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Timestamp: 2018-06-23 06:36:11+00:00

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Estrattoarteincontro by Marcianum press - Issuu
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L’ARTE DELL’INCONTRO Angelo Giuseppe Roncalli Rappresentante Pontificio a Sofia
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La pubblicazione di questo volume ha ricevuto il contributo finanziario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sulla base di una valutazione dei risultati della ricerca.
In copertina: 1925. Il Visitatore Apostolico in Bulgaria, mons. Angelo Giuseppe Roncalli. © Archivio Esarcato – Sofia, per gentile concessione dell’Esarca, Mons. Christo Proykov.
In quarta di copertina: Papazli, 22 maggio 1928, mons. Angelo Giuseppe Roncalli con Re Boris tra la popolazione dopo il terremoto. © Archivio Fondazione Papa Giovanni XXIII, Bergamo.
ISBN 978-88-6512-169-6
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CAPITOLO PRIMO LA SITUAZIONE BULGARA: UNO SGUARDO STORICO § 1. La Bulgaria nelle relazioni internazionali . . . . . . . . . . § 2. La Chiesa ortodossa bulgara e la comunità cattolica di rito orientale . . . . . . . . . . . . . § 3. I rapporti tra Bulgaria e Santa Sede . . . . . . . . . . . . . . . . . .
CAPITOLO SECONDO LE PREMESSE ALLA VISITA APOSTOLICA § 1. Roma e l’Oriente: la politica orientale di Pio XI e dei suoi predecessori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89 § 2. Pio XI e il nascente ecumenismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 109 § 3. La nomina di Roncalli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
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CAPITOLO TERZO VISITATORE APOSTOLICO TRA I BULGARI § 1. Il problema dell’Unione: ritorno ad un unico ovile con un solo pastore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149 § 2. Cogliere il filo della Provvidenza: il rapporto con gli ortodossi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 162 § 3. I primi raggi dell’aurora: il vescovo uniate . . . . . . . . . 190 § 4. La fondazione di un seminario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 202 § 5. Il sofferto apprendistato episcopale . . . . . . . . . . . . . . . . . 208 § 6. Mons. Theelen, la protezione francese e gli onori liturgici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 221 CAPITOLO QUARTO DIPLOMATICO IN VIA UFFICIOSA § 1. Boris e Giovanna: un matrimonio di mista religione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . § 2. Crisi e pronunciamento pontificio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . § 3. L’erezione della Delegazione apostolica . . . . . . . . . . . . § 4. Il battesimo ortodosso di Maria Luisa e le sue conseguenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . § 5. Diplomazia pastorale e trasferimento in Turchia e Grecia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . CONCLUSIONE Angelo Giuseppe Roncalli e l’arte dell’incontro
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Fonti e bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333 Indice dei nomi
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1. Il 2013 rimarrà negli annali della Chiesa Cattolica col nome sacro e significativo di Anno della Fede, voluto da Benedetto XVI, preparato dai suoi Predecessori, vissuto dai Vescovi della Chiesa particolare di ciascuno, proseguito e conchiuso dal 266° Papa, del quale mentre scrivo ignoro i connotati e tuttavia gli professo obbedienza e venerazione. Stiamo celebrando i cinquant’anni di Gaudet Mater Ecclesia, dell’enciclica Pacem in terris e del Premio Eugenio Balzan conferito unanimemente al Vescovo di Roma il 10 maggio 1963 da una giuria internazionale. Rievochiamo piamente i cinquant’anni della morte pentecostale di Giovanni XXIII, suggello del servizio che rivelò «la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini» (cfr. Tt 3,4). Proprio lui, questo pontefice soleva ripetere: «Al Papa non mancano acute sofferenze e neppure inattese consolazioni» (cfr. Sal 94,19). In questo contesto e con questo spirito mi sono chinato sulle pagine che narrano l’avviamento di Angelo Giuseppe Roncalli al compito di Visitatore Apostolico in Bulgaria, missione religiosa pastorale e caritativa voluta da Pio XI, antico prefetto della Biblioteca Ambrosiana. Egli conosceva Roncalli sin dagli inizi del secolo ventesimo.
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Autore di queste pagine di consolazione è Lorenzo Botrugno laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano. Il lavoro di ricerca e di scavo non è stato né facile né breve. Concepito a Bergamo vede la luce a Venezia: Bergamo prima palestra di studi storici di Roncalli; Venezia terminale dei suoi trent’anni di servizio della Santa Sede. Davvero motivo di consolazione che Marcianum Press, nella persona del suo valente direttore, sacerdote professor Roberto Donadoni, l’abbia inserito con simpatia nel suo prestigioso catalogo, così come è ben naturale che raccolga interesse e plauso in Terra Orobica. Amabilmente richiestone, ho accettato di introdurre i lettori con alcune riflessioni. Ciò mi allieta, quanto la dedica ai Genitori dell’Autore dottor Antonio e Signora Anna. Nella vita e negli scritti di Papa Giovanni l’amore profuso al santuario domestico occupa un posto rilevante, ed è riaffermazione del precetto divino, riconoscimento dei compiti che spettano alla famiglia in vista di ulteriore impegno delle singole famiglie dei popoli anelanti a «nuovo ordine di rapporti umani fondato sulla verità, costruito secondo giustizia, animato ed integrato dalla carità e posto in atto nella libertà» (Pacem in terris). All’indomani della sua elezione, Giovanni XXIII accolse copiosa folla di giornalisti convenuti a Roma da tutto il mondo e si offrì a familiare conversazione. Un giornalista gli pose una domanda: – Santo Padre, Lei proviene da un villaggio lombardo. È stato cittadino italiano. Conosce bene il suo Paese. Ha visitato gran parte delle diocesi italiane a motivo del suo ufficio di Presidente della Pontificia Opera della Pro-
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pagazione della Fede. Ha dimorato successivamente in Bulgaria, Turchia e Grecia, in Francia. Ha conosciuto i Paesi del Nord Africa e tutte le nazioni europee. Dove si è trovato più a suo agio? – Dappertutto. Dove ho posato i piedi ho messo anche il mio cuore. Adesso dico: Tutto il mondo è la mia famiglia. 2. Nel 1882, Félix Kanitz studioso, geografo ed esploratore, scriveva giubilante, dopo averlo constatato di persona: «La Bulgaria, il paese che vide nascere Alessandro il Grande, che ricevette dall’imperatore Traiano la civiltà romana e da Bisanzio la religione cristiana, che fu sottomesso ai Turchi e al regno della Mezzaluna, è adesso teatro di uno spettacolo sorprendente. Vi si vede rinascere un popolo, che un triste destino aveva da molti secoli condannato a morte politica. L’impero degli Osmanidi cade a brandelli, giacché né in Europa, né in Asia, né in Egitto, né in Tunisia ha saputo creare ai suoi sudditi condizioni favorevoli di esistenza»1. A sua volta, pochi anni dopo, Vico Mantegazza, viaggiatore e amico dei Bulgari, testimoniava non senza una punta di rammarico: «Quando si pensa che qualche decina d’anni fa, questi erano ancora paesi turchi, e si vede ciò che in uno spazio di tempo così breve hanno saputo fare, non si può fare a meno di restare meravigliati, e di deplorare che questo sviluppo sia arrestato quasi completamente. Governanti ina-
FÉLIX KANITZ, La Bulgarie danubienne et Le Balkan. Études de voyage (1860-1880), Paris, Librairie Hachette, 1882.
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