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Timestamp: 2020-05-25 12:27:11+00:00

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Camera dei deputati Dossier GI0136 SERVIZIO STUDI
Titolo: Istituzione a Foggia di una sezione distaccata della corte d'appello di Bari - A.C. 506
Serie: Progetti di legge Numero: 127
Istituzione a Foggia di una sezione distaccata della corte d'appello di Bari
File: GI0136.doc
§ Articolo 1 11
§ Articolo 2 14
§ Articolo 3 15
§ Articolo 4 17
§ Articolo 5 18
§ Articolo 6 19
§ A.C. 506, (on. Antonio Pepe e Leone), Istituzione in Foggia di una sezione staccata della corte d'appello di Bari, di una sezione staccata della corte di assise d'appello di Bari e del tribunale per i minorenni23
§ Codice di procedura penale (artt. 51, 424 e 429)31
§ R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 Ordinamento giudiziario. (artt. 49-59, 70 e Tabelle A e B)35
§ L. 1° febbraio 1989, n. 30. Costituzione delle preture circondariali e nuove norme relative alle sezioni distaccate.41
§ D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51. Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado (Tabella A e B, stralci)43
Istituzione in Foggia di una sezione staccata della corte d' appello di Bari, di una sezione staccata della corte di assise d' appello di Bari e del tribunale per i minorenni
Commissioni I (Affari costituzionali), V (Bilancio), XI (Lavoro)
La proposta di legge A.C. 506 interviene sulla materia della geografia giudiziaria, con particolare riferimento al distretto della Corte d'appello di Bari.
Nello specifico, l'articolo 1 della proposta di legge in esame prevede l'istituzione a Foggia di una sezione distaccata della corte d'appello di Bari e di una sezione distaccata della corte di assise d'appello di Bari con giurisdizione sul territorio attualmente ricompreso nel circondario dei tribunali di Foggia e Lucera.
Il successivo articolo 2 della proposta istituisce, inoltre, a Foggia il Tribunale per i minorenni, mentre l'articolo 3 attiene all’esercizio delle funzioni requirenti nella procura generale della repubblica presso la istituendo sezione distaccata della corte di appello di Bari.
L'articolo 4 autorizza il Ministro della giustizia ad apportare le necessarie variazioni alle tabelle A e B annesse alla legge riguardante l’ordinamento giudiziario e conseguenti all’istituzione della nuova sezione distaccata della corte di appello di Bari, mentre il successivo articolo 5 attiene all’individuazione delle piante organiche dei nuovi uffici giudiziari e alla data di inizio del funzionamento degli uffici stessi.
Da ultimo, l'articolo 6 regola la fase transitoria del passaggio di competenze.
Si tratta di una proposta di legge di iniziativa parlamentare corredate della sola relazione illustrativa.
La proposta di legge in esame interviene su disposizioni normative di rango primario. Si giustifica, pertanto, l'utilizzo dello strumento legislativo.
Come già rilevato, la proposta di legge in esame prevede l'istituzione a Foggia di una sezione distaccata della corte d'appello di Bari, di una sezione distaccata della corte di assise d'appello di Bari e del tribunale per i minorenni.
La materia trattata rientra, quindi, nella potestà legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera l (giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa).
L'articolo 4 della proposta di legge autorizza il Ministro della giustizia – presumibilmente con proprio decreto – ad apportare le variazioni alle tabelle A e B annesse all’ordinamento giudiziario, conseguenti all’istituzione nella città di Foggia della sezione distaccata della corte d'appello di Bari (di cui all’art. 1 p.d.l.).
Ai sensi del successivo articolo 5, il Ministro della giustizia, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con proprio decreto, definisce le piante organiche dei nuovi uffici giudiziari e la data di inizio del funzionamento degli uffici stessi.
Il provvedimento in esame, da un lato, modifica direttamente un articolo del codice di procedura penale, utilizzando, quindi, la tecnica della novellazione, dall'altro lato, autorizza il Ministro della giustizia ad intervenire con proprio decreto per modificare le tabelle “A” e “B” annesse all'ordinamento giudiziario, approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come sostituite dalle tabelle A e B annesse alla legge n. 30 del 1989 e successive modificazioni.
Al riguardo, come di seguito evidenziato (cf. successivo paragrafo riguardante la formulazione del testo), ai fini di un migliore coordinamento con la normativa vigente, sarebbe opportuno che la modica ai citati allegati venisse disposta direttamente dalla proposta di legge in esame, trattandosi di una novella ad una disposizione normativa di rango primario.
Come si legge nella relazione illustrativa del provvedimento in esame, l’istituzione nella città di Foggia di una sezione distaccata della corte d'appello di Bari è volta a soddisfare «l’interesse della collettività ad una giustizia rapida ed accessibile». Nella medesima relazione, si ricorda, altresì, l’elevato numero di residenti nella provincia di Foggia, l’elevato numero degli affari civili e penali dei tribunali di Foggia e Lucera e la distanza dei comuni ricompresi nel circondario dei due tribunali dalla sede di Bari.
Con particolare riferimento, poi, alla ulteriore previsione riguardante l'istituzione di un Tribunale per i minorenni nella medesima città di Foggia, la relazione illustrativa pone particolare attenzione al crescente fenomeno della criminalità organizzata e microcriminalità giovanile in questa città e nella sua provincia, nonché le difficoltà che incontrano i familiari dei minorenni ospitati nell'istituto di rieducazione minorile di Bari, "nella maggior parte dei casi poco abbienti", ad assicurare loro una adeguata assistenza.
Con riferimento all'articolo 4, si osserva che tale disposizione autorizza il Ministro della giustizia ad intervenire con proprio decreto per modificare le tabelle “A” e “B” annesse all'ordinamento giudiziario, approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come sostituite dalle tabelle A e B annesse alla legge n. 30 del 1989 e successive modificazioni.
Al riguardo, trattandosi di una modifica ad una disposizione normativa di rango primario sarebbe opportuno che tale intervento venisse disposto direttamente dal provvedimento in esame.
All’articolo 5 appare opportuno valutare l’eventuale onerosità della norma, prevedendo, ove necessario, una apposita copertura finanziaria.
In relazione, poi, all'articolo 6, su un piano meramente formale, sembra opportuno fare espresso riferimento anche agli affari civili e penali pendenti presso il Tribunale per i minorenni di Bari e non solo agli affari pendenti presso la Corte d'appello di Bari.
Inoltre, sempre con riferimento al medesimo articolo 6, andrebbe valutata l'opportunità di collegare lo spostamento della competenza sui procedimenti da assegnare ai nuovi uffici giudiziari non tanto alla data di istituzione di tali uffici, come previsto dalla disposizione in commento, bensì alla data di inizio del loro funzionamento (cfr. scheda di lettura relativa all'articolo 6).
L’articolo 1 modifica la geografia giudiziaria nell’ambito del distretto della Corte di appello di Bari.
Attualmente, in base alla Tabella A allegata al decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado), la Corte di appello di Bari ha giurisdizione sul territorio compreso nelle circoscrizioni dei seguenti quattro tribunali:
Bari, Mola di Bari, Triggiano, Valenzano
Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Santeramo in Colle
Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini
Bitonto, Giovinazzo, Palo del Colle
Binetto, Bitetto, Bitritto, Grumo Appula, Modugno, Toritto
Alberobello, Castellana Grotte, Locorotondo, Noci, Putignano, Turi
Adelfia, Capurso, Casamassima, Cellamare, Conversano, Noicattaro, Rutigliano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari
Accadia, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Castelluccio dei Sauri, Deliceto, Foggia, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia, Panni, Rignano Garganico, Rocchetta Sant'Antonio, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sant'Agata di Puglia
Carapelle, Cerignola, Ordona, Orta Nova, Stornara, Stornarella
Isole Tremiti, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant'Angelo, Vieste, Zapponeta
Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Torremaggiore
Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Peschici, Rodi Garganico, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano
Bisceglie, Trani
Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola
Corato, Ruvo di Puglia, Terlizzi
La disposizione in commento istituisce a Foggia:
- una sezione distaccata della corte di appello di Bari;
- una sezione distaccata della corte di assise di appello di Bari.
Tali sezioni distaccate avranno giurisdizione sul territorio compreso nel circondario dei tribunali di Foggia e Lucera.
In particolare, il circondario dei tribunali di Bari e Trani resterebbe sotto la giurisdizione della Corte di appello di Bari, mentre il circondario dei tribunali di Foggia e Lucera passerebbe sotto la giurisdizione della sezione distaccata di Foggia della Corte di appello di Bari.
Come si legge nella relazione illustrativa del provvedimento in esame, l’istituzione nella città di Foggia di una sezione distaccata della corte d'appello di Bari è volta a soddisfare «l’interesse della collettività ad una giustizia rapida ed accessibile». Nella medesima relazione, si ricorda, altresì, l’elevato numero di residenti nella provincia di Foggia, l’elevato numero degli affari civili e penali dei tribunali di Foggia e Lucera e la distanza dei comuni ricompresi nel circondario dei due tribunali rispetto alla dalla sede di Bari.
Si segnala, infine, che attualmente esistono tre sole sezioni distaccate di corte d'appello:
Si tratta, in particolare delle seguenti sezioni:
- Bolzano, sezione distaccata della corte di appello di Trento;
- Sassari, sezione distaccata della corte di appello di Cagliari;
- Taranto, sezione distaccata della corte di appello di Lecce.
L’articolo 2 istituisce a Foggia il Tribunale per i minorenni.
Il tribunale per i minorenni è competente a decidere le cause penali e civili relative a persone che non hanno ancora compiuto la maggiore età. La giurisdizione in campo penale è esclusiva. In campo civile le competenze del tribunale asseriscono principalmente alle condizioni personali dei minori con particolare riguardo all’esercizio della potestà parentale ed all’adozione di minori italiani e stranieri.
Al riguardo, si osserva che l’articolo 49 dell’ordinamento giudiziario (R.D. 30 gennaio 1941, n. 12), dispone che in ogni sede di corte d’appello o di sezione distaccata di corte d'appello è costituito un tribunale per i minorenni.
L'istituendo tribunale per i minorenni nella città di Foggia avrà, quindi, giurisdizione su tutto il territorio di competenza della nuova sezione distaccata della corte d' appello di Bari.
In merito alla disposizione in esame la relazione illustrativa della proposta di legge A.C. 506, sottolinea, in particolare, il crescente fenomeno della criminalità organizzata e microcriminalità giovanile che ha riguardato questa città e la sua provincia, nonché le difficoltà che incontrano i familiari dei minorenni ospitati nell'istituto di rieducazione minorile di Bari, "nella maggior parte dei casi poco abbienti", ad assicurare loro una adeguata assistenza.
L’articolo 3 attiene all’esercizio delle funzioni requirenti nella procura generale della repubblica presso la sezione distaccata di corte di appello.
Si ricorda infatti che ai sensi dell’art. 70 (Costituzione del PM), comma 2, dell’Ordinamento giudiziario (R.D. 30 gennaio 1941, n. 12) “presso le sezioni distaccate di corte di appello le funzioni del procuratore generale sono esercitate dall'avvocato generale, a norma dell'art. 59”. L’articolo 59, comma 3, precisa che alle procure generali presso le sezioni distaccate di corte di appello “sono preposti avvocati generali alla dipendenza del procuratore generale della Repubblica”.
In particolare, la disposizione in commento novella i commi 3-bis e 3-ter dell’articolo 51 del codice di procedura penale, relativi alle attribuzioni del procuratore distrettuale antimafia (procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello).
Si ricorda che il comma 3-bis attribuisce specifica competenza alla Procura distrettuale antimafia per lo svolgimento delle indagini e delle funzioni accusatorie nei procedimenti afferenti ai delitti di criminalità organizzata tra i quali si annoverano: i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso; il delitto di sequestro di persona a scopo d'estorsione, i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis, c.p.; i delitti commessi al fine di agevolare l'attività di tali associazioni; il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope; il delitto di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri; il delitto di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù; il delitto di tratta di persone; il delitto di acquisto o alienazione di schiavi; il delitto di associazione a delinquere finalizzata a tali ultime illecite attività.
Il comma 3-ter prevede che, nei casi previsti dal comma 3 bis, il procuratore generale presso la corte di appello possa, per giustificati motivi, e previa richiesta del procuratore distrettuale, disporre che le funzioni di PM per il dibattimento siano esercitate da un magistrato della Procura del tribunale competente.
Inserendo nel comma 3-bis un ulteriore periodo, l’articolo 3, comma 1 della proposta di legge prevede che per i distretti di corte di appello nei quali è istituita una sezione distaccata (attualmente Bolzano, Sassari e Taranto, oltre all’istituenda sezione di Foggia) le funzioni di PM nelle indagini preliminari e nei procedimenti di primo grado per delitti di criminalità organizzata sono attribuite all’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo della sezione nel cui ambito ha sede il giudice competente (nel caso previsto dalla p.d.l. all’ufficio del PM presso il tribunale di Foggia).
Inserendo nel comma 3-ter un ulteriore periodo, l’articolo 3, comma 2 della p.d.l. prevede che – sempre nei casi previsti dal comma 3-bis - l’avvocato generale presso la sezione della corte di appello possa, per giustificati motivi, e previa richiesta del procuratore distrettuale che esercita le funzioni nella sezione distaccata, disporre che le funzioni di PM per il dibattimento siano esercitate da un magistrato della Procura del tribunale competente. In sostanza, con la novella si ottiene che la relativa decisione non debba essere presa dal procuratore generale presso la corte di appello ma possa essere assunta anche in sede “decentrata”, dall’avvocato generale.
In relazione alla formulazione del comma 2 di questo articolo, su un piano meramente formale, ai fini di omogeneità con le vigenti disposizioni normative concernenti altre sezioni distaccate di corti di appello, appare preferibile sostituire l'espressione "sezione staccata"[1], con l'espressione "sezione distaccata".
Analoga modifica appare opportuna al successivo articolo 6, comma 1.
1. Il Ministro della giustizia è autorizzato ad apportare le necessarie variazioni alle tabelle A e B annesse all'ordinamento giudiziario, approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come sostituite dalle tabelle A e B annesse alla legge 1o febbraio 1989, n. 30, e successive modificazioni.
L’articolo 4 autorizza il Ministro della giustizia – presumibilmente con proprio decreto – ad apportare le variazioni alle tabelle A e B annesse all’ordinamento giudiziario, come sostituite dalle tabelle A e B annesse alla legge n. 30 del 1989, conseguenti all’istituzione della sezione distaccata di Foggia della corte di appello di Bari (di cui all’art. 1 p.d.l.).
In relazione alla formulazione di questo articolo si segnala che trattandosi di una modifica ad una disposizione normativa di rango primario sarebbe opportuno che tale intervento venisse disposto direttamente dal provvedimento in esame.
Inoltre, appare opportuno fare riferimento alle tabelle “A” e “B” allegate al decreto legislativo n. 51 del 1998, piuttosto che alle tabelle “A” e “B” allegate al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 e successive modificazioni.
L’articolo 5 attiene all’individuazione delle piante organiche dei nuovi uffici giudiziari e alla data di inizio del funzionamento degli uffici stessi.
In particolare, la disposizione in esame affida ad un decreto del Ministro della giustizia, da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il compito di stabilire le piante organiche della sezione distaccata della Corte di appello, della sezione distaccata della corte di assise di appello e del tribunale per i minorenni di Foggia.
Al riguardo, si osserva che dalla formulazione del testo si evincere che la determinazione del personale necessario al funzionamento degli uffici dovrà avvenire attraverso la contemporanea riduzione (“ridefinizione”) delle dotazioni organiche di altri uffici.
In relazione alla disposizione in esame appare, comunque, opportuno valutare l’eventuale onerosità della norma, prevedendo, ove necessario, una apposita copertura finanziaria.
Con lo stesso decreto il Ministro della giustizia dovrà, inoltre, fissare la data di inizio del funzionamento degli uffici, che dovranno comunque essere operativi entro un anno dall’entrata in vigore della legge.
L’articolo 6 disciplina la fase transitoria del passaggio di competenze verso i nuovi uffici giudiziari e stabilisce, al comma 1, che alla data di istituzione dei nuovi uffici, gli affari pendenti dinanzi alla Corte di appello di Bari e appartenenti per ragioni di territorio alla sezione distaccata di Foggia o al Tribunale per i minorenni di Foggia vengano devoluti a tali nuovi uffici.
Ai fini di una migliore formulazione dell'articolo in esame appare opportuno fare espresso riferimento anche agli affari civili e penali pendenti presso il Tribunale per i minorenni di Bari e non solo agli affari pendenti presso la Corte di appello di Bari.
Inoltre, andrebbe valutata l'opportunità di collegare lo spostamento della competenza sui procedimenti da assegnare ai nuovi uffici giudiziari non tanto alla data di istituzione di tali uffici, come previsto dalla disposizione in commento, bensì alla data di inizio del loro funzionamento.
Al riguardo, si osserva, infatti, che la data di istituzione dei nuovi uffici giudiziari può non coincidere con quella relativa alla loro entrata in funzione in quanto il precedente articolo 5 della p.d.l. prevede che l'entrata in funzione delle nuove sezioni distaccate e del nuovo Tribunale per i minorenni venga stabilita dal Ministro della Giustizia, tenuto conto che tali uffici dovranno essere operativi, al più tardi, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge.
Pertanto, l'articolo 6, nella misura in cui collega lo spostamento della competenza alla mera istituzione dei nuovi uffici giudiziari, indipendentemente, quindi, dalla loro effettiva operatività, rischia di "congelare" la trattazione di tutti gli "affari civili e penali pendenti" che sono oggetto del "passaggio di competenza" fino al momento dell'entrata in funzione delle nuove strutture.
Il comma 2 individua una deroga al regime previsto dal comma precedente, escludendo il passaggio di competenze laddove:
- nei procedimenti civili, la causa di appello sia già stata rimessa al collegio attraverso la fissazione della data dell’udienza di discussione (ex art. 352 c.p.c.);
- nei procedimenti penali, si sia già chiusa l’udienza preliminare con decreto che dispone il giudizio e quest’ultimo sia già stato notificato alle parti.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 424 c.p.p. l’udienza preliminare può concludersi con una sentenza di non luogo a procedere o con decreto che dispone il giudizio, Quest’ultimo è il provvedimento del giudice che chiude l’udienza preliminare, disponendo che l'imputato sia sottoposto al giudizio dibattimentale. Il contenuto del decreto è descritto dall’art. 429 c.p.p., che al comma 4 dispone che l’atto sia notificato almeno 20 giorni prima del giudizio all’imputato e alla persona offesa che non fossero presenti alla lettura del provvedimento in udienza preliminare.
- negli affari di volontaria giurisdizione quando gli stessi siano già in corso.
Con il termine volontaria giurisdizione si indicano procedimenti previsti e disciplinati dal codice di procedura civile attraverso i quali l'autorità giudiziaria conferisce efficacia alla volontà di una o più parti private nel compiere atti di diritto privato che comportano il coinvolgimento di interessi di ordine pubblico o di tutela dei terzi.
Si presentano come assai eterogenei tra di loro, vista la diversità dei fini cui essi tendono, ma è possibile evidenziare alcune caratteristiche comuni: in primo luogo vengono introdotti con ricorso rivolto al giudice d'appello o al tribunale (che provvederà in camera di consiglio). I procedimenti di volontaria giurisdizione si concludono in provvedimenti che assumono la forma di decreti motivati, reclamabili avanti al giudice d'appello nel termine perentorio di 10 giorni dalla comunicazione del decreto se relativi a una sola persona o dalla notificazione del medesimo nei confronti di più persone: tali decreti acquistano efficacia quando sia decorso il termine senza che venga proposto reclamo (salvo potere del giudice di attribuirvi efficacia immediata per ragioni di urgenza), ma non acquistano mai l'incontrovertibilità del giudicato: essi possono infatti essere in ogni tempo modificati o revocati, salvi soltanto i diritti acquisiti in buona fede dai terzi. Contro di essi è nondimeno esclusa la proponibilità del ricorso per Cassazione, tipico e ineliminabile rimedio di legittimità proponibile contro ogni provvedimento suscettibile di divenire idoneo a formare il giudicato. Tra i procedimenti di volontaria giurisdizione si ricordano quelli di interdizione, di inabilitazione, e per la dichiarazione di assenza o di morte presunta.
L'assenza di una sezione di corte d'appello a Foggia fa sentire i suoi effetti negativi anche per quanto riguarda la devianza minorile.
[1] Si segnala, comunque, che l'espressione "sezione staccata" è ricorrente in diverse disposizioni normative vigenti concernenti, in particolare, le commissioni tributarie.

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
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 art. 352
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