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(1) Circolare dell'assessorato regionale per il territorio e l'ambiente, pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 21 marzo 1987, n. 12, S.O. - PDF
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1 Circolare Ass. 30 ottobre 1986, n. 4 (1). Il piano di risanamento delle acque (1) Circolare dell'assessorato regionale per il territorio e l'ambiente, pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 21 marzo 1987, n. 12, S.O. 1. Premessa La Regione siciliana, con l'emanazione del decreto presidenziale n. 93 del 1986 del 2 luglio 1986 e della legge regionale n. 27 del 15 maggio 1986, ha dato attuazione alle disposizioni contenute nella vigente normativa statale diretta a tutelare l'ambiente idrico. Infatti l'art. 4, 1 comma, lett. a) della legge 10 maggio 1976, n. 319 affida alle Regioni la "redazione dei piani regionali di risanamento delle acque", i cui contenuti sono stati precisati nell'art. 8 e nell'art. 14, 2 comma, della stessa legge (articoli modificati ed integrati rispettivamente dall'art. 11 e dall'art. 17, 1 comma della legge 24 dicembre 1979, n. 650.) I due provvedimenti normativi, in cui si articola il Piano regionale di risanamento delle acque della Sicilia, rappresentano un chiaro quadro di riferimento per tutti gli operatori pubblici e privati del settore Il Piano regionale di risanamento delle acque stabilisce obiettivi che sono prevalentemente di qualità della risorsa idrica per tutto il territorio regionale I contenuti del Piano hanno carattere strumentale rispetto alle finalità di tutela della qualità delle acque; ci si riferisce in particolare ai seguenti contenuti: il piano di opere attinenti ai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione; l'organizzazione delle strutture tecnico-organizzative deputate alla gestione dei predetti servizi; la disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubblica fognatura La determinazione dei limiti di accettabilità degli scarichi industriali che recapitano in corpi idrici resta riservata allo Stato. La Regione può, comunque, imporre limiti più rigorosi in relazione alla natura delle alterazioni di un determinato corpo ricettore ed agli obiettivi del suo risanamento La presente circolare è diretta ad illustrare sinteticamente le procedure scaturenti dall'adozione del Piano regionale di risanamento delle acque adeguando le procedure tecnico-amministrative di settore alle nuove previsioni normative2 Capo I Il piano regionale di risanamento delle acque 2. Gli obiettivi del piano regionale di risanamento L'art. 2 della legge regionale n. 27 del 1986 individua con chiarezza gli obiettivi del Piano di risanamento delle acque della Regione Siciliana. In particolare vengono individuati due obiettivi: Recupero e mantenimento delle caratteristiche qualitative di tutti i corpi idrici superficiali e sotterranei in rapporto agli usi degli stessi ed agli obiettivi di difesa del patrimonio naturale ed ambientale previsti dalla legge regionale 6 maggio 1981, n. 98; Tutela della salute pubblica Il problema della tutela quantitativa viene rinviato al piano regolatore generale degli acquedotti che il Provveditorato regionale delle Opere pubbliche ha in corso di aggiornamento. La connessione fra aspetti qualitativi e quantitativi verrà assicurata dal coordinamento fra i due strumenti di pianificazione delle risorse idriche regionali Gli strumenti per la definizione degli obiettivi di qualità del piano 3. Censimento dei corpi idrici L'art. 4, punto d), della legge n. 319 del 1976 per la tutela delle acque dall'inquinamento e l'art. 5 della legge 24 gennaio 1986, n. 7 (di conversione del D.L. 25 novembre 1985, n. 667), relativa al contenimento del fenomeno di eutrofizzazione, affidano alle Regioni il compito di effettuare le operazioni di rilevamento delle caratteristiche dei corpi idrici I dati da rilevare sono: a) le caratteristiche idrologiche, chimiche, biologiche ed il loro andamento nel tempo; b) la individuazione dell'entità di contributi dei nutrienti (fosforo, azoto e simili) generati dai settori civile, agricolo, zootecnico ed industriale, per i soli corpi idrici soggetti al rischio eutrofico; c) tutti gli usi diretti ed indiretti I criteri e le metodologie da seguire per il censimento sono stati riportati nell'allegato 1 della delibera del 4 febbraio 1977 del Comitato Interministeriale per la tutela delle acque dall'inquinamento.3 3.4. Per lo svolgimento delle attività di censimento la Regione può avvalersi della collaborazione del Servizio idrografico italiano e degli Uffici del Genio civile mentre per gli aspetti qualitativi, può utilizzare gli Uffici delle Province L'art. 6, lett. d), della legge n. 319 del 1976, modificata dalla legge n. 650 del 1979, assegna ai Comuni e loro Consorzi il compito di effettuare "l'installazione e la manutenzione della rete dei dispositivi per il controllo qualitativo dei corpi idrici nell'ambito dell'attività regionale di censimento delle risorse idriche" La prima fase del censimento e stata effettuata raccogliendo i dati e le informazioni esistenti, riportate in schede e monografie relative a ciascun corpo idrico censito e individuando le stazioni e le modalità di prelievo. A tal fine si sono utilizzati un apposito studio del C.S.E.I. di Catania e gli studi annessi al Progetto Speciale n. 30 della Cassa per il Mezzogiorno. I risultati di tale prima fase sono contenuti nei volumi da 12 a 17 del Piano di risanamento delle acque La seconda fase del censimento si incentrerà sulle attività di completamento, aggiornamento costante ed utilizzazione dei dati raccolti Gli interventi relativi alla seconda fase saranno avviati attraverso incontri che l'assessorato scrivente organizzerà con i competenti organi delle Province regionali e dei Laboratori di Igiene e profilassi Catasto degli scarichi La legge n. 319 del 1976, art. 5 (testo modificato dall'art. 8 della legge n. 650 del 1979), affida alle Amministrazioni provinciali la formazione di un catasto di tutti gli scarichi pubblici e privati, nei corsi d'acqua superficiali I criteri metodologici per la formazione e l'aggiornamento del catasto sono contenuti nell'allegato 1, Capitolo III, della delibera del 4 febbraio 1977 del Comitato Interministeriale per la Tutela delle Acque dall'inquinamento Le Amministrazioni Provinciali, per le operazioni di individuazione e localizzazione di tutti gli scarichi, si avvalgono degli uffici e servizi dei Comuni Per fare fronte alle spese relative alla formazione del catasto l'assessorato regionale del Territorio e dell'ambiente ha già provveduto, con Dec.Ass. n. 476 del 1983 del 20 dicembre 1983, a ripartire alle nove Province siciliane la somma complessiva di L , assegnata dal Ministero dei Lavori Pubblici in applicazione dell'art. 4 della legge n. 650 del La somma è stata ripartita, tenendo conto della popolazione e delle aziende presenti nel territorio di ciascuna provincia, secondo il seguente prospetto: - Provincia di AG L " " CL L " " CT L " " EN L4 - " " ME L " " PA L " " RG L " " SR L " " TP L I fondi assegnati dovranno essere utilizzati dalle Province per lo svolgimento delle attività descritte nel Capitolo III dell'allegato 1 della delibera del Comitato Interministeriale per la Tutela delle Acque dall'inquinamento del 4 febbraio Si sottolinea, in particolare, l'esistenza di una completa informatizzazione di tale servizio secondo i criteri indicati nei punti 4 e segg. del citato Capitolo III Inoltre, poiché i dati rilevati da ciascuna Provincia dovranno essere utilizzati a livello regionale per l'aggiornamento dei contenuti del Piano regionale di risanamento delle acque, è necessario che le procedure di memorizzazione ed elaborazione dei dati raccolti siano uniformi per tutto il territorio regionale A tal fine questo Assessorato procederà al coordinamento di tale attività attraverso incontri con gli amministratori ed i responsabili del servizio a livello provinciale Gli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi del piano 5. Il piano di opere attinenti ai servizi di fognatura e depurazione Sulla base dei dati e delle informazioni relative allo stato di fatto delle opere di fognatura e depurazione, rilevate ai sensi dell'art. 8, lett. a), della legge n. 319 del 1976, il Piano di risanamento ha previsto, per ciascun Comune, la soluzione fognaria e depurativa ritenuta, in linea di massima, più valida per la tutela ed il disinquinamento dei corpi ricettori. Le soluzioni previste dal Piano, a seconda delle particolari situazioni orografiche o degli obiettivi di tutela, sono autonome, cioè circoscritte nell'ambito del territorio di un solo Comune, ovvero associate per i sistemi fognari e depurativi posti al servizio del territorio di più Enti Locali Si riportano di seguito, per ciascuna Provincia, i sistemi relativi ai Comuni per i quali è prevista una soluzione associata, restando inteso che per gli altri Comuni, non riportati nell'elenco, la soluzione prevista deve intendersi autonoma: Provincia di CALTANISSETTA Cons. n Caltanissetta; 2. S. Cataldo Gela; 2. ASI.5 Provincia di CATANIA Cons. n Aci Castello; 2. Aci Catena (fraz. Vampolieri). 2 - (Impianto di Maria SS. delle Grazie di Acireale) 1. Acireale (centro e frazioni di Maria SS. delle Grazie e Aci Platani); 2. Viagrande; 3. Aci Sant'Antonio; 4. Aci Catena (centro e frazioni di Aci Sanfilippo e S. Nicolò); 5. S. Giovanni La Punta (centro); 6. Valverde; 7. Aci Bonaccorsi. 3 - (Impianto di Stazzo ad Acireale) 1. Acireale (frazioni di S. Maria Ammalati, S. Giovanni Bosco, Schillichenti, Pozzillo, Stazzo, S. Maria Le Stelle, Piano d'api, Balatelle, S. Cosmo, Santa Tecla, Guardia Mangano); 2. S. Venerina, 3. Zafferana Etnea Catania; 2. S. Agata Li Battiati; 3. Tremestieri Etneo (fraz. di Canalicchio); 4. S. Gregorio di Catania; 5. Misterbianco (zona industriale) Mascali; 2. Giarre; 3. Riposto; 4. S. Alfio; 5. Fiumefreddo di Sicilia Scordia; 2. Militello Val di Catania Misterbianco; 2. Belpasso; 3. Camporotondo Etneo; 4. S. Pietro Clarenza; 5. Mascalucia; 6. Nicolosi; 7. Tremestieri Etneo; 8. Pedara; 9. Trecastagni; 10. Gravina di Catania; 11. Catania (quartiere di S. G. Giovanni Galermo); 12. Misterbianco (zona industriale Piano Tavola); 13. S. Giovanni La Punta (fraz. di Trappeto). Provincia di ENNA Cons. n Assoro; 2. Leonforte. Provincia di MESSINA Cons. n Acquedolci; 2. S. Agata di Militello Alì Terme; 2. Fiumedinisi; 3. Nizza di Sicilia Barcellona Pozzo di Gotto; 2. Terme Vigliatore e fraz. di Marchesana Brolo; 2. Piraino (esclusa la fraz. di Zappardino); 3. S. Angelo di Brolo Castelmola; 2. Giardini Naxos; 3. Letojanni; 4. Taormina Casalvecchio (fraz. di S. Carlo Inferiore); 2. S. Teresa Riva (fraz. di Misserio) Furci Siculo; 2. Pagliara; 3. Roccalumera Itala; 2. Scaletta Zanclea.6 9-1. Condrò; 2. Gualtieri Sicaminò; 3. S. Pier Niceto (frazioni di Serro e S. Pier Marina); 4. Pace del Mela; 5. ASI (Giammoro); 6. S. Filippo del Mela (lato Est del centro, parte bassa della fraz. di Olivarella, frazioni di Archi, Cattafi, Corriolo, Croce Caruso) Mongiuffi Melia; 2. Gallodoro Limina; 2. Roccafiorita Monforte S. Giorgio; 2. Roccavaldina (fraz. di SS. Salvatore); 3. Rometta (fraz. di Santa Domenica) Motta d'affermo (soltanto fraz. di Torremuzza); 2. Reitano (fraz. di Villa Margi) Gioiosa Marea; 2. Piraino (fraz. di Zappardino) Terme Vigliatore (fraz. di Vigliatore); 2. Furnari (fraz. di Tonnarella) Rometta; 2. Saponara (soltanto la fraz. di S. Pietro) S. Teresa Riva; 2. Savoca (frazioni di Contura, Morbilla, Massenza, S. Francesco di Paola, Rina) Torregrotta; 2. Venetico; 3. Roccavaldina (fraz. di Cardà); 4. Monforte S. Giorgio (fraz. di Monforte Marina). Provincia di PALERMO Cons. n Bompietro; 2. Petralia Soprana (fraz. di Cipampini) Blufi (fraz. di Ferrarello); 2. Bompietro (fraz. di Locati) Palermo; 2. Villabate; 3. Misilmeri (fraz. di Portella di Mare); 4. Ficarazzi; 5. Monreale (fraz. di Villa Ciambra) Balestrate; 2. Trappeto Partinico; 2. Borgetto (frazioni di Corsitti e Magna) Capaci; 2. Carini; 3. Torretta; 4. ASI (Palermo) S. Cipirello; 2. S. Giuseppe Jato. Provincia di TRAPANI Cons. n Poggioreale; 2. Salaparuta. Provincia di RAGUSA7 Cons. n Pozzallo; 2. Marina di Modica; 3. ASI. Provincia di SIRACUSA Cons. n Floridia; 2. Siracusa; 3. Solarino Carlentini; 2. Lentini Melilli; 2. Priolo Gargallo; 3. ASI Siracusa Il Piano definisce, inoltre, le priorità di realizzazione delle opere necessarie per il completamento dei sistemi fognari e depurativi. Le priorità sono state individuate in due distinte fasi. Una prima fase consiste nella individuazione delle aree bacino o sub-bacino che si trovano in stato di particolare degrado ambientale con corpi idrici superficiali o sotterranei che richiedono urgenti interventi di salvaguardia anche in rapporto al loro uso. Le aree interessate, per le quali sono previsti interventi organici e globali, sono le seguenti: 1) Golfo di Castellammare; 2) Falda idrica dell'etna; 3) Fiume Platani; 4) Area di Gela e Comuni di Palma Montechiaro e Licata; 5) Golfo di Milazzo. Tali aree potranno essere meglio specificate o integrate con il provvedimento da adottare ai sensi dell'art. 51, 1 comma, della L.R. n. 27 del Una seconda fase è diretta ad individuare le priorità fra più interventi da effettuare nella medesima arca bacino o sub-bacino. Tra tali interventi parziali il Piano privilegia: - gli interventi in zone talmente degradate da arrecare gravi pericoli alla salute pubblica; - gli interventi tesi alla protezione ed al recupero della qualità delle acque superficiali o sotterranee destinate o destinabili agli usi idropotabili; - gli interventi in zone che gravitano su corpi idrici superficiali che si presentano in gravi condizioni di alterazione, dando precedenza agli interventi diretti: a) alla salvaguardia degli usi della balneazione e della mitilicoltura; b) alle zone che siano meta di importanti flussi turistici internazionali, nazionali e locali;8 c) ai centri urbani che gravitano sulla fascia costiera dando la precedenza a quelli più popolosi e privi di un adeguato sistema fognario e depurativo; d) ai sistemi fognari e depurativi consortili o associati. Nella scelta degli interventi prioritari il Piano tiene conto, inoltre, della razionalità economica dell'opera, consistente nel conseguire con le risorse disponibili il massimo beneficio economico anche tenendo conto delle previsioni di riutilizzo dei reflui e dei fanghi derivati dal processo di depurazione. In ogni caso è previsto che il criterio di scelta debba essere sempre improntato alla immediata funzionalità delle opere eseguite anche per stralci. Per quello che riguarda gli impianti di depurazione il Piano sancisce la necessità di prevedere impianti di tipo modulare, in quanto realizzabili per stralci funzionali in relazione alla percentuale di fognatura realizzata da allacciare all'impianto. Esso prospetta, inoltre, l'esigenza di realizzare i sistemi consortili da valle verso monte, in modo da allacciare immediatamente all'impianto la rete fognante realizzata. Infine, nel definire le priorità, il Piano prescrive anche all'attenta verifica delle effettive capacità attuative degli Enti Locali cui è devoluta la realizzazione concreta delle opere, escludendo quegli Enti che non hanno predisposto gli strumenti amministrativi e tecnici necessari per attivare con immediatezza le procedure di realizzazione delle opere (art 16 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21.) Tale previsione è, fra l'altro, ribadita dall'art. 49 della legge regionale 15 maggio 1986, n La gestione dei servizi Aree di bacino e ambiti territoriali ottimali. L'art. 8, lett. d) della legge n. 319 del 1976, prevede fra i contenuti del Piano regionale di risanamento delle acque, l'indicazione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione e l'organizzazione delle relative strutture tecnicoamministrative. Ai fini della predisposizione dei progetti diretti al disinquinamento, il territorio siciliano è stato suddiviso in 11 aree di bacino. Nell'ambito delle 11 aree di bacino sono stati individuati 28 ambiti territoriali nel cui interno la gestione dei servizi dovrà essere organizzata in modo unitario al fine di ottenere la maggiore economia di costi e la migliore efficienza dei servizi. Si riporta di seguito l'elenco dei Comuni siciliani suddiviso per aree ed ambiti di gestione: AREA 1 - TRAPANI-MARSALA Ambito 1: Buseto Palizzolo (TP), Custonaci (TP), Erice (TP). Favignana (TP), Paceco (TP), S. Vito Lo Capo (TP), Trapani (TP), Valderice (TP)9 Ambito 2: Marsala (TP), Mazara del Vallo (TP), Pantelleria (TP), Petrosino (TP), Salemi (TP), Vita (TP) AREA 2 - CASTELLAMMARE DEL GOLFO Ambito 3: Alcamo (TP), Balestrate (PA), Calatafimi (TP), Castellammare del Golfo (TP), Trappeto (PA) Ambito 4: Borgetto (PA), Cinisi (PA), Giardinello (PA), Montelepre (PA), Partinico (PA), S. Giuseppe Jato (PA), San Cipirello (PA), Terrasini (PA) AREA 3 - BELICE Ambito 5: Campobello di Mazara (TP), Castelvetrano (TP), Gibellina (TP), Partanna (TP), Poggioreale (TP), S. Ninfa (TP), Salaparuta (TP) Ambito 6: Bisacquino (PA), Campofiorito (PA), Camporeale (PA), Chiusa Sclafani (PA), Contessa Entellina (PA), Corleone (PA), Giuliana (PA), Palazzo Adriano (PA), Piana degli Albanesi (PA), Prizzi (PA), Roccamena (PA), S. Cristina Gela (PA) Ambito 7: Alessandria della Rocca (AG), Bivona (AG), Burgio (AG), Calamonaci (AG), Caltabellotta (AG), Lucca Sicula (AG), Menfi (AG), Montevago (AG), Ribera (AG), S. Stefano Quisquina (AG), Sambuca di Sicilia (AG), Santa Margherita Belice (AG), Sciacca (AG), Villafranca Sicula (AG), AREA 4 - PALERMO-TERMINI IMERESE-CEFALÙ Ambito 8: Altofonte (PA), Bagheria (PA), Belmonte Mezzagno (PA), Bolognetta (PA), Capaci (PA), Carini (PA), Ficarazzi (PA), Isola delle Femmine (PA), Marineo (PA), Misilmeri (PA), Monreale (PA), Palermo (PA), Santa Flavia (PA), Torretta (PA), Ustica (PA), Villabate (PA) Ambito 9: Altavilla Milicia (PA), Baucina (PA), Campofelice di Fitalia (PA), Casteldaccia (PA), Cefalà Diana (PA), Ciminna (PA), Godrano (PA), Mezzoiuso (PA), Trabia (PA), Ventimiglia di Sicilia (PA), Vicari (PA), Villafrati (PA) Ambito 10: Alia (PA), Aliminusa (PA), Caccamo (PA), Cerda (PA), Lercara Friddi (PA), Montemaggiore Belsito (PA), Roccapalumba (PA), Sciara (PA), Sclafani Bagni (PA), Termini Imerese (PA) Ambito 11: Caltavuturo (PA), Campofelice di Roccella (PA), Castelbuono (PA), Cefalù (PA), Collesano (PA), Geraci Siculo (PA), Gratteri (PA), Isnello (PA), Lascari (PA), Polizzi Generosa (PA), Pollina (PA), S. Mauro Castelverde (PA), Scillato (PA), AREA 5 - PLATANI Ambito 12: Aragona (AG), Cammarata (AG), Casteltermini (AG), Castronovo di Sicilia (PA), Cattolica Eraclea (AG), Cianciana (AG), Comitini (AG), Racalmuto (AG), S. Angelo Muxaro (AG), S. Biagio Platani (AG), S. Giovanni Gemini (AG)10 Ambito 13: Acquaviva Platani (CL), Bompensiere (CL), Campofranco (CL), Marianopoli (CL), Milena (CL), Montedoro (CL), Mussomeli (CL), S. Caterina Villarmosa (CL), Serradifalco (CL), Sutera (CL), Valledolmo (PA), Vallelunga Pratameno (CL), Villalba (CL), AREA 6 - AGRIGENTO Ambito 14: Agrigento (AG), Camastra (AG), Canicattì (AG), Castrofilippo (AG), Favara (AG), Grotte (AG), Joppolo Giancaxio (AG), Lampedusa e Linosa (AG), Montallegro (AG), Naro (AG), Palma di Montechiaro (AG), Porto Empedocle (AG), Raffadali (AG), Realmonte (AG), Santa Elisabetta (AG), Siculiana (AG), AREA 7 - SALSO Ambito 15: Alimena (PA), Blufi (PA), Bompietro (PA), Castellana Sicula (PA), Ganci (PA), Petralia Soprana (PA), Petralia Sottana (PA), Resuttano (CL) Ambito 16: Barrafranca (EN), Calascibetta (EN), Enna (EN), Pietraperzia (EN), Villarosa (EN) Ambito 17: Caltanissetta (CL), Campobello di Licata (AG), Delia (CL), Licata (AG), Ravanusa (AG), Riesi (CL), S. Cataldo (CL), Sommatino (CL), AREA 8 - MESSINA Ambito 18: Acquedolci (ME), Alcara Li Fusi (ME), Capo d'orlando (ME), Caprileone (ME), Caronia (ME), Castel di Lucio (ME), Castell'Umberto (ME), Frazzanò (ME), Galati Mamertino (ME), Longi (ME), Militello Rosmarino (ME), Mirto (ME), Mistretta (ME), Motta d'affermo (ME), Naso (ME), Pettineo (ME), Reitano (Me), S. Agata di Militello (Me), S. Marco d'alunzio (Me), S. Salvatore di Fitalia (Me), S. Stefano di Camastra (ME), San Fratello (ME), Torrenova (ME), Tortorici (ME), Tusa (ME) Ambito 19: Basicò (ME), Brolo (ME), Castroreale (ME), Falcone (ME), Ficarra (ME), Fondachelli Fantina (ME), Furnari (ME), Gioiosa Marea (ME), Librizzi (ME), Mazzarrà S. Andrea (ME), Montagnareale (ME), Montalbano Elicona (ME), Novara di Sicilia (ME), Oliveri (ME), Patti (ME), Piraino (ME), Raccuja (ME), Rodi Milici (ME), S. Angelo di Brolo (ME), S. Piero Patti (ME), Sinagra (ME), Terme Vigliatore (ME), Tripi (ME), Ucria (ME) Ambito 20: Barcellona Pozzo di Gotto (ME) Condrò (ME), Gualtieri Sicaminò (ME), Leni (ME), Lipari (ME), Malfa (ME), Merì (ME), Milazzo (ME), Monforte S. Giorgio (ME), Pace del Mela (ME), Roccavaldina (ME), Rometta (ME), S. Filippo del Mela (ME), S. Lucia del Mela (ME), S. Marina Salina (ME), S. Pier Niceto (ME), Saponara (ME), Spadafora (ME), Torregrotta (ME), Valdina (ME), Venetico (ME), Villafranca Tirrena (ME) Ambito 21: Alì Superiore (ME), Alì Terme (ME), Antillo (ME), Casalvecchio (ME), Castelmola (ME), Fiumedinisi (ME), Forza d'agrò (ME), Furci Siculo (ME), Gallodoro (ME), Giardini Naxos (ME), Itala (ME), Letojanni (ME), Limina (ME), Mandanici (ME), Messina (ME), Mongiuffi Melia (ME), Nizza di Sicilia (ME), Pagliara (ME), Roccafiorita (ME), Roccalumera (ME), S. Alessio Siculo (ME), S. Teresa-Riva (ME), Savoca (ME), Scaletta Zanclea (ME), Taormina (ME) AREA 9 - ETNA-CATANIA-SIMETO11 Ambito 22: Agira (EN), Aidone (EN), Assoro (EN), Capizzi (ME), Catenanuova (EN), Centuripe (EN), Cerami (EN), Cesarò (ME), Gagliano Castelferrato (EN), Leonforte (EN), Nicosia (EN), Nissoria (EN), Regalbuto (EN), S. Teodoro (ME), Sperlinga (EN), Troina (EN), Valguarnera Capopepe (EN) Ambito 23: Bronte (CT), Calatabiano (CT), Castiglione di Sicilia (CT), Fiumefreddo di Sicilia (CT), Floresta (ME), Francavilla di Sicilia (ME), Gaggi (ME), Giarre (CT), Graniti (ME), Linguaglossa (CT), Maletto (CT), Malvagna (ME), Maniace (CT), Mascali (CT), Milo (CT), Mojo Alcantara (ME), Motta-Camastra (ME), Piedimonte Etneo (CT), Randazzo (CT), Riposto (CT), Roccella Valdemone (ME), S. Alfio (CT), S. Domenica Vittoria (ME), S. Venerina (CT), Zafferana Etnea (CT) Ambito 24: Aci Bonaccorsi (CT), Aci Castello (CT), Aci Catena (CT), Aci S. Antonio (CT), Acireale (CT), Adrano (CT), Belpasso (CT), Biancavilla (CT), Camporotonto Etneo (CT), Catania (CT), Gravina di Catania (CT), Mascalucia (CT), Misterbianco (CT), Motta S. Anastasia (CT), Nicolosi (CT), Paternò (CT), Pedara (Ct), Ragalna (Ct), S. Agata Li Battiati (Ct), S. Giovanni La Punta (Ct), S. Gregorio di Catania (CT), S. Maria di Licodia (CT), S. Pietro Clarenza (CT), Trecastagni (CT), Tremestieri Etneo (CT), Valverde (CT), Viagrande (CT) Ambito 25: Caltagirone (CT), Castel di Judica (CT), Mineo (CT), Mirabella Imbaccari (CT), Palagonia (CT), Raddusa (CT), Ramacca (CT), S. Michele di Ganzaria (CT), AREA 10 - GELA-RAGUSA Ambito 26: Butera (CL), Gela (CL), Grammichele (CT), Licodia Eubea (CT), Mazzarino (CL), Mazzarrone (CT), Niscemi (CL), Piazza Armerina (EN), S. Cono (CT), Vizzini (CT), Ambito 27: Acate (RG), Chiaramonte Gulfi (RG), Comiso (RG), Giarratana (RG), Ispica (RG), Modica (RG), Monterosso Almo (RG), Pozzallo (RG), Ragusa (RG), S. Croce Camerina (RG), Scicli (RG), Vittoria (RG) AREA 11 - SIRACUSA- AUGUSTA Ambito 28: Augusta (SR), Avola (SR), Buccheri (SR), Buscemi (SR), Canicattini Bagni (SR), Carlentini (SR), Cassaro (SR), Ferla (SR), Floridia (SR), Francofonte (SR), Lentini (SR), Melilli (SR), Militello Val di Catania (CT), Noto (SR), Pachino (SR), Palazzolo Acreide (SR), Portopalo di Capopassero (SR), Priolo Gargallo (SR), Rosolini (SR), Scordia (CT), Siracusa (SR), Solarino (SR), Sortino (SR), 6.2. Strutture tecnico-organizzative per la gestione. Il Piano, sulle problematiche in questione, dà alcune indicazioni di massima. Esso prevede la costituzione di Consorzi fra Comuni che operino attraverso una sola Azienda speciale. I Consorzi, da costituire ai sensi dell'art. 21 e succ. del R.D. 15 ottobre 1925, n e degli artt. 169 e segg. del regolamento approvato con R.D. 10 marzo 1904, n. 108, avranno come scopo statutario l'assunzione diretta, mediante Azienda speciale, delle opere e della gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Le Aziende dovrebbero, comunque, operare secondo una organizzazione improntata sui criteri industriali.12 6.3. La gestione dei servizi pubblici nella vigente legislazione regionale - Le funzioni delle Province regionali e le Società per Azioni Le linee di tendenza previste nel Piano regionale di risanamento delle acque possono considerarsi coincidenti, in linea di massima, con le previsioni della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, istitutiva della Provincia regionale. Infatti, l'art. 15 della stessa legge prevede che "i Comuni appartenenti ad una medesima Provincia regionale possono stabilire fra loro, anche con l'intervento della provincia regionale, gestioni comuni al fine di realizzare l'esercizio congiunto di servizi, anche attraverso la costituzione di specifiche unità di gestione", che, appunto, potrebbero essere le Aziende cui si riferisce il piano regionale di risanamento delle acque La legge regionale n. 9 del 1986, in ogni caso, prevede una specifica competenza della Provincia regionale in materia di "organizzazione e gestione dei servizi relativi agli impianti di smaltimento dei rifiuti e depurazione delle acque". Tale competenza, tuttavia, può essere esercitata solo qualora "i Comuni singoli o associati non possano provvedervi" La legge regionale n. 9 del 1986 prospetta, inoltre, altre soluzioni sostanzialmente conformi a quelle indicate dal Piano di risanamento delle acque ma da attuare attraverso strutture più agili e moderne. Infatti, l'art. 18 della legge prevede che i comuni e le province possano "promuovere, per la gestione dei servizi pubblici, la costituzione di Società per Azioni a prevalente capitale pubblico qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati". È chiaramente ipotizzata la costituzione di società miste in cui gli Enti pubblici garantiscano una gestione coerente con la normativa vigente e le società private specializzate forniscano capacità manageriale, professionalità ed assicurino una conduzione efficiente dei servizi La gestione degli impianti di depurazione - L'art. 53 della legge regionale n. 27 del In attesa della costituzione delle società previste dall'art. 18 della L.R. n. 9 del 1986 o, comunque, di una organica definizione delle strutture tecnico-amministrative per la gestione dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione, il legislatore regionale ha emanato una norma di immediata applicazione diretta ad assicurare, nella fase transitoria, la gestione efficiente degli impianti di depurazione realizzati o che si andranno man mano realizzando L'art. 53 della legge regionale 15 maggio 1986, n. 27, infatti prevede l'obbligo per i Comuni di affidare la gestione e la manutenzione degli impianti a imprese specializzate. In particolare, l'art. 53 prevede le seguenti tre ipotesi: a) progetti di impianti di depurazione non ancora approvati: il Comune deve prevedere, nel capitolato speciale di appalto, l'obbligo, per l'impresa assuntrice, della gestione e manutenzione dell'impianto per una durata non inferiore a tre anni; b) progetti di impianti di depurazione approvati e non appaltati alla data di entrata in vigore della legge (17 maggio 1986): l'obbligo previsto al precedente punto a) è inserito "ope legis" nel13 capitolato speciale, senza ulteriori pareri ed approvazioni. La legge non prevede, in questa ipotesi, le modalità di determinazione degli oneri di gestione da rimborsare alle imprese assuntrici. Tali oneri potranno essere concordati tra Amministrazione comunale ed Impresa, sulla base di una analisi dei costi di gestione, e sottoposti alla valutazione di congruità da parte di un competente organo tecnico (U.T.E. ecc.); c) progetti di impianti di depurazione appaltati, in corso di realizzazione o già realizzati alla data di entrata in vigore della legge (17 maggio 1986): il Comune, se sprovvisto di personale idoneo, ha l'obbligo di assicurare il funzionamento e la manutenzione dell'impianto mediante la stipula di convenzioni con imprese in possesso di documentata specializzazione. A parità di condizioni dovrà essere data la preferenza alle cooperative aventi le caratteristiche previste dalla legge regionale 18 agosto 1978, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni Personale da adibire alla gestione degli impianti Anche nel caso di affidamento della gestione e della manutenzione degli impianti di depurazione in convenzione ad imprese specializzate, i Comuni possono procedere all'ampliamento della pianta organica per le qualifiche di livello medio-basso Infatti è prassi che le Aziende che assumono la gestione degli impianti si limitino a fornire capacità manageriali e personale con alto livello di specializzazione lasciando alle Amministrazioni locali i compiti inerenti allo svolgimento di mansioni tecnico-manuali o di media specializzazione I Comuni, pertanto, potranno sempre prevedere nella propria pianta organica posti di operai custodi-manutentori in possesso della necessaria specializzazione e, per gli impianti di terzo livello, anche di personale diplomato in possesso di specifica professionalità documentata relativa alla conduzione di impianti di depurazione ed al controllo qualitativo degli scarichi Il numero dei posti dovrà essere stabilito in relazione alle esigenze del servizio da assicurare ed alle dimensioni dell'impianto Le deliberazioni relative alla istituzione di posti per il servizio di depurazione delle acque reflue comunali è opportuno vengano sottoposte ad un preventivo parere dell'assessorato scrivente prima dell'approvazione da parte della Commissione regionale per la Finanza Locale Spese di gestione a carico del bilancio comunale I Comuni che assicurano il servizio di depurazione dei reflui urbani sono tenuti ad applicare la tariffa relativa a tale servizio nella misura stabilita dalle leggi emanate dallo Stato per la finanza locale. Si fa riferimento da ultimo, all'art. 17 del D.L. 1 luglio 1986, n. 318 convertito nella legge 9 agosto 1986, n Relativamente all'assunzione del personale da destinare al servizio di depurazione e alla copertura dei corrispondenti oneri finanziari i Comuni dovranno fare riferimento alle disposizioni contenute nell'art. 6, 11 comma, lett. c) della legge finanziaria legge 28 febbraio 1986, n. 41. Tali disposizioni prevedono una deroga al divieto di assunzioni per il "personale tecnico strettamente necessario per l'attivazione di nuovi impianti di depurazione attuati in esecuzione della Vedere altro
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 Art. 12
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 Art. 73
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