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Timestamp: 2018-05-22 11:30:46+00:00

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Home Principi e tutela penale Principi del diritto penale Colpevolezza, umanità della pena e punibilità
FALCINELLI-Sul trattamento penitenziario non disumano né degradante: una guida al dialogo “a rime obbligate”tra CEDU, Costituzione italiana e norme penali
Sommario: 1. La sentenza Torreggiani e altri c. Italia: tra passato, presente e futuro; 2. La questionata legittimità costituzionale del rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena, ex art. 147 c.p.; 3. Conclude la Corte costituzionale: le ragioni di una inammissibilità “di principio”; 4. Segue: e il ruolo di “Moderno Moderatore di Sistema”.
1. La pronuncia della Corte costituzionale resa con sentenza n. 279 del 2013 si inserisce in un contesto ordinamentale che, in relazione al tema della tutela dei diritti fondamentali delle persone sottoposte a pena detentiva, mette in diretta e stretta comunicazione i due Garanti: la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte costituzionale. L’unione tra i due livelli di sindacato, e per l’effetto anche di protezione, rafforza la corrente valutazione: v’è un conflitto tra le Carte dei diritti rispettivamente applicate dai due Custodi e la situazione originata dal sovraffollamento delle carceri italiane. L’affermazione unisona si colloca così accanto alle altre prese di posizione “istituzionali” estrinsecatesi - da tempo, e diffusamente ripetute negli ultimi mesi - in convinte esortazioni al Parlamento nazionale ad ottemperare alla fondamentale decisione della Seconda Sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo, Torreggiani e altri c. Italia.[...]
SARTARELLI-La giurisprudenza della Corte EDU in materia di disenfranchisement ovvero sulla privazione del diritto di voto dei detenuti
Una doverosa premessa.L’approccio riservato dalla Corte europea dei diritti umani alla spinosa questione della compatibilità con il sistema convenzionale della privazione del diritto di elettorato attivo per coloro che subiscano una condanna penale assume, per certi versi, la forma di un “dibattito” piuttosto acceso, intercorrente tra la Corte stessa eil Regno Unito. Tanto ciò è vero che proprio a tale Paese, ben più che agli altri, si rivolgono indirettamente le linee-guida individuate nella sentenza della Grande Camera Scoppola c. Italia (n. 3) del 22 maggio 2012 . In questa sentenza, infatti, il nostro ordinamento finisce per assumere un ruolo piuttosto insolito, visti i più recenti approdi giurisprudenziali della Corte in cui l’Italia, invece, è stata sovente “redarguita” e “condannata” a risanare le situazioni patologiche censurate in sede europea , e cioè quello, addirittura, di una sorta di “modello” esportabile in altri Paesi membri del Consiglio d’Europa (primo fra tutti, il Regno Unito, appunto). [...]
FALCINELLI-"Weak" statute and "strong" statute of the humanity of the penalty (proportionate): the function of re-education in the zone of the European Convention of Human Rights and of the Italian Constitution
La decisione in commento mette un punto sulla più recente evoluzione della giurisprudenza di Strasburgo quanto alla compatibilità tra l’ergastolo nella forma di pena detentiva senza beneficio della liberazione anticipata o condizionale ed il precetto ex art. 3 CEDU, a garanzia di una pena né disumana né degradante. Con la pronuncia si sanciscono, all’unanimità, i principi per cui l’imposizionedella pena dell’ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata non viola di per sél’art. 3 CEDU sempre che tale pena non debba considerarsi gravemente o manifestamente sproporzionata(grossly or clearly disproportionate) rispetto alla gravità del fatto; e a condizione che il condannato possa comunque beneficiare di una possibilità, de iure o de facto, di liberazione.[...]
La violazione del “dovere di diligenza” determina la condanna dello Stato per i delitti commessi dal detenuto che fruisca di misure alternative
1.Con la sentenza in esame, la Corte europea dei diritti dell’uomo (http://www.echr.coe.int/echr/en/hudoc) condanna l’Italia per la violazione dell’art. 2 CEDU sotto un duplice profilo, quello sostanziale consistente nella inosservanza dell’obbligo di assicurare una protezione generale della società contro comportamenti delittuosi commessi da detenuti per crimini violenti che fruiscano della semilibertà; e quello procedurale ravvisabile nell’aver mancato di condurre un’indagine soddisfacente rispetto alle possibili responsabilità dei propri funzionari. [...]

References: sentenza 
 art. 147
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 sentenza