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L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane. Analisi dei casi francese e tedesco
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1 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane Analisi dei casi francese e tedesco2 Colophon ASSESSORATO ARTIGIANATO, ATTIVITÀ ESTRATTIVE, BILANCIO E FINANZE, PATRIMONIO, ATTUAZIONE DEL PIANO DI EDILIZIA SANITARIA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLE AZIENDE SANITARIE REGIONALI DI CONCERTO CON L ASSESSORE ALLA SANITÀ, PERSONALE E SUA ORGANIZZAZIONE, CONTROLLO DI GESTIONE, COOPERAZIONE VICEPRESIDENTE GIUNTA REGIONALE: Paolo Peveraro DIREZIONE ATTIVITA PRODUTTIVE Direttore: Giuseppe Benedetto SETTORE SISTEMA INFORMATIVO OSSERVATORIO DELL ARTIGIANATO Responsabile: Giuseppe Fiorenza Via Pisano, Torino Telefono Fax Coordinamento operativo, editing testi e supporto metodologico: Clara Merlo, Osservatorio regionale dell Artigianato Testi e ricerca a cura di: Davide Azzolini e Marco Sartoni, Laboratorio di Politiche, Corep, Torino Coordinamento scientifico: Renato Lanzetti, IRES Piemonte Impaginazione e stampa: Arti Grafiche Giacone, Chieri (TO) Maggio3 Indice INDICE INTRODUZIONE pag IL CASO FRANCESE pag Definizione e dimensioni del fenomeno pag Organizzazione e rappresentanza dell artigianato pag Altre organizzazioni pag L accesso al credito per le imprese artigiane pag Le politiche di promozione dell artigianato pag I programmi di finanziamento per le imprese artigiane pag Il sistema di garanzia pag I servizi di orientamento, informazione e consulenza finanziaria pag IL CASO TEDESCO pag Definizione e dimensioni del fenomeno pag Organizzazione e rappresentanza dell artigianato pag Altre organizzazioni pag L accesso al credito per le imprese artigiane pag Le politiche di promozione dell artigianato pag I programmi di finanziamento per le imprese artigiane pag Il sistema di garanzia pag I servizi di orientamento, informazione e consulenza finanziaria pag Best practices a livello regionale pag. 100 CONCLUSIONI pag. 107 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI pag. 123 RIFERIMENTI SITOGRAFICI pag. 129 ELECO DELLE PRINCIPALI SIGLE UTILIZZATE NEL TESTO pag. 135 APPENDICE pag. 141 Elenco delle professioni artigiane francesi pag. 143 Elenco delle professioni artigiane tedesche pag4 5 Introduzione6 7 Introduzione La promozione delle micro, piccole e medie imprese rappresenta un issue centrale nelle agende dei governi europei, a tutti livelli istituzionali. L Unione Europea, attraverso i suoi programmi finalizzati allo sviluppo regionale ed al rafforzamento della competitività, mette a disposizione delle PMI ingenti risorse finanziarie. Anche a livello nazionale e, in misura sempre crescente, a livello regionale l elaborazione e l attuazione di politiche pubbliche di promozione e sostegno alle imprese costituiscono obiettivi prioritari all interno delle linee programmatiche in tema di sviluppo economico territoriale. In questo quadro di politiche industriali trovano una certa rilevanza variabile, come vedremo, da paese a paese, per non dire da regione a regione le politiche in favore delle imprese artigiane. La presente ricerca si occupa di questo specifico settore delle politiche per le imprese e, più precisamente, delle politiche in tema di accesso al credito. L accesso al credito costituisce all interno dei sistemi produttivi europei un elemento cruciale per la sopravvivenza e lo sviluppo delle realtà imprenditoriali di più piccole dimensioni. Diverse indagini condotte a livello europeo dimostrano come il tema sia sentito, sia pur con diverse intensità, in tutti i Paesi europei (European Observatory for SMEs 2003). Nel contesto artigianale piemontese l accesso al credito e il rapporto con gli intermediari finanziari presenta alcuni elementi di criticità soprattutto per le imprese meno strutturate in riferimento al costo del credito ed alla difficoltà di offrire agli istituti bancari le garanzie richieste. La rilevanza che viene riconosciuta al tema è confermata dal fatto che l attuale dibattito sulla riforma della normativa regionale del settore in seguito anche al recente accordo internazionale Basilea 2 1 riguarda proprio l accesso al credito e gli strumenti di agevolazione e garanzia. L Osservatorio dell Artigianato della Regione Piemonte ha commissionato questa ricerca allo scopo di acquisire una conoscenza più approfondita sul tema dell accesso al credito per le imprese artigiane, così come esso si pone in altre realtà europee, e, in particolare, su come le autorità pubbliche dei diversi Paesi, a diversi livelli istituzionali, si sono attrezzate per affrontare il problema. Per una Regione come il Piemonte essere informata su come le altre Regioni, gli altri territori, si stiano muovendo nei vari ambiti dello sviluppo socio-economico è in un contesto europeo di apertura ed integrazione dei mercati una condizione sempre più necessaria, anche se ovviamente non sufficiente, per poter agire strategicamente. La competizione tra i territori si gioca, infatti, anche sulle capacità che i vari attori dimostrano nel saper produrre con continuità attività di analisi e confronto finalizzate a conoscere come problemi simili vengano trattati in altre realtà 1 L accordo di Basilea 2 è il nuovo accordo internazionale (che sostituisce il primo accordo di Basilea) sui requisiti patrimoniali delle banche. L accordo stabilisce che le banche dei Paesi aderenti all accordo dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti, valutati attraverso lo strumento del rating. 78 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane e, quindi, a rintracciare buone pratiche, a intraprendere percorsi di apprendimento ed anche ad evitare di incorrere in errori facilmente eludibili. Questo vale anche per il tema oggetto della presente ricerca. La ricerca si svolge in continuità con un precedente studio commissionato dallo stesso Osservatorio 2 attraverso il quale veniva ricostruito il variegato quadro del fenomeno dell artigianato in Europa ed approfonditi i casi francese, tedesco e italiano. Attraverso quello studio si era messo in evidenza come il fenomeno dell artigianato a livello europeo sia un fenomeno difficilmente catturabile, in quanto assume, nei singoli Paesi, forme e dimensioni molto diverse. La presente ricerca contiene un ulteriore approfondimento dei casi francese e tedesco. Due casi che, come vedremo, presentano aspetti di similarità con il caso italiano, ma dal quale, allo stesso tempo, se ne discostano sensibilmente. La scelta di studiare i casi francese e tedesco è derivata in seguito ad un indagine esplorativa iniziale attraverso la quale è emerso che i due Paesi pur nelle differenze sono i Paesi europei in cui l artigianato presenta delle caratteristiche più assimilabili a quello italiano, e quindi possono essere ritenuti i casi più adatti per uno studio di tipo comparativo. LE DOMANDE DELLA RICERCA Questo lavoro è finalizzato a rispondere principalmente a due gruppi di domande: il primo è volto a definire il problema dell accesso al credito per l artigianato nei due Paesi; il secondo mira, invece, a descrivere le soluzioni che i due Paesi hanno messo in campo per superare tale problema. 1. Sul rapporto tra banche e imprese artigiane: Qual è la rilevanza del ruolo del sistema creditizio per l artigianato? Con quali banche si rapportano principalmente le imprese artigiane? Quali strumenti finanziari vengono utilizzati più frequentemente? Quali sono (se vi sono) gli elementi di maggiore criticità nell accesso al credito? Quali servizi non finanziari forniscono le banche alle imprese? 2. Sulla strutturazione delle politiche pubbliche per l artigianato: Esistono delle politiche specifiche per il settore? A che livello istituzionale si collocano? Quali tipi di strumenti di agevolazione esistono? Quali misure promozionali vengono offerte dal pubblico alle imprese artigiane? Esistono, e che peso hanno, programmi promozionali di tipo non finanziario? 8 2 Osservatorio dell Artigianato, Regione Piemonte (2003), L artigianato in Europa e in Italia, Torino9 Introduzione I DUE STUDI DI CASO Effettuare studi comparativi a livello europeo in tema di artigianato è un operazione non priva di insidie. Questo perché l artigianato, nei vari Paesi, si è sviluppato secondo modelli talmente diversi tra loro che ad oggi risulta impossibile darne un unica definizione. Basandosi sulla tipologia proposta a livello europeo (Istituto Guglielmo Tagliacarne 2001) e ripresa anche nella già citata ricerca dell Osservatorio, in Europa attualmente sono ravvisabili tre distinti modelli di artigianato. Il primo modello, definito settoriale-dimensionale, è tale in considerazione della determinazione per via normativa delle dimensioni dell impresa e della meticolosa regolamentazione del settore (ad esempio, attraverso l imposizione di precise forme societarie alle imprese artigiane). I Paesi riferibili a questo modello sono Francia, Italia, i Paesi Bassi e il Portogallo. La delimitazione di una soglia massima di addetti (sia pure elastica e mutevole nel tempo e, come in Italia, tra i diversi settori di attività) costituisce il vincolo di base per la definizione dell impresa artigiana. Il secondo modello, il modello professionale, si è radicato in due Paesi germanofoni, Germania e Austria, e in Lussemburgo. Il modello professionale ha una natura essenzialmente diversa rispetto al modello precedente. In questi Paesi, la legislazione non definisce cosa siano le imprese artigiane, ma individua come oggetto della normativa la figura del mastro artigiano, titolo di studio che abilita all esercizio della professione. Un terzo modello è quello che considera unicamente l artigianato artistico. Tale modello è riscontrabile in Spagna e in ragione della sua ristretta definizione statistica ha un peso minimo sull insieme delle piccole e medie imprese nazionali. Vi è, infine, una categoria residuale, che corrisponde a quei Paesi in cui non esiste alcuna definizione legale di artigianato. Appartengono a tale categoria: Belgio, Finlandia, Irlanda, Grecia e Regno Unito. Considerando il fenomeno nelle sue dimensioni macro-quantitative, si rileva che Francia e Germania hanno uno stock complessivo di imprese artigiane molto simile: imprese in Francia contro le quasi tedesche. I dati considerati nascondono però due realtà estremamente diverse. Considerando la concentrazione di imprese per mille abitanti, si rileva come in Francia, rispetto alla popolazione, vi sia un numero di imprese artigiane decisamente più elevato: 14,2 per mille contro il 7,3 della Germania. Per quanto riguarda, invece, le dimensioni delle imprese, definite dal rapporto occupati/impresa e dalle stime sul fatturato, le imprese tedesche risultano essere mediamente circa il doppio più grandi di quelle italiane e francesi. Un impresa artigiana tedesca ha in media 5 occupati, contro i 2,6 francesi. Inoltre un impresa tedesca ha mediamente un giro di affari stimato in oltre annui, mentre un impresa francese registra un valore di poco superiore ai10 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane Tab. 1 - Alcuni dati a confronto tra Francia, Germania, Italia e Piemonte* Paese Modello N. imprese Concentrazione per mille abitanti Occupati Occupati/ impresa Francia Settoriale - dimensionale , ,6 Germania Professionale , ,1 Italia Piemonte Settoriale - dimensionale Settoriale - dimensionale , , , ,3 * Dati I CONTENUTI DEL TESTO Il testo si divide in due parti: la prima è dedicata al caso francese, la seconda al caso tedesco. Entrambe seguono la medesima struttura espositiva: ad una iniziale descrizione introduttiva del fenomeno, segue una ricostruzione del sistema organizzativo degli interessi e della rappresentanza dell artigianato, nonché una rassegna sui servizi da questa offerti alle imprese artigiane. Successivamente, viene riportato il tentativo di dare risposta alle due domande fondamentali della ricerca esposte sopra: dapprima analizzando le dimensioni di criticità nell accesso al credito delle imprese artigiane, nonché i caratteri essenziali del rapporto delle imprese con gli istituti di credito e con i diversi strumenti di finanziamento; in secondo luogo, studiando e descrivendo i programmi pubblici ed i servizi messi a disposizione delle imprese sul piano nazionale e su quello regionale, con particolare attenzione al tema dell accesso al credito. In sede conclusiva, sulla base degli elementi conoscitivi raccolti, vengono effettuate alcune comparazioni tra i due casi, e tra questi e il caso italiano, nel tentativo di fornire delle risposte solide e ragionate ai due interrogativi - chiave della ricerca e, quindi, di alimentare il dibattito piemontese sull artigianato con alcuni, nuovi, spunti di riflessione. METODOLOGIA 10 La ricerca è stata condotta ricorrendo alle seguenti fonti informative: ricerche e pubblicazioni di settore relative ai due Paesi considerati; siti internet di agenzie, enti di rappresentanza, enti istituzionali, enti di ricerca, istituti di credito, altre organizzazioni; interviste telefoniche e via mail ad osservatori privilegiati (camere dell artigianato, enti di rappresentanza e istituti di ricerca tedeschi e francesi).11 1. Il caso francese12 13 Il caso francese 1.1 DEFINIZIONE E DIMENSIONI DEL FENOMENO Come accade per l esperienza italiana e tedesca, l artigianato francese moderno nasce a metà degli anni 50: si tratta di un settore che presenta, in generale, caratteristiche simili all esperienza italiana con aziende che operano in diversi settori di attività (nell insieme, con un dimensionamento medio leggermente inferiore a quello italiano). Attualmente l artigianato è un settore di primaria importanza nell economia francese e gioca un ruolo sempre più importante nelle politiche nazionali e regionali di sviluppo del paese. L impresa artigiana viene considerata come la première entreprise de France : è depositaria di tradizioni antiche ma tutt altro che indifferente ai processi di innovazione, alle nuove tecnologie, ai nuovi mestieri. Il settore, ritenuto molto promettente in termini di vitalità, di dinamismo e di impiego è costituito da imprese di medie e piccole dimensioni: è diffusa l idea che pur senza poter beneficiare degli strumenti che sono oggi a disposizione delle grandi industrie (servizi di ricerca e sviluppo, risorse umane, marketing e comunicazione), queste imprese siano in grado di garantire una certa flessibilità ed una buona capacità di adattamento alle evoluzioni del mercato. Al I gennaio 2006 il numero di imprese artigiane presenti in Francia risultava essere di circa 873 mila unità 3 (31 % delle quali situate in comuni rurales, 41 % nei comuni con meno di 200 mila abitanti, 28 % in comuni con più di 200 mila abitanti). Il sistema delle imprese artigiane in Francia offriva in quell anno occupazione a poco più di 2.4 milioni di lavoratori 4 con un giro di affari di circa 270 miliardi di euro 5 all anno. Inoltre le imprese artigianali rivestono un ruolo tutto particolare nello sviluppo dei Dipartimenti di oltremare. Tab. 1 Imprese artigiane per numero, occupati e fatturato Imprese Occupati (in 1000) Fatturato (mld. ) Artigianato totale Il dato è fornito dall Insee (Istituto Nazionale di Studi e Statistiche) ed è aggiornato al I gennaio Il dato sul numero di occupati cambia a seconda della fonte. Mentre le Camere dei Mestieri e dell Artigianato parlano di oltre 3 milioni di actif e di 2.4 milioni di salariés al I gennaio 2006, l Insee con riferimento allo stesso periodo fornisce una cifra significativamente inferiore, pari a 1.7 milioni di occupati. 5 Il dato è fornito dall Insee e dalle Camere dei mestieri e dell artigianato e fa riferimento all anno Anche in questo caso, fonti diversi forniscono dati diversi. In alcuni casi di parla di un giro di affari significativamente inferiore, che nella Francia Metropolitana sarebbe stato (nel 2002) di circa 174 miliardi di euro (una cifra che è comunque superiore, di circa 20 miliardi di euro al giro di affari legato al mercato automobilistico e di circa 80 miliardi di euro rispetto al settore assicurativo). Dati del 2002 parlano inoltre di esportazioni per 7 miliardi di euro (2/3 delle quali verso paesi dell Unione Europea) e di 7.5 miliardi di euro in investimenti. 1314 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane In base all inquadramento normativo in Francia l artigiano è un imprenditore che investe sul suo saper fare. Il suo profilo è inquadrato giuridicamente della legge n del 5 luglio 1996 relativa allo sviluppo ed alla promozione del commercio e dell artigianato: anche se l impianto è rimasto immutato, questa legge è stata modificata nel corso degli anni, in alcune sue parti, da una lunga lista di decreti. Secondo la legge del 5 luglio 1996 (art. 19) devono essere iscritte al Repertorio dei mestieri (una sorta di albo degli artigiani) le persone fisiche e le persone morali che, impiegando non più di dieci addetti, esercitano a titolo principale o secondario un attività professionale indipendente di produzione, di trasformazione, di riparazione o di prestazione di servizi figurant sur une liste établie par décret en Conseil d État. Si tratta appunto del decreto n del 2 aprile 1998 che contiene in allegato l elenco delle attività ammesse a far parte dell artigianato 6. Questo decreto ha riorganizzato l intero settore aggiornando il Repertorio dei mestieri: vengono individuate più precisamente più di 510 attività differenti suddivise in mestieri dell alimentazione, mestieri dell edilizia, mestieri della produzione e mestieri legati ai servizi. Nel lungo elenco compaiono quindi attività tradizionali, più moderne, compresi i servizi e l artigianato artistico. La legge del 1996 si è posta inoltre in continuità con un precedente decreto del 1995 che aveva innalzato la soglia, per le imprese artigiane, da 10 a 15 addetti; tale decreto aveva inoltre stabilito che a certe condizioni 7 tutte le imprese artigiane già iscritte al Repertorio dei mestieri che superavano la soglia individuata potevano rimanere iscritte a tempo indeterminato. Per alcune attività (fra cui: manutenzione e riparazione di veicoli e macchinari, costruzione di edifici, realizzazione di protesi dentarie) è inoltre necessario che il titolare dell impresa o la persona che la dirige sia titolare di un CAP ( Certificat d aptitute professionnelle ) o di un BEP ( Brevet d enseignement professionnel ) e che abbia avuto una esperienza professionale di almeno 3 anni come titolare di impresa o semplice addetto. Esistono, oltre a quelle citate, molte altre attività il cui esercizio è vincolato al fatto di essere in possesso di determinati requisiti: in alcuni casi è necessario, come abbiamo visto, aver frequentato corsi di formazione ed avere ottenuto un diploma professionale; in altri, avere effettuato una esperienza sul campo di un determinato numero di anni; in altri ancora è indispensabile essere in possesso di determinate autorizzazioni (ad esempio è necessario avere l autorizzazione della Prefettura per esercitare attività considerate pericolose o dannose per la salute pubblica). Al di là di questi aspetti, che condizionano la possibilità di esercitare talune attività di tipo artigianale, si può osservare che i criteri che definiscono l impresa artigiana 14 6 L elenco delle attività artigiane è molto esteso e dettagliato: è disponibile in appendice in forma semplificata. 7 In caso di impiego di più dieci addetti e salvo domanda di radiazione, l immatricolazione è mantenuta: a) senza limitazione di durata, per le persone che sono in possesso del titolo di artisan o di maître artisan, o che hanno ottenuto il brevet de maîtrise o di cui il coniuge collaboratore detiene il titolo di artisan o il titolo di maître artisan (per le società, questi titoli devono essere in capo al dirigente o al suo coniuge) ; b) se le condizioni esplicitate al punto a non sono soddisfatte, durante un periodo di tre anni non rinnovabile.15 Il caso francese sono, se vogliamo, di due tipi: il criterio dell attività o meglio, della modalità attraverso cui l attività viene svolta (per cui sono artigiane quelle imprese che, in modo indipendente, svolgono un attività economica di produzione, di trasformazione o di prestazione di servizi, sotto forma di associazione stabile o ambulante) e quello della taglia ; o meglio, del numero di addetti (per cui sono artigiane quelle imprese che utilizzano meno di 10 addetti al momento della loro iscrizione al Repertorio dei mestieri). Come abbiamo visto, al di sopra di questa soglia, esiste comunque per le imprese la possibilità di restare iscritte, se il titolare beneficia della qualifica di artisan o di maître artisan, o se è in possesso del brevet de maîtrise. Si tratta quindi di una soglia elastica e mutevole nel tempo che legittima l esistenza di imprese artigiane che possono arrivare oggi a superare i 20 addetti. Il decreto n del 2 aprile 1998, relativo alla qualifica artigianale, precisa in proposito che il titolo di artisan è riconosciuto di diritto dalla rispettiva Camera dei mestieri e dell artigianato a coloro che sono in possesso di un Certificat d aptitute professionnelle, o di un Brevet d enseignement professionnel, o che risultano immatricolati al Repertorio dei mestieri da almeno sei anni. Tale qualifica viene riconosciuta secondo le stesse modalità anche ai congiunti collaboratori, ai congiunti associati ed agli associati che prendono parte personalmente e abitualmente all attività dell impresa, a condizione che siano anch essi in possesso di un certificato o di un diploma (CAP o BEP) o che siano anch essi iscritti al Repertorio dei mestieri da almeno sei anni. Per quanto riguarda invece il titolo di maitre artisan, questo è attribuito dalle camere alle persone fisiche immatricolate al Repertorio dei mestieri che sono titolari di un brevet de maîtrise, dopo due anni di praticantato. Il titolo di maitre artisan, oltre che dalla Camera dei mestieri e dell Artigianato può anche essere attribuito da un apposita Commissione regionale alle persone fisiche immatricolate al Repertorio dei mestieri titolari di un diploma almeno equiparabile al brevet de maîtrise, o che dimostrano, in mancanza di un diploma e dopo dieci anni dall iscrizione al Repertorio dei mestieri di avere acquisito determinate competenze ( savoir-faire ) o di aver partecipato ad attività di tipo formativo. Esiste infine la qualifica di artisan d art, riconosciuta di diritto dalla rispettiva Camera dei mestieri e dell artigianato a coloro che esercitano un attività artigianale fra quelle contenute in un elenco appositamente realizzato nel 2003, relativo all artigianato artistico. Valgono inoltre per l ottenimento del titolo di artisan d art, le medesime condizioni previste per l ottenimento del titolo di artisan. In base all ordinamento francese l artigiano deve infine generare l essenziale del suo reddito dalla vendita di prodotti e di servizi generati del suo stesso lavoro (e da quello dei suoi collaboratori). L accento è posto sul fatto che il processo di produzione, trasformazione, riparazione e prestazione di servizi deve principalmente svolgersi attraverso il lavoro manuale (più che tramite il ricorso a macchinari); il profitto dell impresa artigiana inoltre deve essenzialmente provenire dal lavoro di trasformazione delle materie prime piuttosto che dalla differenza fra il prezzo di acquisito e il prezzo di vendita delle merci: in un cero senso, per essere tale, l impresa artigiana non deve speculare sulla differenza fra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita delle merci. Elementi, questi, che 1516 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane caratterizzano la modalità dell esercizio dell attività più che la natura dell attività e che permettono di distinguere le imprese artigiane da quelle di tipo commerciale 8. Abbiamo quindi delineato il quadro normativo di riferimento e i principi a cui esso si ispira. Cerchiamo adesso, con l ausilio di dati e tabelle di quantificare il fenomeno dell artigianato francese. La figura n. 1 mostra l evoluzione dello stock di imprese artigiane dal 1998 al Fig. 1 Evoluzione dello stock di imprese artigiane in Francia ( ) Fonte: RIM (Répertoire informatique des métiers) al I gennaio di ogni anno Come si può osservare, la crescita è sempre stata costante, con un salto in avanti significativo fra il 2004 ed il Alcuni dati più recenti pubblicati sul portale dell artigianato francese a cura delle Camere dei mestieri e dell artigianato indicano inoltre che al 1 gennaio 2007 il numero di imprese avrebbe superato le 920 mila unità, confermando la crescita registrata fra il 2004 ed il Nel corso del 2006 le nuove immatricolazioni sono state più di 97 mila (fra queste, ben 67 mila hanno riguardato nuove creazioni di impresa): una cifra che se confrontata con il numero di cessazioni, produce un saldo positivo di circa 20 mila unità con una crescita annua del 2% circa. In sette anni l artigianato ha inoltre creato oltre 430 mila nuovi posti di lavoro (il 25% del totale dei posti di lavoro creati in Francia nello stesso periodo). La successiva tabella mostra che l artigianato francese è principalmente costituito da 16 8 La legislazione francese permette all impresa artigiana di scegliere fra diverse forme giuridiche e societarie e non esiste una distinzione netta fra impresa commerciale ed impresa artigiana.17 Il caso francese imprese che non hanno addetti, cioè da imprese di piccole e piccolissime dimensioni. Le imprese artigiane che non impiegano nessun addetto sono quasi la metà (47%) e quelle che restano al di sotto dei 10 addetti sono la grande maggioranza (85%). Tab. 2 Totale imprese artigiane per numero di addetti al gennaio Numero di addetti Totale imprese 0 addetti addetto da 2 a 3 addetti da 4 a 5 addetti da 6 a 10 addetti da 11 a15 addetti da 16 a 19 addetti e oltre addetti Totale Fonte: Insee, REE (Sirene) Le forme giuridiche adottate sono molteplici e ricordano molto da vicino il caso italiano. Come si osserva nel successivo grafico le personnes physiques nel corso degli hanno lasciato il posto a forme di tipo societario. Nel 2006 queste imprese costituivano meno dei due terzi (57 %) del totale delle imprese artigiane: una percentuale ancora alta che tuttavia è andata calando nel corso del tempo. Non ci sono in proposito dati rispetto al 2007 ma è ragionevole ipotizzare che la tendenza sia stata confermata. Nel frattempo, in cinque anni, le sociétés par actions simplifiées sono decuplicate passando da unità nel 2001 a ben unità nel 2006 (rappresentano oggi circa il 2% del totale delle imprese artigiane). Tab. 3 Profilo giuridico delle imprese artigiane iscritte al Répertoire des métiers Personnes physiques 73,0 62,9 56,5 SARL 23,1 33,5 40,2 Société anonyme à conseil d administration 2,5 2,6 1,1 Société anonyme à directoire n. s. n. s. n. s. Société par actions simplifiées 0,0 0,2 1,5 Altre forme societarie 1,3 0,8 0,6 Totale 100,0 100,0 100,0 Fonte: Insee, REE (Sirene) 9 Il numero totale di imprese artigiane differisce dal totale riportato in figura 1 (837 mila unità contro 879 mila): si tratta infatti in questo secondo caso del numero totale di imprese artigiane appartenenti alla Francia Metropolitana. Non vengono calcolate le imprese artigiane dei territori di oltremare. 1718 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane La personne physique è una impresa individuale che esercita direttamente l attività in nome proprio e che permette ad una persona fisica di creare una impresa senza capitale minimo e senza ingenti investimenti. Il titolare ha pieni poteri, è responsabile sia civilmente che penalmente e può assumere dei dipendenti. Il titolare è inoltre tenuto al pagamento dell imposta sul reddito dans la catégorie correspondant à l activité de l entreprise. Come abbiamo visto, è questa, in Francia, come in Italia, la forma più adatta alle piccole imprese senza prospettive di sviluppo importanti ed a spiccato carattere familiare. La SARL (società per azioni a responsabilità limitata) è una struttura di lancio di un progetto di impresa in ambito familiare che permette, a priori, di conciliare l attività di impresa e la protezione del patrimonio del titolare e dei suoi soci (che possono variare da un minimo di due ad un massimo di cento e che scelgono liberamente l ammontare del capitale sociale 10 ). Salvo alcune eccezioni, nelle SARL la responsabilità dei soci è limitata alla quota di capitale sociale posseduta. Una via di mezzo fra la l impresa individuale e la SARL è costituita dall EURL ( entreprise unipersonelle à responsabilité limitée ), caratterizzata dalla presenza di un solo socio (persona fisica o morale). Come si vede nel prospetto, esistono inoltre in Francia altre forme societarie. Fra queste, la SA (la società per azioni), che nella sua forma più comune prevede la presenza di un minimo di sette soci, fino ad un tetto massimo che la legge non stabilisce. Il capitale sociale minimo è stabilito nella somma di 37 mila euro. Come nel caso della SARL la responsabilità dei soci, salvo alcuni casi particolari, è limitata alla quota di capitale posseduta. La SA è diretta obbligatoriamente da un consiglio di amministrazione, costituito da un minimo di 3 fino ad un massimo di 18 membri, tutti azionisti; il presidente è designato dal consiglio di amministrazione, tra i suoi membri. Come è facile intuire, si tratta di forma societaria a cui raramente gli artigiani fanno ricorso: spesso infatti la situazione patrimoniale in cui essi si trovano non è tale da metterli in condizione di poter costituire una società per azioni. Vediamo adesso come l artigianato si distribuisce sul territorio. Così come in Germania, l artigianato si è sviluppato territorialmente in maniera molto eterogenea, come dimostra la figura n. 2 che riporta lo stock di imprese artigiane suddivise per le 22 Regioni della Francia Metropolitana. Le differenze sono significative e sono dovute principalmente alle diverse dimensioni delle Regioni ed alla loro collocazione geografica. La Regione che presenta il numero maggiore di imprese artigiane è l Ile de France (solo il Dipartimento di Parigi ne conta circa 27 mila). A seguire la Regione Rhônes-Alpes La legge per l iniziativa economica (LIE) del 1 agosto 2003 ha infatti soppresso l obbligo del capitale minimo che era di ; introducendo la possibilità di aprire una società con un capitale simbolico di 1 euro. Tuttavia il capitale sociale è un pegno di fiducia nei confronti delle banche e verso altri organismi di credito: quindi, se il capitale sociale è troppo basso, le possibilità di vedersi rifiutare un credito aumentano.19 Il caso francese Fig. 2 Stock di imprese artigiane per Regioni, Francia Metropolitana (gennaio 2006) Bretagne Pays de la Loire Franche-Compté Alsace Lorraine Nord-P as -De-Calais B ourgogne Corse P rovence-alpes-cote d'azour Languedoc-R oussillon Auvergne R hônes-alpes Limousin Midi-P yrénées Aquitaine P oitou-charentes Basse-Normandie Centre Haute-Normandie Picardie C hampagne-ardenne Ile-de-F rance Fonte: Ministere des Petite et Moyennes Entreprises, du Commerce, de l Artisanat et des Professions liberales Considerando il numero delle imprese artigiane non in termini assoluti ma di concentrazione ogni mille abitanti, è possibile farsi un idea più chiara della rilevanza del fenomeno nelle singole Regioni (vedi fig. 3). 1920 L accesso al credito e le politiche di promozione delle imprese artigiane Fig. 3 - Concentrazione delle imprese artigiane per mille abitanti, Francia Metropolitana (gennaio 2006) Francia Metropolitana Bretagne Pays de la Loire Franche-Compté Alsace Lorraine Nord-P as -De-Calais B ourgogne Corse P rovence-alpes-cote d'azour Languedoc-R oussillon Auvergne R hones-alpes Limousin Midi-P yrénées Aquitaine P oitou-charentes Basse-Normandie Centre Haute-Normandie Picardie C hampagne-ardenne Ile-de-F rance 8,60 14,20 14,70 13,20 14,50 11,30 11,60 14,00 18,70 20,40 16,30 16,60 17,80 18,10 16,50 15,50 14,50 13,50 11,10 10,90 12,20 11,70 26,00 0,00 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 Fonte: Ministere des Petite et Moyennes Entreprises, du Commerce, de l Artisanat et des Professions liberales Così come per il caso tedesco, anche in Francia esistono differenze nella presenza di imprese artigiane a seconda delle diverse Regioni. La densità di imprese cambia in particolare in maniera abbastanza spiccata (come si intuisce dalla fig. n. 4) fra le regioni del centro nord e quelle del centro sud. Le regioni che contano una maggiore concentrazione di imprese artigiane sono quelle del centro sud con un dato che oscilla fra 16 e 26 imprese ogni 1000 abitanti (contro una media di poco superiore alle 14 unità). La Regione che conta una maggior concentrazione è la Corsica, con poco più di 26 imprese artigiane ogni 1000 abitanti. Il dato si ribalta se adottiamo il punto di vista del numero di addetti: le imprese artigiane più piccole, con un minor numero di addetti sono infatti molto più presenti al nord. Da un altro punto di vista ancora, quello cioè della distribuzione delle imprese nei comuni rurali, nelle piccole e nelle grandi città, si registra un maggiore equilibrio: il 32% delle imprese sono localizzate nei comuni rurali, il 38% nelle città con meno di 200 mila abitanti, il 30% nelle città con più di 200 mila abitanti. 20 Vedere altro
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