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Timestamp: 2017-06-22 14:19:53+00:00

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TRGA Trentino Alto Adige – Sede di Trento – Sentenza n. 213/2004 del 10/06/2004
Prova testimoniale e risarcimento del danno nel processo amministrativo.
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IL TRIBUNALE REGIONALE DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA DEL TRENTINO-ALTO ADIGE - SEDE DI TRENTO
sul ricorso n. 89 del 2001 proposto da **** SRL, già **** SNC, in persona dei legali rappresentanti ****, e ****, rappresentati e difesi dall’avv. **** ed elettivamente domiciliati presso ****;
il COMUNE DI MAZZIN, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avv.ti **** ed elettivamente domiciliato ****;
dell’Amministrazione comunale di Mazzin al pagamento della somma di Lire 228.000.000 quale risarcimento del danno derivato dai provvedimenti del Sindaco di Mazzin 21.1.1997, n. 211 e 12.3.1997, n. 650;
Uditi alla pubblica udienza del 4 marzo 2004 - relatore il Cons. Silvia <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Guardia - l’avv. ****, in dichiarata sostituzione dell’avv. ****, per il ricorrente e gli avv.ti **** per l’Amministrazione resistente;
F A T T O I ricorrenti agiscono per il risarcimento – con condanna del Comune di Mazzin al pagamento della somma di Lire 228.000.000 – del danno che affermano essere loro derivato dai provvedimenti del Sindaco di Mazzin 21.1.1997, n. 211 e 12.3.1997, n. 650 ritenuti illegittimi ed annullati con sentenza del T.R.G.A. n. 464/99.
Espongono che il signor ****, residente in Mazzin ed iscritto, dal 1989, nel registro degli esercenti mestieri ambulanti, autorizzato ad esercitare, tra l’altro, attività di noleggio motoslitte, si accordava con **** per esercitare in forma societaria l’attività di noleggio motoslitte, costituendo la **** s.n.c. (poi trasformata in **** S.r.l.) e, avute dal Sindaco di Mazzin ampie seppur informali assicurazioni sulla realizzabilità dell’iniziativa economico-turistica, davano corso a consistenti investimenti per acquisto motoslitte (lire 75.000.000) e preesistente attività di noleggio condotta da **** (lire 60.000.000) ed altro.
Soggiungono che l’attività intrapresa veniva peraltro ostacolata dapprima dall’ordinanza contingibile e urgente 27.1.1997, n. 211 – cautelarmente sospesa dal T.R.G.A. con ordinanza del 6.2.1997 – poi con l’ordinanza del 12.3.1997, n. 650 con la quale si ordinava l’immediata cessazione dell’attività in quanto condotta in difetto di autorizzazione e in presenza di un’iscrizione nel registro dei mestieri ambulanti ritenuta insufficiente e non pertinente.
Il primo provvedimento è stato annullato, con la sentenza n. 464/99, per riscontrata insussistenza dei presupposti di necessità e urgenza e travisamento dei fatti; il secondo è stato annullato sul rilievo che l’attività in questione doveva essere ricondotta ad un’attualizzata concezione dell’ambulantato e così rientrava tra le attività esercitabili in base all’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art. 121 T.U.LL.P.S.
Parte ricorrente lamenta di aver subito danni per le spese effettuate, i mancati incassi, la perdita di contratti, nonchè danni all’immagine; dimette perizia di parte con la relativa quantificazione.
Resiste il Comune di Mazzin.
Con sentenza n. 177/03 sono state respinte le eccezioni preliminari.
Con ordinanza n. 52/2003 è stata disposta prova testimoniale.
Le parti hanno dimesso memoria e note di udienza.
Parte ricorrente reclama il risarcimento di danni pretesamente derivanti dai provvedimenti sopraindicati – annullati da questo TRGA con sentenza n. 464/99 – che le avrebbero impedito lo svolgimento di un’attività pienamente consentita dall’ordinamento, o, comunque, da comportamenti della PA che avrebbe dato affidamenti sulla legittimità dell’iniziativa economica conseguentemente intrapresa dagli interessati.
La pretesa si rivela infondata, quanto al primo aspetto (danno da provvedimenti illegittimi) perchè la normativa in materia non consentiva l’attività in questione così come condotta dalla società ricorrente onde non si configura per il sol fatto dell’illegittimità dei provvedimenti il presupposto del danno ingiusto di cui all’art. 2034 c.c. e, quanto al secondo aspetto (danno da comportamento), per l’assorbente ragione che la esperita prova testimoniale non ha comprovato gli affidamenti che i ricorrenti affermavano esser stati dati dalla amministrazione comunale.
La legge provinciale 8 novembre 1993, n. 31 reca la disciplina per la circolazione fuoristrada dei veicoli a motore (quali indubbiamente sono anche le motoslitte) e, come enunciato all’art. 1 (rubricato “finalità”), “promuove e disciplina la circolazione fuoristrada con veicoli a motore in aree a ciò appositamente riservate, per contemperare l’esercizio di tali attività a fini turistici e sportivi con le esigenze di tutela dell’ambiente naturale”. La legge stabilisce che “la circolazione fuoristrada dei veicoli a motore per fini turistici e sportivi può avvenire su aree o percorsi appositamente individuati dai piani comprensoriali di coordinamento“ di cui all’art. 16 della l.p. 22/91 (art. 2 co. 1); che la realizzazione dei percorsi di cui al comma 1 è soggetto a concessione edilizia (art. 2, co. 2); che la relativa domanda deve contenere un “disciplinare per la regolamentazione della circolazione sui percorsi individuati” (art. 2, co. 3).
Presupposto indefettibile per l’esercizio di una regolare attività di noleggio motoslitte è dunque – accanto alla titolarità, illegittimamente disconosciuta dall’amministrazione, come indicato nella sentenza n. 464/99, di autorizzazione all’esercizio del tipo di attività – altresì la esistenza e disponibilità di apposito percorso individuato ai sensi dell’art. 2 l.p. 31/93; presupposto, questo, nella specie mancante.
Indimostrata - ed anzi smentita dal teste ****, Sindaco di Mazzin all’epoca di fatti, il quale ha dichiarato “..... non diedi alcun assenso nè incoraggiamento, precisando che per poter svolgere quel tipo di attività ci voleva una zona appositamente individuata che all’epoca il Comune non aveva nè aveva in programma di individuare” - è rimasta l’ulteriore circostanza su cui i ricorrenti fondavano la pretesa.
Si ravvisano giusti motivi di compensazione tra le parti delle spese del giudizio.
il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa del Trentino - Alto Adige, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 89/2001, lo respinge.
Così deciso in Trento, nella Camera di Consiglio del 4 marzo 2004, con l’intervento dei Magistrati:
dott. Paolo Numerico Presidente
dott. Silvia La Guardia Consigliere estensore
dott. Lamberto Ravagni Consigliere Pubblicata nei modi di legge, mediante deposito in Segreteria il giorno 10 giugno 2004

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