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Timestamp: 2017-09-23 01:09:43+00:00

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ACCORDO VOLONTARIO SETTORIALE PER LA RIDUZIONE DELLE INEFFICIENZE ENERGETICHE TRAMITE LE E.S.C.O. - PDF
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1 ACCORDO VOLONTARIO SETTORIALE PER LA RIDUZIONE DELLE INEFFICIENZE ENERGETICHE TRAMITE LE E.S.C.O. Accordo Volontario settoriale per la realizzazione di interventi per la riduzione delle inefficienze energetiche tramite le E.S.CO. tra Regione Toscana U.R.P.T. A.N.C.I. Toscana Agenzie Energetiche provinciali FIDI Toscana S.p.A. E.S.C.O. Come da Allegato 1
2 Condividono l accordo le seguenti Associazioni di categoria Premesso che: 1) Le iniziative di ottimizzazione del sistema energetico tramite, anche, la riorganizzazione della domanda energetica pubblica e/o compartecipata rappresentano obiettivi del piano energetico regionale e permettono: a) il contenimento dei fenomeni di inquinamento ambientale nel territorio regionale con particolare riferimento agli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto a livello globale e dai provvedimenti dell Unione Europea; b) la realizzazione di politiche di sviluppo socioeconomico delle aree interessate dagli interventi, con particolare riflesso sui livelli occupazionali tali da rispondere in parte agli obiettivi individuati dal patto sociale per lo sviluppo e l occupazione firmato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il ; 2) L importanza della valorizzazione degli interventi di ottimizzazione del sistema energetico tramite, anche la riduzione delle inefficienze, è stato ribadita da fonti normative comunitarie e nazionali e dal Patto Nazionale per l energia e l Ambiente firmat o a Roma nel Novembre ) L attivazione degli accordi volontari è stato ritenuto uno strumento appropriato dal Consiglio dei Ministri dei Paesi dell Unione Europea competenti in materia energetica nella seduta del e ribadito dal Patto Nazionale per l Energia e l Ambiente del Novembre 1998, come strumento di politica ambientale anche al fine di: a) cogliere e sfruttare al meglio le capacità di azione e le risorse esistenti nel sistema economico per il raggiungimento di obiettivi di sviluppo, sulla base di azioni concordate e dimensionate sulle potenzialità di intervento reali dei soggetti coinvolti a condizioni date; b) cogliere e sfruttare le specificità locali dei sistemi territoriali coinvolti, con una migliore aderenza delle soluzioni alle problematiche peculiari e, di conseguenza, l ottimizzazione dell azione rispetto ad obiettivi determinati, misurati ed adattati alle reali necessità; 2
3 c) instaurare un rapporto di collaborazione più stabile e su base consensuale tra attori pubblici ed economici; d) favorire e promuovere politiche di concertazione permanente tra i vari soggetti coinvolti al fine di perseguire il maggior grado di efficienza e di efficacia nell esercizio delle rispettive funzioni nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza,trasparenza e differenziazione, in un quadro di rinnovata reciprocità e coerenza globale; e) garantire la realizzazione degli interventi anche attraverso il sostegno pubblico sia in termini economico-finanziari che attraverso il superamento delle barriere territoriali ed amministrative che possono ostacolare le realizzazioni impiantistiche. 4) La Legge 8 Giugno 1990, n.142 prevede la stipulazioni di accordi tra soggetti pubblici coinvolti nella realizzazione di opere ed interventi con procedimenti di arbitrato in caso di inadempienze dei soggetti partecipanti. 5) La Legge 28 Dicembre 1996, n.662 prevede all Art.2 strumenti di programmazione negoziata, ovvero la possibilità di attivare in via amministrativa nuove tipologie negoziali, anche al di fuori di quelle previste dalla legge, flessibilizzando gli strumenti in ragione delle concrete necessità, anche al fine di perseguire l obiettivo di accelerazione del processo di sviluppo territoriale. 6) Lo strumento dell accordo volontario è stato ricompreso, quale proceduradi programmazione negoziata, nella L.R n 14 Modifiche e integrazioni alla L.R n 45; 7) La Legge Regionale 1 Dicembre 1998, n.88 all Art.28 detta le funzioni riservate alla Regione ed alle Province in tema di energia, nonché incentiva forme di raccordo e processi di concertazione con gli Enti Locali. 8) Il Piano Energetico Regionale (delibera del Consiglio Regionale n.1 del 18/01/2000) in applicazione della Legge Regionale n.45/97: a) indica quale obiettivo minimo da raggiungere all anno 2010 la realizzazione nel settore civile e terziario di interventi che determinino una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di tonnellate all anno e un risparmio di tonnellate equivalenti di petrolio all anno; b) prevede che siano utilizzati nuovi meccanismi di mercato per: - la riorganizzazione della domanda energetica pubblica e/o compartecipata per la contrattazione con i fornitori di mercato dell acquisto dei vettori energetici a costo ridotto, privilegiando le fonti rinnovabili; - la compressione della domanda energetica pubblica e/o compartecipata tramite l utilizzo delle tecniche di Third Part Financing (TPF) per ottenere la riduzione delle emissioni inquinanti a costo nullo per gli enti locali; c) prevede che siano utilizzati meccanismi di ingegneria finanziaria per: - agevolare l accesso al credito per implementare lo sviluppo di un mercato energia orientato alla sostenibilità ambientale e economica; - finanziare la produzione anche attraverso meccanismi indiretti o attraverso tecniche di Project Financing ( PF ) o attraverso accordi di acquisto dei vettori energetici a prezzo concordato, al fine di premiare l efficienza energetica e gestionale; d) indica che siano utilizzati meccanismi di politica concertata per: - realizzare interventi di riduzione e/o di produzione che si andranno a realizzare sul territorio toscano al fine di garantire sostenibilità ambientale ed economica; - sviluppare accordi con i soggetti finanziari e bancari al fine di agevolare l accesso al credito per le imprese e le aziende che vogliono sviluppare interventi sulla base di TPF e PF; 3
4 - indirizzare e stimolare i soggetti ( con particolare riferimento alle compartecipate pubbliche ) che a diverso titolo entrano nel mercato dell energia al fine di promuovere le ESCO; e) da indirizzo di: - cogliere e sfruttare al meglio le capacità di azione e le risorse esistenti nel sistema economico per il raggiungimento di obiettivi di sviluppo, sulla base di azioni concordate e dimensionate sulle potenzialità di intervento reali dei soggetti coinvolti a condizioni date; - cogliere e sfruttare le specificità locali dei sistemi territoriali coinvolti, con una migliore aderenza delle soluzioni alle problematiche peculiari e, di conseguenza, l ottimizzazione dell azione rispetto ad obiettivi determinati, misurati ed adattati alle reali necessità; - favorire e promuovere politiche di concertazione permanente tra i vari soggetti coinvolti al fine di perseguire il maggior grado di efficienza e di efficacia nell esercizio delle rispettive funzioni nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza,trasparenza e differenziazione, in un quadro di rinnovata reciprocità e coerenza globale; - perseguire gli obiettivi attraverso azioni che tengano conto delle nuove dinamiche di liberalizzazione del mercato dell energia, degli ormai consolidati indirizzi normativi per il risparmio energetico ed orientando il mercato attraverso il governo della domanda energetica interna, l orientamento alla produzione, coordinando le politiche di settore e utilizzando nuovi meccanismi di architettura finanziaria: 9) La FIDI Toscana S.p.A., quale momento di raccordo fra la Regione ed il sistema bancario, può organizzare i meccanismi di ingegneria finanziaria necessari ad implementare lo sviluppo del sistema che si intende promuovere e sostenere: CIO PREMESSO si conviene e si stipula il seguente accordo settoriale per la riduzione delle inefficienze energetiche tramite interventi effettuati da E.S.C.O da realizzarsi sul territorio della Regione Toscana, con le seguenti modalità: Art. 1 COSA FA UNA E.S.C.O. La ESCO: - si propone ad un soggetto terzo sia pubblico che privato procedendo ad un analisi dello stato energetico delle strutture e delle attività del soggetto stesso. - Individua e valuta le opportunità di risparmio energetico e/o di approvvigionamenti energetici ad effetti emissivi minori o nulli del cliente e propone uno scenario di soluzioni e di interventi quando i risparmi ipotizzati consentono quantitativamente di procedere in un operazione finanziariamente compatibile con l attività d impresa. - Concorda un contratto che garantisce il livello di prestazioni prestabilite e solleva il cliente dai rischi tecnici legati all investimento. - Finanzia il progetto rientrando dell investimento i risparmi ottenuti dal cliente con la riduzione dei consumi. - Si assume la responsabilità della gestione energetica. 4
5 Art. 2 OBIETTIVI DI EFFICIENZA ENERGETICA E AMBIENTALI Il presente accordo si propone di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica indicati dal Piano energetico regionale tramite: a) la compressione dei consumi: b) la razionalizzazione dei consumi: c) l inserimento di tecniche di produzione energetica da fonti rinnovabili: d) il raggiungimento di sinergie positive pubblico privato: e) l ottenimento di risparmi economici per il soddisfacimento della domanda energetica: f) la massimizzazione di tali risparmi mediante aggregazione dei progetti che consenta l accesso a meccanismi di finanza innovativa g) la riduzione delle emissioni anche al fine di accedere alla finanza derivata h) anagrafica del territorio Per la definizione degli indicatori in base ai quali quantificare gli obiettivi ed attuare il monitoraggio dei risultati si assume che il presente accordo rappresenti in documento quadro di partenza di una iniziativa che si attuerà nella sua complessità anche tramite successivi provvedimenti. In quanto accordo quadro di partenza prevede obiettivi prioritari, ma parziali rispetto al totale dei consumi toscani che sono riportati nella seguente tabella: Tipi di attività 1998 ( mln KWh) 1999 ( mln KWh ) Var. (%) AGRICOLTURA 199,3 209,5 5,1 INDUSTRIA 9.089, ,6 4,3 TERZIARIO 4.306, ,0 4,8 DOMESTICO 3.836, ,6 2,1 TOTALI , ,7 3,9 Prevedendo, in via prioritaria ma senza escludere altri settori, di operare sulle inefficienze sui consumi elettrici si possono prendere a riferimento i seguenti obiettivi iniziali agendo sui seguenti comparti e riferendosi, per l effettuazione delle stime, a dati di provenienza Unione Europea Consumi % risparmio Riduzione CO2 evitata Risparmio consumi KWh 99 stimato sui attesa Kg../anno Euro/anno X 1000 consumi Comparti KWh x 1000 Pubblica illuminazione ,05 Pubblica Amministrazione Alberghi, ristoranti e ,91 bar Credito e Assicurazioni ,25 Altri servizi ,46 Acquedotti ,09 Totali ,34 Ipotizzando di definire contratti della durata di 10 anni si attendono i seguenti risultati: Totali risparmi da gestire nei 10 anni Valore atteso dai titoli di efficienza energetica 5 Totale massa monetaria/finanziaria Investimenti stimati
6 nei 10 anni efficienza energetica monetaria/finanziaria Euro ,90 Euro ,16 Euro ,10 Euro ,80 Vanno inoltre sottolineate le seguenti considerazioni: 1) Le azioni promosse dal presente accordo portano anche al contenimento della domanda energetica e, quindi, alla riduzione della necessità di nuove centrali di produzione. 2) Si apre un nuovo mercato del lavoro che, da stime dell Unione Europea, può essere quantificato in 70 unità occupate stabilmente ogni milione di dollari investiti. 3) I risultati previsti rappresentano, in termini di riduzione dei gas ad effetto serra contabilizzati come anidride carbonica, il 25% degli obiettivi che il Piano Energetico Regionale pone per il comparto civile e terziario. Art. 3 QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLE E.S.CO NECESSARIE PER L INSERIMENTO NELL ELENCO REGIONALE CHE LE IMPEGNA AD OPERARE IN TOSCANA SECONDO LE CONDIZIONI DELL ACCORDO VOLONTARIO Per l inserimento nell elenco regionale le ESCO devono avere le seguenti caratteristiche che possono essere anche reperite all interno dei singoli soci che costituiscono la società: 1) Nell atto costitutivo della società devono essere presenti fra gli scopi ( oggetto sociale ) il risparmio energetico. 2) Devono dimostrare di avere congiuntamente capacità di: - Audit energetico iniziale - Progettazione tecnica per realizzare il risparmio energetico - Realizzazione operativa di impianti e sistemi di gestione energetica - Management energetico sia dal punto di vista amministrativo che economico - Management finanziario di investimento A tal fine devono presentare, con riferimento agli ultimi tre anni: a) Fatture, ordini o certificazioni del cliente finale ascrivibili alla categoria di interventi di risparmio energetico e riduzioni delle emissioni inquinanti a parità di prestazioni energetiche b) ordini eseguiti con tecniche finanziarie del T.P.F. o P.F. cioè senza costi e rischi economici per la committenza c) Certificazione ISO o ISO 9000 o EMAS o, comunque l impegno ad acquisire tali certificazioni entro i successivi tre anni dall iscrizione all albo pena l esclusione dall albo stesso. Le capacità finanziarie di cui al precedente punto b) possono essere acquisite tramite opportune convenzioni con istituti bancari o finanziari. 3) Devono dichiarare di operare secondo le condizioni dell accordo volontario sottoscritto. Art. 4 STRUMENTI PER L ATTUAZIONE DELL ACCORDO Per dare definizione ai contenuti dell accordo si conviene il seguente percorso: a) Coinvolgimento diretto delle E.S.C.O. e attivazione della loro capacità progettuale e propositiva: b) Attivazione della finanza innovativa quale F.T.T. e P.F c) Costituzione di un soggetto aggregante che crei l accesso al mercato finanziario specializzato: d) Accesso ai certificati verdi e ai titoli di efficienza energetica e) Obbligo di certificazione: 6
7 - dei consumi storici di riferimento del soggetto su cui è previsto l intervento - dei risultati degli interventi - del permanere annuale dei risparmi Art. 5 SUPPORTI TECNICI - AMMINISTRATIVI - Le pubbliche amministrazioni dovranno interagire con le ESCO (anche non firmatarie del presente accordo ) secondo le procedure europee per le gare di servizi - Per la certificazione di cui al precedente art. 2 lett. e) verranno individuate dalla Regione i soggetti abilitati a farlo; Art. 6 DEFINIZIONE DEGLI IMPEGNI 6.1 la Regione si impegna: a) a svolgere attività informativa del presente Accordo Volontario b) ad ammettere i progetti presentati dalle E.S.C.O. firmatarie del presente accordo al regime delle incentivazioni economiche nei casi in cui voglia indirizzare le iniziative verso settori di intervento previsti come prioritari nei propri atti di pianificazione; c) a considerare i progetti presentati dalle E.S.C.O. firmatarie del presente accordo con carattere di premialità nei bandi/avvisi che saranno adottati dalla Regione per l attribuzione di incentivazioni economiche; d) ad individuare i soggetti certificatori dei risultati e ad indicare i meccanismi di certificazione e) a fornire tutte le informazioni esistenti e future e l accesso alle banche dati in merito all utilizzo dell energia nel territorio; 6.2 Le E.S.C.O. si impegnano: a) ad utilizzare e valorizzare prioritariamente le professionalità esistenti sul territorio regionale per la realizzazione dei progetti b) ad operare sul mercato secondo le linee guida e le procedure definite dal presente accordo: c) a costituirsi in un eventuale soggetto societario cui trasferire i contratti per il conseguimento dei benefici derivanti dalla finanza innovativa: d) a contribuire ai costi di certificazione nella misura da determinare in maniera concordata e) a comunicare tutti i dati dei progetti per la formazione dell anagrafica territoriale alla Regione o soggetto da essa indicato che li utilizzerà solo ai fini statistici e di programmazione. 6.3 La FIDI Toscana si impegna: a) ad operare, anche costituendo apposito soggetto societario, per l attivazione degli strumenti di finanza innovativa ed, in via generale, per l accesso al mercato finanziario dei soggetti firmatari del presente accordo. b) A promuovere iniziative dirette alla soluzione dei problemi assicurativi che possono presentarsi in fase attuativa 7
8 6.4 A.N.C.I. e U.R.P.T. Manifestano interesse per l accordo e si impegnano a dare idonea diffusione presso tutti i loro associati delle opportunità che lo stesso presenta. 6.5 Soggetti certificatori Si dovranno impegnare, utilizzando procedure riconosciute internazionalmente, a svolgere la funzione di certificazione secondo le modalità dell art. 2 lett. e) Dovranno certificare, inoltre, all Regione gli effetti in termini di occupazione previsti all articolo 1 I soggetti firmatari del presente accordo prevedono incontri, di norma semestrali, per la valutazione dell andamento del processo di costruzione del sistema anche al fine, se necessario, di procedere alla conclusione di nuovi accordi operativi che realizzino il presente accordo quadro. I SOGGETTI SOTTOSCRITTORI DELL ACCORDO I SOGGETTI CHE CONDIVIDONO L ACCORDO 8

References: Art.2
 Art.28
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 art. 2
 Art. 6
 art. 2
 articolo 1