Source: http://amalialamanna.blogspot.com/2013/02/la-cassazione-applica-in-un-caso-di.html
Timestamp: 2016-12-08 03:57:29+00:00

Document:
JUS & LAW: La Cassazione applica in un caso di giudizio abbreviato incondizionato i principi della sentenza Drassich della Corte EDU in tema di riqualificazione giuridica del fatto JUS & LAW
La Cassazione applica in un caso di giudizio abbreviato incondizionato i principi della sentenza Drassich della Corte EDU in tema di riqualificazione giuridica del fatto La
Cassazione applica in un caso di giudizio abbreviato incondizionato i
principi della sentenza Drassich della Corte EDU in tema di riqualificazione
giuridica del fatto 5
Sez. II, 12.11.2012 (dep. 14.1.2013), n. 1625, Pres. Macchia, Est. Rago
[Luca Masera]
sentenza che può leggersi in allegato rappresenta l'ennesimo esempio di
quanto sia ormai divenuta pervasiva l'influenza delle giurisdizioni
sovranazionali (in questo caso la Corte europea dei diritti dell'uomo) sul
sistema penale interno.
caso sottoposto al vaglio dei giudici di legittimità riguardava un soggetto
che aveva fatto di richiesta di giudizio
abbreviato incondizionato in relazione all'accusa di furto di una
betoniera, ed era invece stato condannato per il reato di ricettazione. La sentenza di
primo grado aveva escluso che tale riqualificazione giuridica del fatto
configurasse una violazione del principio di correlazione tra accusa e
sentenza "perché il contenuto essenziale della seconda imputazione
doveva ritenersi compreso nella più ampia previsione dell'originaria
contestazione di furto"; soluzione che aveva trovato conferma nella
sentenza di secondo grado, dove la Corte d'appello, per negare la
violazione del diritto di difesa, evidenziava altresì come "la
qualificazione ha costituito oggetto di dibattito del giudizio di merito ed
è stata presa in considerazione, avendo l'imputato sostenuto di avere
acquistato la betoniera da persona di cui non ha voluto o sapere indicare
il nominativo, sulla base di un annuncio pubblicato sul giornale".
Suprema Corte, dopo aver brevemente passato in rassegna la giurisprudenza
di legittimità in materia di riqualificazione giuridica del fatto nel
giudizio abbreviato, afferma la necessità di conformare
la propria decisione ai principi affermati dalla Corte
EDU nella sentenza Drassich vs. Italia del 2007, che
vengono dalla Cassazione enucleati in questo modo: perché la
riqualificazione del fatto operata in sentenza non risulti in contrasto con
l'art. 6 § 3 lett. a) e b) della
Convenzione, il giudice deve verificare: a)
"se fosse sufficientemente prevedibile per il
ricorrente che l'accusa inizialmente formulata nei suoi confronti fosse
riqualificata"; b) "la fondatezza dei
che il ricorrente avrebbe potuto invocare se avesse avuto la possibilità di
discutere della nuova accusa formulata nei suoi confronti"; c) quali
siano state "le ripercussioni della nuova accusa sulla determinazione
pena del ricorrente".
applicazione di tali criteri, la Corte nel caso specifico ritiene: a) che
la riqualificazione non potesse
reputarsi prevedibile, non risultando
condivisibile la tesi della sentenza impugnata secondo cui la
qualificazione del fatto a titolo di ricettazione sarebbe stata desumibile
dalle stesse dichiarazioni rilasciate dall'imputato alla Polizia
giudiziaria, in cui egli negava di essere l'autore del furto: secondo la
Cassazione, "negare l'addebito di furto non significa, di per sé,
ammettere o introdurre nelle dialettica processuale, la diversa e più grave
ipotesi di ricettazione"; b) che il diritto dell'imputato a dedurre
relative alla diversa qualificazione sia stato violato benché la difesa
in sede di impugnazione non avesse dedotto alcuna prova, posto che "la
rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello nel rito
incondizionato rappresenta, in virtù dello specifico meccanismo
processuale, di per sé, una evidentissima compressione del diritto di
difesa tale da frustrare, in pratica, ogni diritto di difesa nell'ipotesi
in cui venga mutata, ex officio, la
qualificazione giuridica del fatto"; c) che la riqualificazione del
reato di furto nella più grave fattispecie di ricettazione abbia ovviamente
aumentato il quantum di pena inflitta.
In conclusione, e pur confermando in termini generali l'indirizzo secondo
cui "è possibile riqualificare il fatto da furto a ricettazione",
la Cassazione enuncia il principio di diritto secondo cui "deve
ritenersi violato il principio del giusto processo, sotto il profilo del
diritto alla difesa e del contraddittorio, ove, all'esito del giudizio
abbreviato incondizionato, l'originaria imputazione di furto venga riqualificata
in ricettazione se, in concreto, per l'imputato non fosse sufficientemente
prevedibile che l'accusa inizialmente formulata nei suoi confronti potesse
essere riqualificata e, quindi, non sia stato messo in concreto nella
possibilità di difendersi".
decisione della Corte ci
pare senz'altro condivisibile. Superata
l'angusta visione delle sentenze della Corte EDU come pronunce che valgono
per il solo caso oggetto di valutazione, e non forniscono principi di
applicabilità generale, la Cassazione estende i principi formulati nella
sentenza Drassich (in cui, lo si ricorderà, la riqualificazione del fatto
da corruzione propria a corruzione in atti giudiziari era stata operata
nella sentenza di Cassazione che aveva concluso il giudizio) anche al diverso
caso della riqualificazione operata dal giudice di primo grado all'esito
del giudizio abbreviato incondizionato; e perviene altresì a sistematizzare
in una sorta di breve decalogo di applicazione generale le indicazioni
fornite dalla Corte EDU in quell'occasione. Nel merito della questione,
poi, ci pare importante la precisazione della Cassazione secondo cui la
circostanza che la difesa, a seguito della riqualificazione, non avesse in
concreto presentato richieste istruttorie, non fa venir meno la lesione del
diritto al giusto processo conseguente alla "imprevedibile"
riqualificazione del fatto operata in sentenza: dei tre criteri enunciati
dalla Corte in via cumulativa quello davvero decisivo è allora il primo,
risolvendosi in sostanza il problema della legittimità della
riqualificazione nella verifica che tale possibilità fosse in qualche modo
già emrsa prima della decisione.
estratto dal sito http://www.penalecontemporaneo.it/area/3-/23-/-/2066-la_cassazione_applica_in_un_caso_di_giudizio_abbreviato_incondizionato_i_principi_della_sentenza_drassich_della_corte_edu_in_tema_di_riqualificazione_giuridica_del_fatto/
Sulla possibilità di una riqualificazione ex art. 521 co. 1 c.p.p. di una concussione per induzione ai sensi del nuovo art. 317 c.p. 25 Gennaio 2013
Cass. pen., sez. VI, Pres. De Roberto, Rel. Carcano, Imp. Nogherotto (informazione provvisoria)[Francesco Vigano']
Dall'altro, la Cassazione richiama i principi enunciati dalla Corte EDU nella nota sentenza Drassich c. Italia, 11 dicembre 2007 (clicca qui per accedervi), secondo i quali l'imputato non deve essere 'sorpreso' da una qualificazione giuridica del fatto operata del giudice e diversa da quella enunciata nel'imputazione, senza avere avuto una previa opportunità di discutere su tale qualificazione. La S.C. ritiene allora, del tutto condivisibilmente, che l'imputato debba essere preavvertito dal giudice - evidentemente anche in fase di merito - della possibilità che la propria condotta, qualificata magari per incuriam dal p.m. come meramente induttiva, sia invece considerata in sentenza quale autentica 'costrizione', ovvero della possibilità di essere considerato 'pubblico ufficiale' anzché mero 'incaricato di pubblico servizio'. estratto da http://www.penalecontemporaneo.it/area/3-/23-/-/2039-sulla_possibilit___di_una_riqualificazione_ex_art__521_co__1_c_p_p__di_una_concussione_per_induzione_ai_sensi_del_nuovo_art__317_c_p/
Caso Drassich,
Cass sez II 12.11.2012 n 1625,

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 

sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 § 3
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 art. 521
 art. 317

Cass. 
 sentenza 
 sentenza