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PROGRAMMA DELLE MISURE PROVVISORIE ANTICORRUZIONE - PDF
PROGRAMMA DELLE MISURE PROVVISORIE ANTICORRUZIONE
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1 PROGRAMMA DELLE MISURE PROVVISORIE ANTICORRUZIONE Triennio 2014/2016 1
2 Art. 1 Finalità Il presente piano, nell ambito delle analoghe regolamentazioni poste in essere dal socio unico- Comune di Cerveteri, ha lo scopo di sostenere l azione comunale di prevenzione e di rilevare e reprimere fenomeni di corruzione nell esercizio delle funzioni svolte dal personale preposto allo svolgimento dei servizi societari. Art. 2 Contenuti Il Piano individua le attività maggiormente soggette a rischio corruzione, gli strumenti di prevenzione del rischio, i soggetti affidatari dell attività di prevenzione, i tempi e le modalità di espletamento. Stabilisce le implicazioni conseguenti all evento corruttivo. Individua la figura del responsabile, fissandone compiti, funzioni e responsabilità. Art. 3 Attività a rischio Sono individuate, nell ambito dei servizi societari, le seguenti attività considerate a rischio corruzione: a) materie oggetto di incompatibilità e cumulo di impieghi (art. 53 del D.Lgs. n. 165/2001); b) materie sui doveri comportamentali dei dipendenti dell ente (art. 54 del D.Lgs. n. 165/2001); c) materie il cui contenuto è pubblicato nel sito societario (art. 54 del D.Lgs. n. 82/2005 Codice Amministrazione Digitale) ed in particolare: le attività nelle quali si sceglie il contraente per l affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici D.Lgs. n. 163/2006; i concorsi e le prove selettive per l assunzione del personale e le progressioni di carriera di cui all art. 24 del D.Lgs. n. 150/2009; le dichiarazioni relative allle contrattazioni di II livello; il controllo e rilevazione delle presenze del personale; gestione delle retribuzioni e tassi di assenza e di maggiore presenza del personale (art. 21 della Legge n. 69/2009); la gestione dei beni e delle risorse strumentali assegnati ai dipendenti nonché la vigilanza sul loro uso corretto; d) trasparenza (art. 11 della Legge n. 150/2009); f) attività cimiteriali; g) attività farmaceutiche. Art. 4 Indicatori di rischio Sono definiti indicatori di rischio quegli elementi comportamentali che inducono a percepire il fenomeno di corruttela. Sono individuati a mero titolo esemplificativo i seguenti indicatori di rischio: 2
3 a) Confusione di interessi, quando sia accertato che l interlocutore della società abbia interessi in comune con i soggetti decisionali o sia a questi legato da vincoli di coniugio, parentela o affinità entro il terzo grado; b) Limitazione della libera concorrenza, quando nell affidamento di appalti, di lavori, servizi e forniture si privilegiano procedure dirette a limitare numericamente la partecipazione di potenziali concorrenti; c) Mancanza di pubblicità, quando l affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture o la erogazione di benefici economici o il riconoscimento ai privati di utilità, sia praticato senza un idoneo sistema di pubblicità; d) Alterazione livello dei prezzi, quando sia accertata una rilevante variazione dei prezzi attraverso una applicazione artificiosa degli strumenti di gestione dei contratti (proroghe termini, deroghe o esclusione penali); e) Alterazione tempi procedurali, quando sia accertata una artificiosa dilatazione dei termini di consegna o di ultimazione e comunque dei termini contrattuali, soprattutto quelli finali. Art. 5 Prevenzione: Principi di conformazione a) Astensione Qualora gli organi decisori, politici o burocratici dei procedimenti di cui al I comma, sui quali incombe l obbligo di preventiva specifica analisi rilevino la sussistenza di vincoli di coniugio, parentela e affinità entro il terzo grado con i propri interlocutori hanno l obbligo di dichiararlo e di astenersi dal procedimento. Analogo obbligo dichiarativo incombe sui partecipanti al procedimento sia interni che esterni; tale circostanza dovrà essere indicata negli avvisi pubblici. b) Pubblicità e semplificazione Gli affidamenti potranno essere attivati solo mediante preventiva pubblicazione di appositi bandi o avvisi pubblici che consentano la massima diffusione delle iniziative e favoriscano il più possibile la partecipazione degli interessati. A tal fine la documentazione di partecipazione dovrà essere disponibile su modelli prestampati. c) Libera concorrenza La società svolge servizi comunali in house e pertanto privilegia la gestione diretta. Tuttavia Ove fosse necessario ricorrere all affidamento esterno saranno svolte procedure ad evidenza pubblica. Nello svolgimento della procedura concorsuale sarà privilegiata l applicazione del principio comunitario del Favor Partecipationis. d) Gestione dei servizi Nella gestione dei servizi sarà posta la massima attenzione alla lievitazione dei prezzi, ponendo in essere accertamenti e verifiche per valutarne la congruità. La programmazione delle gestioni dovrà includere preventivamente analisi, perizie, approfondimenti, sopralluoghi e sondaggi tali da poter determinare costi definitivi e non approssimativi e non soggetti a revisione.. Art. 6 Prevenzione: I controlli Il presente Piano, ai fini della attività di prevenzione e di accertamento degli eventi di corruttela, si avvale dell Organo interno di revisione contabile. 3
4 Qualora i soggetti, interni o esterni, che abbiano parte in uno dei procedimenti di cui al precedente Art. 3, avvertono l esistenza di gravi indizi di corruttela, la segnalano all Organo di direzione fornendo dettagliata descrizione dei gravi indizi. Ai fini del presente Piano ricorrono gravi indizi quando venga accertato il contemporaneo verificarsi nello stesso procedimento di almeno tre degli indicatori di rischio di cui al precedente art. 4. L Organo di direzione procederà alla verifica delle segnalazioni, effettuerà i riscontri istruttori con poteri ispettivi e trarrà le conclusioni del caso con decisione di archiviazione o di contestazione. In quest ultimo caso adotterà o proporrà all organo di vertice i provvedimenti consequenziali di natura amministrativa avendo cura, nei limiti del possibile, di salvaguardare la conclusione del procedimento. E fatto comunque salvo l obbligo di denuncia in sede penale nel caso in cui emergano comportamenti rilevanti con riferimento, a titolo esemplificativo, ai reati di: concussione (art. 317 c.p.), corruzione (art. 318/322 c.p.), estorsione (art. 629 c.p.), truffa (art. 640 c.p.), turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.), frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) Art. 7 Prevenzione: La trasparenza La società applicherà il principio di accessibilità totale di cui all art. 11 del D.L.vo 150/2009. Entro il saranno pubblicate sul sito internet con apposito link, di facile consultazione, i dati delle principali attività, ed in particolare: - La pubblicazione delle deliberazioni del CdA e dell assemblea; - In apposita sezione dedicata alla struttura organizzativa saranno indicati, l organigramma funzionale, i settori di attività, i dipendenti assegnati, i responsabili dei servizi, le modalità di contatto ( telefono, fax, mail, posta certificata); - In apposita sezione intitolata trasparenza, valutazione e merito saranno pubblicati i curricula dei dirigenti, il loro trattamento economico, contrattazione aziendale, piano anticorruzione; - In apposita sezione dedicata alla contabilità saranno pubblicati annualmente i dati macroeconomici relativi al bilancio; - In apposita sezione dedicata agli organi istituzionali saranno indicati i componenti degli organi elettivi e di governo e per ciascuno: i dati reddituali e patrimoniali risultanti dalla dichiarazione dei redditi, beni immobili e mobili registrati, partecipazioni societarie, consistenza di titoli obbligazionari, titoli di Stato, titolarità di fondi di investimento, SICAV e intestazioni fiduciarie (art. 42 bis D.L.vo 267/2000); Art. 8 Prevenzione: la formazione La società si pone l obiettivo di costituire un circuito informativo che renda edotti i propri dipendenti circa i rischi di infiltrazioni corruttive nei procedimenti amministrativi. A tal fine faciliterà la diffusione di conoscenze e notizie sulle forme di corruttela e loro evoluzioni in ambito locale e nazionale. Alla attività informativa sarà affiancata attività formativa mediante corsi di aggiornamento ed eventi formativi mirati per il personale adibito alle attività previste al precedente art. 3. 4
5 Entrambe le attività, informativa e formativa, saranno attuate in sinergia con gli altri Enti interessati (Prefettura, Forze dell Ordine, Associazioni mirate e Centri di studio). I soggetti preposti alle attività informativa e formativa dovranno risultare estranei al Comune. Sarà garantito almeno un evento formativo all anno con organismo abilitato. Art. 9 Prevenzione: principi organizzativi E fatto obbligo a tutti i dipendenti di ogni ordine e grado di comunicare al proprio organo burocratico di vertice, non appena ne vengano a conoscenza, ogni possibile fatto che possa indurre a percepire il fenomeno corruttivo. Nella consapevolezza che la permanenza a tempo indefinito nello stesso ufficio incrementi la possibilità di esposizione al rischio corruttivo, il personale direttivo ovvero il personale di vertice della struttura afferente le attività di cui al precedente art. 3 è soggetto con provvedimento del Presidente a rotazione biennale. In sede di prima applicazione la rotazione sarà applicata entro il Il responsabile del procedimento al quale è affidata l istruttoria dovrà rigorosamente rispettare l ordine cronologico degli atti; i casi di urgenza dovranno essere puntualmente motivati. La oggettività e correttezza amministrativa nello svolgimento dei procedimenti sarà verificata dal responsabile del Piano. Il dipendente di ogni ordine e grado: Art. 10 Prevenzione: principi comportamentali - Conforma la propria condotta ai principi di buon andamento, imparzialità, correttezza, buona fede, trasparenza; orienta la propria azione alla massima efficacia, efficienza ed economicità; si astiene sempre in caso di conflitto di interessi; - Non chiede e non accetta, per sé o per altri, direttamente o indirettamente, da terzi o da propri subordinati, regali od altre utilità per compiere o aver compiuto atti del proprio ufficio; - Non accetta incarichi di collaborazione, né conclude contratti, con soggetti che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività del proprio ufficio; - Non utilizza il proprio ruolo per ottenere utilità che non gli spettino; - Utilizza il materiale e le attrezzature in dotazione esclusivamente per ragioni del proprio ufficio; - Nei rapporti con il pubblico dichiara la propria identità e le funzioni attribuite, opera con spirito di servizio, cortesia e correttezza; indirizza l utente all ufficio competente; evita di esprimere apprezzamenti sull amministrazione di dipendenza; conforma la propria azione agli standard di qualità e quantità contenuti nelle carte dei servizi ; - Osserva il segreto d ufficio ed applica la normativa in materia di tutela e trattamento dei dati personali. Il personale con qualifica dirigenziale o equiparato, inoltre: 5
6 - Preventivamente alla assunzione dell incarico fornisce la propria situazione reddituale e patrimoniale risultante dalla dichiarazione dei redditi; - Comunica le situazioni di possibile conflitto di interessi proprio o del proprio coniuge, parenti o affini entro il terzo grado; - Uniforma la propria azione e le risorse assegnate al raggiungimento degli obiettivi attribuiti; - Assegna le istruttorie in base al principio di professionalità e con criteri di rotazione; - Attiva tempestivamente, in presenza di illecito, le denunce penali e alla Corte dei Conti e adotta azioni di tutela nei confronti di eventuali segnalanti. Art.11 Il responsabile della prevenzione La funzione del responsabile della prevenzione è attribuita al dipendente preposto alla gestione del personale. Il responsabile potrà individuare referenti di settore con i quali stabilire una rete informativa per un più incisivo esercizio dell azione anti corruttiva. Il responsabile provvede in via ordinaria: - All aggiornamento annuale del presente Piano; - Alla predisposizione del piano formativo annuale dei dipendenti assegnati agli uffici e servizi a rischio di cui al precedente Art. 3, alla sua attuazione ed alla verifica della sua efficacia; - A proporre al Presidente la periodica rotazione del personale assegnato agli uffici e servizi di cui al precedente art. 3. Il responsabile risponde in sede disciplinare del verificarsi di un fenomeno corruttivo all interno dell Ente, qualora: - Non abbia provveduto agli aggiornamenti annuali del presente Piano; - Non abbia osservato le prescrizioni di cui ai commi 9 e 10 dell art. 1 della Legge 190/2012; - Non abbia vigilato sulla corretta applicazione del presente Piano. Il responsabile risponde in sede disciplinare qualora abbia omesso di rilevare ripetute violazioni del Piano. L Organismo qualora riscontri fatti che possano presentare rilevanza disciplinare effettua tempestivamente le comunicazioni per l avvio dell azione disciplinare, per la denuncia alla Sezione regionale della Corte dei Conti ove ricorra ipotesi di danno erariale ai sensi dell art.1 della legge 20/94; alla Procura della Repubblica e alla Autorità Nazionale Anticorruzione ove ravvisi ipotesi di reato ai sensi dell art. 331 c.p.p. Art. 12 Norma finale Gli organi politici uniformano la loro condotta ai principi di cui al presente piano, in quanto applicabili. 6
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 Art. 4
 Art. 5
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 Art. 3
 art. 4
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 art. 3
 Art. 9
 art. 3
 Art. 10
 Art.11
 Art. 3
 art. 3
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 art.1
 art. 331
 Art. 12
 ART. 1
 Art. 1
 Art. 2
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 ARTICOLO 1
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 Art. 2
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