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Timestamp: 2018-11-16 12:40:56+00:00

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Atti Parlamentari 33 Camera dei Deputati. milanes, quand sun chi parle l italian: normalissimo, quanto a voler star al frances - PDF
Atti Parlamentari 33 Camera dei Deputati. milanes, quand sun chi parle l italian: normalissimo, quanto a voler star al frances
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1 Atti Parlamentari 33 Camera dei Deputati milanes, quand sun chi parle l italian: normalissimo, quanto a voler star al frances e ingles. Venendo al merito dell emendamento, qui si dice che la dichiarazione che devono effettuare i datori di lavoro deve essere fatta in lingua italiana. Quando si è discussa la questione, per noi assolutamente poco rilevante, dell italiano inteso come lingua ufficiale, alla fine l argomentazione più importante era che dovevamo fare in modo che l italiano fosse la lingua ufficiale soprattutto nei confronti dell esterno. Questo è proprio un caso emblematico: se una ditta viene in Italia e vuole lavorare, per cortesia, che la sua dichiarazione venga fatta in italiano! Altrimenti, dovremo spendere dei soldi per fare la traduzione, che, soprattutto in enti di piccole dimensioni, non è logico né fattibile. Pertanto, riteniamo sia necessario approvare questo emendamento. Si tratta di capire come ciò sia possibile, dal momento che questo decreto-legge è così blindato. Io non lo so, non è un problema nostro, ma della maggioranza, che ha deciso di governare in questo modo, approvando decreti-legge, ponendo questioni di fiducia e prendendo in giro tutti i parlamentari. PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Fugatti 5.19 non accettato dalle Commissioni né dal Governo. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti e votanti Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 243). Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Fugatti 5.22 e Gioacchino Alfano Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l onorevole Brigandì. Ne ha facoltà. MATTEO BRIGANDÌ. Signor Presidente, intervengo brevemente perché questi emendamenti costituiscono la «prova del nove» dell esattezza e della giustezza della impostazione che noi vogliamo dare a questo provvedimento. Noi riteniamo che questo sia un meccanismo surrettizio per cercare di aumentare in ogni modo una immigrazione e, per l esattezza, quella di cui questo paese non ha bisogno. Il segnale viene dato con questi emendamenti. Se è vero che i lavoratori servono all azienda che viene da un altro paese comunitario e, quindi, se la comunicazione sostituisce il permesso di soggiorno, è chiaro che la liceità della permanenza sul territorio dello Stato da parte dello straniero, ammesso e non concesso che sia corretta l impostazione generale di questo provvedimento, dovrebbe cessare nel momento in cui termina il rapporto di lavoro. Questa è una conseguenza logica. Votare contro questi emendamenti significa andare allo scoperto, nel senso che questo provvedimento non ha il fine di regolamentare una certa situazione, ma quello di aprire le maglie della cosiddetta legge Bossi-Fini, che prevede, invece, una immigrazione corretta, secondo la quale in Italia possono entrare persone che hanno da dare e da ricevere e che intendano inserirsi in maniera seria nel nostro tessuto sociale, non quelle persone che vengono qui per altri fini, delinquenziali ed eversivi. La logica vorrebbe, quindi, che alla cessazione del rapporto di lavoro consegua l immediata cessazione della legalità della permanenza dello straniero in Italia, che deve tornare nella situazione quo ante. Una diversa impostazione farebbe emergere, evidentemente, l indole vera del provvedimento, che ha il fine di provvedere agli ingressi illegali in questo paese. Per tali motivi, credo che questo emendamento debba essere approvato (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
2 Atti Parlamentari 34 Camera dei Deputati per dichiarazione di voto l onorevole Gioacchino Alfano. Ne ha facoltà. GIOACCHINO ALFANO. Signor Presidente, i soggetti chiamati in causa in relazione agli immigrati sono diversi, organi dello Stato e datori di lavoro, e a questi ultimi si riferiscono gli identici emendamenti in esame. I presupposti che autorizzano gli immigrati a permanere sul nostro territorio sono vari e i documenti necessari sono richiesti in base ai soggetti che li autorizzano a rimanere in Italia. Gli identici emendamenti tendono a creare un rapporto diretto tra il datore di lavoro, che concede all immigrato il documento per ottenere l autorizzazione a rimanere in Italia per il periodo del rapporto di lavoro, e lo Stato. Nel momento in cui il rapporto tra il datore di lavoro e l immigrato si interrompe, anche l autorizzazione a permanere dovrà essere automaticamente rivalutata. Possiamo dividere l emendamento in due parti. La prima stabilisce il principio che si interrompa l autorizzazione a permanere sul nostro territorio e che possa anche essere approfondita. Però, vi è una seconda parte, molto più importante, che stabilisce il principio della comunicazione agli organi competenti per far sapere che il presupposto che ha determinato l emissione del documento a permanere è stato rimosso. Per il bene dello stesso immigrato dobbiamo fare in modo che chi autorizza il soggetto a permanere in Italia debba sapere quale fine faccia e, allora, o stabiliamo il principio che una volta autorizzato l extracomunitario a rimanere in Italia sulla base di un rapporto di lavoro esso rimane ugualmente, anche cessato tale rapporto, e il diritto originario fa in modo che il permesso rimanga o, poiché il permesso è funzionale ad un attività di lavoro subordinato, nel momento in cui essa si interrompe cessa anche automaticamente l autorizzazione a permanere sul territorio nazionale. La seconda parte degli emendamenti che prevede la comunicazione da parte del datore di lavoro o di chi lo ha autorizzato è indispensabile, perché gli stessi soggetti che hanno ricevuto i documenti in funzione del rapporto di lavoro devono sapere se tale autorizzazione si interromperà automaticamente alla cessazione del rapporto di lavoro. l onorevole D Ippolito Vitale. Ne ha facoltà. IDA D IPPOLITO VITALE. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere l emendamento Gioacchino Alfano Inoltre, nel fare mie le considerazioni svolte ora dall onorevole Gioacchino Alfano, vorrei altresì sottolineare che si tratta di emendamenti diretti a ribadire la necessità di collegare la presenza degli immigrati all effettiva esistenza di un rapporto di lavoro nella duplice preoccupazione di assicurare, attraverso adeguati controlli e precisi obblighi, piena tutela al lavoratore così come alla collettività. Nel primo caso si tratta di una tutela che garantisca gli immigrati dal rischio di sfruttamento, di lavoro nero e, nel secondo caso, si tratta di una tutela con riferimento alla collettività, tenendo conto del rischio grandissimo che si corre di fronte ad una presenza clandestina non giustificata da ragioni rilevanti come l esistenza di un rapporto di lavoro. l onorevole Allasia. Ne ha facoltà. STEFANO ALLASIA. Signor Presidente, intervengono soprattutto in riferimento al precedente emendamento, che sottoscrivo insieme all emendamento Fugatti È necessario capire quali siano le motivazioni che hanno indotto la maggioranza a votare contro l emendamento Fugatti 5.19, volto semplicemente a stabilire che le dichiarazioni fossero redatte in lingua italiana. Capisco che la sinistra cerchi di creare nuovi posti di lavoro, ma non
3 Atti Parlamentari 35 Camera dei Deputati bisognerebbe agevolare soltanto i traduttori con il provvedimento al nostro esame. Provate a presentare una domanda in un altro paese, non dico gli Stati Uniti ma un paese del «blocco sovietico» o a Cuba, in lingua italiana per lavorare in quel territorio e vedrete se sarà accettata o presa maggiormente in considerazione. l onorevole Goisis. Ne ha facoltà. PAOLA GOISIS. Signor Presidente, si noi no volemo che questo decreto sia la solita bufala della sinistra, è dovere di tutta l Assemblea votare questo emendamento. Avete detto che il permesso di soggiorno è condizionato al posto di lavoro? È chiaro, quindi, che, venuto meno il posto di lavoro, deve decadere anche il permesso di soggiorno! Ma, mi gho un dubbio: quest Assemblea, soprattutto una parte di essa, non voterà, dimostrando ancora una volta che la vera volontà della sinistra è di riempirsi ancora di extracomunitari, per cambiare la società della nostra penisola e renderla tutta di un colore. per dichiarazione di voto l onorevole Germontani. Ne ha facoltà. MARIA IDA GERMONTANI. Signor Presidente, è un vero peccato che questo provvedimento sia blindato, perché molti degli emendamenti presentati sono di buon senso e migliorativi dello stesso, essendo volti a garantire ulteriormente sia i cittadini italiani sia i cittadini stranieri ed extracomunitari, che vivono e regolarmente lavorano nel nostro territorio. Precisare che la sede delle persone giuridiche deve essere la sede legale o che la dichiarazione deve essere redatta in lingua italiana e sottoscritta da un traduttore abilitato sono tutti interventi migliorativi del testo. In particolare, poi, è di assoluto buon senso quanto indicato dall emendamento Gioacchino Alfano 5.23, che chiedo di sottoscrivere: si intende precisare che il permesso di soggiorno, essendo condizionato all esistenza del rapporto di lavoro che ne ha determinato la concessione, cessa quando cessa il rapporto di lavoro. Sono convinta che, se non avessimo la costrizione dell urgenza sul provvedimento al nostro esame, da noi fortemente criticata per il fatto che si proceda in tal modo su questa materia, troveremmo la condivisione dei colleghi della maggioranza su alcuni di questi emendamenti. per dichiarazione di voto l onorevole Barani. Ne ha facoltà. LUCIO BARANI. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere questi due emendamenti, per motivi leggermente diversi dai colleghi che mi hanno proceduto. Essi vogliono tutelare il lavoratore extracomunitario che cessa da un rapporto di lavoro dipendente e a non lasciarlo in balìa dei soliti kapò che li reclutano per il lavoro nero. Onorevoli colleghi, questa mattina, abbiamo ricevuto, quale gentile omaggio, da parte del senatore Pallaro, un libro che tratta dei nostri concittadini emigrati in Argentina, dal quale si evince che essi si sono integrati in quel paese, perché sono andati a lavorare lì seriamente e alla luce del sole, essendo riconosciuta loro la tutela di non lavorare mai in nero e sotto ricatto. Non possiamo permetterci di lasciare un lavoratore extracomunitario, quando gli viene interrotto il rapporto di lavoro, in balìa di organizzazioni «pseudocriminali o criminali», che li obbligano a lavorare sottocosto, in condizioni precarie e senza sicurezza. Abbiamo fatto venire gli extracomunitari? Allora, dobbiamo tutelarli ed impedire che siano sfruttati. Tra l altro, il contrasto allo sfruttamento è un tema nostro, della sinistra riformista, e non certo dei padroni o degli sfruttatori. È per tale motivo che vi invito a riflettere su questi identici emendamenti. Se sarà necessario, rinviamo pure questo provvedimento al Senato e facciamo lavorare i senatori un giorno in più, anche se dovessero stare in Parlamento nel giorno
4 Atti Parlamentari 36 Camera dei Deputati di Pasqua! In tal modo, potremmo augurare veramente una buona Pasqua ai lavoratori stranieri, che non saranno più sfruttati da organizzazioni di tutti i colori, che approfittano della loro debolezza. PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Fugatti 5.22 e Gioacchino Alfano 5.23, non accettati dalle Commissioni né dal Governo. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti... 2 Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 241). Passiamo alla votazione dell emendamento Fugatti Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l onorevole Fugatti. Ne ha facoltà. MAURIZIO FUGATTI. Signor Presidente, con questo emendamento si torna a discutere del tema del permesso di soggiorno. In base alla legge cosiddetta Bossi- Fini, il permesso è concesso a chi è presente nel nostro paese e svolge una attività lavorativa. Ancora oggi, fortunatamente, questa parte della legge è in vigore e non è stata cambiata. Stiamo parlando del principio cardine della disciplina dell immigrazione: uno straniero, presente in Italia, deve avere un lavoro. Queste due circostanze portano alla concessione del permesso di soggiorno perché si ritiene che colui il quale, trovandosi in Italia, abbia un lavoro sia in grado di vivere del proprio, di sostentarsi e di mantenere la propria famiglia. Questo è il principio cardine della legge che, come sappiamo, lentamente sarà smantellato da parte della sinistra, per una pura ragione ideologica. Ciò creerà una serie di problematiche poiché, come afferma il ministro Ferrero, anche nel nostro paese gli stranieri verranno semplicemente alla ricerca di un lavoro, come se ci fosse lavoro per tutti, e non perché abbiano già un lavoro. Tutto questo causerà gravi effetti soprattutto sulle comunità locali, che sono quelle che subiranno la maggiore presenza di extracomunitari. Non lo affermiamo per ideologia, ma basandoci su un dato di fatto: saranno gli enti locali e le popolazioni residenti a dover sopportare questo problema. So di non essere ascoltato, ma la realtà è questa. Facciamo un esempio, quello dei rom. Abbiamo, anzi, avete approvato in Assemblea una serie di disposizioni riguardanti i cittadini rumeni, a seguito dell adesione della Romania all Unione europea. Si tratta di una serie di facilitazioni per la loro circolazione all interno del nostro paese. Però, andate a visitare le città italiane e andate a vedere quanti sono i rom insediati nelle baraccopoli! La loro presenza grava, oltre che sulle popolazioni residenti, anche sugli enti locali che in qualche modo li devono sostentare e devono trovare loro una sistemazione. Vi illustro l esempio più evidente. Il sindaco di Trento, Pacher, dei Democratici di sinistra, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornali, a seguito delle proteste delle popolazioni dovute al continuo arrivo di rom, a causa delle leggi che voi avete approvato. Quel sindaco afferma che altri ancora ne arriveranno, perché queste sono le leggi che sono state volute dal Governo. Altri rom arriveranno e altri problemi ci saranno per le popolazioni residenti e per chi si trova a governare gli enti locali, i quali dovranno trovare il denaro, le strutture e un sistema per assicurare una vita decente a queste persone che abbiamo invitato nel nostro paese. Sono state abrogate alcune norme e queste persone sono state illuse sul fatto che avrebbero trovato anche un posto di lavoro, una casa o comunque una abitazione decente rispetto al nostro normale standard. Stanno nascendo baraccopoli non soltanto in alcune, ma in tutte le città italiane.
5 Atti Parlamentari 37 Camera dei Deputati Questo lo dicono gli amministratori locali del centrosinistra, non lo diciamo noi, che siamo sempre descritti da voi come i soliti razzisti e i soliti ignoranti! Lo dicono, come ripeto, gli amministratori locali di centrosinistra! Oggi sta accadendo quello che noi, a suo tempo, quando è stato approvato il provvedimento relativo ai cittadini rumeni, prevedevamo sarebbe accaduto. Accadrà lo stesso quando riuscirete se riuscirete a scrivere un disegno di legge sull immigrazione, privo del collegamento tra il permesso di soggiorno e l attività lavorativa. Accadrà lo stesso, ma non sarà il Parlamento a subirne gli effetti, bensì gli enti locali che quotidianamente devono scontare gli effetti delle norme pazzesche che state introducendo. Andatevi a leggere cosa dice il sindaco diessino di Trento sulle norme che avete approvato (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)! l onorevole Allasia. Ne ha facoltà. STEFANO ALLASIA. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l emendamento Fugatti 5.24 e ribadire la disapprovazione del gruppo Lega Nord Padania. Infatti, siamo assolutamente contrari al fatto che gli immigrati, venuti in Italia per lavorare, rimangano sul nostro territorio in assoluta latitanza nel periodo successivo. Vorrei rivendicare infine un vecchio motto piemontese: «Turna a cà tua!». per dichiarazione di voto l onorevole Baldelli. Ne ha facoltà. SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, la mia idea di immigrazione è molto diversa da quella dell amico e collega Fugatti, perché ritengo che su di essa vada svolto un ragionamento molto ampio, in particolare sul suo collegamento al tema del lavoro. Inoltre, considero l immigrazione uno degli elementi virtuosi perché permette l allargamento della base dei posti di lavoro che, una volta regolarizzata, estende la contribuzione anche ai fini previdenziali. È in gran parte grazie alla presenza di molti immigrati regolarizzati che forse possiamo garantire un futuro ai nostri giovani. Tuttavia, ciò che condivido dell emendamento Fugatti 5.24 è proprio il fatto che esso è ispirato al buonsenso. Il testo dell emendamento in oggetto parla da sé: «Il permesso di soggiorno è revocato all atto di cessazione del rapporto di lavoro che ne ha determinato la concessione». A me sembra che si tratti di una posizione fin troppo illuminata, di fronte alla quale è difficile dire di no. La legge Bossi-Fini giustamente subordina la presenza sul territorio italiano dell immigrato non clandestino al rapporto di lavoro. Pertanto, chi ha un rapporto di lavoro può restare sul nostro territorio ed ha diritto al permesso, mentre chi entra clandestinamente, a prescindere quindi da un rapporto di lavoro, deve ricevere una altro trattamento che non può ovviamente essere di accoglienza tout court. In questo senso, considero l emendamento presentato dal collega Fugatti molto ragionevole e condivisibile. A questo punto cresce il sospetto che la maggioranza tenti in maniera subdola di modificare la normativa della legge Bossi- Fini tramite qualche norma introdotta tra le righe del testo del decreto-legge. Essa si rende conto di aver compiuto un eccesso ed una forzatura al Senato rispetto alle leggi attualmente in vigore, all impostazione che disciplina l intero settore dell immigrazione, alle normative che comminano le sanzioni in caso di clandestinità ed alle norme che riguardano i lavoratori stranieri extracomunitari. Si tratta evidentemente di un altro elemento che va messo sul piatto della valutazione politica sull atteggiamento tenuto della maggioranza e del Governo, anche in ordine ad alcuni emendamenti non necessariamente soppressivi interamente o in parte di articoli, bensì migliorativi del testo. Le ragioni di tale atteggiamento vanno ricercate nell impossibilità denunciata sin dalla discussione generale dal nostro capogruppo in sede di
6 Atti Parlamentari 38 Camera dei Deputati Commissione finanze, onorevole Gioacchino Alfano, e da me personalmente ripresa in sede di intervento sul complesso degli emendamenti di poter modificare il testo del decreto-legge. Infatti, la maggioranza ed il Governo hanno deciso di tenere in giacenza presso il Senato della Repubblica il provvedimento e di inviarlo alla Camera dei deputati giusto in tempo per la sua conversione, senza dare alcuno spazio alle proposte emendative migliorative. È evidente che anche di fronte a questo emendamento, che io personalmente condivido anche se in parte distante dalla mia personale posizione in materia di immigrazione, sappiamo già, nel momento in cui lo andiamo ad illustrare, che vi sarà l ennesima chiusura da parte del relatore e del Governo, non soltanto per questioni di merito, ma proprio per questioni di metodo. Questo provvedimento non può essere modificato di una sola virgola. Presidente, se noi sfidassimo il Governo a modificare anche una sola virgola di questo provvedimento, per dare un segnale all opposizione di una certa disponibilità ad accogliere proposte sensate, vedremmo il rappresentante dell Esecutivo alzarsi e scusarsi di non poter modificare anche una sola virgola per non dover rimandare il testo al Senato per farlo approvare. Nei fatti abbiamo già superato il problema del bicameralismo perfetto, al di là di qualsiasi tentativo di riforma costituzionale che potremmo compiere, perché sappiamo ormai che una sola delle due Camere può approvare o modificare il testo di un decreto-legge, dal momento che il rimpallo dei testi legislativi tra Camera e Senato è abbondantemente superata dal mantenimento del decreto-legge fino quasi alla scadenza del tempo limite per fare in modo che la Camera successiva non possa modificarlo, approvandolo con una specie di voto di fiducia di ratifica (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia). PRESIDENTE. Saluto i docenti e gli studenti delle classi III A e III B dell Istituto Sacro Cuore di Trento, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi). Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l onorevole Bucchino. Ne ha facoltà. GINO BUCCHINO. Ho seguito gli interventi dei colleghi della Lega Nord, in particolare quello dell onorevole Fugatti, e vorrei chiedere loro se a loro avviso l Italia faccia parte o meno dell Europa o se invece si trovi in Africa, circondata da paesi africani piuttosto che da paesi europei. Ricordo all onorevole Fugatti che i cittadini rumeni ed i cittadini bulgari sono entrati a far parte dal 1 o gennaio di questo anno dell Unione europea. Posso immaginare che cosa l onorevole Fugatti vorrebbe fare dei rom, vorrei rilevare però che essi sono cittadini europei e che l Italia si è adeguata ad un quadro normativo comunitario, recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 marzo di quest anno, relativo al diritto di soggiorno dei cittadini comunitari in altro Stato. L Europa è intervenuta al fine di evitare oneri eccessivi per il sistema di assistenza sociale dello Stato membro ospitante condizionando, quindi, il diritto di soggiorno dei cittadini comunitari al possesso di determinati requisiti. Segnalo che fino ad un periodo inferiore ai tre mesi è prevista la libera circolazione, mentre per un periodo superiore è stato riconosciuto il diritto di soggiorno senza obbligo di chiedere la carta di soggiorno quando il cittadino europeo è lavoratore subordinato o autonomo nello Stato ospitante, dispone di risorse economiche sufficienti, nonché di un assicurazione sanitaria o altro titolo idoneo, o è iscritto presso un istituto pubblico o privato per seguire un corso di studi. Voglio chiedere ancora all onorevole Fugatti se sa che la Romania fa parte dell Europa così come l Italia (Applausi dei deputati del gruppo L Ulivo)! l onorevole Frigato. Ne ha facoltà.
7 Atti Parlamentari 39 Camera dei Deputati GABRIELE FRIGATO. Anche io mi riferisco ad una frase che personalmente non posso assolutamente accettare. Un collega, parlando di temi così delicati come quello dell immigrazione, ha detto, citando un vecchio proverbio: torna a ca tua. Penso che si tratti di una frase che veniva rivolta a quei lavoratori che dal Sud del paese venivano verso il Nord. Signor Presidente e colleghi, credo sia giusto ricordare che le nostre città sono migliori anche con il lavoro, anche con il sacrificio e con l impegno di tanti lavoratori che dal Sud del paese sono venuti a trovare fortuna, facendo la fortuna dell intero paese, anche del Nord. Cari colleghi della Lega, non è certamente cavalcando le paure che possiamo pensare ad un paese migliore! PRESIDENTE. Onorevole Frigato... GABRIELE FRIGATO. Per fortuna, il paese ha capito la vostra demagogia, la vostra incapacità di produrre qualcosa, di pensare qualcosa, di operare in una società pluralista, complessa e multirazziale! PRESIDENTE. La prego... GABRIELE FRIGATO. Colleghi, penso che, qualche volta, anche voi dobbiate fare conti con il tema dell integrazione sociale (Applausi dei deputati del gruppo L Ulivo). l onorevole Garavaglia. Ne ha facoltà. MASSIMO GARAVAGLIA. Signor presidente, vorrei rispondere brevemente al collega Bucchino. È vero che la Romania è nell Unione europea (infatti, i contributi comunitari destinati al meridione sono stati dimezzati, proprio a causa di questo allargamento), ma non è questo il tema. Sappiamo che in Europa vi era la possibilità di una moratoria sugli accessi. L Italia, a differenza di altri paesi europei, ha scelto di non applicare questa moratoria. Risultato: si prevede l accesso in Italia di circa 250 mila fra rumeni e bulgari. In base a quanto risulta agli uffici della Camera dei deputati, ciò costa circa 60 milioni di euro. C è chi afferma che così va bene. Noi sosteniamo che chi arriva in Italia ha il diritto di vivere in maniera civile, non nelle baraccopoli! Certamente, non risolviamo il problema dell immigrazione facendo venire tutti (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania e del deputato Armani)! l onorevole Grimoldi. Ne ha facoltà. PAOLO GRIMOLDI. Signor Presidente, sui giornali di oggi, buona parte della maggioranza si straccia le vesti perché Telecom rischia di non essere più italiana. Poco fa, avete respinto alcune proposte emendative. Conseguentemente, si consegnerà il mercato del lavoro del nostro paese agli imprenditori delle aziende interinali dell Est. Eppure, inspiegabilmente, non si parla di italianità. La settimana scorsa, in quest aula, avete sottolineato l importanza di parlare la lingua italiana. Eppure, poco fa, è stato respinto un emendamento che stabiliva che, per entrare nel nostro paese, occorre conoscere la nostra lingua. Ed ora, ci ricordate che la Romania è entrata in Europa. Vorrei ricordare che anche la Gran Bretagna fa parte dell Europa, anzi è uno dei paesi fondatori dell Europa. Ciononostante, non ha aderito a Schengen e non fa la politica delle «porte aperte», senza alcun parametro, nei confronti degli immigrati, al fine di garantire, nel proprio paese, il rispetto delle proprie leggi, della sicurezza e del mercato del lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)! l onorevole Bodega. Ne ha facoltà. LORENZO BODEGA. Signor Presidente, non dobbiamo dire alla manovalanza extracomunitaria: «Torna a casa
8 Atti Parlamentari 40 Camera dei Deputati tua!». Dobbiamo essere solidali e sicuramente dire: «Rimani a casa tua!». Infatti, il compito dell Europa deve essere quello di favorire la permanenza sul territorio nativo di ciascun cittadino libero europeo. Per questo motivo, il parere favorevole su questo emendamento deve essere espresso dalla maggioranza di questa Camera, affinché ciò possa significativamente migliorare e perfezionare questa norma. STEFANO ALLASIA. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO ALLASIA. Signor Presidente, intervengo perché sono stato tirato in ballo. Per quanto riguarda l integrazione, sarebbe piacevole un integrazione coerente ed omogenea, ma non mi sembra sia così, da quanto si evince dalle dichiarazioni dell imam di Torino che ha fatto certe considerazioni, non solo sui piemontesi, ma, in generale, sugli italiani! Perciò, rimangiatevi le vostre parole! Inoltre, sarebbe cosa gradita, da piemontese, che non fosse storpiata l espressione dialettale «turna a cà tua!», che in italiano vuol dire: torna a casa tua. Io, che non storpio le altre lingue locali (napoletano, siciliano o lombardo), mi sento offeso come piemontese (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo)! Vorrei che la Presidenza riprendesse questi atteggiamenti offensivi nei confronti del grandioso popolo piemontese (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)! PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Fugatti 5.24, non accettato dalle Commissioni né dal Governo. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 242). Prendo atto che la deputata Siliquini non è riuscita a votare. Passiamo alla votazione dell emendamento Fugatti Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l onorevole Garavaglia. Ne ha facoltà. MASSIMO GARAVAGLIA. Signor Presidente, l emendamento in esame è un corollario del precedente. Vorrei, tuttavia, che si svolgesse un ragionamento una volta tanto sereno e razionale sul tema dell immigrazione. Il testo della proposta emendativa risulta del seguente tenore: «L Autorità di pubblica sicurezza monitora l effettiva sussistenza del rapporto di lavoro presupposto della concessione del permesso di soggiorno e segnala tempestivamente la sua avvenuta cessazione ai fini della revoca». Una certa parte di questo Parlamento è convinta che tutti i problemi si risolvano una volta che si giunge nel nostro paese, ma purtroppo non è così perché la soluzione ai medesimi si rinviene solo se la persona, dopo essere entrata in Italia, trova un lavoro ed una casa, integrandosi in modo effettivo. Cosa succede, invece, a chi, non entrando in questo circuito, non trova un lavoro regolare? Delle due l una: se cessa il suo rapporto di lavoro, deve trovarne un altro. È opportuno che lo si sappia per adottare i giusti provvedimenti, quanto meno per fornire aiuto nella ricerca di un nuovo posto di lavoro, altrimenti, l immigrato che perde il posto di lavoro entra automaticamente in una condizione di irregolarità e diventa manovalanza della criminalità organizzata. Non penso che nemmeno la sinistra più estrema sia favorevole a questo processo! Figuriamoci poi per chi giunge in Italia, senza avere mai avuto un posto di lavoro! Che le
9 Atti Parlamentari 41 Camera dei Deputati autorità di pubblica sicurezza non debbano verificare questa condizione, ci pare assolutamente fuori da ogni logica! Vorrei chiarire un concetto: la Lega Nord non è contro l immigrazione in quanto tale o chi giunge in Italia, lavora onestamente e paga le tasse, contribuendo al benessere della Padania e del paese. Ci mancherebbe altro! Siamo contro chi giunge e rimane in Italia in maniera irregolare e, pertanto, vogliamo che entri nel nostro paese, vivendo in maniera civile e decente! Vorrei fare un esempio. Nel mio piccolo comune sono stati istituiti due servizi a tutela e a supporto della maternità: un Centro Aiuto alla Vita (un CAV) ed un centro tutela minori, a supporto di coloro che sono allontanati dalle famiglie. Ebbene, l utenza di questi servizi è costituita al 90 per cento da immigrati. Quindi, noi non siamo cattivi e razzisti come amate dipingerci! Quando qualcuno giunge in Italia, cerchiamo di fare di tutto perché si integri veramente e viva in maniera decente. Non vogliamo l accesso indiscriminato, perché è assolutamente impossibile consentire a tutti di giungere in Italia e di vivere in maniera civile e decente. Per noi è talmente ovvio! Di solito la Lega porta avanti le battaglie che la gente vuole davvero, ma non vorremmo trovarci tra qualche anno a piangere sul latte versato, perché poi il fenomeno è completamente fuori controllo! Cercate magari in una sede più opportuna di ragionare in modo sereno sull immigrazione che non può essere solo vista come voto di scambio. PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Fugatti 5.26, non accettato dalle Commissioni né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 238). Prendo atto che il deputato Buontempo non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Prendo atto altresì che il deputato Ciro Alfano non è riuscito a votare ed avrebbe voluto astenersi. Passiamo alla votazione dell emendamento Fugatti Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l onorevole Fugatti. Ne ha facoltà. MAURIZIO FUGATTI. Signor Presidente, mi sono assentato un attimo e so di essere stato citato da un collega. Mi sembra di aver compreso le motivazioni di tale intervento. Per quanto concerne il problema dell impostazione ideologica rispetto al fenomeno dell immigrazione siamo tutti d accordo. Infatti, da una parte vi è una sinistra che, ideologicamente, ragiona in termini di «frontiere aperte», poiché ritiene, in base alle proprie convinzioni, che possa esistere comunque una soluzione accettabile di vita; d altra parte, invece, ci siamo noi, che sosteniamo che la permanenza sul territorio debba essere collegata al permesso di soggiorno. Si è parlato dei rumeni, dell Unione europea e di tante questioni. Vorrei osservare, tuttavia, che l impostazione ideologica è una cosa, mentre le conseguenze pratiche mi riferisco a chi subisce concretamente gli effetti di certe decisioni, le quali possono essere assunte dall Europa ed avallate da Parlamenti nazionali o altro sono un altra! Vorrei leggervi, visto che torniamo a parlare di rom, ciò che ha affermato un sindaco diessino (da me precedentemente solo ricordato) sulla situazione che si sta verificando a seguito dell approvazione di
10 Atti Parlamentari 42 Camera dei Deputati alcune normative, da parte di questo Parlamento e di questa maggioranza, nei mesi precedenti. Ricordo che, a Trento, esiste il fenomeno delle cosiddette baraccopoli, il quale è notevolmente aumentato negli ultimi mesi. Ebbene, il sindaco diessino ha dichiarato: «(...) Noi ci faremo carico di questa gente e dei problemi dei residenti» perché vi sono anche le difficoltà dei residenti, i quali devono convivere con tale situazione! «Ma non possono essere i comuni» prosegue tale sindaco «a fronteggiare un fenomeno così vasto e sappiamo che, appena trovata una sistemazione migliore a questi sessanta» poiché questi rom sono una sessantina «ammesso che la vogliano» c è anche un altro problema: bisogna vedere se la accettino, perché ormai non la vogliono! «ne arriveranno altrettanti a sostituirli»! Ebbene, questa è la situazione in cui si trovano gli enti locali, e non solo quelli governati dalla Casa delle libertà, dal centrodestra o dalla Lega, ma anche quelli amministrati dal centrosinistra. Questo fenomeno si verifica proprio a causa delle leggi approvate da questo Parlamento e dell impostazione di questa maggioranza! Ricordo che il mio collega Garavaglia ha già parlato del problema della moratoria. Ebbene, se proseguissimo di questo passo, eliminando il permesso di soggiorno perché questa è la vostra impostazione!, per gli enti locali la situazione peggiorerà sempre di più, perché sono proprio loro, assieme alle Forze dell ordine, a dover gestire tale fenomeno, poiché voi sostenete una soluzione del tutto ideologica! Si tratta soltanto del primo esempio: più avanti, ne porteremo degli altri! l onorevole Goisis. Ne ha facoltà (Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo). MAURIZIO FUGATTI. Oooh!! PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Prego, onorevole Goisis. PAOLA GOISIS. Accolgo con piacere le vostre «esternazioni» ogni volta che parlo! Evidentemente, vi do molto fastidio (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo)! PRESIDENTE. Onorevole Goisis, si rivolga alla Presidenza (Commenti)! PAOLA GOISIS. A riprova (Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo)... PRESIDENTE. Per cortesia, si rivolga alla Presidenza (Commenti)...! PAOLA GOISIS. Va bene! Signor Presidente (Commenti)...! PRESIDENTE. Colleghi, cortesemente...! PAOLA GOISIS. Grazie, Presidente! A riprova di ciò, voglio accusare questa sinistra di razzismo (Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo) nei nostri confronti, cioè di noi veneti, lombardi, piemontesi e liguri, perché ci costringete a vivere da sudditi in casa nostra! Questa è la prima questione! In secondo luogo, siete razzisti anche nei confronti degli extracomunitari, che voi fingete di voler tutelare, perché, in realtà, li obbligate ad essere sfruttati dai loro kapò, come avete dimostrato in precedenza, non accettando i nostri emendamenti! Non solo: li obbligate a vivere nelle baraccopoli (Commenti)! Non solo: obbligate le loro ragazze e le loro figlie a fare le prostitute, per il vostro piacere (Commenti dei deputati dei gruppi L Ulivo e Verdi)! PRESIDENTE. Onorevole Goisis, per cortesia, si avvii a concludere! PAOLA GOISIS. Ho capito (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania Vivi commenti dei deputati dei gruppi L Ulivo e Verdi)! PRESIDENTE. Onorevole Goisis...!
11 Atti Parlamentari 43 Camera dei Deputati PAOLA GOISIS. E le destinate, ancora una volta, ad essere picchiate e magari uccise, come predicano i loro imam, che voi non mandate fuori (Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo)! FRANCESCO TOLOTTI. Non può dire queste cose! PRESIDENTE. Grazie, onorevole...! PAOLA GOISIS. Ma voglio ricordarvi che noi del Nord... PRESIDENTE. Onorevole Goisis, per cortesia! PAOLA GOISIS....voemo essere paroni a casa nostra: ricordatevelo (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania Commenti dei deputati del gruppo L Ulivo)! PRESIDENTE. Onorevole Goisis, cerchiamo di ricondurre il dibattito su un piano di sereno confronto politico. PAOLA GOISIS. Presidente, mi interrompono sempre! PRESIDENTE. Lo dico per tutti. Lo dico sia per le esternazioni che vengono fatte nei suoi confronti, onorevole Goisis, sia anche per riportare serenità all interno di quest aula. Onorevoli colleghi, ovviamente siete pregati di non esporre... PAOLA GOISIS. Presidente, lei deve tutelare tutti i parlamentari, anche quelli della Lega Nord! PRESIDENTE. Onorevole Goisis, sto tutelando tutti! Con grande serietà tutelo tutti gli esponenti di questa Camera sia per quanto attiene al diritto di esporre le proprie opinioni, sia per quanto attiene alla necessità di riportare il dibattito in Assemblea su un terreno di sereno confronto. FRANCESCO TOLOTTI. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FRANCESCO TOLOTTI. Signor Presidente, intervengo solo per richiamare, se possibile, l attenzione sul fatto che nel corso del dibattito non è accettabile che una collega si rivolga ad una parte dell Assemblea con le osservazioni che ha fatto adesso l onorevole Goisis perché non si tratta di opinioni politiche (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania Applausi dei deputati del gruppo L Ulivo)! Sono accuse gravi e pronunciate irresponsabilmente (Proteste dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)! DAVIDE CAPARINI. Ma cosa vuoi! FEDERICO BRICOLO. Stai zitto! PRESIDENTE. Se possiamo procedere... PAOLA GOISIS. La verità fa male! PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Colleghi, non è tollerabile questo comportamento! Per cortesia! Questo vale per tutti (Commenti)! Onorevoli colleghi (Deputati del gruppo Lega Nord Padania si avvicinano al deputato Tolotti; i commessi si frappongono tra quest ultimo e deputati del gruppo della Lega Nord Padania)! Onorevoli colleghi! La seduta è sospesa. La seduta, sospesa alle 13,10 è ripresa alle 13,20. PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l esame dell emendamento Fugatti Ovviamente, auspico che si intenda tornare ad un lavoro sereno nell ambito del provvedimento che stiamo esaminando. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Fugatti 5.27, non accettato dalle Commissioni né dal Governo e sul quale la
12 Atti Parlamentari 44 Camera dei Deputati V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti... 3 Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 212). Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Gioacchino Alfano 5-bis.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti... 2 Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 214). Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Gioacchino Alfano 5-bis.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti... 2 Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 215). Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull emendamento Gioacchino Alfano 5-ter.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni). (Presenti Votanti Astenuti... 1 Maggioranza Hanno votato sì Hanno votato no.. 220). Passiamo all emendamento Gioacchino Alfano 5-ter.2. GIOACCHINO ALFANO. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIOACCHINO ALFANO. Presidente, lo ritiro. PRESIDENTE. Sta bene. È così esaurito l esame degli emendamenti. Sospendo la seduta, che riprenderà alle La seduta, sospesa alle 13,25, è ripresa alle 15,35. Missioni. PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell articolo 46, comma 2, del regolamento, i deputati Bimbi, D Elia, De Simone, Donadi, Maroni, Mattarella, Pagliarini, Villetti e Zacchera sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta. Pertanto i deputati in missione sono complessivamente ottantasei, come risulta dall elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell allegato A al resoconto della seduta odierna.
13 Atti Parlamentari 45 Camera dei Deputati Sull ordine dei lavori. l onorevole Zipponi, che per la verità aveva già chiesto di intervenire sull ordine dei lavori al termine della seduta antimeridiana. Ne ha facoltà. MAURIZIO ZIPPONI. Ho chiesto di intervenire sull ordine dei lavori in quanto in questi giorni la stampa riferisce del pericolo che un azienda strategica per l Italia passi in mano straniera. Mi riferisco alla Telecom. La questione riguarda la proprietà della Telecom e della rete, cioè di quell autostrada da cui passano, o passeranno, contemporaneamente Internet, telefono, TV e tanti altri servizi pubblici per i cittadini e per le imprese. Gli investimenti sulla banda larga per raggiungere tutto il territorio italiano, in particolare il Mezzogiorno, sono fondamentali per sviluppare le attività e le relazioni, cioè sono un fattore di competitività del sistema. In Europa, a partire dalla Francia e dalla Germania, le reti di distribuzione dell energia e delle telecomunicazioni sono e rimarranno sotto ferreo controllo pubblico. In Italia, la Telecom è stata invece venduta prima ai «furbetti» capeggiati da Gnutti, poi a Tronchetti Provera. L acquisto è avvenuto indebitando l azienda, con zero investimenti, tagliando i servizi ai dipendenti e mettendo in crisi tutto il sistema italiano delle telecomunicazioni, laddove gli azionisti in questi anni hanno continuato a percepire dividendi. È strano, Presidente, che la magistratura non abbia nulla da dire su queste operazioni, lesive degli interessi dell 82 per cento degli azionisti, visto che Tronchetti Provera controlla Telecom con solo il 18 per cento delle azioni, lesive degli interessi nazionali, lesive per le imprese italiane, lesive per gli 80 mila lavoratori dell azienda. La nostra proposta è quella di far valere l interesse dello Stato italiano attraverso la verifica delle concessioni alla Telecom, visto che come per Autostrade Spa nulla è stato fatto per mantenere e sviluppare quell azienda; anzi siamo in presenza di un degrado impiantistico e tecnologico anche della rete fissa. Ci fa specie che invece di considerare Telecom un errore clamoroso da non ripetere, forze interne al Governo e all opposizione vogliono proseguire su quella strada fallimentare, ad esempio separando dall ENI (azienda italiana con azionista pubblico) la rete del gas (Snam Rete Gas). Perseverare nell errore è semplicemente diabolico! Le aziende italiane dell energia e delle comunicazioni sono un interesse collettivo nazionale, di cui il Governo e il Parlamento devono discutere. La rete delle telecomunicazioni deve tornare di proprietà pubblica, perché è un bene comune, che intreccia anche questioni delicatissime, come le intercettazioni, sottoposte in questi mesi ad indagini da parte della magistratura. Non possiamo permettere che il nostro paese diventi una colonia e perda sovranità sui fondamentali del sistema economico. Per questo motivo, signor Presidente, chiediamo che il Governo riferisca e discuta in Parlamento di questo argomento, indicando quali scelte industriali e di sviluppo vogliamo perseguire (Applausi dei deputati del gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea). PRESIDENTE. Onorevole Zipponi, ho consentito che lei terminasse il suo intervento, sebbene la questione da lei posta sia di merito e non attenga all ordine dei lavori. Vorrei tuttavia evitare di aprire adesso un dibattito sull argomento. Lo dico anche per gli onorevoli che hanno chiesto la parola. Ha chiesto di parlare l onorevole La Malfa. Ne ha facoltà. GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, per la verità sono sorpreso dal fatto che la Presidenza abbia consentito un intervento di così ampia motivazione alla giusta richiesta avanzata dal collega. Anch io mi associo alla richiesta che il Governo riferisca al più presto sull argomento, ma naturalmente, se dovessi intervenire nel merito, non una delle parole pronunziate dal mio autorevole collega
14 Atti Parlamentari 46 Camera dei Deputati sarebbe da me condivisa. Anzi, ritengo si tratti di un impostazione esiziale per il nostro paese e mi auguro che il Governo voglia distanziarsi profondamente da quelle parole, dalle parole che ha pronunziato il Presidente di questa Camera che sono veramente molto gravi sul piano istituzionale e politico. LUCIO BARANI. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIO BARANI. Signor Presidente, vorrei associarmi, nel merito e nella forma, all intervento svolto dal collega La Malfa. Egli mi ha preceduto e condivido il senso delle sue parole. GIORGIO JANNONE. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIORGIO JANNONE. Signor Presidente, accogliendo il suo invito, cercherò di svolgere un breve intervento. Senza entrare nel merito della questione, non posso certamente non contraddire il percorso logico e dialettico svolto dall esponente del gruppo di Rifondazione Comunista. Vorrei ribadire anche io il nostro totale dissenso dalle considerazioni espresse, convinti che sia il mercato a dover stabilire determinate logiche di acquisizione. Non deve essere certo lo Stato ad intervenire in ordine a problemi e decisioni che spettano ad un consiglio di amministrazione di una società che oggi è privata. È vero che il comparto delle telecomunicazioni è delicato, ma è anche vero che sarebbe un gravissimo errore un interdizione da parte dello Stato su decisioni di questo tipo. PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rappresenterò al Presidente della Camera le riflessioni svolte in ordine alla questione sollevata. AUGUSTO ROCCHI. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSTO ROCCHI. Signor Presidente, deputate e deputati, Alite Cardella, 59 anni, vedova, due figli. È l ennesima tragica morte sul lavoro di oggi. In una grande azienda di Castelplanio, l industria del pollo Arena, questa mattina si è verificato un grave infortunio sul lavoro. Un incendio ha distrutto parti dello stabilimento e questa lavoratrice ha perso la vita. Siamo ormai di fronte ad una strage quotidiana di lavoratori e lavoratrici. È un fatto gravissimo che non può essere affrontato con apatia, considerandolo come l inevitabile ed ulteriore tragico avvenimento di morte sul lavoro. Si tratta di un azienda di 600 dipendenti, il cui organico è costituito per la metà da dipendenti con contratto a termine: non una piccola azienda qualsiasi, ma una grande industria nella quale, per tali condizioni di lavoro e di sicurezza, è accaduto un fatto così drammatico. Ho chiesto la parola per sottoporre con forza all Assemblea non solo fatti così drammatici, ma anche per sollecitare il Governo ad intervenire celermente, affinché vengano adottati un Testo unico sulla sicurezza del lavoro, uno strumento legislativo capace di intervenire efficacemente nell ambito della prevenzione degli infortuni per la realizzazione di strumenti di sicurezza sul lavoro, nonché una legge che superi definitivamente l uso abnorme del contratto a termine che determina situazioni di precarietà. Queste problematiche devono essere affrontate e superate nel paese! Rivolgo, quindi, un richiamo urgente al Governo, affinché intervenga a livello legislativo per fare in modo che i provvedimenti di cui si sta discutendo nelle varie Commissioni vengano trasmessi all Assemblea per il loro esame ed approvazione. Infine, credo che si debba manifestare da parte di tutti la solidarietà alla famiglia, ai lavoratori di quell azienda ed a tutti i lavoratori italiani colpiti così drammaticamente da questo ennesimo tragico episodio (Applausi).
15 Atti Parlamentari 47 Camera dei Deputati PRESIDENTE. Onorevole Rocchi, prendo atto dei gravi fatti da lei segnalati, di cui riferirò al Presidente della Camera. Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n (ore 15,45). PRESIDENTE. Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta si è conclusa la fase dell esame degli emendamenti. Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale. (Esame degli ordini del giorno A.C. 2374) PRESIDENTE. Passiamo all esame degli ordini del giorno presentati (vedi l allegato A A.C sezione 4). Avverto che è in distribuzione la nuova formulazione dell ordine del giorno Tolotti n. 9/2374/1. L onorevole Gioacchino Alfano ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2374/16. GIOACCHINO ALFANO. Signor Presidente, ieri ci siamo soffermati a lungo sulle nostre richieste di modifica dell articolo 1 del provvedimento in esame. Già durante l esame dei singoli emendamenti avevamo preannunciato che avremmo trasfuso il contenuto di alcuni di essi negli ordini del giorno. Inoltre, avendo la facoltà di presentare un solo ordine del giorno, ho cercato di fare in modo che le diverse questioni affrontate potessero essere oggetto di ordini del giorno presentati anche da altri colleghi. Procederò, quindi, ad illustrare il mio ordine del giorno n. 9/ 2374/16, riservandomi di intervenire anche su altri ordini del giorno. Il mio ordine del giorno n. 9/2374/16 riguarda le società che saranno sottoposte al pagamento delle imposte riferite a un periodo durante il quale originariamente erano esenti. Si tratta di quelle società nate dalla trasformazione delle aziende municipalizzate. Ieri, in più occasioni, ho messo in evidenza la difficoltà di questi soggetti giuridici a reperire le risorse necessarie per il pagamento e la mia valutazione andava al di là dell ingiustizia perpetrata. Infatti, le aziende municipalizzate si sono trasformate in società per azioni in vista di un beneficio previsto dalle leggi dello Stato italiano, quale l esenzione dalle imposte. Dopodiché, è stata avviata una procedura di infrazione comunitaria. Oggi, per evitare che lo Stato italiano paghi la sanzione, chiediamo a queste imprese di corrispondere l imposta per quegli anni. Ciò avendo anche puntualizzato che allora i soggetti avevano beneficiato di un reddito lordo. Infatti, i proprietari delle quote di allora, qualora fossero stati distribuiti degli utili, hanno beneficiato del reddito senza l imposta. Peraltro, in questa fase risulta difficile individuare i legittimi destinatari di quegli utili. Il problema è che le società che oggi sono chiamate al pagamento possono incontrare diverse difficoltà. In primo luogo, possono non avere le risorse finanziarie con cui far fronte al pagamento (tra l altro gli uffici impositori hanno già emesso i documenti per la riscossione). In secondo luogo, si incontrano molte difficoltà a chiedere ai legittimi destinatari degli utili le quote pagate. Allora, il mio ordine del giorno impegna il Governo a creare un meccanismo di recupero nei confronti di tali società. In realtà, il testo predisposto in Commissione e riproposto in Assemblea non era quello riportato nel fascicolo degli ordini del giorno: era più dettagliato e più impegnativo per il Governo. Ho ritirato il mio emendamento per evitare che la questione venisse abbandonata. In questa fase, con la collaborazione del Governo, ho evitato di utilizzare una formula troppo impegnativa che avrebbe portato al non accoglimento del mio ordine del giorno e, quindi, alla ratifica di questa ingiustizia. Si suggerisce per il futuro una soluzione per il recupero degli aiuti di Stato rispetto agli anni 1996/1999 (ossia gli anni
16 Atti Parlamentari 48 Camera dei Deputati assoggettati all imposta): mantenendo questo impegno, lasciamo aperta una possibilità. Mi auguro che il Governo tenga presente le richieste contenute nel mio ordine del giorno. Un eventuale approvazione dello stesso dovrà indurre il Governo stesso a dare applicazione, nell ambito di un provvedimento compatibile con questa materia (ve ne sono molti prossimi all approvazione), ad una norma indispensabile. Ci siamo convinti tutti, forse, del fatto che i comuni, e quindi gli enti locali, poiché le società interessate dal provvedimento derivano da aziende municipalizzate, hanno le risorse per effettuare i pagamenti. Non immaginiamo che, paradossalmente, la sentenza della Corte di giustizia, pur volendo rimarcare il principio della concorrenza, di fatto oggi lo mette in discussione; se infatti è vero che l Unione europea ha voluto riportare una sorta di eguaglianza tra i soggetti interessati stabilendo il principio... PRESIDENTE. Deve concludere... GIOACCHINO ALFANO.... che le aziende devono essere tutte quante tassate concludo, Presidente, oggi, tuttavia, «carica» queste società, rispetto alle concorrenti, di una spesa talora insopportabile. PRESIDENTE. L onorevole Germontani ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2374/10. MARIA IDA GERMONTANI. Signor Presidente, ho presentato questo ordine del giorno dopo avere ritirato uno specifico emendamento; con questo atto di indirizzo si vuole impegnare il Governo a prevedere la possibilità di una riscossione frazionata e graduale di quanto dovuto dalle società ex municipalizzate nell ambito dell applicazione della decisione dell Unione europea che prevede il recupero degli aiuti di Stato in forma di esenzioni fiscali e prestiti agevolati. Infatti, il secondo comma dell articolo 1 del decreto-legge in esame stabilisce espressamente che «(...) Non sono applicabili gli istituti della dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa (...)». Per regola comunitaria di carattere generale, peraltro espressamente riportata anche nella decisione de qua, l attività di recupero è disciplinata dalle procedure del diritto nazionale; ciò in particolare con riferimento alle garanzie apprestate dall ordinamento per tutelare le posizioni giuridiche dei soggetti privati. Rileviamo nelle premesse dell ordine del giorno che la non applicabilità di una dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa avrebbe conseguenze particolarmente critiche e preoccupanti sui bilanci delle società partecipate dai comuni (molte delle quali sono quotate in borsa) e quindi sui bilanci degli stessi comuni. Con l ordine del giorno a mia prima firma chiediamo che il Governo effettui un monitoraggio sugli effetti applicativi delle disposizioni citate in premessa, al fine di adottare ulteriori iniziative normative finalizzate alla riscossione frazionata e graduale; ciò per rendere meno gravi gli effetti sui bilanci delle società partecipate dei comuni e quindi, come già detto, sui bilanci dei comuni stessi. PRESIDENTE. L onorevole Baiamonte ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2374/44. GIACOMO BAIAMONTE. Signor Presidente, l articolo 5-bis del decreto-legge reca disposizioni relative all attuazione degli adempimenti previsti dal regolamento CE concernente le sostanze chimiche. L autorità competente per il nostro Paese dovrebbe essere anzi, è senz altro il Ministero della salute; a quest ultimo, dunque, fanno capo determinati e importanti compiti. Il Ministero, infatti, nomina le autorità competenti che devono effettuare controlli e agire di conseguenza nell interesse del cittadino. Tuttavia, le risorse destinate all espletamento di tali compiti sono molto esigue. Chiediamo dunque, con questo ordine del giorno, che il Governo si impegni a destinare risorse necessarie e

References: e contrario
e contrario
 articolo 46
 articolo 1
 sentenza 
 articolo 1
 articolo 5