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Timestamp: 2020-04-05 07:22:10+00:00

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Art. 2378 codice civile - Procedimento d'impugnazione - Brocardi.it
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Articolo 2378 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2378 Codice civile
L'impugnazione (1) è proposta con atto di citazione davanti al tribunale del luogo dove la società ha sede.
Il socio o i soci opponenti devono dimostrarsi possessori al tempo dell'impugnazione del numero delle azioni previsto dal terzo comma dell'articolo 2377. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 111 del codice di procedura civile, qualora nel corso del processo venga meno a seguito di trasferimenti per atto tra vivi il richiesto numero delle azioni, il giudice, previa se del caso revoca del provvedimento di sospensione dell'esecuzione della deliberazione, non può pronunciare l'annullamento e provvede sul risarcimento dell'eventuale danno, ove richiesto (2).
Il giudice designato per la trattazione della causa di merito, sentiti gli amministratori e sindaci, provvede valutando comparativamente il pregiudizio che subirebbe il ricorrente dalla esecuzione e quello che subirebbe la società dalla sospensione dell'esecuzione della deliberazione; può disporre in ogni momento che i soci opponenti prestino idonea garanzia per l'eventuale risarcimento dei danni [1179; 119 c.p.c.]. All'udienza, il giudice, ove lo ritenga utile, esperisce il tentativo di conciliazione eventualmente suggerendo le modificazioni da apportare alla deliberazione impugnata e, ove la soluzione appaia realizzabile, rinvia adeguatamente l'udienza.
(1) L'interesse ad agire è riconosciuto a chiunque abbia un interesse concreto ed attuale, riferito all'azione di nullità stessa.
(2) Al fine di evitare impugnative meramente ricattatorie e dilatorie è necessario che il soggetto agente possieda una quota qualificata di capitale sociale per esercitare l'azione di annullamento delle delibere assembleari. Tale condizione deve essere mantenuta per tutta la durata del processo; in caso contrario non può essere pronunciato l'annullamento della delibera ma solo il risarcimento del danno, se richiesto.
Il legislatore nella norma in commento disciplina il procedimento di impugnazione delle delibere assembleari.
Spiegazione dell'art. 2378 Codice civile
L'azione di impugnazione delle delibere assembleari è promossa con atto di citazione dinanzi al Tribunale del luogo dove di trova la sede legale indicata nell'atto costitutivo.
La prova deve essere fornita al momento della costituzione in giudizio dall'attore.
La sospensione della deliberazione può essere richiesta solo dopo la proposizione della domanda di impugnazione, con ricorso depositato contestualmente al deposito della citazione.
Possono costituire oggetto di sospensione anche le deliberazioni immediatamente esecutive, ad esempio quelle aventi ad oggetto la nomina e la revoca degli amministratori. Il provvedimento di sospensione sospende anche gli effetti delle deliberazioni consequenziali di quella sospesa.
Il provvedimento di sospensione e la sentenza che decide sull'impugnazione devono essere iscritti nel registro delle imprese.
È ammissibile l'intervento litisconsortile di chi, legittimato all'impugnazione, intenda far valere nel giudizio di annullamento promosso da altri l'invalidità della delibera.
Massime relative all'art. 2378 Codice civile
Cass. civ. n. 19039/2007
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 19039 del 11 settembre 2007)
Cass. civ. n. 13360/2007
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 13360 del 7 giugno 2007)
Cass. civ. n. 17848/2002
La disposizione dell'art. 2378 c.c. (a norma della quale il socio che impugna la deliberazione dell'assemblea societaria deve depositare nella cancelleria del tribunale almeno un'azione), specificamente dettata per le società per azioni, non si applica alle società cooperative, attese le più restrittive regole di circolazione dettate per la circolazione delle relative azioni.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 17848 del 13 dicembre 2002)
Cass. civ. n. 7264/1999
L'impugnazione in sede giurisdizionale, ai sensi dell'art. 2378 c.c., della deliberazione di revoca dei sindaci presuppone che si sia perfezionata la fattispecie complessa descritta dall'art. 2400 c.c., e — quindi — che la deliberazione abbia conseguito l'approvazione del tribunale prevista dal comma 2 dell'art. 2400 cit.; approvazione che non rappresenta una semplice verifica formale della regolarità della delibera, ma un atto di volontaria giurisdizione (con il quale viene esercitato un controllo circa l'esistenza della giusta causa) il quale rappresenta una fase necessaria e terminale di una vera e propria sequenza procedimentale preordinata alla produzione dell'effetto della revoca. Da ciò consegue che, in difetto del suddetto presupposto, l'impugnazione suddetta si renda inammissibile, non essendo, d'altronde, ipotizzabile un suo esercizio in via meramente preventiva.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 7264 del 10 luglio 1999)
Cass. civ. n. 10814/1996
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10814 del 4 dicembre 1996)
La disposizione di cui all'art. 2378, comma 2, c.c., la quale stabilisce che, nel procedimento d'impugnazione di delibere assembleari, il socio opponente deve depositare in cancelleria almeno un'azione, non è applicabile alle società a responsabilità limitata, per le quali ai fini di tale impugnazione non è richiesto alcun particolare previo adempimento bensì il mero accertamento della titolarità del diritto di colui che impugna la delibera, che soggiace alle regole ordinarie, con la conseguenza che la relativa valutazione da parte del giudice del merito si sottrae al sindacato di legittimità, ove fondata su argomenti congrui e logicamente accettabili.

References: Articolo 2378

Articolo 2378
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Cass. 
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