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Timestamp: 2020-08-06 01:12:32+00:00

Document:
Regolamento di contabilità | OAPPCSS
OAPPCSS
QUOTA ISCRIZIONE E MODULISTICA
Regolamento per il contributo annuale di iscrizione e diritti di segreteria
Linee Guida per lo sviluppo professionale continuo.
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REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA’ DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI PPC DELLA PROVINCIA DI SASSARI
TITOLO I – PRINCIPI GENERALI
Art. 1 – Definizioni e denominazioni
Art. 3 – Adeguamenti ed aggiornamenti del regolamento
Art. 4 – Competenze specifiche dei soggetti preposti ai provvedimenti di gestione
TITOLO II – PREVISIONE, GESTIONE E RENDICONTAZIONE
Capo I – I documenti di previsione
Art. 5 – Esercizio finanziario e bilancio di previsione
Art. 6 – Criteri di formazione del bilancio di previsione
Art. 7 – Contenuto del preventivo finanziario
Art. 8 – Classificazione delle entrate e delle uscite
Art. 9 – Preventivo economico
Art. 10 – Unità, integrità ed universalità del bilancio
Art. 11 – Veridicità e pubblicità del bilancio
Art. 12 – Equilibri della gestione
Art. 13 – Fondo di riserva
Art. 14 – Variazioni al preventivo finanziario
Art. 15 – Risultato di amministrazione
Art. 16 – Esercizio provvisorio
Capo II – La gestione del bilancio
Art. 17 – Le fasi delle entrate
Art. 18 – Accertamento delle entrate
Art. 19 – Riscossione delle entrate
Art. 20 – Reversali di incasso
Art. 21 – Vigilanza sulla gestione delle entrate
Art. 22 – Le fasi delle uscite
Art 23 – Impegno
Art. 24 – Assunzione e registrazione degli impegni
Art. 25 – Liquidazione
Art. 26 – Ordinazione
Art. 27 – Documentazione dei mandati di pagamento
Art. 28 – Modalità di estinzione dei mandati di pagamento
Art. 29 – Carte di credito
Capo III – Il rendiconto della gestione
Art. 30 – Rendiconto generale
Art. 31 – Conto del bilancio
Art. 32 – Situazione amministrativa
Art. 33 – Struttura del conto economico e dello stato patrimoniale
Art. 34 – Nota integrativa e relazione sulla gestione
Art. 35 – Riaccertamento dei residui
Art. 36 – Trasferimento dei residui
Capo IV – Servizio di cassa
Art. 37 – Affidamento del servizio di cassa
Art. 38 – Servizio di cassa interno
Art. 39 – Il cassiere economo
Art. 40 – Scritture del cassiere economo
TITOLO III – GESTIONE PATRIMONIALE
Art. 41 – Beni
Art. 42 – Inventario dei beni immobili
Art. 43 – Classificazione dei beni mobili
Art. 44 – Valori mobiliari
Art. 45 – Inventario dei beni mobili
Art. 46 – Consegnatari dei beni mobili
Art. 47 – Carico e scarico dei beni mobili
Art. 48 – Chiusura annuale degli inventari
Art. 49 – Materiali di consumo
TITOLO IV – SCRITTURE CONTABILI
Art. 50 – Sistema di scritture
Art. 51 – Registrazioni contabili
Art. 52 – Sistemi di elaborazione automatica dei dati
TITOLO V – SISTEMA DI CONTROLLO
Art. 53 – Composizione e funzionamento dell’Organo di revisione
Art. 54 – Funzioni dell’Organo di revisione
TITOLO VI – NORMA FINALE
Art. 55 – Entrata in vigore
Allegato 1 – Preventivo finanziario gestionale
Allegato 2 – Quadro generale riassuntivo della gestione finanziaria
Allegato 3 – Preventivo economico e Conto economico
Allegato 4 – Tabella dimostrativa del presunto risultato di amministrazione
Allegato 5 – Conto del bilancio
Allegato 6 – Situazione amministrativa
Allegato 7 – Stato patrimoniale
Definizioni e denominazioni
Nel presente regolamento si intendono per:
“capitolo”: unità elementare ai fini della gestione e della rendicontazione. Possono essere ripartiti in articoli;
“centro di costo”: unità organizzativa, corrispondente ad un centro di responsabilità o alle strutture organizzative di livello inferiore, qualora esistenti, cui vengono imputati i costi diretti ed indiretti al fine di conoscerne il costo complessivo;
“centro di responsabilità”: unità organizzativa di livello dirigenziale generale o inferiore cui vengono assegnate le risorse finanziarie, umane e strumentali;
“costo”: la causa economica dell’uscita finanziaria sopportata per acquisire un fattore produttivo, ovvero il fatto di gestione che incide negativamente sul patrimonio dell’Ordine;
“Direttore”: è il responsabile degli uffici dell’Ordine e dell’attività tecnica, amministrativa e gestionale ivi svolta; ovvero il Presidente; in assenza di un Direttore o di un funzionario facente funzioni, queste sono svolte dallo stesso consigliere Tesoriere che, previa delibera del Consiglio, ha la facoltà di avvalersi di specifiche professionalità esterne all’Ordine;
“Funzionario”: dipendente dell’Ordine con inquadramento minimo di area C (CCNL di comparto). In assenza del Direttore può assumere il ruolo di facente funzioni di questi con responsabilità degli uffici dell’Ordine;
“entrata finanziaria”: l’aumento di valori numerari certi, assimilati o presunti attivi, ovvero la diminuzione di valori numerari assimilati e presunti passivi;
“organi di vertice”: sono gli organi che definiscono le scelte strategiche e le politiche dell’Ordine, nonché decidono in ordine all’indirizzo, alla pianificazione ed alla programmazione dell’intera attività. Essi sono costituiti dall’Assemblea generale degli iscritti, dal Consiglio, inteso come organo collegiale, e dal Presidente, così come identificati dalle norme e disposizioni afferenti all’ordinamento professionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori;
“preposto/titolare del centro di responsabilità”: un dirigente, un funzionario al quale è affidato un centro di responsabilità;
“programmi”: unità di rappresentazione del bilancio che identificano le attività realizzate dall’Ordine per il perseguimento delle finalità istituzionali. La realizzazione di ciascun programma è attribuita ad un unico centro di responsabilità. Salvo diversa indicazione del Consiglio l’attività dell’Ordine è articolata in un unico programma denominato “attività istituzionali”;
“ricavo/provento”: la causa economica dell’entrata finanziaria e non, ottenuta per lo svolgimento dell’attività istituzionale, a seguito dello scambio di beni e servizi, ovvero l’accadimento di gestione che incide positivamente sul patrimonio dell’Ordine;
“risultato di amministrazione”: somma algebrica tra il fondo cassa, residui attivi e residui passivi. Se il saldo è di segno positivo, negativo o uguale a zero, il risultato costituisce, rispettivamente, avanzo, disavanzo o pareggio di amministrazione;
“amministrazione”: ufficio cui è affidata la gestione contabile dell’Ordine ed il cui titolare è responsabile della relativa regolarità;
“uscita finanziaria”: la diminuzione di valori numerari certi, assimilati o presunti attivi, ovvero l’aumento di valori numerari assimilati e presunti passivi.
Il presente regolamento è finalizzato a disciplinare l’amministrazione e la contabilità dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Sassari e provincia
Con gli articoli seguenti l’Ordine adegua il proprio ordinamento contabile ai principi contenuti negli articoli 4 e 27 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, e successive modifiche ed integrazioni, ed ai principi contabili generali di cui all’allegato 1 del D.Lgs. 91/2011.
Per quanto non previsto dal presente regolamento si adottano, ove compatibili e applicabili, le norme contenute nel regolamento per l’amministrazione e la contabilità degli enti pubblici di cui al D.P.R. 27 febbraio 2003, n. 97.
Il regolamento stabilisce le procedure e le modalità in ordine alla formazione del bilancio di previsione e del rendiconto generale, indicando un sistema di scritture contabili, di rilevazioni, di verifiche e di controlli finalizzato a garantire il buon andamento dell’attività amministrativa.
Adeguamenti e aggiornamenti del regolamento
Il Consiglio adegua il presente regolamento alle leggi che lo Stato abbia ad emanare in tema di amministrazione e contabilità degli ordini e collegi professionali.
Spetta al Consiglio, su proposta del consigliere Tesoriere, apportare tutti gli aggiornamenti al presente regolamento che conferiscano efficienza e trasparenza all’amministrazione e alla gestione contabile dell’Ordine, prevedendo, congiuntamente o disgiuntamente, una eventuale articolazione in centri di responsabilità e centri di costo, nonché alle modifiche dell’organizzazione dell’Ordine.
Competenze specifiche dei soggetti preposti ai provvedimenti di gestione
In armonia con l’ordinamento normativo ed organizzativo dell’Ordine i soggetti preposti alla programmazione, all’adozione e all’attuazione dei provvedimenti di gestione che hanno carattere finanziario e contabile sono:
il Consiglio, il Presidente ed il consigliere Tesoriere per le competenze in materia di programmazione ed indirizzo, nonché per quanto ad essi espressamente riservato con atto normativo o regolamentare;
il Presidente per le competenze inerenti l’attività gestionale dell’Ordine ed il coordinamento operativo, finanziario e tecnico degli uffici.
Il Presidente informa, periodicamente o a seguito di specifica richiesta, il consigliere Tesoriere sullo stato di attuazione della spesa in funzione della realizzazione delle entrate e degli obiettivi programmatici e di indirizzo. Egli, inoltre, sovraintende la gestione di cassa.
Il Presidente o un suo delegato (Consigliere Tesoriere) attesta con il visto sull’atto d’impegno e di liquidazione la regolarità contabile.
I dipendenti preposti (segretaria contabile) alla gestione delle entrate curano, nei limiti delle rispettive attribuzioni e sotto la personale loro responsabilità, che l’accertamento, la riscossione ed il versamento delle entrate siano fatti prontamente ed integralmente. Essi, inoltre, segnalano tempestivamente al Presidente, o al consigliere Tesoriere, in caso di sua assenza, il consolidarsi di eventuali scostamenti fra lo stato di realizzazione degli accertamenti delle entrate e le relative previsioni contenute nei documenti di previsione.
PREVISIONE, GESTIONE E RENDICONTAZIONE
I DOCUMENTI DI PREVISIONE
Esercizio finanziario e bilancio di previsione
L’esercizio finanziario dell’Ordine ha durata di un anno e coincide con l’anno solare.
Dopo il 31 dicembre non possono effettuarsi accertamenti di entrate e impegni di spesa in conto dell’esercizio scaduto.
La gestione viene svolta sulla base dei dati contenuti nel bilancio annuale di previsione composto dal:
preventivo finanziario gestionale, redatto secondo lo schema di cui all’allegato 1;
quadro generale riassuntivo della gestione finanziaria, redatto secondo lo schema di cui all’allegato 2;
preventivo economico in forma abbreviata, che comprende solo le voci contrassegnate nell’allegato 3 con le lettere maiuscole e con i numeri arabi, con l’unica eccezione per le spese del personale di cui alla voce B9 per le quali è comunque necessaria la specificazione delle voci contrassegnate dalle lettere minuscole.
Criteri di formazione del bilancio di previsione
Il bilancio di previsione è predisposto dal consigliere Tesoriere anche avvalendosi di specifiche professionalità esterne all’Ordine ed è deliberato dal Consiglio entro il 15 Novembre di ciascun anno, o diverso termine motivatamente deliberato, su proposta del consigliere Tesoriere. Il bilancio di previsione, accompagnato dalla relazione del Revisore dei conti, è sottoposto ad approvazione dell’Assemblea generale degli iscritti entro il 31 dicembre e comunque, purché motivatamente deliberato, non oltre il termine di cui all’articolo 30, comma 2.
La proposta di bilancio di previsione è sottoposta all’esame del Revisore dei conti almeno quindici giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea generale degli iscritti , salvo rinuncia al termine, ed è accompagnata da:
relazione programmatica del Presidente contenente le linee strategiche delle attività che l’Ordine intende sviluppare nei due anni successivi;
relazione del consigliere Tesoriere, contenente la definizione dei criteri generali e particolari seguiti nelle previsioni ed eventuali elaborati, contabili e statistici, atti a conferire maggiore chiarezza alle poste del bilancio;
pianta organica del personale, contenente la consistenza del personale in servizio ed applicato all’Ordine con qualsiasi forma contrattuale;
tabella dimostrativa del presunto risultato di amministrazione redatta secondo lo schema di cui all’allegato 4 del presente regolamento.
La relazione del Revisore dei conti deve essere disponibile almeno sette giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea generale degli iscritti, e deve contenere, fra l’altro, valutazioni in ordine alla attendibilità delle entrate ed alla congruità e coerenza delle uscite previste rispetto ai programmi ed indirizzi desumibili dalla relazione di cui alla lettera a). Essa si conclude con la proposta di approvazione o meno del bilancio di previsione.
Il bilancio di previsione può essere deliberato dal Consiglio solo dopo l’approvazione assembleare del rendiconto dell’esercizio di cui all’articolo 30 comma 1 e per il quale i termini di approvazione previsti all’articolo 30 comma 2 sono già decorsi.
Contenuto del preventivo finanziario
Il preventivo finanziario è formulato in termini di competenza finanziaria e di cassa.
Per ciascuna voce del preventivo finanziario sono indicati:
le previsioni dell’anno precedente a quello di riferimento;
l’ammontare presunto dei residui alla chiusura dell’esercizio precedente a quello di riferimento;
le entrate che si prevede di accertare e riscuotere, le uscite che si prevede di impegnare e pagare nell’esercizio di pertinenza.
Nel preventivo finanziario gestionale si considera come limite autorizzativo di spesa l’importo complessivo del programma ed il dettaglio in capitoli è riportato solo ai fini della successiva gestione e rendicontazione, fermo rimanendo altresì il rispetto della suddivisione e classificazione della stessa tra correnti e in conto capitale come da art.8.
Nella gestione di competenza finanziaria e di cassa sono iscritti come prima posta, rispettivamente, il presunto avanzo di amministrazione ed il presunto fondo di cassa iniziale.
Classificazione delle entrate e delle uscite
Le entrate dell’Ordine sono ripartite in:
titoli, secondo la fonte di provenienza delle entrate:
1) entrate correnti;
2) entrate in conto capitale;
3) entrate per conto terzi e partite di giro.
tipologie, definite secondo la natura delle entrate nell’ambito di ciascuna fonte di provenienza;
categorie, secondo la specifica natura dei cespiti, dando separata evidenza delle eventuali quote di entrate non ricorrenti;
capitoli, secondo il rispettivo oggetto ai fini della gestione e della rendicontazione.
Le spese dell’Ordine sono ripartite in:
programmi, che costituiscono aggregati omogenei di attività volte al perseguimento delle finalità dell’Ordine;
titoli definiti secondo la natura della gestione delle spese:
1) uscite correnti;
2) uscite in conto capitale;
3) uscite per conto terzi e partite di giro.
categorie, secondo un ulteriore dettaglio rappresentativo della natura economica;
capitoli ai fini della gestione e della rendicontazione, secondo l’oggetto ed il contenuto economico e funzionale della spesa.
Le partite di giro comprendono le entrate e le uscite che si effettuano per conto terzi e che, perciò, costituiscono al tempo stesso un debito ed un credito per l’Ordine.
Per le classificazioni di cui ai commi 1 e 2 l’Ordine deve attenersi allo schema di cui all’allegato 1; esso ha valore indicativo ed esemplificativo per la specificazione in categorie ed in capitoli. La specificazione in categorie e capitoli è ridotta od integrata in sede di approvazione del preventivo finanziario purché l’oggetto sia omogeneo e chiaramente definito.
Preventivo economico
Il preventivo economico pone a raffronto non solo i proventi ed i costi della gestione d’esercizio, ma anche le poste di pertinenza economica che non hanno nello stesso esercizio la manifestazione finanziaria, nonché le altre poste economiche provenienti dalle utilità dei beni patrimoniali che verranno impiegati nella gestione a cui il preventivo economico si riferisce.
Il preventivo economico è redatto in forma abbreviata comprendendo solo le voci contrassegnate nell’allegato 3 con le lettere maiuscole e con i numeri arabi, con l’unica eccezione per le spese del personale di cui alla voce B9 per le quali è necessaria la specificazione delle voci contrassegnate dalle lettere minuscole.
Unità, integrità ed universalità del bilancio
La gestione finanziaria dell’Ordine è unica, come unico è il suo bilancio. Il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle uscite, fatte salve le entrate a destinazione vincolata per legge, delibera consiliare o qualsiasi altro atto o provvedimento autoritativo.
Tutte le entrate e tutte le uscite debbono essere iscritte in bilancio nel loro importo integrale, senza alcuna riduzione per effetto di correlative uscite o entrate.
E’ vietata ogni gestione fuori bilancio.
Veridicità e pubblicità del bilancio
Il bilancio di previsione è redatto nel rispetto dei principi:
della veridicità;
della correttezza nel rispetto delle norme e del presente regolamento;
della coerenza fra la previsione e i documenti accompagnatori e ogni altra delibera del Consiglio che incida sui prevedibili flussi di entrata e di uscita futuri;
della attendibilità delle previsioni sostenute da analisi riferite ad un adeguato arco di tempo o, in mancanza, da altri idonei parametri di riferimento.
Il bilancio approvato viene pubblicato ai sensi dell’articolo 32, comma 2, della Legge 18 giugno 2009 n. 69 sul sito istituzionale dell’Ordine nella sezione denominata “Amministrazione Trasparente”.
Equilibri della gestione
1 Il bilancio di previsione deve risultare in equilibrio, inteso quale raggiungimento degli equilibri complessivi delle varie parti che lo compongono.
La differenza fra la previsione delle entrate correnti e quella delle uscite correnti non può essere negativa. Qualora tale differenza emerga nel corso della gestione, il Consiglio, mediante variazione di bilancio, può procedere all’eventuale utilizzo dell’avanzo di amministrazione ai sensi dell’articolo 15, comma 2, punto c).
Nel corso della gestione, almeno con cadenza semestrale, si dovrà aver cura di verificare il permanere degli equilibri gestionali, relativamente alla situazione economico finanziaria. Nella prima seduta utile il consigliere Tesoriere sottopone tali risultanze al Consiglio ai fini dell’adozione, se negative, dei provvedimenti necessari al ripristino degli equilibri gestionali.
Fondo di riserva
Al fine di garantire l’equilibrio della gestione l’Ordine iscrive nel proprio preventivo finanziario, fra le uscite correnti, un fondo di riserva per uscite impreviste, nonché per le maggiori uscite che potranno verificarsi durante l’esercizio, il cui ammontare non potrà superare il tre per cento del totale delle uscite correnti previste. Su tale capitolo non possono essere assunti impegni di spesa.
L’utilizzo del fondo di riserva è disposto dal consigliere Tesoriere, acquisito il consenso del Revisore dei conti.
Variazioni al preventivo finanziario
Le variazioni al preventivo finanziario sono deliberate dal Consiglio sentito il parere del Revisore dei conti circa la correttezza della spesa, le modalità e la congruità della copertura finanziaria. Esse sono sottoposte all’Assemblea generale degli iscritti nella forma prevista dall’art. 34, comma 2, lettera c).
Sono vietati gli storni nella gestione dei residui, nonché tra gestione dei residui e quella di competenza o viceversa.
In casi di eccezionalità ed urgenza la variazione può essere assunta dal Presidente dell’Ordine, sentito il consigliere Tesoriere. La delibera sarà sottoposta a ratifica del Consiglio nella seduta immediatamente successiva, sentito il parere del Revisore dei conti.
Alla proposta di bilancio è allegata una tabella dimostrativa del presunto avanzo o disavanzo di amministrazione, di cui all’allegato 4, in calce alla quale sono indicati:
i singoli stanziamenti di uscita correlativi all’utilizzazione della parte vincolata del presunto avanzo di amministrazione;
la parte libera dell’avanzo presunto di cui se ne prevede l’utilizzazione negli esercizi di riferimento del bilancio.
L’Ordine potrà disporre della parte libera dell’avanzo di amministrazione solo dopo che sia stato accertato l’ammontare con l’approvazione, da parte dell’Assemblea generale degli iscritti, del rendiconto dell’ultimo esercizio chiuso e subordinatamente alla effettiva realizzazione. L’eventuale utilizzo potrà essere effettuato per:
a) il finanziamento di uscite in conto capitale;
b) la copertura di uscite per rimborso prestiti;
c) il finanziamento di uscite correnti non ripetitive qualora, nel corso della gestione sia necessario ripristinare gli equilibri di bilancio di cui all’articolo 12.
Del presunto disavanzo di amministrazione risultante dalla suddetta tabella deve tenersi obbligatoriamente conto all’atto della formulazione delle previsioni d’esercizio, al fine del relativo assorbimento, e il Consiglio deve, nella seduta di approvazione del bilancio preventivo, illustrare i criteri adottati per pervenire a tale assorbimento.
Nel caso di maggiore accertamento, in sede consuntiva, del disavanzo di amministrazione rispetto a quello presunto, il Consiglio deve deliberare i necessari provvedimenti atti ad eliminare gli effetti di detto scostamento.
Esercizio provvisorio
Quando il bilancio di previsione non viene deliberato dal Consiglio prima dell’inizio dell’esercizio cui lo stesso si riferisce, al 1° gennaio entra automaticamente in vigore l’esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a quattro mesi, sulla base dell’ultimo bilancio approvato.
L’Ordine può effettuare uscite per un importo non superiore, mensilmente, ad un dodicesimo degli specifici stanziamenti previsti nell’ultimo bilancio approvato, con esclusione delle uscite tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi.
Se il bilancio di previsione non viene deliberato entro il 30 aprile, il Consigliere Segretario ne dà comunicazione al Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.
LA GESTIONE DEL BILANCIO
Le fasi delle entrate
La gestione delle entrate segue le fasi dell’accertamento, della riscossione e del versamento.
Accertamento delle entrate
L’entrata è accertata quando l’Ordine, sulla base di idonea documentazione, verifica la ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico, individua il debitore, quantifica la somma da incassare, nonché fissa la relativa scadenza.
L’accertamento di entrata dà luogo ad annotazione nelle scritture, con imputazione al competente capitolo.
Le entrate accertate e non riscosse costituiscono residui attivi, i quali sono compresi fra le attività dello stato patrimoniale.
Riscossione delle entrate
Le entrate per contribuzioni obbligatorie sono riscosse per il tramite dell’Istituto cassiere, del servizio di conto corrente postale o altra modalità deliberata dal Consiglio.
Eventuali somme pervenute direttamente all’Ordine, devono essere annotate in un apposito registro cronologico di cassa e versate all’istituto cassiere non oltre sette giorni dalla data di incasso.
L’istituto cassiere non può ricusare l’esazione di somme che vengono versate in favore dell’Ordine.
Reversali di incasso
Le reversali di incasso sono firmate dal Presidente o da un suo delegato.
Le reversali, numerate in ordine progressivo, contengono le seguenti indicazioni:
il codice del capitolo e dell’articolo, ove necessario;
l’esercizio finanziario nel quale è avvenuto l’accertamento;
gli estremi anagrafici o la denominazione sociale del debitore;
la causale della riscossione;
l’importo in cifre e in lettere;
la data di emissione.
Le reversali che si riferiscono ad entrate di competenza dell’esercizio in corso sono tenute distinte da quelle relative ai residui.
Le reversali non estinte alla fine dell’esercizio sono annullate. La relativa riscossione è eseguita nel successivo esercizio in conto residui.
Oltre ai casi espressamente previsti da disposizioni vigenti, può essere emessa una reversale cumulativa, purché corredata da specifica distinta, con le indicazioni previste dal comma 2, distintamente per ciascuna delle operazioni che la compongono, nei seguenti casi:
a) un unico debitore, per il quale vengono movimentati più capitoli;
b) un unico capitolo, per il quale vi sono più soggetti debitori.
Vigilanza sulla gestione delle entrate
1 Il consigliere Tesoriere, con l’ausilio del Presidente, vigila sulla gestione delle entrate. Se nel corso della gestione vengono accertati significativi scostamenti rispetto alle previsioni, il consigliere Tesoriere deve darne immediata comunicazione al Consiglio.
Le eventuali morosità derivanti dalla riscossione delle quote associative sono tempestivamente segnalate al Consigliere Segretario per gli adempimenti di competenza.
Le fasi delle uscite
La gestione delle uscite segue le fasi dell’impegno, della liquidazione, dell’ordinazione e del pagamento.
L’impegno costituisce la fase della spesa con la quale viene riconosciuta un’obbligazione giuridica passiva, con cui è determinata la ragione del debito, la somma da pagare, il soggetto creditore, la specificazione del vincolo costituito sullo stanziamento di bilancio e la data di scadenza.
Con l’approvazione del bilancio e delle successive variazioni, e senza la necessità di ulteriori atti, è costituito impegno sui relativi stanziamenti per le uscite dovute:
per il trattamento economico tabellare già attribuito al personale dipendente e per i relativi oneri riflessi;
per rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti, interessi di preammortamento ed ulteriori oneri accessori;
per le obbligazioni assunte in base a contratti o disposizioni di legge.
La differenza fra somme stanziate e quelle impegnate costituisce economia di bilancio.
Le uscite correnti e le uscite in conto capitale correlate ad accertamenti di entrate aventi destinazione vincolata per legge, se non sono impegnate nel corso dell’esercizio, confluiscono nella parte vincolata del risultato di amministrazione di cui all’articolo 15 ai fini dell’utilizzo per la copertura finanziaria dell’impegno da assumersi nel successivo esercizio.
Durante la gestione possono anche essere prenotati impegni relativi a procedure in via di espletamento. I provvedimenti relativi, per i quali entro il termine dell’esercizio non è stata assunta dall’Ordine l’obbligazione di spesa verso i terzi, decadono e costituiscono economia della previsione di bilancio alla quale erano riferiti, concorrendo alla determinazione del risultato di amministrazione.
A fronte degli oneri connessi ad obbligazioni negoziali pluriennali correlate a prestazioni a carico di terzi, può essere assunta una prenotazione di impegno globale, provvedendo ad annotarla nel partitario degli impegni. A carico del singolo esercizio è assunto un effettivo impegno pari alle obbligazioni connesse alle prestazioni effettivamente rese nell’esercizio per le quali viene riconosciuta un’obbligazione giuridica di dover pagare. Possono essere assunte prenotazioni di impegno globale se:
nel bilancio di previsione annuale risulta stanziata la spesa relativa alle obbligazioni connesse a prestazioni che saranno effettivamente rese nell’esercizio;
nel bilancio di previsione annuale risulta un accantonamento di importo pari alla spesa relativa alle prestazioni che saranno rese negli esercizi successivi, salvo che altre amministrazioni pubbliche abbiano formalmente assicurato, per gli esercizi successivi, l’erogazione di adeguate risorse destinate alla copertura della spesa.
Chiuso con il 31 dicembre l’esercizio finanziario, nessun impegno può essere assunto a carico del predetto esercizio.
Le uscite impegnate e non pagate entro il termine dell’esercizio costituiscono residui passivi i quali sono compresi tra le passività dello stato patrimoniale.
Assunzione e registrazione degli impegni
Gli impegni sono deliberati dal Consiglio e resi esecutivi dal Presidente o in sua assenza dal consigliere Tesoriere, nell’ambito delle dotazioni di bilancio.
Tutti gli atti di cui al comma 1 sono trasmessi al Presidente e sono esecutivi con l’apposizione del visto di regolarità contabile attestante, fra l’altro, la disponibilità della somma e la capienza dello stanziamento.
Gli atti che non siano ritenuti regolari sono rimessi dal Presidente a chi li ha emessi affinché apporti le necessarie correzioni.
Il Consiglio ha la facoltà di delegare singoli Consiglieri all’assunzione di impegni per specifici oggetti ed importi massimi di spesa. Sui singoli Consiglieri delegati gravano le responsabilità amministrativo-contabili connesse.
Con la liquidazione, in base ai documenti ed ai titoli atti a comprovare il diritto acquisito del creditore, si determina la somma da pagare nei limiti dell’ammontare dell’impegno assunto.
La liquidazione compete a chi cura l’esecuzione dell’impegno ed è disposta a seguito del riscontro operato sulla regolarità della fornitura o della prestazione e sulla rispondenza della stessa ai requisiti quantitativi e qualitativi, ai termini ed alle condizioni pattuite. Tale riscontro è attestato con l’apposizione del visto sulla fattura o altro documento giustificativo.
L’atto di liquidazione di cui al comma 2, sottoscritto da chi cura l’esecuzione dell’impegno, con tutti i relativi documenti giustificativi ed i riferimenti contabili, è trasmesso all’amministrazione per i conseguenti adempimenti.
L’amministrazione effettua i controlli ed i riscontri contabili e fiscali sugli atti di liquidazione e qualora ne rilevi delle irregolarità rimette l’atto di liquidazione al soggetto competente senza procedere all’emissione del mandato.
Costituiscono, inoltre, economie le minori uscite sostenute rispetto all’impegno assunto, verificate con la conclusione della fase della liquidazione. In corso d’anno tali economie ricostituiscono la disponibilità sullo stanziamento previsto. Qualora la liquidazione avvenga in un esercizio successivo, l’eventuale economia comporta la cancellazione del connesso residuo, determinando una sopravvenienza attiva.
Il pagamento è ordinato, entro i limiti delle disponibilità di cassa, mediante l’emissione di mandati di pagamento, numerati in ordine progressivo.
I mandati sono firmati dal Presidente, o da un suo delegato. Il consigliere Tesoriere vigila sulla correttezza dei mandati anche mediante analisi a campione.
I mandati devono indicare:
il codice del capitolo;
l’esercizio finanziario nel quale è avvenuto l’impegno;
gli estremi anagrafici o la denominazione sociale del creditore;
la causale del pagamento;
I mandati riportano l’indicazione di uscite di competenza dell’esercizio in corso ovvero di uscite in conto residui.
Oltre ai casi espressamente previsti dalle disposizioni vigenti, può essere emesso un mandato cumulativo, purché corredato da specifica distinta, con le indicazioni previste dal comma 3, distintamente per ciascuna delle operazione che lo compongono, nei seguenti casi:
un unico creditore, per il quale vengono movimentati più capitoli;
un unico capitolo, per il quale vi sono più soggetti beneficiari.
Documentazione dei mandati di pagamento
Ogni mandato di pagamento è corredato, a seconda dei casi, da documenti comprovanti la regolare esecuzione dei lavori, forniture e servizi, dalla annotazione degli estremi dell’atto di impegno, dalle note di liquidazione e da ogni altro documento che giustifichi la spesa.
La documentazione della spesa è allegata al mandato anche successivamente alla sua estinzione ed è conservata agli atti per non meno di dieci anni.
Modalità di estinzione dei mandati di pagamento
L’Ordine dispone, con espressa notazione sui titoli, che i mandati di pagamento siano estinti mediante:
accreditamento sul conto corrente bancario o postale intestato al creditore;
assegno circolare o bancario non trasferibile all’ordine del creditore;
altre forme di pagamento autorizzate dal Consiglio nel rispetto delle normative vigenti.
I mandati di pagamento non estinti entro il termine dell’esercizio sono annullati. Il relativo pagamento è eseguito nel successivo esercizio in conto residui.
L’Ordine, ai sensi dell’articolo 1, comma 53, della Legge 28 dicembre 1995, n. 549, può avvalersi delle procedure di pagamento previste dal regolamento di cui al decreto del Ministro del Tesoro 9 dicembre 1996, n. 701, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale, del 15 febbraio 1997, n. 38.
L’utilizzo della carta elettronica di credito/debito, nei limiti delle assegnazioni allo scopo disposte e con l’osservanza delle vigenti disposizioni in materia di assunzione di impegni, è consentita, qualora non sia possibile o conveniente ricorrere alle procedure ordinarie, per l’esecuzione delle spese relative a:
rappresentanza dell’Ordine sia in Italia che all’estero;
organizzazione e partecipazione a seminari e convegni;
trasporto, vitto ed alloggio sostenute dai soggetti abilitati all’uso della carta di credito in occasione di missioni;
ogni altra esigenza strettamente funzionale alla gestione degli uffici e degli organi.
Titolari della carta di credito ed abilitati al suo utilizzo sono, previa apposita delibera del Consiglio che ne dispone anche i limiti di spesa, i Consiglieri ed il Presidente o altro delegato dal Consiglio, limitatamente, per questi ultimi, alle esigenze di spesa strettamente funzionali alla gestione degli uffici.
IL RENDICONTO DELLA GESTIONE
Rendiconto generale
I risultati della gestione sono dimostrati nel rendiconto generale, deliberato dal Consiglio, entro il 15 maggio di ogni anno, composto dal conto del bilancio, dal conto economico, dallo stato patrimoniale e dalla nota integrativa in forma abbreviata, comprensiva delle informazioni sulla gestione.
Il rendiconto generale, deliberato ai sensi del comma 1 e corredato della situazione amministrativa, è sottoposto all’esame del Revisore dei conti almeno quindici giorni prima, salvo rinuncia al termine, della data di convocazione dell’Assemblea generale degli iscritti che dovrà approvarlo entro il 30 giugno di ogni anno o il diverso termine motivatamente deliberato e comunque non oltre la delibera di Consiglio relativa al bilancio di previsione in cui il termine di approvazione ordinario cade successivamente.
La relazione del Revisore dei conti, da allegare al rendiconto generale, deve essere disponibile almeno sette giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea generale degli iscritti e deve contenere, fra l’altro, l’attestazione circa la corrispondenza delle risultanze di bilancio con le scritture contabili e la coerenza degli assestamenti del bilancio di previsione con i dati rendicontati, nonché valutazioni in ordine alla regolarità ed economicità della gestione.
Conto di bilancio
Il conto di bilancio, di cui all’allegato 5, comprende i risultati della gestione finanziaria per l’entrata e per la spesa ed è consuntivazione del preventivo finanziario.
La situazione amministrativa, di cui all’allegato 6, deve evidenziare:
la consistenza della cassa all’inizio dell’esercizio, gli incassi ed i pagamenti complessivamente effettuati nell’anno in conto competenza ed in conto residui ed il saldo alla chiusura dell’esercizio;
il totale dei residui attivi e passivi alla fine dell’esercizio;
l’avanzo o disavanzo di amministrazione finale.
In calce alla situazione amministrativa è riportata la destinazione dell’avanzo di amministrazione, distinto in fondi non vincolati e fondi vincolati.
Struttura del conto economico e dello stato patrimoniale
Per la redazione del conto economico e dello stato patrimoniale si applicano le disposizioni degli articoli 2423, 2423 bis e 2423 ter del codice civile.
Il conto economico, redatto nella forma abbreviata, conformemente allo schema semplificato previsto per il preventivo economico in forma abbreviata, deve dare una dimostrazione dei risultati economici conseguiti durante il periodo amministrativo.
Lo stato patrimoniale indica la consistenza degli elementi patrimoniali attivi e passivi all’inizio e al termine dell’esercizio. Esso viene redatto in forma abbreviata, ossia comprendendo solo le voci contrassegnate nell’allegato 7 con le lettere maiuscole ed i numeri romani; dalle voci BI e BII dell’attivo devono essere detratti in forma esplicita gli ammortamenti e le svalutazioni; nelle voci CII dell’attivo e D del passivo devono essere separatamente indicati i crediti ed i debiti esigibili oltre l’esercizio successivo.
Sono vietate compensazioni tra componenti positivi e negativi del conto economico e dello stato patrimoniale ad eccezione di quelle espressamente previste dagli schemi riportati negli allegati.
Nota integrativa e relazione sulla gestione
La nota integrativa e relazione sulla gestione sono un unico documento illustrativo di natura tecnico-contabile riguardante l’andamento della gestione dell’Ordine nei suoi settori operativi, i fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell’esercizio ed ogni eventuale informazione e schema utile ad una migliore comprensione dei dati contabili. Essa pone in evidenza, sotto il profilo finanziario, economico e patrimoniale, le modalità di realizzazione dei programmi dell’amministrazione pubblica, nonché notizie sui principali avvenimenti accaduti dopo la chiusura dell’esercizio, secondo quanto previsto dall’art. 2428 del codice civile, in quanto applicabile.
Nella nota integrativa devono in ogni caso risultare:
gli elementi richiesti dall’articolo 2427 e dagli altri articoli del codice civile, nonché da altre norme di legge e dai documenti sui principi contabili applicabili;
l’illustrazione delle risultanze finanziarie complessive;
le variazioni alle previsioni finanziarie intervenute in corso d’anno, comprendendo l’utilizzazione del fondo di riserva;
la composizione dei contributi in conto capitale ed in conto esercizio e la loro destinazione finanziaria ed economico-patrimoniale;
l’elencazione dei diritti reali di godimento e la loro illustrazione;
la destinazione dell’avanzo economico o i provvedimenti atti al contenimento e assorbimento del disavanzo economico;
il raccordo fra la gestione dei residui attivi e passivi risultanti dal conto del bilancio ed i crediti e debiti iscritti in situazione patrimoniale;
la composizione dei residui attivi e passivi per ammontare e per anno di formazione nonché la loro classificazione in base al diverso grado di esigibilità;
la composizione delle disponibilità liquide distinguendole fra quelle in possesso dell’istituto cassiere o tesoriere, del servizio di cassa interno e delle eventuali casse decentrate;
i dati relativi al personale dipendente ed agli accantonamenti per indennità di anzianità ed eventuali trattamenti di quiescenza, nonché i dati relativi al personale comunque applicato all’Ordine;
lo stato dei contenziosi in essere alla data di chiusura dell’esercizio ed i connessi accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri.
Annualmente, in sede di rendicontazione, l’Ordine è tenuto a compilare la situazione dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo.
Detta situazione dovrà indicare la consistenza al 1° gennaio, le somme riscosse o pagate nell’anno di gestione, quelle eliminate perché non più realizzabili o dovute, nonché quelle rimaste da riscuotere o da pagare.
I residui attivi devono essere ridotti o eliminati per gli importi inesigibili e dopo che siano stati esperiti tutti gli atti per ottenerne la riscossione, a meno che il costo per tale esperimento non superi l’importo da recuperare.
All’Ordine non si applica l’istituto della perenzione amministrativa, salvi gli effetti della prescrizione.
Le variazioni dei residui attivi e passivi, con l’esclusione di quelle derivanti dall’applicazione del comma 5 dell’articolo 25, devono formare oggetto di apposita deliberazione del Consiglio, previo parere del Revisore dei conti.
Trasferimento dei residui
I residui di ciascun esercizio, riaccertati ai sensi dell’articolo 35, sono trasferiti ai corrispondenti capitoli dell’esercizio successivo, separatamente dalla competenza.
Qualora il capitolo che ha dato origine al residuo sia stato eliminato, per la gestione delle somme residue è istituito un capitolo aggiunto.
Affidamento del servizio di cassa
Il servizio di cassa è affidato, previo esperimento di apposita procedura negoziale ad evidenza pubblica, ad una banca autorizzata a svolgere l’attività di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni.
Il servizio di cassa consiste nel complesso di operazioni legate alla gestione finanziaria dell’Ordine e finalizzate in particolare alla riscossione delle entrate, al pagamento delle uscite, alla custodia di titoli e valori ed agli adempimenti connessi previsti dalla legge, dai regolamenti dell’Ordine o da norme pattizie.
Per l’espletamento di particolari servizi l’Ordine può avvalersi di conti correnti postali.
Servizio di cassa interno
Se ricorrono particolari esigenze di funzionamento, il Consiglio autorizza l’istituzione di un servizio di cassa interno, disciplinandolo con apposito atto interno.
L’incarico di cassiere e di supplente è conferito dal consigliere Tesoriere ad impiegati in ruolo; l’incarico è valido fino a revoca. L’incarico di cassiere può cumularsi con quello di cassiere economo e di consegnatario.
Non è ammessa da parte del cassiere la facoltà di delega delle proprie funzioni rimanendo ferma in ogni caso la personale responsabilità del medesimo o del suo supplente.
Il cassiere, sotto il controllo del Presidente, cura gli incassi che pervengono direttamente ed effettua i versamenti sul conto bancario dell’Ordine.
Il Revisore dei conti deve eseguire almeno una volta ogni trimestre una verifica alla cassa interna; analoga verifica effettua in occasione del cambiamento del cassiere.
Il cassiere economo
L’incarico di cassiere economo è conferito dal consigliere Tesoriere ad impiegati in ruolo.
Il cassiere economo è dotato all’inizio di ciascun anno finanziario di un fondo di cassa determinato con atto del consigliere Tesoriere che può essere reintegrato durante l’esercizio previa rendicontazione delle somme già spese. Il cassiere economo è incaricato di provvedere al pagamento delle uscite minute, ciascuna non superiore ad euro 500 (cinquecento/00), quali, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, spese d’ufficio, per il materiale di consumo e di funzionamento degli Organi istituzionali, per piccole manutenzioni e riparazioni di mobili e locali, per le spese postali, di vettura e per l’acquisto di giornali e pubblicazioni periodiche. Tale importo può essere determinato in misura diversa con apposita delibera del Consiglio.
Possono gravare sul fondo gli acconti per spese di viaggio ed indennità di missione ove non sia possibile provvedervi con mandati tratti sull’istituto bancario incaricato del servizio di cassa.
Nessun pagamento può essere eseguito dal cassiere economo con il fondo a disposizione senza l’autorizzazione del Presidente.
Il cassiere economo può ricevere in custodia titoli e altri valori inerenti all’attività degli uffici. I movimenti di carico e di scarico relativi ai valori in custodia devono essere annotati in un apposito registro preventivamente numerato e vidimato d’ufficio.
Scritture del cassiere economo
Il cassiere economo tiene un unico registro per tutte le operazioni di cassa da lui effettuate, a pagine numerate e munite del timbro d’ufficio nonché della dichiarazione del Presidente attestante il numero delle pagine di cui il registro stesso si compone.
E’ facoltà del cassiere economo tenere separati partitari, le cui risultanze devono essere giornalmente riportate sul registro di cassa.
I beni dell’Ordine si distinguono in materiali ed immateriali e sono valutati secondo le norme del codice civile.
I beni materiali, immobili e mobili, sono descritti in separati inventari in conformità delle norme contenute nei successivi articoli.
Inventario dei beni immobili
Gli inventari dei beni immobili devono evidenziare:
la denominazione, l’ubicazione, l’uso cui sono destinati e l’ufficio od organo cui sono affidati;
il titolo di provenienza, le risultanze dei registri immobiliari, i dati catastali e la rendita imponibile;
le servitù, i pesi e gli oneri da cui sono eventualmente gravati;
il valore iniziale e le eventuali successive variazioni;
gli eventuali redditi.
Classificazione dei beni mobili
I beni mobili si classificano nelle seguenti categorie:
mobili, arredi, macchine di ufficio;
materiale bibliografico;
strumenti tecnici, attrezzature in genere;
valori mobiliari pubblici e privati;
altri beni mobili;
altri beni non patrimonializzati.
I valori mobiliari, i titoli di credito, le azioni e i valori pubblici e privati rientranti nelle immobilizzazioni finanziarie, nonché tutte le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, sono gestiti dal Presidente.
La gestione e la custodia dei valori mobiliari sono affidati all’istituto di credito cassiere.
Inventario dei beni mobili
L’inventario dei beni mobili deve contenere le seguenti indicazioni:
la denominazioni e la descrizione secondo la natura e la specie;
il luogo in cui si trovano;
la quantità o il numero;
la classificazione sullo stato d’uso;
il valore d’acquisto o di carico.
L’inventario del materiale bibliografico è costituito da appositi registri cronologici o da schedari tenuti da impiegati all’uopo incaricati.
Consegnatari dei beni mobili
I beni mobili, esclusi gli oggetti di cancelleria e i materiali di consumo, vengono presi in carico da un consegnatario e possono essere affidati agli utilizzatori che assumono la veste di sub consegnatari. I consegnatari sono nominati dal Presidente o dal titolare del centro di responsabilità al quale i beni sono stati assegnati.
Gli utilizzatori possono essere chiamati a rispondere, a richiesta del Presidente, per il non corretto uso del materiale, inventariato o meno, loro affidato per i compiti di istituto. Essi hanno l’obbligo di adottare, con ogni diligenza, tutte le misure idonee alla conservazione del bene, nonché quello di segnalare tempestivamente al consegnatario ogni perdita o deterioramento.
Il consegnatario è tenuto a segnalare al Presidente ogni irregolarità riscontrata ed è responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni stessi.
In caso di sostituzione del consegnatario la consegna ha luogo previa materiale ricognizione dei beni e il relativo verbale è sottoscritto dall’agente cessante e da quello subentrante.
In assenza del consegnatario, i beni mobili sono dati in consegna al Presidente o al titolare del centro di responsabilità presso il quale detti beni sono localizzati.
Carico e scarico dei beni mobili
I beni mobili sono inventariati secondo le modalità operative, gestite anche con procedure informatizzate, definite dal Presidente.
I beni che siano divenuti inadeguati alla funzione a cui erano destinati sono alienati. In caso di esito negativo del tentativo di alienazione i beni sono assegnati a titolo gratuito a istituzioni scolastiche o religiose o ad altri soggetti non aventi fini di lucro che ne abbiano fatto richiesta, ovvero dismessi nel rispetto della normativa in materia di tutela ambientale.
La cancellazione dagli inventari dei beni mobili per alienazione, assegnazione gratuita o dismissione è disposta dal Consiglio, sentito il parere del Revisore dei conti, sulla base di motivata proposta del Presidente.
L’amministrazione sulla scorta degli atti o documenti di carico e scarico, provvede al conseguente aggiornamento delle scritture patrimoniali.
Ogni cinque anni per i beni mobili ed ogni dieci per gli immobili l’Ordine provvede alla relativa ricognizione e valutazione ed al conseguente rinnovo degli inventari.
Chiusura annuale degli inventari
Gli inventari sono chiusi al termine di ogni anno finanziario previa ricognizione dei beni mobili.
Le variazioni inventariali dell’anno sono comunicate dai consegnatari entro due mesi dalla chiusura dell’anno finanziario all’amministrazione per le conseguenti annotazioni nelle proprie scritture.
L’amministrazione provvede altresì alla tenuta di idonea contabilità a quantità e specie per gli oggetti di cancelleria, stampati, schede, supporti meccanografici ed altri materiali di consumo.
Il carico di detto materiale avviene sulla base delle ordinazioni emesse dal Presidente e delle bolle di consegna dei fornitori.
I prelevamenti per il fabbisogno dei singoli servizi sono effettuati mediante richiesta dei soggetti preposti ai servizi stessi.
Sistema di scritture
Le scritture contabili dell’Ordine seguono il sistema finanziario ed economico-patrimoniale.
Le scritture finanziarie relative alla gestione del bilancio devono consentire di rilevare per ciascun capitolo, sia per la competenza sia, separatamente, per i residui, la situazione degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa a fronte dei relativi stanziamenti, nonché la situazione delle somme riscosse e pagate e di quelle rimaste da riscuotere e da pagare.
Le scritture economico-patrimoniali devono consentire la dimostrazione a valore del patrimonio all’inizio dell’esercizio finanziario, le variazioni intervenute nel corso dell’anno nonché la consistenza del patrimonio alla chiusura dell’esercizio ed il relativo risultato economico d’esercizio.
Qualora il Consiglio, in forza dell’articolo 3, comma 2, preveda un’articolazione in centri di responsabilità o centri di costo, è necessario che siano attivati sistemi, anche extra-contabili, di analisi dei costi che consentano l’imputazione delle risorse in funzione del grado di utilizzo, indipendentemente dall’ufficio che ha sostenuto l’uscita o conseguito l’entrata.
L’Ordine dovrà tenere le seguenti scritture:
un partitario degli accertamenti, contenente lo stanziamento iniziale e le variazioni successive, le somme accertate, quelle riscosse, e quelle rimaste da riscuotere per ciascun capitolo;
un partitario degli impegni, contenente lo stanziamento iniziale e le variazioni successive, le somme impegnate, quelle pagate, e quelle rimaste da pagare per ciascun capitolo;
un partitario dei residui, contenente, per capitolo e per esercizio di provenienza, la consistenza dei residui all’inizio dell’esercizio, le somme riscosse o pagate, le somme rimaste da riscuotere o da pagare;
il giornale cronologico delle operazioni d’esercizio e le altre scritture contabili previste dagli artt. 2214 e seguenti del codice civile;
il registro degli inventari dei beni, di cui al titolo III, contenente la descrizione, la valutazione dei beni all’inizio dell’esercizio, le variazioni intervenute nelle singole voci per effetto della gestione del bilancio o per altre cause, nonché la consistenza alla chiusura dell’esercizio.
In ossequio all’art. 40 del Regio Decreto 23 ottobre 1925, n. 2537, il consigliere Tesoriere verifica la regolare tenuta della scritture contabili.
Sistemi di elaborazione automatica dei dati
Per la tenuta delle scritture finanziarie ed economico-patrimoniali l’Ordine può avvalersi, in relazione alle effettive esigenze, di sistemi di elaborazione automatica dei dati che siano coerenti con i disposti del presente regolamento.
E’ affidato al consigliere Tesoriere il compito di effettuare le opportune modifiche all’articolazione in categorie e capitoli di cui all’articolo 8, comma 4, e di proporre al Consiglio eventuali ulteriori variazioni al regolamento richieste per l’impianto di un efficiente sistema informatizzato di contabilità.
Composizione e funzionamento dell’Organo di revisione
Il Revisore dei conti è nominato dall’Assemblea generale, su proposta del Consiglio, tra gli iscritti al Registro dei revisori legali. Il Revisore viene nominato nella prima seduta utile di Assemblea degli iscritti successiva alla elezione del Consiglio.
Egli resta in carica per la durata del mandato del Consiglio ed in qualunque caso fino alla nomina del nuovo Organo da parte dell’Assemblea generale.
Al Revisore si applicano le ipotesi di incompatibilità di cui all’articolo 2399 del codice civile, intendendosi per amministratori i componenti del Consiglio.
Il Revisore dei conti redige un verbale delle riunioni, ispezioni, verifiche, determinazioni e decisioni adottate.
I doveri e le responsabilità del Revisore dei conti, oltre a quanto previsto dal presente regolamento, sono rinvenibili negli articoli 2403 e segg. del codice civile, ove applicabili.
Funzioni dell’Organo di revisione
Il Revisore dei conti svolge le funzioni previste dalle disposizioni di legge vigenti e segnatamente dall’articolo 20 del Decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 ed esplica attività di collaborazione con gli organi di vertice.
Il Revisore, il particolare, svolge le seguenti funzioni:
attività di collaborazione con il Consiglio secondo le disposizioni di legge e del presente regolamento;
redige pareri sulle proposte di bilancio di previsione e dei documenti allegati e sulla regolarità amministrativo-contabile delle variazioni di bilancio e sull’utilizzo del fondo di riserva. Nei pareri sono suggerite al Consiglio tutte le misure atte ad assicurare la congruità, la coerenza e l’attendibilità delle impostazioni. I pareri sono obbligatori e il Consiglio è tenuto ad adottare i provvedimenti conseguenti o a motivare adeguatamente la mancata adozione delle misure proposte dal Revisore dei conti;
vigila sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione relativamente all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, all’attività contrattuale, all’amministrazione dei beni, alla completezza della documentazione, agli adempimenti fiscali ed alla tenuta della contabilità;
redige la relazione sul rendiconto generale contenente l’attestazione sulla corrispondenza alle risultanze della gestione nonché rilievi, considerazioni e proposte tendenti a conseguire efficienza, produttività ed economicità della gestione;
trasmette un referto all’organo consiliare su gravi irregolarità amministrative e contabili, con contestuale denuncia ai competenti organi giurisdizionali ove si configurino ipotesi di responsabilità;
effettua le verifiche trimestrali di cassa e finanziarie.
Nell’ambito della funzioni di cui ai punti a), b) e d) del comma 2, il Revisore dei conti ha il compito di verificare la proficuità della gestione e, mediante il confronto fra i costi ed i risultati, l’efficiente utilizzo delle risorse dell’Ordine, ai sensi dell’articolo 4 del Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.
Il presente regolamento entra in vigore il 23 Ottobre 2019
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