Source: http://www.vigileamico.it/wp/decreto-legge-14-g-u-2022017-n-42/
Timestamp: 2018-04-19 23:24:11+00:00

Document:
Sicurezza: Decreto Legge 20/2/2017 n. 14 - Vigileamico
1. La presente Sezione disciplina, anche in attuazione dell’articolo 118, terzo comma, della Costituzione, modalita’ e strumenti di coordinamento tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano ed enti locali in materia di politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata.
2. Ai fini del presente decreto, si intende per sicurezza integrata l’insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dagli enti locali, nonche’ da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilita’, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunita’ territoriali.
1. Ferme restando le competenze esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza, le linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata sono adottate, su proposta del Ministro dell’interno, con accordo sancito in sede di Conferenza Unificata e sono rivolte, prioritariamente, a coordinare, per lo svolgimento di attivita’ di interesse comune, l’esercizio delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti, anche con riferimento alla collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale.
2. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche sulla base degli accordi di cui al comma 1, possono sostenere, nell’ambito delle proprie competenze e funzioni, iniziative e progetti volti ad attuare interventi di promozione della sicurezza integrata nel territorio di riferimento, ivi inclusa l’adozione di misure di sostegno finanziario a favore dei comuni maggiormente interessati da fenomeni di criminalita’ diffusa.
3. Lo Stato, nelle attivita’ di programmazione e predisposizione degli interventi di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale, tiene conto delle eventuali criticita’ segnalate in sede di applicazione degli accordi di cui al comma 1.
4. Lo Stato e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano individuano, anche in sede di Conferenza Unificata, strumenti e modalita’ di monitoraggio dell’attuazione degli accordi di cui al comma 1.
1. In coerenza con le linee generali di cui all’articolo 2, con appositi patti sottoscritti tra il prefetto ed il sindaco, nel rispetto di linee guida adottate, su proposta del Ministro dell’interno, con accordo sancito in sede di Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali, possono essere individuati, in relazione alla specificita’ dei contesti, interventi per la sicurezza urbana, tenuto conto anche delle esigenze delle aree rurali confinanti con il territorio urbano.
1. al comma 5, dopo il primo periodo, e’ aggiunto il seguente:
«Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunita’ locale, in relazione all’urgente necessita’ di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilita’ urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillita’ e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.»;
2. al comma 7, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il Sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillita’ e del riposo dei residenti in determinate aree delle citta’ interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, puo’ disporre, per un periodo comunque non superiore a sessanta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.».
1. il comma 4-bis e’ sostituito dal seguente:
«4-bis. I provvedimenti adottati ai sensi del comma 4 sono diretti a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalita’, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti.».
Capo II – DISPOSIZIONI A TUTELA DELLA SICUREZZA DELLE CITTA’ E DEL DECORO URBANO
1. Fatto salvo quanto previsto dalla vigente normativa a tutela delle aree interne delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze, chiunque ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilita’ e fruizione delle predette infrastrutture, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ivi previsti, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 100 a euro 300. Contestualmente alla rilevazione della condotta illecita, al trasgressore viene ordinato, nelle forme e con le modalita’ di cui all’articolo 10, l’allontanamento dal luogo in cui e’ stato commesso il fatto.
2. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dagli articoli 688 e 726 del Codice penale e dall’articolo 29 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, il provvedimento di allontanamento di cui al comma 1 e’ disposto altresi’ nei confronti di chi commette le violazioni previste dalle predette disposizioni nelle aree di cui al medesimo comma.
4. Per le violazioni di cui al comma 1, l’autorita’ competente e’ il sindaco del comune nel cui territorio le medesime sono state accertate, che provvede ai sensi degli articoli 17 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689. I proventi derivanti dal pagamento delle sanzioni amministrative irrogate sono devoluti al comune competente, che li destina all’attuazione di iniziative di miglioramento del decoro urbano.
1. L’ordine di allontanamento di cui all’articolo 9, comma 1, secondo periodo e comma 2, e’ rivolto per iscritto dall’organo accertatore, individuato ai sensi dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In esso e’ specificato che ne cessa l’efficacia trascorse quarantotto ore dall’accertamento del fatto e che la sua violazione e’ soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria applicata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, aumentata del doppio. Copia del provvedimento e’ trasmessa con immediatezza al questore competente per territorio con contestuale segnalazione ai competenti servizi socio-sanitari, ove ne ricorrano le condizioni.
2. Nei casi di reiterazione delle condotte di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, il questore, qualora dalla condotta tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, puo’ disporre, con provvedimento motivato, per un periodo non superiore a sei mesi, il divieto di accesso ad una o piu’ delle aree di cui all’articolo 9, espressamente specificate nel provvedimento, individuando, altresi’, modalita’ applicative del divieto compatibili con le esigenze di mobilita’, salute e lavoro del destinatario dell’atto.
3. La durata del divieto non puo’ comunque essere inferiore a sei mesi, ne’ superiore a due anni, qualora le condotte di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, risultino commesse da soggetto condannato, con sentenza definitiva o confermata in grado di appello, nel corso degli ultimi cinque anni per reati contro la persona o il patrimonio. Qualora il responsabile sia soggetto minorenne, il questore ne da’ notizia al procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.
5. In sede di condanna per reati contro la persona o il patrimonio commessi nei luoghi o nelle aree di cui all’articolo 9, la concessione della sospensione condizionale della pena puo’ essere subordinata all’imposizione del divieto di accedere a luoghi o aree specificamente individuati.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 definiscono l’impiego della Forza pubblica per l’esecuzione dei necessari interventi, secondo criteri di priorita’ che tengono conto della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per l’incolumita’ e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonche’ dei livelli assistenziali che possono essere assicurati agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali.
3. L’eventuale annullamento, in sede di giurisdizione amministrativa, dell’atto con il quale sono state emanate le disposizioni di cui al comma 1, puo’ dar luogo, salvi i casi di dolo o colpa grave, esclusivamente al risarcimento in forma specifica, consistente nell’obbligo per l’amministrazione di disporre gli interventi necessari ad assicurare la cessazione della situazione di occupazione arbitraria dell’immobile.
1. Nei casi di reiterata inosservanza delle ordinanze emanate, nella stessa materia, ai sensi dell’articolo 50, commi 5 e 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come modificato dal presente decreto, puo’ essere disposta dal questore l’applicazione della misura della sospensione dell’attivita’ per un massimo di quindici giorni, ai sensi dell’articolo 100 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Ulteriori misure di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti all’interno o in prossimita’ di locali pubblici, aperti al pubblico e di pubblici esercizi
1. Nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all’articolo 73 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico, ovvero in uno dei pubblici esercizi di cui all’articolo 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, il questore puo’ disporre, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso agli stessi locali o a esercizi analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi.
2. Il divieto di cui al comma 1 non puo’ avere durata inferiore ad un anno, ne’ superiore a cinque.
3. Nei casi di cui al comma 1, il questore, nei confronti dei soggetti gia’ condannati negli ultimi tre anni con sentenza definitiva, puo’ altresi’ disporre, per la durata massima di due anni, una o piu’ delle seguenti misure:
5. I divieti di cui al comma 1 possono essere disposti anche nei confronti di soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il quattordicesimo anno di eta’. Il provvedimento e’ notificato a coloro che esercitano la responsabilita’ genitoriale.
7. In sede di condanna per i reati di cui al comma 1 commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico, ovvero in uno dei pubblici esercizi di cui all’articolo 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, la concessione della sospensione condizionale della pena puo’ essere subordinata all’imposizione del divieto di accedere in locali pubblici o pubblici esercizi specificamente individuati.
1. Per le attivita’ connesse al numero unico europeo 112 e alle relative centrali operative realizzate in ambito regionale secondo le modalita’ definite con i protocolli d’intesa adottati ai sensi dell’articolo 75-bis, comma 3, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, le Regioni che hanno rispettato gli obiettivi del pareggio di bilancio di cui all’articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, possono bandire, nell’anno successivo, procedure concorsuali finalizzate all’assunzione, con contratti di lavoro a tempo indeterminato, di un contingente massimo di personale determinato in proporzione alla popolazione residente in ciascuna Regione, sulla base di un rapporto pari ad un’unita’ di personale ogni trentamila residenti. A tal fine, le Regioni possono utilizzare integralmente i risparmi derivanti dalle cessazioni dal servizio per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 finalizzate alle assunzioni, in deroga alle previsioni dell’articolo 1, comma 228, primo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
a) all’articolo 1, comma 1, lettera c), dopo le parole: «sulla base di elementi di fatto», sono inserite le seguenti: «, comprese le reiterate violazioni del foglio di via obbligatorio di cui all’articolo 2, nonche’ dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa,»;
b) all’articolo 6, dopo il comma 3, e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Ai fini della tutela della sicurezza pubblica, gli obblighi e le prescrizioni inerenti alla sorveglianza speciale possono essere disposti, con il consenso dell’interessato ed accertata la disponibilita’ dei relativi dispositivi, anche con le modalita’ di controllo previste all’articolo 275-bis del codice di procedura penale.».
1. All’articolo 639 del codice penale, dopo il quarto comma e’ aggiunto il seguente: «Con la sentenza di condanna per i reati di cui al secondo e terzo comma il giudice, ai fini di cui all’articolo 165, primo comma, puo’ disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora cio’ non sia possibile, l’obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attivita’ non retribuita a favore della collettivita’ per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalita’ indicate nella sentenza di condanna.».
ALCOLICI: la legge 48/2017 conferma il decreto legge 14/2017 LEGGE 18 aprile 2017, n.48: pubblicato il D.L. sulla Gazzetta Ufficiale in vigore dal 22.4.17 Min.Trasporti 27.6.05 Apparecchi telelaser LTI 20 20 e autovelox 104C 2 Decreto Legge 23/12/2013 n. 145
Etichette: decreto sicurezzapolizia locale
Articolo successivo Assunzioni e equo indennizzo per la Polizia Locale: al Senato la decisione
Articolo precedente Sblocco turn over polizia locale: i Comuni possono assumere!

References: in fine
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza