Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23725-del-10-10-2017
Timestamp: 2020-05-27 22:51:05+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 23725 del 10/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23725 del 10/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.10/10/2017), n. 23725
sul ricorso n. 30247-2014 proposto da:
D.C.P., elettivamente domiciliata in ROMA, via NAZARIO SAURO
avverso la sentenza n. 3165/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 01/07/2014;
partecipata del 06/09/2017 dal Consigliere Dott. DI PAOLA LUIGI.
la sentenza impugnata, in riforma della decisione del primo giudice, ha rigettato la domanda proposta da D.C.P. – assunta con una successione di contratti a termine per incarichi di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche (i.e.: su organico di fatto) o di supplenze brevi -, volta alla declaratoria di illegittimità dei contratti in questione, con ogni conseguenza di legge;
D.C.P. – denunciando violazione e falsa applicazione del considerando n. 16, dell’art. 2, della Direttiva del Consiglio Ce 1999/70/CE del 28 giugno 1999, del preambolo (commi 2, 3 e 4, dei punti 6, 7, 10 delle considerazioni generali, della clausola 1, lettera B), della clausola 2, punto 1), della clausola 5, punto 1), dell’Accordo Quadro CES – UNICE – CEEP sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999, recepito ed allegato alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE, del D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1,4,5 (commi 4 e 4 bis), artt. 10 e 11, anche in combinato disposto con la L. 4 giugno 1999, n. 124, art. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – ha censurato la statuizione di accertamento della legittimità dei contratti a termine, assumendo, da un lato, che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico non sono assoggettati ad una normativa speciale, applicandosi la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001; dall’altro, che i rapporti a termine su “organico di fatto” sarebbero assistititi da esigenze permanenti; dall’altro ancora, che la compatibilità tra la disciplina nazionale di cui alla L. n. 124 del 1999 (ove ritenuta vigente) e quella della Direttiva dovrebbe esser valutata dalla Corte di Giustizia;
inoltre – denunciando violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 36, anche in relazione al considerando n. 16, dell’art. 2, della Direttiva del Consiglio Ce 1999/70/CE del 28 giugno 1999, nonchè del preambolo (commi 2, 3 e 4, dei punti 6, 7, 10 delle considerazioni generali, della clausola 1, lettera B), della clausola 2, punto 1), della clausola 5, punto 1), dell’Accordo Quadro CES – UNICE – CEEP sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999, recepito ed allegato alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE, del D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1,4,5 (commi 4 e 4 bis), 10 e 11, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – ha censurato la affermata inapplicabilità, al caso, dell’istituto della conversione, nonchè il mancato riconoscimento di una posta risarcitoria adeguata;
ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 art. 36
 art. 13
 art. 13