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Timestamp: 2018-03-23 22:30:16+00:00

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Archivio | Giurisprudenza | Diritto Amministrativo
APPALTI: la responsabilità (oggettiva) della P.A. in materia d'appalti (T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II "quater", sentenza 11 dicembre 2013 n. 10644)*.
La pronuncia in esame ribadisce un principio oramai consolidato nella giurisprudenza amministrativa.
In merito all'an debeatur della P.A. in materia di risarcimento dei danni causati da illegittima aggiudicazione, difatti, la Corte di Giustizia, con la storica sentenza del 10 settembre 2010, ha affermato che osta al diritto comunitario una normativa nazionale che imponga alla ditta illegittimamente pretermessa da un affidamento la dimostrazione della colpa della P.A. (a prescinder dal valore dell'appalto o dalla "natura del risarcimento", ossia in forma specifica o per equivalente).
Ovviamente il Consiglio di Stato ha più volte ha stabilito che si tratta di principio cogente ma limitato alla materia degli appalti e non all'intero genus della "responsabilità della P.A.".
*a cura dell'Avv. Federico Frasca
APPALTI: anche in assenza di specifica disposizione del bando di gara, si applica l'art. 84 commi 4 e 10 del Codice dei Contratti pubblici (Cons. St., Sez. V, sentenza 9 dicembre 2013 n. 5883).
La recente decisione in esame conferma il vincolo conformativo delle sentenze Plenarie di cui all'art. 99 C.p.A.. In particolare, vengono ribaditi i principi delle Adunanze Plenarie nn. 10/2012 e 13/2013, rispettivamente riguardanti le "modalità" di comminatoria d'esclusione ai sensi dell'art. 38 del D.Lgs n. 163/06 ed il rispetto dell'obbligo d'imparzialità nella composzione della Commissione di gara di cui agli artt. 84 commi 4 e 10 del medesimo Codice.
A cura dell'Avv. Federico Frasca
PROCESSO: le prove atipiche nel processo amministrativo (Cons. St., Sez. IV, sentenza 5 aprile 2013, n. 1904).
1. GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – Istruzione e prove – In genere – Prove c.d. “atipiche” – Ammissibilità – Sussiste – Limiti.
2. GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – Istruzione e prove – In genere – Prove c.d. “atipiche” – Relazione del perito G.i.p. in procedimento collegato – E’ prova “atipica”.
3. GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA – Istruzione e prove – In genere – Prove c.d. “atipiche”– Efficacia probatoria – Presunzione semplice.
In mancanza di un divieto di legge ed in ossequio al principio di atipicità delle prove, il giudice amministrativo può legittimamente utilizzare, come fonte anche esclusiva del proprio convincimento, le prove raccolte nel giudizio penale conclusosi con sentenza non esplicante autorità di giudicato nei confronti di tutte le parti della causa amministrativa e ricavare gli elementi di fatto dalla sentenza e dagli altri atti del processo penale, purché le risultanze probatorie siano sottoposte ad un autonomo vaglio critico svincolato dall’interpretazione e dalla valutazione che ne abbia già dato il giudice penale e purché la valutazione del materiale probatorio sia effettuata in modo globale e non frammentaria e limitata a singoli elementi di prova.
E’ legittima, pertanto, una sentenza con la quale il T.A.R., per individuare l’esatta natura e consistenza degli interventi per cui è causa, si sia servito, oltre che della documentazione tecnica versata in atti dalle parti, anche di accertamenti tecnici eseguiti nell’ambito di un parallelo procedimento penale sorto in relazione alle medesime opere.
Nella controversia de qua è stato peraltro evidenziato che da tali accertamenti il T.A.R. aveva tratto elementi di conoscenza in ordine alla natura ed entità delle opere, anche se poi non ne aveva condiviso le conclusioni in termini di inquadramento degli interventi nelle tipologie normative, pervenendo a conclusioni più rigorose rispetto a quelle raggiunte in sede penale.
CORTE DEI CONTI: il riparto di giurisdizione nei giudizi di responsabilità avverso i soci di una c.d. "Fondazione Amministrativa"(Corte dei Conti, Sez. Giuris. Lazio, sentenza 13 novembre 2013 n. 758)*
Il Giudice contabile afferma la sua giurisdizione (anche) nei giudizi di responsabilità dei soci di una c.d. "Fondazione Amministrativa" in caso di danno (certo, grave e diretto) al patrimonio della stessa, in contrasto all'orientamento più "garantista" dellla Corte di Cassazione.
Ad ogni modo, non c'è dubbio che il favor erarii sia, oggi, un principio cogente del nostro ordinamento. Logico corollario è, pertanto, l'estensione della latitudine della giurisidzione e dei poteri del Giudice contabile.
AMBIENTE: la legittimazione attiva ad impugnare atti amministrativi normativi o generali da parte delle associazioni ambientaliste (T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. II, sent. 22.10.2013 n. 2336)*.
Il Giudice amministrativo milanese, oltre a ribadire principi già acqusiiti in materia di legittimazione delle associazioni ambientali, ne specifica la portata in relazione agli atti amministrativi generali (che paete della dottrina ritiene addirittura normativi), come i piani urbanistici, dando contentezza anche della presenza di difformi pronunce in materia, sebbene minoritarie.
CORTE DEI CONTI: le regole di corresponsione dei compensi ai membri dei C.d.A. delle c.d. "società in mano pubblica" (Corte dei Conti, Sez. Contr. Lombardia, parere 18 marzo 2013 n. 96*).
Il Giudice contabile (in sede consultiva) delinea nettamente l'intricata disciplina dei compensi dei membri che siedono nei C.d.A. delle società partecipate, con differenze intensità, dalle pubbliche amministrazioni, alla luce
delle recenti modifiche apportate dalla L. n. 135/12, la quale non abroga ma si innesta sula disciplina generale dettata dal T.U. sul Pubblico Impiego (il D. Lgs. n. 165/01, ed in particolare gli artt. 24 e 53) e dalla contrattazione
collettiva di settore.
"AUTHORITIES": i provvedimenti sanzionatori adottati dal M.E.F. su proposta della Banca d'Italia ai sensi degli artt. 11, 106, 111 e 132 "bis" T.U.B. (e 2409 c.c.): presupposti, finalità, limiti*.
La Banca d'Italia è considerata, invero, un ente pubblico economico (E.P.E.), sebbene formalemente rivesta la forma societaria privatistica di una S.p.A..
La sentenza risulta interessante sia per taluni aspetti generali relativi al provvedimento amministrativo (v. il c.d. "obbligo per relationem") sia per taluni aspetti particolari, attinenenti alla la specificazione, da parte del Giudice amministrativo romano, dei caratteri, delle finalità e dei limiti dei provevdimenti adottati in materia di tutela del risparmio (v. art. 47 Cost.).
*A cura dell'Avv. Federico Frasca.

References: sentenza 
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 art. 47