Source: https://issuu.com/edizioniambiente/docs/produttori_come_gestire_rifiuti_speciali
Timestamp: 2017-06-22 15:09:01+00:00

Document:
Produttori, come gestire i rifiuti speciali by Edizioni Ambiente - issuu
Claudio RispoliProduttori,
i rifiutispecialiVademecum
Un omaggio difreebook ambiente NormativaBiblioteca gratuita on line diEdizioni Ambienteproduttori, come gestire i rifiuti speciali
di Paola Ficco e Claudio Rispolifreebook ambiente NormativaBiblioteca gratuita on line di Edizioni Ambiente
coordinamento e redazioneLavinia Basso
con la Redazione normativa di Edizioni Ambiente
realizzazione multimediale: Giordano Galli© copyright 2011, Edizioni Ambiente Srl
© copyright 2011, Gruppo Waste Italia
http://rivistarifiuti.reteambiente.it/
Questo FreeBook è stato realizzato
con il contributo di:sommario1.  inquadramento, definizioni ed esclusioni	92. sottoprodotti e mps (materie prime secondarie)	133.  “end of waste”18 e rottami metallici	4. la classificazione dei rifiuti	205. oneri a carico del produttore	226. tracciabilità	297.  il deposito temporaneo	488. i rifiuti pericolosi e l’attribuzione delle caratteristiche
di pericolo “h”	579. le analisi dei rifiuti	6610. il trasporto dei rifiuti in adr	7511. le documentazioni: procedure di gestione ed archiviazione	86introduzionePossiamo dire, senza tema di essere smentiti, che questo piccolo manuale sulla
gestione dei rifiuti rappresenta una novità assoluta.
Ma che cos’ha di così particolare?
Non certo la completezza, come dimostrano l’indice e la “consistenza” stessa
del volumetto, che non pretende di commentare la norma in tutti gli aspetti di
dettaglio, né si avventura in dotte analisi giuridico-normative che, per quanto
utili, sono comprensibili solo da pochi esperti.
No, la particolarità di questo libro sta nel fatto che esso è gratuitamente a disposizione di tutti. Può essere letto sul computer, su un tablet e perfino su un
buon telefonino. Viene aggiornato periodicamente e si collega a tutte le norme
che serve consultare, a loro volta sempre aggiornate. Insomma è un FreeBook,
cioè una nuova tipologia di libro multimediale, pensato per accompagnare
l’operatività e gli obblighi di coloro che, a seguito della propria attività, producono rifiuti.
E così il libro – grazie al fatto che richiama e rende consultabile un vastissimo
repertorio di altri documenti – può essere molto semplice.
Per questo abbiamo scelto quelli che, a nostro avviso, sono gli argomenti più
importanti, di cui spesso non viene evidenziata la criticità o non vengono indicate le correlazioni, cercando di focalizzare le principali situazioni che, nella
pratica quotidiana, espongono, o possono esporre, i produttori di rifiuti alle
contestazioni degli Enti di controllo (ed alle “furberie” di alcuni operatori del
settore poco qualificati e trasparenti).
Si è voluto inoltre impostare i contenuti in modo il più possibile “leggero”,
adatto particolarmente a tutti coloro che si avvicinano ora per la prima volta al
mondo dei rifiuti, seppure la complessità della disciplina vigente consenta ben
poche semplificazioni.
L’obiettivo era quello di realizzare un prodotto “snello”, di facile consultazione, arricchito di link di riferimento, utile ai produttori di rifiuti, ma anche aiprofessionisti che li gestiscono; un prodotto certamente non esauriente, ma che
aiuta il “primo approccio”.
Gli argomenti sono stati scelti alla luce delle esperienze acquisite sia durante i
numerosi Seminari di formazione svolti, sia attraverso i quesiti inviati dai lettori
della Rivista “Rifiuti – Bollettino di informazione normativa”, sia dagli
utenti del sito reteambiente.it e soprattutto con il costante e diretto confronto
con produttori e gestori.
Tratto comune ai capitoli è la spinta verso una più alta qualità nella gestione dei
rifiuti e un invito a realizzare all’interno di ogni organizzazione un sistema di
gestione ambientale tarato sulla specifica attività svolta. Tale invito, che è ovviamente rivolto anche agli operatori del settore, comporta l’impegno di risorse
economiche e di personale, ma si rivela utilissimo nel confronto con gli organi
di controllo, oltre a tutelare l’immagine aziendale. In altri termini, va scoraggiata la tendenza a lasciare la gestione dei rifiuti al caso, al momento contingente,
al ruolo di fastidiosa attività di importanza residuale da delegare ad altri.1. inquadramento, definizioni ed esclusioni1.1 le norme e i principi generali
In materia di gestione dei rifiuti la norma di riferimento nazionale è rappresentata
dalla Parte IV del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 (cd. “Codice ambientale”) che ha
abrogato e sostituito, tra gli altri, anche il cd. “Decreto Ronchi” (Dlgs 22/1997).
Tuttavia, tale disciplina (dal 25 dicembre 2010 modificata dal Dlgs 205/2010)
può essere considerata una “disciplina‑quadro” perché la gestione dei rifiuti è
oggetto di numerose altre disposizioni che, comunque, rinviano per la condotta
generale sempre al citato “Codice ambientale”.
Di seguito si riporta l’elenco delle principali disposizioni in materia di rifiuti che
si integrano e si aggiungono a quelle del Dlgs 152/2006.
provvedimentooggettoDm 5 febbraio 1998Recupero agevolato rifiuti non pericolosiDm 161/2002 e 269/2005Recupero agevolato rifiuti pericolosiDm 1° aprile 1998, n. 145Formulario identificazione rifiutiDm 1° aprile 1998, n. 148Registro di carico e scaricoCircolare Ambiente/Industria 4 agosto 1998Registri e formulariDlgs 13 gennaio 2003, n. 36DiscaricheDlgs 24 giugno 2003, n. 209Veicoli fuori usoDlgs 24 giugno 2003, n. 182Rifiuti delle navi e raccolta nei portiDpr 15 luglio 2003, n. 254Rifiuti sanitariDlgs 25 luglio 2005, n. 151Raee
(segue)5. oneri a carico del produttoreLe figure del produttore e del detentore di rifiuti sono definite con precisione dal
Dlgs 152/2006 (articolo 183, comma 1, lettere f) e i)):
f) “produttore di rifiuti” è il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore
iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre
operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti,
i) “ detentore” è il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è
Nessuno deve essere indotto a non ritenersi detentore del rifiuto (e quindi, a ritenersi
non responsabile) per il semplice motivo che non ne ha il possesso. Infatti, l’individuazione dello status di detentore o possessore non rileva, poiché si prescinde dalla effettiva
esistenza dell’animus possidendi avendo invece riguardo al mero fatto della detenzione.Produttore di rifiuti, dunque, è sempre colui il quale pone materialmente in essere
una determinata attività dalla quale si generano rifiuti è, ad esempio, produttore
di rifiuti l’appaltatore, ma mai il committente. La responsabilità del committente non discende dall’omessa vigilanza sull’appaltatore, poiché egli non ha alcun
obbligo giuridico di vigilare su di esso (si veda la sentenza Cass. pen., Sez. III,
n. 15165/2003 e n. 40618/2004), ma dall’applicazione delle regole generali del
Codice penale sul concorso di persone nel reato.
Il Dlgs 152/2006 declina la responsabilità del produttore al suo articolo 188. La nuova
versione di tale articolo (ai sensi dell’articolo 16, comma 2, Dlgs 205/2010), però,
entrerà in vigore solo dopo l’operatività del Sistri (ad oggi, 9 febbraio 2012). Fino ad
allora vigerà il consueto sistema dettato dalla versione vigente dell’articolo 188, Dlgs
152/2006. Quindi, oggi, la responsabilità del produttore/detentore è disciplinata dall’articolo 188, comma 3, Dlgs 152/2006, ma nella versione previgente all’entrata in vigore
del Dlgs 205/2010. Tuttavia, i principi di fondo non cambiano.capitolo 5 | oneri a carico del produttoreLa responsabilità del produttore-detentore è individuata nei termini che seguono
(articolo 188, commi 1, 2 e 3, Dlgs 152/2006):
1. Gli oneri relativi alle attività di smaltimento sono a carico del detentore che
consegna i rifiuti ad un raccoglitore autorizzato o ad un soggetto che effettua le
operazioni di smaltimento, nonché dei precedenti detentori o del produttore dei
2. Il produttore o detentore dei rifiuti speciali assolve i propri obblighi con le
3. La responsabilità del detentore per il corretto recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa in caso di:
a) conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta;
b) conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o di
smaltimento, a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui
all’articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi
dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del
predetto termine abbia provveduto a dare comunicazione alla Provincia della
mancata ricezione del formulario. Per le spedizioni transfrontaliere di rifiuti
tale termine è elevato a sei mesi e la comunicazione deve essere effettuata alla
Questo fino a quando non sarà operativo il Sistri. Da quella data (9 febbraio
2012) per le categorie obbligate al Sistri, sarà necessario sostituire il formulario
con il Sistri.
Tuttavia, con o senza Sistri, il sistema delle responsabilità non cambia; infatti,
il produttore/detentore non si spoglia della responsabilità dei suoi rifiuti semplicemente consegnandoli al terzo trasportatore, ma conserva un onere (almeno di
vigilanza) circa il buon esito del viaggio dei rifiuti verso quel sito finale che deve
essere necessariamente conosciuto sia dal produttore/detentore sia dal trasportatore al momento della partenza.
Se il produttore/detentore non riceve la quarta copia controfirmata dal responsabile del sito di destinazione entro i tre mesi previsti dalla norma, la responsabilità2324produttori, come gestire i rifiuti specialicondivisa impone al produttore/detentore medesimo l’obbligo di denuncia alla
È questo un punto spesso sottovalutato o considerato come mero adempimento
formale; invece, rappresenta il punto-cardine per l’esclusione della responsabilità
da parte del detentore. Ed una conseguente omissione costituisce certamente colpa in senso penale (ossia mancanza di diligenza, prudenza, perizia) con il rischio
di sconfinamento nel dolo (volontarietà dell’irregolarità o complicità fraudolenta), colpito, come è noto, con pene più severe.
Vediamo ora in base a quale titolo sono punibili il produttore ed il destinatario
in caso di trasporto dei rifiuti senza formulario o con formulario recante dati incompleti o inesatti (o con Sistri non “a regola d’arte”)
In materia di trasporto di rifiuti l’illecito penale o amministrativo è contestato
sia al trasportatore dei rifiuti sia al produttore/detentore sia al destinatario dei
Questo perché il sistema (formulario o Sistri) realizza un meccanismo di assunzione delle responsabilità (penali o amministrative) per le eventuali condotte
illecite inerenti l’intero viaggio dei rifiuti.
Infatti, non bisogna dimenticare che sia il sistema penale sia quello amministrativo punitivo prevedono il concorso di persone nell’illecito.
Nel caso del trasporto dei rifiuti trovano applicazione pertanto:
• per i rifiuti pericolosi, l’articolo 110 C.p., in base al quale quando più persone
concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo
• per i rifiuti non pericolosi, l’articolo 5, legge 689/1981, in base al quale,
nell’ipotesi in cui più persone concorrano in una violazione amministrativa, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta.
Le condotte di questi soggetti, sebbene lecite se singolarmente considerate, contribuiscono alla realizzazione collettiva del fatto illecito; nel caso specifico del
trasporto di rifiuti senza formulario, il produttore e il destinatario finale non
realizzano la condotta tipica del vettore, eppure, inviando e ricevendo la partita
di rifiuti, apportano un cd. “contributo causalmente agevolatore” alla realizzazione
collettiva del fatto illecito e, pertanto, possono rispondere a titolo di concorso nel
reato o nell’illecito amministrativo.
Ad esempio, è evidente che:
• se il destinatario rifiuta il carico di rifiuti perché accompagnato da un formulario incompleto (si pensi al caso della mancata indicazione della quantità deicapitolo 5 | oneri a carico del produttorerifiuti trasportati o scheda Sistri Area movimentazione mancante o incompleta
o alterata), il viaggio illecito dei rifiuti non può di fatto arrivare a compimento;
• se invece il destinatario accetta i rifiuti con formulario identificativo contenente dati incompleti e sottoscrive il relativo formulario (o la scheda Sistri Area
movimentazione incompleta o alterata), apporta un contributo non conforme
alla condotta descritta dall’articolo 258, comma 3 (e quindi lecita), ma senza la
quale il viaggio illecito dei rifiuti non si sarebbe mai perfezionato.
Pertanto, il destinatario, una volta sottoscritto il formulario di identificazione
dei rifiuti trasportati (o accettato l’ingresso di rifiuti non accompagnati da una
scheda Sistri Area movimentazione carente in qualche sua parte o addirittura
assente o alterata), risponde del relativo reato o illecito amministrativo a titolo di
Sussiste, dunque, un onere del produttore di garantire la corretta fase finale ed è
impossibile “delegare” al trasportatore o ad altri la sua responsabilità.
Purtroppo, ancora molti ritengono che il produttore dei rifiuti, una volta che ha
conferito i rifiuti medesimi ad un trasportatore o ad un altro terzo (ad esempio
un acquirente o un intermediario), possa ritenersi completamente esente da responsabilità circa la corretta destinazione finale dei rifiuti. Non solo, molti ritengono ancora che la cessione del rifiuto in senso civilistico (ad esempio attraverso
la vendita) produca automaticamente una esenzione da responsabilità, anche ai
fini sanzionatori, con riferimento alla sorte del rifiuto medesimo.
È sbagliato. Infatti il produttore di rifiuti conserva l’onere del corretto avvio allo
smaltimento o recupero fino alla destinazione finale senza possibilità di “cessione” a terzi, a qualunque titolo, della sua responsabilità.
Quindi, anche se il Dlgs 152/2006 (al pari del Dlgs 22/1997, cd. “Decreto
Ronchi”) non prevede espressamente sanzioni per il produttore che partecipa ad
una spedizione illecita di rifiuti, il fatto che egli sia inevitabilmente responsabile
denota come non vi era alcuna necessità di prevedere alcuna sanzione, perché la
sanzione è in re ipsa: il primo vero responsabile della destinazione illegale è certamente il produttore/detentore, che non si è curato di garantire tale esito finale in
“Il produttore-detentore di rifiuti speciali (…) può, ex articolo 10, Dlgs 22/1997, conse‑
gnarli ad altri soggetti ma, in tal caso, ha l’obbligo di controllare che si tratti di soggetti
autorizzati alle attività di recupero o smaltimento; ove, per contro, tale doverosa verifica sia
omessa, il produttore-detentore risponde a titolo di concorso con il soggetto qualificato (nella2526produttori, come gestire i rifiuti specialispecie smaltitore), nella commissione del reato di cui all’articolo 51, comma 1, Dlgs 22/1997
(attività di gestione non autorizzata).” 1Inoltre, occorre che il produttore/detentore si accerti della regolarità dell’iscrizione all’Albo gestori del trasportatore al fine di evitare una “colpa inescusabile”. Il produttore e il detentore dei rifiuti che consegnino tali materiali ad altri
soggetti per il trasporto, devono esercitare la massima prudenza e diligenza
nell’accertare il possesso delle abilitazioni necessarie e le qualità professionali
del trasportatore 2 .
Secondo la Corte di Cassazione, dunque (come ha confermato anche la recente sen‑
tenza 22 luglio 2011, n. 29516) “nulla esclude” la responsabilità del produttore/detentore quando si è “reso responsabile di comportamenti materiali o psicologici tali da determi‑
nare una compartecipazione, anche a livello di semplice facilitazione, negli illeciti commessi
dai soggetti dediti alla gestione dei rifiuti”.In definitiva, se è vero che l’affidamento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle
attività di recupero e smaltimento e la successiva ricezione della quarta copia del
formulario sono sufficienti per esonerare il produttore/detentore da responsabilità, occorre anche che costui abbia cura di compiere tutte le verifiche necessarie
richieste dalla legge perché l’intero ciclo di gestione dei rifiuti sia svolto nella piena regolarità sostanziale e non meramente formale.
Quindi, il produttore/detentore deve:
• caratterizzare o far caratterizzare il rifiuto prodotto;
• controllare che il trasportatore sia in possesso di regolare e valida iscrizione
all’Albo gestori da parte del soggetto che esegue il trasporto; diversamente, concorre con esso nel reato di traffico illecito o nella gestione abusiva;
• accertarsi, per quanto riguarda particolari operazioni di recupero che, oltre
alla avvenuta comunicazione di inizio attività all’autorità competente, il recupero
sia stato effettuato nel rispetto delle norme tecniche e delle condizioni specifiche
previste dalla norma per la singola tipologia di rifiuti impiegati. Tipico è il caso
delle attività di recupero ambientale, che è sempre subordinato all’esecuzione del
test di cessione sul rifiuto ex allegato 3, Dm 5 febbraio 1998.
Ciò significa che i vari detentori di tali rifiuti (stoccatori, trasportatori eccetera)
devono verificare, con riferimento all’impianto di destinazione, che la comu1. Ex plurimis Cass. pen., Sez. III, 17 aprile 2003, n. 16016; 28 novembre 2007, n. 44291; 11 febbraio
2008, n. 6420.
2. Cass. pen., Sez. III, 11 febbraio 2008, n. 6420.capitolo 5 | oneri a carico del produttorenicazione sia accompagnata da apposito progetto approvato dall’autorità competente e che il produttore abbia compiuto il test di cessione secondo la norma
In ogni caso, non sono ascrivibili al detentore eventuali falsità non riconoscibili contenute nelle autorizzazioni e nella comunicazione d’inizio attività e nel formulario.
Restano salvi ovviamente i casi di concorso nella falsità stessa.
In caso di falsità non riconoscibili vale il principio della disponibilità della prova sulla
composizione e provenienza del rifiuto, che certamente grava in capo al produttore,
unitamente all’obbligo di avviare il rifiuto a recupero/smaltimento e, quindi, di caratterizzarlo per individuare a quale impianto può essere destinato e tramite quale trasportatore.Infine, non sono ascrivibili al trasportatore (e neppure ai precedenti detentori)
gli illeciti concernenti la gestione dell’impianto. Restano salvi ovviamente, anche
in questo caso, i casi di concorso 3.5.1 la responsabilità estesa del produttore
La responsabilità estesa del produttore è prevista per rafforzare la prevenzione
della produzione di rifiuti e per facilitare l’utilizzo efficiente delle risorse durante
l’intero ciclo di vita del prodotto, comprese le fasi di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti, evitando di compromettere la libera circolazione delle merci sul
mercato (articolo 178‑bis, Dlgs 152/2006). A tal fine appositi decreti ministeriali stabiliranno le modalità e i criteri di introduzione della responsabilità estesa
del produttore del prodotto.
Altri decreti ministeriali (di concerto tra Ministero dell’ambiente e sviluppo economico) stabiliranno le modalità e i criteri:
a) di gestione dei rifiuti e della relativa responsabilità finanziaria dei produttori
del prodotto (per questa tipologia di decreti è previsto anche il concerto del Ministero dell’economia);
b) di pubblicizzazione delle informazioni relative alla misura in cui il prodotto è
riutilizzabile e riciclabile;
c) della progettazione dei prodotti volta a ridurre i loro impatti ambientali;
d) di progettazione dei prodotti volta a diminuire o eliminare i rifiuti durante la
3. Cass. pen., Sez. III, 4 luglio 2000, n. 1492.2742produttori, come gestire i rifiuti specialiPer consentire alle Regioni, agli Enti locali e alle Arpa l’accesso al Sistri, è stato
siglato un accordo Stato/Regioni in data 27 luglio 2011.
• Gli operatori che producono “esclusivamente” i rifiuti soggetti a ritiro obbligatorio da parte dei vari Consorzi o sistemi di gestione per il recupero (Raee,
pneumatici, imballaggi, batterie, oli minerali eccetera) potranno delegare gli
adempimenti Sistri a tali strutture.
sistri – i soggetti obbligati
1) Imprese ed enti che producono rifiuti speciali pericolosi (*);
2) imprese ed enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g), Dlgs 152/2006 (**); con più di 10 dipendenti;
3) imprese ed enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale;
4) recuperatori e smaltitori;
5) commercianti e intermediari;
6) consorzi per il riciclaggio di particolari categorie di rifiuti;
7) terminalisti concessionari delle aree portuali e imprese portuali;
8) responsabili uffici gestione merci e operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci;
9) Comuni, enti e imprese che gestiscono rifiuti urbani nella Regione Campania;
10) imprese ed enti produttori di rifiuti speciali pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti (*) (***).
(*) Sono compresi raccoglitori e trasportatori di rifiuti da sé stessi prodotti.
(**) Le lettere c), d) e g) del comma 3 dell’articolo 184, Dlgs 152/2006 riguardano, rispettivamente: rifiuti da
lavorazioni industriali; rifiuti da lavorazioni artigianali; rifiuti derivanti da recupero e smaltimento, fanghi
prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti di acque e dalla depurazione delle acque reflue e da
abbattimento fumi.
(***) Il termine iniziale (articolo 6, comma 2, lettera f‑octies), Dl 70/2011, convertito, con modificazioni, dalla
legge 106/2011 “decreto Sviluppo”) sarà individuato da un apposito Dm Ambiente, ma non potrà essere
anteriore al 1° giugno 2012.il sistri e le sanzioni
Il Dlgs 121/2011 (Attuazione della direttiva 2008/99/Ce sulla tutela penale
dell’ambiente) introduce la nuova disciplina della responsabilità delle persone
giuridiche per i reati ambientali (dallo scarico di sostanze pericolose nelle acque
al traffico illecito i rifiuti, all’uso di un falso certificato di analisi o all’omessa
tenuta della scheda Sistri durante il trasporto di rifiuti). Il nuovo provvedimento (che modifica il Dlgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli
enti) introduce sanzioni pecuniarie a carico delle persone giuridiche nel cui
interesse o vantaggio sia stato commesso uno dei reati previsti. Le sanzioni sono
calcolate in base al sistema delle quote; il valore di ogni singola quota va da 258
euro a 1.549 euro.capitolo 6 | tracciabilitàIl decreto opera inserendo l’articolo 25‑undecies (“Reati ambientali”) nell’ambito del
Dlgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti e introduce sanzioni pecuniarie a carico delle persone giuridiche nel cui interesse o vantaggio sia stato commesso
uno dei reati previsti. Le sanzioni amministrative dipendenti da reato sono calcolate in
base alle quote previste dal Dlgs 231/2001.Di seguito le “sanzioni 231” in relazione al Sistri (che si aggiungono a quelle
previste dal “Codice ambientale”):
Predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, utilizzato in
ambito Sistri recante false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti.
Inserimento nel Sistri di un certificato falso (articolo 260‑bis,
comma 6)Sanzione pecuniaria da 150
a 250 quoteTrasporto di rifiuti pericolosi senza la copia cartacea della scheda Sistri – Area movimentazione e, ove previsto, senza la copia
del certificato analitico (articolo 260‑bis, comma 7, secondo pe‑
riodo)Sanzione pecuniaria da 150
a 250 quoteUso, durante il trasporto soggetto a Sistri, di un certificato di
analisi di rifiuti contenente false indicazioni sulla natura, sulla
composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti trasportati (articolo 260‑bis, comma 7, terzo periodo)Sanzione pecuniaria da 150
a 250 quoteTrasporto di rifiuti con una copia cartacea della scheda Sistri
– Area movimentazione fraudolentemente alterata (articolo
260‑bis, comma 8, primo periodo)Sanzione pecuniaria da 150
a 250 quoteTrasporto di rifiuti pericolosi con una copia cartacea della scheda
Sistri – Area movimentazione fraudolentemente alterata (artico‑
lo 260‑bis, comma 8, secondo periodo)Sanzione pecuniaria da 200
a 300 quoteL’articolo 3 del nuovo Dlgs 121/2011 è fondamentale ai fini del calcolo, della
irrogazione delle sanzioni Sistri di cui all’articolo 260‑bis, Dlgs 152/2006 e
della loro gradualità nel primo anno di effettiva applicazione del sistema.
Cumulo giuridico e ravvedimento operoso per le sanzioni amministrative
L’articolo 3, Dlgs 121/2011, introduce modifiche di carattere strutturale al sistema sanzionatorio, ma non interviene nel merito delle previsioni pregresse. Due le novità:
• cumulo giuridico, introdotto dal nuovo comma 9‑bis e ispirato all’articolo 8, legge
689/1981 (che ha introdotto “Modifiche al sistema penale”), consiste nell’applicare
a chi, con un’azione o un’omissione, viola diverse disposizioni dell’articolo 260‑bis
oppure commette più violazioni della stessa disposizione, non la somma delle sanzioni
previste per ogni singola violazione, bensì la sanzione prevista per la violazione più43Produttori, come gestire i rifiuti speciali
freebook ambiente NormativaQuesto testo inaugura la collana di manuali normativi di FreeBook
Ambiente, la biblioteca on line che mette a disposizione degli operatori, del tutto gratuitamente, numerosi volumi e materiali sulle tematiche ambientali, elaborati da – o per conto di – enti, istituzioni e
aziende. In particolare, “Produttori, come gestire i rifiuti speciali”, è
stato appositamente realizzato per FreeBook grazie al contributo del
Gruppo Waste Italia.
Il volume – qui presentato nella sua versione cartacea – è scari‑
cabile liberamente dal sito http://freebook.edizioniambiente.it/, in
diversi formati (pdf per leggerlo su computer, ePub per leggerlo su
tablet o smartphone).
Caratteristica fondamentale dei FreeBook Ambiente dedicati alla
normativa è la presenza di link puntuali alle disposizioni citate nel
testo, tutte costantemente aggiornate e contenute nell’Osservatorio
di normativa ambientale, il prestigioso servizio on line firmato
dalla Redazione normativa di Edizioni Ambiente.
Altra caratteristica (strettamente editoriale) dei “manuali”, è l’impostazione semplificata e l’utilizzo di un linguaggio di facile comprensione, fermo restando il completo rispetto dei contenuti giuridici e tecnici espressi dagli autori. Si tratta di un approccio di
rilettura della norma che facilita l’accesso anche ai non specialisti
e a coloro che si avvicinano per la prima volta al complesso mondo
della gestione dei rifiuti.www.edizioniambiente.itAll pages:235678910111213141516InfoStackLikeShareDownloadMoreProduttori, come gestire i rifiuti speciali Published on Nov 30, 2011 Come gestire il rifiuto derivante dalla propria attività produttiva? Come capire se un materiale è un sottoprodotto o una Mps o un End of Wa...See MoreedizioniambienteFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

References: sentenza 
 articolo 188
 articolo 10
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.