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Timestamp: 2017-12-18 22:01:18+00:00

Document:
Statuto Anmic | Anmic Viterbo
– Decreto del Presidente della Repubblica del 23.12.1978
– Profilo dell’ Anmic
D.P.R. 08.01.1982
COSTITUZIONE SEDE SCOPI
Art. 1 L’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili (A.N.M.I.C.), è l’Ente Morale con personalità giuridica di diritto privato cui il Decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre1978, ha confermato i compiti associativi ed in particolare quelli di rappresentanza e tutela degli interessi morali ed economici dei mutilati ed invalidi civili presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti che hanno per scopo l’educazione, il lavoro e l’assistenza ai mutilati e invalidi stessi. L’Ente ha la sua Sede Centrale in Roma.
L’Associazione è formata da mutilati e invalidi civili che ad essa si associano in quanto affetti da minorazioni e malattie invalidanti di cui alle tabelle indicative delle percentuali di invalidità approvate con Decreto Ministeriale del 25 luglio 1980 ed eventuali successi
ve modificazioni e costituisce una libera associazione sindacale di categoria a carattere nazionale.
Art. 2 L’Associazione si articola in Sezioni Provinciali con sedi nei capoluoghi di Provincia, in Sezioni Comunali ed Intercomunali e in Delegazioni Comunali.
Art. 3 L’Associazione svolge i seguenti compiti:
a) rappresenta e tutela gli interessi morali ed economici dei mutilati ed invalidi civili presso le pubbliche amministrazioni e pressogli enti ed istituti che hanno per scopo l’educazione, il lavoro e l’assistenza dei minorati predetti;
b) provvede all’assistenza morale e promuove quella materialedei medesimi, curando la loro elevazione spirituale e culturale e sollecitando tutte le iniziative di protezione sociale intese al loro inserimento nella vita produttiva della Nazione;
c) collabora con le Autorità Governative e le pubbliche amministrazioni centrali e locali competenti in ordine all’assistenza economica, all’assistenza sanitaria, all’orientamento, alla qualificazione e riqualificazione professionale della categoria;
d) segue il collocamento obbligatorio dei mutilati ed invalidi civili nelle aziende pubbliche e private ai sensi e con le modalità previste dalle vigenti leggi;
e) provvede, nell’ambito delle norme vigenti, alla protezione sociale degli invalidi collocati al lavoro intervenendo, ogni qualvolta necessiti, per assicurare, singolarmente e collettivamente, condizioni di attività che siano conformi alle esigenze particolari degli interessati in conseguenza delle subite minorazioni;
f) collabora con lo Stato nei suoi Organi Centrali e Locali e con gli Enti Pubblici e privati per lo studio dei problemi che comunque interessino la categoria e promuove, a tal fine, intese con altre istituzioni e sodalizi che esplicano attività qualificate nel settore;
g) assume rilevazioni e indagini di carattere sociale, svolge attività di ricerca nelle materie di sua attribuzione, provvede con ogni mezzo possibile all’attività di divulgazione e di informazione nella materia riguardante l’invalidistica civile, promuove ed organizza convegni di studi e corsi di formazione, specializzazione e perfezionamento nelle materie sociali riguardanti gli invalidi;
h) promuove particolari forme di intervento in favore delle vittime della strada e di coloro che sono divenuti invalidi nell’esercizio dello sport e nell’attività scolastica;
i) può partecipare a forme federative con Associazioni di altre categorie di invalidi;
l) può aderire ad organizzazioni internazionali che abbiano per scopo la promozione sociale e culturale degli invalidi.
Art. 4 L’Associazione si compone di soci effettivi, soci ad honorem e soci aggregati. Sono ammessi a far parte dell’ANMIC come soci effettivi i mutilati e invalidi civili affetti da minorazioni e malattie invalidanti di cui alle tabelle del decreto ministeriale del 25 luglio 1980 secondo le modalità e nei limiti stabiliti da apposito regolamento deliberato dal Comitato Centrale.
Sono inoltre ammessi a far parte dell’ANMIC i soci ad honorem tra coloro che pur non essendo affetti da minorazioni per causa civile si siano resi altamente benemeriti per servizi dì eccezionale importanza in favore della categoria dei mutilati e invalidi civili. La qualifica di soci ad honorem viene attribuita dal Comitato Centrale.
I soci effettivi ed i soci ad honorem esercitano il diritto di voto e sono eleggibili.
Sono soci aggregati i mutilati e invalidi civili che non abbiano compiuto il 18′ anno di età; essi non hanno diritto al voto e non sono eleggibili.
I genitori o coloro che hanno la rappresentanza legale dei soci aggregati, costituiti in Consulte Provinciali, possono tuttavia esprimere pareri ed istanze ai locali Comitati Provinciali in merito alle questioni riguardanti.gli invalidi minorenni.
La domanda di ammissione a socio effettivo o aggregato deve essere presentata alla Sede Provinciale territorialmente competente corredata dai documenti previsti dal regolamento di iscrizione approvato dal Comitato Centrale.
Art. 5 La quota sociale per l’iscrizione all’Associazione e le modalità e ì tempi di versamento vengono determinate dal Comitato Centrale.
Art. 6 Ai soci responsabili di violazione dei doveri derivanti dal presente Statuto o di atti di indisciplina associativa, si applicano, a seconda della gravità del caso, i seguenti provvedimenti:
b) la sospensione da ogni attività associativa da un minimo di tre mesi ad un massimo di due anni;
a) L’ammonizione ha luogo per mancanze causate da inesperienze o comunque da fatti od atti che non arrechino gravi conseguenze all’Associazione o agli Organi Sociali;
b) la sospensione, fino ad un massimo di due anni, ha luogo per constatata mancanza di disciplina associativa, di decoro personale e per condotta scorretta che anche indirettamente arrechino danno all’Associazione, ledano gli interessi materiali e morali dell’Associazione stessa, dei componenti degli Organi Sociali, dei soci in genere;
c) l’espulsione ha luogo quando il socio è recidivo nei fatti od atti di cui al capoverso precedente ed anche, senza la recidività, quando le dette mancanze siano così gravi da non tollerare il provvedimento transitorio, ed infine per gravi offese alla morale e al decoro personale, per oltraggio all’Associazione e ai suoi Organi Sociali e per tutti quei reati passati in giudicato e che comportino la perdita dei diritti civili, ivi compresa la perdita della Cittadinanza Italiana.
Art. 7 Il provvedimento di cui al punto a) dell’articolo precedente è adottato dal Presidente della Sezione Provinciale, quelli di cui ai punti b) e c) del Comitato Provinciale.
Gli addebiti devono essere portati a conoscenza dell’interessato mediante lettera raccomandata, con dettagliata contestazione degli addebiti prima della riunione del Comitato Provinciale che dovrà esaminare il caso. Il socio ha la facoltà di presentare al Comitato Provinciale tutti gli elementi opportuni a scagionarlo dagli addebiti.
Il socio sottoposto a procedimento disciplinare può, su deliberazione del Presidente Provinciale, essere sospeso, in via cautelare, dalle cariche eventualmente ricoperte e da qualsiasi attività sociale.
La sospensione oltre sei mesi e l’espulsione comportano il ritiro della tessera associativa per tutta la durata del provvedimento.
Contro il provvedimento di sospensione ed espulsione il socio può presentare ricorso, entro trenta giorni dalla data di ricezione della comunicazione, al Comitato Regionale che decide in prima istanza. Contro tale decisione il socio può appellarsi al Collegio dei Probiviri.
Ove un provvedimento disciplinare riguardi un socio che investe una carica in seno agli Organi dell’Associazione, la competenza è demandata al Comitato Centrale e in sede di eventuale ricorso al Collegio dei Probiviri.
Il socio che intenda rinunciare a far parte dell’Associazione deve darne comunicazione alla Sezione Provinciale esponendo, ove lo creda, i motivi della rinuncia stessa.
Il mancato rinnovo della tessera entro e non oltre il primo quadrimestre dell’anno successivo, comporta la perdita della qualità di socio dell’ANMIC.
Trascorso tale termine, il socio che non provvede a regolarizzare la sua posizione è automaticamente cancellato.
Art. 9 di ogni provvedimento disciplinare il Comitato Provinciale è tenuto a darne comunicazione alla Sede Centrale.
Art. 10 Per il raggiungimento dei propri fini, l’Associazione agisce attraverso i seguenti Organi Centrali e Periferici:
Sono Organi Centrali: il Congresso Nazionale; il Comitato Centrale; il Comitato Direttivo; il Presidente Nazionale; il Collegio dei Probiviri; il Collegio Centrale dei Revisori dei Conti.
Sono Organi Periferici: il Congresso Provinciale; il Comitato Provinciale; il Presidente del Comitato Provinciale; il Comitato Regionale; il Collegio Provinciale dei Revisori dei Conti.
Art. 11 Il Congresso Nazionale si compone dei Delegati dei soci eletti nei Congressi Provinciali. Costituisce l’Organo Supremo dell’Associazione e sono di sua esclusiva competenza:
a) dare le direttive per l’opera che gli altri Organi Associativi devono svolgere per il raggiungimento dei fini istituzionali e determinare le mete da raggiungere sui principali problemi riguardanti i mutilati e invalidi civili;
b) deliberare lo Statuto dell’Associazione nonché le modifiche da apportare allo stesso;
c) eleggere il Presidente Nazionale e 3 Vicepresidenti;
d) eleggere 21 membri che costituiscono con il Presidente Nazionale e i 3 Vicepresidenti il Comitato Centrale;
e) eleggere i 5 membri del Collegio dei Probiviri, di cui 3 effettivi e 2 supplenti;
f) eleggere 1 5 membri del Collegio Centrale dei Revisori dei Conti, di cui 3 effettivi e 2 supplenti.
Art. 12 Il Congresso Nazionale si riunisce in via ordinaria ogni cinque anni; in via straordinaria ogni volta lo ritenga opportuno il Comitato Centrale; deve essere inoltre convocato immediatamente per l’elezione dei componenti il Comitato Centrale quando, per dimissioni od altre cause, il numero dei componenti del Comitato Centrale sia ridotto a meno della metà.
Art. 13 Il Congresso Nazionale è convocato dal Presidente Nazionale, a seguito di deliberazione del Comitato Centrale, il quale ne sceglie la sede, ne fissa la data e l’Ordine del Giorno.
La convocazione è comunicata dal Presidente Nazionale a mezzo lettera raccomandata da indirizzare ai delegati almeno 10 giorni prima.
Nel caso di Congresso Straordinario, la lettera di convocazione può essere inviata fino a 5 giorni prima della data per la convocazione stessa. Il Congresso è validamente costituito in prima convocazione se siano presenti i due terzi dei soci delegati; in seconda convocazione, che può essere fissata anche nello stesso giorno con la presenza della metà più uno dei Delegati. Le Sezioni Provinciali partecipano al Congresso Nazionale ciascuna con un Delegato per ogni 500 soci o frazione superiore a 250 soci; in ogni caso qualunque sia il numero dei soci ciascuna Sezione Provinciale ha diritto ad un Delegato.
Art. 14 Il Congresso Nazionale elegge nel proprio seno il Presidente, al quale spetta di dichiarare aperto e valido il Congresso stesso e 4 scrutinatori che costituiscono l’Ufficio di Presidenza.
Per le nomine di cui al comma precedente, nonchè per la nomina di ogni altra Commissione che si ritenesse opportuno di costituire per il miglior svolgimento dei lavori del Congresso tutti indistintamente i Delegati hanno un sol voto.
Art. 15 Le votazioni hanno luogo di regola a scrutinio palese per alzata di mano o per appello nominale.
Si ricorre allo scrutinio segreto, se richiesto dalla maggioranza dei votanti, per la designazione dei membri del Comitato Centrale, del Collegio del Probiviri, del Collegio Centrale dei Revisori dei Conti. E’ invece obbligatorio il ricorso allo scrutinio segreto per le questioni relative a persone.
Il Presidente Nazionale e i componenti il Comitato Centrale partecipano di diritto al Congresso Nazionale con voto deliberativo salvo che si tratti di questioni o argomenti inerenti alla loro gestione.
Art. 16 Il Comitato Centrale, che rimane in carica 5 anni, è composto dal Presidente Nazionale, da 3 vicepresidenti e da 21 membri eletti dal Congresso Nazionale. Intervengono alle riunioni del Comitato Centrale con voto consultivo anche i componenti effettivi del Collegio Centrale dei Revisori dei Conti quando siano all’Ordine del Giorno questioni di carattere amministrativo. Coloro che per tre volte consecutive saranno assenti senza un giustificato motivo, saranno considerati dimissionari. Il Comitato centrale si riunisce almeno ogni tre mesi ed ogni volta lo ritenga necessario il Presidente Nazionale, oppure lo richieda la metà più uno dei membri. Gli avvisi di convocazione, con l’indicazione del giorno, sono inviati a cura del presidente nazionale almeno 5 giorni prima a mezzo lettera raccomandata o, in caso di urgenza, mediante avviso telegrafico o fonogramma.
Art. 17 Il Comitato centrale ha la direzione dell’Associazione e ne ha i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria, secondo le norme ed i limiti fissati dallo Statuto Sociale.
Art. 18 Il Comitato Centrale:
c) delibera l’autorizzazione alla costituzione e lo scioglimento delle Sezioni Provinciali;
d) approva i regolamenti associativi;
f) elegge nel suo seno i 6 membri che insieme al Presidente Nazionale, costituiscono il Comitato Direttivo dell’Associazione;
g) elegge il Segretario dell’Associazione con i compiti di provvedere all’esecuzione delle deliberazioni adottate dagli Organi Statutari e di coordinare le attività socio sindacali; il Segretario che rimane in carica 5 anni e può essere rieletto partecipa con voto consultivo alle riunioni degli Organi Statutari assumendone 1 funzione di segretario;
h) delibera su tutte le questioni che gli vengono sottoposte dal Presidente;
i) formula la relazione quinquennale da presentare al Congresso Nazionale;
l) delibera per la partecipazione a Organismi federativi nazionali o ad Organizzazioni internazionali;
m) può costituire Comitati Consultivi per lo studio di problematiche particolari di natura tecnica e socio assistenziali;
n) derime le eventuali controversie tra le Sezioni Provinciali;
o) programma le linee dell’attività associativa.
Art. 19 Il Comitato Centrale delibera sugli argomenti posti all’Ordine del Giorno e su quelli che saranno eventualmente presentati da un terzo dei componenti.
Le adunanze del Comitato Centrale sono, valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti. Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti
Art. 20 Il Comitato direttivo è costituito dal Presidente Nazionale e dai sei membri nominati dal Comitato Centrale nell’ambito dei suoi componenti. Resta in carica 5 anni.
Art. 21 Il Comitato Direttivo è convocato dal Presidente Nazionale in via ordinaria ogni mese e in via straordinaria ogni qualvolta lo ritenga opportuno o gliene venga fatta richiesta dalla maggioranza dei suoi membri. La convocazione viene fatta con avviso scritto o, in caso d’urgenza, a mezzo telegramma o fonogramma 24 or e prima.
Art. 22 Il Comitato Direttivo:
b) predispone i regolamenti associativi da sottoporre al Comitato Centrale;
c) delibera sugli eventuali ricorsi presentati dal personale della Sede Centrale contro provvedimenti adottati dal Presidente Nazionale;
d) delibera in caso di urgenza e con riserva di ratifica da parte dei Comitato Centrale nella sua prima adunanza, i provvedimenti di competenza del Comitato Cntrale di cui ai punti: C, E, L, M;
e) designa i rappresentanti di categoria in seno agli Organi Centrali dello Stato degli Enti Pubblici e Privati in ottemperanza alle disposizioni del decreto Presidente della Repubblica del 23 dicembre 1978.
Art. 23 Il Presidente Nazionale è eletto dal Congresso Nazionale; dura in carica 5 anni e può essere rieletto. Ha la rappresentanza legale dell’Associazione a tutti gli effetti di legge.
Per resistere nei giudizi, nei provvedimenti conservativi, cautelari o possessori l’autorizzazione preventiva non è necessaria, tuttavia in questi casi il Presidente Nazionale è tenuto ad informare alla prima riunione il Comitato centrale.
Il Presidente Nazionale delibera sulle questioni riguardanti il personale della sede centrale e adotta in caso di urgenza e con riserva di ratifica da parte del Comitato direttivo i provvedimenti di competenza di quest’ultima.
In caso di assenza o impedimento è sostituito dal vicepreside da lui delegato all’uopo.
In caso di dimissioni o di sopravvenuto permanente impedimento del presidente nazionale, il Comitato centrale provvede in seduta straordinaria all’elezione del nuovo presidente nazionale che mane in carica sino alla convocazione del congresso nazionale.
Art. 24 Il Collegio dei Probiviri è composto di 3 membri effettivi e 2 supplenti eletti dal Congresso Nazionale. Il Collegio dei Probiviri nomina il Presidente nel proprio seno.
1 membri del Collegio dei Probiviri durano in carica 5 anni.
Art. 25 Il Collegio dei Probiviri: a) delibera in seconda istanza e definitivamente sui ricorsi presentati dai soci contro i provvedimenti adottati dai Comitati Provinciali e nel caso di Dirigenti dal Comitato Centrale; b) delibera sugli esposti presentati dai soci contro eventuali violazioni statutarie e regolamentari commesse dai Dirigenti degli organi Statutari; c) esprime parere su quelle questioni associative che gli sono di volta in volta demandate dal Presidente Nazionale e dal Comitato Centrale.
COLLEGIO CENTRALE DEI REVISORI DEI CONTI
Art. 26 Il Collegio centrale dei Revisori dei Conti, costituito da 3 membri effettivi e 2 supplenti, è eletto dal Congresso Nazionale; dura in carica 5 anni ed i suoi membri possono essere rieletti.
La carica del membro del Collegio Centrale dei revisori dei conti è incompatibile con qualsiasi altra carica associativa.
I membri del Collegio Centrale dei revisori dei conti partecipano con voto consultivo alle sedute del Comitato Centrale qualora siano iscritte all’ordine del giorno questioni di carattere amministrativo.
Art. 27 Il Collegio Centrale dei Revisori dei Conti ha il compito di provvedere al riscontro degli atti di gestione, di accertar regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, di esaminare il bilancio preventivo, redigendo apposite relazioni e di effettuare verifiche di cassa.
In sede di approvazione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo, presenta al Comitato Centrale le rispettive relazioni.
Art. 28 Il Congresso Provinciale si riunisce in via ordinaria ogni 5 anni; in via straordinaria: a) nel caso di dimissioni di almeno la metà dei componenti il Comitato Provinciale; b) quando ne sia fatta richiesta da almeno 2/5 dei soci iscritti; c) per l’elezione dei delegati del Congresso Nazionale straordina1 rio; d) tutte le volte che il Comitato Centrale lo riterrà necessario.
Art. 29 Hanno diritto a partecipare al Congresso Provinciale i soci della Provincia che risultino in regola con il pagamento della quota sociale.
2 convocato dal presidente del Comitato Provinciale mediante avvisi da inviare almeno dieci giorni prima della convocazione ai soci residenti nella Provincia.
Il Congresso Provinciale elegge: a) il Presidente Provinciale e il Vicepresidente; b) da cinque a diciannove membri che insieme al Presidente Provinciale ed al Vicepresidente costituiscono il Comitato Provinciale; e) i delegati al Congresso Nazionale; d) il Collegio Provinciale dei Revisori dei Conti.
£ ammessa la votazione per delega; ogni socio non può portare più di cinque deleghe.
Art. 30 Il Comitato Provinciale è eletto dal Congresso Provinciale ed è composto da sette a ventuno membri eletti fra i soci residenti nella Provincia ed aventi diritto al voto.
I componenti del Comitato Provinciale durano in carica 5 anni e possono essere rieletti. I suoi componenti che senza un giustificato motivo siano assenti a due sedute consecutive saranno dichiarati dimissionari.
b) tutela gli interessi morali ed economici dei mutilati e invalidi civili nella circoscrizione provinciale secondo le direttive degli organi Centrali;
c) presta ogni utile collaborazione che sia richiesta dagli organi periferici dello Stato e dagli Enti Locali per l’attuazione di provvidenze intese all’assistenza sanitaria, all’orientamento e alla qualificazione professionale dei mutilati e invalidi civili;
d) studia i problemi che interessano la categoria nella circoscrizione provinciale segnalando al Comitato Centrale la necessità e le prospettive di intervento;
e) provvede al finanziamento delle Delegazioni Sezionali ed esercita il controllo sulle attività medesime;
f) istituisce, ove se ne ravvisi l’opportunità, previa autorizzazione del Comitato Centrale, in uno o più comuni non capoluoghi di Provincia, Delegazioni Sezionali;
g) adotta ogni altro provvedimento demandato ad esso dallo Statuto o dai regolamenti;
h) delibera sulle questioni concernenti il personale della sede provinciale;
i) adotta gli eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti di quei soci che si siano resi responsabili di violazioni dello Statuto e delle norme regolamentari;
l) derìme eventuali controversie insorte tra soci;
m) designa i rappresentanti di categoria in seno agli Organi Periferici dello Stato, degli Enti Pubblici e Privati e presso gli Enti Locali, in ottemperanza alle disposizioni del decreto Presidente della Repubblica dei 23 dicembre 1978.
Art. 31 Il Comitato Provinciale si riunisce ordinariamente ogni 3 mesi e straordinariamente quando:
b) ne venga fatta richiesta da almeno 2/5 dei suoi componenti;
c) ne sia fatta richiesta dal Comitato Centrale.
Art. 32 Qualora, in conseguenza di dimissioni o per altre cause, il Comitato Provinciale abbia perduto la metà dei propri membri elettivi, il Comitato stesso è da considerarsi sciolto e si procede a nuove elezioni.
Il Comitato Provinciale dimissionario o disciolto rimane in carica per il disbrigo degli affari di ordinaria amministrazione, sempreché indifferibili e urgenti, sino all’insediamento del nuovo Comitato.
Nel periodo che intercorre fra lo scioglimento del comitato e la nomina del nuovo, il Comitato centrale nomina un commissario.
Art. 33 Il Presidente del Comitato Provinciale rimane in carica 5 anni e può essere rieletto dal Congresso Provinciale.
c) assicura il coordinamento delle attività del Comitato Provinciale e delle Delegazioni Sezionali con le direttíve di ordine generale emanate dagli Organi Centrali dell’Associazione.
SEZIONI COMUNALI INTERCOMUNALI
Art. 34 Le Sezioni Comunali, Intercomunali e Delegazioni Comunali sono una emanazione della Sezione Provinciale e non hanno autonomia amministrativa.
A dirigerle può essere nominato un membro del Comitato Provinciale o altro elemento scelto dal comitato stesso. Le predette istituzioni attuano l’attività associativa demandata alle istituzioni medesime della Sezione Provinciale.
Art. 35 Il Comitato Regionale è costituito dai Presidenti e da due rappresentanti delle Sedi dislocate nella Regione designati rispettivi Comitati Provinciali.
Il Comitato Regionale, nella sua prima riunione, elegge il proprio presidente tra i componenti il Comitato stesso.
Il Comitato Regionale ha il compito di:
a) coordinare il programma di attività e le iniziative dell’Associazione nell’ambito regionale; b) deliberare sui ricorsi del personale delle Sedi Provinciali contro i provvedimenti adottati dai Comitati Provinciali; c) deliberare in prima istanza sui ricorsi presentati dai soci contro i provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti dai Comitati Provinciali.
Il Comitato regionale di norma ha sede nella città capoluogo di Regione, presso i locali della Sede Provinciale ANMIC.
1 costi del funzionamento del Comitato Regionale saranno ripartiti fra le Sedi Provinciali sulla base del numero degli iscritti di ciascuna di esse.
Art. 36 Il Collegio Provinciale dei Revisori dei Conti, costituito da 3 membri effettivi e 2 supplenti, è eletto dal Congresso Provinciale; dura in carica 5 anni ed i suoi membri possono essere rieletti.
La carica di membro del Collegio Provinciale dei Revisori dei Conti partecipano, con voto consultivo, alle sedute del Comitato Provinciale.
Art. 37 Il Collegio Provinciale dei Revisori dei Conti ha il compito di provvedere al riscontro degli atti di gestione, di accertare la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, di esaminare il bilancio preventivo e consuntivo redigendo apposite relazioni e di effettuare verifiche di cassa.
In sede di approvazione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo presenta al Comitato Provinciale le rispettiva relazioni.
Art. 38 Il patrimonio dell’Associazione è unico ed è costituito dai beni mobili e immobili, lasciti, donazioni o diritti, azioni o ragioni appartenenti all’Ente sotto qualsiasi titolo e dovunque esistenti.
b) proventi eventuali di qualsiasi altra natura compresi i contributi dello Stato, da Enti Pubblici e Privati;
I servizi di tesoreria sono esplicati da un Istituto di Credito prescelto dal Comitato Centrale, per la Sede Centrale, e dai Comitati Provinciali per le Sedi Provinciali.
L’associazione potrà acquistare mobili ed immobili, previa autorizzazione dei Comitato centrale; promuovere la costituzione di società assumere partecipazioni azionarie, effettuare contratti di fitto e di locazione, chiedere concessioni, licenze e permessi, assumere le gestioni di esercizi e servizi, compiere ogni operazione di carattere economico purché conferente agli scopi del sodalizio ed intrapresa nell’interesse dei mutilati ed invalidi civili. Per l’acquisto di immobili e l’accettazione di donazioni l’Associazione osserva le norme vigenti.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38