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Timestamp: 2018-09-20 04:15:32+00:00

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Novità fiscali del 21 luglio 2010: il rappresentante non sposta l’IVA: il tributo va pagato nello Stato in cui il committente è stabilito; accertamento: sull’azienda ceduta l’abuso di diritto ricalcola il registro; INPS: scelta obbligata per i soci di S.r.l.; notifiche delle multe a mezzo di società private: sono inesistenti; ICI: le novità in materia di controllo dei Comuni confermate dalla Cassazione; Tariffa “Unica” dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 21 luglio 2010: il rappresentante non sposta l’IVA: il tributo va pagato nello Stato in cui il committente è stabilito; accertamento: sull’azienda ceduta l’abuso di diritto ricalcola il registro; INPS: scelta obbligata per i soci di S.r.l.; notifiche delle multe a mezzo di società private: sono inesistenti; ICI: le novità in materia di controllo dei Comuni confermate dalla Cassazione; Tariffa “Unica” dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
1) Il rappresentante non sposta l’Iva: Il tributo va pagato nello Stato in cui il committente è stabilito
2) Accertamento: Sull’azienda ceduta l’abuso di diritto ricalcola il registro
3) Inps: Scelta obbligata per i soci di S.r.l.
4) Notifiche delle multe a mezzo di società private: Sono inesistenti
5) Ici: Le novità in materia di controllo dei Comuni confermate dalla Cassazione
6) Tariffa “Unica” dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili: Via libera dal Consiglio di Stato
7) Socio coop: Obblighi fiscali dalla data di stipula alloggio
Ue: Si sta studiando la possibilità di utilizzare ovunque la propria partita nazionale.
E quanto rilevato in Dottrina (Raffaele Rizzardi in Il Sole 24 Ore del 19/07/2010).
Per applicare l’Iva occorre “identificarsi” ai fini di tale tributo chiedendo la partita Iva.
La prima richiesta è nel luogo in cui si esercita l’attività che quasi nella totalità dei casi è un solo Stato.
Ci sono situazioni in cui è necessario predisporre di partita Iva anche in Altri Stati membri per gli adempimenti formali e sostanziali all’estero e per conseguire il non assoggettamento al tributo nel proprio Stato.
In materia di prestazioni di servizi, la necessità della partita Iva estera consegue alla territorialità dell’attività svolta.
Più complesso è il caso dei rapporti tra imprese, dove la disponibilità di una partita Iva all’estero è sempre necessaria quando il soggetto extra-comunitario opera come un promotore di una triangolazione e quando nell’altro Paese opera una stabile organizzazione cioè una struttura a cui possono essere riferite specifiche operazioni.
Da tenere presente che il soggetto estero con partita Iva italiana e il soggetto italiano con partita estera sono sempre identificati in uno Stato diverso da quello del loro normale domicilio ma non necessariamente sono “stabiliti” nello Stato che ha loro attribuito la partita Iva e che il rappresentante fiscale che non svolge nessun ruolo economico non modifica la territorialità dell’impresa.
Il conferimento con vendita di quote paga l’imposta 3-15% e non quella fissa.
Stretta dal fisco sui trasferimenti di azienda organizzati mediante conferimento e successiva cessione di partecipazione:
Censura sotto il profilo dell’abuso di diritto e milioni di euro pretesi dall’amministrazione (115 milioni nella sola recente causa, decisa dalla C.T.P. di Milano, nella sentenza n. 26/2010). Lo denota autorevole dottrina (Il Sole 24 Ore del 19/07/2010).
Secondo cui, le indagini sono aumentate su questo tipo di operazione da quando l’abuso di diritto viene adottato dal fisco come metodologia interpretativa anche nella valutazione delle operazioni soggette a imposta di diritto.
Stretta accertativa delle Entrate
La conseguenza: Moltissimi conferimenti di azienda in società con successiva cessione a terzi delle partecipazioni di quest’ultima vengono ritenuti elusivi.
Viene, peraltro, rilevato che tali operazioni sono state frequenti perché sono state espressamente “incentivate” dalla previsione dell’art. 176, comma 3, del Tuir, che le ha escluse dall’ambito di applicazione della normativa antielusiva operante nell’ambito dell’imposizione sul reddito.
Il contenzioso si è aperto sui confini applicativi della norma che al contribuente appaiono legittimi.
L’art. 12, comma 11, del D.L. n. 78/2010 in corso di conversione in Legge alla Camera, appena approvato dal Senato, si occupa dell’individuazione della gestione previdenziale per i lavoratori autonomi che esercitino varie attività.
Il comma 11 pone una norma di interpretazione autentica riguardo al principio di assoggettamento all’assicurazione previdenziale relativa all’attività (di lavoro autonomo) prevalente.
L’interpretazione autentica introdotta dall’art. 12, comma 11 del D.L. n. 78/2010 stabilisce che il soggetto che sia contemporaneamente amministratore e socio operativo in una Srl operante in ambito commerciale o artigiano deve mantenere l’iscrizione obbligatoria sia alla gestione IVS (Invalidità, vecchia e supersiti) che a quella separata (legge n. 335/1995).
Precedentemente la Cassazione con la sentenza n. 3240/2010 aveva, invece, affermato che la scelta d’iscrizione nella gestione separata, o nella gestione degli esercenti attività commerciali sarebbe spettata all’Inps, secondo il carattere di prevalenza, e avrebbe dovuto essere comunque evitata la contemporanea iscrizione ad entrambe le gestioni.
Adesso, per i soci di S.r.l. permane l’obbligo di iscrizione:
– alla gestione pensionistica corrispondente all’attività prevalente nel caso di commercianti, artigiani e coltivatori diretti (la società deve operare in uno dei tre settori sopracitati);
– contemporaneamente anche alla gestione separata Inps (Legge n. 335/1995), per i compensi percepiti in qualità di amministratori.
In atto, il Senato ha approvato il 15 luglio 2010, la manovra correttiva del governo nel testo modificato dal maxiemendamento interamente sostitutivo del D.L. n.78 del 31 maggio 2010.
Sono inesistenti le multe notificate a mezzo di società private. Lo ha stabilito, con la sentenza 3 giugno 2010, n. 2863, il Giudice di Pace di Lecce, che ha ribadito il costante orientamento della Suprema Corte di Cassazione in materia di notificazione dei verbali elevati per infrazioni al Codice della Strada.
Per il Giudice di Pace di Lecce, infatti, dalla documentazione esibita dal Comune di Lecce, su cui incombeva l’onere, risulta provato che il verbale di accertamento e contestazione, presupposto della cartella di pagamento impugnata, sia stato notificato al ricorrente, dalla …. Servizi, con la conseguenza che la notifica va considerata inesistente perché non eseguita da appartenente all’organo accertatore, ma da soggetto privato, privo dei poteri per procedere alla notificazione di verbali di accertamento e contestazioni di violazioni del Codice della Strada.
In particolare, per il Giudice di Pace di Lecce, in base all’art. 201, comma 3, D.Lgs. 285/1992 la notifica di detto verbale può eseguirsi o a “mezzo degli organi indicati nell’art. 12 o dei messi comunali o di un funzionario dell’Amministrazione che ha accertato la violazione ovvero a mezzo della posta”, sempre, comunque, ad opera di uno dei predetti soggetti.
(Altalex, nota del 19 luglio 2010)
A dal 1° gennaio 2007 – in base a quanto disposto dall’art. 1, comma 161, della legge n. 296/2006, l’attività di controllo è definita:
– di accertamento in rettifica quando i Comuni procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti;
– di accertamento d’ufficio quando i Comuni procedono all’accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti.
In entrambe le ipotesi, gli avvisi di accertamento (in rettifica o d’ufficio) devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
Viceversa, fino al 31 dicembre 2006 il Comune poteva procedere a rettifica o ad accertamento d’ufficio entro due anni dalla data in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata.
Procedura confermata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 15554 del 30 giugno 2010, secondo cui le proroghe disposte con leggi Finanziarie interessano tutti i rapporti tributari i cui termini non siano già scaduti alla mezzanotte del 31 dicembre, con la precisazione che il termine per l’accertamento o la liquidazione dell’imposta scadente proprio il 31 dicembre non può essere ritenuto scaduto in tale giorno poiché questo è “ancora aperto”, per cui è stata disattesa la tesi sostenuta dal contribuente in ordine al fatto che le leggi di proroga, pur essendo emanate prima del 1° gennaio, entrano in vigore solo a quella data, e quindi a termine già scaduto il 31 dicembre, trattandosi di leggi Finanziarie o di collegati alle stesse.
Per i componenti del Collegio sindacale previsti onorari più alti del 50%.
Il Consiglio di Stato ha, dunque, dato il via libera alla nuova tariffa professionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
Sulle funzioni di sindaco delle società di capitali il testo prevede un aumento medio dei compensi del 50%.
Per le funzioni di revisore contabile gli onorari saranno calcolati in base alle ore impiegate sulla base di un importo orario di 80 euro.
Sarà possibile preconcordare gli onorari con la società. Le tariffe per le verifiche sul consolidato saranno ridotte dal 10 al 50% rispetto a quelle proprie delle verifiche sui bilanci ordinari
Gli obblighi fiscali in capo al socio di cooperativa edilizia decorrono dalla data di stipula notarile dell’alloggio.
Non rileva, infatti, il pagamento dell’immobile, l’assegnazione dell’appartamento o anche il mero godimento.
Pertanto, decade dai benefici per l’acquisto della prima casa il contribuente socio di una cooperativa edilizia che venda l’alloggio, senza acquistare entro l’anno un altro immobile, entro i cinque anni decorsi dal momento della stipula del rogito notarile.
In altre parole, nell’ambito di soci assegnatari di alloggi di cooperative edili, al fine di verificare la decorrenza o meno del quinquennio previsto per il mantenimento dei benefici prima casa in assenza del riacquisto nei successivi 12 mesi, il termine iniziale è costituito dal rogito notarile, a nulla rilevando le date di assegnazione o di pagamento dell’immobile.
(Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sentenza n. 438/14/10 depositata il 01/07/2010)
– L’opzione sulle azioni si cede al valore normale
La C.T.R. Piemonte, con la sentenza n. 34/38/2010, ha stabilito che il prezzo di cessione dei diritti di opzione su azioni va determinato in base al valore normale di queste, da calcolare con criterio della media aritmetica ponderata.
In secondo grado è stato accolto il ricorso dell’amministrazione finanziaria contro la sentenza di primo grado che aveva dato ragione a una società che si era opposta al recupero di imposta proposto dal Fisco.
Ai sensi dell’art. 9, comma 4, lettera a), del Tuir, il valore normale di azioni, obbligazioni e altri titoli negoziati, in mercati regolamentari, va assunto in base alla media aritmetica dei prezzi rilevati per le azioni medesime nell’ultimo mese precedente la cessione.
– Se il reddito è inferiore ai limiti indicati: Per le non operative prove anche in giudizio
I giudici della C.T.P. di Perugia, con la sentenza n. 98/01/10, hanno precisato che la risoluzione del contratto di affitto di ramo aziendale è causa sufficiente per disapplicare la disciplina di comodo.
In ogni caso è ammissibile la presentazione di prove ed elementi, anche in sede di contenzioso, atti a dimostrare l’impossibilità di raggiungere un reddito superiore ai limiti indicati per le imprese non operative.
Questo è possibile perché diversamente non sarebbe garantito il diritto di difesa in un contenzioso che nasce al momento della proposizione del ricorso e non al momento della presentazione dell’istanza.
Nel caso oggetto della sentenza una società in accomandita semplice proponeva ricorso, che veniva accolto, contro gli avvisi di accertamento con cui le Entrate ricostruivano il reddito in base alla disciplina delle società non operative (art. 30 della Legge 724/94).
– I crediti per l’occupazione senza massimale: Valido il beneficio conferito
Niente massimale per i crediti fiscali in materia di occupazione. Lo ha stabilito la C.T.R. Abruzzo, con la sentenza n. 165/9/10, con quale ha affermato che in materia non vi é nessun limite.
Nel caso di specie il contribuente aveva presentato istanza per usufruire di un credito fiscale per nuove assunzioni nel 2005.
Il Centro operativo di Pescara procedeva a revocare il beneficio poiché la società risultava avere superato il limite “de minimis” previsto dalla legge (art. 7, comma 10, legge 388/2000 ed art. 63 della legge 289/2002).
La società ha, quindi, impugnato l’atto di revoca fino a quando la vicenda è pervenuta in C.T.R. che ha rigettato l’appello dell’Amministrazione finanziaria.
– Nella S.a.s. se il socio accomandante gestisce la società ne risponde illimitatamente
Nella S.a.s. se é il socio accomandante (in base al codice civile si tratta del socio che per le obbligazioni sociali risponde in maniera limitata sulla quota conferita di capitale sociale), che, in luogo del socio accomandatario (preposto a ciò dalla normativa), gestisce le operazioni aziendali, allora in tale evenienza assume responsabilità illimitata al pari del socio accomandatario.
A questo punto anche l’Inps interviene e vuole la sua parte (contribuzione sugli utili conseguiti dal socio accomandante).
(Corte di Cassazione, sentenza n. 13468 del 2010)
– E’ possibile partecipare alle gare di appalto se il debitore ha ottenuto la rateazione da Equitalia
Il debitore, se ha ottenuto da Equitalia la rateazione degli importi iscritti a ruolo, può partecipare alle gare di appalto.
Per quanto sopra necessita però che Equitalia abbia accolto l’istanza prima della scadenza della gara di appalto.
(Tar Toscana, decisione n. 2529 del 13/07/2010)
– Stretta societaria a San Marino
Come in altri paesi Ue, vige la responsabilità per gli enti collegata alla commissione di un reato da parte di una persona fisica (direttore, amministratore, ecc.) nell’interesse o per conto di una società.
Infatti, il 9 luglio 2010 è entrato in vigore il Decreto n. 96 del 24 giugno 2010 che disciplina l’adozione del modello organizzativo in attuazione della Legge 6/2010.
Svolta per la Repubblica di San Marino con la nascita di una forma di responsabilità punitiva diretta per gli enti collettivi.
Alla responsabilità del soggetto – persona fisica, che ha agito come organo della società, si affianca un ulteriore profilo di responsabilità in capo all’ente a vantaggio o “per conto” del quale è stato commesso il reato.
– Ritenuta del 10%: Attesa una circolare dell’A.B.I.
In merito all’applicazione della ritenuta del 10%, da applicarsi a cura degli intermediari bancari e postali che effettuano i bonifici di pagamento nell’ambito delle operazioni di ristrutturazione ed interventi di recupero che danno diritto alla detrazione del 36% – 55%, è attesa a breve l’emanazione di una apposita circolare A.B.I. che dovrebbe chiarire gli aspetti applicativi.
In tale ambito verranno altresì chiarite le modalità di recupero delle ritenute relative alle operazioni già compiute dal 1° luglio sulle quali non è stata applicata la ritenuta.
– Class action pubblica: le Entrate nel mirino del Sunia
Il Sunia (Sindacato degli inquilini) ha minacciato la proposizione di una class action pubblica nei confronti dell’Agenzia delle Entrate al fine di ottenere il riconoscimento dell’aliquota I.V.A. del 10 % sulle forniture di gas per riscaldamento destinate alle caldaie centralizzate dei condomini.
– Il Notaio usa la smart card per rogare gli atti a decorrere dal 3 agosto
A partire dal 3 agosto 2010 il Notaio potrà affiancare alla stipula in forma cartacea anche quella on line.
Il via a questa operazione di “new look” di quella che è sempre stata considerata una professione fatta di carta e penna, lo ha dato il Decreto Legislativo n. 110 del 2 luglio 2010 (composto da 4 articoli), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del n. 166 del 19 luglio 2010 recante “Disposizioni in materia di atto pubblico informatico redatto dal notaio, a norma dell’articolo 65 della legge 18 giugno 2009, n. 69”.
La norma attuale si inserisce nell’ambito di quanto prescritto dal Codice dell’amministrazione digitale.
– Entrate: Attivate ulteriori Direzioni provinciali
Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con Provvedimento del 19 luglio 2010, ha disposto da 26 luglio 2010 l’attivazione delle Direzioni Provinciali di Milano, Bergamo e Brescia.
Nella stessa data saranno soppressi gli uffici locali di Milano, Abbiategrasso, Magenta, Legnano, Rho, Gorgonzola, Bergamo, Clusone, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Treviglio, Zogno, Brescia, Breno, Chiari, Gardone Val Trompia, Lonato, Montichiari, Salò e Verolanuova.

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