Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2175-del-27-01-2017
Timestamp: 2020-04-07 02:03:53+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2175 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2175 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/01/2017, (ud. 13/12/2016, dep.27/01/2017), n. 2175
sul ricorso 28911-2015 proposto da:
dall’avvocato TITANO TRENTO MARSILI, giusta procura a margine del
UNIPOL SAI SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA L. BISSOLATI
rappresenta e difende unitamente agli avvocati ENRICA FASOLA, SANDRO
UGGERI, giusta procura speciale notarile in atti;
avverso la sentenza n. 1248/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
udito l’Avvocato, Fasola Enrica, per la controricorrente, che insiste
che il consigliere relatore ha depositato in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c.: ” M.A. convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Lucca D.S.G. e Fondiaria Assicurazioni s.p.a. quale impresa designata per il Fondo di garanzia chiedendo la condanna in solido al risarcimento del danno da sinistro stradale verificatosi il giorno (OMISSIS). Si costituì la società assicuratrice eccependo fra l’altro l’intervenuta prescrizione. Il Tribunale adito accolse la domanda nei confronti di D.S.G. e la rigettò nei confronti della società in quanto prescritta, considerando tardiva la produzione delle lettere di data 2 febbraio 2005. Avverso detta sentenza propose appello M.A.. Si costituì la società assicuratrice proponendo appello incidentale condizionato. Con sentenza di data 2 luglio 2015 la Corte d’appello di Firenze rigettò l’appello, dichiarando assorbito l’appello incidentale. Ha proposto ricorso per cassazione M.A. sulla base di un motivo.
Il motivo di ricorso è stato proposto per violazione e falsa applicazione dell’art. 2947 c.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Espone il ricorrente che il giudice di appello ha erroneamente applicato il termine di prescrizione biennale, laddove invece, essendo il fatto considerato dalla legge come reato, doveva applicarsi la prescrizione più lunga di cinque anni risultante dal reato di lesioni colpose, dimostrato dalla documentazione medica prodotta e dalla testimonianza del figlio dell’attore.
Il motivo è inammissibile. Secondo la giurisprudenza di questa Corte a partire da Cass. s.u. 18 novembre 2008 n. 27337, qualora l’illecito civile sia considerato dalla legge come reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, anche per difetto di querela, all’azione risarcitoria si applica l’eventuale più lunga prescrizione prevista per il reato (art. 2947 c.c., comma 3, prima parte) a condizione che il giudice, in sede civile, accerti “incidenter tantum”, e con gli strumenti probatori ed i criteri propri del procedimento civile, la sussistenza di una fattispecie che integri gli estremi di un fatto-reato in tutti i suoi elementi costitutivi, soggettivi ed oggettivi. Tale accertamento di fatto manca nella sentenza impugnata e la mancanza di siffatto accertamento non può essere sindacata nella presente sede di legittimità, in mancanza di apposita denuncia di vizio motivazionale.
Non integra motivo di ricorso la replica all’appello incidentale vertente sulla mancanza di copertura assicurativa, appello dichiarato assorbito dalla corte territoriale.”;
che pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile e che non si deve provvedere sulle spese in mancanza di partecipazione al procedimento della controparte;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza