Source: http://www.ilcommercialistainrete.com/2009/04/
Timestamp: 2017-08-20 22:47:39+00:00

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Il Commercialista in Rete: 04/2009
Quesito: rendita vitalizia.
Nel 1998 ho stipulato un contratto assicurativo sulla vita a premio unico della durata di 10 anni il quale prevedeva, alla fine di tale periodo, la corresponsione di una rendita vitalizia pagabile in rate mensili. Così dal 2008 ho modesta rendita vitalizia mensile, vorrei dei chiarimenti in merito ad alcune questioni fiscali:A marzo mi è arrivato il cud 2009 per 3.540,00 euro con ritenute irpef di 814,00 euro. Ho saputo che le rendite vitalizie sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente e costituiscono reddito per il 60%. Fino all’anno scorso ero a carico del mio genitore non avendo io altri redditi e chiaramente non superando il tetto di 2.870,00. Il mio problema è sapere se posso continuare a essere a carico o meno (considerando che le rendite vitalizie fanno reddito per il 60% )?
Quesito: pagamento ici e cambio residenza.
Io e mio marito abbiamo mantenuto le residenze separate,,avendo entrambi 2 case di propieta' .Ai fini ici non abbiamo pagato essendo prime case.Se mio marito prendesse la residenza in casa mia,perderebbe le agevolazioni della prima casa?Dovrebbe fare la dichiarazione dei redditi?Vorrei precisare che lui per ora ha residenza in un comune diverso dal mio.
Quesito: affitto seconda casa e 730.
Siamo proprietari di una abitazione in comunione dei beni al 50% ed abbiamo acquistato un immobile intestandolo a nostro figlio (proprietario al 95%) come prima casa ed a noi (2,5% cad.) come seconda casa.Tale immobile è stato affittato da settembre con regolare contratto di Locazione 1+1 che vede mio figlio (al momento a nostro carico in quanto studente) come affittuario con un canone mensile di 750 Euro. Siccome è la prima volta che mi trovo ad effettuare la dichiarazione dei redditi mod.730 con la seconda abitazione, oltre ai dati relativi alla prima abitazione, cosa devo dichiarare nel mod.730 relativo alla seconda casa in questione ed al relativo canone di locazione percepito? Mio figlio proprietario del 95% cosa deve dichiarare?
Quesito: ici garage di pertinenza.
Possiedo un box nel condominio dove abito, ho avuto in successione un garage che dista circa 500 m, dalla mia abitazione, posso considerarlo di pertinenza??
Quesito: varie su 730 2009.
Nel 2008 ero proprietaria di una casa (venduta nel 2009) per la quale scarico gli interessi del mutuo. Nel 2007 ho acquistato dalla cooperativa una casa in costruzione consegnatami a novembre 2008 con accollo mutuo (ma non ho rogitato in quanto non avevo ancora venduto). Ora la cooperativa mi ha dato la lettera per detrarre gli interessi dell'accollo mutuo, vorrei sapere se posso detrarli, avendo da detrarre già quelli della casa vecchia e se posso detrarre anche il costo delle inferriate installate nella casa nuova nel mese di dicembre.In che rigo del 730 inserisco i due importi degli interessi ? Devo dichiarare la rendita catastale di entrambe le case ? la deduzione spetta su tutte e due, essendo state acquistate come prima casa? oppure su quella acquistata dalla cooperativa devo pagare l'irpef come seconda casa?
Quesito: dichiarazione congiunta.
Mia moglie nel 2009 ha conseguito redditi da lavoratore dipendenti con contratti a tempo determinato certificati mediante due CUD rispettivamente di 1095 e 384 euro su cui sono state effettuate ritenute IRPEF di 242 e 50 euro rispettivamente. Essendo la somma dei redditi di 1479 € ritengo che mia moglie sia nella no tax area e che dunque possa chiedere il rimborso dell’IRPEF. Posso effettuare dichiarazione congiunta con mio reddito da lavoro dipendente tempo indeterminato anche in regime di separazione dei beni? In caso affermativo dove posso riportare i suoi redditi? In quali righi? C2 e C3? Mi verrà rimborsata completamente l’IRPEF trattenuta all’origine?
Un paio di anni fa, ho comprato un'appartamento in costruzione, tempi di consegna: aprile/maggio 2009. Questa diventerà la mia prima casa poichè ci andrò fisicamente ad abitare. Attualmente vivo in un appartamento di proprietà acquistato diversi anni fa che devo assoltutamente vendere per poter pagare quello nuovo. L'evidente crisi del mercato immobiliare mi sta mettendo in difficoltà poichè, pur avendo qualche visitatore interessato, non riesco a concludere. L'errore, forse, è stato quello di non aver messo in vendita l'appartamento in coincidenza con l'acquisto di quello nuovo ma, sinceramente, due anni in anticipo mi sembravano un pò troppi e nessuno avrebbe ipotizzato questo scenario catastrofico sull'immobiliare che, sulle nuove costruzioni sembra aver risentito solo in piccola parte, mentre sull'usato c'è stato, se non un crollo, un sostanziale ribasso delle quotazioni ma soprattutto della domanda. Naturalmente ho già adeguato il prezzo di vendita ai nuovi prezzi di mercato ma questo, al momento, non ha di fatto cambiato nulla. Fortunatamente, in un modo o nell'altro ce la farò comunque visti anche gli interessanti tassi attuali di finanziamento; il problema è un'altro e abbastanza serio. Se non riesco a vendere questo appartamento prima del rogito, dovrò dichiarare l'acquisto come seconda casa, avendone un'altro di proprietà, anche se io ci andrò ad abitare e, per questo motivo, dovrò pagare l'IVA del 10% su un valore dell'immobile dichiarato di circa 300.000 euro. Non so poi se ci sono imposte di registro ecc.. Mi potete dare qualche indicazione su questo argomento, cioè, se il versamento dell'IVA che dovrò fare al costruttore, che agisce come sostituo di imposta, è da fare contemporaneamente al rogito o se posso chiedere una dilazione di qualche mese nella speranza di vendere quello in cui abito adesso? Può essere che, a seguito di questa crisi immobiliare (ho sentio diverse persone nelle mie condizioni), sia stato emanato qualche provvedimento che interviene su questo argomento? C'è, secondo voi, qualche possibilità di non pagare questa tassa (30.000 euro) o cercare di rimandarla il più avanti possibile nella speranza di poter vendere nel frattempo l'appartamento che non intendo tenere ed è fonte di finanziamento per l'acquisto di quello nuovo?
Quesito: agenzia entrate risoluzione 27/09/07 n. 269.
Siamo una ditta che installa e vende pannelli solari, caldaie a biomassa, impianti radianti a parete soffitto pavimento.Leggevo la risoluzione dell’agenzia delle entrate del 27/09/07 n. 269.Noi acquistiamo pannelli solari da un ns rivenditore ed ho notato che mi sta applicando l’iva del 20%.Da quel che ho capito dovremmo fare una dichiarazione da consegnare al nostro fornitore… ma non saprei proprio come impostarla, ha per caso un facsimile o mi puo dare a grandi linee una mano???
Quesito: recupero Irpef a seguito di sentenza.
l'imposta Irpef versata per redditi di lavoro riconosciuti a seguito disentenza del giudice del lavoro, come può essere recuperata qualora in appellovenga annullata la sentenza di primo grado ?
Quesito: Ditta in Italia e residenza in Svizzera.
Sono un cittadino italiano con la doppia cittadinanza (italiana e svizzera), ma residente in Svizzera. Avrei l'intenzione di mettermi in proprio e fondare una mia ditta attraverso cui vendere consulenze professionali esclusivamente via internet con una mia home page. Per la mia attività dovrei accettare pagamenti con carte di credito su un conto bancario (da aprire in Italia). Siccome in un prossimo futuro avrei l'intenzione di trasferire la mia residenza in Italia vorrei sapere se fosse consentito registrare la ditta direttamente in Italia pur conservando, anche se momentaneamente, ancora la residenza in Svizzera. Qualora ciò fosse possibile, in quale delle due nazioni dovrei pagare le tasse? E che cosa comporterebbe poi il trasferimento di residenza?
Quesito: nozione di reddito complessivo nel calcolo detrazioni.
vorrei avere delucidazioni sul calcolo delledetrazioni per lavoro dipendente e assimilato.Nel mio CUD 2008(cocopro), il valore dei compensi complessivamente corrisposti èdiverso da quello in base al quale si può fruire della detrazione aisensi dell'art. 13 TUIR.Vi chiedo, visto che il reddito complessivo èda considerare al lordo degli oneri deducibili (anche contributi INPSgiusto?), e dal 2007 al netto del reddito imputabile all'abitazioneprincipale, perchè nella formula per il calcolo delle detrazioni vieneutilizzato il reddito complessivo al netto dei contributi previdenziali?
Quesito: interessi mutuo 730 2009.
devo provvedere alla compilazione del modello 730 e a tale proposito ho bisogno di una delucidazione.......Nel corso del 2008 ho firmato una proposta di acquisto da una cooperativa per un appartamento. In seguito la cooperativa stessa mi ha trasmesso l'estratto del verbale di assemblea con l'assegnazione dell'appartamento a mio nome. Ho versato interessi passivi per mutuo contratto dalla cooperativa per € 1.360,00= per i quali la cooperativa stessa mi ha rilasciato una dichiarazione ai fini della detrazione dal modello 730...Detta documentazione è sufficiente per la detrazione degli interessi passivi da me pagati nel 2008?! Avendo avuto risposte contrastanti da commercialisti diversi vorrei capire se e come regolarmi......
Quesito: info distinzione merceologica.
sono un giovane dottore in economia al quale hanno affidato lacontabilità di un parrucchiere.mi chiedevo se le tintire per capellisono da considerarsi merci o materie di consumo. potreste cortesementerispondermi?
Quesito: figlio non a carico 730 2009.
Mia figlia univesritaria , quest'anno percepira' per prestazioni occasionali per piccoli lavoro presso un 'azienda € 4800, da quali vengno tolte le ritenuta del 20%Volevo sapere non essendo piu' a mio carico come potra' recupere il 19 % delle spese mediche ed universitarie . Consideri che sostiene piu' di 2.000 annue di spese mediche per una forma di scoliosiIn breve come dovra' fare la dichiarazione dei redditi nel 2009?
Quesito: Trattamento IVA canone ricognitorio relativo alla concessione degli spazi cimiteriali.
Il nostro Comune ha intenzione di istituire il servizio di cremazione delle salme e dei resti mortali presso il cimitero comunale. Il servizio verra’ poi affidato alla Societa’per azioni, partecipata al 97% dall’Ente stesso, con concessione di un contributo in conto esercizio in favore della Societa’ stessa, di durata ventennale. Il Comune richiedera’ alla Societa’, un canone demaniale annuo, di natura ricognitoria, relativo alla concessione degli spazi cimiteriali afferenti e necessari per il servizio di che trattasi all’interno del Cimitero comunale. Si chiede un parere sul trattamento fiscale ai fini IVA che il Comune dovra’applicare su quest’ultimo canone ricognitorio. In particolare si chiede se ci si puo’ avvelere della norma di non assoggettabilita’ ad IVA contenuta nell’articolo 1, comma 14, del D.L.417/1991 in quanto si fa ricondurre la concessione degli spazi a favore della Societa’ ad atto di pubblica autorita’ da parte dell’Ente.
Quesito: determinazione valore quota Srl.
Avrei pertanto una domanda da porVi in merito all'esatta determinazione del valore della quota spettante ad un socio receduto da una società immobiliare a responsabilità limitata: Premesse- il recesso è avvenuto alla data del 1.10.2004 (la quota non è ancora stata liquidata per dissenso tra i soci);- ai sensi del co. 3 dell'art. 2473 del c.c. e del Dlgs 6/2003 il relativo patrimonio sociale deve essere determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso;- la società immobiliare ha delle consistenti plusvalenze determinate dalla differenza tra il valore storico delle immobilizzazioni acquistate negli anni '80 ed il relativo valore di mercato attuale. - dal valore della quota da corrispondere al socio receduto e più precisamente dal valore delle rivalutazioni sugli immobili (plusvalenze) è stata detratta un'aliquota fiscale del 37,25% (33% Ires, 4,25% Irap); in altre parole è stato determinato il valore della partecipazione societaria e dallo stesso è stato detratto l'importo delle imposte latenti sulle plusvalenze che saranno versate all'Erario quando gli immobili verranno ceduti;- nell'anno 2008 i soci rimasti nella srl hanno deciso di fruire dell'agevolazione prevista dallo Stato consistente nell'applicazione di un'imposta pari al 1,5% e 3% sulle plusvalenze derivanti da rivalutazione. QuesitoE' corretto applicare letteralmente la norma che stabilisce che la determinazione del valore di mercato debba essere fatta "al momento della dichiarazioni di recesso" che quindi vedrebbe correttamente applicare una riduzione della quota del socio receduto pari al 37,25% delle plusvalenze sugli immobili?Oppureavendo la società aderito al regime agevolativo (anno 2008) le nuove aliquota da applicare in riduzione delle plusvalenze devono essere pari al 1,5 e 3%?
Quesito: abitazione principale 730 2009.
Ho acquistato un’abitazione da adibire a principale presso una cooperativa, la casa mi è stata consegnata il 20 ottobre 2008 ma il rogito è stato fatto il 19/03/09; le mie domande sono le seguenti: 1) nella dichiarazione dei redditi di quest’anno devo indicare l’abitazione per il periodo che va dal 20/10/08 al 31/12/08? Se si con quale codice visto che a tutt’oggi non ho ottenuto la residenza2) gli interessi passivi di preammortamento che ho versato alla cooperativa posso detrarli? Se si dove?
Quesito: modello UNICO 2009.
mia madre, che risiedeva presso una casa di riposo, è deceduta il 5 marzo 2009.Io sono l'unica erede.So di dover fare la compilazione del Modello Unico, dal quale scaturirà, come nel 2008, un credito d'imposta di circa € 3400 (l'anno scorso liquidati a mia madre dall'Inpdap, suo ente pensionistico, ad agosto 2008).Mi è stato detto che ho diritto, come erede, alla liquidazione di tale somma, che però avverrà (come per tutti i rimborsi Irpef a distanza di anni...).Io sono commerciante: posso, anzichè attendere o richiedere tale rimborso, dedurlo dalla mia denuncia dei redditi?
Quesito: Domicilio fiscale di italiana residente all'estero.
Mia nipote, residente in Belgio, dove lavora e paga le tasse,
possiede in Italia redditi da immobili che deve denunciare.
Come domicilio fiscale può scrivere su Unico PF 2009 l'in=
dirizzo di un fratello, residente in Italia, che la ospita
Quesito: indennità di cassa.
io attualmente sono inserito con un contratto di 5 livello del commerciocome aiuto commesso.Gestisco un negozio e praticamente resto da solo occupandomi della cassa.chiusure etc...non percepisco alcun tipo di percentuale.Vorrei sapere se è giusto che sia cosi o che hanno cambiato qlk nel 2009....
Quesito: agevolazioni fiscali per i docenti. mod. 730/2009.
Vi prego di darmi conferma sulle agevolazioni fiscali per i docenti riguardanti le spese per l’acquisto di Personal computer.Sono sempre detraibili fino a un importo massimo di 1.000 euro ? vanno inserite nel rigo E19 con il codice “32” ?
L'omessa "prova" di conformità non conduce all'inammissibilità.
Il principio secondo il quale è causa d'inammissibilità dell'appello (o del ricorso) notificato per posta, non il mero difetto dell'attestazione di conformità, ma l'effettiva difformità tra l'atto depositato e quello spedito alla controparte, vale anche per l'ipotesi in cui il soggetto intimato non si sia costituito in giudizio.
Così ha concluso la Corte di cassazione nella sentenza 6780 del 20 marzo 2009, estendendo l'ambito applicativo di una regola interpretativa oramai consolidata presso la giurisprudenza di legittimità.
Avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Bologna, che aveva accolto il ricorso di un contribuente contro il silenzio rifiuto su una richiesta di rimborso dell'Ilor per gli anni 1980 - 1984, l'ufficio proponeva appello che il giudice tributario di seconde cure dichiarava inammissibile.
La declaratoria di inammissibilità veniva emessa sul rilievo che il gravame era stato notificato per posta e la copia depositata in segreteria era priva della dichiarazione di conformità all'originale notificato, senza che peraltro, data la mancata costituzione di controparte, il collegio avesse potuto verificare la difformità sostanziale della copia dell'atto depositato con l'originale, anche tramite raffronto diretto.
Contro la pronuncia della Ctr, l'ufficio proponeva ricorso per cassazione, sorretto da un unico motivo d'impugnazione, in cui si sosteneva la violazione e la falsa applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 22 e 53 del Dlgs 546/1992.
In particolare, l'articolo 22, comma 3, del decreto sul contenzioso tributario - applicabile anche al grado di appello in virtù dell'espresso richiamo operato dal successivo articolo 53, comma 2 - prevede che, in caso di consegna o spedizione a mezzo del servizio postale, la conformità del ricorso (e anche dell'appello) depositato a quello consegnato o spedito è attestata dallo stesso interessato, specificando inoltre che "Se l'atto depositato nella segreteria della commissione non è conforme a quello consegnato o spedito alla parte nei cui confronti il ricorso è proposto, il ricorso è inammissibile...".
La censura è stata accolta dai giudici di piazza Cavour che, nella sentenza 6780/2009, hanno affermato il principio di diritto secondo cui è causa d'inammissibilità dell'appello notificato per posta, non il mero difetto dell'attestazione di conformità ma, piuttosto, l'effettiva difformità tra l'atto depositato e quello spedito alla controparte.
Tale regola, a dire il vero, costituiva approdo interpretativo già raggiunto altre volte dal Supremo collegio.
Di tale circostanza dà atto la pronuncia in esame, che richiama alcuni propri precedenti, in particolare, le sentenze 14430/2005, 3562/2005, 17180/2004. C'è, inoltre, un riferimento alla pronuncia 4354/2007, in cui era stata offerta una ricostruzione sostanzialistica del problema, giungendo alla conclusione dell'irrilevanza ex se della mancata attestazione in questione, a fronte dell'accertata effettiva conformità tra i due atti (quello spedito/consegnato e quello depositato in Commissione).
Peraltro, e qui si coglie la novità della sentenza in rassegna, in passato la Suprema corte si era confrontata con fattispecie in cui il soggetto intimato si era costituito in giudizio e aveva sollevato la relativa eccezione.
In questo caso, invece, l'appellato, pur regolarmente evocato in causa, era rimasto estraneo al giudizio.
Ebbene, anche in tale situazione, spiega la sentenza 6780/2009, vale lo stesso principio di diritto.
Secondo la Cassazione, infatti, la prescrizione normativa della dichiarazione di conformità del ricorso (e dell'appello), che sia notificato per posta o per consegna diretta, "non è un requisito di ammissibilità", per una serie di ragioni puntualmente esposte nella parte motiva della pronuncia in esame.
In primo luogo, perché la legge prevede espressamente come causa d'inammissibilità dell'atto d'impugnazione solo la "non conformità dell'atto depositato a quello consegnato o spedito", mentre nulla dice circa la violazione del vincolo di attestazione della conformità.
In seconda istanza, perché data la struttura della modalità di notificazione scelta dal notificante "è per lui impossibile provare che il documento notificato incorpora una dichiarazione identica a quella del documento depositato".
Infine, e veniamo al punto saliente della sentenza, perché la difformità delle due dichiarazioni - quella notificata e quella depositata - "è una situazione il cui accertamento implica di necessità la collaborazione del destinatario della notificazione, che, se intende farla valere, è gravato dell'onere di costituirsi in giudizio, senza che la sua costituzione, che sia effettuata al solo scopo di far valere la difformità, produca la sanatoria dell'inesistenza dell'appello determinata dalla difformità".
Sulla base di tali argomentazioni, quindi, la Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa ad altra sezione della Commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna.
La sentenza 6780/2009 aderisce al filone giurisprudenziale, fatto proprio anche dalla Corte costituzionale, secondo il quale, nell'ambito del processo, i profili di inammissibilità devono essere ridotti a quelle sole cause che costituiscano una ragionevole sanzione per la parte processuale, sì da contrastare la realizzazione della giustizia solo per ragioni di seria importanza.
Da tale impostazione di fondo prende le mosse la sentenza in commento, secondo la quale, se non si ammettesse che il mero difetto di attestazione di conformità non costituisce causa di inammissibilità nell'ipotesi di mancata costituzione in giudizio dell'intimato, basterebbe la sua inerzia a determinare l'inammissibilità dell'appello.
Se così non fosse, spiegano i giudici, si finirebbe per premiare il comportamento omissivo di un soggetto che è invece gravato dell'onere di eccepire l'eventuale difformità della dichiarazione notificatagli rispetto a quella depositata dall'appellante presso la segreteria della Ctr.
Le conclusioni del Supremo collegio, nell'ottica di una impostazione sostanzialistica del problema dell'individuazione delle cause di inammissibilità nel contenzioso tributario, appaiono anche come un richiamo alle parti processuali affinché ispirino il proprio comportamento a quei canoni di lealtà e probità che costituiscono generale dovere delle parti e dei loro difensori nel corso del giudizio (articolo 88 c.p.c.).
In ogni caso, nella situazione descritta, resta ferma la possibilità per l'appellato (e per il resistente nel primo grado di giudizio), a fronte di una effettiva situazione di difformità, di costituirsi in giudizio per far valere tale circostanza.
In questa ipotesi, la costituzione in giudizio, quando anche effettuata al solo scopo di far valere il vizio, non produce infatti la sanatoria dell'atto processuale.
Anzi, come puntualmente rilevato dalla Cassazione, ove acclarata dal giudice tributario, la difformità tra l'atto spedito o consegnato alla controparte e quello depositato in Commissione configura addirittura il più grave dei vizi di invalidità degli atti processuali, vale a dire quello della giuridica inesistenza.
Sconto IRPEF di 134 euro per il personale di Forze armate e polizia.
Lo stabilisce un D.P.C.M. pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che attua la previsione contenuta nell’art. 4, comma 3, del D.L. anticrisi.
In particolare, la norma prevede, a favore del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, una riduzione dell’imposta e delle addizionali, demandando ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri l’individuazione della misura della riduzione e delle sue modalità applicative.
Il D.P.C.M. 27 febbraio 2009, quindi, individua: •i soggetti destinatari della riduzione in tutto il personale militare delle Forze armate (compreso il Corpo delle capitanerie di porto), delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che abbia percepito nell'anno 2008 un reddito da lavoro dipendente complessivamente non superiore a 35.000 euro;•la misura della riduzione in 134 euro (per il personale volontario non in servizio permanente delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per gli allievi delle accademie, delle scuole e degli istituti di istruzione, la riduzione si applica sull'imposta lorda determinata sulla metà del trattamento economico complessivamente percepito);•le modalità di applicazione (il sostituto d’imposta applica la riduzione in un'unica soluzione, fino a capienza dell'imposta lorda calcolata sul trattamento economico accessorio erogato e, per l'eventuale importo residuo, in occasione delle successive erogazioni effettuate nell'anno al medesimo titolo).
(D.P.C.M. 27/02/2009, G.U. 15/04/2009, n. 87)
Agevolazioni fiscali. Conversione in legge del Dl 5/09.
È stato convertito in legge il decreto legge n. 5/09 che fissa nuove misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi. In particolare, sono previsti incentivi per la sostituzione di autovetture e autoveicoli e per l'acquisto di veicoli ecologici; nonché detrazioni per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.
(l 33/09 (gu n. 85 dell'11 aprile 2009 - so n. 49) - allegato - errata corrige )
L'obbligatorietà del collegio sindacale nelle Srl.
Con il principio di revisione numero 002, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili detta le regole relative alla nomina obbligatoria del collegio sindacale nelle società a responsabilità limitata. Il Consiglio ha affermato che, se l'atto costitutivo non contiene una clausola di autorizzazione alla nomina del collegio, quest'ultimo rimane in carica fino alla naturale scadenza del suo mandato, anche se posteriore rispetto alla data di approvazione del bilancio che certifica il rientro della Srl nei limiti per non dover procedere obbligatoriamente alla nomina del collegio sindacale.
5 per mille anche per le associazioni sportive dilettantistiche.
Con l'introduzione del nuovo articolo numero 5-bis nel Decreto Ministeriale del 2 Aprile 2009, anche le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni e affiliate alle Federazioni sportive nazionali o alle Discipline sportive associate potranno partecipare alla ripartizione del 5 per mille dell'Irpef per gli anni che vanno dal 2006 al 2009.
Erogazioni liberali alla ricerca.
Aggiornati gli elenchi delle fondazioni e delle associazioni riconosciute, impegnate in attività di ricerca scientifica, beneficiarie delle erogazioni liberali che possono essere dedotte dal reddito complessivo di persone fisiche e imprese.
Le liste sono allegate a due decreti della presidenza del Consiglio dei ministri del 25 febbraio scorso, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 87 di ieri.
La prima riguarda le agevolazioni previste dal Dl 35/2005 (articolo 14, comma 1), convertito, con modificazioni, dalla legge 80/2005. La seconda contiene i nomi dei soggetti interessati dalle disposizioni della Finanziaria 2006 (articolo 1, comma 353, legge 266/2005).
Si tratta, in pratica, della revisione dei due Dpcm dell’8 maggio 2007, con i quali erano state individuate in prima battuta le fondazioni e le associazioni legalmente riconosciute che svolgono o promuovono attività di ricerca scientifica.
Le liberalità in denaro o natura erogate a tali organismi possono essere dedotte da parte delle persone fisiche e dai soggetti Ires nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70mila euro annui.
Per le persone fisiche rientrano tra gli oneri deducibili e vanno indicate nel rigo E27 del modello 730/2009 o nel rigo RP28 di Unico PF 2009, con il codice “3”; per le imprese, invece, vanno classificati tra gli oneri di utilità sociale.
Le donazioni in denaro vanno effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
I beni in natura, invece, devono essere valutati in base al valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari).
Inoltre, la deducibilità delle erogazioni è subordinata al rispetto di due adempimenti da parte dell’ente beneficiario:
tenuta delle scritture contabili, complete e analitiche, rappresentative dei fatti di gestione
redazione, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, di un apposito documento rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria. Tale documento può essere rappresentato anche da stato patrimoniale e rendiconto gestionale.
Deduzione Irap per le Snc: anche il socio deve presentare l'istanza.
Secondo quanto stabilito dalla recente circolare numero 16/E dell'Agenzia delle Entrate, per poter beneficiare della deduzione forfetaria del 10 per cento dell'Irap (Decreto Anticrisi), le società di persone devono presentare una doppia istanza di rimborso; infatti, oltre alla richiesta di rimborso presentata dalla società, ogni socio che intende fruire della restituzione della maggior Irpef versata, deve presentare una propria domanda. Tale complicazione riguarda le istanze di rimborso dell'Irpef versata in eccesso a causa dell'indeducibilità dell'Irap in anni fino al 2007.
Un tabulato ad uso interno diviene prova per il Fisco.
Un tabulato adoperato come ausilio per la gestione del magazzino, ancorché non costituente documentazione obbligatoria, non può non recare dati veritieri. Verrebbe meno, altrimenti, la funzione di valido ed efficace strumento per la rilevazione dei fatti di gestione intrinseca nella sua istituzione e nel suo utilizzo.
E' questa la logica seguita dai giudici di Cassazione che, con la sentenza 7184 del 25 marzo, hanno respinto il ricorso di una società avverso un accertamento ai fini Iva basato sulla rettifica in aumento del valore delle rimanenze di merci, con conseguente presunzione di acquisti non fatturati.
La Corte ha ritenuto legittima la presunzione dell'ufficio secondo cui le annotazioni del contribuente, seppur riportate in documenti non ufficiali, contenessero dati attendibili e veritieri in quanto connessi alla gestione aziendale. Era corretta pertanto la determinazione del valore delle giacenze effettuata sulla scorta dei prezzi di vendita indicati sul tabulato, da cui era stata poi desunta l'esistenza di merci non fatturate.
La parte eccepiva l'illegittimità del metodo induttivo in presenza di una contabilità regolare e di giacenze coincidenti con i dati rilevabili dalle stesse scritture oltre che dalle fatture di acquisto, che i verificatori non avevano esaminato.
Il ricorso al metodo induttivo è invece - secondo la Corte - pienamente ammissibile anche in fattispecie diverse da quelle dell'omessa dichiarazione e delle gravi irregolarità contabili contemplate nell'articolo 55 del Dpr 633/72, e ferma restando l'efficacia probatoria delle scritture contabili delle imprese soggette a registrazione, secondo quanto sancito dall'articolo 2709 c.c.
Infatti, è l'articolo 54, secondo comma, dello stesso decreto, che autorizza l'accertamento sulla base di "altri documenti", "altre scritture contabili" e "altri dati e notizie" raccolti dall'ufficio nell'ambito dell'attività di controllo, qualora da essi scaturiscano presunzioni dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza (si vedano anche sentenze nn. 5977/2007, 26130/2007 e 20857/2007).
Pertanto, osserva la Cassazione, in piena linea con il dettato normativo, l'ufficio finanziario e i giudici di merito hanno dato giusta rilevanza al "tabulato esibito dalla società, contenente l'inventario di magazzino con indicazione dei prezzi di vendita; tanto più che tale inventario, all'esame campionario diligentemente effettuato, si rivelava coerente con l'effettiva giacenza delle merci".
D'altronde le indicazioni provenienti dall'imprenditore stesso, ancorché non coincidenti con quelle della contabilità obbligatoria, non possono che avere valore di prova contra se, "non potendo la parte postulare la non corrispondenza al vero delle proprie annotazioni cartacee". Alla luce di tali considerazioni appariva pleonastica l'osservazione del ricorrente secondo cui i prezzi di vendita indicati sul tabulato fossero superiori a quelli reali e che gran parte della merce fosse invendibile, atteso che la prova di ciò doveva essere fornita dallo stesso contribuente, e non poteva consistere nella richiesta di un riscontro con le fatture di acquisto possedute, giacché la presunzione utilizzata dall'ufficio andava proprio a sostegno della tesi dell'esistenza di merci acquistate senza fattura.
La Corte di cassazione ribadisce pertanto l'ormai consolidato orientamento secondo cui tra le scritture contabili disciplinate dagli articoli 2709 e seguenti del codice civile debba essere ricompresa anche la "contabilità informale", ovvero tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d'impresa, rappresentando fedelmente la situazione patrimoniale dell'imprenditore e il risultato economico dell'attività svolta.
La Dichiarazione Iva "anonima".
Le dichiarazioni Iva presentate prive di firma sono nulle e non sanabili: l'Amministrazione finanziaria può considerarle inesistenti e procedere, quindi, all'accertamento induttivo.
E' il principio espresso dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 7268 del 26 marzo.
Con ricorso alla Commissione tributaria provinciale, una società proponeva opposizione avverso un avviso di accertamento.
La ricorrente evidenziava che tale avviso era infondato, in quanto la relativa dichiarazione, priva, però di sottoscrizione, era stata sostituita da altra regolare nel termine previsto. Pertanto, chiedeva l'annullamento dell'atto impugnato.
L'ufficio eccepiva l'infondatezza del ricorso, in quanto l'avviso si basava su accertamento induttivo, svolto cioè dopo aver rilevato che la prescritta dichiarazione era priva di sottoscrizione, mentre nessuna nuova sostitutiva gli era mai pervenuta. Chiedeva, perciò, il rigetto dell'impugnativa.
La Ctp accoglieva il ricorso della società.
Avverso tale decisione, l'agenzia delle Entrate proponeva appello dinanzi alla Commissione tributaria regionale, la quale, però, rigettava il gravame, osservando che la mancata sottoscrizione della dichiarazione non comportava la nullità della stessa.
Contro questa pronuncia il ministero dell'Economia e delle Finanze e l'agenzia delle Entrate hanno proposto ricorso per cassazione, affidandolo a un unico articolato motivo.
In sostanza, hanno dedotto la violazione e/o falsa applicazione dell'articolo 55 del Dpr 633/72 (accertamento induttivo) e dell'articolo 2697 del codice civile (onere della prova), nonché omessa, insufficiente e/o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, con riferimento all'articolo 360, nn. 3 e 5 del cpc, in quanto la mancata sottoscrizione della dichiarazione comporta, contrariamente a quanto ritenuto dalla Commissione tributaria regionale, l'inesistenza della stessa.
La Cassazione ha ritenuto l'eccezione fondata e ha accolto in pieno il ricorso dell'Amministrazione.
La dichiarazione Iva non sottoscritta, non essendo riferibile ad alcun dichiarante, in quanto priva di un elemento essenziale per la produzione degli effetti che la legge le ricollega, deve essere considerata inesistente sul piano giuridico e non sanabile, né a norma dell'articolo 3 della legge 882/80, né in base all'articolo 21 della legge 154/1989. Tali norme dettano disposizioni relative alla sanatoria delle irregolarità formali in relazione alle sole dichiarazioni dei redditi non sottoscritte, ma non fanno cenno a una estensione di tale disciplina anche alle dichiarazioni Iva (cfr Cassazione nn. 7957/1995, 1733/1999 e 14506/2001).
Ciò posto, qualora sia stata omessa la presentazione della dichiarazione annuale Iva, l'accertamento induttivo dell'imposta può essere fondato non solo su prove documentali, ma anche su indizi aventi i caratteri di gravità, precisione e concordanza per ricavarne - con apprezzamento insindacabile se correttamente motivato, in sede di legittimità - una valida presunzione ai sensi degli articoli 53, 54 e 55 del Dpr 633/1972 e 2727 del cc. La presunzione in parola ha il valore autonomo di prova della pretesa fiscale e produce, quindi, l'effetto di spostare sul contribuente l'onere della prova contraria che, nel caso in esame, era mancata.
Modello per i tributi sospesi in Marche, Umbria, Molise e Puglia.
On line, all'indirizzo internet dell'agenzia delle Entrate, il modello - con relative istruzioni - per consentire ai contribuenti, che in quanto residenti nelle zone colpite dal terremoto del 26 settembre 1997 (Marche e Umbria) e da quello del 31 ottobre 2002 (Molise e Puglia) hanno beneficiato della sospensione dei versamenti delle imposte, dei contributi e delle somme iscritte a ruolo, di regolarizzare in misura agevolata la loro posizione fiscale.
L'approvazione attraverso il provvedimento del direttore dell'Agenzia firmato il 10 aprile 2009.
Il modello è composto dal frontespizio con l'informativa sul trattamento dei dati personali e le notizie utili a identificare il richiedente, e tre quadri (A, B e C), attraverso i quali il contribuente comunica quanto dovuto, rispettivamente, per ciascun tributo, ritenuta o somma iscritta a ruolo.
Il modulo, una volta compilato e sottoscritto, dovrà essere presentato, entro il 16 giugno 2009, direttamente (o spedito con raccomandata) all'ufficio dell'agenzia delle Entrate competente per territorio alla data del terremoto, conservandone una copia.
I criteri da seguire per la presentazione dell'istanza di rimborso Irap.
Con la circolare dell'Agenzia delle Entrate numero 16/E del 14 Aprile 2009, vengono illustrati i criteri da seguire nella presentazione delle istanze di rimborso per Ires o Irpef dovuti in relazione alla nuova deducibilità dell'Irap. I soggetti che hanno già presentato istanza di rimborso prima del 29 Novembre 2008, beneficiano di una priorità nell'ordine cronologico di presentazione, ma devono procedere ad una quantificazione dell'importo liquidabile in base al 10 per cento dell'Irap versata nell'anno; ai fini della presentazione dell'istanza di rimborso, risulta necessario il sostenimento di oneri per interessi e/o per personale.
Enti non commerciali. Fusione per incorporazione.
Nell'ipotesi di fusione tra un ente non commerciale (fondazione) in veste di soggetto incorporante e una società di capitali (società a responsabilità limitata) in veste di soggetto incorporato, l'operazione può beneficiare della neutralità fiscale limitatamente ai beni della società incorporata che, dopo la fusione, confluiscono nell’attività d’impresa della fondazione incorporante.
(risoluzione n. 102/e del 9 aprile 2009 )
IRAP. Deduzioni relative al cuneo fiscale e contributivo.
Sono qualificati, ai fini delle imposte sui redditi, come enti pubblici commerciali gli Istituti autonomi per le case popolari. Possono beneficiare, pertanto, delle deduzioni Irap relative al cuneo fiscale e contributivo, introdotte dalla Finanziaria 2007. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate.
(risoluzione n. 94/e del 3 aprile 2009 )
Agevolazioni fiscali: Enti associativi e Onlus.
L’Agenzia delle Entrate ha illustrato l’ambito di applicazione della norma che introduce per gli enti di tipo associativo, in possesso di requisiti qualificanti per fruire di disposizioni fiscali di favore ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, l’onere di comunicare all’Agenzia dati e notizie rilevanti per il controllo fiscale.
(circolare n. 12/e del 9 aprile 2009 )
Revisione al ribasso dei tassi di interesse per i pagamenti rateali.
Il Fisco si appresta ora a rivedere al ribasso la misura dei tassi di interessi che i contribuenti sono tenuti a versare in caso di pagamenti rateali o tardivi. Tale intervento è oggetto di un decreto, attualmente all'esame degli uffici tecnici del ministero dell'Economia. Si attende la firma del ministro dell'Economia. Il taglio dei tassi mira ad agevolare le imprese ed i professionisti, i quali potrebbero incontrare diversi problemi di liquidità per gli adempimenti di quest'anno.
Quesito: TV con digitale terrestre incorporato.
non ho ancora capito se i televisori con digitale terrestre incorporato acquistati nel 2008 godono degli sgravi di quelli acquistati nel 2007
io e mia moglie siamo sposati e abbiamo 2 figli.Generalmente, io non chiedo la detrazione spettante per figli a carico al mio datore di lavoro e così ho fatto anche l'anno scorso. Mia moglie invece ha presentato la domanda di Detrazioni d'imposta per l'anno 2008 al proprio datore di lavoro, secondo le indicazioni fornite nelle ultime due Leggi Finanziarie. Adesso dovremmo presentare il modello 730 (dichiarazione congiunta) e, nel compilarlo, ci siamo posti il seguente quesito:
nella sezione "CONIUGE E FAMILIARI A CARICO" del 730, io ho dichiarato i 2 figli a carico per 12 mesi con percentualedi spettanza del 50%. Cosa deve dichiarare mia moglie nella sua parte di dichiarazione ? E' corretto che anche lei indichi nella sezione "CONIUGE E FAMILIARI A CARICO" i 2 figli a carico per 12 mesi con percentuale di spettanza del 50% ? Oppure non può farlo, perchè ha già chiesto le detrazioni per figli a carico al propriodatore di lavoro l'anno scorso.
Quesito: mutuo.
con il 730-2008 ho presentato tutta la documentazine per il mutuo acquisto prima casa.nel 730-2009 devo presentarla nuovamente o basta la quietanza che mi manda la banca
Quesito: sanzioni tributarie.
Quesito relativo alla dichiarazione di allineamento da effettuare presso la CCIAA entro il 30/03/2009 a seguito dell'abolizione del libro soci. Una srl unipersonale (con capitale sociale ovviamente interamente versato e con indicazione della residenza dell'unico socio nell'atto costitutivo) e' stata costituita, già con tale forma giuridica, il 20/03/2009. Il 23/03/2009 e' stata presentata la pratica di iscrizione al registro imprese dal notaio ma la CCIAA ha effettuato l'iscrizione (dopo sollecito inviato via e-mail) solo il 08/04/09 (quindi successivamente al 30/03/2009). Una persona del call center della CCIAA di competenza ha affermato che la srl unipersonale appena iscritta deve inviare tale dichiarazione di allineamento con l'applicazione della sanzione (€ 412,00). Pertanto si chiede se e' corretto che una srl unipersonale, che in effetti al 30/03/2009 non era ancora iscritta al Registro Imprese, debba effettuare tale adempimento e per di più pagarne la sanzione!!!
Quesito: regime agevolato.
mi è scaduto a fine 2008 il regime agevolato che avevo sulla mia pi.iva , trascorsi i 3 anni, è vero che è possibile prolungarlo di altri 3 ??
Quesito: Iva 4%.
Ho acquistato un appartamento nel 1998 con apertura di un mutuo della durata di 10 anni per acquisto di "prima casa", estinto anticipatamente nel 2007. Le Chiedo, ora che ho venduto l'immobile e devo acquistarne uno di nuovo, aprirò un mutuo sempre per acquisto di "prima casa". Ho diritto a detrarre l' IVA al 4% pagata con il primo mutuo ?
Quesito: pertinenza.
-Ante matrimonio acquistai un appartamento che costituisce abitazione principale.In costanza di matrimonio acquistai un box di pertinenza che ricadde nella comunione dei beni per il 50% a me e 50% a mia moglie. In dichiarazione dei redditi indicavo ,per la mia quota,tutto l'appartamento con il codice 1 e meta'della pertinenza al codice 5.Mia moglie indicava,con il codice 9,l'altra meta' della pertinenza assoggettandola all'imposta. Nel 2005 l'Ufficio tributi del mio Comune mi concesse l'agevolazione di scaricare mia moglie dalla soggettivita' passiva al tributo ICI molto modesto (circa €20)relativo alla pertinenza trasferendo a me il totale 100%.Pertanto,con l'entrata in vigore della indicazione dell'ICI dovuta io dichiaravo tutto l'importo dovuto per l'appartamento e la meta' del tributo per la pertinenza,trasferendo-in dichiarazione di mia moglie-il residuo 50% Con l'abolizione dll'ICI per l'abitazione principale e le relative pertinenze non indico nulla per la parte che mi compete;per mia moglie,visto l'esonero dal tributo,posso indicare la sua meta' con il codice 9 (o altro codice 9 relativo alle pertinenze ma del quale non ho trovato traccia) e indicare zero alla voce "ICI dovuta",considerando anche l'estensione del godimento al coniuge convivente sulle pertinenze?
Quesito: interessi passivi su mutui di ristrutturazione prima casa.
POSSIEDO UN IMMOBILE ACQUISTATO CON MUTUO IPOTECARIO PRIMA CASA E RISTRUTTURAZIONE ,ACCESO DA 80 MESI. DAL 2002 SUL 730 DETRAGGO GLI INTERESSI PAGATI SULL’ACQUISTO COME PRIMA CASA E PER LA RISTRUTTURAZIONE INTERNA ,PER QUEST’ULTIMO SOLO L’AMMONTARE ATTESTATO DA FATTURE E PAGATO CON BONIFICI BANCARI. DOVENDO EFFETTUARE LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE CON COIBENTAZIONE ESTERNA SUL MEDESIMO,HO RICHIESTO ALLA BANCA UN ULTERIORE FINANZIAMENTO IPOTECARIO CON IPOTECA NELLO STESSO IMMOBILE.E' POSSIBILE DETRARRE ANCHE LA QUOTA DI INTERESSI CIRCA 2000 EURO ANNUI CHE PAGHERÒ SUL FINANZIAMENTO IPOTECARIO ( 10 ANNI) CONCESSO PER LA RISTRUTTURAZIONE DEGLI ESTERNI E L’IMPERMEABILIZZAZIONE TERMICA DEL SOLAIO.
Quesito: Bollo Auto doppio.
ho appena acquistato un'auto nuova approfittando degliincentivi statali, auto che per vari motivi mi verrà consegnata fra duemesi e forse piu..ORA.. fra un mese mi scade il bollo della vecchiaauto che comunque dovrò tenere x esigenze lavorative fino a quando nonmi verrà consegnata quella nuova..PROBLEMA.. teoricamente dovreipagare il bollo auto della vecchia, per un mese circa, e poi ripagarloper quella nuova!!! :(DOMANDA.. possibile che non si può far nullaper evitare questa inutile spesa?? se non pago il bollo della vecchia(rimanendo scoperto per un mese circa fino alla rottamazione) risckiodi incorrere in qualche sanzione pesante???
Quesito: Trattamento fiscale degli incentivi alle assunzioni.
vorrei chiedere un'informazione, se un datore di lavoro riceve 10.000 euro lordi in un'anno, per l'assunzione di un dipendente, erogati dalla provincia secondo un programma apposito (risultano quindi 9.600 euro netti erogati), questi concorrono all'imponibile del reddito tassabile o no? Cioè, deve dichiararli come fonte reddituale, o sono esenti da tassazione? Io mi sono informato sull'IRPEF, ma la voce relativa agli incentivi provinciali o regionali che siano, sulle assunzioni, non la ho proprio trovata, non rientrano in nessuna categoria, nemmeno in "redditi diversi".
Quesito: detrazione 36.
il mio ragazzo è proprietario della casa che dobbiamo ristrutturare, se mi concede il comodato d'uso gratuito posso io usufruire della detrazione del 36%?devo necessariamente prendere la residenza per avere il comodato e le agevolazioni?
Quesito: lavoro estero tasse in italia.
Io lavoro sulle navi come tecnico ed ho un contratto a Singapore,volevo sapere se devo pagare le tasse in Italia visto che passo all'estero piu'di 183 giorni.Da quello che ho capito dalla convenzione che l'Italia ha conSingapore io dovrei pagare solo le tasse a Singapore e' corretto?
E oltre auqello vorrei sapere anche come faccio a dimostrare che io sono all'estero perpiu' di 183 giorni,basta il passaporto e i biglietti dell'aereo?
E come faccioper la dichiarazione dei redditi?
Faccio presente che ho la residenza inItalia e una casa di proprieta sempre in Italia.
Quesito: modalità di pagamento per registrazione dominio da privato.
Ho un pacchetto hosting reseller per uso personale (ci metto su qualche sito per amici) ma di recente qualcuno mi ha chiesto di registrargli un dominio.Quindi dovrei registrare un nome a dominio e farlo puntare ad una porzione del mio hosting.Non ho partita iva ma vorrei fare le cose in regola: posso emettere ricevuta per prestazione occasionale come consulenza registrazione dominio internet e mantenimento per un anno?
Mia moglie, malata di Parkinson, pensione integrata al minimo, trattenute fiscali "zero" fiscalmente non a carico mio, ha sostenuto spese mediche per circa 900 euro documentate con scontrini di farmacia e ricevute fiscali, posso detrarre quelle spese sulla mia dichiarazione dei redditi?
Quesito: estinzione anticipata prestito.
Mio figlio ha contratto un prestito di 12.000 Euro con la COGES, viene ritirato in busta paga mensilmente un importo di 271,60 per la durata di 84 rate ( 7 anni ). Il prestito è stato acceso nel mese di DICEMBRE 2008. Ho consigliato a mio figlio di estinguere questo prestito e di rivolgersi ad un Istituto Bancario o altri. Vorrei sapere con certezza se ad oggi sono state pagate 4 rate per un importo di E.1086,40 , se volessi estinguere il prestito quale sarà l’ammontare da pagare? Sarà la differenza del capitale (12000 – 1086,40) oppure bisognerà inserire gli interessi calcolati fino alla scadenza del prestito?
Non solo la cessione di azioni e quote, ma anche quella di obbligazioni convertibili e di diritti d'opzione può far sorgere il diritto all'esenzione sulle plusvalenze da start up. Una plusvalenza che rimane "congelata" per due anni e che, nel caso di mancato reinvestimento nel previsto biennio, assume rilevanza fiscale nel periodo in cui è stata realizzata.
Sono solo alcune delle indicazioni che l'agenzia delle Entrate ha fornito con la circolare n. 15/E del 10 aprile, a illustrare la disciplina introdotta, nel corpo dell'articolo 68 del Tuir, dalla "manovra d'estate" (Dl 112/2008).
Tenendo presente che il regime di esenzione si applica alle plusvalenze conseguite a seguito di cessioni poste in essere a decorrere dal 25 giugno 2008, soffermiamoci sui principali chiarimenti.
Il regime "speciale" è riservato ai soggetti passivi Irpef in capo ai quali si generano, per effetto della cessione, redditi diversi di natura finanziaria. Quindi:
persone fisiche residenti, purché il reddito non sia conseguito nell'esercizio di attività d'impresa, arti o professioni o in qualità di lavoratore dipendente
società semplici e i soggetti a essi equiparati
enti non commerciali, sempre che la cessione non sia effettuata nell'esercizio di impresa commerciale
persone fisiche, società ed enti di ogni tipo, non residenti, se il reddito si considera prodotto nel territorio dello Stato.
Ad essere agevolabili sono sia le plusvalenze da partecipazione qualificata sia quelle da partecipazione non qualificata.
Come anticipato, inoltre, il diritto all'esenzione può sorgere, anche in relazione alla cessione di titoli e diritti attraverso cui possono essere acquistate partecipazioni.
L'esenzione spetta a condizione che le partecipazioni, gli strumenti finanziari e i contratti, posseduti o stipulati da almeno tre anni, siano relativi a società costituite da non più di sette. Inoltre, il reinvestimento della plusvalenza deve avvenire entro il biennio successivo al realizzo.
A tal proposito, l'Agenzia ha precisato che:
per l'anzianità della società occorre far riferimento alla data della sua costituzione. Nel caso, poi, siano intervenute operazioni straordinarie, nel conto rientra anche l'anzianità della società fusa o scissa (così, ad esempio, l'agevolazione non spetta se una delle società da cui deriva quella di cui si posseggono le azioni risulta costituita da più di sette anni rispetto alla data della cessione)
circa il possesso triennale, è rilevante la data della cessione, indipendentemente da quella di riscossione del corrispettivo. In presenza di titoli, strumenti finanziari o contratti, acquistati o stipulati in tempi diversi, si considerano ceduti per primi quelli acquisiti per ultimi
se il corrispettivo si riscuote "a rate", il biennio scatta dalla data di ogni singolo incasso, tenendo presente che il reinvestimento dovrà riguardare la sola parte della plusvalenza realizzata. Esempio:
Costo = 80
Corrispettivo totale = 100
Corrispettivo incassato = 70
Quota di corrispettivo incassato = 70%
Parte del costo da raffrontare con l'incassato = 70% di 80 = 56
Plusvalenza da reinvestire = 70 - 56 = 14.
Obbligo di reinvestire
La plusvalenza va reinvestita in società di persone (escluse le società semplici e gli enti a queste equiparate) o di capitali residenti, costituite da non più di tre anni e che svolgono la medesima attività esercitata dalle società le cui partecipazioni sono state cedute.
Con la circolare è stato ribadito (cfr circolare 5/2004) che per "medesima attività" si intende quella compresa in uno stesso studio di settore anche se con diverso codice Ateco.
Il reinvestimento, inoltre, può essere effettuato sia mediante l'acquisto di partecipazioni e di strumenti finanziari, sia mediante la stipula di contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza.
Il recupero dell'agevolazione
Decorsi i due anni senza il nuovo "investimento", l'Irpef a suo tempo non pagata sarà recuperata con riguardo al periodo d'imposta in cui ordinariamente la plusvalenza avrebbe dovuto essere assoggettata a tassazione.
Un recupero che seguirà regole differenti a seconda che la partecipazione sia qualificata o meno.
Cessione di partecipazione non qualificata - Se il contribuente agisce in regime dichiarativo, dovrà riportare la plusvalenza nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è scaduto il termine biennale per il reinvestimento, maggiorando l'imposta sostitutiva (12,5%) degli interessi calcolati a decorrere dal termine di pagamento delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è stata realizzata la plusvalenza.
I soggetti che abbiano esercitato l'opzione per il regime del risparmio amministrato (e che per fruire dell'esenzione devono presentare all'intermediario all'atto della cessione idonea documentazione o, in mancanza, una dichiarazione sostitutiva che attesti che le partecipazioni soddisfano le condizioni richieste dalla legge) sono chiamati a comunicare all'intermediario il mancato reinvestimento entro il biennio, fornendogli la provvista per il pagamento dell'imposta sostitutiva e degli interessi decorrenti dalla data della cessione. Se tutto ciò non avviene, l'intermediario è tenuto a segnalare, nel quadro SO del modello 770, i dati relativi all'originaria cessione "agevolata".
Nel caso si sia in presenza di rapporti per i quali sia stato scelto il regime del risparmio gestito, è il gestore ad avere l'onere di verificare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni per la spettanza dell'esenzione (a meno che non si tratti di attività finanziarie possedute in precedenza dal contribuente e conferite nella gestione) e ad operare le necessarie rettifiche del risultato maturato di gestione, sia all'atto della cessione sia al termine del biennio (rettifiche, ovviamente, di segno opposto), tenendo conto, in tal caso, anche degli interessi dovuti sull'imposta non versata nell'anno in cui si è realizzata la plusvalenza.
Nell'eventualità che prima dei due anni dalla cessione il contribuente chiude il rapporto con l'intermediario (sia nel caso di risparmio amministrato sia in quello di risparmio gestito), quest'ultimo deve indicare nel 770, quadro SO, la data in cui è stata realizzata la plusvalenza e il corrispettivo della cessione. Il contribuente, dal canto suo, indicherà la plusvalenza non reinvestita nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui è scaduto il termine di due anni, assoggettandola a imposta sostitutiva e applicando i relativi interessi.
A tal fine, il costo di acquisto, il corrispettivo e la data di vendita devono essere certificate dall'intermediario.
Cessione di partecipazione qualificata - In seguito al mancato reinvestimento della plusvalenza, il contribuente dovrà riliquidare l'imposta dovuta e i relativi interessi in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui il termine biennale scade, ricalcolando il reddito complessivo del periodo d'imposta in cui la plusvalenza doveva essere originariamente assoggettata a tassazione.
L'importo massimo della plusvalenza agevolabile è pari al quintuplo del costo sostenuto, nei cinque anni anteriori alla cessione, dalla società cui si riferiscono le partecipazioni cedute, per l'acquisizione o la realizzazione di beni materiali ammortizzabili, diversi dagli immobili, beni immateriali ammortizzabili (compreso l'avviamento), spese di ricerca e sviluppo, capitalizzate e capitalizzabili, iscritte nello Stato patrimoniale e ammortizzabili.
Donazioni per il sisma in Abruzzo.
I contribuenti che danno una mano alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto sono premiati anche dal Fisco. Detrazione e deduzioni sono, infatti, previste, rispettivamente, sia a vantaggio delle persone fisiche sia in favore delle imprese. Vediamo quali.
E' detraibile il 19% degli importi delle donazioni in denaro, fino a un loro massimo di 2.065,83 euro, effettuate in favore delle popolazioni colpite dal sisma, eseguite per il tramite di:
fondazioni, associazioni, comitati ed enti che, costituiti con atto costitutivo o statuto redatto nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, tra le proprie finalità prevedono interventi umanitari in favore di popolazioni colpite da calamità pubbliche o altri eventi straordinari
Amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali
Occhio alla modalità di versamento prescritta per fruire del beneficio: l'erogazione deve essere effettuata tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. In sostanza, niente contanti, ma modalità che consentano all'Amministrazione di verificare la donazione, attraverso l'esibizione dell'assegno, della ricevuta, dell'estratto conto eccetera.
Imprenditori individuali e società possono dedurre dal reddito d'impresa le erogazioni liberali in denaro effettuate, per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti, individuati con decreti dei Prefetti delle rispettive Province, in favore delle popolazioni colpite dal terremoto.
Niente tassazione, inoltre, se la donazione è in natura. I beni ceduti gratuitamente non si considerano, infatti, destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa e, di conseguenza, non concorrono alla formazione di ricavi o plusvalenze.
La donazione, in denaro o in natura, non è soggetta all'imposta sulle donazioni.
Maggiori controlli per le ONLUS.
Regime fiscale agevolato per gli enti di tipo associativo subordinato alla comunicazione all'agenzia delle Entrate, mediante l'invio di un apposito modello, di dati e notizie fiscalmente rilevanti. Nuove norme in materia di Onlus. Sono, in sintesi, le disposizioni introdotte dal decreto legge "anticrisi" (Dl 185/2008) illustrate con la circolare n. 12/E del 9 aprile.
Comunicazione di dati e notizie rilevanti ai fini fiscali
L'onere della comunicazione all'Agenzia di dati e di notizie rilevanti ai fini fiscali risponde all'esigenza di acquisire una più ampia informazione e conoscenza del mondo associativo e dei soggetti fiscalmente assimilati (ad esempio, società sportive dilettantistiche), al fine di tutelare le vere forme associazionistiche e di isolare e contrastare l'uso distorto dello strumento associazionistico.
Tale onere è previsto, in via generale, per gli enti associativi di natura privata, con o senza personalità giuridica, che si avvalgono di una o più delle "decommercializzazioni" previste dagli articoli 148 del Tuir e 4, quarto comma, secondo periodo, e sesto comma, del Dpr n. 633/1972.
Dopo aver confermato che presupposto di carattere generale per l'applicazione delle agevolazioni è la qualificazione dell'organismo associativo come ente non commerciale, la circolare ha riepilogato, in dettaglio, i requisiti e le condizioni per l'applicabilità dei regimi di favore previsti per gli enti associativi.
E' stato precisato, in particolare, che il modello di comunicazione deve essere presentato anche dagli enti associativi che si limitano a riscuotere quote associative o contributi versati dagli associati o partecipanti a fronte dell'attività istituzionale svolta.
Devono comunicare i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, inoltre, anche le società sportive dilettantistiche, di cui all'articolo 90 della legge 289/2002, e le organizzazioni di volontariato, a eccezione di quelle espressamente escluse dalla norma.
La presentazione del modello deve essere effettuata da tutti i soggetti associativi con autonomia giuridica tributaria e, quindi, anche dalle articolazioni territoriali o funzionali di un ente nazionale, laddove le stesse si configurino come autonomi soggetti d'imposta.
Come anticipato, gli enti associativi che fruiscono delle disposizioni fiscali di favore (i citati articoli 148 del Tuir e 4 del Dpr 633/1972) non potranno più farne applicazione qualora non assolvano all'onere della comunicazione nei termini e nelle modalità stabilite.
I soggetti esclusi dall'invio del modello di comunicazione sono:
le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all'articolo 6 della legge 266/1991, che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate con decreto del ministro delle Finanze del 25 maggio 1995.
Norme in materia di Onlus
L'articolo 30 del Dl 185/2008 contiene, inoltre, alcune disposizioni in materia di Onlus.
La circolare ha precisato, in particolare, che il comma 5 della norma contenuta nel Dl anticrisi interviene sui requisiti necessari alle organizzazioni di volontariato per l'acquisizione della qualifica di Onlus di diritto; al fine, tali organizzazioni possono fruire della disciplina di favore prevista per le Onlus se:
sono iscritte negli appositi registri del volontariato di cui alla legge 266/1991
non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali elencate nel decreto del 25 maggio 1995.
Pertanto, qualora le organizzazioni di volontariato, ancorché iscritte negli anzidetti registri, svolgano attività commerciali diverse da quelle elencate nel decreto del 25 maggio 1995, non possono assumere la qualifica di Onlus di diritto e sono tenute a trasmettere all'agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti ai fini fiscali.
Il comma 4 dell'articolo 30 contiene, inoltre, una disposizione che qualifica e delimita l'attività di beneficenza quale settore di attività in cui possono operare le Onlus, riconducendo in tale ambito anche l'attività di erogazione gratuita di somme di denaro provenienti dalla gestione patrimoniale della organizzazione non lucrativa o da campagne di raccolta di donazioni a favore di enti che presentino i requisiti stabiliti dallo stesso comma 4.
La circolare ha anche chiarito che la particolare formulazione adottata dal legislatore ("si considera attività di beneficenza") fa assumere alla disposizione carattere interpretativo, conferendo alla stessa efficacia retroattiva.
I commi 5-bis e 5-ter dell'articolo 30 prevedono, infine, un'agevolazione in materia di imposta catastale per le Onlus.
L'agenzia delle Entrate, evidenziando l'efficacia temporale delle disposizioni al 31 dicembre 2009, ha chiarito che l'agevolazione consiste nell'applicazione dell'imposta catastale in misura fissa (168 euro) per i trasferimenti a titolo oneroso a favore delle Onlus, a condizione che tali soggetti dichiarino nell'atto che intendono utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento della propria attività e che realizzino l'effettivo utilizzo diretto entro due anni dall'acquisto.
Agevolazioni fiscali per l'acquisto di elettrodomestici con classe non inferiore ad A+.
Il Decreto Incentivi ha previsto una detrazione del 20 per cento dall'Irpef lorda, della somma corrisposta dal 7 Febbraio 2009 al 31 Dicembre 2009, a fronte dell'acquisto di mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, apparecchi televisivi e computer. Al fine di poter fruire di tale agevolazione, è necessario che la spesa sia documentata e che i beni oggetto di acquisto siano destinati ad arredare un'abitazione oggetto di ristrutturazione edilizia, agevolabile al 36 per cento. La spesa massima agevolabile è pari ad Euro 10mila.
Fino ad Euro 5.000 il bonus per la rottamazione delle auto.
L'ambito di applicazione degli incentivi alla rottamazione di auto previsto dal Decreto Incentivi, è più ampio rispetto ad analoghe agevolazioni concesse in passato; difatti, sono previsti bonus anche per l'acquisto di moto e per le vetture meno inquinanti sono stati introdotti bonus supplementari.
Merci importate dai viaggiatori con IVA e accise più leggere.
Esentate da Iva, accise e dazi doganali le merci portate nel bagaglio personale dai viaggiatori provenienti da Paesi terzi o da territori in cui non si applicano le norme fiscali comunitarie, a condizione che non superino i 300 euro di valore (430 se il mezzo di trasporto è l'aereo o la nave) e che si tratti di importazioni non commerciali.
Le nuove regole sono contenute nel decreto ministeriale n. 32/2009, in attuazione della direttiva 2007/74/Ce del 20 dicembre 2007, che aveva modificato le soglie di esenzione per le importazioni occasionali di beni destinati all'uso personale e di quantità tali da poter escludere il fine commerciale.
Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta del 7 aprile, fissa dunque le nuove soglie monetarie, più che raddoppiate rispetto alle vecchie franchigie del Dm 500/1998. Come accennato, sono esentati da Iva, accise e dazi i beni, importati dai viaggiatori provenienti da paesi terzi, che abbiano un valore inferiore a 300 euro. L'importo è elevato a 430 euro per i passeggeri che viaggiano in aereo o in nave. Ai fini dell'applicazione del beneficio le importazioni devono avere natura non commerciale, come previsto dalla direttiva comunitaria.
La soglia si riduce a 150 euro per i viaggiatori di età inferiore a 15 anni, indipendentemente dal mezzo di trasporto e a 50 euro per le persone residenti nelle zone di frontiera, i lavoratori frontalieri e il personale dei mezzi di trasporto utilizzati nel traffico internazionale.
Per i dazi doganali l'articolo rinvia al regolamento 2454/1993 della Commissione che prevede limiti analoghi.
I tabacchi sono esentati per un quantitativo massimo di 200 sigarette o 100 sigaretti (sigari di peso non superiore a 3 grammi) o 50 sigari o ancora 250 grammi di tabacco.
Riguardo l'alcol, il limite è di un litro, se la percentuale alcolica è superiore al 22%, è di due litri se inferiore (tabella A allegata al decreto).
Per i carburanti, invece, il beneficio è accordato alla quantità contenuta nel serbatoio del mezzo di trasporto (più eventuali altri 10 litri trasportati in un recipiente).
Quantitativi decisamente inferiori per i frontalieri (tabella B allegata al decreto).
Va ricordato, infine, che le nuove regole, anticipate da una circolare delle Dogane (n. 43/2008), sono in vigore dal 1° dicembre 2008, secondo quanto disposto dall'articolo 19 della direttiva comunitaria.
Determinazione reddito lavoro autonomo.
Ai fini del reddito da lavoro autonomo, le spese incrementative sostenute per la ristrutturazione di un immobile non acquisito a titolo oneroso, sono deducibili, nell'anno di sostenimento, nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili, con rinvio dell'eventuale eccedenza ai cinque periodi d'imposta successivi. L'Iva non può essere detratta se la costruzione è accatastata come unità abitativa. Al fabbricato ancora in fase di cambiamento di destinazione rimane attribuita la categoria assegnata prima dell'inizio del procedimento di trasformazione.
Questa, in estrema sintesi, la risposta fornita dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 99/E dell'8 aprile, a uno studio associato che intende ristrutturare un fabbricato proprietà di terzi, già accatastato come abitazione e ora appartenente alla categoria F riservata alle "unità immobiliari in corso di definizione".
L'istante fa presente che, a fine lavori, uno degli appartamenti, per il quale ha sostenuto interamente i costi, verrà destinato a uso ufficio e utilizzato direttamente dallo studio associato.
Due i chiarimenti richiesti. Uno riguarda la possibilità di dedurre le spese di ristrutturazione secondo il regime previsto per i beni strumentali, l'altro, considerando il cambiamento di destinazione d'uso in atto, la detraibilità dell'Iva. I quesiti vengono posti formulando due ipotesi diverse:
immobile intestato a entrambi i soci - prima dell'inizio dei lavori - con atto di donazione o compravendita
immobile non di proprietà ma detenuto con contratto di locazione o comodato.
L'agenzia delle Entrate, per formulare il suo parere, sceglie di affrontare separatamente le due problematiche.
Per definire questo primo dubbio, viene innanzitutto chiamato in causa l'articolo 54, comma 2 del Tuir, come modificato dalla Finanziaria 2007 che, a proposito di deducibilità delle spese sostenute per la ristrutturazione e manutenzione di immobili esclusivamente strumentali allo svolgimento di un'attività professionale, precisa che le stesse possono essere dedotte "nel limite del 5 per cento del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili, quale risulta dall'inizio del periodo d'imposta dal registro di cui all'art. 19 del Dpr 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni; l'eccedenza è deducibile in quote costanti nei cinque periodi d'imposta successivi".
Più nello specifico, l'Agenzia stessa era intervenuta sull'argomento con la circolare 47/2008, per dettare alcune specifiche relative alle modalità di applicazione del suddetto articolo a proposito di interventi di ammodernamento e manutenzione di fabbricati strumentali:
le spese "oggettivamente" incrementative del costo del fabbricato sono deducibili per intero e seguono i medesimi criteri previsti per le quote di ammortamento riferite all'immobile stesso
viceversa, le somme non qualificabili come "incrementative", vanno dedotte secondo le modalità fissate dal citato articolo 54, comma 2.
Di conseguenza, se la spesa è oggettivamente incrementativa, va computata in aumento della quota di ammortamento. Nel caso, invece, per l'immobile non si proceda ad ammortamento (perché, ad esempio, acquisito a titolo gratuito o perché di proprietà di terzi), le spese saranno deducibili nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili nell'anno di sostenimento; l'eventuale eccedenza andrà ripartita in quote costanti nei cinque anni successivi.
La disciplina Iva (articolo 19-bis1 del Dpr 633/1972) esclude la detrazione dell'imposta per l'acquisto, la locazione o la ristrutturazione di un immobile a uso abitativo, fatta eccezione per le imprese che svolgono, come attività principale o esclusiva, la costruzione o la rivendita di case.
Per dare risposta al secondo quesito occorre, quindi, andare a vedere la categoria catastale attribuita alla costruzione oggetto dell'interpello. L'istante dichiara che la stessa è per il momento classificata quale "unità in corso di definizione" (categoria F), in quanto si trova in una fase di trasformazione edilizia che preclude la possibilità di formalizzare al Catasto il cambiamento della destinazione d'uso. Per l'Agenzia, questa circostanza di transitorietà porta ad attribuire all'immobile la classificazione originaria di natura abitativa e, quindi, l'impossibilità di detrarre l'Iva.
Distribuzione di dividendi a soggetti non residenti con diminuzione della ritenuta d'imposta.
Nel quadro RF del modello UNICO Società di Capitali 2009, è stato introdotto il nuovo rigo RF111, nel quale deve essere indicata la quota di riserve alimentate con utili prodotti fino all'esercizio in corso al 31 Dicembre 2007 e i relativi decrementi. Un'importante novità caratterizza quest'anno la distribuzione degli utili: l'articolo 27, comma 3 ter del DPR 600, che diminuisce la ritenuta d'imposta sui dividendi corrisposti a società o enti soggetti a un imposta sulle società in uno Stato comunitario o in Norvegia, dal 27 per cento all'1,375 per cento.
Scissione di società, è elusiva se segue la vendita delle quote.
L’operazione di scissione di una società e la conseguente cessione totale dell’intero pacchetto delle quote da parte dei soci persone fisiche è da considerarsi elusiva, in quanto realizzata per aggirare la normativa che disciplina il regime di tassazione sulla cessione d’azienda (articolo 86, comma 2 del Tuir). E’ il parere fornito dall’Agenzia con la risoluzione n. 97/E del 7 aprile.
Nello specifico, una snc (marito, moglie e figlia, soci rispettivamente al 25%, 25% e 50%) titolare di tre impianti di distribuzione di carburante, dichiara di aver proceduto alla rivalutazione delle quote della società. Il valore così determinato, secondo la soluzione prospettata, sarà ripartito “tra le quote della società scissa e le quote della società beneficiaria in proporzione ai rispettivi Patrimoni netti di scissione”. Conseguentemente, “le plusvalenze da cessione delle quote sociali della società beneficiaria saranno determinate confrontando il prezzo di cessione di esse con il loro valore, così come sopra determinato”.
L’Agenzia rileva, in via preliminare, che, nel caso in esame, il ricorrente non ha fornito una compiuta rappresentazione giuridico-economica della situazione esistente e di quella che intende realizzare, in modo da presentare all’Amministrazione un quadro chiaro dei fatti e della soluzione proposta. Infatti, non è del tutto palese se i soci intendano cedere le quote della società scissa, quelle della beneficiaria o entrambe.
Tuttavia, la chiara volontà di vendere le partecipazioni fa presumibilmente ritenere che la tipica funzione della scissione sia in questo caso alterata. Dalla situazione prospettata, infatti, sembra che ai soci non interessi la riorganizzazione aziendale, bensì la creazione di una o più società “contenitori”, destinate ad accogliere i rami operativi dell’azienda da far circolare sotto forma di partecipazioni per poter beneficiare del meno oneroso regime di tassazione sui capital gains (articolo 68, comma 3 del Tuir) rispetto a quello ordinario della cessione d’azienda (articolo 86, comma 2 del Tuir).
Secondo l’Agenzia, inoltre, la scissione sarebbe priva di valide ragioni economiche in quanto gli impianti, come si evince dalla documentazione allegata dai soci, erano già stati affidati a terzi tramite contratti di comodato. L’impegno dei titolari, quindi, era poco rilevante nella gestione dell’attività.
L’operazione, infine, appare contraddittoria anche con la dichiarazione dei soci di voler cedere l’azienda per motivi personali (età dei coniugi, lontananza della figlia).
Sulla base dell’esposizione dei fatti, della documentazione allegata e delle considerazioni svolte, l’Agenzia ritiene che l’operazione così prospettata, sia preordinata unicamente ad aggirare le norme fiscali, per conseguire un indebito risparmio d’imposta e, quindi, è da considerarsi elusiva.
Nel Decreto Incentivi bonus previdenziale per chi assume lavoratori in cassa integrazione.
Secondo quanto contenuto nella versione del Decreto Incentivi, approvato dalla Camera, i datori di lavoro che assumono lavoratori in cassa integrazione o che hanno perso il posto di lavoro a causa della crisi aziendale nel 2009 e nel 2010, riceveranno un bonus previdenziale, mediante l'incasso dell'indennità che sarebbe spettata al lavoratore e non più corrisposta a seguito dell'assunzione.
Il Decreto Incentivi conferma gli incentivi auto e moto.
Il 6 Aprile 2009, l'Aula della Camera ha approvato il testo del Decreto Incentivi (Decreto Legge numero 5 del 2009); il provvedimento sarà esaminato in data odierna da parte delle commissioni Finanze e Industria del Senato e scade domenica. Il decreto contiene, tra l'altro, misure volte ad incentivare l'acquisto di auto e moto e la detrazione del 20 per cento dall'Irpef per i soggetti che acquistano mobili, televisori, elettrodomestici (con almeno classe A +) e computer.
Sospensione dell'esecutorietà della cartella esattoriale.
La sospensione dell'esecutorietà della cartella esattoriale non è di ostacolo all'iscrizione ipotecaria. È quanto stabilito dai giudici della seconda sezione della Commissione tributaria provinciale di Treviso, con la sentenza n. 12/2/09 del 18 febbraio.
La decisione è importante in quanto ribalta quanto già sostenuto proprio dalla stessa Ctp, anche se da altra sezione (la terza). In precedenza, infatti, con la sentenza 73/2007, veniva affermato che "il precetto dell'articolo 77 del D.P.R. 602/1973, in forza del quale (...) ha operato l'iscrizione ipotecaria di specie, richiamando l'articolo 50, stessa decretazione, rende evidente che l'iscrizione di ipoteca è atto del procedimento di esecuzione, diretto alla riscossione coattiva esattoriale, e non già provvedimento cautelare del processo (...)".
Un contribuente impugnava la comunicazione, inviatagli dall'agente della riscossione, dell'avvenuta iscrizione di ipoteca da parte dello stesso.
Nella comunicazione si faceva preciso riferimento ai debiti tributari relativi a due cartelle esattoriali che gli erano state regolarmente notificate presso il suo domicilio.
Eccepiva che, trattandosi di misura espropriativa, l'agente non aveva osservato le disposizioni di legge previste per le esecuzioni e che, per una cartella, la Commissione tributaria provinciale aveva ordinato la sospensione dell'esecuzione.
Concludeva, pertanto, per la nullità del provvedimento impugnato, con conseguente cancellazione dell'ipoteca.
Il concessionario convenuto, costituendosi in giudizio, resisteva sostenendo la natura di garanzia reale dell'ipoteca e l'infondatezza di tutte le eccezioni avversarie, concludendo per il rigetto del ricorso.
Il ricorso del contribuente è stato giudicato dalla Commissione infondato e, dunque, respinto.
L'ipoteca, disciplinata dagli articoli 2808 e seguenti del codice civile, "attribuisce al creditore il diritto di espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione".
Eccezion fatta per il disposto di cui all'articolo 77, comma 2, Dpr 602/73 (ovvero, se l'importo complessivo del credito per cui si procede non supera il 5% del valore dell'immobile da sottoporre a espropriazione, l'agente della riscossione, prima di procedere all'esecuzione, deve iscrivere ipoteca), l'iscrizione ipotecaria infatti non ha natura esecutiva, ma di garanzia reale e rientra tra le facoltà dell'agente della riscossione.
L'eccepita sospensione dell'esecutorietà di una delle due cartelle per le quali è stata eseguita l'iscrizione ipotecaria, non rileva a nulla, sia perché, come già evidenziato, l'ipoteca non ha natura esecutiva, sia perché, nel caso in esame, la sospensione era in realtà avvenuta successivamente alla iscrizione dell'ipoteca stessa.
La sospensione dell'esecuzione non inficia, comunque, gli atti esecutivi precedentemente posti in essere, inibendo esclusivamente la prosecuzione della procedura.
Inoltre, i giudici tributari hanno colto l'occasione per precisare che l'articolo 19, comma 1, lettera e-bis), del Dlgs 546/1992, prevede l'impugnabilità dell'iscrizione di ipoteca, ma non della comunicazione dell'iscrizione. Questa, infatti, non viene notificata, ma solo comunicata ex articolo 6 della legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) e articolo 21-bis della legge 241/1990 (sul procedimento amministrativo).
Ne consegue che la comunicazione ha l'esclusivo scopo di rendere edotto il contribuente della garanzia reale attuata dall'agente della riscossione, scopo che si ritiene conseguito con la comunicazione dell'avvenuta iscrizione, dei titoli esecutivi che la giustificano, degli immobili colpiti, dell'importo iscritto, delle modalità di impugnazione dell'iscrizione avanti la Commissione tributaria competente.
L'ipoteca risulta pertanto legittimamente iscritta, nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 50, comma 1, del Dpr 602/73 - a norma del quale il concessionario procede a espropriazione forzata quando è inutilmente decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, salve le disposizioni relative alla dilazione e alla sospensione del pagamento - e dall'articolo 77, comma 1, dello stesso decreto, secondo il quale, decorso inutilmente il termine, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore.
Decreto incentivi.
La Camera dei Deputati approva, se pur con qualche modifica rispetto al testo originario, il Dl 5/2009 (il decreto incentivi). Oggi pomeriggio il voto finale che si è concluso con 251 voti a favore, 197 contrari e un astenuto. Il testimone passa ora al Senato che dovrebbe “liquidare” in breve tempo la questione, dato che il termine ultimo per la conversione in legge è fissato al 12 aprile.
A palazzo Madama, comunque, arriva un documento parzialmente modificato durante l’iter della trasformazione in legge.
Per dirne una, la detrazione prevista per l’acquisto di elettrodomestici in caso di ristrutturazione, in prima battuta legata genericamente all’alta efficienza energetica degli stessi, spetta ora per quelli di classe non inferiore ad A+.
In particolare, tutti gli incentivi che riguardano l’acquisto di beni mobili (auto, elettrodomestici e arredi, questi ultimi due connessi a lavori di ristrutturazione edilizia) sono subordinati all’impegno dell’impresa produttrice di non delocalizzare la produzione dei beni agevolati fuori dai territori degli Stati membri dell’Unione europea (questa disposizione dipende dalla preventiva autorizzazione della Ue).
Esteso poi il bonus concesso a chi rottama le “vecchie” due ruote (motociclo o ciclomotore “euro 0” o “euro 1”) per comprare e mettere su strada un motociclo nuovo “euro 3”. Bene, il contributo che in origine era annunciato soltanto per le moto fino a 400 cc di cilindrata, nella nuova versione del decreto è dato anche per i motocicli che non superano la potenza massima di 60 kw.
E ancora, una semplificazione per i venditori e le case costruttrici che anticipano il contributo e che, per recuperarlo sotto forma di credito d’imposta, devono produrre e conservare una specifica documentazione. Questi dovranno tenere, tra gli altri e in previsione di eventuali controlli, la copia del documento di presa in carico del centro autorizzato per la demolizione e non più la copia del certificato di rottamazione.
Le novità non finiscono qui, si va anche sulla disposizione che ha introdotto l’Iva per cassa, sui benefici concessi ai distretti industriali e sulla lotta all’evasione.
Quesito: Residenza dopo sposati e affitto di un appartamento.
il 13 giugno di quest anno mi sposerò e andrò abitare in un bilocale inaffitto in un altro comune per circa 2 anni.io sono dipende di un azienda e mia futura moglie libero professionista.
Se il contratto viene intestato o a me o a mia moglie è obbligatorio perlegge spostare la residenza nel comune dove andremo ad abitare ?solo spostando la residenza ci viene calcolata come prima casa in quanto nonsiamo possessori di altri immobili???
Sono il titolare diuna piccola ditta individuale - noleggio imbarcazioni.Evadendo personalmentegli adempimenti fiscali (libri giornali e dichiarazioni redditi)Vorrei saperecome si determina la congruità o meno in merito allo studio di settore dellamia attività
Quesito: Master - detrazione.
Ho pagato, con bonifico bancario, per la mia ragazza, formalmente non convivente con me, il costo di un master di secondo livelloseguito e conseguito presso una università pubblica.Posso detrarlo io fiscalmente pur rientrando lei ancora nel nucleo familiare paterno?
Quesito: recupero fiscale spese ristrutturazione.
sono un lavoratore dipendente e mia moglie dal 1 gennaio 2008 non è più a carico mio perchè percettrice di una pensione di 9000 euro circa. nel 2007 abbiamo ristrutturato la casa di nostra proprietà al 50%, utilizzando i benefici per la ristrutturazione al 36% suddiviso per 10 anni e del 55% in 3 anni come risparmio energetico per le finestre. col 730/2008-redditi 2007, ho già portato in detrazione la prima rata delle spese. quest'anno si presenta il problema di mia moglie che non è più a carico mio. premesso che tutte le fatture e i bonifici pagati per i lavori sono a nome mio e con il mio codice fiscale, posso continuare anche per gli anni a venire a detrarmi le rimanenti rate solo con i miei redditi, visto che mia moglie per i redditi da pensione ha solo 400.000 euro di irpef e quindi non sarebbe possibile recuperare nessun importo per il suo 50%?
Quesito: Tracciabilità dei pagamenti.
Sono un architetto alle prime esperienze professionali e vorrei se possibile, dei chiarimenti in materia di tracciabilità degli incassi e pagamenti. Sono a conoscenza dell'abrogazione in materia di tracciabilità degli incassi e pagamenti come da art.32, comma 3 del D.L. 112/2008, nonostante ciò un caro amico commercialista mi dice che : ad esempio di qualsiasi prelevamento o incasso dal/sul mio conto promiscuo (anche di un importo di € 1000,00) devo poter dimostrare come sono stati spesi o viceversa, per un eventuale accertamento futuro.Ciò mi sembra un incongruenza, come di devo regolare? Se ad esempio volessi prelevare dal mio conto € 1000,00 per fare un regalo a mia madre, un domani sarei nei guai perchè non posso dimostrare come sono stati spesi questi soldi?
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 articolo 53
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 articolo 54
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 sentenza 
 articolo 6
 articolo 21
 art.32