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Timestamp: 2019-09-21 10:29:42+00:00

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Beatrice Biancardi. Cambiamenti economici e sociali nel territorio di Assisi all’inizio del Novecento : OICOS Riflessioni
Beatrice Biancardi. Cambiamenti economici e sociali nel territorio di Assisi all’inizio del Novecento
Posted by admin on sabato, novembre 3, 2018 · Leave a Comment
Cambiamenti economici e sociali nel territorio di Assisi all’inizio del Novecento
Dall’Unione Italiana Concimi e Prodotti Chimici alla Montecatini, Montedison …
Foto Alinari, primi ‘900. Strada che da Assisi conduce a S. Maria degli Angeli
A. Grohmann, Le città nella storia d’Italia, Assisi. Stazione di S. Maria degli Angeli
Facoltà di Lettere, Lingue, letterature e civiltà antiche e moderne.
Tipo: triennale
Relatore: Lucio D’Angelo
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presentazione: UniversoAssisi 2019, data da stabilire
E. Biagi, La storia d’Italia a fumetti, edita da “Il Messaggero”, 1993, con apparato iconografico di M. Manara
da abstract
Gli anni che segnano il passaggio tra l’Ottocento e il Novecento rappresentano un momento di grande importanza nel contesto mondiale ed europeo, che si ripercuote, poi, nei singoli stati e nelle città, piccole e grandi, che li compongono.
La ricerca è divisa in due parti. Nella prima si tenta di tracciare un breve quadro sulla situazione economica, ma soprattutto sociale, dell’Umbria tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo.
Nella seconda parte dello studio, l’attenzione si focalizzerà prevalentemente sulla spiegazione, attraverso documenti archivistici e un ricco apparato fotografico, del processo di industrializzazione nel territorio di Assisi. L’interesse ricadrà prevalentemente su un’industria locale, la Fabbrica di concimi e prodotti chimici di S. Maria degli Angeli, nata tra il 1907 e il 1908.
A. Grohmann, Le città nella storia d’Italia. Assisi
La nascita della Fabbrica di concimi e prodotti chimici a S. Maria degli Angeli
S. Maria degli Angeli è, oggi, la frazione più estesa e popolata del comune di Assisi, ma prima del 1860 quasi non esisteva. È solo dopo la costruzione della ferrovia, nel 1866, che il paese inizia a vivere, con l’edificazione dei primi due alberghi e la ristrutturazione del tratto dell’antica strada che collega la frazione ad Assisi.
È dagli anni 1906-1907 che si assiste ad una modificazione della zona, quando viene aperta, in prossimità della stazione ferroviaria, la fabbrica della ditta Unione Italiana concimi e prodotti chimici.
È il 12 marzo 1907 quando l’azienda dichiara al sindaco di Assisi di aver acquistato il terreno dal sig. Salvatore Minciotti, per costruire una fabbrica di acido solforico e superfosfato minerale.
Finalmente è il 1º febbraio 1908 e il giorno seguente “L’Eco del Subasio” riferisce:
“L’Eco del Subasio” (Assisi), a. III, n. 18, 2 febbraio 1908
“È sorta come per incanto. Dall’aprile al dicembre del testè passato anno si sono portati a compimento gli ambienti necessari forniti del macchinario occorrente alla fabbricazione per ora dei soli perfosfati. Da più giorni sentivamo la voce della sirena alle 6.30 del mattino, ora della sveglia e poi alle 7 entrata degli operai in fabbrica e principio del lavoro. La fabbrica funzionava già e una visita s’imponeva. […] All’annunzio del nostro arrivo ci venne incontro il Direttore, Signor Paolo Zomer, giovane di alta statura, dall’occhio vivace e intelligente, dal viso sorridente e simpatico, dai modi garbati; fatti in convenevoli, ci siamo annunziati come collaboratori del nostro giornale cittadino, desiderosi di fare una visita alla fabbrica. […] Cominciamo naturalmente dal primo capannone. Esso misura in altezza m.23 non compreso lo sviluppo della tettoia; comprende tre piani costruiti in legno venuto dal Casentino, il tutto eseguito con criteri veramente artistici. Nel pianterreno lato settentrionale, sono disposti quattordici forni, ognuno dei quali ha sei piani; vi si distilla la pirite, materia prima ritirata dalla Spagna, per la produzione dell’acido solforico uno degli elementi essenziali del perfosfato; […] I residui della pirite estratti dai forni si depongono in apposite vasche ove, sottoposti al lavaggio, depongono del rame nella produzione approssimativa del 70%. All’uscita di questo primo capannone verso oriente il Direttore richiamò alla nostra memoria il doloroso incidente di quel giovane, che giorni addietro per una fatale imprudenza vi lasciava la vita. Nel vedere il luogo, ove dall’altezza di meglio che 23 metri cadde lo sventurato giovane, sentimmo una stretta al cuore. Nel cortile, che separa il primo dal secondo fabbricato, sorge maestoso il camino: è un gigante alto 50 metri. Il suo pennacchio, a seconda del colore che presenta, è un indice non solo del regolare funzionamento dei forni, ma ancora delle perdite cui si va incontro, se parte del minerale utilizzabile tanto per la produzione dell’acido solforico, quanto per il rame che dovrebbe rimanere nei residui della pirite, viene asportata fuori allora, secondo la scultoria espressione del Direttore, è denaro che se ne va in fumo. La seconda capanna contiene le macchine per tutti i bisogni della fabbrica; due caldaie a vapore, motori per la luce elettrica, per pompare l’acqua dai pozzi ecc, ecc.
La terza è propriamente destinata alla manipolazione del concime chimico. Vi è dapprima un vasto locale ov’è già depositata una rilevante quantità di fosfato. Questo minerale viene dalle miniere della Tunisia appartenenti quasi per intero alla società, che possiede la massima parte delle azioni. […] Per ora la produzione annua s’aggirerà sui 130.000 quintali e vi sono impiegati un centinaio circa d’operai. Ma la fabbrica è destinata ad ingrandirsi e noi auguriamo che presto prenda il suo totale sviluppo e che il suo impianto nel territorio Assisano sia il primo passo di quel progresso industriale, che tutti desideriamo per l’onore del nostro paese ed il bene dei nostri buoni lavoratori.
Coi più sentiti ringraziamenti, fatta questa visita abbastanza accurata, abbiamo preso commiato dal Signor Direttore, della cortesia del quale serberemo a lunga durata memoria.
Nel fondo della Sezione dell’Archivio di Stato di Assisi, vi è tutta la documentazione riguardante la Fabbrica di concimi e prodotti chimici. In particolare, si trova in esso un documento molto importante. È datato 19 agosto 1908 ed è il regolamento interno per gli Stabilimenti, inviato dalla sede centrale di Milano all’industria assisana. Il regolamento è composto da quattordici articoli, fra i quali i più significativi danno un’idea molto precisa della condizione nella quale sono costretti quasi sempre a lavorare gli operai del primo Novecento:
ART.3. Nessuno potrà essere ammesso ad un lavoro qualsiasi nella Fabbrica, sia pure come apprendista, se non ha compiuti i 15 anni di età.
ART.4. Un segnale speciale indicherà il principio, e la fine del lavoro, nonché gli intervalli di riposo (È il segnale descritto dal giornalista nell’articolo de L’Eco del Subasio del 2-febb-1908). L’operaio dovrà trovarsi in Stabilimento all’ora precisa segnata dall’orario affisso in portineria: ove si presentasse dopo trascorso 10 minuti dall’ora fissata e non più tardi di mezz’ora verrà punito con la ritenuta pari alla mercede di un’ora di lavoro. Trascorsa la mezz’ora l’operaio ritardatario non sarà per quella giornata ammesso al lavoro, salvo giustificazioni od impedimento di forza maggiore. Alla terza recidiva nel periodo di tempo di un mese, l’operaio potrà anche essere licenziato. Non dovrà l’operaio indugiarsi ad applicarsi al suo lavoro, né potrà abbandonare il suo posto durante le ore di servizio senza speciale permesso.
F. Bozzi, Storia del Partito Socialista in Umbria. L’Angelo del Mutuo Soccorso redime l’operaio allontanandolo dai vizi
ART.5. L’operaio che lavora ai forni, alle caldaie, o ad altri apparecchi di continuo moto, non deve per alcun motivo abbandonare il suo lavoro prima di essere stato surrogato.
ART. 7. È rigorosamente vietato agli operai di introdurre nello Stabilimento persone estranee allo stesso: i contravventori potranno anche essere puniti col licenziamento. Le persone che recano cibo agli operai, dovranno fermarsi alla porta d’ingresso.
ART.10. È severamente proibito fumare, schiamazzare e cantare nell’interno dello Stabilimento: i trasgressori saranno puniti con multa, e, se recidivi, potranno essere sospesi fino ad otto giorni dal lavoro. L’ubriachezza in servizio potrà essere punita anche col licenziamento immediato.
ART. 11. Gli operai potranno essere licenziati mediante il preavviso di una settimana, oppure mediante la corresponsione della paga di lavoro. Non ha diritto al preavviso e quindi sarà licenziato immediatamente quell’operaio che commetta una delle seguenti mancanze: ubriachezza, insubordinazione, furto o frode, risse e ferimento. È facoltà dell’operaio di licenziarsi a sua volta col preavviso di una settimana.
ART. 12. Le multe e le ritenute saranno devolute alla Cassa di Mutuo Soccorso per gli operai.
Economia e società in Umbria tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento » 4
1. La seconda rivoluzione industriale » 4
2. L’Umbria dopo l’Unità » 12
3. Forme di associazionismo e di mutualità in Umbria e nel territorio di Assisi » 18
4. Le classi sociali: contadini, operai, artigiani » 31
5. La nascita del socialismo e i progressi del movimento cattolico » 39
L’industrializzazione nel territorio di Assisi: la Fabbrica di concimi e prodotti chimici (1907-1908) » 47
1. Presenze industriali nel territorio di Assisi » 47
2. La nascita della Fabbrica di concimi e prodotti chimici di S. Maria degli Angeli » 60
3. Altre attività lavorative nel comune di Assisi » 72
4. Riflessi politici dell’industrializzazione nel comune di Assisi tra il 1900 e il 1910 » 74
CONCLUSIONE » 79
APPENDICE » 81
BIBLIOGRAFIA » 83

References: ART.3

ART.4

ART.5

ART. 7

ART.10

ART. 11

ART. 12