Source: http://www.camera.it/leg18/824?tipo=C&anno=2018&mese=11&giorno=30&view=&commissione=05&pagina=data.20181130.com05.bollettino.sede00020.tit00010
Timestamp: 2018-12-18 20:07:54+00:00

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Venerdì 30 novembre 2018. — Presidenza del presidente Claudio BORGHI. – Intervengono il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alessio Mattia Villarosa, la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Laura Castelli e il sottosegretario di Stato per l'interno Carlo Sibilia.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 29 novembre 2018.
Claudio BORGHI, presidente, comunica che i deputati Gabriele Lorenzoni, Zennaro e Troiano sottoscrivono l'emendamento Baldelli 79.143; la deputata Carfagna sottoscrive le proposte emendative Boschi 21.078 e 21.0113; il deputato Iovino sottoscrive le proposte emendative Bella 78.033, Gallo 78.034 e Lattanzio 78.036; il deputato De Carlo sottoscrive l'emendamento Gadda 49.050; i deputati Boccia, Boschi, De Micheli, Madia, Marattin, Melilli, Navarra e Padoan sottoscrivono l'emendamento Misiti 78.06; la deputata Boschi sottoscrive gli articoli aggiuntivi Bella 78.033, Gallo 78.034, Lattanzio 78.036, Nitti 78.037 e Macina 78.046; i deputati Boschi e Marattin sottoscrivono gli articoli aggiuntivi Rizzetto 54.010, Misiti 54.021, Dall'Osso 54.022 e Villani 58.07. Comunica altresì che il deputato Tiramani ritira l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 64.061; il deputato Bellachioma ritira l'emendamento a sua prima firma 65.11; il deputato Gusmeroli ritira gli articoli aggiuntivi a sua prima firma 75.03 e 88.031; il deputato Caparvi ritira l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 66.011; il deputato Pag. 4Pagano ritira l'emendamento a sua prima firma 63.3; il deputato Cestari ritira le proposte emendative a sua prima firma 62.1 e 65.012; la deputata Cattoi ritira l'emendamento a sua prima firma 65.12; i rispettivi presentatori ritirano le proposte emendative Casa 52.018, Lattanzio 78.043, De Lorenzis 90.1, Gallinella 49.26 e Misiti 58.1.
Avverte che è in distribuzione l'emendamento Baldelli 79.143 (vedi allegato), che destina al Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate l'importo di 85 milioni di euro versato dalla Camera dei deputati e affluito al bilancio dello Stato. Avverte che tale emendamento è stato sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e da tutti i componenti della Commissione bilancio e sarà pertanto esaminato dalla Commissione, sebbene non compreso nel fascicolo dei segnalati.
Ricorda che nella seduta di ieri la Commissione ha esaminato, da ultimo, le proposte emendative riferite all'articolo 41. Pertanto l'esame riprenderà dalle proposte emendative riferite all'articolo 42, su cui i relatori e il Governo hanno già espresso il parere.
Ricorda che gli identici emendamenti Bellachioma 42.4 e Marattin 42.6 sono accantonati. Avverte che l'emendamento Colla 42.8 è stato ritirato. Ricorda che gli emendamenti Grimoldi 42.3 e Frassini 42.5 sono accantonati.
La Commissione respinge l'emendamento Bond 42.9.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli identici articoli aggiuntivi Borghese 42.03 e Sabrina De Carlo 42.034 sono accantonati.
Ylenja LUCASELLI (FdI), nell'illustrare l'articolo aggiuntivo Osnato 42.09, segnala che esso prevede un'aliquota agevolata dell'IVA al 10 per cento per l'acquisto dei defibrillatori semiautomatici, al fine di favorire la presenza di tali dispositivi medici nelle strutture pubbliche ed agevolare il primo soccorso.
Claudio BORGHI, presidente, pur apprezzando lo scopo dell'articolo aggiuntivo Osnato 42.09, fa presente che le proposte emendative che intervengono sulle aliquote l'IVA applicabili a determinati prodotti o servizi sono particolarmente delicate dal punto di vista tecnico, anche per quanto riguarda il rispetto della disciplina dell'Unione europea.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Osnato 42.09.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli articoli aggiuntivi Gemmato 42.015, Zolezzi 42.031, Carbonaro 42.032, Massimo Enrico Baroni 42.033 e Tomasi 43.05 sono accantonati.
Andrea MANDELLI (FI), illustrando l'articolo aggiuntivo Carfagna 43.015, ricorda che esso è volto ad incrementare il fondo destinato agli orfani delle vittime di femminicidio di 12 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. A tale proposito, invita i relatori ed il Governo a svolgere un'ulteriore riflessione sulla proposta emendativa in esame ed auspica un'apertura in proposito, vista anche l'importanza e la delicatezza del tema trattato.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, propone di accantonare l'articolo aggiuntivo Carfagna 43.015.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Carfagna 43.015 è da intendersi accantonato. Avverte, altresì, che tale proposta emendativa è stata sottoscritta dai deputati Caiata e Bruno Bossio. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Caso 43.020 è accantonato, come pure gli identici articoli aggiuntivi 43.021 della II Commissione e Bazoli 43.010. Avverte, infine, che l'articolo aggiuntivo 43.022 della II Commissione, non essendovi obiezioni, è da intendersi respinto per l'esame in Assemblea.
Maria Elena BOSCHI (PD), nell'illustrare l'articolo aggiuntivo Bazoli 43.013, ricorda che il gruppo del Partito Democratico Pag. 5ha presentato un pacchetto di proposte emendative volte a ripristinare i tagli effettuati dal Governo alle risorse destinate al sistema giudiziario. Ricorda, infatti, che il Ministro Bonafede, in occasione dell'esame del provvedimento in materia di prescrizione, aveva annunciato una generale riforma della giustizia, dichiarando che in quella occasione le risorse destinate alla giustizia sarebbero state incrementate. Ritiene che tali dichiarazioni siano da ascrivere a mera propaganda, poiché l'attuale Governo non ha fatto che tagliare le somme destinate alla giustizia dalle precedenti leggi di bilancio, che, invece, avevano stanziato risorse per concorsi pubblici e istituito un fondo dedicato alla riforma del processo penale. Segnala, infatti, che gli operatori della giustizia, piuttosto che la riforma dell'istituto della prescrizione, richiedono maggiori risorse umane e mezzi adeguati per agevolare la rapidità di accesso ai documenti, al fine di velocizzare i procedimenti. Concludendo, ritiene che il Governo sia abile a generare aspettative, ma, nei fatti, lascia il sistema della giustizia privo dei mezzi e delle risorse necessari.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici articoli aggiuntivi 43.024 della II Commissione e Bazoli 43.013 e gli identici articoli aggiuntivi 43.023 della II Commissione e Bazoli 43.012.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 43.02 è accantonato.
Stefano FASSINA (LeU) illustra e raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 44.2, che ritiene particolarmente importante in quanto riguarda, non determinando oneri aggiuntivi, l'allocazione delle risorse in conto capitale. Nel ritenere che, a legislazione vigente, la ripartizione della quota di investimento nelle aree del Paese sia affidata a un criterio paradossale che fa riferimento al numero degli abitanti, sottolinea che dalle regioni del Sud un considerevole numero di persone, normalmente quelle con un livello di istruzione più elevato, si trasferisce verso i territori del Nord in cerca di lavoro. Ritiene, quindi, fondamentale rivedere tale criterio. Sottolinea inoltre che l'emendamento avrebbe impatto sistemico, in quanto interviene su tutta la spesa degli investimenti prevedendo un'aliquota del 45 per cento, per gli stanziamenti ordinari in conto capitale. Nel ritenere che tale aliquota sia necessaria a riequilibrare e a ricostruire le possibilità di sviluppo venute meno nel Mezzogiorno d'Italia, rammenta che la stessa era già stata introdotta da Carlo Azeglio Ciampi quando era Ministro dell'economia e delle finanze. Ciò premesso, invita i relatori e il rappresentante del Governo a rivalutare il parere precedentemente espresso sulla proposta emendativa in esame.
La Commissione respinge l'emendamento Fassina 44.2.
Emanuele CESTARI (Lega) ritira l'articolo aggiuntivo 44.07, del quale è cofirmatario.
Andrea MANDELLI (FI) illustra e raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo Sozzani 44.05, volto a recuperare il definanziamento del Fondo per il finanziamento degli interventi di rottamazione dei carri merci. Sottolinea che la proposta emendativa ha il duplice scopo di consentire la competitività nazionale e quello di evitare la circolazione di materiale rotabile privo delle caratteristiche essenziali di sicurezza. Chiede quindi ai relatori e al rappresentante del Governo di proporre l'accantonamento della proposta emendativa in discussione al fine di poter svolgere sulla stessa un ulteriore approfondimento istruttorio.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), nell'evidenziare che il Fondo per il finanziamento degli interventi di rottamazione dei carri merci è stato istituito successivamente ai tragici fatti accaduti nella stazione ferroviaria di Viareggio, ritiene opportuno Pag. 6che sulla proposta emendativa Sozzani 44.05 si effettui un approfondimento istruttorio. Fa notare infatti che definanziare il citato Fondo comporterebbe gravi danni alle imprese che già si sono predisposte alla rottamazione dei carri merci non più idonei alla circolazione in quanto obsoleti, nonché una riduzione della sicurezza della circolazione di materiale rotabile. In proposito, considera gravissimo impedire alle aziende di proseguire nella rottamazione dei carri dopo l'emissione della sentenza relativa ai fatti accaduti nella stazione di Viareggio.
Claudio BORGHI, presidente, nel rammentare di aver seguito con particolare attenzione e partecipazione la vicenda relativa ai tragici fatti accaduti all'interno della stazione ferroviaria di Viareggio in qualità di consigliere della regione Toscana, sottolinea che i ricavi delle Ferrovie dello Stato italiane ammontano a circa 10 miliardi di euro annui. Nel ritenere pertanto che l'efficienza della circolazione di materiale rotabile debba essere garantita in primis dalle Ferrovie dello Stato italiane, crede che vi sia un eccesso di enfasi nell'affermare che l'insicurezza ferroviaria possa dipendere da un definanziamento di 4 milioni di euro.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Sozzani 44.05.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra e raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo a sua prima firma 44.011. Rammenta che l'articolo 4 del disegno di legge in discussione introduce modifiche all'articolo 7-bis del decreto-legge n. 243 del 2016, recante principi per il riequilibrio territoriale. Evidenzia quindi che la maggioranza è consapevole della necessità di equilibrare la spesa all'interno del territorio nazionale e sottolinea come sia facile rendersi conto dello squilibrio relativo alle spese in conto capitale. Ritiene però che con il provvedimento in discussione ci si limiti soltanto a ripetere azioni già poste in essere dal precedente Governo, non introducendo alcun elemento di novità. Stigmatizza quindi il fatto che l'attuale Esecutivo, che si definisce «il Governo del cambiamento», in realtà non abbia neanche previsto gli opportuni meccanismi di verifica necessari a far produrre effetti alla disposizione in esame. Precisa quindi che l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 44.011 è volto ad incrementare la quota di investimenti diretti al Mezzogiorno, fissandola al 45 per cento del totale di spesa, ma anche a rivedere il sistema di governance per gli investimenti, affidando la verifica del mantenimento degli impegni di spesa all'Agenzia per la coesione territoriale. Ritiene inoltre che il modo di procedere su tale questione operato dalla maggioranza non sia corretto e disattenda ai proclami che le due forze politiche che la sostengono hanno sempre annunciato. A suo avviso infatti la Lega, che dovrebbe avere grande attenzione alle esigenze dello sviluppo economico, e il Movimento 5 Stelle, che ha catalizzato la fiducia tra gli elettori del Sud, pongono in essere le medesime condotte adottate dal precedente Governo.
Il sottosegretario Alessio Mattia VILLAROSA ritiene che non siano opportuni vincoli specifici predeterminati che potrebbero produrre effetti distorsivi, ritenendo più efficace destinare le risorse in base alle esigenze dei singoli territori.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) non comprende la ragione della posizione esposta dal sottosegretario che definisce una «clausola variabile ad personam» e si domanda se non sia più opportuno istituire una struttura presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che raggruppi tutte le competenze relative al Sud. Nel sottolineare come è proprio la definizione di «vincoli» che garantisce la certezza di quali siano le attività di spesa, ritiene che la scelta dell'Esecutivo di prevedere una clausola variabile costituisca un modo per «avere le mani libere».
Guido CROSETTO (FdI) rammenta che la Cassa del Mezzogiorno ha vissuto due periodi diversi: il primo, con il quale venivano finanziate iniziative che provenivano Pag. 7dal territorio, incidendo sullo stesso e creando ricchezza, ed il secondo nel quale, una volta allocate le risorse per il territorio, le aziende dovevano attivare progetti per usufruirne. Sottolinea che il secondo periodo ha rappresentato un momento di degenerazione sia per quanto riguarda l'attività della Cassa, sia per il tipo di interventi operati sui territori. Non ritiene quindi negativa l'idea di prevedere un'aliquota variabile a seconda delle richieste del territorio.
Stefano FASSINA (LeU), nel ringraziare il sottosegretario Villarosa per l'interlocuzione, invita i colleghi della maggioranza, in particolare coloro che sono stati eletti nei territori del Mezzogiorno di Italia, a riflettere sulla necessità di introdurre dei criteri discriminatori. Nel rammentare che nella scorsa legislatura gli investimenti pubblici sono arrivati al minimo storico, ritiene che discriminare sia necessario in quanto le dinamiche economiche sono divergenti e se non si discrimina, la divergenza aumenta. A suo avviso, infatti, se non si interviene nei territori impoveriti con degli investimenti pubblici, non ne andrà soltanto della performance in generale del Mezzogiorno, ma di quella di tutto il Paese, vanificando anche l'effetto di strumenti che la maggioranza vuole introdurre, quale ad esempio il reddito di cittadinanza.
Roberto OCCHIUTO (FI), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 44.011, chiede di conoscere l'orientamento del Governo rispetto all'Agenzia per la coesione, se lo consideri uno strumento utile, se abbia intenzione di procedere alla sua riforma. Si associa alle considerazioni svolte dal collega Crosetto relative alla Cassa per il Mezzogiorno, esorta tuttavia a non confondere il difetto di qualità della spesa per il Mezzogiorno con l'esiguità delle risorse ad esso destinate, perché se il Sud ha dimostrato incapacità nel gestire la spesa, è necessario pianificare meccanismi differenti. Non condivide l'idea di finanziare senza vincoli una richiesta di spesa proveniente dalle regioni del Mezzogiorno, perché il fabbisogno di spesa è stabilito dall'articolo 117 della Costituzione. Ritiene piuttosto auspicabile procedere verso l'attuazione del federalismo fiscale, al fine di stabilire fabbisogni standard, e si aspetterebbe dalla Lega un'intenzione analoga.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Occhiuto 44.011.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli emendamenti Latini 45.1 e Gabriele Lorenzoni 45.4, nonché l'articolo aggiuntivo Lucaselli 45.01, sono accantonati. Sugli articoli aggiuntivi Carfagna 45.06 e Prestigiacomo 45.08 i relatori e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario.
Andrea MANDELLI (FI) chiede di accantonare momentaneamente l'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06, al fine di esaminarlo alla presenza della collega prima firmataria.
Claudio BORGHI, presidente, preso atto del consenso dei relatori e del Governo, dispone il momentaneo accantonamento dell'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra e raccomanda l'approvazione dell'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 45.08, volto ad abbattere l'IRES delle imprese del Mezzogiorno. Ricorda che esso nasce da una proposta di legge presentata dal suo gruppo, che prevedeva la copertura di questo intervento con i fondi strutturali. Invita il Governo a riflettere sulla possibilità di prevedere una riformulazione della copertura.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 45.08.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che sono accantonate tutte le proposte emendative riferite all'articolo 46, nonché l'emendamento Emanuela Rossini 47.8. Per quanto riguarda l'emendamento Rossi 48.2, rammenta che da parte del Governo Pag. 8e dei relatori vi è un invito al ritiro, altrimenti parere contrario.
Maria Elena BOSCHI (PD), intervenendo sull'emendamento Rossi 48.2, invita il Governo a rivedere la sua impostazione in materia di sport, giacché considera legittimo il voler mettere in discussione l'assetto attuale, tuttavia contesta lo strumento utilizzato, vale a dire un articolo della legge di bilancio che interviene sulla materia, a suo avviso, in maniera frettolosa e poco ponderata. Auspicherebbe infatti un ampio confronto parlamentare, non per difendere le prerogative del CONI, ma per continuare a garantire autonomia al mondo dello sport.
Stefano FASSINA (LeU) chiede al Governo e ai relatori se, vista la fitta interlocuzione esistente tra il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il presidente del CONI Giovanni Malagò, abbiano intenzione di presentare proposte emendative all'articolo 48.
Flavia PICCOLI NARDELLI (PD) interviene sull'emendamento Rossi 48.2, osservando che sarebbe opportuno procedere al suo accantonamento. A suo giudizio, infatti, per modificare l'assetto del CONI sarebbe necessario intervenire con una proposta di legge specifica, ricordando anche le ragioni storiche che hanno portato a garantire autonomia al CONI.
Claudio BORGHI, presidente, rileva che la richiesta di accantonamento relativa a proposte emendative soppressive difficilmente viene esaudita.
Elena CARNEVALI (PD), intervenendo sull'emendamento Rossi 48.2, evidenzia che ci vorrebbe un atteggiamento di maggiore prudenza nel momento in cui si modifica l'assetto di un settore così complesso, quale è quello dello sport, nonché di estrema rilevanza per il Paese. Del resto, a suo avviso, è evidente che il Governo non sembra intenzionato ad accogliere la richiesta delle opposizioni di procedere sulla via delle riforme per piani organici.
Maria Anna MADIA (PD) si associa alle considerazioni svolte dai colleghi del Partito Democratico. Ritiene che il suo gruppo abbia sempre dimostrato di essere a favore di riforme migliorative, ma, in questo caso come in altri, teme si tratti piuttosto di strategie punitive. È infatti sufficiente, a suo avviso, guardare il contratto di Governo per notare che mentre alla politica estera e alla politica economica sono dedicate poche righe, al CONI è riservata quasi una pagina, a testimonianza del fatto che non vi è volontà di migliorare quanto piuttosto di punire.
La Commissione respinge l'emendamento Rossi 48.2.
Guido CROSETTO (FdI), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 48.9, stigmatizza le modalità utilizzate per modificare l'assetto del mondo dello sport, ritenendo necessario svolgere un adeguato approfondimento e la presentazione di una proposta di legge ad hoc, anziché intervenire in legge di bilancio con disposizioni che non hanno rilievo finanziario.
La Commissione respinge l'emendamento Crosetto 48.9.
Andrea MANDELLI (FI), intervenendo sull'emendamento Marin 48.4, che riguarda la modifica delle modalità di calcolo del finanziamento al CONI, rileva la necessità di mantenere al Comitato olimpico nazionale un ruolo centrale nella destinazione delle risorse. Trattandosi di un emendamento che non mette in discussione l'impianto complessivo dell'articolo 48, ne auspica un accantonamento al fine di condurre una ulteriore riflessione.
La Commissione respinge l'emendamento Marin 48.4.
Andrea MANDELLI (FI), intervenendo sull'emendamento Barelli 48.3, rileva l'opportunità di escludere le società sportive Pag. 9dilettantistiche senza fine di lucro dall'obbligo del pagamento dell'imposta municipale gravante sulle aree demaniali da loro gestite. Si tratterebbe di un modo per venire incontro alle esigenze di tali società che, pur gravate da numerosi altri oneri di carattere finanziario, svolgono una funzione importante di educazione e aggregazione dei giovani.
Salvatore CAIATA (Misto-MAIE), chiedendo di sottoscrivere l'emendamento Barelli 48.3, ne auspica l'accantonamento per favorire un'ulteriore riflessione su disposizioni, poco costose, che sostengono l'attività di enti così importanti dal punto di vista sociale.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), condividendo gli interventi dei colleghi che lo hanno preceduto, rileva che l'emendamento interviene nel settore delle società dilettantistiche senza fini di lucro già colpito da precedenti interventi legislativi del Governo. L'emendamento è volto a chiarire il regime fiscale a cui assoggettare le concessioni demaniali di strutture finalizzate all'utilizzo per attività sportive senza fine di lucro. Si tratta dunque di una fattispecie diversa dalla concessione a titolo oneroso e l'emendamento, pertanto, è volto a portare elementi di chiarezza in una materia che per i comuni è estremamente complessa.
La Commissione respinge l'emendamento Barelli 48.3.
Salvatore CAIATA (Misto-MAIE) chiede di sottoscrivere l'emendamento Ciaburro 48.11, che prevede un finanziamento alla società «Special Olympics Italia», che svolge un ruolo prezioso di coinvolgimento nel territorio di disabili che intendono fare attività sportiva. Il finanziamento, di ammontare estremamente contenuto, consentirebbe alla società di continuare ad operare avvalendosi delle attività dei numerosi volontari che prestano la loro opera.
Raphael RADUZZI (M5S), relatore, alla luce delle argomentazioni svolte, propone l'accantonamento dell'emendamento Ciaburro 48.11.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che l'emendamento Ciaburro 48.11 deve intendersi accantonato. Propone quindi di riprendere l'esame dell'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06, che era stato momentaneamente accantonato.
Maria Rosaria CARFAGNA (FI), riservandosi di intervenire in successive sedute per illustrare ulteriori emendamenti volti al sostegno delle donne, rileva che il suo articolo aggiuntivo 45.06 è volto ad introdurre strumenti per affrontare una delle grandi emergenze italiane, ovvero la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, specialmente nelle regioni meridionali. A suo giudizio, si tratta di una questione di equità, in quanto i dati dimostrano che le donne sono studentesse più brillanti dei maschi ma faticano più di loro ad accedere al mercato del lavoro e ad ottenere stipendi e carriere pari al loro valore. La proposta emendativa, oltre che obiettivi di equità e giustizia, si propone tuttavia anche un obiettivo di convenienza per l'intero Paese, dal momento che numerosi studi dimostrano che l'aumento della partecipazione femminile al mondo del lavoro determina l'incremento del PIL, cosa quanto mai importante per un Paese la cui crescita è ferma. Lo strumento con il quale la sua proposta si propone di intervenire è la concessione ai datori di lavoro di un credito d'imposta per ciascuna lavoratrice aggiuntiva assunta, il cui costo complessivo, pari a 30 milioni di euro annui, risulta essere contenuto e pertanto sostenibile se si guardano i costi complessivi della manovra.
Ylenja LUCASELLI (FdI) interviene per chiedere di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06, che propone misure pratiche che avranno effetti concreti e, a suo giudizio, un impatto sociale forte. Per tali motivi ne ritiene opportuno l'accantonamento per consentire un'ulteriore riflessione.
Beatrice LORENZIN (Misto-CP-A-PS-A), chiedendo di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06, osserva che si tratta di una proposta idonea anche a sostenere la ripresa della natalità. Come infatti risulta dai dati statistici, vi è una stretta connessione tra i bassi tassi di occupazione femminile e il calo demografico che caratterizza la nostra società. Pertanto l'incentivo all'occupazione delle donne, riducendo i rischi di povertà connessi allo stato di disoccupazione, costituisce un modo attraverso il quale lo Stato sostiene le famiglie.
Stefano FASSINA (LeU), pur condividendo l'obiettivo della proposta emendativa, osserva che essa, al pari di diverse altre, introduce un credito d'imposta per nuova occupazione in un quadro in cui la domanda di lavoro è data. Pertanto, a costi crescenti per la finanza pubblica, si tenta di redistribuire il lavoro esistente tra categorie economicamente in difficoltà, che, in tal modo, rischiano di rimanere spiazzate. A suo giudizio, quindi, lo strumento più efficace per il raggiungimento degli obiettivi sarebbe quello di aumentare la domanda di lavoro, dal momento che le ricette fin qui adottate non hanno sortito effetti apprezzabili.
Luigi MARATTIN (PD) osserva che il credito d'imposta è volto a ridurre il costo del lavoro che, notoriamente, è una determinante della domanda di lavoro.
Maria Elena BOSCHI (PD), ricordando di avere già sottoscritto la proposta emendativa Carfagna 45.06, rileva l'importanza di superare le divisioni politiche per favorire l'adozione di strategie unitarie su temi importanti, quali quello dei diritti delle donne. Quella proposta dall'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06 è una misura volta, non solo, all'incremento dell'occupazione femminile, ma anche a favorire la crescita economica del Paese. Rileva come, in tale settore, purtroppo, ci sia, a suo avviso, ancora molto da fare e, pertanto, qualsiasi strumento volto all'obiettivo di superare le discriminazioni basate sul sesso e ad aumentare il tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne, è da giudicarsi positivamente. In questo senso, ritiene che le proposte presentate dalle opposizioni sul lavoro femminile, sull'istituzione di una rete di asili nido, sugli strumenti per conciliare la vita lavorativa e la vita familiare, sono da considerarsi nel loro complesso, come parti di una strategia volta a consentire alle donne anche a rimanere, una volta entrate, nel mercato del lavoro. Inoltre, ritiene che misure di tale portata consentono anche di contrastare efficacemente il lavoro irregolare, dal momento che è dimostrato che le donne più degli uomini sono costrette al lavoro nero. L'autonomia economica delle donne è, infine, il modo migliore per proteggerle anche dalle forme di violenza, materiale e psicologica, da parte dei loro compagni.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'invito al ritiro sulla proposta emendativa Carfagna 45.06 era determinato da problemi di copertura finanziaria.
Andrea MANDELLI (FI) ritiene che l'eventuale accantonamento della proposta emendativa Carfagna 45.06 consentirebbe una riflessione sul modo per superare i problemi di copertura rilevati.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, rilevando come le risorse a disposizione siano molto limitate, tuttavia propone di accantonare la proposta emendativa.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Carfagna 45.06 è accantonato. Passa quindi all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 49.
Maria Chiara GADDA (PD) interviene in merito all'emendamento Cenni 49.74, di cui è cofirmataria, che prevede, in primo luogo, l'istituzione di un Piano nazionale delle aree rurali interne per favorire la crescita dell'attività agricola, lo sviluppo sociale ed economico, la crescita demografica Pag. 11e combattere lo spopolamento delle aree rurali, per il quale sono stanziati inizialmente 20 milioni di euro per il 2019. In un contesto di evidente fragilità del settore agricolo, soprattutto delle aree montane, stigmatizza l'efficacia della misura prevista nella legge di bilancio, che prevede l'assegnazione, a titolo gratuito, di terreni agricoli a favore di nuclei familiari che avranno un terzo figlio nel triennio 2019-2021, considerandola, tra l'altro, offensiva per le donne. Rileva inoltre che le terre andrebbero date ad agricoltori professionali che sono in grado di lavorarle. Rileva quindi la necessità di misure alternative di reale sostegno alle donne imprenditrici e madri con la previsione di politiche di welfare e servizi quali: infrastrutture, trasporti pubblici e banda larga.
Elena CARNEVALI (PD), intervenendo a sostegno dell'emendamento Cenni 49.74, che sottoscrive, ribadisce l'incongruenza della misura prevista dall'articolo 49, considerandola fuori luogo rispetto a ciò che veramente serve al Paese. Invita a ricalibrare tale intervento, tra l'altro non bene accolto dall'opinione pubblica, giudicandolo offensiva per le donne, e a trovare ulteriori risorse per effettuare investimenti seri nel settore della famiglia, osservando che, se al Senato non si fossero sottratte risorse con un condono ai produttori di sigarette elettroniche, forse ciò sarebbe stato più facile.
Beatrice LORENZIN (Misto-CP-A-PS-A), nel chiedere di sottoscrivere l'emendamento Cenni 49.74, ribadisce l'efficacia dell'emendamento in esame, che va in direzione del contrasto dello spopolamento delle aree montane e rurali con la previsione di servizi concreti a favore delle famiglie, sottolineando che, al contrario, l'idea del Governo di dare terre a chi non è in grado di coltivarle non ha senso.
Maria Anna MADIA (PD) evidenzia la necessità di stralciare la proposta contenuta nel disegno di legge di bilancio, considerandola contro le donne e non aderente alla realtà. Ribadisce che le terre vanno date a chi le sa coltivare. Lamenta che con il testo del Governo si chiederebbe alle donne di svolgere un lavoro che non sanno fare a fronte della nascita di un terzo figlio. Nel ribadire la necessità di prevedere servizi concreti a favore delle donne lavoratrici, sostiene con forza tale proposta emendativa.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD), nel ritenere insensata la misura contenuta nel disegno di legge di bilancio, che non aiuta né le donne né lo sviluppo rurale, sottoscrive l'emendamento Cenni 49.74, con il quale si tenta di fornire una risposta razionale ai problemi del settore. Invita ad eliminare dal testo questa misura offensiva o a rimodularla.
Maria Elena BOSCHI (PD), intervenendo a sostegno dell'emendamento Cenni 49.74, che contiene misure concrete tese ad aumentare i servizi di welfare per tutelare la maternità delle lavoratrici, delle imprenditrici e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, suggerisce di modificare questa norma incomprensibile, che tradisce una visione superata e arcaica della donna. Sottolinea che la norma imporrebbe alle famiglie di trasferirsi dove sono disponibili le terre, lasciando magari il proprio lavoro. Invita quindi anche gli uomini a riflettere sulla portata applicativa che avrebbe l'articolo 49 nel testo del Governo, perché potrebbe riguardare anche loro e non necessariamente le donne. Evidenzia come, al contrario, se l'obiettivo è dare impulso alla maternità, esso potrebbe meglio essere conseguito con le misure concrete proposte nell'emendamento in discussione. Rileva, infine, che la norma del Governo nemmeno riuscirebbe a conseguire l'obiettivo di una modernizzazione dell'agricoltura nelle zone più fragili.
Paola DE MICHELI (PD), intervenendo a sostegno dell'emendamento, dichiara di non comprendere la ratio della norma prevista dal disegno di legge di bilancio, in quanto mamma e figlia di agricoltori che hanno vissuto le problematiche di questo Pag. 12settore, invitando pertanto a lavorare concretamente ad un'alternativa che incentivi davvero la maternità e lo sviluppo delle aree rurali.
Luigi MARATTIN (PD) sottolinea come gli interventi testé svolti dalle colleghe del gruppo Partito Democratico costituiscano un messaggio forte e auspica che siano stati valutati con attenzione dai relatori e dal rappresentante del Governo. Evidenzia quindi la necessità dei componenti della Commissione di comprendere la ratio dell'articolo 49 del disegno di legge in discussione, sottolineando come non sia chiaro l'obiettivo ad esso sotteso. In proposito, nell'informare che è appena apparsa un'agenzia di stampa nella quale si dà notizia della inversione della crescita del PIL, che dopo tre anni e mezzo torna negativa, sottolinea che contemporaneamente l'Esecutivo propone, seguendo una logica non chiara, una disposizione che prevede di attribuire dei terreni a chi fa il terzo figlio.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI), pur apprezzando le motivazioni poste alla base dell'emendamento Cenni 49.74, evidenzia come l'articolo 44 della Costituzione ponga la famiglia coltivatrice alla base del diritto agrario. Fa ricordare infatti che la famiglia coltivatrice fu una delle maggiori conquiste del Centrosinistra, che assieme al concetto di impresa agricola famigliare costituisce uno dei capisaldi del nostro diritto agrario. Sottolinea tuttavia che l'articolo 49 del disegno di legge in discussione affronta la questione in modo confuso, prevedendo, ad esempio, la concessione a richiesta di mutui di importo fino a 200 mila euro ad un tasso d'interesse pari a zero per l'acquisto della prima casa in prossimità del terreno assegnato. In proposito, fa notare che la locuzione in prossimità non è sufficientemente chiara. Ritiene inoltre che la disposizione non chiarisca il limite massimo del Fondo rotativo in essa previsto. Sottolinea come sarebbe stato più opportuno redigere una norma più organica e più chiara.
Giorgio TRIZZINO (M5S) chiede di sottoscrivere l'emendamento Cenni 49.74.
Luca PASTORINO (LeU) chiede di sottoscrivere l'emendamento Cenni 49.74.
Stefano FASSINA (LeU) chiede di sottoscrivere l'emendamento Cenni 49.74. Sottolinea come l'articolo 49 del provvedimento in discussione, al comma 1, esprima una finalità demografica. Invita quindi i colleghi a leggere un editoriale apparso nella giornata di ieri su L'Avvenire che mette in evidenza l'assurdità di politiche come quelle che vengono indicate in questo articolo. Nel replicare al collega D'Ettore, precisa inoltre che l'articolo 44 della Costituzione non fa alcun riferimento alla famiglia coltivatrice, bensì ha costituito la base per superare il latifondismo e per addivenire una riforma agraria incentrata sulla piccola e media proprietà. Ritiene che gli interventi delle colleghe del Partito Democratico abbiano messo in evidenzia la portata offensiva nei confronti delle donne del citato articolo 49 e invita quindi il Governo, qualora non volesse accogliere l'emendamento Cenni 49.74, per lo meno, a sopprimere l'articolo stesso per evitare di approvare una disposizione che contiene un clamoroso messaggio regressivo.
Cosimo Maria FERRI (PD) chiede se l'Esecutivo e i relatori abbiano valutato la coerenza delle disposizioni contenute nell'articolo 49 del disegno di legge in esame con i principi generali con la contabilità di Stato. Fa notare in proposito, che quando si prevede la cessione gratuita di terreni pubblici si debbono anche prevedere criteri di assegnazione di tali terreni e si deve tener conto del valore degli stessi e della durata dell'assenza di locazione. Sottolinea inoltre che la disposizione in esame deve essere valutata anche in ordine alla coerenza con la giurisprudenza della Corte dei conti che ha spesso condannato degli amministratori locali che non hanno dimostrato le ragioni per le quali dei beni sfitti non venivano comunque utilizzati.
Guido CROSETTO (FdI), nel sottolineare di non comprendere la ratio posta alla base dell'articolo 49 del disegno di legge di Pag. 13bilancio all'esame della Commissione, chiede ai relatori e al rappresentante del Governo di proporre l'accantonamento dell'emendamento Cenni 49.74 per valutare l'opportunità di trasformarlo al fine di renderlo integrativo del citato articolo.
Claudio BORGHI, presidente, rileva che il sottosegretario Villarosa a seguito dell'esaustivo dibattito ha acquisito gli opportuni elementi da poter trasferire al Governo, per eventuali ulteriori proposte emendative al testo dell'articolo in oggetto.
Luigi MARATTIN (PD), nel sottolineare che il sottosegretario Villarosa, in qualità di rappresentante del Governo, avrebbe titoli validi a poter rispondere alle domande che gli sono state poste dai componenti della Commissione, chiede ai relatori di esprimersi in ordine alla possibilità di accantonare la proposta emendativa, contestando la volontà della presidenza di porre in votazione l'emendamento Cenni 49.74 prima che siano state chiarite le ragioni poste alla base dell'articolo 49 del disegno di legge in esame.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega) relatrice, sottolinea che l'articolo 49, pur non avendo l'ambizione di risolvere il problema demografico, rappresenta comunque un modo per attribuire un incentivo alla natalità e costituisce anche un segnale di attenzione alla questione rurale. Fa notare inoltre che i terreni oggetto delle disposizioni contenute nell'articolo 49 del provvedimento non sono esclusivamente agricoli. Ciò premesso invita nuovamente al ritiro dell'emendamento Cenni 49.74.
La Commissione respinge l'emendamento Cenni 49.74.
Claudio BORGHI, presidente, rammenta che l'emendamento Luca De Carlo 49.142 è accantonato. Propone quindi di passare ad esaminare l'emendamento Baldelli 79.143 sottoscritto da tutti i componenti della Commissione.
Maria Elena BOSCHI (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede che l'emendamento Baldelli 79.143 sia esaminato allorché si arriverà alla discussione delle proposte emendative riferite all'articolo 79, non ritenendo opportuno procedere adesso all'esame dello stesso emendamento – del quale peraltro tutte le forze politiche condividono il contenuto – subito dopo aver respinto un emendamento particolarmente importante come la proposta emendativa Cenni 49.74.
Simone BALDELLI (FI) invita a considerare l'opportunità che l'emendamento a sua prima firma 79.143, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e da tutti i componenti della Commissione, sia esaminato immediatamente.
Maria Elena BOSCHI (PD) precisa di aver sollevato un'obiezione non nel merito della proposta emendativa, tra l'altro ampiamente condivisa, ma sull'ordine dei lavori, evidenziando che mentre l'emendamento Baldelli è riferito all'articolo 79, la Commissione sta procedendo ad esaminare le proposte emendative riferite all'articolo 49.
Claudio BORGHI, presidente, nel precisare che per passare ad esaminare l'emendamento Baldelli 79.143 è richiesto il consenso di tutti i gruppi, fa notare che qualora tale consenso non fosse registrato l'emendamento sarebbe comunque esaminato assieme alle proposte emendative riferite all'articolo 79.
Luigi MARATTIN (PD) dichiara la disponibilità del Partito Democratico ad esaminare immediatamente l'emendamento Baldelli 79.143.
La Commissione, all'unanimità, approva l'emendamento Baldelli 79.143 (vedi allegato).
Claudio BORGHI, presidente, riprendendo l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 49, ricorda che i relatori e il Governo hanno invitato al ritiro i Pag. 14presentatori degli identici emendamenti Caretta 49.208, Incerti 49.79, Anna Lisa Baroni 49.85, Paolo Russo 49.29 e Fornaro 49.105.
Maria Chiara GADDA (PD) interviene per illustrare l'emendamento Incerti 49.79, del quale è cofirmataria, il quale si propone di ridurre le imposte per i giovani agricoltori che svolgono la propria attività in terreni concessi in affitto. Evidenzia che con misure di questa natura, anziché con le originali proposte del Governo, si incentiverebbe realmente la presenza di giovani agricoltori in Italia. Auspicando un ripensamento del parere contrario espresso dai relatori e dal Governo, chiede l'accantonamento dell'emendamento Incerti 49.79.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Caretta 49.208, Incerti 49.79, Anna Lisa Baroni 49.85, Paolo Russo 49.29 e Fornaro 49.105.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'emendamento Gallinella 49.26 è stato ritirato e che gli emendamenti Vanessa Cattoi 49.35 e L'Abbate 49.27 sono accantonati.
Maria Chiara GADDA (PD) chiede il motivo per il quale i relatori e il Governo hanno espresso parere contrario sull'emendamento Boccia 49.109, del quale è cofirmataria, mentre sia stato accantonato l'emendamento L'Abbate 49.27, avente anch'esso ad oggetto misure per le aziende agricole danneggiate dal batterio Xylella fastidiosa.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, riservandosi di effettuare le necessarie verifiche, propone l'accantonamento dell'emendamento Boccia 49.109.
Claudio BORGHI, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamento Boccia 49.109. Ricorda che gli articoli aggiuntivi De Menech 49.051, Sasso 49.073, Golinelli 49.071 e Schullian 49.05 sono accantonati.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, chiede l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Schullian 49.010.
Claudio BORGHI, presidente, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Schullian 49.010. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Lolini 49.080 è accantonato.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Benedetti 49.020.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'articolo aggiuntivo Del Sesto 49.045 è accantonato.
Maria Chiara GADDA (PD) segnala alla Commissione che la promozione della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico, alla quale si riferiva l'articolo aggiuntivo Benedetti 49.020 precedentemente respinto, costituisce oggetto di una proposta di legge all'esame della Commissione Agricoltura, sulla quale la Commissione dovrà esprimere il parere per i profili di carattere finanziario e si augura che possano essere trovate adeguate risorse per tale proposta di legge.
Chiede poi l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo 49.049 a sua prima firma, relativo alla destinazione agli indigenti degli alimenti che verrebbero altrimenti destinati al macero. In particolare, la proposta emendativa è diretta a rifinanziare progetti innovativi contro lo spreco alimentare, allo scopo di valutare nuove modalità per ridurre gli sprechi alimentari. Si appella in particolare agli esponenti del gruppo del MoVimento 5 Stelle, che si sono dichiarati più volte sensibili a questa problematica.
Maria Elena BOSCHI (PD) si associa alla richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gadda 49.049. Segnala come il disegno di legge in esame sembri aver completamente dimenticato il settore agricolo, osservando che ciò potrebbe indurre a pensare che il precedente Governo abbia già provveduto a risolvere tutte le problematiche del settore. Ritiene però che ulteriori interventi, come quelli proposti Pag. 15dagli articoli aggiuntivi Gadda 49.049 e 49.050, siano comunque necessari e rileva che gli stessi comportano una spesa di pochi milioni di euro.
Claudio BORGHI, presidente, segnala che due milioni di euro possono sembrare pochi se non si considera la necessità di rispettare gli impegni di bilancio, ma non lo sono se si deve tener conto dei limiti imposti dalla scarsità di risorse.
Maria Elena BOSCHI (PD) ricorda che i precedenti Governi sono sempre riusciti a trovare simili importi per finalità ritenute valide. Invita pertanto l'Esecutivo, che dichiara di non preoccuparsi dei decimali, ad accogliere la richiesta di accantonamento per evitare che l'opinione pubblica possa pensare che un Governo che destina 25 milioni di euro a InvestItalia e 15 milioni di euro all'intelligenza artificiale non sia riuscito a trovare 2 milioni di euro contro lo spreco alimentare.
Paola DE MICHELI (PD) ricorda agli esponenti del gruppo del MoVimento 5 Stelle che all'epoca dell'approvazione della proposta di legge contro lo spreco alimentare avevano contestato i ridotti importi destinati all'attuazione della legge medesima. Invita pertanto gli esponenti del gruppo, che ora sono al Governo, a dimostrare il loro reale interesse per la questione.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Gadda 49.049.
Maria Chiara GADDA (PD) illustra l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 49.050, finalizzato a rifinanziare con 5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2019-2021 il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, che assieme ai fondi dell'Unione europea e agli importi versati alle associazioni del terzo settore, nonché alle attività dei volontari di dette associazioni, contribuiscono a reperire pasti per le famiglie più bisognose, evitando in tal modo danni alla salute, soprattutto dei minori. I 5 milioni di euro di rifinanziamento, di cui all'articolo aggiuntivo in esame, si dovrebbero sommare a quelli già previsti in bilancio e mirano a reintegrare quanto destinato negli anni scorsi alle organizzazioni che si adoperano per distribuire gli aiuti alimentari a chi ne ha bisogno. Chiede ai relatori e al Governo di valutare la possibilità di accantonare l'articolo aggiuntivo 49.050 a sua prima firma.
Segnala incidentalmente che i richiedenti asilo, che hanno partecipato alla colletta alimentare che si è svolta nel corrente mese di novembre, non lo potranno più fare in futuro, in conseguenza dell'approvazione del decreto-legge sicurezza.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gadda 49.050, al fine di un suo approfondimento.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gadda 49.050.
Luigi MARATTIN (PD) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Gadda 49.050 a nome di tutti membri della Commissione Bilancio del gruppo del Partito Democratico.
Beatrice LORENZIN (Misto-CP-A-PS-A) chiede di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Gadda 49.050.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli articoli aggiuntivi Critelli 49.063, Viviani 49.069 e Lo Monte 49.067 sono accantonati.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Boldrini 49.025.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, propone l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Paolo Russo 49.046 e Gastaldi 49.088.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento Pag. 16degli identici articoli aggiuntivi Paolo Russo 49.046 e Gastaldi 49.088. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Gagliardi 49.043 è accantonato.
Maria Chiara GADDA (PD) illustra l'articolo aggiuntivo D'Alessandro 49.052, del quale è cofirmataria. Evidenzia che la proposta emendativa propone la concessione di un credito di imposta, con un tetto di spesa di 5 milioni di euro per il 2019 e 10 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche e tecnologiche finalizzate al potenziamento della tracciabilità del Made in Italy agroalimentare. Osserva infatti che non ha senso fare convegni sulla tracciabilità e l'informazione ai consumatori, come fa il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo Centinaio, se non si contribuisce a creare le condizioni per realizzare la tracciabilità agroalimentare.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo D'Alessandro 49.052.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli articoli aggiuntivi Gastaldi 49.075 e Coin 49.079 sono accantonati, che l'articolo aggiuntivo Mandelli 49.030 è stato ritirato e che gli articoli aggiuntivi Liuni 49.090 e Lolini 49.092 sono accantonati.
Andrea MANDELLI (FI) illustra l'articolo aggiuntivo Spena 49.0103, che propone l'istituzione di un fondo, con uno stanziamento di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021, per il sostegno della filiera del grano duro, che ha risentito di una pesante crisi negli ultimi anni. Evidenzia che, a decorrere dal 2016, gli stanziamenti destinati a questo settore sono attribuiti al settore cerealicolo nel suo complesso, mettendo in secondo piano questo settore di eccellenza italiano. Sottoscrive quindi l'articolo aggiuntivo Spena 49.103.
Maria Chiara GADDA (PD) chiede di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Spena 49.103 e ne chiede l'accantonamento, riconoscendo l'esistenza di una grave crisi nel settore del grano duro.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Spena 49.103.
La seduta, sospesa alle 13.35, riprende alle 15.10.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che si riprenderà dall'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 50. Ricorda altresì che sull'emendamento Fornaro 50.12 il Governo ha espresso un invito al ritiro, altrimenti un parere contrario.
La Commissione respinge l'emendamento Fornaro 50.12.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che gli emendamenti Conte 50.13 e Foti 50.8 sono accantonati, mentre sugli identici emendamenti Magi 51.26, Madia 51.21 e Zanettin 51.17 i relatori e il Governo hanno espresso un invito al ritiro, altrimenti parere contrario.
Maria Anna MADIA (PD) interviene sugli identici emendamenti Magi 51.26, Madia 51.21 e Zanettin 51.17, volti a sopprimere l'articolo 51, che a suo giudizio rappresenta la volontà del Governo di disfare una delle parti più qualificanti della riforma della pubblica amministrazione avviata nella scorsa legislatura, volta a ridurre il numero delle società a partecipazione pubblica. Esprime forte preoccupazione per l'intenzione del Governo che con l'articolo 51 sembra voler smontare una riforma che sta arrecando grandi benefici al Paese. Un recente articolo de Il Sole 24 Ore riferisce infatti di circa 1.700 società partecipate che, a seguito dei piani di razionalizzazione chiesti dalla riforma, sono state oggetto di cessioni, chiusure e liquidazioni. Se anche il problema dovesse essere costituito da alcune società partecipate di cui il Governo non vuole l'alienazione, ricorda che il decreto correttivo – resosi necessario al fine di superare i rilievi della Corte costituzionale, che ha imposto la ricerca di un'intesa con Regioni Pag. 17ed enti locali – ha stabilito la possibilità di escludere l'applicazione delle disposizioni per singole società partecipate. Teme che la norma che il Governo ha inserito nella legge di bilancio sia volta a bloccare proprio questo processo virtuoso e che essa mostri in fondo tutta la malafede che anima l'azione del Governo e della maggioranza. Durante la campagna elettorale, infatti, quelle forze politiche che oggi sostengono la maggioranza hanno ripetutamente promesso agli italiani che avrebbero proceduto al taglio delle società partecipate e che con quelle risorse avrebbero finanziato le misure preannunciate, quali «quota 100» e il reddito di cittadinanza. Ma né l'una né l'altra verranno finanziate con la riduzione delle partecipate, bensì verranno finanziate in deficit, con risorse prese in prestito, a dimostrazione del fatto che la campagna elettorale è stata una campagna di bugie.
Luigi MARATTIN (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Magi 51.26, Madia 51.21 e Zanettin 51.17, si chiede quali siano le reali motivazioni che hanno spinto il Governo ad inserire una norma come quella contenuta nell'articolo 51, che prevede fra l'altro che l'alienazione non sia più obbligata qualora la società partecipata abbia prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente alla ricognizione. La riforma delle società a partecipazione pubblica attuata nella scorsa legislatura è stato il primo tentativo andato a buon fine dopo una lunga serie di tentativi, perpetrati per più di venti anni, dopo l'esplosione delle partecipate negli anni Novanta. Sottolinea come tutte le forze politiche, nel corso degli anni, abbiano fatto della riduzione delle partecipate una bandiera, anche le forze politiche che oggi sostengono il Governo. Invita quindi il Governo a spiegare le ragioni che sottendono alla norma contenuta nell'articolo 51.
Maria Elena BOSCHI (PD) auspica che il Governo possa spiegare le ragioni della scelta di bloccare la «riforma Madia» che, sulla base dei dati disponibili, ha portato risultati positivi. Se, infatti, l'esigenza fosse quella di evitare la dismissione di società particolarmente utili per l'ente proprietario o per il territorio, fa presente che già la legislazione vigente prevede strumenti per derogare alle disposizioni che ne imporrebbero, in presenza di determinate condizioni, la dismissione. Viceversa, il blocco e la sospensione di una riforma coraggiosa produrrebbe, a suo giudizio, danni e confusione negli enti locali. Stupisce inoltre che la proposta venga da un Governo sostenuto da partiti che hanno sempre fatto del taglio degli enti inutili una bandiera e che, addirittura, hanno proposto l'utilizzo dei risparmi da questo conseguenti per la parziale copertura dei loro faraonici programmi di spesa.
Elena CARNEVALI (PD), dopo aver sottolineato la grande differenza che esiste tra la propaganda politica e la realtà del governare, condivide la preoccupazione dei colleghi per un ritorno al passato e per l'interruzione di un percorso virtuoso che ha già portato risultati positivi. A suo giudizio il blocco della «riforma Madia» da parte del Governo cela intenzioni nascoste in materia di politica industriale.
Pietro NAVARRA (PD) ribadisce la necessità di comprendere le ragioni che hanno indotto il Governo a sospendere l'efficacia di una riforma che ha ottenuto risultati positivi contro lo spreco e il clientelismo. Sicuramente, le norme possono essere modificate ma solo per migliorare però non è chiaro in quale maniera l'articolo 51 possa apportare modifiche migliorative alla «riforma Madia». In questo senso, colpisce il silenzio del Governo e dei relatori alle richieste dei colleghi intervenuti.
Claudio BORGHI, presidente, intervenendo nelle vesti di studioso della questione, ritiene che non sempre sia giusto dismettere una società che non fa utili, dal momento che questa potrebbe avere una rilevanza nel territorio per i servizi che offre ai cittadini. In tal caso, a suo giudizio, l'ente proprietario potrebbe regolarsi Pag. 18in due opposte maniere: mantenendo la situazione di squilibrio finanziario per continuare ad erogare, a prezzi contenuti, i servizi ai cittadini, o, viceversa, aumentando il prezzo per riequilibrare il bilancio e consentire utili.
Pietro NAVARRA (PD) dissente da tale impostazione della questione.
Claudio BORGHI, presidente, ribadendo le sue osservazioni, ritiene che l'impianto della «riforma Madia» potrebbe essere modificato in maniera più decisa rispetto a quanto proposto dal Governo con l'articolo 51.
Pietro NAVARRA (PD), ritenendo che il punto di vista esposto dal presidente Borghi non sia sovrapponibile alla logica dell'articolo 51, giudica quanto mai necessario, a questo punto, avere chiarimenti dal Governo sulle ragioni che lo hanno portato a prevedere un simile intervento.
Maria Anna MADIA (PD) ritiene che le posizioni espresse dal presidente Borghi siano le stesse di quelle da lei ribadite nel suo intervento precedente. Infatti la riforma prevede l'obbligo di dismettere le società partecipate in presenza di specifici criteri. Nella sua proposta il Governo mantiene solo il criterio dell'utile quale discriminante per la decisione di dismettere o meno la società partecipata, ma in questo modo si genera confusione negli enti locali a cui, inoltre, si sottraggono preziose risorse.
Luigi MARATTIN (PD) ritiene necessario che intervenga la rappresentante del Governo per chiarire le ragioni che sottendono il prospettato superamento della «riforma Madia».
La sottosegretaria Laura CASTELLI ricorda che tale riforma è stata bocciata dalla Corte costituzionale.
Luigi MARATTIN (PD) interviene per dissentire da quanto testé affermato dalla rappresentante del Governo, in quanto la Corte costituzionale si è pronunciata solo su un difetto procedurale successivamente sanato.
La sottosegretaria Laura CASTELLI ricorda che le forze politiche ora in maggioranza si erano espresse nella scorsa legislatura contro l'impostazione della riforma della pubblica amministrazione della allora Ministra Madia. Pertanto, con l'articolo 51 del disegno di legge di bilancio il Governo si propone di fare il primo passo di una modifica più organica, che produca risultati ancora più positivi rispetto a quelli, che nessuno può negare, già raggiunti. Per questo motivo la soppressione dell'articolo 51 proposta dagli identici emendamenti Magi 51.26, Madia 51.21 e Zanettin 51.17 non può essere accettata.
Luigi MARATTIN (PD) ritiene che le disposizioni recate dall'articolo 51 nascondano la volontà di consentire la riapertura delle partecipate già dismesse.
Claudio BORGHI, presidente, riconoscendo che sul tema si possono avere visioni diverse, rileva che l'articolo 51 prevede esclusivamente la sospensione di due anni delle disposizioni della «riforma Madia» riguardanti la dismissione delle società partecipate.
Pietro Carlo PADOAN (PD) ritiene interessante l'intervento del presidente Borghi in quanto propone uno schema, che si può anche non condividere, in cui sono messi in relazione l'interesse dell'ente locale a fissare i costi ad un livello sufficiente ad erogare i servizi senza andare in perdita e l'accettazione da parte dei cittadini di prezzi più elevati in relazione al servizio fruito. Viceversa, la sottosegretaria Castelli ha parlato dell'intenzione del Governo di compiere, con l'articolo 51 del disegno di legge di bilancio, un primo passo per riformare il sistema delle società partecipate come delineato dalla «riforma Madia». Ma senza fornire elementi sui contenuti di tale riforma, l'unico effetto è quello di generare confusione e introdurre Pag. 19disposizioni punitive per gli enti locali, danneggiando oltretutto l'economia.
Maria Chiara GADDA (PD) interviene chiedendo al rappresentante del Governo di esprimersi sulle contraddizioni recate dall'articolo 51 del disegno di legge di bilancio, in considerazione della imminente calendarizzazione di una proposta di legge di riforma del settore lattiero-caseario, che sarà esaminata dall'Assemblea dopo l'approvazione del disegno di legge di bilancio.
Claudio BORGHI, presidente, rassicura la deputata Gadda che tale proposta sarà senz'altro oggetto di una scrupolosa attenzione.
Maria Elena BOSCHI (PD), intervenendo sulla misura prevista all'articolo 51, vale a dire la disapplicazione fino al 31 dicembre 2021 dei commi 4 e 5 del decreto legislativo n. 175 del 2016 nel caso di società partecipate che abbiano prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente alla ricognizione, ne stigmatizza l'efficacia, con riferimento ai soggetti chiamati a darne applicazione. Per non generare confusione, invita ad una rimodulazione della misura, in vista di una riforma organica definitiva, così da facilitare il lavoro degli amministratori locali.
Claudio BORGHI, presidente, rileva che si giungerà senz'altro ad una sintesi delle varie posizioni che si sono manifestate sull'argomento.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Magi 51.26, Madia 51.21 e Zanettin 51.17.
Anna ASCANI (PD), nell'illustrare il proprio articolo aggiuntivo 52.012, che prevede l'esonero dall'insegnamento per i collaboratori dei dirigenti scolastici reggenti dall'anno 2019/2020, lamenta il diverso atteggiamento manifestato su tale tema dai gruppi Lega e MoVimento 5 Stelle rispetto alle posizioni evidenziate in VII Commissione. Invita, pertanto, a un ripensamento della questione, per affrontare in modo concreto le difficoltà del mondo scolastico.
Elena CARNEVALI (PD), intervenendo a sostegno delle argomentazioni della collega Ascani in merito all'efficacia della sua proposta emendativa 52.012, ne chiede l'accantonamento per un'ulteriore valutazione da parte del Governo, anche in considerazione delle difficoltà che sta attraversando attualmente il mondo della scuola. Stigmatizza la prassi del Governo di assorbire le proposte dell'opposizione, presentando a sua volta emendamenti che vanno comunque nella stessa direzione.
Claudio BORGHI, presidente, nel rilevare che le proposte emendative hanno sovente buone intenzioni, considera che in ogni caso occorre fare delle scelte sulla base delle risorse disponibili.
Elena CARNEVALI (PD) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 52.012.
Beatrice LORENZIN (Misto-CP-A-PS-A) interviene a sostegno dell'articolo aggiuntivo 52.012, il quale, insieme ad altri gruppi di emendamenti, tende ad affrontare concretamente le problematiche che sta vivendo il mondo della scuola. Auspica una soluzione della questione in oggetto anche con una riformulazione della stessa, sentendo il ministro competente. Chiede inoltre di sottoscrivere la proposta emendativa in esame.
Stefano FASSINA (LeU) sottoscrive la proposta emendativa in esame, auspicando la necessità di svolgere una valutazione politica ulteriore, in quanto si tratta di una proposta che non stravolge la manovra Pag. 20di bilancio; tra l'altro è identica alla proposta emendativa 52.02 della VII Commissione.
Luca PASTORINO (LeU) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 52.012.
Claudio BORGHI, presidente, rende delle precisazioni con riferimento al fatto che molte proposte emendative possono essere respinte in Commissione per essere ripresentate in Assemblea.
Alessandro FUSACCHIA (Misto-+E-CD) interviene chiedendo l'accantonamento di tale proposta emendativa per un'ulteriore valutazione, trattandosi di una materia che necessita di interventi concreti ed urgenti. In particolare, si tratterebbe, in termini di risorse, di 18 milioni di euro per il 2019 che possono essere senz'altro utili ad affrontare i problemi avvertiti dal mondo della scuola, con riferimenti ai quali anche il Ministro dell'istruzione si è dimostrato sensibile.
Anna ASCANI (PD) ritiene che il proprio articolo aggiuntivo 52.012 vada incontro ad esigenze concrete e pratiche, sottolineando che la sua mancata approvazione darebbe un segnale negativo al mondo della scuola. Chiede, quindi, di accantonare la discussione sulla proposta emendativa in esame.
La sottosegretaria Laura CASTELLI evidenzia che il tema specifico affrontato dalla proposta emendativa in esame non viene trattato nel pacchetto di proposte che il Governo si accinge a presentare, che pure prevedono lo stanziamento di maggiori risorse a favore del comparto della scuola e delle università. Per tali ragioni, ritiene di non poter accogliere l'articolo aggiuntivo in esame.
Claudio BORGHI, presidente, ribadendo le ragioni del parere contrario che appaiono chiare, pone in votazione gli identici articoli aggiuntivi 52.02 della VII Commissione e Ascani 52.012.
Stefano FASSINA (LeU) sottolinea la rilevanza dell'articolo aggiuntivo Fratoianni 52.04, concernente l'istituzione di un fondo per la gratuità della ristorazione nelle mense scolastiche. Considerato che nella scuola dell'obbligo il servizio mensa non è gratuito bensì partecipato dalle famiglie, alcune delle quali non riescono a sostenerne il costo, si dichiara disponibile ad una rimodulazione per necessità di bilancio della proposta emendativa, che afferma un principio di portata costituzionale per cui le scuole dell'obbligo dovrebbero consentire a tutti una frequenza piena e non discriminata. Auspicherebbe, quindi, un supplemento di riflessione.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Fratoianni 52.04.
Beatrice LORENZIN (Misto-CP-A-PS-A), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Toccafondi 52.09, rileva che esso concerne la possibilità di apertura degli istituti scolastici nei mesi di giugno e luglio; prevede un intervento su base volontaria da parte delle amministrazioni comunali e oltretutto è a costo zero per le casse dello Stato. Auspica dunque un suo accoglimento poiché di grande utilità e a supporto delle famiglie.
Anna ASCANI (PD) sottolinea che l'articolo aggiuntivo in esame non prevede oneri né spese per le casse dello Stato, venendo incontro al mondo della scuola. Nel chiedere di sottoscrivere la proposta emendativa in esame, evidenzia come approvare o accantonare l'emendamento sarebbe un segnale positivo per tutto il comparto.
Elena CARNEVALI (PD), ritenendo che non si sia entrati realmente nel merito della proposta emendativa in esame, rileva come in alcune città la misura da essa recata sia già in essere. Sottolineando che non vi sarebbe il problema della copertura Pag. 21economica poiché la stessa mette in campo le risorse della società civile, chiede al Governo la ragione per cui la stessa non si ritenga fattibile.
Claudio BORGHI, presidente, esplicita i motivi del parere contrario sull'articolo aggiuntivo in esame che sono legati alle modalità del finanziamento della misura che sono tutt'altro che chiare e difficili da definire.
Beatrice LORENZIN (Misto-CP-A-PS-A) sottolinea che esistono diversi istituti scolastici che attualmente applicano questa misura e che se vi fosse un'incertezza sulle modalità di finanziamento della stessa, l'articolo aggiuntivo in esame potrebbe essere riformulato, sentendo l'ANCI e le associazioni del mondo della scuola.
Anna ASCANI (PD) sottolineando come si sia parlato erroneamente di intrattenimento di bambini poiché invero si tratta di attività didattiche, chiede di sottoscrivere l'emendamento.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Toccafondi 52.09.
Anna ASCANI (PD), nell'illustrare i contenuti del proprio articolo aggiuntivo 52.016, sottolinea come la questione sia tra quelle affrontate nel contratto di Governo. Evidenziando come l'incidenza delle disabilità nella scuola sia in aumento, chiede un investimento in termini di risorse finanziarie, dichiarandosi disponibile ad una riformulazione.
Elena CARNEVALI (PD) chiede di conoscere se il pacchetto di emendamenti predisposto dal Governo includa interventi a favore degli insegnanti di sostegno, sottolineando l'importanza del tema trattato. Rilevando che occorrono insegnanti di sostegno competenti e preparati, poiché la disabilità non è uguale per tutti, e che occorre evitare la continua rotazione degli insegnanti di sostegno, chiede un incremento delle risorse a favore di questo comparto, il cui importo è stato calcolato sulla base dei bisogni evidenziati dai rappresentanti del mondo della scuola. Osserva quindi che i 75 milioni stanziati dal precedente Governo sono sempre stati garantiti e auspica che le misure attuate dall'attuale Governo vadano in una direzione di continuità.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Ascani 52.016.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che è stato ritirato dal presentatore l'articolo aggiuntivo Casa 52.018.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) richiama le finalità dell'articolo aggiuntivo Ferraioli 54.04, di cui è cofirmatario, finalità tese a cancellare le agevolazioni disposte a favore di Poste Italiane SpA con riferimento alla spedizione di prodotti editoriali, a suo avviso in contrasto con la logica di mercato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo aggiuntivo Ferraioli 54.04, gli identici articoli aggiuntivi 54.02 della III Commissione e Sangregorio 54.08, gli identici articoli aggiuntivi 54.03 della III Commissione e Quartapelle Procopio 54.036, nonché l'articolo aggiuntivo Sozzani 54.045.
Claudio BORGHI, presidente, comunica che, su proposta dei relatori e non essendovi obiezioni, l'articolo aggiuntivo Dall'Osso 54.022 deve intendersi accantonato; comunica inoltre che, su proposta dei relatori e non essendovi obiezioni, l'emendamento Pella 55.5 deve intendersi accantonato.
Stefano FASSINA (LeU), espresso profondo rammarico per le pessime condizioni del parco ferroviario regionale, che penalizza gravemente la mobilità di milioni di cittadini, illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo Stumpo 55.021, del quale è cofirmatario, finalità tese alla costituzione di un fondo per l'implementazione del trasporto pubblico locale.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Stumpo 55.02.1.
Stefano FASSINA (LeU), sottolineate le implicazioni sociali sottese al fenomeno patologico delle occupazioni abusive, illustra le finalità del suo articolo aggiuntivo 55.026, volto all'istituzione di un fondo per il recupero degli immobili delle amministrazioni pubbliche inutilizzati e per la destinazione degli stessi all'edilizia residenziale pubblica.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Fassina 55.026.
Luigi MARATTIN (PD), intervenendo sui lavori della Commissione, manifesta profondo sconcerto e rammarico per le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, riportate da un'agenzia di stampa, tese ad attribuire ad autonome iniziative governative la destinazione alle popolazioni terremotate dei proventi dei tagli dei vitalizi, disposta invece dalla Camera dei deputati in una logica di generale condivisione. Stigmatizzato quello che ritiene un tentativo di distrarre l'attenzione dei mass media da vicende che riguardano personalmente il Vicepresidente del Consiglio, invita i gruppi di maggioranza a prendere le distanze dalle predette dichiarazioni.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) osserva che la decisione è stata presa da tutte le forze politiche, non dal Governo.
Claudio BORGHI, presidente, nel ritenere utili opportune precisazioni con la stampa, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 17.15, riprende alle 17.30.
Raphael RADUZZI (M5S), relatore, anche a nome della relatrice Comaroli, propone l'accantonamento degli identici emendamenti 56.1 della VII Commissione e Fusacchia 56.9 ed invita i proponenti al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli emendamenti Braga 56.8, Morassut 56.7 e dell'articolo aggiuntivo Ehm 56.05.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che, su proposta dei relatori, non essendovi obiezioni, gli identici emendamenti 56.1 della VII Commissione e Fusacchia 56.9 sono da intendersi accantonati.
Maria Elena BOSCHI (PD), intervenendo sull'emendamento Braga 56.8, rileva che esso istituisce un fondo per fronteggiare le esigenze finanziarie degli enti locali per la demolizione di immobili abusivi. Si tratta di uno strumento per il sostegno della legalità, che, a suo giudizio, dovrebbe essere una priorità per tutti, ma specialmente per chi rappresenta i cittadini. Rileva che la Lega, negli anni in cui è stata al Governo, non ha dimostrato alcuna sensibilità al riguardo e che il MoVimento 5 Stelle negli ultimi tempi si è adeguato a tale atteggiamento. Invece, il modello proposto dal Partito Democratico è diverso, ed è volto al sostegno delle amministrazioni locali, spesso costrette a fronteggiare anche le intimidazioni delle organizzazioni criminali.
Paola DE MICHELI (PD) rileva che l'emendamento Braga 56.8, oltre a prevedere finanziamenti agli enti locali, dispone un ampliamento di poteri prefettizi nelle procedure di demolizione degli immobili abusivi. Ritiene che l'approvazione di una tale proposta darebbe un importante segnale politico, ponendosi in controtendenza rispetto a recenti episodi in cui i sindaci sono stati lasciati soli. Non si tratta del primo tentativo del genere, ma la proposta reca l'elemento nuovo di un finanziamento diretto e non realizzato, come nelle esperienze passate, attraverso norme che richiedevano uno sforzo da parte dei comuni nell'adozione dei successivi provvedimenti e un appesantimento dei rispettivi bilanci.
La Commissione respinge l'emendamento Braga 56.8.
Fabio MELILLI (PD), intervenendo sull'emendamento Morassut 56.7, rileva che esso è diretto ad aumentare il finanziamento del fondo, previsto dalla legge n. 190 del 2014, volto al sostegno finanziario degli inquilini morosi incolpevoli. Ricorda che le risorse esistenti sono state utilizzate per lo più nelle zone ad alta intensità abitativa.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, anche a nome del collega Raduzzi, mutando il giudizio precedentemente espresso, propone l'accantonamento dell'emendamento Morassut 56.7.
Claudio BORGHI, presidente, avverte che, su proposta dei relatori, non essendovi obiezioni, l'emendamento Morassut 56.7 e l'articolo aggiuntivo Ehm 56.05 sono da intendersi accantonati.
Silvana Andreina COMAROLI (Lega), relatrice, anche a nome del collega Raduzzi, propone l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate all'articolo 57. Con riferimento all'articolo 58, ricorda che l'emendamento Misiti 58.1 è stato ritirato; propone l'accantonamento dell'emendamento D'Attis 58.23 ed invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli emendamenti Frassinetti 58.10 e Paolo Russo 58.16. Propone quindi di accantonare l'emendamento Sasso 58.2 e l'articolo aggiuntivo Villani 58.07. Passando all'articolo 59 invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli emendamenti Ferro 59.32 e Maria Tripodi 59.17. Propone l'accantonamento degli identici emendamenti 59.19 della IV Commissione e Maria Tripodi 59.16 nonché dell'emendamento Acquaroli 59.40. Invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Marrocco 59.24 e propone l'accantonamento degli emendamenti Amitrano 59.2 e Vanessa Cattoi 59.5. Invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli articoli aggiuntivi Magi 59.01 e 59.03 e propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Meloni 59.04. Invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli articoli aggiuntivi Pastorino 59.05 e Meloni 59.06. Propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Varrica 59.08 e invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Maria Tripodi 59.010. Infine propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Panizzut 59.011.
Propone quindi l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate agli articoli 60, 61 e 62.
Con riferimento all'articolo 63, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli emendamenti Gavino Manca 63.5 e Ubaldo Pagano 63.4. Propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Lorenzin 63.02 e invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Deidda 63.03.
Passando all'articolo 64, propone l'accantonamento dell'emendamento Varrica 64.35 ed invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Marattin 64.6. Propone quindi l'accantonamento dell'emendamento Lucchini 64.3 e invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli identici articoli aggiuntivi D'Attis 64.05 e Fornaro 64.06 nonché dell'articolo aggiuntivo D'Ettore 64.025. Infine, propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Cestari 64.047 e 64.050. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Tiramani 64.061 è stato ritirato.
Con riferimento all'articolo 65, invita il firmatario al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Melilli 65.1 e propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Cestari 65.010. Ricorda che gli emendamenti Bellachioma 65.11, Vanessa Cattoi 65.12 e l'articolo aggiuntivo Cestari 65.012 sono stati ritirati.
Passando all'articolo 66, propone l'accantonamento dell'emendamento Marattin 66.2, invita i firmatari al ritiro, altrimenti Pag. 24il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Pentangelo 66.01 e propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Bellachioma 66.010. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Caparvi 66.011 è stato ritirato.
Con riferimento all'articolo 68, propone l'accantonamento dell'emendamento Pella 68.17, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento 68.4. Propone quindi l'accantonamento dell'emendamento Pella 68.9 e degli articoli aggiuntivi Boschi 68.015, Boccia 68.08 e Parolo 68.014.
Con riferimento all'articolo 69, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Melilli 69.1 e dell'articolo aggiuntivo Lollobrigida 69.013, propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Francesco Silvestri 69.014 ed infine invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Nevi 69.015.
Passando all'articolo 70, propone l'accantonamento degli emendamenti Tomasi 70.6 e De Micheli 70.1. Invita il firmatario al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Melilli 70.3 e propone l'accantonamento degli emendamenti Cestari 70.7 e Melilli 70.5. Ricorda che l'emendamento Melilli 70.4 è stato ritirato.
Propone l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate agli articoli 71, 72 e 73.
Con riferimento all'articolo 75, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Gebhard 75.5 e propone l'accantonamento degli identici emendamenti Ribolla 75.1 e Prestigiacomo 75.4 nonché dell'emendamento Vanessa Cattoi 75.3 e dell'articolo aggiuntivo Macina 75.04. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Gusmeroli 75.03 è stato ritirato
Passando all'articolo 77, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Ciaburro 77.14 e propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Terzoni 77.012 ed Enrico Borghi 77.015. Invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Vietina 77.06 e propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Di Muro 77.010 e Ribolla 77.011.
Con riferimento all'articolo 78, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Fratoianni 78.15 e propone l'accantonamento delle restanti proposte emendative presentate al medesimo articolo 78. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Lattanzio 78.043 è stato ritirato.
Propone quindi l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate all'articolo 79.
Passando all'articolo 80, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Prestigiacomo 80.3 e propone l'accantonamento dell'emendamento Prestigiacomo 80.4.
Propone quindi l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate agli articoli 85 e 86.
Con riferimento all'articolo 88, propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Liuzzi 88.010, Gusmeroli 88.025 e Fassina 88.013. Invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Fassina 88.015. Ricorda che l'articolo aggiuntivo Gusmeroli 88.031 è stato ritirato.
Passando all'articolo 89, invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'emendamento Butti 89.6 e propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Battelli 89.025.
Con riferimento all'articolo 90, propone l'accantonamento dell'emendamento Panizzut 90.3 e invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, degli identici emendamenti Brunetta 90.6 e Lupi 90.11. Propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Versace 90.05 e invita i firmatari al ritiro, altrimenti il parere è da intendersi contrario, dell'articolo aggiuntivo Gebhard 90.01. Ricorda che l'emendamento De Lorenzis 90.1 è stato ritirato.
Propone quindi l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate Pag. 25all'articolo 107 e propone altresì l'accantonamento di tutte le proposte emendative presentate alle tabelle.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento di tutti gli emendamenti e articoli aggiuntivi su cui verte la relativa proposta dei relatori.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'emendamento Frassinetti 58.10, di cui è cofirmataria, volto a garantire il funzionamento di tutte le istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alle scuole sottodimensionate. A tal fine si chiede l'abrogazione, con decorrenza dall'anno scolastico 2019-2020, di tutte le norme vigenti in materia di assunzioni, al fine di permettere l'entrata in ruolo di nuovi dirigenti scolastici con un incremento di 300 unità per ciascuna categoria. È un intervento che ha un'incidenza minima sul bilancio dello Stato ma un impatto notevole sui piccoli comuni dove sono ubicate le strutture scolastiche sottodimensionate.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Frassinetti 58.10 e Paolo Russo 58.16.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra l'emendamento Ferro 59.32, di cui è cofirmataria, volto, con la soppressione del comma 1 dell'articolo 59, a eliminare il taglio che viene apportato alle spese militari.
Sottolinea che tale taglio riguarda tutta la società italiana, in quanto colpisce le spese, necessarie al fine della sicurezza dei cittadini, per le Forze dell'ordine, spese che sono già notevolmente esigue.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferro 59.32 e Maria Tripodi 59.17.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'emendamento Marrocco 59.24, di cui è cofirmatario, volto a sostituire l'attuale bonus per diciottenni con un bonus per diplomati, dando seguito alle richieste che vengono in tal senso da famiglie e istituzioni scolastiche. Si tratta di un investimento che rimane invariato e non si comprende quindi la contrarietà all'emendamento in questione dei relatori e del Governo.
Roberto OCCHIUTO (FI), nel concordare con le affermazioni del collega D'Ettore, ritiene importante conoscere l'avviso del Governo sulle disposizioni dell'emendamento 59.24. Ricorda infatti che nella scorsa legislatura oltre a Forza Italia si opposero all'istituzione del bonus per i diciottenni anche le attuali forze di maggioranza, vale a dire Lega e M5S. Non comprende quindi la posizione contraria del Governo che pare invece andare sulla riedizione della strada intrapresa dalle maggioranze di centrosinistra.
La sottosegretaria Laura CASTELLI ricorda che all'articolo 46 sono stati accantonati emendamenti che intervenivano sul tema in una direzione condivisa dal Governo. L'emendamento Marrocco 59.24 va invece in una direzione opposta, sostituendo completamente la norma in questione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Marrocco 59.24 e gli articoli aggiuntivi Magi 59.01 e 59.03.
Luca PASTORINO (LeU) illustra l'articolo aggiuntivo 59.05, di cui è primo firmatario. Ricorda che un'analoga proposta emendativa era stata presentata nella scorsa legge di bilancio in un primo tempo accantonata, ma poi ritirata perché non vi erano le condizioni per il suo accoglimento. Sottolinea come l'emendamento dia continuità al collegato ambientale, riallocando i «sussidi ambientalmente dannosi» a favore dei «sussidi ambientalmente favorevoli».
La sottosegretaria Laura CASTELLI evidenzia come il tema stia molto a cuore al Governo che ha ritenuto di prevederlo nel collegato sull'IRES verde di prossima emanazione. In questo modo si fa fronte alla richiesta dell'Unione europea a convertire i sussidi dannosi in altri sussidi. Purtroppo i tempi non sono ancora maturi per un inserimento di tale disposizione nella legge di bilancio in discussione. Ringrazia quindi il deputato Pastorino per aver posto il tema, ma lo invita a ritirare il suo articolo aggiuntivo e a trasformarlo in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Luca PASTORINO (LeU) osserva che la propria proposta emendativa è scritta in modo esaustivo, tale da far ritenere opportuna una sua valutazione positiva, anche con una riformulazione. Tuttavia accoglie l'invito della rappresentante del Governo e ritira l'articolo aggiuntivo 59.05.
Luca DE CARLO (FdI) illustra l'articolo aggiuntivo Meloni 59.06, volto a stabilire che le disposizioni fiscali di carattere agevolativo si applichino solo alle cooperative sociali che abbiano un fatturato annuo inferiore a un milione di euro.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Meloni 59.06.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra l'articolo aggiuntivo Maria Tripodi 59.010, volto a incrementare il Fondo per alcuni ruoli delle Forze dell'ordine. Ricorda che il Ministro dell'interno aveva preso l'impegno di migliorare anche le condizioni salariali del comparto sicurezza, ma purtroppo agli impegni sembrano non corrispondere sempre attuazioni concrete.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo aggiuntivo Maria Tripodi 59.010, gli emendamenti Gavino Manca 63.5 e Ubaldo Pagano 63.4, nonché l'articolo aggiuntivo Deidda 63.03.
Luigi MARATTIN (PD) illustra l'emendamento 64.6 di cui è primo firmatario, che affronta la questione della compensazione dei fondi alle province per la mancata approvazione della riforma costituzionale. Sottolinea come il suo gruppo nel corso dell'audizione dei rappresentanti dell'UPI abbia contestato la cifra di 300 milioni mancanti da loro denunciata. Infatti nelle due ultime leggi di bilancio sono state previste corresponsioni che hanno riportato la situazione degli stanziamenti delle province a quella precedente la legge Delrio. Tuttavia con l'emendamento 64.6 si stanzia una cifra minima, utile a far sì che cada l'alibi delle province di non poter mettere in atto i loro compiti in materia di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e scuole per mancanza di fondi.
La Commissione respinge l'emendamento Marattin 64.6.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'articolo aggiuntivo D'Attis 64.05, volto a prevedere l'utilizzo senza vincolo di destinazione delle compensazioni ai territori che ospitano siti nucleari. Infatti, il vincolo di destinazione ha fatto sì sinora che i fondi rimangano alla fonte e non vengano utilizzati.
Stefano FASSINA (LeU), nell'illustrare l'articolo aggiuntivo Fornaro 64.06, di cui è cofirmatario, identico all'articolo aggiuntivo D'Attis 64.05, concorda con le affermazioni del collega D'Ettore e sottolinea come il tema sia estremamente rilevante per i territori che ospitano siti nucleari.
La Commissione respinge gli identici articolo aggiuntivi D'Attis 64.05 e Fornaro 64.06.
Felice Maurizio D'ETTORE (FI) illustra l'articolo aggiuntivo 64.025, di cui è primo firmatario, volto a risolvere la questione della strada a scorrimento veloce Grosseto-Fano. Sottolinea che si tratta di un'opera strategica nazionale che va completata con un adeguato stanziamento. Osserva infatti che il precedente Governo aveva assegnato delle risorse ma in modo non sufficiente. Evidenzia l'importanza dell'infrastruttura che non solo collega i Pag. 27due mari, ma rappresenta uno sfogo, mediante il collegamento con l'autostrada, di territori dell'Umbria e delle Marche.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'opera oggetto della proposta emendativa era tra quelle cantierate, ma probabilmente lo stanziamento di 200 milioni è apparso al Governo troppo elevato.
Raphael RADUZZI (M5S), relatore, accoglie la richiesta di accantonare la proposta emendativa D'Ettore 64.025.
Francesco CANNIZZARO (FI) esprime apprezzamento per l'interesse che il Governo ha manifestato per questo articolo aggiuntivo e si augura che la Commissione prenda in considerazione l'intervento proposto.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi D'Ettore 64.025, Cestari 64.047 e 64.050.
La Commissione respinge l'emendamento Melilli 65.1.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'articolo aggiuntivo Cestari 65.010 e l'emendamento Marattin 66.2 sono accantonati.
Roberto OCCHIUTO (FI) illustra l'articolo aggiuntivo Pentangelo 66.01, di cui è cofirmatario, che prevede la facoltà di revisione del riaccertamento straordinario dei residui da parte dei comuni. Sottolinea come tale proposta emendativa consenta ai comuni di riparare ai propri errori, al fine di rendere i propri bilanci più trasparenti.
Luigi MARATTIN (PD) esprime forte contrarietà sull'articolo aggiuntivo in esame, ricordando come l'opportunità di un accertamento straordinario dei residui per fare pulizia nei bilanci sia stata attribuita ai comuni già con il decreto legislativo n. 118 del 2011, che consentiva agli stessi di fare emergere la passività, spalmandole in trent'anni. Sottolinea come tale intervento sarebbe un vero e proprio condono, nonché un pessimo segnale da stigmatizzare.
La sottosegretaria Laura CASTELLI sottolinea come il tema in oggetto sia stato trattato nel corso dell'esame del decreto fiscale al Senato. Essendo un problema esistente, afferma che il Governo, pur non essendo orientato ad approvare questa norma, affronterà la tematica con altre misure, al fine di aiutare le amministrazioni che si sono trovate con debiti fuori bilancio da gestire.
Luigi MARATTIN (PD) rilevando come si tratti di residui attivi e non di debiti fuori bilancio, pone l'attenzione sul segnale negativo che si darebbe se si sancisse il principio del riaccertamento straordinario dei residui con cadenza annuale.
La sottosegretaria Laura CASTELLI concorda con le osservazioni svolte dall'onorevole Marattin.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Pentangelo 66.01.
Claudio BORGHI, presidente, ricorda che l'articolo aggiuntivo Bellachioma 66.010 e l'emendamento Pella 68.17 sono accantonati.
Andrea MANDELLI (FI) illustra l'emendamento Pella 68.4, di cui è cofirmatario, affermando che lo stesso è stato proposto facendo proprio riferimento ad una sentenza della Corte costituzionale intervenuta sul tema.
Silvana Andreina COMAROLI, relatrice, accoglie le osservazioni dell'onorevole Mandelli e propone l'accantonamento dell'emendamento Pella 68.4.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Pella 68.4. Ricorda inoltre che sono accantonati l'emendamento Pella 68.9, nonché gli articoli Pag. 28aggiuntivi Boschi 68.015, Boccia 68.08 e Parolo 68.014.
Fabio MELILLI (PD) rileva come il proprio emendamento 69.1 riguardi il complesso tema del debito pregresso di Roma Capitale del quale non si è mai riusciti a quantificare la massa passiva; in particolare, tale proposta emendativa cerca di affrontare la questione eliminando la figura del Commissario alla data del 31 dicembre 2018 e disponendo per i crediti e i debiti residui della gestione commissariale una contabilità separata.
Maria Anna MADIA (PD) sottoscrive l'emendamento in esame.
Stefano FASSINA (LeU), ritenendo che l'intervento contemplato nell'emendamento in esame sia utile alla città, sebbene possa essere strumentalizzato attribuendo debiti ad amministrazioni che non li hanno contratti, si dichiara favorevole ad esso poiché consente all'amministrazione un controllo potenziale su spese ed entrate. Non comprendendo il parere contrario dei relatori e del Governo, propone di trasfondere il contenuto della proposta emendativa in un ordine del giorno.
Maria Elena BOSCHI (PD) suggerisce un accantonamento dell'emendamento in esame per valutare una riformulazione anche nel senso di posticipare il termine del 31 dicembre 2018 per la quantificazione del debito certo, liquido ed esigibile di Roma Capitale.
Raphael RADUZZI, relatore, conferma il parere contrario sull'emendamento in esame.
Stefano FASSINA (LeU) ricorda la sua proposta di ritirare l'emendamento e di proporre un ordine del giorno di analogo contenuto.
Fabio MELILLI (PD) si dichiara disponibile a ritirare il proprio emendamento 69.1 e di presentare un ordine del giorno dal contenuto analogo.
Claudio BORGHI, presidente, premettendo che il ritiro dell'emendamento comporterebbe l'impossibilità di ripresentarlo in Assemblea, prende atto che lo stesso è ritirato.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 69.013.
Andrea MANDELLI (FI) interviene sull'articolo aggiuntivo Nevi 69.015, del quale richiama le finalità, volte a migliorare la qualità ambientale di importanti zone industriali – cosiddette «aree ambientali complesse» – che presentano particolari criticità sotto il profilo della presenza di inquinanti e delle relative ricadute sanitarie.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo aggiuntivo Nevi 69.015 e l'emendamento Melilli 70.3.
Manfred SCHULLIAN (Misto-Min.Ling.), richiamate le finalità dell'emendamento Gebhard 75.5, del quale è cofirmatario, ne auspica l'accantonamento, sottolineando la necessità di armonizzare le disposizioni introdotte dall'articolo 75 con la salvaguardia delle autonomie delle regioni a statuto speciale, anche in considerazione delle pronunce della Corte costituzionale.
Raphael RADUZZI (M5S), relatore, dichiara di non intendere modificare il parere precedentemente espresso.
La Commissione respinge l'emendamento Gebhard 75.5.
Luca DE CARLO (FdI) interviene sull'emendamento Ciaburro 77.14, volto ad aumentare la dotazione del Fondo nazionale per la montagna. Evidenzia che condizioni di fiscalità agevolate per le imprese operanti nelle aree rurale montane disincentiverebbero lo spopolamento dei relativi territori, costituendo un primo passo verso il varo di una legge organica sulla montagna.
La Commissione respinge l'emendamento Ciaburro 77.14.
Andrea MANDELLI (FI), richiamato il contenuto dell'articolo aggiuntivo Vietina 77.06, del quale è cofirmatario, sottolinea che misure di fiscalità di vantaggio per le aree marginali montane contrasterebbero efficacemente i fenomeni di rarefazione e desertificazione del tessuto economico sociale di quelle zone. Osservato che il tema è già all'attenzione di un tavolo tecnico istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze, auspica l'approvazione della proposta emendativa, anche con eventuali modifiche della dotazione iniziale.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge le proposte emendative Vietina 77.06 e Fratoianni 78.15.
Paola DE MICHELI (PD) ritiene opportuno che i relatori e il Governo anticipino alla Commissione se l'oggetto degli emendamenti che presenteranno in Commissione riguarderà anche la materia di cui alle proposte emendative accantonate riferite all'articolo 79.
Il sottosegretario Alessio Mattia VILLAROSA rende precisazioni al riguardo.
Andrea MANDELLI (FI) interviene sull'emendamento Prestigiacomo 80.3, avente ad oggetto misure a sostegno dell'economia della Sicilia, del quale auspica l'accantonamento.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Prestigiacomo 80.3, l'articolo aggiuntivo Fassina 88.015 e l'emendamento Butti 89.6.
Andrea MANDELLI (FI) auspica l'approvazione dell'emendamento Brunetta 90.6, del quale è cofirmatario.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Brunetta 90.6 e Lupi 90.11.
Manfred SCHULLIAN (Misto-Min.Ling.) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo 90.01, del quale è cofirmatario, giudicando incomprensibile l'invito al ritiro formulato dal relatore, trattandosi di una norma a tutela delle regioni a statuto speciale che reca una clausola di salvaguardia finale rinvenibile in qualsiasi legge dello Stato.
Maria Elena BOSCHI (PD) dichiara di voler sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Gebhard 90.01.
Raphael RADUZZI (M5S), relatore, propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gebhard 90.01.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gebhard 90.01. Sospende quindi brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 19.15, riprende alle 19.25.
Claudio BORGHI, presidente, non essendovi obiezioni, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, preannunziando la immediata convocazione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 19.30 alle 19.55.

References: sentenza 
e contrario
e contrario
 articolo 49
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 78
 sentenza 
e contrario
e contrario