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Timestamp: 2019-09-18 16:42:09+00:00

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Avvocati foro Novara Bossi Buscaglia Dulio: processi diritto penale, del lavoro, civile. Avvocato per causa divorzio licenziamento furto truffa incidente sinistro stradale - » Il nuovo statuto della Regione Emilia Romagna.
Il nuovo statuto della Regione Emilia Romagna.
REGIONE EMILIA-ROMAGNA CONSIGLIO REGIONALE. VII Legislatura. Deliberazione legislativa n. 144/2004. STATUTO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Approvata dal Consiglio regionale in seconda lettura nella seduta pomeridiana del 14 settembre 2004 a maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea, con il medesimo oggetto e nell’identico testo della deliberazione legislativa n. 137 del 1° luglio 2004, a norma dell’articolo 123 della Costituzione.
Il riconoscimento della pari dignità sociale senza discriminazione
Il riconoscimento del ruolo della famiglia
Il godimento dei diritti sociali degli immigrati
Art. 1 – Elementi costitutivi della Regione
Art. 3 – Politiche ambientali
Art. 4 – Politiche del lavoro
Art. 5 – Politiche economiche
Art. 6 – Politiche sociali
Art. 7 – Promozione dell’associazionismo
Art. 8 – Le Autonomie locali
Art. 9 – Le formazioni sociali
Art. 10 – Sviluppo dei territori
Art. 11 – Ordinamento europeo ed internazionale
Art. 12 – Partecipazione della Regione alla formazione e all’attuazione del diritto comunitario
Art. 13 – Attività di rilievo internazionale della Regione
TITOLO II Persone, collettività e partecipazione
Art. 14 – Trasparenza e informazione
Art. 16 – Petizioni
Art. 17 – Istruttoria pubblica
Art. 18 – Iniziativa legislativa popolare
Art. 19 – Assemblea legislativa e modalità di consultazione
Art. 20 – Referendum abrogativo
Art. 21 – Referendum consultivo
Art. 22 – Referendum confermativo statutario
TITOLO III Autonomie locali
Art. 23 – Consiglio delle Autonomie
Art. 24 – Integrazione tra livelli di governo
Art. 25 – Rapporti interregionali
Art. 26 – Rapporti con gli Enti locali
TITOLO IV La Regione, Organi di governo
Capo I – Il Consiglio regionale – Assemblea legislativa regionale
Art. 27 – Il Consiglio regionale – Assemblea legislativa regionale
Art. 28 – Poteri e funzioni dellAssemblea legislativa
Art. 29 – Elezione dell’Assemblea legislativa
Art. 30 – Prerogative dei Consiglieri
Art. 31 – Principi del Regolamento interno
Art. 32 – Sfiducia, dimissioni, impedimento o morte del Presidente della Giunta regionale
Art. 33 – L’Ufficio di Presidenza
Art. 34 – Il Presidente dell’Assemblea legislativa
Art. 35 – Funzioni dell’Ufficio di Presidenza
Art. 36 – I Gruppi assembleari
Art. 37 – Convocazione dell’Assemblea legislativa
Art. 38 – Le Commissioni assembleari
Art. 39 – Le Udienze Conoscitive
Art. 40 – Le Commissioni assembleari speciali
Art. 41 – Commissione per le Pari Opportunità fra donne e uomini
Capo II Il Presidente della Regione e la Giunta regionale
Art. 42 – Elezione del Presidente della Giunta regionale
Art. 43 – Il Presidente della Giunta regionale
Art. 44 – Insediamento
Art. 45 – La Giunta regionale
Art. 46 – Funzioni della Giunta regionale
Art. 47 – Voto contrario dell’Assemblea legislativa
Art. 48 – Prorogatio
TITOLO V La formazione delle leggi e dei regolamenti
Art. 49 – Competenze legislative e regolamentari
Art. 50 – Iniziativa legislativa
Art. 51 – Procedimento legislativo
Art. 52 – Promulgazione delle leggi
Art. 53 – Impatto delle leggi e redazione dei testi
Art. 54 – Testi Unici
Art. 55 – Pubblicazione ed entrata in vigore delle leggi
Art. 56 – Emanazione dei Regolamenti
TITOLO VI Il sistema amministrativo regionale
Capo I Rapporti istituzionali
Art. 57 – Rapporti con Università e Scuola
Art. 58 – Camere di Commercio e professioni
Art. 59 – Consiglio regionale dell’economia e del lavoro
Capo II Amministrazione regionale
Art. 60 – Principi dellattività amministrativa regionale
Art. 61 – Procedimento amministrativo
Art. 62 – Principi dellorganizzazione regionale
Art. 63 – Incarichi speciali
Art. 64 – Enti, aziende, società e associazioni
TITOLO VII Finanza, bilancio, demanio
Art. 66 – Autonomia finanziaria
Art. 67 – Competenze tributarie regionali
Art. 68 – Autonomia contabile e gestione finanziaria
TITOLO VIII Garanzie e controlli
Art. 69 – Consulta di garanzia statutaria
Art. 70 – Difensore civico
Art. 71 – Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza
Art. 72 – Controllo di gestione e Corte dei Conti
TITOLO IX La revisione dello Statuto
Si fonda sui valori della Resistenza al nazismo e al fascismo e sugli ideali di libertà e unità nazionale del Risorgimento e si basa sui principi e i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dallUnione europea; consapevole del proprio patrimonio culturale, umanistico, ideale e religioso e dei principi di pluralismo e laicità delle istituzioni, opera per affermare:
Trae la legittimazione della propria azione dal voto degli elettori; promuove la democrazia partecipata e il confronto permanente con le organizzazioni della società; riconosce e favorisce lautonomia degli Enti e delle comunità locali; opera per la rappresentanza trasparente degli interessi e per la coesione sociale.
Consapevole del mutato quadro istituzionale che ha visto attribuire alla Regione un ruolo completamente nuovo nell’ambito della funzione legislativa esercitata dalla Repubblica, persegue la valorizzazione degli ambiti di autonomia previsti dalla Costituzione, nel quadro dellunità e indivisibilità della Repubblica.
1. L’Emilia-Romagna, Regione autonoma entro l’unità della Repubblica, secondo le norme della Costituzione, dell’Unione Europea e del presente Statuto, persegue l’autogoverno e promuove lo sviluppo della comunità regionale, concorrendo al rinnovamento della società e dello Stato.
2. La Regione Emilia-Romagna comprende le comunità locali, le istituzioni e i territori delle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nellEmilia, Rimini.
a) lattuazione del principio di uguaglianza, di pari dignità delle persone e il superamento degli ostacoli di ordine economico, sociale e territoriale che ne impediscono leffettiva realizzazione, attuando efficaci politiche di giustizia sociale, distributiva, fiscale e di programmazione territoriale;
b) il perseguimento della parità giuridica, sociale ed economica fra donne e uomini e la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di tale principio, compreso laccesso alle cariche elettive, ai sensi degli articoli 51 e 117 della Costituzione;
b) la conservazione e la salubrità delle risorse primarie, prime fra tutte laria e lacqua, attraverso la tutela del loro carattere pubblico e politiche di settore improntate a risparmio, recupero e riutilizzo;
d) la ricerca e luso di risorse energetiche pulite e rinnovabili;
1. La Regione, in armonia con i principi della Costituzione italiana e dellUnione europea, opera per:
1. La Regione promuove politiche e regole che assicurino diritti, trasparenza e libera concorrenza nelleconomia di mercato, per favorire la qualità dei prodotti e la creazione di ricchezza e di lavoro nello spirito dellarticolo 41 della Costituzione. A tal fine valorizza la libertà di iniziativa delle persone, ne favorisce lo sviluppo ed opera per:
a) tutelare la libertà di iniziativa economica e la promozione della sua funzione sociale, riconoscendo nel lavoro e nellimpresa elementi essenziali per lo sviluppo complessivo della società;
c) favorire laccesso, la qualificazione e la valorizzazione del lavoro professionale;
d) promuovere linnovazione ed il progresso scientifico e tecnologico.
d) la garanzia del diritto allo studio allinterno del sistema nazionale di istruzione costituito dalle scuole statali e dalle scuole private paritarie e degli Enti locali, la promozione della conoscenza, dellarricchimento culturale e della formazione professionale per tutto il corso della vita;
e) la promozione e la diffusione di una cultura dellinfanzia e delladolescenza finalizzata al riconoscimento dei bambini e delle bambine come soggetti titolari di diritti, a partire dal diritto alla salute, alle relazioni sociali, allo studio, al gioco, allo sport;
g) la promozione e il sostegno della cultura, dellarte e della musica, favorendo la conservazione dei beni culturali e paesaggistici.
c) tutelare i consumatori nellesercizio dei loro diritti di associazione, informazione, trasparenza e controllo sui singoli servizi e prodotti.
2. Gli strumenti attuativi prevedono sia procedure di raccordo e di cooperazione tra i diversi livelli di governo del territorio, sia il concorso allattività legislativa, amministrativa e di programmazione, propria della Regione, da parte delle Province, della Città metropolitana di Bologna e dei Comuni, anche in forma associata, con particolare riferimento alle Comunità montane.
1. La Regione, nellambito delle funzioni legislativa, dindirizzo, programmazione e controllo, in attuazione del principio di sussidiarietà previsto dallarticolo 118 della Costituzione, riconosce e valorizza:
a) lautonoma iniziativa delle persone, singole o associate, per lo svolgimento di attività di interesse generale e di rilevanza sociale, nel quadro dello sviluppo civile e socio-economico della Regione, assicurando il carattere universalistico del sistema di garanzie sociali;
a) valorizza in modo equilibrato i propri territori, con particolare attenzione alle zone disagiate della montagna e della pianura, al fine di assicurare unequa fruizione dei diritti e soddisfazione dei bisogni dei cittadini su tutto il territorio regionale;
b) promuove uno sviluppo diffuso e lefficienza dei servizi pubblici locali, esercitando e/o assicurando il ruolo pubblico di programmazione, indirizzo e controllo, per garantire la finalità sociale della loro missione e linteresse generale nella loro gestione, al fine di adeguarli pienamente alle esigenze degli utenti e dellintera comunità regionale.
1. La Regione conforma la propria azione ai principi ed agli obblighi derivanti dallordinamento internazionale e comunitario, partecipa al processo di costruzione ed integrazione europea ed opera per estendere i rapporti di reciproca collaborazione con le altre Regioni europee.
Partecipazione della Regione alla formazione e all’attuazione
1. La Regione, nellambito e nelle materie di propria competenza:
a) partecipa alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato. La legge regionale determina le modalità di informazione, preventiva e successiva, e le forme di espressione di indirizzo dellAssemblea legislativa sulla partecipazione della Regione alla formazione di decisioni comunitarie;
b) provvede direttamente allattuazione e allesecuzione degli atti dellUnione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato. Si provvede con legge o, sulla base della legge, con norme regolamentari approvate dalla Giunta regionale, ovvero, ove per lattuazione non è richiesta una preventiva regolazione della materia, con atti dellAssemblea o della Giunta regionale secondo le rispettive competenze e secondo la disciplina prevista dallo Statuto per leggi e regolamenti;
c) partecipa ai programmi e progetti promossi dallUnione europea, promuove la conoscenza dellattività comunitaria presso gli Enti locali ed i soggetti della società civile e favorisce la partecipazione degli stessi ai programmi e progetti promossi dallUnione;
e) determina con legge le modalità del concorso dellAssemblea per quanto riguarda la propria partecipazione alla formazione delle decisioni comunitarie e le proposte dimpugnativa avverso gli atti normativi comunitari ritenuti illegittimi, rispettando in ogni caso il potere di rappresentanza del Presidente della Regione. In particolare, la legge determina le modalità necessarie per rispettare il diritto dellAssemblea ad ottenere unadeguata e tempestiva informazione preventiva e successiva.
a) provvede direttamente allesecuzione ed allattuazione degli accordi internazionali stipulati dallo Stato, nel rispetto delle norme di procedura previste dalla legge;
2. LAssemblea legislativa, su proposta della Giunta regionale che informa il Consiglio fin dalla attivazione della procedura, ratifica gli accordi con Stati esteri e le intese con Enti territoriali interni ad altro Stato, deliberati dalla Giunta e sottoscritti dal Presidente della Regione o dallAssessore da lui delegato. Tali accordi e intese hanno efficacia dalla data della ratifica, e vengono stipulati nei casi e nelle forme disciplinati da leggi dello Stato.
3. Per gli accordi internazionali, così come per i rapporti interregionali internazionali, la legge regionale determina le modalità dinformazione preventiva e successiva e di partecipazione dellAssemblea alla formazione delle intese.
1. Lattività della Regione si ispira al principio di massima trasparenza e circolazione delle informazioni, anche al fine di garantire ai cittadini e ai residenti una effettiva partecipazione.
2. La Regione riconosce, favorisce e promuove il diritto dei residenti singoli o associati allinformazione sullattività politica, legislativa ed amministrativa regionale. Tale informazione è assicurata:
b) dallimpiego degli strumenti di informazione e di comunicazione ed in particolare di quelli radio-televisivi e della carta stampata;
d) dalla facilitazione allaccesso a tutti gli atti della Regione;
e) dallutilizzo di strumenti di comunicazione telematica.
1. La Regione, nell’ambito delle facoltà che le sono costituzionalmente riconosciute, riconosce e garantisce a tutti coloro che risiedono in un Comune del territorio regionale i diritti di partecipazione contemplati nel presente titolo, ivi compreso il diritto di voto nei referendum e nelle altre forme di consultazione popolare.
3. Qualunque soggetto portatore di interessi generali o privati, nonché i portatori di interessi diffusi in forma associata, cui possa derivare un pregiudizio da un atto regionale, ha facoltà di intervenire nel procedimento di formazione dello stesso, secondo le modalità stabilite dallo Statuto e dalle leggi regionali.
4. Le leggi regionali definiscono i limiti e le norme di attuazione degli istituti di democrazia diretta contemplati nel presente titolo.
1. Chiunque può rivolgere petizioni allAssemblea legislativa per esporre comuni necessità e per chiedere ladozione di provvedimenti su materie di competenza regionale.
2. Province, Comuni ed altri Enti Locali, nonché enti, organizzazioni ed associazioni a rappresentatività almeno provinciale possono interrogare gli organi della Regione su questioni di loro competenza. Allinterrogazione viene data risposta scritta dandone contestualmente comunicazione allAssemblea e allegandola agli atti della prima seduta successiva alla risposta medesima.
1. Nei procedimenti riguardanti la formazione di atti normativi o amministrativi di carattere generale, ladozione del provvedimento finale può essere preceduta da istruttoria pubblica.
2. Listruttoria si svolge in forma di pubblico contraddittorio, cui possono partecipare, anche per il tramite o con lassistenza di un esperto, oltre ai
Consiglieri regionali ed alla Giunta regionale, associazioni, comitati e gruppi di cittadini portatori di un interesse a carattere non individuale. Il provvedimento finale è motivato con riferimento alle risultanze istruttorie.
3. LAssemblea legislativa indice listruttoria, anche su richiesta di non meno di cinquemila persone, individuando il soggetto responsabile del procedimento.
4. La legge regionale disciplina le modalità di attuazione dellistruttoria pubblica, stabilendo i termini per la conclusione delle singole fasi e dellintero procedimento.
1. Liniziativa legislativa popolare si esercita mediante la presentazione di un progetto di legge popolare.
3. Lo Statuto e la legge regionale disciplinano le forme e le modalità di presentazione del progetto di legge popolare. La Consulta di garanzia statutaria verifica la sussistenza del quorum richiesto e dichiara lammissibilità delliniziativa legislativa. I soggetti di cui al comma 2 possono farsi assistere dagli uffici della Regione per la stesura dei progetti nonché richiedere dati ed informazioni.
4. Liniziativa legislativa popolare non è ammessa per la revisione dello Statuto, per le leggi tributarie e di bilancio, né può essere esercitata nei sei mesi antecedenti la scadenza dellAssemblea legislativa.
5. Trascorsi sei mesi dalla presentazione del progetto di legge popolare senza che lAssemblea si sia pronunciata, lo stesso è posto al primo punto dellordine del giorno della prima seduta utile. LAssemblea decide nel merito entro i successivi dodici mesi.
6. I soggetti di cui al comma 2 possono altresì sottoporre allAssemblea una questione di rilevante interesse eventualmente presentando proposte anche in termini generali. LAssemblea deve procedere allesame della questione entro i successivi sei mesi.
2. LAssemblea legislativa disciplina i criteri e le modalità discrizione e di tenuta dellalbo generale, articolato per singole Commissioni assembleari, di tutte le associazioni che richiedano di partecipare allattività regionale di cui al comma 1 e le cui finalità siano improntate a scopi dinteresse generale.
3. LAssemblea, al fine di garantire un dialogo permanente con le associazioni sulle politiche e gli indirizzi del proprio lavoro, definisce un protocollo di consultazione delle associazioni di cui al comma 2. Il protocollo costituisce parte integrante del Regolamento dellAssemblea.
4. Ogni Commissione, sulla base del protocollo di consultazione, decide sulle modalità di informazione alle associazioni interessate e di recepimento delle loro osservazioni e proposte, oltre che delleventuale convocazione di udienze conoscitive.
1. Il referendum per labrogazione totale o parziale di una legge regionale, di un regolamento o di un atto amministrativo di interesse generale, è indetto quando lo richiedano almeno:
3. Le abrogazioni delle leggi comportano anche labrogazione delle norme regolamentari ad esse collegate.
4. Dopo la presentazione della richiesta di referendum, sono ammissibili solo interventi diretti a modificare, in conformità alla richiesta stessa, la disciplina preesistente. Qualora intervengano tali provvedimenti di modifica, la Consulta di garanzia statutaria verifica se lintervento medesimo risponda appieno al quesito referendario, rendendo quindi superfluo lespletamento del referendum, oppure, dando atto della parzialità dellintervento, riformula i quesiti referendari.
5. La legge regionale disciplina le modalità di indizione e di svolgimento del referendum abrogativo e regola il procedimento referendario secondo tempi certi e inderogabili, garantendo unadeguata informazione. La proposta soggetta a referendum è approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli elettori della Regione e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
6. La legge regionale regola il giudizio sullammissibilità del referendum abrogativo, che è espresso dalla Consulta di garanzia statutaria, tenendo conto dei limiti di cui al comma 2 e stabilendo i criteri di omogeneità e univocità del quesito.
1. Il referendum consultivo per l’espressione di una valutazione della comunità regionale, su materie o leggi di competenza della Regione, è indetto se richiesto almeno da:
2. Possono essere proposti referendum consultivi su materie o leggi di competenza regionale non escluse dalle procedure del referendum abrogativo ai sensi dellarticolo 20. Inoltre non possono essere sottoposti a referendum consultivo oggetti già sottoposti a referendum abrogativo nel corso della stessa legislatura e comunque entro i due anni precedenti. La Consulta di garanzia statutaria si esprime sull’ammissibilità del quesito secondo criteri di omogeneità e univocità dello stesso, regolati dalla legge regionale.
3. La legge regionale disciplina le modalità di indizione e svolgimento del referendum consultivo e regola il procedimento referendario secondo tempi certi e inderogabili, garantendo un’adeguata informazione. Disciplina inoltre i rapporti tra referendum consultivo e referendum abrogativo.
4. La legge regionale disciplina le forme di consultazione delle popolazioni interessate in materia di istituzione di nuovi Comuni e di modifiche delle loro circoscrizioni e denominazioni, ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione. Le altre forme di referendum riguardanti modifiche territoriali si svolgono ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione.
1. La legge regionale disciplina le modalità di svolgimento del referendum per l’approvazione dello Statuto e delle sue variazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 123 della Costituzione.
2. È sottoposto a referendum l’intero testo approvato dall’Assemblea legislativa regionale, sul quale si esprime un unico voto. Quando si tratti di modifiche relative a più argomenti, il referendum è articolato in più quesiti per temi omogenei. La Consulta di garanzia statutaria provvede, nei modi e tempi stabiliti dalla legge, a formulare i relativi quesiti.
c) piani e programmi che coinvolgono l’attività degli enti locali;
4. L’approvazione di progetti di legge in difformità del parere del Consiglio delle Autonomie locali è accompagnato dall’approvazione di un ordine del giorno da trasmettere al Consiglio stesso.
5. I progetti di legge riguardanti le materie di cui alle lettere b) ed e) del comma 3 sono esaminati sentito il Consiglio delle Autonomie locali. In questi casi, l’Assemblea legislativa delibera a maggioranza assoluta dei componenti, quando il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere contrario.
6. Il regolamento dell’Assemblea disciplina le modalità e i termini nei quali il Consiglio delle Autonomie locali adotta i propri pareri.
7. Il Consiglio può segnalare allAssemblea e al Presidente della Regione eventuali lesioni dellautonomia locale da parte di leggi e provvedimenti statali, anche ai fini della promozione di questioni di legittimità o conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale, nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 134 della Costituzione.
a) garantire l’equilibrata rappresentanza delle Autonomie locali e del territorio;
b) prevedere un numero di componenti comunque non superiore a quello dell’Assemblea;
c) assicurare le risorse necessarie per l’organizzazione e il funzionamento del Consiglio delle Autonomie locali.
1. La Regione, quale ente legislativo e di governo, pone a fondamento della propria attività i principi dellautonomia e dellintegrazione tra i livelli istituzionali elettivi previsti dalla Costituzione.
3. La Regione opera per la valorizzazione delle assemblee elettive favorendo la loro responsabilità nel governo del proprio territorio. Favorisce lassociazione dei Comuni e la creazione di un sistema a rete delle amministrazioni locali. Assicura altresì il concorso e la partecipazione degli Enti locali e delle loro forme associative alla formazione delle scelte legislative ed ai procedimenti di attuazione, anche per il tramite del Consiglio delle Autonomie locali.
4. La Regione, nellambito delle proprie competenze, disciplina le modalità di conferimento agli Enti locali di quanto previsto dallarticolo 118 della Costituzione, definendo finalità e durata dellaffidamento, oltre che forme di consultazione, rapporti finanziari ed obblighi reciproci. La legge regionale che conferisce le funzioni amministrative ai diversi livelli di governo disciplina le modalità di verifica dell’esercizio delle funzioni e di utilizzazione delle risorse assegnate.
1. La Regione, mediante intese, coordina le proprie azioni con quelle di altre Regioni per perseguire i propri obiettivi e programmi, individuando, ove occorra, strumenti comuni. La legge regionale determina le modalità di informazione preventiva e successiva e di partecipazione dellAssemblea legislativa alla formazione delle intese, fermo restando quanto previsto dallarticolo 117 della Costituzione.
1. La Regione, in base al principio di leale collaborazione, promuove e favorisce rapporti di sistema con i Comuni, le Comunità montane, le Unioni e le
Associazioni di Comuni, il Circondario Imolese, la Città metropolitana di Bologna e le Province.
a) esercita, ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione, le funzioni amministrative che richiedano un esercizio unitario a livello regionale, riguardando obiettivi che non possano essere realizzati dagli Enti locali o che per le loro dimensioni organizzative e per gli effetti sui cittadini debbano essere perseguiti a livello regionale;
3. L’Assemblea legislativa, in conformità con la disciplina stabilita dalla legge dello Stato, procede alla delimitazione dell’area metropolitana di Bologna e alla costituzione della Città metropolitana, nonché alla individuazione delle sue funzioni.
Il Consiglio regionale – Assemblea legislativa regionale
1. Il Consiglio regionale costituisce lAssemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna; è organo della rappresentanza democratica regionale, di indirizzo politico e di controllo. AllAssemblea spetta in esclusiva la potestà legislativa regionale.
2. Ogni componente lAssemblea rappresenta la comunità regionale ed esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato. Le sedute dellAssemblea sono pubbliche, salvo diversa e motivata decisione.
3. LAssemblea ha lautonomia funzionale, organizzativa, finanziaria e contabile necessaria al libero esercizio delle sue funzioni. La sua attività è disciplinata, per ciò che riguarda il funzionamento, lorganizzazione, lamministrazione, la
contabilità e il personale, da Regolamenti interni, in armonia con la legislazione vigente, in piena ed assoluta autonomia.
4. LAssemblea adotta i propri Regolamenti e le loro modifiche a maggioranza assoluta dei suoi componenti. I Regolamenti sono emanati con decreto del Presidente dellAssemblea.
5. Le deliberazioni dellAssemblea sono valide se è presente la maggioranza dei componenti e se sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi in cui è prescritta una maggioranza qualificata.
6. I componenti della Giunta regionale, hanno diritto e sono tenuti a partecipare alle sedute e, ove richiesto dalla stessa Assemblea, hanno lobbligo di partecipare per la materia di loro competenza.
7. Le funzioni dellAssemblea, al di fuori dei casi di scioglimento anticipato, cessano allatto di insediamento della nuova Assemblea, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, agli adempimenti urgenti ed improrogabili.
8. La prima seduta della nuova Assemblea è convocata dal Presidente dellAssemblea uscente entro trenta giorni dalla proclamazione degli eletti. Nel caso di mancata convocazione entro il termine suddetto, lAssemblea si intende convocata dufficio per le ore dodici del primo giorno non festivo della settimana successiva; la prima seduta è presieduta dal Consigliere più anziano detà, fino alla nomina del nuovo Presidente.
9. LAssemblea provvede alla convalida dei Consiglieri eletti e delibera sulle cause di ineleggibilità e incompatibilità.
10. La durata in carica dellAssemblea è stabilita con legge della Repubblica.
Poteri e funzioni dellAssemblea legislativa
1. LAssemblea legislativa determina lindirizzo politico generale della Regione esercitando le funzioni legislative, di programmazione e di controllo sullattività della Giunta e dellAmministrazione regionale.
2. LAssemblea, nei tempi definiti dal Regolamento interno, discute e approva il programma di governo predisposto dal Presidente della Regione riferito allintera legislatura e a tutti i settori dintervento regionale. Annualmente ne verifica e valuta lattuazione e ne approva le modifiche.
3. LAssemblea esercita il controllo sullattuazione delle leggi e promuove la valutazione degli effetti delle politiche regionali, al fine di verificarne i risultati.
Esamina, esprimendo proprie valutazioni e proposte, lesercizio della facoltà di ricorso alla Corte costituzionale di cui allarticolo 46.
4. Esercita le altre funzioni ad essa attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto, e, in conformità ad esso, dalle leggi. In particolare spetta allAssemblea:
a) approvare gli atti di programmazione finanziaria della Regione, le loro variazioni, il rendiconto consuntivo e lesercizio provvisorio;
b) presentare proposte di legge alle Camere, ai sensi dellarticolo 121 della Costituzione;
c) formulare proposte e pareri della Regione agli organi dello Stato per lelaborazione di programmi e piani nazionali di competenza dello Stato;
e) esprimere i pareri previsti dallarticolo 133 della Costituzione;
g) deliberare gli atti generali attuativi delle norme dellUnione europea, salvi i casi previsti dalla legge;
h) ratificare, con legge, le intese con altre Regioni ai sensi dellarticolo 117 della Costituzione;
j) elaborare documenti di indirizzo in materia di rapporti internazionali e ratificare gli accordi conclusi dalla Regione con altri Stati e le intese con enti territoriali interni ad essi, nei casi, nei limiti e con le forme di cui allarticolo 117 della Costituzione;
l) approvare ordini del giorno relativi all’attività della Giunta, anche con riferimento alla predisposizione di progetti legislativi di particolare complessità e rilevanza istituzionale;
m) deliberare le nomine e le elezioni che siano attribuite espressamente allAssemblea; quelle che sono attribuite genericamente alla Regione, qualora prevedano lobbligo di assicurare la rappresentanza delle
opposizioni; quelle che siano riferite ad organismi di garanzia o di controllo amministrativo;
n) deliberare i regolamenti delegati alla Regione da leggi statali ed esprimere parere sulla conformità degli altri regolamenti derivanti dalla legge regionale o dall’ordinamento comunitario allo Statuto e alla legge;
5. LAssemblea organizza i propri lavori istituendo Commissioni permanenti.
6. LAssemblea esercita, nello svolgimento delle proprie funzioni, la facoltà di audizione tramite le Commissioni, in particolare, sia nella fase dellistruttoria legislativa, sia in riferimento alle nomine comunque deliberate o da deliberare da parte di organi della Regione.
7. LAssemblea esercita il potere dinchiesta e dindagine, anche tramite apposite Commissioni.
Elezione dell’Assemblea legislativa
1. LAssemblea legislativa è eletta a suffragio universale e diretto, con voto personale ed eguale, libero e segreto.
2. LAssemblea è composta da sessantacinque membri. Fanno inoltre parte dell’Assemblea il Presidente della Giunta regionale e il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che, nella relativa elezione, ha ottenuto un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello ottenuto dal Presidente eletto.
1. Le condizioni di eleggibilità dei Consiglieri regionali e le cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità sono giudicate dallAssemblea legislativa, secondo modalità stabilite dal Regolamento interno.
2. I Consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nellesercizio delle loro funzioni.
3. Ogni Consigliere ha diritto di esercitare, secondo le procedure stabilite dal Regolamento, liniziativa delle leggi e dogni atto di competenza dellAssemblea; di formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni; di ottenere da ogni ufficio
regionale, da Istituzioni, enti o agenzie regionali e dalle società partecipate dalla Regione, informazioni e copia di atti e documenti utili allespletamento del mandato senza che possa essere opposto il segreto dufficio.
4. Ogni Consigliere dispone, in particolare presso la sede dellAssemblea, delle risorse e dei servizi necessari per lesercizio delle proprie funzioni.
5. Ai Consiglieri sono corrisposte indennità stabilite dalla legge regionale, nonché diarie, rimborsi e quantaltro previsto, in conformità e rapporto per i membri della Camera dei Deputati, in base a deliberazioni dellUfficio di Presidenza dellAssemblea pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione.
1. Il Regolamento interno, riguardante lorganizzazione istituzionale dellAssemblea legislativa, la sua attività e le relative procedure, persegue lobiettivo di rafforzare e valorizzare sia la funzione legislativa e di controllo, sia i ruoli della maggioranza e delle opposizioni. I principi fondamentali del Regolamento sono:
a) lautonomia e la rappresentatività dellAssemblea, quale condizione essenziale per la propria funzione istituzionale e per il libero confronto democratico tra maggioranza e opposizioni;
b) la valorizzazione del procedimento legislativo, del ruolo dei relatori e delle Commissioni assembleari, nella fase istruttoria e referente, per favorire la partecipazione dei singoli cittadini e della società civile alla formazione delle scelte politiche, dal momento delliniziativa. In tale ambito il relatore è nominato non appena latto di iniziativa legislativa è presentato allAssemblea e il procedimento si svolge nelle Commissioni assembleari;
d) la leale collaborazione degli organi di governo regionale o sue componenti nei confronti dellAssemblea;
e) la funzionalità del lavoro assembleare, stabilendo tempi certi per lassunzione delle decisioni e assicurando spazi per le richieste e le proposte della Giunta, anche ai fini dellattuazione del programma di governo e per iniziative assembleari sia di maggioranza, sia delle opposizioni, prevedendo anche sessioni tematiche dellAssemblea su temi quali bilancio, documento annuale di programmazione economica, atti programmatori generali e di settore;
g) la possibilità per ogni singolo Consigliere di esercitare un controllo sui processi decisionali, attraverso luso di strumenti di controllo ispettivo e la possibilità di sottoporre a costante verifica lattività della Giunta e dellamministrazione regionale;
h) la previsione che un procedimento di controllo o ispettivo possa concludersi con la proposta di una mozione di censura nei confronti di assessori o dirigenti regionali. Lapprovazione della mozione non comporta obbligo di revoca o di dimissioni;
i) lapprovazione da parte dellAssemblea delle linee di indirizzo per le nomine e verifica della relativa attuazione;
j) la definizione di procedure che consentano di verificare, in ordine alle nomine di competenza dellesecutivo regionale, le ragioni delle scelte e le competenze dei nominati;
k) la definizione dei poteri delle Commissioni dinchiesta, in modo da assicurare lefficacia dei loro lavori.
1. LAssemblea legislativa può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, mediante mozione motivata sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata, per appello nominale, a maggioranza assoluta. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione.
2. Lapprovazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, eletto a suffragio universale e diretto, comporta lo scioglimento dellAssemblea e la decadenza della Giunta regionale.
3. I medesimi effetti previsti dal comma 2 conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti lAssemblea, allannullamento dellelezione dellAssemblea o del Presidente della Regione, nonché in caso di rimozione, impedimento permanente, morte o dimissioni volontarie del Presidente.
LUfficio di Presidenza
1. Nella prima seduta e quale primo atto, lAssemblea legislativa procede allelezione, nel proprio seno, dell’Ufficio di Presidenza.
2. LUfficio di Presidenza è composto dal Presidente, da due Vicepresidenti, da due Segretari e da due Questori.
3. Allelezione del Presidente, dei Vicepresidenti, dei Segretari e dei Questori, si procede con votazioni separate, a voto palese, salvo che non venga richiesto il voto segreto da almeno un quinto dei Consiglieri assegnati alla Regione.
4. Il Presidente è eletto a maggioranza dei quattro quinti dellAssemblea. Se dopo due scrutini nessun candidato ottiene la maggioranza richiesta, nella terza votazione, da tenersi di diritto il giorno successivo, è sufficiente la maggioranza dei voti dei componenti lAssemblea. Dopo tale votazione, è richiesta la presenza della maggioranza dei Consiglieri ed è eletto chi ha ottenuto il maggior numero di voti o, in caso di parità, il più anziano di età.
5. Per lelezione dei Vicepresidenti, dei Segretari e dei Questori, ciascun Consigliere vota un solo nome. Vengono eletti coloro che hanno riportato il maggior numero di voti. In caso di parità di voti risulta eletto il Consigliere più anziano di età.
Il Presidente dellAssemblea legislativa
1. Il Presidente è oratore ufficiale dellAssemblea legislativa e ne dirige i lavori secondo il Regolamento.
2. Tutela le prerogative dei Consiglieri e garantisce lesercizio effettivo delle loro funzioni.
Funzioni dellUfficio di Presidenza
1. LUfficio di Presidenza coadiuva il Presidente dellAssemblea legislativa nellesercizio dellautonomia organizzativa, funzionale, finanziaria e contabile dellAssemblea, secondo modalità previste dal Regolamento.
2. LUfficio di Presidenza dispone di servizi generali per le attività dellAssemblea; ha alle proprie dipendenze il relativo personale; amministra i fondi relativi al bilancio autonomo dellAssemblea.
3. LUfficio di Presidenza promuove le attività dinformazione, di consultazione, di studio ed organizzative necessarie per lo svolgimento delle funzioni assembleari.
4. LUfficio di Presidenza mantiene i rapporti con i Gruppi assembleari e, in conformità alle decisioni dellAssemblea, assicura agli stessi, per lassolvimento delle loro funzioni, la disponibilità di locali, personale e servizi; assegna contributi
a carico del bilancio dellAssemblea, tenendo presenti le esigenze comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica dei Gruppi stessi.
4. I Gruppi, per le proprie attività e quelle dei singoli Consiglieri, ricevono contributi a carico del bilancio dellAssemblea legislativa tenendo presenti le esigenze comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica dei Gruppi stessi, accertata allinsediamento dellAssemblea.
Convocazione dellAssemblea legislativa
1. LAssemblea legislativa è convocata dal suo Presidente. Gli avvisi di convocazione sono inviati almeno cinque giorni prima della seduta.
2. Il Presidente è tenuto a convocare lAssemblea qualora lo richiedano o il Presidente della Regione ovvero un decimo dei Consiglieri regionali. I richiedenti ne informano i componenti dellAssemblea.
3. Se il Presidente non provvede entro dieci giorni, lAssemblea si riunisce di diritto il quinto giorno non festivo immediatamente successivo.
1. LAssemblea legislativa istituisce Commissioni assembleari permanenti. Il numero, la composizione, le modalità di funzionamento e le competenze delle Commissioni sono disciplinate dal Regolamento.
5. Le Commissioni hanno la funzione preparatoria, referente e redigente delle leggi e dei regolamenti, nonché dei provvedimenti amministrativi di competenza dellAssemblea, secondo le modalità stabilite dal Regolamento.
6. Le Commissioni possono assumere su determinazione dellAssemblea, a maggioranza qualificata, poteri deliberanti sugli atti di competenza dellAssemblea ad esclusione di leggi e regolamenti.
8. Nellambito delle rispettive competenze, le Commissioni vigilano, riferendone periodicamente allAssemblea, sullattività amministrativa della Regione e dei suoi uffici, sullattuazione del programma e dei piani regionali, sullesercizio delle funzioni delegate e sullattività amministrativa degli enti e delle aziende dipendenti.
9. La Commissione bilancio, affari generali ed istituzionali vigila sulla gestione del bilancio e del patrimonio, sulla situazione di cassa, sulla contabilità generale e sullamministrazione del personale.
10. I Presidenti delle Commissioni sono eletti con le stesse modalità e procedure fissate per lelezione del Presidente dellAssemblea. Lufficio di Presidente di Commissione è incompatibile con quelli di componente lUfficio di Presidenza dellAssemblea.
12. Le Commissioni hanno diritto di ottenere lintervento alle proprie riunioni del Presidente e dei componenti della Giunta nonché, previa comunicazione alla Giunta, dei titolari degli uffici dellamministrazione regionale, degli amministratori e dirigenti degli enti e delle aziende dipendenti dalla Regione.
13. Le Commissioni hanno facoltà di chiedere a tutti gli uffici della Regione lesibizione di atti e documenti e, nei casi e secondo le modalità previste dalla legge, disporre ispezioni senza che sia opposto il segreto dufficio.
3. Le Commissioni possono tenere Udienze Conoscitive in merito alle designazioni per le nomine di competenza della Giunta, del Presidente o dellAssemblea legislativa.
1. LAssemblea legislativa può istituire, secondo le modalità stabilite dal Regolamento, Commissioni assembleari speciali con il compito di svolgere inchieste sullattività amministrativa della Regione, degli enti e aziende da essa dipendenti, oppure su ogni altra questione di interesse regionale.
2. LAssemblea, inoltre, può istituire Commissioni speciali di ricerca e di studio su materie che comunque interessino la Regione.
1. La legge regionale istituisce, presso lAssemblea legislativa, la Commissione per le Pari Opportunità fra donne e uomini, ne stabilisce la composizione ed i poteri, disciplinando le modalità che ne garantiscano il funzionamento.
1. Il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto, contestualmente allelezione dellAssemblea legislativa regionale.
c) convoca e presiede la Giunta; stabilisce lordine del giorno; promuove e coordina lattività degli assessori;
d) dirige lattività politica generale e amministrativa della Giunta e ne è responsabile;
f) effettua le nomine assegnategli dalle leggi e dallo Statuto e ne dà comunicazione allAssemblea legislativa nei tempi e nelle forme previsti dal Regolamento;
2. Le nomine degli assessori e le altre nomine di competenza del Presidente sispirano anche ai principi di pari opportunità di accesso agli uffici pubblici ed alle cariche elettive, di cui agli articoli 51 e 117 della Costituzione e alla lettera b) dell’articolo 2.
1. Il Presidente della Giunta regionale assume le proprie funzioni allatto dellinsediamento dellAssemblea legislativa e nomina il vicepresidente e gli assessori entro sette giorni da tale data.
2. Il Presidente illustra tempestivamente allAssemblea il programma di governo e la composizione della Giunta motivando le scelte effettuate. LAssemblea esamina entrambe le comunicazioni, sulle quali si apre il dibattito nelle forme e nei modi stabiliti dal Regolamento.
2. Il numero degli assessori non può essere inferiore a otto e superiore a dodici. Gli assessori sono scelti tra cittadini eleggibili a Consigliere regionale. La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere regionale.
4. La Giunta delibera con lintervento della maggioranza dei componenti e a maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente.
1. La Giunta regionale esercita attività di promozione, di iniziativa e di amministrazione, in coerenza con lindirizzo politico ed amministrativo determinato dallAssemblea legislativa.
a) attuare le leggi, le decisioni e gli indirizzi approvati dallAssemblea;
b) collaborare con il Presidente nellesercizio delle sue funzioni;
e) adottare i provvedimenti per realizzare i programmi di cui allarticolo 28, comma 4, lettera d), compresi quelli concernenti lesecuzione di opere pubbliche e lorganizzazione di servizi pubblici;
f) indirizzare e coordinare lattività degli uffici regionali ed adottare atti generali relativi al personale, ad eccezione degli uffici e del personale dellAssemblea;
h) deliberare le variazioni di bilancio previste dall’ordinamento contabile regionale dandone tempestiva comunicazione allAssemblea nelle forme e nei modi previsti dal Regolamento;
j) deliberare, informandone lAssemblea, sui ricorsi di legittimità costituzionale e per i conflitti di attribuzione avanti la Corte costituzionale;
k) adottare ogni altro provvedimento che lo Statuto e le leggi, nel rispetto delle competenze statutarie, non affidano alla competenza dellAssemblea.
3. La Giunta riferisce annualmente allAssemblea sulla propria attività e sullo stato di attuazione del programma regionale e dei singoli piani.
4. La Giunta regionale riferisce ed illustra, almeno ogni sei mesi, all’Assemblea le iniziative assunte, le attività svolte e le decisioni, con particolare riguardo ad intese ed accordi, raggiunte in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni o di Conferenza unificata.
5. La Giunta ha la facoltà di proporre disegni di legge allAssemblea. Ha anche la facoltà di proporre, salvo i casi esclusi dalle leggi regionali, provvedimenti di competenza dellAssemblea.
Voto contrario dellAssemblea legislativa
1. Il voto contrario dellAssemblea legislativa su una proposta della Giunta regionale non comporta obbligo di dimissioni del Presidente.
2. Le proposte della Giunta non approvate dallAssemblea non possono essere ripresentate prima di sessanta giorni, salvo che la nuova proposta modifichi i principi ispiratori ed i contenuti essenziali di quella non approvata.
1. La Giunta regionale, nei casi di annullamento dellelezione dellAssemblea legislativa o di scioglimento della stessa per dimissioni contestuali della maggioranza dei suoi componenti, provvede allordinaria amministrazione di propria competenza e agli atti improrogabili, da sottoporre a ratifica della nuova Assemblea.
1. La disciplina delle materie di competenza della Regione è stabilita con legge. La potestà legislativa è riservata allAssemblea e non è delegabile. LAssemblea è responsabile del procedimento legislativo dalla presentazione delliniziativa.
2. La Giunta regionale, salva la competenza dellAssemblea prevista dallarticolo 28, comma 4, lettera n), approva i regolamenti nei casi previsti dalla legge regionale; disciplina, inoltre, lesecuzione dei Regolamenti comunitari nei limiti stabiliti dalla legge regionale.
4. La legge individua i presupposti in presenza dei quali la Giunta può adottare in via d’urgenza atti amministrativi in materie di competenza dell’Assemblea, salvo ratifica da parte di questa.
1. Liniziativa legislativa appartiene a ciascun Consigliere regionale, è riconosciuta alla Giunta regionale, ai Consigli provinciali ed ai Consigli comunali, secondo quanto previsto dallo Statuto. Gli elettori dellEmilia-Romagna esercitano liniziativa legislativa secondo le modalità previste dallo Statuto.
2. Liniziativa legislativa è esercitata mediante un progetto redatto in articoli presentato al Presidente dellAssemblea legislativa e da questi assegnato alla competente Commissione assembleare, sulla base del contenuto prevalente.
3. Il Presidente della Commissione propone immediatamente alla stessa la nomina del relatore, cui spetta il compito distruire e seguire liter complessivo del progetto di legge assegnato e, se richiesto da Consiglieri rappresentanti un
quinto dei voti assegnati, viene nominato anche un relatore di minoranza. Gli stessi Consiglieri non possono avanzare richieste per la nomina di ulteriori relatori.
4. Il Regolamento interno definisce i mezzi e gli strumenti a disposizione del relatore per lesercizio delle sue funzioni.
1. Il progetto di legge è, secondo le norme del Regolamento interno, esaminato da una Commissione e poi dallAssemblea legislativa, che lapprova articolo per articolo e con votazione finale.
2. LAssemblea, considerata la particolare natura del provvedimento, può demandare alla Commissione la votazione articolo per articolo del progetto di legge, salvo che si oppongano non meno della metà più uno dei Consiglieri. Spetta comunque allAssemblea lapprovazione del progetto nella sua interezza, con votazione finale. In ogni momento, fino allesame conclusivo in Commissione, non meno di un decimo dei Consiglieri e la Giunta regionale possono richiamare il progetto alla procedura di esame ed approvazione prevista dal comma 1.
4. Nelle forme e nei modi previsti dal Regolamento il Presidente della Giunta regionale può richiedere allAssemblea, in casi motivati, ladozione della procedura durgenza.
5. Il Regolamento può prevedere forme di semplificazione della procedura legislativa, per i progetti di cui è dichiarata lurgenza.
1. Le leggi sono promulgate dal Presidente della Regione entro dieci giorni dallapprovazione. La formula della promulgazione è la seguente: “LAssemblea legislativa regionale ha approvato. Il Presidente della Regione promulga”; ad essa segue il testo della legge e a questo segue la formula “La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Emilia-Romagna”.
2. Se lAssemblea legislativa, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara lurgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
1. Le leggi e il Regolamento interno dellAssemblea legislativa prevedono procedure, modalità e strumenti per la valutazione preventiva della qualità e dellimpatto delle leggi. Prevedono altresì forme di monitoraggio sugli effetti e sui risultati conseguiti nella loro applicazione, in rapporto alle finalità perseguite.
3. Il Regolamento definisce le procedure, le modalità e gli strumenti di cui al comma 1 e il coinvolgimento delle Commissioni assembleari e della Commissione per le Pari Opportunità fra donne e uomini di cui allarticolo 41.
1. Al fine di attuare un processo di razionalizzazione e semplificazione della normativa regionale, l’Assemblea legislativa riunisce e coordina la legislazione vigente in testi unici, in conformità ai seguenti criteri:
a) il testo unico disciplina lintero settore considerato, indicando espressamente le disposizioni abrogate;
b) la redazione del testo unico tende a ridurre il numero delle disposizioni originarie, riservando alle norme riunificate il compito di determinare discipline generali e direttive e attribuendo alla Giunta regionale leventuale ulteriore disciplina in forma regolamentare;
d) le disposizioni riunite nel testo unico esprimono il testo vigente del complesso di norme da esso coordinate, tenendo conto delle abrogazioni e della cessata vigenza per qualsiasi causa, ma anche di materie riservate alla competenza regolamentare dei Comuni, nonché delle esigenze di aggiornamento derivanti da pronunce della Corte costituzionale, da modifiche dei principi fondamentali di cui allarticolo 117 della Costituzione, dalla normativa comunitaria e da qualsiasi altra causa;
e) previa verifica della funzionalità e snellezza dei procedimenti disciplinati dalla legislazione vigente, il testo unico modifica le disposizioni che prevedono passaggi procedimentali, cui non corrisponde una rilevante e comprovata utilità nellacquisizione degli elementi di valutazione necessari alladozione del provvedimento.
2. LAssemblea legislativa, con propria delibera, individua i casi ed avvia le procedure per la definizione del testo unico, e può incaricare la Giunta di predisporre il progetto di testo unico, indicando le fonti legislative e regolamentari da raccogliere e stabilendo un termine entro cui operare il riordino delle materie.
4. Nel tempo fissato per portare allesame dellAssemblea il testo unico, le proposte di modifica dei provvedimenti oggetto del coordinamento o del riordino, se formalmente presentate, sono sospese sino allemanazione del testo unico o possono formare oggetto di modifica della delibera di cui al comma 2.
3. La legge può prevedere che ladozione di un regolamento sia preceduta dal parere della Consulta di garanzia statutaria.
2. Nel rispetto delle reciproche autonomie e nellambito delle proprie competenze, lAssemblea legislativa promuove la collaborazione e definisce i rapporti con le Università e le Istituzioni scolastiche.
1. La Regione riconosce la funzione delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Nel rispetto delle reciproche autonomie e nellambito delle proprie competenze, lAssemblea legislativa promuove la collaborazione e la cooperazione della Regione e degli altri Enti territoriali con le Camere di Commercio e i propri rapporti con esse, per la promozione dello sviluppo economico.
1. E’ istituito, presso l’Assemblea legislativa, il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (CREL) quale strumento di analisi, studio, ricerca e confronto per le politiche di programmazione economica e sociale.
2. La legge regionale determina le funzioni e l’organizzazione del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro. La legge dispone, altresì, la sua composizione riferendosi alle organizzazioni ed associazioni economiche, sociali e ambientali.
Principi dellattività amministrativa regionale
1. Lattività amministrativa della Regione è informata ai principi di democrazia, trasparenza, efficacia, economicità, chiarezza delle norme e semplificazione delle procedure.
2. La Regione, conformemente ai principi previsti dallarticolo 118 della Costituzione, esercita le funzioni che richiedono un esercizio unitario a livello regionale e svolge verifiche sulle funzioni amministrative attribuite agli Enti locali. I programmi regionali sono deliberati in base a norme che assicurano il concorso degli Enti locali.
3. Nel determinare lallocazione di funzioni a livello locale, la legge regionale assicura la copertura finanziaria e la necessaria dotazione di personale e prevede procedure per la verifica dellutilizzo dei fondi assegnati.
4. La Regione, tramite un proprio organo di governo, esercita il potere sostitutivo sugli Enti locali nei casi in cui vi sia unaccertata e persistente inattività nellesercizio obbligatorio di funzioni conferite e ciò sia lesivo di rilevanti interessi del sistema regionale e locale e dei cittadini. La legge regionale stabilisce le garanzie procedimentali per l’Ente locale interessato, secondo il principio di leale collaborazione. Nelle forme stabilite dalla legge, la Regione verifica la realizzazione dei programmi la cui attuazione è demandata agli Enti locali, nel rispetto dellautonomia degli stessi.
1. La Regione, nellambito delle materie demandate alla propria competenza legislativa, regolamentare ed amministrativa, regola i procedimenti amministrativi in coerenza con le norme generali sullazione amministrativa dettate dallo Stato e nel rispetto delle attribuzioni normative degli Enti locali.
2. La legge regionale disciplina il procedimento amministrativo garantendo la partecipazione e il diritto di accesso, nonché il contraddittorio, dei soggetti direttamente interessati alla formazione dei provvedimenti amministrativi. La legge si ispira, altresì, ai principi della funzionalità dellazione amministrativa,
della responsabilità e della correttezza. La Regione favorisce lutilizzo di strumenti informatici.
4. La Regione, nel disciplinare i procedimenti amministrativi, persegue lobiettivo di semplificazione, accelerazione e definizione di tempi certi dei procedimenti, anche al fine di facilitare laccesso ai servizi della Pubblica Amministrazione da parte dei cittadini.
Principi dellorganizzazione regionale
1. Lorganizzazione regionale si basa sul principio della distinzione tra le funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di controllo e le funzioni dattuazione e di gestione. La competenza generale alladozione degli atti amministrativi dattuazione e di gestione, in tutti i casi in cui lo Statuto o la legge regionale non dispongono diversamente, spetta alla dirigenza, sulla base e in attuazione degli atti deliberati dagli organi della Regione. I dirigenti sono responsabili in via esclusiva dellattività amministrativa e della gestione di loro competenza, nonché dei relativi risultati.
2. La legge regionale determina i principi in ordine allorganizzazione e al funzionamento degli uffici regionali, la cui istituzione e disciplina è dettata con i regolamenti relativi all’organizzazione e al personale.
3. Il rapporto di lavoro del personale regionale è disciplinato in conformità ai principi costituzionali, secondo quanto stabilito dalla legge e dalla contrattazione collettiva nazionale e integrativa in relazione alle rispettive competenze. Alle strutture organizzative regionali si accede mediante pubblico concorso, salvo i casi previsti dalla legge.
4. LAssemblea legislativa e la Giunta regionale dispongono di adeguate strutture organizzative.
1. La legge regionale disciplina il conferimento di incarichi a tempo determinato per lo svolgimento di funzioni e per ladempimento di compiti speciali e di consulenza attinenti a:
b) articolazioni, organi e strutture dell’Assemblea previsti dallo Statuto di cui agli articoli 33, 34, 36, 38 e 40.
1. La Regione, per attività inerenti allo sviluppo economico, sociale e culturale o ai servizi di rilevanza regionale può, con legge, nel rispetto dellarticolo 118 della Costituzione, promuovere e istituire enti o aziende dotati di autonomia funzionale ed amministrativa e può partecipare a società, associazioni o fondazioni. Listituzione di enti o aziende o la partecipazione a società, associazioni o fondazioni avviene nel rispetto dei principi di proporzionalità e deve essere finalizzata allo svolgimento di attività di interesse generale dei cittadini, singoli o associati.
2. La legge istitutiva degli enti e delle aziende regionali determina i principi generali della loro autonomia, attività e organizzazione, nonché quelli relativi allapprovazione dei bilanci preventivi e consuntivi ed ai controlli atti ad assicurare la conformità della loro azione agli indirizzi fissati. Determina altresì le modalità atte ad assicurare la partecipazione e il controllo degli utenti e dei soggetti direttamente interessati allattività svolta dagli enti e dalle aziende regionali.
4. LAssemblea legislativa è informata preventivamente in modo adeguato sul contenuto dellatto costitutivo, dello statuto e degli eventuali patti parasociali, nonché riguardo alle eventuali loro modifiche.
1. La Regione, con apposita legge, istituisce tributi propri, ne disciplina gli elementi costitutivi ed attuativi, in coordinamento con il sistema tributario nazionale e nel rispetto dei principi della Costituzione, del Trattato dellUnione Europea e delle norme comunitarie.
2. La Regione può affidare ad appositi regolamenti lattuazione e lesecuzione delle leggi tributarie, stabilendo con legge principi e criteri direttivi secondo le norme e le procedure per i regolamenti previste dal presente Statuto.
2. LAssemblea legislativa autorizza con legge, per un periodo non superiore a quattro mesi, lesercizio provvisorio in caso di mancata approvazione entro lanno del bilancio di previsione.
3. Il bilancio annuale di previsione e il bilancio pluriennale sono presentati dalla Giunta regionale all’Assemblea entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce e sono approvati con legge entro il 31 dicembre.
4. L’Assemblea approva annualmente il bilancio sulla base degli indirizzi contenuti negli atti e nei provvedimenti della programmazione regionale.
5. L’Assemblea può introdurre emendamenti al bilancio nel rispetto degli equilibri economico-finanziari stabiliti dall’ordinamento contabile regionale.
8. Il rendiconto generale è presentato dalla Giunta regionale all’Assemblea entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello dell’esercizio finanziario cui si riferisce ed è approvato con legge entro il 31 dicembre dello stesso anno, prima del bilancio di previsione.
a) prende atto degli eventi che causano lanticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi e dichiara la modalità di amministrazione ordinaria della Regione fino allelezione dei nuovi organi elettivi, secondo le norme dello Statuto;
c) esprime pareri di conformità allo Statuto delle leggi e dei regolamenti regionali. Il parere di conformità allo Statuto è richiesto nei casi, nei modi e nelle forme previste dal regolamento dellAssemblea legislativa;
d) a richiesta di almeno un quinto dei Consiglieri regionali o dei componenti del Consiglio delle Autonomie locali o su richiesta della Giunta regionale esprime parere su conflitti di competenza tra gli organi previsti dal presente Statuto anche in relazione allobbligo istituzionale di tenere comportamenti ispirati al principio di leale collaborazione;
3. La Consulta è composta di cinque componenti, di cui tre nominati dallAssemblea legislativa e due dal Consiglio delle Autonomie. La legge stabilisce i requisiti per la scelta dei componenti la Consulta, individuati tra magistrati in quiescenza o fuori ruolo, docenti universitari in materie giuridico-amministrative e tra figure che abbiano maturato significativa esperienza nel settore giuridico-amministrativo. La Consulta è nominata nel corso di ogni legislatura non prima di dodici mesi e non dopo diciotto mesi dallinsediamento dellAssemblea.
4. LUfficio di componente la Consulta è incompatibile con quello di componente dei Consigli e delle Giunte regionali, provinciali e comunali, di Parlamentare nazionale o europeo.
6. La Consulta adotta a maggioranza assoluta dei componenti il proprio regolamento che disciplina, tra laltro, la partecipazione alle sedute, le modalità di convocazione e funzionamento, nonché la propria organizzazione interna.
3. Il Difensore civico è nominato dallAssemblea legislativa. La legge regionale determina modalità di nomina che garantiscano lautonomia e lindipendenza dellorgano.
4. Il Difensore civico può segnalare alle Commissioni assembleari competenti situazioni di difficoltà e disagio dei cittadini, nellapplicazione di norme regionali,
avanzando proposte per rimuoverne le cause. Le Commissioni competenti devono pronunciarsi sulle proposte avanzate entro trenta giorni.
5. La legge determina, altresì, compiti, requisiti e modalità dintervento del Difensore civico.
2. La legge regionale stabilisce il metodo di nomina, le funzioni e le modalità organizzative e funzionali, garantendone l’indipendenza ed il raccordo istituzionale con analoghi organismi nazionali ed internazionali.
1. Lattività amministrativa è soggetta al controllo di gestione.
2. La legge regionale determina strumenti e procedure per la valutazione del rendimento e dei risultati dellattività amministrativa regionale.
3. LAssemblea legislativa, nel rispetto delle reciproche autonomie istituzionali, può chiedere forme di collaborazione alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ai fini della regolare gestione finanziaria e dellefficienza e dellefficacia dellazione amministrativa, nonchè pareri in materia di contabilità pubblica. La richiesta può essere formulata anche dintesa con il Consiglio delle Autonomie locali.
4. La sezione di controllo della Corte dei Conti può essere integrata, secondo i principi stabiliti dalla legge dello Stato, da due componenti designati rispettivamente dallAssemblea e dal Consiglio delle Autonomie locali.
2. LAssemblea legislativa adegua il proprio Regolamento interno entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dello Statuto. Nelle more dellentrata in vigore del nuovo Regolamento, si applica ove possibile il Regolamento interno vigente.
3. Le disposizioni previste dall’articolo 45, comma 2, ultimo periodo, si applicano dalla legislatura successiva a quella in cui viene approvato lo Statuto.
5. La legge regionale detta altresì norme in ordine all’attestazione della intervenuta approvazione della legge statutaria ai sensi dell’articolo 123 della Costituzione, alla pubblicazione della legge medesima a fini notiziali ed al suo tempestivo invio al Governo.
6. Labrogazione dello Statuto è ammessa solo se accompagnata da un nuovo Statuto che lo sostituisce secondo le norme costituzionali.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72
e contrario