Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-33996-del-19-12-2019
Timestamp: 2020-08-11 21:51:02+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 33996 del 19/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33996 del 19/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 19/12/2019, (ud. 24/10/2019, dep. 19/12/2019), n.33996
Dott. ZOSO Liliana Maria Teresa – Presidente –
sul ricorso 12385-2013 proposto da:
DUSSMANN SERVICE SRL CON UNICO SOCIO, elettivamente domiciliata in
ROMA VIA DI MONTE GIORDANO 36, presso lo studio dell’avvocato FRANCO
MACCABRUNI, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 41/2012 della COMM. TRIBUTARIA II GRADO di
TRENTO, depositata il 17/09/2012;
24/10/2019 dal Consigliere Dott. MARINA CIRESE;
chiesto il rigetto del ricorso
In data 4 febbraio 2004 la Dussmann Service s.r.l. veniva sottoposta ad una verifica fiscale avente ad oggetto per l’anno di imposta 2002 la corretta distribuzione dei dividendi in favore del socio P.D. Gmbh ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 52 e della L. n. 4 del 1929, art. 63.
A seguito della verifica veniva contestata alla società la violazione dell’obbligo di effettuazione e versamento della ritenuta sui dividendi, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 27 e 27 bis nonche- del D.Lgs. n. 471 del 1997, artt. 13 e 14, in quanto la società non aveva prodotto ovvero esibito la documentazione in originale giustificativa della mancata applicazione della ritenuta avendo la società mandato solo la copia di due documenti in lingua tedesca.
L’Ufficio, quindi, in data 9.12.2008 notificava l’avviso di accertamento con cui riprendeva a tassazione le ritenute sui dividendi distribuiti dalla società ai soci esteri ritenendo indebita la mancata effettuazione di dette ritenute in conseguenza della mancata esibizione della certificazione richiesta in tali casi dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 27 bis.
Impugnato l’atto da parte della società contribuente, la commissione tributaria di primo grado di Trento, con sentenza del 21 giugno 2010, rigettava il ricorso.
Proposto appello, la commissione tributaria di secondo grado di Trento, con sentenza del 17.9.2012, accoglieva l’appello della contribuente ritenendo che la documentazione prodotta avesse i requisiti formali e sostanziali sufficienti perchè la stessa potesse avvalersi del regime dell’esenzione dal versamento delle ritenute fiscali sui dividendi distribuiti.
Avverso detta pronuncia l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione affidato a tre motivi cui resisteva con controricorso la Dussmann Service s.r.l.
La Dussmann Service s.r.l. depositava memoria ex art. 378 c.p.c.
1. Con il primo motivo di ricorso rubricato “In relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 27 bis e del D.P.R. n. 445 del 2000, art. 33”, parte ricorrente deduce che, contrariamente a quanto ritenuto dalla CTR, la certificazione richiesta, trattandosi di atto redatto in lingua straniera, doveva essere munito di traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare ovvero da un traduttore ufficiale.
2. Con il secondo motivo di ricorso rubricato “In relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 27 bis”, parte ricorrente deduce che la sentenza risulta viziata laddove ha ritenuto non perentori i termini previsti per la predisposizione dei documenti previsti dalla norma.
Nella specie risulta che la richiesta era stata acquisita il 2 gennaio 2002 mentre la certificazione era stata predisposta solo il 5 febbraio 2002, quindi non vi era stata un’acquisizione contestuale bensì separata.
3. Con il terzo motivo di ricorso rubricato ” In relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 22 e dell’art. 2049 c.c.”, parte ricorrente deduce che la CTR ha erroneamente applicato alla fattispecie la disciplina civilistica in tema di prova non applicando, invece, la norma speciale costituita dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 22, equiparando al valore probatorio degli originali quello delle copie.
4. Va rilevato preliminarmente che la ricorrente ha dichiarato che la sentenza impugnata le è stata notificata in data 8 marzo 2013, senza tuttavia depositare copia della sentenza munita della relata di notificazione.
Poichè chi impugna per cassazione un provvedimento che gli è stato notificato ai sensi dell’art. 326 c.p.c., ha l’onere di depositare detto provvedimento completo della relazione di notificazione (art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2), onde consentire alla Corte il controllo officioso del rispetto del termine per proporre l’impugnazione, previsto dall’art. 325 c.p.c., il ricorso de quo, in quanto privo della necessaria allegazione della relazione di notificazione del provvedimento impugnato, va dichiarato per questa ragione improcedibile (vedi da ultimo Cass.; Sez. 5, n. 1295/2018).
Peraltro la S.C. ritiene che debba applicarsi la sanzione dell’improcedibilità, ex art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, anche quando il ricorso sia stato notificato nel termine breve decorrente dalla data di notificazione della sentenza, ponendosi la procedibilità come verifica preliminare rispetto alla stessa ammissibilità (vedi Cass., Sez. 6-2, n. 21386/2017).
Dichiara l’improcedibilità del ricorso;
condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite che liquida in Euro 10.000,00 oltre accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 52
 art. 63
 art. 27
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 27
 art. 33
 art. 27
 sentenza 
 art. 22
 art. 22
 sentenza 
 sentenza 
 art. 369