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Governance e linee guida tecnicoorganizzative - PDF
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1 Allegato 1 Servizio Governance e linee guida tecnicoorganizzative del sistema ICAR-ER2 INDICE 1. Introduzione Definizione e Acronimi Scopo del documento Destinatari 4 2. Il Sistema ICAR-ER 5 3. Il governo del sistema ICAR-ER Definizione criteri e modalità di adesione a ICAR-ER Revisione del Protocollo di Adesione 6 4. Linee guida organizzative della cooperazione applicativa: soggetti, ruoli e responsabilità Coordinamento della cooperazione applicativa Centro Servizi della cooperazione applicativa Dispiegamento della Porta di dominio Qualificazione della porta di dominio del soggetto Aderente Accordo di servizio Aggiornamento del software ICAR-ER 11 pag. 23 1. Introduzione 1.1 Definizione e Acronimi 1) Community Network dell Emilia-Romagna (CN-ER): la Community Network dell Emilia- Romagna (CN-ER), istituita con la delibera regionale 1045/07 per creare le condizioni organizzative per dare attuazione alle finalità e ai progetti contenuti nel PiTER ( ), è un aggregazione territoriale su base regionale (Art. 30 TUEL), con propria sede (presso la sede della Regione Emilia-Romagna, cui è conferito potere di rappresentanza della CN-ER stessa), con una governance solida e partecipata, affidata al Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento con gli enti locali (Art. 6, comma 4 L.R. n.11/04) e con uno specifico ruolo attivo da parte della Società Lepida S.p.A.. Con la Convenzione che dà vita alla CN-ER si è realizzato l Accordo Quadro fra gli Enti aderenti, da cui sono derivati e deriveranno, durante il periodo di validità, gli specifici accordi attuativi per l adesione alle singole iniziative del PiTER, fra cui anche il progetto ICAR-ER; 2) Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento (CPI): il Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento con gli Enti locali, istituito con la Legge Regionale n. 11/2004 e successive modifiche e integrazioni, è organismo della Community Network dell'emilia- Romagna; 3) Comitato Tecnico (CT): il Comitato Tecnico, istituito dalla Legge Regionale n. 11/2004 e successive modifiche e integrazioni, la cui composizione è disciplinata con apposita delibera della Giunta regionale, opera a supporto delle attività del CPI; 4) Cooperazione applicativa: capacità dei vari sistemi informativi di avvalersi dell interscambio automatico di informazioni con gli altri sistemi comuni fra servizi applicativi degli enti, al fine dell erogazione/fruizione del servizio; 5) SPC: insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche per lo sviluppo, la condivisione, l'integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l'interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l'autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione; 6) SPCoop: insieme di specifiche, gestite da DigitPA, che normano le modalità di comunicazione ed organizzative relative alle comunicazioni applicative tra gli Enti, al fine di realizzare infrastruttura standard che permette la Cooperazione Applicativa; 7) Porta di dominio (PDD): elemento che delimita il confine di responsabilità di un ente aderente all SPC e racchiude al suo interno tutte le applicazioni che esso gestisce. Le comunicazioni fra due domini diversi avvengono con un scambio di richieste e risposte in un formato standard, denominato busta egov; 8) Busta egov: si intende sostanzialmente una specie di messaggio SOAP, esteso con un apposito header per definire le caratteristiche del protocollo SPCoop; 9) Qualificazione: Processo di verifica di conformità del sofwtare di PDD alle specifiche SPCoop; pag. 34 10) Accordo di servizio SPCoop: definizione delle funzionalità, delle interfacce, requisiti di sicurezza e dei livelli di servizio di uno o più servizi applicativi che vengono scambiati tra due amministrazioni pubbliche; 11) Registro servizi: componente architetturale per la memorizzazione della descrizione dei soggetti e degli accordi di servizio. La specifica SpCoop prevede un registro servizi primario a livello nazionale gestito da DigitPA e un registro secondario gestito a livello regionale dai NICA. 12) Progetto ICAR: progetto nazionale per la definizione di specifiche e la realizzazione di moduli software per la realizzazione della cooperazione applicativa interregionale SPCoop; 13) Nodo interregionale cooperazione applicativa (NICA): insieme di moduli software a supporto della cooperazione applicativa SPCoop a dimensione regionale. I principali moduli sono il registro secondario degli accordi di servizio, il modulo per il monitoraggio degli SLA dei servizi, il modulo per l implementazione della cooperazione ad eventi (Event Driven Architecture) e una porta di dominio (PDD) utilizzabile per il routing delle buste egov. 1.2 Scopo del documento Il presente documento ha lo scopo di definire il sistema di governo, organizzativo e gestionale del sistema di cooperazione ICAR-ER, andando a definire i soggetti coinvolti, stabilendone ruoli, responsabilità e modalità di interazione tra gli stessi. 1.3 Destinatari I destinatari di tale documento sono tutti i soggetti coinvolti nel sistema ICAR-ER pertanto: Regione Emilia-Romagna, la CN-ER e i suoi organismi di rappresentanza (CPI e CT), Lepida S.p.A.; i Soggetti Aderenti che possono rivestire il ruolo di soggetto erogatore e soggetto fruitore. pag. 45 2. Il Sistema ICAR-ER ICAR-ER è l infrastruttura di cooperazione applicativa SPCoop basata sull utilizzo dei moduli software sviluppati e mantenuti nell ambito del progetto ICAR nazionale che Lepida SpA, su mandato della Regione Emilia-Romagna, mette a disposizione degli enti del territorio. La cooperazione applicativa, realizzata tramite infrastruttura ICAR-ER, permette l interazione tra servizi della pubblica amministrazione. 3. Il governo del sistema ICAR-ER Il governo dell infrastruttura di cooperazione applicativa è demandato: alla Regione Emilia- Romagna, alla CN-ER, la quale opera anche per il tramite del proprio rappresentante; al CPI; al CT e a Lepida S.p.A.. Alla CN-ER è riconosciuto il ruolo di promotore e coordinatore delle attività finalizzate a garantire coesione tra i diversi enti aderenti, incoraggiando e promuovendo la stipula di accordi attuativi e protocolli per realizzare gli scopi sottesi a progetti e sistemi d interesse generale e comune. Quanto previsto nel presente documento è l unica modalità di governo, organizzazione e gestione prevista per la cooperazione applicativa, salvo le modifiche che potranno essere apportate secondo la forma e le modalità definite nel seguito. 3.1 Definizione criteri e modalità di adesione a ICAR-ER L adesione al Sistema ICAR-ER avviene attraverso la stipula del Protocollo di cui il presente documento costituisce allegato e si perfeziona con la sottoscrizione di apposito contratto tra Soggetti Aderenti e Lepida S.p.A.. Per gli aderenti che fanno parte dell agggregazione CN-ER il protocollo si sostanzia in un Accordo Attuativo della CN-ER. In particolare, su delega del Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento, il Comitato Tecnico definisce i criteri per autorizzare la sottoscrizione del Protocollo di Adesione a ICAR-ER da parte di soggetti diversi dagli ENTI aderenti alla CN-ER e dagli Enti Soci di Lepida S.p.A.. I suddetti criteri sono approvati nell ambito del Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento con gli Enti locali. Unitamente ai suddetti criteri, il CPI definisce congiuntamente con Regione Emilia-Romagna, le eventuali condizioni economiche da applicare ai Soggetti Aderenti e le modalità di pagamento delle stesse. La proposta di adesione di un soggetto diverso dagli ENTI aderenti alla CN-ER e dagli Enti Soci di Lepida S.p.A., deve essere segnalata a Lepida S.p.A., che ha il compito di avviare l iter autorizzativo da parte di un ENTE Proponente. pag. 56 Il CT verifica che il nuovo Soggetto Aderente abbia i requisiti definiti per poter aderire al Sistema e in caso positivo approva l adesione a ICAR-ER, che dovrà perfezionarsi con la sottoscrizione del Protocollo di Adesione. Nel caso contrario rifiuta l adesione del nuovo Soggetto a ICAR-ER. Regione Emilia-Romagna, preso atto della deliberazione del CT, procede alla sottoscrizione del Protocollo di Adesione con il nuovo Soggetto Aderente. Il Comitato Tecnico comunica periodicamente le nuove adesioni autorizzate al CPI che provvede a ratificarle. Lepida S.p.A. prende in carico tutto il processo collegato all attivazione dei servizi per la cooperazione e gestisce i rapporti con il Soggetto Aderente, con il quale stipula apposito contratto di servizio. Lepida S.p.A. comunica al CPI periodicamente i nuovi contratti sottoscritti con i soggetti autorizzati dal Comitato Tecnico. 3.2 Revisione del Protocollo di Adesione La proposta di variazione e/o aggiornamento del protocollo o di suoi allegati potrà essere avanzata singolarmente dalla CN-ER; da Lepida S.p.A., dal CPI o congiuntamente da parte di 10 Enti Soci di Lepida S.p.A., già aderenti a ICAR-ER. A seguito di una proposta di variazione del Protocollo di Adesione e/o suoi Allegati, il CT verifica l opportunità di apportare le modifiche richieste. Il CT incarica Lepida S.p.A. di apportare, tra le modifiche richieste, quelle ritenute necessarie e di produrre la nuova versione del Protocollo di Adesione e/o dei suoi Allegati. Il nuovo testo del Protocollo di Adesione e/o degli Allegati, condiviso con il rappresentante della CN-ER, sarà oggetto di deliberazione del CPI. A seguito dell approvazione da parte del CPI, la Regione Emilia-Romagna e Lepida S.p.A. procederanno a darne comunicazione a tutti i membri del sistema ICAR-ER. Le variazioni al Protocollo o suoi allegati decorreranno dal sessantesimo giorno successivo alla comunicazione. Il Soggetto Aderente potrà, a seguito delle eventuali modifiche apportate, esercitare il diritto di recesso dal Protocollo nei tempi e modi definiti nello stesso. pag. 67 4. Linee guida organizzative della cooperazione applicativa: soggetti, ruoli e responsabilità Ogni Aderente nomina un Referente Organizzativo (RO), che costituisce il punto di contatto dell Aderente con il gestore dell infrastruttura di cooperazione applicativa. L Aderente si impegna a comunicare tempestivamente al Gestore l eventuale variazione del RO. L Aderente fornirà alcune informazioni che potranno essere usate dal Gestore dell infrastruttura per scopi di promozione dell infrastruttura stessa, ed in particolare una descrizione dell Aderente. L Aderente riconosce alla Sistema ICAR-ER il diritto di pubblicare il nome dell Aderente ai fini della promozione del Sistema stesso. 4.1 Coordinamento della cooperazione applicativa La Regione Emilia-Romagna, come definito nel modello ICAR, deve provvedere al dispiegamento e alla gestione del NICA. Inoltre, assume il ruolo di coordinatore della cooperazione applicativa in Emilia-Romagna e supporta, attraverso il Centro servizi descritto di seguito, i Soggetti Aderenti nel dispiegamento, nella gestione della propria PDD e nella gestione del NICA. Per l attivazione del Centro servizi la Regione si avvale del supporto tecnologico di Lepida S.p.A Centro Servizi della cooperazione applicativa Il Centro servizi per la cooperazione applicativa mette a disposizione degli Enti competenza e supporto per le seguenti attività: a) Servizi base: a.1) Gestione del NICA: - Configurazione dell ente sul NICA; - Configurazione di un servizio in erogazione/fruizione sul NICA; - Gestione sistemistica (hosting, monitoraggio del funzionamento, meccanismi di backup, ecc.) per consentire il corretto funzionamento dei moduli dell infrastruttura. a.2) Qualificazione della PDD (standard ICAR): a.3) Erogazione in service della PDD: - Installazione e qualificazione della PDD; - Gestione della PDD (comprensiva delle configurazioni per l integrazione dei diversi servizi applicativi dell ente); - Manutenzione correttiva, adeguativa ed evolutiva del software della PDD; - Gestione sistemistica (hosting, monitoraggio del funzionamento, meccanismi di backup, ecc.) per consentire il corretto funzionamento della PDD. a.4) Disposibilità di un infrastruttura di test. b) Supporto per l adattamento dei servizi alla cooperazione applicativa: pag. 78 - per la redazione degli Accordi di Servizio SPCoop; - per l adattamento del servizio applicativo all infrastruttura di cooperazione applicativa. La responsabilità formale della Porta di Dominio, come espresso dalle specifiche SpCoop, rimane in carico all ente regionale che concede l impiego del modello di porta qualificata. Similmente, alla Regione che opera il dispiegamento resta l onere del mantenimento della piattaforma operante come porta di dominio per tutto il periodo della sua permanenza in produzione. 4.3 Dispiegamento della Porta di dominio La porta di dominio è il componente software che delimita il confine di responsabilità di un ente. In riferimento alle specifiche SpCoop, la porta di dominio è il modulo attraverso cui i sistemi partecipanti alla cooperazione applicativa scambiano le buste e-gov necessarie per la fruizione/erogazione di un servizio. Un Soggetto Aderente al Sistema ICAR-ER può optare fra due differenti modelli di dispiegamento: 1. usufruire in service della PDD dispiegata presso il Centro Servizi; 2. dispiegare in maniera autonoma la PDD su propri sistemi, avvalendosi della procedura di qualificazione della PDD Regionale e utilizzando le funzionalità del Registro Servizi presente sul NICA. Nel caso del dispiegamento della PDD in service presso il Centro Servizi, il soggetto Aderente, dopo aver sottoscritto il contratto con Regione Emilia-Romagna e il modello di perfezionamento con Lepida S.p.A., può richiedere l attivazione di una porta di dominio nell ambiente di produzione, come definito nell Allegato Tecnico al contratto con Lepida S.p.A.. Il soggetto Aderente all atto della sottoscrizione provvederà a comunicare a Lepida S.p.A. il nominativo di un Referente Tecnico con cui Lepida S.p.A. interagirà per ottenere tutti i dati necessari per la creazione della porta di dominio. Come espresso nelle specifiche SPCoop, l ente regionale che concede l impiego del modello di porta qualificata, è responsabile formale della PDD del Soggetto aderente, nel caso in cui questo abbia optato per il primo modello di dispiegamento, per la gestione sistemistica e del software della PDD. Mentre nel caso del secondo modello di dispiegamento, in cui il Soggetto gestisce in maniera autonoma, l ente regionale è responsabile solamente della gestione del software della PDD. All atto della sottoscrizione del contratto da parte del soggetto Aderente, indipendemente dal modello di dispiegamento scelto, Lepida S.p.A. metterà a disposizione un infrastruttura di test con una pdd generica, in modo da permettere al soggetto Aderente di verificare l adeguatezza dei propri servizi alla cooperazione applicativa. 4.4 Qualificazione della porta di dominio del soggetto Aderente La cooperazione applicativa tra enti ha richiesto la definizione e la pubblicazione di una serie e di documenti che specificassero in dettaglio le modalità tecniche per l interoperabilità e la cooperazione applicativa e l utilizzo dei servizi del registro servizi secondario. Nell ottica di una stabilità temporale del modello, la specifica SpCoop prevede che vengano effettuti dei test di pag. 89 interoperabilità che garantiscano la corretta cooperazione con altre porte di dominio. La sequenza di test effettuati, che termina con il rilascio di un certificato da DigitPA, prende il nome di procedura di qualificazione. Tale processo, come definito all art. 29, comma 2 del DPCM 1 Aprile 2008 Regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del sistema pubblico di connettività, prevede la verifica dell interoperabilità tra le porte di dominio, il rispetto dei requisiti funzionali previsti per le stesse, come definiti nella documentazione tecnica di cui all art. 13 comma 3 ed il rilascio del certificato digitale, associato alla porta qualificata, attraverso il servizio di certificazione di cui all art. 15, comma 4, lettera e). La Regione Emilia-Romagna, in quanto coordinatrice della cooperazione applicativa in Emilia-Romagna, ha già provveduto a qualificare la propria porta di dominio. In virtù dell art. 29, comma 4, l ente regionale, come Organismo di Attuazione e Controllo, richiede, per conto dell amministrazione Aderente che intende adottare la medesima tipologia di porta qualificata, la pubblicazione della stessa attraverso il registro SICA. Questa richiesta determina l iscrizione della porta di dominio dell Aderente nell elenco delle porte di dominio qualificate ed il rilascio da parte del certificato del Centro Gestione SICA del certificato digitale in ottemperanza all art. 29, comma 2. Si precisa che la porta di dominio dell Aderente seguirà lo stesso ciclo di vita della porta di dominio di Regione Emilia-Romagna. La procedura di qualificazione prevede i seguenti passi: 1. L ente regionale, per mezzo di Lepida S.p.A, dispiega l istanza della porta di dominio richiesta dal soggetto Aderente sul modello della porta qualificata e configurata secondo il profilo adottato dall ente regionale stesso 2. L ente regionale comunica al CG-SICA tutte le informazioni ad esso relative (nome esteso dell Ente Regionale e relativo codice IPA, nome, cognome e indirizzo dell amministratore della porta di dominio per l ente regionale) e l elenco delle porte da qualificare, riportando per ciascuna di esse tutte le informazioni necessarie all accreditamento dell amministrazione Aderente presso i servizi del CG-SICA a seconda se la stessa è già presente o meno presso l IPA. Nel primo caso le informazioni da riportare sono: a. Nome esteso Amministrazione, b. Nome referente per l Amm.ne, c. Cognome referente, d. Codice Fiscale referente, e. Indirizzo referente, f. Telefono referente Nel secondo caso, invece, oltre ai suddetti dati, dovranno essere riportati i seguenti dati: a. Indirizzo sede legale Amm.ne, b. CAP sede legale Amm.ne, c. Città sede legale Amm.ne, d. Provincia sede legale Amm.ne, e. Regione sede legale Amm.ne, f. Nome responsabile organizzativo, g. Cognome responsabile organizzativo, h. Titolo del responsabile organizzativo, i. Indirizzo del sito istituzionale, j. Indirizzo dell amministrazione, k. Dominio di Posta Elettronica Certificata. pag. 910 In aggiunta, dovranno essere riportate le informazioni necessarie per la richiesta di accreditamento al servizio di qualificazione: a. Codice IPA ( Se disponibile), b. Identificativo Soggetto SPCoop ( proposto), c. Identificativo Soggetto SPCoop (definitivo), d. Descrizione, e. Nome referente tecnico, f. Cognome referente tecnico, g. Casella di posta elettronica referente tecnico, h. EndPoint, i. EndPoint risposta, j. Common Name Certificato. k. Modalità richiesta PKCS10/PKCS12 l. File name PKCS10. I dati vengono comunicati al CG-SICA tramite un messaggio di posta elettronica alla casella contenente in allegato un foglio elettronico. Il CG-SICA fornisce, al momento della ricezione, un messaggio di risposta con valore di presa in carico. Successivamente, in seguito al processamento, il foglio in allegato viene restituito con i dati validati ( Codice IPA, per le amministrazioni di nuova iscrizione all Indice delle Pubbliche Amministrazioni, e Identificativo Soggetto SPCoop validato ). 3. Il CG-SICA spedisce al referente tecnico dell amministrazione Aderente indicato alla casella di posta indicata nel campo Indirizzo referente le UserId & Password per l accesso al portale dei servizi. 4. Il CG-SICA rilascia all ente regionale i certificati per le porte dispiegate e iscrive le porte presso l elenco delle porte qualificate. Per il soggetto Aderente, per il quale si richiede la qualificazione, il certificato e la relativa passphrase vengono recapitati all amministratore della porta di dominio per l Ente Regionale della regione richiedente, con due distinti messaggi di posta alla casella indicata nel campo Indirizzo amministratore della porta di dominio per l Ente Regionale. Per tali messaggi occorre fornire risposta del riscontro di avvenuta ricezione. 5. L ente regione, man mano che procede all installazione dei certificati, verifica, in collaborazione con il CG-SICA2, la raggiungibilità delle porte dallo stesso CG-SICA. L avvenuta messa in produzione delle porte dovrà poi essere confermata per mezzo di messaggio di posta elettronica che accluda una tabella sul modello indicato nell Allegato 6 del documento SPCoop-QualificazionePortaDominioEntiRegionali_V1.1 rilasciato da DigitPA. L onere del mantenimento della piattaforma operante come porta di dominio per tutto il periodo della sua permanenza in produzione e la relativa amministrazione sono da considerarsi in capo ai soggetti indicati all interno delle specifiche SpCoop relative alla qualificazione degli enti. 4.5 Accordo di servizio Il perfezionamento dell accordo di servizio avviene telematicamente tra le amministrazioni aderenti, che regolano e specificano formalmente tutti gli elementi funzionali e tecnici dei servizi applicativi disponibili e che sono pubblicati in una struttura di registri pubblici. A seconda del modello di comparazione scelto dal soggetto Aderente, cioè cooperazione diretta tra porte di pag. 1011 dominio o cooperazione tramite il componente NICA, sarà necessario configurare o solo la porta di dominio o anche il registro servizi del NICA. Nel caso in cui il soggetto Aderente prenda in service da Lepida S.p.A. la porta di dominio, il soggetto Aderente, qualora sia necessario configurare un nuovo servizio, sia esso un servizio di fruizione che di erogazione, provvederà a comunicare a Lepida S.p.A. tutti i dati necessari per la configurazione dei servizi, secondo le modalità definite nell Allegato Tecnico. Lepida S.p.A. provvederà ad applicare le configurazioni necessarie a NICA e pdd, qualora questa sia stata presa in service presso Lepida S.p.A. e non sia gestita in autonomia dal soggetto Aderente. Nel caso in cui il soggetto Aderente scelga di gestire in autonomia la propria pdd, qualora sia necessario configurare un nuovo servizio, sia esso di fruizione che di erogazione, che preveda di passare dal NICA, il soggetto Aderente provvederà a comunicare a Lepida S.p.A. tutti i dati necessari per la configurazione dei servizi, secondo le modalità definite nell Allegato Tecnico. Lepida S.p.A. provvederà ad applicare le configurazioni necessarie al NICA. 4.6 Aggiornamento del software ICAR-ER Il task INF-1 del progetto nazionale ICAR prevede attività di manutenzione correttiva ed evolutiva dell infrastruttura di base per la cooperazione applicativa. Queste attività si declinano nella manutenzione del software delle pdd e del NICA e nel rilascio della relativa documentazione di progetto. Le attività sono gestite da Regione Toscana in quanto capofila del task ICAR-INF1 che rilascia tramite il sistema OSCAT tutto il materiale necessario per gli aggiornamenti software. Regione Emilia-Romagna, in quanto soggetto capofila della cooperazione applicativa nell ambito del progetto ICAR-ER, è responsabile della ricezione delle notifiche di aggiornamenti software e del reperimento del materiale rilasciato. Lepida S.p.A. avrà in carico l applicazione degli aggiornamenti software all ambiente di test e all ambiente di produzione dell infrastruttura ICAR-ER, garantendo l allineamento di versione tra questi. pag. 11 Documenti analoghi
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 art. 15
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 articolo 6
 articolo 17
 art. 13
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 art. 26
 Art. 1
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 art. 92