Source: https://www.slideshare.net/dariogiettl/decreto-legislativon105-del25-gennaio1992
Timestamp: 2017-05-25 15:07:39+00:00

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by lorylory76
Aggiornamento alla GU 29/10/99 e con Legge 1 marzo 2002, n. 39(etichette: vedi anche DMS 11/9/03(fluoro-ozono)) D.Lgs. 25 gennaio 1992, n. 105 (1).Attuazione della direttiva 80/777/CEE relativa alla utilizzazione e alla commercializzazionedelle acque minerali naturali(2)(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 17 febbraio 1992, n. 39, S.O. Sono riportate nel testo degliartt. 11, 13, 20 e 21 le correzioni di cui allavviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2marzo 1992, n. 51.(2) Con D.M. 13 gennaio 1993 (Gazz. Uff. 19 gennaio 1993, n. 14) sono stati approvati imetodi di analisi per la valutazione delle caratteristiche microbiologiche e di composizionedelle acque minerali naturali e modalità per i relativi prelevamenti dei campioni.IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;Visto lart. 1 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante delega al Governo perlattuazione della direttiva 80/777/CEE del Consiglio del 15 luglio 1980, in materia diravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sullutilizzazione e lacommercializzazione delle acque minerali naturali;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 26 luglio 1991;Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari della Camera dei deputati e delSenato della Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 gennaio1992;Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concertocon i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, dellindustria, delcommercio e dellartigianato, della sanità e per le riforme istituzionali e gli affari regionali;Emana il seguente decreto legislativo: Art 1. Definizione e caratteristiche di unacqua minerale.1. Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda ogiacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hannocaratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute (3).2. Le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezzaoriginaria e sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi e/o altri costituentied, eventualmente, per taluni loro effetti. Esse vanno tenute al riparo da ogni rischio diinquinamento (3).3. Le caratteristiche di cui ai commi precedenti devono essere valutate sul piano: 2.
a) geologico ed idrogeologico;b) organolettico, fisico, fisico-chimico e chimico;c) microbiologico;d) se necessario, farmacologico, clinico e fisiologico (4).4. La composizione, la temperatura e le altre caratteristiche essenziali delle acque mineralinaturali debbono mantenersi costanti alla sorgente nellambito delle variazioni naturali,anche in seguito ad eventuali variazioni di portata.(3) Comma così modificato dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(3) Comma così modificato dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(4) Lettera così sostituita dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art 2. Criteri di valutazione.1. Il Ministro della sanità ai sensi dellart. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,sentito il Consiglio superiore di sanità, entro otto mesi dalla entrata in vigore del presentedecreto, fissa i criteri di valutazione delle caratteristiche di cui allart. 1, secondo leprescrizioni tecniche indicate negli allegati della direttiva 80/777/CEE del Consiglio del 15luglio 1980. (5)2. Detta valutazione deve in particolare riguardare: a) lorigine e la natura dei terreni, i rapporti esistenti tra la natura dei terreni e la natura e i tipi della mineralizzazione dellacqua minerale naturale, la stratigrafia del giacimento idrogeologico, la situazione esatta della captazione, la zona e le misure di protezione della sorgente; b) la portata della sorgente, la temperatura dellacqua minerale naturale rapportata alla temperatura ambiente, il residuo secco, la resistività elettrica, la concentrazione di ioni idrogeno, gli anioni e i cationi, gli elementi non ionizzati, gli oligoelementi, la radioattinologia della sorgente e, se del caso, le proporzioni relative in isotopi, degli elementi costitutivi dellacqua, ossigeno (16^O - 18^O) e idrogeno (protio, deuterio, tritio), la tossicità di taluni degli elementi costitutivi dellacqua minerale naturale; c) il microbismo dellacqua minerale naturale, lassenza di parassiti e microrganismi patogeni e di indici di contaminazione fecale; d) la natura degli esami farmacologici e clinici, cui si deve provvedere secondo metodi scientifici, appropriati alle caratteristiche dellacqua minerale naturale ed ai suoi effetti sullorganismo umano.3. Il Ministro della sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità, entro un anno dallentratain vigore del presente decreto fissa con proprio decreto i metodi di analisi per il controllodelle caratteristiche microbiologiche e di composizione e le modalità per i relativiprelevamenti di campioni.4. Con decreto del Ministro della sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità, siprocederà allaggiornamento delle prescrizioni tecniche contenute nei decreti ministeriali dicui ai commi precedenti al fine di adeguare le prescrizioni suddette al progresso tecnico, alle 3.
nuove acquisizioni scientifiche ed alle direttive emanate dalla Comunità economica europeain materia.(5) Riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali. Art. 3. Domanda di riconoscimento.1. La domanda per ottenere il riconoscimento di unacqua minerale naturale deve essereindirizzata al Ministro della sanità e deve essere corredata da una documentazione volta afornire una completa conoscenza dellacqua minerale naturale, che contenga, in particolare,gli elementi di valutazione di cui allarticolo 2, comma 2, lettere a), b), c) ed eventualmented) (3).2. Nella domanda deve essere inoltre specificata la denominazione della sorgente, la localitàove essa sgorga, la denominazione attribuita allacqua minerale ai sensi del primo commadellart. 9, leventuale designazione commerciale, di cui al terzo comma dellart. 11,leventuale trattamento dellacqua minerale naturale mediante le operazioni di cui allart. 7,comma 1, lettere b), c), d) ed e) (6).3. Il riconoscimento è richiesto dal titolare di concessione o sub-concessione mineraria o dialtro valido titolo rilasciato dalle autorità competenti in base alle disposizioni di leggevigenti in materia.(3) Comma così modificato dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(6) Comma così modificato dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 4. Riconoscimento.1. Sulla domanda di cui allarticolo precedente provvede il Ministro della sanità, con propriodecreto, sentito il Consiglio superiore di sanità.2. Il decreto di riconoscimento riporta la denominazione dellacqua minerale naturale, ilnome della sorgente ed il luogo di utilizzazione della stessa e specifica le caratteristicheigieniche particolari, nonché le eventuali proprietà favorevoli alla salute dellacqua mineralenaturale, le indicazioni e le eventuali controindicazioni che possono essere riportate sulleetichette ed ogni altra indicazione ritenuta opportuna, caso per caso, ivi compresoleventuale trattamento tra quelli di cui allarticolo 7, comma 1, lettere c) e d) (7).3. Il decreto di riconoscimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ecomunicato alla Commissione delle comunità europee.(7) Comma così sostituito dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 5. Autorizzazione alla utilizzazione.1. Lutilizzazione di una sorgente dacqua minerale naturale, riconosciuta come tale ai sensidellart. 4, è subordinata allautorizzazione regionale.2. Lautorizzazione è rilasciata previo accertamento che gli impianti destinatiallutilizzazione siano realizzati in modo da escludere ogni pericolo di inquinamento e daconservare allacqua le proprietà, corrispondenti alla sua qualificazione, esistenti alla 4.
sorgente, fatte salve le modifiche apportate con i trattamenti di cui allarticolo 7, comma 1,lettere b), c) e d) (6).3. Copia del provvedimento di autorizzazione viene trasmessa al Ministero della sanità.4. Il provvedimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.(6) Comma così modificato dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 6. Condizioni per il rilascio dellautorizzazione.1. Ai fini del rilascio dellautorizzazione di cui allarticolo precedente, deve in particolareessere accertato che: a) la sorgente o il punto di emergenza siano protetti contro ogni pericolo di inquinamento; b) la captazione, le canalizzazioni ed i serbatoi siano realizzati con materiali adatti allacqua minerale naturale, in modo da impedire qualsiasi modifica chimica, fisico- chimica e batteriologica di tale acqua; c) le condizioni di utilizzazione ed in particolare gli impianti di lavaggio e di imbottigliamento soddisfano le esigenze igieniche; in particolare, i recipienti debbono essere trattati o fabbricati in modo da evitare che le caratteristiche batteriologiche e chimiche delle acque minerali naturali vengano alterate. d) leventuale trattamento dellacqua, di cui allarticolo 7, comma 1, lettere c) e d), corrisponda a quello indicato nel provvedimento di riconoscimento (8).2. È fatto salvo il potere del Ministro della sanità di emanare direttive generali riguardanti lematerie di cui al comma precedente.(8) Lettera aggiunta dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art 7. Operazioni consentite su unacqua minerale naturale.1. Il carattere di acqua minerale naturale non si intende modificato dalle seguentioperazioni: a) captazione, canalizzazione, elevazione meccanica, approvvigionamento in vasche o serbatoi; b) separazione degli elementi instabili, quali i composti del ferro e dello zolfo, mediante filtrazione o decantazione, eventualmente preceduta da ossigenazione, a condizione che tale trattamento non comporti una modifica della composizione dellacqua in quei componenti essenziali che conferiscono allacqua stessa le sue proprietà; c) separazione dei composti di ferro, manganese e zolfo nonché dellarsenico da talune acque minerali naturali mediante trattamento con aria arricchita di ozono, a condizione che tale trattamento non comporti una modifica della composizione dellacqua in quei componenti essenziali che conferiscono allacqua stessa le sue proprietà; d) separazione di componenti indesiderabili diversi da quelli menzionati alle lettere b) e c) a condizione che tale trattamento non comporti una modifica della composizione 5.
dellacqua in quei componenti essenziali che conferiscono allacqua stessa le sue proprietà; e) eliminazione totale o parziale dellanidride carbonica libera mediante procedimenti esclusivamente fisici, nonché incorporazione o reincorporazione di anidride carbonica.2. Con decreto del Ministro della sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità, sonostabilite ed aggiornate le condizioni di utilizzazione dei trattamenti di cui al comma 1,lettere c) e d), secondo le disposizioni adottate in materia in sede comunitaria (9).(9) Articolo così sostituito dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 8. Operazioni non consentite.1. È vietato sottoporre lacqua minerale naturale ad operazioni diverse da quelle previstenellart. 7. In particolare sono vietati i trattamenti di potabilizzazione, laggiunta di sostanzebattericide o batteriostatiche e qualsiasi altro trattamento suscettibile di modificare ilmicrobismo dellacqua minerale naturale.2. È consentita laggiunta di anidride carbonica. Art. 9. Denominazione.1. Ad ogni acqua minerale naturale deve essere attribuita una denominazione propria, che ladistingua nettamente dalle altre acque minerali naturali.2. Il nome di una determinata località può far parte della denominazione di unacquaminerale naturale solo se questa proviene da tale località.3. È vietato attribuire denominazioni diverse alla stessa acqua minerale naturale.4. Non è consentita alcuna variazione di denominazione di unacqua minerale naturale conla denominazione di unaltra acqua minerale naturale salvo che di questultima ne sia cessatala commercializzazione da almeno venti anni. Qualsiasi variazione di denominazione diunacqua minerale naturale comporta la modifica del decreto di riconoscimento (10).(10) Comma aggiunto dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 10. Modalità di utilizzazione.1. Lutilizzazione delle acque minerali deve avvenire in prossimità della sorgente.2. È vietato il trasporto dellacqua minerale naturale a mezzo di recipienti che non sianoquelli destinati al consumatore finale.3. Ogni recipiente utilizzato per il condizionamento delle acque minerali naturali deveessere munito di un dispositivo di chiusura tale da evitare il pericolo di falsificazione, dicontaminazione e di fuoriuscita.4. Detti recipienti non possono eccedere la capacità di due litri. Art. 11. Etichette. 6.
1. Sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali debbono essere riportate leseguenti indicazioni: a) «acqua minerale naturale» integrata, se del caso, con le seguenti menzioni: 1) «totalmente degassata», se lanidride carbonica libera presente alla sorgente è stata totalmente eliminata; 2) «parzialmente degassata», se lanidride carbonica libera presente alla sorgente è stata parzialmente eliminata; 3) «rinforzata col gas della sorgente», se il tenore di anidride carbonica libera, proveniente dalla stessa falda o giacimento, è superiore a quello della sorgente; 4) «aggiunta di anidride carbonica», se allacqua minerale naturale è stata aggiunta anidride carbonica non prelevata dalla stessa falda o giacimento; 5) «naturalmente gassata» o «effervescente naturale», se il tenore di anidride carbonica libera, superiore a 250 mg/l, è uguale a quello della sorgente, tenuto conto della eventuale reintegrazione di una quantità di anidride carbonica, proveniente dalla stessa falda o giacimento dellacqua minerale, pari a quella liberata nel corso delle operazioni che precedono limbottigliamento, nonché delle tolleranze tecniche abituali; b) la denominazione dellacqua minerale naturale ed il nome della sorgente ed il luogo di utilizzazione della stessa (11); c) lindicazione della composizione analitica, risultante dalle analisi effettuate, con i componenti caratteristici; (11/aa) d) la data in cui sono state eseguite le analisi di cui al punto precedente e il laboratorio presso il quale dette analisi sono state effettuate; e) il contenuto nominale; f) il titolare del provvedimento di cui allart. 5; g) il termine minimo di conservazione; h) la dicitura di identificazione del lotto, salvo quanto previsto allarticolo 13, comma 6, lettera a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 (11/a); i) informazioni circa gli eventuali trattamenti di cui allarticolo 7, comma 1, lettere c) e d) (12).2. Possono inoltre essere riportate una o più delle seguenti indicazioni: a) «oligominerale» o «leggermente mineralizzata», se il tenore dei sali minerali, calcolato come residuo fisso, non è superiore a 500 mg/l; b) «minimamente mineralizzata», se il tenore di questi, calcolato come residuo fisso, non è superiore a 50 mg/l; c) «ricca di sali minerali», se il tenore di questi, calcolato come residuo fisso, è superiore a 1500 mg/l; d) «contenente bicarbonato» se il tenore di bicarbonato è superiore 600 mg/l; e) «solfata», se il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/l; f) «clorulata», se il tenore di cloruro è superiore a 200 mg/l; 7.
g) «calcica», se il tenore di calcio è superiore a 150 mg/l; h) «magnesiaca», se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/l; i) «fluorata» o «contenente fluoro», se il tenore di fluoro e superiore a 1 mg/l; l) «ferruginosa» o «contenente ferro», se il tenore di ferro bivalente è superiore a 1 mg/l; m) «acidula», se il tenore di anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/l; n) «sodica», se il tenore di sodio è superiore a 200 mg/l; o) «indicata per le diete povere di sodio», se il tenore del sodio è inferiore a 20 mg/l; p) «microbiologicamente pura».3. Sulle etichette può inoltre essere riportata una designazione commerciale diversadalla denominazione dellacqua minerale naturale, a condizione che: a) la denominazione dellacqua minerale naturale sia riportata con caratteri di altezza e larghezza almeno pari ad una volta e mezzo il carattere più grande utilizzato per lindicazione della designazione commerciale; b) se detta designazione commerciale è diversa dalla denominazione del luogo di utilizzazione dellacqua minerale naturale, anche la denominazione di tale luogo sia riportata con caratteri di altezza e larghezza almeno pari ad una volta e mezzo il carattere più grande utilizzato per lindicazione della designazione commerciale; c) la designazione commerciale non contenga nomi di località diverse da quella dove lacqua minerale naturale viene utilizzata o che comunque inducano in errore circa il luogo di utilizzazione; d) alla stessa acqua minerale non siano attribuite designazioni commerciali diverse.4. Sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali possono infine essere riportateuna o più delle seguenti indicazioni, se menzionate nel decreto di riconoscimento dellacquaminerale naturale: a) «può avere effetti diuretici»; b) «può avere effetti lassativi»; c) «indicata per lalimentazione dei neonati»; d) «indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati»; e) «stimola la digestione» o menzioni analoghe; f) «può favorire le funzioni epatobiliari» o menzioni analoghe; g) altre menzioni concernenti le proprietà favorevoli alla salute dellacqua minerale naturale, sempreché dette menzioni non attribuiscano allacqua minerale naturale proprietà per la prevenzione, la cura e la guarigione di una malattia umana; h) le eventuali indicazioni per luso; i) le eventuali controindicazioni.5. Sulle etichette non sono ammesse diciture indicanti la superiorità dellacqua mineralenaturale rispetto ad altre acque minerali o altre affermazioni che abbiano scopopubblicitario. 8.
6. È fatto obbligo al titolare dellautorizzazione di cui allart. 5 di procedereallaggiornamento delle analisi previste dal comma 1, lettera c), almeno ogni cinque anni edi darne preventiva comunicazione ai competenti organi regionali.7. Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dellindustria, del commercio edellartigianato, provvede con proprio decreto ad adeguare le disposizioni contenute nelpresente articolo alle direttive emanate in materia di etichettatura dalla Comunità economicaeuropea.(11) Lettera così sostituita dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(11/aa) Lettera così modificata dallart. 9, L. 1 marzo 2002, n. 39.(11/a) Lettera così modificata dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(12) Lettera aggiunta dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(giurisprudenza) Art. 12. Utilizzazione delle acque minerali per la preparazione di bevande analcooliche.1. È consentita lutilizzazione delle acque minerali per la preparazione di bevandeanalcooliche, nel rispetto delle norme vigenti in materia. 13. Importazione di acque minerali naturali.1. È consentita limportazione delle acque minerali naturali estratte dal suolo di un Paeseterzo, se riconosciute dallautorità competente di un altro Stato membro dellUnione europeao dal Ministero della sanità, e comprese negli elenchi pubblicati nella Gazzetta ufficialedelle Comunità europee.2. Per il riconoscimento di unacqua minerale naturale di un Paese terzo si applicano ledisposizioni di cui agli articoli 3 e 4; in tal caso possono essere riconosciute solo seconformi alle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 purché lautorità competente del Paese diorigine ne abbia accertato le caratteristiche e garantisca il controllo permanente sulmantenimento di tali caratteristiche.3. Il periodo di validità del provvedimento di riconoscimento di cui al comma 2 non puòessere superiore ai cinque anni, con possibilità di rinnovo subordinato allaccertamento chelacqua minerale naturale conservi i requisiti richiesti.4. I provvedimenti di riconoscimento, di rinnovo e di revoca sono pubblicati nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana e comunicati alla Commissione europea (13).(13) Articolo così sostituito dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 13-bis. Rapporti intracomunitari.1. Qualora sussistano circostanziati motivi per ritenere che unacqua minerale naturale nonsia conforme alle disposizioni adottate in materia in sede comunitaria o presenti un pericoloper la salute pubblica, pur circolando liberamente in uno o più Stati membri della Unioneeuropea, il Ministero della sanità può temporaneamente sospendere o limitare nel territorio 9.
nazionale la commercializzazione di tale prodotto, informandone immediatamente laCommissione europea e gli altri Stati membri e precisando i motivi della decisione; puòrichiedere, altresì, allo Stato membro che ha riconosciuto lacqua, tutte le informazionirelative al riconoscimento della stessa nonché i risultati dei controlli periodici.2. Su richiesta di qualsiasi Stato membro o della Commissione europea, il Ministero dellasanità fornisce tutte le informazioni relative al riconoscimento delle acque minerali naturali,la cui commercializzazione sia stata temporaneamente sospesa o limitata nel territorio di unaltro Stato membro nonché i risultati dei controlli periodici. A tal fine le regioni invianoregolarmente al Ministero della sanità i risultati dei controlli periodici effettuati su tutte leacque minerali naturali in sede di aggiornamento quinquennale o di aggiornamentoanticipato (14).(14) Articolo aggiunto dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. Art. 14. Vigilanza sulla utilizzazione e sul commercio.1. La vigilanza sulla utilizzazione, con particolare riguardo agli eventuali trattamenti di cuiallarticolo 7, comma 1, lettere c) e d) e sul commercio delle acque minerali naturali èesercitata dagli organi delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano,competenti secondo i rispettivi ordinamenti, dai comuni o loro consorzi, attraverso le unitàsanitarie locali (15).2. Il personale incaricato della vigilanza può procedere in qualsiasi momento ad ispezioni eprelievi di campioni in qualunque parte degli impianti di utilizzazione, nei depositi e neiluoghi ove si smerciano o si distribuiscono per il consumo, a qualsiasi titolo, le acqueminerali naturali.3. Ogni qualvolta siano constatate irregolarità nelluso delle autorizzazioni gli organipreposti alla vigilanza, fatta salva ladozione di provvedimenti urgenti a tutela della salutepubblica, ne informano i competenti organi della propria regione i quali provvederannoaffinché il titolare dellautorizzazione sia diffidato ad eliminare le cause di irregolarità.4. Trascorso invano il termine fissato per leliminazione delle cause di irregolarità,lautorizzazione può essere sospesa o, nei casi più gravi, revocata.5. Del provvedimento di revoca viene dato annuncio nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica.6. Il provvedimento di revoca viene trasmesso al Ministero della sanità, che provvede adinformarne la Commissione delle Comunità europee.7. Se gli organi competenti alla vigilanza accertano che unacqua minerale naturale,proveniente da uno Stato membro dellUnione europea, non è conforme alle disposizioni delpresente decreto o presenta un pericolo per la salute pubblica, fatta salva ladozione diprovvedimenti urgenti a tutela della salute pubblica, ne danno immediata comunicazione alMinistero della sanità precisando i motivi dei provvedimenti adottati (16).(15) Comma così modificato dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339.(16) Comma aggiunto dallart. 17, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 339. 10.
15. Applicabilità delle norme sulle sostanze alimentari e bevande.1. Ai fini della vigilanza sulla utilizzazione e sul commercio delle acque minerali naturali,fermo restando quanto disposto dal comma 3 dellart. 2, per quanto concerne le modalitàdaosservare per le denunce allautorità sanitaria e giudiziaria, per i sequestri da effettuare atutela della salute pubblica e per le revisioni di analisi, si osservano, in quanto compatibili,le norme vigenti in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita dellesostanze alimentari e delle bevande, di cui alla legge 30 aprile 1962, n. 283 (17), esuccessive modificazioni e integrazioni.(17) Riportata alla voce Alimenti, bevande, oggetti di uso domestico e sostanze agrarie(Igiene e repressione delle frodi in materia di). 16. Acque potabili condizionate.1. Per le acque potabili, comunque poste in commercio, è vietato luso sia sulle confezioni osulle etichette, sia nella pubblicità, sotto qualsiasi forma, di indicazioni, denominazioni,marchi di fabbrica o di commercio, immagini o altri segni, figurativi o meno, che possanoingenerare confusione con le acque minerali naturali; in particolare è vietata, per tali acque,la dicitura «acqua minerale». 17. Pubblicità.1. Nella pubblicità, sotto qualsiasi forma, delle acque minerali naturali, è vietato fareriferimento a caratteristiche o proprietà che lacqua minerale naturale non possegga.2. La pubblicità delle acque minerali naturali è sottoposta alla preventiva approvazione delMinistero della sanità limitatamente alle menzioni relative alle proprietà favorevoli allasalute, alle indicazioni ed alle eventuali controindicazioni, di cui al comma 4, dellart. 11.3. Restano comunque vietate le indicazioni che attribuiscono ad unacqua minerale naturaleproprietà per la prevenzione, la cura o la guarigione di una malattia umana.4. Nella pubblicità, sotto qualsiasi forma,delle acque minerali naturali poste in vendita, conuna designazione commerciale diversa dal nome della sorgente o del suo luogo diutilizzazione è vietato usare espressioni o segni che possano indurre in errore il consumatorecirca il nome della sorgente o il luogo della sua utilizzazione. Art. 18. Sanzioni1. Salvo che il fatto costituisce reato è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria: a) da 40 a 100 milioni, chiunque confezioni o mette in vendita unacqua minerale naturale senza lautorizzazione ovvero importi unacqua minerale naturale in violazione di quanto previsto dallart. 13; b) da 30 a 90 milioni, chiunque non ottemperi alle prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione di cui allart. 5, sottoponga lacqua minerale naturale ad operazioni diverse da quelle consentite dallart. 7 ovvero produca, ponga in vendita o importi acque in violazione di quanto previsto dallart. 16; 11.
c) da 30 a 90 milioni, chiunque mette in vendita unacqua minerale naturale con etichette non conformi alle norme stabilite dal presente decreto; d) da 5 a 30 milioni, chiunque non ottemperi alle altre norme contenute nel presente decreto. Art 19.1. Il presente decreto non si applica alle acque minerali naturali destinate alle esportazioni inPaesi terzi. 20. Norme transitorie.1. Fino allemanazione dei decreti ministeriali previsti allart. 2, si applicano, in quantocompatibili con il presente decreto, le norme del regio decreto 28 settembre 1919, n. 1924(18), del decreto ministeriale 20 gennaio 1927 (19), del Decreto del Capo del Governo 7novembre 1939 (20), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 28 novembre 1939.(18) Riportato al n. I.(19) Riportato al n. III.(20) Riportato al n. V. 21. Acque minerali già riconosciute.1. I riconoscimenti delle acque minerali naturali in vendita alla data di entrata in vigore delpresente decreto, ai sensi dellart. 199 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (21) e delregio decreto 28 settembre 1919, n. 1924 (18), sono sottoposti a revisione entro trentaseimesi dallentrata in vigore del presente decreto con le modalità di cui allart. 3. La domandadi revisione deve essere presentata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presentedecreto (22).2. Il titolare dellautorizzazione è tenuto a procedere alladeguamento delle etichette inconformità alle norme contenute nel presente decreto entro un anno dallentrata in vigore delpresente decreto.(21) Riportato alla voce Sanità pubblica.(18) Riportato al n. I.(22) Per il differimento del termine al 31 dicembre 1997, vedi lart. 4, D.L. 23 ottobre 1996,n. 542, riportato alla voce Termini di prescrizione e decadenza (Sospensione di). Per larevisione dei riconoscimenti delle acque minerali naturali, vedi il D.M. 21 febbraio 1997,riportato al n. XV. Recommended
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References: Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 18