Source: https://www.scribd.com/doc/89161427/Riforma-Protezione-Civile-Testo-della-bozza
Timestamp: 2017-05-24 21:58:19+00:00

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!'1 0 APR. 2012
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DIPARTIMENTO GIURfDICI
PER GLI AFFARI E LEGISLATIVI
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A TUTTI I CAPI UFFICIO LEGISLATIVO LORO SEDI Al Ragioniere dello Stato ROMA Generale
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OGGETTO: schema di decreta - legge recante riforma della Protezione Civile (PRESIDENZA)
Ai fini di cui all'art. 2, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e .dell'art. 3, Comma 4, del D.P.C.M. 10 novembre 1993, si trasmette del provvedimento
10 schema'
in oggetto, da sottoporre
al Consiglio dei Ministri,
esarnedelPreconaiglin,
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d PRESIDENTE DEL
IL PRESIDENTEDELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necesslta ed urgenza di emanare disposizioni per iI riordino del Servlzio nazionale di protezione civile ed il rafforzamento della sua capaclta operativa, nonche di garantire il corretto impiego e reintegro del Fondo nazionale di protezione civile, al fine di rendere piu incisivi gli interventi di protezione civile da parte della Presidenza del Consiglio del Ministri; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio del Ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, della difesa, dell'interno e del lavoro e delle politiche soclalt: Em a n a il seguente decreto-Iegge:
Art. 1 (Servizio nazionale della protezione civile)
1 della legge 24 febbraio "Art. 1
1. II Servizio nazionale della protezione civile tutela Ie persone, i beni, gli insediamenti e I'ambiente dai danni e dal pericolo di danni derivanti da calarnita naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. 2. II Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega, il Ministro dell'interno, per il conseguimento delle finalita del Servizio nazionale della protezione civile, promuove e coordina le attlvlta delle amministrazioni delle Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sui territorio nazionale. 3. Per 10 svolgimento delle flnalita di cui al comma 2, il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi del medesimo comma 2, iI Ministro dell'interno, si avvale del Dipartimento della protezione civile, istituito nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'artlcolo 21 della legge 23 agosto 1988, n. 400.".
Art. 2 (Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze) 1. L'articolo 2 della legge 24 febbraio seguente: "Art. 2
1. Ai fini dell'attlvlta di protezione civile qll eventi si distinguono in:
1992, n. 225
a) eventi calamitosi naturali 0 connessi con l'attlvlta dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria; b) eventi calamitosi naturali 0 connessi con l'attlvlta dell'uomo che per loro natura, intenslta ed estensione comportano I'intervento coordinato di pill enti 0 amministrazioni competenti in via ordinaria; c) calarnlta naturali 0 connesse con l'attlvlta dell'uomo che, in ragione della loro lntenslta ed estensione, debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo.".
Art. 3 (Attivita e compiti di protezione civile)
1. I commi 1, 2 e 3 dell'articolo 3 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 sono
sostituiti dai seguenti: "1. Sono attivlta di protezione civile quelle volte alia previsrone e prevenzione del rischio di eventi di cui all'articolo 2, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attlvlta necessaria ed indifferibile diretta a superare I'emergenza connessa at verificarsi degli eventi di cui al predetto articolo. A questi fini, fra Ie tipologie di rischio rientrano quelli meteo-idrologici, idraulici, di frana, slsrnlcl, vulcanici, di maremoto, di incendio, chimici, nucleari, industriali e ambientali. 2. La prevrsione consiste nelle attlvlta, svolte con il concorso dei soggetti scientifici e tecnici competenti in materia, dirette alia identificazione degli scenari di rischio probabili e dei rischi per i quali e possibile il preannuncio, it rnonltoraqqlo, la sorveglianza e vigilanza in tempo reate degli eventi e dei
conseguenti livelli di rischio attesi. L'attlvlta di vigilanza e svolta attraverso presidi territoriali organizzati dai soggetti competenti in via ordinaria. 3. La prevenzione consiste nelle attlvlta volte ad a evitare 0 ridurre al minima la posstbulta che si verifichino danni conseguenti agli eventi di cui all'articolo 2 anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attlvita di previsione. La prevenzione dei diversi tipi di rischio si esplica in attlvlta non strutturali concernenti, ove necessario, I'allertamento, la pianificazione di emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della protezione civile e I'informazione alia popolazione, la norniativa tecnica e l'attlvlta esercitativa.". 2. AI comma 4 dell'articolo 3 della legge n. 225 del 1992, dopo la parola "interventi", sono inserite Ie seguenti: "lnteqratl e coordinati".
Art. 4 (Stato di emergenza e potere di ordinanza) 1. All'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono apportate Ie seguenti modificazioni a) il comma 1 e sostituito dal seguente: \\1. AI verificarsi degli eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), ovvero nella loro imminenza, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega, del Ministro dell'interno, acquisita I'intesa delle Regioni territorialmente interessate, delibera 10 stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alia quanta ed alia natura degli eventi, nonche indicando l'Amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare gli interventi conseguenti all'evento successivamente alia scadenza del termine di durata dello state di emergenza. Con Ie medesime rnodaltta si procede alia eventuale revoca dello state di emergenza al venir meno dei relativi presuppostL"; b) dope il comma 1 inserito il seguente: \\l-bis. La durata della dichiarazione dello stato di emergenza non puc, di regola, superare i sessanta giorni. Uno stato di emergenza dichiarato, previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri, PUQ essere prorogato ovvero rinnovato per non plu di quaranta giorni."; c) iI comma 2 sostituito dal seguente: "2. Per I'attuazione degli interventi da effettuare durante 10 stato di emergenza dichiarato, si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico. Le ordinanze sono emanate, acquisita I'intesa delle Regioni territorialmente interessate, dal Capo del Dipartimento della protezlone civile, qualora a cto delegato dal Presidente del Consiglio dei Ministri can il decreto di
dichiarazione dello stato di emergenza. Qualora il Ministro dell'Interno sia state delegato, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, la delega al capo del dipartimento deve essere proposta dallo stesso Ministro. II Capo del Dipartimento della protezlone civile e responsabile delt'attuazione delle ordinanze. Con Ie ordinanze si dispone esclusivamente in ordine alia organizzazione dei servizi di urgente soccorso e assistenza ai soggetti colpiti dall'evento, nonche agli interventi provvisionali indispensabili aile prime necessita nei limiti delle risorse disponibili, allo scopo finalizzate."; d) dopo it comma 2 e inserito il seguente: "2-bis. Le ordinanze di cui al comma 2, a seconda dell'autorlta che Ie emana, sono trasmesse per informazione al Ministro dell'interno ovvero al Presidente del Consiglio dei Ministri. Le ordinanze emanate entre il ventesimo giorno datla dichiarazione dello stato di emergenza sono provvisoriamente immediatamente efficaci e sono altresi trasmesse at Ministero dell'economia e delle finanze afflnche comunichi gli esiti della loro verifica al Presidente del Consiglio dei Ministri per i conseguenti provvedimenti. Successivamente al ventesimo giorno dalla dichiarazione dello stato di emergenza Ie ordinanze sono emanate previo concerto del Ministero dell'economia e delle finanze, limitatamente ai profili finanziari."; e) it comma 3
e abrogato;
f) it comma 4 sostituito dat seguente: "4. II Capo del Dipartimento della Protezione civile, per I'attuazione degli interventi previsti nelle ordinanze di cui al comma 2, si avvale delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile, di cui agli articoli 6 ell, coordinandone l'attlvlta e impartendo specifiche disposizioni operative. Le ordinanze emanate ai sensi del comma 2 individuano i soggetti responsabili per I'attuazione degli interventi previsti ai quall affidare ambiti definiti di attlvlta, identificati nel soggetto pubblico ordinariamente competente allo svolgimento delle predette attlvlta in via prevalente, salvo motivate eccezioni. Qualora it Capo del Dipartimento si avvalga di commissari delegati, il relativo provvedimento di delega deve specificare it contenuto dell'incarico, i tempi e Ie rnodalita del suo esercizio. Le funzioni del commissa rio delegato cessano con la scadenza dello stato di emergenza. I provvedimenti adottati in attuazione delle ordinanze sono soggetti a i controll i previsti da Ita normativa vigente."; g) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: \\ 4-bis. Per I'esercizio delle funzioni loro attribuite ai sensi del comma 4, non e prevista la corresponsione di alcun compenso per il Capo del Dipartimento della protezione civile e per i commissari delegati, ove nominati tra i soggetti responsabili titolari di cariche elettive pubbliche. Ove si tratti di altri soggetti e ne ricorrano i requisiti, ai commissari delegati e ai soggetti che operano in attuazione delle ordinanze di cui al comma 2 si applica I'articolo 23-ter del decreto-Iegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalta 4
legge 22 dicembre 2011, n. 214; iI compenso commisurato proporzionalmente alia durata dell'incarico. 4-ter. Almeno dieci giorni prima della scadenza del termine di cui al comma 1bis, il Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero iI Ministro ovvero iI Capo del Dipartimento della protezione civile, se delegati ai sensi del comma 2, emana ordinanza volta a favorire e regolare il subentro dell'Amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare gli interventi, conseguenti all'evento, che si rendono necessari successivamente alia scadenza del termine di durata dello state di emergenza. Ferma in ogni caso I'tnderoqabltita dei vlncoll di finanza pubblica, con tale ordinanza possono essere altresl emanate, per la durata massima di sei mesi, disposizioni derogatorie a quelle in materia di affidamento di lavori pubblici." h) i commi 5-bis, ter, quater, quinquies e sexies sono sostituiti dai seguenti: "5-bis. Ai flnl del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, i Commissari delegati titolari di contebmta spectall, ai sensi degli articoli 60 e 61 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e dell'articolo 333 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, rendicontano, entre il quarantesimo giorno dal termine della gestione 0 del loro incarico, tutte Ie entrate e tutte Ie spese riguardanti I'intervento delegato, indicando la provenienza dei fondi, i soggetti beneficiari e la tipologia di spesa, secondo uno schema da stabilire con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Presidenza del Conslqllo dei Ministri, da adottare entre trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma. II rendiconto contiene anche una sezione dimostrativa della situazione analitica dei crediti, distinguendo quell! certi ed esigibili da quelli di difficile riscossione, e dei debiti derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate assunte a qualsiasi titolo dai commissari delegati, con I'indicazione della relativa scadenza. Per I'anno 2008 va riportata anche la situazione dei crediti e dei debiti accertati al 31 dicembre 2007. Nei rendiconti vengono consolidati, con Ie stesse modaltta di cui al presente comma, anche i dati relativi agli interventi delegati ad uno 0 piu soggetti attuatori. I rendiconti corredati della documentazione giustificativa, nonche degli eventuali rilievi sollevati dalla Corte dei conti, sono trasmessi al Ministero dell'economia e delle finanze-Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - Ragionerie territoriali competenti, all'Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riscontro di reqolarlta amministrativa e contabile, nonche, per conoscenza, al Dipartimento della Protezione Civile della Presidenzadel Constqllo dei Ministri e al Ministero dell'interno. Le ragionerie territoriali inoltrano i rendiconti, anche con modallta telematiche e senza la documentazione a corredo, alia Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'ISTAT e alia competente sezione regionale della Corte dei conti. Per I'omissione 0 il ritardo nella rendicontazione si applica I'articolo 337 del regio decreta 23 maggio 1924, n. 827. AI fine di garantire la trasparenza dei flussi finanziari e della rendicontazione di cui al presente comma sono vietati girofondi tra Ie contabillta speciali. 5-ter. In relazione a una dichiarazione della state di emergenza, i soggetti interessati da eventi eccezionali e imprevedibili che subiscono danni riconducibili all'evento, compresi quelli relativi aile abitazioni e agli immobili 5
sed! di attlvlta produttive, possono fruire della sospensione 0 del differimento, per un periodo fino a sei mesi, dei termini per gli adempimenti e i versamenti dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per I'assicurazione obbligatoria centro gli infortuni e Ie malattie professionali. La sospensione ovvero il differimento dei termini per gli adempimenti e per i versamenti tributari e contributivi sono disposti con legge, che deve assicurare plena corrispondenza, anche dal punto di vista temporale, tra I'onere e la relativa copertura finanziaria, e disciplinati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri nonche, per quanto attiene ai versamenti contributivi, iI Ministro del lavoro e delle politiche sociali. II diritto riconosciuto, esclusivamente in favore dei predetti soggetti, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. La sospensione non si applica in ogni caso agli adempimenti e ai versamenti da porre inessere in quallta di sostituti d'imposta, salvi i casi nei quali i danni impediscono I'ordinaria effettuazione degli adempimenti. In ogni caso Ie ritenute effettuate sono versate. Gil adempimenti di cui al presente comma scaduti nel periodo di sospensione sono effettuati entro il mese successlvo alia data di scadenza della sospensione; i versamenti sono effettuati a decorrere dallo stesso mese in un numero massimo di ventiquattro rate di pari importo. 5-quater. A seguito della dichiarazione dello stato di ernerqenza, la Regione puo elevare la misura dell'imposta regionale di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un massimo di cinque centesimi per lltro, ulteriori rispetto alia misura massima consentlta. 5-quinquies. Agli oneri connessi agli interventi conseguenti agli eventi di cui all'articolo 2, relativamente ai quali il Consiglio dei Ministri delibera la dichiarazione delle state di emergenza, si provvede con I'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale di protezione civile dotato annualmente ,. Qualora sia utilizzato iI fondo di cui all'articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, esso corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrato in pari misura con Ie maggiorl entrate derivanti dall'aumento, deliberato dal Consiglio dei Ministri, dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo, nonche dell'aliquota dell'accisa sui gasoJio usato come carburante di cui all'allegato I del teste unico delle disposizioni legislative concernenti Ie imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni. La misura dell'aumento, comunque non superiore a cinque centesimi al litro, stabilita, sulla base della deliberazione del Consiglio dei Ministri, con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane in misura tale da determinare maggiori entrate corrispondenti all'importo prelevato dal fondo di riserva. La disposizione del terzo periodo del presente comma sl applica anche per la copertura degJi oneri derivanti dal differimento dei termini per i versamenti tributari e contributivi ai sensi del comma 5-ter dell'articolo 5. In alternativa al predetto aumento dell'aliquota di accisa ovvero in combinazione con 10 stesso, il fondo di cui all'articolo 28 della legge n. 196 del 2009 e corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrato, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, con Ie maggiori entrate derivanti dalla tassazione fino a una misura massima di due centesimi di euro per ciascuna comunicazione effettuata attraverso I'invio di brevi messaggi di teste (SMS)
mediante telefono cellulare, computer 0 siti internet gestiti dalle societe telefoniche. La misura dell'aliquota stabilita, sulla base della deliberazione del Consiglio dei Ministri, con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate il quale stabilisce altresl Ie modallta del versamento dell'imposta, nonche ogni altra connessa disposizione attuativa. I gestori dei sistemi di comunicazione utilizzati per I'invio dei messaggi provvedono al pagamento dell'imposta, con tacolta di rivalsa nei confronti dei clienti. Per I'accertamento e la riscossione dell'imposta, nonche per il relativo contenzioso si applicano Ie disposizioni in materia di imposta di bollo. . 5-sexies. II Fondo di cui all'articolo 28 del decreto-Iegge 18 novembre 1966, n. 976, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1966, n. 1142, PUQ intervenire anche nei territori per i quali stato deliberato 10 state di emergenza ai sensi del comma 1 del presente articolo. A tal fine sono conferite al predetto Fondo Ie dlsponlbillta rivenienti dal Fondo di cui all'articolo 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261. Con uno 0 plu decreti di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, Ie regioni e Ie province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto della disciplina comunitaria, sono individuate Ie aree di intervento, stabilite Ie condizioni e Ie modallta per la concessione delle garanzie, nonche Ie misure per il contenimento dei termini per la determinazione della perdita finale e dei tassi di interesse da applicare ai procedimenti in corso.
Art. 5 (Disciplina delle ispezioni e del monitoraggio dell'attuazione delle misure con ten ute nelle ordinanze di protezione civile) 1. L'articolo 20 della legge 24 febbraio seguente:
1992, n. 225 e sostituito
"Art. 20 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all'articolo 8 del decreta legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede alia disciplina, senza nuovi 0 maggiori oneri, di un sistema di monitoraggio e verifica dell'attuazione delle misure contenute nelle ordinanze di cui all'articolo 5, comprensivo anche di ispezioni. 2. II sistema assicura la contlnulta dell'azione di monitoraggio e la perlodiclta delle ispezioni. 2-bis. II regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio 1993, n. 51, e abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1. 3. Resta salvo quanto disposto in materia dalla legge 8 giugno 1990, n. 142.".
Art. 6 (Lotta attiva contro gli incendi boschivi) 1. L'articolo 7 della legge 21 novembre seguente: "Art. 7 dilotta attiva contro gli incendi boschivi comprendono Ie attlvlta di ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra e aerei. 2. Ai fini di cui al comma 1, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco garantisce e coordina sui territorio nazionale, avvalendosi del Centro operativo aereo unificato (COAU), Ie attlvlta aeree di spegnimento con la flotta aerea antincendio dello Stato, assicurandone I'efficacia operativa e provvedendo al potenziamento e all'ammodernamento di essa. 2-bis. La flotta aerea antincendio della Protezione Civile, nonche iI Centro operatlvo aereo unificato (COAU) sono trasferiti al al Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubbllco e della difesa civile. Con decreto del Presidente del
8 1. Gli interventi
2000, n. 353
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabiliti i tempi e Ie rnodalita di attuazione del trasferimento, previa individuazione delle risorse finanziarie, strumentali e umane allo scopo finalizzate, senza nuovi 0 maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Restano fermi i vigenti contratti comunque afferenti alia flotta aerea in uso al dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai relativi oneri, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 21, comma 9 del decreto-Iegge 6 luglio 2011, n. 98,convertito con modificazioni ed integrazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 3. Le regioni programmano la lotta attiva ai sensi dell'articolo 3, commi 1 e 3, lettera h), e assicurano il coordinamento delle proprie strutture antincendio con quelle statali istituendo e gestendo con una operatlvita di tipo contlnuatlvo nei periodi a rischio di incendio boschivo Ie sale operative unificate permanenti (SOUP), avvalendosi, oltre che delle proprie strutture e dei proprl mezzi aerei di supporto all'attlvita delle squadre a terra: a) di risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale dello Stato in base ad accordi di programma; b) di personale appartenente ad organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente normativa, dotato di adeguata preparazione professionale e di certificata ldoneita fisica qualora impiegato nelle attlvita di spegnimento del fuoco; c) di rlsorse, mezzi e persona Ie delle Forze armate e delle Forze di polizia delle Stato, in caso di riconosciuta e urgente necesslta, richiedendoli all'Autorlta competente che ne potra disporre l'utlllzzo in dipendenza delle proprie esigenze; d) di mezzi aerei di altre regioni in base ad accordi di programma. 4. Su richiesta delle regioni, il Centro operativo di cui al comma 2 interviene, con la flotta aerea di cui al medesimo comma, secondo procedure prestabilite e tramite Ie SOUPdi cui al comma 3. 5. Le regioni assicurano if coordinamento delle operazioni a terra anche ai fini dell'efficacia dell'intervento dei mezzi aerei per 10 spegnimento degli incendi boschivi. A tali fini, Ie regioni possono avvalersi del Corpo forestale delle Stato tramite i centri operativi antincendi boschivi articolabili in nuclei operativi speclall e di protezione civili da istituire con decreto del capo del Corpo medesimo. 6. II personale stagionale utilizzato delle regioni per attlvita connesse aile flnalita dicui alia presente legge deve essere prevalentemente impiegato nelle attlvlta di prevenzione di cui all'articolo 4 e reclutato con congruo anticipo rispetto ai periodi di maggiore rischio; ai fini di tale reclutamento, data priortta al personale che ha frequentato, con esito favorevole, i corsl di cui all'articolo 5, comma 2. Le regioni sono autorizzate a stabilire compensi incentivanti in rapporto ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle aree percorse daI fuoco. ".
Art. 7 (Efficacia dei provvedimenti ettuetivi delle ordinanze)
1. AI comma 2-septies dell'articolo 2 del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla legge n. 10 del 2011, aggiunto, in fine, il seguente periodo:" Qualora la Corte dei Conti non si esprima nei sette giorni i provvedimenti si considerano efficaci.".
(Modifiche ett'ertico
Art. 8 138, comma 16, della /egge 23 dicembre 2000, n. 388)
16. Per finanziare gli interventi delle regioni, delle province autonome e degli enti locali, diretti a fronteggiare esigenze urgenti per Ie calarnlta naturali di llvello b) di cui all'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche per potenziare il sistema di protezione civile delle regioni e degli enti locali, con partlcolare riferimento all'attlvlta di pianificazione dell'emergenza istituito il «Fondo regionale di protezione civile». Con decreto del Presidente del Conslqllo dei Ministri, da emanarsi di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra 10 Stato e Ie Regioni e Ie Province Autonome di Trento e di Bolzano, sono disciplinati i criteri di riparto e gestione delle risorse del Fondo, tenendo conto, in particolare, dello state di adempimento delle disposizioni in materia di pianificazione e gestione delle emergenze di cui all'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. I predettl criteri sono determinati anche sulla base dell'esito di un'analisi ricognitiva delle attivlta e degli interventi realizzati in precedenza con Ie risorse del Fondo, effettuata da un'apposita commissione mista nominata con decreta del Presidente del Conslqllo dei Ministri e composta da un dirigente del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Conslqllo dei Ministri, con funzioni di coordinatore, e da due dirigenti designati, rispettivamente, dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dalla Conferenza dei President! delle Regioni e delle province Autonome di Trento e di Bolzano. Per i component! della commissione non previsto alcun compenso, rientrando, l'attlvlta relativa, nell'ambito dei compiti istituzionali delle Amministrazioni Statali e Regionali interessate. Le risorse regionali e statali sono accreditate su un conto corrente di tesoreria centrale denominato «Fondo regionale di protezione civile». L'utilizzo delle risorse del Fondo disposto dal Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, d'intesa con il direttore dell'Agenzia di protezione civile e con Ie competenti autorlta di bacino in caso di calarnlta naturali di carattere idraulico ed idrogeologico, ed comunicato tempestivamente alia Conferenza permanente per i rapport! tra 10 Stato, Ie regioni e Ie province autonome di Trento e di Bolzano.".
Art. 9 (Disposizioni transitorie) 1. Le gestioni commissariali che operano, ai sensi della legge n. 225 del 1992, alia data di entrata in vigore del presente decreto non sono suscettibili di proroga 0 rinnovo. Con ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero, per sua delega, del Ministro dell'interno sono individuate Ie amministrazioni pubbliche che ad esse subentrano con poteri ordinari. AlI'atto della chiusura di tali gestioni i Commissari delegati titolari di contablllta speciali rendicontano ai sensi dell'articolo 5, comma 5-bis, della legge n. 225/1992. 2. Restano fermi gli effetti delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri 30 agosto 2007 e 6 ottobre 2011, ivi inclusi quelli, rispettivamente: a) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della repubblica italiana dell'11 settembre 2007, n. 211, e delle conseguenti ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2007[ n. 3623, e 19 gennaio 2010, n. 3840, pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 22 ottobre 2007, n. 246[ e del 27 gennaio 2010, n. 21; b) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 11 ottobre 2011, n. 237; Art.10 (Norma sulla responsebittts per Ie attivita di previsione e prevenzione) 1. In considerazione deli'incertezza dei fenomeni e della speciale dffflcolta tecnica connessa alia valutazione dei rischi, ll soggetto incaricato dell'attlvlta di previsione e prevenzione ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n.225, e responsabile solo in caso di dolo 0 colpa grave. Art. 11 (Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da cetemite naturali) 1. AI fine di favorire la diffusione di coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calarnlta naturali, i premi relativi ai contratti di assicurazione stipulati a copertura dei rischi: (i) di danni diretti ai fabbricati a qualunque uso destinati; (ii) di danni ai contenuti dei predetti fabbricati; (iii) di danni indiretti da interruzione di attlvlta: cagionati da eventi di calarntta naturale, slccorne definiti nell'apposito regolamento di cui al comma 2, sono assoggettati all'imposta sui premio di assicurazione nella misura ridotta del __ % (in alternativa: sono esenti dall'imposta sui premio di asslcurazlone) e sono deducibili dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES dell'assicurato (sino alia concorrenza di Euro ).
2. Con apposito regolamento emanato entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi deli'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri delle sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, Ie regioni e Ie province autonome di Trento e di Bolzano e l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP), che si esprimono entro trenta giorni, e acquisito successivamente il parere delle competenti Commissioni parlamentari da esprlmere entro trenta giorni dalla data di trasmissione del relativo schema, sono definiti gli eventi di calamlta naturale oggetto di copertura ed i requlslti minimi dei contratti di assicurazione di cui al comma 1.
Legge n. 225 del 1992
(soli articoli interessati dalla novella
TESTO VIGENTE Art. 1 Servizio nazionale della protezione civile. [1. E istituito il Servizio nazionale della protezione civile al fine di tutelare la integrita della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni 0 dal pericolo di danni derivanti da calamita naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. 2. II Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega, ai sensi dell'articolo 9, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , il Ministro per il coordinamento della protezione civile, per il conseguimento delle finalita del Servizio nazionale della protezione civile, promuove e coordina Ie attivita delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regiorn, delle province, dei comuui, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazrone pubblica e privata presente sul territorio nazionale. 3. Per 10 svolgimento delle finalita di cui al comma 2, il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua del ega ai sensi del medesimo comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, Sl avvale del Dipartimento della protezione civile, istituito nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 21 della legge 23 agosto 1988, n. 400J
COME SI LEGGERA' Art. 1 Servizio nazionale della protezione civile. 1. II Servizio nazionale della protezione civile e l'ambiente dai danni e dal pericolo di danni derivanti da calamita naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
tutela Ie persone, i beni, gli insediamenti
2. II Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua del ega, il Ministro dell'interno, per il conseguimento delle finalita del Servizio nazionale della protezione civile, promuove e coordina le attivita delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogm altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sui territorio nazionale.
3. Per 10 svolgimento delle final ita di cui al comma 2, il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi del medesimo comma 2, il Ministro dell'interno si avvale del Dipartimento della protezione civile, istituito nelI'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 21 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Art. 2 (Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze) 1. Ai fini dell'attivita di protezione civile gli eventi si distinguono in: a) eventi naturali 0 connessi con l'attivita dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria; b) eventi naturali 0 connessi con l'attivita dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di pili enti 0 amministrazioni competenti in via ordinaria; c) calamita naturali, catastrofi 0 altri eventi che, per intensita ed estensione, deb bono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari.
Art. 2 (Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze) 1. Ai fini dell'attivita di protezione civile gli eventi si distinguono in: a) eventi calamitosi naturali 0 connessi con l'attivita dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi artuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria; b) eventi calamitosi naturali 0 connessi con I'attivita dell'uomo che per lore natura, intensita ed estensione comportano l'intervento coordinato di pili enti 0 amministrazioni competenti in via ordinaria; c) calamita naturali 0 connesse con I'attivlta dell'uomo che in ragione della loro intensita ed estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo.
Art. 3 (Attivita e compiti di protezione civile) 1. Sono attivita di protezione civile quelle volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, a1 soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attivita necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa agli eventi di cui all'articolo 2.
Art. 3 (Attivita e compiti di protezione civile) 1. Sono attivita di protezione civile quelle volte alla previsione e prevenzione del rischio di eventi di cui all'articolo 2, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attivita necessaria ed indifferibile diretta a superare I' emergenza connessa al verificarsi degli eventi di cui at predetto articolo. A questi fini, fra Ie tipologie di rischio rientrano quelli meteoidrologici, idrauliei, di frana, sismlci, vulcanici, di maremoto, di lncendio, chimici, nucleari, indnstriali e ambientali. 2. La previsione consiste nelle attivita, svolte con il concorso dei soggetti scientifici e tecnici competenti in materia, dirette alla identificazione degli scenari di rischio probabili e dei rischi per i quali e possibile il preannuncio, il monitoraggio, la sorveglianza e vigilanza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti livelli di rischio attesi. L'attivita di vigilanza e svolta attraverso presidi territoriali organizzati dai soggetti competenti in via ordinaria.
2. La previsione consiste nelle attivita dirette studio ed alla detenninazione delle cause fenomeni calamitosi, alIa identificazione rischi ed alIa individuazione delle zone territorio soggette ai rischi stessi.
allo dei dei del
3. La prevenzione consiste nelle attivita volte a 3. La prevenzione consiste nelle attivita volte ad evitare 0 ridurre a1 minimo 1a possibilita che si evitare 0 ridurre al minima 1a possibilita che si verifichino danni conseguenti agli eventi di cui verifichino danni conseguenti agli eventi di cui all'articolo 2 anche sulla base delle conoscenze all'articolo 2 anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attivita di previsione. La prevenzione dei diversi tipi di rischio si acquisite per effetto delle attivita di previsione. esplica in attivita non strutturali concernenti, ove sia necessario, I'allertamento, la pianificazione di emergenza, la formazione, la diffusione deJla conoscenza della protezione civile e l'informazione alia popolazione, la normativa tecnica e I'attivita esercitativa. 4. Il soccorso consiste nell'attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi eli cui all'articolo 2 ogni forma di prima assistenza. II superamento deU'emergenza consiste unicamente nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rirnuovere gli ostacoli alla ripresa delle norrnali condizioni
4. II soccorso consiste nell'attuazione degli interventi diretti ad assicurare aile popo1azioni colpite dagli eventi di cui all'articolo 2 ogni forma di prima assistenza. 5. II superamento dell'emergenza consiste unicamente nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionalicornpetenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rimuovere
gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita. di vita. 6. Le attivita di protezione civile devono 6. Le attivita di protezione civile devono annonizzarsi, in quanto compatibili con le armonizzarsi, in quanta compatibili con le necessita imposte dalle emergenze, con i necessita imposte dalle emergenze, con programmi di tutela e risanamento del territorio. programmi di tutela e risanamento del territorio
Art. 5 (Stato di emergenza e potere di ordinanza) 1. Al verificarsi degli eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del Ministro per il coordinamento della protezione civile, delibera 10 stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualita ed alIa natura degli eventi. Con le medesime modalita si procede alIa eventuale revoca della stato di emergenza al venir meno dei relati vi presupposti.
Art. 5 (Stato di emergenza e potere di ordinanza) 1. Al verificarsi degli eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), ovvero nella loro imminenza,il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega, del Ministro dell'interno, acquisita l'intesa delle Regioni territorialmente interessate, delibera 10 stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualita ed alIa natura degli eventi, nonche indicando I' Amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare gli interventi conseguenti all'evento successivamentealla scadenza del termine di durata dello stato di emergenza. Con Ie medesime modalita si procede alIa eventuale revoca dello stato di emergenza al venir meno dei relativi presupposti.
I-bis. La durata della dichiarazione dello stato di emergenza non puil di regola, superarei sessanta giorni. Uno stato di emergenza dichiarato, previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei ministri, puc essere prorogato ovvero rinnovato per non piu di quaranta giorni.
2. Per l'attuazione degli interventi di emergenza conseguenti alla dichiarazione di cui al comma 1, si provvede, nel quadro di quanto previsto dagli articoli 12, 13, 14, 15 e 16, anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico. Le ordinanze sono emanate di concerto, relativamente agli aspetti di carattere finanziario, con il Ministro dell' economia e delle finanze. 2. Per l'attuazione degli interventi da effettuare durante 10 stato di emergenza dichiarato, si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico. Le ordinanze sono emanate, acquisita I'intesa delle Regioni territorialmente interessate, dal Capo del Dipartimento della protezione civile, qualora a ciil delegato dal Presidente del Consiglio dei ministri con il decreto di dichiarazione della stato di emergenza. Qualora il Ministro dell'interno sia stato delegato, ai sensi deU'articolo 1, comma 2, la delega al Capo del dipartimento deve essere proposta dallo stesso Ministro. II Capo del Dipartimento della protezione civile e responsabile dell'attuazione delle ordinanze. Con Ie ordinanze si dispone esclusivamente in ordine alia organizzazione dei servizi di urgente soccorso e assistenza ai soggetti colpiti dall'evento, nonche agli
interventi provvisionali strettamente necessari aile prime necessita nei limiti delle risorse disponibili, allo scopo fmalizzate. 2-bis. Le ordinanze di cui al comma 2, a seconda dell'autorita che Ie emana, sono trasmesse per informazione al Ministro dell'intemo ovvero al Presidente del Consiglio dei ministri. Le ordinanze emanate entro il ventesimo giorno dalla dichiarazione dello stato di emergenza sono immediatamente efficaci e sono altresi trasmesse al Ministero dell'economia e delle fmanze affinche comunichi gli esiti della loro verifica al Presidente del Consiglio dei ministri per i conseguenti provvedimenti. Successivamente al ventesimo giorno daDa dichiarazione dello stato di emergenza le ordinanze sono emanate previo concerto del Ministero dell'economia e delle finanze, limitatamente ai profili finanziari. 4. II Capo del Dipartimento della protezione civile, per l'attuazione degli interventi previsti nelle ordinanze di cui al comma 2, si avvale delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile, di cui agli articoli 6 e 11, coordinandone l'attivita e impartendospecifiche disposizioni operative. Le ordinanze emanate ai sensi del comma 2 individuano i soggetti responsabili per l'attuazione degli interventi previsti ai quali affidare ambiti definiti di attivita, identificati nel soggetto pubblico ordinariamente competente allo svolgimento delle predette attivita in via prevalente, salvo motivate eecezioni. Qualora il Capo del Dipartimento si avvalga di commissari delegati, il relativo provvedimento di delega deve specificare il contenuto dell'incarico, i tempi e Ie modalita del suo esercizio. Le funzioni del commissario delegato cessano con la scadenza dello stato di emergenza. I provvedimenti adottati in attuazione delle ordinanze sono soggetti ai controlli previsti dalla normativa vigente.
3. 11 Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, puo emanare altresi ordinanze finalizzate ad evitare situazioni di pericolo 0 maggiori danni a persone 0 a cose. Le predette ordinanze sono comunicate al Presidente del Consiglio dei ministri, qualora non siano di diretta sua emanazione. 4. 11 Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, per l'attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, puo avvalersi di commissari delegati. II relativo provvedimento di delega deve indicare il contenuto della delega dell'incarico, i tempi e le modalita del suo esercizio.
l'esercizio delle funzioni loro attribuite ai sensi del comma 4, non e prevista la corresponsione di aleun compenso per il Capo del Dipartimento della protezione civile e per i commissari delegati, ove nominati tra i
soggetti responsabili titolari di cariche elettive pubbliche. Ove si tratti di altri soggetti e ne ricorrano i requisiti, ai commissari delegati e ai soggetti che operano in attuazione delle ordinanze di cui al comma 2 si applica I'articolo 23-ter del decreto-Iegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214; iI compenso e commisurato proporzionalmente alia durata dell'incarico. 4-ter. Almeno dieci giorni prima della scadenza del termine di cui al comma I-his, il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero it Ministro ovvero il Capo del Dipartimento della protezione civile, se delegati ai sensi del comma 2, emana ordinanza volta a favorire e regolare il subentro dell' Amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare gli interventi, conseguenti all'evento, che si rendono necessari successivamente alia scadenza del termine di durata della statu di emergenza. Ferma in ogni casu Pmderogabilita dei vincoli di finanza pubblica, con tale ordinanza possono essere altresi emanate, per la durata massima di sei mesi, disposizioni derogatorie a quelle in materia di affidamento di lavori pubblici. 5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti devono contenere l'indicazione delle principali norme a cui si intende derogare e devono essere motivate. 5-bis. Ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, i Commissari delegati titolari di contabilita speciali, ai sensi degli articoli 60 e 61 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e dell'articolo 333 del regio decreto 23 maggie 1924, n. 827, rendicontano, entre il quarantesimo giorno dal termine della gestione 0 del loro incarico, tutte le entrate e tutte le spese riguardanti l'intervento delegato, indicando la provenienza dei fondi, i soggetti beneficiari e la tipologia di spesa, secondo uno schema da 5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi stabilire con decreto del Ministro dell'economia e vigenti devono contenere l'indicazione delle delle finanze, d'intesa con la Presidenza del principali norme a cui si intende derogare e Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta devono essere motivate. giomi dalla data di entrata in vigore del presente comma. II rendiconto contiene anche una sezione 5-bis. Ai fini del rispetto dei vincoli di finanza dimostrativa della situazione analitica dei crediti,
pubblica, i Commissari delegati titolari di contabilita speciali, ai sensi degli articoli 60 e 61 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e dell'articolo 333 del regio decreto 23 maggie 1924, n. 827, rendicontano, entr~ il quarantesimo giomo dalla chiusura di ciascun esercizio e dal termine della gestione 0 del loro incarico, tutte Ie entrate e tutte le spese riguardanti l'intervento delegato, indicando la provenienza dei fondi, i soggetti beneficiari e la tipologia di spesa, secondo uno schema da stabilire con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma. II rendiconto contiene anche una sezione dimostrativa della situazione analitica dei crediti, distinguendo quelli certi ed esigibili da quelli di difficile riscossione, e dei debiti derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate assunte a qualsiasi titolo dai commissari delegati, con l'indicazione della relativa scadenza. Per l'anno 2008 va riportata anche la situazione dei crediti e dei debiti accertati al 31 dicembre 2007. Nei rendiconti vengono consolidati, con Ie stesse modalita di cui al presente comma, anche i dati relativi agli interventi delegati dal commissario ad uno 0 piu soggetti attuatori. I rendiconti corredati della documentazione giustificativa sono trasmessi, per i relativi controlli, a1 Ministero dell'economia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale della Stato - Ragionerie territoriali competenti e all'Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le ragionerie territoriali inoltrano i rendiconti, anche con modalita telematiche e senza la documentazione a corredo, alIa Presidenza del Consiglio dei ministri, all'ISTATe alIa competente sezione regionale della Corte dei conti. Per l'omissione 0 il ritardo nella rendicontazione si applica l'articolo 337 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. Al fine di garantire la trasparenza dei flussi finanziari e della rendicontazione di cui al presente comma sono vietati girofondi tra Ie contabilita speciali.
distinguendo quelli certi ed esigibili da quelli di difficile riscossione, e dei debiti derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate assunte a qualsiasi titolo dai commissari delegati, con l'indicazione della relativa scadenza. Per l'anno 2008 va riportata anche la situazione dei crediti e dei debiti accertati al 31 dicembre 2007. Nei rendiconti vengono consolidati, con le stesse modalita di cui al presente comma, anche i dati relativi agli interventi delegati ad uno 0 piu soggetti attuatori. I rendiconti corredati della documentazione giustificativa, nonche degli eventuali rilievi sollevati dalla Corte dei conti, sono trasmessi al Ministero dell'economia e delle finanze-Dipartimento della Ragioneria generale delle Stato - Ragionerie territoriali competenti, all'Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei ministri per il riscontro di regclarita amministrativae contabile, nonche, per conoscenza, al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'interno. Le ragionerie territoriali inoltrano i rendiconti, anche con modalita telematiche e senza la documentazione a corredo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, all'ISTAT e alla competente sezione regionale della Corte dei conti. Per l'omissione 0 il ritardo nella rendicontazione si applica l'articolo 337 del regio decreto 23 maggie 1924, n. 827. Al fine di garantire la trasparenza dei flussi finanziari e della rendicontazione di cui al presente comma sono vietati girofondi tra Ie contabilita speciali.
5-ter. In relazione a una dichiarazione delle stato
di emergenza, i soggetti interessati da eventi eccezionali e imprevedibili che subiscono danni riconducibili all'evento, compresi quelli relativi aIle abitazioni e agli immobili sedi di attivita produttive, possono fruire della sospensione 0 del differimento, per un periodo fino a sei mesi, dei termini per gli adempimenti e i versamenti dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e Ie malattie professionali. La sospensione ovvero il differimento dei termini per gli adempimenti e per i versamenti tributari e contributivi sono disposti con legge, che deve assicurare piena corrispondenza, anche dal punto di vista 5-ter. In relazione ad una dichiarazione dello temporale, tra I'onere e la relativa copertura
stato di emergenza, i soggetti interessati da eventi eccezionali e imprevedibili che subiscono danni riconducibili all'evento, compresi quelli relativi alle abitazioni e agli immobili sedi di attivita produttive, possono fruire della sospensione 0 del differimento, per un periodo fino a sei mesi, dei termini per gli adempimenti e i versamenti dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e Ie malattie professionali. La sospensione ovvero il differimento dei termini per gli adempimenti e per i versamenti tributari e contributivi sono disposti con legge, che deve assicurare piena corrispondenza, anche dal punto di vista temporale, tra I'onere e la relativa copertura finanziaria, e disciplinati con decreto del Ministro dell' economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri nonche, per quanta attiene ai versamenti contributivi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. II diritto e riconosciuto, esc1usivamente in favore dei predetti soggetti, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. La sospensione non si applica in ogni caso agli adempimenti e ai versamenti da porre in essere in qualita di sostituti d'imposta, salvi i casi nei quali i danni impediscono l' ordinaria effettuazione degli adempimenti. In ogni caso Ie ritenute effettuate sono versate. Gli adempimenti di cui al presente comma scaduti nel periodo di sospensione sono effettuati entro il mese successivo alla data di scadenza della sospensione; i versamenti sono effettuati a decorrere dallo stesso mese in un numero massimo di ventiquattro rate di pari importo A seguito della dichiarazione dello state di emergenza, il Presidente della regione interessata dagli eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), qualora il bilancio della regione non rechi Ie disponibilita finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti all' emergenza ovvero per Ia copertura degli oneri conseguenti alla stessa, e autorizzato a deliberare aumenti, sino al limite massimo consentito dalla vigente legislazione, dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote attribuite alla regione, nonche ad elevare ulteriormente la misura dell'imposta regionale di cui all' articolo 17, comma 1, del decreto
5-quater.
finanziaria, e disciplinati con decreto del Ministro dell' economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri nonche, per quanta attiene ai versamenti contributivi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. 11 diritto e riconosciuto, esclusivamente in favore dei predetti soggetti, con decreto del Ministro dell' economia e delle fmanze. La sospensione non si applica in ogni caso agli adempimenti e ai versamenti da porre in essere in qualita di sostituti d'imposta, salvi i casi nei quali i danni impediscono I'ordinaria effettuazione degli adempimenti. In ogni caso Ie ritenute effettuate sono versate. Gli adempimenti di cui al presente comma scaduti nel periodo di sospensione sono effettuati entro il mese successivo alla data di scadenza della sospensione; i versamenti sono effettuati a decorrere daUo stesso mese in un numero massimo di ventiquattro rate di pari importo.
5-quater. A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, la Regione puo elevare la misura dell'imposta regionale di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un Massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alia misura massima consentita.
legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alla misura massima consentita. 5-quinquies. Qualora le misure adottate ai sensi del comma 5-quater non siano sufficienti, ovvero in tutti gli altri casi di eventi di cui al comma 5quater di rilevanza nazionale, puo essere disposto l'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale di protezione civile. Qualora sia utilizzato il fondo di cui all'articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, it fondo e corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrato in pari misura con le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell' aliquota dell' accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo, nonche dell' aliquota dell'aceisa sulgasolio usato come carburante di cui all'allegato I del testo unieo delle disposizioni legislative eoncementi Ie imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui a1 decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni. La misura dell' aumento, comunque non superiore a cinque centesimi al litro, e stabilita con provvedimento del direttore dell' Agenzia delle dogane in misura tale da detenninare maggiori entrate corrispondenti all'importo prelevato dal fondo di riserva. La disposizione del terzo periodo del presente comma si applica anche per la eopertura degli oneri derivanti dal differimento dei termini per i versamenti tributari e contributivi ai sensi del comma 5-ter. 5-quinquies. Agli oneri connessi agli interventi eouseguenti agJi eventi di cui all'articolo 2, relativamente ai quali iI Consiglio dei ministri delibera la dichiarazione dello stato di emergenza, si provvede con I'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale di protezione civile. Qualora sia utilizzato il fondo di cui all'articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il fondo e corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrato in pari misura con Ie maggiori entrate derivanti dall'aumento, deliberato dal Consiglio dei ministri, deU'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo, nonche dell'aliquota dell'accisa sui gasolio usato come carburante di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti Ie imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni pen ali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni. La misura dell'aumento, comunque non superiore a cinque centesimi allitro, e stabilita, sulla base della deliberazione del Consiglio dei ministri, con provvedimento del direttore dell' Agenzia delle dogane in misura tale da determinare maggiori entrate corrispondenti all'importo prelevato dal fondo di riserva. La disposizione del terzo periodo del presente comma si applica anche per la copertura degli oneri derivanti dal differimento dei termini per i versamenti tributari e contributivi ai sensi del comma 5-ter dell'articolo 5. In alternativa al predetto aumento dell'aliquota di accisa ovvero in combinazione con 10 stesso, il fondo di cui all'artlcolo 28 della legge n. 196 del 2009 e corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrate, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, con le maggiori entrate derivanti dalla tassazione fino a UDamisura mas sima di due centesimi di euro per ciascuna comunicazione effettuata attraverso I'invio di brevi messaggi di testo (SMS) mediante telefono cellulare, computer 0 siti internet gestiti dalle societa telefoniche. La misura dell'aliquota e stabilita, sulla base della deliberazione del Consiglio dei ministri, con
provvedimento del direttore dell' Agenzia delle entrate il quale stabilisce altresi Ie modalita del versamento delI'imposta, nonche ogni altra connessa disposizione attuativa. I gestori dei sistemi di comunicazione utilizzati per Pinvio dei messaggi provvedono aI pagamento dell'imposta, con facolta di rivalsa nei confronti dei clienti. Per l'accertamento e la riscossione dell'imposta, nonche per il relative contenzioso si applicano Ie disposizioni in materia di imposta di bollo. II Fondo di cui all'articolo 28 del decreto-Iegge 18 novembre 1966, n. 976, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1966, n. 1142, puo intervenire anche nei territori per i quali e state deliberato 10 stato di emergenza ai sensi del comma 1 del presente articolo, A tal fine sono conferite a1 predetto Fondo le disponibilita rivenienti dal Fondo di cui all'articolo 5 dellalegge 31 luglio 1997, n. 261. Con uno 0 pill decreti di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, le regioni e Ie province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto della disciplina comunitaria, sono individuate le aree di intervento, stabilite le condizioni e Ie modalita per la concessione delle garanzie, nonche le misure per il contenimento dei termini per la determinazione della perdita finale e dei tassi di interesse da applicare ai procedimenti in corso.
5-sexies.
II Fondo di cui all'articolo 28 del decreto-legge 18 novembre 1966, n. 976, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1966, n. 1142, puo intervenire anche nei territori per i quali e stato deliberato 10 stato di emergenza ai sensi del comma 1 del presente articolo. A tal fine sono conferite al predetto Fondo Ie disponibilita rivenienti dal Fondodi cui all'articolo 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261. Con uno 0 pill decreti di natura non regolamentare del Ministro dell' economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, le regioni e Ie province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto della disciplina comunitaria, sono individuate le aree di intervento, stabilite le condizioni e le modalita per la concessione delle garanzie, nonche Ie misure per il contenimento dei termini per la determinazione della perdita finale e dei tassi di interesse da applicare ai procedimenti in corso.lIIII: IN ATTESA VALUTAZIONI RGS]
6. Le ordinanze emanate ai sensi del presente articolo sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonche trasmesse ai sindaci interessati affinche vengano pubblicate ai sensi dell'articolo 47, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
6-bis. La tutela giurisdizionale davanti al giudice 6-bis. La tutela giurisdizionale davanti al giudice
amrninistrativo avverso le ordinanze adottate in tutte Ie situazioni di emergenza dichiarate ai sensi del comma 1 e avverso i consequenziali provvedimenti commissariali e disciplinata dal codice del processo amministrativo.
amministrativo avverso le ordinanze adottate in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi del comma 1 e avverso i consequenziali provvedimenti commissariali e disciplinata dal codice del processo amministrativo.
Pui.20
Aurt.20
(Disciplina delle ispezioni)
(Disciplina delle ispezioni e del monitoraggio deli'attuazione delle misure contenute nelle
ordinanze di protezione civile)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ministri, di concerto con il Ministro adottato a norma dell'articolo 17, comma 1, della dell'economia e delle finanze, previa intesa legge 23 agosto 1988, n. 400 , entro sei mesi con la Conferenza Unificata di cui all'articolo dalla data di entrata in vigore della presente 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, legge, e emanato un regolamento volto ad adottato entro sei mesi dalla data di entrata in introdurre e disciplinare un sistema di ispezioni vigore della presente legge, si provvede alIa sugli atti e di verifiche delle procedure poste in disciplina, senza nuovi 0 maggiori oneri, di un essere per l'attuazione delle attivita sistema di monitoraggio e verifica amministrative relative agli interventi di dell'attuazione delle misure contenute nelle emergenza. ordinanze di cui all'articolo 5, comprensivo anche di ispezioni. 2. II regolamento e tenuto adassicurare la periodicita delle ispezioni e delle verifiche che devono riguardare sia la gestione finanziaria degli interventi che l'esecuzione delle attivita e l'affidamento delle medesime a funzionari ministeriali competenti nei singoli settori. 2. II sistema assicura Ia continuita dell'azione di monitoraggio e la periodicita delle ispezioni.
2-bis. II regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio 1993, n. 51, e abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1. 3. Resta salvo quanto disposto in materia dalla legge 8 giugno 1990, n. 142. 3. Resta salvo quanto disposto in materia dalla legge 8 giugno 1990, n. 142
LEGGE 21.11.2000, N. 353 ATTIVITA' CONTRO GLI INCENDI BOSCHIVI E TRASFERIMENTO CANADAIR Testo Vigente Art. 7 (Lotta attiva contro gli incendi boschivi) Come si leggerit Art. 7 (Lotta attiva contro gli incendi boschivi) FLOTTA
1. Gli interventidi lotta attiva contro gli incendi 1. Gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi comprendono Ie attivita di ricognizione, boschivi comprendono le attivita di ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme e sorveglianza, avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra e aerei. spegnimento con mezzi da terra e aerei. 2. Ai fini di cui al comma 1, il Dipartimento, garantisce e coordina sul territorio nazionale, avvalendosi del Centro operativo aereo unificato (COAU), le attivita aeree di spegnimento con la flotta aerea antincendio delle Stato, assicurandone l'efficacia operativa e provvedendo al potenziamento e all'ammodernamento di essa. Il personale addetto alla sala operativa del COAU e integrato da un rappresentante del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 2. Ai fini di cui al comma 1, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco garantisce e coordina sul territorio nazionale, avvalendosi del Centro operativo aereo unificato (COAU), le attivita aeree di spegnimento con la flotta aerea antincendio delle Stato, assicurandone l'efficacia operativa e provvedendo al potenziamento e all'ammodemamento di essa. 2-his. La flotta aerea antincendio della Protezione civile, nonehe il Centro operativo aereo unificato (COAU) sono trasferiti al al Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabiliti i tempi e le modalita di attuazione del trasferimento, previa individuazione delle risorse finanziarie, strumentali e umane allo scopo finalizzate, senza nuovi 0 maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Restano fermi i vigenti contratti comunque afferenti alia flotta aerea in uso al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri ed ai relativi oneri, si provvede a valere sulle risorse di cui atl'articolo 21, comma 9, del decreto-Iegge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni ed integrazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. ~: IN ATTESA VERIFICHE RGS) 3. Le regioni programmano la lotta attiva ai sensi dell'articolo 3, commi I e 3, lettera h), e assicurano il coordinamento delle propne
3. Le regioni programmano la lotta attiva ai sensi dell'articolo 3, commi 1 e 3, lettera h), e assicurano il coordinamento delle propne
strutture antincendio con quelle statali istituendo e gestendo con una operativita di tipo continuativo nei periodi a rischio di incendio boschivo le sale operative unificate permanenti (SOUP), avvalendosi, oltre che delle proprie strutture e dei propri mezzi aerei di supporto all'attivita delle squadre a terra: a) di risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale della Stato in base ad accordi di programma; b) di personale appartenente ad organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente normativa, dotato di adeguata preparazione professionale e di certificata idoneita fisica qualora impiegato nelle attivita di spegnimento del fuoco; c) di risorse, mezzi e personale delle Forze annate e delle Forze di polizia dello Stato, in caso di riconosciuta e urgente necessita, richiedendoli all'Autorita competente che ne potra .disporre l'utilizzo in dipendenza delle propne esigenze; d) di mezzi aerei di altre regioni in base ad accordi di programma. 4. Su richiesta delle regioni, il COAU interviene, con la flotta aerea di cui al comma 2, secondo procedure prestabilite e tramite Ie SOUP di cui al comma 3. 5. Le regioni assicurano il coordinamento delle operazioni a terra anche ai fini dell'efficacia dell'intervento dei mezzi aerei per 10 spegnimento degli incendi boschivi. A tali fini, Ie regioni possono avvalersi del Corpo forestale dello Stato tramite i centri operativi antincendi boschivi articolabili in nuclei operativi speciali e di protezione civili da istituire con decreto del capo del Corpo medesimo. 6. II personale stagionale utilizzato dalle regioni per attivita connesse aIle finalita di cui alla presente legge deve essere prevalentemente impiegato nelle attivita di prevenzione di cui all'articolo 4 e reclutato con congruo anticipo rispetto ai periodi di maggiore rischio; ai fini di tale rec1utamento, e data priorita al personale che ha frequentato, con esito favorevole, i corsi di cui all'articolo 5, comma 2. Le regioni sono autorizzate a stabilire compensi incentivanti in
strutture antincendio con quelle statali istituendo e gestendo con una operativita di tipo continuativo nei periodi a rischio di incendio boschivo le sale operative unificate permanenti (SOUP), avvalendosi, oltre che delle proprie strutture e dei propri mezzi aerei di supporto all'attivita delle squadre a terra: a) di risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale della Stato in base ad accordi di programma; b) di personale appartenente ad organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente norm ativa, dotato di adeguata preparazione professionale e di certificata idoneita fisica qualora impiegato nelle attivita di spegnimento del fuoco; c) di risorse, mezzi e personale delle Forze arrnate e delle Forze di polizia dello Stato, in caso di riconosciuta e urgente necessita, richiedendoli all'Autorita competente che ne potra disporre l'utilizzo in dipendenza delle propne esigenze; d) di mezzi aerei di altre regioni in base ad accordi di programma. 4. Su richiesta delle regioni, il Centro operativo di cui al comma 2 interviene, con la flotta aerea di cui al medesimo comma, secondo procedure prestabilite e tramite le SOUP di cui al comma 3. 5. Le regioni assicurano il coordinamento delle operazioni a terra anche ai fmi dell'efficacia dell'intervento dei mezzi aerei per 10 spegnimento degli incendi boschivi. A tali fini, le regioni possono avvalersi del Corpo forestale della Stato tramite i centri operativi antincendi boschivi articolabili in nuclei operativi speciali e di protezione civili da istituire con decreta del capo del Corpo medesimo. 6. II personale stagionale utilizzato dalle regioni per attivita connesse aIle finalita di cui alIa presente legge deve essere prevalentemente impiegato nelle attivita di prevenzione di cui all'articolo 4 e reclutato con congruo anticipo rispetto ai periodi di maggiore rischio; ai fini di tale reclutamento, e data priorita al personale che ha frequentato, con esito favorevole, i corsi di cui all'articolo 5, comma 2. Le regioni sono autorizzate a stabilire com ensi incentivanti in
rapporto ai risultati conseguiti in termini di rapporto ai risultati conseguiti in terrmm di riduzione delle aree ercorse dal fuoco. riduzione delle aree percorse dal fuoco.
DECRETO-LEGGE 29 DICEMBRE 2010, N 225, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 10 DEL 2011 MILLE PROROGHE Testo Vigente Art. 2, comma 2-septies 2-septies.All'articolo 27, comma 1, della legge 24 novembre 2000, n. 340, dopo il pnmo periodo e inserito il seguente: «Per 1 provvedimenti di cui all' articolo 3, comma 1, lettera c-bis), della legge 14 gennaio 1994, n. 20, il termine di cui al primo periodo, incluso quello per la risposta ad eventuali richieste istruttorie, e ridotto a complessivi sette giomi; in ogni caso l'organo emanante ha facolta, con motivazione espressa, di dichiararli provvisoriamente efficaci.» Come si leggera Art. 2, comma 2-septies 2-septies.All'articolo 27, comma 1, della legge 24 novembre 2000, n. 340, dopo il primo periodo e inserito il seguente: «Per i provvedimenti di cui all' articolo 3, comma 1, lettera c-bis), della legge 14 gennaio 1994, n. 20, it termine di cui al primo periodo, incluso quello per la risposta ad eventuali richieste istruttorie, e ridotto a complessivi sette giomi; in ogni caso l'organo emanante ha facolta, con motivazione espressa, di dichiararli provvisoriamente efficaci. Qualora la Corte dei conti non si esprima nei sette giorni i provvedimenti si considerano efflcaci,»
Testo Vi2ente Art. 138, comma 16 16. Per finanziare gli interventi delle regioni, delle province autonome e degli enti locali, diretti a fronteggiare esigenze urgenti per le calamita naturali di livello b) di cui alI'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche per potenziare il sistema di protezione civile delle regioni e degli enti locali, e istituito il «Fondo regionale di protezione civile». 11 Fondo e alimentato per il triennio 2001-2003 da un contributo della Stato di lire 100 miliardi annue, il cui versamento e subordinato al versamento al Fondo stesso da parte di ciascuna regione e provincia autonoma di una percentuale uniforme delle propne entrate accertate nelI'anno precedente, determinata dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome in modo da assicurare un concorso complessivo delle regioni e delle province autonome non inferiore, annualmente, al triplo del concorso statale. Le risorse regionali e statali sono accreditate su un conto corrente di tesoreria centrale denominato «Fondo regionale di protezione civile». L'utilizzo delle risorse del Fondo e disposto dal Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, d'intesa con il direttore dell'Agenzia di protezione civile e con le competenti autorita di bacino in caso di calamita naturali di carattere idraulico ed idrogeologico, ed e comunicato tempestivamente alIa Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Ipotesi Protezione Civile Art. 138, comma 16 16. Per finanziare gli interventi delle regioni, delle province autonome e degli enti locali, diretti a fronteggiare esigenze urgenti per le calamita naturali di livello b) di cui all'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche per potenziare il sistema di protezione civile delle regioni e degli enti locali, con particolare riferimento all'attivita di pianificazione dell'emergenza e istituito il «Fondo regionale di protezione civile». Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi di concerto con il Ministro dell'economia e delle Finanze, previa intesa in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra 10 Stato e Ie Regioni e Ie Province Autonome di Trento e di Balzano, sono disciplinati i criteri di riparto e gestione delle risorse del Fondo, tenendo conto, in particolare, dello stato di adempimento delle disposizioni in materia di pianificazione e gestione delle emergenze di cui all'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. I predetti criteri sono determinati anche sulla base dell'esito di un'analisi ricognitiva delle attivita e degli interventi realizzati in precedenza con le risorse del Fondo, effettuata da un'apposita commissione mista nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un dirigente del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, con funzioni di coordinatore, e da due dirigenti designati, rispettivamente, dal Ministero dell'economia e delle Finanze e dalla Conferenza delle Regioni e delle province Autonome di Trento e di Balzano. Per i componenti della commissione non e previsto aleun compenso, rientrando, I'attivita relativa, nell'ambito dei compiti istituzionali delle Amministrazioni Statali e Regionali interessate. Le risorse regionali e statali sono accreditate su un conto corrente di tesoreria centrale denominato «Fondo regionale di protezione civile». L'utilizzo delle risorse del Fondo e disposto dal Presidente della Conferenza delle regiom e delle province autonome, d'intesa con il direttore dell'Agenzia di protezione civile e con le competenti autorita
di bacino in caso di calamita naturali di carattere idraulico ed idrogeologico, ed e comunicato tempestivamente alla Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. IN AITESA VERIFICHE RGS]
NORME AGGIUNTIVE Art. 1. Le gestioni commissariali che operano, ai sensi della legge n. 225 del 1992, alIa data di entrata in vigore del presente decreto non sono suscettibili di proroga 0 rinnovo. Con ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero, per sua delega, del Ministro dell'interno sono individuate le amministrazioni pubbliche che ad esse subentrano con poteri ordinari. All' atto della chiusura di tali gestioni i Commissari delegati titolari di contabilita speciali rendicontano ai sensi dell'articolo 5, comma 5-bis, della legge n. 225/1992. Art. 1. Restano fermi gli effetti delle deliberazioni del Consiglio dei ministri 30 agosto 2007 e 6 ottobre 2011, ivi inclusi quelli, rispettivamente: a) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell'l1 settembre 2007, n. 211, e delle conseguenti ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2007, n. 3623, e 19 gennaio 2010, n. 3840, pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 22 ottobre 2007, n. 246, e del 27 gennaio 2010, n. 21; b) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 ottobre 2011, n. 237
(Norma sulla responsabillta per Ie attivita di previsione e prevenzione) 1. In considerazione dell'incertezza dei fenomeni e della speciale difficolta tecnica connessa alia valutazione dei rischi, il soggetto incaricato dell'attivita di previsione e prevenzione ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n.225, e responsabile solo in caso di dolo 0 colpa grave.
PROPOSTA NORMATIVA IN MATERIA DI ASSICURAZIONI PER CALAMITA (COSTRUITA COME UN "INCENTIVO" A STIPULARE POLIZZE VOLONTARIE)
1. AI fine di favorire la diffusione di coperture assicurative su base volontaria contra i rischi di danni derivanti da calamita naturaIi, i premi relativi ai contratti di assicurazione stipulati a copertura dei rischi: (i) di danni diretti ai fabbricati a qualunque uso destinati; (ii) di danni ai contenuti dei predetti fabbricati; (iii) di danni indiretti da interruzione di attivita: cagionati da eventi di calamita naturale, siccome definiti nell'apposito regolamento di cui al comma 2, sono assoggettati all'imposta suI premio di assicurazione nella misura ridotta del __ % (in alternativa: sono esenti dall'imposta suI premio di assicurazione) e sono deducibili dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRESdell'assicurato (sino alla concorrenza di Euro ). 2. Con apposito regolamento emanato entro 120 giomi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico edell' economia e delle finanze, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra 10 Stato, Ie regioni e Ie province autonome di Trento e di Bolzano e l'Istituto per Ia vigilanza sulle assicurazioni private (ISV AP), che si esprimono entro trenta giorni, e acquisito successivamente il parere delle competenti Commissioni parlamentari da esprimere entro trenta giorni dalla data di trasmissione del relativo schema, sono definiti gli eventi di calamita naturale oggetto di copertura ed i requisiti minimi dei contratti di assicurazione di cui al comma 1.
• :INATTESA VERIFICHERGS

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
in fine

Art. 8

Art. 9
 Art.10
 Art. 11
 Art. 1
 Art. 1

Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 3

Art. 5

Art. 5
 articolo 17
 Art. 7
 Art. 7
 Art. 2
 articolo 3
 Art. 2
 articolo 3
 Art. 138
 Art. 138
 Art. 1
 Art. 1