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Timestamp: 2019-09-19 05:14:43+00:00

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L’ IVA NELL’EDILIZIA – QUADRO RIEPILOGATIVO DELLA NORMATIVA E DELLE ALIQUOTE – ANNO 2001
L’IVA NELL’EDILIZIA – AGGIORNAMENTO L’ IVA NELL’EDILIZIA – QUADRO RIEPILOGATIVO DELLA NORMATIVA E DELLE ALIQUOTE – AGGIORNAMENTO ANNO 2001
Come avviene da alcuni anni ormai, al fine di agevolare l’individuazione delle aliquote applicabili al settore delle costruzioni, si è predisposto un quadro sintetico dei casi più tipici che un’impresa edile si trova ad affrontare e delle principali norme di riferimento.
Il seguente lavoro dovrà quindi essere aggiornato man mano che il Collegio dei Costruttori fornirà le disposizioni di modifica di cui darà notizia attraverso gli articoli pubblicati nella presente rubrica ed i supplementi al Notiziario che verranno spediti alle imprese.
2. Tabella A, parte II – cessione di beni con aliquota 4%
2.1 cessione di fabbricati “prima casa”
2.2 cessione di costruzioni rurali ad uso abitativo
2.3 cessione di beni finiti
2.4 assegnazione di case effettuate da cooperative
3. Tabella A, parte II – prestazioni di servizi dipendenti da contratto d’appalto con aliquota 4%
3.1 appalto per la costruzione di “prima casa”, di fabbricati “Tupini” e di fabbricati rurali abitativi
3.2 appalto relativo all’abbattimento delle barriere architettoniche
4. Tabella A, parte III – cessione di beni con aliquota 10%
4.1 cessione di opere di urbanizzazione, di impianti di depurazione e di edifici assimilati alle case non di lusso
4.2 cessione di beni
4.3 cessione di case non di lusso e cessione, da parte dell’impresa costruttrice, di porzioni di fabbricati “Tupini”
4.4 cessione di beni forniti per la realizzazione di interventi di recupero
4.5 cessione di fabbricati da parte delle imprese che hanno effettuato interventi di recupero sugli stessi
5. Tabella A, parte III – prestazioni di servizi con aliquota 10%
5.1 locazioni abitative
5.2 allacciamento a reti di teleriscaldamento
5.3 appalti per la realizzazione di opere di urbanizzazione, impianti di depurazione ed edifici assimilati alle case non di lusso
5.4 manutenzione straordinaria su edifici di edilizia residenziale pubblica
5.5 appalti per la costruzione di case non di lusso e per la realizzazione di interventi di recupero
6. Novita’ e chiarimenti
6.1 interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici a prevalente destinazione abitativa privata
6.2 beni significativi
6.3 immobili agevolati
6.4 chiarimenti
6.5 subappalti
6.6 modalità di fatturazione
6.7 lavori di ampliamento della prima casa
7. Aliquota 16%
8. Aliquota 20%
9. Esenzione IVA – immobili a destinazione abitativa
9.2 cessioni di fabbricati, o porzioni di fabbricato, a destinazione abitativa
9.3 disposizioni transitorie
9.4 locazione di immobili destinati ad uso di civile abitazione
9.5 disposizioni in materia di detrazione dell’imposta sul valore aggiunto
10. Condizioni richieste per fruire delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa
10.1 ubicazione dell’immobile
10.2 titolarità di diritti reali su altri immobili
10.3 immobili acquistati con le agevolazioni
10.4 cessioni soggette ad IVA – preliminare
10.5 pertinenze dell’immobile
10.6 sanzioni
10.7 fac-simile di dichiarazione dell’acquirente per l’acquisto della prima casa
11. Esempi di dichiarazioni per richiedere l’applicazione dell’IVA agevolata
11.1 appalto relativo alla costruzione di “prima casa”
11.2 appalto relativo alla costruzione di autorimessa, posto auto o cantina “unica” pertinenza di un immobile “prima casa”
11.3 subappalto di prestazioni di servizi (lavori edili, realizzazione di impianto elettrico, idrotermosanitario ecc.) relative alla costruzione di un fabbricato “prima casa”
11.4 appalto relativo alla costruzione di un fabbricato non di lusso da parte di soggetti che svolgono l’attività di costruzione di immobili per la successiva vendita (fabbricati “Tupini” L.408/49) o di un fabbricato rurale abitativo
11.5 subappalto di prestazioni di servizi (lavori edili, realizzazione di impianto elettrico, idrotermosanitario ecc.) relative alla costruzione di un fabbricato non di lusso da parte di soggetti che svolgono l’attività di costruzione di immobili per la successiva vendita (fabbricati “Tupini” L.408/49) o di un fabbricato rurale abitativo
11.6 acquisto di beni finiti, escluse le materie prime e semilavorate, forniti per la realizzazione di fabbricati non di lusso o di fabbricati rurali abitativi
11.7 appalto o subappalto relativo alla realizzazione degli interventi di recupero di cui all’art. 31, lettere c), d) ed e) della L.457/78
12. Beni finiti per l’edilizia – definizione
13. Case non di lusso (L.408/49)
14. Caratterisitiche delle abitazioni di lusso (DM 2/8/69)
14.1 tabella delle caratteristiche
15. Edifici assimilati alle case di abitazione non di lusso (L.659/61)
16. Interventi di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico (L.457/78)
16.1 art. 31 – definizione degli interventi
c) restauro e risanamento
16.2 facsimile attestazione comunale relativa agli interventi di recupero
17. Opere interne – definizione (L.47/85)
18. Opere di urbanizzazione primaria e secondaria
19. Definizione di fabbricato rurale
20. Tabella 1 – Trasferimenti di proprietà – cessioni
21. Tabella 2 – Nuove costruzioni – appalto e acquisto di materiali
22. Tabella 3 – Manutenzione, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia ed urbanistica – appalto
La legislazione che disciplina l’imposta sul valore aggiunto è il DPR n.633 del 26/10/72.
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte II, n. 21 bis)
Sono soggette ad aliquota del 4% le cessioni di costruzioni rurali destinate ad uso abitativo del proprietario del terreno o di altri addetti alle coltivazioni dello stesso o all’allevamento del bestiame e alle attività connesse, cedute da imprese costruttrici, ancorché non ultimate, purché permanga l’originaria destinazione, sempre che ricorrano le condizioni di cui all’articolo 9, comma 3, lettere c) ed e), del D.L. 30-12-1993, n.557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26-2-94, n. 133. (3)
Sono soggette ad aliquota del 4% le cessioni di beni, escluse le materie prime e semilavorate, forniti per la costruzione, anche in economia, dei fabbricati di cui all’articolo 13 della legge 2-7-1949, n. 408, e successive modificazioni, delle costruzioni rurali di cui al numero 21-bis). (4)
Sono soggette ad aliquota del 4% le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione dei fabbricati di cui all’articolo 13 della legge 2-7-1949, n. 408 (fabbricati non di lusso c.d. “Tupini”) (5), e successive modificazioni, effettuate nei confronti di soggetti che svolgono l’attività di costruzione di immobili per la successiva vendita, ivi comprese le cooperative edilizie e loro consorzi, anche se a proprietà indivisa o di soggetti per i quali ricorrono le condizioni richiamate nel numero 21) (prima casa), nonché alla realizzazione delle costruzioni rurali (ad uso abitativo) di cui al numero 21-bis).
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte II, n. 41 ter)
Sono soggette ad aliquota del 4% le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche.
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 quinquies)
Sono soggette ad aliquota del 10% le cessioni di opere di urbanizzazione primaria e secondaria elencate nell’articolo 4 della legge 29-9-1964, n. 847, integrato dall’articolo 44 della legge 22-10-1971, n. 865; (6) le linee di trasporto metropolitane tramviarie ed altre linee di trasporto ad impianto fisso; gli impianti di produzione e reti di distribuzione calore – energia e di energia elettrica da fonte solare – fotovoltaica ed eolica; gli impianti di depurazione destinati ad essere collegati a reti fognarie anche intercomunali e ai relativi collettori di adduzione; gli edifici di cui all’articolo 1 della legge 19-7-1961, n. 659, (6) assimilati ai fabbricati di cui all’articolo 13 della legge 2-7-1949, n. 408, (6) e successive modificazioni.
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 undecies)
Sono soggette ad aliquota del 10% le cessioni di case di abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al D.M. dei lavori pubblici 2-8-1969, pubblicato nella G.U. n. 218 del 27-8-1969, (7) anche se assegnate in proprietà o in godimento a soci da cooperative edilizie e loro consorzi, ancorché non ultimate, purché permanga l’originaria destinazione, qualora non ricorrano le condizioni richiamate nel numero 21) della parte seconda della presente tabella (diversi dalla prima casa).
Sono altresì soggette all’aliquota del 10% le cessioni, effettuate dall’impresa costruttrice, di fabbricati o porzioni di fabbricato (diversi dalle predette case di abitazione) di cui all’articolo 13 della legge 2-7-1949, n. 408, ancorché non ultimati, purché permanga l’originaria destinazione.
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 terdecies)
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 ter)
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 quater)
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 septies)
Per la definizione di “edilizia residenziale pubblica” si deve fare riferimento alla circolare ministeriale n. 151 del 9/7/99 (pubblicata sul Notiziario n.8-9/99) e alla risoluzione n. 112/E del 14/7/00 (pubblicata sul Notiziario n.8-9/00).
(D.P.R. 633/72, Tabella A, parte III, n. 127 quaterdecies)
(Legge 23/12/00, n.388, art.30, c.3)
La legge finanziaria 2000 (L.488/99, art.7, c.1) ha fissato nella misura del 10 per cento, l’aliquota IVA sulle prestazioni aventi ad oggetto gli interventi di manutenzione del patrimonio edilizio esistente.
L’agevolazione riguarda soltanto gli interventi relativi a opere di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su abitazioni o su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
Detta agevolazione è stata prorogata fino al 31/12/01 dall’art. 30, comma 3 della legge 23/12/00, n. 388 (Finanziaria 2001) ed è pertanto applicabile anche per l’anno 2001.
Per i beni che invece costituiscono una parte significativa del suddetto valore l’aliquota ridotta si applica fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell’intervento di recupero e quello dei medesimi beni.
Tali beni, identificati dal decreto 29/12/99 del Ministero delle Finanze e dalla circolare del Ministero delle Finanze n. 247/E del 29 dicembre 1999, sono:
– sanitari e rubinetteria da bagno;
Pertanto, per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, l’aliquota del 10% si applica:
(Esempio. Valore complessivo delle prestazioni 100. Valore dei beni significativi 30. L’IVA al 10% si applica sull’intero valore della prestazione: 100)
– sia sull’importo della prestazione al netto del valore dei beni significativi (esempio: 100 valore complessivo della prestazione – 60 valore dei beni significativi = 40 valore netto della prestazione);
– sia su una quota del valore dei beni significativi pari al valore della prestazione netta come sopra determinata (cioè su 40);
– solo sul residuo (20) verrà applicata l’aliquota ordinaria.
a) valore complessivo della prestazione=100
b) valore dei beni significativi=60
c) valore netto della prestazione (a-b) 100-60=40
d) quota parte beni significativi uguale al valore netto della prestazione (c)=40
IVA aliquota ordinaria (20%) su 20 (a-c-d)
– il corrispettivo del servizio al netto del valore di detti beni;
– la parte del valore dei beni stessi cui è applicabile l’aliquota ridotta del 10%;
– l’eventuale parte soggetta ad aliquota ordinaria.
– interi fabbricati con più del 50% della superficie dei piani sopra terra destinati ad abitazione privata (non è necessario che ricorra l’altra condizione richiesta dalla legge n. 408 del 1949 – “Tupini” – ossia che la superficie destinata a negozi non ecceda il 25% della superficie dei piani sopra terra).
Con la circolare del 7 aprile 2000, n.71/E Ministero delle finanze sono state fornite ulteriori precisazioni sull’applicazione dell’art.1, comma 1 lett.b) della legge 23 dicembre 1999, n.488.
Con riferimento agli immobili che fruiscono dell’agevolazione è stato precisato che la riduzione di aliquota si applica :
– agli interventi eseguiti su immobili accatastati come abitazioni (da A/1 a A/11, con esclusione degli A/10) anche nell’ipotesi in cui l’edificio sia a prevalente destinazione non abitativa ;
– agli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici a prevalente destinazione abitativa, intendendosi per tali quelli nei quali oltre il 50% della superficie sopra terra sia destinata ad uso abitativo privato. Restano esclusi gli interventi eseguiti su unità immobiliari a destinazione non abitativa ancorché facenti parte di edifici a prevalente destinazione abitativa;
– agli interventi di manutenzione ordinaria (e straordinaria) eseguiti su edifici di edilizia residenziale pubblica a prevalente destinazione abitativa. Infatti, il riferimento agli edifici “a prevalente destinazione abitativa privata” non è riferito alla natura pubblica o privata del possessore dell’immobile, ma alla circostanza che questo venga adibito a dimora di soggetti privati;
– agli interventi di manutenzione ordinaria (e straordinaria) eseguiti su edifici assimilati alle case di abitazione non di lusso che costituiscono stabili residenze per collettività (orfanotrofi, ospizi, brefotrofi, conventi);
– agli interventi eseguiti sulle pertinenze delle abitazioni anche se le stesse sono situate in un edificio non a prevalente destinazione abitativa.
In ordine alle operazioni agevolate, la circolare precisa che l’agevolazione si applica non solo per i contratti di appalto ma anche per i contratti d’opera o altri accordi negoziali. Non rientrano, invece, nell’agevolazione le prestazioni professionali (es. spese di progettazione e per consulenza e perizie tecniche).
Poiché la norma agevolativa considera la prestazione avente a oggetto l’intervento di recupero nella sua unitarietà, l’aliquota ridotta non può essere estesa alle prestazioni di servizi rese in esecuzione di subappalti.
L’agevolazione è diretta ai soggetti beneficiari dell’intervento di recupero, identificabili ordinariamente con i consumatori finali della prestazione. Di conseguenza, alle operazioni che configurano fasi intermedie nella realizzazione dell’intervento, e cioè alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi rese nei confronti dell’appaltatore o del prestatore d’opera, l’IVA resta applicabile con l’aliquota per esse prevista.
Tali beni e servizi verranno, naturalmente, assoggettati all’aliquota del 10 per cento nella successiva fase di riaddebito al committente, in quanto confluiranno nel corrispettivo globale dell’intervento di recupero agevolato.
Per quanto attiene ai beni significativi individuati nel decreto del Ministero delle finanze 29 dicembre 1999, il limite di applicabilità della riduzione dell’IVA al 10% (sino a concorrenza del valore della manodopera e degli altri materiali non significativi) non si riferisce anche alle singole parti o pezzi staccati che li compongono (es. bruciatori di una caldaia),sempreché tali componenti vengano forniti nell’ambito di una prestazione di servizi avente ad oggetto un intervento di recupero agevolato. Sempre in ordine ai beni significativi, viene precisato che, agli effetti dell’IVA, il corrispondente valore è costituito dall’ammontare dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore secondo le condizioni contrattuali (art. 13 DPR 633/72).
La circolare ministeriale si sofferma anche sulle modalità di fatturazione degli interventi agevolati, precisando che il prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare in fattura oltre al servizio oggetto della prestazione anche il valore dei beni significativi. I suddetti dati devono essere evidenziati in fattura anche nel caso in cui dal calcolo risulti che l’intero valore del bene significativo deve essere assoggettato all’aliquota ridotta. In caso di pagamento di acconti, se la realizzazione dell’intervento di recupero comporta anche la fornitura di beni significativi, l’importo di tali beni dovrà essere indicato in ciascuna fattura di acconto nella quota percentuale corrispondente alla parte di corrispettivo pagata.
9. ESENZIONE I.V.A. – IMMOBILI A DESTINAZIONE ABITATIVA
(art. 10, c. 4, D.L. 20/6/96, n. 323, conv. dalla L. 8/8/96, n. 425)
In materia di I.V.A. sulla cessione di immobili a destinazione abitativa, si riporta il testo della circolare ministeriale n. 182/E dell’11 luglio 1996, nella quale il Ministero delle finanze ha precisato che la cessione di fabbricati ad uso abitativo effettuata dalle imprese di costruzione è in ogni caso soggetta a I.V.A. e che, da parte delle imprese costruttrici il tributo assolto sugli acquisti di tali immobili è sempre detraibile.
1. Ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 3 per cento (4 per cento per gli atti soggetti ad Iva) agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o consuntivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse, devono ricorrere le seguenti condizioni:
a) che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto a propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquisito come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto;
c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo ovvero di cui all’articolo 1 della legge 22 aprile 1982, n. 168, all’articolo 2 del decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n. 118, all’articolo 3, comma 2, della legge 31 dicembre 1991, n. 415, all’articolo 5, commi 2 e 3, dei decreti-legge 21 gennaio 1992, n. 14, 20 marzo 1992, n. 237, e 20 maggio 1992, n. 293, all’articolo 2, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 luglio 1992, n. 348, all’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 settembre 1992, n. 388, all’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 novembre 1992, n. 455 all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75 e all’articolo 16 del decreto-legge 22 maggio 1993, n.155, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.243.
3. Le agevolazioni di cui al comma 1, sussistendo le condizioni di cui alle lettere a), b) e c) del medesimo comma 1, spettano per l’acquisto, anche se con atto separato, delle pertinenze dell’immobile di cui alla lettera a).
4. In caso di dichiarazione mendace, o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte. Se si tratta di cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, l’ufficio del registro presso cui sono stati registrati i relativi atti deve recuperare nei confronti degli acquirenti una penalità pari alla differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota aumentata del 30 per cento. Sono dovuti gli interessi di mora di cui al comma 4 dell’articolo 55 del presente testo unico. Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale.
10.7 Facsimile di dichiarazione dell’acquirente per l’acquisto della prima casa
Il sottoscritto (cognome – nome), committente dei lavori relativi alla costruzione del fabbricato sito in (città), via (indirizzo),
l’applicazione dell’IVA ridotta del 4% ai sensi del punto 39, Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72.
A tal fine dichiara, sotto la propria responsabilità, di trovarsi nelle condizioni di cui alla nota II bis, articolo 1, della Tariffa parte I, allegata al DPR 131/86 e più precisamente
– che l’immobile è ubicato nel comune di residenza del committente;
– di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è ubicato l’immobile oggetto dell’appalto;
– dichiara di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata con le agevolazioni “prima casa” indicate nella sopracitata nota II bis.
Dichiara, inoltre, che il fabbricato non è di lusso secondo i criteri di cui al DM 2/8/69 ed allega copia della concessione edilizia rilasciata dal Comune di  .
Il sottoscritto (cognome – nome), committente dei lavori relativi alla costruzione della (descrizione dell’opera), pertinenza del fabbricato sito in (città), via (indirizzo),
A tal fine dichiara, sotto la propria responsabilità, di trovarsi nelle condizioni di cui alla nota II bis, articolo 1, comma 3°, della Tariffa parte I, allegata al DPR 131/86 e più precisamente
– che l’immobile a cui verrà asservita la pertinenza è stato acquistato come “prima casa”;
– che l’immobile di cui sopra non ha altre pertinenze della medesima categoria catastale di quella oggetto dell’appalto.
11. 3 Subappalto di prestazioni di servizi (lavori edili, realizzazione di impianto elettrico, idrotermosanitario ecc.) relative alla costruzione di un fabbricato “prima casa”
l’applicazione dell’IVA ridotta del 4% ai sensi del punto 39, Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72 in quanto trattasi di lavori relativi alla realizzazione di un fabbricato “prima casa”
11.4 Appalto relativo alla costruzione di un fabbricato non di lusso da parte di soggetti che svolgono l’attività di costruzione di immobili per la successiva vendita (fabbricati “Tupini” L. 408/49) o di un fabbricato rurale abitativo
11.5 Subappalto di prestazioni di servizi (lavori edili, realizzazione di impianto elettrico, idrotermosanitario ecc.) relative alla costruzione di un fabbricato non di lusso da parte di soggetti che svolgono l’attività di costruzione di immobili per la successiva vendita (fabbricati “Tupini” L. 408/49) o di un fabbricato rurale abitativo
l’applicazione dell’IVA ridotta del 4% ai sensi del punto 24, Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72 in quanto trattasi
– beni finiti forniti per la realizzazione di un fabbricato non di lusso ai sensi della L.408/49, art.13
– beni finiti forniti per la realizzazione di un fabbricato rurale abitativo di cui al punto 21 bis, Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72.
Nota: i beni finiti possono essere acquistati richiedendo l’aliquota del 4% sia da parte di soggetti committenti di “prima casa” che da parte di soggetti committenti di fabbricati non di lusso diversi dalla “prima casa”. La stessa agevolazione può essere chiesta anche da parte di soggetti che svolgono l’attività di costruzione di immobili per la successiva vendita (fabbricati “Tupini” L. 408/49)
11.7 Appalto o subappalto relativo alla realizzazione degli interventi di recupero di cui all’articolo 31, lettere c), d) ed e) della L.457/78
(Circolare 25/364695 del 3-8-1979 – Min. Fin., Dir. Gen. Tasse – stralcio)
Ora, l’art. 1, ultimo comma, del D.P.R. 29-1-1979, n. 24, come modificato dal D.P.R. n. 94, ha soppresso il citato art. 79, senza tuttavia abrogare le agevolazioni in esso previste, anzi ampliandone la sfera di applicazione.
13. CASE NON DI LUSSO
(Legge 2-7-1949, n. 408 – art. 13 “Tupini”)
Nota: Le case di abitazione non di lusso che comprendono uffici e negozi sono agevolate purché sussistano congiuntamente le seguenti condizioni:
La mancanza di una delle condizioni fa venire meno il beneficio fiscale all’intero fabbricato.
14. CARATTERISITICHE DELLE ABITAZIONI DI LUSSO
(Decreto Ministeriale 2 agosto 1969)
15. EDIFICI ASSIMILATI ALLE CASE DI ABITAZIONE NON DI LUSSO
(Legge 19/7/1961, n. 659 – art.1)
Le agevolazioni fiscali e tributarie stabilite per la costruzione di case di abitazione dagli artt. 13, 14, 16 e 18 della legge n.408/49 (Tupini) sono estese agli edifici contemplati dall’art.2, comma secondo, del RDL n.1094/38, convertito nella legge n.35/39.
Il RDL n. 1094/38 Agevolazioni tributarie per i fabbricati di nuova costruzione e per quelli migliorati prevede che agli effetti del beneficio ficale siano equiparati alle case di civile abitazione:
– gli edifici scolastici;
– le caserme;
– gli ospedali e le case di cura;
– i ricoveri;
– le colonie climatiche;
– i collegi e gli educandati;
– gli asili infantili;
– gli orfanotrofi e simili e cioè gli immobili aventi finalità di istruzione, cura e beneficenza destinati ad ospitare collettività o categorie di persone.
All’aliquota Iva del 10% sono pertanto soggette le cessioni, e i relativi contratti di appalto per la costruzione, di:
– carceri;
– sanatori;
– gerontocomi;
– brefotrofi;
– monasteri e conventi;
– centri di recupero per bambini handicappati.
Rientrano tra gli edifici assimilati alle case di abitazione non di lusso – vista l’equiparazione agli effetti tributari (art.29 del Concordato) del fine di culto a quello di beneficenza e istruzione – anche gli edifici di culto cattolico, quali
– chiese,
– santuari,
– oratori pubblici.
Sono inoltre agevolati gli edifici di di culto non cattolico ammessi nello Stato.
16. INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ED URBANISTICO
e) interventi di ristrutturazione urbanistica, quelli rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico – edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.
art. 31, lettera ……………………. della
legge 5/8/78, n. 457.
17. OPERE INTERNE – DEFINIZIONE
Ai fini dell’IVA le opere interne di cui all’art. 26 della L. 47/85 devono essere inquadrate nelle fattispecie di cui all’art. 31, L. 457/78, lettere b), c) o d) con la conseguente applicazione dell’aliquota corrispondente.
(Legge 29-9-1964, n. 847 – L. 22/10/71, n. 865)
Sono, inoltre, considerate opere di urbanizzazione primaria e secondaria:
– linee di trasporto metropolitane, tranvie e altre linee di trasporto a impianti fisso. L’aliquota iva agevolata si applica anche agli impianti a fune, comunque realizzati, per il trasporto di persone,
– impianti di produzione e reti di distribuzione di calore – energia (teleriscaldamento),
– impianti di produzione e reti di distribuzione di energia elettrica da fonte solare – fotovoltaica ed eolica,
– impianti di depurazione destinati ad essere collegati a reti fognarie, anche intercomunali e ai relativi collettori di adduzione,
– parcheggi,
– impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione di rifiuti urbani speciali, tossici e nocivi, solidi e liquidi, e alla bonifica delle aree inquinate di cui all’art. 5 della legge n. 441/1987,
– opere di impiantistica sportiva realizzate ai sensi del D.L. 3 gennaio 1987, n. 2, convertito nella legge n.65/1987,
– impianti cimiteriali di cui all’art. 54 del regolamento di polizia mortuaria approvato con DPR n. 803/1975 (compresi i manufatti per la sepoltura, le aree destinate alla costruzione o all’ampliamento dei cimiteri, le vie di accesso, le zone di parcheggio, gli spazi e i viali destinati al traffico interno, le costruzioni accessorie come, camera mortuaria, sala di autopsia, forno crematorio, servizi destinati al pubblico ed agli operatori cimiteriali, abitazione del custode),
– le strade comunali, che uniscono una frazione, una borgata o delle cascine al centro cittadino o che attraversano un centro industriale,
– le condutture, realizzate fuori dal centro urbano che garantiscano l’approvvigionamento idrico,
– gli acquedotti, i serbatoi, impianti piezometrici (sono esclusi i bacini artificiali e le relative dighe di contenimento, gli impianti di captazione cioè opere che non rientrano nel concetto di rete idrica),
– interventi di recupero (lettere c), d) ed e) art. 31 L. 457/78) effettuate su opere di urbanizzazione primaria e secondaria
– gli impianti sportivi, i mercati, le aree verdi, devono essere qualificate di quartiere nel caso vengano realizzate per essere utilizzate dalla popolazione di una determinata zona urbana o nel caso vengano messe a disposizione di tutta la popolazione di un piccolo centro abitato,
– la costruzione, ampliamento, riattamento, ristrutturazione, completamento, miglioramento degli impianti sportivi; la sistemazione delle aree di parcheggio e di servizio, l’adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti sportivi (art. 3-bis, D.L n.2/87, convertito nella legge n.65/87).
(D.L. 30-12-1993, n. 557 conv. dalla
L. 26-2-1994, n. 133)

References: art. 31
 art.30
 art.7
 articolo 1
 articolo 1
 art.13
 art. 79
 art. 13
 art.1

art. 31
 art. 31