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Timestamp: 2017-11-21 15:15:31+00:00

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Circolare n.127/2014
Circolare n. 127/2014
Oggetto: Tributi – Le disposizioni fiscali per le imprese contenute nel D.L. n.66/2014 convertito nella Legge 23.6.2014, n.89, su G.U. n.143 del 23.6.2014.
Si riepilogano di seguito gli aspetti essenziali delle disposizioni di natura fiscale contenute nel cosiddetto Decreto Renzi, recentemente convertito in legge.
Bonus dipendenti (art.1) – E’ stato confermato il credito d’imposta a favore dei lavoratori con redditi annui fino a 26 mila euro; la legge di conversione ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di recuperare le somme anticipate in busta paga con qualsiasi debito tributario e contributivo tramite il modello di versamento unico F24.
Riduzione Irap (art.2) – E’ stata confermata la riduzione dell’Irap a partire dal corrente periodo d’imposta (per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare); in particolare l’aliquota base passa dal 3,9 al 3,5 per cento; inoltre le regioni potranno incrementare le aliquote solo entro il limite dello 0,92 per cento; è stato inoltre confermato che la determinazione dell’acconto dell’imposta col metodo previsionale va effettuata con l’aliquota intermedia del 3,75 per cento.
Rendite finanziarie (art.3) – Le aliquote delle ritenute e dell’imposta sostitutiva applicabile sui redditi di natura finanziaria aumentano dal 20 al 26 per cento a decorrere dall’1 luglio 2014; alcune rendite espressamente individuate non subiscono l’aggravio, come ad esempio gli interessi su obbligazioni e altri titoli pubblici italiani.
Fondi pensione (art.4) – La legge di conversione ha previsto l’aumento dall’11 all’11,5 per cento dell’imposta sostitutiva applicabile ai Fondi Pensione per il 2014.
Rivalutazione beni d’impresa (art.4) – Con la legge di conversione è stata ripristinata la possibilità di versare in tre rate, senza interessi, l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione agevolata dei beni d’impresa, nonché sull’affrancamento del saldo attivo da rivalutazione; peraltro le tre rate scadono entro quest’anno (rispettivamente 7 luglio, 16 settembre e 16 dicembre); com’è noto il decreto legge aveva previsto il pagamento in un’unica soluzione, mentre la disposizione originaria sulla rivalutazione dei beni d’impresa aveva previsto il pagamento rateale in tre anni (art.1 c.145 L.147/2013).
TASI (art.4) – In materia di imposta comunale per servizi indivisibili, è stata confermata la scadenza di pagamento del 16 ottobre 2014 per l’acconto dell’imposta nei confronti dei comuni che pubblichino le delibere con la fissazione dell’aliquota entro la prima decade di settembre; in caso di mancata delibera, il pagamento dell’imposta avviene in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014 con l’aliquota dell’1 per mille; è stato inoltre confermato che dal 2015 i comuni debbano rendere disponibili i modelli di pagamento precompilato.
Tasse sul passaporto (art.5 bis) – E’ aumentato il contributo amministrativo per il rilascio del passaporto (da 40,29 a 73,50 euro); per contro è stata soppressa la tassa di concessione governativa dovuta annualmente nel caso di viaggio in paesi extraeuropei.
Versamenti telematici (art.11) – Dall’1 ottobre 2014 i pagamenti di imposte e contributi con i modelli F24 dovrà avvenire obbligatoriamente con i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline); nel caso di modelli F24 comprendenti compensazioni, ovvero modelli F24 d’importo superiore a 1.000 euro potranno essere utilizzati anche i servizi telematici messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate (home banking delle banche e di poste italiane).
Rateazione debiti tributari (art.11 bis) – E’ stata introdotta la possibilità per i contribuenti decaduti dalla rateazione dei debiti tributari di usufruire di un nuovo piano di rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili; possono beneficiare della misura i contribuenti per i quali la decadenza sia intervenuta entro il 22 giugno; la richiesta di nuovo piano rateale deve essere presentata entro il 31 luglio 2014.
Fattura elettronica (art.25) – E’ stata confermata la decorrenza dal 31 marzo 2015 dell’obbligo di emettere fatture elettroniche per la fornitura di beni e servizi alle Pubbliche Amministrazioni; com’è noto, nei confronti di Ministeri, Agenzie Fiscali ed enti di previdenza l’obbligo di fatturazione elettronica è in vigore dal 6 giugno scorso; la legge in esame prevede che le fatture debbano contenere il Codice identificativo di gara (CIG), nonché il Codice Unico di Progetto (CUP) per le fatture riferite a opere pubbliche, manutenzioni straordinarie, interventi finanziati da contributi comunitari; i suddetti codici devono essere inseriti a cura della stazione appaltante.
Crediti commerciali verso P.A. (art.27) – A decorrere dall’1 luglio viene potenziata la funzionalità della Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti delle Pubbliche Amministrazioni.
Cessione dei crediti commerciali verso P.A. (art.38 bis) – E’ stata prevista l’esenzione da imposte, tasse e diritti (con la sola esclusione dell’Iva) per gli atti di cessione di crediti commerciali vantati verso Pubbliche Amministrazioni liquidi, certi ed esigibili alla data del 31.12.2013.
Compensazione con somme dovute per accertamento tributario (art.39) – E’ stata introdotta a regime la possibilità di compensare i crediti commerciali vantati verso Pubbliche Amministrazioni con le somme dovute per alcune tipologie di accertamento tributario.
Compensazione con cartelle esattoriali (art.40) – E’ stata prorogata la possibilità di compensazione dei crediti commerciali vantati verso P.A. con somme iscritte a ruolo; in particolare la compensazione potrà essere eseguita con le somme dovute per ruoli notificati entro il 30 settembre 2013 (in precedenza entro il 31.12.2012).
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.123/2014, 92/2014 e 86/2014
G.U. n. 143 del 25.6.2014
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24  aprile
2014, n. 66, recante  misure  urgenti  per  la  competitivita'  e  la
giustizia sociale. Deleghe al  Governo  per  il  completamento  della
revisione della struttura del bilancio dello Stato, per  il  riordino
della disciplina per la gestione  del  bilancio  e  il  potenziamento
della funzione del bilancio di cassa, nonche' per  l'adozione  di  un
testo unico in materia di  contabilita'  di  Stato  e  di  tesoreria.
la legge di stabilita' per l'anno 2015, nel quale saranno
prioritariamente previsti interventi di natura fiscale che
privilegino, con misure appropriate, il carico di famiglia e, in
particolare, le famiglie monoreddito con almeno due o piu' figli a
carico, e mediante l'utilizzo della dotazione del fondo di cui
all'articolo 50, comma 6, al fine di ridurre nell'immediato la
pressione fiscale e contributiva sul lavoro e nella prospettiva di
una complessiva revisione del prelievo finalizzata alla riduzione
strutturale del cuneo fiscale, finanziata con una riduzione e
riqualificazione strutturale e selettiva della spesa pubblica,
all'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
«1-bis. Qualora l'imposta lorda determinata sui redditi di cui agli
a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), sia
di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi del
comma 1, e' riconosciuto un credito, che non concorre alla formazione
del reddito, di importo pari:
1) a 640 euro, se il reddito complessivo non e' superiore a 24.000
2) a 640 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 24.000 euro
ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente
al rapporto tra l'importo di 26.000 euro, diminuito del reddito
complessivo, e l'importo di 2.000 euro.».
2. Il credito di cui al comma precedente e' rapportato al periodo
3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per il solo
29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, riconoscono il credito eventualmente spettante ai sensi
come modificato dal presente decreto, ripartendolo fra le
retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore
del presente decreto, a partire dal primo periodo di paga utile.
Il credito di cui al primo periodo e' riconosciuto, in via
automatica, dai sostituti d'imposta.
5. Il credito di cui all'articolo 13, comma 1-bis, del testo unico
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' attribuito sugli emolumenti
corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo
stesso. Le somme erogate ai sensi del comma 1 sono recuperate dal
sostituto d'imposta mediante l'istituto della compensazione di cui
all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Gli
enti pubblici e le amministrazioni dello Stato possono recuperare le
somme erogate ai sensi del comma 1 anche mediante riduzione dei
versamenti delle ritenute e, per l'eventuale eccedenza, dei
contributi previdenziali. In quest'ultimo caso l'INPS e gli altri
enti gestori di forme di previdenza obbligatorie interessati
recuperano i contributi non versati alle gestioni previdenziali
rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all'Erario. Con
riferimento alla riduzione dei versamenti dei contributi
previdenziali conseguente all'applicazione di quanto previsto dal
presente comma, restano in ogni caso ferme le aliquote di computo
delle prestazioni. L'importo del credito riconosciuto e' indicato
nella certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e
assimilati (CUD).
7. In relazione alla effettiva modalita' di fruizione del credito
e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le necessarie
variazioni di bilancio compensative, anche tra l'entrata e la spesa,
1. A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso
al 31 dicembre 2013, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
a) all'articolo 16, comma 1, le parole «l'aliquota del 3,9 per
cento» sono sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 3,50 per
b) all'articolo 16, comma 1-bis, sono apportate le seguenti
1) alla lettera a), le parole «l'aliquota del 4,20 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 3,80 per cento»;
2) alla lettera b), le parole «l'aliquota del 4,65 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 4,20 per cento»;
3) alla lettera c), le parole «l'aliquota del 5,90 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 5,30 per cento»;
c) all'articolo 45, comma 1, le parole «nella misura dell'1,9 per
cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 1,70 per
2. Ai fini della determinazione dell'acconto relativo al periodo di
imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 secondo il
criterio previsionale, di cui all'articolo 4 del decreto legge 2
marzo 1989, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 27
aprile 1989, n. 154, in luogo delle aliquote di cui alle lettere a),
b), e c) del comma 1 applicabili al periodo di imposta successivo a
quello in corso al 31 dicembre 2013, si tiene conto, rispettivamente,
delle aliquote del 3,75; 4,00; 4,50; 5,70 e 1,80 per cento.
3. All'articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, le parole «fino ad un massimo di un punto percentuale»
sono sostituite dalle seguenti: «fino ad un massimo di 0,92 punti
4. Le aliquote dell'imposta regionale sulle attivita' produttive
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, qualora
variate ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo 5, comma 1, del decreto
legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono rideterminate applicando le
variazioni adottate alle aliquote previste dal comma 1 del presente
TRATTAMENTO FISCALE DEI REDDITI DI NATURA FINANZIARIA E ALTRE
1. Le ritenute e le imposte sostitutive sugli interessi, premi e
ogni altro provento di cui all'articolo 44 del testo unico delle
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui redditi diversi di cui
all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del
medesimo testo unico, ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica sugli
interessi, premi e ogni altro provento di cui all'articolo 44 del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui redditi
diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo
testo unico, relativi a:
a) obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto
decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo
unico n. 917 del 1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei
suddetti Stati;
c) titoli di risparmio per l'economia meridionale di cui
all'articolo 8, comma 4, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70,
3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica altresi' agli
interessi di cui al comma 8-bis dell'articolo 26-quater del decreto
di cui all'articolo 27, comma 3, secondo periodo, e comma 3-ter, del
al risultato netto maturato delle forme di previdenza complementare
di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.
4. All'articolo 27, comma 3, ultimo periodo, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: «di
un quarto» sono sostituite dalle seguenti: «degli undici
ventiseiesimi».
5. Al decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, sono apportate
a) all'articolo 5, comma 2, l'ultimo periodo e' sostituito dal
seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti
dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del
lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma
1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da
enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura del
48,08 per cento dell'ammontare realizzato.»;
b) all'articolo 6, comma 1, l'ultimo periodo e' sostituito dal
c) all'articolo 7, comma 4, l'ultimo periodo e' sostituito dal
seguente: «Ai fini del presente comma, i redditi derivanti dalle
obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto
1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e obbligazioni
emesse da enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella
misura del 48,08 per cento del loro ammontare.».
6. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica agli
interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all'articolo 44
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, divenuti
esigibili e ai redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1,
lettere da c-bis) a c-quinquies), del predetto testo unico realizzati
a decorrere dal 1 luglio 2014.
7. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica:
a) ai dividendi e ai proventi ad essi assimilati, percepiti dalla
data indicata al comma 6;
b) agli interessi e agli altri proventi derivanti da conti correnti
e depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati,
nonche' da obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie di
cui all'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, maturati a decorrere dalla suddetta data.
8. Per le obbligazioni e i titoli similari di cui all'articolo 2,
comma 1, del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, la misura
dell'aliquota di cui al comma 1 si applica agli interessi, ai premi e
ad ogni altro provento di cui all'articolo 44 del testo unico delle
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, maturati a decorrere dal 1º
9. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 8,
per gli interessi e altri proventi soggetti all'imposta sostitutiva
intermediari di cui all'articolo 2, comma 2, del medesimo decreto
all'articolo 3 del citato decreto alla data del 30 giugno 2014, per
scadenza non inferiore a un anno dalla data del 30 giugno 2014,
del valore del cambio alla data del 30 giugno 2014.
10. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica,
relativamente ai redditi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera
g-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e agli
interessi e ad altri proventi delle obbligazioni e dei titoli
similari di cui al decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, dal
giorno successivo alla data di scadenza del contratto di pronti
contro termine stipulato anteriormente al 1º luglio 2014 e avente
durata non superiore a 12 mesi.
11. Per i redditi di cui all'articolo 44, comma 1, lettere
g-quater) e g-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi,
n. 917, derivanti da contratti sottoscritti fino al 30 giugno 2014,
la misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica sulla parte dei
suddetti redditi maturati a decorrere dal 1 luglio 2014.
12. Per i proventi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g), del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e per i redditi
decreto derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento
collettivo del risparmio, la misura dell'aliquota di cui al comma 1,
si applica sui proventi realizzati a decorrere dal 1 luglio 2014, in
sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni. Sui
proventi realizzati a decorrere dal 1 luglio 2014 e riferibili ad
importi maturati al 30 giugno 2014 si applica l'aliquota in vigore
13. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui
all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quater), del testo
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono portati in deduzione
dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all'articolo
67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del citato testo
unico, realizzati successivamente alla data del 30 giugno 2014, con
a) per una quota pari al 48,08 per cento, se sono realizzati fino
b) per una quota pari al 76,92 per cento, se sono realizzati dal 1º
gennaio 2012 al 30 giugno 2014. Restano fermi i limiti temporali di
deduzione previsti dagli articoli 68, comma 5, del medesimo testo
unico e 6, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
14. Per le gestioni individuali di portafoglio di cui all'articolo
dell'aliquota di cui al comma 1 si applica sui risultati maturati a
decorrere dal 1 luglio 2014. Dai risultati di gestione maturati a
decorrere dal 1 luglio 2014 sono portati in deduzione i risultati
negativi di gestione rilevati alla data del 31 dicembre 2011 e non
compensati alla data del 30 giugno 2014, per una quota pari al 48,08
per cento del loro ammontare, e quelli rilevati nel periodo compreso
tra il 1º gennaio 2012 e il 30 giugno 2014, non compensati alla data
del 30 giugno 2014, per una quota pari al 76,92 per cento del loro
negativi di gestione previsti dall'articolo 7, comma 10, del decreto
legislativo 21 novembre 1997, n. 461. L'imposta sostitutiva sul
risultato maturato alla data del 30 giugno 2014 e' versata nel
termine ordinario di cui al comma 11 dell'articolo 7 del decreto
15. A decorrere dal 1 luglio 2014, agli effetti della
determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all'articolo
acquisto, o del valore determinato ai sensi dell'articolo 14, commi 6
e seguenti, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 o
dell'articolo 2, commi 29 e seguenti, del decreto legge 13 agosto
2011 n. 148, puo' essere assunto il valore dei titoli, quote,
diritti, valute estere, metalli preziosi allo stato grezzo o
monetato, strumenti finanziari, rapporti e crediti alla data del 30
giugno 2014, a condizione che il contribuente:
a) opti per la determinazione, alla stessa data, delle plusvalenze,
delle minusvalenze relative ai predetti titoli, strumenti finanziari,
rapporti e crediti, escluse quelle derivanti dalla partecipazione ad
organismi di investimento collettivo del risparmio di cui
all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del citato testo unico;
b) provveda al versamento dell'imposta sostitutiva eventualmente
dovuta nella misura del 20 per cento, secondo i criteri stabiliti nel
16. Nel caso di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 21
novembre 1997, n. 461, l'opzione di cui al comma 15 si estende a
tutti i titoli e strumenti finanziari detenuti alla data del 30
giugno 2014, tenendo conto delle minusvalenze realizzate e non ancora
compensate a tale data; l'imposta sostitutiva dovuta e' corrisposta
entro il 16 novembre 2014. L'ammontare del versamento e le
compensazioni tra minusvalenze e plusvalenze maturate entro il 30
giugno 2014 vanno indicati nella dichiarazione dei redditi relativa
al periodo di imposta 2014. Nel caso di cui all'articolo 6 del
medesimo decreto legislativo, l'opzione e' resa mediante apposita
comunicazione all'intermediario entro il 30 settembre 2014 e si
estende a tutti i titoli, quote o certificati inclusi nel rapporto di
custodia o amministrazione, posseduti alla data del 30 giugno 2014
nonche' alla data di esercizio dell'opzione; l'imposta sostitutiva e'
versata dagli intermediari entro il 16 novembre 2014, ricevendone
17. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui
all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dall'esercizio
delle opzioni di cui ai commi 15 e 16 sono portati in deduzione dalle
plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all'articolo 67,
comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del citato testo unico,
realizzati successivamente al 30 giugno 2014, per una quota pari al
76,92 per cento del loro ammontare, ovvero per una quota pari al
48,08 per cento qualora si tratti di minusvalenze, perdite e
differenziali negativi realizzati fino alla data del 31 dicembre 2011
e non compensate in sede di applicazione dell'imposta dovuta a
seguito dell'esercizio delle suindicate opzioni.
18. Le disposizioni di cui ai commi da 15 a 17 non si applicano per
i titoli indicati nel comma 2, lettere a) e b).
Disposizioni di coordinamento e modifiche alla legge 27 dicembre
2013, n. 147
1. Le disposizioni di cui all'articolo 3 hanno effetto a decorrere
dal 1 luglio 2014. Ai fini dell'applicazione del citato articolo 3,
rilevano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro dell'economia
e delle finanze 13 dicembre 2011, emanati ai sensi dell'articolo 2,
commi 13, lettera b), 23, 26 e 34 del decreto-legge 13 agosto 2011,
n. 138. convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,
n. 148, nonche' le eventuali integrazioni degli stessi disposte con
successivi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze.
2. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 4 del decreto-legge 28
giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 1990, n. 227.
3. Sono abrogati gli ultimi due periodi del comma 4 dell'articolo
13 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44.
4. All'articolo 26-quinquies del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il comma 5 e' inserito il
seguente: «5-bis. La ritenuta di cui al comma 1 non si applica sui
proventi spettanti alle imprese di assicurazione e relativi a quote o
azioni comprese negli attivi posti a copertura delle riserve
matematiche dei rami vita.».
5. All'articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, dopo il
comma 4 e' inserito il seguente: «4-bis. La ritenuta di cui ai commi
1 e 2 non si applica sui proventi spettanti alle imprese di
assicurazione e relativi a quote o azioni comprese negli attivi posti
a copertura delle riserve matematiche dei rami vita.».
6. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 1 aprile 1996,
n. 239, la lettera c) e' sostituita dalla
seguente: «c) enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera c), e
quelli di cui all'articolo 74 del medesimo testo unico, n. 917 del
1986, esclusi gli organismi di investimento collettivo del
risparmio;».
6-bis. In attesa di armonizzare, a decorrere dal 2015, la
disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria degli enti
previdenziali di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e
al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, con quella relativa
alle forme pensionistiche e complementari di cui al decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, a tali enti e' riconosciuto un
credito d'imposta pari alla differenza tra l'ammontare delle ritenute
e imposte sostitutive applicate nella misura del 26 per cento sui
redditi di natura finanziaria relativi al periodo dal 1 luglio al 31
dicembre 2014, dichiarate e certificate dai soggetti intermediari o
dichiarate dagli enti medesimi e l'ammontare di tali ritenute e
imposte sostitutive computate nella misura del 20 per cento. Si tiene
conto dei criteri indicati nell'articolo 3, commi 6 e seguenti. Il
credito d'imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi per il
2014, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte
sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta
dicembre 1986, n. 917. Il credito d'imposta puo' essere utilizzato a
decorrere dal 1 gennaio 2015 esclusivamente in compensazione, ai
Al credito d'imposta non si applicano i limiti di cui all'articolo 1,
comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 34
6-ter. Per l'anno 2014 l'aliquota prevista dall'articolo 17, comma
1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e' elevata
all'11,50 per cento. Una quota delle maggiori entrate di cui al
presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2015, confluisce
nel Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui
7. All'articolo 26, comma 3-bis, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, primo periodo, le parole:
«ovvero con la minore aliquota prevista per i titoli di cui alle
lettere a) e b) del comma 7 dell'articolo 2 del decreto-legge 13
settembre 2011, n. 148» sono sostituite con le seguenti: «ovvero con
la minore aliquota prevista per le obbligazioni e gli altri titoli di
cui all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601 ed equiparati e dalle obbligazioni emesse
dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi
dell'articolo 168-bis, comma 1, del medesimo testo unico n. 917 del
1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati.».
8. All'articolo 26-quinquies, comma 3, del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo le parole: «e alle
emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo unico delle imposte
22 dicembre 1986, n. 917» sono aggiunte le parole: «e alle
obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati».
9. All'articolo 10-ter, comma 2-bis, della legge 23 marzo 1983, n.
77, dopo le parole: «e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi
nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis,
comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917»
sono aggiunte le parole: «e alle obbligazioni emesse da enti
territoriali dei suddetti Stati».
10. All'articolo 2, comma 23, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.
148, dopo le parole: «e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi
11. Il comma 145 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,
n. 147 e' sostituito dal seguente:
«145. Le imposte sostitutive di cui ai commi 142 e 143 sono versate
nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2013 in tre rate di pari importo, senza pagamento di interessi, di
cui la prima entro il giorno 16 del sesto mese dalla fine del periodo
d'imposta, la seconda entro il giorno 16 del nono mese dalla fine del
periodo d'imposta e la terza entro il giorno 16 del dodicesimo mese
dalla fine del periodo d'imposta. Gli importi da versare possono
essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241.».
12. Il comma 148 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147 e' sostituito dal seguente: «148. Ai maggiori valori iscritti nel
bilancio relativo all'esercizio in corso al 31 dicembre 2013, per
effetto dell'articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 novembre 2013,
n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014,
n. 5, si applica un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e di eventuali
addizionali, da versarsi in unica soluzione entro il termine di
versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo
d'imposta in corso al 31 dicembre 2013. Gli importi da versare
possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241. L'imposta e' pari al 26 per cento del valore nominale
delle quote alla suddetta data, al netto del valore fiscalmente
riconosciuto. Il valore fiscale delle quote si considera riallineato
al maggior valore iscritto in bilancio, fino a concorrenza del valore
nominale, a partire dal periodo d'imposta in corso alla data di
entrata in vigore della presente disposizione . Se il valore
iscritto in bilancio e' minore del valore nominale, quest'ultimo
valore rileva comunque ai fini fiscali a partire dallo stesso periodo
d'imposta.».
12-bis. All'articolo 18 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
133, come sostituito dall'articolo 1, comma 557, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, il comma 2-bis e' sostituito dal seguente:
«2-bis. Le aziende speciali, le istituzioni e le societa' a
partecipazione pubblica locale totale o di controllo si attengono al
principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il
contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di
personale. A tal fine l'ente controllante, con proprio atto di
indirizzo, tenuto anche conto delle disposizioni che stabiliscono, a
suo carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale,
definisce, per ciascuno dei soggetti di cui al precedente periodo,
specifici criteri e modalita' di attuazione del principio di
contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in
cui ciascun soggetto opera. Le aziende speciali, le istituzioni e le
societa' a partecipazione pubblica locale totale o di controllo
adottano tali indirizzi con propri provvedimenti e, nel caso del
contenimento degli oneri contrattuali, gli stessi vengono recepiti in
sede di contrattazione di secondo livello fermo restando il contratto
nazionale in vigore al 1 gennaio 2014. Le aziende speciali e le
istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi,
scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e le
farmacie sono escluse dai limiti di cui al precedente periodo, fermo
restando l'obbligo di mantenere un livello dei costi del personale
coerente rispetto alla quantita' di servizi erogati. Per le aziende
speciali cosiddette multiservizi le disposizioni di cui al periodo
precedente si applicano qualora l'incidenza del fatturato dei servizi
esclusi risulti superiore al 50 per cento del totale del valore della
12-ter. All'articolo 3, comma 1, della legge 18 febbraio 1999, n.
28, dopo le parole: «distribuzione di utili» sono inserite le
seguenti: «ai soci cooperatori».
12-quater. Al comma 688 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2013, n. 147, gli ultimi tre periodi sono sostituiti dai seguenti: «A
decorrere dall'anno 2015, i comuni assicurano la massima
semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo
disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro
richiesta, ovvero procedendo autonomamente all'invio degli stessi
modelli. Per il solo anno 2014, in deroga al settimo periodo del
presente comma, il versamento della prima rata della TASI e'
effettuato, entro il 16 giugno 2014, sulla base delle deliberazioni
di approvazione delle aliquote e delle detrazioni pubblicate nel sito
informatico di cui al citato decreto legislativo n. 360 del 1998,
alla data del 31 maggio 2014; a tal fine, i comuni sono tenuti ad
effettuare l'invio delle predette deliberazioni, esclusivamente in
testo delle stesse nell'apposita sezione del Portale del federalismo
fiscale. Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il
predetto termine del 23 maggio 2014, il versamento della prima rata
della TASI e' effettuato entro il 16 ottobre 2014 sulla base delle
deliberazioni concernenti le aliquote e le detrazioni, nonche' dei
regolamenti della TASI pubblicati nel sito informatico di cui al
citato decreto legislativo n. 360 del 1998, alla data del 18
settembre 2014; a tal fine, i comuni sono tenuti ad effettuare
l'invio delle predette deliberazioni, esclusivamente in via
telematica, entro il 10 settembre 2014, mediante inserimento del
predetto termine del 10 settembre 2014, l'imposta e' dovuta
applicando l'aliquota di base dell'1 per mille di cui al comma 676,
comunque entro il limite massimo di cui al primo periodo del comma
677, e il relativo versamento e' effettuato in un'unica soluzione
entro il 16 dicembre 2014. Nel caso di mancato invio della delibera
entro il predetto termine del 10 settembre 2014 ovvero di mancata
determinazione della percentuale di cui al comma 681, la TASI e'
dovuta dall'occupante, nella misura del 10 per cento dell'ammontare
complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni
del titolare del diritto reale. Nel caso di mancato invio delle
deliberazioni entro il predetto termine del 23 maggio 2014, ai comuni
appartenenti alle regioni a statuto ordinario e alla regione
siciliana e alla regione Sardegna, il Ministero dell'interno, entro
il 20 giugno 2014, eroga un importo a valere sul Fondo di
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze,
da adottare entro il 10 giugno 2014. Il Ministero dell'interno
L'Agenzia delle entrate procede a trattenere le relative somme, per i
comuni interessati, da qualsiasi entrata loro dovuta riscossa tramite
il sistema del versamento unificato, di cui all'articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Gli importi recuperati
dall'Agenzia delle entrate sono versati dalla stessa ad apposito
capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato entro il mese di
ottobre 2014 ai fini della riassegnazione per il reintegro del Fondo
di solidarieta' comunale nel medesimo anno».
Modifiche all'articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, e
all'articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23
1. Al comma 3 dell'articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013, n.
112, le parole «20 aprile 2014» sono sostituite dalle seguenti: «15
luglio 2014», le parole «1º maggio 2014» sono sostituite dalle
seguenti «1 agosto 2014» e le parole «33 milioni» sono sostituite
dalle seguenti: «23 milioni».
1-bis. All'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 14
marzo 2011, n. 23, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e
delle disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 1 dicembre 1981,
n. 692, e all'articolo 40 della legge 16 giugno 1927, n. 1766».
Modifiche al regime di entrate riscosse per atti di competenza del
1. Alla tabella dei diritti consolari da riscuotersi dagli uffici
diplomatici e consolari, allegata al decreto legislativo 3 febbraio
2011, n. 71, alla Sezione I, dopo l'articolo 7 e' inserito il
«Art. 7-bis. - Diritti da riscuotere per il trattamento della
domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona
maggiorenne: euro 300,00».
2. L'articolo 18 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, e'
«Art. 18. - 1. Per il rilascio del passaporto ordinario e' dovuto
un contributo amministrativo di euro 73,50, oltre al costo del
2. Il contributo amministrativo e' dovuto in occasione del rilascio
del libretto e va corrisposto non oltre la consegna di esso
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di
concerto con il Ministro degli affari esteri, sono determinati il
costo del libretto e l'aggiornamento, con cadenza biennale, del
contributo di cui al comma 1.
4. All'estero la riscossione avviene in valuta locale, secondo le
norme dell'ordinamento consolare, con facolta' per il Ministero degli
affari esteri di stabilire il necessario arrotondamento».
a) il comma 6 dell'articolo 55 della legge 21 novembre 2000, n.
b) l'articolo 1 della tariffa annessa al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni,
recante la disciplina delle tasse sulle concessioni governative.
Strategie di contrasto all'evasione fiscale
1. Nelle more dell'attuazione degli obiettivi di stima e
monitoraggio dell'evasione fiscale e di rafforzamento dell'attivita'
conoscitiva e di controllo di cui agli articoli 3 e 9 della legge 11
marzo 2014, n. 23, il Governo, entro sessanta giorni dall'entrata in
vigore del presente decreto, presenta alle Camere un rapporto sulla
realizzazione delle strategie di contrasto all'evasione fiscale, sui
risultati conseguiti nel 2013 , specificati per ciascuna regione,
e nell'anno in corso, nonche' su quelli attesi, con riferimento
sia al recupero di gettito derivante da accertamento di evasione che
a quello attribuibile alla maggiore propensione all'adempimento da
parte dei contribuenti, come effetto delle misure e degli interventi
definiti. Conseguentemente, relativamente all'anno 2013, non si
applica l'articolo 2, comma 36.1, del decreto-legge 13 agosto 2011,
2. Anche sulla base degli indirizzi delle Camere, il Governo
definisce un programma di ulteriori misure ed interventi al fine di
implementare, anche attraverso la cooperazione internazionale ed il
rafforzamento dei controlli, l'azione di prevenzione e di contrasto
all'evasione fiscale allo scopo di conseguire nell'anno 2015 un
incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate dalla lotta
all'evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell'anno 2013.
Destinazione dei proventi della lotta all'evasione fiscale
1. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 36, terzo e quarto
periodo, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, cosi' come
modificato dall'articolo 1, comma 299, della legge 24 dicembre 2012,
n. 228, si applicano fino all'annualita' 2013 con riferimento alla
valutazione delle maggiori entrate dell'anno medesimo rispetto a
quelle del 2012. Le maggiori entrate strutturali ed effettivamente
incassate nell'anno 2013 derivanti dall'attivita' di contrasto
all'evasione fiscale, valutate ai sensi del predetto articolo 2,
comma 36, in 300 milioni di euro annui dal 2014, concorrono alla
copertura degli oneri derivanti dal presente decreto.
1-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
a) al comma 431, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
«b) l'ammontare di risorse permanenti che, in sede di nota di
aggiornamento del Documento di economia e finanza, si stima di
incassare quali maggiori entrate rispetto alle previsioni scritte nel
bilancio dell'esercizio in corso e a quelle effettivamente incassate
nell'esercizio precedente derivanti dall'attivita' di contrasto
dell'evasione fiscale, al netto di quelle derivanti dall'attivita' di
recupero fiscale svolta dalle regioni, dalle province e dai comuni»;
b) al comma 435, dopo le parole: «Per il 2014» sono inserite le
seguenti: «e il 2015».
Trasparenza e razionalizzazione della spesa pubblica per beni e
1. Al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, sono apportate
a) all'articolo 29, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i documenti e gli
allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo entro trenta
giorni dalla loro adozione, nonche' i dati relativi al bilancio di
previsione e a quello consuntivo in forma sintetica, aggregata e
semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, al
fine di assicurare la piena accessibilita' e comprensibilita'»;
b) all'articolo 29, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e rendono
accessibili, anche attraverso il ricorso ad un portale unico, i dati
relativi alle entrate e alla spesa di cui ai propri bilanci
preventivi e consuntivi in formato tabellare aperto che ne consenta
l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo, ai sensi
dell'articolo 7, secondo uno schema tipo e modalita' definiti con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita
la Conferenza unificata»;
c) all'articolo 33, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale,
un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli
acquisti di beni, servizi e forniture, denominato "indicatore annuale
di tempestivita' dei pagamenti". A decorrere dall'anno 2015, con
cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un
indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato "indicatore
trimestrale di tempestivita' dei pagamenti". Gli indicatori di cui al
presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il
ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita'
definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da
adottare sentita la Conferenza unificata».
3. All'articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dopo il
comma 6, e' aggiunto il seguente: «6-bis I dati SIOPE delle
amministrazioni pubbliche gestiti dalla Banca d'Italia sono di
tipo aperto e liberamente accessibili secondo modalita' definite
con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze nel rispetto
del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.»
3-bis. In sede di prima applicazione, i decreti di cui al comma
1, lettere b) e c), e al comma 3, sono adottati entro trenta giorni
decreto, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 11,
comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, riducono la
spesa per acquisti di beni e servizi, in ogni settore, per un
ammontare complessivo pari a 2.100 milioni di euro per il 2014 in
ragione di:
a) 700 milioni di euro da parte delle regioni e delle province
b) 700 milioni di euro, di cui 340 milioni di euro da parte delle
province e citta' metropolitane e 360 milioni di euro da parte dei
c) 700 milioni di euro, comprensivi della riduzione di cui al comma
11, da parte delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo
11, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.
Le stesse riduzioni si applicano, in ragione d'anno, a decorrere
dal 2015. Per le amministrazioni di cui alla lettera c) si provvede
secondo i criteri e nelle misure di cui all'articolo 50.
5. Gli obiettivi di riduzione di spesa per ciascuna delle
amministrazioni di cui al comma 4, lettera c), sono determinati con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto in
modo da determinare minori riduzioni per gli enti che acquistano ai
prezzi piu' prossimi a quelli di riferimento ove esistenti;
registrano minori tempi di pagamento dei fornitori; fanno piu' ampio
ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da centrali
di committenza. In caso di mancata adozione del decreto nel termine
dei 30 giorni, o di sua inefficacia, si applicano le disposizioni
dell'articolo 50. In pendenza del predetto termine le risorse
finanziarie corrispondenti agli importi indicati al comma 4, lettera
c), sono rese indisponibili.
6. La determinazione degli obiettivi di riduzione di spesa per le
regioni e le province autonome e' effettuata con le modalita' di cui
all'articolo 46.
7. La determinazione degli obiettivi di spesa per le province, i
comuni e le citta' metropolitane e' effettuata con le modalita' di
8. Fermo restando quanto previsto dal comma 10 del presente
articolo e dai commi 5 e 12 dell'articolo 47, le pubbliche
amministrazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33 , per realizzare l'obiettivo loro
presente decreto e nella salvaguardia di quanto previsto dagli
12 aprile 2006, n. 163 , a ridurre gli importi dei contratti in
essere nonche' di quelli relativi a procedure di affidamento per
cui sia gia' intervenuta l'aggiudicazione, anche provvisoria ,
medesimi. Le parti hanno facolta' di rinegoziare il contenuto dei
contratti, in funzione della suddetta riduzione. E' fatta salva la
facolta' del prestatore dei beni e dei servizi di recedere dal
volonta' di operare la riduzione senza alcuna penalita' da recesso
verso l'amministrazione. Il recesso e' comunicato all'Amministrazione
comunicazione da parte di quest'ultima. In caso di recesso, le
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 , nelle more
dell'espletamento delle procedure per nuovi affidamenti, possono, al
fine di assicurare comunque la disponibilita' di beni e servizi
necessari alla loro attivita', stipulare nuovi contratti accedendo a
della disciplina europea e nazionale sui contratti pubblici;
10. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
possono adottare misure alternative di contenimento della spesa
corrente al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a
quelli derivanti dall'applicazione del comma 4.
10-bis. Ai fini della necessaria prevenzione degli incendi, del
dissesto idrogeologico e del diffondersi di discariche abusive, i
cantieri comunali per l'occupazione e i cantieri verdi, di cui alla
vigente normativa in materia di lavoro e difesa dell'ambiente della
regione Sardegna, che costituiscono a tutti gli effetti progetti
speciali di prevenzione danni in attuazione di competenze e di
politiche regionali, hanno carattere temporaneo e pertanto le
assunzioni di progetto in essi previste, per il prossimo triennio,
non costituiscono presupposto per l'applicazione dei limiti di cui
successive modificazioni. La disposizione di cui al presente comma
non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e
alla sua attuazione si provvede nell'ambito delle risorse assegnate
per la realizzazione dei predetti cantieri dal bilancio regionale.
11. I programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per
la difesa nazionale sono rideterminati in maniera tale da conseguire
una riduzione degli stanziamenti di bilancio in misura non inferiore
a 400 milioni di euro per l'anno 2014 che concorrono alla
determinazione della riduzione di cui al comma 4, lettera c), per il
medesimo anno. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, su proposta del Ministro della difesa, sentito il
Ministro dello sviluppo economico, e previa verifica del Ministero
dell'economia e delle finanze, le autorizzazioni di spesa iscritte
sugli stati di previsione dei Ministeri interessati sono
rideterminate in maniera tale da assicurare una riduzione in termini
di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni per gli
importi di cui al primo periodo. Nelle more dell'adozione del decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al secondo periodo
sono rese indisponibili le risorse, negli importi indicati al primo
periodo, iscritte nello stato di previsione del Ministero della
difesa relative ai programmi di cui all'articolo 536 del codice
Acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggregatori e
1. Nell'ambito dell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui
all'articolo 33-ter del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
operante presso l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture, e' istituito , senza maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, l'elenco dei soggetti
aggregatori di cui fanno parte Consip S.p.A. e una centrale di
committenza per ciascuna regione, qualora costituita ai sensi
dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. I soggetti diversi da quelli di cui al comma 1 che svolgono
attivita' di centrale di committenza ai sensi dell'articolo 33 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 richiedono all'Autorita'
l'iscrizione all'elenco dei soggetti aggregatori. Con decreto del
dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la
Conferenza unificata sono definiti i requisiti per l'iscrizione
tra cui il carattere di stabilita' dell'attivita' di
centralizzazione, nonche' i valori di spesa ritenuti significativi
per le acquisizioni di beni e di servizi con riferimento ad ambiti,
anche territoriali, da ritenersi ottimali ai fini dell'aggregazione e
della centralizzazione della domanda. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, previa intesa con la Conferenza
unificata , e' istituito il Tavolo tecnico dei soggetti
aggregatori, coordinato dal Ministero dell'economia e delle
finanze, e ne sono stabiliti i compiti, le attivita' e le modalita'
3. Fermo restando quanto previsto all'articolo 1, commi 449, 450
e 455 , della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all'articolo 2, comma
574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all'articolo 1, comma 7,
all'articolo 4, comma 3-quater e all'articolo 15, comma 13, lettera
d) del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, con decreto del
dell'economia e delle finanze , da adottarsi, d'intesa con la
province autonome di Trento e di Bolzano, sentita l'Autorita' per
la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
, entro il 31 dicembre di ogni anno, sulla base di analisi del
Tavolo dei soggetti aggregatori e in ragione delle risorse messe a
disposizione ai sensi del comma 9 , sono individuate le
categorie di beni e di servizi nonche' le soglie al superamento delle
quali le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad
istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonche' le
regioni, gli enti regionali, nonche' loro consorzi e associazioni, e
gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono a Consip
S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 per lo
svolgimento delle relative procedure. Per le categorie di beni e
servizi individuate dal decreto di cui al periodo precedente,
servizi e forniture non rilascia il codice identificativo gara (CIG)
alle stazioni appaltanti che, in violazione degli adempimenti
previsti dal presente comma, non ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro
soggetto aggregatore. Con il decreto di cui al presente comma sono,
altresi', individuate le relative modalita' di attuazione. E'
comunque fatta salva la possibilita' di acquisire, mediante procedura
di evidenza pubblica, beni e servizi, qualora i relativi prezzi siano
inferiori a quelli emersi dalle gare Consip e dei soggetti
4. Il comma 3-bis dell'articolo 33 del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163 e' sostituito dal seguente:
«3-bis. I Comuni non capoluogo di provincia procedono
all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle unioni
dei comuni di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 18
agosto 2000 , n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito
accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti
uffici anche delle province , ovvero ricorrendo ad un soggetto
aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n.
56. In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e
servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti
da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento.
ai comuni non capoluogo di provincia che procedano all'acquisizione
di lavori, beni e servizi in violazione degli adempimenti previsti
4-bis. Al comma 1, lettera n), dell'articolo 83 del codice di
cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo le parole:
«la sicurezza di approvvigionamento» sono aggiunte le seguenti: «e
l'origine produttiva».
5. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica
attraverso la razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e
di servizi, le regioni costituiscono ovvero designano, entro il 31
dicembre 2014, ove non esistente, un soggetto aggregatore secondo
quanto previsto al comma 1. In ogni caso il numero complessivo dei
soggetti aggregatori presenti sul territorio nazionale non puo'
essere superiore a 35.
6. In alternativa all'obbligo di cui al comma 5 e ferma restando la
facolta' per le regioni di costituire centrali di committenza anche
unitamente ad altre regioni secondo quanto previsto all'articolo 1,
comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le regioni
possono stipulare con il Ministero dell'economia e delle finanze
apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti sulla
cui base Consip S.p.A. svolge attivita' di centrale di committenza
per gli enti del territorio regionale, ai sensi e per gli effetti
7. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 11 e 17, comma 1,
lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n 111, nelle more del
perfezionamento delle attivita' concernenti la determinazione annuale
dei costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura da parte
dell'Osservatorio presso l'Autorita' per la vigilanza sui contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all'articolo 7 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e anche al fine di
potenziare le attivita' delle centrali di committenza, la predetta
Autorita', a partire dal 1º ottobre 2014, attraverso la banca dati
nazionale dei contratti pubblici di cui all'articolo 62-bis del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, fornisce, tenendo anche
conto della dinamica dei prezzi dei diversi beni e servizi, alle
amministrazioni pubbliche un'elaborazione dei prezzi di
riferimento alle condizioni di maggiore efficienza di beni e di
servizi, tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico
della pubblica amministrazione, nonche' pubblica sul proprio sito web
i prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche amministrazioni per gli
acquisti di tali beni e servizi. I prezzi di riferimento pubblicati
dall'Autorita' e dalla stessa aggiornati entro il 1º ottobre di ogni
anno, sono utilizzati per la programmazione dell'attivita'
contrattuale della pubblica amministrazione e costituiscono prezzo
massimo di aggiudicazione, anche per le procedure di gara aggiudicate
all'offerta piu' vantaggiosa, in tutti i casi in cui non e' presente
una convenzione stipulata ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488, in ambito nazionale ovvero
nell'ambito territoriale di riferimento. I contratti stipulati in
violazione di tale prezzo massimo sono nulli.
8. In fase di prima applicazione, la determinazione dei prezzi di
riferimento e' effettuata sulla base dei dati rilevati dalle stazioni
appaltanti che hanno effettuato i maggiori volumi di acquisto, come
risultanti dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici.
8-bis. Nell'ottica della semplificazione e dell'efficientamento
dell'attuazione dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi
dell'Unione europea, il Ministero dell'economia e delle finanze si
avvale di Consip S.p.A. nella sua qualita' di centrale di committenza
ai sensi dell'articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, sulla base di convenzione disciplinante i relativi
rapporti per lo svolgimento di procedure di gara finalizzate
all'acquisizione, da parte delle autorita' di gestione,
certificazione e audit istituite presso le singole amministrazioni
titolari dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi dell'Unione
europea, di beni e di servizi strumentali all'esercizio delle
relative funzioni.
9. Al fine di garantire la realizzazione degli interventi di
razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti di
beni e di servizi, di cui al comma 3, e' istituito, nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, il Fondo
per l'aggregazione degli acquisti di beni e di servizi destinato al
finanziamento delle attivita' svolte dai soggetti aggregatori di
cui ai commi 1 e 2 , con la dotazione di 10 milioni di euro per
l'anno 2015 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.
Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze sono
stabiliti i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al
10. Le entrate derivanti dal riversamento al bilancio dello Stato
degli avanzi di gestione di cui all'articolo 1, comma 358, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, conseguiti negli anni 2012 e 2013,
sono utilizzate, per l'anno 2014, nel limite di 5 milioni di euro,
oltre che per il potenziamento delle strutture dell'amministrazione
finanziaria, per il finanziamento delle attivita' svolte da Consip
S.p.a. nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti
delle Pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 4, comma
3-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. A tal fine, le
somme versate in uno specifico capitolo di entrata sono riassegnate,
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze anche ad
1. I compiti di vigilanza sulle attivita' finalizzate
all'acquisizione di beni e servizi sono attribuiti all'Autorita' per
la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture,
che li esercita secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Autorita':
a) puo' avvalersi del supporto della Guardia di finanza, della
Ragioneria Generale dello Stato, delle amministrazioni pubbliche,
degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, sulla base
di apposite convenzioni che possono prevedere meccanismi per la
copertura dei costi per lo svolgimento delle attivita' di supporto;
b) riceve dalle amministrazioni pubbliche i dati e i documenti di
cui al comma 4, lettere a) e b);
c) trasmette alle strutture, agli uffici e agli organi preposti
alle funzioni di controllo delle amministrazioni pubbliche dati e
circostanze ritenuti rilevanti ai fini dell'esercizio delle predette
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze individua, con proprio
decreto, da emanarsi entro il 30 giugno 2014, le prestazioni
principali in relazione alle caratteristiche essenziali dei beni e
servizi oggetto delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi
dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 cui e' stato
possibile ricorrere tra il 1º gennaio 2013 e la data di entrata in
vigore del presente decreto. Entro 10 giorni dall'emanazione del
decreto di cui al periodo precedente il Ministero pubblica sul
proprio sito internet i prezzi relativi alle prestazioni individuate.
4. Entro il 30 settembre 2014, le amministrazioni aggiudicatrici di
cui all'articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 trasmettono all' Osservatorio centrale di lavori, servizi e
forniture dell'Autorita':
a) i dati dei contratti non conclusi attraverso centrali di
committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza
comunitaria aventi ad oggetto una o piu' delle prestazioni
individuate dal decreto di cui al comma 3 del presente articolo, in
essere alla data del 30 settembre 2014;
b) i dati dei contratti aventi ad oggetto beni o servizi di importo
pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e relativa
determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre 2014,
stipulati a seguito di procedura negoziata ai sensi degli articoli 56
o 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ovvero a seguito
di procedura aperta o ristretta di cui all'articolo 55 del medesimo
decreto legislativo n. 163 del 2006 in cui sia stata presentata una
5. Con deliberazione dell'Autorita' sono stabilite le modalita' di
attuazione del comma 4 e individuati, in particolare, i dati oggetto
1. L'Agenzia delle entrate provvede alla revisione delle
condizioni, incluse quelle di remunerazione delle riscossioni dei
versamenti unitari di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241 effettuate da parte delle banche e degli altri
operatori, del servizio di accoglimento delle deleghe di pagamento,
in modo da assicurare una riduzione di spesa pari, per l'anno 2014,
al 30 per cento e, per ciascun anno successivo, al 40 per cento di
quella sostenuta nel 2013; conseguentemente i trasferimenti alla
predetta Agenzia sono ridotti di 75 milioni di euro per l'anno 2014 e
di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015.
2. A decorrere dal 1º ottobre 2014, fermi restando i limiti gia'
previsti da altre disposizioni vigenti in materia, i versamenti di
cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
a) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a
b) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a
disposizione dall'Agenzia delle entrate e dagli intermediari della
riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui siano
effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo
c) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a
riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui il saldo
1. I contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione previsto
dall'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, possono richiedere la concessione di un nuovo
piano di rateazione, fino a un massimo di settantadue rate mensili, a
a) la decadenza sia intervenuta entro e non oltre il 22 giugno
2. Il piano di rateazione concesso ai sensi del comma 1 non e'
prorogabile e il debitore decade dallo stesso in caso di mancato
pagamento di due rate anche non consecutive.
3. Il comma 13-ter dell'articolo 10 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 214, e' abrogato.
Remunerazione conti di tesoreria e provvigioni di collocamento dei
1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adegua
l'articolo 6 del proprio decreto 5 dicembre 2003, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre
2003, al fine di allineare la rilevazione dei tassi di interesse
corrisposti sulle giacenze dei conti correnti fruttiferi di tesoreria
al momento della loro effettiva maturazione.
2. Il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito delle
prerogative previste dall'articolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, modula le provvigioni per il
servizio del collocamento in asta in considerazione dell'andamento
del mercato, con particolare riguardo al livello dei tassi e alla
1. I canoni delle concessioni demaniali marittime, ai sensi
dell'articolo 03, comma 1, lettera b), del decreto-legge 5 ottobre
1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
1993, n. 494, e successive modificazioni, dovuti a partire dall'anno
2014, sono versati entro la data del 15 settembre di ciascun anno.
Gli enti gestori intensificano i controlli volti a verificare
l'adempimento da parte dei concessionari dell'obbligo di versamento
nei termini previsti dei canoni di cui al presente comma.
2. All'articolo 1, comma 732, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
le parole: «15 maggio 2014» sono sostituite dalle seguenti: «15
Limite al trattamento economico del personale pubblico e delle
1. A decorrere dal 1 maggio 2014 il limite massimo retributivo
riferito al primo presidente della Corte di cassazione previsto dagli
articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
e successive modificazioni e integrazioni, e' fissato in euro 240.000
annui al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali e degli
oneri fiscali a carico del dipendente. A decorrere dalla predetta
data i riferimenti al limite retributivo di cui ai predetti articoli
23-bis e 23-ter contenuti in disposizioni legislative e regolamentari
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, si
intendono sostituiti dal predetto importo. Sono in ogni caso fatti
salvi gli eventuali limiti retributivi in vigore al 30 aprile 2014
determinati per effetto di apposite disposizioni legislative,
regolamentari e statutarie, qualora inferiori al limite fissato dal
2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 sono
a) al comma 471, dopo le parole «autorita' amministrative
indipendenti» sono inserite le seguenti: «, con gli enti pubblici
economici»;
b) al comma 472, dopo le parole «direzione e controllo» sono
inserite le seguenti: «delle autorita' amministrative indipendenti
c) al comma 473, le parole «fatti salvi i compensi percepiti per
prestazioni occasionali» sono sostituite dalle seguenti «ovvero di
societa' partecipate in via diretta o indiretta dalle predette
3. Le regioni provvedono ad adeguare i propri ordinamenti al nuovo
limite retributivo di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 1, comma
475, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel termine ivi previsto.
4. Ai fini dei trattamenti previdenziali, le riduzioni dei
trattamenti retributivi conseguenti all'applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo operano con riferimento alle
anzianita' contributive maturate a decorrere dal 1º maggio 2014.
5. La Banca d'Italia, nella sua autonomia organizzativa e
finanziaria, adegua il proprio ordinamento ai principi di cui al
5-bis. Le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico
consolidato individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, pubblicano nel proprio sito internet
i dati completi relativi ai compensi percepiti da ciascun componente
del consiglio di amministrazione in qualita' di componente di organi
di societa' ovvero di fondi controllati o partecipati dalle
amministrazioni stesse.
Controllo della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca e
per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa
1. Ad eccezione delle Universita', degli istituti di formazione,
degli enti di ricerca e degli enti del servizio sanitario nazionale,
fermi restando i limiti derivanti dalle vigenti disposizioni e in
particolare le disposizioni di cui all'articolo 6, comma 7, del
2010, n. 122 e all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 125, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto
dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a
decorrere dall'anno 2014, non possono conferire incarichi di
consulenza, studio e ricerca quando la spesa complessiva sostenuta
nell'anno per tali incarichi e' superiore rispetto alla spesa per il
personale dell'amministrazione che conferisce l'incarico, come
risultante dal conto annuale del 2012, al 4,2 % per le
amministrazioni con spesa di personale pari o inferiore a 5 milioni
di euro, e all'1,4 % per le amministrazioni con spesa di personale
2. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi da 6 a 6-quater
dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e i
limiti previsti dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni, le amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica
statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle Universita', degli
istituti di formazione, degli enti di ricerca e degli enti del
servizio sanitario nazionale, a decorrere dall'anno 2014, non possono
stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa
quando la spesa complessiva per tali contratti e' superiore rispetto
alla spesa del personale dell'amministrazione che conferisce
l'incarico come risultante dal conto annuale del 2012, al 4,5 % per
le amministrazioni con spesa di personale pari o inferiore a 5
milioni di euro, e all'1,1 % per le amministrazioni con spesa di
personale superiore a 5 milioni di euro.
3. Per le amministrazioni non tenute alla redazione del conto
annuale nell'anno 2012, ai fini dell'applicazione delle disposizioni
di cui ai commi 1 e 2, si fa riferimento ai valori risultanti dal
4. Gli incarichi e i contratti in corso possono essere
rinegoziati entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto , ai fini di assicurare
il rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 2.
4-bis. All'articolo 118, comma 14, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, anche mediante proroghe dei relativi contratti di lavoro, anche in
deroga ai limiti quantitativi previsti dall'articolo 1, comma 1, del
decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368».
4-ter. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano, alle province e alle citta' metropolitane e ai comuni, e'
comunque concessa, in coerenza e secondo le modalita' previste al
comma 10 dell'articolo 8 e ai commi 5 e 12 dell'articolo 47, la
facolta' di rimodulare o adottare misure alternative di contenimento
della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi comunque non
inferiori a quelli derivanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 del
Spesa per autovetture
1. Il comma 2 dell'articolo 5 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
«2. A decorrere dal 1º maggio 2014, le amministrazioni pubbliche
la Commissione nazionale per le societa' e la borsa (Consob), non
spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il
noleggio e l'esercizio di autovetture, nonche' per l'acquisto di
buoni taxi. Tale limite puo' essere derogato, per il solo anno 2014,
esclusivamente per effetto di contratti pluriennali gia' in essere.
Tale limite non si applica alle autovetture utilizzate
dall'Ispettorato centrale della tutela della qualita' e repressione
frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, dal Corpo nazionale dei vigili del
fuoco o per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della
sicurezza pubblica, per i servizi sociali e sanitari svolti per
garantire i livelli essenziali di assistenza, ovvero per i servizi
S.p.a. e sulla rete delle strade provinciali e comunali ,
nonche' per i servizi istituzionali delle rappresentanze diplomatiche
e degli uffici consolari svolti all'estero. I contratti di locazione
o noleggio in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto possono essere ceduti, anche senza l'assenso del contraente
privato, alle Forze di polizia, con il trasferimento delle relative
risorse finanziarie sino alla scadenza del contratto.».
2. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 5, comma 2, del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come sostituito dal comma 1 del
presente articolo, e dall'articolo 1, commi da 1 a 4-bis, del
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per la
Ministro dell'economia e delle finanze, e' indicato il numero
massimo, non superiore a cinque, per le auto di servizio ad uso
esclusivo, nonche' per quelle ad uso non esclusivo, di cui puo'
disporre ciascuna amministrazione centrale dello Stato. Decorsi
conversione del presente decreto, ove il predetto decreto non risulti
adottato, opera in ogni caso il limite sopraindicato.
2-bis. La regione Lombardia puo' derogare per ciascuno degli anni
2014 e 2015 ai limiti di spesa stabiliti dal comma 8 dell'articolo 6
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di
comunicazione e promozione per le sole voci inerenti al grande evento
EXPO 2015. La regione Lombardia rimodula e adotta misure alternative
di contenimento della spesa corrente al fine di compensare il maggior
esborso per le finalita' di cui al periodo precedente, garantendo
comunque i complessivi obiettivi di riduzione dei costi, cosi' come
stabilito dal medesimo articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010,
1. I Ministeri e la Presidenza del Consiglio dei ministri sono
tenuti ad assicurare un obiettivo di risparmio di spesa complessivo
pari a 240 milioni di euro per l'anno 2014. Gli importi sono
determinati secondo le modalita' di cui all'articolo 1, comma 428,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall'articolo
2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4,
entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sentiti i Ministri competenti,
previa verifica da parte del Ministro dell'economia e delle finanze
degli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica, sono
individuate le voci di spesa da ridurre per la realizzazione
3. Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 2, il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad accantonare
e rendere indisponibili le somme corrispondenti agli importi di cui
4. Al solo fine di realizzare interventi di riordino diretti ad
assicurare ulteriori riduzioni della spesa, a decorrere dalla data di
fino al 15 luglio 2014, i regolamenti di organizzazione dei
Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione,
possono essere adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del
Consiglio dei ministri. I decreti previsti dal presente comma sono
soggetti al controllo preventivo di legittimita' della Corte dei
conti ai sensi dell'articolo 3, commi da 1 a 3, della legge 14
Stato. A decorrere dalla data di efficacia di ciascuno dei predetti
decreti cessa di avere vigore, per il Ministero interessato, il
regolamento di organizzazione vigente. Il termine di cui al primo
periodo si intende rispettato se entro la medesima data sono
trasmessi al Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione e al Ministero dell'economia e delle finanze gli
schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 13, comma
3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e' ridotta di euro
28.354.930 per l'anno 2014; le somme iscritte nel conto dei residui
per l'anno 2014 sul fondo per gli interventi di cui alla medesima
autorizzazione di spesa, sono versate per l'importo di 29.126.428
euro all'entrata del bilancio dello Stato per l'anno stesso.
6. Nelle more di un'organica revisione della disciplina degli
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l'anno 2014, con
stanziamenti degli stati di previsione dei Ministeri e del bilancio
autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri concernenti le
spese per l'indennita' di diretta collaborazione spettante agli
addetti in servizio presso gli Uffici di diretta collaborazione dei
Ministri, con esclusione della spesa riferita ai destinatari della
riduzione del 10 per cento prevista dall'articolo 9, comma 2, del
6-bis. Le prestazioni, comprese le eventuali ritenute, di cui
all'articolo 43, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
erogate a favore del personale amministrato attraverso i servizi
stipendiali del sistema «NoiPA» del Ministero dell'economia e delle
finanze, sono fornite esclusivamente in modalita' centralizzata
attraverso lo stesso sistema «NoiPA». Fermo restando quanto previsto
dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 30 luglio 2013, n. 123, i contributi derivanti da dette
prestazioni sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per
essere riassegnati ai pertinenti capitoli dello stato di previsione
del Ministero dell'economia e delle finanze e destinati, in misura
pari alle maggiori entrate acquisite rispetto a quelle introitate ai
sensi del citato comma 4, e al netto della percentuale indicata nel
medesimo comma, alla gestione dei servizi stipendiali erogati dal
7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 46-bis del
dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e' incrementata di 4,8 milioni di
8. Ad integrazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 53,
della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, e
dall'articolo 1, comma 71, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e
successive modificazioni e integrazioni, l'Istituto per lo sviluppo
agroalimentare (ISA) Spa, interamente partecipato dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, e' autorizzato a versare
all'entrata del bilancio dello Stato la somma di 21,2 milioni di
euro entro il 31 luglio 2014.
9. Nell'ambito delle economie utilizzabili ai sensi dell'articolo
16-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il Commissario ad
acta di cui all'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8 febbraio
1995, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile
1995, n. 104, e' autorizzato a versare all'entrata del bilancio dello
Stato la somma di euro 5,5 milioni di euro entro il 31 luglio 2014.
1. A decorrere dal 1 gennaio 2015, al decreto del Presidente della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, sono apportate le seguenti
a) all'articolo 30-bis, comma 4, il terzo periodo e' soppresso;
b) dopo l'articolo 53 e' inserito il seguente:
«Art. 53-bis. - (Attivita' per la promozione dell'Italia). - 1. Gli
uffici all'estero svolgono attivita' per la promozione dell'Italia,
mirate a stabilire ed intrattenere relazioni con le autorita', il
corpo diplomatico e gli ambienti locali, a sviluppare iniziative e
contatti di natura politica, economico-commerciale e culturale
nell'interesse del sistema Paese, ad accedere a fonti di informazione
e a tutelare le collettivita' italiane all'estero.
2. Per le attivita' di cui al comma 1 e' istituito un fondo nello
stato di previsione del Ministero degli affari esteri, da ripartire
tra gli uffici all'estero con uno o piu' decreti del Ministero degli
affari esteri, da comunicare, anche con evidenze informatiche, al
del bilancio, nonche' alla Corte dei conti.
3. La dotazione del fondo e' determinata sulla base degli oneri
connessi alle attivita' di cui al comma 1, quali il ricevimento
annuale per la festa della Repubblica, i ricevimenti in onore di
autorita' del Paese di accreditamento o di personalita' in visita
ufficiale, il complesso di manifestazioni o di iniziative volte a
consolidare i rapporti, anche in base alle consuetudini del luogo,
con gli esponenti piu' rilevanti della societa' locale e con il corpo
diplomatico accreditato nella sede, nonche' tenendo conto del
trattamento economico per il personale di servizio necessario al
funzionamento delle residenze ufficiali.
4. Le spese per l'attuazione del presente articolo, se sostenute
direttamente dal capo dell'ufficio all'estero o, su sua indicazione,
da personale dipendente, sono rimborsate ai predetti, anche sulla
base di costi medi forfettari determinati per ogni Paese dal
Ministero degli affari esteri su proposta del capo della
rappresentanza diplomatica competente»;
1) al comma 2, le parole: «un assegno per oneri di rappresentanza
dello stesso ammontare di quello previsto per il titolare
dell'ufficio, in sostituzione di quello di cui eventualmente gia'
goda, nonche'» sono soppresse;
2) al comma 3, le parole: «oltre all'assegno di rappresentanza
calcolato secondo le disposizioni dei commi 1 e 2 ed» sono soppresse;
3) al comma 5, le parole: «e dell'assegno per oneri di
rappresentanza stabiliti per il posto assunto in reggenza» sono
d) all'articolo 204, primo comma, le parole: «ed un assegno per
oneri di rappresentanza determinato secondo i criteri di cui
all'articolo 171-bis» sono soppresse;
e) l'articolo 171-bis, l'articolo 185, comma 1, e l'articolo 188
2. La dotazione del fondo di cui all'articolo 53-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, introdotto dal
comma 1, lettera b), del presente articolo, e' fissata in euro 15
milioni per l'anno 2015 e in euro 13 milioni a decorrere dall'anno
2016. A tale onere si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa relativa alle indennita' di cui
all'articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5
3. Il contingente di cui all'articolo 152 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e' rideterminato
in 2.600 unita' per l'anno 2015, 2.650 unita' per l'anno 2016 e 2.700
unita' a decorrere dall'anno 2017, comprensive dei contingenti di cui
all'articolo 1, comma 1317, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
all'articolo 14, comma 2, della legge 27 dicembre 2007, n. 246, e
all'articolo 41-bis, comma 4, del decreto-legge 22 giugno 2012, n.
83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
Al relativo onere, valutato in euro 2.176.000 per l'anno 2015, euro
3.851.520 per l'anno 2016 ed euro 6.056.064 a decorrere dall'anno
2017, si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa
relativa alle indennita' di cui all'articolo 171 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, con conseguenti
soppressioni di posti di organico di cui all'articolo 32 del medesimo
decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967.
4. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, il Ministro degli affari esteri provvede al
monitoraggio degli oneri di cui al comma 3 e riferisce in merito al
Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o
di cui al comma 3, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito
il Ministro degli affari esteri, provvede, con proprio decreto, alla
riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del
maggior onere risultante dall'attivita' di monitoraggio, delle
dotazioni finanziarie di parte corrente di cui all'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 171 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 18 del 1967. Il Ministro dell'economia e delle finanze
riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito
alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al
Concorso degli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale
1. Per l'anno 2014, gli importi corrispondenti alle riduzioni di
Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati e dalla Corte
Costituzionale, secondo le modalita' previste dai rispettivi
ordinamenti, sono versati, nella misura complessiva di 50 milioni di
2. Per l'anno 2014, gli stanziamenti iscritti in bilancio per le
spese di funzionamento della Corte dei conti, del Consiglio di Stato
e dei tribunali amministrativi regionali, del Consiglio superiore
della magistratura e del Consiglio di giustizia amministrativa per la
Regione siciliana sono ridotti, complessivamente, di euro 5.305.000.
2-bis. Le riduzioni di spesa di cui ai commi 1 e 2 sono ripartite
tra i vari soggetti in misura proporzionale al rispettivo onere a
carico della finanza pubblica per l'anno 2013.
3. Le somme versate dal Consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro, nell'anno 2014, relative all'avanzo di gestione dell'anno
2012 per l'importo di euro 4.532.000, restano acquisite all'entrata
del bilancio dello Stato. Per il medesimo anno 2014, il CNEL
provvede entro il 15 luglio 2014 a versare all'entrata del bilancio
dello Stato ulteriori risorse finanziarie pari a 18.249.842 euro,
anche al fine di conseguire, per l'importo di 195.000 euro, risparmi
sulla gestione corrente.
Abolizione di agevolazioni postali
1. A decorrere dal 1º giugno 2014, le tariffe postali agevolate di
cui agli articoli 17 e 20 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, ed
all'articolo 12, comma 6-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.
13, sono soppresse. Il fornitore del servizio postale universale e'
a contenere nel limite degli stanziamenti del bilancio dello Stato,
allo scopo finalizzati, l'onere relativo alla fruizione entro il 31
Riduzione dei costi nei comuni, nelle province e nelle citta'
01. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono
a) il comma 13 e' abrogato;
b) al comma 14 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Restano
a carico della provincia gli oneri connessi con le attivita' in
materia di status degli amministratori, relativi ai permessi
retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi
di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico»;
c) al comma 24 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Restano
a carico della citta' metropolitana gli oneri connessi con le
attivita' in materia di status degli amministratori, relativi ai
permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed
assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico»;
d) al comma 136 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini
del rispetto dell'invarianza di spesa, sono esclusi dal computo degli
oneri connessi con le attivita' in materia di status degli
amministratori quelli relativi ai permessi retribuiti, agli oneri
previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli 80
e 86 del testo unico».
1. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, dopo il comma
«150-bis. In considerazione delle misure recate dalla presente
alla finanza pubblica pari a 100 milioni di euro per l'anno 2014, a
dall'anno 2016. Con decreto del Ministero dell'interno di concerto
con il Ministero dell'economia e delle finanze, sono stabilite le
150-ter. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di
cui al comma 92, a seguito del trasferimento delle risorse
finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse
all'esercizio delle funzioni che devono essere trasferite, ai sensi
dei commi da 85 a 97, tra le Province, citta' metropolitane e gli
di recupero delle somme di cui al comma 150-bis.».
1-bis. Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 235, comma 1, le parole: «sono rieleggibili per una
sola volta» sono sostituite dalle seguenti: «i suoi componenti non
possono svolgere l'incarico per piu' di due volte nello stesso ente
locale»;
b) all'articolo 235, comma 3, lettera b), dopo la parola:
«volontarie» sono aggiunte le seguenti: «da comunicare con preavviso
di almeno quarantacinque giorni e che non sono soggette ad
accettazione da parte dell'ente»;
c) all'articolo 241, dopo il comma 6 e' inserito il seguente:
«6-bis. L'importo annuo del rimborso delle spese di viaggio e per
vitto e alloggio, ove dovuto, ai componenti dell'organo di revisione
non puo' essere superiore al 50 per cento del compenso annuo
attribuito ai componenti stessi, al netto degli oneri fiscali e
contributivi».
Riduzione delle spese per il Consiglio generale degli italiani
1. A decorrere dal primo rinnovo del Consiglio generale degli
italiani all'estero successivo alla data di entrata in vigore del
presente decreto, alla legge 6 novembre 1989, n. 368, sono apportate
1) al comma 1, le parole: «novantaquattro», «sessantacinque» e
«ventinove» sono sostituite rispettivamente dalle seguenti:
«sessantatre», «quarantatre» e «venti»;
2) al comma 2, la parola: «sessantacinque» e' soppressa;
3) al comma 5, la parola: «ventinove» e' soppressa e le parole:
«dieci», «sette» e «nove» sono sostituite rispettivamente dalle
seguenti: «sette», «quattro» e «sei»;
b) all'articolo 8, comma 1, le parole: «due volte» sono sostituite
dalle seguenti: «una volta»;
c) all'articolo 8-bis, comma 1, lettera c), dopo le parole:
«continentali e» le parole: «due volte» sono soppresse;
1) al comma 1, la parola: «ventinove» e' soppressa e le parole:
«due membri eletti» e «tre membri» sono sostituite rispettivamente
dalle seguenti: «un membro eletto» e «un membro»;
2) al comma 2, le parole: «sei nomi» e «quattro nomi» sono
sostituite rispettivamente dalle seguenti: «due nomi» e «due nomi»;
3) al comma 3, le parole: «due volte» sono sostituite dalle
seguenti: «una volta»;
e) all'articolo 12, comma 1, terzo periodo, sono aggiunte, in fine,
le seguenti parole: «ne' ai membri di cui all'articolo 4, comma 5»;
1) al comma 1, la parola: «sessantacinque» e' soppressa;
2) al comma 3, la parola: «ventinove» e' soppressa;
g) all'articolo 17, comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «, ripartendo i membri di cui all'articolo 4, comma 2, tra i
Paesi in cui sono presenti le maggiori collettivita' italiane, in
proporzione al numero di cittadini italiani residenti al 31 dicembre
dell'anno precedente, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti
resti».
1. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza e del
contenimento della spesa pubblica, le societa' a totale
partecipazione diretta o indiretta dello Stato e le societa'
direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi

References: articolo 3
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 articolo 2
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 articolo 6
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