Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00525381&part=doc_dc-ressomm_rs&parse=no
Timestamp: 2013-05-24 14:37:17+00:00

Document:
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,09 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Informativa del Ministro degli affari esteri sui più recenti sviluppi della situazione nei Paesi del Mediterraneo e conseguente discussione
FRATTINI, ministro degli affari esteri. Come confermato in un incontro personale con il primo ministro Ghannouchi, l'Italia sostiene ed incoraggia il cammino riformatore verso la democrazia intrapreso dal Governo transitorio della Tunisia, che si è impegnato ad adottare le principali convenzioni internazionali in tema di difesa dei diritti umani e a contrastare con ogni strumento legale il traffico degli esseri umani, che dopo la caduta del precedente regime ha condotto ad una vera e propria ondata migratoria verso le coste italiane, nelle ultime ore fortunatamente arrestatasi. Al di là del rispetto degli accordi bilaterali e di iniziative mirate a finanziare il rilancio del tessuto produttivo tunisino, tuttavia, per una strategia di lungo periodo volta a contrastare l'immigrazione di massa (potenzialmente proveniente da tutto il bacino del Mediterraneo) è necessaria un'azione comune europea. Accanto all'avvio della missione Frontex ed al concorso al finanziamento delle misure di prevenzione, il Governo italiano ha chiesto una sessione speciale dei leader europei per discutere un patto per la stabilità, la sicurezza e la prosperità nel Mediterraneo, un nuovo piano Marshall, nel quale coinvolgere anche gli Stati Uniti, che favorisca lo sviluppo economico nei Paesi d'origine dei flussi migratori. Gli incontri con i Capi di Stato di Siria e Giordania hanno evidenziato la necessità di iniziative volte a garantire libertà politica e di informazione, uguaglianza e democrazia. In Egitto bisognerà verificare lo stato di avanzamento delle riforme costituzionali, previste in tempi rapidissimi, ed il rispetto dei trattati con Israele. Anche in Egitto la comunità internazionale deve sostenere economicamente il processo di democratizzazione, perché i recenti eventi hanno causato ingenti danni, in particolare nel settore turistico: previa verifica del venir meno delle condizioni di pericolo, il Governo italiano sta valutando le modalità della rimozione del consiglio di non recarsi in Egitto. L'Italia sostiene altresì le legittime aspirazioni delle masse popolari iraniane che chiedono diritti e libertà ed auspica che le manifestazioni non siano represse e che i capi dell'opposizione non siano minacciati o incarcerati. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Divina).
DIVINA (LNP). L'accordo tra l'Italia e la Libia, che ha ridotto notevolmente il numero degli sbarchi di clandestini sulle coste nazionali, dimostra che gli accordi bilaterali sono uno strumento utile che dovrebbe rappresentare il mezzo principale per risolvere il problema degli arrivi di clandestini attraverso il Mediterraneo, particolarmente preoccupante alla luce dei recenti avvenimenti nei Paesi del Nord Africa. Andrebbe inoltre posta attenzione al rischio che alcuni stabilimenti italiani per la produzione di armamenti presenti in Libia possano cadere nelle mani sbagliate a causa del proseguire dei rivolgimenti politici e sociali che stanno agitando l'area. (Applausi dal Gruppo LNP).
BONINO (PD). Ogni crisi politica produce rifugiati: questo non è un buon motivo per gridare all'emergenza, né tantomeno per polemizzare con le istituzioni dell'Unione europea, come hanno fatto alcuni esponenti del Governo; va peraltro rilevato come gli Stati membri abbiano sempre impedito l'avvio di una politica europea comune sull'immigrazione e come, durante l'esame dell'ultima legge comunitaria in Parlamento, sia stato inopportunamente eliminato il recepimento della direttiva europea sui rimpatri. È probabile che l'intera regione finirà per essere scossa dai sommovimenti, Libia compresa; pertanto, nell'elaborare una strategia a medio e lungo termine, è necessario comprendere quali sono le vere ragioni alla base degli eventi, cioè l'aspirazione alla libertà da parte dei popoli, ed è necessario convincersi che gli aiuti economici, per essere efficaci, devono essere accompagnati da un chiaro progetto politico, volto alla costruzione di istituzioni comuni. Gli accordi bilaterali non potranno mai sostituire la necessità di una politica europea sul tema, che al momento appare carente. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Li Gotti e Serra).
MARAVENTANO (LNP). Il fenomeno degli sbarchi di clandestini a Lampedusa rischia di mettere in ginocchio la fragile economia dell'isola, basata in gran parte sul turismo; i suoi abitanti peraltro già vivono in una condizione di precarietà per la mancanza di scuole e di strutture ospedaliere e per l'aumento del costo dei carburanti, che danneggia l'altra fonte di ricchezza per l'isola, cioè la pesca. Per evitare che la situazione diventi insostenibile, è necessario continuare con i respingimenti e con i rimpatri ed è necessario che l'Unione europea si faccia carico del fenomeno. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e del senatore Pinzger. Congratulazioni).
BETTAMIO (PdL). Le rivolte nei Paesi del Nord Africa sono sorte inizialmente per ragioni legate alle difficili condizioni di vita della popolazione e si sono via via trasformate in un ampio movimento per la libertà, che chiede la fine dei regimi non democratici e la loro sostituzione con governi democraticamente eletti. In un simile contesto, appare condivisibile la proposta del ministro Frattini di avviare una sorta piano Marshall per i Paesi attraversati dalla crisi, così come è auspicabile che l'Unione europea sia in grado di favorire ed accompagnare questo processo, senza paternalismi o interferenze. (Applausi dal Gruppo PdL).
PEDICA (IdV). La proposta del ministro Frattini di favorire il turismo e di finanziare le piccole e medie imprese in Tunisia è l'ennesima trovata propagandistica destinata a restare inattuata, visto quanto poco il Governo è stato finora in grado di fare per l'economia e per le imprese italiane. La politica estera italiana rimarrà inascoltata in ambito europeo perché è del tutto inconsistente e costituita principalmente dalla politica di affari personali portata avanti dal Presidente del Consiglio. Il Ministro degli esteri avrebbe dovuto indicare strategie di lungo respiro, ma l'azione del Governo sembra mossa unicamente dall'esigenza di evitare gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane mediante l'erogazione di contributi economici (un nuovo piano Marshall), senza alcuna idea o progetto politico e senza preoccuparsi della democraticità dei beneficiari, come nel caso della Libia; in questo modo l'Italia si pone in una condizione di ricattabilità. L'Italia dei Valori chiede al Governo un'azione concreta che muova da una visione sul futuro del Mediterraneo, chiede di agire in maniera propositiva e sostanziale in Europa, ricercando la massima collegialità, e di abbandonare la politica unilaterale di sostegno incondizionato al regime di Gheddafi. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dal Gruppo PdL). Chiede che il testo integrale dell'intervento sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto tecnico commerciale «Blaise Pascal» di Foggia presenti nelle tribune. (Applausi).
SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). L'ondata rivoluzionaria che sta sconvolgendo il Nord Africa e che potrebbe interessare tutto il mondo arabo rischia di avere degli effetti esplosivi per l'Italia, possibile meta di un massiccio sbarco di profughi provenienti dall'intera costa Sud del Mediterraneo. Il Ministro dell'interno ha fronteggiato in modo corretto l'emergenza connessa all'arrivo dei rifugiati tunisini, chiamando in causa l'Unione europea e riaprendo il centro di prima accoglienza di Lampedusa. Anche in questa occasione, però, sono emersi i limiti della politica del Governo sull'immigrazione, la cui componente clandestina è aumentata, come denunciato dalla Caritas. È dunque auspicabile che il ministro Maroni persegua d'ora in poi il coinvolgimento di tutte le forze politiche nell'affrontare un tema così rilevante e assicura la collaborazione costruttiva del Gruppo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE e del senatore Astore).
BODEGA (LNP). È inverosimile che i migranti giunti sulle coste italiane possano essere considerati rifugiati politici perseguitati dal regime tunisino, che si trova in via di dissoluzione. È dunque giustificata l'inquietudine dei tanti italiani che temono l'arrivo di evasi, di potenziali terroristi o di semplici profittatori, che sfruttano la situazione di confusione per sbarcare in Italia come profughi politici. Bene ha fatto dunque il ministro Maroni a chiedere il supporto dell'Unione europea, che però non deve essere utilizzato per consentire la permanenza dei clandestini in Italia, ma deve favorire il rimpatrio degli abusivi e finanziare attività di prevenzione dell'emigrazione dal Nord Africa. La Lega Nord continua dunque a sostenere un atteggiamento di fermezza, per evitare che l'Italia possa essere travolta dall'arrivo di un numero insostenibile di migranti. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
TONINI (PD). Il Governo ha finalmente compreso che la questione migratoria non può essere risolta in maniera autonoma dall'Italia, magari con l'aiuto della sola Libia, ma necessita la cooperazione degli altri partner europei e della comunità internazionale. Nel rapportarsi ai cambiamenti epocali che si stanno verificando nel Nord Africa, il Governo è chiamato ad adottare una dottrina chiara e una visione strategica, che faccia dell'Italia - forte della sua centralità geografica ed economica nel Mediterraneo - il Paese capofila nel sostegno ai popoli arabi che reclamano istituzioni democratiche. Sarebbe infatti un errore esiziale se i Paesi occidentali venissero percepiti come i difensori dei vecchi regimi e la potenza iraniana apparisse come la paladina dei popoli in rivolta. Occorre infine sostenere lo sviluppo delle economie della sponda Sud del Mediterraneo, attraverso misure concrete e non limitandosi all'annuncio di un nuovo piano Marshall. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
D'ALI' (PdL). L'Europa deve aiutare l'Italia ad affrontare l'emergenza migratoria - che il Governo sta gestendo con pragmatismo e acume - non soltanto attraverso i necessari aiuti economici, ma anche con il rafforzamento dei pattugliamenti e l'assistenza ai rimpatri, che verranno effettuati solo dopo aver vagliato con attenzione la sussistenza dello status di rifugiato. La politica italiana nei confronti dei Paesi del Nord Africa, con cui sono stati stipulati accordi bilaterali e con cui esiste una rilevante partnership economica, va salvaguardata in un momento di estrema delicatezza, tutelando gli operatori italiani presenti in quei territori. È bene dunque che l'Italia assuma un ruolo di guida nel contesto europeo e internazionale, favorendo le iniziative di stimolo allo sviluppo, promovendo la libertà e la democrazia e proponendo una più forte integrazione economica dei Paesi del Nord Africa. L'area del Mediterraneo è infatti destinata a svolgere ancora una volta un ruolo geopolitico di primaria importanza e l'Italia deve utilizzare al meglio la propria centralità geografica, culturale ed economica. (Applausi dal Gruppo PdL).
(2537) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 228, recante proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
PRESIDENTE. Nella seduta antimeridiana hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del relatore, mentre il rappresentante del Governo ha rinunziato ad intervenire.
VICARI, segretario. Dà lettura del parere espresso dalla 5a Commissione sul disegno di legge in esame e sui relativi emendamenti. (v. Resoconto stenografico).
BETTAMIO, relatore. Invita il Governo ad accogliere gli ordini del giorno G200 e G100, con modifiche di cui dà lettura, ed esprime parere contrario agli ordini del giorno G101 e G102.
TONINI (PD). Accoglie le modifiche proposte all'ordine del giorno G200 (v. testo 2 nell'Allegato A).
GAMBA, relatore. Invita ad accogliere l'ordine del giorno G103, previa riformulazione di cui dà lettura, ed esprime parere contrario agli ordini del giorno G104 e G105.
PERDUCA (PD). Accoglie le modifiche proposte all'ordine del giorno G103 (v. testo 2 nell'Allegato A).
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Accoglie gli ordini del giorno G200 (testo 2) e G103 (testo 2). È disposto ad accogliere l'ordine del giorno G100 con le riformulazioni proposte dal relatore e con ulteriori modifiche di cui dà lettura. Non accoglie i restanti ordini del giorno.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Accoglie le modifiche proposte all'ordine del giorno G100 (v. testo 2 nell'Allegato A).
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G200 (testo 2), G103 (testo 2) e G100 (testo 2) non sono posti in votazione.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Non insiste per la votazione degli ordini del giorno G101 e G102.
PERDUCA (PD). Anche a nome della senatrice Poretti, chiede di aggiungere la firma all'ordine del giorno G200 (testo 2). Invita ad accogliere come raccomandazione gli ordini del giorno G104 e G105, che richiamano esigenze reali evidenziate dai militari che partecipano alle missioni di pace.
GAMBA, relatore. Esprime parere contrario all'accoglimento degli ordini del giorno G104 e 105 anche se trasformati in raccomandazione.
Il Senato respinge gli ordini del giorno G104 e G105. PRESIDENTE. CAFORIO (IdV). L'emendamento 1.1 stanzia per la cooperazione allo sviluppo in Afghanistan le stesse risorse previste nel precedente semestre, compensando tale incremento con una riduzione dello stanziamento aggiuntivo previsto in favore della Libia.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati. Procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 (Iniziative in favore dell'Afghanistan), ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.1.Saluta gli studenti dell'istituto di istruzione secondaria superiore tecnico commerciale e geometri "Pinto Anelli" di Castellana Grotte, in provincia di Bari, presenti in tribuna (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2537 PRESIDENTE. All'articolo 3 del decreto-legge (Regime degli interventi) non sono riferiti emendamenti. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge (Missioni internazionali delle Forze armate e di polizia).
GAMBA, relatore. E' contrario agli emendamenti e all'ordine del giorno G4.100.
PEDICA (IdV). Dichiara voto favorevole all'emendamento 4.1 soppressivo del comma che riguarda la missione ISAF. L'intervento militare in Afghanistan, deliberato in violazione dell'articolo 11 della Costituzione, per il quale l'Italia ha speso oltre tre miliardi di euro, si è rivelato fallimentare: i talebani sono minacciosi, le elezioni sono state inficiate da brogli, il Governo locale è corrotto, le condizioni della popolazione non sono migliorate.
PERDUCA (PD). Voterà contro l'emendamento 4.1 perché il ritiro delle truppe non è una risposta politica alla difficile situazione afgana. La missione è necessaria a diffondere la cultura dei diritti umani e ad affrontare la questione della coltura e della commercializzazione dell'oppio.
TONINI (PD). Il Gruppo è contrario all'emendamento 4.1 e chiede all'Italia dei Valori di ritirarlo.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PEDICA (IdV), il Senato respinge l'emendamento 4.1. E' quindi respinto l'emendamento 4.5.
PERDUCA (PD). L'emendamento 4.3 sopprime invece il comma che rifinanzia la missione a Cipro: si tratta di un intervento che risale al 1964, che impegna caschi blu dell'ONU in territorio europeo e che vede la partecipazione di quattro carabinieri italiani al controllo del cessate il fuoco.
TONINI (PD). Condivide le ragioni di merito dell'emendamento, ma chiede al senatore Perduca di ritirarlo per senso di responsabilità. Il Governo si è comunque impegnato a presentare al Parlamento una valutazione puntuale delle singole missioni. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Gamba).
PERDUCA (PD). Accoglie l'invito e ritira l'emendamento 4.3, ma ricorda che nella scorsa legislatura l'allora opposizione di centrodestra non manifestò analogo senso di responsabilità. (Applausi dal Gruppo PD).
Il Senato respinge l'emendamento 4.2.
TORRI (LNP). Annuncia l'astensione della Lega Nord sull'emendamento 4.4 ritenendo che sia preferibile destinare a operazioni di intelligence le risorse ulteriori che il decreto-legge destina alla celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. (Applausi dal Gruppo LNP).
PERDUCA (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 4.4 ritenendo che le risorse destinate all'organizzazione di una parata per celebrare l'anniversario dell'unità d'Italia potrebbero essere spese più utilmente per risarcire le famiglie dei militari che si sono ammalati a causa dell'uranio impoverito o delle massicce vaccinazioni. (Applausi della senatrice Poretti).
Il Senato respinge l'emendamento 4.4.
CAFORIO (IdV). Nel dichiarare voto favorevole all'ordine del giorno G4.100, sottolinea la coerenza del Gruppo dell'Italia dei Valori che non ha mai chiesto di uscire dalla NATO ma ha sempre contestato la compatibilità costituzionale della missione in Afghanistan e sollecitato una strategia di uscita dal conflitto. Dopo nove anni dall'inizio di ISAF i talebani non sono stati sconfitti, la corruzione dilaga, la produzione di oppio è aumentata ed è cresciuto il numero di vittime civili. TONINI (PD). Invita l'Italia dei Valori a ritirare l'ordine del giorno, diversamente il PD voterà contro. Il presidente Obama ha operato una distinzione tra la missione in Iraq, per la quale è stato programmato un ritiro del contingente, e la missione in Afghanistan che ha seguito l'attacco alle torri gemelle. La strategia di ISAF è quella di una progressiva messa in sicurezza del territorio: il ritiro unilaterale del contingente italiano è inconcepibile all'interno del sistema di alleanze in cui il Paese è inserito. (Applausi dal Gruppo PD).
BELISARIO (IdV). Il Gruppo, che non mette in questione il sistema di alleanze internazionali in cui l'Italia è collocata, non ritira l'ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo IdV).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CAFORIO (IdV), il Senato respinge l'ordine del giorno G4.100.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 (Disposizioni in materia di personale) del decreto-legge, ricordando che sugli emendamenti 5.7, 5.2 e 5.5 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GRANAIOLA (PD). L'emendamento 5.5 è volto a comprendere i soggetti esposti all'uranio impoverito e alle nanoparticelle di minerali pesanti provenienti dalle esplosioni di materiale bellico tra i soggetti interessati al riconoscimento delle cause di servizio e dei relativi indennizzi. (Applausi dal Gruppo PD).
GAMBA, relatore. Invita a ritirare l'emendamento 5.8 perché la Camera ha adottato una formulazione che già prevede forme più ampie di riconoscimento della causa di servizio e dei relativi indennizzi. È condivisibile l'intento dell'emendamento 5.6, ma non la copertura finanziaria individuata, pertanto ne propone la trasformazione in ordine del giorno. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo concorda con il relatore. In particolare, per quanto riguarda l'emendamento 5.8, il Governo si attiverà affinché gli atti discendenti dal decreto-legge in esame consentano di realizzare l'obiettivo proposto.
PERDUCA (PD). Ritira l'emendamento 5.5. Accoglie l'invito a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 5.6, pur invitando a prendere in considerazione l'opportunità di praticare ulteriori riduzioni selettive della spesa pubblica per far fronte a necessità connesse ad assicurare la presenza italiana nello scenario internazionale.
PRESIDENTE. Invita a formalizzare il testo dell'ordine del giorno.
Il Senato respinge gli emendamenti 5.4 e 5.3.
CASSON (PD). Sottoscrive l'emendamento 5.8. Le spiegazioni fornite dal relatore sono giuste, perché le modifiche apportate dalla Camera hanno ampliato la platea degli aventi diritto agli indennizzi, essendo venuta meno la necessità di dimostrare il nesso casuale tra l'esposizione all'uranio impoverito o alle nano-particelle prodotte dall'esplosione di materiale bellico e l'insorgere della patologia. Annuncia la trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 5.8.
GAMBA, relatore. Auspica l'accoglimento dell'ordine del giorno da parte del Governo.
GIARETTA (PD). Aggiunge la propria firma all'emendamento 5.8 ed al successivo ordine del giorno e ricorda che tra le patologie tumorali su cui si intende intervenire ci sono anche quelle legate all'esposizione al radon.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo condivide l'obiettivo di rendere possibile la corretta erogazione degli indennizzi; tuttavia, poiché la problematica investe considerazioni di ordine scientifico, oltre che giuridico e amministrativo, è disponibile ad accogliere un ordine del giorno formulato in termini ampi.
CAFORIO (IdV). Sottoscrive assieme al Gruppo IdV l'emendamento 5.8.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento degli emendamenti 5.6 e 5.8 al fine di procedere alla predisposizione dei relativi ordini del giorno. Gli emendamenti 5.7 e 5.2 sono improcedibili.
Passa all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 6 (Disposizioni in materia penale) del decreto-legge.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Sulla base dell'impegno del relatore a procedere all'approvazione del provvedimento di riordino del codice penale militare, vi è la disponibilità a ritirare l'emendamento 6.1, volto ad ancorare le ipotesi di non punibilità dei militari non, come ora, alle regole d'ingaggio, ma ad un preciso quadro normativo, individuandolo all'interno del codice penale militare.
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto tecnico commerciale "Macedonio Melloni" di Parma presenti nelle tribune. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2537 GAMBA, relatore. La questione posta dall'emendamento 6.1 è affrontata da un disegno di legge di iniziativa governativa per la riforma del codice penale militare con particolare riferimento alle missioni internazionali, che è all'esame delle competenti Commissioni del Senato. Esprime parere contrario sull'ordine del giorno G6.100.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo concorda con il relatore.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Ritira l'emendamento 6.1 e annuncia la non partecipazione al voto finale.
PERDUCA (PD). La finalità dell'ordine del giorno G6.100 è quella di portare a termine l'adeguamento dell'ordinamento italiano allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale.
Il Senato respinge l'ordine del giorno G6.100.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno precedentemente accantonati.
CASSON (PD). Dà lettura dell'ordine del giorno G5.8 (v. Allegato A), risultante dalla trasformazione dell'emendamento 5.8.
GAMBA, relatore. Invita il Governo ad accoglierlo.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G5.8.
PRESIDENTE. Dà lettura dell'ordine del giorno G5.6 (v. Allegato A) derivante dalla trasformazione dell'emendamento 5.6.
GAMBA, relatore. Esprime parere favorevole.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. Accoglie l'ordine del giorno G5.6.
PRESIDENTE. Agli articoli 7 (Disposizioni in materia contabile), 8 (Copertura finanziaria) e 9 (Entrata in vigore) non sono riferiti emendamenti. Passa agli emendamenti al titolo, ricordando che l'emendamento Tit.2 è precluso dalla mancata approvazione di modifiche al testo del decreto-legge.
AMATI (PD). L'emendamento Tit.1 potrebbe essere trasformato in un ordine del giorno che impegni il Governo, per i futuri rifinanziamenti delle missioni internazionali e degli interventi di cooperazione internazionale, a definire un titolo in cui l'ordine dei termini corrisponda effettivamente alla prevalenza della spesa, nettamente sbilanciata a favore delle missioni e ridotta al solo 4 per cento per la cooperazione. Non parteciperà al voto finale.
VITA (PD). Si associa alle considerazioni della senatrice Amati e auspica una maggiore attenzione rispetto ai temi trattati dal provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD).
GAMBA, relatore. Sarebbe favorevole all'eventuale trasformazione dell'emendamento Tit.1 in ordine del giorno.
COSSIGA, sottosegretario di Stato per la difesa. L'importanza di un intervento non è solo connessa all'entità della spesa ad esso destinata. Tuttavia, il Governo può accogliere la raccomandazione a valutare in futuro una più corretta formulazione del titolo di analoghi provvedimenti di rifinanziamento tenendo in considerazione la prevalenza della spesa.
PRESIDENTE. L'emendamento Tit.1 si intende ritirato. Passa alla votazione finale.
CAFORIO (IdV). Annuncia il voto contrario del Gruppo e chiede che il testo della dichiarazione di voto finale sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
GALIOTO (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Annuncia il voto favorevole del Gruppo e chiede che il testo della dichiarazione di voto sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B). Sollecita l'adozione di provvedimenti annuali di rifinanziamento.
TORRI (LNP). La Lega Nord, che voterà con convinzione a favore del provvedimento, esprime il massimo apprezzamento per i militari italiani che rappresentano con orgoglio il Paese nelle missioni internazionali ed esprime vicinanza ed affetto ai feriti e ai familiari delle vittime. La Lega Nord si è sempre impegnata affinché fosse garantita la massima sicurezza ai militari impegnati in missione e rileva con soddisfazione i risultati conseguiti su questo fronte, così come prende atto positivamente degli stanziamenti assicurati dal Governo al fine di permettere ai militari di operare nelle migliori condizioni. Particolarmente apprezzabili sono anche le risorse stanziate al fine di garantire l'accesso ai benefici previsti dalla legge per coloro che si sono ammalati a causa dell'esposizione a polveri o a nanoparticelle nei teatri di operazioni militari. Sarebbe infine auspicabile un maggiore interessamento da parte della politica al ruolo svolto dall'Italia all'interno della NATO, affinché tale ruolo sia riconosciuto all'altezza dell'attività svolta dal Paese in ambito internazionale. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Santini). Chiede che una integrazione all'intervento sia allegata ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PINOTTI (PD). Il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento in esame, che proroga e rimodula le importanti missioni militari svolte nei diversi contesti internazionali in cui il Paese è impegnato. Sarebbe tuttavia opportuno che gli aspetti militari e quelli relativi alla cooperazione venissero trattati in modo unitario, così come sarebbe auspicabile un maggiore impegno economico sul fronte della cooperazione, che ha subito rilevanti tagli di risorse negli ultimi anni; ciò sarebbe peraltro in linea con la nuova strategia statunitense in Afghanistan, volta ad aumentare l'impegno politico, diplomatico ed economico al fine di favorire la realizzazione di una exit strategy. Sarebbe inoltre necessaria una riflessione più approfondita sull'evolversi delle motivazioni che sono alla base delle missioni e quindi sull'opportunità di una loro diversa strutturazione, nonché sulla loro effettiva utilità nel perseguimento degli obiettivi di politica estera italiana; tutto ciò sarebbe facilitato dal varo di una cornice normativa certa e stabile sulle missioni internazionali. C'è altrimenti il rischio che tali riflessioni si svolgano solo ed unicamente sull'onda dell'emozione per le perdite subite dai contingenti militari all'estero e che il Parlamento e il Governo si rivelino non all'altezza di quei cittadini che servono il loro Paese con dedizione ed onore. (Applausi dal Gruppo PD).
CANTONI (PdL). Il Governo e la maggioranza hanno sempre rispettato ed onorato i militari caduti nelle missioni all'estero e rinnovano l'espressione della vicinanza alle loro famiglie. Grazie all'impegno e alla dedizione delle Forze armate italiane e dei loro vertici, l'Italia è in grado di fornire un contributo fondamentale per garantire la pace e la sicurezza nei teatri più instabili e per arginare il diffondersi del terrorismo. Con le missioni militari viene inoltre fornito un importantissimo aiuto alle popolazioni civili e si favorisce, dal punto di vista politico, il rafforzamento delle istituzioni democratiche. Lo scenario più difficile è senz'altro costituito dall'Afghanistan, dove è necessario un costante monitoraggio affinché si realizzino i presupposti necessari per l'attuazione del disimpegno militare programmato per il 2014. Alcuni fatti recenti hanno inoltre evidenziato la necessità di contrastare energicamente il fenomeno della pirateria sulle coste somale, mentre gli avvenimenti del Nord Africa rischiano di produrre degli sconvolgimenti geopolitici paragonabili alla caduta del muro di Berlino. In conclusione, nel ringraziare le Commissioni riunite 3a e 4a per il lavoro svolto, annuncia il convinto voto favorevole del Gruppo sul provvedimento. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Torri). Chiede che un'integrazione all'intervento venga allegata ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PERDUCA (PD). Annuncia, anche a nome della senatrice Poretti, che non parteciperà al voto, essendo in disaccordo con le modalità per mezzo delle quali vengono prorogate le missioni all'estero attraverso il provvedimento in esame.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore TONINI (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 2537, composto del solo articolo 1.
PRESIDENTE. Poiché l'esame dei disegni di legge nn. 2482 e connessi sulla parità di accesso nei consigli di amministrazione delle società quotate non si è ancora concluso in Commissione, la seduta antimeridiana di domani sarà dedicata esclusivamente allo svolgimento di atti di sindacato ispettivo.
MUGNAI (PdL). Dà lettura delle motivazioni in base alle quali il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano ha disposto il rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio, rilevando come, essendo espressamente riconosciuta una difformità di conclusioni tra le investigazioni dell'accusa e quelle della difesa, non sussista quell'evidenza della prova necessaria per disporre il giudizio immediato.
PRESIDENTE. Prende atto delle dichiarazioni del senatore Mugnai, sottolineando tuttavia l'opportunità che i processi si svolgano nelle aule dei tribunali.
NEROZZI (PD). Chiede alla Presidenza di sollecitare il Governo ad incontrare le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell'Eutelia, che sta attraversando una gravissima crisi.
MALAN (PdL). Pur comprendendo le difficoltà della Presidenza a contenere il forte brusio che a volte si determina in Aula, richiama l'attenzione sull'inopportunità di alzare eccessivamente il livello dell'amplificazione sonora in Aula, che rischia di superare i livelli massimi previsti dalla legge per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
PRESIDENTE. Il richiamo del senatore Malan è condivisibile. L'innalzamento del volume è dovuto a volte al cattivo funzionamento dei microfoni, su cui sarà opportuno svolgere una verifica tecnica.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 17 febbraio.
La seduta termina alle ore 19,55.

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