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Timestamp: 2019-03-20 08:57:17+00:00

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Foroeuropeo Rivista Giuridica Online - art. 31 - Compensazione (2014)
Art. 31 - Compensazione
art. 44 Compensazione (articolo modificato con delibera 27.01.2006)
art.44.Compensazione
L'avvocato ha diritto di trattenere le somme che gli siano pervenute dalla parte assistita o da terzi a rimborso delle spese sostenute sostenute, dandone avviso al cliente; può anche trattenere le somme ricevute, a titolo di pagamento dei propri onorari, quando vi sia il consenso della parte assistita ovvero quando si tratti di somme liquidate in sentenza a carico della controparte a titolo di diritti e onorari ed egli non le abbia ancora ricevute dalla parte assistita, ovvero quando abbia già formulato una richiesta di pagamento espressamente accettata dalla parte assistita.
* I-Al di fuori dei casi indicati ovvero in caso di contestazione l'avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa.
appropriazione di somme spettanti alla Curatela fallimentare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 70
L’appropriazione di somme spettanti alla Curatela fallimentare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 70 Commette illecito disciplinare l’avvocato che, in qualità di Curatore fallimentare, si appropri di somme spettanti alla Curatela, così violando i doveri di probità, dignità e decoro ex art. 5 cdf nonché quelli relativi alla gestione del denaro altrui ex art. 41 cdf (Nel caso di specie, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della radiazione dall’albo). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 70...
appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente o continuato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 101
L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente o continuato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 101 La condotta del professionista che, riscosse le somme di danaro per conto del proprio assistito in esecuzione di un provvedimento giudiziale, non ne renda conto né riceva il consenso espresso del cliente, presenta i connotati tipici della continuità della violazione deontologica, per tale sua natura destinata a protrarsi fino alla restituzione delle somme che avrebbe dovuto mettere immediatamente a disposizione del cliente ai sensi degli artt. 41 e 44 Codice Deontologico Forense, a meno di consenso prestato da quest’ultimo in termini espliciti, specifici e dettagliati. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 101...
appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente o continuato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 208
L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente o continuato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 208 L’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza delle parti assistite sono comportamenti suscettibili di produrre effetti illecitamente pregiudizievoli che si protraggono nel tempo fintantoché non venga a cessazione la stessa condotta indebitamente appropriativa, ed è solo da tale (eventuale) cessazione che inizia a decorrere la prescrizione quinquennale dell’azione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 208...
L’appropriazione indebita di ingenti somme spettanti al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 144 L’apprensione indebita di somme di denaro di spettanza del cliente integra gravissima violazione, che pregiudica l’affidamento generale che il professionista deve coltivare in ragione del suo ministero, compromettendo, conseguentemente, la credibilità dell’intero ceto forense (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della radiazione per il professionista che aveva indebitamente trattenuto la somma di euro 500mila circa). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 144 ...
appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 98
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 98 L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il consenso di questi (Nel caso di specie, il professionista aveva trattenuto le somme incassate, per conto del cliente, dall’assicurazione. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di anni uno). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio...
appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 dicembre 2014, n. 191
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 dicembre 2014, n. 191 L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il consenso di questi. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 dicembre 2014, n. 191...
appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 aprile 2015, n. 67
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 aprile 2015, n. 67 L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il consenso di questi. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 aprile 2015, n. 67...
appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401 L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il consenso di questi. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401...
appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 38
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 38 L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il consenso di questi (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della sospensione disciplinare di tre mesi). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 38...
Compensazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81...
Compensazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401...
compensazione (con obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 101
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito (Nel caso di specie, l’avvocato aveva trattenuto quale compenso una rilevante somma di pertinenza del cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della radiazione).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 101...
compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 101
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 101 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito (Nel caso di specie, l’avvocato aveva trattenuto quale compenso una rilevante somma di pertinenza del cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della radiazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza...
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 74 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 74...
compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 gennaio 2017, n. 2
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 gennaio 2017, n. 2 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), ovvero quando si tratti di somme liquidate in sentenza a carico della controparte a titolo di diritti e onorari ed egli non le abbia ancora ricevute dalla parte assistita. Tali ipotesi non fanno venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 gennaio 2017, n. 2...
compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi, essere più puntuale e dettagliato proprio in virtù della coesistenza di reciproci rapporti di debito e credito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81...
Compenso - denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58
L’avvocato non può subordinare all’incasso del proprio compenso la consegna del denaro spettante al cliente L’Avvocato non può condizionare il versamento alla parte assistita delle somme riscosse per conto di questa, al riconoscimento delle proprie competenze, a meno che la medesima non vi consenta espressamente, con dichiarazione specifica e dettagliata, ovvero si tratti di somme che il difensore stesso abbia anticipato a titolo di spese vive, purche´ ne dia immediata comunicazione all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58...
Dovere di diligenza, probità e dignità – Trattenimento somme –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 1997, n. 126 Illecito deontologico – Sussiste. Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante ed in contrasto con i doveri di diligenza, probità e dignità, l’avvocato che trattenga, confondendole con le proprie disponibilità, notevoli somme riscosse per conto del mandante. (Nella specie considerato che tale comportamento ha portato all’instaurazione di un procedimento penale per appropriazione indebita è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi cinque). (Rigetta ricorso avverso decisione C.d.O. di Cosenza, 6 giugno 1995). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 1997, n. 126...
Dovere di indipendenza – trattenimento somme a compensazione di parcella –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 febbraio 2001, n. 19
Dovere di indipendenza – trattenimento somme a compensazione di parcella –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 febbraio 2001, n. 19 Avvallo di obbligazioni assunte dal cliente – omesso adempimento delle obbligazioni – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che trattenga somme a compensazione di onorari e si offra di avallare un’obbligazione cambiaria assunta dal proprio cliente, che poi non onori esponendosi ad una esecuzione forzata. (Nella specie è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi due). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Brescia, 10 gennaio 1995). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 febbraio 2001, n. 19...
Gestione di somme – Indebito trattenimento – Compensazione –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 20 aprile 2011, n. 53
Gestione di somme – Indebito trattenimento – Compensazione –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 20 aprile 2011, n. 53 Consenso dell’avente diritto – Necessità – Mancanza – Illecito deontologico – Sussistenza In tema di indebito trattenimento di somme erogate dalla controparte al professionista in favore del cliente in esecuzione di un provvedimento giudiziale, il canone I dell’art. 44 c.d. specifica che l’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa; ne consegue che soltanto la prova del valido consenso prestato dal cliente – che peraltro secondo giurisprudenza costante del C.n.f. deve essere prestato in modo specifico e dettagliato, dovendo il cliente conoscere l’esatto contenuto della propria obbligazione – può costituire ipotesi di lecita compensazione. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Firenze, 18 marzo 2009). Consiglio Nazionale Forense, decisione del 20 aprile 2011, n. 53...
Gestione di somme – Indebito trattenimento – Nozione di parte assistita - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2009, n. 146
Gestione di somme – Indebito trattenimento – Nozione di parte assistita - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2009, n. 146 Benché l’art. 44 c.d.f., nel prevedere l’obbligo dell’avvocato di mettere immediatamente a disposizione le somme riscosse per conto del cliente, faccia riferimento espresso alla parte assistita, è indubbio che la ratio della norma impone che gli obblighi ivi previsti a carico del professionista debbano estendersi nei confronti di chiunque assuma, in quanto avente diritto, una posizione assimilabile a quella di parte assistita. (Nella specie, il C.N.F., in ragione della esiguità della somma trattenuta, della dinamica dei fatti e della mancanza di precedenti disciplinari, ha ritenuto congrua la sanzione della censura in luogo della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi due). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catanzaro, 27 marzo 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza...
Gestione di somme – Indebito trattenimento successivo alla revoca del mandato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 ottobre 2010, n. 172
Gestione di somme – Indebito trattenimento successivo alla revoca del mandato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 ottobre 2010, n. 172 Compensazione – Consenso dell’avente diritto – Mancanza – Illecito deontologico – Sussistenza Viola gli artt. 41 e 44 C.D. l’avvocato che, lungi dal mettere a disposizione del cliente le somme ricevute per conto di costui, provveda, pur dopo la revoca scritta del mandato, ad inviare all’assistito le parcelle relative alle competenze maturate e ad emettere relativa fattura, inoltrando al cliente la somma residuata dalla compensazione ad onta della contestazione del medesimo. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Lecce, 27 maggio 2009). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 ottobre 2010, n. 172...
I limiti al pagamento ricevuto dalla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 43
I limiti al pagamento ricevuto dalla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 43 Purché il cliente vi consenta, ed a maggior ragione in caso di vero e proprio accordo contrattuale, l’avvocato ha diritto di trattenere a pagamento dei propri onorari le somme corrispostegli direttamente dalla controparte in forza di quanto stabilito con sentenza a titolo di rimborso delle spese legali. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 43...
I limiti al trattenimento delle somme pervenute dalla parte assistita o da terzi a rimborso delle spese sostenute o a titolo di pagamento dei propri onorari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2013, n. 134
I limiti al trattenimento delle somme pervenute dalla parte assistita o da terzi a rimborso delle spese sostenute o a titolo di pagamento dei propri onorari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2013, n. 134 All’avvocato non è consentito trattenere somme di competenze del cliente, neppure a titolo di compensazione con un proprio credito professionale in difetto del consenso del cliente, ovvero di una liquidazione operata con sentenza a carico della controparte, ovvero ancora di una richiesta di pagamento espressamente accettata dal cliente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2013, n. 134...
Il diritto di trattenere le somme corrisposte dalla controparte a titolo di spese legali liquidate giudizialmente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2016, n. 152
Il diritto di trattenere le somme corrisposte dalla controparte a titolo di spese legali liquidate giudizialmente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2016, n. 152 L’avvocato ha diritto di trattenere le somme liquidate giudizialmente a titolo di compenso, a carico della controparte, allorché non le abbia già ricevute dal cliente o dalla parte assistita (art. 31 ncdf, già art. 44 codice previgente). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2016, n. 152 ...
Il diritto di trattenere le somme corrisposte dalla controparte a titolo di spese legali liquidate giudizialmente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 313
Il diritto di trattenere le somme corrisposte dalla controparte a titolo di spese legali liquidate giudizialmente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 313 L’avvocato ha diritto di trattenere le somme liquidate giudizialmente a titolo di compenso, a carico della controparte, allorché non le abbia già ricevute dal cliente o dalla parte assistita (art. 31 ncdf, già art. 44 codice previgente). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 313...
Il pagamento del compenso professionale effettuato dalla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 173
Il pagamento del compenso professionale effettuato dalla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 173 L’avvocato che riceva delle somme dalla controparte è tenuto a metterle immediatamente a disposizione del proprio cliente e non può trattenerle a titolo di pagamento dei propri onorari, se non quando vi sia il consenso del proprio cliente ovvero quando si tratti di somme liquidate in sentenza a carico della controparte a titolo di spese legali ed egli non le abbia ancora ricevute dalla parte assistita, ovvero infine quando abbia già formulato una richiesta di pagamento espressamente accettata dalla parte assistita. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 173...
L’illecito trattenimento del denaro ricevuto dal cliente al fine di consegnarlo a controparte L’avvocato deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito (art. 30 ncdf, già art. 41 cod. prev.) e, in ogni caso, può trattenere dette somme a titolo di compenso solo con il consenso specifico ed espresso (quindi consapevole e mai per facta concludentia) del cliente stesso (art. 31 ncdf, già art. 44 cod. prev.), fatto comunque sempre salvo l’obbligo di rendiconto (Nel caso di specie, il professionista aveva richiesto al proprio cliente ingenti somme di denaro in più tranche, asserendo di doverle utilizzare per tacitare i creditori del cliente stesso, ma in realtà trattenendone per sè buona parte senza titolo, ovvero per compensazione con propri crediti professionali, tuttavia senza consenso o autorizzazione del cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione...
Incompatibile con la professione forense l’avvocato che sottragga al cliente l’indennizzo ricevuto dall’assicurazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 54
Incompatibile con la professione forense l’avvocato che sottragga al cliente l’indennizzo ricevuto dall’assicurazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 54 Vìola i principi di probità, dignità, decoro, lealtà, correttezza e fedeltà, con notevole detrimento all’onorabilità e alla funzione sociale dell’intera classe forense, l’avvocato che, nell’espletamento del mandato conferitogli per ottenere il risarcimento di un danno, rappresenti e corrisponda al proprio assistito una somma inferiore a quella ottenuta della controparte, trattenendo per sé il resto, così procurandosi un ingiusto profitto (Nel caso di specie, trattavasi di indenizzo assicurativo da sinistro stradale. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della radiazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 54...
indebito trattenimento di somme - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171
valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente può costituire ipotesi di lecita compensazione, che peraltro non esonera il professionista dall’obbligo di rendiconto.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171...
indebito trattenimento di somme spettanti al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 101
L’indebito trattenimento di somme spettanti al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 101 Viene meno ai doveri di correttezza il professionista che trattenga la somma incassata nell’interesse e per conto del cliente, senza consegnarla tempestivamente a quest’ultimo, nonostante i solleciti, adducendo una compensazione con propri presunti crediti professionali. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 101...
L’avvocato non può subordinare all’incasso del proprio compenso la consegna del denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58
L’avvocato non può subordinare all’incasso del proprio compenso la consegna del denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58 L’Avvocato non può condizionare il versamento alla parte assistita delle somme riscosse per conto di questa, al riconoscimento delle proprie competenze, a meno che la medesima non vi consenta espressamente, con dichiarazione specifica e dettagliata, ovvero si tratti di somme che il difensore stesso abbia anticipato a titolo di spese vive, purché ne dia immediata comunicazione all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58...
L’illecito trattenimento del denaro ricevuto dal cliente al fine di consegnarlo a controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 105
L’illecito trattenimento del denaro ricevuto dal cliente al fine di consegnarlo a controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 105 L’avvocato deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito (art. 30 ncdf, già art. 41 cod. prev.) e, in ogni caso, può trattenere dette somme a titolo di compenso solo con il consenso specifico ed espresso (quindi consapevole e mai per facta concludentia) del cliente stesso (art. 31 ncdf, già art. 44 cod. prev.), fatto comunque sempre salvo l’obbligo di rendiconto (Nel caso di specie, il professionista aveva richiesto al proprio cliente ingenti somme di denaro in più tranche, asserendo di doverle utilizzare per tacitare i creditori del cliente stesso, ma in realtà trattenendone per sè buona parte senza titolo, ovvero per compensazione con propri crediti professionali, tuttavia senza consenso o autorizzazione del cliente. In applicazione del principio di cui in massima...
L’indebito trattenimento di somme spettanti al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188
L’indebito trattenimento di somme spettanti al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188 L’apprensione indebita di somme di denaro di spettanza del cliente integra gravissima violazione (art. 31 ncdf, già art. 44 codice previgente), che pregiudica l’affidamento generale che il professionista deve coltivare in ragione del suo ministero, compromettendo, conseguentemente, la credibilità dell’intero ceto forense (Nel caso di specie, il professionista che aveva indebitamente trattenuto la somma di euro 26mila circa liquidata dall’assicurazione al cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare aggravata della sospensione dall’esercizio professionale per mesi sei). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188...
Mettere a disposizione (presso il proprio studio) le somme da restituire al cliente è sufficiente ad escludere l’illecito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 aprile 2013, n. 54
Mettere a disposizione (presso il proprio studio) le somme da restituire al cliente è sufficiente ad escludere l’illecito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 aprile 2013, n. 54 Non commette illecito disciplinare ex art. 44 cdf l’avvocato che, anziché direttamente restituire al proprio cliente la somma spettantegli, si limiti a mettergliela a disposizione presso il proprio studio, affinché la possa ritirare unitamente alla documentazione della sua pratica (Nel caso di specie, il cliente aveva chiesto all’avvocato la restituzione della somma di una offerta reale che la controparte aveva respinto. Il professionista invitava quindi espressamente il cliente a ritirare detta somma presso il proprio studio, unitamente a tutta la documentazione relativa agli incarichi conferitigli. Su esposto disciplinare del Cliente, che non ritirava quanto di sua spettanza, il Consiglio territoriale sanzionava il professionista, sospendendolo per mesi tre. In applicazione del principio di...
Negligenza ed omissioni nel mandato professionale, indebita ritenzione di somme di spettanza del cliente ed altri addebiti –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 giugno 1992, n. 90 Sospensione dall’esercizio della professione per la durata di due mesi. Il professionista che ometta di restituire tempestivamente le pratiche affidategli, benché sollecitato dal cliente, che non provveda a rimettere al cliente somme ricevute dalla controparte, trattenendone una parte con imputazione a spese, competenze ed onorari, che ometta di dar seguito ad incarichi ricevuti, viola il dovere di diligenza, lealtà e correttezza cui deve ispirarsi la condotta forense. Nella fattispecie è stata applicata la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi due, anche in considerazione dell’assenza di precedenti disciplinari a carico dell’incolpato. (Accoglie parzialmente ricorso contro decisione Consiglio Ordine Udine, 7 febbraio 1991). Consiglio Nazionale Forense...
Procura alle liti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: fermo, in ogni caso, l’obbligo di rendiconto, costituisce ipotesi di lecita compensazione soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente, che tuttavia non può ritenersi di per sè integrato dalla generica “facoltà di sottoscrivere quietanze e di riscuotere somme” eventualmente contenuta nella procura alle liti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100...
Procura alle liti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: fermo, in ogni caso, l’obbligo di rendiconto, costituisce ipotesi di lecita compensazione soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente, che tuttavia non può ritenersi di per sè integrato dalla generica “facoltà di sottoscrivere quietanze e di riscuotere somme” eventualmente contenuta nella procura alle liti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81...
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: fermo, in ogni caso, l’obbligo di rendiconto, costituisce ipotesi di lecita compensazione soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente, che tuttavia non può ritenersi di per sè integrato dalla generica “facoltà di sottoscrivere quietanze e di riscuotere somme” eventualmente contenuta nella procura alle liti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100...
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: fermo, in ogni caso, l’obbligo di rendiconto, costituisce ipotesi di lecita compensazione soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente, che tuttavia non può ritenersi di per sè integrato dalla generica “facoltà di sottoscrivere quietanze e di riscuotere somme” eventualmente contenuta nella procura alle liti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81...
Rapporti con la parte assistita – Indebita appropriazione di somme –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2009, n. 117
Rapporti con la parte assistita – Indebita appropriazione di somme –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2009, n. 117 Compensazione – Consenso dell’avente diritto – Prova certa – Necessità. Il consenso dell’avente diritto costituisce elemento costitutivo della fattispecie portata dall’art. 44 c.d.f., in ordine alla cui sussistenza il professionista deve fornire la prova certa, oggettiva e verificabile, versando, in caso contrario, nella censurabile condizione di avere trattenuto illegittimamente le somme percepite nell’interesse della parte assistita. Va, oltretutto, rilevato che il professionista che si avvale della compensazione non è esonerato dall’obbligo di rendiconto, ma deve anzi – ed a maggior ragione – fornire il rendiconto puntuale delle somme incassate per conto del cliente ed il dettaglio dei crediti professionali che intende portare in compensazione. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Siena, 17 maggio 2007). Consiglio...
Somme del cliente - Indebito trattenimento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188
L’indebito trattenimento di somme spettanti al cliente L’apprensione indebita di somme di denaro di spettanza del cliente integra gravissima violazione (art. 31 ncdf, già art. 44 codice previgente), che pregiudica l’affidamento generale che il professionista deve coltivare in ragione del suo ministero, compromettendo, conseguentemente, la credibilità dell’intero ceto forense (Nel caso di specie, il professionista che aveva indebitamente trattenuto la somma di euro 26mila circa liquidata dall’assicurazione al cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare aggravata della sospensione dall’esercizio professionale per mesi sei). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188 ...
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il consenso di questi. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401...

References: art. 31

Art. 31

art. 44

art.44
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 5
 art. 41
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