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Timestamp: 2019-07-19 10:12:33+00:00

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﻿ Statuto CPAE | Unità Pastorale 14 - Perugia-Città della Pieve
Statuto (CPAE)
DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
l. Il Consiglio parrocchiale per gli affari economici (CPAE) è l’organo di partecipazione dei fedeli alla gestione economica della comunità parrocchiale. I fedeli che ne fanno parte hanno il compito di collaborare con ilparroco nell’amministrazione dei beni della parrocchia (can. 537), ferma restando la personale responsabilità del parroco in quanto legale rappresentante ed amministratore (can. 532).
2. Il CPAE ha funzione consultiva e non deliberativa. Tuttavia, i consiglieri sono chiamati non solo a esprimere un parere tecnico, ma anche a promuovere concretamente il senso di corresponsabilità dei fedeli laici nell’amministrazione dei beni parrocchiali, operando di persona per la conservazione e la tutela del patrimonio.
1. Il CPAE, obbligatoriamente costituito in ogni parrocchia, opera a servizio della comunità parrocchiale, secondo quanto stabilito dalle norme generali e dal diritto particolare.
2. Il CPAE non può prescindere, soprattutto nelle scelte economiche di maggiore importanza e di carattere generale, dalle indicazioni fornite dalla diocesi e dagli orientamenti suggeriti dal Consiglio pastorale parrocchiale o di unità pastorale.
Art. 3 – Composizione e durata
1. Il CPAE è composto dal parroco – che per diritto ne è presidente -, da eventuali altri presbiteri che operano nella stessa parrocchia, e da alcuni fedeli laici, nominati dal parroco (da un minimo di tre ad un massimo di sette), sentito il parere del Consiglio pastorale.
2. Le parrocchie collegate in unità pastorale, pur avendo ciascuna il proprio CPAE, possono attivare un organismo di coordinamento amministrativo ed economico, presieduto dal parroco moderatore, formato da due membri di ogni singolo CPAE.
3. I membri del CPAE si devono distinguere non solo per provata competenza tecnica in campo amministrativo, ma anche per rettitudine morale, oltre che per piena e convinta adesione ai fini propri dei beni temporali della Chiesa (can. 1254 § 2).
4. Ove presenti, fanno parte del CPAE anche l’incaricato parrocchiale per il Sovvenire e il referente della Caritas parrocchiale.
5. I nominativi devono essere comunicati all’ufficio amministrativo della curia arcivescovile per avere la conferma dell’ordinario diocesano prima dell’insediamento.
6. I membri del CPAE durano in carica cinque anni e il loro mandato può essere rinnovato una sola volta.
7. Il mandato non può essere revocato se non per gravi motivi, riconosciuti a giudizio dell’ ordinario diocesano. Decade dall’incarico chi, senza valida giustificazione, non partecipa alle riunioni per due volte.
Non possono essere nominati membri del CPAE i congiunti del parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità, né quanti abbiano in essere rapporti economici con la parrocchia, e neppure coloro che abbiano riportato condanne civili o penali.
Art. 5 – Compiti del presidente
e) la presidenza delle riunioni;
d) la designazione del segretario e del cassiere, scelti tra i membri del CPAE.
Art. 6 – Compiti del Consiglio
1. Il CPAE ha i seguenti compiti:
b) approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabili e della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo;
e) verificare, per quanto attiene agli aspetti economici, l’applicazione della convenzione prevista dal can. 520 § 2 per le parrocchie affidate ai religiosi;
d) esprimere il parere motivato sugli atti di straordinaria amministrazione da presentare all’ordinario diocesano per la necessaria autorizzazione;
e) aggiornare annualmente lo stato patrimoniale della parrocchia e l’inventario dei beni mobili, depositando i relativi atti e documenti presso l’ufficio amministrativo della curia diocesana (can. 1284 § 2,9) e predisponendo l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali;
f) aggiornare lo stato giuridico degli immobili della parrocchia, avendo a disposizione per ciascuno di essi l’esatta identificazione catastale, sulla base di certificazione rilasciata dalla agenzia del territorio competente;
g) avere massima cura per i beni culturali d’ogni parrocchia e d’ogni chiesa, favorendo la costituzione dei musei diffusi anche a livello di unità pastorale e di zona, attivando adeguati sistemi di allarme e di vigilanza o, se necessario, trasferendo i beni più preziosi in ambienti diocesani meglio difesi;
h) approntare, in rapporto alle disponibilità della parrocchia, un programma efficace di manutenzione ordinaria dei beni mobili ed immobili;
i) proporre le iniziative atte a procurare, con il coinvolgimento della comunità parrocchiale, le risorse necessarie per le attività e le strutture pastorali, per la quota capitaria da erogare al legale rappresentante della parrocchia e per la remunerazione dei sacerdoti che prestano servizio in parrocchia.
2. In caso di vacanza dell ‘ufficio parrocchiale per morte o grave malattia del parroco, è compito e responsabilità dei membri del CPAE darne tempestivo avviso al vicario zonale, mettendosi a sua disposizione per cooperare .con lui ai necessari adempimenti canonici e civili.
1. Il CPAE si riunisce almeno 4 volte l’anno, nonché ogni volta che il parroco lo ritenga opportuno, o quando ne sia fatta richiesta da almeno due membri del Consiglio.
2. Alle riunioni del CPAE potranno partecipare, ove necessario e su invito del presidente, anche altre persone in qualità di esperti.
3. Ogni consigliere ha facoltà di far mettere a verbale le proprie osservazioni.
Art. 8 – Vacanza di seggi
1. Nei casi di morte, dimissioni o revoca di uno o più membri del CPAE, il parroco provvede, con sollecitudine, a nominare i sostituti.
2. I consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio e possono essere confermati alla successiva scadenza.
Art. 9 – Esercizio
1. L’esercizio finanziario della parrocchia va dall’ 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
2. Alla fine di ciascun esercizio, e comunque entro il 31 marzo, sarà preparato il bilancio consuntivo, redatto unicamente sui moduli predisposti dalla curia e firmato dai membri del Consiglio. Sarà cura del segretario provvedere tempestivamente al deposito del bilancio presso l’ufficio amministrativo diocesano.
3. Qualsiasi somma di denaro di pertinenza della parrocchia, depositata in un istituto bancario o postale, o investita, deve essere intestata in maniera esclusiva alla parrocchia, secondo la corretta denominazione, con la firma di traenza attribuita al legale rappresentante della parrocchia stessa. Su richiesta del parroco e con il consenso di tutti i consiglieri, il cassiere del CPAE potrà essere autorizzato ad avere anch’egli la firma sul conto, con traenza mensile limitata.
Art. 10 – Informazioni alla comunità parrocchiale
1. Il CPAE presenta annualmente al Consiglio pastorale parrocchiale il bilancio preventivo e consuntivo, indicando anche le opportune iniziative per l’incremento delle risorse necessarie alla realizzazione delle attività pastorali e al sostentamento del clero.
2. Il CPAE presenta all’ intera comunità parrocchiale, nei tempi e nei modi ritenuti più opportuni, il rendiconto sull’utilizzazione delle offerte ricevute dai fedeli (can. 1287). Le offerte per collette diocesane o di altra natura vanno versate con sollecitudine in curia presso l’ufficio economato.
Art. 11 – Validità delle sedute e verbalizzazione
1. Per la validità delle riunioni del CPAE è necessaria la presenza della maggioranza dei consiglieri.
2. I verbali del Consiglio, redatti su apposito registro, devono portare la sottoscrizione del presidente e del segretario ed essere approvati nella seduta successiva.
Per quanto non contemplato nel presente statuto, si rinvia al Codice di diritto canonico, alle delibere della CEI e ai decreti episcopali.
Titolo: Statuto CPAE (0 click)
Etichetta: Statuto CPAE
Filename: statuto_cpae.pdf
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References: Art. 3
 § 2

Art. 5

Art. 6
 § 2
 § 2

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11