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Timestamp: 2020-04-02 03:08:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20129 del 07/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20129 del 07/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 07/10/2016, (ud. 20/06/2016, dep. 07/10/2016), n.20129
sul ricorso 11299-2010 proposto da:
D.M.F. curatela eredità giacente di D.M.F. in
avverso la sentenza n. 11/2009 della COMM.TRIB.REG. di VENEZIA,
La Commissione ha infatti ritenuto che dal fatto ceno dello svolgimento di una attività illecita (investimento di somme di clienti della banca in proprio ed all’insaputa del datore di lavoro) non era possibile trarre la conoscenza del fatto incerto, secondo il criterio dell’id quod plerumque actidit, dell’avvenuta percezione di commissioni per tali attività (compensi quantificati equitativamente nell’1,5% dell’importo investito da parte della guardia di finanza e nella misura dell’1% da parte della commissione tributaria di primo grado).
Per la cassazione della sentenza ricorre l’Agenzia delle Entrate che denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39 e dell’art. 2697 c.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; l’insufficiente motivazione circa fatti controversi e decisivi per il giudizio in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5; la nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 e per violazione de3l D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 2, 33, 34, 35 e 61 in combinato disposto con l’art. 36 stesso D.Lgs. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.
Occorre premettere che, a norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39 comma 1, lett. d), ove “l’incompletezza, la falsità o l’inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione e nei relativi allegati risulta dall’ispezione delle scritture contabili e dalle altre verifiche di cui all’art. 33 e dal controllo della completezza, esattezza e veridicità delle registrazioni contabili sulla scorta delle fatture e degli altri atti e documenti relativi all’impresa nonchè dei dati e delle notizie raccolti dall’ufficio nei modi previsti dall’art. 32” “l’esistenza di attività non dichiarate o la inesistenza di passività dichiarate è desumibile anche sulla base di presunzioni semplici, purchè queste siano gravi, precise e concordanti”.
Al contrario nel caso in esame la Commissione regionale non si è attenuta alla regola sopra descritta e non ha chiarito le ragioni per le quali ha inteso discostarsi dalla diversa ricostruzione dei medesimi fatti operata dalla Commissione Tributaria provinciale che aveva osservato come l’attività di investimento di capitali per conto di terzi fosse usualmente compensata con commissioni e, constatato che nella specie tale attività si era ripetuta e protratta nel tempo, ne aveva tratto il convincimento che il D.M. fosse stato compensato per il servizio sebbene in misura inferiore rispetto ai compensi di regola erogati agli operatori di settore (compenso nella misura dell’1% invece che dell’1,5%, come di regola convenuto).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 sentenza 
 art. 39