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Timestamp: 2019-01-19 23:39:29+00:00

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Autovelox: per la Cassazione il Comune deve provare di aver effettuato la taratura periodica dell’apparecchio (Corte di Cassazione, Sezione II Civile, Ordinanza 26 settembre 2018, n. 22889). – Noi Radiomobile™
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Autovelox: per la Cassazione il Comune deve provare di aver effettuato la taratura periodica dell’apparecchio (Corte di Cassazione, Sezione II Civile, Ordinanza 26 settembre 2018, n. 22889).
Posted on 20 Ottobre 2018 AuthorNoi RadiomobileLeave a comment
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 26.04.2018 dal Consigliere Dott. MAURO CRISCUOLO.
Tali motivi devono pero’ reputarsi che fossero stati ritenuti assorbiti dal giudice di primo grado il quale ha ritenuto sufficiente, ai fini dell’accoglimento dell’opposizione, la fondatezza del rilievo circa il maggior limite di velocita’ vigente.
Sempre dalla lettura della sentenza gravata, e senza che tali affermazioni siano state in alcun modo contestate con il mezzo di gravame da parte del Comune, si ricava che mentre l’appellante dinanzi al Tribunale aveva contestato la correttezza della soluzione del giudice di primo grado, l’appellato aveva chiesto la conferma della decisione gravata, chiedendo in subordine l’accoglimento del ricorso per gli ulteriori motivi a suo tempo dedotti e riproposti in appello.
Al riguardo va in ogni caso rilevato che occorre esaminare la vicenda, come peraltro fatto anche dal giudice di appello, alla luce dell’intervenuta declaratoria di illegittimita’ costituzionale dell’articolo 45 C.d.S., comma 6, per contrasto con l’articolo 3 Cost., della norma cosi’ come interpretata nel “diritto vivente”, con sent. n. 113/2015.
La Corte costituzionale ha rilevato come l’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura e’ suscettibile di pregiudicare l’affidabilita’ metrologica a prescindere dalle modalita’ di impiego delle apparecchiature destinate a rilevare la velocita’.
In particolare, la Consulta ha osservato che “quanto al canone di razionalita’ pratica, appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, e’ soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale.
L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole. I fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilita’ delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale.
Un controllo di conformita’ alle prescrizioni tecniche ha senso solo se esteso all’intero arco temporale di utilizzazione degli strumenti di misura, poiche’ la finalita’ dello stesso e’ strettamente diretta a garantire che il funzionamento e la precisione nelle misurazioni siano contestuali al momento in cui la velocita’ viene rilevata, momento che potrebbe essere distanziato in modo significativo dalla data di omologazione e di taratura”.
Sotto il profilo della coerenza interna della norma, poi, la Corte Costituzionale ha evidenziato lo stretto legame che sussiste tra le disposizioni sull’uso delle apparecchiature di misurazione ed il valore probatorio delle loro risultanze nei procedimenti sanzionatori inerenti alle trasgressioni dei limiti di velocita’.
Cio’, prendendo le mosse dalla ratio del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 142, comma 6, il quale prevede che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocita’ sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, (..) nonche’ le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento”.
E’ vero infatti che la tutela di questi ultimi viene in qualche modo compressa per effetto della parziale inversione dell’onere della prova, dal momento che e’ il ricorrente contro l’applicazione della sanzione a dover eventualmente dimostrare – onere di difficile assolvimento a causa della irripetibilita’ dell’accertamento il cattivo funzionamento dell’apparecchiatura.
Tuttavia, detta limitazione trova una ragionevole spiegazione proprio nel carattere di affidabilita’ che l’omologazione e la taratura dell’autovelox conferiscono alle prestazioni di quest’ultimo.
In altri termini, il bilanciamento che si agita dietro l’articolo 142 C.d.S., si concreta in una sorta di presunzione, fondata sull’affidabilita’ dell’omologazione e della taratura dell’autovelox, che consente di non ritenere pregiudicata oltre un limite ragionevole la certezza della rilevazione e dei sottesi rapporti giuridici.
Proprio la verifica costante di tale affidabilita’ rappresenta il fattore di contemperamento tra la certezza dei rapporti giuridici e il diritto di difesa del sanzionato. Il ragionevole affidamento che deriva dalla custodia e dalla permanenza della funzionalita’ delle apparecchiature, garantita quest’ultima da verifiche periodiche conformi alle relative specifiche tecniche, degrada tuttavia in assoluta incertezza quando queste ultime non vengono mai effettuate.
Alla luce di tale percorso giustificativo, la Consulta ha ritenuto, cosi’, che, “il bilanciamento dei valori in gioco realizzato in modo non implausibile nel vigente articolo 142 C.d.S., comma 6, trasmoda cosi’ nella irragionevolezza, nel momento in cui il diritto vivente formatosi sull’articolo 45, comma 6, del medesimo codice consente alle amministrazioni preposte agli accertamenti di evitare ogni successiva taratura e verifica.
6.1. Ed, invero, come si ricava in maniera piana dalla lettura della sentenza gravata, entrambe le ragioni che hanno portato all’accoglimento dell’opposizione prescindono dal contenuto del verbale di contestazione, essendosi dato atto, quanto alla collocazione dei cartelli, che il verbale nulla riferiva sul punto, e quanto alla revisione periodica dell’autovelox, osservato che l’illegittimita’ dell’operato del Comune scaturiva proprio dal fatto che nel verbale non vi era alcuna indicazione in ordine al rispetto delle prescrizioni scaturenti a seguito della sentenza della Consulta.
8. Nulla per le spese atteso il mancato svolgimento di attivita’ difensiva da parte dell’intimato.
9. Poiche’ il ricorso e’ stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed e’ rigettato, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilita’ 2013), che ha aggiunto del Testo Unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13, comma 1-quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Così deciso in Roma, nella sede della Cassazione, Sezione Seconda, in data 26 aprile 2018.
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References: sentenza 
 articolo 142
 articolo 142
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1
 articolo 13
 Sentenza