Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=MOTION&reference=B7-2011-0082&language=IT
Timestamp: 2013-12-12 02:39:44+00:00

Document:
Proposta di risoluzione sulla crisi dei rifiuti in Campania - B7-0082/2011
Procedura : 2010/2963(RSP)Ciclo di vita in AulaCiclo del documento :
B7-0082/2011Testi presentati :
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0073/2011
presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B7‑0667/2010, B7-0801/2010, B7-0805/2010 e B7‑0806/2010
sulla crisi dei rifiuti in Campania
Bairbre de Brún, Willy Meyer, Marisa Matias, Nikolaos Chountis
Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi dei rifiuti in Campania B7‑0082/2011
– vista la direttiva 75/42/CEE relativa ai rifiuti, in particolare l'articolo 4,
– vista la direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi, in particolare l'articolo 2,
– vista la direttiva 99/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti, in particolare l'articolo 11 e l'allegato II,
– visto il quadro rivisto sulla direttiva relativa ai rifiuti (2008/98CE), in particolare gli articoli 17 e 18,
– vista la sua risoluzione, del 19 novembre 2003, sulla direttiva quadro relativa ai rifiuti(1),
– vista la sua risoluzione del 16 settembre 1998 sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa all'applicazione delle direttive sulla politica in materia di rifiuti(2),
– visto il documento di lavoro sulla missione d’inchiesta della sua commissione per le petizioni in Campania, Italia, dal 28 al 30 aprile 2010,
– vista la legge 123/2008 della Repubblica italiana promulgata il 14 luglio 2008,
– vista la direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell'ambiente, – vista la sentenza della Corte di giustizia europea nella causa C-135/05 del 26 aprile 2007,
– vista la sentenza della Corte di giustizia europea nella causa C-297/08 del 4 marzo 2010, – visti gli articoli 191 e 260 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– vista la direttiva 2003/35/CE che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale, in particolare l'articolo 2,
– vista la convenzione di Aarhus,
A. considerando che la crisi dei rifiuti nella regione Campania rappresenta un capitolo altamente drammatico di una storia di gestione dei rifiuti problematica in molte parti d’Italia, incluso il Lazio, la Calabria e la Sicilia, considerando che in tutte queste regioni, negli anni ’90 era stata dichiarata l’emergenza rifiuti ed erano stati nominati Commissari governativi con poteri e fondi speciali,
B. considerando che il 5 ottobre 2010 la commissione per le petizioni del Parlamento ha adottato quasi all’unanimità un documento di lavoro(3) che riferiva sulla missione d’inchiesta in Campania, Italia, dal 28 al 30 aprile 2010, a seguito di molteplici petizioni ricevute nel corso del tempo in merito a problemi di gestione dei rifiuti nella regione,
C. considerando che, dopo la crisi dell'estate 2008, ne è scoppiata un’altra subito dopo l'adozione della relazione sulla missione della commissione per le petizioni ed è stato dichiarato un nuovo stato di emergenza; considerando che l'annuncio delle conseguenti misure eccezionali, quali l'apertura di nuove discariche è stato seguito da proteste di massa,
D. considerando che la soluzione iniziale di produrre ecoballe e rifiuti organici era stata realizzata senza il dovuto rispetto delle disposizioni di legge; considerando che, per mancanza di filtraggio o selezione dei rifiuti, un importo stimato di oltre sei milioni di ecoballe di qualità inferiore agli standard e sospettate di contenere rifiuti tossici sono state accumulate in siti temporanei,
E. considerando che il primo inceneritore di Acerra è diventato operativo solo nel marzo 2010 ma il suo funzionamento ha sofferto a causa della mancanza di idonee infrastrutture di separazione e trattamento dei rifiuti; considerando che non sembrano esservi chiari limiti al tipo di rifiuti sottoposti a incenerimento e persistono preoccupazioni sulla sorte delle ceneri tossiche così prodotte, F. considerando che i progressi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclaggio dei rifiuti domestici sono stati minimi e che i rifiuti domestici e di altro tipo hanno continuato ad essere scaricati nelle discariche indiscriminatamente, in taluni casi, a quanto sembra, mescolati a vari tipi di rifiuti industriali,
G. considerando che poiché molte discariche sono state dichiarate aree di interesse strategico, è stato impedito ai cittadini e alle autorità locali di verificare cosa vi venga effettivamente conferito; considerando che una grande maggioranza di discariche sono gestite privatamente senza idonei autorizzazioni o permessi e senza alcun pubblico controllo sulla loro gestione,
H. considerando che la caratteristica più importante della gestione straordinaria è il potere dei commissari di derogare alle norme e ai controlli, comprese le leggi in materia di valutazioni di impatto ambientale e quelle sugli appalti pubblici e di godere di un accesso pressoché incontrollato ai finanziamenti pubblici; considerando che essi hanno l’autorità di decidere l’ubicazione degli impianti, delle discariche e degli inceneritori e di nominare le compagnie cui affidare i contratti, senza l’obbligo di informare le autorità locali e gli abitanti delle decisioni prese; considerando che il sistema dei commissari è stato oggetto di pesanti critiche e che sono in corso rigorose inchieste giudiziarie e considerando che la stessa gestione dei rifiuti da parte dei commissari di emergenza attualmente è considerato da gran parte della popolazione come parte del problema e non come una soluzione,
I. considerando che secondo la convenzione di Aarhus i cittadini hanno il diritto di essere informati della situazione esistente sul proprio territorio e che è compito delle autorità fornire informazioni e motivare i cittadini a sviluppare un atteggiamento e un comportamento responsabili; considerando che conformemente alla direttiva 2003/35/CE gli Stati membri garantiscono che al pubblico siano date tempestive ed efficaci opportunità di partecipare alla preparazione e alla modifica o al riesame di piani o di programmi che occorre redigere,
J. considerando che i cittadini che hanno contestato questa situazione o che hanno cercato di proporre approcci alternativi sono stati pubblicamente emarginati o ignorati; considerando che la risposta delle autorità politiche nazionali è stata principalmente quella di porre i siti di gestione dei rifiuti e l'inceneritore di Acerra sotto stretto controllo delle forze armate. considerando che recentemente sono stati effettuati arresti nel corso delle dimostrazioni pubbliche e appare chiaro che la relazione tra i cittadini e le autorità risulta gravemente danneggiata e che lo scontento dei cittadini va crescendo,
K. considerando che la gestione straordinaria dei commissari che non è riuscita a superare i problemi, aggravata dall'assenza di controlli e consuntivi istituzionali, è servita soltanto a creare nuove opportunità per la criminalità organizzata; considerando che vi sono prove evidenti che la criminalità organizzata, precisamente la camorra, è da sempre coinvolta nel redditizio processo di gestione dei rifiuti, incluso lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalle industrie del nord Italia in centinaia di discariche illegali o addirittura in mare; considerando che è inconcepibile che nessuna autorità non abbia rilevato l’esistenza di un'attività di queste dimensioni,
L. considerando che è importante osservare che nel 2007 la Commissione europea ha deciso di sospendere, sino a quando non sia abolita la struttura commissariale, 135 milioni di euro di contributi per il periodo finanziario 2006-2013, a favore di progetti di gestione dei rifiuti, e un ulteriore importo pari a 10,5 milioni di euro per il periodo finanziario 2000‑2006,
M. considerando che l’attuale ciclo dei rifiuti si basa ancora in maniera predominante sulle discariche e sull’incenerimento, in contrasto con gli orientamenti della nuova direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE); considerando che in questa regione non esiste ancora un piano coerente per la gestione dei rifiuti che sia in regola con i principi della legislazione UE sui rifiuti, che rispetti la gerarchia del trattamento né l’uso sicuro delle discariche o dell’incenerimento, N. considerando che il fatto che i rifiuti pericolosi sono mescolati e/o smaltiti insieme a rifiuti domestici o organici e il fatto che non si sono tenuti nel debito conto fattori geologici e idrologici al momento di decidere l'ubicazione delle discariche in siti quali Chiaiano, ha portato ad un elevato rischio di contaminazione dei terreni circostanti e delle falde idriche; considerando che ciò viola gli articoli 17 e 18 della direttiva quadro sui rifiuti e inoltre la direttiva sulle discariche,
O. considerando che la discarica di Cava Sari, Terzigno, situata nel sito Natura 2000 del Parco nazionale del Vesuvio, sito appartenente anche al patrimonio dell'UNESCO, viola i criteri di procedura di accettazione della direttiva discariche,
P. considerando che al Corte di giustizia nella sua sentenza del 26 aprile 2007 nella causa C‑135/05 ha dichiarato che omettendo di adottare tutte le misure necessarie per garantire, in particolare, che i rifiuti siano raccolti o smaltiti senza mettere in pericolo la salute umana e senza utilizzare procedure o metodi che possano danneggiare l'ambiente e omettendo di vietare l'abbandono, lo scarico o lo smaltimento incontrollato di rifiuti, tra l'altro, la Repubblica italiana ha omesso di adempiere ai suoi obblighi nei confronti del diritto comunitario; considerando che nella sua recente sentenza del 4 marzo 2010 nella causa C-297/08 la Corte di giustizia ha dichiarato che omettendo di adottare tutte le misure necessarie per la regione Campania la Repubblica italiana ha omesso di adempiere ai suoi obblighi ai sensi degli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12/CE,
Q. considerando che il Parlamento nella sua risoluzione del 16 settembre 1998 sull’applicazione delle direttive sulla gestione dei rifiuti ha già chiesto che siano avviate sistematicamente delle procedure di infrazione contro gli Stati membri che omettano di osservare tutte le disposizioni di queste direttive e sia redatta una lista trimestrale di casi contro gli Stati membri in difetto portati di fronte alla Corte di giustizia, inclusa una lista di cause già decise dalla Corte ed una lista di sanzioni imposte dalla Corte, e che nella sua risoluzione del 19 novembre 2003 sulla relazione di seguito sulla direttiva quadro sui rifiuti ha chiesto un controllo e un coordinamento approfondito e coerente dell’attuazione della legislazione sui rifiuti in vigore,
1. chiede che venga individuata con urgenza una soluzione sostenibile rispondente ai criteri dell'Unione europea, ossia che venga attuato un piano per la gestione dei rifiuti nell'ambito del quale, conformemente alla direttiva 2008/98/CE, il rispetto della gerarchia del ciclo dei rifiuti costituisca il fondamento centrale;
2. ricorda che l’osservanza del diritto UE sui rifiuti in Campania richiede uno sforzo molto energico per ridurre il volume dei rifiuti e spostare l'ago della bilancia verso la prevenzione, la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, attraverso la predisposizione di adeguate infrastrutture, e sottolinea che occorre porre maggiormente l'accento sul recupero dei rifiuti organici, in particolare in questa regione a vocazione prevalentemente agricola, elemento che sembra finora aver beneficiato di scarsa attenzione; 3. ritiene che il perdurare nel tempo delle misure straordinarie predisposte dalle autorità italiane, tra cui la nomina di commissari straordinari o la designazione dei siti per la gestione dei rifiuti quali "aree di interesse strategico" poste sotto il controllo dell'esercito, si è rivelato controproducente e teme che l'opacità instauratasi nella gestione dei rifiuti da parte delle istituzioni pubbliche abbia favorito, e non ostacolato, una maggiore presenza di gruppi della criminalità organizzata, per quanto riguarda sia la gestione ufficiale dei rifiuti nella regione sia lo smaltimento illegale dei rifiuti industriali; chiede pertanto alle varie autorità responsabili di assicurare un livello di trasparenza molto maggiore;
4. sottolinea l'importanza di ricostruire un clima di fiducia attraverso un dialogo strutturato che coinvolga i cittadini e le varie autorità nonché tra i diversi livelli di governo, in un quadro articolato; si rammarica che le autorità abbiano perseguito i cittadini che dimostravano pacificamente contro l'apertura di nuove discariche e condanna la violenza che le forze di sicurezza hanno dispiegato nei loro confronti;
5. chiede alla Commissione di prorogare sine die il blocco dei fondi UE destinati nella regione ai progetti in materia di rifiuti, congelandoli finché non sia pronto un piano in materia di gestione dei rifiuti verificabile e stabilito di comune accordo tra tutte le parti interessate;
6. è preoccupato per i 7 milioni di tonnellate di ecoballe ammassate nei siti di stoccaggio, specialmente nel sito di Taverna del Re, e sottolinea l’importanza di dare la priorità alla loro rimozione e smaltimento una volta che ne sia stato idoneamente accertato l'esatto contenuto; insiste sul fatto che lo smaltimento delle ecoballe deve avvenire secondo un trattamento adeguato(4) e nel quadro del piano per la gestione dei rifiuti, stabilendo chiaramente dove deve avvenire ogni trattamento e basandosi su prassi legali;
7. osserva che occorre esaminare con urgenza lo sversamento abusivo e a cielo aperto di rifiuti misti e non identificati nei pressi del sito di Ferrandelle e chiede che vengano eseguiti rigorosi controlli di gestione; ricorda alle autorità competenti che, nel pieno rispetto della direttiva IED/IPPC(5) esse devono predisporre un rigoroso controllo sulla manipolazione di specifici rifiuti industriali, a prescindere dalla loro origine; osserva inoltre che devono essere approntati siti all'uopo designati che siano conformi alle disposizioni delle direttive UE, assicurando la realizzazione di infrastrutture adeguate per i rifiuti industriali, speciali e tossici; chiede una spiegazione del mancato utilizzo del sito previsto per accogliere i rifiuti organici e chiede che ne venga disposta l'entrata in funzione una volta stabilito che la struttura soddisfa i criteri stabiliti dalla direttiva sulla gestione dei rifiuti;
8. deplora il fatto che in passato siano state aperte discariche in siti naturali protetti all'interno del parco nazionale del Vesuvio, come a Terzigno; si oppone fermamente a qualsiasi progetto di espansione di queste discariche e ritiene che la proposta di aprire una seconda discarica a Terzigno (Cava Vitiello) sia un’aberrazione inaccettabile; propone alla Commissione di chiedere alla Corte di giustizia un’ingiunzione qualora siano ampliate o aperte nuove discariche in zone naturali protette nei siti di Natura 2000;
9. sollecita il governo italiano ad agire in questo settore conformemente al diritto UE, in particolare a osservare le due ultime sentenze della Corte di giustizia europea reprimendo tutte le già ricordate violazioni del diritto UE, avendo a mente l'obbligo di prendere le misure necessarie a garantire il rispetto a tutti i livelli dell’acquis comunitario UE;
10. invita la Commissione a fare il massimo di sua competenza per controllare che le autorità competenti in Italia garantiscano effettivamente che i rifiuti siano adeguatamente raccolti, separati e trattati, effettuando ad esempio ispezioni regolari e facendo sì che le autorità regionali presentino un piano credibile;
11. considera che l'onere di risanare i siti in Campania che sono stati contaminati dall'inquinamento proveniente dai vari tipi di rifiuti non debba essere sostenuto dai contribuenti ma dai responsabili dell’inquinamento conformemente al principio “chi inquina paga”;
12. nota che l’Italia non ha notificato la sua trasposizione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente entro la scadenza del 26 dicembre 2010, ma si aspetta che l’Italia osservi pienamente la direttiva e applichi pertanto le sanzioni ai reati in materia di rifiuti elencati nella direttiva, anche a persone giuridiche, qualora esistano le condizioni;
13. invita la Commissione ad aprire procedure di infrazione contro l’Italia secondo l’articolo 260 del TFUE, al fine di definire sanzioni che garantiscano che le autorità italiane osservino la sentenza della Corte, in particolare facendo sì che le discariche esistenti rispettino la legislazione UE; ritiene che ciò sarebbe appropriato e conforme alla sentenza C‑304/02 della Corte di giustizia europea che impone all’Italia il pagamento di una somma una-tantum quale penalità per le ripetute e continue violazioni delle direttive UE negli anni passati e da quel momento in poi una penalità giornaliera;
14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al governo e al parlamento italiani.
Testi approvati, P5_TA(2003)0508.
GU C 313 del 12.10.1998, pagg. 0053-0099.
Per le ecoballe più recenti, in questo momento l'incenerimento in impianti specializzati sembra essere l'unica soluzione pratica possibile e l'area di smaltimento attuale dovrà essere adeguatamente risanata. Per il cumulo di ecoballe "mummificate" l'incenerimento non è possibile, per cui si dovrebbe ricorrere unicamente allo smaltimento in discariche ufficialmente accreditate, compatibilmente con la direttiva UE sulle discariche.
Direttiva 2010/75/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali pubblica sulla GU L 334 del 17.12.2010).

References: sentenza 
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