Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0236_IT.html
Timestamp: 2019-07-22 04:00:41+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/1036 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea e il regolamento (UE) 2016/1037 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea
696k 93k
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/1036 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea e il regolamento (UE) 2016/1037 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea
Relatore: Salvatore Cicu
– visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 29 marzo 2017(1),
– vista la risoluzione del Parlamento europeo del 12 maggio 2016 sullo status di economia di mercato della Cina(2),
(2) L'articolo 2, paragrafo 7, lettere a) e b), del regolamento (UE) 2016/1036 stabilisce su quale base dovrebbe essere determinato il valore normale nel caso di importazioni da paesi non retti da un'economia di mercato. In considerazione degli sviluppi concernenti alcuni paesi membri dell'OMC, è opportuno che il valore normale sia determinato per questi ultimi a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, del regolamento (UE) 2016/1036 con effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e fatte salve le disposizioni del medesimo. Nel caso dei paesi che, al momento dell'apertura del procedimento, non sono membri dell'OMC e che figurano nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/755, il valore normale dovrebbe essere determinato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2016/1036 come modificato dal presente regolamento, il quale non dovrebbe pregiudicare la decisione in merito al fatto che un paese membro dell'OMC sia o no un'economia di mercato.
(2) L'articolo 2, paragrafo 7, lettere a) e b), del regolamento (UE) 2016/1036 stabilisce su quale base dovrebbe essere determinato il valore normale nel caso di importazioni da paesi non retti da un'economia di mercato. Per i paesi membri dell'OMC, è opportuno che il valore normale sia determinato per questi ultimi a norma dell'articolo 2, paragrafo 6 bis, del regolamento (UE) 2016/1036 con effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e fatte salve le disposizioni del medesimo. Nel caso dei paesi che, al momento dell'apertura del procedimento, non sono membri dell'OMC e che figurano nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/755, il valore normale dovrebbe essere determinato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2016/1036 come modificato dal presente regolamento, il quale non dovrebbe pregiudicare la decisione in merito al fatto che un paese membro dell'OMC sia o no un'economia di mercato. Il presente regolamento è conforme agli obblighi dell'Unione a norma del diritto internazionale, anche con riferimento agli impegni degli Stati membri in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Inoltre, il regolamento non deve pregiudicare le condizioni di cui ai protocolli e ad altri strumenti in virtù dei quali i paesi hanno aderito all'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio. Per l'applicazione delle sue disposizioni, è essenziale che l'Unione si coordini e scambi informazioni con i suoi principali partner commerciali.
1 Regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 33).
(3) Alla luce dell'esperienza maturata in procedimenti precedenti è opportuno chiarire in quali circostanze si possa presumere l'esistenza di distorsioni significative che incidono in misura considerevole sulle forze del libero mercato. In particolare è opportuno chiarire che si può ritenere che tale situazione sussista, tra l'altro, quando i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento pubblico. È inoltre opportuno precisare che, nel valutare l'eventuale sussistenza di una siffatta situazione, è possibile fare riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori: il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici delle autorità del paese di esportazione; la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; sono in atto politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali o influenzano in altro modo le forze del libero mercato, e l'accesso ai finanziamenti è concesso da istituzioni incaricate di attuare obiettivi di politica pubblica. È inoltre opportuno stabilire che i servizi della Commissione possono pubblicare una relazione che descriva la situazione specifica relativa ai suddetti criteri in un determinato paese o settore, che tale relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa possono essere inseriti nel fascicolo di qualsiasi inchiesta relativa a quel paese o settore ed infine che le parti interessate devono avere ampie possibilità di presentare osservazioni in merito alla relazione e agli elementi di prova su cui essa si basa in ciascuna inchiesta nella quale vengano utilizzati tale relazione o tali elementi di prova.
(3) Alla luce dell'esperienza maturata in procedimenti precedenti è opportuno chiarire in quali circostanze si verifica l'esistenza di distorsioni significative che incidono in misura considerevole sulle forze del libero mercato. In particolare è opportuno chiarire che tale situazione si verifica, tra l'altro, quando i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime, dell'energia e di altri fattori di produzione, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento pubblico, o nel caso di mancato rispetto delle convenzioni fondamentali dell'OIL, accordi ambientali e fiscali multilaterali, che conducono ad una distorsione della concorrenza. È inoltre opportuno precisare che, nel valutare la sussistenza di distorsioni significative, si dovrebbe fare riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori: interferenza statale, diretta o indiretta, nell'allocazione delle risorse e nelle decisioni delle imprese; il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici delle autorità del paese di esportazione; la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; sono in atto politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali o influenzano in altro modo le forze del libero mercato; l'assenza o l'applicazione discriminatoria o l'attuazione inadeguata di un diritto societario trasparente e funzionante in modo efficace, che garantisca un governo societario adeguato; l'assenza o l'applicazione discriminatoria o l'attuazione inadeguata di un insieme di leggi trasparenti ed efficaci che garantisca il rispetto dei diritti di proprietà e l'intervento di un sistema fallimentare efficace; tassi salariali che non sono il risultato della libera contrattazione tra lavoratori e dirigenza; l'assenza di un insieme di leggi trasparente produce effetti discriminatori per quanto riguarda le imprese comuni e altri investimenti esteri e l'accesso ai finanziamenti è concesso da istituzioni incaricate di attuare obiettivi di politica pubblica, anche mediante sovvenzioni settoriali, o l'esistenza di un oligopolio o un monopolio dei fattori di produzione e altre circostanze che la Commissione considera adeguate al fine di determinare l'esistenza di distorsioni significative. È inoltre opportuno che i servizi della Commissione pubblichino una relazione dettagliata che descriva la situazione specifica relativa ai suddetti criteri in un determinato paese o settore. Per i paesi che presentano un numero significativo di casi antidumping, la relazione dovrebbe essere adottata entro ... [inserire la data di entrata in vigore del regolamento + 15 giorni]. Tale relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa dovrebbero essere inseriti nel fascicolo di qualsiasi inchiesta relativa a quel paese o settore. Le parti interessate, inclusa l'industria dell'Unione e i sindacati, dovrebbero avere ampie possibilità di presentare osservazioni in merito alla relazione e agli elementi di prova su cui essa si basa in ciascuna inchiesta nella quale vengano utilizzati tale relazione o tali elementi di prova. È opportuno che tali osservazioni siano tenute in considerazione nel decidere l'elaborazione e l'aggiornamento delle relazioni pertinenti. La valutazione delle distorsioni significative è particolarmente importante in caso di settori eterogenei costituiti da una percentuale elevata di piccole e medie imprese (PMI) dove è più difficile individuare gli elementi di prova di distorsioni settoriali. Su richiesta del Parlamento europeo, di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione in caso di un cambiamento di circostanze in uno specifico paese o settore, la Commissione dovrebbe elaborare o aggiornare la relazione. La Commissione dovrebbe includere un'analisi dell'attuazione del presente regolamento nella sua relazione annuale sulle attività antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia dell'Unione e presentarla al Parlamento europeo.
(4) È altresì opportuno ricordare che i costi dovrebbero di norma essere calcolati in base ai documenti contabili tenuti dall'esportatore o dal produttore sottoposto all'inchiesta. Tuttavia, laddove vi siano distorsioni significative nel paese di esportazione tali da provocare un livello artificialmente basso dei costi che figurano nei documenti contabili della parte interessata, tali costi possono essere adeguati o calcolati su qualsiasi base equa, comprese le informazioni provenienti da altri mercati rappresentativi oppure da prezzi o valori di riferimento internazionali. Alla luce dell'esperienza maturata in procedimenti precedenti è opportuno chiarire ulteriormente che, ai fini dell'applicazione delle disposizioni introdotte dal presente regolamento, si dovrebbero tenere in debito conto tutti gli elementi di prova pertinenti – comprese le relazioni di valutazione riguardanti le circostanze prevalenti sul mercato interno dei produttori esportatori e gli elementi di prova su cui si basano tali relazioni – che sono stati inseriti nel fascicolo e sui quali le parti interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni.
(4) È altresì opportuno ricordare che i costi dovrebbero di norma essere calcolati in base ai documenti contabili affidabili tenuti dall'esportatore o dal produttore sottoposto all'inchiesta. Tuttavia, laddove vi siano distorsioni significative nel paese di esportazione tali da provocare un livello artificialmente basso dei costi che figurano nei documenti contabili della parte interessata, tali costi dovrebbero essere calcolati su qualsiasi base equa, comprese le informazioni provenienti da altri mercati rappresentativi, da mercati dell'Unione oppure da prezzi o valori di riferimento internazionali esenti da distorsioni. Qualora un produttore esportatore di un paese o un settore in cui sussistono una o più distorsioni significative dimostri definitivamente di non essere direttamente o indirettamente interessato da alcuna distorsione significativa e che i suoi costi in relazione a uno o più singoli fattori di produzione sono esenti da distorsioni, tali costi dovrebbero essere utilizzati nella costruzione del valore normale. I singoli riscontri non dovrebbero influenzare il valore normale di altri produttori e pertanto non dovrebbero essere estrapolati all'intero paese o settore. Alla luce dell'esperienza maturata in procedimenti precedenti è opportuno chiarire ulteriormente che, ai fini dell'applicazione delle disposizioni introdotte dal presente regolamento, si dovrebbero tenere in debito conto tutti gli elementi di prova pertinenti – comprese le relazioni di valutazione riguardanti le circostanze prevalenti sul mercato interno dei produttori esportatori e gli elementi di prova su cui si basano tali relazioni – che sono stati inseriti nel fascicolo e sui quali le parti interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni. L'industria dell'Unione dovrebbe poter fornire indicazioni in merito alla sussistenza di distorsioni significative. Tali indicazioni dovrebbero essere tenute in considerazione nel decidere l'elaborazione o l'aggiornamento delle relazioni pertinenti. Se la relazione indica l'esistenza di una o più distorsioni significative, la relazione dovrebbe costituire un sufficiente elemento di prova per giustificare il calcolo del valore normale. In ogni caso, nessun onere supplementare dovrebbe gravare sull'industria dell'Unione. Le parti interessate dovrebbero essere informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito alle fonti pertinenti che la Commissione intende utilizzare, inclusa una valutazione preliminare dell'esistenza di distorsioni significative, e dovrebbero disporre di dieci giorni lavorativi di tempo per presentare osservazioni. A tal fine, le parti interessate dovrebbero poter accedere al fascicolo successivamente alla loro iscrizione in un registro tenuto dalla Commissione, ivi compresi eventuali elementi di prova su cui si basa l'autorità incaricata dell'inchiesta, fatte salve le norme in materia di riservatezza stabilite nel regolamento (UE) 2016/1036. La conclusione definitiva in merito all'esistenza di una o più distorsioni significative nel paese esportatore, nell'economia nel suo complesso o in settori di essa, dovrebbe essere formulata dalla Commissione e comunicata alle parti entro 60 giorni dall'apertura dell'inchiesta. La conclusione in merito alla sussistenza di distorsioni significative in un determinato paese o settore dovrebbe restare in vigore fino alla revoca, che avviene solo se un sufficiente elemento di prova abbia dimostrato definitivamente che il paese o il settore non è più interessato da distorsioni significative.
(6) In assenza di altre specifiche norme transitorie che disciplinino la materia, è opportuno stabilire che il presente regolamento si applichi a tutte le decisioni relative all'apertura di un procedimento e a tutti i procedimenti, ivi comprese le inchieste originarie e di riesame, avviati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento o successivamente ad essa, alle condizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 9, del regolamento (UE) 2016/1036. Mediante una specifica norma transitoria e considerando l'assenza di altre specifiche norme transitorie che disciplinino la materia, è inoltre opportuno stabilire che, nel caso di una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, il termine di un anno di cui all'articolo 11, paragrafo 3, primo comma, del regolamento (UE) 2016/1036 dovrebbe considerarsi trascorso alla data di apertura del primo riesame in previsione della scadenza successivo a tale transizione. Al fine di ridurre il rischio di elusione delle disposizioni del presente regolamento, la stessa impostazione dovrebbe applicarsi per quanto riguarda i riesami svolti a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/1036. È altresì opportuno ricordare che una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, non costituirebbe di per sé un sufficiente elemento di prova ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/1036. Tali norme transitorie dovrebbero colmare una lacuna che altrimenti rischierebbe di generare una situazione di incertezza giuridica; inoltre esse dovrebbero offrire alle parti interessate una ragionevole possibilità di adattarsi alla scadenza delle vecchie norme e all'entrata in vigore delle nuove e dovrebbero agevolare la gestione efficiente, ordinata ed equa del regolamento (UE) 2016/1036.
(6) In assenza di altre specifiche norme transitorie che disciplinino la materia, è opportuno stabilire che il presente regolamento si applichi a tutte le decisioni relative all'apertura di un procedimento e a tutti i procedimenti, ivi comprese le inchieste originarie e di riesame, avviati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento o successivamente ad essa, alle condizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 9, del regolamento (UE) 2016/1036. Mediante una specifica norma transitoria e considerando l'assenza di altre specifiche norme transitorie che disciplinino la materia, è inoltre opportuno stabilire che, nel caso di una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, il termine di un anno di cui all'articolo 11, paragrafo 3, primo comma, del regolamento (UE) 2016/1036 dovrebbe considerarsi trascorso alla data di chiusura del primo riesame in previsione della scadenza successivo a tale transizione. Al fine di ridurre il rischio di elusione delle disposizioni del presente regolamento, la stessa impostazione dovrebbe applicarsi per quanto riguarda i riesami svolti a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/1036. È altresì opportuno ricordare che una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, non costituirebbe di per sé un sufficiente elemento di prova ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/1036. Tali norme transitorie, che consentono di continuare ad applicare misure difensive contro le importazioni, dovrebbero colmare una lacuna che altrimenti rischierebbe di generare una situazione di incertezza giuridica; inoltre esse dovrebbero offrire alle parti interessate una ragionevole possibilità di adattarsi alla scadenza delle vecchie norme e all'entrata in vigore delle nuove e dovrebbero agevolare la gestione efficiente, ordinata ed equa del regolamento (UE) 2016/1036.
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 1
Regolamento (UE) n. 2016/1036
Articolo 2 – paragrafo 6 bis – lettera a
"6 bis. Qualora sia accertato, all'atto dell'applicazione della presente disposizione o di qualsiasi altra disposizione pertinente del presente regolamento, che non è opportuno utilizzare i prezzi e i costi sul mercato interno del paese esportatore a causa dell'esistenza di distorsioni significative, il valore normale è costruito in base a costi di produzione e di vendita che rispecchino prezzi o valori di riferimento esenti da distorsioni. A tal fine, tra le fonti che possono essere utilizzate figurano i prezzi, i costi o i valori di riferimento internazionali esenti da distorsioni o i corrispondenti costi di produzione e di vendita in un paese rappresentativo appropriato, con un livello di sviluppo economico analogo a quello del paese esportatore, a condizione che siano prontamente disponibili i dati relativi ai costi pertinenti. Il valore normale costruito comprende un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti.
"6 bis. Qualora sia accertato che non è opportuno utilizzare i prezzi e i costi sul mercato interno del paese esportatore a causa dell'esistenza di una o più distorsioni significative nel paese esportatore, nell'economia nel suo complesso o in settori di essa, il valore normale è costruito in base a costi di produzione e di vendita che rispecchino prezzi o valori di riferimento esenti da distorsioni per tutti i fattori di produzione. A tal fine, tra le fonti che la Commissione può utilizzare figurano i prezzi, i costi o i valori di riferimento internazionali esenti da distorsioni o i corrispondenti costi di produzione e di vendita in un paese rappresentativo appropriato, inclusi quelli nell'Unione, a condizione che siano prontamente disponibili i dati relativi ai costi pertinenti.
Qualora un produttore esportatore di un paese in cui sussistono una o più distorsioni significative dimostri chiaramente di non essere direttamente o indirettamente interessato da alcuna distorsione significativa e che i suoi costi di uno o più singoli fattori di produzione sono esenti da distorsioni, secondo le valutazioni di cui al terzo comma, tali costi sono utilizzati nella costruzione del valore normale.
L'assenza di distorsioni dei costi di un produttore esportatore di un determinato fattore di produzione e la relativa attendibilità sono valutate, tra l'altro, in base alle quantità interessate, alla loro proporzione in relazione ai costi totali di detto fattore di produzione e all'utilizzo effettivo nella produzione.
I singoli riscontri non influenzano il valore normale di altri produttori esportatori e, di conseguenza, non sono estesi all'intero paese o ai settori a prescindere dall'applicazione dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2016/1036.
Il valore normale costruito comprende un congruo importo esente da distorsioni per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti. In caso di mancata cooperazione alla redazione della relazione da parte di un produttore esportatore di un paese in cui si ritiene sussistano una o più distorsioni significative, si applica l'articolo 18 del regolamento (UE) 2016/1036.
Articolo 2 – paragrafo 6 bis – lettera b
b) Si ritiene che sussistano distorsioni significative per il prodotto interessato ai sensi della lettera a) quando, tra l'altro, i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento pubblico. Nel valutare l'eventuale sussistenza di distorsioni significative è possibile fare riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori: il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici delle autorità del paese di esportazione; la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; sono in atto politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali o influenzano in altro modo le forze del libero mercato, e l'accesso ai finanziamenti è concesso da istituzioni incaricate di attuare obiettivi di politica pubblica.
b) Per distorsioni significative ai sensi della lettera a) si intendono le distorsioni che si verificano quando i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime, dell'energia e di altri fattori di produzione, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento pubblico, o nel caso di mancato rispetto delle convenzioni fondamentali dell'OIL di cui all'allegato -I, accordi ambientali multilaterali di cui l'Unione è parte e pertinenti convenzioni dell'OCSE concernenti il settore fiscale, che conducono ad una distorsione della concorrenza. Nel valutare la sussistenza di distorsioni significative occorre fare riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori: un livello elevato di interferenza statale, diretta o indiretta, nell'allocazione delle risorse e nelle decisioni delle imprese; il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici delle autorità del paese di esportazione; la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; sono in atto politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali o influenzano in altro modo le forze del libero mercato; l'assenza o l'applicazione discriminatoria o l'attuazione inadeguata di un diritto societario trasparente e funzionante in modo efficace, che garantisca un governo societario adeguato; l'assenza o l'applicazione discriminatoria o l'attuazione inadeguata di un insieme di leggi trasparenti ed efficaci che garantisca il rispetto dei diritti di proprietà e l'intervento di un sistema fallimentare efficace; tassi salariali che non sono il risultato della libera contrattazione tra lavoratori e dirigenza; l'assenza di un insieme di leggi trasparente produce effetti discriminatori per quanto riguarda le imprese comuni e altri investimenti esteri e l'accesso ai finanziamenti è concesso da istituzioni incaricate di attuare obiettivi di politica pubblica, o altrimenti non operanti in maniera autonoma dallo Stato, anche mediante sovvenzioni settoriali, o l'esistenza di un oligopolio o un monopolio dei fattori di produzione e altre circostanze che la Commissione considera adeguate al fine di determinare l'esistenza di distorsioni significative.
Articolo 2 – paragrafo 6 bis – lettera c
c) Se del caso, i servizi della Commissione possono pubblicare una relazione che descriva la situazione specifica relativa ai criteri elencati alla lettera b) in un determinato paese o settore. Tale relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa possono essere inseriti nel fascicolo di qualsiasi inchiesta relativa a quel paese o settore. Le parti interessate hanno ampie possibilità di integrare la relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa, presentare osservazioni in merito o farvi riferimento in ciascuna inchiesta nella quale vengano utilizzati tale relazione o tali elementi di prova. Le conclusioni tengono conto di tutti i pertinenti elementi di prova nel fascicolo.
c) I servizi della Commissione pubblicano una relazione dettagliata che descrive la situazione specifica relativa ai criteri elencati alla lettera b) in un determinato paese o settore. Per i paesi che presentano un numero significativo di casi antidumping, la relazione è adottata entro ... [inserire la data di entrata in vigore del regolamento + 15 giorni]. Tale relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa sono inseriti nel fascicolo di qualsiasi inchiesta relativa a quel paese o settore. Le parti interessate, inclusa l'industria dell'Unione e i sindacati, hanno ampie possibilità di presentare osservazioni sulla relazione e sugli elementi di prova su cui essa si basa o farvi riferimento in ciascuna inchiesta nella quale vengano utilizzati tale relazione o tali elementi di prova. È opportuno che tali indicazioni siano tenute in considerazione nel decidere l'elaborazione e l'aggiornamento delle relazioni pertinenti. Nell'elaborare la relazione, la Commissione tiene conto delle specificità economiche e commerciali delle PMI e le aiuta nell'utilizzo delle relazioni. Nello stabilire le conclusioni, la Commissione tiene conto di tutti gli elementi di prova pertinenti presenti nel fascicolo dell'inchiesta. Su richiesta del Parlamento europeo, di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione in caso di un cambiamento di circostanze in uno specifico paese o settore, la Commissione elabora o aggiorna la relazione. La Commissione include un'analisi dell'attuazione del presente regolamento nella sua relazione annuale sulle attività antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia dell'Unione e la presenta al Parlamento europeo.
Articolo 2 – paragrafo 6 bis – lettera d
d) L'industria dell'Unione può fare riferimento alla relazione di cui alla lettera c) ai fini del calcolo del valore normale per la presentazione di una denuncia in conformità dell'articolo 5 o di una domanda di riesame in conformità dell'articolo 11.
d) L'industria dell'Unione può fare riferimento alla relazione di cui alla lettera c) ai fini del calcolo del valore normale per la presentazione di una denuncia in conformità dell'articolo 5 o di una domanda di riesame in conformità dell'articolo 11 oppure in una domanda di una nuova inchiesta in conformità dell'articolo 12. Se la relazione indica l'esistenza di una o più distorsioni significative, la relazione di cui alla lettera c) costituisce un sufficiente elemento di prova per giustificare il calcolo del valore normale di cui alla lettera a). In ogni caso, nessun onere supplementare deve gravare sull'industria dell'Unione nello stabilire l'esistenza di distorsioni significative in un paese terzo o un settore. In assenza di una relazione, la Commissione utilizza qualsiasi informazione o dato disponibile per stabilire l'esistenza di distorsioni significative e impiega il metodo di cui alla lettera a) qualora siano soddisfatti i pertinenti requisiti.
Articolo 2 – paragrafo 6 bis – lettera e
e) Le parti interessate sono informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito alle fonti pertinenti che la Commissione intende utilizzare ai fini della lettera a) e hanno dieci giorni di tempo per presentare osservazioni. A tal fine le parti interessate possono accedere al fascicolo, ivi compresi eventuali elementi di prova su cui si basa l'autorità incaricata dell'inchiesta, fatto salvo l'articolo 19.";
e) Le parti interessate sono informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito alle fonti pertinenti che la Commissione intende utilizzare ai fini della lettera a), inclusa una valutazione preliminare dell'esistenza di distorsioni significative, e hanno dieci giorni lavorativi di tempo per presentare osservazioni. A tal fine le parti interessate ricevono l'accesso al fascicolo successivamente alla loro iscrizione in un registro tenuto dalla Commissione, ivi compresi eventuali elementi di prova su cui si basa l'autorità incaricata dell'inchiesta, fatto salvo l'articolo 19. La Commissione procede ad una conclusione definitiva in merito all'esistenza di una o più distorsioni significative nel paese esportatore, nell'economia nel suo complesso o in settori di essa, e la comunica alle parti entro 60 giorni dall'apertura dell'inchiesta.
La conclusione in merito alla sussistenza di distorsioni significative in un determinato paese o settore resta in vigore fino alla revoca, che avviene solo se un sufficiente elemento di prova abbia dimostrato definitivamente che il paese o il settore non è più interessato da distorsioni significative.
Articolo 2 – paragrafo 7 – lettera a – comma 1
Nel caso di importazioni da paesi che, al momento dell'apertura del procedimento, non sono membri dell'OMC e che figurano nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/755, il valore normale è determinato in base al prezzo o al valore costruito in un paese terzo ad economia di mercato oppure al prezzo per l'esportazione da tale paese terzo ad altri paesi, compresa l'Unione oppure, qualora ciò non sia possibile, su qualsiasi altra base equa, compreso il prezzo realmente pagato o pagabile nell'Unione per un prodotto simile, se necessario debitamente adeguato per includere un equo margine di profitto.
Nel caso di importazioni da paesi che, al momento dell'apertura del procedimento, non sono membri dell'OMC e che figurano nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/755, il valore normale è determinato in base al prezzo o al valore costruito in un paese rappresentativo appropriato che non è membro dell'OMC né figura nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/755. In caso contrario, il valore normale è determinato in base al prezzo per l'esportazione da tale paese terzo ad altri paesi, compresa l'Unione oppure, qualora ciò non sia possibile, su qualsiasi altra base equa, compreso il prezzo realmente pagato o pagabile nell'Unione per un prodotto simile, se necessario debitamente adeguato per includere un equo margine di profitto.
Articolo 2 – paragrafo 7 – lettera a – comma 2
Un paese terzo ad economia di mercato è opportunamente selezionato tenendo debitamente conto di tutte le informazioni attendibili di cui si disponga al momento della scelta. Si deve inoltre tenere conto dei termini; se del caso, è utilizzato un paese terzo ad economia di mercato sottoposto alla stessa inchiesta.
Un paese rappresentativo appropriato è opportunamente selezionato tenendo debitamente conto di tutte le informazioni attendibili di cui si disponga al momento della scelta. Si deve inoltre tenere conto dei termini; se del caso, è utilizzato un paese rappresentativo appropriato sottoposto alla stessa inchiesta.
Articolo 2 – paragrafo 7 – lettera a – comma 3
Le parti interessate sono informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito al paese terzo ad economia di mercato che si prevede di utilizzare e hanno dieci giorni di tempo per presentare osservazioni.";
Le parti interessate sono informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito al paese rappresentativo appropriato che si prevede di utilizzare e hanno dieci giorni di tempo per presentare osservazioni.
(2 bis) all'articolo 3, il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:
"6. Deve essere dimostrato, in base a tutti gli elementi di prova, presentati a norma del paragrafo 2, che le importazioni oggetto di dumping causano pregiudizio ai sensi del presente regolamento. In particolare, occorre dimostrare che il volume e/o i prezzi individuati a norma del paragrafo 3 hanno sull'industria dell'Unione gli effetti contemplati nel paragrafo 5 e che tale incidenza si manifesta in maniera che può essere considerata materiale."
"6. Deve essere dimostrato, in base a tutti gli elementi di prova, presentati a norma del paragrafo 2, sulla base delle informazioni a disposizione più attendibili, che le importazioni oggetto di dumping causano pregiudizio ai sensi del presente regolamento. In particolare, occorre dimostrare che il volume e/o i prezzi individuati a norma del paragrafo 3 hanno sull'industria dell'Unione gli effetti contemplati nel paragrafo 5 e che tale incidenza si manifesta in maniera che può essere considerata materiale."
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 3
Nel caso di una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'ex articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, il termine di un anno si considera trascorso alla data di apertura del primo riesame in previsione della scadenza successivo a tale transizione.
Qualora le misure antidumping in vigore si basino su un valore normale calcolato a norma dell'ex articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), del regolamento (UE) 2016/1036, il metodo di cui all'articolo 2, paragrafo 6 bis, non sostituisce il metodo originale impiegato per la determinazione del valore normale fino alla data di conclusione del primo riesame di dette misure in previsione della scadenza successivo all'entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 11 – paragrafo 4 – comma 4 bis
Nel caso di una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'ex articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, qualunque riesame a norma del presente paragrafo è differito alla data di apertura del primo riesame in previsione della scadenza successivo a tale transizione.
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 5 bis (nuovo)
(5 bis) all'articolo 16, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1. La Commissione, se lo ritiene necessario, effettua visite per esaminare la documentazione contabile di importatori, esportatori, operatori commerciali, agenti, produttori, associazioni e organizzazioni di categoria, e per verificare le informazioni comunicate in materia di dumping e di pregiudizio. In mancanza di una risposta adeguata e tempestiva, la Commissione può decidere di non effettuare la visita di verifica."
"1. La Commissione, se lo ritiene necessario, invia personale esperto a effettuare visite per esaminare la documentazione contabile di importatori, esportatori, operatori commerciali, agenti, produttori, associazioni e organizzazioni di categoria, e per verificare le informazioni comunicate in materia di dumping e di pregiudizio. In mancanza di una risposta adeguata e tempestiva, la Commissione può decidere di non effettuare la visita di verifica."
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 5 ter (nuovo)
Articolo 18 – paragrafo 1 – comma 1
(5 ter) all'articolo 18, paragrafo 1, il comma 1 è sostituito dal seguente:
Qualora una parte interessata rifiuti l'accesso alle informazioni necessarie oppure non le comunichi entro i termini fissati dal presente regolamento oppure ostacoli gravemente l'inchiesta, possono essere elaborate conclusioni provvisorie o definitive, affermative o negative, in base ai dati disponibili.
"Qualora una parte interessata rifiuti l'accesso alle informazioni necessarie oppure non le comunichi entro i termini fissati dal presente regolamento oppure ostacoli gravemente l'inchiesta, sono elaborate conclusioni provvisorie o definitive in base ai migliori dati disponibili.
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 5 quater (nuovo)
Articolo 18 – paragrafo 1 – comma 3
(5 quater) all'articolo 18, paragrafo 1, il comma 3 è sostituito dal seguente:
"Le parti interessate vengono informate delle conseguenze dell'omessa collaborazione."
"Le parti interessate vengono informate delle conseguenze dell'omessa collaborazione e sono iscritte in un registro il cui utilizzo consentirà alla Commissione e ai paesi partner di rivolgere una particolare attenzione alle attività di tali parti;"
Articolo 1 – paragrafo 1 – punto 5 quinquies (nuovo)
Allegato -I (nuovo)
(5 quinquies) È aggiunto l'allegato seguente:
"Allegato -I
1. Convenzione concernente il lavoro forzato e obbligatorio, n. 29 (1930)
2. Convenzione concernente la libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, n. 87 (1948)
3. Convenzione concernente l'applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva, n. 98 (1949)
4. Convenzione concernente l'uguaglianza di remunerazione tra la manodopera maschile e la manodopera femminile per un lavoro di valore uguale, n. 100 (1951)
5. Convenzione concernente l'abolizione del lavoro forzato, n. 105 (1957)
6. Convenzione concernente la discriminazione in materia di impiego e di professione, n. 111 (1958)
7. Convenzione concernente l'età minima per l'ammissione al lavoro, n. 138 (1973)
8. Convenzione relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e all'azione immediata per la loro eliminazione, n. 182 (1999)."
Regolamento (UE) n. 2016/1037
Articolo 10 – paragrafo 7 – comma 2
La Commissione offre consultazioni al paese d'origine e/o di esportazione interessato in merito ad altre sovvenzioni individuate nel corso dell'inchiesta. In tali situazioni la Commissione invia al paese d'origine e/o di esportazione una sintesi dei principali elementi riguardanti le altre sovvenzioni, in particolare di quelli di cui al paragrafo 2, lettera c), del presente articolo. Qualora queste altre sovvenzioni non siano contemplate dall'avviso di apertura, quest'ultimo è modificato e la versione modificata è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, con l'invito a tutte le parti interessate a presentare osservazioni.
La Commissione offre consultazioni al paese d'origine e/o di esportazione interessato in merito ad altre sovvenzioni individuate nel corso dell'inchiesta. In tali situazioni la Commissione invia al paese d'origine e/o di esportazione una sintesi dei principali elementi riguardanti le altre sovvenzioni, in particolare di quelli di cui al paragrafo 2, lettera c), del presente articolo. Qualora queste altre sovvenzioni non siano contemplate dall'avviso di apertura, quest'ultimo è modificato e la versione modificata è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Tutte le parti interessate hanno tempo aggiuntivo sufficiente per presentare osservazioni.
Il presente regolamento si applica a tutte le decisioni relative all'apertura di un procedimento e a tutti i procedimenti, ivi comprese le inchieste originarie e di riesame, avviati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento o successivamente ad essa.
Il presente regolamento si applica a tutte le inchieste a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) 1036/2016 avviate il o dopo [inserire la data di entrata in vigore del presente regolamento]. Per tutte le altre inchieste, il presente regolamento si applica a partire dalla data di conclusione del primo riesame in previsione della scadenza delle misure pertinenti.
Testi approvati, P8_TA(2016)0223.
PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (30.5.2017)
Relatore per parere: Jerzy Buzek
La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
Visto 2 bis (nuovo)
vista la risoluzione del Parlamento europeo del 12 maggio 2016 sullo status di economia di mercato della Cina,
(1 bis) L'Unione dovrebbe essere in grado di proteggere efficacemente l'industria europea contro il dumping e le azioni future dell'Unione dovrebbero essere in linea con le norme dell'OMC. Uno strumento con le stesse norme per tutti i partner commerciali costituisce la giusta base per relazioni commerciali durature.
(2) L'articolo 2, paragrafo 7, lettere a) e b), del regolamento (UE) 2016/1036 stabilisce su quale base dovrebbe essere determinato il valore normale nel caso di importazioni da paesi non retti da un'economia di mercato. In considerazione degli sviluppi concernenti alcuni paesi membri dell'OMC, è opportuno che il valore normale sia determinato per questi ultimi a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, del regolamento (UE) 2016/1036 con effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e fatte salve le disposizioni del medesimo. Nel caso dei paesi che, al momento dell'apertura del procedimento, non sono membri dell'OMC e che figurano nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/7552, il valore normale dovrebbe essere determinato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2016/1036 come modificato dal presente regolamento, il quale non dovrebbe pregiudicare la decisione in merito al fatto che un paese membro dell'OMC sia o no un'economia di mercato.
(2) In considerazione degli sviluppi nel commercio mondiale, che riguardano anche alcuni paesi membri dell'OMC, e in particolare i loro effetti sull'industria nazionale, è opportuno determinare il valore normale a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 bis, del regolamento (UE) 2016/1036 con effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e fatte salve le disposizioni del medesimo. Nel caso dei paesi a economia non di mercato che sono membri dell'OMC o che, al momento dell'apertura del procedimento, non sono membri dell'OMC e figurano nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2015/7552, il valore normale dovrebbe essere determinato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2016/1036 come modificato dal presente regolamento.
2 Regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 33).
Il relatore fa un riferimento esplicito allo status di economia di mercato o non di mercato dei membri dell’OMC, come previsto, ad esempio, dall’articolo 15, lettera d), del protocollo di adesione della Cina all’OMC.
(2 bis) In considerazione dell'accordo del Consiglio inteso a modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell'Unione e per predisporre misure antidumping efficaci, è necessario tenere presente che la regola del dazio inferiore riduce ingiustamente i dazi antidumping a un livello inferiore al margine di dumping. A tale scopo, come proposto dal Parlamento europeo nella sua posizione adottata in prima lettura il 16 aprile 2014 relativa alla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale, la regola del dazio inferiore dovrebbe essere abrogata, i procedimenti di difesa commerciale dovrebbero essere accelerati, dazi provvisori dovrebbero essere istituiti e i sindacati e le PMI dovrebbero poter presentare denunce antidumping.
(3) Alla luce dell'esperienza maturata in procedimenti precedenti è opportuno chiarire in quali circostanze si possa presumere l'esistenza di distorsioni significative che incidono in misura considerevole sulle forze del libero mercato. In particolare è opportuno chiarire che si può ritenere che tale situazione sussista, tra l'altro, quando i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime e altri fattori di produzione, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento statale a qualsiasi livello, in particolare a quello centrale, regionale e provinciale. È inoltre opportuno precisare che, nel valutare l'eventuale sussistenza di una siffatta situazione, è possibile fare riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori:
il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese, come gli enti pubblici, che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici, in modo diretto o indiretto, delle autorità del paese di esportazione; la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; l'esistenza di politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali, ad esempio attraverso l’uso di prezzi fissati dallo Stato o discriminazioni nei regimi fiscali, commerciali o valutari; o influenzano in altro modo le forze del libero mercato, compresa l’assegnazione delle risorse; l'assenza di un diritto societario trasparente e non discriminatorio, che garantisca un governo societario adeguato, come l'attuazione dei principi contabili internazionali, la tutela degli azionisti, l'accessibilità al pubblico di informazioni societarie precise; l'assenza e l'attuazione di un insieme coerente, efficace e trasparente di leggi che assicuri il rispetto dei diritti di proprietà e l'intervento di un regime fallimentare efficace; l'assenza di un vero e proprio settore finanziario che operi indipendentemente dallo Stato e sia sottoposto, di fatto e di diritto, a disposizioni di garanzia sufficienti e a un controllo adeguato; il mancato rispetto delle norme sociali e ambientali internazionali, con conseguenze sui costi di produzione.
È inoltre opportuno stabilire che la Commissione dovrebbe pubblicare, quanto prima, una relazione che descriva la situazione specifica relativa ai suddetti criteri in un determinato paese o settore; che tale relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa dovrebbero essere inseriti nel fascicolo di qualsiasi inchiesta relativa a quel paese o settore e aggiornati periodicamente ove opportuno ed infine che le parti interessate dovrebbero avere ampie possibilità di presentare osservazioni in merito alla relazione e agli elementi di prova su cui essa si basa in ciascuna inchiesta nella quale vengano utilizzati tale relazione o tali elementi di prova.
(4) È altresì opportuno ricordare che i costi dovrebbero di norma essere calcolati in base ai documenti contabili tenuti dall'esportatore o dal produttore sottoposto all'inchiesta. Tuttavia, laddove vi siano distorsioni significative nel paese di esportazione tali da provocare un livello artificialmente basso dei costi che figurano nei documenti contabili della parte interessata e da determinare la loro incapacità di riflettere in maniera effettiva i valori di mercato, tali costi dovrebbero essere adeguati o calcolati su qualsiasi base equa, comprese le informazioni provenienti da altri mercati rappresentativi oppure da prezzi o valori di riferimento internazionali esenti da distorsioni, compresi i prezzi o i valori di riferimento dell'Unione a seconda dei casi. Alla luce dell'esperienza maturata in procedimenti precedenti è opportuno chiarire ulteriormente che, ai fini dell'applicazione delle disposizioni introdotte dal presente regolamento, si dovrebbero tenere in debito conto tutti gli elementi di prova pertinenti – comprese le relazioni di valutazione riguardanti le circostanze prevalenti sul mercato interno dei produttori esportatori e gli elementi di prova su cui si basano tali relazioni – che sono stati inseriti nel fascicolo e sui quali le parti interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni.
(6) In assenza di altre specifiche norme transitorie che disciplinino la materia, è opportuno stabilire che il presente regolamento si applichi a tutte le decisioni relative all'apertura di un procedimento e a tutti i procedimenti, ivi comprese le inchieste originarie e di riesame, avviati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento o successivamente ad essa, alle condizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 9, del regolamento (UE) 2016/1036. Mediante una specifica norma transitoria e considerando l'assenza di altre specifiche norme transitorie che disciplinino la materia, è inoltre opportuno stabilire che, nel caso di una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 sexies, il termine di un anno di cui all'articolo 11, paragrafo 3, primo comma, del regolamento (UE) 2016/1036 dovrebbe considerarsi trascorso alla data di apertura del primo riesame in previsione della scadenza successivo a tale transizione. Al fine di ridurre il rischio di elusione delle disposizioni del presente regolamento, la stessa impostazione dovrebbe applicarsi per quanto riguarda i riesami svolti a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/1036. È altresì opportuno ricordare che una transizione da un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) o b), a un valore normale calcolato a norma dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6 sexies, non costituirebbe di per sé un sufficiente elemento di prova ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/1036. Tali norme transitorie dovrebbero colmare una lacuna che altrimenti rischierebbe di generare una situazione di incertezza giuridica; inoltre esse dovrebbero offrire alle parti interessate una ragionevole possibilità di adattarsi alla scadenza delle vecchie norme e all'entrata in vigore delle nuove e dovrebbero agevolare la gestione efficiente, ordinata ed equa del regolamento (UE) 2016/1036.
(7 bis) L'Unione dovrebbe coordinarsi con i principali partner commerciali attraverso azioni multilaterali o bilaterali prima e durante le inchieste. A tale riguardo la Commissione dovrebbe effettuare un follow-up comparativo sui calcoli antidumping con i nostri principali partner commerciali e i risultati dovrebbero essere comunicati ai portatori di interesse.
Articolo 1 – punto 1
a) Qualora sia accertato, all'atto dell'applicazione della presente disposizione o di qualsiasi altra disposizione pertinente del presente regolamento, che non è opportuno utilizzare i prezzi e i costi sul mercato interno del paese esportatore a causa dell'esistenza di distorsioni significative, il valore normale è costruito in base a costi di produzione e di vendita che rispecchino prezzi o valori di riferimento esenti da distorsioni. A tal fine, tra le fonti che possono essere utilizzate figurano i prezzi, i costi o i valori di riferimento internazionali esenti da distorsioni o i corrispondenti costi di produzione e di vendita in un paese rappresentativo appropriato, con un livello di sviluppo economico analogo a quello del paese esportatore, a condizione che siano prontamente disponibili i dati relativi ai costi pertinenti. Il valore normale costruito comprende un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti.
a) Qualora sia accertato che non è opportuno utilizzare i prezzi e i costi sul mercato interno del paese esportatore a causa dell'esistenza di distorsioni significative nell'economia nel suo complesso o in settori di essa, il valore normale si basa su un prezzo o è costruito in base a costi di produzione e di vendita che rispecchino prezzi o valori di riferimento esenti da distorsioni per ogni fattore di produzione. A tal fine, tra le fonti che possono essere utilizzate figurano i prezzi, i costi o i valori di riferimento internazionali esenti da distorsioni o i corrispondenti costi di produzione e di vendita in un paese rappresentativo appropriato, inclusi quelli nell'Unione, con un livello sufficiente di norme internazionali in materia sociale e ambientale, a condizione che siano prontamente disponibili i dati pertinenti. Il valore normale costruito comprende un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per i profitti.
Se l’esportatore può dimostrare chiaramente che i suoi prezzi o costi di tutti i fattori di produzione non sono influenzati da distorsioni significative, tali prezzi o i costi sono utilizzati nella costruzione del valore normale.
b) Si ritiene che sussistano distorsioni significative per il prodotto interessato ai sensi della lettera a) quando, tra l'altro, i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento pubblico. Nel valutare l'eventuale sussistenza di distorsioni significative è possibile fare riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori: il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici delle autorità del paese di esportazione; la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; l'esistenza di politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali o influenzano in altro modo le forze del libero mercato, nonché l'accesso ai finanziamenti che è concesso da istituzioni incaricate di attuare obiettivi di politica pubblica.
b) Si ritiene che sussistano distorsioni significative ai sensi della lettera a) quando, tra l'altro, i prezzi o i costi comunicati, ivi compresi i costi delle materie prime e altri fattori di produzione, non sono il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati dall'intervento statale a ogni livello. Nel valutare l'eventuale sussistenza di distorsioni significative si fa riferimento, tra l'altro, alle possibili conseguenze dei seguenti fattori:
il mercato in questione è in ampia misura servito da imprese che sono di proprietà od operano sotto il controllo, la supervisione o l'orientamento strategici, in modo diretto o indiretto, delle autorità del paese di esportazione (ad esempio, gli enti pubblici); la presenza statale nelle imprese consente allo Stato di interferire nella determinazione dei prezzi o dei costi; l'esistenza di politiche o misure pubbliche che favoriscono in modo discriminatorio i fornitori nazionali ad esempio attraverso l’uso di prezzi fissati dallo Stato o discriminazione nei regimi fiscali, commerciali o valutari; o influenzano in altro modo le forze del libero mercato, compresa l’assegnazione delle risorse; l'assenza di un diritto societario trasparente e non discriminatorio, che garantisca un governo societario adeguato, come l'attuazione dei principi contabili internazionali, la tutela degli azionisti, l'accessibilità al pubblico di informazioni societarie precise; l'assenza e l'attuazione di un insieme di leggi coerenti, efficaci e trasparenti che assicuri il rispetto dei diritti di proprietà e l'intervento di un regime fallimentare efficace; l'assenza di un vero e proprio settore finanziario che operi indipendentemente dallo Stato e che di fatto e di diritto sia sottoposto a disposizioni di garanzia sufficienti e a un controllo adeguato; il mancato rispetto delle norme sociali e ambientali internazionali, con conseguenze sui costi di produzione;
Articolo 2 – paragrafo 6 bis – lettera b bis (nuova)
b bis) Si ritiene che sussistano distorsioni significative per il prodotto interessato ai sensi della lettera a) quando, tra l'altro, i prezzi o i costi comunicati sono il risultato di sovracapacità nel senso che il prezzo o il costo del prodotto non è il risultato delle forze del libero mercato in quanto influenzati da livelli eccessivi di produzione che riducono l'impatto dei costi fissi.
c) I servizi della Commissione pubblicano, quanto prima, una relazione pubblica che descriva la situazione specifica relativa ai criteri elencati alla lettera b) in un determinato paese o settore. Se del caso, la relazione contiene in particolare informazioni sull'osservanza delle norme ambientali e sociali internazionali che incidono sul costo di produzione. Tale relazione e gli elementi di prova su cui si basano, come pure i pertinenti risultati di precedenti indagini UE e relazioni per paese, sono inseriti nel fascicolo di qualsiasi inchiesta relativa a quel paese o settore. Le parti interessate, ivi compresi i sindacati e le PMI, hanno ampie possibilità di integrare la relazione e gli elementi di prova su cui essa si basa, presentare osservazioni in merito o farvi riferimento in ciascuna inchiesta nella quale vengano utilizzati tale relazione o tali elementi di prova. La Commissione ne informa il Parlamento europeo e il Consiglio. Le conclusioni tengono conto di tutti i pertinenti elementi di prova nel fascicolo, sulla base di informazioni e dati affidabili, sicuri e tempestivi disponibili. La relazione o gli elementi di prova su cui si è fondata devono essere aggiornati dalla Commissione su base regolare almeno ogni cinque anni o ogniqualvolta la situazione muta per quanto riguarda i criteri di cui al punto b).
d) L'industria e i sindacati dell'Unione possono fare riferimento agli elementi di prova della relazione di cui alla lettera c) ai fini del calcolo del valore normale per la presentazione di una denuncia in conformità dell'articolo 5, di una domanda di riesame in conformità dell'articolo 11 o di una domanda di nuova inchiesta in conformità dell'articolo 12. La relazione costituisce un sufficiente elemento di prova per giustificare il calcolo del valore normale nella denuncia o nella domanda sulla base della metodologia di cui al paragrafo 6 ter. Inoltre, qualora una parte significativa dell'industria dell'Unione che presenta una denuncia sia costituita da PMI, il calcolo del valore normale nella denuncia o nella domanda può essere basato sulle informazioni relative ai costi di produzione nell'UE del prodotto interessato.
e) Le parti interessate, compresi i sindacati e le PMI, sono informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito alle fonti pertinenti che la Commissione intende utilizzare ai fini della lettera a) e hanno dieci giorni di tempo per presentare osservazioni. A tal fine le parti interessate possono accedere al fascicolo, ivi compresi eventuali elementi di prova su cui si basa l'autorità incaricata dell'inchiesta, fatto salvo l'articolo 19."; La comunicazione alle parti riguardante la metodologia da utilizzare deve avvenire entro tre mesi dall'apertura dell'inchiesta.
Entro tale data la Commissione avrà pubblicato la sua relazione di cui all’articolo 1, punto 1, del presente regolamento per quanto riguarda l’articolo 6 bis, lettera c), del regolamento (UE) 2016/1036.
Difesa contro le importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni provenienti da parte di paesi non membri dell’Unione europea

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 1
 articolo 2
 articolo 2

Articolo 11
 articolo 2

Articolo 1

Articolo 1

Articolo 18

Articolo 1

Articolo 18

Articolo 1

Articolo 10

Articolo 1

Articolo 2