Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/111/cassazione
Timestamp: 2019-11-13 12:50:14+00:00

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Concordato preventivo con riserva - Dichiarazione di inammissibilità - Fallimento del proponente - Credito del professionista per la redazione della relazione attestante la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano per l'ammissione al concordato - Prededucibilità - Sussistenza
Ha carattere prededucibile il credito maturato dal professionista che, pendente il termine assegnato dal tribunale ex art. 161, comma 6, l.fall. in ipotesi di domanda di concordato "in bianco o con riserva", sia stato incaricato di redigere l'attestazione, qualora, una volta dichiarata inammissibile la domanda concordataria, sia stato pronunciato il fallimento del debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Ottobre 2019, n. 25471. Segue...
Crediti di lavoro - Fallimento del datore di lavoro - Prosecuzione della prestazione lavorativa - Obbligo di pagamento delle retribuzioni - Fondamento
La dichiarazione di fallimento dell'imprenditore non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto di lavoro, in quanto l'azienda, nella sua universalità, sopravvive e l'impresa non cessa, passando soltanto da una gestione per fini di produzione, suscettibile peraltro di essere continuata o ripresa, ad una gestione per fini di liquidazione, sicché, nel caso in cui la prestazione lavorativa sia proseguita dopo la dichiarazione di fallimento e, di fatto, anche oltre il periodo di esercizio provvisorio dell'impresa autorizzato dal tribunale, i crediti maturati dal lavoratore devono essere ammessi al passivo in prededuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Luglio 2019, n. 18779. Segue...
Credito del professionista - Attività svolta in vista della presentazione dell'istanza di autofallimento - Prededuzione ex art. 111, comma 2, l. fall. - Configurabilità - Fondamento
Prededuzione – Natura – Distinzione dal privilegio
La prededuzione, definita in dottrina come diritto dei creditori della massa di essere soddisfatti nei limiti della capienza dell'attivo realizzato con precedenza assoluta rispetto ai creditori concorrenti e prima del riparto si differenzia radicalmente dal privilegio.
Il privilegio infatti è una prelazione accordata in considerazione della causa del credito, ex artt. 2741, comma 2, e 2745 cod, civ., e consiste in una qualità del credito che, in caso di concorso con altri creditori nell'esecuzione forzata, consente una soddisfazione prioritaria; !a prededuzione invece è un'operazione di prelevamento che si realizza tramite la separazione delle somme necessarie per la copertura delle spese della procedura dal ricavato dell'espropriazione forzata dei beni del debitore.
Dunque il primo, quale eccezione alla par condicio creditorum, riconosce una preferenza ad alcuni creditori e su certi beni, nasce fuori e prima del processo esecutivo, ha natura sostanziale e si trova in un rapporto di accessorietà con il credito garantito, poiché ne suppone l'esistenza e lo segue; la seconda, diversamente, attribuisce una precedenza rispetto a tutti i creditori sull'intero patrimonio del debitore, ha natura procedurale perché nasce e si realizza in tale ambito e assiste il credito di massa finchè esiste la procedura concorsuale in cui lo stesso ha avuto origine, venendo meno con la sua cessazione.
E la diversità di piani su cui i due istituti operano è evidente ove si consideri che la prededuzione può aggiungersi alle cause legittime di prefazione nei rapporti interni alla categoria dei debiti di massa (potendosi ipotizzare l'esistenza di crediti prededucibili privilegiati o anche garantiti da ipoteca), quando vi sia insufficienza di attivo e sia necessario procedere a una gradazione pure nella soddisfazione dei creditori prededucibili.
La prededuzione attribuisce quindi una precedenza processuale, in ragione della strumentalità dell'attività da cui il credito consegue agli scopi della procedura, onde renderla più efficiente, precedenza che viene accordata al credito non sempre e comunque, ma all'interno dell'ambito processuale in cui lo stesso ha avuto origine e a condizione che in quell'ambito si rimanga. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 Giugno 2019, n. 15724. Segue...
Fallimento - Crediti prededucibili - Art. 111, comma 2, l.fall. - Disposto di interpretazione autentica introdotto dall’art. 11, comma 3 quater, d.l. n. 145 del 2013, conv. in l. n. 9 del 2014 - Effetti dell’intervenuta abrogazione
In tema di crediti prededucibili di cui all'art. 111, comma 2, l.fall., l'abrogazione della norma di interpretazione autentica introdotta dall'art. 11, comma 3 quater, d.l. n. 145 del 2013, conv. in l. n. 9 del 2014 per effetto dell'art. 22, comma 7, d.l. n. 91 del 2014, conv. in l. n. 116 del 2014, al pari della norma interpretativa, retroagisce al tempo della norma anteriore interpretata, dovendosi così escludere che la disposizione abrogata abbia avuto efficacia nel tempo della sua vigenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2019, n. 4859. Segue...
Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Dirigenti di impresa - Rapporto di lavoro - Cessazione successivamente al provvedimento di ammissione alla procedura - Indennità supplementare prevista dall’Accordo allegato al relativo CCNL - Credito in prededuzione - Sussiste - Fondamento
L'indennità supplementare prevista dall"Accordo sulla risoluzione del rapporto di lavoro nei casi di crisi aziendale" allegato al CCNL dei dirigenti aziendali, costituisce – a prescindere dalla sua natura retributiva o indennitaria – un credito da ammettere al passivo in prededuzione ex art. 111 l.fall., per i dirigenti di imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria che siano cessati dal rapporto di lavoro solo successivamente al provvedimento di ammissione alla procedura, essendo la sua prosecuzione indubitabilmente funzionale alle esigenze di continuazione dell'attività di impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29735. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Creditori privilegiati - Crediti dello Stato per la restituzione di finanziamenti pubblici - Art. 9, comma V, del d.lgs. n. 123 del 1998 - Estensione ai casi di revoca concernente la gestione del rapporto di credito - Fondamento
In tema di ordine di ripartizione dell'attivo fallimentare, l'art. 9, quinto comma, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 123, in materia razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, nel prevedere la revoca del beneficio e disporre il privilegio in favore del credito alle restituzioni, si riferisce non solo a patologie attinenti alla fase genetica dell'erogazione pubblica, ma si estende anche a quella successiva di gestione del rapporto di credito insorto per effetto della concessione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2018, n. 9926. Segue...
Fallimento – Credito (professionale) sorto in funzione della omologazione di un “Accordo di Ristrutturazione" – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Ammissione
Il credito (professionale) sorto per la prestazione di attività (professionale) in favore della omologazione di un “Accordo di Ristrutturazione" è collocabile in prededuzione nel fallimento consecutivo. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2018, n. 1896. Segue...
Procedure concorsuali (fallimentari ed espropriative in generale) - Privilegio introdotto ex novo dal legislatore - Immediata applicazione a crediti sorti anteriormente alla legge istitutiva di quel privilegio
Per principio generale regolatore delle procedure concorsuali (fallimentari ed espropriative in generale), il privilegio introdotto ex novo dal legislatore è destinato a ricevere immediata applicazione da parte del giudice procedente, anche con riguardo a crediti che - ancorché sorti anteriormente alla legge istitutiva di quel privilegio - vengano, comunque, fatti valere, in concorso con altri, in un momento successivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 13 Luglio 2017. Segue...
Procedure concorsuali (fallimentari ed espropriative in generale) - Privilegio introdotto ex novo dal legislatore - Legge retroattiva - Applicazione del privilegio anche in sede di riparto
La Corte di legittimità ha da epoca risalente, del resto, espresso il principio, consolidatosi in termini di diritto vivente, secondo cui, in presenza di una legge retroattiva che introduca nuovi privilegi, questi ultimi assistono anche i crediti sorti anteriormente alla sua entrata in vigore, a prescindere dal tempo in cui siano stati azionati in sede concorsuale e, quindi, anche i crediti prima chirografari, e come tali ammessi al passivo fallimentare, con la conseguenza che tale privilegio può esercitarsi anche dopo l’approvazione dello stato passivo (e, per ciò, anche dopo la formazione del cosiddetto giudicato endofallimentare), fino a quando il riparto non sia divenuto definitivo (in tal senso, da ultimo, Corte di cassazione, sezione prima, 24 giugno 2015, n. 13090).(Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 13 Luglio 2017. Segue...
Prededuzione - Art. 111 l.fall. - Crediti sorti in occasione o in funzione del fallimento - Utilità per la massa - Necessità - Fondamento - Conseguenze - Credito del subappaltatore - Pagamento come condizione di procedibilità del pagamento all'appaltatore fallito - Soddisfacimento in sede di riparto - Configurabilità
Fallimento – Credito (professionale) sorto in funzione della predisposizione di un “Piano di Risanamento Attestato" – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Esclusione
Il credito (professionale) sorto per la prestazione di attività (professionale) in favore della predisposizione di un “Piano di Risanamento Attestato "non è collocabile in prededuzione nel fallimento consecutivo. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2017, n. 1895. Segue...
Privilegio - Privilegio artigiano - Contratto d’opera il contratto di appalto - Distinzione - Rilevanza
L’art. 111, comma 2, L.F., come modificato dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, nell'indicare come prededucibili i crediti "così qualificati da una specifica disposizione di legge e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla presente legge", detta un precetto di carattere generale, il quale, per favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa, introduce un'eccezione al principio della par condicio creditorum, estendendo, in caso di fallimento, la prededucibilità a tutti i crediti sorti in funzione di precedenti procedure concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17 Aprile 2014. Segue...
L’art. 111, secondo comma, l. fall. interpretato alla luce del disposto dell’art. 67, lett. g) l. fall. consente di affermare che il credito sorto “in funzione” di una procedura concorsuale è senza dubbio anche quello sorto “per ottenere la prestazione di servizi strumentali all’accesso alle procedure concorsuali”, non rilevando la natura del credito stesso, per essere sorto in periodo anteriore al fallimento. (Michele Comastri) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2014. Segue...
L’art. 182 quater implicitamente conferma che possono essere ritenuti prededucibili anche crediti sorti prima dell’apertura della procedura di concordato preventivo, atteso che l’espressione “in funzione”, richiamando il concetto di “servizi strumentali all’accesso alle procedure concorsuali, consente di intendere l’enunciato “strumentale a” come sinonimo di “funzionale”. (Michele Comastri) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2014. Segue...
Fallimento - Prededuzione - Crediti sorti in funzione della procedura concorsuale di concordato preventivo.
I criteri cronologico (“in occasione”) e funzionale (“in funzione”), utilizzati nell’attuale formulazione dell’art. 111, comma 2, l. fall., per l’individuazione dei crediti prededucibili, devono intendersi quali criteri alternativi ed autonomi. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Gennaio 2014. Segue...
Ai fini dell’individuazione dei crediti prededucibili in quanto sorti “in occasione” di una procedura concorsuale, di cui all’art. 111 co. 2 l.f., la funzionalità rispetto alle esigenze della procedura non può costituire un criterio integrativo di quello cronologico della occasionalità, perché tale funzionalità è autonomamente considerata come causa della prededucibilità dei crediti. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Gennaio 2014. Segue...
L’art. 182 quater L.F., nella formulazione di cui alla legge 30 luglio 2010, n. 122, il quale consentiva di riconoscere la prededuzione solo al credito del professionista attestatore della veridicità dei dati e della fattibilità del piano concordatario (sempre che la prededuzione fosse stata espressamente riconosciuta nel provvedimento con il quale il tribunale aveva accolto la domanda di ammissione al concordato preventivo), non autorizza un’interpretazione restrittiva dell’art. 111, comma 2, L.F., tanto più alla luce della riscrittura dell'articolo 182 quater ad opera della legge 7 agosto 2012, n. 134, la quale ha eliminato la limitazione al riconoscimento della prededuzione prevista nella precedente formulazione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 08 Aprile 2013. Segue...
Fallimento - Spese per il compenso del curatore - Relativa imputazione anche ai creditori ipotecari - Necessità - Fondamento - Criteri
Il creditore ipotecario deve sopportare, in parte, anche lui l'onere di quelle particolari spese che occorrono per corrispondere il compenso spettante al curatore, posto il fatto che quest'ultimo procede ad attività di amministrazione e liquidazione specificamente riferibili ai beni ipotecati e finalizzate a consentire il soddisfacimento delle ragioni del medesimo creditore ipotecario (per non parlare della preventiva verificazione ed ammissione, al passivo, del credito ipotecario, che egualmente richiede un'attività da parte del curatore ed è del pari indispensabile affinché il creditore possa partecipare al concorso e far valere il proprio diritto di prelazione sul ricavato dei beni soggetti ad ipoteca). Quanto poi alla misura in cui il compenso del curatore debba essere imputato, nel piano di riparto, al ricavato delle vendite dei beni sottoposti a garanzia reale, non rinvenendosi nella legge l'indicazione di un criterio predeterminato, e ferma la necessità che la valutazione venga compiuta in concreto alla luce delle circostanze riscontrabili nella singola procedura, e comunque ponendo comparativamente a raffronto l'attività svolta dal curatore nell'interesse generale della massa e quella specificamente riferibile all'interesse dei creditori garantiti, non sussiste alcun ostacolo logico - giuridico all'adozione di un criterio che rispecchi il rapporto proporzionale fra il valore (da intendersi nel senso di ricavato della vendita) dei beni immobili ipotecati, rispetto a quello della restante parte dei beni liquidati nell'ambito del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Giugno 1997, n. 5104. Segue...

References: art. 161
 art. 111
 Art. 111
 art. 111
 Art. 9
 Art. 111