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Timestamp: 2019-05-25 19:38:57+00:00

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Il Libro di Urantia, Fascicolo 11. L’Isola Eterna del Paradiso
Il Libro di Urantia - Fascicolo 11. L’Isola Eterna del Paradiso
Fascicolo 11. L’Isola Eterna del Paradiso
§ 1. La residenza divina
§ 2. La natura dell’Isola Eterna
§ 3. Il Paradiso Superiore
§ 4. Il Paradiso Periferico
§ 5. Il Paradiso Inferiore
§ 6. La respirazione dello spazio
§ 7. Le funzioni spaziali del Paradiso
§ 8. La gravità del Paradiso
§ 9. L’unicità del Paradiso
11:0.1 (118.1) IL Paradiso è il centro eterno dell’universo degli universi ed il luogo in cui dimorano il Padre Universale, il Figlio Eterno, lo Spirito Infinito ed i loro coordinati ed associati divini. Quest’Isola centrale è il più gigantesco corpo organizzato di realtà cosmica in tutto l’universo maestro. Il Paradiso è una sfera materiale come pure una dimora spirituale. Tutta la creazione intelligente del Padre Universale è domiciliata su dimore materiali; per questo anche il centro di controllo assoluto deve essere materiale, fisico. Ed è utile ripetere ancora una volta che le cose spirituali e gli esseri spirituali sono reali.
11:0.2 (118.2) La bellezza materiale del Paradiso consiste nella magnificenza della sua perfezione fisica; la grandiosità dell’Isola di Dio è rivelata nelle splendide realizzazioni intellettuali e nello stupendo sviluppo mentale dei suoi abitanti; la gloria dell’Isola centrale si manifesta nel dono infinito della personalità spirituale divina — la luce della vita. Ma le profondità della bellezza spirituale e le meraviglie di questo magnifico insieme oltrepassano totalmente la comprensione della mente finita delle creature materiali. La gloria e lo splendore spirituale della dimora divina sono impossibili da comprendere per i mortali. Ed il Paradiso esiste dall’eternità; non vi sono né archivi né tradizioni concernenti l’origine di quest’Isola nucleare di Luce e di Vita.
11:1.1 (118.3) Il Paradiso serve a molti scopi nell’amministrazione dei regni universali, ma per gli esseri creature esso esiste principalmente come luogo in cui dimora la Deità. La presenza personale del Padre Universale risiede al centro stesso della superficie superiore di questa dimora quasi circolare, ma non sferica, delle Deità. Questa presenza in Paradiso del Padre Universale è immediatamente circondata dalla presenza personale del Figlio Eterno, mentre entrambi sono rivestiti della gloria ineffabile dello Spirito Infinito.
11:1.2 (118.4) Dio abita, ha abitato ed abiterà in eterno in questa medesima dimora centrale ed eterna. L’abbiamo sempre trovato là e ve lo troveremo sempre. Il Padre Universale è cosmicamente focalizzato, spiritualmente personalizzato e geograficamente residente in questo centro dell’universo degli universi.
11:1.3 (118.5) Noi tutti conosciamo il percorso diretto da seguire per trovare il Padre Universale. Voi non siete in grado di comprendere molto sulla residenza divina a causa della sua lontananza da voi e dell’immensità dello spazio che vi separa, ma quelli che possono comprendere il significato di queste enormi distanze conoscono l’ubicazione e la residenza di Dio con la stessa certezza e precisione con cui voi conoscete la posizione di New York, di Londra, di Roma o di Singapore, città geograficamente dislocate in modo esatto su Urantia. Se voi foste dei navigatori intelligenti, muniti di nave, di carte nautiche e di bussola, potreste trovare agevolmente queste città. Allo stesso modo, se aveste il tempo ed i mezzi di trasporto, se foste spiritualmente qualificati e se aveste la guida necessaria, potreste essere pilotati, universo dopo universo e di circuito in circuito, viaggiando sempre verso l’interno attraverso i regni stellari, sino a trovarvi infine davanti al fulgore centrale della gloria spirituale del Padre Universale. Se foste provvisti di tutto il necessario per il viaggio, sarebbe altrettanto possibile trovare la presenza personale di Dio al centro di tutte le cose quanto trovare città lontane sul vostro pianeta. Il fatto che non abbiate visitato questi luoghi non smentisce in alcun modo la loro realtà o la loro esistenza effettiva. Il fatto che così poche creature dell’universo abbiano trovato Dio in Paradiso non smentisce in alcun modo né la realtà della sua esistenza né la presenza effettiva della sua persona spirituale al centro di tutte le cose.
11:1.4 (119.1) Il Padre può sempre essere trovato in questo luogo centrale. Se si spostasse accadrebbe un pandemonio universale, perché in questo centro residenziale convergono in lui dai confini della creazione le linee universali della gravità. Se percorriamo a ritroso il circuito della personalità attraverso gli universi o seguiamo le personalità ascendenti nel loro viaggio verso l’interno in direzione del Padre; se risaliamo le linee della gravità materiale fino al Paradiso inferiore o seguiamo i tumultuosi cicli di forza cosmica; se ripercorriamo le linee della gravità spirituale sino al Figlio Eterno o seguiamo la processione verso l’interno dei Figli Paradisiaci di Dio; se percorriamo i circuiti mentali o seguiamo le migliaia e migliaia di miliardi di esseri celesti scaturiti dallo Spirito Infinito — per mezzo di una qualsiasi di queste ipotesi od anche di tutte insieme, siamo ricondotti direttamente alla presenza del Padre, alla sua dimora centrale. Qui c’è Dio personalmente, letteralmente ed effettivamente presente. E dal suo essere infinito fluiscono i fiumi traboccanti di vita, di energia e di personalità verso tutti gli universi.
11:2.1 (119.2) Poiché cominciate ad intravedere l’enormità dell’universo materiale discernibile anche dalla vostra ubicazione astronomica, dalla vostra posizione spaziale nei sistemi stellari, dovrebbe esservi evidente che un universo materiale così prodigioso deve avere una capitale adeguata e degna di esso, una sede centrale commisurata alla dignità e all’infinità del Sovrano universale di tutta questa vasta e lontana creazione di regni materiali e di esseri viventi.
11:2.2 (119.3) Nella sua forma il Paradiso differisce dai corpi abitati dello spazio: esso non è sferico. È nettamente ellissoidale, essendo il suo diametro nord-sud un sesto più lungo del diametro est-ovest. L’Isola centrale è essenzialmente piatta e la distanza tra la superficie superiore e quella inferiore è un decimo del diametro est-ovest.
11:2.3 (119.4) Queste differenze di dimensioni, insieme alla sua condizione stazionaria ed alla maggiore pressione d’irradiazione di forza-energia all’estremità nord dell’Isola, rendono possibile stabilire una direzione assoluta nell’universo maestro.
11:2.4 (119.5) L’Isola centrale è divisa geograficamente in tre domini di attività:
11:2.5 (119.6) 1. Paradiso superiore.
11:2.6 (119.7) 2. Paradiso periferico.
11:2.7 (119.8) 3. Paradiso inferiore.
11:2.8 (119.9) Noi indichiamo come lato superiore la superficie del Paradiso che è occupata dalle attività di personalità e come lato inferiore la superficie opposta. La periferia del Paradiso serve ad attività che non sono né strettamente personali né non personali. La Trinità sembra dominare il piano personale o superiore e l’Assoluto Non Qualificato il piano inferiore o impersonale. Noi difficilmente possiamo concepire l’Assoluto Non Qualificato come una persona, ma pensiamo che la presenza spaziale funzionale di questo Assoluto sia focalizzata sul Paradiso inferiore.
11:2.9 (120.1) L’Isola eterna è composta di una sola forma di materializzazione — di sistemi stazionari di realtà. Questa sostanza materiale del Paradiso è un’organizzazione omogenea di potenza spaziale che non si trova in nessun’altra parte in tutto l’immenso universo degli universi. Essa ha ricevuto molti nomi in differenti universi e da lungo tempo i Melchizedek di Nebadon la chiamano absolutum. Questo materiale originale del Paradiso non è né morto né vivente; è l’espressione originale non spirituale della Prima Sorgente e Centro; esso è il Paradiso, ed il Paradiso non ha duplicato.
11:2.10 (120.2) A noi sembra che la Prima Sorgente e Centro abbia concentrato tutto il potenziale assoluto della realtà cosmica in Paradiso come parte della sua tecnica di autoliberazione dalle limitazioni dell’infinità, come mezzo per rendere possibile la creazione subinfinita, anche quella del tempo-spazio. Ma non ne consegue che il Paradiso sia limitato nel tempo-spazio solo perché l’universo degli universi rivela queste qualità. Il Paradiso esiste senza il tempo e non ha una posizione nello spazio.
11:2.11 (120.3) Approssimativamente sembra che lo spazio abbia origine appena sotto il Paradiso inferiore ed il tempo giusto sopra il Paradiso superiore. Il tempo, come voi lo concepite, non è una caratteristica dell’esistenza in Paradiso, anche se i cittadini dell’Isola centrale hanno piena coscienza della sequenza non temporale degli avvenimenti. Il movimento non è inerente al Paradiso; esso è pertinente alla volizione. Ma il concetto di distanza, anche di distanza assoluta, vi ha un grandissimo significato poiché lo si può applicare a posizioni relative nel Paradiso. Il Paradiso non è spaziale; di conseguenza le sue superfici sono assolute e perciò utilizzabili in molti modi che sono al di là della concezione della mente mortale.
11:3.1 (120.4) Nel Paradiso superiore vi sono tre grandi sfere di attività, la presenza della Deità, la Sfera Santissima e l’Area Santa. La vasta regione che circonda immediatamente la presenza delle Deità è una zona situata a parte in quanto Sfera Santissima ed è riservata alle funzioni di adorazione, di trinitizzazione e di conseguimento spirituale superiore. In questa zona non vi sono strutture materiali né creazioni puramente intellettuali; esse non vi potrebbero esistere. È inutile che io tenti di descrivere alla mente umana la natura divina e la splendida magnificenza della Sfera Santissima del Paradiso. Questo regno è totalmente spirituale e voi siete quasi interamente materiali. Per un essere puramente materiale una realtà puramente spirituale è apparentemente inesistente.
11:3.2 (120.5) Mentre nell’area della Santissima non vi sono materializzazioni fisiche, ci sono abbondanti testimonianze dei vostri giorni materiali nei settori della Terra Santa ed ancor più nelle aree di reminiscenza storica del Paradiso periferico.
11:3.3 (120.6) L’Area Santa, la regione esterna o residenziale, è divisa in sette zone concentriche. Il Paradiso è talvolta denominato “la Casa del Padre” perché è la sua residenza eterna, e queste sette zone sono spesso chiamate “le dimore paradisiache del Padre”. La zona interna, o prima zona, è occupata da Cittadini del Paradiso e dai nativi di Havona che si trovano a soggiornare in Paradiso. La zona seguente, o seconda zona, è l’area residenziale dei nativi dei sette superuniversi del tempo e dello spazio. Questa seconda zona è in parte suddivisa in sette immense divisioni che sono la dimora in Paradiso degli esseri spirituali e delle creature ascendenti che provengono dagli universi di progressione evoluzionaria. Ciascuno di questi settori è esclusivamente consacrato al benessere e all’avanzamento delle personalità di un singolo superuniverso, ma le loro disponibilità superano quasi infinitamente le esigenze dei sette superuniversi attuali.
11:3.4 (121.1) Ciascuno dei sette settori del Paradiso è suddiviso in unità residenziali idonee ad accogliere la sede d’alloggiamento di un miliardo di gruppi attivi d’individui glorificati. Mille di queste unità costituiscono una divisione. Centomila divisioni formano una congregazione. Dieci milioni di congregazioni costituiscono un’assemblea. Un miliardo di assemblee forma una grande unità. E questa serie ascendente continua con la seconda grande unità, la terza, e così via fino alla settima grande unità. E sette grandi unità formano le unità principali, e sette unità principali costituiscono un’unità superiore. E così, per gruppi di sette, la serie ascendente prosegue con le unità superiori, supersuperiori, celesti e supercelesti, fino alle unità supreme. Ma anche ciò non utilizza tutto lo spazio disponibile. Questo numero stupefacente di designazioni residenziali in Paradiso, un numero che supera la vostra concezione, occupa considerevolmente meno dell’uno per cento dell’area destinata alla Terra Santa. C’è ancora molto posto per coloro che sono in cammino verso l’interno, anche per quelli che non inizieranno l’ascensione al Paradiso prima delle epoche dell’eterno futuro.
11:4.1 (121.2) L’Isola centrale finisce bruscamente alla sua periferia, ma le sue dimensioni sono così enormi che questo angolo terminale è relativamente indiscernibile all’interno di una qualsiasi area circoscritta. La superficie periferica del Paradiso è occupata in parte dai campi d’arrivo e di partenza dei vari gruppi di personalità spirituali. Poiché le zone dello spazio non penetrato giungono a ridosso della periferia, tutti i trasporti di personalità aventi per destinazione il Paradiso atterrano in queste regioni. Né il Paradiso superiore né quello inferiore sono avvicinabili dai supernafini trasportatori o da altri tipi di attraversatori dello spazio.
11:4.2 (121.3) I Sette Spiriti Maestri hanno le loro sedi personali di potere e d’autorità sulle sette sfere dello Spirito, che circolano attorno al Paradiso nello spazio tra i globi splendenti del Figlio ed il circuito interno dei mondi di Havona, ma essi mantengono una sede focale di forza sulla periferia del Paradiso. In questo luogo le presenze lentamente circolanti dei Sette Direttori Supremi di Potere indicano la posizione delle sette stazioni di emissione di certe energie del Paradiso proiettate come un lampo verso i sette superuniversi.
11:4.3 (121.4) Qui, sul Paradiso periferico, vi sono le enormi aree di esposizione storica e profetica assegnate ai Figli Creatori e dedicate agli universi locali del tempo e dello spazio. Troviamo esattamente settemila miliardi di questi spazi storici già allestiti o di riserva, ma l’intera esposizione occupa soltanto il quattro per cento circa della parte di area periferica destinata a tale scopo. Noi ne desumiamo che queste vaste riserve appartengano a creazioni che saranno situate un giorno oltre i confini dei sette superuniversi attualmente conosciuti ed abitati.
11:4.4 (121.5) La porzione di Paradiso che è stata assegnata ad uso degli universi esistenti è occupata solo dall’uno al quattro per cento, mentre l’area riservata a questa attività è almeno un milione di volte quella effettivamente necessaria a tal fine. Il Paradiso è abbastanza grande da accogliere le attività di una creazione quasi infinita.
11:4.5 (121.6) Ma ogni ulteriore tentativo di farvi visualizzare le glorie del Paradiso sarebbe inutile. Voi dovete aspettare, ed ascendere mentre aspettate, perché in verità “l’occhio non ha visto, né l’orecchio ha udito, né la mente dell’uomo mortale ha immaginato le cose che il Padre Universale ha preparato per coloro che sopravvivono alla vita nella carne sui mondi del tempo e dello spazio”.
11:5.1 (122.1) Per quanto concerne il Paradiso inferiore, noi conosciamo solo ciò che è rivelato; le personalità non vi soggiornano. Esso non ha nulla a che fare con gli affari delle intelligenze spirituali, né vi opera l’Assoluto della Deità. Noi siamo informati che tutti i circuiti dell’energia fisica e della forza cosmica hanno la loro origine nel Paradiso inferiore e che esso è costituito come segue:
11:5.2 (122.2) 1. Immediatamente sotto l’ubicazione della Trinità, nella parte centrale del Paradiso inferiore, c’è la sconosciuta e non rivelata Zona dell’Infinità.
11:5.3 (122.3) 2. Questa Zona è immediatamente circondata da un’area non denominata.
11:5.4 (122.4) 3. Occupante i margini esterni della superficie inferiore c’è una regione che ha principalmente a che fare con la potenza spaziale e con la forza-energia. Le attività di questo vasto centro di forza ellittico non sono identificabili con le funzioni conosciute di nessuna triunità, ma il carico di forza primordiale dello spazio sembra essere focalizzato in quest’area. Questo centro è costituito da tre zone ellittiche concentriche: quella più interna è il punto focale delle attività di forza-energia del Paradiso stesso; quella più esterna può essere identificata con le funzioni dell’Assoluto Non Qualificato, ma non abbiamo certezze circa le funzioni spaziali della zona intermedia.
11:5.5 (122.5) La zona interna di questo centro di forza sembra agire come un cuore gigantesco le cui pulsazioni inviano correnti sino ai confini estremi dello spazio fisico. Essa dirige e modifica le forze-energie ma non le mette in azione. La pressione-presenza di realtà di questa forza primordiale è nettamente più grande all’estremità nord del Paradiso centrale di quanto non lo sia nelle regioni meridionali; questa è una differenza uniformemente registrata. La forza madre dello spazio sembra affluire al sud e defluire al nord sotto l’azione di qualche sistema circolatorio sconosciuto che ha il compito di diffondere questa forma basilare di forza-energia. Di tanto in tanto sono notate anche differenze di pressione tra l’est e l’ovest. Le forze che emanano da questa zona non reagiscono alla gravità fisica osservabile, ma obbediscono sempre alla gravità del Paradiso.
11:5.6 (122.6) La zona intermedia del centro di forza circonda immediatamente l’area precedente. Questa zona intermedia sembra essere statica, ad eccezione del fatto che si espande e si contrae mediante tre cicli di attività. La minore di queste pulsazioni ha una direzione est-ovest, la successiva una direzione nord-sud, mentre la fluttuazione maggiore avviene in tutte le direzioni, un’espansione ed una contrazione generalizzate. La funzione di quest’area intermedia non è mai stata realmente identificata, ma deve avere qualcosa a che fare con l’aggiustamento reciproco tra le zone interna ed esterna del centro di forza. È opinione di molti che la zona intermedia sia il meccanismo di controllo degli spazi intermedi, o zone quiete, che separano i livelli di spazio dell’universo maestro consecutivi, ma nessuna prova o rivelazione lo conferma. Questa supposizione deriva dalla conoscenza che quest’area intermedia è in qualche modo correlata con il funzionamento del meccanismo dello spazio non penetrato dell’universo maestro.
11:5.7 (122.7) La zona esterna è la più vasta e più attiva delle tre cinture concentriche ed ellittiche dello spazio potenziale non identificato. Quest’area è il luogo di attività inimmaginabili, il punto centrale di un circuito di emanazioni che procedono verso lo spazio in tutte le direzioni sino ai confini estremi dei sette superuniversi ed oltre, per diffondersi negli enormi ed incomprensibili domini di tutto lo spazio esterno. Tale presenza spaziale è completamente impersonale, anche se in qualche modo non rivelato sembra rispondere indirettamente alla volontà e alle direttive delle Deità infinite quando agiscono come Trinità. Si ritiene che questa sia la focalizzazione centrale, il centro paradisiaco, della presenza nello spazio dell’Assoluto Non Qualificato.
11:5.8 (123.1) Tutte le forme di forza e tutte le fasi dell’energia sembrano essere poste in circuiti; esse circolano in tutti gli universi e ritornano per vie definite. Quanto alle emanazioni della zona attivata dell’Assoluto Non Qualificato, sembrano arrivare o partire — mai le due cose contemporaneamente. Questa zona esterna pulsa secondo cicli lunghissimi di proporzioni gigantesche. Per poco più di un miliardo di anni di Urantia la forza spaziale di questo centro è in uscita; poi, per una durata simile di tempo, sarà in entrata. E le manifestazioni di forza spaziale di questo centro sono universali; esse si estendono in tutto lo spazio penetrabile.
11:5.9 (123.2) Ogni forza fisica, energia e materia sono uno. Ogni forza-energia proviene originariamente dal Paradiso inferiore e vi ritornerà alla fine dopo aver completato il suo circuito nello spazio. Ma le energie e le organizzazioni materiali dell’universo degli universi non sono venute tutte dal Paradiso inferiore nelle loro presenti condizioni fenomeniche; lo spazio è il grembo di parecchie forme di materia e di premateria. Benché la zona esterna del centro di forza del Paradiso sia la fonte delle energie spaziali, non è là che lo spazio ha origine. Lo spazio non è né forza, né energia, né potere. Nemmeno le pulsazioni di questa zona spiegano la respirazione dello spazio, ma le fasi di entrata e di uscita di questa zona sono sincronizzate con i cicli di espansione e contrazione dello spazio della durata di due miliardi di anni.
11:6.1 (123.3) Noi non conosciamo il meccanismo effettivo della respirazione dello spazio; osserviamo semplicemente che tutto lo spazio si contrae e si espande alternativamente. Questa respirazione riguarda sia l’estensione orizzontale dello spazio penetrato che le estensioni verticali dello spazio non penetrato che esistono nei vasti serbatoi di spazio al di sopra e al di sotto del Paradiso. Per tentare d’immaginare la forma volumetrica di questi serbatoi di spazio, potreste pensare ad una clessidra.
11:6.2 (123.4) Quando gli universi dell’estensione orizzontale dello spazio penetrato si espandono, i serbatoi dell’estensione verticale dello spazio non penetrato si contraggono, e viceversa. C’è una confluenza di spazio penetrato e non penetrato giusto sotto il Paradiso inferiore. Entrambi i tipi di spazio vi fluiscono attraverso i canali regolatori che li trasmutano, dove avvengono le modificazioni che rendono penetrabile lo spazio impenetrabile, e viceversa, nei cicli di contrazione e di espansione del cosmo.
11:6.3 (123.5) Spazio “non penetrato” significa spazio non penetrato da quelle forze, energie, poteri e presenze di cui si conosce l’esistenza nello spazio penetrato. Noi non sappiamo se lo spazio verticale (serbatoio) sia destinato a funzionare sempre come contrappeso dello spazio orizzontale (universo); non sappiamo se vi sia un intento creativo concernente lo spazio non penetrato. In realtà conosciamo molto poco sui serbatoi di spazio; sappiamo solo che esistono e che sembrano controbilanciare i cicli di espansione e di contrazione dello spazio dell’universo degli universi.
11:6.4 (123.6) Ogni fase dei cicli di respirazione dello spazio dura poco più di un miliardo di anni di Urantia. Durante una fase gli universi si espandono; durante quella successiva si contraggono. Lo spazio penetrato si sta avvicinando ora al punto mediano della fase di espansione, mentre lo spazio non penetrato si avvicina al punto mediano della fase di contrazione, e noi siamo informati che al presente i limiti estremi di entrambe le estensioni dello spazio sono teoricamente quasi equidistanti dal Paradiso. I serbatoi di spazio non penetrato si estendono attualmente in verticale sopra il Paradiso superiore e sotto il Paradiso inferiore, altrettanto lontano quanto lo spazio penetrato dell’universo si estende orizzontalmente verso l’esterno a partire dal Paradiso periferico fino al quarto livello di spazio esterno, ed anche oltre.
11:6.5 (124.1) Per un miliardo di anni del tempo di Urantia i serbatoi di spazio si contraggono, mentre l’universo maestro e le attività di forza di tutto lo spazio orizzontale si espandono. Ci vogliono dunque poco più di due miliardi di anni di Urantia per completare l’intero ciclo di espansione e di contrazione.
11:7.1 (124.2) Lo spazio non esiste su alcuna delle superfici del Paradiso. Se si “guardasse” dritto verso l’alto dalla superficie superiore del Paradiso, non si “vedrebbe” altro che spazio non penetrato che arriva o che parte; attualmente arriva. Lo spazio non tocca il Paradiso; solo le zone di spazio mediano inerti giungono a contatto dell’Isola centrale.
11:7.2 (124.3) Il Paradiso è il nucleo effettivamente immobile delle zone di relativa quiete esistenti tra lo spazio penetrato e quello non penetrato. Geograficamente queste zone sembrano essere un’estensione relativa del Paradiso, ma c’è probabilmente del movimento in loro. Noi sappiamo molto poco su di esse, ma osserviamo che queste zone di movimento spaziale ridotto separano lo spazio penetrato da quello non penetrato. Zone simili esistevano un tempo tra i livelli dello spazio penetrato, ma queste sono ora meno inerti.
11:7.3 (124.4) La sezione verticale dello spazio totale assomiglierebbe un po’ ad una croce di Malta, i cui bracci orizzontali rappresenterebbero lo spazio penetrato (l’universo) ed i bracci verticali lo spazio non penetrato (il serbatoio). Le aree tra i quattro bracci li separerebbero un po’ come le zone dello spazio mediano separano lo spazio penetrato da quello non penetrato. Queste zone inerti dello spazio mediano diventano sempre più ampie via via che crescono le loro distanze dal Paradiso, sino ad avvolgere infine i limiti di tutto lo spazio ed incapsulare completamente sia i serbatoi di spazio che l’intera estensione orizzontale dello spazio penetrato.
11:7.4 (124.5) Lo spazio non è né una condizione subassoluta all’interno dell’Assoluto Non Qualificato, né la presenza di questo Assoluto, né una funzione dell’Ultimo. Esso è un dono del Paradiso; e lo spazio del grande universo e quello di tutte le regioni esterne si ritiene sia effettivamente penetrato dalla potenza spaziale ancestrale dell’Assoluto Non Qualificato. Dalla prossimità del Paradiso periferico questo spazio penetrato si estende orizzontalmente verso l’esterno attraverso il quarto livello di spazio ed oltre la periferia dell’universo maestro, ma quanto oltre non lo sappiamo.
11:7.5 (124.6) Se voi immaginate un piano finito, ma inconcepibilmente grande, a forma di una V disposta ad angolo retto rispetto alle due superfici superiore ed inferiore del Paradiso, con la punta quasi tangente alla periferia del Paradiso, e poi visualizzate questo piano in rivoluzione ellittica attorno al Paradiso, la sua rivoluzione delineerebbe press’a poco il volume dello spazio penetrato.
11:7.6 (124.7) Questo spazio orizzontale ha un limite inferiore ed uno superiore in relazione ad ogni determinata posizione negli universi. Se si potesse andare abbastanza lontano ad angolo retto dal piano di Orvonton, sia verso l’alto sia verso il basso, s’incontrerebbe alla fine il limite superiore o quello inferiore dello spazio penetrato. All’interno delle dimensioni conosciute dell’universo maestro questi limiti si allontanano sempre più uno dall’altro via via che aumenta la distanza dal Paradiso. Lo spazio aumenta di spessore, e lo fa un po’ più velocemente del piano della creazione, cioè degli universi.
11:7.7 (125.1) Le zone relativamente quiete tra i livelli dello spazio, come quella che separa i sette superuniversi dal primo livello dello spazio esterno, sono enormi regioni ellittiche con attività spaziali a riposo. Queste zone separano le vaste galassie che girano a gran velocità in ordinata processione attorno al Paradiso. Voi potete visualizzare il primo livello dello spazio esterno, dove innumerevoli universi sono ora in corso di formazione, come un’immensa processione di galassie che ruotano attorno al Paradiso, delimitata in alto ed in basso dalle zone inerti dello spazio intermedio, e delimitata ai margini interno ed esterno da zone di spazio relativamente quiete.
11:7.8 (125.2) Un livello di spazio perciò funziona come una regione ellittica di movimento circondata da tutti i lati da relativa assenza di moto. Tali relazioni tra movimento e quiete costituiscono una corsia di spazio curva di minor resistenza al moto che è universalmente seguita dalla forza cosmica e dall’energia emergente nella loro circolazione senza fine attorno all’Isola del Paradiso.
11:7.9 (125.3) Questa suddivisione in zone alterne dell’universo maestro, insieme con il fluire alternato delle galassie in senso orario e antiorario, è un fattore di stabilizzazione della gravità fisica ideato per impedire l’accentuazione della pressione della gravità fino al punto in cui produrrebbe effetti disgregativi e dispersivi. Questo dispositivo esercita un’influenza antigravitazionale ed agisce da freno su velocità altrimenti pericolose.
11:8.1 (125.4) L’attrazione irresistibile della gravità tiene avvinti efficacemente tutti i mondi di tutti gli universi di tutto lo spazio. La gravità è l’onnipotente presa della presenza fisica del Paradiso. La gravità è il cordone onnipotente dal quale pendono le stelle splendenti, i soli fiammeggianti e le sfere ruotanti che costituiscono l’ornamento fisico universale del Dio eterno, che è tutte le cose, che pervade tutte le cose ed in cui consistono tutte le cose.
11:8.2 (125.5) Il centro ed il punto focale della gravità materiale assoluta è l’Isola del Paradiso, completata dai corpi oscuri di gravità che circondano Havona ed equilibrata dai serbatoi di spazio superiore ed inferiore. Tutte le emanazioni conosciute del Paradiso inferiore rispondono invariabilmente ed infallibilmente all’attrazione della gravità centrale operante sui circuiti senza fine dei livelli di spazio ellittici dell’universo maestro. Ogni forma conosciuta della realtà cosmica ha la curvatura delle ere, l’andamento del cerchio e la rotazione della grande ellisse.
11:8.3 (125.6) Lo spazio non risponde alla gravità, ma agisce sulla gravità come equilibratore. Senza il cuscino dello spazio, un effetto esplosivo sconquasserebbe i corpi spaziali circostanti. Lo spazio penetrato esercita anche un’influenza antigravitazionale sulla gravità fisica o lineare; lo spazio può effettivamente neutralizzare quest’azione della gravità senza tuttavia poterla ritardare. La gravità assoluta è la gravità del Paradiso. La gravità locale o lineare appartiene allo stadio elettrico dell’energia o della materia; essa opera all’interno dell’universo centrale, dei superuniversi e degli universi esterni, dovunque si sia verificata un’adeguata materializzazione.
11:8.4 (125.7) Le numerose forme della forza cosmica, dell’energia fisica, del potere universale e delle varie materializzazioni rivelano tre stadi generali, benché non perfettamente definiti, di reazione alla gravità del Paradiso:
11:8.5 (126.1) 1. Stadi di pregravità (forza). Questo è il primo passo nell’individuazione della potenza spaziale nelle forme preenergetiche di forza cosmica. Questo stadio è analogo al concetto del carico di forza primordiale dello spazio, talvolta denominato energia pura o segregata.
11:8.6 (126.2) 2. Stadi di gravità (energia). Questa modificazione del carico di forza dello spazio è prodotta dall’azione degli organizzatori di forza del Paradiso. Essa indica l’apparizione di sistemi d’energia rispondenti all’attrazione della gravità del Paradiso. Tale energia emergente è in origine neutra, ma in conseguenza di successive metamorfosi mostra le qualità cosiddette positiva e negativa. Noi chiamiamo questi stadi ultimata.
11:8.7 (126.3) 3. Stadi di postgravità (potere d’universo). In questo stadio l’energia-materia rivela una reazione al controllo della gravità lineare. Nell’universo centrale questi sistemi fisici sono organizzazioni triplici conosciute come triata. Essi sono i sistemi materni di superpotere delle creazioni del tempo e dello spazio. I sistemi fisici dei superuniversi sono messi in movimento dai Direttori di Potere d’Universo e dai loro associati. Queste organizzazioni materiali hanno una costituzione duplice e sono conosciuti come gravita. I corpi oscuri di gravità che circondano Havona non sono né triata né gravita ed il loro potere d’attrazione rivela entrambe le forme di gravità fisica: lineare ed assoluta.
11:8.8 (126.4) La potenza spaziale non è soggetta alle interazioni di alcuna forma di gravitazione. Questa dotazione primaria del Paradiso non è un livello effettivo di realtà, ma è ancestrale a tutte le realtà non spirituali funzionali relative — a tutte le manifestazioni di forza-energia e all’organizzazione del potere e della materia. Potenza spaziale è un termine difficile da definire. Esso non designa ciò che è ancestrale allo spazio; il suo significato dovrebbe evocare l’idea delle potenze e dei potenziali esistenti dentro lo spazio. Esso si può concepire approssimativamente come includente tutte le influenze ed i potenziali assoluti che emanano dal Paradiso e che costituiscono la presenza nello spazio dell’Assoluto Non Qualificato.
11:8.9 (126.5) Il Paradiso è la sorgente assoluta ed il punto focale eterno di tutta l’energia-materia nell’universo degli universi. L’Assoluto Non Qualificato è il rivelatore, il regolatore ed il depositario di ciò che ha il Paradiso come propria fonte ed origine. La presenza universale dell’Assoluto Non Qualificato sembra essere l’equivalente del concetto di una potenziale infinità di estensione della gravità, di una tensione elastica della presenza del Paradiso. Questo concetto ci aiuta a cogliere il fatto che ogni cosa subisce un’attrazione verso l’interno in direzione del Paradiso. L’esempio è grossolano ma nondimeno utile. Esso spiega anche perché la gravità agisce sempre di preferenza nel piano perpendicolare alla massa, un fenomeno indicante che le dimensioni del Paradiso e delle creazioni che lo circondano sono differenti.
11:9.1 (126.6) Il Paradiso è unico nel senso che è il regno d’origine primordiale e la meta finale del destino di tutte le personalità spirituali. Sebbene sia vero che non tutti gli esseri spirituali inferiori degli universi locali sono direttamente destinati al Paradiso, nondimeno il Paradiso resta la meta desiderata di tutte le personalità sovrammateriali.
11:9.2 (126.7) Il Paradiso è il centro geografico dell’infinità; esso non è una parte della creazione universale e nemmeno una parte reale dell’universo eterno di Havona. Noi ci riferiamo comunemente all’Isola centrale come appartenente all’universo divino, ma ciò in realtà non è vero. Il Paradiso è un’esistenza eterna ed esclusiva.
11:9.3 (127.1) Nell’eternità del passato, quando il Padre Universale diede un’espressione di personalità infinita del suo sé spirituale nell’essere del Figlio Eterno, rivelò simultaneamente il potenziale d’infinità del suo sé non personale in quanto Paradiso. Il Paradiso non personale e non spirituale sembra essere stato la ripercussione inevitabile della volontà e dell’atto del Padre che ha reso eterno il Figlio Originale. In tal modo il Padre progettò la realtà in due fasi effettive — la personale e la non personale, la spirituale e la non spirituale. La tensione tra queste fasi, di fronte alla volontà di agire del Padre e del Figlio, diede origine all’Attore Congiunto e all’universo centrale di mondi materiali e di esseri spirituali.
11:9.4 (127.2) Quando la realtà è differenziata nel personale e nel non personale (Figlio Eterno e Paradiso), non è affatto appropriato chiamare “Deità” ciò che è non personale, a meno che non sia qualificato in qualche modo. L’energia e le ripercussioni materiali degli atti della Deità difficilmente possono essere chiamate Deità. La Deità può produrre molte cose che non sono Deità, ed il Paradiso non è Deità; né esso è cosciente nel senso in cui i mortali potrebbero intendere tale termine.
11:9.5 (127.3) Il Paradiso non è ancestrale ad alcun essere od entità vivente; esso non è un creatore. La personalità e le relazioni mente-spirito sono trasmissibili, ma il modello non lo è. I modelli non sono mai dei riflessi; sono duplicazioni — riproduzioni. Il Paradiso è l’assoluto dei modelli; Havona è una dimostrazione di questi potenziali nell’attualità.
11:9.6 (127.4) La residenza di Dio è centrale ed eterna, gloriosa e ideale. La sua dimora è lo splendido modello per tutti i mondi capitale degli universi; e l’universo centrale di sua diretta dimora è il modello per tutti gli universi nei loro ideali, nella loro organizzazione e nel loro destino ultimo.
11:9.7 (127.5) Il Paradiso è la sede nell’universo di tutte le attività concernenti la personalità e la sorgente e centro di tutte le manifestazioni di forza spaziale e di energia. Tutto ciò che è stato, è ora o che deve ancora essere, è venuto, viene ora o verrà da questo luogo centrale permanente degli Dei eterni. Il Paradiso è il centro di tutta la creazione, la sorgente di tutte le energie ed il luogo d’origine primordiale di tutte le personalità.
11:9.8 (127.6) Dopotutto, la cosa più importante per i mortali riguardo al Paradiso eterno è il fatto che questa dimora perfetta del Padre Universale è il destino reale e remoto delle anime immortali dei figli mortali e materiali di Dio, le creature ascendenti dei mondi evoluzionari del tempo e dello spazio. Ogni mortale che conosce Dio e che ha sposato la carriera di compiere la volontà del Padre si è già incamminato sul lungo, lungo sentiero del Paradiso alla ricerca della divinità ed il raggiungimento della perfezione. E quando un tale essere di origine animale si trova di fronte agli Dei del Paradiso dopo essere asceso dalle sfere inferiori dello spazio, come un numero incommensurabile di suoi simili ora fa, un tale risultato rappresenta la realtà di una trasformazione spirituale che rasenta i limiti della supremazia.
11:9.9 (127.7) [Presentato da un Perfettore di Saggezza incaricato di operare in tal modo dagli Antichi dei Giorni di Uversa.]

References: § 1

§ 2

§ 3

§ 4

§ 5

§ 6

§ 7

§ 8

§ 9