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Timestamp: 2018-01-19 19:46:19+00:00

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La Corte di Giustizia Federale rinvia il proprio parere in merito all’art. 22bis Noif | Sport e Legge
La Corte di Giustizia Federale rinvia il proprio parere in merito all’art. 22bis Noif
Mentre la serie A si prepara a sedersi alla tavolo della pace, "apparecchiato" (e fortemente voluto) dal Presidente del CONI Petrucci, la Corte di Giustizia Federale della Figc ha emesso lo scorso giovedì un'ordinanza di rinvio al 9 gennaio 2012 in merito alla richiesta di parere interpretativo relativo all'articolo 22bis delle Noif (Norme organizzative interne federali).
In particolare, la Figc aveva interpellato il massimo organo di giustizia endofederale del calcio nostrano al fine di capire se il Presidente della Lazio Lotito potesse continuare a rivestire il proprio ruolo di Consigliere federale.
La Corte, dal suo canto, ritenendo opportuni ulteriori accertamenti istruttori, ha richiesto l'invio di tutta la documentazione pertinente, autorizzando anche la presentazione di memorie e la possibile richiesta contestuale di audizione.
Ma ripercorriamo adesso le tappe di questa vicenda sempre più intricata, limitandoci ad un'analisi la più tecnica possibile, senza entrare nel merito delle roventi polemiche che hanno riempito le pagine dei giornali nelle scorse settimane.
Come è noto, tutto è cominciato a partire dalla pronuncia di primo grado al processo penale di Napoli per i fatti di Calciopoli del 2006. Il Presidente Lotito, infatti, è stato condannato ad un anno e tre mesi di reclusione per il reato di frode sportiva insieme a Lillo Foti (Presidente della Reggina), Andrea Della Valle (Presidente Onorario della Fiorentina) e Sandro Mencucci (Amministratore delegato del club viola), per citare soltanto i più noti.
Ne seguivano, quali effetti collaterali, tutta una serie di conseguenze anche sul piano dell'ordinamento sportivo, in base ad alcune norme specifiche delle carte federali.
In particolare, in base al sopracitato articolo 22bis comma 3 Noif, "restano sospesi dalla carica di dirigente della società […] coloro che vengano condannati, ancorché con sentenza non definitiva, per uno dei delitti previsti dalle leggi indicate al comma precedente (tra cui appunto la n.401/1989 in materia di frode sportiva). La sospensione permane sino a successiva sentenza assolutoria".
Si è aperto, allora, un vivace dibattito sulla bontà di tale norma, introdotta nel lontano 1993 (e, quindi, non con il preciso fine di colpire il Presidente Lotito, come qualcuno ha provato a sostenere in un primo momento!!) per garantire l'onorabilità dei soggetti aventi un ruolo attivo nella gestione del nostro calcio.
Tra i critici, vi è stato chi ha ritenuto che tale articolo violi il generale principio di innocenza presunta fino al terzo grado di giudizio (sancito dall'art. 27 della Costituzione) e che, in assenza di una successiva sentenza di assoluzione (o al semplice intervenire della prescrizione), la sospensione rischi di tramutarsi, di fatto, in una "radiazione" a tempo indeterminato per i soggetti coinvolti.
Ci si è posti, poi, anche un problema di ne bis in idem nei confronti di chi abbia già scontato una precedente inibizione per gli stessi fatti, in seguito alla condanna sportiva del 2006.
Dall'altro lato, vi è stato chi non ha mai nutrito alcun dubbio riguardo l'automaticità applicativa della norma (la Figc ha, infatti, provveduto a prendere atto della sospensione attraverso un mero comunicato), in quanto tutte le disposizioni federali, tra cui quindi l'art. 22bis Noif, vengono – e devono essere – accettate dai soggetti che facciano richiesta di tesseramento presso la federazione.
E' stato sostenuto, inoltre, come non sia vero che per tale tipo di sanzione, per così dire accessoria, si debba sempre attendere una sentenza passata in giudicato (basti pensare a quanto accade ad intermediari finanziari e funzionari di banca). In generale, infine, sconfinando per un istante nel diritto penale, è espressamente ammessa la possibilità, ex art. 290 c.p.p., di prevedere il divieto temporaneo di esercitare "determinate attività professionali o imprenditoriali" prescindendo, dunque, da una sentenza di condanna. Potrebbe, semmai, discutersi sull'automaticità della sospensione sportiva, a fronte del vaglio del giudice penale che sempre vi deve essere in materia di misure cautelari.
A causa di tale incertezza applicativa, la Lega Serie A ha fatto fin da subito quadrato attorno ai dirigenti sospesi, chiedendo (durante un redivivo consiglio direttivo) la modifica della normativa in questione da discutere nel corso del prossimo consiglio federale.
Il Coni, dal canto suo, piuttosto seccato in questo periodo affetto da "doping legale", ha auspicato una celere risoluzione della questione, sottolineando, in ogni caso, come qualsiasi modifica delle Noif debba necessariamente passare al vaglio della Giunta nazionale.
La questione si infittisce poi, ed è questo il punto nodale che qui si vuole ulteriormente approfondire, con riferimento alla posizione di consigliere federale del presidente biancoceleste.
Per tutti questi motivi, e tenuto conto della delicatezza dell'argomento, la Figc ha deciso allora di interpellare la Corte di Giustizia Federale per cercare di dirimere la questione prima del prossimo consiglio di dicembre ed evitare, così, imbarazzi sulla legittimità della presenza di Lotito.
Il quadro normativo di riferimento si sposta dal mero art. 22bis Noif, interessando anche lo Statuto Figc e lo Statuto della Lega Serie A.
Prima facie, emergerebbe un'apparente differenza di trattamento tra cariche sociali e cariche federali. Una volta analizzato, infatti, l'art. 22bis Noif (che fa riferimento – come detto – anche a sentenze non definitive), l'art. 10.5 Noif recita invece che "non possono ricoprire cariche federali elettive o di nomina coloro che incorrano in delitti non colposi sanzionati con condanna dal giudice penale", confermato dall'articolo 29.1 dello Statuto Figc che prevede l'ineleggibilità per "coloro che hanno riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori a un anno".
Sembrerebbe, quindi, che per le cariche federali (posizioni, senz'altro, di maggior rilievo nell'organizzazione e nella gestione del nostro calcio) la sospensione operi solo in seguito ad una condanna passato in giudicato, mentre per le cariche sociali sia sufficiente una condanna anche non definitiva.
Scorrendo ulteriormente le norme, l'apparente contraddizione sembrerebbe, però, essere colmata da un richiamo indiretto (e su questo dovrà probabilmente concentrarsi l'attenzione della Corte). In base, infatti, all'articolo 9.12 dello Statuto della Lega di Serie A, "i Consiglieri Federali in rappresentanza della Lega Serie A (tra cui, appunto, Lotito) devono possedere i requisiti previsti […]dallʹart. 22bis Noif". Sembrerebbe essere stata, dunque, la stessa Lega di A ad aver inasprito i criteri di onorabilità previsti per la quota di consiglieri da essa eletti, imponendo l'ulteriore rispetto dell'art. 22bis Noif.
A garanzia di tale sistema, parrebbe intervenire infine, l'articolo 29.1 dello Statuto Figc, il quale, stabilendo che "la perdita dei requisiti funzionali predeterminati nel regolamento di ciascuna Lega […]per la nomina a Consigliere federale comporta, su comunicazione della Lega […] la decadenza dalla carica e la sostituzione del Consigliere decaduto", lascerebbe piena autonomia a ciascuna Lega di prevedere ulteriori requisiti da far rispettare ai propri consiglieri eletti.
Alla luce di quanto fin qui detto, la Corte Federale ha deciso di rinviare l'emissione del proprio parere (avente, comunque, carattere non vincolante), preferendo prima acquisire ulteriori informazioni sulla questione.
Come conseguenza immediata di tale rinvio, il Presidente Lotito potrà regolarmente presentarsi al consiglio federale di dicembre (dove, quindi, non si parlerà di modifica dell'art. 22bis Noif), poiché la vicenda verrà dunque chiarita soltanto con l'anno nuovo.
In particolare, bisognerà capire se la carica federale decada anche in assenza di una sfiducia espressa da parte dalla Lega di A, che, al momento, appare assai improbabile.
Tirando le somme, quel che si può fin d'ora affermare è che tra il Coni e Lotito la Corte ha preferito "non mettere il dito"…almeno fino a gennaio!
Tags: calcio, questioni regolamentari

References: articolo 22
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 290
 sentenza 
 art. 22