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Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nei lavori in quota nelle costruzioni. - PDF
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Fortunato Porta
1 Arezzo, 23 settembre 2011 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nei lavori in quota nelle costruzioni. Analisi delle novità legislative. Esperienze e modalità di applicazione.
2 ATLAS è azienda leader nel settore delle attrezzature innovative da cantiere. Geom. Maurizio Mondini Direttore operativo Opera dal 1988 nel settore delle attrezzature per la sicurezza Dott. Federico Carlini Ufficio Tecnico
3 Programma Ancoraggi e sistemi anticaduta permamenti - Quadro legislativo nazionale - Quadro legislativo regionale - Norme tecniche - Dispositivi di Protezione Individuali - Elementi di progettazione - Verifiche strutturali - Collaudi - Ispezioni e manutenzione - Sistemi di fissaggio - Tipologie di prodotti
4 Programma Sistemi di protezione anticaduta da cantiere - Quadro legislativo nazionale - Norme tecniche - Verifica delle condizioni di installazione - Tipologie di prodotti
5 Quadro legislativo nazionale Decreto Legislativo 9 aprile 2008, N.81 Art. 91. (Obblighi del coordinatore per la progettazione) 1. Durante la progettazione dell opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione: a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell allegato XV; b) predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell opera, i cui contenuti sono definiti all allegato XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell allegato II al documento UE 26 maggio Il fascicolo non é predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all articolo 3, comma 1, lettera a) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; b-bis) coordina l applicazione delle disposizioni di cui all articolo 90, comma Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), é preso in considerazione all atto di eventuali lavori successivi sull opera
6 Quadro legislativo nazionale Decreto Legislativo 9 aprile 2008, N.81 Art. 111 Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in Quota 1. Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro piu' idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformita' ai seguenti criteri: a) priorita' alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi. 2. Il datore di lavoro sceglie il tipo piu' idoneo di sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell'impiego.il sistema di accesso adottato deve consentire l'evacuazione in caso di pericolo imminente. Il passaggio da un sistema di accesso a piattaforme, impalcati, passerelle e viceversa non deve comportarerischi ulteriori di caduta...
7 Quadro legislativo nazionale Decreto Legislativo 9 aprile 2008, N.81 Art. 115 Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto 1. Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto all'articolo 111, comma 1, lettera a), e' necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, quali i seguenti: a) assorbitori di energia; b) connettori; c) dispositivo di ancoraggio; d) cordini; e) dispositivi retrattili; f) guide o linee vita flessibili; g) guide o linee vita rigide; h) imbracature. 2. Il sistema di protezione, certificato per l'uso specifico, deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore di energia a 4 metri. 3. Il cordino deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali. 4. Nei lavori su pali il lavoratore deve essere munito di ramponi o mezzi equivalenti e di idoneo dispositivo anticaduta. Art. 116 Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
8 Quadro legislativo regionale Legge Regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio) articolo 82, commi I progetti relativi ad interventi che riguardano le coperture di edifici di nuova costruzione ovvero le coperture di edifici già esistenti, prevedono l applicazione di idonee misure preventive e protettive che consentano, nella successiva fase di manutenzione degli edifici, l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza. 15. La mancata previsione delle misure di cui al comma 14 costituisce causa ostativa al rilascio del permesso di costruire ed impedisce altresì l utile decorso del termine di venti giorni per l efficacia della denuncia di inizio dell attività di cui all articolo Anche ai sensi di quanto previsto dalla l.r. 64/2003, entro centoventi giorni dall entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale emana istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive di cui al comma 14. I comuni adeguano i propri regolamenti edilizi a tali istruzioni tecniche. In caso di mancato adeguamento, decorsi centoventi giorni dalla loro emanazione, le istruzioni tecniche della Giunta regionale sono direttamente applicabili e prevalgono sulle disposizioni dei regolamenti edilizi comunali che siano in contrasto.
9 Quadro legislativo regionale DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 23 novembre 2005, n.62/r Regolamento di attuazione dell articolo 82, comma 16, della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio) relativo alle istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive per l accesso, il transito e l esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza
10 Quadro legislativo regionale Regolamento di attuazione dell articolo 82 Art. 5 Elaborato tecnico della copertura 1. L elaborato tecnico della copertura è redatto in fase di progettazione; a tale adempimento provvede il coordinatore per la progettazione di cui all articolo 4 del d.lgs. 494/1996 oppure, nei casi in cui tale figura non sia prevista, il progettista dell intervento. 2. L elaborato tecnico della copertura è completato entro la fi ne dei lavori e, solo in caso di varianti in corso d opera che interessino la copertura, aggiornato durante il corso dei lavori stessi; a tali adempimenti provvede il coordinatore per l esecuzione dei lavori ai sensi dell articolo 5 del d.lgs. 494/1996 oppure, nei casi in cui tale fi gura non sia prevista, il direttore dei lavori.
11 Quadro legislativo regionale 4. L elaborato tecnico della copertura, in relazione alle diverse fattispecie di cui all articolo 6, deve avere i seguenti contenuti: a) elaborati grafici in scala adeguata in cui sono indicate le caratteristiche e l ubicazione dei percorsi, degli accessi, degli elementi protettivi per il transito e l esecuzione dei lavori di copertura; b) relazione tecnica illustrativa delle soluzioni progettuali, nella quale sia evidenziato in modo puntuale il rispetto delle misure preventive e protettive di cui alla sezione II; nel caso di adozione di misure preventive e protettive di tipo provvisorio di cui all articolo 7, BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 43 comma 4, la relazione deve esplicitare le motivazioni che impediscono l adozione di misure di tipo permanente, nonché le caratteristiche delle soluzioni alternative previste nel progetto; c) planimetria in scala adeguata della copertura, evidenziando il punto di accesso e la presenza di eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio o ganci di sicurezza da tetto, specificando per ciascuno di essi la classe di appartenenza, il modello, la casa produttrice ed il numero massimo di utilizzatori contemporanei; d) relazione di calcolo, redatta da un professionista abilitato, contenente la verifi ca della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle azioni trasmesse dagli ancoraggi e il progetto del relativo sistema di fi ssaggio; e) certificazione del produttore di dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto eventualmente installati, secondo le norme UNI-EN 795 ed UNI-EN 517; f) dichiarazione di conformità dell installatore riguardante la corretta installazione di eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto, in cui sia indicato il rispetto delle norme di buona tecnica, delle indicazioni del produttore e dei contenuti di cui alle lettere c) e d); g) manuale d uso degli eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati, con eventuale documentazione fotografi ca; h) programma di manutenzione degli eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati
12 Quadro legislativo Amministrazioni che hanno regolamentato l installazione di dispositivi anticaduta-linee vita Regione Toscana Regione Lombardia (attraverso regolamenti di igiene ASL) Provincia di Trento Regione Liguria Regione Veneto
13 Quadro legislativo 2 metri Altezza di caduta in cui si verifica frequentemente, ribaltamento del corpo e impatto della testa, con forze sviluppate sufficienti a provocare sfondamento della scatola cranica
14 Norme tecniche UNI EN 795 edizione 2002
15 Classi di prodotto secondo la norma UNI EN 795: 2002 Classe A1 - Ancoraggi progettati per essere fissati su superfici verticali, orizzontali ed inclinate, per esempio pareti, colonne, architravi Classe A2 - Ancoraggi strutturali progettati per essere fissati a tetti inclinati Classe C - Dispositivi di ancoraggio che prevedono linee di ancoraggio flessibili orizzontali. Come linea orizzontale si intende una linea che devia dall'orizzontale per non più di 15.
16 Dispositivi di Protezione Individuali
17 Dispositivi di Protezione Individuali Verificare efficienza per operatività su spigolo DPI alternativo all avvolgitore: Dispositivo Guidato regolabile a misura Utilizzabile su coperture con falde strette e lunghe nei casi in cui siano limitati i dislivelli tra le falde.
18 Elementi di progettazione Accessi alla copertura
19 Elementi di progettazione Ancoraggi primari
20 Elementi di progettazione Effetto pendolo
21 Elementi di progettazione Zone a rischio
22 Elementi di progettazione Tirante d aria minima distanza disponibile per la caduta
23 Elementi di progettazione Coperture a padiglione
24 Elementi di progettazione Coperture a padiglione
25 Elementi di progettazione Coperture piane
26 Elementi di progettazione Coperture piane
27 Elementi di progettazione Percorsi
28 Elementi di progettazione Sistemi che prevedono unicamente l installazione di ganci L impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche delle coperture (art 10 Dpgr 62/05 Regione Toscana)
29 Verifiche strutturali Regolamento regionale relazione di calcolo, redatta da un professionista abilitato, contenente la verifi ca della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle azioni trasmesse dagli ancoraggi e il progetto del relativo sistema di fissaggio ATLAS fornisce le relazioni decrittive delle forze trasmesse alle strutture dagli ancoraggi in caso di caduta
30 Manuale di utilizzo dell impianto Regolamento Regione Toscana Elaborato tecnico della copertura g) manuale d uso degli eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati, con eventuale documentazione fotografica; L accesso alla copertura avverrà tramite la terrazza a tasca posta sulla falda posteriore della copertura (dove deve essere applicato il pittogramma indicativo). l operatore si dovrà vincolare con uno dei due cordini di sicurezza al primo gancio di vincolo (art. GS/8 ATLAS cl. A2 UNIEN795) prima di essere completamente sbarcato sulla copertura. Da quel punto, tramite un sistema di aggancio-sgancio il movimento verso il colmo della copertura dovrà avvenire prima vincolandosi alla linea vita con il moschettone dell arrotolatore, poi sganciandosi dal primo moschettone dal gancio lasciatosi alle spalle. La movimentazione dell operatore sulla superficie della copertura potrà avvenire, con il solo vincolo alla linea vita (realizzata con art. ATC/2 ATLAS + art. TIR + ACTIR ATLAS rispettivamente punti di ancoraggio cl. A1 e C UNIEN 795 e relativi tiranti in acciaio) applicata a parete sui due lati del colmo della copertura. Nel caso in cui l operatore si trovi ad operare in prossimità di punti a rischio (angolo dell edificio, cortile interno) dovrà, oltre al vincolo primario sulla linea-vita, vincolarsi con uno dei due cordini ad un gancio di sicurezza posto a distanza di 2,30 mt. dalle zone suddette. Non essendo stato predisposto un sistema di doppio vincolo su tutto il perimetro dell edificio è stata prevista l ipotesi che l operatore possa effettuare una caduta controllata oltre il filo gronda sulle zone lineari della copertura, parallele alle linee-vita poste sul colmo; per tale motivo è consigliabile la presenzadi una seconda persona che assista l operato e che possa, nel caso si presenti l esigenza, intervenire con attività di primo soccorso
31 Collaudi Collaudi Collaudi da effettuarsi nel caso in cui i valori di tenuta degli ancoraggi non siano definibili tramite calcolo. Carichi utilizzati per i collaudi, sui singoli ancoraggi: 500kg per 15 secondi Gli strumenti da utilizzare devono essere tarati (preferibilmente con riferibilità dimostrabile al sistema nazionale di taratura SIT) Deve essere redatto un verbale di collaudo che registri l avvenuta attività e l esito
32 Ispezioni e manutenzione Le modalità e la periodicità delle ispezioni sugli impianti sono definite, come specifica la UNI EN 795, dal produttore.
33 Per evitare fraintendimenti Sistemi di fissaggio Ancoraggio Fissaggio
34 Sistemi di fissaggio Classificazione Funzionamento per attrito Funzionamento per accoppiamento di forma Funzionamento per adesione
35 Sistemi di fissaggio Tipologie di supporto Materiali pieni Materiali forati Materiali leggeri Pannelli
36 Sistemi di fissaggio La scelta del sistema di fissaggio così come indicato dal Regolamento regionale deve essere fatta da un professionista abilitato (non dagli installatori, non dai fabbricanti dei sistemi di ancoraggio)
37 Sistemi di fissaggio Elementi da valutare (in fase di progettazione, non a sistema già installato!) Tipologia di ancoraggi (in particolare numero e dimensione dei fori) Tipologia del supporto Condizioni del supporto Distanza dei fissaggi dal bordo Interasse Condizioni atmosferiche ed ambientali Facilità di acceddo ai fissaggi per ispezioni
38 Sistemi di fissaggio alternativi Sistemi di fissaggio Cravatte e contropiastre Saldatura (considerare la validazione del processo) Annegamento in calcestruzzo
39 Prodotti in classe 795 A1 e C Tipologie di prodotti
40 Tipologie di prodotti Prodotti in classe 795 A1 e C
41 Prodotti in classe 795 C Tipologie di prodotti
42 Prodotti in classe 795 C Tipologie di prodotti
43 Prodotti in classe 795 A1 e A2 Tipologie di prodotti
44 Accessori Tipologie di prodotti
45 Tipologie di prodotti Ancoraggi per coperture industriali
46 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Quadro normativo Decreto Legislativo 9 aprile 2008, N.81 Art. 111 Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in Quota 1. Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro piu' idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformita' ai seguenti criteri: a) priorita' alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi.
47 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Quadro normativo Decreto Legislativo 9 aprile 2008, N.81 Art (Parapetti) 1. Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione. Art (Ponti a sbalzo) 1. Nei casi in cui particolari esigenze non permettono l impiego di ponti normali, possono essere consentiti ponti a sbalzo purché la loro costruzione risponda a idonei procedimenti di calcolo e ne garantisca la solidità e la stabilità.
48 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Quadro normativo Allegato IV sia costruito con materiale rigido e resistente in buono stato di conservazione; abbia un'altezza utile di almeno un metro; sia costituito da almeno due correnti, di cui quello intermedio posto a circa metà distanza fra quello superiore ed il pavimento; sia costruito e fissato in modo da poter resistere, nell'insieme ed in ogni sua parte, al massimo sforzo cui può essere assoggettato, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua specifica funzione E' considerato "parapetto normale con arresto al piede" il parapetto definito al comma precedente, completato con fascia continua poggiante sul piano di calpestio ed alta almeno 15 centimetri E' considerata equivalente ai parapetti definiti ai punti precedenti, qualsiasi protezione, quale muro, balaustra, ringhiera e simili, realizzante condizioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti, non inferiori a quelle presentate dai parapetti stessi.
49 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Quadro normativo DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 23 novembre 2005, n. 62/R (Regolamento di attuazione ) Art. 10 Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture 1. Il transito sulle coperture deve garantire, a partire dal punto di accesso, il passaggio e la sosta in sicurezza per i lavori di manutenzione mediante elementi protettivi, quali: a) parapetti; b) linee di ancoraggio; c) dispositivi di ancoraggio; d) passerelle o andatoie per il transito di persone e materiali; e) reti di sicurezza; f) impalcati; g) ganci di sicurezza da tetto
50 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Norma tecnica di riferimento UNI EN 13374: 2004 Sistemi di protezione temporanea dei bordi Specifiche di prodotto e metodi di prova.
51 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Classi di prodotto Classe A pendenza non superiore al 10 Classe B pendenza da 10 a 30 (fino a 60 per altezze di caduta inferiori ai 2 mt) La classe C può essere utilizzata se l'angolo è compreso fra: 30 e 45 senza limitazione dell'altezza di caduta, oppure 45 e 60 e l'altezza di caduta è minore di 5 mt Se l'angolo è maggiore di 60 o maggiore di 45 e l'altezza di caduta è maggiore di 5 m, isistemi di protezione dei bordi non sono una protezione adeguata. Ad altezze di caduta maggiori, il sistema può essere collocato più in alto sulla superficie inclinata, per esempio ogni 2 m e 5 m di altezza di caduta rispettivamente per classi di sistema B e C.
52 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Verifica delle condizioni di installazione Verifica delle compatibilità del bordo copertura con le caratteristiche del sistema di blocco del montante, congruità con le indicazioni d impiego del costruttore. Verifica della compatibilità tra condizioni d impiego e la classe d impiego indicata dal costruttore (compatibilità con pendenza, lunghezza della falda, attività svolta, ecc). Verifica della compatibilità dei componenti (sigla produttore e del prodotto), delle modalità di montaggio/smontaggio, d impiego e di manutenzione, con le indicazioni del costruttore. Verifica della certificazione del prodotto conforme EN Modificato da coperturasicura.toscana.it
53 Sistemi di protezione anticaduta da cantiere Modelli
54 FINE Si ringrazia per l attenzione prestata!

References: Art. 91
 articolo 100
 articolo 3
 articolo 90
 Art. 111
 Art. 115
 Art. 116
 articolo 82
 articolo 82
 articolo 82
 Art. 5
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 7
 Art. 111
 Art. 10