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Timestamp: 2020-06-01 15:15:54+00:00

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Equilibri di normalità | sguardiepercorsi
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16 pensieri su “Equilibri di normalità”
Aurore2014 26 settembre 2014 alle 18:39
… e leggere questo tuo post ha fatto bene a me! 🙂 Grazie di cuore.
sguardiepercorsi Autore articolo 26 settembre 2014 alle 19:41
Grazie a te, Aurore 🙂
unazzurrocielo 17 settembre 2014 alle 20:18
Ciao. Sono passata dal tuo blog, mi piace molto e lo seguirò. Non so se hai letto la risposta che ho scritto al commento che hai lasciato sul mio post… comunque , sì puoi leggerlo e ti ringrazio per la correttezza di citarne la provenienza. Spero di risentirti
sguardiepercorsi Autore articolo 18 settembre 2014 alle 09:35
Grazie… Tornerò a trovarti.. Un abbraccio 🙂
Nicola Losito 17 settembre 2014 alle 17:59
Frequentando un ospedale si ridimensionano i propri guai e si ringrazia il cielo di averci dato una vita “normale”.
Un saluto cordiale. Non so per quanto, ma sono tornato.
sguardiepercorsi Autore articolo 17 settembre 2014 alle 20:03
Spero che ti fermerai a lungo… 🙂 Ciao, Nicola!
TADS 16 settembre 2014 alle 09:24
questo post centra in pieno la sostanza dell’esistere,
la normalità è solo una rassegnazione condizionata.
Chi è nato negli anni ’50 soffre di più perché ha percorso un sentiero in cui si realizzavano sogni e aspettative, il lavoro, la casa, la tv, la lavatrice, l’automobile, i figli all’università, ecc. ecc.
Il vero progresso, quello che migliorava la qualità della vita, anche le conquiste sociali, insomma, ci si alzava al mattino con prospettive diverse e la voglia di allungare la mano per agguantare la “felicità”. Era “normale” affrontare progetti di vita, oggi non è più così.
Quando si arriva a una certa età i funerali cominciano a diventare frequenti, si perdono pezzi di vita, amici, parenti, un pochino si muore con loro, è qui che la “normalità” diventa conquista.
sguardiepercorsi Autore articolo 16 settembre 2014 alle 19:58
Conquistiamo la normalità come il Buddha che, meditando sulle realtà di malattia, vecchiaia e morte, raggiunge l’illuminazione. Noi ci limitiamo a raggiungere la normalità… 🙂
arikita 15 settembre 2014 alle 14:15
Grazie davvero per queste parole, che condivido…
Forse facciamo fatica ad accogliere come “normale” la fatica anche perché siamo inseriti in dinamiche sociali improntate su apparenza ed esibizionismo (vedi Facebook) in cui sembrare felici e realizzati sembra quasi un dovere. Possiamo quindi avere l’impressione di essere “gli unici” a faticare. E poi magari non ci sentiamo normali perché ci riteniamo i soli responsabili dei nostri stati interiori, quindi se qualcosa va male è necessariamente colpa nostra… così come se qualcosa va bene (agli altri, per esempio) è merito loro.
sguardiepercorsi Autore articolo 15 settembre 2014 alle 15:28
È proprio così… Grazie del passaggio qui, benvenuta… 🙂
afinebinario 15 settembre 2014 alle 12:02
La mia è una vita con un peso trasportabile, non è fatta di sole gioie per intenderci ma è il mio zaino e lì dentro c’è tutto.
Quando sono stanca, mi tolgo per un pò gli spallacci eppure senza quel peso che mi dà forza mi è difficile stare.
sguardiepercorsi Autore articolo 15 settembre 2014 alle 15:26
Alla fine è così… I pesi sostenibili ci aiutano a vivere…
Gli abbracci fanno sempre bene… Ricambio l’abbraccio. Un sorriso…
ogginientedinuovo 13 settembre 2014 alle 18:22
Soffrire è faticoso e noi non siamo più abituati alla fatica. Per tanti motivi (progresso, tecnologia…) ci possiamo permettere di non faticare più e quindi, in questa logica, ci aspettiamo di non dover più nemmeno soffrire.
Ma la fatica e la sofferenza sono normali e lo riscopriamo quando ce ne troviamo intrisi e credo che un trucco per saper accettare questo fatto, sia proprio quello che dici tu: dire sì alla vita così com’è, e smettere di pensare che la realtà sia quella patinata cui siamo stati esposti per troppo tempo attraverso TV e riviste.
sguardiepercorsi Autore articolo 13 settembre 2014 alle 23:09
Nuzk 13 settembre 2014 alle 17:56
“Normale è la vita che abbiamo, non quella che dovrebbe essere.”
Credo che ci siano tante normalità quante sono le persone. Ognuno di noi ha la sua idea di normalità che in parte vive già quotidianamente e in parte, essendo un’idea, tende a voler raggiungere…Ed è forse questo il problema: il non rendersi conto di tendere verso un ideale che, in quanto tale, è impossibile raggiungere. Buon fine settimana 🙂
sguardiepercorsi Autore articolo 13 settembre 2014 alle 23:08

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 articolo 15
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 articolo 13
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