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Timestamp: 2020-01-20 15:31:18+00:00

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ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO: NO nel settore degli appalti salvo ....
Autore Topic: ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO: NO nel settore degli appalti salvo .... (Letto 186 volte)
« Risposta #1 il: 08 Dicembre 2019, 06:49:05 »
Consiglio di Stato - sentenza n. 5503/2019
XXXX - XXXX società cooperativa, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Aristide Police, Fabio Cintioli, Gennaro Rocco Notarnicola, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti, 11;
YYYY s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Pietro Adami, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, corso d'Italia, 97;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di YYYY s.r.l.;
1.Con la sentenza indicata in epigrafe il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha accolto il ricorso proposto dalla società YYYY s.r.l. avverso il diniego opposto dal Comune di Scandicci – Settore opere pubbliche e ambiente all’ostensione di documentazione inerente l’esecuzione del “Servizio Integrato Energia” svolto dal XXXX soc. coop. – CNS, a seguito dell’aggiudicazione a quest’ultimo, in qualità di capogruppo r.t.i., del lotto n. 5 – Toscana della gara indetta da Consip , con bando pubblicato il 23 maggio 2012, ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 163 del 2006, per la stipula di una convenzione ai sensi dell’art. 26, l. n. 488 del 1999 e succ. mod., dell’art. 58 l. n. 388 del 2000, del d.m. 24 febbraio 2000 e del d.m. 2 maggio 2001; la convenzione era stata stipulata il 3 dicembre 2014 e il Comune di Scandicci vi aveva aderito il 1° ottobre 2015, affidando il servizio energia al CNS.
Aveva fatto seguito la nota della società YYYY, definita “integrativa” del 24 settembre 2018, con la quale era comunicata l’intenzione di “verificare che l’esecuzione del servizio indicato in oggetto si svolga nel pieno rispetto di quanto richiesto dal Capitolato Tecnico, nonché di quanto offerto in sede di gara dall’ATI guidata da CNS […]” ed erano richiesti i medesimi documenti riguardanti l’esecuzione del servizio fatti oggetto delle precedenti istanze; anche questa istanza era respinta, previa opposizione del CNS, dal Comune di Scandicci, con nota dell’8 ottobre 2018, con la quale era reiterato il diniego (con la stessa motivazione della nota del 17 settembre 2018), facendosi rinvio a quanto già comunicato con la nota del 9 agosto 2018.
1.3. Avverso il diniego di accesso agli atti la società YYYY s.r.l. ha proposto ricorso, con atto notificato il 29 ottobre 2018, ai sensi dell’art. 116 Cod. proc. amm., deducendone, come unico motivo, l’illegittimità per violazione degli artt. 3 e 5 del d.lgs. n. 33 del 2013.
2. Il XXXX XXXX società cooperativa ha avanzato appello con due motivi.
2.1. La società YYYY s.r.l. si è costituita per resistere al gravame.
3. Col primo motivo (violazione degli artt. 3 e 5 e 5 bis, D.lgs.vo n. 33/2013 in relazione all’art. 53, D.lgs.vo n. 50/2016 e all’art. 13, D.lgs.vo n. 163/2006) si censurano le argomentazioni sopra riportate, premettendosi che l’art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016 -così come già l’art. 13 del d.lgs. n. 163 del 2006 (fonte che regola la gara Consip cui inerisce l’istanza ostensiva di YYYY s.r.l.)- opera espresso riferimento agli artt. 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, facendo salvo soltanto quanto espressamente previsto nel Codice dei contratti pubblici. A tale premessa si fanno seguire le osservazioni di cui appresso.
3.1. L’istituto dell’accesso civico è stato introdotto nell’ordinamento con il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, dunque anteriormente al vigente Codice dei contratti pubblici, istituito invece con d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50; inoltre, l’accesso civico c.d. generalizzato -ovvero il diritto di accesso non condizionato dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, cui la YYYY ha ricondotto la propria istanza- è stato introdotto nel corpo del d.lgs. n. 33 del 2013 con il d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97, sicché ben avrebbe potuto essere inserito nel Codice dei contratti con il c.d. correttivo di cui al d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56, se si fosse voluto consentire l’accesso civico generalizzato per la materia dei contratti pubblici; anche in applicazione del noto brocardo ubi lex voluit, dixit, ubi noluit, tacuit, la circostanza sarebbe indicativa della volontà di escludere tale materia dall’ambito di applicazione del predetto istituto.
3.3. Nel caso di specie, per di più, l’accesso civico generalizzato si sarebbe dovuto escludere considerando le ragioni che, in concreto, hanno indotto YYYY s.r.l. a formulare istanza di accesso, in qualità di partecipante alla gara indetta da Consip per l’affidamento del servizio, e considerando altresì l’interesse dichiarato a conoscere eventuali inadempienze nell’esecuzione del servizio, che potrebbero comportare la risoluzione del contratto per inadempimento e l’affidamento del servizio all’ATI seconda in graduatoria, di cui YYYY s.r.l. è mandante. Da ciò, l’inapplicabilità dell’art. 5 del d.lgs. n. 33 del 2013, che presuppone che il diritto venga esercitato per lo scopo previsto dall’art. 1 di “favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche” (come da giurisprudenza di merito richiamata nel ricorso: T.a.r. Marche, sez. I, 18 ottobre 2018, n. 677 e, sia pure in diversa materia, T.a.r. Lazio, sez. I quater, 28 marzo 2019, n. 4122).
4. La società appellata YYYY s.r.l. -dopo aver ribadito di essere titolare di un interesse qualificato, in quanto seconda in graduatoria e potenziale affidataria del servizio in caso di risoluzione del contratto per le asserite inadempienze di CNS- si difende richiamando le deduzioni svolte nel ricorso introduttivo in punto di ammissibilità dell’accesso civico generalizzato -sostanzialmente fatte proprie dalla sentenza gravata- e riferendo di altri arresti conformi dello stesso T.a.r. Toscana, sez. III, 17 aprile 2019, n. 577 e sez. I, 26 aprile 2019, n. 611. Quindi sostiene che “il cittadino, ai fini del controllo generalizzato sull’attività della P.A., ha certamente interesse a capire se un contratto è stato correttamente eseguito […]”, sicché l’interpretazione che esclude la possibilità di accesso agli atti esecutivi dei contratti pubblici sarebbe “completamente abrogatrice della norma sulla trasparenza”.
5.2.1. Tale ultima evenienza non rileva ai fini della presente decisione. Infatti, sebbene la YYYY s.r.l. abbia avanzato le diverse istanze al Comune di Scandicci, sopra indicate, cumulativamente fondate sugli artt. 22 e seg. della legge n. 241 del 1990, sull’art. 53 d.lgs. n. 50 del 2016 e sull’art. 3 del d.lgs. n. 33 del 2013, si è infine opposta, col ricorso introduttivo notificato il 29 ottobre 2018, al diniego di cui alla nota dell’8 ottobre 2018, deducendone, come unico motivo di gravame, l’illegittimità per violazione degli artt. 3 e 5 del d.lgs. n. 33 del 2013.
Pertanto, la questione del rapporto tra le diverse istanze di accesso presentate dalla società YYYY s.r.l. al Comune di Scandicci è estranea al perimetro della presente decisione.
5.3. Questo perimetro è piuttosto segnato dalla delimitazione fissata dalla stessa YYYY s.r.l. quando, pur con qualche profilo di contraddittorietà in punto di individuazione dell’interesse al ricorso, ha tuttavia precisato di agire non per fare “valere (solo) la sua posizione di concorrente originaria, ma altresì quella di soggetto che può svolgere un accesso civico” e, come detto, ha denunciato la violazione delle norme in tema di accesso civico generalizzato.
Infatti, l’istanza di accesso al Comune di Scandicci è stata preceduta da analoghe istanze rivolte dalla società YYYY s.r.l. a Consip s.p.a. in qualità di stazione appaltante della gara indetta da quest’ultima con bando del 23 maggio 2012 ed aggiudicata, per il Lotto 5 – Toscana, al r.t.i. costituito tra CNS (mandataria) e Prima Vera s.p.a., Termotecnica Sebina s.r.l., Sof s.p.a. e Exitone s.p.a. (mandanti). A seguito del diniego opposto da Consip s.p.a. e del silenzio da questa serbato su un’ulteriore istanza avanzata richiamando espressamente l’art. 5 del d.lgs. n. 33 del 2013, YYYY s.r.l. ha proposto un separato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, competente per territorio, notificato il 25 luglio 2018.
La sentenza n. 425/2019 del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Roma è stata, a sua volta, appellata con ricorso proposto da YYYY s.r.l., iscritto al n. 1092/2019 R.G., trattato –in presenza delle parti private coincidenti con quelle del presente giudizio, ma a posizioni processuali invertite- nella stessa camera di consiglio del 13 giugno 2019 e deciso con separata sentenza.
- infine, il caso di specie è esemplificativo -per come bene evidenziato dall’appellante con la quarta delle argomentazioni poste a fondamento del gravame- di come la lettura qui confutata dell’art. 5-bis, comma 3, del d.lgs. n. 33 del 2013 nei suoi rapporti con l’art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016 potrebbe finire per privare di senso il richiamo che il comma 1 fa agli artt. 22 e seg. della legge n. 241 del 1990 ed, al contempo, per distorcere le finalità perseguite con l’introduzione nell’ordinamento dell’accesso civico generalizzato di cui all’art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 33 del 2013, in quanto questo -come dichiaratamente fatto da YYYY s.r.l.- verrebbe utilizzato per la soddisfazione di interessi economici e commerciali del singolo operatore, nell’intento di superare i limiti interni dei rimedi specificamente posti dall’ordinamento a tutela di tali interessi ove compromessi dalla conduzione delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici (senza che rilevi -nella prospettiva ordinamentale dei costi da sopportarsi dalla pubblica amministrazione, compresi i costi dell’aumento del contenzioso- che detto intento, volta a volta, risulti o meno raggiunto nel caso concreto).
11. Il secondo motivo, volto a contrastare le affermazioni della società ricorrente circa la titolarità di una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti ai quali è chiesto l’accesso, è carente di interesse per quanto detto sulle ragioni giuridiche poste da YYYY s.r.l. a fondamento del ricorso avverso il diniego di accesso, mediante il richiamo degli artt. 3 e 5 del d.lgs. n. 33 del 2013.
12. In conclusione, accogliendosi il primo motivo di appello, in riforma della sentenza appellata, va respinto il ricorso avanzato dalla società YYYY s.r.l. avverso il diniego di ostensione opposto dal Comune di Scandicci con gli atti impugnati.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie secondo quanto specificato in motivazione e, per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, respinge il ricorso avanzato dalla società YYYY s.r.l. avverso il diniego di ostensione opposto dal Comune di Scandicci con gli atti impugnati.

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