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Timestamp: 2020-05-31 04:53:50+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17890 del 09/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17890 del 09/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 09/09/2016, (ud. 25/05/2016, dep. 09/09/2016), n.17890
sul ricorso 13114-2015 proposto da:
M.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ARNO 88,
presso lo studio dell’avvocato FILIPPO UNGARI TRASATTI,
rappresentato e difeso dall’avvocato LUIGI FIORETTI, giusta procura
L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta;
EQUITALIA GERIT SPA, AGENTE RISCOSSIONE PROVINCIA LATINA;
avverso la sentenza n. 6814/39/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO – SEZIONE DISTACCATA di LATINA depositata il
25/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA CRUCITTI.
Nella controversia concernente l’impugnazione di atto di diniego di condono da parte di M.A., la Commissione Tributaria Regionale del Lazio – sezione distaccata di Latina, con la sentenza indicata in epigrafe, in accoglimento dell’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate e riformando la decisione di primo grado favorevole al contribuente, riteneva legittimo il diniego opposto per avere il contribuente aderito, con integrale pagamento di quanto dovuto, al condono L. n. 289 del 2002, ex art. 12 (cd. rottamazione dei ruoli) in epoca anteriore al 12 agosto 2003 (data in cui era entrato in vigore il D.L. n. 143 del 2002 convertito nella L. n. 212 del 2003) con cui erano stati ricompresi nella definizione anche i ruoli, quale quello in esame, consegnati al concessionario tra il 1 gennaio ed 30 giugno 2001. Avverso la sentenza M.A. ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi. L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso. Equitalia Gerit s.p.a. non ha svolto attività difensiva. A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti. Con il primo motivo si lamenta la violazione ed errata interpretazione della L. n. 289 del 2002, art. 12, comma 2 ter, laddove la C.T.R. aveva ritenuto legittimo il diniego laddove la procedura di definizione dei carichi pregressi non stabilisce alcun termine iniziale entro cui effettuare il versamento dalla stessa previsto. Con il secondo mezzo si deduce la violazione ed errata applicazione dell’art. 2948 c.c., n. 4. La prima censura è fondata con assorbimento dell’esame della seconda. In materia è, invero, ormai consolidato l’orientamento per cui, in materia di condono fiscale, a seguito dell’entrata in vigore della L. 8 gennaio 2003, n. 212, le definizioni dei carichi di ruolo pregressi effettuate – mediante il versamento in unica soluzione o mediante il versamento dell’80 per cento del dovuto (accompagnato dalla dichiarazione di esercizio della facoltà di definizione agevolata) – nel periodo compreso tra il 15 aprile ed il 25 giugno 2003 hanno efficacia ai fini della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 12 anche con riferimento ai ruoli consegnati al concessionario nel periodo tra il 1 gennaio ed il 30 giugno 2001 (v. Cass. n.396/2015/13; id. n. 2101/2015). Ne consegue, in accoglimento del primo motivo di ricorso, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio la quale, adeguandosi al superiore principio, provvederà al riesame ed a regolare le spese processuali.
La Corte, in accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per il regolamento delle spese processuali alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio in diversa composizione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 sentenza 
 art. 380
 art. 12
 art. 12
 Cass. 
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