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Dossier Sole 24 Ore | Emploi | Consultant
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ILDOSSIERDELLUNED
Luned30Novembre2009-www.ilsole24ore.com
Dirigenti. I criteri per fare carriera e per lattribuzione di incarichi
Premi solo al merito. Gli effetti in busta Pag. 8 e 9 paga per i dipendenti della Pa
Sanzioni. Contenuti e procedure del codice disciplinare
Personale e tagli alla spesa. Tra i forti cambiamenti voluti dalla legge Brunetta anche vincoli stretti agli integrativi
Pi verifiche sul secondo livello
La riforma traccia i nuovi contratti
Comparti ridotti a quattro e organizzazione degli uffici esclusa dalle trattative
I contratti pubblici rivedono le materie oggetto di trattativa, si dividonoinquattrocomparti(dagli attuali 12) e confermano limpianto degli accordi integrativi. Si possono riassumere cos le disposizioni inserite dalla riforma del pubblico impiego allarticolo40 del Dlgs165/2001. Nel solco della ri-pubblicizzazione del rapporto di lavoro si prevede innanzitutto che la contrattazione collettivapotroperaresolosulle materie direttamente pertinenti alrapporto,escludendoitemiattinentiallorganizzazionedegliuffici. I comparti sono definiti fino a un massimo di quattro, cui corrispondono altrettante aree per la dirigenza. Un ulteriore tavolo destinato alla contrattazione della dirigenzasanitaria. Accanto al salario fondamentale si mantiene il sistema degli accordi integrativi, nel rispetto della contrattazione nazionale e dei vincoli di bilancio. I compensi accessori possono essere erogati solo per reali prestazioni e le amministrazionihannolobbligo di destinare la quota prevalente
Cinque parametri di virtuosit perch regioni e amministratori locali possano integrare le risorse decentrate
di risorse a premiare la performance individuale. Per le amministrazioni statali si prevede persino una classifica, stilata dalla Commissione nazionale per la valutazione, che raggruppa gli enti in almeno tre livelli di merito in funzione dei risultati di performance ottenuti. La contrattazionenazionaleprevedechelerisorse complessive per il salario accessorio siano distribuite sulla base di questi livelli di merito. Regole particolari si applicano a regioni ed enti locali. Gli articoli 40 e 40-bis del Dlgs 165/2001 vengono riscritti per sottolineare ancora una volta limportanzadiprocedure precise e inderogabili nella gestione del salario accessorio. Ilprincipaleinterventoriguarda lintroduzione di cinque rigidi paletticheleautonomielocalidevonoverificarequandoprocedono allintegrazione del fondo incentivante. Per questo comparto ilfondosuddivisoinrisorsestabili e risorse variabili. Le primesi consideranoconsolidateneltempo, tranne alcuni aggiustamenti che di anno in anno potrebbero esserenecessariaseguitodiazio-
ni strutturali sulla dotazione organica o per il trasferimento in entrata o in uscita di nuove funzioni.Ilfondostabilepuperessereincrementatoconalcunevoci variabili, che ogni anno devono essere verificate per garantirne le legittimit. Per lintegrazione del fondo occorre anzitutto che ogni incremento sia stabilito dal contratto nazionale. Non possibile quindidapartediciascunente"inventarsi" somme aggiuntive diverse da quelle gi previste dalle norme contrattuali del comparto. Il secondo vincolo il rispetto delledisposizionidivirtuositinmateria di contenimento della spesa del personale. Anche in questo caso nulla di nuovo; si tratta infatti di verificare il rispetto del comma 557 (o del comma 562 per glientinonsoggettiapattodistabilit) della finanziaria 2007 e dellarticolo 76, comma 5, del Dl 112/2008, che richiede la riduzione dellincidenza percentuale tra spese di personale e spese correnti facendo leva proprio sul salario accessorio. Ulteriore vincolo il rispetto del patto di stabilit; il contratto del il 31 luglio 2009 in effetti gi anticipava, identificandone pure i criteri di riferimento, le nuove disposizioni. Ovviamente, e siamo al quarto requisito, le maggiori spese dovranno sempre essere contenute nel rispetto degli equilibri di bilancio. Anche per questo motivo opportuno che le politiche per lintegrazione del fondo siano almeno presentate anche al consiglio comunale, durante lapprovazione del bilancio preventivo o a seguito di variazione di bilancio. Infine, per togliere ogni dubbio, viene precisato che ogni incremento deve essere in linea con tutti gli analoghi strumenti del contenimento della spesa. Si tratta di regole rigide che renderanno necessario rivedere quanto fatto fin ora, e sicuramente imporranno ad alcuni enti di stanziare per il fondo produttivit solo quanto previsto dalla parte stabile, con non pochi problemi durante le trattative con i sindacati. A salvaguardia di tutto il nuovo sistema previsto che, in caso di violazione dei vincoli e dei limiti previsti dalla contrattazione nazionale e quindi in presenzadiclausolenulle,scattalobbligodirecuperonellambitodella sezione negoziale successiva.
Controlliincrociati pergliaccordi deisingolienti
La riforma Brunetta ridefinisce anche la mappa dei controlli sulla contrattazione decentrata nel pubblico impiego. Larticolo 40-bis del Dlgs 165/2001 stato totalmente riscritto per dettagliare tutte le procedure, gli adempimenti e gli attori del monitoraggio del salario accessorio. La spunta degli adempimenti prende il via dallanalisi della compatibilit delle risorse decentrate rispetto ai bilanci deglienti. Il compito affidato ancora una volta allorgano di revisione, che tuttavia non dovr limitarsi a una verifica della capacit degli stanziamenti ma dovrevidenziare anche la corretta applicazione delle norme di legge con particolare riferimentoalle disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori. Si tratta di una precisazione in linea con la pi recente giurisprudenza contabile in materia di contrattazione decentrata. Per quanto riguarda le amministrazionistatali,icontrattisottoscritti, la relazione tecnico-finanziaria e la relazione illustrativa andranno comunicati alla Funzione pubblica e alla Ragioneria generale dello Stato. Nei successivi 30 giorni questi enti dovrannoesprimersisullacompatibilit economico-finanziaria degli accordi. Decorso tale termine si pu procedere alla stipula del contratto integrativodefinitivo.Seinveceilriscontro negativo, sar necessario riaprire le trattative per giungere a un ulteriore accordo. Nellasua revisionestrutturalelarticolo40-bisaccoglieinoltre ci che era previsto dal Dl 112/2008, cio lobbligo di invio entroil31maggiodelleinformazioni sulle modalit di costituzione e utilizzo del fondo tramite il conto annuale. Tali dati sono messi a disposizione di Funzione pubblica, Ragioneria generaleeCortedei conti.Sitratta di notizie particolarmente dettagliate, che riguardano da una parte le procedure utilizzate per lalimentazione del fondo, evidenziando la presenza o meno della certificazione da parte deirevisoridei conti,e dallaltra le modalit di erogazione di alcuniistitutidelicati,qualileprogressioni allinterno della categoriaelerogazionedegliincentivi alla produttivit. La sezione forsepi pericolosa, perregioni ed enti locali, quella che evidenzia gli eventuali incrementi effettuati ai sensi dellarticolo 15, comma 5 del contratto nazionale del 1999, spesso utilizzato per questioni di pareggio e non per valorizzare i dipendenti impegnati in nuovi servizi o nei processi di riorganizzazione. Il passaggio successivo nel nuovo sistema dei controlli quello della pubblicazione sul sito internet di qualsiasi informazione inerente il contratto integrativo decentrato (su cui sivedaanchelapaginasuccessiva). Si tratta di prevedere sul sito una sezione permanente destinata a contenere gli atti amministrativi della costituzione e liquidazione delle risorse, il vero e proprio contratto siglato, la tabella 15 e la scheda informativa 2 del conto annuale, la relazione tecnica finanziaria e larelazione illustrativa.Soprattutto questultima avr lobbli-
I numeri in campo
Idipendentiatempoindeterminatodituttiicompartipubblici
SCUOLA SERVIZIO S. NAZIONALE REGIONI E A. LOCALI POLIZIA E V. DEL FUOCO MIN. E PRES. CONSIGLIO FORZE ARMATE UNIV.,RICERCA E ALTA FORMAZ.
897.268
1.137.619
ENTI PUBBLICI NON EC. AGENZIE FISCALI MAGISTRATURA CARRIERA PREFETTIZIA MONOPOLI DI STATO CARRIERA DIPLOMATICA CARRIERA PENITENZIARIA
293.432
586.027
Economia e funzione pubblica hanno 30 giorni per dire s ai patti sottoscritti, che poi vanno inviati allAran e al Cnel
OBBLIGO DI RIENTRO
I documenti. Gli allegati obbligatori
Se i revisori accertano aumenti eccessivi la tornata successiva deve farsi carico del recupero della differenza
go di evidenziare i maggiori vantaggi che il contratto siglato ha portato in relazione alle richieste dei cittadini. Ultimo adempimento nellambito del monitoraggio degli integrativi quello dellinvio del contratto integrativo e dei suoi allegati allAran in via telematica entro 5 giorni dalla sottoscrizione e al Cnel, novit introdotta questanno. Vigilanosuquestedisposizioni gli organi di controllo, quindi ancora una volta i revisori dei conti. In caso di mancato adempimentodelleprescrizionivietato procedere a qualsiasi adeguamento delle risorse destinate alla contrattazione integrativa. previsto inoltre che, se i collegi di revisione accertano lincompatibilitdelfondo con i vincoli di bilancio o la violazione delle norme di legge, scatti lobbligo direcupero delle somme non dovute sul successivo contratto decentrato.
Radiografia per le intese decentrate
Relazionetecnico-finanziaria e relazione illustrativa costituiscono gli allegati obbligatori allacontrattazione integrativae presupposto di tutti i controlli previstidalla Dlgs150/2009. Lariformaidentificainquesti duedocumenti lamiglioreazione per garantire chiarezza, trasparenza e controllo dei fondi; perglientilocalilarelazionetecnica non una novit, perch i contrattilaprevedonodaundecennio. La relazione illustrativa dovr invece essere predisposta sulla base dei modelli determinati da Economia e Funzione pubblica.Nonsiesclude,soprattutto negli enti pi piccoli, che i due documenti possano essere partedi ununicarelazione. Passando al contenuto, sar innanzituttonecessarioidentificare in una premessa generale lobiettivo del nuovo contratto decentrato rispetto agli anni precedenti. Si tratta di riportare, anche se sinteticamente, le direttive fornite dagli organi di direzione politica. opportuno poi riepilogare le fasi della contrattazione, quali obiettivi sono stati raggiunti in accordo con i sindacatiedovesonostatiimaggiori scostamenti. Non va dimenticatochelarelazionecostituir elemento di valutazione, dapartedelrevisore,dellacompatibilit del contratto per il bilancio e per i vincoli previsti, e la base per il via libera definitivo da parte della giunta. Daunpuntodivistapitecnico la relazione deve contenere neldettagliolemodalitdicalcolo per determinare lammontare delle risorse decentrate. Per quelle stabili non ci sono particolariproblemi,percuiilcapitolo pi rilevante del documento sar destinato allidentificazionedelfondo variabile.Oltre alle voci di incremento previste dai contrattinazionali,neglientilocali sar necessario soffermarsi sui criteri che hanno portato allintegrazione del fondo previsto dallarticolo 15, commi 2 e 5 del contratto del 1999. Il primo incremento,eventualeepossibile nel limite del 1,2% del monte salari97,dovresserepoicertificato anche dal nucleo di valutazione e dal servizio di controllo interno. Il secondo, di natura pi variabile, andr esaminato spiegando sia le modalit di calcolodellimportodellincremento sia la destinazione a progetti o ad attivit particolari che hanno portato o che porteranno nuovi servizi o riorganizzazionenellentelocale.Nellarelazione andr infine dettagliato ogni altroincremento. Particolarmente delicata anchelulterioresezionedellarelazione che si occupa dellutilizzo del fondo, dove sar necessario spiegare le varie indennit sia nellimporto sia nel presupposto.Nelcontrattodeglientilocalicisonoinfattialcunevocidisalario accessorio chiare nel contenuto e nellimporto (ad esempioilrischio,30euromensili) e altre pi indeterminate (ad esempio lindennit per specificheresponsabilit,chepuarrivarefinoa 2.500euro). La relazione illustrativa dovr poi evidenziare gli effetti attesi dalla sottoscrizione dellintegrativo in materia di produttivitedefficienzadeiservizi, anche in relazione alle richieste dei cittadini.
TECNICA E ILLUSTRATIVA
www.ilsole24ore.com/norme Il testo del Dlgs 150/2009
DOSSIER A CURA DI
In due relazioni andranno dettagliati presupposti e modalit di tutti gli incrementi ed effetti attesi dalle novit
Organici. La gestione
Spinta alla mobilit volontaria
Rafforzamento del vincolo al ricorso alla mobilit volontaria,anchetraivaricomparti,maturazione di responsabilit contabileperidirigentichenonindividuano gli esuberi di personale, possibilit di favorire i residenti nei concorsi pubblici e divietodiconferireincarichidigestione del personale a politici e sindacalisti: sono le importanti innovazioni dettate dal Dlgs 150/2009 allorganizzazione di organici e uffici. Lepubblicheamministrazioni hanno ora lobbligo di pubblicizzare la volont di assumere per-
sonale tramite il ricorso alla mobilit volontaria. Questo istituto viene definito come cessione del contratto di lavoro, sottolineandoin questomodo che si trattadi una modificazione di un rapportoesistente.Conlobbligodipubblicit per la scelta di assumere personale tramite la mobilit si
La decisione di ricorrere a questo strumento va pubblicizzata Spetta ai dirigenti la scelta degli idonei
traduce in norma unindicazione che la Funzione pubblica aveva fornitoconlacircolare4/2008. Il ricorso a questo strumento viene presentato dalle nuove disposizionicomeunamerapossibilit, ma non va dimenticato che larticolo 30, comma 2-bis del Dlgs 165/2001, non modificate,continuanoaprevedereunvero e proprio obbligo, come ribadito anche dalla giurisprudenza amministrativa. Le amministrazionidevonoancheindicarepreventivamenteicritericoncuiselezioneranno le domande presentate, completando lindicazione legislativa in base a cui si
deve tenere conto della professionalit. Un importante chiarimento costituito dallassegnazione ai dirigenti del compito di dare il parere sia sulla cessione siasullaacquisizionedelcontratto di lavoro del dipendente. Questa disposizione chiarisce anche i dubbi sulla necessit che lente cedente debba comunque esprimere il proprio assenso, vistoildubbiochepunasceredallabrogazionedelvincoloalnulla osta delle amministrazioni interessate.Illegislatorevuoleincentivare la mobilit volontaria introducendo cos un fattore ulteriorediflessibilitconlaprevisionediduedecretidelministroper la Pubblica amministrazione per lintroduzionediformediagevolazione, in particolare in favore delleamministrazionichehanno
carenze di organico, e per la determinazionedelletabelledicorrispondenza che consentono i passaggitracomparti diversi. I dirigenti che non individuanoilpersonaleinesubero,quindi da collocare in disponibilit, diventanoresponsabiliinviadiretta per i danni arrecati. Negli enti locali la competenza alla dichiarazionediesuberoappartienealla giunta, per cui il ruolo dei dirigenti quello di avanzare la proposta e di dare concreta applicazione alle decisioni politiche, con lindividuazione analitica deidipendentiinteressati. Con undisposizione piuttosto acrobatica nel tentativo di evitaredubbidilegittimitcostituzionale,siconsentealleamministrazionidiprivilegiareilcriteriodella residenza nei concorsi pubbli-
ci; la previsione pu realizzarsi solo a condizione che si dimostri che il possesso di questo requisito indispensabile per garantire lerogazionedelservizioo,quanto meno, in termini di rapporto tracosti ebenefici. Si dispone infine il divieto di conferireincarichidirigenzialio di posizione organizzativa nella gestione delle risorse umane a coloro che hanno o hanno avuto negli ultimi due anni incarichi politiciosindacaliodicollaborazionecontali strutture. Negliincarichi sindacali non si devono comprendere quelli di componente la Rsu, mentre non chiaro (anche se si deve propendere per una risposta positiva) se nel divieto sono compresi anche gli incarichi politici.
Pubblico impiego LACASADIVETRO
Le priorit. Il programma dovr fissare le iniziative a tutela della legalit
I principali dati da pubblicare sul sito istituzionale
Sotto controllo. Verifiche periodiche sullo stato di attuazione delle previsioni
Niente premi ai dirigenti se manca la trasparenza
Obbligatorio un piano da aggiornare ogni anno
Il Programma triennale per la trasparenza e il relativo stato di attuazione Lammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e lammontare dei premi effettivamente distribuiti Lanalisi dei dati relativi al grado di differenziazione nellutilizzo della premialit sia per i dirigenti sia per i dipendenti
I nominativi e i curricula dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione e del responsabile delle funzioni di misurazione della performance I curricula dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative Le retribuzioni dei dirigenti con evidenza sulle componenti variabili della retribuzione e delle componenti legate alla valutazione di risultato
I curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo Gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati
Le amministrazioni statali si devono dare il programma triennale per la trasparenza e lintegrit.Lobbligo di adottare questo programma non si estende per alle regioni e agli enti locali, a cui si applicano automaticamente solo i vincoli di carattere generale (articolo 16, comma 1) a garantire la massima trasparenza delle proprie scelte in materia di organizzazione, trattamento economico, gestione delle risorse umane e
Il documento va concertato con le associazioni di consumatori e utenti e deve prevedere indicatori analitici
valutazione. Anche per la accessibilit totale a tutte le fasi del ciclo della performance, lobbligo specifico non immediatamente applicabile alle regioni e agli enti locali, ma indubbio che anche loro devono dare, con le modalit decise autonomamente, una risposta allesigenza di trasparenza. Ilprogrammahaduratatriennale, ma va aggiornato ogni anno. Viene quindi riproposto lo stesso modulo previsto per il piano della performance, per lindicazionedegli obiettivi,per il programma del fabbisogno di personale e per il bilancio. Di
fattoilprogramma2010/2012,attraverso gli aggiornamenti annuali, diventer il programma 2011/2013, 2012/2014 e cos via. La norma detta anche il metodo per ladozione del programma, che deve essere preceduta dal confronto con le associazioni che fanno parte del consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti; gli esiti di questo confronto non sono vincolanti, ma il suo mancato svolgimento sembra costituire causa di illegittimit. Il Dlgs 150/2009 indica anche il contenuto minimo del documento: esso deve contenere le iniziative che lente svolger per garantire livelli adeguati di trasparenzaeperfavorirelalegalit e lo sviluppo della cultura dellintegrit. Allinterno del programmasidistinguonoquindi due filoni, la trasparenza e la legalit. Sul primo versante un concreto supporto allattivit delle amministrazioni arriver dallacommissioneperlavalutazione, la trasparenza e lintegritdelleamministrazionipubbliche,chedovr,tralesuealtreincombenze, dettare le linee guida comuni per tutte le amministrazioni statali. Quindi, gli enti dovrannoindicareinquesto documento le iniziative che intendono assumere per la diffusione della trasparenza delle proprie attivit sul versante della gestione delle risorse umane. Occorreconsiderarechequestesceltenon possonoesaurirsi nella pubblicazione di informazioni sul sito internet: viene ri-
Le misure per rispondere ai nuovi obblighi di trasparenza
g Concertazione
con le associazioni rappresentate nel consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti
g Adozione del programma
triennale con le azioni di trasparenza, che devono contemplare: - la messa a disposizione su internet delle informazioni sullorganizzazione, gli indicatori degli andamenti gestionali, lutilizzo delle risorse per svolgere le attivit istituzionali, i risultati delle valutazioni; - la contabilizzazione dei costi effettivi e del personale distinti per servizio - la presentazione di piano e relazione sulla trasparenza nellambito di giornate dedicate
g Aggiornamento annuale
chiestoaisingolientidiassumereanche un altro tipodiiniziative, quali la promozione di incontrielelaborazionediindicatori e di informazioni analitiche. Il secondo filone costituito dalle iniziative per stimolare la cultura della legalit e dellintegritdelle pubbliche amministrazioni. Si deve sottolineare che la rinnovata attenzione a questi temi costituisce un elemento di novit, che non era presente nella delega contenuta nella legge 15/2009. Molto importante anche la scelta di fare riferimento non solo alla legalit ma anche allintegrit. La riforma richiama lattenzione delle amministrazioni a garantire non solo il rispetto delle regole dettate dalla legge, ma la necessit di pervenire al risultato di una estraneit assoluta delle Pa rispetto a ogni forma di corruzione, nonch la necessit di assumere iniziative per garantire la diffusione e il rispetto dei valori etici e morali. Le Pa devono inoltre verificare periodicamente lo stato di concreta attuazionedelle prescrizionicontenute in questo documento. Perle amministrazioni statali inadempienti prevista una sanzione assai dura, che si applicaautomaticamente: il divieto di erogare la indennit di risultato ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti. Tale sanzione opera non solo nel caso di mancata adozione, ma anche di mancata applicazione.
Incarichi e pagelle, lufficio va su internet
Tutte le amministrazioni pubbliche devono utilizzare il sito internet per dare il massimo di trasparenza alle proprie scelte in materia di organizzazione. Per le amministrazioni stataliilcontenutoelecaratteristiche minime di queste informazioni sono dettate direttamente dal legislatore. Ancora una volta, il decreto distingue tra le disposizioni di principio, che si applicano anche agli enti locali e alle regioni, e le misure applicative, vincolanti solo per le amministrazioni statali. Il presupposto dichiarato che la "messa in piazza" di unampia messe di notizie sul funzionamentoesullorganizzazione delle pubbliche amministrazioni dovrebbe determinare un miglioramento della sua funzionalit, in quanto costituisce un antidoto a scelte discutibilio difavore. Tutte le amministrazioni, quindi anche enti locali e regioni,devonopubblicaresulsitointernet le seguenti informazioni: lorganizzazione interna, gli indicatorigestionali,lutilizzodellerisorseperlosvolgimentodelle attivit di istituto e i risultati dellattivitdivalutazione,siadi quella svolta dai dirigenti per il personalesiadiquellasvoltadagliorganismiindipendentidivalutazioneperidirigenti.Ilnovero delle informazionida pubblicare si accresce ulteriormente alla luce della disposizione dettata direttamente dalla legge 15/2009,inbaseallaqualelenotiziesullavalutazionedeidirigenti e del personale non sono copertedallatutela dellaprivacy. Perle amministrazionistatali il contenuto delle informazioni da pubblicare sul sito internet viene dettato in modo assai dettagliato. Tale elencazione riprendeancheleindicazionidettate in altre disposizioni di legge, in particolare nella legge 69/2009 e nella Finanziaria 2008. La mancata pubblicazionesanzionataconildivietodella erogazione della indennit di risultato per i dirigenti direttamenteresponsabili. Innanzitutto si stabilisce che questeinformazioni devonoessere pubblicate in modo ben visibile (il che vuol dire che dalla homepagesidevepoterviaccederedirettamente)epermanente, e che vanno raggruppate in una sezione da denominare trasparenza,valutazioneemerito.Occorrepubblicareinprimo luogo i documenti di riferimento,cioilprogrammatriennaleperlatrasparenzaeperlintegrit, il piano triennale della performance e la relazione annualesullaperformance.Lapubblicazione del programma sulla trasparenzadeveessereaccompagnata dalla diffusione dei dati sulsuo statodiattuazione.
Nellhome page del sito un link alla sezione merito che riporta tutti i dati delle performance e sullo stato di attuazione
Una seconda parte di informazioni riguarda la valutazione delle performance e la conseguente erogazione dei premi. Vannopubblicatelesommedestinate a questo scopo, le sommeeffettivamentedistribuiteei dati,comprensividiunaspecificaanalisi,relativialgradodidifferenziazione nellerogazione dei premi. Per i dirigenti vi un esplicitoobbligodipubblicazione delle componenti della retribuzione legate alla valutazione di risultato e, pi in generale, allaparte variabile. Un terzo capitolo riguarda i datidegli attoridella valutazione:nomiecurriculadeicomponentigliorganismiindipendentidi valutazioneedelresponsabile della misurazione delle performance, nonch curriculaeretribuzionideicomponenti gli organi di indirizzo politico amministrativo. Ilquarto edultimo blocco riguarda le altre informazioni: i curricula dei dirigenti e dei titolari di posizione organizzativa, il trattamento economico dei dirigenti ed infine gli incarichi conferiti a dipendenti pubblici ed a privati. Questultima indicazione assai ampia, comprendendo non solo gli incarichi di consulenza,studio e ricerca: addirittura sono infatti compresi anche gli incarichi non remunerati.
Gli altri obblighi. Vecchie norme rafforzate
In rete anche i contratti e i posti vuoti in organico
La trasparenza il filo rosso dellintera la riforma del pubblico impiego, e gli obblighi connessi si trovano non solo negli articoli specificamente dedicati al tema ma lungo tutto il Dlgs 150/2009. Ad esempio devono essere pubblicati gli obiettivi che le amministrazioni assegnano ai dirigenti e ai dipendenti, nonch quelli assegnati complessivamente alle strutture organizzative; si stabilisce inoltre che le amministrazioni devono rendere pubbliche le metodologie che hanno deciso di utilizzare. Una notevole attenzione, riprendendo e ampliando le prescrizioni dettate nel Dl 112/2008, dedicata alla pubblicit dei contratti decentrati integrativi. Sul sito internet, a partire dalla manovra dellestate scorsa, si devono pubblicare i testi dei contratti decentrati integrativi e le informazioni da trasmettere a Ragioneria generale e Corte dei Conti con il conto annuale (cio la costituzione del fondo e la sua ripartizione). In aggiunta viene ora prescritto lobbligo di pubblicare anche le relazioni illustrative del contenuto del contratto e quella economico-finanziaria che le amministrazioni devono predisporre e con cui devono accompagnare i contratti decentrati integrativi (si veda anche la pagina precedente). Dovranno inoltre essere pubblicati il modello che sar predisposto dal dipartimento della Funzione pubblica, dintesa con il ministero dellEconomia e la Conferenza unificata, per consentire ai cittadini di potere effettuare la valutazione degli impatti delle scelte compiute dalla contrattazione decentrata sul funzionamento delle strutture e sulla qualit e quantit dei servizi erogati. Andranno infine pubblicati anche gli esiti delle valutazioni che al riguardo sono effettuate da parte dei cittadini. In questo modo si rende evidente e apprezzabile dallesterno il nesso che deve
UTENTI-GIUDICI
Consultando le valutazioni sugli impatti delle strategie ufficiali dellente sar possibile misurare gli effetti delle scelte
intercorrere tra la contrattazione decentrata e il miglioramento della produttivit e della qualit dei servizi erogati. Unaltra novit di grande rilievo lobbligo di rendere noti, sempre tramite la pubblicazione sul sito internet, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione organica ed i criteri di scelta. Questa disposizione non si applica solamente agli incarichi che si conferiscono a soggetti estranei alle amministrazioni, quindi tramite assunzioni a tempo determinato, ma anche ai dirigenti in servizio a tempo indeterminato, anche se la formula utilizzata risulta poco chiara, visto che la nozione sembra lasciar intendere la volont di coprire posti vacanti nella dotazione organica. Il legislatore prevede infine che sia garantita la pubblicit degli standard di qualit dei servizi.
In cantiere. Il nuovo disegno di legge
Canale telematico per edilizia e sanit
Unaltra tappa della riformadellepubblicheamministrazioni costituita dal Ddl sulla cartadeidoveri,collegatoalla finanziaria. Il provvedimento, in 35 articoli,uncaleidoscopiodimisure collegate tra loro essenzialmente dalla ricerca di forme di miglioramentodellaqualitdelleattivitdellePa,daraggiungere con modifiche alla disciplina del personale e laumento delle tutele per cittadini e imprese. Il provvedimento suddiviso in tretitoli;ilprimodettale disposizioniperfavorirelinnovazioneelasemplificazione,ilsecondo le regole per il personale pubblico e il terzo i contenuti della carta dei doveri. In molte parti, soprattutto in questultima, le disposizioni riprendono norme gi esistenti. In tema di semplificazione, si prevede che dal 1luglio prossimo tutte le cartelle cliniche andranno conservatesoloinformadigitale, mentre le ricette mediche dovranno essere formate in modo elettronico dal 2013. Vengonosemplificateleregole per la comunicazione della cessione dei fabbricati, che dovranno essere svolte in via tele-
Il provvedimento rispolvera il giuramento di fedelt che era stato imposto ai dipendenti pubblici dal testo unico del 1957
matica.Inquestaformadovranno essere presentate tutte le istanze edilizie, che saranno conlostessostrumentogirateallealtrePacompetenti.Ilcambio di residenza potr essere effettuato anche in forma telematica. Let minima per il rilascio della carta di identit scende a 10 anni, rispetto agli attuali 15, e i minori di 14 anni potranno viaggiareallesteroseaccompagnati da un genitore. Il codice fiscale sarattribuitodufficio,ancheai residenti allestero. Dallanno scolastico 2102/2013 la pagella dovr essere in formato digitale. Vengono inoltre introdotte unalungaseriedisemplificazioni per le imprese, la pi rilevantedellequalicostituitadallariduzionedeglioneriamministrativi, cominciando a misurarne limpattoanche alivellolocale. Per i dipendenti pubblici si stabilisce, in primo luogo, lobbligo del giuramento di fedelt allaRepubblicaedilealeosservanza della Costituzione e delle leggi allatto della assunzio-
ne, con la stessa formula gi prevista dal Testo unico del pubblico impiego del 1957. Si stabilisce inoltre che la mancata pubblicazione e comunicazione a Palazzo Vidoni dei dati mensilisulleassenzepermalattie dei dipendenti pubblici sia valutataaifinidellacorresponsione della retribuzione di risultato dei dirigenti. Viene poi data delega al Governo per ladozione della Carta dei doveri delle Pa, che riassumer tutti i diritti dei cittadini e i doveri degli uffici pubblici,nonchlesanzionidairrogareincasodiviolazione.Inparticolaredovrannoesseregarantite il massimo di trasparenza, la eliminazione delle molestie amministrative, la definizioneditempiragionevolidiadozionedeiprovvedimenti,lobbligo per i dipendenti pubblici di essere cortesi e disponibili nei confronti dei cittadini, la chiarezzaelasemplicitnellinguaggio e cos via.
Pubblico impiego ICOMPITIDEIRESPONSABILI
Sanzioni. La mancata vigilanza sugli standard taglia dell80% lindennit di risultato
I limiti. Rapporto a termine al massimo per il 10% della dotazione organica
Dirigenticontargeteuropeo
Per laccesso alla prima fascia 5 anni di servizio e 6 mesi allestero
Pi poteri al manager ma c il rischio burocrazia
Per le amministrazioni statalivengono nettamentedistinte le modalitdi accesso alla dirigenza di seconda fascia rispetto a quelle previste per poter diventare dirigenti di prima fascia. Le nuove regole per lassunzionedei dirigentidi prima fascia si caratterizzano per la necessit della partecipazione a corsi di formazione presso
La met dei posti a concorso pu essere coperta con contratti di diritto privato che non possono, per, durare oltre un triennio
Per i vertici generali possibili assunzioni a tempo ma vanno motivate con lassenza di profili adeguati nellente
le Pa di altri paesi europei o di organismi comunitari o internazionali. Questa differenziazione si concretizza stabilendo che le regole prima dettate per laccesso alla dirigenza pubblicasono riservate solo allaccesso alla dirigenza di seconda fascia, mentre viene inserita una nuova disposizione, larticolo 28-bis del Dlgs 165/2001, che disciplina laccesso alla dirigenza di prima fascia. Perlaccessoaquestafasciasi prevede il concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalle singoleamministrazioni.Alcon-
corso possono partecipare solo idirigentidiruolodelleammini- I requisiti strazionistatalichehannomaturato almeno 5 anni di servizio, Le caratteristiche per accedere ai posti da dirigente di I e II fascia nonch i soggetti che sono in I FASCIA possessodirequisitianaloghiindicati con Dpcm. Il numero dei Cinque anni di servizio in ruoli dirigenziali dirigentidiprimafasciadaassuTitoli di studio e professionali equivalenti (da identificare) mere attraverso questa procedura fissato nel 50% delle diFrequenza di un periodo di formazione di sei mesi presso uno stato o un organismo Ue sponibilit realizzate attraverso le cessazioni. Viene stabilito Dopo la vittoria nel concorso che una quota, non superiore al Prima del conferimento dellincarico 50% dei posti di dirigente di primafasciamessiaconcorso,possaesserecopertaancheattraver- II FASCIA so contratti di diritto privato di a Tramite corso durata non superiore a 3 anni, tramite concorso pubblico a cui Cinque anni di servizio possono partecipare i soggetti Tre anni di servizio e dottorato di ricerca in possesso dei requisiti professionaliedelleattitudinimanageQualifica di dirigente in enti pubblici diversi riali corrispondenti. Questa modalit va motivata in relaziob Tramite corso-concorso ne al fatto che per tali incarichi Quattro anni di servizio deve essere richiesta una specifica esperienza e peculiare Titoli di studio come: professionalit. Laurea specialistica I vincitori del concorso sono assegnati allamministrazione Diploma di specializzazione che lo ha indetto, ma prima Dottorato di ricerca dellassunzioneatempoindeterAltro titolo post-universitario presso istituzioni riconosciute minato devono frequentare, completandolo entro i 3 anni successivi,unperiododiformazionedi almeno6mesipressola Pa di uno stato o un organismo. Gli uffici sono indicati dallam- Semaforo rosso ministrazione e tra essi il dirigente di prima fascia ne sceglie Le nuove cause di incompatibilit per i dirigenti nella gestione uno. La frequenza deve essere a del personale tempopienoeperalmenounseChi ha incarichi in partiti politici o sindacati o li ha avuti mestre,anchesenonnecessarianegli ultimi tre anni mente continuativa. Gli oneri sono posti a carico della stessa amministrazione. Viene stabiliChi ha svolto negli ultimi due anni rapporti continuativi to che, al termine del periodo di di collaborazione e consulenza formazioneildirigentesiasottopostoadunavalutazionedelli-
vello di professionalit acquisito, il che equivale al superamento del periodo di prova. Continua ad essere prevista la possibilit di conferire gli incarichidirigenzialigeneraliadirigenti della prima fascia della stessa amministrazione ovvero, entro il tetto del 70%, ad altri dirigentipubbliciotramiteleassunzioni a tempo determinato. Queste ultime possono essere effettuate entro i tetti previsti dalla legge e, elemento di novit introdotto dal Dlgs 150/2009, in modo motivato e a condizione che si dimostri che quella professionalit non rinvenibile nei ruoli dellamministrazione. Lobbligo di motivare il ricorso a questo istituto e di dimostrarelassenzadiquellaprofessionalit si applica sicuramente anche alle regioni e agli enti locali, mentre va chiarito seanche a questi entisi applicano i limiti numerici, cio il 10% della dotazione organica per i dirigenti di prima fascia e l8% per quelli di seconda fascia. Si pu dubitare sullapplicazione negli enti locali di questultima disposizione, perch larticolo 110 del Dlgs 267/2000 dispone in senso diverso, in particolare distinguendo tra posti vacanti nellorganico e posti extra dotazione organica. Per laccesso alla dirigenza di seconda fascia lunica novit invece costituita dalla previsione del possesso del dottorato di ricerca, in alternativa al diplomadispecializzazione comerequisito per ridurre il numero di anni di esperienza maturati come dirigente pubblico necessari per partecipare ai concorsi.
lnodosemprequello:ildirigente un professionista, un burocrate o un manager? Il Dlgs 150/09 intende dare al dirigente un ruolo da manager, creando attorno alla dirigenza uno spazio di protezione dalle invadenze della politica e della contrattazione. Lobiettivo lattuazione di una riforma organica del pubblico impiego, attraverso una serie di correttivi di carattere generale e specifico alle norme gi esistenti, per supera-
Le tante norme nate per porre un limite allingerenza politica non vanno interpretate come puri adempimenti
re i principali problemi di funzionamento del pubblico impiego che si sono manifestati nellultimo decennio. In questo quadro la dirigenza pubblica, pur non essendo una materia specificamente delegata,non poteva non essere oggetto di riforma. Essa infatti, come titolare del potere datoriale, costituisce il perno della privatizzazione del rapporto di lavoro. Ma alla luce delle esperienze passate, ne stata anche il punto debole. La dirigenza, infatti, spesso non stata capace di esercitare in modo efficace il suo potere datoriale, non solo a causa delle competenze ma anche perch, in virt di norme
ambigue e prassi consolidate, spesso il suo ruolo gestionale stato compresso dagli organi di indirizzo e dai sindacati con la contrattazione collettiva. Nella consapevolezza che per migliorare la qualit dei servizi attraverso gli oggetti della delega (misurazione performance,valorizzazione del merito, pi rigore nella responsabilit dei dipendenti, eccetera) occorre disporre di un datore di lavoro efficace, il legislatore ha quindi messo in atto una serie di norme che rafforzino i poteri e le responsabilit della dirigenza, in modo da garantirle la possibilit di esercizio dellazione manageriale, anche forzandola. Insintesi,questodisegnostatoattuatoprimadituttoattraverso il riequilibrio del rapporto tra normeecontratti.Inpratica,ferma restando la natura privatistica del rapporto di lavoro alle dipendenzedellepubblicheamministrazioni, il legislatore delegato ha rilegificato alcune materie e modificato alcuni aspetti delle procedure negoziali. In tal modo ha inteso ampliare lo spazio di intervento degli atti datoriali "difendendoli"daquellinegoziali che spesso hanno invaso il campo organizzativo, se non in modoillegittimo sicuramente in modo non del tutto coerente con i principi di efficienza. Unaltra mossa ha conferito maggiore tutela al dirigente nel momento del conferimento (e della revoca) degli incarichi, rispetto ai quali occorrer applicare il principio della valorizzazione del merito attraverso selezioni effettive e motiva-
te. Vi sono poi norme restrittive per lassunzione di dirigenti fuori dotazione organica. In pratica si tende a difendere il dirigente da logiche di spoil system, spesso addotte (a torto o a ragione) come causa della scarsa autonomia dirigenziale. Sono state inoltre introdotte varie norme sanzionatorie nei confronti dei dirigenti che non esercitano il loro potere datoriale, non adempiendo ad atti previsti dalla normativa. In pratica con questa nuova legislazione il dirigente non dovrebbe avere pi scuse che giustifichino il mancato esercizio del suo potere datoriale e di conseguenza dovrebbe essere in grado di svolgere il suo ruolo di direzione manageriale nella gestione delle poche o tante risorse che da lui dipendono. Ora il ruolo manageriale dovrebbe utilizzarlo per amore o per forza. Ma nella forzatura giuridica dellesercizio dellazione manageriale che potenzialmente pu annidarsi lultima insidiosa contraddizione, che potrebbe minare ancora una volta il perseguimento di una amministrazione pi efficiente. Norme cogenti e di dettaglio, se non ben calibrate,possono essere intrinsecamente contraddittorie con lesercizio dellautonomia manageriale della dirigenza, che deve avere come presupposto unampia flessibilit gestionale ed operativa. quindi possibile che coloro che male interpretano lo spirito della riforma si fermino a met del guado trasformandosi in "buromanager".
Incompatibilit. La griglia
Gestione del personale vietata agli ex politici e sindacalisti
Ai dirigenti ed ai dipendenti che hanno o hanno avuto nel recente passato incarichi politici o sindacali o che hanno o hanno avutorapportidi collaborazione con partiti politici o organizzazionisindacalinonpossonoessere conferiti incarichi dirigenziali o di responsabilit in materia di gestione del personale. Ilvincolo,inedito,attualaprevisione della legge 15/2009 che chiede al decreto di rivedere la disciplina delle incompatibilit per i dirigenti pubblici e rafforzarne lautonomia rispetto alle organizzazioni rappresentative deilavoratorieallautoritpolitica. Alla base della scelta la volontdiimpediregestioni"clientelari" tese a conseguire il consenso dei dipendenti. La disposizione ha come oggetto la direzione di strutture deputateallagestione del personale. Non si tratta di tutti gli incarichi dirigenziali, ma solo a quelli che hanno come specifico oggetto la gestione delle risorse umane. Rientrano in questa categoria anche quelli che si occupano di questa materia insieme ad altre, ad esempio larea affari generali a cui assegnata anche la gestione delle risorse umane. Occorre evidenziare inoltre che la norma si applica tanto ai dirigenti quanto ai titolari di posizione organizzativa, visto che si parla genericamente di direzione di strutture. Il riferimento alle cariche in partitipoliticisiriferisceaqualsiasi livello in cui ci si realizzi. Va chiarito se il divieto si estenda agli amministratori e ai soggettichehannoincarichiinstruttureanalogheai partitiqualifondazioni o associazioni. Va ricordato che sia la Corte CostituzionalesialaCassazione hannounivocamente interpretato le normesullineleggibiliteincompatibilit agli incarichi di amministratore pubblico stabilendo che,essendoinpresenzadellalesione di un diritto fondamentale,impossibileilricorsoainterpretazioni estensive o analogiche.Anche inquesto casosi tratta di una limitazione sostanziale di un diritto fondamentale, cio lo svolgimento di attivit sindacaleopolitica,equindiappareragionevole lapplicazione dello stesso metodo interpretativo. Per cariche sindacali devono essere intese unicamente quellechesirealizzanonellinserimento in uno degli organismi statutari. Di per s lessere stato eletto nella rappresentanza sin-
dacale unitaria non pu fare maturare il divieto; ma non va dimenticato che ci si realizza nel caso in cui lorganizzazione sindacale preveda lautomatico inserimento nei propri organismi statutari di tali soggetti. Il divieto si estende inoltre a coloro che hanno o hanno avuto nel recente passato rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza. Ovviamente tali incarichi non devono essere occasionali, a prescindere dal titolo giuridico, e devono essere remunerati. Il divieto si estende sia a colorocheattualmentesonodestinatari di questiincarichi, sia a coloro che lo sono stati negli ultimi dueanni. Esso non si applica, ovviamente, agli incarichi di direzione di strutture preposte alla gestione del personale gi assegnati: in questi casi si applica infatti il principio tempus regit actum, cio vige la norma in vigore al momento. Mentre si applica sia nel caso di nuovi incarichi che di proroga o rinnovo.
Ar.Bi.
Nei comuni. Funzioni in crescita
Al capo il peso di scegliere i destinatari del bonus
Nuovi ruoli, allargamento delle competenze, previsione di ulteriori sanzioni. Anche in regioni ed enti locali il Dlgs 150/2009 fa dei dirigenti il motore di tutta la riforma. Viene innanzitutto previsto che i dirigenti debbano effettuare la valutazione del personale assegnato ai propri uffici, nel rispetto del principio del merito, ai fini della progressione economica e tra le aree, nonch della corresponsione di indennit e premi incentivanti. Limpalco della trasparenza e della performance non pu prescindere da precisi metodi dicontrollo sulla corretta applicazione delle nuove regole. Nessun dubbio quindi che a dare le valutazioni per linseri-
mento dei dipendenti nelle fasce di merito tocchi al dirigente competente. Premesso che (articolo 107 del Dlgs 267/2000) la gestione delle risorse umane gi affidata a loro, sar la struttura organizzativa dellente localea precisareleffettiva suddivisione delle competenze tra i settori. Non va dimenticato che negli enti privi di dirigenti le funzionisonoaffidateai responsabili dei servizi (articolo 109). La mancata vigilanza sul rispetto da parte dei lavoratori degli standard quantitativi e qualitativi assegnati dallamministrazione sulla base degli indirizzi della commissione e degli organismi indipendenti di valutazione comportano la decurtazione dellindennit di risultato fino all80 per cento.
Ulteriore novit riguarda lidentificazione dei profili dei singoli dipendenti per una correttadeterminazionedelladotazione organica e della programmazione triennale del fabbisognodipersonale.Conuna duplice modifica al Dlgs 165/2001 troviamo ancora il dirigente di regioni ed enti locali in prima linea: tali documenti e i loro aggiornamenti sono elaborati su proposta dei dirigenti competenti, che individuano i profili professionalinecessariallosvolgimento dei compiti delle strutture cui sono preposti; lobiettivo unorganizzazione pi vicina alle specifiche necessit dei varisettorisullabasedegliobiettiviassegnati nel raggiungimento dellinteresse della comunit amministrata. La retribuzione
di risultato viene stoppata ancheincasodimancatapredisposizione del piano della performanceedelprogrammatriennale per la trasparenza e lintegrit dellamministrazione. Anche il ridisegnato procedimento disciplinare fa del dirigente il primo attore, soprattutto laddove si tratti di sanzioni pileggere (si vedano gli articoli a pagina 7) in cui necessario agire senza passare dallufficio specificamente individuato. Continua inoltre loperazione trasparenza. In linea con quanto gi previsto dalla legge 69/2009, il Dlgs 150/2009 sottolinea ancora una volta che nellambito della accessibilit totale delle informazioni, vanno pubblicati sul sito internet i premistanziati edistribuiti suddivisi tra dipendenti e dirigenti. Confermata inoltre la divulgazione di curricula e retribuzioni dei dirigenti. Novit assoluta invece lapubblicazione dei curricula anche degli incaricati di posizione organizzativa.
Pubblico impiego LAMERITOCRAZIANELLOSTATO
Graduatorie. Le amministrazioni possono modificare del 5% lampiezza degli scalini
Previdenza alleggerita
Meccanismo. Flessione pi consistente per chi si trova vicino al ritiro
Premi raddoppiati per i dipendenti con risultati al top
Senza risorse il 20-25% del personale
Gli effetti della premialit su trattamento di fine servizio e pensione 2009 (situazione attuale) Tabellare Posizione Risultato Totale EFFETTI PREVIDENZIALI Retribuzione fissa (quota A) 2010 (senza Dlgs) 2010 (con Dlgs)
40.130 44.013 2.524 86.668
40.130 44.013 5.049 89.192
40.130 28.479 20.583 89.192
15.534 15.534
BONUS ANNUALE DELLE ECCELLENZE Chi concorre Tuttoilpersonale dirigenteedipendenteche sicollocanellafasciadi meritopialta Chi vince Nonpidel5%dei concorrenti Ammontare Dipendedallerisorse disponibili(importo massimodefinitodal contrattonazionale) Assegnazione Ogniannoentroilmesedi aprile PREMIO ANNUALE PER L'INNOVAZIONE Chi concorre Tuttelepubbliche amministrazionipossono candidareprogetti innovativiingradodi produrrecambiamenti significativi dell'organizzazioneodei serviziofferti Chi vince Isingolidirigentio dipendentiimpegnatinel progettoinnovativo Ammontare Perognivincitore, l'importopariaquellodel bonusdelleeccellenze Assegnazione Annuale PROGRESSIONI ECONOMICHE Chi concorre Tuttiidipendenti;nellePa centralilacollocazionenella fasciadimeritopialtaper treanniconsecutiviocinque nonconsecutivicostituisce "titoloprioritario"perla progressione Chi vince Laprogressione riconosciutaselettivamente dalleamministrazioni PROGRESSIONIDICARRIERA Chi concorre Tuttiidipendenti;nellePa centralilacollocazionenella fasciadimeritopialtaper treanniconsecutiviocinque nonconsecutivicostituisce "titoloprioritario"perla progressione Chi vince Laprogressionedicarriera riconosciuta selettivamentetramite concorsopubblico ATTRIBUZIONEDI INCARICHIE RESPONSABILIT Chi concorre Tuttiidipendentipubblici Chi vince Ilcriterioper l'attribuzionediincarichi fornitodalsistemadi misurazioneevalutazione concriterioggettivie pubblici PERCORSI DI ALTA FORMAZIONE Chi concorre Idipendentipubblici portatoridisignificativi contributiindividualie caratterizzatidasviluppidi professionalit Chi vince Ilimitidipendonodalle risorsedisponibiliaogni pubblicaamministrazione,e ilcriterioperl'assegnazione fornitodalsistemadi misurazioneevalutazione PREMIO DI EFFICIENZA Chi concorre Prioritariamenteil personalecoinvoltoin ristrutturazioni, riorganizzazionie innovazionichegenerano risparmidigestione Chi vince Tuttiidipendenti Ammontare Finoal30percentodei risparmidigestione Assegnazione annuale
84.143 2.524 72.128 179.506
84.143 5.049 74.215 179.506
68.609 20.583 67.971 146.366
15.534 15.534 6.245 33.140
Tiziano Grandelli Mirco Zamberlan
Proveper unanuovastagione nella valutazione dei dipendentidellapubblicaamministrazione. Lobiettivo di evitare cheglislogansulpremiareimigliori si traducano nei fatti in tutti sono i migliori, come spesso accaduto. La scelta di spingere sulla meritocraziavienedeclinatasottraendo alla contrattazione la valutazione e lapremialit e fissando le regole in una legge. Si scardina cos il rapporto politica-dirigenza-sindacati che spesso ha prodotto risultati "viziosi". Poich in passato la valutazione venivasostanzialmenteaggiratariducendoilpipossibileilsalario accessorio da legare al merito, spingendo verso le progressioni orizzontaliedistribuendoapioggia le poche risorse destinate al risultato, sono state introdotte due previsioni innovative. Laprima: unaquotaprevalente del trattamento accessorio complessivocomunquedenominatovadestinataallaperformanceindividuale,(articolo40,comma 3-ter, Dlgs 165/2001). Fissare untettominimodel 50%dirisorse da destinare allaperformance individuale blocca per di fatto lutilizzo delle risorse per altri istituti economici (in particolare le progressioni). Per non rendere formale il vincolo sulla per-
formance i revisori dei conti dovranno vigilare sulla compatibilitdeicostidellacontrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivantidallapplicazionedellenorme di legge. La seconda: la modalit di attribuzione delle risorse definita dalla norma. Per tutti i dipendenti dovr essere stilata una graduatoria distinta tra dirigenti enondirigenti.Idipendentivengono distinti in tre fasce di merito:allaprimafasciapotraccedere il 25% dei dipendenti che raggiungono le migliori valutazioni, ai quali verr riconosciuto il 50% delle risorse disponibili per laperformance; ilsecondogruppo costituito dal successivo 50% del personale, che godr del rimanente50%dellerisorse.Senza risorse lultimo 25%, anche se si tratter di dipendenti che non necessariamente abbiano raggiunto risultati insufficienti. In questomodo, idipendenti collocati nella prima fascia vedranno raddoppiarsilaretribuzionecollegata alla performance togliendo di fatto la produttivit a chi si colloca nella fascia pi bassa, conevidentiripercussionisulclima organizzativo. Duesono le deroghe definibilidalla contrattazione decentrata. Sulla prima fascia possibile modificaredi 5 punti percentuali (andando quindi dal 20% al 30%) il numero dei componen-
ti,concompensazione sulle successiveduefasce.Sullesuccessive due fasce si potr al contrario intervenire con una diversa distribuzione delle risorse rispetto a quanto previsto dalla norma. Inaltre parolesi potr ridurre la quota del 50% da destinare alla seconda fascia destinando una quota di risorse anche ai dipendenti che si collocano nellultima fascia. Il sistema delle deroghe consente di muovere il modello sia nella direzione di una spinta ulterioreversolameritocraziasiaverso una differenziazione pi mitigata. Infatti, restringendo la prima fascia al 20% dei dipendenti possibile riconoscere un premio paria2,5voltequellopercepitoattualmente. Il tutto a scapito di un 30%didipendentichenonpercepiranno alcun premio. Al contrario, portando la prima fascia al 30%econtraendolultima al 20%, einsiemeriducendolerisorsedella seconda fascia al 37% a favore dellultima fascia, si determiner un incremento del 66% di risorse peril30%deidipendentieunpremio per tutti gli altri ridotto dal 25%al 35per cento. Sullederoghevigilerdirettamente la Funzione pubblica, anche se non chiaro come potr intervenireincasodielusioni visto che previsto solo il monitoraggio con successiva informazione al Ministro.
Retribuzione accessoria (quota B) Pensione annua lorda Tfs lordo
Dirigenti. Gli effetti previdenziali
La pensione pu scendere di 1.500 euro
Lavalorizzazionedel merito e lincremento della quota variabile di stipendio a parit di spesa determina, soprattutto per larea della dirigenza, la necessit di ripartire diversamente il fondo tra la retribuzione di posizione e quella di risultato. Per i dirigenti va considerato che la retribuzione di risultato, a regime, dovr costituire il 30% della retribuzione complessiva, e che almeno il 50% del trattamento accessorio dovr essere costituito dalla retribuzione di risultato. Ma quali saranno gli effetti sulla pensione e sulla liquidazione dellaumento della retribuzione di risultato a scapito di quella di posizione? Se consideriamo che la retribuzione di posizione determina la quota A della pensione mentre quella di risultato la quota B, anche per i migliori dirigenti leffetto riforma ridurr sensibilmente il trattamento di quiescenza. A pagarne maggiormentele spesesaranno i dirigenti prossimi al pensionamento, per i quali si applica il metodo di calcolo basato sul sistemaretributivo.Unaquotarilevante (circa il 45%) della pensionederivadalle vociretributive che fanno parte della quota A di pensione in godimento alla data della cessazione del rapportodilavoro.Maselaretribuzionediposizionesi riducea favore di quella di risultato, di conseguenza anche la retribuzione fissa e continuativa a base del calcolo della pensione si contrae in modo proporzionale.Diconverso,ilcorrispondente aumento della retribuzione di risultato, che determina la quota B di pensione, non compensa la riduzione. LaquotaBdipensioneinfatticalcolatasostanzialmentesulla retribuzione media complessiva (fissa e continuativa ed accessoria) dellultimo decennio. Retribuzione che in realt non subisce incrementi, ma solo una diversa redistribuzione allinterno delle voci che la compongono. Ipotizzando il caso di un dirigente con 40 anni di anzianit contributiva collocato a riposo nel 2012, con retribuzione di posizione che passa da 90%a50%delle risorsedisponibili e retribuzione di risultato che passa da 10% a 50%, la differenza negativa sar pari a circa il 25% della quota di pensione che deriva dalla retribuzione di posizione e risultato. Il che, tradotto in valori assoluti, si concretizza in un taglio anche di 1.000-1.500 euro al mese. Ancora pi povero il trattamento di fine servizio calcolato sulla sola retribuzione utile, per i dirigenti costituita sostanzialmentedallostipendioedallaretribuzionediposizioneconesclusione di quella di risultato. In questo caso la perdita secca quantificabile in circa due volte la quotadiretribuzionediposizione che si trasformata in retribuzione di risultato. Menorilevante leffetto delle novit sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti non dirigenti, in quanto la quota di trattamento accessorio rappresenta una percentuale solitamentenonelevatadeltrattamentoeconomicocomplessivo. Unavvertenza, per, necessaria: sar difficile, con le nuove regole, garantire la"consuetudine" che vedeva riconoscere al lavoratore prossimo al pensionamento uno "scatto" di progressione orizzontale.
A parit di fondi lobbligo di collegare il 30% dello stipendio alle performance taglia la quota A per lassegno
La carriera cresce solo per i migliori
Basta con le vecchie progressioni orizzontali e verticali: secondo il decreto Brunetta sono premi. Le progressioni economiche (ex orizzontali) devono essere attribuite a una quota ben limitata di lavoratori. I criteri sono le competenze professionalie, ancora unavolta,i risultatidiperformance,individuale e collettiva. Mentre ilsecondo fattoreviene ben delineato,sarilsistemadivalutazione a definire le regole per misurarelosviluppodellecompetenzeprofessionali.La collocazione nella fascia di merito alta, per tre anni consecutivi, anchesenon collocati nellultimo triennio, ovvero per cinqueanninonconsecutivi,costituir titolo prioritario, definizione non presente nel nostro ordinamento e tutta da costruire.Ma lamannaia si abbattesulleexprogressioni verticali, oggi progressioni di carriera. Bisogna ora ricorrere, con atto motivato, alla riserva nei concorsipubblici, senzanessu-
na deroga per il titolo di studio e nella misura massima del 50% dei posti di ogni singolo profilo professionale. Presupposti sono la disponibilit dei posti nella dotazione organica e il rispetto delle norme in materia di assunzioni. Ancora la collocazionenellafascia dimerito alta, per i medesimi periodi sopra riportati, costituisconotitoli"rilevanti".Mentrelarticolo23prevedelentratain vigore dal 1gennaio 2010, larticolo 62, che riprende le stesse disposizioni,non prevedeperiodi transitori; si ritiene quindi chelanuova disciplina si applichi dal 15 novembre 2009.
Serve lavviso pubblico per i nuovi incarichi
Pi responsabilit per i dirigenti, ma anche pi tutele nel conferimento e nella revoca degli incarichi. Lamministrazione non pu pi individuare i soggetti a cui affidare incarichi dirigenziali ad personam, ma deve innanzitutto verificare che la particolare e comprovata qualificazione professionale, che deve essere posseduta dal futuro dirigente, non sia gi presente allinterno dellamministrazione. Da ci emerge il problema degli incarichi dirigenziali affidati a funzionaricollocati in aspettativa. Un secondo passaggio consiste nella pubblicazione di un avviso sul sito istituzionale in cui vanno indicati il numero e latipologiadeipostidaricoprire,nonch i criteri che saranno utilizzati nellindividuazione del dirigente. Sulla base delle manifestazioni di interesse, lente assegna lincarico dirigenziale. Per quanto riguarda
larevoca,essapuavveniresolo per il mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati. Al contrario, in presenza di valutazione positiva e di processi di riorganizzazione che rendono impossibile il rinnovodellincaricoovveroallascadenza dello stesso, lamministrazionedeve,conampioanticipo, darne motivato preavviso al dirigente, indicando anche quali posti sono disponibili per un nuovo incarico. Viene,quindi,estremamente limitato il ricorso allo spoil system, inpresenzadibuoneprestazioni da parte del dirigente.
Potere assoluto ai dirigenti sullorganizzazione
Ridisegnandolecompetenze in materia di personale, il nuovo articolo 5 del Dlgs 165/2001 rafforza il ruolo dirigenziale escludendo i sindacati su micro-struttura e gestione del rapporto dilavoro. In quanto norma di esclusiva competenza statale le nuove regole si applicanoimmediatamenteanche alle autonomie. Lattribuzione della competenzaesclusiva suqueste materie alla dirigenza esclude dalle trattative gli atti sullorganizzazione degli uffici e quelli inerenti la gestione del rapporto di lavoro. Infatti, con la modifica degli articoli 5, comma 2, 9 e 40, comma 1 del Dlgs 165/2001 non ci possono essere pi dubbi sul fatto che lorganizzazione degli uffici e la gestione dei rapporti di lavoro, delle risorse umane o dellorganizzazione del lavoro sono di esclusiva competenza dirigenziale. Alle organizzazioni sindacali sar
consentita solo linformazione se prevista dalla contrattazione collettiva nazionale. Il dirigente non sar pi costretto ad attivare tavoli di consultazione, concertazione o contrattazione su tali materie. Se da una parte questa decisa sceltadicampopotrebbemetterela dirigenzain una situazione di forza, dallaltra non sempre verocheconla forzasiottengono i migliori risultati. In un modello virtuoso, spesso non presentenelsettorepubblico,lerelazioni sindacali dovrebbero poteressere attivate per arrivare a soluzioni condivise.
Pubblico impiego LAMERITOCRAZIANELLAPALOCALE
I rischi. Previste sanzioni per chi si rende responsabile di comportamenti elusivi
In bilico. Pi di 7mila municipi attendono di capire gli obblighi che li riguardano
Le deroghe liberano i comuni
possibile costruire sistemi che limitano al minimo le differenze salariali
Glieffettidellenuovenormesullabustapagadeidipendentideglientilocali,asecondadellemodalitdi applicazione
Il testo inciampa nellapplicazione ai piccoli enti
Non garantita la parit di trattamentofrapiccoleamministrazionistatalie piccoleamministrazioni locali. La questione nascein merito allapplicazione dellarticolo 19 del Dlgs 150, in particolare dei commi 2 e 3. Il comma 2 prevede le tre fasce di merito, a cui corrispondono quantit di risorse differenti, mentre il comma 3 prevede che, per i dirigenti, lo stesso meccanismo sia adottato con riguardo alriconoscimentodella retribuzione di risultato. Il successivo comma 6 stabilisce una deroga, e prevede che le tre fasce non trovino applicazione quando i dipendenti dellamministrazionesiano pari omeno di 8 oi dirigenti siano pari o meno di 5. Lo stesso comma 6 fa salva, per, lapplicazione del principio: la quota prevalente di premi legati alla performance deve essere corrisposta ad un numero ristretto di dipendenti e dirigenti, anchenellepiccoleamministrazioni statali. Larticolo 31, invece, elenca gli articoli e i commi che devono trovare attuazione anche nei confronti delle amministrazionilocali.Traquesti,mancalarticolo 19 nella sua totalit e la motivazionestanelfattochelostesso articolo 31, al comma 2, reca le disposizioni per regioni, province e comuni in materia di fasce.Ma se larticolo 19 non si applicaaglientilocali,anchela deroga di cui al comma 6 non pu essere applicata e, quindi, ancheipiccolicomunidevonoimplementare tutto il sistema previsto per le amministrazioni di maggiori dimensioni. Se la ricostruzionedalpuntodivistalogicoapparecorretta,vieneimmediatamenteinrilievolincongruitdellaconclusione.Che senso ha dividere in fasce i pochi dipendenti di un piccolo comune?Oapplicareidifferentilivelli di performance quando sono presenti tre dirigenti, situazionemoltodiffusanellepiccolerealt?Qualicostisidevonosostenere per raggiungere il risultato voluto dalla riforma Brunetta? Allora, forse, si dovr trovare una soluzione per far rientrare nella disposizione derogatoria quellelevato numero di piccoli
LIDENTIKIT DELLENTE
Risorse totali per la performance Risorse medie per dipendente Differenze rispetto a situazione attuale % di risorse per dipendente rispetto a situazione attuale
Risorse per la performance
Num. dipend.
% risorse alla fascia
Ipotesi di distribuzione a pioggia delle risorse Risorse per la % Fascia Dipendenti risorse perform. Unica
IPOTESI RIGOROSA
Distinzione dei dipendenti in tre fasce con forti differenze nella distribuzione effettiva delle risorse
20 40 40 IPOTESI MINIMALE
Risorse medie per dipend.
90.000 45.000 15.000
4.500 1.125 375
3.000 -375 -1.125
300 75 25
Distinzione dei dipendenti in tre fasce con lievi differenze nella distribuzione effettiva delle risorse
1.552 1.500 1.250
52 -250
Le disposizioni rivolte a chi ha fino a 5 dirigenti oppure 8 dipendenti fanno riferimento solo alle amministrazioni statali
enti locali, per i quali sembrava scritto ad hoc larticolo 19, comma 6. Non si capisce, infatti, il senso di una norma che riguardile pocheamministrazionistatalicheabbianounnumerodidipendenti non superiori a 8, quando ne restano esclusi dallapplicazione, secondo i dati forniti dalla Ragioneria dello stato, i 2.321 comuni che hanno fino a 8 dipendenti o i 7.800 che hanno fino a 5 dirigenti. La soluzione non pu che essererappresentatadaunamodifica legislativa, considerato che la delega contenuta nella legge 15/2009 non si esaurisce con il Dlgs 150/2009 e che non appare praticabilelastradadiunainterpretazioneestensivadellarticolo 19, comma 6.
Rivendicando la propria autonomia, enti locali e regioni sono riusciti in conferenza unificataaportare acasa delle normemenostringentidiquelleriservate alle amministrazioni centrali. Quasi tutte le disposizioni in materia di misurazione e valutazione delle performancecostituiscononormediprincipio a cui gli enti devono adeguare i propri ordinamenti entro il 31 dicembre 2010. In caso di mancato rispetto di questo termine, anche agli enti locali verranno applicate le norme "in versione originale", fino allapprovazione degli atti che recepiscano i principi citati. Nello specifico, per regioni
ed enti locali non sono previste le tre fasce di merito "rigide" illustrate nella pagina a fianco, inquantolapplicazionedellarticolo19nonrichiamatancome norma imperativa n come norma di principio. Larticolo 31 del Dlgs 150 fissa due punti cardini a cui gli enti non possono derogare. Il primo rappresentato dal numero delle fasce, che non possono essere meno di tre; lente pu strutturare il proprio sistema premiante an-
MASSIMA FLESSIBILIT
Lunico obbligo per gli enti la creazione di almeno tre fasce ma con autonomia sulla divisione delle risorse e degli addetti
che con un numero maggiore per meglio articolare la distribuzionedelmeritoequindidelle risorse collegate. Ma a questo proposito entra in campo il secondo paletto imposto agli enti locali: la quota prevalente dellerisorsedestinateapremiare la performance individuale deve essere attribuita al personale, dirigente e non dirigente, che si sia piazzato nella fascia di merito pi alta. La norma noncoercitiva inmerito alnumero di dipendenti da collocare nelle singole fasce e allintera distribuzione delle somme a disposizione per incentivare il personale, ma prevede solo che una quota prevalente vada alla prima fascia di merito. Risulta evidente come, dati questi presupposti, si potrebbe ot-
tenere una distribuzione del personale che, sostanzialmente, annulli lobiettivo della norma. In pratica bisogna concentrareilnumeropielevatodidipendenti nella prima fascia di merito, dove sono allocate le maggiori risorse, e, via via, ridurre il numero di dipendenti manmanoche si riducono lerisorse, per arrivare alla fascia di merito pi bassa, dove si devono trovare poche risorse, e quindi pochi dipendenti. Perchiarire meglio, si pu ricorrere ad un esempio. Si ipotizzi, per semplicit, un ente locale con 100 dipendenti e che abbiaadisposizione, perla performance individuale, 150mila euro. Una distribuzione a pioggia del premio comporterebbe il riconoscimento di una quota
di salario accessorio pari a 1.500 euro a testa. Applicando la norma, si possono pensare a tre fasce: alla fascia di merito pi elevata vengono assegnate il 60% delle risorse, vale a dire 90mila euro, alla fascia intermediail30%(45mila euro),einfine alla fascia pi bassa il 10 per cento. Questo risulta possibileinquantoilmancatorichiamo allarticolo 19 non obbliga a destinare ai "peggiori" risorse pari a zero. A questo punto diventa rilevante, ovviamente, la valutazione delle prestazioni dei dipendenti, e il punto in cui si fissa lasticella che suddivide le tre fasce. La combinazione dei due fattori potrebbe far risultare che poco meno di 60 dipendenti ricevano una valutazione tale da collocarli nella fa-
scia dei migliori, poco meno di 30dipendenti sicollochinonella fascia intermedia e, infine, i restantidipendentisiposizionino nellultima fascia. evidenteche,sesipassapoiadattribuire i premi, si otterr un risultatomoltosimileaquellodelladistribuzione "a pioggia". Si evidenzia,per,cheunsimilecomportamento potrebbe ritenersi contrarioallaprevisionedelDlgs 150, e questo comporterebbe la nullit della disposizione, con sostituzione della clausola con le norme che la riforma riserva alle pubbliche amministrazioni centrali, con responsabilitiuncapo achi haadottato tale comportamento e obbligo di recupero nella tornata contrattale successiva.
La procedura di valutazione della definizione degli obiettivi agli effetti in busta paga
Misurazione dei risultati a consuntivo Utilizzo dei sistemi premianti
Monitoraggio in corso desercizio
Giunta o consiglio
Costruzione puntuale della griglia di obiettivi per ogni settore dellente
Report periodici da parte dei responsabili di ogni settore
Relazione sulle performance in cui si indica il grado di raggiungimento degli obiettivi da parte di ogni settore
Attribuzione delle quote di risorse del salario decentrato in base agli obiettivi raggiunti
Monitoraggio sul sistema complessivo della valutazione Validazione della relazione sulle performance
In busta. Met dei premi alla performance individuale
Il vincolo del 50% ai risultati rischia di bloccare gli integrativi
Gli enti locali, pur avendo ottenuto un'applicazione decisamentesoftdellenormeinmateria di valutazione e premialit, si sono dimenticati di farsi addolcire la pillola pi amara. Come la Pa centrale, anche le autonomie locali dovranno fare i conti con il vincolo posto sulla destinazione alla performance individuale di almeno il 50% del trattamento accessoriocomplessivo comunque denominato. La norma, prevista dall'articolo 40, comma 3-bis, del nuovo Dlgs 165/2001, applicabile immediatamente anchea regioni, province e comuniin quanto,aisensi dell'articolo 74, comma 1, del Dlgs 150/2009 si tratta di materie conpotestlegislativaesclusiva esercitata dallo Stato. Lospiritodellanormachiaro: la mancanza di un vincolo didestinazionealleperformanceavrebbevanificatotuttalariforma. Ma l'applicazione immediata pone problemi in grado di bloccare la contrattazione decentrata. In primo luogo, non rientrando nel periodo di moratoria che rimanda al 2011 l'effettiva attuazione agli enti locali della riforma, la previsione normativa rischiaditravolgereanchegliintegrativirelativiadanniprecedende anche per il futuro. Destinare almeno la met del trattamento accessorio alla performance significa,nellamiglioredelleipotesi, intervenire radicalmente su istitutieconomiciche,puressendo variabili e quindi revocabili, per l'organizzazione dei servizi sonosostanzialmenteimmutabili. Si pensi all'indennit di turno pagataalserviziodivigilanza,oa quella per il personale delle case di riposo, ex Ipab, che deve assistere24oresu24gliospitinonautosufficienti. In molti casi, tuttavia, il rispetto del vincolo del 50%allaperformancerisultaimpossibile da concretizzare: non sono pochi gli enti che attualmente hanno destinato ben pi del 50% delle risorse disponibili a istituti stabili come le progressioni orizzontali e l'indennit di comparto.Inquesticasiimpossibilefarquadrareiconti. Maleproblematicheinterpretative non sono finite. Che cosa si intende per trattamento accessorio complessivo comun-
Sono numerosi i casi in cui la quota prevalente delle risorse accessorie destinata a oneri fissi come le indennit di turno
tienonancorachiusi.Nonchiaro per come applicare l'effetto "retroattivo" della disposizione nel momento che, ad esempio, nel 2009 sono gi stati applicati istituti economici che hanno assorbito pi di quanto ammesso dainuovivincoli. Eleconseguenzesonoprofon-
que denominato? Anche mancando l'aggettivo economico difficile pensare a uninterpretazionediversadaltrattamento economico accessorio chiaramente definito dallo stesso Dlgs 165/2001, che si contrappone al trattamentoeconomico fondamentale. Di conseguenza, si puriprenderetuttalaprassiela dottrina consolidata nel corso dell'ultimoannoapropositodella trattenuta per malattia. Ma se questa, probabilmente unica, interpretazione fosse confermata aprirebbeunavoragineneglienti privi di dirigenza. In queste realt, la retribuzione di posizione nonfinanziatasulfondomasul bilancio e deve comunque essere considerata nell'accezione di trattamentoaccessoriosulquale calcolare il 50% delle risorse per la performance. Al contrario, le progressioni orizzontali, pur essendofinanziatedalfondo,restanoesclusedataledefinizione. Manonfinita. Nonvidubbio che nel trattamento economico accessorio, e anche nel fondo, confluiscano le risorse per la progettazione, il recupero Ici e l'avvocatura. Se anche queste devono costituire base dicalcolo per il50%linsostenibilit della norma evidente.
Pubblico impiego COMESIFALAVALUTAZIONE
Sotto controllo. Report periodici dei dirigenti monitoreranno landamento in corso danno
Nei comuni. Lattribuzione dei giudizi allassemblea rischia di bloccare il processo
Incentivi legati a obiettivi concreti
La retribuzione di risultato spetta solo in caso di miglioramento dei servizi resi ai cittadini
Competenze da dividere fra giunta e consiglio
Nel nuovo impianto "meritocratico" delineato dalla riforma Brunetta lorgano di indirizzo politico amministrativocontrolladirettamentelefasi strategiche del ciclo delle performance in quanto deve definire il piano delle performance,effettuareilmonitoraggioincorsodannoeverificare aposterioriilgradodiraggiungimento degli obiettivi nella relazione sulle performance. E dove non controlla direttamente, interviene a monte nominandolorganismoindipendente e la dirigenza. Fondamentale a questo punto capire a chi debba essere attribuito tale ruolo negli enti locali. Partendo dallanalisi degli organi dei comuni non vi dubbio che uninterpretazione letterale lo individui nel consiglio comunale; larticolo 42, comma 1, del Dlgs 267/2000 indica chiaramente che il consiglio comunale lorgano di indirizzo e controllo politico-amministrativo. Discorso analogo vale per le province. La conclusione, indubbiamente indiscutibile, rappresenterebbe un deciso cambiamentodirottadapartedellegislatore, che finora ha attribuito alla giunta le competenze in materia di obiettivi (articolo 108 del Dlgs 267/2000) per rispondere ad esigenze gestionali in modo celere e dinamico. Ci si pu chiedere se il trasferimento al consiglio comunale delle competenze su questemateriepossaesserecorrelato al disegno di legge per la cartadelleautonomie.Potrebbe anche essere, ma allo stato attuale si verrebbe a creare un evidente disallineamento tra il Dlgs 267/2000 e il decreto Brunetta. Non si capirebbe inoltrecomepotrebberocollegarsi la competenza dellorgano esecutivo in materia di Peg e quella del consiglio sul piano delle performance. Sembra poi ulteriormente singolare che il consiglio comunale debba monitorare in corso danno il grado di raggiungimento degli obiettivi quando ad esso demandato lo stato di attuazione dei programmi. Insomma, questa interpretazione non convince n dal punto di vista normativo n, tanto meno, da quello dellefficacia e dellefficienza gestionale. Andando a leggere nelle pieghe del Dlgs 150/2009, una strada alternativa si pu percorrere.Gli articoli 16e 74 prevedono esplicitamente quali disposizioni costituiscono normedi esclusiva competenza statale e quali rappresentano norme di principio alle quali gli enti locali dovranno adeguare i propri ordinamenti. Bene, tutte le disposizioni contenute negli articoli da 2 a 16, che attribuiscono specifichefunzioni allorganodi indirizzo politico amministrativo, non sono mai richiamate per gli enti locali, neppure come norme di principio da recepire nei propri ordinamenti. Si potrebbe quindi concludere che ciascun ente potr, nellapropria autonomia, deciderea quale organodemandarele competenze sul ciclo delle performance. Ma a ben vedere, si pu addirittura interpretare nel senso che che il consiglio comunale, non essendo competente in materia, non pu essere soggetto protagonista del ciclo delle performance. Si potrebbe quindi concludere che possano essere attribuiti alla giunta quantomeno la definizione del piano delle performance e della relazione sulle performance, coscome lanomina dellorganismo indipendente per la valutazione delle performance. Non si deve dimenticare che il ciclodelle performance rappresenta uno strumento per favorire unagestionemanageriale efficace ed efficiente, e non un inutile appesantimento burocratico.
T.Grand. M.Zamb
il ciclo delle performance il fulcro della riforma Brunetta. Da questo sistema scaturir la classifica dei buoni e dei cattivi, di chi avr diritto ai premi e chi rester a secco, con il rischio di vedersitogliereanchelaretribuzione di posizione. Si tratta, quindi, di unattivit di fondamentale importanza che utilizza i principi cardine delmanagementaziendale.Partendo dalla definizione e assegnazione di obiettivi, indicatori chiari e concreti e valori attesi, tiene sotto controllo la propria
In caso di mancata adozione del piano delle performance scattano i divieti di affidare incarichi e di fare assunzioni
attivit e verifica a consuntivo i risultati raggiunti. Quindi se la macchina amministrativa accelera, ci saranno anche premi per i dipendenti. Nellambitodeisoggetti coinvolti, funzione di primaria importanzavieneriservataallorganodi indirizzopoliticoamministrativo,al quale demandato il compito di definire gli indirizzi strategici, di fissare gli obiettividaraggiungereeindividuare le risorse da correlare a ciascun obiettivo. Deve trattarsi di obiettivi non generici che hanno, quale primo compito, quello di migliorare in modo concreto e tangibile i servizi resi ai cittadini e rispondere, con
un grado di qualit sempre pi elevata, ai bisogni dellutenza. Il Piano delle performance, definito entro il 31 gennaio di ogni anno dallo stesso organismo di indirizzo politico amministrativo, il documento che riepiloga obiettivi-risorse-indicatori. La norma prevede unesplicita sanzione in caso di omessa adozione del Piano, individuata nel divieto di assunzione di personaleediconferimentodiincarichi di consulenza e collaborazione.Inverit,apagarneleconseguenze pi pesanti saranno proprio i dipendenti ai quali nonpotrannoesserericonosciuti i premi collegati alla performance quali la produttivit e le progressioni economiche (articolo 3, comma 4, Dlgs 150/2009). Non si capisce come la sanzione pi pesante ricada proprio su quei soggetti che nonhannoalcunpoteredecisionale in tutto il processo. Obbligatoria, in corso danno,laredazionedireportdapartedei dirigenti checonsentiranno allorgano di indirizzo politico amministrativo, ricorrendo anche ai referti del controllo di gestione,dipoterverificarelandamento delle performance rispetto agli obiettivi fissati. Dal monitoraggiopotranno scaturireeventualimisurecorrettiverispetto alla strada inizialmente tracciata; misure da inserire tempestivamentenel Piano delle performance. A conclusione del processo, la relazione sulle performance dovr descrivere analiticamenteilgradodiraggiungimentodegli obiettivi, sia organizzativi sia individuali, indicandone gli
scostamenti.Unospaziospecificodovressereriservatoallillustrazione del bilancio di genere. Riservata allorgano di indirizzopolitico amministrativo ancheladefinizione,entroil30giugno dellanno successivo, della relazione sulle performance. Pur non essendo prevista alcuna sanzione specifica, in caso di inadempimento rimane confermato il divieto di attribuzione dei premi ai dipendenti. Utilizzando i risultati scaturiti dal sistema di valutazione lorganodiindirizzopolitico,suproposta dellorganismo indipendente (si veda larticolo ini basso), premia i dirigenti di vertice dellamministrazione. Sempre attingendo dallo stesso modello, a loro volta, i dirigenti attribuiranno le pagelle ai dipendentidelsettoredicompetenza;proprio la capacit di attribuire voti differenziati costituir elemento premiante del dirigente. Ma prima di partire, le regole delgioco,che stannoallabase di tutto il sistema di misurazione e valutazione delle performance dovranno essere esplicitate in un apposito provvedimento. Competente in materia non potr che essere sempre lorgano diindirizzopoliticoamministrativo in quanto il documento dovr contenere le fasi, i tempi, le modalit, i soggetti e le responsabilitdelprocesso.Ancora,saranno individuati percorsi volti a dirimere inevitabili contestazioni sulla valutazione. Le amministrazioni non avranno manolibera ma dovrannosottostare alle direttive che verranno emanate da una apposita commissione centrale.
Tre casi esemplificativi
COMUNE SETTORE SCOLASTICO Obiettivo
Riduzione liste dattesa per laccesso alla scuola materna
1) Capacit di soddisfazione della domanda 2) Durata media della permanenza nelle liste dattesa
1) Tempi medi di riscossione dei buoni pasto
Indica il rapporto fra le domande di iscrizione accolte e il totale delle domande presentate Indica i giorni intercorrenti fra la domanda di iscrizione e leffettivo inserimento nella scuola Indica il tempo medio che intercorrre fra linvio dellavviso di pagamento e la materiale riscossione dei buoni pasto Indica la percentuale dei buoni pasto non pagati rispetto al numero dei pasti somministrati
Puntuale riscossione dei buoni pasto
2) Buoni pasto non pagati
1) Durata media delle attese allo sportello 2) Tempo medio di rilascio delle certificazioni
Rileva il tempo medio per lemissione delle varie tipologie di certificazioni e lo confronta con gli analoghi tempi medi delle amministrazioni che adottano le migliori prassi
Semplificazione della modulistica
1) Durata media di compilazione del modulo 2) Richiesta chiarimenti compilazione modulo
Moduli compilati 3) erroneamente Indica il numero di richieste di chiarimenti rispetto al totale dei moduli compilati Indica il numero dei moduli compilati erroneamente rispetto al totale dei moduli compilati
Effettuazione mostra
1) Numero dei visitatori della mostra 2) Grado di soddisfazione dei visitatori della mostra
Promozione della citt
1) Numero di passaggi video o su carta stampata 2) Visitatori della citt
Indica laumento percentuale del numero di visitatori della citt rispetto allanno precedente
La commissione. I compiti
Tocca allAuthority nazionale dettare indirizzi uniformi
Composizione e compiti dellorganismo indipendente di valutazione
Spetta allorgano di indirizzo politico-amministrativo
Triennale rinnovabile una sola volta
3 INCOMPATIBILI
Chi ricopre o ha ricoperto negli ultimi tre anni incarichi elettivi Chi abbia o abbia avuto negli ultimi tre anni cariche in sindacati I dirigenti dellufficio personale
Verifica del funzionamento dellintero sistema di valutazione Segnalazione tempestiva delle criticit a Corte dei conti e Funzione pubblica Proposta sulla valutazione annuale dei dirigenti e sul riconoscimento dei premi
Un ruolo essenziale nel nuovociclo di valutazione delleperformance spetta allorganismo indipendente di valutazione, che dovr essere attivato dalle amministrazioni entro il 30 aprile 2010 secondo quanto previsto dallarticolo 14 del Dlgs 150. Prima,per, la commissione nazionale di valutazione (prevista dallarticolo 13) dovr in-
Fuori dagli organismi indipendenti locali chi ha incarichi elettivi, i consulenti dei sindacati e chi a capo del personale
dicare i requisiti di competenza ed esperienza per i componenti ed esprimere il proprio assenso alle candidature proposte dagli enti. La nomina dei nuovi membri spetta all'organo di indirizzopolitico-amministrativo degli enti; l'organo potr essere monocratico o collegiale, fino a un massimo di tre soggetti, avr durata triennale e i mandati saranno rinnovabili per una sola volta. La nomina potr dirsi perfezionata solo dopo il via libera della commissione nazionale.
Non potranno essere nominati coloro che rivestano incarichi elettivi, cariche in partiti osindacati,ocheabbiano incarichi con tali organizzazioni, o che abbiano avuto tali rapporti nei tre anni precedenti; lincompatibilit stata prevista anche per i dirigenti dell'ufficio personale. Restanoesclusedall'applicazione dell'articolo 14 le regioni, compresi i loro enti, il servizio sanitario nazionale e gli enti locali. Per gli enti territoriali, infatti, tra le norme del titolo II solo larticolo 11 (sulla trasparenza), commi 1 e 3, costituisce normaimperativadidirettaapplicazione.Gliarticoli13e14sono in questi enti neppure normedidirettaattuazionedell'articolo 97 della Costituzione, che sono tassativamente elencate negli articoli 16 e 74. Il legislatore ha stabilito che nellorganismo si concentrino tutte le funzioni di controllo previste dal Dlgs 286/99, tra cui anche quelle di controllo strategico. Il nuovo organo riferir direttamente all'organo di indirizzo politico-amministrativo dell'ente. Tra i compiti pi importanti claverificadelfunzionamentocomplessivodelnuovosistema di valutazione (che dovr essere operativo dal 1gennaio 2010), e la comunicazione tempestiva alla corte dei conti e
allispettorato della Funzione pubblicadelleeventualicriticitriscontrate.Lorganismo dovr inoltre proporre la valutazione annuale dei dirigenti e l'attribuzione dei premi. Ogni amministrazione dovrcostituireunastrutturapermanente di supporto, individuandoilresponsabiletracoloro che siano in possesso di una specifica professionalit ed esperienza nel campo della valutazione del personale. Entro il 15 dicembre prossimo dovr essere istituita la commissioneunicaper lavalutazione, che operer in piena autonomia, in collaborazione la Funzione pubblica e con la Ragioneria generale dello Stato.Lemodalitdiorganizzazione e le norme regolatrici dell'attivit della commissione dovranno essere stabilite con decreto del ministro per la pubblica amministrazione. La commissione dovr svolgere attivit di indirizzo e coordinamento nei confronti degli organismi indipendenti di valutazione, fornendo anche supporto tecnico. Avr inoltre compiti di verifica della corretta applicazione delsistema di valutazione delle amministrazioni centrali e dovr predisporre il piano e la relazione sulla performance degli stessi enti.
Pubblico impiego ILCODICEDISCIPLINARE
In allerta. Stop e tagli in busta paga al responsabile che sottovaluta gli illeciti
I capitoli del nuovo codice
Stranezze. Multa di 500 euro al capo che non indossa il cartellino identificativo
Le assenze ingiustificate portano al licenziamento
Sospeso fino a 3 mesi chi provoca danni agli utenti
Dallentratain vigoredelDlgs 150/2009 sono immediatamenteapplicabilinuovefattispecie disciplinari e nuove tipologie sanzionatorie, alcune tipologiecontenutenelcodicedisciplinare previsto dagli attuali contratti nazionali sono state modificatenei loroelementi costitutivi e assorbite nelle nuove tipologiesanzionatorie introdotte dallariforma,oin alcunicasialla fattispecie previgente vengono applicate sanzioni pi pesanti. Finoallemanazionedelprossimo contratto nazionale, che recepir tutte le novit, convivono entrambe le discipline. In praticaifattiavvenuti eaccertatidopolentratainvigoredeldecretodovrannoesserecontestati secondo le nuove tipologie mentre i fatti avvenuti prima dellentrata in vigore seguono la disciplina del tempo in cui si sono verificati. Incasodiassenzeingiustificate superioria tregiorni nel biennio prevista la sanzione del licenziamento con preavviso. Lufficio competente per i procedimenti disciplinari, una volta accertato il fatto, non ha alcun potere discrezionale, e non prevista facolt di riduzione della sanzione. La nuova normativa contem-
pla anche lipotesi che il numero delleassenzeingiustificatesiasuperiore a sette nei dieci anni. In meritoqualcheperplessitemerge da un riferimento temporale coslungoperlapplicazionedella recidiva, che potrebbe essere inviolazionedellarticolo7,comma 9 dello Statuto dei lavoratori, dove si dispone che non pu tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due
Le nuove tipologie sono applicabili per i fatti avvenuti dopo lentrata in vigore del decreto attuativo
annidallaloroapplicazione;posto che solo di recidiva decennale possa discutersi in questo caso, dato che il superamento del terzo giorno, comportando immediatamentelasanzione,impedirebbe il maturare di ulteriori giornate di assenza ingiustificata in un unico episodio. Anche in questo caso occorre considerare pure quanto previstodaicontratti.In regioniedenti locali, per esempio, in caso di assenze ingiustificate di durata inferiore a quattro giorni, per il personale non dirigente dovr
farsi riferimento allarticolo 3, comma 5, lettera c) del contratto nazionale del 2008, che prevede la sospensione fino a 10 giorni, mentre per i dirigenti larticolo larticolo 7, comma 8, lettera e) del nuovo contratto nazionale 2006/2009 (la cui ipotesi stata sottoscritta il 19 novembre scorso) si applica una sospensione dal servizio e dalla retribuzione da un minimo di tre giorni ad un massimo di sei mesi. Tra le novitintrodotte dalcontrattonazionale della dirigenza locale si segnala anche la multa da 200 a 500 euro al dirigente che omette di esporre il cartellino identificativo, reintrodotto dal nuovo articolo 55-novies del Dlgs 165/2001. Difficile, in attesa del prossimo contratto, individuare la corrispondente sanzione applicabile in questicasi alpersonale non dirigente, se non la generica violazione di obblighi non ricompresi in altre ipotesi sanzionatorie. La condanna dellamministrazione al risarcimento di un danno a un utente, azienda o, in generale di natura erariale, derivante dalla violazione di obblighi lavorativi stabiliti da norme di legge, regolamento, contrattoo daicodicidicomportamentocomporta,siaperildipendente sia per il dirigente, la sanzione disciplinare da un minimo di tre giorni ad un massimo di tre
mesi, tenuto conto dellentit del risarcimento. Identica sanzione disposta dal contratto nazionale dei dirigenti nel caso di mancato controllo del proprio personale per prevenirefenomeni diassenteismo, e si prevede il possibile coinvolgimento anche del dirigente preposto allamministrazione generale del personale in una sorta di corresponsabilit oggettiva. Viene sanzionata con la sospensione dal servizio fino a tre mesilinerzia olasottovalutazione degli elementi costituenti un illecito disciplinare del collaboratore da parte del dirigente o del responsabile dellufficio prepostoaiprocedimentidisciplinari. Alla sanzione consegue la decurtazionedellindennitdirisultato del dirigente, per un tempo pari al doppio della sospensione. La quantificazione della sospensione disposta in questi casi legataallagravitdellillecitodisciplinare chesi sarebbedovuto avviare o per il quale si sia lasciato scadereancheunosolodeitermini, oggi dichiarati tutti a pena di decadenza. Il rifiuto o lomissionedicollaborazioneinun procedimento a carico di un lavoratore della stessa o di altra amministrazionecomportalasospensione fino a quindici giorni.
Gli illeciti disciplinari e le sanzioni previste dal decreto attuativo della riforma del pubblico impiego Sanzione Comportamento sanzionato Norma di riferimento
SOSPENSIONE DAL SERVIZIO Con privazione della retribuzione fino a 15 giorni Rifiuto ingiustificato a testimoniare o a collaborare a un procedimento disciplinare in corso anche presso altra pubblica amministrazione Articolo 55-bis, comma 7, Dlgs 165
Con privazione della retribuzione Mancato esercizio o decadenza fino a 3 mesi e, per i soli dirigenti, dellazione disciplinare per omissione decurtazione dellindennit di risultato o ritardo ingiustificati Con privazione della retribuzione da 3 giorni a 3 mesi in proporzione allentit del risarcimento COLLOCAMENTO IN DISPONIBILIT Per due anni e successivo licenziamento e/o ai fini delleventuale ricollocamento del lavoratore rideterminazione mansioni e qualifica LICENZIAMENTO
Articolo 55-sexies, comma 3, Dlgs 165
Violazione degli obblighi della prestazione Articolo 55-sexies, comma 1, Dlgs 165 lavorativa, che abbia comportato condanna per la pubblica amministrazione al risarcimento del danno
Articolo 55-sexies, comma 2, Dlgs 165 In caso di grave danno al funzionamento dellufficio per inefficienza e incompetenza professionale accertata tramite sistema di valutazione senza sentenza di condanna alla pubblica amministrazione
Ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto per motivate esigenze di servizio Assenza ingiustificata per pi di tre giorni, o mancata ripresa del servizio dellassenza ingiustificata entro il termine fissato dalla pubblica amministrazione Insufficiente rendimento
Articolo 55-quater, comma 1, lettera c), Dlgs 165 Articolo 55-quater, comma 1, lettera b), Dlgs 165
Dirigenti. Manca il soggetto competente
Articolo 55 -quater, comma 2, Dlgs 165 Articolo 55-quater, comma 1, lettera a), Dlgs 165
Applicabilit a rischio nei comuni
Arischiolapplicabilitdelsistema disciplinare per i dirigenti degli enti locali. Nel nuovo contratto manca il soggetto competente a emanare il provvedimento sanzionatorio finale. Il problema nasce da un difetto di coordinamento tra il nuovo articolo 55, comma 4 del Dlgs 165/2001 e larticolo 6, comma 2 dellintesa per i dirigenti locali siglata il 19 novembre. Il Dlgs 150 ha previsto che ove non diversamentestabilitonelcontrattosi applicanolenormeintrodottedallariforma, che affida allufficio per i procedimentidisciplinarilacompetenza per le sanzioni pi gravi, mentre le determinazioniconclusivedelprocedimento sono adottate dal dirigente generaleotitolarediincaricoconferito ai sensi dellarticolo 19, comma 3; questultima norma si riferisce per soloai dirigenti dei ministeri. Larticolo6,comma2,dellapreintesasilimitatoarinviareallarticolo 55-bis del Dlgs 165 mentre, come unica fonte di grado inferiore autorizzataaintervenireinquestamateria, avrebbe dovuto stabilire che in regioni ed enti locali le determinazioniconclusivesonoassuntedaldirettoregenerale,odalsegretariocomunale negli enti in cui il direttore
nonc.Nonconsentito,inunamateriaparagiurisdizionalecomequella disciplinare, ricorrere allanalogia per individuare il soggetto competente.LoStatutononpuintervenire, e nemmeno appare possibile disciplinarelaquestioneconregolamento dal momento che larticolo 74 del Dlgs 150 ha inserito larticolo 68, tra quelli di potest legislativa esclusiva dello Stato. Il nodo potrebbe quindi essere risolto ritoccando le previsioni contrattuali prima della firma definitiva.
Falsa attestazione della presenza in servizio, ovvero giustificazione dellassenza mediante certificazione medica falsa Produzione di documenti o dichiarazioni false per ottenere lassunzione o in caso di avanzamenti di carriera
Articolo 55-quater, comma 1, lettera d), Dlgs 165
Ripetizione nellambiente di lavoro, di gravi Articolo 55-quater, comma 1, lettera e), condotte aggressive, o moleste, Dlgs 165 o minacciose, o ingiuriose, o lesive dellonore e della dignit personale altrui Condanna penale definitiva che preveda linterdizione perpetua dai pubblici uffici Articolo 55-quater, comma 1, lettera f), Dlgs 165
La procedura. Passaggi contingentati
I casi. A partire dallallontanamento per oltre dieci giorni
Ricadute penali. Limpatto
Chi temporeggia perde Scadenze raddoppiate Lazione della magistratura il diritto di difendersi per le sanzioni pi pesanti non ferma il procedimento
Con la riforma Brunetta cessano di avere efficacia le vecchie procedure per lirrogazione delle sanzioni disciplinari, fatto salvo che per i procedimenti disciplinari in corso cui continuano ad applicarsi le norme precedenti se pi favorevoli. Inriferimento a fatti, avvenutidopoil 15 novembre, punibili con sanzioni comprese tra il richiamo scritto e la sospensione dal servizio edalla retribuzione finoa 10 giornisi applica il nuovo procedimento, disciplinato dal nuovo articolo 55-bis, comma 2 del Dlgs 165/2001. Per queste infrazioni competente il responsabile con qualifica dirigenziale oppure, negli enti che ne sono privi, lufficio per i procedimenti disciplinari individuato con regolamento. In questi enti, ai responsabili di uffici, incaricati per la convocazione a difesa. Al colloquio potr prendere parte o un rappresentante sindacale o un procuratore legale. Se non intende essere presente al colloquio difensivo, il lavoratore pu inviare una memoria scritta entro il termine indicato nella contestazione. Se desidera essere presente ma non pu farlo, pu chiedere il rinvio del colloquio con domanda motivata da oggettivo e grave impedimento.Inquestaipotesiilresponsabiledelprocedimento deve effettuare un esame approfondito,perch laconcessionedi unposticiposuperiore ai 10 giorni consente un differimento della data finale di scadenza del procedimento disciplinare. Se invece il dipendente non si presentasenzainviarememoriadifensivaorichiestadirinvio,ladatadellaudizionecostituisce,perlaprimavolta,unterminedidecadenza delle azioni difensive a carico del lavoratore, cui non sar pi consentito far pervenire memorie o pretendere di essere ascoltato. Qualche dubbio sulleffettiva decadenza del dirittoalladifesa sorgenel casoin cuiil dipendentedimostridi essere statooggettivamente impossibilitato a rispettare il termine; stando allinterpretazione letterale, comunque, in questi casi il responsabile del procedimento completer listruttoria secondo quanto gi detenuto agli atti, effettuando laudizione di eventuali testi e acquisendo documentazione, se necessario, anche presso altre Pa, che sono tenute a fornire tutta la collaborazione necessariaaifinidelprocedimento.Il provvedimento finale, opportunamente motivato e comprendente una ricostruzione di tutta listruttoria, deve essere emanato entro 60 giornidalla data di conoscenza dei fatti oggetto del procedimento, tranne nei casi in cui sia stato disposto un rinvio dellaudizione superiorea 10giorni.In questocasoil terminefinale prorogato in misura corrispondente. La violazione di uno qualunque di questi termini comportaladecadenza dellazionedisciplinare e la conseguente responsabilit del soggetto competente.
Per fatti commessi dal dipendente senza qualifica dirigenziale punibili con sanzioni comprese tra la sospensione dal servizio e dalla retribuzione oltre i 10 giorni e il licenziamento senza preavviso, semprecompetente lufficioperi procedimenti disciplinari individuato nel regolamento dellente. In questi casi si prevede (articolo 55-bis, comma 3 del Dlgs 165/2001) che il responsabile della struttura in cui lavora il dipendente deve trasmettere gli atti sul comportamento possibile oggetto di procedimento allufficio entro 5 giorni dalla conoscenza dei fatti. Questo lunico termine delliter disciplinare non sottoposto a decadenza.
CALENDARIO CERTO
PUNIZIONI TRASVERSALI
La contestazione indica i termini entro i quali il lavoratore pu inviare una memoria scritta o domandare il rinvio del colloquio per oggettivo e grave impedimento
diposizioneorganizzativa,chefinoadoggipotevanoirrogaresanzionifinoalrichiamoscritto,restasololacompetenzaalrichiamoverbale, privo peraltro di qualunque formalit procedimentale.Quandoildirigentedellastruttura in cui il dipendente lavora ha notizia di un fatto costituente infrazione di minore gravit, deve contestarlo per iscritto allinteressato senza indugio e comunque entro 20 giorni, indicando con precisione data, luogo e dettaglidelcomportamentoattribuitoaldipendente. Tutto ci che non viene puntualizzato nellacontestazione nonpuessere oggettodi valutazione, ed quindi necessario prestare curaparticolarenellaredazionedellatto,richiamando anche eventuali recidive. Nellambito della contestazione, con un preavviso minimo di 10 giorni fissata la data
Per evitare lo scaricabarile fra enti diversi le norme introducono la responsabilit in carico allufficio esterno che non collabora
Una novit importante, introdotta dallo stesso comma 3, impone al soggetto che viene a conoscenza di fatti disciplinarmente rilevanti, nel trasmetterne gli atti allufficio, di darne contestuale comunicazione allinteressato. Il procedimento, disciplinato dal comma 4, raddoppia tutti i termini previsti per le sanzioni minori. Cos la contestazione va inviata allinteressato entro 40 giorni dal ricevimento degli atti, la fissazione dellaudizione deve prevedere un preavviso di almeno 20 giorni e il termine per lemanazione della sanzione confermato nellordinario termine di 120 giorni; che per decorrono dal momento della prima acquisizione della notizia. Il mancato rispetto del termine di 5 giorni
per la trasmissione della documentazione allufficio potrebbe anche far decadere lintero procedimento se il ritardo nella trasmissione degli atti avvenisse in prossimit della scadenza del procedimento (cosa che automaticamente comporterebbe un procedimento disciplinare a carico del dipendente che col suo ritardo ha reso impossibile lazione). Anche in questa ipotesi lufficio disciplinare pu acquisire documenti da altre Pa, fermo restando che il tempo necessario non comporta sospensione della decorrenza dei termini finali del procedimento. La sospensione invece prevista se il dipendente nel corso del procedimento ottiene un trasferimento. Il comma 8 dispone il trasferimento degli atti e lobbligatoria prosecuzione delliter a cura dellente di destinazione. Il Dlgs 150 introduce un sistema di responsabilit se manca la collaborazione tra enti diversi nei procedimenti disciplinari. Il soggetto procedente, se la Pa interpellata non risponde in tempi adeguati per consentire il completamento dellistruttoria, dovr concludere il procedimento avviato nei confronti del proprio e informare lufficio disciplinare dellamministrazione che non ha ottemperato, affinch avvii procedimento a carico del dipendente non collaborativo. Se non lo fa, il responsabile dellufficio sarebbe a sua volta chiamato a risponderne. Idem nel caso di mancato riavvio del procedimento per mobilit dellincolpato presso altro ente. Lobiettivo di depotenziare tentativi di rimpallo di responsabilit, stabilendo che un procedimento avviato deve comunque giungere ad un provvedimento finale. Al contrario, un procedimento ingiusto non determina a carico di chi lo ha condotto alcuna responsabilit civile, a meno che non si dimostri il dolo o la colpa grave.
Il decreto attuativo della riforma Brunettarisolveilproblema delladurataindefinita dei procedimenti disciplinari che abbiano ad oggetto illeciti penali dei dipendenti, stabilendo la regola generale del divieto di sospensione del procedimento disciplinare. Il responsabile del procedimento osservertutti iterminiprevistidalnuovoarticolo 55-bis e giunger al provvedimento finale, indipendentemente dai tempi del processo penalechevede imputato il lavoratore. Le vicende processuali e quelle precedenti,perladozioneasuo caricodiprovvedimenti restrittivi della libert personale, saranno oggetto di valutazione dellufficio, aifinidieventuali sospensionicautelariob-
LINTRECCIO
Se il tribunale accerta fatti che possono risolvere il rapporto di lavoro lamministrazione pu riaprire liter Tocca al dipendente assolto chiedere di rivedere il provvedimento subito
bligatorie o facoltative o per trasferimenti ad altra sede; questi competono comunque allamministrazione, a tutela della propria immagine e credibilit, nonch dellefficienza dellazione amministrativa. IlDlgs150 consentedi disporrelasospensione del procedimento fino alla sentenza penale definitiva, ma solo dopo istruttoria e solo per procedimenti particolarmente complessi o nelleventualit che, al termine della istruttoria, non disponga degli elementi di giudizio necessari a motivare un provvedimento sanzionatorio. Nellemanare latto di sospensione richiesta unadeguata motivazione sullimpossibilit di definire il procedimento, con unevidentecapovolgimentodellatradizionale consuetudine. Indispensabile corolla-
riodella"normale"prosecuzionedeiprocedimenti la definizione delle conseguenze derivantidaunasentenzapenaleche,intuttooinparte,giungaadeterminazionidiversedaquelleposteafondamento delprovvedimento disciplinare. Se il procedimento si era concluso con unarchiviazione o una sanzione conservativa,eildipendentevieneviceversariconosciuto colpevole di fatti che danno luogo al licenziamento, lufficio per i procedimenti disciplinari deve riaprire il procedimento, entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza definitiva, rinnovando la contestazione di addebiti, e liter deve chiudersi entro 180 giorni dalla contestazione. Al contrario, se il procedimento disciplinare si era concluso con un provvedimento sanzionatorio e interviene sentenza penale di assoluzione, il lavoratore, entro sei mesi dalla sentenza definitiva e a pena di decadenza, ha lonere di presentare domanda di riapertura del procedimento disciplinare; a quel punto lufficio competente deve riaprirlo, sempre nei 60 giorni dallistanza del lavoratore, rinnovando la contestazione. Listruttoria dovr prendere atto, secondo quanto previsto dallarticolo 653, comma1, delcodiceprocedurapenale, cheilfattonon sussistevaoil lavoratorenon laveva commesso. Il provvedimento assunto precedentementedi conseguenzaverrannullato o ridotto, a seconda se i fatti contestati nel procedimento originale si esaurivano o meno nellambito dei fatti processualmente rilevanti. Al lavoratore assolto, licenziato o sospeso cautelativamente, dovranno essere restituite le somme non percepite e sar ricollocato in un posto di pari qualifica e con mansioni equivalenti a quelle esercitate allepoca del licenziamento. Analoga procedurae identici i termini nelleventualit che il procedimento iniziato fosse stato sospeso fino a sentenza definitiva.
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