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Timestamp: 2018-08-17 16:42:48+00:00

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STATUTO ASSOCIAZIONE ONLUS CONSULTORIO FAMILIARE - PDF
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1 STATUTO ASSOCIAZIONE ONLUS CONSULTORIO FAMILIARE Art. 1 Art. 2 Art. 3 E costituita una associazione denominata Consultorio Familiare, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS). Essa ha l obbligo di fare uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione organizzazione non lucrativa di utilità sociale o dell acronimo ONLUS. L Associazione non ha fini di lucro e intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale, svolgendo la propria attività di sostegno alla persona, alla coppia e al nucleo famigliare attraverso servizi psico-socio-sanitari integrati, nel settore dell assistenza sociale e nell area della formazione e della ricerca. Il Consultorio Familiare è stato autorizzato con Decreto della Regione Lombardia n 92 del E associato all U.C.I.P.E.M. (Unione consultori italiani prematrimoniali e matrimoniali) dal Oggetto privilegiato del lavoro consultoriale sono gli affetti, le emozioni, le relazioni familiari. Pertanto scopo principale del Consultorio è garantire - in base alle leggi istitutive del servizio consultoriale ( Legge n 405/1975 e Legge regionale n 44/ 1976) e alle successive leggi che si riferiscono all attività consultoriale - prestazioni psico-socio-sanitarie integrate relative al disagio del singolo, al rapporto di coppia, all educazione sessuale, alla procreazione libera e consapevole, alla tutela della gravidanza e del parto, alla prevenzione dell interruzione volontaria della gravidanza, al rapporto genitori figli e allo scambio generazionale. Tali obiettivi vengono perseguiti dal Consultorio attraverso: a) la consulenza al singolo, alla coppia, alla famiglia, mediante una relazione di aiuto e una presa in carico in cui si ascoltano i problemi degli utenti nel rispetto dei loro diritti, dei loro valori di riferimento, senza alcuna discriminazione ideologica, politica, religiosa, di appartenenza etnica e si pongono le premesse perché ognuno, attraverso la consapevolezza di sé e dei propri bisogni, possa operare una scelta autonoma e responsabile; b) iniziative di formazione, di educazione e di sensibilizzazione culturale rivolte agli adolescenti, ai giovani, ai fidanzati, ai coniugi, ai genitori, agli operatori del territorio, anche mediante la collaborazione con enti, organismi ed associazioni pubbliche e private, che operano in campo medico, psicologico, sociale, culturale ed educativo. 1
2 Art. 4 Art. 5 Art. 6 Il Consultorio si pone nell ottica di un servizio pubblico e: a) si qualifica come un servizio di base che garantisce all utente, in una situazione di diritto, di essere accolto nella complessità dei suoi bisogni personali e relazionali, in un contesto di comunicazione e di scambio affettivamente significativo; b) riconosce come interlocutore importante del proprio lavoro il sistema pubblico dei servizi socio-sanitari, presso il quale si impegna a mantenere vivo il mandato sociale del Consultorio; c) ribadisce il proprio collegamento con la realtà sociale, territoriale ed istituzionale bresciana, confrontandosi con la quale il Consultorio può meglio rispondere alle richieste degli utenti. Il Consultorio familiare risponde ai bisogni degli utenti attraverso i consulenti familiari e le figure specialistiche in campo medico-sanitario, psicologico-psicoterapeutico, giuridico-legale, educativo-culturale, sociale. Il consulente familiare accoglie la domanda dei singoli, delle coppie e delle famiglie attraverso il primo colloquio ed una presa in carico limitata nel tempo. Tramite interventi di chiarificazione e di sostegno, aiuta l utente a prendere consapevolezza del proprio problema, dei condizionamenti affettivi, relazionali e sociali ad esso connessi, del proprio desiderio di cambiamento e delle energie che può esprimere per realizzarlo. L intervento del consulente familiare spesso precede ed affianca quello degli specialisti in campo medico, psicologico e giuridico e, in tali casi, suo compito è predisporre il passaggio dell utente agli altri operatori dell équipe consultoriale e dei servizi pubblici e privati del territorio. L équipe degli operatori del Consultorio è costituita dai consulenti familiari e dai vari specialisti Gli operatori svolgono ed arricchiscono la loro attività professionale attraverso: a) la presa in carico diretta degli utenti nei colloqui di consultazione medico-ginecologicosessuologica, psicologico-psicoterapeutica, legale; b) la promozione di iniziative di sensibilizzazione e di prevenzione, ed educative-formative c) il collegamento con i servizi pubblici e privati, e le esperienze presenti sul territorio, in base ad una rete per l invio-accoglienza degli utenti, e la formazione rivolta agli operatori del territorio a sostegno del loro lavoro con la coppia e la famiglia; d) gli incontri di équipe e i gruppi di lavoro e di ricerca, in cui si realizzano scambi tra le diverse esperienze di operatori della stessa o di diversa area professionale, in cui si programmano interventi integrati, si approfondiscono problematiche di particolare importanza culturale e professionale. 2
3 Art. 7 Art. 8 Art. 9 Una modalità particolare di intervento del Consultorio è il lavoro per progetti, elaborati su iniziativa autonoma dal Consultorio stesso o in seguito a una richiesta proveniente dal territorio. Tali progetti, sempre inerenti alle problematiche di cui si occupa il Consultorio, possono assumere varie forme, come ad esempio: a) iniziative di formazione e sensibilizzazione culturale sui problemi affettivi, relazionali e sociali del singolo, della coppia e della famiglia, destinate agli utenti, ai soci del Consultorio, agli operatori del territorio, a genitori ed insegnanti e alla cittadinanza in genere; b) progetti di valorizzazione e coinvolgimento della famiglia - intesa come sede privilegiata per la formazione, la cura e il benessere della persona - finalizzati a favorire: la cooperazione e il mutuo aiuto tra le famiglie, la condivisione degli eventi felici, uno spazio di ascolto e di accompagnamento per affrontare le difficoltà della vita quotidiana e superare momenti di disagio legati ad eventi critici; c) attività formative con la scuola rivolte ad alunni, genitori ed insegnanti per problemi riguardanti l educazione sessuale, affettiva ed emotiva e lo scambio generazionale tra giovani e adulti; d) corsi di formazione diretti ad operatori dei servizi socio-sanitari pubblici, del privato sociale e del volontariato; e) interventi finalizzati alla prevenzione del disagio sociale, volti in particolare a sostenere la costruzione di relazioni tra cittadini italiani e stranieri, in cui la valorizzazione delle differenze, l ascolto e lo scambio reciproco possano favorire l incontro tra le diverse identità e uno stare insieme gratuito e rispettoso di ogni singolarità ; f) attività di ricerca sull esperienza e sulle tematiche attinenti al lavoro consultoriale. I progetti possono essere gestiti in proprio dal Consultorio, mediante l impegno di uno specifico gruppo di lavoro costituito da operatori, da soci del Consultorio e talora con l apporto di esperti esterni, oppure possono essere realizzati tramite collaborazioni o convenzioni con altri enti, in particolare quelli pubblici, dai quali il Consultorio potrà ricevere finanziamenti per tali attività, sulla base di accordi stipulati nel rispetto e secondo le possibilità offerte dalle leggi vigenti. L Associazione ha sede a Brescia in Via Milano al n 16. Il patrimonio è costituito da: a) dal patrimonio iniziale di L. formato da un fondo cassa di L. e da un insieme di mobili (di cui viene allegato inventario) per un valore di L. ; b) dalle quote sociali ed eventuali contributi volontari degli associati che potranno essere richiesti in relazione alle necessità ed al funzionamento dell Associazione; 3
4 c) dai contributi di enti pubblici ed altre persone fisiche o giuridiche; d) da eventuali erogazioni, donazioni o lasciti; e) da eventuali entrate per servizi prestati dall Associazione. Art. 10 Possono essere associati dell Associazione tutti coloro, persone fisiche, giuridiche, associazioni e enti che ne condividano gli scopi. Sono associati tutte le persone fisiche o giuridiche che, previa domanda motivata, vengono ammesse dal Consiglio Direttivo. All atto di ammissione gli associati verseranno la quota di associazione che verrà annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo. Gli associati che non avranno presentato per iscritto le proprie dimissioni entro il 30 di ottobre di ogni anno saranno considerati associati anche per l anno successivo ed obbligati a versare la quota annuale dell associazione. Il contributo associativo non è trasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è rivalutabile. Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative. E espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa Art. 11 La qualità di socio si perde per decesso, recesso e per esclusione secondo le norme del presente Statuto. Chiunque aderisca all Associazione può in qualsiasi momento notificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti alla stessa; tale recesso ha efficacia dall inizio del secondo mese successivo a quello nel quale in Consiglio Direttivo riceve la notifica della volontà di recesso. L esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo, con delibera motivata, per la mora superiore a sei mesi nel pagamento delle quote sociali o per lo svolgimento di attività in contrasto o concorrenza con quelle dell Associazione, ovvero qualora il socio non ottemperi alle disposizioni statutarie o dei regolamenti o alle delibere assembleari del Consiglio Direttivo. Tale provvedimento dovrà essere comunicato all associato dichiarato decaduto il quale, entro trenta giorni da tale comunicazione, può ricorrere all assemblea mediante raccomandata inviata al Presidente dell Associazione. Art. 12 Sono organi dell Associazione: - l Assemblea dei soci - il Consiglio Direttivo - il Presidente - il Direttore - il Collegio dei Revisori dei Conti. 4
5 Art. 13 L Assemblea è composta da tutti gli aderenti all Associazione ed è l organo sovrano dell Associazione stessa. L Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo ovvero, in sua assenza, da un socio nominato dall Assemblea. L Assemblea si riunisce su convocazione del Presidente del Consiglio Direttivo, a seguito di delibera del Consiglio stesso, almeno due volte all anno per l approvazione del bilancio consuntivo (entro tre mesi dalla chiusura dell esercizio annuale ) e del bilancio preventivo per il prossimo esercizio (durante gli ultimi due mesi dell esercizio in corso). Il Presidente del Consiglio Direttivo convoca l Assemblea mediante comunicazione scritta, contenente l indicazione del luogo, del giorno e dell ora della riunione sia di prima che di seconda convocazione e l elenco delle materie da trattare, spedita a tutti gli aderenti all indirizzo risultante dal Libro degli Aderenti, nonché ai Revisori dei Conti, almeno dieci giorni prima dell adunanza e che comunque giunga in tempo al loro indirizzo almeno tre giorni prima dell adunanza. L Assemblea deve inoltre essere convocata su domanda motivata e firmata da almeno un decimo dei soci. L Assemblea può riunirsi anche in un luogo diverso dalla sede sociale purchè in Italia. L Assemblea: a) provvede alla nomina del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti; b) delinea gli indirizzi generali dell attività dell Associazione; c) delibera sulle modifiche del presente Statuto; d) approva il Regolamento che disciplina lo svolgimento dell attività dell Associazione; e) delibera sull eventuale destinazione degli utili di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell Associazione stessa, qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente Statuto; f) delibera lo scioglimento e la liquidazione dell Associazione e la devoluzione del suo patrimonio. L Assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di metà più uno dei suoi aderenti, in proprio o a mezzo delega da conferirsi esclusivamente ad altri aderenti. Ogni aderente non può avere più di due deleghe. In seconda convocazione l Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli aderenti presenti in proprio o per delega nei limiti indicati al comma precedente. L Assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti. Hanno diritto di intervenire all Assemblea e di votare tutti i soci regolarmente iscritti e in regola con il pagamento della quota associativa annuale. Ogni socio ha diritto ad un voto, i soci maggiori di età hanno diritto di voto per l approvazione e le modifiche dello Statuto e dei Regolamenti, per la nomina degli organi direttivi dell Associazione e l approvazione del bilancio. Nelle votazioni l espressione di astensione si computa come voto negativo. Non è ammesso il voto per corrispondenza. 5
6 Il presente Statuto è modificato con deliberazione dell Assemblea, da adottarsi a maggioranza dei voti dei componenti presenti, costituita in prima convocazione con la presenza dei ¾ (tre quarti) degli associati e in seconda convocazione con la presenza di almeno la metà degli associati. Art. 14 Il Consiglio Direttivo è composto da un numero variabile da tre a nove membri. Dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili. Il Consiglio direttivo elegge al suo interno il Presidente, il Segretario ed il Direttore del Consultorio. Qualora un componente del Consiglio Direttivo presenti le dimissioni, il Consiglio può cooptare il sostituto che rimarrà in carica fino alla scadenza dell intero Consiglio. Le cariche sociali sono gratuite. Il Consiglio si riunisce dietro convocazione del Presidente e quando ne sia fatta richiesta da almeno uno dei suoi membri e comunque almeno due volte all anno per deliberare in ordine al compimento degli atti fondamentali della vita associativa. Per la validità delle deliberazione occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Il Consiglio è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, da un membro eletto all inizio della seduta.. Delle riunioni del Consiglio sarà redatto, su apposito libro, il relativo verbale che sarà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell Associazione senza limitazioni. Esso procede pure alla compilazione dei bilanci ed alla loro presentazione all Assemblea; compila eventuali Regolamenti per il funzionamento organizzativo dell Associazione la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati dopo l approvazione dell Assemblea. Art. 15 Il Presidente ha la legale rappresentanza dell ente di fronte ai terzi e in giudizio e dà esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo. Cura in generale la vita dell Associazione. Art. 16 Il Direttore propone al Consiglio direttivo i nuovi operatori e favorisce la qualificazione degli stessi nel campo specifico della consulenza, dà impulso alle attività attinenti agli scopi del Consultorio avvalendosi della collaborazione degli operatori e dei soci del consultorio, coordina il normale andamento del servizio, cura, con il presidente e con i collaboratori competenti e disponibili i collegamenti del Consultorio con l UCIPEM, le istituzioni pubbliche e private locali e con la Regione Lombardia. 6
7 Art. 17 L Assemblea provvede, qualora lo ritenga opportuno, contestualmente all elezione del Consiglio Direttivo alla nomina di tre Revisori dei Conti con il compito di curare il controllo delle spese e sorvegliare la gestione amministrativa per poi riferire all Assemblea in sede di approvazione di Bilancio. Il Collegio deve riunirsi a tale scopo almeno due volte l anno. I componenti del Collegio durano in carica tre anni. L incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con la carica di Consigliere. I Revisori dei Conti curano la tenuta del Libro delle adunanze dei Revisori Dei Conti, partecipano di diritto alle adunanze dell Assemblea e, con facoltà di parola ma senza diritto di voto, a quelle del Consiglio Direttivo. Essi verificano la regolare tenuta della contabilità dell Associazione e dei relativi libri contabili, danno pareri sui bilanci. Art. 18 Gli esercizi dell Associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio è predisposto un bilancio preventivo ed un bilancio Consuntivo. Entro i primi due mesi di ogni anno il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo, da sottoporre all approvazione dell Assemblea. Durante gli ultimi tre mesi di ciascun anno, il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio preventivo del prossimo esercizio, da sottoporre all approvazione dell Assemblea. I bilanci devono restare depositati presso la sede dell Associazione nei quindici giorni che precedono l Assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura. La richiesta di copie è soddisfatta dall associazione a spese del richiedente. All Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell Associazione stessa, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano espressamente imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS) che per legge Statuto o Regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura. L Associazione ha l obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. Art. 19 In caso di scioglimento per qualunque causa, l Associazione ha l obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altra Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) operante in identico ed analogo settore, sentito l organismo di controllo di cui all art. 3,comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, nel rispetto delle vigenti norme di legge, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento. Lo scioglimento dell Associazione è deliberato a maggioranza dei ¾ (tre quarti) dei componenti dell Assemblea, sia in prima che in seconda convocazione. 7
8 Art. 20 Per disciplinare ciò che non sia previsto Statuto, si deve fare riferimento le norme in materia di Enti contenute nel Libro I del Codice Civile e, in subordine, alle norme contenute nel Libro V del Codice Civile. 8

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 art. 3
 Art. 20