Source: https://www.e2raee.it/cosa-sono-i-raee/
Timestamp: 2019-11-19 00:07:08+00:00

Document:
I Rifiuti RAEE – E2 RAEE – Software gestione rifiuti elettronici
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Uno contro Uno RAEE
Uno contro Zero RAEE
I Rifiuti RAEEE2-Raee2018-10-09T16:57:09+00:00
RAEE – acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
I rifiuti elettrici ed elettronici sono ciò che rimane di apparecchiature che per un corretto funzionamento hanno avuto bisogno di corrente elettrica o di campi elettromagnetici e che sono state progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua. Non necessariamente questi rifiuti vengono scartati quando non sono più funzionanti, specialmente se si tratta di materiali elettronici, per i quali la tecnologia avanza a passi da gigante giorno per giorno rendendo obsoleto del materiale anche con appena pochi mesi di vita!
Vengono comunemente denominati con l’acronimo RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o con il termine e-waste, derivante dall’inglese Waste of electric and electronic equipment (WEEE).
I rifiuti RAEE sono suddivisi in 5 macro-insiemi definiti “Raggruppamenti Raee”.
R1 – Freddo e Clima – grandi elettrodomestici per la refrigerazione (Frigoriferi; Congelatori; Apparecchi per il condizionamento; Scaldabagno elettrici).
R2 – Altri grandi elettrodomestici bianchi – grandi elettrodomestici. (Lavatrici; Asciugatrici; Lavastoviglie; Apparecchi per la cottura; Stufe elettriche; Piastre riscaldanti elettriche; Forni a Microonde; Apparecchi elettrici di riscaldamento; Radiatori elettrici)
R4 – Elettronica di consumo (piccoli elettrodomestici, telefoni cellulari, lettori mp3, navigatori satellitari, radio, videocamere, videoregistratori, amplificatori, strumenti musicali, utensili elettrici ed elettronici)
R5 – Sorgenti luminose a scarica (tubi fluorescenti, lampade fluorescenti compatte, ecc.)
Chi sono i destinatari della RAEE? Cosa si intende per produttori?
I principali destinatari della direttiva sono i produttori. Sono considerati come produttori tutti quelli che:
Fabbricano e commercializzano apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il proprio marchio
Rivendono sotto il proprio marchio, delle apparecchiature prodotte da altri fabbricanti
Importano o immettono per primi sul mercato comunitarioIn particolare chi importa o “immette” sul mercato prodotti (anche se provenienti sa stati Membri della UE) si configura come produttore e ne deve prendere in carico tutte le incombenze.
Un caso tipico si manifesta per i rivenditori che importano direttamente (o acquistano da importatori non “registrati come Produttori”
Quali sono gli obblighi del produttore ai sensi della RAEE?
Il produttore deve assolvere ad una serie di obblighi, ed in particolare deve:
provvedere alla “marcatura” dei prodotti coinvolti (simbolo del cassonetto barrato e identificazione del produttore)
fornire le informazioni per i centri di trattamento per lo smontaggio e trattamento dei propri prodotti
iscriversi al registro nazionale previsto dalla Camera di Commercio
iscriversi ad un organo collettivo (consorzio) per lo smaltimento
finanziare, attraverso tale consorzio, i costi dello smaltimento dei propri prodotti e finanziare in modo solidale con gli altri costruttori, in funzione della relativa quota parte di mercato, i costi dello smaltimento di tutti i prodotti appartenenti a quelle famiglie di cui è coinvolto per la RAEE per i quali non sia possibile identificare il costruttore
trasmettere periodicamente i suoi dati di vendita
indicare nei propri documenti commerciali (fattura) gli elementi necessari ad identificare la sua iscrizione al Registro Nazionale previsto dalla Camera di CommercioLa legge prevede Sanzioni significative per chi disattende a questi obblighi.
Quali sono gli obblighi del distributore?
II Distributore, per i prodotti “domestici” RAEE, è tenuto a ritirare il prodotto “vecchio” in ragione di “1 contro 1” dal suo cliente.
Cosa sono gli utensili industriali fissi di grandi dimensioni ai sensi della RAEE e della RoHS?
I grossi utensili industriali fissi non rientrano nello scopo delle due direttive, è importante perciò comprendere bene il significato di questo termine.
Si tratta di macchine o di sistemi, costituiti da una combinazione di apparecchiature, di sistemi, di prodotti finiti e/o di componenti, ciascuno dei quali è costruito esclusivamente per un impiego industriale, permanentemente fissato e installato da personale professionale in un dato luogo in un macchinario industriale o in un edificio industriale per realizzare un compito specifico, ma non intese per essere immesse sul mercato come una singola unità funzionale o commerciale. (es.: centri di lavoro, macchine tessili, macchine per imballaggio ecc.).
La RAEE si applica unicamente ai prodotti fabbricati e venduti in Europa?
La RAEE deve essere adottata nelle legislazioni dei paesi membri dell’Unione Europea e applicata ai prodotti venduti in Europa, qualunque sia il loro luogo di fabbricazione. La RAEE prevede che gli stati membri possono recepirla nelle loro legislazioni introducendo modifiche per adattarla alle realtà locali. In Italia la RAEE è stata recepita con il D.lgs. 25 Luglio 2005, n.151 che integra anche la Direttiva 2002/95/CE – Sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RoHS).
La RAEE prevede un marchio sul prodotto?
La RAEE prevede che i produttori devono apporre sui prodotti il simbolo del “cassonetto barrato” (CEI EN 50419). Tale simbolo indica che il prodotto deve essere smaltito in modo differenziato dai rifiuti urbani e che è stato immesso sul mercato dopo il 13 agosto 2006.
Come sono gestiti e finanziati gli oneri derivanti dalle apparecchiature giunte a fine vita?
Normalmente attraverso l’adesione dei produttori ad appositi consorzi. I costi relativi (eco-contributi) possono essere integrati dal produttore nel prezzo del prodotto o addebitati ai propri clienti attraverso un prezzo visibile (“visible fee”).
Sanzioni Amministrative sulla non corretta gestione dei Rifiuti RAEE
A carico del Rivenditore Finale AEE (GDO, GDS, catene, Negozi, E-commerce)
Il distributore finale che omette di ritirare gratuitamente l’apparecchiatura consegnata dall’acquirente (utente finale), è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 a euro 400, per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso.
Precetto e sanzione Descrizione illecito Sanzione amministrativa prevista Pag. in misura ridotta Autorità competente
art. 16, c . 1 , decreto
legislativo n. 151/05 Il distributore che, nell’ipotesi di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b), indebitamente non ritira, a titolo gratuito, una apparecchiatura elettrica od elettronica. si applica la sanzione amministrativa da € 400 per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso. € 133,34 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
devoluti i proventi derivanti dall’irrogazione delle sanzioni amministrative.
art. 16, c. 2, decreto legislativo n. 151/05 Il produttore che non provvede ad organizzare il sistema di raccolta separata dei Raee professionali di cui all’articolo 6, comma 3 ed i sistemi di ritiro ed invio, di trattamento e di recupero dei Raee di cui agli articoli 8, comma 1, e 9 comma 1, ed a finanziare le relative operazioni, nelle ipotesi e secondo le modalità di cui agli articoli 10, comma 1, 11, comma 1 e 12, commi 1, 2 e 3 e fatti salvi, per tali ultime operazioni , gli accordi eventualmente conclusi ai sensi dell’articolo 12, comma 6 si applica la sanzione amministrativa Da € 30.000 ad € 100.000 € 33.333,34 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
art. 16, c. 3 decreto legislativo n. 151/05 Il produttore che non fornisce, nelle istruzioni per l’uso di AEE, le informazioni di cui all’articolo 13, comma 1. si applica la sanzione amministrativa Da € 200 ad € 5.000 per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato. € 400 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
art. 16, c. 4 decreto legislativo n. 151/05 Il produttore che, dopo il 13 agosto 2005, nel momento in cui immette una apparecchiatura elettrica od elettronica sul mercato, non provvede a costituire la garanzia finanziaria di cui agli articoli 11, comma 2, o 12, comma 4. si applica la sanzione amministrativa Da € 100 ad € 1.000 per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato. € 200 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
art. 16, c. 5 decreto legislativo n. 151/05 Il produttore che, entro un anno dalla immissione sul mercato di ogni tipo di nuova AEE, non mette a disposizione dei centri di reimpiego e degli impianti di trattamento e di riciclaggio le informazioni di cui all’articolo 13, comma 3. si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 ad € 30.000 € 10.000 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
art. 16, c. 6 decreto legislativo n. 151/05 Il produttore che, dopo il 13 agosto 2005, immette sul mercato Aee prive della indicazione o del simbolo di cui all’articolo 13, commi 4 e 5; la medesima sanzione amministrativa pecuniaria si applica nel caso in cui i suddetti indicazione o simbolo non siano conformi ai requisiti stabiliti all’articolo 13, commi 4 e 5. si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 200 ad € 1.000 per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato. € 333,34 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
art. 16, c. 8 decreto legislativo n. 151/05 Il produttore che, entro il termine stabilito col decreto di cui all’articolo 13, comma 8, non comunica al registro nazionale dei soggetti obbligati allo smaltimento dei Raee le informazioni di cui all’articolo 13, commi 6 e 7, ovvero le comunica in modo incompleto o inesatto. si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.000 ad € 20.000 € 4.000 La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
art. 16, c. 9 decreto legislativo n. 151/05 Fatte salve le eccezioni di cui all’articolo 5, comma 2, chiunque, dopo il 1° luglio 2006, immette sul mercato Aee nuove contenenti le sostanze di cui all’articolo 5, comma 1 o le ulteriori sostanze individuate ai sensi dell’articolo 18, comma 1. Si applicano le sanzioni amministrative da € 50 ad € 500 per ciascuna apparecchiatura immessa sul mercato oppure da € 30.000 ad € 100.000 € 100 (nella prima ipotesi) – € 33.333,34 (nella II ipotesi). La Provincia è l’autorità competente a ricevere gli scritti difensivi ex art. 17 legge 689/81 e da emettere l’ordinanza ingiunzione o di archiviazione. Alla stessa sono
Definizioni sui rifiuti RAEE
Glossario RAEE
Glossario rifiuti elettronici RAEE
Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE):
le apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o campi elettromagnetici. Comprendono anche apparecchiature di generazione, trasferimento e misura di queste correnti e campi; progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua. Si dividono in: Grandi e piccoli elettrodomestici; Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni; di consumo; di illuminazione; Strumenti elettrici ed elettronici; Giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero; Dispositivi medici; Strumenti di monitoraggio e controllo; Distributori automatici.
le apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono rifiuti ai sensi dell’articolo 6,comma 1, lettera a) del D.Lgs. 5 Febbraio 1997 n. 22 e s.m.i. inclusi tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui si decide di eliminarlo.
RAEE provenienti da nuclei domestici:
i RAEE originati da nuclei domestici e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi per natura e per quantità a quelli di nuclei domestici.
i RAEE prodotti da attività amministrative ed economiche, diversi dai RAEE domestici.
RAEE storici:
derivano da AEE sul mercato prima del 13 agosto 2005.
chi fabbrica e vende AEE recanti il suo marchio, chi rivende sotto il suo marchio apparecchiature prodotte da altri fornitori o chi importa o esporta AEE in uno Stato membro nell’ambito di un’attività professionale.
chi fornisce un’apparecchiatura elettrica od elettronica nell’ambito di un’attività commerciale ad un utilizzatore.
Sistema collettivo:
soggetti (consorzi, società) che operano senza finalità di lucro. Sono finanziati dai produttori di AEE per assolvere collettivamente agli obblighi imposti dal Decreto 151/2005. Sosterranno i costi della logistica, dalle piazzole in poi, e i costi del riciclo e attiveranno contratti con le imprese private di trasporto e con gli impianti di riciclo per garantire l’effettivo riciclo. Sostengono i costi della logistica, dalle piazzole in poi, e i costi del riciclo. Attivano contratti con le imprese private di trasporto e con gli impianti di riciclo per garantire l’effettivo riciclo.
Centro di Coordinamento RAEE:
regola e coordina tutti i Sistemi Collettivi, garantendo condizioni uniformi ed omogenee tra i diversi. Raccoglie le richieste di servizio provenienti dai Centri di Raccolta. Smista i “ritiri” dei RAEE dalle piazzole da parte dei singoli consorzi sulla base ad un sistema “algoritmico” che terrà conto della tipologia di RAEE trattati da ogni consorzio e delle loro quote di mercato.
qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale. L’allegato C della parte IV del D.Lgs. 152/2006 riporta un elenco non esaustivo delle operazione di recupero.
le attività eseguite dopo la consegna dei RAEE ad un impianto di disinquinamento, smontaggio, frantumazione, recupero o preparazione per lo smaltimento e tutte le altre operazioni eseguite ai fini del recupero e/o dello smaltimento dei RAEE.
qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini.
il complesso delle operazioni di trasferimento dei beni durevoli dal detentore al centro di raccolta.
il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento.
Messa in riserva:
operazione preliminare alla operazioni di recupero da R1 a R12.
operazioni necessarie all’asportazione e all’isolamento di tutti gli elementi e/o sostanze ambientalmente critiche presenti in un bene durevole.
le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell’allegato B della parte IV del D.Lgs. 152/2006, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti di cui al punto R13 dell’allegato C della parte IV del D.lgs. 152/2006.
le operazioni che consentono al RAEE o ad alcuni componenti di essere utilizzati allo stesso scopo per il quale le apparecchiature erano state originariamente concepite.
qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia. L’allegato B della parte IV del D.Lgs. 152/2006 riporta un elenco non esaustivo delle operazioni di smaltimento.
Eco-contributo:
è un contributo ambientale pagato in anticipo interamente dedicato alla gestione dei rifiuti derivanti da Apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il D.Lgs. 151/2005 obbliga i produttori a gestire questi rifiuti a tutela dell’ambiente e della salute.
Deposito temporaneo:
il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito; quanto il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno.
sono rifiuti derivanti da attività agricole e agro-industriali, da attività di demolizione, costruzione, scavo, lavorazioni industriali, artigianali, attività commerciali e di servizio nonché attività di recupero e smaltimento rifiuti, dalla potabilizzazione delle acque e loro depurazione nonché abbattimento dei fumi, da attività sanitarie.
sono rifiuti pericolosi quelli che recano le caratteristiche di cui all’allegato I della parte IV del D.Lgs. 152/2006.
acronimo di Catalogo Europeo Rifiuti è un codice composto da 3 coppie di numeri che identificano in maniera univoca il rifiuto. La prima coppia di numeri identifica l’attività attraverso la quale il rifiuti viene prodotto. La seconda coppia di numeri identifica in maniera più precisa quale attività del settore individuato ha prodotto il rifiuti. Ed infine l’ultima coppia di numeri identifica in maniera precisa e puntale la tipologia di rifiuto.
F.I.R. (Formulario Identificativo dei Rifiuti):
acronimo indicante Formulario di Identificazione Rifiuti. E’ un documento che accompagna il rifiuto durante il suo trasporto dal produttore del rifiuto all’impianto di destinazione. Su tale documento vengono riportati dati che permettono la completa tracciabilità del rifiuto quali il produttore del rifiuto, il trasportatore, ed il destinatario con le relative autorizzazioni. Tipologia di rifiuti, suo codice CER e descrizione, caratteristiche di pericolo e chimico-fisiche, nome del trasportatore, data di partenza e di arrivo del rifiuto nonché peso di partenza del rifiuto e quello riscontrato a destino. Il formulario è composto di 4 copia di cui la prima resta al produttore del rifiuto, la seconda al trasportatore e la terza all’impianto di destinazione. La quarta copia deve tornare entro 90 gg dal termine del trasporto al produttore del rifiuto per attestare il corretto avvio a recupero o smaltimento del rifiuto.
Definizioni sui Rifiuti in generale
Glossario generale sui Rifiuti
Glossario generale sui Rifiuti – tutti i termini associabili ai rifiuti in genere
Quello che segue è un glossario sui rifiuti, pensato per agevolare alla comprensione della terminologia e per capirne meglio i significati.
Bilancio ecologico elenco e valutazione dei flussi input e output e dell’impatto ambientale potenziale di un sistema di prodotto nel corso del suo ciclo di vita
Biodegradabile che va soggetto a scomposizione in composti chimici semplici per azione di agenti biologici
Biogas gas prodotto dalla degradazione anaerobica della materia organica, composto principalmente di metano e di biossido di carbonio
Bonifica ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e del materiale contaminato finalizzato a ridurre la presenza di sostanze inquinanti a livelli di non pericolosità per la salute pubblica e per l’ambiente
Cassonetto contenitore posto lungo le strade per raccogliere, ben chiusi in un sacco, i rifiuti domestici, oppure quelli destinati alla raccolta differenziata
Cdr (combustibile da rifiuto) è rappresentato in prevalenza dalla frazione secca combustibile dei rifiuti (soprattutto plastica), che rimane una volta rimossa la materia organica come gli scarti alimentari; il cdr viene usato negli inceneritori
Ceneri residui di combustione solidi inorganici, generalmente contaminati da piccole quantità di materiale organico non incenerito
Codice dei rifiuti codice a sei cifre, utilizzato per identificare qualsiasi tipo di rifiuto nel catalogo europeo dei rifiuti e nell’elenco svizzero dei rifiuti
Cogenerazione produzione di forme diverse di energia in un unico impianto, in genere energia elettrica ed energia termica (ad esempio negli inceneritori, sfruttando i fluidi caldi residui dopo la produzione di elettricità, è possibile ottenere energia termica a minimi costi aggiuntivi)
Combustione reazione chimica di ossidazione di un combustibile con un carburante (aria o ossigeno) che avviene con forte sviluppo di energia termica
Compost materiale ottenuto dal processo di compostaggio e utilizzato come fertilizzante o ammendante
Compostaggio processo in grado di garantire l’andamento ottimale dell’attacco microbico del materiale organico e la sua parziale o totale umificazione
Compostaggio domestico ompostaggio di rifiuti biodegradabili ed uso del compost nei giardini privati (utilizzando piccoli impianti, come il bio-composter)
Conferimento le operazioni compiute dai produttori di rifiuti per consegnarli ai servizi di raccolta
Decompositori piccoli animali, batteri e funghi che vivono nel terreno e si nutrono di sostanze organiche disgregandole
Depuratore apparecchio predisposto per l’eliminazione di sostanze nocive, per lo più da liquidi o da gas
Digestore impianto che, mediante un processo di digestione in assenza di ossigeno, viene utilizzato per la trasformazione dei rifiuti urbani in biogas
Discarica area di smaltimento dei rifiuti adibita al deposito degli stessi sulla o nella terra
Ecologia scienza che studia i rapporti tra esseri viventi e ambiente. oggi si usa erroneamente questa parola anche per indicare la sensibilità per i problemi ambientali
Ecopunto insieme di contenitori destinati alla raccolta di diverse tipologie di rifiuti, posti in luoghi a cui ha accesso il pubblico
Emissione rilascio di sostanze inquinanti
Fermentazione trasformazione anaerobica di materiale biologico catalizzata da enzimi
Film estensibile pellicola usata per imballaggi
Frazione secca materiali a basso o nullo tenore di umidità; tale frazione è d’interesse sia per il recupero di materia che di energia
Frazione umida rifiuti urbani biodegradabili provenienti dalla raccolta di materiale organico (residui di cibo, scarti vegetali, ecc.)
Gas biologico miscela di metano e anidride carbonica ottenuta per mezzo della fermentazione di rifiuti organici, prodotta da microrganismi attivi in ambienti privi di aria
Gas di discarica gas prodotto nelle discariche, principalmente dalla degradazione anaerobica della materia organica
Gas di scarico aria di scarico, gas di combustione e altri inquinanti atmosferici emessi da impianti
Gestione dei rifiuti sistema che comprende le 4 operazioni principali di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento finale di rifiuti (compreso il controllo di tutte le operazioni, nonché il controllo delle discariche e degli impianti di smaltimento dopo la loro chiusura)
Igienizzazione trattamento dei rifiuti organici nell’ambito della produzione di compost e di residui di fermentazione solidi, con lo scopo di uccidere i microrganismi che hanno un effetto patogeno sull’uomo, sugli animali e sulle colture al fine di ridurre al minimo i rischi di trasmissione di malattie
Imballaggio tutti i prodotti adibiti a contenere e a proteggere determinate materie prime o merci, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione
Impermeabilizzazione strato isolante in materiale naturale o sintetico, coprendo il fondo ed i lati di una discarica, al fine di impedire la fuoriuscita incontrollata di gas o liquidi
Impianto d’incenerimento impianto per la combustione dei rifiuti, nel quale i parametri influenzando quest’ultima, quali la temperatura, il tempo di ritenzione, la turbolenza e l’apporto di aria comburente, possono essere controllati
Inceneritore impianto per la combustione dei rifiuti
Inorganico che non riguarda gli esseri viventi
Organico che riguarda gli esseri viventi
Percolato qualsiasi liquido che coli attraverso i rifiuti depositati e sia emesso da una discarica o contenuto all’interno di essa
Piattaforma ecologica impianto di stoccaggio e trattamento dei materiali della raccolta differenziata; da tale piattaforma escono i materiali per essere avviati al riciclaggio, al recupero energetico ovvero, limitatamente alle frazioni di scarto, allo smaltimento finale
Pila fonte di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica, costituita da uno o più elementi primari (non ricaricabili) o secondari (ricaricabili)
Potere calorifico quantità di energia prodotta dalla combustione di un’unità di massa di rifiuti o combustibile
Raccolta operazione di prelievo e raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto
Raccolta differenziata raccolta finalizzata a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee (carta e cartone; vetro; plastica, alluminio; organici; ecc.)
Raccolta itinerante le operazioni di prelievo di alcuni rifiuti eseguita periodicamente in luoghi pubblici prestabiliti in cui sostano, per un certo tempo, automezzi appositamente attrezzati
Recupero (di materia o di energia) valorizzazione di materiali che possono essere utilizzati in nuovi processi produttivi o per ottenere energia (ad esempio bottiglia di vetro usata per produrre oggetti in vetro; combustione di plastica per produrre energia elettrica o calore)
Recupero energetico utilizzazione di rifiuti combustibili quale mezzo per produrre energia mediante incenerimento diretto con recupero del calore
Riciclaggio reimpiego diretto, riciclaggio di materie prime provenienti da materiali usati e recupero energetico a partire da rifiuti
Riciclare uso di un rifiuto nello stesso ciclo produttivo di provenienza (ad esempio bottiglia di vetro usata per produrre nuovamente bottiglie)
Rifiuto qualsiasi sostanza, prodotto di scarto od oggetto giunto al termine del suo uso di cui il produttore abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. in base alla loro origine sono classificati in rifiuti urbani e rifiuti speciali mentre, secondo le caratteristiche di pericolosità (dovute alla natura o alle attività che producono i rifiuti), si distinguono a loro volta in rifiuti pericolosi e non pericolosi. a seconda dello stato fisico si possono distinguere in rifiuti solidi, liquidi e gassosi
Rifiuti biodegradabili qualsiasi rifiuto soggetto a decomposizione aerobica o anaerobica, come alimenti, rifiuti dei giardini, carta o cartone
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono rifiuti, inclusi tutti i componenti, sottoinsiemi e prodotti di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui si decide di eliminarlo
Rifiuti domestici rifiuti provenienti dalle utenze domestiche
Rifiuti inerti rifiuti che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa
Rifiuti speciali rifiuti il cui smaltimento conforme alle esigenze ecologiche richiede misure tecniche e organizzative particolari globali a causa della loro composizione o delle loro proprietà fisico-chimiche
Rifiuti urbani rifiuti che provengono dalle economie domestiche, nonché gli altri rifiuti di composizione analoga
Riutilizzo uso di un rifiuto con le stesse funzioni del prodotto di partenza (ad esempio bottiglia di vetro lavata e sterilizzata e poi riempita nuovamente)
Scoria residuo inutile o dannoso
Selezionatore impianto di selezione meccanica dei rifiuti
Smaltimento dei rifiuti riciclaggio o deposito definitivo di rifiuti, nonché le operazioni preliminari di raccolta, trasporto, deposito provvisorio e trattamento
Sostanze residue materiali ad alto tenore di metalli pesanti, di composizione nota e contenenti solo piccole componenti organiche, che non possono produrre né gas, né sostanze facilmente solubili in acqua
Stazione ecologica di base piazzola attrezzata con contenitori idonei al conferimento di alcune tipologie di rifiuti della raccolta differenziata; essa è accessibile ai cittadini in qualsiasi momento
Stazione ecologica attrezzata area attrezzata con contenitori idonei per i materiali della raccolta differenziata e con una gamma di tipologie più ampia rispetto alla stazione ecologica di base; è custodita ed è accessibile soltanto in orari prestabiliti
Stoccaggio deposito preliminare di rifiuti
Trattamento operazioni che comportano la trasformazione dei rifiuti in modo da diminuirne il volume e/o la pericolosità come l’inertizzazione, l’essiccamento, la triturazione ecc
Tarsu tassa rifiuti solidi urbani
Normative Ambientali sui RAEE
Leggi e Decreti RAEE
La normativa ambientale sui rifiuti elettronici RAEE
DECRETO 31 maggio 2016 , n. 121
(Decreto noto anche come Uno contro Zero con specifiche sugli e-commerce )
Decreto Ministeriale n°65 dell’8 marzo 2010
(Decreto conosciuto anche come dell’Uno contro Uno)
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010 il DECRETO 8 marzo 2010 n. 65 – Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature”.
D. Lgs n.151/2005 (Direttive 2002/95/CE 2002/96/CE e 2003/108/CE)
Normativa specifica contiene gli obblighi di gestione e finanziamento, in capo ai produttori di AEE, delle operazioni di ritiro, trasporto e gestione dei RAEE domestici e anche di raccolta dei RAEE professionali.
Il D. Lgs 151/2005 stabilisce misure e procedure finalizzate a:
prevenire la produzione di RAEE;
promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento;
migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di dette apparecchiature (ad esempio produttori, distributori, consumatori e operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE);
ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Il Testo Unico Ambientale contiene la disciplina generale e organica in materia di rifiuti. Le sue disposizioni sono applicabili anche ai RAEE (art. 177). Prevede l’emanazione di decreti attuativi per la sua implementazione.
Legge 18 giugno 2009 n. 69, Articolo 12: Delega al Governo per l’adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia ambientale, da attuarsi entro il 30 giugno 2010.
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References: art. 16
 art. 17

art. 16
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 art. 17

art. 16
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 Articolo 12