Source: https://renatodisa.com/2013/09/05/corte-di-cassazione-sezione-iv-sentenza-12-luglio-2013-n-30209-affinche-si-possa-integrare-il-reato-di-guida-in-stato-di-alterazione-psicofisica-derivante-dallassunzione-di-sostanze-stupefacent/
Timestamp: 2018-12-13 09:49:19+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 12 luglio 2013, n. 30209. Affinché si possa integrare il reato di guida in stato di alterazione psicofisica derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti, ex art. 187 cod. strad., è necessario che venga provato che l'imputato fosse effettivamente alla guida del mezzo - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 12 luglio 2013, n. 30209. Affinché si possa integrare il reato di guida in stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti, ex art. 187 cod. strad., è necessario che venga provato che l’imputato fosse effettivamente alla guida del mezzo
Sentenza 12 luglio 2013, n. 30209
Con il primo motivo si denuncia violazione di legge e vizio di motivazione relativamente al rigetto della richiesta di dichiarare la nullità degli esiti delle analisi tossicologiche per violazione delle disposizioni normative di cui agli artt. 354, 356, 114 disp. Att. e art. 366 e.p.p. non essendo stato avvisato l’imputato della possibilità di farsi assistere da un difensore, per il mancato deposito degli accertamenti e della relativa notifica al difensore. In particolare l’avviso al difensore, cui si fa riferimento in sentenza, è quello relativo alla perquisizione attuata dai verbalizzanti sull’autovettura a bordo della quale fu controllato l’A. , ma nessun avviso in tal senso gli fu dato per la richiesta di essere sottoposto a prelievi di liquidi biologici. Della circostanza, per altro, da atto lo stesso GIP; con riguardo alla seconda nullità si evidenzia che, vertendosi in materia di “accertamenti urgenti sulla persona”, rientranti nel disposto dell’art. 354 c.p.p. e, comunque, di un atto cui il difensore aveva facoltà di assistere, non si era proceduto al deposito nella segreteria del P.M. entro tre giorni dal compimento e la notifica dell’avviso al difensore del diritto di visionarli e di estrarne copia.
Invero, dagli atti non emerge che il ricorrente fosse stato fermato mentre era alla guida o che, quanto meno, fosse stato avvistato alla guida di un’autovettura prima di essere fermato dagli agenti operanti nell’area di sosta. Emerge, invece, che, nel momento del controllo, egli si trovava in auto insieme alla fidanzata fermo in un’area di sosta. Non è riportato alcun dato di segno opposto nella sentenza di primo grado, ed, in quella di appello si afferma “…è argomento capzioso quello difensivo secondo cui l’accertamento è stato effettuato mentre l’autovettura era in sosta nell’area di servizio e quindi l’imputato in quel momento non era alla guida. D’altronde è implausibile (non l’invoca neppure l’appellante) l’ipotesi che l’assunzione di plurime droghe sia avvenuta in quel preciso contesto spazio temporale, immediatamente prima del controllo, sì da escludere la consumazione del reato…“.
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 1 luglio n. 28410. Non...

References: sentenza 
 art. 187
 sentenza 
 sentenza 
 art. 187

Sentenza 
 art. 366
 sentenza 
 sentenza