Source: http://www.comitatigenitori.it/norme/TU_Parte_I.htm
Timestamp: 2016-12-05 18:30:03+00:00

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Testo Unico - Parte I
Sezione I - Organi collegiali a livello di circolo e di istitutoArt. 5 - Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe
8. Il comitato di valutazione del servizio esercita altresì le competenze previste dagli articoli 440 e 501 in materia di anno di formazione del personale docente del circolo o istituto e di riabilitazione del personale docente.Sezione II - Assemblee degli studenti e dei genitoriArt. 12 - Diritto di assemblea
8. All'assemblea di sezione, di classe o di istituto possono partecipare con diritto di parola il direttore didattico o il preside e i docenti rispettivamente della sezione, della classe o dell'istituto.CAPO II - Organi collegiali a livello distrettualeArt. 16 - Istituzione e fini del distretto scolastico
13. Gli studenti che non abbiano raggiunto la maggiore età non hanno voto deliberativo sulle materie di cui al comma 11, riguardanti il bilancio preventivo, il conto consuntivo nonché l'impiego dei mezzi finanziari.CAPO III - Organi collegiali a livello provincialeArt. 20 - Consiglio scolastico provinciale
5. Salvo che non sia diversamente disposto, sulle questioni attinenti allo stato giuridico del personale docente il consiglio scolastico provinciale delibera per sezione orizzontale relativa al settore di scuola a cui appartiene il personale interessato con la sola presenza della componente direttiva e docente.CAPO IV - Organi collegiali a livello nazionaleArt. 23 - Consiglio nazionale della pubblica istruzione
8. I consigli per il contenzioso, nell'ambito delle rispettive competenze, esprimono parere vincolante sui ricorsi proposti al Ministro della pubblica istruzione, ove previsti, in materia di trasferimenti e in materia disciplinare. Esprimono altresì pareri sulle materie indicate alle lettere d) ed e) del comma 1 del presente articolo.CAPO V - Autonomia amministrativa e vigilanzaArt. 26 - Circoli didattici ed istituti scolastici
15. Agli istituti o scuole di ogni ordine e grado, alle fondazioni, ad ogni altra istituzione avente finalità di educazione, ovvero di assistenza scolastica, la autorizzazione per l'acquisto dei beni immobili, per l'accettazione di donazioni, eredità o legati è concessa con decreto del prefetto della provincia nella quale ha sede l'ente, su proposta del provveditore agli studi, osservate, in quanto applicabili, le norme vigenti in materia. 16. Ai fini dell'autorizzazione all'accettazione di liberalità disposte con atti mortis causa, il prefetto della provincia dà comunicazione delle relative disposizioni ai successibili ex lege mediante avviso ad apponendum da pubblicarsi nelle forme prescritte dall'articolo 3 del regolamento approvato con regio decreto 26 luglio 1896, n. 361.
6. Gli enti, le istituzioni ed i privati che erogano contributi a favore delle istituzioni di cui al comma 1 possono ottenere copia del bilancio preventivo e del conto consuntivo.CAPO VI - Norme comuniArt. 30 - Categorie di eleggibili nei singoli organi collegiali
4. Si osservano inoltre le disposizioni in materia di accesso ai documenti amministrativi, di cui alla legge 7 agosto 1990 n. 241.CAPO VII - Organi collegiali della scuola maternaArt. 44 - Consigli di circolo di scuola materna
c) i docenti della scuola materna partecipano alle elezioni del consiglio di circolo della scuola elementare in cui prestano servizio. Ai rappresentanti del predetto personale sono riservati uno o due dei seggi da attribuire al personale docente a seconda che i componenti del consiglio di circolo siano rispettivamente 14 o 19.CAPO VIII - Norme particolariArt. 48 - Tutela delle minoranze nelle province di Trieste e di Gorizia
2. Alle istituzioni di cui al comma 1 si applicano le norme della Parte II, titolo VI. TITOLO II - RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA, ISTITUZIONE DELLE SCUOLE E ISTITUTI DI OGNI ORDINE E GRADO, FORMAZIONE DELLE SEZIONI E DELLE CLASSI E CALENDARIO SCOLASTICO
1. Per i conservatori di musica, per le accademie di belle arti, per l'accademia nazionale di danza, per l'accademia nazionale di arte drammatica e per gli istituti superiori per le industrie artistiche, le norme relative all'anno scolastico e alle prove di esame per i corsi a carattere post-secondario sono stabilite con decreto del Ministro della pubblica istruzione, tenendo conto delle disposizioni relative agli ordinamenti scolastici e delle particolari esigenze di detti istituti.rticolo
11; al Consiglio nazionale della pubblica istruzione e, nell'ambito di questo
ultimo, ai consigli di disciplina e per il contenzioso.
2. Alle istituzioni di cui al comma 1 si applicano le norme della Parte II,
CAPO I - Trasferimento delle funzioni amministrative in materia di
istruzione: indicazioni normative
Art. 76 - Trasferimento delle funzioni amministrative in materia di
istruzione alle regioni a statuto ordinario
1. Le regioni a statuto ordinario esercitano le funzioni amministrative in
materia di istruzione in applicazione dei decreti del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1972 n. 3, 14 gennaio 1972, n. 4, 15 gennaio 1972 n. 8, 15
gennaio 1972 n. 10, e 24 luglio 1977 n. 616.
Art. 77 - Norme di attuazione dello statuto speciale della regione
Sicilia in materia di istruzione
1. La regione Sicilia esercita le funzioni amministrative in materia di
istruzione in applicazione dei decreti del Presidente della Repubblica 16
febbraio 1979 n. 143 e 14 maggio 1985 n. 246.
Art. 78 - Norme di attuazione dello statuto speciale della regione
Sardegna in materia di istruzione
1. La regione Sardegna esercita le funzioni amministrative in materia di
istruzione in applicazione dei decreti del Presidente della Repubblica 22 maggio
1975 n. 480 e 19 giugno 1979 n. 348.
Art. 79 - Norme di attuazione dello statuto speciale della regione
Valle d'Aosta in materia di istruzione
1. La regione Valle d'Aosta esercita le funzioni amministrative in materia di
istruzione in applicazione del decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 11 novembre 1946 n. 365, del decreto del Presidente della Repubblica 31
ottobre 1975 n. 861, della Legge 16 maggio 1978 n. 196, del decreto del
Presidente della Repubblica 22 febbraio 1982 n. 182 e del decreto legislativo 28
dicembre 1989 n. 433.
Art. 80 - Norme di attuazione dello statuto speciale della regione
Friuli Venezia Giulia in materia di istruzione
1. La regione Friuli-Venezia Giulia esercita le funzioni amministrative in
Repubblica 25 novembre 1975 n. 902 e 15 gennaio 1987 n. 469.
2. Le istituzioni scolastiche nella provincia di Gorizia e nel territorio di
Trieste sono altresì disciplinate dalla legge 19 luglio 1961 n. 1012 e dalla
legge 22 dicembre 1973, n. 932, salvo quanto previsto in materia di personale
dagli articoli 425 e seguenti.
Art. 81 - Norme di attuazione dello statuto speciale della regione
Trentino - Alto Adige in materia di istruzione
1. La regione Trentino-Alto Adige esercita le funzioni amministrative in
Repubblica 1 novembre 1973, n. 689, e 19 novembre 1987, n. 526 e dei decreti
legislativi 16 marzo 1992, n. 266 e n. 267, fermo restando quanto previsto dai
2. La provincia di Bolzano esercita le funzioni amministrative in materia di
istruzione previste dal decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio
1983, n. 89, di approvazione del testo unificato dei decreti del Presidente
della Repubblica 20 gennaio 1973 n. 116 e 4 dicembre 1981 n. 761, dai decreti
del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1973 n. 115 e 15 luglio 1988 n. 301 e
dal decreto legislativo 16 marzo 1992 n. 265.
3. La provincia di Trento esercita le funzioni amministrative in materia
scolastica previste dai decreti del Presidente della Repubblica 12 agosto 1976
n. 667, 15 luglio 1988 n. 405 e dal decreto legislativo 16 dicembre 1993, n.
CAPO II - Formazione professionale e sistema
Art. 82 - Raccordi fra la formazione professionale e il sistema
1. A coloro che abbiano conseguito una qualifica o mediante la frequenza di
uno dei corsi di formazione professionale previsti dalla legge 21 dicembre 1978,
n. 845 o direttamente sul lavoro, è data facoltà di accesso alle diverse
classi della scuola secondaria superiore secondo le modalità previste dal
relativo ordinamento. Per gli allievi che frequentano attività di formazione
professionale, privi del titolo di assolvimento dell'obbligo scolastico, le
regioni adottano, con il consenso dei medesimi, misure atte a favorire la
necessaria integrazione con le attività didattiche che dovranno essere attuate
a cura della competente autorità scolastica, a cui compete altresì il
conferimento del titolo.
2. Per lo svolgimento delle attività rientranti nelle loro attribuzioni le
regioni possono utilizzare le sedi e le attrezzature degli istituti scolastici
ai sensi degli articoli 95 e 96.
3. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano
esercitano nelle materie di cui al presente capo le competenze ad esse spettanti
ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione.
4. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, d'intesa con i Ministri
della difesa, delle finanze e del lavoro e della previdenza sociale, è
stabilita, sulla base degli insegnamenti impartiti, la equipollenza dei titoli
conseguiti al termine dei corsi di formazione generale, professionale e di
perfezionamento, frequentati dagli arruolati e dai sottoufficiali in
applicazione della legge 10 maggio 1983 n. 212, con quelli rilasciati dagli
istituti professionali, ivi compresi quelli conseguibili con la frequenza dei
corsi sperimentali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo
1970, n. 253, anche ai fini dell'ammissione agli esami di maturità
professionale. In relazione al suddetto decreto sono rilasciati agli interessati
i relativi titoli.
5. In materia di interventi di formazione professionale si applicano anche le
disposizioni dell'articolo 9 del decreto-legge 20 maggio 1993 n. 148,
Art. 83 - Competenze delle regioni a statuto ordinario in materia
1. Le funzioni amministrative in materia di lavori pubblici concernenti le
opere di edilizia scolastica sono esercitate, per il rispettivo territorio,
dalle regioni a statuto ordinario.
2. Tra le opere di edilizia scolastica di cui al comma 1 sono comprese quelle
relative ai licei artistici e agli istituti d'arte.
Art. 84 - Competenze delle regioni a statuto speciale in materia di
1. A norma dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 14
maggio 1985 n. 246 nel territorio della regione siciliana le attribuzioni degli
organi centrali e periferici dello Stato in materia di edilizia scolastica sono
esercitate dall'amministrazione regionale.
2. A norma dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno
1979 n. 348 nel territorio della regione Sardegna le funzioni amministrative in
materia di edilizia scolastica sono esercitate dall'amministrazione regionale.
3. A norma rispettivamente dell'articolo 26 del decreto del Presidente della
Repubblica 25 novembre 1975 n. 902 e dell'articolo 1 della legge 16 maggio 1978
n. 196 si applicano alla regione Friuli-Venezia Giulia e alla regione Valle
d'Aosta le disposizioni contenute nell'articolo 83 in ordine al trasferimento
delle funzioni amministrative in materia di edilizia scolastica.
4. A norma dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 1
novembre 1973 n. 687 sono esercitate dalle province di Trento e Bolzano, per il
rispettivo territorio, le attribuzioni degli organi centrali e periferici dello
Stato in materia di edilizia scolastica.
Art. 85 - Competenze dei comuni e delle province in materia di
1. Il comune esercita in materia di edilizia scolastica i compiti attribuiti
dalla legislazione statale e regionale che sono connessi alla istruzione
materna, elementare e media.
2. La provincia esercita in materia di edilizia scolastica i compiti attribuiti
secondaria superiore e alla formazione professionale.
3. La materia dell'edilizia scolastica nella scuola elementare e media comprende
altresì gli oneri per l'arredamento e per le attrezzature.
4. Gli edifici per le scuole materne statali possono essere annessi ad edifici
per scuole elementari statali.
Art. 86 - Principi fondamentali per l'esecuzione delle opere di
1. Le regioni, comprese quelle a statuto speciale, emanano norme legislative
per l'affidamento e l'esecuzione delle opere di edilizia scolastica, nei limiti
dei principi fondamentali che seguono e di quelli stabiliti dalla legge quadro
in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109:
a) dovrà essere previsto che per l'esecuzione delle opere gli enti obbligati,
province e comuni e consorzi costituiti tra tali enti, operino, ove possibile
con piani organici, per incentivare i processi di industrializzazione edilizia;
b) dovranno essere previsti i tempi per l'acquisizione delle aree occorrenti da
parte degli enti competenti e dovrà essere garantita l'osservanza delle norme
tecniche di cui al successivo articolo 90, comma 6;
c) dovranno essere previsti i tempi per la progettazione, approvazione ed
esecuzione delle opere, nonché le procedure surrogatorie regionali per i casi
1. Le opere realizzate ai sensi dell'articolo 86 appartengono al patrimonio
indisponibile degli enti competenti con destinazione ad uso scolastico e con i
conseguenti oneri di manutenzione.
1. Per l'individuazione di aree da destinare all'edilizia scolastica, non
conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 10 della legge 5 agosto 1975, n. 412.
2. In ogni caso vanno osservate le norme tecniche relative alla edilizia
scolastica e agli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia e
urbanistica stabiliti con il decreto di cui al comma 6 dell'articolo 90.
1. I nuovi edifici scolastici, comprensivi di palestre e di impianti
sportivi, devono essere distribuiti sul territorio e progettati in modo da
realizzare un sistema a dimensioni e localizzazioni ottimali il quale:
a) configuri ogni edificio scolastico come struttura inserita in un contesto
urbanistico e sociale che garantisca a tutti gli alunni di formarsi nelle
migliori condizioni ambientali ed educative e, compatibilmente con la preminente
attività didattica della scuola, consenta la fruibilità dei servizi
scolastici, educativi, culturali e sportivi da parte della comunità, secondo il
concetto dell'educazione permanente e consenta anche la piena attuazione della
partecipazione alla gestione della scuola;
b) favorisca l'integrazione tra più scuole di uno stesso distretto scolastico,
assicurando il coordinamento e la migliore utilizzazione delle attrezzature
scolastiche e dei servizi, nonché la interrelazione tra le diverse esperienze
c) consenta una facile accessibilita alla scuola per le varie età scolari
tenendo conto, in relazione ad esse, delle diverse possibilità di trasporto e
permetta la scelta tra i vari indirizzi di studi indipendentemente dalle
d) permetta la massima adattabilità degli edifici scolastici per l'attuazione
del tempo pieno e lo svolgimento delle attività integrative, in relazione al
rinnovamento e aggiornamento delle attività didattiche o di ogni altra attività
di tempo prolungato.
2. Tutti gli edifici scolastici devono comprendere un'area per le esercitazioni
3. Gli edifici per le scuole e istituti di istruzione secondaria e artistica
devono essere dotati di una palestra coperta, quando non superino le 20 classi,
e di due palestre quando le classi siano più di 20. Alla palestra devono essere
annessi i locali per i relativi servizi.
4. Le aree e le palestre sono considerate locali scolastici agli effetti della
manutenzione, della illuminazione, della custodia, della somministrazione del
riscaldamento e della provvista di acqua da parte degli enti locali.
5. Le attrezzature delle palestre fanno parte integrante dell'arredamento
6. Sono privilegiati i progetti volti a realizzare impianti sportivi polivalenti
di uso comune a più scuole e aperti alle attività sportive delle comunità
locali e delle altre formazioni sociali operanti nel territorio. A tal fine il
Ministero della pubblica istruzione e il Dipartimento per il turismo e lo
spettacolo della presidenza del Consiglio dei Ministri definiscono d'intesa i
criteri tecnici a cui devono corrispondere gli impianti sportivi polivalenti,
nonché lo schema di convenzione da stipulare tra le autorità scolastiche
competenti e gli enti locali interessati per la utilizzazione integrata degli
7. A norma dell'articolo 24 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 gli edifici
scolastici, e relative palestre e impianti sportivi, devono essere realizzati in
conformità alle norme dirette alla eliminazione ed al superamento delle
Art. 94 - Piano di utilizzazione degli edifici scolastici e uso
5. Il consiglio di circolo o di istituto consente l'uso delle attrezzature
della scuola da parte di altre scuole che ne facciano richiesta, per lo
svolgimento di attività didattiche durante l'orario scolastico, sempreché non
si pregiudichino le normali attività della scuola. Il consiglio scolastico
distrettuale stabilisce i criteri generali per il coordinamento dell'uso e
dell'organizzazione dei servizi necessari.
Art. 95 - Uso delle sedi e delle attrezzature scolastiche nei
rapporti tra scuola e regioni
1. Per la realizzazione delle attività di formazione professionale le
regioni possono utilizzare le sedi degli istituti di istruzione secondaria
superiore e le attrezzature di cui sono dotate, secondo le norme previste dai
commi 4 e 5, dell'articolo 96.
2. Le regioni, mediante apposite convenzioni, mettono a disposizione del sistema
scolastico attrezzature e personale idonei allo svolgimento di attività di
lavoro e di formazione tecnologica nell'ambito della scuola dell'obbligo e della
Art. 96 - Uso delle attrezzature delle scuole per attività diverse
da quelle scolastiche
1. Per lo svolgimento delle attività rientranti nelle loro attribuzioni, è
consentito alle regioni ed agli enti locali territoriali l'uso dei locali e
delle attrezzature delle scuole e degli istituti scolastici dipendenti dal
Ministero della pubblica istruzione, secondo i criteri generali deliberati dai
consigli scolastici provinciali ai sensi della lettera f) dell'articolo 22.
2. A tal fine sono stipulate apposite convenzioni tra le regioni e gli enti
locali territoriali con i competenti organi dello Stato.
3. In esse sono stabiliti le procedure per l'utilizzazione dei locali e delle
attrezzature, i soggetti responsabili e le spese a carico della regione per il
personale, le pulizie, il consumo del materiale e l'impiego dei servizi
4. Gli edifici e le attrezzature scolastiche possono essere utilizzati fuori
dell'orario del servizio scolastico per attività che realizzino la funzione
della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile; il comune o
la provincia hanno facoltà di disporne la temporanea concessione, previo
assenso dei consigli di circolo o di istituto, nel rispetto dei criteri
stabiliti dal consiglio scolastico provinciale.
5. Le autorizzazioni sono trasmesse di volta in volta, per iscritto, agli
interessati che hanno inoltrato formale istanza e devono stabilire le modalità
dell'uso e le conseguenti responsabilità in ordine alla sicurezza, all'igiene
ed alla salvaguardia del patrimonio.
6. Nell'ambito delle strutture scolastiche, in orari non dedicati all'attività
istituzionale o nel periodo estivo, possono essere attuate, a norma
dell'articolo 1 della legge 19 luglio 1991 n. 216, iniziative volte a tutelare e
favorire la crescita, la maturazione individuale e la socializzazione della
persona di età minore al fine di fronteggiare il rischio di coinvolgimento dei
minori in attività criminose.
Art. 97 - Finanziamento opere di edilizia scolastica e delle spese
per l'arredamento scolastico
1. Per il finanziamento delle opere di edilizia scolastica e delle spese per
l'arredamento concernenti scuole statali di ogni ordine e grado si osservano le
disposizioni della legge 23 dicembre 1991, n. 430 nei limiti dei relativi
stanziamenti e con le modalità ivi stabilite.
1. In applicazione dell'articolo 8 della legge 5 febbraio 1992, n. 93, il
Ministro della pubblica istruzione emana disposizioni per incentivare l'accesso
dei fonogrammi anche musicali registrati su disco, nastro e supporti analoghi
nella scuola, quale mezzo di diffusione della cultura ed ausilio di
incentivazione educativa, determinandone i criteri e i programmi nell'ambito
degli stanziamenti di bilancio già autorizzati.

References: Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86
 articolo 90

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97