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Timestamp: 2019-11-13 05:12:51+00:00

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Credito fondiario e onere della prova.
La nullità del contratto di mutuo fondiario per violazione dei limiti di finanziabilità non consente di ritenere dovuti gli interessi, corrispettivi e moratori, nella misura pattuita bensì in quella legale ai sensi degli artt. 1224, 1° comma e 1284 c.c. (Christian Antonio Mitrano) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 28 August 2019.
Fideiussore e onere della prova a carico della Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo.
Contratto di conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo - Il fideiussore può opporre al creditore le eccezioni che spettano al debitore principale - CTU contabile - Rilevazione dell’usura con calcolo del TEG con i criteri di Banca d’Italia - Revoca del decreto ingiuntivo - Trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Sempre per il tramite della C.T.U. contabile è stato accertato, inoltre, il superamento delle soglie della legge antiusura applicando i c.d. criteri di calcolo secondo le istruzioni della Banca d’Italia e della S.C. (con annualizzazione della CMS applicata trimestralmente ai fini dell'applicazione del "principio del margine") e di conseguenza devono essere trasmessi gli atti alla Procura della Repubblica competente per le valutazioni del caso. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22 August 2019.
Mutuo fondiario: disciplina applicabile in caso di risoluzione per fatti diversi dal ritardato pagamento.
Ne consegue che, in difetto di previsione della normativa speciale, debba trovare applicazione la disciplina generale – poiché nel Tub manca la previsione di risoluzione per fatti diversi dal ritardato pagamento di cui al comma 2 dell’art. 40 – con conseguente applicazione della disciplina ordinaria di cui all’art. 1453, 1455 e 1456 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 20 August 2019.
Criteri di verifica dell’usurarietà del tasso di mora e onere della prova nella domanda di ripetizione.
Le clausole inserite in un contratto stipulato per atto pubblico, ancorché si conformino alle condizioni poste da uno dei due contraenti, non possono considerarsi predisposte dal contraente medesimo ex art. 1341 cc e, pertanto, pur se vessatorie non necessitano di specifica approvazione. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 06 August 2019.
Ripianamento di un debito a mezzo di nuovo credito con ipoteca contestuale ove manca il passaggio delle somme dal mutuante al mutuatario.
Il «ripianamento» di un debito a mezzo di nuovo «credito», che la banca già creditrice metta in opera con il proprio cliente al fine di conseguire un’ipoteca contestuale, determinando il riposizionamento della scadenza del debito pregresso, configura un pactum de non petendo ad tempus. Non comportando novazione, tale patto non è sufficiente a reggere una domanda di ammissione al passivo fallimentare che abbia ad oggetto la restituzione delle somme di danaro di cui al pregresso credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 August 2019, n. 20896.
Clausola di pegno omnibus e propagazione della nullità parziale ex art. 1419 cod. civ..
Pegno omnibus - Nullità parziale ex art. 1419 cod. civ. - Propagazione - Clausola di pegno omnibus carattere connotativo del “fare credito”.
Ai fini del giudizio di eventuale propagazione della nullità parziale ex art. 1419 cod. civ., per stabilire il ruolo che le condizioni generali di un contratto bancario assegnano alla clausola di pegno omnibus non risulta determinante la presenza, nel medesimo contratto, di altre clausole che pongono dei beni alla specifica sicurezza di talune voci di credito. La costante presenza (da tempi remoti) della clausola omnibus nei moduli contrattuali predisposti dalle banche manifesta come tale clausola rivesta, in linea di principio, carattere connotativo del «fare credito» di questo tipo di imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 August 2019, n. 20895.
Contratto di mutuo, consegna al mutuante e contestuale riconsegna della somma in deposito cauzionale.
I contratti di mutuo c.d. condizionati, non documentando l’esistenza di un diritto di credito dotato del requisito della certezza, sono strutturalmente inidonei, ancorché stipulati con atto pubblico, ad assumere efficacia di titolo esecutivo ai fini della restituzione coattiva delle somme pattuite, se non seguito dall’atto di erogazione e quietanza, l’unico idoneo a comprovare il perfezionamento di una fattispecie a formazione progressiva e l’effettiva dazione del denaro al mutuatario. Il mero accreditamento delle somme non è in sé idoneo a documentare un credito certo, liquido ed esigibile ex art. 474 c.p.c., presupponendo il contratto di mutuo condizionato una semplice promessa relativa alla dazione del denaro che implica una necessaria e successiva manifestazione di volontà, che gli stessi contraenti si obbligano a prestare, relativa alla effettiva dazione della somma ed alla quale è subordinata la nascita dell’obbligo di restituzione. (Andrea Torresi) (Carlo Pagamici) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 05 August 2019.
Va revocata la segnalazione al CAI se la mancanza di provvista dipende dall'Istituto di credito.
È fondata la richiesta di provvedimento d'urgenza volta ad ottenere la revoca della segnalazione alla Centrale Allarme Interbancaria relativa all'emissione senza provvista di un assegno ove la mancanza di detta provvista dal ritardo ingiustificato nell'accredito di somme al cliente rispetto alla valuta disponibilità garantita dall'istituto di credito dell'ordinante. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 02 August 2019.
Errata segnalazione in centrale rischi e periculum in mora.
Errata segnalazione in CR – Periculum in mora.
L’indebita segnalazione in CR rende difficoltoso al cliente l’accesso al credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 August 2019.
Nullità del pegno omnibus a garanzia di un credito non determinato.
Pegno – Sufficiente indicazione del credito garantito ex art. 2787 co. 3 c.c. – Pegno omnibus – Nullità – Sussistenza.
Deve dichiararsi la nullità, per carenza del requisito della sufficiente indicazione del credito garantito di cui all’artt. 2787 co. 3 c.c., del c.d. pegno omnibus, vale a dire prestato a garanzia di un credito non determinato, né determinabile (nella specie, il Tribunale ha dichiarato la nullità di vincoli e pegni su polizze costituiti “a garanzia di ogni altro credito – anche se non liquido ed esigibile ed anche se assistito da altra garanzia, reale o personale – già in essere o che dovesse sorgere a favore della Banca verso il debitore, rappresentata dal saldo passivo di conto corrente e/o dipendente da operazioni bancarie di qualunque natura”). (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30 July 2019.
Segnalazione in centrale rischi - Periculum in mora.
La segnalazione in centrale rischi ha efficacia ostativa per il ricorso al credito, ed il pericolo di consolidazione del danno è imminente ed irreparabile. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 26 July 2019.
Fideiussione, solve et repete, contestazioni sulla validità ed efficacia dei rapporti e inopponibilità al terzo-garante dell’estratto conto.
Fideiussione – Estratto conto – Effetti – Inopponibilità al terzo-garante – Sussistenza.
E’ criticabile l’ampliamento dello spettro applicativo della norma operato dalla giurisprudenza che fa derivare oltre agli effetti positivi del principio di accessorietà, quindi, il riconoscimento al fideiussore del potere di sollevare le eccezioni opponibili dal debitore principale, effetti negativi, precludendo al garante il potere di sollevare eccezioni dalle quali il debitore sia decaduto. Invero, seguendo l’orientamento pretorio esposto si perverrebbe a un risultato interpretativo contrastante con il principio di protezione della sfera giuridica dei terzi rispetto agli atti negoziali, atteso che, con riferimento all’art. 119 TUB, l’inerzia del cliente, con la conseguente approvazione del conto determinerebbe effetti sostanziali o processuali nei confronti del garante precludendo allo stesso la possibilità di contestare l’estratto conto ovvero si vincolerebbe il fideiussore agli effetti del negozio novativo, di accertamento o della dichiarazione confessoria del debitore principale (cfr. Corte di Appello Venezia, 26 novembre 1963, secondo cui non bisogna confondere “la proponibilità di eccezioni da parte del fideiussore ed il valore probatorio delle dichiarazioni, documenti ecc. provenienti dal debitore principale”). L’art. 1945 nel prevedere l’interesse a sollevare un’eccezione personale o meno da parte del fideiussore deriva dal fatto che gli effetti dell’atto intervenuto inter alios siano a lui favorevoli. Tale norma si innesta nel tessuto di regole che disciplinano le obbligazioni plurisoggettive fissando, in base al principio di protezione della sfera giuridica dei terzi, come già richiamato, il principio “della non comunicabilità degli atti pregiudizievoli e dell’estensione di quelli vantaggiosi” (Relazione al codice civile, n. 598; Cass. 14 settembre 1963, n. 2515, la quale ha affermato che “Il vigente codice civile, in tema di obbligazioni solidali, è ispirato al principio della non comunicabilità agli altri debitori degli effetti degli atti compiuti o dei fatti verificatisi che siano pregiudizievoli nei confronti di un condebitore solidale e della estensione di quelli vantaggiosi”). Logico corollario è che, prescindendo dalla qualificazione della natura dell’atto di approvazione del conto nel rapporto Banca-cliente, gli effetti di tale atto (novazione, accertamento, prova legale, preclusione del potere di introdurre il giudizio di rendiconto) sono inopponibili al [terzo]-garante. In sintesi gli estratti di conto corrente, formati unilateralmente dalla banca, sono inidonei a dimostrare il diritto di credito dell’ente nei confronti del cliente e, quindi, del terzo. Un diverso orientamento teorico contrasterebbe con il disposto di cui all’art. 2710 cod. civ. determinandone la abrogazione per via pretoria. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 26 July 2019.
Richiamo della CTU nella sentenza, scomposizione della rata di mutuo in quota interessi e quota capitale.
Contratto di mutuo – Interessi moratori – Tasso soglia d’usura – verifica superamento – Clausola salvaguardia – Legittimità .
La previsione di una clausola di salvaguardia che preveda la correzione del tasso di interessi moratori nel caso in cui questo dovesse risultare superiore al tasso soglia d’usura è certamente valida nella misura in cui non preveda il meccanismo, giudicato illegittimo dalla Cass. Civ. n. 12965/16, che fa obbligo al debitore di corrispondere le somme dovute a titolo di interessi usurari, con possibilità di richiederne la restituzione solo successivamente. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Appello Milano, 24 July 2019.
Il contratto di mutuo con vincolo di indisponibilità delle somme accreditate in conto corrente non è idoneo titolo esecutivo.
Proprio quest’ultima facoltà prova che il mutuatario non ha conseguito la disponibilità giuridica della somma, la quale non è effettivamente fuoriuscita dalla sfera di disponibilità della Banca, posto che il vincolo preclude al mutuatario di porre in essere atti di autonomia privata e, in definitiva, impedisce allo stesso di disporre delle somme erogate se non successivamente all’eventuale svincolo subordinato all’adempimento delle prescritte condizioni. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Vallo Della Lucania, 23 July 2019.
Liceità del mutuo fondiario per ripianare una precedente esposizione debitoria.
Mutuo fondiario – Mutuo di scopo – Esclusione – Ripianamento di precedente esposizione debitoria.
Il contratto di mutuo fondiario non è un mutuo di scopo e non è affetto da nullità nell’ipotesi in cui sia stato stipulato dal mutuatario per ripianare una precedente esposizione debitoria. (Franco Di Stefano) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 18 July 2019.
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References: art. 1341
 art. 1419
 art. 1419
 art. 1419
 art. 474
 art. 2787
 Cass. 
 Cass.