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Timestamp: 2020-05-26 06:52:37+00:00

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Pubblicato il 13/02/2020 20/05/2020 di webmaster
In quali conseguenze può incorrere il professionista sanitario in caso di negligenza? Vediamolo brevemente in questo articolo
Dal punto di vista della responsabilità penale sussiste colpa per negligenza quando si prova che il professionista sanitario (medico, infermiere, ecc.) a causa di un comportamento negligente ha causato un danno. Ma quando un comportamento è “negligente”?
Per negligenza si intende un atteggiamento di trascuratezza, di mancanza di attenzione e di accortezze, una mancanza di diligenza, un’omissione volontaria di determinate precauzioni che il soggetto che compie il fatto conosce e volontariamente non adotta.[1] La casistica va dalla dimenticanza negligente di garze o pinze operatorie,[2] all’omissione di accertamenti diagnostici dovuti in relazione ai sintomi lamentati dal paziente,[3] alla mancata osservanza di linee guida,[4] alla mancata cura e assistenza ai pazienti,[5] al mancato trasferimento del paziente presso una struttura più specializzata,[6] ecc.
Il primo aprile 2017 è entrata in vigore la legge n. 24/2017 denominata “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale sanitaria“, anche nota come legge “Gelli”. Alcuni hanno mal interpretato a legge pensando che questa proteggesse sempre e comunque il sanitario, indipendentemente dal proprio operato. In realtà la clausola di non punibilità prevista dalla legge Gelli con l’introduzione dell’articolo 590-sexies del codice penale,[7] non si applica ai casi di colpa per negligenza, in quanto condotta non scusabile.[8]
Dal punto di vista della responsabilità civile, in caso di condanna per colpa grave per negligenza,[9]la legge obbliga la struttura sanitaria a rivalersi sul dipendente per il recupero delle somme versate al paziente. Il sanitario è quindi tenuto a rifondere per intero il danno alla struttura[10] a meno che non sia provvisto di idonea copertura assicurativa.[11]
Dal punto di vista della responsabilità disciplinare la negligenza può costituire motivo di licenziamento. Un episodio ha riguardato il licenziamento per giusta causa di un infermiere colpevole, secondo la sentenza, di “grave negligenza nell’esecuzione dei lavori quando ciò rechi un grave pregiudizio all’incolumità dei pazienti o alla sicurezza degli ambienti affidati”.[12]
In un altro articolo abbiamo parlato degli errori sanitari come causa di licenziamento (qui).
[1] Benci L. “Aspetti giuridici della professione infermieristica”. Mc Graw Hill, 2011, pag. 91
[2] Cassazione Penale, 4.10.2012, n. 43459
[3] Cassazione Penale, Sez. IV, 28 ottobre 2008, n. 46412
[4] Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 11 luglio 2017, n. 33770
[5] Corte di Assise di Firenze, sentenza del 14 dicembre 1996
[6] Tribunale di Taranto, pronuncia n. 136 del 21 gennaio 2020
[7] Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Art. 6, comma 1
[8] Sezioni Unite della Cassazione Penale, sentenza 22/02/2018, n. 8770
[9] Con sentenza passata in giudicato da parte della Corte dei conti
[10] Legge 24/2017. Art. 9, comma 1
[11] Ibidem. Art. 10, comma 3
[12] Cassazione civile, sentenza n. 16336 del 4.08.2015
Mancato rispetto delle linee guida da parte dell’operatore sanitario: quali conseguenze alla luce della nuova legge 24/2017 (legge “Gelli)?
Tag: licenziamento, Negligenza, responsabilità professionale
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 sentenza 
 Art. 6
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 Art. 9
 Art. 10
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