Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12296-del-17-05-2017
Timestamp: 2020-07-14 00:57:40+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 12296 del 17/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12296 del 17/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 17/05/2017, (ud. 26/04/2017, dep.17/05/2017), n. 12296
Dott. STALLA Giacomo – rel. Consigliere –
sul ricorso 11117-2013 proposto da:
ETRURIA SERVIZI SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA CICERONE
28, presso lo studio dell’avvocato PIETRO DI BENEDETTO,
rappresentato e difeso dall’avvocato MICHELE MARTINI;
S.T., C.G.;
avverso la sentenza n. 56/2012 della COMM.TRIB.REG. di FIRENZE,
26/04/2017 dal Consigliere Dott. GIACOMO MARIA STALLA.
p. 1. Etruria Servizi srl propone due motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 56/35/12 del 30 ottobre 2012 con la quale la commissione tributaria regionale della Toscana, in riforma della prima decisione, ha ritenuto illegittimi gli avvisi di accertamento notificati, per conto del Comune di Montalcino (SI), a C.G. e S.T. per il mancato pagamento di Ici 2003/2004/2005 su taluni immobili rurali iscritti in categoria catastale A/3 e D/10.
La commissione tributaria regionale, in particolare, ha ritenuto che: nonostante quanto affermato da Cass. SSUU 18565/09, l’esenzione da Ici derivasse non già da classamento catastale in categoria di ruralità (A/6 o D/10) ma dalla effettiva strumentalità dell’immobile all’esercizio dell’agricoltura; – nel caso di specie, tale strumentalità sussistesse, trattandosi di immobili asserviti all’attività agricola svolta dalla società ex art. 2135 c.c..
Nessuna attività difensiva è stata posta in essere in questa sede dalla contribuente.
p. 2.1 Con il primo motivo di ricorso Etruria Servizi lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – omesso esame circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio; per non avere la CTR esaminato la sua eccezione di inammissibilità del ricorso introduttivo della contribuente, perchè privo dell’indicazione della commissione tributaria provinciale adita, D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 18, comma 2, lett. a).
p. 2.2 Il motivo non può trovare accoglimento.
In primo luogo, esso è stato erroneamente proposto sotto il profilo della carenza motivazionale (vieppiù rilevante solo come omesso esame di un fatto decisivo, in base alla nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) cit., qui applicabile ratione temporis) e non dell’omessa pronuncia (ai sensi del n. 4) art. cit.), su domanda o eccezione ritualmente proposta.
Inoltre, esso è privo di ogni autosufficiente indicazione in ordine alla oggettiva ed assoluta incertezza che la mancata indicazione della commissione tributaria provinciale adita (in realtà agevolmente individuabile in quella di Grosseto) avrebbe determinato (tale da giustificare la sanzione di inammissibilità); così come in ordine al pregiudizio, in termini di menomazione del diritto di difesa e di individuazione degli esatti termini della controversia, che in tal modo la società concessionaria avrebbe, in ipotesi, subito.
p. 3.1 Con il secondo motivo di ricorso la concessionaria deduce – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – violazione della normativa Ici di riferimento (D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 1, comma 2; art. 5, comma 2; D.L. n. 557 del 1993, art. 9; D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis. Per avere la commissione tributaria regionale erroneamente disatteso quanto ritenuto dalle SSUU con la citata sentenza n. 18565/09, e confermato dalla normativa sopravvenuta; secondo cui ciò che rileva ai fini dell’esenzione Ici degli immobili rurali è unicamente il loro accatastamento in corrispondente categoria A/6 o D/10, non già la funzione o destinazione concretamente espletate.
p. 3.2 Questo motivo è fondato nei termini che seguono.
Va altresì osservato come quanto stabilito dalle SSUU nella sentenza cit. si sia fatto carico anche dei profili di jus superveniens riconducibili all’emanazione sia del D.L. n. 557 del 1993, art. 9, comma 3 bis conv. in L. n. 222 del 2007, come introdotto dal D.L. n. 159 del 2007, art. 42 bis conv. in L. n. 222 del 2007; sia del D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis conv. in L. n. 14 del 2009. Con la conseguenza che nemmeno in base a questa normativa – salva l’ipotesi di mancato accatastamento – è dato al giudice tributario di accertare in concreto, incidentalmente, il carattere rurale del fabbricato di cui si sostenga l’esenzione da Ici.
p. 4. In definitiva, la sentenza della commissione tributaria regionale va cassata.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, nè essendo state dedotte altre questioni controverse, sussistono i presupposti per la decisione nel merito ex art. 384 c.p.c.; mediante rigetto del ricorso introduttivo dei contribuenti relativo agli immobili classificati in categoria catastale diversa da A/6 e D/10.
In ragione della complessa evoluzione normativa ed interpretativa in materia, sussistono i presupposti per la compensazione delle spese di legittimità e merito.
accoglie il secondo motivo di ricorso, respinto il primo;
cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo dei contribuenti relativo agli immobili classificati in categoria catastale diversa da A/6 e D/10;
compensa le spese di legittimità e merito;
dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione quinta civile, il 26 aprile 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 2135
 art. 360
 art. 18
 art. 360
 art. 1
 art. 5
 art. 9
 art. 23
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 42
 art. 23
 sentenza 
 art. 384
 sentenza