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Timestamp: 2020-08-12 09:54:30+00:00

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La delibera condominiale costituisce idonea prova del credito per il recupero degli oneri condominiali non pagati
Domenico Navarretta | 19/12/2019 09:27
Nota a Tribunale di Roma, Sezione V, Sent. n. 10203/2019 – Giudice Dott. Ghiron
Il titolo per agire per il recupero degli oneri condominiali non pagati, ex art. 63 disp. att. cc, è costituito dalla delibera condominiale che integra, da sola, idonea prova del credito. Nella fase dell'opposizione al decreto ingiuntivo, il Giudice dovrà verificare solo ed esclusivamente la validità ed efficacia della delibera assembleare che sta alla base del decreto ingiuntivo senza poter rilevare, né d'ufficio né su eccezione del debitore, gli eventuali vizi di legittimità di quest'ultima.
Il Supercondominio R. risultava creditore nei confronti di una condomina degli importi relativi agli oneri condominiali non pagati. Su tali presupposti, dunque, veniva richiesto e ottenuto decreto ingiuntivo nei confronti del debitore.
La condomina proponeva opposizione al decreto ingiuntivo ex art. 645 c.p.c. lamentando l'illegittimità della formazione delle tabelle millesimali in base alle quali erano stati ripartiti gli oneri condominiali, nonostante fosse avvenuta e accettata con regolare assemblea condominiale, e, per l'effetto, la quota di spese attribuita risultava errata.
Il Tribunale di Roma, riconosciuto come la questione circa la legittimità o meno delle tabelle millesimali esuli dal giudizio in opposizione a decreto ingiuntivo, ha rigettato l'opposizione avanzata in ragione del fatto che la delibera condominiale integra, da sola, idonea prova del credito anche nella fase dell'opposizione, e che il merito delle delibere emesse dall'assemblea di un condominio non è sindacabile in sede di opposizione ex art. 645 cpc.
Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e le delibere assembleari. Lo stato dell'arte e la rimessione alle Sezioni Unite.
In via preliminare occorre ricordare che il giudizio di opposizione è un momento processuale intimamente collegato al procedimento iniziato con il ricorso per ingiunzione, del quale costituisce una fase eventuale e non un'impugnazione vera e propria, pur dando luogo ad un ordinario giudizio di cognizione. Nel giudizio di opposizione il giudice non deve limitarsi a stabilire se l'ingiunzione fu emessa legittimamente, in relazione alle condizioni previste dalla legge per l'emanazione del provvedimento monitorio, ma deve accertare il fondamento della pretesa fatta valere. Qualora il credito risulti fondato con riferimento all'an e al quantum debeatur, il giudice dovrà accogliere la domanda indipendentemente dalla circostanza della regolarità, sufficienza e validità degli elementi probatori alla stregua dei quali l'ingiunzione fu emessa, rimanendo irrilevanti, ai fini di tale accertamento, eventuali vizi della procedura monitoria che non importino l'insussistenza del diritto fatto valere.
L'oggetto del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per il pagamento di spese condominiali è l'accertamento della idoneità formale e sostanziale della documentazione posta a fondamento dell'ingiunzione e della persistenza dell'obbligazione dedotta in giudizio: in tal senso, infatti, il Condominio soddisfa l'onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell'assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti.
Il titolo per agire, infatti, ai sensi dell'art. 63 delle disp. att. c.c. è costituito dalla delibera assembleare, titolo di credito del condominio e, di per sé, prova dell'esistenza del credito vantato.
Chiaro dunque che il Giudice dell'opposizione deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo tale sindacato riservato al Giudice davanti al quale dette delibere siano state impugnate (ex plurimis, Cass. n. 4672 del 2017; Cass. n. 3354 del 2016; Cass. n. 17014 del 2010; Cass. sez. un. 26629 del 2009).
La delibera invalida non può dunque essere disapplicata dal Giudice dell'opposizione a decreto ingiuntivo se non previamente impugnata e, a seguito di giudizio, caducata o sospesa dal Giudice dell'impugnazione.
La giurisprudenza di legittimità, infatti, sostiene che nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali il giudizio è, infatti, ristretto alla sola verifica dell'esistenza ed efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere (Cass. civ. Sez. II, Ord., 28-03-2019, n. 8685).
Pur tuttavia oppure in alcune pronunce si è avanzata la tesi che il giudice, in qualsiasi stato e grado del processo, possa invece rilevare – anche d'ufficio – l'invalidità della sottostante delibera qualora si tratti di vizi implicanti la sua nullità, trattandosi in questo caso dell'applicazione di atti la cui validità rientra tra gli elementi costitutivi della domanda su cui egli debba decidere (in senso contrario Cass. n. 12582 del 2015; Cass. n. 6652 del 2017).
Con la recente Ordinanza della Cassazione civile sez. II, 01/10/2019, n.24476, tuttavia, si segnala come la questione sia stata rimessa al Primo Presidente della Corte di Cassazione la valutazione in ordine all'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite per la soluzione del contrasto giurisprudenziale riguardante, tra le altre, la possibilità che, nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, il Giudice rilevi eventuali vizi implicanti la nullità della delibera assembleare.
Allo stato, dunque, occorrerà attendere la pronuncia delle Sezioni Unite per conoscere se la domanda intesa a far valere una nullità della deliberazione, la quale è azione di mero accertamento, perciò sottratta a qualsiasi termine di decadenza ed esperibile da chiunque vi abbia interesse, e quindi non implicante la necessità di tempestiva impugnazione nel termine decadenziale di trenta giorni, possa essere utilmente proposta ed eccepita in sede di giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

References: art. 63
 art. 645
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 Cass. 
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 Cass. sez. 
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