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Timestamp: 2020-07-10 00:41:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10907 del 08/06/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10907 del 08/06/2020
Cassazione civile sez. I, 08/06/2020, (ud. 27/02/2020, dep. 08/06/2020), n.10907
sul ricorso 757-2019 proposto da:
A.M., rappresentato e difeso dall’avvocato ANTONINO
PROCURA GENERALE PRESSO CORTE APPELLO ANCONA;
avverso la sentenza n. 865/2018 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
depositata il 12/06/2018;
Il Tribunale di Ancona, con ordinanza del 13.10.2016, respingeva il ricorso avverso il predetto provvedimento di rigetto.
Interponeva appello avverso detta decisione A.M. e la Corte di Appello di Ancona, con la sentenza impugnata n. 865/2018, rigettava il gravame.
Propone ricorso per la cassazione della decisione di rigetto A.M. affidandosi a tre motivi.
Con il primo motivo il ricorrente lamenta la nullità della sentenza per violazione dell’art. 132 c.p.c., perchè la Corte di Appello avrebbe respinto tutte le istanze di protezione internazionale proposte dal richiedente senza svolgere alcuna effettiva istruttoria sulle condizioni del Paese di provenienza e senza citare alcuna fonte informativa qualificata al riguardo.
La sentenza impugnata non reca alcuna indicazione di fonti informative sul Paese di origine del richiedente ma si limita ad escludere la ricorrenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria il D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14 lett. c), in quanto “… la situazione generale del Pakistan non è tale, per come risulta dalle notizie assunte sui siti di informazione on-line, da comportare un livello di rischio così elevato da costituire una minaccia individuale per il ricorrente e tale da giustificare la concessione della protezione sussidiaria” (cfr. pag. 5).
Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, infatti, ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria, ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14 è dovere del giudice verificare, avvalendosi dei poteri officiosi di indagine e di informazione di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, se la situazione di esposizione a pericolo per l’incolumità fisica indicata dal ricorrente e astrattamente sussumibile in una situazione tipizzata di rischio sia effettivamente sussistente nel Paese nel quale dovrebbe essere disposto il rimpatrio, con accertamento aggiornato al momento della decisione (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 28990 del 12/11/2018, Rv. 651579; Cass. Sez. 6-1 Ordinanza n. 17075 del 28/06/2018, Rv.649790; Cass. Sez. 6-1 Ordinanza n. 17069 del 28/06/2018, Rv.649647; Cass. Sez. 6-1 Ordinanza n. 9427 del 17/04/2018, Rv.648961; Cass. Sez. 6-1, Sentenza n. 14998 del 16/07/2015, Rv.636559; Cass. Sez. 6-1, Sentenza n. 7333 del 10/04/2015, Rv.634949; Cass. Sez. 6-1, Ordinanza n. 16202 del 24/09/2012, Rv. 623728; Cass. Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008, Rv. 605498).
Il predetto accertamento va compiuto in base a quanto prescritto dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, e quindi “… alla luce di informazioni precise e aggiornate circa la situazione generale esistente nel Paese di origine dei richiedenti asilo e, ove occorra, dei Paesi in cui questi sono transitati, elaborate dalla Commissione nazionale sulla base dei dati forniti dall’ACNUR, dal Ministero degli affari esteri, anche con la collaborazione di altre agenzie ed enti di tutela dei diritti umani operanti a livello internazionale, o comunque acquisite dalla Commissione stessa”.
Ne deriva l’insufficienza del generico riferimento alle “notizie assunte sui siti di informazione on-line” perchè non idoneo a specificare quale fonte, in concreto, è stata utilizzata dal giudice di merito e quindi non sufficiente ad assicurare il controllo sull’attendibilità di essa e soprattutto sulla sua effettiva ricomprensione nel novero di quelle previste dal richiamato del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3.
L’accoglimento del primo motivo implica l’assorbimento delle altre due doglianze, con le quali il ricorrente censura, rispettivamente, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3 e 5, perchè il giudice di merito non avrebbe applicato il principio del cd. onere della prova attenuato (secondo motivo), e la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, perchè la Corte di Appello avrebbe erroneamente negato la protezione umanitaria (terzo motivo).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 14
 art. 14
 art. 8
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 8
 art. 8
 art. 5