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Timestamp: 2020-02-22 17:03:48+00:00

Document:
A SEGUITO DI LIQUIDAZIONE DELLE IMPOSTE SUI REDDITI DOVUTE IN BASE ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
N. 293 2002 0000000 - ANNO D’IMPOSTA 1996
1. Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania, per:
1.1 decadenza dei termini di iscrizione a ruolo, ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, a seguito della liquidazione delle imposte dovute e non versate;
1.2 violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1 - legge n. 448/98; legge che ha prorogato i termini per il controllo formale delle dichiarazioni e formazione dei ruoli, ex art. 36/ter - D.P.R. n. 600/73, in quanto non applicabile alla mera liquidazione delle dichiarazioni, procedura prevista esclusivamente dall’art. 36/bis, stesso decreto Presidenziale;
1.3 decadenza dei termini di riscossione, quale conseguenza dell’illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e 43 - Dpr. n. 600/73.
1.4 violazione dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del Contribuente).
2. Montepaschi SE.RI.T. S.p.a., Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania - Sportello di Tremestieri Etneo, per:
2.1 notifica della cartella di pagamento, oltre i termini di decadenza previsti dall’art. 25 - Dpr. n. 602/73 - eventuale eccezione di illegittimità costituzionale dell’art. 25 Dpr. n. 602/73, come modificato dall’art. 1 - D.Lgs. n. 193/2001;
2.2 violazione dell’art. 25, comma 3 quater - D. Lgs. n. 472/97; norma che prevede l’invio, antecedentemente la notifica della cartella di pagamento, di un apposito invito al pagamento onde usufruire della riduzione al 50% delle sanzioni.
Il sottoscritto Sig. N. A., nato a Catania il 2 gennaio 1965, e residente a Tremestieri Etneo - Via Tuccio n. 1, codice fiscale:_________________, elettivamente domiciliato in Catania, Piazza M. A. n. 1, 95128, presso lo Studio dell’Avv. D. T., il quale lo rappresenta e difende giusta delega rilasciata a margine del presente ricorso.
* Che in data 2 aprile 2003, è stata notificata all’odierno ricorrente la Cartella di Pagamento n. 293 2002 000000 - Anno d'Imposta 1996, atto impugnato, contenente l'iscrizione a ruolo dei seguenti tributi:
- Codice Tributo 8846 Contributo Sanitario Naz.le - Saldo Om./Car. Versam. per €. 795,86.
- Codice Tributo 8844 Contributo Sanitario Naz.le - Sanzioni Pecun. Saldo Omesso/Ritard Versam. per €. 48,03-.
- Codice Tributo 8842 Contributo Sanitario Naz.le - Interessi Om./Car. Versam. per €. 158,55-.
- Codice Tributo 8843 Contributo Sanitario Naz.le - Sanz. Pecun. Acconto Om./Car. Versam. per €. 76,44-.
- Codice Tributo 8842 Contributo Sanitario Naz.le - Interessi Om./Car. Versam. per €. 7,75-.
- Codice Tributo 8843 Contributo Sanitario Naz.le - Sanz. Pecun. Acconto Om./Car. Versam. per €. 114,65-.
- Codice Tributo 8842 Contributo Sanitario Naz.le - Interessi Om./Car. Versam. per €. 16,53-.
- Codice Tributo 4217 Imposta Patrim. Netto Pers. Fisiche per €. 84,70-.
- Codice Tributo 4221 Sanz. Pecun. Om./Ritard. Versam. per €. 25,31-.
- Codice Tributo 4222 Interessi Om./Ritard. Versam. per €. 17,04-.
- Codice Tributo 4996 Contrib. Straord. Per l’Europa Om./Car. Versam. per €. 26,86-.
- Codice Tributo 490A Contributo Straord. Europa Sanz. Om./Car. Versam. per €. 9,81-.
- Codice Tributo 491A Contributo Straord. Europa Inter. Om./Car. Versam. per €. 3,10-.
- Codice Tributo 491A Contributo Straord. Europa Inter. Om./Car. Versam. per €. 3,62-.
- Codice Tributo 491A Contributo Straord. Europa Inter. Om./Car. Versam. per €. 1,03-.
- Diritti di notifica €. 3,10-.
Il tutto per l'ammontare complessivo di €. 1.402,19-. (Cfr. all. sub n. 1)
contro la Cartella di Pagamento n. 293 2002 00000000 - Anno d'Imposta 1996, per i seguenti motivi.
Preliminarmente si precisa che il presente ricorso viene presentato anche ai sensi dell’art. 19, comma 3 - D. Lgs. n. 546/92, per vizi propri del ruolo, incorporati nell’atto oggetto della presente controversia.
Questa difesa desidera richiamare l'attenzione del Collegio giudicante su alcune questioni pregiudiziali di diritto e a tal uopo fa osservare quanto segue.
1.1 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di iscrizione a ruolo, ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, a seguito della liquidazione delle imposte dovute, da imputare all’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania.
In via preliminare si deduce la nullità dell’impugnata cartella di pagamento per decadenza, in quanto inutilmente decorsi i termini di cui all’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73.
La pretesa tributaria portata dalla Cartella di Pagamento de qua trova la propria genesi dalla liquidazione della dichiarazione dei redditi - Anno d’Imposta 1996, mirante al recupero di imposte, dichiarate e non versate, oltre ad interessi e sanzioni pecuniarie. (Argomenta art. 36/bis - Dpr. n. 600/1973, testo in vigore ante modifica dell’art. 13 - D. Lgs. n. 241/97, in quanto il testo novellato è applicabile esclusivamente alle dichiarazioni dei redditi presentate a far data dal 1° gennaio 1999)
Ciò precisato, si aggiunge che l’Ufficio avversario ha proceduto alla riscossione coattiva delle imposte, interessi e delle sanzioni pecuniarie, oltre i termini di decadenza previsti dalla norma citata. Più precisamente, l’atto impugnato è illegittimo per un vizio consumato durante l’azione della riscossione. Infatti, l’art. 36/bis, Dpr. citato, rubricato “Liquidazione delle imposte dovute in base alle dichiarazioni”, recita:«Gli Uffici delle imposte, avvalendosi di procedure automatizzate, sulla base di programmi stabiliti annualmente dal Ministero delle Finanze, procedono entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione alla liquidazione delle imposte dovute, ... omissis … .». (In tal senso Cfr. Cassazione Civile - Sez. I, n. 7088 del 29/07/97; C.T.P. di Brindisi - Sez. 1, n. 1 del 28/01/99; C.T.P. di Vicenza - Sez. 8, n. 519, del 26/11/99; C.T.R. della Lombardia - Sez. 62, sentenza n. 48 del 19/02/2001 - all. sub n. 2/3/4/5)
Pertanto in fattispecie, ove non è stato rispettato il predetto termine annuale di cui all’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, l’Ufficio è sicuramente incorso in decadenza.
Ne è di ostacolo a quanto sopra dedotto l’art. 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, secondo cui il primo comma dell’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73 “deve essere interpretato nel senso che il termine in esso indicato, avendo carattere ordinatorio, non è stabilito a pena di decadenza”.
Invero, come ha recentemente ribadito la Suprema Corte di Cassazione - Sezione Tributaria con la sentenza n. 17507 del 9/12/2002, l’art. 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 non ha natura interpretativa. Pertanto, come ben sottolineato dai giudici della Cassazione nella summenzionata sentenza, deve ritenersi che l’art. 28 della legge 449/1197 ha trasformato in ordinatori soltanto i termini ancora pendenti alla data della sua entrata in vigore e non quelli già scaduti, come nel caso che ci occupa. (Cfr. all. sub. n. 6)
In ogni caso, il termine di cui all’art. 36/bis citato, come recentemente stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione con la già citata sentenza n. 17507/2002, produce, ove non prorogato, gli stessi effetti preclusivi di un termine perentorio anche dopo l'introduzione dell'art. 28 della legge n. 449/97, articolo che ha interpretato i termini indicati nel più volte citato art. 36/bis come di natura ordinatoria. (Cfr. all. sub. n. 6)
L'Interpretazione autentica (Argomenta art. 28 - legge n. 449/97) secondo la quale “il termine in esso indicato, avendo carattere ordinatorio, non è stabilito a pena di decadenza”, va coordinata, infatti, come ha definitivamente statuito la Corte di Cassazione con la più volte citata sentenza 17507/2002, con il disposto di cui all'art. 154 c.p.c., secondo il quale “il giudice, prima della scadenza, può abbreviare o prorogare, anche d'ufficio, il termine che non sia stabilito a pena di decadenza. La proroga non può avere una durata superiore al termine originario. Non può essere consentita proroga ulteriore, se non per motivi particolarmente gravi e con provvedimento motivato”.
E’ evidente che mentre i termini ordinatori, nel processo civile, possono essere prorogati dal giudice, sempre prima della scadenza; i termini ordinatori in materia fiscale, non possono che essere prorogati con atti aventi forza di legge.
Ne discende, pertanto, che in fattispecie, ove il predetto termine annuale non è stato esplicitamente prorogato, si sono ormai prodotti gli effetti preclusivi in quanto è notorio che un termine di natura ordinatoria, inutilmente decorso, produce gli stessi effetti preclusivi di quello perentorio. (Cfr. Ex multis Cass. Civ., Sent. 8976 del 25/07/92; Idem Sent. n. 651 del 23/01/91 n. 651 - all. sub n. 7 e 8)
In ogni caso, come ha recentemente ribadito la Suprema Corte di Cassazione con la più volte citata sentenza n. 17507 del 9/12/2002, l’art. 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (secondo il quale il primo comma dell’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73 “deve essere interpretato nel senso che il termine in esso indicato, avendo carattere ordinatorio, non è stabilito a pena di decadenza”) non ha natura interpretativa ma innovativa. Pertanto, come ben sottolineato dai giudici della Cassazione, deve ritenersi che l’art. 28 - legge n. 449/1997 ha trasformato in ordinatori soltanto i termini ancora pendenti alla data della sua entrata in vigore e non quelli già scaduti, come nel caso che ci occupa.
Concludendo sul punto, è pacifico che l’inosservanza da parte dell’Ufficio avversario dei termini di liquidazione delle dichiarazioni, ex art. 36/bis, produce l’illegittimità della cartella di pagamento e, per la conseguenza, la inesistenza giuridica della pretesa tributaria.
Sulla base della normativa e della giurisprudenza citata ed alligata, è di solare evidenza, che l'atto impugnato è viziato in radice.
1.2 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1 - Legge n. 448/98; norma che ha prorogato i termini per il controllo formale delle dichiarazioni e formazione dei ruoli, ex art. 36/ter - Dpr. n. 600/73, in quanto non applicabile alla mera liquidazione delle dichiarazioni, procedura prevista solo dall’art. 36/bis stesso decreto, da imputare all’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania.
In via principale si deduce la nullità dell’impugnata iscrizione a ruolo, in quanto, in fattispecie, non può trovare applicazione la proroga dei termini al 31/12/2000, per il controllo delle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 31/12/1998, prevista dall’art. 9, comma 1 - legge n. 448/1998.
Sul punto questa difesa fa osservare al Collegio giudicante quanto segue:
a) Con l'art. 9, comma 1 - legge n. 448/1998, il legislatore ha disposto la proroga dei termini al 31 dicembre 2000 esclusivamente per i controlli formali ex art. 36/ter e non ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73. (In Termini Cfr. Ex Plurimis Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sentenza n. 310/4/02 del 3.4.2002; Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sentenza n. 353/02/02 del 21.5.2002 - all. sub nn. 9 e 10)
Peraltro, l’Amministrazione Finanziaria, con la R. M. n. 6/E del 19/01/1999, dando risposta ad un quesito posto da un Ente Pubblico, con il quale chiedeva di conoscere l’applicabilità della proroga dei termini dell’art. 9 - legge n. 448/98, in materia di tributi locali, si è espressa (punto quattro risposta) nel senso che:«… omissis ..., i due commi dell’art. 9 hanno un ambito unitario e funzione complementare, in quanto il comma 1 si riferisce esclusivamente al “controllo formale” delle dichiarazioni per tributi diretti ed IVA, ex art. 36/ter - D.P.R. n. 600/73, mentre il comma 2 riguarda le altre modalità di controllo, (controllo di dichiarazioni, liquidazione ed accertamento) di tributi erariali, ... omissis ...». (Cfr. R. M. n. 6/E del 19/01/1999 - all. sub n. 11)
b) Il Legislatore, relativamente all’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, ha previsto nel successivo comma 2 del citato art. 9 esclusivamente la proroga al 30/06/1999 del termine di decadenza delle dichiarazione dei redditi presentate nell'anno 1997 e relative all’anno d’Imposta 1996, originariamente in scadenza il 31/12/98. Nessuna altra proroga, invece, è stata esplicitamente prevista per i termini di decadenza di cui all’art. 36/bis citato. Ne discende, pertanto, che per le dichiarazioni relative a periodo di imposta diversi dal 1996 operano, con riferimento al più volte citato art. 36 bis, i termini ordinari anche in applicazione del noto principio “ubi lex voluit, dixit”.
c) La proroga dei termini intervenuta, come disposto dal citato art. 9, comma 1 - legge n. 448/98, non è, in ogni caso, applicabile alla liquidazione della dichiarazione, in quanto il termine ex art. 36/bis - D.P.R. n. 600/73 era già scaduto al momento dell’entrata in vigore della stessa legge, atteso che lo stesso non era stato prorogato prima della scadenza, secondo quanto disposto dagli artt. 153 e 154 c.p.c. (Cfr. quanto in narrativa - Punto n. 1 Ricorso)
In coerenza con quanto precede, i termini di cui all’art. 36/bis - Dpr. n. 600, relativamente all'anno d'imposta 1995, sono inesorabilmente chiusi e nessuna legge può, legittimamente, prorogare un termine già scaduto.
Orbene, nel “Diritto Tributario” la ratio dell’istituto della decadenza si ravvede nella necessità di tutelare i contribuenti, i quali, a contrario, rimarrebbero esposti sine die alle richieste dell’Erario.
Pertanto, i vizi eccepiti in narrativa, consumati dall'Ufficio Tributario Impositore durante il procedimento di liquidazione e la successiva riscossione, non possono che determinare la nullità di tutti gli atti conseguenti, quale è la Cartella di Pagamento che ha generato la vexata quaestio. (In tal senso, ex multis Cfr. C.T.P. di Brindisi - Sez. 1, n. 1 del 28/01/99; C.T.P. di Vicenza - Sez. n. 8, n. 519 del 26/11/99; C.T.R. del Lazio - Sez. n. 33, n. 4 del 22/02/99; C.T.P. di Salerno - Sez. n. 8, n. 152 del 20/07/2000; C.T.P. di Catania - sez. 4, n. 310 del 2002 e sez. n. 9, n. 108 del 1/02/2002 - all. sub n. 3/4/12/13)
1.3 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di riscossione, quale conseguenza della illegittima applicazione del combinato disposto dagli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e 43 - Dpr. n. 600/73, da imputare all’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania.
In subordine si rileva che l’ impugnata cartella di pagamento è altresì illegittima per un ulteriore vizio consumato durante l’azione della riscossione, in quanto risulta violato il combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/1973 e 43 - Dpr. n. 600/73. Infatti, l’art. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73, rubricato “Termini per l’iscrizione a ruolo”, dispone che le imposte liquidate in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti, comprese quelle riscuotibili mediante versamento diretto e non versate, devono essere riscosse, a pena di decadenza, entro il termine di cui al primo comma dell’art. 43 del D.P.R. n. 600/73»; a sua volta, l’art. 43 - Dpr. n. 600/73, rubricato “Termine per l’accertamento”, recita: «Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione».
E’ evidente che, affinché l’Ufficio non incorra nella sopramenzionata decadenza, è necessario che entro il predetto termine venga notificato l’ordinativo di pagamento (cartella di pagamento), non essendo sufficiente la mera formazione del ruolo. (In tal senso Cfr. Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sentenza n. 1128/4/01 del 19.12.2001; Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sentenza n. 1124/4/01 del 19.12.2001; Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sentenza n. 309/4/02 del 3.4.2002 - all. sub. nn. 14 / 15 / 16)
L’ordinativo di pagamento notificato (Cartella di Pagamento), per il recupero delle imposte liquidate con l’iscrizione a ruolo, risulta essere, infatti, l’unico “atto recettizio” notificato al contribuente avverso il quale si può o meno contestare tale pretesa. Ciò in quanto, il ruolo risulta essere un “atto interno non recettizio” e “senza nessuna efficacia interruttiva” ai fini della decadenza della riscossione dei tributi. Ne consegue, pertanto, che per l’effettiva legittimità e validità dell’atto impositivo non è sufficiente la formazione del ruolo posta in essere entro il termine quinquennale di cui all’art. 43 - Dpr. n. 600/73 ma, entro lo stesso termine, è necessaria la notifica della Cartella di Pagamento, pena la decadenza della pretesa impositiva.
Nel caso in esame, la dichiarazione dei redditi è stata presentata nell’anno 1997 (Redditi Anno 1996), motivo per cui il termine quinquennale di decadenza decorre dal 31 dicembre 1997 e si conclude il 31 dicembre 2002. Orbene, per quanto sopra esposto, entro il predetto termine del 31 dicembre 2002 avrebbe dovuto essere notificata l’impugnata cartella di pagamento e non solo formato il ruolo. (In tal senso Cfr. C.T.R. Toscana - Sez. 9, n. 80 del 25/09/2000; C.T.P. di Milano Sentenza n. 35/34/01 del 11/04/2001 - C.T.P. di Ravenna Sez. n. 1 n. 375 del 07/12/2001)
Da quanto precede ne discende che la cartella di pagamento, di cui si controverte, relativa all’anno di imposta 1996, avrebbe dovuto essere notificata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione e cioè entro il 31 dicembre 2002. Pertanto, la predetta cartella di pagamento, essendo stata notificata il 2 aprile 2003, è sicuramente nulla.
1.4 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per violazione dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000 (Statuto dei Diritti del Contribuente), da imputare all’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania.
In ulteriore subordine si deduce la nullità dell’impugnata iscrizione a ruolo per violazione dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000 (Statuto dei Diritti del Contribuente).
L’art. 6 - legge n. 212/2000, rubricato “Conoscenza degli atti e semplificazione” così dispone:«Comma 1. - L’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati. (Nel caso in specie il ruolo o il suo procedimento di formazione - n.d.r.) A tal fine essa provvede, comunque, a comunicarli nel luogo di effettivo domicilio del contribuente, quale desumibile dalle informazioni in possesso della stessa amministrazione … omissis …. Restano ferme le disposizioni in materia di notifica degli atti tributari; Comma 5. - Prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, … l’amministrazione deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti o a produrre i documenti …..omissis… Sono nulli i provvedimenti emessi in violazione delle disposizioni di cui al presente comma».
Orbene, nel caso di specie, durante tutta la procedura di liquidazione e di riscossione, l’Ufficio avversario non ha invitato il contribuente a fornire i chiarimenti o a produrre i documenti circa la dichiarazione liquidata, con la conseguente nullità di tutti gli atti conseguenti - Ruolo e Cartella di Pagamento - oggetto della presente impugnazione, in violazione dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000. (In tal senso Cfr. C.T.P. di Catania Sez. 12, sentenza n. 354 del 28/04/2000 - C.T.P. di Bari Sez. 17, sentenza n. 238 del 09/07/2001 - C.T.P. di Catania Sez. 4, sentenza n. 310 del 03/04/2002)
Peraltro, le norme dello Statuto dei diritti del contribuente costituiscono a tutti gli effetti principi generali dell’ordinamento tributario, come stabilito da una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione - Sezione Tributaria, in cui si afferma la natura vincolante dello Statuto del contribuente per l’interprete della normativa tributaria. (Cfr. Corte di Cassazione - Sezione Tributaria, Sentenza 12 febbraio 2002, n. 17576 - all. sub. n. 7)
Ed ancor prima, i Giudici di legittimità hanno affermato che “l’art. 6 … omissis … inquadrato nella enunciazione di cui all’art. 1 della medesima legge … omissis …, assume un inequivocabile valore interpretativo. Si tratta, cioè, di un principio che deve aiutare l’interprete a ricavare dalle norme il senso che le renda compatibili con i principi costituzionali citati”. (Cfr. Corte di Cassazione - Sezione Tributaria, Sentenza n. 4760/2001 - all. sub n. 17)
2.1 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione dell’art. 25, comma 1 - Dpr. n. 602/73, da imputare alla Montepaschi SE.RI.T. S.p.a. - Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania.
In via del tutto subordinata, e senza recesso alcuno dalle precedenti deduzioni, si rileva la nullità dell’impugnata cartella di pagamento per violazione dell’art. 25 - Dpr. n. 602/73.
Il predetto art. 25, antecedentemente le modifiche apportate dall’art. 1 - D. Lgs n. 193 del 9 giugno 2001, prevedeva che:«Il Concessionario notifica la cartella di pagamento, entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo, al debitore inscritto a ruolo … omissis ...».
Nel caso di specie, il Concessionario della Riscossione di Catania Montepaschi Se.Ri.T. S.p.a. non ha provveduto a notificare la cartella di pagamento entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo gli è stato consegnato, per cui la predetta cartella è senz’altro nulla. (Cfr. Commissione Tributaria Provinciale di Catania - Sez. n. 3, sentenza n. 396 del 7.12.2001 - all. sub. n. 18)
Nessun dubbio sussiste, peraltro, sulla perentorietà del predetto termine, in quanto il carattere perentorio di un termine non deve necessariamente risultare esplicitamente dalla norma, potendosi desumere, come in fattispecie, dalla funzione, ricavabile con chiarezza dal testo della legge, che il termine è chiamato a svolgere. (Cfr. Cass. Sez. Un. Sentenza del 3 febbraio 1994 n. 1111 - all. sub. n. 19)
In tal senso si è espressa, finanche, la Corte Costituzionale con ordinanza n. 107 del 26 marzo - 1° aprile 2003. (Cfr. all. sub. n. 20)
Peraltro tale norma, per il suo tenore letterale («entro l’ultimo giorno» ….. «deve notificare» … omissis …) ben si presta ad essere interpretata come introduttiva di un termine perentorio.
Si fa osservare ai primi Giudici che la Cartella di Pagamento non è un atto del Fisco ma dell’Esattore, il quale, pur non essendo del tutto estraneo all’Amministrazione Finanziaria, ne è tuttavia un organo indiretto; lo stesso, in forza di una concessione, esercita i poteri di riscossione, dei quali resta comunque titolare il soggetto Pubblico. L’Esattore, pertanto, deve notificare la cartella di pagamento entro i ristretti termini di cui all’art. 25 - Dpr. n. 602/73. (In tal senso Corte di Cassazione - Sez. 1 Civile, n. 7662 del 19/07/99. La Suprema Corte rileva che il contribuente non può essere soggetto all’infinita soggezione del Fisco, essendo l’esattore soggetto ai ristretti termini di notifica della cartella di pagamento, ex art. 25 - Dpr. n. 602/73 - Cfr. all. sub. n. 21)
Per quanto in narrativa argomentato, in forza delle norme richiamate e della giurisprudenza di ogni ordine e grado alligata, è evidente che la Cartella di Pagamento, che forma oggetto della presente impugnazione, sia destituita di ogni fondamento giuridico per l’illegittimità della pretesa tributaria che incorpora.
Tanto premesso, nella non temuta ipotesi in cui in fattispecie il ruolo risultasse consegnato all’esattore successivamente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 193 del 9 giugno 2001 (norma che ha abolito il termine dei quattro mesi per la notifica del ruolo), si solleva sin da ora l’eccezione di illegittimità costituzionale della nuova formulazione dell’art. 25 - Dpr. n. 603/73, per: Violazione degli artt. 3 (Principio di uguaglianza), 24 (Diritto di difesa) e 97 (Principio del buon andamento e dell’imparzialità della P. A) della Costituzione Italiana.
Invero, sottraendo ad ogni termine di decadenza la notifica del ruolo da parte dell’esattore, si verificherebbe «l’indefinita soggezione del contribuente all’azione esecutiva del fisco» paventata dalla Corte di Cassazione nella già citata sentenza n. 7662/1999. (Cfr all. sub. n. 21)
2.2 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione dell’art. 25, comma 3 quater - D. Lgs. n. 472/97, da imputare alla Montepaschi SE.RI.T. S.p.a. - Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania.
In via ancora più subordinata si deduce la nullità dell’iscrizione a ruolo per violazione dell’art. 25, comma 3/ter - D. Lgs. n. 472/97.
La predetta norma, infatti, prevede, antecedentemente la notifica della cartella di pagamento, l’invio da parte del concessionario del servizio della riscossione entro il secondo mese successivo a quello di consegna del ruolo, di un previo avviso di pagamento al fine di usufruire della riduzione delle sanzioni al 50%.
Orbene, in fattispecie, nessun avviso di pagamento è stato previamente notificato. Ne discende che l’impugnata iscrizione a ruolo deve ritenersi nulla e priva di effetti giuridici, in quanto la stessa non risulta preceduta dall’avviso di pagamento motivato che è previsto come atto necessario. (In tal senso Cfr. Circolare n. 138/E del 05.07.2000 - all. sub. n. 22)
all’Ill.mo Sig. Presidente e a Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale di Catania adita, ciascuno per quanto di propria competenza, previa sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato, ai sensi dell’art. 47 - D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in forza dell’ingiusto oltre che grave ed irreparabile danno che provocherebbe la procedura esecutiva “periculum in mora” (Cfr. all. sub. n. 23), in accoglimento delle argomentazioni in punto di mero diritto, “fumus boni iuris”, di cui in narrativa, voglia compiacersi dichiarare:
1.1 In via preliminare la nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di iscrizione a ruolo, a seguito della liquidazione delle imposte dovute ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, in quanto l’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania non ha provveduto a iscrivere a ruolo le imposte dovute e non versate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi.
1.2 In via principale la nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1 - legge n. 448/98, norma che ha prorogato i termini per il controllo formale delle dichiarazioni e formazione dei ruoli, ex art. 36/ter – Dpr. n. 600/73, in quanto non applicabile alla mera liquidazione delle dichiarazioni, procedura prevista esclusivamente dall’art. 36/bis, stesso Dpr..
1.3 In subordine la nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di riscossione, quale conseguenza della illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e art. 43 - Dpr. n. 600/73, in quanto l’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania ha provveduto a notificare la cartella di pagamento, che incorpora l’iscrizione a ruolo a seguito di liquidazione delle imposte dovute, oltre il termine quinquennale di decadenza previsto dall’art. 43 - Dpr. n. 600/73.
1.4 In ulteriore subordine la nullità della cartella di pagamento impugnata, per violazione dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000 (Statuto dei Diritti del Contribuente).
2.1 La nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione dell’art. 25, comma 1 – Dpr. n. 602/73, in quanto il Concessionario della Riscossione per la Provincia di Catania - Montepaschi SE.RI.T. S.p.a. non ha provveduto a notificare la cartella di pagamento al debitore entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo, termine perentorio.
2.2 La nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione dell’art. 25, comma 3 quater - D. Lgs. n. 472/97, in quanto il Concessionario della Riscossione per la Provincia di Catania - Montepaschi SE.RI.T. S.p.a. non ha inviato, antecedentemente la notifica della cartella di pagamento, alcun avviso di pagamento; ovvero la riduzione, nella presente sede, delle sanzioni al 50%, non avendone l’odierno ricorrente potuto antecedentemente usufruire.
In ogni caso, nella non temuta ipotesi in cui in fattispecie il ruolo risultasse consegnato all’esattore successivamente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 193 del 9 giugno 2001 (norma che ha abolito il termine dei quattro mesi per la notifica del ruolo), si solleva sin da ora l’eccezione di illegittimità costituzionale della nuova formulazione dell’art. 25 - Dpr. n. 603/73, per: Violazione degli artt. 3 (Principio di uguaglianza), 24 (Diritto di difesa) e 97 (Principio del buon andamento e dell’imparzialità della P. A) della Costituzione Italiana.
Il presente ricorso è redatto in triplice esemplare, il primo originale, in carta resa legale, viene depositato all’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania; il secondo originale viene inviato a mezzo posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento alla Montepaschi SE.RI.T. S.p.a, Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania; la terza copia, che la parte dichiara conforme all’originale, verrà depositata entro il termine di 30 giorni, presso la Commissione Tributaria Provinciale di Catania.
Si chiede, ai sensi e per gli effetti dell’art. 33, comma 1 - D. Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, che il ricorso di cui trattasi venga discusso in pubblica udienza.
Si fa riserva di produzione di ulteriori documenti e di presentazione di memorie all’esito del comportamento delle controparti e si allega il fascicolo di parte con i seguenti documenti in fotocopia:
1. Cartella di Pagamento, atto impugnato.
2. Sentenza Corte di Cassazione - Sez. I Civile, n. 7088 del 29/07/97.
3. Sentenza C.T.P. di Brindisi - Sez. n. 1 del 28/01/99, n. 1.
4. Sentenza C.T.P. di Vicenza - Sez. n. 8 del 26/11/1999, n. 519.
5. Sentenza C.T.R. della Lombardia - Sez. 62, sentenza n. 48 del 19/02/2001.
6. Sentenza Corte di Cassazione, n.17507 del 2002.
7. Sentenza Corte di Cassazione, n. 8976 del 25/07/92.
8. Sentenza Corte di Cassazione, n. 651 del 23/01/91.
9. Commissione Tributaria Provinciale di CT - Sez. n. 4, sent. n. 310/4/02 del 3.4.2002.
10. Commissione Tributaria Provinciale di CT - Sez. n. 2, sent. n. 353/02/02 del 21.5.2002
11. Risoluzione Ministeriale del 19/01/1999, n. 6/E.
12. Sentenza C.T.R. del Lazio - Sez. 33 del 22/02/99, n. 4.
13. Sentenza C.T.P. di Salerno - Sez. n. 8 del 20/07/2000, n. 152.
14. Commissione Tributaria Provinciale di CT - Sez. n. 4, sent. n. 1128/4/01 del 19.12.2001.
15. Commissione Tributaria Provinciale di CT - Sez. n. 4, sent. n. 1124/4/01 del 19.12.2001.
16. Commissione Tributaria Provinciale di CT - Sez. n. 4, sent. n. 309/4/02 del 3.4.2002.
17. Corte di Cassazione - Sezione Tributaria, Sentenza n. 4760/2001
18. Commissione Tributaria Provinciale di CT - Sez. n. 3, sent. n. 396 del 7.12.2001.
19. Cassazione Sez. Un., n. 1111 del 03/02/94.
20. Corte Costituzionale, ordinanza n. 107 del 26 marzo – 1° marzo 2003.
21. Sentenza Corte di Cassazione - Sez. I Civile, n. 7662 del 19/07/99.
22. Circolare 138/E del 05.07.2000.
23. Mod. Unico 2002 - Redditi 2001.
24. Ricevuta pres.ne del presente ricorso all’A. Entrate - Ufficio di Catania.
25. Ricevuta raccomandata a.r. spedizione del presente ricorso alla Montepaschi SE.RI.T. s.p.a. - Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania.

References: art. 36
 art. 36
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 sentenza 
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 art. 28
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 Cass. 
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 art. 9
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 Cass. Sez. 
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 art. 43
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