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Timestamp: 2017-02-28 10:00:44+00:00

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Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali | Studio Legale Avv. Michele Spadaro - Il Blog
michelespadaro / 8 dicembre 2013	DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 maggio 1960, n. 570
Visto l’art. 87, comma, quinto, della Costituzione;
Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per l’interno;
E’ approvato l’unito Testo Unico delle leggi per la composizione e
la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali, composto di 103 articoli, vistato dal Ministro per l’interno.
TAMBRONI – SPATARO
Registrato alla Corte dei conti, addi’ 18 giugno 1960
Atti del Governo, registro n. 127, foglio n. 73. – VILLA
PER LA COMPOSIZIONE E LA ELEZIONE DEGLI
ORGANI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 1)
((COMMA ABROGATO DALLA L. 25 MARZO 1993, N. 81)).
La popolazione e' determinata  in  base  ai  risultati  dell'ultimo
censimento ufficiale.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 3, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 1)
Nei Comuni delle ultime quattro categorie il numero degli assessori supplenti e’ di due.
ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 18 AGOSTO 2000, N. 267 ((30))
La Corte costituzionale con sentenza 23 - 31 ottobre 2000,  n.  450
(in G.U. 1a s.s. 8/11/2000, n. 46) ha dichiarato  "la  illegittimita'
costituzionale dell'art. 6, quarto alinea, del d.P.R. 16 maggio 1960,
n. 570 (Testo unico delle leggi per la  composizione  e  la  elezione
degli organi delle amministrazioni  comunali),  nella  parte  in  cui
stabilisce che chi ha  ascendenti  o  discendenti  ovvero  parenti  o
affini fino al secondo grado che rivestano la qualita' di appaltatore
di lavori o di servizi comunali non  puo'  essere  nominato  sindaco,
anziche' stabilire che chi si trova  in  detta  situazione  non  puo'
ricoprire la carica di sindaco".
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 7)
Al Sindaco e agli assessori puo’ essere corrisposta un’indennita’ mensile di carica, a norma di legge.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 8, e
Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 2)
b) quando il Consiglio comunale, per dimissioni od altra causa, abbia perduto la meta’ dei propri membri.
E’ abrogato l’art. 280 del regio decreto 4 febbraio 1915, n. 148.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 18 AGOSTO 2000, N. 267)) ((28))
Il D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 ha disposto (con l’art. 274, comma 1, lettera e)) l’abrogazione dell’articolo 9-bis del decreto del Presidente della Repubblica del 16 maggio 1960, n. 570, “fatta salva l’applicabilita’ delle disposizioni ivi previste agli amministratori regionali ai sensi dell’articolo 19 della legge 17 febbraio 1968, n. 108”.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 10)
Le attribuzioni ed il funzionamento dei Consigli comunali e delle Giunte municipali sono regolati dalle norme del Testo Unico della legge comunale e provinciale approvato con regio decreto 4 febbraio 1915, numero 148, e dalle modifiche contenute nel regio decreto 30 dicembre 1923, n. 2839, in quanto applicabili.
Elezione dei Consigli comunali
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 13)
Sono elettori i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali compilate a termini della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, e successive modificazioni.
Per la ripartizione dei Comuni in sezioni elettorali, la compilazione delle relative liste e la scelta dei luoghi di riunione degli elettori valgono le disposizioni della predetta legge.
Dell’eleggibilita’
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 18, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 7)
Il Prefetto, d’intesa col Presidente della Corte d’appello, fissa la data della elezione per ciascun Comune e la partecipa al Sindaco, il quale, con manifesto da pubblicarsi ((quarantacinque)) giorni prima di tale data, ne da’ avviso agli elettori, indicando il giorno ed il luogo di riunione.
Il Prefetto comunica inoltre il decreto al presidente della Commissione elettorale mandamentale che, entro l’ottavo giorno antecedente alla data delle elezioni, trasmette al Sindaco un esemplare delle liste di sezione.
Qualora, per sopravvenute cause di forza maggiore, non possa farsi luogo alle elezioni per la data fissata dal decreto di convocazione dei comizi, il Prefetto puo’ disporne il rinvio con proprio decreto, da rendersi noto con manifesto del Sindaco.
Detto rinvio non puo’ superare il termine di sessanta giorni, fermi restando, in ogni caso, i termini per la attuazione delle operazioni non ancora compiute. Le operazioni gia’ compiute rimangono valide, eccettuate quelle successive all’insediamento del seggio.
La nuova data viene fissata dal Prefetto di intesa con il Presidente della Corte d’appello e viene portata a conoscenza degli elettori con manifesto del Sindaco.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 SETTEMBRE 2000, N. 299))
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 20, e Legge 23 marzo 1956, n. 136,
In ciascuna sezione e' costituito un Ufficio elettorale composto di
un presidente, ((di quattro scrutatori)) di cui uno, a scelta del
presidente, assume le funzioni di vice presidente e di un segretario.
Il presidente e' designato dal Presidente della  Corte  di  appello
competente  per  territorio  fra  i  magistrati,  gli   avvocati,   e
procuratori dell'Avvocatura  dello  Stato,  che  esercitano  il  loro
ufficio nel distretto della  Corte  stessa  e,  occorrendo,  tra  gli
impiegati civili a riposo, i  funzionari  appartenenti  al  personale
delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai  e  vice  pretori
onorari e quei cittadini che, a giudizio del Presidente, siano idonei
all'ufficio, escluse le categorie di cui all'art. 23.
L'enumerazione di queste categorie, salvo  quella  del  magistrati,
non implica ordine di precedenza per la designazione.
Presso la Cancelleria di ciascuna Corte di appello sara' tenuto  al
corrente, con le norme da  stabilirsi  (ali  Ministero  di  grazia  e
giustizia d'accordo con quello dell'interno, un elenco delle  persone
eleggibili all'ufficio di presidente di seggio elettorale.
In  caso  di  impedimento  del  presidente,  che   sopravvenga   in
condizioni tali da non consentire la surrogazione normale, assume  la
presidenza il Sindaco o un suo delegato.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 MARZO 1989, N. 95))
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 10)
a) coloro che, alla data delle elezioni, hanno superato il settantesimo anno di eta’;
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 23, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 11)
L’ufficio di presidente, di scrutatore e di segretario e’ obbligatorio per le persone designate.
Tutti i membri dell’Ufficio sono considerati, per ogni effetto di legge, pubblici ufficiali durante l’esercizio delle loro funzioni Per i reati commessi a danno dei membri dell’Ufficio si procede con giudizio direttissimo.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 24)
Tre membri almeno dell’Ufficio, fra cui il presidente o il vice-presidente, devono trovarsi sempre presenti a tutte le operazioni elettorali.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 MAGGIO 1970, N. 312))
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 26, e Legge 23 marzo 1956, n. 136,
Il Sindaco provvede affinche', nel giorno precedente  le  elezioni,
prima dell'insediamento del seggio, siano  consegnati  al  presidente
dell'Ufficio elettorale:
2) la lista  degli  elettori  della  sezione,  autenticata  dalla
Commissione elettorale mandamentale, e una copia della lista  stessa,
autenticata in ciascun foglio dal Sindaco e dal segretario  comunale,
per l'affissione a norma dell'art. 39;
3) tre copie del manifesto recante le liste dei candidati,  delle
quali una deve restare a disposizione dell'Ufficio  elettorale  e  le
altre devono essere  affisse  nella  sala  della  votazione  a  norma
dell'art. 37;
4) i verbali di nomina degli scrutatori di cui all'art. 21;
5) il pacco delle schede che al  Sindaco  sara'  stato  trasmesso
sigillato dalla Prefettura, con  indicazione  sull'involucro  esterno
del numero delle schede contenute;
6) le urne e le cassette o scatole occorrenti per la votazione;
Le schede sono di tipo unico e di identico  colore;  sono  fornite  a
cura del Ministero dell'interno con le caratteristiche essenziali dei
modelli descritti nelle tabelle A e B - per i Comuni con  popolazione
fino a 10.000 abitanti - e C e D  -  per  i  Comuni  con  popolazione
superiore ai 10.000 abitanti -  allegate  al  presente  testo  Unico,
visitate dal Ministro dell'interno. Le schede dovranno pervenire agli
Uffici  elettorali  debitamente  piegate.   ((I   contrassegni   sono
depositati ai sensi degli articoli 28 e 32)).
I bolli e le urne, conformi ai  tipi  prescritti  per  le  elezioni
politiche, sono forniti a cura del Ministero dell'interno.
La presentazione delle candidature nei comuni
popolazione sino a 10.000 abitanti
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 27, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 15)
La popolazione del Comune e’ determinata in base ai risultati dell’ultimo censimento ufficiale.
I sottoscrittori debbono essere elettori iscritti nelle liste del comune e la loro firma deve essere apposta su appositi moduli recanti il contrassegno della lista, il nome, cognome, data e luogo di nascita di tutti i candidati, nonche’ in nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi: le firme devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. I presentatori che non sappiano o non siano in grado di sottoscrivere per fisico impedimento possono fare la loro dichiarazione in forma verbale, alla presenza di due testimoni, innanzi ad un notaio o ai segretario comunale o ad altro impiegato all’uopo delegato dal Sindaco. Della dichiarazione e’ redatto apposito verbale, da allegare alla lista.
Ciascun elettore non puo’ sottoscrivere piu’ di una dichiarazione di presentazione di lista.
COMMA ABROGATO DALLA L. 11 AGOSTO 1991, N. 271.
Con la lista devesi anche presentare la dichiarazione di accettazione di ogni candidato, autenticata dal Sindaco, o da un notaio, o dal Pretore, o dal giudice conciliatore. ((PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 31 DICEMBRE 2012, N. 235)).
Per ogni candidato si deve, inoltre, presentare il certificato di iscrizione nelle liste elettorali di qualsiasi Comune della Repubblica.
E’ obbligatoria la presentazione di un contrassegno di lista, anche figurato. Tale presentazione dev’essere fatta in triplice esemplare.
Nessuno puo’ accettare le candidature in piu’ di una lista nello stesso comune.
La presentazione delle candidature deve essere fatta alla segreteria del comune dalle ore 8 del trentesimo giorno alle ore 12 del ventinovesimo giorno antecedenti la data della votazione.
Il segretario comunale, o chi lo sostituisce legalmente, rilascia ricevuta dettagliata degli atti presentati, indicando il giorno e l’ora della presentazione, e provvede a rimetterli, entro lo stesso giorno, alla Commissione elettorale mandamentale.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 28, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 17)
La Commissione elettorale mandamentale, entro il giorno successivo a quello della presentazione delle candidature:
b) ricusa i contrassegni di lista che siano identici o che si possano facilmente confondere con quelli presentati in precedenza o con quelli notoriamente usati da altri partiti o raggruppamenti politici, ovvero riproducenti simboli o elementi caratterizzanti di simboli che, per essere usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento, possono trarre in errore l’elettore.
In tali casi la Commissione assegna un termine di non oltre 48 ore per la presentazione di un nuovo contrassegno. Ricusa altresi’ i contrassegni riproducenti immagini o soggetti di natura religiosa;
c) elimina i nomi dei candidati a carico dei quali viene accertata la sussistenza di alcuna delle condizioni previste dal comma 1 dell’articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55, o per i quali manca ovvero e’ incompleta la dichiarazione di accettazione di cui al sesto comma dell’articolo 28, o manca il certificato di iscrizione nelle liste elettorali;
d) cancella i nomi dei candidati gia’ compresi in altre liste presentate in precedenza;
((d-bis) verifica che nelle liste dei candidati, per le elezioni nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, sia rispettata la previsione contenuta nel comma 3-bis dell’articolo 71 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In caso contrario, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere rappresentato in misura eccedente i due terzi dei candidati, procedendo in tal caso dall’ultimo della lista. La riduzione della lista non puo’, in ogni caso, determinare un numero di candidati inferiore al minimo prescritto per l’ammissione della lista medesima));
e) ricusa le liste che contengono un numero di candidati inferiore al minimo prescritto e riduce quelle che contengono un numero di candidati superiore al massimo consentito, cancellando gli ultimi nomi ((in modo da assicurare il rispetto della previsione contenuta nel comma 3-bis dell’articolo 71 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)).
e-bis) assegna un numero progressivo a ciascuna lista ammessa, mediante sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista appositamente convocati;
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 29)
Le  decisioni  di  cui  all'articolo   precedente   devono   essere
immediatamente  comunicate  al  Sindaco,  per  la  preparazione   del
manifesto con le liste dei candidati di cui all'art. 27, n. 3, e  per
l'affissione all'albo  pretorio  ed  in  altri  luoghi  pubblici,  da
effettuarsi entro ((l'ottavo giorno)) precedente l'elezione.
Analoga immediata comunicazione dev'essere fatta al Prefetto per la
stampa delle schede, nelle quali i candidati saranno elencati secondo
l'ordine risultato dal sorteggio.
popolazione superiore ai 10.000 abitanti
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 30, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 18)
Il numero dei presentatori non puo’ eccedere di oltre la meta’ le cifre indicate nel precedente comma.
I sottoscrittori debbono essere elettori iscritti nelle liste del comune e la loro firma deve essere apposta su appositi moduli recanti il contrassegno della lista, il nome, cognome, data e luogo di nascita di tutti i candidati, nonche’ in nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi: le firme devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. Per i presentatori che non sappiano sottoscrivere si applicano le disposizioni di cui al quarto comma dell’art. 28.
Nessuno puo’ essere candidato in piu’ di una lista di uno stesso Comune.
2) la dichiarazione autenticata di accettazione della candidatura, ((…));
4) l’indicazione di due delegati che hanno la facolta’ di designare i rappresentanti delle liste presso ogni seggio e presso l’Ufficio centrale: le designazioni debbono essere fatte per iscritto e la firma dei delegati deve essere autenticata nei modi indicati al quarto comma dell’art. 28.
La lista e gli allegati devono essere presentati alla segreteria del comune dalle ore 8 del trentesimo giorno alle ore 12 del ventinovesimo giorno antecedenti la data della votazione.
Il segretario comunale, o chi lo sostituisce legalmente, rilascia ricevuta dettagliata degli atti presentati, indicando il giorno e l’oro della presentazione, e provvede a rimetterli entro lo stesso giorno alla Commissione elettorale mandamentale competente per territorio.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 32, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 20)
La Commissione elettorale mandamentale, entro il giorno successivo a quello stabilito per la presentazione delle liste:
b) ricusa i contrassegni che siano identici o che si possano facilmente confondere con quelli presentati in precedenza, o con quelli notoriamente usati da altri partiti o raggruppamenti politici, ovvero riproducenti simboli o elementi caratterizzanti di simboli che, per essere usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento possono trarre in errore l’elettore. Ricusa altresi’ i contrassegni riproducenti immagini o soggetti di natura religiosa;
c) elimina dalle liste i nomi dei candidati a carico dei quali viene accertata la sussistenza di alcuna delle condizioni previste dal comma 1 dell’articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55, o per i quali manca ovvero e’ incompleta la dichiarazione di accettazione di cui al n. 2) del nono comma dell’articolo 32, o manca il certificato di iscrizione nelle liste elettorali;
((d-bis) verifica che nelle liste dei candidati sia rispettata la previsione contenuta nel comma 1 dell’articolo 73 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. In caso contrario, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere piu’ rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto del citato comma 1 dell’articolo 73 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni. Qualora la lista, all’esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo prescritto, ricusa la lista));
e) ricusa, le liste che contengono un numero di candidati inferiore al minimo prescritto e riduce quelle che contengono un numero di candidati superiore al massimo consentito, cancellando gli ultimi nomi ((in modo da assicurare il rispetto della previsione contenuta nel comma 1 dell’articolo 73 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni)).
Il delegato di ciascuna lista puo’ prendere cognizione, entro la stessa sera, delle contestazioni fatte dalla Commissione e delle modificazioni da questa apportate alla lista.
La commissione, entro il ventiseiesimo giorno antecedente la data della votazione, si riunisce per udire eventualmente i delegati delle liste contestate o modificate, ammettere nuovi documenti e deliberare sulle modificazioni eseguite; nella stessa seduta ricusa altresi’ le liste per le quali non si sia provveduto a ripristinare il rapporto percentuale. (23)
Il D.L. 16 marzo 1995, n. 72, convertito, senza modificazioni, dalla L. 15 maggio 1995, n. 169 ha disposto (con l’art. 1, comma 2) che “Limitatamente al turno elettorale di cui al comma 1, all’articolo 33, ultimo comma, del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960 le parole: “, entro il ventiseiesimo giorno antecedente la data della votazione,” sono sostituite dalle seguenti: “, entro il giorno successivo,””.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 33, e Legge 23 marzo 1956, n  136,
immediatamente  comunicate  al  Sindaco  per  la   preparazione   del
Analoga immediata comunicazione deve essere fatta al  Prefetto  per
la stampa delle schede nelle quali le liste saranno riportate secondo
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 34, e Legge 23 marzo 1956, n 136, art. 22)
La Commissione elettorale mandamentale, entro il giovedi’ precedente la elezione, trasmette al Sindaco, per la consegna al presidente di ogni sezione elettorale, contemporaneamente agli oggetti ed atti indicati nell’art. 27, l’elenco dei delegati autorizzati a designare i due rappresentanti di lista presso ogni seggio e presso L’Ufficio centrale.
Tale designazione potra’ essere comunicata entro il venerdi’ precedente l’elezione al segretario del Comune, che ne dovra’ curare la trasmissione ai presidenti delle sezioni elettorali, ovvero direttamente ai singoli presidenti il sabato pomeriggio oppure la mattina stessa della elezione, purche’ prima dell’inizio della votazione.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 35)
La sala dell’elezione, in cui mina sola porta d’ingresso puo’ essere aperta, salva la possibilita’ di assicurare un accesso separato per le donne, deve essere divisa in due compartimenti da un solido tramezzo con un’apertura nel mezzo per il passaggio.
Nel compartimento destinato all’Ufficio elettorale gli elettori possono entrare solo per votare e trattenersi solo per il tempo strettamente necessario.
Il tavolo dell’Ufficio dev’essere collocato in modo che gli elettori possano girarvi intorno dopo chiusa la votazione e le urne devono essere sempre visibili a tutti.
((Ogni sala, salva comprovata impossibilita’ logistica, deve avere quattro cabine, di cui una destinata ai portatori di handicap. Le cabine sono collocate in maniera da rimanere isolate e sono munite di un riparo che assicura la segretezza del voto)).
Le porte e le finestre, che si trovino nella parete adiacente alla cabina ad una distanza minore di due metri, devono essere chiuse in modo da impedire la vista ed ogni comunicazione dall’esterno.
Nella sala delle elezioni devono essere affissi i manifesti con le liste dei candidati ed un manifesto recante, a grandi caratteri, l’indicazione delle principali sanzioni penali previste dal presente Testo Unico.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 36)
Essi non possono entrare armati o muniti di bastone
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 37)
Salvo il disposto degli articoli 40, 42, 43 e 44, non ha diritto di votare chi non e’ iscritto nella lista degli elettori della sezione.
Una copia di detta lista dev’essere affissa nella sala dell’elezione durante il corso delle operazioni elettorali e puo’ essere consultata dagli elettori.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 38)
Il presidente, gli scrutatori, il segretario del seggio e i rappresentanti delle liste dei candidati, nonche’ gli ufficiali ed agenti della Forza pubblica in servizio di ordine pubblico, votano, previa esibizione del certificato di iscrizione nelle liste elettorali del Comune, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altra sezione.
Gli elettori di cui al comma precedente sono iscritti, a cura del presidente, in calce alla lista di sezione e di essi e’ presa nota nel verbale.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 39, e Legge 23 marzo 1956, n. 136,
Il  voto  e'   dato   dall'elettore   presentandosi   personalmente
I ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti  da  paralisi  o  da
altro  impedimento  di  analoga  gravita'   esercitano   il   diritto
elettorale con l'aiuto di un elettore della propria  famiglia  o,  in
mancanza, di un altro elettore, che sia stato volontariamente  scelto
come accompagnatore, purche' l'uno o l'altro  sia  iscritto  ((in  un
qualsiasi Comune della Repubblica)).
Nessun elettore puo' esercitare la funzione di  accompagnatore  per
piu' di un invalido. Sul suo certificato elettorale e' fatta apposita
annotazione dal presidente del seggio,  nel  quale  ha  assolto  tale
I presidenti di seggio devono  richiedere  agli  accompagnatori  il
certificato elettorale, per constatare se hanno  gia'  in  precedenza
esercitato la funzione predetta.
L'accompagnatore    consegna    il    certificato     dell'elettore
accompagnato;  il  presidente  del  seggio  accerta,   con   apposita
interpellazione,  se  l'elettore  abbia  scelto  liberamente  il  suo
accompagnatore e ne  conosca  il  nome  e  cognome,  e  registra  nel
verbale, a parte, questo  modo  di  votazione,  indicando  il  motivo
specifico   di   questa   assistenza   nella   votazione,   il   nome
dell'autorita'   sanitaria   che   abbia   eventualmente    accertato
l'impedimento ed il nome e cognome dell'accompagnatore.
Il certificato medico eventualmente esibito e' allegato al verbale.
I certificati medici possono essere rilasciati soltanto dai
funzionari  medici  designati  dai  competenti   organi   dell'unita'
sanitaria locale;  i  designati  non  possono  essere  candidati  ne'
parenti fino al quarto grado di candidati.
Detti  certificati  devono  attestare  che  la  infermita'   fisica
impedisce all'elettore di esprimere il voto senza  l'aiuto  di  altro
elettore;   i   certificati   stessi   devono    essere    rilasciati
immediatamente e gratuitamente, nonche'  in  esenzione  da  qualsiasi
diritto od applicazione di marche.
((L'annotazione del diritto al voto assistito, di  cui  al  secondo
comma, e' inserita, su richiesta  dell'interessato,  corredata  della
relativa documentazione, a cura del Comune di iscrizione  elettorale,
mediante apposizione di un corrispondente  simbolo  o  codice,  nella
tessera elettorale personale, nel rispetto delle disposizioni vigenti
in materia di riservatezza personale ed in particolare della legge 31
dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni)).
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 24 sub 39-bis)
I degenti in ospedali e case di cura sono ammessi a votare nel luogo di ricovero, purche’ siano elettori del Comune o della Provincia, rispettivamente per la elezione del Consiglio comunale e provinciale.
A tale effetto gli interessati devono far pervenire, non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione, al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, una dichiarazione attestante la volonta’ di esprimere il voto nel luogo di cura. La dichiarazione, che deve espressamente indicare il numero della sezione, alla quale l’elettore e’ assegnato e il suo, numero di iscrizione nella lista elettorale di sezione, risultanti dal certificato elettorale, deve recare in calce l’attestazione del direttore sanitario del luogo di cura, comprovante il ricovero dell’elettore nell’istituto, ed e’ inoltrata al Comune di destinazione per il tramite del direttore amministrativo o del segretario dell’istituto stesso.
b) a rilasciare immediatamente ai richiedenti, anche per telegramma, una attestazione della avvenuta inclusione negli elenchi previsti dalla lettera a).
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 24 sub 39-ter)
Negli ospedali e nelle case di cura con almeno 200 letti e’ istituita per ogni 500 letti o frazione di 500 una sezione elettorale in cui la votazione avra’ luogo secondo le norme vigenti.
Gli elettori che esercitano il loro voto nelle sezioni ospedaliere sono iscritti nelle liste di sezione all’atto della votazione a cura del presidente del seggio; alle sezioni ospedaliere possono, tuttavia, essere assegnati, in sede di revisione annuale delle liste, gli elettori facenti parte del personale di assistenza dell’istituto che ne facciano domanda.
Nel caso di contemporaneita’ delle elezioni del Consiglio comunale e di quello provinciale, il presidente prende nota, sulla lista, degli elettori che votano soltanto per una delle due elezioni.
Per i ricoverati che a giudizio della direzione sanitaria non possono accedere alla cabina, il presidente curera’ che la votazione abbia luogo secondo le norme.
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 24 sub 39-quater)
Per gli ospedali e case di cura minori, il presidente della sezione elettorale nella, cui circoscrizione sono posti, fissa, all’atto dell’insediamento del seggio, sentita la direzione sanitaria, le ore in cui nei luoghi stessi i ricoverati potranno esercitare il diritto di voto.
Nelle ore fissate, il presidente della sezione si reca nei luoghi di cura e, assistito da uno degli scrutatori del seggio, designato dalla sorte, e dal segretario, e alla presenza dei rappresentanti di lista o dei candidati, se sono stati designati, che ne facciano richiesta, raccoglie il voto dei ricoverati curando che la votazione abbia luogo o in cabina mobile o con altro mezzo idoneo ad assicurare la liberta’ e segretezza del voto.
Dei nominativi degli elettori viene presa nota, con le modalita’ di cui all’articolo precedente, dal presidente in apposita lista, aggiunta da allegare a quella della sezione.
(T.U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 40)
Il presidente della sezione e’ incaricato della polizia dell’adunanza ed a tale effetto egli puo’ (disporre degli agenti della Forza pubblica e della Forza armata per fare espellere od arrestare coloro che disturbino il regolare procedimento delle operazioni elettorali o commettano reato.
La Forza non puo’, senza la richiesta del presidente, entrare nella sala dell’elezione.
Pero’, in caso di tumulti o disordini nel locale in cui si vota o nelle immediate adiacenze, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono, anche senza richiesta del presidente, entrare nella sala, dell’elezione e farsi o assistere dalla Forza.
Il presidente puo’, di sua iniziativa, e deve, qualora tre senatori ne facciano richiesta, disporre che la Forza entri e resti nella sala della elezione, anche prima, che comincino le operazioni elettorali.
Le Autorita’ civili e i comandanti militari sono tenuti ad ottemperare alle richieste del presidente, anche per assicurare preventivamente il libero accesso degli elettori al locale, in cui e’ sita la sezione, ed impedire gli assembramenti anche nelle strade adiacenti.
Quando abbia giustificato timore che altrimenti possa essere turbato il regolare procedimento delle operazioni elettorali, il presidente, uditi gli scrutatori, puo’, con ordinanza motivata, disporre che gli elettori, i quali abbiano votato, escano dalla sala e non vi rientrino se non dopo la chiusura della votazione. Puo’ disporre altresi’ che gli elettori, i quali indugiano artificiosamente nella espressione del voto e non rispondono all’invito di restituire le schede, siano allontanati dalle cabine, previa restituzione delle schede, e siano riammessi a votare soltanto dopo che abbiano votato gli altri elettori presenti, ferma restando la disposizione degli articoli 51 e 52 riguardo al termine ultimo della votazione.
Di cio’ sara’ dato atto nel processo verbale.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 41, 1°, 2°, 3° e 4° comma, e Legge
23 marzo 1956, n. 136, art. 25, comma da 1° a 9°)
Alle ore 16 del giorno  che  precede  le  elezioni,  il  presidente
costituisce l'Ufficio chiamando  a  farne  parte  gli  scrutatori  il
segretario. Nei Comuni con popolazione superiore a  10.000  abitanti,
il presidente invita,  inoltre,  i  rappresentanti  delle  liste  dei
candidati ad assistere alle operazioni.
Quando tutti od alcuni degli scrutatori non siano presenti o  ne  sia
mancata  la  designazione,  il  presidente  chiama  in  sostituzione,
alternativamente, l'anziano  e  il  piu'  giovane  tra  gli  elettori
presenti iscritti nelle liste del comune, purche' abbiano
conseguito almeno la promozione alla quarta classe elementare o
dimostrino, comunque, di saper leggere e scrivere.
Quindi il presidente, dopo aver effettuato sulla lista sezionale le
eventuali annotazioni previste dalla lettera a) dell'art. 42,  estrae
a sorte il numero progressivo di ogni gruppo di 100 schede, le  quali
devono essere autenticate dagli scrutatori designati dal presidente.
Il presidente apre il pacco delle schede  e  ne  distribuisce  agli
scrutatori un numero corrispondente a quello degli elettori  iscritti
Lo scrutatore scrive  il  numero  progressivo  sulla  appendice  di
ciascuna scheda ed appone la sua firma a tergo della scheda stessa.
Nel verbale si  fa  menzione  della  serie  di  schede  firmate  da
ciascuno scrutatore.
Quindi il  presidente,  constatata  l'integrita'  del  sigillo  che
chiude il plico contenente il bollo della sezione, lo  apre  e,  dopo
aver fatta attestazione nel verbale del numero  indicato  sul  bollo,
imprime il bollo stesso a tergo di ciascuna scheda.
Il presidente depone le schede  nella  prima  urna  o  in  apposita
cassetta, se unitamente  alla  elezione  del  Consiglio  comunale  si
svolge anche quella  del  Consiglio  provinciale,  e,  sotto  la  sua
personale  responsabilita',  provvede  alla  custodia  delle   schede
rimaste nel pacco.
Durante le operazioni di cui al  presente  articolo,  nessuno  puo'
allontanarsi dalla sala.
Il presidente rimanda, quindi, le ulteriori operazioni  ((alle  ore
otto)) del giorno seguente e, dopo aver  provveduto  a  sigillare  le
urne, le cassette o scatole recanti le schede ed a chiudere il  plico
contenente tutte le carte, i verbali  ed  il  timbro  della  sezione,
scioglie l'adunanza.
Successivamente, fatta sfollare la sala da tutti  gli  estranei  al
seggio, provvede alla chiusura e alla custodia di essa  in  modo  che
nessuno possa entrarvi. A tal fine il  presidente,  coadiuvato  dagli
scrutatori, si assicura che tutte le finestre  e  gli  accessi  della
sala,  esclusa  la  porta  o  le  porte  d'ingresso,   siano   chiusi
dall'interno, e vi applica opportuni mezzi di  segnalazione  di  ogni
fraudolenta  apertura;  provvede,   indi,   a   chiudere   saldamente
dall'esterno la porta o le porte d'ingresso, applicandovi gli  stessi
mezzi precauzionali.
Affida, infine, alla Forza pubblica la custodia esterna della  sala
alla quale nessuno puo' avvicinarsi.
E' tuttavia consentito ai rappresentanti di  lista  di  trattenersi
all'esterno della sala durante il tempo in cui questa rimane chiusa.
(T.U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 41, comma 5° e seguenti,  legge  18
maggio 1951, n. 329, e legge 23 marzo 1936, n. 136,  art.  25,  comma
10°, 11° e 12°)
((Alle  ore  otto  della  domenica  fissata  per   l'inizio   della
votazione,))  il  presidente,  constatata  l'integrita'   dei   mezzi
precauzionali apposti agli accessi della sala  e  dei  sigilli  delle
urne e dei plichi,  dichiara  aperta  la  votazione  alla  quale  gli
elettori sono ammessi nell'ordine di presentazione indipendente mente
dall'ordine di iscrizione nella lista. E' tuttavia  in  facolta'  del
presidente di far procedere all'appello da parte di  uno  scrutatore,
qualora si verifichi eccessivo affollamento nella sala.
Sono ammessi a votare gli elettori che esibiscono uno dei  seguenti
a) carta d'identita' o altro documento di identificazione  munito
di fotografia rilasciato dalla, Pubblica.
Amministrazione, purche' la loro validita' non  sia  scaduta  oltre
tre anni prima del giorno della elezione:
b) tessera di  riconoscimento  rilasciata  dall'Unione  nazionale
ufficiali in  congedo  d'Italia,  purche'  munita,  di  fotografia  e
convalidata da, un Comando militare;
c)  tessera   di   riconoscimento   rilasciata   da   un   ordine
professionale, purche' munita, di fotografia.
In tal caso, nell'apposita colonna di identificazione  sulla  lista
autenticata  dalla  Commissione  elettorale   mandamentale,   saranno
indicati gli estremi del documento.
In mancanza di idoneo documento di identificazione, uno dei  membri
dell'Ufficio,  che  conosca  personalmente  l'elettore,  ne   attesta
l'identita' apponendo la propria firma  nella,  suddetta  colonia  di
Se nessuno dei membri dell'Ufficio puo'  accertare,  sotto  la  sua
responsabilita', la identita' dell'elettore, questi  puo'  presentare
un altro elettore del Comune, noto all'Ufficio, che  attesti  la  sua
identita'.  Il  presidente  avverte  quest'ultimo  elettore  che,  se
afferma il falso, sara' punito con le pene stabilite dall'art. 95.
L'elettore, che attesta della identita', deve mettere la sua  firma
nell'apposita colonia della lista di cui sopra.
In  caso  di  dissenso   sull'accertamento   dell'identita'   degli
elettori, decide il presidente a norma dell'art. 54.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203. art. 42, e legge 23 marzo 1956, n. 136,
Riconosciuta l'identita' personale dell'elettore, il presidente
((...)) estrae dalla prima urna o dalla cassetta una scheda e la
Consegna all'elettore insieme con la matita  copiativa,  leggendo  ad
alta voce il numero scritto sull'appendice, che uno degli
crutatori o il segretario segna sulla lista elettorale della
sezione, nell'apposita colonna, accanto al nome dell'elettore.
Questi puo' accertarsi che il numero segnato sia  uguale  a  quello
L'elettore si reca nella cabina per compilare e piegare la scheda e
dopo la restituisce al presidente, gia' piegata (e anche  chiusa  nei
Comuni  con  oltre  10.000  abitanti).  Il  presidente  ne   verifica
l'autenticita' esaminando la firma  e  il  bollo  e  confrontando  il
numero  scritto  sull'appendice  con  quello  scritto  sulla   lista,
distacca l'appendice seguendo la linea tratteggiata e pone la  scheda
stessa nell'urna.
Uno dei membri  dell'Ufficio  attesta  che  l'elettore  ha  votato,
apponendo la propria firma accanto  al  nome  di  lui,  nell'apposita
colonna della lista.
Con la scheda,  l'elettore  deve  restituire  anche  la  Le  schede
mancanti dell'appendice o prive di numero, di  bollo  o  della  firma
dello scrutatore non sono poste nell'urna e gli elettori che le hanno
presentate  non  possono  piu'  votare.  Tali  schede  sono  vidimate
immediatamente dal presidente e da almeno due scrutatori ed  allegate
al verbale, il quale fa anche menzione speciale degli  elettori  che,
dopo ricevuta la scheda, non l'abbiano riconsegnata.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 43)
Se l’espressione del voto non e’ compiuta nella cabina, il presidente dell’Ufficio deve rifiutare la scheda presentatagli e se l’elettore, invitato, non si reca nella cabina, lo esclude dal voto, prendendone nota nel verbale.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 44, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 27, comma 1°, 2°, 3°, 4° e 5°)
2) procede alla formazione di un plico nel quale vanno riposti gli atti relativi alle operazioni gia’ compiute ed a quelle da compiere nel giorno successivo;
3) cura che alle urne ed al plico vengano apposte le indicazioni della sezione, il bollo dell’Ufficio nonche’ la propria firma e quella di almeno due scrutatori e di qualsiasi altro elettore che voglia sottoscrivere. Nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti possono apporre la propria firma anche i rappresentanti delle liste dei candidati;
4) rinvia la votazione alle ore 7 del mattino successivo e provvede alla custodia della sala in maniera che nessuno possa entrarvi. Nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti e’ consentito ai rappresentanti di lista di trattenersi all’esterno della saia durante il tempo in cui questa rimane chiusa.
Le operazioni previste nel comma precedente devono essere eseguite nell’ordine indicato: del compimento e del risultato di ciascuna di esse deve farsi menzione nel verbale, nel quale si prendera’ anche nota di tutti i reclami presentati, delle proteste e delle decisioni prese.
La mancanza di sugellazione delle urne, o della firma del presidente e di almeno due scrutatori sulla carta che chiude le urne stesse o la mancanza di formazione del plico di cui al n. 2 del secondo comma del presente articolo producono la nullita’ delle operazioni elettorali.
Dopo la firma del verbale l’adunanza e’ sciolta immediatamente.
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 27, comma 6° e 7°)
Alle ore  7  del  giorno  successivo  il  presidente,  ricostituito
l'Ufficio e constatata l'integrita' dei mezzi  precauzionali  apposti
agli accessi della sala e  dei  sigilli  delle  urne  e  dei  plichi,
dichiara riaperta la votazione.
La votazione deve proseguire ((fino alle ore 15;)) gli elettori che
a tale ora si trovano ancora nei locali del  seggio  sono  ammessi  a
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 45, e Legge 23 marzo 1956, n. 136,
art 28)
Decorsa l'ora prevista dall'articolo precedente come termine per la
votazione e sgombrato il tavolo  delle  carte  e  degli  oggetti  non
necessari per lo scrutinio, il presidente:
2)  accerta  il  numero  dei  votanti  risultanti   dalla   lista
autenticata dalla  Commissione  elettorale  mandamentale  nonche'  da
quelle di cui agli articoli 43 e 44 e dai tagliandi  dei  certificati
Le liste, prima che si inizi lo spoglio dei  voti,  devono  essere,
((...)),  vidimate  in  ciascun  foglio  dal  presidente  e  da   due
scrutatori e chiuse in piego sigillato,  insieme  con  il  plico  dei
tagliandi  dei  certificati  elettorali  con  facolta'  a   qualunque
elettore presente di apporre la propria firma silla busta.  Il  piego
viene  immediatamente  rimesso  al  Pretore  del  mandamento  che  ne
rilascia ricevuta;
3)  estrae  e  conta  le  schede  rimaste  nella  prima  urna   o
nell'apposita cassetta e riscontra se,  calcolati  come  volanti  gli
elettori che dopo aver ricevuto la scheda non l'abbiano  riportata  o
ne abbiano consegnata una senza appendice o  senza  il  numero  o  il
bollo o la firma dello  scrutatore,  corrispondano  al  numero  degli
elettori iscritti che non hanno votato. Tali schede,  nonche'  quelle
rimaste nel pacco consegnato al presidente dal Sindaco, vengono,  con
le stesse norme indicate al n. 2, rimesse al Pretore del mandamento.
Queste operazioni devono essere eseguite nell'ordine indicato:  del
compimento e del risultato di ciascuna di esse  deve  farsi  menzione
nel processo verbale, nel quale si prendera' anche nota  di  tutti  i
reclami presentati, delle proteste fatte e delle decisioni prese.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 46)
Il presidente, udito il parere degli scrutatori, pronunzia in via provvisoria sopra tutte le difficolta’ e gli incidenti che si sollevino intorno alle operazioni della sezione e sulla nullita’ dei voti.
Tutte le altre schede devono essere numerate e chiuse in una busta suggellata, da unirsi al verbale, firmata dal presidente e dai segretario.
Disposizioni particolari per la votazione noi Comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti
Sezione III. – Disposizioni particolari per la votazione nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 48, comma 2°, 3°, 4°, 5°, 8°, 9°,
10°, 11° e 12°, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 31, comma 2°,
3°, 4°, 5°, 6°, 7°, 8°, 9°, 10° e 11°)
Sono, comunque, efficaci le preferenze espresse nominativamente  in
uno spazio diverso da quello posto a fianco del contrassegno  votato,
che si riferiscano a candidati della lista votata.
Sono nulle le preferenze nelle quali il candidato non sia designato
con la chiarezza necessaria a distinguerlo da  ogni  altro  candidato
Sono inefficaci le preferenze per candidati compresi in  una  lista
diversa da quella votata.
Se l'elettore non ha indicato alcun contrassegno di  lista,  ma  ha
scritto una o piu' preferenze  per  candidati  compresi  tutti  nella
medesima lista, si intende che  abbia  votato  la  lista  alla  quale
appartengono i preferiti.
Se l'elettore ha segnato piu' di un contrassegno di  lista,  ma  ha
scritto una o piu'  preferenze  per  candidati  appartenenti  ad  una
soltanto di tali liste, il voto verra'  attribuito  alla  lista,  cui
appartengono i candidati indicati.
Le preferenze espresse In eccedenza  al  numero  stabilito  per  il
Comune sono nulle.
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 29)
Appena compiute le operazioni previste dall’artitolo 53, il presidente da’ inizio alle operazioni di scrutinio.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 50, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 33)
Ove sia stata ammessa e votata una sola lista, nei Comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti, si intendono eletti i candidati che abbiano riportato un numero di voti validi non inferiore al 20 per cento dei votanti, purche’ il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune; nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti si intendono eletti i candidati compresi nella lista purche’ essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune.
Qualora il numero dei votanti non abbia raggiunto la percentuale di cui al comma precedente, la elezione e’ nulla; e’ parimenti nulla la elezione nei Comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti, qualora non sia risultata eletta piu’ della meta’ dei consiglieri assegnati.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 51)
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 52)
Sezione II. – Disposizioni particolari per lo scrutinio e la proclamazione noi Comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti.
Disposizioni particolari per lo scrutinio e la proclamazione nei Comuni con popalazione sino a 10.000 abitanti.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 53, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 34)
Per lo spoglio dei voti, uno degli scrutatori designato dalla sorte estrae successivamente dall’urna le schede, le spiega e le consegna al presidente, il quale ne da’ lettura ad alta voce e le passa ad un altro scrutatore.
Elevandosi qualsiasi contestazione intorno ad una scheda, questa dev’essere immediatamente vidimata, a termini dell’art. 54.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 55, e Legge 23 marzo 1956, n. 136,
La validita' dei voti contenuti nella scheda  deve  essere  ammessa
ogni  qualvolta  se  ne  possa   desumere   la   volonta'   effettiva
dell'elettore, salvo il disposto dei commi seguenti.
1) che non sono quelle di cui agli allegati A) e B) o non portano
la firma o il bollo richiesti rispettivamente dagli articoli 47 e 48;
2) che presentano scritture o segni tali da far ritenere, in modo
inoppugnabile, che l'elettore abbia voluto far riconoscere il proprio
3) ((NUMERO ABROGATO DALLA L. 25 MARZO 1993, N. 81)).
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 57)
Compiuto lo scrutinio, il presidente interpella gli elettori presenti circa il possesso dei requisiti di eleggibilita’ da parte dei candidati che hanno riportato il maggior numero dei voti, facendo constare dal verbale i motivi di ineleggibilita’, denunziati contro alcuno dei candidati.
L’altro esemplare, immediatamente chiuso con tutti gli allegati in un piego sigillato col bollo dell’Ufficio e firmato dal presidente e da almeno due scrutatori, viene subito rimesso al Prefetto, insieme col plico delle schede di cui all’art. 54, ultimo comma, se il Comune ha piu’ di una sezione elettorale, l’invio e’ fatto al presidente dell’Ufficio della prima sezione, che provvede al successivo inoltro al Prefetto, dopo il compimento delle operazioni previste dall’articolo seguente.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 58, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art 37)
Il presidente dell’Ufficio della prima sezione, quando il Comune ha piu’ sezioni, nel giorno di martedi’ successivo alla votazione, se possibile, o al piu’ tardi alle ore otto del mercoledi’, riunisce i presidenti delle altre sezioni o chi ne fa le veci e, un unione ad essi, riassume i risultati degli scrutini delle varie sezioni senza poterne modificare il risultato, pronunzia sopra qualunque incidente relativo alle operazioni ad essi affidate e fa la proclamazione degli eletti, salve le definitive decisioni del Consiglio comunale ai termini dell’art. 75.
Il segretario della prima sezione e’ segretario dell’adunanza dei presidenti e redige il relativo verbale.
Per la validita’ delle anzidette operazioni basta la presenza della maggioranza di coloro che hanno qualita’ per intervenirvi.
Disposizioni particolari per lo scrutinio e la proclamazione nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 59, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 38)
((1. Per lo spoglio dei voti uno scrutatore, designato con sorteggio, estrae successivamente dall’urna ciascuna scheda e la consegna al presidente. Questi enuncia ad alta voce il contrassegno e, ove occorra, il numero progressivo della lista per la quale e’ dato il voto ed il cognome dei candidati ai quali e’ attribuita la preferenza, o il numero dei candidati stessi nella rispettiva lista secondo l’ordine di presentazione, e passa la scheda ad un altro scrutatore, il quale, insieme con il segretario, prende nota del numero dei voti di ciascuna lista e dei voti di preferenza. 2. Il segretario proclama ad alta voce i voti di lista e i voti di preferenza. Un terzo scrutatore pone la scheda, il cui voto e’ stato spogliato, nella cassetta o scatola dalla quale furono tolte le schede non usate. Quando una scheda non contiene alcuna espressione di voto sul retro della scheda stessa viene subito impresso il timbro della sezione. 3. E’ vietato estrarre dall’urna una scheda, se quella precedentemente estratta non sia stata posta nella cassetta o scatola, dopo spogliato il voto. 4. E’ vietato eseguire lo scrutinio dei voti di preferenza separatamente dallo scrutinio dei voti di lista. 5. Le schede possono essere toccate soltanto dai componenti del seggio. 6. Il numero totale delle schede scrutinate deve corrispondere al numero degli elettori che hanno votato. Il presidente accerta personalmente la corrispondenza numerica delle cifre segnate nelle varie colonne del verbale col numero degli iscritti, dei votanti, dei voti validi assegnati, delle schede nulle, delle schede bianche, delle schede contenenti voti nulli e delle schede contenenti voti contestati, verificando la congruita’ dei dati e dandone pubblica lettura ed espressa attestazione nei verbali. 7. Elevandosi contestazioni intorno ad una scheda, questa deve essere immediamente vidimata, a termini dell’articolo 54)).
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 60, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 39)
La validita’ dei voti contenuti nella scheda deve essere annessa ogni qualvolta se ne possa desumere la volonta’ effettiva dell’elettore, salvo il disposto di cui ad comma seguente.
Sono trulli i voti contenuti in schede che:
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 61)
Compiuto lo scrutinio, il presidente ne dichiara il risulta lo e lo certifica nel verbale.
L’altro esemplare, immediatamente chiuso con tutti gli allegati in un piego sigillato col bollo dell’Ufficio e firmato dal presidente e almeno da due scrutatori, viene subito rimesso al presidente dell’Ufficio centrale, insieme col plico delle schede di cui all’art.
54, ultimo comma.
(T. U. 9 aprile 1951, n. 203, art. 62)
((1. L'ufficio centrale e' presieduto dal presidente del  tribunale
o da altro magistrato delegato dal presidente ed e' composto  di  sei
elettori idonei all'ufficio di presidente di sezione elettorale,  tra
quelli iscritti nell'albo,  nominati  dal  presidente  del  tribunale
entro cinque giorni dalla pubblicazione del manifesto di convocazione
2. Il presidente designa un cancelliere ad esercitare  le  funzioni
di segretario dell'ufficio)).
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 63 e 64 e Legge 23 marzo 1936,  n.
136, art. 40)
Il  presidente  dell'Ufficio  centrale,  nel  giorno  di   martedi'
successivo alla votazione, se possibile, u al piu' tardi  la  mattina
del mercoledi', riunisce l'Ufficio e  riassume  i  voti  delle  varie
sezioni, senza poterne modificare i risultati.
Ludi determina la cifra elettorale di ciascuna  lista  e  la  cifra
individuale di ciascun candidato.
((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 AGOSTO 2000, N. 267)).
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 66)
((COMMA ABROGATO DALLA L. 21 MARZO 1990, N. 53)).
I  rappresentanti  di  lista  hanno  diritto  di   assistere   alle
operazioni dell'Ufficio centrale, prendendo posto nella  parte  della
sala riservata all'Ufficio.
L'Ufficio centrale si pronunzia su  tutti  gli  incidenti  relativi
alle operazioni ad esso affidate.
Di tutte le operazioni compiute,  degli  incidenti  occorsi,  delle
decisioni adottate, delle denunzie di cause  di  ineleggibilita'  nei
riguardi degli eletti deve farsi menzione nel verbale,  che,  redatto
in doppio esemplare,  deve  essere  firmato  in  ciascun  foglio  dal
presidente e da tutti i membri dell'Ufficio.
Un esemplare del verbale  viene  depositato  nella  segreteria  del
Comune, ed ogni elettore ha diritto di prenderne conoscenza.
L'altro esemplare, immediatamente chiuso con tutti gli allegati  in
un piego sigillato col bollo dell'Ufficio e la firma del presidente e
di almeno due membri di  esso,  viene  subito  rimesso  al  Prefetto,
insieme con i verbali di tutte le sezioni e con i plichi delle schede
di cui all'art. 54, ultimo comma.
Questi ultimi plichi non possono essere  per  alcun  motivo  aperti
dall'Ufficio centrale.
Della convalida e delle surrogazioni
Disposizioni particolari per le surrogazioni nei Comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 68)
Quando l’elezione di colui che ebbe maggiori voti e’ nulla, gli si sostituisce quegli che riporto’, dopo gli eletti, maggiori voti.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 69)
In caso diverso, l’elezione seguira’ entro due mesi nel giorno che sara’ stabilito dal Prefetto, di concerto col Presidente della Corte d’appello.
Disposizioni particolari per le surrogazioni nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 71)
In caso diverso, l’elezione seguira’ entro due mesi, nel giorno che sara’ stabilito dal Prefetto, di concerto col Presidente della Corte d’appello.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 73, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 42)
Il seggio che durante il quadriennio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, e’ attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente l’ultimo eletto.
(T.U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 67, u. c., 74  e  75,  e  Legge  23
marzo 1956, n. 136, art. 43)
((Le deliberazioni adottate in materia di eleggibilita’ dal Consiglio comunale possono essere impugnate da qualsiasi cittadino elettore del Comune, o da chiunque altro vi abbia diretto interesse, dinanzi all’autorita’ giudiziaria ordinaria.)) ((36))
La deliberazione adottata in via surrogatoria dalla Giunta provinciale amministrativa o da altro competente organo tutorio deve essere immediatamente comunicata al sindaco e pubblicata nell’albo pretorio del Comune entro ventiquattro ore dal ricevimento, a cura del segretario comunale che ne e’ il responsabile. ((PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 1 SETTEMBRE 2011, N. 150)). La impugnativa delle deliberazioni adottate dal Consiglio comunale puo’ essere promossa anche dal prefetto. ((36))
((Alle controversie previste dal presente articolo si applica l’articolo 22 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.)) ((36))
((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 1 SETTEMBRE 2011, N. 150)). ((36))
La Corte Costituzionale, con sentenza 16 - 27 dicembre 1965, n.  93
(in G.U. 1a s.s. 31/12/1965, n. 326) ha dichiarato la  illegittimita'
costituzionale degli artt. 82, 83 del D.P.R. 16 maggio 1960, n.  570,
Testo unico relativo alle elezioni comunali,  e  43  della  legge  23
marzo 1956, n. 136 (artt. 74 e 75 del D.P.R. 5 aprile 1951, n.  203),
nelle parti  che  riguardano  i  consigli  comunali,  in  riferimento
all'art. 108, secondo comma, della Costituzione. La  stessa  sentenza
ha inoltre dichiarato, a norma dell'art.  27  della  legge  11  marzo
1953, n.  87,  la  illegittimita'  costituzionale  dell'art.  84  del
predetto D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570.
La L. 23 dicembre 1966, n. 1147 ha disposto (con l'art. 8, comma 2)
che "I termini per la presentazione dei ricorsi di cui agli  articoli
82, 83/11 e 9-bis del testo  unico  16  maggio  1960,  n.  570,  come
modificati dalla presente legge, decorrono dalla data di  entrata  in
vigore  della  presente  legge  per  le  questioni  in   materia   di
eleggibilita',   decadenza,   ed   operazioni    elettorali,    sorte
successivamente al 31 dicembre 1965, o per le  quali,  alla  predetta
data, non era stato presentato ricorso e non era scaduto  il  termine
per la impugnativa davanti  al  Consiglio  comunale  o  al  Consiglio
provinciale".
Il D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150 ha disposto (con l’art. 36, comma 1) che “Le norme del presente decreto si applicano ai procedimenti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dello stesso.”
Ha inoltre disposto (con l’art. 36, comma 2) che “Le norme abrogate o modificate dal presente decreto continuano ad applicarsi alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore dello stesso.”
Art. 82/2.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 1 SETTEMBRE 2011, N. 150)) ((36))
Art. 82/3.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, artt. 74 e 75, e Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 43)
((La tutela in materia di operazioni per l’elezione dei consiglieri comunali, successive all’emanazione del decreto di convocazione dei comizi, e’ disciplinata dalle disposizioni dettate dal codice del processo amministrativo.))
Art. 83/2.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104))
Art. 83/3.
Art. 83/4.
Art. 83/5.
Art. 83/6.
Art. 83/7.
Art. 83/8.
Art. 83/9.
Art. 83/10.
Art. 83/11.
Art. 83/12.
(Legge 23 marzo 1956, n. 136, art. 44)
Nel caso in cui sia stata pronunciata decisione di annullamento delle elezioni, il Prefetto provvede alla amministrazione dei Comune a mezzo di un commissario sino a quando, a seguito di impugnativa, la decisione predetta non venga sospesa o il Consiglio comunale non sia riconfermato con decisione definitiva, oppure sino a quando il Consiglio medesimo non venga rinnovato con altra elezione.
Le elezioni saranno rinnovate entro tre mesi dalla, data in cui la decisione di annullamento e’ diventa definitiva.
Analogamente si procede quando le elezioni non possono aver luogo per mancanza di candidature o perche’ si e’ verificata la ipotesi di cui al primo comma dell’art. 36, oppure quando le elezioni sono risultate nulle per non essersi verificate le condizioni previste dall’art. 60.
Delle disposizioni penali
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 77)
Chiunque, per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione, da’, offre o promette qualunque utilita’ ad uno o piu’ elettori, o, per accordo con essi, ad altre persone, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000, anche quando l’utilita’ promessa sia stata dissimulata sotto il titolo di indennita’ pecuniaria data all’elettore per spese di viaggio o di soggiorno o di pagamento di cibi e bevande o rimunerazione sotto pretesto di spese o servizi elettorali.
La stessa pena si applica all’elettore che, per dare o negare la firma o il voto, ha accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilita’.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 78)
Chiunque usa violenza o minaccia ad un elettore, od alla sua famiglia, per costringerlo a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o a votare in favore di determinate candidature, o ad astenersi dalla firma dal voto, o con notizie da lui riconosciute false, o con raggiri od artifizi, ovvero con qualunque mezzo illecito, atto a diminuire la liberta’, degli elettori, esercita pressioni per costringerli a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o a votare in favore di determinate candidature, o ad astenersi dalla firma o dal voto, e’ punito con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000.
La pena e’ aumentata – e in ogni caso non sara’ inferiore a tre anni – se la violenza, la minaccia o la pressione e’ fatta con armi, o da persona travisata, o da piu’ persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico o a nome di gruppi di persone, associazioni o comitati esistenti o supposti.
Se la violenza o la minaccia e’ fatta da piu’ di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da piu’ di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena e’ della reclusione da tre a quindici anni e della multa fino a lire 50.000.
((1. Chiunque nella dichiarazione autenticata di accettazione della
candidatura espone fatti non conformi  al  vero  e'  punito  con  la
da sei mesi a tre anni)).
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 79)
Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica utilita’, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adoperi a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 82)
Salve le maggiori pene stabilite nell’art. 96 per i casi ivi previsti, Coloro i quali, essendo designati all’ufficio di presidente, di scrutatore o di segretario, senza giustificato motivo rifiutino di assumerlo o non si trovino presenti all’atto dell’insediamento del seggio, incorrono nella multa da lire 2000 a 5000. Nella stessa sanzione incorrono i membri dell’Ufficio i quali senza giustificato motivo si allontanino prima che abbiano termine le operazioni elettorali.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 83)
Chiunque, con minacce o con atti di  violenza,  turba  il  regolare
svolgimento delle adunanze elettorali, impedisce il libero  esercizio
del diritto di voto o in qualunque modo  alteri  il  risultato  della
votazione, e' punito con la reclusione da due a cinque anni e con  la
multa da lire 3000 a lire 20.000.
Chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, le schede o altri
atti dal presente testo unico destinati alle operazioni elettorali  o
altera uno di tali atti veri, o sostituisce, sopprime o distrugge  in
tutto o in parte uno degli atti medesimi e' punito con la  reclusione
da uno a  sei  anni.  E'  punito  con  la  stessa  pena  chiunque  fa
scientemente uso degli atti falsificati, alterati o sostituiti, anche
se non ha concorso alla  consumazione  del  fatto.  Se  il  fatto  e'
commesso da chi appartiene all'ufficio elettorale, la pena  e'  della
reclusione da due a otto anni e della multa da  1.000  euro  a  2.000
Chiunque commette uno dei reati previsti dai  Capi  III  e  IV  del
Titolo VII del Libro secondo del  codice  penale  aventi  ad  oggetto
l'autenticazione delle sottoscrizioni  di  liste  di  elettori  o  di
candidati ovvero forma falsamente, in tutto  o  in  parte,  liste  di
elettori o di candidati, e' punito con la pena  dell'ammenda  da  500
euro a 2.000 euro. ((34))
COMMA ABROGATO DALLA L. 2 MARZO 2004, N. 61.
La Corte costituzionale con sentenza 8 - 23 novembre 2006,  n.  394
(in G.U. 1a s.s. 29/11/2006, n. 47) ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 90, terzo comma, del d.P.R. 16 maggio  1960,
degli  organi  delle  Amministrazioni  comunali),   come   sostituito
dall'art. 1, comma 2, lettera a) numero 1), della citata legge n.  61
del 2004".
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 84)
Chiunque s’introduce armato nella sala delle elezioni o in quella dell’Ufficio centrale, ancorche’ sia elettore o membro dell’Ufficio, e’ tratto immediatamente in arresto ed e’ punito con la reclusione da un mese ad un anno. L’arma e’ confiscata.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 85)
Chiunque, senza averne diritto, durante le operazioni elettorali si introduce nella sala delle elezioni o in quella dell’Ufficio centrale, e’ punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a lire 2000.
Con la stessa pena e’ punite chi, nelle sale anzidette, con segni palesi di approvazione o disapprovazione, od altrimenti, cagiona disordine, se, richiamato all’ordine dal presidente, non obbedisca.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 86)
Chiunque, essendo privato  o  sospeso  dall'esercizio  del  diritto
elettorale, o assumendo il nome altrui, firma  una  dichiarazione  di
presentazione di candidatura o si presenta a  dare  il  voto  in  una
sezione elettorale, ((...)) o da' il voto in piu' sezioni elettorali,
e' punito con la reclusione fino a due anni e con  la  multa  fino  a
lire 20.000.
((Chiunque sottoscrive piu' di una dichiarazione di presentazione di
candidatura e' punito con la pena dell'ammenda da 200  euro  a  1.000
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 87)
Chi, nel corso delle operazioni elettorali e prima della chiusura definitiva del verbale, enuncia fraudolentemente come designati contrassegni di liste o nomi diversi da quelli che sono indicati nella scheda, o, incaricato di esprimere il voto per un elettore che non puo’ farlo, lo esprime per una lista o per candidati diversi da quelli indicatigli, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire 5000 a lire 20.000.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 88)
Chiunque concorre all’ammissione al voto di chi non up ha diritto, od alla esclusione di chi lo ha, o concorre a permettere ad un elettore non fisicamente impedito di farsi assistere da altri nella votazione, e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa fino a lire 10.000.
Se tali reati sono commessi da coloro che appartengono all’Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre, anni e con la multa fino a lire 20.000.
(T U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 89)
Chiunque,  appartenendo  all'Ufficio  elettorale,   con   atti   od
omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento  delle
operazioni elettorali, o cagiona la nullita'  della  elezione,  o  ne
altera il risultato, o  si  astiene  dalla  proclamazione  dell'esito
delle votazioni, e' punito con la reclusione da tre a  sette  anni  e
con la multa da lire 10.000 a lire 20.000.
((Chiunque, appartenendo all'ufficio elettorale, contravviene  alle
disposizioni degli articoli 63 e 68 e' punito con  la  reclusione  da
tre a sei mesi)).
Chiunque,  appartenendo  all'Ufficio   elettorale,   impedisce   la
trasmissione prescritta dalla legge di liste, carte, pieghi ed  urne,
rifiutandone la consegna, od operandone il  trafugamento,  e'  punito
con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 10.000 a
lire 20.000. In tali casi il colpevole sara' immediatamente arrestato
e giudicato dal Tribunale, con giudizio direttissimo.
Il segretario dell'Ufficio elettorale, che rifiuta di inscrivere od
allegare nel processo verbale proteste  o  reclami  di  elettori,  e'
punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa fino a
lire  20.000  I  rappresentanti  delle  liste   dei   candidati   che
impediscono il regolare procedimento delle operazioni elettorali,
sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa
fino a lire 20.000
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 90)
Chiunque, al fine di votare senza averne diritto o di votare piu’ di una volta, fa indebito uso del certificato elettorale, e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa fino a lire 20.000.
Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali, e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa fino a lire 20.000.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 91)
Il presidente dell’Ufficio che trascura di staccare lo apposito tagliando dal certificato elettorale o di far entrare nella cabina l’elettore per la espressione del voto, o chiunque altro glielo impedisca, e’ punito con la reclusione da tre mesi ad un anno.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 92, e Legge 23 marzo 1956, 136, art. 45)
L’elettore che non riconsegna la scheda o la matita punito con l’ammenda da lire 1000 a lire 3000 Con uguale ammenda viene punito il presidente che non distacca l’appendice della scheda.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 93)
Qualunque elettore puo’ promuovere l’azione penale, costituendosi parte civile, per i reati contemplati negli articoli precedenti.
L’azione penale, per tutti i reati contemplati nel presente Testo Unico, si prescrive in due anni dalla data del verbale ultimo delle elezioni. Il corso della prescrizione e’ interrotto da qualsiasi atto processuale, ma l’effetto interruttivo dell’alto non puo’ prolungare la durata dell’azione penale per un tempo che superi, nel complesso, la meta’ del termine stabilito per la prescrizione.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 94)
Ordinata un’inchiesta dal Consiglio comunale o dalla Giunta provinciale amministrativa, chi ne e’ incaricato ha diritto di citare testimoni.
Ai testimoni nelle inchieste ordinate come sopra sono applicabili le disposizioni del Codice penale sulla falsa testimonianza, sulla occultazione della verita’ e sul rifiuto di deporre in materia civile, salvo le maggiori pene, secondo il codice stesso, cadendo la falsa testimonianza o l’occultazione della verita’, od il rifiuto, su materia punibile.
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 95)
Le condanne per reati elettorali, ove venga dal  giudice  applicata
la pena della reclusione, producono sempre la sospensione dal diritto
elettorale e da tutti i pubblici uffici.
Se la condanna colpisce il candidato,  la  privazione  dal  diritto
elettorale e di eleggibilita' e' pronunziata per un tempo non  minore
di cinque ne' maggiore di dieci anni.
Il giudice puo'  ordinare  in  ogni  caso  la  pubblicazione  della
Resta sempre salva l'applicazione delle maggiori pene stabilite nel
Codice penale, e in altre leggi, per reati piu'  gravi  non  previsti
dal presente Testo Unico.
Ai reati elettorali non  sono  applicabili  le  disposizioni  degli
articoli dal 163 al 167 e 175 del Codice penale e dell'art.  487  del
Codice di procedura penale, relative  alla  sospensione  condizionale
della pena e alla non menzione della  condanna  nel  certificato  del
casellario giudiziale. ((12))
La Corte costituzionale con sentenza 17 - 23 luglio  1980,  n.  121
(in G.U. 1a s.s. 30/7/1980, n. 208) ha dichiarato " la illegittimita'
costituzionale  dell'ultimo  comma  dell'art.  102  del  testo  unico
approvato con d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle  leggi
per la composizione e la elezione degli Organi delle  Amministrazioni
comunali)".
(T. U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 96)
Visto: Il Ministro per l’interno
CONDIVIDI/SHARE:CondivisioneTwitterTumblrGoogleStampaRedditE-mailPinterestFacebookLinkedInMi piace:Mi piace Caricamento...	8 dicembre 2013 in Leggi e circolari. Tag:Amministrazioni comunali, elezione, testo unico
← Modifiche al regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3152, sulla obbligatorieta’ della punzonatura delle armi da fuoco portatili	Omicidio volontario se l’infermiere provoca la morte della neonata subito dopo il parto →

References: art. 1
 art. 3
 art. 1
 sentenza 
 art. 7
 art. 8
 art. 2
 art. 10
 art. 13
 art. 18
 art. 7
 art. 20
 art. 10
 art. 23
 art. 11
 art. 24
 art. 26
 art. 27
 art. 15
 art. 28
 art. 17
 art. 29
 art. 30
 art. 18
 art. 32
 art. 20
 art. 33
 art. 34
 art. 22
 art. 35
 art. 36
 art. 37
 art. 38
 art. 39
 art. 24
 art. 24
 art. 24
 art. 40
 art. 41
 art. 25
 art. 41
 art.  25
 art. 42
 art. 43
 art. 44
 art. 27
 art. 27
 art. 45
 art. 46
 art. 48
 art. 31
 art. 29
 art. 50
 art. 33
 art. 51
 art. 52
 art. 53
 art. 34
 art. 55
 art. 57
 art. 58
 art. 59
 art. 38
 art. 60
 art. 39
 art. 61
 art. 62
 art. 63
 art. 40
 art. 66
 art. 68
 art. 69
 art. 71
 art. 73
 art. 42
 art. 67
 art. 43
 sentenza 
 sentenza

Art. 82

Art. 82
 art. 43

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83

Art. 83
 art. 44
 art. 77
 art. 78
 art. 79
 art. 82
 art. 83
 sentenza 
 art. 84
 art. 85
 art. 86
 art. 87
 art. 88
 art. 89
 art. 90
 art. 91
 art. 92
 art. 45
 art. 93
 art. 94
 art. 95
 sentenza 
 art. 96