Source: http://www.movimentodeicittadini.it/assegno%20accompagnamento%20chemioterapia.html
Timestamp: 2020-01-21 08:25:33+00:00

Document:
Indennità di accompagnamento a chi è in chemioterapia
La sentenza della sezione Lavoro su un caso di cura in day-hospital
Indennità di accompagnamento a chi è in chemioterapia (Cassazione 1705/99)
La sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha stabilito che hanno diritto all’indennità di accompagnamento le persone che sono in trattamento chemioterapico in regime di day hospital o che, comunque, frequentano continuativamente i centri ospedalieri. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso del padre di un ragazzo, affetto da leucemia, al quale il Ministero dell’Interno aveva negato la c.d. indennità di frequenza (prevista per i minori di 18 anni) per il periodo durante il quale il giovane era sottoposto quotidianamente a chemioterapia in un ospedale della Sardegna ed aveva bisogno di essere costantemente accompagnato dal padre per la gravità del suo stato di salute. Successivamente il ragazzo era guarito, aveva ripreso ad andare a scuola e a fare attività sportiva: per questi motivi il Tribunale di Cagliari, confermando la sentenza del Pretore, gli aveva negato l’indennità; in particolare, il Tribunale non aveva tenuto conto del certificato rilasciato dall’istituto di clinica pediatrica da cui risultava che, durante tutto il periodo di terapia, il paziente era fortemente limitato a compiere le attività proprie della sua età e aveva continua necessità di un accompagnatore, negando che durante la terapia spettasse l’indennità richiesta, trattandosi di una situazione circoscritta nel tempo che non integrava le "difficoltà persistenti" richieste dalla legge per l’erogazione della stessa. La Cassazione annulla la sentenza del Tribunale per l’errata interpretazione della legge, in quanto una delle funzioni tipiche della cosiddetta indennità di frequenza presuppone proprio la frequentazione continuativa (anche per un limitato periodo di tempo) di centri ospedalieri. In sostanza, la Suprema Corte riconosce il diritto all’indennità di frequenza per il periodo durante il quale il ragazzo era costretto a farsi accompagnare dal padre per sottoporsi alle cure chemioterapiche, precisando che l’indennità non spetta quando il minore è in stato di ricovero; per questi motivi, annulla la sentenza del Tribunale di Cagliari rinviando la questione al Tribunale di Tempio Pausania, che dovrà attenersi al principio di diritto da essa enunciato. ( Repubblica – Lex - 8 marzo 1999)
Il sig. S. C. ha fatto domanda, l’11.11.95, al Ministero dell’Interno per ottenere l’indennità di accompagnamento ai sensi della l.11.2.80 n.18, od in subordine quella di frequenza prevista dalla legge n.289/90 [1] a causa dell’invalidità del figlio minore, affetto da leucemia.
Il Tribunale di Cagliari, con sentenza del 2.12.96, ha confermato la decisione pretorile basandosi sulla c.t.u. [2] espletata in primo grado.
Il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli art.1 ss. della l.11.10.n.289 e motivazione insufficiente e contraddittoria [3].

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 art.1