Source: http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-v/capo-i/art135.html
Timestamp: 2017-05-23 20:41:06+00:00

Document:
Art. 135 codice penale - Ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive - Brocardi.it
LIBRO PRIMO - Dei reati in generale >
Titolo V - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena (artt. 131 bis-149) >
Capo I - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. della modificazione e applicazione della pena >
Articolo 135Codice Penale
Ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive
Dispositivo dell'art. 135 Codice Penale
Titolo V - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena (artt. 131 bis-149)
Capo I - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. della modificazione e applicazione della pena
Quando, per qualsiasi effetto giuridico, si deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando euro 250, o frazione di euro 250 (1), di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva (2).
La legge 15 luglio 2009, n. 94 (art 32, comma 62), ha sostituito le parole “calcolando euro 38, o frazione di euro 38”, con la nuova dicitura " calcolando euro 250, o frazione di euro 250".
La norma in esame deve ritenersi relativa sia alle ipotesi di sostituzione della pena detentiva breve con pena pecuniaria, sia ai casi di sottrazione, dall'ammontare della pena pecuniaria in concreto irrogata, della custodia cautelare sofferta, che agli istituti della sospensione condizionale della pena.
Cass. n. 19725/2011
Il criterio di ragguaglio di euro 250 di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva di cui all'art. 135 c.p. come modificato per effetto dell'art. 3, comma sessantaduesimo, della L. n. 94 del 2009, non si applica, ai fini della sostituzione "ex" art. 53 L. n. 689 del 1981, ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della predetta modifica in quanto norma meno favorevole rispetto alla disciplina pregressa.
Cass. n. 10966/2010
L'aggiornamento del criterio di ragguaglio fra pena pecuniaria e pena detentiva di cui all'art. 135 c.p. per effetto dell'art. 3, comma sessantaduesimo, della L. 15 luglio 2009, n. 94, incidendo sul limite previsto per la sospensione condizionale dall'art. 163, comma primo, c.p., è applicabile ai fatti pregressi in virtù della regola dettata dall'art. 2, comma quarto, c.p., in quanto norma più favorevole al condannato. (Nella specie la Corte ha annullato con rinvio la sentenza, ritenendo applicabile lo "ius superveniens", in un caso in cui la sospensione condizionale della pena era stata negata dal giudice di merito poiché la pena pecuniaria inflitta, ragguagliata con quella detentiva in base al criterio applicabile prima della modifica operata con la L. n. 94 del 2009, superava il limite dei due anni).
Cass. n. 20403/2005
Cass. n. 47449/2004
Ai fini del ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, previsto dall'art. 135 c.p., il computo avviene convertendo 38 euro, o frazione di 38 euro, per ogni giorno di pena detentiva eliminando, sin dall'inizio, i decimali. (Fattispecie in cui le sezioni unite della Corte hanno ritenuto corretta l'applicazione di pena patteggiata, con sostituzione di quella pecuniaria a quella detentiva, attraverso l'eliminazione dei decimali all'inizio dell'operazione di conversione da lire in euro, e non alla fine del calcolo, prendendo a base della conversione stessa la somma di euro 38 per ogni giorno di pena detentiva e non quella di euro 38,73, equivalenti a lire 75.000).
Cass. n. 20359/2004
In caso di sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria, ai sensi dell'art. 53 della legge 24 novembre 1981 n. 689, nel ragguaglio da operarsi ai sensi dell'art. 135 c.p., l'eliminazione dei decimali, stabilita, a seguito della trasformazione del sistema monetario, dall'art. 51, comma terzo, del D.L.vo 24 giugno 1998 n. 213, va effettuata sulla somma stabilita per ciascun giorno e non su quella corrispondente al risultato finale. (Nella specie, in applicazione di tale regola, la Corte ha ritenuto quindi corretto il ragguaglio operato sulla base della somma di euro 38,00 per ciascun giorno di pena detentiva).
Cass. n. 6514/2004
Il principio posto dall'art. 51, comma secondo e terzo, D.L.vo n. 213 del 1998 — per il quale ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nelle vigenti disposizioni normative è tradotta in euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato e, qualora detta conversione produca un risultato espresso anche con decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali — riguarda esclusivamente le sanzioni pecuniarie, penali o amministrative. Ne consegue che detto arrotondamento non è applicabile al ragguaglio ex art. 135 c.p. fra pene pecuniarie e detentive, che sebbene previsto da legge penale non ha natura di sanzione.
Cass. n. 6483/2004
In sede di patteggiamento, l'arrotondamento della misura della pena sostitutiva, per effetto della conversione della lira in euro, va effettuato sul calcolo finale e non già preventivamente sul criterio di ragguaglio tra pena pecuniaria e pena detentiva (nella specie, la pena concordata era stata determinata con il preventivo arrotondamento del parametro di ragguaglio in e. 38).
Cass. n. 18405/2003
Il principio posto dall'art. 51, comma 2 e 3, D.L.vo n. 213 del 1998 — per il quale ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nelle vigenti disposizioni normative è tradotta in euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato e, qualora detta conversione produca un risultato espresso anche con decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali — è applicabile anche al ragguaglio fra pene pecuniarie e detentive. (Fattispecie in tema di applicazione di una pena pecuniaria in sostituzione di quella detentiva ai sensi dell'art. 53 della legge n. 689 del 1981, in cui la Corte ha ritenuto che il calcolo da eseguire, rapportando un giorno di reclusione alla pena pecuniaria ai sensi dell'art. 135 c.p., comportasse l'eliminazione dei decimali risultanti dalla conversione in euro delle originarie lire 75.000 prima di moltiplicare il risultato per il numero dei giorni di detenzione determinati in sentenza).
Cass. n. 1953/1996
In caso di condanna per più reati uniti dal vincolo della continuazione, quando il reato base sia punito con la pena della reclusione e quello satellite con la pena della reclusione o della multa è possibile irrogare la pena prevista per la continuazione nella forma della pena pecuniaria e non necessariamente con quella detentiva. La ammissibilità della continuazione anche tra reati puniti con pena eterogenea consente infatti l'unificazione delle pene appartenenti allo stesso genus reclusione/arresto o multa/ammenda, ma, per il rispetto del principio di legalità, non tra quelle appartenenti a genus differenti. L'aumento di pena dovrà essere commisurato al reato più grave ed il rispetto del limite massimo fissato per l'aumento, che può arrivare sino al triplo, è garantito dal sistema del ragguaglio fissato dall'art. 135 c.p. (Fattispecie in tema di concorso tra il reato di lesioni volontarie, punito con la sola pena della reclusione, e quello di ingiurie, punito con pena alternativa).
Cass. n. 1884/1996
La statuizione relativa alla sospensione condizionale della pena diviene definitiva con il passaggio in giudicato della sentenza e non con il decorso dei cinque anni entro i quali la decisione sottoposta a sospensione è destinata a veder modificato il proprio contenuto, con la dichiarazione di estinzione del reato o con la revoca del beneficio, a seconda della condotta del condannato. Non è perciò concedibile in fase esecutiva il beneficio della sospensione condizionale della pena pecuniaria che era stato negato al momento della decisione perché la pena pecuniaria, convertita in base al criterio indicato allora dall'art. 135 c.p., superava i limiti previsti per la sua concessione, anche se esso sarebbe invece concedibile applicando l'attuale tariffa di settantacinquemila lire al giorno e non è ancora decorso il quinquennio di rito. L'impossibilità di concedere la sospensione della pena in fase esecutiva discende dai principi generali in tema di giudicato penale e non sono desumibili profili di incostituzionalità in ragione del diverso trattamento riservato alla continuazione e al concorso formale, che possono essere applicati in fase esecutiva.
Cass. n. 12310/1995
La norma dell'art. 135 c.p. non ha natura né sostanziale, né processuale, giacché, per quanto sia inserita nel codice penale, in base alla sua stessa formulazione, ha valore «per qualsiasi effetto giuridico» e, conseguentemente, ha natura sostanziale se deve essere utilizzata a tal fine e processuale nel caso opposto. (Fattispecie in cui, per un fatto commesso prima dell'entrata in vigore della L. 5 ottobre 1993, n. 402 — che ha elevato da lire 25.000 a lire 75.000 pro die l'importo da considerare in caso di ragguaglio tra pena detentiva e pena pecuniaria — la Suprema Corte ha ritenuto che, ai fini della sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria ex art. 53 della L. n. 689 del 1981, si dovesse far riferimento al criterio di ragguaglio vigente al momento del fatto, in quanto più favorevole al reo).
Cass. n. 3687/1994
L'art. 102 della L. 24 novembre 1981, n. 689, disciplina la conversione delle pene pecuniarie in modo autonomo, senza richiamarsi ai criteri dettati dall'art. 135 c.p. in tema di ragguaglio tra pene pecuniarie e pene detentive, ai quali, invece, occorre riferirsi per l'espresso rinvio operato dall'art. 53 della medesima legge, nelle ipotesi di sostituzione di pene detentive brevi; pertanto la conversione della pena pecuniaria deve essere effettuata, anche dopo la modifica dell'art. 135 c.p. ad opera della L. 5 ottobre 1993 n. 402, sulla base del calcolo di lire 25.000 e non di lire 75.000, per ogni giorno di libertà controllata.
Cass. n. 3385/1994
Il disposto dell'art. 102, comma 3, L. 24 novembre 1981 n. 689, secondo il quale, ai fini della conversione di pene pecuniarie non eseguite per insolvibilità del condannato in libertà controllata, il ragguaglio operato in ragione di lire 25.000 (o frazione) per un giorno di libertà controllata non può ritenersi influenzato dalla nuova formulazione dell'art. 135 c.p., introdotta dall'art. 1 della L. 5 ottobre 1993, n. 402, in base alla quale, al diverso fine del ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo si effettua calcolando 75.000 lire (o frazione) di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva.
Cass. n. 2288/1994
La conversione delle pene della multa e dell'ammenda non eseguite per insolvibilità del condannato in libertà controllata o in lavoro sostitutivo è disciplinata non già dall'art. 135 c.p. sibbene dagli artt. 136 c.p. e 102 della L. 24 novembre 1981, n. 689, il quale ultimo articolo dispone, al comma 3, che il ragguaglio è effettuato sulla base, rispettivamente, di lire 25.000 o di lire 50.000 per giorno o frazione di giorno. E poiché il citato art. 102 della L. n. 689/1981 non è stato modificato dalla L. 5 ottobre 1993, n. 402, che ha modificato invece soltanto l'art. 135 c.p. (prescrivendo che il ragguaglio, ai fini ivi previsti, abbia luogo calcolando lire 75.000 per ogni giorno di pena detentiva), ne deriva che la conversione in argomento deve continuare ad essere effettuata sulla base del criterio di ragguaglio tuttora indicato nello stesso art. 102. (In motivazione la Corte ha altresì rilevato che la identità, prima dell'intervento della L. n. 402/1993, fra i criteri quantitativi di ragguaglio di cui all'art. 135 c.p. e quelli di cui all'art. 102 della L. n. 689/1981 non implica che la modifica normativa dei primi debba estendersi anche ai secondi, e che la non estensione trova conferma anche nel fatto che la modifica non prende in esame il ragguaglio ai fini del lavoro sostitutivo).
estero Risposta in soli 5 giorni
La fuznione della pena e le garanzie dei...
(luglio 2012) -10%
La fuznione della pena e le garanzie dei diritti fondamentali
Autore: Toscano Attilio Editore: Giuffrè Data di pubblicazione: luglio 2012 Prezzo: 24,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! Filosofia dei delitti e delle pene
(luglio 2015) -10%
Autore: Ragimov Ilham Editore: Giappichelli Pagine: 227 Data di pubblicazione: luglio 2015 Prezzo: 30,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni, Filosofia del diritto COMPRALO SUBITO! Fra delitto e castigo. Sistematica e genetica...
(ottobre 2014) -10%
Autore: Tonon Daniela Editore: Giappichelli Pagine: 240 Data di pubblicazione: ottobre 2014 Prezzo: 26,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! Sommario
(gennaio 2013) -10%
Autore: Colombo Gherardo Editore: Ponte alle Grazie Collana: Saggi Pagine: 136 Data di pubblicazione: gennaio 2013 Prezzo: 9,90 €
-10% 8,91 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescrive la Costituzione, ma semplicemente repressa, e privata di elementari diritti sanciti dalla nostra carta fondamentale - come ne vengono privati i loro cari; la condizione carceraria, per il sovraffollamento, la violenza fisica e psicologica, è di una durezza inconcepibile per chi non la viva, e questa durezza incoraggia tutt'altre tendenze che il desiderio... (continua)
Autore: Randazzo Lucia, Galati M. Letizia Editore: Giuffrè Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process. Data di pubblicazione: aprile 2015 Prezzo: 24,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! La legge n. 67/2014 ha introdotto nell'ordinamento italiano la sospensione del procedimento con messa alla prova per gli imputati o indagati maggiorenni. Si tratta di un nuovo rito alternativo al dibattimento, il cui esito positivo comporta l'estinzione del reato ed è destinato a risolvere, in conformità alle direttive europee, la questione del sovraffollamento delle carceri. Il volume approfondisce le disposizioni introdotte dalla nuova normativa, indica le strategie... (continua)
Autore: Pavich Giuseppe Editore: Giuffrè Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process. Data di pubblicazione: settembre 2015 Prezzo: 35,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni, Diritto dell'esecuzione penale COMPRALO SUBITO! La determinazione della sanzione a conclusione di un processo penale non è solo frutto della discrezionalità del giudice ma è anche conseguenza di numerose variabili, legate agli istituti sostanziali e processuali applicabili in ciascun caso. Focalizzare i principi che regolano tali istituti e i criteri applicativi per il calcolo della pena è necessario non solo al giudice che deve applicarla, ma anche alle altre parti processuali, sia per le rispettive... (continua)
Editore: Il Mulino Collana: Saggi Pagine: 160 Data di pubblicazione: settembre 2015 Prezzo: 22,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! Se consideriamo il reato non solamente come violazione di una norma, bensì anche come una ferita verso un singolo o una comunità, se riteniamo che l'autore di reato debba in primo luogo porre attivamente rimedio alle conseguenze della sua condotta, se teniamo in conto le esigenze della vittima e quindi il suo bisogno di veder ricucito là dove è stato lacerato, esprimiamo una domanda di "giustizia riparativa". Studiosi di rilievo, aventi formazione diversa... (continua)
(gennaio 2015) -10%
Autore: Mariani Elena Editore: Maggioli Editore Pagine: 228 Data di pubblicazione: gennaio 2015 Prezzo: 24,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni COMPRALO SUBITO! Il presente lavoro prende le mosse dalla considerazione di come il sistema sanzionatorio penale italiano stia perdendo sempre più certezza ed effettività, essendo stato svuotato di contenuto dall'introduzione e dalla modificazione 'schizofrenica' di alcuni istituti di diritto penale, processuale penale e penitenziario. Lo studio analizza, innanzitutto, le cause di tale situazione, tra le quali l'anacronistica rigorosità della disciplina sanzionatoria codicistica,... (continua)
Legalizzare la tortura? - Ascesa e declino...
Legalizzare la tortura?
Ascesa e declino dello Stato di diritto
Autore: Lalatta Costerbosa Marina, La Torre Massimo Editore: Il Mulino Collana: Saggi Pagine: 190 Data di pubblicazione: gennaio 2013 Prezzo: 19,00 €
Categorie: La pena: tipi e funzioni, Filosofia del diritto COMPRALO SUBITO! Guantánamo, Abu Ghraib, Bagram: sono nomi sinistri, che evocano scenari di umiliazioni, vessazioni e sevizie usate nei confronti di detenuti. Sull'onda di queste e altre analoghe vicende venute alla luce negli ultimi dieci anni, si è acceso un dibattito che risulta sorprendente per ampiezza e vigore, ma anche scandaloso per la domanda intorno alla quale ruota: è legittima e auspicabile la legalizzazione della tortura? Una questione scabrosa, che gli autori affrontano... (continua)
Il perdono responsabile. Perché la punizione...
(novembre 2011) -10%
Il perdono responsabile. Perché la punizione non è lo strumento idoneo per recuperare le persone alla società
Autore: Colombo Gherardo Editore: Ponte alle Grazie Collana: Sentieri Pagine: 192 Data di pubblicazione: novembre 2011 Prezzo: 12,50 €

References: Articolo 135

Cass. 
 art. 53

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 art. 135

Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 53

Cass. 

Cass. 

Cass. 
 art. 102
 art. 102