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Mills si vergogna: mi sono inventato tutto
Posted by Avv. Tommaso Rossi on 23 dicembre 2011 in Inchieste | 7 Views | Leave a response
MILANO, 23 DICEMBRE ’11 – Il processo è quello che si sta tenendo a Milano contro Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari e per il pagamento di 600.000 euro al fine di ‘ comprare’ alcune testimonianze in processi a suo carico: In particolare l’avvocato Mills, ex consulente del gruppo di Berlusconi, aveva parlato di soldi a lui versati dal manager Fininvest Carlo Bernasconi per rilasciare testimonianze false nei processi sulle presunte tangenti alla Guardia di Finanza e nel processo All Iberian in cui l’ex premier era imputato.
Mills fu condannato nel 2009 per corruzione, in primo grado dal Tribunale di Milano e poi dalla Corte d’Appello che confermò la sentenza, ma poi il reato fu dichiarato prescritto quando il processo arrivò in Cassazione. Da lunedì scorso Il pm Fabio De Pasquale però lo sta sentendo quale teste chiave (appunto per le dichiarazioni rilasciate in passato) nel procedimento a carico di Berlusconi che (agli atti) resta nel merito ‘ colui che lo ha corrotto’.
Il Pm De Pasquale lo ha ascoltato per oltre cinque ore in video conferenza dall’Inghilterra, mentre l’ex premier sedeva ascoltando fra i banchi del Tribunale di Milano. Il magistrato ha elencato a Mills vari passaggi delle sue dichiarazioni passate ( interrogatorio del 18 luglio 2004) in cui parlava chiaramente di quel denaro a lui versato da Bernasconi per conto di Berlusconi a titolo di riconoscenza.
E’ stata contestata al legale inglese anche la lettera che lo stesso inviò al fiscalista Bob Drennan nel febbraio 2004, dove si ribadiva la rilevanza che le sue testimonianze potevano avere nei processi del premier e di come egli stesse tenendo stretti contatti con le persone di Mr B.
Si parla di un dividendo di 1,5 milioni di sterline provenienti dalle società di questo fantomatico Mister B.
Quando la parola è passata all’interrogato, Mills ha affermato ( scusandosi ) di essersi inventato tutta quella storia e che con quei 600.000 euro, che il fisco inglese reclamò per primo nel 2002 , Berlusconi e Bernasconi in realtà non c’entrano niente . Gli sarebbero stati consegnati dall’armatore napoletano Diego Attanasio, ma Mills non li avrebbe denunciati al Fisco e così, per giustificarsi di quella evasione, avrebbe inventato la storia del denaro ricevuto dal premier attraverso Bernasconi, morto due anni prima. Mills ha parlato di aver ceduto al panico e di non saper come giustificare quel denaro senza ledere se’ stesso, ma neppure l’amico Attanasio e così nell’interrogatorio ha detto ciò che l’accusa voleva sentirsi dire, adottando ‘la strategia della minore resistenza’.
Per quanto riguarda la lettera a Drennan, l’avvocato inglese ha spiegato che la prima parte è veritiera, mentre le righe in cui si fa riferimento ai 600.000 euro sono sempre frutto di fantasia. Mills ha parlato propriamente di ‘fiction’, ribadendo di vergognarsi, soprattutto nei confronti Bernasconi, suo amico deceduto e il cui nome è stato adoperato quale collegamento fra realtà e ‘fiction’.
Al termine dell’interrogatorio Mills ha riaffermato testualmente ‘la totale innocenza del dottor Berlusconi, che non ha nulla a che fare con quei 600mila dollari e (….) mi scuso con lui’.
L’ex premier, dopo aver ventilato la possibilità di rinunciare alla prescrizione, visibilmente soddisfatto, ha augurato buone feste e buon lavoro ai magistrati, affermando che a Natale bisogna essere tutti più buoni.
D: Quando può parlarsi di reato di corruzione in atti giudiziari?
R: Il reato consiste nella condotta del pubblico ufficiale che per compiere un atto del proprio ufficio oppure per omettere, ritardare, o per aver commesso o ritardato un atto del suo ufficio ovvero per compiere o aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve per sé o per un terzo denaro o altra utilità o ne accetta la promessa e ciò allo scopo di favorire o danneggiare una persona in un processo civile, penale o amministrativo.La pena prevista dall’art. 319 ter c.p. è quella della reclusione da 3 ad 8 anni ma la pena è più severa (reclusione da 4 a 12 anni) se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di qualcuno alla reclusione non superiore a cinque anni mentre se se ne deriva l’ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all’ergastolo, la pena prevista è la reclusione da 6 a 20 anni.
D: Se una sentenza di un Tribunale è confermata in Appello, può parlarsi di sentenza definitiva nel merito?
R: Sotto certi aspetti sì, nel senso che nel merito (cioè riguardo la ricostruzione dei fatti e delle specifiche condotte) la sentenza non potrà più essere modificata da un eventuale ricorso in Cassazione. Diciamo che la sentenza è “intangibile” nel merito. Di definitività di una sentenza si può parlare solo dopo l’esaurimento dei tre gradi ordinari di giudizio, cioè dopo il ricorso in Cassazione. Fermo restando che esiste il rimedio straordinario della revisione del processo, in presenza di una inconciliabilità con altra sentenza definitiva, quindi definitiva in senso assoluto una sentenza non lo sarà mai….
D: Dopo le sue ultime dichiarazioni, l’avvocato Mills potrà essere accusato per falsa testimonianza? Per quale delle due discordi testimonianze?
R: Il reato di falsa testimonianza è riferito alla testimonianza in udienza. Il testimone che riferisce false informazione durante le indagini risponde di uno specifico reato di false informazioni al PM. Ma in questo caso Mills all’epoca era stato sentito come coimputato, quindi siccome vige il principio del “nemo tenetur se detegere” (cioè che nessuno è obbligato a riferire cose che lo potrebbero autoaccusare), non aveva l’obbligo di dire la verità. Ora in udienza, poiché il processo a suo carico si è concluso con sentenza dichiarativa della prescrizione, Mills è stato sentito come testimone assistito, in presenza del difensore, ma con l’obbligo di dire la verità, quindi se emergesse che ha mentito ora, sarebbe reato di falsa testimonianza.
D: Che differenza c’è tra assoluzione e prescrizione? Si può parlare, come a volte vien fatto, di “assoluzione per prescrizione”?
R: No, l’assoluzione è solo nel merito. In caso di intervenuta prescrizione si ha una sentenza di non doversi procedere appunto perché il reato è estinto per prescrizione, fermo restando il diritto dell’imputato ad ottenere una sentenza di assoluzione nel merito e a rinunciare alla prescrizione.
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