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Timestamp: 2018-03-23 05:08:21+00:00

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Statuto di Fronte Popolare | Fronte Popolare
Approvato dal Primo Congresso di Fronte Popolare, Linate (Milano) 3 giugno 2017
Fronte Popolare è un’organizzazione d’avanguardia che opera per la ricomposizione di classe e lotta per contribuire all’eliminazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo nello spirito della resistenza antifascista, dell’internazionalismo proletario e nella realtà della lotta di classe, con l’obiettivo della piena valorizzazione della persona. In un contesto come quello odierno di atomizzazione di analoghe forze politiche, Fronte Popolare prende atto a sua volta della propria non-autosufficienza e offre il proprio contributo al più ampio processo aggregativo di soggettività che agiscano per l’abbattimento del sistema capitalistico e per la costruzione della società socialista.
Fronte Popolare assume come base teorica il marxismo-leninismo e gli sviluppi della sua cultura. Questa concezione, che ha la sua ragione d’essere nel rapporto inscindibile tra teoria e prassi e nell’incessante progresso della conoscenza, è necessariamente creativa ed è dunque incompatibile sia con il settario dogmatismo che con la revisione opportunistica dei suoi principi fondamentali.
Fronte Popolare fa propria in maniera dialettica l’esperienza storica del movimento rivoluzionario italiano e internazionale, analizzandone criticamente i successi e gli errori.
Fronte Popolare s’impegna per fare da elemento di connessione tra le organizzazioni di classe, dal sindacalismo conflittuale all’associazionismo culturale, al neo-mutualismo e auto-organizzazione popolare.
Il presente Statuto regola la vita interna e il profilo organizzativo di Fronte Popolare. Ne consegue che la sua conoscenza, il suo rispetto e la condivisione dei principi che ispirano l’operato dell’organizzazione siano da considerarsi fattori imprescindibili da parte di ogni militante per la realizzazione degli obiettivi e delle attività programmatiche di Fronte Popolare.
Art. 1 – Adesione a Fronte Popolare
Possono iscriversi a Fronte Popolare tutte le persone che, compiuto il quindicesimo anno di età, ne facciano richiesta e/o presentino interesse nei confronti dell’organizzazione, condividendone e accettandone il programma politico. Le/gli iscritte/i si impegnano ad operare attivamente per realizzare tale programma, ad osservare lo Statuto, a lavorare in un’articolazione dell’organizzazione e a pagare regolarmente la quota annua d’adesione.
La domanda di iscrizione deve essere indirizzata alla Sezione cui la/il richiedente fa riferimento territorialmente, in base al luogo dove questi può svolgere attività di militanza. Qualora Fronte Popolare non sia presente con una Sezione sul territorio dal quale provenga una richiesta di iscrizione, la domanda va inoltrata alla Commissione Politica Centrale (CPC) che provvede a definire le modalità di iscrizione nel modo più adeguato al caso concreto e alle esigenze del richiedente.
Non è ammessa la contemporanea iscrizione a Fronte Popolare e ad altra organizzazione politica. L’iscrizione è altresì incompatibile con l’appartenenza ad associazioni segrete o che comportino un particolare vincolo di riservatezza.
Per le/gli iscritte/i residenti all’estero, la contemporanea iscrizione a Fronte Popolare e a un’organizzazione politica del paese di residenza deve essere autorizzata dalla Segreteria Centrale sulla base di una valutazione circa la compatibilità tra il carattere e le finalità di Fronte Popolare e dell’organizzazione straniera presa in considerazione.
L’ammissione a Fronte Popolare è deliberata dall’organismo dirigente della Sezione di appartenenza o, in sua assenza, dalla CPC. L’ammissione deve seguire un periodo di pre-militanza della durata minima di tre mesi, durante i quali colei/colui che ha presentato la domanda di iscrizione svolge attività politica all’interno di una istanza di base dell’organizzazione, senza poter esercitare diritto di voto, al fine di vagliarne la compatibilità con la militanza politica, a necessaria tutela sia dell’organizzazione che della/del richiedente stesso.
L’ammissione della/del nuova/o iscritta/o è sancita dal rilascio della tessera, che sarà il documento identificativo della/del compagna/o.
L’ammissione di chi abbia svolto attività con incarichi dirigenziali in altre organizzazioni politiche deve inoltre essere sempre approvata dalla CPC.
Nell’eventualità che una/un militante cambi residenza, deve prontamente darne comunicazione alla dirigenza della Sezione in cui è iscritta/o per permettere l’organizzazione del passaggio della/del militante alla Sezione cui la sua nuova residenza afferisce o comunque, in caso di assenza di una Sezione territoriale competente nel luogo del trasferimento, agevolarne l’assegnazione di ruolo più opportuna.
Art. 2 – Doveri e diritti dell’iscritto
Ogni iscritta/o a Fronte Popolare ha il dovere di:
partecipare regolarmente e attivamente alle riunioni e all’attività di militanza stabilite dall’articolazione territoriale cui afferisce e contribuire alla realizzazione della linea politica nelle modalità stabilite con l’organizzazione stessa;
svolgere attività che contribuiscano a rendere noti, alle persone delle realtà in cui opera, il programma, la linea, l’azione e le campagne, al fine di conquistare nuove adesioni al programma e all’azione dell’organizzazione;
accrescere le proprie conoscenze teoriche del marxismo-leninismo sia individualmente che collettivamente, approfondire lo studio della storia del movimento comunista e operaio, tenersi costantemente aggiornata/o in merito alla linea politica dell’organizzazione;
osservare la disciplina interna e il principio del centralismo democratico al fine di assicurare l’unità d’azione, ovvero il buon funzionamento dell’organizzazione, e la conseguente realizzazione degli obiettivi preposti; svolgere l’attività di militanza attenendosi al ruolo, alle funzioni ed ai compiti assegnatigli;
esercitare la critica e l’autocritica al fine di migliorare l’attività collettiva e la propria;
mantenere un comportamento di correttezza e franchezza nei confronti dell’organizzazione ed essere leale e fraterna/o nei confronti delle/dei compagni tutti;
essere di esempio sia nella vita privata che nell’attività di impegno pubblico e di militanza nei confronti del prossimo, attraverso la propria correttezza, onestà e rettitudine morale, la solidarietà sociale e umana di cui dà prova e la disponibilità al continuo impegno;
difendere l’organizzazione da ogni attacco e non divulgare all’esterno le questioni riservate. Le discussioni interne e le deliberazioni degli organismi dirigenti riguardano infatti la vita interna dell’organizzazione e dunque spetta agli stessi organismi dirigenti stabilire se, quando e attraverso quali modalità renderne pubblico il contenuto;
partecipare alle organizzazioni di massa – sindacali, studentesche, associative – di riferimento indicate dall’organizzazione per motivi di affinità e cooperazione;
Ogni iscritta/o a Fronte Popolare ha il diritto di:
contribuire, liberamente e collegialmente, all’elaborazione della linea politica, prendendo parte attiva alle discussioni ed alle deliberazioni della propria organizzazione di base;
esercitare l’elettorato passivo e attivo;
elaborare proposte da far pervenire agli organismi direttivi preposti, i quali sono tenuti a prenderle in considerazione, e muovere critiche, nelle opportune sedi interne, a qualsiasi compagna/o e organismo dirigente per deficienze ed errori;
conoscere le critiche e gli addebiti che vengono mossi alla sua attività e alla sua condotta, in modo da poter far valere le proprie ragioni, e avere la possibilità di appellarsi agli organismi dei livelli superiori, in caso di sanzioni ritenute ingiustificate o eccessive;
avere da tutte/i le/i compagne/i un trattamento di fraterna solidarietà;
uscire dall’organizzazione presentando delle dimissioni motivate e individuali. In tale caso, la/il Segretaria/o della Sezione cui la/il compagna/o dimissionaria/o afferisce deve tentare un chiarimento con quest’ultima/o.
II. Vita interna
Art. 3 – Il centralismo democratico
La vita interna dell’organizzazione è retta secondo i principi del centralismo democratico, di cui sono elementi fondamentali:
– L’elezione di tutti gli organismi e il diritto alla rimozione di qualunque eletta/o da parte del collettivo che la/lo ha eletta/o, con consenso o a maggioranza;
– L’obbligo per gli organismi dirigenti di rendere conto regolarmente delle proprie attività e considerare attentamente le critiche ricevute;
– Il carattere vincolante per tutti gli organismi delle decisioni degli organismi superiori assunte nell’ambito delle proprie attribuzioni e competenze e l’obbligo per tutti gli organismi di rendere conto della propria attività agli organismi di responsabilità superiore;
– La libera espressione delle opinioni di tutte/i le/i militanti e loro attenta considerazione e dibattito;
– L’adempimento da parte di tutte/i le/gli iscritti delle decisioni prese con consenso o a maggioranza;
– Il potere di decisione e iniziativa di tutti gli organismi nell’ambito della propria sfera di azione, nel quadro dei principi statutari, della linea politica dell’organizzazione e delle decisioni prese dagli organismi di responsabilità superiore;
– Il lavoro collettivo e la direzione collettiva, tendenti alla ricerca continua della sintesi;
– Il divieto di costituire o partecipare a frazioni, cioè gruppi o tendenze organizzate che sviluppano attività su iniziative o proposte proprie.
Art. 4 – Disciplina e sanzioni disciplinari
La disciplina è fattore fondamentale per assicurare compattezza ed efficacia d’azione. Essa è obbligatoria per tutte/i le/gli iscritte/i, indipendentemente dal ruolo occupato.
Data la volontaria mancanza di organismi di controllo nell’organizzazione, saranno gli organismi dirigenti a ricorrere, motivandole accuratamente, a sanzioni disciplinari nei confronti di una/un compagna/o, da intendersi sempre come estrema misura cui ricorrere per richiamarla/o all’adempimento dei suoi doveri. Le sanzioni disciplinari previste sono: il richiamo orale, il richiamo scritto, la destituzione dalla carica, la sospensione e, in situazioni gravi e irrimediabili, l’espulsione.
La prima istanza disciplinare è il Direttivo della Sezione, la seconda è la CPC.
III. Struttura organizzativa
Art. 5 – Caratteri generali della struttura organizzativa
L’organizzazione interna di Fronte Popolare è concepita in modo da poter soddisfare al meglio il dispiegamento della linea politica. Fronte Popolare è suddiviso in Sezioni territoriali che, al loro interno, sono a loro volta suddivise in Cellule.
Per meglio sviluppare l’elaborazione e la proposta in merito a singoli temi, a fianco di tale strutturazione verticale se ne affianca una seconda costituita dalle Commissioni tematiche, la cui natura e il cui numero, a seconda delle necessità operative del momento, vengono stabiliti dalla CPC in accordo con i Direttivi di Sezione.
Le Commissioni tematiche non costituiscono elemento deliberativo, bensì elaborativo e consultivo in rapporto all’attività degli organismi dirigenti centrali.
Art. 6 – La Cellula
La Cellula è l’organizzazione di base di Fronte Popolare. Essa viene costituita, su deliberazione del Direttivo di Sezione, su base territoriale (di quartiere, di comune, di più comuni limitrofi), di studio o di lavoro e deve comprendere un numero minimo di tre iscritte/i. Essa dispiega, nella realtà a cui guarda, l’attività stabilita dalla Sezione di cui è parte e incoraggia e stimola il dibattito tra le/i sue/suoi componenti tanto sui temi specifici di lavoro che le si pongono quanto sulla linea politica generale e sulle questioni teoriche e di analisi.
La Cellula discute al proprio interno e propone, con consenso o a maggioranza, al Direttivo di Sezione una/un Responsabile, incaricato di rappresentarla, convocarne le riunioni, coordinarne il lavoro interno e monitorare e verificare l’esecuzione delle decisioni della Cellula stessa e degli organismi superiori. Il Direttivo di Sezione può respingere la proposta della/del Responsabile di Cellula con motivazione scritta, rimandando alla Cellula stessa la proposta di un nuovo Responsabile. Tale decisione motivata e/o le sue motivazioni possono essere impugnate presso l’istanza disciplinare centrale.
Qualora la Cellula divenisse troppo numerosa per assicurare una efficace attività di militanza, essa deve essere suddivisa in più Cellule dal Direttivo della Sezione cui afferisce. Quest’ultimo, sentito il parere della Cellula in questione, procederà in modo da assicurare una nuova suddivisione omogenea e razionale, in grado di assicurare efficienza all’organizzazione tutta.
Di norma la Cellula non costituisce livello congressuale.
Laddove non sussistano le condizioni per la formazione di una Sezione territoriale, al fine di favorire il radicamento dell’organizzazione in nuovi territori, la Segreteria Centrale (SC) può autorizzare la costituzione di Cellule territoriali direttamente dipendenti dagli organismi dirigenti centrali. In questo caso la prima istanza di garanzia è rappresentata dall’assemblea degli iscritti della Cellula. Le cellule così costituite rappresentano livello congressuale.
La Sezione è l’organizzazione di Fronte Popolare immediatamente superiore alla Cellula. Essa è costituita, con un numero minimo di nove iscritte/i, su base provinciale. In casi eccezionali è ammessa la costituzione di Sezioni con riferimento territoriale diverso da quello provinciale, su deliberazione della SC.
La Sezione ha il compito di formulare gli orientamenti politici e le priorità di lavoro cui le Cellule devono conformarsi nella loro attività. Ha il compito di promuovere gruppi di lavoro tematici e collaborazioni inerenti alle finalità statutarie.
Ogni Sezione è retta da un Direttivo composto da massimo cinque membri eletto dal Congresso della Sezione, all’interno del quale si distribuiscono specifiche funzioni alle/ai singole/i compagne/i e si individua una/un Segretaria/o di Sezione. Il Congresso della Sezione nomina altresì una/un Tesoriera/e esterno al Direttivo, ma che partecipa ai lavori di questo come invitata/o permanente.
L’Assemblea della Sezione è la periodica riunione di tutti gli iscritti della Sezione, indetta dal Comitato Direttivo o su richiesta di almeno un terzo delle/degli iscritte/i.
Il Congresso viene convocato di norma ogni tre anni sulla base di un regolamento approvato dalla CPC. Può essere convocato, in modo del tutto eccezionale, se ritenuto opportuno dalla CPC o se richiesto da almeno un terzo degli iscritti.
Il Congresso è il massimo organo decisionale di Fronte Popolare ed ha il compito di discutere, definire ed approvare la linea politica, di rinnovare gli organismi dirigenti in ogni livello e di modificare lo Statuto.
Sono istanze congressuali la sezione provinciale e il livello centrale, salvo le eccezioni previste all’articolo 6.
IV. Organismi dirigenti
Art. 9. – La Commissione Politica Centrale
Nel periodo tra due congressi, la Commissione Politica Centrale (CPC) è l’organismo che dirige l’attività di Fronte Popolare, assumendosi la responsabilità di tracciarne, in accordo con gli orientamenti e le risoluzioni del Congresso, l’orientamento superiore del lavoro politico, ideologico e organizzativo.
All’interno della CPC vengono individuati specifici incarichi di lavoro volti a sviluppare, orientare e stimolare l’azione politica dell’organizzazione nei diversi ambiti in cui essa si sviluppa.
Alla CPC sono demandati i compiti di garanzia e vigilanza sull’applicazione del presente Statuto, per i quali il Congresso individua tra i suoi componenti una/un responsabile specifica/o che non può formare parte della Segreteria Centrale.
La CPC vigila sul corretto impiego delle risorse finanziarie dell’organizzazione e nomina tra i suoi componenti un tesoriere centrale, cui viene demandato il compito di coordinare le attività economiche e di autofinanziamento delle sezioni territoriali.
Alla CPC viene demandato il compito di convocare il Congresso ogni tre anni e stilarne il regolamento.
La CPC viene eletta dal Congresso, contemperando il criterio della selezione dei quadri con quello della rappresentatività territoriale. Il numero massimo dei suoi componenti è di nove compagne/i.
Nell’intervallo tra due congressi, in caso d’incremento di almeno un terzo dei membri dell’organizzazione o di fondazione di una nuova struttura territoriale, allo scopo di salvaguardare la propria rappresentatività, la CPC ha la facoltà di procedere a un incremento proporzionale dei propri componenti oltre le/i nove compagne/i.
Art. 10 – La Segreteria Centrale
La Segreteria Centrale (SC) orienta e dirige il lavoro quotidiano e assicura il controllo sull’esecuzione degli incarichi correnti indicati dalla CPC.
Essa è eletta dal Congresso tra i membri della CPC e coordinata dalla/dal Segretaria/o Centrale. Il numero dei suoi effettivi non può essere superiore a cinque.
Della SC fa parte di diritto la/il Tesoriera/e.
Art. 11 – La/il Segretaria/o Centrale
La/il Segretaria/o Centrale è eletta/o dal Congresso tra le/i componenti della CPC. La sua funzione è quella di rappresentare pubblicamente l’organizzazione, convocare regolarmente la SC e la CPC e assicurare il regolare svolgimento dei loro lavori e la ricerca costante della sintesi nel loro seno.
Art. 12 – Elezione degli organismi dirigenti
Gli organismi dirigenti vengono eletti dalle relative istanze congressuali sulla base di un regolamento stilato dalla CPC contestualmente alla convocazione del Congresso, nel rispetto delle disposizioni del presente Statuto.
Art. 13 – Cooptazioni
In tutti gli organismi dirigenti è possibile la cooptazione di una/un nuova/o compagna/o, stabilita dall’organismo in questione ed approvata dallo stesso a maggioranza assoluta. Essa è possibile qualora si siano resi vacanti posti negli organismi dirigenti o in casi di esigenze particolari, al fine di consentire la massima efficienza dello stesso organismo dirigente.
Art. 14 – Il patrimonio di Fronte Popolare è costituito dai proventi delle quote di adesione annuale, da oblazioni, da lasciti, da donazioni, da ogni bene mobile e immobile acquistato con le risorse dell’organizzazione e da ogni altro provento conseguito, nel rispetto delle normative vigenti, al fine del perseguimento e del supporto delle attività stabilite.
VI. Comunicazione e stampa
Art. 15 – I mezzi di comunicazione e le attività editoriali, siano esse cartacee o telematiche, si ispirano alla linea politica, alle posizioni, agli orientamenti e alle necessità tattiche dell’organizzazione. La CPC ha il compito di controllare che i contenuti non si allontanino e non siano contrapposti alle posizioni ufficiali dell’organizzazione e di indicare gli eventuali incarichi di responsabilità editoriali.
VII. Simboli
Art. 16 – La tessera
La tessera è il documento che attesta la regolare iscrizione a Fronte Popolare ed è rinnovata annualmente, attraverso il pagamento di un contributo la cui quota è stabilita dalla CPC.
La tessera, per essere valida, deve recare la firma della/del Segretaria/o della Sezione, che ne deve curare la consegna all’iscritto, e dalla/dal Segretaria/o Centrale.
La tessera è un documento prezioso che ogni compagno che ne è titolare deve custodire accuratamente.
Art. 17 – Il simbolo, la bandiera, gli inni
Il simbolo ufficiale è costituito da una stella rossa su sfondo bianco. Al proprio interno, la stella rossa presenta falce e martello bianchi. Il tutto è circondato da una fascia circolare nera in cui sopra vi è calcata la scritta «Fronte» mentre sotto «Popolare». Entrambe le scritte sono bianche, in carattere maiuscolo e sono separate da due piccole stelle rosse.
La bandiera ufficiale è un drappo rosso rettangolare con, in posizione centrale, il simbolo sopra descritto.
Gli inni di Fronte Popolare sono l’Internazionale e Bandiera Rossa; ogni iscritto deve conoscerli.
Per qualsiasi questione non contemplata da questo Statuto, vigono i regolamenti interni che, elaborati ed approvati dagli organismi dirigenti centrali, hanno carattere dirimente.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17