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Timestamp: 2020-06-02 07:31:33+00:00

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Sinistro stradale - prelievo ematico per accertamento stato di ebrezza - necessario avviso facoltà di farsi assistere da difensore
Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Sentenza 4405 del 24.02.2014
Qualora ai sanitari presso i quali sia stato soccorso il conducente di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale sia richiesto il prelievo ematico preordinato all'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, al trasgressore, previa informazione al medesimo della finalità per cui è effettuato il prelievo ematico, deve essere dato l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia
sul ricorso 17802/2011 proposto da:
R.F. ____, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PREMUDA 6, presso lo studio dell'avvocato AMATORE SALVATORE, rappresentata e difesa dall'avvocato BALESTRA ANNA MARTA, giusta procura in calce al ricorso; - ricorrente -
PREFETTURA - UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI ANCONA; - intimata -
avverso la sentenza n. 438/2011 del TRIBUNALE di ANCONA del 31.3.2011, depositata l'11/04/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 12/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. PASQUALE D'ASCOLA;
udito per la ricorrente l'Avvocato Anna Marta Balestra che si riporta agli scritti;
E' presente il Procuratore Generale in persona del Dott. LUCIO CAPASSO che si riporta alla rela2ione scritta.
1) Con sentenza n. 438/11 dell'11 aprile 2011, notificata il 1 giugno seguente, il tribunale di Ancona ha respinto l'appello proposto da R.F. avverso la sentenza 1059/08 del locale giudice di pace, che aveva rigettato l'opposizione proposta avverso i verbali di contestazione n. ____, redatti dai Carabinieri della compagnia di Ancona il 28 marzo 2008.
L'opponente ha proposto ricorso per cassazione, notificandolo il 29 giugno 2011 all'avvocatura distrettuale di Ancona.
L'amministrazione non ha svolto attività difensiva.
1.1) Oggetto dell'opposizione è il provvedimento prefettizio prot. 206037/08 di sospensione della patente per sei mesi ai sensi dell'art. 186 C.d.S., (guida sotto l'influenza dell'alcool) e di ulteriori sei mesi ai sensi dell'art. 187 C.d.S. (guida alterata da uso di sostanze stupefacenti).
La tesi esposta con il primo motivo (v. pag. 10 in fine) è che un soggetto, ancorchè coinvolto in un sinistro stradale (come nella specie avvenuto), che non mostri segni di alterazione fisica legata all'uso di alcool o stupefacenti non potrebbe essere "costretto - pena l'irrogazione delle sanzioni di cui agli artt. 186 e 187 C.d.S. - a sottoporsi a un prelievo ematico".
Consta infatti che il codice della strada, nel testo all'epoca vigente, prevede una serie differenziata di interventi per l'accertamento della guida sotto l'influenza i queste sostanze:
a) accertamenti con strumenti portatili (art. 186, comma 3); b) in caso di primo esito positivo, accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento; c) per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti a cure mediche (è questo il caso) la richiesta rivolta dalle forze di polizia alle strutture sanitarie di procedere all'accertamento.
Il conducente può rifiutare di sottoporsi all'esame, ma ciò lo sottopone alle conseguenze sanzionatorie previste dalla norma. L'art. 186 C.d.S., comma 7, oltre a sanzionare la guida in stato di ebbrezza, configura infatti come autonomo illecito anche il rifiuto del guidatore di sottoporsi ad accertamento del tasso alcolemico, in quanto oggetto di obbligo penalmente sanzionato e non mera facoltà (Cass. 6° civ., 22231/13).
Nè rilevano i precedenti citati (pag. 13) in tema di opponibilità del rifiuto.
3) Appare invece fondato il secondo motivo, che denuncia violazione dell'art. 354 c.p.p., e vizi di motivazione in relazione al fatto che il conducente non sia stato informato preventivamente della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia.
In tal modo ha confuso il piano dell'accertamento dei reati di cui agli artt. 186 e 187 C.d.S., cui era rivolta la verifica clinica che si dice esser stata richiesta alla R., con il piano della opposizione alla sanzione amministrativa conseguente al di lei rifiuto.
Va ricordato che secondo la giurisprudenza (Sez. 4, Sentenza n. 34145 del 21/12/2011 (dep. 06/09/2012) Rv. 253746):
"In tema di guida in stato di ebbrezza, il prelievo ematico compiuto nell'ambito della esecuzione di ordinari protocolli di pronto soccorso al di fuori della emersione di figure di reato e di attività propedeutiche al loro accertamento non rientra nel novero degli atti di cui all'art. 356 c.p.p., sicchè non sussiste alcun obbligo di avviso, ex art. 114 disp. att. c.p.p., all'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia".
E più di recente è stato ribadito che: "I risultati del prelievo ematico effettuato per le terapie di pronto soccorso successive ad incidente stradale e non preordinato a fini di prova della responsabilità penale sono utilizzabili per l'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, senza che rilevi la mancanza di consenso dell'interessato. (In applicazione di tale principio la S.C. ha affermato che, per il suo carattere invasivo, il conducente può opporre un rifiuto al prelievo ematico richiesto dalla polizia giudiziaria e finalizzato esclusivamente all'accertamento della presenza di alcol nel sangue, rilevando in tal caso il suo dissenso espresso)" (Cass. pen. 6755/13, sez 4^, ud 6.11.2012 ric. G.).
4) Fondato appare anche il terzo motivo, relativo alla mancata applicazione della disciplina della continuazione (L. n. 689 del 1981, art. 8). E' infatti evidente che con unico rifiuto di sottoporsi a prelievi ematochimici, cioè con unica azione, la R. violò (secondo il provvedimento) "diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative", che erano quelle previste dagli artt. 186 e 187, così qualificate dal giudice di merito e contestate nelle sedi di impugnazione senza porre questione circa la provenienza del provvedimento e i nessi con eventuale procedimento penale.
La sentenza va cassata e la cognizione rimessa ad altro giudice del tribunale di Ancona, il quale si atterrà ai seguenti principi: 1):
"Qualora ai sanitari presso i quali sia stato soccorso il conducente di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale sia richiesto il prelievo ematico preordinato all'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, al trasgressore, previa informazione al medesimo della finalità per cui è effettuato il prelievo ematico, deve essere dato l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia".
2) "la L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 8, il quale prevede che la sanzione più grave aumentata fino al triplo può essere irrogata nei soli casi di concorso formale, è applicabile nell'ipotesi in cui con unica azione, il rifiuto del prelievo ematico, il trasgressore si sottragga agli accertamenti di cui agli artt. 186 e 187 C.d.S.".
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta Civile - 2, il 12 novembre 2013.
Corte di Cassazione - Sesta civile Sentenza 4405 del 24.02.2014

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 sentenza 
 sentenza 
in fine
 Sentenza 
 art. 114
 art. 8
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 art. 8
 Sentenza