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Capitaneria di Porto Guardia Costiera Genova REGOLAMENTO DI SICUREZZA E DEI SERVIZI MARITTIMI DEL PORTO DI GENOVA - PDF
Capitaneria di Porto Guardia Costiera Genova REGOLAMENTO DI SICUREZZA E DEI SERVIZI MARITTIMI DEL PORTO DI GENOVA
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1 Capitaneria di Porto Guardia Costiera Genova REGOLAMENTO DI SICUREZZA E DEI SERVIZI MARITTIMI DEL PORTO DI GENOVA edizione 2006
2 Regolamento di Sicurezza e dei Servizi Marittimi del Porto di Genova ORDINANZA N 03/2003 IN DATA 10 GENNAIO 2003 ENTRATA IN VIGORE DAL 1 FEBBRAIO 2003
3 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti CAPITANERIA DI PORTO DEL COMPARTIMENTO MARITTIMO DI GENOVA ORDINANZA N 03/2003 Il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Genova: VISTO il Codice della Navigazione approvato con Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327; VISTO VISTA VISTA VISTA VISTO VISTO VISTO VISTO VISTO VISTA VISTO VISTA il Regolamento per l esecuzione del Codice della Navigazione, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n.328; la legge 13 maggio 1940, n.690 Organizzazione e funzionamento del servizio antincendio nei porti ; la legge 31 dicembre 1982, n.979 Disposizioni per la difesa del mare ; la legge 28 gennaio 1994, n.84 Riordino della legislazione in materia portuale, e successive modifiche ed integrazioni; il decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626 Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.; il decreto legislativo 27 luglio 1999 n.271 Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori marittimi a bordo delle navi mercantili e da pesca nazionali, a norma della legge 31 dicembre 1988, n. 485 ; il decreto legislativo 27 luglio 1999 n.272 Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori nell espletamento di operazioni e servizi portuali, nonché di operazioni di manutenzione, riparazione e trasformazione delle navi in ambito portuale, a norma della legge 31 dicembre 1998 n. 485 ; il decreto ministeriale 18 settembre 1996 disciplinante il servizio di rimorchio nel porto di Genova; il Regolamento di Sicurezza e dei Servizi Marittimi del Porto di Genova approvato con ordinanza 15 febbraio 1996, n.10; la propria ordinanza n 108 in data 20 maggio 1999 Disciplina della circolazione nell ambito del porto di Genova; l ordinanza n. 4 in data 22 gennaio 2001 dell Autorità Portuale che ha approvato il regolamento per il transito e la sosta delle merci pericolose nel porto di Genova ; la propria ordinanza n. 207 in data 26 luglio 2002 relativa alla nuova normativa per l uso della fiamma a bordo delle navi nel porto di Genova;
4 VISTA VISTA la propria ordinanza n 61 in data 11 aprile 2001 concernente la nuova regolamentazione del Servizio Integrativo Antincendio nel porto di Genova; la propria ordinanza n 32 in data , concernente la nuova disciplina degli Accosti nel porto di Genova; CONSIDERATA la necessità di emanare un nuovo Regolamento di Sicurezza e dei Servizi Marittimi del porto di Genova alla luce delle innovazioni intervenute nella materia; ORDINA Art.1 E approvato e reso esecutivo il nuovo Regolamento di Sicurezza e dei Servizi Marittimi del Porto di Genova, allegato alla presente ordinanza di cui fa parte integrante. Art.2 Il predetto Regolamento entra in vigore a decorrere dal 01 febbraio 2003 e sostituirà, da quella data, ogni altra norma incompatibile, fra le quali il Regolamento approvato con ordinanza n.10/96 in data 15 febbraio 1996 citato nelle premesse. Art.3. Ferma restando l applicazione degli articoli del Codice della Navigazione e delle altre leggi vigenti in materia, le inosservanze alla presente ordinanza saranno punite, salvo che il fatto configuri diverso e più grave reato e fatte salve eventuali responsabilità civili o penali derivanti dall illecito comportamento: 1. qualora si tratti di violazioni inerenti la polizia portuale, ai sensi dell articolo comma del codice della navigazione che prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1032 ad 6197; 2. qualora si tratti di violazioni attinenti la sicurezza della navigazione, ai sensi dell articolo 1231 che prevede l arresto fino a tre mesi o l ammenda fino 207; E fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente ordinanza. Genova, 10 gennaio 2003 F.to IL COMANDANTE C.A. (CP) Raimondo POLLASTRINI
5 INDICE CAPO I Generalità Pag. 1 CAPO II Lavori a bordo con uso di fiamma Pag. 3 Lavori a bordo senza uso di fiamma Pag. 7 CAPO III Servizio Integrativo antincendio Pag. 8 CAPO IV Consulenti Chimici del Porto Pag. 9 CAPO V Rifornimento di olii combustibili e lubrificanti Alle navi in porto (Bunkeraggio) Pag. 10 CAPO VI Depositi Costieri Pag. 20 CAPO VII Canali/Frequenze VHF/FM utilizzabili in ambito Portuale Pag. 21 CAPO VIII Utilizzo delle apparecchiature gammografiche e radiografiche a bordo di unità ormeggiate in porto Pag. 22 CAPO IX Movimento e stazionamento del naviglio all interno del Porto e della rada Pag. 23 CAPO X Servizi tecnico-nautici Pag. 36 CAPO XI Disciplina della pesca in porto Pag. 39 CAPO XII Accesso e circolazione stradale in porto Pag. 41 CAPO XIII Imbarco e sbarco passeggeri Pag. 42 CAPO XIV Divieti di carattere generale Pag. 44
6 REGOLAMENTO DI SICUREZZA E DEI SERVIZI MARITTIMI DEL PORTO DI GENOVA CAPO I GENERALITÀ Art. 1 Campo di applicazione e normativa di riferimento Il presente Regolamento si applica a tutto il porto di Genova, da Punta Vagno alla sponda destra del Rio Lavandè inclusi, ed intende regolamentare le funzioni di polizia e di sicurezza previste dal Codice della Navigazione e da altre leggi speciali, di competenza dell'autorità Marittima. Per quanto attiene alle altre attività svolte nel porto, si rimanda alla regolamentazione in materia emanata dall Autorità Marittima e dall Autorità Portuale nell ambito delle rispettive competenze. Le norme del presente Regolamento sono integrative di quelle contenute nella legislazione nazionale ed internazionale applicabile in materia. Art. 2 Ambito del porto Fanno parte del porto di Genova l avamporto, i bacini delle Grazie, della Fiera, del Porto Vecchio, della Lanterna e di Sampierdarena, la foce del Polcevera, il canale di calma fra il terrapieno e la diga dell aeroporto, la darsena petroli, il bacino di Sestri Ponente ed il bacino di Voltri - Pra. - Limite delle 5 miglia: linea di riferimento per stabilire l ora di arrivo delle unità mercantili, ad eccezione delle navi cisterna. E costituita da due archi di circonferenza del raggio di 5 miglia, centrati rispettivamente sulla torre di controllo e sul sito radar di Voltri (in corrispondenza del fanale n.1581 E.F.), che vanno dalla costa al rilevamento 190 dai predetti punti e dalla linea retta congiungente i due sopracitati archi di circonferenza. E divisa in settori, da A ad O, di circa 15 ciascuno; - Fase di avvicinamento: si intende per fase di avvicinamento l insieme di operazioni legate all arrivo della nave in porto e compiute all interno dell area di copertura del sistema. La rada è invece la zona di mare antistante il porto dove possono ancorare le navi, come dalla regolamentazione di cui al Capo IX del presente Regolamento. Art. 3 Darsena Petroli di Multedo Tutto quanto concerne: - L'operatività delle navi cisterna al porto petroli; - il servizio di prevenzione incendi e inquinamenti predisposto in tale area; - il bunkeraggio; è disciplinato dall apposito Regolamento di sicurezza in vigore. Art.4 Sicurezza antincendio a bordo Le navi presenti in porto sono tenute a mantenere in efficienza ed in stato di pronto funzionamento gli impianti ed i servizi di bordo, per la segnalazione ed estinzione degli incendi. Sulle stesse navi deve essere disposto un servizio di vigilanza a mezzo del personale di bordo o di personale appositamente autorizzato dalla Capitaneria di Porto di Genova che può effettuare, in qualsiasi momento, ispezioni a bordo volte ad accertare il rispetto della presente disposizione
7 Art. 5 Incendio a bordo di navi In caso di incendio a bordo, il comandante della nave o il personale di guardia deve darne immediato avviso ai Vigili del Fuoco e alla Capitaneria di Porto, iniziando immediatamente le operazioni di spegnimento e di isolamento, con i mezzi antincendio di bordo. I comandi di bordo devono attenersi alle disposizioni impartite dalla Capitaneria di Porto per tutto quanto si riferisce alla sicurezza del porto e delle altre navi ivi ormeggiate o ancorate. La predetta Autorità Marittima ha la facoltà di disporre l invio a bordo di personale e/o materiali del Servizio Integrativo Antincendio qualora a suo giudizio, i mezzi di bordo non fossero ritenuti sufficienti ed idonei per affrontare l emergenza, compreso l eventuale impiego di rimorchiatori dotati di apparati antincendio
8 CAPO II LAVORI A BORDO CON USO DI FIAMMA Art. 6 Generalità e campo di applicazione L uso delle miscele ossiacetileniche, della fiamma ossidrica, della saldatura elettrica o comunque di fonti termiche a bordo delle navi e dei galleggianti ormeggiati nel porto di Genova è subordinato al preventivo nulla-osta della Capitaneria di Porto di Genova secondo la procedura stabilita dalle norme contenute nella presente Ordinanza, che hanno lo scopo di integrare e facilitare l applicazione delle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n 272/99 del 27 luglio 1999 Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori nell espletamento di operazioni e servizi portuali, nonché di operazioni di manutenzione, riparazione e trasformazione delle navi in ambito portuale, a norma della legge 31 dicembre 1998 n Art. 7 Norme applicabili L esecuzione di lavori che comportino l uso di fiamma deve avvenire nel rispetto delle procedure e secondo le modalità del citato Decreto Leg.vo n.272/99 e, per quanto applicabile, in concreta osservanza della normativa antinfortunistica,di igiene del lavoro e di prevenzione incendi vigente in materia. Quanto sopra non esime il datore di lavoro dall adottare le misure necessarie al fine di tutelare l integrità fisica dei lavoratori,secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica. (Art codice civile) Art. 8 Definizione dei lavori che comportano l impiego di fonti termiche a bordo delle navi Ai fini dell applicazione delle disposizioni contenute nella presente ordinanza, i lavori che comportano l uso di fonti termiche a bordo delle navi vengono suddivisi nelle seguenti tipologie: TIPO A: LAVORI IN AMBIENTI ESTERNI (A 1) E INTERNI (A 2) interessanti: - A 1: le sovrastrutture di coperta quali scalette per l accesso ai ponti, salpaancore, alberatura, strutture di supporto alle lance di salvataggio, passacavi, sostituzione degli zinchi a scafo. - A 2: le sistemazioni interne di locali alloggi e di vita nei quali non siano presenti sostanze potenzialmente pericolose: cabine, mense, sale da pranzo, da ristoro, car decks e altre strutture sporgernti di garages e di stive aperte, vuote e pulite. TIPO B: LAVORI IN AMBIENTI INTERNI interessanti: - B 1: locali apparato motore, timoneria, caldaie e apparati vari, altri locali interni diversi da quelli elencati in A2, C1 e C2. - B 2: locali pompe
9 TIPO C: LAVORI IN AMBIENTI INTERNI, ANGUSTI E/O PERICOLOSI - C 1: gavoni, doppi fondi, intercapedini, casse di zavorra. - C 2: cisterne del carico, altri locali chiusi, angusti e /o pericolosi ai quali sono applicabili le disposizioni degli artt. 48 e 49 del Decreto Leg.vo n 272/99. Art. 9 Procedura per il rilascio del nulla osta all uso di fiamma per i lavori di tipo A) Il rilascio del nulla osta è subordinato all adempimento della procedura di cui al successivo art.5 con le seguenti eccezioni: 1) non deve essere richiesto il preventivo parere del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco 2) Non è richiesta la presentazione dei piani antincendio, della planimetria della nave e della lista equipaggio (punti 3, 5 e 6 del successivo art.5). La procedura di cui al presente paragrafo non è applicabile quando l uso di fiamma riguardi lavori di tipo A1 e A2 da eseguire su strutture tra quelle descritte e specificate all art. 3 che siano in contatto con locali o spazi chiusi della nave, o con locali e spazi che possono presentare rischi di incendio o di esplosione per la presenza di materiali di coibentazione o altre sostanze combustibili (residui oleosi, stracci, pareti in legno ecc.) o infiammabili, né quando a bordo delle navi si trovino merci pericolose. Art. 10 Procedure per il rilascio del nulla osta all uso della fiamma a bordo per l esecuzione di lavori tipo B) e C). a) Il titolare dell impresa di manutenzione, riparazione e trasformazione navale ovvero b) il comandante della nave ovvero c) un loro rappresentante all uopo delegato deve presentare apposita domanda in carta da bollo, in duplice copia, alla Sezione Tecnica della Capitaneria di Porto, redatta in modo conforme al facsimile allegato 1. Ad essa deve essere allegato: 1.a lettera dell agenzia raccomandataria della nave, per conto dell armatore, con la quale vengono affidati i lavori ad una impresa di riparazione, trasformazione o manutenzione navale fra quelle autorizzate dall Autorità Portuale ad operare nel porto di Genova; 1.b ovvero dichiarazione del Comandante che i lavori vengono eseguiti dal personale facente parte dell equipaggio della nave 2. lettera dell officina con la quale si conferma l assunzione dei lavori (caso 1a) 3. copia dei piani antincendio della nave (che verranno restituiti prima della partenza), corredata dalla dichiarazione del comandante dell unità circa: - la presenza di un servizio di ronda, sia diurno che notturno, pronto ad intervenire in caso di necessità; - l efficienza dei mezzi antincendio presenti a bordo; 4. certificato di non pericolosità rilasciato dal consulente chimico del porto; 5. planimetria della nave o di parte di questa, ove devono essere indicate le posizioni dei previsti lavori, nonché le vie di sfuggita; 6. lista equipaggio; - 4 -
10 La domanda, una volta annotata nell apposito registro istituito presso la Sezione Tecnica della Capitaneria di Porto, viene contestualmente inviata, via fax, all Azienda U.S.L. n.3 di Genova. Una copia della domanda rimane agli atti presso l Autorità Marittima, l altra è consegnata all interessato che la produrrà al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, al fine di ottenere il parere conforme con le prescrizioni del caso. La Capitaneria di Porto, dopo aver preso atto dell esito positivo di tale parere ed aver imposto le proprie prescrizioni sul certificato di non pericolosità, rilascerà, numerandolo, il nulla osta all uso di fiamma e invierà copia del medesimo all Azienda U.S.L. Art. 11 Esecuzione di lavori con uso di fiamma durante diverse soste della nave in porto. Le navi che nel corso del periodo di validità del certificato di non pericolosità scalino più volte il porto di Genova e che avessero necessità di completare o eseguire i lavori nel corso di più soste successive, non iniziati o portati a termine durante lo scalo precedente, prima di continuare/iniziare i lavori suddetti dovranno munirsi di un nuovo certificato di non pericolosità rilasciato dal Chimico del porto, attestante il mantenimento a bordo delle condizioni riscontrate in occasione degli accertamenti effettuati per il rilascio del certificato iniziale. Il/i certificato/i successivo/i dovranno essere esibiti all Ufficio Tecnico della Capitaneria di Porto unitamente all Autorizzazione già rilasciata per essere convalidata facendo riferimento al nuovo certificato. Art. 12 Proroga Salvo il caso in cui l Armatore, un suo legale rappresentante o il titolare dell impresa di manutenzione, riparazione o trasformazione navale, ovvero il Comandante della nave, intendano avvalersi di diversa officina per la prosecuzione dei lavori, nel qual caso si procede al rilascio di una nuova autorizzazione, la proroga è concessa dall Autorità Marittima previa presentazione del certificato di non pericolosità rilasciato dal consulente chimico del porto, sul quale vengono indicate le prescrizioni del caso. La proroga è comunicata via fax all Azienda A.S.L. n.3 di Genova. Art. 13 Lavori con l uso di fiamma a bordo di navi in rada - Divieti Non possono essere autorizzati, di massima, lavori che comportino l uso di fonti termiche a bordo delle navi che sostano nella rada di Genova, salvo casi particolari di emergenza che saranno valutati di volta in volta dalla Capitaneria di porto. In caso positivo si applica la procedura di cui al precedenti articoli 4 e 5, ferma restando la facoltà per la Capitaneria di dettare ulteriori prescrizioni rispetto a quelle normalmente imposte. Le navi alla fonda in rada che a seguito dell esecuzione dei lavori autorizzati non possono usare le macchine e/o gli organi di governo, dovranno essere assistite da un rimorchiatore di potenza adeguata per tutto il tempo di indisponibilità dei motori di propulsione principali e/o degli organi di governo. Art. 14 Presidi antincendio e dispositivi di protezione individuale per le guardie ai fuochi Durante la sorveglianza ai lavori con uso di fonti termiche, svolto secondo le disposizioni contenute nell art. 3 del Regolamento per l espletamento del servizio integrativo antincendio nel porto di Genova (vedasi stralcio allegato 2) approvato con ordinanza n 61/2001 citata in premessa, ferme restando le eventuali disposizioni che verranno impartite per ogni singolo lavoro o in occasione di ispezioni, ciascuna guardia ai fuochi deve essere dotata di: - 5 -
11 tuta tipo ignifugo e/o completo tipo nomex ; - stivali da intervento ; - elmetto; - guanti; - cinturone (ove richiesto dalla precarietà del luogo di lavoro) Lavori di tipo A - almeno un estintore di tipo idoneo, omologato ed efficiente- in aggiunta alla dotazione nave (*) Quando i lavori devono essere eseguiti all interno delle stive e garages aperti, vuoti e puliti la dotazione della guardia ai fuochi deve essere quella prevista per i lavori di tipo B. Lavori di tipo B - autorespiratore a ciclo aperto, efficiente e pronto all uso in aggiunta alla dotazione nave (*) - almeno un estintore di tipo idoneo, omologato ed efficiente in aggiunta alla dotazione nave (*) - per più punti di lavoro adiacenti, un estintore carrellato da 50 kg. ove trasportabile, o, in alternativa, due estintori(*) - lampada autoalimentata di tipo stagno; - manichetta antincendio dell impianto fisso di bordo in pressione e pronta all uso; Quando i lavori di tipo B si svolgono contemporaneamente in più punti devono essere impiegate almeno due guardie ai fuochi Lavori di tipo C - autorespiratore a ciclo aperto, efficiente e pronto all uso in aggiunta alla dotazione nave (*) - almeno due estintori di tipo idoneo, omologati ed efficienti in aggiunta alla dotazione nave (*) - lampada autoalimentata di tipo stagno; - manichetta antincendio dell impianto fisso di bordo in pressione e pronta all uso. Durante l esecuzione dei lavori di tipo C dovranno essere impiegate almeno due guardie ai fuochi in posizione strategica. (*) NEL CASO IN CUI LA SORVEGLIANZA ANTINCENDIO VENGA SVOLTA DALL EQUIPAGGIO DELLA NAVE,IL PERSONALE DEVE ESSERE DOTATO DI TUTTE LA ATTREZZATURE E I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI DEL PRESENTE ARTICOLO, AD ECCEZIONE DELLE APPARECCHIATURE CONTRASSEGNATE (*) CHE POSSONO ESSERE QUELLE IN DOTAZIONE ALLA NAVE, A CONDIZIONE CHE SIANO EFFICIENTI E PRONTE ALL USO Prima dell inizio dei lavori il personale della guardia ai fuochi dovrà accertarsi: - della dislocazione dei presidi antincendio di bordo posti nelle vicinanze dell area interessata dai lavori con fiamma; - della funzionalità dei suddetti impianti; - dell esistenza e della completa fruibilità di idonee vie di fuga dalla zona interessata ai lavori e fino a spazi sicuri all esterno; le aperture di sfuggita devono essere, di norma, almeno due per ogni locale ove è prevista la lavorazione; - che nei luoghi contigui non vengano effettuati lavori pericolosi e/o incompatibili o non autorizzati
12 - della presenza di gas tecnici in misura strettamente necessaria alle lavorazioni in corso; - che sia stato installato un idoneo sistema di illuminazione di sicurezza, sia nella zona delle lavorazioni che nelle vie di fuga, eventualmente realizzato a mezzo di lampade autoalimentate; - che sia assicurato l ordine e la pulizia nella zona interessata ai lavori Durante i lavori il personale della guardia ai fuochi dovrà: - mantenersi ad adeguata distanza dal personale impegnato nei lavori in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di incidente. La posizione dovrà comunque essere tale da avvertire il segnale di allarme degli apparecchi di controllo manuale, utilizzati in ambienti a ventilazione impedita ai sensi della legge vigente; - segnalare alla persona esperta responsabile dell operazione, nominata ai sensi dell art. 46, 2 comma lettera c del Decreto Leg.vo 272/99, l eventuale inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale degli operai impegnati nei lavori; - accertarsi che le vie di fuga restino sempre libere da ostacoli; - accertarsi che sia assicurata una idonea e adeguata ventilazione dei locali, in aggiunta alle aspirazioni localizzate - in caso di palesi inadempienze darne tempestiva comunicazione alla persona esperta di cui sopra, bloccare i lavori ed informare la Capitaneria di Porto. LAVORI A BORDO SENZA USO DI FIAMMA Art. 15 Procedure per il rilascio dell autorizzazione Tutti coloro che hanno necessità di effettuare lavori a bordo delle navi ormeggiate nel porto o in rada senza l utilizzo di miscele ossiacetileniche, fiamme ossidriche o saldatura elettrica, escluse quelle ormeggiate nell area delle riparazioni navali compresi i bacini di carenaggio, devono richiedere preventivamente ed ottenere specifica autorizzazione dalla Sezione Tecnica della Capitaneria di Porto, presentando domanda in bollo, in duplice copia, dalla quale risulti: 1. il nominativo della nave; 2. il tipo di lavori che si intende effettuare ed i locali interessati; 3. l incidenza che avranno sull operatività della nave e la durata degli stessi; 4. la dichiarazione del datore di lavoro di essere a conoscenza delle disposizioni del decreto legislativo 27 luglio 1999, n in particolare del capo II titolo II e che esse verranno fatte rispettare; 5. la dichiarazione dell impresa che gestisce il terminal di essere a conoscenza dell effettuazione di tali lavori e che da parte propria nulla osta alla realizzazione degli stessi. Qualora tale attività venga svolta da un'officina autorizzata ad operare in porto, oltre alle precedenti indicazioni, dovrà essere chiaramente specificato: - il responsabile tecnico dei lavori a bordo; - la sua reperibilità telefonica; La Capitaneria di Porto invia all'azienda U.S.L. n.3 di Genova copia dell'autorizzazione rilasciata, al fine di consentire la vigilanza dell'organo competente. Art. 16 Interventi di manutenzione di impianti i cui componenti contengano amianto Qualora gli interventi di manutenzione o rimozione di impianti - i cui componenti contengano amianto - presenti a bordo di navi o unità equiparate, vengano effettuati in cantiere, in porto ovvero in rada, si applicherà integralmente il decreto 20 agosto 1999 emanato dal Ministero della Sanità
13 CAPO III SERVIZIO INTEGRATIVO ANTINCENDIO Art. 17 Disciplina del servizio Si applicano, per quanto riguarda il servizio integrativo antincendio sia a bordo che a terra, le norme contenute nell ordinanza n 61 in data della Capitaneria di Porto di Genova, allegato n 1 al presente Regolamento del quale ne fa parte integrante. Rimangono ferme le competenze e le responsabilità attribuite dalla vigente normativa al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in materia dei organizzazione del servizio antincendio nei porti e, in particolare, dalla Legge 13,5,1940 n 690 e successive modificazioni e integrazioni
14 CAPO IV CONSULENTI CHIMICI DI PORTO Art. 18 Disciplina dell attività Per quanto concerne la disciplina dell attività dei consulenti chimici di porto, si applicano integralmente le disposizioni emanate dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione con circolare prot. n. DEM 3/SP 1160 in data 10 dicembre Le predette disposizioni sono riportate nell allegato n. 3 che fa parte integrante del presente Regolamento
15 CAPO V RIFORNIMENTO DI OLI COMBUSTIBILI ALLE NAVI IN PORTO (BUNKERAGGIO) A) Disposizioni relative al rilascio delle concessione per il rifornimento tramite bettolina Art. 19 Concessione Il servizio di rifornimento di oli combustibili (bunker) mediante bettolina nell ambito del circondario marittimo, del porto e nella rada di Genova può essere svolto soltanto a seguito di concessione rilasciata dalla Capitaneria di Porto di Genova, ai sensi degli articoli 66 del Codice della Navigazione e 60 del relativo Regolamento di esecuzione Art. 20 Domanda Chi intende espletare il servizio di rifornimento mediante bettolina nell ambito del circondario marittimo, del porto e nella rada di Genova deve presentare apposita domanda in carta legale. Nella domanda devono essere dichiarati: a) - nome, cognome, luogo e data di nascita, cittadinanza, residenza se persona fisica, denominazione o ragione sociale, sede, nome e cognome del legale rappresentante se società; b) - nome e cognome dell eventuale procuratore; c) - l organico dei dipendenti (marittimi e terrestri) e dei quadri dirigenziali con l indicazione, per ciascun nominativo, della data di assunzione e delle mansioni cui è adibito; d) - il numero e il tipo delle unità di cui è dotata destinate al servizio e titolo del possesso o della detenzione (proprietà, noleggio, etc.) e) - durata della concessione richiesta, in relazione al livello degli investimenti effettuati; f) - il possesso,anche autocertificato quando consentito,dei requisiti prescritti elencati nell articolo successivo. Art. 21 Requisiti Per il rilascio delle concessioni, le domande presentate saranno valutate sulla base dei seguenti requisiti: a) - idoneità personale e capacità professionale al servizio di rifornimento attestata dalla struttura dell impresa nonché dall attività svolta negli ultimi tre anni nel settore del trasporto marittimo di prodotti petroliferi b) - iscrizione nel registro degli esercenti di commercio o nel registro delle imprese presso la C.C.I.A.A.; c) - capacità tecnica consistente nella disponibilità, per un periodo non inferiore alla durata della concessione, dei mezzi navali da destinare al servizio, conformi alle relative norme in materia di sicurezza e nell ottica di un progressivo miglioramento del livello di qualità tecnica, nonché sulla disponibilità di personale marittimo con esperienza di navigazione a bordo di navi cisterna che deve; - essere addestrato alla movimentazione di prodotti petroliferi e alla conservazione della qualità dei medesimi - essere inquadrato con contratto di lavoro le cui condizioni economiche e normative non siano inferiori a quelle del contratto di lavoro applicato nel settore bunkeraggio; - essere in possesso della certificazione richiesta dalla convenzione STCW 95; Il numero dei mezzi navali disponibili deve essere sufficiente a far fronte alle prevedibili esigenze del traffico; il concessionario deve altresì dare la propria disponibilità ad adeguare i mezzi a disposizione a seguito di richiesta della Capitaneria di Porto di Genova
16 d) - capacità finanziaria rilevabile, per l impresa individuale, dalle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e per le Società da un patrimonio netto non inferiore a euro, certificato dal Presidente del collegio sindacale; e) - assenza di procedure concorsuali; f) - assenza di condanne per delitti puniti con pena superiore nel minimo a tre anni di reclusione, oppure per contrabbando, truffa, appropriazione indebita o per delitti contro la fede pubblica, salvo che sia intervenuta la riabilitazione; g) - non essere destinatario di misure di prevenzione ai sensi della vigente normativa; h) - idonea copertura assicurativa per i danni derivanti dall espletamento del servizio,ivi compresa la copertura P & I per i danni da inquinamento marino. Il possesso dei requisiti sopra elencati deve perdurare per tutto il periodo di vigenza della concessione; la loro sussistenza può essere verificata in qualsiasi momento da parte della Capitaneria di porto di Genova nell ambito dei poteri di vigilanza sull attività. Art. 22 Durata della concessione La durata della concessione è fissata normalmente in quattro anni, a meno che non venga richiesto un periodo più lungo, coerente con il livello degli investimenti effettuati o da effettuare ed al conseguente impegno finanziario. La durata della concessione non potrà comunque essere, di norma, inferiore a due anni. Art. 23 Canone- Cauzione Il concessionario è tenuto al pagamento di un canone annuo calcolato sulla base dell importo di 0,50 Euro per ogni tonnellata di stazza netta dei mezzi navali complessivamente destinati allo svolgimento del servizio. Il canone viene aggiornato annualmente secondo le modalità stabilite per le concessioni dei beni demaniali marittimi. Il concessionario è tenuto a prestare idonea cauzione, anche sotto forma di fidejussione bancaria o polizza assicurativa con società di rilevanza nazionale, pari a due annualità del canone, ma che in nessun caso può essere inferiore a Euro. Art. 24 Decadenza Il Comandante del Porto di Genova può dichiarare la decadenza del concessionario senza alcun diritto all indennizzo, con provvedimento motivato, nei seguenti casi: a. perdita di uno dei requisiti previsti per il rilascio della concessione (art.21 del presente Regolamento) b. omesso pagamento del canone annuale; c. abusiva sostituzione di altri soggetti nell esercizio della concessione; d. inadempimento degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di legge o di regolamenti, comprese le norme in materia di bunkeraggio contenute degli articoli successivi; e. mancato esercizio della concessione; f. in tutti gli altri casi previsti dall articolo 47 del Codice della Navigazione. Art. 25 Tariffe Le tariffe del servizio di bunkeraggio sono lasciate alla libera determinazione dei concessionari e devono intendersi quali tariffe massime. Le stesse e le loro eventuali variazioni devono essere comunicate con congruo anticipo alla Capitaneria di Porto e diffuse, per conoscenza, alla locale Autorità Portuale, alla C.C.I.A.A., a tutte le Associazioni dell utenza portuale ed a quanti, privati od Enti, avessero interesse alla conoscenza
17 B)Generalità sulle operazioni di bunkeraggio Art. 26 Modalità Nell ambito del Porto di Genova il bunkeraggio può essere effettuato a mezzo di bettolina, mediante oleodotto, con distributori mobili conformi al D.M. 19 marzo 1990, con distributore fisso in banchina e con autobotti. Le modalità e le norme per il bunkeraggio da effettuarsi nel Porto petroli di Multedo sono contenute nello specifico Regolamento di polizia portuale e sicurezza del Porto Petroli di Genova/Multedo approvato con Ordinanza N 253/97 in data e successive modifiche della Capitaneria di Porto di Genova. - Le operazioni di rifornimento/bunkeraggio non possono essere effettuate in caso di cattive condizioni meteorologiche o di maltempo accompagnate da scariche atmosferiche e, se iniziate, devono essere sospese immediatamente; - Le operazioni di rifornimento/bunkeraggio possono essere eseguite nell arco delle ventiquattro ore. Nel caso di operazioni in ore notturne, la zona interessata deve essere adeguatamente illuminata; l intensità di illuminazione (illuminamento) non deve risultare inferiore a 10 lux ad 1 metro dai piani di lavoro. - Qualora si verifichino fuoriuscite di prodotto, eventi dannosi o stati di pericolo durante lo svolgimento delle operazioni di rifornimento/bunkeraggio, il Comandante della nave e gli addetti delle ditte che forniscono il prodotto sono tenuti a sospendere immediatamente le operazioni, informando contemporaneamente la Capitaneria di Porto che provvederà ad adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni, finalizzati al contenimento dell evento e ad evitare ulteriori e più gravi conseguenze. In presenza di spandimenti, dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti idonei ad evitare la fuoriuscita ed a limitare l entità dello sversamento. L obbligo d informazione sussiste anche al verificarsi di qualsiasi altro evento che interessi la sicurezza delle navi, delle persone e delle infrastrutture portuali. Sono a carico del fornitore del servizio e/o della nave, secondo le rispettive responsabilità, le spese per la bonifica della zona inquinata. Le operazioni di rifornimento/bunkeraggio potranno essere riprese solo a seguito di autorizzazione da parte della Capitaneria di Porto. Art. 27 Caratteristiche e requisiti delle manichette Le manichette utilizzate nelle operazioni di bunkeraggio devono: 1. essere costruite in conformità alle norme EN 1765 o BS 1435; 2. essere collaudate all atto della fornitura; 3. essere periodicamente controllate, pressate ogni 12 mesi indipendentemente dal numero delle ore di lavoro allo scopo di accertare la loro integrità (Circolare n 105 del del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Unità di gestione delle infrastrutture per la navigazione e demanio marittimo). Ogni manichetta impiegata deve essere inoltre dotata di apposito certificato sul quale devono essere riportate, tra l altro, le condizioni massime ammissibili di esercizio che devono essere stampigliate anche su ogni singola manichetta, così come previsto dalla vigente normativa (D.M. 3 maggio 1984).I suddetti certificati, copia dei quali deve essere esibita a richiesta del personale che effettua i controlli a bordo, devono contenere le ulteriori seguenti informazioni: 1. massima pressione di esercizio; 2. massima temperatura di esercizio; 3. prodotti per i quali sono riconosciute idonee; 4. data e pressione di collaudo; 5. certificato di collaudo. I dati di identificazione delle manichette devono essere stampigliati sulle flange o sulle manichette. Il dato relativo alla massima temperatura di esercizio da riportare sui certificati, è richiesto per le manichette acquistate dopo il 1 luglio
18 C) Operazioni di bunkeraggio da bettolina Art. 28 Comunicazione della società concessionaria del servizio Prima dell inizio di ogni operazione di bunkeraggio,la Società concessionaria fornitrice dovrà inviare per iscritto (via fax/posta elettronica) alla Sezione Tecnica della Capitaneria di Porto di Genova, con almeno quattro ore di anticipo sull ora di inizio delle operazioni,le seguenti notizie: 1. il nome della nave da rifornire ed il suo ormeggio; 2. data/ora prevista per l operazione; 3. il tipo, le caratteristiche (punto di infiammabilità, temperatura, categoria di appartenenza) la quantità del prodotto da rifornire. La Capitaneria di Porto prende atto della comunicazione e potrà stabilire eventuali ulteriori o diverse prescrizioni da osservare, rispetto a quelle riportate negli articoli seguenti Art.29 Requisiti delle bettoline Le bettoline impiegate nel servizio di rifornimento alle navi devono ottemperare, oltre che a tutte le nome vigenti in materia di sicurezza della navigazione, ad esse applicabili, anche alle sottoelencate prescrizioni e dovranno, pertanto, essere dotate di: - impianti e dotazioni idonee (es. reticelle taglia-fiamma, punti caldi protetti, distanziatori, parabordi, etc.) al fine di poter effettuare operazioni di bunkeraggio in sicurezza, anche a navi che trasportano prodotti pericolosi; - attrezzature e dotazioni idonee a prevenire e contenere sversamenti di idrocarburi in mare (es. efficienti sistemi di chiusura degli ombrinali, ghiotte per la raccolta di eventuali colaggi, scorte di materiali assorbenti inerti); - bottazzi di gomma o legno lungo le fiancate, cavi da ormeggio non metallici in buone condizioni d uso, reticelle parafiamma a tutti gli scarichi. Art.30 Prescrizioni da osservare nel rifornimento a nave ormeggiata in banchina 1. Il Comandante della bettolina deve avvertire via VHF o telefono la Centrale Operativa della Capitaneria di Porto dell inizio delle operazioni; 2. La nave da rifornire, qualora stia movimentando liquidi infiammabili di categoria A o B, oppure stia imbarcando o sbarcando merci pericolose in colli appartenenti alle classi 1,2,3,4, 5 e 7, deve sospendere le suddette operazioni per tutta la durata del rifornimento. E consentito il bunkeraggio delle navi cisterna, chimichiere e gasiere non degasificate soltanto durante le operazioni di discarica. Durante la caricazione il rifornimento è consentito solo nel caso in cui la nave stia imbarcando prodotti aventi punto di infiammabilità >a 60 C e a condizione che:? Per tutta la durata del bunkeraggio sulla nave sia presente un operatore della bettolina in prossimità del connettore, pronto ad effettuare il distacco rapido in caso di necessità. La bettolina deve essere sempre in condizione di allontanarsi con i propri mezzi in caso di emergenza;? La bettolina sia dotata di un rilevatore portatile di gas nell atmosfera;? Gli strumenti per effettuare la connessione siano del tipo antiscintilla. 3. Nel caso di navi cisterna,gasiere, chimichiere con liquidi pericolosi o vuote, ma non degassificate, devono essere interrotte eventuali operazioni di zavorramento (per navi non SBT), spostamento del carico, lavaggio o pulizia delle cisterne. 4. Durante lo svolgimento delle operazioni a bordo della nave e della bettolina devono essere predisposti servizi continui di vigilanza antincendio ed antinquinamento a mezzo di personale facente parte dell equipaggio munito dei certificati prescritti dalla STCW 95 in materia antincendio
19 Le attrezzature antincendio di bordo devono essere in perfetta efficienza e immediatamente pronte all uso. Devono essere inoltre disponibili e pronti una riserva di sabbia e altro materiale oleoassorbente per arginare immediatamente eventuali colaggi. 5. Durante il rifornimento sia a bordo della nave e della bettolina, sia sulla banchina prospiciente non deve essere eseguito alcun lavoro che possa generare scintille, fiamma o calore. Nessuna operazione o lavoro portuale può essere effettuato lungo il lato della nave ove è affiancata la bettolina. 6. Durante le operazioni svolte in ore notturne devono essere garantiti i valori di illuminamento pari a 10 lux ai punti di connessione delle manichette ed alle manichette stesse. 7. La bettolina deve essere ormeggiata il più possibile lontano da sfoghi d aria o da sorgenti di vapori infiammabili; 8. Le navi e le bettoline intente nelle operazioni di bunkeraggio devono tenere alzato a riva il segnale corrispondente alla lettera B (bravo) del C.I.S. e una luce rossa durante le ore notturne. 9. Le manichette impiegate devono rispondere ai requisiti ed avere le caratteristiche riportati al precedente art. 27; inoltre, devono essere dotate di innesti a tenuta perfetta ed essere adeguatamente sorrette e di idonea lunghezza onde evitare strappi. 10. Deve essere assicurata, tramite idonei collegamenti di massa, l equipotenzialità elettrica tra nave e bettolina. 11. Il personale della unità rifornitrice (bettolina) deve attenersi alle disposizioni dell Ufficiale della nave da rifornire,designato dal Comando di bordo quale responsabile della direzione delle operazioni, relativamente all inizio, alla velocità di pompaggio ed alle interruzioni; a tal fine, prima dell inizio delle operazioni, egli dovrà concordare la rata e le prestazioni massime di pompaggio, le procedure per l arresto di emergenza ed il mezzo e le procedure di comunicazione tra bettolina e nave e viceversa, informando successivamente tutto il personale addetto alle operazioni. Il suddetto Ufficiale dovrà seguire personalmente le operazioni ed assicurarsi del buon andamento delle stesse effettuando preventivamente le necessarie verifiche alle tubazioni, alle casse e all impianto. 12. Tra la bettolina e la nave dovranno essere posizionati parabordi di dimensione e robustezza adeguata, atti a impedire il contatto diretto fra i due scafi. 13. Durante il rifornimento, gli ombrinali della nave e della bettolina devono rimanere chiusi. Qualora la bettolina sia ormeggiata con l ancora in mare, deve essere in grado di mollare rapidamente l ancora filandola per occhio ; a tal fine la bettolina deve essere in grado di liberare l ultima maglia della catena azionando il dispositivo dalla coperta. 14. Gli scarichi dei motori, della cucina e di altre fonti di calore della bettolina e della nave devono essere muniti tutti di rete parascintille. Art.31 Prescrizioni da osservare durante il bunkeraggio di navi alla fonda in rada Quando il rifornimento viene effettuato in rada devono essere osservate,oltre a quanto stabilito nei precedenti articoli 26, 27, 28, 29 e 30, le seguenti ulteriori disposizioni: 1. Le operazioni di bunkeraggio in rada possono essere eseguite soltanto nelle zone stabilite, di volta in volta, dalla Capitaneria di Porto. 2. Le operazioni di bunkeraggio in rada, fatti salvi casi particolari da valutare volta per volta, possono essere effettuate soltanto durante le ore diurne; 3. L unità di dimensioni maggiori deve essere ancorata ed essere in grado di mollare rapidamente l ancora, filandola per occhio ; a tal fine essa deve avere la possibilità di liberare l ultima maglia della catena azionando il dispositivo dalla coperta; 4. Le manovre di ormeggio e disormeggio della bettolina alla nave, devono essere effettuate nel rispetto delle Norme per evitare gli abbordi in mare (COLREG 72), a cura e sotto la responsabilità dei Comandanti delle due unità;
20 5. Al fine di evitare disguidi dovuti a incomprensioni, le comunicazioni tra nave e bettolina devono essere effettuate in una lingua precedentemente concordata, usando termini tecniconautici universalmente noti (vedasi Standard Marine Navigational Vocabulary IMO ); 6. Gli impianti antincendio di entrambe le unità devono essere efficienti e pronti all uso; a bordo delle due unità deve essere assicurato il servizio di vigilanza e prevenzione antincendio conforme a quanto disposto al punto 4 del precedente allegato 30.4; 7. Le condizioni meteomarine debbono essere favorevoli, le operazioni devono venire immediatamente interrotte al peggioramento delle condizioni stesse e, in ogni caso, dietro semplice richiesta, anche verbale, da parte della Capitaneria di Porto; 8. Durante la sosta in rada delle due unità affiancate, è vietata l esecuzione di lavori a bordo di entrambe le unità con uso di fiamma o che possano generare scintille o calore, anche se già autorizzati dalla Capitaneria di Porto a bordo delle singole unità; inoltre, al fine di consentire l immediato allontanamento delle due unità in caso di necessità, è assolutamente vieteta l esecuzione di qualsiasi altro lavoro a bordo,anche senza uso di fiamma, che possa impedire o semplicemente limitare o ritardare la capacità di manovra delle due navi 9. Durante le operazioni di rifornimento, da parte delle due unità deve essere effettuato ascolto radio continuo a mezzo apparato VHF/FM sulla frequenza dei servizi portuali (canale 12) 10. In caso di sospensione o interruzione del rifornimento, per qualsiasi motivo, la bettolina dovrà allontanarsi immediatamente dalla nave rifornita; 11. La Capitaneria di Porto relativamente alla pericolosità del prodotto da rifornire ed alle modalità del rifornimento, si riserva la facoltà di imporre, volta per volta e quando ne ricorra la necessità, ulteriori prescrizioni in materia di prevenzione antincendio e antinquinamento. D) Bunkeraggio da terra: oleodotti e distributori automatici Art. 32 Bunkeraggio mediante oleodotto Il rifornimento di combustibili liquidi può essere effettuato da terra mediante oleodotto limitatamente ai pontili ed alle calate dove esistono tubazioni provenienti da depositi regolarmente autorizzati. Art. 33 Bunkeraggio a mezzo di distributori automatici fissi sistemati in banchina I distributori automatici fissi, come definiti la decreto Legislativo n 32/1998 sono atti al rifornimento di combustibili/lubrificanti delle unità da traffico locale, pesca e diporto alle unità navali di dimensioni medio/piccole. Per effettuare il rifornimento è necessario ed indispensabile che il distributore sia in regola con la certificazione di prevenzione incendi rilasciata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Il responsabile del distributore stabilisce le misure di prevenzione e le attrezzature di protezione che debbono adottarsi durante le operazioni. Tali indicazioni sono contenute nel documento di cui all articolo 4 del decreto legislativo 626/94. Le operazioni di rifornimento a mezzo di distributori fissi installati in banchina sono soggette, oltre che all osservanza delle indicazioni di cui sopra, anche alle seguenti ulteriori prescrizioni: 1. I distributori automatici devono essere muniti dei dispositivi di sicurezza approvati dal Ministero dell Interno, in ottemperanza a quanto disposto dal Titolo I punto XVII del D.M. 31 luglio 1934, e dei dispositivi di captazione dei vapori di cui al Decreto del Ministero dell Ambiente 16 maggio 1996 e del successivo Regolamento recante norme per l installazione dei dispositivi di recupero dei vapori di benzina presso i distributori (approvato con D.M. n 76 in data 20 gennaio 1999 del Ministero dell Ambiente di concerto con il Ministero delle Attività Produttive e della Salute); 2. Le manichette devono essere integre e in perfette condizioni d impiego, per evitare spandimenti di prodotto a terra e in mare; 3. Le operazioni possono essere svolte anche in ore notturne a condizioni che presso il distributore e nei punti di rifornimento a bordo venga assicurato un illuminamento di intensità pari ad almeno 10 lux;
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI CAPITANERIA DI PORTO Guardia Costiera Monfalcone
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI CAPITANERIA DI PORTO Guardia Costiera Monfalcone ORDINANZA N 14/2005 Il Capitano di Fregata (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo e Comandante
Domanda di collaudo di impianto distributore di carburanti. D.Lgs. 11.2.1998 nr. 32, art. 1, comma 5 e L.R. nr. 33/88, art. 17.
Cod. modello 3.1.2.03 domanda collaudo.doc Da presentare in unica copia in bollo Prima di consegnare il presente modulo, munirsi di una fotocopia da far timbrare per ricevuta dall ufficio comunale competente

References: Art.1
 Art.2
 Art.3
 articolo 1231
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art.4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 art.5
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 Art. 10
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 Art. 14
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 art. 46
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 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 articolo 47
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art.29
 Art.30
 art. 27
 Art.31
 Art. 32
 Art. 33
 articolo 4
 art. 1
 art. 17