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Timestamp: 2017-08-24 08:49:24+00:00

Document:
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INTERPORTO BOLOGNA AVVOCATO PER AZIENDE INTERPORTO
AVVOCATO PER IMPRESE E PRIVATI INTERPORTO DI BOLOGNA
L’interporto di Bologna è la realtà economica e produttiva piu’ importante di Bologna
Assistenza legale alle imprese e persone fisiche interporto di Bologna
è una struttura di scambio per trasporti intermodali, tipicamente strada–rotaia che sorge nel territorio di Bentivoglio. L’interporto è fornito di una stazione ferroviaria da dove, dopo le opportune manovre di carico dei container dagli autocarri sugli appositi carri ferroviari portacontainer i treni vengono inviati nelle diverse direzioni. I treni partono così nella forma di treno completo e non sono soggetti a manovre intermedie fra le stazioni di partenza e di arrivo. I tempi di consegna delle merci sono quindi ridotti al minimo.
Viceversa, lo scarico dei container dai carri ferroviari e il relativo carico su
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Di tale valutazione si duole quindi l’esponente che, con il primo motivo di ricorso, denuncia violazione degli artt. 12 e 13 della Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, resa esecutiva in Italia con legge 6 dicembre 1960, n. 1521, ex art. 360, n. 3, cod. proc. civ., segnatamente contestando l’assunto secondo cui, in ogni caso di perdita della merce, il destinatario sarebbe automaticamente ed esclusivamente legittimato ad esercitare l’azione di danno, a prescindere da qualsivoglia manifestazione di volontà in tale senso. Secondo la ricorrente, invece, in base alle predette norme, il destinatario è autorizzato ad agire per il ristoro dei pregiudizi subiti, ma solo una volta che – e a condizione che – manifestando la volontà di aderire alla stipulazione, sia entrato nel contratto, con correlativa estinzione di ogni facoltà in capo al mittente.
Con il secondo mezzo l’impugnante denuncia mancanza o insufficienza della motivazione con riferimento all’interpretazione del contratto intercorso tra le parti dal quale emergerebbe, a detta dell’esponente, la inequivoca volontà delle stesse di individuare nel mittente il soggetto legittimato ad agire per il risarcimento del danno conseguente alla perdita delle merci trasportate.
Le censure svolte nel primo mezzo sono fondate per le ragioni che seguono.
Più nello specifico, precisato che la normativa codicistica mantiene integra, in relazione al destinatario, la costruzione giuridica del contratto di trasporto come contratto a favore di terzi, si è affermato, con tranquillante uniformità, che la sostituzione del destinatario al mittente, nei diritti derivanti dal contratto (tra i quali pacificamente rientra quello al risarcimento del danno per perdita o avaria del carico), avviene nel momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine, legale o convenzionale per il loro arrivo, lo stesso ne richieda la riconsegna (confr. Cass. civ. 17 giugno 2013, n. 15107; Cass. civ. 4 giugno 2007, n. 12963; Cass. civ. 4 ottobre 1991, n. 10392).
Nella medesima prospettiva si è anzi evidenziato che incombe sul vettore che, convenuto in giudizio dal mittente, contesti la legittimazione dello stesso, l’onere di provare l’avvenuta richiesta di riconsegna della merce da parte del destinatario, ex art. 1689 cod. civ. e la conseguente perdita della facoltà di disporne in capo all’attore (Cass. civ. 21 maggio 1998, n. 5084; Cass. civ. n. 10392/1991 cit.).
Ora, da tale orientamento, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice a quo, questa Corte non si è discostata neppure nella sentenza 26 ottobre 1993, n. 10621, avendo ivi per contro ribadito che la C.M.R. ha recepito la portata dell’art. 1689 cod. civ. Il solo punto in cui il citato arresto risulta difforme dalla giurisprudenza dominante è quello in cui riconosce, in via esclusiva, al destinatario la legittimazione a far valere i diritti nascenti dal contratto di trasporto anche quando sia scaduto – e perciò solo che sia scaduto – il termine in cui questa avrebbe dovuto arrivare.
“Codice civile“
(Approvato con Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262) Testo aggiornato al Decreto Legislativo 21 novembre 2005, n. 286
Responsabilità del vettore.
Salva la responsabilità per il ritardo e per l’inadempimento nell’esecuzione del trasporto , il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o dell’avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.
Responsabilità del vettore nei trasporti cumulativi.
Indicazioni e documenti che devono essere forniti al vettore.
Lettera di vettura e ricevuta di carico.
Salvo contrarie disposizioni di legge, il duplicato della lettera di vettura e la ricevuta di carico possono essere rilasciate con la clausola «all’ordine».
Diritti del mittente.
Impedimenti e ritardi nell’esecuzione del trasporto.
Se le circostanze rendono impossibile la richiesta di istruzioni al mittente o se le istruzioni non sono attuabili, il vettore può depositare le cose a norma dell’articolo 1514, o, se sono soggette a rapido deterioramento, può farle vendere a norma dell’articolo 1515. Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita.
Riconsegna delle merci.
Termine di resa.
Diritti del destinatario.
Impedimenti alla riconsegna.
Se il destinatario è irreperibile ovvero rifiuta o ritarda a chiedere la riconsegna delle cose trasportate, il vettore deve domandare immediatamente istruzioni al mittente e si applicano le disposizioni dell’articolo 1686.
Se sorge controversia tra più destinatari o circa il diritto del destinatario alla riconsegna o circa l’esecuzione di questa, ovvero se il destinatario ritarda a ricevere le cose trasportate, il vettore può depositarle a norma dell’articolo 1514 o, se sono soggette a rapido deterioramento, può farle vendere a norma dell’articolo 1515 per conto dell’avente diritto. Il vettore deve informare prontamente il mittente del deposito o della vendita.
Lettera di vettura o ricevuta di carico all’ordine.
Se il vettore ha rilasciato al mittente un duplicato della lettera di vettura all’ordine o la ricevuta di carico all’ordine, i diritti nascenti dal contratto verso il vettore si trasferiscono mediante girata del titolo.
Responsabilità del vettore nei confronti del mittente.
Il vettore che esegue la riconsegna al destinatario senza riscuotere i propri crediti o gli assegni da cui è gravata la cosa, o senza esigere il deposito della somma controversa , è responsabile verso il mittente dell’importo degli assegni dovuti al medesimo e non può rivolgersi a quest’ultimo per il pagamento dei propri crediti, salva l’azione verso il destinatario.
Responsabilità per perdita e avaria.
Presunzioni di fortuito.
Calo naturale.
Calcolo del danno in caso di perdita o di avaria.
Il risarcimento dovuto dal vettore non può essere superiore a un euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta o avariata nei trasporti nazionali ed all’importo di cui all’articolo 23, comma 3, della Convenzione per il trasporto stradale di merci, ratificata con legge 6 dicembre 1960, n. 1621, e successive modificazioni, nei trasporti internazionali (1).
La previsione di cui al comma precedente non è derogabile a favore del vettore se non nei casi e con le modalità previste dalle leggi speciali e dalle convenzioni internazionali applicabili (1).
Il vettore non può avvalersi della limitazione della rEspoNsabilitàprevista a suo favore dal presente articolo ove sia fornita la prova che la perdita o l’avaria della merce sono stati determinati da dolo o colpa grave del vettore o dei suoi dipendenti e preposti, ovvero di ogni altro soggetto di cui egli si sia avvalso per l’esecuzione del trasporto, quando tali soggetti abbiano agito nell’eserciZio delle loro funziOni (1).
Accertamento della perdita e dell’avaria.
Salvo diverse disposizioni della legge, la perdita e l’avaria si accertano nei modi stabiliti dall’articolo 696 del codice di procedura civile.
Trasporto con rispedizione della merce.
Trasporto cumulativo.
Diritto di accertamento dei vettori successivi.
Riscossione dei crediti da parte dell’ultimo vettore.
L’ultimo vettore rappresenta i vettori precedenti per la riscossione dei rispettivi crediti che nascono dal contratto di trasporto e per l’esercizio del privilegio sulle cose trasportate.
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References: art. 360
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1689
 Cass. 
 sentenza