Source: https://beta.e-justice.europa.eu/279/IT/time_limits_on_procedures?SWEDEN&action=print&init=true
Timestamp: 2019-12-08 21:15:33+00:00

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Vi sono diversi tipi di termini applicabili secondo le norme processuali in materia civile, nonché vari termini indicati dalla Costituzione. Tra questi figurano, ad esempio, i termini per le impugnazioni, per la presentazione di un reclamo e per la riapertura di un procedimento (termine entro il quale occorre adire l'organo giurisdizionale). Vi sono, inoltre, disposizioni che si limitano a prevedere l'adempimento di un determinato atto, lasciando al giudice la discrezionalità di decidere il termine entro cui dev'essere compiuto; è quanto avviene, ad esempio, per i termini relativi alla presentazione di informazioni supplementari, di prove e di memorie difensive.
I sabati, le domeniche e le festività nazionali sono considerati giorni festivi.
Le festività nazionali svedesi previste dalla legge (n. 253 del 1989) sulle festività nazionali (lagen om allmänna helgdagar) sono le seguenti:
Epifania (6 gennaio)
Venerdì santo (ultimo venerdì prima di Pasqua)
Domenica di Pasqua (prima domenica dopo il plenilunio del o dopo il 21 marzo)
Lunedì dell'Angelo (il giorno dopo la domenica di Pasqua)
Ascensione (sesto giovedì dopo la domenica di Pasqua)
Pentecoste (settima domenica dopo Pasqua)
Festa nazionale svedese (6 giugno)
Festa di mezza estate (il sabato che cade tra il 20 e il 26 giugno)
Ognissanti (il sabato che cade tra il 31 ottobre e il 6 novembre)
Il principio fondamentale in materia di termini processuali è che quando un soggetto deve compiere, su richiesta di un giudice, un determinato atto nell'ambito di un procedimento, deve poter contare su un periodo di tempo ragionevole per ottemperare alla richiesta (capo 32, articolo 1, del rättegångsbalken, codice di procedura giudiziaria svedese). Nella maggior parte dei casi, a decidere il periodo di tempo concesso è il giudice, che fissa, pertanto, un termine tale da lasciare alla parte un lasso di tempo accettabile entro cui ottemperare alla richiesta.
In un numero limitato di casi, il codice di procedura giudiziaria svedese stabilisce un periodo di tempo preciso. Questo riguarda principalmente i termini per impugnare una sentenza o una decisione giudiziaria, l'istanza di riapertura di un procedimento già chiuso, ovvero la modifica dei termini in taluni procedimenti.
Il soggetto che intende impugnare la sentenza di un tribunale distrettuale relativa a un procedimento civile deve farlo entro tre settimane dalla pronuncia della sentenza. Lo stesso termine si applica per l'impugnazione di una decisione di un tingsrätt (tribunale distrettuale) relativa a un procedimento civile. Tuttavia, nel caso in cui la decisione adottata durante un procedimento non sia stata pronunciata in aula e non sia stata data comunicazione dinanzi al giudice circa la data del pronunciamento, il termine per la presentazione del ricorso viene calcolato a partire dal giorno in cui il ricorrente riceve notifica della decisione. Per le impugnazioni delle sentenze o delle decisioni dell'hovrätt (Corte d'appello), il termine è di quattro settimane (capo 50 articolo 1, capo 52 articolo 1, capo 55 articolo 1 e capo 56 articolo 1 del codice di procedura giudiziaria svedese).
La parte contro cui sia stata emessa una sentenza in contumacia da un tribunale distrettuale (tingsrätt) può, entro un mese dalla data di notifica della sentenza, presentare istanza di riapertura del procedimento (capo 44, articolo 9, del codice di procedura giudiziaria svedese).
Nel caso in cui l'appello sia stato cancellato in quanto l'appellante non si è presentato all'udienza in Corte d'appello (hovrätt), quest'ultimo, entro tre settimane dalla data di emanazione della decisione, può chiedere al giudice di riassumere il procedimento (capo 50, articolo 22, del codice di procedura giudiziaria svedese).
La parte che ha lasciato scadere il termine per la presentazione di un appello o per la riassunzione o riapertura di un procedimento può chiedere il ripristino del termine. L'istanza deve essere presentata entro tre settimane dalla cessazione delle circostanze che hanno giustificato l'inosservanza del termine o, al più tardi, entro un anno dalla scadenza dello stesso (capo 58, articolo 12, del codice di procedura giudiziaria svedese).
Anche ai procedimenti abbreviati presso l'autorità esecutiva svedese si applicano numerosi termini. Al convenuto verrà richiesto di formulare osservazioni su una determinata istanza entro un certo periodo di tempo dalla data di notifica. Tranne che in certe circostanze speciali, tale periodo non può essere superiore a due settimane [articolo 25 della legge (n. 746 del 1990) sulle ingiunzioni di pagamento e assistenza (lagen om betalningsföreläggande och handräckning)]. Nel caso in cui il convenuto impugni l'istanza, il richiedente dispone di un massimo di quattro settimane dalla data in cui gli è stata inviata la notifica dell'impugnazione per richiedere la trasmissione degli atti a un tribunale distrettuale (tingsrätt) per la successiva trattazione (articolo 34). Nel caso in cui l'autorità esecutiva svedese emani una decisione nell'ambito di un procedimento riguardante un'ingiunzione di pagamento o di assistenza ordinaria, il convenuto può chiedere che il procedimento venga riaperto entro un mese dalla data della decisione (articolo 53). Può essere presentato ricorso contro altri tipi di decisioni emanate dall'autorità esecutiva entro tre settimane dalla data di adozione della decisione (articoli da 55 a 57).
Nel caso in cui un atto debba essere eseguito entro un certo periodo di tempo, tale periodo comincia normalmente a decorrere dal giorno in cui è stata emanata la decisione o l'ingiunzione. Tuttavia, nei casi in cui vi sia necessità di notificare un documento alla parte interessata, il periodo non decorre fintanto che la parte non abbia ricevuto il documento (data della notifica).
Nei casi in cui vi sia necessità di notificare un documento alla parte interessata, il periodo non decorre fintanto che la parte non abbia ricevuto il documento (data della notifica).
Quando la data di inizio del termine corrisponde alla data in cui è stata emanata la decisione o l'ingiunzione, il termine finale viene di solito espresso con una data specifica entro cui va compiuta l'azione oggetto della decisione o ingiunzione. Talvolta, tuttavia, viene fissato un termine preciso anche quando si stabilisce che un'azione debba essere compiuta entro un certo numero di giorni, settimane, mesi o anni a partire da una determinata data. Nel caso in cui la data di inizio del termine corrisponda alla data di notifica, si presuppone sempre che l'azione debba essere compiuta entro un certo numero di giorni, settimane, mesi o anni a partire dalla data di notifica, vale a dire dalla data in cui la parte riceve il documento.
Nel caso in cui il periodo di tempo sia espresso in giorni, il numero di giorni indicati comprende i giorni di calendario e non soltanto i giorni lavorativi.
La legge (n. 173 del 1930) relativa al calcolo dei termini di legge (lag om beräkning av lagstadgad) stabilisce che quando i termini sono espressi in settimane, mesi o anni, la data finale corrisponde al giorno della settimana o al numero del giorno corrispondente al giorno di inizio della decorrenza del termine. Nel caso in cui gli ultimi giorni del mese non corrispondano, verrà considerato come ultimo giorno del termine l'ultimo giorno del mese in questione.
Nel caso in cui il giorno entro il quale deve essere compiuto un determinato atto coincida con un sabato, una domenica o un giorno di festività nazionale (cfr. risposta alla domanda n. 2), con la vigilia della Festa di mezza estate, la vigilia di Natale (24 dicembre) o la vigilia di Capodanno (31 dicembre), il termine viene prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Ciò vale altresì nel caso in cui il termine abbia inizio dalla data di notifica.
Ove applicabili, subentrano le norme di cui al regolamento n. 1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date, e ai termini.
Non vi sono norme specifiche circa la proroga dei termini nei procedimenti in cui una parte sia residente o abbia la sede o il domicilio fuori dal territorio svedese o in una località lontana. Tuttavia, come già accennato, in molti casi è il giudice a decidere l'ampiezza di un termine, garantendo alla parte interessata un lasso di tempo ragionevole entro cui compiere una determinata azione.
Di norma, i termini di impugnazione delle sentenze o decisioni giudiziarie sono di tre o quattro settimane.
Il termine previsto per legge (ad esempio, il termine per la presentazione di un ricorso) non può essere abbreviato né prolungato. Nel caso in cui a una parte venga ingiunto di essere presente in aula o di compiere un determinato atto, il giudice può prorogare il termine fissando una nuova scadenza. In caso di urgenza, nulla può impedire al giudice di annullare un'udienza prevista per convocarne un'altra in data anticipata. Alle parti deve essere, comunque, concesso un lasso di tempo ragionevole per prepararsi.
No; cfr. la risposta alla domanda 11.
Termini per l'osservanza di ingiunzioni, ecc.
Nel caso in cui l'attore non rispetti l'ingiunzione di fornire informazioni supplementari ai fini della sua citazione o vi siano altri ostacoli che impediscano di adire l'autorità giudiziaria competente, l'istanza viene rigettata. Nel caso in cui il convenuto non presenti memorie difensive, potrà essere pronunciata contro di lui una sentenza in contumacia. La mancata osservanza dei termini di un'ingiunzione non impedisce al giudice di pronunciarsi in merito al procedimento.
Mancata comparizione in giudizio
Nei procedimenti in cui è possibile una soluzione extragiudiziale (ad esempio, nelle controversie commerciali), la mancata comparizione di una delle parti dinanzi al tribunale distrettuale (tingsrätt) può portare alla pronuncia di una sentenza in contumacia. In altri casi è possibile irrogare una sanzione. Tuttavia, nei procedimenti che non prevedono soluzioni stragiudiziali (ad esempio, nelle controversie su questioni familiari), la mancata comparizione dell'attore può portare all'abbandono del procedimento, mentre la mancata comparizione della parte convenuta può dar luogo a sanzioni o alla citazione in giudizio. La mancata comparizione dell'attore dinanzi alla Corte d'appello può determinare la cancellazione del procedimento di appello. La mancata comparizione della parte convenuta può dar luogo a sanzioni.
Termine per la presentazione di un ricorso
Nel caso in cui una parte presenti ricorso oltre i termini, il ricorso viene rigettato.
In caso di termine non stabilito per legge, la parte deve, prima della scadenza dello stesso, presentare istanza al giudice chiedendo una proroga del termine. Nel caso in cui il termine sia scaduto e il giudice abbia successivamente intrapreso delle azioni, ad esempio si sia pronunciato sul procedimento, diverse sono le misure ordinarie e straordinarie che una parte può adottare. Scopo di queste misure è la riassunzione del procedimento già chiuso oppure, in certi casi, la modifica del termine (cfr. risposta alla domanda n. 3).

References: articolo 1
 sentenza 
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 sentenza 
 articolo 9
 articolo 22
 articolo 12
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