Source: http://spaziolavoro.blogspot.it/2016/
Timestamp: 2018-03-23 18:43:56+00:00

Document:
WORK - Che Lavoro!: 2016
A) Età minima per l’accesso al lavoro: in conformità con quanto stabilito dalla stessa Costituzione (art. 37, 2° comma), l’accesso al lavoro del soggetto minore richiede innanzitutto, a pena di nullità, il raggiungimento dell’età minima stabilita dalla legge. A seguito delle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 622 della L. n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), l’età minima per l’accesso al lavoro, a decorrere dal 1° settembre 2007 (nota n. 25/I/0009799 del 20 luglio 2007) è stata fissata in 16 anni. Le uniche eccezioni al limite di età sono, espressamente, regolamentate dall’art. 4 della L. n. 977/67, come sostituito dall’art. 6, co. 1, del D. Lgs. n.345/99 e dal D.M. 27 aprile 2006, n. 218.
B) Assolvimento obbligo scolastico: a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 622 della L. n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), a partire dall’anno scolastico 2007/2008, l’istruzione obbligatoria deve essere impartita per almeno dieci anni: con la norma in esame pertanto è stato rivisto, innalzandolo, il precedente numero minimo di anni di istruzione (fino al 31 agosto 2007 pari ad 8 anni in virtù delle modifiche introdotte dalla L. n. 53/2003). Qualsiasi attestazione relativa all’assolvimento dell’obbligo scolastico deve essere rilasciata dalla competente autorità scolastica, trattandosi di questione che attiene alle attribuzioni del Ministero della Pubblica Istruzione (Min. Lavoro lettera circolare n. 5/27341/70/AG/16 del 27 luglio 2000). In caso di minore extracomunitario, anch’egli soggetto all’obbligo scolastico, l’eventuale percorso scolastico effettuato all’estero dovrà essere valutato dalla competente autorità scolastica.
Il ragazzo quindi deve avere almeno 16 anni e 10 anni di istruzione obbligatoria effettuata e certificata.
L’ammissione al lavoro del minorenne è subordinata all’effettuazione di una visita medica preventiva che ne accerti l’idoneità alla specifica attività lavorativa cui sarà adibito (da valutare i risvolti dell'abrogazione DL 69/2013 - "decreto del fare").
Il datore di lavoro, prima di adibire i minori al lavoro e comunque in occasione di ogni modifica rilevante delle condizioni di lavoro, è tenuto ad effettuare la valutazione dei rischi specifica per i minori (art. 7 della L. n. 977/1967, come modificato dal D. Lgs. n. 345/1999).
La durata massima dell’orario di lavoro non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali.
Novità 2017: collocamento obbligatorio dei lavoratori disabili:
Dal 1° gennaio 2017 al raggiungimento della soglia dei 15 dipendenti (computabili) scatterà l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile: l’azienda avrà 60 giorni di tempo per adempiere, trascorsi i quali troverà applicazione la sanzione amministrativa di euro 153,20 per ogni giorno di “scopertura”.
Pertanto l’obbligo di assunzione alla cui inottemperanza, entro 60 giorni, è collegata la sanzione citata scatta sia per il raggiungimento dei 15 dipendenti, sia nel momento in cui si libera un posto già coperto da un disabile per pensionamento, dimissioni, ecc. ecc.
L’esonero dall'obbligo di assunzione è concesso per situazioni particolari legate alla pericolosità, insalubrità o alta specializzazione dell’attività svolta o all’esclusione dalla base di calcolo dei lavoratori per i quali l’azienda paga un premio superiore al 60 per mille.
Viene inoltre previsto l’istituto della diffida che consente, a determinate condizioni, di pagare la sanzione nella misura di 1/4 del massimo.
Riportiamo di seguito le quote di riserva di assunzione di lavoratori disabili in base alle dimensioni aziendali:
- le aziende che occupano da 15 a 35 dipendenti sono tenute all’assunzione di 1 disabile;
- le aziende che occupano da 36 a 50 dipendenti sono tenute all’assunzione di 2 disabili;
- le aziende che occupano più di 50 dipendenti sono tenute al rispetto di un’aliquota del 7% del personale computabile, oltre all’assunzione di un’unita proveniente dalle categorie protette (orfani, vedove dei caduti per lavoro o per servizio e soggetti equiparati).
Pubblicato da Andrea Pessina a 07:33 Nessun commento:
Proposta CGIL: CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO
Pubblicato da Andrea Pessina a 06:06 Nessun commento:
Nuovo termine per presentare la CIGO
http://anclsu.com/news/item/16392/
Messaggio Inps n. 4752 del 23 novembre 2016
Omaggi, erogazioni liberali al personale dipendente
La prassi di fare omaggi ai dipendenti ma anche i collaboratori parasubordinati è ormai comune nel nostro Paese.
Il trattamento, varia in virtù della tipologia dell’omaggio stesso. Gli esempi tipici sono: i “beni in natura” quali ad es. pacchi dono o particolari “buoni” (questi ultimi devono essere spendibili soltanto in specifici esercizi, non devono essere cedibili né monetizzabili) oppure l’omaggio potrebbe essere erogato in denaro (il cosiddetto premio natalizio o altrimenti nominato).
Affrontando direttamente il premio natalizio in denaro bisogna dire che ad oggi tale omaggio è parificato in tutto alla normale retribuzione (modifiche introdotte dall’art. 2, c. 6 D.L. n. 93/2008, a decorrere dal 29.08.2008) quindi verrà tassato in capo al dipendente e assoggettato a contributi per azienda e dipendente. Per l’azienda questo rientrerà nel costo di lavoro dipendente a tutti gli effetti.
L’omaggio in senso stretto, il pacco o strenna natalizia, segue regole differenti.
In capo al lavoratore l’omaggio è esente da tassazione ed è escluso dall’imponibilità contributiva sia per l’azienda che per il lavoratore se di valore inferiore ai € 258,23 (in tale limite deve essere ricompreso però anche ogni altro benefit concesso nell’anno al dipendente quali ad es. cellulare, auto, polizze assicurative etc.). Al contrario se la somma dei suddetti benefit e dell’omaggio superasse tale cifra, l’intera somma (non solo la differenza in eccesso) sarebbe soggetta ad imposte e contributi.
Pubblicato da Andrea Pessina a 00:16 Nessun commento:
Regione Emilia-Romagna: incentivi per imprese dell'ambito turistico, commerciale e culturale
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:16 Nessun commento:
Ispettori del lavoro e sanzioni codice della strada
Cass. sezione VI civ 12/10/2016 n° 20594.
La Cassazione, nel confermare la competenza degli Ispettori del lavoro ad irrogare le sanzioni del Codice della Strada in materia di tempi di guida dei conducenti, ribadisce il principio in base al quale il controllo dei limiti temporali dell'orario nell'autotrasporto è finalizzato a garantire sia la sicurezza della circolazione che la tutela del lavoratore.
Distacchi transfrontalieri: nuova comunicazione
Decreto 10/08/2016
(GU n° 252 del 27/10/2016)
Il prestatore di servizi che intenda distaccare un lavoratore nel nostro Paese ha l’obbligo di comunicarlo preventivamente al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e di informare quest’ultimo in ordine all’eventuale annullamento e/o variazione dei dati.
La comunicazione (dovrà essere preventiva), dovrà essere effettuata telematicamente compilando il modello “UNI_distacco_UE” (disponibile sul sito del Ministero: www.lavoro.gov.it).
Installazione ed utilizzo impianti satellitari GPS montati su autovetture aziendali: Art. 4 Legge 300/1970
http://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2016/Circolare%20INL%20n.2%20indicazioni%20operative%20%20utilizzazione%20%20impianti%20GPS-signed.pdf
Pubblicato da Andrea Pessina a 00:54 Nessun commento:
Legge 199/2016: Caporalato
Art. 603-bis. (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).
Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque:
2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attivita’ di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.
Ai fini del presente articolo, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o piu’ delle seguenti condizioni:
1) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali piu’ rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantita’ e qualita’ del lavoro prestato;
Costituiscono aggravante specifica e comportano l’aumento della pena da un terzo alla meta’:
Pubblicato da Andrea Pessina a 00:24 Nessun commento:
http://www.confcommercio.it/-/contratto-terziario-sospeso-aumento-novembre
Confcommercio, Filcams–Cgil, Fisascat–CISL, Uiltucs–UIL hanno condiviso di sospendere l'erogazione della tranche di aumento contrattuale prevista per il mese di novembre dal CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi del 30 marzo 2015. Vernola: "atto di grande responsabilità comune con il sindacato".
Confcommercio, Filcams–Cgil, Fisascat–CISL, Uiltucs–UIL hanno condiviso di sospendere l'erogazione della tranche di aumento contrattuale prevista per il mese di novembre dal CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi del 30 marzo 2015. Le Parti, infatti, in virtù di consolidate e positive relazioni sindacali e delle analisi congiuntamente svolte, alla luce dell'ancora incerto andamento economico, hanno maturato tale decisione, concordando di rivedersi entro i primi del mese di dicembre per definire una nuova decorrenza degli aumenti contrattuali.
Pubblicato da Andrea Pessina a 02:48 Nessun commento:
Correttivo Jobs-Act: Guida Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
Guida Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
http://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2016/FS/GUIDA_DECRETO_CORRETTIVO.pdf
Pubblicato da Andrea Pessina a 02:44 Nessun commento:
Pubblicato da Andrea Pessina a 06:40 Nessun commento:
http://www.consulentidellavoro.it/index.php/component/k2/item/6298-inps-al-via-controlli-bonus-assunzioni-giovani
Con circolare n. 180 del 22 settembre 2016, l’Inps informa che sarà avviata un’attività di controllo a campione per verificare la legittima fruizione dell’incentivo per l’assunzione di giovani previsto dall’art. 1, D.L. n. 76/201, previsto dalla convenzione tra Inps e Ministero de Lavoro, approvata con determinazione n. 167 del 17 dicembre 2015. Le risorse ammontano a 40 milioni di euro, a carico del Fondo sociale europeo, e vanno a favore dei datori di lavoro di determinate Regioni che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato - anche a tempo parziale - o che trasformano i rapporti a tempo determinato, giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni privi di un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi o privi di diploma. Le Regioni interessate sono: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano. Al datore di lavoro spetta un beneficio economico (massimo 650 euro per lavoratore) pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali. Per assunzione a tempo indeterminato l’incentivo spetta per 18 mesi e, in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine, l’incentivo spetta per 12 mesi.
La circolare Inps n. 180/2016 stabilisce che saranno effettuate delle verifiche a campione di natura amministrativa e/o ispettivarelative alla legittimità ed alla misura degli importi conguagliati nelle denunce contributive mensili relative a tale incentivo. Saranno due – come si legge nella circolare – i tipi di controllo effettuati dall’Istituto Nazionale di previdenza: controlli on Desk (verifiche automatiche di natura amministrativa) e controlli sul posto (verifiche di natura ispettiva sugli importi conguagliati nelle denunce contributive mensili). In caso di esito negativo circa i presupposti di legittimità della fruizione dell’incentivo, l’Istituto deve contestare l’irregolarità al datore di lavoro, intimandogli di sanare l’irregolarità entro i termini di legge, fermo il diritto di proporre ricorso amministrativo. Concluse le attività di controllo, l’incaricato dell’ufficio compila una check-list, contenente le risultanze dei controlli (regolare o irregolare). Le check list dovranno essere inviate dalle Direzioni Regionali interessate alla Direzione Centrale Entrate. Le Direzioni Regionali devono garantire lo svolgimento dei controlli e l’invio delle check list debitamente compilate e firmate entro e non oltre il 31 ottobre 2016.
(http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=/Circolari/Circolare%20numero%20180%20del%2022-09-2016.htm&iIDDalPortale=&iIDLink=-1)
Pubblicato da Andrea Pessina a 05:16 Nessun commento:
http://www.consulentidellavoro.it/index.php/component/k2/item/6299-cumulo-pensione-con-redditi-lavoro-autonomo
I pensionati sono tenuti a produrre all'ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo dell'anno precedente entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell'IRPEF per il medesimo anno.
I titolari di pensione soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo nell'anno 2015 sono tenuti a dichiarare entro il 30 settembre 2016, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell'anno 2015, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2015. L'Inps con il messaggio n.3817 del 23 settembre 2016 (http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fMessaggi%2fMessaggio%20numero%203817%20del%2023-09-2016.htm) specifica quali pensionati sono esclusi dall'obbligo di dichiarazione ovvero:
- i titolari di pensione e assegno di invalidità con decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
- i titolari di pensione di vecchiaia. L'Istituto ricorda che le pensioni di vecchiaia a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima e delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione;
- i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima;
- i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni (v. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001). L'Inps precisa che ai fini dei 40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della pensione, purché già utilizzata per la liquidazione di supplementi (v. circolare n. 22 dell’8 febbraio 1999 e messaggio n. 4233 del 23 luglio 1999).
Pe presentare la dichiarazione bisogna autenticarsi con PIN sul sito dell'Inps, accedere ai servizi per il cittadino e selezionare la voce "Dichiarazioni Reddituali" – Red Semplificato (per la dichiarazione RED) e scegliere la voce "Dichiarazione redditi per l’anno 2015". In alternativa è possibile scaricare il modulo 503 AUT dalla sezione Moduli sul portale dell’Istituto, compilarlo e inviarlo a mezzo PEC alla sede Inps competente.
Pubblicato da Andrea Pessina a 05:12 Nessun commento:
http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/faritorriedificicostieri/
FARI, TORRI, EDIFICI COSTIERI 2016: LA NUOVA EDIZIONE DEL PROGETTO
Le coste italiane sono ricche di gioielli da valorizzare, in grado di ospitare nuove attività. Proprio per questo, l’Agenzia del Demanio (MEF) e Difesa Servizi SpA (Ministero della Difesa) hanno deciso di dare vita a una nuova edizione del progetto Valore Paese Fari, che punta alla promozione di una rete nazionale dedicata ad una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura del mare e dell'ambiente mediterraneo.
Il bando di gara Fari,Torri ed Edifici Costieri 2016 Il secondo bando di gara per la concessione fino ad un massimo di 50 anni dei 20 "gioielli del mare" è online dal 16 settembre 2016 al 19 dicembre 2016:
http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/faritorriedificicostieri/bandidigara2016/
La nuova edizione del progetto si caratterizza per la differente tipologia di immobili proposti sul mercato, non solo Fari, ma anche Torri ed altri Edifici Costieri: un portafoglio di 20 beni situati su tutto il territorio italiano. Si tratta, al pari degli 11 Fari proposti sul mercato nella prima edizione del progetto, di asset unici e di grande pregio paesaggistico, che grazie a questo progetto potranno rinascere a nuova vita e generare valore economico e sociale per il territorio e per l'intero sistema Paese.
Pubblicato da Andrea Pessina a 08:33 Nessun commento:
https://www.inps.it/docallegati/DatiEBilanci/osservatori/Documents/Osservatorio%20Precariato%20-%20Gen-Lug%202016.pdf
LA DINAMICA DEI FLUSSI Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-luglio 2016 sono risultate 3.428.000, con una riduzione di 382.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-10,0%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali, pari a 408.000. Il rallentamento delle assunzioni ha coinvolto principalmente i contratti a tempo indeterminato (– 379.000, pari a – 33,7% rispetto ai primi sette mesi del 2015) e va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (- 36,2%). Per i contratti a tempo determinato, nei primi sette mesi del 2016, si registrano 2.143.000 assunzioni, in linea con il 2015 (+ 0,9%) e in crescita rispetto al 2014 (+ 3,5%). Per i contratti in apprendistato si osserva una crescita rispetto all’analogo periodo del 2015, del 15,4%. I contratti stagionali invece registrano una riduzione del 9,0%.
Pubblicato da Andrea Pessina a 07:51 Nessun commento:
http://www.jobsact.lavoro.gov.it/Pagine/default.aspx
Pubblicato da Andrea Pessina a 07:16 Nessun commento:
http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/ue-rilancia-l-idea-di-una-base-imponibile-comune-dopo-il-caso-apple_3029932-201602a.shtml
Dopo il caso Apple la Commissione Ue prova a rilanciare la proposta per creare una base imponibile comune (Common consolidated corporate tax base o CCCTB), ferma in Consiglio dal 2011. Rispetto alla prima bozza, sarà previsto unapproccio in due fasi: nella prima si troverà una definizione comune di "profitti tassabili", e nella seconda si stabilirà una formula per tassarli in modo equo nei diversi Stati Ue.
La proposta "aggiornata" arriverà tra fine ottobre e metà novembre. L'idea di un rilancio della CCCTB era nel programma della Commissione da un anno, ma era sempre stata rinviata anche per la contrarietà di alcuni Stati membri. Il caso Apple avrebbe dato l'occasione giusta per vincere le resistenze.
Anche questa nuova versione della proposta, però, non risolve il problema delle diverse aliquote, perché ogni Stato potrà comunque decidere da solo quanto tassare i profitti delle imprese. Ma cerca almeno di armonizzare un settore dove oggi regnano differenze molto grandi, che spianano la strada a quella che viene chiamata "pianificazione fiscale aggressiva", attraverso la quale le multinazionali evitano di pagare i profitti nei Paesi dove vengono generati. Principio che invece Bruxelles vuole ristabilire.
Nella proposta si stabilirà una formula per definire matematicamente quanti profitti tassare in un Paese e quanti in un altro, tenendo conto della grandezza dell'azienda multinazionale, del numero di lavoratori, del tipo di attività delle filiali e di altre specificità.
Pubblicato da Andrea Pessina a 05:55 Nessun commento:
Possibile licenziare due volte il medesimo dipendente
Le parti della controversia non erano James Stewart e Kim Novak e non è stato Alfred Hitchcock a firmare la sentenza 17247/2016 depositata ieri con cui la Corte di cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore che è stato licenziato due volte: la prima per ragioni disciplinari, decisione impugnata e per le quale ha chiesto la reintegra sulla base di varie ragioni, tra le quali il fatto di esser stato in seguito licenziato anche per superamento del periodo di comporto. Secondo il ricorrente, il secondo licenziamento sarebbe stato incompatibile con quello precedente e ne avrebbe confermato l’avvenuta revoca, dal momento che la controversia circa il fondamento del primo licenziamento era ancora in corso. Il lavoratore ha sostenuto anche che, nel corso del procedimento di merito, il datore di lavoro avrebbe confermato l’avvenuto superamento del primo licenziamento ela cessazione della materia del contendere, ma la Suprema corte non ha ritenuto di prendere in considerazione questo argomento, poiché l’atto che avrebbe contenuto tale conferma non è stato prodotto in sede di Cassazione. Mentre il film del maestro Hitchock («La donna che visse due volte») resta un capolavoro unico della storia del cinema, le controversie che riguardano licenziamenti dello stesso lavoratore a distanza di breve tempo sono più frequenti di quanto si possa pensare. Accade che, a fronte di una domanda di reintegra e mentre permane il dubbio circa l’esito della relativa controversia, il datore di lavoro apprenda circostanze nuove che giustificherebbero un licenziamento (nel caso in esame il secondo licenziamento è avvenuto per superamento del periodo di comporto, ma purtroppo non è chiaro quando ciò si sarebbe perfezionato). Secondo l’orientamento confermato dalla sentenza di ieri, il datore può validamente operare un secondo licenziamento: nel caso in cui il primo recesso venga caducato, avrà effetto il secondo; viceversa, qualora il primo licenziamento superi l’esame giudiziale, non si terrà conto del secondo. Il ragionamento per arrivare a tale conclusione fa perno sulla normativa che regola la tutela cosiddetta reale del rapporto di lavoro, ossia solo dove il primo licenziamento sia soggetto alla disciplina che prevede la reintegra. Secondo la Corte, nonostante la disposizione di legge attribuisca ai giudici il potere di “annullare” il licenziamento viziato, la disciplina complessiva della reintegra dimostrerebbe che un licenziamento viziato non farebbe in realtà mai venir meno il rapporto di lavoro, rendendo così del tutto plausibile e giustificato il fatto che il datore, ove ne ricorrano gli estremi, commini un successivo licenziamento. In un passato neanche troppo lontano, la Cassazione ha affrontato vicende simili con conclusioni diverse. Ad esempio, nel 2006 (sentenza 5125) la Corte ha ritenuto che solo l’annullamento giudiziale del primo licenziamento potrebbe far rivivere il rapporto di lavoro, con la conseguenza che se il datore operasse un secondo recesso prima della reintegra, il secondo licenziamento non avrebbe effetto alcuno. Non sfugge l’evidente iniquità di una simile conclusione, che porta il datore di lavoro a poter subire una reintegra in base al primo licenziamento, senza poter far valere eventuali circostanze nuove che comunque fonderebbero un nuovo recesso. In tal modo la vecchia soluzione risultava contraria a intuibili considerazioni di valutazione economica delle soluzioni giuridiche ed è bene che sia stata superata dal nuovo orientamento.
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-08-23/possibile-licenziare-due-volte-medesimo-dipendente-210728.shtml?uuid=ADxrbB9
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 07:06 Nessun commento:
Con sentenza n. 17113 del 16 agosto 2016, la Corte di Cassazione ha affermato che se, attraverso elementi oggettivi si prova l’inesistenza di una patologia riportata nei certificati medici, il licenziamento si deve considerare legittimo. Nel caso di specie, a fronte di una lombalgia certificata, il lavoratore aveva tenuto un comportamento palesemente incompatibile con la patologia (cosa accertata da una agenzia di investigazione). La motivazione del recesso e’ stata di “simulazione fraudolenta dello stato di malattia”.
http://www.dottrinalavoro.it/giurisprudenza-c/corte-di-cassazione-c/cassazione-licenziamento-certificati-medici
Pubblicato da Guido Ciarmatori a 08:07 Nessun commento:
Progetto di riqualificazione case cantoniere
http://www.casecantoniere.it/
Bando: http://www.casecantoniere.it/bando/
Storia dei cantonieri e delle case cantoniere
Oggi il cantoniere è ancora una figura chiave per Anas e agisce con i più moderni mezzi e strumenti tecnologici
Il progetto di riqualificazione delle case cantoniere
Anas possiede su tutto il territorio nazionale 1.244 case cantoniere.
Circa la metà sono impiegate come: sedi operative; personale di esercizio; sede di Amministrazioni pubbliche, Enti e Onlus; magazzini operativi.
La restante parte può essere riqualificata, mantenendone la disponibilità
Il 16 dicembre 2015 è stato siglato un accordo di collaborazione tra Anas, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Agenzia del Demanio, che definisce le linee guida per un progetto di riqualificazione di una parte di case cantoniere di Anas che hanno potenzialità per sviluppare servizi sinergici con i piani di valorizzazione turistico-culturale.
Nei mesi successivi un tavolo tecnico composto dai firmatari ha lavorato in questi mesi per definire le modalità per rendere operativo il progetto e lo standard di servizi che ciascuna casa cantoniera dovrà offrire al cliente stradale, assicurando così la massima uniformità alla rete e conservando al tempo stesso un forte elemento identitario.
Il 20 luglio 2016 è stato presentato il bando di gara per mettere sul mercato, in regime di concessione, le prime 30 case cantoniere sulla rete stradale Anas.
Pubblicato da Andrea Pessina a 10:15 Nessun commento:
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References: Cass. 
 Art. 4

Art. 603
 sentenza 
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