Source: https://www.exeo.it/free/indennita-cedu
Timestamp: 2018-02-25 00:02:56+00:00

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Indennità di espropriazione italiana alla luce della convenzione europea dei diritti dell'uomo
Indennità di espropriazione alla luce della convenzione europea dei diritti dell'uomo
APPLICAZIONE DIRETTA NELL'ORDINAMENTO INTERNO
OBBLIGO DI ADEGUAMENTO ALLE SENTENZE CEDU
ESPROPRIO ISOLATO
RIFORME ECONOMICO-SOCIALI
Qualsiasi ingerenza nella proprietà deve, oltre che essere prevista dalla legge e perseguire un fine legittimo, soddisfare anche il requisito della proporzionalità. Occorre trovare un giusto equilibrio tra le esigenze di interesse generale della collettività e gli imperativi di tutela dei diritti fondamentali dell'individuo, essendo la ricerca di tale giusto equilibrio inerente a tutta la Convenzione. Il necessario equilibrio non è raggiunto se la persona interessata sopporta un onere individuale eccessivo.
Alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale e della Corte EDU deve essere individuato un «nucleo minimo» di tutela del diritto di proprietà, garantito dall'art. 42, terzo comma, Cost., e dall'art. 1 del primo protocollo addizionale della CEDU, in virtù del quale l'indennità di espropriazione non può trascurare il dato valutativo inerente ai «requisiti specifici» del bene, né può eludere un «ragionevole legame» con il valore di mercato.
Secondo la CEDU (decisione della Grande Camera in data 29 marzo 2006 e giu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... successiva), il prendere dei beni senza il pagamento di una somma in ragionevole rapporto con il loro valore, di norma costituisce un'ingerenza sproporzionata e la totale mancanza d'indennizzo può essere considerata giustificabile, ai sensi dell'art. 1 del protocollo n. 1, soltanto in circostanze eccezionali, ancorché non sempre sia garantita dalla CEDU una riparazione integrale.
Per determinare se la misura d'ingerenza nella proprietà rispetta il " juste équilibre " e in particolare non fa pesare sul richiedente un carico sproporzionato, occorre prendere in considerazione le modalità di indennizzo previsto dalla legislazione interna. Senza il pagamento di di una somma che si ponga in rapporto ragionevole col valore del bene, una privazione di proprietà costituisce normalmente un'offesa eccessiva. Un difetto totale di indennizzo non potrebbe giustificarsi sulla base dell'articolo 1 del Protocollo no 1 se non in circostanze eccezionali.
L'indennità di occupazione, calcolata in misura percentuale sull'indennità di espropriazione determinata ai sensi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, non è adeguata, in l'assenza di ragioni di pubblica utilità che possono giustificare un'inde... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; di molto inferiore al valore di mercato del bene; ne consegue per il proprietario un onere sproporzionato ed eccessivo che non può essere giustificato da un legittimo interesse generale perseguito dalle autorità. Sussiste pertanto violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1.
In ipotesi di espropriazione legittima, come l'espropriazione di un terreno in previsione della costruzione di una strada o altro fine di "utilità pubblica", solo una compensazione integrale può essere considerata come ragionevole in relazione al valore del bene.
Sulla base dei criteri generali enunciati dalla Cedu relativamente all'articolo 1 del protocollo n. 1, l'indennità d'espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di quest'ultimo. Detta somma deve essere inoltre attualizzata e sulla stessa vanno calcolati gli interessi.
In ipotesi di espropriazione legale, come l'espropriazione di un terreno in previsione della costruzione d'una strada o altro fine d'utilità pubblica, solo una compensazione integrale può essere considerata come ragionevole in relazione al valore del bene.
In numerosi casi d'espropriazione legale, come l'espropriazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...reno in previsione della costruzione di una strada o di altro fine di utilità pubblica, solo una compensazione integrale può essere considerata come ragionevole in relazione al valore del bene.
In casi di espropriazione legale, solo una compensazione integrale può essere considerata ragionevole, in relazione al valore del bene.
Secondo la Cedu (Grande Chambre decisione del 29 marzo 2006, causa Scordino contro Italia), l'indennizzo non è legittimo, se non consiste in una somma che si ponga "in rapporto ragionevole con il valore del bene"; mentre in caso di "espropriazione isolata", solo una riparazione integrale può essere considerata in rapporto ragionevole con il valore del bene, "obiettivi legittimi di utilità pubblica, come quelli perseguiti da misure di riforma economica o di giustizia sociale possono giustificare" un intervento legislativo prevedente "un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo".
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, con sentenza 28.7.2004, che trova applicazione anche ai procedimenti in corso, ha ricondotto l'indennizzo per esproprio, sia che trattasi di occupazione legittima che illegittima, al valore venale opportuna... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itamente detassato.
Nel ragionamento seguito dalla Grande Chambre vi è la condivisibile osservazione della improponibilità, ai fini della quantificazione dell'indennità, di un bilanciamento fra gli effetti privatistici prodotti dalla singola espropriazione ("expropriation isolée") e l'interesse pubblico, quasi che quest'ultimo potesse dipendere dal tira e molla su una manciata di soldi fra l'ente pubblico e il cittadino, mentre diversamente parrebbe doversi porre il discorso per operazioni su larga scala, impegnanti, da un lato, una quota rilevante delle risorse economiche pubbliche e, dall'altro lato, estesi comparti territoriali e non proprietà isolate, e nelle quali l'obbligatorietà della remunerazione piena potrebbe rappresentare un ostacolo insuperabile per il perseguimento della pubblica utilità.
La CEDU è andata negli ultimi anni progressivamente affermando il principio che tanto il risarcimento del danno da occupazione illegittima, quanto l'indennità da espropriazione legittima, devono essere commisurati al valore pieno del bene con alcune limitate eccezioni in materia di indennità (riforme economiche o di giustizia sociale, cambiamenti del sistema costituzionale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Potrebbe sostenersi, alla luce delle pronunce della Corte costituzionale (ma anche della Corte europea dei diritti dell'uomo) in tema di indennizzo espropriativo che la misura di esso ragguagliata al valore di mercato, non tiene conto del principio costituzionale per cui il diritto di proprietà si trova in posizione recessiva rispetto all'interesse primario dell'utilità sociale.
La concezione liberale del diritto di proprietà che fa da sfondo all'interpretazione resa dalla Corte dei diritti sull'art. 1, I prot. add. (si veda, oltre alle sentenze Scordino del 29.7.2004 e 17.5.2005 anche l'altra sentenza, sempre in causa Scordino, del 15.7.2004, sulla reiterazione dei vincoli urbanistici) non appare perfettamente in linea con il disegno dell'Assemblea costituente (nell'art. 42, ma anche, più in generale, nell'art. 41 Cost.), di mediare le facoltà dominicali (e imprenditoriali) con l'utilità pubblica.
Pur nella discrezionalità degli Stati in tema di indennità di esproprio, che può anche in via eccezionale non coincidere con una integrale riparazione, l'articolo 1 del primo protocollo impone in ogni caso di mantenere un giusto equilibrio tra le esigenze riconducibili all'interesse gen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comunità e la salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui, con un ragionevole grado di proporzionalità tra mezzi e fini.
In materia di indennità di esproprio la strutturale e sistematica violazione dell'articolo 1 del primo protocollo da parte dell'Italia deriva da un disfunzionamento della legislazione italiana, che quantifica l'indennità in modo irragionevolmente ridotto rispetto al valore del bene.
Sulla base del rilievo formulato nelle decisioni 80 e 303 del 2011 della Corte Costituzionale, l'applicabilità diretta della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (Carta di Nizza), è predicabile solo per le ipotesi nelle quali la fattispecie sia disciplinata dal diritto europeo e non già, totalmente, da norme nazionali prive di alcun legame con il diritto dell'Unione Europea; non è ravvisabile alcuna "disciplina" da parte delle norme dell'U.E., limitate alla generica previsione, nell'art 17 par. 1 della Carta, del diritto alla percezione di una "giusta indennità" da parte del sogge... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della proprietà per "causa di pubblico interesse", trattandosi di disposizione che non è espressiva del regolamento di una materia di interesse comunitario.
Il giudice nazionale deve interpretare ed applicare la legge 359/92 in modo conforme alla CEDU, ma non può mai disapplicare o integrare la norma interna. Ne consegue che nella fattispecie di area edificabile (nel caso di specie area inserita in PIP) l'unica legge applicabile è quella n. 359 del 1992.
La generica affermazione secondo cui il Giudice nazionale deve commisurare l'applicabilità delle norme interne alle proposizioni della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, non è ammissibile in quanto priva di riferimenti concreti a specifici aspetti della disciplina in tema di indennizzo espropriativo.
Ove si discuta della legalità di un istituto, quale quello dell'indennizzo espropriativo, non direttamente regolato dalla Convenzione europea dei diritti, non è ravvisabile nell'ordinamento, un meccanismo idoneo a stabilire la sottordinazione della fonte di diritto nazionale, rispetto alla fonte di diritto internazionale, ove la prima sia ritenuta in contrasto con questo da una Corte sopranazionale cui gli Stati ab... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...buito tale potestà, assimilabile alle limitazioni di sovranità consentite dall'art. 11 Cost., derivanti dal Trattato della Comunità europea e di conseguenza dalle fonti normative dell'ordinamento comunitario.
Si può configurare un intervento del legislatore che nella sua discrezionalità provveda a individuare un nuovo sistema indennitario tale da allinearsi agli obblighi internazionali e così evitare condanne per responsabilità derivanti dalla violazione della Convenzione, mentre deve escludersi la sussistenza a carico del giudice nazionale di un obbligo di disapplicare la disciplina legale, e supplire alla funzione del legislatore mediante un coordinamento delle fonti nel senso di affermare la prevalenza di quella convenzionale su quella interna.
L'incompatibilità con con i precetti dell'art. 1 dell'Allegato 1 alla Convenzione EDU è stata affermata dalla Corte Europea limitatamente ai criteri di calcolo relativi alle aree edificabili di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992 e non anche con riferimento alle aree non edificabili.
Le dec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a Corte di Strasburgo che hanno ritenuto incompatibile con i precetti dell'art. 1^ dell'allegato 1^ alla Convenzione EDU il meccanismo riduttivo di calcolo stabilito dai primi due commi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, riguardano tutte i fondi con destinazione edificatoria, e non anche le aree agricole.
Il contrasto del sistema indennitario previsto dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis con i principi enunciati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo riguarda il criterio di determinazione dell'indennizzo "per le aree edificabili" non anche l'indennizzo per le aree agricole e per quelle che non sono classificabili come edificabili, rispetto alle quali l'applicabilità delle norme contenute nel titolo secondo della L. 865/1971 è stata ritenuta conforme all'art. 42 Cost. (Corte Cost., sentenza n. 355/1985), senza risultare oggetto di condanne da parte della Corte europea.
I principi posti dall'art. 6 CEDU e ribaditi, in materia indennitaria, dalla decisione della Grande Chambre 29.3.2006 in causa Scordino c. Italia, quanto dalla Carta Costituzionale, non afferiscono agli indennizzi da esproprio od asservimento delle aree agricole che vengono regolati sulla base del rinvio alla L. n. 865 del 1971, art. 16; il richiamo a tali princ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i della contestazione della determinazione giudiziale di indennità di aree agricole, rimangono pertanto privi della benché minima pertinenza.
Per effetto della dichiarazione d'incostituzionalità della legge n. 385 del 1980, ha nuovamente prodotto effetti la L. n. 2359 del 1865; da qui la possibilità per l'espropriato di chiedere un indennizzo per l'esproprio davanti al giudice civile, fino al valore pieno del terreno; l'omessa richiesta nel termine decennale di prescrizione è unicamente imputabile al denunciante con conseguente non violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1.
L'espropriazione di un bene senza il pagamento di una somma ragionevolmente commisurata al suo valore costituisce normalmente un'ingerenza sproporzionata che non può essere giustificata ai sensi dell'articolo 1 del Protocollo n. 1. L'articolo 1 del Protocollo n. 1 allegato alla Convenzione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rantisce tuttavia il diritto a un pieno indennizzo in tutte le circostanze, poiché legittimi obiettivi di "pubblica utilità" possono esigere un rimborso inferiore al pieno valore venale; viceversa nel caso di espropriazione distinta non effettuata nell'ambito di un processo di riforma economica, sociale o politica né collegata ad altre circostanze specifiche non è ravvisabile un obiettivo legittimo "di pubblica utilità" che possa giustificare un rimborso inferiore al valore venale.
Secondo la CEDU (decisione della Grande Camera in data 29 marzo 2006 e giurisprudenza successiva), in caso di "espropriazione isolata", pur se a fini di pubblica utilità, soltanto una riparazione integrale può essere considerata in rapporto ragionevole con il bene.
In ipotesi di espropriazione non diretta a perseguite interventi di riforma economico o di giustizia sociale, che possono giustificare un rimborso inferiore al pieno valore commerciale, un'indennità offerta notevolmente inferiore a quella determinata dai periti del tribunale non può ritenersi in rapporto ragionevole con il valore del bene.
In ipotesi di esproprio isolato al di fuori di in un contesto di riforma economica, sociale o po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n collegato a nessuna altra circostanza particolare, l'indennizzo accordato all'avente diritto, calcolato conformemente all'articolo 5 bis della L. n. 359/1992, comporta che il privato debba sopportare un carico sproporzionato ed eccessivo che non può essere giustificato da un interesse generale legittimo perseguito dalle autorità; ne consegue la violazione dell'articolo 1 del Protocollo n.1.
In ipotesi di esproprio isolato, che non si situa in un contesto di riforma economico, sociale o politica e non si ricollega ad alcuna altra circostanza particolare, l'indennità calcolata ex art. 5 bis L. n. 359/1992, determina a carico dell'espropriato un carico sproporzionato ed eccessivo che non può essere giustificato da un interesse generale legittimo perseguito dalle autorità. Ne consegue violazione dell'articolo 1 del protocollo n. 1 convenzione EDU.
In ipotesi di espropriazione isolata, che non si situa in un contesto di riforma economica, sociale o politica e non si ricollega ad alcuna altra circostanza particolare, la determinazione dell'indennità ai sensi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992 (metà del valore di mercato), comporta, per gli espropriati, un carico sproporzionato ed eccessivo che non può ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tificato da un interesse generale legittimo proseguito dalle autorità; da ciò consegue violazione dell' articolo 1 del protocollo n. 1.
La sentenza Corte Cost. n. 348/2007 si inserisce in quel filone giurisprudenziale della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ammette un indennizzo inferiore al valore venale del bene espropriato soltanto in casi eccezionali, come in ipotesi di espropriazioni volte ad ottenere vere e proprie riforme politiche, economiche e sociali, ma non anche nel caso di singole espropriazioni finalizzate alla realizzazione di specifiche opere pubbliche.
In ipotesi di espropriazione isolata che non si attua in un contesto di riforma economica, sociale o politica e non si ricollega ad alcuna altra circostanza particolare, non può trovare giustificazione un rimborso inferiore al valore di mercato del bene, nel caso di specie per effetto dell'applicazione del criterio di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992, determinando ciò un carico sproporzionato ed eccessivo per il proprietario con conseguente violazione di l' articolo 1 del protocollo n. 1.
In ipotesi di espropriazione isolata, non sono ravvisabili ragioni di utilità pubblica che possono giustificare un'indennità inferiore ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i mercato del bene; l'applicazione del criterio indennitario di cui all'art. 5 bis L. n. 359/1992 comporta pertanto una compensazione non adeguata ed un carico sproporzionato ed eccessivo con conseguente violazione dell'articolo 1 del protocollo n. 1.
In caso di espropriazione isolata, che si attua al di fuori di un contesto di riforma economica, sociale o politica e che non si ricollega ad alcuna altra circostanza particolare, non sussiste alcun obiettivo legittimo "d'utilità pubblica" che possa giustificare un rimborso inferiore al valore di mercato del bene. Sussiste pertanto violazione dell'art. 1 del protocollo n. 1.
In un caso di espropriazione "isolato" che non si attua in un contesto di riforma economica, sociale o politica, un rimborso inferiore al valore di mercato non trova giustificazione; ciò in quanto i proprietari devono sostenere un carico sproporzionato ed eccessivo che non può essere giustificato da un interesse generale legittimo proseguito dalle autorità, con conseguente violazione dell'articolo 1 del protocollo n. 1.
In caso di espropriazione isolata che non si attua in un contesto di riforma economica, sociale o politica e non si ricollega ad alcuna altra circostanza particolare, non &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...visabile alcun obiettivo legittimo d'utilità pubblica, che possa giustificare il rimborso così tanto inferiore al valore mercantile previsto dall'art. 5 bis L. n. 359/1992. In tale ipotesi, per effetto del carico sproporzionato ed eccessivo sostenuto dal soggetto interessato, rispetto all'interesse legittimo perseguito dall'autorità, sussiste violazione dell'art. 1 del Protocollo n 1.
Un'indennità di esproprio pari alla metà del valore di mercato del bene, e per di più soggetta ad ulteriore prelievo fiscale del 20%, è inammissibile per una ordinaria e singola espropriazione, al di fuori di un contesto eccezionale e del tutto particolare come potrebbe essere il mutamento del regime costituzionale, o una riforma economica e sociale.
In caso di espropri ordinari per fini di utilità pubblica, solo un indennizzo integrale può essere considerato come ragionevole in rapporto al valore del bene.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO --> OBBLIGO DI ADEGUAMENTO ALLE SENTENZE CEDU
Le norme convenzionali sovranazionali incidono sulla legislazione statale e regionale in materia di criteri di determinazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nità di espropriazione, per i quali lo Stato Italiano deve esercitare il proprio potere legislativo in conformità alla Convenzione, con leggi statali anche quadro per quelle regionali, al fine di conformare le norme interne a quelle convenzionali. L'avere esercitato il proprio potere normativo in materia espropriativa in contrasto con l'articolo 1 del primo Protocollo addizionale della Convenzione europea, rende non manifestamente infondata la questione del contrasto sopravvenuto dell'articolo 5bis all'articolo 117 della Costituzione.
L'articolo 5 bis è rivelatore di un disfunzionamento strutturale dell'ordinamento giuridico italiano in ordine alla tutela dei diritti dell'uomo, quale il mancato rapporto dell'indennità di esproprio con il valore venale del bene, e si impongono senza alcun dubbio urgenti misure risolutive a livello nazionale, tali da far ritornare il ricorso alla CEDU occasionale e sussidiario, e non ripetuto in una lunga serie di casi analoghi.
La fissazione di un'indennità commisurata al valore venale è un criterio non conforme a Costituzione e non può derivare dall'obbligo di conformazione alle norme diritto internazionale che secondo l'art. 10 Cost. impegna tutto l'ordinamento.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Scegliere un criterio indennitario intermedio tra il cinque bis e il valore venale spetta solo al legislatore.
E' compito del legislatore e non dei giudici individuare una disciplina normativa che provveda a regolare un nuovo sistema indennitario, tale da allinearsi agli obblighi internazionali e così evitare condanne per responsabilità derivanti dalla violazione della Convenzione.
La fissazione di una riparazione commisurata al valore venale non può basarsi, nel recupero del dictum della Corte europea nelle pronunce avanti esaminate, come conformazione alle norme diritto internazionale che secondo l'art. 10 Cost. impegna tutto l'ordinamento: anche perché si riconosce generalmente che la norma costituzionale non ha ad oggetto il diritto pattizio, e d'altro canto, il prezzo di mercato come compenso espropriativo non è un valore generalmente riconosciuto dagli Stati.
Lo Stato italiano ha il dovere di porre rapidamente ed effettivamente fine con appropriate misure giuridiche, amministrative e finanziarie ad una situazione strutturale di violazione dei diritti dell'uomo, rimuovendo ogni ostacolo all'ottenimento di una indennità ragionevole rispetto al valore dei beni espropriati.
IN... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO --> ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
In ipotesi in cui l'espropriazione riguardi un bene condotto in affitto da soggetto che eserciti sullo stesso la sua attività, lo stato deve tenere conto della specificità dello sfruttamento del terreno e della sua funzione specifica, in sede di determinazione dell'indennità. In particolare l'Autorità deve tener conto del fatto che l'espropriazione comporti la perdita dello strumento di lavoro da cui l'interessato trae i suoi mezzi da sussistenza, a maggior ragione qualora l'avente diritto sia impossibilitato a trovare beni alternativi, in considerazione della particolare natura di questi.
Se la Corte ritiene che contraria alla Convenzione sia un'espropriazione che sarebbe stata legittima se non per il mancato pagamento di un equo indennizzo e il carattere della violazione constatata non le permette di assumere che possa essere effettuata una restitutio in integrum, deve essere accordato un indennizzo equivalente. Qualora l'indennità ottenuta a livello naziona... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i il valore venale del terreno all'epoca dell'espropriazione, maggiorata dell'importo degli interessi legali dovuti, ma non rivalutata per l'inflazione, la Corte accorda un indennizzo corrispondente alla rivalutazione per l'inflazione.
L'indennità di occupazione deve essere calcolata sulla base del valore di mercato del bene al momento della perdita della proprietà.
L'indennità di occupazione di terreni di proprietà privata, per essere adeguata, deve essere calcolata sulla base del valore di mercato al momento della privazione degli stessi; è pertanto dovuto alla parte ricorrente un importo pari alla differenza tra quanto liquidato a titolo di indennità di occupazione da parte dei giudici nazionali sulla base dell'indennità di espropriazione calcolata ai sensi della legge n. 359/1992 e quanto la parte ricorrente avrebbe potuto ottenere se il calcolo fosse stato effettuato sulla base al valore di mercato del terreno, oltre ad indicizzazione e interessi pari agli interessi legali semplici sul capitale progressivamente rivalutato.
L'indennità di espropriazione adeguata deve corrispondere al valore commerciale del bene al momento della privazione di questo; deve pertanto essere accor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mma che corrisponde alla differenza tra i valori del bene all'epoca dell'espropriazione e l'indennità di espropriazione ottenuta al livello nazionale più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dallo spossessamento del bene, corrispondenti all'interesse legale semplice applicato sul capitale progressivamente rivalutato.
Ai termini dell'articolo 41 della Convenzione EDU se la Corte dichiara che c'è stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell'altra parte contraente non permette di cancellare se non imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, sussistendo la domanda, una soddisfazione equa.
L'indennità di espropriazione adeguata deve corrispondere al valore commerciale del bene al momento della privazione di questo; deve pertanto essere accordata una somma che corrisponde alla differenza tra i valori del bene all'epoca dell'espropriazione e l'indennità di espropriazione ottenuta al livello nazionale più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dallo spossessamento del bene, corrispondenti all'inte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e semplice applicato sul capitale progressivamente rivalutato.
L'indennità d'espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di quest'ultimo; va pertanto accordata all'avente titolo una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all'epoca dell'espropriazione e l'indennità d'espropriazione ottenuta a livello nazionale più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo intercorso dall'espropriazione del terreno, corrispondenti all'interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato; va risarcito anche il pregiudizio morale.
L'indennità d'espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di quest'ultimo; va pertanto accordata all'avente titolo una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all'epoca dell'espropriazione e l'indennità d'espropriazione ottenuta a livello nazionale dedotta la somma già ricevuta al titolo di acconto sull'indennità, più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo intercorso dall'espropriazione del terreno... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...denti all'interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato; va risarcito anche il pregiudizio morale.
L'indennità d'espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di quest'ultimo; va pertanto accordata all'avente titolo una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all'epoca dell'espropriazione e l'indennità d'espropriazione ottenuta a livello nazionale; va risarcito anche il pregiudizio morale.
L' indennità d'espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di quest'ultimo; va pertanto accordata all'avente titolo una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all'epoca dell'espropriazione e l'indennità d'espropriazione ottenuta a livello nazionale, più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dall'espropriazione del terreno, pari all'interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato.
In ipotesi di esproprio isolato l'indennità d'espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di ques... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eve pertanto essere accordata una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all'epoca dell'espropriazione e l'indennità d'espropriazione ottenuta a livello nazionale, più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dall'espropriazione del terreno (che possono ritenersi congrui nella misura del tasso d'interesse della banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale).
In ipotesi in cui l'indennità accordata in sede nazionale sia inferiore al valore di mercato del bene, la Corte Europea deve accordare ai ricorrenti una somma corrispondente alla differenza tra il suddetto valore determinato al momento dell'espropriazione e l'indennità ottenuta in sede nazionale. Sulla suddetta somma devono essere calcolati gli interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso, corrispondenti all'interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato.
In ipotesi in cui l'indennità di espropriazione non sia adeguata in quanto non corrispondente al valore di mercato del bene per essere stata determinata ai sensi dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, deve essere accordata una somma corrispondende... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...renza tra il valore di mercato del terreno all' epoca dell'espropriazione e l'indennità ottenuta a livello nazionale, più indicizzazione ed interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dall'espropriazione, corrispondenti all'interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato.
L'indennità di espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato del bene; va pertanto accordata una somma corrispondente alla differenza tra il valore della parte di terreno di cui il ricorrente era proprietario e l' indennità ottenuta da questo a livello nazionale oltre ad interessi suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dall'esproprio del terreno, corrispondenti all'interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato.
L'indennità d'espropriazione deve corrispondere al valore di mercato del bene al momento della privazione di quest'ultimo. Deve pertanto essere accordata al titolare una somma che corrisponda alla differenza tra il valore del terreno e l'indennità ottenuta dai ricorrenti a livello nazionale (determinata quest'ultima ex art. 5 bis L. n. 359/1992), oltre agli interessi al tasso legal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...applicato al capitale gradualmente rivalutato, suscettibili di compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo dall'espropriazione del terreno.
In ipotesi di espropriazione legittima, l'indennità di espropriazione adeguata deve corrispondere al valore di mercato dei beni al momento della privazione di questi. Deve pertanto essere accordata all'espropriato una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all'epoca dell' espropriazione e l'indennità ottenuta a livello nazionale, derivante dall'applicazione dell'art. 5 bis L. n. 359/1992, più indicizzazione ed interessi pari al tasso legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato.
Sulla base dei criteri generali enunciati nella giurisprudenza Cedu relativa all' articolo 1 del protocollo n. 1, nel caso in cui la liquidazione dell'indennità in sede nazionale, sia avvenuta ex at. 5 bis L. n. 359/1992, deve essere accordata al proprietario una somma che corrisponde alla differenza tra il valore del terreno all' epoca dell'espropriazione e l'indennità ottenuta a livello nazionale, più indicizzazione ed interessi, quest'ultimi corrispondenti all' interesse legale semplice applicato sul capitale gradualmente rivalutato.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arattere legale di una espropriazione si riflette sui criteri da usare per determinazione della riparazione dovuta dallo Stato; le conseguenze di una espropriazione illecita non possono essere assimilate a quelle di una esproprio legittimo. In questo caso l'indennità di espropriazione adeguata è quella corrispondente al valore di mercato dei beni al momento della loro sottrazione. Va pertanto accordata una somma pari alla differenza tra il valore dei terreni all'epoca della espropriazione e la indennità ottenuta dai ricorrenti a livello nazionale oltre a indicizzazione ed interessi.
I criteri di quantificazione del corrispettivo di un'espropriazione legittima non possono coincidere con quelli per il risarcimento per un'espropriazione illegittima, e devono essere commisurati al valore di mercato del bene al momento dell'espropriazione, attualizzato per compensare l'effetto dell'inflazione, oltre agli interessi compensativi nella misura legale sulla somma progressivamente rivalutata.
La Corte Edu, interpretando la normativa dell'art. 1 del Protocollo n. 1 allegato alla Convenzione eur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...unciato il precetto generale ed assoluto che per le aree edificatorie l'indennità di espropriazione deve determinarsi nella misura corrispondente al valore venale dell'immobile ablato. Ha tuttavia ritenuto possibile discostarsi dalla stessa in presenza di espropriazioni non isolate, e causate da eventi particolari richiedenti la necessità dell'immediato conseguimento di "obiettivi legittimi di utilità pubblica, come quelli perseguiti da misure di riforma economica o di giustizia sociale".
Secondo la CEDU (decisione della Grande Camera in data 29 marzo 2006 e giurisprudenza successiva), obiettivi legittimi di pubblica utilità, come quelli perseguiti da misure di riforma economica o da misure tendenti a conseguire una maggiore giustizia sociale, potrebbero giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato.
Se è vero che in ipotesi di espropriazione lecita, come l'espropriazione di un terreno in vista della costruzione di una strada o ad altre fini di pubblica utilità, unicamente un indennizzo integrale può essere considerato in rapporto ragionevole col valore del bene, questa regola non è tuttavia senza eccezione. Alcuni obiettivi di pubblica utilità, come quelli persegui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di riforma economica o di giustizia sociale, possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore commerciale.
Obiettivi legittimi "d'utilità pubblica", quali quelli che perseguono misure di riforma economico o di giustizia sociale, possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore di mercato del bene.
La regola della compensazione integrale del valore del bene in caso di espropriazione non è senza eccezione, dato che obiettivi legittimi di utilità pubblica che proseguono misure di riforma economica o di giustizia sociale, possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore di mercato.
Solo obiettivi legittimi di pubblica utilità che perseguono misure di riforma economica o di giustizia sociale, possono comportare un rimborso inferiore al pieno valore di mercato.
In ipotesi di espropriazione per il perseguimento di una finalità pubblica, solo una compensazione integrale può essere considerata ragionevole in relazione al valore del bene. Questa regola non è tuttavia senza eccezione, dato che obiettivi legittimi "d'utilità pubblica", quali quelli che proseguono misure di riforma economico o di giustizia sociale, possono militare per un rimbors... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al pieno valore di mercato.
Se è vero che in numerosi casi di espropriazione, come l'espropriazione isolata di un terreno in previsione della costruzione di una strada o altro fine di utilità pubblica, solo una compensazione integrale può essere considerata come ragionevole in relazione al valore del bene, questa regola non è tuttavia senza eccezione. Obiettivi legittimi di utilità pubblica, quali quelli che perseguono misure di riforma economica o di giustizia sociale, possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore di mercato.
La sentenza Corte Cost. n. 348/2007 richiama il fondamentale arresto della Grande Chambre del 29 marzo 2006 (in causa Scordino v. Italia) ove si precisa che, mentre "in caso di espropriazione isolata solo una riparazione integrale può essere considerata in un rapporto ragionevole con il valore del bene", viceversa "obbiettivi legittimi di utilità pubblica come quelli perseguiti da misura di riforma economica o di giustizia sociale possano giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo", nel quadro di "un ampio margine apprezzamento" riconosciuto, per tal profilo, allo Stato.
Secondo la CEDU l'articol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mo protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo impone, nelle espropriazioni per pubblica utilità, un ristoro di regola corrispondente al valore di mercato dei beni ablati, anche se gli Stati convenzionati possono prevedere la corresponsione di un indennizzo inferiore a tale valore in fattispecie eccezionali, nelle quali si persegue un interesse generale in un contesto di modifiche costituzionali o di sistema o di nazionalizzazioni, oppure di riforme economico sociali o politiche, che giustifichino un ristoro non integrale per il proprietario espropriato.
Nell'espropriazione per causa di pubblica utilità, solo un indennizzo integrale può essere considerato come ragionevolmente in rapporto con il valore del bene, salvo si tratti di misure di riforma economica o giustizia sociale.
Solo nel contesto di particolari e contingenti riforme economiche e sociali, o di programmi di politica economica, o di mutamenti dei regimi costituzionali, è stato eccezionalmente ritenuto tollerabile un rimborso all'espropriato inferiore al pieno valore di mercato.
La riforma del sistema indennitario italiano e le reazioni di Strasburgo: i rapporti tra le corti

References: sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 art. 16
 art. 5
 articolo 1
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 articolo 1
 art. 5
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