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Timestamp: 2020-08-07 18:36:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19075 del 31/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19075 del 31/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/07/2017, (ud. 21/06/2017, dep.31/07/2017), n. 19075
sul ricorso 15096/2016 proposto da:
F.U., M.P.;
avverso la sentenza n. 39/7/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del VENETO, depositata l’11/01/2016;
partecipata del 21/06/2017 dal Consigliere Dott. ROBERTA CRUCITTI.
L’Agenzia delle entrate ricorre, affidandosi ad unico motivo, nei confronti di F.U. e M.P. (che non resistono), avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale del Veneto – in controversia avente ad oggetto l’impugnazione dell’avviso di accertamento emesso D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, portante irpef ed altro per l’anno di imposta 2006 – aveva, rigettandone l’appello, confermato la sentenza di primo grado, ritenendo le presunzioni derivanti dal redditometro aventi valore semplice e non legale.
1. L’unico motivo, con il quale si deduce la violazione di legge, commessa dalla C.T.R. nell’avere ritenuto che l’Ufficio avrebbe dovuto integrare aliunde le presunzioni derivanti dalle risultanze del redditometro è manifestamente fondato.
2. Il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, disciplina, fra l’altro, com’è noto, il metodo di accertamento sintetico del reddito e, nel testo vigente ratione temporis (cioè tra la L. n. 413 del 1991, e il D.L. n. 78 del 2010, convertito in L. n. 122 del 2010), prevede, da un lato (comma 4), la possibilità di presumere il reddito complessivo netto sulla base della valenza induttiva di una serie di elementi e circostanze di fatto certi, costituenti indici di capacità contributiva, connessi alla disponibilità di determinati beni o servizi ed alle spese necessarie per il loro utilizzo e mantenimento (in sostanza, un accertamento basato sui presunti consumi); dall’altro (comma 5), contempla le “spese per incrementi patrimoniali”, cioè quelle – di solito elevate – sostenute per l’acquisto di beni destinati ad incrementare durevolmente il patrimonio del contribuente. Resta salva, in ogni caso, ai sensi del sesto comma dell’art. 38 cit., la prova contraria, consistente nella dimostrazione documentale della sussistenza e del possesso, da parte del contribuente, di redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (con riferimento alla complessiva posizione reddituale dell’intero suo nucleo familiare, costituito dai coniugi conviventi e dai figli, soprattutto minori: Cass. n. 5365 del 2014), o, più in generale, nella prova che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore (Cass. nn. 20588 del 2005, 9539 del 2013).
3. La sentenza impugnata, addossando erroneamente l’onere probatorio all’Amministrazione finanziaria, si è discostata da tali principi onde va cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Veneto la quale provvederà al riesame e sulle spese del presente giudizio.
In accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Veneto, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
 art. 38
 Cass. 
 sentenza 
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