Source: https://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0051610
Timestamp: 2020-03-29 06:38:59+00:00

Document:
Frontespizio Relazione Relazione Tecnica Analisi tecnico-normativa Analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) Progetto di Legge Allegato
PDL 4566
h) con il principio di concentrazione della sanzione sul soggetto che ha tratto effettivo beneficio dalla violazione si vuole superare le criticità e le difficoltà applicative legate alla vigenza della differente regola in forza della quale la sanzione amministrativa deve essere applicata nei confronti della persona fisica cui è riferibile
la violazione contestata: tutto ciò al fine di stabilire una stretta connessione tra il soggetto che subisce la sanzione e il soggetto cui è riferibile il profitto economico conseguito mediante l'illecito, sulla falsariga di quanto previsto, in materia di responsabilità amministrativa da reato per le persone giuridiche, dal decreto legislativo n. 231 del 2001;
1) previsione, per i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria,
dell'introduzione di un'aliquota unica non superiore al 20 per cento in luogo delle due aliquote del 12,50 e del 27 per cento attualmente vigenti, facendo salva l'applicazione delle minori aliquote introdotte in adempimento di obblighi derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. Viene in tal modo data attuazione ai princìpi di generalità e di neutralità del prelievo attraverso l'omogeneizzazione dell'imposizione su tutti i redditi di natura finanziaria, senza fare distinzione tra le categorie dei redditi di capitale e dei redditi diversi. Sono esclusi dall'ambito applicativo di tale previsione i titoli pubblici i quali, con riferimento sia alla natura e alla misura del prelievo sia alle modalità di tassazione, rispondono già sostanzialmente ai criteri di generalità che ispirano la presente riforma;
b) la riforma mira all'obiettivo di avvicinare la struttura dell'imposta sul valore aggiunto a quella propria e tipica di un'imposta sui consumi. Ciò perché sono presenti nella disciplina vigente distorsioni applicative che incidono sui criteri di determinazione
della base imponibile. In particolare, le disposizioni in tema di indetraibilità dell'imposta assolta a monte non sono coerenti con il criterio generale di neutralità che regola alle fondamenta il funzionamento dell'imposta. Pertanto con la disposizione in esame si dispone la progressiva riduzione delle forme di indetraibilità e delle distorsioni della base imponibile allo scopo di avvicinare la struttura dell'imposta a quella propria e tipica di un'imposta sui consumi;
L'articolo 5 prospetta il riordino della disciplina dell'accisa, imposta armonizzata nell'ambito dell'Unione europea, applicata
alla produzione e al consumo di specifici prodotti.
L'articolo in commento contiene la previsione delle modalità di attuazione della delega tramite la predisposizione di più decreti legislativi da emanare entro tre anni dalla data di entrata in vigore della relativa legge, nel rispetto del vincolo di invarianza dei saldi economici e finanziari dei singoli settori istituzionali. Modificazioni e integrazioni alle disposizioni contenute nei suddetti provvedimenti attuativi nonché norme per il coordinamento delle disposizioni vigenti potranno essere emanate, entro i tre anni successivi al completamento della riforma, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi di cui alla
legge di delega, con uno o più decreti legislativi.
In particolare la delega mira a riqualificare e integrare, dal punto di vista sostanziale, le prestazioni socio-assistenziali in favore dei soggetti autenticamente bisognosi. Tale precisazione fornisce la cifra della finalità dell'intervento, consistente nella necessità di superare l'utilizzo inappropriato delle risorse, anche attraverso un sistema di controllo reale, che, senza instaurare un clima «poliziesco», ma coinvolgendo i livelli di governo più vicini al cittadino, sia idoneo a rendere il sistema maggiormente efficace attraverso il coordinamento e la riformulazione degli interventi; a moralizzare il sistema frenando il dilagare delle contribuzioni monetarie dirette (in particolare indennità di accompagnamento), ormai fuori controllo in molte realtà geografiche; a promuovere l'offerta sussidiaria di servizi da parte
delle famiglie e delle organizzazioni con finalità sociali.
b) procedere ad armonizzare complessivamente i diversi strumenti previdenziali, assistenziali e fiscali di sostegno alle condizioni di bisogno, in modo da evitare dispendiose duplicazioni di servizi e sovrapposizioni, nonché di realizzare una reale gestione integrata del welfare assistenziale. Si tratta di un processo che dovrà essere realizzato responsabilizzando, anche attraverso i meccanismi del federalismo fiscale, tutti i livelli di governo
in tema di utilizzo delle risorse dedicate e di relativo controllo;
La delega in materia assistenziale mira a riqualificare e ad integrare, dal punto di vista sostanziale, le prestazioni socio-assistenziali in favore dei soggetti più bisognosi, evitando gli abusi esistenti soprattutto in alcune regioni dove è presente un numero sproporzionato
di soggetti invalidi e beneficiari di assegni di accompagnamento che fanno lievitare la spesa, in ambito assistenziale, danneggiando coloro che effettivamente si trovano nelle condizioni di dover usufruire dell'assistenza statale.
L'intervento regolatorio prevede che le norme fiscali devono essere pienamente conoscibili, non con riferimento, tuttavia, alla conoscibilità astratta della legge, già garantita dalla pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale, bensì a quella concreta, garantita dall'uso sempre più diffuso dei mezzi di informazione.
La delega sulla riforma assistenziale prevede che gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per
materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro trenta giorni dalla data di assegnazione dei medesimi schemi.
Capo I RIFORMA FISCALE
Art. 1. (Delega al Governo per la riforma del sistema fiscale statale. Codificazione).
f) è vietata l'applicazione analogica delle norme fiscali che stabiliscono il presupposto
e il soggetto passivo dell'imposta, le esenzioni e le agevolazioni;
Art. 2. (Imposta sul reddito).
3. Per il fine indicato al comma 2, il Governo è delegato ad eliminare o ridurre in tutto o in parte i regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'allegato 1, fatta eccezione per i regimi introdotti in esecuzione di accordi internazionali, ovvero in ottemperanza alla normativa dell'Unione europea. Ulteriori forme di copertura finanziaria saranno progressivamente costituite dai proventi derivanti dalla riduzione dell'evasione fiscale, dal riordino della tassazione delle attività finanziarie, dallo spostamento dell'asse del prelievo dal
reddito verso forme di imposizione reale, da economie nel comparto della spesa pubblica.
1) con esclusione dei titoli pubblici ed equivalenti, introduzione di un'unica aliquota per le ritenute e le imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria non superiore al 20 per cento, facendo salva l'applicazione delle minori aliquote introdotte in adempimento di obblighi derivanti
Art. 4. (Imposta sui servizi).
Art. 5. (Accisa).
Art. 6. (Graduale eliminazione dell'imposta regionale sulle attività produttive).
Art. 7. (Nuovi investimenti e attrazione di investimenti esteri).
Art. 8. (Attuazione, raccordi e copertura finanziaria).
2. Fino al completamento della riforma prevista ai sensi della presente legge continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni vigenti, non espressamente abrogate. Per lo stesso periodo e per i tre anni successivi al completamento della riforma, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi e con le procedure di cui alla presente legge, possono essere emanate, con uno o più decreti legislativi, disposizioni integrative e correttive delle disposizioni adottate ai sensi della presente legge, nonché tutte le modificazioni legislative necessarie per il migliore coordinamento delle disposizioni vigenti. Apposita normativa transitoria escluderà inasprimenti
fiscali, rispetto a regimi fiscali garantiti dalla legislazione precedentemente in vigore.
3. Qualora sia richiesta, ai sensi del comma 2, la proroga del termine per l'adozione del parere, e limitatamente alle materie per cui essa sia concessa, i termini per l'emanazione dei decreti legislativi previsti dal medesimo comma 2 sono prorogati di venti giorni. Decorso il termine di cui al citato comma 2, secondo periodo, ovvero quello prorogato ai sensi del terzo
periodo del medesimo comma 2, i decreti legislativi possono essere comunque adottati.
Capo II RIFORMA ASSISTENZIALE
Capo III DISPOSIZIONE FINALE
Art. 11. (Disposizione finale).

References: Art. 1

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 11