Source: http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/I%20Codici/TULPS/R_D%2018_giugno_1931%20nr_733.htm
Timestamp: 2016-12-08 16:02:10+00:00

Document:
a cura di Fabrizio TAZZI * (Ove è indicata la parola “ Legge “, il riferimento è al “ T.U.L.P.S. ”)
** Testo vigente al 21 agosto 2008 – ultimi aggiornamenti:
- Legge 1° marzo 2002 n. 39;
- D.L. 269/2003, convertito in Legge 24 novembre 2003, n. 326;
- Legge 28 novembre 2005, n. 246;
- Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006 )
- Legge 25 gennaio 2006, n. 29
- Legge 21 febbraio 2006 n. 49 - Decreto Legislativo 16 marzo 2006, n. 140 "Attuazione della direttiva 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 7 aprile 2006
- Legge 16 marzo 2006, n. 146 - Legge 24 dicembre 2007 n° 244 - pubblicata sulla G. U. del 28 dicembre 2007, n. 300 (Legge Finanziaria 2008)
Decreto-Legge 08 aprile 2008, n. 59 - pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84 -
Legge 6 giugno 2008, n. 101 - pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132.
- Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112 - pubblicato sulla G.U. del 25 giugno 2008, n. 147 - Suppl. Ordinario n. 152/L. , successivamente convertito, con modifiche, nella
Legge 6 agosto 2008, n. 133 pubblicata sulla G.U. del 21 agosto 2008, n. 195 - Suppl. Ordinario n. 196
(586.03Kb)
Vai al Regolamento d'esecuzione: (Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635)
DEI PROVVEDIMENTI DI POLIZIA E DELLA LORO
L'autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze
delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni.
Le attribuzioni dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza sono esercitate dal Prefetto e dal Questore; quelle dell'autorità locale dal capo dell'ufficio
di pubblica sicurezza del luogo o, in mancanza, dal Sindaco.
A decorrere dalla data di nomina del primo governo costituito a seguito delle prime elezioni politiche successive all'entrata in vigore del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, le Prefetture sono trasformate in Uffici Territoriali del Governo; il Prefetto preposto a tale ufficio nel capoluogo della regione assume anche le funzioni di Commissario del Governo (art. 11, D.Lgs..
30 luglio 1999, n. 300).
Validità estesa a dieci anni dall'art. 31 del Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112 - pubblicato sulla G.U. del 25 giugno 2008, n. 147 - Suppl. Ordinario n. 152/L. e successivamente convertito, con modifiche, nella Legge 6 agosto 2008, n. 133 pubblicata sulla G.U. del 21 agosto 2008, n. 195 - Suppl. Ordinario n. 196
il medesimo art. 31 ha esteso la validità decennale anche alle carte d'identità in corso di validità alla data di entrata in vigore dello stesso D.L. 25 giugno 2008 (2° comma);
(Art. 288, Art. 289,
Art. 290, Art. 291,
Art. 292, Art. 293,
Art. 294)
autorizzato l'impiego della forza pubblica.
(Art. 11, Art. 12, Art. 12-bis, Art. 13, Art. 14, Art. 15, Art. 16,
Art. 17, Art. 18.)
(Art. 19, Art. 20,
Art. 23, Art. 24, Art. 25, Art. 26,
Art. 27, Art. 28)
(Art. 29, Art. 30,
(Art. 33, Art. 34, Art. 35, Art. 36, Art. 37,
Art. 40 Art. 41)
(Art. 46, Art. 47,
Art. 48, Art. 49, Art. 51, Art. 52)
(Art. 57, Art. 58,
(Art. 61, Art. 62,
Art. 63, Art. 64,
Art. 65, Art. 66,
Art. 67, Art. 68,
Art. 71, Art. 72,
Art. 73, Art. 74,
Art. 75, Art. 76,
Art. 79, Art. 80)
Senza licenza del Ministro dell'Interno è vietato fabbricare, tenere in deposito, vendere o trasportare dinamite e prodotti affini negli effetti esplosivi, fulminati, picrati, artifici contenenti miscele detonanti, ovvero elementi solidi e liquidi destinati alla composizione di esplosivi nel momento dell'impiego.
(Art. 81, Art. 82,
Art. 87, Art. 88,
Art. 89, Art. 90,
Art. 91, Art. 92,
Art. 93, Art. 94,
Art. 95, Art. 96,
Art. 99, Art. 100,
Art. 101, Art. 102,
Art. 103, Art. 104,
Art. 105, Art. 106,
Art. 107, Art. 108,
Art. 109, Art. 110)
Tale registro deve essere esibito a ogni richiesta degli ufficiali od agenti di pubblica sicurezza e deve essere conservato
per un periodo di cinque anni anche dopo la cessazione dell'attività.
E’ vietato vendere o in qualsiasi altro modo cedere materie esplodenti di Iª, IIª, IIIª, IVª e Vª categoria, gruppo A e gruppo B, a privati che non siano muniti di permesso di porto d'armi ovvero di nulla osta rilasciato dal Questore, nonché materie esplodenti di
Vª categoria, gruppo C, a privati che non siano maggiorenni e che non esibiscano un documento di identità in corso di validità. Il nulla osta non può essere rilasciato a minori; ha la validità di un mese ed è esente da ogni tributo. La domanda è redatta in carta libera.
Gli obblighi di registrazione delle operazioni giornaliere e di comunicazione mensile all’ufficio di polizia competente per territorio non si applicano alle materie esplodenti di Vª categoria, gruppo D e gruppo E. L'acquirente o cessionario di materie esplodenti in violazione delle norme del presente articolo è punito con l'arresto sino a diciotto mesi e con l'ammenda sino ad € 154,00.
(*) Articolo così modificato dall'art. 9 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29
Violazione: Dal sito
Articolo abrogato dall'art. 20, D.P.R. 30 aprile 1999, n. 162
(articolo abrogato dall'art. 1, commi
1 e 3 e dall'allegato B alla l. 24 novembre 2000, n. 340)
(Art. 111, Art. 112,
Art. 113, Art. 114)
(Art. 116, Art. 117,
Art. 118, Art. 119,
Art. 122, Art. 123,
Art. 139, Art. 140)
(Articolo abrogato dall'art. 13 – ter del D.Lgs. 13 luglio 1994, n. 480)
(Art. 126, Art. 127,
Art. 128, Art. 129)
(Articolo abrogato dall'art. 164 del D.Lgs.. 31 marzo 1998, n. 112)
Art. 73 (Articolo abrogato dall'art. 164 del D.Lgs.. 31 marzo 1998, n. 112)
Art. 74 (Articolo abrogato dall'art. 164 del D.Lgs.. 31 marzo 1998, n. 112)
Chiunque intenda esercitare, a fini di lucro, attività di produzione, di duplicazione, di riproduzione, di vendita, di noleggio o di cessione a qualsiasi titolo di nastri, dischi, videocassette, musicassette o altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, ovvero intenda detenere tali oggetti ai fini dello svolgimento delle attività anzidette, deve darne preventivo avviso al Questore che ne rilascia ricevuta, attestando l'eseguita iscrizione in apposito registro. L'iscrizione deve essere rinnovata ogni anno.
(1) Per effetto del 2° comma dell'art. 11 del Regolamento di esecuzione di questo Testo Unico, come modificato dal D.P.R. 28 maggio 2001, n. 311 pubblicato sulla G.U. n. 178 del 02/08/2001, l'iscrizione cui fa riferimento l'ultimo comma di questo articolo è divenuta "permanente".
(Articolo abrogato dall'art. 164, D.Lgs.. 31 marzo 1998, n. 112)
(Art. 133, Art. 134,
Art. 135, Art. 136)
Salve le sanzioni prevedute dal codice penale, i concessionari o direttori delle sale cinematografiche, i quali contravvengono agli obblighi predetti sono puniti con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da € 51,00 ad € 309,00.
(Articolo abrogato dall'art. 25, l. 26 aprile 1934, n. 653)
(Art. 141, Art. 141-bis,
Art. 142, Art. 143,
Art. 144, Art. 145)
(Art. 146, Art. 147,
Art. 148)
(1) Articolo aggiunto dall'art. 21 del Decreto Legislativo 16 marzo 2006, n.140 " Attuazione della direttiva 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 7 aprile 2006
Relativamente agli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di cui all’articolo 110, commi 6 e 7, la licenza è altresì necessaria: a) per l’attività di produzione o di importazione;
b) per l’attività di distribuzione e di gestione, anche indiretta; c) per l’installazione in esercizi commerciali o pubblici diversi da quelli già in possesso di altre licenze di cui al primo o secondo comma o di cui all’articolo 88 ovvero per l’installazione in altre aree aperte al pubblico od in circoli privati. La licenza per l'esercizio di sale pubbliche da gioco in cui sono installati apparecchi o congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco di cui al presente comma e la licenza per lo svolgimento delle attività di distribuzione o di gestione, anche indiretta, di tali apparecchi, sono rilasciate previo nulla osta dell'Amministrazione finanziaria, necessario comunque anche per l'installazione degli stessi nei circoli privati.(3).
(Art. 152, Art. 153,
Art. 154, Art. 155,
Art. 156, Art. 157,
Art. 158, Art. 159,
Art. 176, Art. 180,
Art. 181, Art. 182,
Art. 183, Art. 184,
Art. 185, Art. 186,
Art. 187, Art. 188,
Art. 196)
(1) Parole soppresse dall'art. 4 del D.P.R. 19 dicembre 2001, n. 480, " Regolamento recante semplificazione del procedimento di autorizzazione per l'esercizio dell'attivita' di rimessa di veicoli e degli adempimenti richiesti agli esercenti autorimesse .
(2) Vedi, anche, il D.Lgs. P. 28 giugno 1946, n. 78 e l'art. 1, L. 8 luglio 1949, n. 478, nonché gli artt. 3, 9 e 10, D.P.R. 4 agosto 1957, n. 918, riportato alla voce Turismo, a norma dei quali per la costruzione e l'esercizio dei rifugi alpini occorre l'autorizzazione dell'Ente provinciale per il turismo. I rifugi alpini, inoltre, non sono tenuti a munirsi della licenza di pubblica sicurezza per la somministrazione di bevande alcooliche e superalcooliche. L'articolo unico, D.Lgs.Lgt. 4 settembre 1944, n. 184 (Gazz. Uff. 5 settembre 1944, n. 52, S.O.), contenente norme per l'aumento delle sanzioni, poi, così dispone: «Articolo unico. Le pene stabilite dall'art. 665 del Codice penale quando si tratti di esercizi pubblici preveduti nell'articolo 86 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, nei quali si vendono al minuto o si consumano vino, birra o liquori sono raddoppiate. In ogni caso la pena dell'arresto non può essere inferiore ad un mese e quella della ammenda a lire mille». Vedi, inoltre, il D.P.R. 4 aprile 2001, n. 235. (3) Comma aggiunto dall'art. 37, comma 2, L. 23 dicembre 2000, n. 388 e poi così sostituito dall'art. 1, comma 534, L. 23 dicembre 2005, n. 266. Vedi, anche, gli artt. 38 e 39 della citata legge n. 388 del 2000. Art. 87
(Articolo abrogato dall'art. 1, della Legge 14 ottobre 1974, n. 520)
(Art. 162, Art. 163,
Art. 164, Art. 165,
Art. 166, Art. 167,
Art. 168, Art. 169,
Art. 170, Art. 171,
Art. 172, Art. 173,
Art. 174, Art. 175,
Art. 176, Art. 177,
Art. 178, Art. 179)
Note: Dal sito filodiritto.com, approfondimento
dell'Avv. Bruno Troya .
" Il potere di sospensione e revoca dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art.100 T.U.L.P.S.".
I fabbricanti e gli esportatori di essenze per la confezione delle bevande alcooliche devono denunciare al Prefetto l'apertura e la chiusura delle fabbriche o dei depositi e uniformarsi, oltre al disposto dell'art. 105, alle altre norme e prescrizioni che saranno stabilite con Decreto, sentito il Consiglio Superiore di Sanità.
In merito alla sanzione prevista per la violazione di questo articolo, leggasi l'Ordinanza della Corte costituzionale n. 262 del 1° luglio 2005
per quanto riguarda l'applicazione di questa norma ai c.d. «bed and breakfast», leggasi la
Circolare 557 del 29 Luglio 2005 emanata dal Ministero dell'Interno.
Per ulteriori note, clicca
Regolamento (Art. 193)
1. In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica del gioco o all’installazione di apparecchi da gioco, è esposta in luogo visibile una tabella, predisposta ed approvata dal questore e vidimata dalle autorità competenti al rilascio della licenza, nella quale sono indicati, oltre ai giochi d’azzardo, anche quelli che lo stesso questore ritenga di vietare nel pubblico interesse, nonché le prescrizioni ed i divieti specifici che ritenga di disporre. Nelle sale da biliardo deve essere, altresì, esposto in modo visibile il costo della singola partita ovvero quello orario. 2. Nella tabella di cui al comma 1 e' fatta espressa menzione del divieto delle scommesse. 3. L’installazione degli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 è consentita esclusivamente negli esercizi commerciali o pubblici o nelle aree aperte al pubblico ovvero nei circoli privati ed associazioni autorizzati ai sensi degli articoli 86 o 88 ovvero, limitatamente agli apparecchi di cui al comma 7, alle attività di spettacolo viaggiante autorizzate ai sensi dell’articolo 69, nel rispetto delle prescrizioni tecniche ed amministrative vigenti.
4. L'installazione e l'uso di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d'azzardo sono vietati nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di qualunque specie. 5. Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d'azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato. 6. Si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito: a) quelli che, dotati di attestato di conformita` alle disposizioni vigenti rilasciato dal Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali insieme con l’elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilita` di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute piu` favorevoli tra quelle proposte dal gioco, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina in monete metalliche. Le vincite, computate dall’apparecchio in modo non predeterminabile su un ciclo complessivo di non più di 140.000 partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque le sue regole fondamentali;
1) il costo e le modalità di pagamento di ciascuna partita; 2) la percentuale minima della raccolta da destinare a vincite; 3) l’importo massimo e le modalità di riscossione delle vincite; 4) le specifiche di immodificabilità e di sicurezza, riferite anche al sistema di elaborazione a cui tali apparecchi sono connessi; 5) le soluzioni di responsabilizzazione del giocatore da adottare sugli apparecchi; 6) le tipologie e le caratteristiche degli esercizi pubblici e degli altri punti autorizzati alla raccolta di giochi nei quali possono essere installati gli apparecchi di cui alla presente lettera 7. Si considerano, altresi', apparecchi e congegni per il gioco lecito: a) quelli elettromeccanici privi di monitor attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilita' fisica, mentale o strategica, attivabili unicamente con l'introduzione di monete metalliche, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, ad un euro, che distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni premio non e' superiore a venti volte il costo della partita;
[b) quelli automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento o da gioco di abilita' che si attivano solo con l'introduzione di moneta metallica, di valore non superiore per ciascuna partita a 50 centesimi di euro, nei quali gli elementi di abilita' o trattenimento sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio, che possono consentire per ciascuna partita, subito dopo la sua conclusione, il prolungamento o la ripetizione della partita, fino a un massimo di dieci volte. Dal 1º gennaio 2003, gli apparecchi di cui alla presente lettera possono essere impiegati solo se denunciati ai sensi dell'articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, e se per essi sono state assolte le relative imposte. Dal 1º gennaio 2004, tali apparecchi non possono consentire il prolungamento o la ripetizione della partita e, ove non ne sia possibile la conversione in uno degli apparecchi per il gioco lecito, essi sono rimossi.
Tale termine e' prorogato al 30 aprile 2004 relativamente ai soli apparecchi e congegni di cui al predetto comma 7, lettera b), per i quali, entro il 31 dicembre 2003, e' stato rilasciato il nulla osta di cui all'articolo 14-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, e sono state assolte le relative imposte. A decorrere dal 1º gennaio 2004, nei casi in cui non è stato rilasciato entro il 31 dicembre 2003 il nulla-osta di cui al periodo precedente, e dal 1° maggio 2004 nei casi in cui è stato rilasciato il predetto nulla osta, gli apparecchi e congegni di cui al periodo precedente non possono consentire il prolungamento o la ripetizione della partita e, se non convertiti in uno degli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6 ovvero comma 7, lettera a) e c), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931:
c) all'autorità amministrativa è preclusa la possibilità di rilasciare al gestore, ai sensi dell'articolo 38, commi 2 e 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ulteriori nulla-osta per un periodo di cinque anni].(3)
c) quelli, basati sulla sola abilita' fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita puo' variare in relazione all'abilita' del giocatore e il costo della singola partita puo' essere superiore a 50 centesimi di euro. 7-bis. Gli apparecchi e congegni di cui al comma 7 non possono riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le sue regole fondamentali. Per gli apparecchi a congegno di cui alla lettera b) dello stesso comma e per i quali entro il 31 dicembre 2003 è stato rilasciato il nulla osta di cui all'articolo 14-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, tale disposizione si applica dal 1° maggio 2004. (4)
8. L'utilizzo degli apparecchi e dei congegni di cui al comma 6 e' vietato ai minori di anni 18. 8-bis. Con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro e con la chiusura dell’esercizio per un periodo non superiore a quindici giorni è punito chiunque, gestendo apparecchi di cui al comma 6, ne consente l’uso in violazione del divieto posto dal comma 8.
d) chiunque, sul territorio nazionale, distribuisce od installa o comunque consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni per i quali non siano stati rilasciati i titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni vigenti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro per ciascun apparecchio; e) nei casi di accertamento di una delle violazioni di cui alle lettere a), b), c) e d) è preclusa all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato la possibilità di rilasciare all’autore della violazione titoli autorizzatori concernenti la distribuzione o l’installazione di apparecchi da intrattenimento, per un periodo di cinque anni; f) nei casi in cui i titoli autorizzatori per gli apparecchi o i congegni non siano apposti su ogni apparecchio, si applica la sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro per ciascun apparecchio. 9-bis. Per gli apparecchi per i quali non siano stati rilasciati i titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni vigenti ovvero che non siano rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative di detti commi, è disposta la confisca ai sensi dell’articolo 20, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Nel provvedimento di confisca è disposta la distruzione degli apparecchi e dei congegni, con le modalità stabilite dal provvedimento stesso.(5)
10. Se l’autore degli illeciti di cui al comma 9 è titolare di licenza ai sensi dell’articolo 86, ovvero di autorizzazione ai sensi dell’articolo 3 della
legge 25 agosto 1991, n. 287, le licenze o autorizzazioni sono sospese per un periodo da uno a trenta giorni e, in caso di reiterazione delle violazioni ai sensi dell’articolo 8-bis della
legge 24 novembre 1981, n. 689, sono revocate dal sindaco competente, con ordinanza motivata e con le modalità previste dall’articolo 19 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni. I medesimi provvedimenti sono disposti dal questore nei confronti dei titolari della licenza di cui all’articolo 88. (8)
11. Oltre a quanto previsto dall’articolo 100, il questore, quando sono riscontrate violazioni di rilevante gravità in relazione al numero degli apparecchi installati ed alla reiterazione delle violazioni, sospende la licenza dell’autore degli illeciti per un periodo non superiore a quindici giorni, informandone l’autorità competente al rilascio. Il periodo di sospensione, disposto a norma del presente comma, è computato nell’esecuzione della sanzione accessoria".(9)(10)
(1) Articolo così modificato dal comma 282 dell'art. 1 della Legge 24 dicembre 2007 n° 244 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2007, n. 300 (Legge Finanziaria 2008).
(2) Le disposizioni di cui ala lettera a – bis) del 6° comma, si applicano alle condotte ed agli apparecchi messi in esercizio a decorrere dal 1º gennaio 2008. (3) Lettera abrogata dal comma 495 dell'art. 1, L. 30 dicembre 2004, n. 311. (4)
Comma aggiunto dall'art. 39, comma 7-bis, D.L. 30 settembre 2003, n. 269, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione e modificato dall'art. 4, comma 195, L. 24 dicembre 2003, n. 350.
(5) Comma aggiunto dal comma 544 dell'art. 1, L. 23 dicembre 2005, n. 266 - pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 - S.o. n. 211
(Legge Finanziaria 2006).
(6) Comma aggiunto dal comma 544 dell'art. 1, L. 23 dicembre 2005, n. 266 - pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 - S.o. n. 211
(7) Comma aggiunto dal comma 544 dell'art. 1, L. 23 dicembre 2005, n. 266 - pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 - S.o. n. 211
(Legge Finanziaria 2006) - pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 - S.o. n. 211
(8) Comma così sostituito dal comma 545 dell'art. 1, L. 23 dicembre 2005, n. 266 - pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 - S.o. n. 211
(9) Comma così sostituito dal comma 546 dell'art. 1, L. 23 dicembre 2005, n. 266 - pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 - S.o. n. 211
(Legge Finanziaria 2006). (10) Articolo prima modificato dall'art. 1, L. 20 maggio 1965, n. 507, dall'art. 1, L. 17 dicembre 1986, n. 904 (Gazz. Uff. 29 dicembre 1986, n. 300), dall'art. 1, L. 6 ottobre 1995, n. 425 e dall'art. 37, comma 3, L. 23 dicembre 2000, n. 388 e poi così sostituito dall'art. 22, comma 3, L. 27 dicembre 2002, n. 289 (Legge Finanziaria 2003). Vedi, anche, gli artt. 38 e 39 della citata
legge n. 388 del 2000 e il comma 5 dell'art. 22 della suddetta legge n. 289 del 2002 (Legge Finanziaria 2003). Le disposizioni contenute nel presente articolo non si applicano ai fatti commessi a bordo delle navi passeggeri iscritte nel registro internazionale, durante il periodo di navigazione al di là del mare territoriale, in virtù di quanto disposto dall'art. 5, comma 3, D.L. 30 dicembre 1997, n. 457, riportato alla voce Marina mercantile. CAPO III
(Articolo abrogato dall'art. 16, D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112)
(Art. 150, Art. 201,
Art. 202, Art. 203)
Per le attivita' di recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi non si applica il quarto comma del presente articolo e la licenza del questore abilita allo svolgimento delle attivita' di recupero senza limiti territoriali, osservate le prescrizioni di legge o di regolamento e quelle disposte dall'autorita'.(1)
Per le attivita' previste dal sesto comma del presente articolo, l'onere di affissione di cui all'articolo 120 puo' essere assolto mediante l'esibizione o comunicazione al committente della licenza e delle relative prescrizioni, con la compiuta indicazione delle operazioni consentite e delle relative tariffe.(1)
Il titolare della licenza e', comunque, tenuto a comunicare preventivamente all'ufficio competente al rilascio della stessa l'elenco dei propri agenti, indicandone il rispettivo ambito territoriale, ed a tenere a disposizione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza il registro delle operazioni. I suoi agenti sono tenuti ad esibire copia della licenza ad ogni richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza ed a fornire alle persone con cui trattano compiuta informazione della propria qualita' e dell'agenzia per la quale operano.(1)
(1)"L'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente “ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132, ha previsto per questo articolo l'aggiunta degli ultimi tre commi".
(Art. 204, Art. 205,
Art. 206, Art. 207,
Art. 208, Art. 209,
Art. 210, Art. 211,
Art. 212, Art. 213,
Art. 214, Art. 215,
Art. 216, Art. 217,
Art. 221, Art. 222,
Art. 223)
La cauzione è a garanzia di tutte le obbligazioni inerenti all'esercizio e dell'osservanza delle condizioni a cui è subordinata la licenza. Nel caso di inosservanza di tali condizioni, il Prefetto, su proposta del Sindaco, dispone con decreto che la cauzione sia devoluta, in tutto o in parte, all'Erario dello Stato.
Nei Comuni in cui esistono Monti di credito su pegno od uffici da essi dipendenti, non possono essere concedute dal Questore licenze per l'esercizio di agenzie di prestiti su pegno, senza il parere dell'amministrazione del Monti di credito su pegno.
(Art. 218, Art. 219,
Art. 220)
(Art. 224, Art. 225,
Art. 226, Art. 227,
Art. 228, Art. 229,
Art. 230, Art. 231)
(Art. 234, Art. 235,
Art. 236, Art. 237,
Art. 238, Art. 239,
Art. 240, Art. 241)
L'obbligo della licenza spetta, oltrechè ai commercianti, fabbricanti ed esercenti stranieri, che intendono fare commercio, nel territorio dello Stato, degli oggetti preziosi da essi importati, anche ai loro agenti, rappresentanti, commessi viaggiatori e piazzisti. Questi debbono provare la loro qualità mediante certificato rilasciato dall'autorità politica del luogo ove ha sede la ditta, vistato dall'autorità consolare italiana.
(Art. 243, Art. 244,
Art. 245, Art. 246)
(Art. 249, Art. 250,
Art. 251, Art. 252,
Art. 252-bis,
Art. 253, Art. 254,
Art. 255, Art. 256)
(Art. 256-bis, Art. 257, Art. 257-bis, Art. 257-ter, Art. 257-quinquies, Art. 257-sexies, Art. 258,
Art. 259, Art. 260-bis, Art. 260-ter, Art. 260-quater,)
Art. 138 Le guardie particolari devono possedere i requisiti seguenti:
Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalita' individuate nel regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni, provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate.
(3) " Commi aggiunti dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente “ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".
(Articolo abrogato dall'art. 13, D.L. 30 dicembre 1989, n. 416, convertito. in Legge. 28 febbraio 1990, n. 39)
(Art. 261, Art. 262,
Art. 263, Art. 264,
Art. 265, Art. 266)
(Articolo abrogato dall'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286)
(Art. 267, Art. 268,
Art. 269, Art. 270)
(Articolo abrogato dall'art. 46, della Legge 6 marzo 1998, n.
40 e, dall'art. 47, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286)
(Articolo abrogato dall'art. 13, D.L.. 30 dicembre 1989, n. 416, convertito in Legge 28 febbraio 1990, n. 39)
(Art. 272,
Art. 273, Art. 274,
Art. 275, Art. 276)
(Art. 277,
Art. 278, Art. 279,
Art. 280, Art. 281,
Art. 282, Art. 283,
(Art. 285,
Art. 286)
[Chi, fuori del proprio Comune, desta sospetti con la sua condotta e, alla richiesta degli ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, non può o non vuol dare contezza di sé mediante l'esibizione della carta d'identità o con altro mezzo degno di fede, è condotto dinanzi l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa, qualora trovi fondati i sospetti, può farlo rimpatriare con foglio di via obbligatorio o anche, secondo le circostanze, per traduzione.
Questa disposizione si applica anche alle persone pericolose per l'ordine e la sicurezza pubblica o per la pubblica moralità]. (1).
I contravventori sono puniti con l'arresto da uno a sei mesi scontata la pena, sono tradotti al luogo di rimpatrio (1) - (Commi dichiarati incostituzionali dalla Corte costituzionale, con sentenza 23 giugno 1956, n. 2)
(Art. 287,
Art. 295, Art. 296,
Art. 297)
[Chiunque, senza essere munito di passaporto o di altro documento equipollente a termini di accordi internazionali, espatrii o tenti di espatriare, quando il fatto sia stato determinato, in tutto o in parte, da motivi politici, è punito con la reclusione da due a quattro anni e con la multa non inferiore a € 10,00]
In ogni altro caso, chiunque espatrii o tenti di espatriare senza essere munito di passaporto è punito con l'arresto da tre
mesi a un anno e con l'ammenda da € 206,00 ad € 619,00.
(1) - (Comma dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale, con sentenza 5 marzo 1959, n. 19)
(Art. 301,
Art. 302, Art. 303,
Art. 304)
(Art. 299,
Art. 300)
I condannati per delitto a pena detentiva o per contravvenzione all'ammonizione o che debbono essere sottoposti alla libertà vigilata hanno l'obbligo, appena dimessi dal carcere o dagli stabilimenti indicati nell'articolo precedente, di presentarsi all'autorità di pubblica sicurezza locale, [che li provvede del foglio di via obbligatorio, se necessario.
I pregiudicati pericolosi possono essere tradotti in istato di arresto davanti all'autorità predetta ].(1)
(Art. 312,
Art. 313, Art. 314)
(Art. 305,
Art. 306, Art. 307,
Art. 308, Art. 309,
Art. 310, Art. 311,
Art. 315, Art. 316,
Art. 317, Art. 318,
Art. 319, Art. 320,
Art. 321, Art. 322,
Art. 323, Art. 324,
Art. 325, Art. 326,
Art. 327, Art. 328,
Art. 329, Art. 330,
Art. 331, Art. 332,
Art. 333, Art. 334,
Art. 335, Art. 336,
Art. 337, Art. 338,
Art. 339, Art. 340)
(Art. 341,
Art. 342, Art. 343,
Art. 346, Art. 347,
Art. 348, Art. 349,
Art. 350, Art. 351,
Art. 352, Art. 353,
Art. 354, Art. 355,
Art. 356, Art. 357,
Art. 358, Art. 359,
Art. 360, Art. 361)
(Articolo abrogato dall'art. 6, l. 25 gennaio 1982, n. 17)
[Salvo quanto è disposto nell'articolo precedente, il Prefetto può disporre, con decreto, lo scioglimento delle associazioni, enti o istituti costituiti od operanti nel regno che svolgono una attività contraria agli ordinamenti politici costituiti nello Stato.
(1) (Questa norma, è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza nr. 114 del 26 giugno 1967 dalla Corte costituzionale) Regolamento
(Art. 362,
Art. 363, Art. 364)
(1) Questa norma è stata dichiarata costituzionalmente illegittima (insieme agli artt.
273 e 274 del C.P.) dalla Corte costituzionale con sentenza nr. 193, del 3 Luglio 1985)
Per l'applicazione delle sanzioni previste in questo articolo si osservano le leggi sullo stato giuridico dei funzionari, degli impiegati e degli agenti].(1)
(1) (Articolo abrogato dall'art. 6, l. 25 gennaio 1982, n. 17; . Tuttavia le disposizioni del presente articolo continuano ad applicarsi nei confronti di coloro che risultano aderenti all'associazione di cui all'art. 5 della citata l. 17/1982, e comunque ai fatti compiuti prima dell'entrata in vigore della medesima Legge).
(Articolo abrogato dall'art. 13, D.Lgs. 13 luglio 1994, n. 480)
Qualora sia necessario affidare all'autorità militare la tutela dell'ordine pubblico, il Ministro dell'Interno, con l'assenso del Presidente del Consiglio dei Ministri, o i Prefetti, per delegazione, possono dichiarare, con decreto, lo stato di guerra.
(1) (La Corte costituzionale, con sentenza 20 marzo 1970, n. 39, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui impone l’arresto in fragranza per la fattispecie prevista dal precedente art. 85; In seguito all’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, negli altri casi previsti dal presente articolo l’arresto in flagranza non è più consentito: vedasi artt. 280 e 381 del C.P.P.)

References: art. 31
 Art. 289

Art. 290
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Art. 292
 Art. 293

Art. 294
 Art. 12
 Art. 12
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Art. 295
 Art. 296

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 sentenza 

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 Art. 330

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 Art. 336

Art. 337
 Art. 338

Art. 339
 Art. 340

Art. 342
 Art. 343

Art. 346
 Art. 347

Art. 348
 Art. 349

Art. 350
 Art. 351

Art. 352
 Art. 353

Art. 354
 Art. 355

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 Art. 357

Art. 358
 Art. 359

Art. 360
 Art. 361
 sentenza 

Art. 363
 Art. 364
 sentenza 
 sentenza 
 art. 85