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Timestamp: 2013-05-23 16:20:35+00:00

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ANNO LXII - 2011 - N4 | Rivista giuridica del lavoro
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contratto collettivo corte costituzionale Lavoro pubblico subordinazione Lavoro a termine lavoro subordinato sicurezza sociale contrattazione collettiva condotta antisindacale giurisprudenza osservatorio risarcimento del danno Licenziamento individuale licenziamento rapporto di lavoro discriminazione legge e autonomia collettiva contratto a termine retribuzione lavoro ANNO LXII - 2011 - N4 Trimestrale Ottobre - Dicembre2011
I SaggiPiergiovanni Alleva:
Ragioni politico-giuridiche del...
L’efficacia soggettiva del contratto...
Olivia Bonardi:
I diritti dimenticati dei disabili e...
L’arbitrato si fa in quattro....
Angelo Leuzzi:
Indennizzo previdenziale e risarcimento...
Note e commentiSergio Vacirca:
Brevi note su principio di...
Osservatorio europeoGiovanni Cellamare:
Diritto dell’Unione europea e lavoro...
Osservatorio della contrattazione collettivaAntonio Preteroti:
Il rinnovo del Ccnl 2011-2013 nel...
Giuseppe Bronzini:
Le Corti europee rimettono in gioco i...
Brevi osservazioni...
Anna Fenoglio:
Dimissioni in bianco e art. 19 dello...
Risarcimento del danno per compressione...
Gli insegnanti precari nella pubblica...
La revoca del part-time dopo il...
Considerazioni in tema di applicazionie...
Mara Parpaglioni:
Il licenzimento discriminatorio come...
«Sciopero» delle mansioni: un ritorno...
Condotta antisindacale e "infelici...
La disciplina dei contributi sindacali...
Maria Bonacci:
La Cassazione sul diritto alla salute...
Carla D'Aloisio:
Regime contributivo...
Ragioni politico-giuridiche del superamento del sistema sindacale di fatto Scritto da: Piergiovanni Alleva
L’efficacia soggettiva del contratto collettivo Scritto da: Giuseppe Ferraro
I diritti dimenticati dei disabili e dei loro familiari in seguito alle recenti riforme Scritto da: Olivia Bonardi
L’arbitrato si fa in quattro. Problemi (tanti) e prospettive (poche) dopo la legge n. 183/2010 Scritto da: Francesco Stolfa
Indennizzo previdenziale e risarcimento del danno. Profili processuali del danno differenziale Scritto da: Angelo Leuzzi
Brevi note su principio di autosufficienza e giusto processo Scritto da: Sergio Vacirca
Diritto dell’Unione europea e lavoro degli extracomunitari irregolari Scritto da: Giovanni Cellamare
SOMMARIO: 1. Il quadro di riferimento normativo nel TUe e nel TfUe. — 2. La lotta
Direttiva. — 4. In attesa del suo recepimento nell’ordinamento italiano.
Il rinnovo del Ccnl 2011-2013 nel settore terziario-distribuzione e servizi Scritto da: Antonio Preteroti
Osservatorio: la Corte CostituzionaleRapporto di lavoroDiritto sindacaleSicurezza socialeOsservatorio: la Corte Costituzionale
Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2011	(Corte costituzionale
ANNO LXII - 2011 - N4	1. Illegittimità dello spoils system dei direttori sanitari e amministrativi nelle
aziende ospedaliere della Regione Abruzzo. — 2. Illegittimità dei criteri di formazione
delle graduatorie dei docenti nella provincia di Trento. — 3. Illegittimità
dello spoils system dei dirigenti non apicali a contratto nella p.a. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
ANNO LXII - 2011 - N4	1. Opzione tra trattamenti d’invalidità e disoccupazione. — 2. Pensione
per operai agricoli a tempo determinato articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Rapporto di lavoro
Le Corti europee rimettono in gioco i diritti del personale Ata	Sentenza:
GiuseppeBronzini Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: giurisprudenza diritto controversie lavoro multilivello retroattività giusto processo Nel considerare la vicenda del trasferimento del personale Ata, le Corti europee hanno mostrato una sensibilità garantistica più attenta rispetto alle nostre Corti interne. La sentenza di Strasburgo smentisce l'interpretazione data nella decisione n. 311/2009 dalla nostra Corte dell'orientamento della Corte Edu sui limiti alla retroattività della legge civile. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Edu, N.43549/08-7 Giugno 2011
Brevi osservazioni sull’inderogabilità del divieto di ius variandi in peius	Sentenza:
Corte di cassazione, N.8527-14 Aprile 2011
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: mansioni e qualifica Ius variandi in peius Sorprende in un momento di involuzione evidente della produzione legislativa in materia il fatto che una recente decisione della S.C. abbia espressamente sancito che «l’articolo 2103 cod. civ., che tutela la professionalità del prestatore di lavoro nonché il diritto a prestare l’attività lavorativa per la quale si è stati assunti o si è successivamente svolta, vietandone l’adibizione a mansioni inferiori, è norma imperativa e quindi non derogabile nemmeno tra le parti, come sancisce l’ultimo comma di tale norma: “ogni patto contrario è nullo”». articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.8527-14 Aprile 2011
N:8527 - 14 Aprile 2011)
Sez. lav. – Pres. Roselli, Est. Stile,
P.M. Basile – A.S. Srl (avv.ti Gentile, Prisco) c. D.F.R. (avv.ti Cipriani,
Imberti).
Conf. Corte d’Appello Milano 30 novembre 2006-18 gennaio 2007.
Note: Brevi osservazioni sull’inderogabilità del divieto di ius variandi in peius
Mansioni e qualifica – Equivalenza professionale – Nozione.
Mansioni e qualifica – Ius variandi in peius – Art. 2103, comma 2, cod.
civ. – Inderogabilità.
Ai fini della verifica del legittimo esercizio dello ius variandi da parte del
datore di lavoro, deve essere valutata dal giudice di merito, con giudizio di fatto
incensurabile in Cassazione, l’omogeneità tra le mansioni successivamente attribuite
e quelle di originaria appartenenza, sotto il profilo della loro equivalenza
in concreto rispetto alla competenza richiesta al livello professionale raggiunto
e alla utilizzazione del patrimonio professionale acquisito dal dipendente nella
pregressa fase del rapporto e nella precedente attività svolta. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Dimissioni in bianco e art. 19 dello Statuto	Sentenza:
Anna Fenoglio Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: nullità licenziamento dimissioni IN BIANO PROVA ONERE Diffusa continua ad essere la pratica illecita con cui i datori impongono ai propri dipendenti di sottoscrivere una lettera di dimissioni priva dell’indicazione della data, destinata ad esservi poi inserita nel momento in cui decidono di risolvere il rapporto. Relegata la l. 188/07 nell’angolo delle occasioni mancate, di tale problema si è occupata la giurisprudenza. L’A si sofferma su due interessanti sentenze del Trib Monza e Corte App. Milano, che hanno equiparato l’utilizzo delle dimissioni in bianco a un licenziamento illegittimo, dando applicazione alla tutela reale ex art. 18 Stat. lav. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Milano, N.19141-11 Febbraio 2010
Accertata la totale mancanza di volontà del lavoratore di recedere dal contratto di lavoro sia al momento in cui ha firmato la lettera di dimissioni sia successivamente, la risoluzione del rapporto deve essere ritenuta conseguenza del comportamento del datore di lavoro e deve pertanto essere considerata come licenziamento illegittimo a cui consegue l’applicazione della tutela reale prevista dall’art. 18 Stat. lav. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Monza, N.261-3 Aprile 2008
La lettera di dimissioni sottoscritta dal lavoratore nell’epoca in cui pacificamente la concorde volontà delle parti era nel senso della prosecuzione del rapporto deve ritenersi nulla a causa della totale mancanza della volontà di recedere dal contratto di lavoro subordinato. La cessazione del rapporto di lavoro deve pertanto essere qualificata quale licenziamento illegittimo, in quanto privo di qualsivoglia motivazione, con conseguente applicazione della tutela reale ex art. 18 Stat. lav. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Risarcimento del danno per compressione dei riposi settimanali: prime applicazioni della sentenza Kücüdveci	Sentenza:
Corte Appello Torino, N.164-29 Marzo 2011
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: lavoro risarcimento danno orario riposo settimanale turni direttiva 2003-88 : Con la sentenza in esame la Corte d’appello di Torino, sulla base dei principi affermati dalla Corte di Giustizia con la sentenza Kücükdeveci, disapplica l’art. 9, co. 2, d.lgs. n. 66/2003, come modificato dall’art. 41 co. 6 D.L. 112/2008, conv. in L. 133/2008, che ammette la deroga alla regola del riposo settimanale di 24+11 ore per le attività a turni “tutte le volte che il lavoratore cambia squadra o turno ..”, in quanto la norma per la sua chiarezza e precisione non si presta ad una interpretazione conforme alla direttiva n. 2003/88 articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Torino, N.164-29 Marzo 2011
n. 4, lett. a, della Direttiva n. 2003/88/Ce, che peraltro ha contenuto identico a quello del testo previgente dell’art. 9, comma 2, del d.lgs. n. 66/2003. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Gli insegnanti precari nella pubblica amministrazione: stabilizzazione o risarcimento del danno?	Sentenza:
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: contratto a termine sanzione illegittimità scuola rinnovazione contratti conversione non sussiste L’A., ripercorrendo le vie giurisprudenziali createsi in materia di sanzioni contro l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella p.a., si interroga sulla adeguatezza delle soluzioni sanzionatorie prospettate, ed è giunto a giustificare la prevalenza della soluzione sanzionatoria rispetto a quella della stabilizzazione, anche in considerazione dei principi normativi comunitari e nazionali. Con la precisazione che il risarcimento del danno deve essere basato su parametri certi: il lavoratore – che non può essere reintegrato - avrà diritto al risarcimento secondo i criteri dell'art. 18 St. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Roma, N.7641-28 Aprile 2011
La revoca del part-time dopo il Collegato lavoro: la nuova amministrazione autoritaria e la flessibilità negata	Sentenza:
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: Lavoro pubblico revoca a tempo parziale art. 16 legge 183-2010 sospensione provvedimento urganza sussistenza L’art. 16 l. 183/10, nel prevedere la revoca unilaterale dei provvedimenti di concessione del part time solleva dubbi in ordine al diritto interno e al diritto UE. Quanto al primo aspetto si ritiene che il rispetto dei principi di correttezza e buona fede contenuti nel disposto normativo implichino la manifestazione esplicita delle ragioni alla base della ri-trasformazione del rapporto così da consentire al lav. di ‘valutare’ la non arbitrarietà della scelta del datore. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Firenze ord., N.20001-31 Gennaio 2011
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Trento ord., N.323-16 Giugno 2011
Il licenzimento discriminatorio come violazione del principio di uguaglianza	Sentenza:
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: licenzimento individuale ritorsivo dirigente organizzazione di tendenza La Corte d'Appello ha ritenuto sussistere il motivo ritorsivo del trasferimento e del licenziamento di un dirigente dequalificato, vista la consapevolezza da parte dell'azienda dei problemi familiari del lavoratore che lo avrebbero indotto a non aderire al trasfer. e considerato il fatto che – in violazione del CNL - venne disposto il trasferimento immediato e che la convocazione presso la nuova sede era datata il giorno successivo alla notifica del ricorso urgenza contro il trasfer. per prendere servizio 5 giorni dopo, sebbene il lavoratore fosse appena rientrato dopo un intervento chirurgico articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Roma, N.6567-4 Ottobre 2010
«Sciopero» delle mansioni: un ritorno alla tecnica definitoria?	Sentenza:
Corte di cassazione, N.548-12 Gennaio 2011
Corte di cassazione, N.9715-3 Mag 2011
Corte di cassazione, N.12979-14 Giugno 2011
Corte di cassazione, N.19156-20 Settembre 2011
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: sciopero mansioni La Cassazione, con le sentenze in esame, afferma il principio in base al quale soltanto l’astensione totale dalla prestazione lavorativa, in una determinata unità di tempo, può essere considerata quale sciopero. Di conseguenza, il cd. sciopero delle mansioni rappresenta inadempimento contrattuale che rende legittime le sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei partecipanti all’astensione. L’A., dopo aver ricordato l’elaborazione giurisprudenziale in materia di sciopero, sottopone a critica il principio espresso dalla Corte. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.548-12 Gennaio 2011
N:548 - 12 Gennaio 2011)
Sez. lav. – Pres. Miani
Canevari, Est. Filabozzi, P.M. Matera – L.D. (avv. Zezza) c. Poste italiane
Spa (avv. Trifirò).
Conf. Corte d’Appello Milano 14 aprile 2008.
Note: «Sciopero» delle mansioni: un ritorno alla tecnica definitoria?
Sciopero – Rifiuto di svolgere determinate mansioni – Insussistenza –
Sanzione disciplinare – Legittimità
Lo sciopero, nei fatti, si risolve nella mancata esecuzione in forma collettiva
della prestazione lavorativa, con corrispondente perdita della relativa retribuzione.
Questa mancata esecuzione si estende per una determinata unità di tempo:
una giornata di lavoro, più giornate, oppure periodi di tempo inferiori alla
tecnico temporale», al di sotto della quale l’attività lavorativa non ha significato
esaurendosi in una erogazione di energie senza scopo. Al contrario, ci si colloca
al di fuori del diritto di sciopero quando il rifiuto di rendere la prestazione
per una data unità di tempo non sia integrale, ma riguardi solo uno o più tra
i compiti che il lavoratore è tenuto a svolgere. È il caso del cd. sciopero dell
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di cassazione, N.9715-3 Mag 2011
N:9715 - 3 Mag 2011)
Mancino, P.M. Finocchi Ghersi – Cobas (avv. Afeltra) c. Poste italiane
Spa (avv. Tosi).
Conf. Corte d’Appello Genova 8 aprile 2008.
Sanzione disciplinare – Legittimità.
giornata, sempre che non si vada oltre quella che viene definita «minima unità
tecnico-temporale», al di sotto della quale l’attività lavorativa non ha significato
i compiti che il lavoratore è tenuto a svolgere.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di cassazione, N.12979-14 Giugno 2011
N:12979 - 14 Giugno 2011)
Mancino, P.M. Finocchi Ghersi – T.C. (avv. Zezza) c. Poste italiane Spa
(avv. Molteni).
Conf. Corte d’Appello Brescia 7 aprile 2007.
i compiti che il lavoratore è tenuto a svolgere. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di cassazione, N.19156-20 Settembre 2011
N:19156 - 20 Settembre 2011)
i compiti che il lavoratore è tenuto a svolgere
La disciplina dei contributi sindacali tra acquisizioni giurisprudenziali e nuove questioni	Sentenza:
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: cessione contributi sindacali credito divieto La Cirte di Cassazione torna sui contributi sindacali e conferma l'orientamento ormai consolidatosi dopo la sentenza delle Sez. Un. del 2005 (esistenza di una cessione del credito ed obbligo di effettuare il versamento fino al limite dell'eccessiva gravosità). Il commento evidenzia le linee fondamentali dell'istituto e affronta alcuni temi non ancora giunti al vaglio della giurisprudenza di legittimità (tra cui il presunto divieto di cessione che una parte dei giudici di merito fanno derivare dal d.P.R. 180/1950). articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.9049-20 Aprile 2011
Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Curzio,
P.M. Cesqui (Conf.) – Cobas P.T. Coord. di base delegati (avv.ti Alfeltra
e Zezza) c. Poste italiane Spa (avv. Trifirò).
Cassa Corte d’App. Venezia 10 febbraio 2006.
Condotta antisindacale – Contributi sindacali e cessione del credito –
Elevato numero dei dipendenti sindacalizzati e inadempimento –
Fattispecie ex art. 28 Stat. lav. – Sussiste.
Nell’esercizio dell’autonomia privata e attraverso lo strumento della cessione
del credito, è legittima la trattenuta dei contributi sindacali e il datore di lavoro
è tenuto ad adempiervi salvo che vi sia un’eccessiva gravosità della prestazione
da valutare in rapporto all’organizzazione aziendale
La Cassazione sul diritto alla salute dopo la Carta di Nizza	(Corte di Cassazione
23 Agosto 2011, n.17541)
Pres. Foglia, Est. Berrino, P.M. Velardi (Parz. Diff.) – Azienda Usl Firenze (avv.ti De Dominicis, Fratoni) c. M.R. (avv. Bottoni)
Maria Bonacci Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: assistenza Previdenza e assistenza diritto alla salute La discrezionalità della p.a. nel valutare, sia le esigenze sanitarie di colui che richieda una prestazione del Servizio sanitario nazionale, sia le proprie disponibilità finanziarie, non sussiste allorché l’assistito chieda il riconoscimento del diritto all’erogazione di cure tempestive non ottenibili dal servizio pubblico, facendo valere una pretesa correlata al proprio diritto alla salute che, per sua natura, non è suscettibile di affievolimento. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Regime contributivo dell'indennità erogata ai lavoratori cd. trasfertisti	(Corte d'appello Torino
17 Febbraio 2011, n.XXXX)
CORTE D’APPELLO TORINO, 17 febbraio 2011, Sez. lav. – Pres. Girolami,
Est. Milani – Inail (avv.ti Arione e Di Martino) c. E. Srl (avv.
Bagnadentro) Inps (avv.ti Borla e Regaldo).
Carla D'Aloisio Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N4	Parole chiave: imponibile contributivo previdenza contribuzione L’indennità di trasferta erogata dal datore di lavoro è soggetta al regime con-
tributivo di cui all’art. 48, comma 6, d.lgs. n. 314/1997, e quindi è computa-
ta nell’imponibile contributivo in ragione del 50% del suo ammontare, allor-
ché è erogata in favore di lavoratori cd. «trasfertisti», che per contratto sono te-
nuti allo svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diver-
si, tali essendo quelli estranei alla sede dell’impresa. (1)

References: art. 19
 sentenza 
 Art. 2103
 sentenza 
 art. 19
 art. 18
 sentenza 
 art. 18
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 28