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Timestamp: 2017-06-27 03:43:02+00:00

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contratto a termine | Sentenze | Rivista giuridica del lavoro
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sicurezza sul lavoro rapporto di lavoro condotta sciopero contratto lavoro licenziamento collettivo nullità risarcimento del danno part-time Retribuzione Licenziamento individuale lavoro subordinato trasferimento appalto dimissioni discriminazione corte di giustizia licenziamento condotta antisindacale termine Danno sicurezza sociale contratto a termine Controversie di lavoro e previdenza lavoro pubblico demansionamento risarcimento somministrazione di lavoro disabilità discriminazioni contratto collettivo antisindacale individuale reintegrazione contratto a termine Corte di Cassazione, N.12985 -21 Mag 2008
o sostitutivo». Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa
Corte di cassazione, N.14996-7 Settembre 2012
scatti di anzianità), risarcitori e contributivi maturati medio tempore. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa
Cassazione, N.5000-8 Marzo 2005
N:5000 - 8 Marzo 2005)
Sez. lav. – Pres. Ianniruberto, Est. Balletti, P.M. Matera (concl. Conf.) – Frigo (avv. Messina) c. Poste Italiane S.p.a. (avv. Tosi e Fiorillo). Conferma App. Torino 11 novembre 2002.
Note: Contratto a termine e Poste Italiane tra vecchia e nuova disciplinaParole chiave: contratto a termine :: Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Carattere innovativo – Sussistenza – Delega in bianco – Sussistenza – Conversione del rapporto e onere della prova – Applicabilità.
Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Esigenze di servizio in concomitanza di assenze per ferie – Indicazione del lavoratore sostituito e della causa della sostituzione – Necessità – Insussistenza – Esigenze di servizio causate dalle assenze per ferie – Prova – Necessità – Sussistenza. L’art. 23 della legge n. 56 del 1987 rappresenta uno sviluppo fortemente innovativo del modello dei contratti a termine autorizzati (già introdotto dalla legge n. 18/1978), intendendo dar vita a un diverso sistema di controllo, parallelo e alternativo a quello della legge n. 18/1978, cosicché, accanto all’area originaria del contratto a termine per esigenze organizzative qualitativamente straordinarie, è stata prevista la possibilità di prevedere anche un’area di impiego normale e ricorrente del tipo contrattuale, del quale risulta in parte modificata la funzione economico-sociale, restando la tutela del lavoratore affidata non più alle previsioni di norme inderogabili, generali e astratte, ma allo strumento negoziale collettivo;...
Est. La Notte
Chirone – V. C. D. (avv. Carpagnano) c. Poste Italiane Spa (avv. De Luca Tamajo
Note: La flessibilità «insicura» dell’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368 del 2001: la disapplicazione della norma dopo la sent. 214/09Parole chiave: contratto a termine :: poste italiane :: Lavoro subordinato – Contratto a termine – Imprese concessionarie di
servizi nel settore postale – Art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368 del
2001 – Condizioni legittimanti la clausola appositiva del termine
nella norma a-causale – Violazioni princìpi comunitari anche in ipotesi di un unico contratto a termine – Interpretazione della giurisprudenza comunitaria – Disapplicazione della norma per contrasto
con il diritto comunitario – Nullità del termine – Trasformazione
L’art. 2, comma 1-bis, si pone in contrasto con la clausola n. 8, punto 3,
dell’Accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70 anche in ipotesi di
un unico contratto a termine visto che la tipologia acausale – sebbene introdotta
dalla legge n. 266 del 23 dicembre 2005 e, quindi, successivamente alla
trasposizione propriamente detta (intervenuta con il d.lgs. 368/01) – è, da
un lato, pacificamente collegata con l’applicazione dell’Accordo quadro, nella
misura in cui è andata a «completare» e a «modificare» le norme nazionali già
adottate [vedi sentenza Mangold (punto 51)], e,
dall’altro, non risulta diretta ad applicare un altro obiettivo distinto da quello
di applicare l’Accordo quadro [vedi sentenza Mangold (punti 52 e 53)]. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa
S.U. – Pres. Rovelli, Est. Amoroso, P.M.
Apice (conf.) – Azienda ospedaliera universitaria San Martino di Genova
(avv.ti Ciminelli, Mancini) c. S.G., M.C. (avv.ti Andriola, Bissocoli).
Cassa con rinvio Corte d’Appello di Genova, 9.1.2009
Note: La sentenza a termine della Corte di CassazioneParole chiave: contratto a termine :: Contratto a termine – Lavoro pubblico – Assunzione – Concorso –
Danno patrimoniale – Danno non patrimoniale – Unione europea
– Danno da precarizzazione – Onere della prova – Interpretazione
adeguatrice – Danno ex art. 36, c. 5, d.lgs. n. 165/2001 – Danno
presunto – Liquidazione – Criteri – Perdita del posto di lavoro –
Esclusione – Fondamento – Perdita di chance – Configurabilità.
In materia di pubblico impiego privatizzato, nell’ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall’art. 36, c. 5,
d.lgs. n. 165/2001, va interpretata in conformità al canone di effettività della
tutela affermato dalla Corte di Giustizia (ord. 12.12.2013, C-50/13), sicché,
mentre va escluso – siccome incongruo – il ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo, può farsi riferimento alla fattispecie omogenea di cui all’art. 32, c. 5, l. n. 183/2010, quale danno presunto, con valenza sanzionatoria e qualificabile come «danno comunitario», determinato tra un minimo e un
massimo, salva la prova del maggior pregiudizio sofferto, senza che ne derivi una
posizione di favore del lavoratore privato rispetto al dipendente pubblico
Corte Appello Torino, N.-2 Ottobre 2008
N: - 2 Ottobre 2008)
Est Ramella Trafighet
Note: Contratto a termine, rapporti pendenti e norma transitoria ex art. 4-bis, d.lgs. n. 368/2001...Parole chiave: norme transitoria :: legittimià costituzionale :: contratto a termine :: Contratto a termine – Regime transitorio ex art. 4-bis, d.lgs. n.
368/01, introdotto dall’art. 21, comma 1-bis, legge n. 133/08 –
Sussistenza della questione di legittimità costituzionale per contrasto
con gli artt. 3 e 24, comma 1, Cost.
È rilevante, e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale
degli artt. 1, comma 1, e 11 del d.lgs. n. 368/2001, per contrasto
con gli artt. 76, 77 e 117, comma 1, della Costituzione;
dell’art. 21, comma 1-bis, della legge n. 133/2008, inserente dopo
l’art. 4 del d.lgs. n. 368/2001 un art. 4-bis, per contrasto con gli articoli 3, comma
1, 24, comma 2, 101, 102, comma 2, 104, comma 2, e 117, comma 1, della
Corte di Giustizia, N.-12 Dicembre 2013
N: - 12 Dicembre 2013)
ausa C-361/12, Sez. Terza – Pres. Ilešič, Est. Toader, Avv. Gen. N. Wahl – Carmela Carratù c. Poste italiane Spa
Note: Impiego pubblico violazione delle regole su lavoro a termine, adeguatezza delle sanzioni.Spunti recenti dalla Corte di GiustiziaParole chiave: contratto a termine :: Contratto a termine – Direttiva n. 1999/70/Ce – Clausola 4, punto 1, dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato inserito in allegato alla Direttiva n. 1999/70/Ce del 28 giugno 1999 – Possibilità di applicazione diretta nei confronti di un ente pubblico – Sussiste – Natura di ente pubblico di Poste italiane Spa
– Sussiste – Possibilità di far valere direttamente la clausola n. 4, punto 1, nei confronti di Poste italiane Spa – Sussiste. Contratto a termine – Clausola n. 4, punto 1, dell’Accordo quadro europeo – Nozione di «condizioni di lavoro» – Indennità prevista in relazione all’illecita apposizione del termine – Rientra nella nozione di «condizioni di lavoro».
Contratto a termine – Clausola n. 4, punto 1, dell’Accordo quadro europeo – Necessità di trattare in maniera identica l’indennità corrisposta in caso di illecita apposizione del termine e quella versata in caso di illecita interruzione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato – Non sussiste.
La clausola 4, punto 1, dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, inserito in allegato alla Direttiva n. 1999/70/Ce del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’Accordo quadro Ces, Unice e Ceep sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che può essere fatta valere direttamente nei confronti di
un ente pubblico, quale Poste italiane Spa.
La clausola 4, punto 1, del medesimo Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato deve essere interpretata nel senso che la nozione di «condizioni di lavoro» include l’indennità che un datore di lavoro è tenuto a versare a un lavoratore, a causa dell’illecita apposizione di un termine al contratto di lavoro.
Tribunale di Napoli, N.-16 Novembre 2011
Corte di cassazione, N.7645-4 Aprile 2011
N:7645 - 4 Aprile 2011)
Curzio, P.M. Iannielli (conf.) – Poste italiane Spa (avv. R. Pessi e G.
Giammaria) c. M.A. (avv. Carlo Scartabelli).
Rif. Corte d’Appello Firenze n. 363/2006.
Note: Percentuali di assunzione a termine: l’onere della prova è a carico del datore di lavoroParole chiave: contratto a termine :: Contratto a termine – Assunzioni ex art. 23 della legge n. 56/1987 –
Percentuale dei lavoratori – Onere della prova – art. 3, legge n.
230/1962 – Grava sul datore di lavoro.
Ai sensi dell’art. 23 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, l’onere della prova
in ordine al rispetto delle percentuali di lavoratori che possono essere assunti con
contratto a termine sul totale dei dipendenti è a carico del datore di lavoro.

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 art. 23
 art. 3