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Timestamp: 2020-04-10 09:01:22+00:00

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Art. 250 codice di procedura civile - Intimazione ai testimoni - Brocardi.it
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Articolo 250 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 250 Codice di procedura civile
L'ufficiale giudiziario, su richiesta della parte interessata, intima (1) (2) ai testimoni ammessi dal giudice istruttore [202, 245 c.p.c.] di comparire nel luogo, nel giorno e nell'ora fissati, indicando il giudice (3) che assume la prova e la causa nella quale debbono essere sentiti [103, 104 disp. att.].
L'intimazione di cui al primo comma, se non è eseguita in mani proprie del destinatario o mediante servizio postale, è effettuata in busta chiusa e sigillata. (4)
L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore attraverso l'invio di copia dell'atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o a posta elettronica certificata o a mezzo telefax. (5)
Il difensore che ha spedito l'atto da notificare con lettera raccomandata deposita nella cancelleria del giudice copia dell'atto inviato, attestandone la conformità all'originale, e l'avviso di ricevimento. (5)
(1) Un consolidato orientamento giurisprudenziale ritiene priva di conseguenze negative la mancata intimazione del testimone che sia però comparso in udienza (spontaneamente o su invito di parte) per rendere la deposizione.
Se, invece, il teste non intimato non compare, in primo luogo si esclude che nei suoi confronti possano essere adottate le sanzioni pecuniarie di cui al primo comma dell'art. 255; inoltre, la parte che non ha intimato il testimone decade dal diritto di far assumere la prova, salvo che l'altra parte dichiari di avervi interesse (art. 104 disp. att.).
Il giudice istruttore, tuttavia, può ritenere giustificata l'omissione dell'intimazione, qualora la parte fornisca immediatamente, nella stessa udienza fissata per l'assunzione della testimonianza (e comunque non oltre l'udienza successiva) una giustificazione fondata. In tal caso, il g.i. revocherà il provvedimento con cui ha disposto la decadenza dalla prova e fisserà una nuova udienza per l'assunzione della prova testimoniale (art. 104 disp. att. e 208 ultimo comma, c.p.c.).
(2) Per quanto riguarda i termini entro cui va effettuata la notificazione si deve guardare alle disposizioni di attuazione del codice civile.
L'art. 103 dispone che l'intimazione vada fatta almeno sette giorni prima dell'udienza nella quale il teste debba essere sentito. Solo su autorizzazione del giudice tale termine può essere ridotto, in casi di urgenza. L'articolo prosegue elencando i contenuti dell'atto di intimazione (che non è altro se non un atto di citazione semplificato:
4) l'avvertimento che, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, la persona citata potrà essere condannata al pagamento di una pena pecuniaria non inferiore a 100 euro e non superiore a 1.000 euro.
Il teste al quale sia giunta tardivamente l'intimazione non avrà l'obbligo di comparire e pertanto non potrà subire le sanzioni previste all'art. 255.
(3) Nell'atto di intimazione è necessario indicare con precisione l'ufficio giudiziario (es.: Tribunale di Milano), nonché - se presente - la sezione innanzi alla quale la causa è stata instaurata: va poi indicato il nome del giudice-persona fisica cui è stata assegnata la trattazione della causa, insieme alle indicazioni di giorno e ora dell'udienza.
(4) Comma aggiunto con d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196.
(5) Comma aggiunto con D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni in l. 14 maggio 2005, n. 80.
Massime relative all'art. 250 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 7477/1997
Non incorre in alcuna decadenza la parte che intima un teste a comparire (art. 250 c.p.c.) in un termine inferiore ai tre giorni previsti dall'art. 103 att. c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7477 del 11 agosto 1997)
Cass. civ. n. 3759/1993
La mancata intimazione ai testi non comporta decadenza dalla prova testimoniale ove l'omissione di tale adempimento — necessario, appunto, per evitare la decadenza predetta (oltre che per l'adozione, nei confronti dei testi non comparsi, dei provvedimenti di cui all'art. 255, primo comma, c.p.c.) — sia stata priva di rilievo per essersi i testimoni indicati presentati spontaneamente al giudice, nell'udienza fissata per rendere la loro deposizione.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 3759 del 29 marzo 1993)
Cass. civ. n. 5265/1982
Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo imposto alla parte dagli artt. 250 c.p.c. e 104 disp. att. dello stesso codice, non è sufficiente l'inoltro all'ufficiale giudiziario della richiesta di citazione dei testi, occorrendo invece che tale atto sia corredato dai dati necessari a che l'ingiunzione raggiunga il teste. Conseguentemente è ascrivibile alla parte la mancata intimazione derivante dall'incompletezza degli indirizzi forniti all'ufficiale giudiziario ovvero dalla loro non corrispondenza a quelli reali.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5265 del 12 ottobre 1982)
relative all'articolo 250 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20137539
domenica 10/02/2013 - Emilia-Romagna
“Buon giorno...
Ho fatto ricorso al giudice di pace per una multa stradale..
All'udienza il g.d.p ha rinviato l'udienza per sentire i miei testimoni, e mi ha incaricato di avvisarli tramite raccomandata in caso non venissero.Con questa procedura i testimoni incorrono a sanzioni?
grazie distinti saluti”
Consulenza legale i 19/02/2013
Se i testimoni vengono correttamente intimati ai sensi dell'art. 250 del c.p.c., entro il termine di sette giorni precedenti l'udienza in cui sono invitati a comparire (art.103 disp.att. c.p.c.) hanno l'obbligo di presentarsi. La loro ingiustificata assenza può comportare le conseguenze di cui all'art. 255 del c.p.c., ovvero l'accompagnamento coattivo all'udienza e la contestuale condanna al pagamento della pena pecuniaria di valore compreso tra 100 e 1.000 euro.
Si precisa che nel caso in cui non venga effettuata l'intimazione del testimone e questo non compaia, la parte interessata viene dichiarata, anche d'ufficio, decaduta dalla prova, salvo che l'altra parte dichiari di avere interesse all'audizione del teste non comparso (art.104 disp.att. c.p.c.).
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20127123
sabato 24/11/2012 - Marche
“Nel caso in cui un soggetto venga chiamato a testimoniare in un processo civile, esiste un modo per evitare di presentarsi?
Occorre presentare certificato medico in caso di malattia (entro quando?).
E in caso di impossibilità per ragioni lavorative?
Quando un soggetto viene intimato a comparire per rendere la sua testimonianza è obbligato a presentarsi di fronte al giudice che presiede l'udienza, la cui data, ora e luogo devono essere indicati nell'atto di intimazione ricevuto.
Se tale atto è regolare e viene notificato entro i termini di legge il testimone che non si presenta può incorrere nelle sanzioni di cui all'art. 255 del c.p.c., ovvero accompagnamento coattivo e condanna ad una pena pecuniaria che può andare da 100 a 1.000 euro, disposti dal giudice.
Premesso questo, la persona intimata che sia impossibilitata per ragioni lavorative o per ragioni di malattia può depositare la documentazione che attesti i motivi che le impediscono di comparire presso la cancelleria del giudice competente prima che l'udienza venga celebrata. In questi casi il giudice, preso atto dell'impossibilità del teste intimato di comparire, rinvierà ad altra successiva udienza per assumere la testimonianza.
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20127119
sabato 24/11/2012 - Friuli-Venezia
“In caso di notifica a mezzo racc. a.r. per intimazione testi, i 7 giorni previsti dall'art. 103 disp.att. cpc si intendono dalla data di spedizione da parte dello Studio legale intimante oppure dalla data di ricevimento della raccomandata da parte del teste intimato? Al teste cui pervenisse la raccomandata in un termine inferiore ai 7 giorni potrebbero essere irrogate le sanzioni per mancata comparizione?”
Il termine per l'intimazione testi di cui all'art.103 disp.att. c.p.c. decorre dalla data di ricevimento della raccomandata in cui viene indicata la data, l'ora e il giudice che presiederà l'udienza alla quale dovrà partecipare il teste intimato.
La predetta norma prevede che il teste debba essere intimato a comparire almeno 7 giorni precedenti l'udienza. Pertanto, nel caso in cui non venga rispettato il termine di cui sopra e il teste non compaia, non sarà irrogata alcuna sanzione a carico della persona intimata che non avrà l'obbligo di comparire. Inoltre, non incorre in alcuna decadenza la parte che intima un teste a comparire in un termine inferiore a quello previsto dalla legge secondo Cass. Civ. n. 7477/1997.
Solo se la parte non provvede all'intimazione del teste senza giusto motivo decade dalla prova e quindi il testimone non potrà essere sentito.
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20125414
martedì 24/04/2012 - Lazio
“Un testimone, invitato all'udienza dal giudice, e' obbligato a presentarsi?”
La testimonianza costituisce un dovere, a cui la persona non può sottrarsi. Una volta citato, il testimone ha l'obbligo di presentarsi, di attenersi alle prescrizioni date dal giudice in relazione alle esigenze processuali e di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte.
Ai sensi dell'art. 255 del c.p.c. "Se il testimone regolarmente intimato non si presenta, il giudice istruttore può ordinare una nuova intimazione oppure disporne l'accompagnamento all'udienza stessa o ad altra successiva. Con la medesima ordinanza il giudice, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, può condannarlo ad una pena pecuniaria non inferiore a 100 euro e non superiore a 1.000 euro. In caso si ulteriore mancata comparizione senza giustificato motivo, il giudice dispone l'accompagnamento del testimone all'udienza stessa o ad altra successiva e lo condanna a una pena pecuniaria non inferiore a 200 euro e non superiore ai 1.000 euro.
Se il testimone si trova nell'impossibilità di presentarsi o ne è esentato dalla legge o dalle convenzioni internazionali, il giudice si reca nella sua abitazione o nel suo ufficio; e, se questi sono situati fuori dalla circoscrizione del tribunale, delega all'esame il giudice istruttore del luogo".
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20125030
giovedì 01/03/2012 - Piemonte
“Un'intimazione ai testimoni in cui non vengono indicati:
3) l’ora, nonché il giudice davanti al quale la persona deve presentarsi;
E quindi che indica solo data e tribunale
L'art. 250 del c.p.c. dispone che "l'ufficiale giudiziario, su richiesta della parte interessata, intima ai testimoni ammessi dal giudice istruttore di comparire nel luogo, nel giorno e nell'ora fissati, indicando il giudice che assume la prova e la causa nella quale debbono essere sentiti". Gli elementi che devono essere contenuti nell'intimazione a cura del difensore sono invece elencati nell'art. 103 disp. att. c.p.c.
Nel caso di specie l'intimazione ai testimoni manca di qualsiasi elemento idoneo ad identificare anche sommariamente la controversia o l'ordinanza istruttoria che ha ammesso la prova. La sola indicazione della data dell'udienza e del Tribunale non appaiono sufficienti ad indicare chiaramente le modalità di assunzione della prova. Con questo si potrebbe parlare di nullità dell'atto ai sensi dell'art. 156 del c.p.c. in quanto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo. Qualora però i testi indicati si presentassero spontaneamente al giudice nell'udienza fissata per rendere la loro deposizione, sarebbe evitata la decadenza dalla prova testimoniale ed il vizio verrebbe in tal modo sanato (si veda ad esempio Cass. Civ. 1993/3759).
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20124908
Raffaela chiede
venerdì 27/01/2012 - Sardegna
“Ma l'avv. deve depositare l'atto di intimazioni testi in cancelleria prima dell'udienza? O il giorno dell'udienza può portare con se l'intimazione e mostrarla al giudice in caso di mancata comparizione?
Consulenza legale i 27/01/2012
L' art. 250 del c.p.c. rubricato "Intimazione ai testimoni" non prevede alcun deposito dell'atto di intimazione a comparire innanzi l'autorità giudiziaria presso la cancelleria del giudice competente, nè l'art. 103 disp. att. cpc dispone la necessità di un tale adempimento.
Invero, la prassi normalmente in auge, consiste nel presentare l'atto di intimazione testi durante l'udienza fissata per l'assunzione della testimonianza nella sola eventualità in cui i testi non compaiano, per fornire la prova dell'avvenuta intimazione a comparire, onde evitare la decadenza dal diritto di far assumere la prova.
Per giurisprudenza costante e consolidata, l'intimazione può essere sostituita dalla presentazione dei testimoni all'udienza, spontanea o su invito di parte (come non di rado si verifica nella prassi).
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20112657
giovedì 03/03/2011 - Liguria
“Nella citazione testi per raccomandata, sembrerebbe si debbano indicare anche gli estremi dell'ordinanza di ammissione delle prove ma a me pare superfluo. Se no si indicano tali estremi, dal punto di vista strettamente giuridico, cosa si configura? Una nullità? Una annullabilità? Un vizio sanabile?”
Ai sensi dell'art. 103 disp. att. (modificato dalla legge 263/2005), l’intimazione a cura del difensore contiene:
Per l'omessa indicazione degli estremi dell'ordinanza non è comminata dalla legge la nullità dell'atto, né tale vizio formale sembra rivestire quella indispensabilità "per il raggiungimento dello scopo" prevista dall'art. 156 del c.p.c. come causa di nullità non comminata ex lege.
Norma di riferimento: Articolo 250 Codice proc. civile - Intimazione ai testimoni | Quesito Q20112190
Enrico S. chiede
“Vorrei sapere se un avvocato può intimare ad una persona a testimoniare davanti al giudice di pace. L'intimazione non deve essere fatta dall'ufficiale giudiziario?
Non credo che un qualsivoglia avvocato possa intimarmi a comparire come teste davanti al giudice di pace con una semplice raccomandata AR, senza allegare inoltre la copia degli atti.
Ignoro, inoltre, il motivo dell'intimazione.
In attesa di risposta, ringrazio vivamente.”
I commi 3 e 4 dell'art. 250 del c.p.c., aggiunti dal d.l. 35/05, legittimano il difensore ad effettuare direttamente l'intimazione al testimone mediante l'invio di lettera raccomandata, semplificando così le formalità di intimazione dei testimoni ammessi su richiesta delle parti. Ai sensi del comma 4, nel caso di intimazione a mezzo raccomandata, il difensore deve provvedere al deposito in originale dell'avviso di ricevimento e della copia dell'atto di intimazione inviato, attestandone personalmente la conformità all'originale.
L'intimazione deve essere fatta nelle forme proprie della citazione e deve indicare:
1) gli estremi delle parti e dell'ordinanza di ammissione;
2) il nome e il cognome e il domicilio del teste;
3) il giorno, il luogo e l'ora fissati per la comparizione, nonché il nome del giudice davanti al quale il teste deve presentarsi;
4) l'avvertimento circa la sanzione pecuniaria nel caso di mancata comparizione senza giustificato motivo ex art. 255 del c.p.c.

References: Articolo 250

Articolo 250

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