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Timestamp: 2019-03-26 05:50:53+00:00

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Recensione di La sentenza della polvere di Alessandro Bongiorni · Recensioni libri
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Recensione di La sentenza della polvere di Alessandro Bongiorni
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Pubblicato: Maggio 2014 da Piemme
Genere: Gialli Collana: OPEN
Formato: Brossura Pagine: 637
L’indagine sul traffico di stupefacenti del vice-commissario Rudi Carrera, in una Milano degradata e violenta che poco ha a che fare con il cuore antico e pulsante della città, si intreccia con le vicissitudini degli altri personaggi della storia, in un crescendo di colpi di scena sempre ai limiti di una visione surreale della vita.
La morte per droga del figlio del commissario Fenisi apre il vaso di Pandora sul traffico di stupefacenti nella città di Milano. Più Carrera si addentra nell’indagine più emerge l’enormità dell’organizzazione che sta cercando di smantellare.
La sentenza della polvere è un romanzo in cui si intrecciano molte storie ed il filo conduttore di tutte è il vice-commissario Carrera. La sua inchiesta sulla morte per droga del figlio del commissario Fenisi avvenuta all’interno di una facoltosa clinica per la disintossicazione da stupefacenti ci introduce in altrettante storie che, prese singolarmente, potrebbero benissimo essere lette come romanzi a sé stanti. Le guerre tra bande per il controllo della zona di spaccio ci presentano una violenta realtà su come il traffico di stupefacenti sia difeso e rinchiuso entro leggi ben definite, in cui chi parla viene prontamente eliminato: nemmeno il carcere è sicuro per chi tradisce la “banda”. L’iniziazione violenta dei ragazzini per entrare nel giro è un altro capitolo in cui le regole del gioco fanno sempre parte di quel mondo dissoluto e immorale che serpeggia nelle zone più degradate della città; un giro in cui minorenni lasciati in balia dei ragazzi più grandi sottostanno a regole di iniziazione ai limiti del sadismo.
La corruzione dilagante che serpeggia a tutti i livelli della società si intreccia con queste vicende. Una corruzione capillare, che non tralascia alcun vertice, e proprio per questo ben articolata e difesa. Il vice-commissario deve affrontare un cartello della droga composto da persone rispettabili, con posizioni sociali elevate, persone al di sopra di ogni sospetto.
Di pari passo le storie personali dei componenti, i componenti della squadra di Carrera nella loro quotidianità sono messi a dura prova da questo combattere contro i mulini a vento: si scontrano e si intrecciano con questa violenza a volte gratuita, dimostrando la loro fragilità di esseri umani costretti ad affrontare tali brutture.
Anche la vita sentimentale di Carrera si sgretola in una sorta di autolesionismo: la storia di un amore perduto con rammarico e finito male, l’incapacità di lasciarsi andare a una nuova storia che potrebbe essere salvifica. La vita del vice-commissario Carrera si svolge in parallelo con il lato oscuro della Milano più emarginata e autodistruttiva, ma sarà sempre la Milano più pura, quella dei vicoli storici non sporcati dalla quotidianità della malavita con cui suo malgrado deve fare i conti, a fargli riscoprire la bellezza e la felicità nella e della vita .
La sentenza della polvere è un romanzo corposo che potrebbe essere avvincente, ma le diverse storie narrate che si intrecciano senza essere legate tra loro lo rendono “indefinito”.
Nella ricerca della donna amata e perduta troviamo le vicende sentimentali del vice-commissario, vicende che alla fine lasciano il lettore a bocca asciutta; in parallelo le vicende dei ragazzini che vivono in una periferia squallida e da cui non si intravede via d’uscita. Si susseguono poi le storie dei corrotti e dei corruttori che sembrano avere la meglio su una squadra di agenti disillusi e rassegnati. C’è anche l’amico e confidente che ha scelto una vita da barbone per espiare una colpa di cui non trova espiazione. I personaggi però sono descritti superficialmente e il finale è frenetico e breve rispetto al resto del racconto, proporzionalmente è liquidato in poche pagine e completamente slegato dal resto delle storie.
Il tutto è descritto in modo non sempre approfondito, carente è la descrizione degli stati d’animo dei personaggi. Troppa carne sul fuoco forse, e il risultato è un romanzo che si sviluppa in maniera caotica e superficiale.
Tiziana Malisani
Chi è Alessandro Bongiorni

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