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Timestamp: 2019-11-14 08:56:24+00:00

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Quando Virgilio caducò una sentenza sfavorevole a SAI 8
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Da presidente del CGA siciliano. Gli avvocati della società di gestione del servizio idrico erano Piero Amara e Attilio Toscano
Leggiamo su ilfattoquotidiano.it che Riccardo Virgilio «si era fatto aiutare da Piero Amara e Giuseppe Calafiore a nascondere al fisco 751mila euro e in cambio avrebbe aggiustato tre sentenze in maniera favorevole alle loro società. È l’accusa che la Procura di Roma muove a Riccardo Virgilio, ex presidente di sezione del Consiglio di Stato, indagato per corruzione in atti giudiziari in concorso nell’operazione che ha portato in carcere 15 persone con accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione in atti giudiziari».
Riferisce inoltre il fattoquotidiano.it che il giudice Virgilio avrebbe «un ruolo anche nella vicenda che ha contrapposto il consorzio Open Land – che stava costruendo il centro commerciale Fiera del Sud – e il comune di Siracusa. Nel 2013, da presidente del consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana Virgilio aveva riconosciuto alla società un risarcimento da 35 milioni di euro. “In tale contenzioso – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – Virgilio era il Presidente del Collegio, mentre difensore della società era l’avvocato Attilio Toscano, collega di studio di Amara. Inoltre il legale rappresentante della società Open Land era Formica Giuliana, madre di Frontino Concetta, compagna di Calafiore”».
Da semplici cittadini interessati alla difesa solidale degli interessi pubblici, riteniamo opportuno segnalare ai magistrati inquirenti un altro contenzioso che vede protagonisti da un lato, in qualità di Presidente del Collegio giudicante presso il CGA di Palermo, sempre il giudice Riccardo Virgilio e, dall’altra gli avvocati Amara e Toscano. Ci sembra singolare che anche in questo caso la sentenza emessa risulti favorevole alla parte difesa dagli avvocati sopra citati. Ma appare ancora più singolare che tale sentenza abbia sostanzialmente invalidato, in modo sbalorditivo per noi profani, le conclusioni a cui era giunta una precedente sentenza del CGA, firmata dal Presidente Raffaele Maria De Lipsis.
Infatti la prima sentenza (290/11, firmata da De Lipsis, sul ricorso n. 789 del 2010 proposto dal Comune di Melilli contro il Consorzio ATO di Siracusa e contro la società di gestione del servizio idrico SAI8) aveva dichiarato, inequivocabilmente, l’illegittimità della gara di affidamento del servizio idrico a SAI8. Ed aveva anche chiarito che, nel caso in questione, l’illegittimità della gara non era scindibile da un necessario annullamento del conseguente contratto di concessione. Infatti aveva esplicitamente dichiarato: «La valutazione dell’assetto degli interessi pubblici da perseguire rimonta infatti al Legislatore, il quale ha ammesso la possibilità di una scissione tra illegittimità e annullabilità soltanto nelle circoscritte ipotesi delle illegittimità non invalidanti (di cui all’art. 21-octies della L. n. 241/1990), i cui presupposti certamente non ricorrono nel caso di specie».
La successiva sentenza, firmata da Riccardo Virgilio (sul ricorso n. 725 del 2011, proposto dalla società di gestione SAI 8 s.p.a., rappresentata e difesa dagli avv.ti Piero Amara e Attilio L.M. Toscano, contro il Comune di Melilli, contro la Provincia di Siracusa e contro numerose Amministrazioni Comunali) perviene a conclusioni diametralmente opposte: sostiene inammissibile l’annullamento del contratto nell’interesse esclusivo dell’amministrazione. Ed argomenta che «soprattutto per influsso del diritto comunitario, l’oggetto tutelato in via prioritaria dall’ordinamento non è più rappresentato dagli interessi dell’amministrazione, ma, al contrario, da quelli delle imprese che operano nel mercato». Ed arriva a stabilire «la perdurante efficacia del contratto per tutta la sua durata». Questa conclusione della Sentenza firmata dal Presidente Virgilio a noi profani sembrò strabiliante o, quanto meno, poco convincente. Ma la nostra personale opinione di profani del diritto non conta.
Però, allorquando il coraggioso Ferdinando Buceti (Commissario Straordinario e Liquidatore del Consorzio ATO IDRlCO 8) revocò di sua iniziativa, motivatamente, la concessione che era oggetto di quel contratto illegittimo, né il CGA né altre magistrature a cui ricorse SAI8 hanno ritenuto di dover invalidare la revoca posta in atto da Buceti né di dover considerare perdurante l’efficacia del contratto illegittimo, come invece aveva sentenziato il CGA presieduto da Virgilio.
Dunque, da profani cittadini, dobbiamo ritenere che la seconda sentenza del CGA (firmata da Virgilio) possa essere considerata non fondata o non corretta o non condivisa o non ribadita da alcun organo amministrativo o giudicante che abbia avuto modo di occuparsi della questione.
Sbagliamo se, alla luce dei recenti fatti perseguiti dalla magistratura e sfociati nell’arresto di 15 personaggi del cosiddetto sistema Amara e nella inquisizione del giudice Virgilio, sospettiamo che tale seconda sentenza del CGA (firmata da Virgilio) sia da considerare dagli inquirenti come un ulteriore caso di contenzioso da esaminare con attenzione ai fini della valutazione di una condotta eventualmente sanzionabile di chi, per la Procura di Roma, sembrerebbe aver aggiustato tre sentenze in maniera favorevole alle società difese da Amara? Forse, se la nostra ipotesi (mera ipotesi!) venisse confermata dagli inquirenti, i contenziosi risolti a favore dei clienti di Amara potrebbero essere più di tre. Forse! Saranno gli inquirenti a verificare. Il nostro lavoro di cittadini impegnati, per passione civica, in una attività di giornalismo volto a tutelare gli interessi comuni piuttosto che quelli “delle imprese che operano sul mercato” finisce qui: dove solo l’opera della magistratura può proseguire legittimamente.
sul ricorso n. 725 del 2011, proposto da SAI 8 s.p.a., in persona degli amministratori delegati pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Piero Amara e Attilio L.M. Toscano, […];
il COMUNE DI MELILLI, in persona del Sindaco pro tempore […];
Con sentenza 30 marzo 2011, n. 290, questo Consiglio accoglieva l’appello per la considerazione che l’avere consentito il Consorzio A.T.O. alla Sogeas Ato Idrico 8 s.p.a, oggi SAI 8 s.p.a., in sede di procedura negoziata, la prestazione unicamente di una garanzia, sia pure presidiata da impegni finanziari, per il solo “start up”, ossia per soli tre anni, in luogo di offrire una garanzia per l’intera durata trentennale della concessione, costituiva una modifica “sostanziale” delle condizioni iniziali del contratto, non ammessa dall’art. 57 del D.Lgs. n. 163/2006 e in violazione del principio di par condicio dei concorrenti.
Tale tesi è venuta meno, posto che, soprattutto per influsso del diritto comunitario, l’oggetto tutelato in via prioritaria dall’ordinamento non è più rappresentato dagli interessi dell’amministrazione, ma, al contrario, da quelli delle imprese che operano nel mercato.
Quindi […] concordano nel ritenere che[…] per effetto della trasposizione della normativa comunitaria non sia più sostenibile […] la tesi della caducazione automatica del contratto […]
Per le suesposte considerazioni va riconosciuta, ex art. 112, V comma c.p.a., la perdurante efficacia del contratto per tutta la sua durata […]
Il Consiglio di giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, fornisce, ex art. 112 V comma c.p.a., chiarimenti circa l’efficacia del contratto nei sensi di cui in motivazione, dichiara inammissibili il ricorso principale e il ricorso incidentale come in epigrafe proposti.
Così deciso in Palermo, il 19 ottobre 2011, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Regione Siciliana in sede giurisdizionale, in camera di consiglio, con l'intervento dei Signori: Riccardo Virgilio, Presidente, Antonino Anastasi, Guido Salemi, estensore, Pietro Ciani, Alessandro Corbino, Componenti.
Depositata in Segreteria 2 gennaio 2012

References: sentenza 
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 art. 112
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