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Timestamp: 2020-08-13 02:11:53+00:00

Document:
Al bando i cartelli senza reale controllo in strada
Il Ministero dell'Interno ha pubblicato una Direttiva (del 14/8/09) allo scopo di migliorare la sicurezza stradale e diminuire il numero di incidenti causati da eccessiva velocita'. Tra le altre cose,
la Direttiva detta istruzioni operative per l'utilizzo degli apparecchi di rilevazione della velocita', si' da regolare, uniformare ed ottimizzare le attivita' di controllo.
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L'ultima riforma al codice della strada (legge 120/2010 art.25) ha inoltre previsto che gli apparecchi a funzionalita' automatica non possano essere installati -fuori dai centri abitati- a meno di un km dal cartello che impone il limite di velocita'. Un decreto ministeriale, che presumibilmente integrera' le disposizioni gia' esistenti, dovra' fissarne la modalita' di posizionamento ed uso. Frattanto il Ministero dell'interno, con circolare del 12/8/2010 n.300/A/11310 ha confermato che questa distanza minima vale solo per gli apparecchi che funzionano in modo automatico (senza la presenza del vigile) e solo nei casi in cui il limite di velocita' derivi dalla presenza di un segnale e non sia, quindi, un limite generale legato al tipo di strada o riferito ad un particolare veicolo. Per le extraurbane e autostrade, quindi, questa disposizione non vale a meno che l'apparecchio (autovelox o tutor) non sia installato in un tratto con un limite di velocita' diverso da quelli ordinari.
La segnalazione puo' avvenire con cartelli stradali temporanei o permanenti, segnali luminosi a messaggio variabile oppure dispositivi di segnalazione luminosa installati su veicoli. Per le postazioni mobili possono essere utilizzate segnalazioni fisse solo se il posizionamento della postazione sia stata pianificata e NON abbia carattere occasionale ma avvenga con una certa sistematicita' (*)
Rilevante la sentenza di Cassazione penale n.11131/09 che ha evidenziato, per alcuni casi calabresi di autovelox nascosti e non segnalati, il reato di truffa.
(*) Fonti, oltre alla legge:
- Direttiva Ministero dell'interno 14/8/2009 (300/A/10307/09/144/5/20/3) e suo allegato
L'ultima riforma del codice della strada ha introdotto tra i segnali stradali i pannelli luminosi che rilevano la velocita' del veicolo in tempo reale, al momento del transito. Viene chiarito (dal Ministero dell'Interno con la circolare del 12/8/2010 gia' citata) che questi pannelli NON possono essere utilizzati come strumento per l'accertamento delle violazioni ma hanno unicamente scopo indicativo.
Le cose, pero', potrebbero cambiare a breve. L'ultima riforma del codice della strada (legge 120/2010 art.60) ha annunciato l'emanazione di un decreto ministeriale che introdurra' nuovi semafori, dotati di dispositivi in grado di visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci, di dispositivi che possano essere utilizzati per regolare la velocita' e di impianti attivati dal rilevamento di velocita' dei veicoli in arrivo.
Il primo riferimento e' l'articolo 41 del codice della strada (d.lgs.285/92), che ai commi 9/10/11 regola il passaggio dei veicoli ai semafori.
Durante il periodo di accensione del verde i veicoli possono procedere verso tutte le direzioni consentite dalla segnaletica verticale ed orizzontale ma non possono impegnare l'area di intersezione se i conducenti non hanno la certezza di poterla sgombrare prima dell'accensione della luce rossa (...).
Durante il periodo di accensione del giallo i veicoli non possono oltrepassare la striscia di arresto a meno che vi si trovino cosi' prossimi, al momento dell'accensione della luce gialla, che non possano piu' arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l'area di intersezione con opportuna prudenza.
Durante il periodo di accensione del rosso i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia i veicoli non devono impegnare l'area di intersezione, ne' l'attraversamento pedonale, ne' oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni.
"Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624".
E' vero infatti che vale sempre il principio generale -sancito dall'art.200 del codice della strada- per cui quando possibile la contestazione dev'essere immediata, con il fermo del conducente e la notifica del verbale nelle sue mani. E' vero anche che lo stesso codice della strada prevede, all'art.201 e sempre in termini generali, la possibilita' di contestare l'infrazione successivamente nei casi in cui non sia possibile farlo subito, con invio differito del verbale a casa dove dev'essere riportata la motivazione del mancato fermo.
L'attraversamento col rosso e' pero' stato inserito (dal 2003, vedi *) tra quei casi per i quali l'art.201 suddetto (comma 1 bis lettera b) sancisce che il fermo immediato NON E' NECESSARIO, in deroga alla regola generale.
Per quanto riguarda il passaggio col rosso, inoltre, allo stesso art.201 comma 1 ter (introdotto anche questo nel 2003*) e' disposto che qualora il rilevamento avvenga con apparecchiature debitamente omologate la presenza degli organi di polizia non e' necessaria.
(*) Queste modifiche, introdotte dall'art.4 del DL 151/2003, hanno cambiato radicalmente l'assetto normativo al riguardo, dando sempre piu' via libera alle rilevazioni automatiche senza la presenza degli agenti, sia per quanto riguarda il rilevamento degli eccessi di velocita' (tramite autovelox) sia per quanto riguarda i rilevamenti al semaforo.
LE APPARECCHIATURE PER IL RILEVAMENTO AUTOMATICO
In genere e' previsto l'obbligo di installare l'apparecchio in posizione fissa e protetta, non manomettibile o oscurabile, di produrre documentazione fotografica dove sia visibile il semaforo con lo scatto di due immagini, una all'atto di superamento della linea di arresto e una successiva, quando il veicolo si trova al centro dell'intersezione. Sulle foto, inoltre, deve apparire almeno la localita' dell'infrazione, la data e l'ora.
Non ci risulta invece, a differenza di quanto vale per gli autovelox, obbligo di segnalazione della presenza dell'apparecchio.
Dello stesso parere la Cassazione, che ha analizzato il punto nella sentenza 19775/2009.
Tuttavia, il manuale tecnico degli apparecchi puo' prevedere controlli periodici obbligatori sulla funzionalita', ripresi poi nel decreto di omologazione.
Non ci risulta in ogni caso alcun obbligo di riportare sul verbale della multa la periodicita' e gli esiti di tali controlli.
Sono tipici esempi tre recenti sentenze di Cassazione, la 8465/2006, la 7388/2009 e la 23084/2009, tutte piu' o meno sopravvalutate dalla maggiorparte dei media, che hanno argomentato sull'opportunita' della presenza dei vigili e del fermo dell'auto nel caso di passaggio col rosso.
Piu' precisamente, le tre sentenze si basano principalmente sul fatto che (all'epoca) la disposizione che preveda il fermo come NON necessario nel caso di passaggio col rosso fosse contenuta in un semplice decreto di regolamentazione del codice della strada (D.p.r.495/92 art.384). Dopo la riforma del 2003, invece, tale disposizione e' stata introdotta direttamente nel codice, unitamente al comma (1ter) che prevede espressamente che gli strumenti automatici possano essere utilizzati senza la presenza degli agenti.
L'unico principio che emerge dalle sentenze e che puo' essere semmai utilizzato nelle contestazioni e' quello per cui la rilevazione automatica "si presta a possibili errori, in tutti i casi in cui, il veicolo, pur avendo impegnato l'incrocio correttamente col semaforo a luce verde, sia costretto a fermarsi, subito dopo al crocevia, per possibili ingorghi, con la conseguente rilevazione non completa delle varie fasi, che solo la presenza del vigile puo' evitare."
E' pero' da osservare che un'asserzione del genere, da sola, potrebbe non risultare sufficiente soprattutto relativamente alle prove in mano agli agenti (due fotografie, in genere). Ovviamente tutto dipende dal caso specifico e dagli elementi in mano al soggetto che intende opporsi. Una contestazione valida per tutti non esiste, come nella maggioranza dei casi che coinvolgono le multe stradali.
Nota: dello stesso tenore numerose precedenti pronunce di Cassazione, come la sentenza 23301/2005 riferita ad un caso del 2001.
Una sentenza che offre invece uno spunto interessante, anche per eventuali contestazioni, e' la 24248 del 17/11/2009. Essa punta il dito sul fatto che il codice della strada, nel prevedere la non necessarieta' del fermo, parla di "attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa" (art.201 comma 1 bis lettera b), tagliando fuori dalle nuove disposizioni introdotte del 2003 tutti i casi in cui il semaforo NON sia posto ad un incrocio di strade. I giudici ne desumono, quindi, che in questi casi valgono le regole generali secondo cui il fermo deve avvenire, quando possibile, e l'eventuale impossibilita' deve essere riportata in modo chiaro sul verbale (e ovviamente valutata caso per caso).
Il Ministero dell'Interno, con parere 369 del 17/1/08, avrebbe espresso l'opinione (non vincolante e poi sottoposta al parere all'Avvocatura dello Stato) secondo cui per l'installazione degli apparecchi automatici rilevatori di passaggio col rosso occorrerebbe, come per gli autovelox, l'autorizzazione prefettizia nelle strade di cui all'art.4 DL 121/2002 (extraurbane secondarie e urbane di scorrimento).
Per l'Avvocatura dello Stato (parere 46819 del 10/4/08) tale "licenza" prefettizia non e' invece necessaria, ma occorre una delibera del Comune che motivi le ragioni (di esigenze di traffico e sicurezza) che hanno portato all'installazione degli apparecchi automatici. Sara' poi il singolo giudice di pace eventualmente adito che decidera' in merito a tali ragioni e all'eventuale mancato rispetto delle disposizioni del decreto di omologazione riguardo all'installazione e all'uso del singolo apparecchio.
Sulla durata del giallo la legge non si esprime. L'unico riferimento sono alcune normative tecniche richiamate dalla nota del Ministero dei Trasporti del 16/7/07 (n.67906).
Il Ministero chiarisce che la legge (art.41 c.10 c.d.s) non indica una durata minima del periodo d'accensione della luce gialla, ma si limita ad affermare un principio generale che regola il passaggio dei veicoli (vedi sopra).
Nota: Rilevante, nel merito della durata del giallo, e' la sentenza di Cassazione 25769/2009 che si e' pronunciata sull'"irragionevolezza della durata di quattro secondi" lamentata dal ricorrente. I giudici hanno invece ritenuto congruo questo periodo di tempo in modo particolare per un semaforo posto ad un incrocio, presso il quale la velocita' dovrebbe essere ridotta anche rispetto ai limiti vigenti. In altre parole, la velocita' conta e deve essere adeguata allo stato dei luoghi, e l'esistenza di un limite non giustifica il mantenimento della velocita' anche in presenza di un incrocio. Con queste motivazioni il giudice ha "demolito" tutti i calcoli con i quali il ricorrente intendeva dimostrare che andando a quella velocita' (70 km/h, entro i limiti) la durata esigua del giallo non gli consentiva di fermarsi in tempo e in sicurezza.
In molti Comuni italiani sono state invece scoperte truffe che riguardavano gli appalti per l'istallazione degli apparecchi automatici, con indagini penali e sequestri disposti dalle varie procure.
Nei casi specifici, che vanno valutati individualmente, e' sensato opporsi a multe elevate da apparecchi sottoposti a indagini, sia che queste riguardino l'installazione e il funzionamento sia che riguardino gli appalti.
In generale, e' sensato contestare gli utilizzi irregolari (e in questo fanno fede principalmente i decreti di omologazione) tenendo sempre presente che comunque l'esito dei ricorsi e' legato alla soggettiva decisione del giudice di pace al quale ci si rivolge.
Difficilmente, al di la' degli sbandieramenti dei media, si ottengono "annullamenti collettivi" di verbali da parte dei Comuni o miracolose "sanatorie", salvo casi particolari che, ripetiamo, vanno valutati specificatamente.
Il Ministero dell'Interno ha pubblicato una Direttiva (del 14/8/09) allo scopo di migliorare la sicurezza stradale e diminuire il numero di incidenti causati da eccessiva velocita'. Tra le altre cose, la Direttiva detta istruzioni operative per l'utilizzo degli apparecchi di rilevazione della velocita', si' da regolare, uniformare ed ottimizzare le attivita' di controllo.
Rilevante la sentenza di Cassazione penale n.11131/09 che ha evidenziato, per alcuni casi calabresi di autovelox nascosti e non segnalati, il reato di truffa. clicca qui

References: art.25
 sentenza 
 art.60
 art.201
 sentenza 
 art.384
 sentenza 
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