Source: https://e-justice.europa.eu/content_interim_and_precautionary_measures-78-se-it.do?init=true
Timestamp: 2019-09-23 16:25:34+00:00

Document:
Misure provvisorie e cautelari - Svezia
Al capo 15 del rättegångsbalken (codice di procedura giudiziaria svedese) sono enunciate le disposizioni fondamentali riguardanti le misure conservative in caso di controversie. Come regola generale, nell'ambito di una causa civile non si può procedere a nessuna esecuzione coatta fino a quando il giudice non abbia statuito nel merito, ma le disposizioni riguardanti tali misure costituiscono un'eccezione a questa regola. In genere, le misure in questione mirano ad assicurare che la parte soccombente adempia gli obblighi in seguito imposti dalla sentenza.
La misura conservativa più frequente è il sequestro, che consente all'attore in giudizio di far mettere sotto custodia i beni della controparte o di sottrarli in altro modo al diritto di godimento di questa.
A norma del capo 15, articolo 1, del codice di procedura giudiziaria svedese, il sequestro può essere accordato per garantire la successiva esecuzione di una sentenza riguardante una richiesta di recupero di un credito. In linea di principio, secondo tale disposizione l'ordine di sequestro deve essere formulato in modo da comprendere beni appartenenti al debitore, a concorrenza di un valore ritenuto pari all'importo del credito da recuperare. Tuttavia, in casi eccezionali, nell'ordine di sequestro si possono precisare quali beni possono formare oggetto dell'esecuzione.
Si può disporre il sequestro anche per garantire la successiva esecuzione di una sentenza riguardante il diritto di prelazione relativo a determinati beni (capo 15, articolo 2, del codice di procedura giudiziaria svedese). Tra le sentenze di questo tipo si possono citare, ad esempio, le decisioni che concedono all'attore il diritto di prelazione su determinati titoli azionari o che obbligano il convenuto a consegnare senza indugio tali titoli.
Al capo 15, articolo 3, del codice di procedura giudiziaria svedese è enunciata una disposizione generale secondo la quale il giudice ha facoltà di adottare gli opportuni provvedimenti per garantire i diritti del richiedente. Questa disposizione si applica, tra l'altro, nel caso di un'azione intesa a ottenere un'ingiunzione. Si ritiene che tale disposizione si applichi anche nel caso di una richiesta mirante a far dichiarare che il convenuto non ha diritto a servirsi, nella sua attività, di determinate merci indicate in una clausola in materia di concorrenza.
Inoltre, a norma del capo 15, articolo 4, del codice di procedura giudiziaria svedese, in caso di diritto di prelazione su determinati beni il giudice può ordinare la restituzione di una proprietà sottratta, ecc.
All'articolo 5, paragrafo 3, del medesimo capo 15 del codice è previsto che, a determinate condizioni, può essere adottato un provvedimento cautelare.
Per determinati settori specializzati, ad esempio il diritto dei brevetti, le misure conservative sono disciplinate da disposizioni particolari.
La decisione relativa alle misure conservative viene adottata dal giudice dinanzi al quale è in corso il procedimento giudiziario. Se non è in corso un procedimento giudiziario, si applicano sostanzialmente le medesime disposizioni generali relative alla competenza giurisdizionale in caso di controversia.
Il giudice non può prevedere misure conservative di propria iniziativa. Di conseguenza, la parte che intenda ottenere una decisione in tal senso deve farne domanda. Se non è in corso un procedimento giudiziario, la domanda va presentata per iscritto.
Non è necessario che il richiedente sia assistito o rappresentato da un avvocato. I procedimenti giudiziari dinanzi ai tribunali svedesi sono gratuiti, salvo una tassa d'introduzione della domanda, che ammonta attualmente a 450 SEK (pari a circa 50 EUR).
Per poter attuare le misure di cui agli articoli 1-3 del capo 15 del codice di procedura giudiziaria svedese (rättegångsbalken), è necessario che la questione principale propriamente detta (per esempio il recupero di un credito, di cui all'articolo 1) possa formare oggetto di un procedimento giudiziario o di un'altra procedura analoga. Questa seconda categoria comprende, tra l'altro, le procedure di arbitrato.
L'Högsta domstolen (Corte suprema) ha statuito che il sequestro e le altre misure conservative di cui al capo 15 del codice di procedura giudiziaria sono applicabili nel caso di richieste presentate a giudici stranieri, se le decisioni di tali giudici dovranno essere eseguite in Svezia.
Per accordare un sequestro a norma degli articoli 1-3 del capo 15 del codice di procedura giudiziaria svedese, devono inoltre essere soddisfatte le seguenti condizioni:
il richiedente deve dimostrare che la sua domanda nei confronti di un terzo si basa su motivi plausibili, tali da consentire d'iniziare un procedimento giudiziario o un'altra procedura analoga.
Inoltre, il richiedente deve dimostrare che "si possa ragionevolmente temere" che la controparte si sottragga all'obbligo di pagare il debito rendendo irreperibile se stessa o le sue proprietà o in altro modo (articolo 1), che renda irreperibili le sue proprietà, le danneggi gravemente o ne disponga in altro modo a danno del richiedente (articolo 2), che impedisca o renda più difficile l'esercizio dei diritti del richiedente o infici gravemente il valore delle proprietà eseguendo determinate operazioni, compiendo o non compiendo determinate azioni o in altro modo (articolo 3).
Perché sia adottato un provvedimento cautelare, è necessario che vi sia un rischio in caso d'indugio, vale a dire che vi sia il pericolo di non poter applicare una determinata misura se la decisione in tal senso non viene adottata immediatamente, senza audizione della controparte. Se la misura viene accordata in forma di provvedimento cautelare, tale decisione deve essere notificata alle parti, chiedendo al convenuto di presentare osservazioni al riguardo. Se vengono presentate osservazioni, il giudice dovrà riesaminare senza indugio la questione decidendo della validità della misura in oggetto.
Infine, la misura può essere accordata se il richiedente fornisce una garanzia riguardo al danno che può derivarne alla controparte. Se il richiedente non può offrire tale garanzia, ma al tempo stesso dimostra che la sua domanda si fonda su ragionevoli motivi, può essere liberato dall'obbligo di fornire la garanzia.
L'esecuzione delle decisioni relative al sequestro per il recupero di un credito riguarda beni aventi sino a un determinato valore. In generale, l'esecuzione è soggetta alle medesime condizioni previste per il pignoramento. Tuttavia, non è possibile procedere alla vendita dei beni sequestrati.
In linea di principio, l'esecuzione può riguardare qualsiasi bene, immobile o mobile.
Determinati beni non possono essere sequestrati. È il caso degli effetti personali, che comprendono tra l'altro:
i vestiti e gli altri oggetti di uso personale del debitore, sino a un valore ragionevole;
il mobilio, gli elettrodomestici e altre attrezzature necessarie per la casa e la sua manutenzione;
gli strumenti di lavoro e altre attrezzature necessarie per l'attività professionale o per la formazione del debitore;
i beni personali, per esempio medaglie onorifiche e trofei sportivi, che rivestono per il debitore un valore tale che sarebbe ingiusto sequestrarli.
I beni di proprietà possono essere protetti anche in base a disposizioni particolari, ad esempio in caso di risarcimento dei danni.
Il sequestro per il recupero di crediti non può applicarsi alla retribuzione ecc. prima che la medesima sia stata corrisposta e possa quindi essere confiscata.
I beni posti sotto sequestro per il recupero di crediti non possono essere venduti dal convenuto, il quale non può neanche disporne in altro modo a danno del richiedente. Tuttavia, per speciali motivi la Kronofogdemyndigheten (Autorità svedese per l'esecuzione) può concedere una deroga dal divieto di disporre dei beni. Ogni impiego dei beni in contrasto con il divieto è passibile di sanzioni penali.
Quando viene applicata una misura di cui agli articoli 1-3 del capo 15 del codice di procedura giudiziaria svedese, il richiedente deve sottoporre il suo caso all'autorità giudiziaria entro il termine di un mese, qualora non vi abbia ancora provveduto. Se la domanda viene presentata nell'ambito di un altro procedimento, il richiedente è tenuto ad adottare le misure previste per tale procedimento.
Se la misura viene accordata in forma di provvedimento cautelare, tale decisione deve essere notificata alle parti, chiedendo al convenuto di presentare osservazioni al riguardo. Se vengono presentate osservazioni, il giudice dovrà riesaminare senza indugio la questione decidendo della validità della misura in oggetto.
Una misura viene annullata immediatamente se, dopo essere stata accordata, viene costituita la garanzia intesa ad assicurare il conseguimento dell'obiettivo così perseguito.
Una questione relativa a una misura conservativa deve formare oggetto di decisione, che si tratti di una questione procedurale relativa all'esame di una causa oppure di una misura conservativa a sé stante.
In entrambe le situazioni, la decisione può essere impugnata in appello, in particolare dalla parte alla quale si applica tale decisione. La decisione di un tingsrätt (tribunale distrettuale) va impugnata per iscritto entro tre settimane dal giorno in cui è stata pronunciata. Se la decisione non è stata pronunciata in udienza o se in udienza non è stata menzionata alcuna data per la pronuncia della decisione, il termine per la presentazione del ricorso in appello decorre dal giorno in cui la decisione è stata notificata all'attore. Il ricorso sarà esaminato presso l'hovrätt (corte d'appello), ma va depositato presso il tribunale distrettuale.
Se, in una controversia, il tribunale distrettuale ha respinto una domanda di misura conservativa di cui al capo 15 del codice di procedura giudiziaria svedese (rättegångsbalken), oppure ha invalidato la decisione in tal senso, la corte d'appello può statuire la validità della misura sino a nuovi sviluppi. Se il tribunale distrettuale accorda la misura oppure dichiara che la decisione può essere applicata anche senza essere stata convalidata, la corte d'appello può sospendere immediatamente la decisione del giudice di primo grado sino a nuovi sviluppi.

References: articolo 1
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 4