Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-14928-del-15-06-2017
Timestamp: 2020-01-28 05:16:55+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 14928 del 15/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14928 del 15/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 15/06/2017, (ud. 04/05/2017, dep.15/06/2017), n. 14928
sul ricorso 12805-2016 proposto da:
S.C., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA PRATI
DEGLI STROZZI 26, presso lo studio dell’avvocato FABIANA FOIS,
rappresentato e difeso dall’avvocato FABIO CARDONE;
avverso la sentenza n. 1074/6/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
RAGIONALE di GENOVA, depositata il 27/10/2015;
Con sentenza in data 8 maggio 2015 la Commissione tributaria regionale della Liguria accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 115/2/11 della Commissione tributaria provinciale di Savona che aveva accolto il ricorso di S.C. contro l’avviso di accertamento IRPEF ed altro 2006. La CTR osservava in particolare che la pronuncia gravata era da ritenersi erronea in quanto non aveva considerato che la partecipazione societaria de qua (nell’Hotel Bristol di R. e S. snc) ed il relativo reddito, poi oggetto della ripresa fiscale in esame, erano stati esposti dal contribuente nella dichiarazione fiscale per l’annualità tributaria in questione, così assumendosi un comportamento concludente da parte del contribuente medesimo; che la ripresa fiscale doveva considerarsi fondata sulla base della verifica presso la società partecipata; che la pronuncia del Tribunale di Savona di estromissione dello S. dalla società medesima non aveva alcun effetto nella lite tributaria in oggetto.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione il contribuente deducendo quattro motivi.
In via preliminare deve rilevarsi d’ufficio la nullità di entrambe le sentenze di merito in quanto pronunciate a contraddittorio non integro.
Risulta invero pacifico che nè la società verificata, tramite il suo legale rappresentante, nè l’altra socia della stessa, R.M. sono stati evocati ab initio nella presente lite, che pure riguardava anche l’accertamento pregiudiziale del reddito societario e quindi la sua imputazione “per trasparenza” allo S..
Ne deriva appunto la nullità di dette sentenze ed in particolare di quella impugnata, essendo pacifico nella giurisprudenza di questa Corte che “In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento, che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società, riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali – sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa, a pena di nullità assoluta rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento, limitatamente ad alcuni soltanto di essi” (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 25300 del 28/11/2014, Rv. 633451 01).
Pronunciando sul ricorso, la sentenza impugnata va dunque cassata con rinvio alla Commissione tributaria provinciale di Savona.
La Corte pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria provinciale di Savona, anche per le spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 sentenza