Source: http://www.avvricci.it/titolo-i---dei-delitti-contro-la-personalita-dello-stato-artt-241-313.html
Timestamp: 2019-12-13 06:26:16+00:00

Document:
TITOLO I - Dei delitti contro la personalita` dello Stato
Capo I - Dei delitti contro la personalita` internazionale dello Stato
Attentati contro l'integrita`, l'indipendenza o l'unita` dello Stato.
Salvo che il fatto costituisca piu` grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranita` di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza o l'unita` dello Stato, e` punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
La pena e` aggravata se il fatto e` commesso con violazione dei doveri inerenti l'esercizio di funzioni pubbliche.
Il cittadino che porta le armi contro lo Stato o presta servizio nelle forze armate di uno Stato in guerra contro lo Stato italiano, e` punito con l'ergastolo . Se esercita un comando superiore o una funzione direttiva e` punito con la morte.
Non e` punibile chi, trovandosi, durante le ostilita`, nel territorio dello Stato nemico, ha commesso il fatto per esservi stato costretto da un obbligo impostogli dalle leggi dello Stato medesimo.
Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, e` considerato cittadino anche chi ha perduto per qualunque causa la cittadinanza italiana.
Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinche?L uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilita` contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, e` punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.
Se la guerra segue, si applica la pena di morte (1); se le ostilita` si verificano si applica l'ergastolo.
(1) La pena di morte per i delitti previsti dal codice penale e` stata abolita dal D.Lgs.Lgt. n. 224/1944.
Chiunque, senza l'approvazione del Governo, fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra, e` punito con la reclusione da sei a diciotto anni; se la guerra avviene, e` punito con l'ergastolo.
Qualora gli atti ostili siano tali da turbare soltanto le relazioni con un Governo estero, ovvero da esporre lo Stato italiano o i suoi cittadini , ovunque residenti, al pericolo di rappresaglie o di ritorsioni, la pena e` della reclusione da tre a dodici anni. Se segue la rottura delle relazioni diplomatiche, o se avvengono le rappresaglie o le ritorsioni, la pena e` della reclusione da cinque a quindici anni.
Intelligenze con lo straniero per impegnare lo Stato italiano alla neutralita` o alla guerra.
Chiunque tiene intelligenze con lo straniero per impegnare o per compiere atti diretti a impegnare lo Stato italiano alla dichiarazione o al mantenimento della neutralita`, ovvero alla dichiarazione di guerra, e` punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
La pena e` aumentata se le intelligenze hanno per oggetto una propaganda col mezzo della stampa.
Il cittadino che, anche indirettamente, riceve o si fa promettere dallo straniero, per se?L o per altri, denaro o qualsiasi utilita`, o soltanto ne accetta la promessa, al fine di compiere atti contrari agli interessi nazionali, e` punito, se il fatto non costituisce un piu` grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.
Alla stessa pena soggiace lo straniero che da` o promette il denaro o l'utilita`.
1. se il fatto e` commesso in tempo di guerra ;
2. se il denaro o l'utilita` sono dati o promessi per una propaganda col mezzo della stampa.
Chiunque, in tempo di guerra, tiene intelligenze con lo straniero per favorire le operazioni militari del nemico a danno dello Stato italiano, o per nuocere altrimenti alle operazioni militari dello Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti agli stessi scopi, e` punito con la reclusione non inferiore a dieci anni; e, se raggiunge l'intento, con la morte.
Chiunque, in tempo di guerra, somministra, anche indirettamente, allo Stato nemico provvigioni, ovvero altre cose, le quali possano essere usate a danno dello Stato italiano, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Chiunque, in tempo di guerra, partecipa a prestiti o a versamenti a favore dello Stato nemico, o agevola le operazioni ad essi relative, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Il cittadino, o lo straniero dimorante nel territorio dello Stato, il quale, in tempo di guerra e fuori dei casi indicati nell'articolo 248, commercia, anche indirettamente, con sudditi dello Stato nemico, ovunque dimoranti, ovvero con altre persone dimoranti nel territorio dello Stato nemico, e` punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa pari al quintuplo del valore della merce e, in ogni caso, non inferiore a euro 1.032.
Chiunque, in tempo di guerra, non adempie in tutto o in parte gli obblighi che gli derivano da un contratto di fornitura di cose o di opere concluso con lo Stato o con un altro ente pubblico o con un'impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessita`, per i bisogni delle forze armate dello Stato o della popolazione, e` punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa pari al triplo del valore della cosa o dell'opera che egli avrebbe dovuto fornire e, in ogni caso non inferiore a euro 1.032.
Se l'inadempimento, totale o parziale, del contratto, e` dovuto a colpa, le pene sono ridotte alla meta`.
Le stesse disposizioni si applicano ai subfornitori, ai mediatori e ai rappresentanti dei fornitori, allorche?L essi, violando i loro obblighi contrattuali, hanno cagionato l'inadempimento del contratto di fornitura.
Chiunque, in tempo di guerra, commette frode nell'esecuzione dei contratti di fornitura o nell'adempimento degli altri obblighi contrattuali indicati nell'articolo precedente e` punito con la reclusione non inferiore a dieci anni e con la multa pari al quintuplo del valore della cosa o dell'opera che avrebbe dovuto fornire e, in ogni caso, non inferiore a euro 2.065.
Chiunque distrugge, o rende inservibili, in tutto o in parte, anche temporaneamente, navi, aeromobili, convogli, strade, stabilimenti, depositi o altre opere militari o adibite al servizio delle forze armate dello Stato e` punito con la reclusione non inferiore a otto anni.
1. se il fatto e` commesso nell'interesse di uno Stato in guerra contro lo Stato italiano;
2. se il fatto ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.
Quando l'esecuzione del delitto preveduto dall'articolo precedente e` stata resa possibile, o soltanto agevolata, per colpa di chi era in possesso o aveva la custodia o la vigilanza delle cose ivi indicate, questi e` punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Chiunque, in tutto o in parte, sopprime, distrugge o falsifica, ovvero carpisce, sottrae o distrae, anche temporaneamente, atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato od altro interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, e` punito con la reclusione non inferiore a otto anni.
Si applica la pena di morte (1) se il fatto ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari.
Chiunque si procura notizie che, nell'interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete e` punito con la reclusione da tre a dieci anni.
Se si tratta di notizie di cui l'Autorita` competente ha vietato la divulgazione, la pena e` della reclusione da due a otto anni.
Chiunque si procura, a scopo di spionaggio politico o militare, notizie che, nell'interesse della sicurezza dello Stato, o comunque, nell'interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete e` punito con la reclusione non inferiore a quindici anni.
1. se il fatto e` commesso nell'interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano;
Spionaggio di notizie di cui e` stata vietata la divulgazione.
Chiunque si procura, a scopo di spionaggio politico o militare, notizie di cui l'autorita` competente ha vietato la divulgazione e` punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.
Si applica l'ergastolo se il fatto e` commesso nell'interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano.
Quando l'esecuzione di alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 255, 256, 257 e 258 e` stata resa possibile, o soltanto agevolata, per colpa di chi era in possesso dell'atto o documento o a cognizione della notizia, questi e` punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Le stesse pene si applicano quando l'esecuzione dei delitti suddetti e` stata resa possibile o soltanto agevolata per colpa di chi aveva la custodia o la vigilanza dei luoghi o delle zone di terra, di acqua o di aria, nelle quali e` vietato l'accesso nell'interesse militare dello Stato.Codice Penale
E` punito con la reclusione da uno a cinque anni chiunque:
1. si introduce clandestinamente o con inganno in luoghi o zone di terra, di acqua o di aria, in cui e` vietato l'accesso nell'interesse militare dello Stato;
2. e` co`lto, in tali luoghi o zone, o in loro prossimita`, in possesso ingiustificato di mezzi idonei a commettere alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 256, 257 e 258;
3. e` co`lto in possesso ingiustificato di documenti o di qualsiasi altra cosa atta a fornire le notizie indicate nell'articolo 256.
Se alcuno dei fatti preveduti dai numeri precedenti e` commesso in tempo di guerra, la pena e` della reclusione da tre a dieci anni.Codice Penale
Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell'art. 256 e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Se il fatto e` commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato, o le operazioni militari, la pena della reclusione non puo` essere inferiore a dieci anni.
Se il fatto e` commesso per colpa, la pena e` della reclusione da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, e da tre a quindici anni qualora concorra una delle circostanze indicate nel primo capoverso.
Chiunque rivela notizie, delle quali l'Autorita` competente ha vietato la divulgazione, e` punito con la reclusione non inferiore a tre anni.
Se il fatto e` commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato o le operazioni militari, la pena e` della reclusione non inferiore a dieci anni.
Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la reclusione non inferiore a quindici anni; e, nei casi preveduti dal primo capoverso, la pena di morte (1).
Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che impiega a proprio o altrui profitto invenzioni o scoperte scientifiche o nuove applicazioni industriali che egli conosca per ragioni del suo ufficio o servizio, e che debbano rimanere segrete nell'interesse della sicurezza dello Stato, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni e con la multa non inferiore a euro 1.032.
Se il fatto e` commesso nell'interesse di uno Stato in guerra con lo Stato italiano, o se ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari, il colpevole e` punito con la morte (1).
Infedelta` in affari di Stato.
Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all'estero affari di Stato, si rende infedele al mandato e` punito, se dal fatto possa derivare nocumento all'interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Chiunque in tempo di guerra, diffonde o comunica voci o notizie false esagerate o tendenziose, che possano destare pubblico allarme o deprimere lo spirito pubblico o altrimenti menomare la resistenza della nazione di fronte al nemico, o svolge comunque un'attivita` tale da recare nocumento agli interessi nazionali, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
La pena e` non inferiore a quindici anni:
1. se il fatto e` commesso con propaganda o comunicazioni dirette a militari;
2. se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze con lo straniero.
La pena e` dell'ergastolo se il colpevole ha agito in seguito a intelligenza col nemico.
Chiunque istiga i militari a disobbedire alle leggi o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l'apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, e` punito, per cio` solo, se il fatto non costituisce un piu` grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni.
La pena e` della reclusione da due a cinque anni se il fatto e` commesso pubblicamente.
Le pene sono aumentate se il fatto e` commesso in tempo di guerra.
Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto e` commesso:
2. in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di piu` persone;
3. in una riunione che, per il luogo in cui e` tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata.
Chiunque, in tempo di guerra, adopera mezzi diretti a deprimere il corso dei cambi, o ad influire sul mercato dei titoli o dei valori, pubblici o privati, in modo da esporre a pericolo la resistenza della nazione di fronte al nemico, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni e con la multa non inferiore a euro 3.098.
Se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze con lo straniero, la reclusione non puo` essere inferiore a dieci anni.
La reclusione e` non inferiore a quindici anni se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze col nemico.
Le pene stabilite negli articoli 247 e seguenti si applicano anche quando il delitto e` commesso a danno di uno Stato estero alleato o associato, a fine di guerra, con lo Stato italiano.
[Art. 269.
Attivita` antinazionale del cittadino all'estero. (1)
Il cittadino, che, fuori del territorio dello Stato, diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose sulle condizioni interne dello Stato per modo da menomare il credito o il prestigio dello Stato all'estero, o svolge comunque un'attivita` tale da recare nocumento agli interessi nazionali, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni]
(1) Articolo abrogato dall'art. 12 della Legge 24 febbraio 2006, n. 85.
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette e idonee a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato ovvero a sopprimere violentemente l'ordinamento politico e giuridico dello Stato, e` punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Chiunque partecipa alle associazioni di cui al primo comma e` punito con la reclusione da uno a tre anni.
Associazioni con finalita` di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico.
Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalita` di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico e` punito con la reclusione da sette a quindici anni.
Chiunque partecipa a tali associazioni e` punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Ai fini della legge penale, la finalita` di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale.
Nei confronti del condannato e` sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, da` rifugio o fornisce vitto, ospitalita`, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna
delle persone che partecipano alle associazioni indicate negli articoli 270 e 270-bis e` punito con la reclusione fino a quattro anni.
La pena e` aumentata se l'assistenza e` prestata continuativamente.
Non e` punibile chi commette il fatto in favore di un prossimo congiunto.
Arruolamento con finalita` di terrorismo anche internazionale.
Chiunque, al di fuori dei casi di cui all'articolo 270-bis, arruola una o piu` persone per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalita`di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale, e` punito con la reclusione da sette a quindici anni.
Art. 270-quinquies.
Addestramento ad attivita` con finalita` di terrorismo anche internazionale.
Chiunque, al di fuori dei casi di cui all'articolo 270-bis, addestra o comunque fornisce istruzioni sulla preparazione o sull'uso di materiali esplosivi, di armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonche?L di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalita` di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un'istituzione o un organismo internazionale, e` punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La stessa pena si applica nei confronti della persona addestrata.
Condotte con finalita` di terrorismo.
1. Sono considerate con finalita` di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un'organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un'organizzazione internazionale, nonche?L le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalita` di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l'Italia.
Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo precedente, nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni che si propongano di svolgere o che svolgano una attivita` diretta a distruggere o deprimere il sentimento nazionale e` punito con la reclusione da uno a tre anni.
Chiunque partecipa a tali associazioni e` punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Si applica l'ultimo capoverso dell'articolo precedente.
Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale. (1)
Chiunque nel territorio dello Stato fa propaganda per l'instaurazione violenta della dittatura di una classe sociale sulle altre, o per la soppressione violenta di una classe sociale o, comunque, per il sovvertimento violento degli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato, ovvero fa propaganda per la distruzione di ogni ordinamento politico e giuridico della societa`, e` punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Se la propaganda e` fatta per distruggere o deprimere il sentimento nazionale, la pena e` della reclusione da sei mesi a due anni.
Alle stesse pene soggiace chi fa apologia dei fatti preveduti dalle disposizioni precedenti]
(1) Articolo abrogato dall'art. 12 delle Legge 24 febbraio 2006, n. 85.
Illecita costituzione di associazioni aventi carattere internazionale. (1)
Chiunque senza autorizzazione del Governo promuove, costituisce, organizza o dirige nel territorio dello Stato associazioni, enti o istituti di carattere internazionale, o sezioni di essi, e` punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire un milione a quattro milioni.
Se l'autorizzazione e` stata ottenuta per effetto di dichiarazioni false o reticenti, la pena e` della reclusione da uno a cinque anni e della multa non inferiore a lire due milioni.]
(1) La Corte costituzionale con la sentenza 3 luglio 1985, n. 193 ha dichiarato l'illegittimita` costituzionale del presente articolo.
Illecita partecipazione ad associazioni aventi carattere internazionale. (1)
Chiunque partecipa nel territorio dello Stato ad associazioni, enti o istituti o sezioni di essi, di carattere internazionale, per i quali non sia stata conceduta l'autorizzazione del Governo, e` punito con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Accettazione di onorificenze o utilita` da uno Stato nemico. (1)
Il cittadino, che, da uno Stato in guerra con lo Stato italiano, accetta gradi o dignita` accademiche, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, pensioni o altre utilita`, inerenti ai predetti gradi, dignita`, titoli, decorazioni od onorificenze, e` punito con la reclusione fino a un anno.]
Capo II - Dei delitti contro la personalita` interna dello Stato
Chiunque attenta alla vita, alla incolumita` o alla liberta` personale del Presidente della Repubblica, e` punito con l'ergastolo.
Offesa alla liberta` del presidente della Repubblica.
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo precedente, attenta alla liberta` del presidente della Repubblica, e` punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
Offese all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica.
Chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica, e` punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Lesa prerogativa della irresponsabilita` del presidente della Repubblica. (1)
Chiunque pubblicamente, fa risalire al presidente della Repubblica il biasimo o la responsabilita` degli atti del Governo, e` punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa da euro 103 a euro 1.032.]
Attentato per finalita` terroristiche o di eversione.
Chiunque per finalita` di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico attenta alla vita od alla incolumita` di una persona, e` punito, nel primo caso, con la reclusione non inferiore ad anni venti e, nel secondo caso, con la reclusione non inferiore ad anni sei.
Se dall'attentato alla incolumita` di una persona deriva una lesione gravissima, si applica la pena della reclusione non inferiore ad anni diciotto; se ne deriva una lesione grave, si applica la pena della reclusione non inferiore ad anni dodici.
Se dai fatti di cui ai commi precedenti deriva la morte della persona si applicano nel caso di attentato alla vita, l'ergastolo e, nel caso di attentato alla incolumita`, la reclusione di anni trenta.
Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, concorrenti con le aggravanti di cui al secondo e al quarto comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantita` di pena risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti.
Art. 280-bis.
Salvo che il fatto costituisca piu` grave reato, chiunque per finalita` di terrorismo compie qualsiasi atto diretto a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l'uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, e` punito con la reclusione da due a cinque anni.
Se il fatto e` diretto contro la sede della Presidenza della Repubblica, delle Assemblee legislative, della Corte costituzionale, di organi del Governo o comunque di organi previsti dalla Costituzione o da leggi costituzionali, la pena e` aumentata fino alla meta`.
Se dal fatto deriva pericolo per l'incolumita` pubblica ovvero un grave danno per l'economia nazionale, si applica la reclusione da cinque a dieci anni.
Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, concorrenti con le aggravanti di cui al terzo e al quarto comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantita` di pena risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti.
Offesa alla liberta` del Capo del Governo. (1)
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo precedente, attenta alla liberta` del Capo del Governo e` punito con la reclusione da quattro a dodici anni.]
(1) Articolo abrogato dall'art. 3 del D.Lgs.Lgt. 14 settembre 1944, n. 288.
Offesa all'onore del Capo del Governo. (1)
Chiunque offende l'onore o il prestigio del Capo del Governo e` punito con la reclusione da uno a cinque anni.]
Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di Governo, e` punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Chiunque promuove un'insurrezione armata contro i poteri dello Stato e` punito con l'ergastolo e, se l'insurrezione avviene, con la morte (1).
Coloro che partecipano all'insurrezione sono puniti con la reclusione da tre a quindici anni; coloro che la dirigono, con la morte.
Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio dello Stato o in una parte di esso e` punito con la morte (1).
Chiunque commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello Stato e` punito con l'ergastolo.
Se la guerra civile avviene, il colpevole e` punito con la morte (1).
Chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell'esercitarlo indebitamente e` punito con la reclusione da sei a quindici anni.
Se il fatto e` commesso in tempo di guerra, il colpevole e` punito con l'ergastolo; ed e` punito con la morte. (1) se il fatto ha compromesso l'esito delle operazioni militari.
Chiunque nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perche?L militino al servizio o a favore dello straniero, e` punito con la reclusione da quattro a quindici anni.
La pena e` aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone tuttora soggette agli obblighi del servizio militare.
E` punito con la reclusione da uno a cinque anni, qualora non si tratti di un piu` grave delitto, chiunque commette atti violenti diretti ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente:
Art. 289-bis.
Chiunque, per finalita` di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico sequestra una persona e` punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.
Se dal sequestro deriva comunque la morte, quale conseguenza non voluta dal reo, della persona sequestrata, il colpevole e` punito con la reclusione di anni trenta.
Il concorrente che, dissociandosi dagli altri, si adopera in modo che il soggetto passivo riacquisti la liberta` e` punito con la reclusione da due a otto anni; se il soggetto passivo muore, in conseguenza del sequestro, dopo la liberazione, la pena e` della reclusione da otto a diciotto anni.
Quando ricorre una circostanza attenuante, alla pena prevista dal secondo comma e` sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni; alla pena prevista dal terzo comma e` sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni. Se concorrono piu` circostanze attenuanti, la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non puo` essere inferiore a dieci anni, nell'ipotesi prevista dal secondo comma, ed a quindici anni, nell'ipotesi prevista dal terzo comma.
Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale o l'ordine giudiziario, e` punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.
Art. 290-bis.
Agli effetti degli articoli 276, 277, 278, 279, 289, e` parificato al presidente della Repubblica chi ne fa le veci.
Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana e` punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.
Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato e` punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena e` aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.
Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato e` punito con la reclusione fino a due anni.
Art. 292-bis.
La pena prevista nei casi indicati dall'articolo 278, dall'art. 290, comma secondo, e dall'art. 292, e` aumentata, se il fatto e` commesso dal militare in congedo.
Nei casi indicati dai due articoli precedenti, la pena e` aumentata se il fatto e` commesso dal cittadino in territorio estero.]
Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volonta`, e` punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Chiunque nel territorio dello Stato attenta alla vita, alla incolumita` o alla liberta` personale del capo di uno Stato estero e` punito, nel caso di attentato alla vita, con la reclusione non inferiore a venti anni e, negli altri casi, con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto e` derivata la morte del capo dello Stato estero il colpevole e` punito con la morte, nel caso di attentato alla vita; negli altri casi e` punito con l'ergastolo.
Offesa alla liberta` dei capi di Stati esteri.
Chiunque nel territorio dello Stato, fuori dei casi preveduti dall'articolo precedente, attenta alla liberta` del capo di uno Stato estero e` punito con la reclusione da tre a dieci anni.
Offesa all'onore dei capi di Stati esteri. (1)
Chiunque nel territorio dello Stato offende l'onore o il prestigio del capo di uno Stato estero e` punito con la reclusione da uno a tre anni.]
Offese contro i rappresentanti di Stati esteri. (1)
Le disposizioni dei tre articoli precedenti si applicano anche se i fatti, ivi preveduti, sono commessi contro i rappresentanti di Stati esteri, accreditati presso il Governo della Repubblica, in qualita` di capi di missione diplomatica, a causa o nell'esercizio delle loro funzioni]
Chiunque nel territorio dello Stato vilipende, con espressioni ingiuriose, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero, usati in conformita` del diritto interno dello Stato italiano, e` punito con l'ammenda da euro 100 a euro 1.000.
Condizioni di reciprocita`.
Le disposizioni degli articoli 295, 296, 297 e 299 si applicano solo in quanto la legge straniera garantisca, reciprocamente, al capo dello Stato italiano o alla bandiera italiana parita` di tutela penale.
I capi di missione diplomatica sono equiparati ai capi di Stati esteri, a norma dell'articolo 298, soltanto se lo Stato straniero concede parita` di tutela penale ai capi di missione diplomatica italiana.
Se la parita` della tutela penale non esiste, si applicano le disposizioni dei titoli dodicesimo e tredicesimo; ma la pena e` aumentata.
Quando l'offesa alla vita, all'incolumita`, alla liberta` o all'onore, indicata negli articoli 276, 277, 278, 280, 281, 282, 295, 296, 297 e 298, e` considerata dalla legge come reato anche in base a disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, si applicano le disposizioni che stabiliscono la pena piu` grave.
Nondimeno, nei casi in cui debbono essere applicate disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, le pene sono aumentate da un terzo alla meta`.
Quando l'offesa alla vita, all'incolumita`, alla liberta` o all'onore e` considerata dalla legge come elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, questo cessa dal costituire un reato complesso, e il colpevole soggiace a pene distinte, secondo le norme sul concorso dei reati, applicandosi, per le dette offese, le disposizioni contenute nei capi precedenti.
Chiunque istiga taluno a commettere uno dei delitti, non colposi, preveduti dai capi primo e secondo di questo titolo, per i quali la legge stabilisce la pena di morte (1) o l'ergastolo o la reclusione, e` punito, se l'istigazione non e` accolta, ovvero se l'istigazione e` accolta ma il delitto non e` commesso, con la reclusione da uno a otto anni.
Tuttavia, la pena da applicare e` sempre inferiore alla meta` della pena stabilita per il delitto al quale si riferisce l'istigazione.
Pubblica istigazione e apologia. (1)
Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o piu` fra i delitti indicati nell'articolo precedente e` punito per il solo fatto dell'istigazione, con la reclusione da tre a dodici anni.
La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l'apologia di uno o piu` fra i delitti indicati nell'articolo precedente.]
(1) Articolo abrogato dall'art. 18 della Legge 25 giugno 1999 n. 205.
Quando piu` persone si accordano al fine di commettere uno dei delitti indicati nell'articolo 302, coloro che partecipano all'accordo sono puniti, se il delitto non e` commesso, con la reclusione da uno a sei anni.
Per i promotori la pena e` aumentata.
Tuttavia, la pena da applicare e` sempre inferiore alla meta` della pena stabilita per il delitto al quale si riferisce l'accordo.
Quando tre o piu` persone si associano al fine di commettere uno dei delitti indicati nell'articolo 302, coloro che promuovono, costituiscono od organizzano l'associazione sono puniti, per cio` solo, con la reclusione da cinque a dodici anni.
Per il solo fatto di partecipare all'associazione, la pena e` della reclusione da due a otto anni.
Le pene sono aumentate se l'associazione tende a commettere due o piu` delitti sopra indicati.
Quando, per commettere uno dei delitti indicati nell'articolo 302, si forma una banda armata, coloro che la promuovono o costituiscono od organizzano, soggiacciono, per cio` solo alla pena della reclusione da cinque a quindici anni.
Per il solo fatto di partecipare alla banda armata la pena e` della reclusione da tre a nove anni.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, da` rifugio o fornisce vitto, ospitalita`, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano all'associazione o alla banda indicate nei due articoli precedenti, e` punito con la reclusione fino a due anni.
La pena e` aumentata se l'assistenza e` prestata continuatamente .
Agli effetti della legge penale, s'intendono per i prossimi congiunti gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti: nondimeno, nella denominazione di prossimi congiunti, non si comprendono gli affini, allorche?L sia morto il coniuge e non vi sia prole.
Cospirazione: casi di non punibilita`.
Nei casi preveduti dagli articoli 304, 305 e 307 non sono punibili coloro i quali, prima che sia commesso il delitto per cui l'accordo e` intervenuto o l'associazione e` costituita, e anteriormente all'arresto, ovvero al procedimento:
1. disciolgono o, comunque, determinano lo scioglimento dell'associazione;
2. non essendo promotori o capi, recedono dall'accordo o dall'associazione.
Non sono parimenti punibili coloro i quali impediscono comunque che sia compiuta l'esecuzione del delitto per cui l'accordo e` intervenuto o l'associazione e` stata costituita.
Banda armata: casi di non punibilita`.
Nei casi preveduti dagli articoli 306 e 307, non sono punibili coloro i quali, prima che sia commesso il delitto per cui la banda armata venne formata, e prima dell'ingiunzione dell'autorita` o della forza pubblica, o immediatamente dopo tale ingiunzione:
1. disciolgono o, comunque, determinano lo scioglimento della banda;
2. non essendo promotori o capi della banda, si ritirano dalla banda stessa, ovvero si arrendono, senza opporre resistenza e consegnando o abbandonando le armi.
Non sono parimenti punibili coloro i quali impediscono comunque che sia compiuta l'esecuzione del delitto per cui la banda e` stata formata.
Agli effetti della legge penale, nella denominazione di tempo di guerra e` compreso anche il periodo di imminente pericolo di guerra, quando questa sia seguita.
Circostanza diminuente: lieve entita` del fatto.
Le pene comminate per i delitti preveduti da questo titolo sono diminuite quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalita` o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuita` del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entita`.
Espulsione dello straniero.
Lo straniero, condannato a una pena restrittiva della liberta` personale per taluno dei delitti preveduti da questo titolo, e` espulso dallo Stato.
Per i delitti preveduti dagli articoli 244, 245, 265, 267, 269, 273, 274, 277, 278, 279, 287 e 288 non si puo` procedere senza l'autorizzazione del ministro per la giustizia.
Parimenti non si puo` procedere senza tale autorizzazione per i delitti preveduti dagli articoli 247, 248, 249, 250, 251 e 252, quando sono commessi a danno di uno Stato estero alleato o associato, a fine di guerra, allo Stato italiano.
Per il delitto preveduto nell'art. 290, quando e` commesso contro l'Assemblea costituente ovvero contro le Assemblee legislative o una di queste, non si puo` procedere senza l'autorizzazione dell'Assemblea, contro la quale il vilipendio e` diretto. Negli altri casi non si puo` procedere senza l'autorizzazione del ministro per la giustizia.

References: Art. 270
 sentenza 

Art. 280

Art. 289

Art. 290

Art. 292