Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=14&id=00018161&part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_rdddddl1121dima&parse=si
Timestamp: 2013-05-22 07:13:59+00:00

Document:
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1121 PRESIDENTE. Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 3.0.5.
Verifica del numero legale RIPAMONTI (Verdi-U). Dal momento che l'Assemblea sembra essere al plenum, le chiedo di verificare la presenza del numero legale.
Il Senato è miracolosamente in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1121
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.0.5, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 3.0.6, presentato dai senatori Dettori e Vallone. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 3.0.7, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.8, sostanzialmente identico all'emendamento 3.0.9.
GIOVANELLI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente in merito all'emendamento 3.0.9 che tende a finanziare, con una somma modesta, l'acquisto di veicoli a minimo impatto ambientale.
È del tutto evidente che gli impegni finora pubblicizzati dal Governo riguardano soltanto la conversione a GPL o a gas metano dell'1 per cento del parco circolante. Per il resto, il tema relativo al PM10 e allo smog nelle città è affidato alle dichiarazioni sul futuro delle auto ad idrogeno.
In proposito, la Commissione ambiente ha svolto un'indagine conoscitiva sull'inquinamento nelle città dalla quale emerge, prima ancora del voto definitivo, una valutazione preoccupata ed argomentata della problematica. Credo che in un provvedimento denominato «collegato ambientale» non si possa ignorare completamente l'esigenza di favorire l'acquisto di nuovi mezzi, adibiti al trasporto di persone, a minimo impatto ambientale. In ogni caso, ciò potrebbe rappresentare un'utile guida ed un'indicazione nell'ipotesi in cui si volessero assumere provvedimenti relativi alla cosiddetta «rottamazione» o, comunque, tendenti a sostenere la sostituzione delle auto vecchie anche in relazione alla crisi dell'auto che si prospetta.
Non accogliendo tale emendamento, o emendamenti di questo genere, si priverebbe completamente questo provvedimento di qualunque riferimento alla grave crisi che ha colpito la Lombardia e le città metropolitane lasciando semplicemente per questi obiettivi, molto genericamente indicati, la somma di 2 miliardi l'anno per tutto il Paese, cioè una cifra ridicola.
Raccomando, quindi, una considerazione positiva di questo emendamento.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.0.8, presentato dai senatori Dettori e Vallone, sostanzialmente identico all'emendamento 3.0.9, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 3.0.16, presentato dal senatore Turroni. È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.10, sostanzialmente identico agli emendamenti 3.0.11 e 3.0.12.
(Segue la verifica dell'appoggio).
C'è una tessera doppia, colleghi, mi sembra a fianco del senatore Corrado; poi ce n'è un'altra. Si collocano trasversalmente queste tessere.
PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.0.10, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 3.0.11, presentato dai senatori Dettori e Vallone, e 3.0.12, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori.
(Segue la votazione). Forza, colleghi, so che è un po' di tempo che non ci capita più di fare di queste votazioni, quindi vediamo di riprendere quest'abitudine.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 3.0.100/1 e 3.0.100 si intendono ritirati.
Domando ai presentatori se accolgono l'invito al ritiro dell'emendamento 3.0.101.
MICHELINI (Aut). Signor Presidente, ascoltato il parere del relatore e condividendo le valutazioni circa la competenza di materia in capo alle Regioni, comunico il ritiro dell'emendamento 3.0.101.
PRESIDENTE. Domando ai presentatori se accolgono l'invito al ritiro dell'emendamento 3.0.102. TURRONI (Verdi-U). Lo manteniamo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.0.102, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, le richieste di soppressione contenute negli emendamenti 4.1 e 4.3 fanno riferimento ad una questione di grande rilevanza, sulla quale sarebbe giusto si potesse arrivare ad un confronto con il Governo nella sede del Parlamento.
La questione riguarda la valutazione d'impatto ambientale, quindi uno degli istituti fondamentali del diritto dell'ambiente in tutto il mondo, istituto stabilito per la prima volta dalla legislazione degli Stati Uniti d'America e che non è certamente il prodotto di alcun estremismo ambientalista; è un istituto previsto anche nella legislazione europea, del quale non solo non possiamo fare a meno, ma non abbiamo neanche titolo giuridico per liberarci.
Ora, rispetto a questo istituto, qui si propone una serie di innovazioni che in sé, essendo una somma di buone intenzioni, sono anche condivisibili, ma che si accompagnano a una persistente volontà che si manifesta invece quando si propongono altri provvedimenti, per esempio il "decreto Marzano" oppure il collegato sulle infrastrutture, tendenti a ridimensionare, se non ad abolire, la valutazione d'impatto ambientale.
Pertanto, questa istituzione degli Osservatori che è proposta in questo articolo, dà piuttosto la sensazione di voler creare una nuova burocrazia dell'ambiente, forse più fedele di quella esistente, che quella di voler effettivamente accentuare le potenzialità della valutazione d'impatto ambientale.
Questa è la motivazione dell'emendamento soppressivo. Devo però dire che comunque, all'interno dell'articolo 4, c'è un'apprezzabile sottolineatura del valore della certificazione ambientale, sulla quale il Governo ha anche prodotto, insieme all'industria, un importante convegno. Voglio dire che la proposta di abrogazione dell'articolo sostanzialmente riguarda questa a mio avviso incomprensibile idea degli Osservatori, ma io sono invece del tutto favorevole a quella parte che riguarda l'EMAS-Ecolabel e le attività di studio, ricerca e sviluppo in questo settore, che è sicuramente importante.
La seconda considerazione, che riguarda tutti gli emendamenti proposti a questo articolo, fa riferimento all'Agenzia di protezione ambientale, uno dei punti fondamentali di critica che noi rivolgiamo a questo provvedimento e alla politica del Ministro dell'ambiente.
Sviluppare un'Agenzia di protezione dell'ambiente autorevole, competente, relativamente indipendente, è il modo più moderno e più qualificato per attrezzare la Pubblica amministrazione e la politica, che in questa materia deve avere compiti di indirizzo ma non di gestione.
Ciò che invece il Governo porta avanti è un infeudamento di quest'Agenzia che, pur potendo acquisire grande importanza, sia da un punto di vista federale che come luogo di raccordo tra le diverse Agenzie regionali, viene affidata al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio: la si fa diventare un organo ministeriale. È un'innovazione della governance ambientale all'indietro, alla rovescio. Si torna al ministerialismo, al settorialismo e si fa venir meno, bloccandolo, un processo in fieri, nell'ambito del quale le più importanti Regioni del Paese avevano attivato delle Agenzie regionali di protezione ambientale, autorevoli, attrezzate, importanti, competenti e ben presenti sul territorio. Il compito dell'Agenzia nazionale doveva essere quello di raccordarle e armonizzarle. Invece, il fatto di averla inquadrata nell'ambito del Ministero indebolirà probabilmente l'intero sistema rendendo l'Amministrazione dell'ambiente più autoreferente e debole rispetto ai suoi compiti, che dovrebbero invece essere quelli di promuovere la trasversalità e l'intersettorialità delle politiche ambientali.
Queste sono le motivazioni di fondo contenute in tutti gli emendamenti da me presentati all'articolo 4.
MALENTACCHI (Misto-RC). Signor Presidente, mi soffermerò brevemente sull'articolo 4, cosa che farò anche successivamente con riferimento all'articolo 15, dal momento che gli emendamenti presentati concernono una parte importante - almeno, così credo - del provvedimento su cui convergono tra l'altro alcuni emendamenti presentati da Rifondazione Comunista. Infatti, l'articolo 4 prevede l'istituzione dell'Osservatorio nazionale e di osservatori periferici per verificare il rispetto delle prescrizioni di valutazione di impatto ambientale e il conseguente monitoraggio ambientale delle opere già sottoposte alla procedura di compatibilità ambientale e in fase di realizzazione.
Il monitoraggio delle opere, attualmente esercitato dal Servizio valutazione di impatto ambientale, con il supporto della Commissione VIA, sarà trasferito, ai sensi del testo in discussione, agli Osservatori, le cui funzioni e competenze tecniche saranno in seguito definite con decreto ministeriale. Quest'ultimo dovrà anche stabilire l'integrazione e l'interrelazione tra le attività dell'Osservatorio nazionale e quella degli Osservatori periferici.
Considerato che le motivazioni di questo passaggio di funzioni dal Servizio di valutazione dell'impatto ambientale agli Osservatori non è sufficientemente argomentato e che solo recentemente con l'articolo 6 della legge n. 93 del 2001 la Commissione VIA è stata potenziata e ha visto raddoppiare il suo personale - tra l'altro molto qualificato - e che tutta la legislazione vigente prevede che sia tale Commissione a svolgere i controlli, non condividiamo i contenuti dell'articolo in oggetto e la posizione espressa dal Governo. Tra l'altro, mi trovo concorde con le argomentazioni svolte poc'anzi dal senatore Giovanelli.
VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, l'articolo 4 del disegno di legge in esame prevede l'istituzione di un Osservatorio ambientale nazionale e di Osservatori periferici per verificare, come si legge nella relazione illustrativa, il rispetto della prescrizione VIA e il conseguente monitoraggio ambientale delle opere già sottoposte alla procedura di compatibilità ambientale e in fase di realizzazione.
A parte il fatto che l'interrelazione e l'integrazione tra le attività dell'Osservatorio nazionale e quelle degli Osservatori periferici sono ancora tutte da definire, ciò di cui non si comprende la necessità, anzi ciò che si teme possa provocare una sostanziale paralisi dell'attività di monitoraggio e di verifica delle prescrizioni di VIA, è l'istituzione stessa degli Osservatori voluti nel disegno di legge presentato dal Governo e dal ministro Matteoli in particolare. Va inoltre sottolineato come questa Commissione, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 93 del 2001, recante: "Disposizioni in campo ambientale", sia stata recentemente rafforzata raddoppiandone i componenti (da 20 a 40) e portando il relativo onore per il suo finanziamento da 1.032.000 euro a 1.420.000 euro.
Con l'emendamento in titolo si propone che gli Osservatori possano agire a sostegno dell'attività della Commissione con funzioni concertative, ma senza surrogare le funzioni, o peggio, ad esse sovrapporsi, perché con questo articolo 4 di fatto non si comprende il raddoppio delle funzioni previsto dal disegno di legge in esame. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendo illustrati.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.1, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6 (identico agli emendamenti 4.7, 4.8, 4.9 e 4.10). L'emendamento 4.100 è inammissibile, così come gli emendamenti 4.0.100 e 4.0.101 e i relativi subemendamenti per il parere contrario della 5a Commissione permanente TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Esprimo un parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1. RIPAMONTI (Verdi-U). Domando di parlare.
RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei apporre la mia firma all'emendamento, su cui chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
Metto ai voti l'emendamento 4.1, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 4.3, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.4. RIPAMONTI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 4.4, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.5, presentato dai senatori Vallone e Dettori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 4.6, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.7, presentato dal senatore Rizzi e da altri senatori, 4.8, presentato dai senatori Dettori e Vallone, 4.9, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, e 4.10, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori.
Ricordo che l'emendamento 4.100 è inammissibile.
Passiamo alla votazione dell'articolo 4. GIOVANELLI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, in realtà intervengo per dichiarazione di voto sull'emendamento 4.6, non avendo fatto in tempo prima della relativa votazione. Questo emendamento è stato presentato da diversi Gruppi e non è particolarmente rivoluzionario; dice semplicemente che gli Osservatori ambientali sono una superfetazione rispetto ad un'Amministrazione, già dotata di un'Agenzia di protezione dell'ambiente e di una Commissione per la valutazione di impatto ambientale. Pertanto, questi Osservatori diventano un soggetto perso.
Almeno con questo emendamento, pur accogliendo questa inutile complicazione (si parlava da parte vostra di semplificare l'Amministrazione), la si cercava di coordinare con le funzioni degli altri due organismi, in particolare della Commissione di valutazione di impatto ambientale.
Non avendolo accolto, continuo a non capire proprio cosa saranno questi benedetti Osservatori! Ma lo dice la parola stessa: sostituiamo delle Agenzie e delle Commissioni di valutazione con degli Osservatori, un ente evidentemente - anche nella sua intenzione - più inutile, perché tutto manca all'ambiente fuorché l'osservazione.
È per questi motivi che intendevo ribadire l'opportunità di votare favorevolmente questo emendamento presentato da vari Gruppi.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 4. È approvato.
L'emendamento 4.0.100/1 è decaduto a seguito dell'inammissibilità dell'emendamento 4.0.100.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 4.0.100/2, 4.0.100/3, 4.0.100, 4.0.101/1, 4.0.101/2 e 4.0.101 sono inammissibili. L'emendamento 4.0.101/3 è decaduto a seguito dell'inammissibilità dell'emendamento 4.0.101.
Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero illustrare l'emendamento soppressivo 5.100. L'articolo in questione concerne il "Programma strategico di comunicazione ambientale". È il titolo stesso a dirci cosa c'è di strategico in questo collegato ambientale: un programma di comunicazione. Ci si muove nella linea degli Osservatori, del moltiplicare una spesa che non va in altra direzione se non quella di fare della politica dell'ambiente un qualcosa di virtuale, un fatto di comunicazione, laddove essa non ha bisogno di essere comunicata, bensì di essere fatta: l'Amministrazione deve parlare per atti e non per azioni di comunicazione. Il Governo e l'Amministrazione devono governare e non fare della comunicazione (nella società moderna c'è già chi è incaricato della comunicazione), che oltretutto in questo campo molto spesso non è fondata su basi scientifiche verificate.
Ritengo quindi che il presente articolo vada assolutamente soppresso, giacché non è di comunicazione che abbiamo bisogno; semmai vi è necessità di misurazione, di contabilità e di scelte coerenti.
Inoltre, la previsione di questo programma appare piuttosto generica, laddove potrebbe essere più efficacemente finalizzata a progetti specifici, quale ad esempio l'attuazione degli interventi connessi agli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto. PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione del 5.112 e del 5.114, che sono inammissibili. TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.100.
MARANO (FI). Domando di parlare.
MARANO (FI). Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire per illustrare l'emendamento 5.109. PRESIDENTE. Senatore Marano, ormai siamo in fase di votazione; potrà intervenire sull'emendamento in sede di dichiarazione di voto.
Metto ai voti l'emendamento 5.100, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.101, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 5.102, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.103, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.104, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.105, identico agli emendamenti 5.106, 5.107 e 5.108.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo sull'emendamento 5.108. La norma conclusiva di un articolo pieno di buone parole verso l'ambiente, ma di un'assoluta elementarità, si conclude con l'istituzione di una commissione senza il benché minimo, vago, criterio numerico, di attribuzioni e di qualità. Se si tratta di un ufficio stampa, allora lo si definisca in questa maniera; personalmente sarei anche disposto a votare a favore di un emendamento che prevede l'istituzione di un ulteriore ufficio stampa presso il Ministero dell'ambiente. Ma così facendo si rischia di trasformare il Ministero dell'ambiente nell'ufficio stampa dello stesso Ministero dell'ambiente, giacché non si capisce cosa dovrebbe fare questa commissione per la comunicazione. Gli emendamenti in questione, pertanto, mirano alla soppressione di questa delega completamente in bianco volta ad istituire una commissione che deve parlare bene dell'ambiente. Raccomando quindi e ribadisco sull'emendamento 5.108 il voto favorevole del Gruppo al quale appartengo.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento 5.105 soppressivo dei commi 4 e 5 non già perché siamo contrari all'informazione in campo ambientale, tant'è vero che prima di tale proposta avevamo presentato un emendamento che indirizzava diversamente la comunicazione ambientale. In sostanza, cercavamo di sostenere che quest'ultima dovesse essere orientata a far conoscere, a divulgare e a rendere partecipi tutti i soggetti interessati, dal mondo dell'impresa a quello della scuola, degli obblighi derivanti dall'adesione al Protocollo di Kyoto, con tutto quello che comporta nei vari settori dell'economia, della vita comune delle nostre città e dell'ambiente nel quale viviamo. Pertanto, non siamo contrari in via pregiudiziale a iniziative che riguardano la comunicazione ambientale; il fatto è che il nostro emendamento, teso - lo ripeto - ad indirizzare meglio queste risorse, è stato respinto e ora ci troviamo di fronte all'istituzione di una commissione di cui non si conosce il numero dei componenti, i compiti e le funzioni che essa dovrà svolgere, né tantomeno la durata, visto che il comma 4 dell'articolo 5 del testo proposto dalla Commissione recita: «a decorrere dall'anno 2002».
Quindi, non si tratterà solo di un comitato che fornirà le prime linee guida e i primi indirizzi al Governo affinché quest'ultimo, all'interno della propria struttura, svolga le funzioni indicate in questo articolo, ma sarà piuttosto una sorta di struttura interna al Ministero che svolgerà quei compiti e quei doveri che sono propri di quest'ultimo, in maniera parallela ad esso. È noto, infatti, che il Ministero sta svolgendo alcune funzioni a proposito dell'educazione e dell'informazione ambientale, per cui quella di cui stiamo parlando è una struttura che dovrebbe affiancare quella già esistente.
È per questi motivi che non mi sento di condividere, insieme ai miei colleghi, tale impostazione. Avremmo voluto che fossero chiari i punti che il Governo intendeva affrontare attraverso il programma strategico di comunicazione ambientale, che, tra l'altro, strategico non è perché la strategia per essere tale deve essere definita; inoltre - ripeto - non ci sembra accettabile l'istituzione di una struttura parallela a quella già esistente.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.105, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, identico agli emendamenti 5.106, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori, 5.107, presentato dai senatori Dettori e Vallone, e 5.108, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.109.
MARANO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
MARANO (FI). Signor Presidente, l'emendamento 5.109, discusso in Commissione ambiente, in prima battuta aveva ottenuto parere favorevole. In seguito, a causa di un dubbio di costituzionalità espresso da un rappresentante dell'opposizione, è stato respinto con parere contrario.
Ho svolto una ricerca presso gli uffici legislativi e ho deciso di riproporre l'emendamento. Infatti, quest'ultimo è in linea perfetta con l'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 1 del citato articolo prevede che i Ministri "esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione degli indirizzi impartiti".
Il comma 2 dello stesso articolo stabilisce: "Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa e di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati".
Questa disposizione mira ad attuare in modo netto il principio di separazione tra politiche e amministrazione, riservando ai dirigenti l'attività gestionale, mentre il comma 1 dello stesso articolo 4 riserva al Ministro il potere di indirizzo politico e di coordinamento.
Sotto questo profilo il comma 2 dell'articolo 4 si pone in diretta correlazione con l'articolo 97 della Costituzione, che sancisce i princìpi del buon andamento e dell'imparzialità dei pubblici uffici e che impone che le scelte di tipo amministrativo siano affidate a soggetti indipendenti da influenze di tipo politico e siano finalizzate all'ottimale funzionamento della Pubblica amministrazione e al perseguimento dell'interesse pubblico affidato alla cura di quest'ultima. E' alla luce del principio di separazione tra politica e amministrazione e dei connessi princìpi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento dell'amministrazione che va letta e interpretata la lettera del comma 1 dell'articolo 4 del decreto-legge n. 165 del 2001, che stabilisce che non tutte le nomine spettano necessariamente al Ministro e che ben può la legge stabilire che una determinata nomina sia effettuata dal dirigente, sempre che tale nomine sia estranea all'area prettamente di indirizzo politico e ricada invece, come nel caso della nomina degli esperti che dovranno comporre il Comitato per la comunicazione ambientale, nella sfera tecnica e amministrativa di cui il dirigente porta per legge la responsabilità, rispetto alla quale egli deve di conseguenza disporre dell'autonomia gestionale e operativa che di quella responsabilità costituisce il necessario complemento.
Non è senza significato ricordare, del resto, che anche il disegno di legge testé presentato dal Governo sul riordino della dirigenza statale (Atto Senato n. 1052) persegue l'obiettivo di pervenire ad un maggiore punto di equilibrio tra la necessità di garantire un potere di scelta nell'affidamento degli incarichi dirigenziali all'organo di responsabilità politica e l'esigenza derivante dai princìpi di legalità, di ritualità e di imparzialità dell'azione amministrativa di garantire l'autonomia dei dirigenti e l'esercizio delle attività gestionali volte all'espletamento di tali funzioni nel rispetto degli obiettivi, priorità, piani e programmi definiti nelle direttive generali del Ministero.
È per questi motivi che chiedo al Governo, al relatore e a tutti i colleghi di votare a favore di questo emendamento. (Applausi del senatore Asciutti).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.109, presentato dal senatore Marano.
Senatore Marano - lo dico adesso per non influenzare il voto che è risultato negativo - che l'eccezione sulla costituzionalità espressa da un collega dell'opposizione potrebbe avere qualche fondamento.
Metto ai voti l'emendamento 5.110, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 5.111, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione permanente ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 5.112 è inammissibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.113.
IOVENE (DS-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento in votazione che ho presentato aveva e ha l'obiettivo di realizzare una normativa certa per quanto riguarda la rottamazione delle cosiddette carrette del mare. Si tratta di decine e decine di imbarcazioni ormai abbandonate lungo le coste della Puglia, della Calabria e della Sicilia, spesso lasciate nei porti di queste Regioni, senza alcuna possibilità e certezza di smaltimento, il che crea un impatto ambientale e problemi di sicurezza molto seri. Tant'è che recentemente il Governo ha dovuto emanare dei decreti ad hoc su alcuni casi, proprio per quanto riguarda lo smaltimento di talune di queste navi lasciate sull'arenile. Credo sarebbe importante, invece, individuare, come fa l'emendamento, i soggetti responsabili e le risorse necessarie affinché questo, che è un problema che hanno tutte le Capitanerie di porto, in particolare quelle delle Regioni meridionali, possano risolvere liberando i propri porti da queste carrette e mettendo in sicurezza dei materiali che altrimenti sarebbero, come si è dimostrato, a rischio nel momento in cui fossero lasciati deperire in questo modo.
Trovo quindi strano che maggioranza e Governo su questo punto abbiano espresso un parere contrario, essendo stato oggetto di un intervento specifico e limitato su alcune imbarcazioni, a testimonianza del fatto che questo è un problema evidente e sentito, su cui si ritiene necessario intervenire.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.113, presentato dal senatore Iovene e da altri senatori. Non è approvato.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 5.114 è inammissibile.
Metto ai voti l'emendamento 5.115, presentato dal senatore Marano. Non è approvato.
Metto ai voti l'articolo 5.
Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati degli emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, do per illustrato l'emendamento 6.100.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, anch'io do per illustrato l'emendamento 6.101.
DETTORI (Mar-DL-U). Signor Presidente, il 6.0.6 è un emendamento un po' particolare, perché punta il dito sulla invivibilità delle nostre città sotto il profilo ambientale. Esso rappresenta l'idea di far concorrere le nostre città ad un premio per iniziative che puntino a migliorare l'ambiente urbano con e per i bambini. È un'attenzione particolare alla quale abbiamo voluto dedicare l'impianto di questo emendamento e ritenevamo che il Governo potesse essere sensibile a questa impostazione.
PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 6.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Concordo con il parere contrario espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.100, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori, identico all'emendamento 6.101, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole all'articolo 6, che introduce una semplificazione importante per quanto riguarda i pubblici esercizi.
Per alcuni di essi vi è effettivamente un problema di normazione e limitazione del rumore derivante da impianti di riproduzione musicale; tuttavia, il decreto con il quale veniva attuata questa previsione era effettivamente onerosissimo per gli operatori, carico di burocratismi e anche di velleità, addirittura statolatrico nel pretendere di controllare al 100 per cento non solo il rumore ma anche la qualità tecnica e la potenzialità degli impianti che in esso si trovavano.
Quindi, nonostante non siano stati accolti alcuni emendamenti, ritengo che la norma che sottrae i pubblici esercizi a questo inutile, faticosissimo onere, sia una norma positiva e per questo il nostro Gruppo voterà a favore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 6.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione permanente ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 6.0.6 è inammissibile.
Voglio ricordare ai colleghi che il tempo su questo provvedimento è contingentato e quindi sarebbe utile verificare il tempo residuo, perché è un provvedimento di 26 articoli.
Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti e tre gli emendamenti.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.3, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.4, presentato dal senatore Iovene e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.6, presentato dai senatori Rotondo e Garraffa. Non è approvato.
Metto ai voti l'articolo 7.
Passiamo all'esame dell'articolo 8, sul quale è stato presentato un emendamento inammissibile in quanto privo di portata normativa.
Metto ai voti l'articolo 8.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione permanente ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 8.0.2 è inammissibile.
Passiamo all'esame dell'articolo 9, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunciarsi sugli emendamenti in esame.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti e quattro gli emendamenti,
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 9.100, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 9.101, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 9.102, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 9.103, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'articolo 9.
Passiamo all'esame dell'articolo 10, sul quale sono stati presentati emendamenti inammissibili in quanto su di essi la 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Metto ai voti l'articolo 10.
Passiamo all'esame dell'articolo 11, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere favorevole su tutti gli emendamenti presentati.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Anch'io esprimo parere favorevole. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.100, presentato dal senatore Specchia e da altri senatori, identico agli emendamenti 11.101, presentato dai senatori Vallone e Dettori, 11.102, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, e 11.103, presentato dal senatore Rollandin e da altri senatori.
Metto ai voti l'articolo 11, nel testo emendato.
D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare.
D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, chiedo scusa: poiché sull'articolo 12 è in corso, da quello che è stato detto, un ulteriore approfondimento ed è possibile la presentazione di altri eventuali emendamenti, chiederei di accantonarlo in modo da attendere il risultato di questi approfondimenti da parte della Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Allora, se l'Aula è d'accordo, lo accantoniamo.
RIPAMONTI (Verdi-U). Domando di parlare.
RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei capire i motivi dell'accantonamento dell'articolo 12.
PRESIDENTE. Credo che vi sia la necessità di un ulteriore approfondimento, dal momento che, come risulta dalle parole D'Onofrio, è in atto una discussione. RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, la Commissione bilancio si è già espressa su questo emendamento, a meno che i proponenti non ne abbiano presentato un altro.
PRESIDENTE. Non c'è un parere da parte della Commissione bilancio in quanto mi sembra che la votazione sia finita in parità. Comunque, non ho difficoltà ad accantonare l'articolo 12. Passiamo dunque all'esame dell'articolo 13, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare. MONCADA (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 13.0.100, richiedendo in particolare l'attenzione del Governo. Questo emendamento può sembrare sibillino, perché propone la soppressione di un periodo contenuto in un articolo di una determinata legge. Vorrei soltanto ricordare all'Assemblea che tempo fa correttamente l'Unione europea ha vietato la produzione e la commercializzazione di idrofluorocarburi, usati - come è noto - come gas refrigeranti o estinguenti, però non ha detto nulla per quegli idrofluorocarburi che non contengono cloro. Pertanto, in Europa attualmente vengono realizzati e commercializzati questi prodotti usati soprattutto come gas estinguenti. Se non aboliamo il periodo indicato nell'emendamento, segnalo all'Assemblea e al Governo che l'industria italiana sarà danneggiata nei confronti della concorrenza europea. Pertanto, o verrà abbandonata la produzione o sarà trasferita all'estero, oppure saremo invasi da prodotti stranieri. Siccome è in corso da parte dell'Unione europea la predisposizione di una normativa al riguardo, credo che prudenza vorrebbe che si sospendesse questa abolizione. PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, sono contrario all'emendamento 13.100, mentre sono favorevole all'ordine del giorno G 13.100. Per quanto concerne gli emendamenti aggiuntivi, sono favorevole al 13.0.100 e contrario agli emendamenti 13.0.101, 13.0.102 e 13.0.103 (testo 2); sul 13.0.500 sono favorevole, con la modifica suggerita dalla Commissione bilancio; infine sul 13.0.501, che credo sia da considerare precluso, il mio parere è contrario.
PRESIDENTE. È comunque assorbito dal precedente. TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, confermo quanto dichiarato dal relatore e accolgo l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 13.100, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G13.100 non sarà posto in votazione.
GIOVANELLI (DS-U). Domando di parlare.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, volevo fare una dichiarazione sull'ordine del giorno. Non ho difficoltà a condividerne il contenuto, laddove si parla della priorità da dare alla bonifica dei siti contaminati da amianto, per i noti, drammatici e verificati effetti sulla salute di chi venga in contatto con le polveri in questione. Peraltro, nel corso della pluriennale bonifica di Bagnoli, il ritardo con cui è stata portata avanti la bonifica della parte del sito inquinata da amianto rappresenta sicuramente un dato negativo del quale la maggioranza in carica non ha alcuna responsabilità. Vorrei far presente che in articoli successivi si parla di bonifiche e un mio emendamento fa riferimento anche alla bonifica di siti contaminati da amianto, richiedendo non una priorità ma un particolare rigore nella procedura di affidamento della gestione del risanamento.
Pertanto, il giudizio favorevole che mi sento di esprimere su questo ordine del giorno non pregiudica, anzi intende rafforzare il significato di tale priorità, non solo nel senso dei tempi e dei finanziamenti, ma anche del maggior rigore nelle procedure. Ciò non vuol dire che i siti contaminati da amianto vengano bonificati più facilmente rispetto ad altri. Se questo è il significato dell'ordine del giorno, esprimo una valutazione favorevole, pur facendo presente che in questo disegno di legge la materia ha una collocazione normativa diversa. Pertanto, le dichiarazioni più impegnative riguarderanno le norme, piuttosto che l'ordine del giorno, che comunque nella sua genericità è condivisibile. PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 13.
Metto ai voti l'emendamento 13.0.100, presentato dal senatore Moncada e da altri senatori. È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 13.0.101, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 13.0.102, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 13.0.103 (testo 2), presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 13.0.500 (testo 2), presentato dai senatori Bergamo e Moncada. È approvato.
L'emendamento 13.0.501 (testo 2) risulta pertanto assorbito, mentre l'emendamento 13.0.502 è inammissibile, stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione permanente ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 14, che si intendono illustrati.
DENTAMARO (Mar-DL-U). Domando di parlare.
DENTAMARO (Mar-DL-U). Vorrei aggiungere la mia firma all'emendamento 14.0.103.
MANFREDI, relatore. Anche se gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 14 sono in linea di principio condivisibili, esprimo parere contrario e chiedo ai presentatori di trasformarli in ordini del giorno.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Concordo con il parere del relatore. PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli emendamenti se accolgono l'invito rivolto dal relatore.
DETTORI (Mar-DL-U). Accolgo l'invito del relatore e trasformo gli emendamenti 14.0.100, 14.0.103 e 14.0.105, rispettivamente, negli ordini del giorno G14.101, G14.100 e G14.104.
DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, anch'io accolgo l'invito del relatore e trasformo gli emendamenti 14.0.101 e 14.0.102 nell'ordine del giorno G14.102.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, trasformo l'emendamento 14.0.104 nell'ordine del giorno G14.103.
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno non saranno posti in votazione.
Passiamo all'esame dell'articolo 15, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, anche per dimostrare che le critiche molto dure che abbiamo rivolto a questo provvedimento non erano affatto pregiudiziali, in riferimento all'articolo 15, che complessivamente non ci sentiamo di condividere per alcune semplificazioni eccessive e per talune ambiguità che ancora permangono nel testo, ho presentato, oltre all'emendamento abrogativo, degli emendamenti migliorativi, riconoscendo che l'impianto di tale articolo, pur dando risposte inadeguate, affronta problemi reali.
Effettivamente, le bonifiche dei siti inquinati necessitano, rispetto alla normativa vigente, di un po' più di mercato, di realismo e di operatività. Tuttavia, c'è bisogno anche di estrema attenzione, perché quando parliamo di siti inquinati ci riferiamo a volte a vere e proprie "bombe" ecologiche e a situazioni molto diverse, per cui non si può procedere a spanne o con indifferenza tra una bonifica nel senso pieno del termine e una messa in sicurezza, scegliendo tra l'una e l'altra sulla base di qualche convenienza economica od opportunità imprenditoriale. Se si mette mano ai numerosi - e sono veramente tanti - siti gravemente inquinati nel nostro Paese dall'industria chimica, ma non solo, dobbiamo farlo con un certo rigore. Per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti che intendono proporre una valutazione di impatto ambientale comparata tra i piani di bonifica e i piani di messa in sicurezza (si sa che quest'ultima è più semplice), in modo che la scelta non venga fatta puramente dagli operatori economici il cui intervento viene qui evocato. Infatti, in qualche caso si tratta degli stessi soggetti che hanno provocato l'inquinamento, per cui il principio "chi inquina paga" rischia di essere sostituito dall'altro "chi inquina viene pagato" e si finisce per finanziare quest'ultimo o per fargli fare un affare con la bonifica, a partire dal cambiamento di valore delle aree. Tuttavia, se l'effetto sull'ambiente alla fine risulta positivo, non è che l'intervento del mercato in sé sia negativo e che vogliamo interpretare il principio "chi inquina paga" in senso punitivo, ma solo come principio di sana politica finanziaria e ambientale.
Un altro gruppo di emendamenti fa invece riferimento al fatto che per i siti contaminati da amianto, in particolare per un sito in Puglia, non appare corretto procedere in modo semplicistico, mettendo a gara la bonifica e magari affidandola alla stessa impresa che ha inquinato o che ha interessi vicini ai soggetti che hanno prodotto l'inquinamento. Anche qui, non si tratta di un pregiudizio negativo sul fatto che l'operatore economico che si è reso responsabile dell'inquinamento possa, con un operoso ravvedimento, rimediare ai danni, ma della considerazione che la decontaminazione da amianto richiede una certa specializzazione, per cui non può essere compiuta genericamente da una qualunque impresa che normalmente si occupa di edilizia, di costruzioni, di valorizzazione immobiliare o, in genere, di pulizia di siti. La decontaminazione da amianto va effettuata da soggetti del tutto specializzati, e quindi è bene che si proceda secondo le norme alquanto rigide ma anche garantiste attualmente in vigore.
MALENTACCHI (Misto-RC). Signor Presidente, con l'articolo 15, di cui chiediamo la soppressione, si intende mettere mano alla legislazione in materia di aree contaminate da bonificare (mi riferisco alla legge n. 426 del 1998). Le nuove norme intendono favorire interessi di operatori privati oltre ogni criterio di buona amministrazione, a discapito delle prerogative degli enti locali e dello stesso Stato.
In particolare, non ci è chiaro quali dovranno essere i soggetti "concorrenti" titolati ad elaborare il progetto preliminare integrato di bonifica, quello che - tanto per rimanere vicini - a Venezia, nell'ambito dell'accordo sulla chimica è stato chiamato masterplan e che è stato riconosciuto dover essere di stretta competenza pubblica (intesa per Regioni e comuni). Non è altresì chiaro perché lo Stato e gli enti territoriali dovrebbero procedere all'acquisizione al patrimonio disponibile delle aree inquinate da bonificare tramite l'esproprio nonché valorizzare l'area dal punto di vista delle destinazioni urbanistiche, ma sarebbero invece obbligati ad affidare le aree a soggetti terzi privati. E' una vera chicca. Solo questi ultimi, completate le operazioni di bonifica, verrebbero a disporre e ad utilizzare in proprio le aree bonificate, anche rivendendole. Cari colleghi e colleghe, si tratta, non v'è dubbio, di un'operazione che concede in esclusiva ai privati le prerogative fin qui riservate agli enti pubblici. A nostro avviso, l'approvazione di tale articolo avrebbe, ad esempio, la conseguenza di vanificare l'intero procedimento avviato a Porto Marghera con l'accordo della chimica. È evidente, in sostanza, che in questo modo gli enti locali e la stessa Regione verrebbero di fatto estromessi dal controllo delle operazioni. Per tali motivi, vi invito a votare a favore della soppressione dell'articolo in questione.
VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, l'articolo 15 introdotto dalla Camera dei deputati ha ad oggetto l'attuazione degli interventi nelle aree da bonificare. In particolare, tale norma prevede una disciplina speciale rispetto alla procedura ordinaria di bonifica e ripristino ambientale prevista dai decreti-legge nn. 468 e 471 del 2001.
Gli intenti sottesi alle disposizioni in questione, che mirano a recuperare pienamente le aree inquinate, sono senz'altro condivisibili, tuttavia la stesura delle norme di cui si tratta pone qualche perplessità, così come riserve suscita la previsione di un soggetto unico per le operazioni di risanamento, recupero e valorizzazione delle aree, laddove una soluzione volta a suddividere tali compiti tra due soggetti diversi risulterebbe senz'altro maggiormente garantista.
Appare del tutto evidente che, oltre a prevedere l'esclusione dalla partecipazione ai programmi di bonifica, è necessario estendere la sanzione amministrativa in capo a quei soggetti che hanno causato l'inquinamento delle aree e dei siti di cui al comma 1, per un'entità non inferiore al valore di esproprio delle stesse. In conclusione, signor Presidente, mi auguro che il Sottosegretario ed il relatore vogliano esprimersi in senso favorevole agli emendamenti da me presentati insieme al collega Dettori per migliorare la norma in questione.
BERGAMO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, il Gruppo dell'UDC condivide pienamente l'articolo in esame giacché ritiene che esso rappresenti uno strumento veramente utile per sbloccare l'ormai annoso problema della bonifica dei siti inquinati, che non riesce a decollare. Tuttavia, l'emendamento 15.111 appare opportuno per precisare che la procedura alternativa a quella ordinaria può scattare unicamente e soltanto a fronte di un'inerzia del proprietario dell'area da bonificare. Diversamente potrebbe sorgere un conflitto tra il proprietario che vuole intervenire direttamente per realizzare la bonifica ed il Ministero che potrebbe attivare in maniera autonoma, alternativa e concorrente una procedura espropriativa, con la conseguenza di paralizzare gli interventi. Pur essendo implicito nell'articolo 15 che l'intervento deve essere subordinato all'inerzia del proprietario, pare opportuno definire con esattezza questo principio per evitare possibili ambiguità.
Colgo l'occasione per rispondere al senatore Malentacchi circa la preoccupazione che tale articolo possa impedire la prosecuzione degli interventi previsti in aree inquinate e gravemente compromesse, quale quella di Porto Marghera. Tale rischio non sussiste, in quanto la Commissione ha introdotto un comma 7 in cui si prevede che dagli interventi di cui all'articolo 15 siano escluse quelle aree sulle quali sono vigenti accordi di programma, quindi in particolare quella di Porto Marghera ove, esistendo un masterplan, gli interventi di bonifica, così come concordati tra tutti gli enti che sono soggetti attuatori dell'intervento, potranno continuare.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti e l'ordine del giorno si danno per illustrati.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 15, ad eccezione ovviamente degli emendamenti 15.300 e 15.500 e dell'emendamento 15.111; su quest'ultimo il parere è favorevole a condizione che venga inserito un inciso per meglio definire la situazione di inerzia. Propongo pertanto di aggiungere, dopo le parole: «soltanto in caso di inerzia», le seguenti: «a seguito di diffida con indicazione dei tempi di attuazione delle operazioni di bonifica».
Gli emendamenti 15.147 e 15.148 sono stati dichiarati inammissibili.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.100, identico agli emendamenti 15.101 e 15.102.
PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 15.100, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori, identico agli emendamenti 15.101, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori, e 15.102, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.103, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 15.104, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.105, presentato dal senatore Specchia e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.106, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 15.107, presentato dal senatore Chincarini, e 15.108, presentato dai senatori Vallone e Dettori.
Metto ai voti l'emendamento 15.109, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.110, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.111 (testo 2), presentato dal senatore Moncada e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 15.112, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.113, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.114, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.115, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.116, presentato dal senatore Chincarini. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.117, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.118, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.119, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.120.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, mi rammarico che non siano stati approvati i precedenti emendamenti che diversi colleghi avevano presentato al provvedimento, come il 15.105, che ha come primo firmatario il senatore Specchia, il 15.106, proposto da me e da altri colleghi, il 15.107, presentato dal collega Chincarini, e il 15.108, presentato dai senatori Vallone e Dettori. Tutti emendamenti, questi, che cercavano di dare un ruolo - è un aspetto molto importante - alle amministrazioni locali. Stiamo parlando di una questione assai delicata, relativa agli interventi di bonifica che riguardano le città e che mettono in sicurezza siti inquinati che sono nelle città stesse, le falde acquifere, la salute dei cittadini e così via.
Gli emendamenti presentati erano di grande buon senso, così come è un emendamento di buon senso il 15.120 testé in votazione, di cui raccomando ai colleghi l'approvazione.
La questione della bonifica riguarda un'autorità centrale come il Ministero dell'ambiente che deve promuoverla e farla attuare, ma questo non può avvenire senza la partecipazione delle amministrazioni locali, degli enti locali e così via.
Questa volta abbiamo una chance prevedendo che vi sia "il pieno rispetto delle competenze" di queste amministrazioni locali, anche se sarebbe stato meglio, certamente, il testo dei precedenti emendamenti, che ho citato poc'anzi, presentati da colleghi sia della maggioranza sia dell'opposizione. In ogni caso non possiamo pensare di decidere qui quel che va bene per il territorio inquinato dalla fabbrica che sta nel centro di una certa città. Tale è la questione su cui invito il Governo e il relatore a riflettere, chiedendo nuovamente che essi si esprimano favorevolmente sull'emendamento in votazione. Certamente abbiamo dei problemi di indirizzo, di governo, di coordinamento di tutte le questioni in esame, però la qualità dell'intervento, in particolare il modo in cui restituiamo queste parti di città ai cittadini e alle amministrazioni, dovremmo deciderla insieme.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.120, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.121.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, dal momento che la procedura che stiamo approvando - lo dico con una parola di cui si abusa - liberalizza molto i piani di intervento di bonifica dei siti inquinati, mi pare giusto che l'autorità pubblica, dal momento che affida all'iniziativa privata il compito di bonificare i siti, si riservi almeno una valutazione comparata tra l'opportunità della bonifica, della messa in sicurezza o della messa in sicurezza d'emergenza, cioè dell'intensità, per così dire, e della profondità (non in senso fisico, ma forse chimico) dell'operazione che si compie.
Quello in votazione, quindi, mi sembra un emendamento importante per riequilibrare un provvedimento che in verità nasce da una buona intenzione, ma ha una strutturazione molto sciolta.
Sulla votazione di questo emendamento, signor Presidente, chiediamo la verifica del numero legale.
Metto ai voti l'emendamento 15.121, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.122, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.123, presentato dai senatori Vallone e Dettori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.124, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.125, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.126, presentato dai senatori Dettori e Vallone, identico all'emendamento 15.127, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 15.128, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.129, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.130, presentato dal senatore Marino e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.131, presentato dal senatore Chincarini, identico all'emendamento 15.132, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.133, presentato dai senatori Vallone e Dettori, identico all'emendamento 15.135, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.134, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.136, presentato dai senatori Vallone e Dettori, identico all'emendamento 15.137, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.138, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 15.139, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.140, presentato dal senatore Vallone e Dettori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.141, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.300, presentato dal relatore.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.500.
PIZZINATO (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PIZZINATO (DS-U). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole a questo emendamento, che assume una particolare rilevanza in questo momento poiché conferma la validità della certificazione già rilasciata o da rilasciare ai lavoratori già esposti all'amianto da parte dell'INAIL, in base agli atti di indirizzo del Ministero del lavoro e della legge n. 257 del 1992.
L'importanza di questo emendamento è sottolineata da due sentenze. Due settimane fa si è pronunciata sulla costituzionalità della legge citata la Corte costituzionale; la scorsa settimana il TAR del Lazio ha respinto la richiesta delle aziende che mettevano in discussione, appunto, questi atti di indirizzo. Con questa disposizione si dà certezza ai lavoratori, perché diversamente molti si troverebbero nella condizione di non essere più occupati e di non avere nemmeno la pensione. Quindi, esprimiamo un convinto voto favorevole su questo emendamento che dà tranquillità e serenità a decine di migliaia di famiglie di lavoratori già esposti all'amianto.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei, senatore Pizzinato, e sul contenuto di quest'emendamento.
Metto ai voti l'emendamento 15.500, presentato dal relatore.
Metto ai voti l'emendamento 15.142, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.143, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.144.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, anche questo emendamento riguarda il problema dell'amianto, per il quale richiede una cautela particolare. Chiedo, prima che sia posto ai voti, la verifica del numero legale. Verifica del numero legale PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.144, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.145, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 15.146, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Ricordo che gli emendamenti 15.147 e 15.148 sono inammissibili.
Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G15.100.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il Governo accoglie questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G15.100 non sarà posto ai voti.
Metto ai voti l'articolo 15, nel testo emendato.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 15, che si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere contrario su entrambi.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Concordo con il relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 15.0.100, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.0.2.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, stiamo cercando di avere un minimo di confronto, che naturalmente non riceve risposte verbali, ma anche quelle tacite sono eloquenti. L'emendamento 15.0.2 fa riferimento alla sostituzione dei parchi veicoli a propulsione tradizionale per le regioni, gli enti locali e i gestori di servizi di pubblica utilità. La bozza di relazione conclusiva della 13a Commissione, elaborata dal senatore Moncada, ha documentato quanto sarebbe importante fare un'operazione del genere.
Ancora qui registriamo delle grandi dichiarazioni del presidente della regione Lombardia, ma in Parlamento ci troviamo regolarmente di fronte a un "no" a provvedimenti di elementare buon senso, che vanno anche senza particolare affanno nella direzione di sostituire un parco veicoli che è uno dei fattori di inquinamento da PM10 nella città. Pertanto, desidero fare una dichiarazione di voto favorevole su questo emendamento. Rilevo inoltre che, al di là delle parole, c'è una totale assenza del Governo e, se mi è consentito dirlo, anche del Parlamento, perché i colleghi mi sembra che accettino tacitamente tutti questi "no" su una materia che invece ha travagliato così tanto la sua Regione, signor Presidente, la Lombardia e le città del Nord.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, io ho pochissimo tempo a disposizione: intervengo solo per associarmi alla dichiarazione testé svolta dal ministro Giovanelli… pardon, dal senatore Giovanelli… PRESIDENTE. Lo abbiamo già promosso…
TURRONI (Verdi-U). È un augurio il mio, certamente, soprattutto un augurio per il nostro Paese, che sarebbe molto meglio governato dal punto di vista ambientale se il senatore Giovanelli o qualcuno di questa parte politica fosse Ministro.
PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Turroni, però mi sembra che il senatore Giovanelli non preveda un ministro Turroni, e questo me lo auguro anch'io.
Metto ai voti l'emendamento 15.0.2, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 16, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario all'emendamento 16.100, favorevole al 16.101 e ovviamente al 16.102, nonché agli emendamenti 16.104 e 16.105.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Esprimo parere conforme a quello del relatore, signor Presidente.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 16.100, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 16.101, presentato dal Governo. È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 16.102, presentato dal relatore. È approvato.
Ricordo che l'emendamento 16.103 è inammissibile.
Metto ai voti l'emendamento 16.104, presentato dalla senatrice Thaler Ausserhofer e da altri senatori, identico all'emendamento 16.105, presentato dal senatore Gubert.
Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 18, che si intendono illustrati. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario agli emendamenti 18.0.100 e 18.0.101 e parere favorevole all'emendamento 18.0.102 (testo 2).
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Esprimo parere conforme a quello del relatore, signor Presidente. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 18.0.100, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 18.0.101, presentato dai senatori Dettori e Vallone. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 18.0.102 (testo 2), presentato dai senatori Dettori e Vallone. È approvato.
Passiamo all'esame dell'articolo 19, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
Presidenza del vice presidente FISICHELLA MULAS (AN). Signor Presidente, colleghi, intervengo soltanto per dire che gli emendamenti da noi presentati hanno lo scopo, da un lato, di affermare l'appartenenza dei combustibili da rifiuto ai rifiuti speciali, abrogando di fatto la modifica apportata dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16, ai sensi della quale il combustile da rifiuto non sarebbe un rifiuto speciale, ma lo diventerebbe qualora rivesta determinate specifiche non meglio identificate (mi riferisco in particolare all'emendamento 19.106), dall'altro, di abrogare il riferimento agli accordi di programma come conseguenza del nuovo status di rifiuto speciale del combustibile da rifiuto (mi riferisco all'emendamento 19.102a).
Per quanto riguarda poi gli emendamenti 19.110 e 19.113, essi hanno, rispettivamente, lo scopo di evitare inutili oneri amministrativi, ovvero iscrizione all'Albo nazionale delle imprese che gestiscono rifiuti (emendamento 19.110) e tenuta dei registri di carico e scarico (emendamento 19.113), ai consorzi nazionali incaricati della gestione dei rifiuti. Tali oneri, infatti, vengono espletati dalle imprese che aderiscono ai suddetti consorzi. (Applausi dal Gruppo AN).
PONZO (FI). Signor Presidente, intervengo solo per dire che do per illustrati gli emendamenti a mia firma, mentre intendo ritirare l'emendamento aggiuntivo 19.0.102. BATTAGLIA Giovanni (DS-U). Signor Presidente, posso anche evitare, per ragioni di brevità, di illustrare il mio emendamento 19.0.100/1, se il relatore e il rappresentante del Governo confermano quanto informalmente mi hanno già fatto sapere, cioè che accoglierebbero la trasformazione del contenuto dell'emendamento in un ordine del giorno. Dichiaro in questo caso sin d'ora che ritirerei l'emendamento e lo trasformerei in un ordine del giorno, di cui ho già consegnato il testo. BATTAGLIA Antonio (AN). Domando di parlare.
BATTAGLIA Antonio (AN). Signor Presidente, intendo aggiungere la mia firma all'ordine del giorno testé annunciato. PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi sugli emendamenti in esame.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, sono contrario agli emendamenti 19.101 e 19.102 - identico agli emendamenti 19.102a, 19.103, 19.104 - nonché agli emendamenti 19.105 e 19.117, anch'essi di identico contenuto. Sono invece favorevole al 19.106, e quindi ai tre emendamenti successivi - 19.107, 19.108, 19.109 - ad esso identici. Sono altresì favorevole al 19.111 e al 19.112, fra loro identici. Ritengo invece che gli altri emendamenti debbano essere considerati preclusi o assorbiti.
PRESIDENTE. Sarebbero preclusi dall'approvazione del 19.112. La invito comunque ad esprimere il suo parere in merito.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere favorevole anche sul 19.100, identico al 19.113 e al 19.114, e sul 19.115, identico al 19.110. Sono poi favorevole all'ordine del giorno G19.100. Sull'emendamento 19.0.100/1 confermo quanto è già stato anticipato: sono favorevole alla sua trasformazione in un ordine del giorno, in quanto l'argomento deve essere affrontato in maniera organica. Sugli aggiuntivi 19.0.100 e 19.0.101 esprimo parere contrario. TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, concordo con il relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 19.101, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Metto ai voti l'emendamento 19.102, presentato dai senatori Moncada e Bergamo, identico agli emendamenti 19.102a, presentato dal senatore Battaglia Antonio e da altri senatori, 19.103, presentato dai senatori Ponzo e Scotti, e 19.104, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 19.105, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, identico all'emendamento 19.117, presentato dai senatori Vallone e Dettori.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 19.106, identico agli emendamenti 19.107, 19.108 e 19.109.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, intervengo su tutti gli emendamenti che fanno riferimento al tema dei rifiuti perché ancora una volta, senza alcuna visione organica, si interviene modificando il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Non so quante volte sia già accaduto dall'inizio della legislatura che si sia modificata una normativa che, pur complicata, ha avuto tuttavia il merito di far uscire il nostro Paese dal grave ritardo nel quale si trovava rispetto alla questione rifiuti. Abbiamo appena istituito ancora una volta la Commissione che si occupa di problemi legati alla criminalità organizzata nel settore dei rifiuti, a dimostrazione che la questione è molto complicata, in quanto non si risolve in un semplice problema tecnico, ma riguarda anche tematiche concernenti la criminalità organizzata.
Ogni volta che modifichiamo questo testo, a furia di volerlo semplificare, invece lo complichiamo e facciamo dei pasticci. Non vorrei - non mi riferisco certamente ai colleghi - che vi fossero anche interessi di altra natura dietro le vicende che portano ogni volta a modifiche legate non solo alla necessità, certamente condivisibile, di semplificare e migliorare il testo. Non vorremmo scoprirlo, soprattutto in un settore che nel nostro Paese ha purtroppo già dato adito a tante preoccupazioni .
Per questo motivo voteremo contro tutti emendamenti che non si collocano all'interno di un quadro di riferimento preciso. Basti pensare che nell'altro ramo del Parlamento è in corso di votazione un progetto di legge del Governo che prevede la delega sull'intera materia ambientale, al fine di arrivare ad un testo unico. Pertanto, non comprendo il significato di tutte queste modifiche quando nell'arco di un anno e mezzo dovremmo disporre di un nuovo codice relativo all'ambiente, stando alle promesse del Ministro. Cosa fanno le nostre imprese, le nostre amministrazioni? Un pasticcio dopo l'altro che non aiuta la buona gestione di una situazione che, pur complessa e non risolta come ciascuno di noi avrebbe voluto, rappresentava comunque un punto fermo rispetto al quale oggi andiamo ad aggiungere confusione alla confusione. Per tali motivi, e anche perché il Governo ha deciso di predisporre un nuovo testo unico, ripeto che voteremo contro tutti i suddetti emendamenti.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 19.106, presentato dal senatore Battaglia Antonio e da altri senatori, identico agli emendamenti 19.107, presentato dal senatore Rizzi e da altri senatori, 19.108, presentato dai senatori Moncada e Bergamo, e 19.109, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 19.111, presentato dal senatore Rizzi e da altri senatori, identico all'emendamento 19.112, presentato dai senatori Moncada e Bergamo. È approvato.
A seguito della precedente votazione, restano pertanto preclusi gli emendamenti 19.100, 19.113 e 19.114.
Metto ai voti l'emendamento 19.115, presentato dal senatore Dettori, identico all'emendamento 19.110, presentato dal senatore Battaglia Antonio e da altri senatori. È approvato.
Metto ai voti l'ordine del giorno G19.100, presentato dal senatore Specchia e da altri senatori. È approvato.
Metto ai voti l'articolo 19, nel testo emendato. È approvato.
Avverto che l'emendamento 19.0.100/1, presentato dal senatore Battaglia Giovanni e da altri senatori, è stato trasformato nell'ordine del giorno G19.200, come precedentemente convenuto. Poiché è stato accolto dal rappresentante del Governo, tale ordine del giorno non sarà posto ai voti.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 19.0.100. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 19.0.101, presentato dal senatore Giovanelli e da altri senatori. Non è approvato.
Ricordo che l'emendamento 19.0.102 è stato ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 20, sul quale è stato presentato un emendamento, interamente sostitutivo dell'articolo, che invito il relatore ad illustrare.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, l'emendamento si illustra da sé. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, esprimo parere favorevole. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 20.500 (testo 2). GIOVANELLI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, su questo emendamento ci asterremo. Come accade troppo spesso in questo provvedimento, vi è una delega completamente in bianco e il rappresentante del Governo non ci dice come l'Esecutivo intende esercitarla.
La materia dei rifiuti sanitari è stata oggetto di un intervento all'interno di questo stesso provvedimento. Ora, con un emendamento, presentato in modo estemporaneo dal relatore (ma evidentemente la fonte è il Governo), si avoca completamente all'Esecutivo la regolazione della materia. Questo non mi scandalizza, perché così era e così è stato addirittura per il testo madre di tutti i testi, il cosiddetto decreto Ronchi. In materia di rifiuti sanitari, confliggono effettivamente due esigenze: quella di spendere poco e quella della sicurezza, cioè di evitare che a carico del bilancio della Sanità ci sia un business privilegiato ma di evitare altresì che lo smaltimento avvenga in modo troppo semplice.
Qui noi non abbiamo alcuna indicazione di come il Governo intenda orientarsi, per esempio, rispetto alla questione se sia ammissibile la inertizzazione con collocazione in discarica specializzata o se si intenda rendere obbligatorio l'incenerimento. Credo anche che non spetti al Parlamento decidere di quale tecnica o tecnologia ci si debba servire; tuttavia, disciplinare una materia oggetto di norme specifiche europee e nazionali con un regolamento mi sembra un modo non del tutto corretto e potrebbe essere fonte di contenzioso.
Di qui una prudente astensione da parte nostra, con l'augurio che il Governo voglia esplicitare come intende utilizzare questa impropria delega che la maggioranza sta per consegnargli. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 20.500 (testo 2), presentato dal relatore, interamente sostitutivo dell'articolo.
Passiamo all'esame dell'articolo 21, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 21.100, presentato dal senatore Sodano Tommaso e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 21.101, presentato dal senatore Iovene e da altri senatori, identico all'emendamento 21.102, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'articolo 21.
Passiamo all'esame dell'articolo 22, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
MANFREDI, relatore. Ritiro l'emendamento 22.102. Esprimo parere contrario sull'emendamento 22.100 e favorevole sull'emendamento 22.101.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 22.100, presentato dal senatore Dettori e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 22.101, presentato dal senatore Basso.
Ricordo che l'emendamento 22.102 è stato ritirato.
Metto ai voti l'articolo 22, nel testo emendato.
Passiamo all'esame dell'articolo 23, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, veramente avrei desiderato intervenire in dichiarazione di voto sull'articolo 22.
PRESIDENTE. Senatore Turroni, per non sconvolgere l'andamento dei lavori, potrà includere le considerazioni sull'articolo 22 nella dichiarazione di voto sull'articolo 23 ora in esame.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, vorrei precisare che la formulazione dell'emendamento 23.101 (testo 2) è la seguente: al comma 1, dopo le parole: "protezione civile" aggiungere le seguenti: "previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni".
Il parere è contrario sugli emendamenti 23.100, 23.102 e 23.103.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 23.100, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Metto ai voti l'emendamento 23.101 (testo 2), presentato dal relatore.
Metto ai voti l'emendamento 23.102, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 23.103.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, mentre eravamo in fase di votazione dell'articolo 22 stavo, per altri motivi, parlando con il vicepresidente Calderoli e quindi non mi ero accorto che il relatore aveva ritirato l'emendamento 22.102, concernente l'estrazione del metano dall'Alto Adriatico.
Mi compiaccio che l'emendamento in questione è stato ritirato e quindi non ho più alcuna ragione per intervenire in dichiarazione di voto essendo stato io l'autore in sede di Commissione della norma che si voleva modificare.
Sono contento che sia rimasta la formulazione approvata dalla Commissione, vale a dire che in Alto Adriatico non si effettuano quelle perforazioni che possono causare l'abbassamento del suolo e di conseguenza la perdita di Venezia. PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 23.103, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Metto ai voti l'articolo 23, nel testo emendato.
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
Lo metto ai voti l'articolo.
Passiamo all'esame dell'articolo 25, su cui sono stati presentati alcuni emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
ROTONDO (DS-U). Signor Presidente, vorrei capire se l'emendamento 25.0.100 di cui sono primo firmatario sia stato dichiarato ammissibile dalla 5a Commissione.
PRESIDENTE. L'emendamento in questione è stato dichiarato dalla 5a Commissione inammissibile ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Questa è l'indicazione di cui dispongo.
ROTONDO (DS-U). Signor Presidente, desidererei, se possibile, avere una spiegazione in quanto lo stesso emendamento è stato dichiarato ammissibile dalla 5a Commissione quando è stato discusso, votato e respinto in Commissione. Esso è stato ripresentato in Aula e dunque vorrei capire se vi sia o meno la possibilità di discuterlo in questa sede.
PRESIDENTE. Troveremo il modo di consentire al Presidente della 5a Commissione di fornirle, senatore Rotondo, le spiegazioni del caso. Pertanto propongo di accantonare l'emendamento 25.0.100. Se non si fanno osservazioni, I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito, dunque, il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
MANFREDI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 25, compreso l'aggiuntivo 25.0.100, ad eccezione dell'emendamento 25.103, sul quale il parere è favorevole.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Concordo con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 25.100, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 25.101 (testo 2), presentato dai senatori Dettori e Vallone, sostanzialmente identico all'emendamento 25.102, presentato dal senatore Rollandin e da altri senatori. Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 25.103, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. È approvato.
Metto ai voti l'articolo 25, nel testo emendato.
Ricordo che l'emendamento 25.0.100 è stato accantonato.
Passiamo, dunque, all'esame dell'articolo 26, sul quale sono stati presentati due emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
GRILLO (FI). Signor Presidente, l'emendamento 26.101 ha suscitato molte critiche da parte dei colleghi dell'opposizione. Rimango però convinto che si tratta di una proposta valida e pertanto sollecito il Governo ad un ripensamento. A mio avviso, la proposta emendativa introdurrebbe una norma interpretativa assolutamente idonea e necessaria al fine di superare l'incongruenza nella traduzione materiale di un dispositivo che privilegia alcuni cittadini e ne penalizza altri.
Comunque, stante la situazione, mi rendo conto che sarebbe assai problematico fare diversamente, per cui trasformo tale emendamento in ordine del giorno, pregando il Governo di accoglierlo e il relatore di esprimere su di esso parere favorevole.
PRESIDENTE. L'emendamento 26.100 si intende illustrato.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
MANFREDI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 26.100 e favorevole all'ordine del giorno G26.100, proposto dal senatore Grillo, derivante dalla trasformazione dell'emendamento 26.101.
TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il Governo esprime parere contrario sull'emendamento 26.100 e accoglie l'ordine del giorno G26.100, derivante dalla trasformazione dell'emendamento 26.101.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 26.100, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori. Non è approvato.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G26.100 non verrà posto in votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 26.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, se mi è permesso, vorrei leggere quanto recita l'articolo 32 della legge n. 47 del 1985, del rimpianto (come grande statista) Nicolazzi, che appunto in quell'anno varò un condono edilizio, stabilendo, a mio avviso utilmente, in quale maniera le opere che fossero state costruite su aree sottoposte a vincolo dovevano essere valutate ai fini della loro eventuale sanabilità.
Fin da allora si pose questo problema, che venne risolto perché si decise (il ragionamento è rimasto inalterato e credo debba valere anche oggi) che se un cittadino aveva costruito abusivamente un edificio in una zona tutelata, doveva essere l'autorità preposta alla gestione di quel vincolo a stabilire in via prioritaria se esso fosse ancora tale da non consentire il condono dell'edificio stesso. Quindi, nelle varie fattispecie, ci troviamo di fronte a soggetti che gestiscono un vincolo archeologico, di natura paesaggistica, oppure si occupano della gestione di un parco, di una riserva, che sono preposti alla tutela e alla conservazione della natura. Ciascuno di questi soggetti prima che l'amministrazione comunale (che rilascia le concessioni in sanatoria) si esprima, sa se il bene tutelato è ancora tale e quindi si può condonare, oppure se quell'opera è minacciata dall'abuso realizzato e quindi non c'è sanabilità che tenga, perché si perderebbe il bene tutelato.
Quella legge che ho combattuto, così come ho fatto con tutte le leggi di condono, prevedeva che il rilascio della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su aree sottoposte a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Stabiliva, ancora, che qualora tale parere non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro centottanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere, esso si intende reso in maniera favorevole. Addirittura si prevede il silenzio-assenso per il condono sulle aree tutelate.
Credo che non ci si debba spingere oltre rispetto a quanto fatto dal ministro Nicolazzi nel 1985 che ha retto positivamente, consentendo di condonare (purtroppo, aggiungo io) opere realizzate in luoghi sbagliati, preziosi e importanti per il nostro Paese e impedendo che venisse condonato quello che non era proprio accettabile condonare.
D'altronde, vi sono stati ben due condoni, nel 1985 e nel 1994. Credo dunque che la questione non debba essere risolta diversamente da quanto già previsto all'articolo 32 della legge n. 47 del 1985. (Applausi dal Gruppo Aut).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 26.
Metto ai voti l'emendamento 26.0.100, presentato dal relatore.
Passiamo all'esame dell'articolo 27.
È approvato. Ricordo che l'articolo 12, con i relativi emendamenti, è stato accantonato. Era stato poi chiesto un chiarimento da parte del senatore Rotondo sull'emendamento 25.0.100. Egli chiedeva di sapere perché la 5a Commissione lo avesse dichiarato inammissibile ex articolo 81 della Costituzione, quando precedentemente la valutazione della Commissione stessa era stata differente. Chiedo pertanto al Presidente della 5a Commissione permanente, senatore Azzollini, di fornire il chiarimento richiesto.
AZZOLLINI (FI). Signor Presidente, per quanto riguarda l'accantonamento dell'articolo 12, le chiedo di sospendere brevemente la seduta e di autorizzare la 5a Commissione a riunirsi immediatamente per poter esprimere il suo parere sulla nuova formulazione dell'intero articolo.
Per quel che riguarda il chiarimento richiesto dal senatore Rotondo, lo recepisco in questo momento ed ho bisogno di un po' di tempo per approfondire la questione. Alla ripresa dei lavori sarò in grado di fornire il chiarimento richiesto.
PRESIDENTE. Qual è la sua valutazione circa i tempi necessari alla Commissione da lei presieduta?
AZZOLLINI (FI). Ritengo che venti minuti siano un tempo sufficiente, ricordo comunque che si tratta di una riformulazione di particolare delicatezza.
PRESIDENTE. Le chiederei, se possibile, di non andare oltre tale termine.
Sospendo pertanto la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19,05, è ripresa alle ore 19,25).
Colleghi, riprendiamo i nostri lavori, avrei voluto farlo per ascoltare il parere e le valutazioni della 5a Commissione, invece lo devo fare per comunicarvi che la Commissione ha manifestato la necessità di altri venti minuti per potersi pronunciare. A questo punto, debbo necessariamente sospendere di nuovo la seduta fino alle ore 19,45.
(La seduta, sospesa alle ore 19,26, è ripresa alle ore 19,46).

References: articolo 4
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 4
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 81