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Timestamp: 2019-07-23 17:40:31+00:00

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Art. 90 codice penale - Stati emotivi o passionali - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 90 Codice penale
Gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l'imputabilità [c.p.p. 220] (1).
(1) La disposizione in esame si riferisce agli stati emotivi e passionali che sono verificabili in una persona sana e, come tale, ritenuta idonea a controllare la propria affettività (si pensi alla gelosia). Questi non possono escludere o diminuire l'imputabilità in quanto possono assumere rilevanza come cause di esclusione o attenuazione dell'imputabilità solo quegli stati emotivi e passionali che dipendono da una vera e propria infermità di mente. Di qui la considerazione di inutilità della norma, espressa da larga parte della dottrina.
Nonostante larga parte della dottrina reputi tale norma di vana utilità, si coglie comunque un preciso intento del legislatore, ovvero quello di evitare che possa essere considerato non punibile qualunque delitto impulsivo, indipendentemente da uno stato di menomazione della lucidità del soggetto agente.
Spiegazione dell'art. 90 Codice penale
Gli stati emotivi o passionali, pur potendo incidere in maniera più o meno massiccia sulla lucidità mentale di un soggetto, sono per espressa disposizione legislativa inidonei ad escludere l'imputabilità.
Affinché possano assumere rilevanza vi è bisogno di un quid pluris, rappresentato da un fattore determinante che si traduca in un vero e proprio stato patologico, sia pure momentaneo e pur senza assumere i tratti di una patologia clinicamente nominata.
Gli stati emotivi e passionali devono quindi degenerare in un vero e proprio squilibrio mentale al fine di escludere o diminuire l'imputabilità ai sensi degli artt. 88 e 89.
Esemplificativamente, la gelosia, classico esempio di stato passionale, non può di per sé incidere sulla imputabilità, ma se provoca disordine nelle funzioni della mente e perturbazioni in quelle della volontà diventando un fuoco divoratore, una forza cieca dello spirito, può costituire una forma morbosa diagnosticabile che esclude o diminuisce la capacità di intendere e di volere.
Massime relative all'art. 90 Codice penale
Cass. pen. n. 37020/2006
La gelosia quale stato passionale, in soggetti normali, si manifesta come idea generica portatrice di inquietudine, non diminuisce e tanto meno esclude la capacità di intendere e di volere del soggetto, salvo che essa derivi da un vero e proprio squilibrio psichico il quale deve presupporre uno stato delirante tale da incidere sui processi di determinazione e di auto-inibizione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 37020 del 9 November 2006)
Cass. pen. n. 24696/2004
In tema di imputabilità, la capacità di controllo delle proprie azioni va distinta dalla capacità di intendere e di volere, in quanto capacità del soggetto di modulare e calibrare la sua condotta in funzione di elementi condizionanti di ordine etico, religioso ed educativo che, afferendo ed integrandosi nel nucleo della personalità del soggetto, lo dotano sia del senso critico che di quello autocritico, e che agiscono come modulatori dell'istintualità e dell'impulsività. Ne consegue che l'indebolimento dei freni inibitori, non dipendente da un vero e proprio stato patologico, non incide sulla capacità di intendere e di volere e quindi sull'imputabilità.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 24696 del 31 May 2004)
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 24614 del 5 June 2003)
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 967 del 27 January 1998)
Cass. pen. n. 1435/1996
La falsa opinione sul tradimento del coniuge può atteggiarsi o come idea portatrice di inquietudini, di per sé sole ininfluenti, o come stato delirante che, nell'incidere sul processo di determinazione e di inibizione, travolge l'agente in una condotta abnorme e automatica. Solo in questa seconda ipotesi può parlarsi di infermità mentale dipendente da causa patologica e idonea ad escludere o ad attenuare fortemente la capacità di intendere e di volere. (Fattispecie relativa a uxoricidio).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1435 del 7 February 1996)
Cass. pen. n. 11373/1995
In tema di imputabilità, affinché una reazione «a corto circuito» costituisca manifestazione di una vera e propria malattia che comprometta la capacità di intendere e di volere del soggetto, è necessario che essa si inquadri in una preesistente alterazione patologica comportante infermità o seminfermità mentale. Quando la reazione a corto circuito si ricolleghi a semplici manifestazioni di tipo nevrotico o ad alterazioni comportamentali prive di substrato organico, essa si configura come situazione di turbamento psichico transitorio, qualificabile come stato emotivo o passionale, tale da non escludere né diminuire l'imputabilità a norma dell'art. 90 c.p.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11373 del 22 November 1995)
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4954 del 13 May 1993)
Cass. pen. n. 1347/1991
Gli stati emotivi e passionali, che a norma dell'art. 90 c.p., non escludono né diminuiscono l'imputabilità, possono in via eccezionale influire su questa solo quando, esorbitando dalla sfera puramente psicologica, degenerino in un vero e proprio squilibrio mentale con disordine e perturbazioni nelle funzioni della mente e della volontà, sì da eliminare o attenuare le capacità intellettive e volitive.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1347 del 1 February 1991)
Cass. pen. n. 6710/1983
Gli stati emotivi e passionali, che, a norma dell'art. 90 c.p., non escludono né diminuiscono la imputabilità, possono eccezionalmente avere rilievo sull'anzidetta imputabilità allorquando travalichino la sfera puramente psicologica e degenerino in un vero e proprio, anche se transeunte, squilibrio mentale. Ne deriva che la gelosia, la quale costituisce uno stato passionale privo delle anzidette caratteristiche degenerative, è inoperativa ai fini della imputabilità. (Nella specie, sulla base dell'enunciato principio, si è disattesa la censura della difesa, secondo cui i giudici di merito non avrebbero tenuto conto della incidenza del prorompente sentimento di gelosia dell'imputato, rifiutandosi di considerare l'automatismo dell'azione, la obliquità dei colpi inferti sulla superficie addominale della vittima e soprattutto la significativa incertezza nel racconto inerente alle modalità di esecuzione della condotta delittuosa).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6710 del 14 July 1983)
Cass. pen. n. 3171/1981
Il semplice stato di agitazione non determina infermità che faccia escludere la capacità di intendere e di volere, non essendo un vero e proprio stato morboso.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3171 del 11 April 1981)
Dalla malattia ai disturbi di personalità: crisi del concetto di imputabilità. La capacità di intendere e di volere tra legge penale e scienze empirico-sociali - 08/07/2019

References: Articolo 90

Cass. 
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