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Benchmarking in Europa
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Samuele Palmisano
2 Benchmarking in Europa Il termine CONCILIAZIONE è oggi sicuramente una delle parole chiave delle politiche nazionali ed europee all intersezione delle politiche del lavoro e delle pari opportunità. via Ruggeri Ancona telefono , fax Consigliera di Parità effettiva Patrizia Barigelletti Consigliera di parità supplente Rosanna Nichilo 2 3
3 Conciliazione il significato del termine La Road Map per le Pari Opportunità CONCILIAZIONE vuol dire permettere a donne e uomini di vivere meglio lavoro le responsabilità familiari, La Lobby Europea delle donne (EWL) ha redatto la Road Map per le Pari Opportunità tra uomini e donne. Obiettivo generale: integrare strategie di superamento delle disparità di genere. di prevenire le discriminazioni i processi di esclusione nelle aziende. Sono 6 gli obiettivi srategici per il 2010: E elemento di innovazione nella gestione delle risorse umane migliora l immagine interna ed esterna dell impresa. realizzazione della parità di genere e del mainstreming giustizia economica e sociale per le donne promozione delle donne nei posti decisionali lotta alla violenza contro le donne il ruolo dell Europa eliminazione dei ruoli patriarcali 4 5
4 Azioni in ambito occupazionale Un grande cambiamento culturale La strategia europea per l occupazione racchiude i seguenti provvedimenti: Le donne spesso vivono i tempi di lavoro e di vita come alternativi, distinguendo in: contro le discriminità salariali a favore dei servizi di cura per migliorare le condizioni dei contratti atipici contro le discriminazioni multiple a favore del bilancio di genere nei programmi di formazione a sostegno delle iniziative economiche delle donne per riconoscere il valore del lavoro domestico per garantire l accesso paritario al credito tempi pubblici (il tempo del lavoro e della formazione) tempi privati (il tempo della maternità, quello della responsabilità verso sé e verso gli altri). Spesso lasciano il lavoro, scegliendo i tempi privati. Conciliare i tempi significa trovare una dimensione unitaria del tempo che consenta una combinazione equilibrata tra la dimensione della persona e le attività che la coinvolgono. 6 7
5 Una sfida per gli uomini e per le donne La CONCILIAZIONE in Europa La Commissione Europea nel rapporto sull uguaglianza tra donne e uomini del 2005 presenta la conciliazione tra vita professionale e vita familiare come una sfida sia per gli uomini sia per le donne. La presenza di figli ha un impatto diverso nella condizione lavorativa di una donna e di un uomo. Attraverso la Carta dei Diritti fondamentali dell Unione Europea (approvata a Strasburgo a novembre 2000 e proclamata nel Consiglio di Nizza del dicembre 2000) è stata formalmente dichiarata dall Unione Europea la PARITA TRA UOMINI E DONNE = PRINCIPIO FONDAMENTALE 8 9
6 La UE nel periodo La Carta Europea per l Uguaglianza L Unione europea in linea con il panorama Internazionale per eliminare gli stereotipi di genere: nell istruzione, nella formazione e nella cultura nel mercato del lavoro nei mezzi di comunicazione New York - Marzo 2008 avviare iniziative volte a: La Regione Marche, Assessorato alle Pari Opportunità ha pubblicato la Carta Europea per l Uguaglianza e la Parità delle donne e degli uomini nella vita locale, che è stata: elaborata dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d Europa adottata e sottoscritta dagli Stati Generali d Europa nel 2006 approvata dalla Giunta Regionale nel 2007 sensibilizzare enti pubblici e organismi territoriali alla Parità di Genere; introdurre strumenti di finanziamento sensibili al genere
7 Cosa è la Carta La Carta contiene i PRINCIPI da seguire per superare la differenze di genere, che sono: Buone Prassi: in Europa e in Italia La parità di uomini e donne è un diritto fondamentale Occorre superare le varie discriminazioni (età, sesso, opinioni, etc) La medesima partecipazione alla vita sociale L eliminazione di stereotipi sessuali L importanza della parità di genere nelle attività degli enti locali e regionali Interventi mirati per far progredire la parità tra donne e uomini 12 13
8 Gran Bretagna Irlanda La Gran Bretagna mostra una crescente attenzione alle pari opportunità. La Banca d Irlanda ha introdotto programmi di pari opportunità fin dal Il Guardian ha pubblicato un vero e proprio censimento delle aziende Inglesi che hanno attuato le Parità di Genere e la Conciliazione. Il Times ha pubblicato elenco di 50 multinazionali che adottano politiche family friendly, con flessibilità oraria e contributi per pagare la baby sitter o l abolizione delle riunioni dopo una certa ora. La direzione lavora costantemente per migliorare le possibilità di conciliazione a tutti i livelli. Sono state adottate varie forme di flessibilità oraria, tra cui: job sharing; orari di lavoro personalizzati; congedi dai 3 mesi a 1 anno. A questo scopo effettuano anche meeting con le rappresentanze dei Sindacati
9 Finlandia La Conciliazione in Romania Il forte legame che esiste tra: operatori economici e sociali governi; autorità; istituzioni; imprese; società; organizzazioni commerciali; sindacati; gruppi d interesse e ONG ecc. Anche la Romania sta aggiornando la normativa nel campo della parità di genere adeguandosi alle norme UE. Sono state introdotte norme favorevoli alle donne; I datori di lavoro devono rispettare i diritti delle donne specialmente durante la gravidanza e la maternità; Le donne che intendono difendere e far valere i propri diritti hanno il sostegno dei sindacati. conferisce al sistema camerale della Finlandia un ruolo unico per azioni vincenti di conciliazione tra lavoro e vita familiare
10 La Spagna, esempio all avanguardia Pari Opportunità: normativa in Italia Università IESE Business School a Navarra e Barcellona CATTEDRA DI CONCILIAZIONE tra lavoro e famiglie Nel 1990 per la prima volta viene formulato il progetto di legge di iniziativa popolare Orari di lavoro, stagioni della vita, tempi delle città presentata alla Camera dalle donne parlamentari progressiste. Stabiliva per tutti uomini e donne tre grandi diritti: Estremamente innovativo Gli uomini e le donne integrano, agiscono simultaneamente e formano il mondo del lavoro e della famiglia. La IESE Business School ha una cattedra di conciliazione che prova ad individuare, analizzare, valutare e suggerire le politiche che favoriscono l armonia tra i due generi. Finalità Studiare le possibilità e le proposte da presentare al Governo. autogoverno del tempo libera espressione della propria personalità nella varie dimensioni dell esistenza (lavoro, cura, tempo libero, formazione, affettività, vita di relazione) prestare e a ricevere cura Il progetto non diventò mai una legge, ma in Italia si parla di un Piano Regolatore degli Orari della città per migliorare la qualità di vita
11 Il Decreto Legislativo 196/2000 La legge 142 del 1990, un passo avanti L art. 7 del D.lgs. 23 maggio 2000, n.196, stabiliva che gli enti pubblici nazionali, regionali e locali predisponessero Nella legge si parla per la prima volta di Piani di coordinamento degli orari. PIANI DI AZIONI POSITIVE per eliminare gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della parità di genere Le donne dovono essere inserite nei settori e nei livelli professionali; deve essere favorito il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche dove c era un divario di genere. L art. 36 (terzo comma) attribuisce al Sindaco il compito di coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, gli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle PA, per armonizzare l esplicazione dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti
12 La 125/ 1991 per la Parità di Genere Nel 2000 la svolta culturale La legge 10 aprile 1991 n.125 propone Azioni positive per la realizzazione della parità uomodonna nel lavoro rappresenta una svolta fondamentale nelle politiche in favore delle donne. E stata classificata come la legge più avanzata in tutta l Europa occidentale che ha disegnato un percorso specifico dalla parità formale alla parità sostanziale. Le finalità sono: Favorire l occupazione femminile; La vera svolta culturale si è avuta nel 2000 con la Legge 53 che vuole favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città Disciplina l accesso ai congedi per i genitori; Regola i congedi per la formazione di lavoratori/trici; Consente l utilizzo di servizi per la qualità della vita; Prevede il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città e all uso del tempo ai fini di solidarietà sociale. Realizzare l uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro; Azioni positive per le donne; Rimuovere gli ostacoli che impediscono le pari opportunità
13 La Conciliazione nella Legge 53/2000 Art. 9 della Legge 53/2000 La legge 53/2000 consente di armonizzare i tempi di lavoro, di cura, di relazione e di formazione. In particolare: Regola i congedi parentali Prevede congedi formativi Coordina i tempi delle città (ruolo degli Enti locali) L art.9 Erogazione annuale di finanziamenti europei alle imprese private ed Enti locali per progetti di flessibilità a favore della conciliazione. Scadenze di presentazione progetti: 10 febbraio, 10 giugno, 10 ottobre Azioni ammesse al finanziamento: A Flessibilità di orario e di organizzazione del lavoro (part-time, telelavoro, banca delle ore, etc.) B Programmi di formazione per lavoratori al rientro da un congedo per finalità di conciliazione, di almeno 60 giorni (aggiornamento professionale) C Sostituzione parziale o totale del titolare d impresa o lavoratore autonomo con simile figura professionale indicata anche con CV D Servizi aziendali a beneficio di tutti i dipendenti (vaucher, ludoteche, badante a domicilio, etc)
14 Eventuali altre misure di conciliazione Durata dei progetti di conciliazione - Azioni di informazione e diffusione rivolte ai lavoratori sugli strumenti di conciliazione esistenti o fruibili in azienda I progetti per interventi di conciliazione possono avere una durata massima di 24 mesi. - Azioni di consulenza per l orientamento a sostegno motivazionale (coaching) a sostegno alla gestione delle mutate condizioni di vita familiare e lavorativa (conselling). Lettera B La durata dei programmi di formazione deve essere proporzionata alle effettive esigenze del lavoratore Se realizzati con risorse esterne i costi dovranno rientrare nei massimali previsti dalla Circolare ministeriale n. 41/2003. alle mansioni svolte alla posizione ricoperta alla durata del congedo Lettera C Nel caso di libere attività e professioni non può superare i 12 mesi consecutivi o massimo 24 se non sono consecutivi
15 Soggetti ammessi al finanziamento Destinatari dei progetti di finanziamento Per le lettere A, B, D possono presentare progetti di finanziamento: Aziende private e a partecipazione pubblica, Cooperative, Consorzi Aziende sanitarie locali Aziende ospedaliere Per la lettera A: lavoratori dipendenti con priorità per i genitori con figli fino a 12 anni (15 in caso di affidamento o adozione), o figli disabili a carico (qualunque età) Per la lettera B: lavoratori dipendenti con priorità per chi rientra da un congedo di maternità, paternità o parentale Per la lettera C: Imprenditori (con o senza dipendenti) Per la lettera D: lavoratori dipendenti con figli minori o anziani disabili Imprese uninominali Imprese a carattere societario Lavoratori autonomi Liberi professionisti Lavoratori a progetto 28 29
16 Caratteristiche richieste dai progetti Il ruolo dei Sindacati I progetti con cui si richiede il finanziamento statale devono possedere le seguenti caratteristiche: Il ruolo dei sindacati nell ambito della Conciliazione è: Attivare proposte concrete in ambito di contrattazione a favore Innovatività capacità di attivare un nuovo processo, realizzare una nuova azione rispetto alla legislazione vigente, al CCLN o alla prassi aziendale Concretezza proposta di un progetto effetivamente realizzabile Efficacia capacità di raggiungere gli obiettivi prefissi dell equilibrio tra lavoro e conciliazione dei tempi; Promuovere la conoscenza della legge 53/2000; Partecipazione obbligatoria ai progetti di conciliazione; Firmare protocolli di intesa e accordi quadro con gli enti locali per l attuazione di politiche di conciliazione; Favorire l inserimento nei contratti collettivi nazionali di lavoro di clausole,che rendano effettivo l esercizio del diritto del lavoratore a conciliare i tempi di vita privata e quelli di vita lavorativa
17 Le Associazioni datoriali L Accordo territoriale della Provincia di Ancona Il ruolo delle Associazioni datoriali è: Attivare proposte concrete in ambito di contrattazione a favore La Provincia di Ancona, le Consigliere di Parità, le Associazioni Sindacali e Datoriali, la Fondazione Consulenti del Lavoro hanno firmato il protocollo d intesa, un accordo territoriale con cui si impegnano a: dell equilibrio tra lavoro e conciliazione dei tempi Promuovere la conoscenza della legge 53/2000 Partecipazione obbligatoria ai progetti di conciliazione > creare una giusta attenzione nel territorio sulle politiche di conciliazione; Firmare protocolli di intesa e accordi quadro con gli enti locali e per l attuazione di politiche di conciliazione Adottare flessibilità di orario per consentire in particolare alle donne la maternità e la carriera professionale > individuare con un azione programmata di rete, gli elementi di forza e di rischio, gli adeguamenti ed aggiornamenti necessari per mantenere alto il livello di efficacia degli interventi; > monitorare costantemente i bisogni, le aspettative, il grado di consapevolezza, l efficacia degli interventi prodotti, la necessità di predisporre nuovi strumenti, più adeguati alle trasformazioni avvenute
18 D.Lgs 165/2001, il ruolo della PA Esigenza di Conciliazione in Italia L art. 7 del D. Lgs 165 del 2001 stabilisce che le amministrazioni pubbliche devono individuare criteri di priorità nell impiego flessibile del personale, compatibile con il lavoro, a favore dei dipendenti in situazione di svantaggio personale, sociale e familiare e dei dipendenti impegnati in attività di volontariato. L art. 57 D. Lgs 165 del 2001 stabilisce che le amministrazioni pubbliche devono garantire la partecipazione delle proprie dipendenti ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale, consentendo la conciliazione fra vita professionale e vita familiare. L Italia ha: uno dei più bassi tassi di natalità in Europa uno dei più bassi tassi di occupazione il tasso più alto di anziani senza strutture sufficienti un bassissimo tasso di servizi per i bambini piccoli il più basso tasso in Europa di condivisione tra uomini e donne nel lavoro di cura Modello rigido di organizzazione del lavoro Modello flessibile Presenza contemporanea di forme di rigidità e forme estreme di flessibilità
19 I recenti cambiamenti sociali In Italia poche esperienze aziendali Sempre più donne entrano e vogliono restare nel mercato del lavoro; Sempre più donne giovani hanno lavori a forte dilatazione di tempo; Infragilimento complessivo del tessuto familiare e sociale di supporto; I giovani maschi esigono tempo per la cura e l affettività. L applicazione della CONCILIAZIONE avviene in 2 maniere: Imprese medio-grandi: le azioni positive che risalgono agli anni 90 in concomitanza o a seguito di importanti cambiamenti strategici ed organizzativi; > Sempre più donne e più uomini affrontano responsabilità doppie e spesso in conflitto tra lavoro e famiglia. Piccole imprese di settori innovativi: le misure nascono da esigenze dei singoli, donne e uomini, che colgono le opportunità offerte dalla Legge 53/
20 Ostacoli alla Conciliazione Ancona adotta il giovedì del cittadino I fattori che più di altri impediscono l effettiva conciliazione della vita professionale e familiare sono: Rete di servizi insufficiente asili nido, scuole materne, case di cura per anziani, etc; Organizzazione rigida del lavoro; Il Comune di Ancona ha adottato un criterio degli orari dei servizi consentendone la fruizione a tempo continuato nella giornata del GIOVEDI ore La pubblica Amministrazione nel nuovo contratto di lavoro ha previsto forme di flessibilità per i propri dipendenti. Politiche per la famiglia poco incisive o inadeguate; Divisione ancora molto rigida dei ruoli all interno della famiglia; Sovraccarico del lavoro domestico e di cura per le donne
21 Il Comune di Jesi adotta la Carta Europea Torino e la Conciliazione Il Comune di Jesi ha adottato, con apposita decisione di Giunta, la Carta Europea per l Uguaglianza e la Parità delle donne e degli uomini nella vita locale. Una particolare attenzione è stata rivolta all art. 11, che recita: il firmatario riconosce il diritto a conciliare la vita professionale, sociale e privata, nonché il diritto alla dignità e alla sicurezza sul posto di lavoro. Un progetto europeo per mettere in risalto il ruolo degli uomini come agenti di cambiamento nella riconciliazione della vita lavorativa e familiare. Partner: Spagna, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Olanda Al centro del progetto i temi: Disponibilità mentale degli uomini ad assumersi responsabilità; Lavoro: interscambiabilità dei ruoli; Lo scambio dei ruoli nel lavoro domestico
22 Comune di Ferrara: sabato libero Casale Monferrato: martedi in comune La novità riguarda due terzi dei circa dipendenti comunali e la maggioranza degli uffici. Alcuni servizi hanno mantenuto il consueto orario, per assicurare la funzionalità delle prestazioni. Il nuovo orario: Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 8.30/12,30 Giovedì dalle 8,30 alle 16,30 Sabato libero Nel viene approvato il progetto Vivere la Città. Le nuove politiche dei tempi a Casale Monferrato che prevedeva la formula. MARTEDI IN COMUNE giornata durante la quale gli uffici comunali sono rimasti aperti dalle 8 alle 18 con orario continuato
23 Il Piano dei tempi di lavoro, FIRENZE L esempio della Provincia di Lodi Nel 1997 il Comune modifica i propri orari, partendo dal concetto che il tema degli orari è funzionale alla programmazione del vivere urbano e alla qualità della vita. I criteri adottati: differenziazione degli orari degli uffici e servizi aumento della flessibilità dell orario di lavoro l accessibilità ai servizi e le opportunità offerte dalla città siano favorevoli alle categorie sociali più deboli (anziani, bambini, disabili, disoccupati, ecc.) e con le esigenze di vita delle donne; tutela dei principi relativi alle pari opportunità fra uomo e donna. Nel 2005 la CONCILIAZIONE nei corsi di formazione interna dell Ente è stata inserita come MATERIA DI DOCENZA per: Favorire la conoscenza delle tematiche principali relative alla dimensione di genere; Accelerare l adozione di misure innovative da parte dell Amministrazione Provinciale; Orientare allo sviluppo di politiche di pari opportunità
24 D.Lgs 151/2001 per i congedi parentali D.Lgs 151/2001 per i congedi parentali L articolo 32 concede ad entrambi i genitori permessi per accudire i figli, anche adottivi o affidatari, che abbiano fino ad 8 anni di età Disciplina i congedi, i riposi, i permessi parentali per figli naturali, adottivi o in affidamento. La madre e il padre possono chiedere un periodo di aspettativa (continua o frazionata) fino a 6 mesi. Se la chiedono in contemporanea non può eccedere i 10 mesi (5 e 5). Se il nucleo familiare è composto da 1 solo soggetto, l aspettativa può essere fino a 10 mesi. L art. 33 prevede che in caso di un figlio con handicap entrambi i genitori possono fruire di un congedo straordinario di 2 anni retribuito, entro i 3 anni di vita del figlio. Il datore di lavoro può assumere personale in sostituzione con contratti a tempo determinato. Nelle aziende con meno di 50 dipendenti è previsto uno sgravio fiscale del 50%. Nelle aziende con lavoratrici autonome è possibile entro il primo anno del bambino assumere personale a tempo determinato per un periodo massimo di 12 mesi L Art. 36 prevede congedi parentali in caso di figli adottivi
25 Ancona, le azioni delle Consigliere di Parità Seminari informativi sulla 53/2000 Le Consigliere di Parità della Provincia di Ancona hanno promosso il convegno sulla CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO NELL IMPRESA che si è tenuto a Jesi il 18 aprile 2008 presso il Centro Direzionale Esagono. Il convegno ha avuto come partner la Banca Popolare di Ancona, il Comune e la Fidpa di Jesi. Le Consigliere di Parità e la Provincia di Ancona hanno organizzato Seminari informativi sull art. 9 della 53/ maggio 2008 a Fabriano 16 maggio 2008 a Senigallia 23 maggio 2008 a Moie di Maiolati 26 maggio 2008 a Jesi 30 maggio 2008 a Osimo 9 giugno 2008 ad Ancona con la C.C.I.A.A. 13 giugno 2008 ad Ancona 48 49
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 art. 36
 Art. 9
 art.9
 art. 7
 art. 57
 art. 11
 articolo 32
 art. 33
 Art. 36
 art. 9
 art. 1
 art. 2
 ART. 9