Source: https://www.laleggepertutti.it/688_autovelox-nascosto-e-truffa
Timestamp: 2018-04-20 05:11:44+00:00

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Autovelox nascosto? E' truffa
Lo sai che? Autovelox nascosto? E’ truffa
Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2011
> Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2011
Per la Cassazione nascondere l’autovelox è reato di truffa nei confronti degli automobilisti.
Era quello che aspettavamo di sentire da anni! La parola da sempre ripetuta dai cittadini, finalmente è nelle pagine di una recente sentenza dei giudici del Supremo Organo di legittimità: truffa.
La Cassazione [1] ha infatti stabilito (sentenza n. 11131/2009) che nascondere le apparecchiature di rilevamento della velocità (altrimenti dette, autovelox), integra la fattispecie del reato di truffa contro gli automobilisti.
Tutto nasce a Cosenza, il cui Tribunale aveva disposto in primo grado il sequestro preventivo delle apparecchiature fornite dalla Speed Control. L’azienda, titolare dell’appalto per il rilevamento della velocità delle automobili, ha fatto ricorso in Cassazione contro il sequestro, in quanto, secondo il ricorrente, non era stato valutato l’elemento psicologico del reato di truffa contro gli automobilisti.
La Corte ha invece ritenuto che la sussistenza del “fumus” del reato di truffa è argomentabile sulla base dell’art.142 del codice della strada (che impone che gli autovelox debbano essere ben visibili) e della circolare del Ministero degli Interni del 3 agosto 2007 (che impone la necessaria segnalazione almeno 400 metri prima).
Così, sono stati sequestrati tutti gli autovelox di tre comuni sulla costa cosentina,che erano stati nascosti in autovetture il cui titolare riceveva un compenso in ordine ad ogni multa effettuata. Tutti fatti che integrano il reato di truffa ai danni degli automobilisti, secondo la decisione degli Ermellini, che ribadisce il fatto che gli autovelox devono essere “segnalati” almento 400 m. prima e “ben visibili”.
Entro questi limiti la -Corte ritiene che nell’ordinanza impugnata il Tribunale del riesame – contrariamente a quanto affermato nel ricorso- sia pervenuto ad affermare la sussistenza del fumus del reato di truffa attraverso un percorso argomentativo immune da vizi logici e giuridici, all’esito di un’approfondita analisi della normativa in materia di rilevamento della velocità dei veicoli attraverso postazioni di controllo sulla rete stradale e di un circostanziato esame dei concreti risultati delle indagini di polizia giudiziaria, senza peraltro trascurare le argomentazioni della difesa del L. e la documentazione dalla stessa prodotta (come si desume dalla menzione della fotografia prodotta dalla difesa e riguardante la segnalazione della postazione mobile di rilevamento della velocità nel Comune di Fiumefreddo Bruzio).
[1] Cass. sent. n. 1131/2009.
Autovelox nascosto: scatta la truffa. Accolti tutti i ricorsi
stefano barni ha detto:
20/06/2012 alle 13:11
buongiorno. il contenuto di questo articolo mi sembra in contraddizione con quello dell’articolo “Autovelox: multa valida anche se l’apparecchio è nascosto” pubblicato su questo stesso portale (https://www.laleggepertutti.it/10221_autovelox-multa-valida-anche-se-apparecchio-e-nascosto).
potreste per favore chiarire se la contraddizione è solo apparente, e per quali ragioni?
20/06/2012 alle 22:00
Salve. Nel nostro ordinamento – che non è di Common Law, ma di Civil Law – i precedenti non sono vincolanti per gli altri giudici. Questo vuol dire che ogni magistrato può decidere in perfetta autonomia, dissentendo dalle opinioni espresse dai suoi stessi colleghi in altre circostanze. Il che significa che la stessa causa può essere vinta, per esempio, in una città e persa in un’altra. O addirittura può capitare spesso che due giudici dello stesso ufficio giudiziario abbiano opinioni diverse e decidano in modo tra loro difforme.
21/06/2012 alle 09:40
grazie, e complimenti per il portale: è esremamente interessante.
08/09/2012 alle 13:52
Ma se si esprime la corte di cassazione puó un giudice ordinario dissentire dalla sentenza del supremo organo?
08/09/2012 alle 14:46
Gent.mo Peppe
per rispondere alla sua domanda dobbiamo fare una distinzione:
1) Se lei si riferisce a un giudice qualsiasi, diverso da quello da cui è partito il giudizio in Cassazione, la risposta è affermativa. Chiunque può decidere in modo difforme da una precedente sentenza della Cassazione. Da noi in Italia infatti non vige il principio del precedente vincolante.
2) Diversa cosa se si tratta del giudice che aveva in mano la causa prima che il giudizio approdasse in Cassazione. Per spiegare questo passaggio devo chiarire alcuni concetti un po’ più tecnici.
La Corte di Cassazione, nella gran parte dei casi (non sto a spiegare le complicate regole della procedura), non fa altro che dire ai giudici di primo o secondo grado (da cui è provenuto il ricorso in cassazione) come si interpretano le leggi e come vanno interpretate nel caso concreto. La Cassazione non dice, quindi, chi ha ragione e chi ha torto nel giudizio. Dopo aver detto al giudice come si interpreta la norma, la Cassazione rinvia gli atti a quest’ultimo affinché emetta una nuova sentenza che tenga conto del principio appena emanato. Nulla impedisce però a tale giudice di primo o secondo grado di emanare una nuova sentenza nello stesso senso della precedente (per es. dando ragione o torno di nuovo alla stessa persona), ma mai potrebbe interpretare la norma astratta in modo difforme da come gli ha suggerito la Cassazione.
09/09/2012 alle 12:29
Quindi le sentenze emesse dalla cassazione, in poche parole, non hanno potere vincolante. Allora mi chiedo: che utilità pratica hanno per i giudici di ogni ordine e grado?
09/09/2012 alle 15:13
Hanno solo una forza derivante dall’autorevolezza della cassazione. Il cittadino, dal canto suo, sa già che se anche il giudice di primo grado decide difformemente dalla Cassazione, qualora si intenda proseguire nei successivi gradi di giudizio sino proprio agli Ermellini, questi ultimi appunto decideranno come da loro precedenti pronunce (almeno così dovrebbe succedere…).
09/09/2012 alle 12:31
E quindi i cittadini che vanno a citate tali sentenze nel corpo di ricorsi vari ( amm.vi o penali) che vantaggio ne possono ricavare?
09/09/2012 alle 12:38
Inoltre, professore, volevo chierLe (magari uscendo dal topic): puó un agente della polizia municipale denunciare un cittadino per interruzione di un pubblico servizio perché questi gli chiede contezza del proprio operato durante lo svolgimento di un posto di controllo alla circolazione stradale? Il reato da me richiamato non lo commette solo il pubblico ufficiale o lo puó porre in essere chiunque? Grazie per la pazienza e per le risposte che vorrà darmi
09/09/2012 alle 17:29
E x quanto riguarda il mio secondo quesito?
11/03/2014 alle 12:44
desideravo sapere se lungo una strada comunale esiste cartellonistica indicante il limite di velocità e sotto altro cartello con l’indicazione della possibilità di rilevazione elettronica della velocità. E nel tratto indicato a circa 130m dal cartello, una macchina dei vigili urbani rileva la velocità mettendo l’auto di servizio subito prima dell’autovelox, posto sulla carreggiata e, prima di questa vi sono parchegghiate altre tre auto che non permettono a) di visualizzare immediatamente la macchina dei vigili e indi successivamente l’autovelox si può ritenere che questo caso ricada in quello previsto dall’articolo, ovvero di autovelox “nascosto”? O anche di cartellonistica insufficiente e/o mancanza di informazione sulle rilevazioni, etc.. Ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione.
giorgio Laterra ha detto:
08/05/2015 alle 13:13
Non trovo corretto mimetizzare i radar per multare automobilisti in svizzera

References: sentenza 
 Cass. 
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