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Timestamp: 2018-02-24 11:39:51+00:00

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Sì alla grazia per Contrada | Andrea Tornielli
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Bertone, consuntivo di fine anno →
Cari amici naviganti, troverete inconsueta questa incursione in vicende di cronaca giudiziaria. Ma conosco personalmente Bruno Contrada, l’ho lungamente intervistato (nel 1995 ho pubblicato un libro-intervista dedicato al suo caso), ho visto dove abita (un appartamentino senza pretese), ho studiato le carte dei suoi processi. Sono convinto che sia stato incastrato da alcuni collaboratori di giustizia che aveva duramente perseguito quando era poliziotto a Palermo, sono convinto che nella sua triste vicenda giudiziaria abbiano giocato un ruolo fondamentale invidie e giochi di potere interni agli apparati dello Stato. Spero vivamente che il Presidente Giorgio Napolitano gli conceda la grazia.
Pubblicato il 26 dicembre 2007 da Andrea Tornielli	Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.
67 risposte a Sì alla grazia per Contrada
26 dicembre 2007 alle 09:02
Si alla grazia per Contrada, si soprattutto a una giustizia giusta che evita ogni perdita di tempo nella denizione dei processi e soprattutto compromessi con i poteri occulti.
In certi casi si ha l’impressione che la magistratura giudicante, nell’emettere le sentenze, sia condizionata dalla volontà di non far ‘perdere la faccia’ alla magistratura inquirente o ai colleghi dei precedenti gradi di giudizio (caso Tortora, caso Sofri, caso Contrada e chissà quanti altri). Se quest’impressione fosse giusta, anche solo in una piccola percentuale, sarebbe gravissimo. Quando lo stato affligge ingiustamente un innocente nega la sua stessa ragion d’essere, perde qualsiasi legittimità morale, giuridica e politica, diventa uguale ad una banda di predoni.
È assurdo che in Italia la casta dei magistrati impedisca l’attuazione di una riforma necessaria (anche se non sufficiente) per realizzare ciò che dovrebbe essere ovvio – specialmente dopo la trasformazione del sistema processuale penale – cioè la totale separazione della magistratura inquirente da quella giudicante.
26 dicembre 2007 alle 11:57
Anche Pilato, per non scontentare i sacerdoti, condannò Gesù. E’una storia che si ripete.
26 dicembre 2007 alle 13:07
posso fare un piccolo “distinguo”per sofri?
non fosse altro per l’amore(mio) grande verso calabresi.
SIOMONE scrive:
Contrada come Gesù,
ACCIDENTI CHE FANTASIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
26 dicembre 2007 alle 15:28
Ho seguito con interesse il caso Contrada fin dagli inizi.
Sono sempre stato convinto che si trattasse di un intrigo alla “Tortora” e ho gioito per la sua assoluzione con formula piena, però, subito dopo alcune sue dichiarazioni che facevano presagire ad una imminente “resa dei conti”, mi son detto: hai hai, caro Contrada…, non le sembra questa una grande imprudenza? E se il tritacarne si rimettesse in funzione?
Purtroppo per lui, così è stato e il copione già visto, si è immancabilmente ripetuto!!!
Caro Andrea, anche se personalmente non sono mai stato ammiratore troppo entusiastico della grazia (con la g minuscola, ovviamente), condivido totalmente quel che dici su Contrada.
26 dicembre 2007 alle 16:45
Sono perplesso, in quanto credo da un lato che lo Stato debba anche saper mostrare clemenza, ma dall’altro ritengo che Contrada avrebbe dovuto collaborare con la giustizia e fare nomi: lasciare liberi per il mondo dei mafiosi significa condannare a morte le loro vittime. Un gesto di clemenza potrebbe ferire i parenti di vittinme della mafia, come Rita Borsellino, come rileva un quotidiano:
“La possibilità che a Contrada venga concessa la grazia non piace a Rita Borsellino, la sorella di Paolo, il magistrato antimafia ucciso nel 1992, che intende chiedere un incontro al capo dello Stato Giorgio Napolitano nel tentativo di evitare questo passo. “Ritengo questa ipotesi estremamente grave – spiega – Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni (Falcone, ndr), Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita”.
“Comprendo i sentimenti di pietà che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di Contrada – aggiunge Rita Borsellino – ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l’alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo ciò che sapeva sulle complicità di parte delle istituzioni con l’organizzazione mafiosa”. “Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare – conclude – altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi”.
In Tribunale a Napoli anni addietro si è molto parlato del caso Contrada, fosse solo che egli è partenopeo come il fratello avvocato di quel foro. Anch’io ho avuto la stessa sensazione che riferisce Andrea e ho sempre considerato il malcapitato quale vittima di quella grande ingiustizia che solo la Giustizia sa partorire, ovviamente quella umana, che in ogni caso è espressione del potere e quindi viene esercitata pro domo sua. In ogni caso a parte le sensazioni, le condizioni umane dell’essere devono per forza di cose essere presupposto per la grazia. Condivido infine in pieno anche le osservazioni di De Matteis.
26 dicembre 2007 alle 17:40
A me lascia perplesso il fatto che la signora Rita Borsellino si sia schierata politicamente, cosa che – sempre a mio modesto avviso – invece di illuminarne la figura, un po’ la offusca.
Non capisco poi questo suo modo di ergersi ad unica persona che può avere autorevolezza in merito alla questione, condizionando l’operato del ministro della Giustizia e dello stesso Capo dello Stato. La signora dovrebbe assumere un tono più basso visto che di “Borsellino” porta solo il nome!
Mi permetto di riportare una dichiarazione dei fratelli di Contrada,apparsa su Repubblica di oggi:
“Abbiamo sentito le dichiarazioni della signora Rita Borsellino di cui rispettiamo il dolore sempre condiviso unitamente a tutti gli italiani, ma ci rattrista profondamente sentire affermazioni crudeli e gravi nei confronti di nostro fratello Bruno, della cui innocenza o colpevolezza non stiamo qui a discutere, anche se siamo sicuri che un giorno la vera giustizia ristabilira’ la verita’ sulla sua vicenda giudiziaria”. Lo affermano i sette fratelli di Bruno Contrada, l’ex dirigente del Sisde condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per il quale e’ stato avviato l’iter per la grazia, ipotesi ritenuta “estremamente grave” dalla sorella del magistrato. “Rispettiamo il suo dolore – aggiugono – ma a lei chiediamo rispetto per le sofferenze subite per 15 anni da un uomo condannato ingiustamente”. Per Elisa, Romano, Vittorio, Maria Rosaria, Carlo, Ida e Anna Contrada, “le discussioni sulla condanna sono ultronee: nostro fratello sta male davvero ed ha settantasei anni e mezzo e potrebbe morire in qualsiasi momento e la signora Rita Borsellino, che e’ farmacista, questo lo dovrebbe capire meglio di chiunque”.
Sono favorevolissima alla grazia a Bruno Contrada, grande servitore dello Stato perseguitato dallo Stato.
26 dicembre 2007 alle 19:07
Circa trent’anni fa, ho purtroppo avuto esperienza di cosa può “fare”, lo Stato, ad un suo Servitore che, per di più Militare, abbia fedelmente onorato la divisa oltrechè sè stesso. Senza fare nomi… …un Colonnello dei Carabinieri, già meritoriamente predestinato ai vertici dell’Arma, venne “fatto fuori”, (con accuse allucinanti, servite “su richiesta”, da “pentiti” interessati a giganteschi “sconti di pena”. Quel mio Amico(chè, mi onorò, trattandomi come tale, nonostante la non piccola differenza di età), dovette combattere quasi vent’anni, per vedersi “assolto”, 1°)perchè il fatto non susssisteva… e, ovviamente, 2°)per non aver commesso il fatto … .
Purtroppo, subito dopo la raggiuta Assoluzione, prima la Moglie, poi Lui stesso, lasciarono questa Terra… … (l’immenso dispiacere di vedersi crollare tutto il “proprio” mondo addosso, con pazzesche accuse, infamanti, era stato, per quell’Ufficiale Superiore dei Carabinieri -e per Sua Moglie- la causa instaurante di un cancro devastatore…….. . Inutile aggiungere che, su quella tragedia, Altri costruirono carriere politiche (e, forse, qualcuno, anche non politiche …). Che dire? Dopo quella kafkiana esperienza,(ripeto, vissuta come AMICO, per anni), non faccio fatica a credere che, il Dottor Bruno Contrada, sia INNOCENTE, e, per lui e la sua tragedia,altro non posso fare, che pregare il Santo Bambinello.
Egregio Dott. A.Tornielli, se ha modo, glielo faccia sapere, al Dottor B.Contrada, che, nonostante tutto, ci sono persone che, oltre a ringraziarLo per il lavoro che, a costo della vita,ha svolto contro la Mafia, gli rivolgono anche, un pensiero semplicemente affettuoso. L.J.C.
26 dicembre 2007 alle 19:27
Nessuna fantasia, non Contrada come Gesù, ma i giudici come Pilato (per fortuna non tutti, ancora c’è qualche giudice a Berlino)
Da appassionato della materia (ebbene sì, dopo una piccola parentesi al desk della redazione sportiva, mi sono occupato anche di cronaca nera agli inizi della professione), ho letto e riletto gli atti processuali e seguito l’intera vicenda. Non c’è una prova, dico una, che Contrada fosse colluso con la mafia. I giudici non sono riusciti a trovare un riscontro, un fatto oggettivo, ma hanno solo raccolto il fango e il veleno di ‘pentiti’ (parliamo di spietati assassini) che lo stesso Contrada aveva contribuito a far incarcerare e ai quali aveva dato la caccia durante tutta la vita.
Sì, dunque, alla grazie per Bruno Contrada, non solo per le sue gravi condizioni di salute, ma per la palese ingiustizia subita.
No, invece, alle polemiche di chi ha taciuto davanti alla grazia per pluriomicida e terroristi reo confessi.
La legge, anche in tema di grazia, è uguale per tutti.
Concordo con la grazia per Contrada, personalmente sono convinto della sua innocenza… Ammesso e non concesso che abbia una certa quale responsabilità il fatto che abbia gia scontato tre anni di prigione e sia in non buone condizioni di salute depongono per la grazia…
Come cristiano non sono per la giustizia vendicativa, ma sono per una giustizia umana, soprattutto poi verso chi per l’età e lo stato di salute non può più fare del male…
26 dicembre 2007 alle 21:17
Mi domando… nel XXI secolo ha ancora senso la grazia? Perchè si deve graziare qualcuno e non un altro? Tutti sappiamo che le motivazioni reali, per qualsiasi “grazia” sono solo ed esclusivamente politiche! Altrimenti dovremmo far uscire tutti coloro che stanno male… (chissà poi perchè, come si entra in carcere, le persone che contano iniziano a stare male…).
Sì direi che l’istituto della grazia ha ancora un senso, come parziale e inadeguato correttivo agli assurdi a cui a volte può condurre il principio “summum ius summa iniuria”, per cui la rigorosa applicazione della legge produce effetti umanamente deplorevoli, o addirittura intollerabili. In certi casi poi (e forse quello di Contrada è uno) può – in misura ancor più parziale e inadeguata, ma meglio che niente – porre rimedio agli errori (o orrori) giudiziari. Essendo “grazia”, va da sé che non abbia le caratteristiche della “giustizia”, come vorrebbe Paolo nel messaggio 16.
26 dicembre 2007 alle 22:31
Facciamo un cambio: grazia a Contrada … dentro Savigni ! Buon Natale, Moderatorelli.
27 dicembre 2007 alle 00:10
da noi gli eroi si aprezzano se sono morti,
forse la signora Rita Borsellino, sarebbe apprezzata se fosse in compagnia del fratello,
questa è l’italia che mi merito!!!!!!!
se non sono morti non sono credibili!!!!!!
Guai a questa italia che ha bisogno di morti !!!!
27 dicembre 2007 alle 06:35
In questa fase finale della vicenda Contrada, tralasciando tutta la fse processuale che non conosco e in cui non mi addentro, mi è parso strano che la sorella del giudice Borsellino, già candidta dell’Unione per le regionali siciliane, abbia indossato i panni della giustizialista, dimenticando che andata in giro per mezzo mondo a difendere la memoria di suo fratello, dicendosi garantista. Non si possono avere due pesi e due misure. Quando fa comodo o quando è scomodo. Tra l’altro, con le dichiarazioni rese dalla signora Boresellino si evincerebbe che Contrada sia stato reticente, colluso con la mafia. Se lei sa, perchè non parla? Queste nuove accuse infamanti che stanno colpendo un uomo ridotto a larva, si da poter ripetere la famosa frase “uccidi un uomo morto”, non fanno giustizia all’uomo, ma neanche a quelle che potrebbero essere state le sue vittime innocenti. Chi sa parli o taccia per sempre. La democrazia è anche questo. La giustizia, con la g minuscola è di questo mondo. Quella con la maiuscola non appartiene a noi, ma Dio, unico e vero giudice. Per cui, non mischiamo e non mestiamo il sacro con il profano cari pseudogarantisti, diventati giustizialisti tranne per chi emette verdetti, a volte, anche pesantemente sbagliati, e non paga e non ha pagato mai.
27 dicembre 2007 alle 06:39
Anche io sono favorevole alla grazia per Contrada. Mi ha colpito in questi giorni una sua affermazione: “«Non tutti gli italiani – scrive Contrada, – sanno che la morte viene irrogata a condannati, spesso colpevoli e talvolta innocenti, non soltanto in unica ed istantanea soluzione, con una iniezione letale o con una scarica elettrica o con un cappio al collo o con un proiettile nella nuca; essa è anche inflitta, non istantaneamente ma nel tempo, con ceppi inutili ed inumani su corpi martoriati dalle infermità e dalla senilità molto vicini all’ultimo passo»”.
27 dicembre 2007 alle 08:42
La legge è sempre stata a favore dei ‘birbanti’. Come ieri anche oggi. Contrada è stato giudicato dalla giustizia italiana con tutte le garanzie previste. Se sta male che venga curato, ma in carcere!
27 dicembre 2007 alle 11:01
tutti bravi a volare su8ll’onda delle emozioni….
perchè non vengono messe in rete tutti gli atti processuali su cui hanno dovuto lavorare i giudici per emettere la sentenza, e così capire pure noi in base a cosa è stato condannato?
Tutte le carte processuali in rete, e lasciatecele leggere in pace.
Vediamo poi se i giudici hanno preso un granchio
o avevano degli elementi probanti.
Diversamente tutti bravi a fare bla bla bla tra innocentisti e colpevolisti,
in democrazia ci sono deleghe,
o vogliamo fare tutti i CT della nazionale…. che ne sappiamo sempre di più di chi ne ha l’incarico……..
Guai a quell’italia che ha bisogno di volare su onde emotive,
senza tener conto della ragione
Segnalo l’articolo fi Grillo su Contrada:
L’ironia di Silvano è come al solito di pessimo gusto.Non lo voglio seguire su questa strada: ognuno dei lettori è in grado di giudicare le sue espressioni.
Caro Silvano (post 18), lo so che lei è nostalgico dello Stato Pontificio e del Cardinal Legato. Per nostra fortuna non ha lei il potere di mandar in galera le persone. Dunque, l’amico Savigni può restare libero, quand’anche fosse scarcerato Contrada… Lei è come sempre fortunato perché Savigni è un signore e non la segue in questa polemica di basso livello. Ed è fortunato doppiamente perché il sottoscritto – da lei puntualmente sfottuto come “Moderatorelli” – è così “moderatorelli” da permettere (quasi sempre) anche a lei di fare le sue sparate.
don Andrea Caniato scrive:
Colgo l’occasione per una riflessione più generale. Credo che condizionare l’elargizione della grazia al consenso delle vittime o dei loro parenti, sia un segno di inciviltà e di barbarie, perché la Giustizia viene amministrata in nome dello Stato e non dei cittadini privati. Un punto fermo della nostra civiltà dovrebbe essere proprio il primato del diritto, contro ogni forma di vendetta privata.
Ciò ovviamente non toglie il rispetto e anche l’aiuto concreto che è dovuto alle vittime e ai loro congiunti, ma altra cosa è chiamarli in causa sulle modalità di erogazione di pene e grazie. Questa deriva, secondo me, è spesso indotta da un certo giornalismo che ricerca il clamore e lo antepone al diritto.
27 dicembre 2007 alle 14:00
credo che le nostre convinzioni personali per quanto rispettabili non sono ne la Legge ne il verdetto di un Tribunale legalmente costituito. Guai a credere che possiamo fare giustizia sull’onda delle nostre convinzioni, sulle nostre conoscenze e sulle nostre simpatie. Tutto questo per dire che la giustizia faccia il suo corso e se la Grazia e una misura prevista dall’ordinamento in presenza di particolari situazioni e se queste particolari situazioni si sono verificate allora Si alla Grazia. Se le condizioni non ci sono allora No alla Grazie. Impariamo a fidarci di più delle istituzioni e lavoriamo perchè siano abitate da persone che mettano al primo posto il bene comune. buon natale
27 dicembre 2007 alle 14:03
Se Contrada è stato condannato in base a prove tangibili e inconfutabili questa vicenda ha un senso; se invece è in carcere solo per le parole di pentiti che raccontando quello che hanno raccontato ne hanno tratto personale beneficio senza fornire prova tangibile e inconfutabile ne ha un altro completamente opposto e per nulla rassicurante.
> Vittorio : e Tortora, ad esempio, con tutte le garanzie previste è stato condannato innocente.
27 dicembre 2007 alle 14:27
A Simone: il sottoscritto non fa il CT della nazionale. Io gli atti processuali li ho letti, ho seguito di persona molte udienze. Ho parlato con magistrati e avvocati. Ho parlato (e a lungo) persino con un pentito dell’accusa, che dopo il primo processo ha raccontato degli incontri tra collaboratori di giustizia e su alcune versioni “accomodate”. Ho conosciuto bene Contrada. Tutto ciò non significa che io non rispetti le sentenze. Avrò pure, però, il diritto di credere innocente una persona? Oppure credete davvero che sempre la verità processuale rispecchi la verità vera?
A Fra’ Enzo: non pretendo certo che le mie convinzioni personali siano più importanti dei verdetti dei tribunali. Mi sono solo espresso in favore della grazia a Contrada e attendo di sapere che cosa si deciderà. Lo stesso Contrada è stato così rispettoso della sentenza che non ha aspettato che la polizia venisse a prelevarlo a casa per portarlo in carcere – dopo la condanna definitiva della Cassazione – ma si è presentato lui alla prigione militare di Santa Maria Capua Vetere. Visto che la discussione suscita interesse, mi permetto di segnalarvi una piccola chicca: il giudice che in primo grado ha condannato Contrada per concorso esterno in associazione mafiosa (accusandolo, tra l’altro, di essere colluso con un boss palermitano solo sulla base di testimonianze dei pentiti) senza altri riscontri documentali) era lo stesso che negli anni Settanta scrisse la sentenza che mandò assolto proprio quello stesso boss che Contrada aveva denunciato e cercato di far condannare come mandante dell’omicidio di un giovane poliziotto. Curioso, no?
27 dicembre 2007 alle 14:29
Per Fra Enzo (26). Se lei è veramente un frate (con tutto il rispetto), posso capire il clima disincarnato che ispira le sue riflessioni. Non la invidio, però, perché penso che sia sempre meglio conoscere il mondo in cui si vive (cui non si appartiene) che ritenersi appartenenti a un mondo ideale (?) fatto di belle frasi illuministiche, ma vuote di contenuti reali. Noi non “facciamo giustizia sull’onda delle nostre convinzioni”. La chiediamo soltanto sulla base di prove oggettive che ancora mancano.
Buon anno anche a lei. Antoine
27 dicembre 2007 alle 14:39
Anche io ho moltissime perplessità su questa vicenda.
In più, mi fido del giudizio di Tornielli, che ha letto bene le carte e conosce la storia in tutti i suoi risvolti, dubbi e non.
Spero che Napolitano firmi la grazia, e che non si faccia irretire dalla polemica.
Peraltro, Rita Borsellino – che pure stimo molto – non è l’unica parente delle vittime a essersi espressa.
Lo ha fatto anche il figlio del procuratore Costa, e in senso opposto, ovvero a favore di un atto di clemenza e – più in generale – a discolpa di Contrada.
27 dicembre 2007 alle 15:06
Ma certo che si alla grazia!
….sono scandalizzato per le parole della sorella di Borsellino! Le trovo inumane e indegne di un cristiano….
27 dicembre 2007 alle 16:56
Il parere di Beppe Grillo non mi interessa… Non ho nessuna stima per lui.
Non mi sento (lo ripeto) di esporimere una posizione netta, non avendo letto le carte e studiato il caso; la stima che ho per Andrea Tornielli mi farebbe forse propendere per il sì alla grazia.Il parere dei parenti delle vittime non deve essere determinante. In ogni caso inviterei Alberto a condividere interiormente le sofferenze di Rita Borsellino prima di manifestare il suo “orrore”: un termine che riserverei ai mafiosi, non ai parenti delle vittime.
Il fatto stesso che dopo l’assoluzione con formula piena di Contrada – persona perbene e fedele umile servitore dello Stato -, sempre sulla base degli stessi atti, sia seguita una sentenza di condanna non suffragata da fatti e prove oggettive, ma solo da deposizioni di pentiti – tutti gran criminali e sanguinari assassini – che dichiarano di aver saputo da … (altro farabutto assassino), di aver sentito dire che o di essersi ricordati … (magari dopo qualche anno e sempre nell’ambiente malavitoso di questi medesimi farabutti delinquenti criminali) che il dottor Contrada avrebbe fatto favori o chissà quali altre benevolenze a dei boss mafiosi, non fa venire dei seri dubbi?!?
E se uno Stato che si definisce giusto e garantista, alla fine crede solo alla parola dei farabutti e non a quella di altre persone perbene che a loro volta hanno sostenuto l’onestà di Contrada, che razza di Stato è?!?
Se ho esagerato o detto delle inesattezze, mi corregga subito Dotto Tornielli.
27 dicembre 2007 alle 19:11
Mi perdoni, nella foga ho scritto Dotto e non Dottor!
27 dicembre 2007 alle 19:53
quindi Contrada è una vittima? e falcone e borsellino sono mafiosi?
27 dicembre 2007 alle 19:59
“Qualsiasi provvedimento in materia di differimento della pena, basato sulla gravità delle condizioni di salute dei condannati che stiano scontandola in carcere, è com’è noto di esclusiva competenza della Magistratura di sorveglianza”. Bruno Contrada ha scontato sino ad ora solo sette mesi di carcere, se la magistratura competente lo riterrà potranno essere prese le misure necessarie per un eventuale ricovero di Contrada. Se i familiari vogliono possono chiedere il riesame del processo, la grazia non può essere una scorciatoia per sfuggire a una condanna per associazione mafiosa. Quindi prima di scrivere delle baggianate informatevi DAVVERO sui fatti.
27 dicembre 2007 alle 20:23
Molti tra quelli che sono denigratori, processori, giudici di avamposto, progressisti retropensatori del nulla, del populismo famelico, del garantismo a senso unico, dimenticano che la certezza del diritto e della pena non possono essere scambiati o barattati con il sentimentalismo emotivo di chi scrive o pensa di poter usare il fiele dell’odio come penna in cui poter attingere la verità di una ragione. Bruno Contrada, agli occhi dei moralisti speciosi e cavillosi del perbenismo democratico, è un soggetto da far morire ovunque si trovi, perchè quello è il luogo adatto della sua mortale, morale e fisica espiazione. Così avvenne di e per Craxi, che, oggi, molti tentano di rivalutare e riabilitare, nonostante molti non conoscono quello che fu uno dei passaggi del suo testamento spirituale: “Una cosa chiedo. Che a riabilitarmi non fossero coloro che mi hanno ammazzato”.
27 dicembre 2007 alle 20:57
Gentile Matteo (post 31), un piccolo appunto: i mesi di carcere che Contrada ha già fatto non sono 7, bensì 31 (quelli in carcerazione preventiva dopo l’arresto alla vigilia del Natale 1992) + i 7 dopo la condanna in Cassazione.
E’ da sempre che tribunali “legalmente costituiti” condannano persone innocenti. La storia, lontana e recente, è piena di esempi. La verità processuale è una cosa, la verità storica, definita “vera” dall’ottimo dott. Tornielli, molto spesso un’altra. Appellarsi alla autorità delle sentenze, peraltro per negare la grazia, istituto che presuppone una sentenza passata in giudicato, non ha alcun senso. Sarebbe bene che le bende fossero tolte dagliocchi e non si mitizzassero le cosiddette istituzioni, composte da uomini fallibili. E che si sciogliessero, di fronte alla sofferenza altrui, i cuori ((Matteo 25, 31 – 46)
27 dicembre 2007 alle 21:28
Ha dimenticato di scrivere che sono nostalgico anche e soprattutto dell’immenso Rodolfo Quadrelli, di Giacomo Noventa, di Vincenzo Gioberti, di Lorenzo Scupoli, di Romano Amerio, dell’umile e commovente Don Cozzi, del Cardinal Siri e di tutti quelli che hanno tirato fuori le p….. per difendere la Chiesa Santa Romana Apostolica. I suoi tentativi di farmi passare per un “baluba” sono patetici … ops … perip….
27 dicembre 2007 alle 21:49
Mi scuso per l’imprecisione per i mesi di carcere, ma il punto non e’ questo: il giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere si è pronunciato il 12 dicembre contro il differimento della pena del Contrada poiché le patologie dello stesso potrebbero essere curate in carcere o in apposite strutture esterne. Se peraltro tutti gli affetti di patologie come il diabete dovessero avanzare domanda di grazia e ottenerla in tempi così rapidi, il sovraffollamento delle carceri sarebbe rapidamente risolto. Il detenuto malato dev’essere curato, nell’infermeria del carcere o in ospedale, secondo le leggi vigenti, non essendo la grazia una terapia anti-diabete.
27 dicembre 2007 alle 22:11
@ Cloe post 37 “quindi Contrada è una vittima? e falcone e borsellino sono mafiosi?”
Da questa illazione dovrei dedurre che Contrada sarebbe stato il loro carnefice?
@ Matteo post. 38 “Quindi prima di scrivere delle baggianate informatevi DAVVERO sui fatti.”
Con tutto rispetto, credo che questa affermazione valga soprattutto per Lei!!!
Se Contrada è stato davvero condannato solo in base alle dichiarazioni di pentiti, senza alcun riscontro con prove tangibili e inconfutabili di dette dichiarazioni, e che per tali dichiarazioni hanno ottenuto benefici siamo sicuri che il nostro sia uno stato di diritto?
Angela Piscitelli scrive:
28 dicembre 2007 alle 18:12
La mobilitazione per la piena riabilitazione di Bruno Contrada ennesima vittima di una giustizia che non puo’ più definirsi tale è atto dovuto della coscienza di chiunque creda ancora nei valori dello stato:valori che Bruno Contrada ha servito con tenacia accanimento e passione:oggi lo stato lo assassina lentamente mentre indossa le penne del pavone con moratorie a chiacchiere.La fondazione Pannunzio ha avviato su internet una raccolta di firme per il capo dello stato(tutto è con la minuscola non per distrazione);io vi ho aderito e mi piacerebbe che molti altri lo facessero in breve tempo;forse non servirà a smuovere i pontius pilatus maximi, ma almeno Bruno Contrada saprà che molti italiani per bene sono indignati e sono con lui
28 dicembre 2007 alle 19:33
Anni fa intervistai un uomo che era appena tornato a casa dopo aver ricevuto la grazia. Ricordo non solo la sua felicità, ma soprattutto la luce negli occhi della moglie e delle bambine piccole, che neppure aveva visto crescere. Se la grazia a Contrada può servire almeno a riportare un po’ di quella luce, anche negli occhi suoi e di quelli che lo amano, allora ben venga, a parte ogni altra valutazione.
29 dicembre 2007 alle 08:51
Caro Tornielli,pur conoscendolo come hai detto,il signor Contrada siccome ha sbagliato e quindi deve pagare come sta già facendo da un po’ di anni,non gli si può concedere
la grazia perché secondo il mio parere pur essendo malato e ciò mi dispiace tanto deve scontare la sua colpa ed il carcere e quindi dovrà finire i suoi gg. in carcere senza remore.
29 dicembre 2007 alle 09:28
Absit iniuria verbis, ricordate che Gesù fu condannato da un tribunale legittimamente costituito. Più che di grazia si dovrebbe parlare di REVISIONE del processo; Contrada merita di essere integralmente riabilitato. Leggetevi gli atti come ha fatto Tornielli da giornalista serio par suo e constaterete la schifezza che è stata perpetrata ai danni di un ottimo poliziotto.
>Michele : ma Contrada ha sbagliato perchè lo dicono i pentiti che poi hanno avuto i benefici o ha sbagliato perchè in seguito alle dichiarazioni dei pentiti sono state trovate le prove concrete e inconfutabili del reato?
Riporto questo flash dal sito internet Bruno Contrada il caso
Farò appello alle mie residue forze fisiche e morali per resistere ancora, così come ho fatto per quindici anni.
Spero che qualcuno si pentirà del male fatto a me ed alle Istituzioni.”
29 dicembre 2007 alle 14:50
Io non ho letto le carte dei processi Contrada, però so che in uno dei gradi di giudizio l’imputato è stato assolto. Non dovrebbe bastare questo a far pensare che sussista un ragionevole dubbio circa la colpevolezza? Non dovrebbe allora valere il principio base della civiltà giuridica, “in dubio pro reo”? Se non sbaglio, la proposta di considerare inappellabili da parte dell’accusa le sentenze assolutorie era stata fatta dal precedente governo (o addirittura inserita in una legge poi dichiarata incostituzionale dalla suprema corte?), ma ci fu la solita levata di scudi perché poteva favorire Berlusconi. Come se non fosse più importante stabilire il principio che tutto si deve fare pur di evitare che un innocente vada in galera.
Quando un colpevole viene assolto, è un’inefficienza della giustizia; quando un innocente viene condannato è la negazione stessa della giustizia e dello stato. Quando la giustizia dello stato assolve un mafioso si può al massimo pensare che sia collusa con la mafia; quando condanna per mafia un innocente, è essa stessa la mafia.
29 dicembre 2007 alle 19:33
Per Michele…. “con la stessa misura con cui misurate, vi sarà misurato”… “siate misericordiosi e troverete misericordia”. Perchè accanirsi contro un uomo malato? Caro Michele vorrei vedere se quando ti ammalerai pure tu e sarai buttato in un letto di ospedale (se pure) la penserai ancora così… mi vergogno al posto tuo.
29 dicembre 2007 alle 19:34
Dimenticavo il post di Michele è il numero 48.
30 dicembre 2007 alle 13:39
Sofri sì, Contrada no: gli ex di Lotta Continua non cambiano
Tratto da “l’Occidentale” del 28 dicembre 2007
Corriere della Sera. Venerdi 28 Dicembre 2007. Intervista a Enrico Deaglio.
Lei è favorevole o no alla concessione della grazia a Bruno Contrada?
No. Io sono assolutamente contrario.
Mentre al suo amico Adriano Sofri?
Ad Adriano si… potessi decidere qualcosa, gliela concederei.
A Contrada, no perché?
Perché la vicenda giudiziaria di cui è accusato Contrada è particolarmente odiosa. Un servitore dello Stato che aiuta i mafiosi, che li avverte, che. .
Ma perché l’omicidio Calabresi non le sembra altrettanto odioso?
Intanto è un fatto accaduto 35 anni fa… ed è odioso tanto quanto lo fu anche l’omicidio dell’anarchico Pinelli. . .
Da questo stralcio di intervista apprendiamo: primo, si può tranquillamente uccidere (e far uccidere) un commissario di Polizia, tanto poi passano gli anni e tutto si aggiusta, secondo, uccidere il Commissario Calabresi non era poi così tanto odioso, poichè l’anarchico Pinelli era precipitato dal balcone degli uffici della Questura di Milano, in circostanze non chiare.
Eccoli qua gli ex di Lotta Continua, questi rivoluzionari mancati in giacca e cravatta, scorie ripulite di ideologie di morte, refusi intellettuali della storia. Dirigono giornali, talk show televisivi, moraleggiano di quà e di là, allineati ai poteri forti di turno, dopo aver riposto da anni in soffitta la dittatura del proletariato e la classe operaia. Quelli che della Fiat hanno frequentato solo i piazzali antistanti, vagheggiando la rivoluzione, ma all’inizio del primo turno, all’alba, dormivano beati nei loro letti.
Ne ho abbastanza di questa gente, del loro modo subdolo di stare al potere, di dettare l’agenda intellettuale, di pontificare, di condizionare l’opinione pubblica, di dirci ogni giorno cosa è bene e cosa è male.
Dopo 35 anni, appunto, ci vorrebbe un po’ di rimorso e contrizione per il Commissario Calabresi e per tutte quelle vittime del terrorismo, un capitolo che loro, gli ex di Lotta Continua, vorrebbero chiudere senza ammettere di aver sbagliato, tragicamente sbagliato. Ditelo per favore, e poi ritiratevi dignitosamente, e finalmente, in rispettoso silenzio.
perche’ non vengono messi in rete tutti gli incarti dei procedimenti contro contrada?
potremmocapire perchè i Giudici hanno emesso quelle senzenze.
Se non leggiamo quelle carte probanti
il nostro resta pura chiacchiera
fatta senza motivazione, perchè non conosciamo i fatti narrati nelle carte.
Gentile Simone, si può cominciare vedendo un po’ di carte al seguente sito: http://www.brunocontrada.info/index.php
30 dicembre 2007 alle 17:41
(ANSA) – NAPOLI, 30 DIC – ‘Non ho mai chiesto ne chiedero’ una grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie’. Lo scrive Contrada al suo legale. L’avvocato Lipera, che ha incontrato il suo assistito, spiega di averlo trovato dimagrito e depresso: ‘Le sue condizioni sono peggiorate, da solo quasi non riesce a camminare piu”. L’ex funzionario e’ preoccupato per la moglie: ‘Mi ha detto di tranquillizzarla’. Contrada ha definito ‘irreprensibile’ il comportamento di Napolitano e Mastella sulla grazia.
30 dicembre 2007 alle 18:15
Italiani “in piedi”… e, Italiani “seduti”… .
Ora, (come, già, per Giovannino Guareschi…), possiamo sicuramente affermare, che: il Dott. Bruno Contrada, è un Italiano … “in piedi”!
30 dicembre 2007 alle 20:56
Ccontrada.
interessante come materia di fede cattolica….!!!!!!!
30 dicembre 2007 alle 22:20
Invito a rileggere l’intervento numero 52 di Leonardo. Condivido in toto. Complimenti per il testo e il ragionamento. Auguri a tutti di Buon Anno.
31 dicembre 2007 alle 22:59
Sono convinta che Contrada sia innocente checche ne dica chi ha ottenuto visibilità e un posto in Parlamento o in Senato non per meriti propri ma di riflesso, attraverso la morte tragica di un caro, fratello o figlio. Buon anno a tutti
X quelli che ancora non l’hanno capito o fanno finta di non capire: le patologie di Contrada (diabete) potrebbero essere curate in carcere o in apposite strutture esterne.Il detenuto malato dev’essere curato nell’infermeria del carcere o in ospedale, secondo le leggi vigenti, non essendo la grazia una terapia anti-diabete. Ci possiamo girare intorno quanto vi pare e piace ma questo dice la legge.
3 gennaio 2008 alle 00:43
lei è la seconda persona che stimo che – a mia conoscenza -scrive in rete a favore di Contrada. La prima è Maurizio Blondet. A chi interessa segnalo questo suo articolo http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2112%20&chiave=Contrada
4 gennaio 2008 alle 19:48
Contrada è stato condannato fino all’ultimo grado di giudizio, quindi credo dovremmo considerarlo un colpevole come qualunque persona giudicata colpevole definitivamente. Allora io dico che in prigione chissà in quanti sono nelle condizioni fisiche di Contrada, perché proprio lui deve uscire prima? Gli altri chi sono? Quando lo hanno processato poteva collaborare e non lo ha fatto, quindi se ne stia li, sconti la sua pena e se deve soffrire pazienza, ha fatto soffrire tante persone lui che non erano colpevoli di niente……
L’uso dei pentiti, nel voler comprendere se una persona è innocente o colpevole,mi sembra un idea un pò antiquata.
Buona 30 anni fà. E nenche troppo buona se vogliamo ricordare anche solo la storia del povero “Enzo Tortora”.
Accanirsi contro Contrada solo perchè qualcuno ha detto…
mi sembra veramente molto poco per giudicare.
Io non sò se paghi al posto di altri, incastrato perchè ormai vecchio e inservibile o sia veramente colpevole dei ruoli attribuitigli…
Certo a vederlo così vecchio e comunque dignitoso nello sguardo qualche dubbio me lo crea…
19 aprile 2008 alle 21:04
Solo oggi, cercando invano on line l’articolo di Gian Marco Chiocci mi accorgo di questo articolo.
Per fortuna non è solo Andrea Tornielli e Maurizio Blondet ad essersi occupato, ma certamente non sono molti i giornalisti che si occupano di questo dolorosissimo caso. Per citarne alcuni: Lino Jannuzzi che ha scritto anche un libro, Gian Marco Chiocci, Davide Giacalone.
Se ne occupano anche alcuni blog tra cui in particolare http://blog.libero.it/lavocedimegaride/view.php?reset=1, e c’è il blog http://www.brunocontrada.info/ in cui si può approfondire l’argomento.
E’ stata oggi lanciata l’iniziativa di scrivere ad Amnesty International
Leggere Contrada/bollettino d’aggiornamento a questo link:

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
in dubio
e contrario