Source: http://asiloineuropa.blogspot.it/2013/
Timestamp: 2017-12-13 11:09:01+00:00

Document:
Asilo in Europa: 2013
Riprendiamo oggi le pubblicazioni della nostra rubrica sul funzionamento dei sistemi di asilo negli altri Paesi (Asilo negli Stati europei). Lo facciamo ripartendo da una scheda molto interessante, relativa al Regno Unito, che pubblicheremo come sempre a puntate.
Cominciamo con alcuni dati che ci aiutano a fare una prima panoramica. Nei prossimi giorni ci occuperemo invece degli altri aspetti normalmente oggetto dei nostri approfondimenti, dall'accoglienza dei richiedenti asilo, alla procedura di asilo, fino ai diritti riconosciuti ai beneficiari della protezione.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:05
Si tratta di un documento importante che traduce la strategia dell'Agenzia in obiettivi e che costituisce la base per la pianificazione del budget (che per il 2014 è per il momento fissato in 14,5 milioni di euro). Il programma descrive anche quelle che saranno le attività dell'EASO nel 2014.
Nelle prossime righe cerchiamo di entrare nello specifico della varie voci del programma, esercizio utile anche per cercare di conoscere meglio questa Agenzia.
Dedichiamo sempre alcune riflessioni ai rapporti di Eurostat e ci sembra ancora più opportuno farlo in questi giorni. Dai dati, infatti, emergono tendenze significative che possono aiutare ad orientarsi nella comprensione del fenomeno a livello europeo.
Yet another tragedy has occurred in the Mediterrenean sea off the Italian coast with hundreds of people losing their lives.
This has been going on for far too many years and should provoke sorrow and shame, irrespective of the numbers of people involved.
Asilo in Europa commends the efforts of the Italian Coastguard and of all the people engaged in the rescue operations.
At the same time, we ask the EU and Italian Institutions to provide an appropriate answer in terms of international law and human rights respect.
This answer cannot be based on illegal push-backs, nor on agreements with countries with poor human rights record, nor on an increase of Frontex border controls and patroling.
In a time of dramatic crises and historical changes we believe it is completely unrealistic to consider defensive policies to respond to the unavoidable movements of people.
Therefore, in our view it is absolutely needed to widely reconsider the modalities for accessing the international protection procedures in the EU.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 21:12
Il mar Mediterraneo è stato ieri teatro dell'ennesima tragedia in cui sono morte centinaia di persone.
Una tragedia che si ripete da troppi anni e che deve suscitare dolore e vergogna al di là dei numeri.
Asilo in Europa elogia lo sforzo della guardia costiera e di tutte le persone coinvolte nelle operazioni di soccorso.
Allo stesso tempo, passato il momento del giusto cordoglio, chiediamo alle istituzioni - italiane ed europee - che venga data una risposta adeguata in termini di rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
Questa risposta non può basarsi nè sugli illegali respingimenti, nè su accordi con Paesi che non rispettano i più elementari diritti umani, né su un aumento dei pattugliamenti e delle operazioni di Frontex.
In un'epoca di drammatiche crisi e trasformazioni dalla portata storica ci sembra del tutto illusorio pensare di rispondere agli inevitabili movimenti di persone con politiche di chiusura.
Occorre dunque ripensare in maniera profonda le modalità di accesso alla procedura di protezione internazionale nei Paesi dell'Unione europea.
Per non avere un Sistema europeo comune di asilo limitato ai sopravvissuti ai viaggi.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 09:43
Migrando in una terra lontana, a contatto con una nuova cultura ed una lingua diversa, il percorso di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, non è fatto solo di lunghe attese e di procedure burocratiche; ognuno di loro, uomo, donna o bambino vivrà in quella “terra straniera” un nuovo periodo, spesso molto lungo, del suo tempo e della sua vita.
Nasce da qui l’idea e l’esigenza di un “teatro per immigrati”, un laboratorio creativo nel quale utilizzare attività artistiche ed educative, l’incontro diretto, la comunicazione e lo scambio, per combattere i fenomeni dell’ esclusione sociale. Il lavoro di associazioni come Strefa WolnoSłowa, impegnata in varie attività culturali ed iniziative coinvolgenti rifugiati e immigrati in Polonia e volte a promuovere l’integrazione europea e i diritti umani.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 09:15
La Corte europea dei diritti dell'uomo riapre a possibili rimpatri a Mogadiscio. Sentenza KAB contro Svezia
Il 5 settembre la Corte europea dei diritti dell'uomo (quinta Sezione) ha emesso un'importante sentenza su un caso riguardante l'espulsione di un cittadino somalo.
Il caso – KAB contro Svezia – originava dal rigetto da parte delle autorità svedesi della domanda di protezione internazionale presentata dal ricorrente nel 2009.
Con la sentenza di cui ci occupiamo oggi – che non è definitiva: le parti hanno tre mesi per fare ricorso – la Corte europea dei diritti dell'uomo prende significativamente le distanze dalla posizione espressa nella sua precedente sentenza Sufi ed Elmi contro Regno Unito (da noi analizzata in questo post) del giugno del 2011.
Siamo ovviamente molto interessati al tema e ci piacerebbe continuare a parlarne, ospitando anche altri contributi. Nel rimandarvi dunque alla lettura delle prossime righe, dove si parlerà del riconoscimento dello status di rifugiato a tre donne nigeriane vittime di tratta (con link ai provvedimenti positivi), vi invitiamo a farci pervenire ulteriori segnalazioni o riflessioni in proposito.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 21:08
Eurostat ha pubblicato da pochi giorni l'ultimo rapporto sull'asilo, relativo al primo quarto (gennaio-marzo) del 2013 e dedicato in particolare:
1) al numero di persone richiedenti la protezione internazionale nell'Unione europea;
Nelle prossime righe dedichiamo alcune riflessioni ai dati di Eurostat (sia in termini assoluti sia in confronto con il 2012) con un focus particolare sull'Italia.
Come sa chi legge abitualmente il nostro blog, alcune settimane fa lanciavamo un'iniziativa dedicata al fenomeno degli abbandoni dell'Italia da parte di persone richiedenti o titolari di protezione internazionale. Lo facevamo spinti dalla consapevolezza che si tratta di un fenomeno in crescita e ancora poco studiato, benché ultimamente abbia trovato spazio anche sui mass media e sia stato fonte di polemiche, in particolare tra il governo italiano e quello tedesco.
Quello che è certo, al netto delle polemiche, è che si tratta di un tema di importanza crescente.
Infatti, oltre a chiamare in causa direttamente le politiche sull'asilo italiane (che ovviamente devono fare i conti con i loro risultati, pur in un periodo indiscutibilmente difficile), affrontare il fenomeno dell'abbandono dell'Italia da parte di richiedenti e titolari di protezione internazionale ci permette di discutere di almeno altri due temi decisivi. Stiamo parlando:
1) del sistema Dublino, che sottrae agli individui la possibilità di scegliere in quale Paese europeo fare esaminare la propria domanda di asilo (per chi se la fosse persa, segnaliamo la nostra nuovissima Guida al Regolamento Dublino III)
2) del tema, enorme, della circolazione dei titolari di protezione internazionale nell'area Schengen alla ricerca di opportunità lavorative. Circolazione che, allo stato attuale, è molto limitata.
L'iniziativa che abbiamo avviato - e che abbiamo chiamato, prendendo a prestito un'espressione molto usata a livello europeo, "La lotteria dell'asilo" - è finalizzata a stimolare, a partire dai contributi degli operatori italiani del settore, una riflessione su questi temi che coinvolga anche chi lavora in altri Paesi. Rimandiamo alla pagina "Asylum Lottery" per una descrizione più ampia del progetto.
Le prime riflessioni sul tema le abbiamo ricevute da operatori del progetto SPRAR di Bologna e da operatori del progetto SPRAR di Ravenna (per informazioni sullo SPRAR-Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, si veda il sito www.serviziocentrale.it).
- la Direttiva 2011/51/UE, che estende ai titolari di protezione internazionale la possibilità di accedere allo status di soggiornante di lungo periodo
Oggi cominciamo la nostra analisi delle nuove regole pubblicando una guida al Regolamento Dublino III dove analizziamo questo importantissimo strumento articolo per articolo, facendo riferimento sia alle differenze con il Regolamento Dublino II sia alle sentenze più importanti della Corte di Giustizia dell'Unione europea in materia.
Tutto questo non senza aver prima ricordato che:
i Regolamenti, al contrario delle Direttive, non necessitano di recepimento nel diritto interno e sono obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri;
Vista l'importanza e il possibile impatto sul sistema di asilo italiano, anche al fine di condividere i contenuti del testo con chi legge il nostro blog e con le altre realtà della società civile, abbiamo chiesto all'EASO di poter ricevere una copia del Piano.
Con grande rammarico, dobbiamo comunicare che tale possibilità ci è stata negata.
Nella sua – molto cordiale – lettera di risposta, infatti, il direttore esecutivo dell'EASO ci ha detto che il Piano di supporto all'Italia potrà essere reso noto solo una volta che le sue attività saranno state portate a termine. Cioè alla fine del 2014. Pubblicare prima il contenuto del Piano potrebbe infatti pregiudicare gravemente il processo decisionale dell'EASO. Tale decisione è stata presa dopo aver consultato le autorità italiane.
Riteniamo che questa risposta – di cui abbiamo peraltro molto apprezzato toni e celerità – sia francamente poco accettabile.
A maggior ragione, in un momento come questo. In cui, da un lato, come emerge anche dai recenti fatti di cronaca, è sempre più forte la necessità di trasparenza della pubblica amministrazione soprattutto quando si tratta di diritti umani fondamentali1.
E in cui, dall'altro lato, certo non mancano i dossier “caldi” e delicati che le autorità italiane dovranno gestire di qui alla fine del 2014. Su tutti, il rapporto con la Libia, ma anche la situazione ai porti dell'Adriatico e in generale il tema dell'accesso alla procedura di asilo. Senza dimenticare poi, nel contesto del recepimento delle nuove Direttive europee, il futuro del sistema di accoglienza italiano e il necessario miglioramento della qualità delle decisioni prese in merito alle domande di protezione internazionale, sia in prima che in seconda istanza.
Considerata l'importanza dei temi di cui stiamo parlando e considerato che l'EASO analizzerà dati e produrrà linee guida, organizzerà workshops tematici e incontri di formazione, sarebbe a nostro parere auspicabile che le tante organizzazioni della società civile che in Italia si occupano di diritto di asilo, fossero non solo informate del contenuto (e dei costi) del Piano di supporto prima della fine del 2014, ma potessero anche essere coinvolte, con un ruolo da protagoniste, in queste attività.
1 Tale necessità peraltro si trova esplicitata addirittura nell'art. 1 del Trattato sull'Unione Europea, che recita: “Il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un'unione sempre più stretta tra i popoli dell'Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini.”
Etichette: Asilo in Europa, EASO
Eccoci giunti all'ultima puntata della nostra scheda sul funzionamento del sistema di asilo belga. Una scheda davvero ricca di informazioni e dati, molto dettagliata, che siamo certi abbia incontrato il vostro interesse.
Oggi ci occupiamo del contenuto della protezione internazionale, cioè di quello che prevede la normativa belga nei confronti delle persone che ottengono protezione in quel Paese: durata del titolo di soggiorno, rilascio del documento di viaggio, percorsi di integrazione, stipendi minimi sociali,...
La Corte di Giustizia dell'UE (Terza Sezione) ha emesso, lo scorso 30 maggio, una sentenza rilevante ai nostri fini, di cui ci occupiamo oggi non avendo potuto farlo prima.
La causa era la C-534/11 (Arslan), avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale sottoposta alla Corte da un giudice della Repubblica ceca e riguardante l'interpretazione della Direttiva 2008/115/CE (c.d. Direttiva Rimpatri).
In particolare, il giudice nazionale chiedeva ai giudici di Lussemburgo:
1) se, in base all'art 2 par. 1, la Direttiva Rimpatri fosse applicabile o meno ai richiedenti asilo e
2) se, in caso di risposta negativa alla prima domanda, il trattenimento dello straniero ai fini del rimpatrio dovesse cessare nel momento in cui questi presentasse domanda di protezione internazionale e non sussistessero altre ragioni per continuare il trattenimento.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 10:59
Come si può leggere nel post che presenta questa iniziativa (e al quale ovviamente rimandiamo), l'obiettivo che ci poniamo è quello di raccogliere alcune di queste esperienze dall'Italia e sottoporle a operatori di altri Paesi, per ricevere riscontri e avviare una riflessione di respiro europeo.
Una riflessione che, ovviamente, terrà conto sia delle regole esistenti (e piuttosto rigide in materia di circolazione, nonostante la Direttiva 2011/51/UE sull'estensione anche ai beneficiari di protezione internazionale dello status di soggiornante di lungo periodo dopo 5 anni) sia dell'attuale situazione di grave crisi economica che stanno attraversando l'Italia e altri Paesi europei e delle diverse prospettive (economiche, sociali,..) che ci si trova di fronte a seconda dello Stato in cui ci si trova.
Oggi pubblichiamo il secondo contributo che abbiamo ricevuto. Dopo gli operatori dello SPRAR di Bologna, infatti, anche da Ravenna ci hanno inviato una riflessione molto interessante sul tema dell'abbandono. La condividiamo con piacere, ringraziando molto gli autori e chi vi ha contribuito.
Ribadiamo che l'invito a partecipare con una propria esperienza è aperto a tutti (non solo operatori SPRAR) e vi auguriamo buona lettura!
Il 17 giugno la Commissione europea ha pubblicato il suo rapporto annuale sull'immigrazione e l'asilo nell'UE.
Si tratta del 4° rapporto di questo tipo, da quando il Consiglio europeo (nel 2008), all'interno del Patto europeo sull'immigrazione e asilo, ha invitato la Commissione a presentare ogni anno una relazione in materia, fondata in particolare sui contributi degli Stati membri e corredata eventualmente di proposte di raccomandazioni.
Peraltro, dall'anno scorso, la relazione della Commissione è affiancata – per quanto limitatamente al campo dell'asilo – dalla relazione annuale dell'EASO (Ufficio europeo di sostegno per l'asilo). L'Agenzia dell'UE competente in materia di asilo ha infatti proprio tra i suoi compiti istituzionali quello di relazionare annualmente sullo stato dell'asilo nell'Unione europea (art. 12 Regolamento EASO) e ci si potrebbe dunque anche interrogare sulla necessità di avere ben due rapporti annuali “sull'asilo” nell'UE, di carattere essenzialmente descrittivo, che peraltro si intrecciano con le relazioni annuali e quadrimestrali di Frontex ed Eurostat, finendo così per ripetere in diversi punti dati già noti.
Ad ogni modo, il rapporto 2013 della Commissione – accompagnato da un articolato documento di lavoro dello staff – consiste in un breve elenco di alcuni dati, seguito da tre capitoli, dedicati rispettivamente all'immigrazione, all'asilo e alla risposta dell'UE alla pressione migratoria.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 08:26
Asilo negli Stati europei. BELGIO - Parte 5. Fase giurisdizionale
Dopo aver passato i giorni scorsi a preparare la presentazione dei primi dati della nostra ricerca sui provvedimenti del Tribunale di Bologna in materia di protezione internazionale (per chi se li fosse persi, è possibile ritrovarli qui), oggi torniamo ad occuparci della nostra rubrica Asilo negli Stati europei.
Per chi non sapesse di cosa si tratta, ricordiamo che da alcuni mesi abbiamo avviato uno studio sul funzionamento dei sistemi di asilo di altri Paesi.
Ad oggi, abbiamo esaminato la Francia, l'Irlanda, Malta e, appunto, il Belgio. Tutte le relative schede si possono trovare qui.
Oggi riprendiamo il filo del discorso là dove lo avevamo lasciato, cioè alla quinta puntata della nostra scheda sul Belgio, dedicata alla fase giurisdizionale.
Dove ed entro quali termini si devono presentare i ricorsi contro le decisioni in prima istanza sulle domande di asilo? Quanti tipi di ricorso esistono e quali aspetti tengono in considerazione i giudici nel decidere?
Come sempre, anche la puntata di oggi è molto ricca di particolari e siamo certi che sarà di sicuro interesse per chi legge.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 12:05
20 JUNE 2013: WORLD REFUGEE DAY
Asilo in Europa (lit. Asylum in Europe) is an NGO born in 2013. It is based in Bologna (Italy), but comprises professionals who work in the field of asylum in a number of other European countries.
One of the main aims of Asilo in Europa is to conduct research projects around issues of international protection, with a particular focus on its European dimension and the development of the Common European Asylum System.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 09:48
Oggi ci occupiamo di una sentenza molto importante della Corte di Giustizia dell'UE, emessa dalla IV sezione il 6 giugno scorso nella causa C-648/11 (MA, BT, DA).
Si tratta di una domanda di pronuncia pregiudiziale, avanzata da un giudice britannico, sull'interpretazione del Regolamento Dublino - e in particolare dell'art. 6 comma 2 - in merito al caso di tre richiedenti asilo minorenni, senza familiari legalmente presenti in uno Stato membro dell'UE, che avevano proposto domanda di asilo in più di uno Stato membro.
Con la decisione che analizzeremo nelle righe che seguono, la Corte stabilisce con grande chiarezza quale sia lo Stato responsabile per l'esame della domanda di asilo in questi casi, facendo riferimento sia al testo e all'obiettivo del Regolamento Dublino, sia al principio dell'interesse superiore del minore, sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE, considerato tra l'altro che i minori non accompagnati costituiscono una categoria di persone particolarmente vulnerabili.
Asilo negli Stati europei. BELGIO - parte 4. Esame della domanda di asilo
Con questo post continuiamo il nostro approfondimento sul sistema di asilo belga entrando nel vivo del processo burocratico dell'esame della domanda, buona lettura!
4. Esame della domanda di asilo
4.1) ORGANO RESPONSABILE DELL’ESAME
La domanda d'asilo viene esaminata dal Commissariato generale per i Rifugiati e gli Apolidi (CGRA). Il CGRA consiste in un Commissario Generale e due vice-commissari, indipendenti nelle decisioni che prendono e negli opinioni che danno.
Il Commissiario generale è nominato dal Re sulla base di una decisione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro responsabile. Il suo mandato è di 5 anni, rinnovabile. Lo stesso vale per i due vice. Dei due vice uno deve essere di lingua olandese e uno di lingua francese.
Pubblicato da Associazione Asilo in Europa a 10:57
Strefa WolnoSłowa: un spazio libero per l’incontro...
La Corte europea dei diritti dell'uomo riapre a po...

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