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Timestamp: 2020-08-12 18:48:23+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7806 del 27/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7806 del 27/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/03/2017, (ud. 10/01/2017, dep.27/03/2017), n. 7806
sul ricorso n. 29665-2015 proposto da:
G.V., elettivamente domiciliato in ROMA, C.SO VITTORIO
MANNETTA, giusta procura in calce al ricorso;
D.B.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ASTURA 2/B,
presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO DE BEAUMONT, che la
avverso la sentenza n. 2192/2015 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del
7/04/2014, depositata il 14/05/2015;
partecipata del 10/01/2017 dal Consigliere Dott. AUGUSTO TATANGELO.
G.V. propose opposizione, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., avverso il precetto di esecuzione di un obbligo di fare e di pagamento di somme intimatogli da D.B.L..
L’opposizione fu parzialmente accolta dal Tribunale di Ariano Irpino, esclusivamente in relazione all’intimazione di pagamento.
La Corte di Appello di Napoli ha respinto il gravame proposto in via principale dal G. e accolto quello proposto in via incidentale dalla D.B., riformando parzialmente la decisione di primo grado sempre soltanto in relazione all’intimazione di pagamento.
Ricorre il G., sulla base di un unico motivo, illustrato con memoria.
Resiste la D.B. con controricorso.
Il ricorso è stato trattato in Camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380-bis c.p.c., in quanto ritenuto destinato ad essere rigettato e/o dichiarato inammissibile.
1. Con l’unico motivo del ricorso si denunzia “violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, art. 474 c.p.c., in relazione all’art. 612 c.p.c.; violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, degli artt. 1362 c.c. e segg.; omesso esame, ex art. 360 c.p.c., n. 5, di un fatto decisivo risultante dal testo della sentenza n. 19985/08 della S.C.”.
Il ricorrente lamenta che la sentenza impugnata non abbia ritenuto rilevante (anche) la motivazione delle pronunzie emesse in sede di impugnazione ai fini dell’interpretazione del titolo esecutivo e della individuazione degli esatti limiti dell’obbligo di fare oggetto dell’intimazione di cui al precetto opposto, come indicato nel dispositivo della sentenza di primo grado, ciò che – a suo dire – avrebbe dovuto indurre a ritenere che la prestazione intimata non era perfettamente corrispondente al titolo stesso (in particolare: non avrebbe dovuto essere demolita la sopraelevazione del proprio fabbricato, e l’arretramento di 5 metri avrebbe dovuto essere operato in rapporto all’edificio della D.B. e non al confine tra le proprietà).
Orbene, la corte di appello si è limitata a rilevare che l’intimazione di cui al precetto opposto era perfettamente corrispondente al dispositivo della sentenza di primo grado, confermata prima in appello e poi (sebbene con parziale correzione della motivazione, ma con espressa conferma della correttezza del dispositivo) in sede di legittimità, onde doveva escludersi che essa non fosse conforme al titolo esecutivo.
Ha comunque precisato che anche dalla motivazione della sentenza della Corte di Cassazione (n. 19985 del 2008) pronunziata nel corso del giudizio di cognizione emergeva che l’arretramento doveva essere operato rispetto al confine tra le proprietà, mentre la demolizione della sopraelevazione, laddove effettivamente realizzata a distanza legale (come sostenuto dall’opponente), non poteva neanche ritenersi compresa nell’obbligo intimato, genericamente riferito alla parte del fabbricato fuori terra non rispettosa della distanza legale di cinque metri dal confine, come da titolo.
Dunque il ricorso in parte è inammissibile, in quanto non coglie la effettiva ragione della decisione impugnata, ed in parte è manifestamente infondato.
– condanna il ricorrente a pagare le spese del giudizio di legittimità in favore della controricorrente, liquidandole in complessivi Euro 6.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
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 art. 360
 art. 474
 art. 360
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