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Timestamp: 2018-04-25 14:36:52+00:00

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Foro Giuridico: Cassazione: aggiornamento 21 Settembre 2015
Cassazione: aggiornamento 21 Settembre 2015
Cassazione Civile: Ordinanza interlocutoria n. 18383 del 18/09/2015 (cortedicassazione.it)
In tema di accertamento e riscossione delle imposte, la Quinta Sezione Tributaria ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione concernente la possibilità per il contribuente, una volta scaduto il termine di cui all'art. 2, comma 8 bis, del d.P.R. n. 322 del 1998, di rettificare gli errori commessi nella dichiarazione, che incidano sulla base imponibile o sull'ammontare dell'imposta, in sede contenziosa ed agli effetti del rimborso.
Nelle controversie relative ai contratti di utenza telefonica, dal combinato disposto dell'art. 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249 ­ che sancisce l'obbligo di esperire il preventivo tentativo di conciliazione innanzi al Comitato regionale per le comunicazioni (cd. 'CORECOM') ­ e dell'art. 4 del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28, secondo il quale la domanda di mediazione giudiziale va presentata presso un 'organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia', non deriva la necessità di individuare il giudice avente competenza per territorio sulla controversia come
Le Sezioni Unite hanno affermato che gli enti di previdenza privatizzati, nel regime dettato dalla legge 8 agosto 1995, n. 335, non possono adottare provvedimenti che impongano un massimale al trattamento pensionistico, trovando applicazione, per i trattamenti maturati prima del 1° gennaio 2007, il principio del pro rata, di cui alla formulazione originaria dell'art 3, comma 12, della stessa legge n. 335 del 1995, e, per i trattamenti maturati dopo tale data, i criteri introdotti dall'art. 1, comma 763, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, facendosi, tuttavia, salvi gli atti e le delibere in
Secondo una interpretazione letterale, teleologica e sistematica degli artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., la comunicazione dell'ordinanza di inammissibilità ex art. 348 bis c.p.c. deve necessariamente precisare il tipo e la ragione del provvedimento, ossia che trattasi di ordinanza (e non sentenza) di inammissibilità dell'appello per mancanza di ragionevole probabilità di accoglimento del gravame (e non di inammissibilità per altre ragioni, di cui alla prima parte dell'art. 348 bis), dovendo la parte che riceve la comunicazione essere messa in grado di sapere che è stato emesso un provvedimento
Le Sezioni Unite, a risoluzione di contrasto, hanno affermato che il curatore fallimentare del promittente venditore non può esercitare la facoltà di scioglimento del preliminare ex art. 72 l.f. nei confronti del promissario compratore il quale abbia trascritto prima della dichiarazione di fallimento una domanda ex art. 2932 c.c. successivamente accolta con sentenza trascritta.
Cassazione Civile: Sentenza n. 18197 del 16/09/2015 (cortedicassazione.it)
In materia di equa riparazione per violazione del termine ragionevole di durata del processo, agli effetti dell'art. 2, comma 2-quater, della l. 24 marzo 2001, n. 89, nel computo non si tiene conto del tempo in cui il procedimento esecutivo è sospeso a norma dell'art. 624 c.p.c.
Controversie su classamento e rendite: è competente il giudice tributario (altalex.com)
La recentissima decisione della Corte di Cassazione - Sezioni civili unite - ordinanza del 21 luglio 2015 n. 15201, secondo cui il Comune è legittimato a impugnare le rendite catastali presso il giudice tributario, in materia di classamento, ha stabilito la
L'affido condiviso non implica gli stessi tempi di permanenza (news.avvocatoandreani.it)
Si segnala un'altra decisione della Corte di Cassazione in materia di affidamento condiviso dei figli minori, con particolare riferimento alla ripartizione dei tempi di permanenza dei figli presso ciascuno dei genitori. Il padre ricorre per Cassazione avverso la sentenza di appello che, a conferma della pronuncia di primo grado, affida la figlia minore della coppia alla madre e stabilisce modalità e tempi di permanenza della bambina presso il padre, condizioni che però il
Obbligo dell`assegno di mantenimento per la ex-moglie senza reddito ma con un importante patrimonio personale (ateneoweb.com)
La Corte di Cassazione Civile, sez. I, con la sentenza n. 8716 del 29 aprile 2015 ha esaminato il caso di una casalinga proprietaria di considerevole patrimonio immobiliare che, anche se priva di reddito, si trovava a dover a dover corrispondere all`ex-marito un l`assegno di mantenimento. La suprema Corte, confermando quantogiù stabilito dai Giudici di merito, ha statuito che, in caso di notevole disparità economica tra i due coniugi, non esiste alcuna differenza tra uomo e donna e l`obbligo dell`assegno di mantenimento puo` incombere anche all`ex-coniuge privo di reddito.
La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 31022 del 2015
Cassazione: aggiornamento 28 Settembre 2015
Cassazione: aggiornamento 14 Settembre 2015
Cassazione: aggiornamento 8 Settembre 2015
Cassazione: aggiornamento 2 Settembre 2015

References: art. 348
 art. 72
 art. 2932
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