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Timestamp: 2020-04-04 06:40:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20775 del 14/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20775 del 14/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 14/10/2016, (ud. 07/06/2016, dep. 14/10/2016), n.20775
sul ricorso 29147/2011 proposto da:
avverso la decisione n. 5160/2010 della COMM. TRIBUTARIA CENTRALE di
07/06/2016 dal. Consigliere Dott. LUCIO LUCIOTTI;
1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della sentenza a 5160 del 14 ottobre 2010 con cui la Commissione tributaria centrale del Lazio nella controversia concernente l’impugnazione di un avviso di rettifica del volume di affari ai fini IRPEF ed IVA relativo all’anno d’imposta (OMISSIS), emesso nei confronti della fallita ditta D.F., sul rilievo che la decisione della Commissione Tributaria di secondo grado aveva confermato la decisione di primo grado favorevole (ancorchè parzialmente) alla contribuente, avendo ridotto il volume di affari determinato dall’Ufficio, ritenuto applicabile il disposto di cui al D.L. n. 40 del 2010, art. 3, comma 2-bis, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 120 del 2010, dichiarava il giudizio definito ai sensi della citata disposizione.
3. Il D.L. n. 40 del 2010, art. 3, comma 2 bis, lett. a), (nel testo in vigore al 31 luglio 2010), convertito in L. n. 73 del 2010, prevede che al fine di contenere la durata dei processi tributari nei termini di durata ragionevole dei processi, previsti ai sensi della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della L. 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’art. 6, par. 1, della predetta Convenzione, le controversie tributarie pendenti che originano da ricorsi iscritti a molo nel primo grado, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, da oltre dieci anni, per le quali risulti soccombente l’Amministrazione finanziaria dello Stato nei primi due gradi di giudizio, sono definite con le seguenti modalità: a) le controversie tributarie pendenti innanzi alla Commissione tributaria centrale, con esclusione di quelle aventi ad oggetto istanze di rimborso, sono automaticamente definite con decreto assunto dal presidente del collegio o da altro componente delegato…”.
5. Come questa Corte ha già avuto modo di osservare (cfr. Cass. 16944 del 2015), si tratta di norma avente natura interpretativa e non innovativa, che, al di là del carattere effettivamente interpretativo della previsione – esprime univocamente l’intento del legislatore di imporre un determinato significato a precedenti disposizioni di pari grado, così da far regolare dalla nuova norma fattispecie sorte anteriormente alla sua entrata in vigore, dovendosi escludere, in applicazione del canone ermeneutico che impone all’interprete di attribuire un senso a tutti gli enunciati del precetto legislativo, che la disposizione possa essere intesa come diretta ad imporre una determinata disciplina solo per il futuro (Cass. Sez. un. n. 9941 del 2009). La disposizione in esame opera, quindi, retroattivamente nei processi pendenti, quale il presente, essendo stata impugnata, dinanzi a questa Corte, la sentenza resa dalla Commissione Tributaria Centrale.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 3
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 Cass. 
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