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Timestamp: 2018-06-24 16:42:15+00:00

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Art. 15 cpv. 2 lett. a OL. Nozione di "prezzi normali" al fine di determinare l'eventuale carattere inesatto o fallace di un annuncio (consid. 2).
Art. 14 LCSl, 21 OL. La responsabilità penale prevista da tali disposizioni a carico del datore di lavoro o del mandante eccede quella riconosciuta dal diritto penale ordinario in materia di correità. Ove il datore di lavoro o il mandante sia da considerare correo a norma del diritto penale ordinario non occorre accertare se sia data una sua responsabilità penale ai sensi delle menzionate disposizioni speciali (consid. 6).
Art. 61 CP. La pubblicazione, con l'indicazione del nome del condannato, del dispositivo di una decisione penale pronunciata in materia di concorrenza sleale è giustificata laddove l'interesse pubblico presupposto dall'art. 61 CP è costituito da quello di ovviare alla pervicacia di cui il condannato ha dato prova, e di impedire che il pubblico possa essere ulteriormente tratto in inganno (consid. 7).
In seguito all'azione penale promossa dal Procuratore pubblico della giurisdizione sottocenerina, il Presidente delle Assise correzionali di Lugano-Ceresio dichiarava con sentenza 15 luglio 1974 Joseph Zehnder-Lordelli colpevole di concorrenza sleale ai sensi dell'art. 13 lett. b e 18 lett. a LCSl, nonché degli art. 13, 14, 15 cpv. 2 lett. a, 20 cpv. 1 lett. b, c e 21 OL, per aver pubblicato o fornito al pubblico durante la liquidazione
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totale autorizzata annunci fallaci e per essersi rifornito di merci sia a scopo di liquidazione, sia durante la liquidazione. Il menzionato magistrato lo condannava quindi alla pena di un mese di detenzione, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di due anni, ordinando la pubblicazione del dispositivo su sei quotidiani ticinesi a spese del condannato, una volta che la sentenza fosse cresciuta in giudicato.
Il prezzo così determinato corrisponde ad uno schema generale valido per un calcolo aziendale; per le merci non vincolate ad un prezzo imposto, esso può essere variato a volontà dal venditore, il quale suole modificarlo secondo la situazione del mercato, le possibilità di vendita, le condizioni offerte dalla concorrenza, ecc. Lo schema di calcolo sopra illustrato non interessa l'acquirente. Questi intende confrontare il prezzo della merce offerta con quello a cui potrebbe comprarla altrove. Solo in tal guisa può infatti essere correttamente interpretata l'usuale pubblicità in materia di prezzi. Per "prezzo normale" (il testo francese dell'art. 15 cpv. 2 OL parla di "prix usuel") va inteso il prezzo usuale sul mercato ("handelsüblich", secondo il testo tedesco) praticato per quella determinata merce all'epoca della liquidazione, ossia, come hanno esattamente rilevato i giudici cantonali, il prezzo
BGE 101 IV 344 S. 347
al quale detta merce potrebbe conseguirsi altrove sul mercato in tale epoca.
6. Con il suo gravame il ricorrente impugna la sentenza della Corte cantonale anche perché questa lo ha riconosciuto colpevole, quale contitolare della ditta Zehnder-Lordelli e Co., delle infrazioni punite dagli art. 13 LCSl e 20 OL. Tali infrazioni sarebbero peraltro state commesse non da lui, bensì dal procuratore della ditta, X. Il ricorrente stesso sarebbe dovuto essere semmai giudicato ai sensi dell'art. 14 LCSl e
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21 OL, che disciplinano la responsabilità penale del datore di lavoro o del mandante.
La Corte cantonale ha respinto le censure mosse dal ricorrente contro la misura di cui trattasi, considerandola giustificata dall'interesse pubblico. Essa ha rilevato che la pubblicazione del dispositivo di una sentenza può aver luogo ove sia dato un interesse pubblico qualificato ed ha confermato l'esistenza nella fattispecie di un siffatto interesse. Tale conclusione è corretta. Corrisponde effettivamente ad uno specifico interesse pubblico che questo provvedimento sia adottato onde aver ragione della pervicacia di cui il ricorrente ha dato prova, e impedire che il pubblico possa essere ulteriormente tratto in inganno (DTF 78 IV 13, DTF 92 IV 186 consid. 1;
BGE 101 IV 344 S. 349
SCHULTZ, Parte generale, II 162; SCHWANDER, n. 480a, pag. 282 in alto). Il giudice di merito ha ravvisato l'ostinazione del ricorrente nella sua condotta successiva alla denuncia presentata nei confronti della ditta Zehnder-Lordelli e Co., e soprattutto nel fatto che questa, dopo che le era stata revocata l'autorizzazione, ha annunciato nella stampa che la liquidazione proseguiva e che aveva denunciato a sua volta le ditte denuncianti per denuncia mendace, diffamazione e sviamento della giustizia.
Considerandi 2 6 7
DTF: 81 IV 195, 92 IV 186
Articolo: Art. 14 LCSl, Art. 15 cpv. 2 lett. a OL, Art. 61 CP, art. 13 lett. b e 18 lett. a LCSl seguito... , art. 15 cpv. 2 OL, art. 13 LCSl

References: Art. 14

Art. 61
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 DTF 
 Art. 14
 Art. 15
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 art. 13
 art. 15
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