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Timestamp: 2017-09-23 11:10:09+00:00

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consultami.net - diritto & diritti - guida alle agevolazioni fiscali per le società di sport dilettantistico
AGGIORNATA CON IL DECRETO 28 MARZO 2007 - DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI E LE ATTIVITÀ SPORTIVE
(PUBBLICATO SULLA G.U. 9 MAGGIO 2007, N. 106)
1. L’ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA
L’attività sportiva dilettantistica in forma associata può essere esercitata sia sotto la forma giuridica di “associazione sportiva dilettantistica” (con o senza personalità giuridica) sia sotto la forma di “società sportiva dilettantistica”. Quest’ultima può essere costituita nella forma di società di capitale o di società cooperativa senza scopo di lucro.
La costituzione di associazioni o società sportive dilettantistiche comporta la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto. Riguardo alla forma, la costituzione dell’associazione sportiva dilettantistica può avvenire per atto pubblico, scrittura privata con firme autenticate o scrittura privata registrata. Per la costituzione delle società sportive di capitale e delle società cooperative senza scopo di lucro è previsto invece l’obbligo dell’atto pubblico. Nell’atto costitutivo sono indicati, tra l’altro:
 la denominazione sociale;
 la sede legale;
 i dati dei soci fondatori.
 la denominazione;
 l’oggetto sociale con riferimento all’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica;
 l’attribuzione della rappresentanza legale;
 l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
 le norme sull’ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’elettività delle cariche sociali, fatte salve le società sportive dilettantistiche che assumono la forma di società di capitali o cooperative per le quali si applicano le disposizioni del codice civile;
 l’obbligo di redazione dei rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
 modalità di scioglimento dell’associazione o della società;
 l’obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società e delle associazioni.
Per le società sportive di capitali, è previsto altresì:
 il divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società o associazioni sportive dilettantistiche che operino nell’ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciuta dal Coni ovvero nell’ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva;
 l’obbligo di osservare le disposizioni del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e i regolamenti emanati dalle Federazioni Nazionali o dagli Enti di Promozione Sportiva cui la società intende affiliarsi.
 associazioni sportive dilettantistiche senza personalità giuridica (che rappresentano la maggior parte delle associazioni oggi in attività);
 associazioni sportive dilettantistiche con personalità giuridica;
 società sportive dilettantistiche costituite nella forma di società di capitali e di società cooperative.
Sul sito internet del CONI (www.coni.it) è possibile consultare il Registro nazionale per vedere quali associazioni e società sportive hanno effettuato la registrazione.
Il Modello AA7/8 può essere presentato:
 direttamente ad uno qualsiasi degli Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate, in duplice copia;
 in unico esemplare, mediante raccomandata postale da inviare ad uno qualsiasi degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante;
 in via telematica, direttamente dal richiedente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica.
 la determinazione forfetaria del reddito imponibile (sulla base di un coefficiente di redditività);
 un sistema forfetario di determinazione dell’Iva;
 l’esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili (libro giornale, libro degli inventari, registri Iva, scritture ausiliarie e di magazzino, registro beni ammortizzabili);
 l’esonero dalla redazione dell’inventario e del bilancio;
 l’esonero dagli obblighi di fatturazione e registrazione (tranne che per sponsorizzazioni, cessione di diritti radio - Tv e pubblicità).
Ai fini Iva le associazioni sportive dilettantistiche devono istituire solo il registro previsto dal Decreto Ministeriale dell’11 febbraio 1997 in cui vanno annotati, entro il 15° giorno di ogni mese, tutte le entrate conseguite nel mese precedente (art. 9, comma 3 del D.P.R. n. 544 del 1999) .
 tenuta delle scritture contabili
 presentazione della dichiarazione IVA
 emissione scontrini e/o ricevute fiscali
 conservare e numerare le fatture emesse e di acquisto
 annotare i corrispettivi e gli altri proventi conseguiti nell’esercizio d’attività commerciali
 versare trimestralmente l’Iva
 tenere il libro soci e il libro verbali assemblee
 presentare la dichiarazione dei redditi (Modello UNICO Enti non commerciali) e il Modello 770, nei casi in cui è previsto
Il regime agevolato può essere adottato dalle associazioni sportive dilettantistiche e dalle relative sezioni, in possesso di determinati requisiti soggettivi (vedi schema sotto) e a condizione che si verifichi un preciso presupposto oggettivo.
 i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) devono aver conseguito nell’anno solare precedente proventi non superiori a 250.000 euro;
 i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare (ad es. 1° luglio – 30 giugno) devono aver conseguito proventi non superiori a 250.000 euro nel periodo d’imposta precedente;
 le associazioni di nuova costituzione, devono rapportare il limite massimo dei proventi, al periodo intercorrente fra la data di costituzione e il termine dell’esercizio, computandolo a giorni. Dal periodo d’imposta 2003 anche le società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza scopo di lucro possono determinare il reddito in maniera forfetaria secondo il regime della legge 16 dicembre 1991 n. 398.
In questo limite occorre tener conto dei ricavi, delle sopravvenienze attive e dei contributi erogati da pubbliche amministrazioni per l’esercizio dell’attività commerciale. Non si considerano, invece, le indennità percepite per la preparazione e l’addestramento nel caso del trasferimento di un atleta da una società sportiva dilettantistica ad una società professionistica.
svolgimento di attività sportiva dilettantistica (riconosciuta tale dal Coni) compresa l’eventuale attività didattica
affiliazione a Federazioni sportive nazionali o Enti di promozione sportiva
Per comportamento concludente si intende l’effettuazione da parte del contribuente di una serie di adempimenti che presuppongono chiaramente la scelta di un determinato regime opzionale. Le disposizioni tributarie lo ammettono, sempre che vi siano i presupposti soggettivi ed oggettivi per avvalersi del regime scelto.
 nel primo (dall’inizio del periodo d’imposta fino al mese in cui è avvenuto il superamento del limite), si applicherà il regime agevolato;  nel secondo (dal mese successivo all’avvenuto superamento del limite fino alla fine del periodo d’imposta), si applicherà il regime tributario ordinario sia per determinare il reddito che per l’assolvimento dell’Iva e degli adempimenti contabili. I soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva, se intendono effettuare l’opzione, devono comunicarla all’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate, con le modalità e i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi e quindi, utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale Iva (quadro VO della dichiarazione Iva).
I proventi commerciali conseguiti nello svolgimento di attività connesse agli scopi istituzionali e quelli derivanti dal
(vedi capitolo 6)
non concorrono a formare il reddito imponibile fino ad un importo complessivo di 51.645,69 euro per periodo d’imposta e per un massimo di 2 eventi all’anno.
RICAVI DERIVANTI DA attività istituzionale - NON TASSABILI
RICAVI DERIVANTI DA attività commerciale, spettacoli sportivi, sponsorizzazioni, diritti riprese televisive o trasmissioni radiofoniche - TASSABILE al 3%
prestazione di servizi - 15% fino a 15.493,71 25% oltre 15.493,71 e fino a 309.874,14
altre attività - 10% fino a 25.822,84 15% oltre 25.822,84 e fino a 516.456,90
 Nel primo caso, è dato dalla somma di:
 Le associazioni che svolgono attività istituzionale e commerciale, che hanno scelto il regime fiscale agevolato, calcolano la base imponibile Irap sommando al reddito ottenuto ai fini Ires (applicando cioè il coefficiente di redditività del 3 per cento sui proventi commerciali conseguiti) i seguenti costi non deducibili ai fini Irap: – le retribuzioni pagate al personale dipendente e redditi assimilati; – i compensi erogati per prestazioni di lavoro autonomo non abituale; – gli interessi passivi. Una volta determinata la base imponibile, per determinare l’ammontare dell’Irap dovuta si applicherà la percentuale del 4,25 per cento (o altra aliquota prevista da legge regionale).
 i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
 le spese relative agli apprendisti, ai disabili e al personale assunto con contratti di formazione lavoro;
 i compensi, i premi, i rimborsi forfetari e le indennità di trasferta corrisposti a sportivi dilettanti.
LA BASE IMPONIBILE IRAP PER LE ASSOCIAZIONI CON ATTIVITÀ ISTITUZIONALE E COMMERCIALE
RETRIBUZIONI AL PERSONALE DIPENDENTE CONTRIBUTI INAIL + COMPENSI A COLLABORATORI E LAVORATORI AUTONOMI OCCASIONALI –
SPESE APPRENDISTI, DISABILI E DIPENDENTI CFL
INTERESSI PASSIVI (per le associazioni che svolgono anche attività commerciale)
COMPENSI, PREMI, INDENNITA’ A SPORTIVI DILETTANTI
Le associazioni sportive dilettantistiche possono considerare “non commerciali”, con i conseguenti vantaggi fiscali, determinate attività rese nell’ambito della vita associativa, a condizione, però, che abbiano redatto l’atto costitutivo e lo statuto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata e che in essi siano presenti ulteriori clausole (articolo 148, comma 8, del TUIR) rispetto a quelle indicate nel capitolo 2. Tra queste:
– l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.
L’Iva (Imposta sul Valore Aggiunto) è il tributo che colpisce la parte di incremento di valore che il bene subisce nelle singole fasi di produzione e distribuzione, fino ad incidere totalmente sul consumatore finale.
Un’impresa determina l’imposta, generalmente, detraendo l’importo pagato sugli acquisti da quello incassato sui ricavi.
IVA A DEBITO O A CREDITO = Iva su cessioni - Iva sugli acquisti Per le associazioni sportive dilettantistiche l’Iva ammessa in detrazione è quella relativa agli acquisti effettuati nell’esercizio dell’attività commerciale, purché siano soddisfatte alcune condizioni. In particolare occorre:
 conservare tutti i documenti di acquisto;
 che i beni o i servizi acquistati o importati siano inerenti all’attività d’impresa;
 che l’attività commerciale sia gestita con contabilità separata rispetto a quella istituzionale;
 che la contabilità sia tenuta, anche in relazione all’attività istituzionale, in modo corretto e trasparente.
Sono previsti due regimi forfetari di determinazione dell’Iva, a seconda del volume dei ricavi conseguiti:
 il regime forfetario previsto dalla legge n. 398 del 1991 per le associazioni che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito proventi derivanti da attività commerciali in misura inferiore al limite di 250.000 euro.
Le associazioni sportive dilettantistiche che hanno scelto il regime fiscale agevolato determinano l’imposta sul valore aggiunto in modo forfetario, e cioè applicando le seguenti percentuali sui proventi conseguiti:
– 50 per cento dell’Iva a debito sui proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, connesse agli scopi istituzionali;
– 2/3 dell’Iva a debito per la cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o trasmissione radiofonica.
L’Iva a debito si versa con periodicità trimestrale con il modello F24 senza maggiorazione dell’1 per cento e non c’è l’obbligo per l’associazione di presentare la dichiarazione Iva annuale.
 il regime forfetario previsto per le attività spettacolistiche, per le associazioni con volume d’affari annuo fino a 25.822,84 euro.
In questo caso la base imponibile viene determinata nella misura del 50 per cento dell’ammontare complessivo dei corrispettivi riscossi, senza poter operare la detrazione analitica dell’imposta assolta sugli acquisti.
In presenza di più attività, per l’applicazione di questo regime forfetario va considerato solamente il volume d’affari derivante dalle attività spettacolistiche.
L’IVA SUI PROVENTI DELLE ASSOCIAZIONI IN REGIME AGEVOLATO (LEGGE N. 398/91)
PROVENTI DERIVANTI DA IMPONIBILITA’ IVA
attività istituzionale - NO
spettacoli sportivi - al 50% sponsorizzazioni - al 90% diritti riprese televisive o trasmissioni radiofoniche - per 2/3 L’IMPOSTA DI REGISTRO
Gli atti costitutivi e di trasformazione delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche (come quelli delle Federazioni sportive e degli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI riguardanti lo svolgimento dell’attività sportiva) sono assoggettati all’imposta di registro in misura fissa, pari a 168 euro.
Non sono inoltre esentati dal pagamento dell’imposta di bollo per le quietanze emesse per la riscossione e per il versamento delle quote e dei contributi associativi (ad esempio per le quote sociali o per la partecipazione ai corsi ed alle attività sociali). L’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo è invece prevista per le Federazioni sportive e gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.
Sono esentati dal pagamento delle tasse sulle concessioni governative gli atti e i provvedimenti concernenti le società e le associazioni sportive dilettantistiche.
LE AGEVOLAZIONI SULLE ALTRE IMPOSTE INDIRETTE
IMPOSTA DI REGISTRO TASSE CONCESSIONI GOVERNATIVE - IN MISURA FISSA (168 euro)
per gli atti costitutivi e di trasformazione di associazioni e società sportive di capitali senza scopo di lucro - NON DOVUTE
5. I COMPENSI PAGATI DALLE ASSOCIAZIONI
Anche le somme corrisposte per i rapporti di collaborazione di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale in favore delle associazioni sportive dilettantistiche costituiscono “redditi diversi”.
 a titolo d’imposta, se la somma corrisposta è compresa tra 7.501 e 28.158,28 euro;
 a titolo d’acconto, se superiore a 28.158,28.
Possono fruire del medesimo trattamento fiscale agevolato anche coloro che all’interno dell’associazione si occupano in maniera non professionale della parte amministrativa e contabile.
Sono escluse dall’imponibile e, pertanto, non vanno assoggettate a ritenuta Irpef, le indennità chilometriche e i rimborsi delle spese documentate per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, sostenute dallo sportivo per prestazioni effettuate al di fuori del Comune di residenza.
Fino a 7.500 euro - Nessuna Ritenuta
Da 7.501 a 28.158,28 euro - Ritenuta definitiva del 23%
Oltre 28.158,28 euro - Ritenuta d’acconto del 23%
 se l’amministratore svolge l’attività con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, il compenso percepito costituisce reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. In questo caso l’associazione deve effettuare una ritenuta d’acconto sui compensi corrisposti, come farebbe per un lavoratore dipendente;
 se l’attività di amministrazione è svolta da liberi professionisti (commercialisti, ragionieri, eccetera), i compensi pagati rientrano tra i redditi di lavoro autonomo e l’associazione applicherà la ritenuta prevista per tale tipo di reddito.
 il rimborso forfetario (o indennità di trasferta), che è quello per il cui pagamento non occorrono giustificativi di spesa; il rimborso pagato non è soggetto a tassazione fino a 46,48 euro
per giorno se la trasferta è in Italia, fino a 77,47 euro per le trasferte all’estero.
In questi importi non si considerano le spese di viaggio e di trasporto. Se si fruisce gratuitamente di alloggio o di vitto, i limiti indicati prima sono ridotti di 1/3 (di 2/3 nel caso in cui si usufruisca sia di alloggio che di vitto).  il rimborso analitico, che è quello completamente escluso da tassazione, purché debitamente documentato con i giustificativi di spesa, e riguarda le spese sostenute per vitto, alloggio, viaggio e trasporto.
 il rimborso misto, che comprende sia l’indennità di trasferta che il rimborso delle spese documentate. Altre indennità
trasferte in Italia - non imponibile fino a 46,48 euro SPESE VITTO, ALLOGGIO E VIAGGIO, INDENNITÀ CHILOMETRICA - non imponibili (le spese documentate) imponibili le spese di viaggio sostenute per raggiungere sede di lavoro non imponibile fino a certi importi (vedi tabelle Aci) e per trasferte fuori Comune
Per il sostenimento della loro attività le società e gli enti che operano nel settore dilettantistico hanno di frequente la necessità di ricorrere a finanziamenti che possono provenire sia da persone fisiche (privati o titolari di partita Iva) che da persone giuridiche.
Vediamo allora le principali disposizioni riguardanti due diverse forme di finanziamento: le sponsorizzazioni e la raccolta dei fondi.
 deve trattarsi di proventi percepiti nello svolgimento di attività commerciale connessa allo scopo dell’associazione;  l’associazione sportiva deve essere stata riconosciuta da un Ente di promozione sportiva e deve aver optato per il regime tributario agevolato previsto dalla legge n. 398 del 1991;  non deve essere superiore a due il numero di eventi da cui derivano i proventi. Le associazioni che hanno scelto il regime contabile agevolato (vedi capitolo 2) sottoporranno a tassazione forfetaria, allo stesso modo dei proventi commerciali percepiti, anche i proventi delle sponsorizzazioni. Per lo sponsor
Ai fini delle imposte dirette, le somme erogate da un contribuente che produce reddito d’impresa sono assimilate, fino ad un importo massimo di 200.000 euro, alle spese di pubblicità. L’eccedenza, se riconducibile a spese di rap presentanza, ha un trattamento fiscale diverso. Se l’erogazione liberale è effettuata da una persona fisica, questi potrà portare in detrazione dall’Irpef il 19 per cen to su un importo massimo di 1.500 euro per periodo d’imposta (vedi capitolo 8) .
Pertanto, per le stesse, occorre rispettare tutti gli obblighi previsti dalla normativa Iva. In ogni caso, è sempre possibile usufruire delle agevolazioni della legge n. 398 del 1991, qualora si scelga il regime fiscale agevolato previsto dalla stessa norma. Per lo sponsor
Le associazioni che hanno scelto il regime contabile agevolato (vedi capitolo 2) possono usufruire di un regime fiscale agevolato per la raccolta dei fondi.
Più precisamente, i fondi che le associazioni si assicurano attraverso le raccolte pubbliche non concorrono a formare il reddito delle stesse e, pertanto, sono esenti da imposte.
Per fruire dell’agevolazione occorre però che l’evento nel corso del quale avviene la raccolta sia:  occasionale;
 pubblico;
 concomitante con ricorrenze, campagne di sensibilizzazione, celebrazioni.
1. il numero di eventi durante un periodo d’imposta non può essere superiore a due;
2. il limite massimo dei fondi raccolti nell’anno non deve superare l’importo di 51.645,69 euro.
Le associazioni sportive dilettantistiche che in un esercizio hanno svolto attività commerciale, devono presentare un modello
unificato che include più dichiarazioni fiscali (redditi, Irap, Iva, sostituti d’imposta): il Modello UNICO – Enti non commerciali ed equiparati.
Il modello con le relative istruzioni per la compilazione (cui si rinvia per conoscere modalità e termini di presentazione) può essere prelevato gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).
Esso contiene i quadri da utilizzare per la determinazione del reddito e delle imposte dell’esercizio, per l’esposizione di versamenti e compensazioni, per le richieste di rimborsi.
 indennità di trasferta e rimborsi forfetari di spese;
 premi e compensi per l’esercizio diretto dell’attività sportiva;
 compensi per collaborazioni di carattere amministrativo- gestionale;
 compensi agli amministratori;
 retribuzioni ai dipendenti.
 di rilasciare (entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello in cui i compensi sono stati corrisposti) ai destinatari delle somme una certificazione annuale in cui sono riepilogati gli importi pagati e le ritenute operate;
 di predisporre e trasmettere all’Agenzia delle Entrate, in via telematica, il modello 770.
La dichiarazione dei sostituti d’imposta è costituita da due modelli: il Modello 770/Semplificato e il Modello 770/Ordinario.
In relazione alle ritenute operate e alle operazioni effettuate nell’anno, l’associazione deve compilare e presentare uno o entrambi i modelli.
Al fine di sostenere e incentivare la pratica sportiva dilettantistica, la legge finanziaria per il 2007 ha introdotto la possibilità di detrarre dall’Irpef una parte delle spese sostenute per l’iscrizione e l’abbonamento dei ragazzi e dei giovani di età compresa tra i 5 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture che promuovono lo sport dilettantistico. La detrazione è pari al 19% delle somme pagate a partire dall’anno 2007 e va calcolata su un importo massimo di 210 euro l’anno.
 delle società e associazioni sportive dilettantistiche (indicate dall’articolo 90, commi 17 e seguenti della legge 27 dicembre 2002, n. 289) che nella propria denominazione sociale indicano la finalità sportiva e la ragione o denominazione sociale dilettantistica;
 delle palestre, delle piscine e delle altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, comunque organizzati, che esercitano pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica. Si comprendono anche gli impianti polisportivi gestiti da soggetti giuridici, pubblici o privati, diversi dalle società ed associazioni sportive.
 i dati della ditta, denominazione o ragione sociale e sede legale, ovvero, se persona fisica,
nome cognome e residenza, nonché il codice fiscale;
 la causale del pagamento;
 l’attività sportiva esercitata;
 l’importo pagato per la prestazione resa;
 i dati anagrafici del praticante l’attività sportiva e codice fiscale della persona che effettua il pagamento.
Nel caso in cui l’associazione abbia assunto la qualifica di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale):  si possono dedurre le liberalità in denaro o in natura erogate nel limite del 10 per cento del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui;
 è prevista una detrazione dall’Irpef nella misura del 19 per cento da calcolare su un importo massimo di 2.065,83 euro per le erogazioni liberali;  inoltre, i contribuenti possono decidere, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, di destinare alle associazioni sportive dilettantistiche il 5 per mille dell’IRPEF dovuta. LE EROGAZIONI DELLE SOCIETÀ ED ENTI
>  Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633
 Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 641 - art. 13/bis
 Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642 - tabella art. 27-bis
 Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600
 Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 (Testo Unico delle imposte sui redditi)  Legge 16 dicembre 1991 n. 398
 Decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 - art. 1/9
 Decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446 - art. 11, 17
 Legge 13 maggio 1999 n. 133 - articolo 25
 Decreto interministeriale 10 novembre 1999 (G . U. n. 275 del 23 novembre 1999)
 Decreto Ministeriale 26 novembre 1999 n. 473
 Legge 21 novembre 2000 n. 342 - art. 37
 Decreto legge 28 maggio 2004 n. 136 - art. 7
 Legge 27 dicembre 2002 n. 289 (Finanziaria 2003), art. 5, 90
 Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Finanziaria 2007), art. 1, commi 251 e 319
 Decreto 28 marzo 2007 della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive
 Circolare del Ministero delle Finanze del 12 maggio 1998 n. 124
 Circolare del Ministero delle Finanze del 27 agosto 1998 n. 209
 Circolare del Ministero delle Finanze del 6 dicembre 1999 n. 231
 Circolare del Ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999 n. 247/E
 Circolare del Ministero delle Finanze dell’8 marzo 2000 n. 43/E
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 26 marzo 2001 n. 34/E
 Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 22 aprile 2003 n. 21/E
 Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 27 giugno 2003 n. 34/E
 Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 5 marzo 2003 n. 15/E
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 23 aprile 2003 n. 94
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 15 giugno 2004 n. 86
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 3 giugno 2005 n. 74
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate dell’11 luglio 2005 n. 88/E
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 16 maggio 2006 n. 63/E
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 7 novembre 2006 n. 123/E
 Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 25 gennaio 2007 n. 9/E  Istruzioni per la compilazione del Modello UNICO - Enti non commerciali ed equiparati
Tutti i provvedimenti sopra indicati sono reperibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it

References: art. 13
 art. 27
 art. 1
 art. 11
 articolo 25
 art. 37
 art. 7
 art. 5
 art. 1