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Timestamp: 2020-08-03 12:15:55+00:00

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Manipolazione Euribor - Decisione della commissione - Prova legale e privilegiata - Azione esperibile anche nei confronti degli istituti non autori della violazione - Nullità della clausola relativa agli interessi - Ricalcolo al tasso legale. Tribunale di Chieti, sentenza n. 216 del 24 marzo 2020. - Ex Parte Debitoris
Manipolazione Euribor – Decisione della commissione – Prova legale e privilegiata – Azione esperibile anche nei confronti degli istituti non autori della violazione – Nullità della clausola relativa agli interessi – Ricalcolo al tasso legale. Tribunale di Chieti, sentenza n. 216 del 24 marzo 2020.
2 Luglio 20202 Luglio 2020In Commenti, Sentenze
Numero Sentenza 216 Anno Sentenza 2020 Data Sentenza 24/03/2020
Commento a cura dell’ avv. Simona Magazzeno del foro di Salerno.
Ancora una volta, il Tribunale di Chieti, nella persona del Giudice dott. Gianluca Falco, ha ritenuto che, per il periodo dal 29.09.2005 al 30.05.2008, la clausola contrattuale di determinazione degli interessi ancorata all’ indice Euribor deve essere dichiarata nulla per violazione della normativa antitrust e per indeterminatezza ed indeterminabilità dell’oggetto della clausola stessa (i cui criteri di calcolo risultano alterati dalla manipolazione posta in essere)
La motivazione della sentenza, con argomentazioni di elevato pregio giuridico, scioglie importanti criticità interpretative in materia.
Innanzitutto viene chiarito e ribadito che il mutuatario può agire per la ripetizione delle somme anche qualora l’istituto di credito chiamato in causa non abbia preso parte al cartello dal momento che la manipolazione, comunque attuata, va ad incidere sul tasso applicato al rapporto in contestazione; in tal caso resta esclusa l’azione per il risarcimento del danno anticoncorrenziale che, ovviamente, può essere proposta solo nei confronti degli autori della violazione.
Inoltre, nella sentenza in commento, viene evidenziato che l’accertamento compiuto dalla Commissione europea, acquisisce, nel processo civile volto all’accertamento della nullità dell’Euribor, valore di “prova legale” sicché, non sarà possibile, in tal sede, rimettere in discussione i fatti costitutivi della violazione. Ad avviso del Giudice, infatti, pur essendo vero che la prova dell’illecito antitrust deve essere fornita dalla parte che assume tale fatto a fondamento delle sue pretese è anche vero che “ la prova acquisita nel procedimento di accertamento avanti l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è in grado di esonerare il danneggiato dalla reiterazione degli accertamenti di fatto o dalla valutazione degli elementi già operata in sede di procedimento amministrativo e di giudizio avverso il provvedimento di accertamento dell’infrazione ed irrogazione della sanzione”. Al riguardo si è altresì evidenziato il ruolo centrale delle disposizioni di cui all’ art.16 reg CE n 1/2003 il quale prevede che, quando le giurisdizioni nazionali si pronunciano su accordi, decisioni e pratiche che sono già oggetto di una decisione della Commissione, non possono prendere decisioni che siano in contrasto con la decisione adottata dalla Commissione; ciò sul presupposto del principio cardine di leale cooperazione tra Stati e unione europea di cui all’ art. 4 TUE finalizzata a garantire la certezza e l’applicazione uniforme del diritto europeo.
L’ Euribor dichiarato nullo dovrà sostituirsi con il tasso legale tempo per tempo vigente, ai sensi degli artt. 1346/1284 III comma cc-

References: sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
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 art.16
 art. 4