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Timestamp: 2020-08-03 12:19:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 4683 del 25/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4683 del 25/02/2011
Cassazione civile sez. lav., 25/02/2011, (ud. 25/01/2011, dep. 25/02/2011), n.4683
sul ricorso 4680-2009 proposto da:
avverso la sentenza n. 115/2008 della CORTE D’APPELLO di CAMPOBASSO,
depositata il 16/04/2008, R.G.N. 157/07;
S.I., dipendente dell’Agenzia del Territorio, chiese e ottenne dal Tribunale di Campobasso, nei confronti dell’Amministrazione datrice di lavoro, decreto ingiuntivo relativo alle somme trattenutele in busta paga a titolo di contributi previdenziali in pendenza della sospensione del loro versamento per effetto della normativa emergenziale successiva al sisma che aveva colpito il Molise nell’anno 2002 (OPCM n. 3253/2002 e successive ordinanze di integrazione e proroga). Il Tribunale di Campobasso rigettò l’opposizione svolta dalla parte ingiunta (la quale aveva sostenuto l’applicabilità della normativa di riferimento ai soli datori di lavoro privati) e la Corte d’Appello di Campobasso, con sentenza in data 28.3 – 16.4.2008, rigettò l’impugnazione proposta dall’Amministrazione, osservando, in particolare, che:
– a non diversa soluzione conduceva la norma di cui al D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis convertito in L. n. 290 del 2006, di interpretazione autentica della legge n. 225/92 in quanto: a) l’OPCM n. 3253/2002 era stata emanata anche in base al D.L. n. 245 del 2002, convertito in L. n. 286 del 2002, non oggetto di interpretazione autentica; b) la norma interpretativa non aveva preso in considerazione il diritto alla sospensione per i dipendenti, avendo disciplinato soltanto il diritto alla sospensione dei datori di lavoro.
L’intimata S.I. non ha svolto attività difensiva.
1. Con il primo motivo parte ricorrente denuncia violazione dell’art. 7 OPCM n. 3253/2002, assumendo la sua riferibilità soltanto ai datori di lavoro del settore privato, sia per il riferimento della sospensione ai “versamenti”, fase conclusiva del ciclo di spesa successiva alla trattenuta in busta paga della quota a carico dei lavoratori; sia per i richiami testuali ai “soggetti residenti o “aventi sede legale”, riferibili al concetto aziendalistico di sede operativa; sia in considerazione della ratio del provvedimento, finalizzato alla liberazione di risorse da sfruttare per la produzione di beni e servizi e non all’incremento della retribuzione dei dipendenti pubblici.
La ridetta OPCM n. 3253/2002 fa espresso e prioritario riferimento alla L. n. 225 del 1992 (“Vista la L. 24 febbraio 1992, n. 225, art. 5); nel preambolo viene altresì richiamato anche il D.L. n. 245 del 2002, con significativo riferimento, “in particolare” all’art. 2, comma 2, “con il quale si rinvia la disciplina e la definizione delle modalità degli interventi di emergenza ad ordinanze di protezione civile”.
Pertanto deve convenirsi che anche l’OPCM n. 3253/2002 rientra fra le ordinanze di protezione civile contemplate dal D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006.
Deve al contempo escludersi una sua efficacia soltanto innovativa rispetto al contenuto precettivo dell’art. 7, poichè l’interpretazione autenticamente affermata rientra fra quelle possibili della norma in esame, alla luce in particolare del riferimento testuale ai “versamenti” – ossia agli adempimenti dell’obbligo previdenziale riservati alla parte datoriale e successivi alla trattenuta delle quote a carico dei lavoratori – e alla rado della disposizione, individuabile nell’intento di favorire la liberazione di risorse economiche da destinare al sostegno delle attività imprenditoriali.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 5
 art. 6