Source: http://www.old.unimib.it/go/145201600/Home/Italiano/Ateneo/Regolamenti/Prestazioni-conto-terzi
Timestamp: 2017-11-21 06:02:08+00:00

Document:
Reg. per la disciplina dei contratti per attività di ricerca, consulenza e formazione per conto terzi e delle convenzioni di collaborazione scientifica - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Sei in: Home > Ateneo > Regolamenti > Prestazioni conto terzi
Reg. per la disciplina dei contratti per attività di ricerca, consulenza e formazione per conto terzi e delle convenzioni di collaborazione scientifica
VISTO lo Statuto dell'Università degli Studi di Milano applicabile anche a questo Ateneo in forza di quanto disposto dall'art. 12 del DM 10.6.1998;
VISTO il Regolamento generale dell'Università degli Studi di Milano, e in particolare l'art. 53 in materia di attività su contratti e convenzioni anch'esso applicabile a questo Ateneo in forza del suddetto Decreto Ministeriale;
VISTO altresì il Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, e in particolare gli artt. 65 e 67, in materia di contratti e convenzioni e di attività a pagamento per conto di terzi;
VISTA la legge 19 ottobre 1999 n. 370, e in particolare l'art. 4 comma 5, che rimette la materia di cui all'art. 66 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 all'autonoma determinazione degli Atenei, che possono disapplicare la predetta norma dalla data di entrata in vigore di specifiche disposizioni da essi emanate;
VISTO il "Regolamento di Ateneo per la disciplina dei contratti, convenzioni e prestazioni a pagamento con committenti esterni pubblici e privati" attualmente vigente emanato con Decreto Rettorale n. 86 del 3.4.2000 ed, in particolare l'art.8 che rinvia al Consiglio di Amministrazione il riesame e l'eventuale modifica delle norme in esso contenute;
VISTA la delibera con quale il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 25.2.2003, ha approvato il nuovo Regolamento dell'Università degli Studi di Milano - Bicocca per la disciplina delle attività di ricerca, di consulenza e di formazione svolte con finanziamenti esterni nonché delle attività di collaborazione scientifica e/o di supporto alla didattica;
di emanare il nuovo Regolamento dell'Università degli Studi di Milano - Bicocca per la disciplina dei contratti aventi ad oggetto prestazioni di ricerca, di consulenza e di formazione da svolgersi a favore di committenti esterni pubblici e privati, e delle convenzioni di collaborazione scientifica e/o di supporto alla didattica, il cui testo è allegato al presente decreto del quale costituisce parte integrante.
Il Regolamento entra in vigore dal giorno successivo alla data del presente decreto.
Regolamento dell'Università degli Studi di Milano - Bicocca per la disciplina dei contratti aventi ad oggetto prestazioni di ricerca, di consulenza e di formazione da svolgersi a favore di committenti esterni pubblici e privati e delle convenzioni di collaborazione scientifica e/o di supporto alla didattica.
Articolo 1. - Ambito di applicazione del Regolamento
Il presente Regolamento definisce e disciplina i contratti aventi ad oggetto prestazioni di ricerca, di consulenza e di formazione a favore di committenti esterni, nonché le convenzioni di collaborazione scientifica e/o di supporto alla didattica.
Il presente Regolamento si applica ai contratti o convenzioni stipulati con l'Unione Europea o con altri organismi comunitari, fatta salva l'applicazione delle diverse disposizioni previste nelle norme e negli schemi contrattuali comunitari, e fatti salvi gli adeguamenti previsti per questa particolare categoria di atti.
Sono escluse dall'ambito di applicazione del presente Regolamento:
- le prestazioni di carattere ambulatoriale ed i servizi di diagnosi e cura effettuati negli Istituti e Cliniche universitarie di ricovero e cura convenzionati con le Regioni e con le ASL;
- le sperimentazioni di farmaci per uso umano, in ambito clinico;
- i finanziamenti erogati ai Dipartimenti, agli Istituti, ad altre Strutture, nonché a singoli professori e ricercatori da parte di Enti pubblici e di privati, finalizzati al conseguimento di risultati in cui sia dimostrato il prevalente interesse dell'Università.
Le convenzioni per l'utilizzo di strutture sanitarie al fine della formazione prelaurea, postlaurea e di diploma nell'area medica, restano disciplinate dalle norme di legge, regolamentari e convenzionali ad esse inerenti.
Restano altresì disciplinate dalle specifiche norme di legge e regolamentari le convenzioni stipulate tra Università e datori di lavoro pubblici e privati al fine di consentire lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento a laureandi e laureati.
Contratti aventi ad oggetto prestazioni di ricerca, di consulenza e di formazione da svolgersi a favore di committenti esterni pubblici e privati
Articolo 2 - Classificazione delle attività
Le attività che l'Università può svolgere a favore di committenti esterni pubblici e privati ai sensi degli artt. 65 e 67 del Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, sono classificate ai fini del presente Regolamento in due distinte categorie:
CATEGORIA 1: comprende le prestazioni che riguardano:
a) attività di ricerca pura o applicata;
b) attività di consulenza, concernenti studi a carattere monografico, formulazione di pareri tecnici o scientifici, pareri su attività progettuali, studi di fattibilità, assistenza tecnica e scientifica, nonché attività di coordinamento o supervisione;
c) attività di formazione, concernenti la progettazione, organizzazione ed esecuzione di corsi, seminari, cicli di conferenze, predisposizione di materiale didattico, partecipazione a progetti di formazione ad eccezione di quelli rientranti nella attività istituzionale quali ad esempio FSE, IFTS, ecc.
CATEGORIA 2: comprende le prestazioni concernenti analisi, prove e tarature, incluse quelle che prevedono una certificazione ufficiale dei risultati, che siano disciplinate da apposito tariffario preventivamente approvato dall'Università nel rispetto delle disposizioni di cui al successivo art. 5, 4° comma.
Articolo 3 - Approvazione e stipulazione dei contratti
I contratti aventi ad oggetto le prestazioni classificate in Categoria 1 sono proposti al Consiglio di Amministrazione, nel rispetto delle presenti norme regolamentari, con delibera dell'organo collegiale della Struttura interessata. Il Consiglio di Amministrazione ne delibera l'approvazione definitiva e il Rettore, o un suo delegato, procede alla stipulazione dei relativi contratti.
- l'oggetto del contratto e la descrizione dell'attività commissionata;
- il soggetto contraente;
- i responsabili scientifici della prestazione nell'ambito della Struttura universitaria chiamata ad eseguire l'attività;
- il personale docente e tecnico-amministrativo coinvolto nell'esecuzione della prestazione;
- la decorrenza del contratto, che non può comunque essere anteriore alla data di stipulazione;
- il termine di scadenza del contratto, che deve essere certo, con esclusione della clausola di rinnovo tacito; se l'esecuzione dell'attività non può esaurirsi entro tale termine, su motivata delibera della struttura, il Consiglio di Amministrazione può autorizzare una proroga del contratto;
- l'indicazione del corrispettivo erogato dal contraente con specificazione espressa se al netto o comprensivo di IVA, se dovuta;
- l'indicazione delle eventuali forniture di beni o servizi utili allo svolgimento delle attività;
- le modalità di erogazione del corrispettivo, che tengano convenientemente conto delle esigenze connesse allo svolgimento delle prestazioni e nel rispetto delle norme del presente Regolamento;
- l'analisi dei costi, con l'indicazione delle voci specificate nel successivo art. 5, comma 3.
I contratti aventi ad oggetto le prestazioni classificate in Categoria 2 sono approvati direttamente dall'organo collegiale competente della Struttura interessata. Il Direttore della Struttura è delegato dal Rettore alla stipula dei relativi contratti.
Articolo 4 - Strutture e personale coinvolti
Le attività di cui all'art. 2 sono affidate all'Università, ed in particolare per esse alle Strutture d'Ateneo (Dipartimenti, Istituti e Centri di Ricerca). Tali attività possono essere svolte anche con il coinvolgimento di attrezzature, mezzi e personale appartenenti all'Ateneo, in misura e secondo modalità atte a garantire comunque il prioritario e regolare svolgimento delle attività didattiche e scientifiche istituzionali.
Qualora l'attività commissionata debba essere svolta da un Centro Interuniversitario che ha sede amministrativa presso questo Ateneo sarà considerato personale interno tutto il personale afferente al Centro ancorchè appartenente ad altre Università.
Qualora parte dell'attività commissionata sia svolta da Strutture diverse da quella chiamata ad eseguire la prestazione, i rapporti tra le due Strutture vengono regolati contabilmente mediante l'emissione di note di addebito.
Articolo 5 - Determinazione del corrispettivo e delle tariffe
La determinazione del corrispettivo da richiedere per l'esecuzione delle prestazioni incluse nella Categoria 1 di cui al precedente art. 2 deve essere fatta sulla base del progetto predisposto dal responsabile della attività, contenente anche l'analisi dei costi, da sottoporre all'approvazione del competente organo collegiale della Struttura interessata.
Nella determinazione del corrispettivo il responsabile scientifico dovrà tenere conto che l'80% dell'importo richiesto a tale titolo al netto dell'IVA andrà a coprire i costi della ricerca ed il rimanente 20% verrà suddiviso tra l'Ateneo e la Struttura che eseguirà la prestazione nella misura rispettiva del 16% e del 4%.
L'analisi dei costi dovrà evidenziare:
- le spese d'acquisto e/o di utilizzo di apparecchiature tecnico-scientifiche e didattiche, nonché del costo della loro manutenzione in ragione del tempo di utilizzo dedicato alla prestazione;
- i costi per l'impiego dei materiali di consumo e di cancelleria;
- il costo derivante dall'impiego di personale docente e tecnico-amministrativo necessario per l'esecuzione della prestazione elaborato in conformità al successivo art. 6;
- il costo derivante da spese di viaggio e di missione del personale necessarie per l'esecuzione della prestazione;
- il costo per l'eventuale utilizzo di locali dell'Università, nel rispetto del Regolamento d'Ateneo per la concessione degli spazi;
- il costo relativo ad eventuali prestazioni professionali esterne, che comunque non deve superare il 30% dell'intero corrispettivo al netto dell'IVA;
- il costo per eventuali imprevisti.
Il corrispettivo da richiedere per le prestazioni rientranti nella Categoria 2 deve essere determinato sulla base di un apposito tariffario approvato dal Consiglio di Amministrazione dell'Università, su proposta della Struttura interessata. La delibera della Struttura contenente la proposta di formulazione del tariffario dovrà essere predisposta secondo gli elementi indicati nel precedente comma 3 e tenendo in considerazione i tariffari vigenti presso enti locali e territoriali, i tariffari vigenti presso ordini professionali, i prezzi di mercato praticati per le stesse prestazioni o per prestazioni similari da enti pubblici e privati.
Articolo 6 - Ripartizione delle somme destinate al personale interno
La quota destinata a compensare il personale docente e tecnico - amministrativo che abbia collaborato alle attività di cui all'art. 2 è ripartita secondo quanto deliberato dall'organo collegiale della Struttura interessata, su proposta del responsabile scientifico.
Ogni singolo dipendente nel corso di un anno non può percepire una remunerazione derivante dalla ripartizione dei proventi sopra indicati superiore al 90% del complessivo trattamento stipendiale in godimento.
Art. 7 - Clausole penali
Qualora i contratti di cui all'art. 2 prevedano il pagamento di penali da parte dell'Università, queste potranno essere accettate solo se di ammontare determinato, nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 1382 del codice civile.
Articolo 8 - Utilizzo del nome e/o del logo dell'Università a scopo pubblicitario
Nei contratti di cui all'art. 2 deve essere sempre inserita una clausola che vieta l'utilizzo diretto del nome e/o del logo dell'Università a scopi pubblicitari, anche se collegato all'oggetto di tali atti.
L'utilizzo del nome e/o del logo universitario per scopi pubblicitari potrà essere consentito mediante apposita pattuizione.
Disposizioni relative ai singoli tipi di contratti aventi ad oggetto prestazioni di ricerca, di consulenza e di formazione da svolgersi a favore di committenti esterni pubblici e privati terzi
Articolo 9 - Contratti per attività di ricerca
I contratti per attività di ricerca hanno ad oggetto attività di ricerca pura o applicata.
Essi devono sempre contenere un'apposita clausola che disciplina il regime dei risultati scaturenti dalle ricerche, prevedendo:
- la specificazione che i risultati della ricerca sono di proprietà del committente e l'indicazione delle condizioni per la utilizzazione e la pubblicazione degli stessi.
- l'indicazione esplicita del diritto dell'Università di pubblicare i risultati previa autorizzazione del soggetto committente.
Il contratto deve altresì disciplinare, con apposita clausola, gli aspetti giuridici ed economici connessi alla titolarità dei risultati brevettabili eventualmente scaturenti dalla ricerca ed al loro sfruttamento, nel rispetto della normativa vigente.
Articolo 10 - Contratti per attività di consulenza
Le attività di consulenza di norma non portano al raggiungimento di risultati brevettabili; nondimeno, in casi particolari, quando, in considerazione della natura della attività, è ragionevole il dubbio circa la possibilità che si ottengano risultati degni di protezione brevettuale, il contratto dovrà altresì disciplinare, con apposita clausola, gli aspetti giuridici ed economici connessi alla titolarità dei risultati brevettabili eventualmente scaturenti dall'attività oggetto del contratto ed al loro sfruttamento, nel rispetto della normativa vigente.
Il committente può utilizzare i risultati della consulenza quali perizie di parte in vertenze di carattere legale, ove tale uso sia conforme alla tipologia di contratto o espressamente previsto dallo stesso.
Articolo 11 - Contratti per attività di formazione
Le prestazioni di attività di formazione concernono la progettazione, organizzazione ed esecuzione di corsi, seminari, cicli di conferenze, la predisposizione di materiale didattico, la partecipazione a progetti di formazione che impegnino il personale dell'Università.
Le prestazioni di cui al presente articolo non devono assumere carattere concorrenziale rispetto alle attività istituzionali dell'Ateneo.
Articolo 12 - Prestazioni a tariffario per analisi, prove e tarature
Convenzioni di collaborazione scientifica e/o di supporto alla didattica
Articolo 13 - Convenzioni quadro
Per lo svolgimento di ampi programmi di ricerca e/o di supporto alla didattica, che coinvolgano tutta l'Università ovvero parti rilevanti della stessa, da attuare nel medio o lungo periodo, possono essere stipulate con soggetti pubblici e privati convenzioni quadro che rinviino per la loro attuazione a successivi specifici accordi.
Tali convenzioni devono indicare le finalità ed i settori oggetto della collaborazione e prevedere di norma la costituzione di una commissione paritetica tra le parti che vigili sulla loro attuazione; deve inoltre essere definito il regime degli eventuali risultati scientifici conseguiti in collaborazione tra le parti, nelle more della stipulazione degli accordi attuativi, stabilendo comunque il diritto dell'Università alla pubblicazione dei risultati, salvo una dilazione temporalmente definita dell'esercizio di tale diritto nel caso in cui si debba procedere alla brevettazione dei risultati stessi.
Nell'ambito della convenzione quadro è altresì possibile prevedere che le Strutture universitarie coinvolte svolgano anche attività di ricerca o consulenza a favore del contraente, attività che dovranno essere disciplinate da accordi da stipularsi nel rispetto delle norme di cui al Titolo II del presente Regolamento.
Le convenzioni quadro devono essere approvate dal Consiglio di Amministrazione, previa delibera del Senato Accademico qualora la convenzione disciplini aspetti legati alla didattica. Il Rettore, o un suo delegato, procede alla loro stipulazione.
Le convenzioni attuative di convenzioni quadro dovranno regolare gli aspetti specifici della collaborazione con una o più Strutture dell'Ateneo. In questo caso, ferma restando l'approvazione definitiva del Consiglio di Amministrazione, sarà necessario preventivamente acquisire il parere favorevole della Struttura interessata nonché il parere della Facoltà e la delibera del Senato Accademico qualora la convenzione disciplini aspetti legati alla didattica.
Il Rettore, o un suo delegato, procede alla loro stipulazione.
Articolo 14 - Convenzioni per collaborazione scientifica e/o di supporto alla didattica
L'Università può stipulare convenzioni per sviluppare ricerche in collaborazione con soggetti pubblici o privati, ovvero al fine di avvalersi di strutture, attrezzature e servizi extrauniversitari per lo svolgimento di attività di ricerca e/o di attività di supporto alla didattica universitaria.
Le convenzioni per collaborazione scientifica vengono attuate sulla base di un determinato e concordato programma di ricerca, mediante la cooperazione del personale e l'utilizzazione di strutture e attrezzature dell'Università e del contraente. Tali convenzioni sono, di norma, a titolo gratuito.
Un'apposita clausola della convenzione deve regolare il regime dei risultati della collaborazione, prevedendo il rinvio ad una successiva regolamentazione convenzionale tra le parti per il caso in cui i risultati stessi siano brevettabili.
La convenzione deve prevedere, in particolare, il diritto dell'Università di pubblicare i risultati delle ricerche, salva una dilazione temporalmente definita dell'esercizio di tale diritto nel caso in cui si debba valutare l'interesse a procedere alla brevettazione dei risultati stessi.
Le convenzioni di cui al presente articolo sono proposte con delibera dell'organo collegiale della Struttura interessata e approvate dal Consiglio di amministrazione, previo parere favorevole della Facoltà e del Senato Accademico qualora la convenzione disciplini aspetti legati alla didattica.
Articolo 15 - Utilizzo del nome e/o del logo dell'Università a scopo pubblicitario
L'utilizzo del nome e/o del logo universitario per scopi pubblicitari nell'ambito delle convenzioni di cui agli artt. 13 e 14 potrà essere consentito mediante apposita pattuizione.
Articolo 16 - Entrata in vigore e disciplina transitoria
Tutti i limiti di importo previsti dal presente Regolamento potranno essere periodicamente modificati con delibera del Consiglio di amministrazione.
Il presente Regolamento è approvato dal Consiglio di Amministrazione e viene emanato con Decreto Rettorale. Il Regolamento sarà sottoposto a verifica da parte del Consiglio di Amministrazione successivamente all'adozione dello Statuto dell'Ateneo.
Il presente Regolamento ha decorrenza dal giorno successivo alla data del Decreto Rettorale di emanazione. Le proposte pervenute complete all'Ufficio competente prima dell'entrata in vigore del presente Regolamento saranno valutate con riferimento alla normativa precedente.
Milano, 19.3.2003
Registrato al n. 5772
in data 19.3.2003
- ultimo aggiornamento di questa pagina 02/04/2007

References: Articolo 1

Articolo 2
 art. 5

Articolo 3
 art. 5

Articolo 4

Articolo 5
 art. 2
 art. 6

Articolo 6

Art. 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16