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Timestamp: 2019-02-16 14:23:24+00:00

Document:
Progetto Museo & Conoscenza
Museo dell’Emigrazione, dell’Immigrazione
e della Memoria: sapere e conoscere
b. Immagini e nomi di un tempo già lontano.
§ 18. Scoprire e riscoprire.
a. dall’amore per i luoghi al cambiamento.
b. Delle escursioni: forme empiriche e dirette di conoscenza.
c. Trekking o mountain bike?
d. I luoghi da conoscere.
e. Altri luoghi.
§ 19. I bandi pubblici.
§ 20. Tentativo di sintesi del progetto.
§ 21. Tante idee, come realizzarle?
§ 22. Considerazioni finali.
Il presente progetto costituisce revisione ed ampliamento di precedente progetto pubblicato sotto il titolo: Museo dell’Emigrazione, dell’Immigrazione e della Memoria.
1. Come nasce l’idea.
Diversi fattori socio – economici non tutti dipe1ndenti dalla situazione locale hanno fatto sì che molti concittadini di Sciascia si sono trasferiti altrove.
Ho notato, però, che stranamente chi prende contatto con questo paese, con questa comunità ne rimane quasi stregato follemente innamorandosi di questa terra e dalla sua alchimia, a conferma della straordinarietà di Racalmuto di cui parla l’illustre scrittore.
L’idea mirabilmente suggerita della “Pro – Loco” di Racalmuto, potrebbe essere realizzata attraverso artisti locali.
In un’ottica di autofinanziamento e quindi prescindendo da quando si dirà infra circa la partecipazione a bandi, per la realizzazione e l’ammobiliamento si è pensato a donazione di mobili in buono stato donati da attività commerciali di Racalmuto o anche da privati cittadini; naturalmente la fornitura di coperte, lenzuola e altri beni d’uso avverrà a spese di chi verrà ospitato così come per il vitto mentre per l’occorrente per cucinare (pentole, padelle, tegami di varia misura, posate) si potrebbe provvedere sempre tramite donazioni, fiduciosi della generosità dei nostri concittadini.
A ben riflettere senza la scrittura non saremmo quello che siamo, senza possibilità di trasmettere ai posteri il nostro sapere noi e loro saremmo altro.
§ 18. Scoprire e riscoprire
a. dall’amore per i luoghi al cambiamento
L’obiettivo principale che ci muove è l’amore per questo paese. Coscienti, però, che di un tale assunto oggi è usato se non abusato solo per chiarire specifichiamo che nostro interesse rimane un fatto che stranamente definirei come egoistico: migliorare la propria terra non è solo amore verso qualcosa di esterno ma interesse personale perché se la società che ci circonda si eleva anche la nostra condizione ne uscirà migliorata.
Il miglioramento passa necessariamente dalla conoscenza e, lo credo fermamente, dalla condivisione.
Conoscere il territorio, quindi, è condizione utile se non propriamente essenziale per migliorare.
Ecco perché, su suggerimento dell’amico Luigi Falletti, e avendo ben presente lo spirito che anima Andrea Murrone, altro grande amico, racalmutese d’adozione o forse più racalmutese di tanti noi, ho pensato di inserire anche questo punto come di seguito articolato.
b. Delle escursioni: forme empiriche e dirette di conoscenza
da due anni a questa parte con Andrea Murrone abbiamo organizzato “la via dei Castelli” passeggiate ecologiche alla riscoperta dei luoghi.
Nella sua prima edizione (2017) abbiamo percorso insieme a tanti escursionisti il percorso che dal Castello Chiaramontano nel cuore del centro storico di Racalmuto porta alla roccaforte del Castelluccio ad una quota di oltre 750 metri s.l.m.
Nell’edizione del 2018, invece, abbiamo voluto idealmente continuare il percorso partendo dalla fortezza del Castelluccio fino ad arrivare alle note “Grotte di Fra Diego”.
Lungo i tragitti sono stati illustrati ai partb. Un punto fermo per l’associazionismo spontaneo.c. il fenomeno mafioso ed il suo contrasto reale.§ 17. Educazione alla legalità, attività che conviene a tutti!§ 18. Scoprire e riscoprire
a. dall’amore per i luoghi al cambiamentob. Delle escursioni: forme empiriche e dirette di conoscenzac. Ttracking o mountain bike?d. I luoghi da conoscereecipanti diversi luoghi parte della memoria e della storia di Racalmuto.
Come detto su suggerimento di Luigi Falletti ho pensato che anche questa esperienza potesse far parte del progetto; ecco come:
Le escursioni potrebbero essere organizzate per gruppi di visitatori che potranno scegliere il modo o il mezzo più consono alle loro esigenze.
Ovviamente la scelta sarà limitata dalle possibilità che gli organizzatori offrono ed offriranno.
Allo stato ci è utile limitare le modalità a queste due:
Non è escluso in futuro che altre modalità possano ampliare le possibilità di raggiungere e conoscere i luoghi dei quali, però, riteniamo utile esporre brevemente.
d. I luoghi da conoscere
Si è già detto, in altra sezione di questo progetto, della possibilità di creare una mappa interattiva dei monumenti e luoghi da visitare nel centro urbano di Racalmuto.
Diversa la questione per quei luoghi che si trovano fuori dal nucleo edificato di Racalmuto per raggiungere i quali una mappa che ne segni l’ubicazione, crediamo, sia deficitaria trattandosi spesso di luoghi nascosti agli occhi dei passanti e raggiungibili solo a determinate condizioni.
Un lavoro parsimonioso di ricerca è stato fatto circa i punti di cui si discute, posti che in tanti, legati come siamo oggi agli agi della vita moderna, nella migliore delle ipotesi appena sanno l’esistenza per averne letto tracce sparse – in volumi storici che riguardano Racalmuto piuttosto che sui social – ma che non danno neanche lontanamente il senso del fascino che suscitano nel visitarle.
Dovendo qui esporre un progetto che, ribadisco, non vuole essere esaustivo, faccio un elenco esemplificativo e senza pretesa di completezza:
1. la fontana di San Matteo;
2. l’antica fontana del Raffo;
3. l’ancora più antica fontana “di lu saracinu”;
4. la fontana di Casalvecchio;
5. il ponte di Giafilippo;
6. l’antica roccaforte del Castelluccio;
7. “lu scifu di lu vuzzaru”, sul quale insiste una leggenda;
8. il pozzo denominato “l’acqua di lu baruni”, che approvviggionava il castelluccio;
9. la grotta dell’eremita;
10. le grotte di fra Diego La Matina, eretico.
e. Altri luoghi
Siamo, però, sicuri che tanti sono i posti cui i visitatori avranno accesso perché Racalmuto conta una storia secolare, ere nelle quali le varie dominazioni si sono succedute lasciando ognuna una traccia del loro passaggio rendendo unici questi posti, questa gente: isola nell’isola, appunto, come amava definirla Sciascia.
§ 19. I bandi pubblici
Non siamo certi di poter riuscire in questo intendo ma è nostra intenzione partecipare ad ogni sorta di bando – Europeo o di altri Enti pubblici nonché di Enti privati – che possa in qualche modo consentirci di coprire le spese vive e quelle per l’arredamento.
Ci sarà poi da far fronte alle spese correnti quali fornitura idrica ed elettrica nonché, laddove possibile, per la linea telefonica che ci permetterebbe l’accesso ad internet.
So, per esperienza, che affrontare tutti i problemi in una sola volta, specie quelli che si presenteranno in futuro, può risultare demoralizzante e destabilizzante, meglio quindi rimandare qualsiasi proposta per la soluzione di questo problema rinviandolo nel tempo finché sarà possibile.
III. Creazione di mappa interattiva sui monumenti di Racalmuto;
IV. Collezione bandiere del mondo ed aiuola con terreno delle Nazioni;
V. Catalogazione, anche digitale, di tutto il materiale storico e dell’archivio del comune di Racalmuto;
VI. Laboratorio antimafie;
VII. Consulta della Associazioni presenti nel nostro territorio comunale;
VIII. Sala per le Associazioni;
IX. Progetti di educazione alla legalità.
X. Organizzazioni di escursioni alla scoperta e riscoperta dei luoghi.
La realizzazione di tutto questo la affido alla buona volontà di chiunque volesse dare il suo contributo sia esso in termini economici – le spese per la realizzazione di tutto quanto detto non sono di certo indifferenti se si pensa che bisognerà rimettere in sesto i locali della stazione ferroviaria di Racalmuto. Per questo aspetto conto maggiormente sugli enti e/o su contributi da elargire al progetto – che di apporto personale in senso di attività lavorativa e/o professionale, che anche in questo caso comporterà dei costi, perché fare volontariato non significa doverci rimettere di tasca propria.
Progetto Museo.pdf

References: § 18

§ 19

§ 20

§ 21

§ 22

§ 18

§ 19