Source: http://shippingonline.ilsecoloxix.it/p/basso_piemonte/2019/01/18/AD1BVcrD-distruttivo_spinetta_straordinario.shtml
Timestamp: 2019-12-13 00:31:00+00:00

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Le motivazioni della sentenza - I giudici: «Polo chimico, a Spinetta Marengo un evento distruttivo straordinario» | Piemonte | Il Secolo XIX
Le motivazioni della sentenza 18 gennaio 2019
I giudici: «Polo chimico, a Spinetta Marengo un evento distruttivo straordinario»
Caso Solvay, i pm: «A Spinetta Marengo fu avvelenamento doloso»
Spinetta Marengo - «Una enorme massa di residui di lavorazione contenenti cromo esavalente ed altri metalli pesanti, ammonticchiati per lunghissimi anni non solo nelle discariche all’interno del sito, ma anche all’esterno». Lo ha sostenuto la Corte d’Appello di Torino nelle motivazioni alla sentenza di condanna di ex amministratori e manager che si sono succeduti alla guida delle aziende del polo chimico di Spinetta Marengo. I numeri: 425mila metri cubi di rifiuti nocivi nelle discariche, 350mila metri cubi nel terreno sottostante, 800mila metri cubi di terreno contaminato.
La Corte parla di «evento distruttivo di proporzioni straordinarie», che è valsa la condanna ad un anno ed otto mesi, con i doppi benefici di legge della condizionale e non menzione, a Giorgio Carimati, Giorgio Canti e Luigi Guarracino per disastro innominato colposo, per l’inquinamento della falda superficiale e dei terreni che, dallo stabilimento oggi di proprietà di Solvay, si estendono verso il fiume Bormida. La sentenza di secondo grado è del 23 giugno 2018. Le motivazioni in oltre 200 pagine ripercorrono quella che venne definita ad Alessandria «emergenza cromo», quando, cioè, nel 2008 le analisi eseguite nei terreni fecero emergere una forte contaminazione da una ventina di sostanze, in parte utilizzate nelle lavorazioni degli anni Sessanta, con valori che in alcuni casi superavano di centinaia di volte quelli consentiti dalla legge.
In primo grado, la Corte d’Assise di Alessandria li aveva condannati, nel dicembre 2015, ad una pena più severa, di 2 anni e 6 mesi. Assoluzione confermata per gli altri imputati Carlo Cogliati, Bernardo Delaguiche e Pierre Jacques Joris. Assolto per prescrizione anche Giulio Tommasi. Alla sentenza di primo grado avevano fatto opposizione sia l’accusa, sia la difesa delle aziende, Ausimont e Solvay, che aveva acquistato il sito industriale nel 2002. La corte d’Appello di Torino ha quindi accolto in pieno la sentenza di primo grado, pur abbassando la pena per il riconoscimento delle attenuanti, sostenendo che ci fu un potenziale «pericolo» per la pubblica incolumità, derivante dal fatto che i valori della analisi erano ben al di fuori dei limiti di legge e che l’acqua di falda, benché non utilizzata direttamente per l’acquedotto, era prossima a pozzi di captazione e veniva utilizzata per altre attività come l’irrigazione e l’abbeveraggio di animali. Per completare la bonifica l’azienda ha indicato il 2029 come data ed un ulteriore investimento di 28 milioni di euro, oltre ai 20 già impegnati.

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