenso non è soggetto a ritenute d’acconto ai sensi della legge 190 del 23 Dicembre 2014 art. 1 comma 67. Imposta di bollo assolta sull’originale se la fattura supera 77,47 euro
Maggiori agevolazioni per le nuove iniziative (start-up) - Le nuove attività godono di sconti ancor più consistenti.
Secondo le regole fissate dalla legge di Stabilità 2015 le nuove attività applicavano l'imposta sostitutiva del 15 per cento sul reddito imponibile ridotto di un terzo. Per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro anni successivi l'imposta sostitutiva sarà del 5 per cento (riduzione ad 1/3 dell’aliquota ordinaria).
Condizioni riduzione aliquota
Affinché l'agevolazione sia applicabile devono, però, essere rispettate tre condizioni.
1°: la nuova attività non deve essere il proseguimento di un lavoro precedentemente svolto in qualità di dipendente;
2° non bisogna aver esercitato nei tre anni precedenti attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare.
3° se si prosegue un'attività prima svolta da un altro soggetto, i ricavi e i compensi da questi realizzati, non devono aver superato il limite di reddito stabilito dalla legge, che per i professionisti è fissato a 30mila euro.
Opzione per il regime IVA ordinario e contabilità semplificata.
I contribuenti che applicano il regime forfetario possono, inoltre, optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari.«L'opzione, valida per almeno un triennio, si deve quindi rimanere nel regime ordinario IVA per 3 esercizi, copreso quello nel quale si è scelto.
L’opzione va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare nel modello Unico da presentare nell’anno successivo alla scelta operata».
Per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria.
Aliquota contributiva 27% per lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps
L'aliquota previdenziale dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps è confermata nella misura del 27% anche per il 2016.
Si evita così l'aumento al 28% previsto dall'articolo 10-bis del Dl 192/2014.
Il blocco interessa i soli lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini Iva, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps tenuti al pagamento dell’aliquota contributiva in misura piena e, quindi, anche al versamento della percentuale aggiuntiva dello 0,72 per cento destinato al finanziamento delle misure assistenziali.
Lavoratori autonomi titolari di pensione o assicurati anche presso altre forme pensionistiche obbligatorie.
Dal 1°gennaio 2016, aumenta, invece, dal 23,50 al 24% l'aliquota a carico contributiva pensionistica corrisposta dai lavoratori autonomi titolari di pensione o assicurati anche presso altre forme pensionistiche obbligatorie.
L'aumento di un punto dell'aliquota pensionistica è previsto per gli iscritti alla Gestione Separata che non sono titolari di partita Iva quali i collaboratori coordinati e continuativi, non iscritti obbligatoriamente ad altra gestione previdenziale: la misura arriva al 31%, cui va aggiunto lo 0,72% come quota assistenziale.
Regime fiscale forfettario minimi agevolato per gli autonomi, professionisti, ar
Regime fiscale forfettario minimi agevolato per gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti e servizi. “nuovi minimi 2016”
Aggiornamento 2015/ 2016 Il regime forfetario per i contribuenti minimi
Il regime dei contribuenti minimi subirà nella prossima (emessa entro anno 2015) Legge di Stabilità 2016un’ulteriore modifica sostanziale.
Aggiornamento 2015/ 2016
Il regime forfetario per i contribuenti minimi
Certo è che a partire dal 2016 il vecchio regime di vantaggio, L.190/2014 DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2,non potrà più essere scelto da coloro che iniziano una nuova attività, posto che diventerà operativa l'abrogazione disposta dalla L.190/2014.
- Vecchio regime dei minimi (” L.190/2014 - DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2);
- Proroga Vecchio regime dei minimi (Decreto Milleproroghe DL 192/2014)
- Nuovo regime dei minimi forfettario (co. 54 - 89 dell’art. 1 della Legge di stabilità 2015)
- aumentare il limite di ricavi/compensi per l’accesso/permanenza;
- consentire l’accesso ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività autonoma, a condizione che il reddito da lavoro dipendente e assimilati non superi i 30.000 euro;
- ridurre l’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 15% al 5% per i primi cinque anni ai soggetti che avviano una nuova attività.
Infatti, quest'ultimo decreto, nel disporre la proroga, nulla ha indicato circa l'applicabilità del regime per gli anni successivi, diversamente da quanto previsto dall'art. 1 co. 88 della L. 190/2014 per i soggetti che lo avevano utilizzato nel 2014.
A favore dell'applicabilità fino a scadenza naturale depone il fatto che l'art. 10 co. 12-undecies del DL 192/2014 abbia stanziato, fino al prossimo 2020, le risorse necessarie a coprire i minori introiti nelle casse dello Stato derivanti dalla reintroduzione del regime agevolato.
- Vecchio regime dei minimi (DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2);
Vecchio regime dei minimi.
Coloro che avevano iniziato l’attività nel 2014, o prima, avendo i requisiti, potevano e possono, anche dopo la Legge Stabilità 2016, mantenendone i requisiti, applicare il vecchio regime dei minimi (DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2) e quindi applicare il regime sino alla scadenza naturale cioè 5 anni di attività oppure sino al 35esimo anno di età.
Proroga Vecchio regime dei minimi.
Coloro che hanno iniziato l’attività nel 2015, avendo i requisiti, potevano approfittare della proroga del vecchio regime dei minimi (DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2) e quindi applicare il regime sino alla scadenza della proroga il 31 dicembre 2015.
Nuovo regime dei minimi forfettario 2015.
Il regime forfetario con applicazione dell’imposta sostitutiva del 15%, che sarà modificato dalla Legge di Stabilità 2016 (oggi 28/10/205) in corso di approvazione, prevede l’applicazione dell’aliquota del 15%, o 10%, su un imponibile (reddito) determinato in modo forfettario, con una percentuale di redditività, determinata a secondo della categoria di attività e codice ateco (sotto i dettagli).
Breve storia dei regimi in vigore 2015
Il regime forfetario per i contribuenti minimi è stato introdotto dalla legge di Stabilità 2015.
Il comma 33 dell'art. 9 ha previsto l'abrogazione dei seguenti regimi:
- Regime dei minimi (DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2)
N.B. il regime in questione è stato prorogato per tutto il 2015 dal Decreto Milleproroghe DL 192/2014
- Regime contabile agevolato (DL 98/2011 art. 27 comma 3)
- Regime nuove iniziative ( Legge 388/2000 art. 13)
A partire dal 2015, i soggetti che nel 2014 avevano applicato uno dei sopra elencati regimi, ed in possesso dei requisiti previsti per l'applicazione del nuovo regime forfetario, e salvo opzione per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari, possono accedere al regime forfetario 2015, che diventa il regime naturale.
Tuttavia, era ed è, prevista una clausola di salvaguardia che consente ai contribuenti che, già al 31 dicembre 2014, erano nel regime fiscale di vantaggio di cui all'articolo 27, commi 1 e 2, del DL n. 98 del 2011 (regime dei Minimi), di continuare ad avvalersene fino alla scadenza naturale, ovvero non oltre la data di scadenza naturale (quinquennio o compimento del 35° anno di età).
Riassumendo quanto previsto dai commi 32, 33, 34 e 35 dell'art. 9 della Legge di Stabilità 2015:
Regime applicato nel 2014
Regime che si potrà applicare nel 2015
(DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2)
Nuovo regime forfetario, se rispettati i requisiti previsti dall'art. 9 comma 1
Nuovo regime forfetario start-up, se si trovano nel primo triennio di attività
Possono continuare a rimanere nel Regime dei minimi fino alla sua naturale scadenza, ovvero fino al termine del quinquiennio dall'inizio dell'attività o fino al compimento del 35° anno di età
Regime ordinario (per opzione o per mancanza dei requisiti)
(DL 98/2011 art. 27 comma 3)
Regime delle nuove iniziative
(Legge 388/2000 art. 13)
2015 in proroga il regime dei minimi previsto dall'art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011
Novità introdotte dal Decreto Milleproroghe (D.L. n. 192 del 31.12.2014)
E' prorogato per il solo anno 2015 il regime dei minimi previsto dall'art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011 (imposta sostitutiva al 5% e limite di ricavi a € 30.000), che era decaduto dal 1° gennaio 2015 a seguito dell'introduzione, al suo posto, ad opera della Legge di Stabilità 2015, del nuovo regime agevolato forfetario con imposta sostitutiva al 15% e limite di ricavi variabile a seconda del codice attività.
Grazie quindi al decreto Milleproghe il regime dei minimi continuerà a sussistere solo per tutto il 2015, costituendo così un'alternativa al regime forfetario.
La proroga non ha riguardato il regime delle nuove iniziative produttive ex art. 13, Legge n. 388/2000, né il regime contabile agevolato ex art. 27, comma 3, DL n. 98/2011 (c.d. "ex minimi"), che pertanto già dal 2015 restano non più applicabili.
Nel 2015, quindi, il contribuente, avendone i requisiti, potrà scegliere se adottare il regime dei minimi con applicazione:
- dell’imposta sostitutiva del 5%, oppure
- il nuovo regime forfetario con applicazione dell’imposta sostitutiva del 15%, che sarà modificato dalla Legge di Stabilità 2016 (oggi 28/10/205) in corso di approvazione.
Regime dei minimi dal 2016
Non si escludono condizioni più favorevoli per le nuove partite IVA, con aliquota al 5% per i primi tre anni.
Il nuovo Regime dei Minimi 2015 forfettario con aliquota al 15% prenderà definitivamente il posto delvecchio sistema con aliquota al 5% (che termina a fine 2015), ma cambiano tutti i massimali per le varie categorie di partite IVA. Resta il meccanismo di fondo, per cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano meno di una determinata soglia, senza più vincoli di tempo.
Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito.
Vediamo come cambiano i tetti di reddito: 15mila euro in più all’anno per i liberi professionisti, 10mila euro in più all’anno per tutte le altre partite IVA.
Ecco in tabella i nuovi requisiti di reddito per l’accesso al Regime dei Minimi, e i coefficienti (invariati) per il calcolo dell’imponibile a cui applicare il 15% di imposta.
Tetto Ricavi euro
artigiani e imprese (non alimentari):
(ingrosso e dettaglio):
ambulanti di alimentari e bevande:
ambulante di
Ci sono altre tre novità rilevanti sul nuovo Regime dei Minimi 2016.
La prima, è consentito anche ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio, se l’assegno previdenziale o lo stipendio sono inferiori a 30mila euro l’anno.
La seconda riguarda invece le start-up, per le quali c’è un regime agevolato al 5% (dal precedente 10%).
La terza è la modifica all'articolo 9 del nuovo regime forfettario agevolato per gli autonomi senza limite di età e di durata.
Il nuovo regime dei minimi dal 2016 cambia aspetto e apre a tutti quei contribuenti prima esclusi per limiti di età o ricavi oltre ai 30.00 euro.
La nuova Legge di Stabilità 2016 ha infatti introdotto una modifica all'articolo 9 del nuovo regime forfettario agevolato per gli autonomi senza limite di età e di durata, nel senso che si fuoriesce solo se si perde uno dei requisiti di accesso o una delle condizioni che prefigurano la permanenza nel regime agevolato per autonomi cd. forfetario.
Nuovo Regime minimi 2016.
Il nuovo regime mimimi 2016 in base a quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2016 ma ovviamente si dovrà attendere l'emanazione del decreto attuativo di concerto con l'Agenzia delle Entrate e INPS, cambia forma e diventa regime agevolato autonomi cd. regime forfetario.
Legge di Stabilità 2016nuove start-up
Pare che per le nuove start up la Legge di Stabilità 2016 preveda una riduzione di aliquota al 5% non più per 3 anni come è avvenuto nel 2015 ma per 5 anni e solo per chi apre una nuova Partita IVA 2016, 2017, 2018 e 2019 e per i soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, avvalendosi delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 65, della legge n. 190 del 2014, vigente prima delle modifiche operate dalla lettera c) del comma 1.
- Calcolo Reddito imponibile forfettario
che si effettua applicando sul totale dei ricavi/compensi, i coefficienti di redditività diversi a seconda del codice ATECO, che di fatto riducono la misura della base imponibile sulla quale calcolare il 15%.
- Esonero ritenute alla fonte
- Permanenza nel regime fino al permanere della sussistenza dei requisiti
per cui la durata del regime è senza limiti di tempo.
Regime forfettario in vigore nel 2015
Fino al 31 dicembre 2015 sono validi i seguenti coefficienti: Il coefficiente di redditività regime forfettario allegato Legge di Stabilità 2015 che si applica al reddito dei nuovi minimi, ossia, per i contribuenti che rientrano nel nuovo regime forfetario, è una percentuale variabile dal 40 all'86% a seconda del tipo di attività svolta, che si applica al reddito imponibile, sul quale poi calcolare l'imposta sostitutiva del 15 per cento.
Se nuova impresa per il primo anno e per i successivi due, l'aliquota è invece al 10%.
Professionista con Partita IVA fino a 15.000 euro nel regime forfetario.
Compensi 15.000 euro
coefficiente di redditività è al 78%,
quindi reddito imponibile è uguale a 11.700 euro.
Calcolo aliquota 15% sul reddito imponibile
quindi 15% su 11.700 = 1.755,00 euro di tasse da pagare.
Professionista con Partita IVA sotto 15.000 euro nel regime dei minimi.
Compensi 15.000 - spese 1000 euro.
Reddito imponibile 14.000 euro
calcolo aliquota 5% = 700,00 euro di tasse.
Verifica propria situazione in termini di fattibilità e convenienza
Quindi ogni contribuente potrà verificare la propria situazione e i termini di fattibilità e convenienza circa l'applicazione di una aliquota forfetaria, eventuale riduzione di un terzo aliquota per i primi 3 anni, mancata fruizione della deducibilità degli oneri, di in assenza di redditi diversi da quelli d’impresa o lavoro autonomo, fatta eccezione per i contributi INPS, con il sistema contributivo agevolato, oltre che all'IRAP sostituiva e semplificazione degli adempimenti.
Regime forfettario in vigore nel 2016
Nuove soglie ricavi 2016 e limiti reddito ATECO:
Dal 1° gennaio 2016 nuovi coefficenti di redditività: Dal 2016 per effetto della nuova Legge di Stabilità 2016, cambiano per il nuovo regime dei minimi 2016 le soglie di ricavi e compensi. Tali soglie sono:
Nel nuovo regime dei minimi cd. forfettario, infatti, il reddito viene quindi calcolato non sulla differenza tra ricavi e costi come avviene adesso per i minimi, vecchio, ma forfettariamente, ossia, applicando un coefficiente di redditività sul reddito complessivo dato dalla somma di ricavi/ compensi + uscite con la sola possibilità di deduzione dei contributi previdenziali versati nell'anno di imposta. Sul reddito così calcolato si applica poi l'aliquota del 15% per IRPEF e addizionali regionali e comunali e IRAP.
altri requisiti Minimi ante riforma L.n. 244/2007
È utile ricordare che i requisiti indicati ai paragrafi precedenti, si sommano a quelli già previsti dall’articolo 1, commi 96 e 99 della legge n. 244 del 2007. In particolare, a sensi del comma 96 possono accedere al regime in parola le persone fisiche, residenti nel territorio dello Stato, esercenti attività di impresa, arti o professioni, che nell’anno di inizio della propria attività presumono:
e) di non acquistare, anche mediante contratti di appalto e di locazione, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro; nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, occorre fare riferimento alle attività complessivamente esercitate.
Il successivo comma 99 prevede, invece, che non possono accedere al regime in parola :
c) i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto- legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
Si ricorda infine, che ai sensi del comma 111 del citato articolo 1 della legge n. 244 del 2007, “… il regime fiscale di vantaggio cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99.
Il regime cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), di oltre il 50 per cento In tal caso sarà dovuta l’imposta sul valore aggiunto relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell’intero anno solare, determinata mediante scorporo ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 per la frazione d’anno antecedente il superamento del predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi, salvo il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo.
La cessazione dall’applicazione del regime dei contribuenti minimi, a causa del superamento di oltre il 50 per cento del limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), comporta l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni.”.
Soggetti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011
Come già evidenziato, il regime fiscale di vantaggio può essere applicato anche da coloro che “hanno intrapreso un’attività di impresa, arte o professione successivamente al 31 dicembre 2007” purché in possesso, alla data di inizio dell’attività, dei requisiti previsti dall’articolo 27, commi 1 e 2 del decreto e dall’articolo 1, commi 96 e 99 della legge n. 244 del 2007, innanzi richiamati. Quindi possono accedere al regime anche coloro che negli anni precedenti al 1° gennaio 2012 hanno optato per il regime delle nuove attività produttive, di cui all’art. 13 della legge n. 388 del 2000, oppure per il regime di ordinario di determinazione dell’imposta. In caso di opzione per il regime ordinario restano fermi gli effetti prodotti dall’opzione, ossia l’obbligo di permanenza nel regime ordinario per almeno un triennio ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 10 novembre 1997, n. 442. In tale evenienza, il regime fiscale di vantaggio può essere applicato per i periodi di imposta che residuano al completamento del quinquennio, ovvero fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, se successivo. Esempio se inizio nel 2009 la permanenza nel regime ordinario sarà obbligatoria sino al 2011 e dal 2012 potrò essere un minimo per i 2 anni che residuano quindi sino al 2013.Se nel 2013ho meno di 35 anni potrò proseguire sino al compimenti del 35esimo anno Quindi un contribuente che ha iniziato una nuova attività nel 2009 (che ovviamente non costituisca una mera prosecuzione di un’attività già svolta in precedenza come lavoratore dipendente o autonomo) e che, sebbene in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 96 e 99, della legge n. 244 del 2007, ha optato per il regime ordinario, può accedere al regime fiscale di vantaggio già dal 1° gennaio 2012, essendo decorso il triennio di permanenza obbligatoria nel regime ordinario. Il contribuente può, quindi, applicare il regime per il biennio che residua, ossia fino al 31 dicembre 2013. Nel caso in cui a quella data non abbia ancora compiuto trentacinque anni, potrà prolungare l’applicazione del regime fiscale di vantaggio fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno d’età. Con la Circolare 17-E del30/5/2012 l’ Agenzia delle Entrate è dell’avviso che possa accedere al regime fiscale di vantaggio anche il contribuente che, prima del 1° gennaio 2012, abbia perso e riacquistato i requisiti di cui all’art. 1, commi 96 e 99, della legge n. 244 del 2007, fatto salvo il vincolo previsto dall’art. 1, comma 111, ultimo periodo, della medesima legge, secondo cui, in caso di superamento di oltre il 50 per cento del limite dei 30.000 euro, è obbligatoria l’applicazione del regime ordinario per il triennio successivo. Ne consegue che possono accedere al regime fiscale di vantaggio per il periodo residuo coloro che possedevano i requisiti necessari per l’applicazione del regime degli “ex minimi” alla data di inizio dell’attività e nell’anno 2011, restando ininfluenti le vicende intercorse nel periodo intermedio. Riepilogando, per i soggetti già in attività ed in possesso dei requisiti previsti dalla legge n. 244 del 2007 e dal decreto, si prospettano le seguenti situazioni dal 1° gennaio 2012:
a) se il soggetto aveva applicato l’ex regime dei minimi, può:
_ applicare il regime fiscale di vantaggio;
_ optare per un regime diverso (ordinario o semplificato di determinazione del reddito, contabile semplificato); in tale ultima evenienza non potrà più rientrare nel regime fiscale di vantaggio;
b) se il soggetto aveva scelto di applicare il regime ordinario o semplificato di determinazione del reddito o il regime delle nuove iniziative produttive può:
_ applicare il regime fiscale di vantaggio; in tale ipotesi laddove poi ne esca - per scelta o per legge - non potrà più rientrarvi;
_ continuare ad applicare il regime prescelto (necessariamente se non sono ancora trascorsi i tre anni obbligatori di permanenza nel regime ordinario) e scegliere di applicare il regime fiscale di vantaggio in un secondo momento, rispettando, in ogni caso, il limite temporale di durata previsto dall’articolo 27, comma 1 (cinque anni dall’inizio dell’attività o compimento di trentacinque anni).
Noattività
CONDIZIONI D'ACCESSO AL REGIME
Persone Fisiche e titolari di imprese famigliari
Nessuna attività nel triennio precedente
La nuova attività non deve costituire mera prosecuzione di attività precedentemente svolta
CONDIZIONI DI PERMANENZA
Ammontare dei compensi annui inferiore a € 30.000
Ammontare dei compensi annui inferiore a € 30.987,41
Limite triennale di € 15.000 per l'acquisto di beni strumentali
No dipendenti, né collaboratori assimilabili
Permanenza per un massimo di 5 esercizi o fino compimento del 35 anno d'età.
No limiti di durata
Permanenza per un massimo di 3 anni solari
link alle pagine del sito sul regime dei minimi
Regime fiscale 2015 ante riforma 2016
Regime fiscale 2015 agevolato per gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti e servizi. “nuovi minimi 2015”
I co. 54 - 89 dell’art. 1 della legge di stabilità 2015 istituiscono un nuovo regime fiscale age­volato per autonomi che costituisce il regime naturale applicabile, a decorrere dall’1.1.2015, alle persone fisicheesercenti attività d’impresa, d’arte o professione in possesso dei requisiti di se­guito delineati.
Requisiti d’accesso dal 2015
Possono aderire al regime dal 2015 coloro le persone fisiche esercenti attività d'impresa o arte o professione che nell'anno solare precedente abbiano:
¨ conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO specifico dell'attività svolta;
¨ sostenuto spese per l'acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 5.000 Euro lordi;
¨ redditi conseguiti nell'attività d'impresa, arte o professione siano prevalenti rispetto a quellieventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50 del TUIR). La verifica del criterio della prevalenza non è rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d'impresa, arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 Euro.
- conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO specifico dell'attività svolta (vedi tabella riportata in calce all'articolo). Nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, conta il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi a tali codici;
- sostenuto spese per l'acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 5.000 Euro lordi a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art. 60, TUIR;
- sostenuto un costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20.000 Euro (i beni utilizzati promiscuamente per l'esercizio dell'impresa, arte o professione, e per l'uso personale o familiare del contribuente concorrono al calcolo del limite di 20.000 € nella misura del 50%, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo per l'attività esercitata). Ai fini di tale limite non vanno considerati:
- i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, arte o professione siano prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50 del TUIR).
La verifica del criterio della prevalenza non è rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d'impresa, arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 Euro.
Le regole per l'entrata/uscita dal nuovo regime forfetario sono le consuete disposizioni in tema di rettifica della detrazione dell’IVA a credito e di eliminazione degli effetti di duplicazione dell’imposizione diretta.Il passaggio al nuovo regime forfetario da parte dei soggetti provenienti dal regime delle nuove iniziative (art. 13 L. 38/2000), o dal regime dei minimi (art. 27 D.l. 98/2011) avverrà “automaticamente”, al sussistere delle condizioni previste.
Dal regime naturale si esce, quindi determinante la circostanza di convenienza, semplicemente concomportamento concludente del contribuente ed anche dovrà essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta.
- o per opzione; - o per Legge,
Permanenza nel regime per coloro che già sono attivi come MINIMI
I contribuenti che al 31.12.2014 hanno adottato il regime dei minimi possono continuare ad applicarlo (anche se legalmente soppresso) fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età (c.d. clausola di salvaguardia).
Per rimanere nel regime dei minimi, ante riforma 2015, riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni (incluse le imprese familiari), devono sussistere, nell’anno precedente, i seguenti contemporanei requisiti:
- ricavi conseguiti/compensi percepiti, ragguagliati ad anno, non superiori a limiti predeterminati, daTABELLA, indicati nell’allegato alla legge di stabilità, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (non sono computati i maggiori ricavi o compensi da adeguamento agli studi di settore);
Vi è un particolare regime transitorio per coloro che, al 31 dicembre 2014, già sono nel regime dei minimi, cioè delle nuove iniziative produttive, di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e degli “ex minimi” (art. 9 commi 33, 34, 35 del Ddl. di Stabilità).
Ai soggetti già in attività è offerta questa prima alternativa.
Minimi e neo attività operativi da meno di 3 anni possono transitare al nuovo regime fruendo di unariduzione forfettaria del reddito.
È infatti previsto che per i primi 3 anni di attività il reddito su cui calcolare la sostituiva del 15% sia forfettariamente ridotto di un terzo, e questo al fine di stimolare e agevolare il lavoro autonomo.
La redditività forfettaria da tabella sarà ridotta di un terzo. Quindi per i professionisti 78% diviso 3.
Con la prima alternativa, potrebbe transitare fin dal 2015 nel nuovo regime e calcolare il proprio reddito, fino a compimento del triennio agevolato, con la riduzione forfettaria. Va comunque osservato che, nel computo del triennio agevolato, vanno considerati anche gli anni antecedenti l’ingresso nel nuovo regime.
Pertanto, nel caso di inizio attività nel 2014, la riduzione forfettaria del reddito potrà essere sfruttata sul 2015 e sul 2016. Dal 2017 (quarto anno di attività) continuerà ad applicare il nuovo regime, ma senza beneficiare della riduzione del reddito.
Una seconda alternativa, (solo per i minimi) la possibilità ai soggetti che nel 2014 hanno applicato il regime di vantaggio di continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età”.
Con la seconda alternativa il regime dei minimi continuerà a sopravvivere per tutti coloro che hanno iniziato l’attività da meno di 5 anni o che non hanno compiuto ancora 35 anni di età.
Prendiamo sempre il caso di un minimo che abbia iniziato la propria attività nel 2014. Egli potrà restare nel vecchio regime dei minimi fino al 2018, oppure sino al compimento del 35esimo anno di età..
La Legge di stabilità infatti stabilisce la facoltà – e non quindi l’obbligo – di continuare ad applicare le vecchie regole, beneficiando dell’imposta sostitutiva del 5%.
Si pensi, per esempio, a un imprenditore che ha iniziato l’attività nel 2014. Questi potrà continuare ad applicare il regime dei minimi fino al 2018. Dall’anno successivo, anche se non espressamente chiarito nella norma, transiterà nel nuovo regime forfettario (che non ha più il limite di 5 anni).
- che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito (cessione di generi di monopolio, vendita di beni usati, agriturismo, ecc...);
L’utilizzo del nuovo regime è precluso ai soggetti che si trovino, nel corso dell’applicazione del medesimo regime agevolato, nelle seguenti situazioni:
- si avvalgono di regimi speciali IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
- non sono residenti nello Stato italiano, ad eccezione di quelli che siano residenti in uno degli Stati membri dell’UE o dello SEE e producano nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il75% del reddito complessivamente prodotto;
- effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, di cui all’art. 10 co. 1 n. 8 del DPR 633/72, o di mezzi di trasporto nuovi, di cui all’art. 53 co. 1 del DL 331/93, conv. L. 427/93;
- esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa in forma individuale e, contempo­ra­neamente,partecipano a società di persone o associazioni professionali (art. 5 del TUIR), ovvero a srl in regime di trasparenza (art. 116 del TUIR).
Durata del regime e fuoriuscita dallo stesso
Non consta alcuna limitazione circa la durata di applicazione del regime forfetario.
Ciò significa che lo stesso può essere applicato fino a quando se ne possiedono i requisiti d’accesso o si verifica una o più delle condizioni di esclusione.
In tali casi, il regime cessa di trovare applica­zione dall’anno successivo a quello in cui si verifica l’evento.
Determinazione del reddito e imposizione sostitutiva
Il nuovo regime si basa sulla determinazione forfetaria del reddito imponibile, calcolato tramite l’applicazione del coefficiente di redditività (variabile dal 40% all’86%) previsto per la specifica attività svolta all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta (calcolati se­con­do il principio di cassa).
Dal reddito imponibile possono essere analiticamente dedotti i con­tributi previdenziali versati in ottemperanza a norme di legge e le perdite fiscali generatesi nei periodi d’imposta anteriori l’accesso al regime, secondo le ordinarie regole stabilite dal TUIR.
Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali regionale e comu­nale e IRAPpari al 15%.
Riduzione del reddito imponibile di 1/3 per inizio dell’attività
Per i soggetti che avviano ex novo un’attività e per i primi tre anni, è prevista un’ulteriore agevo­la­zione consistente nella riduzione di un terzo del reddito imponibile.
- nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività non è stata esercitata alcuna attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
- l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (con esclusione dei periodi di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti, professioni o attività artigianali);
- qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti reddituali previsti per la specifica attività.
Ulteriori caratteristiche del regime
- l’esclusione da IVA, IRAP, studi di settore e parametri;
- l’esclusione dei ricavi/compensi da ritenuta d’acconto;
- la possibilità di non effettuare le ritenute alla fonte (sui redditi di lavoro dipendente e assi­milato, di lavoro autonomo, ecc.), salvo indicazione in dichiarazione dei redditi del codice fiscale del percettore;
- l’esonero da obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili ai fini delle imposte dirette e IVA;
- l’esonero da liquidazioni e versamenti periodici, nonché da obblighi dichiarativi, ai fini IVA;
- per gli imprenditori, un trattamento agevolato per il calcolo dei contributi previdenziali ap­pli­­can­do le aliquote contributive per la Gestione artigiani e commercianti INPS al reddito dichiarato.
A decorrere dal 2015, sono abrogati:
- il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile ed il regime agevolato per gli “ex mini­mi” (artt. 27 del DL 98/2011 e 1 co. 96 - 115 e 117 della L. 244/2007).
Nonostante l’abrogazione, il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (vecchi minimi) può continuaread es­sere applicato in via transitoria e fino a scadenza naturale dai soggetti che già lo applicavano nel 2014.
Resta, in ogni caso, salva la possibilità di scegliere l’applicazione del nuovo regime for­fe­tario.
¨ non sono tenuti alla compilazione degli studi di settore/parametri;
I contribuenti che al 31.12.2014 hanno adottato il regime dei minimi possono continuare ad applicarlo(anche se legalmente soppresso) fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età.
- a certificare e conservare corrispettivi. A tal proposito sulle fatture emesse, al posto dell'Iva, andrà riportata la dicitura: "Operazione in franchigia da Iva", con l'eventuale indicazione della norma;
- alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi;
Per quanto riguarda le imposte sui redditi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.
- per quanto riguarda l'IRAP, essi sono esclusi da tale imposta;
- per quanto riguarda gli studi di settore, essi sono esonerati dalla loro presentazione (anche dai parametri);
- non effettuano la ritenuta alla fonte. Sussiste comunque l’obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta.
Essi determinano il reddito d'impresa o di lavoro autonomo in maniera semplificata, applicando ai ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività, e scomputando da tale ammontare i contributi previdenziali obbligatori versati;
Ai fini delle imposte dirette, il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (vedi tabella), senza tener conto delle spese sostenute nell'anno.
Questa è la principale novità del regime, in quanto diversamente da quanto avveniva con gli altri, il reddito non è più calcolato come differenza tra componenti positivi e negativi.
Il nuovo regime forfetario presenta ulteriori agevolazioni nel caso in cui ad applicarlo siano dei soggetti che intraprendono una nuova attività.
In tal caso, infatti, per il periodo d’imposta di inizio dell’attività e i 2 successivi, al sussistere di determinate condizioni, si gode di una diminuzione del reddito di 1/3. Di fatto quindi un’aliquota del 10%.
Regime contabile “naturale”
Per quanto concerne gli esercenti arti e professioni, se non ricorrono i requisiti per l’applicazione del nuovo regime forfetario, il regime di contabilità semplificata costituisce il regime contabile “naturale” che s’intende adottato in assenza di diverse opzioni.
Per quanto riguarda le imprese, il discorso è più complesso.
Innanzitutto è bene individuare i soggetti che applicano obbligatoriamente il regime contabile ordinario in base alla propria natura giuridica, indipendentemente dal volume di ricavi conseguito: spa, srl, sapa, cooperative mutue assicuratrici, enti pubblici e privati diversi dalle società che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, stabili organizzazioni di società ed enti non residenti nel territorio dello Stato, trust, associazioni non riconosciute, consorzi e altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi con oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.
Per i soggetti esercenti attività d’impresa diversi da quelli sopra indicati, v’è, invece, alternativa tra regime contabile ordinario oppure semplificato a seconda dell’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti in un anno intero.
Resta comunque ferma la possibilità di optare per il regime ordinario.
- se detti ricavi sono non superiori a:
- 400.000 euro (per imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi), oppure a
- 700.000 euro (per imprese esercenti altre attività)
è “naturalmente” applicabile il regime contabile semplificato dall’anno successivo (ipotizzando il contenimento nei predetti limiti dei ricavi 2014, l’utilizzabilità del regime semplificato decorre dal 2015)
- se detti ricavi sono superiori ai predetti limiti, dev’essere applicato dall’anno successivo il regime contabile ordinario (ipotizzando il superamento dei predetti limiti di ricavi nel 2014, l’utilizzo del regime ordinario decorre dal 2015).
- sono ragguagliabili ad anno;
- sono determinati tenendo conto dell’ammontare dei ricavi previsti dagli artt. 57 e 85 del TUIR, computati in base al principio di competenza;
Per verificare l’accessibilità alla liquidazione trimestrale dell’IVA (art. 7 del DPR 14 ottobre 1999 n. 542), invece, i medesimi limiti sono determinati tenendo conto del volume d’affari ai fini dell’imposta (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 80/2001 e ris. n. 15/2012) e non si considerano superati per effetto della maggior somma derivante da adeguamento agli studi di settore o ai parametri contabili (circ. Agenzia delle Entrate n. 54/2001, § 13).
Sulla base di quanto prevede l’art. 18 comma 1 del DPR 600/73, la circ. Agenzia delle Entrate n. 80/2001 ha chiarito come computare il limite per l’accesso alla contabilità semplificata per i soggetti che svolgono contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività.
- se è tenuta una distinta annotazione dei ricavi per ogni attività, si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente dalla quale, cioè, sono conseguiti i maggiori ricavi nel periodo d’imposta (il riferimento alla “distinta annotazione dei ricavi” non coincide con la tenuta di una contabilità separata, essendo sufficiente l’annotazione dei ricavi secondo modalità tali da garantire la loro attribuzione ad un’attività piuttosto che ad altra);
Riguardo alla prima ipotesi considerata – annotazione distinta dei ricavi – la risoluzione n. 293/2007 ha precisato che, dopo aver stabilito quale tra le attività svolte sia prevalente, occorre ulteriormente verificare se l’ammontare complessivo dei ricavi realizzati tramite tutte le attività svolte superi il limite massimo di 700.000 euro. Nel caso in cui esso sia superato, l’accesso al regime di contabilità semplificata sarebbe comunque precluso in quanto la ratio sottesa all’art. 18 del DPR 600/73 “è quella di consentire la tenuta della contabilità semplificata soltanto alle imprese minori, ossia a quelle imprese che hanno un ammontare di ricavi limitato”.
Regime dei minimi ante riforma 2015
A partire dal 1° gennaio 2012, quindi, i contribuenti di piccole dimensioni che intendono iniziare un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, applicano - laddove in possesso dei requisiti stabiliti dalle norme di riferimento - il nuovo regime fiscale di vantaggio di cui al citato articolo 27, commi 1 e 2, del decreto.
I nuovi requisiti per l’accesso al regime fiscale
Al fine di adeguare il nuovo regime fiscale di vantaggio alle finalità indicate nel primo periodo dell’art. 27 del decreto - ossia “favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese” - , il medesimo articolo dispone che, dal 1° gennaio 2012, il regime fiscale di vantaggio costituisce il regime naturale per le persone fisiche che:
– intraprendono un’attività di impresa arte o professione; – l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.
Ciò significa, in altre parole, che mentre l’“ex regime dei minimi” era applicabile da chiunque avesse i requisiti previsti dalla citata legge n. 244 del 2007 - non essendo preclusiva, ad esempio, la circostanza che il contribuente fosse già in attività - il regime fiscale di vantaggio è destinato solo a coloro che iniziano una nuova attività, ovvero l’hanno iniziata dopo l’entrata in vigore delle disposizioni che hanno introdotto l’“ex regime dei minimi” (1° gennaio 2008).
a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare; b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni; c) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.”
Tali requisiti sono identici a quelli previsti per l’applicazione del regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, di cui all’art. 13 della legge n. 388 del 2000, pertanto, restano validi in proposito i chiarimenti forniti con i precedenti documenti di prassi, salvo quanto precisato nella presente circolare. In particolare, con riguardo al limite temporale dei “tre anni precedenti”, tenuto conto della lettera della norma, si ritiene che occorra far riferimento non al periodo di imposta ma alla data a partire dalla quale si vuole accedere al nuovo regime, verificando che eventuali precedenti attività siano cessate anteriormente all’inizio del triennio (calcolato secondo il calendario comune) che precede l’inizio della nuova attività. Conseguentemente un soggetto che ha cessato la precedente attività il 31 maggio del 2009, può senz’altro intraprendere una nuova attività utilizzando il regime in commento, ad esempio nel mese di luglio del 2012, senza dover attendere che siano trascorsi ( dal 31 maggio 2009 ) almeno tre periodi d’imposta completi (ossia senza dover attendere il 1° gennaio 2013).
Dal 2012 il nuovo regime dei minimi. professionisti non saranno più assoggettati a ritenuta di acconto. Agenzia Entrate del 22/12/11 le disposizioni attuative dei superminimi, art. 27 DL 98/11, dal 1/1/12- Dipendenti possono essere minimi
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References: art. 1
 art. 1
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 13
 art. 27
 art. 27
 art. 13
 art. 13
 art. 27
 articolo 1
 art. 60
 § 13
 articolo 27
 art. 27