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Biobanks and intellectual property: commons or caveau? - PDF
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1 BIOBANCHE E PROPRIETÀ INTELLETTUALE: COMMONS O CAVEAU? ANTONELLA DE ROBBIO 1 Quando un bene è di particolare valore si è soliti conservarlo in un luogo protetto, magari in una cassaforte, al riparo dai tentativi di furto di qualche malintenzionato. Per ragioni diverse anche con i beni considerati pericolosi, ossia suscettibili di arrecare danno a chi li utilizza o a terzi, vengono conservati in luoghi custoditi, inaccessibili ai non addetti. Nell un caso le particolari misure di sicurezza sono giustificate dal valore del bene, nell altro invece dalla nocività intrinseca al bene stesso [M. MACILOTTI, U. IZZO, G. PASCUZZI, M. BARBARESCHI, La disciplina giuridica delle biobanche, in Pathologica, 2008; 100:86-101] 2 ABSTRACT (ENGLISH) Biobanks and intellectual property: commons or caveau? Biobanks are considered an important resource for research issues, as they are regarded as archives or repositories mainly formed by libraries of biological contents, drawn from individuals or species. Information is connected to contents and represented by its medium, in the form of data, and constitute an intangible good of a priceless value. The matters related to the property, intellectual or physical, are extremely complicated because of a state of uncertainty related to the lack of rules, which do not regulate them adequately. The shortage of a unique reference frame allows the private sector, which is driven by strong economic interests, to privatize data and information to the detriment of the common good, as is the case of the flourishing market of cord blood banks, where the debate about stem cells is exploited for profit making. By the means of several recent initiatives, the biomedical research is trying to make its data freely available by adopting an open source model, thus stimulating innovation and further research. We will analyze the issues connected to commons and to intellectual commons regarding the concepts of private property of data and biological materials, by tracing the path between the definitions of biobank : this will identify two main issues, the 1 A. DE ROBBIO Coordinatore Polo Giuridico del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell Università degli Studi di Padova. 2 M. MACILOTTI, U. IZZO, G. PASCUZZI, M. BARBARESCHI, La disciplina giuridica delle biobanche, in Pathologica, v. 100, (2008), p2 first stemming from literature, the second from regulations. We will pass through channels regarding legal aspects (as physical and intellectual property), touch on the concept of commons compared to the concept of private property on biological materials, the privacy of patients and information, to reach the matter of intellectual property and the difference between finding and invention with the purposes of patent. ABSTRACT Le biobanche rappresentano un importante risorsa per la ricerca e per le loro carattestiche intrinseche e estrinseche possono essere considerate archivi o repository costituiti principalmente da librerie, intese come collezioni di contenuto, laddove il contenuto è il materiale biologico prelevato da differenti individui o specie, beni tangibili preziosi per il singolo e per la collettività. Agganciata al contenuto e incarnata nel suo supporto, risiede l informazione, sotto forma di dati, un bene intangibile di inestimabile valore. Incertezze definitorie rendono oltremodo complessa la questione correlata al concetto di proprietà sia essa fisica o intellettuale, laddove la confusione definitoria si estende anche al tipo di campioni e di dati che vengono raccolti e conservati dalle biobanche. Lacune normative che non regolano la materia in modo adeguato e mancanza di punti di riferimento univoci, sono presto colmati da settori privati spinti da forti interessi economici, che privatizzano materiali e informazioni a scapito del bene collettivo. E quello che sta accadendo da qualche tempo con il fiorente mercato delle biobanche cordonali dove il dibattito sulle cellule staminali viene strumentalizzato per fini di lucro. Diverse iniziative recenti nella ricerca biomedica hanno cercato di rendere i loro dati liberamente accessibili agli altri, di modo da stimolare l'innovazione. Molte di queste iniziative hanno adottato il modello open source, modello che ha raggiunto un certo rilievo nel settore informatico. Si analizzeranno pertanto gli aspetti legati ai commons e ai beni comuni intellettuali rispetto ai concetti di proprietà privata non solo sui dati, ma anche sui materiali biologici. Tenteremo di tracciare in questo lavoro un percorso tra varie definizioni di biobanca, identificando i due nuclei primari: quello che nasce dalla letteratura scientifica, il secondo prettamente normativo. Analizzeremo i descrittori del tesauro MESH al fine di costruire la nascita e l evoluzione del termine biobanche, assegnati alle pubblicazioni scientifiche e il nucleo definitorio che si è evoluto entro il contesto normativo. Passeremo attraverso i canali che riguardano aspetti legali strettamente correlati al concetto di proprietà, sia fisica sia intellettuale, toccando il concetto di common, in contrapposizione al concetto di proprietà privata sui materiali biologici, la privacy dei pazienti, la riservatezza delle informazioni, per giungere alla questione della proprietà intellettuale e della differenza tra scoperta e invenzione ai fini della brevettabilità. Si analizzeranno inoltre vantaggi e svantaggi della brevetti nella ricerca scientifica. Sommario: 1. Introduzione Tipologia e finalità negli aspetti definitori Nascita del termine biobanca nella letteratura scientifica La definizione normative Aspetti giuridici legati alle biobanche: privacy, riservatezza dei dati e consenso informato Le due proprietà nelle biobanche: la proprietà fisica e la proprietà intellettuale La proprietà nelle parti staccate dal corpo I casi Greenberg, Catalona e Moore: proprietà privata o bene collettivo? La proprietà intellettuale nelle biobanche Il Copyright sui dati informativi dei campioni I brevetti nelle biotecnologie Open data sharing nelle 23 biobanche Il caso delle biobanche di sangue cordonale e cellule staminali Biobanche: commons o caveau? 1. 3 Le biobanche rappresentano un importante risorsa per la ricerca, quale strumento utile allo sviluppo delle attività nelle biotecnologie, bionanotecnologie e in bioinformatica, fondamentali nella produzione di nuova conoscenza. Le biobanche possono essere considerate archivi o repository costituiti principalmente da librerie, intese come collezioni di contenuto, laddove il contenuto è il materiale biologico prelevato da differenti individui o specie, beni tangibili preziosi per il singolo e per la collettività. Agganciata al contenuto e incarnata nel suo supporto, risiede l informazione, sotto forma di dati, un bene intangibile di inestimabile valore. Incertezze definitorie rendono oltremodo complessa la questione correlata al concetto di proprietà sia essa fisica o intellettuale 4, laddove la confusione definitoria si estende anche al tipo di campioni e di dati che vengono raccolti e conservati dalle biobanche. L enorme sviluppo della ricerca, in particolare nel campo della genetica, ma anche nei settori delle biotecnologie, ha comportato una proliferazione di raccolte di materiale biologico di diversa natura (vegetale, umano, animale, ecc.), immagazzinate in diversi luoghi geografici, con tecniche di bancaggio e conservazione alquanto difformi e non sempre standardizzate. Tali raccolte, nel corso degli anni, sono state impiegate non solo nel campo della ricerca pura e di quella applicata, ma anche a fini diagnostici, oltre che per scopi terapeutici, tutto ciò in un quadro normativo incerto o comunque frammentario. Lacune normative che non regolano la materia in modo adeguato e mancanza di punti di riferimento univoci, sono presto colmati da settori privati spinti da forti interessi economici, che privatizzano materiali e informazioni a scapito del bene collettivo. E quello che sta accadendo da qualche tempo con il fiorente mercato delle biobanche cordonali dove il dibattito sulle cellule staminali viene strumentalizzato per fini di lucro. 3 L idea di scrivere questo articolo è sorta da due motivazioni: dalla lettura degli atti della conferenza internazionale Comparative Issues in the Governance of Research Biobanks: Property, Privacy, Intellectual Property, and the Role of Technology, Trento 7-8 maggio Comitato scientifico: M. BARBARESCHI, R. CASO, U. IZZO, M. MACILOTTI, G. PASCUZZI e da A. CORRADI, la quale mi ha suggerito di scrivere qualcosa sull argomento di cui si è occupata nell ambito della sua tesina al Corso di Perfezionamento alla LUISS, focalizzata sugli aspetti della definizione normativa della nozione biobanca e sulla differenza tra i concetti di scoperta e invenzione. Le idee espresse nel presente lavoro sono state oggetto di dibattito con R. CASO (giurista a Trento) e con la collega CORRADI (del servizio diritto d autore del Ministero dei Beni Culturali) nel corso dell estate Ringrazio entrambi per avermi dato l idea di scrivere un lavoro su questo spinoso argomento. 4 V. U. IZZO e M. MACILOTTI, La nebulosa delle biobanche: privacy e brevetti i nodi più spinosi - In Italia troppi lacci allo sviluppo, in Sole24 - Sanità, 27 apr.-3 mag e2d7db 34 La collocazione fisico-geografica, oltre che istituzionale, le rende oggetto di profonde ambiguità, oltreché incertezze normative, in quanto le biobanche possono far parte di grossi centri di ricerca pubblici o possono costituire un appendice a piccoli ospedali, o essere incardinate in compagnie farmaceutiche del settore biotech commerciale. Possono quindi rappresentare grosse biobanche per lo studio sulle popolazioni, suddivise per nazioni o patologie, o possono fungere da centri o società che erogano servizi di raccolta, stoccaggio e conservazione di materiale biologico anche per uso autologo. In tal caso spesso operano come società private, anche a fini di lucro, è il caso delle biobanche di sangue cordonale o di cellule staminali. In questa dimensione organizzativa il valore del materiale conservato assume connotazioni non sempre chiare e trasparenti, per le questioni etiche che ne scaturiscono in rapporto agli aspetti correlati alla proprietà di beni che sono sia fisici che intellettuali, sia privati che pubblici. Tenteremo di tracciare in questo lavoro un percorso tra varie definizioni di biobanca, in particolare analizzando le stratificazioni definitorie che si sono andate delineando nel tempo e nei vari contesti. Si identificano due nuclei primari da cui si ramificano due distinte nozioni del termine biobanca : quello che nasce dalla letteratura scientifica, il secondo prettamente normativo. Il primo di diretta derivazione dall ambito della ricerca, più ampio e generico, si è andato consolidandosi entro il corpus della letteratura medico-scientifica di settore, utile a tracciare le linee essenziali del nuovo fenomeno emergente che definisce una biobanca come un complesso organizzato di campioni biologici umani con finalità diagnostiche, terapeutiche e di ricerca. Il presente lavoro analizza i descrittori del tesauro MESH al fine di costruire la nascita e l evoluzione del termine biobanca, assegnato alle pubblicazioni scientifiche. Il secondo nucleo definitorio si è evoluto entro il contesto normativo. Passeremo attraverso i canali che riguardano aspetti legali strettamente correlati al concetto di proprietà, sia fisica sia intellettuale, toccando il concetto di bene comune ( common ), la proprietà sui materiali biologici, l'importanza della codificazione appropriata dei campioni in modo da garantire la privacy dei pazienti, la riservatezza delle informazioni e la loro smaterializzazione rispetto ai supporti ai quali si riferiscono, per giungere ad analizzare la questione della proprietà intellettuale e della differenza tra scoperta e invenzione ai fini della brevettabilità. Diverse iniziative recenti nella ricerca biomedica hanno cercato di rendere i loro dati liberamente accessibili agli altri, di modo da stimolare l'innovazione. Molte di queste iniziative hanno adottato il modello open source, modello che ha raggiunto un certo rilievo nel settore informatico. 2. Le biobanche si differenziano sotto vari profili, tra i quali due sono fondamentali: il tipo di materiale biologico raccolto e la finalità per cui vengono realizzate. 45 Di conseguenza, una classificazione tipologica delle biobanche, deriva dalle fonti da cui provengono i tessuti e organi umani che compongono le collezioni della biobanca e precisamente: materiale derivato da interventi diagnostici (tra cui screening) o terapeutici (noto anche come surplus di materiale rispetto alle richieste cliniche) materiale specificamente donato per un progetto di ricerca e conservato per successivo uso (sangue cordonale, cellule staminali ) materiale donato per trapianto e non utilizzato o ritenuto inadatto materiale proveniente da persone decedute e sottoposte ad autopsia Sostanziamente si può tracciare una differenziazione tra biobanche dei tessuti e biobanche genetiche. Le biobanche genetiche attirano l attenzione del mondo scientifico perché costituiscono una risorsa preziosa proprio in rapporto allo sviluppo delle conoscenze sul genoma umano. In Italia è stato istituito un gruppo di lavoro, nell ambito della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU) e della Fondazione Telethon, che ha elaborato il documento linee guida per la creazione, il mantenimento e l utilizzo di Biobanche Genetiche 5.. Sono definite biobanche genetiche le raccolte di campioni di tessuti e linee cellulari da cui si ottengono acidi nucleici e proteine, che rappresentano un'importante fonte di risorse per la diagnosi e la ricerca da quella di base fino alla sperimentazione di terapie per le malattie genetiche. La peculiarità delle biobanche genetiche richiede che i campioni conservati siano collegabili ai dati anagrafici, genealogici e clinici relativi ai soggetti da cui deriva il materiale depositato. Il Comitato etico europeo nella sua opinione del 1998 sugli aspetti etici relativi alle banche dei tessuti umani sottolinea che, le biobanche genetiche pongono importanti questioni legali ed etiche in particolare riguardo alla riservatezza dei dati, accesso a tali dati e usi possibili anche nel lungo periodo 6, come vedremo in seguito. In relazione al profilo funzionale invece, si possono individuare tre macro-settori distinti ove collocare le biobanche: 1. finalità di ricerca (pura o applicata) 2. finalità clinico-terapeutiche (trapianti): uso autologo (caveau) o uso allogenico (common) Sia le biobanche con finalità di ricerca sia quelle a scopo di trapianto hanno come obiettivo quello di costituire reti nazionali, europee e internazionali per lo studio e la cura di specifiche malattie su determinate popolazioni anche a fini preventivi o per l erogazione di 5 Linee guida sulle biobanche genetiche della Società di genetica umana e di Telethon Fondazione Onlus 6 L. G. SPAGNOLI., C. VENTURINI, Banche dei tessuti umani: obiettivi e aspetti regolatori in Italia ed Europa, in Pathologica, 2005; 97:6 servizi clinico-terapeutici, utili al singolo donatore (o a un membro della sua famiglia) o alla collettività. Peculiari, in ragione della duplice funzionalità che le caratterizza, sono invece le biobanche di cellule staminali cordonali. Infatti, le cellule conservate in queste biobanche, oltre a rappresentare insostituibili strumenti di ricerca, sono ritenute idonee a prestarsi in futuro ad essere trapiantate finalità di pubblica sicurezza: con scopi di investigazione criminale. Biobanche ad uso forense e militare che afferiscono ai campi di studio della criminologia: qui la funzione di una biobanca serve a ricavare il profilo genetico per la tipizzazione, per comparazione dei profili genetici di soggetti coinvolti in attività criminose. A livello nazionale, al fine di facilitare l identificazione degli autori dei delitti, a seguito delle novità introdotte dalla Legge 30 giugno 2009, n è stata istituita, presso il Ministero dell interno, Dipartimento della pubblica sicurezza, la banca dati nazionale del DNA, che ha funzioni di banca dati a supporto delle indagini sul terrorismo internazionale e immigrazione clandestina. La classificazione delle biobanche di tipo funzionale entro un network è un altro punto di vista interessante per gli aspetti definitori, proprio perché aiuta a capire la loro organizzazione entro reti più o meno organizzate. Una biobanca che funzioni entro una rete che eroga servizi ha caratteristiche diverse rispetto a una biobanca isolata che non comunica all esterno. Per esempio in Italia esiste una rete di diciotto biobanche cordonali pubbliche - il cui fulcro è il Registro italiano - che lavora come sportello unico per i centri di trapianto al fine di consentire, nel caso di un paziente affetto da leucemia, una ricerca contemporanea non solo tra i potenziali donatori italiani, ma contemporaneamente anche nei Registri europei e in quelli degli Stati Uniti. Un recentissimo lavoro di tre autori dell Università di Leida 9 mette in luce una serie di pre-requisiti utili a un analisi classificatoria delle biobanche tra i quali l adeguatezza del campione in termini di sufficienza e di qualità, l adeguatezza dell infrastruttura, il 7 M. MACILOTTI, Proprietà, Informazione ed interessi nella disciplina delle biobanche a fini di ricerca (Property, Informations and Interests in the Regulation of Research Biobank), in Nuova giurisprudenza civile commentata, 2008, v. 7-8, pp Il presente lavoro focalizzato sulle biobanche a fini di ricerca è imprescindibile per una trattazione completa della materia 8 Con la Legge 30 giugno 2009, n. 85 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 13 luglio 2009, n. 160) l'italia aderisce al Trattato di Prüm concluso il 27 maggio 2005 tra Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi ed Austria ai fini della cooperazione transfrontaliera per contrastare terrorismo, criminalità transfrontaliera e migrazione illegale. 9 D. SHICKLE, M. GRIFFIN, K. EL-ARIFI, Inter- and Intra-Biobank Networks: Classification of Biobanks, in Pathobiology, 2010;77: (DOI: / ) Il lavoro aveva lo scopo di classificare le biobanche, al fine di comprendere meglio i problemi delle biobanca entro la creazione di reti. Sono stati intervistati alcuni ricercatori e dirigenti responsabili di 33 biobanche in 9 paesi. 67 budget per far fronte ai costi di gestione e mantenimento di una risorsa che deve poter essere mantenuta nel tempo, il rispetto dei requisiti legali, etici e di governo che derivano da norme, regolamenti e raccomandazioni. Il lavoro ha consentito di allocare le biobanche nelle seguenti categorie: storage, bring-and-share, catalogue, partnership, contribution, expertise, proponendo un sistema di classificazione che dovrebbe aiutare a comprende meglio le funzioni di una biobanca entro una rete chiusa o aperta, al fine di identificare soluzioni adeguate Il termine biobanca in letteratura scientifica è relativamente recente, collocabile, secondo alcuni autori verso la metà degli anni novanta 10. Una ricerca in Google Scholar recupera lavori antecedenti [vedi immagine1], in particolare risalenti agli anni ottanta dove compaiono alcuni report che si riferiscono a studi entro biobanche in centri dell Europa del Nord, per esempio MONICA biobank, presso la svedese Umea University MACILOTTI, et alii [op. cit.] datano la prima occorrenza del termine biobank nel database PubMed, nel 1996, usato in un articolo di due ricercatori danesi, S. LOFT, HE. POULSEN, Cancer risk and oxidative DNA damage in man. J Mol Med Jun;74(6):8 Immagine 1: printscreen del risultato di ricerca effettuato su Google Scholar con termine biobanck per il periodo temporale dal 1980 al Anche ricerche in GoogleLibri recuperano testi dei primi anni novanta, ove il termine biobank compare, seppure in modo sporadico e con significato assai vago, per indicare l'attività di stoccaggio di materiale biologico (organi, tessuti, sangue, cellule, e fluidi aventi una quantità di DNA o RNA che consenta analisi di carattere genetico), svolta sia all'interno dei presidi ospedalieri sia nelle fondazioni pubbliche o private. Elisa Stefanini 12 nella sua analisi di diritto comparato, sostiene che, a causa delle novità e delle criticità che le biobanche presentano, sollevano una serie di problematiche che attengono alla tutela dei diritti delle persone coinvolte. Fin dalla definizione di biobanca emergono le prime difficoltà, in quanto si registra una grande varietà di espressioni utilizzate dalla dottrina e desumibili dalle fonti internazionali ed europee per designare fenomeni E. STEFANINI, Dati genetici e diritti fondamentali: profili di diritto comparato ed europeo, Wolters Kluwer Italia, 89 simili se non identici con termini svariati: biobank, gene bank, DNA bank 13 Tale confusione terminologica è indubbiamente dovuta al periodo di intensa innovazione tecnologica, per cui le concrete distinzioni tra tali raccolte non sono ancora emerse nella prassi. Va ricordato che non è stato ancora compiuto un censimento completo del numero e dei tipi di biobanche attualmente esistenti in Europa, censimento peraltro raccomandato già nel 2004 dalla Commissione Europea. Spesso i termini "biobanca" e "banca dei tessuti" vengono usati come sinonimi per indicare le raccolte di tessuti, cellule e DNA umani associate ad una banca dati. Ciò che non risulta chiaro inoltre è se con il termine biobanca, si debba intendere una raccolta di soli campioni di tessuto o di soli dati genetici o necessariamente sia di campioni di tessuto che di informazioni personali, genetiche, mediche, genealogiche In effetti come si evince da un analisi del termini MESH il Medical Subject Headings - il vocabolario controllato ideato con l'obiettivo di indicizzare la letteratura scientifica in ambito biomedico ad oggi ancora non esiste in MESH un descrittore per raggruppare tutti i lavori relativi alle biobanche 14. Sicuramente la classificazione biblioteconomica o l indicizzazione semantica nei database bibliografici non hanno di certo influito a determinare le forme definitorie nell una o dell altra direzione, ma si sono limitate a registrare ciò che veniva pubblicato. Il criterio noto come garanzia letteraria stabilisce infatti che i descrittori MeSH vengono revisionati ed aggiornati annualmente sulla base dell evoluzione delle scienze biomediche. E davvero interessante tracciare la mappatura dei descrittori del MESH per tentare di capire come i vari filoni della letteratura scientifica siano stati determinanti nel creare la struttura gerarchica ad albero in due distinti rami dell albero classificatorio: 1. all interno della categoria scienza dell informazione, precedentemente etichettata come categoria dei sistemi informativi (nome in uso dal 1966 e fino al 1997) 2. all interno della categoria assistenza sanitaria: strutture, manodopera e servizi 13 Gli addetti ai lavori solitamente considerano biobank, tutto quello che comprende il bios mentre tutti gli altri termini sono sottoinsiemi. DNA bank, è una banca in cui sono conservati campioni di DNA liofilizzato. Altro tipo di banca/repository associata a questa (per tipo di materiale depositato) sono le librerie genetiche, in cui il DNA è conservato all'interno di ospiti (quali batteri, protisti o fungi). Il termine GeneBank è solitamente associato alla banca dati dell'ncbi che comprende tutte le sequenze dei geni di cui si ha un riferimento completo (inizio, fine e struttura). [ringrazio Alessandra Bilardi Bionformatica al CRIBI Centro Ricerca Interdipartimentale Biotecnologie Innovative dell Università degli Studi di Padova (Genomic Group) per le informazioni sugli usi terminologici della comunità scientifica dei Biotecnologi). Una buona classificazione la si trova su Wkipedia alla voce Biological Database 14 Il MeSH viene adoperato per l'indicizzazione dei 18 milioni di riferimenti bibliografici derivanti da circa periodici di ambito biomedico presenti nel database bibliografico PubMed e nel catalogo dei libri della NLM. Il vocabolario è costituito da oltre termini, organizzati gerarchicamente, con una struttura ad albero. Traduzione italiana curata dall'istituto Superiore di Sanità 910 Scienza dell'informazione (L01) [era sistemi informativi dal 1966 al 1997] Memorizzazione e recupero dell'informazione (L01.470) o Basi di dati (come argomento) (L ) Basi di dati bibliografici (L ) Basi di dati fattuali (L ) 15 Basi di dati genetiche (L ) [dal 2002] o Basi di dati di acidi nucleici (L ) 16 [dal 2002] o Basi di dati di proteine (L ) [dal 2002] Sistemi di informazione geografica (L ) 17 [dal 2003] National Practitioner Data Bank (L ) Progetti dell'uomo visibile (L ) [dal 2007] Assistenza sanitaria: strutture, manodopera e servizi (N02) Strutture sanitarie (N02.278) o Banche di campioni biologici (N ) 18 [dal 1994] Banche del sangue (N ) Banche del latte (N ) [dal 1994] Banche del seme (N ) [dal 1984, in questo ramo dal 1991] Banche di tessuti (N ) Definizione MESH: Extensive collections, reputedly complete, of facts and data garnered from material of a specialized subject area and made available for analysis and application. The collection can be automated by various contemporary methods for retrieval. The concept should be differentiated from DATABASES, BIBLIOGRAPHIC which is restricted to collections of bibliographic references. 16 Definizione MESH: Databases containing information about NUCLEIC ACIDS such as BASE SEQUENCE; SNPS; NUCLEIC ACID CONFORMATION; and other properties. Information about the DNA fragments kept in a GENE LIBRARY or GENOMIC LIBRARY is often maintained in DNA databases 17 Definizione MRSH: Computer systems capable of assembling, storing, manipulating, and displaying geographically referenced information, i.e. data identified according to their locations 18 Definizione MESH: Alias: biological substance banks, biological specimen bank, biological substance bank Summary: Facilities that collect, store, and distribute tissues, e.g., cell lines, microorganisms, blood, sperm, milk, breast tissue, for use by others. Other uses may include transplantation and comparison of diseased tissues in the identification of cancer. 19 Definizione MESH: Centers for acquiring, characterizing, and storing organs or tissue for future use. 1011 Banche di ossa (N ) [dal 1995] Banche dell'occhio (N ) [dal 1975, in questo ramo dal 1991] Se poi ci si riferisce a termini come stem cells bank o blood stem cells o cryopreservation, ritroviamo lavori su banche di cellule staminali, ancora precedenti, come quello pubblicato sugli Annals of Hematology, datato 1977, chiaramente focalizzati sui concetti di biobanca ma dove il termine biobanca non compare mai nel testo del lavoro scientifico Esistono, infatti, banche per la conservazione del sangue cordonale, biobanche per le cellule staminali, ma manca una cornice normativa idonea a sostenere e disciplinare l'utilizzo di questi tessuti e la ricerca sulle loro possibili applicazioni biomediche. Se andiamo ad esaminare i descrittori di soggetto MESH assegnati a tali lavori in PubMed, sebbene alcuni dei termini di questo ramo del tesauro furono introdotti nel 1967, non li ritroveremo associati a nessuna dei due rami citati sopra, bensì al ramo con notazione E05 che si riferisce alle tecniche di laboratorio Tecniche investigative (E05) Tecniche di laboratorio clinico (E05.200) o Tecniche di coltura (E ) o Tecniche di coltura cellulare (E ) o Cocoltura (E ) o Camere di diffusione per colture (E ) o Tecniche di coltura embrionale (E ) o Coltura di organi (E ) o Tecniche di coltura tissutale (E ) o Ingegneria dei tessuti (E ) E indicativo notare quali siano i possibili subhedings da abbinare ai termini MESH per i tre rami citati sopra: classificazione, economia, educazione, etica, storia, strumenti, metodiche, potenzialità, legislazione e giurisprudenza, organizzazione e amministrazione, standard, dati statistici, distribuzione e fornitura, tendenze, utilizzazione. In ogni caso i tre insiemi di termini strutturati gerarchicamente che abbiamo sopra esaminato, pur scendendo a vari livelli di specificità per ciascuno di essi, non consentono una presentazione entro un insieme omogeneo per il termine biobanca, che ad oggi non 20 T.M. FLIEDNER, M. KÖRBLING, W. CALVO, C. BRUCH, E. HERBST, Cryopreservation of blood mononuclear leukocytes and stem cells suspended in a large fluid volume. A preclinical model for a blood stem cell bank. Blut Sep 29;35(3):12 esiste in MESH; né tantomeno i termini sono in qualche modo correlati da una notazione comune che li possa raggruppare entro un insieme strutturato. Forse tra qualche anno la garanzia letteraria consentirà un operazione di questo tipo anche in considerazione del fatto che una semplice ricerca in rete con Google usando parole chiave sia in italiano sia in inglese, restituisce valanghe di item, a testimoniare che il termine sta prendendo quota, non solo a livello di siti più o meno fraudolenti, ma anche a livello di letteratura scientifica. In altre parole, il termine biobanca non può più essere ignorato nelle indicizzazioni documentarie. Una nota a parte merita il neologismo inglese omics, che può essere fatto risalire intorno al 1995, all'interno delle comunità dei bioinformatici di Cambridge, Stanford, Yale, Harvard e che sta ad indicare l'ampio numero di discipline biomolecolari che presentano il suffisso omica (genomica, proteomica, metabolomica). I nuovi "-omics" nascono nell era post-genomica, dalle cosiddette discipline omiche, a seguito alla diffusione di progetti di biologia quantitativa applicati su larga scala come il Progetto Genoma Umano. In letteratura sta cominciando a comparire il termine biobank con suffisso omics, biobank-omics I giuristi sono soliti a collocare le fonti normative in un sistema ordinato, lineare e gerarchicamente organizzato lungo un asse verticale secondo uno schema a scatola cinese: leggi internazionali, comunitarie e nazionali. Il nostro ordinamento si basa sul concetto di forza di legge ove prevale un approccio formale tra gerarchia e competenza, in bilico tra fonti normative, che rispondono a criteri di tipo formale e norme che fanno invece riferimento a una sistemazione secondo valore. Tale assetto non sembra più in grado di governare l attuale complessità del sistema di fonti normative distribuite tra più livelli istituzionali, un sistema che non è più capace di spiegare il presente stato del processo di formazione normativa, a livello nazionale e nelle sue interazioni con il livello sopranazionale 22, laddove per esempio emergono punti di criticità come: a) il ruolo della Costituzione italiana nell attuale sistema delle fonti normative; b) il rapporto tra il diritto comunitario e la costituzione italiana; c) il rapporto tra il diritto sovranazionale e l ordinamento interno. Alcuni giuristi, tra cui Azzini 23 sottolineano come non si debba più pensare al diritto esterno e al diritto interno come a mondi separati e incomunicabili, ma si debba piuttosto guardare ai due ambiti normativi come ad anelli intrecciati di una stessa catena, di modo che sia possibile far interagire le Costituzioni nazionali e le fonti normative internazionali 21 M. GOTO, K. FURUTA, [Re-utilization of clinical laboratory patient-derived samples] [Article in Japanese]. Rinsho Byori Sep;54(9): S. AZZINI, Biobanche, consenso e fonti del diritto: un caso di eccezionale disordine?, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo (Pavia), 23 S. AZZINI, op. cit. 1213 (come, ad esempio, la Carta fondamentale dei diritti dell Unione europea) in maniera orizzontale e non in modo strettamente gerarchico 24. L'armonizzazione sul piano normativo e delle regole di funzionamento delle singole banche dei vari paesi è un prerequisito indispensabile per la realizzazione di reti nazionali e internazionali. Se i vari provvedimenti normativi non si articolano e non si armonizzano bene l uno con l altro gli operatori stessi, giuridici o del biobanking, potrebbero trovarsi in notevole difficoltà a interpretare ed attuare in concreto le norme. Secondo le Regulations 25 previste per l'european Biobank dell'università di Maastricht con il termine biobanca si intende una unità operativa che fornisce un servizio di conservazione e gestione del materiale biologico e dei relativi dati clinici, in accordo con un codice di buon utilizzo e di corretto comportamento e con ulteriori indirizzi forniti da Comitati Etici ed Università. Le biobanche devono rispondere agli alti livelli di qualità, sicurezza e competenza richiesti dalla Comunità Internazionale in accordo con le direttive dell OECD Organisation for Economic Co-operation and Development, sulle infrastrutture scientifiche e tecnologiche 26, per evitare rischi connessi ad usi impropri di materiale biologico. Le biobanche devono quindi offrire garanzie di sicurezza in tutte le operazioni (raccolta, stoccaggio, conservazione, manipolazione, ). Inoltre vanno assicurate le garanzie di sostenibilità a medio-lungo termine che la struttura madre, di cui la biobanca è unità di servizio, deve fornire in termini di strutture, personale e impiego dei mezzi necessari. A livello nazionale italiano, il centro di coordinamento della rete delle biobanche italiane partecipanti al progetto europeo è il CNBBSV Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, che ha emanato nel 2006 e nel 2008 linee guida specifiche per indirizzare l istituzione e l accreditamento delle biobanche sul territorio nazionale. Tali linee guida sono state recepite dal CNB Comitato Nazionale di Bioetica 27, il quale ha preso atto anche del lavoro svolto presso il Comitato Direttivo di Bioetica del Consiglio d Europa (CDBI) sull argomento: Progetto di Raccomandazione sulla ricerca utilizzante materiale 24 A. RUGGERI, Carte internazionali dei diritti, Costituzione europea, Costituzione nazionale: prospettive di ricomposizione delle fonti in sistema, (Relazione all incontro di studio su La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell uomo, organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, Roma 28 febbraio 2 marzo 2007), p [citato da AZZINI]. 25 Regulations European Biobank Maastricht Dr. F.F. Stelma, Dept. Epidemiology, Maastricht University, Jan La direttiva OECD, in occasione del Workshop di Tokyo del 1999, si riferisce più specificamente ai centri di risorse biologiche (CRB) ed è recepita a livello nazionale dal Ministero dello Sviluppo Economico (già Ministero delle Attività produttive). 27 Presidenza del Consiglio dei Ministri. Comitato Nazionale per la Bioetica CNB. Biobanche e ricerca sul materiale biologico umano. Parere del CNB su una raccomandazione del Consiglio d'europa e su un documento del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, 9 giugno14 biologico umano, due documenti nati da fonti indipendenti ma in piena coincidenza temporale e in convergenza nei principi etici e giuridici. Mentre il protocollo CDBI non prende in considerazione il trattamento del materiale biologico coinvolto nelle ricerche biomediche, ma fissa unicamente principi e regole per gli Stati nella tutela delle persone e dei loro diritti, il documento del CNBB nasce dall esigenza di offrire al legislatore italiano linee-guida per la corretta definizione di biobanca - ai fini di una gestione organizzativa anche in termini di servizi - dei criteri etici e giuridici validi a garantire il rispetto dei diritti dei donatori. In merito alla definizione il CNB, in analogia con il CDBI e con il documento CNBB, distingue tra collezioni di materiale biologico e relativa memorizzazione dei dati, rispondenti a criteri di particolare specializzazione nella raccolta del materiale, banche di tessuti ; orientate ad uno scopo più ampio di servizio offerto a ricercatori anche esterni all ente che promuove e gestisce la banca. suggerendo anche la necessità di definire tempestivamente con norme giuridiche le responsabilità della gestione. La definizione giuridica per eccellenza è quella contenuta nella raccomandazione n. 94 del 14 marzo 1994, che definisce la banca di tessuti umani una organizzazione non profit che deve essere ufficialmente riconosciuta dalle autorità sanitarie competenti degli stati membri e deve garantire il trattamento, la conservazione e la distribuzione del materiale secondo certi standard di qualità e professionalità 28. Il decreto legislativo n. 191 del 2007 ha dato attuazione in Italia alla normativa comunitaria in materia di conservazione di cellule e tessuti umani 29, fornendo anche nell art. 3 le definizioni dei termini utili, tra i quali: «cellule»: le cellule umane singole o un insieme di cellule umane non collegate da alcuna forma di tessuto connettivo; «tessuto»: tutte le parti costituenti del corpo umano formate da cellule; «organo»: una parte differenziata e vitale del corpo umano, formata da diversi tessuti, che mantiene la propria struttura, vascolarizzazione e capacità di sviluppare funzioni fisiologiche con un sensibile livello di autonomia; differenziando inoltre tra: «uso allogenico»: cellule o tessuti prelevati da una persona ed applicati ad un'altra; 28 Recommendation N. R (94)1 of the Committee of Ministers to Member States on Human Tissue Banks Council of Europe, 14 March Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 191 "Attuazione della direttiva 2004/23/CE sulla definizione delle norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani". Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 261 del 9 novembre Suppl. Ordinario n15 «uso autologo»: cellule o tessuti prelevati da una persona ed applicati sulla stessa persona. 3. Secondo Iolanda Severino 30, la definizione di biobanca si connota per alcuni elementi imprescindibili in quanto non si tratta di una collezione qualunque di oggetti o di dati, ma di un complesso organizzato di campioni fisici con precise finalità intrecciati con informazioni spesso soggette a riservatezza. In questo assetto le biobanche come repository di ricerca sono collezioni di informazioni a doppio binario, dove anche il concetto di proprietà fisica si intreccia con il concetto di proprietà intellettuale. A riguardo è doveroso citare la recente conferenza internazionale, alla quale hanno partecipato relatori di altissimo livello, promossa dal LawTech Research Group del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell Università di Trento 31 Quattro gli aspetti giuridici emersi in quella sede, tutti e quattro correlati in qualche modo al concetto di proprietà: 1. Il nodo gordiano della proprietà sui materiali biologici 2. I problemi di privacy 32 sollevati dalla difficoltà di accettare che i campioni biologici debbano essere completamente anonimi, senza incorrere nella impossibilità pratica di sfruttare il loro potenziale di informazione, considerato che i dati biologici e genetici conservano tutto il loro potenziale solo se possono essere tracciati assieme alla storia clinica - nella sua completa evoluzione - del donatore originale 3. Il delicato ruolo e la mutevolezza del contenuto del "consenso informato" del donatore, come il principale strumento giuridico che può servire a collegare la privacy e gli interessi relativi alla proprietà del donatore con gli interessi della ricerca e con l insieme dei principi che dovrebbero informare sul funzionamento della biobanca; 4. Le questioni relative alla proprietà intellettuale e alla brevettabilità di campioni biologici e alla tutela delle banche dati che conservano le informazioni genetiche ottenute dai campioni. In merito al primo punto (proprietà sui materiali biologici) e al quarto (proprietà intellettuale) si rimanda ai paragrafi successivi. 30 Avvocato dello studio legale Pavia e Ansaldo di Milano. 31 Per un approfondimento sui numerosi temi trattati relativi alle biobanche e agli aspetti giuridici correlati si rimanda agli atti della conferenza internazionale Comparative Issues in the Governance of Research Biobanks: Property, Privacy, Intellectual Property, and the Role of Technology, Trento 7-8 maggio Comitato scientifico: M. BARBARESCHI, R. CASO, U. IZZO, M. MACILOTTI, G. PASCUZZI. 32 Il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata. 1516 Le biobanche riuniscono una moltitudine di dati sulle persone, che comprendono dati sulla salute e sullo stile di vita, fornendo dati utili agli studi epidemiologici osservazionali sulle popolazioni. In Islanda, per esempio, dal 2001 è in atto il progetto decode 33 che prevede la raccolta di campioni di DNA, dei dati anagrafici e di quelli clinici di tutta la popolazione entro una biobanca nazionale costituita da una collezione di campioni biologici conservati per tempo indefinito 34. In un'intervista sulla Stampa 35 l imprenditore islandese Kari Stefansson, neurologo con una carriera medico-scientifica costruita negli Usa, ideatore della decode genetics nel 96, parla del rilancio della sua azienda, la decode genetics, dopo la recente bancarotta, e dell'intenzione riprendere il progetto, di individuare i geni responsabili delle malattie più comuni studiandone la diffusione fra la popolazione dell'islanda. In occasione della bancarotta, sono stati avanzati dubbi sulla capacità dell'azienda di mantenere la privacy rispetto ai dati raccolti, considerato che le informazioni sul profilo genetico degli individui possono valere una fortuna. 36 Le aziende che offrono test genetici, raccogliendo dati sanitari sensibili, sono infatti sempre più numerose; sapranno resistere alla tentazione di vendere quei dati ad assicurazioni o ad altre imprese, specie se dovranno affrontare un momento di crisi? La questione è tanto più pressante se si considera che, essendo presenti su internet, queste imprese operano su scala sovranazionale - un ambito quindi estremamente complesso da regolare e controllare - e possono decidere di collocare la loro sede laddove gli sembrerà più conveniente (sebbene a oggi la maggior parte di queste imprese si trovi negli Usa o in altri Paesi occidentali) 37. I nuovi dati dell Osservatorio Scienza e Società di Observa 38 sugli atteggiamenti dei cittadini verso le questioni bioetiche presentati a Venezia alla Fifth World Conference on The Future of Science: The DNA Revolution 39 sottolineano inoltre come siano cambiati gli orientamenti degli 33 Regulation on the keeping and utilization of biological samples in biobanks No134/2001. Ministry of Health and Social Security Reykjavik-Iceland. 34 Per un articolo in italiano sul progetto della bipobanca islandese v. D. BONACORSI, Una banca genetica in Islanda, con intervista in RealAudio a K. STEFANSSON, presidente della decode Genetics. In Jekyll, giugno 1999, n Intervista di M. PATERLINI, ''Strappo al Dna le armi segrete del diabete'' La ricerca tra gli islandesi: ''Sono un perfetto laboratorio vivente'' ''Discendono da un solo ceppo e sono rimasti isolati per 12 secoli'': La Stampa , Tuttoscienze, Nazionale, p V. dibattito sul Forum di Genetizen Privacy and DeCode Genetics Bankruptcy. 37 I test genetici: dubbi sulla privacy e potenzialità. Rassegna Stampa a cura della Redazione FGB. 10 marzo Sito Web della Fondazione Giannino Bassetti17 italiani sui temi della bioetica, registrando una maggiore apertura e una maggiore disponibilità anche a comprendere gli aspetti giuridici correlati agli omics. Se i dati non sono separabili dal loro supporto, la questione della tutela della privacy - o riservatezza dei dati - nelle biobanche emerge con forza. Anche se ogni tessuto conservato è una potenziale fonte di informazioni genetiche (DNA), le biobanche genetiche richiedono precauzioni particolari perché dall insieme di dati collegati potrebbe emergere un vero e proprio profilo genetico della singola persona, infatti è universalmente riconosciuta l unicità del genoma della singola persona. Allo scopo si precisa come la Carta dei diritti fondamentali dell Unione Europea, all art. 8 classifica tra i diritti fondamentali la protezione dei dati personali, distinguendola dalla tradizionale tutela della vita privata e familiare. La Dichiarazione universale sul genoma umano e sui diritti umani dell UNESCO del 1997, all art. 1 stabilisce che: Il genoma umano è patrimonio comune dell umanità. Esso presuppone la fondamentale unità di tutti i membri della famiglia umana, così come il riconoscimento della intrinseca dignità di ognuno dei suoi membri, affermando che il genoma umano è patrimonio dell umanità e della famiglia. L Organizzazione Mondiale della Sanità 40 e l Organizzazione Genoma Umano 41 sottolineano che l informazione genetica è familiare in quanto il genoma è patrimonio della famiglia e ne collega le generazioni. Le biobanche genetiche, infatti proprio per lo status del materiale conservato (patrimonio della famiglia), possono essere utili, oltre che per le attuali generazioni, anche per quelle future. Di conseguenza è essenziale che per ogni campione conservato sia mantenuta la possibilità di identificazione. Quindi poiché il genoma non è proprietà del singolo, ma è condiviso nell ambito della famiglia (ascendenti, discendenti e collaterali), deve essere anche regolamentato il diritto di accesso alle informazioni e al campione stesso da parte dei familiari biologici, purché sia a vantaggio della salute del richiedente. La disciplina dei dati genetici ad oggi ricade nell ambito delle norme sul trattamento dei dati personali, vi è da chiedersi se nella libera circolazione debbano includersi le sole informazioni biologiche o anche i tessuti ad esse collegati. Né i trattati né il diritto derivato, infatti, distinguono fra dato genetico e materiale biologico, e in questo senso non aiuta nemmeno la direttiva CE/44/98 che disciplinando il brevetto biotecnologico definisce i «materiali biologici» come «materiale contenente informazioni genetiche» e sottopone indistintamente alla stessa disciplina l elemento materiale e l elemento informazionale Proposed International Guidelines on Ethical Issues in Medical Genetics and Genetic Services. World Health Organization, Geneva, Human Genome Organization (HUGO) International Ethics Committee Statement on DNA sampling: Control and Access. HUGO, London, Sara Lorenzon, La regolamentazione delle biobanche all incrocio tra diritto dell Unione e discrezionalità legislativa nazionale: alla ricerca di un punto di equilibrio tra riservatezza e libertà di ricerca scientifica. In : Forum Biodiritto18 I dati sensibili, nel diritto italiano, sono dati personali la cui raccolta e trattamento sono soggetti sia al consenso dell'interessato sia all'autorizzazione preventiva del Garante per la protezione dei dati personali. I dati sullo stato di salute e sulla vita sessuale sono considerati dati sensibili 43. A seguito delle innovazioni scientifiche e tecnologiche che hanno mutato la dimensione qualitativa e quantitativa delle raccolte di informazioni personali, la nozione di privacy è profondamente cambiata. Non definisce più soltanto il diritto ad essere lasciato solo, ma si è trasformata nel potere di mantenere il controllo sulle proprie informazioni, ovunque esse si trovino. Arturo di Corinto, nella lista di discussione Condividi la Conoscenza 44 parla di privacy come di un diritto fondamentale della persona, a due facce. La prima riguarda la tutela dell insieme delle informazioni che riguardano il nostro corpo elettronico : non a caso si parla di un habeas data, riprendendo la terminologia di quell habeas corpus, che ha fondato la tutela del corpo fisico. Si presenta così come un diritto autonomo, in quanto contribuisce alla costituzionalizzazione della persona. La seconda costituisce uno strumento necessario per rendere effettiva la tutela di altri diritti fondamentali, come per esempio quello alla salute. Se da un lato la tutela della privacy è divenuta un potente fattore di eguaglianza, dall altro ha scatenato una serie di timori in merito a potere, controllo e sorveglianza 45. La costituzione di una biobanca può essere necessaria per vari motivi che mutano col mutare delle esigenze di ricerca, comportando la necessità di ottenere un "consenso informato" dai donatori da usare in ricerche successive non prevedibili al momento del prelievo del campione. Sul consenso informato e le sue complessità si rimanda al notevole lavoro di Azzini 46 che suddivide il consenso informato in più tipologie, legandolo al concetto di pseudonomizzazione o all anonimizzazione dei dati: consenso specifico, consenso ristretto, consenso ampio, consenso presupposto e consenso aperto 47. In merito al consenso aperto Azzini sottolinea la prevalenza della verità sul diritto alla riservatezza, la quale troverebbe giustificazione nel dovere della persona di partecipare alla ricerca biomedica. Tuttavia, va rilevato che tale 43 Codice sulla protezione dei dati personali (d.lgs. 196/2003), art.4 44 Si tratta di convegni a carattere internazionale che si svolgono più o meno annualmente con la partecipazione di esponenti del mondo politico, accademico e della Società civile, nei quale le scienze, le culture e le pratiche della sfera biologica si confrontano con quelle della sfera antropologica attraverso i loro differenti linguaggi espressivi nell'era dell'interattività digitale interconnessa ed interattiva. 45 J. KAYE, M. STRANGER, Principles and practice in biobank governance, ASHGATE, ISBN S. AZZINI, op. cit. 47 Sui diversi livelli di consenso, in particolare il consenso aperto si veda D. MASCALZONI, A. HICKS, and P. P. PRAMSTALLER, Consenting in Population Genomics as an Open Communication Process, Studies in Ethics, Law, and Technology, Vol. 3, Iss. 1, 2009, Article 2, Berkeley Electronic Press. DOI: /19 dovere, che può trovare fondamento nella solidarietà, anche se si giustifica dal punto di vista morale, non potrà trasformarsi mai in un obbligo giuridico, pena il sovvertimento di un ordine di principi acquisito da tempo nei diversi ordinamenti 48. Un caso che recentemente ha avuto un certo risalto, è quello delle cellule HeLa, che rappresentano una grande risorsa per la ricerca scientifica. Il caso è venuto alla ribalta a seguito della pubblicazione di un libro della giornalista Rebecca Skloot 49, che ha voluto ricostruire la storia della prima linea cellulare umana isolata e propagata da George Otto Gey nel 1951 il quale aveva ottenuto un lembo di tessuto da una biopsia della massa tumorale di una paziente dell'ospedale Johns Hopkins di Baltimora 50, attuata a fini diagnostici. Gey moltiplicó tali cellule tumorali in vitro senza il consenso della paziente, Henrietta Lacks, una povera donna nata in Virginia ma di origine africana, lavoratrice nei campi di tabacco, madre di cinque figli, morta all'età di 31 anni per una forma maligna di cancro cervicale, in quanto all epoca non esistevano leggi che obbligavano il medico ad informare il paziente su eventuali utilizzi del materiale biologico asportato. Le HeLa presto si dimostrarono di particolare interesse per tutta la ricerca scientifica proprio per la loro peculiarità di originare nuove specie cellulari e pertanto furono rese disponibili per la commercializzazione. Dopo pochi anni dalla morte di Henrietta, l'anonimato terminò e la stampa rivelò il nome della paziente da cui erano state prelevate le HeLa. La figlia, Deborah si chiese come mai le cellule della mamma avevano fatto tanto per la medicina e per la salute di tanti ammalati e la sua famiglia non poteva nemmeno permettersi di pagare il medico per curarsi. 48 Tale opinione è sostenuta da Santosuosso A., Should privacy be abolished in biobanking?, in Atti del Convegno Comparative Issues in the Governance of Research Biobanks, Trento, 7-8 maggio 2010 (in preparazione). Secondo una differente opinione, il dovere di donare non potrebbe trasformarsi, nemmeno sotto il profilo morale, in una indebita pressione psicologica tale da indurre alla donazione in nome della solidarietà. Così German National Ethic Council Nationaler Ethikrat, Biobanks for research, cit., p Rebecca Skloot, The Immortal Life of Henrietta Lacks.. Crown Publishers, L autrice ha donato una parte dei proventi del suo libro alla Henrietta Lacks Foundation 50 L'unico ospedale che nella Baltimora degli anni Cinquanta accettasse pazienti afro-americani. Vedi articolo su Repubblica del 16 marzo 2010 di Alberto Flores D Arcais La madre delle cellule immortali così Henrietta cambiò la medicina 1920 Il controllo sulle informazioni fornite dalle biobanche 51, proprio per le ragioni fin qui esposte, è questione di estrema delicatezza. D altro canto il controllo sulle informazioni è potere, non solo economico. Considerato che il panorama delle biobanche è vasto e variegato e incardinato in un settore in forte crescita, la questione delle due proprietà (quella fisica e quella intellettuale) diviene prioritaria ai fini di controllo che può estendersi su vasta scala. 4. A causa dell indeterminatezza definitoria le tematiche che vi ruotano attorno di tipo sociale, etico, economico, legale, sono difficilmente comprensibili al pubblico dei non addetti ai lavori in quanto presentano contorni sfumati. In particolare è nel contesto della ricerca e delle sue applicazioni clinico-diagnosticoterapeutiche, che le biobanche vengono coinvolte sia nelle questioni correlate alla proprietà dei materiali biologici, sia alla proprietà intellettuale sulle informazioni. Gli aspetti che scaturiscono da questi due canali che riguardano la proprietà (fisica e intellettuale) sono molteplici e riassumibili come segue: - proprietà sui materiali o di chi è la proprietà del materiale biologico: donatore, ricercatore o istituzione che gestisce la biobanca? Oppure potremmo parlare di common come bene comune prezioso e a disposizione della collettività? o riservatezza delle informazioni sul proprietario dei tessuti o consenso informato su eventuali usi futuri del campione (autorizzazioni) o di chi è la proprietà della biobanca nella sua interezza? - proprietà intellettuale o proprietà intellettuale artistica e letteraria (diritto d autore) copyright sul database informativo, sulla struttura (diritto sui generis): legato al concetto di proprietà della biobanca (investitore, colui che finanzia e/o gestisce la biobanca?) copyright sulle informazioni (dati informativi correlati ai campioni): opendata? copyright su eventuali lavori scientifici pubblicati in riviste o saggi, presentazioni a convegni, libri o proprietà intellettuale industriale invenzione o scoperta? cosa si può brevettare e cosa no 51 R. CASO, Control over Biobanks Information: A Law and Technology Approach. Intervento presentato alla conferenza internazionale Comparative Issues in the Governance of Research Biobanks: Property, Privacy, Intellectual Property, and the Role of Technology, Trento 7-8 maggio 21 Per meglio comprendere la complessità correlata alle due proprietà, si vedano le tre mappe concettuali di seguito. Mappa concettuale 1: le due proprietà nelle biobanche (fisica e intellettuale) 2122 Mappa concettuale 2: l assetto della proprietà fisica della biobanca e del database informativo 22 23 Mappa concettuale 3: dalla proprietà fisica alla proprietà intellettuale (industriale o copyright) 4.1. La proprietà nelle parti staccate dal corpo La proprietà privata del bene, inteso come parte del corpo è qualcosa di legato al suo donatore e in che modo? Nel lavoro di Macilotti [et alii] 52 il paragrafo dall eloquente titolo Il corpo in cassaforte: ricchezza o materiale pericoloso? indaga sul rapporto giuridico che lega i soggetti con i materiali biologici staccati dal loro corpo, analizzando la spinosa questione relativa ai diritti di proprietà esercitabili dagli individui che subiscono l oblazione 52 Macilotti, et alii [op. cit.] 23 Vedere altro
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 art. 8
 art. 1
 art.4
sui generis
 art. 13
 Art. 1
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