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You are hereHome » 231-01 231-01 Maurizio Arena: responsabilità penale dell'ODV, prima sentenza della Cassazione (3 giugno 2016)
Posted by admin on Friday, 3 June 2016 Fonte: Linkedin
di Maurizio Arena, Penalista d'impresa - Consulente Compliance 231 Riassumiamo i fatti.
Maurizio Arena: "Riciclaggio, normativa di contrasto e settore dei giochi" (5 luglio 2012) Maurizio Arena, "La prevenzione della corruzione nelle aziende farmaceutiche" (4 agosto 2011) Il Collegio Sindacale con funzioni di Organismo di vigilanza: profili penalistici (Compliance Normativa n. 2)
ComplianceNet: 231-01 Read more about Maurizio Arena: responsabilità penale dell'ODV, prima sentenza della Cassazione (3 giugno 2016)
Posted by admin on Tuesday, 31 May 2016 Fonte: sito web Orrick La pronuncia in commento trae origine dall’infortunio di un operaio che ha riportato lesioni gravissime e invalidità permanente durante un’operazione di caricamento di materiali da una banchina a una costruzione navale.
ComplianceNet: #AgatinoGrillo2016231-01Orrick Read more about Orrick: La Cassazione esclude la responsabilità penale dell'OdV (31 maggio 2016)
Posted by admin on Thursday, 3 March 2016 Fonte: www.giustizia.it Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Ministro dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan hanno costituito, presso gli uffici di Gabinetto dei rispettivi Dicasteri, una Commissione di studio per la modifica del decreto legislativo recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”.
Ultimi articoli su MEF Antiriciclaggio: Rapporto FATF 2015 sull’Italia (dirittobancario.it, 12 febbraio 2016)
ComplianceNet: 231-01MEF Read more about 231-01: Ministero Giustizia e MEF istituiscono Commissione per contrasto criminalità economica (3 marzo 2016)
Posted by admin on Sunday, 3 January 2016 L’ABI sulla revisione dei modelli ex DLgs. 231/2001 alla luce dell’introduzione del nuovo delitto di autoriciclaggio (immagine By MadGeographer [Public domain], via Wikimedia Commons)
Commentando la Circolare, Carlo Cavallo (web) scrive su BancaFinanza (“Autoriciclaggio: recente circolare ABI”, 18 dicembre 2015) che l’ABi pone la “questione dei limiti dell’autoriciclaggio” nell’ambito delle indicazioni offerte per l’aggiornamento dei modelli organizzativi ai sensi del D. Lgs. 231 del 2007 ricorrendo “anzitutto, ad una fondamentale distinzione relativa all’origine del provento illecito, classificato come esterno alla banca o di formazione interna alla banca stessa”.Nel primo caso – provento esterno -, per evitare di commettere il reato di autoriciclaggio la Circolare sottolinea la necessità per la banca di attingere alla normativa dettata in tema di antiriciclaggio dal D. Lgs. 231 del 2007 nel quale all’art. 2 si dà una definizione di riciclaggio tale da coprire anche l’ipotesi di autoriciclaggio.Nel caso – diverso – in cui i proventi illeciti si siano formati all’interno della stessa banca, le procedure e i principi di comportamento, già adottati per prevenire il rischio di commissione degli altri reati inseriti nell’elenco di quelli presupposto della responsabilità degli enti, possono risultare efficaci anche per la prevenzione “a monte” dell’autoriciclaggio dei relativi proventi illeciti.
ComplianceNet: 231-01ABIAntiriciclaggio Read more about Autoriciclaggio e 231-01: la circolare ABI (3 gennaio 2016)
Posted by admin on Thursday, 3 September 2015 Fonte: Regione Lombardia (immagine da Wikipedia)
Il 5 agosto 2015 la Regione Lombardia ha approvato le “Linee guida per la semplificazione degli obblighi di compliance per gli enti accreditati ai servizi di istruzione e formazione professionale e accreditati ai servizi al lavoro” che costituiscono uno strumento di accompagnamento alle attività degli Enti accreditati e degli Organismi di Vigilanza (ODV).
L’innovazione consiste:
nell’introduzione anche per gli enti pubblici territoriali e non economici del requisito obbligatorio ai fini dell’accreditamento dell’adeguamento al modello di compliance ex l. 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, nonché l’obbligo del debito informativo;
nella semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti connessi al flusso delle informazioni richieste da Regione Lombardia.
Decreto numero 6615 del 4 agosto 2015 - Linee guida compliance (pdf, 111 K, 4 pp. )
Allegato al decreto numero 6615 del 4 agosto 2015 - Linee guida compliance (pdf, 429 K, 6 pp.)
231-01 - Se il manager viene assolto l’illecito grava sulla società (Italia Oggi, 3 settembre 2015)
231/01 e antiriciclaggio: Mogc da rivedere (Italia Oggi, 17 agosto 2015)
Con la «231» impugnazioni separate (Il Sole 24 Ore, 29 luglio 2015)
Da oggi cinque nuovi ecoreati (Italia Oggi, 29 maggio 2015)
Ecoreati: sarà la giurisprudenza a delineare i confini degli eventi lesivi (Italia Oggi, 25 maggio 2015)
Ecoreati: responsabilità ex 231 ampliate (Italia Oggi, 25 maggio 2015)
Cooperative compliance: rischi fiscali stroncati subito (Italia Oggi, 13 maggio 2015)
Ambiente, cinque nuovi reati (Italia Oggi, 6 maggio 2015)
231-01, l’interruzione scatta dalla notifica del rinvio a giudizio (Il Sole 24 Ore, 1° maggio 2015)
La cooperative compliance prova a rilanciare la sfida (Il Sole 24 Ore, 1° maggio 2015)
Visco: la legalità problema enorme, ruolo Anac cruciale (Il Sole 24 ore, 15 luglio 2015)
Banca d’Italia: 1° incontro nazionale responsabili anticorruzione (14 luglio 2015)
ComplianceNet: 231-01Anticorruzione Read more about 231-01: Regione Lombardia, linee guida per la semplificazione degli obblighi di compliance (3 settembre 2015)
Posted by Agatino Grillo on Thursday, 16 April 2015 Based on “Guardia di finanza: illeciti societari a nudo”, di Valerio Stroppa, Italia Oggi, 15 aprile 2015
Introduction (not present in the original version)
Legislative decree no. 231 of June 8th 2001
The legislative decree no. 231 of June 8th 2001 - “Provisions on the administrative liability of legal persons, companies and associations, including those without legal personality”, introduced into the Italian legal order an administrative liability regime applying to Entities for a series of specified offences committed in the interest or to the advantage of the entity.
The entity (companies, banks, insurance companies, small businesses, associations, etc.) must adopt appropriate measures to prevent its staff from committing such offenses because it cannot be held liable if it has adopted and effectively implemented organisational, management and control models designed to prevent crimes comprised in law 231/01 and has established a specific Body responsible for monitoring the functioning of the models and the compliance with them.
The “Guardia di Finanza” (GdF) is an Italian police force under the authority of the Minister of Economy and Finance. The GdF is responsible for dealing with financial crime, smuggling and the drugs trade.
Corporate malfeasance laidbare
On April 8th 2015, the Guardia di Finanza released its “2014 Report” which also includes a section dedicated to the procedures required by Legislative Decree 231/01.
This legislation provides for the punishment of the companies for several kinds of crimes committed by directors, officers or employees.
The law gives companies the opportunity to escape these charges, providing proper organizational models of control and risk management.
But the 231 models, as is clear from the checks, are in many cases fictitious, or prepared “on paper” but lacking a real capacity for monitoring and prevention.
In this context, in the course of the 219 procedures performed in 2014, the GdF reported 555 subjects to the prosecuting authorities and made seizures for 62 million euros.
Rapporto Annuale (pdf, 28 M 66 pp.)
Comunicato stampa (pdf, 316 K, 1 pag.)
Video (link is external)
ComplianceNet: 231-01EnglishGuardia di Finanza Read more about Italy: the action of the “Guardia di Finanza” related to law 231/01 on administrative liability (April 15th, 2015)
Posted by Agatino Grillo on Wednesday, 4 February 2015 Fonte: ReatiSocietari.it, titolo originale: “L’assedio al principio di tassatività dei reati-presupposto ex d.lg. 231” (qui in pdf, 256 K 4 pp.)
Riflessione dell’avvocato Maurizio Arena sull’introduzione del reato di auto-riciclaggio in Italia e sulle conseguenze in materia di 231/01: diventa possibile punire le imprese anche per i reati non presupposto della norma. Secondo Arena ciò comporta conseguenze importanti in tema di redazione dei Modelli organizzativi e anche la finalità preventiva del d.lg. 231-01 potrebbe essere messa in pericolo da queste fattispecie “aperte ed elastiche”.
L’assedio al principio di tassatività dei reati-presupposto ex d.lg. 231/2001
1. Il principio di tassatività dei reati-presupposto
L’ente collettivo può essere chiamato a rispondere solo in relazione ai reati espressamente previsti nel d.lg. 231/2001 (principio di tassatività dei c.d. reati-presupposto, previsti negli artt 24-25duodecies).
Il principio in esame costituisce diretta scaturigine del primario principio di legalità, ribadito dall’art 2, ai sensi del quale l’ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto costituente reato se la sua responsabilità amministrativa in relazione a quel reato e le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge entrata in vigore prima della commissione del fatto.
In alcune occasioni la giurisprudenza ha avuto modo di ribadire la necessità di rispetto del principio: si pensi, in particolare, alla sentenza delle SS.UU. sul falso del revisore (nota 1) e a quelle in tema di appropriazione indebita (nota 2) e di frode fiscale (nota 3).
Va tuttavia rilevato che alcune disposizioni normative consentono, nella sostanza, di punire l’ente per reati-non presupposto.
La prima di queste disposizioni consente la punibilità dell’ente in relazione al delitto di associazione per delinquere (art 24-ter che richiama, tra gli altri, l’art 416 c.p.); la seconda, recentissima, in relazione al delitto di autoriciclaggio (art 25-octies che richiama, tra gli altri, il nuovo art 648-ter.1 c.p.).
2. I termini del problema
Come noto è penalmente rilevante l’associazione di tre o più persone allo scopo di commettere più delitti: l’art 416 c.p. punisce coloro che promuovono, costituiscono, organizzano (o partecipano al)l'associazione.
L’associazione può essere finalizzata alla commissione di qualsivoglia reato (doloso), anche non previsto nel d.lg. n. 2314.
Come è stato rilevato in dottrina, in presenza dei requisiti richiesti dal d.lg. n. 231, l’ente potrebbe essere chiamato a rispondere per il reato associativo anche in presenza di un’attività meramente preparatoria di un qualsiasi delitto-scopo (anche) non previsto dal decreto stesso.
Nel caso in cui quello stesso delitto (qualora non previsto dal d.lg. n. 231) venisse posto in essere, pur completo di tutti i suoi elementi costitutivi, ma non potesse essere attribuito ad un’associazione criminosa, l’ente sarebbe invece sollevato da ogni responsabilità (nota 5).
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (nota 6) (caso ILVA) ha evidenziato come l'impostazione ricostruttiva seguita dal provvedimento impugnato sia inficiata da un vizio di fondo, laddove si è ritenuto di valorizzare, ai fini della responsabilità amministrativa delle società ricorrenti, una serie di fattispecie di reato (ossia, quelle normativamente descritte negli articoli 434, 437 e 439 c.p. e direttamente richiamate nelle imputazioni sub B), C), D) ed I)) del tutto estranee al tassativo catalogo dei reati-presupposto dell'illecito dell'ente collettivo e come tali oggettivamente inidonee, ex Decreto Legislativo n. 231 del 2001, articoli 2, 5 e 24 ss., a fondarne la stessa imputazione di responsabilità.
Secondo la Corte (nota 7) la rilevanza di quelle fattispecie non può essere indirettamente recuperata, ai fini della individuazione del profitto confiscabile, nella diversa prospettiva di una loro imputazione quali delitti-scopo del reato associativo contestato,
poiché in tal modo la norma incriminatrice di cui all'articolo 416 c.p. - essa, sì, inserita nell'elenco dei reati-presupposto ex cit. Decreto Legislativo, articolo 24 ter, a seguito della modifica apportata dalla Legge 15 luglio 2009, n. 94, articolo 2 - si trasformerebbe, in violazione del principio di tassatività del sistema sanzionatorio contemplato dal Decreto Legislativo n. 231 del 2001, in una disposizione "aperta", dal contenuto elastico, potenzialmente idoneo a ricomprendere nel novero dei reati-presupposto qualsiasi fattispecie di reato, con il pericolo di un'ingiustificata dilatazione dell'area di potenziale responsabilità dell'ente collettivo, i cui organi direttivi, peraltro, verrebbero in tal modo costretti ad adottare su basi di assoluta incertezza, e nella totale assenza di oggettivi criteri di riferimento, i modelli di organizzazione e di gestione previsti dal citato Decreto Legislativo, articolo 6, scomparendone di fatto ogni efficacia in relazione agli auspicati fini di prevenzione.
Dal canto suo, l’autoriciclaggio (vale a dire la condotta di impiego in attività economiche di proventi illeciti, realizzata dallo stesso soggetto che ha tratto i proventi da un precedente reato che ha commesso o concorso a commettere) può avere ad oggetto i proventi di qualsivoglia reato (doloso).
E, è appena il caso di aggiungere, tale ultimo reato può essere anche estraneo al “catalogo 231”, oltre che commesso parecchio tempo prima della condotta di riciclaggio (e anche prescritto).
La ricostruzione operata comporta conseguenze importanti in tema di redazione dei Modelli organizzativi, i quali dovranno – in linea teorica – confrontarsi con numerosi reati-fine (in relazione al delitto associativo) e limitare il rischio di reati generatori di proventi (in relazione all’autoriciclaggio).
Ogni soluzione sarà necessariamente frutto di una scelta pragmatica (ad esempio la società si concentrerà sulla prevenzione dei soli reati tributari), comunque insufficiente a garantire la società sub specie iuris.
Ad avviso di chi scrive la finalità preventiva del d.lg. 231 è messa in pericolo da queste fattispecie “aperte ed elastiche”.
Si pensi ad un procedimento penale nel quale vengano contestati all’ente entrambi i delitti in relazione a reati non presupposto: ad esempio, a carico di una banca, associazione per delinquere finalizzata all’usura e autoriciclaggio dei proventi di molteplici episodi di usura.
Formalmente si rispetta il principio di tassatività; la sostanza vede, invece, la banca perseguita per il delitto di usura.
Se qualcosa che si vuol tenere fuori dalla porta riesce ad entrare dalla finestra vuol dire che l’edificio non è al sicuro: e, fuor di metafora, qui si sta parlando di un fondamentale principio di garanzia.
Veniva rimessa al vaglio delle Sezioni Unite la seguente questione di diritto : “se permanga la responsabilità da reato dell'ente in riferimento ai fatti criminosi di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione dopo la formale abrogazione dell'art. 2624, comma 2, c.c., il cui contenuto di incriminazione è stato riscritto da altra disposizione del decreto legislativo di abrogazione”. Secondo i Giudici il d.lg. 27 gennaio 2010, n. 39, nell'abrogare e riformulare il contenuto precettivo dell'art.174-bis T.U.F. (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione), non ha influenzato in alcun modo la disciplina propria della responsabilità amministrativa da reato dettata dall'art. 25-ter d.lg. n.231, poiché le relative fattispecie non sono richiamate da questo testo normativo e non possono, conseguentemente, costituire fondamento della responsabilità dell’ente (Sez. Un., 23 giugno 2011, dep. 22 settembre 2011, n. 34476).
Corte di Cassazione, 10 gennaio 2007: Con tale motivo si lamenta la violazione dell'art. 24 d.lgs. 231/2001 con riferimento al titolo di reato per il quale è stato disposto sequestro in danno della (…) s.r.l., nonché degli artt. 111 comma 6 della Costituzione, 125 comma 3 e 321 c.p.p. per totale mancanza di motivazione sul punto in quanto in relazione al finanziamento effettuato nei confronti di tale società l'investimento non è stato realizzato per la mancata concessione edilizia, sicché nel relativo capo (V) di imputazione è stato ipotizzato il delitto di appropriazione indebita per la mancata restituzione della somma percepita, reato che non rientra fra quelli per i quali è ipotizzabile la responsabilità amministrativa degli enti. Si segnala altresì che nessuna motivazione sul punto vi è nell'ordinanza del Tribunale benché la questione fosse stata prospettata nella richiesta di riesame. È vero che al capo V di imputazione, in relazione a tale finanziamento è stato ipotizzato il delitto di appropriazione indebita, per il quale non è consentita la confisca per equivalente nei confronti della società ed è altresì vero che il Tribunale non ha motivato sulla relativa doglianza, specificamente dedotta, fra l'altro non rilevando se il fatto dovesse essere invece ricondotto all'ipotesi di cui all'art. 316 bis c.p., per il quale il sequestro di cui all'art. 53 d.lgs. 231/2001 è invece consentito. Anche nel caso di specie si versa pertanto non in un caso di vizio di motivazione ma in ipotesi di violazione di legge. Pertanto si impone, in relazione a tale punto l'annullamento con rinvio ed il giudice di rinvio dovrà verificare se sia corretta la qualificazione del fatto.
Corte di Cassazione, sezione II, 28 ottobre 2009, n. 41488: Da tempo la giurisprudenza di legittimità ha affermato il principio secondo cui non è configurabile il concorso fra il delitto di frode fiscale (art. 2 d.lgs. n. 74/2000) e quello di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 cpv. n. 1 c.p.), dovendosi ritenere il secondo consumato nel (ovvero in rapporto di specialità con il) primo, con la conseguenza che, verificandosi l'assorbimento nel delitto di frode fiscale di quello di truffa aggravata, è impedita l'applicazione della confisca per equivalente, non prevista dalla legge anche per i reati tributari, se non per i fatti - qui pacificamente non ricorrenti - successivi all'entrata in vigore della legge finanziaria 2008, n. 244/2007 (sez.II, 11.1.2007, Perrozzi, rv 236126; sez. 11, 5.6.2008, Pulzella, rv 241110; sez. li, 8.5.2008, Pulzella, rv 240910; sez. III, 24.9.2008, Canisto, rv 241033). Le conclusioni di siffatto univoco indirizzo giurisprudenziale valgono sia per la responsabilità penale delle persone fisiche che per quella c.d. "amministrativa" delle persone giuridiche. Il principio di legalità, cui è ispirato l'intero sistema penale nonché l'ordinamento settoriale della responsabilità degli enti, impedisce infatti che possa "scomporsi" il reato complesso - ovvero qualsiasi altra figura criminosa che ne assorba un'altra, esaurendo in sé l'intero disvalore del fatto - al fine di far derivare, da una parte artificialmente separata della condotta posta in essere ed isolatamente riguardata, quelle conseguenze sanzionatorie che solo da essa, e non invece da quella globalmente considerata dalla legge, conseguirebbero. Il Tribunale ha dunque violato il principio di stretta legalità, ritenendo applicabile all'ente una sanzione (quale deve essere considerata la confisca per equivalente) in ordine ad un'ipotesi criminosa (la contestata frode fiscale) che non la contempla; e ciò ha compiuto sia mediante la descritta, ardita interpretazione ai fini elusivi della legge - consistente nel valorizzare esclusivamente gli elementi della truffa aggravata contenuti nel delitto tributario, del quale - è bene precisarlo - il legislatore ha escluso finora la natura di reato presupposto della responsabilità degli enti, non avendolo mai inserito nel catalogo contenuto nella sezione III, capo I, d.lgs. n. 231/2001; sia ritenendo irragionevolmente (dunque con manifesta illogicità) 'scomponibile' il delitto di frode fiscale - al fine di apprezzarne penalmente una sua parte - solo con riguardo alla responsabilità della persona giuridica, avendo viceversa esattamente escluso siffatta creativa operazione ermeneutica nei confronti delle persone fisiche.
Si pensi all’applicazione (ordinanza del 27 aprile 2010) da parte del Tribunale del Riesame di Caltanissetta, della misura cautelare interdittiva della revoca dell'autorizzazione alla raccolta, trasporto e conferimento di rifiuti speciali a carico di una ditta individuale, nell'ambito di un procedimento per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di raccolta, smaltimento e traffico illecito di rifiuti pericolosi e per la violazione dell'art. 260 del d.lg. n. 152/06: a quell’epoca i reati ambientali non erano ancora stati inseriti nel d.lg. n. 231.
Consorte-Guerini, Reati associativi e responsabilità degli enti: profili dogmatici e questioni applicative, Riv. Resp. Amm. Soc. enti, 2/2013, 288.
Sez. VI, 24 gennaio 2014 n. 3635.
La Corte ha ritenuto non pertinente il richiamo operato dall'ordinanza impugnata a due precedenti (Sez. 3, n. 5869 del 27 gennaio 2011, e Sez. 3, n. 11969 del 24 febbraio 2011). Secondo la prima sentenza, il profitto del reato di associazione per delinquere, sequestrabile ai fini della successiva confisca per equivalente, è costituito dal complesso dei vantaggi direttamente conseguenti dall'insieme dei reati-fine, dai quali è del tutto autonomo e la cui esecuzione è agevolata dall'esistenza di una stabile struttura organizzata e dal comune progetto delinquenziale. La seconda sentenza ha stabilito che il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente è applicabile, per i reati transnazionali, anche al profitto dei reati di frode fiscale rientranti nel programma associativo di un'organizzazione criminale transnazionale. I menzionati precedenti giurisprudenziali non avevano ad oggetto il controllo dei presupposti e delle condizioni della responsabilità sanzionatoria degli enti, ma afferivano all'individuazione dei profitti conseguiti nell'ambito di associazioni operanti a livello transnazionale, ed i cui reati-fine erano di natura fiscale, riproponendosi, pertanto, i medesimi argomenti posti a sostegno delle considerazioni esposte nella sentenza in esame in merito alla sussistenza di un'oggettiva, immanente, correlazione causale fra l'accertamento dell'importo del debito tributario e la determinazione della quota parte dell'illecito risparmio fiscale.
ComplianceNet: 231-01Antiriciclaggio Read more about Maurizio Arena: “231-01 e auto-riciclaggio, i modelli organizzativi vanno ripensati” (4 febbraio 2015)
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Posted by Agatino Grillo on Friday, 10 October 2014 Fonte: Orrick Corporate Law Alert, ottobre 2014 (pdf, 116 K 4 pp.)
Orrick: “La nuova relazione di revisione, aggiornamento normativo” (15 luglio 2014) Orrick: “D.lgs. 231/2001: aggiornamento normativo e giurisprudenziale” (24 giugno 2014)
Orrick: d.lgs. 231/2001: " Client Alert - Ottobre 2012 - "D.Lgs. 231/2001: Aggiornamento normativo" (22 ottobre 2012) Orrick: convegno "Corruzione privata: allineamento europeo o gioco delle parti?", Milano, 29 Ottobre 2012
ComplianceNet: 231-01Orrick Read more about Orrick: “D.lgs. 231/2001: aggiornamento normativo e giurisprudenziale” (10 ottobre 2014)
Responsabilità “231”: sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione Penale (larevisionelegale.it, 8 ottobre 2014)
Posted by Agatino Grillo on Wednesday, 8 October 2014 Fonte: larevisionelegale.it di Giorgio Gentili I revisori e, ancor di più, i membri del collegio sindacale, i quali possono essere chiamati a ricoprire anche la funzione di membri dell’organismo di vigilanza ex D.Lgs. n. 231/01, hanno interesse a conoscere l’evoluzione della giurisprudenza riguardante il citato decreto.
Sotto questo profilo, la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione “ThyssenKrupp” fornisce degli importanti chiarimenti in merito alla responsabilità amministrativa ex D.Lgs. n. 231/01.
La sentenza riguarda un infortunio sul lavoro in cui erano deceduti sette dipendenti della società coinvolta.Viene precisato il venir meno dell’efficacia esimente del modello organizzativo ex D.Lgs. n. 231/01 se fra i membri dell’Organismo di vigilanza vi è il responsabile del Settore Ecologia, Ambiente e Sicurezza.
Infatti, in tale ipotesi per i giudici viene meno l’autonomia e l’indipendenza dell’OdV.Invero il soggetto che deve essere “controllore” non può essere lo stesso soggetto che deve essere “controllato”.
Inoltre, viene precisato che la responsabilità afferente il D.Lgs. n. 231/01 è peculiare (“tertium genus”) rispetto alle tradizionali responsabilità amministrativa e penale.
Si tratta di un sistema che costituisce un corpus di peculiare impronta, un tertium genus; un sistema in cui sono coniugati i tratti dell’ordinamento amministrativo e penale nel tentativo di contemperare le ragioni dell’efficienza con quelle della massima garanzia.
Ulteriore precisazione riguarda i concetti di “interesse” e “vantaggio” dell’ente; viene evidenziato che vanno riferiti alla condotta e non all’evento e quindi non all’esito antigiuridico.
In questo contesto, il profitto nell’ambito della violazione di una disciplina prevenzionistica è inteso come il vantaggio che si ha nello svolgimento di un’azione che risulta economicamente favorevole, anche se meno sicura del dovuto, o nella mancata adozione di qualche oneroso accorgimento di natura cautelare.
Chi è Giorgio Gentili
Fonte: http://www.larevisionelegale.it/author/giorgio-gentili/Giorgio Gentili responsabile editoriale e coordinatore del sito Larevisionelegale.it, Dottore commercialista in Macerata, Revisore legale e di cooperative, è componente delle commissioni “revisione legale” e "collegio sindacale" dell’UNGDCEC e Manager di società di revisione.
Sul tema della Revisione è Autore di numerose pubblicazioni con primarie Case editrici e relatore in convegni e corsi sulla revisione legale, sulla revisione nelle cooperative e negli enti non profit e compliance ex D.Lgs. n. 231/01.
Altre pubblicazioni e convegni da lui svolti sono su temi societari e fiscali.
231/01: “Misure cautelari da rifare” (Il Sole 24 Ore, 2 ottobre 2014)
La «231» estende all’ente le garanzie difensive per la persona fisica – sintesi (Eutekne.info, 2 ottobre 2014)
231-01: “Vigilanza, spazio per i sindaci” (Il Sole 24 Ore, 24 settembre 2014)
Focus delle Sezioni Unite sulla «231» - sintesi (Eutekne.info, 22 settembre 2014)
Nella «231», sui flussi informativi ampio spazio all’autonomia privata dell’ente – sintesi (Eutekne.info, 18 settembre 2014)
Fisco: per le imprese arrivano i modelli organizzativi tributari (Italia Oggi, 16 settembre 2014)
Falso in bilancio, società colpite (Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2014)
ComplianceNet: 231-01 Read more about Responsabilità “231”: sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione Penale (larevisionelegale.it, 8 ottobre 2014)
Posted by Agatino Grillo on Tuesday, 5 August 2014 Fonte: sito Orrick (qui il testo in pdf, 95 K 10 pp.)
Alessandro De Nicola Ivan Rotunno
Giuseppe Cuminetti Il presente documento è una nota di studio.
ComplianceNet: 231-01AnticorruzioneOrrick Read more about Orrick: Focus 231 - Le nuove linee guida di Confindustria ex D. Lgs. 231/01 (4 agosto 2014)
Privacy – guida pratica: videosorveglianza e registrazione di immagini (278) kappavi (76) Antiriciclaggio: il testo del decreto IV Direttiva presentato dal Governo Gentiloni (28 febbraio 2017) (49) Cos'è l'antiriciclaggio? (42) Antiriciclaggio: IVASS, Regolamento “Adeguata verifica clientela” per le imprese di Assicurazioni (21 luglio 2014) (32) Cos’è la privacy? Parte prima – le domande più frequenti (27) CONSOB: comunicazione sui prodotti finanziari complessi (1° luglio 2015) (23) Governo italiano: attuazione IV Direttiva antiriciclaggio (26 maggio 2017) (23) Privacy – guida pratica: marketing e comunicazioni commerciali (23) Testo del d.lgs. 231/07 modificato con le novità apportate dal decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 (21) Senato: le principali novità del D.Lgs. n.231 antiriciclaggio (16 marzo 2017) (21) Decreto Legislativo n. 231 del 2007 (20) Antiriciclaggio: indicatori di anomalia per operazioni sospette nella pubblica amministrazione (8 ottobre 2015) (19) La Privacy tra i banchi di scuola - vademecum del Garante (19) Banca d'Italia - Sistemi di remunerazione e incentivazione - comunicazione n. 0321560/09 del 28/10/2009 (19) D.Lgs. 231/07 – chiarimenti del MEF sulle "limitazioni all’uso del contante e titolo al portatore" (articolo 49) (18) Banca d’Italia: Trasparenza - "Domande frequenti sul Provvedimento del 29 luglio 2009 e successive modificazioni" (17) Cos’è la Compliance? (17) Privacy: adempimenti e facsimile per la nomina ad "amministratore di sistema" – parte prima (17) IV Direttiva europea antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo – testo definitivo in italiano e inglese (6 giugno 2015) (17) Privacy – guida pratica: diritto d’accesso (16) Cos’è l’autoriciclaggio? (16) 231/01: nuove Linee Guida di Confindustria (31 luglio 2014) (15) FATF-GAFI: aggiornamento delle liste dei Paesi con gravi carenze in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (3 marzo 2015) (15) ESA - European Supervisory Authorities: parere sul rischio riciclaggio per la finanza europea (22 febbraio 2017) (15) Pagine1
Privacy – guida pratica: videosorveglianza e registrazione di immagini (478,219) Privacy: adempimenti e facsimile per la nomina ad "amministratore di sistema" – parte prima (246,217) Cos’è la Compliance? (219,730) D.Lgs. 231/07 – chiarimenti del MEF sulle "limitazioni all’uso del contante e titolo al portatore" (articolo 49) (208,231) Privacy: aggiornamento 2009 dell’esempio di DPS per la PMI (con licenza aperta) (204,217) D.Lgs. n. 231/07: novità per gli assegni bancari e postali (190,071) MiFID, consultazione pubblica sulla nuova normativa secondaria in materia di post-trading (188,365) Privacy: le novità normative di cui tener conto nel DPS (187,231) Testo del d.lgs. 231/07 modificato con le novità apportate dal decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 (186,350) Decreto Legislativo n. 231 del 2007 (184,737) Privacy: gli adempimenti per le aziende entro il 31 marzo (181,341) Privacy: un esempio di DPS per la PMI (con licenza aperta) (95,632) Privacy: aggiornare il DPS per l’anno 2009 – prima parte - tipologie di DPS (90,682) Banca d’Italia: La funzione di compliance nei sistemi di governo e controllo delle imprese bancarie e finanziarie (72,339) Privacy: nomina ad "amministratore di sistema": due diligence del titolare e check list - parte seconda (68,297) Cos'è l'antiriciclaggio? (66,826) Rendiconto del convegno "Il rischio di compliance: implicazioni organizzative e di controllo", Pisa, 5 ottobre 2007- prima parte (62,759) Privacy: aggiornare il DPS per l’anno 2009 – seconda parte – novità normative di cui tener conto (62,598) 6 lezioni sulla privacy (60,872) Banca d'Italia: Disposizioni antiriciclaggio (23 agosto 2011) (58,743) CONSOB: Consultazione sui chiarimenti al regolamento MiFID (57,826) Cos’è la privacy? Parte prima – le domande più frequenti (57,205) Banca d’Italia: nuove disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli antiriciclaggio (10 marzo 2011) (56,671) Antiriciclaggio: linee guida di CNDCEC per l’adeguata verifica della clientela (56,513) Sei lezioni sulla privacy – parte prima (52,401) Pagine1

References: sentenza 
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 articolo 24
 articolo 2
 articolo 6
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