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Timestamp: 2019-09-19 18:48:16+00:00

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Amici...di... :: DISABILITÀ E SCUOLA
Inviato: Mar Ott 20, 15:48:09 DISABILITÀ E SCUOLA
con la collaborazione di Salvatore Nocera - Esperto giuridico alla Fondazione italiana per il Volontariato, Responsabile dell'Osservatorio sull'integrazione scolastica dell'Associazione Italiana Persone Down (www.aipd.it), autore del volume "Il diritto all'integrazione nella scuola dell'autonomia" (Ed. Erickson, maggio 2001).
Chi deve garantire agli alunni disabili l'assistenza educativa a scuola?
Problemi legati al sostegno
Il diritto alla continuità del sostegno
L'orario di frequenza
E' previsto un numero massimo di alunni nelle classi con bambini disabili?
Chi deve prestare l'assistenza materiale a scuola agli alunni disabili?
Gli adulti disabili possono frequentare la scuola?
Agevolazioni e sostegno per gli studenti universitari
I servizi offerti dai principali atenei italiani
L'assistenza per l'assolvimento dell'obbligo scolastico agli alunni disabili spetta ai Comuni. In particolare per quanto riguarda gli interventi di assistenza medico-psichica e di assistenza ai disabili psico-fisici (D.P.R. 616/77, artt.42 e 45). È ribadito l'obbligo "per gli enti locali di fornire l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici e sensoriali" (L.104/92, art.13 c.3).
"Nelle scuole di ogni ordine e grado - dice la legge 104/92 art. 13 c. 3 - sono garantite attività di sostegno mediante l'assegnazione di docenti specializzati".
Il numero degli insegnanti di sostegno viene assegnato dal Direttore scolastico regionale alle singole scuole, secondo la richiesta di ore di sostegno avanzata dal Capo d'Istituto. Tutte le richieste delle scuole vengono poi vagliate dal Gruppo di lavoro per l'integrazione scolastica, che opera presso il C.a.m, il Centro per l'attività amministrativa, e che formula un parere sui singoli casi e sul piano provinciale di assegnazione. Le singole istituzioni scolastiche, se hanno disponibilità aggiuntive di bilancio, possono anche stipulare contratti a tempo determinato con insegnanti specializzati, in aggiunta a quelli assegnati dal C.a.m In alcuni casi particolarmente delicati, può essere predisposto un progetto di sperimentazione che potrà essere finanziato dal C.a.m stesso.
In caso di ritardi nel tempo di nomina dell'insegnante di sostegno o qualora la quantità di ore di sostegno fosse insufficiente, i genitori possono segnalare il disagio al Gruppo H del Provveditorato.
In presenza di scarsa qualità del sostegno, i genitori possono fare un esposto sul disservizio al Provveditore e, per conoscenza, al Ministro della Pubblica Istruzione (Osservatorio sull'integrazione scolastica. Fax 06/58492732).
Se un alunno disabile, di fronte a un cambiamento di scuola, dovesse avere serie difficoltà di adattamento e il passaggio a nuove figure di riferimento dovessero costituire un problema, compromettendo i risultati già raggiunti, potrà eccezionalmente intervenire l'insegnante di sostegno che ha seguito lo stesso alunno nella precedente scuola. E' necessaria, comunque, l'autorizzazione del Provveditore agli Studi e il provvedimento è valido limitatamente ai primi 2-3 mesi di frequenza del nuovo corso scolastico. L'iniziativa dovrà essere messa in pratica d'intesa con i collegi dei docenti delle due scuole interessate, e la proposta dovrà essere trasmessa al Provveditore agli Studi della scuola che accoglierà o ha già accolto l'alunno (C.M.N. 1/'88).
Non è legittima la richiesta di riduzione dell'orario di frequenza per gli studenti disabili, avanzata a volte dai Capi d'Istituto o da alcuni Consigli di classe. Una eventuale riduzione dell'orario deve essere definita nel Piano Educativo Individualizzato (P.E.I), con motivazione scritta concordata con i genitori.
Con la legge n.449/97 erano state abrogate le norme che stabilivano automaticamente in venti il numero massimo di alunni nelle classi frequentate da bambini disabili. In questo modo si era creata una situazione molto grave, che in alcuni casi aveva prodotto classi anche con trenta alunni. Dopo le proteste di numerosi parlamentari di associazioni di genitori, il Parlamento ha stabilito con l'art.8 comma 12 della legge 448/98 (legge finanziaria per il 99) che il Governo avrebbe dovuto emanare un decreto in grado di regolare la materia in modo più adeguato. Il Ministero della Pubblica istruzione ha quindi stabilito alcuni criteri: 1. Le classi iniziali cui sono iscritti alunni disabili - dei rispettivi cicli scolastici materno, elementare, medio e superiore - sono costituite da non più di 20 alunni, "purché sia esplicitata e motivata la necessità di una riduzione numerica di ciascuna classe, in rapporto alle esigenze formative dell'alunno, e il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dell'insegnante di sostegno nonché da altro personale della stessa scuola".
2. In una stessa classe la presenza di due alunni con handicap deve essere un'ipotesi eccezionale e comunque gli alunni debbono avere disabilità lievi.
3. In ogni caso le classi frequentate da alunni disabili non possono superare il numero di venticinque alunni.
Fino al 1999 era compito dei collaboratori scolastici dipendenti degli enti locali svolgere attività di assistenza materiale nell'ingresso e uscita da scuola degli alunni disabili, all'interno dei locali scolastici e di assistenza per l'igiene personale e l'accompagnamento ai servizi igienici.
Il contratto collettivo nazionale integrativo del 15 febbraio 2001 ha poi ridefinito la figura professionale dei collaboratori scolastici oggi dipendenti del ministero dell'istruzione, precisando due tipi di mansioni per il sostegno degli alunni disabili:
1 - Mansioni ordinarie come l'accompagnamento fuori e dentro i locali scolastici (per tutti senza alcun aumento di retribuzione);
2 - Assistenza obbligatoria per la cura della persona, che quindi riguarda anche l'assistenza igienica (con diritto a un premio incentivante, trattandosi di "funzione aggiuntiva").
Attrezzature tecniche, sussidi didattici e ausili tecnici per gli studenti disabili devono essere garantiti dalle scuole o dalle università, anche attraverso convenzioni con centri specializzati. (Legge 104/92, articolo 13). Per l'acquisto di tali ausili si attinge ai fondi che vengono inviati dal Ministero della Pubblica Istruzione ai Provveditorati (C.M.N. 139/2001) ed alle università (L. 17/2000).
Per quanto riguarda le scuole materne, elementari e medie, è compito del Comune provvedere ai trasporti gratuiti da casa a scuola e viceversa (L. 118/71 art. 28 c. 1, ribadito dal Decreto Legislativo n. 112/98 art. 139 comma 1 lett. C). Bisogna farne esplicita richiesta al Comune, Assessorato ai Servizi Sociali o Assessorato ai Trasporti urbani ed extraurbani.
Per quanto riguarda la scuola superiore, non sono previsti espressamente trasporti gratuiti, ma in base ad un'applicazione analogica della L. 118/71 (e della Sentenza n. 215/87 della Corte Costituzionale), che li prevede per la frequenza della scuola dell'obbligo o dei corsi di addestramento professionale, si può risolvere tale necessità negli Accordi di programma o nelle Intese (L. 142/90 sull'Ordinamento delle autonomie locali).
In ogni distretto scolastico, o gruppi di distretti, possono essere istituiti, dai Provveditori agli Studi, Centri territoriali permanenti per l'istruzione e la formazione degli adulti (Ordinanza Ministeriale n. 455 del 29 luglio 1997). In questi centri possono essere organizzati corsi per persone sprovviste del titolo di studio di scuola elementare o media ed è prevista "la piena integrazione delle persone in situazione di handicap". Non sono quindi attivabili corsi speciali per adulti disabili, ma devono essere loro assicurati la frequenza alle lezioni per gli adulti organizzate dai Centri e il diritto ad avere ausili didattici specifici, oltre alla nomina di insegnanti specializzati per le attività di sostegno (e se necessario anche assistenti per l'autonomia e la comunicazione, fermo restando l'obbligo dell'assistenza materiale ed igienica a carico dei collaboratori scolastici).
La legge (28 gennaio 1999, "Integrazione e modifica della legge-quadro del 5 febbraio 1992, per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate") prevede una serie di norme che favoriscono l'iscrizione e la frequenza all'università degli studenti disabili. Prima di tutto la garanzia di sussidi tecnici e didattici e di un servizio di tutorato specializzato; poi l'individuazione di un docente, delegato dal rettore, con funzioni di coordinamento di tutte le iniziative che riguardano l'integrazione nell'ambito dell'ateneo. E, ancora, la possibilità di effettuare prove di esame, anche equipollenti, con l'ausilio del servizio di tutorato o con il supporto di ausili tecnici, concordandone le modalità con il docente. I provvedimenti, che integrano la legge 104 del 1992 ("Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate"), nascono da una proposta avanzata da alcune delegazioni di studenti che avevano partecipato a una seduta in Parlamento. Ogni Università, comunque, seguendo le norme di legge, ha servizi e agevolazioni differenti.
L'Università di Bari ha istituito una Commissione disabilità e handicap: l'organo ha avviato una serie di iniziative per garantire agli studenti disabili ausili tecnico-didattici, che assicurino l'effettivo esercizio del diritto allo studio.
L'Università di Genova mette a disposizioni una lista di docenti che si occupano degli studenti disabili. E' possibile accedere alla lista anche via internet, cliccando su "servizi per gli studenti".
L'ateneo bolognese ha una serie di servizi per i disabili attivati dal "Servizio Tutorato", che si appoggia a istituzioni extra-universitarie, come l'Ausilioteca, l'istituto per ciechi Cavazza e l'Arstud (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio). Tra le agevolazioni previste: posti alloggio con assistenza domiciliare, accompagnamento alle lezioni, contributi per ausili e mobilità. Alcuni servizi sono prestati a titolo di volontariato da altri studenti. Sul sito dell'Ateneo esiste un banner interamente dedicato all'"Università e Handicap".
L'Ateneo milanese ha un Servizio Disabilità&Handicap, consultabile anche on line: dalla home page, attraverso "accesso rapido", si seleziona la "Guida allo studente" (il capitolo V elenca in dettaglio i servizi di sostegno per i disabili). L'indirizzo diretto alla pagina è:
L'ateneo triestino ha attivato uno Sportello Disabili, consultabile anche on line (in home page, nell'Area Studenti, si trova il link Servizi ai Disabili). Molti i servizi di sostegno per gli studenti: dalle agevolazioni economiche agli alloggi adattati, dall'accompagnamento alle lezioni agli ausili didattici, fino al supporto per le pratiche burocratiche.
L'ateneo pisano ha uno sportello dedicato al sostegno e all'integrazione degli studenti disabili.
L'Università di Firenze ha una "Commissione Disabilità" istituita per individuare le esigenze degli studenti: dalla possibilità di richiedere attrezzature e sostegni didattici alla lista dei delegati di facoltà.
L'Università di Padova, oltre a un "ufficio disabilità", offre un servizio di "assistenza psicologica" per gli studenti in difficoltà.
UFFICIO HANDICAP - PALERMO
L'Università di Palermo offre informazioni e sostegno grazie all'Ufficio per l'Handicap: si propone di sostenere tutte le iniziative a favore dell'integrazione delle persone disabili che frequentano l'Università.
Inviato: Mar Ott 20, 15:48:09 Adv

References: art.13
 art. 13
 articolo 13
 art. 28
 art. 139
 Sentenza