Source: http://www.articolo29.it/2015/07/
Timestamp: 2018-07-18 14:43:48+00:00

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luglio 2015 - ARTICOLO29 famiglia, orientamento sessuale, identità di genere
Unioni civili: la copertura c’è
24 luglio, 2015 Filled under italia, NEWS, Unioni civili
Dopo gli annunci via Twitter e le relative polemiche, ARTICOLO29 pubblica oggi la Relazione tecnica del Ministero dell’Economia e del Tesoro, firmata il 23 luglio dal Ragionere Generale dello Stato che attesta la sussistenza della copertura finanziaria per la legge sulle Unioni civili in discussione in Senato (Commissione giustizia).
Gli importi indicati sono irrisori (3,7 milioni di euro nel 2016, 6,7 l’anno successivo, sino a 17,9 nel 2013) e certamente sostenibili.
Per conseguenza, la relatrice Cirinnà ha presentato un emendamento che introduce l’art. 19- bis (Copertura finanziaria). Termine sino a martedì 28 luglio alle ore 18,00 per i subemedamenti. Si dovrebbero sgonfiare così definitivamente le polemiche.
Concentrandosi sull’articolo 8, la Corte Edu ricorda principi oramai consolidati nella sua giurisprudenza, in particolare (more…)
Sì al mutamento di sesso anche senza intervento chirugico
20 luglio, 2015 Filled under identità di genere, italia, NEWS
Con sentenza n. 15138/2015 depositata in data odierna la Corte di cassazione ha stabilito che la rettificazione anagrafica di sesso può essere autorizzata anche senza intervento chirugico. Viene decisa, così, una questione che aveva diviso da anni la giurisprudenza italiana (per tutte le decisioni di merito vedi qui: ARTICOLO29/Necessità di interventi chirurgici).
GenIUS 2015/01: la Rivista di studi giuridici sull’orientamento sessuale e l’identità di genere
12 luglio, 2015 Filled under GenIUS
Il semestrale GenIUS, Rivista di studi giuridici sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, giunge col numero 2015/01 al suo secondo anno di vita, consolidandosi come punto di riferimento per l’approfondimento di temi giuridici su cui si registra negli anni un crescente interesse degli studiosi e degli operatori del diritto. Questo numero ospita complessivamente ben 21 contributi raccolti in quattro sezioni.
Il numero contiene, innanzitutto, due “Focus” interamente dedicati a due temi di grande attualità.
Il primo, intitolato Opportunità e limiti di un intervento penale in materia di omo-transfobia, torna sul progetto di legge attualmente pendente (..ed arenato?) in Senato dopo la burrascosa approvazione alla Camera nel corso del 2013. L’attenzione pubblica é oggi forse concentrata maggiormente su altri temi (unioni civili, genitorialitá..), eppure una pausa di riflessione e di approfondimento é tutto sommato utile perché si torni a riaprire una discussione più informata su una legge che assicuri adeguate tutele secondo gli standard europei. Il tema dell’opportunità o meno di un intervento penale in questo campo, fra necessità di protezione dei soggetti deboli, repressione dei crimini d’odio, lotta all’omotransfobia, delimitazione dell’area dell’illecito penale, libertà di manifestazione del pensiero, é approfondito, con punti di vista diversi, da Andrea Pugiotto, ordinario di diritto costituzionale a Ferrara; Marco Pelissero, ordinario di diritto penale a Genova; Luca Imarisio, associato di diritto costituzionale a Torino; Luciana Goisis, ricercatrice in diritto penale a Sassari e docente di criminologia e diritto penale; Mia Caielli, ricercatrice di diritto pubblico comparato a Torino e Luca Morassutto, avvocato a Ferrara.
Il secondo “Focus” riguarda, invece, un tema che GenIUS ha seguito con particolare attenzione sin dal suo esordio, avendovi dedicato integralmente il suo primo numero (2014/01, una sorta di “numero zero”). Si tratta della questione del cd. “divorzio imposto”: come noto nel 2013 la Corte di cassazione ebbe ad interrogare la Corte costituzionale in ordine alla legittimità della norma che imponeva lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di rettificazione anagrafica di sesso di uno dei coniugi ed all’ordinanza di remissione ed alle delicate questioni poste dedicammo come detto il primo numero. Oggi la Rivista torna sull’esito di quella vicenda, con un “Focus” significativamente titolato Quando scricchiola un paradigma. La Cassazione decide il caso Bernaroli. Abbiamo chiesto ad alcuni insigni costituzionalisti di rispondere ad alcune domande formulate per la Rivista da Paolo Veronesi, associato di diritto costituzionale a Ferrara, sulla interpretazione delle decisioni della Consulta e della Cassazione, in particolare sulla natura e gli effetti delle sentenze additive di principio e sui limiti della loro interpretazione e applicazione da parte del giudice a quo. Ne é venuto un dibattito di elevato interesse scientifico fra i costituzionalisti Gian Paolo Dolso, Gianpaolo Parodi, Roberto Romboli e Antonio Ruggeri, introdotto da Barbara Pezzini. Una discussione davvero avvincente anche sotto il profilo della verifica delle argomentazioni svolte a seconda dei diversi, a volte diametralmente opposti, punti di vista.
La Rivista ospita, quindi, sei contributi nella sezione “Interventi”. In apertura, é davvero di grandissimo interesse il contributo del prof. Kees Waadelejk, che insegna diritto comparato dell’orientamento sessuale presso l’università di Leiden, sul ruolo giocato dalla nozione di “right to relate”, o diritto di relazionarsi, considerato come il filo conduttore che lega tutte le questioni relative al diritto dell’orientamento sessuale, dalla depenalizzazione ai giorni nostri. Marcella Distefano (associato di diritto internazionale a Messina) presenta una analisi, particolarmente approfondita, dell’approccio, ancora assai embrionale, della nostra giurisprudenza civile alla Gestazione per altri (GPA o maternità surrogata) indagando il significato attribuito in concreto all’interesse superiore del minore. Anna Lorenzetti (assegnista di ricerca in diritto costituzionale a Bergamo) affronta un tema di grande attualità: la esecuzione di un intervento chirurgico volto alla sterilizzazione della persona, imposta da un orientamento della giurisprudenza italiana sinora dominante (ma assai contrastato) quale presupposto per ottenere la rettificazione anagrafica di sesso; l’approfondita analisi offerta appare particolarmente opportuna, posto che tanto la Corte di cassazione quanto la Corte costituzionale sono chiamate a pronunciarsi sul punto nel corso del 2015. Elena Falletti (ricercatore in diritto privato comparato alla Carlo Cattaneo-LIUC di Castellanza) e Roberta Dameno (ricercatore in sociologia del diritto a Milano-Bicocca) affrontano quindi due temi ancora piuttosto nuovi per il dibattito giuridico italiano, con la manifesta intenzione di fornire al lettore non un quadro definitivo, ma elementi per una riflessione muovendo entrambe da una prospettiva non esclusivamente giuridica, ma anche medica e/o sociologica: la questione del transessualismo nei bambini e negli adolescenti e la questione della transgenitorialitá. Infine, grazie a Michele Saporiti (assegnista di ricerca in Filosofia del diritto a Milano-Bicocca) la Rivista affronta un altro tema di grande interesse, ossia la questione dell’obiezione di coscienza sollevata da alcuni sindaci francesi all’indomani dell’entrata in vigore della legge sul cd. “matrimonio per tutti” e risolta dalla Corte costituzionale con la negazione di un diritto del pubblico funzionario a non celebrare matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Seguono, nella sezione “Commenti”, quattro note a decisioni che hanno suscitato grande interesse (ed anche un certo clamore mediatico). Laura Tomasi (giudice del lavoro e dottore di ricerca in diritto internazionale e dell’Unione europea) commenta la recente prima applicazione in Italia della disciplina antidiscriminatoria in materia di orientamento sessuale, che ha interessato un notissimo avvocato che aveva dichiarato pubblicamente che non avrebbe mai assunto collaboratori omosessuali, analizzando anche le ragioni dell’incredibile ritardo del nostro Paese in questo campo. Angioletta Sperti (associato di diritto pubblico comparato a Pisa) affronta la decisione con la quale il Tribunale per i minorenni di Roma ha disposto, per la prima volta in Italia, l’adozione (in casi particolari) di una minore alla comadre, evidenziandone in particolare la conformità ai principi costituzionali di protezione del superiore interesse del minore e di eguaglianza ed estendendo l’analisi ad analoghe decisioni di corti estere. Matteo Winkler (Assistant Professor presso la HEC Paris e dottore di ricerca in diritto internazionale dell’economia, Università Bocconi) commenta la sentenza con la quale la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per le decisioni assunte in un particolare caso di Gestazione per altri, ove nessuno dei due genitori intenzionali risultava genitore biologico del minore e per il quale i nostri giudici avevano decretato lo stato di adottabilitá. Chiude la sezione Ester di Napoli (dottore di ricerca in diritto internazionale a Padova) con una interessante ed approfondita analisi della decisione della Corte d’appello di Torino che, anche in questo caso per la prima volta in Italia, ha ammesso la trascrizione di un certificato di nascita spagnolo con due mamme, riconoscendo così copertura giuridica ad una ipotesi di omogenitorialitá non per successiva adozione del figlio del partner (come nel caso romano), ma ab origine.
In fondo al Semestrale, alcune recenti decisioni e documenti sono raccolti nelle sezioni “Osservatorio”, curate da Carmelo Danisi. Si tratta, come sempre, di una selezione, mentre una ben più ampia rassegna di (tutte!) le decisioni italiane e di moltissime decisioni straniere e delle corti internazionali sono rinvenibili sul sito Articolo29, www.articolo29.it, che ospita la Rivista e da cui la stessa é interamente scaricabile gratuitamente.
Corte d’appello di Napoli: sì alla trascrizione dei matrimoni tra persone straniere dello stesso sesso
8 luglio, 2015 Filled under italia, matrimonio, NEWS, orientamento sessuale
Con decisione depositata oggi, la Corte di appello di Napoli ha ordinato la trascrizione di un matrimonio contratto all’estero da due donne francesi, residenti in Italia (si precisa che la decisione é pubblicata con indicazione delle parti per espressa volontà delle stesse).
La decisione appare correttamente motivata sul mero rilievo della “esistenza” del matrimonio contratto fra persone dello stesso sesso, della necessità di applicare la legge nazionale dei nubendi e della sua non contrarietà all’ordine pubblico internazionale: tutti principi ormai pacifici che conducono la Corte ad una soluzione imposta dai principi di diritto internazionale privato.
Per i giudici di appello napoletani “una volta riconosciuto che il genere della coppia dei coniugi stranieri non costituisce limite di ordine pubblico (nazionale ed internazionale) e che ad ogni Stato dell’Unione compete convenzionalmente la riserva di legge in ordine alle forme di unione delle coppie omosessuali, la trascrizione del matrimonio di coniugi stranieri residenti in Italia, ex art. 19 cit., non può incontrare alcun limite, opponibile dall’amministrazione dello Stato di residenza, nemmeno riferito all’appartenenza di genere della coppia coniugata. Né può configurarsi una disparità di trattamento per così dire “a contrario” nel senso che il matrimonio same sex di cittadini stranieri avrebbe maggiore tutela (allo stato inesistente) delle coppie omoaffettive italiane, perché la deteriore situazione di queste ultime è attribuibile solo all’inerzia del legislatore italiano più volte ammonito e sollecitato a legiferare in materia; in altri termini e semplificando la questione sarebbe proponibile se si volessero aggiungere diritti ai discriminati e non per disconoscerli a chi li ha secondo la legislazione dello Stato di cittadinanza dell’Unione. (more…)

References: ARTICOLO29
 ARTICOLO29
 sentenza 
 ARTICOLO29
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 Articolo29
 art. 19