Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8346-del-31-03-2017
Timestamp: 2020-06-03 11:17:07+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 8346 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8346 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. III, 31/03/2017, (ud. 02/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8346
sul ricorso 10870/2015 proposto da:
S.A., considerato domiciliato ex lege in ROMA, presso
dall’avvocato ANTONIO LOMBARDO, giusta procura speciale a margine
B.A., considerato domiciliato ex lege in ROMA, presso la
dall’avvocato GIANFILIPPO PASSANTE, giusta procura speciale in calce
avverso la sentenza n. 215/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
1. Con sentenza resa in data 11/2/2014, la Corte d’appello di Catania, in accoglimento dell’appello proposto da B.A., e in riforma della sentenza di primo grado, ha condannato S.A. al pagamento, in favore del B., di quanto allo stesso dovuto a titolo di rimessione del prezzo di un fondo rustico del B. ceduto dal S. a terzi in esecuzione di una procura a vendere rilasciata dall’appellante.
2. A sostegno della decisione assunta, la corte territoriale, ritenuta l’inefficacia dell’atto ricognitivo con il quale il B. aveva dato atto della comproprietà con il S. del bene immobile ceduto, ha rilevato l’insussistenza di alcuna prova circa l’avvenuta rimessione, in favore del mandante, del prezzo incassato dal S., nonchè di alcuna giustificazione a fondamento della pretesa di quest’ultimo di trattenerne l’importo.
3. Avverso la sentenza d’appello, ha proposto ricorso per cassazione S.A., sulla base di tre motivi d’impugnazione, illustrati da successiva memoria.
4. Resiste con controricorso B.A., che ha concluso per il rigetto del ricorso.
1. Con il primo motivo, il ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 2697 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale erroneamente ritenuto sussistente la prova della riscossione, da parte del S., del prezzo di vendita dell’immobile oggetto di causa, essendosi l’odierno ricorrente limitato a rilasciare quietanza, nell’atto di vendita del terreno, del pagamento del prezzo, da parte dell’acquirente, a fronte della dichiarazione di quest’ultimo dell’avvenuto pagamento del prezzo prima di allora, senza alcun riconoscimento dell’av-venuta riscossione di somme da parte del mandatario; riscossione, peraltro, neppure formalmente prevista, secondo la più corretta interpretazione della procura a vendere rilasciata dal mandante.
2. Con il secondo motivo, il ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 1362 c.c. (con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale erroneamente interpretato la procura speciale rilasciata dal B. nei confronti del S. ai fini della cessione dell’immobile del primo, nonchè l’atto di compravendita concluso in esecuzione di detta procura, attestando senza alcun fondamento l’avvenuta riscossione, da parte del ricorrente, del prezzo dell’immobile ceduto.
Osserva il collegio come attraverso le censure in esame il ricorrente si sia limitato a prospettare una diversa interpretazione degli atti negoziali, dei fatti di causa e degli elementi di prova indicati dalla corte territoriale a fondamento della disposta conferma della sentenza di primo grado, trascurando di indicare, tanto le forme del preteso scostamento, del discorso condotto nella sentenza impugnata, dai canoni legali d’interpretazione degli atti negoziali, quanto le ragioni dell’eventuale irragionevolezza o della radicale incongruità logica della motivazione dettata dalla corte territoriale oltre i limiti del c.d. “minimo costituzionale” della motivazione.
Si tratta un’operazione critica non ammissibile in sede di legittimità, in considerazione dell’appartenenza, all’esclusiva competenza del giudice di merito, dei poteri di interpretazione e di valutazione degli elementi di prova, dei fatti di causa e degli atti negoziali delle parti, ove pacificamente condotti, come nella specie, entro il perimetro logico-normativo descritto dalla legge.
4. Con il terzo motivo, il ricorrente censura la sentenza impugnata per omesso esame di un fatto decisivo controverso (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5), per avere la corte territoriale omesso di valutare l’atto ricognitivo del 30/6/1988 ai fini dell’interpretazione della procura speciale e dell’atto di compravendita oggetto dell’odierno giudizio.
Ferma l’avvenuta valutazione, da parte della corte territoriale, dell’atto richiamato dal ricorrente a fondamento della doglianza illustrata (cfr. pag. 3 della sentenza impugnata), osserva il collegio come la censura in esame debba ritenersi del tutto carente sotto il profilo della decisività della circostanza dedotta, non avendo il S. adeguatamente approfondito (nè emergendo obiettivamente) il profilo concernente la sicura valenza decisiva della documentazione richiamata (sulla quale non sarebbe stato condotto l’esame della corte territoriale), con particolare riguardo alle ragioni per cui l’eventuale considerazione di tale documentazione avrebbe con certezza determinato una diversa decisione del giudice di merito.
6. Sulla base delle argomentazioni che precedono, dev’essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso, con la conseguente condanna del ricorrente al rimborso, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità secondo la liquidazione di cui al dispositivo.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al rimborso, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 7.200,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori come per legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza