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Timestamp: 2017-12-18 20:35:50+00:00

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Sei qui: Home Normativa strutture ricettive Normativa agriturismo Legge Regionale N. 30 DEL 23-06-2003
1. Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e di ospitalità, esercitate dai soggetti di cui all'articolo 5, attraverso l’utilizzo della propria azienda in rapporto di connessione e di complementarietà con l’attività agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile che deve rimanere principale, secondo quanto disposto dalla presente legge.
2. Gli imprenditori agricoli autorizzati all'esercizio dell'attività agrituristica possono definire forme di collaborazione, disciplinate da specifici accordi scritti, al fine dello svolgimento in comune delle attività agrituristiche. Tali attività devono essere sempre connesse e complementari con l’attività agricola delle singole aziende e il carattere di principalità deve essere rispettato con riferimento ad ogni singola azienda.
Nel caso in cui la collaborazione interessi l’attività di cui all'articolo 2, comma 2 lettera c) sono considerati ospiti aziendali tutti gli ospiti delle aziende agrituristiche che hanno sottoscritto gli accordi di collaborazione, nel rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie e dei requisiti di cui all’articolo 21 comma 2.
1. La connessione dell'attività agrituristica si realizza allorché l’azienda agricola in relazione alla sua estensione, alle sue dotazioni strutturali, alla natura e alle varietà delle attività agricole praticate, agli spazi disponibili, agli edifici in essa ricompresi e al numero degli addetti, sia idonea anche allo svolgimento dell’attività agrituristica nel rispetto delle disposizioni della presente legge.
2. La complementarietà dell'attività agrituristica si realizza congiuntamente alla principalità dell’attività agricola.
c) le spese d'investimento e le spese correnti da effettuarsi annualmente per l’attività agricola in azienda, al netto degli aiuti, per interventi e attività sono superiori a una quota minima fissata in rapporto alla ricettività autorizzata ed inferiori a una quota massima fissata in rapporto alla entità ed alle caratteristiche produttive dell'impresa.
4. Il regolamento d’attuazione indica le ore lavorative convenzionali occorrenti per le singole attività agricole e per le singole attività agrituristiche, gli interventi e le attività che possono essere oggetto delle spese d'investimento e delle spese correnti, le quote minime e massime delle spese e le garanzie per le obbligazioni assunte con riferimento agli investimenti ed alle spese.
b) la scelta della condizione per realizzare la principalità dell’attività agricola. A seconda della scelta effettuata dall'imprenditore ai sensi dell'articolo 6 sono indicate le previsioni relative:
3) all’entità delle spese d'investimento e delle spese correnti che saranno effettuate e le garanzie fornite da parte dell'imprenditore;
c) l’ordinamento colturale e le attività produttive attuate nel triennio precedente alla stesura del piano o della relazione e quelli previsti a seguito degli interventi programmati, anche in riferimento alle attività connesse di cui all'articolo 2135 del codice civile;
d) la consistenza delle strutture edilizie presenti sul fondo e di quelle poste all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell'impresa, con l’indicazione della loro utilizzazione ai fini dell’attività agrituristica e dell’attività agricola nonché la consistenza delle eventuali strutture edilizie presenti sul fondo e non utilizzate;
7. Il regolamento di attuazione elenca i documenti che dimostrano, a secondo della scelta operata dall’imprenditore, la principalità dell’attività agricola rispetto all'attività agrituristica e consentono di accertare il permanere di tale carattere.
2. Congiuntamente alla domanda, l'imprenditore presenta richiesta di classificazione della struttura ricettiva agrituristica ai sensi dell’articolo 9.
b) il parere vincolante della provincia o della comunità montana, sulla principalità dell’attività agricola rispetto all'attività agrituristica, sulla connessione e complementarietà dell’attività agrituristica e sulla possibilità di utilizzare gli edifici ai sensi dell'articolo 7, comma 4, lettera d), e il parere sul programma di miglioramento agricolo ambientale, se ricorrono le condizioni di cui all’articolo 7, comma 3;
5. L'attività agrituristica rientra tra le attività produttive per le quali si applica il procedimento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447 (Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l’ampliamento, la ristrutturazione, la riconversione di impianti produttivi, per l’esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell’articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59). Il termine per la conclusione del procedimento è di novanta giorni.
7. L'autorizzazione ha durata indeterminata salvo i casi di revoca previsti dall’articolo 25.
9. In caso di trasferimento dell'azienda agricola il nuovo titolare è autorizzato in via provvisoria alla prosecuzione dell’attività agrituristica previa autocertificazione con la quale si dichiari il possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa vigente e che non sono intervenute variazioni dei requisiti che hanno originato il rilascio dell’autorizzazione. Il comune, entro e non oltre il termine di cui al comma 5, procede, pena la decadenza dell’autorizzazione provvisoria, alla verifica dei requisiti posseduti dal nuovo conduttore al fine del rilascio dell’autorizzazione stessa.
1. Le attività didattiche, culturali, tradizionali, di turismo religioso culturale, ricreative, di pratica sportiva, escursionismo e di ippoturismo riferite al mondo rurale, possono essere organizzate anche all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’azienda, fermo restando il rispetto della connessione e complementarietà. Le stesse:
b) sono previste nei programmi proposti dall’imprenditore agricolo nella relazione sull’attività agrituristica; nel caso si renda necessario modificare il programma, l'imprenditore agricolo lo comunica al comune almeno otto giorni prima dell’inizio delle attività medesime.
2. Le attività di escursionismo e di ippoturismo riferite al mondo rurale possono essere esercitate anche non in connessione con l’attività agricola dell'azienda; in tale caso sono finalizzate esclusivamente a fornire servizi a coloro che pernottano presso l'azienda agrituristica.
a) i locali siti nell’abitazione principale dell’imprenditore agricolo ubicata nel fondo o nei centri abitati, compatibilmente con le caratteristiche di ruralità dell'edificio e del luogo in cui esso è ubicato come specificato nel regolamento di attuazione, qualora l’imprenditore agricolo svolga la propria attività in un fondo privo di fabbricati sito nel medesimo comune o in un comune limitrofo;
d) gli edifici posti all’esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa per l'organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, di escursionismo e di ippoturismo.
1. Gli strumenti urbanistici comunali disciplinano gli interventi sul patrimonio edilizio rurale che devono essere realizzati utilizzando materiali costruttivi tipici e nel rispetto delle tipologie e degli elementi architettonici e decorativi caratteristici dei luoghi, con l’esclusione di tipologie riferibili a monolocali. Gli strumenti urbanistici comunali disciplinano, inoltre, le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua avente caratteristiche di potabilità.
7. Ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche nelle strutture agrituristiche si applicano le prescrizioni previste per le strutture ricettive di cui al decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (Regolamento di attuazione dell'articolo 1 della legge 9 gennaio 1989, n.13). Relativamente all’utilizzo di opere provvisionali per l’accessibilità e il superamento delle barriere architettoniche si applicano le norme di cui all’articolo 24, comma 2 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).
4. Nell'esercizio dell'attività escursionistica, le aziende agricole ricadenti nei territori classificati montani ai sensi della normativa vigente possono fornire ospitalità, nei limiti previsti dalla presente legge, in immobili, ubicati in luoghi favorevoli ad escursioni raggiungibili attraverso mulattiere, sentieri o altri percorsi di viabilità secondaria e che possiedono i requisiti per i rifugi alpini previsti dall’articolo 37 del decreto del Presidente della Giunta regionale 23 aprile 2001, n. 18/R (Regolamento di attuazione del Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo - L.R. 23 marzo 2000, n.42) e successive modifiche.
2. Nell’esercizio dell’attività di ospitalità in spazi aperti, i servizi igienico sanitari e i servizi per l'attività di lavanderia devono, comunque, essere garantiti nella misura minima di un servizio igienico-sanitario ogni sei persone e di un servizio per lavanderia ogni dodici persone, con l'esclusione delle strutture agrituristiche già autorizzate all'entrata in vigore della presente legge.
1. La produzione, la preparazione, il confezionamento e la somministrazione di pasti, alimenti e bevande sono soggetti alle disposizioni di cui alla legge 30 aprile 1962, n. 283 (Modifica degli art.242, 243, 247, 250, 262 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n.1265: Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) e successive modifiche nonché al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155 (Attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti l’igiene dei prodotti alimentari), con particolare riferimento all'articolo 9.
2. Per l'applicazione della disciplina sull'autocontrollo igienico-sanitario nelle aziende agrituristiche che svolgono attività di preparazione e di somministrazione, per la consumazione sul posto di pasti, alimenti e bevande, ivi compreso la degustazione e l'assaggio dei prodotti aziendali, nel regolamento di attuazione sono indicate procedure semplificate di autocontrollo nel rispetto della direttiva 93/43/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, sull’igiene dei prodotti alimentari.
2. La vigilanza e il controllo sull’osservanza degli obblighi di cui all’articolo 11, comma 1, lettere e), f), g) nonché l'accertamento dei requisiti inerenti la classificazione sono esercitati dalle province. Le province trasmettono alla Regione, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull'attività svolta.
2. Chiunque utilizza le denominazioni agriturismo o agrituristico senza avere l’autorizzazione di cui all’articolo 8 in quanto privo dei requisiti soggettivi per richiederla, è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 a 10.000,00 euro nonché all'obbligo di pubblicare a proprie spese, su un quotidiano a diffusione regionale e nazionale, la notizia di aver utilizzato una denominazione senza averne titolo.
2. In caso di reiterazione delle violazioni, come indicato dall’articolo 24 comma 6, oltre al raddoppio della sanzione amministrativa, si applica la sospensione dell'autorizzazione per un periodo da uno a trenta giorni.
3. Qualora venga meno uno o più dei requisiti oggettivi in base ai quali è stata concessa l’autorizzazione, il comune fissa un termine, non superiore a sei mesi, entro il quale i requisiti mancanti possono essere ripristinati; nei casi più gravi il comune sospende fino a tale termine l’autorizzazione all’esercizio. Nei casi in cui i requisiti non siano ripristinati entro il termine, il comune revoca l'autorizzazione, previo parere della provincia o della comunità montana.
5. I provvedimenti di sospensione e revoca sono comunicati al Prefetto per gli effetti di cui all’articolo 19 commi 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art.1 della L. 22.7.1975, n.382) e successive modifiche.
(Disposizioni per la rivitalizzazione delle zone montane e svantaggiate e per l'agevolazione di attività agrituristiche di ridotte dimensioni)
1. I comuni possono individuare aree montane e aree territoriali caratterizzate da particolari condizioni di svantaggio socio-economico e da carenza di esercizi per la ristorazione, entro le quali, in immobili situati all'interno del fondo aziendale è consentita la somministrazione di pasti, alimenti e bevande, prevalentemente a base di prodotti aziendali o comunque da prodotti reperiti presso le aziende agricole locali e aziende agroalimentari locali che producono e vendono prodotti regionali, fino ad un massimo di trenta coperti a pasto, indipendentemente dall’esercizio delle altre attività agrituristiche, fermo restando il possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente e dell'autorizzazione sanitaria di cui all'articolo 2 della l. 283/1962.
Disciplina delle strutture ricettive extra -
- case per ferie ed ostelli per la gioventù ;
Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi gestite,al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici associazioni o enti religiosi operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali,culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonchè da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari. Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti e relativi familiari di altre aziende e assistiti dagli enti di cui al comma precedente; tale attività può essere svolta solo sulla base di apposita convenzione tra le aziende ovvero tra l' azienda titolare e gli enti pubblici. La disciplina delle case per ferie si applica altresì ai complessi ricettivi gestiti senza scopo di lucro perle finalità di cui al primo comma e che, in relazione alla particolare funzione svolta, vengono denominati centri di vacanza per minori, colonie, pensionati universitari,casa della giovane, foresterie e simili. Nelle case per ferie devono essere garantiti la prestazione dei servizi ricettivi e la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al primo comma. Le case per ferie possono altresì essere dotate di particolari attrezzature che consentano il soggiorno anche di gruppi autogestiti secondo autonome modalità organizzative.Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani. Tali strutture ricettive possono essere gestite anche in forma imprenditoriale con le modalità previste dal successivo art. 5. Negli ostelli per la gioventù possono essere ospitati anche gli accompagnatori dei gruppi di giovani.Non rientrano nei complessi di cui al presente articolo le tipologie ricettive specificatamente disciplinate da leggi regionali sull' assistenza alle persone anziane.
b) un' altezza minima dei locali di m. 2,40 perle località site in comuni montani al di sopra dei700 m. sul livello del mare e di m. 2,70 per tutte le altre zone. Per le camere ricavate in sottotetto abitabili delimitati, anche parzialmente dalla falda del tetto, avente un' inclinazione minima del 35%, è consentita un' altezza media di m. 2,40 per gli immobili situati in località comprese in comuni montani al di sopra di 700 m. sul livello del mare e di m. 2,70per gli immobili situati nelle altre zone, fermo restando il rispetto delle superfici minime;
h) cassetta di pronto soccorso con i medicamenti ed i materiali che indicherà l' autorità sanitaria, che potrà anche richiedere, in relazione alla ubicazione,dimensione e utenza dei complessi l' allestimento di un locale per infermeria;
i) telefono di norma ad uso degli ospiti, salvo che il Comune non accerti l' impossibilità o la non convenienza oggettiva dell' installazione. Le camere ed i servizi potranno essere disposti in settori separati per uomini e donne. A ciascun posto letto base potrà essere sovrapposto un altro letto, purchè sia comunque garantita la cubatura minima di 12 mc per persona. Per gli immobili esistenti, ove non vi sia la superficie minima necessaria di cui al punto a), è sufficiente che sia garantita l' esistenza di una cubatura minima di mc 12 per persona.Per quanto non specificatamente previsto dalle presenti disposizioni, si applicano alle case per ferie e agli ostelli per la gioventù le prescrizioni sanitarie previste per le aziende alberghiere dal regio decreto24 maggio 1925, n. 1102, e successive modificazioni.
ARTICOLO 4 Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell' attività
L'esercizio dell' attività ricettiva nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventù è soggetto ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune previa stipula di apposita convenzione che individua e regola:
- il tipo dei servizi forniti in rapporto alle finalità cui la struttura è destinata;- le tariffe e le modalità di determinazione delle stesse;
- le modalità ed i limiti di utilizzazione per i diversi scopi ricettivi degli ostelli per la gioventù in periodi in cui non sono occupati dall' utenza giovanile;
- i periodi di apertura. L'autorizzazione all' esercizio può comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle persone alloggiate e alle altre persone che possono utilizzare la struttura in conformità alle finalità sociali cui la stessa è destinata e nei limiti stabiliti dalla convenzione stipulata con il Comune.Con distinta autorizzazione potrà altresì essere consentita,sempre limitatamente alle persone alloggiate,la somministrazione di bevande superalcooliche.
Le attività ricettive negli ostelli per la gioventù svolte in forma imprenditoriale devono possedere i requisiti tecnici e igienico - sanitari di cui al precedente art. 3. L' esercizio in forma imprenditoriale dell'attività è soggetto ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune,previa stipula di apposita convenzione che individua e regola:
- l' eventuale durata minima e massima per la permanenza degli ospiti;
- i periodi di apertura.L' autorizzazione all' esercizio può comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle persone alloggiate. Con distinta autorizzazione potrà altresì essere consentita, sempre limitatamente alle persone alloggiate, la somministrazione di bevande superalcooliche.
Sono rifugi alpini i locali idonei ad offrire ospitalità e ristoro ad alpinisti in zone isolate di montagna ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni ed escursioni, raggiungibili attraverso mulattiere, sentieri o altre strade . I rifugi alpini possono essere gestiti da enti pubblici e da enti e associazioni operanti nel settore dell'alpinismo e dell'escursionismo, nonchè da privati. Nel caso di gestione pubblica, la stessa deve essere effettuata a mezzo di rappresentante o tramite appalto a gestore; tale obbligo non sussiste qualora si tratti di rifugi senza custode. Sono rifugi escursionistici o rifugi albergo le strutture gestite da enti o associazioni senza scopo di lucro,statutariamente operanti nel settore dell' alpinismo e dell' escursionismo, idonee ad offrire ospitalità ad alpinisti ed escursionisti in zone montane di altitudine non inferiore a m. 700 servite da strade o da mezzi di trasporto ordinari anche in prossimità di centri abitati. I rifugi escursionistici devono essere gestiti a mezzo di rappresentante o tramite appalto a gestore, previa stipula di apposita convenzione approvata dal Comune che garantisca le finalità d'uso. Sono altresì assoggettate alla normativa dei rifugi escursionistici le strutture ricettive riservate a coloro che a piedi percorrono itinerari escursionistici anche se poste ad altitudine inferiore a m. 700.
e) attrezzature di pronto soccorso (cassetta pronto soccorso, barelle, slitte, corde ed altre attrezzature utili). Qualora vi sia la possibilità , i servizi di cui ai punti precedenti, dovranno essere posti in locali separati.Il rifugio dovrà disporre di locali di fortuna sempre aperti e di servizi igienico - sanitari. I rifugi escursionistici devono possedere i requisiti strutturali ed igienico - sanitari previsti per le case per ferie ad eccezione di quelli indicati ai punti e) ed i) del precedente art. 3. I rifugi escursionistici devono essere dotati di un locale comune utilizzabile anche per la somministrazione ed il consumo di alimenti e bevande.
ARTICOLO 9 Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell' attività
L' esercizio dell' attività dei rifugi alpini ed escursionistici è soggetto ad autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, previo accertamento della rispondenza della struttura alle norme della presente legge. La domanda di autorizzazione deve, in particolare,indicare: altitudine della località , tipo di costruzione,vie di accesso, capacità ricettiva (posti letto, wc, lavabi,) periodi di apertura, tariffe per il vitto ed il pernottamento.Alla domanda dovrà essere allegato un progetto(prospetto esterno, planimetrie e sezione) e relazione tecnico - descrittiva del fabbricato. Qualora trattisi di rifugi con custodia, l'Ente o il privato proprietari del rifugio, all'atto della richiesta di apertura, deve indicare il nominativo del custode o del gestore che deve sottoscrivere la domanda per accettazione. Il Comune accerterà che trattasi di persone di sana e robusta costituzione fisica, di buona condotta morale e civile, nonchè - mediante attestazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino - che abbiano conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio,ai rifugi limitrofi e ai posti di soccorso più vicini,nonchè delle nozioni necessarie per un primo intervento di soccorso. Si prescinde dall' accertamento di cui al comma precedente qualora il custode proposto sia titolare di licenza di guida alpina o portatore alpino.
Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere per clienti con una capacità ricettiva non superiore a 12 posti letto ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nelle quali sono forniti alloggio e,eventualmente, servizi complementari. Gli affittacamere possono somministrare, limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande. Gli affittacamere devono assicurare - avvalendosi,di regola, della normale organizzazione familiare -i seguenti servizi minimi compresi nel prezzo della camera:
I locali destinati all' esercizio di affittacamere devono possedere i requisiti strutturali e igienico - edilizi previsti per i locali di abitazione dal regolamento igienico -edilizio comunale.Per le camere a più di due letti la cubatura e la superficie minima sono quelle risultanti dalle misure stabilite per le camere a due letti aumentate, per ogni letto in più , di un numero rispettivamente di metri cubi o quadrati pari alla differenza di cubatura e superficie tra le camere ad uno e quelle a due letti,come previsto dall' art. 1 del DPR 30 dicembre1970, n. 1437. Resta fermo che, in ogni caso, la capacità ricettiva complessiva dell' esercizio non può superare i 12 posti letto.Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto o i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite. Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico - sanitario - completo di wc con cacciata d' acqua, lavabo, vasca da bagno o doccia, specchio- ogni 10 persone o frazione di 10 superiore a 2, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi. Per le camere da letto, l' arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona,e da armadio e cestino rifiuti ed un tavolo.
ARTICOLO 12 Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell' attività
Chi intende esercitare l' attività di affittacamere deve farne preventiva dichiarazione al Comune che,ove sussistano i requisiti previsti, prende atto della dichiarazione stessa, provvedendo all' iscrizione in apposito elenco.La dichiarazione deve indicare:- generalità del dichiarante;- numero e ubicazione dei vani destinati all' attività ricettiva;- numero dei posti letto;- servizi igienici a disposizione degli ospiti;- servizi accessori offerti;- periodi in cui viene data ospitalità ;- prezzi massimi che si intendono praticare per ogni servizio o prestazione.
Sono case e appartamenti per vacanze le unità abitative composte da uno o più locali arredati e dotate di servizi igienici e di cucina autonoma gestite unitariamente in forma imprenditoriale per l'affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni con contratti aventi validità non superiore a tre mesi consecutivi. Nella gestione delle case e appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti:- pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana;
- recapito e ricevimento ospiti. Nelle singole unità abitative possono essere inoltre forniti i servizi di telefono, radio - televisione e filodiffusione.
La gestione di case e appartamenti per vacanze non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande e l'offerta di altri servizi centralizzati caratteristici delle aziende alberghiere. Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di tre o più case o appartamenti ad uso turistico.
Le case e appartamenti gestiti per la cessione in uso ai turisti, secondo le modalità di cui all' articolo precedente, devono possedere gli ordinari requisiti igienico - edilizi previsti dalle norme statali in materia di edilizia residenziale e dai regolamenti comunali peri locali di abitazione. L'utilizzo di case e appartamenti, secondo le modalità previste dal presente titolo, non comporta modifica di destinazione d' uso dei medesimi ai fini urbanistici.
ARTICOLO 15 Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell' attività
Chi intende gestire case e appartamenti per vacanze,secondo le modalità di cui all' art. 13, deve richiedere preventiva autorizzazione al Comune in cui si svolge l' attività , indicando:
- generalità del rappresentante locale nella gestione qualora il richiedente intenda avvalersene;- periodi di esercizio dell' attività ;
- ubicazione e caratteristiche delle case e appartamenti che vengono gestiti. Il titolare dell' autorizzazione a gestire case e appartamenti per vacanze è inoltre tenuto a comunicare preventivamente al Comune di ogni variazione del numero e delle caratteristiche delle case e degli appartamenti di cui dispone per la gestione. I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva sono tenuti a iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall' art. 5 della legge 27 maggio 1983, n. 217.
Il Comune provvede al rilascio dell' autorizzazione o alla presa d' atto per le attività ricettive di cui alla presente legge dopo aver accertato che sussistono i requisiti strutturali, nonchè i requisiti soggettivi, del titolare e degli eventuali rappresentanti, previsti dagli artt. 11 e 12 del TULPS approvato con regio decreto legge 18 giugno 1931, n. 773. L'accertamento dei requisiti strutturali può essere effettuato sulla base delle indicazioni contenute nella domanda o dichiarazione, o chiedendo ulteriori documenti o effettuando sopralluoghi.
L'autorizzazione, anche per i complessi ad attività stagionale, viene rinnovata annualmente, a presentazione di domanda, di norma mediante vidimazione sull'atto originale, previo pagamento delle tasse di concessione e delle tasse eventualmente dovute a qualsiasi titolo.Analogamente si procede per le attività soggette a dichiarazione.
Il Comune dà immediata comunicazione alla Regione,o all' Ente da essa delegato, del rilascio delle autorizzazioni e delle prese d' atto per le attività ricettive di cui alla presente legge, nonchè delle diffide,sospensioni revoche e cessazioni.Il Comune è tenuto altresì a trasmettere alla Regione riepiloghi annuali delle strutture ricettive inattività .
I prezzi delle strutture ricettive gestite dalle imprese turistiche di cui alla presente legge devono essere denunciati alla Provincia; a tali prezzi si applica il regime previsto dalla vigente legislazione per i prezzi degli alberghi. I prezzi dei servizi delle strutture ricettive di cui agli artt. 2, 6 e 8 della presente legge devono essere denunciati al Comune entro il 31 dicembre dell' anno precedente a quello cui si riferiscono, o prima della apertura della struttura nel caso di apertura stagionale;il Comune per motivate ragioni può richiedere la riduzione dei prezzi denunciati, subordinando all'accettazione della riduzione l' autorizzazione a continuare l'attività . La mancata denuncia dei prezzi entro le date previste comporta l' obbligo dell' applicazione degli ultimi prezzi regolarmente denunciati.Le tabelle e i cartellini con l' indicazione dei prezzi praticati devono essere esposti in modo ben visibile nel locale di ricevimento degli ospiti e in ciascuna camera o unità abitativa.
Ferme restando le competenze dell' Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull' osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal Comune.
Gli alloggi utilizzati per l' esercizio di affittacamere o per la gestione di case e appartamenti per vacanze,sono classificati dal Comune ai fini della comparazione alle categorie previste dal regio decreto legge24 novembre 1938, n. 1926, in quattro categorie sulla base della tabella di classificazione allegata alla presente legge (allegato A).Le case per ferie, gli ostelli per la gioventù sono classificati fra gli alloggi di IV categoria.
L' uso occasionale e per periodi non superiori ai60 giorni, da parte di soggetti pubblici o delle associazioni del tempo libero senza finalità di lucro, di immobili non destinati abitualmente a ricettività collettiva,è consentito in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previo nulla - osta del Comune.Il Comune concede il nulla - osta limitatamente al periodo di utilizzo dopo aver accertato le finalità sociali dell' iniziativa e la presenza dei requisiti igienico -sanitari e di sicurezza in relazione al numero degli utenti e al tipo di attività.
E' fatta salva l' osservanza delle altre norme statali e regionali che regolano l' esercizio dell' attività ricettiva,in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, e in particolare delle norme riguardanti la pubblica sicurezza, la prevenzione incendi e infortuni, la tutela igienico - sanitaria e l' uso e tutela del suolo.
Entro un biennio dalla data di entrata in vigore della presente legge le case per ferie, gli ostelli per la gioventù , i rifugi alpini e gli esercizi di affittacamere già operanti devono essere adeguati, per poter continuare l'attività , ai requisiti della presente legge; in tale periodo possono essere rinnovate le autorizzazioni di esercizio sempre che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione che disciplinava precedentemente le singole attività .Fatto salvo quanto disposto dal precedente comma,a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, non si applicano più nella Regione Toscana le disposizioni della legge 16 giugno 1939,n. 1111 << Disciplina degli affittacamere >>, del DPR4 agosto 1957, n. 918 << Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini >> e della legge 21 marzo 1958, n. 326 << Disciplina dei complessi complementari a carattere turistico - sociale >>.
Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge sprovvisto dell' autorizzazione,ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all' art. 27, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma daL. 1.000.000 a L. 3.000.000. Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge senza averne fatta preventiva dichiarazione, ove richiesta, o comunque trasgredisce alle disposizioni di cui all' art. 27, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 500.000 a L. 1.500.000.La violazione di quanto previsto dall' art. 5 della presente legge comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 300.000 a lire900.000. L' omessa esposizione di tabelle e cartellini prezzi comporta la sanzione amministrativa del pagamento a L. 50.000 a L. 150.000.L' applicazione di prezzi superiori a quelli denunciati comporta, fatto salvo quanto disposto dalla normativa statale in materia di prezzi, la sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 150.000a L. 450.000.Il superamento della capacità ricettiva consentita,fatto salvo il caso di stato di necessità per i rifugi alpini,comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 200.000 a L. 600.000.In caso di recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate e nei casi più gravi può procedersi alla sospensione dell' attività o alla revoca dell'autorizzazione.Resta ferma l' applicazione delle disposizioni del Codice Penale, ove le violazioni costituiscano reato.
L' accertamento delle violazioni e la irrogazione delle sanzioni di cui alla presente legge sono effettuati secondo le procedure di cui alla legge 24 novembre1981, n. 689. I proventi delle sanzioni previste dall' art. 25 della presente legge sono devoluti al Comune che ha accertatola violazione.
E' fatto obbligo a chiunque spetta di osservarla e farla osservare come legge della Regione Toscana. Firenze, 10 gennaio 1987
La presente legge è stata approvata dal Consiglio Regionale il 2 dicembre 1986 ed è promulgata per decorrenza dei termini ai sensi dell' art. 27 dello Statuto e dell' articolo 127 della Costituzione.

References: art.242
 art. 5

ARTICOLO 4
 art. 3
 art. 3

ARTICOLO 9
 art. 1

ARTICOLO 12

ARTICOLO 15
 art. 13
 art. 5
 art. 27
 art. 27
 art. 5
 art. 25
 art. 27
 articolo 127