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Timestamp: 2016-12-04 16:19:08+00:00

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SOMMARIO: Interventi in materia di entrate e di
n. 223 del 4 luglio 2006, convertito con modificazioni nella legge n. 248 del 4
agosto 2006 e pubblicato in data 11 agosto 2006 sul S.O. della Gazzetta
Ufficiale n. 86, affronta nel titolo III, tra le misure in materia di contrasto
allevasione ed elusione fiscale e recupero della base imponibile, allarticolo
36 bis (misura per il
contrasto del lavoro nero e per la promozione della sicurezza nei posti di
lavoro ) alcuni fenomeni che interessano direttamente lattività del
personale ispettivo dellIstituto, nellambito della lotta al lavoro nero ed
al recupero contributivo.
Larticolo 36 bis, contenuto nella legge
di conversione n. 248 del 4 agosto 2006, ha efficacia dal giorno successivo alla
data di pubblicazione e quindi, qualora non sia stata stabilita una data diversa
nel corpo della legge, ha efficacia dal 12 agosto 06. Non essendo, fra laltro,
prevista una norma transitoria che regoli la successione delle disposizioni nel
tempo, si ritiene che per le situazioni non definite o compiute, quindi ancora
in atto al 12 agosto 2006, data di entrata in vigore della legge di conversione,
la regolamentazione applicabile è quella contenuta nellart. 36 bis in discorso.
Per le irregolarità indicate nel provvedimento in
esame, punite con sanzioni amministrative, si applicano i principi contenuti
nella legge n. 689/81 e successive modifiche ed integrazioni.
In linea generale, salvo disposizione contraria
indicata nella legge stessa, le violazioni costituenti illeciti amministrativi
possono essere rilevate e contestate dagli organi ispettivi degli Enti preposti
ai controlli fiscali, contributive e del lavoro.
Provvedimento di sospensione cantiere edile.(
art. 36-bis, comma 1)
Il primo comma dellarticolo 36 bis, assegna al personale
ispettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale la competenza ad
adottare provvedimenti di sospensione dei cantieri edili tutte le volte
che i predetti ispettori riscontrino direttamente, ovvero a seguito di
segnalazione da parte dellINPS o dellINAIL, la presenza nel cantiere di
personale al lavoro non risultante dalle scritture o da altra documentazione
obbligatoria, in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei
lavoratori regolarmente occupati nel cantiere ovvero, in caso di reiterate
violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di
riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del D. Lgs.
8.4.2003, n. 66 e successive
Per lindividuazione dellambito applicativo della
disposizione in esame per ambito dei cantieri edili il riferimento è alle
imprese svolgenti le attività indicate nellallegato I del D.Lgs n. 494/96,
ossia sia aziende inquadrate o inquadrabili previdenzialmente come imprese
edili, sia come imprese non edili che operano comunque nellambito delle
realtà di cantiere.
Per lindividuazione del personale non risultante
dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria si rimanda al successivo
La segnalazione, conseguente ad accertamenti effettuati
da ispettori dellINPS, dellesistenza di fatti che possono determinare la
sospensione del cantiere edile, deve essere trasmessa sollecitamente, anche in
via telematica, con una specifica nota sottoscritta dallispettore
direttamente alla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio,
considerato che la competenza allassunzione del provvedimento di sospensione
del cantiere, dove sono occupati lavoratori non registrati ovvero rilevate le
predette violazioni, appartiene esclusivamente al personale ispettivo della
Direzione Provinciale del Ministero del Lavoro.
La disposizione legislativa fa riferimento alla
reiterazione della violazione, cioè alla ripetizione per una seconda volta o
anche più volte non necessariamente in uno stesso tratto temporale.
Si ritiene che la segnalazione debba essere effettuata
sempre e comunque anche se la violazione non risulti reiterata, in quanto la
verifica dellesistenza o meno della reiterazione delle violazioni è di
esclusiva competenza del personale ispettivo del Ministero del Lavoro, che, fra
laltro, può essere in possesso per altre vie anche di informazioni non a
conoscenza dellispettore dellINPS.
Documento di riconoscimento per il personale
occupato nei cantieri edili ( art. 36 bis, commi 3,4 e 5)
A decorrere dal 1° ottobre 2006 è previsto che il
datore di lavoro edile, come sopra individuato, munisca il proprio personale
occupato nel cantiere di una apposita tessera di riconoscimento, corredata di
fotografia, di qualsivoglia formato, contenente le generalità complete del
lavoratore e la denominazione del datore di lavoro, documento che i lavoratori
sono tenuti ad esporre. Analoga esposizione è fatta carico ai lavoratori
autonomi che devono, a proprie spese, munirsi della tessera di riconoscimento.
Dal predetto obbligo dellesposizione della tessera
di riconoscimento sono esclusi i datori di lavoro che occupano meno di dieci
dipendenti, a condizione però che in un apposito registro da tenersi sul posto
di lavoro (registro preventivamente vidimato dalla Direzione Provinciale del
Lavoro e della Previdenza Sociale competente per territorio) annotino gli
estremi identificativi di tutto il personale, sia autonomo che subordinato,
comunque giornalmente occupato nel cantiere.
La violazione sia dellobbligo di esposizione della
tessera di riconoscimento, che dellannotazione nel registro giornaliero degli
estremi identificativi dei lavoratori occupati giornalmente nel cantiere, sia la
mancata tenuta sul posto di lavoro del registro stesso è punita con la sanzione
amministrativa da  100 ad  500 per ciascun lavoratore occupato.
Anche il lavoratore che non espone la tessera di
riconoscimento, ancorché munito del documento, è punito con la sanzione
amministrativa da  50 ad  300.
Le due sopradette sanzioni amministrative non sono
diffidali ai sensi dellarticolo 13 del D.Lgs n. 124/2004.
Assunzioni in edilizia.( art. 36 bis, comma
Innovando le precedenti disposizioni legislative,
il termine, entro cui il datore di lavoro delledilizia, inquadrato ovvero
inquadrabile come edile ai fini previdenziali ( c.s.c. 1./4.13.XX), deve
comunicare lassunzione di un lavoratore, con documentazione di data certa, è
anticipato al giorno precedente a quello della instaurazione del rapporto
La violazione dellobbligo della comunicazione
preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro è punita con la sanzione
amministrativa pari ad una somma da  100 ad  500.
Lavoratori in nero ( art. 36 bis, comma 7)
Le innovazioni introdotte dal comma sette sono sia
in relazione ai soggetti non registrati, sia allEnte competente per lirrogazione
della sanzione amministrativa .
Il datore di lavoro che impiega
lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione
obbligatoria, ferma restando lapplicazione delle sanzioni già previste dalla
normativa in vigore, è altresì punito con la sanzione amministrativa da 
1.500 a  12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di  150 per ciascuna
giornata di lavoro effettivo.
La sanzione si aggiunge ad ogni ulteriore provvedimento
di carattere sanzionatorio legato allutilizzo di manodopera irregolare.
La formulazione dellart. 36 bis si differenzia dalla
precedente di cui al comma 3 del decreto legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito con modificazioni dalla legge
23 aprile 2002, n. 73 per limpiego
di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione
obbligatoria.
In altri termini mentre prima dellentrata in vigore
dellart. 36 bis i
lavoratori in nero erano soltanto i lavoratori subordinati, dopo il 12 agosto
sono da considerare lavoratori in nero anche i parasubordinati, nonché gli
autonomi, sconosciuti agli istituti previdenziali.
Infatti lindicazione di cui allart. 36 bis di lavoratori non
risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria
diversificandosi dalla precedente norma sopra richiamata (lavoratori
dipendenti non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatorie
) porta alla conclusione che lavoratore in nero è il soggetto ( subordinato,
parasubordinato, autonomo) che:
- non è registrato nei libri paga e
matricola regolamentari,
- è anche sconosciuto come lavoratore
della ditta ai competenti Servizi per lImpiego a seguito di omessa
comunicazione di denuncia di assunzione, denuncia che si può considerare quale
documentazione obbligatoria, di data certa da cui si può trarre lindicazione
della effettiva esistenza del rapporto di lavoro e della esatta data di
assunzione del lavoratore.
Per lo stesso principio è da considerare altresì
lavoratore in nero anche lautonomo che presta attività lavorativa nel
cantiere edile, non iscritto alla Camera di Commercio e ai relativi albi di
categoria e quindi sconosciuto agli enti previdenziali.
La competenza alla irrogazione della sanzione
amministrativa non appartiene più allAgenzia delle Entrate (che applicava la
sanzione amministrativa dal 200 al 400 per cento dellimporto, per ciascun
lavoratore irregolare, del costo del lavoro calcolato sulla base dei vigenti
contratti collettivi nazionali, per il periodo compreso tra linizio dellanno
e la data di contestazione della violazione), ma dal 12 agosto 2006, data di
entrata in vigore della legge n. 248/2006
la competenza fa capo alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente
Ne consegue che lIspettore dellINPS, che
rileverà la condotta punibile con la sanzione in discorso, dovrà procedere
alla trasmissione alla Direzione provinciale del Lavoro competente per
territorio del verbale di accertamento, accompagnata da una esauriente nota
In linea generale resta fermo comunque il principio che
la constatazione e la conseguente contestazione della violazione compete agli
organi preposti ai controlli in materia fiscale, contributiva e del lavoro.
Per quanto attiene ai profili contributivi il settimo
comma stabilisce altresì che limporto delle sanzioni civili connesse allomesso
versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore c.d. in nero non
può essere inferiore a euro 3000, indipendentemente dalla durata della
prestazione lavorativa e non è diffidabile ai sensi dellart. 13 del D.lgs.
n. 124/2004.
Considerato che la sanzione civile nellimporto
minimo di 3000  è riferita allomesso versamento dei contributi e premi
riferiti a ciascun lavoratore, la disposizione è applicabile nel momento in cui
sia già scaduto il termine per il pagamento dei contributi assicurativi e
previdenziali relativi al periodo di paga in corso al momento dellaccertamento
e non prima della scadenza del predetto termine.
Inoltre ciascun ente, titolare dei contributi dovuti,
è competente a ricevere la sanzione civile come sopra individuata in
considerazione del fatto che i termini di scadenza per il versamento dei
contributi previsto dallart. 116,
comma 8 e seguenti della legge n. 388/2000 sono messi in relazione al termine
previsto per ciascuno dei predetti Enti
Pertanto la verifica del calcolo delle sanzioni civili
come formulate sopra dovrà essere effettuata dallispettore individualmente
per ciascun lavoratore in nero e verificata con leffettivo importo delle
sanzioni dovute per levasione contributiva contestata.
Qualora lispettore di vigilanza, effettuati i
conteggi per ciascun lavoratore interessato, rilevi che limporto delle
sanzioni civili per omesso versamento sia inferiore a euro 3000, deve addebitare
tale importo facendo esplicito riferimento al comma 7 dellart. 36 bis del d.l. 223/2006,
convertito in legge n. 248/2006:
Riduzioni contributive alle imprese edili (
comma ottavo).
Sono confermate le agevolazioni contributive, gli
sgravi per il Mezzogiorno e le riduzioni per le fiscalizzazione degli oneri
sociali per le imprese edili, previste dai commi 2 e 3 dellarticolo 29 del
D.L. 23 giugno 1995, n. 264, convertito con modificazioni nella legge n.
341/1995, con esclusione dei datori di lavoro che abbiano riportato condanne
passate in giudicato per violazione della normativa in materia di sicurezza e
salute nei luoghi di lavoro e tale esclusione dai benefici sopra indicati si
estende per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza
Proroga del termine di prescrizione dei
contributi ex art.2, c.26 della legge n.335/1995 (comma 11).
Il termine prescrizionale dei contributi di
pertinenza della gestione di cui allart. 2, c. 26 della legge n. 335/95 (
c.d. parasubordinati) relativo allanno 1996 è prorogato al 31.12.2007.

References: art. 36
 art. 36
 art. 36
 art. 36
 sentenza

 art.2