Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18670-del-23-09-2016
Timestamp: 2020-07-11 22:00:20+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 18670 del 23/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18670 del 23/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 23/09/2016, (ud. 06/07/2016, dep. 23/09/2016), n.18670
sul ricorso 14389-2012 proposto da:
SPAPPERI SRL in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEL COLOSSEO 10/A, presso lo
studio dell’avvocato FIORA GIANNI, rappresentato e difeso
dall’avvocato BERNARDO PAOLIERI giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 200/2011 della COMM.TRIB.REG. di PERUGIA,
udito per il controricorrente l’Avvocato BIANCHINI per delega
dell’Avvocato PAOLIERI che ha chiesto il rigetto;
La Spapperi srl ha proposto ricorso avverso l’atto notificatogli dall’Agenzia delle Entrate mediante il quale è stato recuperato il credito d’imposta per la ricerca scientifica utilizzato in compensazione dalla società nell’anno (OMISSIS).
L’Ufficio si è costituito in giudizio concludendo per il rigetto del ricorso. Con sentenza del 3.5.2010 la Commissione Tributaria Provinciale di Perugia ha accolto il ricorso.
Avverso tale sentenza ha proposto appello l’Ufficio innanzi alla Commissione tributaria regionale che ha respinto il gravame rilevando che l’Ufficio, aveva riproposto sostanzialmente le argomentazioni svolte in primo grado, sostenendo la legittimità del recupero in conseguenza della mancata indicazione da parte del contribuente del credito d’imposta nell’apposito quadro della dichiarazione dei redditi, così come stabilito a pena di decadenza dal D.I. n. 275 del 1998, art. 6.
Avverso la detta sentenza ricorre per cassazione sulla base di un unico motivo l’Agenzia delle entrate.
Resiste con controricorso la Spapperi srl.
Con l’unico motivo di ricorso l’Amministrazione sostiene che l’omessa indicazione del credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui il beneficio è concesso – come avvenuto nel Caso di specie – comporta la decadenza del credito d’imposta.
Questa Corte ha ripetutamente affermato che, in tema d’imposte sui redditi, il termine annuale di cui al D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis, per la presentazione della dichiarazione integrativa, finalizzata all’utilizzazione in compensazione del credito eventualmente risultante. così come non interferisce sul termine di decadenza previsto per l’istanza di rimborso di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 non esplica alcun effetto sul procedimento contenzioso instaurato dal contribuente per contestare la pretesa tributaria, in cui è ammessa l’ernendabilità, in via generale, di qualsiasi errore, di fatto e diritto, contenuto nella dichiarazione, atteso il diverso piano su cui operano le norme in materia di accertamento e riscossione rispetto a quelle che governano il processo tributario (Cass. 21740/15; Cass. 3754/14; Cass. 226/11).
In tal senso le Sezioni unite hanno recentemente ribadito che il contribuente che non abbia presentato nei termini la dichiarazione integrativa può, in ogni caso, opporsi, in sede contenziosa, alla maggiore pretesa tributaria dell’Amministrazione finanziaria. (Cass. Sei un. 13378/16).
Nel caso di specie la Commissione regionale ha accertato che il contribuente è in possesso dei requisiti previsti per ottenere il riconoscimento del credito d’imposta, attesa anche la validità del certificato rilasciato dalla Camera di Commercio il 23.4.04 (equiparabile alla certificazione antimafia), per cui del tutto correttamente ha ritenuto il recupero dell’imposta è da ritenere illegittimo.
Si compensano le spese di giudizio essendo solo nel corso di quest’ultimo intervenuta la sentenza definitivamente chiarificatrice della questione da parte delle Sezioni Unite.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 sentenza 
 art. 2
 art. 38
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza