Source: https://renatodisa.com/2015/09/25/corte-di-cassazione-sezione-vi-sentenza-2-settembre-2015-n-17497-in-tema-di-contenzioso-tributario-in-caso-di-litisconsorzio-processuale-che-determina-linscindibilita-delle-cause-anche-ove-no/
Timestamp: 2018-11-16 20:01:25+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 settembre 2015, n. 17497. In tema di contenzioso tributario, in caso di litisconsorzio processuale, che determina l'inscindibilità delle cause anche ove non sussisterebbe il litisconsorzio necessario di natura sostanziale, l'omessa impugnazione della sentenza nei confronti di tutte le parti non determina l'inammissibilità del gravame, ma la necessità per il giudice d'ordinare l'integrazione del contraddittorio, ai sensi dell'art. 331 cod. proc. civ., nei confronti della parte pretermessa, pena la nullità del procedimento di secondo grado e della sentenza che l'ha concluso, rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità - Avvocato Renato D'Isa
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Cio’ posto, e’ palese che, sulla questione della validita’ della notificazione delle cartelle presupposte all’iscrizione ipotecaria impugnata va evitata la formazione di giudicati diversi nei confronti del concessionario della riscossione e nei confronti dell’ente impositore (si vedano, in argomento, le pronunce di questa Corte nn. 10934/15, 24868/13), cosicche’ tali parti, pur non essendo litisconsorti sostanziali, devono considerarsi, qualora entrambe abbiano preso parte al giudizio di primo grado, litisconsorti processuali, insieme al contribuente, nel giudizio di secondo grado. Da tanto discende che sia la sentenza n. 88/35/12, in cui l’appello del concessionario e’ stato notificato all’Agenzia delle entrate ma non al contribuente, sia la sentenza n. 87/35/12, in cui l’appello dell’Agenzia delle entrate e’ stato notificato al contribuente ma non al concessionario, vanno giudicate mille per non integrita’ del contraddittorio; la Commissione Tributaria Regionale, infatti, non ha rispettato ne’ la prescrizione di cui all’articolo 335 c.p.c., non avendo disposto la riunione delle impugnazioni dell’Agenzia delle entrate e di (OMISSIS), ne’ quella di cui all’articolo 331 c.p.c., non avendo ordinato l’integrazione del contraddittorio nei confronti del contribuente, nel procedimento introdotto con l’appello di (OMISSIS), ne’ nei confronti di (OMISSIS), nel procedimento introdotto con l’appello dell’Agenzia delle entrate Entrambe le sentenze impugnate con i ricorsi per cassazione qui riuniti vanno pertanto cassate con rinvio, in accoglimento, quanto alla sentenza n. 88/35/12, del primo motivo del ricorso n. 17967/12 R.G. e, quanto alla sentenza n. 87/35/12, del primo motivo del ricorso n. 23550/12 R.G., con assorbimento degli altri motivi di ricorso. Il giudice del rinvio procedera’ quindi alla trattazione unitaria degli appelli dell’Agenzia delle entrate e di (OMISSIS) spa avverso la sentenza n. 7/22/2011 della Commissione Tributaria Provinciale di Roma, nell’integrita’ del litisconsorzio di tutte le parti del giudizio di primo grado (cfr. Cass. 10934/15, cit.: “In tema di contenzioso tributario, in caso di litisconsorzio processuale, che determina l’inscindibilita’ delle cause anche ove non sussisterebbe il litisconsorzio necessario di natura sostanziale, l’omessa impugnazione della sentenza nei confronti di tutte le parti non determina l’inammissibilita’ del gravame, ma la necessita’ per il giudice d’ordinare l’integrazione del contraddittorio, ai sensi dell’articolo 331 c.p.c., nei confronti della parte pretermessa, pena la nullita’ del procedimento di secondo grado e della sentenza che l’ha concluso, rilevabile d’ufficio anche in sede di legittimita’”).

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 Cass. 
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