Source: http://cristo-re.eu/FORMAZ%20ARG%20STAMPA%20baseSENTENZA%20MILS,%20IDV%20e%20SEGR%20INTERCETT.htm
Timestamp: 2018-10-22 10:05:56+00:00

Document:
le motivazioni della sentenza del 25 febbraio che dichiarò prescritta la corruzione
La Cassazione: "Mills fu teste reticente
per favorire Berlusconi"
L'avvocato inglese ricondusse i conti solo genericamente a Fininvest, "tacendo su società offshore"
L'avvocato David Mills (Milestone Media)
MILANO - "Il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti". Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni, appena depositate, con le quali lo scorso 25 febbraio ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'avvocato inglese David Mills, negandogli, però, l'assoluzione.
ELUDERE IL FISCO - Inoltre le sezioni unite penali della Cassazione - nella sentenza 15208 - spiegano che Mills, con le sue deposizioni ai processi 'Arces' e 'All Iberian', aveva favorito Berlusconi tacendo la riconducibilità a lui delle società del cosiddetto comparto B del gruppo Fininvest. Questo in quanto "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi". (Fonte: Ansa)
"I giornalisti buttino i registratori: d'ora in poi rischiano fino a 4 anni"
"Divieto a pubblicare le intercettazioni? Italia dei valori le leggerà in aula"
Di Pietro annuncia la "disobbedienza civile": "In questo modo saranno inserite nel resoconto parlamentare"
ROMA - Il governo vieta la pubblicazione delle intercettazioni? Allora l'Italia dei valori le leggerà in aula. Ad annunciare questa forma di 'disobbedienza civile' è lo stesso leader Idv, Antonio Di Pietro, illustrando ai giornalisti anche il metodo che sarà portato avanti: "Ogni volta che ci sarà un'intercettazione regolarmente depositata e a disposizione delle parti, al termine della seduta d'aula (alla Camera o al Senato) si alzerà un parlamentare dell'Idv e la leggerà".
LA STRATEGIA - Un modo, questo, che comporterà l'inserimento delle intercettazioni lette nel resoconto parlamentare e la loro conseguente pubblicazione. La strategia, ha proseguito Di Pietro, è stata messa a punto nel corso di una riunione del partito per evitare che con gli emendamenti che la maggioranza ha presentato al ddl intercettazioni "si passi dalla padella alla brace" così come dimostrerebbe, secondo l'ex pm, la cosiddetta norma "Anti-D'Addario" che vieta e punisce riprese e registrazioni considerate 'fraudolente'. Il leader di Idv ha quindi concluso l'incontro con i giornalisti con una battuta: "Buttate tutti i registratori - ha chiosato - perché d'ora in poi rischiate fino a quattro anni!" (fonte: Ansa).
Rese note le motivazioni con cui la suprema Corte ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari commesso dall'avvocato inglese. Il premier chiamato in causa. Pd: "Che dirà il Tg1?"
Sentenza Mills, la Cassazione "Reticente per favorire Berlusconi" David Mills
Le sezioni unite penali della suprema Corte - nella sentenza 15208 - spiegano che Mills, con le sue deposizioni ai processi Arces e All Iberian, ha favorito Berlusconi, tacendo la riconducibilità a lui delle società del cosiddetto comparto B del gruppo Fininvest. Questo perché "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".
Ancora, per la Cassazione la sentenza con cui la Corte d'Appello di Milano, lo scorso 27 ottobre, aveva confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto 600 mila dollari in cambio di testimonianze reticenti, ha una "struttura razionale" sorretta da un "apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo". Invece i legali di Mills si sono limitati a "sollecitare la rilettura del quadro probatorio" senza dimostrare le "asserite carenze argomentative" e suggerendo una "diversa ricostruzione del fatto, non "proponibile" in sede di giudizio di legittimità.
"La sentenza di oggi smentisce categoricamente le affrettate dichiarazioni di vittoria di Berlusconi che 'usò' dopo la pronuncia della cassazione per sconfessare l'operato dei giudici di primo e secondo grado di milano. In realtà, la motivazione della sentenza della cassazione avvalora la correttezza di tutto il percorso giudiziario. Sarà adesso interessante vedere se e come il tg1 di Minzolini informerà l'opinione pubblica sull'esito di questa vicenda processuale" afferma la capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
Di Pietro: "Intercettazioni vietate?
E noi le leggiamo in Aula"
Il leader dell'Idv annuncia la sua "disobbedienza civile" contro il ddl del governo
Così facendo verranno inserite nel resoconto parlamentare e potranno essere pubblicate
Di Pietro: "Intercettazioni vietate? E noi le leggiamo in Aula"
ROMA - A mali estremi, estremi rimedi. Non potendo bloccare la legge che limita fortemente le intercettazioni 1, l'Idv di Antonio Di Pietro gioca di fantasia. Il ddl del governo vieta la pubblicazione sui giornali? L'Idv le leggerà in Aula. "Ogni volta che ci sarà un'intercettazione regolarmente depositata e a disposizione delle parti, al termine della seduta d'Aula (alla Camera o al Senato) si alzerà un parlamentare dell'Idv e la leggerà" dice l'ex pm. Un modo, questo, che comporterà l'inserimento delle intercettazioni lette nel resoconto parlamentare e la loro conseguente pubblicazione. Senza conseguenze penali per il cronista.
La Cassazione: "Mills reticente Favorì Silvio Berlusconi"
Le reticenze di David Mills, l'avvocato inglese condannato in appello a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari, "favorirono la persona di Silvio Berlusconi". È la Cassazione a sottolinearlo nelle motivazioni contenute nella sentenza 15208 delle sezioni unite penali in cui spiega il perché lo scorso 25 febbraio aveva dichiarato prescritta la corruzione per Mills. In particolare, il relatore Aldo Fiale facendo proprie le motivazioni della Corte d'Appello di Milano del 27 ottobre 2009, scrive chiaramente che "il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra, in definitiva, nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti, posto che si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Pier Silvio Berlusconi".
Per la Cassazione la sentenza con la quale la Corte d'Appello di Milano, lo scorso 27 ottobre, aveva confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione nei confronti dell'avvocato inglese David Mills, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto 600 mila dollari in cambio di testimonianze reticenti in due procedimenti sul gruppo Fininvest, ha una "struttura razionale" sorretta da un "apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo". Invece, i legali di Mills si sono limitati a "sollecitare la rilettura del quadro probatorio" senza dimostrare le "asserite carenze argomentative" e suggerendo una "diversa ricostruzione del fatto, non "proponibile" in sede di giudizio di legittimità.
Inoltre, le sezioni unite penali della Cassazione - nella sentenza 15208 - spiegano che Mills, con le sue deposizioni ai processi "Arces" e "All Iberian", aveva favorito Berlusconi tacendo la riconducibilità a lui delle società del cosiddetto comparto B del gruppo Fininvest. Questo in quanto "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".
Di Pietro: "Censura sulle intercettazioni? Le leggeremo in Aula"
L'Italia dei Valori annuncia "disobbedienza civile" contro la norma che vieta la pubblicazione delle intercettazioni fino all'inizio del processo. A spiegarlo è Antonio Di Pietro, che assicura: "Ogni volta che ci sarà un'intercettazione che è stata regolarmente depositata contenuta in provvedimenti messi a disposizione delle parti, si alzerà un parlamentare dell'Idv al termine della seduta e la leggerà ad alta voce in Aula".
In questo modo, rimarca, "saranno pubbliche" perchè faranno parte dei "resoconti parlamentari e saranno a disposizione di tutti i
giornalisti". Il leader dell'Idv fa sapere anche che ieri sera c'è stata una riunione del suo partito, nel corso della quale è stato adottato un "protocollo di lavoro" in questo senso. A motivare la scelta dell'Idv, il fatto che secondo l'ex pm con gli emendamenti presentati dalla maggioranza al Senato al ddl intercettazioni si passa "dalla padella alla brace".
Di Pietro fa poi l'esempio della cosiddetta "norma D'Addario" che punisce chi riprende o registra "fraudolentemente" chi ha di fronte e dice: "Buttate tutti i registratori, perchè d'ora in poi rischiate fino a quattro anni. Fossi un'azienda che produce registratori -conclude il presidente dell'Italia dei valori- li citerei in giudizio".

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