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Proposta di Legge Regionale del 2009 - PDF Archive
Proposta di Legge Regionale del 2009 .pdf
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Proposta di Legge Regionale del 2009.pdf (PDF, 1.8 MB)
Associazione nuovo centro storico di Lecce
Proposta di Legge Regionale per la tutela dei settori
dell’artigianato artistico e dei locali storici di Puglia.
Panorama normativo ed iniziative nazionali
Legge quadro su Artigianato artistico, Locali storici,
Eccellenza artigiana e Botteghe-scuola.
Allegato I. Regolamento per l’Albo Regionale dei Locali Storici pugliesi
Allegato II. Regolamento per la concessione in locazione a
Botteghe-scuola e Locali Storici
Allegato III. Disciplinare per Artigianato Artistico ed Eccellenza Artigiana
Allegato IV. Elenco delle lavorazioni da tutelare
Proposta di Legge Regionale per la tutela dei settori dell’artigianato artistico e dei locali storici di Puglia
L’artigianato artistico, gli “antichi mestieri” ed il commercio al dettaglio sono le tradizionali attività
svolte nei centri storici italiani dal medio-evo fino ai giorni nostri ed hanno fondato e plasmato il
nostro tessuto culturale, urbanistico, sociale e produttivo: fino a quarant’anni fa ciò è stato vero
nonostante la “rivoluzione industriale” dell’800 e la susseguente selvaggia accelerazione della crescita del mercato. Fino ad allora, infatti, un costante ricambio generazionale ha assicurato il mantenimento delle peculiarità locali in svariati settori (dall’agricoltura all’artigianato alla gastronomia,
e così via), nonostante le condizioni dell’economia abbiano lentamente svantaggiato alcune attività
in favore di altre ed il progresso abbia portato al declino ed all’abbandono delle forme di lavoro più
arcaiche o nocive alla salute umana ed ambientale.
Solo da pochi anni, però, si è presa coscienza di due aspetti cruciali:
- la veloce scomparsa, da una parte, delle forme tradizionali di artigianato artistico (quelle, per intenderci, delle vecchie botteghe d’arte dei doratori, degli scultori, dei cartapestai, dei decoratori di
maioliche, dei vetrai, degli ebanisti e dei maestri del ferro battuto, etc.) e del commercio (si intende
la piccola distribuzione, magari da decenni nello stesso locale, nello stesso settore merceologico e
con le stigliature d’epoca, radicata profondamente nel sentimento comune dei cittadini),
- l’importanza, dall’altra, della sopravvivenza delle forme tradizionali dell’artigianato artistico e del
commercio in quanto parti fondamentali ed insostituibili dell’identità popolare, di attività di attrazione e fruizione turistica in quanto struttura basale su cui imbastire e sviluppare i progetti di
riqualificazione e rivitalizzazione urbana dei centri storici.
Gli ultimi venti anni di speculazione immobiliare subita dai centri storici (l’induzione al trasferimento dei residenti, l’accaparramento degli edifici a prezzi bassissimi, l’accesso ai finanziamenti
pubblici per il restauro ed i susseguenti riutilizzo e reimmissione sul mercato a prezzi molto alti
- per non parlare dei mutui e del rialzo delle quotazioni immobiliari...) hanno estromesso famiglie,
laboratori di produzione artigianale e piccolo commercio, accogliendo studi legali, sedi di Istituzioni pubbliche, attività di ristorazione e pub fin negli angoli più silenziosi o caratteristici delle stradine
Quanto fin qui detto e la scarsa attenzione verso lo “snaturamento” funzionale delle unità locative
(reso possibile dall’assenza o dall’infrazione di piani regolatori generali, particolareggiati e norme
tecniche di attuazione) hanno portato a vari eccessi:
- l’utilizzo intensivo e concentrato in poche ore della giornata delle strade di accesso o interne al
centro storico da parte delle “utenze” degli uffici e di ristoranti e pub (con gli onnipresenti tavolini,
posizionati su marciapiedi, strade e piazze),
- il semplice “non utilizzo” dei centri storici per il resto della giornata (quindi le lunghe sequenze di
porte chiuse e saracinesche abbassate di ristoranti, pub e loro depositi) - grave e controproducente,
in termini di accoglienza e sfruttamento del turismo, nonché per la stessa “vivibilità” urbana,
- il rialzo dei canoni di affitto dei locali affacciati sulla strada, passati dai vecchi 150 o 250 euro agli
attuali 750, 1200 o 2700 euro (per 20 m2 in zone più centrali...), assolutamente non alla portata degli
artisti e di quei commercianti già in svantaggiosa concorrenza con la media e grande distribuzione,
- in alcuni casi, nelle zone di più alto pregio, la politica commerciale di espansione dei marchi di
franchising (o delle “catene” dei circuiti manifatturiero, alberghiero, bancario, della ristorazione) ha
letteralmente drogato il mercato delle locazioni, imponendo una (legittima, ma brutale) “asta” su
valori palesemente estranei da ogni logica di mercato: migliaia di euro di canone di affitto rendono
negativo il bilancio commerciale della singola attività, ma i gestori accettano una tale situazione di
“perdita” (ove non vi sia attività di riciclaggio di danaro di provenienza illecita) per esclusive ragioni
di “immagine” e rappresentanza del marchio stesso.
In più, in molti centri storici, i piccoli operatori hanno dovuto affrontare (con i loro pochi mezzi)
sia i danni derivanti dalla chiusura al traffico (fatta senza la contemporanea creazioni di parcheggi
di scambio, strutture e infrastrutture di supporto e servizi alternativi di mobilità...), che la cantierizzazione di opere stradali ed edilizie (fatte senza prevedere alcuna forma di indennizzo - a fronte di
disagi protratti per mesi, quando non per anni...).
La politica degli enti locali italiani ha affrontato il problema che qui si porta all’attenzione strutturando azioni di tutela e salvaguardia, pur non ponendo drastici vincoli al mercato o mettendo in
atto forme di sovvenzionamento diretto (delle quali, per inciso, godono il Cinema, il Teatro lirico
e di Prosa, l’Agricoltura, etc. ...): l’artigianato artistico e la rete dei negozi storici sono, ancora oggi,
una ricchezza, culturale ed economica, specie in territori dalle forti connotazioni etnico-culturali
come, appunto, la Puglia. Essi sono la base (insieme al grande patrimonio di coste e ai siti di interesse storico-ambientale) di ogni politica di sfruttamento delle potenzialità turistiche del territorio.
Senza peculiarità numerose e fruibili, che siano volano e traino del marketing del territorio, ogni
posto vale l’altro: qualsiasi vetrinetta da Autogrill o aeroporto può smerciare un sedicente “artigianato
artistico pugliese”, qualsiasi scaffale di ipermercato può soddisfare la domanda di prodotti locali,
ma questo non può che andare a detrimento della remuneratività dei mestieri d’arte e delle “filiere”
della distribuzione e dell’eccellenza artigiana.
La Regione Puglia presenta un ritardo di più di dieci anni rispetto alle disposizioni deliberate altrove
in Italia: oggi è un bene, perchè significa poter legiferare consapevoli di annose esperienze altrui.
Ne va di mezzo la storia, il tessuto sociale e culturale, la potenzialità produttiva, lo sviluppo di una
città, di una regione e, inesorabilmente, l’identità stessa di una nazione.
I dispositivi di legge adottati dagli enti locali italiani per i settori dell’artigianato artistico e dei negozi
storici si sono orientati verso:
- il censimento;
- la classificazione;
- la creazione di norme per il riconoscimento di uno “status”;
- la creazione di Albi/Istituti/Fondazioni per gestire iscrizioni/cancellazioni/iniziative/rappresentanza;
- l’enumerazione di linee-guida di tutela, l’incentivo alla creazione di consorzi/associazioni/reti di
negozi di vicinato/centri commerciali naturali, le norme per la garanzia e per l’accesso al credito;
- l’assegnazione di spazi pubblici (in comodato gratuito/canone agevolato) atti alla apertura di attività storiche d’arte o di commercio o assimilate, per la diffusione sul territorio o la rilocazione di
quelle sfrattate o altrimenti estromesse dal mercato;
- l’istituzione ed il patrocinio delle botteghe-scuola, per tramandare l’insegnamento dei mestieri
tradizionali alle nuove generazioni di apprendisti.
Nella nostra ricerca, si è fatto riferimento a:
Esercizi storici e tradizionali (tabelle allegate alle NTA del PRG Del. C.C. n.604 12/07/1993, Del.
C.C. 185 del 24/11/1999) - Ex-convento del Carmine sede per la Mostra permanente dell’artigianato artistico e sede
della Fondazione (Del. G.C. 1039 del 27/12/2001);
Eccellenza artigiana, botteghe-scuola (Testo Unico per l’artigianato L.R. n.1 del 14/1/2009);
Botteghe storiche (L.R. Emilia Romagna n. 14 del 5/7/1999, Del. C.C. n. 204/2000, Del. G.C. n.
78/2004);
Iniziative dell’Associazione negozi storici di Roma dell’Arch. Stefano Biagini, che hanno portato a:
Botteghe storiche (Del. C.C. n. 139 del 21/7/1997, Del. C.C. n. 100 del 15/10/2001, Del. C.C. n. 187 del 29/9/2003,
Del. C.C. n. 130 del 14/6/2005) - Tutela e riqualificazione delle attività commerciali ed artigianali nel perimetro della
città storica (Del. G.C. n. 261 del 7/12/2005 passata in Consiglio con Del. C.C. n. 36 del 6/2/2006);
L.R. Lazio n. 31 del 6/12/2001 e Del. G.R. n. 723 del 2/8/2005;
Trento Interventi per la valorizzazione commerciale del centro storico - Botteghe storiche e riuso contenitori per
insediamento attività (Del. G.P. n. 340 del 16/2/2001) Piano commerciale dei centri storici (L.P. n. 4 del 8/5/2000);
Piano economico e commerciale del centro storico del 2002 (Istituto per l’artigianato artistico);
Interventi per il potenziamento e lo sviluppo dell’artigianato artistico marchigiano - Botteghe-scuola
(L.R. Marche n. 19 del 2/6/1992) - L.R. n. 20 del 28/10/2003 (Testo unico delle norme in materia artigiana e dei servizi alla produzione) e sue modifiche (L.R. n. 29 del 24/10/2008);
R. Lombardia	Lombardia eccellenza artigiana: Progetto ARTIS, comparti del legno e dell’oreficeria (Del. G.R. n.
3654/2006);
Torino Restauro con fondi FESR (Art. 10 Reg. CE 2081/92 FESR, Città di Torino, Ministero dei Lavori Pubblici,
Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo e CCIAA) dell’ex-Arsenale militare di Borgo Dora, ottenendo 37 spazi (nel
“Cortile dei ciliegi” e nel rinnovato “Cortile del Maglio”) messi a bando per l’apertura di attività dei Maestri dell’Eccellenza
Artigiana Piemontese, attività commerciali e studi professionali;
Restauro con fordi FESR-URBAN delle ex-Scuole Pie degli Scolopi e creazione di 11 locali da asse-
gnare a canone agevolato “La corte delle botteghe artigiane” (Del. G.C. n. 251 del 12/6/2008);
Realizzazione di 12 locali da assegnare a canone agevolato in Piazza S. Isidoro (Del. C.C. n. 24 del
14/6/2007, Del. G.C. n. 45 del 26/3/2008);
Restauro degli Agostiniani (9 locali per artigian. artistico più 15 abitaz. popolari), Palazzo Santoni
(show-room su due piani per marketing territoriale più 8 abitaz.), Largo Saponari (5 abitaz.);
Risoluzione del Parlamento europeo sullo statuto sociale degli artisti
(2006/2249(INI) del 7/6/2007) Preambolo e raccomandazioni;
Adozione del marchio De.Co. (Del. C.C. n.6 del 3/2/2003, Del. C.C. n.103 del 17/11/2008).
Art. 2. (Beneficiari degli interventi, Linee guida e Requisiti)
Art. 3. (Risorse - Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale)
TUTELA DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO
Art. 5. (Strumenti d’intervento)
Art. 6.	(Tipologie d’intervento)
Art. 7. (Consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi)
Art. 8. (Servizi di informazione e assistenza alle imprese)
Art. 9. (Programmazione ed attuazione degli interventi)
Art. 10. (Gestione degli interventi)
Capo II. Eccellenza artigiana, bottega-scuola, Maestro dell’ Eccellenza artigiana
(Maestro dell’ Eccellenza artigiana)
TUTELA DELLE BOTTEGHE E DEI NEGOZI STORICI
Art. 18.	(Censimento ed elenco regionale dei negozi storici)
Art. 19. (Finanziamenti per la valorizzazione dei locali storici e per il sostegno delle relative attività)
Art. 20.	(Beneficiari)
Art. 21.	(Indirizzi e limiti per la concessione dei finanziamenti)
Art. 22.	(Procedure per la concessione dei finanziamenti)
Art. 23.	(Vincoli per la destinazione d’uso)
Art. 24.	(Disposizione transitoria)
Art. 25. (Disposizione finanziaria)
ASSEGNAZIONE DI LOCALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA
A BOTTEGHE E NEGOZI TUTELATI
Art. 26.	(Assegnazione di locali pubblici e rilocazione di Botteghe-scuola e Locali storici)
Regolamento per l’Albo Regionale dei Locali Storici pugliesi
Regolamento per la Concessione in Locazione
Disciplinare per l’Artigianato Artistico e l’Eccellenza Artigiana
Elenco delle lavorazioni da Tutelare
1. Le norme della seguente Legge sono orientate esclusivamente verso:
il settore dell’artigianato artistico e dell’arte;
il settore dell’artigianato manifatturiero di tradizione, caratterizzante l’identità locale;
gli antichi mestieri storici, caratterizzanti l’identità locale;
l’artigianato manifatturiero legato a feste, sagre e ricorrenze locali radicate nelle tradizioni popolari e/o in fase
di recupero e valorizzazione;
gli esercizi commerciali e dell’artigianato artistico aperti al pubblico che hanno valore storico, culturale, tradizionale e documentario, anche riferiti agli antichi mestieri.
In seguito si abbrevia “artigianato artistico” in “artig. artist.”. In riferimento al punto e) tali esercizi sono di seguito
denominati “Locali Storici”.
Le altre forme di artigianato, commercio e produzione eno-gastronomica esulano dalla materia qui considerata.
2. La Regione adotta, nel rispetto della normativa comunitaria e della legislazione nazionale e regionale, gli interventi a
sostegno dei settori di cui al comma 1 attraverso lo sviluppo della qualificazione e della competitività delle imprese, la
tutela della professionalità, la valorizzazione delle produzioni nelle diverse espressioni territoriali e settoriali.
3. Al fine della realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1, la Regione si avvale del concorso diretto e fondamentale
delle seguenti parti, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza:
- associazioni corporative e consorzi dell’artigianato artistico;
- rappresentanti delle reti di Negozi di vicinato e dei Centri commerciali naturali;
- rappresentanti degli Albi, Fondazioni o Istituti di tutela dei settori dell’artig. artist. e dei locali storici;
- altri soggetti pubblici e privati individuati dalla Giunta Regionale;
- Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA);
- le commissioni regionali e provinciali per l’artigianato;
- le confederazioni del settore artigianale e le loro articolazioni territoriali.
4. La Regione persegue le finalità di cui al comma 1, presente articolo, nel rispetto della sostenibilità dello sviluppo in
termini ambientali e territoriali e della sicurezza nei luoghi di lavoro, favorendo l’affermazione e la crescita della responsabilità sociale delle imprese, nel pieno rispetto dei diritti del lavoro.
(Beneficiari degli interventi, Linee guida e Requisiti)
1. Artigianato artistico.
Gli interventi per l’artigianato artistico sono attuati a favore di:
imprese qualificate, singole, associate o consorziate, aventi sede operativa nel territorio della regione;
soggetti qualificati che intendono avviare un’attività imprenditoriale nel territorio della regione;
altri soggetti qualificati pubblici o privati, individuati dalla Giunta regionale, che soddisfano il comma 1 dell’art. 1 ed i regolamenti e/o i disciplinari allegati alla presente Legge.
Rimarcando il carattere peculiare delle attività artistiche (chiarendo la confusione tra i termini generici artigianato, arti-
gianato artistico e attività amatoriali), si affermano espressamente le seguenti Linee guida:
si intende per “operatore dell’artigianato artistico” o “artista” chi, dotato di Partita I.V.A. (anche non specificatamente “artigiano” ai sensi della Legge quadro n. 443/1985), esprime il suo talento in prodotti frutto del suo
ingegno, tramite una tecnica generalmente manuale o assistita da una attrezzatura di strumenti non automatici;
la produzione artistica non deve essere seriale (e limitare le repliche a 150 pezzi vidimati e numerati), è ammesso l’uso di stampi o tecniche di colaggio di argille o l’uso di maschere per la sagomatura di forme, sono ammesse
altresì le produzioni “monotematiche” e la riproposizione di soggetti di ispirazione e composizione; in ogni caso i
manufatti devono presentare congrue e percettibili differenze tra di loro, come un insieme di “pezzi unici”;
la produzione artistica può fare uso di materie prime semilavorate, ma esse devono subire un congruo processo di trasformazione - non sono considerate artistiche, nella fattispecie, opere di semplice assemblaggio di semilavorati
o mera cottura in forno di semilavorati industriali in maiolica non decorata a mano o repliche di modelli ottenute con
pantografi e macchine automatiche e semiautomatiche o saldatura di preformati in metallo o processi assimilabili alle
produzioni in grande serie e/o di scala industriale;
la produzione artistica può innovarsi nelle tecniche e nei temi che sono spunto d’ispirazione e l’artista è libero di operare secondo il suo estro e talento, ma la Regione indica espressamente l’indirizzo della conservazione delle
tecniche tradizionali tipiche del territorio come bene culturale da preservare e tramandare alle nuove generazioni: ogni
artista deve mantenere vivo tale espetto conoscendo, adoperando ed insegnando tali tecniche, pena la decadenza di
eventuali status e benefici previsti dalla presente legge.
2. Locali storici.
Gli interventi per i Locali storici sono attuati a favore degli esercizi commerciali, dell’artig. artist., degli alberghi e dei
pubblici esercizi, in esercizio nel territorio della regione, in possesso dei seguenti Requisiti:
esercizio della medesima attività da almeno 50 anni, nella stessa sede ovvero in analoga per posizione e significato storico-ambientale;
esercizio della medesima attività da almeno 50 anni ed aver mantenuto le stesse insegne o stigliature o merceologia;
esercizio della medesima attività da almeno 50 anni ed aver svolto attività di interesse rilevante per il mantenimento ed il consolidamento delle tradizioni economiche, culturali dell’immagine della città;
in subordine, sono comprese quelle attività che, sebbene operanti da meno di 50 anni, sono legate alla peculiare localizzazione dell’attività esercitata e sono di interesse rilevante per il mantenimento ed il consolidamento delle
tradizioni economiche, culturali e dell’immagine della città nel mondo.
Per ottenere una classifica di merito (basata sul possesso di uno o più requisiti espressi alle lettere a), b), c), d) del presente comma), si veda il Regolamento sui Locali storici, allegato alla presente Legge.
(Risorse - Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale)
1. Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente legge, la Regione può stipulare apposite convenzioni con la Cassa
depositi e prestiti S.p.A., ai sensi dell’articolo 1, comma 858, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria 2007), al fine di utilizzare le risorse del
Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca di cui all’articolo 1, comma 855, della legge medesima. Gli interventi possono essere realizzati come interventi complementari o integrativi dei progetti di innovazione
industriale di cui all’articolo 1, comma 842, della legge n. 296/2006, a valere sulle risorse del Fondo per la competitività
e lo sviluppo. Gli interventi possono essere, altresì, realizzati attingendo al Fondo nazionale per il cofinanziamento di
interventi regionali nel settore del commercio e del turismo, Legge del 7 agosto 1997, n. 266, e dal Fondo di rotazione
ex lege n. 183/1987. La Regione si adopera per la destinazione, ai fini della seguente legge, dei Fondi Comunitari.
3. La Regione ricerca e promuove l’utilizzo di risorse aggiuntive da parte di soggetti pubblici e privati interessati a
partecipare alle iniziative ed ai programmi di valorizzazione dell’artig. artist., anche con il coinvolgimento attivo del
4. Viene istituita una Commissione regionale per l’artig. artist. presso la Presidenza della Giunta Regionale con il compito di indirizzo e gestione dei settori dell’artig. artist. e dei Locali Storici: essa è nominata dal Presidente della Regione
Puglia, che la presiede e/o nomina un suo delegato, e vi fanno parte, oltre ai Dirigenti dei Settori Sviluppo Economico,
del Cultura e Formazione Professionale della Regione in qualità di Coordinatori, i seguenti membri:
due rappresentanti delle organizzazioni del commercio, iscritti negli elenchi dei Locali Storici;
due rappresentanti delle organizzazioni degli albergatori, iscritti negli elenchi dei Locali Storici;
due rappresentanti delle associazioni corporative dell’artig. artist., preferibilmente Maestri dell’Eccellenza Artigiana o titolari di Botteghe-scuola;
due membri scelti fra studiosi e professionisti che abbiano contribuito alla tutela e valorizzazione dell’immagine storica e tradizionale delle città;
due membri scelti fra dirigenti e funzionari della Amministrazione Regionale provenienti da settori competenti nella materia o comunque di specifica esperienza.
Possono essere di volta in volta invitati dal Presidente a partecipare alla Commissione, a seconda delle necessità e competenze richieste su specifici adempimenti, altri dirigenti e funzionari dell’Amministrazione Regionale o rappresentanti
di Enti esterni, fino ad un massimo di due membri. Il Presidente è chiamato a rispondere sul funzionamento della
Commissione redigendo periodiche relazioni. La Commissione è rinnovata ogni due anni. Per cause di sopravvenuta
impossibilità a partecipare da parte di uno o più componenti, subentrerà il membro supplente, indicato dalle stesse
categorie rappresentate al momento della nomina della Commissione. Analogamente, dopo tre assenze ingiustificate
consecutive, il membro decade ed è sostituito con le modalità di cui sopra. Le riunioni della Commissione sono valide
se è presente almeno la metà dei membri in carica; le decisioni sono adottate a maggioranza semplice dei presenti.
1. La Regione intraprende e promuove, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, interventi di sostegno all’artig. artist. finalizzati alla realizzazione dei seguenti obiettivi:
ricerca, sviluppo precompetitivo e competitivo, qualificazione produttiva e organizzativa delle imprese;
razionalizzazione degli insediamenti;
nascita di nuove imprese, agevolazione del trasferimento d’impresa e del passaggio generazionale;
sviluppo dell’associazionismo economico e della cooperazione tra imprese;
sviluppo delle imprese dell’artig. artist. a conduzione femminile e giovanile;
valorizzazione e tutela dell’artig. artist., tradizionale, tipico di qualità e delle arti applicate;
consolidamento della presenza dell’artig. artist. pugliese sui mercati nazionali ed esteri, anche attraverso l’organizzazione e la promozione di specifici eventi fieristici;
tutela dell’occupazione dei lavoratori dell’artig. artist. e inserimento delle fasce deboli.
2. La Regione promuove e intraprende interventi finalizzati alla realizzazione degli obiettivi definiti dalla normativa
regionale in materia di attività produttive, con particolare riferimento a:
la ripresa dell’attività produttiva delle imprese danneggiate da eventi calamitosi;
la semplificazione e la razionalizzazione degli interventi di politica industriale e la loro integrazione con gli
altri strumenti regionali di politica economica e di regolazione.
3. Ai sensi delle leggi nazionali sul trasferimento di funzioni, la Regione demanda agli enti locali la redazione e l’aggiornamento dei Piani di valorizzazione Economica e Commerciale dei Centri storici, ma invita espressamente i Comuni
eventualmente inadempienti ad approntare in tempi brevi tali strumenti di indirizzo e governo, fondamentali ed armonici agli scopi della presente Legge.
(Strumenti d’intervento)
1. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 4, la Regione si avvale dei seguenti strumenti:
1. Per l’attivazione degli strumenti di cui all’articolo 5, la Regione utilizza le seguenti tipologie di intervento:
finanziamenti a tasso agevolato mediante i fondi di cui all’art. 3;
interventi a favore dei confidi e costituzione di fondi pubblici regionali di garanzia e controgaranzia;
1. La Regione promuove lo sviluppo e la qualificazione del sistema di garanzia creditizia a servizio dell’artig. artist.,
valorizzando la funzione dei consorzi e delle cooperative di garanzia fidi−confidi pugliesi.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono programmati e attuati tramite i Piani degli interventi di cui all’art. 9.
1. La Regione promuove ed attua, anche attraverso i soggetti gestori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), l’informazione ai beneficiari ed alle reti distributive delle agevolazioni, quali il sistema associativo, il sistema del credito e dei
confidi, in ordine agli interventi attivati e alle modalità di accesso agli strumenti previsti dalla presente legge.
2. La Regione promuove ed attua servizi di assistenza tecnica qualificata alle imprese dell’artig. artist. anche avvalendosi
dei soggetti pubblici e privati di cui all’art. 1, comma 2, in possesso delle necessarie competenze ed esperienze, nel
rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
3. La Regione promuove il coordinamento e la diffusione di tutte le informazioni di interesse per il comparto dell’artig.
4. Gli interventi di cui ai commi precedenti sono attuati anche con l’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche
attraverso il portale regionale ed il sistema informativo regionale, con particolare riguardo al coordinamento con il
sistema informativo degli sportelli unici per le attività produttive.
1. La Giunta regionale approva entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge e successivamente
ogni tre anni, sentite le associazioni corporative regionali dell’artig. artist., un Documento di Indirizzi nel quale sono
individuate le priorità per l’attuazione del presente capo, con riferimento agli obiettivi, agli strumenti e alle tipologie
di intervento e all’impiego delle risorse stanziate nel bilancio regionale. Il Documento di Indirizzi è preventivamente
sottoposto alla commissione consiliare competente che esprime un parere entro il termine di trenta giorni. Decorso
detto termine, il parere si intende favorevole.
l’approvazione di Piani di intervento per l’artigianato artistico annuali o pluriennali da parte della Giunta regionale, visto il documento di indirizzi di cui al comma 1, sentite le associazioni corporative regionali dell’artig. artist.
gli strumenti di programmazione e attuazione disciplinati dalla normativa regionale in materia di attività produttive, prevedendo eventualmente modalità semplificate per il comparto dell’artig. artist..
3. I Piani di intervento sono predisposti:
nel rispetto dei limiti imposti dalla disciplina comunitaria, con particolare riguardo a quelli in materia di aiuti
nei casi concernenti le attività promozionali all’estero previa intesa, ove necessario, con le competenti autorità
4. I Piani di intervento individuano e definiscono:
gli strumenti scelti tra quelli indicati all’articolo 5;
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per la gestione e concessione delle risorse, l’istruttoria e la valuta-
zione delle istanze e dei progetti, la revoca totale o parziale delle agevolazioni;
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per i controlli;
gestione mediante affidamento ad enti strumentali e soggetti terzi. I rapporti tra Regione e soggetti gestori
sono regolati da apposita convenzione.
Eccellenza artigiana, bottega-scuola, Maestro dell’ Eccellenza artigiana
1. La Regione tutela e promuove le lavorazioni dell’artigianato che presentano elevati requisiti di carattere artistico o
che estrinsecano valori economici collegati alla tipicità dei materiali impiegati, delle tecniche di lavorazione, dei luoghi
di origine o alla cultura, anche di derivazione locale e in rapporto con l’artigianato di qualità, le arti applicate, il design
e l’identità culturale.
qualificazione e innovazione delle lavorazioni attuate sotto il profilo stilistico, tecnologico, dei materiali e dei
processi utilizzati, a patto della conservazione del patrimonio delle tecniche tradizionalmente intese come “storiche”;
reperimento ed archiviazione della documentazione concernente le origini, lo sviluppo storico e i percorsi
evolutivi delle lavorazioni;
trasferimento e passaggio generazionale dell’impresa dell’eccellenza artigiana;
sviluppo dell’associazionismo economico e della cooperazione tra imprese dell’eccellenza artigiana;
riconoscimento della professionalità lavorativa e dell’apporto formativo.
3. La Regione, in accordo con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica e i locali Uffici Scolastici
Provinciali, promuove accordi di collaborazione per lo svolgimento di corsi e stages di specializzazione formativa
degli iscritti alle Scuole Medie inferiori e superiori, Licei Artistici ed Istituti d’Arte ed Accademie di Belle Arti presso
le botteghe d’arte degli operatori dell’artig. artist., ponendo tali attività sotto l’egida dell’Assessorato Regionale alla
4. La Regione tutela e valorizza le attività di servizi che estrinsecano valori economici collegati alla qualità, promuovendo il miglioramento delle prestazioni rese.
1. Per il perseguimento degli obiettivi previsti all’articolo 11 la Giunta regionale:
individua le lavorazioni e i settori di attività qualitative dall’Elenco delle lavorazioni in allegato alla seguente
Legge ed avvalendosi della Commissione regionale per l’artig. artist. presso la Presidenza della Giunta Regionale, che
può iscrivere, cancellare e modificare le voci presenti nell’elenco su presentazione di istanza e riscontro dei Piani di
intervento per l’artigianato artistico;
promuove, anche in concorso con enti locali, enti pubblici e privati, fondazioni, associazioni corporative
dell’artig. artist. e consorzi di imprese:
1) la ricerca di nuovi modelli e la realizzazione e la sperimentazione tecnica di nuovi prodotti, nonché la realizzazione di marchi di qualità e di origine, a patto della conservazione del patrimonio delle tecniche tradizionalmente
intese come “storiche”;
4) la partecipazione delle imprese dell’artig. artist. a rassegne e manifestazioni di carattere commerciale in
Italia e all’estero;
5) l’allestimento, presso le strutture pubbliche di conservazione di beni culturali, di spazi idonei alla presentazione e alla vendita di oggetti e riproduzioni ispirati alle collezioni ivi esistenti;
6) la realizzazione di corsi formativo−lavorativi nelle botteghe-scuola;
7) ogni altra iniziativa ritenuta utile e opportuna per la valorizzazione dell’artig. artist., tradizionale, tipico di
qualità e degli “antichi mestieri”.
1. La Giunta regionale, sentite le associazioni corporative dell’artig. artist. e la Commissione regionale per l’artig. artist.
presso la Presidenza della Giunta Regionale, definisce:
i criteri e le modalità per la predisposizione di appositi Disciplinari, nonché per la selezione delle imprese in
possesso dei requisiti previsti dai disciplinari stessi;
la denominazione “Eccellenza artigiana”, il marchio “Puglia Eccellenza Artigiana”, le procedure per la creazione di un logotipo di identificazione e gli usi consentiti dello stesso;
i modi per la conservazione dei Disciplinari e degli elenchi degli aventi diritto alla denominazione ed al marchio dei quali al punto precedente.
1. La Regione favorisce la realizzazione di programmi di addestramento tecnico−pratici oltre a quelli previsti nei piani
regionali di formazione professionale, rivolti alla trasmissione delle conoscenze tecniche, delle competenze e delle
abilità di lavoro manuale.
2. Le imprese dell’artig. artist. che hanno ottenuto la denominazione di “Eccellenza artigiana” sono chiamate a concorrere all’attuazione dell’istruzione delle nuove leve del lavoro, in qualità di Botteghe-scuola, sulla base di convenzioni
che ne valorizzino la prevalente funzione formativa e lavorativa.
3. La Giunta regionale individua i beneficiari e le modalità per l’attuazione delle Botteghe-scuola, sentita la Commissio-
ne regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale e gli eventuali atti di indirizzo della
Commissione e dell’Assessorato regionale alla Formazione Professionale; definisce, altresì le procedure per la creazione di un logotipo di identificazione e gli usi consentiti dello stesso.
(Maestro dell’Eccellenza Artigiana)
1. É istituito il titolo di “Maestro dell’Eccellenza Artigiana”, che è rilasciato ai titolari e ai soci di impresa dell’Eccellenza
Artigiana che partecipano alle Botteghe-scuola.
2. La Giunta regionale definisce i requisiti e le modalità per il conferimento del titolo di “Maestro dell’Eccellenza
Artigiana”, sentite le associazioni corporative dell’artig. artist. e la Commissione regionale per l’artig. artist. presso la
presso la Presidenza della Giunta Regionale e informata la commissione consiliare competente, predispone il Piano di
intervento per l’artigianato artistico, tradizionale, e tipico di qualità di cui all’articolo 11, comma 3.
2. Il Piano di intervento individua e definisce:
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per la gestione e concessione delle risorse, l’istruttoria e la valutazione delle istanze e dei progetti, la revoca totale o parziale delle agevolazioni;
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per i controlli di cui all’articolo 17.
3. Il Piano di intervento è predisposto, anche in base ai risultati del monitoraggio e della valutazione, nel rispetto dei
limiti imposti dalla disciplina comunitaria, con particolare riguardo a quelli in materia di aiuti alle piccole e medie imprese.
presso la Presidenza della Giunta Regionale, promuove un sistema di verifica del mantenimento dei requisiti richiesti
dai disciplinari di produzione in capo all’impresa che ha ottenuto la denominazione di “Eccellenza Artigiana” e del titolo di “Maestro dell’Eccellenza Artigiana”, al fine del mantenimento degli standard qualitativi che qualificano e rendono
identificabile il settore dell’artig. artist., tradizionale e tipico di qualità.
2. La Commissione regionale per l’artig. artist. presso la Presidenza della Giunta Regionale individua gli strumenti operativi di gestione delle attività di verifica ai fini del mantenimento della denominazione di “Eccellenza Artigiana” e del
titolo di “Maestro dell’Eccellenza Artigiana” a tutela delle imprese interessate e dei consumatori.
(Censimento ed elenco regionale dei locali storici)
1. La Regione istituisce, con le modalità previste dai commi successivi, l’elenco regionale dei locali storici, previo apposito censimento.
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di cultura, adotta la deliberazione concernente la determinazione dei criteri per l’individuazione dei locali storici.
3. Entro il termine di cui al comma 2, la struttura regionale competente in materia di cultura adotta il modello di scheda
e la metodologia di rilevazione dei dati e delle informazioni relativi ai locali storici, concernenti, in particolare:
la localizzazione e descrizione della sede e dell’attività;
l’inventario degli arredi e degli strumenti ed il loro stato di conservazione;
la datazione del locale e delle attività storicamente significative.
4. I Comuni, entro novanta giorni dalla data di adozione degli atti di cui ai commi 2 e 3, individuano, sulla base dei
criteri determinati dalla Giunta regionale, i locali storici presenti nel proprio territorio ed inviano il relativo elenco alla
5. La Regione, tenuto conto degli elenchi inviati dai comuni, provvede:
al censimento dei locali storici, sulla base della scheda e della metodologia di cui al comma 3, verificando
contestualmente la compatibilità con i criteri di cui al comma 2 della individuazione da parte dei Comuni degli stessi
locali storici;
all’istituzione dell’elenco regionale dei locali storici, con deliberazione della Giunta regionale, ed alla relativa
6. L’inserimento nell’elenco di cui al comma 1 comporta l’acquisizione della qualifica di Locale Storico.
(Finanziamenti per la valorizzazione dei locali storici e per il sostegno delle relative attività)
1. La Regione interviene per la valorizzazione dei locali storici inseriti nell’elenco istituito ai sensi dell’articolo 2 e per il
sostegno della relativa attività, concedendo i seguenti finanziamenti:
contributi in conto capitale per le spese di restauro, manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali storici,
dei relativi arredi e strumenti di lavoro;
contributi per le spese connesse all’aumento del canone di locazione entro i limiti di una ragionevole compatibilità con i valori di mercato.
2. I contributi di cui al comma 1, lettera a), limitatamente alla manutenzione ordinaria, e lettera b), sono concessi soltanto nel caso di consistenti difficoltà finanziarie dimostrate sulla base dei documenti contabili dei soggetti richiedenti.
(Beneficiari dei finanziamenti)
1. Possono beneficiare dei finanziamenti previsti dall’art. 19 i proprietari o i gestori dei locali storici.
(Indirizzi e limiti per la concessione dei finanziamenti)
1. La Giunta regionale adotta, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dell’Assessore competente in materia di cultura, una deliberazione di indirizzi nella quale, in particolare, sono stabiliti:
le modalità per la presentazione, da parte dei soggetti di cui all’art. 20, delle istanze di finanziamento;
i criteri per la valutazione delle istanze di finanziamento e per la formazione di una graduatoria regionale
secondo un ordine di priorità;
gli importi massimi di spesa da ammettere al finanziamento, la percentuale dei contributi concedibili, che
comunque non può superare il settanta per cento delle spese di cui all’art. 19, comma 1, lettera a) ed il cinquanta per
cento delle spese di cui all’art. 19, comma 1, lettera b), nonché le modalità di erogazione dei contributi stessi;
le condizioni per l’eventuale cumulabilità del finanziamento regionale con altre agevolazioni pubbliche, oltre
a quelle comunali di cui all’art. 22;
le modalità per l’effettuazione dei controlli sulla corretta utilizzazione dei finanziamenti nonché le cause di
revoca dei finanziamenti concessi e del recupero delle somme erogate.
2. I finanziamenti regionali in favore delle imprese sono comunque concessi nel limite della categoria di aiuto de minimis,
come definita dalla normativa comunitaria.
1. I soggetti di cui all’art. 20 presentano contestualmente alla Regione ed al Comune le istanze per la concessione dei
finanziamenti previsti dall’art. 19.
2. Il Comune, entro il 31 ottobre di ogni anno, comunica alla Regione l’elenco delle istanze ritenute ammissibili ai finanziamenti, indicando eventuali contributi assunti dal Comune stesso a proprio carico.
(Vincoli di destinazione d’uso)
1. I locali storici di cui all’articolo 18, comma 6, per i quali siano stati concessi i finanziamenti previsti dall’art. 19,
comma 1, lettera a) sono vincolati, per un periodo di dieci anni dalla data del provvedimento di concessione, al mantenimento della destinazione d’uso, dei caratteri salienti degli arredi, della conformazione degli spazi interni, delle vetrine
e di ogni elemento di decoro e di funzione descritti come meritevoli di tutela nel censimento di cui allo stesso art. 18.
2. I vincoli di cui al comma 1 devono risultare da apposito atto d’obbligo unilaterale prodotto dai soggetti beneficiari
dei finanziamenti, da trascrivere, nel rispetto della normativa vigente, presso la competente Conservatoria dei registri
immobiliari, a loro cura e spese, previo assenso dei proprietari dei locali storici, se diversi dai beneficiari stessi.
3. L’erogazione dei finanziamenti è subordinata all’espletamento degli adempimenti di cui al comma 2.
4. I vincoli di cui al comma 1 possono essere rimossi previa restituzione di una somma pari all’entità del contributo
maggiorata degli interessi legali, fatti salvi, comunque, ulteriori vincoli eventualmente esistenti di natura normativa o
1. Ferme restando le procedure per la concessione dei finanziamenti di cui all’art. 22, in sede di prima applicazione
le istanze per la concessione dei finanziamenti previsti dall’art. 19, per gli esercizi finanziari 2009 e 2010, sono
presentate entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell’elenco dei locali
storici ai sensi dell’art.18, comma 5, lettera b);
i Comuni comunicano l’elenco delle istanze ritenute ammissibili ai finanziamenti entro i successivi novanta
1. La Giunta regionale provvede alla istituzione, nel bilancio regionale di previsione, dei seguenti:
capitolo “Spese per il censimento dei locali storici”;
capitolo “Contributi per gli interventi di tutela, valorizzazione dei locali storici”;
capitolo “Contributi per il sostegno delle attività nei locali storici”.
2. La Regione provvede alla necessaria copertura degli interventi attingendo al Fondo nazionale per il cofinanziamento
di interventi regionali nel settore del commercio e del turismo, Legge del 7 agosto 1997, n. 266, ed al Fondo di rotazione ex lege n. 183/1987; ricerca e promuove l’utilizzo di risorse aggiuntive da parte di soggetti pubblici e privati interessati a partecipare alle iniziative ed ai programmi di valorizzazione dei Locali Storici, anche con il coinvolgimento attivo
del sistema del credito. La Regione si adopera per la destinazione, ai fini della seguente legge, dei Fondi Comunitari.
ASSEGNAZIONE DI LOCALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA A BOTTEGHE E NEGOZI TUTELATI
(Assegnazione di locali pubblici e rilocazione di Botteghe-scuola e Locali storici)
1. La Regione, ai sensi dell’art. 16 L. R. n. 11 del 1/8/2003 “Nuova disciplina del commercio”, commi 6 e 7, e conformemente agli obiettivi della presente Legge, provvede a rilocare le Botteghe-scuola e Locali Storici a rischio di scomparsa dal tessuto urbano dei centri storici del territorio regionale, dichiarando la disponibilità dei locali, di proprietà
regionale, atti all’impianto di tali attività; tale disponibilità si attua con la stipula di contratti di affitto a canone agevolato
o di comodato d’uso gratuito cinquantennale, da predisporre in favore delle singole attività o delle associazioni corporative dell’artig.artist.
2. Per quanto previsto dal comma 1, la Regione assegna priorità, nell’ordine, a:
Maestri dell’Eccellenza Artigiana e titolari di Locali Storici già sfrattati;
Botteghe-scuola e Locali Storici sotto sfratto.
A tal fine, prescrive che gli enti locali:
realizzino opere infrastrutturali, di arredo urbano o di rilevante riorganizzazione della logistica;
attivino o modifichino i servizi urbani mancanti;
attuino il riuso di contenitori esistenti per l’insediamento di nuove attività;
attuino azioni di promozione;
individuino una struttura per la gestione coordinata degli interventi sul territorio;
incentivino la qualificazione delle attività economiche esistenti o il loro addensamento attraverso l’utilizzo
della fiscalità locale, la monetizzazione o ridefinizione dei requisiti urbanistici;
facilitino, anche attraverso apposite disposizioni urbanistiche o regolamentari, l’utilizzazione commerciale dei
locali degli edifici esistenti e disponibili, anche dal punto di vista dei requisiti igienico-edilizi;
vietino i cambi di destinazione d’uso da attività commerciale, artigianale o pubblico esercizio ad altri usi che
comportino la cessazione delle attività tutelate.
3. Per quanto previsto dal comma 1, la Regione favorisce la stesura di accordi e protocolli d’intesa tra le associazioni
corporative dell’artigianato artistico ed i vari settori e dipartimenti di Comuni, Province, Regione, Ministeri, Demanio, Università e Soprintendenze eventualmente coinvolte nell’assegnazione delle unità locative in oggetto al presente
articolo ed invita, altresì, alla concertazione tra le parti citate ed i proprietari privati di locali onde creare “Distretti
dell’Artig. artist. e dei Locali storici” all’interno dei centri storici cittadini in luoghi fisicamente prossimi tra loro, come,
ad esempio, chiostri di ex-conventi, corti, strade o rioni.
4. La Regione demanda la attuazione del presente articolo alla Commissione regionale per l’artig. artist. presso la
Presidenza della Giunta Regionale ed allega alla presente Legge una bozza di Regolamento per la concessione in locazione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Puglia.
Data a Bari, addì _____________
La Regione istituisce un Albo degli esercizi commerciali, artigianali, alberghieri e dei pubblici esercizi anche per commercio su area pubblica, che svolgono attività di rilevante valore artistico, storico, ambientale e documentario, al fine
di valorizzare, tutelare e sostenere l’immagine culturale tradizionale della città e quelle attività che contribuiscono a
Art. 2 - Adesione all’Albo
L’adesione all’Albo è volontaria.
Possono presentare domanda di adesione, secondo le modalità di cui al successivo art. 6, quelle imprese che ritengano
di essere in possesso dei requisiti di cui al successivo art. 4 e che accettino le prescrizioni di cui al successivo art.9
L’ammissione all’Albo è formalizzata con atto del Dirigente competente, sentito il parere della Commissione regionale
per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale.
L’ammissione all’Albo comporta la facoltà di fruire delle disposizioni a favore degli esercizi storici, di cui al successivo
Art. 3 - Gestione dell’Albo - Marchio
L’Albo, con l’elenco delle imprese aderenti, è pubblico e se ne dispone la pubblicazione, dei dati non sottoposti a vincoli di privacy, sul sito istituzionale della Regione Puglia. Gli Uffici regionali distaccati presso i capoluoghi di provincia
attuano la facoltà pubblica dell’accesso agli atti per la verifica dei requisiti, nell’interesse dei diritti delle imprese e dei
La tenuta dell’Albo è di competenza della Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della
Giunta Regionale, che svolgerà tutti i compiti amministrativi generali che esulano dalle competenze delle singole Direzioni e Servizi dei Comuni e che curerà inoltre la diffusione e la pubblicità di ogni atto inerente la gestione stessa.
I Locali Storici, ai fini della loro pubblica identificazione, hanno uno specifico marchio distintivo che comprova ed
appalesa l’appartenenza all’Albo.
Ogni impresa aderente all’Albo può esporre il marchio distintivo dell’Albo stesso e farne uso nella propria attività pubblicitaria. Ogni uso del marchio che venga giudicato scorretto da parte della Commissione regionale per l’artigianato
artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale comporterà la cancellazione dall’Albo, ai sensi dell’Art. 7.
Possono chiedere l’adesione all’Albo gli esercizi commerciali, artigianali, alberghieri ed i pubblici esercizi in possesso
esercizio dell’attività nel territorio pugliese;
esercizio della medesima attività da almeno 50 anni, nella stessa sede od in una analoga per posizione e significato storico-ambientale;
aver svolto attività di rilevante interesse per il mantenimento e il consolidamento delle tradizioni economiche,
culturali e dell’immagine della città nel mondo.
E’ ammessa altresì la presentazione della domanda da parte delle imprese che, seppur operanti da meno di 50 anni,
esercitino attività commerciale, artigianale, alberghiera o di pubblico esercizio d’interesse rilevante per il mantenimento
o consolidamento delle tradizioni economiche e culturali e dell’immagine della città, ivi comprese quelle legate alla
peculiare localizzazione dell’attività esercitata;
In caso di trasferimento della titolarità dell’esercizio, qualora permangano i requisiti di cui al presente articolo, l’impresa
può mantenere l’adesione all’Albo, accettando le prescrizioni di cui al successivo art.9.
Le imprese inserite nell’elenco saranno classificate in tre diverse categorie, ciascuna delle quali risulterà ripartita in quattro classi con riferimento alla natura dell’attività (commerciale, artigianale, alberghiera e pubblici esercizi).
CATEGORIA A (esercizi di rilevante valore storico, artistico e tipologico):
rientrano in questa classe gli esercizi che, oltre a risultare storici in quanto esercitano la medesima attività da almeno 50
anni nella stessa sede, risultano di notevole interesse artistico per quanto attiene le strutture architettoniche, gli arredi
fissi e mobili (in molti casi inseriti negli elenchi dei “negozi storici” allegati alle N.T.A. dei P.R.G. vigenti, elenchi a cura
dei competenti uffici di Direzione Urbanistica).
CATEGORIA B (esercizi di rilevante interesse storico e tipologico):
rientrano in questa classe le imprese di notevole interesse per la tradizione di esercizio al pubblico, di vendita del medesimo genere merceologico o di rilevante attività artigianale, in quanto operanti nella stessa sede (o in locali analoghi)
da almeno 50 anni, sebbene gli arredi risultino modificati o di non particolare pregio.
CATEGORIA C (esercizi di rilevante interesse per l’immagine della città):
rientrano in questa classe le imprese che, seppur operanti da meno di 50 anni, sono meritevoli di tutela e promozione
in quanto operano nel rispetto delle tradizioni economiche e culturali o dell’immagine della città, ivi comprese quelle
legate alla peculiare localizzazione dell’attività esercitata o quelle che presentano arredi considerati di particolare pregio.
Tali esercizi dovranno comunque essere presenti nel tessuto economico locale da un periodo di tempo sufficientemente lungo da poter costituire esercizio di riferimento per la città.
Art. 6 - Domande di adesione
I titolari delle imprese che intendono aderire all’Albo dovranno far pervenire alla Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale apposita domanda indirizzata al Presidente della Regione,
corredata della documentazione idonea a comprovare la sussistenza dei requisiti di cui al precedente art. 4 e delle dichiarazioni inerenti gli impegni previsti al successivo art.9.
La domanda dovrà essere presentata dal titolare della ditta. Nel caso in cui il proprietario del locale ove ha sede l’esercizio sia soggetto diverso dal titolare dell’esercizio stesso, alla domanda dovrà essere allegata indicazione precisa del
nome e dell’indirizzo del proprietario al fine di consentire all’Amministrazione di dare a quest’ultimo tempestiva comunicazione dell’eventuale ammissione dell’esercizio all’Albo, ai sensi della L.241/90.
Anche i proprietari dei locali interessati potranno presentare direttamente la domanda di iscrizione, indicando a loro
volta il nome dell’affittuario titolare dell’esercizio per consentire di informare l’interessato in caso di inserimento.
Le domande saranno istruite dalla Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta
Regionale - che provvederà anche alla richiesta di documentazione, all’acquisizione di informazioni integrative ed all’eventuale effettuazione di sopralluoghi. L’istruttoria si concluderà con la formulazione di una valutazione.
La Commissione esprime un parere vincolante circa l’ammissione all’Albo dell’esercizio richiedente mediante votazione palese a maggioranza dei suoi componenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Contro le decisioni della Commissione, chiunque abbia interesse può ricorrere entro 30 giorni dalla comunicazione,
con istanza motivata, al Presidente della Regione che disporrà gli opportuni accertamenti e approfondimenti e, sentita
la Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale, assumerà in merito
una decisione definitiva.
Art. 7 - Recesso e cancellazione dall’Albo
Il titolare dell’impresa aderente può comunicare la volontà di recedere dall’Albo, per qualsiasi motivo ed in ogni momento salvo dover rifondere quanto eventualmente percepito, in termini di agevolazioni tributarie o contributi finan-
ziari, in virtù dell’appartenenza all’Albo nell’anno precedente la comunicazione .
L’istruttoria di cancellazione è svolta direttamente dall’Ufficio regionale distaccato presso il capoluogo di provincia
incaricato ed è dichiarata con atto dirigenziale intimante la rifusione di quanto eventualmente dovuto.
A conclusione del procedimento di cancellazione, l’ufficio incaricato ne dà comunicazione ai membri della Commissione.
La cancellazione può essere disposta d’ufficio nei seguenti casi:
per uso scorretto del marchio o dell’appartenenza all’Albo;
per inosservanza delle prescrizioni di cui al successivo art. 9
per il venir meno, per cause indipendenti dalla volontà del titolare dell’esercizio, di uno o più dei requisiti di
cui al precedente art. 4.
Nei soli casi a) e b) della cancellazione d’ufficio, l’Amministrazione Regionale procederà alla richiesta di rifusione di
quanto eventualmente dovuto.
Al momento della cancellazione decadono tutti i benefici offerti dall’Amministrazione Regionale ai titolari degli esercizi
e/o ai proprietari dei rispettivi locali in base a quanto previsto al successivo art. 8.
Dell’avvio del procedimento di cancellazione d’ufficio è data comunicazione agli interessati ai sensi della L.241/90.
Avverso i provvedimenti di cancellazione d’ufficio è ammesso ricorrere entro 30 giorni alla Commissione che dispone
gli opportuni accertamenti ed approfondimenti e decide definitivamente in merito.
La Giunta regionale delibera politiche di intervento (in conformità agli artt. 19, 20, 21 e 22 della L. R. di istituzione
della tutela) ed iniziative promozionali rivolte alle imprese aderenti all’Albo ed ai proprietari degli immobili ove hanno
sede le imprese stesse, al fine di tutelarli, valorizzarli e favorirne il mantenimento. Data la varietà degli esercizi ammessi,
i piani possono prevedere interventi diversi a seconda della categoria o classe di appartenenza degli esercizi all’interno
dell’Albo.
I piani, d’intesa con gli uffici competenti, saranno elaborati dalla Commissione regionale per l’artigianato artistico
presso la Presidenza della Giunta Regionale nel rispetto della normativa vigente ed approvati con deliberazione della
I suddetti piani possono comprendere:
agevolazioni sull’applicazione dei tributi comunali, secondo quanto previsto dai regolamenti comunali;
semplificazioni procedurali e/o riduzione ed esenzioni dal pagamento di diritti d’istruttoria e sopralluogo, da
inserire nei regolamenti comunali;
facilitazioni inerenti contributi e/o agevolazioni creditizie, anche in collaborazione con altri enti, che favoriscano l’esecuzione di opere di adeguamento alla normativa igienico-sanitaria, ambientale, antinfortunistica, nonché di
trasformazione tecnologica e di ristrutturazione e restauro degli immobili, degli arredi e delle antiche insegne;
facilitazioni per il restauro o l’installazione di elementi di arredo urbano e di segnaletica connessi agli esercizi
inseriti nell’Albo, anche attraverso speciale normativa da inserire nel Regolamento per l’installazione di mezzi pubblicitari;
agevolazioni normative in materia di orari di esercizio dell’attività;
interventi in materia di segnaletica, di transito e di sosta veicolare in prossimità di talune tipologie di esercizi
aderenti all’Albo, tendenti a creare condizioni di circolazione e visibilità adeguate alla loro immagine, compatibilmente
con le esigenze generali;
creazione, promozione e diffusione di un marchio distintivo dei Locali Storici pugliesi, quale strumento di
valorizzazione ed identificazione delle attività tutelate, che le imprese iscritte all’Albo sono autorizzate ad esporre ed
utilizzare per la propria campagna pubblicitaria;
realizzazione e periodico aggiornamento di materiale pubblicitario e documentario sugli esercizi presenti
nell’Albo;
promozione dell’attività svolta dalle imprese iscritte attraverso la realizzazione o il finanziamento di manifestazioni culturali, campagne di comunicazione e specifiche azioni per la loro valorizzazione turistica;
promozione e diffusione presso i circuiti turistici della documentazione inerente gli esercizi storici;
partecipazione alle iniziative locali, regionali e nazionali, anche in sede parlamentare, tese alla tutela degli esercizi storici;
agevolazioni dirette a favorire la nascita di consorzi fra gli esercizi iscritti all’Albo, finalizzati sia ad attività
promozionali che di produzione e di adeguamento alle nuove tecnologie;
Sarà cura dell’Amministrazione Regionale attivare un Osservatorio di Studio sul trasferimento delle aziende commerciali e delle attività artigianali, nonché dei titoli di proprietà, inerenti esercizi di rilevante interesse storico e tradizionale,
anche se non inserite nell’Albo; l’osservatorio costituirà elemento di conoscenza per ogni iniziativa che l’Amministrazione stessa vorrà intraprendere per preservare l’immagine della città secondo le finalità del presente regolamento.
Le agevolazioni di cui al presente articolo devono comunque essere conformi alle disposizioni di legge e ai regolamenti
L’ammissione all’Albo è subordinata all’accettazione delle seguenti prescrizioni, di cui dovrà darsi atto nella domanda
di adesione:
l’impresa si impegna a proseguire l’attività nella stessa sede, con le medesime modalità;
l’impresa si impegna a non modificare mostre, arredi, vetrine ed insegne della ditta in essere al momento della
domanda, salvo il ripristino di quelle originarie (da accertare tramite idonea documentazione, ove possibile) e le opere
l’impresa si impegna a comunicare preventivamente alla Commissione regionale per l’artigianato artistico
presso la Presidenza della Giunta Regionale l’intenzione di effettuare interventi sulla struttura edilizia, sugli arredi,
sulle insegne e di trasformare la modalità di gestione; tale comunicazione non è in alcun modo sostitutiva dei necessari
adempimenti previsti dalla vigente normativa in materia edilizia, ambientale, igienico-sanitaria, antinfortunistica ecc...
nonché della preventiva richiesta di autorizzazione alla realizzazione di modifiche strutturali prevista dalle N.T.A. dei
vigenti P.R.G.
Qualora l’impresa non rispetti gli impegni previsti in a), b) e c), sarà soggetta alla cancellazione d’ufficio dall’Albo secondo le modalità previste al precedente art.7.
L’Amministrazione regionale, tramite il parere vincolante della Commissione di cui al successivo art. 10, giudicherà gli
interventi di cui al precedente punto c), valutando se da essi ne possa risultare alterata l’immagine storica e tradizionale
dell’esercizio: in caso tali interventi siano considerati tali da pregiudicare i requisiti originari per l’appartenenza all’Albo,
ne darà tempestiva comunicazione al titolare dell’impresa; nel caso in cui quest’ultimo decida comunque di procedere
agli interventi programmati, l’Amministrazione regionale considererà non rispettati gli impegni assunti ai sensi del
precedente punto 1 e procederà d’ufficio alla cancellazione dell’esercizio dall’Albo secondo le modalità previste al
Le imprese che cessano la loro attività sono tenute a darne tempestiva comunicazione al suddetto Ufficio per l’avvio
della pratica di cancellazione dell’attività dall’Albo; pari comunicazione dovrà essere inoltrata dal nuovo titolare in caso
di cambio di gestione.
Art. 10 - Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale
1. La Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale ha compiti di indirizzo e gestione del settore dei Locali Storici; essa è nominata dal Presidente della Regione Puglia, che la presiede e/o
nomina un suo delegato e vi fanno parte, oltre ai Dirigenti del Settore Sviluppo Economico, del Settore Cultura e della
Formazione Professionale della Regione in qualità di Coordinatori, i seguenti membri:
due membri scelti fra dirigenti e funzionari della Amministrazione Regionale provenienti da settori competenti nella materia o comunque di specifica esperienza
di Enti esterni, fino ad un massimo di due membri.
Il Presidente è chiamato a rispondere del funzionamento della Commissione redigendo periodiche relazioni.
La Commissione è rinnovata ogni due anni. Ai componenti impossibilitati a partecipare ai lavori, subentreranno membri supplenti indicati dalle stesse categorie rappresentate al momento della nomina della Commissione.
Dopo tre assenze ingiustificate consecutive, un membro decade dalla Commissione ed è sostituito con le modalità di
Le riunioni della Commissione sono valide se è presente almeno la metà dei membri in carica; le decisioni sono adottate
2. Sono compiti della Commissione, nelle fattispecie del presente Regolamento:
predisporre o modificare il marchio distintivo delle imprese aderenti all’Albo;
collaborare alla predisposizione del piano delle agevolazioni tributarie e tariffarie, economiche, normative,
procedurali e promozionali da presentare alle Amministrazioni Comunali (di cui all’art. 8), ed effettuare il monitoraggio
e la verifica dell’attuazione del piano stesso;
proporre alle Amm. Comunali ogni altra iniziativa tendente alla tutela e valorizzazione dei Locali Storici;
specificare i criteri dell’individuazione delle attività di rilevante interesse per il mantenimento e consolidamento delle tradizioni economiche e culturali e dell’immagine della città, indicati nell’art.4 comma1, lett.c) e comma 2 del
presente regolamento, allo scopo di consentire l’iscrizione all’Albo;
pronunciarsi sull’ammissione delle imprese richiedenti all’Albo;
verificare, in caso di trasferimento della titolarità di un esercizio iscritto all’Albo, la sussistenza dei requisiti
soggettivi ed oggettivi;
effettuare la classificazione delle imprese aderenti all’Albo, nelle categorie individuate dall’art. 5;
esaminare le comunicazioni inerenti modificazioni dell’esercizio che comportino un’alterazione dell’immagine tradizionale dello stesso, previste al precedente art. 9, lett.c), ed esprimere compiuto parere in merito;
contribuire a quantificare le eventuali rifusioni dovute dall’impresa in seguito a decadenza dall’Albo.
Allegato II. Regolamento per la concessione in locazione a Botteghe-scuola e Locali Storici
La concessione in locazione delle botteghe artigiane si ispira a principi di trasparenza e pubblicità mediante procedure
Art. 2. Destinazione
a) I locali verranno concessi in locazione prioritariamente ai titolari di Locali Storici e ai soggetti che attuano una produzione artigianale di particolare interesse artistico legata alla tradizione pugliese in un’ottica di sviluppo economico
che sia da stimolo culturale per l’imprenditorialità artigianale e favorisca nuove iniziative imprenditoriali di supporto
anche all’offerta turistica.
b) É consentita la sola commercializzazione dei prodotti artigianali realizzati in proprio dalla ditta locataria.
c) Nella formazione di graduatorie, si dovrà tener conto della partecipazione nell’impresa di giovani e donne.
d) Particolare attenzione dovrà essere riservata a forme aggregative imprenditoriali eterogenee (consorzi, etc.).
Art. 3. Criteri generali
La concessione è data dopo un iter di valutazione, tra gli altri, dei seguenti elementi:
a) requisiti e condizioni di partecipazione;
b) tempi e modalità per la presentazione delle domande;
c) parametri di valutazione e formazione della graduatoria di assegnazione, con particolare attenzione nei confronti
delle imprese giovanili e femminili.
Si avrà cura di garantire la massima partecipazione al procedimento di concessione in locazione.
Art. 4. Metodologia di attuazione
L’assegnazione avverrà mediante la predisposizione di una graduatoria di merito che avrà la durata di tre anni.
Nel caso in cui restino o rientrino nella disponibilità uno o più locali e la graduatoria sia esaurita, si provvederà alla loro
concessione in locazione mediante una nuova procedura di evidenza pubblica.
L’espletamento della procedura di valutazione è demandata ad una commissione all’uopo nominata.
Avverso la graduatoria di merito provvisoria è consentita ai partecipanti la presentazione di ricorso gerarchico motivato
da inoltrare alla commissione entro 15 giorni dalla pubblicazione.
Entro i successivi trenta giorni si procederà all’approvazione della graduatoria di merito definitiva.
Sulla base della graduatoria definitiva si procederà alla stipula del contratto di locazione dei locali, una volta accertato il
possesso dei requisiti richiesti ed a seguito del formale adempimento degli obblighi previsti.
Art. 5. Contratti
I contratti di locazione dovranno essere stipulati sotto forma di scrittura privata registrata ai sensi della legge 392/78.
Il contratto di concessione in locazione dovrà tener conto delle specificità proprie delle attività da esercitare, nonché
delle specificità aziendali dell’assegnatario.
Art. 6. Durata della locazione
La durata della concessione della locazione non potrà essere inferiore a quella minima prevista per le locazioni commerciali. É preferibile stabilire un termine maggiore ove non vi siano insormontabili e superiori considerazioni di
opportunità pubblica.
Art. 7. Canone di locazione delle Botteghe Artigiane
Ove non si opti per la “concessione in comodato d’uso gratuito”, in sede di prima concessione verrà stabilito un canone annuo agevolato di locazione. Detto importo verrà determinato in base allo stato di consistenza dei locali al momento della consegna. Il canone di locazione NON comprende i costi dovuti per altri servizi (acqua, energia elettrica,
telefono, gas) e tributi (TARSU, imposta pubblicità e TOSAP) che rimangono esclusivamente a carico dell’assegnatario.
Il canone annuo, quando previsto, dovrà essere pagato in quattro rate trimestrali anticipate. All’atto della stipula del
contratto di locazione il concessionario dovrà versare una somma corrispondente a tre mensilità del canone a titolo
di deposito cauzionale, in garanzia di eventuali danni, che verrà restituita dopo la regolare riconsegna dei locali e non
potrà mai essere imputata in conto canoni.
Art. 8. Condizioni sulla tenuta dei locali
Prima della concessione in locazione dei locali verrà stilato apposito stato di consistenza in contraddittorio con il
concessionario che successivamente provvederà al completamento delle opere a seguito di apposita richiesta di autorizzazione alla quale dovranno essere allegate una planimetria, una relazione ed un computo metrico che diano contezza
dell’intervento da eseguire.
Art. 9. Oneri a carico del concessionario
a) destinare i locali alle finalità indicate nel contratto di locazione;
b) non apportare modifiche strutturali che non abbiano avuto il necessario benestare del proprietario: tali modifiche,
ove richiesto, verranno rimosse al termine del contratto, sempre a cura del concessionario;
c) effettuare il trasferimento dell’attività produttiva entro il termine di 6 mesi dalla data di stipula del contratto di locazione;
d) il termine di cui al precedente punto c) potrà essere prorogato in caso di giuste e documentate motivazioni, quali
impedimenti non dipendenti dalla volontà del concessionario.
e) nei locali possono svolgere attività lavorativa e di vendita dei prodotti lavorati in loco solo il concessionario e il personale dipendente; nelle Botteghe-scuola dovrà essere garantita la continuatività nel tempo della lavorazione di prodotti.
Il concessionario non può a nessun titolo fare uso diverso rispetto all’attività dichiarata nella domanda di partecipazione all’assegnazione, né modificare, anche temporaneamente, la destinazione contrattuale dell’immobile, o cedere anche
parzialmente ad altri il contratto. I locali non possono essere sublocati o essere sede o posto di lavoro per altre attività
che non risultino assegnatarie attraverso l’apposito bando.
Sono a carico del concessionario le riparazioni di ordinaria manutenzione di cui agli articoli 1576 e 1609 del C.C. Restano a carico del proprietario gli oneri di manutenzione straordinaria dei locali affittati. Il concessionario si obbliga
a tenere sollevato ed indenne il proprietario da ogni responsabilità che dovesse derivare dall’uso del locale, nonché a
risarcire a proprio carico i danni a persone e/o cose che si dovessero verificare durante l’utilizzo del locale stesso.
A tale scopo, il concessionario deve, quale garanzia nei confronti del proprietario, stipulare apposita polizza assicurativa
per il locale, sia per le strutture interne che per quelle, eventuali, esterne.
L’uso degli spazi esterni ai locali sono disciplinati da specifica normativa nonché dal regolamento comunale sull’utilizzo
degli spazi pubblici comunali.
Art. 10. Continuazione e trasferimento della concessione
Al fine di garantire la continuazione nel tempo e di favorire lo sviluppo delle attività insediate nei locali assegnati, è
consentita la continuazione della concessione in locazione ad altro soggetto imprenditoriale, persona fisica o giuridica,
limitatamente ai seguenti casi:
1. subentro, nell’iniziativa produttiva, al titolare o ai soci dell’impresa che ha conseguito il diritto alla concessione in
locazione dei locali, di parenti e/o affini fino al terzo grado civile, anche mediante costituzione di nuova società purché
della stessa questi rappresentino, complessivamente, almeno il 30% (trenta percento) delle partecipazioni;
2. trasformazione giuridica del soggetto imprenditoriale assegnatario, con la conferma o il potenziamento dell’iniziativa
produttiva e con la conservazione in capo al titolare o a uno o più soci dell’Impresa originaria di una quota di almeno
il 30% (trenta percento) della nuova Impresa;
In ogni caso, l’Impresa subentrante dovrà possedere tutti i requisiti per accedere all’assegnazione; inoltre, il legale
rappresentante dovrà rilasciare un’apposita dichiarazione scritta nella quale si dichiara disposto ad accettare, senza
condizione alcuna, i contenuti e le norme del presente Regolamento.
Art. 11. Revoca delle concessioni in locazione
L’Amministrazione si riserva la facoltà di revocare la concessione in locazione qualora riscontri:
- gravi inadempienze riguardo la tenuta dei locali;
- esercizio da parte dell’artigiano di attività diverse da quelle stipulate nel contratto;
- il mancato versamento del canone di locazione, entro i termini previsti, da parte dell’artigiano;
- inattività lavorativa continua o chiusura dei locali per due mesi consecutivi, durante i quali non sono forniti chiarimenti in merito con lettera spedita agli uffici competenti, con raccomandata con ricevuta di ritorno; sulla base di tali
chiarimenti e solo per gravi motivi comunque documentati, l’Amministrazione competente si riserva di concedere
eventuali proroghe.
Art. 1. Percorsi culturali
L’impresa deve saper riconoscere e collocare criticamente la propria attività nel rispetto dei percorsi culturali che hanno
prodotto le esperienze storiche dell’Artigianato Tradizionale e di Qualità.
Devono essere considerati caratteristiche peculiari dell’impresa che opera nel settore:
- il richiamo alla tradizione, inteso come capacità acquisita di una cultura specifica, non solo materiale, appartenente ad un ambito territoriale;
- l’innovazione, intesa come volontà di ricercare e sperimentare nuove tecniche;
- l’aggiornamento professionale, ovvero la disponibilità a recepire stimoli e sollecitazioni provenienti dalle
Istituzioni preposte o che svolgono attività di tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale;
- il legame con le nuove generazioni, vale a dire la disponibilità ad offrire reali opportunità di formazione ed
apprendimento, investendo in risorse umane.
Art. 2. Definizione del settore
Sotto la più ampia definizione di “Artigianato Artistico, Tradizionale e Tipico”, sono riunite quelle produzioni artistiche
e di qualità che per le loro peculiarità non possono essere accomunate ai tradizionali settori dell’artigianato. In questo
ambito operano un ristretto numero di operatori, e tuttavia le imprese, spesso individuali, senza scendere a compromessi con gli aspetti della manualità e dell’artisticità delle fasi produttive, mostrano di possedere un elevato livello
tecnico e di capacità adeguamento alle moderne tecnologie. Si può quindi affermare che il rapporto tra tradizione e
innovazione è una sfida sempre aperta per il mondo dell’artigianato. La difficile alchimia fra questi due concetti delinea
anche la vitalità economica di molte imprese artigiane. La sintesi tra tipicità, legame con il territorio, tradizione e processi innovativi rappresenta il contesto produttivo e l’universo di riferimento di questo settore.
Per tutte queste imprese valgono le regole generali dettate dal Disciplinare di Produzione in questione.
Le imprese potranno, qualora ne posseggano i requisiti, essere annotate contemporaneamente in più Settori o Comparti di Artigianato Artistico.
E’ inoltre identificata la produzione Tradizionale e Tipica per lavorazioni con l’utilizzo di materiali impiegati e di tecniche di lavorazione legata alle tradizioni dei luoghi di origine e alla cultura locale.
Possono ottenere il riconoscimento di impresa dell’Eccellenza Artigiana e fregiarsi del marchio “Puglia Eccellenza
Artigiana” quelle imprese operanti nel settore delle attività dell’artigianato artistico, tradizionale e tipico e i consorzi di
impresa che dimostrino di possedere i requisiti richiesti dal presente disciplinare.
Possono essere riconosciute solo le imprese che producono manufatti finiti e che hanno la capacità di realizzare prodotti su commessa o su progetto proprio.
Il titolare dell’azienda o almeno un socio deve possedere i seguenti requisiti:
- avere un’adeguata conoscenza del disegno per poter interpretare e tradurre eventuali progetti eseguiti da
professionisti esterni o sviluppare progetti propri;
- avere una approfondita conoscenza delle tecniche legate alla tradizione insieme ad un costante lavoro di
ricerca su tecnica e design, sui processi produttivi e le materie prime, unito alla sensibilità artistica ed alla conoscenza
degli stili;
- essere in grado di partecipare direttamente alle fasi produttive;
- essere anche in grado di realizzare gli attrezzi e gli strumenti eventualmente necessari per eseguire lavorazioni particolari o di estrema precisione.
L’attività dell’impresa deve essere orientata in prevalenza alla produzione di pezzi unici o in serie limitata.
E’ richiesto di essere stati titolari di una impresa del settore per almeno 5 anni.
Qualora il periodo sia inferiore a quello sopra indicato, possono concorrere al raggiungimento del tetto dei 5 anni i
periodi, documentati, di attività nel settore in qualità di dipendente o di coadiuvante con mansioni lavorative adeguate,
o i periodi di formazione specifica presso scuole di formazione accreditate (minimo di 1200 ore), oppure il possesso
di altri titoli di formazione professionale nel settore. Nel caso di Consorzi, sarà indispensabile che almeno 4/5 delle
imprese che ne fanno parte siano riconosciute imprese dell’Eccellenza Artigiana.
3.1. Norme di ammissione
Le imprese artigiane dovranno provare la propria capacità compilando la domanda questionario predisposta, allegando
un curriculum dettagliato in cui evidenziare:
- esperienze produttive;
- eventuale partecipazione ad Esposizioni, Mostre, Rassegne di settore;
- partecipazione a percorsi formativi anche in collaborazione con associazioni di categoria e/o di settore;
- documentazione fotografica dei prodotti realizzati e del laboratorio artigiano.
3.2. Accettazione delle domande
Il riconoscimento viene effettuato dalla Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della
Giunta Regionale, ai sensi delle normative vigenti.
L’accettazione delle domande può essere perfezionata con un colloquio diretto presso gli uffici della Regione con un
esperto della Commissione, il quale potrà, qualora ne ravvisi la necessità, richiedere documentazioni aggiuntive o sopralluoghi presso le ditte dei candidati.
Non verranno prese in esame domande di aziende che non possiedano i requisiti minimi descritti nell’ Art. 3 del presente Disciplinare di Produzione.
3.3. Attività di commercio
Potranno essere riconosciute le aziende che svolgono attività commerciale, in forma secondaria ed a condizione che
non si generi confusione tra il prodotto regolarmente realizzato in azienda e quello unicamente commercializzato.
3.4. Titolarità dei riconoscimento
Il riconoscimento di Eccellenza Artigiana è attribuito all’impresa ai sensi della L.R. di Tutela.
I requisiti richiesti dal Disciplinare devono sussistere in capo al titolare o almeno ad uno dei soci prestatori d’opera
Ogni modifica e variazione d’impresa devono essere comunicate alla Commissione regionale per l’artigianato artistico
presso la Presidenza della Giunta Regionale che valuta il permanere dei requisiti per l’attibuzione del riconoscimento
di “Eccellenza Artigiana”
3.5. Denominazione
E’ stata individuata la denominazione “Puglia Eccellenza Artigiana” da attribuire alle imprese che hanno ottenuto il
riconoscimento dell’artigianato artistico, tipico, tradizionale di ogni settore e conseguente annotazione specifica presso
l’Amministrazione regionale pugliese.
Il richiamo all’ Eccellenza Artigiana in Mostre, Esposizioni, Manifestazioni, potrà essere utilizzato solo se il 90% delle
imprese partecipanti risulterà essere in possesso del marchio di eccellenza.
In ogni caso, proprietario esclusivo del marchio è la Regione Puglia.
3.6. Iter procedurale
Al fine di poter riassumere e di chiarire meglio quanto sopra espresso, si evidenziano le procedure di riconoscimento,
che risultano pertanto:
- Compilazione della domanda-questionario
- Primo grado di valutazione delle imprese sulla base della domanda- questionario
- Eventuale colloquio diretto con il candidato
- Acquisizione di ulteriore documentazione
- Eventuale sopralluogo presso l’azienda
- Predisposizione di controlli in azienda
- Previsione della possibilità di ricorso
3.7. Ricorsi
I ricorsi dovranno essere presentati, seguendo le stesse modalità previste per i ricorsi su iscrizioni e cancellazioni dall’Albo, alla Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale.
3.8. Controlli
La Regione potrà attuare procedure al fine di verificare il persistere dei requisiti e l’impresa si impegna a dare alla Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale ogni facoltà affinché possa
procedere di volta in volta a controlli di accertamento, dando spiegazioni e rilasciando l’eventuale documentazione fiscale-contabile richiesta (fatture, registri, ecc). Le Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza
della Giunta Regionale, in qualsiasi momento lo ritenessero opportuno, potranno svolgere indagini ed ispezioni per
verificare il permanere, in capo all’impresa che abbia ottenuto il riconoscimento di “eccellenza artigiana”, dei requisiti
richiesti dai rispettivi disciplinari di produzione.
3.9. Cancellazione del riconoscimento
Qualora si riscontri la non conformità dell’utilizzazione del marchio e l’inosservanza delle prescrizioni previste dal
presente disciplinare, l’Ufficio regionale distaccato presso i capoluoghi di provincia competente diffida l’impresa dall’utilizzo in maniera irregolare del marchio, invitandola ad adeguarsi a quanto previsto dal regolamento stesso.
In caso di reiterazione dell’inadempienza e/o di perdita dei requisiti richiesti dai disciplinari, l’Ufficio provvede anche
alla cancellazione dell’annotazione di “Eccellenza Artigiana” dell’impresa dall’Albo, sentito in ogni caso l’interessato.
Art. 4 Botteghe-scuola
Le imprese riconosciute sulla base dei criteri previsti nel presente Disciplinare e di quelli stabiliti dalla Regione Puglia,
sentito il parere della Commissione regionale per l’artigianato artistico presso la Presidenza della Giunta Regionale,
potranno accedere a tutti i vantaggi di cui usufruiscono le imprese “riconosciute”, tra cui la possibilità di partecipare al
progetto formativo/lavorativo “bottega-scuola”.
Le fasi produttive e la tecnica impiegata devono assicurare che il prodotto finito mantenga inalterate tutte le caratteristiche peculiari delle tipologie merceologiche. Le lavorazioni devono essere eseguite all’interno dell’azienda. Eventuali
fasi di lavorazione di tipo accessorio e complementare potranno essere commissionate ad artigiani esterni solo se
anch’essi riconosciuti dell’Artigianato Artistico (o a soggetti di provata capacità, se operanti in altre regioni sprovviste di
norme specifiche sulla materia), fermo restando che le lavorazioni dovranno essere eseguite nel rispetto dei criteri del
5.1. Utilizzo di semilavorati
Non è assolutamente consentito rifinire, completare o utilizzare beni acquistati come semilavorati presso aziende che
non possono dimostrare la loro appartenenza al settore delineato dal presente Disciplinare di Produzione.
E’ fatto divieto assoluto l’utilizzo di complementi realizzati con criteri industriali, fatta eccezione per gli accessori di
5.2. Manualità
La percentuale di manualità nel processo lavorativo deve essere preponderante e non accessoria all’uso dei macchinari,
poiché è la manualità durante le fasi produttive che rappresenta l’elemento distintivo che consente di differenziare
l’impresa artigiana dall’impresa industriale.
5.3. Serialità
La serialità delle produzioni è assolutamente incompatibile con la denominazione di “Eccellenza artigiana”, fatte salve
le piccole produzioni, prettamente manuali, realizzate in un numero massimo di 150 pezzi vidimati e numerati, recanti
congrue differenze un pezzo rispetto all’altro, come in un insieme di “pezzi unici”.
Art. 6 Tecnologia
La tecnologia deve essere di aiuto all’artigianato artistico solo in quel frangente in cui si richieda una ripetitività inutile
e/o nel caso in cui l’apporto tecnologico aiuti a velocizzare certe procedure, senza nulla togliere alla definizione finale
del manufatto. E’ quindi consentito l’utilizzo di strumenti e attrezzature anche ad alto contenuto tecnologico fatto salvo quanto precisato riguardo alla “serialità”. Per una più concreta definizione, si ritiene opportuno fare una distinzione
tra lavorazioni “tradizionali” e lavorazioni “innovative”.
6.1. Lavorazioni innovative
Sono consentite tecnologie che assolvano alle esigenze di progetto, a patto che il loro utilizzo dia evidenti garanzie
prestazionali e di durata e che non compromettano la manualità, che deve rimanere preponderante nella realizzazione
Art. 7 Materie prime
E’ necessario che sia sempre garantito l’utilizzo dei materiali più idonei alla realizzazione dei manufatti.
7.1. Materiali innovativi
E’ consentito l’utilizzo di materiali diversi che assolvano alle esigenze di progetto. L’abbinamento dei diversi materiali
potrà essere utilizzato per soddisfare esigenze di ricerca e di nuova sperimentazione.
7.2. Materiali tradizionali
E’ consentito l’utilizzo di materiali Tradizionali (ad esempio il legno, i metalli, il vetro, la ceramica, la cera, il cuoio e le
pelli, etc.) purché l’impiego degli stessi risponda ai criteri del presente Disciplinare di Produzione. Ulteriori materiali
sono ammessi nel caso in cui rappresentino una naturale evoluzione del prodotto tradizionale e permettano di ottenere
una migliore qualità dei manufatti.
Art. 8 Prodotto
La produzione dell’artigianato artistico dovrà essere caratterizzata dalla qualità dell’esecuzione con una particolare
attenzione ai materiali, alle tecniche di lavorazione, alle rifiniture ed alle decorazioni. I manufatti potranno essere
considerati opere dell’artigianato artistico solo se tutti i suoi componenti saranno stati eseguiti da artigiani riconosciuti
dell’”Eccellenza artigiana” o da soggetti di provata capacità, se di altre regioni. Non potranno essere considerate opere
di artigianato artistico quei manufatti che, acquistati come semilavorati, siano solo stati rifiniti o completati.
8.1. Prodotti innovativi
E’ consentito l’utilizzo di materiali e tecniche diverse da quelle tradizionali, là dove esse siano necessarie per ottenere
particolari risultati estetico-artistici, per esigenze di progetto e di ricerca, per preparazione di bozzetti e prototipi.
8.2. Prodotti tradizionali
Si ritiene indispensabile, per la salvaguardia delle tradizioni, l’utilizzo di essenze, materiali e tecniche che rispettino
fedelmente modelli, forme, stili, decori riscontrabili con gli archetipi presenti nei musei, in letteratura e nelle pubblicazioni più accreditate. E’ da escludere l’utilizzo di semilavorati che non necessitino un elevato apporto di lavorazione
manuale alla realizzazione finale del manufatto.
Art. 9 Artistico/innovativo
E’ consentita l’innovazione dei processi e l’assemblaggio di vari materiali se in ciò si esprime la maestria dell’artigiano
nel coniugare il design, la tradizione e la sua creatività. E’ consentito l’utilizzo di materiali nuovi ed anche estranei alla
tradizione (plastica, resine ad esempio), purchè il loro utilizzo singolo o accompagnato a materiali tradizionali (legno,
metalli, vetro, cuoio, etc.) comporti la realizzazione di manufatti artistici, di prodotti unici, e che si operi nell’ottica del
risparmio delle materie prime non rinnovabili. Si incentivano forme di riciclo e rielaborazione di materie prime lavorate,
purché tale processo sia reso evidente e dichiarato in modo esplicito.
Art. 10 Tipico e Tradizionale
E’ riconosciuta la tipicità delle produzioni legate a particolari tradizioni locali, pertanto l’Artigianato Tradizionale e Tipico deve avere uno stretto collegamento con la zona di produzione. La produzione Tradizionale e Tipica deve rispondere a criteri produttivi di tradizione storica tali da consentire il raggiungimento di risultati facilmente apprezzabili e
riconoscibili. Non sono consentiti, nella fattispecie, la lavorazione e l’uso di materiali diversi da quelli tramandati dalla
Art. 11 Manutenzione e Restauro
Un capitolo a parte meritano le voci manutenzione e restauro, in quanto, spesso talune ditte svolgono lavorazioni e
produzioni estremamente particolari, tanto da essere le uniche in grado di offrire un servizio di manutenzione degli
oggetti prodotti o, nei casi più importanti, veri e propri interventi di restauro. Non è raro infatti che oggetti prodotti nel
passato, come pure realizzazioni particolarmente innovative, anche legate alle produzioni locali, per la loro rilevanza
artistica richiedano un intervento professionale adeguato.In questo caso si richiede che l’artigiano restauratore possieda
competenza tecnica e conoscenza storica, nonché capacità tecnico-analitiche che gli permettano un corretto approccio
metodologico e la stesura di un progetto di restauro, dettagliato nelle varie fasi d’intervento, secondo l’epoca e la tipologia dell’oggetto. Particolare attenzione è richiesta nell’uso dei materiali utilizzati durante le operazioni di restauro, siano
essi tradizionali o innovativi, che per quanto possibile dovranno avere carattere di reversibilità, in particolar modo per
i manufatti di una certa rilevanza artistica.
E’ quasi superfluo affermare che doti analoghe sono richieste, seppure ad un livello meno elevato, anche per tutti gli
interventi di manutenzione e riparazione dei manufatti per rimediare al deterioramento causato dall’incuria, dallo smog,
dalle intemperie, dall’uso o dall’esposizione prolungata degli stessi in mostre e musei. Ultima, non certo per importanza, l’opportunità di eseguire una completa e approfondita documentazione fotografica sia delle fasi di restauro sia delle
fasi di produzione, con l’intento di costituire un archivio che rimanga come documento e testimonianza, per le nuove
generazioni, di lavorazioni spesso destinate a scomparire.
Intaglio scultoreo su pietre arenarie, calcaree ed assimilati
Creazione di sculture in cartapesta
Lavorazione del ferro battuto e creazioni in metalli comuni
Creazione di sculture, fischietti o stoviglie in terracotta, maiolica ed assimilati
Ebanisteria, falegnameria e restauro del legno
Settore della tessitura tradizionale (arazzi, ricamo ed abbigliamento)
Lavorazione di metalli pregiati, pietre dure ed assimilati
Stampa, legatoria e restauro di materiale cartaceo ed assimilati
Fotografia e riproduzione disegni
Conservazione e restauro dei manufatti edilizi in pietra
Decorazione a mano su oggetti di natura varia
Nostro apporto alla presentazione della Proposta di Legge regionale su
Artigianato artistico e Botteghe storiche pugliesi.
Si avvia un confronto su un testo di tutela dell’artigianato artistico, salvaguardia urbanistica (per il tema del “commercio storico”) e reintegro dei mestieri tipici e di
tradizione – col conseguente corollario di norme su “Marchi di qualità” e “botteghe–scuola” e sulla creazione di “poli attrezzati” dove produrre, commercializzare ed insegnare le
arti ed i mestieri, in strutture unitarie ovvero diffuse nei rioni dei centri storici. A due anni
da una Conferenza al Rettorato di Lecce, dove lanciavamo un dettagliato allarme sulla situazione dell’artigianato artistico e dei centri storici pugliesi (senza incontrare l’interesse
degli amministratori comunali interpellati) e ad un anno dalla consegna della nostra proposta di Legge presso la Presidenza regionale a Bari, puntualizziamo brevemente i punti
salienti del lavoro che si sta formalizzando presso le strutture dell’Artigianato, Commercio ed Attività produttive presso l’Assessorato regionale: siamo ben lieti che si intraveda
un termine fausto al nostro lavoro e speriamo nella conclusione dell’iter legislativo nei
Riteniamo che alcuni “assiomi” siano fondamentali e condivisi: l’importanza sociale ed economica dell’artigianato artistico pugliese, la sua valenza culturale “etnica”,
la sua spendibilità come “marketing territoriale” e l’invariabilità del valore economico
dell’artigianato artistico e tipico (indissolubilmente legato al concetto stesso di MADE
IN ITALY), rispetto alle controverse pratiche di delocalizzazione della produzione. In
vent’anni abbiamo visto il primato, l’apoteosi ed il crollo della Finanza: il lavoro manuale ed artistico è tornato finalmente a rappresentare un Valore in sè, “etico”. È altrettanto
palese lo strisciante degrado funzionale al quale sono sottoposti i centri storici: ciò che è
sopravvissuto per secoli e millenni, immutato nelle forme e nei contenuti (e soprattutto
negli usi) viene ogni giorno di più snaturato in un “teatrino di MOVIDA”, una sala da
pranzo all’aperto mista a parcheggio auto, con la progressiva migrazione in periferia dei
residenti (in cambio dell’apertura di strutture alberghiere o di b&amp;b e studi professionali) e
la chiusura di negozi di vicinato per l’apertura di esercizi di franchising e grossi marchi.
Le botteghe dell’artigianato artistico ed i negozi “storici” non possono fronteggiare da
soli tutto questo: questa è anche una battaglia contro l’OMOLOGAZIONE.
Il bisogno di una veloce formazione, discussione ed approvazione della proposta
di Legge è testimoniato dagli oltre quindici anni di ritardo della Regione Puglia rispetto a
quegli Enti locali che hanno già deliberato sull’argomento.(1) L’impianto legislativo proposto si conforma ai “testi unici” piemontese e marchigiano, con l’apporto delle delibere
di Roma, Firenze e Lazio; i regolamenti, i disciplinari di produzione e la formulazione dei
requisiti per l’iscrizione ad Albi regionali discendono dalle delibere
di Roma, Firenze, Bologna e Trento: si acquisiscono quindi le sperimentazioni e le “best
practices” altrove sperimentate con indubbio successo.
L’esperienza diretta dei problemi e delle esigenze del settore dell’artigianato artistico
e del commercio storico ha portato ad affidare la gestione certificativa e burocratica a
strutture che siano diretta emanazione del vertice politico–amministrativo regionale, in
confronto e collaborazione con nuove forme di sindacato, Albi ed Associazioni di rappresentanza diretta degli artisti, degli artigiani e degli esercenti delle botteghe storiche.
Le tradizionali confederazioni artigianali e gli enti camerali hanno storicamente presentato alla politica le istanze di quella piccola e media impresa che è assolutamente estranea
al mondo degli scultori, dei cartapestai, dei doratori, dei ceramisti, delle ricamatrici e di
quanto altro qui si va a tutelare.
Le forme di sovvenzione, finanziamento, tutela e rappresentanza fin qui svolte da
CNA, ConfArtigianato, ConfCommercio, CCIAA, consorzi vari etc. (come, d’altra parte,
le CPA e CRA) nulla hanno portato al settore: esso nasce marginale ed estraneo già per
definizione ed inquadramento fiscale (non esistono Albi per gli artisti, paragonando le
loro ditte individuali alle partite IVA inquadrate in Albi ed Ordini, non esistono codici
ISTAT per i cartapestai o le ricamatrici al tombolo o i decoratori di maioliche al terzo
fuoco, non è possibile investire cifre poco più che modeste per l’acquisto di mezzi di
produzione adeguati alle capacità di un artista in quanto ciò contrasta col regime fiscale
dei “contribuenti minimi”…).
Le esigenze di un esercizio storico, poi, sono più legate alla divulgazione o alla rappresentanza di una identità comunale che a logiche strettamente di mercato: in fondo, sono
più culturali che economiche, quindi difficili da esaudire con un semplice bando di accesso a finanziamenti per l’innovazione o per l’adeguamento a normative o quant’altro.
Ad oggi, in Puglia, il settore nasce, vive e muore al di fuori delle politiche e delle
prassi, fuori dalle statistiche e dagli studi di mercato ufficiali, pur essendo al centro degli
obiettivi nazionali ed europei di “convergenza”, di tutela dei beni culturali e delle identità
locali… è tale situazione che si cerca di sanare col dispositivo in esame. La Regione è
investita del compito di pianificazione ed indirizzo delle scelte che può attuare scevra da
particolarismi e scelte clientelari localistiche; l’investitura della Presidenza, seppur trasferita materialmente a “terzi”, dovrà mantenere un “alto profilo” puntando alla Qualità e
alla Cultura. In quanto all’apertura di spazi pubblici (o in convenzione con i proprietari
privati o in una sorta di “Accordo di Programma” aperto ai vari attori) dove insegnare,
produrre e vendere i prodotti dell’artigianato artistico, si fa riferimento, in particolare, alle
delibere comunali di Sinnai (CA), alla strada tracciata dall’Associazione negozi storici
di Roma dell’Arch. Stefano Biagini (che ha portato, tra le molte cose, alla rilocazione in
immobili comunali di attività storiche del commercio e dell’artigianato sfrattate dai loro
locali), all’esperienza SAM Spazio Arti e Mestieri dell’ex-convento delle Carmelitane
scalze nel centro di Firenze ed all’Accademia di Este (PD), dove si insegnano le tecniche
dell’arte, la storia dell’arte e del design e si tenta di riavviare (in un tessuto produttivo
già estremamente solido) un processo creativo tra la BAUHAUS tedesca e lo spirito delle
ARTS AND CRAFTS inglese, sfruttando la forza della cultura come un virus per attaccare il Mercato e per portare sviluppo e benessere al settore dell’artigianato artistico.
Di tutto questo, in Puglia, molto s’è parlato, ma poco s’è fatto (ad esempio, il controverso tentativo della Corte degli artigiani nell’ex-convento degli Scolopi, a Brindisi,
e le mancate assegnazioni ad artisti ed artigiani leccesi di spazi restaurati, per tale scopo,
con i fondi europei…): l’Amministrazione Regionale, politicamente, potrebbe far sua
questa “mission” per arricchire di contenuti culturali i molti campi sui quali gioca un
ruolo di leader e capofila del meridione d’Italia. Per quanto riguarda le “botteghe–scuola”, l’insegnamento di un mestiere d’arte presso una bottega riconosciuta “d’eccellenza
artistica”, basti dire che per due anni non si sono formate terze classi di SCULTURA
presso l’Istituto d’Arte di Lecce o che il settore della Ceramica artistica langue perfino
nel distretto produttivo di Grottaglie (TA) o che le migliori figure professionali della cartapesta leccese (relegate nell’ombra del lavoro nero o della produzione esclusiva di Natività e statuaria sacra) non hanno partecipato agli appalti per la ricostruzione del Teatro
della Fenice di Venezia poichè non avevano mezzi logistici e forza lavoro specializzata
e certificata (appalti poi affidati a maestranze di Viareggio...). Come si sa, assumere un
apprendista in bottega non è una possibilità lontanamente verosimile per la stragrande
maggioranza degli artisti che operano già precariamente da soli, in ditte che altro non possono essere che “individuali” (mentre, fino a 50 anni fa, le famiglie “pagavano” il titolare
affinchè prendesse un minore a bottega come allievo…): la Regione riconosca un ruolo
ai “Maestri dell’Eccellenza artigiana”ed al loro insegnamento, sovvenzioni la formazione
delle nuove leve e promuova la creazione di Istituti accreditati dove il Mercato e la Scuola
si incontrano per davvero, dove le future Partite IVA possano imparare i mestieri della
ricca tradizione pugliese, nel nome della Conservazione dell’identità culturale e delle
tradizioni locali - così come previsto dagli indirizzi generali di molte normative italiane
Quanto detto rappresenta le linee guida ed i punti fondamentali e caratterizzanti
della Legge: tali punti porterebbero la Regione Puglia all’avanguardia nella tutela e rivalutazione del settore, mentre altri potrebbero essere certamente perfezionati tecnicamente;
altri ancora, ad esempio la “surroga” delle prerogative comunali - in caso di inadempienza
alla stesura e licenziamento dei Piani del Commercio per i centri storici - pur delicatissimi
e di cruciale importanza, sono rimessi, per le valutazioni di correttezza legislativa e di
opportunità politica, alle strutture tecniche e politiche regionali, ma si sollecita l’urgenza
ed il bisogno di avere chiare regole ed equiparazione fra i diversi “stakeholders” coinvolti
nel mondo commerciale, urbanistico, artigianale e sociale dei centri storici pugliesi.
Confermando la nostra disponibilità a collaborare al confronto dialettico con le
strutture regionali di
competenza, porgiamo, con l’occasione, distinti saluti ed auguri di buon lavoro.
Firmato per l’Associazione Nuovo centro storico di Lecce
Valerio Guacci (presidente)
L’Associazione “Nuovo centro storico” è nata, non a caso, nel 1997 a Lecce, quando si è stravolto
l’impianto economico e sociale con politiche di chiusura al traffico del centro storico (senza contemporanei
strumenti per la gestione di mobilità, parcheggi e traffico), di via libera alle grandi catene di distribuzione
(senza un piano di tutela del piccolo commercio), di laissez–faire amministrativo per alcuni tipi di attività
nel centro storico (assenza di piani particolareggiati ed abusi nel campo delle destinazioni d’uso, della
normativa sui bed&amp;breakfast e della concessione del suolo pubblico stradale ed un numero abnorme di
tavolini di ristoranti, di bar e perfino di “take-away”…).
PDF Document Proposta di Legge Regionale del 2009.pdf
degli artistico artigianato commissione regionale imprese della locali attivita tutela regione storici delle legge essere
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