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Timestamp: 2018-08-16 00:14:36+00:00

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Codice proc. civile Art. 233 cod. proc. civile: Deferimento del giuramento decisorio
Nozione e decisorietà
La valutazione (positiva o negativa) della decisorietà della formula del giuramento decisorio è rimessa all’apprezzamento del giudice del merito, il cui giudizio circa l’idoneità della formula a definire la lite è sindacabile in sede di legittimità con esclusivo riferimento alla sussistenza di vizi logici o giuridici attinenti all’apprezzamento espresso dal predetto giudice.
Cass. 13 novembre 2009, n. 24025.
È inammissibile il giuramento decisorio deferito con atto di appello non sottoscritto personalmente dalla parte o da difensore munito di mandato speciale, come richiesto dall'art. 233 cod. proc. civ., ma dal difensore munito soltanto dell'ordinaria procura "ad litem", anche se il giuramento sia stato ritualmente deferito in primo grado.
Cassazione civile sez. III 28 ottobre 2014 n. 22805
È inammissibile il giuramento decisorio deferito con atto non sottoscritto personalmente dalla parte o da difensore munito di mandato speciale, come richiesto dall’art. 233 c.p.c., bensì soltanto dell’ordinaria procura ad litem. Il mandato speciale non deve essere conferito necessariamente in un atto del processo, ma dev’essere sottoscritto, senza, peraltro che occorra l’autenticazione della sottoscrizione.
Cass. 11 maggio 2006, n. 10965.
I capitoli del giuramento decisorio devono essere formulati in modo tale che il destinatario possa, a sua scelta, giurare e vincere la lite o non giurare e perderla. Ne consegue l’inammissibilità di una capitolazione che non contenga tale alternativa ma, al contrario, prefiguri la soccombenza della controparte sia ove presti il giuramento sia ove vi si sottragga.
Cass. 15 aprile 2010, n. 9045.
Il giudice di merito deve sempre disporre il giuramento decisorio, benché deferito in via subordinata, anche se i fatti con esso dedotti siano stati già accertati o esclusi in base alle risultanze probatorie, purché il contenuto del giuramento abbia il carattere della decisorietà in ordine al “thema decidendum” oggetto della controversia.
Cass. 17 maggio 2010, n. 11964.
È inammissibile il giuramento decisorio deferito con atto (nel caso, di appello) non sottoscritto personalmente dalla parte o da difensore munito di mandato speciale, come richiesto dall’art. 233 c.p.c., bensì soltanto dell’ordinaria procura ad litem.
Cass. 23 dicembre 2003, n. 19727.
Il giuramento decisorio ha ad oggetto circostanze dalle quali dipende la decisione di uno o più capi della domanda, ossia circostanze tali che al giudice, previo accertamento sull’”an iuratum sit”, non resti altro che accogliere o rigettare la domanda ovvero singoli capi di essa, basandosi, quanto al fatto, solo sul giuramento prestato ovvero sulla mancata prestazione del medesimo. La valutazione sulla decisorietà della formula del giuramento è rimessa all’apprezzamento del giudice di merito, il cui giudizio è sindacabile in sede di legittimità con esclusivo riferimento alla sussistenza di vizi logici o giuridici attinenti all’apprezzamento da quegli espresso, con la conseguenza che è inammissibile in cassazione la censura volta a prospettare una diversa valutazione del giuramento prestato, limitando la portata delle ammissioni da esso desunte dal giudice di merito.
Cass. 8 giugno 2007 n. 13425.
La formula del giuramento decisorio - attese le finalità di questo speciale mezzo di prova - deve essere tale che, a seguito della prestazione del giuramento stesso, altro non resta al giudice che verificare l’an iuratum sit, onde accogliere o respingere la domanda sul punto che ne ha formato oggetto, con la conseguenza che detto mezzo probatorio non può servire per l’acquisizione di elementi presuntivi, da valutarsi in concorso ed in relazione con gli elementi istruttori già raccolti. La valutazione (positiva o negativa) della decisorietà della formula del giuramento è, poi, rimessa all’apprezzamento del giudice del merito, il cui giudizio circa l’idoneità della formula a definire la lite è sindacabile in sede di legittimità con esclusivo riferimento alla sussistenza di vizi logici o giuridici attinenti all’apprezzamento da quegli espresso.
Cass. 23 febbraio 2006, n. 4001.
Non viola il principio dispositivo della prova il giudice che, tenuto conto delle allegazioni delle parti, corregga la formula di un giuramento decisorio secondo quella che risulti essere la comune intenzione delle parti stesse.
Cass. 8 aprile 2003, n. 5509.
In tema di giuramento decisorio, la morte della parte alla quale se ne chieda il deferimento costituisce una valida ragione per non ammetterlo, ove tale evento risulti provato o comunque non contestato, benché non sia stato dichiarato in giudizio ai fini dell’interruzione del processo.
Cass. 1 aprile 2004, n. 6395.
È inammissibile il deferimento del giuramento decisorio ove la formulazione delle circostanze non porti, in caso di ammissione dei fatti rappresentati, automaticamente all’accoglimento della domanda ma richieda una valutazione di tali fatti da parte del giudice di merito.
Cass. lav., 3 gennaio 2011, n. 39.

References: Art. 233

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