Source: https://www.laleggepertutti.it/156902_incidente-stradale-indennizzo-diretto-anche-con-piu-auto
Timestamp: 2018-08-15 03:29:46+00:00

Document:
Incidente stradale: indennizzo diretto anche con più auto
La procedura di indennizzo diretto è ammessa anche se la collisione riguarda più di un’automobile.
In caso di incidente stradale che abbia coinvolto più di due automobili è ugualmente possibile la procedura di indennizzo diretto, ossia la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione (anziché a quella del responsabile del sinistro). Ma sempre a condizione che la colpa dell’incidente sia di un solo automobilista. Se invece la responsabilità va ripartita tra più conducenti non opera più l’indennizzo diretto e la richiesta di risarcimento andrà fatta alla compagnia di chi ha violato il codice della strada. È questo l’importante chiarimento fornito di recente dalla Cassazione [1].
Viene così reinterpreta, dopo 12 anni, la legge sui risarcimenti da incidenti stradali nata nel lontano 2005 [2] con l’intento di favorire i danneggiati e velocizzare le pratiche di liquidazione degli indennizzi. La procedura di indennizzo diretto – chiarisce ora la Suprema Corte – è ammissibile anche in caso di sinistro che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili del danno.
La legge prevede il ricorso al «risarcimento diretto» – ossia l’obbligo per l’automobilista danneggiato di chiedere l’indennizzo non all’assicurazione del responsabile dell’incidente, ma alla propria, che poi si rivarrà sulla prima – in presenza dei seguenti presupposti:
sinistro avvenuto in Italia tra due veicoli a motore;
tutti gli automobilisti coinvolti nello scontro devono essere coperti dall’assicurazione obbligatoria, cosiddetta rc auto (in caso contrario, il risarcimento viene versato dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada);
le lesioni riportate dal conducente devono essere di «lieve entità» ossia non devono superare il 9% di invalidità. Non ci sono limiti invece per quanto riguarda i danni al veicolo o alle cose di proprietà dell’assicurato che, anche se elevati, non compromettono il ricorso alla procedura di indennizzo diretto;
non devono essere coinvolti, oltre al danneggiato e al danneggiante, «altri veicoli responsabili».
Proprio quest’ultimo punto è stato sempre interpretato in modo molto restrittivo, ritenendosi che l’indennizzo diretto andava escluso nel caso in cui nell’incidente fossero coinvolti più di due mezzi. Interpretazione sbagliata, sottolinea la Corte, che rimarca l’attenzione sul dato letterale della norma: la legge parla di «altri veicoli responsabili» (e non, invece, «altri veicoli»). Questo significa che:
se l’incidente riguarda più auto, ma una sola è responsabile dell’evento, resta applicabile l’indennizzo diretto e tutti i danneggiati potranno richiedere il risarcimento alla propria compagnia;
se l’incidente riguarda più auto, e diverse sono quelle responsabili dell’evento, non opera più l’indennizzo diretto e la richiesta di risarcimento andrà presentata alla compagnia del diretto responsabile.
Adesso sarà quindi possibile utilizzare il sistema del risarcimento diretto anche quando nel sinistro stradale siano rimaste danneggiate più di un’auto; resta invece esclusa solo l’ipotesi in cui i conducenti degli ulteriori mezzi coinvolti abbiano una loro responsabilità. Tale procedura infatti, non può essere applicata nel caso in cui il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli sia evento unitario scaturente da una pluralità di condotte illecite. Se dunque, nel tamponamento a catena o negli scontri tra più di un’auto, c’è più di un responsabile, il danneggiato dovrà rivolgere la richiesta di risarcimento all’assicurazione delle controparti.
Per quanto riguarda, invece, i danni del passeggero (cosiddetto «terzo trasportato») che abbia subito lesioni in conseguenza del sinistro, questi può sempre agire per ottenere il risarcimento nei confronti dell’impresa di assicurazione della responsabilità civile automobilistica del veicolo su cui era seduto al momento dell’incidente.
[2] Art. 149 d.lgs. n. 209/2005.
sul ricorso iscritto al numero 12561 del ruolo generale dell’anno 2014, proposto da:
(OMISSIS), (C.F.: (OMISSIS)) rappresentata e difesa, giusta procura in calce al ricorso, dagli avvocati (OMISSIS) (C.F.: (OMISSIS)) e (OMISSIS) (C.F.: (OMISSIS));
– ricorrente – nei confronti di:
(OMISSIS), (C.F.: (OMISSIS)), (OMISSIS) (C.F.: (OMISSIS)) entrambi rappresentati e difesi, giusta procure in calce ai rispettivi controricorsi, dagli avvocati (OMISSIS) (C.F.: (OMISSIS)) e (OMISSIS) (C.F.: (OMISSIS));
(OMISSIS) S.p.A. (C.F.: non dichiarato), in persona del legale rappresentante pro tempore; – intimata –
per la cassazione della sentenza del Tribunale di Taranto n. 2302/2013, depositata in data 15
udita la relazione sulla causa svolta nella camera di consiglio del 24 gennaio 2017 dal consigliere Dott. Augusto Tatangelo.
(OMISSIS) agi’ in giudizio nei confronti di (OMISSIS) e la propria compagnia assicuratrice della responsabilita’ civile (OMISSIS) S.p.A. per ottenere che la prima venisse dichiarata esclusiva responsabile di un incidente stradale avvenuto in data 10 marzo 2009 e la seconda venisse condannata a pagarle il risarcimento dei danni subiti, ai sensi del Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209, articolo 149 (codice delle assicurazioni private).
La (OMISSIS) ed il conducente dell’autovettura di questa, (OMISSIS) (intervenuto volontariamente nel giudizio), chiesero a loro volta, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’incidente nei confronti della compagnia assicuratrice convenuta e dell’attrice, assumendone l’esclusiva responsabilita’.
Il Giudice di Pace di Taranto dichiaro’ improponibile la domanda della (OMISSIS) e, accertato il concorso di responsabilita’ di questa e del conducente dell’autovettura della (OMISSIS) per l’incidente in questione, rispettivamente nella misura del 70% e del 30%, condanno’ in solido l’attrice e la sua compagnia assicuratrice a risarcire i danni subiti dalla stessa (OMISSIS) e dal (OMISSIS).
Resistono con distinti (ma sostanzialmente identici) controricorsi la (OMISSIS) e il (OMISSIS). Non ha svolto attivita’ difensiva in questa sede la societa’ intimata.
Il ricorso e’ stato trattato in camera di consiglio, ai sensi dell’articolo 375 c.p.c., comma 2.
1.Con l’unico motivo del ricorso (articolato in due profili) si denunzia “violazione e/o falsa
applicazione di norme di diritto”.
La ricorrente deduce in primo luogo che i giudici di merito avrebbero erroneamente ritenuto inapplicabile la procedura per il cd. indennizzo diretto di cui al Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209, articolo 149 (codice delle assicurazioni private), sul mero presupposto – emerso all’esito dell’istruttoria espletata, e peraltro contestato – che nell’incidente era rimasto coinvolto anche un terzo veicolo.
Si duole inoltre della percentuale di responsabilita’ attribuitale nella causazione del sinistro.
Per quest’ultimo profilo la censura e’ certamente inammissibile, risolvendosi in una evidente richiesta di riesame degli accertamenti di fatto operati in sede di merito sulla base di una nuova e diversa valutazione del materiale probatorio.
Per il primo profilo la censura e’ invece fondata, nei limiti che si esporranno.
La procedura di indennizzo diretto prevista dal Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209, articolo 149 (codice delle assicurazioni private) e’ ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato piu’ di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno.
Cio’ emerge chiaramente dalla lettera dall’articolo 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell’articolo 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (Decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2006, n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di “collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilita’ civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entita’ ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili”.
La conclusione e’ coerente del resto con la ratio della disposizione di cui all’articolo 149 del codice delle assicurazioni private, che ha introdotto la speciale procedura dell’indennizzo diretto per semplificare gli adempimenti ai fini della liquidazione del risarcimento in caso di sinistri stradali in cui si siano verificati esclusivamente danni a cose e/o danni lievi alle persone, prevedendo che i danneggiati possano rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione, la quale gestisce la pratica per conto della compagnia del soggetto responsabile, per poi regolare i rapporti con quest’ultima attraverso una stanza di compensazione. Il meccanismo di rappresentanza e di compensazione tra le due compagnie di assicurazione interessate risulta articolato in modo tale da poter operare non solo in caso di sinistro con unico responsabile, ma anche laddove sussista la corresponsabilita’ del danneggiato istante, indipendentemente dall’esistenza di altri danneggiati, mentre resta escluso nel caso in cui, essendovi ulteriori soggetti responsabili, si avrebbe il coinvolgimento di una ulteriore compagnia di assicurazione.
Nella specie il Tribunale di Taranto, nel confermare la sentenza di primo grado che ha ritenuto improponibile la domanda di indennizzo diretto avanzata dalla (OMISSIS), ha affermato che la procedura in questione sarebbe ammissibile solo in caso di sinistro che abbia interessato due veicoli, e lo ha escluso nella specie, in quanto dall’istruttoria era emerso il coinvolgimento di un terzo veicolo. Non ha quindi ritenuto necessario accertare – neanche in via incidentale e presuntiva – se il (conducente del) terzo veicolo coinvolto potesse ritenersi in qualche modo responsabile.
Cosi’ facendo, non ha correttamente applicato le disposizioni di legge di cui la ricorrente lamenta la violazione, in quanto, in base al combinato disposto dell’articolo 149 del codice delle assicurazioni private e dell’articolo 1, comma 1, lettera d), del relativo regolamento di attuazione, la procedura di indennizzo diretto e’ ammissibile anche in caso di sinistro che abbia coinvolto piu’ di due veicoli, purche’, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, non siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili.
Il giudice del merito, onde escludere la proponibilita’ della domanda della (OMISSIS), avrebbe dunque dovuto accertare l’eventuale coinvolgimento nel sinistro di un ulteriore veicolo responsabile, e non semplicemente quello di un ulteriore veicolo, come invece ha fatto.
La sentenza impugnata va dunque cassata, limitatamente al capo con il quale e’ stata dichiarata l’improponibilita’ della domanda di indennizzo diretto proposta dalla (OMISSIS) nei confronti di (OMISSIS) S.p.A., affinche’ in sede di rinvio la fattispecie sia riesaminata alla luce del seguente principio di diritto: “la procedura di indennizzo diretto prevista dal Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209, articolo 149 (codice delle assicurazioni private) e’ ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato piu’ di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli responsabili del danno”.
2.Il ricorso e’ accolto, per quanto di ragione.
La sentenza impugnata e’ cassata in relazione, con rinvio al Tribunale di Taranto, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimita’.
P.Q.M. La Corte:
– accoglie il ricorso, per quanto di ragione e cassa in relazione, con rinvio al Tribunale di Taranto, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimita’.

References: Art. 149
 sentenza 
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