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Decreto ministeriale 9 Giugno 2004 REGISTRAZIONE GRATUITA
Decreto ministeriale 9 Giugno 2004 Disposizioni applicative del regime di tassazione del
consolidato nazionale, di cui agli articoli da 117 a 128 del testo unico delle
GU 138 del 15/06/2004
1. Il presente decreto reca disposizioni di
attuazione per l'applicazione di quelle contenute negli articoli da 117 a 128 del testo unico delle
dicembre 1986, n. 917; ai fini del presente decreto:
a) si intende per «testo unico», il testo
b) i termini «controllante» e
«controllata», si intendono effettuati con riferimento al rapporto di
controllo esistente ai sensi dell'art. 117 del testo unico, anche
tramite soggetti non aventi i requisiti per la tassazione di gruppo, ivi
compresi i soggetti residenti in Paesi che consentono un adeguato scambio di
c) i termini «consolidante» e
«consolidata», si intendono riferiti rispettivamente all'ente o società
controllante e alla società controllata che hanno optato per la tassazione di
gruppo ai sensi dell'art. 117
Art. 2. - Soggetti ammessi alla tassazione di
gruppo di imprese controllate residenti
1. Le società indicate nell'art. 120 del testo unico possono
esercitare, in qualità di controllate, l'opzione per la tassazione di gruppo
sin dall'esercizio di costituzione, ove tale costituzione avvenga entro i
termini previsti dall'art. 119,
comma 1, lettera d), del testo unico e siano rispettate le altre condizioni
previste dal citato art. 119.
Tale disposizione si applica anche ai soggetti che trasferiscono dall'estero in
Italia la residenza a fini fiscali, nonché a quelli risultanti dalle operazioni
di trasformazione ai sensi degli articoli 170, comma 3, e 171, comma 2, del testo unico.
2. Nei casi previsti dal comma 1, secondo periodo, i
soggetti che trasferiscono dall'estero in Italia la residenza a fini fiscali
possono esercitare, anche in qualità di controllanti, l'opzione per la
tassazione di gruppo sin dall'esercizio nel quale è avvenuto il trasferimento
stesso; i soggetti risultanti dalle operazioni ivi previste possono esercitare,
in qualità di controllanti, l'opzione per la tassazione di gruppo a decorrere
dall'esercizio che inizia dalla data in cui ha effetto la trasformazione.
3. L'opzione per la tassazione di gruppo può essere
esercitata dalla società controllata anche a decorrere da un esercizio
successivo a quello in cui ha avuto inizio la tassazione di gruppo cui partecipa
Art. 3. - Percentuali dei diritti di voto
1. La percentuale dei diritti di voto prevista dal
comma 1 dell'art. 120 del
testo unico è quella riferibile alle assemblee previste dagli articoli 2364,
2364-bis e 2479-bis del codice civile.
2. Ai fini della determinazione della percentuale di
partecipazione agli utili di cui all'art. 120, comma 1, lettera b), del
testo unico, la quota di utili delle azioni di cui all'art. 2350, secondo comma,
primo periodo, del codice civile, si assume pari alla quota di partecipazione al
capitale delle azioni medesime.
Art. 4. - Limiti all'esercizio dell'opzione
1. L'opzione per la tassazione di gruppo non può
essere esercitata dalla società che:
a) ha optato, in qualità di partecipata,
per la trasparenza fiscale di cui all'art. 115 del testo unico;
b) è assoggettata alle procedure di
fallimento, liquidazione coatta amministrativa ovvero di amministrazione
straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.
Art. 5. - Esercizio dell'opzione per la
1. L'esercizio congiunto dell'opzione per la
tassazione di gruppo è comunicato dalla società controllante all'Agenzia delle
entrate secondo le modalità adottate con provvedimento del Direttore
dell'Agenzia medesima e deve contenere la denominazione o ragione sociale e il
codice fiscale delle società che esercitano l'opzione, la qualità di
controllante ovvero di controllata, l'elezione di domicilio da parte della
controllata presso la società o ente controllante ai fini della notifica degli
atti e provvedimenti relativi ai periodi d'imposta per i quali è esercitata
l'opzione, l'individuazione delle società che hanno eventualmente effettuato il
versamento d'acconto in modo separato, il criterio utilizzato per l'eventuale
attribuzione delle perdite residue in caso di interruzione anticipata della
tassazione di gruppo, o di mancato rinnovo dell'opzione, alle società che le
hanno prodotte; tale criterio deve comunque tener conto delle disposizioni di
cui all'art. 9, comma 2.
2. L'opzione si considera perfezionata se comunicata
dalla controllante all'Agenzia delle entrate entro il termine previsto dall'art.
119, comma 1, lettera d), del
Art. 6. - Effetti dell'esercizio dell'opzione
1. La comunicazione dell'esercizio dell'opzione per
la tassazione di gruppo entro il termine previsto dall'art. 119, comma 1, lettera d), del
testo unico comporta il trasferimento al consolidante degli obblighi di
versamento dell'imposta sul reddito delle società, anche a titolo d'acconto. Se
gli acconti sono stati versati, in tutto o in parte, separatamente dai soggetti
partecipanti alla tassazione di gruppo, le sanzioni sono applicate al
consolidante se l'importo dei versamenti complessivamente eseguiti risulta
insufficiente in base alle disposizioni di legge.
2. Ai fini delle disposizioni di cui all'art. 4, comma 1, lettera l), del
decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, gli acconti sono versati, ove
venga scelto il criterio previsionale, avendo riguardo agli acconti dovuti da
ciascun soggetto partecipante al consolidato in assenza dell'opzione; non si
applica la disposizione di cui al comma 1, secondo periodo.
Art. 7. - Dichiarazione dei redditi propri di
ciascun soggetto partecipante alla tassazione di gruppo
a) ciascun soggetto deve presentare
all'Agenzia delle entrate la propria dichiarazione dei redditi nei modi e nei
termini previsti dal Regolamento approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, senza
liquidazione dell'imposta; dal reddito complessivo, determinato secondo le
disposizioni dell'art. 83 del
testo unico, sono computate in diminuzione le perdite di cui all'art. 84 del testo unico relative agli
esercizi anteriori all'inizio della tassazione di gruppo;
b) ciascun soggetto può cedere, ai fini
della compensazione con l'imposta sul reddito delle società dovuta dalla
consolidante, i crediti utilizzabili in compensazione ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, nel limite previsto dall'art. 25 di tale decreto per l'importo non
utilizzato dal medesimo soggetto, nonché le eccedenze di imposta ricevute ai
sensi dell'art. 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
c) nella dichiarazione dei redditi va
indicato il reddito prodotto all'estero e la relativa imposta ivi pagata.
Art. 8. - Obblighi delle società controllate
1. Per effetto dell'opzione, ciascuna consolidata,
oltre a quanto indicato nell'art. 121
del testo unico, deve trasmettere al consolidante:
a) la copia della dichiarazione dei redditi
di cui all'art. 7 del presente decreto;
b) i dati relativi ai dividendi percepiti
per i quali occorre effettuare, in sede di presentazione della dichiarazione dei
redditi del gruppo, la variazione in diminuzione della quota imponibile
determinata ai sensi dell'art. 89
c) i dati relativi alla rideterminazione
del pro-rata patrimoniale atta a generare la rettifica di cui all'art. 122 del testo unico.
Art. 9. - Dichiarazione dei redditi del
1. Il consolidante presenta la dichiarazione dei
redditi del consolidato e calcola il reddito complessivo globale apportando le
variazioni di cui agli articoli 122,
124 e 125 del testo unico alla somma algebrica dei redditi complessivi netti
dei soggetti che hanno esercitato l'opzione di cui all'art. 117 del testo unico, assunti per
l'intero importo, indipendentemente dalla quota di partecipazione riferibile al
consolidante stesso.
2. Le perdite fiscali risultanti dalla dichiarazione
dei redditi di cui al comma 1 possono essere computate in diminuzione del
reddito complessivo globale dei periodi d'imposta successivi, secondo le
modalità di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 84.
3. Si applicano, ove compatibili, le disposizioni degli
articoli da 78 a 80 del testo
4. Nella determinazione del credito d'imposta per i
redditi prodotti all'estero di cui all'art. 165 del testo unico, per reddito
complessivo deve intendersi il reddito complessivo globale.
Art. 10. - Regime di neutralità per i
1. L'opzione per il regime di neutralità di cui
all'art. 123 del testo unico
può essere esercitata nel primo esercizio di tassazione di gruppo anche se
antecedente alla comunicazione di cui all'art. 5, comma 2, del presente decreto.
2. Ai fini dell'applicazione dell'art. 87, comma 1, lettera b), del
testo unico, le partecipazioni cedute in regime di neutralità, secondo le
disposizioni dell'art. 123 del
testo unico, mantengono per il cessionario la classificazione operata nel primo
bilancio chiuso durante il periodo di possesso del cedente; per la verifica dei
requisiti di cui al medesimo art. 87,
comma 1, lettere a) e c), e all'art. 86, comma 4, del testo unico si
tiene conto anche del periodo di possesso del cedente.
Art. 11. - Operazioni straordinarie che non
interrompono la tassazione di gruppo
1. La fusione tra società consolidate non
interrompe la tassazione di gruppo. Il vincolo di permanenza temporale nel
consolidato delle società partecipanti alla fusione si trasferisce alla
società risultante dalla fusione, che è tenuta a rispettare il termine che
scade per ultimo.
2. La fusione tra la consolidante e una o più
consolidate estingue la tassazione di gruppo tra i soggetti stessi senza gli
effetti di cui all'art. 124
del testo unico. Nel caso di fusione per incorporazione della consolidante in
una consolidata permane la tassazione di gruppo nei confronti delle altre
3. La fusione per incorporazione di società non
inclusa nel consolidato in società inclusa nel consolidato non interrompe la
tassazione di gruppo, qualora permangano i requisiti di cui all'art. 117 del testo unico.
4. La scissione totale o parziale di consolidata che
non comporti modifica della compagine sociale non muta gli effetti derivanti
dall'opzione alla tassazione di gruppo, fermo restando i requisiti richiesti di
cui all'art. 117, comma 1, del
testo unico; in tal caso, le società beneficiarie che si costituiscono per
effetto della scissione si considerano partecipanti alla tassazione di gruppo
per un periodo pari a quello residuo della società scissa, ancorché non
esercitino l'opzione di cui all'art. 117, comma 1, del testo unico.
5. Se la consolidata è beneficiaria di una scissione
di società, anche non inclusa nella tassazione di gruppo, non si verifica
interruzione della tassazione di gruppo, qualora permangano i requisiti di cui
all'art. 117 del testo unico.
6. La scissione parziale della consolidante non
modifica gli effetti derivanti dall'opzione alla tassazione di gruppo da parte
della scissa, fermo restando i requisiti richiesti di cui all'art. 117, comma 1, del testo unico.
7. La liquidazione volontaria della consolidante o
della consolidata non interrompe la tassazione di gruppo.
8. I conferimenti effettuati da soggetti partecipanti
alla tassazione di gruppo, qualora permangano i requisiti di cui all'art. 117 del testo unico. non
interrompono la medesima tassazione di gruppo.
Art. 12. - Casi particolari di determinazione
1. Nei casi di cui all'art. 11, ai fini della
tassazione di gruppo:
a) se gli effetti fiscali della fusione di
cui al comma 1 del predetto art. 11 decorrono da una data successiva a quella di
inizio del periodo d'imposta, la società incorporante o risultante dalla
fusione comunica alla consolidante il reddito dell'intero esercizio risultante
dalla somma algebrica dei redditi e delle perdite delle società partecipanti
alla fusione per il periodo d'imposta antecedente a quello da cui ha effetto la
fusione nonché del reddito o della perdita relativo al periodo d'imposta da cui
ha effetto la fusione. Si applicano, comunque, le disposizioni dell'art. 172 del testo unico, ad
esclusione del comma 10. La società risultante dalla fusione è tenuta,
altresì, ad adempiere gli obblighi di cui all'art. 8 con riferimento a tutte le
società partecipanti alla fusione. Ai fini dell'art. 84 del testo unico, l'esercizio
sociale in cui ha effetto la fusione è considerato un unico periodo d'imposta;
b) se gli effetti fiscali della scissione
di cui al comma 4 del predetto art. 11 decorrono da una data successiva a quella
d'inizio del periodo d'imposta, si applicano, ove compatibili, le disposizioni
di cui alla lettera a), tenuto conto degli obblighi tributari come disciplinati
dall'art. 173, comma 12, del
c) se la liquidazione volontaria di cui al
comma 7 del predetto art. 11 è effettuata in corso d'esercizio si applicano,
ove compatibili, le disposizioni di cui alla lettera a). Se la liquidazione si
protrae oltre l'esercizio in cui ha avuto inizio, il reddito o le perdite
fiscali di ciascuno degli esercizi compresi nella liquidazione si considerano
definitivi, indipendentemente dalla durata della liquidazione o
dell'amministrazione straordinaria stessa. Il reddito relativo al periodo
d'imposta in cui avviene lo scioglimento della società confluisce, in ogni
caso, nella determinazione della tassazione di gruppo.
Art. 13. - Interruzione della tassazione di
gruppo prima del compimento del triennio
1. Oltre ai casi previsti dagli articoli 124, commi 1 e 5,
126, comma 1, del testo unico, e
4, comma 1, lettera b), del presente decreto, l'interruzione della tassazione di
gruppo, con gli effetti previsti dall'art. 124 del testo unico, si verifica
b) trasformazione di una società soggetta
all'imposta di cui al titolo II del testo unico in società non soggetta a tale
c) trasformazione della consolidata in un
soggetto avente natura giuridica diversa da una di quelle indicate nell'art. 120 del testo unico;
d) trasformazione della consolidante in un
soggetto avente natura giuridica diversa da una di quelle indicate nell'art. 117 del testo unico;
e) trasferimento all'estero della
residenza, ai sensi dell'art. 166
del testo unico, della consolidata o della consolidante se la stessa non
rispetta le condizioni di cui all'art. 117, comma 2, del testo unico;
f) fusione tra consolidata e società non
inclusa nella tassazione di gruppo.
2. Nei casi diversi da quelli previsti all'art. 11 e
dal precedente comma 1, può essere richiesta la continuazione della tassazione
di gruppo da parte della società che effettua l'operazione, mediante
l'esercizio dell'interpello ai sensi dell'art. 11 della legge 27 luglio 2000, n.
3. L'opzione perde efficacia con decorrenza dall'inizio
dell'esercizio nel corso del quale sono effettuate le operazioni di cui al comma
1, lettere da a) a f).
4. Nei casi di cui all'art. 4, comma 1, lettera b), del
presente decreto e in caso di revoca dell'opzione per la tassazione di gruppo a
seguito dell'adeguamento delle norme per la determinazione del reddito d'impresa
ai principi contabili internazionali, prevista dalla lettera m) del comma 1
dell'art. 4 del decreto
legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, non si applica la lettera a) del comma 1
dell'art. 124 del testo unico.
5. Se nel corso del periodo di durata dell'opzione per
la tassazione di gruppo, la consolidante opta, congiuntamente con altra
società, per la tassazione di gruppo in qualità di controllata, si verifica
l'interruzione della tassazione di gruppo relativamente al consolidato in cui
aderiva in qualità di consolidante con gli effetti previsti dall'art. 124 del testo unico.
6. Nei casi di cui al comma 5, se tutte le altre
società aderenti alla tassazione di gruppo in qualità di controllate optano
anch'esse con l'ente o società controllante nel medesimo esercizio,
l'interruzione della tassazione di gruppo non produce gli effetti di cui
all'art. 124, commi 1, 2 e 3,
del testo unico. Alle perdite fiscali di cui al comma 4 del citato art. 124, si applicano in ogni caso le
disposizioni previste dall'art. 118,
7. Nei casi previsti dal comma 1, entro trenta giorni
dalla data in cui si perfeziona l'operazione, indipendentemente dalla eventuale
retrodatazione degli effetti fiscali, si applicano le disposizioni dell'art. 124, commi 2 e 3, del testo
unico; a tal fine, l'ente o società controllante può attribuire in tutto o in
parte i versamenti effettuati per quanto eccedente il proprio obbligo alle
società controllate, secondo le modalità previste dall'art. 43-ter del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Nel caso di cui al
comma 5, si applicano le disposizioni del precedente periodo; tuttavia, il
riferimento contenuto nell'art. 124,
comma 2, lettera a), del testo unico, alla società controllante si intende
effettuato all'ente o società che, in qualità di controllante, ha optato
congiuntamente alla società di cui al comma 5 per la tassazione di gruppo.
8. Le perdite fiscali residue risultanti dalla
dichiarazione di cui all'art. 9, in alternativa a quanto previsto dall'art. 124, comma 4, del testo unico,
sono imputate alle società che le hanno prodotte e nei cui confronti viene meno
il requisito del controllo secondo i criteri stabiliti dai soggetti interessati.
9. Il diritto al riporto in avanti e all'indietro del
credito d'imposta per i redditi prodotti all'estero secondo le disposizioni di
cui all'art. 165, comma 6, del
testo unico, spetta esclusivamente alla consolidante.
10. Entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento che
ha comportato l'interruzione della tassazione di gruppo ai sensi del presente
articolo, la consolidante è tenuta a comunicare all'Agenzia delle entrate la
perdita di efficacia dell'opzione, nonché l'importo delle perdite residue
attribuito a ciascun soggetto; la comunicazione è effettuata secondo le
modalità adottate con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
11. Le consolidate per le quali viene meno il requisito
del controllo a loro volta controllanti e le società controllate da queste
possono esercitare l'opzione per la tassazione di gruppo, secondo le modalità
di cui all'art. 5 del presente decreto, sin dall'esercizio in cui è venuto meno
il requisito del controllo, qualora sia effettuata la comunicazione di cui
all'art. 119, comma 1, lettera
d), del testo unico, nel termine ivi indicato o, se decorso, entro il mese
successivo a quello in cui è venuto meno il requisito del controllo.
Art. 14. - Rinnovo dell'opzione
1. La comunicazione del rinnovo dell'opzione deve
avvenire con le stesse modalità di cui all'art. 5 del presente decreto entro il
termine indicato nell'art. 119,
comma 1, lettera d), riferito al primo esercizio successivo al triennio di
efficacia dell'opzione.
2. Le disposizioni dell'art. 13, commi 8 e 9, del
presente decreto, si applicano anche in caso di mancato rinnovo dell'opzione. In
tal caso, la consolidante è tenuta a comunicare all'Agenzia delle entrate,
entro trenta giorni dal termine indicato nel comma 1, l'importo delle perdite
residue attribuito a ciascun soggetto, secondo le modalità adottate con
Art. 15. - Ingresso di società controllate
nel consolidato durante il periodo di tassazione di gruppo
1. La società che, in qualità di controllata,
opta per la tassazione di gruppo, congiuntamente con la controllante, a
decorrere da un esercizio successivo a quello in cui ha avuto inizio la
tassazione di gruppo cui partecipa la controllante, è tenuta ad adempiere gli
obblighi previsti dagli articoli da 117 a 128 del testo unico e dal
presente decreto per tre esercizi sociali.
2. Ai fini del comma 1, il reddito complessivo netto
della controllata è computato nella dichiarazione del reddito complessivo
globale del consolidato secondo le disposizioni dell'art. 9, tenuto conto che le
perdite maturate in periodi d'imposta anteriori a quello dal quale ha
effetto la tassazione di gruppo ai sensi del comma 1sono utilizzabili dalla
stessa secondo le disposizioni di cui all'art. 84 del testo unico.
Art. 16. - Determinazione del reddito
imponibile per effetto di svalutazioni dedotte
1. Ai fini dell'applicazione dell'art. 128, rilevano:
a) le svalutazioni relative alle
partecipazioni detenute direttamente nelle società consolidate, ivi comprese
quelle che si considerano dedotte ai sensi dell'art. 4, comma 1, lettera p), del
decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, al netto delle rivalutazioni
assoggettate a tassazione, ed operate, nel periodo d'imposta antecedente a
quello dal quale ha effetto ciascuna opzione e nei nove precedenti, da parte:
1) della società o ente
consolidante e dalle società controllate che partecipano alla tassazione di
gruppo o che hanno i requisiti per parteciparvi;
2) delle società che
partecipano alla tassazione di gruppo o che hanno i requisiti per parteciparvi
relativamente alle partecipazioni trasferite alle società che hanno i medesimi
requisiti. In tali casi le svalutazioni sono ridotte dei maggiori valori che
sono stati assoggettati a tassazione dalla società cedente per effetto della
3) delle società o enti che
controllano, direttamente o indirettamente, la società consolidante ai sensi
dell'art. 117 del testo unico;
b) le rettifiche di valore e gli
accantonamenti fiscalmente non riconosciuti che hanno determinato le
svalutazioni di cui alla precedente lettera a), operati dalle società
2. Agli effetti del comma 1, si assumono:
a) le svalutazioni che non sarebbero state
effettuate, ai sensi dell'art. 61,
comma 3, lettera b), del testo unico, nel testo vigente antecedentemente alla
data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, in
assenza delle rettifiche e degli accantonamenti di cui al comma 1, lettera b);
accantonamenti diversi da quelli costituiti a fronte di oneri la cui irrilevanza
fiscale è considerata definitiva, operati negli esercizi in perdita ricompresi
nel periodo temporale indicato nello stesso comma 1 e fino a concorrenza della
3. La società consolidante individua l'importo delle
svalutazioni e quello delle rettifiche di valore e degli accantonamenti
fiscalmente non riconosciuti che hanno determinato tali svalutazioni e comunica
alle società controllate il minore tra i due importi.
4. Sulla base della comunicazione indicata nel comma 3,
ciascuna società consolidata rettifica i valori fiscali degli elementi
dell'attivo patrimoniale e dei fondi di accantonamento del passivo patrimoniale
del bilancio relativo all'esercizio precedente a quello da cui ha effetto
l'opzione, qualora il loro valore fiscale risulti, rispettivamente, superiore e
inferiore a quello contabile, dandone indicazione in apposito prospetto della
dichiarazione. La rettifica va operata in diminuzione del valore degli elementi
dell'attivo e in aumento di quello dei fondi di accantonamento, ripartendo su
ciascuno di essi, e fino al riassorbimento delle predette differenze, l'importo
calcolato ai sensi dei precedenti commi, in base al rapporto tra la differenza
del valore fiscale rispetto a quello contabile relativo a ciascun elemento e
fondo e l'ammontare complessivo delle differenze relative a tutti gli elementi e
fondi. La società determina in ciascun esercizio il reddito, sulla base dei
nuovi valori fiscali dei predetti elementi come sopra rettificati.
esclusivamente con riferimento al periodo di efficacia dell'opzione.
Art. 17. - Ufficio competente
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References: Art. 2
 art. 119

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10
 art. 87

Art. 11

Art. 12
 art. 11
 art. 11
 art. 11

Art. 13
 art. 124

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17