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Subingressi di cui all art. 15 della l.r. n. 30 del in B.U.R.L. n. 34 del sommario - PDF
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1 CIRC R(3) COMM 31_04 Pag: 1 CIRCOLARE 30 Luglio 2004 n. 31 Chiarimenti operativi sull applicazione della l.r. n. 30 del 2003, sugli Indirizzi generali e sui corsi abilitanti, per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni relative alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, approvati con D.G.R. n. VII/17516 del e D.G.R. VII/18139 del in B.U.R.L. n. 34 del sommario Premessa Subingressi di cui all art. 15 della l.r. n. 30 del 2003 Attività non più soggette ad autorizzazione di cui all art. 14 della l.r. n. 30 del 2003 Riposo settimanale di cui all art. 18, comma 3 della l.r. n. 30 del 2003 Orari di cui all art. 17 della l.r. n. 30 del 2003 e al punto 12 degli indirizzi generali Esposizioni di cui all art. 19 della l.r. n. 30 del 2003 Commissioni comunali ex art. 20 della l.r. n. 30 del 2003 Comunicazione della denominazione di attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui all art. 3, comma 3 della l.r. n. 30 del 2003 e del punto 6 degli indirizzi generali e applicazione del D.M. del Ministero dell Economia e delle Finanze del Casi di comprovata necessità per richiesta proroga Attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte da bed&breakfast e da agriturismo in famiglia Attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte da parrocchie e da altri enti ecclesiastici Titoli equivalenti ai corsi abilitanti di cui all art. 6 della l.r. n. 30 del 2003 Note generali Premessa In data 13 gennaio 2004 è entrata in vigore la l.r. n. 30 del Disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che ha introdotto la tipologia autorizzatoria unica per i pubblici esercizi. La Giunta regionale, con D.G.R. n. VII/17516 del 17 maggio 2004, ha approvato gli Indirizzi generali per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni relative alle attività di somministrazione di alimenti e bevande in attuazione della l.r. n. 30 del Al fine di facilitare l attuazione degli adempimenti previsti dalla nuova normativa regionale in materia di pubblici esercizi, si forniscono di seguito alcuni chiarimenti operativi su punti fondamentali della stessa. Subingressi di cui all art. 15 della l.r. n. 30 del 2003 Il subingresso nell azienda commerciale può avvenire: in proprietà, quando avviene la vendita vera e propria dell azienda da parte del proprietario; in gestione, quando avviene la cessione in affitto, in comodato, ecc. dell azienda da parte del proprietario. Riguardo alla causa che lo ha determinato, il subingresso può avvenire: per atto tra vivi, se l azienda è oggetto di contratto di cessione tra il proprietario e un avente causa. Chi subentra nella proprietà o nella gestione dell azienda, può continuare l attività del dante causa solo dopo aver chiesto al Comune competente per territorio la reintestazione dell autorizzazione e purchè sia in possesso dei requisiti di cui agli articoli 5 e 6 della l.r. n. 30 del 2003; per causa di morte, se l azienda commerciale fa parte dell asse ereditario. Chi subentra può continuare l attività del dante causa - anche se non in possesso del requisito professionale di cui all art. 6 della l.r. - per un anno dalla data di apertura della successione, chiedendo la reintestazione dell autorizzazione. Tale termine può essere prorogabile, previa specifica e motivata richiesta, per un periodo massimo di ulteriori 180 gg qualora il ritardo non risulti imputabile all interessato. Dal 13 gennaio 2004 i soggetti che subentrano in autorizzazioni rilasciate ai sensi dell art. 5, comma 1, lettere a), b) e d) della l.r. n. 30 del 2003 hanno diritto alla reintestazione dell autorizzazione originaria quale tipologia unica di cui all art. 3 della l.r. n. 30 del Attività non più soggette ad autorizzazione di cui all art. 14 della l.r. n. 30 del 2003 L autorizzazione amministrativa principale consente a tutti gli esercenti - nel rispetto delle disposizioni previste dalle leggi di settore ed, in particolare, di quelle in materia di sicurezza, inquinamento acustico e igiene - l installazione e l uso di apparecchi radiotelevisivi ed impianti per la diffusione sonora. Tale autorizzazione comprende anche lo svolgimento dei cosiddetti giochi leciti (ad esempio: biliardo, calcetto e simili). Per l installazione dei videogiochi valgono in ogni caso le disposizioni di cui al Decreto del Ministero
2 Pag: 2 CIRC R(3) COMM 31_04 dell Economia e delle Finanze del Determinazione del numero massimo di apparecchi e congegni di cui all art. 110, commi 6 e 7, lettera b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), che possono essere installati presso esercizi pubblici, circoli privati e punti di raccolta di altri giochi autorizzati. Riposo settimanale di cui all art. 18, comma 3 della l.r. n. 30 del 2003 Il riposo settimanale consiste in una o più giornate di chiusura dell esercizio. Con la nuova normativa non sussiste più l obbligo del riposo settimanale, la cui osservazione è a discrezione dell esercente. Orari di cui all art. 17 della l.r. n. 30 del 2003 e al punto 12 degli indirizzi generali L orario di apertura e chiusura dei pubblici esercizi è fissato dal punto 12 degli Indirizzi regionali e in base a tale disposizione l esercente, nell ambito dei limiti previsti dal Sindaco per esigenze territoriali e di ordine pubblico, può scegliere l orario che preferisce. Gli orari di attività sono determinati, in relazione alle differenti denominazioni che possono assumere in base a quanto previsto dal punto 6 degli Indirizzi nel seguente modo: Denominazioni di esercizio Orario di apertura (si intende che l apertura non può avvenire prima dell orario indicato) Orario di chiusura (si intende che la chiusura non può avvenire oltre l orario indicato) a) ristorante, trattoria, osteria con cucina e simili: esercizi in cui è prevalente la somministrazione di pasti preparati in apposita cucina con menù che include una sufficiente varietà di piatti e dotati di servizio al tavolo; b) esercizi con cucina tipica lombarda: ristorante, trattoria, osteria in cui è prevalente l utilizzo di alimenti e bevande tipici della tradizione locale o regionale; c) tavole calde, self service, fast food e simili: esercizi in cui è prevalente la somministrazione di pasti preparati in apposita cucina ma privi di servizio al tavolo d) pizzerie e simili: esercizi della ristorazione, con servizio al tavolo, in cui è prevalente la preparazione e la somministrazione del prodotto pizza ; e) bar gastronomici e simili: esercizi in cui si somministrano alimenti e bevande, compresi i prodotti di gastronomia preconfezionati o precotti usati a freddo ed in cui la manipolazione dell esercente riguarda l assemblaggio, il riscaldamento, la farcitura e tutte quelle operazioni che non equivalgono né alla produzione né alla cottura; Sinfgiuno Sistema informativo giuridico - normativo by Prassicoop-
3 Pag: 2 CIRC R(3) COMM 31_04 f) bar-caffe e simili: esercizi in cui è prevalente la somministrazione di bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nonché di dolciumi e spuntini; g) bar pasticceria, bar gelateria, cremeria, creperia e simili: bar caffè caratterizzati dalla somministrazione di una vasta varietà di prodotti di pasticceria, gelateria e dolciari in genere; h) wine bar, birrerie, pub, enoteche, caffetterie, sala da the e simili: esercizi prevalentemente specializzati nella somministrazione di specifiche tipologie di bevande eventualmente accompagnate da somministrazione di spuntini, pasti e/o piccoli servizi di cucina; Ore 5 o 7 (il Comune può stabilire un Ore 2 o 3 del giorno successivo (il i) disco-bar, piano bar, americanbar, locali serali e simili: esercizi in cui la somministrazione di alimenti e bevande è accompagnata a servizi di intrattenimento che ne caratterizzano l attività; l) discoteche, sale da ballo, locali notturni: esercizi nei quali la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande viene svolta congiuntamente ad attività di trattenimento, ma quest ultima è prevalente rispetto alla prima; m) stabilimenti balneari ed impianti sportivi con somministrazione: esercizi in cui la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande viene svolta congiuntamente all attività di svago, ma quest ultima è prevalente rispetto alla prima. Ore 7 (il Comune può stabilire un Ore 7 (il Comune può stabilire un Ore 7 (il Comune può stabilire un Ore 3 del giorno successivo (il Ore 3 del giorno successivo (il Comune può stabilire anche un orario ritardato) Ore 3 del giorno successivo (il Comune può stabilire anche un orario anticipato) L esercente ha la facoltà di scegliere un orario diversificato nell arco della settimana e diversificato in relazione ad ogni stagione turistica, nel rispetto comunque nei limiti delle fasce stabilite dal Sindaco. Gli esercizi situati all interno di aree di servizio autostradali e dei mezzi di trasporto pubblico possono osservare l orario di apertura per 24 ore giornaliere. Gli indirizzi generali prevedono la possibilità per il Comune di autorizzare, orari in deroga ai limiti minimi e massimi previsti, in occasione delle ricorrenze natalizie, di fine anno, di carnevale, delle feste patronali e di speciali manifestazioni locali. Esposizioni di cui all art. 19 della l.r. n. 30 del 2003 La l.r. n. 30 del e gli Indirizzi generali stabiliscono gli obblighi di esposizione a cui è soggetto l esercente. Tali obblighi sono posti in particolare a tutela e garanzia dei consumatori affinché possano essere messi a conoscenza delle caratteristiche dell offerta. Sono previste due distinte modalità di esposizioni, interna ed esterna come di seguito indicato: Sinfgiuno Sistema informativo giuridico - normativo by Prassicoop-
5 CIRC R(3) COMM 31_04 Pag: 1 ESPOSIZIONE INTERNA AL LOCALE Autorizzazioni o copie di denunce inizio attività munite della prova dell avvenuta presentazione. Tabella dei prezzi praticati per alimenti e bevande Tabella dei giochi proibiti Cartello indicante gli orari prescelti ESPOSIZIONE ESTERNA AL LOCALE Menù (solo per gli esercizi di somministrazione di pasti di cui al punto 6, lettere a), b), c), e d) degli Indirizzi generali. Cartello indicante gli orari prescelti Commissioni comunali ex art. 20 della l.r. n. 30 del 2003 Ai sensi dell art. 20 della l.r. n. 30 del 2003, i Comuni o le Unioni di Comuni istituiscono una Commissione consultiva, presieduta dal Sindaco o da un suo delegato, composta da rappresentanti delle associazioni di categoria dei pubblici esercizi, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore, delle associazioni dei consumatori e della CCIAA. Le Unioni di Comuni alle quali fa riferimento l art. 20 possono essere sia preesistenti all entrata in vigore della l.r. n. 30 del 2003, sia costituite ad hoc dopo l entrata in vigore della medesima; in quest ultima ipotesi non è richiesto che vi siano un atto costitutivo e uno statuto approvati dai relativi Consigli comunali. Ai fini previsti dall art. 20 della l.r. n. 30 del 2003 si ritiene che i Comuni possano inoltre avvalersi dell eventuale Sportello Unico associato, utilizzare convenzioni già esistenti per la gestione di servizi di interesse comune, oppure stipulare convenzioni ad hoc. Per i Comuni che non abbiano provveduto entro il 14 luglio 2004 all istituzione della Commissione consultiva di livello comunale, il comma 4 dell art. 20 prevede l istituzione di una Commissione per ciascuna Comunità montana e, per il territorio non montano, per ciascuna Provincia. Il termine del 14 luglio 2004 per l istituzione della Commissione di livello comunale è un termine ordinatorio che consente - nel caso in cui non sia stato rispettato - la possibilità di procedere alla nomina della Commissione comunale dopo tale data, previa comunicazione alla Provincia di non voler ricadere nell ambito della Commissione di livello provinciale, oppure la possibilità di non istituire la Commissione di livello comunale e quindi ricadere nella Commissione provinciale. In entrambe le ipotesi è necessario un raccordo istituzionale tra il Comune e la Provincia o la Comunità montana di riferimento. Il punto 16 degli Indirizzi generali prevede che i Comuni, in relazione alla nomina dei rappresentanti delle associazioni di categoria di cui all art. 20 della l.r. n. 30 del 2003, dovranno valutare il criterio della maggiore rappresentatività a livello provinciale. In base a quanto disposto dallo stesso art. 20 e dal punto 16 degli Indirizzi generali, i Comuni dovranno prevedere nella suddetta Commissione almeno un rappresentante di ognuna delle associazioni dei pubblici esercizi presenti sul proprio territorio. In relazione al criterio della maggiore rappresentatività a livello provinciale delle associazioni di categoria, da valutarsi anche in riferimento a quanto disposto dalla Legge n. 580 del 23 dicembre 1993, il Comune potrà prevedere che l associazione che presenti tale requisito possa avere più di un rappresentante nella Commissione. Le indicazioni sulla formazione della commissione di cui sopra sono da intendere anche per la composizione delle commissioni esaminatrici di cui alla D.G.R. n. VII/18139 del Disposizioni concernenti i corsi abilitanti all esercizio dell attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in attuazione dell articolo 6, comma 5 della l.r. 24 dicembre 2003, n. 30. Comunicazione della denominazione di attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui all art. 3, comma 3 della l.r. n. 30 del 2003 e del punto 6 degli indirizzi generali e applicazione del D.M. del Ministero dell Economia e delle Finanze del La comunicazione di cui all art. 3, comma 3 della l.r. n. 30 del 2003 e del punto 6 degli Indirizzi generali non va esposta come l autorizzazione ai sensi dell art. 180 del TULPS, bensì tenuta a disposizione degli organi di vigilanza, anche ai fini del Decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze del 27 ottobre 2003 in materia di videogiochi. Casi di comprovata necessità per richiesta proroga In relazione a quanto stabilito dal punto 4, lettera c) degli Indirizzi generali, si precisa che la valutazione dei casi che possono costituire incolpevole ritardo nella conclusione delle opere di sistemazione edilizia dei locali, iniziate su possesso di idoneo titolo abilitativo, deve essere effettuata dal Comune in base ad elementi oggettivi forniti in merito dal soggetto che ha ottenuto l autorizzazione.
6 Pag: 2 CIRC R(3) COMM 31_04 Attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte da bed&breakfast e da agriturismo in famiglia Alle attività di bed&breakfast e di agriturismo in famiglia, caratterizzate da servizi di ospitalità turistica esercitate da soggetti che offrono alloggio e pasti all interno della loro abitazione, non si ritiene applicabile la disciplina di cui agli articoli 5 e 6 della l.r. n. 30 del 2003 che riguarda solo la tipologia dell agriturismo in azienda di cui all art. 3, punto del Regolamento regionale n. 8 del Regolamento regionale per l agriturismo ai sensi della l.r. 31 gennaio 1992, n. 3 e art. 13 l.r. 7 febbraio 2000, n. 7. Attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte da parrocchie e da altri enti ecclesiastici L art. 8, comma 4, lettera f) della l.r. n. 30 del 2003 prevede tra gli esercizi per i quali il rilascio dell autorizzazione non è subordinato ai criteri di programmazione comunale, la fattispecie dell attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuate, nei limiti dei propri compiti istituzionali, da parrocchie, oratori e comunità religiose. Rientrano quindi in tali attività non solo quelle relative all esercizio del culto propriamente detto, ma anche le attività riconducibili alla formazione ed alla educazione religiosa, nonché a quelle ricreative e sportive ad esse collegate. Non rientrano nel campo di applicazione della l.r. n. 30 del 2003 gli esercizi il cui titolare è un associazione che svolga attività di tipo oratoriano in ambito parrocchiale. Questi esercizi sono soggetti alla normativa del D.P.R. 4 aprile 2001 n. 235 Regolamento recante semplificazioni per il rilascio dell autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte dei circoli privati. L attività di somministrazione svolta dall oratorio può essere affidata in gestione ad un soggetto terzo, tramite affitto d azienda, con conseguente reintestazione dell autorizzazione originaria nei confronti dell affittuario. La natura dell attività ceduta in affitto rimane quella originariamente autorizzata (caratterizzata dal collegamento con l attività istituzionale dell ente) e così la sua disciplina. I locali nei quali si svolgono le attività di somministrazione i cui titolari sono enti collettivi, quali le parrocchie, sono soggetti all applicazione dell art. 4 del Decreto Ministeriale 17 dicembre 1992, n Tale disposizione prevede che i locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti o bevande devono essere ubicati all interno della struttura adibita a sede del circolo o dell ente collettivo e non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici. All esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione esercitate all interno. Alle attività di somministrazione svolte dagli oratori non si applicano gli articoli 17 e 18 della l.r. n. 30 del 2003 né gli Indirizzi generali di cui alla DGR 17 maggio 2004, n. VII/17516 in quanto recano una disciplina incompatibile con la loro finalità, ossia il collegamento funzionale con le attività istituzionale dell ente religioso titolare dell autorizzazione. Titoli equivalenti ai corsi abilitanti di cui all art. 6 della l.r. n. 30 del 2003 La Giunta Regionale con D.G.R. n. VII/18139 del , come previsto dall art. 6, comma 5 della l.r. n. 30 del 2003 ha definito le modalità di organizzazione, la durata, le materie e i requisiti di accesso alle prove finali del corso professionale abilitante alle attività di somministrazione, nonché i titoli di studio validi in sostituzione del corso professionale medesimo. In relazione ai diplomi di maturità e diplomi triennali di istruzione professionale validi in sostituzione del corso professionale di cui all art. 6, comma 1 della l.r. n. 30 del 2003, sono da ritenersi tali quelli attinenti la conservazione, la trasformazione, la manipolazione e la somministrazione di alimenti e bevande (ad esempio: diploma alberghiero e diploma di perito agrario). Il Direttore Generale Mario Nova note Id.863 Sinfgiuno Sistema informativo giuridico - normativo by Prassicoop-
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 art. 14
 art. 18
 art. 17
 art. 19
 art. 20
 art. 3
 art. 6
 art. 15
 art. 6
 art. 5
 art. 3
 art. 14
 art. 110
 art. 18
 art. 17
 art. 19
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 art. 20
 articolo 6
 art. 3
 art. 3
 art. 180
 art. 3
 art. 13
 art. 8
 art. 4
 art. 6
 art. 6
 art. 6
 Art.1
 Art. 9
 Art.1
 Art.2