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Timestamp: 2018-03-17 20:22:29+00:00

Document:
Regolamento Generale del Comprensorio Alpino VCO 2 2017/2018 – VCO2
Home Regolamento Generale del Comprensorio Alpino VCO 2 2017/2018
Regolamento Generale del Comprensorio Alpino VCO 2 2017/2018
Regolamento Generale 2017 (DOC)
*REGOLAMENTO IN ATTESA DI APPROVAZIONE DEFINITIVA
La Regione Piemonte con delibera n° 179.45728 del 08/05/95 ai sensi della legge n° 53 dell’ 11/04/95, ha costituito il Comprensorio Alpino “Ossola Nord” con sigla di riferimento C.A. – V.C.O. 2.
La Provincia del V.C.O., con delibera n° 131 del 21/03/96 ha nominato il Comitato di Gestione del Comprensorio Alpino di caccia, “Ossola Nord”, con sigla di riferimento C.A. – V.C.O. 2.
In esso l’esercizio della caccia è normato oltre che dalle leggi vigenti in materia, dai disposti del presente regolamento adottati dal Comitato di Gestione.
Sono ammessi all’esercizio venatorio nell’ambito del Comprensorio Alpino V.C.O. 2, i cacciatori muniti di licenza di caccia che abbiano presentato regolare domanda di ammissione, o di rinnovo, nei tempi, con le modalità e priorità prescritte dai competenti organi regionali per ogni esercizio venatorio.
L’esercizio della caccia nel C.A. – V.C.O. 2 è subordinato all’osservanza scrupolosa non solo delle norme di legge, bensì all’accettazione integrale ed incondizionata delle norme interne di disciplina fissate dal Comitato di Gestione, in merito alle quali ogni cacciatore ha l’obbligo di prendere coscienza.
Nel territorio del C.A. – V.C.O. 2, la caccia può essere esercitata soltanto dai cacciatori ammessi ed in regola con i pagamenti dovuti e muniti dell’apposito tesserino, con il rispetto delle modalità, divieti e limitazioni stabiliti dal calendario venatorio Regionale, Provinciale e del C.A. – V.C.O. 2.
Nel territorio del C.A. – V.C.O. 2, la selvaggina appartiene a chi la uccide. Peraltro essa appartiene al cacciatore che l’ha scovata purchè non ne abbandoni l’inseguimento, e quella palesemente ferita al feritore.
La sorveglianza nel C.A. – V.C.O. 2 sarà esercitata dagli Agenti dell’Amministrazione Provinciale e dalle Guardie Volontarie, oltre ai soggetti indicati dalla normativa vigente.
L’apertura e la chiusura della caccia, le specie cacciabili, verranno fissate dal Calendario Regionale. Ai sensi dell’ art. 18 comma 5) della L. 157/92 il numero di giornate di caccia settimanali per ogni cacciatore è di tre; nel territorio destinato alla gestione della caccia programmata, l’ attività venatoria è consentita nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica. Per la caccia di selezione agli ungulati, l’attività venatoria è consentita nei giorni di mercoledì e domenica. Nella giornata di sabato è consentita la caccia alle specie migratorie ed alla lepre comune. La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto. La caccia di selezione agli ungulati è consentita fino ad un ora dopo il tramonto. L’esercizio venatorio è vietato nelle giornate di martedì e venerdì.
REGOLAMENTO UNGULATI 2017/2018
COMPRENSORIO ALPINO VCO 2 OSSOLA NORD
La caccia di selezione a Camoscio, Capriolo e Cervo è organizzata per settori, così come segue:
CAMOSCIO – CERVO – CAPRIOLO
Distretto “ANTIGORIO”
Distretto “VIGEZZO”
E’ fatto obbligo indossare un indumento appariscente e ben visibile, durante le operazioni di caccia a tutte le specie.
Per il recupero dei capi abbattuti è consentito l’uso dell’elicottero non prima delle ore 12.00; il socio è tenuto, prima di effettuare il recupero con l’elicottero, ad avvisare il tecnico del comprensorio (tel. 347 5426680).
Il socio dovrà indicare il luogo di scarico del capo abbattuto che, obbligatoriamente, dovrà essere il luogo più prossimo, raggiungibile da mezzi motorizzati, al luogo di abbattimento.
E’ fatto obbligo altresì, ai sensi della determinazione n° 272 del 14 maggio 2013 (settore aree protette), di utilizzare, all’interno delle Z.P.S. (zone di protezione speciale), munizionamento privo di piombo.
E’ previsto inoltre l’obbligo di verificare sempre l’esito del tiro sul selvatico, recandosi sul luogo del presunto abbattimento.
In caso di ferimento del selvatico, occorre contattare il servizio di recupero con cane da traccia.
Camoscio dal 20 settembre
al 22 ottobre 2017 10 giornate
Cervo dal 15 ottobre
al 29 novembre 2017 9 giornate + 5 per piano prelievo classe 0)
Capriolo I FASE
al 18 ottobre 2017 10 giornate
dall’ 1 novembre
al 15 novembre 2017 5 giornate
E’ consentito l’ abbattimento giornaliero di due capi di ungulato (cinghiale compreso) previa consegna del primo capo abbattuto al centro di controllo. Dopo il ritiro del verbale di abbattimento e dell’ ulteriore contrassegno, il cacciatore potrà procedere al prelievo del secondo capo.
Nel caso di prelievo di cinghiale non è necessario consegnare preventivamente il capo per un ulteriore abbattimento di altra specie.
Il numero massimo di capi prelevabili sarà di quattro (di cui un solo maschio adulto) per la prima specie scelta e di due capi per la seconda (esclusivamente femmine e classe 0).
Coloro i quali non parteciperanno ai censimenti vedranno ridotto il carniere personale stagionale a 2 (due) capi per la prima specie scelta ed ad 1 (un) capo per la seconda.
L’abbattimento di una femmina allattante preclude l’ abbattimento del capo maschio di qualsiasi specie, riduce di un capo il carniere annuale e prevede il pagamento della testa.
Tagliandi di uscita
E’ fatto obbligo per ogni singola giornata di attività venatoria, procedere alla compilazione del tagliando di uscita riportando sul medesimo la data dell’effettiva giornata di caccia e il settore in cui si andrà a caccia.
La caccia alla specie camoscio sarà possibile dal 20 settembre al 22 ottobre, nelle giornate di mercoledì e domenica, autorizzando il prelievo del Cl0 esclusivamente nelle due ultime giornate (18 e 22 ottobre).
Il numero massimo di capi prelevabili sarà di quattro, di cui un solo maschio adulto.
Coloro i quali non parteciperanno ai censimenti vedranno ridotto il carniere personale stagionale a 2 (due) capi.
Possono accedere al prelievo del quarto capo coloro che hanno correttamente effettuato l’abbattimento dei primi tre capi. Ai sensi delle “Linee Guida”, coloro i quali effettueranno il prelievo di una femmina allattante potranno poi abbattere esclusivamente yearling e/o classe 0.
Quote di partecipazione al piano di prelievo CAMOSCIO (Capo singolo). E’ possibile richiedere alti capi previo pagamento anticipato dell’acconto qui sotto indicato.
Quote di partecipazione al piano di prelievo CAMOSCIO
III CAPO
IV CAPO
150,00 € 110,00 € * 110,00 € * 110,00 € *
*Tale quota, per l’eventuale prelievo di maschio e femmina dovrà essere integrata fino al raggiungimento dell’ importo dovuto : Maschio € 165,00 – Femmina € 130,00 – Yearling € 110,00 – Cl0 € 110,00.
Oltre alla possibilità di prelievo con la modalità di cui sopra, il socio può optare per la “Soluzione pacchetto” (per la quale non sono previste integrazioni).
QUOTA PRELIEVO
Si rammenta che il piano di prelievo degli ungulati può non garantire a tutti il prelievo dell’intero pacchetto scelto.
Per accedere al prelievo del maschio, il cacciatore dovrà preventivamente abbattere una femmina asciutta o uno yearling; l’assegnazione del maschio sarà quindi nominale e limitata alle successive due giornate venatorie consecutive, dopo di che si perderà il diritto al prelievo. Si potrà successivamente rientrare nei sorteggi. L’assegnazione del maschio, in caso di eccedenza degli aventi diritto in base ai maschi disponibili , verrà effettuata a sorteggio con priorità da parte di coloro che hanno prelevato una femmina asciutta.
Al termine dell’ottava giornata venatoria, nel caso in cui il piano di prelievo del maschio non sia stato completato e non si siano registrati abbattimenti di femmine asciutte nella giornata stessa, i capi rimanenti verranno sorteggiati fra tutti coloro che non avranno abbattuto una femmina allattante e naturalmente non abbiano già prelevato un maschio. L’ assegnazione del maschio sarà quindi nominale e limitata alla successiva giornata venatoria.
L’abbattimento di un camoscio con trofeo valutato oltre 110 punti c.i.c. comporta un pagamento di Euro 100,00.
Il prelievo della femmina allattante come primo capo non dà diritto all’assegnazione del maschio adulto per tutta la stagione in corso, comporta il pagamento del trofeo di qualsiasi punteggio c.i.c., di € 100,00 e l’impossibilità ad effettuare il prelievo del quarto capo.
Il prelievo della femmina allattante come secondo capo e prima femmina allattante comporta il pagamento del trofeo di qualsiasi punteggio c.i.c., di € 100,00 e l’impossibilità ad effettuare il prelievo del quarto capo.
Il prelievo della femmina allattante come ultimo capo disponibile comporta il pagamento del trofeo di qualsiasi punteggio c.i.c., di € 200,00.
Il mancato pagamento delle quote stabilite per le femmine allattanti comporterà l’esclusione dal piano di prelievo dell’ungulato nell’anno successivo.
Coloro che abbatteranno la femmina allattante dovranno immediatamente provvedere al versamento della quota prevista.
La caccia alla specie capriolo sarà possibile dal:
17 settembre al 18 ottobre per maschi e femmine adulte – I fase
Nelle giornate di mercoledì e domenica
1 novembre al 15 novembre per femmine rimanenti e classe 0 – II fase
Nelle giornate di mercoledì e domenica.
Il numero massimo di capi prelevabili sarà di quattro (di cui un solo maschio adulto).
Coloro i quali non parteciperanno ai censimenti vedranno ridotto il carniere personale stagionale a 2 (due) capi
Coloro che nella I fase avessero abbattuto solamente uno, due o nessun capo avranno la possibilità, nella II fase, di completare il prelievo.
Possono accedere al prelievo del quarto capo coloro che hanno correttamente effettuato l’abbattimento dei primi tre capi.
Quote di partecipazione al piano di prelievo CAPRIOLO (Capo singolo). E’ possibile rientrare nel piano di prelievo di altri capi previo pagamento anticipato dell’acconto qui sotto indicato.
Quote di partecipazione al piano di prelievo CAPRIOLO:
120,00 € 55,00 € * 55,00 € 55,00 €
* Tale quota, per l’eventuale prelievo di maschio e femmina dovrà essere integrata fino al raggiungimento dell’ importo dovuto : Maschio € 130,00 – Femmina € 90,00 – Cl0 € 55,00
Oltre alla possibilità di prelievo con la modalità di cui sopra, il socio può optare per la
“ Soluzione pacchetto” (per la quale non sono previste integrazioni)
185,00 € 220,00 € 250,00 €
L’abbattimento di un capriolo con trofeo valutato oltre 150 punti c.i.c. comporta un pagamento di Euro 50,00.
Il prelievo della femmina allattante come primo capo non dà diritto all’assegnazione del maschio adulto per tutta la stagione in corso, comporta il pagamento della testa di € 50,00 e l’impossibilità ad effettuare il prelievo del quarto capo. Come ulteriori capi si potranno abbattere femmine asciutte e/o classe 0.
Il prelievo della femmina allattante come secondo capo e prima femmina allattante comporta il pagamento della testa di € 50,00 e l’impossibilità ad effettuare il prelievo del quarto capo.
Il prelievo della femmina allattante come secondo o terzo capo e seconda femmina allattante comporta il pagamento della testa di € 100,00 e l’impossibilità ad effettuare ulteriori prelievi
Il prelievo della femmina allattante come ultimo capo disponibile comporta il pagamento della testa di € 100,00.
Il Comitato di Gestione, al raggiungimento della soglia prevista per il maschio della specie capriolo assegnerà i capi maschi ancora disponibili, anche tramite sorteggio, tra coloro che hanno abbattuto una femmina di capriolo non allattante.
I soci che avranno in assegnazione tali capi dovranno procedere all’abbattimento in un massimo di due giornate venatorie consecutive, dopo di che perderanno il diritto al prelievo. Potranno successivamente rientrare nei sorteggi. Resta inteso che tale assegnazione avrà corso esclusivamente nella I fase di caccia (17/9 – 18/10)
15 ottobre al 12 novembre per maschi adulti e femmine adulte – Nelle giornate di mercoledì e domenica.
15 novembre al 29 novembre esclusivamente per classe 0 – Nelle giornate di mercoledì e domenica.
Il numero massimo di capi prelevabili sarà di quattro (di cui un solo maschio adulto e un solo fusone).
Il fusone non rientra nella classe “maschio adulto”.
Quote di partecipazione al piano di prelievo CERVO (Capo singolo). E’ possibile richiedere altri capi previo pagamento anticipato dell’acconto qui sotto indicato.
Quote di partecipazione al piano di prelievo CERVO
200,00 € * 130,00 € * 130,00 € * 130,00 € *
* Tale quota, per l’eventuale prelievo di maschio, femmina e fusone dovrà essere integrata fino al raggiungimento dell’ importo dovuto : Maschio € 330,00 – Femmina € 220,00 – Fusone € 220,00 – Cl0 € 130,00.
€ 360,00 460,00 € 520,00 €
L’abbattimento di un cervo con trofeo valutato oltre 210 punti c.i.c. comporta un pagamento di Euro 150,00.
Il prelievo della femmina allattante come primo capo non dà diritto all’assegnazione del maschio adulto per tutta la stagione in corso, prevede l’impossibilità ad effettuare il prelievo del quarto capo e comporta il pagamento della testa € 150,00. Come ulteriori capi si potranno abbattere fusoni, femmine asciutte e/o classe 0.
Il prelievo della femmina allattante come secondo capo e prima femmina allattante non dà diritto all’assegnazione del maschio adulto per tutta la stagione in corso, prevede l’impossibilità ad effettuare il prelievo del quarto capo e comporta il pagamento della testa € 150,00.
Il prelievo della femmina allattante come secondo o terzo capo e seconda femmina allattante comporta l’impossibilità ad effettuare ulteriori prelievi, comporta il pagamento della testa € 300,00 e prevede inoltre la riduzione di un capo nel carniere della stagione venatoria successiva.
Il Comitato di Gestione, al raggiungimento della soglia prevista per il maschio adulto della specie cervo assegnerà i capi maschi ancora disponibili, anche tramite sorteggio, tra coloro che hanno abbattuto una femmina di cervo non allattante.
I soci che avranno in assegnazione tali capi dovranno procedere all’abbattimento in un massimo di due giornate venatorie consecutive, dopo di che perderanno il diritto al prelievo. Potranno successivamente rientrare nei sorteggi.
II SPECIE SCELTA
E’ possibile presentare richiesta per il prelievo di una specie diversa da quella inoltrata in prima istanza, (limitatamente alle specie CAMOSCIO e CERVO) mantenendo il distretto di prima scelta. Il prelievo della seconda specie è limitato a femmine, fusoni e classe 0 per i cervidi, femmine, yearling e classe 0, per il camoscio, per un massimo di due capi (uno, nel caso in cui non si siano effettuati i censimenti).
Si dispone la preclusione delle prime due giornate di caccia per coloro che opteranno per il prelievo della specie camoscio e cervo in seconda scelta.
Calendario CAMOSCIO dal 27/09 al 22/10
Calendario CERVO dal 22/10 al 29/11
Quota II capo
Ad abbattimento avvenuto
Femmina € 130,00
Yearling € 110,00
Classe 0 € 110,00
Femmina € 220,00
fusone € 220,00
Classe 0 € 130,00
* Tali quote dovranno essere integrate fino al raggiungimento dell’ importo sopra indicato.
Ai sensi delle disposizioni regionali è previsto che, in caso di prelievo di femmine allattanti, sia precluso l’abbattimento del capo maschio di qualunque specie di ungulato escluso il maschio di cinghiale.
La partecipazione al piano di prelievo selettivo del cinghiale (con esclusivo utilizzo del fucile a canna rigata e con divieto di uso di cani) è subordinata al possesso di attestato di partecipazione al corso formativo per il prelievo del cinghiale, all’adesione al prelievo dell’ungulato e vincolata al distretto scelto inizialmente ed al periodo di prelievo previsto per ogni specie di ungulato scelta.
Si rammenta che sino al 30 settembre compreso, non è possibile prelevare la femmina adulta.
Il carniere individuale annuale è fissato in 5 (cinque) capi.
E’ possibile, nella stessa giornata venatoria, abbattere un cinghiale ed un capo di ungulato.
E’ fatto obbligo, per ogni singola giornata di attività venatoria, anche per la specie cinghiale, procedere alla compilazione del tagliando di uscita riportando sul medesimo la data dell’effettiva giornata di caccia e il settore in cui si andrà a caccia.
CAPI SANITARI
Ai sensi delle Linee guida per l’organizzazione e realizzazione dei piani di prelievo dei bovidi e dei cervidi selvatici nella Regione Piemonte vengono definiti sanitari i capi che presentano le seguenti caratteristiche:
segni di malattia, lesioni o ferite pregresse (escluse quelle di giornata) denunciate dal cacciatore al momento della presentazione del capo presso il Centro di Controllo e di cui ne sia accertata l’esistenza da parte del tecnico addetto al controllo;
peso inferiore del 35% rispetto al peso medio della corrispondente classe di sesso ed età con riferimento a Cl.0, Cl.I, sub-adulti e adulti. Il peso medio è desunto dai dati biometrici riportati nell’OGUR (ex PPGU);
animali con trofeo in velluto ad esclusione del fusone di cervo.
Gli animali abbattuti che presentino, all’ esame del tecnico del centro di controllo, evidenti segni di malattia o defedazione dovranno essere trattenuti integralmente presso il centro e sottoposti ad esame veterinario da parte dell’ ASL di zona, al fine di valutare l’eventuale distruzione della carcassa; nel caso in cui il selvatico debba essere distrutto il cacciatore avrà diritto all’assegnazione di un ulteriore capo a scelta, della stessa specie, nella stagione venatoria successiva o, se possibile, in quella in corso, anche se in esubero rispetto al piano di prelievo.
Nel caso in cui il veterinario ASL, preposto alla valutazione sanitaria, accertasse la commestibilità delle carni e l’assenza di rischio per la salute (umana e animale) e il cacciatore non intendesse entrare in possesso del capo, le spese inerenti lo stoccaggio, il trattamento , il trasporto e l’eventuale distruzione della carcassa saranno totalmente a carico del cacciatore.
Resta inteso che i capi abbattuti e riconosciuti come sanitari rientrano nel piano complessivo di prelievo per ogni specie.
L’assegnazione del capo verrà effettuata unicamente per specie ad un numero massimo di due cacciatori per ogni capo ammesso all’abbattimento (ad esempio 100 cacciatori per 50 capi)
Nel caso che le richieste di assegnazione dei capi da parte dei cacciatori, siano superiori alla percentuale sopra indicata, il comitato di Gestione del C.A. VCO 2, provvederà, anche nel rispetto di un’equa distribuzione dei cacciatori per specie, nei settori in esame, all’ assegnazione mediante sorteggio. Di tale assegnazione ne sarà data comunicazione scritta ai cacciatori esclusi ed assegnati ad altra specie ovvero altro settore, al fine di consentire loro di effettuare differente richiesta. Nell’ assegnazione del settore mediante sorteggio, verrà data preferenza al cacciatore residente nel settore.
SOGLIE DI SALVAGUARDIA
Le soglie di salvaguardia saranno del 90% per tutte le specie, sesso e classi. Il C.A. si riserva comunque la facoltà di ritenere chiusa una determinata classe, anche se tali valori non sono stati raggiunti, ma solo avvicinati, per evitare possibili sforamenti.
Nel momento in cui una classe verrà dichiarata chiusa per completamento del piano o per raggiungimento della soglia di salvaguardia, coloro che dovessero procedere all’abbattimento di un capo appartenente a tale classe verranno sanzionati ai sensi delle normative vigenti e della 689/81. Tali sanzioni verranno applicate anche a tutti coloro che avendo già abbattuto un capo di sesso maschile come primo capo, ed essendo ancora aperta tale classe, dovessero abbatterne un secondo e a tutti coloro che abbatteranno un capo di specie diversa rispetto a quella assegnata. Inoltre, tutti coloro che dovessero abbattere un capo di una classe diversa da quella concessa in quel periodo, verranno sanzionati ai sensi delle sopraccitate leggi. In tutti quei casi in cui un capo appartenente ad una determinata classe abbia delle evidenti caratteristiche proprie di un’altra classe e pertanto il suo abbattimento possa essere stato giustificato da tali anomalie, una commissione costituita dal Presidente del C.A., dal tecnico faunistico regionale, dal responsabile del centro di controllo e dal personale di sorveglianza della Provincia valuterà
di volta in volta tali casi.
FEMMINE ALLATTANTI
I capi di camoscio, cervo e capriolo appartenenti a qualsiasi classe di età e sesso dovranno pervenire nei centri di controllo con gli organi riproduttori integri, che comprendono, nel caso delle femmine, anche l’apparato mammario, in modo che sia sempre possibile determinare il sesso dell’individuo dall’esame d’insieme degli organi riproduttori, ad eccezione del Cervo maschio adulto. Nel caso di femmine che dovessero essere presentate nei centri di controllo con le mammelle manomesse, in modo che non sia possibile verificarne lo stato di lattazione, il capo verrà sempre considerato come allattante.
REGOLAMENTO PRELIEVO TIPICA FAUNA ALPINA
La caccia alla tipica fauna alpina verrà effettuata dal 1° ottobre al 1° novembre , nelle giornate di mercoledì e domenica, salvo un più rapido completamento del piano. Ai sensi della D.G.R. 126-9450 del 01/08/2008 il numero massimo dei cacciatori ammissibili al prelievo non può essere superiore a 2,5 cacciatori per capo prelevabile. In caso di esubero delle domande rispetto al tetto prefissato, sarà necessario adottare, da parte del comitato di gestione, appositi criteri di priorità d’accesso.
Il prelievo delle specie appartenenti alla tipica fauna alpina è consentito in un solo comprensorio, a scelta del cacciatore. L’ autorizzazione al prelievo deve essere formalizzata dal comprensorio scelto, con l’ apposizione di un timbro sul tesserino venatorio regionale.
E’ fatto obbligo per ogni singola giornata di attività venatoria, procedere alla compilazione del tagliando di uscita, indicando sul medesimo il Comune di inizio dell’attività venatoria.
E’ fatto altresì obbligo inviare preventivamente all’uscita un sms al n° 347 5426680 con indicato:
Cognome e Nome del cacciatore
Comune di inizio caccia alla tipica fauna alpina
Il carniere stagionale è così stabilito: quattro capi di cui non più di tre capi di fagiano di monte, non più di due capi di coturnice. Il carniere giornaliero consente il prelievo di un massimo di due capi, naturalmente non della stessa specie.
Si rammenta altresì che, ai sensi delle recenti misure di conservazione emanate dal settore “Ambiente” della Regione Piemonte, all’interno delle Z.P.S. ricadenti sul territorio del C.A. VCO2 non è consentito l’ utilizzo di munizionamento al piombo per ogni forma di caccia.
L’ora di inizio e termine di ogni giornata venatoria è definita secondo i seguenti orari mensili, desunti dall’Osservatorio di Torino.
dal I° settembre al 30 settembre dalle ore 5.50 alle ore 19.30
dal I° ottobre al 28 ottobre dalle ore 6.15 alle ore 18.30
dal 29 ottobre al 30 novembre dalle ore 5.45 alle ore 17.15
dal I° dicembre al 31 dicembre dalle ore 6.30 alle ore 16.45
Per la caccia di selezione agli ungulati, il termine di ogni giornata venatoria è fissato ad un’ora dopo il tramonto.
I titolari di licenza di porto d’armi per uso caccia che effettuano l’esercizio venatorio nel C.A. devono essere muniti di apposito tesserino Regionale ed eventualmente del C.A. se previsto all’atto del rilascio della relativa autorizzazione.
Il cacciatore deve annotare in modo indelebile negli appositi spazi del tesserino venatorio il giorno di caccia all’atto dell’inizio dell’esercizio venatorio, ed i capi di selvaggina non appena abbattuti.
All’abbattimento di un ungulato seguirà l’immediata apposizione, nel garretto, del contrassegno inamovibile rilasciato dal Comprensorio Alpino e l’annotazione in modo indelebile, sul tesserino regionale nello spazio relativo alla data di abbattimento della relativa specie.
L’abbattimento del capo deve inoltre essere riportato sulla cartolina relativa all’autorizzazione al prelievo selettivo, indicando il luogo preciso dell’abbattimento.
Per la fauna Tipica Alpina (Fagiano di Monte e Coturnice), dovrà essere posto il relativo contrassegno inamovibile, all’ascellare, con annotazione indelebile sul tesserino regionale nello spazio relativo alla data di abbattimento della relativa specie.
Per la fauna sopraccitata è obbligatoria la presentazione del capo abbattuto ai posti di controllo, stabiliti dalla Regione Piemonte in collaborazione con i Comitati di Gestione, entro la giornata in cui è avvenuto l’abbattimento, salvo disposizioni particolari.
Non è prevista alcuna quota di partecipazione al prelievo della lepre comune.
In seguito all’abbattimento di un capo di lepre comune, il cacciatore dovrà darne comunicazione agli uffici del comprensorio, fornendo i dati relativi al luogo ed alla data di abbattimento.
PIANO ABBATTIMENTO VOLPI
A fronte di un piano di prelievo pari a n° 50 capi della specie “volpe”, è fatto obbligo, a coloro che abbattono un capo di tale specie, darne comunicazione telefonica all’ufficio del comprensorio, fornendo i dati relativi al luogo ed alla data di abbattimento.
Come stabilito dal Calendario Venatorio Regionale, il Comitato di Gestione potrà proporre alla Giunta Regionale eventuali divieti per motivate esigenze.
ADDESTRAMENTO – ALLENAMENTO CANI
Il cacciatore può praticare l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia nel C.A., ove risulti ammesso all’esercizio dell’attività venatoria, dal 2 settembre al 20 settembre compreso, tutti i giorni ad esclusione del martedì e venerdì, nei terreni destinati all’esercizio dell’attività venatoria, fra i quali ricadono anche le Z.P.S, all’interno di parcelle individuate dal comprensorio alpino e ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione.
MEZZI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’VENATORIA
Sono vietate tutte le armi e tutti i mezzi per l’esercizio venatorio non esplicitamente ammessi dal presente regolamento, o dalle disposizioni regionali.
E’ vietato l’uso del cane per la caccia al cervo, al camoscio ed al capriolo.
L’attività venatoria è consentita con l’uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di una cartuccia di calibro non superiore al 12, nonchè con fucile con canna rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a 6 mm con bossolo vuoto non inferiore a 40 mm.
E’ consentito altresì l’uso del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 6.
Per la caccia alla specie CERVO, il calibro minimo consentito è di millimetri 7 con inclusione anche del 270W.
E’ vietato l’uso dell’arco e della balestra.
Il titolare della licenza di porto di fucile anche per uso caccia è autorizzato, durante l’esercizio venatorio a portare oltre le armi consentite, gli utensili da punta e da taglio atti alle esigenze venatorie.
Coloro i quali abbiano esaurito il prelievo degli ungulati (camoscio, cervo, capriolo) autorizzati con i piani di abbattimento selettivo, non potranno portare il fucile ad anima rigata, ed il fucile combinato a due o tre canne.
Subito dopo l’abbattimento dell’ungulato il fucile dovrà essere scaricato.
SMARRIMENTO CONTRASSEGNI
In caso di smarrimento dei contrassegni da applicare alla fauna abbattuta, si precisa che gli stessi non verranno sostituiti e quindi il cacciatore perderà il diritto all’abbattimento.
Al termine della stagione venatoria, per tali smarrimenti, occorrerà presentare regolare denuncia ai Carabinieri, con l’obbligo di trasmissione al Comitato di Gestione.
RESTITUZIONE CONTRASSEGNI
I contrassegni non utilizzati dovranno essere restituiti da parte dei cacciatori al Comitato di Gestione del C.A. entro e non oltre il 31 marzo 2018.
La mancata restituzione comporta la sanzione amministrativa prevista dall’art. 40 comma 5) lettera I) della L.R. 5/2012.
E’ fatto obbligo ai cacciatori di restituire al Comitato di Gestione del C.A. la scheda riepilogativa degli abbattimenti debitamente compilata entro e non oltre il 28 febbraio 2018.
La mancata restituzione, o l’omessa compilazione, comporta la sanzione amministrativa prevista dall’art. 40 comma 5) lettera I) della L.R. 5/2012.
ANDAMENTO PIANI DI PRELIEVO
Il cacciatore ha l’obbligo di informarsi in merito all’andamento dei piani di prelievo, i quali saranno resi pubblici, presso le bacheche dei comuni facenti parte del territorio del comprensorio, nelle 24 ore successive all’ultima giornata di caccia, ed esposti presso l’ufficio del C.A. I cacciatori possono inoltre contattare direttamente l’ufficio del C.A. al numero 0324/35671, nonché il sito del comprensorio www.vco2.it o l’ufficio della Provincia al numero 0324/492939.
CONTROLLO SELVAGGINA
La selvaggina per la quale è prevista la verifica biometrica presso i centri di controllo, deve pervenire lo stesso giorno in cui è avvenuto l’abbattimento preventivamente eviscerata (non è consentita l’eviscerazione al centro di controllo) e deve essere presentata dal cacciatore che l’ha abbattuta.
In caso di motivata impossibilità a consegnare il capo nel giorno stesso dell’abbattimento è fatto obbligo di:
a) Comunicare nel più breve tempo possibile, l’avvenuto abbattimento precisando il luogo di abbattimento, la specie, il sesso e l’età dell’animale abbattuto.
b) Oppure lasciare un messaggio sulla segreteria telefonica del C.A., oppure ai numeri 347-5426680 (tecnico C.A. VCO 2) e 347-5429769 (segretaria VCO2) con le precisazioni di cui al punto a) il giorno stesso dell’abbattimento, fermo restando l’obbligo entro le ore 12 del giorno successivo, di verificare telefonicamente l’avvenuto buon fine del messaggio.
c) prendere accordi con il personale del C.A. per fissare i termini di consegna del capo.
d) Portare l’animale integro al posto di controllo nella giornata stabilita
e) Non è ammesso il recapito al posto di controllo del solo trofeo.
Le inadempienze ai sopracitati punti comporteranno l’esclusione dal piano di prelievo dell’anno successivo.
Durante la stagione venatoria 2016/2017 sarà funzionante un solo centro di controllo della selvaggina abbattuta, all’interno del quale opererà un tecnico. Il centro è ubicato al seguente indirizzo:
Via Canvetta 6 – Trontano – lungo la provinciale che da Masera porta a Domodossola, il centro di controllo osserverà i seguenti orari di apertura:
nel giorno di apertura di ogni specie : dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 21.00;
nei restanti giorni dalle ore 14.00 alle ore 20.00;
Coloro che praticano la caccia agli Ungulati e/o alla Tipica Fauna Alpina riceveranno una serie di tagliandi nominativi parzialmente compilati, da imbucare, all’inizio di ogni giornata di caccia, in apposite cassette, la cui ubicazione è qui di seguito riportata:
FORMAZZA – Presso il Municipio. (Nel corridoio sito al piano terreno).
PREMIA – In prossimità del Municipio.
BACENO – Presso il Municipio.
CRODO – Di fronte all’ingresso del Municipio, nei pressi degli spazi destinati all’albo pretorio.
MASERA – Presso la sede del Comprensorio Alpino VCO 2.
MONTECRESTESE – Presso il Municipio.
TRONTANO – Accanto alla bacheca situata al centro della piazza antistante il Municipio.
DRUOGNO – Presso il Municipio.
SANTA MARIA MAGGIORE – Presso il Municipio.
MALESCO – Presso il Municipio.
CRAVEGGIA – Presso il Municipio.
VILLETTE – Presso il Municipio.
RE – Presso il Municipio.
TOCENO – Presso il Municipio.
Le cassette riportano la seguente dicitura: “C.A.VCO 2 – RACCOLTA TAGLIANDI”.
AREA A CACCIA SPECIFICA “PREMIA”
1.L’area a caccia specifica (ACS) di Premia è situata nel territorio della Valle Antigorio ed ha una superficie pari a 172,1 ha. Nella suddetta ACS è vietata la caccia alle specie “lepre comune” (Lepus europaeus).
2. Fatta salva la specie di lepre comune di cui al punto 1, è consentita la caccia a tutte le altre specie di fauna selvatica omeoterma, stanziale e migratoria, così come da Calendario venatorio regionale. A tal proposito si rammenta che è consentito l’uso dei cani da ferma.
E’ vietato causare volontariamente lo spostamento delle lepri, al fine di provocarne la fuoriuscita dell’ACS per scopi venatori.
4. I trasgressori verranno sanzionati in base alla Legge Regionale n° 70/96 ed alla Legge Nazionale 157/92.
5. Per quanto non contemplato nel presente regolamento si rimanda alle norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, contenute nella Legge 157/92 e nella L.R. 70/96.
Perimetrazione ACS “PREMIA”
Zona A – Il confine segue la strada che conduce all’abitato di Crego, dal bivio tra questa e la SS della Valle Formazza, fino al ponte sul fiume Toce, da dove segue il corso del Toce verso valle fino al punto in cui la strada carrozzabile che conduce a Uriezzo piega a NW verso la frazione; qui il confine lascia il fiume Toce per seguire questa strada fino ad Uriezzo, da dove prosegue lungo il sentiero diretto a NW verso la SS della Valle Formazza, all’altezza dell’abitato di Cresta; giunto sulla SS, il confine la segue attraverso gli abitati di Rozzaro, Piazza e del capoluogo di Premia sino a ricongiungersi al bivio con la carrozzabile per Crego. L’area perimetrata ha una superficie di 65.9 ha.
Zona B – Dal bivio tra la SS della Valle Formazza e la strada che conduce all’abitato di Crego, il confine segue verso N la SS fino al bivio con la strada che conduce all’abitato di Cagiogno, che segue fino al ponte sul fiume Toce; da qui, esso segue il corso del fiume Toce verso valle fino a raggiungere, sul fiume stesso, il ponte della strada che conduce a Crego; da questo punto esso la segue ritornando quindi al punto di partenza, in corrispondenza del bivio con la SS della Valle Formazza. La superficie della zona B è pari a 53,9 ha.
Zona C – Dal punto in cui la strada carrozzabile che conduce a Uriezzo piega a NW verso la frazione il confine segue il corso del fiume Toce verso valle fino alla confluenza con il torrente Devero; a questo punto il confine prosegue verso monte, lungo il corso del torrente Devero, fino al ponte della SS della Val Formazza sul torrente stesso. Dal ponte il confine segue quindi la SS e taglia il versante, verso E, fino a riprendere la SS ed a seguirla fino all’incrocio con il sentiero proveniente da Uriezzo, che segue, attraverso l’abitato di Uriezzo, fino alla strada carrozzabile proveniente da Premia ed al punto di partenza. La superficie della zona C è pari a 52.3 ha.
AREA A CACCIA SPECIFICA “MONTECRESTESE – SOPRA COIPO”
L’Area di Caccia Specifica (ACS) di Sopra Coipo è situata nel territorio del Comune di Montecrestese ed ha una superficie pari a 131,2 ha. Nella suddetta ACS è vietata la caccia alle specie di Tipica Fauna Alpina (Gallo Forcello, Coturnice, Pernice Bianca e Lepre Variabile).
Fatte salve le specie di Tipica Fauna Alpina di cui all’Art. 1, è consentita la caccia a tutte le altre specie di fauna selvatica omeoterma, stanziale e migratoria, così come da Calendario venatorio regionale. A tale proposito si rammenta che non è consentito l’uso di cani da ferma e da seguita, fatta eccezione per i cani da traccia abilitati utilizzati da Conduttori anch’essi in possesso di legale abilitazione a tale pratica.
E’ vietato causare volontariamente lo spostamento delle specie oggetto di tutela, al fine di provocarne la fuoriuscita dall’ACS per scopi venatori.
I trasgressori verranno sanzionati in base alla Legge Regionale n° 70/96 e alla Legge Nazionale 157/92.
Per quanto non contemplato nel presente regolamento si rimanda alle norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio contenute nella L.N. 157/92 e nella L.R. 70/96.
Perimetrazione ACS “MONTECRESTESE – SOPRA COIPO”
Il confine si snoda dall’Alpe Giovera di Sopra (1300 m. s.l.m.) lungo la mulattiera che conduce agli alpeggi di Corte di Fuori, Corte di Dentro ed Uccelli, per poi giungere al passo di Larone (1990). Da qui inverte la direzione e procede verso l’Alpe Larone (1988) lungo il sentiero che scende all’ Alpe Piazzeno (1687) per poi ricongiungersi con la partenza della mulattiera all’ Alpe Giovera di Sopra.
AREA DI CACCIA SPECIFICA “PREMIA – FORMAZZA”
ACS Premia- Formazza
ART. 2 SPECIE CACCIABILI
Esclusivamente Camoscio e Cervo.
ART. 3 MODALITA’
Il cacciatore ad abbattimento avvenuto dovrà rispettare tutte le norme contenute nel regolamento di prelievo degli ungulati valide su tutto il territorio del C.A.
ART. 4 MODALITA’ DI ACCESSO
Per accedere alla caccia di selezione alle specie CAMOSCIO e CERVO nell’ ACS occorre essere autorizzati nominativamente dal C.A. VCO 2.
Per concorrere alle assegnazioni dei posti occorre presentare domanda su apposita modulistica fornita dal comprensorio; la domanda dovrà essere presentata entro le ore 12.00 del giorno precedente l’effettiva giornata di caccia richiesta.
All’atto della richiesta di accesso all’area il socio dovrà specificare classe e sesso del capo che intende prelevare, senza peraltro avere la possibilità di rifiutarlo, pena l’impossibilità a ripresentare domanda di accesso all’A.C.S.
Entro le ore 13.00 dello stesso giorno, saranno disponibili i nominativi dei Soci Autorizzati per la giornata successiva.
Il socio è tenuto ad informarsi se è stato autorizzato ad accedere all’ACS richiesta.
All’ interno dell’ ACS il socio ammesso potrà prelevare due capi annuali e avrà diritto ad accedervi per due giornate non consecutive. In caso di mancanza di richieste di accesso, il socio che ha già usufruito delle due giornate concesse potrà ripresentare domanda per un ulteriore accesso.
I capi prelevabili saranno assegnati nominalmente.
Il numero di capi prelevabili sarà determinato sulla base di censimenti effettuati all’interno dell’ area di caccia specifica.
I capi prelevati dal socio cacciatore all’interno dell’ ACS saranno cumulati con quelli prelevati sul territorio, resta dunque invariato il numero massimo, fissato dal regolamento, di ungulati prelevabili da ogni socio del Comprensorio Alpino.
ART. 5 GRADUATORIA DI ACCESSO
L’autorizzazione alla caccia di selezione nelle ACS è nominativa.
Il Socio autorizzato per la singola giornata alla caccia di selezione nell’ ACS richiesta, può cacciare solo per quella giornata e solo ed esclusivamente all’interno del territorio dell’ACS e può prelevare solo ed esclusivamente il capo a lui assegnato.
Se le domande dei Soci sono in numero uguale o inferiore ai posti disponibili, nelle singole ACS per le singole giornate di caccia, l’autorizzazione ad accedere è immediata.
Diversamente, se le domande dei Soci sono maggiori dei posti disponibili nell’ ACS per le singole giornate di caccia, si procederà all’ assegnazione dei posti con il seguente ordine meritocratico :
Abbattimento femmine adulte asciutte* punti 2
Abbattimento classe 0* punti 1
Partecipazione ad almeno un censimento punti 1
Giornate dedicate a ripristini ambientali punto 1
Abbattimento cinghiale in contenimento punto 1
*(tali punteggi sono da considerarsi in relazione alla scorsa stagione venatoria)
ART. 6 PERIODO DI CACCIA
La caccia di selezione a CERVO e CAMOSCIO nell’ ACS è fatta in contemporanea alla caccia di selezione nel restante territorio del C.A. VCO 2.
Non è consentito l’uso e l’introduzione di cani da ferma e da seguita, fatta eccezione per i cani da traccia abilitati utilizzati da Conduttori anch’essi in possesso di legale abilitazione a tale pratica.
E’ altresì vietato causare volontariamente lo spostamento delle specie oggetto di tutela, al fine di provocarne la fuoriuscita dall’ACS per scopi venatori. I trasgressori verranno sanzionati in base alle leggi vigenti.
ART. 8 CONFINI
I confini dell’ A.C.S. sono i seguenti: Dalla strada statale 659, nel punto in cui il torrente Rasper sottopassa la stessa, si segue il rio attraverso i contrafforti del Monte Giove e la Forca del Giove fino alla Punta di Clogstafel dalla quale si scende sino al rifugio Myriam. Si sale alla Cima della Freghera e attraverso la Bocchetta del Gallo (m.2498) si sale ai Corni di Nefelgiu (m.2951) proseguendo sino alla sponda NE del lago di Morasco. Si passa per la strada privata di proprietà ENEL che sale e costeggia il lago fino al suo termine per poi arrivare alla partenza della funivia ENEL . Seguendo il rio Sabbione si giunge al Lago del Sabbione e si prosegue per il sentiero che costeggia la sua sponta occidentale sino alla fine dello stesso, da qui si risale alla punta del Sabbione (Hohsandhorn mt. 3183), si segue il confine di stato e si giunge alla Punta d’Arbola (mt 3235). Scendendo lungo lo spartiacque si giunge al Passo di Scatta Minoia , al Monte Minoia, ai Pizzi della Satta , ai Pizzi del Busin e si giunge alla Bocchetta della Valle. Dalla Bocchetta si prosegue sino alla sponda N del Lago Busin Superiore fino a raggiungere la sponda S del Lago Busin Inferiore superando a sud la Forca del Giove si prosegue sino alle sponde sud dei Laghetti di Creil e seguendo il corso del Rio Foppiano si giunge sulla statale 659 alla località Foppiano , da qui seguendo la stessa si arriva al punto in cui il torrente Rasper sottopassa la strada.
AREA DI CACCIA SPECIFICA “DROSA”
PROPOSTA DI REGOLAMENTO DI FRUIZIONE
ACS n° 3 Drosa PARTE di Ex Oasi n° 11 superficie ha 93,00
Esclusivamente Camoscio – Capriolo – Cervo – Cinghiale
ART. 4 PERIODO DI CACCIA
La caccia di selezione a CERVO – CAMOSCIO – CAPRIOLO e CINGHIALE| nelle ACS è fatta in contemporanea alla caccia di selezione nel restante territorio del C.A. VCO 2.
E’ altresì vietato causare volontariamente lo spostamento delle specie oggetto di tutela, al fine di provocarne la fuoriuscita dall’ACS per scopi venatori.
I confini dell’ A.C.S. sono i seguenti : dal Ponte Ressiga si prosegue per il torrente Verzasco abbandonandolo in prossimità dei contrafforti di Cima Alta , si raggiunge la Cima Ragozzo e attraverso il rio si giunge a Casa Cortina , si segue per un breve tratto il rio Melezzo sino a giungere al Ponte Ressiga.
AREA CONTIGUA PARCO VEGLIA – DEVERO
Ai sensi della Legge n° 394/1991 art. 32, l’ esercizio venatorio nelle aree contigue si svolge in forma di caccia controllata riservata ai cacciatori residenti nei Comuni il cui territorio ne è compreso.
AREA CONTIGUA DEVERO
REGOLAMENTO PER L’ACCESSO NELL’ AREA CONTIGUA DEVERO
E IL PRELIEVO DELLE SPECIE DI TIPICA FAUNA ALPINA MINORE GALLO FORCELLO e COTURNICE
Gallo Forcello – Coturnice
ART. 3 SOCI AUTORIZZATI
Soci residenti nei Comuni di Crodo e Baceno.
ART. 4 MODALITA’
Per ciascuna specie, la possibilità di attuare piani di prelievo dipenderà da una valutazione critica della consistenza della popolazione primaverile e non sarà comunque consentita con densità inferiori ad 1 maschio/100 ha.
L’accesso ai piani di prelievo all’area contigua e per ognuna delle specie considerate verrà contingentato in relazione all’entità dello stesso. Per ogni giornata di caccia sarà consentito l’accesso ad un numero di cacciatori pari al numero di capi prelevabili.
I prelievo seguiranno i criteri indicati nella Deliberazione della Giunta Regionale n. 126-9450 del 01/08/2008 “Criteri per la formulazione dei piani di prelievo e per il prelievo venatorio della “tipica fauna alpina”.
I censimenti saranno coordinati e gestiti dai tecnici faunistici del Comprensorio Alpino VCO2 e dell’ Ente Gestione Aree Protette dell’Ossola, i quali, per motivate ragioni gestionali, potranno autonomamente ed insindacabilmente discernere ed utilizzare le risorse umane e/o cinofile più adeguate al raggiungimento dello scopo prefissato.
ART. 5 MODALITA’ DI ACCESSO
Per accedere al prelievo di Gallo Forcello e Coturnice nell’area occorre essere autorizzati nominativamente dal C.A. VCO 2.
Per concorrere alle assegnazioni dei posti occorre presentare domanda su apposita modulistica fornita dal comprensorio.
La domanda dovrà essere presentata entro le ore 12.00 del giorno precedente l’effettiva giornata di caccia richiesta.
Entro le ore 13.00 dello stesso giorno saranno disponibili i nominativi dei Soci autorizzati per la giornata successiva.
Il socio è tenuto ad informarsi se è stato autorizzato ad accedervi.
All’interno dell’area contigua il socio ammesso potrà prelevare un capo per specie e avrà diritto ad accedervi per due giornate NON consecutive.
Il numero dei capi prelevabili sarà determinato sulla base dei censimenti effettuati all’interno dell’area.
I capi prelevati dal socio cacciatore all’interno dell’area contigua saranno cumulati con quelli prelevati sul territorio, resta dunque invariato il numero massimo fissato dalla normativa in materia.
Il cacciatore ad abbattimento avvenuto dovrà rispettare tutte le norme contenute nel regolamento di prelievo della specie tipica valide su tutto il territorio del C.A.
Nel caso in cui, tutti i soci residenti aventi diritto abbiano già prelevato un capo delle specie oggetto, e il piano di prelievo non fosse ancora completato vi sarà la possibilità di riassegnare loro un altro capo compatibilmente alle normative di carniere vigenti.
ART. 6 GRADUATORIA DI ACCESSO
L’autorizzazione alla caccia alla tipica fauna alpina minore è nominativa.
Il Socio autorizzato per la singola giornata alla caccia, può cacciare solo per quella giornata e solo ed esclusivamente all’interno del territorio dell’area contigua e può prelevare solo ed esclusivamente il capo a lui assegnato.
Se le domande dei Soci sono in numero uguale o inferiore ai posti disponibili, per la singola giornata di caccia, l’autorizzazione ad accedere è immediata.
Diversamente, se le domande dei Soci sono maggiori dei posti disponibili , si procederà all’assegnazione dei posti con il seguente ordine meritocratico:
ART. 7 PERIODO DI CACCIA
La caccia al Gallo Forcello e alla Coturnice nell’ Area Contigua Devero è fatta in contemporanea alla caccia nel restante territorio del C.A. VCO 2.
E IL PRELIEVO DEGLI UNGULATI RUMINANTI CAMOSCIO – CAPRIOLO – CERVO
La legge Regionale 16/2011, modifica della L.R. 19/2009, prevede l’operatività dell’area contigua al parco regionale Veglia Devero; in tale area, insistente sul territorio dei comuni di Crodo e Baceno, in osservanza alla citata normativa, hanno diritto di praticare la caccia i soli residenti nei comuni interessati dall’istituto previa regolamentazione di prelievi e accesso. Il Comitato di Gestione e l’Ente Parco hanno stilato ed approvato un regolamento che norma il prelievo all’interno dell’area in questione che ha una superficie di 2176,90 ha e verrà definita d’ora in poi come:
Cervo – Capriolo – Camoscio
Ai sensi delle normative regionali in materia di Aree Contigue, possono essercitare l’attività venatoria regolamentata i soli residenti nei comuni nei quali ricade il territorio dell’area contigua. Nello specifico i Soci cacciatori residenti nei comuni di Crodo e Baceno.
Per accedere alla caccia di selezione di CERVO – CAMOSCIO – CAPRIOLO nell’ Area Contigua Devero occorre essere autorizzati nominativamente dal C.A. VCO 2.
Entro le ore 13.00 dello stesso giorno saranno disponibili i nominativi dei Soci autorizzati per la giornata successiva. Il socio è tenuto ad informarsi se è stato autorizzato ad accedere all’Area Contigua.
All’atto della richiesta di accesso all’area il socio dovrà specificare classe e sesso del capo che intende prelevare, senza peraltro avere la possibilità di rifiutarlo, pena l’impossibilità a ripresentare domanda di accesso.
All’interno dell’area il socio ammesso potrà prelevare due capi della specie prescelta e avrà diritto ad accedervi per due giornate NON consecutive. In caso di mancanza di richieste di accesso il socio che ha già usufruito delle due giornate concesse potrà ripresentare domanda per un ulteriore accesso di due giornate.
I censimenti saranno coordinati e gestiti dai tecnici faunistici del Comprensorio Alpino VCO2 e dell’ Ente Gestione Aree Protette dell’Ossola, i quali, per motivate ragioni gestionali, potranno autonomamente ed insindacabilmente discernere ed utilizzare le risorse umane più adeguate al raggiungimento dello scopo prefissato.
I capi prelevati dal socio cacciatore all’interno dell’area contigua saranno cumulati con quelli prelevati sul territorio, resta dunque invariato il numero massimo, fissato dal regolamento, di ungulati prelevabili da ogni socio del Comprensorio Alpino.
L’autorizzazione alla caccia di selezione nell’area contigua è nominativa.
Il Socio autorizzato per la singola giornata alla caccia di selezione, può cacciare solo per quella giornata e solo ed esclusivamente all’interno del territorio dell’Area Contigua Devero e può prelevare solo ed esclusivamente il capo a lui assegnato.
Se le domande dei Soci sono in numero uguale o inferiore ai posti disponibili, per la singola giornata di caccia, l’autorizzazione ad accede è immediata.
La caccia di selezione a CERVO – CAMOSCIO – CAPRIOLO nell’Area Contigua Devero è fatta in contemporanea alla caccia di selezione nel restante territorio del C.A. VCO 2.
Il confine orientale e nord orientale dell’area contigua dell’Alpe Devero coincide con il confine del parco naturale dell’Alpe Veglia e Devero, dal punto quotato 2355 posto immediatamente a nord del p.zo della Sella, in comune di Varzo, fino alla vetta del m.te Cobernas, in comune di Baceno. Dal m.te Cobernas il confine scende verso sud seguendo la dorsale che separa la conca dell’Alpe Devero da quella di Poiala e Agaro, passando per la b.tta della Scarpia (2248 m.), m.te Sangiatto (2387 m) e Corona Troggi fino a quota 2220 m. Da qui prosegue verso ovest fino a quota 1600 m., seguendo la dorsale che separa la conca delle alpi Fontane e Locciabella dall’alpe di Nava e dai versanti soprastanti Cugnesco e Goglio. In confine prosegue quindi verso nord e verso Devero seguendo approssimativamente la fascia altimetrica dei 1600 m. fino all’alpe Cologno (1539 m). Da qui scende fino alla riva posta in sinistra orografica del torrente Devero, e risale verso nord fino alla località “i Ponti” mantenendo la corrispondenza con la riva sinistra del torrente. Dalla località “i Ponti” prosegue verso sud ovest seguendo il crinale che separa l’area degli impianti di sci del m.te Cazzola dal ripido versante che scende verso “la Forcola” e Goglio, fino alla quota di 2000 m., proseguendo da lì fino all’alpe Creggio (1954 m). Dall’alpe di Creggio segue il sentiero che porta in Val Bondolero fino a raggiungere il confine del comune di Crodo a quota 1980 m. Da qui scende seguendo il confine comunale verso il pizzo di Brumei(2168 m.) fino alla confluenza con il torrente Bondolero, a quota 1380 m., risalendo il torrente stesso fino a quota 1500 m. per poi intersecare la pista forestale a quota 1550 m. proseguendo da lì fino al Pizzo Brumei da dove segue la cresta fino a raggiungere il p.zzo Diei (2906 m.). Dal p.zzo Diei prosegue lungo la cresta che separa la valle di Bondolero dal territorio del comune di Varzo attraverso il p.zzo del Dosso (2551 m.), ed il c.le di Ciamporino fino al confine con il parco naturale dell’Alpe Veglia e Devero in corrispondenza del punto quotato 2355 m. posto immediatamente a nord del. P. della Sella.
Il territorio dell’area contigua comprende e si sovrappone in parte con quello di Oasi di protezione provinciali “007 – Baceno” e “027 – Bondolero”, pertanto si invita a consultare i confini di citate oasi.
AREE INTERESSATE DA INCENDIO BOSCHIVO
Nel settore Vigezzo, nella zona evidenziata e delimitata in cartografia, oggetto dell’evento incendiario, è vietata la caccia a tutte le specie per una durata di anni 10 (dieci).
CHIUSURA GENERALE ATTIVITA’ VENATORIA
Nel Comprensorio Alpino VCO 2 l’attività venatoria terminerà il 31/12/2017.
Per quanto non espressamente indicato nel presente regolamento valgono le vigenti disposizioni di legge, così come indicato nel calendario venatorio regionale relativo all’annata 2017/2018.
Il presente regolamento si intende accettato al ritiro del tesserino regionale 2017.
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References: art. 18

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 8

ART. 4
 art. 32

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7