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Timestamp: 2019-09-18 13:39:43+00:00

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Multe, il tribunale: "Parma Gestione Entrate legittimata a riscuotere" - Un Comune a 5 Stelle - Blog - Parma - Repubblica.it
La decisione di un magistrato della sezione civile che con 12 sentenze d'appello ha ribaltato gli annullamenti delle sanzioni e delle ingiunzioni disposti dai giudici di pace
Parma Gestione Entrare è legittimata a riscuotere tributi e sanzioni per conto del Comune di Parma. Lo hanno sancito 12 sentenze emesse lunedì dal giudice civile del tribunale di Parma, che ha accolto l’appello proposto dalla società e dall’Amministrazione contro gli annullamenti di sanzioni e ingiunzioni disposti dal giudice di pace.
Il motivo della nullità, secondo il Gdp, era la mancata iscrizione nel registro dei riscossori di Pge all’epoca in cui sono state emesse le sanzioni. L’azienda ha provveduto all’iscrizione negli scorsi mesi, ma l’atto non avrebbe avuto effetto retroattivi. Il tribunale di Parma ha ribaltato la decisione, dato una diversa interpretazione della norma che individua i soggetti abilitati a svolgere la funzione di riscossione per gli enti pubblici.
Come si legge in una delle sentenze d’appello, resa pubblica dal Movimento Nuovi Consumatori, l’articolo 52 del decreto legislativo 446/97 fissa dei requisiti per la partecipazione alle gare di affidamento del servizio. Dal 2007 viene richiesta l’iscrizione all’Albo per le società a partecipazione pubblica e privata (come Pge).
Ma questo non farebbe venire meno le concessioni affidate in precedenza, scrive il giudice Antonella Ioffredi: Parma Gestione Entrate è stata costituita nel 2006 e ha avuto l’affidamento del servizio prima dell’entrata in vigore di tale norma. Per questo il ricorso di Pge è stato parzialmente accolto e l’ingiunzione annullata dal giudice di pace è stata dichiarata legittima.
IL COMUNE: CONFERMATA NOSTRA POSIZIONE - "In tal modo, il magistrato ha confermato la piena legittimità delle ingiunzioni originariamente annullate in primo grado dai giudici di pace - scrive il Comune in una nota - Il tribunale, in particolare, ha fatto rilevare che l’interpretazione data dalle sentenze appellate ‘viola macroscopicamente’ il principio generale ‘di civiltà giuridica’ di non retroattività della norma emanata successivamente. In sostanza, il tribunale ha ritenuto che le norme richiamate dai giudici di pace non potessero essere applicate a Parma Gestione Entrate in quanto entrate in vigore successivamente alla sua costituzione ed all’affidamento del servizio di riscossione. Questa è sempre stata la tesi sostenuta da Parma Gestione Entrate e dal Comune di Parma. Ora confermata dalla magistratura”.
FILIPPO GRECI: RICORSO IN CASSAZIONE - “E’ di fatto una sentenza che solleva molte perplessità e dubbi in fatto ed in diritto e non tiene conto di tutti gli aspetti, anche le indagini penali, che stanno interessando la predetta società e che sono tutt’altro che chiuse - scrive il presidente del Movimento Nuovi Consumatori Filippo Greci - Sorprende anche il fatto che le unanimi sentenze vittoriose ottenute avanti tutti i Giudici di Pace di Parma, siano state disattese.
Trentasei pagine di sentenza emessa dai Gdp nelle prime pronunce, a fronte di sette pagine di sentenza del giudice togato, sembrerebbero, tuttavia, smentire il poco impegno e l’ignoranza dell’ufficio dei Gdp di Parma.
Sorprende anche, ma non meraviglia affatto la rapidità con la quale la dottoressa Ioffredi ha deciso una causa molto complessa, come dalla stessa ammesso in sentenza: in meno di sei mesi , infatti, il ricorso depositato da Pge è stato deciso - prosegue il comunicato - Ciò a differenza di altri magistrati del locale Tribunale, i quali, vista la mole di lavoro pendente e la complessità della causa, hanno rinviato le cause d’appello promosse da Pge e dal Comune di Parma al 2017 ed al 2018 per la decisione finale
L’eccezionalità della rapidità con cui è stata emessa la sentenza si apprezza solo se si pensa ai ritardi che si accumulano per ottenere una pronuncia, ritardi dovuti all’enormità del contenzioso civile pendente ed alla scarsità di uomini e mezzi di cui può disporre il nostrano Palazzo di Giustizia: ci basta citare una altra causa, in altro ambito, iniziata dall’associazione nel 2012, rinviata al 2019 e che non vedrà la sentenza prima del 2020.
Ma preannunciamo di aver avuto mandato dai nostri associati, per ricorrere immediatamente in Cassazione; associati i quali hanno ben compreso che ormai non si tratta più di una questione di semplice diritto, ma di ben altro; associati che ringraziamo poiché hanno compreso ed apprezzato l’enorme sforzo profuso dai legali della nostra associazione. Associati che troveranno giustizia lontano da Parma, con le inevitabili implicazioni consequenziali”.
Tag: Movimento Nuovi Consumatori, multe, pge
Pino 26 maggio 2016 alle 20:28
CI VOLEVA POCO TEMPO E POCO INCHIOSTRO per decidere ed ora volete rovinare delle famiglie portando il tutto in cassazione, ma Greci lo pachi tu l avvocato per il tribunale e quello per la Cassazione ?
Se capite qualcosa di legge e vi leggete bene la sentenza la possibilità che la cassazione ribalti la cosa é impossibile visto anche il tema della retroattivitá della legge.
Come sia possibile che i gdp abbiano deciso per il MNC é la cosa più preoccupante
Suplex 26 maggio 2016 alle 08:52
Ora aspetto la Cassazione, fermo restando che anche se daranno ragione a MNC essi vorranno essere remunerati (mica lavorano a gratis), quale sarà la loro parcella?.
Attenzione gente quando si va per avvocati, rischiate di avere ragione ma alla fine pagare il doppio (economicamente).
ubywan 25 maggio 2016 alle 15:24
Credo che Elena abbia centrato il punto della questione. Quanto possiamo noi cittadini fidarci, da adesso, della decisione di un giudice di pace? Ma potrebbe andare peggio: per esempio, se la cassazione desse ragione ai GdP, quanto potremmo fidarci del giudice che ha ne ha annullato le sentenze?
Comunque ci tocca attendere per vedere chi ha davvero ragione... speriamo siano rapidi come la Ioffredi.
Elena 25 maggio 2016 alle 12:52
Comunque, se la legge dice che l'iscrizione all'albo è necessaria per le gare successive all'entrata in vigore della legge che la stabilisce, è scandaloso che i giudici di pace abbiano deciso contrariamente alla prescrizione della legge, non che il Tribunale decida in conformità alla legge.
Simone 25 maggio 2016 alle 12:38
ennesima lotta ai mulini a vento persa da MNC...vorrei tanto conoscerli questi consumatori che si sono affidati a questo movimento, chissà cosa ne pensano ora...
filippo trasparenza 25 maggio 2016 alle 11:37
@Barra di solito chi fa giurisprudenza è il Tribunale non a caso organo superiore. In questa vicenda, peraltro, anche il Ministero ha preso posizione ritenendo che PGE non aveva obbligo di iscrizione all'Albo dunque.....vedrà che la Cassazione confermerà le sentenze del Tribunale di Parma.
Aldo 25 maggio 2016 alle 09:31
Gente che paga 500 euro di spese anzichè 80 euro di sanzione....bella lotta con il c.... dei creduloni!
Federico Barra 24 maggio 2016 alle 20:15
>Anche i giudici di pace avevano deciso se x questo............
Ora la palla alla Cassazione!
alessio 24 maggio 2016 alle 18:04
Sta di fatto che il Tribunale ha deciso e, questo è sufficiente, attualmente.
Federico Barra 24 maggio 2016 alle 17:24
Mi permetta di ricordarle che quelli dei Nuovi Consumatori hanno annunciato Ricorso in Cassazione: solo allora si potra' dire chi aveva ragion e chi torto...e non prima....le sentenze di primo grado vi sono state: questo e' un dato di fatto.
Questa e' la pronuncia di un solo Giudice del Tribunale: non e' detto che gli altri la seguano.....
La partita e' solo all'inizio: come l'indagine penale.
stelele 24 maggio 2016 alle 16:55
A fronte di una verifica di un Tribunale tutte le decisioni dei Giudici di Pace che sono state sbandierate come verità giuridica, con grande clamore mediatico interessato, sulla illegittimità dell'attività di Parma Gestione Entrate, sono state ANNULLATE. ed i cittadini ai quali è stato fatto credere che le multe fossero annullate, alla fine dovranno pagare con gli interessi.
Bisogna avere fiducia non nelle denunce ma nella Giustizia che prima o poi arriva ed in questo caso, anche se ho criticato spesso l'amministrazione comunale, bisogna riconoscere che l'assessore Ferretti aveva ragione.
Federico Barra 24 maggio 2016 alle 15:40
In effetti sei mesi per emettere una sentenza e' un periodo di tempo decisamente sospetto: poi ci si lamenta della Giustizia lumaca......
E cmq fa davvero senso che venga smentita un intero collegio di giudici di pace......la Cassazione mettera' fine a questa vicenda una volta x tutte.

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