Source: http://www.famijapramzana.it/lo-statuto/
Timestamp: 2019-04-23 14:52:39+00:00

Document:
Lo statuto - Famija Pramzana
Aggiornato con Assemblea Straordinaria del 4/07/2013
ART. 1 – E’ costituita in Parma, fondata con un documento dei soci fondatori il 27 febbraio 1947, l’associazione denominata “La Famija Pramzana”. L’associazione è apartitica, aconfessionale e senza fini di lucro. Possono farvi parte quanti si riconoscono in questo statuto.
ART. 2 – L’associazione si prefigge i seguenti scopi:
tenere sempre vivo l’amore per Parma, per le sue tradizioni e la sua lingua;
prendere viva parte ai problemi cittadini ed assecondare iniziative locali di carattere sociale, artistico, culturale, turistico, urbanistico e sportivo;
favorire la crescita dei valori civili e culturali, sociali e morali nella società locale e nazionale;
promuovere e realizzare manifestazioni, anche legate alle tradizioni parmigiane, sia nel campo socioculturale che folkloristico; editare a tale scopo pubblicazioni ed indire trattenimenti familiari di vario genere, gite sociali e ogni altra manifestazione che il Consiglio Direttivo ritenga utile;
promuovere ed intensificare le relazioni tra parmigiani, ovunque essi risiedano, tra i “strajè pr’al mond” e la Sede.
ART. 3 – Sono costituite le seguenti categorie di soci che possono raggrupparsi in “Sezioni” secondo i particolari interessi culturali e sportivi:
ONORARI: Faranno parte di questa categoria – di diritto e pro tempore – il Prefetto, il Questore, il Sindaco, il Vescovo, il Rettore dell’Università e il presidente della Camera di Commercio della nostra città ed i parmigiani, di nascita o di elezione, che il Consiglio Direttivo avrà ritenuto di designare fra coloro che onorano con le opere la città di Parma, in campo nazionale ed internazionale.
BENEMERITI: I soci che abbiano acquisito particolari benemerenze nei confronti del Sodalizio, e che il Consiglio giudichi degni di tale qualifica. Fanno parte di questa categoria, di diritto i “Consoli” dei “Ducati Parmensi” regolarmente costituiti nonchè “i soci all’estero”, parmigiani residenti all’estero ai quali il Consiglio ritenga di concedere gratuitamente la tessera di appartenenza.
EFFETTIVI: Si distinguono in:
– Fondatori: coloro che hanno costituito l’associazione e che continuano a farne parte a tutti gli effetti.
– Ordinari: coloro che entrano a far parte del sodalizio e corrispondono regolarmente le quote sociali.
– Sostenitori: coloro che, oltre alla quota ordinaria, contribuiscono con elargizioni straordinarie.
-Giovani: fino a 25 anni ( a 30 se non occupati) che corrisponderanno una quota molto ridotta.
(Potranno cominciare a votare a 16 anni). I soci effettivi potranno inserire in tale categoria i propri figli.
Faranno parte della Famija, senza esserne soci effettivi, e potranno partecipare alle attività i Putén, con una quota meramente simbolica, ed il gruppo dei Simpatizzanti. Saranno coinvolti, senza specifici legami istituzionali, anche un gruppo denominato:“Amici del Dialetto parmigiano”
ART. 4 – L’ammissione a socio, per ogni categoria suddetta, è riservata insindacabilmente al Consiglio Direttivo, al quale è deferita anche la facoltà di accettare le dimissioni e provvedere alla radiazione di soci per indegnità o morosità.
Le domande di ammissione devono essere controfirmate da almeno due soci presentatori.
ART. 5 – I soci effettivi, qualunque sia l’epoca in cui sono entrati a far parte del sodalizio, contraggono l’obbligo di corrispondere la quota associativa per l’intero anno. I soci perderanno tale qualifica qualora diano le dimissioni per iscritto o in caso di mancato pagamento della quota per due anni consecutivi.
La perdita della qualifica di socio implica anche la perdita di ogni diritto ad essa inerente.
ART.7 – L’assemblea è costituita dai soci effettivi regolarmente iscritti: essa viene indetta con la pubblicazione dell’avviso di convocazione sulla stampa locale, sul giornale del sodalizio o con comunicazione scritta ad ogni socio e con esposizione dell’avviso nei locali del sodalizio, con almeno 15 gg. di anticipo.
ART.8 – Il socio che non può intervenire all’assemblea può delegare un altro socio, fornendolo di regolare delega. Un socio può essere portatore soltanto di due deleghe.
ART.9 – Nell’assemblea hanno diritto di voto esclusivamente i soci in regola col pagamento della quota sociale.
ART.10 – Le adunanze dell’assemblea sono valide in prima convocazione quando siano presenti almeno la metà più uno dei soci effettivi: in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti.
ART.11- Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati per delega.
ART.12- L’assemblea ordinaria è convocata dal Presidente almeno una volta all’anno non oltre il 30 aprile, ed ogni volta che lo ritenga opportuno il Consiglio Direttivo che dovrà deliberarne la convocazione.
ART.13- L’assemblea ordinaria è convocata per l’approvazione della relazione morale e per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo. Ogni 3 anni l’Assemblea Ordinaria viene convocata anche per il rinnovo delle cariche sociali.
ART.14- L’assemblea straordinaria può essere convocata quando lo ritenga opportuno il Consiglio Direttivo o, se esso impedito, dal Collegio Sindacale, se impedito anche quest’ultimo, dal Consiglio dei probiviri. Sono previste anche convocazioni straordinarie quando ciò sia richiesto da un numero di soci non inferiore a un quinto dei soci effettivi.
ART.15- L’assemblea straordinaria può deliberare modifiche ed aggiunte allo Statuto presentate dal Consiglio Direttivo, dal Collegio Sindacale, dal Collegio dei probiviri o da soci, sempre che l’argomento figuri nell’ordine del giorno.
ART.16- Sia l’assemblea ordinaria che l’assemblea straordinaria sono presiedute dal Presidente o, in caso di suo impedimento, da Vice Presidente delegato. In caso di impedimento o di assenza di quest’ultimo, l’assemblea sarà presieduta dal Segretario.
ART.17 – Per le elezioni delle cariche sociali, l’assemblea nomina una GIUNTA ELETTORALE che ha il compito di curare il regolare svolgimento delle votazioni e dello scrutinio.
ART.18 – La Giunta Elettorale è composta da cinque o sette membri che eleggono un proprio presidente e un proprio segretario. Ha il compito di predisporre tutto quanto necessario per il regolare svolgimento del proprio mandato. La stessa Giunta ha la facoltà di redigere (a solo scopo indicativo e nel rispetto dell’art. 22) un elenco di possibili candidati, da segnalare ai soci che comunque avranno piena facoltà di scelta anche al di fuori della predetta segnalazione. Il Consiglio Direttivo uscente può collaborare alla stesura del predetto elenco.
L’elenco completo dei soci effettivi, dovrà comunque essere a disposizione dei soci nei locali della sede, prima e durante le operazioni di voto.
ART.19 – Le votazioni hanno luogo mediante scheda segreta e dovranno tenersi entro 30 giorni dall’assemblea, nelle date da quest’ultima stabilite.
ART.20- Le urne rimangono aperte per due giorni consecutivi, preferibilmente nei giorni di sabato e domenica, nella sede della Associazione e negli orari che verranno stabiliti dalla Giunta elettorale.
ART.21- Il socio, in sede di votazione, può esprimere oltre al suo voto quello di un socio, purchè fornito di regolare delega.
ART.22- La Giunta elettorale provvede ad inviare ai nuovi eletti la comunicazione di nomina e di convocazione della prima seduta per l’assegnazione delle cariche sociali. Il Consiglio della Famija dovrà, preferibilmente, essere rappresentativo di tutte le realtà previste nello statuto. Non potranno far parte degli eletti in Consiglio e nei vari organi statutari più di un terzo di appartenenti ad una specifica sezione di attività della Famija. Tale verifica sarà delegata alla Giunta elettorale autorizzata a verificare e deliberare per il rispetto di tale norma statutaria. La Giunta proclamerà gli eletti secondo l’ordine definitivo delle preferenze. Ha potere deliberativo solo chi è eletto; altre persone possono solo partecipare alle sedute del C.D. senza diritto di voto.
ART.23- L’associazione è diretta da un Consiglio Direttivo, composto da 9 a 13 membri, eletti dall’assemblea con le modalità previste dal presente Statuto. Il C.D. resta in carica tre anni.
ART.24- L’assemblea ordinaria, su proposta del Consiglio Direttivo, potrà ogni 3 anni determinare, a seconda delle necessità, il numero dei componenti dei membri del C. D. stesso.
ART.25- Nel caso in cui per dimissioni o altre cause uno o più componenti del Consiglio Direttivo decadano dall’incarico, il Consiglio può provvedere, sempre nel rispetto dell’art. 22, alla loro sostituzione nominando i primi dei non eletti, che rimarranno poi in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nella impossibilità di attuare detta modalità, il Consiglio potrà, all’unanimità, cooptare altri soci che rimarranno in carica fino alla successiva assemblea generale che dovrà pronunciarsi in ordine alla ratifica della delibera.
ART.26- Qualora, per dimissioni o altre cause, venisse a mancare la metà più uno dei membri eletti, si intenderà dimissionario l’intero Consiglio Direttivo e dovrà pertanto essere convocata l’assemblea per provvedere alle nuove nomine.
ART.27- Il Consiglio Direttivo elegge nel proprio seno il PRESIDENTE, uno o più VICEPRESIDENTI (di cui uno espressamente delegato), mentre il Segretario ed il Cassiere/economo possono essere scelti (senza diritto di voto) anche fra soci non eletti nel Consiglio. Il C.D può liberamente nominare, all’unanimità, un Presidente onorario (senza diritto di voto). Le votazioni per queste cariche possono farsi per voto palese oppure per votazione segreta su richiesta anche di un solo Consigliere.
ART.28- La convocazione del Consiglio Direttivo viene fatta dal Presidente, previo accordo col Vicepresidente o con almeno due consiglieri, a mezzo comunicazione scritta certificata o, in caso di urgenza, a mezzo telefono o avviso personale.
ART.29- Il Consiglio Direttivo deve essere convocato quando ne venga fatta richiesta da almeno sei Consiglieri o quando lo richieda il Collegio dei Probiviri, o il Collegio dei Sindaci.
ART.30- Per la validità delle delibere del Consiglio Direttivo è necessaria la maggioranza dei voti dei presenti. Le riunioni di consiglio sono valide se è presente la metà del numero dei componenti più uno. Di tutto quanto viene discusso e deliberato è redatto apposito verbale firmato dal Segretario e dal Presidente. Hanno diritto al voto solo i Consiglieri eletti.
ART.31- Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione del sodalizio ed ha facoltà di compiere tutti gli atti che ritenga opportuno per l’attuazione e il raggiungimento degli scopi sociali.
ART.32- Il Consiglio delibera l’ammissione o l’esclusione dei soci, sentito il parere del Collegio dei Probiviri. Delibera pure l’ammontare delle quote associative annuali dopo aver sentito i responsabili delle sezioni.
ART.33- In caso di delibere di straordinaria importanza, e non di ordinaria amministrazione, il Consiglio Direttivo provvederà a sollecitare il parere del Consiglio dei Probiviri e del Collegio Sindacale, in riunione plenaria. Alla eventuale votazione parteciperanno anche Probiviri e Sindaci.
ART.34- Il Consiglio Direttivo ha la facoltà, quando ne ravvisi l’opportunità, di fare intervenire alle sue riunioni la maschera “Al Dsèvod”, la “Resdora” ed i responsabili delle varie sezioni operanti in seno al sodalizio, nonché i soci fondatori e probiviri.
ART.35- Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di costituire Comitati d’onore comprendenti, oltre il Presidente o chi per esso, Autorità e personalità cittadine di spiccato rilievo. Può realizzare gruppi di attività per lo svolgimento di attività specifiche e commissioni per l’organizzazione di manifestazioni. Può inoltre delegare Consiglieri e Soci a sovrintendere a manifestazioni culturali, artistiche, ricreative e benefiche.
ART.36- Chiunque intenda in forma autonoma, personale o di gruppo, realizzare attività sempre che siano comprese nell’art. 2, deve ottenere il benestare del Consiglio Direttivo.
ART.37- I Consiglieri eletti che, avendo accettata la carica, non partecipino a tre sedute consiliari consecutive senza giustificato motivo, saranno dichiarati decaduti dall’incarico e sostituti, come previsto dall’art. 26 del presente Statuto.
ART.38- Il Presidente ha la legale rappresentanza del Sodalizio. Per questo, oltre a presiedere il Consiglio Direttivo, ha tutti i poteri di firma di natura economico-amministrativa: di questi ultimi atti dà preventiva comunicazione al Segretario e al Cassiere, nel rispetto del corretto funzionamento amministrativo del Sodalizio. Questi atti non dovranno contrastare con le norme del presente Statuto.
ART.39- Il Presidente ha inoltre la rappresentanza ufficiale del Sodalizio in ogni manifestazione alla quale il Sodalizio stesso sia stato invitato. Può avvalersi, a sua scelta fra i membri del C.D., di un Ufficio di presidenza che comprenda pure un Vicepresidente ed il Cassiere.
ART.40- Il Presidente, in caso di suo temporaneo impedimento, può delegare parte dei propri poteri al Vice Presidente delegato; in caso di impedimento del Vice Presidente (all’altro Vice Presidente se eletto) o a uno dei Consiglieri.
ART.41- In caso di dimissioni del Presidente, il Consiglio Direttivo demanda ogni potere al Vicepresidente delegato che rimarrà in carica fino alla successiva riunione del CD che verrà da Lui indetta, in tempi brevi, con all’odg la nomina del nuovo presidente che resterà in carica fino al termine previsto del mandato in corso.
ART.42- Il Segretario ha cura della gestione dell’attività dell’Associazione, del disbrigo della corrispondenza, della promozione e, in genere, di tutto quanto necessità per la buona conduzione dell’Associazione. Potrà avvalersi, d’intesa con il Consiglio, di collaboratori anche parzialmente retribuiti.
ART.43- In caso di impedimento o di dimissioni del Segretario il Consiglio Direttivo provvede alla sua sostituzione dando l’incarico ad altro Consigliere.
DEL CASSIERE-ECONOMO
ART.44- Il Cassiere-Economo è responsabile dell’amministrazione quotidiana e dei bilanci dell’Associazione, della custodia del denaro che è stato a lui consegnato e degli altri valori avuti da soci o da privati sempre nella sua veste di cassiere-economo del Sodalizio.
ART.45- Tra le competenze amministrative del Cassiere-Economo rientra quella del movimento dei conti correnti, dei depositi bancari, dell’incasso delle quote sociali e dei pagamenti diversi, concernenti, la ordinaria amministrazione.
ART.46- Il Cassiere-Economo tiene a disposizione del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale la eventuale documentazione richiesta per accertare la effettiva giacenza di cassa. In particolare deve consentire la verifica del registro delle entrate e uscite che deve sempre corrispondere alla giacenza di cui sopra.
ART.47- In caso di impedimento o di dimissioni dell’Economo-Cassiere il Consiglio Direttivo provvede alla sua sostituzione dando tale incarico ad un altro Consigliere.
ART.48- I Sindaci, eletti come previsto dagli artt. 19, 20, 21, 22 costituiscono un Collegio di tre membri effettivi e due supplenti (questi ultimi per sostituire eventualmente membri assenti o dimissionari) e dureranno in carica tre anni.
ART.49- I Sindaci effettivi hanno poteri di controllo sull’amministrazione del Sodalizio e partecipano di diritto alle riunioni del Consiglio Direttivo con voto esclusivamente consultivo su tutto quanto concerne gli impegni economici dell’Associazione.
ART.50- I Sindaci, in particolare, devono vigilare e controllare ogni atto amministrativo del Sodalizio ed autorizzare espressamente ogni spesa che abbia carattere di straordinarietà. Devono altresì accertare la regolare tenuta della contabilità e la regolare compilazione del rendiconto annuale, che deve essere firmato dai Sindaci in segno di approvazione, previo controllo dei documenti giustificativi di entrata e uscita.
ART.51- Su ogni atto della propria attività, il Collegio Sindacale deve redigere apposito verbale. Le delibere devono essere prese a maggioranza: il Sindaco dissenziente ha diritto di mettere a verbale i motivi del proprio dissenso.
ART.52- In caso di mancata approvazione di una delibera del Consiglio Direttivo da parte del Collegio Sindacale, su una spesa straordinaria o su un altro atto amministrativo, il Collegio Sindacale sottopone le proprie ragioni di dissenso al Collegio dei Probiviri, dopo aver fatto mettere a verbale i motivi del dissenso stesso. Il Collegio dei Probiviri provvede al riesame della questione in apposita riunione congiunta col Consiglio Direttivo e con gli stessi Sindaci.
ART.53- I Sindaci rispondono all’assemblea dei soci del buon andamento amministrativo e contabile dell’Associazione.
ART.54- Nella ipotesi che venga a cessare completamente il funzionamento del Consiglio Direttivo, il Collegio Sindacale ha l’obbligo di provvedere all’ordinaria amministrazione ed a promuovere le formalità necessarie per la nomina di un nuovo Consiglio.
ART.55- E’ costituito un Collegio di Probiviri composto da due soci anziani, designati dal Consiglio, e da tre membri più due supplenti, eletti dai soci, come previsto dagli artt. 19, 20, 21, 22. Detti probiviri rimarranno in carica tre anni.
ART.56- Il Collegio dei Probiviri elegge un proprio Presidente che può fare proposte da inserire nell’ordine del giorno del Consiglio Direttivo.
ART.57- Il Collegio dei Probiviri ha il compito di dirimere eventuali divergenze relative all’attività del Sodalizio, e divergenze che sorgessero fra Consiglieri e Consiglieri, fra soci e dirigenti e fra soci e soci.
ART.58- Il Collegio dei Probiviri viene convocato dal suo Presidente ogni qualvolta lo ritenga opportuno; inoltre quando ciò sia richiesto dal Consiglio Direttivo o da almeno trenta soci.
ART.59- Il Collegio dei Probiviri, dopo aver ascoltato le parti e assunte tutte le informazioni, emette una propria delibera motivata.
ART.60- In caso di impedimento o di dimissioni di un membro del Collegio dei Probiviri, viene sostituito con altro scelto tra i supplenti e rimarrà in carica fino alla successiva assemblea generale, la quale dovrà deliberare in ordine alla ratifica.
ART.61- Il Collegio dei Probiviri deve vigilare affinchè l’attività dell’Associazione si svolga secondo le norme statutarie e, particolarmente, secondo lo spirito che regge l’Associazione stessa.
ART.62- Qualsiasi modifica al presente Statuto deve essere deliberata dall’assemblea dei soci, riunita in seduta straordinaria, con esplicita indicazione nell’ordine del giorno, e nel rispetto di quanto disposto dall’art. 15.
ART.63- Lo scioglimento dell’Associazione può essere deliberato dall’assemblea generale, regolarmente convocata, con la presenza, in prima e seconda convocazione, di almeno la metà più uno dei soci in regola con il pagamento della quota annuale; dovrà comunque essere deliberato con voto favorevole di almeno tre quarti dei partecipanti all’assemblea, aventi diritto al voto. In caso di scioglimento il patrimonio dovrà essere devoluto ad associazioni operanti in identico o analogo settore di utilità sociale e culturale.
ART.64- Per quanto non contemplato nel presente Statuto valgono le disposizioni adottate dal Consiglio Direttivo. Si fa soprattutto riferimento al Codice Civile e ad altre norme di legge vigenti in materia di associazionismo.
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References: ART. 1

ART. 2

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ART.11

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ART.18

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ART.20

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ART.29

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ART.35

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ART.47

ART.48

ART.49

ART.50

ART.51

ART.52

ART.53

ART.54

ART.55

ART.56

ART.57

ART.58

ART.59

ART.60

ART.61

ART.62

ART.63

ART.64