Source: http://docplayer.it/6912227-Psicologia-forense-2014-15.html
Timestamp: 2018-10-18 10:34:09+00:00

Document:
Psicologia forense 2014/15 - PDF
Download "Psicologia forense 2014/15"
1 REGOLAMENTO DIDATTICO del CORSO DI MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Psicologia forense 2014/15 Direttore del corso: Prof.ssa Letizia Caso Commissione del Corso di Master: Paride Braibanti, Letizia Caso, Angelo Compare, Ivo Lizzola, Remo Morzenti Pellegrini, Marialuisa Rusconi Proposto da Dipartimento di Scienze umane e sociali e Centro di Ateneo SDM 1
2 Art. 1 - Inquadramento tematico del Master L ambito forense, nelle sue dimensioni tecnico-applicative e professionali, richiede un dialogo scientifico stabile tra saperi distinti, che, pur entro cornici di costrutto diverse, operano nel medesimo contesto. Lo stato dei rapporti tra il diritto e la psicologia giuridica e la criminologia è materia complessa e affascinante, che richiede lo sviluppo di competenze professionali altamente sofisticate e specialistiche che arricchiscono e approfondiscono un sapere psicologico di base puro e semplice. Sia sul versante teorico che su quello applicativo, lo psicologo giuridico e il criminologo si trovano a doversi confrontare con i contesti di azione in cui esplicano la loro professionalità: la giustizia ordinaria e minorile, il settore penitenziario, i tribunali. Il sistema giuridico è infatti costantemente teso ad un sapere plastico, quello psicologico, fortemente sostanziato da variabili personali e relazionali. Anche il sapere psicologico deve essere collocato in un dialogo continuo e costante con il sapere criminologico e giuridico: infatti, il bagaglio di conoscenze teorico-tecniche dello psicologo deve essere integrato con la conoscenza dei contesti giudiziari e dei modelli di intervento trattamentale; il criminologo come il giurista, dovrà fare sempre riferimento, nello svolgimento della propria attività professionale, a categorie prettamente giuridiche e ad altre di carattere squisitamente psicologico come la personalità e il comportamento, per citarne alcune. Art. 2 - Obiettivi formativi e sbocchi professionali Diversi sono gli specialisti che a vario titolo sono chiamati ad operare nel settore forense sia civile che penale e che, pur muovendosi da prospettive epistemologiche e applicative diverse, sono di fatto spesso accomunati da un medesimo obiettivo: l interesse per l individuo e il suo sistema di appartenenza. Tutto ciò richiede una formazione multidisciplinare basata sullo studio delle esigenze dei contesti connessi alle scienze giuridiche, acquisendo tecniche e metodologie scientifiche ben mirate. La finalità del presente master è proprio quella di promuovere conoscenze e consentire l acquisizione di competenze specialistiche che possano condurre alla formazione di professionisti specializzati, in grado di operare con competenza nei contesti della giustizia. Per il raggiungimento di tali obiettivi Il master si avvale della competenza di docenti universitari e professionisti italiani e stranieri di chiara fama. In particolare, attraverso la frequenza al master si propone ai candidati il raggiungimento di elevate competenze nei seguenti ambiti: - perizie e consulenze psico-giuridiche e criminologiche in ambito penale - consulenze in ambito civile - consulenze in ambito civile per separazioni, divorzio, affidamenti, adozioni - consulenza legale per la testimonianza e cross examination - psicodiagnostica - tecniche investigative e metodi di interrogatorio - vittimologia e valutazione del danno - sicurezza sociale - prevenzione e intervento dei comportamenti devianti - sostegno e trattamento in ambito penitenziario - Il lavoro di rete e il modello multiagency Art. 3 - Modalità di ammissione Sono ammessi alla frequenza del corso Master di II livello i possessori di: Laurea quadriennale o quinquennale (V.O.); 2
3 Laurea specialistica (N.O.). Il numero massimo dei posti disponibili è 25 Il numero minimo dei posti disponibili per assicurare la copertura finanziaria è 12. La Commissione si riserva di aumentare il numero di posti disponibili o di attivare il corso con un numero di partecipanti inferiore al minimo qualora si presentassero motivate e particolari esigenze, nel rispetto comunque del numero minimo fissato dagli organi accademici. Art. 4 - Durata del Master e misura dei crediti Un anno, per complessive 1500 ore così suddivise: 360 ore di formazione in aula 275 ore di tirocinio/progetto 100 ore di elaborazione tesi finale 765 ore di formazione individuale Stabilito un rapporto di: 1 C.F.U./25 h. di formazione, il master avrà una durata complessiva di 1500 ore per un totale di 60 crediti formativi universitari Art. 5 - Modalità relative all obbligo di frequenza La frequenza è obbligatoria. Sono ammesse assenze fino al 25% del monte ore d aula e fino al 25% del monte ore di stage Il Direttore del Master si riserva di ammettere un numero superiore di assenze, previa valutazione della giustificazione delle assenze e della loro incidenza sul percorso formativo. Il Direttore del Master può accettare l iscrizione a singoli insegnamenti, purché i candidati siano in possesso dei titoli accademici richiesti per la partecipazione al Master. Al termine di ogni singolo insegnamento occorre sostenere un esame per ottenere l attestato di profitto con relativa assegnazione dei crediti formativi. Il Direttore può autorizzare la partecipazione a uditori, a costoro verrà rilasciato un attestato di frequenza. 3
4 Art. 6 - Articolazione didattica del Master AREE ORE SSD C.F.U. AREA del diritto e della criminologia Diritto civile 12 IUS/01 1,5 Diritto penale 12 IUS/16 1,5 Criminologia e Diritto processuale penale 64 IUS/17 8 AREA della psicologia forense applicata Psicologia sociale e giuridica 96 M/PSI05 12 Psicologia dello sviluppo 16 M/PSI04 2 Teoria e tecnica della perizia e della 148 M/PSI05 18,5 consulenza tecnica in ambito civile, penale adulti e minori Medicina legale 12 MED/43 1,5 Tot. Attività didattica frontale Stage/progetto Elaborazione tesi finale Ammontare complessivo del Master
5 N Titolo insegnamento Modulo 1 Diritto civile 1.1 Diritto di famiglia (parte della struttura di famiglia) 1.2 Capacità di provvedere a sé stessi e al proprio patrimonio 2 Diritto penale 2.1 Elementi di diritto penale 2.2 La normativa in materia di violenza sessuale 2.3 La legge 154/01. Misure contro la violenza nelle relazioni familiari 3 Criminologia e Diritto processuale penale 3.1 Il processo penale: struttura e fondamenti 3.2 La cross-examination 3.3 L ordinamento penitenziario e il ruolo del Tribunale di sorveglianza 3.4 Il DPR 448/ Il ruolo della difesa nelle indagini preliminari 3.6 Il ruolo del giudice onorario 3.7 La devianza minorile: personalità, imputabilità e responsabilità 3.8 Geografical profling nei delitti seriali e nei fenomeni migratori 3.9 Criminal profiling 3.10 Il trattamento dell autore di reato sessuale: confronto tra esperienze internazionali 3.11 Il trattamento degli autori di reato minorenni 3.12 La pedopornografia: un Mock case 3.13 La pedopornografia: attività di prevenzione 4 Psicologia sociale e giuridica 4.1 Aspetti teorico-paradigmatici: oggetto, conoscenze e metodologia della psicologia giuridica 4.2 Minori e devianza. La narrazione come strumento di lavoro nei gruppi 4.3 La ricerca e la valutazione negli interventi di prevenzione della devianza: metodi e applicazioni 4.4 Il trattamento del minore autore di reato 4.5 Epistemologia ed epidemiologia dell abuso e maltrattamento all infanzia 4.6 Alcolismo e tossicodipendenza 4.7 Carcere ed esperienza educativa 4.8 La violenza in famiglia aspetti epistemologici e prospettive di intervento 4.9 La mediazione familiare nelle dispute giudiziarie 4.10 Il lavoro in rete dei servizi 4.11 La testimonianza 4.12 Psicometria dei test 4.13 Gli incontri protetti 5
6 5 Psicologia dello sviluppo 5.1 Lo sviluppo del bambino nei contesi famigliari e relazionali 5.2 L educazione alle life skills e la peer education 6 Teoria e Tecnica della Perizia e della Consulenza Tecnica in ambito Civile e Penale, adulti e minori 6.1 La valutazione dell imputabilità dell'autore e pericolosità sociale 6.2 Psicodiagnostica forense 6.3 Psichiatria forense 6.4 Il CTP, setting e strategie 6.5 Uso del Rorschach in ambito forense 6.6 L affidamento dei figli nei casi di separazione e divorzio: la PAS 6.7 Tecniche e strumenti peritali civili per la valutazione dell affidamento e dell adozione 6.8 Tecniche e strumenti peritali penali per la valutazione dell autore di reato 6.9 Suggestione memoria e testimonianza 6.10 Tecniche peritali nei casi di abuso del minore Neuroscienze applicate alla psicologia forense 6.12 L'intervista cognitiva 6.13 L uso dei test in ambito forense 6.14 Casi peritali 6.15 L ascolto protetto del minore 6.16 La validation 6.17 La valutazione delle competenze genitoriali 6.18 Vittimologia e trattamento della vittima Mobbing 7 Medicina legale 7.1 Infermità/seminfermità 7.2 Medicina legale e delle assicurazione: Il danno psichico, esistenziale e morale: aspetti teorici e peritali Art. 7 - Modalità delle valutazioni di profitto Al termine degli insegnamenti verranno effettuate verifiche finali che accertino il profitto dello studente in riferimento alle diverse attività didattiche. Alle verifiche di profitto deve essere assegnata una votazione in trentesimi (eventualmente con lode). Per il conseguimento del titolo di Master è necessario conseguire la totalità dei crediti previsti dal piano didattico, superando con profitto (riportando una votazione di almeno 18/30simi) tutte le verifiche finali. Ai fini del calcolo della media dei voti conseguiti nelle verifiche di profitto, ogni voto con lode vale comunque 30 punti. Art. 8 - Modalità di valutazione della tesi di master La votazione della tesi viene ottenuta trasformando in centodecimi la media ponderata (rispetto ai crediti) dei voti conseguiti nelle verifiche di profitto in itinere. L elaborato di tesi deve essere esposto e discusso in seduta pubblica e al suo contenuto la Commissione Giudicatrice eventualmente assegna un voto (compreso entro i 10 punti) che concorre alla formulazione del voto finale. 6
7 E possibile prevedere modalità di redazione dell elaborato di tesi come lavoro congiunto. Il voto finale viene espresso in 110mi. Per il conseguimento della lode è necessario il parere unanime della Commissione Giudicatrice La Commissione Giudicatrice è composta da min 5 membri, dei quali almeno 3 nominati tra i Professori di I e II fascia ed i Ricercatori dell Ateneo. La Commissione deve essere composta al massimo da 11 membri. Possono farne parte docenti a contratto dell Ateneo. La commissione è presieduta da un Professore di I o II fascia o dal Direttore del Master. Art. 9 Organi del Master e loro competenze Sono organi del Master il Direttore e la Commissione del Corso di Master Spetta al Direttore: Proporre la Commissione di Selezione, ove prevista, composta dal Direttore e minimo altri 2 membri; Definire eventuali criteri di selezione; Proporre le Commissioni per le verifiche di fine insegnamento (minimo 2 membri tra i docenti del Master, di cui uno titolare dell insegnamento); Presiedere la Commissione del Corso di Master e convocarne le riunioni; Predisporre il budget del Master; Dare attuazione alle decisioni e agli indirizzi della Commissione del Corso di Master; Rappresentare il Master nei rapporti con l esterno per gli aspetti didattico-scientifici; Predisporre la relazione finale del Master; Autorizzare la frequenza ai singoli insegnamenti e proporre il relativo importo delle tasse di iscrizione Proporre la nomina del Presidente e dei membri della Commissione Giudicatrice della prova finale per il conseguimento del titolo di Master; Spetta alla Commissione: Individuare gli obiettivi formativi e gli sbocchi occupazionali; Definire i requisiti curriculari per l ammissione al Master; Stabilire il numero min-max posti disponibili; Riconoscere eventuali crediti pregressi; Predisporre la programmazione didattica del Master e proporre la copertura degli insegnamenti; Stabilire i criteri per l erogazione di eventuali borse di studio. Riconoscimento accreditamento da parte ordini professionali La richiesta di riconoscimento di crediti formativi al Master da parte di ordini professionali deve essere fatta prima della pubblicazione del bando L'Università degli studi di Bergamo ha implementato un sistema di gestione per la qualità in conformità alla Norma UNI EN ISO 9001:2008 nell'ambito della progettazione ed erogazione di azioni formative e di orientamento. 7

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9