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Timestamp: 2020-08-11 04:25:27+00:00

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Assicurazione rischio professionale: clausola di regolazione del premio
Cassazione Civile, Sezione Sesta, 13-12-2011, n. 26783, s'è espressa in tema di rilevanza, ai fini della sospensione della garanzia assicurativa di un avvocato, della mancata comunicazione della variazione del volume d'affari. La decisione ha riguardato una fattispecie contrattuale nella quale la determinazione del premio era prevista in base ad elementi variabili (cosiddetta assicurazione con clausola di regolazione del premio). Riporto dalla decisione della Cassazione:
"6.1.- Nei contratti di assicurazione contro i danni che prevedano la determinazione del premio in base ad elementi variabili (cosiddetta assicurazione con clausola di regolazione del premio), l'obbligo dell'assicurato di comunicare periodicamente all'assicuratore gli elementi variabili costituisce oggetto di un'obbligazione civile diversa da quelle indicate nell'art. 1901 c.c., il cui inadempimento non comporta l'automatica sospensione della garanzia, ma può giustificare un tale effetto, così come la risoluzione del contratto, solo in base ai principi generali in tema di importanza dell'inadempimento e di buona fede nell'esecuzione del contratto (Cass. civ. Sez. 3, 19 luglio 2004 n. 13344; Idem, 18 febbraio 2005 n. 3370; Cass. civ. S.U. 28 febbraio 2007 n. 4631; Cass. civ. Sez. 3, 14 luglio 2009 n. 16394; Idem 11 giugno 2010 n. 14065).
Nel ritenere automaticamente sospesa la garanzia, a prescindere da ogni accertamento, la Corte di appello è incorsa nella violazione dei principi di legge, così come interpretati dalla giurisprudenza di questa Corte."
LEGGI DI SEGUITO L'INTERA SENTENZA 26783/2011 DELLA CASSAZIONE ...
B.L. ..., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ..., presso lo studio dell'avvocato P. M., rappresentato e difeso dall'avvocato B. G. giusta delega a margine del ricorso;
S. .. ASSICURAZI0NI SPA, M.S. SERGIO SAS;
"1.- La Corte di appello dell'Aquila ha confermato la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Vasto, che ha condannato l'avv. B.L. al risarcimento dei danni in favore della s.a.s. M., a seguito di una causa nella quale il B. aveva prestato alla società la sua attività difensiva, con modalità ritenute negligenti e fonte di responsabilità professionale. Il Tribunale aveva anche respinto la domanda di garanzia, proposta dal responsabile nei confronti della sua assicuratrice, s.p.a. S.... Il B. propone quattro motivi di ricorso per cassazione.
Espone che la causa promossa dalla M. per responsabilità professionale era stata riunita alla causa che egli stesso aveva separatamente promosso contro la S. per essere garantito; che il Collegio, ritenuta la necessità che la causa contro la S. venisse istruita, ha concesso termine per svolgere le proprie istanze a tutte le parti, ivi inclusa la M., trascurando il fatto che le domande di quest'ultima erano già state completamente istruite in precedenza; che la domanda di rimessione in termini era stata formulata solo dalla S. e che l'istruttoria può essere riaperta solo in relazione alle istanze delle parti che non siano state ammesse e che vengano riproposte in sede di precisazione delle conclusioni.
In secondo luogo non specifica quali nuove prove sarebbero state irritualmente ammesse ed esperite su istanza della M., dopo la rimessione in termini, e sotto quale profilo l'ammissione sarebbe tornata a suo danno, comportando l'adozione di una sentenza per lui sfavorevole.
In terzo luogo il ricorrente non ha prodotto, nè ha richiamato nel ricorso, gli atti e i documenti su cui il motivo si fonda (istanze istruttorie o documenti prodotti dalla M., asseritamente inammissibili, loro esito e contenuto, ecc.), come prescritto a pena di inammissibilità dall'art. 366 c.p.c., n. 6, (Cass. civ. Sez. 3, 17 luglio 2008 n. 19766; Cass. civ. S.U. 2 dicembre 2008 n. 28547, Cass. civ. Sez. Lav, 7 febbraio 2011 n. 2966).
4.- Con il secondo motivo il ricorrente denuncia errata motivazione e vizio di ultrapetizione, nella parte in cui la Corte di appello lo ha condannato a corrispondere alla M. gli interessi sulle somme dovute a decorrere dalla data dell'illecito, anzichè dalla data in cui sono stati concretamente sostenuti gli esborsi, qualificando erroneamente come extracontrattuale la responsabilità addebitatagli. (Si tratta delle somme che l'avv. B. è tenuto a rimborsare alla M., per le spese legali che la società è stata condannata a pagare alle controparti, erroneamente chiamate in giudizio nella causa da cui ha avuto origine l'azione di responsabilità).
5.- Con il terzo motivo il ricorrente lamenta ancora errata motivazione, nella parte in cui la Corte di appello ha respinto la sua domanda nei confronti della S., ritenendo che la copertura assicurativa dovesse considerarsi sospesa ai sensi dell'art. 1901 c.c., poichè - trattandosi di polizza a copertura della responsabilità professionale con premio variabile in relazione al volume di affari - esso assicurato aveva omesso di comunicare annualmente le variazioni, limitandosi a corrispondere il premio base. Con il quarto motivo denuncia errata motivazione sulla sua eccezione di nullità della clausola n. 12 delle condizioni generali di polizza, che dispone la sospensione della garanzia assicurativa nel caso di mancata comunicazione delle variazioni, con il conseguente, mancato adeguamento del premio.

References: Cass. 
 Cass. 
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