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Timestamp: 2020-04-04 15:22:46+00:00

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Corte di Cassazione Sentenza 36742, 2018 | JurisWiki.it
Corte di Cassazione Sentenza 36742, 2018
1. A. E. D., a mezzo del difensore, ricorre avverso la sentenza resa in data 27 aprile 2017 dalla Corte di appello di Genova, sez. 3, che, decidendo in sede di rinvio disposto dalla Corte di cassazione, sez. 3, con sentenza del 21 giugno 2016, confermava la affermazione di responsabilità dell'imputato riducendo tuttavia la pena inflitta ad anni tre e mesi otto di reclusione.
2. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona, in esito a giudizio abbreviato nei confronti del D., imputato del reato di cui agli artt. 81 cpv, 609 bis, 61 n. 11, cod. pen., in danno di M. B., lo dichiarava responsabile del reato ascrittogli e, concesse le circostanze attenuanti generiche valutate equivalenti alle contestate aggravanti e con la diminuente per il rito abbreviato, lo condannava alla pena di anni quattro di reclusione e al risarcimento dei danni in favore della parte civile che liquidava in complessivi Euro 50.000,00.
4. La Suprema Corte, a seguito dei ricorsi proposti dal Procuratore generale presso la Corte di appello di Genova e dalla parte civile, M. B., annullava la citata sentenza della Corte di appello con rinvio ad altra sezione della medesima Corte.
6.1. Con il primo, deduce violazione degli artt. 192 e 533 cod. proc. pen. e mancanza e manifesta illogicità della motivazione. Il giudizio di colpevolezza dell'imputato si è unicamente fondato sulle dichiarazioni della persona offesa la cui attendibilità è inficiata da numerose contraddizioni. È mancato, quindi, il richiesto vaglio di attendibilità più accurato e penetrante rispetto alle dichiarazioni di un testimone indifferente, trattandosi per di più di una persona offesa costituitasi parte civile, come tale latrice di evidenti interessi patrimoniali. Reitera le doglianze già espresse in sede di appello in ordine all'assenza di lacune espressive e linguistiche della B..
6.2. Con il secondo, si duole del travisamento delle risultanze processuali, in particolare delle dichiarazioni del teste L. L. che, se tenute nella giusta considerazione, avrebbero condotto il Giudice di appello a conclusioni diverse.
5.2. Quanto al denunciato travisamento delle risultanze processuali, specie in relazione alle dichiarazione di L. L., di cui al secondo motivo di ricorso, si osserva che il controllo di legittimità non può mai risolversi in un esame volto ad una nuova ricostruzione del fatto ma deve essere limitato all'eventuale travisamento della prova, che si identifica unicamente nell'avere utilizzato una prova inesistente o nell'avere prospettato un risultato di una prova oggettivamente diverso da quello effettivo. Soltanto entro questi ambiti è possibile dedurlo come vizio logico della motivazione, essendo invece precluso al giudice di legittimità di sovrapporre la propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti gradi di merito poiché, in tal caso, si demanderebbe alla Cassazione il compimento di una operazione estranea al giudizio di legittimità. Anche sotto questo profilo e per le ragioni più sopra illustrate, che qui si richiamano, la sentenza impugnata è esente da vizi logici.

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