Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2012/11/11/05/comunic.htm
Timestamp: 2019-09-20 23:21:38+00:00

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﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - domenica 11 novembre 2012
Domenica 11 novembre 2012. — Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. — Intervengono il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Francesco Profumo, il Vice Ministro del lavoro e delle politiche sociali Michel Martone, il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Gianfranco Polillo e il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca Marco Rossi Doria.
La seduta comincia alle 17.40.
C. 5534-bis Governo.
C. 5535 Governo.
La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta di venerdì 9 novembre.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri sono stati presentati gli emendamenti 3.010 e 8.400 dei relatori (vedi allegato 1) e che il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato alle ore 13 di oggi. Quanto all'emendamento 8.500 degli stessi relatori, per il quale il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato previsto alle ore 19 di oggi, comunica che è in corso un supplemento di istruttoria. Avverte che sono stati presentati 14 subemendamenti riferiti all'articolo aggiuntivo 3.010 dei relatori e 19 subemendamenti riferiti all'emendamento 8.400 dei relatori. Comunica che la presidenza non ritiene ammissibili per estraneità di materia gli identici subemendamenti Ceroni 0.3.010.10 e Marinello 0.3.010.12, di contenuto analogo ad emendamenti in materia di credito d'imposta presentati agli articoli 3 e 8, già dichiarati inammissibili per estraneità di materia, e il subemendamento Lulli 0.3.010.7, che introduce tre commi aggiuntivi aventi contenuto ordinamentale. Avverte, inoltre, che sono da considerarsi inammissibili per carenza di compensazione i subemendamenti Cambursano 0.8.400.3 e Bitonci 0.8.400.4. Comunica quindi che il Governo, ha presentato Pag. 4l'emendamento 3.300, in materia di istruzione, volto a fornire la copertura finanziaria alla soppressione del comma 42 dell'articolo 3, come richiesto dalla Commissione. Per quanto riguarda l'emendamento del Governo 3.300, finalizzato al finanziamento delle modifiche al comma 42 dell'articolo 7, avverte che non sarà fissato un termine per la presentazione dei subemendamenti, considerato che la proposta raccoglie le indicazioni fornite dai relatori e dalla Commissione. Inoltre fa presente che su tale proposta deve comunque essere acquisito il parere del Ministero dell'economia e delle finanze. Dispone quindi l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso per la trasmissione dei lavori.
Il Ministro Francesco PROFUMO illustra l'emendamento del Governo 3.300, ringraziando il Dicastero dell'economia e delle finanze per la stretta collaborazione assicurata soprattutto relativamente alla predisposizione della norma di cui al comma 42-sexies, riguardante un fondo la cui consistenza è frutto di risparmi realizzati negli anni passati.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO segnala che la somma dei risparmi che si maturerebbero in caso di approvazione della proposta emendativa del Governo 3.300 ammonterebbero a 181 milioni di euro per il 2013, a 192,9 milioni di euro per il 2014 e a 172 milioni di euro per il 2015. Segnala, quindi, che il comma 42-septies contiene una clausola di salvaguardia, che autorizza ulteriori tagli qualora non si potessero realizzare i risparmi testé indicati. Esprime, infine, la propria soddisfazione per l'individuazione di una soluzione sulla questione dell'orario di lavoro degli insegnanti, che appare accettabile anche alla luce dell'andamento del mercato del lavoro nel comparto della scuola.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ribadisce che da una non soddisfacente attuazione dal comma 42-sexies deriverebbero tagli lineari ai sensi dell'articolo 7, comma 15, del decreto-legge n. 95 del 2012.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, sottolinea l'importanza del presente dibattito nell'economia complessiva dell’iter parlamentare, in cui si è conseguito l'obiettivo di evitare un doloroso intervento sull'incremento dell'orario di lavoro del personale docente. Dà quindi atto all'impegno del Governo, che ha dimostrato di saper cogliere il clima di preoccupazione diffusa, e sottolinea l'importanza della clausola di salvaguardia, di cui al comma 42-septies, ai fini del processo di spending review. Esprime un ringraziamento al collega Brunetta, con il quale ha condiviso lo sforzo per il conseguimento di questo obiettivo ed auspica una sensibilità trasversale da parte dei colleghi commissari sui temi dell'università e del diritto allo studio.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, si associa alle parole di soddisfazione espresse dal collega Baretta per il buon esito di questo delicato passaggio parlamentare, con cui si è scongiurato un inaccettabile intervento sui delicati meccanismi di funzionamento del sistema scolastico, non rispettoso della complessità degli impegni lavorativi in capo al corpo docente. Nel ricordare la richiesta iniziale dei relatori per lo stralcio delle norme di natura ordinamentale, relative a tale intervento, dà atto a sua volta al Governo per lo sforzo profuso e per la soluzione individuata, che non pregiudica altre disposizioni del disegno di legge di stabilità. Ribadisce, quindi, che il disagio che si è diffuso in questi giorni nel mondo scolastico, nell'opinione pubblica e nel mondo politico era legato ad una questione di mero metodo e non ad un conflitto all'interno della maggioranza. Peraltro, la soluzione individuata è frutto di una corretta dialettica tra Governo e Parlamento ed è positiva anche alla luce della previsione sulla clausola di salvaguardia. Auspica che il Governo voglia in futuro provvedere in modo mirato anche sui temi dell'università e del diritto allo studio. Pag. 5Esprime infine un ringraziamento al collega Baretta in qualità di relatore e anche al collega Ciccanti per il fattivo contributo assicurato nel corso del dibattito.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO precisa che in termini di indebitamento netto i risparmi richiesti erano di 157,3 milioni di euro nel 2013, di 172,7 milioni di euro nel 2014 e di 236, 7 milioni di euro nel 2015. Con la nuova norma si avrebbe un incremento degli obiettivi di risparmio nel 2013 ed una conferma delle cifre per gli anni successivi.
Roberto SIMONETTI (LNP) chiede chiarimenti al sottosegretario Polillo, considerato che la Relazione tecnica documenta per il 2013 una diversa quantificazione dei risparmi, ponendoli in stretta connessione con le modifiche all'orario di lavoro.
Manuela GHIZZONI (PD), rispondendo al quesito posto dal collega Simonetti, fa presente che, un conto è l'obiettivo fissato dalla spending review, pari a 183 milioni di euro in termini di saldo netto da finanziare, e un altro i complessivi effetti di risparmio derivanti dall'intervento sull'orario di lavoro degli insegnanti, di importo assai più elevato. Dichiara quindi di condividere le considerazioni positive dei relatori per la soluzione data al tema dell'orario di lavoro degli insegnanti ed auspica che il dibattito parlamentare sulla scuola prenda le mosse dal lavoro di analisi svolto in Commissione Cultura.
Claudio D'AMICO (LNP) ritiene che il Ministro Profumo debba meglio precisare le tipologie di tagli cui fanno riferimento i singoli commi dell'emendamento del Governo 3.300. Con particolare riferimento al comma 42-bis, chiede chiarimenti sulla destinazione del personale impiegato presso la sede romana di Piazzale Kennedy e sulla eventuale locazione di una struttura in sua sostituzione.
Massimo BITONCI (LNP), nel ringraziare il ministro Profumo per la disponibilità a prendere parte ai lavori odierni, osserva che con la norma di cui al comma 42-bis si ricorre a misure di modesto impatto sui risparmi e che con il comma 42-sexies si distolgono fondi destinati a finanziare interventi per la valorizzazione degli istituti di alta formazione e, soprattutto, per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Nel far presente l'urgenza di affrontare il grave problema della condizione degli edifici scolastici soprattutto in alcune regioni italiane, chiede chiarimenti in ordine all'attuazione della risoluzione sul tema della scuola e sulla destinazione dei fondi che al momento sono bloccati dal CIPE, approvata dalla Commissione nella seduta del 2 agosto 2011.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO segnala che il decreto interministeriale sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici è in corso di pubblicazione.
Il Ministro Francesco PROFUMO, nel rispondere all'onorevole D'Amico sulle tipologie di tagli, fa presente che delle tre sedi del MIUR quella in Piazzale Kennedy è, allo stato, occupata al 40 per cento e che il personale sarà trasferito nelle altre sedi senza procedere a nuove locazioni, in considerazione della complessiva riduzione del personale impiegato presso il Ministero. Quanto al comma 42-ter, fa presente che i tagli concernono i progetti PRIN e FIRB. Dal successivo comma 42-quater, sono interessati i progetti di ricerca relativi alle «comunità intelligenti» e con il comma 42-quinquies si realizza una riduzione della spesa grazie ad interventi di semplificazione e di dematerializzazione. Precisa che il comma 42-sexies non tocca la questione della sicurezza, che è da considerare prioritaria e che è oggetto di disciplina da parte del richiamato decreto interministeriale.
Ringrazia, quindi, la VII Commissione per il lavoro istruttorio svolto sul tema della scuola e per le proposte formulate per la modernizzazione del settore. Ringrazia, inoltre, i relatori e il Parlamento nel suo complesso per il ruolo svolto nella ricerca di soluzioni non lesive degli interessi Pag. 6degli studenti, nonché lo stesso Ministero dell'economia e delle finanze per la collaborazione che ha saputo assicurare.
Lino DUILIO (PD), nel ringraziare il Ministro Profumo per la soluzione individuata, chiede che si faccia parte attiva nell'assicurare la celere pubblicazione del provvedimento riguardante le risorse per la messa in sicurezza delle scuole, su cui la Corte dei conti ha dato il proprio via libera e che è molto atteso da tutto il Paese.
Massimo BITONCI (LNP), nell'auspicare che nei prossimi giorni intervenga la pubblicazione del richiamato decreto interministeriale, precisa che non appare del tutto chiarita la questione delle risorse per la sicurezza delle scuole.
La Commissione approva l'emendamento del Governo 3.300 (vedi allegato 2).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che la Commissione, dopo una breve sospensione dei lavori, procederà all'esame delle proposte emendative accantonate. Sospende, quindi, la seduta.
La seduta, sospesa alle 18.15, riprende alle 18.45.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, alla luce dell'andamento del dibattito, avverte che dovranno essere differiti i tempi per l'esame delle proposte emendative in materia di esodati. Propone quindi di passare all'esame degli emendamenti accantonati nelle sedute precedenti a cominciare dall'emendamento Bobba 3.80 in materia di patronati.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, illustrando la proposta di riformulazione dei relatori sull'emendamento Bobba 3.80, precisa che viene tenuto fermo il taglio di risorse disposto per l'anno 2013, già previsto a legislazione vigente, mentre dal 2014 interverrà un taglio lineare ma solo qualora non si pervenga all'approvazione della riforma della normativa sui patronati.
Il vice ministro Michel MARTONE dichiara che il Governo è favorevole alla riformulazione dell'emendamento Bobba 3.80, proposta dai relatori. Chiarisce che per il 2014 si prevede l'adozione di una riforma che contempli nuovi requisiti idonei a qualificare maggiormente l'attività dei patronati; i tagli lineari saranno tuttavia operavi nel caso in cui la menzionata riforma non sia varata.
Mario BACCINI (PdL) chiede ai relatori di precisare la tipologia dei nuovi requisiti sui patronati che si intendono introdurre.
Il Vice Ministro Michel MARTONE evidenzia che i nuovi parametri cui si fa riferimento dovranno contribuire a razionalizzare e rendere più efficace l'attività dei patronati anche attraverso una maggiore qualificazione della loro attività istituzionale.
Mario BACCINI (PdL) rammenta che taluni enti hanno avuto notevoli difficoltà ad iscriversi all'elenco dei patronati a causa di profili di criticità emersi in ordine alla presentazione delle fideiussioni. Esorta, quindi, i relatori ed il Governo a valutare attentamente la portata dei parametri che saranno individuati in conformità ai contenuti della proposta emendativa Bobba 3.80, come riformulata.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, sottolinea che gli ulteriori requisiti che saranno adottati con l'approvazione della riforma dovranno riguardare tutti i patronati e non solo quelli che saranno iscritti successivamente.
Claudio D'AMICO (LNP) manifesta perplessità in ordine alla circostanza che i principi fissati in materia di spending rewiev siano a più riprese mitigati ed annacquati, nei diversi settori, attraverso la sistematica riduzione o il differimento dei previsti tagli di risorse.
Il Vice Ministro Michel MARTONE precisa, al riguardo, che il taglio di risorse per i patronati diviene operativo ed efficace sin dal 2013.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, evidenzia che il previsto taglio di risorse ai patronati viene confermato per l'anno 2013, mentre verrebbe sospesa l'applicazione dei tagli lineari per il 2014 qualora l'auspicata riforma enuclei nuovi e più congrui requisiti volti a conseguire gli obiettivi di finanza pubblica.
Amedeo CICCANTI (UdCpTP), nel condividere lo spirito cui si ispira la proposta emendativa in oggetto, sostiene che la riduzione di spesa conseguente alla prevista riforma consentirebbe comunque la piena attuazione dei risparmi di spesa complessivamente definiti in sede di spending rewiev.
Claudio D'AMICO (LNP) rileva la necessità che i presentatori dell'emendamento Bobba 3.80 si pronuncino in merito alla proposta di riformulazione avanzata dai relatori.
Cesare DAMIANO (PD) dichiara di concordare con la proposta di riformulazione dell'emendamento Bobba 3.80, di cui è cofirmatario.
La Commissione approva l'emendamento Bobba 3.80, come riformulato (vedi allegato 2).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, rammenta che i subemendamenti presentati alla proposta emendativa in materia di scuola risultano preclusi in esito all'avvenuta approvazione di tale emendamento. Avverte che, in ordine alla proposta emendativa Rubinato 5.5, sussiste una nuova formulazione condivisa del presentatore e su cui i relatori ed il Governo esprimono parere favorevole, del seguente tenore: «Fermo restando l'importo complessivo di 2.500 milioni di euro per l'anno 2013, sono esclusi dall'applicazione dell'ulteriore riduzione stabilita ai sensi del comma 3 del presente articolo, i comuni, individuati con decreto del Ministro dell'interno, che, oltre ad aver rispettato il patto di stabilità interno nell'anno 2012, sulla base dell'apposita tabella allegata al rendiconto di gestione per il 2011 non presentano alcun valore deficitario per i parametri obiettivi individuati dal decreto del Ministro dell'interno del 24 settembre 2009 ai sensi dell'articolo 242 comma 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e presentano, al 31 dicembre 2011, un rapporto tra i dipendenti e la popolazione inferiore alla media nazionale della propria fascia demografica».
Mario BACCINI (PdL), nel rilevare che l'emendamento Rubinato 5.5 afferisce a profili particolarmente delicati in ordine all'esclusione dal patto di stabilità dei comuni virtuosi, ritiene opportuno che la predetta esclusione sia estesa ai comuni nei cui territori sono ubicati i grandi snodi aeroportuali internazionali, quali Milano e Fiumicino.
Simonetta RUBINATO (PD), nel riferire sui contenuti della proposta emendativa 5.5 a sua prima firma, evidenzia che la stessa intende disporre, quale forma di premialità, l'esclusione dalla più gravosa disciplina del patto di stabilità di quei comuni che rispondano a specifici requisiti, quali in particolare il rispetto dei vincoli del patto di stabilità nel 2012, la conformità ai criteri fissati dal Ministero dell'interno, nonché un rapporto tra i dipendenti e la popolazione inferiore alla media nazionale della propria fascia demografica. Reputa inoltre opportuno affrontare la questione dei comuni sede di snodi aeroportuali internazionali in una diversa norma, in quanto occorre una maggiore riflessione sul tema. Apprezza quindi il parere favorevole espresso da Governo sulla riformulazione dell'emendamento 5.5, a sua prima firma.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) fa presente che, in materia di patto si stabilità, non si può disconoscere Pag. 8la delicata questione dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Invita quindi i relatori ed il Governo a valutare l'opportunità di prevedere una specifica deroga al patto di stabilità anche per tale tipologia di comuni, nel quadro delle proposte emendative che incidono sulla complessiva materia del patto di stabilità.
Massimo BITONCI (LNP), nel richiamare le proposte emendative avanzate dal suo gruppo in materia di patto di stabilità, avanza rilievi critici sui contenuti della nuova formulazione dell'emendamento Rubinato 5.5, rilevando che il decreto ministeriale ivi richiamato è datato 2009 e che successivamente è stato emanato un secondo decreto del Governo recante ulteriori parametri, più congrui ed efficaci rispetto ai precedenti e colpevolmente disconosciuti dal menzionato emendamento. Dichiara, quindi, la propria contrarietà all'utilizzo strumentale di parametri non più attuali al fine di consentire a taluni comuni di sottrarsi all'applicazione del patto di stabilità.
Maino MARCHI (PD) ritiene necessario rispondere tempestivamente alle istanze provenienti dagli enti locali in ordine alla delicata questione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese, che appaiono penalizzate oltre misura e in molti casi a rischio di fallimento. Pur comprendendo che la questione è certamente complessa in quanto incide sul profilo dell'indebitamento, ritiene doveroso che il Parlamento dia un chiaro segnale in tal senso. Reputa necessario sottoporre a congrua verifica i meccanismi adottati negli ultimi anni sulle modalità dei tagli e delle riduzioni di spesa per gli enti locali e sulla complessiva tenuta del patto di stabilità. Pur comprendendo lo spirito che ispira la proposta emendativa Rubinato 5.5, ribadisce l'opportunità che si valutino prioritariamente gli effetti complessivi di tutte le proposte che i relatori intendono presentare sul tema.
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP), pur valutando favorevolmente la proposta contenuta nell'emendamento Rubinato 5.5 nella nuova formulazione, rileva come appaia inopportuno specificare parametri e criteri che sono già previsti dalla legislazione vigente. Osserva, in particolare, come risulti troppo stringente l'ultimo criterio indicato dalla proposta emendativa, che si basa sul rapporto tra i dipendenti e la popolazione dell'ente locale.
Rolando NANNICINI (PD) ricorda come il tema del finanziamento degli enti locali sia molto delicato, in un momento di crisi economica in cui si moltiplicano i bisogni e le necessità di intervento sul territorio. Ricorda, al riguardo, il suo articolo aggiuntivo 12.012, che destina le eventuali maggiori entrate derivanti dalla modifica della ripartizione delle somme di gioco per gli apparecchi da intrattenimento, accertate semestralmente con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, ad un fondo fuori bilancio, le cui disponibilità sarebbero utilizzate, in via principale, per un ammontare di 80 milioni annui, per interventi per il contrasto alla ludopatia e per interventi realizzati dai comuni in deroga al patto di stabilità interno. Rammenta inoltre che, nella sua proposta emendativa testé illustrata, l'utilizzo dei fondi è comunque subordinato ad autorizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze, che verifica l'assenza di effetti peggiorativi sui saldi di fabbisogno e di indebitamento netto. Con riguardo all'emendamento Rubinato 5.5 (Nuova formulazione), osserva quindi che si tratta di una risposta valida, che resta comunque all'interno dei limiti previsti dalla legislazione vigente.
Roberto SIMONETTI (LNP) con riguardo all'emendamento Rubinato 5.5 (Nuova formulazione), ricorda come, in un recente provvedimento del Ministro dell'economia e delle finanze, siano stati già individuati i criteri e i parametri che designano gli enti locali come virtuosi. Invita, pertanto, il Governo a seguire tali parametri.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, rileva come Pag. 9i relatori abbiano richiesto l'accantonamento di tutte le proposte emendative relative al patto di stabilità proprio per l'estrema complessità del tema. Propone, quindi, di accantonare l'emendamento Rubinato 5.5 (Nuova formulazione).
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, osserva come la proposta di accantonamento dell'emendamento Rubinato 5.5 (Nuova formulazione) si basi su considerazioni politiche serie e consenta una valutazione complessiva delle problematiche relative al patto di stabilità, nonché di prendere in considerazione eventi straordinari occorsi nelle ultimissime ore, a causa ad esempio del maltempo che si è abbattuto sulle regioni del Nord Italia, che probabilmente richiederanno ulteriori spese da parte degli enti locali interessati.
Simonetta RUBINATO (PD), con riguardo al suo emendamento 5.5 (Nuova formulazione), osserva come non si tratti di una norma rivolta a disciplinare specifiche situazioni o diretta a singoli enti locali. Ricorda, quindi, come gli indicatori previsti dall'attuale legislazione per la virtuosità degli enti locali siano considerati solo indicatori minimali per la sana gestione finanziaria dell'ente. Si dichiara pertanto disponibile a modificare l'ultimo criterio indicato nella proposta emendativa riguardante il rapporto tra i dipendenti e la popolazione. Concorda, infine, con la proposta di accantonamento del suo emendamento 5.5 (Nuova formulazione).
Lino DUILIO (PD) lamenta come la Commissione stia accantonando troppe proposte emendative, con il rischio che non si possano poi esaminare compiutamente. Osserva, in particolare, come l'emendamento Rubinato 5.5 (Nuova formulazione) non appaia così complesso da richiedere anch'esso un accantonamento per ulteriore approfondimenti.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda come i relatori abbiano chiesto l'accantonamento di tutte le proposte emendative in materia di patto di stabilità, al fine di svolgere ulteriori approfondimenti sul complesso delle modifiche proposte.
Pier Paolo BARETTA (PD) relatore per il disegno di legge di stabilità, confermando quanto ricordato dal presidente Giorgetti, ribadisce che in materia di patto di stabilità, i relatori sono intenzionati a identificare soluzioni adeguate con il consenso sostanziale del Governo e l'individuazione delle necessarie coperture finanziarie. Esprime, quindi, l'invito a ritirate l'emendamento Calvisi 5.11.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO esprime parere conforme a quello del relatore.
Giulio CALVISI (PD) ringrazia innanzitutto i relatori per aver precedentemente accantonato il suo emendamento 5.11, al fine di svolgere ulteriori approfondimenti in merito. Osserva come tale atteggiamento sia espressione di una precisa sensibilità politica rispetto al problema dell'adeguamento del patto di stabilità interno della Regione Sardegna al proprio regime finanziario. Osserva, quindi, come la risposta del relatore sia tecnica e non politica, per cui accoglie l'invito al ritiro del suo emendamento 5.11. Rileva, al riguardo, come permanga tuttavia un grosso problema politico da risolvere. Ricorda, nel merito, come già nella legge finanziaria per il 2007 si giunse ad un accordo in base al quale la Regione Sardegna si sarebbe accollata le spese per la sanità e per altri determinati settori e, dopo un regime transitorio di tre anni, fosse previsto un nuovo regime finanziario. Rileva che il Governo in carica, tuttavia, non riconobbe negli anni 2010, 2011 e 2012, le risorse spettanti alla Regione Sardegna, in relazione ai trasferimenti statali delle compartecipazioni alle entrate erariali. Ricorda, quindi, che nel frattempo la Regione Sardegna aveva iscritto a bilancio le risorse che lo Stato doveva erogare, con l'avallo anche di una sentenza della Corte costituzionale che riconobbe legittimo tale Pag. 10comportamento. Ricorda, quindi, che si giunge al 2012 trovandosi dinanzi l'attuale paradosso secondo cui, mentre il Governo riconosce alla Regione Sardegna i trasferimenti di sua spettanza, non vi è un adeguamento del patto di stabilità a livello delle risorse previste dal nuovo regime finanziario. Chiede, infine, che i relatori, nell'elaborazione di un eventuale emendamento che sistematizzi tutte le modifiche proposte al patto di stabilità, tengano conto anche delle problematica testé illustrata relativa alla Regione Sardegna.
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) dà conto di una nuova formulazione del suo emendamento 6.47, concordata con i relatori nei seguenti termini: alla lettera a), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Tale riduzione deve essere operata salvaguardando i livelli essenziali di assistenza con specifico riferimento alle esigenze di inclusione sociale.».
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO propone un'ulteriore riformulazione dell'emendamento Occhiuto 6.47 del seguente tenore: all'articolo 15, comma 13, lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è aggiunto infine il seguente periodo: «le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono comunque conseguire l'obiettivo economico-finanziario di cui alla presente lettera adottando misure alternative purché assicurino l'equilibrio del bilancio sanitario;»
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) non accoglie tale ulteriore riformulazione del suo emendamento 6.47 proposta dal rappresentante del Governo, osservando come i tagli alle risorse finanziare per la sanità rischiano di creare serissimi problemi all'erogazione dei servizi, di modo che il suo emendamento 6.47 mira invece ad assicurare l'erogazione almeno dei livelli essenziali di assistenza, garantiti anche dalla Costituzione.
Marina SERENI (PD) ricorda come il suo gruppo ha segnalato il problema della necessità di garantire livelli essenziali di assistenza già nell'ambito della spending review, ove si specificava come i risparmi dovessero avvenire «a invarianza dei servizi». Osserva, quindi, come sia necessario conservare piuttosto l'autonomia dei centri decisionali di spesa, che, nell'ambito di una dotazione finanziaria più ridotta, potranno individuare gli sprechi da tagliare, continuando ad assicurare, invece, l'erogazione dei servizi essenziali.
Lino DUILIO (PD) ricorda che l'argomento dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni è stato oggetto di discussioni in molteplici occasioni in Commissione affari sociali. Ricorda ancora che, in una di tali sedute, l'allora vice ministro Vegas aveva rassicurato sullo stato di avanzamento del decreto che il Governo avrebbe dovuto emanare a tale proposito. Ricorda peraltro che il testo era già stato predisposto nella precedente gestione del ministro Turco. Osserva altresì che, trattandosi di diritti soggettivi dei cittadini, i livelli essenziali di assistenza non possono subire tagli. Pertanto ritiene che l'emendamento Occhiuto 6.47, nella nuova formulazione, poteva rappresentare un momento di sintesi mentre la riformulazione testé proposta dal Governo peggiora e non migliora il testo.
Paola DE MICHELI (PD), nel concordare pienamente con le espressioni della collega Sereni, segnala la presenza di altri emendamenti che vanno nella direzione dei tre criteri indicati dalla stessa collega e che invita i relatori e il Governo a tenere nel debito conto ai fini di una nuova formulazione del testo dell'emendamento. Osserva che i tre criteri riguardano: il mantenimento del livello dei tagli; la garanzia dell'autonomia delle regioni e delle aziende sanitarie nella scelta della qualità e intensità dei tagli; la garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Ritiene che, all'interno di tali criteri, si possa riformulare l'emendamento giungendo ad una giusta mediazione.
Marco CAUSI (PD) ritiene che il problema sia soprattutto terminologico. Infatti, Pag. 11il problema è quello di mantenere il livello delle prestazioni riducendone i costi. Per produrre però un livello di servizi soddisfacente, occorre comunque garantire prestazioni ambulatoriali e specialistiche così come la pulizia degli ambienti o le utenze telefoniche. Pertanto, per migliorare il rapporto tra output e costi dei fattori produttivi è necessaria una riorganizzazione del sistema di produzione, fermo restando il livello dei servizi relativi ai livelli essenziali di assistenza. Propone pertanto che i relatori e il Governo valutino di non assumere il vincolo dei livelli essenziali di assistenza come un vincolo di costi ma come output, aggiungendo il concetto di livello di servizio collegato ai livelli essenziali di assistenza negli emendamenti, mantenendo cioè il livello di output agendo solo sui costi.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, comunica che i relatori hanno presentato gli emendamenti 8.501 e 8.502 e che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti è fissato alle ore 21.30.
Roberto SIMONETTI (LNP) osserva che rimane immutato il dato politico della riduzione degli stanziamenti per la sanità che si va ad aggiungere ai tagli subiti dalle regioni. Pertanto, anche qualora si traducesse in norma il principio della salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, dei servizi e delle prestazioni, tale obiettivo sarebbe impossibile da raggiungere per le regioni. Ritiene pertanto non vi sia alternativa all'emendamento soppressivo presentato dalla Lega Nord e ad una politica di risparmio sulle altre enormi spese dello Stato. Contesta da ultimo il principio di assegnazione dei fondi per la sanità ancora una volta non erogati sulla base dei fabbisogni standard ma sulla base della spesa storica, contravvenendo alle indicazioni del federalismo fiscale introdotto nella prima parte della legislatura. Ritiene pertanto indispensabile un radicale cambiamento di rotta.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, ritiene che il dibattito svoltosi sull'emendamento Occhiuto 6.47 (Nuova formulazione), che ha trovato una analisi compiuta nell'intervento del collega Causi, dovrebbe essere attentamente valutato dal Governo. La salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza è infatti un obiettivo che favorisce la razionalizzazione, ma se non viene indicato un vincolo qualitativo e quantitativo l'obiettivo non è raggiungibile. Pertanto, la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza è garanzia per arrivare ad una razionalizzazione raggiungendo l'obiettivo. Viceversa, ritiene che con i tagli lineari, seppure si possa risparmiare, si rischi di non ottenere il risultato che si ottiene invece con l'utilizzo congiunto dei fattori della produzione. In mancanza di uno di questi, infatti, non si ottiene il prodotto.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO concorda con il relatore Brunetta sia sui contenuti sia sul metodo. Per arrivare ad una ricomposizione della materia, ritiene opportuno procedere ad una ulteriore riformulazione dell'emendamento. In tal modo, venendo incontro a quanto richiesto dalla collega Sereni, ritiene che si potrebbe evitare che qualche direttore amministrativo poco avveduto intervenga su questa materia attraverso una decurtazione puntuale di tutte le prestazioni e di tutti i servizi, mentre non è questo lo spirito dell'emendamento. Propone pertanto una ulteriore nuova formulazione dell'emendamento Occhiuto 6.47 (vedi allegato 2).
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) ritiene che si tratti di un buon compromesso e invita a votarlo rapidamente.
Lino DUILIO (PD), Marina SERENI (PD) e Mario BACCINI (PdL) aggiungono la propria firma all'emendamento Occhiuto 6.47 (ulteriore nuova formulazione) nel testo modificato.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che l'emendamento Borghesi 6.72 è stato ritirato.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) ritiene che il suo emendamento 6.30 possa considerarsi sostanzialmente assorbito.
Roberto SIMONETTI (LNP), intervenendo per dichiarazione di voto, non si spiega il motivo per il quale le regioni dovrebbero aumentare la tassazione dei cittadini per coprire i costi del mantenimento dei livelli dei servizi sanitari, mentre lo Stato centrale potrebbe ridurre molto più agevolmente le sue spese.
La Commissione approva l'emendamento Occhiuto 6.47 (Ulteriore nuova formulazione).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che gli emendamenti Galletti 6.54 e Romele 6.30 devono considerarsi assorbiti.
Invita quindi i relatori a rendere il parere sugli emendamenti relativi all'articolo 7.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, chiede un breve rinvio poiché su tale articolo sono in corso approfondimenti.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, ritiene che la pluralità delle questioni riguardanti, in particolare, gli emendamenti relativi al comparto sicurezza possano trovare una composizione in una proposta emendativa che i relatori si riservano di presentare nelle prossime ore o domattina.
Emanuele FIANO (PD) osserva che il problema dello sblocco del turn over nel comparto sicurezza è effettivamente importante e che per raggiungere un accordo occorre tuttavia la volontà politica del Governo.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, chiede ai presentatori di ritirare l'emendamento Marinello 7.148, visto anche il parere contrario del Governo.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) ritira l'emendamento 7.148.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento all'emendamento Duilio 7.141, invita il presentatore a ritirarlo in considerazione della presentazione dell'emendamento dei relatori 8.501.
Lino DUILIO (PD) ritira il proprio emendamento 7.141.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che gli emendamenti Forcolin 7.33, Fogliato 7.20 e Marinello 7.191 verranno discussi successivamente.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, ricorda che gli argomenti contenuti negli emendamenti a carattere fiscale che riguardano l'IRAP, come l'emendamento Marinello 7.191, o la tassazione dei terreni agricoli, come l'emendamento Fogliato 7.20, saranno oggetto dell'emendamento fiscale dei relatori in corso di predisposizione.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) chiede a che punto si trovi l’iter che riguarda gli emendamenti Garofalo 7.90 e De Micheli 7.131.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che, anche su tali emendamenti, la Commissione si pronuncerà successivamente.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, esprime parere contrario sull'emendamento Rubinato 8.189 ed invita al ritiro dello stesso.
Simonetta RUBINATO (PD) insiste per la votazione.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 8.
La Commissione respinge l'emendamento Rubinato 8.189.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, comunica che rimangono accantonati gli emendamenti Martella 8.359 e De Poli 8.219, in quanto vertenti su argomento su cui i relatori hanno annunciato di voler presentare un emendamento.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, fa presente che sono in corso contatti tra i relatori e il Governo per l'individuazione di una proposta emendativa in grado di assorbire entrambi i citati emendamenti. Propone quindi all'onorevole Marinello una nuova formulazione dell'emendamento 8.181.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) accetta la riformulazione del suo emendamento 8.181.
La Commissione approva l'emendamento Marinello 8.181 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, evidenzia che l'emendamento Lolli 8.352 potrà considerarsi assorbito dall'emendamento 8.501 dei relatori.
Francesco BOCCIA (PD) chiede di aggiungere la propria firma all'emendamento Marchi 8.363 e chiede altresì al Governo e ai relatori di effettuare un'ulteriore valutazione sulla reale portata dell'emendamento. Esso infatti affronta il problema di una autorità portuale nel cui bilancio quasi il 60 per cento delle risorse sono destinate ad indennità per la cariche apicali della struttura, a fronte di una media nazionale di incidenza delle indennità sui bilanci delle autorità portuali pari al 2,8 per cento. Fa presente inoltre che la questione è all'attenzione della Corte dei conti.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO non ritiene di entrare nel merito della vicenda, ma si limita a far presente che l'argomento è oggetto del disegno di legge C. 5453, già approvato dal Senato e in discussione in sede referente della Camera. Invita pertanto i presentatori a ritirare l'emendamento, altrimenti il parere è contrario.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, fa presente che sull'emendamento l'avviso dei relatori è conforme a quello del Governo, e invita quindi i presentatori a ritirarlo.
Francesco BOCCIA (PD) insiste perché sia messo in votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Marchi 8.363.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, esprime parere favorevole sull'emendamento Sereni 8.356.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO si rimette alla Commissione.
La Commissione approva l'emendamento Sereni 8.356 (vedi allegato 2).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, comunica che gli emendamenti Cazzola 8.30, 8.500 dei relatori, Fedriga 8.125 e Ghizzoni 8.326 sono accantonati insieme con gli emendamenti relativi in materia di esodati. E parimenti accantonato l'emendamento Callegari 8.194. Fa altresì presente che i relatori hanno concordato con il presentatore una nuova formulazione dell'emendamento Ciccanti 8.362.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO si rimette alla Commissione sull'emendamento Ciccanti 8.362 (Nuova formulazione).
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, esprime parere favorevole.
Mario BACCINI (PdL) sottoscrive l'emendamento Ciccanti 8.362 (Nuova formulazione).
La Commissione approva l'emendamento Ciccanti 8.362 (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 20.40 riprende alle 22.
Giancarlo GIORGETTI (LNP), presidente, invita i relatori ed il rappresentante del Governo ad esprimersi sull'emendamento dei relatori 3.010 (Nuova formulazione) e sui relativi subemendamenti. Al riguardo comunica che la Presidenza non considera ammissibili, per estraneità di materia, gli identici emendamenti Ceroni 0.3010.10 e Marinello 0.3010.12, di contenuto analogo ad emendamenti in materia di credito di imposta presentati agli articoli 3 e 8, già dichiarati inammissibili per estraneità di materia, e il subemendamento 0.3.010.7, che introduce tre commi aggiuntivi aventi contenuto ordinamentale.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, intervenendo anche a nome del collega Baretta, esprime parere contrario sui subemendamenti Lulli 0.3010.6, Simonetti 0.3010.2, Toccafondi 0.3010.11, Borghesi 0.3010.14, Bitonci 0.3010.4, Simonetti 0.3010.3 Borghesi 0.3010.13 e Lulli 0.3010.8, mentre esprime parere favorevole sul subemendamento 0.3010.9, ove riformulato, nonché sul subemendamento Lulli 0.3010.5, purché riformulato. Esprime infine parere favorevole sul subemendamento Fallica 0.3010.1 purché riformulato.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO esprime parere conforme a quello dei relatori.
Giancarlo GIORGETTI (LNP), presidente, pone ai voti il subemendamento Lulli 0.3010.6.
La Commissione respinge il subemendamento Lulli 0.3010.6.
Roberto SIMONETTI (LNP) nell'intervenire sui subemendamenti 0.3010.2 e 0.3010.3 a sua firma, evidenzia come l'emendamento dei relatori non dia alcuna garanzia sulla reale consistenza del fondo che intende costituire. L'unico elemento certo è che sarà alimentato con la riduzione delle erogazioni a favore delle imprese. È evidente che esso si ispira al piano proposto dal professor Giavazzi, su incarico del Governo, per la razionalizzazione degli incentivi alle imprese. Osserva tuttavia che, mentre nelle prime notizie la stampa ipotizzava cifre piuttosto elevate, pari a circa 35 miliardi di euro, alla prova dei fatti il piano non sembra in grado di superare l'ostacolo di burocrazie statali che ne hanno notevolmente ridimensionato l'impatto. Rileva che neanche un governo tecnico ha dunque superato la ritrosia degli apparati ministeriali a ridurre i volumi delle proprie erogazioni. Evidenzia che si è dovuto invece prendere atto che una fetta rilevante delle somme destinate ad incentivare le imprese è in realtà destinata a settori pubblici quali le Ferrovie dello Stato, le Poste, le commesse militari, i trasporti e che le risorse realmente disponibili non potrebbero comunque arrivare a 500 milioni di euro. Osserva che le perplessità sull'emendamento dei relatori non riguardano dunque le finalità del fondo, ma l'incapacità di produrre un'azione realmente efficace per destinare risorse adeguate alla ricerca e allo sviluppo, oltre che alla riduzione del cuneo fiscale. Evidenzia che i subemendamenti mirano, da un lato, ad assicurare che nella istituzione e gestione del fondo vi sia una condivisione di intenti tra il Ministero dell'economia e quello dello sviluppo economico e, dall'altro lato, ad ampliare le finalità del fondo anche al sostegno alle esportazioni e all'assorbimento della disoccupazione giovanile, che costituisce uno dei principali problemi da fronteggiare.
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) chiede un chiarimento in ordine alle finalità del fondo che si intende istituire, in particolare per quanto riguarda le eventuali priorità di impiego delle risorse a favore della Pag. 15ricerca e sviluppo rispetto a quelle che saranno utilizzate per la riduzione del cuneo fiscale.
Renato BRUNETTA (PdL) relatore per il disegno di legge di stabilità, sottolinea come la disposizione intenda assicurare un adeguato coinvolgimento parlamentare nella gestione di un fondo che, allo stato, non è possibile definire nel suo ammontare. Precisa che lo scopo è dunque, in primo luogo, quello di convogliare le risorse che si riuscirà a reperire in un piano coordinato – e sottoposto al controllo parlamentare – di stimolo alla ricerca, allo sviluppo e volto a ridurre il cuneo fiscale, che rappresentano i fattori di maggiore penalizzazione delle imprese italiane.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, conviene con l'onorevole Occhiuto circa la difficoltà di prevedere se le risorse che concretamente affluiranno al fondo saranno adeguate ad incidere significativamente su tutti gli obiettivi prefissati. Auspica ovviamente che possano avverarsi le condizioni per usare questo strumento nel modo più efficace possibile, senza dover necessariamente assumere da subito un atteggiamento pessimistico.
Renato CAMBURSANO (Misto) ricorda che la Camera ha già licenziato un provvedimento di delega finalizzato ad un'ampia riforma fiscale, in cui si contempla anche la riduzione del cuneo e della pressione fiscale su imprese e famiglie, attingendo dalle risorse derivanti dalla lotta all'evasione. Rileva tuttavia come le finalità del fondo prefigurato dall'emendamento dei relatori siano eccessivamente ampie ed eterogenee.
Lino DUILIO (PD) rileva come il lavoro del professor Giavazzi abbia suscitato un'ampia eco e grande interesse sulla stampa e tra gli addetti ai lavori. Chiede dunque al rappresentante del Governo di fornire elementi di conoscenza ulteriori rispetto all'esito che quello studio ha avuto e sui suoi contenuti principali sul piano qualitativo e quantitativo. Ritiene che ciò sia utile anche allo scopo di riuscire a comprendere in modo più chiaro la natura di una proposta emendativa che ha un carattere programmatico ed appare una mera dichiarazione di intenti, nulla dicendo sulle risorse effettivamente impegnabili per gli obiettivi previsti.
Francesco BOCCIA (PD) richiama le numerose e pressanti richieste della sua parte politica di avere dal Governo un quadro completo sulle risorse impiegate per erogare incentivi alle imprese, a fronte delle circa quaranta leggi che li prevederebbero. Ricorda che, nell'ultima occasione, il Governo aveva evidenziato che ben venticinque di quelle disposizioni sono state accorpate nel recente decreto sviluppo. Osserva come non sia chiaro quante risorse esse assorbono, non sembrando del tutto realistica la cifra di circa 10 miliardi che è stata prospettata, da ultimo nello studio del professor Giavazzi, mentre appare più veritiero ipotizzare che esse complessivamente eroghino finanziamenti per una liquidità non superiore a 3 miliardi di euro. Non ritiene quindi possibile affrontare una simile tematica senza avere un quadro chiaro di quali siano le risorse disponibili in quanto non vincolate, e di quelle di cui il Governo sarebbe effettivamente intenzionato a discutere la relativa destinazione. Rileva che non è infatti un mistero che gran parte delle erogazioni «discrezionali», quindi teoricamente disponibili, non siano però considerate tali dall'Esecutivo in quanto destinate a settori nevralgici dell'economia, quali ad esempio il trasporto su ferro. Osserva che il rischio è che poi il volume di risorse sia di ammontare non superiore ai 300 milioni di euro, e quindi assolutamente insufficiente agli scopi per cui il fondo viene istituito. Sottolinea come, nelle attuali condizione di incertezza, anche la proposta emendativa dei relatori non appaia altro che un atto di indirizzo privo di reale portata normativa.
Amedeo CICCANTI (UdCpTP) dissente dalle valutazioni critiche espresse nel corso del dibattito, evidenziando come il Pag. 16testo proposto dai relatori sia comunque un primo passo per affrontare una tematica che, pur oggetto di un autorevole studio, è rimasta sullo sfondo. Fa presente come ciò consentirà di disporre di uno strumento che, con i suoi limiti legati all'incerta quantificazione delle risorse, potrà comunque dispiegare effetti sulle risorse che saranno recuperate a favore della ricerca applicata e dell'innovazione, con benefici a favore del settore delle piccole e medie imprese e degli enti universitari e di ricerca.
Maino MARCHI (PD) valuta la proposta emendativa positivamente, in quanto costituisce comunque un'occasione per affrontare un dibattito, spesso trascurato, sui grandi problemi di politica industriale e sull'esigenza di utilizzare lo strumento del credito di imposta per incentivare la ripresa economica, facendo leva sull'incremento delle spese per la ricerca che, soprattutto dal lato privato, risultano alquanto esigue.
Rolando NANNICINI (PD) precisa che, secondo le sue valutazioni, le cifre realmente disponibili per il fondo che si intende costituire, su una massa di complessivi 10 miliardi, non dovrebbero superare i 400 milioni di euro. Su tale stima chiede al Governo di dare eventuali conferme.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO precisa che lo studio del professor Giavazzi non ha avuto come destinatario il Ministero dell'economia e delle finanze bensì la Presidenza del Consiglio dei ministri, il cui sito ha reso pubblico il documento. In effetti, risulta che le stime iniziali riportate nel citato studio stimavano in 10 miliardi di euro l'ammontare complessivo degli incentivi alle imprese su cui effettuare il riordino. Osserva che la somma va quindi decurtata di quelle risorse che, essendo destinate a settori nevralgici, non sono apparse decurtabili, non volendo l'Esecutivo adottare un approccio di «liberismo integrale». Peraltro, rileva come l'impostazione adottata nel disegno di legge in esame sia stata quella di scorporare dalla massa dei trasferimenti alle imprese le risorse specificatamente dedicata ad alcuni settori di intervento, come il trasporto pubblico locale o l'autotrasporto, anche al fine di rendere più trasparente e più efficace il sostegno pubblico a tali settori. Conclusivamente, salve le determinazioni che si assumeranno in sede parlamentare, rileva come la massa aggredibile per una razionalizzazione delle erogazioni alle imprese sarebbe pari a circa 350 milioni di euro, in massima parte destinati ai fondi per lo spettacolo, l'istruzione e l'editoria. Quanto all'emendamento proposto dai relatori, osserva che il dibattito ha fatto emergere l'esigenza di precisare le responsabilità all'interno del Governo sulla gestione del Fondo che, proprio in ragione dell'ampia gamma di obiettivi fissati dalla legge, richiede una coerente politica di utilizzo. Per tali ragioni, modificando il suo precedente orientamento, esprime parere favorevole all'emendamento Simonetti 0.3010.2.
Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, invita i colleghi a valutare positivamente il fatto che lo strumento proposto consenta di svolgere una complessa riflessione sulla politica degli incentivi alle imprese e sulla loro finalizzazione verso la ricerca e la riduzione del cuneo fiscale. Pur comprendendone i limiti, giustamente evidenziati nel dibattito, ritiene che non deve però perdersi la visione di insieme che questo emendamento, insieme ad altri che i relatori si accingono a presentare in tema di fiscalità e di Irap, vuole imprimere alla legge di stabilità di quest'anno, che va assumendo contorni profondamente diversi da quella presentata dal Governo.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, rileva che il recente dibattito tra gli operatori più qualificati ha avuto come tema principale le proposte scaturenti dal piano dei professori Giavazzi, Amato e Vieri Ceriani. La proposta emendativa dei relatori in discussione non ha altro obiettivo che quello di Pag. 17consentire una ricaduta parlamentare per la tematica affrontata nello studio del professor Giavazzi, allo scopo di raccogliere la sfida di selezionare le riduzioni delle erogazioni alle imprese, riorientando verso altri obiettivi quelle che saranno ritenute poco funzionali alla ripresa economica.
Michele VENTURA (PD) propone di discutere l'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori nel contesto delle proposte emendative che verranno presentate dai relatori per modificare, nel complesso, il disegno di legge in esame. Propone, quindi, di accantonare l'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori.
Francesco BOCCIA (PD) concorda con le riflessioni dell'onorevole Ventura. Chiede, quindi, al sottosegretario Polillo di chiarire le numerose differenze, che tutti hanno avuto modo di apprezzare, fra le sue dichiarazioni e quelle dei relatori. Rileva, poi, come l'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) in esame rischia di sembrare davvero un mero ordine del giorno, in quanto allo stesso non si riconnettono, al momento, profili finanziari. Stigmatizza, infine, l'eccessiva genericità del disposto contenuto nell'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione).
Marco CAUSI (PD) intende suggerire, innanzitutto, che i risparmi di spesa provenienti dagli interventi proposti dal professor Giavazzi e dal sottosegretario Ceriani vadano ad implementare un nuovo meccanismo più generale di finanziamenti alle imprese. Rileva, quindi, come gli appare strano che si possano aggredire sostanzialmente solo il fondo unico per lo spettacolo (FUS), l'editoria e la scuola, mentre occorrerebbe concentrarsi e attuare una seria riflessione sugli attuali meccanismi di contributi alle imprese.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO, ribadendo la posizione del Governo espressa in precedenza, tiene a precisare come non sia arrivata alcuna proposta di tagli di spesa ovvero di diversa destinazione di risorse al Ministero dell'economia e delle finanze, restando per il momento il documento elaborato dal professor Giavazzi un'analisi, pur pregevole, ma solo teorica. Esprime, quindi, parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori, che ha fra l'altro il merito di parlamentarizzare una discussione teorica, al fine di concretizzare le relative scelte operative. Per una migliore elaborazione del testo, ribadisce che riterrebbe inoltre opportuna la modifica dell'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) con l'approvazione del subemendamento Simonetti 0.3.010.2.
Amedeo CICCANTI (UdCpTP) preannuncia il suo voto favorevole sull'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori, ritenendo opportuna la parlamentarizzazione della relativa problematica. Osserva, al riguardo, come anche la norma sulla spending review avesse un carattere programmatico, che non ha impedito tuttavia che essa producesse successivamente risultati molto efficaci sul versante del taglio della spesa pubblica.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, auspica che entro la mattinata di domani, venga presentato l'emendamento sulle tematiche fiscali, affinché i termini previsti per la presentazione di eventuali subemendamenti possano risultare compatibili con il previsto inizio della discussione in Assemblea.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, in relazione all'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione), invita a non confondere il testo con il contesto, osservando come il testo della proposta emendativa presentata possa opportunamente incidere su un contesto che sinora è sfuggito al controllo parlamentare. Ricorda come la proposta emendativa richieda infatti che il Governo venga a riferire al Parlamento, al fine di cercare di configurare un'azione coordinata e complessiva dei vari soggetti governativi che sono attualmente all'opera. Rispondendo Pag. 18al presidente Giorgetti, osserva che i tempi di presentazione dell'emendamento sulle tematiche fiscali dipendono anche dal Governo, con il quale ci si deve evidentemente coordinare in relazione alla complessità tecnica della materia.
Giancarlo GIORGETTI (LNP), presidente, ricorda che in relazione alla presentazione dei proposte emendative di riscrittura sostanziale del disegno di legge di stabilità è già stato deciso di osservare un termine di 24 ore per la presentazione di eventuali subemendamenti, che dovranno essere accompagnati dall'idonea documentazione sui profili di copertura finanziaria.
Mario BACCINI (PdL) osserva come l'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori costituisca una sintesi illuminata del dibattito che vi è stato in questi giorni su tali temi.
Michele VENTURA (PD) ricorda come sulla stampa quotidiana di oggi si osservi come entro 30 giorni, ci saranno circa 600 milioni di euro provenienti dal cosiddetto fondo Giavazzi e circa un miliardo e mezzo di euro provenienti dalle risorse regionali, mentre dopo le dichiarazioni del sottosegretario Polillo tali dati non sono poi così sicuri. Assicura, quindi, di aver ascoltato con attenzione le riflessioni dei colleghi e di rendersi disponibile a votare anche subito l'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori.
La Commissione, con distinte votazioni, approva il subemendamento Simonetti 0.3.010.2, mentre respinge i subemendamenti Toccafondi 0.3.010.11 e Borghesi 0.3.010.14.
Massimo BITONCI (LNP) raccomanda l'approvazione del subemendamento a sua prima firma 0.3.010.4, sottolineando come il tema dei ritardati pagamenti per le transazioni commerciali della pubblica amministrazione sia assolutamente centrale e meritevole di rientrare nelle finalità dell'istituendo fondo. Sottolinea inoltre la necessità di procedere alla riduzione dei contributi alle imprese in maniera selettiva, eliminando quelli in favore delle imprese decotte che non sono in grado di produrre alcuno sviluppo per il Paese.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge, il subemendamento Bitonci 0.3.010.4, mentre approva il subemendamento Lulli 0.3.010.9 (Nuova formulazione).
Roberto SIMONETTI (LNP), intervenendo sul subemendamento a sua prima firma 0.3.010.3, sottolinea l'importanza del tema dell'internazionalizzazione delle imprese che dovrebbe rientrare tra le dirette finalità dell'istituendo fondo e, richiamando le considerazioni svolte dall'onorevole Bitonci, ribadisce la necessità di procedere alla riduzione dei contributi alle imprese in maniera selettiva.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, osserva che il Governo fa presente come le finalità di cui al subemendamento in discussione sarebbero già ricomprese nel testo dell'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Simonetti 0.3.010.3 e Borghesi 0.3.010.13.
Andrea LULLI (PD), intervenendo sul subemendamento a sua firma 0.3.010.8, pur ringraziando per l'accoglimento del suo subemendamento 0.3.010.9, evidenzia come sia opportuno riservare una quota dell'istituendo fondo al sostegno delle imprese che investono nell'internazionalizzazione, che rappresenta, a suo avviso, un punto centrale per lo sviluppo delle imprese italiane. Ricorda in proposito come l'Unione europea abbia abbandonato il progetto di regolamento in materia di tutela del made in e ritiene quindi necessaria una previsione nazionale in tal senso. Sottolinea come non si possa liquidare la proposta in esame solo rilevando che la finalità è già ricompresa nell'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO, nel confermare l'orientamento contrario del Governo, ricorda come il comma 3 dell'articolo aggiuntivo dei relatori già preveda la presentazione alle Camere di una relazione nella discussione della quale si potranno individuare e specificare le finalità del fondo, da tradurre in appositi atti normativi. Sottolinea come l'elemento centrale rimane comunque quello della effettiva dotazione del fondo medesimo, che, in ipotesi, potrebbe essere anche nulla, e risulterà dirimente circa l'individuazione degli interventi da ammettere a finanziamento.
Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, sottolinea come la nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo dei relatori in discussione stabilisca la necessità di individuare appositi atti normativi per disciplinare il funzionamento dell'istituendo fondo. Ritiene quindi sbagliato definire una sola fattispecie in questa sede e occorra rinviare la discussione al momento di presentazione della relazione prevista dal testo dell'articolo aggiuntivo medesimo. Conferma quindi, anche a nome dell'onorevole Brunetta, il parere contrario dei relatori sul subemendamento in discussione.
Andrea LULLI (PD) ritira il suo subemendamento sottolineando come, alla luce delle dichiarazioni del rappresentante del Governo sulla possibile consistenza dell'istituendo fondo, il Governo debba procedere nei termini a presentare la relazione richiesta dall'articolo aggiuntivo in esame. Evidenzia quindi come non sia opportuno caricare di annunci la materia.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO sottolinea come si debbano evitare fraintendimenti ed evidenzia come il Governo sarà tanto più forte nell'individuazione delle risorse quanto maggiore sarà la spinta del Parlamento sulla questione.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, osserva come l'idea del fondo in discussione, che nasce dagli studi del professor Giavazzi, viene comunque ora tradotta in una norma di legge e inserita pienamente nel dibattito politico e parlamentare.
La Commissione, con distinte votazioni, approva i subemendamenti Lulli 0.3.010.5 (Nuova formulazione) e Fallica 0.3.010.1.
Rolando NANNICINI (PD) dichiara la sua astensione sulla votazione dell'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo 3.010 (Nuova formulazione) dei relatori (vedi allegato 2).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che, con riferimento all'emendamento 8.501 dei relatori, sono pervenuti 15 subemendamenti, mentre con riferimento all'emendamento 8.502 dei relatori non sono stati trasmessi subemendamenti. Fa presente che la presidenza non ritiene ammissibile, in quanto non attinente al contenuto proprio della legge di stabilità o comunque all'emendamento 8.501 il subemendamento Verducci 0.8.501.16, che, nell'introdurre nell'emendamento 8.501 un nuovo finanziamento, reca uno stanziamento individuando una mera destinazione di spesa priva di alcuna specificazione. Segnala che la presidenza non ritiene ammissibile, il subemendamento Fugatti 0.8.501.6, in quanto nell'inserire una voce ulteriore all'Elenco n. 3 non indica alcun riferimento normativo. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione congiunta alla seduta che sarà convocata alle ore 11.
La seduta termina alle 0.10 di lunedì 12 novembre.

References: sentenza 
in fine
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario