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Timestamp: 2019-09-15 23:24:56+00:00

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450 (ISTAT 2001); 443 (BDDE 2006).
1209 ha (12,09 kmq) (ISTAT, BDT).
a nord Aramengo, Albugnano e Cocconato, a est Piovà Massaia e Cerreto d'Asti, a sud Capriglio e Castelnuovo Don Bosco, a ovest Pino d'Asti.
Boscorotondo, Marmorito, Primeglio, Rocco Schierano, Serra. Vedi mappa.
Passerano: «Passerianus» (1001), «Passairanus» (1164), «Passairan» (1120), «Pasaranus», «Passaranus» (1298/1299) (Dizionario di toponomastica, p. 475) «Passayranum» (1233) (Settia 1970, p. 91). Marmorito: «Marmuritum» (1186) (Settia 1970, p. 91), «Marmoricus» (1272) (Dizionario di toponomastica, p. 475). Primeglio: «Primelium» (1166); Schierano: «Scheiranum» (1164) o «Sclaranum» (1196); Fabiasco: «Fabiascum» (1286) (Settia 1970, p. 91).
fino al 1805: Vercelli (cfr. il lemma 'Pieve') provincia ecclesiastica di Milano (Capellino 2008). 1805-1817: Asti, per quanto riguarda Passerano, Primeglio e Schierano; Torino, per quanto riguarda Marmorito (Bosio 1894, p. 136; Chiuso 1887, vol. II, pp. 387­388). Dal 1817 a oggi: Torino, regione ecclesiastica del Piemonte (istituzione: 1889) (Bullarii romani continuatio summorum pontificum, DCCXL, par. 6, p. 1492; Orsenigo 1909, p. 21; Tuninetti 2007).
Santa Maria di Pino (ARMO I, XVIII, p. 40; si veda la scheda dedicata a Pino d'Asti). Attualmente, le parrocchie del territorio del comune di Passerano Marmorito fanno parte del Distretto pastorale Torino Nord, Zona vicariale 13-Gassino, Unità pastorale Gassino B.
Le più antiche attestazioni di chiese site nell'attuale territorio di Passerano Marmorito si possono trovare nelle «rationes decimarum» della diocesi di Vercelli redatte tra la fine del secolo XIII e la metà circa del secolo XV: «ecclesia de Montemariovo» (Marmorito), «ecclesia de Pasarano», «ecclesia de Primelio» (ARMO I, XVIII [1298/1299], p. 40), «ecclesia sancti Johannis de Marmorito», «ecclesia sancti Petri de Pasarano», «ecclesia sancti Laurentij de Primelio et sancti Martini de Scotono (Schierano)», «ecclesia sancti Johannis de Primelio» (ARMO I, XXIV [1348], pp. 110-111), «ecclesia sancti Iohannis de Marmorito», «ecclesia sancti Petri de Passarano», «ecclesia sancti Laurencii de Primelio», «ecclesia sancti Iohannis de Primelio», «ecclesia sancti Martini de Scotono» (Schierano) (Cognasso 1929 [1355/1361], p. 225), «ecclesia de Muntemarmorivo» (Marmorito), «ecclesia de Paserano», «ecclesia de Primelo», «ecclesia de Scorano» (Schierano) (ARMO I, CIX [1440], p. 238). Negli stessi elenchi figura anche una chiesa intitolata a San Pietro associata al luogo di Fabiasco o Fabiano (cfr. il lemma 'Luoghi scomparsi'): «ecclesia sancti Petri de Fabiascho» (ARMO I, XVIII, p. 40), «ecclesia sancti Petri de Fabiano» (ARMO I, XXIV [1348], p. 110), «ecclesia sancti Petri de Fabiano» (Cognasso 1929 [1355/1361], p. 225), «ecclexia S. Petri de Fabiascho» (ARMO I, CIX [1440], p. 238); la presenza della chiesa non è più documentata dal secolo XVI (Ferraris 1975, p. 63 nota 191). Nell'elenco della fine del secolo XIII, ma non più in quelli successivi, troviamo inoltre un «prioratus de Primelio», di cui viene indicata la dipendenza dal «monasterium sancti Januarii», ossia dall'abbazia di San Genuario di Lucedio (ARMO I, XVIII [1298/1299], p. 40). Il priorato è da indentificarsi con la chiesa di San Michele di Primeglio («ecclesia sancti Michaelis extra et prope locum Primelij que vocatur Ecclesia Monasterii») che risulta ancora esistente all'inizio del secolo XVII (visita pastorale del 1606), ma diroccata («diruta») e apparentemente non più legata all'abbazia di Lucedio. La dedicazione a San Michele rimanda a un'origine sicuramente anteriore al secolo XII, quando per l'abbazia madre il titolo aggiunto di San Genuario cominciò a prevalere su quello primitivo, appunto, di San Michele. Un'altra chiesa intitolata a San Michele era sita nel territorio di Passerano; in quanto appartenente a un ordine mendicante, gli Erimitani di Sant'Agostino, non figura nei registri delle decime. Nella visita pastorale del 1606, si precisa che «habet domum ei contiguam in qua habitat semper unus ex fratribus heraemitorum Sancti Augustini qui manet solus». Questo convento - «alias conventiculum potius quam conventum», come viene definito dal visitatore diocesano nel 1667 - di San Michele denominato «la Capelletta» venne soppresso da Urbano VIII nel 1653 e i suoi beni ripartiti in misura eguale tra le parrocchie di Passerano e di Schierano, che solo allora ebbero i requisiti economici per ottenere le bolle pontificie di erezione (Bordone 1977, p. 188; Ferraris 1975, pp. 35, 84-85 nota 280). Attualmente, un toponimo «Convento diruto» individua un sito posto circa a mezza strada tra gli abitati di Passerano e di Schierano. Intorno alla metà del secolo XVIII, nel territorio emergono tre parrocchie: quelle di Marmorito, Passerano e Primeglio e Schierano, rispettivamente sotto il titolo di San Giovanni Battista, San Pietro e San Lorenzo. Inoltre, sopravvivono due «benefici», uno di Santa Maria, a Passerano, e l'altro intitolato a San Michele, a Primeglio, evidentemente il vecchio priorato dell'abbazia di San Genuario di Lucedio (Balduini). Primeglio e Schierano sperimentano, nel corso dell'età moderna, fasi alterne di separazione e riunione delle rispettive parrocchie (Bordone 1977, pp. 198-199).
La presenza di un «castrum» è attestata a Passerano, a Primeglio e a Schierano dal 1277. A Passerano, il castello fu distrutto nel 1551, dalle truppe francesi in guerra contro lo schieramento imperiale, e ricostruito nel 1654 (Bordone 1976, p. 61; Bordone 1977, p. 188). L'informazione prodotta dall'amministrazione sabauda del secolo XVIII descrive per i luoghi oggi componenti il territorio di Passerano Marmorito una struttura insediativa abbastanza concentrata. Fonti della Perequazione generale del Piemonte (1698-1731) dipingono Marmorito come «luogo di fuochi quaranta circa diviso in due membri», il luogo e il Massaia, «membri allodiali»; Primeglio e Schierano sono entrambi definiti «luoghi uniti», mentre di Passerano si annota che «oltre il recinto et aijrali atorno ha un cantone distante dal luogo un archibuggiata, qual si nomina Vicinale», esso pure, «canton allodiale» (AST, Camera dei Conti, II Archiviazione, Capo 21, n. 161: Registro delle notizie prese da Commissarj deputati per la verificaz.ne de Contratti a Corpo de beni dal 1680 al 1711 inclusive circa la qualità delle Misure e Registro de beni di caduna Comunità del Piemonte, e denominaz.ne de Cantoni Membri, e Cassinali [s.d.], cc. 59v-61v). Alla metà del secolo, la lettura che di questi territori comunali propone l'intendente della città e provincia di Asti è anche meno articolata (e più gerarchizzata): Passerano è «luogo situato in collina, unito e non diviso in borgate», Primeglio e Schierano, «luogo situato in collina, diviso in due borgate, cioè una del luogo e l'altra detta di Schierano» (Balduini, ff. 162 e 173). Nel caso di Marmorito, ricompaiono i due nuclei, ma con denominazioni parzialmente diverse, poiché la borgata che figura accanto a quella «del luogo» è qui indicata come «detta di Carmagnola» (Balduini, f. 128). Documenti più interni ai processi politici locali propongono un'immagine più articolata di Marmorito: un «recinto», «airali» e «varii cantoni», ad esempio, in un'atto di transazione del 1783 (AST, Corte, Paesi, Paesi per A e B, M, m. 4, n. 1: Invio di ragguaglio dell'Intendente d'Asti sulla conclusione e riduzione in pubblico istrumento, a norma delle sovrane intenzioni, di certe convenzioni passate tra gli abitanti del recinto, degli airali e dei vari cantoni di Marmorito [Marmorito 6 aprile 1783]). La corografia, che fiorisce tra la fine del secolo XVIII e la metà del secolo XIX, coglie in quel territorio pluralismo, dispersione o anche «disordine» insediativo. Per il corografo astigiano De Canis, che scrive tra la fine del secolo XVIII e gli inizi del successivo, a Marmorito «l'abitato è sparso e non ha alcun ordine» (Bordone 1977, p. 148). Il Dizionario del Casalis, invece, enumera «varie borgate»: Fontana, Bricco, Grossetto, Serra, Recinto, Airali (Casalis 1842, p. 192).
Al processo di accentramento insediativo rilevabile nel corso del secolo XIV nei territori controllati dai signori di Cocconato, si può probabilmente far risalire la scomparsa di Fabiasco, conservato nell'odierna toponomastica come «Cascina Fabiasco», individuabile a est dell'abitato di Marmorito, presso la confluenza del rio di Fabiasco con il rio Meinia (Settia 1973, p. 929; Settia 1975b, p. 289).
Si conosce poco della più antica organizzazione comunitaria di Marmorito, Passerano, Primeglio e Schierano. È ipotizzabile che, come in altri luoghi compresi nel contado di Cocconato, il suo sviluppo abbia risentito a lungo di un rapporto fortemente asimmetrico con un organismo signorile particolarmente coeso e strutturato. Tuttavia, fra il tardo medioevo e la prima età moderna, questi luoghi riescono talvolta a esprimere in modo coordinato una soggettività collettiva riconosciuta dai superiori feudali dei propri signori. Così, nel 1475, gli abitanti di Primeglio, di Passerano e di Robella ottengono, con l'intervento del marchese di Monferrato, l'affrancazione da alcuni oneri che limitano, in particolare, la disponibilità dei loro possessi («successioni, terze vendite, fitti perpetui, ed altre servitù»: AST, Corte, Paesi, Monferrato, Feudi per A e B, m. 26, n. 22. 1: Affranchimento fatto dal Marchese Guglielmo di Monferrato, e da Giovanni di Robella fu Enrietto, e Giovanni di Ticinetto fu Guidetto, Capitano della Casata di Cocconato, a suo nome, e degli altri feudatarj di Robella, Primeglio, e Passerano suoi Consorti nella Piovà, dalle Successioni, terze vendite, fitti perpetui, ed altre servitù a' quali erano sottoposti gli Uomini, e Particolari di Robella, Primeglio, e Passerano sotto l'osservanza di varj Patti, e condizioni [24 febbraio 1475]) Passerano ottiene statuti propri probabilmente nel secolo XV (cfr. il lemma 'Statuti').
Gli «statuta Passerani», concessi nel 1455 dai conti di Cocconato e signori di Passerano «alla comunità» e «agli uomini» del luogo. Il testo consta di 329 capi, che riportano norme civili e criminali. La redazione originale latina è giunta fino a noi in un codice membranaceo del secolo XV, conservato presso l'Archivio privato Radicati di Marmorito, mentre due copie in traduzione italiana, una, membranacea del 1575, e l'altra, cartacea, del secolo XVIII, sono conservate, rispettivamente, presso lo stesso archivio e presso il Museo Civico Correr di Venezia (Fontana 1907, vol. II, pp. 149-150).
LArchivio comunale di Passerano Marmorito conserva catasti di Passerano e Marmorito, dal 1629 al secolo XX (AC Passerano, Catasto di Passerano e Marmorito [1629- sec. XX]); catasti di Primeglio e Schierano, dal 1698 al secolo XIX (AC Passerano, Catasti di primeglio e Schierano [1698-sec. XIX]); un Libro delle mutazioni della Magnifica Comunità di Marmorito, iniziato nel 1629 (AC Passerano, Libro delle mutazioni della Magnifica Comunità di Marmorito [1629]). Fonti della Perequazione generale del Piemonte menzionano alcuni dei catasti formati nel secolo XVII. Per Marmorito, si tratta di un catasto redatto nel 1678; di Passerano si dice che «il cattastro usuale è formato sovra d'una misura fatta circa l'anno 1686», mentre il «catasto vecchio» fino a quella data in uso risaliva a «prima del 1616»; di Primeglio si cita una «cattastratione fatta nell 1679» e una successiva del 1689 (AST, Camera dei Conti, II Archiviazione, Capo 21, n. 161: Registro delle notizie prese da Commissarj deputati per la verificaz.ne de Contratti a Corpo de beni dal 1680 al 1711 inclusive circa la qualità delle Misure e Registro de beni di caduna Comunità del Piemonte, e denominaz.ne de Cantoni Membri, e Cassinali [s.d.], cc. 44v-45r). Nel quadro della Perequazione generale, i territori di Marmorito, Passerano, Primeglio e Schierano risultano essere stati sottoposti a «misura generale» nel 1703 (AST, Camera dei Conti, II Archiviazione, Capo 21, n. 1: Nota Alfabetica de' territorii stati misurati coll'indicazione dell'annata nella quale seguì la misura [s.d. ma ca 1731], cc. 13r e 17r).
La serie di «Ordinati e delibere» del comune di Passerano si è conservata soltanto a partire dal 1817 (AC Passerano, Ordinati e delibere [1817-]); gli Ordinati di Primeglio e Schierano dal 1663 al 1703 (AC Passerano, Ordinati di Primeglio e Schierano [1663-1703]).
Nel quadro della distrettuazione carolingia, quello che oggi è il territorio del comune di Passerano Marmorito era probabilmente compreso un distretto minore di cui si hanno indizi in carte risalenti alla seconda metà del secolo IX e ai primi anni del secolo successivo, che lo identificano variamente come «comitatus» o «iudiciaria Torrensis» (rispettivamente 869 e 892), «fines Torrenses» (880, 909), o con altre espressioni assimilabili, dal centro eponimo, di «Castrum Turris» (località scomparsa, sede plebana, situabile nel territorio di Villadeati). Come si può desumere da testimonianze più tarde, in specie astigiane, della seconda metà del secolo XIII, che si riferiscono a un'area, molto probabilmente corrispondente, designata come «Turrexana» (un nome che però affiora anch'esso nella documentazione dal secolo IX), l'antica circoscrizione doveva estendersi a nord del comitato di Asti, tra le propaggini orientali della collina torinese e la confluenza del Po e del Tanaro. Alla «Torresana» del tardo secolo XIII risultano, in particolare, ascrivibili i signori di Cocconato e i luoghi sui quali si esercitava il loro dominio. Essa sembra avere perso un'autonoma caratterizzazione pubblicistica già intorno alla metà del secolo X, quando fu probabilmente smembrata a favore dei comitati cittadini limitrofi di Torino, Asti e Vercelli, per divenire infine, nel secolo successivo, oggetto delle contrastanti ambizioni territoriali degli Aleramici e dei vescovi di Asti e di Vercelli (Settia 1974, p. 30 nota 81). Passerano («Passairanum»), Primeglio («Primelli») e Schierano («Scheiranum») figurano tra i «castra, possessiones et villae» dei quali Federico I investì, probabilmente ex novo (Gramaglia 1981, pp. 413-414) il marchese Guglielmo V di Monferrato, in uno dei due diplomi indirizzatigli da Belforte il 5 ottobre 1164 (MGH, Diplomata, doc. 466; Gli statuti del consortile di Cocconato, p. 12 nota 18; Settia 1975a, p. 243).
Alcune attestazioni documentarie indicano nel secolo XII una significativa presenza dei signori «de Pino» nell'attuale territorio di Passerano Marmorito, investiti, ad esempio, nel 1166, dal vescovo di Vercelli, delle decime di Primeglio e di Schierano. Molto prima di questa data, secondo un atto del 1196, due personaggi, rispettivamente qualificati come «de Sclarano» e «de Primelio» erano stati castellani del conte di Biandrate. Nel 1206, in un atto relativo a una controversia sorta tra i signori di Montiglio, compaiono, in qualità di arbitro, «dominus Goslinus de Primelio» e, come testimoni, «Manfredus de Scorano et Manfredus filius Oberti domini de Passarano» (Settia 1975a, p. 168). I signori «de Pino» finirono con il cedere i propri diritti sulla stessa Pino ai signori di Cocconato nel corso del secolo XIII (si veda la scheda dedicata a Pino d'Asti), mentre diritti sui castelli di Primeglio e Schierano figurano nel 1277 nell'eredità di Uberto «di Cocconato», cardinale di Sant'Eustachio, morto forse l'anno precedente (AST, Corte, Paesi, Provincia di Asti, m. 12, Cocconato 1186 in 1505, n. 3, 2°: Sentenza arbitram.le proferta da Bonifacio di Cocconato Arbitro eletto per terminare le differenze, che vertivano trà Allamano, e Manuele suoi fratelli da una parte, et Uberto, e Bonifacio suoi Nipoti per riguardo all'Eredità, ed acquisti del fù Card.le Uberto di Cocconato loro fratello, e Patruo rispettivam.te delli 2 Aprile 1277. Col Compromesso fatto nella persona del sud.to Arbitro, delli 19 Marzo d.to anno [2 aprile 1277]). È dunque probabile che i signori di Cocconato subentrarono ai precedenti signori di Passerano poco dopo la metà del secolo XIII (Bordone 1976, p. 59). Le prime sicure attestazioni documentarie relative a signori identificati dal predicato «di Cocconato» risalgono alla metà circa del secolo XII, mentre il primo di cui si abbiano notizie biografiche abbastanza ampie, Uberto di Cocconato, detto il Conte Grasso, fiorì tra il 1181 e il 1207. In quest'epoca, i di Cocconato, come altri signori territorialmente contigui, appaiono prevalentemente impegnati in una politica di «pluralità degli omaggi» e delle alleanze con i vicini potentati: i vescovi di Vercelli e di Asti, i rispettivi comuni, i marchesi di Monferrato. Dal primo decennio del secolo XIV, con progressiva regolarità, gli esponenti della casata cominciarono ad assumere anche il titolo di «conti di Radicata» (il primo esempio è del 1305). Lo «hospicium» (consortile) «de Radicata» era nato da un'associazione giurata costituitasi dapprima tra i vari rami dei signori di San Sebastiano Po (succeduti ai primitivi signori di Radicata, di cui non si hanno più notizie dopo il 1178), la cui prima attestazione esplicita risale al 1290, ma di cui vi è forse già un indizio nel 1258. Questa compagine signorile, tra la fine del secolo XIII e gli inizi del secolo XIV, accolse, in seguito a vicende che non è possibile ricostruire, anche i signori di Cocconato, i quali finirono con il prevalervi. Dopo il secolo XVI, il predicato «de Radicata» assunse la forma del cognome «Radicati», finendo con il sostituirsi del tutto all'originario toponimico «di Cocconato». Quest'ultimo rimase tuttavia corrente, nella prima età moderna, per designare i Radicati in quanto membri del loro consortile, per l'appunto come «conti» o «consignori» o «consorti» di Cocconato. Gli statuti di cui tale consortile si dotò nel 1342 (in cui esso, designato come ius, si configura ancora come unione giurata facoltativa), conobbero redazioni successive, del 1352 (in cui si afferma la dizione «hospicium et domus dominorum Coconati») e del 1459. Già la versione del 1352 configura un organismo particolarmente strutturato e vincolante, retto da un «capitano» scelto tra i consorti, con una procedura elettiva indiretta, improntata a un criterio rappresentativo dei «terzieri» o «colonnellati» (o anche «cespiti»), di Brozolo, di Casalborgone e di Robella, in cui si era intanto articolata la casata, e che, verso la metà del secolo XV, diedero a loro volta origine ai rami di Brozolo, Casalborgone, Passerano, Primeglio, Robella e Ticineto (Gli statuti del consortile di Cocconato, pp. 5-29; Settia 1975a, pp. 122-151, 237-244; Settia 1982). Sui luoghi di Marmorito, Passerano, Primeglio e Schierano, dominava principalmente il ramo dei signori di Passerano, il quale, per via di matrimonio, dalla seconda metà del secolo XVI, integrò una linea di discendenza che aggiunse il patronimico Pallavicino (Guasco 1911, pp. 605-607, 969, 1300).
Il consortile dei Radicata, quale si venne configurando tra i secoli XIV e XVI, controllava territori e prerogative, sui quali il vescovo di Vercelli e i marchesi di Monferrato vantavano antichi diritti di superiorità. Nel secolo XIV, i di Cocconato, ormai conti di Radicata, appaiono schierati al fianco dei marchesi di Monferrato, figurando spesso in ruoli eminenti nella loro clientela vassallatica e nella loro «famiglia», a partire dalla morte di Guglielmo VII (1296) e dalla crisi di successione nel marchesato (1305-1310), poi durante le lotte che videro impegnati i marchesi dapprima, alleati degli Acaia, contro lo schieramento guelfo piemontese (comprendente i comuni di Asti, di Chieri e gli Angiò), in seguito, dal 1338, contro gli stessi Acaia e i Visconti. Il più antico documento nel quale membri del consortile si riconoscano esplicitamente vassalli dei marchesi di Monferrato, che non nomina i singoli luoghi infeudati, risale al 1340. Il primitivo sostegno ai nuovi principi della dinastia paleologa venne meno tuttavia di fronte alla loro volontà di conseguire una stabile affermazione di superiorità feudale sui territori in mano ai di Cocconato. Nel 1355, a questi come ad altri esponenti di robuste formazioni signorili del Piemonte meridionale, l'imperatore Carlo IV intimò di prestare il giuramento di fedeltà a Giovanni di Monferrato per tutti i feudi che riconoscevano come dipendenti dall'Impero. Il rinnovo dell'investitura imperiale ai marchesi di Monferrato comprendeva infatti i luoghi sui quali si esercitava la signoria dei di Cocconato. Recalcitranti ad assumere la veste di vassalli dei marchesi di Monferrato, i signori del Contado cercarono protezione in meno vincolanti rapporti di colleganza, dapprima con i Visconti (la prima «aderenza» risale al 1369) e, più tardi, anche con i Savoia. Marmorito, Passerano, Primeglio e Schierano seguirono, fra il tardo medioevo e la prima età moderna, le più generali vicende del consortile dei signori di Cocconato alle prese con le potenze regionali, scandite, in particolare, dai seguenti atti, nei quali i quattro luoghi figurano espressamente nominati: aderenza dei di Cocconato al duca di Milano Gian Galeazzo Visconti del 1399; dedizione (condizionata) delle casate di Primeglio, Casalborgone, Passerano e Ticineto verso il duca Ludovico di Savoia nel 1446; successive aderenze, stipulate nel 1455 con Francesco Sforza, e nel 1458 ancora con il duca sabaudo (rinnovata nel 1467) e con il duca di Milano, contestualmente allo scioglimento, previsto dalle clausole della pace di Lodi (1454), del legame vassallatico stabilito con il primo nel 1446; infine, aderenza prestata nel 1499 al Trivulzio, in qualità di luogotenente del re di Francia a Milano. Intanto, permangono i legami vassallatici stretti nel passato dai di Cocconato con il vescovo di Vercelli, come testimoniano le investiture che nel secolo XV confermano a gruppi di membri del consortile il possesso di decime e diritti di giurisdizione, alcuni dei quali riguardano luoghi compresi nell'attuale territorio di Passerano Marmorito: la «decima di Marmorito» e i «novagli di Primeglio e Passerano» compaiono in investiture del 1438 e del 1471. Nel secolo successivo, questo rapporto parrebbe incrinarsi: nel 1505, una sentenza di scomunica sanziona la mancata prestazione del giuramento feudale, mentre nel 1555, i citati diritti su Marmorito, Passerano e Primeglio, unitamente al «luogo» di Schierano, già devoluti alla mensa vescovile, vengono reinfeudati al nipote dell'ordinario in carica. Ma soprattutto, con il secolo XVI cresce la pressione sabauda sui territori controllati dal consortile, mentre l'influenza milanese è neutralizzata dalla crisi di successione nel ducato: l'ultima alleanza, con Francesco II Sforza, è del 1513. Il legame di aderenza sarà riallacciato solo nel 1565, con Filippo II di Spagna in quanto duca di Milano. Di fronte alle pretese sabaude, i signori di Cocconato si fanno forti della loro qualità di feudatari immediati dell'Impero, diretti «fideles Imperii». Tra le investiture che essi potevano vantare, non tutte erano autentiche. Era autentica quella concessa da Enrico VII, nel 1310, a Guido di Cocconato, che, al seguito del marchese di Monferrato Teodoro I Paleologo, aveva accompagnato il re da Chieri a Milano. Ad essa erano seguite, nel secolo successivo, quelle di Sigismondo (1413) e Federico IV (1469), mentre le più antiche, attribuite a Federico I (1186) e a Federico II (1249), al pari di un «privilegio» di Carlo d'Angiò del 1280, sono quasi sicuramente dei falsi, fabbricati probabilmente sul finire del secolo XV o agli inizi del secolo XVI. Il falso diploma di Federico I, con la sua enumerazione puntigliosa e ridondante di luoghi e diritti - tra i quali, molto importanti, quelli di pedaggio sulle principali strade del territorio -, serviva in particolare a rafforzare le rivendicazioni avanzate dai conti sul Piovanato di Meirate e in rapporto ad altre situazioni contenziose con il Monferrato, mentre quello attribuito a Federico II sottraeva in perpetuo i loro feudi all'autorità dei vicari imperiali, precisamente quell'autorità della quale si fregiavano i duchi di Savoia. Nuove investiture imperiali giunsero da Massimiliano I (1512), che però mantenne anche in seguito (1518) l'infeudazione dei possessi dei di Cocconato a Filiberto di Savoia decretata una prima volta nel 1503, da Carlo V (1530) e infine da Rodolfo II (1585), il cui diploma riproduce l'intera serie degli atti precedenti, autentici e falsi. Questi ultimi ebbero probabilmente anche un ruolo nel promuovere la dizione «Contado di Cocconato» («comitatus Coconati»), ancorando in tal modo la connotazione pubblicistica del titolo comitale associato al predicato di Radicata all'ambito territoriale sul quale si esercitava allora concretamente il potere del consortile. Nel 1584, una «transazione», o «convenzione» che assoggettava al dazio generale del Monferrato alcune strade del Contado, fino ad allora caparbiamente difese come «imperiali» e «franche» da ogni prelievo (eccettuato il pedaggio riscosso dal consortile sui transitanti forestieri), scatenò una sollevazione delle comunità del Contado contro i loro signori, colpevoli di aver ceduto alle pressioni monferrine, violando i diritti di libero transito dei loro sudditi. Il malumore fu aggravato dal tentativo di scaricare sulle comunità stesse il peso delle contribuzioni imperiali dovute dai conti, sostenuto da azioni giudiziarie e sequestri. Anche facendo leva sulla rivolta, che verosimilmente contribuì a orchestrare, nel 1586, il duca di Savoia Carlo Emanuele I riuscì infine a negoziare con i signori del consortile di Cocconato una «transazione», in cui essi accettavano di sottoscrivere una "aderenza" per i loro feudi di Brozolo, Passerano e Robella, e un condizionato riconoscimento di superiorità feudale per Aramengo, Capriglio, Cocconato, Cocconito, Marmorito, Primeglio e Schierano. L'approvazione accordata a quest'atto nel 1588 dall'imperatore Rodolfo II ne restrinse allo stesso tempo la portata. L'imperatore, infatti, escluse il carattere «ligio» del giuramento di fedeltà al quale i conti si erano piegati verso il duca di Savoia e negò di fatto a quest'ultimo, pur riconfermandolo suo vicario, lo «ius de non appellando» nei confronti dei feudatari imperiali, cioè l'inappellabilità di fronte alla giustizia imperiale delle sentenze emanate dalle magistrature sabaude (AST, Corte, Paesi, Monferrato, Feudi per A e B, m. 26; Corte, Paesi, Provincia di Asti, m. 12, Cocconato 1186 in 1505, n. 6: Aderenza fatta al Duca di Milano Gio. Galeazzo Visconti da Pietro di Primeglio fu Oberto del tezero di Casalborgone per li Castelli, e Luoghi di Coconato, Casalborgone, Robella, Brosolo, Aramengo, Primeglio, Schierano, Passerano, Marmorito, La Piovà, Cerretto, Bagnasco, Capriglio, Corzione, Maynito, Cerialio, e Casalotto [5 maggio 1399]; n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli, Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli a favore dei Matteo fu Guglielmo, Luchino, e Petrino fratelli, Gioanni, et Enrietto fratelli, Antonio di Primeglio, Gabriele di Passerano a suo nome, e di Guglielmo, e Bonifacio, Franceschino, Abellone, e Guidetto suoi Nipoti, Tomaso, Teodoro, e Gio. Nipoti di d.to Gio. di Casalborgone, Bartolomeo, e Percivallo fu Ottobone, Antonio di Passerano a suo nome tutti de Consignori di Cocconato, e Radicati, del Castello, e Luogo di Cocconato [12 novembre 1438]; n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Investitura concessa dal d.to Vescovo di Vercelli a favore di Gio., et Enrico fu Manfredo de Consig.ri di Cocconato, del Castello, e Luogo di Corsione, Patronati della Chiesa di S. Bartol.o di Cocconato, e S.ta Maria di [spazio bianco] e due parti della Decima di Rosingana (12 novembre 1448); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli a favore di Petrino fu Opizio, et Anto. fu Luchino de Sig.ri di Cocconato, e Brosolo, de Conti di Radicate, Scipione fu Teodoro a suo nome, e come Tutore di Gio., Annibale, Gasparino, et Arech suoi fratelli, Gio. Lodovico fu Gio. Giaco. di d.ti Sig.ri di Brosolo, della 3a parte del Castello, e Luogo di Cocconato redditi, e ragioni feudali dalli d.ti feudi dippend.ti [23 giugno 1459]; n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli a favore di Scipione fu Teodoro de Conti dCocconato, e Brosolo, e de Conti Radicati a suo nome, e come Procu.re di Gio., Annibale, Gasparino, et Arech suoi fratelli, Anto., Fran.co, e Bernardo fratelli fu Luchino, Barnaba, Gio. Bartol.o, e Battista fratelli fu Pietro, Opizio figlio di d.to Pietro, Davide fu Matteo Patruo di d.to Scipione, Gio. Lod.co fu Gio. Giaco. suo cugino, Gio. Benedetto fu Luchino, Gabriele, Bonifacio, e Filippo fu Pietro tutti de Conti di Radicati Consig.ri di Cocconato, e Brosolo, della 3a parte del Castello, Luogo, e pertinenze di Cocconato Giuris.ne, redditi, e pertinenze feudali dalli d.ti Luoghi dippendenti [30 marzo 1471]; n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Invest.ra concessa dal Vescovo di Vercelli a favore di Giaco. fu Gio. Robella Procu.re di Gio. di Ticinetto fu Guidetto, Gio. Giaco., Anto., Bartol.o, e Manfredo fratelli di Passerano, Giaco., e Bonifacio fu Tomaso, Galeazzo, e Gio. Fran.co fu Pietro di Ticinetto, Gio. Anto., Bartol.o, e Manfredo fu Onorato di Robella, Gabriele, Percivalo, e Bartol.o fratelli di Passerano, Giaco., e Bonifacio fu Tomaso di Primeglio, Pietro, Crispino, et Audriolo fratelli fu Guglielmo di Primeglio, Raffaele, Uberto, Giorgio, e Dom.co fu Anto. di Primeglio, Arech, Gio., Annibale, e Gasparino fu Teodoro, Davide, e Gio. Lod.co tutti di Brosolo, Antonio, Francesco, Bernardo, e Benedetto fratelli fu Luchino, Bernaba, Opizio, Gabriele, Gio. Bartol.o, Battista, Filippo, e Bonifacio fratelli fu Petrino tutti de Conti di Radicati, e Consig.ri di Cocconato, del Castello, e Luogo di Cocconato, beni, e redditi dal med.mo dippend.ti, due parti delle Decime, e jus patronato delle Chiese di Cocconato jus patronato della Chiesa di Cocconito [25 aprile 1471]; n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Aderenza fatta da Ottobone di Passerano de ' Conti Radicati, e Consig.re i Coconato a loro nome, e Proc.ri di tutti gli altri Consig.ri di d.o Contado di Radicati, e Coconato al Luogoten.te Gen.le e Maresciale di Fr.a Gio. Giac.o Triulzio per li Castelli, e Luoghi di Coconato Coconato, Brosolo, Robella, Ceretto, La Piovà, Castelvechio, Bagnasco, Capriglio, Meynito, Berzano, Casalotto, Passerano, Primeglio, Schierano, Gracetto, Marmorito, Aramengo, La Torre, Casalborgone, S. Sebastiano, Piazzo, Monteu, Ticinetto e loro dipendenze [10 ottobre 1499]; n. 22: Transonto aut.co dell'Aderenza fatta alli Duchi di Sav.a e di Milano da Gabriele figlio di Ottobone di Passerano (...) tutti Radicati de' Consignori di Coconato per li Castelli, e feudi di Coconato, Ticineto, Robella, Cerretto, Piovata, Castelvechio, Bagnasco, Capriglio, Maynito, Ceriale, Casalotto, Passerano, Primeglio, Schierano, Marmorito, Aramengo, Casalborgone, S. Sebastiano, Piazzo, Monteu et altri luoghi da ' med.i posseduti sotto l'osservanza delle condizioni, e patti ivi espressi [14 ottobre 1458]; n. 24: Aderenza fatta da Gio. di Ticineto, et Iberto di Primeglio de' Sig.ri di Coconato a loro nome, et degl'altri Sig.ri di Coconato al Duca Amedeo di Sav.a per li Castelli del Contado di Coconato [12 marzo 1467]; n. 31: Atti di Ottobono di Passerano, Thomaso di Passerano, Gio. di Casalborgone, Antonio di Primeglio, Cesare, e Bonifacio di Brosolo contro la Mensa Episcopale di Vercelli d'Appellazione della Sentenza di Scomunica proferta contro d.ti ss.ri p. non esser comparsi personalmente avanti il Vescovo di Vercelli a prestar la fedeltà p. li feudi da medemi posseduti nel Contado di Coconato [1505]; m. 13, Cocconato 1506 in 1585, 1555, n. 32: Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli à favore di Federico Ferrero suo Nipote del Castello e Luogo di Coconato, giurid.ne e redditi dal med.o dipendenti, Luoghi di Schierano, Robella, Corsione e Brosolo [31 agosto]; n. 35: Aderenza fatta dalli Conti di Cocconato al Re Filippo di Spagna come Duca di Milano a tenore di quella fatta p. li d.ti Conti al Duca Francesco Sforza sotto li 28 9mbre 1458 ivi tenorizata [14 aprile 1565]; m. 14, Cocconato 1586 in 1713, n. 1: Transazione tra il Duca Carlo Em.le P.mo, Percivale Pallavicino di Passerano, Conrado, Marco Emiglio, et Ercole Padre, e fig.li, Giaco. di Passerano a suo nome, e di Alessandro, Gabriele, e Gio. Batt.a suoi fratelli, e Tolomeo, e Massimigliano suoi Nipoti, Percivale di Robella, Gio. Matteo di Brosolo, e Luca pure di Brosolo a suo nome, e di Anto. suo fratello tutti de Conti di Cocconato, p. quale d. ti Conti si sono sottomessi alla fedeltà verso d.to Duca p. li Castelli, e Luoghi di Passerano, Robella, Brosolo, Cocconato, Aramengo, Cocconito, Primeglio, Schierano, Marmorito, e Craviglio, sotto l'osservanza de patti, e condi.ni ivi specificate colli Giuramenti di Fedeltà prestata dalli sud.ti Conti al Duca Carlo Em.le p. li sud.ti Luoghi sotto li 8 Feb.ro, 21 Marzo, 26 Giugno, 11, e 12 luglio d.to anno (8 febbraio 1586); n. 4: Transunto della Confirmazione fatta dall'imp.r Rodolfo della Transazione passata tra 'l Duca Carlo Emanuel Primo, e li Conti di Radicati, e Coconato per il Giuramento di Fedeltà dovuto a d.i Conti ad esso Duca [31 marzo 1588]; Corte, Paesi, Monferrato, Confini per A e B, P, n. 6, 1240-1673. Documenti e Lettere risguardanti le pendenze territoriali che vi furono tralli Duchi di Monferrato, e li Signori di Passerano quand'erano Feudatarj dell'Impero; E l'acquisto, che de ' loro feudi fu offerto dal Duca Carlo Emanuele I, cc. 196r-240r, Lettere et capitulationi sopra quali si stabilì poi la transattione per il passo do Gola Stretta et del Montazzo, in particolare cc. 227r- 231 v, Instr.o di transattione con li signori di Passerano & Coconato [Casale, 4 giugno 1583]; Gli statuti del consortile di Cocconato, pp. 5-48, 123-139, 140, 145-157; Settia 1975a, pp. 122-151, 237-244; Settia 1982). Furono gli anni delle guerre del Monferrato, tra il 1612 e il 1631, a segnare la definitiva integrazione del Contado di Cocconato nella compagine degli Stati sabaudi e l'inizio del progressivo disfacimento del consortile. Il consolidarsi della giurisdizione sabauda su Marmorito, Passerano, Primeglio e Schierano andò di pari passo con la loro integrazione nella provincia di Asti, confermata dall'ordinamento settecentesco relativo alle intendenze, alle prefetture e alle assise dei giudici (1723, 1724, 1729, 1730 e 1749) (Cassetti 1996; Duboin 1818-1869, III, pp. 58, 72, 79, 98, 133, 160) Anche all'interno della maglia amministrativa francese, Cocconato seguì le sorti del territorio della vecchia provincia di appartenenza, aggregato, senza sostanziali alterazioni, a una circoscrizione di livello dipartimentale o circondariale, avente per capoluogo Asti. Inizialmente, si trattò del dipartimento del Tanaro, creato durante il primo effimero periodo di occupazione (1799). Con il ritorno dei Francesi e in seguito alla riorganizzazione amministrativa del 1805, Asti fu a capo di un circondario («arrondissement») compreso nel dipartimento di Marengo (capoluogo: Alessandria). Al termine della parentesi napoleonica, Marmorito, Passerano, Primeglio e Schierano tornarono, nel 1814, a far parte della ricostituita provincia di Asti che, dopo alcune instabili riorganizzazioni mandamentali nel 1818, fu ridotta a circondario della divisione amministrativa, poi provincia di Alessandria nel 1859 (Cassetti 1996; Sturani 1995; Sturani 2001). Nel secolo XIX, Marmorito fece parte del «mandamento», ossia circoscrizione di pretura, di Cocconato (Casalis 1842, p. 285), Passerano del mandamento di Montafia (Casalis 1846, p. 241) e Primeglio Schierano del mandamento di Castelnuovo d'Asti (odierna Castelnuovo Don Bosco) (Casalis 1847, p. 70). Non fu esaudita la richiesta, presentata dall'amministrazione comunale di Passerano alla Segreteria degli Interni nel 1823, di passare al mandamento di Cocconato. Le motivazioni della richiesta rimandano alla minore distanza e allo stato migliore delle strade fra i due centri, ma soprattutto a una stretta interdipendenza socio-economica: le «continue relazioni» degli abitanti di Passerano «col Comune di Cocconato ove si fa un grosso mercato e dove essi si recano settimanalmente a far i loro negozj ed a provvedersi di tutte le cose necessarie al vitto», oltre che dei servizi di medici, chirurghi e farmacisti. Non meno decisiva, per i sostenitori della mozione, la presenza o maggiore accessibilità di uffici amministrativi, che va di pari passo con la razionalità di un ordinamento più coerente con l'eredità del passato di comune appartenenza al Contado retto dai Radicati: accanto a un «Ufficio di posta», a Cocconato, si puntualizza, ha infatti sede «l'Ufficio d'Insinuazione a cui fu sempre applicato questo luogo come formante uno dei terzerj di quell'antico Contado, e nel quale archivio esistono le carte ed atti riguardanti l'amministrativo e quelli tra vivi ed ultime volontà» (AST, Corte, Paesi, Paesi per A e B, P, m. 4, n. 2: Ricorso del comune di Passerano per essere riunito al mandamento di Cocconato [Passerano 1823]). Nel 1926, il circondario di Asti, come gli altri circondari della provincia di appartenenza, confluì nel circondario di Alessandria, a sua volta soppresso (1927), «costituendo il suo territorio l'intera provincia di Alessandria» (Variazioni 1925-1927, p. 1). Infine, nel 1935, 105 comuni, tra i quali Passerano Marmorito, furono staccati dalla provincia di Alessandria e riuniti alla neoistituita provincia di Asti (Variazioni 1934-1936, pp. 7, 8-11; Bordone 2006; Gamba 2002, p. 50). In anni recenti Passerano Marmorito ha aderito alla Comunità Collinare Alto Astigiano.
Primeglio e Schierano costituirono un'unica comunità amministrativa a partire da un momento imprecisato, ma precedente il secolo XVI. Una forte tensione fra le due componenti della comunità si manifestò nel 1558, quando gli abitanti di Schierano insorsero contro l'ingiunzione di contribuire per un terzo ai carichi fiscali di Primeglio. Il conflitto fu composto con uno strumento di transazione dello stesso anno (Bordone 1977, p. 198). Nel 1929 i comuni di Passerano, Marmorito e Primeglio Schierano furono soppressi; una parte del territorio di Marmorito fu aggregata al comune di Aramengo, mentre la restante parte di Marmorito (pari a 305 ha su 528 e a 230 residenti su 592), comprendente il capoluogo, il territorio di Passerano e quello di Primeglio Schierano formarono il nuovo comune di Passerano Marmorito (Variazioni 1927-1930, pp. 8, 12 e 13).
Secondo un atto di «descrizione e consegnamento» redatto dalla comunità di Cocconato (come da altre comunità della provincia di Asti) nel 1721, la comunità di Marmorito possedeva circa 59 giornate in piccolo appezzamenti distribuiti in numerose regioni del territorio e classificati come «boschi» e «gerbidi» (incolti), alcuni dei quali affittati periodicamente a singoli privati. Tutti questi beni non figuravano nei catasti. I terreni comunali di Passerano ammontavano invece a circa 272 giornate, divise in «boschi» (118 giornate), «gerbidi», e «gerbidi e rocce». I boschi venivano solitamente affittati per il taglio con cadenza quindecennale. Su due masse di bosco e gerbido, di complessive 100 giornate era stato costituito un «censo» per il quale la comunità pagava un reddito di 94 lire annue al titolare del censo, dal 1694 il conte Giovanni Francesco Radicati. La comunità di Primeglio e Schierano possedeva poco più di 46 giornate di «boschi», «gerbidi» e «rocce», anche in questo caso presenti in diverse regioni del territorio. Figura anche una «vigna gerbida» di 72 tavole che veniva ceduta in affitto in cambio di due lire annue, «che altre volte si davano in ellemosina alli Priori di S. Spirito, però senz'alcun obligo»: si allude forse a beni che conservarono fino a una certa epoca un legame con i rituali caritativo-redistributivi di una «confraria di Santo Spirito» (Torre 1995, pp. 73-150). I beni comunali di Primeglio e Schierano risultavano iscritti a catasto (AST, Camerale, II Archiviazione, Capo 21, n. 73: Provincia d'Asti, Immuni e communi, Cocconito, Cocconato [1721]).
Nella seconda metà del secolo XVI, il territorio di Passerano e, in misura minore quello di Primeglio e Schierano, sono interessati da una complessa disputa territoriale fra il Contado di Cocconato e il Marchesato di Monferrato, nella quale un obiettivo non secondario è rappresentato dal controllo sulla fitta trama di percorsi che si snodavano nell'area contesa, interessata dalle comunicazioni fra Asti, Chieri e Torino (Gli statuti del consortile di Cocconato, p. 8 nota 13; Settia 1970, pp. 55-86). Uno degli aspetti in cui si espresse la controversia è infatti la pretesa, da parte degli agenti daziari della Camera ducale monferrina, di esigere il «dazio generale» sulle merci in transito lungo tali percorsi, sino ad allora sottoposte unicamente al pedaggio riscosso dai conti di Cocconato, in nome della loro qualità di feudatari imperiali. La zona contesa è un tratto a cavallo del rio Meinia, in cui si incontrano i territori di Passerano e di Capriglio e di Bagnasco (Bagnasco d'Asti, oggi frazione di Montafia), appartenenti al Contado di Cocconato, con quelli del cosiddetto Pievanato di Meirate, a est, e di Mondonio (oggi Mondonio San Domenico Savio, frazione di Castelnuovo Don Bosco), a ovest, che invece riconoscono la superiorità dei marchesi, poi duchi, di Monferrato. Il Pievanato di Meirate è una formazione che comprende a sua volta i luoghi di Piovà (odierna Piovà Massaia), Cerreto (odierna Cerreto d'Asti) e Castelvero (Castelvero d'Asti, oggi frazione di Piovà Massaia). Un apparente paradosso è che, accanto ad altri signori, anzitutto quelli di Montafia, i Radicati conti di Cocconato vi possiedono sostanziose quote di giurisdizione, ma in quanto vassalli del Monferrato e non dell'Impero, come nel Contado. Nei documenti coevi, l'area della lite corrisponde ad alcune «regioni di val Passarenga» e i siti su cui si appunta più specificamente la lite sono identificati anzitutto dalle denominazioni delle strade che la solcano da nord a sud o in direzione est-ovest. Abbiamo così la strada detta di «Gola stretta» o del «Montaccio», segmento di un itinerario che sembra correre grosso modo parallelo al rio Meinia e che, nel Contado, collega Passerano a Capriglio. Il «Montaccio», sito collinare e boscoso, è apparentemente localizzabile fra questi due luoghi, approssimativamente in corrispondenza della confluenza del rio Freddo nel rio Meinia, dov'è ai giorni nostri richiamato dal toponimo «Cascina Montasso», nel territorio del comune di Capriglio. La contesa trova un altro punto focale nel sito identificato dal «molino di Passarenga/o» o «Passarengia» e della sua «bealera» (canale): il mulino sorge «dritto al vado [scil.: guado] dove si congiungono il Rivo Freddo e la Meina», in vicinanza dell'incrocio di tre strade. Alla sua destra corre infatti una strada parallela, nella zona del Montaccio, a quella più occidentale «di Gola stretta»: parte di una direttrice che collega Piea-Bagnasco-Passerano, è nota come strada «della Valle» (o «Strada grossa del Molino» o, ancora, «del Vado»). Su questa strada, un poco più a nord del mulino, si innestano due strade che, «andando in Piemonte» (cioè verso Chieri), collegano il Pievanato di Meirate a Mondonio, una detta «di Alzabecco» e la seconda «di Mondalforche». «Alzabecco» ha un corrispondente nella toponomastica catastale, per esempio sei-settecentesca, nella «regione detta al Sabecco», attestata nel territorio di Passerano e in quello di Primeglio e Schierano, presso il confine con Mondonio e Pino (AST, Camerale, II Archiviazione, Capo 21, n. 73: Provincia d'Asti, Immuni e communi, Coconito, Coccconato [1721]). Inoltre, troviamo un odierno toponimo «Sabbecco» esattamente al confine tra Mondonio e Passerano, lungo la SP 17, «Gallareto (frazione di Piovà Massaia)-Castelnuovo Don Bosco». Nella cartografia prodotta dalla lite, la strada «di Mondalforche» (il termine evoca l'idea del confine, dove si drizzano le forche) è incrociata da quella del Montaccio, poco prima, muovendosi da nord a sud, che quest'ultima imbocchi il «passo» da cui trae la denominazione alternativa «di Gola stretta». Le strade di Alzabecco e Mondalforche funzionano quindi anche come raccordi fra la strada che transita per Gola stretta e quella, appunto, più orientale, «della Valle». Queste strade si trovano allora in mano ai signori di Passerano, che sono dunque in grado di controllare le comunicazioni fra due sezioni discontinue dello Stato monferrino. Il Montaccio resta infatti delimitato da questi due percorsi longitudinali al Meinia e al rio Freddo e attraversato dai due collegamenti trasversali fra il Pievanato e Mondonio. Ma, a moltiplicare le alternative di comunicazione nelle mani dei di Cocconato, nelle «pradarie» che attorniano il Montaccio si transita correntemente da e per Asti, anzi, in maniera più o meno effimera, vi «si fanno delle strade». Il Montaccio si configura propriamente come un crocevia («confurcium», o «conforzo», scrivono le fonti coeve), un nodo di vie di transito. Inoltre, nei pressi del mulino, sul lato destro della strada «della Valle», dunque verso il territorio del Pievanato, si estende il vasto possedimento del «massarizio» o «cascina della Passarenga», di proprietà dei signori di Passerano (che ne hanno fatto un attivo complesso agricolo e protoindustriale), che si sottrae alla catastazione e quindi a una possibile criterio di inquadramento territoriale, rendendo ulteriormente incerto il confine tra Passerano e Cerreto. Nel 1578 il processo negoziale volto a terminare la lite si intensifica, impegnando nella raccolta di prove e in ricognizioni in situ i delegati dei conti di Cocconato e del duca di Monferrato, unitamente ai rappresentanti delle comunità locali. Nel 1584, le parti raggiungono una «composizione amichevole» propiziata dal Senato di Casale, in cui il contenzioso territoriale è risolto grazie a un compromesso che riguarda la titolarità dei diritti sulle strade del Montaccio. Ci si accorda infatti di considerare tali strade «comuni» tra il Monferrato e il Contado di Cocconato per sito e per giurisdizione: «quanto al dominio et sito loro». Esse vengono dunque dichiarate zona di libero transito per le merci destinate al traffico locale («per ogni sorte di robbe et bestie competenti et sufficienti», trasportate «per uso proprio et utile di essi territorij»), mentre si decide una stretta collaborazione tra il Contado di Cocconato e il Monferrato al fine di impedire «ch'alcuno possi né debba passare per altre strade nel territorio loro che resta infra le due strade communi predette per dove si possi andare e venire dal Contado, né in Astegiana, né in Piemonte, con qual si voglia cosa obligata al Dacio, anzi debbiano abolire le strade che li sono in modo di tal forma». La competenza per le frodi, o forme di contrabbando, compiute ai danni del dazio generale del Monferrato e scoperte dai «cavallanti, et ufficiali d'esso Dacio», sarebbe stata condivisa dalle magistrature monferrine e dal tribunale di Cocconato. Gli accordi hanno però vita breve, in quanto l'introduzione, seppure condizionata, del dazio del Monferrato, suscita l'aperta opposizione delle popolazioni del Contado e apre la via all'ingerenza sabauda, che coglie un primo importante successo con la transazione del 1586 (cfr. il lemma 'Mutamenti di distrettuazione'). L'esito territoriale di queste vicende si può riassumere in un consolidamento dell'appartenenza dei siti disputati al Contado di Cocconato e perciò ai luoghi di Passerano e di Capriglio (AST, Corte, Paesi, Monferrato, Confini per A e B, P, n. 6, 1240-1673. Documenti e Lettere risguardanti le pendenze territoriali che vi furono tralli Duchi di Monferrato, e li Signori di Passerano quand'erano Feudatarj dell'Impero; E l'acquisto, che de' loro feudi fu offerto dal Duca Carlo Emanuele I, cc. 196r-240r, Lettere et capitulationi sopra quali si stabilì poi la transattione per il passo do Gola Stretta et del Montazzo, in particolare cc. 227r-231v, Instr.o di transattione con li signori di Passerano & Coconato [Casale, 4 giugno 1583], in particolare cc. 2r-3 v; Bordone 2006).
AC Passerano (Archivio Storico del Comune di Passerano Marmorito). Vedi inventario.
Catasto di Passerano e Marmorito (1629-sec. XX); Catasti di primeglio e Schierano (1698-sec. XIX); Libro delle mutazioni della Magnifica Comunità di Marmorito (1629); Ordinati e delibere (1817-); Ordinati di Primeglio e Schierano (1663-1703).
Corte, Paesi, Paesi per A e B, M, m. 4, n. 1: Invio di ragguaglio dell'Intendente d'Asti sulla conclusione e riduzione in pubblico istrumento, a norma delle sovrane intenzioni, di certe convenzioni passate tra gli abitanti del recinto, degli airali e dei vari cantoni di Marmorito (Marmorito 6 aprile 1783); n. 2: Ricorso del comune di Passerano per essere riunito al mandamento di Cocconato (Passerano 1823); Corte, Paesi, Provincia di Asti, m. 12, Cocconato 1186 in 1505, n. 3, 2°: Sentenza arbitram.le proferta da Bonifacio di Cocconato Arbitro eletto per terminare le differenze, che vertivano trà Allamano, e Manuele suoi fratelli da una parte, et Uberto, e Bonifacio suoi Nipoti per riguardo all'Eredità, ed acquisti del fù Card.le Uberto di Cocconato loro fratello, e Patruo rispettivam.te delli 2 Aprile 1277. Col Compromesso fatto nella persona del sud.to Arbitro, delli 19 Marzo d.to anno (2 aprile 1277); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli; n. 6: Aderenza fatta al Duca di Milano Gio. Galeazzo Visconti da Pietro di Primeglio fu Oberto del tezero di Casalborgone per li Castelli, e Luoghi di Coconato, Casalborgone, Robella, Brosolo, Aramengo, Primeglio, Schierano, Passerano, Marmorito, La Piovà, Cerretto, Bagnasco, Capriglio, Corzione, Maynito, Cerialio, e Casalotto (5 maggio 1399); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli, Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli a favore dei Matteo fu Guglielmo, Luchino, e Petrino fratelli, Gioanni, et Enrietto fratelli, Antonio di Primeglio, Gabriele di Passerano a suo nome, e di Guglielmo, e Bonifacio, Franceschino, Abellone, e Guidetto suoi Nipoti, Tomaso, Teodoro, e Gio. Nipoti di d.to Gio. di Casalborgone, Bartolomeo, e Percivallo fu Ottobone, Antonio di Passerano a suo nome tutti de Consignori di Cocconato, e Radicati, del Castello, e Luogo di Cocconato (12 novembre 1438); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Investitura concessa dal d.to Vescovo di Vercelli a favore di Gio., et Enrico fu Manfredo de Consig.ri di Cocconato, del Castello, e Luogo di Corsione, Patronati della Chiesa di S. Bartol.o di Cocconato, e S.ta Maria di (spazio bianco) e due parti della Decima di Rosingana (12 novembre 1448); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli a favore di Petrino fu Opizio, et Anto. fu Luchino de Sig.ri di Cocconato, e Brosolo, de Conti di Radicate, Scipione fu Teodoro a suo nome, e come Tutore di Gio., Annibale, Gasparino, et Arech suoi fratelli, Gio. Lodovico fu Gio. Giaco. di d.ti Sig.ri di Brosolo, della 3a parte del Castello, e Luogo di Cocconato redditi, e ragioni feudali dalli d.ti feudi dippend.ti (23 giugno 1459); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli a favore di Scipione fu Teodoro de Conti dCocconato, e Brosolo, e de Conti Radicati a suo nome, e come Procu.re di Gio., Annibale, Gasparino, et Arech suoi fratelli, Anto., Fran.co, e Bernardo fratelli fu Luchino, Barnaba, Gio. Bartol.o, e Battista fratelli fu Pietro, Opizio figlio di d.to Pietro, Davide fu Matteo Patruo di d.to Scipione, Gio. Lod.co fu Gio. Giaco. suo cugino, Gio. Benedetto fu Luchino, Gabriele, Bonifacio, e Filippo fu Pietro tutti de Conti di Radicati Consig.ri di Cocconato, e Brosolo, della 3a parte del Castello, Luogo, e pertinenze di Cocconato Giuris.ne, redditi, e pertinenze feudali dalli d.ti Luoghi dippendenti (30 marzo 1471); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Invest.ra concessa dal Vescovo di Vercelli a favore di Giaco. fu Gio. Robella Procu.re di Gio. di Ticinetto fu Guidetto, Gio. Giaco., Anto., Bartol.o, e Manfredo fratelli di Passerano, Giaco., e Bonifacio fu Tomaso, Galeazzo, e Gio. Fran.co fu Pietro di Ticinetto, Gio. Anto., Bartol.o, e Manfredo fu Onorato di Robella, Gabriele, Percivalo, e Bartol.o fratelli di Passerano, Giaco., e Bonifacio fu Tomaso di Primeglio, Pietro, Crispino, et Audriolo fratelli fu Guglielmo di Primeglio, Raffaele, Uberto, Giorgio, e Dom.co fu Anto. di Primeglio, Arech, Gio., Annibale, e Gasparino fu Teodoro, Davide, e Gio. Lod.co tutti di Brosolo, Antonio, Francesco, Bernardo, e Benedetto fratelli fu Luchino, Bernaba, Opizio, Gabriele, Gio. Bartol.o, Battista, Filippo, e Bonifacio fratelli fu Petrino tutti de Conti di Radicati, e Consig.ri di Cocconato, del Castello, e Luogo di Cocconato, beni, e redditi dal med.mo dippend.ti, due parti delle Decime, e jus patronato delle Chiese di Cocconato jus patronato della Chiesa di Cocconito (25 aprile 1471); n. 10: 1438 in 1499. Volume continente li seguenti Titoli. Aderenza fatta da Ottobone di Passerano de' Conti Radicati, e Consig.re di Coconato a loro nome, e Proc.ri di tutti gli altri Consig.ri di d.o Contado di Radicati, e Coconato al Luogoten.te Gen.le e Maresciale di Fr.a Gio. Giac.o Triulzio per li Castelli, e Luoghi di Coconato Coconato, Brosolo, Robella, Ceretto, La Piovà, Castelvechio, Bagnasco, Capriglio, Meynito, Berzano, Casalotto, Passerano, Primeglio, Schierano, Gracetto, Marmorito, Aramengo, La Torre, Casalborgone, S. Sebastiano, Piazzo, Monteu, Ticinetto e loro dipendenze (10 ottobre 1499); n. 15: Atti Compromissorij seguiti nanti Nicolino d'Altavilla Arbitro eletto s.a le differenze vertenti trà li Sig.ri e Comm.tà di Coconato, et li Sig.ri e Comm.tà di Montiglio per li Confini di d.i Luoghi di Coconato e Montiglio con la sentenza à fav.e di d.i SS.ri di Montiglio et Appellazione de ' Sig.ri di Coconato al Duca Lud.co di Sav.a (1452); n. 22: Transonto aut.co dell'Aderenza fatta alli Duchi di Sav.a e di Milano da Gabriele figlio di Ottobone di Passerano (...) tutti Radicati de ' Consignori di Coconato per li Castelli, e feudi di Coconato, Ticineto, Robella, Cerretto, Piovata, Castelvechio, Bagnasco, Capriglio, Maynito, Ceriale, Casalotto, Passerano, Primeglio, Schierano, Marmorito, Aramengo, Casalborgone, S. Sebastiano, Piazzo, Monteu et altri luoghi da' med.i posseduti sotto l'osservanza delle condizioni, e patti ivi espressi (14 ottobre 1458); n. 24: Aderenza fatta da Gio. di Ticineto, et Iberto di Primeglio de' Sig.ri di Coconato a loro nome, et degl'altri Sig.ri di Coconato al Duca Amedeo di Sav.a per li Castelli del Contado di Coconato (12 marzo 1467); n. 31: Atti di Ottobono di Passerano, Thomaso di Passerano, Gio. di Casalborgone, Antonio di Primeglio, Cesare, e Bonifacio di Brosolo contro la Mensa Episcopale di Vercelli d'Appellazione della Sentenza di Scomunica proferta contro d.ti ss.ri p. non esser comparsi personalmente avanti il Vescovo di Vercelli a prestar la fedeltà p. li feudi da medemi posseduti nel Contado di Coconato (1505); Corte, Paesi, Provincia di Asti, m. 13, Cocconato 1506 in 1585, 1555, n. 32: Investitura concessa dal Vescovo di Vercelli à favore di Federico Ferrero suo Nipote del Castello e Luogo di Coconato, giurid.ne e redditi dal med.o dipendenti, Luoghi di Schierano, Robella, Corsione e Brosolo (31 agosto); n. 35: Aderenza fatta dalli Conti di Cocconato al Re Filippo di Spagna come Duca di Milano a tenore di quella fatta p. li d. ti Conti al Duca Francesco Sforza sotto li 28 9mbre 1458 ivi tenorizata (14 aprile 1565); Corte, Paesi, Provincia di Asti, m. 14, Cocconato 1586 in 1713, n. 1: Transazione tra il Duca Carlo Em.le P.mo, Percivale Pallavicino di Passerano, Conrado, Marco Emiglio, et Ercole Padre, e fig.li, Giaco. di Passerano a suo nome, e di Alessandro, Gabriele, e Gio. Batt.a suoi fratelli, e Tolomeo, e Massimigliano suoi Nipoti, Percivale di Robella, Gio. Matteo di Brosolo, e Luca pure di Brosolo a suo nome, e di Anto. suo fratello tutti de Conti di Cocconato, p. quale d.ti Conti si sono sottomessi alla fedeltà verso d.to Duca p. li Castelli, e Luoghi di Passerano, Robella, Brosolo, Cocconato, Aramengo, Cocconito, Primeglio, Schierano, Marmorito, e Craviglio, sotto l'osservanza de patti, e condi.ni ivi specificate colli Giuramenti di Fedeltà prestata dalli sud.ti Conti al Duca Carlo Em.le p. li sud.ti Luoghi sotto li 8 Feb.ro, 21 Marzo, 26 Giugno, 11, e 12 luglio d.to anno (8 febbraio 1586); n. 4: Transunto della Confirmazione fatta dall'imp.r Rodolfo della Transazione passata tra 'l Duca Carlo Emanuel Primo, e li Conti di Radicati, e Coconato per il Giuramento di Fedeltà dovuto a d.i Conti ad esso Duca (31 marzo 1588); Corte, Paesi, Monferrato, Confini per A e B, P, n. 6, 1240-1673. Documenti e Lettere risguardanti le pendenze territoriali che vi furono tralli Duchi di Monferrato, e li Signori di Passerano quand'erano Feudatarj dell'Impero; E l'acquisto, che de' loro feudi fu offerto dal Duca Carlo Emanuele I, cc. 196r-240r, Lettere et capitulationi sopra quali si stabilì poi la transattione per il passo do Gola Stretta et del Montazzo, in particolare cc. 227r-231v, Instr.o di transattione con li signori di Passerano & Coconato (Casale, 4 giugno 1583); Corte, Paesi, Monferrato, Feudi per A e B, m. 26, Investitura concessa dal Marchese Giovanni di Monferrato a Tholomeo, e Brandalisio Conti di Coconato de' feudi, ch'essi, e loro Antecessori hanno riconosciuto da' Marchesi di Monferrato in feudo retto, e gentile (25 agosto 1340); Ordine dell'Imperatore Carlo IV alli Conti di Coconato di prestare la fedeltà al Marchese Giovanni di Monferrato per gli feudi, che riconoscevano dall'Impero (1355); n. 22. 1: Affranchimento fatto dal Marchese Guglielmo di Monferrato, e da Giovanni di Robella fu Enrietto, e Giovanni di Ticinetto fu Guidetto, Capitano della Casata di Cocconato, a suo nome, e degli altri feudatarj di Robella, Primeglio, e Passerano suoi Consorti nella Piovà, dalle Successioni, terze vendite, fitti perpetui, ed altre servitù a' quali erano sottoposti gli Uomini, e Particolari di Robella, Primeglio, e Passerano sotto l'osservanza di varj Patti, e condizioni (24 febbraio 1475).
Camera dei conti, art. 773, n. 27: Processo fiscale formato dal Podestà di Montiglio di suo mero officio ed alla querela delli procuratori dei Consignori di detto luogo contro il Nobile Enrietto e Giovanni Francesco di Cocconato dei Consignori di Robella e prete Giovanni Maria fu Giovanni, dei Consignori di Robella contro altri loro complici e massime Giovanni Mauro, Giovanni di Monale ed altri, per asserta violenze usate per causa dei confini di Montiglio (27 settembre 1507); Camera dei Conti, II Archiviazione, Capo 21, n. 1: Nota Alfabetica de' territorii stati misurati coll 'indicazione dell 'annata nella quale seguì la misura (s.d. ma ca 1731 ), c. 10r; n. 73: Provincia d'Asti, Immuni e communi, Coconito, Coccconato (1721); n. 161: Registro delle notizie prese da Commissarj deputati per la verificaz.ne de Contratti a Corpo de beni dal 1680 al 1711 inclusive circa la qualità delle Misure e Registro de beni di caduna Comunità del Piemonte, e denominaz.ne de Cantoni Membri, e Cassinali (s.d.);
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Il territorio di Passerano Marmorito si è formato, come si è visto, in tempi relativamente recenti, nel 1929, per aggregazione di tre comuni preesistenti: Passerano, Marmorito e Primeglio e Schierano, quest'ultimo, a sua volta frutto di una precedente aggregazione, benché assai più risalente. A differenza di tante simili operazioni decise in quegli anni, questa non fu più revocata. I comuni che in tal modo si fusero avevano condiviso un secolare inquadramento territoriale nel Contado di Cocconato, le cui ultime vestigia furono dissipate, in fondo, solo dalla distrettuazione mandamentale inaugurata con la Restaurazione (sulla scorta di quella cantonale del periodo napoleonico). Non a caso, negli anni Venti dell'Ottocento, i notabili di Passerano, il sindaco Radicati in testa, protestavano contro un ritaglio amministrativo che sembrava voler recidere i legami socioeconomici e istituzionali sedimentati con Cocconato, il centro eponimo e più cospicuo dell'antico Contado. A questa eredità non mancava un esplicito richiamo, insieme a un sotteso omaggio alla pratica amministrativa di antico regime che l'aveva in buona parte rispettata. Si rammentava infatti al governo del re che Passerano aveva costituito uno dei «terzieri» che componevano il Contado (AST, Corte, Paesi, Paesi per A e B, P, m. 4, n. 2: Ricorso del comune di Passerano per essere riunito al mandamento di Cocconato [Passerano 1823]) presentando, in maniera solo filologicamente inesatta, una modalità interna all'organizzazione del consortile familiare dei signori come una formale circoscrizione territoriale (Gli statuti del consortile di Cocconato, pp. 11 e 44).
Il consortile dei Radicata, poi Radicati, i signori del Contado, nella forma raggiunta intorno alla metà del secolo XIV, era stato un organismo coeso, gerarchizzato, retto da ufficiali dotati di forti poteri coercitivi sui singoli membri, vincolati, tra le altre cose, a una politica concertata sia in caso di alienazione o acquisto di beni e diritti di giurisdizione sia nel rapporto con i sudditi (Gli statuti del consortile di Cocconato, pp. 40-45). Ciò non aveva impedito, almeno alle soglie della prima età moderna, che singoli membri del consortile acquisissero diritti reali e personali sparsi in punti diversi del Contado, non di rado, parrebbe, attraverso il controllo di specifici «fuochi» o «capi di casa», probabilmente per effetto di uno spontaneo movimento delle popolazioni, delle quali tuttavia gli originari legami di dipendenza non si erano offuscati, grazie alla politica saldamente concertata dei loro signori. I «terzieri» o «colonnellati» in cui si era articolato a un certo momento il consortile, organizzati fondamentalmente su basi di lignaggio o parentela, smarrirono progressivamente una proiezione territoriale coerente, in un contesto che appare dunque, nello stesso tempo, di frammentazione e di intreccio dei diritti di giurisdizione fra i numerosi titolari.
I territori confluiti in Passerano Marmorito, in particolare, quelli del nucleo principale, Passerano, si erano venuti plasmando in stretto connubio con il destino di questa originale formazione signorile. Il momento decisivo può essere situato nella convulsa stagione del passaggio del Contado da una condizione di sostanziale autonomia dalle potenze regionali - protetta, prima da un accorto bilanciamento di alleanze e poi, a partire da Carlo V, anzitutto dalla valorizzazione politica del legame feudale diretto intrattenuto dai suoi signori con l'Impero - al lento, ma inarrestabile, assorbimento nella compagine statale sabauda. Possiamo infatti considerare una tappa fondamentale del processo di fissazione del territorio comunale di Passerano e degli ex comuni che oggi gli si ritrovano uniti, nella controversia che negli ultimi decenni del secolo XVI oppose il Contado di Cocconato al Monferrato intorno alle terre e alle strade site nell'area di incerta giurisdizione, quanto indubbiamente in mano ai signori del Contado, incuneantesi fra le terre monferrine del Pievanato di Meirate, a est, e di Mondonio, a ovest.
Fino ad allora e anche nella caduca prospettiva apertasi per un istante grazie al compromesso faticosamente raggiunto tra i Conti di Cocconato e le autorità monferrine nel 1583, compromesso formulato più in termini di controllo economico e strategico dei transiti che di cessione di porzioni di territorio, i confini con i territori esterni al Contado (oltre che quelli interni) erano rimasti alquanto "porosi". In questo aveva un ruolo importante la presenza di vasti complessi di proprietà signorili quali, nell'area contesa, la cascina «Passarenga» dei signori di Passerano, veri e propri «tenimenti separati» per adottare la terminologia impiegata dalle fonti di antico regime a indicare possedimenti, di natura «feudale» o «allodiale», ma comunque non registrati nei catasti delle comunità e fiscalmente immuni, di diritto o di fatto. In tal modo, realtà come la Passarenga, sfuggivano a ogni seria possibilità di preciso inquadramento in una maglia territoriale. Parallelamente, la dimensione propriamente territoriale finiva indebolita dal carattere, per così dire, "reticolare" del possesso della giurisdizione: non si tratta solo del fatto che, come si è detto, i vari individui e lignaggi presenti nel consortile, pur non mancando focalizzazioni su questo o quel sito, mantenevano, all'interno del Contado, diritti e interessi diffusi. Quegli stessi individui condividevano, nel Contado stesso ma soprattutto altrove, il dominio degli uomini e dei luoghi con signori di diverso casato, in veste, loro come gli altri, talvolta di vassalli monferrini o sabaudi, talvolta di feudatari imperiali. Tali qualità si trovavano perciò spesso riunite in una stessa persona e, a maggior ragione, in una stessa casata o in una stessa associazione di signori.
I Radicati - che peraltro, se osservati in un più vasto scenario, appaiono imparentati con famiglie quali gli Scarampi di Canelli, i Pallavicino, i del Carretto - detenevano importanti quote di giurisdizione e interessi proprio nei luoghi del Pievanato di Meirate, in quanto vassalli dei marchesi, poi duchi, di Monferrato. Ma lo statuto di feudatari imperiali era prezioso per la loro azione quasi imprenditoriale di sfruttamento e controllo del nodo di transiti fra Asti e Chieri, Asti e Torino o la riviera del Po, localizzabile nell'area del Contado, e identificabile, in particolare, con il «crocevia del Montaccio». La legittimazione imperiale consentiva infatti ai Conti di promuovere vie di comunicazione «franche» rispetto al controllo e al prelievo daziario degli Stati regionali che si affacciavano sull'area, sottoponendole alla loro protezione e quindi alla riscossione di un pedaggio, meno oneroso dei dazi, un'attività che appare attestata e regolamentata fin dai primi «statuti e ordinamenti» del consortile, redatti nel secolo XIII (Gli statuti del consortile di Cocconato, pp. 51-54).
Al cuore degli equilibri economici e di potere fra differenti membri del consortile signorile e nei rapporti fra signori e sudditi, il controllo delle strade, nello stesso tempo, divenne una questione sempre più cruciale nel contesto di crescente tensione fra Torino e Casale, che di lì a poco avrebbe condotto alla prima guerra del Monferrato. Rendendo, per quest'ultimo Stato, sempre più urgente trovare un rimedio ai pericoli innescati dal suo carattere territorialmente discontinuo, proprio in vista delle montanti aspirazioni sabaude. I territori di Passerano, Primeglio e Schierano, come poco più a sud, quelli di Capriglio e di Bagnasco, si trovarono, per così dire, in prima linea in questo scontro di interessi. Il congelamento degli accordi del 1583 seguito al disgregarsi della stabilità interna e alla prima forte prova di capacità d'ingerenza sabauda con la fedeltà estorta ai signori del Contado dal duca di Savoia nel 1586 recarono con sé, alla lunga, un irrigidimento del confine di quei luoghi con il Pievanato di Meirate e altre terre monferrine, segnando un notevole passo in direzione del consolidamento dei loro territori, fuori da un precedente Stato che, sotto molti aspetti, possiamo definire di «promiscuità territoriale» (Bordone 2006).

References: Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
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 Sentenza 
 art. 773