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Timestamp: 2019-03-24 18:22:13+00:00

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Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 221 del 20.09.2017 – Dott. G. L. ORTORE
INPS - Minimo retributivo - Contratto collettivo applicabile - Rappresentatività
Il D.l. 338/1989 art. 1 comma 1 convertito nella Legge 389/1989 stabilisce un importo minimo di retribuzione da sottoporre a contribuzione, sotto il quale non è consentito scendere, neppure se la retribuzione in concreto versata al lavoratore sia inferiore. La necessità di stabilire , per legge, un “minimale contributivo”, fissato in riferimento al cd. contratto collettivo “leader”, deriva dall’esigenza di garantire comunque ai lavoratori di un determinato settore una pensione di pari importo, nel caso di identica durata del periodo lavorativo svolto. Pertanto, se il contratto di riferimento per l’INPS interessa un maggior numero di organizzazioni sindacali, con un numero di iscritti ben superiore a quello delle organizzazioni firmatarie del contratto utilizzato dal datore di lavoro, la contribuzione previdenziale dev’essere calcolata con riferimento al trattamento economico previsto dal contratto collettivo nazionale sottoscritto da AGCI-PSL/Legacoop/ferdelavoro-confocooperative con CGIL/CISL/UIL. Riferimenti normativi Decreto Legge 09.10.1989 n. 338, conv. mod. Legge 07.12.1988 n. 389 Conformi Cass. civ., sez. lav., 02.09.2016, n. 17531 Contra Tribunale di Como, Giudice del Lavoro dott. Canepa n. 296/2015
PRESCRIZIONE - Contributi previdenziali - Decorrenza termine prescrizione breve - Sospensione termine prescrizione
La causa di sospensione della prescrizione ex art. 2941 n. 8 c.c. ricorre quando il debitore realizza una condotta tale da comportare per il creditore una vera e propria impossibilità di agire e non una mera difficoltà di accertamento del credito, per cui, pur non essendo necessaria l’impossibilità assoluta di superare l’ostacolo prodotto dal comportamento del debitore, occorre comunque che questo impedisca di avere, con l’impiego dell’ordinaria diligenza, la conoscenza del credito e, quindi, provochi un impedimento non sormontabile con dei normali controlli. Riferimenti normativi Legge 08.08.1995 n. 335, art. 3 Codice Civile, art. 2941 Conformi Cassazione civile, sez. lav., 17/04/2007, n. 9113
Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 222 del 20.09.2017 – Dott. B. CAO
Contribuzione di previdenza e assistenza sociale obbligatoria - Prescrizione
Le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori o delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie si prescrivono con termine decennale. La prescrizione può essere interrotta con la notifica dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Riferimenti normativi Legge 08.08.1995 n. 335, art. 3 Codice Civile, art. 2934 Conforme Cass. civ., sez. lav., 29.05.2017, n. 13463
Tribunale Como , Sezione Lavoro, Sentenza n. 219 del 20.09.2017 – Dott. G. L. ORTORE
Danni - Illecito lesivo della integrità psico-fisica - Danno patrimoniale - Riduzione della capacità lavorativa specifica del danneggiato - Risarcibilità come danno biologico - Onere delle prova
In tema di risarcimento del danno alla persona, il danno patrimoniale è risarcibile solo se sia riscontrabile la eliminazione o la riduzione della capacità del danneggiato di produrre reddito, mentre il danno da lesione della "cenestesi lavorativa", che consiste nella maggiore usura, fatica e difficoltà incontrate nello svolgimento dell'attività lavorativa, non incidente neanche sotto il profilo delle opportunità sul reddito della persona offesa, si risolve in una compromissione biologica dell'essenza dell'individuo e va liquidato onnicomprensivamente come danno alla salute. Il danno biologico non coincide automaticamente con una riduzione della capacità lavorativa specifica, per cui spetta al danneggiato l’onere di dimostrare che le lesioni fisiche subite hanno ridotto la propria capacità di lavorare e, quindi, di produrre reddito. Riferimenti normativi Codice Civile, articolo 1223 Codice Civile, articolo 2043 Codice Civile, articolo 2056 Conformi Cass. civ., sez. lav., 09.10.2015, n. 20312 Cass. civ., sez. lav., 07.11.2005, n. 21497
Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 246 del 18.12.2017 – Dott. G.L. ORTORE
PREVIDENZA ED ASSISTENZA - Dipendenti civili e militari dello Stato - Riconoscimento anzianità servizio ai fini pensionistici INPS - Maggiorazione servizio confine di Stato - Giurisdizione
La domanda di riconoscimento dell’anzianità di servizio utile ai fini pensionistici, proposta dal personale della Guardia di Finanza, rientra nella giurisdizione del Giudice Ordinario quando è volta al mero accertamento della misura dell’anzianità di servizio e non anche al computo della maggiorazione prevista dall’art. 21 del D.P.R. n. 1092/1973; in quest’ultimo caso, resta ferma la cognizione della Corte dei Conti. Ai fini della costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS ai sensi degli artt. 21, 40 e 124 del D.P.R. n. 1092/1973 e, dunque, del riconoscimento della maggiorazione ivi prevista, per “servizio prestato” deve intendersi il “servizio utile” e non il “servizio effettivo”. Riferimenti normativi Decreto Presidente della Repubblica 29.12.1973 n. 1092, artt. 21, 40, 124 Contra Corte dei Conti, sez. I, 30.01.2015, n. 88 Corte dei Conti, sez. riun., 27.05.2011, n. 8
Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 277 del 23.11.2017 – Dott.ssa B. CAO
PREVIDENZA ED ASSISTENZA - Agevolazioni contributive - Datori di lavoro operanti a Campione d’Italia - Dipendenti retribuiti in franchi svizzeri
Per beneficiare dell’agevolazione di cui all’art. 1 quater del D.L. n. 688/1985 convertito con modificazioni in L. n. 11/1986 - il quale individua una riduzione delle aliquote contributive, previdenziali ed assistenziali, a carico dei datori di lavoro operanti nel Comune di Campione d’Italia per i dipendenti retribuiti in franchi svizzeri - è necessario che l’imprenditore abbia pattuito sin dall’inizio una retribuzione in franchi per i propri dipendenti esponendosi, così, mensilmente ai rischi connessi all’oscillazione del cambio. Diversamente, la ratio della norma appare violata qualora il datore di lavoro converta mensilmente lo stipendio in franchi al momento dell’erogazione al lavoratore. Riferimenti normativi Decreto Legge 02.12.1985 n. 688, conv. mod. Legge 31.01.1986, art. 1 quater
Tribunale di Como, Sezione Lavoro, Sentenza n. 251 del 20.10.2017 – Dott.ssa B. CAO
PUBBLICO IMPIEGO - Personale ATA - Reiterazione rapporti di lavoro a tempo determinato - Superamento 36 mesi - Risarcimento danno
E’ illegittima solo la reiterazione, oltre 36 mesi, dei contratti a termine su “organico di diritto”, mentre deve ritenersi consentita la ripetizione, anche oltre tale limite, dei contratti a termine per i posti vacanti su “organico di fatto”, con durata limitata al solo periodo di svolgimento dell’attività didattica, a meno che il lavoratore non dimostri che il rinnovo del contratto oltre i 36 mesi risponda ad esigenze di carattere non provvisorio, ma durevole e permanente. La sanzione conseguente all’accertata illegittimità dei rinnovi dei contratti a tempo determinato, per le supplenze su organico di diritto, non può essere però la conversione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato, per l’esplicito divieto previsto per le Pubbliche Amministrazioni dall’art. 36, co. 5 D.lgs. n. 165/2001, per cui residua solo la tutela risarcitoria, pari a un’indennità omnicomprensiva, tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità, secondo quanto già disposto da Cass. civ., S.U., n. 5072/2016. Riferimenti normativi Decreto Legislativo 16.04.1994 n. 297 Legge 03.05.1994 n. 124, artt. 4 e 11 Decreto Legislativo 06.09.2001 n. 368 Decreto Legislativo 30.03.2001, art. 36 Legge 04.11.2010 n. 183, art. 32 Legge 13.07.2015 n. 107 Conformi Cass. civ., sez. lav., 07.11.2016, n. 22552 Cass. civ., sez. un.,15.03.2016, n. 5072 Corte Cost., 20.07.2016, n. 187
Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 19 dell’8.01.2018 – Dott. A. D’ANIELLO
SOCIETA’ DI PERSONE - Amministratori - Diritti e obblighi
Al socio di una società in nome collettivo, cui lo stesso contratto sociale abbia attribuito la qualità di amministratore e, perciò, una posizione particolare, distinta da quella degli altri soci, non può negarsi "a priori" il diritto al compenso per l'attività prestata in detta qualità, qualora difetti un'esplicita previsione di gratuità del mandato ricevuto. Infatti, stante l'equiparazione degli amministratori ai mandatari, desumibile dal combinato disposto degli artt. 2293 e 2260 c.c., anche nel contesto del rapporto sociale, il mandato conferito all’amministratore deve presumersi oneroso ai sensi dell'art. 1709 c.c.. Occorre, di contro, esaminare complessivamente il contenuto del medesimo contratto sociale e, in particolare, le disposizioni relative alla ripartizione degli utili. Pertanto, solo ove da tale indagine risulti che le parti hanno tenuto conto della particolare posizione del socio amministratore, per attribuirgli una partecipazione agli utili di speciale rilievo, non è ipotizzabile un ulteriore compenso per l'attività di amministrazione. Riferimenti normativi Codice Civile, art. 2260 Codice Civile, art. 2293 Codice Civile, art. 1709 Conformi Cass. civ., sez. lav., 28.05.1985, n. 3236 Cass. civ., sez. lav., 13.11.1984, n. 5747
Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 16 dell’8.01.2018 – Dott. A. D’ANIELLO
CONTRATTO DI APPALTO - Rovina e difetti di cose immobili - Responsabilità del venditore - Presupposti
L'art. 1669 c.c. trova applicazione non solo nei casi in cui il venditore abbia provveduto alla costruzione con propria gestione di uomini e mezzi, ma anche nell'ipotesi in cui, pur avendo lo stesso utilizzato l'opera di soggetti estranei, la costruzione sia comunque ad esso riferibile, in tutto o in parte, per avervi partecipato in posizione di autonomia decisionale, mantenendo il potere di coordinare lo svolgimento dell'altrui attività o di impartire direttive o di sorveglianza, sempre che la rovina o i difetti dell'opera siano riconducibili all'attività dal medesimo riservatasi. In ogni caso, la presenza in cantiere del Direttore Lavori nominato dal committente/venditore non consente di ravvisare automaticamente in capo al venditore medesimo profili di responsabilità. Riferimenti normativi Codice Civile, art. 1669 Conformi Cass. civ., sez. II, 13.07.2007, n. 16202
Tribunale di Como, Sezione I, Sentenza n. 1473 del 23.10.2017 – Dott. A. PETRONZI
CONTRATTO DI MUTUO - Interessi di mora a tasso usuraio - Clausola - Nullità - Estensibilità agli interessi corrispettivi - Esclusione
La valutazione dell’usurarietà degli interessi nel contratto di mutuo deve investire autonomamente sia il tasso di mora che il tasso corrispettivo. Pertanto, ove il superamento del tasso soglia colpisca solo il tasso di mora, la pronuncia di nullità della relativa clausola non potrà estendersi agli interessi corrispettivi. Riferimenti normativi Codice Civile, art. 1815 Conformi Tribunale di Monza, 19.06.2017 Tribunale di Roma, 05.04.2017 Tribunale di Como, 28.04.2016 Tribunale di Milano, 28.01.2014

References: Sentenza 
 art. 1
 Cass. 
 art. 2941
 art. 3
 art. 2941
 Sentenza 
 art. 3
 art. 2934
 Cass. 
 Sentenza 
 articolo 1223
 articolo 2043
 articolo 2056
 Cass. 
 Cass. 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 1
 Sentenza 
 Cass. 
 art. 36
 art. 32
 Cass. 
 Cass. 
 Sentenza 
 art. 2260
 art. 2293
 art. 1709
 Cass. 
 Cass. 
 Sentenza 
 art. 1669
 Cass. 
 Sentenza 
 art. 1815