Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2013/09/19/06/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-22 12:50:14+00:00

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﻿VI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - giovedì 19 settembre 2013
Giovedì 19 settembre 2013. — Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE. — Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Luigi Casero.
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 settembre scorso.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che si procederà nella seduta odierna, l'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 11, 12, 13 e 16, procedendo quindi, a partire dalla seduta convocata alle ore 13.30 di oggi, all'esame degli emendamenti riferiti agli articoli 5 e 14.
Paolo PETRINI (PD), nel rammentare che, in esito alle considerazioni svolte dal relatore e dal rappresentante del Governo nella precedente seduta, si era riservato di presentare una riformulazione del proprio emendamento 10.10, precisa che la nuova formulazione prevede il coinvolgimento delle regioni e dei comuni nel quadro delle iniziative volte ad attivare specifiche procedure di recupero di tributi e somme evase.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Petrini 10.10, come riformulato.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere conforme al relatore.
La Commissione approva l'emendamento Petrini 10.10, come riformulato (vedi allegato).
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 11, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pag. 53Sani 11.1: si intende vi abbia rinunciato. Invita quindi al ritiro dell'emendamento Ruocco 11.2, rilevando come la materia dell'IVA andrebbe più opportunamente regolata in sede di concertazione comunitaria.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere contrario sull'emendamento Ruocco 11.2.
Daniele PESCO (M5S), pur rilevando come il regime fiscale prospettato dalla proposta emendativa esista già in taluni Stati europei, accede alla richiesta di ritirare l'emendamento Ruocco 11.2, di cui è cofirmatario.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Ruocco 11.3, condividendone i principi, ma paventando possibili dubbi di costituzionalità rispetto alla disciplina proposta.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con le valutazioni espresse dal relatore.
Girolamo PISANO (M5S) fa notare come la disciplina dei contribuenti minimi presenti evidenti analogie con le previsioni dell'emendamento in oggetto.
Il viceministro Luigi CASERO, nell'assicurare che il Governo intende approfondire la questione, invita i presentatori dell'emendamento a ritirarlo ai fini di una ripresentazione del medesimo per l'esame in Assemblea.
Carla RUOCCO (M5S) ritira quindi il proprio emendamento 11.3.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 11.7 del Governo.
Girolamo PISANO (M5S) avanza una richiesta di chiarimenti al Governo in merito all'inserimento, nel comma 2 dell'articolo 11, operato dall'emendamento 11.7 della categoria degli artisti ed in relazione ai contenuti della lettera a) della proposta emendativa. Ravvisa quindi l'opportunità di procedere ad una votazione per parti separate dell'emendamento.
Giovanni PAGLIA (SEL) fa notare che il termine «artisti» potrebbe risultare estremamente generico e indurre a non lievi problemi interpretativi in sede applicativa.
Il viceministro Luigi CASERO precisa che la categoria degli artisti non risulta contemplata tra i professionisti e che, pertanto, se non venisse citata, sarebbe esclusa dalla previsione relativa la non assoggettabilità all'IRAP recata dal comma 2.
Giovanni PAGLIA (SEL) reputa opportuno che siano meglio precisate le tipologie che rientrano nella categoria degli artisti.
Girolamo PISANO (M5S), alla luce del chiarimento del rappresentante del Governo, non ritiene di insistere sulla proposta di votare l'emendamento per parti separate.
La Commissione approva l'emendamento 11.7 del Governo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime una valutazione favorevole sull'emendamento De Menech 11.4, pur ritenendo che la modifica proposta risulti implicita nel testo.
Il viceministro Luigi CASERO, pur valutando favorevolmente i contenuti dell'emendamento De Menech 11.4, invita il presentatore a ritirarlo al fine di presentare in Assemblea un apposito ordine del giorno; rileva che una norma di tale tenore avrebbe un carattere fortemente innovativo rispetto all'attuale prassi, con il rischio di effetti negativi dal punto di vista del gettito.
Roger DE MENECH (PD) precisa che l'obiettivo perseguito dalla propria proposta emendativa è quello di indurre il Pag. 54Governo a chiarire la portata della norma in materia di definizione dell'autonoma organizzazione ai fini IRAP, in modo da evitare incertezze interpretative.
Il viceministro Luigi CASERO propone al presentatore di riformulare l'emendamento 11.4, nel senso di fare riferimento soltanto alla definizione di criteri oggettivi per la precisazione del carattere di autonoma organizzazione.
Roger DE MENECH (PD) aderisce alla richiesta e riformula il proprio emendamento 11.4.
La Commissione approva l'emendamento De Menech 11.4, come riformulato.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, pur condividendo nel merito il contenuto dell'emendamento Pagano 11.5, ravvisa l'opportunità che sul tema della estensione della deducibilità dell'IRAP dal reddito d'impresa si proceda con un ordine del giorno da presentare in Assemblea. Si rimette tuttavia alle valutazioni del Governo.
Il viceministro Luigi CASERO sottolinea come la proposta emendativa appaia apprezzabile nel merito, ma presenti criticità sotto il profilo della copertura degli oneri. Invita quindi al ritiro dell'emendamento e suggerisce al presentatore di formulare un ordine del giorno per l'Assemblea con una specifica richiesta di impegno al Governo a procedere nei termini prospettati dalla proposta emendativa.
Alessandro PAGANO (PdL) ritira il proprio emendamento 11.5.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Gebhard 11.6, suggerendo al presentatore di presentare in Assemblea un apposito ordine del giorno.
Il viceministro Luigi CASERO si associa al relatore.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira il proprio emendamento 11.6.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 12, esprime una valutazione positiva sull'emendamento De Menech 12.1, pur ritenendolo forse pleonastico rispetto al testo.
Il viceministro Luigi CASERO sottolinea come occorra chiarire se la proposta emendativa si riferisca al principio della competenza temporale dal punto di vista civilistico, ovvero dal punto di vista fiscale. Evidenzia che, in tale ultima ipotesi, si renderebbe necessaria una modifica del TUIR, la quale non può tuttavia essere realizzata in sede di delega fiscale.
Roger DE MENECH (PD) fa notare come il proprio emendamento 12.1 intenda fornire un contributo volto a chiarire l'interpretazione della norma sotto il profilo temporale. Qualora il Governo si impegnasse ad intervenire con una disposizione in tale senso, anche in un altro provvedimento, si dichiara disponibile a ritirare l'emendamento.
Il viceministro Luigi CASERO rammenta che nel comitato ristretto si concordò di utilizzare la delega fiscale per taluni specifici interventi, tra cui la riforma del catasto, rinviando invece la revisione del TUIR ad un diverso e successivo provvedimento. Ritiene tuttavia importanti gli spunti forniti dalla proposta emendativa e s'impegna ad approfondirne i contenuti affinché si possa prospettare un intervento normativo in altra sede, volto a semplificare la disciplina e renderla più adeguata all'attuale contesto economico.
Roger DE MENECH (PD) ritira il proprio emendamento 12.1.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Bargero 12.2, in quanto attiene ad un profilo specifico che non sembra compatibile Pag. 55con i contenuti della delega; reputa pertanto preferibile la presentazione di un ordine del giorno al riguardo.
Il viceministro Luigi CASERO, nel condividere le considerazioni del relatore, ritiene opportuno che si proceda con un intervento normativo specifico sui temi richiamati dalla proposta emendativa.
Cristina BARGERO (PD) ritira il proprio emendamento 12.2.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritira il proprio emendamento 12.4 e avverte che è stato ritirato dal presentatore l'emendamento 12.3. Esprime quindi parere favorevole sull'emendamento Causi 12.5, purché sia riformulato sostituendo le parole «agevolare il», riferito al regime di tassazione degli incrementi di valore emergenti in sede di trasferimento d'azienda, con le parole «armonizzazione del».
Marco CAUSI (PD) accede alla proposta di riformulazione avanzata dal relatore.
La Commissione approva l'emendamento Causi 12.5, come riformulato.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Alfreider 12.6.
Il viceministro Luigi CASERO si associa al parere del relatore.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira l'emendamento Alfreider 12.6. di cui è cofirmataria.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento De Menech 12.7, ritenendo che la previsione in esso contenuta sia già recata dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 12.
Roger DE MENECH (PD) ritira il proprio emendamento 12.7.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avanza rilievi critici in ordine ai contenuti dell'emendamento Zanetti 12.8. Invita quindi al ritiro dell'emendamento.
Il viceministro Luigi CASERO invita anch'egli al ritiro dell'emendamento Zanetti 12.8, in quanto la disciplina ivi prospettata andrebbe più opportunamente collocata in uno specifico provvedimento di riforma del TUIR.
Enrico ZANETTI (SCpI) rileva come il proprio emendamento 12.8 intenda eliminare la rilevanza fiscale del magazzino, riportando sotto questo aspetto la disciplina tributaria ad un criterio di cassa, al fine di eliminare uno strumento di evasione utilizzato attraverso la sovrastima dei valori del delle rimanenze del magazzino, con l'obiettivo di abbattere l'imponibile fiscale. Condivide l'esigenza di inserire tale previsione in un contesto più ampio, ma non ritiene sostenibile l'affermazione, espressa dal Viceministro, secondo la quale in un provvedimento di delega fiscale non sia possibile intervenire sulla disciplina del TUIR, ritenendo, in tal caso, che sarebbe più opportuno modificare la qualificazione che il Governo e le forze politiche hanno dato al provvedimento stesso.
Il viceministro Luigi CASERO manifesta perplessità sotto il profilo dei contenuti della proposta emendativa, in quanto la stessa determina il passaggio da un sistema di competenza ad un sistema di cassa e ciò in evidente contraddizione rispetto agli indirizzi in materia contabile fissati dall'Unione europea e dagli organismi internazionali. Rammenta quindi che l'orientamento che si era determinato all'avvio dell'esame della legge delega era quello di non incidere sulla disciplina del TUIR.
La Commissione respinge l'emendamento Zanetti 12.8.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Oliaro 12.9, in quanto paventa che esso possa determinare una discriminazione rispetto ad altri settori non espressamente richiamati.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere conforme a quello del relatore, rilevando che si tratta di un intervento mirato ad un singolo settore ed in quanto tale non opportuno in questa sede.
Enrico ZANETTI (SCpI) ritira l'emendamento Oliaro 12.9, di cui è cofirmatario.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 13, invita al ritiro dell'emendamento Pagano 13.1, in quanto esso si riferisce ad uno specifico settore e non assume pertanto valenza generale.
Alessandro PAGANO (PdL) evidenzia come la proposta emendativa intenda risolvere una inopportuna differenziazione di disciplina nell'ambito del settore turistico rispetto al regime delle aliquote dell'IVA per i servizi relativi a tale comparto.
Il viceministro Luigi CASERO, pur comprendendo le ragioni esposte dal deputato Pagano e riconoscendo che si tratta di una problematica complessa e su cui occorre riflettere, precisa tuttavia che non è possibile procedere ad una revisione delle aliquote IVA mediante lo strumento della delega fiscale.
Alessandro PAGANO (PdL) ritira il proprio emendamento 13.1.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Ruocco 13.2 e degli identici emendamenti Sottanelli 13.3 e Lorenzo Guerini 13.4, nonché dell'emendamento Schullian 13.5.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che sono stati ritirati dai presentatori l'emendamento Ruocco 13.2, gli identici emendamenti Sottanelli 13.3 e Lorenzo Guerini 13.4, nonché l'emendamento Schullian 13.5.
Esprime quindi parere favorevole sull'emendamento 13.12 del Governo.
La Commissione approva l'emendamento 13.12 del Governo.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Causi 13.6, rilevando come i trasferimenti di azienda effettuati a titolo oneroso siano esonerati dall'IVA.
Enrico ZANETTI (SCpI) sostiene che l'emendamento in oggetto introdurrebbe una norma particolarmente innovativa, che determina tuttavia effetti sul gettito.
Marco CAUSI (PD) rileva come l'emendamento 13.6 sia volto ad agevolare la successione intergenerazionale delle imprese, laddove questa sia realizzata attraverso cessioni a titolo oneroso; accede comunque alla richiesta del Governo di ritirare l'emendamento e preannuncia la presentazione di un ordine del giorno in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore invita al ritiro dell'emendamento Alfreider 13.7 e degli identici emendamenti Ruocco 13.8, Lorenzo Guerini 13.9 e Sottanelli 13.10.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che sono stati ritirati dai presentatori l'emendamento Alfreider 13.7 e gli identici emendamenti Ruocco 13.8, Lorenzo Guerini 13.9 e Sottanelli 13.10.
Invita quindi al ritiro dell'emendamento Ragosta 13.11, in quanto, pur apprezzandone Pag. 57i contenuti, esso presenta oneri per i quali sarebbe necessaria una copertura.
Il viceministro Luigi CASERO dichiara di concordare con il relatore.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritira l'emendamento Ragosta 13.11, di cui è cofirmatario, e preannuncia la presentazione di un apposito ordine del giorno in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando alle proposte emendative riferite all'articolo 15, rileva come l'emendamento Ginato 15.1 risulti in parte condivisibile nel merito, ma operi una complessiva riscrittura dell'articolo che non considera opportuna.
Il viceministro Luigi CASERO, intervenendo in generale su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 15, rileva come l'aspetto fondamentale dell'articolo sia costituito dal richiamo alla direttiva comunitaria, attualmente in discussione, di modifica della direttiva 2003/96/CE, la quale costituirà l'architrave intorno al quale operare una complessiva revisione della fiscalità ambientale. Tale prospettiva il Governo ritiene pienamente adeguato il testo attuale dell'articolo, con le integrazioni, di natura peraltro sostanzialmente lessicale, recate dall'emendamento 15.12. Sottolinea, infatti, come la delega recata dall'articolo 15 consentirà di recepire i contenuti della predetta direttiva, quando essa sarà approvata, in tempi più rapidi rispetto al meccanismo di recepimento ordinario attraverso la legge comunitaria, evidenziando, inoltre, come in quella sede, i decreti legislativi che saranno emanati dovranno garantire la massima aderenza al contenuto della direttiva stessa.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, nel concordare con le considerazioni espresse dal Viceministro rileva come l'ultimo periodo dell'articolo 15, preveda, opportunamente, che la decorrenza delle disposizioni contenute nei decreti legislativi emanati ai sensi della delega sia coordinata con la data di recepimento della nuova disciplina che sarà definita a livello europeo. Considera quindi opportuno procedere fin d'ora alla votazione dell'emendamento 15.12 del Governo, modificando il normale ordine di votazione.
La Commissione approva l'emendamento 15.12 del Governo.
Federico GINATO (PD) ritira il proprio emendamento 15.1.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Caruso 15.2: si intende vi abbia rinunciato.
Daniele PESCO (M5S) rileva come tutte le proposte emendative del Movimento 5 Stelle riferite all'articolo 15 affrontino, sotto diversi profili, i temi della fiscalità ambientale, con l'obiettivo di provare ad andare oltre al mero contenuto della direttiva europea attualmente in discussione, approfittando dello strumento fornito dalla delega per operare interventi di modernizzazione dell'economia italiana che consentano un maggiore risparmio delle risorse ambientali.
Il viceministro Luigi CASERO sottolinea come la logica sottesa all'articolo 15 sia quella di segnalare che l'Italia intende perseguire linee di fiscalità ambientale come strumento di politica ambientale, attraverso il recepimento accelerato della direttiva europea attualmente in corso di elaborazione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che l'emendamento 15.3, per risultare accettabile, dovrebbe essere riformulato, accentuandone il carattere di principio generale ed eliminando il riferimento specifico alla disciplina del contributo ambientale sugli imballaggi.
Giovanni PAGLIA (SEL), nel condividere gli emendamenti presentati dal gruppo M5S all'articolo 15, sottolinea la Pag. 58necessità prioritaria di operare una riforma della TARES, anche attraverso strumenti più rapidi di quelli della delega, nonché di affrontare gli altri aspetti oggetto dei predetti emendamenti, eventualmente utilizzando anche lo strumento della legge di stabilità.
Carla RUOCCO (M5S) rileva come il gruppo M5S non sollevi alcuno ostacolo rispetto all'eventualità di intervenire sui temi della fiscalità ambientale anche prima dell'attuazione della delega.
Girolamo PISANO (M5S), in riferimento alle considerazioni espresse dal Viceministro, non ritiene opportuno utilizzare il provvedimento di delega come mera scorciatoia per realizzare il recepimento della direttiva europea in corso di elaborazione, ritenendo più proprio procedere con strumenti legislativi ordinari, consentendo una più ampia partecipazione del Parlamento all'elaborazione delle norme, ed evitando di introdurre previsioni che abbiano una mera funzione simbolica o propagandistica.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che, essendo la direttiva europea in materia di fiscalità ambientale ancora in corso di definizione, non sia opportuno procedere a fughe in avanti. In tale contesto rileva come l'articolo 15 affronti correttamente il tema della fiscalità ambientale stabilendo una serie di principi molto significativi, nel positivo spirito che ha già consentito alla Commissione di risolvere molte questioni importanti, quali, ad esempio, quella dell'imposizione sulle attività transnazionali.
Il viceministro Luigi CASERO rileva come molti dei temi specifici posti dai singoli emendamenti non abbiano solo valenza fiscale, ma coinvolgano anche la competenza primaria di altre Commissioni, e non possano pertanto essere affrontati esclusivamente in questa sede.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che molti dei temi oggetto degli emendamenti riferiti all'articolo 15 possano essere oggetto di ordini del giorno che impegnino puntualmente il Governo in materia.
Carla RUOCCO (M5S) rileva come le questioni affrontate dalla direttiva europea debbano essere discusse in termini più ampi, evidenziando, peraltro, come l'approvazione degli emendamenti presentati dal gruppo M5S consentirebbero al Paese di compiere importanti passi in avanti su tale tematica, la quale costituisce uno degli aspetti cui il Movimento 5 Stelle annette maggiore importanza.
Ritiene, quindi, come, pur essendo opportuno il coinvolgimento delle altre Commissioni, le misure di carattere tributario risultino indispensabili per realizzare gli obiettivi di carattere ambientale.
Marco CAUSI (PD) ricorda come la direttiva in materia ambientale attualmente in discussione in sede europea riguardi esclusivamente la tematica della carbon tax, che non può essere adottata autonomamente dai singoli Paesi, se si vuole scongiurare il rischio di introdurre distorsioni tra i diversi sistemi economici. In tale contesto rileva come le questioni affrontate dagli emendamenti del gruppo M5S non possano essere oggetto di disposizioni di delega, ma debbano essere risolte attraverso appositi interventi normativi. A questo proposito ricorda l'esigenza, già postasi in occasione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 35 del 2013, di rivedere la disciplina sulla TARES, che necessita certamente di un'urgente riforma, invitando pertanto ad un ulteriore approfondimento sulla tematica della gestione dei rifiuti.
Il viceministro Luigi CASERO concorda sull'affermazione che le politiche fiscali costituiscono il presupposto indispensabile per realizzare politiche ambientali, rilevando, tuttavia, come sussista, anche a livello internazionale, una diversità di vedute, se tali obiettivi debbano essere realizzati prioritariamente attraverso strumenti di divieto o attraverso strumenti di Pag. 59stimolo. In questo contesto generale ritiene che le norme dell'articolo 15 non possano essere formulate in termini eccessivamente dettagliati, anche al fine di evitare di entrare in campi specifici, sui quali si potrebbero generare contrasti con altre Commissioni.
Silvia FREGOLENT (PD) sottolinea l'ampiezza delle proposte legislative in materia ambientale già presentate, considerando rivoluzionario che, nell'ambito di una delega in materia fiscale, si introduca in termini chiari il principio della fiscalità ambientale. Pur comprendendo i rilievi avanzati in merito, considera importante realizzare tale obiettivo di massima, per giungere successivamente a definire interventi normativi di maggiore dettaglio. In tale prospettiva il gruppo del PD aderisce quindi all'impostazione del relatore e del rappresentante del Governo, pur ritenendo opportuno procedere ad ulteriori approfondimenti quando le Commissioni parlamentari competenti saranno chiamate ad esaminare gli schemi di decreto legislativo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide pienamente tale approccio, sottolineando come interventi invasivi e puntuali su temi di competenza specifica di altre Commissioni costituirebbero una forzatura impropria.
Federico GINATO (PD) rileva come i temi della fiscalità ambientale risultino particolarmente complessi e debbano essere affrontati sia in questa sede sia quando saranno esaminati gli schemi di decreto legislativo attuativi.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, rileva come ci saranno certamente, nel prossimo futuro, occasioni per intervenire su tali temi.
Carla RUOCCO (M5S) condivide la possibilità di trasformare in ordini del giorno alcune delle proposte emendative presentate dal suo gruppo all'articolo 15, rilevando, peraltro, la necessità di coinvolgere anche altre Commissioni, quali la Commissione Attività produttive e la Commissione Ambiente, al fine di garantire che le misure in questo settore siano adeguate a superare gli elementi di arretratezza che caratterizzano il comparto produttivo nazionale.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, informa che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti Pesco 15.3, Bratti 15.4, Pesco 15.5, 15.6, 15.7, 15.8, 15.9, 15.10 e 15.11.
Passando quindi alle proposte emendative riferite all'articolo 16, esprime parere favorevole sull'emendamento 16.3 del Governo, il quale è volto a prevenire eventuali rilievi che la Commissione Bilancio potrebbe esprimere rispetto alla compatibilità delle disposizioni di delega con il contesto di finanza pubblica.
La Commissione approva l'emendamento 16.3 del Governo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Gebhard 16.01, il quale risponde all'esigenza, segnalata già in precedenza, di prevedere che la clausola di salvaguardia delle competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, faccia anche riferimento esplicito all'articolo 27 della legge n. 42 del 2009, che definisce il meccanismo di coordinamento della finanza di tali enti.
Sandra SAVINO (PdL) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 16.01.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Gebhard 16.01.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'articolo aggiuntivo 16.01, occorre coordinarne il contenuto con quello del comma 9-bis dell'articolo 1, introdotto con l'approvazione, nella seduta del 17 Pag. 60settembre scorso, dell'emendamento 1.12 del Governo, il quale reca una clausola generale di salvaguardia delle competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome.
Formula, pertanto, la seguente proposta di coordinamento: all'articolo 1, comma 9-bis, aggiungere, in fine, le parole: «, e secondo quanto previsto dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42».
La Commissione approva la proposta di coordinamento formulata dal relatore.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Paglia 16.2, a condizione che sia riformulato nel senso di richiamare, nel corpo del comma 2, anche il rispetto dei principi costituzionali indicati nell'articolo 1, comma 1.
Giovanni PAGLIA (SEL) non comprende perché il relatore non consideri opportuno fare un esplicito riferimento ai principi di equità e progressività indicati, con grande equilibrio, dall'emendamento 16.2.
Marco CAUSI (PD) sottolinea come la documentazione predisposta ai fini dell'esame del provvedimento da parte della Commissione Bilancio, contenga alcuni forti rilievi sul testo dell'articolo 16, evidenziando una contraddizione tra il principio di invarianza del gettito indicato dal comma 1 e l'obiettivo, posto dal comma 2, di riduzione della pressione fiscale sui contribuenti.
Il viceministro Luigi CASERO rileva come i problemi segnalati dal deputato Causi siano risolti dalla riscrittura dell'articolo 16, operata dall'emendamento 16.3 del Governo, appena approvato, il quale è stato redatto anche alla luce delle indicazioni della Ragioneria generale, introducendo una clausola di salvaguardia che assicuri la compensatività degli effetti della delega. Sottolinea, inoltre, come l'articolo 1, come integrato nel corso dell'esame in Commissione, contenga un esplicito richiamo ai principi di eguaglianza e progressività, sanciti dagli articoli 3 e 53 della Costituzione, i quali si riferiscono a tutte le norme di delega recate dal provvedimento, e non solo alle previsioni dell'articolo 16. In tal modo si assicura il rilievo primario dei predetti principi costituzionali, ponendo, in secondo luogo, il principio della riduzione della pressione fiscale.
Giovanni PAGLIA (SEL) ribadisce di non comprendere perché non si voglia richiamare esplicitamente i principi di equità e progressività, sottolineando come la sua proposta emendativa non sconvolga certamente il tessuto dell'articolo 16, ma si limiti ad integrarlo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, propone di riformulare l'emendamento 16.2 nel senso di aggiungere, al comma 2, dopo la parola: «contribuenti» le seguenti: «nel rispetto del principio di equità».
Giovanni PAGLIA (SEL) accoglie la proposta di riformulazione del proprio emendamento 16.2.
Enrico ZANETTI (SCpI) rileva come, sebbene l'approvazione dell'emendamento 16.3 abbia certamente migliorato la formulazione dell'articolo 16, il combinato disposto dei commi 1 e 2 evidenzi un'intrinseca contraddizione. Infatti, laddove si stabilisce l'invarianza del gettito erariale, non potrà, ragionevolmente essere realizzato l'obiettivo della riduzione della pressione fiscale: ritiene, pertanto, che le previsioni dell'articolo 16 abbiano il carattere di mere norme manifesto, che non consentiranno certo di realizzare quell'effettiva attenuazione della pressione tributaria attesa dai contribuenti.
Marco CAUSI (PD) ricorda come la Costituzione non contempli il principio di riduzione della pressione fiscale mentre Pag. 61prevede, a seguito delle recenti modifiche costituzionali, il principio di equilibrio di bilancio. In tale contesto la norma dell'articolo 16, tenendo insieme le esigenze di riduzione della pressione fiscale, di equità e di rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, realizza un assetto adeguatamente equilibrato.
La Commissione approva l'emendamento Paglia 16.2, come riformulato, risultando pertanto assorbito l'emendamento Paglia 16.1.
Daniele PESCO (M5S) ricorda, con riferimento all'articolo 11, l'esigenza di riprendere il tema, affrontato da proposte emendative del gruppo M5S, concernente l'introduzione di regimi forfetari per i giovani, al fine di favorire l'emersione di soggetti che attualmente rimangono nel sommerso.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, sospende brevemente la seduta.
La seduta sospesa alle 10.35, è ripresa alle 11.05.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, in considerazione dell'imminente avvio delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata alle ore 13.30 di oggi.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che la Commissione procederà all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 5 e 14.
Girolamo PISANO (M5S) segnala come le Commissioni competenti in sede consultiva non riusciranno probabilmente ad esprimere il loro parere sul testo del provvedimento, quale risultante dagli emendamenti approvati in Commissione, evidenziando come ciò rappresenti un problema, anche sul piano formale.
Per quanto riguarda la tematica specifica dei giochi, pur riconoscendo che, nel corso dell'esame del provvedimento, sono stati raggiunti importanti risultati sul piano della formulazione della norma, evidenzia le critiche, emerse in seno alla Commissione Affari sociali, circa l'opportunità di attribuire una delega in materia, atteso che i gruppi parlamentari hanno presentato numerose proposte di legge che intenderebbero discutere, al fine di affrontare in termini specifici i rilevanti profili sociali sottesi a tale tematica.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che il ragionamento del deputato Pisano debba essere ribaltato, in quanto l'approvazione delle norme di delega, che definiscono limiti stringenti all'attività legislativa del Governo, consentirà di intervenire sulla materia in tempi relativamente celeri, laddove ben difficilmente le numerosissime proposte di legge parlamentare presentate potranno essere approvate rapidamente.
Girolamo PISANO (M5S) in riferimento alle considerazioni del relatore, rileva come le norme di delega abbiano un contenuto generico, sottolineando inoltre come il ricorso allo strumento della delega legislativa impedirà una compiuta partecipazione Pag. 62di tutti i parlamentari al dibattito in materia.
Marco CAUSI (PD) sottolinea la grande importanza delle questioni affrontate dall'articolo 14, rilevando come anche in seno al gruppo del PD si sia svolta un'approfondita discussione, tenendo conto anche della grande sensibilità di altre Commissioni su questi temi, coinvolgendo a tal fine anche deputati non appartenenti alla Commissione Finanze. In tale contesto ritiene, comunque, che la delega costituisca una grande opportunità per definire una normativa unitaria in materia, che ben difficilmente il Parlamento potrebbe approvare nei prossimi mesi con un altro veicolo legislativo. Sottolinea, quindi, la grande portata riformatrice dell'articolo 14, che consentirà, anche grazie al fattivo rapporto di collaborazione instaurato con l'amministrazione competente, di razionalizzare il settore, anche riducendo il numero dei giochi. Il PD ha quindi ritenuto di accettare la scommessa rappresentata da tale intervento legislativo, auspicando, peraltro, che ci siano aperture per ulteriori correzioni e miglioramenti del testo. Al contrario, la soppressione dell'articolo 14 rappresenterebbe una sconfitta per quanti, nell'opinione pubblica e nel Parlamento, perseguono la riforma del settore e intendono definire nuove regole in un ambito che, negli ultimi anni, ha conosciuto una crescita tumultuosa e, a volte, distorta.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritiene che la forte sensibilità sulle tematiche dei giochi pubblici sia direttamente proporzionale all'esigenza di realizzare su tale settore un intervento rapido, che considera prioritario. Chiede tuttavia al Governo di assumere l'impegno ad assicurare la massima libertà al dibattito parlamentare su tali questioni, anche in sede di discussione in Assemblea, auspicando altresì che analogo impegno possa essere assunto ai fini dell'esame parlamentare sugli schemi di decreto che saranno predisposti ai sensi della delega recata dall'articolo 14.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene opportuno procedere all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 5, sulle quali si è già sviluppata, tra i gruppi e con il concorso del Governo, una riflessione politica volta ad apportare alcune correzioni al testo.
Carla RUOCCO (M5S) ritiene possibile giungere ad una soluzione condivisa su alcuni aspetti, mentre su altri il gruppo M5S si riserva di presentare emendamenti ai fini della discussione in Assemblea.
Itzhak Yoram GUTGELD (PD) sottolinea il positivo lavoro che ha coinvolto il Governo ed i gruppi di maggioranza ed opposizione, il quale ha consentito di giungere ad una buona soluzione di compromesso, nell'ottica di conciliare l'esigenza di garantire il pagamento delle imposte da parte delle imprese con quella di evitare ogni forma di oppressione fiscale. Ritiene, tuttavia, che tale problematica possa essere risolta, prima ancora che attraverso interventi legislativi, mediante una riorganizzazione dell'Agenzia delle entrate che consenta un maggiore dialogo e forme di interlocuzione preventiva tra l'Amministrazione finanziaria e le imprese stesse.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, formula l'emendamento 5.18, il quale costituisce il risultato del dibattito realizzato in queste ore tra i gruppi sulle tematiche dell'articolo 5.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sull'emendamento 5.18 del relatore.
La Commissione approva l'emendamento 5.18 del relatore.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Milanato 5.1: si intende vi abbia rinunciato.
Avverte, quindi, che i presentatori degli emendamenti Gutgeld 5.2, Pisano 5.3, Ruocco 5.4 e 5.5, nonché Businarolo 5.6, li hanno ritirati.Pag. 63
Constata altresì l'assenza dei presentatori dell'emendamento Ravetto 5.7: si intende vi abbiano rinunciato.
Daniele PESCO (M5S) illustra il proprio emendamento 5.8, il quale risulta analogo ad un altro emendamento, esaminato in precedenza, che intende estendere la disciplina della cosiddetta black list nei confronti dei Paesi che non abbiano stipulato convenzioni per la prevenzione della frode fiscale con Stati elencati nella predetta black list.
Il viceministro Luigi CASERO, ribadendo quanto affermato in occasione dell'esame di analoghi emendamenti in materia, ricorda che il Governo italiano si è fatto promotore, sia in sede OCSE, sia in seno al G20, di iniziative per raggiungere un accordo internazionale sulla tematica delle black list, colmando le lacune attualmente presenti nella normativa internazionale sul contrasto alle frodi fiscali, che consente di realizzare tali frodi attraverso triangolazioni tra diversi Stati. Invita pertanto al ritiro dell'emendamento Pesco 5.8.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide il parere espresso dal Viceministro.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 5.8.
Carla RUOCCO (M5S) ritira l'emendamento 5.9, di cui è cofirmataria, nonché il proprio emendamento 5.10.
Enrico ZANETTI (SCpI) invita il relatore ed il rappresentante del Governo ad un'attenta riflessione sul proprio emendamento 5.11, il quale intende specificare che non costituisce risparmio d'imposta indebito il mero differimento dell'emersione di base imponibile conseguente ad operazioni di riorganizzazione aziendale. Sottolinea, infatti, come tali operazioni comportino, normalmente, tale differimento, che tuttavia non ha certamente carattere evasivo. Tale proposta ha l'obiettivo di chiarire tale problematica, evitando che l'Amministrazione finanziaria avvii in tali casi azioni di accertamento che, nella massima parte, si rivelano infondati e infruttuosi.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento 5.11, pur accogliendo l'invito a svolgere su tale tematica ulteriori riflessioni, in quanto la proposta emendativa avrebbe la conseguenza di escludere a priori ex lege dall'applicazione della disciplina antielusione ogni operazione di riorganizzazione societaria, anche quando queste abbiano effettivamente natura elusiva. Ritiene, più in generale, estremamente difficile disciplinare con esattezza tutte le possibili ipotesi di elusione, suggerendo che la Commissione avvii su tali temi anche iniziative di carattere non legislativo, ad esempio nella forma di audizioni.
Enrico ZANETTI (SCpI), pur concordando con la difficoltà di definire norme specifiche in materia, sottolinea come la proposta emendativa non intenda escludere automaticamente dall'applicazione delle norme antielusive tutte le operazioni di riorganizzazione societaria, ma solo specificare che il mero differimento di base imponibile, il quale costituisce l'effetto proprio delle previsioni di neutralità fiscale contemplate in tali casi, non costituisce una forma di elusione. Ritira comunque il proprio emendamento 5.11.
Carla RUOCCO (M5S) ritiene che la tematica affrontata dall'emendamento 5.11 potrebbe essere risolta attraverso lo strumento dell'interpello, ricordando come la delega intenda introdurre forme semplificate per tale istituto.
Enrico ZANETTI (SCpI), con riferimento alla considerazione del deputato Ruocco, rileva come spesso le risposte agli interpelli forniti dall'Amministrazione finanziaria affermino il carattere elusivo di tali operazioni, sottolineando come il Governo debba invece avere una visione più ampia di quella, meramente burocratica, seguita dall'Agenzia delle entrate.
Carla RUOCCO (M5S) ritira il proprio emendamento 5.12.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Sandra Savino 5.13: si intende vi abbia rinunciato.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Zanetti 5.14.
Enrico ZANETTI (SCpI) ritira il proprio emendamento 5.14.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Ravetto 5.15: si intende vi abbia rinunciato.
Si rimette quindi alla valutazione del Governo sull'emendamento Pagano 5.16.
Il viceministro Luigi CASERO, invita al ritiro dell'emendamento Pagano 5.16, rilevando come esso potrebbe determinare effetti negativi sul gettito.
Alessandro PAGANO (PdL) ritira il proprio emendamento 5.16.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Ravetto 5.17: si intende vi abbia rinunciato.
Avverte quindi che si passerà ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 14.
Girolamo PISANO (M5S) rileva preliminarmente l'esigenza di affrontare con grande attenzione la problematica dei giochi pubblici, evidenziando le negative conseguenze sul piano sociale, soprattutto sui giovani, della moltiplicazione, registratasi negli ultimi anni, delle formule di gioco, anche attraverso la previsione di vincite non solo in denaro di giochi che hanno comunque caratteristiche d'azzardo. Ritiene quindi fondamentale rafforzare su questo piano il contenuto dell'articolo 14, tenendo anche conto del proliferare di giochi on line che molti grandi operatori internazionali propongono sui propri portali, accessibili da tutti, ed impedendo pertanto l'applicazione effettiva del divieto di gioco in favore dei soggetti minorenni. Auspica, pertanto, che si arrivi alla definizione di un'ulteriore disposizione all'interno dell'articolo 14 che affronti specificamente il tema dei giochi d'azzardo on line e la protezione dei minori.
Il viceministro Luigi CASERO, in riferimento alle osservazioni del deputato Pisano, sottolinea come il Governo abbia sempre lasciato la più ampia libertà e discrezionalità al Parlamento su tali temi. Ove si volesse provvedere con celerità sulla materia relativa alla pubblicità dei giochi on line, ritiene che sarebbe più opportuno prevedere un'apposita disposizione in materia all'interno del disegno di legge di stabilità.
Marco CAUSI (PD) rileva come la problematica relativa alla pubblicità dei giochi on line stia particolarmente a cuore al gruppo del PD che ha ampiamente dibattuto tale tematica al suo interno, ritenendone importante la soluzione. Ad esempio, ritiene che si potrebbero stabilire divieti, ovvero tetti, alla pubblicità dei giochi on line, auspicando al riguardo una riflessione attenta da parte del Governo.
Un ulteriore aspetto, affrontato da emendamenti presentati dal suo gruppo, riguarda il coinvolgimento dei comuni nei processi autorizzativi relativi alla rete di vendita, rilevando l'estrema articolazione e disomogeneità della normativa in materia, la quale prevede competenze differenziate, rinviando, ad esempio, in alcuni casi, al rilascio della licenza da parte dell'autorità di pubblica sicurezza, mentre per gli operatori internazionali non si prevede alcuna forma di autorizzazione.
Evidenzia come, su questi temi, si sia aperto un dibattito in seno al gruppo del PD, in ragione della diversità di vedute tra parlamentari del nord e del sud: infatti, mentre i primi dimostrano maggiore fiducia nella possibilità di investire i sindaci delle competenze in materia, i secondi temono gli effetti perversi dei condizionamenti esercitabili dalla criminalità organizzata. Pag. 65In tale contesto il proprio emendamento 14.9 prospetta una soluzione equilibrata, prevedendo l'introduzione di un titolo abilitativo unico all'esercizio di offerta di gioco, che rispetti i piani di dislocazione territoriale delle sale da gioco stabiliti a livello comunale.
Un terzo aspetto riguarda l'attuazione della previsione, contenuta nell'articolo 7 del decreto-legge n. 158 del 2012 (cosiddetto decreto-legge «Balduzzi») la quale contempla l'emanazione, da parte della competente amministrazione statale, in accordo con i comuni, di una sorta di piano regolatore per la ricollocazione dei punti di raccolta del gioco. A tale riguardo ritiene che le previsioni dell'articolo 14, le quali non pregiudicano in alcun modo la vigenza delle norme del citato decreto-legge n. 158, possano facilitare la realizzazione dei predetti piani, prevedendo il coinvolgimento dei comuni nel procedimento di pianificazione della dislocazione dei punti di gioco. In questo contesto rileva, altresì, l'esigenza di integrare tale disciplina con l'indicazione di un criterio che preveda adeguate distanze dei medesimi punti di gioco dai luoghi socialmente sensibili, anche in questo caso in armonia con le previsioni dell'articolo 7 del decreto-legge n. 158.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Sandra Savino 14.1.
Sandra SAVINO (PdL) ritira il proprio emendamento 14.1.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, si rimette alla valutazione del Governo sull'emendamento Miotto 14.2.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere contrario sull'emendamento Miotto 14.2, rilevando come esso possa penalizzare la tempestività degli adempimenti normativi previsti dall'articolo 14, comma 2, lettera c).
Laura GARAVINI (PD) rileva come l'obiettivo dell'emendamento 14.2 sia quello di garantire una maggiore trasparenza nella definizione dei provvedimenti di disciplina dei singoli giochi, stabilendo che essi debbano essere comunicati alle competenti Commissioni parlamentari.
Marco CAUSI (PD) rileva come nel settore dei giochi non vigano previsioni relative alla trasmissione di una relazione periodica alle Camere, ritenendo pertanto opportuno rivalutare la questione affrontata dall'emendamento 14.2 ai fini della discussione in Assemblea.
Laura GARAVINI (PD) ritira l'emendamento 14.2, di cui è cofirmataria.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Sandra Savino 14.3.
Sandra SAVINO (PdL) ritira il proprio emendamento 14.3.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime una valutazione negativa sull'emendamento Basso 14.4.
Lorenzo BASSO (PD) illustra il proprio emendamento 14.4, volto ad assicurare regole trasparenti ed uniformi in materia di titoli abilitativi all'esercizio di offerta di gioco, attribuendo ai sindaci la relativa competenza. Evidenzia, infatti, come l'attuale disciplina risulti particolarmente differenziata, in quanto, mentre in molte regioni i comuni non hanno competenza in materia, in altre i sindaci dispongono dei poteri relativi.
Girolamo PISANO (M5S) evidenzia come sussistano posizioni differenziate circa l'opportunità di attribuire ai sindaci competenze in merito.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che l'emendamento Causi 14.9 possa fornire una soluzione equilibrata su questa tematica.
Girolamo PISANO (M5S) rileva come l'emendamento 14.9 non risolva il problema delle differenziazioni esistenti tra nord e sud, ritenendo che la soluzione migliore sarebbe quella di stabilire una disciplina quadro unica a livello nazionale, che consenta ai singoli comuni di introdurre ulteriori restrizioni.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritiene che esista una netta differenza tra la competenza in materia di pianificazione della dislocazione territoriale dei punti di gioco e il potere di autorizzare l'esercizio di tale attività, considerando più opportuno attribuire ai sindaci poteri autorizzatori.
Marco CAUSI (PD) ribadisce come in tutti i gruppi, compreso il PD, non ci sia unanimità sull'opportunità di attribuire o meno ai comuni poteri autorizzatori, evidenziando come, in alcuni casi, i sindaci potrebbero trovarsi soli a dover sopportare condizionamenti impropri, o, addirittura, da parte della criminalità organizzata. Ritiene, comunque, che l'emendamento 14.9, integrato dall'emendamento 14.6, possa offrire la via per realizzare una riforma che razionalizzi la disciplina in materia.
Federico GINATO (PD) ritiene che l'elemento più importante sia prevedere una competenza dei comuni nel processo autorizzatorio all'esercizio delle attività di raccolta del gioco, sia pure prevedendo un titolo autorizzatorio unico.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sugli emendamenti Ginato 14.6 e Causi 14.9.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere conforme a quello del Viceministro.
Girolamo PISANO (M5S) ritiene opportuno accogliere anche gli spunti forniti dall'emendamento Basso 14.8, in particolare per quanto riguarda la necessità di riservare comunque allo Stato la definizione delle regole minime necessarie per le esigenze di ordine e sicurezza pubblica.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che l'integrazione proposta dal deputato Pisano rischi di compromettere la soluzione della questione.
Marco CAUSI (PD) ricorda come la disciplina in materia di tutela dell'ordine di sicurezza pubblica è riservata dalla Costituzione alla competenza statale, ritenendo piuttosto opportuno introdurre un criterio relativo alla definizione di una distanza minima dei punti di gioco da luoghi sensibili.
Lorenzo BASSO (PD) ritira il proprio emendamento 14.4, riservandosi di ripresentarlo al fine della discussione in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Pesco 14.5.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 14.5.
La Commissione approva l'emendamento Ginato 14.6.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Garavini 14.7.
Laura GARAVINI (PD) ritira il proprio emendamento 14.7.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Basso 14.8, rilevando come esso rechi disposizioni sostanzialmente già contenute nell'articolo 7 del decreto-legge n. 158 del 2012.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore concorda con il parere espresso dal Viceministro e formula il proprio emendamento 14.77, il quale introduce il criterio Pag. 67della distanza dei punti di gioco dai luoghi sensibili.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sull'emendamento 14.77 del relatore.
Daniele PESCO (M5S), con riferimento all'emendamento 14.77, rileva come la previsione di parametri di distanza unici a livello nazionale non sia opportuna, in quanto non tiene conto di situazioni locali specifiche.
Laura GARAVINI (PD) suggerisce l'opportunità di definire criteri anche per quanto riguarda gli orari di chiusura dei punti di raccolta del gioco.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, con riferimento alle considerazioni dei deputati Pesco e Garavini, ritiene che in questa sede non sia possibile operare ulteriori specificazioni.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con le considerazioni del relatore, ricordando che si sta discutendo una norma di delega e non un provvedimento volto a regolare in dettaglio il settore dei giochi.
Lorenzo BASSO (PD) ritira il proprio emendamento 14.8.
La Commissione approva, con distinte votazioni, gli emendamenti Causi 14.9 e 14.77 del relatore.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Sandra Savino 14.10.
Sandra SAVINO (PdL) ritira il proprio emendamento 14.10.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 14.11.
La Commissione approva l'emendamento Causi 14.11.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Vignali 14.12: si intende vi abbia rinunciato.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 14.13.
La Commissione approva l'emendamento Causi 14.13.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 14.14.
Girolamo PISANO (M5S) chiede chiarimenti in merito al contenuto dell'emendamento 14.14.
Marco CAUSI (PD) illustra il proprio emendamento 14.14, il quale affronta il tema del contenzioso esistente nel settore delle concessioni sui giochi, legato, in gran parte, all'estrema varietà delle singole gare di concessione: in tale contesto evidenzia la necessità di definire criteri di gara omogenei, allineandone altresì la durata, di gestire i nuovi contenziosi che dovessero insorgere e di fornire all'Amministrazione finanziaria gli strumenti necessari per opporsi a quei soggetti che intendano ostacolare tale processo di riforma.
La Commissione approva l'emendamento Causi 14.14.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Pesco 14.15.
La Commissione respinge l'emendamento Pesco 14.15.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Garavini 14.16, rilevando come previsioni in materia di controllo delle operazioni di gioco siano già contenute nel comma 2, lettera t).
Laura GARAVINI (PD) ritira il proprio emendamento 14.16.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Garavini 14.17.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con il parere espresso dal relatore, rilevando come il tema della disciplina sanzionatoria sia già affrontato dall'articolo 8 del provvedimento.
Laura GARAVINI (PD) illustra il proprio emendamento 14.17, il quale è volto a stabilire, non solo l'applicazione di sanzioni ma anche della pena accessoria della revoca dei concessionari nel caso di violazioni particolarmente gravi.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita a trasformare l'emendamento 14.17 in ordine del giorno.
Laura GARAVINI (PD) ritira il proprio emendamento 14.17.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, si rimette alla valutazione del Governo sull'emendamento Causi 14.18.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 14.18.
La Commissione approva l'emendamento Causi 14.18.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 14.19.
La Commissione approva l'emendamento Causi 14.19.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita a trasformare in ordine del giorno gli emendamenti Pesco 14.20 e Garavini 14.21.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con l'invito del relatore.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 14.20.
Laura GARAVINI (PD) ritira il proprio emendamento 14.21.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, si rimette alla valutazione del Governo sull'emendamento Ginato 14.22
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Ginato 14.22.
Federico GINATO (PD) ritira il proprio emendamento 14.22.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita a trasformare in ordine del giorno l'emendamento Pesco 14.23.
Daniele PESCO (M5S) sottolinea l'importanza di introdurre l'obbligo di definire forme di avvertimento sulla pericolosità del gioco.
Girolamo PISANO (M5S) ritiene che tale previsione costituirebbe un segnale positivo nei confronti delle sensibilità emerse in seno alla Commissione Affari sociali.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita a rivedere la formulazione della proposta emendativa, ai fini di una sua eventuale ripresentazione in Assemblea.
Marco CAUSI (PD) ricorda come l'articolo 7 del decreto-legge n. 158 del 2012 contempli norme molto incisive, volte a regolamentare la pubblicità dei giochi, prevedendo forme di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco.
Anna Margherita MIOTTO (PD) ricorda a sua volta come il già citato articolo 7 del decreto-legge n. 158 preveda forme di avvertimento sui rischi del gioco e come la Commissione Affari sociali, nel parere appena espresso sul provvedimento, abbia formulato, tra l'altro, una condizione con la quale si chiede di integrare la lettera a) del comma 2, dell'articolo 14, specificando che i decreti legislativi emanati ai sensi della delega non dovranno abrogare le disposizioni in materia di giochi recate dal medesimo articolo 7 del decreto-legge n. 158.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide l'opportunità di approfondire i contenuti degli emendamenti 14.23 e delle altre analoghe proposte emendative.
Il viceministro Luigi CASERO sottolinea come il Governo non abbia alcuna intenzione di eliminare le previsioni del decreto-legge n. 158, ritenendo opportuno formulare una specifica proposta emendativa che stabilisca la salvaguardia delle predette disposizioni, procedendo invece al ritiro degli emendamenti in materia.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, si riserva di presentare come relatore un'apposita proposta emendativa in merito.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 14.23, mentre raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 14.24, che richiede l'introduzione di un limite massimo di apparecchi da gioco che possono essere installati in ogni comune, in proporzione al rispettivo numero di abitanti.
Marco CAUSI (PD) sottolinea come i principi di delega recati dall'articolo 14 comporteranno una riduzione dei giochi, probabilmente anche delle concessioni, nonché dei punti di gioco, rilevando tuttavia l'esigenza di non distruggere il gioco legale, in quanto ciò rappresenterebbe un favore nei confronti della criminalità organizzata.
Carla RUOCCO (M5S) ritiene che una soluzione al problema potrebbe essere individuata prevedendo la sostituzione dei giochi che abbiano un contenuto d'azzardo con altri che abbiano un più elevato contenuto formativo o di stimolo alle capacità e alle intelligenze dei giocatori.
Daniele PESCO (M5S) ritira i propri emendamenti 14.24 e 14.25, mentre illustra il proprio emendamento 14.26, che intende introdurre divieti volti ad evitare comportamenti di gioco compulsivo.
Il viceministro Luigi CASERO invita a trasformare l'emendamento 14.26 in un ordine del giorno.
Carla RUOCCO (M5S) ritira l'emendamento 14.26, di cui è cofirmataria.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento 14.27, il quale introduce una norma di dettaglio in materia di sanzioni che dovrebbe, casomai, essere più opportunamente prevista nell'ambito dei decreti legislativi attuativi.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 14.27.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per la giornata di domani, alle ore 14, nel corso della quale si procederà all'esame dei restanti emendamenti, nonché alla votazione sulla proposta di attribuire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea.

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in fine
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 articolo 7
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