Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/portale/Istituzione/Consiglieri/VisualizzaSommario/6199
Timestamp: 2019-08-23 00:34:24+00:00

Document:
Inizio lavori h. 15,29
Svolgimento interrogazioni ex art. 121 e 122, interpellanze ex articolo 120 del Regolamento interno del Consiglio regionale 3
Interpellanza numero 6/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sul tema delle trasfusioni con sangue infetto” 4
Interpellanza numero 7/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sull’ex CSM di Trebisacce” 5
GALLO Gianluca (Casa delle Libertà) 5,*
Interpellanza numero 8/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sui lavoratori ausiliari delle ex Asl di Rossano e Paola” 6
FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale 6
Interpellanza numero 11/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sulle condizioni dell’ospedale di Castrovillari” 6
Interpellanza numero 16/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sul caso dei gessi in cartone, interessante il Pronto Soccorso del Grande Ospedale metropolitano di Reggio Calabria” 7
GALLO Gianluca (Casa delle libertà) 7,*
Interpellanza numero 17/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sugli interventi di cui necessita il Convento-Santuario di Bisignano” 8
CORIGLIANO Maria Francesca, assessore alla cultura, beni culturali e istruzione 9
Interpellanza numero 25/10^ di iniziativa del consigliere G. Pedà “In merito all’emergenza dializzati a Reggio Calabria” 9
FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale 9
Interrogazione a risposta scritta numero 419/10^ di iniziativa del consigliere V. Ciconte “Sulla variante S.S. 106 Jonica per il collegamento dallo svincolo di Simeri Crichi (CZ) allo svincolo Passovecchio (KR)” 10
Interrogazione a risposta scritta numero 425/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine alle problematicità che interessano il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Locri” 10
FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale 10
NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto) 10,*
Interrogazione a risposta immediata numero 413/10^ di iniziativa del consigliere V. Pasqua “In ordine alla necessità di messa in sicurezza e riapertura della strada provinciale n. 23, tratto Coccorino-Joppolo nel territorio della provincia di Vibo Valentia, conosciuta come strada del mare” 10
MUSMANNO Roberto, assessore alle infrastrutture 10,*
PASQUA Vincenzo (Gruppo Misto) 10,*
Interpellanza numero 30/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sui disservizi registratisi nell’area sciistica di Lorica” 11
Interrogazione a risposta scritta numero 424/10^ di iniziativa del consigliere C. Guccione “In merito alla questione del contenzioso ASP di Cosenza” 12
Interrogazione a risposta scritta numero 426/10^ di iniziativa del consigliere G. Aieta “Sulla mancata nomina del direttore U.O.C. Medicina generale, Cardiologia e Ginecologia – Spoke Paola Cetraro” 12
Interrogazione a risposta scritta numero 427/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine al gravissimo fatto verificatosi all’Ospedale di Locri” 12
CORIGLIANO Maria Francesca, assessore alla cultura, beni culturali e istruzione 13
NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto) 12,*
Interpellanza numero 31/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sull’adeguamento dei fondi per la gestione degli impianti irrigui regionali” 13
Interpellanza numero 32/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sul settore delle infrastrutture rurali e delle opere pubbliche di bonifica” 13
Interpellanza numero 33/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sulla gestione delle dighe regionali” 13
SERGIO Franco (Moderati per la Calabria) 13
Svolgimento ordini del giorno 13
Ordine del giorno di iniziativa del consigliere M. Mirabello “In ordine al mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato della ‘Abramo Customer care S.p.a. - Centro operativo di Crotone’” 13
Ordine del giorno di iniziativa del consigliere G. Pedà “Sullo stato di attuazione della ZES Calabria e iniziative programmate” 14
ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto) 14
Ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri G. Gallo, F. Orsomarso e G. Pedà “Sulla situazione dei lavoratori ex percettori di indennità di mobilità in deroga” 14
Ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri F. Sergio “In merito all’alluvione che ha colpito Corigliano Calabro nei giorni 26 e 27 novembre 2018” 14
SERGIO Franco (Moderati per la Calabria) 14
Chiede l’inserimento all’ordine del giorno delle proposte di legge numero 138/10^ e 346/10^.
Ricordato che la seduta odierna di Consiglio è riservata al sindacato ispettivo, chiede al consigliere Bova di consegnare copia delle proposte di legge in modo che vengano inserite nella prossima seduta di Consiglio.
Comunicato che su richiesta del Presidente della Giunta regionale sono rinviate le interrogazioni numero 396 e 342, ex articolo 121 del Regolamento interno, l’interrogazione numero 412, ex articolo 122 del Regolamento interno, e le interpellanze numero 10,12,14,18,20,26,28,29, ricorda le modalità ed i tempi di svolgimento delle interrogazioni.
Chiede se le interrogazioni aventi ad oggetto la sanità non saranno discusse.
Ribadisce che alcune interrogazioni e interpellanze sono rinviate alla prossima seduta dedicata al sindacato ispettivo.
Illustra l’interpellanza evidenziando come in Calabria ci siano più di mille cittadini infettati dal virus dell’epatite o dell’HIV, a causa di trasfusioni errate, interventi chirurgici sbagliati o per infortuni sul luogo di lavoro, per lo più in cliniche ed ospedali, e che lo Stato, ai sensi della Legge numero 210 del 1992, riconosce loro un’indennità che dal 2010 non è più soggetta a rivalutazione periodica.
Evidenzia che, con sentenza del novembre 2011, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge finanziaria nella parte in cui prevedeva il blocco della rivalutazione delle indennità di cui alla legge 210/1992, stabilendo che il relativo importo vada invece rivalutato nella sua interezza, secondo il tasso di inflazione programmato e, quindi, anche nella componente più cospicua rappresentata dalla somma corrispondente all’indennità integrativa speciale.
Sottolinea come allo stato, con riferimento alla più recente annualità maturata, l’indennità risulti essere stata liquidata solo nella sua prima tranche e che la sua corresponsione avviene quasi sempre con ritardo, per l’insufficienza di personale assegnato alla trattazione delle relative pratiche da parte dell’ufficio regionale competente; altresì, riferisce come da più parti si lamenti la scelta di procedere al pagamento con cadenza bimestrale, anziché mensile, considerate le negative ripercussioni su cittadini e famiglie, costretti ad affrontare quotidianamente esorbitanti spese mediche.
Rammentato come la dichiarazione di intenti del Governo nazionale di procedere ad una rivalutazione dell’indennità sia rimasta tale, chiede di sapere se il Governo regionale, nella persona del Presidente della Giunta regionale, sia a conoscenza della situazione e se e come la Giunta regionale, al fine di evitare ritardi nel pagamento delle stesse indennità, intenda adoperarsi per consentire il potenziamento degli uffici regionali deputati al trattamento delle pratiche di liquidazione delle indennità suddette, assicurando altresì la celere corresponsione della seconda tranche dell’adeguamento Istat e, inoltre, quali iniziative la Giunta regionale intende assumere per addivenire, nel confronto col Governo regionale, alla liquidazione con cadenza mensile dell’indennità in questione e ad un suo adeguamento.
Sottolinea che la legge 25 febbraio 1992, numero 10, riconosce ai soggetti danneggiati il diritto a percepire un indennizzo vitalizio con importo parametrato alla gravità del danno e che, a seguito del trasferimento di funzioni e risorse in materia di indennizzi alle Regioni, la Regione Calabria gestisce 950 indennizzi.
Ricordato che a seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 3 settembre 2013, le Regioni possono utilizzare una quota non inferiore al 50 per cento del contributo ministeriale per il pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa e per la restante quota a compensazione degli oneri finanziari derivanti dalla corresponsione dei citati indennizzi, evidenzia come la Regione abbia provveduto ad erogare gli arretrati dell’indennità integrativa speciale in due distinte tranche tra il 2016 e il 2017. Comunicato che attualmente residuano le somme da erogare relativamente al periodo 01/01/2012 – 31/12/2014, puntualizza che le liquidazioni, relative alle stesse, avverranno entro la fine del mese di marzo.
Evidenziato che l’interpellanza è datata, prende atto che la Giunta non destina al settore specifico risorse umane sufficienti e che, ancora oggi, a distanza di otto mesi dalla data di presentazione della interpellanza, non si è provveduto al pagamento della liquidazione. Reputa opportuno provvedere a potenziare le risorse umane destinate al settore specifico per alleviare le pene e i bisogni delle famiglie.
Ritenuto che la Giunta non abbia fornito risposte adeguate, giudica la problematica l’ennesima irrisolta.
Evidenzia come il Servizio di assistenza territoriale psichiatrica di Trebisacce garantisce la propria essenziale attività in un’area vasta, ricomprendente 17 Comuni della fascia ionica cosentina, con una gran mole di interventi annui ed indiscussa professionalità. Sottolineato che per far fronte alle continue richieste, tenuto conto della vastità del territorio di competenza, inizialmente la pianta organica del Servizio era composta da diversi medici ed un cospicuo numero di infermieri, oltre alla garanzia costante della consulenza psicologica, puntualizza come una serie di trasferimenti e di pensionamenti avvenuti negli anni e non seguiti da contestuale copertura dei posti nel frattempo resisi vacanti, abbia ridotto notevolmente il numero di medici ed infermieri in attività, con gravi ripercussioni sull’efficienza del servizio, sin qui garantita soltanto attraverso i sacrifici del personale in attività. A suo avviso, tale situazione, nel lungo periodo, rischia di minare la funzionalità del servizio stesso, con evidenti ricadute anche sulla tutela del diritto alla salute delle popolazioni della zona. Pertanto, chiede di sapere se il Governo regionale, nella persona del Presidente della Giunta regionale, sia a conoscenza della situazione e se e come la Giunta regionale intenda adoperarsi perché il Servizio di assistenza territoriale psichiatrica (ex Csm) di Trebisacce possa avere assegnati nuovi medici ed infermieri ed il personale comunque occorrente a garantire la copertura dei posti in organico ed il suo regolare funzionamento.
Ricordato che la Regione Calabria è sottoposta al Piano di rientro del debito e conseguentemente al blocco del turn-over con pesanti ripercussioni sull’assistenza sanitaria dei cittadini calabresi, precisa che con decreto del Commissario sono stati autorizzati 2 posti per il servizio di diagnosi e cura di Cetraro, che sono stati autorizzati 9 posti di dirigente medico di psichiatria e che allo stato sono stati assunti solo 4 dirigenti medici da destinare alle strutture psichiatriche territoriali; riferisce, ancora, che si è provveduto, per recuperare qualche unità, all’indizione di un avviso pubblico con l’assunzione di una sola unità assegnata a Cariati. Sottolinea che per quanto concerne il personale infermieristico non si è fatto fronte alle necessità urgenti con la sostituzione del personale e che solo con il decreto del commissario ad acta numero 154/2018 sono stati autorizzati 90 posti di infermieri.
Giudicando estremamente burocratica la risposta dell’assessore e non rispondente alle reali e concrete esigenze dei cittadini, prende atto che nessuna delle unità mediche assunte è stata assegnata al centro di salute di Trebisacce. Infine, ribadisce la carenza di infermieri da destinare a questi servizi ed evidenzia la mancata attenzione e di interventi tempestivi verso tali problematiche.
Puntualizza che le ex Asl di Rossano e Paola sin dalla metà degli anni Novanta annoveravano nei propri organici circa 300 lavoratori ausiliari e che nel 2005, su decisione della Giunta regionale del tempo, parte di queste figure confluirono in uno specifico bacino, seguendo un percorso di stabilizzazione, mentre le altre stipularono, con gli enti di appartenenza, contratti di lavoro part time.
Rammenta che i rapporti contrattuali tra i lavoratori in questione e le menzionate Asl si protrassero, di proroga in proroga, fino al 2015, quando in ragione del venir meno dell’ausiliario in pianta organica, l’Asp di Cosenza rinunciò, sostanzialmente, all’utilizzo delle unità in questione, sebbene avviate a specifici corsi di riqualificazione. Precisa, quindi, che paradossalmente, proprio a far data dal 2015 la stessa Asp ha impiegato una parte del suddetto personale per 6 ore a settimana, ed un’altra parte (contrattualizzata a tempo indeterminato) per 3 ore a settimana, facendo nel frattempo ricorso - per garantire i servizi nella loro interezza - ad altro personale esterno, privilegiando tale soluzione all’ipotesi di incrementare il monte orario degli ex ausiliari.
Ravvisata la delicatezza della situazione, a suo avviso, almeno all’apparenza, foriera di possibili discriminazioni tra lavoratori, anche l’Ufficio del Commissario per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Calabria ha richiesto, nei mesi scorsi, all’Asp di Cosenza la predisposizione di un progetto volto all’inserimento, nei reparti ospedalieri, di ausiliari che abbiano seguito il corso di OSS e, in ordine a detta prospettiva, l’Ufficio del Commissario risulta aver avviato anche un confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di individuare le modalità per la risoluzione della problematica.
Chiede, quindi, di conoscere se il Governo regionale sia a conoscenza della situazione e se e come la Regione intenda adoperarsi con l’Asp di Cosenza perché la vicenda descritta possa avere in tempi brevi una positiva definizione per i lavoratori interessati.
Riferisce che allo stato risultano in servizio 360 unità di personale specializzato a fronte di un fabbisogno di 190 unità; che, con nota 151728, l’ASP di Cosenza ha presentato un progetto di riqualificazione del personale e che detta proposta, inizialmente non approvata dalla struttura commissariale, è stata autorizzata in data 8 agosto 2018 prevedendo la possibilità di indire un bando di selezione interna degli ausiliari in servizio con qualifica di OSS e che tale richiesta è stata recepita dall’ASP di Cosenza.
Si dichiara insoddisfatto della risposta della Giunta
Illustra l’interpellanza afferente le condizioni dell’ospedale Spoke di Castrovillari che, pur essendo l’unico punto di riferimento sanitario di una vasta area territoriale priva di altre strutture, vive ormai da tempo una situazione di assoluta precarietà, innanzitutto, a suo dire, per la carenza di personale medico, infermieristico, tecnico, ausiliario e amministrativo, tale da incidere sull’efficienza e la funzionalità di diversi reparti.
Pertanto, chiede se e quali provvedimenti si intendano assumere, anche in via d’urgenza, per quanto di competenza della Regione, per dare immediata soluzione a tali problematiche, attivando un confronto con l’Ufficio del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, anche per addivenire in tempi celeri alla definizione delle questioni di competenza di quest’ultimo.
Illustra dettagliatamente gli interventi, per lo più, in fase di espletamento per quanto riguarda bandi, concorsi e assunzioni.
Nello specifico riferisce che: l’Asp di Cosenza ha proceduto all’espletamento di apposito concorso pubblico per l’assunzione di venti dirigenti medici di anestesia e rianimazione per le Strutture complesse di Anestesia e Rianimazione e che, una volta espletato il concorso, 3 dirigenti medici di Anestesia sono stai assunti presso lo Spoke di Castrovillari; è in corso di pubblicazione il bando per direttore dell’Unità operativa complessa; sono stati assunti due dirigenti medici di chirurgia mediante mobilità extraregionale e che, per un altro posto vacante, si è dato corso ad apposita procedura di mobilità in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; nonostante l’espletamento del concorso per ortopedici e ripetuti avvisi di mobilità, non si è riusciti a reperire dirigenti medici di ortopedia; è in corso procedura di mobilità regionale ed extraregionale per l’assunzione di due dirigenti medici di Ortopedia; il Servizio di medicina di accettazione e di urgenza conta sette dirigenti medici più il direttore della Struttura e la procedura di mobilità per un altro posto è andata deserta, così come l’utilizzo delle graduatorie concorsuali di altre Aziende del Servizio sanitario regionale, che hanno dato esito negativo; si è dato corso ad apposita procedura di mobilità per un posto di dirigente medico presso l’Unità operativa complessa di Broncopneumologia, in fase di espletamento per quanto attiene le procedure di indizione; con decreto del Commissario ad acta è stato autorizzato un posto di tecnico di laboratorio a tempo determinato per il Centro Trasfusionale;
- sono in corso per lo Spoke di Castrovillari procedure di mobilità regionale ed extraregionale per l’assunzione di due dirigenti medici di Ostetricia e Ginecologia, un posto di dirigente medico di laboratorio, due posti di tecnico di laboratorio e due posti di dirigente biologo, mentre tutti i reparti di Oculistica sono stati considerati Strutture semplici.
Dichiarandosi insoddisfatto, ritiene che la risposta non sia abbastanza esaustiva.
Evidenzia la mancanza di attenzione rispetto a problematiche segnalate già da diverso tempo ed i cui effetti ricadono sui cittadini, puntualizzando che le relative responsabilità non sono sempre da addebitare all’operato dei Commissari.
Ricorda la vicenda, già evidenziata nei mesi scorsi, relativa alle pessime condizioni in cui operano i medici del “Grande Ospedale Metropolitano” di Reggio Calabria che, nel caso specifico – legato alle presunte ingessature praticate con cartone – evidenziavano la mancanza di presidi utili per l’espletamento di tale attività.
Ricorda l’iter di tale vicenda da cui sono scaturite denunce, testimonianze e provvedimenti, nonché accertamenti del caso e le successive reazioni, le accuse rivolte alla stampa e la presunta falsità delle notizie riportate, tra l’altro, anche dalla stampa nazionale.
Pertanto, chiede di sapere se la Giunta regionale fosse a conoscenza delle problematiche legate alla scarsità di materiale ortopedico a disposizione del Pronto Soccorso e della sua mancata fornitura per ragioni dipendenti dagli uffici amministrativi, come emerso dalla messaggistica riconducibile all’allora direttore generale, Benedetto, e acquisita dai Nas.
Evidenziato che quanto riportato dalla stampa non corrisponde a verità, sottolinea i danni morali e di immagine che tale vicenda ha arrecato al Grande Ospedale Metropolitano.
A tal proposito, riferisce che un’inchiesta interna ha poi chiarito la dinamica delle vicende richiamate all’attenzione dell’opinione pubblica mediante una attenta ricostruzione dei fatti riguardanti i due pazienti interessati.
Sottolineato, inoltre, come dalle relazioni di Carabinieri e Nas non sia emersa alcuna carenza di presidi, illustra gli sviluppi più significativi del Grande Ospedale Metropolitano, a partire dal 2015 tra cui, in particolare: aumento dei ricoveri; avvio delle attività della P.E.T con l’erogazione di circa 1500 prestazioni annuali; avvio e massa a regime della Cardiochirurgia; attivazione della Cardiochirurgia toracica e robotica; ripristino della gestione ordinaria per 21 Unità Complesse; incremento dell’attività del punto nascita aziendale; assunzione di oltre 400 unità di personale, di cui 120 operatori socio-sanitari; completamento della seconda fase del nuovo Presidio “Morelli”; partecipazione al programma di investimento dell’Inail per le opere di pubblica utilità sociale per la realizzazione del nuovo Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria con un investimento di 180 mila euro, nonché l’avvio ed il completamento in tempi ristretti di tutte le procedure propedeutiche alla progettazione ed all’esecuzione dell’opera.
Ritiene che la relazione dell’assessore non dia le risposte richieste e che, addirittura, smentisca le accuse. Dichiarandosi insoddisfatto, reputa necessario fare chiarezza sulle reali responsabilità legate all’episodio specifico.
Illustra l’interpellanza che riguarda l’antico e storico Convento-Santuario legato alla figura ed al culto di Sant’Umile, sottolineando come sia considerato un luogo ricco di memorie e di arte. Riferisce la massima attenzione da parte dei frati francescani e dell’Ordine di appartenenza alla cura e custodia dei luoghi, spesso con interventi anche considerevoli da un punto di vista di finanziario per garantirne la salvaguardia, ciò nonostante la chiesa, in particolare, necessita di interventi e adeguamenti strutturali che la rendano pienamente ed universalmente accessibile.
Sottolineato che alcune opere saranno realizzate attraverso un mutuo già acceso dall’Ordine Francescano per il recupero, restauro e miglioramento sismico della chiesa, evidenzia che altri interventi risultano al momento senza copertura finanziaria.
Chiede di sapere se la Giunta regionale sia a conoscenza delle condizioni in cui versano la chiesa, la biblioteca ed il museo annessi al Convento-Santuario di Bisignano, quali provvedimenti intende assumere e quale tempistica per garantire il raggiungimento di tale scopo.
Evidenzia come sia in corso di definizione con il Segretariato regionale del MIBAC, competente in materia di tutela dei beni culturali, la concertazione degli interventi sulla base delle priorità dettate dal Mibac stesso.
Riferisce, inoltre, che nel corso delle interlocuzioni tra la Regione e il Mibac sono emerse ulteriori priorità di intervento, manifestate attraverso l’invio di ulteriori schede tecniche, e tra le nuove proposte risulta esserci anche quella relativa al Convento-Santuario di Bisignano.
Conclude sottolineando che l’intervento per la tutela e la valorizzazione del Convento-Santuario di Sant’Umile di Bisignano è inserito nell’elenco frutto della concertazione.
Dichiara di essere insoddisfatto della risposta.
Chiede se sia stata inserita all’ordine del giorno l’interrogazione a sua firma, riguardante le Terme Luigiane.
Si riserva di dare risposta, previa verifica.
Illustra l’interpellanza riguardante le numerose richieste e sollecitazioni di interventi urgenti a tutela dei fruitori di assistenza dialitica della regione, in particolare di Reggio Calabria, da parte di associazioni degli ammalati e delle famiglie che testimoniano l’esistenza di una situazione preoccupante nel sistema sanitario calabrese. Chiede di sapere se sono stati avviati gli opportuni accertamenti necessari a capire le motivazioni del ritardo nell’autorizzazione del fabbisogno più volte promesso e dato per imminente e le motivazioni della mancata attivazione di ulteriori posti letto rene nella provincia.
Dichiara che nel medio-lungo periodo è previsto l’incremento di numero 5 posti presso la Casa Salute Scilla e numero 16 posti, con creazione di un centro dialisi, presso ex Enpas a Reggio Calabria, rilevando che con tali incrementi la rete sarebbe sufficiente per tutta la provincia. Conclude evidenziando che a marzo 2019 si prevede di attivare, in via sperimentale, il servizio navetta per il trasporto dei soggetti dializzati attraverso il contributo delle associazioni donatori.
Si dichiara insoddisfatto della risposta.
Evidenzia, preliminarmente, la necessità di svolgere mensilmente una seduta dedicata agli atti di sindacato ispettivo.
Sottolineato, poi, come l’ospedale di Locri versi da tempo in una situazione allarmante, causata dal ridimensionamento di alcuni reparti quali l’Ortopedia, la Medicina, la Geriatria e il Centro Trasfusionale, nonché dall’impossibilità di fornire giornalmente cure mediche adeguate a causa della perenne carenza di personale, compreso il pronto soccorso, chiede di conoscere lo stato dell’arte ed eventualmente tutti gli interventi che si intendono esperire al fine di garantire efficacia ed efficienza ad un servizio tanto delicato e importante.
Riferisce, come da relazione del Dipartimento tutela della salute, che la Direzione ha provveduto a garantire i turni di servizio per h 24 con 2 – 3 medici strutturati addetti ai codici rossi e gialli, mentre i codici bianchi e verdi sono presi in carico dai medici di emergenza territoriale a completamento orario. Sottolinea che per eventi imprevedibili si è potuta verificare l’insufficienza di alcuni medici ma non è mai mancata la copertura dei turni al Pronto soccorso.
Richiamato il governo regionale ad una maggiore responsabilità, reputa parziale la risposta.
Sottolineata la necessità della messa in sicurezza e riapertura della strada provinciale n. 23, tratto Coccorino -Joppolo nel territorio della provincia di Vibo Valentia, conosciuta come strada del mare, e, considerato che la predetta strada è il collegamento della fascia costiera Tirreno- Vibonese, chiede di sapere quali sono gli interventi intrapresi al fine di assicurarne la riapertura, per quanto eventualmente di competenza, con riguardo alla mitigazione del rischio idrogeologico.
Ripercosso il complesso iter relativo ai lavori oggetto della presente interrogazione, riferisce, in particolare, la risoluzione, avvenuta a marzo 2013, del contratto per gravi inadempienze dell’ATI aggiudicataria, con il conseguente fermo dei lavori, che ha comportato la mancata apertura al traffico di tutti e tre i lotti. Riferita una interlocuzione presso la prefettura di Vibo Valentia tra Regione e Provincia avente ad oggetto la possibilità di realizzare un intervento per la riapertura temporanea del tronco stradale ricadente nel Comune di Ioppolo, sottolinea che è stata concordata con il Ministero e con Anas una procedura per la messa in sicurezza del tratto interessato che dovrebbe portare alla sottoscrizione a giorni di un’intesa tra Mit, Regione Calabria e Provincia di Vibo Valentia per la conclusione del complesso iter amministrativo.
Evidenzia, infine, che Anas è in grado di avviare i lavori in tempi brevi, previa sottoscrizione del protocollo d’intesa.
Ringrazia l’assessore per l’esaustiva risposta fornita e chiede ulteriori precisazioni sulla tempistica.
Ribadita la sottoscrizione a breve del protocollo d’intesa, riferisce la disponibilità di Anas ad effettuare tempestivamente l’intervento richiesto.
In merito all’interrogazione numero 430, di cui chiedeva il consigliere Orsomarso, precisa che la stessa è stata protocollata in data 30 gennaio 2019 e che, quindi, non risultano decorsi i 20 giorni utili per poterla trattare.
Illustra l’interpellanza e, ricordato che nell’ambito del POR Calabria FESR 2007-2013 veniva finanziato il Progetto integrato di sviluppo locale (PILS) «Lorica Hamata in Sila Amena», che avrebbe beneficiato di 13.347.000 euro di contributo pubblico e di oltre 3.000.000 euro di contributo privato, evidenzia che il progetto prevedeva l’adeguamento e la modernizzazione degli impianti di risalita delle stazioni sciistiche di Lorica, nonché la sostituzione della seggiovia con una cabinovia.
Ricorda, poi, l’inaugurazione degli impianti di risalita di Lorica da parte del Presidente della Giunta regionale ma evidenzia che diverse problematiche si registrano anche sul versante della gestione nel funzionamento degli impianti.
Evidenziato, inoltre, che il disbrigo delle attività della Ski Area risente della carenza di personale, sottolinea che anche gli imprenditori lorichesi hanno lamentato disagi e disservizi e che da più parti sono state sollevate lagnanze in ordine alle condizioni della seggiovia. A queste criticità aggiunge anche quelle con riferimento al sistema di innevamento artificiale e alla impossibilità di utilizzo anche dei tre gatti delle nevi.
Riferisce che problemi analoghi si registrano anche per gli impianti di Camigliatello, soprattutto per quanto riguarda l’innevamento artificiale.
Chiede, pertanto, di sapere quali siano le reali condizioni strutturali e di utilizzo degli impianti di risalita Lorica e degli impianti di innevamento artificiale di Camigliatello; a quale punto siano giunti i lavori di completamento degli impianti di innevamento artificiale di Lorica; quali indirizzi la Giunta regionale abbia espresso o intenda esprimere in ordine alla gestione della Ski Area di Lorica.
Rappresenta che ad oggi risultano funzionanti ed operativi la cabinovia, la seggiovia ed uno skilift. Riferisce, inoltre, che dalla metà di gennaio sono state aperte e sono oggi pienamente funzionanti anche le piste della Valle dell’Inferno e la pista principale.
Ricorda, pertanto, che vi è stato un notevole flusso turistico e precisa che la cabinovia, nelle giornate che vanno dal 31 dicembre 2018 al 04 gennaio 2019 e dal 6 al 9 gennaio 2019, è rimasta chiusa per alcune ore per ragioni di sicurezza, a causa del forte vento insistente in quota, in ottemperanza a specifiche prescrizioni da parte dell’USTIF, organo del Ministero dei trasporti con il compito di vigilare sulla sicurezza di esercizio dei trasporti a impianti fissi.
Per quanto attiene al completamento degli interventi previsti nel PISL sottolinea che gli impianti sono rimasti sotto sequestro per 10 mesi ed evidenzia che il completamento dell’impianto di innevamento artificiale potrà essere realizzato solo in periodi di carenza di neve.
Inoltre, ricorda l’assenza della Direzione lavori a causa dei procedimenti giudiziari in corso e che al momento non è stata ancora surrogata dall’Amministrazione giudiziaria della Lorica Ski, società concessionaria dell’intervento.
Si dichiara parzialmente soddisfatto. Evidenzia che si tratta di periodi molto importanti per la stagione turistica e che, purtroppo, risulta si siano verificati disservizi e interruzioni dei lavori.
Precisa che nulla è stato riferito sull’impossibilità di utilizzo dei gatti delle nevi o sugli impianti artificiali di Camigliatello, esortando a verificare i disservizi denunciati, nell’interesse dei calabresi e per un pieno rilancio dell’economia del territorio.
Comunica il rinvio dell’interrogazione, su richiesta del proponente.
Illustra l’interrogazione, ricordando la morte di un paziente per arresto cardiaco, causata dal ritardo con cui è stato trasportato dal reparto di cardiologia a quello di rianimazione dell’Ospedale di Locri, per il mancato funzionamento dell’unico ascensore esistente.
Evidenzia, pertanto, che tale ascensore non fosse in grado di sopportare un carico di lavoro tale da poter servire ininterrottamente i reparti e chiede di sapere i motivi che hanno determinato siffatta situazione e quali interventi si intendano adottare al fine di garantire l’effettivo diritto alla salute dei cittadini.
Riferisce che non sono emerse correlazioni tra la morte del paziente e la denuncia riferita.
Si dichiara insoddisfatto e chiede di avere maggiori ragguagli sulla vicenda e sulle rispettive responsabilità.
Comunica il rinvio delle interpellanze numero 31, 32 e 33 per assenza dell’assessore al ramo.
Chiede notizie in merito alle interpellanze, presentate a sua firma e del consigliere Sergio, relative alla situazione dei tirocinanti Mibact e Miur ed alla possibilità di prosecuzione del tirocinio.
Sottolinea l’urgenza della tematica da discutere per l’impellente scadenza del tirocinio ed auspica che la problematica possa essere risolta in tempi brevi, prima della scadenza dei contratti, prevista per il 28 febbraio.
Evidenzia l’importanza dell’argomento che, a suo giudizio, potrebbe avere risvolti anche da un punto di vista giuridico. Auspica si possa arrivare al più presto ad una discussione sulla tematica.
Garantisce che si interesserà personalmente della vicenda, scrivendo all’assessore al lavoro.
Propone il rinvio della trattazione per l’assenza dell’assessore al ramo.
Si dichiara disponibile alla trattazione nella prossima seduta.
Comunica l’assenza dell’assessore Russo.
Sottolineata la necessità ed urgenza di affrontare la problematica, manifesta disappunto per i continui rinvii ed auspica che sulla tematica si tenga una seduta apposita di Consiglio regionale.
Ritiene necessario investire della problematica tutta la deputazione calabrese, al fine di avviare un confronto necessario con il Governo nazionale.
Ricordato che l’ordine del giorno era stato illustrato nella precedente seduta del Consiglio regionale, rinvia la trattazione per l’assenza dell’assessore al ramo.
Illustra l’ordine del giorno relativo ai violenti nubifragi che il 26 e 27 novembre 2018 hanno provocato l’esondazione del fiume Crati e l’alluvione a Corigliano Calabro, causando la morte per annegamento di un migliaio di capi di bestiame e l’evacuazione di una decina di famiglie che hanno subito danni alle abitazioni e ai beni personali.
Sottolineato il pronto intervento dei Vigili del fuoco, intervenuti con mezzi fluviali per mettere in sicurezza le persone, nonché della Protezione civile e del Consorzio di bonifica, riferisce che a tutt’oggi si registrano sfollati e permane l’inagibilità delle abitazioni delle famiglie rurali.
Ricordate le iniziative di solidarietà promosse dalla Coldiretti per la ricostruzione delle greggi delle aziende colpite, reputa necessario ed ormai improcrastinabile l’adozione di un Piano per la manutenzione del territorio.
Sottolineata la necessità di un tempestivo intervento da parte dell’Amministrazione regionale finalizzato a dare sollievo alle famiglie vittime dei danni dell’alluvione, precisa che l’ordine del giorno è volto ad impegnare la Giunta regionale ad intraprendere tutte le azioni politico-amministrative idonee a dare adeguato sostegno alle famiglie rurali delle località colpite, ripristinando l’unica fonte di vita e di lavoro.
Auspica, infine, che l’ordine del giorno venga approvato nella prossima seduta.
Precisato che l’ordine del giorno sarà trattato nella seduta stabilita dalla Conferenza dei capigruppo, rinvia la trattazione.

References: art. 121
 articolo 120
 articolo 121
 articolo 122
 sentenza 
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