Source: https://www.slideshare.net/BoloFabio/statuto-deilavoratori
Timestamp: 2017-03-26 08:56:08+00:00

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Statuto deilavoratori
Carta dei diritti del lavoro testo ...
L. 20 maggio 1970, n. 300Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale edellattività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento TITOLO I Della libertà e dignità del lavoratore1. Libertà di opinione.I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, neiluoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto deiprincipi della Costituzione e delle norme della presente legge.2. Guardie giurate.Il datore di lavoro può impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli articoli 133 e seguenti deltesto unico approvato con regio decreto 18 giugno 1931, numero 773 , soltanto per scopi di tuteladel patrimonio aziendale.Le guardie giurate non possono contestare ai lavoratori azioni o fatti diversi da quelli che attengonoalla tutela del patrimonio aziendale.È fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla vigilanza sullattività lavorativa le guardie di cui alprimo comma, le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attività, durante losvolgimento della stessa, se non eccezionalmente per specifiche e motivate esigenze attinenti aicompiti di cui al primo comma.In caso di inosservanza da parte di una guardia particolare giurata delle disposizioni di cui alpresente articolo, lIspettorato del lavoro ne promuove presso il questore la sospensione dal servizio,salvo il provvedimento di revoca della licenza da parte del prefetto nei casi più gravi.3. Personale di vigilanza.I nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dellattività lavorativadebbono essere comunicati ai lavoratori interessati. 2.
4. Impianti audiovisivi.È vietato luso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanzadellattività dei lavoratori.Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative eproduttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo adistanza dellattività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con lerappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. Indifetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede lIspettorato del lavoro, dettando, oveoccorra, le modalità per luso di tali impianti.Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondocomma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali ocon la commissione interna, lIspettorato del lavoro provvede entro un anno dallentrata in vigoredella presente legge, dettando alloccorrenza le prescrizioni per ladeguamento e le modalità di usodegli impianti suddetti.Contro i provvedimenti dellIspettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, ildatore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissioneinterna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.5. Accertamenti sanitari.Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia oinfortunio del lavoratore dipendente.Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettividegli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lorichieda.Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di entipubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.6. Visite personali di controllo.Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorché nei casi in cui sianoindispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale, in relazione alla qualità degli strumenti dilavoro o delle materie prime o dei prodotti.In tali casi le visite personali potranno essere effettuate soltanto a condizione che siano eseguitealluscita dei luoghi di lavoro, che siano salvaguardate la dignità e la riservatezza del lavoratore eche avvengano con lapplicazione di sistemi di selezione automatica riferiti alla collettività o agruppi di lavoratori. 3.
Le ipotesi nelle quali possono essere disposte le visite personali, nonché, ferme restando lecondizioni di cui al secondo comma del presente articolo, le relative modalità debbono essereconcordate dal datore di lavoro con le rappresentanze sindacali aziendali oppure, in mancanza diqueste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvedelIspettorato del lavoro.Contro i provvedimenti dellIspettorato del lavoro di cui al precedente comma, il datore di lavoro, lerappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure isindacati dei lavoratori di cui al successivo articolo 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dallacomunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.7. Sanzioni disciplinari.Le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di essepuò essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate aconoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicarequanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratoresenza avergli preventivamente contestato laddebito e senza averlo sentito a sua difesa.Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dellassociazione sindacale cui aderisce oconferisce mandatoFermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, non possono essere dispostesanzioni disciplinari che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multanon può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e lasospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni.In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essereapplicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi hadato causa.Salvo analoghe procedure previste dai contratti collettivi di lavoro e ferma restando la facoltà diadire lautorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare puòpromuovere, nei venti giorni successivi, anche per mezzo dellassociazione alla quale sia iscrittoovvero conferisca mandato, la costituzione, tramite lufficio provinciale del lavoro e della massimaoccupazione, di un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascunadelle parti e da un terzo membro scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato daldirettore dellufficio del lavoro. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da partedel collegio.Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dallinvito rivoltogli dallufficio dellavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio di cui al comma precedente, lasanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce lautorità giudiziaria, la sanzionedisciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio.Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loroapplicazione. 4.
8. Divieto di indagini sulle opinioni.- È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dellassunzione, come nel corso dello svolgimento delrapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose osindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dellattitudineprofessionale del lavoratore.9. Tutela della salute e dellintegrità fisica.I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare lapplicazione delle normeper la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca,lelaborazione e lattuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.10. Lavoratori studenti.I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria,secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute ocomunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a turni di lavoro che agevolinola frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavorostraordinario o durante i riposi settimanali.I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hannodiritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.Il datore di lavoro potrà richiedere la produzione delle certificazioni necessarie allesercizio deidiritti di cui al primo e secondo comma.11. Attività culturali, ricreative e assistenziali e controlli sul servizio di mensa (1).Le attività culturali, ricreative ed assistenziali promosse nellazienda sono gestite da organismiformati a maggioranza dai rappresentanti dei lavoratori.Le rappresentanze sindacali aziendali, costituite a norma dellart. 19, hanno diritto di controllare laqualità del servizio di mensa secondo modalità stabilite dalla contrattazione collettiva (2).(1) Rubrica così modificata dallart. 6, D.L. 11 luglio 1992, n. 333.(2) Comma aggiunto dallart. 6, D.L. 11 luglio 1992, n. 333. 5.
12. Istituti di patronato.Gli istituti di patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dal Ministero del lavoro e dellaprevidenza sociale, per ladempimento dei compiti di cui al D.Lgs.C.P.S. 29 luglio 1947, n. 804 ,hanno diritto di svolgere, su un piano di parità, la loro attività allinterno dellazienda, secondo lemodalità da stabilirsi con accordi aziendali.13. Mansioni del lavoratore.Larticolo 2103 del codice civile è sostituito dal seguente:«Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quellecorrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioniequivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel casodi assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente allattivitàsvolta, e lassegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo persostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissatodai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da unaunità produttiva ad unaltra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.Ogni patto contrario è nullo». TITOLO II Della libertà sindacale14. Diritto di associazione e di attività sindacale.Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito atutti i lavoratori allinterno dei luoghi di lavoro.15. Atti discriminatori.È nullo qualsiasi patto od atto diretto a: a) subordinare loccupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad unaassociazione sindacale ovvero cessi di farne parte; b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, neitrasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della suaaffiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero. 6.
Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altresì ai patti o atti diretti a fini didiscriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso, di handicap, di età o basatasullorientamento sessuale o sulle convinzioni personali (3).(3) Comma prima sostituito dallart. 13, L. 9 dicembre 1977, n. 903 e poi così modificato dallart.4, D.Lgs. 9 luglio 2003, n. 216.16. Trattamenti economici collettivi discriminatori.È vietata la concessione di trattamenti economici di maggior favore aventi carattere discriminatorioa mente dellarticolo 15.Il pretore, su domanda dei lavoratori nei cui confronti è stata attuata la discriminazione di cui alcomma precedente o delle associazioni sindacali alle quali questi hanno dato mandato, accertati ifatti, condanna il datore di lavoro al pagamento, a favore del fondo adeguamento pensioni, di unasomma pari allimporto dei trattamenti economici di maggior favore illegittimamente corrisposti nelperiodo massimo di un anno.17. Sindacati di comodo.È fatto divieto ai datori di lavoro ed alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere,con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.18. Reintegrazione nel posto di lavoro.Ferme restando lesperibilità delle procedure previste dallarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dellarticolo 2della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo,ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore enon imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale haavuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più dicinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Talidisposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nellambitodello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimoambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva,singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditoree non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro (4).Ai fini del computo del numero dei prestatori di lavoro di cui primo comma si tiene conto anche deilavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, dei lavoratori assunti con contratto a tempoindeterminato parziale, per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito,che il computo delle unità lavorative fa riferimento allorario previsto dalla contrattazione collettivadel settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado inlinea diretta e in linea collaterale (4). 7.
Il computo dei limiti occupazionali di cui al secondo comma non incide su norme o istituti cheprevedono agevolazioni finanziarie o creditizie (4).Il giudice con la sentenza di cui al primo comma condanna il datore di lavoro al risarcimento deldanno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata linefficacia o linvaliditàstabilendo unindennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamentosino a quello delleffettiva reintegrazione e al versamento dei contributi assistenziali e previdenzialidal momento del licenziamento al momento delleffettiva reintegrazione; in ogni caso la misura delrisarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto (4).Fermo restando il diritto al risarcimento del danno così come previsto al quarto comma, alprestatore di lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro in sostituzione dellareintegrazione nel posto di lavoro, unindennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale difatto. Qualora il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dellinvito del datore di lavoro nonabbia ripreso il servizio, né abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del depositodella sentenza il pagamento dellindennità di cui al presente comma, il rapporto di lavoro si intenderisolto allo spirare dei termini predetti (4)La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.Nellipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui allarticolo 22, su istanza congiunta del lavoratoree del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado delgiudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementidi prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.Lordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudicemedesimo che lha pronunciata. Si applicano le disposizioni dellarticolo 178, terzo, quarto, quinto esesto comma del codice di procedura civile.Lordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.Nellipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui allarticolo 22, il datore di lavoro che nonottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero allordinanza di cui al quarto comma, nonimpugnata o confermata dal giudice che lha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo,al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari allimporto dellaretribuzione dovuta al lavoratore(4) I primi cinque commi hanno così sostituito i commi primo e secondo per effetto dellart. 1, L. 11maggio 1990, n. 108. TITOLO III Dellattività sindacale19. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali. 8.
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogniunità produttiva, nellambito: a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul pianonazionale (5); b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni, che siano firmatarie dicontratti collettivi nazionali o provinciali di lavoro applicati nellunità produttiva (6).Nellambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali possono istituire organidi coordinamento.(5) Con D.P.R. 28 luglio 1995, n. 312 (Gazz. Uff. 29 luglio 1995, n. 176), in esito al referendumindetto con D.P.R. 5 aprile 1995 (Gazz. Uff. 11 aprile 1995, n. 85) è stato abrogato lart. 19, primocomma, lettera a) nonché lart. 19, primo comma, lettera b), limitatamente alle parole «non affiliatealle predette confederazioni» e alle parole «nazionali o provinciali», della legge 20 maggio 1970,n. 300.(6) Con D.P.R. 28 luglio 1995, n. 312 (Gazz. Uff. 29 luglio 1995, n. 176), in esito al referendumindetto con D.P.R. 5 aprile 1995 (Gazz. Uff. 11 aprile 1995, n. 85) è stato abrogato lart. 19, primocomma, lettera a) nonché lart. 19, primo comma, lettera b), limitatamente alle parole «non affiliatealle predette confederazioni» e alle parole «nazionali o provinciali», della legge 20 maggio 1970,n. 300.20. Assemblea.I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuoridellorario di lavoro, nonché durante lorario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le qualiverrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dallacontrattazione collettiva.Le riunioni - che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi - sono indette,singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nellunità produttiva, conordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo lordine di precedenzadelle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni delsindacato che ha costituito la rappresentanza sindacale aziendale.Ulteriori modalità per lesercizio del diritto di assemblea possono essere stabilite dai contratticollettivi di lavoro, anche aziendali..21. Referendum. 9.
Il datore di lavoro deve consentire nellambito aziendale lo svolgimento, fuori dellorario di lavoro,di referendum, sia generali che per categoria, su materie inerenti allattività sindacale, indetti datutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti ilavoratori appartenenti alla unità produttiva e alla categoria particolarmente interessata.Ulteriori modalità per lo svolgimento del referendum possono essere stabilite dai contratti collettividi lavoro anche aziendali.22. Trasferimento dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali.Il trasferimento dallunità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui alprecedente articolo 19, dei candidati e dei membri di commissione interna può essere disposto soloprevio nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza.Le disposizioni di cui al comma precedente ed ai commi quarto, quinto, sesto e settimo dellarticolo18 si applicano sino alla fine del terzo mese successivo a quello in cui è stata eletta la commissioneinterna per i candidati nelle elezioni della commissione stessa e sino alla fine dellanno successivo aquello in cui è cessato lincarico per tutti gli altri.23. Permessi retribuiti.I dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui allarticolo 19 hanno diritto, perlespletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.Salvo clausole più favorevoli dei contratti collettivi di lavoro hanno diritto ai permessi di cui alprimo comma almeno: a) un dirigente per ciascuna rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive cheoccupano fino a 200 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata; b) un dirigente ogni 300 o frazione di 300 dipendenti per ciascuna rappresentanza sindacaleaziendale nelle unità produttive che occupano fino a 3.000 dipendenti della categoria per cui lastessa è organizzata; c) un dirigente ogni 500 o frazione di 500 dipendenti della categoria per cui è organizzata larappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta alnumero minimo di cui alla precedente lettera b).I permessi retribuiti di cui al presente articolo non potranno essere inferiori a otto ore mensili nelleaziende di cui alle lettere b) e c) del comma precedente; nelle aziende di cui alla lettera a) i permessiretribuiti non potranno essere inferiori ad unora allanno per ciascun dipendente.Il lavoratore che intende esercitare il diritto di cui al primo comma deve darne comunicazionescritta al datore di lavoro di regola 24 ore prima, tramite le rappresentanze sindacali aziendali. 10.
24. Permessi non retribuiti.I dirigenti sindacali aziendali di cui allarticolo 23 hanno diritto a permessi non retribuiti per lapartecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura noninferiore a otto giorni allanno.I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma precedente devono darnecomunicazione scritta al datore di lavoro di regola tre giorni prima, tramite le rappresentanzesindacali aziendali.25. Diritto di affissione.Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore dilavoro ha lobbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori allinterno dellunitàproduttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.26. Contributi sindacali.I lavoratori hanno diritto di raccogliere contributi e di svolgere opera di proselitismo per le loroorganizzazioni sindacali allinterno dei luoghi di lavoro, senza pregiudizio del normale svolgimentodellattività aziendale.[Le associazioni sindacali dei lavoratori hanno diritto di percepire, tramite ritenuta sul salariononché sulle prestazioni erogate per conto degli enti previdenziali, i contributi sindacali che ilavoratori intendono loro versare, con modalità stabilite dai contratti collettivi di lavoro, chegarantiscono la segretezza del versamento effettuato dal lavoratore a ciascuna associazionesindacale] (7) (8).[Nelle aziende nelle quali il rapporto di lavoro non è regolato da contratti collettivi, il lavoratore hadiritto di chiedere il versamento del contributo sindacale allassociazione da lui indicata] (9).(7) Comma così sostituito dallart. 18, L. 23 luglio 1991, n. 223.(8) Il D.P.R. 28 luglio 1995, n. 313 (Gazz. Uff. 29 luglio 1995, n. 176), in esito al referendumindetto con D.P.R. 5 aprile 1995 (Gazz. Uff. 11 aprile 1995, n. 85), ha abrogato, decorsi sessantagiorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, lart. 26, commi secondo e terzo, L. 20maggio 1970, n. 300.(9) Il D.P.R. 28 luglio 1995, n. 313 (Gazz. Uff. 29 luglio 1995, n. 176), in esito al referendumindetto con D.P.R. 5 aprile 1995 (Gazz. Uff. 11 aprile 1995, n. 85), ha abrogato, decorsi sessantagiorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, lart. 26, commi secondo e terzo, L. 20maggio 1970, n. 300. 11.
27. Locali delle rappresentanze sindacali aziendali.Il datore di lavoro nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti pone permanentemente adisposizione delle rappresentanze sindacali aziendali, per lesercizio delle loro funzioni, un idoneolocale comune allinterno dellunità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.Nelle unità produttive con un numero inferiore di dipendenti le rappresentanze sindacali aziendalihanno diritto di usufruire, ove ne facciano richiesta, di un locale idoneo per le loro riunioni. TITOLO IV Disposizioni varie e generali28. Repressione della condotta antisindacale.Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare leserciziodella libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi localidelle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto inessere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assuntesommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina aldatore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione delcomportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.Lefficacia esecutiva del decreto non può essere revocata fino alla sentenza con cui il pretore infunzione di giudice del lavoro definisce il giudizio instaurato a norma del comma successivo (10).Contro il decreto che decide sul ricorso è ammessa, entro 15 giorni dalla comunicazione del decretoalle parti opposizione davanti al pretore in funzione di giudice del lavoro che decide con sentenzaimmediatamente esecutiva. Si osservano le disposizioni degli articoli 413 e seguenti del codice diprocedura civile (11).Il datore di lavoro che non ottempera al decreto, di cui al primo comma, o alla sentenza pronunciatanel giudizio di opposizione è punito ai sensi dellarticolo 650 del codice penale.Lautorità giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabilitidallarticolo 36 del codice penale.[Se il comportamento di cui al primo comma è posto in essere da una amministrazione statale o daun altro ente pubblico non economico, lazione è proposta con ricorso davanti al pretorecompetente per territorio] (12).[Qualora il comportamento antisindacale sia lesivo anche di situazioni soggettive inerenti alrapporto di impiego, le organizzazioni sindacali di cui al primo comma, ove intendano ottenereanche la rimozione dei provvedimenti lesivi delle predette situazioni, propongono il ricorso davantial tribunale amministrativo regionale competente per territorio, che provvede in via di urgenza conle modalità di cui al primo comma. Contro il decreto che decide sul ricorso è ammessa, entro 12.
quindici giorni dalla comunicazione del decreto alle parti, opposizione davanti allo stesso tribunale,che decide con sentenza immediatamente esecutiva] (13).(10) Comma così sostituito dallart. 2, L. 8 novembre 1977, n. 847 (Gazz. Uff. 28 novembre 1977,n. 324).(11) Comma così sostituito dallart. 3, L. 8 novembre 1977, n. 847 (Gazz. Uff. 28 novembre 1977,n. 324).(12) Comma aggiunto dallart. 6, L. 12 giugno 1990, n. 146, e poi abrogato dallart. 4, L. 11 aprile2000, n. 83.(13) Comma aggiunto dallart. 6, L. 12 giugno 1990, n. 146, e poi abrogato dallart. 4, L. 11 aprile2000, n. 83.29. Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali.Quando le rappresentanze sindacali aziendali di cui allarticolo 19 si siano costituite nellambito didue o più delle associazioni di cui alle lettere a) e b) del primo comma dellarticolo predetto, nonchénella ipotesi di fusione di più rappresentanze sindacali, i limiti numerici stabiliti dallarticolo 23,secondo comma, si intendono riferiti a ciascuna delle associazioni sindacali unitariamenterappresentate nella unità produttiva.Quando la formazione di rappresentanze sindacali unitarie consegua alla fusione delle associazionidi cui alle lettere a) e b) del primo comma dellarticolo 19, i limiti numerici della tutela accordata aidirigenti di rappresentanze sindacali aziendali, stabiliti in applicazione dellarticolo 23, secondocomma, ovvero del primo comma del presente articolo restano immutati.30. Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali.I componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, delle associazioni di cui allarticolo 19hanno diritto a permessi retribuiti, secondo le norme dei contratti di lavoro, per la partecipazionealle riunioni degli organi suddetti.31. Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacaliprovinciali e nazionali.I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo o diassemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta,essere collocati in aspettativa non retribuita, per tutta la durata del loro mandato (14).La medesima disposizione si applica ai lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali enazionali. 13.
I periodi di aspettativa di cui ai precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dellinteressato,ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione a caricodellassicurazione generale obbligatoria di cui al R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827 , e successivemodifiche ed integrazioni, nonché a carico di enti, fondi, casse e gestioni per forme obbligatorie diprevidenza sostitutive della assicurazione predetta, o che ne comportino comunque lesonero.Durante i periodi di aspettativa linteressato, in caso di malattia, conserva il diritto alle prestazioni acarico dei competenti enti preposti alla erogazione delle prestazioni medesime.Le disposizioni di cui al terzo e al quarto comma non si applicano qualora a favore dei lavoratorisiano previste forme previdenziali per il trattamento di pensione e per malattia, in relazioneallattività espletata durante il periodo di aspettativa.(14) Comma così sostituito dallart. 2, L. 13 agosto 1979, n. 384.32. Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive.I lavoratori eletti alla carica di consigliere comunale o provinciale che non chiedano di esserecollocati in aspettativa sono, a loro richiesta, autorizzati ad assentarsi dal servizio per il tempostrettamente necessario allespletamento del mandato, senza alcuna decurtazione della retribuzione.I lavoratori eletti alla carica di sindaco o di assessore comunale, ovvero di presidente di giuntaprovinciale o di assessore provinciale hanno diritto anche a permessi non retribuiti per un minimo ditrenta ore mensili. TITOLO V Norme sul collocamento33. Collocamento.[La commissione per il collocamento, di cui allarticolo 26 della legge 29 aprile 1949, n. 264 , ècostituita obbligatoriamente presso le sezioni zonali, comunali e frazionali degli Uffici provincialidel lavoro e della massima occupazione, quando ne facciano richiesta le organizzazioni sindacalidei lavoratori più rappresentative.Alla nomina della commissione provvede il direttore dellUfficio provinciale del lavoro e dellamassima occupazione, il quale, nel richiedere la designazione dei rappresentanti dei lavoratori e deidatori di lavoro, tiene conto del grado di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e assegnaloro un termine di 15 giorni, decorso il quale provvede dufficio.La commissione è presieduta dal dirigente della sezione zonale, comunale, frazionale, ovvero da unsuo delegato, e delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.La commissione ha il compito di stabilire e di aggiornare periodicamente la graduatoria delleprecedenze per lavviamento al lavoro, secondo i criteri di cui al quarto comma dellarticolo 15 dellalegge 29 aprile 1949, n. 264. 14.
Salvo il caso nel quale sia ammessa la richiesta nominativa, la sezione di collocamento, nella sceltadel lavoratore da avviare al lavoro, deve uniformarsi alla graduatoria di cui al comma precedente,che deve essere esposta al pubblico presso la sezione medesima e deve essere aggiornata ad ognichiusura dellufficio con la indicazione degli avviati.Devono altresì essere esposte al pubblico le richieste numeriche che pervengono dalle ditte.La commissione ha anche il compito di rilasciare il nulla osta per lavviamento al lavoro adaccoglimento di richieste nominative o di quelle di ogni altro tipo che siano disposte dalle leggi odai contratti di lavoro. Nei casi di motivata urgenza, lavviamento è provvisoriamente autorizzatodalla sezione di collocamento e deve essere convalidato dalla commissione di cui al primo commadel presente articolo, entro dieci giorni. Dei dinieghi di avviamento al lavoro per richiestanominativa deve essere data motivazione scritta su apposito verbale in duplice copia, una da tenerepresso la sezione di collocamento e laltra presso il direttore dellUfficio provinciale del lavoro. Talemotivazione scritta deve essere immediatamente trasmessa al datore di lavoro richiedente.Nel caso in cui la commissione neghi la convalida ovvero non si pronunci entro venti giorni dalladata della comunicazione di avviamento, gli interessati possono inoltrare ricorso al direttoredellUfficio provinciale del lavoro, il quale decide in via definitiva, su conforme parere dellacommissione di cui allarticolo 25 della legge 29 aprile 1949, n. 264.I turni di lavoro di cui allarticolo 16 della legge 29 aprile 1949, n. 264, sono stabiliti dallacommissione e in nessun caso possono essere modificati dalla sezione.Il direttore dellUfficio provinciale del lavoro annulla dufficio i provvedimenti di avviamento e didiniego di avviamento al lavoro in contrasto con le disposizioni di legge. Contro le decisioni deldirettore dellufficio provinciale del lavoro è ammesso ricorso al Ministro per il lavoro e laprevidenza sociale.Per il passaggio del lavoratore dallazienda nella quale è occupato ad unaltra occorre il nulla ostadella sezione di collocamento competente.Ai datori di lavoro che non assumono i lavoratori per il tramite degli uffici di collocamento, sonoapplicate le sanzioni previste dallarticolo 38 della presente legge.Le norme contenute nella legge 29 aprile 1949, n. 264, rimangono in vigore in quanto nonmodificate dalla presente legge (15)] (16).(15) Vedi, ora, lart. 1, L. 28 febbraio 1987, n. 56.(16) Articolo abrogato dallart. 8, D.Lgs. 19 dicembre 2002, n. 297.34. Richieste nominative di manodopera.[A decorrere dal novantesimo giorno dallentrata in vigore della presente legge, le richiestenominative di manodopera da avviare al lavoro sono ammesse esclusivamente per i componenti delnucleo familiare del datore di lavoro, per i lavoratori di concetto e per gli appartenenti a ristrette 15.
categorie di lavoratori altamente specializzati, da stabilirsi con decreto del Ministro per il lavoro e laprevidenza sociale, sentita la commissione centrale di cui alla legge 29 aprile 1949, n. 264 (17).(17) Articolo abrogato dallart. 8, D.Lgs. 19 dicembre 2002, n. 297. TITOLO VI Disposizioni finali e penali35. Campo di applicazione.Per le imprese industriali e commerciali, le disposizioni del titolo III, ad eccezione del primocomma dellarticolo 27, della presente legge si applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale,ufficio o reparto autonomo che occupa più di quindici dipendenti. Le stesse disposizioni siapplicano alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti (18).Le norme suddette si applicano, altresì, alle imprese industriali e commerciali che nellambito dellostesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimoambito territoriale occupano più di cinque dipendenti anche se ciascuna unità produttiva,singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti.Ferme restando le norme di cui agli articoli 1, 8, 9, 14, 15, 16 e 17, i contratti collettivi di lavoroprovvedono ad applicare i principi di cui alla presente legge alle imprese di navigazione per ilpersonale navigante.(18) Comma così modificato dallart. 6, L. 11 maggio 1990, n. 108.36. Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche.Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dallo Stato afavore di imprenditori che esercitano professionalmente unattività economica organizzata e neicapitolati di appalto attinenti allesecuzione di opere pubbliche, deve essere inserita la clausolaesplicita determinante lobbligo per il beneficiario o appaltatore di applicare o di far applicare neiconfronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettividi lavoro della categoria e della zona.Tale obbligo deve essere osservato sia nella fase di realizzazione degli impianti o delle opere che inquella successiva, per tutto il tempo in cui limprenditore beneficia delle agevolazioni finanziarie ecreditizie concesse dallo Stato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.Ogni infrazione al suddetto obbligo che sia accertata dallIspettorato del lavoro viene comunicataimmediatamente ai Ministri nella cui amministrazione sia stata disposta la concessione del beneficioo dellappalto. Questi adotteranno le opportune determinazioni, fino alla revoca del beneficio, e neicasi più gravi o nel caso di recidiva potranno decidere lesclusione del responsabile, per un tempo 16.
fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni finanziarie o creditizie ovveroda qualsiasi appalto.Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche quando si tratti di agevolazionifinanziarie e creditizie ovvero di appalti concessi da enti pubblici, ai quali lIspettorato del lavorocomunica direttamente le infrazioni per ladozione delle sanzioni.37. Applicazione ai dipendenti da enti pubblici.Le disposizioni della presente legge si applicano anche ai rapporti di lavoro e di impiego deidipendenti da enti pubblici che svolgano esclusivamente o prevalentemente attività economica. Ledisposizioni della presente legge si applicano altresì ai rapporti di impiego dei dipendenti dagli altrienti pubblici, salvo che la materia sia diversamente regolata da norme speciali..38. Disposizioni penali.Le violazioni degli articoli 2, 5, 6, e 15, primo comma lettera a), sono punite, salvo che il fatto noncostituisca più grave reato, con lammenda da lire 300.000 a lire 3.000.000 (19) o con larresto da 15giorni ad un anno (20).Nei casi più gravi le pene dellarresto e dellammenda sono applicate congiuntamente.Quando per le condizioni economiche del reo, lammenda stabilita nel primo comma puòpresumersi inefficace anche se applicata nel massimo, il giudice ha facoltà di aumentarla fino alquintuplo.Nei casi previsti dal secondo comma, lautorità giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenzapenale di condanna nei modi stabiliti dallarticolo 36 del codice penale.(19) La misura dellammenda è stata così elevata dallart. 113, terzo comma, L. 24 novembre 1981,n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dellart. 32, secondo comma, dellacitata L. 24 novembre 1981, n. 689.(20) Comma così modificato, a decorrere dal 1° gennaio 2004, dal comma 2 dellart. 179, D.Lgs.30 giugno 2003, n. 196.39. Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni.Limporto delle ammende è versato al Fondo adeguamento pensioni dei lavoratori.40. Abrogazione delle disposizioni contrastanti. 17.
Ogni disposizione in contrasto con le norme contenute nella presente legge è abrogata.Restano salve le condizioni dei contratti collettivi e degli accordi sindacali più favorevoli ailavoratori..41. Esenzioni fiscali.Tutti gli atti e documenti necessari per la attuazione della presente legge e per lesercizio dei diritticonnessi, nonché tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi nascenti dalla sua applicazione sonoesenti da bollo, imposte di registro o di qualsiasi altra specie e da tasse. Recommended
Carta dei diritti del lavoro testo finale 13.01.2016
Ccnl Aggiornamento 8 Marzo

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 sentenza 
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