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Corte di Cassazione - Ordinanza n. 23728 del 10 ottobre 2017 | Blog di tuttonotifiche
Corte di Cassazione – Ordinanza n. 23728 del 10 ottobre 2017
Scritto il 10 Ottobre 2017 24 Marzo 2018 da tuttonotifiche
(OMISSIS) s.p.a., societa’ incorporante (OMISSIS) s.p.a.;
1. la L.Fall., articolo 15, comma 3, (come modificato dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, che si applica ai procedimenti introdotti dopo il 31.12.2013) stabilisce che “il ricorso e il decreto devono essere notificati, a cura della cancelleria, all’indirizzo di posta elettronica certificata del debitore risultante dal registro delle imprese ovvero dall’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti. L’esito della comunicazione e’ trasmesso, con modalita’ automatica, all’indirizzo di posta elettronica certificata del ricorrente. Quando, per qualsiasi ragione, la notificazione non risulta possibile o non ha esito positivo, la notifica, a cura del ricorrente, del ricorso e del decreto si esegue esclusivamente di persona a norma del Decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n. 1229, articolo 107, comma 1, presso la sede risultante dal registro delle imprese. Quando la notificazione non puo’ essere compiuta con queste modalita’, si esegue con il deposito dell’atto nella casa comunale della sede che risulta iscritta nel registro delle imprese e si perfeziona nel momento del deposito stesso”;
2. la Corte Costituzionale, intervenuta sul tema, ha statuito che “a differenza della disposizione di cui all’evocato articolo 145 c.p.c., esclusivamente finalizzata all’esigenza di assicurare alla persona giuridica l’effettivo esercizio del diritto di difesa in relazione agli atti ad essa indirizzati ad alle connesse procedure – il riformulato L.Fall., articolo 15 (come emerge dalla relazione di accompagnamento del Decreto Legge n. 179 del 2012, articolo 17, il cui testo, in parte qua, non e’ stato oggetto di modifiche in sede di conversione) si propone di coniugare quella stessa finalita’ di tutela del diritto di difesa dell’imprenditore (collettivo) con le esigenze di celerita’ e speditezza cui deve essere improntato il procedimento concorsuale. E, a tal fine appunto, prevede che il tribunale e’ esonerato dall’adempimento di ulteriori formalita’ quando la situazione di irreperibilita’ deve imputarsi all’imprenditore medesimo” (Corte Cost. 146/2016): infatti, con l’introdotta semplificazione del procedimento notificatorio nell’ambito della procedura fallimentare, il legislatore ha inteso tutelare la specialita’ e la complessita’ degli interessi, segnando, cosi’, l’innegabile diversita’ tra il suddetto procedimento e quello ordinario di notifica ex articolo 145 c.p.c.;
3. i motivi sia del ricorso principale che di quello incidentale, che possono essere esaminati congiuntamente per le questioni trattate, sono pertanto manifestamente fondati, anche con riguardo al caso della societa’ cancellata: infatti, come ha gia’ avuto modo di affermare la giurisprudenza di legittimita’, “nel caso di societa’ gia’ cancellata dal registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento puo’ essere validamente notificato, ai sensi della L.Fall., articolo 15, comma 3, – nel testo novellato dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 -, all’indirizzo di posta elettronica certificata della societa’ cancellata in precedenza comunicato al registro delle imprese, ovvero quando, per qualsiasi ragione, non risulti possibile la notifica a mezzo PEC, direttamente presso la sua sede risultante sempre dal registro delle imprese e, in caso di ulteriore esito negativo, mediante deposito presso la casa comunale del luogo dove la medesima aveva sede” (Cass. 17946/2016);
4. ne’ la menzionata specialita’, e completezza, di disciplina prevista nel procedimento per la dichiarazione di fallimento patiscono una deroga per il caso della societa’ che, cancellata dal registro delle imprese e gia’ in liquidazione, sarebbe situazione normata in modo aggirante il precetto della L.Fall., articolo 15, che, per la sua portata invece generale, attiene ad ogni vicenda di imprenditore fallibile e dunque anche se in forma societaria, cancellata o meno, senza eccezioni ovvero permeabilita’ del regime ordinario delle notifiche, interamente derogato; ne consegue che “va escluso, pertanto, che residuino ipotesi in cui il ricorso di fallimento e il decreto di convocazione debbano essere notificati, ai sensi degli articoli 138 e segg. o 145 c.p.c., (a seconda che l’impresa esercitata dal debitore sia individuale o collettiva), nei diretti confronti del titolare della ditta o del legale rappresentante della societa’.” (Cass. 602/2017);
5. la stessa ultima pronuncia da’ atto che, “introducendo uno speciale procedimento per la notificazione del ricorso di fallimento – che fa gravare sull’imprenditore le conseguenze negative derivanti dal mancato rispetto degli obblighi di cui si e’ appena detto – il legislatore del 2012” ha inteso codificare e rafforzare il principio secondo cui “il tribunale, pur essendo tenuto a disporre la previa comparizione in camera di consiglio del debitore fallendo e ad effettuare, a tal fine, ogni ricerca per provvedere alla notificazione dell’avviso di convocazione, e’ esonerato dal compimento di ulteriori formalita’ allorche’ la situazione di irreperibilita’ di questi debba imputarsi alla sua stessa negligenza e/o ad una condotta non conforme agli obblighi di correttezza di un operatore economico”, conclusioni che vanno ripetute anche nella fattispecie prevista dalla L.Fall., articolo 10, che contempla – per l’anno successivo – la ricordata eccezione alla regola della perdita della capacita’ di stare in giudizio della societa’ estinta.
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Giurisprudenza fallimento, notifiche, pec
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References: articolo 15
 articolo 107
 articolo 145
 articolo 15
 articolo 17
 articolo 145
 articolo 15
 articolo 15
 articolo 10
 Sentenza 
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