Source: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2020-0037_IT.html
Timestamp: 2020-03-31 11:33:38+00:00

Document:
RELAZIONE sulla richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt
<NoDocSe>A9-0037/2020</NoDocSe>
<Titre>sulla richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt</Titre>
<DocRef>(2019/2149(IMM))</DocRef>
Relatrice: <Depute>Marie Toussaint</Depute>
sulla richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt
(2019/2149(IMM))
– vista la richiesta di revoca dell'immunità di Guy Verhofstadt, trasmessa il 15 ottobre 2019 dal tribunale distrettuale di Varsavia-Śródmieście, V sezione penale, nel quadro di un procedimento penale pendente in esito alla presentazione di un atto di accusa privato presso lo stesso tribunale (rif. X K 7/18), e comunicata in Aula il 13 novembre 2019,
– avendo ascoltato Guy Verhofstadt, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,
– visto l'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,
– vista la relazione della commissione giuridica (A9-0037/2020),
A. considerando che il giudice del tribunale distrettuale di Varsavia-Śródmieście (Polonia), V sezione penale, ha presentato una richiesta di revoca dell'immunità parlamentare di Guy Verhofstadt in relazione a determinate dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo il 15 novembre 2017 nel corso di una discussione durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo; che nella motivazione della decisione del suddetto tribunale distrettuale si indica che "si deve ritenere che l'autorizzazione a procedere spetta al pubblico ministero, e in questo caso specifico al procuratore", che "se il procuratore non interviene nel procedimento in esame e, contemporaneamente, il Tribunale si rifiuta di presentare la richiesta di revoca dell'immunità, il ricorrente è privato della possibilità di far valere i suoi diritti nei confronti delle persone protette dall'immunità del Parlamento europeo" e che "la disposizione esaminata [articolo 9, paragrafo 12, del suo regolamento] non stabilisce che il tribunale debba redigere la richiesta in questione ma che debba semplicemente trasmetterla. Quindi chiedere la revoca dell'immunità parlamentare equivale sostanzialmente a una mera trasmissione formale della richiesta del ricorrente privato"; che tale richiesta di revoca dell'immunità parlamentare è stata dunque trasmessa dall'autorità giudiziaria conformemente all'articolo 9, paragrafo 12, del suo regolamento, pur osservando che l'articolo 9, paragrafo 1, del suo regolamento prevede che ogni richiesta di revoca dell'immunità sia trasmessa da "un'autorità competente di uno Stato membro", non essendo i due concetti identici;
B. considerando che Guy Verhofstadt è stato accusato, con atto di accusa privato presentato dal rappresentante del ricorrente privato presso detto tribunale, di avere insultato, agendo con dolo eventuale, il ricorrente; che, nel suo intervento durante una discussione in Aula sullo stato di avanzamento dello Stato di diritto e della democrazia in Polonia, rilanciato dai mezzi di comunicazione, Guy Verhofstadt ha definito i partecipanti alla Marcia dell'indipendenza tenutasi nel 2017 a Varsavia "fascisti, neonazisti e suprematisti bianchi"; che il ricorrente era tra i partecipanti a tale marcia;
C. considerando che, con tali dichiarazioni, Guy Verhofstadt avrebbe pubblicamente insultato il ricorrente in sua assenza, addebitandogli fatti che gli arrecano pregiudizio agli occhi dell'opinione pubblica – il che, secondo il ricorrente, rischierebbe di privarlo della fiducia necessaria per ricoprire una data funzione, esercitare professioni diverse o svolgere un dato tipo di attività – e commettendo il reato di cui all'articolo 216, paragrafo 2, in combinato disposto con l'articolo 212, paragrafo 2, e l'articolo 11, paragrafo 2, del codice penale polacco;
D. considerando che l'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri;
E. considerando che, da un lato, il Parlamento non può essere equiparato a un organo giurisdizionale e, dall'altro, il deputato, nell'ambito di una procedura di revoca dell'immunità, non può essere considerato "imputato"[2];
F. considerando che l'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea dispone che i membri del Parlamento europeo non possano essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni;
G. considerando che Guy Verhofstadt ha rilasciato le sue dichiarazioni nel corso di una sessione plenaria del Parlamento europeo, all'interno dell'Aula stessa, nell'esercizio delle sue funzioni di deputato al Parlamento europeo;
H. considerando che le dichiarazioni rese da Guy Verhofstadt rientrano quindi nell'esercizio delle sue funzioni di deputato e della sua attività al Parlamento europeo;
1. decide di non revocare l'immunità di Guy Verhofstadt;
2. incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente all'autorità competente della Repubblica di Polonia e a Guy Verhofstadt.
[1] Sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23; sentenza del Tribunale del 30 aprile 2019, Briois/Parlement, T-214/18 ECLI:EU:T:2019:266.
[2] Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 19 dicembre 2019, Oriol Junqueras Vies, C-502/19, ECLI:EU:C:2019:1115.

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