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Timestamp: 2020-06-07 09:18:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23465 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23465 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/10/2017, (ud. 20/07/2017, dep.06/10/2017), n. 23465
sul ricorso 21241-2016 proposto da:
M.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI S. COSTANZA
2, presso lo studio dell’avvocato STEFANO RUGGIERO, che lo
ROMA CAPITALE – C.F. (OMISSIS), in persona del rappresentante in
carica pro tempore, elettivamente domiciliata negli ufficio
dell’Avvocatura Capitolina in ROMA, V. DEL TEMPIO DI GIOVE 21,
rappresentata e difesa dall’avvocato DOMENICO ROSSI;
avverso la sentenza n. 3866/29/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, depositata il 15/06/2016;
partecipata del 20/07/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.
Con ricorso in Cassazione affidato a due motivi, illustrati da memoria, che possono essere esaminati congiuntamente perchè connessi, nei cui confronti Roma Capitale ha resistito con controricorso, il ricorrente impugnava la sentenza della CTR del Lazio, in tema di spese di lite, lamentando la violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., ART. 118 disp. att. c.p.c., art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 e degli artt. 24 e 111 Cost., in quanto, erroneamente i giudici d’appello, avrebbero disposto la compensazione delle spese, pur essendo la parte contribuente totalmente vittoriosa in appello. Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma semplificata.
L’articolato motivo di censura è fondato.
E’, infatti, insegnamento di questa Corte che “Nel processo tributario, in virtù del rinvio contenuto nel D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15, comma 1, ai procedimenti instaurati dopo il 1 marzo 2006 si applica l’art. 92 c.p.c., comma 2, nella versione emendata dalla L. n. 263 del 2005, art. 2, comma 1, lett. a), sicchè la compensazione delle spese richiede la concorrenza di “altri giusti motivi, esplicitamente indicati in motivazione”, che non possono essere desunti dal complesso della sentenza, pena la sua cassazione sul punto” (Cass. n. 22793/15, ord. n. 1017/17, ord. n. 11222/16, 26137/16).
Nel caso di specie, i giudici d’appello hanno violato manifestamente il superiore principio, non ravvisandosi alcuna ragionevolezza (v. Cass. ord. n. 11222/16), nella decisione di compensare il doppio grado di giudizio, in danno dell’appellante totalmente vittorioso.
La sentenza va, pertanto, cassata e la causa va rinviata nuovamente alla Commissione tributaria regionale del Lazio, affinchè, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE accoglie ricorso.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 20 luglio 2017.

References: Sentenza 
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 ART. 118
 art. 132
 art. 15
 art. 2
 Cass. 
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