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Scheda di notifica della proposta di modifica del PSR Sicilia 2007/2013 Aprile Ordine del giorno n. 5 Proposte di modifica del Programma - PDF
Scheda di notifica della proposta di modifica del PSR Sicilia 2007/2013 Aprile Ordine del giorno n. 5 Proposte di modifica del Programma
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Letizia Vitale
1 Scheda di notifica della proposta di modifica del PSR Sicilia 2007/2013 Aprile 2010 Ordine del giorno n. 5 Proposte di modifica del Programma
2 Modifica n.1 Scheda di proposta di modifica approvata nel corso del CdS del 20 Aprile 2010 STATO MEMBRO: ITALIA REGIONE: SICILIA 1. Programma: Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sicilia C(2009) del Base giuridica delle modifiche: Articolo 6, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (CE) N. 1974/2006 e successive modifiche e integrazioni. 3. Motivi ed eventuali difficoltà di attuazione che giustificano le modifiche Con l.r. 9 del 16 Dicembre 2008 e successivo Decreto Presidenziale n. 12 del 5 Dicembre 2009 è entrata in vigore la riforma dell Amministrazione Regionale per effetto della quale si è proceduto a variare la denominazione degli Assessorati e dei relativi Dipartimenti. Occorre, pertanto, adeguare il testo del PSR Descrizione delle modifiche proposte La modifica ricorre in diversi capitoli del Programma. In particolare per i Dipartimenti dell Assessorato regionale delle Risorse Agricole e Alimentari: Il Dipartimento regionale Interventi Strutturali viene modificato come segue Dipartimento regionale Interventi Strutturali per l Agricoltura Il Dipartimento regionale Interventi Infrastrutturali viene modificato come segue Dipartimento regionale Interventi Infrastrutturali per l Agricoltura L Azienda regionale Foreste Demaniali viene modificata in Dipartimento regionale Azienda regionale Foreste Demaniali Il Dipartimento Regionale Foreste viene soppresso. L Assessorato Territorio e Ambiente viene modificato in Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente, il Dipartimento Regionale Territorio e Ambiente viene modificato in Dipartimento Regionale dell Ambiente ed il Dipartimento Regionale Urbanistica viene modificato in Dipartimento Regionale dell Urbanistica. L Assessorato regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione viene modificato in Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell Identità Siciliana. L Assessorato regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione viene modificato in Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell Identità Siciliana. L Assessorato regionale della Sanità viene modificato in Assessorato regionale della Salute. L Agenzia Regionale dei Rifiuti e delle Acque è diventato Dipartimento Regionale dell acqua e dei rifiuti 5. Effetti previsti dalle modifiche 5.1. Effetti sull'attuazione del programma 2
3 La modifica non ha effetti sull attuazione del programma Effetti sugli indicatori La modifica non ha effetto sugli indicatori Nesso tra la modifica ed il Piano Strategico Nazionale La modifica non ha nesso con il Piano Strategico Nazionale 6. Implicazioni finanziarie delle modifiche La modifica non ha implicazioni finanziarie 3
4 Modifica n.2 Scheda di proposta di modifica approvata nel corso del CdS del 20 Aprile 2010 STATO MEMBRO: ITALIA REGIONE: SICILIA 1. Programma: Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sicilia C(2009) del Base giuridica delle modifiche: Articolo 6, paragrafo 1, lettera c) del Regolamento (CE) N. 1974/2006 e successive modifiche e integrazioni. 3. Motivi ed eventuali difficoltà di attuazione che giustificano le modifiche Paragrafo Condizionalità Paragrafo Misure intese a promuovere la conoscenza e sviluppare il potenziale umano Misura 114 Utilizzo dei servizi di consulenza in agricoltura e silvicoltura Paragrafo Misure intese a promuovere l utilizzo sostenibile delle superfici agricole Paragrafo Misure finalizzate a promuovere l utilizzo sostenibile dei terreni agricoli Misura Indennità compensativa per svantaggi naturali a favore di agricoltori delle zone montane Misura Indennità per svantaggi in zone svantaggiate, diverse dalle zone montane Misura Pagamenti Agroambientali Allegato 1 PSR Sicilia Giustificazione degli aiuti per le misure di cui agli artt. 39, 43, 44, 45 del reg. (ce) n. 1698/2005 A seguito dell emanazione del regolamento (CE) 73/2009, che abroga il regolamento (CE) 1782/2003, e dell emanazione del D.M. n del 22 dicembre relativo alla disciplina del regime di condizionalità ai sensi del predetto regolamento (CE) 73/09 - è stato definito ed approvato, con DDG 135 del , l elenco degli impegni che a livello regionale gli agricoltori devono rispettare in base agli atti elencati nell allegato 1 e 2 del suddetto decreto ministeriale. Si propone pertanto necessario l aggiornamento del testo del PSR Sicilia 2007/2013 alla nuova normativa vigente. 4. Descrizione delle modifiche proposte Paragrafo Condizionalità alla fine del settimo capoverso aggiungere il seguente testo: Nel corso del 2009 il Ministero ha emanato il decreto del 22/12/2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31/12/2009, che elenca gli atti relativi ai criteri di gestione obbligatoria e definisce le buone condizioni agronomiche ed ambientali per l'applicazione del regime di condizionalità di cui agli articoli 4, 5 e 6 e a norma degli allegati II e III del regolamento (CE) n. 73/2009 Sulla base delle disposizioni ministeriali, la Regione ha quindi emanato il D.D.G. n. 135 del 19/02/2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 9 del 26 febbraio 2010, con il quale si definiscono le norme di condizionalità che gli agricoltori a livello regionale devono rispettare dall anno Tale Decreto contiene i seguenti allegati: Allegato 1 - Criteri di gestione obbligatori (CGO) di cui agli articoli 4 e 5 e a norma dell Allegato II del Regolamento (CE) n. 73/09 4
5 Sub-allegato 1/A - Elenco dei SITI NATURA 2000 e relativi DDG di approvazione dei Piani di gestione Allegato 2 - Elenco delle norme e degli standard per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) di cui all articolo 6 e all allegato III del Regolamento (CE) n. 73/09 Sub-allegato 2/A - Prescrizioni attuative di tutela del paesaggio regionale nelle aree soggette a vincolo paesistico. Misura 114 Utilizzo dei servizi di consulenza in agricoltura e silvicoltura Alla Sezione Ambito di intervento e azioni Ambiti di applicazione obbligatori alla fine del punto elenco a) aggiungere il seguente testo: fino al 31/12/2009 e a decorrere dal 01/01/2010 ai sensi degli artt.4, 5 e 6 e degli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009 che abroga il Reg. CE 1782/2003 Alla Sezione Descrizione dei servizi di consulenza agricoli e forestali, incluse le procedure per la selezione dei soggetti responsabili della fornitura di questi servizi agli imprenditori agricoli e forestali alla fine del primo capoverso aggiungere il seguente testo: a decorrere dal 01/01/2010 ai sensi del Regolamento CE n. 73/2009 (ex Reg. CE 1782/2003). Alla Sezione Differenziazione tra gli interventi ammissibili nel PSR e nelle OCM nella tabella 74 Tabella 74 Differenziazioni tra interventi ammissibili nel PSR e nelle OCM misura 114 (Servizi di consulenza) nella colonna - PSR interventi ammissibili al punto elenco a) della voce Ambito di intervento obbligatori aggiungere il seguente testo: fino al 31/12/2009 e a decorrere dal 01/01/2010 ai sensi degli artt.4, 5 e 6 e degli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009 (ex Reg. CE 1782/2003) Paragrafo Misure intese a promuovere l utilizzo sostenibile delle superfici agricole Alla sezione Disposizioni comuni alle misure agricole Condizionalità dopo Tabella 83 Condizionalità: criteri di gestione obbligatori, aggiungere il seguente testo: A decorrere dal 01/01/2010 i beneficiari delle misure 211, 212, 213, 214 e 221 devono rispettare i requisiti obbligatori previsti dagli artt.4, 5 e 6 e dagli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009 (ex Reg. CE 782/2003) secondo le modalità applicative stabilite a livello nazionale dal D.M. n del 22/12/2009; a livello regionale dal Decreto dell Assessorato regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari D.D.G. n. 135 del 19/02/2010 approva i Criteri di gestione obbligatori (CGO) e le Norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) di cui all allegato II e III del Regolamento CE 73/2009 5
6 Campo di condizionalità Tabella 83 bis Allegato 1: Criteri di Gestione Obbligatori (in vigore dal 01/01/2010) Atto Ambiente - Atto A1 - Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, articoli: 3, 4 (par. 1,2,4), 5, 7, 8. Sanità pubblica, salute, identificazione e registrazione degli animali - Atto A2 - Direttiva 80/68/CEE del Consiglio, concernente la protezione delle acque sotterranee dall inquinamento provocato da certe sostanze pericolose, articoli 4 e 5. - Atto A3 - Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, concernente la protezione dell ambiente, in particolare del suolo, nell utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, articolo 3 paragrafi 1 e 2. - Atto A4 - Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, relativa alla protezione delle acque dall inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole, articoli 4 e 5. - Atto A5 - Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, articoli 6, 13 paragrafo 1, lettera A). - Atto A6 - Direttiva 92/102/CEE del Consiglio del 27 novembre 1992, modificata dal Regolamento CE n. 21/2004) relativa all identificazione e alla registrazione degli animali, articoli 3, 4 e 5. - Atto A7 - Regolamento CE n. 2629/1997 della Commissione [abrogato dal Regolamento CE n. 911/2004] che stabilisce modalità di applicazione del Regolamento CE n. 820/97 [abrogato dal Regolamento CE n. 1760/2000] per quanto riguarda i marchi auricolari, il registro delle aziende e i passaporti previsti dal sistema di identificazione e di registrazione dei bovini, articoli 6 e 8. - Atto A8 - Regolamento CE n. 1760/2000 del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce un sistema di identificazione e registrazione dei bovini e relativo all etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine e che abroga il Regolamento CE n. 820/1997, articoli 4 e 7. - Atto A8 bis - Regolamento CE n. 21/2004 del Consiglio del 17 dicembre 2003 che istituisce un sistema di identificazione e registrazione degli ovini e dei caprini e che modifica il Regolamento CE n. 1782/2003 e le Direttive 92/102/CEE e 64/432/CEE (GUCE L 5 del 09/01/2001, pagina 8), articoli 3, 4 e 5. 6
7 Campo di condizionalità Sanità pubblica, salute degli animali e delle piante Igiene e benessere degli animali Sub-Allegato 1A del D.D.G. n. 135 del 19/02/2010 Atto - Atto B9 - Direttiva 91/414/CEE del Consiglio concernente l immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, articolo 3. - Atto B10 - Direttiva 96/22/CE del Consiglio, e successive modifiche apportate dalla Direttiva 2003/74/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, concernente il divieto d utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta agoniste nelle produzioni animali e abrogazione delle Direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE, articoli 3, 4, 5 (+5.a) e 7. - Atto B11 - Regolamento CE n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare, articoli 14, 15, 17 (paragrafo 1), 18, 19 e Atto B12 - Regolamento CE n. 999/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e l eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili, articoli 7, 11, 12, 13 e Atto B13 - Direttiva 85/511/CEE del Consiglio concernente misure comunitarie di lotta contro l'afta epizootica, abrogata dalla Direttiva 2003/85/CE del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativa a misure comunitarie di lotta contro l afta epizootica, articolo 3. - Atto B14 - Direttiva 92/119/CEE del Consiglio concernente l introduzione di misure generali di lotta contro alcune malattie degli animali nonché di misure specifiche per la malattia vescicolare dei suini, articolo 3. - Atto B15 - Direttiva 2000/75/CE del Consiglio che stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini, articolo 3. - Atto C16 - Direttiva 2008/119/CE del Consiglio del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli, (versione codificata).(g.u.u.e. del 15 gennaio 2009 n. L. 10) che abroga la Direttiva 629 CEE del Consiglio del 19 Novembre 1991, che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli. Art. 3 e 4. - Atto C17 - Direttiva 2008/120/CE del Consiglio del 18 dicembre 2008 che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini, (versione codificata).(g.u.u.e. del 18 febbraio 2009 n. L. 47) che abroga la Direttiva 91/630/CEE del Consiglio del 19 novembre 1991, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini, articolo 3 e articolo 4,.. - Atto C18 - Direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti, articolo 4. Elenco dei SITI NATURA 2000 e relativi D.D.G. di approvazione dei Piani di Gestione Tabella 83 bis Allegato 2: Buone condizioni agronomiche e ambientali(in vigore dal 01/01/2010) Campo di Condizionalità Obiettivo 1- Erosione del suolo: proteggere il suolo mediante misure idonee Obiettivo 2 - Sostanza organica del suolo: mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante opportune pratiche Norma/Standard Norma 1. Misure per la protezione del suolo Standard 1.1. Gestione minima delle terre che rispetti le condizioni locali specifiche; Standard 1.2. Copertura minima del suolo; Standard 1.3 Mantenimento dei terrazzamenti. Norma 2 Misure per il mantenimento dei livelli di sostanza organica nel suolo Standard 2.1 Gestione delle Stoppie; Standard 2.2. Avvicendamento delle colture. 7
8 Campo di Condizionalità Obiettivo 3 - Struttura del suolo: mantenere la struttura del suolo mediante misure adeguate: Obiettivo 4 - Livello minimo di mantenimento: assicurare un livello minimo di mantenimento dei terreni ed evitare il deterioramento degli habitat Obiettivo 5 Protezione e gestione delle risorse idriche: proteggere le acque dall inquinamento e dal ruscellamento e gestire l utilizzo delle risorse idriche Sub-allegato 2/a del D.D.G. n. 135 del 19/02/2010 Norma/Standard Norma 3 - Misure per la protezione della struttura del suolo Standard 3.1. Uso adeguato delle macchine. Norma 4 - Misure per il mantenimento dei terreni e degli habitat Standard Protezione del Pascolo Permanente; Standard Evitare la propagazione di vegetazione indesiderata sui terreni agricoli; Standard Mantenimento degli oliveti e dei vigneti in buone condizioni vegetative; Standard Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio Standard 4.5. Divieto di estirpazione degli olivi; Standard 4.6 Densità di bestiame minime e\o regimi adeguati Norma 5 - Misure per la protezione e gestione delle acque Standard 5.1 Rispetto delle procedure di autorizzazione quando l utilizzo delle acque a fini di irrigazione è soggetto a autorizzazione Prescrizioni attuative di tutela del paesaggio regionale nelle aree soggette a vincolo paesistico Misura 211 Indennità compensativa per svantaggi naturali a favore di agricoltori delle zone montane, alla sezione Limitazioni, esclusioni, condizioni specifiche di accesso alla fine del secondo capoverso aggiungere il seguente testo: fino al 31/12/2009 e a decorrere dal 01/01/2010 ai sensi degli artt.4, 5 e 6 e dagli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009 (ex Reg. CE 1782/2003) e alla fine del sesto capoverso inserire il seguente testo e del successivo Regolamento CE n. 73/2009 che abroga il Regolamento CE 1782/2003). Misura 212 Indennità per svantaggi in zone svantaggiate, diverse dalle zone montane, alla sezione Limitazioni, esclusioni, condizioni specifiche di accesso al terzo capoverso aggiungere il seguente testo: fino al 31/12/2009 e a decorrere dal 01/01/2010 ai sensi degli artt.4, 5 e 6 e dagli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009 (ex Reg. CE 1782/2003) alla fine del settimo capoverso inserire il seguente testo e del successivo con il Regolamento CE n. 73/2009 che abroga il Regolamento CE n. 1782/2003. Misura 214 Pagamenti Agroambientali, alla sezione Beneficiari, al secondo capoverso alla fine del primo periodo aggiungere il seguente testo: fino al 31/12/2009 e a decorrere dal 01/01/2010 ai sensi degli artt.4, 5 e 6 e dagli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009 che abroga il Reg. CE 1782/2003) ; alla sezione Cambiamenti nella legislazione comunitaria il primo capoverso viene modificato come di seguito riportato: Nel caso di modifiche alla legislazione comunitaria di riferimento che portino all adeguamento delle specifiche norme obbligatorie stabilite in applicazione degli articoli 4 e 5 del Regolamento CE n. 1782/2003 e degli allegati III e IV e in applicazione degli artt.4, 5 e 6 e dagli allegati II e III del Regolamento CE n. 73/2009, e dei requisiti minimi relativi all uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari e di altri pertinenti requisiti obbligatori prescritti dalla legislazione nazionale, Allegato 1 PSR Sicilia Giustificazione degli aiuti per le misure di cui agli artt. 39, 43, 44, 45 del reg. (ce) n. 1698/ Misura 214 Pagamenti agro-ambientali al Paragrafi
9 Premessa - riferimenti normativi al secondo capoverso dopo le parole ministeriale 21 dicembre 2006 n inserire e successivi Alla sezione Criteri di Gestione obbligatori alla fine della descrizione delle prescrizioni del suballegato 2 A inserire il testo di seguito riportato: In attuazione del decreto ministeriale del 22/12/2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31/12/2009, che elenca gli atti relativi ai criteri di gestione obbligatoria e definisce le buone condizioni agronomiche ed ambientali per l'applicazione del regime di condizionalità di cui agli articoli 4, 5 e 6 e a norma degli allegati II e III del regolamento (CE) n. 73/2009 e del conseguente D.D.G. n. 135 del 19/02/2010, si riportano in sintesi i requisiti condizionalità di cui agli allegati 1 e 2 del suddetto D.D.G. n CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI (in vigore dal 01/01/2010) Campo di condizionalità: AMBIENTE Atto A1 Direttiva 79/409/CEE del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli Selvatici Articolo 3 paragrafo 1, articolo 3 paragrafo 2, lettera b), articolo 4 paragrafi 1, 2 e 4 e articolo5 lettere a), b) e d) Descrizione degli impegni A norma dell articolo 2, comma 1, del Decreto 21 dicembre 2006 n come modificato dal DM del 24 novembre 2008 n , a livello regionale, il presente atto prevede i seguenti impegni applicabili a livello dell azienda agricola: 1. Ad effettuare la valutazione d incidenza nei casi e modalità previste dai Decreti 30 marzo 2007 e D.A. 245/Gab del 22/10/2007 dell Assessorato Territorio e Ambiente e D.A. 245/Gab del 22/10/2007 successive modifiche e integrazioni ai sensi dell art. 1 L.R. 13/07 e art.60 della L.R. 6/2009. Per i siti Natura 2000, elencati nel sub-allegato 1A, dei quali, con DDG dell ARTA pubblicati nelle GURS n. 41 del 04/09/2009 e n. 58 del 18/12/2009, sono stati approvati i piani di gestione, si applicano le disposizioni ed i regolamenti contenuti nei suddetti piani. Inoltre nei territori dei siti Natura 2000, per i quali si è in attesa dei decreti di approvazione dei relativi piani di gestione, ai fini della verifica di conformità alla direttiva 79/409/CEE (Atto A 1), si applicano le pertinenti disposizioni di cui agli articoli 3, 4 e 5 commi 1 e 2 nonché gli obblighi e divieti elencati all articolo 6 del Decreto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 17 ottobre 2007 n. 184 relativo alla Rete Natura Criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di conservazione relative alle zone speciali di conservazione (ZSC) e a zone di protezione speciale (ZPS) ATTO A2 Direttiva 80/68/CEE del Consiglio, concernente la protezione delle acque sotterranee dall inquinamento provocato da certe sostanze pericolose - articoli 4 e 5 Descrizione degli impegni Rispetto delle disposizioni di cui agli artt. 103 e 104 Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. e degli eventuali provvedimenti assunti dall Autorità competente ai sensi degli stessi articoli. Gli obblighi di condizionalità derivanti dall applicazione dell Atto A2 sono riferiti a: - obblighi e divieti validi per tutte le aziende: A 2.1 assenza di dispersione di combustibili, oli di origine petrolifera e minerali, lubrificanti usati, filtri e batterie esauste, al fine di evitare la diffusione di sostanze pericolose per percolazione nel suolo o sottosuolo; - obblighi e divieti validi per le aziende i cui scarichi non siano assimilabili a quelli domestici: A 2.2 autorizzazione allo scarico di sostanze pericolose, rilasciata dagli Enti preposti; A 2.3 rispetto delle condizioni di scarico contenute nell autorizzazione. 9
10 Si evidenzia che tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati (art. 124 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152) fatto salvo per le acque reflue domestiche e le acque reflue a queste assimilate (art. 101 (7), lettere a), b), c)), provenienti da imprese: dedite esclusivamente alla coltivazione del terreno e/o alla silvicoltura; dedite ad allevamento di bestiame; dedite alle attività di cui alle lettere a) e b) che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata proveniente in misura prevalente dall attività di coltivazione dei terreni di cui si abbia a qualunque titolo disponibilità. Si definiscono acque reflue domestiche (art. 74 (1), lettera g) del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152) le acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche. Si definisce scarico (art. 74 (1), lettera f) del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152) qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Tutte le aziende che non si trovano nelle condizioni previste ai punti suindicati devono essere autorizzate allo scarico. Ai sensi di quanto previsto dal D. Lgs 152/2006, è vietato lo scarico sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo (art. 103), fatta eccezione per insediamenti, installazioni o edifici isolati che producono acque reflue domestiche. Al di fuori di questa ipotesi, gli scarichi sul suolo esistenti devono essere convogliati in corpi idrici superficiali, in reti fognarie ovvero destinati al riutilizzo in conformità alle prescrizioni fissate. È sempre vietato lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo (art. 104). ATTO A3 Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, concernente la protezione dell ambiente, in particolare del suolo, nell utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura - articolo 3 Descrizione degli impegni Il presente Atto si applica alle aziende agricole sui cui terreni si effettua lo spandimento dei fanghi di depurazione dell azienda o di terzi. L utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura deve avvenire nel rispetto di quanto stabilito nel D. Lgs. 99/92. Per questa attività, si distinguono i seguenti ruoli: a. agricoltore/azienda agricola (che mette a disposizione i terreni sui quali spargere i fanghi). b. utilizzatore dei fanghi (chi li sparge sui terreni agricoli); c. produttore dei fanghi (chi rende i fanghi utilizzabili in agricoltura, attraverso un processo di condizionamento e depurazione); Ai fini del rispetto del presente Atto in ambito condizionalità, gli impegni da assolvere sono differenti in funzione del/dei ruolo/i che l agricoltore ricopre: Ruolo dell agricoltore/azienda A. nel caso in cui l agricoltore, attraverso un consenso scritto, metta a disposizione di terzi i terreni sui quali esercita la propria attività agricola per lo spandimento dei fanghi Impegni a.1 acquisire e conservare copia di: formulario di identificazione dei fanghi; autorizzazione allo spandimento; registro di utilizzazione dei terreni (di cui verifica la corretta compilazione); notifica agli Enti competenti dell inizio delle operazioni di utilizzazione dei fanghi, nei 10
11 B. nel caso in cui utilizzi fanghi di terzi sui terreni della propria azienda (utilizzatore) C. l agricoltore che produce ed utilizza fanghi propri sui terreni della propria azienda (produttore utilizzatore) tempi previsti; a.2 far rispettare all utilizzatore le condizioni tecniche di utilizzazione dei fanghi ed i divieti previsti dalla normativa. b.1 gli adempimenti di cui ai punti a. 1 e a. 2, di cui è direttamente responsabile; b.2 possedere l autorizzazione all utilizzazione dei fanghi; b.3 essere iscritto all Albo nazionale delle imprese che gestiscono rifiuti, nel caso in cui provveda al trasporto dei fanghi dal produttore all azienda. c.1 gli adempimenti di cui ai punti a e b; c.2 tenere il registro di carico e scarico dei fanghi prodotti ed inviarne annualmente copia all autorità competente. Oltre agli obblighi amministrativi sopra elencati, l art. 3 del D. Lgs. 99/92 elenca le condizioni di utilizzazione dei fanghi. Si possono utilizzare fanghi: sottoposti a trattamento; idonei a produrre un effetto concimante e/o ammendante del terreno; esenti da sostanze tossiche, nocive, persistenti, bioaccumulabili o che ne contengano in concentrazioni non dannose per il terreno, le colture, gli animali, l uomo e l ambiente; nel rispetto dei quantitativi limite triennali. Non si possono utilizzare fanghi: su terreni allagati, soggetti ad esondazioni o inondazioni; su terreni in forte pendio (superiore al 15%); su terreni con ph molto acido (inferiore a 5); su terreni destinati a pascolo o a produzione di foraggere, nelle 5 settimane precedenti allo sfalcio od al pascolamento; su terreni destinati all orticoltura e frutticoltura, quando i prodotti sono normalmente a contatto con il terreno e vengono consumati crudi, nei 10 mesi precedenti il raccolto e durante il raccolto stesso; su terreni con colture in atto, tranne le colture arboree. L art. 9 del D. Lgs. 99/92, al punto 3 dettaglia le informazioni che devono essere contenute nelle notifiche di avvio delle operazioni di utilizzazione dei fanghi: estremi dell impianto di provenienza dei fanghi; dati analitici dei fanghi; dati catastali e di superficie dei terreni su cui si intende applicare i fanghi; dati analitici dei terreni; le colture in atto e quelle previste; date di utilizzazione dei fanghi; consenso scritto da parte di chi ha diritto di esercitare l attività agricola sui terreni interessati; titolo di possesso o dichiarazione sostitutiva. ATTO A4 Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, relativa alla protezione delle acque dall inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole - articoli 4 e 5 Descrizione degli impegni 11
12 Le aziende agricole ricadenti nelle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola individuate con D.D.G. n. 121 del 24 febbraio 2005, dovranno rispettare gli adempimenti previsti dal Programma d azione obbligatorio per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (D.D.G. n. 53 del 12/01/2007) e le norme previste dal Titolo VI dell allegato 2 del Decreto n. 61 del 17 gennaio In particolare si distinguono le seguenti tipologie d impegno a carico delle aziende agricole che abbiano a disposizione terreni compresi in tutto o in parte nelle Zone Vulnerabili da Nitrati: A. obblighi amministrativi; B. obblighi relativi allo stoccaggio degli effluenti; C. obblighi relativi al rispetto dei massimali previsti; D. divieti relativi all utilizzazione degli effluenti (spaziali e temporali).. ATTO A5 Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche Articolo 6 e articolo 13 paragrafo 1, lettera a).) Descrizione degli impegni A norma dell articolo 2, comma 1, del Decreto 21 dicembre 2006 n come modificato dal DM del 24 novembre 2008 n , a livello regionale, il presente atto prevede i seguenti impegni applicabili a livello dell azienda agricola: a. Ad effettuare la valutazione d incidenza nei casi e modalità previste dai Decreti 30 marzo 2007 e D.A. 245/Gab del 22/10/2007 dell Assessorato Territorio e Ambiente e D.A. 245/Gab del 22/10/2007 successive modifiche e integrazioni. Per i siti Natura 2000, elencati nel sub-allegato 1A, dei quali, con DDG dell ARTA pubblicati nelle GURS n. 41 del 04/09/2009 e n. 58 del 18/12/2009, sono stati approvati i piani di gestione, si applicano le disposizioni ed i regolamenti contenuti nei suddetti piani. Inoltre nei territori dei siti Natura 2000, dei quali si è in attesa dei decreti di approvazione dei relativi piani di gestione, ai fini della verifica di conformità al presente atto si applicano le pertinenti disposizioni di cui all articolo 2 del Decreto del Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 184 del 17 ottobre 2007 relativo alla Rete Natura 2000 Criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di conservazione relative alle zone speciali di conservazione (ZSC) e a zone di protezione speciale (ZPS) Campo di condizionalità: SANITÀ PUBBLICA, SALUTE, IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI ANIMALI ATTO A6 - Direttiva 2008/71/CE del Consiglio del 15 luglio 2008, relativa alla identificazione e alla registrazione dei suini. Articoli 3, 4 e 5. Descrizione degli impegni Il presente Atto si applica alle aziende agricole con allevamenti suinicoli. Si seguito sono indicati gli impegni da assolvere. A: COMUNICAZIONE DELL AZIENDA AGRICOLA ALLA ASP PER LA REGISTRAZIONE DELL AZIENDA A.1 Richiesta al Servizio veterinario competente del codice aziendale entro 20 gg dall'inizio attività; A.2 Comunicazione al Servizio veterinario competente per territorio di eventuali variazioni anagrafiche e fiscali dell'azienda. 12
13 B: TENUTA DEL REGISTRO AZIENDALE E COMUNICAZIONE DELLA CONSISTENZA DELL ALLEVAMENTO DELL AZIENDA AGRICOLA C.: B.1 Obbligo di tenuta del registro aziendale, regolarmente aggiornato con entrata ed uscita dei capi; B.2 Comunicazione della consistenza dell allevamento (aggiornata almeno una volta l anno) preferibilmente entro il mese di marzo nel registro aziendale ed in Banca Dati Nazionale (BDN); B.3 Comunicazione al Servizio veterinario competente per territorio e BDN di ogni variazione della consistenza zootecnica dell'azienda (nascite, morti, movimentazioni). Movimentazione dei capi tramite Modello 4 ovvero Dichiarazione di provenienza dell animale, riportante il numero dei capi e da allegare e registrare nel Registro aziendale. Le movimentazioni in entrata e in uscita dall allevamento devono essere registrate entro 3 giorni dall evento sul registro di carico e scarico, ed entro 7 giorni dall evento in BDN. IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI ANIMALI - C.1 Obbligo di marcatura individuale con codice aziendale (tatuaggio), entro 70 giorni dalla nascita e comunque prima dell uscita del capo dall azienda. ATTO A7 Regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema di identificazione e registrazione dei bovini e relativo all etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine e che abroga il regolamento (CE) n. 820/97. Articoli 4 e 7. Descrizione degli impegni Il presente Atto si applica alle aziende agricole con allevamenti bovini e/o bufalini. Si seguito sono indicati gli impegni da assolvere. A: REGISTRAZIONE DELL AZIENDA PRESSO L ASP E IN BDN B.: A.1 Registrazione presso il Servizio veterinario competente e richiesta del codice aziendale entro 20 gg dall'inizio attività; A.2 Registrazione dell azienda presso la BDN; A.3 Comunicazione opzione su modalità di registrazione degli animali: o Direttamente nella BDN con accesso tramite smart card; o Tramite A.S.P., organizzazioni professionali, di categoria, veterinario riconosciuto, altro operatore autorizzato; A.4 Comunicazioni al Servizio veterinario competente per territorio di eventuali variazioni anagrafiche e fiscali dell'azienda. IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI ANIMALI - B.1 Obbligo di tenuta del registro aziendale, regolarmente aggiornato con entrata ed uscita dei capi; B.2 Richiesta codici identificativi specie bovina (numero 2 marche auricolari) direttamente alla BDN o tramite operatore delegato. Le marche auricolari sono individuali.; B.3 Effettuazione della marcatura dei bovini entro 20 giorni dalla nascita e comunque prima che l'animale lasci l'azienda; nel caso di importazione di un capo da paesi terzi, entro 20 giorni dai controlli di ispezione frontaliera. Presenza di marcatura ai sensi del DPR 437/2000 per tutti gli animali nati dopo il 31 dicembre Gli animali 13
14 oggetto di scambi intracomunitari devono essere identificati, a partire dal 1 gennaio 1998, ai sensi del Regolamento 1760/2000; B.4 Compilazione, contestuale alla marcatura, della cedola identificativa se l allevatore non aggiorna direttamente la BDN; B.5 Aggiornamento del registro aziendale entro 3 giorni dall'identificazione; B.6 Consegna della cedola identificativa al Servizio veterinario dell'a.s.p. competente per territorio o ad altro soggetto delegato entro 7 giorni dalla marcatura del capo (se non registra direttamente in BDN); B.7 Registrazione delle nascite in BDN se l allevatore aggiorna direttamente la BDN; B.8 Acquisizione del passaporto dal Servizio veterinario o altro soggetto delegato; B.9 Comunicazioni al Servizio veterinario competente per territorio di eventuali furti/smarrimenti di animali, marchi auricolari e passaporti; B.10 Nel caso i capi vengano acquistati da Paesi Terzi, consegna al Servizio Veterinario competente per territorio o ad altro soggetto delegato, entro 7 giorni dai controlli previsti per l importazione della documentazione prevista debitamente compilata, per l'iscrizione in anagrafe. C: REGISTRO AZIENDALE C.1 Corretto aggiornamento del registro aziendale entro 3 giorni dagli eventi (nascite, morti, movimentazioni). D: MOVIMENTAZIONE DEI CAPI: NASCITE- INGRESSO IN AZIENDA - DECESSO - D.1 Registrazione sul registro aziendale entro 3 giorni degli estremi del modello 4 nel caso di movimentazioni in ingresso; D.2 Comunicazione del decesso e consegna del passaporto del capo al Servizio veterinario dell'asp entro 7 giorni; D.3 Nel caso il capo acquistato/scambiato con un altro Paese UE venga immediatamente macellato, non occorre comunicare la richiesta di iscrizione in anagrafe; D.4 Per bovini introdotti in allevamento: annotazione del passaggio di proprietà sul retro del passaporto e aggiornamento entro 3 giorni del registro di stalla; D.5 Registrazione della nascita entro 3 giorni sul registro aziendale, comunicazione della nascita entro 7 giorni alla BDN, successivo ritiro del passaporto dal Servizio veterinario. E: MOVIMENTAZIONE DEI CAPI: USCITA DALL AZIENDA E.1 Compilazione del modello 4; E.2 Aggiornamento del registro aziendale entro 3 giorni; E.3 Comunicazione delle variazioni entro 7 giorni, direttamente in BDN oppure tramite invio copia del modello 4 al Servizio veterinario o ad altro soggetto delegato. ATTO A8 Regolamento (CE) n. 21/2004 del Consiglio del 17 dicembre 2003 che istituisce un sistema di identificazione e registrazione degli ovini e dei caprini e che modifica il regolamento (CE) n. 1782/2003 e le direttive 92/102/CEE e 64/432/CEE (GU L 5 del 9 gennaio 2001, pagina 8). Articoli 3, 4 e 5. Il presente Atto si applica alle aziende agricole con allevamenti ovicaprini, di seguito sono indicati gli impegni da assolvere. A: REGISTRAZIONE DELL AZIENDA PRESSO L ASL E IN BDN 14
15 A.1 Richiesta al Servizio veterinario competente del codice aziendale entro 20 gg dall'inizio attività; A.2 Comunicazione opzione su modalità di registrazione degli animali: o Direttamente nella BDN con accesso tramite smart card; o Tramite ASP, organizzazioni professionali, di categoria, veterinario riconosciuto, altro operatore autorizzato; A.3 Comunicazioni al Servizio veterinario competente per territorio di eventuali variazioni anagrafiche e fiscali dell'azienda. B.: C.: REGISTRO AZIENDALE E BDN B.1 Obbligo di registrazione della consistenza dell allevamento (aggiornata almeno una volta l anno) entro il mese di marzo dell anno successivo nel registro aziendale e in BDN; B.2 Movimentazione dei capi tramite Modello 4 ovvero Dichiarazione di provenienza dell animale, riportante il numero dei capi ed i relativi codici di identificazione aziendale e da allegare o registrare nel Registro aziendale e in BDN. B.3 Dal : obbligo della registrazione sul registro aziendale ed in BDN delle marche auricolari individuali dei capi; B.4 Aggiornamento del registro aziendale entro 3 giorni dall evento (nascita, decesso e movimentazione dei capi) e aggiornamento della BDN entro 7 giorni. IDENTIFICAZIONE E REGISTRAZIONE DEGLI ANIMALI C.1 Per i nati prima del : obbligo di marcatura individuale con tatuaggio riportante il codice aziendale più un secondo tatuaggio o un marchio auricolare riportante un codice progressivo individuale; C.2 Per i nati dopo il : obbligo di marcatura individuale (doppio marchio auricolare oppure un marchio più un tatuaggio oppure identificatori elettronici ai sensi del Reg. (CE) 933/08) con codice identificativo rilasciato dalla BDN. Le marche auricolari non possono essere utilizzate in altri allevamenti; C.3 Per i nati dopo il : capi di età inferiore a 12 mesi destinati al macello: Identificazione mediante unico marchio auricolare riportante almeno il codice aziendale (sia maschi che femmine). Agnelli: fino a 6 mesi di tempo per apporre la marcatura, se non lasciano l allevamento prima. Campo di condizionalità: SANITÀ PUBBLICA, SALUTE DEGLI ANIMALI E DELLE PIANTE ATTO B9 - Direttiva 91/414/CEE del Consiglio concernente l immissione in commercio dei prodotti fitosanitari articolo 3 Descrizione degli impegni Per le aziende i cui titolari siano acquirenti od utilizzatori di prodotti fitosanitari valgono gli impegni previsti dal D.P.R. n. 290 del 23 aprile 2001 ed in particolare quelli previsti dalla Circolare del MIPAF del 30 ottobre 2002, in applicazione dell art. 42 del D.P.R. citato. Gli impegni si differenziano in relazione alla classificazione tossicologica dei prodotti utilizzati. In relazione a quanto sopraindicato, le aziende devono rispettare i seguenti impegni: Obblighi validi per tutte le aziende: disponibilità, conformità e aggiornamento del registro dei trattamenti (quaderno di campagna); rispetto delle prescrizioni di utilizzo previste nell etichetta del prodotto impiegato; presenza dei dispositivi di protezione individuale previsti; presenza in azienda di un sito per il corretto immagazzinamento dei prodotti fitosanitari ed evitare la dispersione nell ambiente; 15
16 documentazione d acquisto costituita da: o fatture o documenti equivalenti intestati all azienda od al suo titolare che contengano le informazioni relative al tipo di prodotto acquistato e la sua quantità o nel caso di ricorso a contoterzista, scheda trattamento contoterzisti (all. 4 circolare ministeriale n ); disporre e conservare le fatture d acquisto dei prodotti. Obblighi validi per le aziende che utilizzano anche prodotti classificati come molto tossici, tossici o nocivi (T+, T, XN): disponibilità e validità dell autorizzazione per l acquisto e l utilizzazione dei prodotti (patentino); moduli di acquisto (vedi comma 6 dell art. 25 del DPR 290/2001) i quali, oltre alle informazioni sul prodotto acquistato, contengano chiaro riferimento al nominativo del titolare dell autorizzazione all acquisto e del relativo numero di patentino. Di seguito sono riportati i dati che il registro deve contenere: elenco cronologico dei trattamenti eseguiti sulle diverse colture, oppure, in alternativa, una serie di moduli distinti, relativi ciascuno ad una singola coltura agraria; prodotto fitosanitario utilizzato e quantità; superficie della coltura a cui si riferisce il singolo trattamento; avversità per la quale si è reso necessario il trattamento; registrazione delle fasi fenologiche/agronomiche principali di ogni coltura: semina o trapianto, inizio fioritura e raccolta. Il registro deve essere aggiornato entro trenta giorni dall esecuzione di ogni trattamento. Inoltre si sottolinea che: 1. la presenza del registro dei trattamenti in azienda, aggiornato e conforme pur essendo un impegno diretto solo per l Atto B11 è considerata condizione necessaria per il rispetto del presente Atto; pertanto, l inosservanza di questo impegno viene considerata una non conformità esclusivamente per l Atto B la presenza in azienda di un sito per il corretto immagazzinamento dei prodotti fitosanitari è un impegno previsto: a. dal presente Atto, per quanto attiene alla verifica delle quantità di prodotti fitosanitari acquistati, utilizzati e immagazzinati; b. all Atto A2, per quanto riguarda la dispersione nell ambiente di sostanze pericolose; c. all Atto B11, per quanto attiene al pericolo di contaminazione delle derrate prodotte. Atto B10 - Direttiva 96/22/CE del Consiglio, e successive modifiche apportate dalla direttiva 2003/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali e abrogazione delle direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE. Articolo 3 lettere a), b), d), ed e), e articoli, 4, 5 e 7. Descrizione degli impegni Le aziende devono rispettare gli adempimenti ed i divieti contenuti nel Decreto legislativo n. 158 del In particolare, gli allevamenti di bovini, bufalini, suini, ovi-caprini, equini, avicoli, acquacoltura (trote, anguille), conigli, selvaggina d allevamento e/o i produttori di latte vaccino, uova, miele devono rispettare le prescrizioni previste dalla vigente normativa, salvo deroghe ed esclusioni: divieto di somministrazione agli animali d azienda di sostanza ad azione tireostatica, estrogena, androgena o gestagena, di stilbeni e di sostanze beta-agoniste nonché di qualsiasi altra sostanza ad effetto anabolizzante. Alcune di queste sostanze possono tuttavia essere impiegate a scopo terapeutico o zootecnico, purché ne sia in questo caso controllato l uso sotto 16
17 prescrizione medico-veterinaria con limitazione della possibilità di somministrazione solo da parte di un medico veterinario ad animali chiaramente identificati; divieto di destino alla commercializzazione di animali o di prodotti da essi derivati (latte, uova, carne, ecc.) ai quali siano stati somministrati per qualsiasi via o metodo medicinali veterinari contenenti sostanze tireostatiche, stilbeni, prodotti contenenti tali sostanze o loro derivati oppure siano state somministrate illecitamente sostanze beta-agoniste, estrogene, androgene e gestagene, oppure, in caso di trattamento con sostanze beta-agoniste, estrogene, androgene e gestagene effettuato nel rispetto delle disposizioni previste dagli articoli 4 e 5 del D. Lgs. 158/2006 (uso terapeutico o zootecnico), non sia rispettato il tempo di sospensione. ATTO B11 Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare. Articoli 14, 15, 17 (paragrafo 1)*, 18, 19 e 20. *attuato in particolare da: Articoli 2, 4 e 5 del Regolamento (CE) n. 2377/90 del Consiglio, che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale, come confermati dall'art. 29 del Regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il Regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio; Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull igiene dei prodotti alimentari (G.U.C.E. L139 del 30 aprile 2004): articolo 4, paragrafo 1, e allegato I parte A (cap. II, sez. 4 (lettere g), h) e j)), sez. 5 (lettere f) e h)) e sez. 6; cap. III, sez. 8 (lettere a), b), d) e e)) e sez. 9 (lettere a) e c))); Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull igiene dei prodotti alimentari di origine animale (G.U.C.E. L139 del 30 aprile 2004): articolo 3, paragrafo 1 e allegato III, sezione IX, capitolo 1 (cap. I-1, lettere b), c), d) ed e); cap. I-2, lettera a) (punti i), ii) e iii)), lettera b) (punti i) e ii)) e lettera c); cap. I-3; cap. I-4; cap. I-5; cap. II-A paragrafi 1, 2, 3 e 4; cap. II-B 1(lettere a) e d)), paragrafi 2, 4 (lettere a) e b)) e allegato III, sezione X, capitolo 1, paragrafo 1); Regolamento (CE) n. 183/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 gennaio 2005 che stabilisce requisiti per l igiene dei mangimi (G.U.C.E. L 035 dell 8 febbraio 2005): articolo 5, paragrafo 1) e allegato I, parte A, (cap. I-4, lettere e) e g); cap. II-2, lettere a), b) e e)), articolo 5, paragrafo 5 e allegato III (cap. 1 e 2), articolo 5, paragrafo 6; Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (G.U.U.E. 16 marzo 2005, n. L 70): articolo
18 Descrizione degli impegni Le aziende produttrici devono rispettare il complesso degli adempimenti previsti dalla normativa sulla sicurezza alimentare per il loro settore di attività, in funzione del processo produttivo realizzato. A tal fine si distinguono i seguenti settori della produzione primaria: 1. produzioni animali; 2. produzioni vegetali; 3. produzione di latte crudo; 4. produzione di uova; 5. produzioni di mangimi o alimenti per gli animali. Produzioni animali Impegni a carico dell azienda 1.a.curare il corretto stoccaggio e manipolazione delle sostanze pericolose al fine di prevenire ogni contaminazione; 1.b.prevenire l introduzione e la diffusione di malattie infettive trasmissibili all uomo attraverso gli alimenti, attraverso opportune misure precauzionali; 1.c. assicurare il corretto uso degli additivi dei mangimi e dei prodotti medicinali veterinari, così come previsto dalla norma; 1.d.tenere opportuna registrazione di: i. natura e origine degli alimenti e mangimi somministrati agli animali; ii. prodotti medicinali veterinari o altri trattamenti curativi somministrati agli animali; iii. i risultati di ogni analisi effettuata sugli animali, che abbia una rilevanza ai fini della salute umana; iv. ogni rapporto o controllo effettuato sugli animali o sui prodotti di origine animale; 1.e. immagazzinare gli alimenti destinati agli animali separatamente da prodotti chimici o da altri prodotti o sostanze proibite per l alimentazione animale; 1.f. immagazzinare e manipolare separatamente gli alimenti trattati a scopi medici, destinati a determinate categorie di animali, al fine di ridurre il rischio che siano somministrati impropriamente o che si verifichino contaminazioni. Produzioni vegetali Impegni a carico dell azienda 2.a.curare il corretto stoccaggio e manipolazione delle sostanze pericolose al fine di prevenire ogni contaminazione; 2.b.assicurare il corretto uso dei prodotti fitosanitari, così come previsto dalla norma; 2.c. tenere opportuna registrazione 1 di: i. ogni uso di prodotti fitosanitari 2 ; ii. i risultati di ogni analisi effettuata sulle piante o sui prodotti vegetali, che abbia una rilevanza ai fini della salute umana. Produzione di latte crudo Impegni a carico dell azienda 3.a.assicurare che il latte provenga da animali: i. in buona salute, che non presentino segni di malattie o di ferite che possano causare contaminazione del latte; ii. ai quali non siano state somministrate sostanze proibite o abbiano subito trattamenti illegali; iii. che abbiano rispettato i previsti tempi di sospensione dalla produzione, nei casi di utilizzazione di prodotti o sostanze ammesse; 1 2 Per opportuna registrazione si intende l insieme delle informazioni che caratterizza l evento: date, tipi di prodotti utilizzati, quantità, fasi fenologiche delle colture, ecc.. tranne che per l uso esclusivo in orti e giardini familiari il cui raccolto è destinato all autoconsumo. 18
19 iv. ufficialmente esenti di brucellosi e da tubercolosi oppure utilizzabile a seguito dell autorizzazione dell autorità competente; 3.b.assicurare che le strutture e gli impianti rispondano a determinati requisiti minimi: i. deve essere efficacemente assicurato l'isolamento degli animali infetti o che si sospetta siano affetti da brucellosi o tubercolosi, in modo da evitare conseguenze negative per il latte di altri animali; ii. le attrezzature ed i locali dove il latte è munto, immagazzinato, manipolato e refrigerato devono essere posizionati e costruiti in modo da limitare i rischi della contaminazione del latte; iii. i locali dove il latte è stoccato devono avere adeguati impianti di refrigerazione, essere protetti contro agenti infestanti ed essere separati dai locali dove gli animali sono ospitati; iv. i materiali, gli utensili, contenitori, superfici, con i quali è previsto che venga in contatto il latte, devono essere costituiti da materiale non tossico e devono essere facili da lavare e disinfettare; v. l attività di lavaggio e disinfezione degli impianti e contenitori deve essere effettuata dopo ogni utilizzo; 3.c. assicurare che le operazioni di mungitura e trasporto del latte avvengano secondo modalità adatte a garantire pulizia, igiene e corrette condizioni di stoccaggio: i. lavaggio della mammella prima della mungitura; ii. scarto del latte proveniente dagli animali sotto trattamento medico; iii. stoccaggio e refrigerazione del latte appena munto, in relazione alla cadenza di raccolta e dei disciplinari di produzione di prodotti trasformati; 3.d.assicurare la completa rintracciabilità del latte prodotto, attraverso: i. per i produttori di latte alimentare fresco: la predisposizione di un Manuale aziendale per la rintracciabilità del latte; ii. per i produttori di latte crudo: l identificazione, la documentazione e registrazione del latte venduto e della sua prima destinazione. Produzione di uova Impegni a carico dell azienda 4.a.assicurare che, all interno dei locali aziendali, le uova siano conservate pulite, asciutte, lontane da fonti di odori estranei e dall esposizione diretta alla luce solare, protette dagli urti in maniera efficace; 4.b.identificazione, documentazione e registrazione delle uova vendute e loro prima destinazione. Produzione di mangimi o alimenti per gli animali Impegni a carico dell azienda 5.a.registrazione dell operatore all autorità regionale competente, ai sensi dell art. 9, comma 2, lettera a) del Reg. (CE) 183/05, in quanto requisito obbligatorio per poter svolgere l attività. 5.b.curare il corretto stoccaggio e manipolazione dei mangimi o alimenti per animali al fine di prevenire ogni contaminazione biologica, fisica o chimica dei mangimi stessi; 5.c. tenere nella giusta considerazione i risultati delle analisi realizzate su campioni prelevati su prodotti primari a altri campioni rilevanti ai fini della sicurezza dei mangimi; 5.d.tenere opportuna registrazione 3 di: i. ogni uso di prodotti fitosanitari e biocidi; ii. l uso di semente geneticamente modificata; iii. la provenienza e la quantità di ogni elemento costitutivo del mangime e la destinazione e quantità di ogni output di mangime. 3 Per opportuna registrazione si intende l insieme delle informazioni che caratterizza l evento: date, tipi di prodotti utilizzati, quantità, fasi fenologiche delle colture, ecc.. 19
20 Per i produttori di latte fresco, il Manuale di cui al punto 3.d.i deve contenere le seguenti informazioni: Parte Generale denominazione Azienda; data di emissione; data ultima revisione; firma del legale rappresentante; n di pagine complessive; indice definizioni; riferimenti normativi; modalità di gestione della documentazione; modalità di gestione delle non conformità. Parte Speciale (riferita al ruolo di produttore nella filiera del latte fresco) denominazione Azienda; data di emissione; data ultima revisione; firma del legale rappresentante; n di pagine complessive; indice finalità; latte venduto e sua destinazione. Il titolare dell attività è responsabile dell archiviazione e della conservazione di tutta la documentazione che comprende anche tutte le registrazioni utilizzate ai fini della rintracciabilità del latte. Il Manuale e la documentazione deve comunque essere sempre presente e reperibile in azienda, anche in copia. Per quanto attiene all evidenza delle infrazioni ed al calcolo dell eventuale riduzione, occorre tenere in considerazione che alcuni elementi d impegno sono controllati secondo le procedure previste per altri Atti. In particolare gli impegni: 1.b prevenire l introduzione e la diffusione di malattie infettive trasmissibili all uomo attraverso il cibo, attraverso (con) opportune misure precauzionali viene controllato nell ambito dell Atto B12; 1.c assicurare il corretto uso degli additivi dei mangimi e dei prodotti medicinali veterinari, così come previsto dalla norma viene controllato anche per l Atto B10; 2.b assicurare il corretto uso dei prodotti fitosanitari, erbicidi e pesticidi, così come previsto dalla norma viene controllato nell ambito dell Atto B9; 3.a. ii ai quali non siano state somministrate sostanze proibite o abbiano subito trattamenti illegali viene controllato nell ambito dell Atto B10. Occorre inoltre segnalare che le attività di registrazione dei trattamenti fitosanitari e pesticidi, a carico delle aziende che, a vario titolo, producono prodotti vegetali, sono considerate come impegno diretto solo per il presente Atto, ancorché sono condizioni necessarie per rispetto dell Atto B9. ATTO B12 Reg. (CE) n. 999/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e l eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili - articoli 7, 11, 12, 13 e 15 20
Allegato parte integrante Allegato 1 ELENCO A DEI CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI DI CUI AGLI ARTICOLI 4 E 5 E ALL ALLEGATO II DEL REGOLAMENTO (CE) N. 73/2009. CAMPO DI CONDIZIONALITÀ: AMBIENTE Atto A1
Agenzia Regionale Toscana Erogazioni Agricoltura (L.R. 19 novembre 1999, n. 60) P.O. Controlli aziendali integrati e verifiche impegni
Agenzia Regionale Toscana Erogazioni Agricoltura (L.R. 19 novembre 1999, n. 60) SETTORE AFFARI GENERALI, CONTABILIZZAZIONE E CONTROLLI AZIENDALI INTEGRATI P.O. Controlli aziendali integrati e verifiche

References: Articolo 6
 Articolo 6
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 articolo 3
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 Art. 3
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 articolo 4
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 Articolo 3
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 articolo5
 articolo 2
 art. 1
 art.60
 articolo 6
 articolo 3
 art. 3
 art. 9
 Articolo 6
 articolo 13
 articolo 2
 articolo 2
 articolo 3
 art. 42
 art. 25
 Articolo 3
 articolo 4
 articolo 3
 articolo 5
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18
 art. 9