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Timestamp: 2020-07-13 10:39:19+00:00

Document:
Chimici - Gomma, Industria: CCNL, 3 dicembre 1954
Data firma: 3 dicembre 1954
Validità: 01.12.1954 - 30.04.1957
Parti: Assogomma-Confindustria e Filc-Cgil, Federchimici-Cisl, Uil-Chimici-Uil e Federazione nazionale lavoratori chimici - Cisnal*
Nota* Federazione nazionale lavoratori chimici - Cisnal sottoscrive il CCNL in data 10 ottobre 1955
A) Esclusioni dipendenti dalla natura dell’industria
B) Esclusioni dipendenti dal sistema delle lavorazioni
C) Esclusioni dipendenti da circostanze eccezionali
Art. 24. - Indennità per lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 35. - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 6. – Cumulo di mansioni.
Art. 19. - Indennità per lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 28. - Trattamento in caso di malattia e di infortunio.
Art. 29. - Aspettativa per malattia. Art. 30. - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 19. - Indennità per gli addetti alle lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 41. – Cessione, trasformazione e trapasso di azienda.
Art. 4. – Certificato di lavoro.
Allegato - Accordo aggiuntivo per le lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose
Tabella delle variazioni delle indennità lavorazioni nocive per il periodo dal 1-12-1954 al 30-6-1957
Trattamento economico minimo per gli addetti alle industrie della gomma conduttori ed affini
Estensione alla federazione nazionale lavoratori chimici (Cisnal) del contratto collettivo nazionale di lavoro 3 dicembre 1954, 10 ottobre 1955
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria della gomma conduttori ed affini, 3 dicembre 1954
Tra l’Associazione Nazionale fra le Industrie della gomma, conduttori ed affini [...] con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] e con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Italiana Lavoratori Chimici (Filc) [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) [...], l’Organizzazione Sindacale fra Lavoratori Chimici ed Affini (Federchimici) [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl) [...], l’Unione Italiana Lavoratori Chimici (Uil-Chimici) [...] con la partecipazione di una Delegazione di Lavoratori [...] e con l’assistenza dell’Unione Italiana del Lavoro (Uil) [...], si è stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate all’anzidetta Associazione Nazionale fra le industrie della gomma, conduttori elettrici ed affini.
Nell’assunzione delle donne e dei minori l’azienda deve osservare le disposizioni stabilite dalla relativa legge*.
* L. 26 aprile 1934, n. 653 (G.U. 27 aprile 1934, n. 99 str.).
Lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia.
Gruppo A. - Vi appartengono: autisti meccanici con patente di terzo grado e con mansioni relative, infermieri patentati, motoscafisti, conduttori patentati ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di specializzazione.
Gruppo B. - Vi appartengono: infermieri, autisti non meccanici per servizio fuori stabilimento, guardie notturne e diurne, addetti permanentemente ai servizi antincendi, portieri principali ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di qualificazione.
Gruppo G. - Vi appartengono: portieri in genere, addetti alla guardia dei fiumi, dei canali e delle opere idrauliche, uscieri ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che non richiedano specifiche capacità ma solamente attitudini e conoscenze conseguibili con breve tirocinio.
Gruppo D. - Vi appartengono: cavallanti, carrettieri, stallieri, inservienti, custodi e addetti a servizi igienici, a spogliatoi, a refettori, a deposito biciclette, ecc.
Ai lavoratori di nuova assunzione le aziende forniranno gratuitamente, in uso, un abito da lavoro all’atto della conferma in servizio, provvedendo pure gratuitamente di anno in anno alla sostituzione dell’abito stesso a tutti i lavoratori.
Per i lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario, e che ne richiedano uno speciale, l’azienda provvederà a quanto sopra fornendo uno o più abiti all’anno nella misura resa necessaria dal grado di usura determinato dalle lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l’efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell’igiene sul lavoro.
A titolo indicativo rientrano nel trattamento di cui sopra i lavoratori addetti alla produzione o manipolazione o impiego di solventi e di sostanze corrosive o caustiche (quali ad es. solfuro di carbonio, soda caustica, acidi, sali di piombo, ecc.) oppure i lavoratori addetti a lavorazioni molto sporchevoli o di rapida usura degli abiti, quali ad esempio preparazione e manipolazione di soluzioni di gomma, sterlingatura, catramatura, bitumatura, verniciatura, paraffinatura a caldo, cernita cascami, ecc. oppure gli addetti alle presse o ai mescolatori sempreché tali lavorazioni risultino effettivamente sporchevoli, oppure per i lavoratori il cui vestiario sia soggetto ad usura per contatto o per proiezione di sostanze ad elevate temperature, come avviene ad es. per i lavoratori addetti ai forni di fusione metalli, alle caldaie generatrici di vapore a carbone o nafta, ecc., per i saldatori, oppure per i lavoratori addetti al carico e scarico a spalla, o al carico e scarico e trasporto di sostanze sporchevoli come nerofumo e carbone, ecc.
Ai lavoratori che esplicano continuamente la loro attività in condizioni del tutto particolari od esposti alle intemperie dovranno essere singolarmente forniti quegli indumenti speciali che saranno più appropriati alle specifiche condizioni di lavoro.
Quando invece le suddette condizioni si verificassero saltuariamente, anche se non ripetutamente, l’assegnazione di tali indumenti potrà essere fatta a mezzo di dotazioni di reparto.
Ai lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti l’azienda deve assicurare la possibilità di ricambio dell’abito durante il lavoro.
Qualora l’azienda richieda che taluni lavoratori (ad es. uscieri, portieri, guardiani, autisti, ecc.) indossino abiti speciali o divise, dovrà provvedere a proprie spese alla loro fornitura.
La durata normale settimanale dell’orario di lavoro è quella fissata dalla legge*, con un massimo di 8 ore giornaliere, salvo le deroghe previste dalle disposizioni in vigore**.
Nell’eventualità che l’orario di lavoro dovesse essere portato, per disposizione normativa o contrattuale, a 40 ore settimanali (a 42 per i lavoratori addetti a turni regolari periodici), le parti, in mancanza di un’opportuna disposizione generale, si incontreranno per determinare le eventuali maggiorazioni da stabilire per le ore intercorrenti fino alle 48 settimanali.
I lavoratori non possono esimersi, tranne nei casi di forza 'maggiore, dall’effettuare turni avvicendati giornalieri e dovranno prestare la loro opera nel turno stabilito dall’azienda.
Nei turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima avere avuto la sostituzione dal lavoratore del turno montante, ferma restando la competenza delle maggiorazioni stabilite dall’art. 18 per il lavoro straordinario.
* R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692 (G.U. 10 aprile 1923, n. 84) e relativo Regolamento approvato con R.D. 10 settembre 1923, n. 1955 (G.U. 28 settembre 1923, n. 228).
** R.D. 10 settembre 1923, n. 1957 (G.U. 28 settembre 1923, n. 228), R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657 (G.U. 21 febbraio 1923, n. 299).
Per i lavoratori che rientrano nelle esclusioni sotto indicate la azienda stabilirà dei turni che consentano loro la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato in ogni anno solare opportunamente ripartite nelle diverse stagioni.
1) Lavoratori addetti ad attività a fuoco continuo o a processi tecnici continui o stagionali o ad attività e mansioni rispondenti ai bisogni collettivi che si manifestano continuamente per tutti i giorni della settimana per cui ricorra il riposo settimanale a turno; cioè:
a) attività di cui all’art. 5 della legge 22 febbraio 1934 n. 370 e tabella integrativa I, II e III approvata con decreto ministeriale del 22 giugno 1935;
mansioni inerenti alle operazioni di scarico, di carico e di spedizione qualora la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato intralci il normale svolgimento dell’attività dell’azienda;
mansioni svolte da personale addetto a prove di laboratorio, tanto chimiche che fisiche, qualora la sospensione pregiudichi le prove in corso.
а) attività soddisfacenti bisogni che ricorrano anche ed in modo particolare il sabato e la domenica mattina, come: manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti in quanto dette operazioni non possono compiersi in altri giorni senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale:
e) scarico, carico, trasporto e spedizione di merci nel pomeriggio del sabato, qualora la sospensione intralci il normale svolgimento dell’attività della azienda;
B) Esclusioni dipendenti dal sistema delle lavorazioni:
Industrie in cui si effettuano lavorazioni non continuative a più squadre: personale addetto a stabilimenti che, per insufficienza di impianti o per mancanza di personale, lavorano a tre o a due squadre per tutti i sei giorni della settimana.
C) Esclusioni dipendenti da circostanze eccezionali:
Come previsto dalla relativa legge*, il riposo settimanale cadrà normalmente in domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
* L. 22 febbraio 1934, n. 370 (G.U. 17 marzo 1934, n. 65) e relativa tabella approvata con D.M. 22 giugno 1935 (G.U. 12 luglio 1935, n. 161).
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rimando alle disposizioni della relativa legge*.
1) è vietato adibire al lavoro i minori degli anni 14:
2) è vietato adibire i minori di 16 anni al sollevamento dei pesi su carriole o su carretti a braccia a due ruote, quando questi lavori si svolgono in condizioni di particolare disagio e pericolo;
4) è vietato adibire gli uomini minori di 18 anni e le donne di qualsiasi età al lavoro notturno, considerato, ai fini della disposizione in esame, quello relativo ad un periodo di almeno 11 ore consecutive comprendente l’intervallo dalle ore 22 alle ore 6;
Sempre in particolare si richiamano le disposizioni per cui l’azienda è tenuta ad esporre, nello stabilimento, una tabella indicante i limiti di trasporto e di sollevamento pesi a cui possono essere sottoposti i minori, nonché a concedere ai minori ed alle donne di qualsiasi età che devono osservare un orario di lavoro superiore a 6 ma non superiore alle 8 ore, un riposo intermedio di almeno mezz’ora e di un’ora quando l’orario di lavoro superi le 8 ore.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 10, ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, e oltre le ore 10 giornaliere o le 60 ore settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 13 sul recupero delle ore perdute e dall’art. 14 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale dovrà essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo, o straordinario festivo.
Nel caso in cui la valutazione del lavoro richiesto all’operaio sia il risultato della misurazione dei tempi di lavorazione e sia richiesta una resa di produzione superiore a quella normale ad economia, all'operaio dovrà essere corrisposta la percentuale minima di cottimo.
Il particolare trattamento normativo ed economico per gli addetti alle lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose è stabilito da apposito accordo aggiuntivo ed allegato al presente contratto.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute [...]
A norma del 2° comma dell’art. 12 dell’accordo interconfederale 27 ottobre 1946, perdurando la situazione prevista da detto accordo, è consentita la sostituzione del godimento delle ferie con il corrispondente indennizzo fino ad un massimo di sei giorni.
2) sottopone - ove lo ritenga opportuno o quando i singoli interessati lo richiedano - i lavoratori addetti alle lavorazioni considerale nocive (anche se non comprese fra quelle considerate stretti mente tali dalla legge) a periodiche visite mediche;
3) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. Tali mezzi protettivi di uso personale, come: zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma, ecc. sono forniti a cura e carico del l'azienda, sono assegnati in dotazione per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in istato di efficienza;
4) deve disporre che i lavoratori addetti a reparti ove si svolgono lavorazioni di sostanze nocive, consumino ì pasti fuori dei reparti stessi, in locale adatto.
In materia si richiamano le disposizioni di legge, sia per quanto concerne gli obblighi dell’assistenza e soccorso che per quanto concerne gli obblighi assicurativi*.
* R.D. 17 agosto 1935, n. 1765 (G.U. 14 ottobre n. 35, n. 240; R.D. 15 dicembre 1936, n. 2276 (G.U. 22 gennaio 1937, n. 17); Regolamento per l’esecuzione dei D.D. sopra citati approvato con R.D. 25 gennaio 1937, n. 200 (G.U. 10 marzo 1937, n. 58) e successive disposizioni modificative e integrative.
Il trattamento per gravidanza e puerperio è disciplinato dalla legge 26 agosto 1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e dalle successive disposizioni.
All’atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare le lavoratrici alle quali siano corrisposte le indennità stabilite dall’accordo per le lavorazioni nocive o svolgentisi in condizioni ambientali particolarmente gravose ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dal predetto accordo, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, l’indennità da essa percepita ai sensi dell’accordo stesso.
Durante le ore di lavoro nessun lavoratore può lasciare lo stabilimento se non abbia avuto apposita autorizzazione, che deve richiedere al suo capo immediato nella prima mezz’ora di lavoro.
Il lavoratore risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa e negligenza; [...]
Il lavoratore non può apportare alcuna modifica agli oggetti affidatigli senza l’autorizzazione del superiore diretto. Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi per i danni di tempo e di materiale subiti.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali indicate nell’art. 7 della parte comune, potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
1° richiamo verbale;
2° multa fino all’importo di 3 ore di paga e della eventuale contingenza;
3° ammonizione scritta;
4° sospensione dal lavoro fino a 3 giorni;
5° licenziamento.
Incorre nei provvedimenti della multa e della sospensione il lavoratore:
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 39 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
e) che costruisca entro le officine dell’azienda oggetti per proprio uso, con lieve danno dell’azienda stessa; .
f) che per disattenzione procuri guasti non gravi o sperpero non ì grave di materiale dell’azienda; che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità nell’andamento del lavoro;
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commetta gravi infrazioni alla disciplina od alla diligenza nel lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
1) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’articolo 43.
2) Senza preavviso e senza indennità dì licenziamento.
a) inosservanza del divieto di fumare quando tale infrazione sia gravemente colposa perché suscettibile di provocare incidenti allei persone, agli impianti, ai materiali;
d) costruzione entro le officine dell’azienda di oggetti per uso proprio o per conto di terzi, con grave danno della azienda stessa;
f) recidiva nella colpa di cui al punto f) dell’articolo 43 qualora vi sia dolo.
trattenute per risarcimento danni;
Quando la natura del lavoro sia tale che, pur non potendo dar luogo al riconoscimento della qualifica di impiegato, comporti tuttavia per il lavoratore l’esplicazione dì mansioni di particolare rilievo rispetto a quelle attribuite agli operai a norma delle declaratorie delle classificazioni operaie, si applicherà il trattamento speciale previsto dalla presente regolamentazione.
Per il lavoro delle donne e dei minori si rimanda alle disposizioni della relativa legge*, mentre in particolare si richiama il divieto di cui alla legge stessa di far lavorare di notte i giovani, inferiori ai 18 anni, e le donne di qualunque età, salvo le eccezioni e le deroghe previste dalla legge.
Per le esclusioni e le deroghe si richiamano le disposizioni previste dall’articolo 14 della collegata regolamentazione operai.
Come previsto dalla relativa legge*, il riposo settimanale cade normalmente di domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
* L. 22 febbraio 1934, n. 370 (G.U. 17 marzo 1934, n. 65) e relativa tabella approvata con D.M. 22 giugno 1935 (G.U. 12 giugno 1935, n. 161).
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 10 della collegata regolamentazione operai, ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 9 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni alla legge sul riposo domenicale settimanale lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso: nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 353 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli), mentre non può far luogo alla riduzione della retribuzione mensile, d’altra parte si deve intendere esclusa dal computo afferente alla maggiorazione prevista al punto 4° del presente articolo per i turni diurni.
Il particolare trattamento normativo ed economico per gli addetti alle lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, è stabilito da apposito accordo aggiuntivo ed allegato al presente contratto.
Non è ammessa la rinuncia o la concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, da calcolare nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione.
Ogni infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione della attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuata la denuncia di legge.
Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all’azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell’ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertire il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direzione per i provvedimenti del caso.
* R.D. 17 agosto 1935, n. 1756 (G.U. 14 ottobre 1935, n. 240); R.D. 15 dicembre 1936, n. 2276 (G.U. 22 gennaio 1937, n. 17; Regolamento per la esecuzione dei decreti sopra citati approvato con R.D. 25 gennaio 1937, n. 200 (G.U. 10 marzo 1937, n. 58) e successive disposizioni modificative ed integrative.
Per quanto riguarda il trattamento in caso di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alla legge 26 agosto 1950 n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive disposizioni legislative.
regolamento interno; reclami e controversie;
abrogazione dei precedenti contratti-opzione;
Per la durata normale dell’orario di lavoro si fa riferimento alle norme di legge* ed alle relative deroghe ed eccezioni**.
L’orario di lavoro del sabato non può superare le quattro ore e deve cessare non oltre le ore tredici, senza che ciò possa dar luogo a recupero delle ore effettuate in meno: in caso di protrazione di orario oltre i predetti limiti, dovrà essere corrisposta la retribuzione oraria di cui all’articolo 16 per le ore lavorate in più fino alle 48 settimanali.
Per l’impiegato la cui prestazione è connessa con il lavoro dello stabilimento, vale la distribuzione stabilita dal normale orario di fabbrica. Per le ore prestate in più, oltre le 8 ore giornaliere nei primi cinque giorni della settimana ed oltre le 4 ore del sabato, fino alla concorrenza delle 48 ore settimanali, l’impiegato ha diritto alla corresponsione della normale retribuzione oraria di cui al predetto articolo.
** R.D. 10 settembre 1923. n. 1957 (G.U. 28 settembre 1923, n. 228); R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657 (G.U. 21 dicembre 1923, n. 299).
Come previsto dalla relativa legge*, il riposo settimanale cade normalmente di domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla stessa legge.
Nei casi in cui, disposizione di legge permettendolo, il riposo settimanale non sia concesso nel giorno prestabilito, resta fermo che al personale compete il riposo compensativo.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’articolo 9 o comunque oltre le ore 8 giornaliere o le 48 settimanali per gli impiegati a regime di orario normale, ed oltre le 10 ore
o le 60 settimanali per gli impiegati compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’articolo 9 per gli impiegati la cui prestazione è connessa con il lavoro di stabilimento.
Il particolare trattamento normativo ed economico per gli addetti alle lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose è stabilito da apposito accordo aggiuntivo ed allegato alla presente regolamentazione.
In caso di gravidanza e puerperio si applica il trattamento previsto dalla legge 26 agosto 1950 n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri e successive disposizioni legislative.
È tuttavia in facoltà dell’impiegata - all’atto della presentazione del certificato medico di gravidanza - di optare tra il citato trattamento di legge e quello che consiste nella conservazione del posto per un periodo di mesi otto di cui i primi quattro con la corresponsione della intera retribuzione e di successivi due con la corresponsione della metà della retribuzione.
2) dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli osservando le disposizioni della presente regolamentazione nonché le disposizioni impartite dai superiori;
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione e alle altre norme speciali indicate nell’art. 6 della parte comune possono essere punite a seconda della gravità della mancanza, con i provvedimenti seguenti:
3) sospensione dal lavoro Ano a cinque giorni;
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 33, o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
1) con la perdita dell’indennità di preavviso ma, non delle altre indennità.
In tale provvedimento incorre l’impiegato che commette gravi infrazioni alla disciplina e alla diligenza nel lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
d) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti e comunque compimento di azione che implichi gli stessi pregiudizi;
h) trascuratezza nell’adempimento degli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando sia stato già comminato il provvedimento disciplinare di cui all’art. 35.
liquidazione dell’indennità in caso di morte;
aspettative per cariche pubbliche e sindacali;
decorrenza e durata,
Le località da considerarsi malariche sono quelle riconosciute dalle competenti Autorità sanitarie, a norma delle vigenti disposizioni di legge*.
* T.U. delle leggi sanitarie approvate con R.D. 27 luglio 1934, n. 1625 (G.U. 9 agosto 1934, n. 186) e relativo Regolamento approvato con R.D. 28 gennaio 1935, n. 93 (G.U. 27 febbraio 1935, n. 49).
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti del vigente accordo interconfederale sulle Commissioni Interne*, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
*Accordo 8 maggio 1953.
Ferine restando le possibilità di intervento delle Commissioni Interne, previste dal relativo accordo interconfederale, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative dirette tra le partì o fra i rispettivi rappresentanti.
Per i compiti delle Commissioni interne si richiama la disciplina interconfederale in materia*.
Il presente contratto annulla e sostituisce, dalla data della sua applicazione, i contratti collettivi nazionali e provinciali integrativi preesistenti per le categorie di lavoratori cui si riferiscono lo regolamentazioni del contratto stesso.
Per quanto concerne gli accordi interconfederali, gli nitri accordi provinciali o gli accordi aziendali, si intendono superate o sostituiti (salvi facendo i casi di esplicito richiamo) le norme afferenti agli Istituti disciplinati dalla corrispondente regolamentazione del presente contratto, le cui disposizioni - nell’ambito di ciascuno degli istituti stessi - sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.
Per le piccole aziende industriali che occupano non più di otto lavoratori si conviene che attraverso accordi da stipularsi fra le competenti organizzazioni sindacali provinciali si potrà addivenire a temperamenti che valgano a limitare l’onere di qualche istituto contrattuale.
Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, per gli aventi diritto, le disposizioni ministeriali per la somministrazione del latte, mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie della industria della gomma, conduttori ed affini, e agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività e particolare gravosità ambientale di lavoro.
Ai fini di cui sopra i lavoratori interessati alle disposizioni del presente accordo vengono ripartiti nei seguenti gruppi:
1° lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado di tossicità, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
2° lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di medio grado o di sostanze irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne intossicazioni o persistenti lesioni della pelle o delle mucose;
3° lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore e di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi, o delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche spedali l’assegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l’assegnazione effettuata agli stessi fini degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
1° gruppo L. 21,- orarie
2° gruppo L. 12,25 orarie
3° gruppo L. 8,70 orarie
Per gli operai addetti a lavorazioni molto sporchevoli e per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che nello svolgimento delle loro mansioni sono soggetti a notevole insudiciamento, ferme restando le disposizioni concordate per la fornitura degli abiti da lavoro, le aziende sono tenute a fornire mezzi detersivi idonei e sufficienti.
Le indennità di cui all’art. 2 verranno corrisposte per le ore intere di effettiva prestazione del lavoratore nelle particolari condizioni sopra considerate ed opereranno agli effetti contrattuali nei soli limiti previsti dal successivo art. 9.
Esse saranno aggiornate di sei mesi in sei mesi, a decorrere dal 1° luglio 1955, nella misura percentuale in cui sarà variato nel semestre precedente il minimo contrattuale nazionale per il manovale comune, aumentato dell’indennità di contingenza, da calcolarsi sulla media delle variazioni intervenute nello stesso periodo per le città di 'l’orino, Milano, Terni e Foggia.
Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione della indennità.
L’indennità di cui al presente accordo deve essere corrisposta anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti, ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto alla indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque la indennità deve essere corrisposta solo per le ore di effettiva permanenza al reparto.
L’incasellamento dei lavoratori nei gruppi sopra considerati sarà fatto mediante accordo diretto fra le parti.
Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso la fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia già stato tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro, oggetto del presente accordo, le parti o le organizzazioni interessate concorderanno l’adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni del presente accordo, effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
In relazione al precedente art. 4, viene stabilito quanto segue:
b) Festività infrasettimanali e nazionali. - In tali ricorrenze In competente indennità sarà corrisposta allorché il lavoratore ne abbia goduto da almeno una settimana.
c) Gratifica natalizia o tredicesima mensilità. - Agli effetti di tali istituti l’indennità competente a norma del presente accordo sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno, o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
d) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi della indennità del primo gruppo di cui all’art. 2, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive o non nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il primo gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Per i lavoratori ausiliari di cui all’art. 6 (operanti saltuariamente negli ambienti nocivi) le indennità da computarsi per ogni giorno di ferie e di festività infrasettimanali e nazionali, si intendono ragguagliate alla durata media di presenza calcolata ai sensi del predetto articolo.
Il presente accordo fa parte integrale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro cui è allegato.
Tra l’Associazione Nazionale fra le Industrie della gomma cavi elettrici ed affini [....] e la Federazione Nazionale Lavoratori Chimici [...] presa in esame la richiesta al riguardo avanzata dalla Federazione nazionale lavoratori chimici, si è convenuto quanto segue:
il Contratto collettivo nazionale di lavoro 3 dicembre 1954, in vigore per i dipendenti dalle aziende associate all’Assogomma, viene applicato, con la decorrenza e durata in esso contratto stabilite, ai lavoratori - operai, qualifiche speciali ed impiegati - rappresentati dalla Federazione nazionale lavoratori chimici - Cisnal

References: Art. 24

Art. 35

Art. 6

Art. 19

Art. 28

Art. 29
 Art. 30

Art. 19

Art. 41

Art. 4
 art. 9
 art. 4