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Timestamp: 2018-12-11 04:35:58+00:00

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dicembre | 2016 | Francesco Colaci's BLOG
In previsione delle festivita’ di fine anno, si desidera formulare sinceri e aentiti auguri agli affezionati lettori ,avvertendo che per quache giorno il Blog non sara’ aggiornato.
INPS:SANZIONI PERCETTORI TRATTAMENTI DS INOSSERVANTI OBBLIGHI POLITICHE ATTIVE
1.partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
2.partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
3.accettazione di congrue offerte di lavoro, come saranno definite – ai sensi dell’art. 25 del decreto in argomento – dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali su proposta dell’ANPAL. Fino alla data di adozione del suddetto provvedimento ministeriale trovano applicazione in materia le disposizioni di cui all’art.4 commi 41 e 42 della legge n.92 del 2012.
Fonte: InpsL’Inps, con la circolare n. 224 del 15 dicembre 2016, fornisce le istruzioni in merito alle modalità applicative delle misure sanzionatorie adottate dai Centri per l’Impiego a seguito delle violazioni degli obblighi di partecipazione alle misure di politica attiva da parte dei percettori di prestazioni ASpI, miniASpI, NASpI, DIS-COLL, Mobilità e ASDI.
MLPS:DATI RELATIVI ACCORDI PREMI PRODUTTIVITA’ DEPOSITATI
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso disponibile i dati relativi al deposito telematico dei contratti aziendali e territoriali, dai quali si può evincere le aziende che hanno previsto forme di incentivo per la produzione e che potranno detassare i premi di risultato, così come previsto dal Decreto Interministeriale 25 marzo 2016.
Alla data del 14 dicembre 2016 sono stati compilati 17.318 dichiarazioni di conformità, redatta secondo l’articolo 5 del DM 25 marzo 2016, di cui 11.393 si riferiscono a contratti sottoscritti nel 2015.
Aziendale Territoriale
PIEMONTE 1.422 929 106 73 1.528 1.002
VALLE D’AOSTA 23 17 5 3 28 20
LOMBARDIA 4.385 2.842 521 390 4.906 3.232
BOLZANO 28 23 1 1 29 24
TRENTO 213 129 285 138 498 267
VENETO 1.789 1.094 622 324 2.411 1.418
FRIULI 417 237 57 4 474 241
LIGURIA 321 209 63 53 384 262
EMILIA ROMAGNA 2.083 1.478 832 796 2.915 2.274
TOSCANA 983 680 225 187 1.208 867
UMBRIA 193 126 9 4 202 130
MARCHE 272 173 27 16 299 189
LAZIO 939 556 185 144 1.124 700
ABRUZZO 210 135 12 – 222 135
MOLISE 32 21 3 1 35 22
CAMPANIA 314 195 38 30 352 225
PUGLIA 167 97 38 12 205 109
BASILICATA 70 40 35 17 105 57
CALABRIA 50 42 15 7 65 49
SICILIA 147 73 53 16 200 89
SARDEGNA 118 78 10 3 128 81
TOTALE 14.176 9.174 3.142 2.219 17.318 11.393
Dei 17.318 contratti depositati*, 13.580 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 10.091 di redditività, 7.781 di qualità.
Passando alle misure previste dagli accordi depositati: 1.839 prevedono un piano di partecipazione e 3.445 prevedono misure di welfare aziendale.
Min.Lavoro: premi di produttività – 17.318 i contratti di secondo livello depositati
.INAIL:ISTRUZIONI SEMPLIFICAZIONE INTRODOTTE CIRCA DURC
L’Inail ha pubblicato la circolare n. 48 del 14 dicembre 2016, con la quale, in relazione alle modifiche intervenute agli artt. 2 e 5 del decreto ministeriale 30 gennaio 2015, da parte del decreto del Ministro del lavoro 23 febbraio 2016, fornisce alcune precisazioni sulle semplificazioni in materia di documento unico di regolarità contributiva ivi previste.
Sentenza 14 dicembre 2016, n. 25745
Rapporto di lavoro – Discussione con il direttore del negozio – Ammonizione scritta – Licenziamento – Violazione delle garanzie procedimentali
– Sentenza 14 dicembre 2016, n. 25746
Lavoratore marittimo – Ritiro del libretto di navigazione – Inidoneità fisica – Accertamento
– Sentenza 14 dicembre 2016, n. 25750
Licenziamento – Allontanamento dall’ufficio – Mancata autorizzazione – Falsa attestazione della presenza in servizio
CASSAZIONE :PILLOLE GIURISPRUDENZA LAVORO
– Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25550
Spettacolo – Operatori di ripresa – Omesso versamento contributivo – Qualifica rivestita dai lavoratori – Attività in concreto svolta – Funzionalità, o meno, all’attività di spettacolo
– Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25551
Rapporto di lavoro – Malattia professionale – Domanda di riconoscimento – Risarcimento – Accertamento
Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25552
Indennità di accompagnamento – Invalidi di guerra – Ciechi civili assoluti – Equiparazione – Estensione dell’assegno integrativo sostitutivo della prestazione di accompagnatori militari
Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25553
Licenziamento collettivo – Criteri di scelta – Anzianità di servizio – Esigenze tecnico-produttive e organizzative – Accordo sindacale
– Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25554
Licenziamento collettivo – Illegittimità – Modalità di comunicazione dei licenziamenti – Criteri di scelta
– Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25556
Rapporto di lavoro subordinato part time – Accertamento – Licenziamento verbale – Stato di gravidanza
– Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25559
– Sentenza 13 dicembre 2016, n. 25560
Licenziamento disciplinare – Reiterata prestazione di opera di assistenza e consulenza fiscale e contabile remunerata – Sanzione espulsiva – Proporzionalità
– Sentenza 14 dicembre 2016, n. 25757
Pensione di inabilità – lndennità di accompagnamento – Consulenza tecnica – Certificazioni mediche
INAIL:CIRCOLARE RELATIVA SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DURC
ISTAT:PUBBLICATO COEFFICIENTE RIVALUTAZIONE TFR
Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2015, vanno rivalutate dello 1,4450%.
2016 novembre 15 nov – 14 dic 1,4450
2016 ottobre 15 ott – 14 nov 1,3200
2016 settembre 15 set – 14 ott 1,1950
2016 agosto 15 ago – 14 set 1,220234
2016 luglio 15 lug – 14 ago 0,945093
2016 giugno 15 giu – 14 lug 0,7500
2016 maggio 15 mag – 14 giu 0,6250
2016 aprile 15 apr – 14 mag 0,5000
2016 marzo 15 mar – 14 apr 0,3750
2016 febbraio 15 feb – 14 mar 0,2500
2016 gennaio 15 gen – 14 feb 0,12500
2015 dicembre 15 dic – 14 gen 2016 1,5000
2015 novembre 15 nov – 14 dic 1,3750
2015 ottobre 15 ott – 14 nov 1,3901
2015 settembre 15 set – 14 ott 1,1250
2015 agosto 15 ago – 14 set 1,2803
2015 luglio 15 lug – 14 ago 1,015187
2015 giugno 15 giu – 14 lug 0,960280
2015 maggio 15 mag – 14 giu 0,765187
2015 aprile 15 apr – 14 mag 0,570093
2015 marzo 15 mar – 14 apr 0,375000
2015 febbraio 15 feb – 14 mar 0,25000
2015 gennaio 15 gen – 14 feb 0,1250
2014 dicembre 15 dic – 14 gen 2015 1,5000
2014 novembre 15 nov – 14 dic 1,3750
2014 ottobre 15 ott – 14 nov 1,320028
2014 settembre 15 sett – 14 ott 1,125000
2014 agosto 15 ago – 14 sett 1,280112
2014 luglio 15 lug – 14 ago 1,015056
2014 giugno 15 giu – 14 lug 0,960084
2014 maggio 15 mag – 14 giu 0,765056
2014 aprile 15 apr – 14 mag 0,710084
2014 marzo 15 mar – 14 apr 0.445028
2014 febbraio 15 feb – 14 mar 0.320028
2014 gennaio 15 gen – 14 feb 0.265056
2013 dicembre 15 dic – 14 gen 2014 1.922535
DECRETO MINITERNO CONTENENTE MODIFICHE DISCIPLINA PERSIONALE ADDETTO SERVIZI CONTROLLO ATTIVITA’ INTRATTENIMENTO E SPETTACOLO
Decreto ministeriale 24 novembre 2016
Modifica al decreto 6 ottobre 2009 relativo alla determinazione dei requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13, dell’articolo 3, della legge 15 luglio 2009, n. 94
Modifiche al decreto del Ministro dell’interno 6 ottobre 2009 recante determinazione dei requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività d’intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13 dell’art. 3 della legge 15 luglio 2009, n. 94
Al decreto del Ministro dell’interno 6 ottobre 2009, come modificato dai decreti del Ministro dell’interno, in data 31 marzo 2010, 17 dicembre 2010, 30 giugno 2011 e 15 giugno 2012, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’art. 1, al comma 3, dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: «Decorsi trenta giorni dalla presentazione della domanda d’iscrizione, il personale può essere avviato allo svolgimento dell’attività, nelle more che il Prefetto perfezioni l’iscrizione all’elenco di cui al comma 1 ovvero formalizzi il provvedimento di diniego.»;
b) all’art. 1, comma 4, la lettera c) è sostituta dalla seguente:
«c) non risultino, negli ultimi cinque anni, denunciati o condannati anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati di cui all’art. 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, all’art. 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, all’art. 2, comma 2, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, nonché per uno dei delitti contro l’ordine pubblico e dei delitti di comune pericolo mediante violenza, di cui al libro II, titolo V e titolo VI, capo I, e titolo XII del codice penale, nonché per i delitti di cui all’art. 380, comma 2, lettere f) ed h), del codice di procedura penale;»;
c) all’art. 1, comma 4, dopo la lettera g), è aggiunta la seguente lettera:
«h) essere in possesso di contratto di lavoro con il gestore delle attività di cui al comma 1 ovvero con il titolare dell’istituto di cui al comma 2»;
d) all’art. 2, comma 1, dopo le parole: «l’attualità dei requisiti» sono aggiunte le seguenti: «Il personale può continuare a svolgere le attività di cui all’art. 5 nelle more del completamento delle procedure di revisione biennale.»;
e) all’art. 4, al comma 1-ter, dopo le parole: «responsabilità penale, civile e amministrativa,» sono aggiunte le seguenti: «dandone comunicazione preventiva al Questore competente,»;
f) all’art. 4, al comma 1-ter, dopo l’ultimo capoverso, è aggiunto il seguente: «L’impiego di personale non iscritto nell’elenco con mansioni di supporto, anch’esso in possesso di contratto di lavoro subordinato con il gestore delle attività di cui al comma 1 ovvero con il titolare dell’istituto di cui al comma 2, è consentito anche negli ambiti di cui alle lettere a), b), c) del comma 1, alle condizioni e nelle aliquote stabilite dai Protocolli d’intesa territoriali di cui all’Accordo quadro tra Ministero dell’interno e associazioni dei gestori di discoteche e dei servizi di controllo delle attività d’intrattenimento e spettacolo del 21 giugno 2016;».
A PROPOSITO LICENZIAMENTO DIPENDENTI IMPRESA FALLITA CON MENO 15 DIPENDENTI.
trattandosi di impresa al di sotto di 15 dipendenti ,non si deve parlare di licenziamento collettivo ,ma di licenziamenti individuali ovvero plurimi ex legge 604/1966.
Infatti ,si ricorda che il licenziamento collettivo risulta definito dalla legge n.223/91 agli artt.4 e 24 ,che rispettivamente stabiliscono :.
a) Art.4. L’impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di integrazione salariale (spettante se con piu’ di 15 unita’ in media nell’ultimo ,mestre ), qualora nel corsodi attuazione del programma di cui all’articolo 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tuttii lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, ha facoltà di avviare le procedure di mobilità;
b)le disposizioni di cui all’articolo 4, commi da 2 a 12, e all’articolo 5, commi da 1 a 5, si applicano alleimprese che occupino più di quindici dipendenti e che, in conseguenza di una riduzione o trasformazione diattività o di lavoro, intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell’arco di centoventi giorni, inciascuna unità produttiva, o in più unità produttive nell’ambito del territorio di una stessa provincia. Tali disposizioni si applicano per tutti i licenziamenti che, nello stesso arco di tempo e nello stesso ambito, sianocomunque riconducibili alla medesima riduzione o trasformazione
Premesso quanto sopra,sull’argomento del titolo si osserva che,come concordemente sostenuto, non esiste una specifica norma di legge circa le conseguenze sul rapporto di lavoro subordinato per effetto della dichiarazione di fallimento del datore di lavoro.
Alcuni autori ritengono che il contratto continui anche successivamente all’apertura della procedura concorsuale, facendo affidamento sull’art. 2119, secondo comma c.c. il quale afferma che “non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell’imprenditore…”. Altri sostengono che, come il mandato, il contratto si sciolga ed altri ancora, che costituisca scelta del curatore quello di proseguire o di sciogliere il contratto stesso..
La giurisprudenza sembra aver accolto tale ultima tesi dal momento che la Corte di Cassazione ha dichiarato che la cessazione del rapporto di lavoro non deriva automaticamente dal fallimento dell’imprenditore, ma può aversi o per effetto del licenziamento operato dal curatore o dal liquidatore ovvero a causa della dissoluzione della realtà aziendale (Cass., 23 giugno 2001, n. 8617) oppure quando giudici di merito hanno affermato che, qualora sopravvenga il fallimento del datore di lavoro, nel corso di un rapporto di lavoro, al curatore, che non ritenga di poter utilizzare le prestazioni del dipendente a causa della cessazione dell’attività aziendale e delle esigenze della procedura concorsuale, deve riconoscersi, in applicazione dei principi generali desumibili dall’art. 72 l.f., e non derogati dall’art. 2119 c.c., la facoltà di sciogliersi dal rapporto medesimo, senza che in conseguenza di ciò il prestatore di lavoro possa far valere nei confronti della massa un diritto al risarcimento del danno, ancorché espressamente pattuito con il datore di lavoro con riferimento a qualunque causa di cessazione anticipata del rapporto di lavoro (App. Napoli, 16 maggio2007).
Da quanto sopra si evince che alla dichiarazione di fallimento non fa necessariamente seguito la cessazione automatica del rapporto di lavoro.
Sarà il curatore, tenuto conto delle esigenze della procedura, a decidere se continuare o meno il rapporto. Qualora egli ritenga che non sia possibile, nemmeno in parte, la continuazione dell’attività dell’impresa, i lavoratori potranno essere licenziati per giustificato motivo nonostante l’art. 2119 c.c..
Pertanto il rapporto di lavoro in corso al momento dell’apertura della procedura è da considerarsi come contratto pendente regolato dall’art. 72 l.fall. che prevede la sospensione del rapporto “fino a quando il curatore, con l’autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo…”.
Il rapporto di lavoro pendente prosegue, pertanto, con il curatore e verrà a cessare allorché il curatore stesso avrà manifestato la sua volontà di recedere, non esistendo prospettive per una cessione in blocco dell’azienda, o di parte di essa, per l’esplicazione dell’esercizio provvisorio o per concedere in affitto l’azienda stessa.
E’ da ritenere che, che ove il curatore intenda risolvere il contratto, egli è tenuto a osservare l’obbligo di preavviso sancito dall’art. 2118 c.c. o, in mancanza, a corrispondere l’indennità sostitutiva, che andrà ammessa in privilegio e non in prededuzione, rappresentando la stessa un onere del fallito e non della massa.
Si precisa in proposito che ad esempio l’art.133 del ccnl Conterziario riguardanti le imprese artigiane metalmeccaniche ,,dispone che:”Il fallimento dell’azienda non risolve il rappporto di lavoro né e’ giusta causa di risoluzione;solo qualora il curatore decidesse per la risoluzione del rappporto, esso avra’ fine ed il lavoratore avra diritto all’indennita’ di preavviso e al tfr èptrevisti dal ccnl.”
Pertanto ,il vero protagonistista in caso di fallimento non e’ il datore di lavoro ,che viene spogliato dell’impresa ,ma il curatore fallimentare ,che almeno per garbo ,appena nominato. prendera’ contatti con le rappresentanze sindacali interne e/o territoriali per metterle al corrente sulle proprie intenzioni circa la sorte dei rappporti di lavoro. in essere nell’impresa fallita.
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 Art.4