Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/02/17/01/comunic.htm
Timestamp: 2019-06-16 21:02:00+00:00

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﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 17 febbraio 2016
Mercoledì 17 febbraio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. – Interviene il sottosegretario di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 16 febbraio 2016.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, comunica che sono stati presentati subemendamenti all'emendamento 14.12 del relatore (vedi allegato 1). Avverte che la Commissione passerà all'esame degli emendamenti precedentemente accantonati.
Francesco SANNA (PD), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Centemero 1.8.
Elena CENTEMERO (FI-PdL), preliminarmente stigmatizza il fatto che il relatore avesse già anticipato il parere contrario sul suo emendamento. Ritiene che tale emendamento costituisca un elemento essenziale all'interno del testo, perché inserisce il principio che non debba sussistere conflitto di interessi nel caso di coincidenza tra interessi pubblici e privati. In questo modo, si scongiura il rischio che il soggetto che si trovi in quelle situazioni non possa assumere decisioni.
Danilo TONINELLI (M5S) ritiene che non inserire la coincidenza tra interessi pubblici e privati come norma di principio costituisca il minimo possibile. Fa al proposito l'esempio della coincidenza degli interessi privati e pubblici, con la prevalenza dei primi, che hanno condizionato l'azione di un ex Presidente del Consiglio.
Massimo PARISI (Misto-ALA-MAIE) fa osservare al collega Toninelli che quanto proposto dall'emendamento della collega Centemero non altera l'impianto della legge e che si tratta di una norma che si applica a tutti. Osserva che il provvedimento nel suo complesso costituisce ulteriore esempio della deriva di delegittimazione della politica e della limitazione della sua autonomia. Questo avrà come risultato una presenza parlamentare nelle prossime legislature non certo più elevata di quella attuale.
Roberto OCCHIUTO (FI-PdL) fa rilevare al collega Toninelli che nel caso da lui citato, era noto a tutti il conflitto di interessi del soggetto in questione. Il vero problema sussiste quando il conflitto di interessi non è così evidente.
La Commissione respinge l'emendamento Centemero 1.8.
Francesco SANNA (PD), relatore, invita i presentatori al ritiro degli identici emendamenti Rubinato 2.2 e Nuti 2.15, nonché dell'analogo emendamento Costantino 2.1, che affrontano il tema dell'estensione della regolamentazione del conflitto di interessi anche alle autorità indipendenti. Ritiene il tema rilevante. Infatti, accogliendo un invito che viene anche dalla sua parte politica, sta predisponendo un emendamento che presenterà per l'esame in Assemblea. Con questo emendamento, si uniformeranno le singole norme contenute all'interno delle diverse leggi istitutive delle autorità indipendenti, salvaguardando le norme più rigide e ponendo un tema come il controllo societario non presente all'interno delle leggi medesime.
Andrea CECCONI (M5S), in qualità di cofirmatario, non accetta l'invito al ritiro dell'emendamento Nuti 2.15. Non mette infatti in dubbio la volontà del relatore, ma non è in condizione di giudicare un emendamento che ancora non ha visto. Sottolinea che la previsione dell'emendamento Nuti 2.15 era molto semplice e tesa a inserire nell'articolo 2 l'estensione del conflitto di interessi alle autorità indipendenti.
Giuseppe LAURICELLA (PD) desidera, in relazione a quanto anticipato dal relatore, avanzare un'ipotesi di lavoro. Si potrebbe infatti inserire nel testo una delega al Governo a redigere un testo unico sulla materia, anche con l'inserimento Pag. 24delle norme su incandidabilità e ineleggibilità.
Danilo TONINELLI (M5S), in aggiunta a quanto affermato dal collega Cecconi, sottolinea che la normativa vigente prevede norme ex post, mentre con l'emendamento Nuti 2.15 si proponeva una forma di controllo preventivo del conflitto di interessi. Le due norme, quindi, non confliggono tra di loro. Ritiene, infine, indispensabile il controllo preventivo proprio per evitare i casi di conflitto di interessi, eliminando la necessità di affrontarli quando già si sono verificati.
Massimo PARISI (Misto-ALA-MAIE), intervenendo sugli identici emendamenti Rubinato 2.2 e Nuti 2.15, si dichiara d'accordo sia sulla necessità di estendere l'applicabilità della legge anche ai componenti delle autorità amministrative indipendenti sia sulla necessità di approfondire la questione in Commissione, mentre, a suo giudizio, non ritiene opportuno votare una delega al Governo per la redazione di un testo unico, essendo questo un compito del Parlamento.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO, rispondendo agli onorevoli intervenuti, osserva che l'ordinamento già prevede norme speciali che disciplinano la materia delle incompatibilità dei componenti le autorità indipendenti e il pericolo è che dalla sovrapposizione di disposizioni diverse possano insorgere difficoltà. Quanto alla delega per la redazione di un testo unico, auspica che sia la Commissione a proporre una norma da sottoporre all'Aula, che preveda l'estensione dei principi generali alle autorità per le quali non siano previste norme speciali.
Riccardo NUTI (M5S) osserva che la maggioranza intende disciplinare la materia del conflitto di interessi con riferimento solo a un numero minimo di casi rispetto a quelli che si verificano in Italia. Per tale motivo e per il fatto che è già passato un anno e mezzo da quando il problema è stato posto, per il Movimento 5 Stelle è inaccettabile la proposta di ritiro dell'emendamento avanzata dal relatore e dal Governo. Esorta pertanto i colleghi della Commissione ad approvarlo, eventualmente pensando a introdurre ulteriori modifiche in sede di esame in Assemblea.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) preannuncia il voto del gruppo di Forza Italia a favore degli identici emendamenti Rubinato 2.2 e Nuti 2.15, essendo preferibile che sia la Commissione ad approfondire il tema, vista la sua complessità.
Massimo PARISI (Misto-ALA-MAIE), ribadendo quanto già detto, afferma che si sarebbe aspettato una presa di posizione della Commissione sulla necessità di approfondire in questa sede il tema in esame.
Giuseppe LAURICELLA (PD) chiarisce di avere proposto la redazione di un testo unico di carattere meramente compilativo, escludendo, attraverso l'indicazione di principi e criteri direttivi stringenti, qualsiasi possibilità per il Governo di inserire norme innovative.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, ricorda che i lavori della Commissione dovranno concludersi entro le 16. Fa presente che, in relazione all'andamento dei lavori medesimi, si riserva di convocare un Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, al fine di definire le necessarie modalità di organizzazione del seguito dell'esame. Ciò anche alla luce del fatto che sarà necessario approfondire la tematica posta dal successivo articolo 14, che riguarda l'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Danilo TONINELLI (M5S), in considerazione dell'importanza dei temi toccati dall'articolo 2 in discussione e dal successivo articolo 14, reputa inopportuno porre limiti al dibattito.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritiene opportuno proseguire la discussione sugli emendamenti accantonati riferiti all'articolo Pag. 252 in Commissione e che il relatore presenti in questa sede il suo emendamento sulle autorità indipendenti.
Danilo TONINELLI (M5S) si dichiara d'accordo sia con la collega Centemero sulla opportunità della presentazione in Commissione del preannunciato emendamento del relatore ma non condivide l'affermazione del sottosegretario sulla difficoltà di coordinamento tra normativa generale e normative speciali che disciplinano il settore delle autorità.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che è stato ritirato l'emendamento Rubinato 2.2.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Nuti 2.15 e Costantino 2.1.
Francesco SANNA (PD), relatore, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, i presentatori dell'emendamento Nuti 3.3, in quanto il suo contenuto risulta assorbito dalla riformulazione dell'emendamento Nuti 5.38 che sarà esaminato successivamente.
Andrea CECCONI (M5S) insiste nel chiedere che l'emendamento Nuti 3.3 sia messo ai voti, avendo un contenuto più specifico rispetto a quanto previsto nel testo del provvedimento in tema di collaborazione tra le pubbliche amministrazioni e Autorità nell'espletamento delle verifiche.
La Commissione respinge l'emendamento Nuti 3.3.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Catalano 4.9; s'intende vi abbia rinunciato.
Francesco SANNA (PD), relatore, invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, i presentatori dell'emendamento Costantino 4.4.
Celeste COSTANTINO (SI-SEL) chiede al relatore di chiarire la motivazione del suo parere contrario sul suo emendamento 4.4.
Francesco SANNA (PD), relatore, precisa che, a suo avviso, il testo del comma 1 dell'articolo 4 non necessita di ulteriore specificazione, anzi la definizione dell'interesse economico privato, diretto e indiretto, potrebbe rendere più difficile la definizione del tipo di interesse che il provvedimento vuole colpire.
Celeste COSTANTINO (SI-SEL) dichiara di non condividere le motivazioni svolte dal relatore, in quanto il contenuto dell'emendamento a sua prima firma non è di carattere meramente formale. Prende atto del parere espresso, ma insiste perché venga messo in votazione.
Andrea CECCONI (M5S) ritiene, come affermato dalla collega Costantino, che quello in discussione non sia un emendamento meramente formale; al riguardo ricorda la lunga discussione svoltasi in Commissione sul concetto di «interesse economico privato». Introdurre una specificazione ulteriore può rappresentare, a suo avviso, un elemento utile per l'Autorità chiamata all'applicazione della norma. Dichiara pertanto di non condividere l'invito al ritiro ovvero il parere contrario espresso dal relatore.
Riccardo NUTI (M5S) esprime perplessità sulle argomentazioni svolte dal relatore, evidenziando come la finalità dell'emendamento della collega Costantino è quella di rendere più chiara l'applicazione delle norme contenute nell'articolo 4 e quindi rendere più agevole l'applicazione da parte dell'Autorità. Al riguardo ritiene che il relatore avrebbe potuto anche proporre Pag. 26una diversa formulazione dell'emendamento al fine di migliorare il testo dell'articolo 4.
La Commissione respinge l'emendamento Costantino 4.4.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che l'emendamento Cecconi 4.13 resta accantonato, in quanto sarà esaminato unitamente agli emendamenti accantonati all'articolo 11 ed in particolare all'emendamento del relatore vertente sulla medesima materia.
Francesco SANNA (PD), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Costantino 5.3.
Celeste COSTANTINO (SI-SEL) esprime apprezzamento per il parere favorevole formulato dal relatore sull'emendamento a sua prima firma 5.3.
La Commissione approva l'emendamento Costantino 5.3 (vedi allegato 2).
Francesco SANNA (PD), relatore, propone una riformulazione dell'emendamento Nuti 5.38, del seguente tenore:
«Dopo il comma 6, aggiungere i seguenti:
6-bis. Per l'espletamento dei compiti di indagine, verifica, accertamento e controllo attribuiti dalla presente legge, l'Autorità può avvalersi di banche dati pubbliche o private, sulla base di specifiche linee guida stabilite dal Garante per la tutela dei dati personali entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nonché, per le banche dati del sistema informativo della fiscalità, sulla base e nei limiti di convenzione conclusa con l'Agenzia delle Entrate.
6-ter. Ogni provvedimento adottato dall'Autorità in attuazione della presente legge deve essere motivato.
6-quater. I provvedimenti adottati ai sensi della presente legge sono resi pubblici e di facile accessibilità mediante pubblicazione nel sito Internet dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in una apposita sezione dedicata al conflitto di interessi, nel rispetto della normativa vigente in materia di dati personali.».
Andrea CECCONI (M5S), nell'esprimere apprezzamento per la riformulazione proposta dal relatore ed in particolare per la previsione di linee guida elaborate dal Garante per la privacy, chiede alcuni chiarimenti circa la necessità di prevedere un'apposita convenzione anche per l'accesso ai dati in possesso dell'Agenzia delle entrate.
Francesco SANNA (PD), relatore, rileva come l'Agenzia delle entrate gestisca dati sensibili non solo di carattere fiscale ma anche riguardanti dati relativi alla situazione bancaria e patrimoniale dei contribuenti. Ricorda come in occasione della scrittura della norma in materia di spending review sia stata prevista la stipulazione di un'analoga convenzione; non ritiene che la previsione di tale strumento possa essere giudicato come la volontà di limitare l'attività dell'Autorità, ma al contrario deve essere visto come un'opportunità per risolvere eventuali controversie.
Danilo TONINELLI (M5S), nel condividere la sostanza delle considerazioni svolte dal relatore, propone di eliminare dal comma 6-bis la previsione delle parole: «nei limiti» riferite alla convenzione da stipulare con l'Agenzia delle entrate.
Francesco SANNA (PD), relatore, non riesce a comprendere del tutto l'obiezione sollevata dal collega Toninelli, ma ritiene che si possa trovare una formulazione diversa per superare i timori espressi dal gruppo di M5S.
Andrea CECCONI (M5S) propone di inserire al medesimo comma 6-bis, in luogo dell'espressione «dei limiti» le parole: «sulla base della disciplina».
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO sottolinea come lo scopo della convenzione è proprio quella di definire condizioni e limiti, ma si dichiara disponibile a trovare la formulazione più chiara per soddisfare le esigenze avanzate dai colleghi dell'opposizione.
Francesco SANNA (PD), relatore, nel ricordare come l'espressione prevista nella proposta di riformulazione dell'emendamento Nuti 5.38 sia stata suggerita dal Garante della privacy, propone un'ulteriore riformulazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Riccardo NUTI (M5S) accetta l'ulteriore riformulazione del proprio emendamento 5.38, proposta da relatore.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO esprime parere favorevole sull'ulteriore riformulazione proposta dal relatore, ribadendo che la convenzione prevederà limiti e condizioni per l'accesso ai dati in possesso dell'Agenzia delle entrate.
La Commissione approva l'emendamento Nuti 5.38, così come ulteriormente riformulato (vedi allegato 2).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento Nuti 5.38, come ulteriormente riformulato deve ritenersi assorbito l'emendamento Ferrari 5.16.
Francesco SANNA (PD), relatore, propone una nuova formulazione degli emendamenti Fraccaro 5.34 e Giorgis 5.20.
Andrea GIORGIS (PD) dichiara di accettare la riformulazione proposta dal relatore e chiede alla Commissione, prima della conclusione dell'esame del provvedimento, di approfondire una questione che giudica assai rilevante e cioè l'opportunità di estendere l'obbligo di pubblicazione dei dati anche ai congiunti entro il secondo grado di coloro che assumono incarichi di governo. Ciò per garantire un maggior grado di trasparenza. Sul punto chiede al relatore e ai colleghi un supplemento di riflessione.
Danilo TONINELLI (M5S) giudica grave la mancata estensione dell'obbligo di trasparenza ai parenti dei titolari delle cariche di governo, ritenendo non accettabile il secondo periodo della riformulazione proposta dal relatore dell'emendamento Fraccaro 5.34, di cui è cofirmatario.
Andrea CECCONI (M5S) ritiene non sia accettabile il secondo periodo della riformulazione proposta dal relatore dell'emendamento Fraccaro 5.34, di cui è cofirmatario, giudicando necessario che vi sia la massima trasparenza in relazione alla posizione dei titolari di cariche di governo e dei loro familiari. Fa presente, inoltre, che, a suo avviso, è stato un errore non prevedere, a monte, gli obblighi dichiarativi anche a carico dei familiari.
Riccardo NUTI (M5S) dichiara di non accettare la riformulazione proposta dal relatore dell'emendamento Fraccaro 5.34, di cui è cofirmatario, non condividendone il secondo periodo. Insiste, pertanto, per la votazione dell'emendamento Fraccaro 5.34.
Francesco SANNA (PD), relatore, osserva che il testo unificato originariamente prevedeva la possibilità di rendere trasparenti le situazioni patrimoniali dei familiari dei titolari della carica di governo, precisando che tale opportunità tuttavia è stata espunta dal testo. Ritiene che ora si sia raggiunta una mediazione adeguata, dal momento che, qualora i familiari non acconsentano, l'autorità può svolgere d'ufficio le relative indagini anche nei loro confronti dei familiari, e la trasparenza sarà comunque assicurata nel caso di adozione di un provvedimento da parte dell'Autorità.
Danilo TONINELLI (M5S) giudica grave escludere i familiari del titolare della carica di governo dall'ambito di applicazione del conflitto di interessi patrimoniale.
Giuseppe LAURICELLA (PD), condividendo la posizione del relatore, fa notare che la formulazione da lui proposta salvaguarda il titolare della carica di governo da azioni che potrebbero pregiudicarne la posizione.
La Commissione respinge l'emendamento Fraccaro 5.34. Approva l'emendamento Giorgis 5.20, così come riformulato (vedi allegato 2).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che si passerà ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 6, precedentemente accantonate.
Francesco SANNA (PD), relatore, invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, i presentatori dell'emendamento Centemero 6.38. Al riguardo, precisa che si riserva di presentare in Assemblea una proposta di modifica tesa ad affrontare la questione relativa alla possibilità di ricorrere in sede giurisdizionale avverso le decisioni, anche endoprocedimentali, dell'Autorità, nell'ambito di un procedimento di cognizione sommaria accelerato. Invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, i presentatori degli emendamenti Centemero 6.41, 6.39 e 6.40 e D'Ambrosio 6.19.
Elena CENTEMERO (FI-PdL), illustrando il suo emendamento 6.38, ne raccomanda l'approvazione. Ritiene che la proposta di modifica preannunciata dal relatore sia troppo complessa, pur valutando positivamente che in essa si richiami l'esigenza di prevedere termini ridotti al fine di scongiurare intenti dilatori del ricorrente. In generale, ritiene che il provvedimento abbia un'impostazione volta a contemplare il conflitto di interessi in termini astratti, non garantendo uguaglianza nell'accesso alla vita politica.
La Commissione respinge l'emendamento Centemero 6.38.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) non accetta l'invito al ritiro dei suoi emendamenti 6.41, 6.39 e 6.40, che intervengono sul comma 11 dell'articolo 6. In particolare il 6.41 sopprime l'obbligo della comunicazione da parte dell'Autorità al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle Camere della mancata opzione. Non comprende, infatti, il motivo di tale comunicazione nel caso in cui i soggetti interessati non siano parlamentari.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Centemero 6.41, 6.39 e 6.40.
Andrea CECCONI (M5S) in qualità di cofirmatario, non accetta l'invito al ritiro dell'emendamento D'Ambrosio 6.19. Si tratta infatti di una norma che, nel prevedere la nullità degli atti compiuta dal soggetto che non ha esercitato l'opzione, tutela la democrazia. Non comprende quindi la motivazione del parere contrario espresso dal relatore.
Emanuele FIANO (PD), nel replicare al collega Cecconi, osserva che nel testo la nullità degli atti è prevista dopo la comunicazione della mancata opzione alle alte cariche dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Quindi, non solo si prevede la nullità, ma anche la sanzione pubblica della pubblicazione della mancata opzione.
La Commissione respinge l'emendamento D'Ambrosio 6.19.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte di aver ritirato il proprio emendamento 8.9.
Emanuele FIANO (PD) sottoscrive gli emendamenti Famiglietti 9.10 e 9.11.
Francesco SANNA (PD), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Famiglietti 9.10. Esprime parere Pag. 29favorevole sull'emendamento Famiglietti 9.11, qualora ulteriormente riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). In particolare accogliendo una richiesta dell'onorevole Famiglietti, ritiene opportuno che l'emendamento sia più correttamente posizionato all'interno del comma, 2 dell'articolo 9. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, i presentatori dell'emendamento Centemero 9.21.
Emanuele FIANO (PD), in qualità di cofirmatario, riformula l'emendamento Famiglietti 9.11, così come proposto dal relatore.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO esprime parere conforme a quello del relatore e parere favorevole sull'emendamento Famiglietti 9.11, così come riformulato.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) dichiara il voto contrario del suo gruppo all'emendamento Famiglietti 9.10.
La Commissione approva l'emendamento Famiglietti 9.10 (vedi allegato 2).
Elena CENTEMERO (FI-PdL), intervenendo sull'emendamento Famiglietti 9.11, così come riformulato, osserva che si tratta di una delega in bianco all'Autorità a stabilire i criteri, non solo riguardo ai requisiti richiesti, ma anche alla determinazione del compenso del gestore. A suo avviso, si potevano richiamare i requisiti richiesti per altri gestori, come quelli dei beni confiscati. Riguardo alla retribuzione, ritiene che questa debba essere adeguata ma non sproporzionata.
Francesco SANNA (PD), relatore, fa osservare alla collega Centemero che sono molti i provvedimenti che stabiliscono tariffe e compensi affidati, in virtù del loro carattere tecnico, al Governo o alle Autorità competenti.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) dichiara di essere maggiormente preoccupata per la delega in bianco che viene data all'Autorità per stabilire i requisiti.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO fa presente all'onorevole Centemero le peculiarità del ruolo dei gestori previsto dal testo in esame. Non si tratta di gestire l'ordinaria amministrazione, infatti, ma di affidare la gestione di entità complesse e variegate tra loro. Da qui la necessità di definire di volta in volta le capacità non solo gestionali ma anche tecniche del gestore.
Elena CENTEMERO (FI-PdL), intervenendo sull'emendamento Famiglietti 9.11, come riformulato, osserva che, con riferimento a situazioni diverse, è sempre possibile individuare criteri comuni.
La Commissione approva l'emendamento Famiglietti 9.11 (Ulteriore nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Elena CENTEMERO (FI-PdL), intervenendo sul proprio emendamento 9.21, richiama quanto già detto in tema di Autorità.
La Commissione respinge l'emendamento Centemero 9.21.
Francesco SANNA (PD), relatore, invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, i presentatori dell'emendamento Schullian 11.3, in quanto, a suo avviso, l'esigenza di conformare le previsioni del provvedimento agli statuti delle regioni ad autonomia speciale e, in particolare, delle Province autonome di Trento e Bolzano risulta già soddisfatta dalla nuova formulazione del testo del provvedimento. Inoltre, alla luce del contenuto del proprio emendamento 11.6 come riformulato, invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, i presentatori dell'emendamento Cecconi 4.13, precedentemente accantonato.
Manfred SCHULLIAN (Misto-Min.Ling.) ritira il proprio emendamento 11.3.
Danilo TONINELLI (M5S) afferma la volontà del Movimento 5 Stelle di insistere sulla votazione dell'emendamento Cecconi 4.13, in quanto, anche nel caso di conflitto di interessi, a loro avviso le Regioni a statuto speciale godono di un potere eccessivo e di privilegi non più giustificati.
La Commissione respinge l'emendamento Cecconi 4.13.
La Commissione approva l'emendamento 11.6 del relatore (Nuova formulazione) (vedi allegato 2).
Andrea CECCONI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede chiarimenti in ordine al coordinamento tra la nuova formulazione dell'emendamento Giorgis 5.20, approvato in precedenza, e gli emendamenti Centemero 5.44, Gasparini 5.15 e Fraccaro 5.26, anch'essi approvati, soppressivi del secondo periodo del comma 5.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, replicando al collega Cecconi, fa presente che le disposizioni di cui alle proposte emendative da lui richiamate sono coordinate, poiché l'articolo 5, comma 5, primo periodo, contiene il riferimento alle dichiarazioni rese dai parenti entro il secondo grado.
Andrea CECCONI (M5S) invita la Commissione ad approfondire l'eventualità di inserire nel testo una norma di copertura finanziaria, al fine di evitare, in presenza di un parere contrario della Commissione bilancio, che si ripeta la decisione dell'Assemblea di rinviare in Commissione il provvedimento, come già accaduto un anno e mezzo fa. Chiede, inoltre, una breve sospensione per poter approfondire il contenuto del fascicolo dei subemendamenti presentati all'emendamento 14.12 del relatore.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) si associa alla richiesta del collega Cecconi.
Danilo TONINELLI (M5S), dopo aver osservato la necessità di prevedere una norma di copertura finanziaria a fronte dell'aumento del numero dei componenti dell'Autorità, preannuncia la presentazione da parte del proprio gruppo di una relazione di minoranza.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) e Celeste COSTANTINO (SI-SEL) preannunciano la presentazione da parte dei propri gruppi di relazioni di minoranza.
La seduta, sospesa alle 12.45, è ripresa alle 13.30.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che sono stati ritirati i subemendamenti Centemero 0.14.12.11 e 0.14.12.18, nonché gli emendamenti Mazziotti Di Celso 14.9 e 14.10. Avverte, altresì che il relatore ha presentato il subemendamento 0.14.12.22.
Francesco SANNA (PD), relatore, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 14.12, di cui illustra il contenuto. Fa notare che tale proposta di modifica, in tema di elezione dei membri dell'Autorità, prevede una procedura volta al conferimento dell'elettorato passivo che richiede un quorum elevato, pari a due terzi. Nel riservarsi di valutare con più attenzione le proposte emendative presentate ai fini dell'espressione del parere, chiedendo a tal fine una breve sospensione dei lavori, osserva, fin da ora, che si dichiara disposto ad accogliere taluni dei suggerimenti indicati nelle proposte emendative, al fine di prevedere un quorum di elezione più equilibrato.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, non essendovi obiezioni, accoglie la richiesta del relatore e sospende brevemente la seduta.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che è stato ritirato il subemendamento Lauricella 0.14.12.21. Avverte che il relatore ha presentato il subemendamento 0.14.12.23.
Francesco SANNA (PD), relatore, esprime i pareri sulle proposte emendative presentate all'articolo 14. In relazione ai subemendamenti presentati all'emendamento 14.12 del relatore, esprime parere favorevole sul subemendamento Lauricella 0.14.12.1 e parere contrario sui restanti subemendamenti. Raccomanda l'approvazione dei propri subemendamenti 0.14.12.22 e 0.14.12.23, nonché l'approvazione del proprio emendamento 14.12. Invita al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Parisi 14.1 e Costantino 14.2. Esprime parere favorevole sull'emendamento Nuti 14.7, qualora riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Esprime infine parere contrario sugli emendamenti Toninelli 14.4, 14.5, 14.3 e 14.6.
La Commissione approva il subemendamento Lauricella 0.14.12.1 (vedi allegato 2).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori del subemendamento Artini 0.14.12.2; si intende che vi abbiano rinunciato.
Danilo TONINELLI (M5S) illustra il subemendamento Nuti 0.14.12.3, di cui è cofirmatario. Rileva che con l'emendamento presentato dal relatore si svilisce tutta la legge sul conflitto di interessi. Se infatti all'Autorità viene messo in mano tutto il controllo sul conflitto di interessi, è ovvio che i suoi membri dovrebbero essere totalmente imparziali e assolutamente non legati ai partiti. Con la norma del relatore che riscrive le modalità di elezione, questo non succederà. Si tratta, infatti, di un meccanismo di difficile comprensione giuridica che sembra volto unicamente a far sì che la maggioranza elegga tutti i candidati che desidera. L'unico modo per evitare ciò sarebbe prevedere un quorum alto, unica garanzia, come dimostrato dalla recente elezione di giudici della Corte costituzionale, per ottenere l'elezione di componenti del tutto imparziali. Serve a poco, a suo avviso, prevedere la maggioranza dei due terzi in Commissione per la lista di candidati da presentare in Assemblea, perché ciò non garantisce assolutamente che in Aula la maggioranza non elegga quanti e quali candidati voglia. In conclusione, se la legge, pur da lui non condivisa, poteva servire da sufficiente deterrente per il conflitto di interessi, questo effetto è ora vanificato dalle modalità di elezione dell'Autorità di controllo disciplinate dall'emendamento 14.12 del Relatore.
Emanuele FIANO (PD), nel sottolineare che la logica che muove il gruppo del Movimento 5 Stelle è sempre quella di una divisione tra loro e gli altri, rileva che la finalità che si vuole perseguire con il meccanismo di votazione proposto dal relatore è in primo luogo quella di far sì che la lista dei candidati esca dalla Commissione solo con un accordo tra maggioranza e minoranze, proprio attraverso la previsione del quorum dei due terzi. Un altro obiettivo è quello di garantire la certezza che le minoranze eleggano membri indicati da loro, grazie al quorum per la votazione in Aula proposto, da ultimo, dal subemendamento del relatore.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) sottolinea che i subemendamenti presentati da Forza Italia concordano in parte con le finalità del subemendamento Nuti 0.14.12.3. Ricorda, per prima cosa, che i compiti di controllo sul conflitto di interessi sono stati assegnati all'Autorità garante della concorrenza e del mercato dalla cosiddetta legge Frattini. La criticità maggiore dell'emendamento del relatore consiste, e in questo concorda con il collega Toninelli, nelle modalità di elezione che permetteranno alla maggioranza di eleggere solo i propri candidati. La norma, infatti, va letta in parallelo alla nuova legge elettorale e alla riforma costituzionale, che assegneranno una larghissima maggioranza alla Camera al vincitore delle elezioni e al Senato a chi ha la maggioranza nelle regioni. L'organo che si andrà ad eleggere ha un compito di grande importanza, dimostrato, come da lei già evidenziato, dalla delega in bianco che viene data Pag. 32per la determinazione dei criteri di scelta del gestore e del suo compenso. In sostanza, coloro che dovranno controllare il Governo saranno eletti dalla maggioranza che sostiene lo stesso Governo e, quindi, dal controllato. Ritiene basso anche il quorum previsto dal subemendamento del relatore.
Andrea CECCONI (M5S) osserva che la procedura prevista dall'emendamento 14.12 del relatore per la formazione in Commissione dell'elenco dei candidati a membri dell'Autorità, nonché quella prevista per la loro elezione in Assemblea non garantiscono l'indipendenza di tale organismo, favorendo piuttosto una mera spartizione politica.
Enzo LATTUCA (PD) dopo aver fatto notare che il mantenimento della durata di sette anni dell'incarico dei membri dell'Autorità fornisce già garanzie circa l'indipendenza di tale organismo, osserva che sia la procedura prevista in Commissione che quella di Assemblea assicurano un coinvolgimento ampio delle minoranze nella scelta dei componenti dell'Autorità. Fa notare che il quorum di un quinto previsto per l'elezione in Assemblea consente alla minoranza di scegliere quantomeno un membro dell'Autorità, mentre l'elevazione di tale quorum potrebbe nuocere alla stessa opposizione. Osserva che una soluzione ulteriore da prendere in considerazione potrebbe essere rappresentata dall'affidare al Presidente della Repubblica la scelta di tali membri.
Riccardo NUTI (M5S) fa presente che il suo gruppo non ne fa una questione di determinazione di quorum, bensì una questione di principio connessa all'esigenza di assicurare che i componenti dell'Autorità abbiano i requisiti di indipendenza necessari all'esercizio delle loro funzioni. Rileva che l'emendamento del relatore 14.12 non fa altro che garantire alla maggioranza di Governo di scegliere 3 componenti su 5, considerati entrambi i rami del Parlamento.
Andrea GIORGIS (PD) fa notare che l'emendamento 14.12 del relatore viene incontro alle esigenze della minoranza, dal momento che assicura un'ampia condivisione della scelta dei membri dell'Autorità in Commissione nel processo di formazione dell'elenco, garantendo poi in Assemblea, attraverso il quorum di un quinto, la possibilità per la minoranza di nominare almeno un componente. Ritiene che una ulteriore soluzione, volta a venire ancora più incontro alla minoranza, potrebbe essere rappresentata dalla riduzione del numero dei soggetti dell'elenco, che potrebbe essere ridotto da 12 a 10.
Maurizio BIANCONI (Misto-CR) giudica assurdo affidare a logiche di spartizione politica la scelta dei componenti di un'Autorità che dovrebbe essere terza ed indipendente. Giudica altresì grave che il soggetto che dovrebbe essere controllato nomini i componenti dell'Autorità che dovrebbe esercitare il controllo.
Andrea CECCONI (M5S) sottolinea che il tema in questione non è la tutela delle minoranze e neanche quello dello stallo del Parlamento per il mancato accordo tra maggioranza e opposizione. Ricorda che il suo gruppo ha contribuito a eleggere candidati della maggioranza solo quando è stato convinto di tali candidature, perché le riteneva imparziali. In questo modo, si è evitato il compromesso al ribasso che volevano altre forze politiche.
Danilo TONINELLI (M5S) osserva che il problema del blocco del Parlamento è di natura politica. In Costituzione, quando si è previsto un quorum elevato, lo si è fatto in funzione dell'elezione dei candidati i più meritevoli. Se la politica è malata, non si possano per questo azzerare regole come il quorum che sono fondamentalmente giuste. Sottolinea come sia difficile parlare di condivisione su una lista di dodici nomi.
La Commissione respinge il subemendamento Nuti 0.14.12.3.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, sospende brevemente la seduta per consentire la trattazione del successivo punto all'ordine del giorno.
La seduta, sospesa alle 15.10, è ripresa alle 15.20.
Danilo TONINELLI (M5S) illustra il suo subemendamento 0.14.12.4. Sottolinea che nessun deputato della maggioranza nel corso del dibattito ha confutato le argomentazioni del gruppo del Movimento 5 Stelle. Ribadisce che in un elenco possono essere inseriti nomi buoni e nomi meno buoni, ma la vera scelta viene fatta in Assemblea dove la maggioranza può eleggere i candidati meno buoni.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) fa osservare al collega Fiano che sono in ballo due punti di vista totalmente differenti. Ribadisce che quando c’è coincidenza tra controllore e controllato, non può esistere una vera indipendenza dell'Autorità. Fa rilevare ai colleghi del gruppo del Movimento 5 Stelle che se non si vuole prevedere l'elenco proposto dall'emendamento del relatore, si dovrà valutare volta per volta la scelta del candidato.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, desidera fare una breve riflessione, dato che ha presentato un emendamento con un meccanismo analogo a quello proposto dal relatore. Ritiene singolare la visione che si sta manifestando del rapporto tra maggioranza e opposizione. Il meccanismo proposto va proprio alla ricerca di una maggiore garanzia per una condivisione che non risponda a una logica spartitoria. Infatti, i candidati della lista possono essere sottoposti tutti singolarmente al veto dell'opposizione. Se si tratta di nomi inaccettabili, la lista non passa. La logica spartitoria dipenderà dunque dall'approccio dell'opposizione. Ricorda, inoltre, che l'esame in Commissione prevede il dibattito pubblico e che, in questo modo, i candidati saranno sottoposti a uno scrutinio maggiore di quello che avviene anche per alte cariche dello Stato. Desidera far osservare alla collega Centemero che la legge Frattini ha previsto il controllo sul conflitto di interessi da parte dell'Antitrust in un momento in cui i Presidenti delle Camere, che dovevano nominare i membri di quell'Autorità, erano espressione dell'allora maggioranza.
Emanuele FIANO (PD) concorda con quanto affermato dal presidente. Osserva infatti che se i curricula presentati dai candidati non sono ritenuti idonei dai due terzi della Commissione la lista non sarà sottoposta all'esame dell'Assemblea. Fa osservare ai colleghi del gruppo del Movimento 5 Stelle che il fatto che la maggioranza finirà con l'eleggere solo due membri, dovrebbe andare bene anche alle minoranze.
Andrea CECCONI (M5S) osserva che la spartizione è sempre spartizione. Con questo meccanismo viene garantita alla maggioranza la certezza dell'elezione di due membri su tre e, paradossalmente, sarà l'opposizione costretta a trovare un accordo per ottenere l'elezione di un membro da lei ritenuto idoneo. Ribadisce, quindi, che in questo meccanismo la tutela delle minoranze non trova alcuno spazio.
Danilo TONINELLI (M5S) fa notare che il provvedimento non garantisce né tempi certi né trasparenza.
Francesco SANNA (PD), relatore, si riserva di valutare la questione in sede di esame in Assemblea, ricordando in ogni caso che il Parlamento in tale materia vanta poteri di autorganizzazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Toninelli 0.14.12.4, 0.14.12.5 e 0.14.12.6.
Danilo TONINELLI (M5S) illustra il suo subemendamento 0.14.12.7.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Toninelli 0.14.12.7, 0.14.12.8 e 0.14.12.9.
Danilo TONINELLI (M5S) illustra il suo subemendamento 0.14.12.10.
La Commissione respinge il subemendamento Toninelli 0.14.12.10.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) illustra il suo subemendamento 0.14.12.12.
La Commissione respinge i subemendamenti Centemero 0.14.12.12, 0.14.12.13 e il subemendamento Nuti 0.14.12.14.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori del subemendamento Artini 0.14.12.15; s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge il subemendamento Toninelli 0.14.12.16.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori del subemendamento Artini 0.14.12.17; s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Centemero 0.14.12.19 e Cecconi 0.14.12.20 e approva subemendamento 0.14.12.23 del relatore (vedi allegato 2).
Andrea CECCONI (M5S) intervenendo sul subemendamento 0.14.12.22 del relatore, esprime dubbi sulla copertura finanziaria individuata.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritiene che la copertura finanziaria indicata sia totalmente inadeguata.
Riccardo NUTI (M5S) ritiene che il subemendamento in esame sia una vera e propria presa in giro.
La Commissione approva il subemendamento 0.14.12.22 del relatore (vedi allegato 2) e approva l'emendamento 14.12 (vedi allegato 2), così come risultante dall'approvazione dei subemendamenti.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che s'intendono preclusi gli emendamenti Parisi 14.1 e Costantino 14.2.
Andrea CECCONI (M5S) accetta di riformulare l'emendamento 14.7, nei termini proposti dal relatore.
Il sottosegretario Ivan SCALFAROTTO esprime parere favorevole sulla riformulazione proposta dal relatore.
La Commissione approva l'emendamento Nuti 14.7, così come riformulato (vedi allegato 2).
Andrea CECCONI (M5S) intervenendo sull'emendamento Toninelli 14.4, ne auspica l'approvazione. Fa notare che sarebbe stato opportuno espungere dal testo il riferimento anche agli avvocati.
Francesco SANNA (PD), relatore, non condivide le osservazioni del deputato Cecconi.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, fa notare che la professionalità nel settore è comunque assicurata dai requisiti di indipendenza, competenza e professionalità previsti, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Nuti 14.7, come riformulato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Toninelli 14.4 e 14.5.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che s'intendono preclusi gli emendamenti Toninelli 14.3 e 14.6. Fa presente che il testo risultante a seguito dell'esame degli emendamenti sarà trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva ai fini dell'acquisizione dei prescritti pareri.
Mercoledì 17 febbraio 2016. — Presidenza del presidente Alessandro NACCARATO.
Testo unificato C. 3317 Coscia e abb.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, dopo aver illustrato brevemente i contenuti del provvedimento, formula una proposta di parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, il Comitato approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 3).
Mercoledì 17 febbraio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. – Interviene il viceministro dell'interno Filippo Bubbico.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento e conclusione – Approvazione di un documento finale).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 settembre 2015.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, in sostituzione del relatore Sisto, presenta una proposta di documento finale.
Il viceministro dell'interno Filippo BUBBICO esprime parere favorevole sul documento finale.
La Commissione approva il documento finale (vedi allegato 4).
Emendamenti C. 3119-A Governo, approvato dal Senato.
Emanuele COZZOLINO (M5S), relatore, rileva che gli emendamenti 8-quater.300, 9.300, 15.300, 25-sexies.300 della Commissione e gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 1 non presentano profili critici per quanto attiene al rispetto del riparto di competenze legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione e propone pertanto di esprimere su di essi il parere di nulla osta.

References: e contrario
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 articolo 14
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