Source: http://www.cristianitestimonidigeova.net/articolo.aspx?Articolo=94
Timestamp: 2019-03-24 13:03:11+00:00

Document:
Cristiani Testimoni di Geova: Testimoni di Geova e servizio alternativo in Armenia
Testimoni di Geova e servizio alternativo in Armenia
Aggiornato al Maggio 2005
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2. Il servizio alternativo non è servizio civile
3. Il servizio alternativo è punitivo nella sua natura
4. Nuova ondata di imprigionamenti
5. Deportazioni forzate a Nagorno-Karabakh
6. Negati i passaporti e i documenti di residenza
7. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Il 1° dicembre 2003 il Parlamento Armeno ha approvato una legge sul servizio alternativo a quello militare, la quale ha avuto effetto a partire dal 1° luglio 2004. Sebbene l’Armenia aveva promesso che avrebbe onorato i propri impegni al fine di proporre un servizio alternativo di natura non punitiva, ma civile, inoltre della stessa durata che il servizio militare richiede e che nello stesso tempo avrebbe eseguito un provvedimento di amnistia a favore di tutti gli obiettori di coscienza che si trovavano in carcere, i fatti indicano invece che tutto ciò non è avvenuto. Come mostra questo resoconto, c’è una chiara evidenza che questa legge sottolinea, non il servizio civile, ma il servizio militare.
Inoltre, dal 1° luglio 2004 una nuova schiera di obiettori di coscienza è stata condannata ed imprigionata. Venti uomini Testimoni di Geova sono attualmente in prigione per il rifiuto di prestare servizio militare. Undici hanno ricevuto la massima pena di due anni. Ad essi era stato offerto di svolgere il servizio alternativo, ma essi hanno rifiutato perché essi hanno le ragioni per credere che questo tipo di servizio alternativo è in realtà sotto il controllo dei militari. (vedi la lista allegata)
Come è sottolineato in questo rapporto, c’è l’evidenza che dimostra che la legge sul servizio alternativo è punitiva e penalizzante, con episodi di abusi fisici e mentali compiuti in ospedali psichiatrici dove gli uomini prestavano servizio.
In armonia con gli impegni presi dallo stato Armeno presso la sede del Consiglio d’Europa, i Testimoni di Geova hanno fatto appello alle autorità armene per il rilascio immediato degli obiettori di coscienza attualmente imprigionati incoraggiando l’introduzione di un effettivo servizio civile alternativo che si auspica non sia più sotto il controllo o la supervisione della forza militare.
Un buon numero di Testimoni di Geova che ha rifiutato di prestare servizio militare per motivi religiosi è stato indirizzato a servire sotto la nuova legge sul servizio alternativo in Armenia, credendo che la natura di tale servizio fosse civile. Comunque, diversi di loro stanno ora esprimendo il loro disappunto in quanto hanno realizzato che quello che stavano svolgendo non era servizio civile ma servizio militare.
Al momento alcuni che che hanno optato per il servizio alternativo sono stati assegnati a lavorare negli ospedali, la quale in sé stessa non è una forma inusuale di servizio alternativo. Per esempio, Vaye Grigoryan, Garazat Azatyan, Hayk Khachatryan e Garik Melkonyan hanno accettato quello che pensavano fosse servizio civile ed erano stati assegnati all’Ospedale Psichiatrico di Vardenis. Ma contrariamente agli accordi fatti con il governo armeno, questi giovani sono venuti a trovarsi sotto la supervisione dei militari, e non dei civili. Essi hanno aspettato ad indossare l’uniforme tipica per i militari, ed il loro tesserino di riconoscimento recita: “RA Forze Armate”. La polizia militare li visita regolarmente, e negli ospedali essi sono osservati dai soldati. Il loro documento stampato di lavoro porta l’iscrizione: “Forze Militari della Repubblica dell’Armenia”.
I Testimoni di Geova che avevano accettato il servizio alternativo hanno dichiarato in seguito che essi erano stati ingannati. I loro sentimenti vengono rispecchiati nel commento di uno costretto a dire: “La mia coscienza non mi permette di continuare a queste condizioni”.
“ … questo non è servizio civile ed è in disaccordo con le direttive europee”.
Avetik Ishkhanyan, Presidente del Comitato di Helsinki per l’Armenia (ArmeniaNow.com 2002-2004, di Vahan Ishkhanyan)
Il presidente del Comitato di Helsinki per l’Armenia ha detto: “E’ stato solo sotto continue pressioni del Consiglio d’Europa che le discussioni in materia di servizio alternativo sono state introdotte nella legge inerente l’alternativa al militare. Comunque, questo non è servizio civile ed è in disaccordo con le direttive europee”. Egli ha anche citato anche il fatto che le autorità hanno provato ad imborgliare l’Europa presentando il servizio alternativo controllato dai militari come servizio civile.
Nonostante la promessa fatta dal governo dell’Armenia presso il Consiglio Europeo secondo cui l’Armenia vorrebbe promulgare e completare una legge su un effettivo servizio alternativo, una attenta lettura della legge, la quale schiva la parola “civile”, dimostra che il servizio alternativo è sotto il controllo dei militari. L’articolo 6 dichiara che le norme in materia di servizio alternativo sono competenza dei militari. L’articolo 13 menziona che i lavoratori sono assegnati dalla Commissione Militare. L’articolo 14 dice che “la chiamata alla leva è organizzata e supervisionata” dalle forze militari.
Il 6 maggio a Kapan due Testimoni di Geova, Narek Alaverdyan e Arsen Sevoyan, hanno rifiutato di continuare il loro servizio alternativo a motivo di questi fatti e sono stati immediatamente arrestati dalla polizia militare.
Nella sua forma attuale, il servizio alternativo è punitivo e penalizzante.
Durata del servizio alternativo
La legge armena è punitiva nella sua natura in quanto coloro che servono nelle forze militari devono prestare servizio per soli due anni mentre coloro che chiedono di svolgere il servizio alternativo devono prolungare la loro prestazione a tre anni e mezzo.
Il documento Rispetto per gli obblighi e per gli impegni, facente parte della Risoluzione sull’Armenia 1361 (2004), edizione provvisoria (PACE), dice:
“L’Assemblea considera la durata del servizio civile alternativo, attualmente di 42 mesi, inaccettabile ed eccessiva”. (Risoluzione PACE 1361)
“22. L’Assemblea dà il benvenuto all’adozione di una legge che introduce come alternativa al servizio militare il servizio civile, in pieno accordo con le raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare 1518 (2001) in merito all’esercizio del diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, come dichiarato dagli stessi membri del Consiglio d’Europa. Comunque, l’Assemblea considera la durata del servizio civile alternativo, attualmente di 42 mesi, inaccettabile ed eccessiva e chiede che la legge dovrebbe emendare su questo punto, riducendo la durata del servizio a 36 mesi prima che essa abbia effetto il 1° luglio 2004”.
Natura penalizzante del servizio alternativo
I Testimoni di Geova che stanno adempiendo il servizio alternativo sono stati pericolosamente maltrattati, sia fisicamente che mentalmente, negli ospedali psichiatrici dove essi lavoravano. Questo tipo di conduzione contravviene ad ogni convenzione internazionale.
Innanzitutto, il Portavoce dell’Assemblea Nazionale dei Deputati Armena, Vahan Hovhannisyan, ha detto che il servizio alternativo sarebbe cosa da svergognati.
In una occasione, Karlen Simonyan, il quale è stato assegnato a lavorare all’Ospedale Psichiatrico di Vardenis, ha dovuto subire la rottura della clavicola durante la ronda mattutina, e nonostante ciò non ha ricevuto alcuna cura. Dopo che i suoi genitori si sono lamentati dell’accaduto, è stato portato dentro un ospedale militare per una operazione. Tuttavia, all’interno dell’ospedale militare è stato curato in una maniera talmente inaccettabile che il giornalista Vahan Ishkhanyan di ArmeniaNow.com, riportando l’avvenimento, ha detto che egli stesso non vorrebbe mai farsi operare in un ospedale militare.
- Quando gli uomini svolgono il servizio alternativo si ammalano, essi non ricevono le consuete attenzioni mediche eccetto medicine che vengono provvedute nonostante siano scadute.
- Il loro cibo è fornito dalle forze militari ed è insufficiente; essi sono denutriti.
- I Testimoni di Geova che accettano il servizio alternativo negli ospedali sono stati presi a calci, picchiati e maltrattati in tanti altri modi.
Comunque, l’ultima informazione, datata 30 aprile 2005, mostra che le circostanze in cui si trovano gli obiettori di coscienza che stanno lavorando negli ospedali sono ora migliorate dopo questi problemi iniziali. In molti casi, essi dicono che ora sono contenti di poter godere di buoni rapporti di lavoro con lo staff degli ospedali. Comunque, essi sono ancora tenuti sotto sorveglianza e non è concesso loro di assistere alle adunanze cristiane. Essi devono nascondere la loro letteratura religiosa altrimenti lo staff dell’ospedale gliela porterebbe via. Inoltre, costoro che prestano servizio alternativo devono recarsi a lavoro dalla mattina alle 7:30 fino alle 9 di sera, cosa che significa 13-14 ore di lavoro ogni giorno, sette giorni a settimana.
Dal 1° luglio 2004, la data che sanciva l’inizio dell’efficacia della legge armena sul servizio alternativo, dozzine di Testimoni di Geova sono stati arrestati o imprigionati come obiettori di coscienza. Come riportato dal forum 18 il 21 marzo 2005, una “Nuova ondata di condanne ai Testimoni di Geova” hanno rappresentato “il più grande numero mai avuto in un singolo mese dallo scorso ottobre e sono in aperto contrasto con gli impegni presi dall’Armenia presso il Consiglio d’Europa di terminare gli imprigionamenti degli obiettori di coscienza”. Ci sono attualmente 20 uomini Testimoni di Geova in prigione per il loro rifiuto dettato dalla coscienza di prestare servizio militare per motivi religiosi. Undici hanno ricevuto la massima condanna di due anni. A tutti loro era stato offerto di prestare servizio alternativo ma essi hanno rifiutato perché hanno ragione di ritenere che questo è sotto il controllo dei militari.
- Un Testimone di Geova è stato arrestato ed è in attesa del suo processo.
- Ad oggi, oltre 170 Testimoni di Geova hanno ricevuto condanne in carcere come obiettori di coscienza.
Tra costoro citiamo Arman Agazaryan, un dentista 28enne della capitale, Yerevan. E’ stato chiamato a prestare servizio militare su ordine del ministro della difesa lo scorso novembre, il quale dichiarava che i medici, precedentemente esonerati dall’obbligo di leva in quanto studenti di medicina all’università, ora potevano essere richiamati alle armi fino ad un’età limite di 35 anni. “E’ stato volutamente obbligato a prestare servizio militare e condannato solo perché Testimone di Geova”, ha detto il suo avvocato Rustam Khachatryan al Forum 18 lo scorso 18 marzo da Yerevan. “Nessun altro dentista è stato richiamato alle armi”.
Dopo che Agazaryan ha rifiutato di prestare servizio militare per motivi religiosi e di coscienza, è stato arrestato il 23 dicembre 2004 ed è stato successivamente processato a Yerevan verso metà marzo, ricevendo una condanna in prigione di un anno e mezzo. “Agazaryan aveva sulle spalle una famiglia composta da sua moglie, suo figlio di sette anni, i suoi genitori e sua suocera, i quali vivevano grazie al suo reddito”, ha detto Khachatryan al Forum 18. “Ora essi hanno perso il loro unico sostegno familiare in prigione”. Agazaryan è stato portato all’Istituto Criminale di Nubarashen, dove molti altri Testimoni di Geova sono incarcerati. – Servizio Notizie del Forum 18, 21 Marzo 2005.
"[L’Assemblea] ha espresso la propria indignazione in merito al fatto che 20 o più giovani attualmente si trovino ancora in carcere per avere rifiutato di prestare servizio militare. L’Assemblea perciò sollecita che essi siano immediatamente rilasciati su provvedimento di amnistia presidenziale …" (Risoluzione PACE 1361 - 2004)
Il fallimento di una possibile amnistia
Un rapporto proveniente dall’Assemblea Parlamentare, datato 20 Settembre 2004, dice: “Le autorità armene hanno ufficialmente deciso di porre fine agli imprigionamenti per tutti coloro che rifiutano di prestare servizio militare. L’ultimo Testimone di Geova ancora in carcere per il rifiuto di prestare servizio nelle forze armate dovrà essere rilasciato appena la legge entrerà in vigore”. Questo non è accaduto.
Un rapporto proveniente dal Forum 18 di giovedì 6 gennaio 2005 aveva confermato la notizia secondo cui il governo armeno avrebbe portato con la forza Armen Grigoryan, un cittadino dell’Armenia proveniente da una famiglia di Testimoni di Geova, a Nagorno-Karabakh per servire nelle forze militari. Questo resoconto dimostra in maniera inequivocabile come il governo armeno abbia ingannato l’intero Consiglio d’Europa venendo meno all’obbligo al quale era tenuto di introdurre una legge che assicurasse il regolare svolgimento del servizio civile.
Il rapporto del Forum 18 dichiarava come segue: “Armen Grigoryan, un obiettore di coscienza per motivi religiosi il quale sta pensando seriamente di diventare un Testimone di Geova, è stato portato con la forza dalle autorità armene dall’Armenia alla caserma militare di Nagorno-Karabakh, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Dopo essere stato picchiato, Grigoryan è stato obbligato a rimanere in piedi con indosso solo la propria biancheria intima di fronte a circa 1.800 soldati, obbligato pure a spiegare loro perché rifiutava di svolgere il servizio militare. “Spiegò a tutti i presenti che il suo rifiuto derivava dalle proprie credenze religiose e dallo studio della Bibbia”, ha detto suo padre al Forum 18. Questo è il primo caso conosciuto presso il Forum 18 di un obiettore di coscienza per motivi religiosi armeno trascinato con la forza alla caserma militare di Nagorno-Karabakh. L’Armenia ha ripetutamente infranto le promesse fatte in sede di Consiglio d’Europa in merito al trattamento da riservare agli obiettori di coscienza. Grigoryan è ora fuggito dalla caserma militare nella quale era stato deportato, ed ha scritto alle autorità armene, da un luogo nascosto, che egli sarebbe pronto a svolgere il servizio civile alternativo.”. – Servizio Notizie del Forum 18, 6 gennaio 2005.
“Questo è il primo caso conosciuto presso il Forum 18 di un obiettore di coscienza per motivi religiosi armeno trascinato con la forza alla caserma militare di Nagorno-Karabakh” (Servizio Notizie del Forum 18)
- Armen Grigoryan è stato picchiato dal luogotenente Shakaryan e dal capitano Hovhanes Danielyan nel campo del secondo reggimento nella regione di Martuni ad est di Karabakh. Con l’aiuto di suo padre, Grigoryan ha scritto a diversi ministeri di governo ed a organizzazioni per i diritti umani, ma “egli ha peggiorato la propria situazione”. – Forum 18, 6 gennaio 2005.
- Il luogotenente-generale Vladik Khachatryan ha ordinato che vengano istituite le procedure legali contro Grigoryan. – Forum 18, 6 gennaio 2005.
- Verso la fine di aprile 2005, Grigoryan ha fatto ritorno in Armenia e si è consegnato spontaneamente alla polizia di Yerevan. E’ stato immediatamente portato alla città di Stepanakert in Nagorno-Karabakh, dove si trova attualmente. Questa ulteriore traversia giudiziaria è una prova ancora più convincente che il governo dell’Armenia non ha mantenuto i propri impegni presi presso il Consiglio d’Europa di promulgare o implementare una legge genuina atta allo scopo di introdurre il servizio civile alternativo.
Ogni volta che i Testimoni di Geova obiettori di coscienza scontano il loro periodo di condanna in carcere e successivamente vengono rilasciati, essi ancora sono costretti a subire altre forme di persecuzione dal governo armeno. Ciò avviene perché, mentre essi scontano il periodo di detenzione, a loro vengono negati i documenti di identità come forma di punizione per il fatto che non hanno prestato servizio militare.
Questa prassi di non permettere un documento interno di identificazione come punizione per il fatto che non svolgono il servizio militare crea numerosi problemi ai Testimoni di Geova imprigionati come obiettori di coscienza. La mancanza del passaporto significa che essi non possono lasciare la nazione, non possono sposarsi o impegnarsi diversamente in qualsiasi transazione legale.
- Come minimo 15 giovani non hanno posseduto un passaporto prima che venissero chiamati alle armi. Dopo i termini della loro prigionia per l’obiezione di coscienza al servizio militare, il commissariato locale militare ha detto che gli uomini non potrebbero ricevere questo documento fino a quando non avrebbero prestato il dovuto servizio. Il passaporto non potrà avere valore come tale senza un certificato che attesta lo svolgimento del servizio militare.
- Come minimo 2 giovani avevano i passaporti prima di essere incarcerati. Comunque, quando essi hanno chiesto che i loro passaporti fossero restituiti, questi sono stati negati per le stesse ragioni spiegate sopra. Entrambi hanno inoltrato una domanda ufficiale al commissariato militare del Procuratore Generale.
- Come minimo sette giovani possiedono i propri passaporti, ma ad essi sono stati negati i documenti di residenza dopo essere stati rilasciati.
Il documento dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, dal titolo “Adempimento degli obblighi e degli impegni da parte dell’Armenia in base alle Risoluzioni 1361 e 1374”, datato 20 settembre 2004, spiega:
“L’associazione dei Testimoni di Geova ha segnalato il problema del ritorno dei passaporti da parte della polizia, senza dare precise indicazioni personali su coloro ai quali è stato negato il ritorno dei documenti in quanto è dato di fatto che è impossibile ottenere informazioni maggiormente dettagliate da parte delle autorità competenti. Questa associazione inoltre ha fatto presente che la polizia rifiuta di rilasciare i certificati necessari per avere un documento di passaporto di cui hanno bisogno i Testimoni di Geova che hanno scontato pene detentive, rifiutando pure in certi casi di rilasciare documenti che attestano la residenza degli stessi o negando di ricevere documenti di carattere sociale come quelli assicurativi, i quali ora sono obbligatori. E’ stato inoltre menzionato che i vari tribunali infliggono ai Testimoni di Geova pesanti ammende per il fatto che essi non prestano servizio militare, come alternativa alla prigione. Questi casi dovevano essere ormai abbandonati grazie all’inserimento di una nuova legge che regolasse il servizio civile alternativo, ma per il momento una legge del genere è sconosciuta ed è stato mantenuto lo stesso regime precedente che prevede per coloro che non svolgono il servizio civile un servizio alternativo che è troppo lungo e penalizzante”.
Tre applicazioni archiviate inerenti obiettori di coscienza armeni che sono Testimoni di Geova sono attualmente pendenti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Vahan Sanasari Bayatyan ha archiviato la sua applicazione il 6 ottobre 2003 dopo essere stato condannato a due anni e mezzo di carcere a motivo della sua obiezione di coscienza al servizio militare. All’udienza orale, entrambi i procuratori ed uno dei giudici ha offerto di chiudere il processo a Vahan se egli abbandonasse la sua posizione di obiezione di coscienza e adempisse i suoi obblighi militari.
Haik Sargsi Bukharatyan e Ashot Tsaturyan hanno archiviato le loro applicazioni presso la Corte Europea il 5 ottobre 2004, dopo che entrambi erano stati condannati a due anni di carcere. Entrambi hanno fatto appello alle sentenze subite; durante la sua udienza orale, Bukharatyan è stato pesantemente insultato per l’aderenza alle sue credenze religiose. Il giudice J. Hovsepyan gli ha detto in tono irritato: “Quale sorta di uomo rifiuterebbe di prestare servizio militare! E nonostante questo, tieni pure la testa in alto e ci fissi negli occhi!”
Il procuratore Boshnagyan ha aggiunto: “La gente come te dovrebbe essere annientata. Hitler aveva ragione quando aveva tentato di sterminarvi!”
Il 3 marzo 2005 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha avvisato Vahan Bayatyan che la sua applicazione era stata comunicata al governo armeno. Il governo armeno aveva tempo fino al 26 maggio 2005 per rispondere alle domande alla Corte riguardo all’applicazione di Bayatyan.
I Testimoni di Geova hanno inoltrato le questioni presso la Corte Europea nella speranza che essa provvederà ad esercitare una positiva influenza al governo dell’Armenia in merito alle tematiche tanto discusse come il provvedimento di amnistia generale oppure per quanto riguarda una legge o normativa che possa avere prima possibile effetto affinchè tutti coloro che che si trovano attualmente in carcere vengano immediatamente rilasciati ed affinchè si ponga la parola fine alle procedure penali ed alle pesanti sentenze detentive a cui sono costretti molti cittadini armeni.
Nel frattempo, i Testimoni di Geova hanno fatto appello al governo armeno di onorare la promessa che esso aveva fatto presso il Consiglio Europeo, come dichiarato nella Dichiarazione PACE 221 (2000): “L’Armenia ha sottoscritto di onorare gli impegni seguenti … per adottare, entro tre anni da questa dichiarazione, una legge sul servizio alternativo in pieno accordo con gli standard europei e, nello stesso tempo, di concedere un provvedimento di amnistia a tutti gli obiettori di coscienza condannati in prigione …”
Imprigionamenti degli obiettori di coscienza al servizio militare
REPUBBLICA DELL’ARMENIA E DI NAGORNO-KARABAKH
Attualmente, ci sono 20 uomini Testimoni di Geova in carcere a motivo del loro rifiuto per motivi di coscienza di prestare servizio militare. I nomi, le date degli imprigionamenti, le condanne, gli articoli (sotto il codice penale*) ed i luoghi di detenzione sono i seguenti:
Aram Manukyan 16 agosto 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Asatur Badalyan 30 settembre 2004 §327I, 18 mesi Istituto Criminale di Kosh
Karen Akopyan 7 ottobre 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Arsen Sargsyan 8 ottobre 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Mher Mirzakhanyan 13 ottobre 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Artur Manukyan 14 ottobre 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Ovanes Bayatyan 14 ottobre 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Arman Melikyan 30 novembre 2004 §327I, 18 mesi Istituto Criminale di Kosh
Mher Manukyan 16 dicembre 2004 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Areg Avanesyan 16 febbraio 2005 §327III**, 4 anni Istituto Criminale di Shushi (Nagorno-Karabakh)
Arman Marinosyan 23 febbraio 2005 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Roma Karapetyan 24 febbraio 2005 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Sergey Ovanisyan 28 febbraio 2005 §327I, 18 mesi Istituto Criminale di Kosh
Gevork Manukyan 3 marzo 2005 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Kosh
Arman Agazaryan 10 marzo 2005 §327I, 18 mesi Istituto Criminale di Kosh
Ashot Torgomyan 14 marzo 2005 §327I, 2 anni Istituto Criminale di Nubarashen
David Delanyan 17 marzo 2005 §327I, 1 anno Istituto Criminale di Gumry
Arsen Gasparyan 17 marzo 2005 §327I, 18 mesi Istituto Criminale di Nubarashen
Sarkis Karapetyan 6 aprile 2005 §327I, 18 mesi Istituto Criminale di Nubarashen
Tatul Gogdzhyan 15 aprile 2005 §327I, 20 mesi Istituto Criminale di Nubarashen
Un Testimone di Geova è stato condannato al pagamento di una ammenda:
Stepan Epremyam 29 marzo 2004 §327I Sanzione di 300 000 dram(circa 600 euro)
Due Testimoni di Geova sono stati arrestati e sono in attesa dei loro processi:
Artur Vardanyan Impegno sottoscritto di non lasciare la città di Gumry a partire dal 13 aprile 2005
Armen Grigoryan 25 aprile 2005 Stepanakert (Nagorno-Karabakh)
* L'articolo 327 comma I dichiara: La mancata presentazione ad una chiamata di emergenza per lo svolgimento del servizio militare, o all'addestramento educativo dello stesso, senza una base giuridica di fondo per poterne chiedere la dispensa, è sottoposta al pagamento di una multa pari alla quantità di 300-500 stipendi minimi o all'arresto immediato per un periodo di tempo che può durare dai due mesi a fino due anni di carcere.
** Il Codice Penale di Nagorno-Karabakh è completamente identico a quello della Repubblica dell’Armenia. L’articolo 327 comma III dichiara: La mancata osservanza dei comma 1 e 2 di questo articolo, se commessa in condizione di legge marziale, in tempo di guerra o durante azione militare, è punita con l’imprigionamento dai 4 agli 8 anni.
Servizio o Punizione? In Armenia il servizio alternativo a quello militare dell’Armenia sotto inchiesta.
Di Vahan Ishkhanyan, ArmeniaNow Reporter
Ventiquattro giovani i quali a motivo di convinzioni religiose non hanno voluto servire nelle forze militari sono stati prescritti per svolgere il servizio alternativo a quello militare lo scorso autunno. Essi servono negli ospedali e nelle case di cura per persone anziane. Ventidue di loro sono Testimoni di Geova.
Il servizio non-militare è divenuto possibile solo in seguito ad una legge sul servizio alternativo approvata nel dicembre 2003. Comunque, molti di coloro che avevano optato per il servizio alternativo hanno detto che essi vista la situazione preferirebbero rifiutare del tutto di svolgere il servizio, andando così in carcere.
La ragione risiede nel fatto che il lavoro che viene compiuto è sotto il controllo del regime militare, controllato dalla polizia militare e troppo lungo, dall’anno e mezzo in su – 42 mesi o 3 anni e mezzo.
“Se esso manterrà l’attuale forma, è meglio essere in prigione”, ha detto il 18enne Vagharsh Margaryan, il quale, insieme ad altri tre suoi conservi religiosi, sta prestando servizio nell’ospedale psichiatrico di Sevan.
Non è permesso loro lasciare l’edificio dell’ospedale, inoltre essi lavorano senza giorni di pausa ed indossano una uniforme che porta la seguente scritta sulla parte posteriore: “Servizio lavorativo alternativo”. La polizia militare paga le visite una volta ogni dieci giorni ed ispeziona il loro lavoro. Ma in realtà il loro non è un servizio civile. Nelle loro carte di identità militari è scritto: “Forze Armate della Repubblica Armena”.
Diventando uno stato membro del Consiglio d’Europa, l’Armenia ha assunto gli obblighi di adottare una legge che introduca il servizio civile alternativo e di concedere un provvedimento di amnistia per tutti gli obiettori di coscienza che si trovavano in carcere a motivo delle loro convinzioni religiose. Circa 150 Testimoni di Geova finora sono stati messi in prigione per aver rifiutato di prestare servizio nelle forze armate.
“Le autorità hanno voluto adottare una legge sul servizio alternativo a quello militare (la quale in effetti è, servizio nelle unità militari senza il trasporto di armi), comunque ora l’Europa ha richiesto che una legge sul servizio civile alternativo sia adottata”, ha detto il Presidente del Comitato di Helsinki per l’Armenia, Avetik Ishkhanyan. “E’ stato solo sotto continue pressioni del Consiglio d’Europa che le discussioni in materia di servizio alternativo sono state introdotte nella legge inerente l’alternativa al militare. Comunque, questo non è servizio civile ed è in disaccordo con le direttive europee”.
Secondo gli standard europei, il servizio civile non deve essere controllato dalle forze militari, dev’essere esente da uniforme e non deve superare i termini del servizio militare.
Ishkhanyan spiega che le autorità tentano di presentare all’Europa l’attuale servizio alternativo come se fosse un servizio civile a tutti gli effetti.
Secondo le informazioni ricevute dal Comitato di Helsinki, un uomo che prestava servizio nell’ospedale psichiatrico di Vardenis ha subito la rottura della clavicola ed è stato portato in un ospedale militare. Comunque, i militari in quella situazione hanno esercitato pressioni su di lui e lo hanno rilasciato dalla struttura senza che abbia ricevuto cure adeguate. Attualmente sta servendo ancora con la clavicola slogata.
Coloro che lavorano presso l’ospedale psichiatrico di Sevan hanno spiegato che a loro non è permesso partecipare alle riunioni religiose. “Noi abbiamo provato a chiedere di lasciarci uscire due volte a settimana per due ore, ma ciò è proibito. La polizia militare ci ha minacciato che se dovessimo lasciare la struttura senza permesso, ci metteranno nella guardina”, ha detto il 19enne Boris Melkumyam. Il direttore dell’ospedale Gagik Karapetyan ha detto che vige la stessa situazione che vale per i militari, ovvero nei primi sei mesi di servizio non è permesso ad alcuno di lasciare le strutture.
Nondimeno, i ragazzi non sono scontenti del loro lavoro. Essi partecipano alle costruzioni di strutture ospedaliere, fanno ispezioni sanitarie, distribuiscono i pasti, curano i bisogni dei pazienti stando attenti che non compiano insani gesti o rechino del male ad altri. L’amministrazione ha inoltre chiesto di pulire i bisogni dei pazienti, ma essi hanno rifiutato dicendo che era un lavoro umiliante.
“Se essi si reputano coerenti con le loro azioni, allora perché non seguono i loro precetti? E’ scritto nella Bibbia: ama il tuo prossimo, ma essi non amano, e se vogliono amare, allora comincino a pulire i bisogni dei pazienti”, ha detto il capo dell’ospedale Aram Alexanyan.
Vagharshak Margaryan ha replicato dicendo che non è una questione di mostrare amore ai pazienti o no, ma essi non accettano le condizioni che vengono offerte. “Se il loro intento è mandarci a svolgere un simile lavoro, allora sono loro a non amarci e desiderano vederci umiliati”. Precedentemente, il portavoce del Parlamento della nazione Vahan Hovhannisyan aveva detto che il servizio alternativo sarebbe cosa da svergognati. Nondimeno, essi non obbligano gli uomini a svolgere lavori sporchi. Comunque, secondo il resoconto del Comitato di Helsinki, un uomo che presta servizio in una casa di cura a Yerevan è stato obbligato a fare questo lavoro umiliante.
L’amministrazione dell’ospedale non ha una chiara idea di come occuparsi degli uomini, come nessun regolamento sul servizio alternativo è stato pure provveduto, ma solo istruzioni verbali, o, come spiega Alexanyan, “siamo guidati dal buon senso”.
Generalmente, gli ospedali psichiatrici non hanno bisogno di forze lavoro ulteriori, come spiegato dal direttore Gagik Karapetyan.
Nessuno dei Testimoni di Geova è d’accordo con questa forma di servizio alternativo. Attualmente, ci sono 18 Testimoni di Geova in carcere per aver rifiutato anche questa forma di servizio. Essi considerano questo imbroglio umiliante e troppo lungo.
Questo articolo è stato pubblicato dal Servizio Notizie del Forum 18 il 6 gennaio 2005
ARMENIA: Gli obiettori di coscienza per motivi religiosi portati con la forza a Nagorno-Karabakh
Armen Grigoryan, un obiettore di coscienza per motivi religiosi il quale sta pensando seriamente di diventare un Testimone di Geova, è stato portato con la forza dalle autorità armene dall’Armenia alla caserma militare di Nagorno-Karabakh, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Dopo essere stato picchiato, Grigoryan è stato obbligato a rimanere in piedi con indosso solo la propria biancheria intima di fronte a circa 1.800 soldati, obbligato pure a spiegare loro perché rifiutava di svolgere il servizio militare. “Spiegò a tutti i presenti che il suo rifiuto derivava dalle proprie credenze religiose e dallo studio della Bibbia”, ha detto suo padre al Forum 18. Questo è il primo caso conosciuto presso il Forum 18 di un obiettore di coscienza per motivi religiosi armeno trascinato con la forza alla caserma militare di Nagorno-Karabakh. L’Armenia ha ripetutamente infranto le promesse fatte in sede di Consiglio d’Europa in merito al trattamento da riservare agli obiettori di coscienza. Grigoryan è ora fuggito dalla caserma militare nella quale era stato deportato, ed ha scritto alle autorità armene, da un luogo nascosto, che egli sarebbe pronto a svolgere il servizio civile alternativo.
Un cittadino diciottenne armeno, Armen Grigoryan, il quale proviene da una famiglia di Testimoni di Geova, frequenta regolarmente le loro adunanze e sta pensando seriamente di battezzarsi come Testimone di Geova. Nel frattempo però è stato chiamato con un pretesto dall’ufficio del reclutamento militare della capitale armena Yerevan il giorno 21 giugno 2004. In neanche 24 ore e contro la sua volontà è stato portato con la forza fuori dall’Armenia e trasferito in una caserma militare dentro i confini di Nagorno-Karabakh.
Dopo aver rifiutato di indossare l’uniforme militare e di cantare l’inno nazionale per motivi religiosi presso il secondo reggimento della regione Martuni ad est di Karabakh, come raccontato dal padre Hovhanes Grigoryan al Forum 18 da Yerevan il 5 gennaio, Armen Grigoryan è stato picchiato dal luogotenente Shakaryan (il cui nome è sconosciuto) e dal capitano Hovhanes Danielyan. Con l’aiuto del padre, Grigoryan ha scritto a diversi ministeri di governo e ad organizzazioni per i diritti umani ma “egli ha peggiorato la propria situazione”.
Il luogotenente e generale Vladik Khachatryan ha ordinato che vengano istituite le procedure legali contro Grigoryan. Sotto istigazione dell’assistente del procuratore, è stato spogliato e costretto a rimanere in piedi e con indosso solo la biancheria intima di fronte a circa 1.800 soldati nella caserma, obbligato pure a spiegare loro perché rifiutava di svolgere il servizio militare. “Spiegò a tutti i presenti che il suo rifiuto derivava dalle proprie credenze religiose e dallo studio della Bibbia”, ha narrato Hovhanes Grigoryan al Forum 18. “Ha pure spiegato che egli aveva domandato di poter svolgere il servizio civile alternativo. Allora gli è stato offerto il servizio alternativo a quello militare ma lui ha rifiutato”.
Alla presenza del comandante della caserma, Grigoryan ha nuovamente scritto un documento nel quale chiedeva di poter svolgere il servizio civile alternativo, consegnato poi all’ambasciatore armeno Larisa Alaverdyan. Alaverdyan ha in passato negato al Forum 18 che la situazione dei Testimoni di Geova dimostra che l’Armenia non ha mantenuto gli impegni presi presso il Consiglio d’Europa e presso l’OSCE, ed ha accusato i Testimoni di Geova per i continui problemi che creano al governo armeno.
Dopo un mese Armen Grigoryan è stato ricoverato per poco tempo in un ospedale in seguito ad una gastrite, ma dopo una visita di un ufficiale della procura è fuggito dalla caserma militare di Karabakh il 25 agosto, ed attualmente è ricercato. Suo padre, il quale ha visto altri figli trascorrere diversi anni in carcere in Armenia a motivo del rifiuto di prestare servizio militare per motivi religiosi, ha detto al Forum 18 che Armen Grigoryan ha scritto alle autorità armene da un luogo nascosto dicendo che egli sarebbe pronto a svolgere il servizio civile alternativo.
Un giovane battista di Nagorno-Karabakh, Gagik Mirzoyan, il quale pure si è rifiutato di svolgere servizio nelle forze armate a motivo della sua fede, è stato picchiato, ed attualmente è trattenuto dalle autorità in una località sconosciuta. I parenti hanno visto negata la possibilità di avere informazioni circa il luogo in cui si trova e per stabilire contatti, ma il ministero ha solo detto che “è ancora vivo”.
Il ministro degli esteri di Nagorno-Karabakh, Masis Mailyan, ha detto al Forum 18, il 5 gennaio da Stepanakert, che l’ordine di trasferimento di Grigoryan dall’Armenia a Nagorno-Karabakh era un ordine emanato dalle autorità armene. Per quanto invece riguarda i maltrattamenti subiti nella caserma a Karabakh, Mailyan ha detto di non avere informazioni in merito.
L’Armenia aveva promesso al Consiglio d’Europa che avrebbe introdotto il servizio civile alternativo ed avrebbe liberato i prigionieri religiosi imprigionati a motivo dell’obiezione di coscienza, ma ha continuamente rotto queste promesse. Il ministro degli esteri Mailyan ha insistito al Forum 18 che “la legge sui soggetti facenti parte degli obblighi presi dall’Armenia presso il Consiglio d’Europa si estendono anche alla Repubblica di Nagorno-Karabakh”. Mailyan ha però aggiunto che la forze armate di Karabakh sono sotto il controllo locale, e non sotto il controllo dell’Armenia.
Nagorno-Karabakh è sotto la legge marziale dal 1992, ed ha imposto restrizioni alla libertà civile, inclusa la messa al bando delle “sette religiose e delle organizzazioni non registrate”, vietando le manifestazioni e imponendo censure ai mezzi di informazione. Gli ufficiali affermano che solo le “organizzazioni registrate” possono tenere raduni, e la sola comunità religiosa che è registrata è la Chiesa Apostolica Armena, di fatto la religione di stato di Karabakh. I battisti hanno denunciato le continue persecuzioni subite da parte delle autorità ma anche altre comunità, come i Cristiani Pentecostali ed i Testimoni di Geova, hanno denunciato problemi e pressioni che hanno cominciato a diminuire negli ultimi anni.
Questo articolo è stato pubblicato dal Servizio Notizie del Forum 18 il 21 marzo 2005
ARMENIA: Nuova ondata di condanne ai danni dei Testimoni di Geova
Si è avuta conoscenza di cinque giovani Testimoni di Geova che sono stati imprigionati nel mese di marzo a motivo del rifiuto di prestare servizio militare, il più grande numero di arresti in un solo mese mai raggiunto. Continua quindi la sfida perpretata dall’Armenia agli impegni presi in sede del Consiglio Europeo in merito al trattamento riservato agli obiettori di coscienza. Uno di questi, Arman Agazaryan, un dentista di 28 anni, è l'unica fonte di reddito nella sua famiglia composta da sei persone, come ha spiegato il suo avvocato Rustam Khachatryan al Forum 18. Khachatryan inoltre si è lamentato del trattamento riservato ai Testimoni di Geova che hanno optato per il servizio alternativo a quello militare, ad esempio in merito al fatto che rimangono sempre sotto il controllo dei militari, che devono prestare servizio per tempi ben più lunghi rispetto a coloro che sono nell'esercito e che è vietato loro potersi radunare insieme ad altri Testimoni di Geova allo scopo di culto. In Armenia non esiste il servizio civile alternativo.
Durante la più grande ondata di condanne ai danni dei Testimoni di Geova dallo scorso ottobre, almeno cinque giovani sono stati sono stati rinchiusi in prigione per una pena di due anni a partire dall’inizio di marzo, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Tutti e cinque hanno rifiutato di servire nelle forze armate o di svolgere il servizio alternativo, il quale non è un genuino servizio civile alternativo che l’Armenia aveva promesso di introdurre. Tra di loro è presente un dentista ventottenne della capitale Yerevan, Arman Agazaryan, il quale è stato chiamato a prestare servizio militare su ordine del ministro della difesa lo scorso novembre, ordine dichiarante che i medici, precedentemente esonerati dall’obbligo di leva in quanto studenti di medicina all’università, ora potevano essere richiamati alle armi fino ad un’età limite di 35 anni. “E’ stato volutamente obbligato a prestare servizio militare e condannato solo perché Testimone di Geova”, ha detto il suo avvocato Rustam Khachatryan al Forum 18 lo scorso 18 marzo da Yerevan. “Nessun altro dentista è stato richiamato alle armi”.
Dopo che Agazaryan ha rifiutato di prestare servizio militare per motivi religiosi e di coscienza, è stato arrestato il 23 dicembre 2004 ed è stato successivamente processato a Yerevan verso metà marzo, ricevendo una condanna in prigione di un anno e mezzo. “Agazaryan aveva sulle spalle una famiglia composta da sua moglie, suo figlio di sette anni, i suoi genitori e sua suocera, i quali vivevano grazie al suo reddito”, ha detto Khachatryan al Forum 18. “Ora essi hanno perso il loro unico sostegno familiare in prigione”. Agazaryan è stato portato all’Istituto Criminale di Nubarashen, dove molti altri Testimoni di Geova sono incarcerati.
Come la maggioranza dei prigionieri attualmente arrestati, Agazaryan è stato condannato sotto l’articolo 327 comma I del codice penale, il quale afferma: “La mancata presentazione ad una chiamata di emergenza per lo svolgimento del servizio militare, o all'addestramento educativo dello stesso, senza una base giuridica di fondo per poterne chiedere la dispensa, è sottoposta al pagamento di una multa pari alla quantità di 300-500 stipendi minimi o all'arresto immediato per un periodo di tempo che può durare dai due mesi a fino due anni di carcere”.
Sergei Hovhanissyan è stato condannato ad un anno e mezzo di prigione all’inizio di marzo ed ora è tenuto a Nubarashen. Gevork Manukyan è stato condannato a due anni di carcere il 16 marzo ed ora si trova a Nubarashen. Arsen Gasparyan è stato condannato nella città di Vedi nella regione di Ararat ad un anno e mezzo di prigione il 17 marzo. Anch’egli è detenuto a Nubarashen. Un'altra persona condannata a due anni di carcere in marzo è Ashot Torgomyam.
L’Armenia l’anno scorso ha introdotto il servizio alternativo a quello militare della durata di tre anni e mezzo (contro i due anni del servizio militare) sotto il controllo del ministro della difesa, il quale è divenuto vigente dal 1° luglio. Il governo ha insistito nel dire che questa legge viene incontro agli impegni presi presso il Consiglio d’Europa di introdurre il servizio civile non punitivo nel gennaio 2004. Ma l’evidente rifiuto di rispettare i propri obbighi di provvedere un genuino servizio civile è stato più volte condannato dai funzionari del Consiglio d’Europa, dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e dai gruppi che difendono i diritti umani.
Alcuni Testimoni di Geova si erano preparati a svolgere il servizio alternativo, pensando che questo non fosse l’attuale lavoro che stanno svolgendo, che non fosse sotto il controllo dei militari e che non violasse le loro credenze religiose. Comunque Khachatryan ha specificato che tutti eccetto uno solo dei Testimoni di Geova che hanno optato per questo servizio alternativo sono scontenti della situazione. “Essi rimangono sotto il controllo dei militari, e questo già indica che non è servizio civile, inoltre i termini di tre anni e mezzo non sono in linea con le norme europeee mentre essi prestano servizio a tutti loro non è permesso recarsi alle adunanze dei Testimoni di Geova”, ha spiegato al Forum 18. “E’ peggio che nelle armi”.
Ha inoltre spiegato che in qualità di avvocato dei quattro giovani che attualmente si trovano all’ospedale psichiatrico di Yerevan, egli ha fatto visita al capo dell’ospedale, Karapetyan, ed al primario Aleksanyan. “Essi mi hanno detto categoricamente che i quattro svolgono il servizio alternativo sotto il controllo del ministero della difesa”, ha raccontato Khachatryan al Forum 18.
Khachatryan si è lamentato che ai quattro giovani non è permesso avere contatti con i loro compagni di fede Testimoni di Geova, ed è vietato loro parlare ad altri delle proprie credenze e radunarsi allo scopo di culto. Non sono garantite loro le vacanze.
Dato che i quattro non stanno ricevendo l’addestramento militare, essi devono indossare una speciale uniforme di colore blu scuro che li identifica come servizio alternativo. Secondo la testimonianza dell’avvocato, questa uniforme li identifica come personale addestrato a curare i malati psichiatrici, ma in realtà essi non hanno ricevuto alcuna sorte di addestramento al riguardo.
Nello stesso tempo, due Testimoni di Geova, Hovhannes e Arsen (il nome loro è sconosciuto) sono stati picchiati in strada dal capo della polizia della città sud di Megri, come spiegato da Khachatryan al Forum 18. Mentre i due stavano camminando per strada, un’automobile si è fermata improvvisamente e sono usciti da essa il capo della polizia ed altri due uomini, i quali hanno picchiato i Testimoni di Geova. Poi li hanno abbandonati. Poco dopo, gli ufficiali di polizia sono tornati ed hanno portato i due alla stazione di polizia, dove sono stati trattenuti per un ora ed in seguito nuovamente picchiati prima di essere rilasciati.
Khachatryan ha detto che i due hanno presentato un reclamo al ministero degli interni ed all’ufficio del procuratore.
I Testimoni di Geova, i quali accolgono fino a 15.000 persone ai loro incontri religiosi in Armenia, hanno dovuto subire la persecuzione da parte delle autorità e l’opposizione delle persone alla loro attività nel passato decennio. Lo scorso ottobre, dopo una battaglia durata nove anni, il gruppo è finalmente riuscito ad ottenere la registrazione da parte dello stato.

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