Source: https://www.laleggepertutti.it/190989_affissione-del-codice-disciplinare-di-lavoro-e-sanzioni
Timestamp: 2018-07-18 07:15:20+00:00

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Affissione del codice disciplinare di lavoro e sanzioni
Lo sai che? Affissione del codice disciplinare di lavoro e sanzioni
Illegittima la sanzione disciplinare al dipendente se il datore di lavoro non prova che il codice disciplinare è stato appeso in azienda.
Se il datore di lavoro ti invia una contestazione per aver un comportamento vietato dal codice disciplinare e tu ritieni di non essere stato a conoscenza di tale regolamento, spetta a lui dimostrarne l’affissione. Il codice disciplinare deve essere infatti portato a conoscenza di tutti i lavoratori ed essere appeso in un luogo visibile a tutti. In caso contrario la sanzione è illegittima. Sono questi alcuni importanti chiarimenti offerti dalla Cassazione con una sentenza dell’altro ieri [1]. Per comprendere quali sono i diritti del dipendente, quanto questi può contestare l’addebito e come difendersi, quali sono gli obblighi previsti dalla legge in materia di affissione del codice disciplinare di lavoro e delle relative sanzioni facciamo un passo indietro.
In base allo Statuto dei lavoratori [2], il codice disciplinare – ossia il regolamento interno contenente tutte le norme comportamentali, le relative sanzioni e le procedure di contestazione delle stesse – deve essere portato a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.
Per essere valido, il codice disciplinare deve essere anche chiaro e comprensibile, descrivendo in modo puntuale (anche in modo schematico) le condotte vietate.
Non si può sostituire l’affissione del codice disciplinare ad altri metodi e forme per portare a conoscenza dei lavoratori le norme comportamentali. Quindi non è sufficiente un’email, un avviso in bacheca che ricorda ai dipendenti la possibilità di consultare il contratto collettivo o il codice disciplinare stesso se custodito in un determinato ufficio o in un cassetto insieme ad altre carte [3]. Non è possibile la pubblicazione in un altro luogo che non sia l’azienda stessa interessata o in un locale dotato di un ingresso disagevole. L’accesso al luogo di affissione deve essere libero e comodo, non difficoltoso. Non è però necessario affiggere il codice disciplinare in un luogo ove tutti i dipendenti devono per forza passare come il corridoio comune o l’entrata [4].
La sanzione è subordinata all’affissione del codice disciplinare
Per poter infliggere la sanzione disciplinare è necessario che il codice fosse appeso in azienda nel momento in cui la condotta contestata è stata commessa; non rileva se è stato a lungo affisso, ma poi tolto, oppure se è stato affisso in un momento successivo.
Spetta al datore di lavoro dimostrare l’avvenuta ed ininterrotta affissione del codice disciplinare. Se manca tale dimostrazione, la sanzione è nulla e non ha effetti.
Secondo la Suprema Corte, l’affissione del codice disciplinare può omettersi «in tutti i casi nei quali il comportamento sanzionatorio sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito, perché contrario al cosiddetto minimo etico o a norme di rilevanza penale. Si pensi al caso del furto: non c’è certamente bisogno di un regolamento interno a specificare che rubare è vietato.
[1] Cass. sent. n. 279/18 del 9.01.2018.
[2] Art. 7 Statuto dei lavoratori:
«1. Le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.
4. Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, non possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportano mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni.
8. Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.».
[3] Cass. sent. n. 1861/1990.
[4] Cass. sent. n. 20733/2007.
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 12 ottobre 2017 – 9 gennaio 2018, n. 279

References: sentenza 
 Cass. 
 Art. 7
 Cass. 
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