Source: https://www.ricercagiuridica.com/sentenze/sentenza.php?num=3449
Timestamp: 2020-08-05 16:48:06+00:00

Document:
Cassazione Civile, sezioni unite - Sentenza n. 17355/2009 - testo integrale Sentenza
Cassazione Civile, sezioni unite - Sentenza n. 17355/2009
Circolazione stradale · multa · contravvenzione · querela di falso
http://www.semaforoverde.it/Default.aspx?tabid=2006&language=it-IT
"nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà, mentre è riservato al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti".
Il Giudice di pace de L'Aquila con sentenza del 17 novembre 2003, in accoglimento dell'opposizione proposta da D. F., annullò il verbale del (OMISSIS), con il quale la Polstrada aveva accertato la violazione dell'art. 172 C.d.S., commi 1 ed 8, per avere il D. circolato alla guida di un veicolo senza utilizzare la cintura di sicurezza.
Osservò il giudice che, non potendo il verbale fare piena prova ex art. 2700 c.c. di un fatto non avvenuto alla presenza degli agenti di polizia, ma presunto dall'osservazione a distanza del momentaneo arresto del veicolo, e che avendo il D. giustificato l'arresto con l'esigenza di sistemare meglio la cintura di sicurezza da lui indossata, trovava applicazione il disposto della L. n. 689 del 1981, art. 22, comma 12, secondo il quale l'opposizione deve essere accolta quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente.
L'Ufficio territoriale del Governo è ricorso con un motivo per la cassazione della sentenza e l'intimato D. non ha resistito in giudizio.
La questione dell'efficacia probatoria dei fatti attestati nel processo verbale di accertamento delle violazioni amministrative, e dei suoi limiti, nel giudizio di opposizione promosso dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, ex art. 23, (modifiche al sistema penale), avverso l'ordinanza-ingiunzione irrogati va di una sanzione pecuniaria (id est ex art. 204-bis C.d.S.), è stata già esaminata dalle Sezioni Unite di questa Corte, le quali nella sentenza n. 12545/1992 hanno posto in rilievo che:
Ai rilievi non sono seguiti nella giurisprudenza significativi dissensi quanto alla natura di atto pubblico del verbale di accertamento ed alla gerarchia della prova che, in virtù del disposto dell'art. 116 c.p.c., comma 1, questa introduce va nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione del pagamento delle sanzioni e, tanto meno, quanto all'esclusione dalla fede privilegiata delle valutazioni espresse dal pubblico ufficiale, mentre relativamente alla categoria degli apprezzamenti personali è evidente in successive decisioni una deriva non soltanto verso l'inclusione in essi di una generalità di fatti attestati nel verbale, sul mero fondamento della possibilità di distinguere la loro percezione in statica o dinamica e dell'idoneità delle sole percezioni statiche a dare certezza al fatto accertato, ma anche verso una generale ed indiscriminata possibilità di prova nel procedimento L. n. 689 del 1981, ex art. 23, dell'errore del pubblico ufficiale nelle percezioni dinamiche, in base all'assunto, sostanzialmente contraddittorio, che l'efficacia probatoria piena dell'atto pubblico sia condizionata dalle ragioni poste a base della contestazione dei fatti in esso attestati.
Inoltre, con specifico riferimento alla materia della circolazione stradale, nella quale più frequente la percezione dinamica dei fatti integranti le violazioni sono stati in qualche caso anche ignorati, ed in altri travisati, i requisiti dell'occasionalità della percezione e della repentinità dell'accadimento, enucleati dalle Sezioni Unite, e nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione è stato ritenuto talora di per sè risolutivo il solo disconoscimento da parte dell'interessato dei fatti oggetto di percezione dinamica, e talaltra ammesso l'espletamento della prova contraria, in base all'unica considerazione della limitata durata dello stimolo sensoriale percepito dal pubblico ufficiale e della sua ridotta possibilità di verifica (cfr. ad esempio: il rilevamento del numero di targa di un'autovettura in movimento, cass, civ., sent. n. 3522/1999; o il superamento di un semaforo recante luce rossa: Cass. civ., sent. n. 14048/2005).
L'approccio alla questione relativa all'ammissibilità della contestazione e della prova nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione non va conseguentemente condotto con riferimento alle circostanze di fatto della violazione attestate nel verbale come percepite direttamente ed immediatamente dal pubblico ufficiale ed alla possibilità o probabilità di un errore nella loro percezione, ma esclusivamente in relazione a circostanze che esulano dall'accertamento, quali l'identificazione dell'autore della violazione e la sua capacità o la sussistenza dell'elemento soggettivo o di cause di esclusione della responsabilità, ovvero rispetto alle quali l'atto non è suscettibile fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà (ad esempio, tra numero di targa e tipo di veicolo al quale questa è attribuita).
Ogni diversa contestazione, in esse comprese quelle relative alla mancata particolareggiata esposizione delle circostanze dell'accertamento od alla non idoneità di essa a conferire certezza ai fatti attestati nel verbale, va invece svolta nel procedimento di querela di falso, che consente di accertare senza preclusione di alcun mezzo di prova qualsiasi alterazione nell'atto pubblico, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti o del loro effettivo svolgersi ed il cui esercizio è imposto, oltre che dalla già menzionata tutela della certezza dell'attività amministrativa, anche dall'interesse pubblico alla verifica in sede giurisdizionale della correttezza dell'operato del pubblico ufficiale che ha redatto.
Deve, conseguentemente, essere affermato il principio che: "nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà, mentre è riservato al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti".
Detto principio è stato disatteso dalla sentenza impugnata, giacchè ha escluso l'efficacia probatoria del verbale nel quale gli agenti della polstrada avevano attestato di avere direttamente percepito la commissione della violazione in base ad un apprezzamento del carattere presunto della percezione a lui precluso nel giudizio di opposizione dalla fede privilegiata del verbale di accertamento.
Alla fondatezza del motivo seguono la cassazione della sentenza e, a norma dell'art. 384 c.p.c., comma 2, il rigetto dell'opposizione proposta dall'intimato davanti al giudice di pace, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.
La Corte accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata.
Decidendo nel merito rigetta l'opposizione proposta dal D. avverso il verbale di accertamento della violazione e dichiara non ripetibili le spese del giudizio.
Circolazione stradale Multa Contravvenzione Querela di falso

References: Sentenza 
 Sentenza

 Sentenza 
 sentenza 
 art. 2700
 art. 22
 sentenza 
 art. 23
 art. 204
 sentenza 
 art. 23
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza