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Decreto legislativo 17 settembre 2010 n. 156 - Decreto Roma Capitale | LeggiOggi
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Decreto legislativo 17 settembre 2010 n. 156 – Decreto Roma Capitale
Articolo 2 – Organi di governo di Roma Capitale
Articolo 3 – Assemblea capitolina
1. L’Assemblea capitolina e’ l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
2. L’Assemblea capitolina e’ composta dal Sindaco di Roma Capitale e da quarantotto Consiglieri.
3. L’Assemblea capitolina e’ presieduta da un Presidente eletto tra i Consiglieri nella prima seduta, con votazione a scrutinio segreto.
Al Presidente sono attribuiti i poteri di convocazione e direzione dei lavori e delle attivita’ dell’Assemblea e gli altri poteri previsti dallo statuto e dal regolamento dell’Assemblea, che disciplinano altresi’ l’esercizio delle funzioni vicarie. La revoca dalla carica di Presidente e’ ammessa nei soli casi di gravi violazioni di legge, dello statuto e del regolamento dell’Assemblea, che ne disciplina altresi’ le relative procedure.
4. L’Assemblea capitolina, dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo di cui all’articolo 24, comma 5, lettera a), della legge 5 maggio 2009, n. 42, disciplina con propri regolamenti l’esercizio delle funzioni di cui al comma 3 dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in conformita’ al principio di funzionalita’ rispetto alle attribuzioni di Roma Capitale, secondo quanto previsto dal comma 4 del citato articolo 24.
5. L’Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione dei principi e dei criteri direttivi di cui all’articolo 24, comma 5, lettera a), della legge 5 maggio 2009, n. 42, del presente decreto, approva lo statuto di Roma Capitale che entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Lo statuto disciplina, nei limiti stabiliti dalla legge, i municipi di Roma Capitale, quali circoscrizioni di decentramento, in numero non superiore a quindici, favorendone l’autonomia amministrativa e finanziaria.
6. Lo statuto e’ deliberato con il voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e’ ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e’ approvato se ottiene per due volte, in altrettante sedute consiliari, il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. Lo statuto e’ pubblicato nelle forme e nei termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge ed e’ inserito nella Raccolta ufficiale degli statuti del Ministero dell’interno. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
8. Lo statuto ed i regolamenti di cui al comma 4 prevedono e disciplinano, nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 6, forme di monitoraggio e controllo da affidare ad organismi posti in posizione di autonomia rispetto alla Giunta capitolina, finalizzate a garantire, nell’esercizio delle funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali, il rispetto degli standard e degli obiettivi di servizio definiti dai decreti legislativi di cui all’articolo 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42, nonche’ l’efficace tutela dei diritti dei cittadini.
Articolo 4 – Sindaco e Giunta capitolina
1. Il Sindaco e’ il responsabile dell’amministrazione di Roma Capitale, nell’ambito del cui territorio esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo statuto e dai regolamenti quale rappresentante della comunita’ locale e quale ufficiale del Governo.
2. Il Sindaco di Roma Capitale puo’ essere udito nelle riunioni del Consiglio dei Ministri all’ordine del giorno delle quali siano iscritti argomenti inerenti alle funzioni conferite a Roma Capitale.
3. La Giunta capitolina e’ composta dal Sindaco di Roma Capitale, che la presiede, e da un numero massimo di Assessori pari ad un quarto dei Consiglieri dell’Assemblea capitolina assegnati.
4. Il Sindaco di Roma Capitale nomina, entro il limite massimo di cui al comma 3, i componenti della Giunta capitolina, tra cui il Vicesindaco, e ne da’ comunicazione all’Assemblea capitolina nella prima seduta successiva alla nomina. Il Sindaco puo’ revocare uno o piu’ Assessori, dandone motivata comunicazione all’Assemblea.
5. Gli Assessori sono nominati dal Sindaco, anche al di fuori dei componenti dell’Assemblea capitolina, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilita’, eleggibilita’ e compatibilita’ alla carica di consigliere dell’Assemblea. La nomina ad Assessore comporta la sospensione di diritto dall’incarico di Consigliere dell’Assemblea capitolina e la sostituzione con un supplente, individuato nel candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione e non comporta pregiudizio dei diritti di elettorato passivo del Consigliere supplente nell’ambito di Roma Capitale.
7. Lo statuto, in relazione all’esercizio delle funzioni conferite a Roma Capitale con gli appositi decreti legislativi, stabilisce i criteri per l’adozione da parte della Giunta di propri regolamenti in merito all’ordinamento generale degli uffici e dei servizi, in base a criteri di autonomia, funzionalita’ ed economicita’ di gestione, secondo i principi di professionalita’ e responsabilita’.
9. Il Sindaco cessa dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, la Giunta decade e si procede allo scioglimento dell’Assemblea capitolina, con contestuale nomina di un commissario ai sensi dell’articolo 141 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive
10. Al fine di garantire il tempestivo adempimento degli obblighi di legge o di evitare che l’omessa adozione di atti fondamentali di competenza dell’Assemblea capitolina possa recare grave pregiudizio alla regolarita’ ed al buon andamento dell’azione amministrativa, il Sindaco puo’ richiedere che le relative proposte di deliberazione siano sottoposte all’esame ed al voto dell’Assemblea capitolina con procedura d’urgenza, secondo le disposizioni stabilite dallo statuto e dal regolamento dell’Assemblea.
Articolo 5 – Status degli amministratori di Roma Capitale
3. Il Sindaco, il Presidente dell’Assemblea capitolina e gli Assessori componenti della giunta capitolina hanno diritto di percepire una indennita’ di funzione, determinata con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Assemblea capitolina. Tale indennita’ e’ dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa.
4. I Consiglieri dell’Assemblea capitolina hanno diritto di percepire una indennita’ onnicomprensiva di funzione, determinata con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Assemblea capitolina, in una quota parte dell’indennita’ del Sindaco, fissata dal medesimo decreto. Tale decreto e’ adottato successivamente all’adozione delle misure di cui all’articolo 3, comma 5. La misura della predetta indennita’ tiene conto della complessita’ e specificita’ delle funzioni conferite a Roma Capitale, anche in considerazione della particolare rilevanza demografica dell’Ente, nonche’ degli effetti previdenziali, assistenziali ed assicurativi nei confronti dei lavoratori dipendenti che siano collocati in aspettativa non retribuita conseguenti all’assunzione della carica di Consigliere dell’Assemblea capitolina. L’indennita’ e’ dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa. Il regolamento per il funzionamento dell’Assemblea capitolina prevede l’applicazione di detrazioni dell’indennita’ in caso di non giustificata assenza dalle sedute della stessa. In nessun caso gli oneri a carico di Roma Capitale per i permessi retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati o da enti pubblici economici possono mensilmente superare, per ciascun consigliere, l’importo pari alla meta’ dell’indennita’ di rispettiva spettanza. (1)
5. In sede di attuazione dei commi 3 e 4, primo e terzo periodo, gli eventuali maggiori oneri derivanti dalla determinazione delle indennita’ spettanti agli amministratori di Roma Capitale non dovranno in ogni caso risultare superiori alle minori spese derivanti dall’applicazione del comma 4, quarto periodo, e dell’articolo 3, comma 5.
[7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione dei principi e dei criteri direttivi di cui all’articolo 24, comma 5, lettera a), della legge 5 maggio 2009, n. 42. Fino a tale data continua ad applicarsi la disciplina vigente.] (2)
(1) Comma modificato dall’art. 2, DL 29/12/2005, n. 225, convertito, con modificazioni dalla L. 26/2/2011, n. 10.
(2) Comma abrogato dall’art. 2, DL 29/12/2005, n. 225, convertito, con modificazioni dalla L. 26/2/2011, n. 10.
Articolo 6 – Clausola di invarianza finanziaria
Articolo 7 – Disposizioni transitorie e finali
2. Nelle more dell’approvazione dello statuto di Roma Capitale e del regolamento dell’Assemblea capitolina continuano altresi’ ad applicarsi le disposizioni dello statuto del comune di Roma e del regolamento del Consiglio comunale di Roma in quanto compatibili con le disposizioni del presente decreto.
3. Fino alla prima elezione dell’Assemblea capitolina, successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, il numero dei suoi membri resta fissato in sessanta oltre al Sindaco ed il numero degli Assessori resta fissato nell’ambito del limite massimo previsto dall’articolo 47, comma 1, ultima parte, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni.
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References: Articolo 2

Articolo 3
 articolo 24

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7