Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_interventi_editoria.html
Timestamp: 2020-04-04 04:58:04+00:00

Document:
Studi Camera - Cultura Informazione e Comunicazioni Interventi per l'editoria
I più recenti interventi riguardanti l'editoria sono stati adottati per fronteggiare l'emergenza sanitaria Coronavirus (COVID-19) e hanno riguardato un regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari.
Inoltre, nella legislatura in corso è stata prevista una progressiva riduzione, fino all'abolizione, dei contributi diretti a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, nonché l'abolizione dei contributi diretti alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale, i cui termini, però, sono stati poi più volte differiti.
E' stato, altresì, previsto il sostegno, a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione - al quale continua ad affluire parte delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone RAI - di progetti finalizzati, tra l'altro, a diffondere la cultura della libera informazione plurale e dell'innovazione digitale e sociale, nonché a sostenere il settore della distribuzione editoriale.
Nel più recente passato, erano stati previsti anche incentivi a sostegno delle imprese editrici di nuova costituzione.
Le misure adottate a seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19)
A seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19), il D.L. 18/2020 ha inteso garantire la filiera della stampa e limitare l'impatto delle perdite per gli operatori economici coinvolti.
In particolare, in considerazione dell'attesa caduta dei volumi di investimento derivante dall'emergenza sanitaria in atto, ha previsto (art. 98, co. 1), per il 2020, un regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito di imposta è concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti già contemplati, nella misura unica del 30% del valore degli investimenti effettuati, e non già entro il limite del 75% dei soli investimenti incrementali.
Il sistema, il modello telematico, e le relative istruzioni saranno opportunamente adeguati alla nuova normativa prima dell'apertura della nuova finestra temporale, dal 1° al 30 settembre 2020, per l'invio delle comunicazioni telematiche per l'accesso al credito di imposta per l'anno 2020".
Al riguardo, si ricorda che il D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 57-bis – come modificato, anzitutto, dal D.L. 148/2017 (L. 172/2017: art. 4, co. 1) – ha previsto l'attribuzione di un credito di imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche on line, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell'1% quelli, di analoga natura, effettuati nell'anno precedente.
Tuttavia, ha stanziato solo le risorse occorrenti per il primo anno.
In particolare, la misura dell'incentivo, nel limite massimo di € 62,5 mln per il 2018, a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione è stata definita pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.
In via di prima applicazione, è stata stabilita in € 20 mln la quota dello stanziamento relativo al 2018 destinata al riconoscimento del credito di imposta relativo ai soli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore avesse superato almeno dell'1% quelli di analoga natura effettuati nel corrispondente periodo del 2016.
Qui il provvedimento del Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria adottato il 31 maggio 2018.
Qui le FAQ predisposte dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
Il 21 novembre 2018 era stato pubblicato l' elenco degli operatori che potevano beneficiare del credito di imposta.
In seguito, la L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co.762) ha precisato che le misure introdotte sono concesse entro i limiti consentiti dalle specifiche disposizioni dell'UE in materia di aiuti c.d. de minimis.
In particolare, sono stati citati i seguenti regolamenti:
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de minimis";
regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de minimis" nel settore agricolo;
regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de minimis" nel settore della pesca e dell'acquacoltura.
L'11 aprile 2019 è stato pubblicato l' elenco definitivo dei soggetti ammessi a fruire del credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali per gli anni 2017 e 2018. Qui le informazioni pubblicate dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
Il 9 maggio 2019, rispondendo nella VII Commissione della Camera all'interrogazione a risposta immediata 5-02091, il rappresentante del Governo aveva depositato un report con dati sull'impatto della misura nel periodo 2017/2018.
Successivamente, il D.L. 59/2019 (L. 81/2019: art. 3-bis), modificando ulteriormente il D.L. 50/2017, ha disposto che, a decorrere dal 2019, il credito di imposta è concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti, ma nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Continuano ad applicarsi le disposizioni del DPCM 90/2018 ma, per il 2019, le comunicazioni per l'accesso al credito di imposta dovevano essere presentate dal 1° al 31 ottobre. Alla copertura del relativo onere si provvede, a regime, mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, nel limite complessivo determinato annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dello sviluppo economico (v. apposito paragrafo).
L'elenco dei soggetti ammessi a fruire del credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali per l'anno 2019 è stato emanato con Decreto del capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria 18 marzo 2020. Le risorse assegnate ammontano complessivamente a € 27,5 mln, di cui:
€ 15 mln, per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica anche on line;
€ 12,5 mln per gli investimenti pubblicitari incrementali sulle emittenti radio-televisive locali.
Il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, destinato al sostegno dell'editoria e dell'emittenza radiofonica e televisiva locale, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze dalla L. 198/2016 (art. 1).
- le risorse statali destinate al sostegno dell'editoria quotidiana e periodica;
- le risorse statali destinate all' emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale;
- le somme derivanti dal gettito annuo di un contributo di solidarietà, pari allo 0,1% del reddito complessivo dei: concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica, sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali; società operanti nel settore dell'informazione e della comunicazione che svolgono raccolta pubblicitaria diretta; altri soggetti che esercitano l' attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l'acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete internet.
Inoltre, la L. di bilancio 2019 ( L. 145/2018: art. 1, co. 90) ha stabilizzato la previsione – già vigente per il 2017 e il 2018 – secondo cui la metà delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone RAI (c.d. extra gettito) è riversata all'Erario, e ne ha confermato anche le finalizzazioni, tra cui rientra il finanziamento, fino ad un importo massimo di € 125 milioni ogni anno, del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione.
Per il 2017 è intervenuto il DPCM 12 ottobre 2017.
Per il 2018 è intervenuto il DPCM 17 aprile 2018.
Per il 2019 è intervenuto il DPCM 6 maggio 2019.
Il DPCM che ripartisce annualmente le risorse tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico può anche prevedere che una determinata percentuale del Fondo è destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l' innovazione dell'offerta informativa nel campo dell'informazione digitale attuando obiettivi di convergenza multimediale. I requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione di tali finanziamenti devono essere stabiliti con ulteriore DPCM, sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari.
I DPCM finora intervenuti non hanno esercitato tale possibilità.
Per il 2018 è intervenuto il DPCM 18 ottobre 2018, che, considerato l'afflusso di € 50 mln provenienti dal canone di abbonamento RAI per il 2016, ha ripartito, complessivamente, € 112.589.609.
Per il 2019 è intervenuto il DPCM 29 ottobre 2019, che, considerato l'afflusso di € 43,3 mln provenienti dal canone di abbonamento RAI per il 2017, ha ripartito, complessivamente, € 143.316.7127,50.
La stessa L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 810, lett. d)) ha disposto che, con uno o più DPCM, sono individuate le modalità per il sostegno e la valorizzazione, a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, di progetti, presentati da soggetti sia pubblici che privati, finalizzati a diffondere la cultura della libera informazione plurale, della comunicazione partecipata, dell'innovazione digitale e sociale, dell'uso dei media, nonché a sostenere il settore della distribuzione editoriale, anche con l'avvio di processi di innovazione digitale.
In seguito, il D.L. 34/2019 (L. 58/2019: art. 30-quater) ha previsto che alla copertura dell'onere per la concessione alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale di un ulteriore contributo di € 3 mln per il 2019, finalizzato a favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, si doveva provvedere a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione
Ancora dopo, il D.L. 59/2019 (L. 81/2019: art. 3-bis) ha previsto che alla copertura degli oneri derivanti dagli incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti radiofoniche e televisive locali (v. par. Le misure adottate a seguito dell'emergenza Coronavirus) si provvede, a regime, mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, nel limite complessivo stabilito ogni anno con il DPCM che ripartisce le risorse fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dello sviluppo economico. Al contempo, ha disposto che il DPCM deve essere emanato entro il 31 marzo di ogni anno.
Da ultimo, la L. di bilancio 2020 (L. 160/2019: art. 1, co. 389-392) ha incrementato il Fondo di € 20 mln annui dal 2020 ai fini la concessione di contributi a favore delle scuole statali e paritarie e di alcune categorie di studenti, per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore. L'importo complessivo dei contributi, nel limite di € 20 mln annui dal 2020, è fissato annualmente dal DPCM che stabilisce la destinazione delle risorse del Fondo ai diversi interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il sistema di contribuzione diretta all'editoria
1) Le più recenti novità in materia di disciplina dei contributi diretti
La L. di bilancio 2020 (L. 160/2019 : art. 1, co. 394), in previsione di una revisione organica della normativa a tutela del pluralismo dell'informazione, che tenga conto anche delle nuove modalità di fruizione dell'informazione da parte dei cittadini, aveva differito di 12 mesi la progressiva riduzione, fino all'abolizione, dei contributi diretti a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, nonché l'abolizione dei contributi diretti alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale, previste dalla L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 810, lett. b) e c)).
Successivamente, il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 1, co. 10-quaterdecies) ha disposto il differimento di ulteriori 12 mesi .
Allo stato, dunque, è prevista, a decorrere dall'annualità di contributo 2021, la progressiva riduzione, fino alla totale abolizione dall'annualità 2024, dei contributi concessi, ai sensi del d.lgs. 70/2017 (art. 2, co. 1), alle seguenti categorie di imprese editrici di quotidiani e periodici:
enti senza fini di lucro, ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto.
In particolare, in deroga a quanto stabilito dal medesimo d.lgs. 70/2017 (art. 8) – che ha fissato i criteri di calcolo dell'ammontare dei contributi da concedere a ciascuna categoria –, è previsto che l'importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale sarà ridotto:
per l'annualità 2021, del 20% della differenza tra l'importo spettante in base alla normativa vigente e € 500 mila;
per l'annualità 2022, del 50% della differenza tra l'importo spettante in base alla normativa vigente e € 500 mila;
per l'annualità 2023, del 75% della differenza tra l'importo spettante in base alla normativa vigente e € 500 mila.
A decorrere dall'annualità 2024, le medesime categorie di imprese editrici non hanno più diritto ai contributi.
Inoltre, è prevista, a decorrere dal 31 gennaio 2022, l'abolizione dei contributi concessi alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale (ai sensi della L. 230/1990 e dell'art. 1, co. 1247, L. 296/2006).
Qui la pagina dedicata sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
2) La disciplina dei contributi diretti recata dal d.lgs. 70/2017
Al netto delle novità in materia introdotte dalla L. di bilancio 2019, come differite, da ultimo, dal D.L. 162/2019 (L. 8/2020), a decorrere dalle domande presentate nel 2019 con riferimento all'annualità del contributo 2018, la disciplina per l'erogazione dei contributi alle categorie di imprese editrici di quotidiani e di periodici continua ad essere dettata dal d.lgs. 70/2017, emanato sulla base della delega conferita dalla L. 198/2016.
Il d.lgs. ha disposto, anzitutto, – ribadendo il principio introdotto dalla L. 191/2009 (art. 2, co. 62), e poi ripreso anche da altre disposizioni successivamente intervenute –, che i contributi spettano nei limiti delle risorse a ciò destinate, per ciascuna tipologia, con il DPCM che ripartisce la quota del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione spettante alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che, in caso di insufficienza delle risorse, agli aventi diritto spettano contributi ridotti mediante riparto proporzionale.
Con riguardo alla platea dei beneficiari, la L. 198/2016 ha stabilito, quale condizione necessaria per il finanziamento, l'esercizio esclusivo, in ambito commerciale, di un'attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale e la costituzione come:
organi di informazione di partiti o movimenti politici e sindacali. Il d.lgs. 70/2017 ha specificato che sono comprese nell'esclusione, oltre alle imprese editrici, anche le imprese radiofoniche organi di partiti politici presenti in almeno un ramo del Parlamento (art. 4, L. 250/1990);
Con riferimento ai criteri di calcolo del contributo, i criteri direttivi recati dalla L. 198/2016 hanno riguardato: la previsione di un tetto massimo al contributo liquidabile a ciascuna impresa, la graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute (comunque non inferiore al 30% delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20% per le testate nazionali), la valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale, la previsione di criteri premiali per l'assunzione a tempo indeterminato di lavoratori di età inferiore a 35 anni e per azioni di formazione, nonché per l'attivazione di percorsi (ora, a seguito della L. 145/2018: art. 1, co. 784-787) per le competenze trasversali e l'orientamento, la previsione di criteri di calcolo specifici per le testate on line che producono contenuti informativi originali, la riduzione del contributo per le imprese che superano, nel trattamento economico del personale, dei collaboratori e degli amministratori, il limite massimo retributivo di € 240.000 annui.
Il d.lgs. 70/2017 ha confermato, anzitutto, il principio – stabilito dal D.L. 63/2012 (L. 103/2012) – in base al quale il contributo concesso deriva dalla somma di una quota di rimborso dei costi sostenuti e di una quota rapportata alle copie – cartacee o digitali – vendute, modificando, però, i criteri per la quantificazione del rimborso dei costi. In particolare, ha previsto tre scaglioni basati sul numero di copie vendute. Gli scaglioni rilevano anche ai fini della definizione del limite massimo del rimborso che, per l'edizione cartacea, è crescente in relazione all'aumento del numero di copie annue vendute e che va da un minimo di € 500.000 a un massimo di € 2.500.000 per i quotidiani e da un minimo di € 300.000 a un massimo di € 2.500.000 per i periodici. Per l'edizione in formato digitale, il limite massimo del rimborso è unico, ed è pari a € 1.000.000. I costi dell'edizione in formato digitale (evidentemente, parallela) concorrono con i costi dell'edizione cartacea al raggiungimento di un (nuovo) limite massimo del rimborso complessivo fissato (per tutti gli scaglioni) in € 2.500.000.
una quota aggiuntiva in ragione del numero di percorsi (ora) per le competenze trasversali e l'orientamento sulla base di convenzioni con le scuole, pari all'1% del contributo spettante all'impresa editrice, per ogni percorso attivato fino ad un massimo del 3%;
Relativamente alle imprese editrici di quotidiani e periodici espressione delle minoranze linguistiche, la principale novità recata dal d.lgs. 70/2017 è costituita dal riferimento a tutte le minoranze linguistiche riconosciute dalla L. 482/1999 (art. 2: popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo). Un'ulteriore novità è costituita dalla previsione che possano beneficiare dei contributi anche le imprese che editano periodici.
Sulla base di quanto previsto dal d.lgs. 70/2017, le modalità per la presentazione della domanda di accesso ai contributi e la documentazione istruttoria da produrre sono state definite con due diversi DPCM 28 luglio 2017, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 2017.
Le disposizioni del DPCM recante "Modalità per la concessione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici" si applicano a cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro e imprese il cui capitale sia detenuto interamente o in misura maggioritaria da enti senza fini di lucro, e alle imprese che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche. L'altro DPCM reca "Modalità per la concessione dei contributi a sostegno dell'editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti e a tutela dei consumatori e degli utenti".
Qui le FAQ relative all'applicazione del d.lgs. 70/2017 pubblicate dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sostegno alle imprese editrici di nuova costituzione
Il D.L. 50/2017 (L. 96/2017 : art. 57-bis) ha previsto l'emanazione – con decreto del Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria – di un bando annuale per l'assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione, il cui scopo è quello di favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche per rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell'identità femminile, e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell'uso delle tecnologie digitali.
Per il 2018, il DPCM 18 ottobre 2018 ha destinato a tale obiettivo € 2 mln.
Per il 2019, il DPCM 29 ottobre 2019 ha destinato a tale obiettivo € 0,5 mln.

References: art. 57
 art. 4
 art. 1
 art. 3
 art. 1
 art. 1
 art. 30
 art. 3
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 57