Source: http://osservatoriocasilino.it/index.php/comprensorio-casilino?start=18
Timestamp: 2017-06-26 03:38:30+00:00

Document:
Movimento 5 Stelle - Endorsement
La speculazione edilizia prevista nell'unica area del Comprensorio Casilino sopravvissuta al cemento testimonia l'ennesima volontà del Campidoglio di favorire gli interessi privati a discapito di ogni bene comune della nostra città, in questo caso inestimabili preesistenze archeologiche su 52 ettari di superficie, nonostante le Leggi di tutela e un rapporto verde pubblico per abitante di quasi 1/3 rispetto ai limiti consentiti in uno dei municipi più densi di Roma.La variante al Piano Particolareggiato che supporta la speculazione edilizia è attualmente ferma nelle stanze del Comune. Questo è stato possibile solo grazie all'impegno dei cittadini dell'Osservatorio Casilino. Le loro attente valutazioni a sostegno del diniego del Consiglio del VI Municipio, e l'ottima iniziativa per qualificare l'area in Ecomuseo, hanno motivato l'incontro con gli attivisti del roma5stelle in cui sono emerse ulteriori analisi e proposte.Negli ultimi 30 anni l'area è lentamente degradata in discarica abusiva. È una potenziale risorsa che va ben oltre i limiti amministrativi del suo municipio, infatti la sua riqualificazione è da considerarsi una delle principali priorità dell'intero quadrante sud/est di Roma. Di fatto completa il sistema delle aree a verde che, passando per Villa Gordiani, dal Parco di Centocelle si estende fino alla spina compresa fra l'A24 e la ferrovia. Un nuovo Parco Urbano, da un lato collegato al sistema della Caffarella, dall'altro alla Riserva di Tor Cervara.Date le ramificazioni infrastrutturali già esistenti e la vicinanza con il centro storico, insieme alla Riserva della Valle dei Casali, Villa Doria Pamphili, il Parco del Pineto, la Riserva di Monte Mario, Villa Ada e la Riserva della Valle dell'Aniene, rappresenta un polmone verde in grado di chiudere l'anello della prima Cintura dei Parchi di Roma. Sul piano prettamente locale invece può connettere e integrare i perimetrali quartieri di Colli Aniene, Collatino, Prenestino, Pigneto, Torpignattara, Tuscolano, Cinecittà, Torrespaccata, Alessandrino e Centocelle, fino a risolversi in una centralità ambientale non solo archeologica, ma anche tematica così come proposto dall'Osservatorio.Come implicita adesione all'iniziativa, la sinergia proposta dal roma5stelle vuole coinvolgere quanti più cittadini possibili per condividerne e portarne a termine il progetto di Parco Ecomuseo nelle rispettive sedi istituzionali del Comune e della Regione tramite i locali portavoce del Movimento 5 Stelle, e di chiunque vorrà rendersi utile allo scopo, nel rispetto delle Leggi esistenti e di quelle maturate e proposte dai Programmi partecipati dalla cittadinanza.L'obiettivo cardine è rigenerare il primo Bene Comune, le comunità, quelle sinergiche vitalità fra le uniche risorse capaci di farlo, i territori e i relativi abitanti.
Pietro Calabrese - Movimento 5 Stelle alla regione Lazio -	Variante PPCC - Profili di illeggittimità di M. FedelePer l'obiettivo di restituire un'adeguata tutela al Comprensorio "Casilino" contro l'Amazzonia urbanistica della cementificazione è utile fare riferimento a una serie circolari e pareri dell'Ufficio Legislativo del Ministero Beni Culturali sulle "zone di interesse archeologico", tra cui la più significativa è una nota del 5.10.2011 portante "chiarimenti in merito ai procedimenti di rilascio di titoli abilitativi all'edificazione" relativa al Comprensorio archeologico dell'Appia Antica.
Un documento paradigmatico, esplicativo di un complesso regime di tutele vincolistiche che certamente si applica anche al Comprensorio "Casilino" - Ad Duas Lauros.
Alla luce di questa autorevole prassi ministeriale, quest'area urbana, caratterizzata da insigni memorie storiche e archeologiche non minori di quelle dell'Appia Antica, risulta anch'essa protetta dai "diversi regimi di tutela tra loro concorrenti" di cui parla la nota del MIBAC. Oltre ai vincoli paesaggistici e archeologici di normative statali (Codice Beni Culturali - D.Lgs. 42/2004) nel caso di specie sussiste anche il vincolo derivante dalle rigorose prescrizioni della Legge Regionale del Lazio 6 luglio 1998 n. 24. Rilievo di non poco conto, considerando che autorevolmente (Corte Costituzionale), in materia urbanistica le leggi regionali prevalgono su quelle statali.
La pronuncia del 2006 con cui i giudici amministrativi hanno parzialmente annullato il vincolo del D.M. 21/10/1995 ex Legge 431/1985 - non tocca minimamente gli effetti del riconoscimento del Comprensorio nelle
aree di notevole interesse pubblico come
beni d'insieme: vaste località per zone di interesse archeologico nel vigente P.T.P.R. - Piano Territoriale Paesistico Regionale.
Senza alcuna incertezza, fra i "diversi regimi di tutela fra loro concorrenti che presidiano il Comprensorio dal rischio della cementificazione c'è anche la rigorosa tutela del vincolo regionale stabilito dall'art.13, comma 3, lettera b) della Legge Regionale 24/98. (1.81 MB) - Tavola grafica (3.2 MB) - Legenda (757.73 kB)
Questo regime di tutela paesaggistica e archeologica - come detto estraneo e insensibile agli effetti della pronuncia del TAR del 2006 - comporta che tutti gli atti di trasformazione/pianificazione urbanistica, qualsiasi trasformazione dei luoghi - ivi compresa la variante al Piano Particolareggiato Comprensorio "Casilino" - sono inesorabilmente subordinati all’approvazione non di una, ma bensì di DUE Soprintendenze, quella Archeologica (Dott.ssa Anna Buccellato) e quella dei Beni Architettonici e Paesaggistici.
Secondo la citata legge della Regione Lazio, le due Autorità, doverosamente, non potranno che esprimersi "in conformità alle specifiche disposizioni del ... P.T.P.R.".
In questa prospettiva, il deprecabile programma di massiccia edificazione del Comprensorio "Casilino" appare come un'auto che corre in un vicolo cieco rischiando di schiantarsi contro un muro: il doveroso parere negativo di una o di entrambe le Soprintendenze lo renderà illegittimo.	Valutazione del PPCC
Una valutazione del Piano Particolareggiato Comprensorio Casilino (4.47 MB) proposto dal Dipartimento Politiche per la Qualificazione delle Periferie ( !! )
diretto dal Arch. Francesco Coccia
Il Consiglio Municipale ha deliberato all'unanimità la protezione del Comprensorio Casilino di seguito la mozione del centrosinistra (466.8 kB) e quella del centrodestra (6.08 kB), ognuna afferma il NO al piano particolareggiato. Pubblichiamo la risposta dell'architetto Coccia
Il parere del MIBAC (6.66 MB) su via dei Gordiani: una pietra Tombale sullo scellerato progetto dell'Architetto Coccia	Sulla risposta del MIBAC
Di seguito le riflessioni che ho fatto, riferite ai quattro punti della lettera del 3.12.2012 (87.89 kB) della Direzione Regionale del Lazio per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio.
Punto 1. La Direzione Regionale nei riguardi dell’efficacia delle disposizioni ex DM 21.10.1995, a seguito della sentenza del TAR del 11.10.2006, dichiara che la motivazione della sentenza consente di ritenere (interpretazione autentica?) che la sentenza medesima abbia determinato il venir meno delle prescrizioni del vincolo solo in riferimento alle aree incluse nel II PPA e limitatamente alla completa attuazione delle relative previsioni.
A tale riguardo va considerato che il Comune di Roma con D.C. 75 del 20.4.1995, ossia prima dell’apposizione del vincolo, aveva già ufficializzato la non possibilità di realizzare il II PPA, adottando il Progetto Direttore SDO, le cui linee guida presupponevano una pianificazione diversa da quella contenuta nel II PPA e quindi nell’allora vigente PRG. Ad oggi non può più essere realizzato il II PPA nel Comprensorio casilino SDO, tanto è vero che poi è stato adottato il Piano Particolareggiato del 2002 con D:C: 148 del 21.10.2202, peraltro mai trasmesso alla Regione per l’approvazione. Tuttavia il Comune di Roma ha una interpretazione diversa della sentenza rispetto a quella della Direzione Regionale del Lazio, tanto è vero che sta predisponendo un variante urbanistica al PP del 2002. Poiché il Comune di Roma non può attuare le previsioni del II PPA (asse attrezzato-stradone, uffici, etc) nel Comprensorio Casilino SDO, va affrontato il problema di dare certezza alla tutela dell’area in questione, che deve essere tutelata: il vincolo è stato annullato solo per poter realizzare un PPA che non è realizzabile, non per fare altre trasformazioni, le quali dovrebbero essere compatibili con le esigenze di tutela. La stessa Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio ha ricevuto dal Comune di Roma la nota n. 3215 del 13.3.2012 contenente le linee preliminari per la variante al Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino, ed è stata invitata alla conferenza dei Servizi. E’ evidente che si tratta di una trasformazione diversa da quella prevista fino al 1995 dal II PPA, e quindi, al di là delle valutazioni della necessità o meno di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica), l’area risulta essere comunque di interesse archeologico. Infatti è stata perimetrata dal D.M. 10.10.1995, è come tale è stata cartografata dal Piano Territoriale Paesistico Regionale come sottoposta alla tutela prevista dall’Art. 13 della Legge Regionale 24 del 1998.
Read more...	Tutelare il Comprensorio
Tre riconoscimenti che consacrano l'Ecomuseo "Casilino Ad Duas Lauros" al rango di istituzione culturale, arricchiscono e consolidano le motivazioni di ripristino del Vincolo sull'area
il riconoscimento (seppure informale, da completare) del territorio del Municipio Roma 6 come parte integrante della Via Francigena del Sud da parte dell'AEVF - Associazione Europea Vie Francigene, referente italiano del Consiglio d'Europa sull'obiettivo degli Itinerari Culturali Europei, e membro della Consulta degli Itinerari Storici, Culturali e Religiosi del MIBAC; la lettera della Sovraintendenza Comunale del 29.12.2011; la lettera del MIBAC - Soprintendenza Archeologica di Roma del 25.1.2012 in cui testualmente e a data corrente si riconferma che il territorio del Comprensorio Casilino è tuttorasottoposto a vincolo ex D.Lgs. 42/04 Parte III art. 142 (già 431/85 art. 1 lett.m) con DM 21/10/95". Il Comprensorio Casilino è meritevole di tutela essendo parte di un unico Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”. Ne discende la doverosa adozione di adeguati provvedimenti di vincolo della Soprintendenza Archeologica di Roma e di tutela nella Pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino da parte di Roma Capitale.
Lettere spedite al Comune di Roma ed al MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Risposta del MIBAC (67.19 kB) Lettera del MIBAC alla soprintendenza di Roma per la verifica ambientale strategica (1.14 MB) Legge di tutela ambientale	Numeri nel VI
L’esame della situazione ambientale del VI Municipio fa scaturire una pesante criticità che riassumo qui di seguito per punti:
Il Municipio VI si estende su 7,92 Kmq con una popolazione residente di 134.000 abitanti. Ne deriva una densità abitativa di 15.600 abitanti al Kmq, che è fra le più alte d’Italia
Notevole inquinamento atmosferico derivante dal traffico automobilistico, che dai dati forniti dalla centralina ubicata in Via Perestrello è costantemente tra i più alti di Roma
Disponibilità di soli 54 ettari dei verde pubblico, cui corrisponde una disponibilità procapite di soli 4 mq per abitante, la più basse tra i 19 Municipi del Comune di Roma.
Il vigente PRG approvato nel 2008 cerca di pervenire agli standard prescritti dal D.I: 1444 del 1968, che prescrive nella formazione degli strumenti urbanistici una disponibilità procapite di 9 mq di verde di quartiere e di 15 mq di verde urabano. Poiché il territorio è già fittamente edificato e densamente popolato, il PRG riesce ad arrivare a 8,8 mq per abitante prevedendo una popolazione di 144.000 abitanti. Questo risultato viene raggiunto destinando a verde pubblico quasi tutte le aree ancora libere ricadenti all’interno del territorio del Municipio VI, sia quelle presenti nell’ambito del Comprensorio Tiburtino SDO (tra la ferrovia Roma-Pescara e via Prenestina), sia quelle presenti nell’ambito del Comprensorio Casilino (tra Via Prenestina e Via Casilina), sia quelle esterne ai due Comprensori (area del Casale Somaini, etc).
Mentre il Piano Particolareggiato del Comprensorio Tiburtino SDO è stato approvato dalla Regione Lazio, il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino è stato solo adottato nel 2002, ma non è stato mai trasmesso alla Regione Lazio per l’approvazione. Detto PP casilino SDO destinava a verde pubblico ben 90 ettari dei 105 ancora non edificati, su un totale di 136 ettari di superficie. Veniva prevista la realizzazione di 265.000 mc con un incremento di popolazione di 1.800 abitanti.
Recentemente il Comune di Roma ha proposto una variante al Piano Particolareggiato adottato nel 2002, che prevede solo 53 ettari di verde, con un conseguente decremento di 37 ettari rispetto alle previsioni del 2002. Viene prevista una cubatura di 1.500.000 mc al posto di 265.000 mc. La popolazione insediabile viene portata a 14.000 abitanti, con un incremento di ben 12.200 abitanti. Di conseguenza la popolazione prevista dallo strumento urbanistico passerebbe da 144.000 abitanti a 156.200. La disponibilità procapite di verde pubblico prevista per gli abitanti del Municipio VI scenderebbe quindi da 8,8 mq a 5,76 mq, in aperto contrasto con la vigente legislazione urbanistica.
La proposta di Variante al PP Casilino SDO si basa peraltro sull’annullamento del vincolo di tutela apposto nel 1995 a seguito di una sentenza del TAR del 2006, che si è basata su un assunto giuridico che peraltro non avrebbe fondamento, e contro la quale l’Avvocatura di Stato non ha inoltrato ricorso al Consiglio di Stato.
Per concludere, si vorrebbe costruire dove non è possibile per motivi ambientali e urbanistici, e proprio su un’area archeologica che peraltro non è mai stata oggetto di scavi conoscitivi preventivi.
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Resoconto Consiglio Municipale
RISOLUZIONE GIUNTA DEL MUNICIPIO ROMA 6 del 24 maggio2012
Insostenibilità FInanziaria
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References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 142
 art. 1
 sentenza