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Timestamp: 2019-03-24 21:46:44+00:00

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Separazione – Auto&Car
RAPPORTI PATRIMONIALI FRA CONIUGI, Comunione e Separazione, separazione legale.
#Separazione #legale
Il reato è punibile a querela delloffeso in caso di fratelli o sorelle non conviventi, oppure se la persona offesa è uno zio o un nipote convivente.
Posted by MICHIGAN / March 12, 2019 / 0 Comments / Tagged with legale, Separazione / Posted in News
#Ricorso #per #separazione #giudiziale
Separazione giudiziale dei coniugi: no accordo no consensuale
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La separazione giudiziale dei coniugi è la modalità cui sono obbligati a ricorrere coloro i quali non abbiano raggiunto un accordo per una definizione consensuale della separazione. Si introduce con ricorso al Tribunale dove si sviluppano due fasi. La fase presidenziale per l’esperimento del tentativo di conciliazione e l’adozione dei provvedimenti temporanei ed urgenti. La fase ordinaria dinanzi al giudice istruttore tesa a verificare il fondamento delle domande formulate dai coniugi.
INTRODUZIONE DEL PROCEDIMENTO DI
Il procedimento di separazione giudiziale dei coniugi si introduce con ricorso che deve contenere alcuni importanti elementi. La descrizione analitica dei motivi della separazione (risultando comunque sufficiente anche la mera intollerabilità della convivenza). Tutti gli elementi che si pongo a fondamento delle domande che definiscono le condizioni della separazione. Tra queste ultime emergono:
Il ricorso dovrà essere corredato con i seguenti allegati
Estratto per sunto dellatto di matrimonio;
Copia della dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni
Il primo step consiste nel depositato del ricorso con la nota di iscrizione a ruolo presso il competente ufficio giudiziario. Quindi, il Presidente del Tribunale fisserà con decreto in calce al ricorso la data dell’udienza Presidenziale. Il ricorso per separazione giudiziale dei coniugi con il decreto in calce deve essere quindi notificato all’altro coniuge .
Fase Presidenziale della separazione
I coniugi devono comparire personalmente all’udienza fissata dinanzi al Presidente del Tribunale. Questi, ascoltati i coniugi, dapprima separatamente e poi insieme, esperisce il tentativo di conciliazione.
Se il tentativo di conciliazione da esito negativo, il Presidente del Tribunale emette ordinanza per i provvedimenti temporanei ed urgenti.
L ordinanza serve a conferire un temporaneo regolamento agli interessi dell’intero nucleo familiare in attesa della sentenza finale. Inoltre essa conterrà la nomina del giudice istruttore per la seconda fase del procedimento.
Non sempre la fase presidenziale del procedimento per separazione giudiziale dei coniugi si conclude in ununica udienza. Talvolta sono necessarie più udienze, come quando, ad esempio, vie disposta una CTU.
Dinanzi al Presidente, è possibile chiedere che venga pronunciata la separazione con lemissione di una sentenza parziale. In questo caso, il Presidente dichiara a tutti gli effetti i coniugi separati. Restano però in piedi le altre questioni che vengono rinviate alla fase ordinaria..
La prima fase del procedimento di separazione giudiziale dei coniugi ruota attorno all’ordinanza contenente i provvedimenti temporanei ed urgenti. Con questa ordinanza vengono anche fissati alcuni importanti termini.
Il termine entro cui il ricorrente può depositare una memoria integrativa.
Il termine entro cui il resistente deve costituirsi in giu a norma dell’art.166 c.p.c. e dell’art. 167 c.p.c..
L’ordinanza è impugnabile con reclamo alla Corte d’Appello sezione famiglia e minori. Il termine è di dieci giorni dalla data di notifica della stessa a cura del ricorrente.
SECONDA FASE DEL PROCEDIMENTO DI
La seconda fase del procedimento di separazione giudiziale dei coniugi si svolge dinanzi al giudice istruttore . Con essa si instaura un ordinario giudizio di congizione. Qui verranno approfondite le ragioni delle parti e le loro domande. Ovviamente, questa è la sede per lassunzione dei mezzi istruttori richiesti. Questa fase sarà piuttosto lunga con una durata che, nel Foro di Roma, può arrivare anche a 4 anni.
Esaurita l’istruttoria dibattimentale, il procedimento di separazione giudiziale dei coniugi si conclude. La conclusione è segnata dalla pronuncia di una sentenza con cui il Collegio dovrà decidere su tutte le domande.
Il contenuto minimo della sentenza della separazione sarà il seguente.
La pronuncia di separazione e lautorizzazione a vivere separati,
La decisione sul regime di affidamento dei figli e sul diritto di visita,
La decisione sui rapporti economico patrimoniali e sull’assegnazione della casa familiare.
Questo è il contenuto minimo che varia a seconda delle domande delle parti. La sentenza sarà impugnabile con l’ordinario mezzo dell’appello.
La sentenza ha però una particolare caratteristica. Anche se divenuta irrevocabile, però i provvedimenti con essa assunti possono sempre essere revocati o modificati. In che modo? Semplice, Attraverso un nuovo ricorso al tribunale per la modifica o revoca delle condizioni della separazione giudiziale dei coniugi.
Per concludere sulla separazione giudiziale dei coniugi, vi lascio con un modello esemplificativo di ricorso. Non va preso alla lettera ma serve per farvi un idea di massima. Il ricorso che vi offro riassume fatti inventati, ma aderenti alla realtà.
Altre info, di carattere generale sulla separazione giudiziale dei coniugi le potrete trovare accedendo al sito del Tribunale di Roma, al seguente: LINK
Posted by AUTO / March 7, 2019 / 0 Comments / Tagged with giudiziale, Per, Ricorso, Separazione / Posted in News
Separazione con Addebito: Motivi, Cause, Ragioni, Motivazioni, Quando, separazione consensuale con figli.
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Come indicato nell’articolo 151 del Codice Civile “Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.”
L’addebito della separazione può quindi essere richiesto da uno dei due coniugi nel caso ritenga che l’altro abbia tenuto un comportamento contrario ai doveri matrimoniali.
A questo proposito, l’articolo 143 del Codice Civile chiarisce quali siano i doveri matrimoniali che spettano a marito e moglie: “Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.“
Da questo si evince quali possano essere le motivazioni per richiedere la separazione con addebito, e cioè l’infedeltà coniugale, la violazione degli obblighi di assistenza morale e materiale, mobbing coniugale, violenza domestica verso la moglie, il marito o i figli o l’abbandono ingiustificato della casa coniugale.
Va precisato che non basta che si verifichi uno di questi presupposti per ottenere automaticamente l’addebitamento. La decisione spetta infatti al giudice che per prima cosa deve verificare la sussistenza o meno della violazione di uno dei doveri imposti dalla legge in ambito matrimoniale e poi deve valutare se la crisi coniugale è stata causata esclusivamente da questo comportamento contrario ai doveri del matrimonio di uno dei due coniugi. In sintesi deve esserci un nesso di causalità tra la violazione dei doveri coniugali e il determinarsi dell’intollerabilità a proseguire la convivenza tra i coniugi.
Questo perché, sempre nell’articolo 151 c.c., viene indicato che “La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole.”
Diventa quindi di fondamentale importanza riuscire a fornire al giudice delle prove certe che dimostrino non solamente il comportamento contrario ai doveri matrimoniali dell’altro coniuge (che può essere sia la moglie che il marito), ma dimostrare che è stato solamente questo comportamento a provocare l’inizio della crisi del matrimonio e quindi la sopraggiunta impossibilità a continuare la convivenza sotto lo stesso tetto.
Solitamente il tradimento da parte della moglie o del marito durante il matrimonio è una violazione capace di portare all’intollerabilità della convivenza, e quindi alla possibilità di richiedere la separazione.
Ma la relazione extraconiugale di uno dei coniugi non legittima automaticamente l’addebitamento della separazione per colpa del coniuge adultero.
Diventa infatti molto importante, per poter richiedere l’addebitamento, riuscire a dimostrare il nesso causale tra il tradimento e l’inizio della crisi coniugale. Infatti, se fosse stata già in atto una crisi coniugale prima dell’adulterio, il comportamento infedele tenuto da uno dei due coniuge potrebbe essere considerato non rilevante per poter giustificare l’addebito.
Spesso, per casi di questo tipo, ci si affida a investigatori privati o agenzie investigative in grado di documentare tramite foto e video l’effettiva infedeltà, e anche di dimostrare il nesso di causalità.
Spesso i tribunali tendono a concedere l’addebito nel caso in cui il tradimento venga ostentato in pubblico, in modo tale da generare scandalo e umiliare l’altro coniuge.
Un altro dei doveri del matrimonio è l’obbligo all’assistenza morale e materiale. Questo significa che una volta sposati, entrambi i coniugi devono prestare all’altro la dovuta attenzione sia nella quotidianità che nel caso di momenti di difficoltà.
Esempi di comportamenti che violano gli obblighi di assistenza sono ad esempio eccessi, minacce, ingiurie gravi, atteggiamenti molto autoritari da parte di un coniuge, ingiustificati rifiuti di aiuto e supporto morale, comportamenti prevaricatori, mobbing e azioni volte ad annientare e deprime la personalità del coniuge, atteggiamenti che in generale contraddicano l’uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi.
Anche in questo caso per richiedere l’addebito bisogna dimostrare il nesso di causalità tra il gli atteggiamenti e comportamenti del coniuge e il fatto che questi siano tali da non poter più tollerare la convivenza coniugale.
Casi di sevizie, molestie, aggressione, violenza verso la moglie o i figli, o il tenere un comportamento prevaricatore e violento, può essere causa di addebito, ma solamente nel caso in cui sia stato solamente questo comportamento a provocare l’incrinarsi del matrimonio e a far sopraggiungere l’intollerabilità della convivenza.
Solitamente l’ingiustificato abbandono della casa coniugale da parte di uno dei due coniugi costituisce motivo di addebito in quanto porta all’impossibilità della convivenza. Per ottenere l’addebito bisogna però dimostrare che sia stata questa la causa della crisi e non una sua conseguenza. Spesso infatti l’allontanamento dall’abitazione familiare è frutto di una crisi già in essere o di una situazione divenuta intollerabile. In questo caso manca il nesso di causalità e solitamente non viene concesso l’addebitamento.
Nel caso invece in cui viene provato che l’abbandono è stato causato da un comportamento dell’altro coniuge che ha provocato l’impossibilità di continuare la convivenza, allora è possibile che il giudice conceda l’addebito.
In alcuni casi il giudice si è pronunciato addebitando la separazione al coniuge che faceva abuso di sostanza alcoliche in quanto questo aveva portato a comportamenti contrari ai doveri del matrimonio (non era più in grado di collaborare nell’interesse della famiglia) ed era stata la causa della sopraggiunta intollerabilità della ulteriore convivenza tra marito e moglie.
Posted by NEW-YORK / March 6, 2019 / 0 Comments / Tagged with con, consensuale, figli, Separazione / Posted in News

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