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Timestamp: 2020-08-03 23:03:23+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25373 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25373 del 12/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 12/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 12/12/2016), n.25373
sul ricorso 6136-2011 proposto da:
C.C. (OMISSIS), CA.GU. (OMISSIS), L.L.
(OMISSIS), M.M. (OMISSIS), tutti domiciliati In
CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato COLUCCIA LUIGI,
FERROVIE DEL SUD EST E SERVIZI AUTOMOBILISTICI S.R.L. P.I. (OMISSIS),
succeduta ex lege alla “Gestione Commissariale Governativa per le
Ferrovie del Sud Est”, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL BABUINO 107,
press lo studio dell’avvocato ANGELO SCHIANO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato LUCIANO ANCORA, giusta delega in
avverso la sentenza n. 462/2010 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
depositata il 26/02/2010, r.g.n. 2578/2007;
06/10/E016 dal Consigliere Dott. NEGRI DELLA TORRE PAOLO;
Con sentenza n. 462/2010, depositata il 26 febbraio 2010, la Corte di appello di Lecce, in accoglimento dei gravami riuniti proposti dalla società Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici S.r.l. nei confronti di quattro sentenze del Tribunale di Lecce, respingeva le domande di C.C., Ca.Gu., L.L. e M.M. volte ad ottenere la declaratoria di nullità dei verbali sindacali del (OMISSIS), con i quali era stato deciso che la residenza di servizio del personale coincidesse con il tronco di assegnazione e non più con le tratte, e la condanna della società datrice di lavoro al pagamento dell’indennità di trasferta, che in conseguenza dell’attuazione di tali accordi non era stata più corrisposta a decorrere dal febbraio 1999.
Hanno proposto ricorso per la cassazione della sentenza i lavoratori appellati, con quattro motivi; la società ha resistito con controricorso.
Con il primo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 e n. 5, la violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e seguenti con riguardo al CCNL 23.7.76, nonchè dell’art. 1 All. A R.D. n. 148 del 1931 e art. 2697 c.c., e vizio di motivazione, per avere la Corte territoriale trascurato la distinzione tra zona e residenza di servizio ai fini dell’indennità in questione.
Con il secondo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 nn. 3, 4 e 5, la violazione del CCNL 23 luglio 1976, art. 20 e art. 2697 c.c. e vizio di motivazione, per avere la Corte trascurato la rilevanza delle condizioni tecniche degli impianti ai fini della determinazione della residenza di servizio.
Con il terzo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, violazione e falsa applicazione del R.D. n. 148 del 1931, art. 1, Allegato A e art. 2697 c.c. e vizio di motivazione, per avere la Corte trascurato di considerare che la società avesse l’obbligo di notificare al lavoratore il mutamento della residenza di servizio.
Con il quarto motivo si deduce, ai sensi dell’art. 360, n. 3 e n. 5, la violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c., con riguardo al CCNL 23 luglio 1976, art. 20/A, nonchè degli artt. 1340 e 1374 c.c. e vizio di motivazione, per avere la Corte trascurato di valutare la prassi aziendale in materia di pagamento dell’indennità di trasferta.
Ciò posto, e come ancora di recente ribadito da Cass. n. 3296/2016, trovano applicazione nel caso in esame i principi già affermati da questa Corte, in fattispecie analoghe alla presente (cfr. ex plurimis Cass. n. 6098/2012; Cass. n. 7879/2014), secondo cui – premesso il carattere meramente esemplificativo della elencazione contenuta nell’art. 20/A del CCNL di riferimento delle residenze di servizio e la possibilità che la stessa possa consistere anche in un vasto ambito geografico, quale la “tratta”, il “tronco” o la “zona”, purchè questo non sia talmente vasto da annullare sostanzialmente o ridurre drasticamente le possibilità per il personale di percepire l’indennità di trasferta – deve ritenersi che la variazione (anche in senso peggiorativo) della nozione di residenza di lavoro nell’ambito di una riorganizzazione del servizio possa trovare la sua causa anche nella previsione di imminenti mutamenti delle condizioni tecniche di impianto o comunque per mantenere le migliori condizioni di esercizio.
la Corte rigetta il ricorso; condanna i ricorrenti al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi e in Euro 4.000,00 per compensi professionali, oltre rimborso spese generali al 15% e accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 2697
 art. 20
 art. 2697
 art. 1
 art. 2697
 art. 20
 Cass. 
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