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Timestamp: 2020-08-03 16:06:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7334 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7334 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. lav., 22/03/2017, (ud. 06/12/2016, dep.22/03/2017), n. 7334
sul ricorso 26903/2011 proposto da:
C.B., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
avverso la sentenza n. 198/2011 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,
depositata il 04/05/2011 R.G.N. 381/2010;
06/12/2016 dal Consigliere Dott. ELENA BOGHETICH;
1. Con sentenza depositata il 4.5.2011 la Corte d’Appello di Brescia confermava la pronuncia di prime cure che aveva dichiarato legittimo il contratto di lavoro a termine stipulato tra C.B. e Poste Italiane spa, relativo ai due periodi 6.11.2007 – 31.1.2008 e 1.4 30.6.2008 e stipulati ai sensi del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 2, comma 1 bis.
2. La Corte distrettuale, per quel che qui rileva, a sostegno del decisum, rimarcava – avendo riguardo alla ricostruzione teleologica nonchè al tenore lessicale del D.Lgs. n. 368, art. 2, comma 1 bis – la natura aggiuntiva (nel senso di tipizzata e speciale) di tale tipologia di contratti a termine, in quanto contratti acausali previsti per il settore dei servizi postali, legittimi in quanto rispettosi dei determinati limiti temporali e quantitativi ivi previsti nonchè dei criteri dettati dalla direttiva 1999/70 CE, anche sotto il profilo della successione dei contratti.
3. Avverso la suddetta sentenza della Corte territoriale, la lavoratrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi; prima della celebrazione dell’udienza ha depositato dichiarazione di rinunzia al ricorso notificata al controricorrente. La società intimata ha resistito con controricorso, illustrato da memoria.
6. Con il secondo motivo parte ricorrente denunzia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 5, comma 4-bis (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) avendo, la Corte territoriale, erroneamente sussunto nella novella legislativa contratti a tempo determinato stipulati prima di gennaio 2008 ovvero prima di aprile 2009.
7. Con il terzo motivo parte ricorrente denunzia violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. e art. 116 c.p.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) avendo, la Corte territoriale, soprasseduto all’ammissione della prove tesa a dimostrare l’utilizzo del lavoratore per sopperire ad esigenze datoriali permanenti e durevoli nonchè il superamento della percentuale quantitativa prevista dal D.Lgs. n. 368, art. 2, comma 1 bis.
9. Nella specie la rinuncia al ricorso risulta ritualmente sottoscritta dalla ricorrente e dal rispettivo difensore.
10. Inoltre a tale rinuncia ha prestato adesione scritta la controparte con il relativo difensore.
11. Ne consegue che va dichiarata l’estinzione del giudizio e che non deve pronunciarsi sulle spese ai sensi dell’art. 391 c.p.c., comma 4 (cfr., ex plurimis, Cass. n. 8115/2006).
La Corte dichiara l’estinzione del processo. Nulla sulle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 2
 sentenza 
 art. 5
 art. 116
 art. 2
 Cass.