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Timestamp: 2018-01-23 16:03:47+00:00

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Avvocato Penalista Roma - Studio Legale
Nei salotti dell’etica si è spesso posta la domanda di come un Avvocato penalista riuscisse a fare i conti con la propria coscienza, dopo aver rappresentato uno stupratore, un assassino o magari un pedofilo. Il dubbio, in particolare, sorge con riferimento a quelle “cause ingiuste” per le quali è difficile capire come si faccia a richiedere l’assoluzione o una diminuzione della pena per un soggetto presunto colpevole e pericoloso per la società.
L’equivoco nasce dall’erroneo giudizio sull’attività difensiva e non tiene conto dei principi di giustizia.
Diritto di Difesa Inviolabile
Ai sensi dell’art. 24 Cost. la difesa in giudizio è un diritto inviolabile, mentre secondo l’art.27 Cost. l’imputato è presunto innocente, fino alla sentenza definitiva.
Non si dimentichi che l’equo e giusto processo è un fondamentale diritto dell'uomo (art. 10 Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, art. 6 CEDU, art. 111 Cost.) da cui deriva che chiunque, a prescindere dalla condanna, ha diritto alle garanzie e ai vantaggi che la legge concede.
L’avvocato Penalista pertanto non può, per una propria morale, non di difendere i presunti responsabili dei reati anche più gravi. Egli non giustifica né sostiene il comportamento del reo, ma rappresenta la persona, facendo emergere la verità processuale nel rispetto dei principi di giustizia del diritto penale.
Questa non necessariamente corrisponde con quella assoluta ed è connessa alle prove raccolte in giudizio, che andranno a formare il convincimento del giudice.
Pertanto, se lo Studio legale penale riuscirà a evitare il cliente da una condanna, perché tramite prove dimostrerà l’estraneità ai fatti dell'imputato, avrà solo svolto il proprio compito di garante di diritti.
Quando rivolgersi ad uno Studio Legale Penalista di Roma
Sulla base di tali considerazioni ne deriva che è necessario rivolgersi ad uno Stuio Legale di diritto penale ogni qualvolta il soggetto risulti imputato in un procedimento penale in seguito alla commissione di un reato.
Quest’ultimo è un fatto umano sanzionato dalla legge con pene detentive o pecuniarie e si distingue dagli illeciti civili o amministrativi poiché la normativa di riferimento è il codice penale o leggi collegate.
Compito del legale sarà quello di portare al processo le prove a discarico per dimostrare l’innocenza dell’assistito, far cadere le accuse promosse, chiedere i benefici di legge.
Può capitare che si finisca a giudizio per errori nelle indagini e a maggior ragione è necessaria la difesa dello specialista della materia, in grado di interfacciarsi con il giudicante e scagionare il cliente dall’imputazione.
Il legale inoltre può assumere il patrocinio della vittima del reato, sia essa la persona offesa o la parte civile danneggiata.
La gestione della difesa penale in giudizio è sempre molto delicata considerando le serie implicazioni che ne potrebbero derivare: sanzioni pecuniare elevate e/o limitazioni della libertà personale. Per questo viene sempre demandata ad avvocati penalisti qualificati.
Il processo penale ruota attorno a punti estremamente delicati, perché incide sulla libertà personale dei soggetti coinvolti nella causa.
Il primo è innanzitutto la Libertà. Il diritto inviolabile della libertà non ammette forme di detenzione, ispezione o perquisizione, né qualsiasi altra restrizione, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge, che stabilisce anche i limiti massimi della carcerazione preventiva.
Solo in casi eccezionali di necessità ed urgenza, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore al giudice e convalidati nelle successive 48h, altrimenti si intendono revocati e restano privi di ogni effetto (art. 13 Cost).
Liceità delle Intercettazioni Telefoniche
La libertà viene spesso lesa da metodi di ricerca della prova effettuati in maniera poco ortodossa, come nel caso delle intercettazioni indiscriminate.
La questione è molto delicata poiché vede in contrapposizione la tutela della riservatezza degli individui e il dovere dello Stato di ricerca della verità. A causa della intrinseca invasività delle intercettazioni, il legislatore all’art. 266 c.p.p. ne ha circoscritto l’ambito operativo ai reati che, per la loro gravità oggettiva o per il fatto che l’oggetto delle intercettazioni integri, di per sé, un reato (ad es. nel caso delle minacce o delle molestie) ne giustifichino in concreto l’utilizzo.
Il codice di rito disciplina anche la modalità di svolgimento delle stesse, all’art. 267, che prevede che il p.m. richieda al gip l'autorizzazione a disporre le operazioni.
L’autorizzazione viene riconosciuta nelle ipotesi in cui vi siano gravi indizi di reato e sia indispensabile per la prosecuzione delle indagini.
Altro punto delicato riguarda la valutazione della dichiarazione dei testimoni, cui spesso si fonda la decisione finale.
La testimonianza infatti è un mezzo di prova, utilizzato dal giudice per formare il proprio convincimento sui fatti di causa.
È molto importante, pertanto, valutare l’attendibilità del teste, giudizio diverso dall’analisi della capacità testimoniale.
Quest’ultima appartiene a chiunque abbia un collegamento con il reato contestato e può coinvolgere anche i minori, purché vengano adottate le garanzie nell’assunzione della loro dichiarazione.
L’attendibilità del teste si basa sul contenuto della dichiarazione, senza ricorrere a pregiudizi aprioristici, che tengano conto della persona che officia la dichiarazione (ad esempio dare maggior peso alla dichiarazione di un ufficiale della polizia e un minor peso a quanto espresso da un conoscente dell’imputato).
È chiaro che il giudice deve prendere in considerazioni vari elementi per stabilire la veridicità della deposizione, sia di tipo oggettivo (la precisione e completezza delle dichiarazione, le possibili contraddizioni, ecc.) che soggettivo (la credibilità della dichiarazione in relazione alle qualità personali, ai rapporti con le parti ed anche all’eventuale interesse ad un determinato esito della lite) ma ciò deve avvenire sulla base di una valutazione ex post e caso per caso.
Il testimone, d'altra parte, ha sempre l'obbligo di dire la verità e per questo prima dell'esame viene avvertito delle sanzioni stabilite per la falsa testimonianza.
Migliori Avvocati Penalisti Roma
La professione di avvocato, come tutte le professioni che hanno un’incidenza sul piano umano, richiede una innata passione per il diritto e la capacità di immedesimarsi nei problemi dell’assistito, senza al contempo perdere l’oggettività e confondere la vita privata con quella lavorativa.
Gli Avvocati Penalisti si scontrano ogni giorno con diverse figure e deve avere la capacità di cogliere, dal punto di vista psicologico, aspetti della personalità del proprio assistito, di testimoni, pubblico ministero e giudici.
Egli deve attingere dalla sua esperienza per studiare la persona che ha di fronte e capire, anche da semplici movenze del volto se fidarsi o meno.
In particolare deve lavorare sui testimoni, quindi cercare di porre le giuste domande, quando costoro sono i punti chiave per la tesi difensiva, individuando le motivazioni di certe dichiarazioni ed estrapolando i dettagli più utili.
Nei confronti del cliente è sempre utile mantenere un rapporto di equilibrio.
In ogni situazione il penalista deve saper instaurare un rapporto di conoscenza e di cordialità, ma senza sconfinare nella familiarità, nonostante si finisca per recarsi spesso allo studio del professionista per ricevere consulenze, considerando anche le lungaggini dei tempi processuali.
Egli deve fare uso del proprio bagaglio culturale, di conoscenza giuridica e umana, improntando la difesa in modo corretto e raggiungendo l’obiettivo con cautela, autocontrollo e professionalità.
Serietà e competenza dello Studio Legale Penalista sono determinanti nel processo penale.
L’avvocato penalista di Roma infatti deve avere conoscenze specifiche e settoriali che lo mettono nella condizione di saper rispondere alle esigenze del cliente in ogni momento.
Impostazione Rapporto di Fiducia
Affrontare un processo penale è un'attività di rappresentanza che presuppone un rapporto trasparente tra cliente e avvocato, questo perché sapere dettagli critici della situazione legata al reato può fare la differenza.
Il nostro consiglio è quello di richiedere un parere legale per sapere le modalità di difesa che intende assumere il professionista di ruolo e l’onorario di massima.
Gli avvocati penalisti oltre ad occuparsi dei processi in cui lo Stato agisce per accertare e punire un reato, svolgono attività extra giudiziale, consistente nell’incontrare il cliente, fornire consulenza, ricevere il mandato e studiare il caso.
Innanzitutto è fondamentale che si stabilisca un contatto tra la parte e il professionista.
Questi riceve l’assistito presso il proprio studio, con eccezione dei casi in cui la persona sia detenuta, in quanto il primo contatto avverrà presso il carcere oppure è preso non direttamente con il cliente bensì con i suoi parenti.
Nel corso dei colloqui l’interessato riceve consulenza, assistenza e viene consigliato sul comportamento da adottare.
Al tempo stesso il professionista inizia a conoscere la questione, facendosi raccontare i dettagli del fatto, in modo da poter costruire la tesi difensiva e stabilire gli elementi utili all’assoluzione.
Difendersi da una Denuncia
Se sei stato querelato non c'è necessità di allarmarsi, perchè il procedimento potrebbe essere archiviato prima di subire il processo.
Tuttavia il procedimento non può essere ignorato.
Una volta stabilito il contatto tra l’assistito e il legale, questi riceve mandato formale e assume la rappresentanza degli interessi del cliente.
L’avvocato ha pertanto una serie di poteri e facoltà necessari per rintracciare gli elementi di prova a discarico, tutelare la parte e svolgere bene l’incarico.
In applicazione dei principi del contraddittorio, ragionevolezza dei tempi e della terzietà del giudice (art. 111 cost.), tra tali poteri rientrano quello di conferire, ricevere dichiarazioni o assumere informazioni da persona in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività investigativa; richiedere documenti in possesso della Pubblica Amministrazione; accedere ai luoghi anche privati o non aperti al pubblico, per procedere alla loro descrizione o per eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o audiovisivi (artt. 391 bis-decies e 327 bis c.p.p.).
Sussiste inoltre l’obbligo di avvertire la persona della facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione, pena l’inutilizzabilità delle dichiarazioni ricevute.
Se la persona si avvale di questa facoltà, il difensore può chiedere al P.M. di disporne l’audizione o di procedere per incidente probatorio, con l’inconveniente che in tali sedi vi sarà la discovery delle indagini difensive, veri e propri atti del procedimento.
Oltre alle indagini del difensore il procedimento penale è naturalmente caratterizzato dalle indagini svolte da pubblico ministero e polizia giudiziaria. Esse presentano il carattere della segretezza, con la conseguenza che se da un lato consentono pubblico ministero di acquisire meglio le fonti di prova, dall’altro comportano che chi è indagato, conosca del procedimento a proprio carico soltanto al compimento del primo atto al quale il difensore ha diritto di assistere, tramite l’informazione di garanzia.
In seguito a tale informazione il soggetto acquista lo status di indagato e possiede una serie di garanzie in cui figura ricorrente è il proprio legale.
Lo scopo delle indagini preliminari è accertare se effettivamente sia stato commesso un reato, individuare l’autore e raccogliere prove per avviare l’istruttoria e il processo.
Le autorità possono quindi organizzare ed eseguire perquisizioni, controlli, sequestri di beni e documenti, esaminare testimonianze, disporre intercettazioni telefoniche, sorveglianza elettronica e ispezioni di locali.
Il sospettato può inoltre essere convocato per l’interrogatorio, finalizzato a stabilire il coinvolgimento nel reato e subire eventuali provvedimenti di arresto, fermo, custodia preventiva o mandato di arresto europeo. Un particolare tipo di interrogatorio dove la presenza del legale è particolarmente importante è quello di garanzia previsto dall'art. 294 del codice di procedura penale.
Durante le ispezioni, perquisizioni o sequestri è un proprio diritto farsi assistere da legale di fiducia, purché reperibile, per garantire che l'attività dell'autorità si svolga nel rispetto delle norme di diritto penale, la dignità della persona.
L’avvocato può anche presentare domanda di riesame del provvedimento, qualora l’interessato voglia opporsi al provvedimento di sequestro/confisca del bene.
L’assistenza del legale è obbligatoria per tutta la durata dell'interrogatorio, tanto è vero che l’indagato al momento della convocazione sarà informato di tale diritto e se non ha già un avvocato, il tribunale ne nominerà uno. Al contrario,subito dopo la commissione del fatto e prima dell’interrogatorio formale, la polizia può rivolgere alcune domande cui non si è tenuti a rispondere, anche se non è presente il difensore.
Nel caso di arresto, fermo, custodia cautelare in carcere, la polizia deve contattare immediatamente il legale, che deve essere presente al momento dell’interrogatorio di garanzia ed è indispensabile per presentare il riesame del provvedimento di detenzione.
Nel caso in cui la persona da difendere sia la vittima del reato, la prima consulenza è finalizzata alla presentazione della querela, perchè decidere di sporgere querela non è mai cosa di poco conto.
Per capire tutte le implicazioni legali di diritto penale e personali che potrebbero derivare da questa attività è bene consultarsi prima con un avvocato competente in diritto penale che spieghi i pro e i contro di una denuncia presso la Polizia Giudiziaria di Roma.
Alcuni reati, tassativamente previsti dalla legge, richiedono la denuncia da parte del soggetto leso (querela appunto), quale condizione di procedibilità dell’azione.
Si tratta di fatti di lieve entità, con disvalore sociale minino,ovvero di reati gravi che, una volta resi pubblici, possono provocare un danno ulteriore all’offeso, rispetto a quello già subito.
Il legale aiuta l’interessato nella stesura della querela, sia dal punto di vista della forma che del contenuto (l’atto in particolare deve contenere l’indicazione del fatto nella maniera più dettagliata possibile, anche nell’ottica di indirizzare le indagini e giungere al colpevole), inquadrando il comportamento nella corretta fattispecie legislativa e avendo cura di presentare la denuncia nei termini di legge.
Molti assistiti pensavano di poter azionare i propri diritti in qualunque momento.
L'ordinamento giuridico penale non lo permette, ci sono infatti termini di decandenza e prescrizioni da tenere presenti al momento della strutturazione della strategia dell'avvocato penalista.
Reati ricorrenti
Le cause più ricorrenti nel processo penale riguardano i delitti di violenza contro la persona, tra cui emergono dati relativi ad aggressioni fisiche, rapine (furto mediante l'uso della violenza o della minaccia), gli scippi, reati sessuali (stupri e abusi), omicidi.
Questi ultimi sono sia dolosi (uccisione volontaria di una persona), sia colposi, tra cui rientrano la gran parte degli incidenti mortali per guida pericolosa.
Altri reati frequenti sono quelli contro la proprietà, ossia furti (nelle abitazioni e di autoveicoli-automobili, motocicli, autobus e camion) e danneggiamenti.
Inoltre diverse cause concernono il traffico di stupefacenti, ampia categoria che comprende la detenzione illecita, la coltivazione, la produzione, la cessione, il trasporto, l'importazione e l'esportazione di sostanze stupefacenti e il finanziamento di attività inerenti al traffico di droga.
Sul litorale laziale si sta espandendo sempre di più il reato di associazionismo mafioso ex articolo 416 bis.
A tal proposito si segnala che il recente provvedimento anticorruzione aumenta le pene previste per alcuni reati contro la pubblica amministrazione (peculato, concussione, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità) e introduce una nuova circostanza attenuante per colui che, responsabile di specifici delitti contro la pubblica amministrazione, si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori.
Vengono anche inasprite le pene per l'associazione di tipo mafioso, differenziando le pene per il mero partecipe, per chi promuove, dirige o organizza l'associazione o se l'associazione sia armata.
Gli attori del giudizio penale
Il reato è un fatto naturale commesso da un uomo, cui conseguono degli effetti dannosi nei confronti del bene giuridico protetto.
A fronte di un colpevole vi è un soggetto leso, denominato “persona offesa”, che ha diritto di querela e nel giudizio può costituirsi parte processuale, per ottenere il risarcimento del danno.
Anche se nella maggior parte dei casi vi è coincidenza con il “danneggiato”, non sempre sussiste sovrapposizione tra le figure, che differiscono tra loro. La persona offesa è titolare del diritto tutelato dalla norma penale, il danneggiato è colui che ha subito il danno patrimoniale da reato; per fare un esempio nel caso di omicidio vi sono soltanto i danneggiati, parenti della vittima essendo, il titolare del bene vita, deceduto.
L’altra parte processuale per eccellenza è il pubblico ministero, magistrato che rappresenta l’accusa e svolge funzioni,in prevalenza, di tipo inquirente.
Egli opera sotto la vigilanza del Ministro della giustizia ed esercita l'azione penale quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione (art. 50 c.p.p.).
Ai sensi dell’art. 109 cost. l'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria, che quindi agisce sotto la direzione e alla dipendenza funzionale del pubblico ministero. Entrambi gli organi eseguono le indagini, raccolgono gli elementi di prova, che devono essere acquisite al processo, poiché non esistono le prove precostituite.
Tra queste due parti, vi è l'attività dell'Avvocato Penalista.
Nel caso siate destinatari di una querela, per prima cosa vi verrà notificato un atto di elezione di domicilio in cui dovrete indicare alla polizia giudiziaria il vostro domicilio al fine di ricevere le notifiche del processo penale, nonchè potrete indicare il nome del vostro avvocato di fiducia.
Si badi bene che qualora non venisse indicato l'avvocato di fiducia la Procura ne nominerà uno d'ufficio secondo la turnazione stabilita dal Consiglio dell'Ordine tra gli avvocati iscritti nelle liste di ufficio. Ciò avviene perchè la difesa penale è obbligatoria e pertanto non è possibile affrontare un processo penale senza un legale.
Pertanto se non siete voi a sceglierlo sarà la Procura ad indicarvene uno.
Il professionista d'ufficio va retribuito in base all'attività svolta. Molte persone errano nel pensare che sia pagato dallo Stato, in realtà è l'indagato o l'imputato a doverlo pagare.
Diversamente invece se il patrocinato ha un reddito inferiore ad una certa soglia (11.369,24 per il 2014) sarà lo Stato a garantirgli una difesa pagando l'onorario dell'avvocato. Si precisa che il reddito che viene preso in considerazione è quello dell'anno precedente rispetto alla richiesta di ammissione al gratuito patrocinio e che vanno dichiarati altresì i redditi dei familiari conviventi.
Il passo successivo sarà ricevere la notifica dell'avviso di garanzia o dell'archiviazione del processo penale se nel corso delle indagini non sono emersi profili di colpevolezza.
Nel primo caso inizierà il processo penale vero e proprio.
Riduzione della Pena - Riti Alternativi
Il processo penale può anche concludersi con una richiesta di rito alternativo che dovrà avvenire prima dell'apertura del dibattimento da parte dell'avvocato provvisto di procura speciale o direttamente dalla parte.
Questa scelta consente all'imputato di usufruire di una riduzione della pena pari ad 1/3 in caso di condanna.
I riti alternativi che può invocare il presunto reo sono il patteggiamento ed il giudizio abbreviato.
Nel primo caso la difesa patteggia col pubblico ministero una pena ed il giudice successivamente pronuncerà la sua sentenza conformandosi al patteggiamento (a meno che non decida di prosciogliere l'imputato).
Con il giudizio abbreviato si chiede al giudice di decidere in sede di udienza preliminare e allo stato degli atti. Non ci sarà pertanto un'istruttoria.
Chi ha subito condanne definitive può, decorso il termine di tre anni, chiedere la cancellazione dei reati e delle pene accessorie dal casellario giudiziale ed ottenere l'estinzione dei reati presentando un'istanza al Tribunale di Sorveglianza.
Gli anni salgono ad otto in caso di recidiva e dieci per i delinquenti abituali.
Il diritto penale è un settore del diritto pubblico costituito dall’insieme di norme giuridiche attraverso cui lo Stato proibisce determinati comportamenti umani considerati reati, mediante la minaccia di una sanzione.
La presenza di questa sanzione afflittiva, comunemente detta pena, distingue le norme penali da quelle civili e amministrative.
Il diritto penale si fonda su quattro principi fondamentali:
il principio di legalità, sancito dall'articolo 1 del codice penale, secondo il quale nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto dalla legge come reato, e dall'articolo 25 della Costituzione, che statuisce che nessuno possa essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso
il principio di materialità, per il quale il reato deve manifestarsi in una condotta esterna
il principio di offensività, in base al quale, per esserci reto, il comportamento deve essere idoneo a danneggiare o a mettere in pericolo uno o più beni giuridici
il principio di colpevolezza, che fissa i presupposti per poter considerare un determinato comportamento come imputabile al suo agente e che trova riscontro nell’articolo 27 comma 1 della Costituzione ( la responsabilità penale è personale).
La fonte principale del diritto penale è il codice penale, complesso di articoli suddiviso in tre libri, il primo dei quali contiene i concetti generali, il secondo è dedicato alle disposizioni descrittive delle diverse figure di reato, suddivise in più categorie (per esempio i delitti contro la persona, contro il patrimonio, la morale, la pubblica fede e tanti altri) e il terzo alle contravvenzioni, condotte illecite meno gravi che in quanto tali sono anche sanzionate con pene più lievi (arresto e ammenda a fronte di ergastolo, reclusione e multa che sono le pene previste per i delitti).
Altre fonti del diritto penale sono la Costituzione della Repubblica e numerose leggi speciali.
Nei salotti dell’etica si è spesso posta la domanda di come riuscisse un avvocato penalista a fare i conti con la propria coscienza, dopo aver tutelato uno stupratore, un assassino o magari un pedofilo. Il dubbio, in particolare, sorge con riferimento a quelle “cause ingiuste” in cui diventa difficile capire in che modo possa essere richiesta un’assoluzione o una diminuzione della pena per un soggetto certamente colpevole e pericoloso per la società.
L’equivoco nasce dall’erroneo giudizio sull’attività difensiva e non tiene conto dei principi democratici vigenti, certamente prevalenti sull’opinione pubblica.
Ai sensi dell’art. 24 Cost. la difesa in giudizio è un diritto inviolabile, mentre secondo l’art.27 Cost. l’imputato è presunto innocente, fino alla sentenza definitiva. Inoltre non si dimentichi che l’equo e giusto processo è un fondamentale diritto dell'uomo (art. 10 Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, art. 6 CEDU, art. 111 Cost.) da cui deriva che chiunque, a prescindere dalla condanna, ha diritto alle garanzie e ai vantaggi che la legge concede.
L’avvocato pertanto non può, per una propria morale, evitare di difendere i responsabili dei reati anche più gravi. Egli non giustifica né sostiene il comportamento del reo, ma tutela la persona indagata-imputata, facendo emergere la verità processuale.
Pertanto, se l’avvocato penalista riuscirà a evitare il cliente da una condanna, perché tramite prove dimostrerà l’estraneità ai fatti del cliente, ha solo svolto il proprio compito di garante di diritti.
Sulla base di tali considerazioni deriva che sia necessario rivolgersi alla figura dell’avvocato penalista ogni qualvolta il soggetto risulti imputato in un procedimento penale in seguito alla commissione di un reato.

References: sentenza 
 art. 6
 art. 111
 articolo 416
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 111