Source: https://www.exeo.it/free/indennita-di-espropriazione-cave-giacimenti
Timestamp: 2019-06-16 03:22:23+00:00

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Indennità di espropriazione: cave e giacimenti
Un terreno non incluso nel Piano cave ha la stessa possibilità di essere escavabile dai proprietari di quella di un terreno agricolo di diventare edificabile. Tale potenzialità non può quindi essere indennizzata, né può essere considerata come parte del valore da attribuirsi al bene. Dovendosi, infatti, calcolare il valore di mercato dell'area occupata e cioè il presumibile valore di scambio sul libero mercato del terreno a destinazione, sia di fatto, che urbanistica, agricola, insuscettibile di sfruttamento con escavazione del materiale ghiaioso da parte del privato, non si può ritenere che esso possa essere influenzato dalla ragionevole presenza, nel sottosuolo, di materiale ghiaioso, non potendosi configurare - come detto - alcuna aspettativa, in capo ai proprietari, dello sfruttamento di esso, in assenza di un'inclusione nell'apposito Piano cave.
Poichè la cava non è un tertium genus di destinazione rispetto al binomio delle aree edificabili-non edificabili (i giacimenti possono, infatti, sussistere in entrambe le categorie di terreni), la questione relativa alla natura conformativa o espropriativ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lo imposto sul bene non ha ragion d'essere, essendo tale indagine indispensabile esclusivamente per operare la ricognizione legale, imposta dall'art. 37, comma 3 TU "ai soli fini dell'applicabilità" delle disposizioni della sezione relative alle aree edificabili. Pertanto, ove l'attività estrattiva risulti preclusa dall'approvazione del progetto preliminare dell'opera e dalle relative fasce di rispetto, il bene non può essere indennizzato come cava.
Un giacimento di sabbia e ghiaia nel sottosuolo del fondo espropriato può essere considerato suscettibile di autonomo indennizzo, stante la necessità di tenere conto delle capacità estrattive del fondo, a condizione che: 1) il terreno sia suscettibile di ottenere tutti i permessi/licenze/autorizzazioni/nulla osta necessari per legge per lo sfruttamento del giacimento ivi presente e lo stabilimento in loco di una cava; 2) il terreno sia concretamente adibi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., sussistendo i requisiti strutturali e spaziali per lo svolgimento in sicurezza e conformemente alla legge di tale tipo di attività; 3) siano stimati i guadagni verosimilmente realizzabili da un'attività estrattiva di questo tipo, al netto delle spese di avviamento, produzione e amministrative, distinguendo ove la cava sia ubicabile sull'intero terreno o solo sulla posizione ablata.
La cava, pur in mancanza di autorizzazione all'esercizio dell'attività, viene in considerazione come strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale, per tutto e solo il tempo della sua prevista utilizzabilità, e tale reddito costituisce il razionale riferimento per la determinazione dell'indennità di espropriazione dovuta per l'ablazione di tale fonte reddituale. L'assenza di autorizzazione amministrativa alla conduzione di cava, infatti, non fa venir meno l'utilità economica del bene, apprezzabile sia nella prospettiva del proprietario, sia in quella dei terzi, ne può escludersi che la potenzialità reddituale correlata al possibile futuro conseguimento dell'autorizzazione sia motivo di appetibilità ed unità di misura del valore venale del bene.
Non va indennizzato il giac... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...materiale litoide nel sottosuolo del bene espropriato, se sia accertata l'impossibilità per il proprietario di ottenere la necessaria autorizzazione amministrativa per l'esercizio dell'attività di cava, in conseguenza (ad esempio) della insufficiente estensione del fondo espropriato o dell'insieme di fondi contigui del proprietario.
Il proprietario non può prospettare la potenzialità estrattiva del fondo espropriato facendo riferimento alle attività di escavazione realizzate dall'impresa esecutrice dell'opera pubblica.
Non può indennizzarsi come cava un terreno espropriato, quando, in base alle sue limitate dimensioni o alla sua forma irregolare, i redditi netti verosimilmente realizzabili da un'attività estrattiva sui di esso esercitata, risulterebbero negativi, al netto delle spese di avviamento, di scavo e di quelle amministrative.
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di immobile già interessato dalla perforazione di un pozzo per la ricerca di idrocarburi, occorre verificare (se del caso alla luce, per possibile analogia, con i principi affermati in tema di esproprio di cave attive), se il bene espropriato costituisse o meno, in epoca antecedent... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nda ablativa, un giacimento aperto e coltivato, esaminando la possibile rilevanza ai fini indennitari della sua produttività e delle rendite pregresse o future, legittimamente correlate o correlabili al suo sfruttamento, in ipotesi pregiudicate dall'ablazione.
Se è esatto che non è necessaria l'autorizzazione all'esercizio perché un'area che abbia nel suo sottosuolo materiali inerti da sfruttare sia definita cava anche ai fini della espropriazione, ancor più ciò rileva per valutare il terreno oggetto di causa, in quanto l'indennità di espropriazione deve in ogni caso ragguagliarsi ai valori di mercato dell'immobile espropriato, considerando le capacità estrattive e commerciali e industriali del bene oggetto di esproprio.
I terreni destinati a cava vanno considerati autonomamente rispetto alla tradizionale dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, tanto più alla luce dell'attuale normativa secondo cui l'indennità di espropriazione deve corrispondere al reale valore economico del bene espropriato. La cava, infatti, si presenta come bene a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tati suoi propri per essere soggetto ad utilizzazione e consumo del tutto peculiari sia rispetto ai terreni agricoli, che rispetto ai terreni edificabili.
Le regole di mercato attribuiscono ai terreni suscettibili di sfruttamento come cava un valore sicuramente superiore a quello dei terreni agricoli, anche in considerazione della redditività dell'attività estrattiva in quanto direttamente strumentale a quella edilizia e per essa indispensabile.
L'indennizzo per l'espropriazione delle miniere o delle cave, da considerare entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale e non reversibile né rinnovabile - ovvero in un contesto di utilizzazione e consumo che sfugge alla logica che, nell'ottica dell' art. 5 bis, convertito in L.n. 359/1992, presiede alla valutazione delle aree - si sottrae alla rigida dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, onde va determinato in modo da apprestare un serio ristoro per l'ablazione di tali beni e, quindi, sulla base del razionale riferimento ai proventi che l'espropriato sarebbe stato in grado di ricavare, in una libera contrattazione, per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva.
Il sistema dicotomico risultante dalla L. n. 3... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., art. 5 bis, (oggi recepito dall'art. 32 segg. T.U. sulle espr.) che alle aree (legalmente) edificabili contrappone (comma 4) "quelle che ai sensi del comma 3 non sono classificabili come edificabili", senza possibilità di un tertium genus, non è applicabile agli immobili contenenti una cava o un giacimento dai quali è possibile estrarre specifici prodotti suscettibili di particolari utilizzazioni industriali o commerciali.
Gli immobili contenenti una cava o un giacimento dai quali è possibile estrarre specifici prodotti suscettibili di particolari utilizzazioni industriali o commerciali, si caratterizzano, non già in alternativa alle aree edificabili o a quelle agricole, quali sottospecie settoriali della più ampia categoria delle aree suscettibili di espropriazione, ma in contrapposizione all'insieme di esse, per la concomitante presenza dell'aspetto negativo della inedificabilità e del dato positivo della possibilità di una utilizzazione economica diversa ed ulteriore rispetto all'una ed all'altra categoria.
Il valore dei terreni destinati a cava, perché considerati entità fruibile direttamente in termini di appropriazione materiale e non reversibile, né rinno... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...unque in un contesto di utilizzazione e consumo che sfugge alla logica che, nell'ottica della L. 8 agosto 1992, n. 359, art. 5 bis, presiede alla valutazione delle aree, si sottrae alla dicotomia normativa tra suoli agricoli e suoli edificatori, e deve essere determinato in modo tale da apprestare serio ristoro per la sottrazione di detto bene, attesa la sua peculiarità.
Solo in ipotesi di bene per natura produttivo, quali le cave e le miniere, il reddito correlato all'estrazione del materiale per tutto il tempo della sua prevista utilizzabilità, costituisce il razionale riferimento ai fini indennitari per l'ablazione ovvero occorre considerare i proventi che l'espropriato sarebbe stato in grado di ricavare, in una libera contrattazione, per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva.
La ragione della particolare disciplina dell'indennità di esproprio delle cave è da ricollegare alla consistenza intrinseca del bene, per sua natura produttivo; ne consegue che, nel momento della determinazione dell'indennità di espropriazione, non rileva la mancanza dell'autorizzazione, non incidendo questa sulla natura del bene e, quindi, sul suo valore produttivo, anche nella prospettiva di un possibile, futuro interven... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...orizzazione medesima.
La rigidità bipolarità istituita dall'art. 5 bis l. 359/1992 tra suoli edificabili e suoli agricoli non rileva ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio di una cava, costituente bene produttivo individuabile in alternativa non già a suoli edificatori e agricoli, ma all'insieme di tutte le aree contemplate dalla norma; ne consegue che il reddito correlato all'estrazione del materiale per tutto il tempo della sua prevista utilizzabilità, costituisce il razionale riferimento ai fini indennitari per l'ablazione della cava.
Le cave, quali entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale non reversibile né rinnovabile, costituiscono beni dotati di una propria consistenza giuridica ed economica, non assimilabili ai terreni a vocazione agricola, con la conseguenza che non possono trovare applicazione i criteri indennitari previsti per le aree non edificabili, dovendosi fare invece riferimento al reddito netto ricavabile per tutto il tempo della prevista coltivazione della cava, ovvero, in caso di affitto a terzi, alla relativ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...salvi i calcoli di attualizzazione.
Quando non possa derivare dal fondo ablato alcun reddito netto dall'estrazione di materiale inerte, indipendentemente dalla (in)esistenza dell'autorizzazione amministrativa, non può che farsi riferimento, ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio, al valore agricolo del terreno. Va infatti escluso che l'esistenza di un giacimento di materiale inerte, data l'accertata antieconomicità dello sfruttamento, possa essere considerata elemento idoneo a incrementare il valore dell'area, sia con riferimento alla possibilità di utilizzazione del proprietario, sia avendo riguardo a eventuali atti di disposizione che egli abbia a porre in essere, ossia in relazione a una libera contrattazione di compravendita.
Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio della L. n. 2359 del 1865, ex art. 39, il valore venale di un bene destinato a cava va ragguagliato al parametro del materiale complessivamente estraibile dalla cava stessa sino al suo esaurimento. Tale valore, che è omnicomprensivo e che riflette la specificità della destinazione del bene a cava, non può, all'evidenza, cumularsi, con la valutazione dell'appetibilità del fondo in ragione ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...possibili sfruttamenti economici, incoerenti, appunto, con l'identità del bene espropriato.
Rispetto alla ordinaria dicotomia - pur non costituendo un tertium genus – la destinazione di un terreno a cava si caratterizza per la concomitante presenza dell'aspetto negativo della inedificabilità e del contestuale dato positivo della possibilità di consentire una utilizzazione ed uno sfruttamento economico del suolo diverso rispetto a quello che può trarsi da un terreno a vocazione esclusivamente agricola e, comunque, non edificabile. É, dunque, al tratto peculiare della cava che occorre fare riferimento per determinare il valore venale del terreno e l'unico criterio soddisfacente per giungere alla quantificazione dell'indennizzo è quello che rinvia al parametro della capacità estrattiva della cava secondo le sue specifiche potenzialità economiche e materiali.
L'indennità di esproprio di una cava ragguagliata al valore economico dell'area determinato facendo riferimento al valore del volume di materiale inerte suscettibile di estrazione, correttamente va depurata dei costi industriali di produzione e delle spese di ricomposizione ambientale, sulla base della considerazione che l'utile r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...all'attività estrattiva deve scontare spese ed oneri della produzione, compresi quelli obbligatori in discussione.
Non è rilevante, ai fini dell'indennità di espropriazione di un terreno utilizzato a cava, l'eventuale reddito risultante da ricolmamento dello scavo una volta esso effettuato, con materiale proveniente da altri scavi (utilizzazione, cioè, dello scavo come discarica); chi acquista una cava, nella prospettiva di utilizzarla come tale, sa sempre che, esaurito il giacimento, l'area potrebbe essere utilizzata altrimenti, e il valore venale, quantunque determinato capitalizzando l'impiego più vantaggioso (valore dell'intero materiale estraibile), include sempre gli impieghi minori consentiti, che pertanto non giustificano un aumento del valore venale della cava come tale.
La cava viene in considerazione quale strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale per tutto il tempo (e solo per il tempo) della sua prevista utilizzabilità, e tale reddito costituisce il razionale riferimento da tener presente ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione dovuta per l'ablazione di tale fonte reddituale, pure in mancanza di autorizzazione regionale e senza che a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... della valutazione compiuta secondo siffatto criterio possa sommarsi il valore del soprassuolo e dell'area di sedime, in funzione di una loro destinazione agricola incompatibile con la suddetta attività.
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di area adibita a cava, deve essere accertato il valore pieno di mercato della cava, ragguagliandolo alle relative potenzialità materiali ed economiche ed alla sua condizione di libertà e non al minore valore desunto dal pregiudizio reddituale che presumibilmente il proprietario espropriato, non essendo imprenditore, potrebbe in concreto subire.
L'indennità di espropriazione (o l'indennizzo per la cd. occupazione acquisitiva) degli immobili contenenti una cava o un giacimento, in alternativa al valore venale del suolo secondo la sua destinazione legale, può essere parametrata alle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche degli stessi, quale fonte dei proventi che il proprietario poteva, in una libera contrattazione, conseguire per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva nel corso della sua presumibile durata materiale e giuridica e fino a totale esaurimento della cava medesima.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...venale dell'immobile destinato a cava può essere calcolato in base al parametro delle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche della stessa e non in base a quello che si può su di esso costruire (area edificabile) o dal suo soprassuolo trarre (area agricola), né per le molteplici opportunità comunque offerte dal soprassuolo.
In presenza di un giacimento in un suolo espropriato, il criterio di determinazione dell'indennizzo sfugge alla logica che presiede alla distinzione delle aree in suoli agricoli e suoli edificatori, ma, in considerazione della natura produttiva di siffatto bene, deve esser parametrato al valore dei materiali estraibili dalla cava sino al suo esaurimento materiale o economico (con inconfigurabilità di ogni ulteriore indennizzo per reddito e cause ulteriori). Tale criterio non necessita che al tempo della vicenda ablativa il bene stesso costituisca già una cava in coltivazione, giacché, ai fini indennitari, la stima dell'area come cava non richiede che l'attività estrattiva sia in corso, d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ece, tenersi conto delle potenzialità materiali ed economiche della stessa. Tutto ciò, beninteso, alla condizione che l'attività estrattiva possa essere legittimamente autorizzata, e che di tale autorizzazione il proprietario non sia munito per ragioni di mero fatto, in quanto, per il suo rilevante impatto ambientale, tale attività non può ritenersi libera, ma deve inserirsi in un contesto di interventi pianificati.
Ai fini dell'applicazione del criterio per il calcolo dell'indennità dovuta per terreno destinato a cava, consistente nel rinvio al parametro della capacità estrattiva della cava secondo le sue specifiche potenzialità economiche e materiali, è del tutto indifferente che il proprietario, nel momento in cui si produce l'effetto giuridico della ablazione del terreno, sia o meno dotato della necessaria autorizzazione amministrativa per lo svolgimento dell'attività estrattiva. Si tratta, infatti, di circostanza che non incide sul grado di apprezzamento della utilità economica del bene, atteso che - sia con riferimento al proprietario che ai terzi eventualmente interessati ad acquisire il bene - la mancanza della autorizzazione, quando questa possa intervenire in futuro, non esclude... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alità reddituale del bene e dunque il suo valore economico nella prospettiva del diretto sfruttamento o della cessione a terzi.
Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di terreno, nei cui sottosuolo esista un giacimento naturale, la determinazione del suo valore venale come cava non esige né che l'attività estrattiva abbia già avuto inizio né che essa sia stata autorizzata, richiedendosi soltanto che nel caso concreto essa possa essere autorizzata, non essendo vietata dalla legislazione regionale.
La sussistenza del valore di terreno destinato a cava calcolato in base al parametro delle capacità estrattive e con essa la rilevanza della privazione di esso ai fini indennitari, e/o risarcitori non vengono meno per il solo fatto che l'esercizio della specifica attività sia condizionato ad una autorizzazione amministrativa e che di tale autorizzazione il proprietario non sia munito nell'attualità; una situazione di tal genere, infatti, non fa venir meno l'utilità economica del bene, apprezzabile come tale sia nella prospettiva del proprietario sia in quella dei terzi.
Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di una cava secon... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rio del valore venale ai sensi dell'art. 39 della L. 25 giugno 1865 n. 2359 del 1865, è necessario che il bene espropriato costituisca effettivamente una cava, e non già un mero giacimento non ancora coltivato.
Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio di una cava, la mancanza dell'autorizzazione richiesta dalla legislazione regionale per l'esercizio dell'attività estrattiva, in quanto situazione contingente, non fa venire meno l'utilità economica del bene, e non ne esclude la potenzialità reddituale correlata al possibile futuro conseguimento dell'autorizzazione; ciò in quanto la potenzialità reddituale del bene è legata alla potenzialità estrattiva dello stesso.
Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di una cava secondo il criterio del valore venale ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 39, piuttosto che secondo i criteri stabiliti dalla L. n. 861 del 1971 per i suoli agricoli, è necessario che il bene espropriato costituisca effettivamente una cava, e non un mero giacimento non coltivato, fattispecie questa rinvenibile in ipotesi in cui non risulti rinnovata la relativa autorizzazione all'attività estrattiva.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...NITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> SOTTOSUOLO: CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO --> SOPRASSUOLI
Riguardo a terreni destinati a cava, non compete alcun ulteriore indennizzo con riferimento al valore dei manufatti esistenti sul terreno che non possono essere oggetto di autonoma valutazione in quanto le zone interessate dall'attività estrattiva non possono avere una doppia valutazione, una secondo il criterio della capacità estrattiva, una per il valore agricolo del soprassuolo e per il valore venale di fabbricati che, laddove esistenti presso la cava, possono essere considerati solo per gli impieghi ad essa strumentali e non anche per quelli con la stessa incompatibili, quali quelli di destinazione a fabbricati rurali.
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di area adibita a cava, non devono essere contemplate, quali voci di indennizzo, i parametri rappresentati dal riempimento dello scavo e dal valore dell'area ad avvenuta sua sistemazione.
Qualora la valutazione di un immobile contenente una cava o un giacimento sia stata compiuta secondo il criterio della capacità estrattiva, pur esso riconducibile alla regola della L. n. 2359 del 1865, art. 39, al r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tenuto non può sommarsi il valore del soprassuolo e della area di sedime, in funzione di una loro destinazione urbanistica, non compatibile con la suddetta attività, altrimenti pervenendosi all'abnorme risultato di indennizzare il medesimo bene in base a due valori venali calcolati con criteri diversi.
Il riferimento alla perdita economica effettivamente subita dall'espropriato trova giustificazione nella qualificazione della cava come bene suscettibile di utilizzazione industriale o commerciale, e quindi oggetto di autonoma considerazione da parte dell'ordinamento, che, imponendo di tener presente, nella liquidazione dell'indennità, il prezzo di mercato dell'immobile, esclude la possibilità di includervi il valore de soprassuolo.
Il criterio di determinazione dell'indennizzo di un terreno con potenzialità estrattive, che, tenendo conto della natura produttiva di tale bene, lo correla al reddito connesso all'estrazione del materiale, non necessita che al tempo della vicenda ablativa il bene stesso costituisca effettivamente una cava in coltivazione. Infatti, ai fini indennitari, la stima dell'area ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...on richiede che l'attività estrattiva sia in corso, dovendo tenersi conto delle potenzialità materiali ed economiche della stessa, semprecché, beninteso, l'attività stessa possa essere autorizzata, non essendo vietata dalla legislazione regionale.
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 art. 39
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