Source: http://www.privacy.it/archivio/cecA62005-226.html
Timestamp: 2018-02-26 01:36:53+00:00

Document:
RELAZIONE su accordo CE-Canada su trattamento informazioni anticipate sui passeggeri (API) e loro pratiche (PNR)
A6-0226/2005 - 4.7.2005
Commissione per lelibertà civili, la giustizia e gli affari interni
Relatrice: Sophia in 'TVeld
PROGETTODI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
sulla proposta di decisione delConsiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e ilgoverno del Canada sul trattamento delle informazioni anticipate sui passeggeri(Advance Passenger Information, API) e dei dati delle pratiche dei passeggeri(Passenger Name Record, PNR)
(COM(2005)0200 – C6-8209;0184/2005– 2005/0095(CNS))
– vistala proposta di decisione del Consiglio (COM(2005)0200)1,
– visto(il progetto di) decisione della Commissione sull'adeguata protezione dei datipersonali contenuti negli elenchi nominativi dei passeggeri relativi aipasseggeri dell'aria trasmessi all'Agenzia canadese dei servizi di frontiera, egli impegni da parte dell'Agenzia canadese dei servizi di frontiera, allegatialla medesima decisione della Commissione,
– vistol'articolo 95 congiuntamente alla prima frase del primo comma dell'articolo300, paragrafo 2, del trattato CE,
– vistol'articolo 300, paragrafo 3, primo comma, del trattato CE, a norma del quale èstato consultato dal Consiglio (C6-8209;0184/2005),
– vistoil parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,
– vistigli articoli 51, 83, paragrafo 7, e 35 del suo regolamento,
– vistala relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affariinterni (A6‑0226/2005),
A. considerando, dalpunto di vista della procedura:
- che la formula seguitadalla Commissione e dal Consiglio suscita le medesime riserve rispetto a quellesollevate dal Parlamento nell'affare PNR/USA (C-317/04), anche se, quanto almerito, il negoziato con le autorità canadesi rappresenta un equilibrioaccettabile tra le esigenze di libertà e quelle di sicurezza del paese terzo,
- che un accordo internazionaledovrebbe contenere tutti gli elementi essenziali che vincolano le particontraenti e considerando, nel caso specifico, che sia le garanzie richiestedalla Commissione di una decisone che trovi un punto di equilibrio, che icorrispondenti impegni da parte delle autorità canadesi dovrebbero far partedell'accordo stesso,
- che il Parlamento europeoha già fatto opposizione davanti alla Corte di giustizia delle Comunità europeenella causa C-317/04 alla medesima procedura di terzo ordine in un caso analogoin quanto la procedura non è trasparente e non è conforme al diritto e allaprocedura attraverso le quali il Parlamento dà il proprio consenso agli accordiinternazionali. In attesa della sentenza della Corte, sarebbe stato piùappropriato che la Commissione presentasse la sua proposta e il Consiglioagisse, in conformità della procedura normalmente utilizzata per lanegoziazione di accordi internazionali a firma della Comunità,
1. non approvala conclusione dell'Accordo;
2. incarica ilsuo Presidente di chiedere al Consiglio di non concludere l'accordo prima chela Corte di giustizia abbia emesso la sentenza nella causa C-317/04conformemente all'articolo 300, paragrafo 6, del Trattato CE sullacompatibilità di un siffatto accordo con detto trattato;
3. incarica ilsuo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e allaCommissione nonchŽ ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Canada.
1. Occorre rammentare che:
a) - In base a standard globalinon vincolanti i dati API 2(nome e cognome, data di nascita, genere, numero di passaporto, cittadinanza,Stato di emissione del passaporto) sono dati concernenti il passeggero chevengono trasmessi dalle compagnie aeree prima del loro arrivo a destinazione,al fine di agevolare i controlli frontalieri, e ciò nell'interesse di chiviaggia nonchŽ della sicurezza delle frontiere. Per facilitare la raccolta diquesti dati l'informazione, solitamente costituita dai dati presenti nella MachineReadable Zone (MRZ) del Documento ICAO9303, viene trasmessa elettronicamente in un formato proposto dall'ONU[1].In assenza di norme globali vincolanti, le compagnie aeree sono tenute arispettare la legislazione nazionale, con possibili problemi economici elogistici. Nella Comunità europea la raccolta dei dati API è disciplinata dalladirettiva del Consiglio 2004/82/CE del29 aprile 2004 concernente l'obbligo dei vettori di comunicarei dati relativi alle persone trasportate 3.
b) - I record dei nominativi deipasseggeri (PNR) costituiscono un set di dati di ancora maggiore variabilitàtrattati da ciascuna compagnia aerea (di solito mediante sistemi diprenotazione computerizzati [CRS] e sistemi di distribuzione globale [GDS] 4) per la gestione del contratto di trasportostipulati con i passeggeri. Se alcuni sistemi di dati sui passeggeri contengonouna quantità ridotta di informazioni, altri contengono invece un'ampia messe diinformazioni sugli individui, fra cui i particolari relativi a viaggi fatti inpassato, le previste prenotazioni di autovetture e di hotel, numeri telefonici,indirizzi e-mail, recapiti privati e professionali, e dati sulle carte dicredito. Tali differenze dipendono dalle scelte operate e dai servizi fornitidalla stessa compagnia e dalle modalità di stipula del contratto di trasporto(via Internet o mediante agenzia).
c) - All'indomani dei fattidell'11 settembre, gli Usa, poi seguiti da Nuova Zelanda, Canada e Australia,hanno deciso di utilizzare i dati PNR (anche se non strutturati e poco comparabili)come utile strumento per a) verificare in tempi quanto più possibile brevil'identità del passeggero rispetto a una watch list o alla no-fly list predisposta dai servizi di sicurezza di questi Paesie b) per eseguire una prima "valutazione di sicurezza" automatizzataattraverso un riscontro degli stessi dati PNR ed eventualmente di altri datiraccolti da altre basi di dati commerciali (extra-viaggi) quali quelle dellecarte di credito[2].Lo scopo è di verificare se il "profilo" di un dato passeggero richiedaulteriori controlli alla frontiera (o ancora prima del decollo) da parte deiservizi di sicurezza. Tale approccio verso i dati PNR è stato esaminato anchedalla Commissione nella sua Comunicazione al Parlamento europeo e al Consigliodel 16 dicembre 2003 dal titolo "Trasferimento di dati di identificazionedelle pratiche (PNR): un approccio globale dell'UE" (COM [2003] 826 def.).
Nel 2003 e 2004 il Parlamentoeuropeo ha approvato una serie di risoluzione in cui manifestava seriepreoccupazioni in merito alla strategia PNR. In particolare il Parlamentoeuropeo sottolineava che i dati PNR sono lungi dall'essere efficaci nella lottacontro il terrorismo, che possono aprire la strada a un sistema di sorveglianzadi massa e che sussiste il grave rischio di violare i principi sulla protezionedei dati sanciti dall'articolo 286 TCE, dalla direttiva 95/46/CE edall'articolo 8 della Convenzione europea sulla salvaguardia dei dirittidell'uomo nonchŽ dagli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unioneeuropea. Il Parlamento europeo invitava la Commissione ad astenersi dallosviluppare strategie di questo tipo all'interno dell'Unione e sottolineava cheil trasferimento di dati PNR ai Paesi terzi può essere autorizzato solo in casieccezionali e solo se i dati in questione non sono classificati come sensibili(17 categorie su 34, come proposto dal Gruppo di lavoro ex art. 29 [3]).
Il proposto accordoCE/Canada
2. Come menzionato nel progettodi accordo, il Canada ha adottato disposizioni di legge che autorizzanol'agenzia canadese per i servizi transfrontalieri (Canada Border ServicesAgency, CBSA) ad acquisire API e PNR dalle compagnie aeree e, nel mese di febbraio 2005, ha introdotto unsistema di penalità fiscali in caso di mancato rispetto della sua legislazione.Le penalità sono state sospese per le compagnie europee durante la negoziazionedell'accordo (dal marzo 2005 ad oggi) ma è previsto che esse si applichino adecorrere dal 1¡ luglio 2005. Il relatore invita al riguardo la Commissione a precisarechiaramente la situazione per quanto riguarda l'applicazione delle penali echiede alle autorità canadesi di garantire che esse non verranno applicate finquando l'accordo non sarà concluso.
Mancanza di trasparenza esemplicità
3. Duole osservare che, comeavvenuto nel caso del precedente accordo con gli USA sulla stessa materia, ilParlamento europeo è stato consultato dal Consiglio su questo dossier altamentecomplesso e sensibile solo all'ultimo momento. Inoltre, il Consiglio ha fissatola tornata di luglio come termine obbligatorio ai sensi dell'articolo 300,paragrafo 3, primo comma, seconda e terza frase del TCE.
Va anche osservato che alParlamento europeo si chiede concretamente di prendere una decisione senzatutte le informazioni necessarie. La consultazione da parte del Consiglio mancainfatti di alcuni elementi essenziali: a) la Decisione della Commissione chegarantisce che i dati sono adeguatamente tutelati dalle autorità canadesi e b)il testo dell'impegno sottoscritto dalle autorità canadesi, che costituisce labase giuridica specifica su cui si fondano la Decisione della Commissione el'accordo stesso. Inoltre, l'accordo fa riferimento a possibili inoltri di datia soggetti destinatari anch'essi soggetti alle norme che impongono un adeguatolivello di protezione. Tuttavia, stante la posizione del Parlamento europeo ela causa attualmente in corso, tra l'altro sulla questione della protezioneadeguata, appare indispensabile conoscere se e a quali condizioni siano ammessigli inoltri di dati a Paesi terzi, inclusi gli USA.
4. Nelle trattative con ilCanada, la Commissione e il Consiglio hanno seguito lo stesso approccio - pocoperspicuo - "a tre livelli" adottato per l'accordo PNR con gli USA. Invece di un vero accordo internazionali che precisi tutti i principaliobblighi delle parti contraenti, i diritti e gli obblighi dei passeggeri, dellecompagnie e i doveri delle pubbliche autorità, viene sottoposto un lightinternational agreement che:
impone alle compagnie aeree di inoltrare i dati alle autorità canadesi come se si trattasse di un obbligo sancito dagli articoli 7 e 13 della Dir. 95/46/CE (che fa riferimento alle esigenze di sicurezza degli Stati membri e non di un Paese terzo);
modifica indirettamente, o quanto meno fa deroga agli obblighi previsti dal Capo II della direttiva 95/46/CE, per cui (come indicato dal Garante europeo per la protezione dei dati) l'accordo stesso deve essere approvato dal Parlamento mediante la procedura del parere conforme e non con la semplice procedura di consultazione;
avalla indirettamente una decisione amministrativa della Commissione che definisce la condizioni alle quali la tutela assicurata dalle autorità canadesi può essere considerata "adeguata";
fa riferimento (sempre in via indiretta menzionando un allegato alla decisione della Commissione) agli "Impegni" assunti dalle autorità canadesi, che finiscono per divenire il quadro giuridico che disciplina il trasferimento dei dati.
riconosce il diritto delle autorità canadesi di modificare la propria legislazione senza il previo consenso della controparte e prevede il diritto di recesso solo in caso di persistente violazione dell'accordo stesso.
Una siffatta tecnica legislativanon rispetta i principi di trasparenza e di preminenza del diritto su cui sifonda l'UE (art. 6, paragrafo 1, TUE), tanto più che qui sono in gioco idiritti fondamentali dei cittadini. Inoltre, come avvenuto per l'accordo congli USA, il Parlamento europeo viene semplicemente consultato su un accordointernazionale, quando si potrebbe legittimamente argomentare che il Parlamentodovrebbe avere la prerogativa del parere conforme. Per quanto attiene alleprerogative parlamentari, tale situazione potrebbe oltretutto essere contestatasulla base dell'art. 230 del trattato CE, visto che il progetto di accordomodifica la direttiva 95/46 e deve pertanto essere approvato secondo l'articolo300, paragrafo 3, con il parere conforme del Parlamento europeo.
Tali preoccupazioni sono giàstate sollevate nel quadro del procedimento proposto dinanzi alla Corte digiustizia (Causa C-317/04) e avrebbero dovuto essere prese in considerazionedalla Commissione e dal Consiglio. Per rispetto dei cittadini europei, dellacontroparte canadese e, sul piano dei rapporti interistituzionali, del Parlamentoeuropeo, i negoziati avrebbero dovuto seguire un percorso più democratico etrasparente.
I miglioramentidell'accordo CE/Canada rispetto a quello CE/USA
5. La situazione descritta ètanto più sconcertante se si pensa che il Parlamento europeo potrebbe in lineadi principio giudicare sostanzialmente positivo l'accordo raggiunto con ilCanada, che risponde alle maggiori preoccupazioni espresse dal Parlamentoeuropeo nel caso dell'accordo USA/CE. I miglioramenti più evidenti, peraltroconstatati anche dal Garante europeo per la protezione dei dati e dal "Gruppodi lavoro per la tutela delle persone con riguardo al trattamento dei datipersonali" ex articolo 29[4], sono i seguenti:
A differenza degli USA, il Canada possiede una normativa in materia di protezione dei dati, ciò che rappresenta la condizione essenziale richiesta dall'articolo 8 della Carta europea e dall'articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, secondo la quale ogni restrizione alla privacy è legittima solo qualora "sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, per l'integrità territoriale o la pubblica sicurezza, per la difesa dell'ordine e per la prevenzione dei reati". Inoltre, la legislazione canadese offre tutela giuridica alla persona interessata e prevede la vigilanza da parte di un Data Commissioner indipendente (sistema comparabile al modello europeo di cui alla direttiva 95/46 e all'articolo 286 del trattato CE). Il Privacy Act canadese riconosce al singolo i diritti di accesso, rettifica e opposizione nei confronti di tutti i dati personali che lo riguardano, sotto la vigilanza di un Garante. Tuttavia, il Privacy Act prevede attualmente che, per esercitare tali diritti, gli interessati siano presenti in territorio canadese.
Gli "Impegni" canadesi (genericamente citati all'articolo 2, paragrafo 1 dell'accordo e precisati nell'allegato alla decisione della Commissione - artt. 29, 30 e 31) creano diritti di accesso, rettifica ed opposizione per i passeggeri UE non presenti in Canada e sono vincolanti per l'amministrazione canadese, a differenza degli impegni americani che sono semplici dichiarazioni amministrative.
I dati PNR richiesti sono di carattere più limitato e circostanziato di quelli richiesti dagli USA, ossia senza "categorie aperte" di dati relativi ai passeggeri (tali categorie potrebbero creare confusione o potrebbero risultare fuorvianti in relazioni a determinati aspetti sensibili del comportamento del passeggero e delle persone che lo accompagnano). Inoltre la CBSA (Agenzia canadese per i servizi transfrontalieri) non impone alle compagnie aeree di raccogliere dati PNR che esse non registrano per le proprie finalità interne nŽ chiedono loro di raccogliere qualunque altra informazione aggiuntiva per metterla a disposizione della CBSA.
Il Canada accetta il push system (ossia la trasmissione di dati selezionati da parte delle compagnie) anche se può già avvalersi del pull system, che gli consente di prelevare dati dai sistemi di prenotazione e di controllo delle partenze tramite la rete della SociŽtŽ Internationale de TŽlŽcommunications AŽronautique (SITA). La Sezione 7 degli Impegni indica chiaramente che il sistema canadese di informazione sui passeggeri PAXIS è stato configurato per accogliere i dati API e PNR trasmessi dalle compagnie. Tale precisazione viene incontro alle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo in relazione all'accordo USA/CE (in base al quale le autorità americane prelevano i dati direttamente dai sistemi di prenotazione delle compagnie aeree siti in territorio europeo senza alcun filtro).
Le finalità e il periodo di conservazione dei dati sono più limitati e specifici che nel caso dell'accordo con gli USA. Dal loro ricevimento e nelle 72 ore successive, tutte le informazioni API e PNR disponibili sarebbero accessibili solo a un ristretto numero di agenti e funzionari CBSA, al Garante canadese per la protezione dei dati, mentre le autorità degli Stati membri avrebbero la facoltà di controllare il flusso dei dati.
Il dilemma del Parlamentoeuropeo: respingere l'accordo o accettarlo a determinate condizioni?
6. Il relatore si trova dinanzi aun dilemma, ossia:
a) respingere l'accordo, chepresenta dal punto di vista giuridico e procedurale le stesse debolezze chehanno giustificato il ricorso in Corte di giustizia nel caso dell'accordo congli USA, e mantenersi in tal modo coerente con la sua precedente presa diposizione
b) accettare l'accordo acondizione che:
l'accordo sia riveduto, se del caso, dopo che la Corte avrà statuito,
che il Parlamento europeo si veda riconosciuta in tal caso la proceduradel parere conforme,
che l'UE proponga un approccio globale.
7. Se si considera che, sotto ilprofilo contenutistico, il quadro giuridico dell'accordo CE/Canada ènotevolmente migliore rispetto all'accordo CE/USA e che tali miglioramenti sonostati riconosciuti dal Gruppo di lavoro articolo 29 e dal Garante europeo perla protezione dei dati, il relatore propone:
di allegare all'accordo gli Impegni canadesi;
di indicare chiaramente quali sono le controparti rispettivamente per ilCanada e la CE (attualmente un comitato misto può decidere in qualunque momentodi modificare le controparti). L'articolo 6, paragrafo 3, introduce la possibilitàper il comitato misto di "decidere modifiche dell'allegato Idell'accordo"[5]; tale prerogativa decisionale dicambiare il "titolare del trattamento dei dati" crea all'internodell'accordo un "quadro istituzionale" e giustifica sotto unulteriore profilo il parere conforme del Parlamento europeo. Tali modifiche,suscettibili di produrre vaste ripercussioni in termini di responsabilità peril trattamento dei dati personali, vanno pertanto operate sulla base dimeccanismi negoziali ordinari, per cui nessun approccio semplificato puòcostituire una soluzione giuridicamente valida. Ogni modifica e/o aggiunta vadunque considerata come una modifica all'accordo stesso e alle connesse misure;
di allegare all'accordo, a fini di informazione, la decisione di"accertamento di adeguatezza" adottata dalla Commissione;
di indicare, con riferimento ai dati API, l'esigenza che le compagnierispettino le norme di cui alla direttiva del Consiglio 2004/82/CE del 29aprile 2004 concernente l'obbligo dei vettori di comunicare i dati relativialle persone trasportate[6].
di approvare l'accordo mediante la procedura del parere conforme,dichiarando peraltro nella stessa risoluzione legislativa che il parereconforme non intende modificare la posizione assunta dal Parlamento nel casoUSA/PNR e che la futura decisione della Corte dovrà essere applicata mutatismutandis.
PARERE della COMMISSIONEGIURIDICA SULLA PROPOSTA BASE GIURIDICA
destinato alla commissione per libertà civili, la giustizia e gli affari interni
Base giuridica della proposta di decisione delConsiglio relativa alla stipula di un accordo tra la Comunità europea e ilgoverno del Canada sul trattamento delle informazioni anticipate sui passeggeri(API)/pratiche passeggeri (PNR)
COM(2005)0200 –C6-8209;0184/2005 – 2005/0095(CNS
con lettera dell'1.7.2005 Lei hainvitato la commissione giuridica, a norma dell'articolo 35, paragrafo 2, delregolamento, ad esaminare la validità e pertinenza della base giuridica dellaproposta della Commissione in oggetto.
La base giuridica proposta per la decisone del Consiglio è costituita dagli articoli 95 e 300, paragrafo 2, del trattato CE.
La relatrice della commissione perle libertà civili, la giustizia e gli affari interni, on. In 't Veld intendemodificare la base giuridica sostituendo l'articolo 300, paragrafo 2, deltrattato CE con l'articolo 300, paragrafo 3, del trattato CE il che renderebbepertanto necessario il parere conforme del Parlamento europeo.
Nella riunione del 4 luglio 2005,la commissione ha esaminato il problema succitato.
Dalla giurisprudenza della Cortedi giustizia delle Comunità europee (CJCE) si evince chiaramente che la sceltadella base giuridica non può essere lasciata alla discrezione del legislatorecomunitario bensì deve fondarsi su elementi oggettivi, soggetti a controllogiurisdizionale. Nel novero di tali elementi figurano, in particolare,l'obiettivo ed il contenuto dell'atto giuridico[7].
La proposta invita il Consiglio adautorizzare la stipula di un accordo con il Canada per il trattamento e iltrasferimento dei dati relativi alle informazioni anticipate sui passeggeri(API) ed alle pratiche passeggeri (PNR) per i viaggi aerei fra l'UE ed ilCanada. Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato una serie di direttivenegoziali autorizzando la Commissione, il 7 marzo 2005, a negoziare un siffattoaccordo con il Canada.
Dopo l'11 settembre 2001, ilCanada ha adottato una legislazione che autorizza l'Agenzia per i servizifrontalieri del Canada (ASFC) a sollecitare e raccogliere dati API e PNRinerenti a qualsiasi persona che si imbarchi a bordo di un aereo in rotta versoil Canada. Fra il marzo 2003 ed il settembre 2004, l'ASFC ha gradualmenteinstaurato l'obbligo di fornire dati PNR per qualsiasi persona imbarcata abordo di un aereo in rotta verso il Canada e, dal febbraio 2005, essa haintrodotto un sistema di penalità finanziarie in caso di mancato rispetto ditale obbligo. L'UE dispone di una deroga temporanea a tale obbligo fino al 1¡luglio 2005 onde consentire lo svolgimento di negoziati su un accordointernazionale con il Canada.
Orbene, previo esame del testo sirileva che il progetto di accordo impone alle compagnie aeree europee obblighidiversi da quelli previsti dal titolo II della direttiva 95/46/CEE e, d'altrocanto, conferisce alla commissione congiunta CE/Canada un potere decisionalecirca la modifica degli elementi essenziali dell'accordo quali la scelta delleamministrazioni preposte alla sua attuazione nel Canada e nella Comunità.
Con riguardo alle prerogative delParlamento, sembra che l'accordo proposto postuli, a norma dell'articolo 300,paragrafo 3, secondo comma del trattato CE, il parere conforme del Parlamentoeuropeo.
Infine, giova ricordare che lestesse osservazioni erano state sollevate contestualmente al ricorso introdottodal Parlamento europeo presso la Corte di giustizia (causa pendente) in sede diaccordo fra la Comunità europea e gli Stati Uniti.
Alla luce di tali considerazioni esu proposta del relatore, on. Manuel Medina Ortega, nella riunione del 4 luglio2005, la commissione giuridica ha pertanto deciso all'unanimità[8] diesprimere un parere favorevole alla presentazione di un emendamento teso amodificare la base giuridica, sostituendo l'articolo 300, paragrafo 2 deltrattato CE con l'articolo 300, paragrafo 3, del trattato CE il chepostulerebbe il parere conforme del Parlamento europeo.
Voglia gradire, onorevolePresidente, i sensi della mia profonda stima.
Hanno partecipato alla votazione gli onn: RainerWieland (presidente f.f.), Manuel Medina Ortega (relatore per parere insostituzione di Andrzej Jan Szejna), Alexander Nuno Alvaro (in sostituzione diAntonio Di Pietro), Maria Berger, Jean-Marie Cavada (in sostituzione diVikt—ria Moh‡csi, a norma dell'all'articolo 178, paragrafo 2, del regolamento),Jean-Paul Gauzès (in sostituzione di Giuseppe Gargani), Kurt Lechner,Klaus-Heiner Lehne, Evelin Lichtenberger (in sostituzione di Monica Frassoni),Antonio L—pez-Istœriz White, Antonio Masip Hidalgo, MariePanayotopoulos-Cassiotou (in sostituzione di Hans-Peter Mayer), Michel Rocard,Francesco Enrico Speroni, Diana Wallis, Jaroslav Zvěřina e TadeuszZwiefka.
[1] Nel 2002, è stato adottato un set di messaggistandard per lo scambio elettronico di dati (EDI) destinato all'Electronic DataInterchange for Administration, Commerce, and Trade delle Nazioni Unite(UN/EDIFACT). L'Associazione per il trasporto aereo internazionale (IATA) el'Organizzazione mondiale delle dogane (WCO) hanno adottato il set di messaggiper la lista dei passeggeri (PAXLST) perchŽ venga utilizzato da tutti i vettoridi linea per la trasmissione alle autorità confinarie dei dati sui passeggeri el'equipaggio.
Per i relativi criteri vedasi: http://www.wcoomd.org/ie/En/Topics_Issues/FacilitationCustomsProcedures/APIGuidelinesE%20.pdf.
[2] Le disposizioni di legge americane non pongonosostanzialmente restrizioni alla prerogativa delle autorità governative diconsultare le basi di dati commerciali, purchŽ tale atto sia preceduto da unavviso conforme alla Legge sulla riservatezza dei dati (Privacy Act).
[3] Le categorie in questione sono: Codice identificativo API/PNR, data diprenotazione, data(e) prevista(e) del viaggio, nome del passeggero, altri nomiche compaiono su API/PNR, itinerario completo, identificatori per bigliettigratuiti, biglietti di sola andata, dati sull'emissione del biglietto, dati"ATFQ (Automatic Ticket Fare Quote)", numero del biglietto, data incui il biglietto è stato emesso, precedenti assenze all'imbarco, numero dibagagli, numero identificativo dei bagagli, passeggero senza prenotazione,numero di bagagli per ogni segmento, modifiche volontarie o involontarie diclasse, dettagli delle modifiche effettuate sui dati PNR e riguardanti glielementi precedentemente menzionati.
[4] Parere 3/2004:http://www.europa.eu.int/comm/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2004/wp88_en.pdf
1/2005: http://www.europa.eu.int/comm/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2005/wp103_en.pdf
[5] Un ulteriore elemento di trasparenza è dato dalladichiarazione Ad articolo 6, paragrafo 3. Secondo quanto indicato dalla Commissione la posizione della Comunità in seno al comitato misto relativamente amodifiche dell'allegato I dell'accordo sarà stabilita dal Consiglio, chedelibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
[6] In GU L 261, del 6 agosto 2004.
[7] Cfr. CJCE, causa C-42/97,Parlamento/Consiglio, paragrafo 36.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 29
 articolo 29
 articolo 29
 articolo 6