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Timestamp: 2018-12-16 05:03:26+00:00

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2012, n. 41 - Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell'articolo 2, commi 8-bis, 8-quater e 8-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0061) - (GU n. 89 del 16-4-2012 | Geometra.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2012, n. 41 – Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell’articolo 2, commi 8-bis, 8-quater e 8-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0061) – (GU n. 89 del 16-4-2012
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2012, n. 41 - Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell'articolo 2, commi 8-bis, 8-quater e 8-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0061) - (GU n. 89 del 16-4-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/05/2012
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2012 , n. 41
Regolamento recante riorganizzazione del  Ministero  delle  politiche
agricole alimentari e  forestali,  a  norma  dell’articolo  2,  commi
8-bis, 8-quater e 8-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
25, e dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011,  n.
148. (12G0061)
riforma dell’organizzazione del Governo, e successive  modificazioni,
modificazioni, recante norme  generali  sull’ordinamento  del  lavoro
129, concernente regolamento recante riorganizzazione  del  Ministero
delle  politiche   agricole   alimentari   e   forestali,   a   norma
dell’articolo  74  del  decreto-legge  25  giugno   2008,   n.   112,
Visto l’articolo  2,  commi  8-bis,  8-quater  e  8-quinquies,  del
decreto-legge   30   dicembre   2009,   n.   194,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, con  i  quali  e’
stato disposto, anche per i Ministeri:
a) un’ulteriore riduzione degli uffici  dirigenziali  di  livello
non generale, e delle relative dotazioni  organiche,  in  misura  non
inferiore  al  10  per  cento  di   quelli   risultanti   a   seguito
dell’applicazione dell’articolo 74 del decreto-legge n. 112 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008;
b) la rideterminazione delle dotazioni  organiche  del  personale
organico di tale personale risultante a seguito dell’applicazione del
predetto articolo 74;
tra l’altro, disposta la soppressione del Centro per la formazione in
economia e politica dello sviluppo rurale e  del  Comitato  nazionale
italiano per il collegamento tra il Governo e la FAO,  disponendo  il
subentro  del  Ministero  delle  politiche  agricole   alimentari   e
forestali alle  attivita’  ed  ai  rapporti  giuridici  dei  predetti
Visto l’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto  2011,  n.
148, con il quale  si  stabilisce  che  le  amministrazioni  indicate
nell’articolo 74, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,
successive modificazioni, all’esito  della  riduzione  degli  assetti
organizzativi prevista dal predetto articolo 74  e  dall’articolo  2,
comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.  25,  provvedono,
anche con le modalita’  indicate  nell’articolo  41,  comma  10,  del
a) ad apportare, entro il 31 marzo 2012,  un’ulteriore  riduzione
degli uffici dirigenziali di livello non generale, e  delle  relative
dotazioni organiche, in misura non  inferiore  al  10  per  cento  di
quelli risultanti a seguito dell’applicazione del  predetto  articolo
2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009;
non dirigenziale, ad esclusione di  quelle  degli  enti  di  ricerca,
apportando una ulteriore riduzione non  inferiore  al  10  per  cento
della spesa complessiva relativa al numero dei posti di  organico  di
tale personale risultante a seguito  dell’applicazione  del  predetto
articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009;
Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente  rappresentative
in data 18 luglio 2011;
seguito denominato: “Ministero”, per l’esercizio delle funzioni e dei
compiti statali  ad  esso  spettanti  in  materia  di  agricoltura  e
foreste,   caccia,   alimentazione,    pesca,    produzione,    prima
trasformazione e commercializzazione dei prodotti  agricoli  e  della
pesca, come definiti dall’articolo 38 del Trattato sul  funzionamento
dell’Unione europea, nonche’ dalla vigente  normativa  comunitaria  e
a) Dipartimento delle politiche europee e internazionali e  dello
b)  Dipartimento  delle  politiche  competitive,  della  qualita’
agroalimentare e della pesca;
c) Dipartimento  dell’Ispettorato  centrale  della  tutela  della
qualita’ e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.
2. I capi dei Dipartimenti svolgono  esclusivamente  i  compiti  ed
esercitano i poteri di cui all’articolo 5 del decreto legislativo  30
luglio 1999, n. 300, sulla riforma dell’organizzazione del Governo  e
collaborano tra loro e con gli altri uffici e organismi,  di  cui  al
Si riporta il testo degli articoli 33 e 34 del D.  Lgs.
30/07/1999 n. 300, recante riforma  dell’organizzazione  di
“Art. 34. Ordinamento.
1.   Il   ministero   si   articola   in   dipartimenti
disciplinati ai sensi degli articoli 4  e  5  del  presente
decreto.  Il  numero  dei  dipartimenti  non  puo’   essere
superiore  a  due,  in  riferimento  alle  aree  funzionali
definite nel precedente articolo.”.
Il D. Lgs. 30/03/2001, n. 165 reca  le  norme  generali
sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle PA.
Si trascrive il testo del comma 4-bis dell’articolo  17
Il  DPR   22/07/2009,   n.   129   (   Regolamento   di
riorganizzazione   del   Ministero    Politiche    Agricole
Alimentari e Forestali.), abrogato dal presente decreto, e’
pubblicato nella Gazz. Uff. 7 settembre 2009, n. 207.
Si riporta il testo dell’art. 74 del  D.L.  25/06/2008,
n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 06/08/2008
n 133:
“Art. 74. Riduzione degli assetti organizzativi
In vigore dal 28 febbraio 2010
1. Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, le agenzie, incluse le  agenzie  fiscali  di  cui
1999, n. 300 e successive modificazioni e integrazioni, gli
enti pubblici non economici, gli enti di  ricerca,  nonche’
gli enti pubblici di cui  all’articolo  70,  comma  4,  del
esistenti, secondo principi di efficienza, razionalita’  ed
economicita’,   operando   la   riduzione   degli    uffici
al 15  per  cento  di  quelli  esistenti.  A  tal  fine  le
alla  concentrazione  dell’esercizio   delle   funzioni
all’unificazione delle strutture che svolgono  funzioni
logistiche  e  strumentali,   salvo   specifiche   esigenze
organizzative, derivanti anche  dalle  connessioni  con  la
rete periferica, riducendo, in ogni caso, il  numero  degli
uffici dirigenziali di livello  generale  e  di  quelli  di
livello non  generale  adibiti  allo  svolgimento  di  tali
Le dotazioni  organiche  del  personale  con  qualifica
dirigenziale  sono   corrispondentemente   ridotte,   ferma
dirigenti, nei termini previsti dall’articolo 1, comma 404,
b) a ridurre il contingente di personale  adibito  allo
svolgimento  di  compiti  logistico  –  strumentali  e   di
supporto in misura non inferiore al  dieci  per  cento  con
contestuale riallocazione  delle  risorse  umane  eccedenti
tale   limite   negli   uffici   che   svolgono    funzioni
c) alla rideterminazione delle dotazioni organiche  del
personale non dirigenziale, ad esclusione di  quelle  degli
enti di ricerca, apportando una riduzione non inferiore  al
dieci per cento della spesa complessiva relativa al  numero
2. Ai fini dell’attuazione delle misure di cui al comma
1,  le  amministrazioni  possono   disciplinare,   mediante
appositi  accordi,  forme  di  esercizio   unitario   delle
3. Con i medesimi provvedimenti di cui al comma  1,  le
periferica su base regionale o interregionale,  oppure,  in
esistenti   strutture   periferiche    nell’ambito    delle
prefetture-uffici territoriali  del  Governo  nel  rispetto
delle  procedure  previste  dall’articolo  1,  comma   404,
lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
4. Ai fini dell’attuazione delle  misure  previste  dal
comma 1, lettera a), da parte dei Ministeri possono  essere
computate altresi’ le riduzioni derivanti  dai  regolamenti
emanati, nei termini di cui al  comma  1,  ai  sensi  dell’
articolo 1, comma 404, lettera a), della legge 27  dicembre
2006, n. 296, avuto riguardo anche ai  Ministeri  esistenti
anteriormente  alla  data  di   entrata   in   vigore   del
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121. In  ogni
caso per le  amministrazioni  che  hanno  gia’  adottato  i
predetti  regolamenti  resta  salva  la   possibilita’   di
disposizioni, nonche’ nelle disposizioni di rango  primario
successive alla data di  entrata  in  vigore  della  citata
legge n. 296 del 2006.  In  considerazione  delle  esigenze
generali   di   compatibilita’   nonche’   degli    assetti
istituzionali, la Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri
assicura il conseguimento delle economie, corrispondenti  a
una riduzione degli organici dirigenziali  pari  al  7  per
cento della dotazione di livello dirigenziale generale e al
15 per  cento  di  quella  di  livello  non  generale,  con
l’adozione di provvedimenti specifici  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri ai sensi del decreto legislativo  30
luglio  1999,  n.  303,  e  successive  modificazioni,  che
tengono comunque conto dei criteri e dei principi di cui al
5. Sino all’emanazione  dei  provvedimenti  di  cui  al
comma  1  le  dotazioni  organiche  sono   provvisoriamente
individuate in misura pari ai posti coperti alla  data  del
30  settembre  2008.  Sono   fatte   salve   le   procedure
concorsuali e di mobilita’ avviate alla data di entrata  in
5-bis.  Al  fine  di  assicurare  il   rispetto   della
proporzionale di posti nel  pubblico  impiego,  gli  uffici
periferici delle amministrazioni dello Stato,  inclusi  gli
enti previdenziali situati sul territorio  della  provincia
autonoma di Bolzano, sono autorizzati per  l’anno  2008  ad
assumere personale risultato vincitore o idoneo  a  seguito
a 2 milioni di euro a valere sul fondo di cui all’ articolo
1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
6. Alle amministrazioni che  non  abbiano  adempiuto  a
quanto previsto dai  commi  1  e  4  e’  fatto  divieto  di
procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi  titolo  e
6-bis. Restano escluse dall’applicazione  del  presente
articolo le strutture del comparto sicurezza,  delle  Forze
Armate e del Corpo nazionale dei Vigili  del  Fuoco,  fermi
articolo   da   conseguire    da    parte    di    ciascuna
Si riporta il testo dell’articolo 2,  commi  8  bis,  8
quater  ed  8  quinquies,  del  D.L.  30/12/2009   n   194,
convertito con modificazioni dalla Legge 26/02/2010 n 25 :
“8-bis. In considerazione di quanto previsto  al  comma
8, le amministrazioni indicate nell’articolo 74,  comma  1,
a) ad apportare, entro il 30 giugno 2010,  un’ulteriore
riduzione  degli  uffici  dirigenziali   di   livello   non
generale, e delle relative dotazioni organiche,  in  misura
non inferiore al  10  per  cento  di  quelli  risultanti  a
b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche  del
enti di ricerca, apportando  una  ulteriore  riduzione  non
inferiore al 10 per cento della spesa complessiva  relativa
al  numero  dei  posti  di  organico  di   tale   personale
articolo 74.”
“8-quater.  Alle  amministrazioni   che   non   abbiano
adempiuto a quanto previsto dal comma  8-bis  entro  il  30
giugno 2010 e’ fatto comunque divieto,  a  decorrere  dalla
predetta data, di procedere ad assunzioni  di  personale  a
qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto;  continuano  ad
essere esclusi dal predetto divieto gli incarichi conferiti
ai sensi dell’articolo 19, commi 5-bis  e  6,  del  decreto
modificazioni. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui
al comma 8-bis le dotazioni organiche sono provvisoriamente
individuate in misura pari ai posti coperti  alla  data  di
decreto; sono fatte salve le  procedure  concorsuali  e  di
mobilita’ nonche’ di conferimento  di  incarichi  ai  sensi
dell’articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto  legislativo
n. 165 del 2001 avviate alla predetta data.”
“8-quinquies.  Restano  esclusi  dall’applicazione  dei
commi da 8-bis a 8-quater le  amministrazioni  che  abbiano
subito una riduzione delle risorse ai  sensi  dell’articolo
17, comma 4, del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78,
n. 102,  e  del  comma  6  del  medesimo  articolo  17,  il
personale  amministrativo  operante   presso   gli   Uffici
giudiziari, il Dipartimento  della  protezione  civile,  le
Autorita’ di bacino di rilievo nazionale,  il  Corpo  della
polizia penitenziaria, i magistrati, l’Agenzia italiana del
farmaco, nei limiti  consentiti  dalla  normativa  vigente,
nonche’ le strutture del comparto  sicurezza,  delle  Forze
armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e  quelle
del personale indicato nell’articolo 3, comma 1, del citato
decreto legislativo  n.  165  del  2001.  Restano  altresi’
escluse dal divieto di cui  al  comma  8-quater  e  di  cui
all’articolo 17, comma 7, del decreto-legge 1° luglio 2009,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto
2009, n. 102,  le  assunzioni  del  personale  dirigenziale
reclutato  attraverso  il   corso-concorso   selettivo   di
formazione bandito dalla Scuola  superiore  della  pubblica
amministrazione, con decreto direttoriale del  12  dicembre
2005, n. 269, ai sensi del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni, da effettuare  in
via  prioritaria  nell’ambito  delle  ordinarie   procedure
assunzionali. Le disposizioni  di  cui  ai  commi  8-bis  e
8-quater si applicano, comunque, anche ai Ministeri.”.
31/05/2010 n 78, convertito con modificazioni  dalla  Legge
30/07/2010 n 122:
Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 3, numero 3,
del D.L. 13/08/2011 n  138,  convertito  con  modificazioni
dalla Legge 14/09/2011 n 148 :
“3. Le amministrazioni indicate nell’articolo 74, comma
1, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,
assetti organizzativi prevista dal predetto articolo  74  e
dall’articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla  legge  26
febbraio 2010, n. 25, provvedono, anche  con  le  modalita’
indicate nell’articolo 41, comma 10, del  decreto-legge  30
legge 27 febbraio 2009, n. 14:
a) ad apportare, entro il 31 marzo  2012,  un’ulteriore
seguito dell’applicazione del predetto  articolo  2,  comma
8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009;
articolo 2, comma  8-bis,  del  decreto-legge  n.  194  del
2009.”.
Si riporta il testo dell’articolo 38 del  Trattato  sul
Funzionamento dell’Unione Europea, recante le  disposizioni
sulla PAC:
1. L’Unione  definisce  e  attua  una  politica  comune
dell’agricoltura e della pesca.
Il mercato interno comprende l’agricoltura, la pesca  e
il commercio dei prodotti agricoli. Per  prodotti  agricoli
pesca, come pure i prodotti  di  prima  trasformazione  che
sono  in  diretta  connessione   con   tali   prodotti.   I
riferimenti alla politica agricola comune o all’agricoltura
e l’uso del termine  “agricolo”  si  intendono  applicabili
anche  alla  pesca,  tenendo  conto  delle  caratteristiche
specifiche di questo settore.
2. Salvo contrarie disposizioni degli articoli da 39  a
44 inclusi, le norme  previste  per  l’instaurazione  o  il
funzionamento  del  mercato  interno  sono  applicabili  ai
3. I prodotti cui si applicano  le  disposizioni  degli
articoli da 39 a 44 inclusi sono enumerati nell’elenco  che
costituisce l’allegato I.
4. Il funzionamento e lo sviluppo del  mercato  interno
per  i  prodotti  agricoli   devono   essere   accompagnati
dall’instaurazione di una politica agricola comune.”.
Si  riporta  il  testo  dell’articolo  5  del  D.  Lgs.
30/07/1999 n. 300,  sulla  riforma  dell’organizzazione  di
1.  I  dipartimenti  sono  costituiti  per   assicurare
l’esercizio  organico  ed  integrato  delle  funzioni   del
ministero. Ai dipartimenti sono attribuiti  compiti  finali
concernenti grandi aree di materie omogenee  e  i  relativi
compiti strumentali ivi  compresi  quelli  di  indirizzo  e
2. L’incarico di capo del dipartimento viene  conferito
in conformita’ alle disposizioni, di  cui  all’articolo  19
3.  Il  capo  del  dipartimento   svolge   compiti   di
coordinamento,  direzione  e  controllo  degli  uffici   di
livello dirigenziale  generale  compresi  nel  dipartimento
dell’amministrazione  ed  e’  responsabile  dei   risultati
4. Dal capo del dipartimento  dipendono  funzionalmente
gli uffici di livello dirigenziale  generale  compresi  nel
a) determina  i  programmi  per  dare  attuazione  agli
b) alloca le risorse umane, finanziarie  e  strumentali
di  economicita’,  efficacia  ed  efficienza,  nonche’   di
controllo e di vigilanza nei  confronti  degli  uffici  del
d)  promuove  e  mantiene  relazioni  con  gli   organi
competenti  dell’Unione  europea  per  la  trattazione   di
e) adotta gli atti  per  l’utilizzazione  ottimale  del
personale secondo criteri  di  efficienza,  disponendo  gli
opportuni  trasferimenti  di  personale   all’interno   del
f) e’ sentito dal ministro ai fini  dell’esercizio  del
potere di proposta per il conferimento degli  incarichi  di
sensi dell’articolo 19, comma 4, del decreto legislativo  3
provvedimenti di revoca degli incarichi di direzione  degli
uffici  di  livello   dirigenziale   generale,   ai   sensi
dell’articolo  19,  comma  7,  del  decreto  legislativo  3
febbraio  1993,  n.  29  e,  comunque,  viene  sentito  nel
attribuzioni a questi conferite dall’articolo 14, comma  1,
6. Con le modalita’ di cui all’articolo  16,  comma  5,
del decreto legislativo 3 febbraio  1993,  n.  29,  possono
essere   definiti   ulteriori   compiti   del   capo    del
Dipartimento  delle  politiche  europee  e  internazionali  e   dello
1. Il Dipartimento per il coordinamento delle politiche  europee  e
internazionali e dello sviluppo rurale  esercita  le  competenze  del
Ministero in materia di politiche di mercato nel settore  agricolo  e
agroalimentare, cura i rapporti con l’Unione europea  nella  fase  di
formazione e di attuazione della normativa comunitaria del Consiglio,
del Parlamento e della Commissione.
2. Il Dipartimento cura, nelle materie di spettanza  del  Ministero
le relazioni comunitarie e internazionali, anche in sede bilaterale e
multilaterale, ivi compresi i lavori dell’Organizzazione mondiale del
commercio  (OMC),  dell’Organizzazione  per  la  cooperazione  e   lo
sviluppo economico (OCSE) e dell’Organizzazione delle  Nazioni  Unite
per l’Agricoltura e le risorse alimentari (FAO) in  raccordo  con  il
Ministero degli affari esteri ed esercita le  competenze  in  materia
di: sviluppo del mondo rurale, delle imprese del sistema agricolo  ed
agroalimentare;  politiche   strutturali   e   di   sviluppo   rurale
comunitarie e nazionali; tutela dei patrimoni genetici e  regolazione
delle sementi; tutela e valorizzazione della biodiversita’ vegetale e
animale  ai  fini  del  miglioramento  della  produzione  agricola  e
forestale; attivita’ venatoria e gestione programmata  della  stessa;
promozione e valorizzazione  delle  pratiche  agricole  e  alimentari
tradizionali e dei siti rurali, assicurando l’attuazione delle  leggi
6 aprile 1977, n. 184, e 27 settembre 2007, n. 167; economia  montana
nell’ambito  della  politica  di  sviluppo   rurale;   programmazione
nazionale in materia  di  agriturismo;  valorizzazione  del  comparto
agrituristico nazionale; gestione del Fondo di solidarieta’ nazionale
di cui al decreto legislativo 29 marzo 2004,  n.  102,  e  successive
modificazioni, a  sostegno  dei  redditi  delle  imprese  agricole  e
zootecniche colpite da calamita’ naturali, eventi climatici  avversi,
fitopatie, epizoozie e attacchi parassitari;  gestione  del  servizio
fitosanitario centrale, quale autorita’ unica di coordinamento  e  di
contatto per le  materie  disciplinate  dal  decreto  legislativo  19
3.  Il  Dipartimento  e’  articolato  in  due  uffici  di   livello
dirigenziale generale,  con  le  denominazioni  e  le  competenze  di
a)  Direzione   generale   delle   politiche   internazionali   e
dell’Unione  europea:  trattazione,  cura  e   rappresentanza   degli
interessi agricoli ed agroalimentari  in  sede  comunitaria  per  gli
aspetti di mercato e i sostegni diretti; partecipazione  ai  processi
di elaborazione della posizione comune e di formazione della politica
agricola comune (di seguito denominata PAC),  e  di  definizione  dei
regolamenti, delle direttive e delle  decisioni  dell’Unione  europea
connessi  con  tale  politica;  predisposizione  delle   disposizioni
nazionali e degli altri atti necessari ad assicurare la  applicazione
della regolamentazione comunitaria in materia  di  organizzazioni  di
mercato agricolo e agroalimentare e  di  sostegni  diretti;  analisi,
monitoraggio e valutazione  sullo  stato  di  attuazione  della  PAC,
compreso l’andamento della spesa; rappresentanza dell’amministrazione
nel Comitato speciale agricoltura,  nei  comitati  e  nei  gruppi  di
lavoro  dell’Unione  europea  per  la  elaborazione  della  normativa
comunitaria di settore; rapporti con le istituzioni comunitarie e con
gli Stati membri dell’Unione europea, nonche’ con i Paesi  terzi  per
le tematiche connesse agli aspetti di mercato e ai  sostegni  diretti
della politica agricola comune; coordinamento dell’attivita’  svolta,
in materia di mercati, dalle regioni, dall’Agenzia per le  erogazioni
in  agricoltura  (AGEA),  dagli  Organismi  pagatori  e  dalle  altre
amministrazioni  deputate  all’applicazione  della   regolamentazione
comunitaria ed esecuzione degli  obblighi  comunitari  riferibili  al
livello statale; adempimenti relativi all’attuazione della  normativa
comunitaria  concernente  il  Fondo  europeo  agricolo  di   garanzia
(FEAGA);  riconoscimento  degli  organismi  pagatori  previsti  dalla
normativa comunitaria e supervisione della  attivita’  dei  medesimi;
monitoraggio dell’andamento dei  mercati  in  collaborazione  con  le
competenti Direzioni generali del Ministero dello sviluppo  economico
e  gli  enti  competenti  in  materia;  trattazione  delle  tematiche
relative ai processi  di  allargamento  dell’Unione  europea  e  agli
accordi bilaterali dell’Unione  con  i  Paesi  terzi;  rappresentanza
degli  interessi  e  delle  posizioni   nazionali   negli   organismi
internazionali  multilaterali  quali  l’Organizzazione  mondiale  del
commercio (OMC) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo  sviluppo
economico (OCSE); contingenti ed  ostacoli  tecnici  e  tariffari  in
materia di importazione ed  esportazione  dei  prodotti  agricoli  ed
agroalimentari; funzioni connesse con  l’applicazione  degli  accordi
internazionali concernenti i mercati e  gli  aiuti;  esercizio  delle
attribuzioni statali in materia alimentare come definita all’articolo
1 della legge 6 marzo 1958, n. 199. Attivita’  concernenti  il  Codex
alimentarius di cui alla risoluzione della Commissione mista  FAO-OMS
del 3 luglio 1963, gestione degli accordi internazionali  in  materia
di risorse biologiche; gestione delle attivita’ ministeriali in  sede
UNESCO; regolamentazione comunitaria concernente  la  raccolta  dati.
Accordi con Paesi terzi; misure connesse alla politica  dei  mercati.
La Direzione generale  si  articola  in  8  uffici  dirigenziali  non
b) Direzione generale dello sviluppo rurale: trattazione, cura  e
rappresentanza degli interessi agricoli ed agroalimentari in  materia
di sviluppo rurale;  elaborazione  e  coordinamento  delle  linee  di
politica di sviluppo rurale, ivi compresi gli aspetti  relativi  alla
politica  forestale,  della  montagna  e  del  paesaggio  rurale,  in
coerenza con quelle dell’Unione europea;  politiche  e  strumenti  in
materia di  politiche  imprenditoriali,  dei  soggetti  giuridici  in
agricoltura,  ivi   comprese   quelle   giovanili   e   di   ricambio
generazionale,  e  delle  strutture  aziendali  agricole;   contratti
agrari, ricomposizione fondiaria, bonifica, usi civici; coordinamento
degli  Osservatori  per  l’imprenditorialita’  agricola  giovanile  e
femminile;   risoluzione   di    problemi    della    pluriattivita’;
coordinamento dell’Osservatorio per i servizi in agricoltura;  grandi
reti  infrastrutturali  di  irrigazione   dichiarate   di   rilevanza
nazionale di cui alla legge 8 novembre 1986, n.  752,  e  al  decreto
legislativo 3 aprile 1993, n. 96, e successive modificazioni, nonche’
interventi per la razionalizzazione  del  sistema  logistico  irriguo
nazionale; attivita’ di competenza relative alle  materie  trasferite
dal  citato  decreto  legislativo  3  aprile  1993,  n.  96,  e   dal
1995, n. 104, ferma restando  l’autonoma  gestione  delle  stesse  da
parte del commissario ad acta di cui all’articolo 19, comma 5,  dello
stesso decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito dalla legge 7
aprile 1995, n. 104; gestione dei procedimenti riguardanti il credito
agrario e la meccanizzazione agricola; gestione  degli  interventi  a
favore delle  imprese  agricole  colpite  da  eccezionali  avversita’
atmosferiche o da crisi di mercato; problematiche in materia di aiuti
di Stato; programmi nazionali di ricerca;  indirizzo  e  monitoraggio
degli  istituti  e  laboratori  operanti  nell’ambito  della  ricerca
agricola e agroalimentare; innovazione e trasferimento tecnologico in
agricoltura;   studi    e    ricerche    volti    al    miglioramento
impiego delle biotecnologie innovative  nel  settore  agroalimentare;
salvaguardia e tutela dei patrimoni genetici delle specie  animali  e
registri  di  varieta’  vegetali  e  libri  genealogici  e   registri
anagrafici del bestiame e relativi controlli funzionali; elaborazione
delle linee di programmazione nazionale in materia di agriturismo, di
multifunzionalita’ dell’impresa agricola e  sulla  pluriattivita’  in
agricoltura; adempimenti connessi al funzionamento  dell’Osservatorio
nazionale sull’agriturismo; adempimenti connessi  alla  gestione  del
Fondo di solidarieta’ nazionale di  cui  al  decreto  legislativo  29
marzo 2004, n.  102,  e  successive  modificazioni,  a  sostegno  dei
redditi delle imprese agricole e  zootecniche  colpite  da  calamita’
naturali, eventi climatici avversi, fitopatie, epizoozie  e  attacchi
parassitari;  attivazione  delle  misure  di  aiuto  per  la  ripresa
economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate  e  per  il
ripristino delle strutture fondiarie connesse all’attivita’ agricola;
gestione  delle  misure  di  aiuto  per  incentivare  la  stipula  di
contratti  assicurativi  agevolati,  per  la  copertura  dei   rischi
climatici sulle coltivazioni  e  le  strutture  aziendali,  i  rischi
parassitari sulle produzioni vegetali, le malattie epizootiche  e  lo
smaltimento delle carcasse negli allevamenti zootecnici; gestione del
servizio   fitosanitario   centrale,   quale   autorita’   unica   di
coordinamento e di contatto per le materie disciplinate  dal  decreto
legislativo  19  agosto   2005,   n.   214;   coordinamento   servizi
fitosanitari  regionali  ai  sensi  dell’articolo  49   del   decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214; adempimenti connessi  al  settore
dei fitofarmaci, dei fertilizzanti, al materiale di propagazione e ai
registri di varieta’ di specie frutticole e  di  vite;  attivita’  in
materia venatoria e determinazione delle specie cacciabili  ai  sensi
dell’articolo 18, comma 3, della legge  11  febbraio  1992,  n.  157,
riconoscimento delle associazioni nazionali venatorie.  La  Direzione
generale si articola in 7 uffici dirigenziali non generali.
La Legge 06/04/1977,  n  184  (Ratifica  ed  esecuzione
della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Culturale
e Naturale Mondiale, firmata a Parigi il 23 novembre 1972),
e’ pubblicata nella Gazz. Uff. 13 maggio 1977, n. 129, S.O.
La Legge 27/09/2007,  n  167  (Ratifica  ed  esecuzione
della  Convenzione  per  la  Salvaguardia  del   Patrimonio
Culturale Immateriale, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003
dalla   XXXII   sessione    della    Conferenza    generale
dell’Organizzazione delle Nazioni Unite  per  l’educazione,
la scienza e la cultura  –  UNESCO),  e’  pubblicata  nella
Gazz. Uff. 12 ottobre 2007, n. 238.
Il  D.  Lgs.  29/04/2004,  n.  102,  reca   “Interventi
finanziari a  sostegno  delle  imprese  agricole,  a  norma
dell’articolo 1, comma 2, lettera  i),  della  L.  7  marzo
2003, n. 38”.
Il D.  Lgs.  19/08/2005,  n  214,  attua  la  direttiva
2002/89/CE  concernente  le  misure  di  protezione  contro
l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di organismi
nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali.
Si  riporta  il  testo  dell’articolo  1  della   Legge
06/03/1958, n 199 :
“Art. 1. Sono demandati al Ministero dell’agricoltura e
delle foreste:
a) l’esercizio delle attribuzioni  statali  concernenti
l’alimentazione del Paese in relazione ai bisogni  ed  alle
disponibilita’ dei generi alimentari;
b) le iniziative intese a promuovere e coordinare studi
e ricerche volti al miglioramento dell’alimentazione;
c) la ricerca ed il controllo dei dati e dei mezzi  per
provvedere alla copertura del bilancio alimentare del Paese
e per la migliore organizzazione dei mercati di vendita dei
d) gli studi  e  le  provvidenze  economiche,  sociali,
assistenziali, scientifiche ed educative  nel  campo  della
alimentazione,  con  particolare  riguardo  ai   fabbisogni
alimentari delle  classi  lavoratrici  vulnerabili  e  meno
abbienti   avvalendosi   dell’Istituto   nazionale    della
nutrizione al quale e’ conferita personalita’ giuridica  di
diritto  pubblico  sotto   la   vigilanza   del   Ministero
dell’agricoltura e delle foreste;
e) i  rapporti  con  gli  organi  internazionali  della
f) la trattazione degli affari in corso  presso  l’Alto
Commissariato  dell’alimentazione  che,  con  l’abrogazione
delle norme relative, e’ soppresso in virtu’ della presente
Le attribuzioni, di cui alla precedente lettera a)  che
riguardano i generi alimentari trasformati industrialmente,
vengono esercitate dal Ministero dell’agricoltura  e  delle
foreste d’intesa con  il  Ministero  dell’industria  e  del
commercio.”.
La Legge 08/11/1986,  n.  752  (Legge  pluriennale  per
l’attuazione di interventi programmati in  agricoltura)  e’
pubblicata nella Gazz. Uff. 13 novembre 1986, n. 264.
Il D. Lgs. 03/04/1993, n 96, trasferisce le  competenze
dei soppressi Dipartimenti per gli interventi  straordinari
nel Mezzogiorno e Agenzia per la promozione dello  sviluppo
del Mezzogiorno, a norma dell’art. 3 della L.  19  dicembre
1992, n. 488.
Il D.L.  08/02/1995,  n.  32,  convertito  dalla  Legge
07/04/1995  n.  104,  recante  disposizioni   urgenti   per
accelerare la concessione delle agevolazioni alle attivita’
gestite dalla soppressa Agenzia  per  la  promozione  dello
sviluppo del Mezzogiorno, per la sistemazione del  relativo
personale, nonche’ per  l’avvio  dell’intervento  ordinario
nelle aree depresse del territorio nazionale, e’ pubblicato
nella Gazz. Uff. 9 febbraio 1995, n. 33.
Si riporta  il  testo  dell’articolo  49  del  D.  Lgs.
19/09/2005, n 214:
“Art. 49. Servizio fitosanitario centrale.
1. Il Servizio fitosanitario centrale, opera presso  il
Ministero  delle   politiche   agricole   e   forestali   e
rappresenta  l’autorita’  unica  di  coordinamento   e   di
contatto per le materie disciplinate dal presente decreto.
2. Al Servizio fitosanitario centrale compete:
a) la cura dei rapporti con i competenti  uffici  della
Commissione   dell’Unione   europea,   con   il    Comitato
fitosanitario  permanente  di  cui  all’articolo  18  della
direttiva  2000/29/CE,   con   i   corrispondenti   Servizi
fitosanitari dei Paesi membri, con le Organizzazioni per la
protezione  dei  vegetali  degli  altri  Paesi  e  con   le
Organizzazioni   internazionali   operanti   nel    settore
fitosanitario;
b) l’indicazione di esperti che possono  rappresentanti
dell’Italia  presso  i  Comitati  ed  i  gruppi  di  lavoro
riguardanti materie fitosanitarie istituiti dalla U.E. o da
Organizzazioni internazionali, previo parere  del  Comitato
di cui all’articolo 52;
c)  la  determinazione  degli  standard  tecnici,   cui
debbono attenersi i Servizi fitosanitari regionali,  previo
parere del Comitato di cui all’articolo 52;
d) la determinazione dei requisiti di  professionalita’
e della dotazione minima delle attrezzature occorrenti,  in
funzione del tipo di attivita’  e  per  ogni  categoria  di
richiedente l’autorizzazione di cui all’articolo 19, previo
e) il coordinamento, l’armonizzazione  e  la  vigilanza
sull’applicazione  del  presente  decreto  nel   territorio
f) la predisposizione dei provvedimenti  relativi  agli
interventi obbligatori di cui  al  presente  decreto  e  la
effettuazione  di  controlli  nell’esercizio   del   potere
sostitutivo conseguenti ad inadempienze;
g)  la  tenuta   dei   registri   nazionali   derivanti
dall’applicazione del presente  decreto  e  la  definizione
delle modalita’ di trasmissione dei relativi dati da  parte
dei Servizi fitosanitari regionali;
h) la redazione delle bozze dei provvedimenti  relativi
al   recepimento   di   norme   comunitarie   in    materia
fitosanitaria,  previo   parere   del   Comitato   di   cui
all’articolo 52;
i)  la   determinazione   delle   linee   generali   di
salvaguardia   fitosanitaria   nazionale,    compresa    la
formulazione di programmi di emergenza e la predisposizione
di provvedimenti di lotta  fitosanitaria  obbligatoria,  su
proposta del Comitato di cui all’articolo 52;
l) la raccolta di dati relativi alla presenza  ed  alla
diffusione sul territorio nazionale di organismi nocivi  ai
vegetali e ai prodotti vegetali, la predisposizione di  una
relazione annuale e la relativa divulgazione;
m)  la  raccolta  e  la  divulgazione  delle  normative
fitosanitarie dei Paesi terzi  nonche’  delle  informazioni
tecniche  provenienti  da  organizzazioni  comunitarie   ed
n) la definizione delle caratteristiche  delle  tessere
di  riconoscimento  degli  Ispettori,  previo  parere   del
Comitato di cui all’articolo 52;
o)  le  comunicazioni  ufficiali  alla  F.A.O.  e  alla
E.P.P.O. relative allo status  degli  organismi  nocivi  da
quarantena o di recente introduzione, come  previsto  dalla
3. Qualora il Comitato di cui all’articolo  52  ritenga
che un Servizio fitosanitario  regionale  non  applichi  le
norme di profilassi internazionale  previste  dal  presente
decreto  e  cio’   comporti   gravi   rischi   fitosanitari
all’economia agricola nazionale il  Servizio  fitosanitario
a)     provvede     a     richiamare      ufficialmente
l’Amministrazione competente al rispetto  della  normativa,
fissando un termine per l’adeguamento alla stessa;
b) nel caso alla  scadenza  dei  termini  stabiliti  si
riscontri il  protrarsi  dell’inadempienza  predispone  gli
atti per l’attuazione del potere sostitutivo, che  verranno
adottati dal Ministro delle politiche agricole e  forestali
con proprio decreto.”.
Si riporta il testo dell’articolo 18,  comma  3,  della
Legge 11/02/1992, n. 157:
“3.  Con  Decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
foreste, d’intesa con il  Ministro  dell’ambiente,  vengono
recepiti i nuovi elenchi delle specie di cui  al  comma  1,
entro   sessanta    giorni    dall’avvenuta    approvazione
comunitaria o  dall’entrata  in  vigore  delle  convenzioni
internazionali. Il Presidente del Consiglio  dei  ministri,
su proposta del Ministro dell’agricoltura e delle  foreste,
d’intesa con il Ministro dell’ambiente, sentito  l’Istituto
nazionale  per  la  fauna  selvatica,  dispone   variazioni
dell’elenco delle specie  cacciabili  in  conformita’  alle
vigenti   direttive   comunitarie   e   alle    convenzioni
internazionali   sottoscritte,    tenendo    conto    della
consistenza delle singole specie sul territorio.”.
Dipartimento   delle   politiche    competitive,    della    qualita’
1. Il Dipartimento  delle  politiche  competitive,  della  qualita’
agroalimentare e della pesca esercita le competenze del Ministero nel
settore della pesca, della tutela e valorizzazione della qualita’ dei
prodotti, ferme restando le competenze del Ministero  dello  sviluppo
economico  e  del  Ministero  della   salute;   cura   le   relazioni
istituzionali  con  le  regioni  e  gli   enti   territoriali;   cura
l’attuazione delle leggi pluriennali di spesa, i servizi  generali  e
il personale, anche ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82; esercita le attivita’ di competenza  del  Ministero  relative  al
Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN); assicura  il  supporto
al funzionamento della Camera arbitrale nazionale di cui all’articolo
16 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99; cura l’attivita’  di
comunicazione e di informazione in materia di qualita’  dei  prodotti
agricoli ed agroalimentari, di cui all’articolo 1, primo comma, della
legge 6 marzo 1958, n. 199, della pesca  e  nelle  altre  materie  di
competenza  del  Ministero;  esercita   le   competenze   nel   campo
dell’educazione  alimentare  di  carattere  non  sanitario,  cura  le
campagne di comunicazione e promozione agroalimentare e  della  pesca
in ambito nazionale e comunitario; svolge le attivita’ relative  alla
partecipazione del Ministero alle fiere e  supporta  gli  enti  e  le
societa’ vigilati dal Ministero per la partecipazione alle fiere.  Il
Dipartimento e’ articolato in  tre  uffici  di  livello  dirigenziale
generale, con le denominazioni e le attribuzioni di seguito indicate:
a)  Direzione  generale  per   la   promozione   della   qualita’
agroalimentare: disciplina generale e  coordinamento  in  materia  di
tracciabilita’ delle produzioni  di  cui  all’articolo  1,  comma  1;
attuazione e coordinamento  delle  politiche  di  sviluppo  economico
delle imprese agricole, della  cooperazione  agroalimentare,  nonche’
della trasformazione industriale dei prodotti agricoli fatte salve le
competenze del Ministero dello sviluppo  economico;  esercizio  delle
1  della  legge  6  marzo  1958,  n.  199;  disciplina   generale   e
coordinamento  in  materia  di  qualita’  dei  prodotti  agricoli   e
agroalimentari;   supporto   organizzativo-logistico   al    Comitato
nazionale vini di cui al decreto legislativo 8 aprile  2010,  n.  61;
disciplina  generale  e  coordinamento  in  materia  di   agricoltura
biologica;  disciplina  generale  e  coordinamento  in   materia   di
attivita’ agricole ecocompatibili; esercizio  delle  attribuzioni  in
materia di trasformazione e commercializzazione  agroalimentare,  nel
rispetto delle attribuzioni regionali; elaborazione  e  coordinamento
delle linee di politica di  sviluppo  settoriale,  di  filiera  e  di
distretto; incentivi  nel  settore  agricolo  e  agroalimentare,  ivi
compresi gli strumenti di programmazione negoziata e i  contratti  di
filiera per quanto di competenza;  riconoscimento  e  sostegno  delle
unioni  e  delle  associazioni  nazionali  dei  produttori  agricoli;
agroenergie e sviluppo  fonti  rinnovabili;  borsa  merci  e  vendita
diretta  dei   prodotti   agricoli;   promozione   della   produzione
agroalimentare italiana in ambito comunitario  e  internazionale.  La
Direzione generale si articola in 7 uffici dirigenziali non generali;
b) Direzione generale della pesca marittima e  dell’acquacoltura:
disciplina generale e coordinamento  delle  politiche  relative  alle
attivita’ di pesca  e  acquacoltura  in  materia  di  gestione  delle
risorse ittiche marine, di importazione ed esportazione dei  prodotti
ittici; aiuti di Stato in materia di pesca e  acquacoltura;  gestione
del Fondo per il credito peschereccio; ricerca applicata  alla  pesca
ed alla acquacoltura; tutela, valorizzazione, qualita’  dei  prodotti
ittici; adempimenti nazionali relativi al Fondo europeo  della  pesca
(FEP); attivita’ di controllo e vigilanza di tutte  le  autorita’  di
controllo nazionali competenti per  il  rispetto  delle  norme  della
politica comune della pesca, raccolta, trattamento  e  certificazione
dei dati sulle attivita’ di pesca ai sensi del  regolamento  (CE)  n.
1224/2009, del Consiglio del 20  novembre  2009;  attivita’  in  sede
comunitaria concernenti le tematiche relative al settore della  pesca
e dell’acquacoltura; attivita’ in ambito  internazionale  concernenti
istituzioni, organismi, ed enti del settore, inclusa l’ICCAT. Per  le
funzioni di propria competenza, la Direzione generale si avvale delle
Capitanerie di porto, ivi compreso, sulla base  delle  direttive  del
Ministro,  il  reparto  pesca  marittima  (RPM)   del   Corpo   delle
Capitanerie di porto. La Direzione generale si articola in  5  uffici
dirigenziali non generali;
c) Direzione generale degli affari generali, delle risorse  umane
e per i rapporti con le regioni e  gli  enti  territoriali:  gestione
trattamento giuridico ed economico  e  di  quiescenza,  istruzione  e
gestione  del  relativo  contenzioso;  attivita’  di   formazione   e
aggiornamento  professionale;   relazioni   con   le   organizzazioni
sindacali,   supporto    tecnico-organizzativo    all’attivita’    di
contrattazione  collettiva  integrativa;  mobilita’;  politiche   del
personale per le  pari  opportunita’;  prevenzione  e  sicurezza  dei
luoghi di lavoro del Ministero; attivita’ di amministrazione  e  cura
degli affari di  carattere  generale;  coordinamento  dell’attuazione
delle leggi pluriennali di spesa; predisposizione, d’intesa  con  gli
altri Dipartimenti, del  bilancio  del  Ministero;  organizzazione  e
gestione  della  biblioteca  storica  e   corrente   del   Ministero;
coordinamento e gestione delle attivita’ dell’Ufficio  relazioni  con
del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  e  del  S.I.A.N.;
compiti previsti dall’articolo 17 del  decreto  legislativo  7  marzo
2005, n. 82; vigilanza amministrativa  e  assistenza  agli  enti,  ai
quali lo Stato contribuisce in  via  ordinaria  e  agli  altri  enti,
societa’ e agenzie, sottoposti alla vigilanza del Ministero,  secondo
la normativa vigente, nonche’ attivita’  di  vigilanza  sui  consorzi
agrari ai sensi dell’articolo 1, comma 9-bis,  del  decreto-legge  18
maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  17
luglio 2006, n. 233, e sulle  gestioni  di  ammasso;  gestione  della
attivita’ di competenza connesse alla  organizzazione  dei  giochi  e
delle scommesse sulle  corse  dei  cavalli  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169; problematiche  del
lavoro  nel  mercato  agricolo;  coordinamento  della   comunicazione
istituzionale, anche in riferimento  agli  strumenti  multimediali  e
alla rete Internet; attivita’ di comunicazione e di  informazione  in
materia di qualita’ dei prodotti agricoli ed agroalimentari,  di  cui
all’articolo 1, primo comma, della legge 6 marzo 1958, n. 199,  della
pesca e nelle altre materie di competenza del Ministero, in  raccordo
con  la  direzione  generale  per  la   promozione   della   qualita’
agroalimentare; educazione alimentare di carattere  non  sanitario  e
campagne  di  comunicazione  istituzionali  nelle   scuole;   servizi
informativi di pubblica utilita’ per i  cittadini  consumatori  anche
con  riferimento  alla  rivista   AIOL;   attivita’   relative   alla
partecipazione del Ministero  alle  fiere  e  supporto  agli  enti  e
societa’ vigilati dal Ministero per  la  partecipazione  alle  fiere;
attivita’  di  coordinamento  dei  rapporti  con  gli  uffici   della
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  di  cui  al   decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281. La Direzione generale si articola
in 8 uffici dirigenziali non generali.
Si riporta  il  testo  dell’articolo  16  del  D.  Lgs.
29/03/2004, n 99 :
“Art. 16.  Crediti  in  discussione  presso  la  Camera
1.  In  caso  di  crediti  vantati  dagli  imprenditori
agricoli nei confronti della pubblica  amministrazione,  la
camera nazionale arbitrale in agricoltura di cui al D.M. 1°
luglio 2002, n. 743 del Ministro delle politiche agricole e
forestali,  che  sia  stata  adita,  certifica  che   entro
centottanta giorni sara’ definita la posizione del soggetto
2. Durante il predetto periodo, gli istituti di credito
potranno tenere conto di tale certificazione ai fini  della
valutazione complessiva  delle  garanzie  dell’imprenditore
3. Gli adeguamenti alla regolamentazione  della  camera
proposta degli organi della camera  medesima,  con  decreto
ministeriale.”.
D. Lgs.  08/04/2010  n  61,  recante  la  tutela  delle
denominazioni di origine e  delle  indicazioni  geografiche
dei vini, in attuazione  dell’articolo  15  della  legge  7
Regolamento  del  Consiglio  dell’Unione  Europea   del
20/11/2009  n  1224/2009,  che  istituisce  un  regime   di
controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme
comunitarie sulla pesca.
Si  riporta  il  testo  dell’articolo  6  del  D.  Lgs.
06/09/1989, n. 322:
“Art. 6. Compiti degli uffici di statistica.
1. Gli uffici  di  statistica  del  Sistema  statistico
nazionale,  oltre  agli  alti  compiti   attribuiti   dalla
normativa che li riguarda:
a)   promuovono   e    realizzano    la    rilevazione,
l’elaborazione, la diffusione e  l’archiviazione  dei  dati
appartenenza,   nell’ambito   del   programma    statistico
b) forniscono al Sistema statistico  nazionale  i  dati
informativi previsti  dal  programma  statistico  nazionale
forma  individuale  ma  non  nominativa   ai   fini   della
c)  collaborano  con  le  altre   amministrazioni   per
l’esecuzione  delle  rilevazioni  previste  dal   programma
informatico a fini statistici degli  archivi  gestionali  e
2.  Gli  uffici  attuano   l’interconnessione   ed   il
collegamento dei sistemi  informativi  dell’amministrazione
di appartenenza con il Sistema  statistico  nazionale.  Per
attuare  il  collegamento  tra   il   sistema   informativo
nazionale,  la  presidenza  del  Consiglio   dei   Ministri
promuove, entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore
del presente decreto, specifiche intese  tra  il  Ministero
fine di assicurare il  pieno  rispetto  dell’anonimato  dei
3. Per i compiti di cui  al  comma  1,  gli  uffici  di
statistica hanno accesso  a  tutti  i  dati  statistici  in
possesso  dell’amministrazione   di   appartenenza,   salvo
eccezioni relative  a  categorie  di  dati  di  particolare
riservatezza  espressamente  previste  dalla  legge.   Essi
possono  richiedere  all’amministrazione  di   appartenenza
elaborazioni di dati necessari  alle  esigenze  statistiche
4. Per esigenze  particolari,  connesse  a  determinate
Sistema, da parte degli uffici, di  categorie  di  dati  in
forma nominativa. Sono  fatte  salve  le  riserve  previste
5. In casi particolari, l’amministrazione o gli enti di
appartenenza possono  individuare  ulteriori  categorie  di
dati assoggettabili anche per tempi determinati  a  vincolo
di riservatezza, dandone comunicazione al comitato  di  cui
6. Gli uffici di statistica inoltrano entro il 31 marzo
di   ciascun    anno    al    presidente    dell’ISTAT    e
all’amministrazione di  appartenenza  un  rapporto  annuale
sull’attivita’ svolta.”.
Si riporta  il  testo  dell’articolo  17  del  D.  Lgs.
07/03/2005, n. 82 :
“Art. 17. Strutture per l’organizzazione, l’innovazione
e le tecnologie.
1. Le pubbliche amministrazioni  centrali  garantiscono
l’attuazione    delle    linee    strategiche    per     la
riorganizzazione  e  digitalizzazione  dell’amministrazione
definite  dal   Governo.   A   tale   fine,   le   predette
amministrazioni individuano un unico  ufficio  dirigenziale
generale, fermo restando  il  numero  complessivo  di  tali
uffici,  responsabile  del  coordinamento  funzionale.   Al
predetto ufficio afferiscono i compiti relativi a
a) coordinamento strategico dello sviluppo dei  sistemi
informativi, di  telecomunicazione  e  fonia,  in  modo  da
assicurare anche la coerenza con  gli  standard  tecnici  e
organizzativi comuni;
b)  indirizzo  e  coordinamento  dello   sviluppo   dei
servizi, sia  interni  che  esterni,  forniti  dai  sistemi
informativi     di      telecomunicazione      e      fonia
c)   indirizzo,   pianificazione,    coordinamento    e
monitoraggio della sicurezza informatica  relativamente  ai
dati, ai sistemi e alle infrastrutture anche  in  relazione
al sistema pubblico di connettivita’,  nel  rispetto  delle
regole tecniche di cui all’articolo 51, comma 1;
d)  accesso  dei  soggetti  disabili   agli   strumenti
informatici  e  promozione  dell’accessibilita’  anche   in
attuazione di quanto previsto dalla legge 9  gennaio  2004,
e)  analisi   della   coerenza   tra   l’organizzazione
dell’amministrazione   e   l’utilizzo   delle    tecnologie
dell’informazione  e  della  comunicazione,  al   fine   di
migliorare la soddisfazione dell’utenza e la  qualita’  dei
servizi nonche’ di ridurre i tempi e  i  costi  dell’azione
f) cooperazione alla revisione  della  riorganizzazione
g)  indirizzo,  coordinamento  e   monitoraggio   della
pianificazione prevista per lo sviluppo e la  gestione  dei
sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
h)  progettazione  e  coordinamento  delle   iniziative
rilevanti ai  fini  di  una  piu’  efficace  erogazione  di
servizi  in  rete  a  cittadini  e  imprese  mediante   gli
la   realizzazione   e   compartecipazione   dei    sistemi
i) promozione delle iniziative  attinenti  l’attuazione
delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio  dei
Ministri o dal Ministro delegato  per  l’innovazione  e  le
diffusione, all’interno dell’amministrazione,  dei  sistemi
di  posta  elettronica,   protocollo   informatico,   firma
accessibilita’ e fruibilita’.
1-bis. Per lo svolgimento dei compiti di cui  al  comma
1,  le  Agenzie,  le  Forze  armate,  compresa  l’Arma  dei
carabinieri e il Corpo delle capitanerie di porto,  nonche’
i Corpi di polizia hanno  facolta’  di  individuare  propri
uffici senza incrementare il numero complessivo  di  quelli
gia’ previsti nei rispettivi assetti organizzativi.
1-ter.  DigitPA   assicura   il   coordinamento   delle
iniziative di cui al comma 1, lettera c), con le  modalita’
di cui all’articolo 51.”.
Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 9  bis,  del
D.l. 18/05/2006, n 181, convertito con modificazioni  dalla
Legge 17/07/2006 n. 233:
“9-bis. Il Ministro dello sviluppo  economico  esercita
la  vigilanza  sui  consorzi  agrari  di  concerto  con  il
Ministro delle politiche agricole alimentari  e  forestali,
ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 2  agosto
2002, n. 220. I consorzi agrari sono societa’ cooperative a
responsabilita’ limitata, disciplinate a tutti gli  effetti
dagli articoli 2511 e seguenti  del  codice  civile;  l’uso
della  denominazione  di  consorzio  agrario  e’  riservato
esclusivamente alle societa’ cooperative di cui al presente
comma. Le disposizioni della legge 28 ottobre 1999, n. 410,
e successive  modificazioni,  sono  abrogate  ad  eccezione
dell’articolo 2, dell’articolo 5, commi 2,  3,  5  e  6,  e
dell’articolo  6.  E’  abrogato,  altresi’,  il  comma  227
dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Per i
consorzi agrari attualmente in stato di liquidazione coatta
amministrativa,  l’autorita’  di  vigilanza  provvede  alla
nomina di un commissario unico, ai sensi dell’articolo 198,
primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942,  n.  267,  in
sostituzione dei commissari in carica alla data di  entrata
con il compito di chiudere  la  liquidazione  entro  il  31
dicembre 2007, depositando gli atti di cui all’articolo 213
del regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267  la  medesima
disposizione si applica anche ai consorzi agrari  in  stato
di  concordato,  limitatamente  alla  nomina  di  un  nuovo
commissario unico. In mancanza della presentazione e  della
autorizzazione della  proposta  di  concordato  l’autorita’
amministrativa  che  vigila   sulla   liquidazione   revoca
l’esercizio provvisorio dell’impresa dei consorzi agrari in
liquidazione coatta amministrativa.  Per  tutti  gli  altri
consorzi, i commissari in carica provvedono,  entro  il  31
dicembre 2006, alla ricostituzione degli organi statutari e
cessano, in pari data,  dall’incarico.  I  consorzi  agrari
adeguano gli statuti alle disposizioni  del  codice  civile
entro il 31 dicembre 2007.”.
Il DPR 08/04/1998, n 169 ( Regolamento per il  riordino
della disciplina organizzativa, funzionale  e  fiscale  dei
giochi e delle scommesse relativi alle corse  dei  cavalli,
nonche’ per il riparto dei proventi, ai sensi dell’articolo
3, comma 78, della legge  23  dicembre  1996,  n.  662)  e’
pubblicato nella Gazz. Uff. 1° giugno 1998, n. 125.
Il  D.  Lgs.  28/08/1997,   n   281   (Definizione   ed
citta’ ed autonomie locali) e’ pubblicato nella Gazz.  Uff.
Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualita’  e
della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
1. Il Dipartimento dell’Ispettorato  centrale  della  tutela  della
qualita’ e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, di  seguito
denominato: “Ispettorato”, ferme restando le competenze del Ministero
dello sviluppo economico, ha competenze in materia di  prevenzione  e
repressione delle infrazioni nella preparazione e nel  commercio  dei
prodotti agroalimentari e dei mezzi  tecnici  di  produzione  per  il
settore primario; vigilanza sulle produzioni di  qualita’  registrata
che discendono da normativa comunitaria  e  nazionale;  programmi  di
controllo  per  contrastare  l’irregolare   commercializzazione   dei
prodotti agroalimentari introdotti da Stati membri o Paesi terzi e  i
fenomeni fraudolenti che generano situazioni  di  concorrenza  sleale
tra gli operatori  a  supporto  degli  interventi  a  sostegno  delle
produzioni colpite da crisi di mercato.  Ai  fini  dello  svolgimento
della propria attivita’, l’Ispettorato opera con organico  proprio  e
propria organizzazione amministrativa e contabile e si  avvale  della
gestione unitaria, assicurata dalla Direzione generale  degli  affari
generali, delle risorse umane e per i rapporti con le regioni  e  gli
enti territoriali di cui all’articolo 3, comma  1,  lettera  c),  dei
servizi comuni e del personale, limitatamente al  reclutamento,  alla
formazione generale, al  trattamento  giuridico  ed  economico  e  al
2.  L’Ispettorato  si  articola,  a  livello   di   amministrazione
centrale, in due uffici di  livello  dirigenziale  generale,  con  le
denominazioni e le attribuzioni di  seguito  indicate  e,  a  livello
territoriale, in 12 uffici e 4 laboratori di livello dirigenziale non
a) Direzione generale per il riconoscimento  degli  organismi  di
controllo e certificazione e tutela del  consumatore:  riconoscimento
degli  organismi  di  controllo  e   di   certificazione,   procedure
sanzionatorie delle infrazioni nella preparazione e nel commercio dei
prodotti agroalimentari e delle sostanze di uso agrario o forestale e
relativo contenzioso; avvio della  procedura  di  esecuzione  forzata
delle ordinanze-ingiunzioni mediante emissione dei ruoli;  analisi  e
programmazione dei fabbisogni di  risorse  strumentali  e  logistiche
dell’Ispettorato e  relativa  attivita’  contrattuale;  tenuta  della
contabilita’ economico-analitica; procedure di fornitura  di  beni  e
servizi;  coordinamento  della  gestione  e  manutenzione  dei   beni
periferici   dell’Ispettorato;   coordinamento   dell’attivita’    di
esecuzione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e di salute
dei lavoratori presso gli uffici periferici e i laboratori; vigilanza
amministrativa sugli uffici territoriali ed  i  laboratori;  supporto
tecnico-organizzativo  all’attivita’  di  contrattazione   collettiva
integrativa;  trattamento  economico  accessorio  e   mobilita’   del
personale dell’Ispettorato; formazione  specifica  per  il  personale
dell’Ispettorato, comunicazione  istituzionale  in  raccordo  con  il
agroalimentare e della pesca. La Direzione generale si articola in  4
b) Direzione generale della  prevenzione  e  del  contrasto  alle
frodi agro-alimentari: programmazione delle attivita’  istituzionali;
monitoraggio e valutazione dei programmi di  attivita’  svolti  dagli
uffici territoriali e  dai  laboratori;  indirizzo,  coordinamento  e
vigilanza sull’attivita’ ispettiva svolta dagli uffici  territoriali;
vigilanza sugli organismi pubblici e privati di controllo nell’ambito
dei regimi di  produzioni  agroalimentari  biologici  e  di  qualita’
registrata;  indirizzo,  coordinamento  e  vigilanza   sull’attivita’
analitica e sulla qualita’ dei laboratori; attivita’ di studio  nelle
materie di competenza dell’Ispettorato; aggiornamento delle metodiche
ufficiali di analisi dei prodotti agroalimentari e delle sostanze  di
uso agrario e forestale; promozione di attivita’ di studio e  ricerca
nel settore analitico da parte dei  laboratori;  rapporti  con  altri
organismi di  controllo  nazionali  e  internazionali;  gestione  dei
comitati di cui agli articoli 4 e 5 del decreto  del  Ministro  delle
politiche agricole e forestali 13 febbraio 2003,  n.  44,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2003; gestione  operativa
del sistema informativo dell’Ispettorato;  analisi  di  revisione  ai
sensi dell’articolo 1, comma 8-bis, del decreto-legge 24 giugno 2004,
n. 157, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2004,  n.
204, e gestione del laboratorio  centrale  deputato  all’espletamento
delle predette analisi. La Direzione generale si articola in 4 uffici
dirigenziali non generali.
Si riporta il testo degli articoli 4 e  5  del  Decreto
del  Ministro  delle  Politiche  Agricole,   Alimentari   e
Forestali del 13 febbraio 2003 n. 44, pubblicato nella GU n
67 del 21/03/2003:
1. E’ istituito un  Comitato  tecnico,  presieduto  dal
Ministro delle politiche agricole e forestali o da  un  suo
delegato e formato da tre rappresentanti  del  Ministero  –
dei  quali  uno  appartenente  all’Ispettorato  e  due   ai
Dipartimenti  in  cui  si  articola  il   Ministero   delle
politiche agricole e forestali – e da un rappresentante  di
ciascuna regione e delle  province  autonome  di  Trento  e
Bolzano, con il compito  di  individuare  idonee  forme  di
cooperazione  atte   a   consentire   una   piu’   efficace
operativita’ dell’azione istituzionale dell’Ispettorato.
2.  Ai  componenti  del  Comitato  di  cui   al   comma
precedente   non   e’   riconosciuto   alcun   compenso   o
rimborso-spese per  la  partecipazione  alle  riunioni  del
Comitato medesimo.”
delegato e formato da rappresentanti di tutti gli organismi
di controllo di cui all’articolo 6, comma 7, della legge n.
462 del 1986, con il compito di  rendere  piu’  agevole  la
concertazione di azioni volte ad attuare una piu’  energica
lotta alle frodi ed un migliore controllo del territorio.
Comitato medesimo.”.
Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 8  bis,  del
D.L. 24/06/2004 n 157, convertito con  modificazioni  dalla
Legge 03/08/2004 n. 204:
“8-bis. Il comma 2 dell’articolo 11  del  decreto-legge
18 giugno 1986,  n.  282,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 7  agosto  1986,  n.  462,  e’  sostituito  dal
“2. Per l’effettuazione  delle  analisi  di  revisione,
anche con riguardo ai prodotti di cui all’articolo 1, commi
1, 2 e  3,  del  decreto-legge  24  giugno  2004,  n.  157,
l’Ispettorato centrale repressione frodi si  avvale,  senza
nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, di  uno
dei propri laboratori di analisi”.
Consiglio  nazionale  dell’agricoltura,  dell’alimentazione  e  della
1. Il Consiglio nazionale  dell’agricoltura,  dell’alimentazione  e
della pesca di cui all’articolo 5 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 luglio 2009, n. 129, e’ soppresso.
2. Le funzioni di supporto strategico e alta consulenza al Ministro
delle  politiche  agricole  alimentari  e   forestali   sono   svolte
nell’ambito della struttura del Gabinetto del  Ministro,  presso  cui
viene collocato il dirigente di prima  fascia,  previsto  dal  citato
decreto del  Presidente  della  Repubblica  n.  129  del  2009  quale
vicepresidente    del    Consiglio    nazionale     dell’agricoltura,
dell’alimentazione e della pesca.
Si riporta il testo dell’articolo 5 del DPR 22/07/2009,
n 129:
1.    Il    Consiglio    nazionale    dell’agricoltura,
dell’alimentazione  e  della  pesca   e’   organo   tecnico
consultivo del  Ministro  ed  ha  il  compito  di  svolgere
attivita’ di alta consulenza, di studio e ricerca.
2. Il  Consiglio  e’  presieduto  dal  Ministro  ed  e’
composto da un dirigente di prima fascia, con  funzioni  di
vicepresidente e da dodici esperti di  alta  qualificazione
tecnico-scientifica  nelle  scienze  agrarie,   alimentari,
economiche,  giuridiche  e  politiche   e   di   comprovata
esperienza  professionale  nei  corrispondenti  settori  di
attivita’. Alle riunioni del Consiglio  partecipa  il  capo
Dipartimento competente per l’affare da trattare.
3.  I  componenti  del  Consiglio  sono  nominati   dal
Ministro fra i docenti universitari, magistrati ordinari  o
amministrativi avvocati dello Stato,  ricercatori  di  enti
pubblici e privati, dirigenti di  amministrazioni  ed  enti
pubblici, organizzazioni internazionali  e  altri  esperti,
anche   estranei   alla   pubblica   amministrazione.   Tre
componenti sono designati dalla Conferenza permanente per i
Trento e di Bolzano. I componenti durano in carica tre anni
e possono essere  confermati  nell’incarico  per  una  sola
4.  Nella  prima  riunione,  il  Consiglio   adotta   a
maggioranza  dei  componenti  il  regolamento  interno   di
funzionamento, nonche’ la ripartizione  in  classi,  con  i
relativi ambiti di competenza.
5.  Le  funzioni  di  segretario  del  Consiglio   sono
esercitate da un dirigente di seconda fascia dei ruoli  del
Ministero. Il Segretario del Consiglio costituisce posto di
funzione dirigenziale di struttura ministeriale.
6. Il Ministro determina, di concerto con  il  Ministro
dell’economia e delle finanze, le indennita’  spettanti  ai
componenti.”.
1. Il Corpo forestale dello Stato, posto  alle  dirette  dipendenze
del Ministro, svolge le funzioni di cui alla legge 6  febbraio  2004,
2.  Il  Comando  carabinieri  politiche  agricole   e   alimentari,
istituito presso il Ministero, svolge  controlli  straordinari  sulla
agroalimentare e della pesca ed  acquacoltura,  sulle  operazioni  di
Paesi  in  via  di  sviluppo  e   indigenti.   Il   Comando   dipende
funzionalmente dal Ministro ed  esercita  controlli  specifici  sulla
regolare  applicazione  di   regolamenti   comunitari   e   concorre,
coordinandosi con  l’Ispettorato  centrale  per  il  controllo  della
di tali compiti, il  reparto  puo’  effettuare  accessi  e  ispezioni
amministrative avvalendosi dei poteri previsti  dalle  norme  vigenti
3. Il Reparto pesca marittima (RPM) del Corpo delle capitanerie  di
porto, istituito presso il Ministero, ai sensi  dell’articolo  4  del
decreto legislativo 27 maggio 2005, n.  100,  dipende  funzionalmente
dal Ministro ed esercita  funzioni  di  supporto  alle  attivita’  di
vigilanza e controllo della pesca  marittima  e  dell’acquacoltura  e
La Legge 06/02/2004, n 36, reca  il  nuovo  ordinamento
Si riporta  il  teso  dell’  articolo  4  del  D.  Lgs:
27/05/2005, n. 100 :
“Art. 4. Istituzione del reparto pesca marittima.
1. Al fine di conseguire un  piu’  efficace  e  diretto
supporto alle attivita’  di  vigilanza  e  controllo  della
pesca  marittima  e  dell’acquacoltura  e  delle   relative
filiere, e’ istituito presso il Ministero  delle  politiche
agricole e forestali, il Reparto pesca marittima (RPM)  del
Corpo delle Capitanerie di  porto,  posto  alle  dipendenze
funzionali  del  Ministro  delle   politiche   agricole   e
forestali.  Con  decreto  interministeriale  dei   Ministri
dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture  e  dei
trasporti,  della  difesa  e  delle  politiche  agricole  e
forestali,  e’  definita   l’organizzazione   del   reparto
1. Nell’ambito del Ministero operano anche  gli  organismi  di  cui
agli articoli 1 e 3 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  4
membri scelti tra soggetti esperti nelle discipline di informatica  e
statistica. Il Nucleo svolge le funzioni di indirizzo e  monitoraggio
15 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, anche ai fini  del
3. Il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti  pubblici
del Ministero, istituito ai sensi  dell’articolo  1  della  legge  17
maggio 1999,  n.  144,  con  decreto  del  Ministro  delle  politiche
agricole  e  forestali,  in  data  4  novembre  1999,  e   successive
Si riporta il testo  degli  articoli  1  e  3  del  DPR
04/04/2007, n 70, recante il regolamento di riordino  degli
organismi operanti  presso  il  Ministero  delle  politiche
agricole alimentari e forestali, a norma  dell’articolo  29
del decreto-legge 4 luglio 2006, n.  223,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248:
“Art. 1. Riordino di organismi.
1.  Ai   sensi   dell’articolo   29,   comma   2,   del
modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,  n.  248,  sono
confermati e continuano ad operare, per la durata  indicata
nel comma 2,  i  seguenti  organismi  istituiti  presso  il
a) Comitato del  patrimonio  agroalimentare,  istituito
dall’articolo 123 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
in agricoltura biologica,  istituito  dall’articolo  2  del
decreto legislativo 17 maggio 1995, n. 220;
c)  Osservatorio  per  l’imprenditoria   giovanile   in
agricoltura,  istituito  dall’articolo  8  della  legge  15
dicembre 1998, n. 441;
d) Commissione  consultiva  centrale  per  la  pesca  e
l’acquacoltura,  istituita  dall’articolo  3  del   decreto
e) Nucleo per i sistemi  informativi  e  statistici  in
agricoltura, istituito ai sensi dell’articolo 5 del decreto
del Presidente della Repubblica 23 marzo 2005, n. 79;
f) il Nucleo  di  valutazione  degli  investimenti  del
Ministero, istituito ai sensi della legge 17  maggio  1999,
2. Fermo quanto previsto  dall’articolo  1,  comma  58,
della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,  i  compensi  dei
componenti degli organismi di cui al comma 1, sono  ridotti
del 30 per cento rispetto all’esercizio  finanziario  2005.
Per l’anno 2006, la  riduzione  prevista  dall’articolo  29
opera in misura proporzionale rispetto al periodo  corrente
tra la data di entrata in vigore del  citato  decreto-legge
n. 223 del 2006 ed il 31 dicembre 2006, tenuto conto  degli
impegni di spesa gia’ assunti alla medesima data di entrata
in vigore del decreto.”
“Art. 3. Riordino degli altri organismi esistenti.
1.  Ai  sensi  dell’articolo  29,  commi  1  e  4,  del
confermati e continuano ad operare  i  seguenti  organismi,
istituiti presso  il  Ministero  delle  politiche  agricole
a)  Comitato   gruppo   tecnico   di   valutazione   di
rispondenza degli organismi di controllo DOP, IGP,  e  STG,
b) Comitato  tecnico  faunistico  venatorio  nazionale,
istituito dall’articolo 8 della legge 11 febbraio 1992,  n.
delle  denominazioni  di  origine   e   delle   indicazioni
geografiche tipiche dei vini,  istituito  dall’articolo  17
della legge 10 febbraio 1992, n. 164;
d)  Comitato  tecnico-scientifico  nazionale   per   il
sughero, istituito ai sensi dell’articolo  12  del  decreto
e)  Commissione  tecnica  per  la  elaborazione   delle
agricolo annuale, istituito  dall’articolo  4  del  decreto
f)   Commissione   sementi,    istituita    ai    sensi
dell’articolo 19 della legge 25 novembre 1971, n. 1096;
prodotta da fonti  energetiche  rinnovabili,  istituita  ai
sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo  29  dicembre
2003, n. 387;
h) Osservatorio nazionale  dell’agriturismo,  istituito
dall’articolo 13 della legge 20 febbraio 2006, n. 96;
dall’articolo 2 del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182,
convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  11  novembre
j) Osservatorio nazionale del mercato  dei  prodotti  e
dei  servizi  forestali,  istituito  dall’articolo  12  del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
k)  Commissioni  provinciali  per  l’accertamento   dei
requisiti necessari per il  riconoscimento  dei  centri  di
imballaggio delle  uova  da  consumo,  istituite  ai  sensi
dell’articolo 1 della legge 3 maggio 1971, n. 419;
l) Tavolo agroalimentare,  istituito  dall’articolo  20
del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
m) Tavoli di filiera, istituiti ai sensi  dell’articolo
9 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102;
n)  Tavolo  azzurro,  istituito  dall’articolo  2   del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154;
o)  Commissione  consultiva  per  l’aggiornamento   dei
metodi ufficiali di analisi dei prodotti  agroalimentari  e
mezzi tecnici di  produzione,  istituita  dall’articolo  44
della legge 20 febbraio 2006, n. 82;
p)  Comitato  di  coordinamento  per  il  servizio   di
repressione frodi, istituito dall’articolo 45  della  legge
20 febbraio 2006, n. 82;
Alimentarius, di cui all’articolo 4 della  legge  27  marzo
2001, n. 122;
r) Comitato per  la  ricerca  applicata  alla  pesca  e
all’acquacoltura, istituito  dall’articolo  9  del  decreto
s) Commissione nazionale per il  pioppo,  istituita  ai
t)  Comitato  tecnico  di  cui   all’articolo   4   del
regolamento ministeriale 13 febbraio 2003, n. 44,  per  una
piu’  efficace   operativita’   dell’azione   istituzionale
dell’Ispettorato centrale repressione frodi;
u)  Comitato  tecnico  di  cui   all’articolo   5   del
piu’ energica lotta alle frodi ed un migliore controllo del
v) Commissione tecnico-consultiva per i  fertilizzanti,
istituita dall’articolo 9 del decreto legislativo 29 aprile
2. Le spese di funzionamento degli organismi di cui  al
comma  1,  sono  ridotte  del   30   per   cento   rispetto
all’esercizio  finanziario  2005.  Per  l’anno   2006,   la
riduzione  prevista  dall’articolo  29  opera   in   misura
proporzionale rispetto al periodo corrente tra la  data  di
entrata in vigore del citato decreto-legge n. 223 del  2006
gia’ assunti alla medesima data di entrata  in  vigore  del
Si riporta  il  testo  dell’articolo  15  del  D.  Lgs.
30/04/1998, n. 173:
“Art. 15. Servizi di interesse pubblico.
1. Il  SIAN,  quale  strumento  per  l’esercizio  delle
funzioni di cui al decreto legislativo 4  giugno  1997,  n.
143 , ha caratteristiche  unitarie  ed  integrate  su  base
nazionale e si avvale dei servizi  di  interoperabilita’  e
delle architetture di cooperazione  previste  dal  progetto
della rete  unitaria  della  pubblica  amministrazione.  Il
Ministero per le politiche agricole e gli enti e le agenzie
dallo stesso  vigilati,  le  regioni  e  gli  enti  locali,
nonche’  le  altre  amministrazioni  pubbliche  operanti  a
qualsiasi titolo nel comparto  agricolo  e  agroalimentare,
hanno  l’obbligo  di  avvalersi   dei   servizi   messi   a
disposizione dal SIAN, intesi quali  servizi  di  interesse
pubblico,  anche  per  quanto  concerne   le   informazioni
derivanti dall’esercizio delle competenze regionali e degli
enti  locali   nelle   materie   agricole,   forestali   ed
agroalimentari. Il SIAN e’ interconnesso,  in  particolare,
con l’Anagrafe tributaria del Ministero  delle  finanze,  i
nuclei antifrode specializzati della Guardia di  finanza  e
dell’Arma  dei  carabinieri,  l’Istituto  nazionale   della
previdenza sociale, le camere di  commercio,  industria  ed
artigianato, secondo quanto definito dal comma 4.
2. Il SIAN, istituito con legge 4 giugno 1984, n. 194 ,
e’ unificato con i sistemi informativi di cui  all’articolo
24, comma 3, della  legge  31  gennaio  1994,  n.  97  ,  e
all’articolo 01 della  legge  28  marzo  1997,  n.  81,  ed
integrato con i sistemi informativi regionali. Allo  stesso
e’ trasferito l’insieme delle strutture organizzative,  dei
beni, delle banche dati, delle risorse hardware, software e
di rete dei sistemi di cui all’articolo 01 della  legge  28
marzo  1997,  n.  81,  senza   oneri   amministrativi.   In
attuazione della normativa comunitaria, il  SIAN  assicura,
garantendo la necessaria riservatezza  delle  informazioni,
nonche’  l’uniformita’  su  base  nazionale  dei  controlli
obbligatori, i servizi necessari alla  gestione,  da  parte
degli organismi pagatori  e  delle  regioni  e  degli  enti
locali, degli adempimenti derivanti dalla politica agricola
comune, connessi alla gestione dei regimi di intervento nei
diversi settori produttivi ivi inclusi  i  servizi  per  la
gestione  e  l’aggiornamento  degli  schedari  oleicolo   e
viticolo.
3. Il SIAN e’ interconnesso con i  sistemi  informativi
delle  camere  di  commercio,  industria,   artigianato   e
agricoltura, al fine di fornire  all’ufficio  del  registro
delle imprese,  di  cui  all’articolo  2  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581  ,  gli
elementi  informativi  necessari   alla   costituzione   ed
aggiornamento  del  Repertorio   economico   amministrativo
(REA). Con i medesimi regolamenti, di cui all’articolo  14,
comma 3, sono altresi’ definite le modalita’  di  fornitura
al SIAN da parte  delle  camere  di  commercio,  industria,
artigianato e agricoltura, delle informazioni relative alle
imprese del comparto agroalimentare.
4. Con apposita convenzione le amministrazioni  di  cui
ai commi precedenti definiscono i termini  e  le  modalita’
tecniche per lo scambio dei dati, attraverso l’adozione  di
un protocollo di interscambio dati. Il  sistema  automatico
di interscambio dei dati e’ attuato  secondo  modalita’  in
certezza delle operazioni effettuate,  garantendo  altresi’
il trasferimento delle informazioni in  ambienti  operativi
eterogenei, nel  pieno  rispetto  della  pariteticita’  dei
5. Lo scambio di dati tra i sistemi informativi di  cui
al presente articolo, finalizzato  al  perseguimento  delle
funzioni  istituzionali  nelle  pubbliche   amministrazioni
interessate,  non  costituisce   violazione   del   segreto
6. All’onere  derivante  dall’attuazione  del  presente
spesa   all’uopo   recate   da    appositi    provvedimenti
legislativi.”.
17/05/1999, n 144:
“Art. 1. Costituzione di unita’  tecniche  di  supporto
alla programmazione, alla  valutazione  e  al  monitoraggio
degli investimenti pubblici.
1. Al fine di migliorare e dare  maggiore  qualita’  ed
efficienza al processo di programmazione delle politiche di
sviluppo, le amministrazioni centrali e  regionali,  previa
intesa con la Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo
Bolzano, istituiscono e  rendono  operativi,  entro  il  31
ottobre 1999, propri nuclei di valutazione e verifica degli
investimenti pubblici che, in raccordo fra loro  e  con  il
Nucleo  di  valutazione  e  verifica   degli   investimenti
pubblici del Ministero del tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione economica, garantiscono il supporto  tecnico
nelle fasi di  programmazione,  valutazione,  attuazione  e
verifica di piani,  programmi  e  politiche  di  intervento
promossi e attuati  da  ogni  singola  amministrazione.  E’
assicurata  l’integrazione  dei  nuclei  di  valutazione  e
verifica  degli  investimenti  pubblici  con   il   Sistema
statistico nazionale, secondo quanto previsto dall’articolo
6 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
operano all’interno delle  rispettive  amministrazioni,  in
collegamento con gli uffici  di  statistica  costituiti  ai
sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,  ed
esprimono  adeguati  livelli  di  competenza   tecnica   ed
operativa al fine di poter  svolgere  funzioni  tecniche  a
forte  contenuto  di  specializzazione,   con   particolare
a) l’assistenza e il supporto tecnico per  le  fasi  di
programmazione, formulazione e valutazione di documenti  di
programma, per le analisi di  opportunita’  e  fattibilita’
e interventi, tenendo conto in particolare  di  criteri  di
qualita’ ambientale  e  di  sostenibilita’  dello  sviluppo
ovvero  dell’indicazione  della  compatibilita’   ecologica
b) la gestione del Sistema di monitoraggio  di  cui  al
comma 5, da realizzare congiuntamente  con  gli  uffici  di
c) l’attivita’ volta  alla  graduale  estensione  delle
tecniche proprie  dei  fondi  strutturali  all’insieme  dei
programmi e dei progetti attuati  a  livello  territoriale,
con riferimento alle fasi di  programmazione,  valutazione,
3. Le attivita’ volte alla costituzione dei  nuclei  di
valutazione e verifica di  cui  al  comma  1  sono  attuate
autonomamente    sotto    il    profilo     amministrativo,
organizzativo e funzionale  dalle  singole  amministrazioni
tenendo conto delle strutture  similari  gia’  esistenti  e
amministrazioni provvedono a tal fine ad  elaborare,  anche
sulla  base  di  un’adeguata  analisi   organizzativa,   un
programma  di   attuazione   comprensivo   delle   connesse
attivita’ di formazione  e  aggiornamento  necessarie  alla
costituzione e all’avvio dei nuclei .
presente legge, con decreto del  Presidente  del  Consiglio
Trento e  di  Bolzano,  sono  indicate  le  caratteristiche
organizzative  comuni  dei  nuclei  di  cui   al   presente
amministrazione, nonche’ le modalita’ e i  criteri  per  la
5. E’ istituito presso  il  Comitato  interministeriale
per la  programmazione  economica  (CIPE)  il  «Sistema  di
monitoraggio degli investimenti  pubblici»  (MIP),  con  il
sull’attuazione   delle   politiche   di   sviluppo,    con
particolare riferimento ai  programmi  cofinanziati  con  i
fondi strutturali europei,  sulla  base  dell’attivita’  di
monitoraggio svolta dai nuclei di  cui  al  comma  1.  Tale
attivita’ concerne le modalita’ attuative dei programmi  di
investimento    e    l’avanzamento     tecnico-procedurale,
finanziario e fisico dei singoli interventi. Il Sistema  di
all’alimentazione di  una  banca  dati  tenuta  nell’ambito
dello stesso CIPE, anche con  l’utilizzazione  del  Sistema
informativo  integrato  del  Ministero  del   tesoro,   del
bilancio e della programmazione  economica.  Il  CIPE,  con
strutturazione   del   Sistema   di   monitoraggio    degli
investimenti pubblici disciplina il  suo  funzionamento  ed
emana indirizzi per la sua attivita’, previa intesa con  la
6.  Il  Sistema  di  monitoraggio  degli   investimenti
da essere  funzionale  al  progetto  «Rete  unitaria  della
pubblica  amministrazione»,  di  cui  alla  direttiva   del
Presidente del Consiglio dei ministri 5  settembre  1995  ,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 272 del 21  novembre
monitoraggio sono trasmesse dal CIPE alla Cabina  di  regia
nazionale di cui all’articolo 6 del decreto-legge 23 giugno
1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge  8
agosto   1995,    n.    341,    alla    sezione    centrale
dell’Osservatorio dei lavori pubblici e, in relazione  alle
rispettive competenze, a tutte le amministrazioni  centrali
e regionali.  Il  CIPE  invia  un  rapporto  semestrale  al
7. Per le finalita’ di cui al  presente  articolo,  ivi
compreso il ruolo di  coordinamento  svolto  dal  CIPE,  e’
istituito un fondo da ripartire, previa  deliberazione  del
CIPE, sentita la Conferenza permanente per i  rapporti  tra
Bolzano, con decreto del Ministro del tesoro, del  bilancio
e della programmazione  economica.  Per  la  dotazione  del
1999 e di lire 10  miliardi  annue  a  decorrere  dall’anno
8. All’onere  derivante  dall’attuazione  del  presente
articolo, pari a 8 miliardi di lire per l’anno  1999  e  10
miliardi di lire per ciascuno degli anni 2000  e  2001,  si
fini  del   bilancio   triennale   1999-2001,   nell’ambito
speciale» dello  stato  di  previsione  del  Ministero  del
tesoro, del bilancio e della programmazione  economica  per
l’anno  1999,  parzialmente  utilizzando   l’accantonamento
9. Per le finalita’ di cui al comma 1, il CIPE, sentita
regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano  e
previo parere  delle  competenti  Commissioni  parlamentari
permanenti, entro dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge,  indica  i  criteri  ai  quali
dovranno attenersi le regioni e  le  province  autonome  al
fine di suddividere il  rispettivo  territorio  in  Sistemi
locali del lavoro,  individuando  tra  questi  i  distretti
economico-produttivi sulla base di  una  metodologia  e  di
indicatori elaborati dall’Istituto nazionale di  statistica
(ISTAT), che ne curera’  anche  l’aggiornamento  periodico.
Tali  indicatori   considereranno   fenomeni   demografici,
la  presenza  di  fattori  di  localizzazione,   situazione
orografica  e   condizione   ambientale   ai   fini   della
programmazione delle politiche di sviluppo di cui al  comma
locali.”.
1. Le dotazioni organiche del Ministero (ruolo agricoltura e  ruolo
ICQRF) sono rispettivamente determinate dalle tabelle A e B  allegate
al presente regolamento e  facenti  parte  integrante  dello  stesso,
tenuto conto delle misure  di  razionalizzazione  e  riorganizzazione
delle strutture ministeriali,  adottate  ai  sensi  dell’articolo  2,
commi 8-bis, 8-quater e 8-quinquies, del  decreto-legge  30  dicembre
2010, n. 25, dell’articolo 1, comma 3, del  decreto-legge  13  agosto
2011,  n.  138  ,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  14
settembre 2011, n. 148, nonche’  del  personale  che  confluira’  nel
Ministero delle politiche agricole alimentari e  forestali  ai  sensi
dell’articolo 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
da adottare ai sensi  dell’articolo  4  del  decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 300, e dell’articolo 17,  comma  4-bis,  lettera  e),
della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla  data
di entrata in vigore del presente regolamento, sono  individuati  gli
uffici di livello dirigenziale non generale, ivi compresi gli  uffici
di livello  dirigenziale  generale  opera  avvalendosi  degli  uffici
dirigenziali attualmente  operanti,  con  competenze  prevalenti  nel
rispettivo settore di attribuzione. In applicazione dell’articolo  2,
2010, n. 25, e dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13  agosto
2011, n. 148, il numero di uffici e di posti di funzione  di  livello
dirigenziale non generale  individuato  con  i  suddetti  decreti  e’
fissato in 62 di cui tre presso gli uffici di diretta collaborazione.
4. Con successivo decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali, di concerto con il Ministro  dell’economia  e
delle  finanze,  da  adottare   al   termine   della   procedura   di
3, del CCNL del comparto  Ministeri,  sottoscritto  il  14  settembre
2007, sara’ ripartito il contingente di personale delle  aree  prima,
seconda e terza, come sopra determinato  dalle  tabelle  A  e  B,  in
profili  professionali  e  fasce   retributive.   Con   il   medesimo
provvedimento  si   provvede   alla   distribuzione   del   personale
5. Il Ministro, d’intesa con il Ministro degli affari esteri,  puo’
inviare in lunga  missione  e  con  onere  a  carico  del  Ministero,
l’incarico di esperti ai sensi  dell’articolo  168  del  decreto  del
6.  In  sede  di  attuazione   delle   attivita’   di   formazione,
riqualificazione e riconversione del personale, si tiene conto  della
Si riporta il testo dell’articolo 4 del citato D.  Lgs.
di entrata in vigore dei regolamenti medesimi.”.
Per il testo  dell’articolo  17,  comma  4  bis,  della
citata Legge n 400  del  1988,  si  veda  nelle  note  alle
Si  riporta  il  testo  dell’articolo   168   del   DPR
05/01/1967, n. 18:
“Art.168. Esperti.
L’Amministrazione degli affari esteri  puo’  utilizzare
negli uffici centrali o nelle rappresentanze diplomatiche e
negli uffici consolari,  per  l’espletamento  di  specifici
incarichi che richiedano particolare competenza  tecnica  e
ai quali non si possa sopperire con funzionari diplomatici,
esperti tratti da personale dello Stato o di Enti  pubblici
appartenenti a carriere direttive o di uguale rango.
Qualora  per  speciali  esigenze  anche  di   carattere
tecnico o linguistico non possa farsi ricorso per incarichi
presso uffici all’estero ad esperti  tratti  dal  personale
dello Stato o da  Enti  pubblici,  l’Amministrazione  degli
affari esteri puo’ utilizzare in via eccezionale, e fino ad
un massimo di trenta unita’, persone estranee alla pubblica
Amministrazione purche’  di  notoria  qualificazione  nelle
materie connesse con le funzioni del posto  che  esse  sono
destinate a ricoprire , comprovata da  adeguata  esperienza
professionale.  Le  persone  predette  devono   essere   in
possesso della cittadinanza italiana, in eta’ compresa  tra
i trenta e i sessantacinque anni e godere  di  costituzione
fisica idonea ad affrontare il clima della  sede  cui  sono
destinate.  All’atto  dell’assunzione   dell’incarico,   le
persone  predette  prestano  promessa  solenne   ai   sensi
dell’art. 11 del testo  unico  approvato  con  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  10  gennaio  1957,   n.   3.
L’incarico non crea aspettativa di impiego stabile ne’  da’
diritto, alla scadenza,  a  indennizzo  o  liquidazione  di
L’esperto  inviato  in  servizio  presso   un   ufficio
all’estero, a norma dei precedenti commi, occupa  un  posto
espressamente   istituito,   sentito   il   consiglio    di
amministrazione, ai sensi dell’articolo  32,  nell’organico
dell’ufficio stesso, in corrispondenza, anche ai  fini  del
trattamento economico, a quello di primo  segretario  o  di
consigliere o di primo consigliere, nel limite  massimo  di
otto posti, ovvero di console aggiunto o console ed  assume
in loco la qualifica di  addetto  per  il  settore  di  sua
competenza. Per  gli  esperti  in  servizio  all’estero  si
e  170  in  quanto  applicabili,  dell’articolo  148  e  le
Resta  fermo  il  posto  corrispondente  ai  fini   del
trattamento  economico  a  quello  di  primo   consigliere,
attualmente ricoperto  dai  singoli  interessati,  sino  al
termine definitivo del loro incarico, nonche’ il  posto  di
pari livello gia’ istituito per gli  esperti  regionali  di
cui all’articolo 58 della legge 6 febbraio 1996, n.  52,  e
Gli  incarichi  di  cui  al  presente   articolo   sono
conferiti con decreto del Ministro per gli  affari  esteri,
sentito il Consiglio di amministrazione del  Ministero,  di
concerto con il Ministro per il tesoro e, per il  personale
di altre Amministrazioni o di Enti pubblici, anche  con  il
Ministro  competente  o  vigilante.  Gli   incarichi   sono
biennali. Alla stessa persona possono essere conferiti piu’
incarichi purche’, nel complesso,  non  superino  gli  otto
anni. Gli incarichi sono revocabili in qualsiasi momento  a
giudizio del Ministro per gli affari esteri.
Gli esperti  tratti  dal  personale  dello  Stato  sono
collocati  fuori  ruolo  con  le  modalita’  previste   dai
Gli esperti tratti dal personale dello  Stato,  inviati
ad  occupare  un  posto  di  organico   in   rappresentanze
permanenti presso  Organismi  internazionali,  non  possono
superare il numero  di  cinquantuno,  comprese  le  quattro
unita’ fissate dall’articolo 58, comma  2,  della  legge  6
febbraio  1996,  n.  52,  e  successive  modificazioni.  Il
Ministro  per  gli  affari  esteri  puo’  chiedere  che  il
Ministro per il lavoro e  la  previdenza  sociale  metta  a
disposizione dell’Amministrazione degli affari esteri  fino
a dieci funzionari direttivi del Ministero stesso di  grado
non inferiore a  direttore  di  sezione  o  equiparato,  in
posizione di fuori ruolo per essere inviati  all’estero  ai
Gli esperti che l’Amministrazione degli  affari  esteri
puo’ utilizzare a norma del presente articolo  non  possono
l’esclusione   delle   unita’   riservate    da    speciali
disposizioni  di  legge  all’espletamento  di   particolari
compiti relativi alla tutela dell’ordine pubblico  e  della
organizzata e  delle  violazioni  in  materia  economica  e
europea, di cui all’articolo 4 del decreto  legislativo  19
marzo 2001, n. 68.
Le disposizioni del presente articolo non si  applicano
al personale comandato o collocato fuori  ruolo  presso  il
Ministero  degli  affari  esteri   in   virtu’   di   altre
disposizioni ne’ a quello inviato  all’estero  in  missione
temporanea.”.
1. Ogni due anni l’organizzazione del  Ministero  e’  sottoposta  a
verifica ai sensi dell’articolo 4, comma 5, del  decreto  legislativo
30 luglio 1999, n. 300, al fine  di  accertarne  la  funzionalita’  e
2. L’organizzazione degli Uffici di  diretta  collaborazione  resta
disciplinata dal decreto del Presidente della  Repubblica  14  maggio
2001, n. 303, e successive modificazioni.
3. E’ abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio
2009, n. 129.
4. Dall’attuazione del presente  regolamento  non  devono  derivare
Ufficio di controllo atti MISE – MIPAAF, registro n. 3, foglio n. 247
Si  riporta  l’articolo  4,  comma  5,  del   D.   Lgs.
30/07/1999, n. 300:
ministeriale, con cadenza almeno biennale.”.
Il DPR 14/05/2001,  n.  303,  recante  “Regolamento  di
organizzazione degli Uffici di diretta  collaborazione  del
Ministro  delle  politiche  agricole   e   forestali”,   e’
pubblicato nella Gazz. Uff. 25 luglio 2001, n. 171.
Per i  riferimenti  al  citato  DPR  n  129  del  2009,
abrogato dal presente decreto,  si  veda  nelle  note  alle
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2012, n. 41 – Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell’articolo 2, commi 8-bis, 8-quater e 8-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, e dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0061) – (GU n. 89 del 16-4-2012 redazione redazione 2015-05-05T23:31:09+00:00

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