Source: https://www.centocinquanta.it/decreto-fiscale-collegato-alla-legge-di-bilancio-2020-principali-novita/
Timestamp: 2020-02-26 04:10:59+00:00

Document:
Decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 – principali novità | CentoCinquanta.it
prestazione di opere e servizi L’art. 4 del DL 124/2019 convertito ha introdotto il nuovo art. 17-bis nel DLgs. 241/97, che deroga al precedente art. 17 co. 1 in materia di versamenti e compensazioni.
· sia il limite economico (importo annuo complessivo dell’opera o delle opere e del servizio o dei servizi commissionati superiore a 200.000,00 euro);
· sia quello relativo all’esecuzione, caratterizzato dalla prevalenza dell’utilizzo della manodopera presso le sedi di attività del committente con beni strumentali di quest’ultimo.
· determina e trattiene l’importo delle ritenute fiscali calcolate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti ai lavoratori impegnati nell’esecuzione dell’ope­­ra o del servizio per tutta la durata del contratto;
· provvede al versamento delle medesime nel rispetto del termine ordinario, ma senza poterle compensare nel modello F24 con proprie posizioni creditorie.
· i modelli F24 utilizzati per il pagamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati dei lavoratori impiegati nella prestazione dell’opera o del servizio affidatogli dal medesimo committente, compilati secondo le indicazioni contenute nella ris. Agenzia delle Entrate 24.12.2019 n. 109;
· un elenco nominativo di tutti i lavoratori, indicandone anche il codice fiscale, impiegati nel mese precedente nell’esecuzione dell’opera o del servizio, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun lavoratore;
· l’ammontare della retribuzione corrisposta a ciascun lavoratore impiegato nell’ese­­­cuzione dell’opera o del servizio affidato dal committente;
· il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente per ciascun lavoratore, con separata indicazione delle ritenute relative alla prestazione affidata dal committente.
· chiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici la copia dei modelli F24 relativi al versamento delle ritenute, al fine di riscontrarne il corretto adempimento;
· sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria, finché perdura l’inadempimento, fino alla concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio o se inferiore per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate, nel caso in cui non riceva, entro i 5 giorni successivi al termine per il versamento, i modelli F24 utilizzati per il pagamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati dovute in relazione ai lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio, o nel caso in cui li abbia ricevuti ed abbia rilevato un omesso o insufficiente versamento;
· comunicare l’inadempimento riscontrato all’Agenzia delle Entrate competente entro 90 giorni.
DLgs. 241/97 genera una responsabilità a suo carico solo nel caso in cui si verifichi l’omesso o il parziale versamento delle ritenute da parte dell’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, esponendolo all’obbligo di pagare una somma commisurata alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice.
· corretta determinazione delle ritenute;
· corretta esecuzione delle medesime;
· tempestivo versamento delle ritenute senza possibilità di compensazione.
L’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice può regolarizzare la violazione commessa anche dopo il termine dei 90 giorni, ma in tal caso il committente avrà comunicato l’inadempimento all’Agenzia delle Entrate. Pertanto, aumenta per l’im­pre­sa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice il rischio di non poter ravvedere la violazione commessa, nel caso in cui venga notificato uno degli atti che inibiscono la facoltà di ravvedersi (es. atto di accertamento, irrogazione di sanzioni, cartella di pagamen­to).
· in relazione alle retribuzioni erogate ai dipendenti direttamente impiegati nell’e­secuzione delle opere o dei servizi affidati;
· risulti in attività da almeno 3 anni, sia in regola con gli obblighi dichiarativi e abbia eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio versamenti complessivi registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti da tali dichiarazioni;
· non abbia iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli Agenti della Riscossione per imposte sui redditi, IRAP, ritenute e contributi previdenziali per importi superiori a 50.000,00 euro, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o non vi siano provvedimenti di sospensione o piani di rateazione per i quali non sia intervenuta la decadenza.
L’art. 2 del DL 124/2019 convertito prevede l’impossibilità di avvalersi della compensazione per i contribuenti nei confronti di quali sia stato notificato da parte dell’Agen­zia delle Entrate:
Compensazione nel modello F24 di crediti relativi a imposte dirette e IRAP – Obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione Per effetto dell’art. 3 co. 1 del DL 124/2019 convertito, l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione per la compensazione nel modello F24 di crediti, per importi superiori a 5.000,00 euro annui, viene esteso:
Estensione Per effetto dell’art. 3 co. 2 del DL 124/2019 convertito, viene esteso ai contribuenti non titolari di partita IVA l’obbligo di utilizzare i sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni, senza limiti di importo:
La nuova disciplina si applica con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2019 (art. 3 co. 3 del DL 124/2019 convertito), quindi, ad esempio, da quelli emergenti dai modelli REDDITI 2020 e IRAP 2020.
Accollo fiscale con compensazione di crediti – Divieto Per effetto dell’art. 1 del DL 124/2019 convertito, è vietato estinguere debiti tributari tramite il c.d. “accollo fiscale”, nel caso in cui il debito del contribuente accollato venga pagato non in contanti dall’accollante, bensì utilizzando in compensazione un credito d’imposta a disposizione dell’accollante.
modelli F24 – Sanzioni L’Agenzia delle Entrate, se ravvisa profili di rischio dalla stessa individuati, può bloccare preventivamente i modelli F24 che contengono compensazioni e successivamente disporne lo scarto.
Con l’art. 4 co. 5 – 8 del DL 124/2019 convertito si prevede una sanzione pari al 5% dell’importo per importi fino a 5.000,00 euro, op­pure pari a 250,00 euro per importi su­periori a 5.000,00 euro, a carico del contribuente il cui modello F24 sia stato preventivamente scartato (nella versione originaria del DL era prevista una sanzione fis­sa di 1.000,00 euro). Tale sanzione viene contestata mediante cartella di pagamento, con diretta iscrizione a ruolo.
e INAIL Con l’art. 3 co. 4 del DL 124/2019 convertito viene previsto che l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL definiscano procedure di cooperazione rafforzata finalizzate al contrasto delle indebite compensazioni di crediti effettuate ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97.
Proroga per il 2019 e 2020 Con l’art. 37 co. 1-bis del DL 124/2019 convertito, viene estesa anche agli anni 2019 e 2020 la possibilità, per le imprese e i lavoratori autonomi, di utilizzare in compensazione, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo o derivanti da atti esecutivi, affidate agli Agenti della Riscossione entro il 31.10.2019, i crediti:
· maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione;
· relativi a somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali;
· non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, che sono stati oggetto di apposita certificazione da parte dell’Ente debitore.
· a decorrere dal 25.12.2019 (data di entrata in vigore della L. 157/2019) e fino al 31.12.2020;
· in relazione a tributi erariali, regionali e locali, contributi pre­vi­denziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligato­ria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, entra­te spettanti all’Ente che ha rilasciato la certificazione, nonché per gli oneri accessori, gli aggi e le spese a favore dell’Agente della Riscossione, relativi ai carichi affidati entro il 31.10.2019;
· qualora la somma affidata all’Agente della Riscossione sia inferiore o pari al credito vantato;
· su richiesta del creditore, che dovrà presentare all’Agente della Riscossione competente la certificazione del credito rilasciata dalla Pubblica Amministrazione debitrice.
delle rate degli acconti IRPEF, IRES e IRAP L’art. 58 del DL 124/2019 convertito modifica, a regime, la misura della prima e se­con­da rata de­gli acconti dell’IRPEF, dell’IRES, dell’IRAP e delle relative addizionali e imposte sosti­tutive, dovuti dai contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).
La disposizione ha effetto anche sul periodo d’imposta in corso al 31.12.2019 (2019, per i soggetti “solari”), con una riduzione, di fatto, della misura dell’acconto com­ples­sivamente dovuto al 90% (85,5% per la cedolare secca sulle locazioni ex art. 3 del DLgs. 23/2011).
La modifica interessa soltanto i contribuenti che, contestualmente (art. 12-quinquies co. 3 e 4 del DL 34/2019 e ris. Agenzia delle Entrate 12.11.2019 n. 93):
· ricadono nelle altre cause di esclusione dagli ISA.
Per gli altri contribuenti, resta ferma l’attuale bipartizione (prima rata al 40% e se­con­da rata al 60%), sia per il 2019, sia per gli anni successivi.
La modifica delle rate di acconto si estende, oltre che all’IRPEF, all’IRES e all’IRAP (espressamente citate dalla norma), anche all’imposta sostitutiva per il regime for­fe­tario e alle altre imposte sostitutive per le quali si applicano i criteri IRPEF di ver­sa­mento dell’ac­conto, quali, ad esempio:
· la cedolare secca di cui all’art. 3 del DLgs. 23/2011;
· I’IVAFE di cui all’art. 19 co. 18 – 22 del DL 201/2011;
· l’IVIE di cui all’art. 19 co. 13 – 17 del DL 201/2011.
Effetti sugli acconti relativi al 2019
Per i citati soggetti ISA, riguardo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2019 (2019, per i soggetti “solari”):
· in caso di versamento in un’unica soluzione entro il termine per il versamento della seconda rata, l’acconto è dovuto in misura pari al 90% (85,5% per la cedolare secca).
Per gli altri contribuenti restano ferme le “vecchie” modalità.
Effetti sugli acconti a regime
A partire dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2020 (2020, per i soggetti “solari”), la prima e la seconda rata di acconto saranno dovute in misura differente per i contribuenti ISA, da un lato, e per i contribuenti estranei agli ISA, dall’altro, ferma restando la misura complessivamente dovuta (pari, nella generalità dei casi, al 100%, fatta eccezione per la cedolare secca il cui acconto, ancora per il 2020, sarà dovuto nella misura del 95%).
In particolare, per i soggetti ISA:
· sia la prima che la seconda rata di acconto saranno dovute nella misura del 50%;
· se l’importo della prima rata non supera 103,00 euro, l’acconto sarà versato in un’unica soluzione entro il termine per il versamento della seconda rata.
Per gli altri soggetti, restano ferme le “vecchie” modalità.
società semplici Con l’art. 32-quater del DL 124/2019 convertito è stato previsto che i dividendi corrisposti alle società semplici si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci, con conseguente applicazione del corrispondente regime fiscale.
· per la quota imputabile ai soggetti IRES che applicano l’art. 89 del TUIR, i dividendi sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo per il 95% del loro ammontare;
· per la quota imputabile alle imprese individuali ed alle società di persone commerciali, i dividendi sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo, nella misura del 41,86% del loro ammontare, nell’esercizio in cui sono percepiti;
· per la quota imputabile alle persone fisiche residenti in relazione a partecipazioni, qualificate e non qualificate, non relative all’impresa, i dividendi sono soggetti a tassazione con applicazione di una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.
Prima delle modifiche apportate dalla L. 145/2018 (legge di bilancio 2019), i dividendi concorrevano parzialmente alla formazione del reddito della società, poi imputato per trasparenza al socio, nella misura:
· del 58,14% del loro ammontare, in relazione agli utili prodotti a partire dall’eser­cizio successivo a quello in corso al 31.12.2016;
· del 49,72% del loro ammontare, se gli utili si sono formati a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2007 fino all’esercizio in corso al 31.12.2016;
· del 40% del loro importo, se gli utili sono stati prodotti prima dell’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2007.
Tuttavia, a seguito dell’abrogazione del primo periodo del co. 1 dell’art. 47 del TUIR ad opera della legge di bilancio 2019, gli utili percepiti dalla società semplice dovevano considerarsi integralmente tassabili.
dal 2021 Per effetto dell’art. 16-bis co. 2 del DL 124/2019 convertito, dal 2021 viene stabilito al 16 marzo il termine per:
· la consegna al contribuente delle certificazioni del sostituto d’imposta;
· la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche.
· inviate in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 9.3.2020 (in quanto il 7 marzo cade di sabato);
· consegnate ai contribuenti entro il 31.3.2020.
precompilazione delle dichiarazioni – Nuovi termini dal 2021 Per effetto dell’art. 16-bis co. 4 del DL 124/2019 convertito, dal 2021 viene prorogato al 16 marzo il termine del 28 febbraio stabilito per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi agli oneri deducibili e detraibili da utilizzare per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi.
Conseguentemente, sempre dal 2021, il termine per la messa a disposizione della dichiarazione precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate viene differito dal 15 al 30 aprile.
· il 31.1.2020, in relazione alle spese sanitarie;
· il 28.2.2020 (non rileva l’anno bisestile), in relazione agli altri oneri deducibili o detraibili (comprese le spese veterinarie).
dal 2021 Per effetto dell’art. 16-bis co. 1 e 3 del DL 124/2019 convertito, dal 2021 vengono previsti nuovi termini in relazione ai modelli 730.
Presentazione dei modelli 730 – Nuovo termine dal 2021
· 7.7.2020, in caso di presentazione al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale;
· 23.7.2020, in caso di presentazione diretta da parte del contribuente o mediante un CAF-dipendenti o un professionista abilitato.
Trasmissione telematica dei modelli 730 – Nuovi termini dal 2021
A decorrere dal 2021, i CAF-dipendenti e i professionisti abilitati, nonché i sostituti d’im­posta che prestano assistenza fiscale, devono trasmettere i modelli 730 all’Agen­zia delle Entrate entro:
· il 15 giugno, per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 31 maggio;
· il 29 giugno, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 20 giugno;
· il 23 luglio, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 21 giugno al 15 luglio;
· il 15 settembre, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 16 luglio al 31 agosto;
· il 30 settembre, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 30 settembre.
· da parte del sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, entro il 7.7.2020;
· da parte dei CAF-dipendenti e dei professionisti abilitati, entro:
– il 29.6.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 22 giugno;
– il 7.7.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 23 al 30 giugno;
– il 23.7.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 23 luglio.
Ravvedimento operoso – Limiti temporali Per effetto dell’art. 10-bis del DL 124/2019 convertito, viene estesa a tutti i comparti impositivi la possibilità di eseguire il ravvedimento operoso senza limitazioni temporali, entro, quindi, i termini di decadenza per la notifica dell’atto impositivo.
Interessi fiscali – Rimodulazione L’art. 37 co. 1-ter e 1-quater del DL 124/2019 convertito prevede una generale rimodulazione dei tassi di interesse previsti dalla legislazione fiscale, ad oggi fissati dal DM 21.5.2009.
Nello specifico, il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo è determinato, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, in misura compresa tra lo 0,1% e il 3%.
Coloro i quali hanno presentato domanda entro il 30.4.2019, avrebbero dovuto pagare la prima rata o tutte le somme entro il 31.7.2019, mentre coloro i quali hanno presentato la domanda entro il 31.7.2019 avrebbero dovuto pagare la prima rata o tutte le somme entro il 2.12.2019 (in quanto il 30 novembre cadeva di sabato).
Per evitare questa disparità di termini, l’art. 37 del DL 124/2019 convertito stabilisce il dif­fe­ri­men­to, senza indennità di mora, del termine di pagamento della prima rata (o di tutte le somme) dal 31.7.2019 al 2.12.2019.
Imponibilità IVA delle prestazioni per le patenti di guida B e C1 L’art. 32 co. 1 del DL 124/2019 convertito esclude dal regime di esenzione IVA, previsto per la generalità dei servizi didattici, le prestazioni relative all’insegnamento della guida automobilistica ai fini dell’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1.
La disposizione ha efficacia dall’1.1.2020.
Salvaguardia dei comportamenti pregressi
Sono fatti salvi i comportamenti difformi adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore della disposizione, per effetto della sentenza della Corte di Giustizia UE 14.3.2019 causa C-449/17.
L’art. 32 co. 4 del DL 124/2019 convertito stabilisce, a decorrere dall’1.1.2020, l’abolizione dell’esonero dall’obbligo di certificazione fiscale di cui potevano beneficiare le prestazioni didattiche, finalizzate al conseguimento della patente, rese dalle autoscuole.
· sono tenute alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri ai sensi dell’art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015;
· possono, fino al 30.6.2020, documentare i corrispettivi mediante il rilascio della ricevuta fiscale ovvero dello scontrino fiscale.
co. 2 lett. g) del DPR 633/72, concernenti la natura, qualità e quan­tità dei beni e servizi che formano oggetto dell’operazione, anche in caso di mancata adesione del con­tribuente al servizio di consultazione delle fatture elettroniche.I dati così ottenuti potranno essere utilizzati:· dalla Guardia di Finanza per l’assolvimento di funzioni di politica economica e finanziaria ad essa demandate; vengono potenziate, in questo modo, le attività di contrasto a violazioni non necessariamente relative al settore tributario (mercato dei capitali, tutela della proprietà intellettuale, ecc.);· dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione fiscale.In sede di attuazione delle nuove disposizioni, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate sono comunque tenute ad adottare “idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà dell’interessato”, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
Restano ferme le disposizioni speciali in tema di fatturazione elettronica, anche con riguardo alla memorizzazione, conservazione e consultazione delle e-fatture, relative alle operazioni destinate agli organismi di informazione per la sicurezza della Repubblica (DIS, AISE, AISI).
DL 23.10.2018 n. 119).Per effetto delle disposizioni contenute nell’art. 9-bis co. 2 del DL 14.12.2018 n. 135, la proroga ha effetto anche con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie rese nei confronti delle persone fisiche da parte dei soggetti che non sono tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria.Il “decreto fiscale” stabilisce altresì che, a decorrere dall’1.7.2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria adempiono all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri mediante trasmissione degli stessi al Sistema tessera sanitaria, tramite strumenti tecnologici che ne garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza (ivi compresi quelli che consentono pagamenti con carte di debito o credito).
elettroniche L’art. 17 del DL 124/2019 convertito, modificando l’art 12-novies del DL 34/2019, prevede che in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche trasmesse mediante il Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate comunichi all’interessato, con modalità telematiche:
Viene inoltre stabilito che, al fine di semplificare gli adempimenti degli operatori, qualora gli importi dovuti non superino la soglia annua di 1.000,00 euro, il versamento dell’imposta possa essere assolto con cadenza semestrale, entro il 16 giugno e il 16 dicembre di ciascun anno.
Reverse charge per appalti e subappalti L’art. 4 co. 3 del DL 124/2019 convertito stabilisce l’introduzione del meccanismo del reverse charge per le prestazioni di servizi effettuate:
· alle prestazioni di servizi relative al settore dell’edilizia (art. 17 co. 6 lett. a) e a-ter) del DPR 633/72) ed alle prestazioni nei confronti della P.A. e di altri enti e società assoggettati a split payment (art. 17-ter del DPR 633/72);
degli scontrini – Rinvio – Premi speciali Gli artt. 19 e 20 del DL 124/2019 convertito apportano alcune modifiche alla disciplina della c.d. “lotteria degli scontrini”, con lo scopo di rafforzare l’efficacia della misura e di favorire la diffusione dei pagamenti elettronici.
· il cliente dovrà comunicare all’esercente, all’atto dell’acquisto, il proprio codice identificativo (“codice lotteria”);
· l’esercente dovrà inviarlo all’Agenzia delle Entrate, unitamente ai dati dell’ope­razione effettuata (cfr. provv. Agenzia delle Entrate 31.10.2019 n. 739122).
L’art. 20 del DL 124/2019 convertito differisce dall’1.1.2020 all’1.7.2020 l’avvio della lotteria degli scontrini, allineando tale termine di decorrenza all’entrata in vigore, a re­gime, dei nuovi obblighi di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.
Conseguentemente, è stato differito dal 31.12.2019 al 30.6.2020 il termine entro cui gli esercenti devono adeguare i registratori telematici alle nuove funzioni richieste per l’attuazione della lotteria, vale a dire l’acquisizione del “codice lotteria” dei clienti e la trasmissione dei dati delle operazioni valide per la partecipazione alle estrazioni dei premi (cfr. provv. Agenzia delle Entrate 23.12.2019 n. 1432381).
Il nuovo art. 20 del DL 124/2019 convertito si limita a prevedere un meccanismo di segnalazioni da parte dei clienti. Nello specifico, stabilisce che il cliente ha la facoltà di segnalare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in apposito portale, se l’esercente si è rifiutato di acquisire il codice lotteria. Tale segnalazione sarà poi utilizzata dall’Agen­zia delle Entrate e dalla Guardia di finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione.
· vengano istituiti premi speciali, da attribuire agli acquirenti che effettuano il pagamento mediante mezzi elettronici, mediante estrazioni aggiuntive rispetto a quelle ordinarie;
· vengano istituiti dei premi anche per gli esercenti che certificano le operazioni ex art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015 (ossia mediante registratori telematici o procedura web dell’Agenzia delle Entrate).
Conseguentemente, in virtù di quanto disposto dall’art. 16 del DL 124/2019 convertito:
Scadenze dell’“esterometro”
Grazie ad una modifica dell’art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015, è stata inoltre prevista una nuova periodicità di trasmissione del c.d. “esterometro”.
La trasmissione telematica delle comunicazioni delle operazioni transfrontaliere dovrà infatti essere effettuata trimestralmente, entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento.
elettronici Per incentivare i mezzi di pagamento elettronici, con l’art. 22 del DL 124/2019 convertito viene previsto il riconoscimento di un credito d’imposta a esercenti attività d’impresa, arti e professioni che hanno ricavi non superiori a 400.000,00 euro.
· mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari (banche, poste, ecc.) o con altri mezzi di pagamento elettronici tracciabili;
Agevolazioni fiscali relative ai veicoli elettrici e a motore ibrido utilizzati dagli invalidi L’art. 53-bis del DL 124/2019 convertito prevede alcune agevolazioni fiscali per i veicoli elettrici e a motore ibrido utilizzati dagli invalidi.
Con la modifica del n. 31 della Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72, l’ap­plicazione dell’aliquota IVA del 4% viene estesa:
· alle cessioni di motoveicoli e autoveicoli ad alimentazione ibrida ed elettrica effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 3 della L. 5.2.92 n. 104, con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, oppure dei familiari di cui essi sono fiscalmente a carico;
· alle prestazioni rese ai predetti soggetti dalle officine per adattare tali veicoli, anche non nuovi di fabbrica, compresi i relativi accessori e strumenti necessari per l’adattamento.
· di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina o ibrido;
· di cilindrata fino a 2.800 centimetri cubici, se con motore diesel o ibrido;
· di potenza non superiore a 150 kW, se con motore elettrico.
· dall’imposta erariale di trascrizione;
· dall’addizionale provinciale all’imposta erariale di trascrizione;
· dall’imposta di registro.
Aliquota IVA agevolata su prodotti igienico-sanitari L’art. 32-ter del DL 124/2019 convertito introduce il n. 1-quinquies nella Tabella A, parte II-bis, allegata al DPR 633/72, al fine di prevedere l’applicazione dell’aliquota IVA del 5%:
· ai prodotti per la protezione dell’igiene femminile compostabili secondo la norma UNI EN 13432:2002 o lavabili;
· alle coppette mestruali.
La disposizione si applica alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2020.
concorsi e scommesse – Chiusura dell’esercizio L’art. 31 del DL 124/2019 convertito stabilisce che, con provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è disposta la chiusura dei punti vendita nei quali si offrono al pubblico scommesse e concorsi pronostici qualora il soggetto che gestisce il punto di vendita risulti debitore dell’imposta unica di cui al DLgs. 23.12.98 n. 504, in base ad una sentenza, anche non definitiva, la cui esecutività non sia sospesa.
La chiusura diventa definitiva con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna.
La disposizione si applica anche ai punti vendita dei soggetti per conto dei quali l’at­tività è esercitata, che risultino debitori dell’imposta unica, anche in via solidale con il soggetto gestore del punto vendita.
Procedura per la chiusura dell’esercizio
Il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli contiene:
· l’invito al pagamento, entro 30 giorni dalla notifica, di quanto dovuto per effetto della sentenza di condanna;
· l’intimazione della chiusura se, decorso il periodo previsto, non sia fornita prova dell’avvenuto pagamento.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avvisa senza ritardo il competente Comando della Guardia di Finanza per procedere all’esecuzione della chiusura.
Sanzione per violazione della chiusura dell’esercizio
In caso di violazione della chiusura dell’esercizio, si applica la sanzione amministrativa da 10.000,00 a 30.000,00 euro, oltre alla chiusura dell’esercizio in forma coattiva.
Controllo dei pagamenti da parte dei soggetti obbligati
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli procede a diffidare coloro che risultino inadempienti, in tutto o in parte, al versamento di quanto dovuto a titolo di imposta unica, oltre a sanzioni ed interessi, entro 30 giorni. In caso di mancato versamento nei termini, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli procede all’escussione delle garanzie prestate e il soggetto obbligato è tenuto a reintegrare la garanzia entro 90 giorni dall’escussione, a pena di decadenza della concessione.
L. 232/2016, i cui redditi beneficiano dell’esenzione:· dalle imposte sui redditi derivanti dagli strumenti finanziari e dalla liquidità che concorrono a formare il PIR (sia i redditi di capitale che i redditi diversi);· dall’imposta sulle successioni relativa agli strumenti finanziari che compongono il piano in caso di trasferimento a causa di morte.Novità per i PIR costituiti dall’1.1.2020Per gli investimenti in PIR costituiti a partire dall’1.1.2020, l’art. 13-bis del
DL 124/2019 convertito prevede che in ciascun anno di durata del piano, per almeno i due terzi dell’anno stesso, le somme e i valori devono essere investiti per almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi e stipulati con imprese residenti nello Stato italiano o in Stati dell’Unione europea (UE) o dello Spazio economico europeo (SEE) con stabile organizzazione in Italia.La predetta quota del 70% deve essere investita:
· per almeno il 25% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati;
· per almeno il 5% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB e FTSE Mid Cap della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.
Restano fermi il requisito di detenzione per almeno 5 anni (a tal fine assume rilevanza, in ciascun anno solare, la puntuale data di acquisto degli strumenti e quella di cessione o rimborso) e la possibilità di destinare liberamente il restante 30% della dotazione del PIR, con l’eccezione degli strumenti finanziari emessi da soggetti residenti in Stati o territori diversi da quelli collaborativi.
Inoltre, occorre che i PIR non abbiano ad oggetto per più del 10% strumenti finanziari emessi da uno stesso emittente o contratti stipulati con la medesima controparte, ovvero con altra società appartenente al medesimo gruppo, né formare oggetto di rapporti di deposito o conto corrente.
PIR costituiti nelle annualità precedenti
Per gli investimenti in PIR effettuati prima del 2020, si conferma che resta ferma la precedente disciplina prevista dalla L. 232/2016 e dalla L. 145/2018 (quest’ultima ha definito i requisiti per i PIR costituiti nel 2019).
Modifiche Con l’art. 13 del DL 124/2019 convertito vengono apportate modifiche agli artt. 44 e 45 del TUIR, in materia di tassazione dei redditi corrisposti da trust.
In particolare, a seguito delle modifiche, l’art. 44 co. 1 lett. g-sexies) del TUIR dispone che configurano redditi di capitale:
· i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell’art. 73 co. 2 del TUIR, anche se non residenti (e con riferimento a questa disposizione, nulla è cambiato);
La norma dispone, infatti, che si qualifichino quali redditi di capitale “i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell’articolo 73, comma 2, anche se non residenti”.
Ora, la nuova formulazione dell’art. 44 co. 1 lett. g-sexies) del TUIR, intervenendo su questo secondo punto, afferma che possono risultare tassati come redditi di capitale anche i “redditi corrisposti a residenti italiani da trust” opachi esteri (solo se) residenti in Paesi a fiscalità privilegiata ex art. 47-bis del TUIR.
Ne dovrebbe derivare che, quindi, i redditi discrezionalmente distribuiti da trust opachi non residenti a soggetti residenti non siano, il linea di principio, imponibili, con la sola eccezione, espressamente individuata dalla nuova norma, dei trust opachi “paradisiaci” (da individuare in base ai parametri di cui all’art. 47-bis del TUIR).
In conclusione, il nuovo assetto pare comportare la tassazione quale redditi di ca­pitale:
· dei redditi discrezionalmente “corrisposti” a residenti in Italia da trust opachi residenti in “paradisi fiscali”, mentre non risultano imponibili i redditi distribuiti da trust opachi esteri “non paradisiaci”.
La norma non è stata espressamente qualificata come interpretativa, inoltre essa apporta una materiale modifica all’art. 44 del TUIR.
Pertanto, si può dubitare della sua possibile portata retroattiva.
D’altronde, secondo quanto rilevato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate nell’Audi-zione alla Camera del 6.11.2019 (con riferimento alla disciplina previgente) “stante il riferimento letterale ai «redditi imputati», previsto dall’art. 44, comma 1, lettera g-sexies, le attuali disposizioni fiscali in materia di imposte dirette possono essere
riferite sicuramente anche ai «beneficiari individuati» di Trust esteri «trasparenti» mentre è più difficile ricomprendere nell’ambito di applicazione delle stesse i Trust «opachi» esteri (vale a dire Trust i cui eventuali beneficiari possono ricevere il reddito, o parte del reddito, del Trust solo a seguito di una scelta discrezionale operata dal trustee)”.
Ciò significherebbe che, anche per il passato, l’interpretazione fornita dalla circ. 61/2010 sulla tassabilità ad ampio spettro dei redditi di capitale imputati da trust esteri opachi a residenti in Italia non dovrebbe ritenersi ammissibile.
Attribuzioni di trust esteri
Viene modificato l’art. 45 del TUIR, inserendovi il co. 4-quater, secondo il quale “qualora in relazione alle attribuzioni di trust esteri, nonché di istituti aventi analogo contenuto, a beneficiari residenti in Italia, non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, l’intero ammontare percepito costituisce reddito”.
Secondo quanto indicato dalla Relazione illustrativa al DL 124/2019, la norma intende risolvere le problematiche “inerenti i redditi provenienti da trust «opachi» esteri per i quali spesso i beneficiari italiani si dicono impossibilitati a distinguere la parte delle attribuzioni riferibile al patrimonio del trust rispetto a quelle riferibili al reddito”.
infrastrutturali pubblici a lungo termine (PIPLT) L’art. 35 del DL 124/2019 convertito interviene sull’ambito oggettivo di esclusione dai limiti di deducibilità contenuti nell’art. 96 del TUIR degli interessi passivi relativi a prestiti utilizzati per finanziare progetti infrastrutturali pubblici a lungo termine (c.d. “PIPLT”).
Attraverso la sostituzione del co. 11 dell’art. 96 del TUIR, il decreto prevede che:
L’intervento normativo in argomento è in vigore dal 27.10.2019 ed il decreto convertito non presenta una decorrenza specifica in materia di deducibilità degli interessi passivi.
ambientale” e tariffe incentivanti – Procedura di rinuncia Mediante l’art. 36 del DL 124/2019 convertito viene stabilito che, in caso di cumulo della c.d. “Tremonti ambientale” con il III, IV o V Conto energia, il mantenimento del diritto a beneficiare delle suddette tariffe incentivanti riconosciute dal GSE alla produzione di energia elettrica è subordinato al pagamento di una somma determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa alla detassazione per investimenti ambientali l’aliquota d’imposta pro tempore vigente.
parco veicolare Mediante l’art. 53 del DL 124/2019 convertito vengono stanziate risorse destinate al rinnovo del parco veicolare delle imprese attive sul territorio italiano iscritte al Registro elettronico nazionale e all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.
L’entità dei contributi (che sarà meglio definita nel DM attuativo):
· sarà compresa tra un minimo di 2.000,00 euro e un massimo di 20.000,00 euro per ciascun veicolo;
· sarà differenziata in ragione della massa complessiva a pieno carico del nuovo veicolo e della sua modalità di alimentazione.
Contrasto alle frodi in materia di accise L’art. 5 del DL 124/2019 convertito introduce alcune misure finalizzate a contrastare le frodi in materia di accise.
· la trasmissione della nota di ricevimento dal destinatario nazionale all’Am­mi­nistrazione finanziaria sia effettuata entro le 24 ore decorrenti dal mo­mento in cui i prodotti sono presi in consegna dal destinatario;
· per i trasferimenti mediante automezzi, la presa in consegna si verifichi con lo scarico effettivo dei prodotti dal mezzo di trasporto e con l’iscrizione nella contabilità del destinatario, entro il giorno in cui sono terminate le opera­zioni di scarico, dei dati accertati relativi alla qualità e quantità dei prodotti scaricati.
dei carburanti L’art. 6 del DL 124/2019 convertito prevede alcune modifiche alla disciplina, introdotta dalla leg­ge di bilancio 2018 (art. 1 co. 937 – 943 della L. 205/2017), che subordina l’im­mis­sione in consumo dal deposito fiscale o l’estra­zio­ne dal deposito di un destinatario registrato di determinati carburanti al ver­sa­mento dell’IVA, a mezzo modello F24, senza possibilità di compensa­zione.
Con riguardo ai prodotti introdotti a seguito di un acquisto intracomunitario, anche qualora il deposito fiscale sia utilizzato come deposito IVA, è stato eliminato il riferimento alla disposizione secondo cui sono effettuate senza pagamento dell’IVA le cessioni dei prodotti che intervengono durante la loro custodia nei depositi.
· per i prodotti introdotti a seguito di acquisto intracomunitario, anche qualora il deposito fiscale sia utilizzato come deposito IVA, occorre rispettare i criteri di affidabilità previsti e prestare idonea garanzia;
Messa a disposizione dei dati sulla movimentazione dei prodotti energetici
segue sistema informatizzato dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli e annotato sulla prescritta documentazione di trasporto.
Il codice amministrativo di riscontro è richiesto telematicamente all’Agenzia delle Do­gane e Monopoli non prima delle 48 ore precedenti all’introduzione dei prodotti nel territorio nazionale e comunque almeno 12 ore prima dell’introduzione stessa:
Le disposizioni avranno efficacia a decorrere dal primo giorno del secondo mese suc­cessivo alla data di pubblicazione del predetto decreto.
(art. 24-ter del DLgs. 504/95) è riconosciuto entro il limite quantitativo di un litro di gasolio consumato, da ciascun veicolo, per ogni chilometro percorso.DecorrenzaLa disposizione si applica ai consumi di gasolio commerciale effettuati a decorrere dall’1.1.2020.
usati L’art. 9 del DL 124/2019 convertito prevede che l’Agenzia delle Entrate verifichi la sussistenza delle condizioni di esclusione dall’obbligo di versamento dell’IVA, a mezzo modello F24 ELIDE, per l’immatricolazione o la successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso (art. 1 co. 9-bis del DL 262/2006).
telematico Modalità di attuazione
L’art. 11 del DL 124/2019 convertito prevede che, entro il 30.6.2020, sia introdotto l’ob­bligo di utilizzo del sistema informatizzato per la presentazione, esclusivamente in forma telematica, del documento di accompagnamento per la circolazione nel territorio dello Stato della benzina e del gasolio usato come carburante, assoggettati ad accisa.
I tempi e le modalità per l’introduzione del predetto obbligo saranno fissati con determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.
gas naturale Al fine di potenziare gli strumenti per l’identificazione dei fenomeni evasivi nel settore dell’accisa sul gas naturale e sull’energia elettrica, l’art. 12 del DL 124/2019 convertito prevede:
I tempi e le modalità per l’introduzione dei predetti obblighi saranno fissati con determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.
Piattaforme di perforazione offshore L’art. 32-bis del DL 124/2019 convertito modifica l’art. 2 co. 4 della L. 18.2.97 n. 28, al fine di espungere la cessione di piattaforme di perforazione dalle operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione non imponibili IVA (in quanto ricomprese nella nozione di navi destinate all’esercizio di attività commerciali).
Si precisa, inoltre, che le disposizioni contenute nel predetto art. 2 co. 4 della L. 28/97 non si applicano alle piattaforme ancorate a terra con struttura emersa destinata alla coltivazione di idrocarburi o di ausilio alla prospezione, alla ricerca, alla coltivazione e allo sfruttamento di giacimenti di idrocarburi in mare.
· la proroga della modalità di misurazione del tributo da parte dei Comuni sulla base di un criterio medio-ordinario e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti;
· la fissazione al 30 aprile del termine di deliberazione delle tariffe per l’anno 2020 (il termine di deliberazione viene quindi scollegato da quello previsto per la deliberazione del bilancio di previsione);
· l’accesso alla fornitura del servizio di gestione integrato dei rifiuti urbani e assimilati a condizioni tariffarie agevolate per gli utenti domestici che si trovino in condizioni economico-sociali disagiate (è previsto un bonus sociale anche per le utenze domestiche del servizio rifiuti, secondo criteri simili a quelli già stabiliti per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico);
· la modifica della disciplina del metodo normalizzato per la determinazione della TARI al fine di equiparare (in termini di coefficienti da utilizzare per il calcolo della tassa) gli studi professionali alle banche e agli istituti di credito.
automobilistiche – Acquisizione dei dati al Sistema informativo del PRA L’art. 51 co. 2-bis – 2-quater del DL 124/2019 convertito stabilisce che al Sistema informativo del Pubblico registro automobilistico (PRA) sono acquisiti anche i dati delle tasse automobilistiche (c.d “bollo auto”), resi disponibili anche all’Agenzia delle Entrate, alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano.
Questi enti, a loro volta, faranno confluire in modo simultaneo e sistematico i dati dei propri archivi delle tasse automobilistiche nel sistema informativo del PRA.
Aumenti dell’imposta di soggiorno L’art. 46 co. 1-bis del DL 124/2019 convertito, modificando l’art. 4 del DLgs. 23/2011, prevede la possibilità di raddoppiare l’imposta di soggiorno nei capoluoghi più turistici.
I Comuni capoluogo di Provincia che hanno avuto presenze turistiche per un numero 20 volte superiore a quello dei residenti, infatti, possono elevare l’imposta di soggiorno fino all’importo massimo di 10,00 euro per notte (in luogo del limite massimo di 5,00 euro per ciascuna persona e per ogni notte di soggiorno).
I Comuni che potranno aumentare fino a 10,00 euro l’imposta di soggiorno saranno individuati con un apposito DM.
sulle piattaforme marine (IMPI) – Istituzione L’art. 38 del DL 124/2019 convertito introduce, a decorrere dall’anno 2020, una nuova imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPI).
La base imponibile è determinata secondo le regole recate dall’art. 5 co. 3 del
DLgs. 504/92, il quale stabilisce il ricorso ai valori contabili per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in Catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
Per quanto non espressamente previsto sono applicabili le disposizioni relative alla deducibilità della “nuova” IMU, la cui disciplina è stata riformata dalla legge di bilancio 2020.
Effettuazione degli adempimenti tributari sospesi Mediante l’art. 33 del DL 124/2019 convertito viene prorogato il termine per effettuare i versamenti e gli altri adempimenti tributari sospesi:
riduzione dei limiti all’utilizzo dei contanti Con l’art. 18 del DL 124/2019 convertito viene previsto un progressivo abbassamento del limite all’utilizzo del denaro contante verso quota 999,99 euro, dagli attuali 2.999,99 euro. In particolare:
tramite carte I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso “carte di pagamento”; tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità te­cnica (sono in ogni caso fatte salve le disposizioni antiriciclaggio del DLgs. 231/2007).
Il DL 124/2019 aveva previsto che, a decorrere dall’1.7.2020, la “mancata accettazione” di pagamenti tramite carte di pagamento, di qualsiasi importo, da parte di soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sarebbe stata punita con la sanzione amministrativa di 30,00 euro, aumentati del 4% del valore della transazione per la quale fosse stata rifiutata l’accettazione del pagamento.
Tale previsione è stata soppressa in sede di conversione in legge.
complessa L’art. 58-ter del DL 124/2019 convertito prevede il finanziamento per l’anno 2019 della cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per:
· cessazione di attività (art. 44 del DL 28.9.2018 n. 109);
· riorganizzazione o crisi aziendale.
Nel primo caso, è possibile autorizzare il trattamento, sino a un massimo di 12 mesi complessivi, previa la stipula di un accordo in sede governativa, per le aziende che cessano l’attività produttiva, ma sussiste almeno una delle seguenti condizioni:
· concrete prospettive di cessione e riassorbimento occupazionale;
· possibile intervento di reindustrializzazione;
· specifici percorsi di politica attiva.
Nel secondo caso, l’azienda con rilevanza economica strategica, che presenti rilevanti problematiche occupazionali, può chiedere la proroga della CIGS per una durata funzionale alla causale per cui è stata richiesta.
Ai fini della concessione, è necessario:
· la stipula di un accordo in sede governativa;
· un piano di gestione delle risorse umane volto alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
ipotecari per l’acquisto di beni immobili destinati a prima casa e oggetto di procedura esecutiva L’art. 41-bis del DL 124/2019 convertito introduce la possibilità per il debitore, a determinate condizioni, ove una banca o una società veicolo, creditrice ipotecaria di primo grado, abbia avviato o sia intervenuta in una procedura esecutiva immobiliare avente ad oggetto la prima casa di abitazione del debitore, di chiedere la rinegoziazione del mutuo in essere ovvero un finanziamento, con surroga nella garanzia ipotecaria esistente, a una banca terza, il cui ricavato deve essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere, con assistenza della garanzia del Fondo di garanzia prima casa e con il beneficio dell’esdebitazione per il debito residuo.
Con decreto interministeriale saranno stabilite le ulteriori modalità applicative della nuova disciplina.
vigore Sono previste numerose e rilevanti novità in materia di diritto penale tributario di cui al DLgs. 74/2000 (recante disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e di IVA) attraverso:
· interventi su talune sanzioni (aumentate) e soglie di punibilità (ridotte);
· l’estensione alle sole fattispecie penali tributarie “fraudolente” (artt. 2, 3, 8 e 11 del DLgs. 74/2000) della c.d. “confisca per sproporzione” o “allargata”;
· la configurazione delle sole fattispecie più gravi (artt. 2, 3, 8, 10 e 11 del DLgs. 74/2000) quali reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex DLgs. 231/2001;
· l’estensione della causa di non punibilità di cui all’art. 13 co. 2 del DLgs. 74/2000 anche alle fattispecie di cui agli artt. 2 e 3 del DLgs. 74/2000.
Tali novità hanno efficacia dal 24.12.2019 (data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del DL 124/2019).
La confisca “per sproporzione” o “allargata” è disciplinata dall’art. 240-bis c.p., ai sen­si del quale, nei casi di condanna o di patteggiamento per una serie specifica di reati, “è sempre disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica. In ogni caso il condannato non può giustificare la legittima provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell’evasione fiscale, salvo che l’obbligazione tributaria sia stata estinta mediante adempimento nelle forme di legge. (…) quando non è possibile procedere alla confisca del denaro, dei beni e delle altre utilità di cui allo stesso comma, il giudice ordina la confisca di altre somme di denaro, di beni e altre utilità di legittima provenienza per un valore equivalente, delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona”.
È da osservare che la c.d. confisca “per sproporzione” o “allargata” sarebbe, secondo quanto precisato dalla giurisprudenza, una misura di sicurezza patrimoniale. Di conseguenza, in base a quanto disposto dall’art. 200 c.p., la stessa è regolata dalla legge in vigore al tempo della sua applicazione, con l’effetto che la misura può essere disposta anche nei casi in cui la condanna sia pronunciata per un reato commesso in epoca anteriore all’entrata in vigore della previsione di relativa applicazione.
Onde evitare tale effetto, in sede di conversione in legge è stato precisato che la confisca “per sproporzione” si applicherà esclusivamente ai reati tributari contemplati commessi successivamente al 25.12.2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 124/2019).
· la possibilità di conseguire la non punibilità a fronte di una fattispecie già integrata;
In via generale, è previsto un aumento della pena che passa dalla reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni alla reclusione da 4 a 8 anni.
La reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni resta applicabile nei soli casi in cui l’ammontare degli elementi passivi fittizi indicati in dichiarazione sia inferiore a 100.000,00 euro.
Nei casi di condanna o di patteggiamento per il delitto in questione commesso successivamente al 25.12.2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 124/2019) si applica la c.d. confisca “per sproporzione” o “allargata” quando l’ammontare degli elementi passivi fittizi risulti superiore a 200.000,00 euro.
Anche il reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri docu­menti per operazioni inesistenti diviene non punibile se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, vengono estinti mediante integrale pagamento degli importi do­vuti, a seguito del ravvedimento operoso, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, sempreché il ravvedimento sia intervenuto prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.
In caso di integrazione del reato a vantaggio o nell’interesse dell’ente per il quale è presentata la dichiarazione fraudolenta, quindi, l’ente stesso è punito con una sanzione pecuniaria da 100 a 500 quote, nel caso di integrazione dell’ipotesi più grave, ovvero quan­do l’ammontare degli elementi passivi fittizi è pari o superiore a 100.000,00 euro, o con una sanzione pecuniaria da 100 a 400 quote, nel caso di integrazione della fattispecie attenuata, ovvero quando l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a 100.000,00 euro.
Si è anche precisato che:
· se, in seguito alla commissione del delitto in questione, l’ente ha con­se­guito un profitto di rilevante entità, la sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo;
· si applicano le sanzioni interdittive di cui all’art. 9 co. 2 lett. c), d) ed e) del
DLgs. 231/2001 (ovvero, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, l’esclusione da agevo­la­zioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi e il divieto di pubblicizzare beni o servizi).
È previsto un aumento della pena che passa dalla reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni alla reclusione da 3 a 8 anni.
Anche il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici diviene non punibile se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, vengono estinti mediante integrale pagamento degli importi do­vuti, a seguito del ravvedimento operoso, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, sempreché il ravvedimento sia intervenuto prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.
Nei casi di condanna o di patteggiamento per il delitto in questione commesso successivamente al 25.12.2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 124/2019) si applica la c.d. confisca “per sproporzione” o “allargata” quando l’imposta evasa è superiore a 100.000,00 euro.
La fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici diviene, inoltre, “reato presupposto” della responsabilità degli enti ex DLgs. 231/2001.
In caso di integrazione del reato a vantaggio o nell’interesse dell’ente per il quale è presentata la dichiarazione fraudolenta, quindi, l’ente stesso è punito con una sanzione pecuniaria da 100 a 500 quote.
infedele In relazione alla fattispecie di cui all’art. 4 del DLgs. 74/2000 (dichiarazione infedele) le novità riguardano:
· la non punibilità correlata alle valutazioni.
È previsto un aumento della pena che passa dalla reclusione da uno a 3 anni alla reclusione da 2 a 4 anni e 6 mesi.
· l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi inesistenti, sia superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, sia superiore a due milioni di euro (e non più a tre milioni di euro).
Nella previsione secondo la quale “non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che «singolarmente» considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quel
le corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste dal comma 1, lettere a) e b)”, l’avverbio “singolarmente” è sostituito dall’avverbio “complessivamente”.
dichiarazione In relazione alle fattispecie di cui all’art. 5 del DLgs. 74/2000 (omessa dichiarazione) le novità riguardano la sola pena comminata.
In particolare, sia in relazione all’omessa dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, che con riguardo all’omessa dichiarazione di sostituto d’imposta, è previsto un aumento della pena che passa dalla reclusione da un anno e 6 mesi a 4 anni alla reclusione da 2 a 5 anni.
di fatture false In relazione alla fattispecie di cui all’art. 8 del DLgs. 74/2000 (emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti), in corrispondenza con quanto stabilito in relazione alla fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di documenti falsi, le novità riguardano:
La reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni resta applicabile nei soli casi in cui l’ammontare dell’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, sia inferiore a 100.000,00 euro.
Nei casi di condanna o di patteggiamento per il delitto in questione commesso successivamente al 25.12.2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 124/2019) si applica la c.d. confisca “per sproporzione” o “allargata” quando l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti sia superiore a 200.000,00 euro.
La fattispecie di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti diviene, inoltre, “reato presupposto” della responsabilità degli enti ex DLgs. 231/2001.
In caso di integrazione del reato a vantaggio o nell’interesse dell’ente, questo è punito con una sanzione pecuniaria da 100 a 500 quote, nel caso di integrazione dell’ipotesi più grave, ovvero quando l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, sia pari o superiore a 100.000,00 euro, o con una sanzione pecuniaria da 100 a 400 quote, nel caso di integrazione della fattispecie attenuata, ovvero quando l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, sia inferiore a 100.000,00 euro.
È previsto un aumento della pena che passa dalla reclusione da un anno e 6 mesi a 6 anni alla reclusione da 3 a 7 anni.
La fattispecie di occultamento o distruzione di documenti contabili diviene, inoltre, “reato presupposto” della responsabilità degli enti ex DLgs. 231/2001.
In caso di integrazione del reato a vantaggio o nell’interesse dell’ente, quindi, l’ente stesso è punito con una sanzione pecuniaria da 100 a 400 quote.
delle imposte In relazione alla fattispecie di cui all’art. 11 co. 1 del DLgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte) le novità riguardano:
· l’applicabilità della c.d. “confisca per sproporzione” o “allargata”;
Nei casi di condanna o di patteggiamento per il delitto in questione commesso successivamente al 25.12.2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 124/2019) si applica la c.d. confisca “per sproporzione” o “allargata” quando l’ammontare delle imposte, delle sanzioni e degli interessi sia superiore a 100.000,00 euro.
La fattispecie di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte diviene, inoltre, “reato presupposto” della responsabilità degli enti ex DLgs. 231/2001.
Nei casi di condanna o di patteggiamento per il delitto in questione commesso successivamente al 25.12.2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 124/2019), infatti, si applica la c.d. confisca “per sproporzione” o “allargata” quando l’ammontare degli elementi attivi inferiori a quelli effettivi o degli elementi passivi fittizi sia superiore a 200.000,00 euro.
in relazione alle imposte sulla produzione e sui consumi Nell’ambito delle frodi in materia di accise, nel caso di condanna o di patteggiamento per uno dei delitti previsti dal Titolo I Capo IV del DLgs. 504/95, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.
Etichette: decreto fiscale, decreto fiscale 2020, DL 26.10.2019 n. 124, L. 19.12.2019 n. 157, legge di bilancio, legge di bilancio 2020

References: art. 17
 art. 17
 art. 3
 sentenza 
 art. 20
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 47
 art. 2