Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/100
Timestamp: 2019-03-25 17:59:59+00:00

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I. Per proporre una domanda o per contraddire alla stessa è necessario avervi interesse.
Concordato con cessione dei beni - Decreto di omologa - Esecutività del provvedimento - Liquidatore giudiziale - Opposizione all'omologa - Intervento nel giudizio di reclamo - Difetto di legittimazione processuale - Effetti - Nullità del procedimento - Esclusione.
Condanna ad eseguire obblighi di fare – Attuazione spontanea del condannato – Contestazioni del creditore circa la rispondenza dell’esecuzione al precetto della sentenza di condanna – Interesse del condannato ad agire per accertare la corretta attuazione del titolo al di fuori del processo esecutivo – Sussistenza – Condizioni.
Al destinatario di una sentenza di condanna all'adempimento di obblighi di fare che abbia eseguito il comando giudiziale deve riconoscersi la possibilità di esperire, al di fuori dal processo di esecuzione, un'azione di accertamento della corretta attuazione del titolo esecutivo, ove l'avente diritto all'esecuzione sollevi, in via solo stragiudiziale, incertezze mediante contestazioni circa la corrispondenza dell'attuazione spontanea al precetto contenuto nella sentenza di condanna. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 04 Ottobre 2018, n. 24239. Segue...
Azione revocatoria - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - "Eventus damni" - Oggetto - Lesione della "par condicio creditorum" - Presunzione legale assoluta - Fattispecie.
Giudizio di cognizione – Valore economico infimo della pretesa – Azionabile con un’azione di classe – Interesse ad agire dell’azione individuale – Sussiste.
Qualora l’oggetto della controversia sia riconducibile a quello per cui il legislatore ha previsto la c.d. azione di classe – esercitabile senza alcuna limitazione per il valore del singolo consumatore o utente che vi partecipino, potendo così accadere che singolarmente il valore economico degli identici diritti tutelati sia infimo – poiché l’azione di classe non è obbligatoria e il consumatore o utente può agire singolarmente, è palese che l’assenza di limitazioni di valore economico della pretesa non può non operare anche in sede di esercizio di azione individuale. [Nella fattispecie, la Corte aveva ritenuto ammissibile il ricorso in materia di restituzione dell’importo di € 0,11 pari all’Iva applicata sulle spese postali di spedizione di una fattura.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 25 Gennaio 2017, n. 1925. Segue...
Processo civile - Domanda di mero accertamento di rapporto contrattuale - Mancata allegazione di contestazioni o di fattori di incertezza in ordine alla sussistenza del rapporto - Interesse ad agire - Esclusione.
Deve escludersi l’esistenza dell’interesse ad agire in presenza di una domanda di mero accertamento di vigenza di un rapporto contrattuale che non sia accompagnata dall’allegazione di alcuna contestazione della vigenza del rapporto e qualora non risulti comunque che alcuno dei convenuti abbia messo in dubbio la validità e l’efficacia di quel rapporto, mancando, in tal caso, quello stato di incertezza oggettiva sull’esistenza o sull’esatta portata dei diritti degli obblighi da esso rapporto scaturenti la cui rimozione rappresenta un risultato utile, giuridicamente rilevante e non conseguibile se non con l’intervento del giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Dicembre 2016. Segue...
Fallimento - Notifica dell’avviso di accertamento - Attualità dell’interesse del curatore ad impugnare il titolo della pretesa tributaria - Decisione del giudice delegato in sede di accertamento del passivo.
Nel sistema della riscossione ridisegnato dal D.Lgs. n. 46 del 1999, l'interesse concreto del curatore ad impugnare il titolo della pretesa tributaria sembrerebbe divenire attuale solo all'esito della decisione del giudice delegato, in sede di accertamento del passivo fallimentare. Infatti, la previsione del novellato D.P.R. n. 602 del 1973, art. 88, comma 1, per cui "se sulle somme iscritte a ruolo sorgono contestazioni, il credito è ammesso al passivo con riserva", attesta che, a fronte della insinuazione al passivo del credito tributario, ed all'esito del c.d. "contraddittorio incrociato" tra le parti (disciplinato dall'art. 96 legge fall. ante riforma, ed ora dall'art. 95 della legge fallimentare riformata), il giudice delegato potrebbe anche statuire l'ammissione integrale del credito - provvedimento che tra l'altro la riforma fallimentare ha assoggettato anche all'impugnazione del curatore, divenuto parte a tutti gli effetti, ai sensi del novellato art. 98, comma 3, legge fall., - in alternativa alla sua ammissione "con riserva", in attesa che la contestazione sul merito della pretesa sia risolta dinanzi al giudice tributario competente, su impulso della parte interessata, in vista della successiva modifica dello stato passivo, ai sensi dell'art. 113-bis legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 14 Settembre 2016. Segue...
Fallimento - Notifica dell’avviso di accertamento al contribuente in bonis - Decorrenza del termine per l’impugnazione nei confronti del curatore del fallimento sopravvenuto in pendenza del termine - Esclusione.
Deve escludersi che la notifica dell'avviso di accertamento effettuata al contribuente in bonis sia idonea a far decorrere il termine per la sua impugnazione anche nei confronti del curatore del fallimento sopravvenuto in pendenza di detto termine, ed in ultima analisi che l'intervenuta definitività dell'atto medesimo sia opponibile alla massa dei creditori, ritenendo invece necessario che il curatore sia messo direttamente in condizione, tramite apposita notifica a lui indirizzata, di esercitare le azioni a tutela della massa dei creditori. E ciò a prescindere dagli ulteriori rilievi svolti sulla ritenuta superfluità, in sede fallimentare, della notifica della cartella di pagamento, e della possibilità per il curatore di impugnare autonomamente il ruolo sulla cui base sia stata proposta domanda di ammissione al passivo, dovendosi in ogni caso ritenere che l'interesse concreto ed attuale del curatore a contestare l'atto impositivo insorga solo a seguito dell'insinuazione al passivo del credito tributario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 14 Settembre 2016. Segue...
Interesse ad agire e procedimento d’urgenza - Articolo 100 c.p.c. - Accertamento in astratto.
L'accertamento dell'interesse ex art. 100 non può che compiersi in astratto con riguardo all'utilità del provvedimento giudiziale richiesto rispetto alla lesione denunciata. Indipendentemente dalla fondatezza delle allegazioni e delle argomentazioni addotte a sostegno della domanda giudiziale, l'interesse ad agire sussiste allora qualora dall'ipotetico accoglimento delle istanze possa conseguire un vantaggio giuridicamente apprezzabile per l'istante. In base ai principi generali in materia di condizioni dell'azione, desumibili dall'art. 24, co. 1, Cost. e dall'art. 100 c.p.c., l'interesse processuale presuppone, nella prospettazione della parte istante, una lesione concreta ed attuale dell'interesse sostanziale dedotto in giudizio e l'idoneità del provvedimento richiesto al giudice a tutelare e soddisfare il medesimo interesse sostanziale. In mancanza dell'uno o dell'altro requisito, l'azione è inammissibile. Sarebbe infatti del tutto inutile, ai fini giuridici, prendere in esame una domanda giudiziale se nella fattispecie prospettata non si rinvenga affermata una lesione della posizione giuridica vantata nei confronti della controparte, ovvero se il provvedimento chiesto al giudice sia inadeguato o inidoneo a rimuovere la lesione. (Antonio Simeone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 27 Maggio 2016. Segue...
Trust - Azione di nullità - Interesse ad agire - Qualità di futuro erede in base a patti successori vietati.
Dev'essere respinta l'azione di nullità del trust, per mancanza di interesse ex articolo 100 c.p.c., prospettata sotto il profilo del vizio della volontà in ragione delle precarie condizioni fisiche e dell'età avanzata del disponente, proposta da chi non deduca il proprio interesse ad agire e si limiti ad allegare la propria qualità di futuro e erede del disponente medesimo in base a patti successori vietati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 27 Luglio 2015. Segue...
Contratti bancari – Rinnovazione del contratto – Con riporto del saldo negativo precedente – Azione di nullità – In assenza di domanda di ripetizione – Interesse ad agire – Sussistenza.
Se le clausole in odore di nullità risultino superate dalla rinnovazione del contratto e conseguente riconduzione del rapporto a liceità, un residuo interesse ex art.100 c.p.c. all’esperimento di un’azione di nullità in mancanza di azione di ripetizione si deve identificare pur sempre nel vantaggio rappresentato dal veder riconosciuto un saldo più favorevole. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 15 Aprile 2015. Segue...
Esecuzione forzata in genere – Credito azionato di valore minimo e non connesso con interessi di natura non patrimoniale – Interesse all’azione esecutiva – Irrilevanza giuridica.
L'interesse a proporre l'azione esecutiva non può ricevere tutela giuridica quando ha ad oggetto un credito di valore oggettivamente minimo e di natura esclusivamente patrimoniale, nemmeno indirettamente connesso ad interessi giuridicamente protetti di natura non economica; si giustifica, in tal caso, il giudizio di irrilevanza giuridica dell'interesse stesso. (Nella specie, il creditore, dopo aver ricevuto il pagamento della complessiva somma portata in precetto, pari ad euro 17.854,94, ha ugualmente avviato la procedura esecutiva, deducendo l'esistenza di un residuo credito compreso tra euro 12 e 21, a titolo di interessi maturati tra la data di notifica del precetto e la data del pagamento). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Marzo 2015, n. 4228. Segue...
Trust - Legittimazione ad agire del trustee in rappresentanza del trust - Esclusione.
Il difetto di soggettività giuridica del trust comporta che il trustee non è legittimato ad agire in sua rappresentanza. L'effetto del trust validamente costituito non è, infatti, quello di dar vita ad un nuovo soggetto giuridico, ma unicamente di istituire un patrimonio destinato al fine prestabilito; il trust non è un soggetto giuridico dotato di propria personalità ed il trustee è l'unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi, non quale "legale rappresentante" di un soggetto (che non esiste), ma come soggetto che dispone del diritto conferito in trust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 02 Febbraio 2015. Segue...
Contratto di sub trasporto - Perdita delle cose trasportate - Possibilità per il submittente di far valere in via diretta verso il subtrasportatore la responsabilità risarcitoria del vettore anche senza essere stato chiamato a risarcire il mittente - Sussiste..
Nell’ambito del contratto di subtrasporto, il submittente, in caso di perdita delle cose trasportate, può fare valere la responsabilità risarcitoria del suo vettore, indipendentemente dal fatto che il mittente abbia o meno esperito l’azione. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23 Settembre 2014. Segue...
Legittimazione ad agire o a contraddire in giudizio - Questioni sulla effettiva titolarità del diritto - Questione di merito - Onere della prova a carico di che solleva l'eccezione..
La legittimazione ad agire o contraddire è una “condizione dell’azione”, intesa come diritto potestativo di ottenere dal giudice una decisione nel merito, vale a dire come identità tra colui che esperisce o contrasta l’azione e colui al quale la legge riconosce il potere di proporla o contrastarla, così che tutte le questioni sull’effettiva titolarità del diritto riguardano il “merito”. Chi sostiene la propria estraneità al rapporto giuridico sostanziale dedotto in giudizio e, conseguentemente, il difetto della titolarità dell’attore o propria rispetto ai diritti e agli obblighi che a quel rapporto si ricollegano, solleva in realtà una “questione di merito” sulla effettiva titolarità attiva o passiva del rapporto controverso (e, dunque, sull’identificabilità o meno dell’attore o del convenuto nel soggetto, rispettivamente, avente diritto alla prestazione richiesta dall’attore o tenuto alla stessa) e chiede che questa si risolva con una pronuncia di “rigetto” della domanda proposta dall’attore. Da ciò consegue poi che, a differenza del difetto di “legitimatio ad causam”, attinente alla verifica della regolarità processuale del contraddittorio e rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, il difetto dell’effettiva titolarità attiva o passiva del rapporto, attenendo al merito della controversia, deve essere provato da chi lo eccepisce, deve formare oggetto di specifica censura in sede di impugnazione e non può essere eccepito per la prima volta in Cassazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21 Giugno 2013. Segue...
Interesse ad agire – Azioni di accertamento – Presupposti – Azione per l’accertamento della intervenuta riconciliazione dei coniugi separati – Ammissibilità – Sussiste..
L’interesse ad agire si sostanzia nell’esigenza della parte di provocare l’intervento degli organi giurisdizionali per conseguire la tutela di un diritto o di una situazione giuridica che altrimenti non potrebbe conseguire e l’accertamento di tale condizione dell’azione deve effettuarsi con riguardo all’utilità del provvedimento richiesto rispetto alla lesione denunciata prescindendo da ogni indagine in merito alla sua fondatezza (Cass. Sez. III 29.9.2005 n. 19152). Con riferimento poi in particolare alle azioni di accertamento, l'interesse ad agire con un'azione di mero accertamento non implica necessariamente l'attuale verificarsi della lesione d'un diritto o una contestazione, essendo sufficiente uno stato di incertezza oggettiva sull'esistenza di un rapporto giuridico o sull'esatta portata dei diritti e degli obblighi da esso scaturenti, costituendo la rimozione di tale incertezza un risultato utile, giuridicamente rilevante e non conseguibile se con l'intervento del giudice” (Cass. Sez. II 26.5.2008 n. 13556). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Maggio 2013. Segue...
Creazione nuovo titolo esecutivo – Pregressa sentenza – Duplicazione giudicati – Sussiste – Legittimità dell’ingiunzione di pagamento – Non sussiste.
Giudicato – Effetti – Accordi tra le parti per il pagamento della sentenza – Diversità di oggetto e causa – Non sussiste..
L’ottenimento di sentenza di condanna nei confronti della controparte preclude, alla parte vittoriosa, il ricorso al procedimento di ingiunzione per i medesimi fatti che hanno dato vita al procedimento conclusosi con la sentenza, poichè il giudicato favorevole produce l’ulteriore effetto, rilevante ex art. 100 c.p.c., di far venire meno, per la parte beneficiaria di esso, ogni interesse ad agire in giudizio e, conseguentemente, esclude la legittimità della proposta ingiunzione. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)
L’accordo tra le parti circa l’entità del pagamento dell’importo previsto dalla sentenza di condanna, calcolato in base alla sentenza medesima, deve considerarsi, per effetto del giudicato, inerente la medesima causa ed il medesimo oggetto della sentenza, per cui la statuizione contenuta nella decisione preclude ogni eventuale accordo con essa contrastante. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Castellamare di Stabia, 07 Gennaio 2013. Segue...
Interesse ad agire - Attualità della lesione del diritto - Necessità.
Domanda di accertamento negativo - Interesse ad agire - Fattispecie..
Perché possa dirsi sussistente l'interesse ad agire, che costituisce il presupposto indefettibile di ammissibilità della domanda, è necessaria l'attualità della lesione del diritto per la tutela del quale si agisce o, quanto meno, una contestazione dello stesso o una controversia in ordine alla sua esistenza che possano essere rimosse o risolte solo con l'intervento del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La mera enunciazione della esistenza di vizi, seguita dalla sospensione dei pagamenti, disgiunte dalla proposizione in giudizio delle domande di adempimento e di accertamento dei vizi, non consentono, di per sè, di ravvisare una controversia in ordine all'adempimento o alla esistenza di vizi dell'opera, con la conseguenza che devono ritenersi inammissibili, per mancanza di interesse ad agire, le domande di accertamento negativo su tale aspetti proposte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27 Luglio 2012. Segue...

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 Articolo 100
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