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Timestamp: 2020-01-26 13:26:56+00:00

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RS 0.672.974.51 Convenzione del 12 febbraio 1996 tra la Confederazione Svizzera e il Regno della Thailandia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito (con Protocollo)
0.672.974.51 Convenzione del 12 febbraio 1996 tra la Confederazione Svizzera e il Regno della Thailandia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito (con Protocollo)
0.672.974.51
Tradzuzione1
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e il Regno della Thailandia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito
Conclusa il 12 febbraio 1996
Approvata dall’Assemblea federale il 28 novembre 19962
Ratificata con strumenti scambiati il 19 dicembre 1996
Entrata in vigore il 19 dicembre 1996
(Stato 5 novembre 1999)
Il Consiglio federale svizzero e il Governo del Regno della Thailandia,
2. Sono considerate imposte sul reddito le imposte prelevate sul reddito complessivo o su elementi del reddito comprese le imposte sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull’ammontare complessivo degli stipendi o dei salari nonché le imposte sui plusvalori.
per quanto concerne la Svizzera: le imposte federali, cantonali e comunali sul reddito (reddito complessivo, reddito del lavoro, reddito del patrimonio, utili industriali e commerciali, utili di capitale e altri redditi); (qui di seguito indicate quali «imposta svizzera»);
per quanto concerne la Thailandia:
l’imposta sul reddito; e
l’imposta sui redditi del petrolio (Petroleum income tax)
(qui di seguito indicate quali «imposta thailandese»).
il termine «Thailandia» designa il Regno della Thailandia e comprende le zone adiacenti alle acque territoriali del Regno della Thailandia, il fondo e il sottosuolo del mare, sui quali il Regno di Thailandia, secondo la sua legislazione e in accordo con il diritto internazionale, può esercitare i suoi diritti di sovranità;
le espressioni «uno Stato contraente» e «l’altro Stato contraente» designano, a seconda del contesto, la Svizzera o la Thailandia;
il termine «persona» comprende le persone fisiche, le società e ogni altra associazione di persone e, nel caso della Thailandia, anche tutti gli enti considerati soggetti fiscali;
il termine «imposta» designa, a seconda del contesto, l’imposta svizzera o l’imposta thailandese;
le persone fisiche che hanno la cittadinanza di uno Stato contraente,
le persone giuridiche, le società di persone, le associazioni o altri enti costituiti conformemente alla legislazione in vigore in uno Stato contraente;
per quanto concerne la Svizzera, il direttore dell’Amministrazione federale delle contribuzioni o il suo rappresentante autorizzato, e
per quanto concerne la Thailandia, il Ministro delle finanze o il suo rappresentante autorizzato.
1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione «residente di uno Stato contraente» designa ogni persona che, in virtù della legislazione di detto Stato, è assoggettata ad imposta nello stesso Stato a motivo del suo domicilio, della sua residenza, del luogo della sua fondazione, della sede della sua direzione, o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono imponibili in questo Stato soltanto per i redditi che esse ricavano da fonti ivi situate.
3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona diversa da una persona fisica è considerata residente di entrambi gli Stati contraenti, le autorità competenti degli Stati contraenti risolvono la questione di comune accordo.
un’azienda agricola o una piantagione;
un deposito in relazione ad una persona che mette a disposizione di terzi le relative installazioni;
un cantiere di costruzione, una catena di montaggio oppure le relative attività di sorveglianza se la loro durata oltrepassa i sei mesi;
la prestazione di servizi, comprese le attività di consulenza da parte di un residente di uno Stato contraente per mezzo di impiegati o di altro personale, quando tali attività si protraggono nell’altro Stato contraente, nel quadro dello stesso progetto o di progetti collegati, per un periodo o periodi cumulativamente superiori a sei mesi in un lasso di tempo di dodici mesi.
le merci appartenenti all’impresa sono immagazzinate ai solo fini della trasformazione da parte di un’altra impresa;
una sede fissa di affari è utilizzata, per l’impresa, ai soli fini di pubblicità, di fornire informazioni, di effettuare ricerche scientifiche o di esercitare attività analoghe che abbiano carattere preparatorio o ausiliario.
4. Nonostante le disposizioni dei paragrafi 1 e 2, se una persona – diversa da un agente che goda di uno status indipendente, a cui si applica il paragrafo 6 – agisce in uno Stato contraente per conto di un’impresa dell’altro Stato contraente, si considera che questa impresa abbia nel primo Stato una stabile organizzazione se:
la persona dispone di poteri che le permettono di concludere contratti a nome dell’impresa e che esercita abitualmente nel primo Stato, a meno che le attività di questa persona non si limitino all’acquisto di merci per l’impresa;
la persona non possiede tali poteri ma dispone abitualmente nel primo Stato di un deposito di merci appartenenti all’impresa dal quale esegue regolarmente forniture per conto dell’impresa; o
la persona non possiede tali poteri ma prende abitualmente ordinazioni nel primo Stato, esclusivamente o pressoché esclusivamente per conto dell’impresa oppure per conto dell’impresa e di altre imprese che essa controlla o nelle quali ha un potere di controllo.
5. Nonostante le precedenti disposizioni del presente articolo si considera che una compagnia d’assicurazioni di uno Stato contraente abbia una stabile organizzazione nell’altro Stato contraente, eccettuate le sue attività di riassicurazione, se essa incassa premi sul territorio di questo altro Stato o vi assicura dei rischi locali per mezzo di un impiegato o rappresentante diverso da un agente che goda di uno status indipendente, a cui si applica il paragrafo 6.
6. Non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione in uno Stato contraente per il solo fatto che essa vi eserciti la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività. Tuttavia, se le attività di detto intermediario sono esercitate esclusivamente o pressoché esclusivamente per conto di questa impresa e di altre imprese che essa controlla o nelle quali essa ha un potere di controllo, egli non sarà considerato un intermediario indipendente ai fini del presente paragrafo.
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da beni immobili situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
3. Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa, comprese le spese di direzione e le spese generali di amministrazione, sia nello Stato in cui è situata la stabile organizzazione, sia altrove.
5. Nessun reddito o utile può essere attribuito ad una stabile organizzazione per il solo fatto che essa ha acquistato merci per l’impresa.
6. Ai fini dell’applicazione dei paragrafi precedenti, i redditi o gli utili da attribuire alla stabile organizzazione sono determinati annualmente con lo stesso metodo, a meno che non esistano validi e sufficienti motivi per procedere diversamente.
7. Quando i redditi o gli utili comprendono elementi di reddito considerati separatamente in altri articoli della presente Convenzione, le disposizioni di tali articoli non sono pregiudicate da quelle del presente articolo.
1. I redditi o gli utili di un’impresa di uno Stato contraente derivanti dall’esercizio, in traffico internazionale, di aeromobili sono imponibili soltanto in questo Stato contraente.
2. I redditi o gli utili conseguiti da un’impresa di uno Stato contraente da fonti situate nell’altro Stato contraente con l’esercizio di navi in traffico internazionale sono imponibili nell’altro Stato contraente, ma l’imposta prelevata nell’altro Stato deve essere ridotta del 50 per cento.
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 si applicano parimenti ai redditi e agli utili derivanti dalla partecipazione a un fondo comune («pool»), a un esercizio in comune o a un organismo internazionale di esercizio.
le medesime persone partecipano, direttamente o indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di un’impresa di uno Stato contraente
e di un’impresa dell’altro Stato contraente, e, nell’uno e nell’altro caso, le due imprese, nelle loro relazioni commerciali o finanziarie, sono vincolate da condizioni accettate o imposte, diverse da quelle che sarebbero convenute tra imprese indipendenti, i redditi e gli utili che in mancanza di tali condizioni sarebbero stati realizzati da una delle imprese, ma che a causa di dette condizioni non lo sono stati, possono essere inclusi negli utili di questa impresa e tassati in conseguenza.
2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente ed in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se la persona che riceve i dividendi ne è il beneficiario effettivo, l’imposta così applicata non può eccedere:
il 10 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, se il beneficiario effettivo è una società che detiene direttamente almeno il 10 per cento del capitale della società che paga i dividendi;
3. Ai fini del presente articolo il termine «dividendi» designa i redditi derivanti da azioni, da azioni o diritti di godimento, da quote minerarie, da quote di fondatore o da altre quote di partecipazione agli utili –ad eccezione dei crediti –nonché i redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione dello Stato di cui è residente la società distributrice.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
5. Qualora una società residente di uno Stato contraente ricavi utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi siano pagati ad un residente di detto altro Stato o la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente ad una stabile organizzazione o ad una base fissa situata in detto altro Stato, né prelevare alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscano in tutto o in parte utili o redditi realizzati in detto altro Stato. Questo paragrafo non impedisce ad uno Stato contraente di assoggettare ad imposta in conformità alla sua legislazione gli utili di una stabile organizzazione situata in questo Stato trasferiti o messi a disposizione a partire da detto Stato.
2. Tuttavia, tali interessi possono essere tassati anche nello Stato contraente dal quale essi provengono ed in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce gli interessi ne è l’effettivo beneficiario, l’imposta così applicata non può eccedere:
il 10 per cento dell’ammontare lordo degli interessi se questi sono versati ad un istituto finanziario (compresa una compagnia d’assicurazioni);
il 15 per cento in tutti gli altri casi.
gli interessi provenienti dalla Svizzera e pagati ad un residente della Thailandia sono imponibili soltanto in Thailandia se sono pagati a titolo di mutuo concesso, garantito o assicurato dalla Banca della Thailandia o dalla Export-Import Bank della Thailandia;
gli interessi provenienti dalla Thailandia e pagati ad un residente della Svizzera sono imponibili soltanto nella Svizzera se sono pagati a titolo di mutuo garantito o assicurato conformemente alle disposizioni svizzere in materia di garanzia dei rischi delle esportazioni o degli investimenti.
4. Ai fini del presente articolo il termine «interessi» designa i redditi provenienti da crediti di ogni natura, corredati o no di pegno ipotecario o di una clausola di partecipazione agli utili del debitore, e segnatamente i redditi provenienti da prestiti pubblici e obbligazioni di prestiti, compresi i premi ed altri frutti relativi a detti titoli, nonché ogni provento assimilabile, in base alla legislazione fiscale dello Stato da cui i redditi provengono, ai redditi di somme date in prestito.
5. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario degli interessi, residente di uno Stato contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono gli interessi, un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, ed il credito generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
6. Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato contraente quando il debitore è lo Stato stesso, una sua suddivisione politica, un suo ente locale o un suo residente. Tuttavia, quando il debitore degli interessi, sia esso un residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione per le cui necessità viene contratto il debito sul quale sono pagati gli interessi e tali interessi sono a carico della stabile organizzazione, gli interessi stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione.
7. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare degli interessi pagati, tenuto conto del credito per il quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
1. I canoni provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in questo altro Stato.
2. Tuttavia, tali canoni possono essere tassati nello Stato contraente dal quale essi provengono ed in conformità alla legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i canoni ne è l’effettivo beneficiario, l’imposta così applicata non può eccedere:
il 5 per cento dell’ammontare lordo dei canoni pagati per l’alienazione o l’uso o per la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, escluse le pellicole cinematografiche o le registrazioni su nastro per trasmissioni radiofoniche e televisive;
il 10 per cento dell’ammontare lordo dei canoni pagati per l’alienazione di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o procedimenti segreti;
il 15 per cento dell’ammontare lordo dei canoni in tutti gli altri casi.
3. Ai fini del presente articolo il termine «canoni» designa i compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, ivi comprese le pellicole cinematografiche, o le registrazioni su nastro per trasmissioni radiofoniche e televisive, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o procedimenti segreti, oppure per l’uso o la concessione in uso di equipaggiamenti industriali, commerciali o scientifici o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario dei canoni, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente dal quale provengono i canoni, un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, ed i diritti o i beni generatori dei canoni si ricolleghino effettivamente a detta stabile organizzazione. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
5. I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente quando il debitore è lo Stato stesso, una sua suddivisione politica, un suo ente locale o un suo residente. Tuttavia, quando il debitore dei canoni, sia esso residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione per le cui necessità è stato concluso il contratto che ha dato luogo al pagamento dei canoni e che come tale ne sopporta l’onere, i canoni stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione.
2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente, compresi gli utili derivanti dall’alienazione di detta stabile organizzazione (da sola o in uno con l’intera impresa), sono imponibili in detto altro Stato.
3. Gli utili che un’impresa residente di uno Stato contraente ritrae dall’alienazione di navi o di aeromobili impiegati nel traffico internazionale o di beni mobili adibiti al loro esercizio sono imponibili soltanto in questo Stato.
4. Gli utili che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’alienazione di azioni o di diritti analoghi in una società, i cui beni sono costituiti esclusivamente o pressoché esclusivamente da beni immobili nel senso dell’articolo 6 e situati nell’altro Stato contraente, sono imponibili in questo altro Stato.
5. Gli utili derivanti dall’alienazione di azioni di una società residente di uno Stato contraente che non ricade sotto le disposizioni del paragrafo 4, che rappresentano una partecipazione di almeno il 20 per cento del capitale di questa società, sono imponibili in detto Stato ma l’imposta così prelevata deve essere ridotta del 50 per cento.
Art. 14 Servizi professionali
1. Fatte salve le disposizioni degli articoli 15, 17 e 18 , i salari, gli stipendi e le altre rimunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve per un’attività dipendente, come pure i redditi che egli ritrae dall’esercizio di una libera professione o da altre attività indipendenti di carattere analogo, sono imponibili soltanto in tale Stato, a meno che le attività o i servizi non vengano esercitate, prestati, rispettivamente nell’altro Stato contraente. Se le attività o i servizi sono quivi esercitate, rispettivamente prestati, le rimunerazioni sono imponibili in questo altro Stato.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le rimunerazioni o i redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da un’attività dipendente, da altre attività o servizi esercitate, rispettivamente prestati, nell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto nel primo Stato se:
il beneficiario soggiorna nell’altro Stato per un periodo o per periodi che non eccedono in totale i 183 giorni nel corso di un periodo di 12 mesi e
le rimunerazioni o i redditi sono pagati da una persona o per conto di una persona che non è residente dell’altro Stato e
3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le rimunerazioni ricevute per un’attività dipendente svolta a bordo di una nave o di un aeromobile esercitato nel traffico internazionale da un’impresa residente di uno Stato contraente sono imponibili in detto Stato contraente.
Le partecipazioni agli utili, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve come membro del consiglio di amministrazione o di sorveglianza nonché di un altro organo analogo di una società residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
1. Nonostante le disposizioni dell’articolo 14, i redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni personali esercitate nell’altro Stato
contraente in qualità di artista dello spettacolo, di teatro, del cinema, della radio o della televisione, o in qualità di musicista nonché di sportivo, sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito proveniente da prestazioni personali esercitate da un artista dello spettacolo o da uno sportivo in tale qualità è attribuito ad una persona diversa dall’artista o dallo sportivo medesimo, detto reddito può essere tassato nello Stato contraente dove dette prestazioni sono svolte, nonostante le disposizioni degli articoli 7 e 14.
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non sono applicabili alle rimunerazioni o agli utili, ai salari, agli stipendi e ad altri redditi analoghi provenienti da attività esercitate in uno Stato contraente da artisti dello spettacolo o da sportivi o da un’impresa di uno Stato contraente, qualora il loro soggiorno in questo Stato o l’impresa siano sussidiati in larga misura da fondi pubblici dell’altro Stato contraente o di suoi enti locali o di diritto pubblico.
Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 18, le pensioni e le altre rimunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in detto Stato.
a) Le rimunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale ad una persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a tale Stato, suddivisione o ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato.
a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale, direttamente o mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, ad una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a tale Stato, suddivisione o ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato.
3. Le disposizioni degli articoli 14, 15 e 17 si applicano alle rimunerazioni e alle pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi nell’ambito di un’attività industriale o commerciale esercitata da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale.
1. Una persona fisica che, immediatamente prima di risiedere in uno Stato contraente, era residente dell’altro Stato contraente e soggiorna nel primo Stato contraente al solo scopo:
di studiare in un’università o in un altro istituto di formazione riconosciuto; o
di effettuare uno stage in vista dell’esercizio di una professione o di un mestiere; o
di effettuare studi o ricerche come beneficiario di una borsa di studio, di un sussidio o di uno stipendio concessi da un’organizzazione statale, religiosa, di pubblica utilità, scientifica, letteraria o pedagogica;
non è assoggettata nel primo Stato ad imposta su:
somme provenienti dall’estero destinate al suo mantenimento, alla sua formazione, al suo studio, alla sua ricerca o al suo stage;
tale borsa di studio, sussidio o stipendio.
2. Con riferimento alle rimunerazioni di servizi personali prestati nel primo Stato contraente, uno studente ai sensi del paragrafo 1 può, per la durata della sua formazione o del suo stage, beneficiare delle stesse esenzioni, degli stessi sgravi e delle stesse riduzioni d’imposta di cui beneficiano i residenti dello Stato in cui soggiorna.
Art. 20 Eliminazione della doppia imposizione
1. L’imposizione dei redditi in ciascuno Stato contraente è disciplinata dalle leggi in vigore in questo Stato, a meno che non sia diversamente previsto in una disposizione della presente Convenzione.
a) Qualora un residente di Svizzera ritragga redditi che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Thailandia, la Svizzera esenta da imposta detti redditi, salve le disposizioni della lettera b), ma può, per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito, senza tener conto dell’esenzione. Pertanto, qualora un’impresa residente di Svizzera ritragga redditi o consegua utili da fonti thailandesi che, conformemente alle disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 8 o del paragrafo 5 dell’articolo 13, sono imponibili in Thailandia, l’imposta svizzera prelevata su questi redditi o utili sarà ridotta della metà.
Qualora un residente di Svizzera riceva dividendi, interessi o canoni che secondo le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12 sono imponibili in Thailandia, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio che può avere le seguenti forme:
computo dell’imposta pagata in Thailandia, giusta le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, che corrisponde al reddito imponibile in Thailandia; o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi, degli interessi o dei canoni di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Thailandia sull’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi o dei canoni.
Qualora un residente di Svizzera riceva interessi che, giusta le disposizioni della lettera b) del paragrafo 2 dell’articolo 11, sono imponibili in Thailandia, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio che può avere le seguenti forme:
deduzione del 5 per cento sull’ammontare lordo degli interessi in questione, e
computo del 10 per cento dell’ammontare lordo degli interessi sull’imposta svizzera sul reddito di questo residente calcolata tenendo conto dello sgravio menzionato alla lettera (i) di cui sopra; il computo è determinato conformemente ai principi generali menzionati al paragrafo b).
Qualora un residente di Svizzera riceva dividendi, interessi o canoni che, conformemente all’«Investment Promotion Act (B.E. 2520)», al «Revenue Code (B.E. 2481)» o ad altra legislazione speciale intesa a promuovere lo sviluppo economico della Thailandia, in vigore al momento della firma della presente Convenzione o che fosse introdotta successivamente a titolo di modifica o aggiunta di una legislazione esistente, non sono assoggettati all’imposta thailandese o sono assoggettati ad un’aliquota inferiore a quelle previste al paragrafo 2 dell’articolo 10, al paragrafo 2 dell’articolo 11 o al paragrafo 2 dell’articolo 12, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio del 10 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi e dei canoni. Nel caso dei dividendi, lo sgravio è accordato soltanto se essi non sono esentati dall’imposta svizzera secondo la lettera e).
Qualora una società residente di Svizzera riceva dividendi da una società residente della Thailandia, essa fruisce, per quanto concerne la riscossione dell’imposta svizzera afferente a detti dividendi, delle medesime agevolazioni di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse residente della Svizzera.
3. In Thailandia, l’ammontare dell’imposta svizzera pagata sui redditi provenienti dalla Svizzera viene computato sull’imposta thailandese prelevata su questi redditi. L’ammontare computato non può tuttavia eccedere l’ammontare dell’imposta thailandese, calcolata prima del computo, su questi redditi.
Art. 21 Non discriminazione
3. Le disposizioni del presente articolo non possono essere interpretate nel senso che facciano obbligo a uno Stato contraente di accordare ai residenti dell’altro Stato contraente le deduzioni personali, le esenzioni e le deduzioni d’imposta che esso accorda ai propri residenti in relazione alla loro situazione o ai loro carichi di famiglia.
4. Le imprese di uno Stato contraente il cui capitale è, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da uno o più residenti dell’altro Stato contraente, non sono assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione o ad alcun obbligo ad essa relativo, diverso o più oneroso di quelli cui sono o potranno essere assoggettate le altre imprese della stessa natura del primo Stato.
5. Il termine «imposizione» designa nel presente articolo le imposte oggetto della presente Convenzione.
Art. 22 Procedura amichevole
1. Quando ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alla presente Convenzione, una persona può, indipendentemente dai mezzi giuridici previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il caso all’autorità competente dello Stato contraente di cui è residente. Il caso dovrà essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione della misura che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione.
4. Le autorità competenti degli Stati contraenti potranno comunicare direttamente fra di loro al fine di pervenire ad un accordo ai sensi dei paragrafi precedenti.
Art. 23 Scambio di informazioni
1. Le autorità competenti degli Stati contraenti si scambieranno su richiesta le informazioni necessarie per l’applicazione degli articoli 7, 10, 11 e 12 nonché dell’articolo 20. Le informazioni ricevute da uno Stato contraente saranno tenute segrete allo stesso modo di quelle ottenute sulla base del diritto interno di questo Stato e saranno comunicate soltanto alle persone e autorità che si occupano dell’applicazione delle disposizioni dei predetti articoli.
2. Le disposizioni del presente articolo non possono in alcun caso essere interpretate nel senso di imporre ad uno Stato contraente l’obbligo di adottare provvedimenti amministrativi in deroga alla propria legislazione e alla propria prassi amministrativa o a quella dell’altro Stato contraente, né di fornire informazioni che non possono essere ottenute in base alla propria legislazione o nel quadro della propria normale prassi amministrativa o di quella dell’altro Stato contraente, e nemmeno di trasmettere informazioni che potrebbero rivelare un segreto commerciale, industriale, professionale o un processo commerciale la cui comunicazione sarebbe contraria all’ordine pubblico.
2. Nonostante le disposizioni dell’articolo 4, ogni persona fisica che è membro di una missione diplomatica, d’una rappresentanza consolare o di una delegazione permanente di uno Stato contraente, situate nell’altro Stato contraente o in uno Stato terzo, è considerata residente dello Stato accreditante, a condizione che:
2. La presente Convenzione entrerà in vigore alla data dello scambio degli strumenti di ratifica e le sue disposizioni si applicheranno:
alle imposte prelevate alla fonte sui redditi pagati o accreditati il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dello scambio degli strumenti di ratifica;
alle rimanenti imposte, per i periodi o gli esercizi fiscali che iniziano il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dello scambio degli strumenti di ratifica.
alle imposte prelevate alla fonte sui redditi pagati o accreditati il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno successivo a quello della notificazione; e
alle altre imposte, per i periodi o gli esercizi fiscali che iniziano il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno successivo a quello della notificazione.
Fatto in duplice esemplare a Bangkok, il 12 febbraio 1996, nelle lingue tedesca, thailandese e inglese, tutti i testi facenti egualmente fede. In caso di divergenza d’interpretazione fra il testo tedesco e thailandese, prevarrà il testo inglese.
del Regno della Thailandia:
all’atto della firma della Convenzione conclusa tra i due Stati per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione.
1. Ad articolo 5
Resta inteso che le prestazioni di servizi tecniche secondo la definizione del paragrafo 12 del commento all’articolo 12 del modello di Convenzione dell’OCSE del 1977 ricadono sotto la lettera j) del paragrafo 2 dell’articolo 5.
Con riferimento alle disposizioni del paragrafo 3 dell’articolo 5, resta inteso che merci immagazzinate a scopo di fornitura o installazioni usate ai fini della fornitura di merci non costituiscono una stabile organizzazione fintantoché non siano soddisfatte le condizioni della lettera b) del paragrafo 4 dello stesso articolo.
Con riferimento alle disposizioni della lettera c) del paragrafo 4 dell’articolo 5, resta inteso che il solo fatto che una persona prenda ordinazioni nel primo Stato, esclusivamente o pressoché esclusivamente per conto dell’impresa oppure per conto dell’impresa e di altre imprese nelle quali detiene una partecipazione dominante, non è considerato come costitutivo di una stabile organizzazione, a meno che questa persona non sia autorizzata a negoziare tutti gli elementi essenziali che portano a tali ordinazioni e alla conclusione del contratto, anche se il contratto è firmato dall’impresa e non da questa persona.
Con riferimento ai paragrafi 1 e 2 dell’articolo 7, resta inteso che, se un’impresa di uno Stato contraente, che ha una stabile organizzazione nell’altro Stato contraente, vende merci o esercita altre attività in questo altro Stato, gli utili della stabile organizzazione non vengono determinati sulla base dell’importo complessivo conseguito bensì unicamente sulla base della parte di entrate complessive che può essere imputata all’attività effettiva della stabile organizzazione per queste vendite o per queste altre attività.
Resta pure inteso che gli utili dell’impresa possono essere attribuiti alla stabile organizzazione se l’impresa vende merci o esercita attività di natura identica o analoga alle vendite o alle attività effettuate dalla stabile organizzazione, però solo se la stabile organizzazione ha partecipato in maniera determinante a questa attività.
3. Ad articolo 10
Con riferimento al paragrafo 5, resta inteso che fino a quando la Svizzera, in applicazione del suo diritto interno, non preleva alcuna imposta supplementare sugli utili che una stabile organizzazione trasferisce o distribuisce dalla Svizzera all’estero, una tale imposta prelevata in Thailandia sarà limitata all’aliquota prevista nella lettera a) del paragrafo 2 dell’articolo 10.
4. Ad articolo 11
Con riferimento al paragrafo 3, resta inteso che:
con scambio di lettere le autorità competenti possono convenire di applicare ad altre istituzioni le lettere a) e b) nonché di disciplinare le modalità d’applicazione di questa disposizione;
la Banca nazionale svizzera non esercita alcuna delle attività descritte nel paragrafo 3.
5. Ad articolo 12
Con riferimento alla lettera c) del paragrafo 2, resta inteso che, fino a quando la Svizzera:
non avrà introdotto nella sua legislazione interna un’imposizione alla fonte sui canoni pagati a non residenti, e
nell’ambito del computo globale d’imposta, accorderà in maniera generalizzata a titolo di spese deducibili un importo corrispondente al 50 per cento dell’ammontare lordo dei canoni,
i canoni pagati da un residente di Thailandia ad un residente di Svizzera saranno imponibili in Thailandia, ad un’aliquota che non potrà però eccedere il 10 per cento dell’ammontare lordo dei canoni.
RU 1997 928; FF 1996 II 949
2 RU 1997 927
RU 1997 928
19.12.1996 PDF DOC
Convenzione del 12 febbraio 1996 tra la Confederazione Svizzera e il Regno della Thailandia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito (con Protocollo)

References: Art. 14

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23
 articolo 5
 articolo 10
 articolo 11
 articolo 12