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Approvato con D.C.C. n. del. Pagina 1 di 30 - PDF
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1 REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI CUNEO REGOLAMENTO PER LA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE, TELECOMUNICAZIONE, RADIODIFFUSIONE SONORA AI SENSI DELLA L.R. 19/2004 e d.g.r del 5/9/2005 Approvato con D.C.C. n. del Pagina 1 di 30
2 INDICE TITOLO 1 Disposizioni generali... 3 art. 1 Finalità... 3 art. 2 Le competenze comunali... 3 art. 3 Campo di applicazione... 3 art. 4 Struttura... 4 art. 5 Definizioni... 4 art. 6 Limiti di esposizione, valori di attenzione (D.P.C.M. 8 luglio 2003, art. 3)... 5 art. 7 Obiettivi qualità (D.P.C.M. 8 luglio 2003, art. 4)... 6 TITOLO 2 Impianti per telefonia mobile e telecomunicazione... 7 art. 8 Classificazione delle aree... 7 art. 9 Individuazione delle aree... 7 TITOLO 3 Impianti per radiodiffusione sonora e televisiva... 9 art. 10 Classificazione delle aree... 9 art. 11 Individuazione delle aree... 9 TITOLO 4 Programmi localizzativi e procedure per la realizzazione di nuovi impianti o modifica di quelli esistenti...11 art. 12 Contenuti del programma art. 13 Procedure per la richiesta e il rilascio dell autorizzazione art. 14 Accesso agli atti art. 15 Procedure semplificate e condizioni agevolate per la realizzazione degli impianti art. 16 Realizzazione di impianti in aree di confine art. 17 Deroghe art. 18 Ammodernamento parco impianti TITOLO 5 Impianti esistenti, riduzione a conformità e piani di risanamento...15 art. 19 Riduzione a conformità art. 20 Piano di risanamento art. 21 Procedure per la riduzione a conformità art. 22 Comunicazione dell esistenza di siti non a norma, impianti per radiodiffusione art. 23 Comunicazione dell esistenza di siti non a norma, impianti per telecomunicazioni art. 24 Trasferimento in siti conformi TITOLO 6 Spese per attività istruttorie...17 art. 25 Spese per attività istruttorie TITOLO 7 - Impianti provvisori...18 art. 26 Impianti provvisori TITOLO 8 - Delocalizzazione degli impianti esistenti in aree sensibili...18 art. 27 Delocalizzazione degli impianti esistenti in aree sensibili art. 28 Vigilanza e Controllo TITOLO 10 Sanzioni...20 art. 29 Sanzioni TITOLO 11 Informazioni alla popolazione...20 art Informazioni alla popolazione APPENDICE A...21 APPENDICE B...22 APPENDICE C...25 APPENDICE D...29 Pagina 2 di 30
3 TITOLO 1 Disposizioni generali art. 1 Finalità 1 Il presente regolamento definisce le norme attuative che sul territorio comunale di Saluzzo disciplinano la concreta attuazione delle competenze comunali in materia di localizzazione degli impianti radioelettrici, così come definite dalla Legge 22 Febbraio 2001 n 36 (Legge Quadro sulla protezione dalle esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici), dalla Legge Regionale 03 Agosto 2004 n 19 (Nuova disciplina regionale sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) e dalla Direttiva tecnica contenuta nella D.G.R. n del 05 Settembre Le norme di seguito stabilite hanno per fine il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per telecomunicazioni e la riqualificazione ambientale degli impianti esistenti al fine di tutelare l ambiente e il paesaggio e perseguire obiettivi di tutela della salute e di salvaguardia della popolazione esposta ad emissioni elettromagnetiche. art. 2 Le competenze comunali 1. Sono di competenza dei Comuni, secondo le leggi statali e regionali ed i rispettivi statuti: a) individuazione dei siti degli impianti per radiodiffusione; b) adozione del regolamento comunale per la tutela e la salvaguardia dell ambiente e della popolazione esposta ad emissioni elettromagnetiche; c) rilascio dell autorizzazione per l installazione o la modifica degli impianti per telecomunicazione e radiodiffusione e delle linee elettriche a bassa tensione; d) esercizio delle funzioni di controllo e vigilanza; e) emanazione di provvedimenti di riduzione a conformità, diffida, e disattivazione degli impianti per telecomunicazione e radiodiffusione e revoca dell autorizzazione di cui alla lettera d); f) informazione della popolazione in seguito all adozione del regolamento. art. 3 Campo di applicazione 1 Il rispetto del presente regolamento si applica agli impianti radioelettrici, compresi gli impianti per telefonia mobile, i radar e gli impianti per radiodiffusione di cui all art.2 comma 1 della L.R.19 con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz, di nuova installazione o per i quali vengano richieste modifiche delle caratteristiche. 2 Le disposizioni del presente regolamento non si applicano: - agli impianti con potenza efficace in antenna minore o uguale a 5 Watt (qualora non inseriti nei programmi localizzativi dei gestori) con obbligo di comunicazione al Comune, all Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) e al Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM); - agli apparati dei radioamatori con obbligo di comunicazione al comune, all Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) e al Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM); (L.R. 19/2004, art.2 comma 3); - nel caso di impianti punto punto (ponti radio) con potenza efficace in antenna inferiore o uguale a 2 W, i gestori o i proprietari inviano al Comune e all ARPA esclusivamente comunicazione della tipologia dell impianto compilata Pagina 3 di 30
4 uniformemente al modello in allegato 2 di cui alla DGR n del nel caso di impianti e di apparecchiature con potenza al connettore in antenna non superiore a 20 W, utilizzati esclusivamente per ragioni di soccorso e di protezione civile, i gestori o i proprietari inviano al Comune e all ARPA. (L.R. 19/2004, art.2 comma 3) esclusivamente comunicazione della tipologia dell impianto compilata uniformemente al modello in allegato 3 di cui alla DGR n del Gli impianti elencati al presente articolo al comma 2 hanno l obbligo della comunicazione come da DGR n del 02/11/04. 4 Il regolamento si applica nei riguardi delle Forze armate e delle Forze di polizia compatibilmente con la normativa nazionale vigente. Tali organismi comunicano al Comune le caratteristiche tecniche degli impianti prima dell attivazione degli stessi. (L.R.19/2004, art.2 comma 4). 5 Si veda l appendice B per le tipologie di impianti non soggetti al presente regolamento. art. 4 Struttura 1 Il piano di localizzazione comunale degli impianti radioelettrici si compone dei seguenti elaborati tecnici: - Regolamento (il presente documento) e rispettivi allegati, costituiti da: - Tavola 1a - Individuazione aree per impianti per telefonia mobile e telecomunicazioni Territorio comunale (Scala 1:15.000); - Tavola 1b - Individuazione aree per impianti per telefonia mobile e telecomunicazioni Centro abitato (Scala 1:5.000); - Tavola 2a - Individuazione aree per impianti di radiodiffusione sonora e televisiva Territorio comunale (Scala 1:15.000); - Tavola 2b - Individuazione aree per impianti di radiodiffusione sonora e televisiva Centro abitato (Scala 1:5.000); Nell ambito di tali elaborati sono indicati gli impianti esistenti alla data di approvazione del presente regolamento. art. 5 Definizioni 1 Ai fini del presente regolamento si assumono le seguenti definizioni: a) Gestore: singola società concessionaria del servizio di telefonia cellulare e/o servizio radiotelevisivo; b) Stazioni e sistemi di impianti radioelettrici: uno o più trasmettitori nonché ricevitori o un insieme di trasmettitori e ricevitori ivi comprese le apparecchiature accessorie necessari ad assicurare un servizio di radiodiffusione, radiocomunicazione o radioastronomia. c) Impianto per telefonia mobile: stazione radio di terra del servizio di telefonia mobile destinata al collegamento radio dei terminali mobili con il servizio di telefonia mobile; d) Impianto fisso per radiodiffusione: stazione di terra per il servizio di radiodiffusione televisiva o radiofonica. e) Esposizione: condizione di una persona soggetta a campi elettrici, magnetici elettromagnetici o a correnti di contatto, di origine artificiale. g) Limite di esposizione: valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da Pagina 4 di 30
5 effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione dei esposizione della popolazione e dei lavoratori. h) Valore di attenzione: valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico considerato come valore di immissione, che non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate. Il valore di attenzione costituisce misura di cautela ai fini della protezione della popolazione da possibili effetti a lungo termine. i) Obiettivi di qualità: criteri localizzativi, standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili; valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico definiti con D.P.C.M. 8 Luglio 2003 per campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a frequenza di rete (50 Hz) (connessi al funzionamento e all esercizio degli elettrodotti) e per campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da sorgenti fisse con frequenze comprese tra 100 khz e 300 GHz. art. 6 Limiti di esposizione, valori di attenzione (D.P.C.M. 8 luglio 2003, art. 3) 1 I valori di cui al precedente art. 5 comma 1 punti g) e h) per campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da sorgenti fisse con frequenze comprese tra 100 khz e 300 GHz sono riepilogati in Tabella 1 e Tabella 2. 2 I valori di immissione dei campi generati da sorgenti fisse con frequenze comprese tra 100 khz e 300 GHz devono essere calcolati o misurati in aree intensamente frequentate cioè superfici edificate ovvero attrezzate permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali, sanitari e creativi. Frequenze Tabella 1 - Limiti di esposizione Intensità di campo elettrico E (V/m) Intensità di campo magnetico H (A/m) Densità di potenza D (W/m 2 ) 0,1< f <3 MHz 60 (valore efficace) 0,2 (valore efficace) - 3< f <3000 MHz 20 (valore efficace) 0,05 (valore efficace) 1 3< f <300 GHz 40 (valore efficace) 0,01 (valore efficace) 4 Pagina 5 di 30
6 Tabella 2 Valori di attenzione Frequenze Intensità di campo elettrico E (V/m) Intensità di campo magnetico H (A/m) Densità di potenza D (W/m 2 ) 0,1 MHz< f <3 GHz 6 0,016 0,10 (3 MHz 300GHz) art. 7 Obiettivi qualità (D.P.C.M. 8 luglio 2003, art. 4) 1 Gli obiettivi di cui al precedente art. 5 comma 1 punto i) sono: a) I criteri localizzativi, gli standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili; b) I valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, definiti dallo Stato secondo le previsioni di cui all art. 4, comma 1, lettera a), ai fini della progressiva miticizzazione dell esposizione ai campi medesimi 2 Ai fini della progressiva minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici, i valori di immissione dei campi oggetto del presente regolamento, calcolati o misurati all'aperto nelle aree intensamente frequentate, non devono superare i valori indicati nella tabella 3. Detti valori devono essere mediati su un'area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti. Tabella 3 Obiettivi di qualità Frequenze Intensità di campo elettrico E (V/m) Intensità di campo magnetico H (A/m) Densità di potenza D (W/m 2 ) 0,1 MHz< f <3 GHz 6 0,016 0,10 (3 MHz 300GHz) Per aree intensamente frequentate si intendono anche superfici edificate ovvero attrezzate permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali, sanitari e ricreativi. Pagina 6 di 30
7 TITOLO 2 Impianti per telefonia mobile e telecomunicazione art. 8 Classificazione delle aree 1 Ai fini del presente regolamento si assumono le seguenti definizioni: a) Aree sensibili: singoli edifici dedicati totalmente o in parte alla salute (ospedali, case di cura e cliniche), singoli edifici scolastici, singoli edifici o aree attrezzate dedicati totalmente o in parte alla popolazione infantile (parchi gioco, baby parking, orfanotrofi e strutture similari), residenze per anziani e pertinenze relative a tutte le tipologie citate (ad esempio cortili, terrazzi, balconi, giardini, compresi i lastrici solari); b) Zone di installazione condizionata ovvero: 1) area compresa nel raggio di 30 metri dal confine esterno dei beni classificati come aree sensibili; 2) beni culturali di cui all art. 2 comma 2 del D. Lgs n. 42; 3) area definita come centro storico e nuclei di antica formazione ; 4) aree sottoposte a vincolo paesaggistico, aree protette; 5) aree soggette a vincoli e prescrizioni dei strumenti normativi territoriali sovracomunali o dei piani d area. c) Zone di attrazione di proprietà comunale ovvero: 1) aree o edifici di proprietà comunale. d) Zone di attrazione di proprietà non comunale ovvero: 1) aree classificate dal PRGC come produttive e le relative pertinenze; 2) aree a bassa o nulla densità abitativa; 3) aree individuate autonomamente dall amministrazione comunale. e) Zone neutre: zone che non ricadono nelle aree di cui ai precedenti punti a), b), c) e d). La classificazione delle aree è eseguita sulla base di: Destinazione d uso del territorio stabilita dal P.R.G.C. ed indicazioni specifiche delle relative NTA. art. 9 Individuazione delle aree 1 Le aree di cui al precedente art. 8 sono individuate nelle tavole cartografiche 1a ed 1b Individuazione aree per impianti per telefonia mobile e telecomunicazioni. 2 Nelle aree sensibili è vietata l installazione di impianti per telefonia mobile e telecomunicazione. Per un maggiore dettaglio le zone sensibili sono elencate in Appendice C. 3 Nelle zone di installazione condizionata l installazione di impianti per telefonia mobile e telecomunicazione è subordinata all adozione delle migliori tecniche disponibili (valutabili dai Tecnici Comunali) per l inserimento del manufatto nel contesto ambientale e paesaggistico. Tale valutazione deve seguire gli orientamenti individuati dal documento Criteri e indirizzi per la tutela del Paesaggio (cap ) della Regione Piemonte, che riporta tra gli altri, anche i seguenti aspetti: Preferenza per installazioni a mezza costa in aree preferibilmente boscate con alto fusto a discapito di installazioni su zone maggiormente esposte alla vista quali dorsali collinari; Eventuale inserimento di opere di integrazione atte a ridurre l impatto visivo; Pagina 7 di 30
8 Rispetto di elementi architettonici e paesaggistici in maniera tale da evitare interferenze visive. 4 In forza del vincolo paesaggistico che interessa parte del territorio comunale, le nuove installazioni ovvero gli interventi sugli impianti esistenti tali da comportare una modifica dell aspetto dei luoghi ai sensi del D. Lgs. 42/2004 devono essere preventivamente autorizzati dal Comune di Saluzzo ai sensi della L.R. 32/2008 e s.m.i.. È richiesta, per ogni intervento avente le succitate caratteristiche, la presentazione di istanza per l ottenimento dell autorizzazione paesaggistica corredata da apposita relazione paesaggistica comprendente lo studio sull inserimento ambientale/paesaggistico e la documentazione di progetto architettonico, da allegare alla istanza di autorizzazione (art. 13 del presente regolamento). Si riporta inoltre in Appendice D un elenco degli accorgimenti utili alle migliori modalità di inserimento degli impianti. Tali indirizzi progettuali dovranno essere considerati e trattati nello studio ambientale/paesaggistico. In particolare lo studio sull inserimento ambientale/paesaggistico deve necessariamente produrre: - Documentazione fotografica dell esistente; - Documentazione fotografica contenente almeno n 3 foto prese a differente angolazione, a distanza ravvicinata (<100m) e prospettica di paesaggio (rappresentazione di una porzione di territorio per almeno 500m di orizzonte), con simulazione in rendering / foto inserimento, per quanto attiene ai nuovi impianti, della situazione di fatto e di progetto. L ufficio comunale preposto potrà richiedere la predisposizione di ulteriori simulazioni in funzione del colore e della tipologia del manufatto. 5 Nelle zone neutre l installazione di impianti non è soggetta a particolari condizioni, così come le relative istanze seguono l iter previsto dalle normative vigenti (artt. 13 e 15 del presente regolamento). 6 Nelle zone di attrazione l installazione di impianti è soggetta a procedure particolari (art. 15 del presente regolamento). 7 Al fine di minimizzare l'esposizione della popolazione, sono privilegiate le installazioni degli impianti su aree di proprietà comunale, dietro pagamento di un canone annuo, da regolarsi mediante apposita convenzione approvata dalla Giunta Comunale. 8 E fatto obbligo, qualora non se ne dimostri l impossibilità, di avvalersi di idonei manufatti preesistenti o strutture destinate allo stesso uso in un raggio pari a 500m dal punto prescelto per l installazione. Pagina 8 di 30
9 TITOLO 3 Impianti per radiodiffusione sonora e televisiva art. 10 Classificazione delle aree 1 Ai fini del presente regolamento si assumono le seguenti definizioni: a) Aree sensibili: singoli edifici dedicati totalmente o in parte alla salute (ospedali, case di cura e cliniche), singoli edifici scolastici, singoli edifici o aree attrezzate dedicati totalmente o in parte alla popolazione infantile (parchi gioco, baby parking, orfanotrofi e strutture similari), residenze per anziani e pertinenze relative a tutte le tipologie citate (ad esempio cortili, terrazzi, balconi, giardini, compresi i lastrici solari); b) Zone di vincolo ovvero: 1) area definita come centro storico da P.R.G.; 2) tutta l area urbana per gli impianti con potenza efficace in antenna superiore a 500 W; c) Zone di installazione condizionata ovvero: 1) area compresa nel raggio di 30 metri dal confine esterno dei singoli beni classificati come aree sensibili; 2) beni culturali di cui all art. 2 comma 2 del D. Lgs n. 42; 3) aree sottoposte a vincolo paesaggistico, aree protette; 4) aree definite come nuclei di antica formazione ; 5) aree soggette a vincoli e prescrizioni dei strumenti normativi territoriali sovracomunali o dei piani d area. d) Zone di attrazione di proprietà comunale ovvero: 1) aree o edifici di proprietà comunale. e) Zone di attrazione di non proprietà comunale ovvero: 1) aree classificate dal PRGC come produttive e le relative pertinenze; 2) aree a bassa o nulla densità abitativa; 3) aree individuate autonomamente dall amministrazione comunale. f) Zone neutre: zone che non ricadono nelle aree di cui ai precedenti punti a), b), c), d) ed e). La classificazione delle aree è eseguita sulla base di: Destinazione d uso del territorio stabilita dal P.R.G.C. ed indicazioni specifiche delle relative NTA. art. 11 Individuazione delle aree 1 Le aree di cui al precedente art.10 sono individuate nelle tavole cartografiche 2a e 2b Individuazione aree per impianti per radiodiffusione sonora e televisiva. 2 Nelle aree sensibili è vietata l installazione di impianti per radiodiffusione sonora e televisiva. Tali aree sono elencate in Appendice C. 3 Nelle zone di vincolo è vietata l installazione di impianti per radiodiffusione sonora e televisiva. Per gli impianti con potenza efficace in antenna superiore a 500 W è da considerare come zona di vincolo tutta l area urbana, così come desunta dal P.R.G.C.. 4 Nelle zone di installazione condizionata l installazione di impianti per radiodiffusione sonora e televisiva è subordinata all adozione delle migliori tecniche disponibili (valutabili dai Tecnici Comunali) per l inserimento del manufatto nel contesto ambientale e paesaggistico. 5 Anche per queste categorie di impianti valgono integralmente le prescrizioni previste all art. 9 commi 3 e 4. Pagina 9 di 30
10 6 Nelle zone neutre l installazione di impianti non è soggetta a particolari condizioni, così come le relative istanze seguono l iter previsto dalle normative vigenti (artt. 13 e 15 del presente regolamento). 7 Nelle zone di attrazione l installazione di impianti è soggetta a procedure particolari (art. 15 del presente regolamento). 8 L individuazione dei siti di localizzazione per impianti per radiodiffusione deve essere fatta in coerenza con i piani nazionali di assegnazione delle frequenze, approvati dall Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. 9 Sono privilegiate le installazioni degli impianti su aree di proprietà comunale, dietro pagamento di un canone annuo, da regolarsi mediante apposita convenzione approvata dalla Giunta Comunale. 10 Una quota pari al 5% degli introiti derivati dal pagamento del canone sarà destinato ad attività di pianificazione, monitoraggio informazione sulla problematica della minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici. 11 E fatto obbligo, qualora non se ne dimostri l impossibilità, di avvalersi di idonei manufatti preesistenti o strutture destinate allo stesso uso in un raggio pari a 500m dal punto prescelto per l installazione. Pagina 10 di 30
11 TITOLO 4 Programmi localizzativi e procedure per la realizzazione di nuovi impianti o modifica di quelli esistenti art. 12 Contenuti del programma 1 I titolari degli impianti presentano, entro il 31 dicembre di ogni anno, un programma contenente le proposte di localizzazione degli impianti per telecomunicazioni e radiodiffusione (programma localizzativo). 2 Il programma localizzativo contiene la dimensione del parco impianti di cui il gestore intende richiedere l autorizzazione all installazione nell arco temporale di un anno, tenendo conto delle aree idonee all installazione di cui ai precedenti Titolo 2 e Titolo 3 anche evidenziando la possibilità di condivisione con impianti esistenti. 3 Il programma deve contenere le principali caratteristiche tecniche e le ragioni per l ampliamento del servizio e l investimento necessario alla realizzazione del programma. 4 Il programma deve contenere anche gli effetti indotti sul sistema economico locale. 5 Sono esclusi dal programma gli impianti di cui all art. 2 della L.R. 19/2004. È comunque facoltà del Gestore includere nel programma localizzativo impianti fissi con potenza efficace in antenne minore o uguale a 5 W, al solo fine dell applicazione delle procedure semplificate. 6 Il programma deve essere presentato in formato cartaceo e in formato elettronico al Comune e alla Provincia, ricomprendendo anche gli impianti oggetto del programma dell anno precedente per i quali non sia stata ancora avanzata domanda di autorizzazione. 7 I gestori possono integrare il programma con cadenza trimestrale nel caso di variazioni di numero, localizzazione a caratteristiche principali degli impianti. 8 La presentazione del programma non è dovuta quando non sia previsto di richiedere l autorizzazione all installazione di impianti nel corso dell anno cui si riferisce il programma stesso. art. 13 Procedure per la richiesta e il rilascio dell autorizzazione 1 La domanda per l autorizzazione all installazione di nuovi impianti deve essere presentata all ARPA e contestualmente all Ufficio Tecnico del Comune dalle persone fisiche titolari dall autorizzazione generale del Ministero delle Comunicazioni oppure dai legali rappresentanti della persona giuridica o soggetti muniti di delega; Tale procedura si applica anche nel caso di modifiche di impianti esistenti. La domanda deve contenere in allegato: - documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità relativi alle emissioni elettromagnetiche di cui all art l attestazione di avvenuto pagamento delle spese per attività istruttorie; - cartografia riportante la localizzazione dell area interessata all installazione; - dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la corrispondenza della forma, dimensione e altezza degli edifici o delle aree riportate nella cartografia. - istanza per l ottenimento dell aut. paesaggistica (nei casi necessari); - N 4 copie dello studio sull inserimento ambientale e/o paesaggistico del manufatto di cui ai artt. 9 commi 3 e 4 e 11 comma 5. 2 La domanda è formulata mediante istanza di autorizzazione per gli impianti con potenza in singola antenna maggiore di 20 W o con Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) per gli impianti con potenza in singola antenna inferiore ai 20 W. Pagina 11 di 30
12 3 In caso di pluralità di domande viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da più operatori. 4 Al momento della presentazione della domanda l ufficio ricevente (Ufficio Tecnico) indica al richiedente e all ARPA il nome del responsabile del procedimento. In mancanza di indicazione puntuale da parte dell ufficio tecnico, il responsabile del procedimento è implicitamente individuabile nel Responsabile del Servizio Tecnico Edilizia Privata ed Urbanistica. 5 L ARPA a partire dal ricevimento della richiesta di autorizzazione si pronuncia nei termini di legge. 6 L ufficio comunale ricevente provvede a pubblicizzare l istanza tramite albo pretorio pur senza diffondere i dati caratteristici dell impianto. 7 Il responsabile del procedimento può richiedere per una sola volta entro quindici giorni dalla data di ricezione dell istanza, il rilascio di dichiarazioni e l integrazione della documentazione prodotta. 8 Le istanze di autorizzazione relative a nuovi impianti o modifica degli impianti esistenti si intendono accolte qualora entro 90 giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda non sia stato comunicato un provvedimento di diniego, fatta salva la corretta ed avvenuta corresponsione dei diritti di istruttoria e fatto salvo quanto previsto nei precedenti articoli in merito all ottenimento di altre eventuali autorizzazioni connesse alla realizzazione degli interventi. 9 Il Comune trasmette all ARPA e al CORECOM copia dei provvedimenti autorizzativi rilasciati o del provvedimento di diniego. 10 Le opere devono essere realizzate, pena la decadenza dell autorizzazione, nel termine perentorio di 12 mesi dalla formazione del silenzio assenso oppure dalla ricezione del provvedimento autorizzativo espresso. 11 Prima dell attivazione degli impianti i gestori o i proprietari certificano al comune la conformità degli stessi e delle reti ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente nonché alle condizioni tecniche e di campo elettromagnetico indicate nella DIA. 12 Il Comune trasmette all ARPA comunicazione degli estremi dell avvenuta attivazione degli impianti. art. 14 Accesso agli atti 1 Il Comune assicura alla cittadinanza e agli aventi diritto, nelle forme previste dalla Legge 241/90 e s.m., l informazione e la partecipazione alle procedure in atto, fatto salvo il rispetto della riservatezza industriale e commerciale di cui al D. Lgs. 39/1997 relativamente ai dati sensibili dei piani industriali dei gestori. art. 15 Procedure semplificate e condizioni agevolate per la realizzazione degli impianti. 1 Le procedure autorizzative o iter semplificati si applicano per: - realizzazione di impianti fissi con potenza efficace in antenna minore o uguale a 5 W che siano stati eventualmente compresi nel programma localizzativo dei gestori; - realizzazione all interno delle zone di attrazione di impianti che, secondo quanto indicato dal richiedente e da relativa perizia asseverata, propongano la messa in opera delle migliori tecnologie disponibili rispetto agli standard in uso, nell erogazione dei servizi di telecomunicazione, dal punto di vista dell architettura della rete, oppure nella tipologia del segnale e del sistema radiante; Pagina 12 di 30
13 - realizzazione all interno delle zone neutre di impianti che, secondo quanto indicato dal richiedente e da relativa perizia asseverata, propongano la messa in opera delle migliori tecnologie disponibili rispetto agli standard in uso, nell erogazione dei servizi di telecomunicazione, dal punto di vista dell architettura della rete, oppure nella tipologia del segnale e del sistema radiante; - realizzazione, all interno delle zone neutre, di impianti in sostituzione di quelli preesistenti che, secondo quanto indicato dal richiedente e da relativo parere preventivo formulato dall ARPA, diano luogo ad una riduzione dei livelli di esposizione della popolazione; - nei casi di ammodernamento parco impianti come previsto all art La domanda va presentata sotto forma DIA (Dichiarazione di inizio attività) fermo restando la presentazione dell intera documentazione di cui all art. 13 comma 1. 3 Le dichiarazioni di inizio attività relative a nuovi impianti si intendono accolte qualora entro: 60 giorni per gli impianti con potenza compresa tra i 5 e 20W 45 giorni per gli impianti con potenza inferiore o uguale a 5W dalla presentazione del progetto e della relativa domanda non sia stato comunicato un provvedimento di diniego, fatta salva la corretta ed avvenuta corresponsione dei diritti di istruttoria e fatto salvo quanto previsto nei precedenti articoli in merito all ottenimento di altre eventuali autorizzazioni connesse alla realizzazione degli interventi. art. 16 Realizzazione di impianti in aree di confine 1 Ferme restando le procedure autorizzative espresse ai precedenti artt. 13 e 15 nel caso di realizzazione di impianti in aree di confine, il Comune su cui ricade l impianto fornisce copia della DIA o dell istanza di autorizzazione al comune limitrofo/i. 2 Nel caso un Amministrazione interessata abbia espresso motivato dissenso, il responsabile del procedimento convoca, entro 30 giorni dalla data di ricezione della domanda, una conferenza di servizi alla quale prendono parte i rappresentanti delle Amministrazioni degli Enti locali interessati, nonché i soggetti preposti ai controlli di cui all art. 14 della Legge Quadro 36/ La conferenza dei servizi deve pronunciarsi entro 30 giorni dalla prima convocazione; l approvazione adottata a maggioranza dai presenti sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole Amministrazioni e vale come dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori. Della convocazione e dell esito della conferenza viene informato il Ministero. art. 17 Deroghe 1 Sono escluse dalla presentazione dell istanza di autorizzazione o DIA e delle relative spese per le attività istruttorie le modifiche degli impianti, già provvisti di titolo autorizzativo aventi caratteristica di mera manutenzione o di semplice sostituzione di parti di impianto che implichino solo variazioni non sostanziali agli stessi e comunque non influenti sul campo elettromagnetico prodotto, fatto salvo quanto riportato nel presente Regolamento per quanto attiene l autorizzazione paesaggistica. 2 Il Comune può rilasciare l autorizzazione per l installazione di impianti non inseriti nel programma localizzativo in caso di ragioni d urgenza o indifferibilità motivate dal richiedente. Pagina 13 di 30
14 art. 18 Ammodernamento parco impianti 1 Gli impianti riportati a seguire possono usufruire delle procedure semplificate di cui all art. 15: - impianti che, su proposta del Comune o autonomamente inseriti nel programma localizzativo da parte dei gestori, sostituiscono impianti con caratteristiche tecniche, tecnologiche o gestionali obsolete, secondo quanto dichiarato dal richiedente e da relativo parere preventivo formulato dall ARPA; gli impianti proposti dal Comune non sono soggetti agli oneri di istruttoria; - impianti microcellulari; - impianti che sostituiscono soluzioni tecnologiche in via di dismissione (TACS e TV analogica); - utilizzo di sistemi xing per impianti radiotelevisivi. Pagina 14 di 30
15 TITOLO 5 Impianti esistenti, riduzione a conformità e piani di risanamento art. 19 Riduzione a conformità 1 La riduzione a conformità è un processo che deve essere attuato ogni volta che venga riscontrato dall ARPA il superamento dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione o degli obiettivi di qualità di cui all art Tale processo consiste nel riportare il valore del campo elettromagnetico globale al di sotto della soglia superata, quindi rispettivamente ai limiti di esposizione, ai valori di attenzione o agli obiettivi di qualità di cui all art All attuazione della riduzione a conformità si procede mediante la riduzione dei contributi delle singole sorgenti, secondo le previsioni della normativa tecnica vigente. Questa procedura consente di valutare per ogni sorgente l entità della riduzione, che dovrà essere ottenuta tramite la riduzione della potenza al connettore d antenna oppure tramite misure di analoga efficacia, quali, ad esempio, l innalzamento del centro elettrico del sistema radiante o la modifica del diagramma d irradiazione dello stesso (modifica dell antenna, adozione di opportuni schermi). art. 20 Piano di risanamento 1 Nel caso di superamento dei valori di attenzione o degli obiettivi di qualità, qualora la riduzione a conformità, perseguita con le azioni di cui all art. 19 comma 3, non consenta il mantenimento della qualità del servizio; previo accertamento degli organi periferici del Ministero delle Comunicazioni competenti per territorio, i gestori dovranno predisporre un piano di risanamento al fine di riportare i valori di campo al di sotto delle rispettive soglie superate. 2 Tale piano può comprendere misure tecniche, tecnologiche di modernizzazione e innovazione degli impianti, unitamente a misure organizzative e di razionalizzazione mediante condivisione su tralicci comuni, oppure ipotesi di trasferimento in altri siti, secondo quanto indicato al successivo art. 24. art. 21 Procedure per la riduzione a conformità 1 Nel caso di superamento dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione o degli obiettivi di qualità, il Comune diffida i gestori a procedere alla riduzione a conformità entro 60 giorni. 2 Il Comune informa l ARPA dell emanazione della diffida in capo ai gestori. 3 Fino all adozione di eventuali misure di analoga efficacia, alternative alla riduzione della potenza al connettore d antenna, il gestore deve comunque ridurre la potenza secondo quanto prescritto dal Comune, sulla base delle indicazioni dell ARPA. 4 In caso di inadempienza dei gestori degli impianti a eseguire la riduzione a conformità, nel caso di superamento dei limiti di esposizione, il comune, scaduto il termine della diffida, richiede al Ministero delle Comunicazioni, la disattivazione dei suddetti impianti e ne dà comunicazione alla provincia. 5 Nel caso di superamento dei valori di attenzione o degli obiettivi di qualità, qualora la riduzione a conformità non consenta il mantenimento della qualità del servizio, secondo quanto accertato dagli organi periferici del Ministero delle Comunicazioni competenti per territorio, i gestori degli impianti per radiodiffusione ovvero i gestori degli impianti per telecomunicazioni ne danno comunicazione al Comune, allegando la relativa certificazione alle domande in allegato I e II della DGR n del al fine di attivare la procedura per la presentazione del piano di risanamento. Pagina 15 di 30
16 art. 22 Comunicazione dell esistenza di siti non a norma, impianti per radiodiffusione 1 I comuni danno comunicazione alla provincia della avvenuta riduzione a conformità o della necessità di adozione di un piano di risanamento di cui art. 21 comma 5, unitamente alla documentazione pervenuta dai gestori. art. 23 Comunicazione dell esistenza di siti non a norma, impianti per telecomunicazioni 1 I comuni danno comunicazione alla provincia della avvenuta riduzione a conformità o della necessità di adozione di un piano di risanamento di cui art. 21 comma 5, unitamente alla documentazione pervenuta dai gestori. art. 24 Trasferimento in siti conformi 1 In caso di trasferimento degli impianti in siti conformi questo dovrà avvenire, con onere a carico del titolare o gestore nei siti individuati come zone di attrazione nelle cartografie allegate al presente regolamento. Pagina 16 di 30
17 TITOLO 6 Spese per attività istruttorie art. 25 Spese per attività istruttorie 1 Le spese derivanti dallo svolgimento delle attività tecniche e amministrative per il rilascio dell autorizzazione all installazione o alla modifica degli impianti, a esclusione di quelli di cui all articolo 2, comma 3 della Legge 36/2001, per ogni singola installazione sono individuate: - per gli impianti con potenza efficace in antenna superiore a 20 W inseriti in contesto non edificato, in 400 euro, per quelli inseriti in contesto edificato, in euro; - per gli impianti con potenza efficace in antenna minore o uguale a 20 W inseriti in contesto non edificato, in 300 euro, per quelli inseriti in contesto edificato, in 900 euro; - per gli impianti soggetti alle condizioni agevolate di cui all articolo 15 ed all articolo 18, inseriti in contesto non edificato, in 200 euro, per quelli inseriti in contesto edificato, in 500 euro. 2 Per la modifica degli impianti, già provvisti di titolo autorizzativo, le spese sono ridotte del 50 per cento. 3 Non costituiscono modifica, al fine della presentazione dell istanza di autorizzazione e del relativo pagamento delle spese, gli interventi sugli impianti, già provvisti di titolo autorizzativo, aventi caratteristica di mera manutenzione o di semplice sostituzione di parti, che implichino solo variazioni non sostanziali agli stessi e comunque non influenti sulla configurazione del campo elettromagnetico prodotto, fatto salvo in ogni caso quanto previsto agli articoli 9 comma 4 e 11 comma 5. 4 Poiché si tratta di spese connesse con l istruttoria, l importo è sempre dovuto, anche in caso di provvedimento di diniego. 5 Il pagamento deve essere effettuato, al momento della presentazione dell istanza di autorizzazione o della DIA. È fatto obbligo allegare le ricevute di pagamento delle spese istruttorie; in assenza di tale ricevute di pagamento non decorrono i termini per il silenzio assenso di cui agli artt. 13 e Le somme sono versate al Comune, alla Provincia competente e ad ARPA nella misura rispettivamente del 48%, del 20% e del 32%. Tali somme dovranno essere versate con le modalità comunicate dai rispettivi enti agli indirizzi ed alle coordinate di deposito definite dagli stessi e come eventualmente comunicato da parte dell Amministrazione Comunale a mezzo di opportuni avvisi (vedasi APPENDICE A). Pagina 17 di 30
18 art. 26 Impianti provvisori TITOLO 7 - Impianti provvisori 1 I gestori di reti di telefonia mobile possono richiedere l attivazione di impianti trasportabili e provvisori. 2 Per impianto mobile si intende l impianto installato su strutture mobili e ricollocabile, che viene utilizzato nel sito per un tempo prestabilito. 3 Gli impianti mobili possono essere previsti: - a servizio di manifestazioni temporanee, per il tempo strettamente necessario allo svolgimento della manifestazione. - per sopperire in particolari periodi dell anno all aumento del traffico. 4 Degli impianti mobili è data comunicazione al Comune entro 20 giorni prima della loro collocazione. Il Comune entro 5 giorni dalla ricezione della comunicazione può chiedere al gestore una diversa localizzazione. Alla comunicazione deve essere allegata la seguente documentazione: - parere favorevole A.R.P.A. - descrizione del tipo di iniziativa e relativa durata corredata dai tempi di installazione dell impianto mobile; - localizzazione dell impianto su cartografia aggiornata in scala 1:5000. TITOLO 8 - Delocalizzazione degli impianti esistenti in aree sensibili art. 27 Delocalizzazione degli impianti esistenti in aree sensibili In sede di approvazione del Piano di localizzazione degli impianti di telefonia mobile, telecomunicazione, radiodiffusione sonora e televisiva, deve essere proposta ai gestori la predisposizione di un Piano di riassetto con le modifiche, gli adeguamenti e le eventuali delocalizzazioni degli impianti esistenti con particolare riferimento a quelli installati in aree sensibili. Pagina 18 di 30
19 TITOLO 9 Vigilanza e Controllo art. 28 Vigilanza e Controllo 1 Ai fini dell attuazione della legge regionale il comune esercita le funzioni controllo e vigilanza unitamente al CORECOM, per quanto attiene alle funzioni proprie in base alla legge regionale 7 gennaio 2001, n. 1 (istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato regionale per le Comunicazione), avvalendosi dell A.R.P.A., ai sensi della legge regionale 13 aprile 1995, n. 60 (Istituzione dell Agenzia regionale per la protezione ambientale) e nel quadro dei compiti dell A.R.P.A. fissati all art. 38 della L.R. 44/2000; 2 Le attività di controllo e vigilanza sono volte a garantire: a) il rispetto dei limiti di esposizione dei campi elettromagnetici e delle misure di cautela nonché delle prescrizioni degli atti autorizzativi; b) la corretta realizzazione delle azioni di risanamento; c) la valutazione del mantenimento dei parametri tecnici attraverso i dati forniti dai gestori e il controllo a campione degli stessi 3 Gli esiti delle attività di controllo, di cui al comma 2, sono comunicati all Autorità sanitaria locale e alla Provincia di Torino. 4 Il Comune, avvalendosi di proprie apparecchiature, effettua attività di monitoraggio sui siti sensibili individuati sulla cartografia allegata al presente regolamento. Qualora dagli esiti dell attività di controllo si verifichi il superamento dei valori prescritti il Comune richiederà ulteriori verifiche all A.R.P.A. competente. Pagina 19 di 30
20 art. 29 Sanzioni TITOLO 10 Sanzioni Per le violazioni relative ai contenuti del presente regolamento ed alle Leggi di settore, si applicano le sanzioni di cui all art. 16 della legge regionale 3/8/2004, n. 19. art Informazioni alla popolazione TITOLO 11 Informazioni alla popolazione L Amministrazione Comunale promuove l informazione preventiva alla popolazione residente con i sistemi più idonei per consentire la massima diffusione relativamente alle nuove installazioni oggetto del presente Regolamento ed ai monitoraggi effettuati sul territorio comunale. Pagina 20 di 30
21 APPENDICE A RIFERIMENTI PER IL VERSAMENTO DEI DIRITTI DI ISTRUTTORIA (art. 25) Gli importi versati a copertura delle spese istruttorie di cui all art. 25 del Regolamento saranno così ripartiti: Il 20 % dell importo totale, così come calcolato ai sensi dell art. 25 del Regolamento, a Provincia di Torino sul C/C bancario - UNICREDIT BANCA - BANCA C.R.T. - Agenzia n. 54, Via Bogino 12/b Torino n ABI CAB 01051, o su C/C postale n ABI CAB causale Oneri D.G.R. n del 5 settembre 2005 spese per attività istruttoria su impianti radioelettrici di cui all art. 14 L.R.. 19/2004 -istanza del, prot. n. [inserire la data dell istanza ed eventuali protocolli di riferimento] Il 32 % dell importo totale, così come calcolato ai sensi dell art. 25 del Regolamento, all ARPA Piemonte sul CCP , CAB 01000, ABI 07601, CIN Q, - causale: Oneri D.G.R. n del 5 settembre 2005 spese per attività istruttoria su impianti radioelettrici di cui all art. 14 L.R.. 19/2004 -istanza del, prot. n. [inserire la data dell istanza ed eventuali protocolli di riferimento] Il 48 % dell importo totale, così come calcolato ai sensi dell art. 25 del Regolamento, al Comune di Saluzzo sul C/C bancario che il Comune specifica sui propri siti istituzionali causale Oneri D.G.R. n del 5 settembre 2005 spese per attività istruttoria su impianti radioelettrici di cui all art. 14 L.R.. 19/2004 -istanza del, prot. n. [inserire la data dell istanza ed eventuali protocolli di riferimento] I riferimenti bancari/postali per il versamento delle rispettive somme possono subire modificazioni: è compito dell interessato accertarsi preventivamente, presso ogni ente interessato, sulle avvenute variazioni. Eventuali erronei versamenti, anche derivanti dalle variazioni dianzi citate, sono ad esclusivo rischio dell interessato. Pagina 21 di 30
22 APPENDICE B TIPOLOGIE DI IMPIANTI NON SOGGETTI AL PRESENTE REGOLAMENTO (art. 3) In questa appendice vengono trattati gli impianti di telecomunicazioni che utilizzano nella loro attività ponti radio ed in particolare quelli operanti sulle frequenze dedicate alle tecnologie Radiolan. Ad oggi queste frequenze ed i relativi limiti tecnici di utilizzo sono specificate nella raccomandazione CEPT ERC/REC e trovano un riscontro nel piano nazionale delle frequenze (PNF) per quanto riguarda le bande dei 2,4 5 e 17 GHz. In particolare, per quanto riguarda le potenze utilizzabili valgono i seguenti valori: Dal punto di vista normativo vale innanzitutto il codice delle comunicazioni elettroniche e le norme regionali successivamente emanate. Di seguito vengono descritti in maniera sintetica gli adempimenti per le diverse tipologie di Collegamento : punto-punto, punto-multipunto e hot spot. Punto-Punto Se la potenza dell'impianto è inferiore o uguale a 2 W è necessario produrre la seguente documentazione a Comune sede dell'impianto ed ARPA Piemonte: Comunicazione contenente la tipologia dell impianto e le caratteristiche tecniche e anagrafiche DGR del 2 novembre 2004 (come modificata dal Punto 6 della DGR del 5 settembre 2005), con gli allegati sotto indicati: Scheda tecnica impianto Sub-allegato I - DGR n del 2 novembre 2004; Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante, con il formato MSI - Suballegato II - DGR n del 2 novembre 2004; per conoscenza al CORECOM Piemonte: Comunicazione contenente la tipologia dell impianto e le caratteristiche tecniche e anagrafiche DGR del 2 novembre 2004 (come modificata dal Punto 6 della DGR del 5 settembre 2005), con l allegato sotto indicato: Scheda tecnica impianto Sub-allegato I - DGR n del 2 novembre Tale comunicazione costituisce titolo autorizzativo all installazione dell impianto e all esercizio dell attività Se la potenza dell'impianto è superiore a 2 W e minore o uguale a 5 W è necessario produrre la seguente documentazione a Comune sede dell'impianto ed ARPA Piemonte: Denuncia di inizio attività (DIA) - DGR n del 14 giugno 2004 (come rettificata con DGR n del 3 agosto 2004), con gli allegati sotto indicati: Pagina 22 di 30
23 Scheda tecnica impianto Allegato A alla citata DGR n del 14 giugno 2004; Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante, con il formato MSI - Allegato I alla citata DGR n del 14 giugno 2004; Mappa della zona circostante il punto di installazione conforme alle indicazioni della citata DGR n del 14 giugno 2004; e per conoscenza al CORECOM Piemonte: Denuncia di inizio attività (DIA) - DGR n del 14 giugno 2004 (come rettificata con DGR n del 3 agosto 2004), con l allegato sotto indicato: Scheda tecnica impianto Allegato A alla citata DGR n del 14 giugno Punto-multipunto (PMP) e impianti fissi per telecomunicazioni mobili dedicati a coperture indoor Se la potenza massima al connettore d antenna è inferiore o uguale a 0,5 W è necessario produrre la seguente documentazione al Comune sede dell'impianto e all'arpa Piemonte: Comunicazione della tipologia dell impianto e delle caratteristiche tecniche e anagrafiche DGR n del 2 novembre 2004 (come modificata dal Punto 6 della DGR n del 5 settembre 2005 e dalla DGR n del 21 dicembre 2007), con gli allegati sotto indicati: Scheda tecnica impianto Sub-allegato I - DGR n del 2 novembre 2004; Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante, con il formato MSI - Suballegato II - DGR n del 2 novembre 2004; Solo per gli impianti fissi per telecomunicazioni mobili dedicati a coperture indoor, i gestori o i proprietari inviano in allegato anche una dichiarazione dell altezza del centro elettrico rispetto al piano di calpestio. per conoscenza al CORECOM Piemonte: Comunicazione della tipologia dell impianto e delle caratteristiche tecniche e anagrafiche DGR n del 2 novembre 2004 (come modificata dal Punto 6 della DGR n del 5 settembre 2005 e dalla DGR n del 21 dicembre 2007), con l allegato sotto indicato: Scheda tecnica impianto Sub-allegato I - DGR n del 2 novembre 2004; Tale comunicazione costituisce titolo autorizzativo all installazione dell impianto e all esercizio dell attività Hot-Spot (Wireless LAN o WI-FI) Se la potenza massima al connettore dell hot spot pubblico è pari a 0,1 W è necessario produrre la seguente documentazione al Comune sede dell'impianto e all'arpa Piemonte: Comunicazione della tipologia dell impianto e delle caratteristiche tecniche e anagrafiche DGR n del 2 novembre 2004 (come modificata dal Punto 6 della DGR n del 5 settembre 2005, dalla DGR n del 21 dicembre 2007 e dalla DGR n del 1 luglio 2008), con gli allegati sotto indicati: Scheda tecnica impianto Sub-allegato I - DGR n del 2 novembre 2004; Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante, con il formato MSI - Suballegato II - DGR n del 2 novembre 2004; per conoscenza al CORECOM Piemonte: Pagina 23 di 30
24 Comunicazione della tipologia dell impianto e delle caratteristiche tecniche e anagrafiche DGR n del 2 novembre 2004 (come modificata dal Punto 6 della DGR n del 5 settembre 2005, dalla DGR n del 21 dicembre 2007 e dalla DGR n del 1 luglio 2008), con l allegato sotto indicato: Scheda tecnica impianto Sub-allegato I - DGR n del 2 novembre 2004; Tale comunicazione costituisce titolo autorizzativo all installazione dell impianto e all esercizio dell attività. La collocazione delle antenne degli hot-spot dovrebbe essere realizzata ad almeno 2 m di altezza dal piano di calpestio. In tutti i casi precedenti è possibile presentare i diagrammi di irradiazione in formato MSI su supporto informatico una volta per tutte all'arpa richiamandoli in ciascuna richiesta. Altre tipologie Per tutte le altre tipologie di impianto non comprese nei precedenti punti vale quanto previsto dal Codice delle Comunicazioni e, per quanto riguarda la modulistica, quanto specificato nella DGR n del 14 giugno 2004, come rettificata dalla DGR del 3 agosto In particolare qualora la potenza impiegata negli impianti sia maggiore di 20 W è necessario produrre apposita istanza di autorizzazione. Pagina 24 di 30

References: art. 1
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 3
 art. 7
 art. 4
 art. 8
 art. 9
 art. 10
 art. 11
 art. 12
 art. 13
 art. 14
 art. 15
 art. 16
 art. 17
 art. 18
 art. 19
 art. 20
 art. 21
 art. 22
 art. 23
 art. 24
 art. 25
 art. 26
 art. 27
 art. 28
 art. 29
 art. 1
 art. 2
 art. 3
 art.2
 art.2
 art.2
 art.2
 art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 3
 art. 5
 art. 7
 art. 4
 art. 5
 art. 4
 art. 8
 art. 2
 art. 9
 art. 8
 art. 10
 art. 2
 art. 11
 art.10
 art. 9
 art. 12
 art. 2
 art. 13
 art. 14
 art. 15
 art. 13
 art. 16
 art. 14
 art. 17
 art. 18
 art. 15
 art. 19
 art. 20
 art. 19
 art. 24
 art. 21
 art. 22
 art. 21
 art. 23
 art. 21
 art. 24
 art. 25
 articolo 2
 articolo 15
 articolo 18
 art. 26
 art. 27
 art. 28
 art. 38
 art. 29
 art. 16
 art. 25
 art. 25
 art. 14
 art. 25
 art. 14
 art. 25
 art. 14