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Timestamp: 2017-12-18 10:41:30+00:00

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Responsabilità civile, Studio Lana – Lagostena Bassi
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L’attenzione alle problematiche connesse ai diritti fondamentali del singolo, non si esaurisce con la trattazione degli aspetti più spiccatamente “personalistici”. Essa, infatti, si estende alla tutela degli interessi di natura economica e, più in generale, alla salvaguardia dell’integrità patrimoniale dell’individuo stesso, intesa come mezzo di realizzazione dei primi. In tale prospettiva, l’attività professionale dello STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI si rivolge anche al settore della responsabilità civile, contrattuale ed extracontrattuale, settore che viene affrontato sia in ambito giudiziale, sia attraverso consulenze ed assistenze stragiudiziali. Rilievo particolare assume in tale ambito la competenza dello Studio in materia di responsabilità della Pubblica amministrazione per illeciti commessi a danno dei privati, specie alla luce della recente giurisprudenza di legittimità che ha riconosciuto la risarcibilità degli interessi legittimi (cfr. sentenza n. 500 del 22 luglio 1999 della Corte di Cassazione a sezioni unite). Lo Studio, in tale ottica, ha da sempre profuso un impegno attivo, e per certi versi innovativo, nella tutela del cittadino di fronte alla Pubblica amministrazione, in piena coerenza con l’attività di promozione e salvaguardia dei diritti fondamentali.
In tema di risarcimento danni, lo STUDIO LANA-LAGOSTENA BASSI dedica una particolare attenzione al fenomeno del mobbing ed alle molteplici problematiche ad esso connesse. Con il termine mobbing (dall’inglese to mob: attaccare, assalire) si deve intendere qualunque condotta impropria che si manifesti, in particolare, attraverso comportamenti, parole, atti, gesti o scritti capaci di arrecare offesa alla personalità fisica o psichica di una persona e di metterne in pericolo l’impiego e di degradarne il clima lavorativo. Le potenziali conseguenze giuridiche a cui danno origine i comportamenti qualificati come mobbing sono tanto di natura penale, che civile. Sotto l’aspetto civilistico esiste la possibilità di adire le vie legali, al fine di ottenere la cessazione del comportamento ritenuto lesivo, nonché di chiedere il risarcimento dei danni subiti ex artt.li 2087 c.c., che impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità psicofisica dei propri dipendenti, ex art. 32 della Cost., che tutela la salute (nella sua accezione più lata di salute psico-fisica) quale diritto fondamentale dell’individuo, ed infine ex art. 2043 c.c.. La responsabilità aquiliana, così richiamata, può nell’ ipotesi di mobbing estendersi sino a ricomprendere il concetto stesso di danno esistenziale. Sempre in ambito civilistico si segnalano una serie di interessanti pronunce della Corte di Cassazione (Cass, n. 475/1999; Cass. 8267/97; Cass. n. 1307/00; Cass. n. 314/99; Cass. n. 54), in merito alle quali si rileva che, raramente il comportamento vessatorio del datore di lavoro viene definito con il termine mobbing. Questo evidenzia che l’ordinamento vigente, pur in assenza di una specifica disciplina del fenomeno in oggetto, fornisce, comunque, una tutela di fatto al soggetto che ne è vittima. A conferma di quanto detto merita, poi, un’evidenza particolare, soprattutto in ragione dei suoi contenuti innovativi, la sentenza n. 1765, emessa dal Tribunale di Roma in data 17 gennaio 2003, a seguito di un giudizio instaurato da questo Studio per mobbing attuato ai danni di un ricercatore, anatomopatologo, dell’Università Cattolica (Policlinico Gemelli), che aveva denunciato i numerosi errori diagnostici perpetrati nel corso degli anni dal proprio superiore – Direttore dell’Istituto di anatomopatologia della Cattolica. In accoglimento delle domande di risarcimento, inoltrate da questo studio, a tutela degli interessi del proprio assistito “mobbizzato”, il Tribunale di Roma condannava l’Università Cattolica del Sacro Cuore al pagamento in favore dello stesso della complessiva somma di € 212,000,00, a titolo di danno per lesione dell’identità personale, danno per la perdita di changes, nonchè danno per sospensione di emolumenti.

References: sentenza 
 art. 32
 art. 2043
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza