Source: http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2013/06/
Timestamp: 2017-05-01 06:11:17+00:00

Document:
Nel 2006, durante l'amministrazione Asnaghi, a Meda, si ventilava (e forse, purtroppo qualcuno ancora ci pensa) un progetto per la costruzione di un centro commerciale sull'area ex Medaspan. Sinistra e Ambiente era ed è fermamente contraria. Decidemmo allora di attivarci con una campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme contro un'ipotesi che stava per concretizzarsi.
Fu, inizialmente con un poco di stupore e poi con piacevole condivisione, che al nostro fianco, ci trovammo Fabrizio Malgrati. Venne a trovarci di proposito ad uno dei nostri banchetti e con lui intavolammo un sereno confronto sui motivi che ci spingevano ad esplicitare una ferma contrarietà ad un centro commerciale a Meda, trovandoci ..... completamente d'accordo.
Dopo quel positivo incontro, altre volte ci ha cercato, fermandoci per strada, semplicemente per scambiare opinioni sia sulla politica locale sia su quella nazionale. Si, lui amava la politica, ma quella vera, quella alta, fatta di confronti serrati ma leali, non quella del mercimonio cui da tempo assistiamo.
Il nostro aderente ed ex Cons. Comunale Alberto Colombo, ha di lui un "ricordo fotografico" del 1973, cui è molto affezionato. Vi sono l'allora Sindaco Fabrizio Malgrati e l'Assessore Pietro Colli che si complimentano con lui durante la consegna di "borse di studio" agli alunni delle elementari meritevoli.
Meda/Seveso 22/06/013 PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA: I SINDACI DELLA TRATTA B2 + DESIO E BOVISIO MASCIAGO SCRIVONO A PEDEMONTANA e REGIONE LOMBARDIA Vi avevamo recentemente relazionato sui nostri incontri con i Sindaci e loro Delegati della tratta B2 di Pedemontana (Meda, Seveso,Barlassina,Lentate S/S, Cesano Maderno) per reciproci scambi informativi e per sensibilizzare le Amministrazioni sulla criticità derivante dall’accertata contaminazione da TCDD (Diossina dell’ICMESA) nei terreni (ex zone A,B e R) laddove dovrà passare il tracciato della futura autostrada Pedemontana. Ai Sindaci, avevamo chiesto, nel rispetto delle reciproche autonomie e ruoli, un intervento proprio su quest’aspetto, tenendo presente del loro ruolo quali primi responsabili della salute dei cittadini e delle prescrizioni CIPE (in particolare la n°3) che obbligano la Soc. Pedemontana e CAL, a ulteriori approfondimenti analitici su queste aree per definire in modo più dettagliato il grado di contaminazione da TCDD, in contradditorio e a mezzo coinvolgimento dell’ARPA. Il tutto per far sì che la stesura del progetto esecutivo non ignori questa criticità. Il lavoro di INSIEME IN RETE ha prodotto un primo risultato. I Sindaci di Seveso, Meda, Barlassina, Lentate sul Seveso, Cesano Maderno (tratta B), con in aggiunta quelli di Bovisio Masciago e Desio (tratta C), Comuni anch’essi con il problema della contaminazione da TCDD (ex zone B e R - vedi mappa-), hanno scritto due lettere. La prima indirizzata a Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e per conoscenza a Lombarda Regione Lombardia, Provincia di MB e ad ARPA; la seconda all’Assessorato alla Sanità di Regione Lombardia e per conoscenza alla Direzione generale Sanità Regionale. Nel testo, le richieste formalizzate, sono basate sullo scambio informativo con i gruppi di INSIEME IN RETE, che, ancora una volta, sulla partita Pedemontana, sta facendo la sua parte. Sotto, le lettere scritte dai Sindaci.
IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
Sulla stampa locale, i primi articoli. Segnaliamo peraltro un’incredibile svista nell’articolo de Il Cittadino che si dimentica di citare tra i firmatari il Comune di Seveso. Comune che, come si evince dalle lettere sopra ha aderito e firmato nella figura della Commissaria Prefettizia Adriana Sabato, poiché alla stesura delle lettere, a Seveso ancora non si erano svolte le elezioni amministrative ed il Comune era retto dal Commissario Prefettizio, con cui peraltro, il Coordinamento ambientalista di INSIEME IN RETE s’è rapportato direttamente. Del resto, il nuovo Sindaco PAOLO BUTTI, ha sempre mostrato attenzione, condividendole, verso le preoccupazioni di INSIEME IN RETE sulle criticità legate alla presenza della TCDD nei suoli ove dovrebbe passare la futura autostrada. Non abbiamo quindi dubbi che abbia fatto sua l’adesione di Seveso alle lettere, al loro spirito e alle richieste ivi espresse.
DOMENICA 23 GIUGNO 2013 CON RITROVO ALLE ORE 8,45 A Bollate (MI) AL PARCHEGGIO PISCINE IN VIA V. VERDI ANGOLO VIA DANTE, curata da WWF Comitato Groane.
E' questa la nona uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2013" e prevede un itinerario di circa 4 km. della durata di 4 ore accompagnati dalle guide volontarie dell'Oasi del Caloggio a Bollate, su sentieri segnalati. INDICAZIONI:
1. Raduno e presentazione (1/2 h) 2. Giro dell’Oasi (1 h) 3. Risorgive: C. Porro e Litta (1/2 h)
4. Ex polveriera 5. Canale secondario di Garbagnate da cui partirà la derivazione per Expo 2015, strutture d'epoca del Villoresi 6. Canale scolmatore delle piene di Nord Est /Seveso) (da 4 a 6: 1 h) 7. Sentiero 7 cascate, pertinenze dell’oasi, oasi e ritorno (1/2h)
PER IL GRUPPO "BRUGHIERA" ORGANIZZIAMO UN PUNTO DI INCONTRO A MEDA ALLE ORE 7,50 AL PARCHEGGIO DEL MERCATO (SCUOLA ANNA FRANK) IN VIA GIOVANNI XXIII° PER RIEMPIRE LE AUTO E ANDARE IN QUEL DI BOLLATE IN UN MODO PIU' "SOSTENIBILE". Per chi vuole partire da Meda chiami pure il 331 2271052.
Non approviamo tutto «così com'è» passando ogni cosa nel silenzio. INFORMATI sul progetto, per poter esprimere la tua opinione: il territorio è dei nostri figli. L’opera può e deve essere migliorata. Insieme abbiamo voce.
------------------------------------------- Dal sito del circolo PD di Meda:
⋅ Oggi, 4 giugno, in concomitanza con la discussione del ricorso presentato per i noti motivi elettorali, il Consiglio di Stato sezione 4, ha dichiarato come: “il Comune abbia correttamente evidenziato come la situazione dell’area e la sua destinazione a tutela di aree sensibili in senso ambientale (in quanto comprese nel Parco della Brughiera Briantea e in area soggetta a vincolo idrogeologico) spinge per una valutazione in senso restrittivo delle possibilità edificatori e derivanti dall’annullamento dello strumento urbanistico adottato. Appare quindi non condivisibile la decisione del giudice di prime cure nella parte in cui ha espressamente e direttamente imposto al Comune la destinazione che l’area avrebbe dovuto assumere, senza nemmeno adeguatamente considerare come il Comune stesso avesse già avviato il procedimento per l’approvazione del nuovo piano di governo del territorio, che, al momento della presente decisione, risulta oramai approvato con pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia del 27 dicembre 2012.” Per chi non avesse chiari i contorni della vicenda il Comune di Meda, con ricorso n. 537 del 2012, ha fatto appello contro la sentenza del TAR della Lombardia n. 3084 del 2 dicembre 2011, con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Giovanna Di Carpegna Brivio con il quale era stato annullato il piano regolatore generale (PRG) del Comune di Meda sui terreni della ricorrente. Questo annullamento aveva ripristinato l’originaria destinazione urbanistica (zona R/B) delle aree invece della destinazione agricola e di tutela (zone E2 ed E4).Il circolo di Meda del PD ringrazia il Gruppo Consigliare del PD dell’amministrazione Caimi per avere voluto fermamente procedere all’approvazione del Piano di Governo del Territorio in particolar modo per tutelare le aree del Parco delle Brughiere. La sentenza odierna, di fatto, ne costituisce una autorevole conferma . La decisione, osteggiata dalle liste civiche “Una Meda per tutti” di Vermondo BUSNELLI, “Con Buraschi per Meda” di Wilma GALIMBERTI e dalle due liste “Sinistra e Ambiente” di Alberto Colombo e “Italia dei valori” di Roberto Cassina, ha permesso di tutelare l’area della Zoca, in pieno Parco delle Brughiere, dalla possibilità di edificare circa 20.000 mc. È comunque chiaro che questo PGT non corrisponde all’idea che il Partito Democratico ha per lo sviluppo della città e la giunta Caimi (se sarà accolto il ricorso elettorale) ha preso l’impegno di modificarlo con una variante generale.
No, il testo
sopra non è nostro. Abbiamo
fatto un copia e incolla integrale di un post apparso sul sito del PD di Meda. Un post che merita una nostra replica e una puntuale precisazione perchè
fa molta confusione tra una sentenza del Consiglio di Stato sulla Zoca,
l'attuale PGT della Lega Nord approvato dalla ex Giunta Caimi e dall'allora
intero gruppo consigliare del Pd e le diverse posizioni allora espresse da
Sinistra e Ambiente (che era rappresentata in CC da Alberto Colombo) e
dell'Italia dei Valori (con Roberto Cassina), allora componenti di maggioranza
in dissenso dal PD e da Caimi.
che cerca maldestramente di attribuire meriti (tutti del PD) e demeriti
(tutti delle due componenti dissidenti -sulle decisioni riguardanti il PGT- dell'allora maggioranza e delle altre liste d'opposizione).
nel post, ci si scordi e si omettano più particolari, non di poco conto, che riporterebbero nei binari della correttezza la cronaca della vicenda PGT,
eliminando fuorvianti e arbitrarie attribuzioni di meriti e demeriti.
Stiamo parlando della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha deciso, in favore del Comune, rispetto a scelte urbanistiche proposte dall’amministrazione targata Lega Nord
relativamente alla Zoca (la destinazione d’uso con la tutela dell’area era
stata proposta nel Piano adottato dalla Lega, nessuna modifica era stata
introdotta dal PD).
sgombrare il terreno da equivoci, va evidenziato che Sinistra e Ambiente ha
sempre sostenuto e appoggiato la necessità di tutelare l’area Zoca da
qualsivoglia tentativo d’edificazione. E ci mancherebbe, visto che consideriamo
l’area una delle parti di pregio del territorio medese incluso nel PLIS
Inoltre, Sinistra e
Ambiente e Italia dei Valori non erano contrari, all'approvazione di
quel PGT, ma proponevano e chiedevano di approvarlo SENZA gli
AMBITI DI TRASFORMAZIONE sulle zone verdi, parte indigeribile di quel Piano.
Ambiti di trasformazione che
azzererebbero le residue aree verdi esterne al PLIS Brughiera, trasformandole
in colate di cemento per residenziale e capannoni, con edifici destinati
con buone probabilità a restare vuoti ed inutilizzati perché non necessari.
Per attuare lo stralcio degli AT, sostenevamo l'accoglimento delle osservazioni formulate dal PD, che invece, una volta
al governo della città , votò contro le proprie stesse osservazioni.
sentenza del CdS sulla Zoca, v'è altresì una parte forte (riportata ma ignorata nell'argomentare del post) a favore dell'accoglimento di opposizione al
precedente pronunziamento del TAR.
E' il passaggio di
riconoscimento della necessità di tutela sull'area della Zoca determinata
dall'essere inclusa nel PLIS della Brughiera con presenza di vincolo
idrogeologico. (vedi sotto).
sarebbe meglio valutare la vicenda PGT nella sua globalità e la sentenza del
C.d.S nella sua stesura completa invece di estrapolarne solo alcune parti, da
utilizzare impropiamente per cucire indirettamente giudizi negativi addosso ai
soggetti della coalizione che hanno pubblicamente evidenziato un dissenso che
non avrebbe e non ha minimamente influenzato la vicenda Zoca.
se nella VARIANTE al PGT le proposte e le idee di Sinistra e Ambiente, unico
gruppo ad aver promosso, il 10/10/012, con il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE un incontro pubblico illustrativo e di
confronto sul tema variante al PGT, saranno tenute nella debita considerazione alfine
di caratterizzare la variante con uno stop effettivo al CONSUMO DI SUOLO a Meda, indipendentemente da
come si pronuncerà il Consiglio di Stato sul ricorso elettorale. La Sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda Zoca nella sua versione integrale:
E' questa l'ottava uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2013" e prevede un itinerario di circa 11 km. della durata di 4 ore e mezza su sentieri segnalati. Il percorso si snoda in un ampio anello lungo i sentieri e le strade forestali del parco e saremo accompagnati da esperti ed educatori ambientali, risalendo la Valle della Bevera di Renate, attraverso il Bosco della Gagiada ed ammirando i suoi lussureggianti canyon ed alcune piccole quanto misteriose risorgive, per giungere, sul confine del Plis della Valletta, sino alla stupenda e vasta area agricola e naturale della Torbiera dei Cariggi, sempre più minacciata da una insensata cementificazione. Ammireremo le spettacolari viste panoramiche sulle alture briantee, coronate dal fondale maestoso della catena prealpina. Il percorso di ritorno si distende lungo gli ameni paesaggi a sud di Capriano di Briosco, per magnifiche e punteggiate distese prative, scendendo alle Cave della Molera e toccando, infine, una suggestiva area umida ricoperta da ninfee.
Un gruppo di Senatori della Repubblica (Lucrezia
Ricchiuti -Partito Democratico, Laura Puppato -Partito Democratico, Loredana De Petris -Sinistra Ecologia Libertà e Bruno Marton -Movimento 5
Stelle) ha presentato un'interrogazione parlamentare sulla questione Pedemontana, Diossina, Prescrizioni Cipe e sondaggi ambientali
Cercheremo di tenervi aggiornati in merito alle risposte che arriveranno dai Ministeri competenti. ----------------------------------------------
Premesso che: sabato
10 luglio 1976, alle ore 12:37, dallo stabilimento Icmesa di Seveso (Monza e Brianza), uscì una nube altamente tossica, composta da tetraclorodibenzo-p-diossina "TCDD", che contaminò il comune di Seveso con 54 per cento del proprio territorio inquinato, Cesano Maderno il 52 per cento, Meda il 20 per cento e Desio il 18 per cento, e costringendo la popolazione dei territori interessati al domicilio coatto in altri luoghi; l'emissione atmosferica provocò l'inquinamento di un'area di 1.810 ettari; tenendo conto della distribuzione dei danni e della presunta direzione della nube tossica si stilò, in base ai risultati dell'attività analitica svolta nei mesi successivi all'incidente, una prima mappa di contaminazione; l'area colpita venne divisa in tre zone, A, B, R, a contaminazione del suolo decrescente; negli
anni successivi al disastro si susseguirono interventi di bonifica e studi epidemiologici sulla popolazione residente, nonché studi di valutazione dei rischi per la stessa popolazione; nel 2003 un gruppo di lavoro costituito, tra gli altri, da fondazione Lombardia per l'ambiente e dai rappresentanti dei Comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio concludeva un lungo lavoro con la presentazione del rapporto "Analisi di rischio relativa alla presenza di diossina residua nella zona B di Seveso". Tale studio confermava la presenza di diossina nei territori, evidenziando una concentrazione (10 volte oltre il valore
di legge) di diossine nel suolo in zona B e giungeva alla conclusione che sarebbe stato necessario valutare anche un'altra tipologia di diossine (quelle dei policlorobifenili dioxin-like) ai fini di una corretta valutazione delle esposizioni. Un monitoraggio così effettuato avrebbe reso con maggiore precisione la realtà dei valori d'inquinamento
e di esposizione umana alle diossine in tutte le aree di differente perimetrazione all'interno dei comuni oggetto dell'indagine; delle risultanze di tale ricerca non vi è traccia nei documenti pianificatori che si sono succeduti dal 2003 ad oggi; i
comuni di Seveso, Meda, Desio, Cesano Maderno sono interessati dal progetto del sistema viabilistico pedemontano lombardo per la costruzione di una nuova autostrada di 67 chilometri, che collegherà le province di Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como e Varese e, tramite il completamento del sistema tangenziale di Varese nord, si congiungerà con il valico svizzero del Gaggiolo; il tracciato prevede inoltre successivi sbancamenti di terreni adiacenti la zona bonificata o
in aree che recenti indagini hanno classificato ancora contaminate e non ancora bonificate; la società Pedemontana ha svolto tra aprile e giugno 2008 un piano di indagini preliminari sull'area ex Icmesa a seguito delle prescrizioni del Cipe sul progetto preliminare. Il piano di indagini preliminari è stato approvato dagli enti competenti
(Regione, Provincia di Milano e Azienda regionale per la protezione dell'ambiente) in data 11 febbraio 2008; l'Arpa ha proceduto alla validazione dei risultati mediante analisi di campioni a scelta tra quelli individuati nel piano presso i propri laboratori. Il piano non risulta aver coinvolto il territorio di Desio, nonostante lo stesso sia ampiamente interessato dalla presenza di diossine; la campagna d'indagini, svolta dalla ditta Lab analysis Srl di Casanova Lonati (Pavia) ha riscontrato 52 campioni su 127 con valori di concentrazioni di diossine (PCDD+PCDF e 2,3,7,8-TCDD) superiori al limite per siti ad uso verde pubblico e privato. Di questi, 10 superano il limite per siti ad uso commerciale ed industriale. Per tale ragione fu deciso di approfondire le indagini svolte nell'intorno dei superamenti individuati, al fine di circoscrivere realmente le zone interessate dal superamento della soglia; il piano di indagini integrative sull'area influenzata dall'incidente Icmesa è stato redatto nell'agosto 2008 ed è stato approvato dagli enti competenti in data 10 settembre 2008. Le indagini sono state eseguite nell'ottobre 2008; anche tali risultati sono stati validati da Arpa e confermano la presenza di diossine e la loro concentrazione che in diversi casi ha superato il limite per le zone a verde e/o il limite industriale soprattutto in corrispondenza dello strato superficiale (0-15 centimetri); con l'approvazione del progetto definitivo, avvenuta durante la seduta del 6
novembre 2009, con delibera n. 97 del 2009 pubblicata sul supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale n. 40 in data 18 febbraio 2010, il Cipe ha impartito nuove prescrizioni da ottemperare durante la progettazione esecutiva e la fase di realizzazione; tale delibera prevede alcune prescrizioni obbligatorie che interessano diverse aree contaminate da diossina e il terreno del "Bosco delle Querce", tra cui la prescrizione n. 3 che recita testualmente: "Tratta B2 - in corrispondenza dell'interferenza del tracciato con le aree influenzate dall'incidente Icmesa dei comuni di Seveso, Meda, Cesano Moderno e Bovisio Masciago dovranno essere realizzate ulteriori indagini
dettagliate sui terreni interessati da contaminazione da diossina, poiché nel corso delle indagini preliminari per la verifica della concentrazione residua sono stati riscontrati superamenti dei valori limite per questo parametro, ai fini della gestione secondo l'articolo 5
del decreto ministeriale 3 agosto 2005"; le stesse aree sono interessate anche da altre prescrizioni: n. 11, n. 154, n. 156 e n. 208; è
in corso la progettazione esecutiva e, prima della sua conclusione, devono essere esperite le indagini di cui alle prescrizioni. Ad oggi non si ha alcuna notizia in merito alle risultanze di tali studi e si registra una crescente difficoltà nelle relazioni tra gli enti e la concessionaria; il Comune di Desio, il cui suolo è interessato per larga parte dalla presenze di diossine e che, inspiegabilmente, non è stato incluso tra i comuni destinatari delle prescrizioni, ha fatto ufficiale richiesta (con lettera al Cipe) di estensione delle indagini anche al proprio territorio comunale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano: verificare l'opportunità di una revisione del progetto dell'autostrada Pedemontana lombarda al fine di evitare il passaggio nelle aree in cui si concentra la presenza di diossine;
assecondare la richiesta del Comune di Desio affinché si provveda
ad estendere anche al suo territorio il piano di indagini di cui alla prescrizione n. 3;
richiedere alla società concessionaria, prima che vengano aperti i
cantieri dell'autostrada Pedemontana nelle tratte B e C, uno studio di analisi e valutazione dei rischi alla cui redazione partecipino enti ed istituzioni terze e tecnici indicati dalle amministrazioni locali. ----------------------------------------- AGGIORNAMENTO:
Ecco la risposta del sottosegretario Cirillo: rispQTPedDiox
L’ODISSEA della Pedemontana e della bonifica del territorio colpito dalla diossina arriva al Senato. Un gruppo di parlamentari (Lucrezia Ricchiuti e Laura Puppato (Pd); Loredana De Petris di Sel e Bruno Marton
del Movimento 5 Stelle) ha presentato una interrogazione sulle questioni Pedemontana, diossina, Prescrizioni Cipe e sondaggi ambientali
supplementari. Sono state evidenziate le criticità anche in seguito all’opera di sensibilizzazione compiuta da «Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile». Viene richiesto se l’intenzione è di bonificare tutto il territorio, includendo anche il Comune di Desio, o se invece si
preferisce modificare il tracciato dell’autostrada. I risultati delle indagini sono stati convalidati da Arpa e confermano la presenza di diossina: una concentrazione che in diversi casi ha superato il limite per le zone verdi o il limite industriale soprattutto in corrispondenza dello strato superficiale (0-15 centimetri). Con l’approvazione del progetto definitivo, pubblicata il 18 febbraio 2010, il Cipe ha impartito nuove prescrizioni da ottemperare durante la progettazione esecutiva e la fase di realizzazione; tale delibera prevede alcune prescrizioni che interessano diverse aree contaminate da diossina e il terreno del «Bosco delle Querce». In particolare la prescrizione numero 3
recita testualmente: «In corrispondenza dell’interferenza del tracciato
con le aree influenzate dall’incidente Icmesa dei Comuni di Seveso, Meda, Cesano Moderno e Bovisio Masciago dovranno essere realizzate ulteriori indagini dettagliate sui terreni interessati da contaminazione
da diossina, poiché nel corso delle indagini preliminari sono stati riscontrati superamenti dei valori limite». Ad oggi non si ha alcuna notizia in merito alle risultanze di tali studi e si registra una crescente difficoltà nelle relazioni tra gli enti e la concessionaria.
IL COMUNE di Desio, il cui suolo è interessato per larga parte dalla presenze di diossine, ha fatto ufficiale richiesta (con lettera al Cipe)
di estensione delle indagini anche al proprio territorio. In pratica si
chiede di verificare l’opportunità di una revisione del progetto dell’autostrada Pedemontana al fine di evitare il passaggio nelle aree in cui si concentra la presenza di diossina e provvedere prima che vengano aperti i cantieri nelle tratte B e C uno studio di analisi e valutazione dei rischi alla cui redazione partecipino gli enti coinvolti.
------------------------------------------------------------------- Da MBnews
Ptcp, gli ambientalisti bocciano il piano della Provincia Scritto da Riccardo Rosa Martedì 04 Giugno 2013
Il 31/05/013, i gruppi ambientalisti locali di Insieme in Rete, sono stati invitati e hanno partecipato a una conferenza stampa con il candidato Sindaco a Seveso Paolo Butti sui temi ambientali. Abbiamo accettato d'esserci, nella nostra più completa autonomia, perchè con Butti ci siamo confrontati anche in precedenti incontri, chiedendogli di tenere conto delle nostre istanze ambientali e di attuarle qualora diventi Sindaco. Alcune delle nostre proposte, sono state inserite nel programma e c'è da parte del candidato Sindaco la volontà di proseguire nel dialogo con noi sulle criticità ambientali del territorio.
GOVERNARE SEVESO: LE QUESTIONI AMBIENTALI E URBANISTICHE ALL’ORDINE DEL GIORNO DEL PROSSIMO SINDACO DELLA CITTA’
Il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Sinistra e Ambiente di Meda, l’Associazione La Puska di Lentate sul Seveso, il WWF Groane, in nome e per conto del Coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile, hanno risposto positivamente all’invito di Paolo Butti alla conferenza stampa da lui indetta il giorno 31 maggio 2013. A tema le questioni ambientali e urbanistiche che saranno all’ordine del giorno di chi si troverà a ricoprire il difficile ruolo di primo cittadino di Seveso in questo particolare momento storico. Se il primo cittadino di Seveso sarà Paolo Butti, gli chiediamo di:
Approntare un Piano di Governo del Territorio partecipato che contenga: · un censimento preventivo degli edifici e dei capannoni vuoti nella città, con politiche atte a dare priorità alla loro saturazione prima di qualsivoglia nuovo progetto edificatorio;
Fermo restando il giudizio negativo e di inutilità che i gruppi ambientalisti hanno rispetto all’infrastruttura autostradale Pedemontana, si chiede di garantire la continuità della rete con le altre amministrazioni comunali del territorio, in tema di attenzione alla questione autostrada Pedemontana, alle sue criticità ambientali e in particolare al rischio TCDD (diossina), facendosi promotore di tutte le iniziative necessarie per la tutela della salute dei cittadini e per risolvere la questione dell’incombente progetto esecutivo autostradale che a oggi, non tiene conto delle necessarie analisi chimiche atte ad identificare le concentrazioni di TCDD nella caratterizzazione dei terreni (come da prescrizione 3 del CIPE), al fine di definire le necessarie azioni di tutela. Si chiede altresì di mantenersi sul tema in uno scambio costante di informazioni e pareri con i gruppi locali di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE. Seveso, 31 maggio 2013
WWF GROANE – per il Coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

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