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Timestamp: 2020-07-11 00:38:19+00:00

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D. Min. Ambiente 30/06/2004 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN7186
D. Min. Ambiente 30/06/2004
Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi, ai sensi dell’articolo 40, comma 2, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche ed integrazioni, nel rispetto degli obiettivi di qualità fissati dal medesimo decreto legislativo.
G.U. 16/11/2004, n. 269
Il presente provvedimento individua i criteri per la redazione dei progetti di gestione degli invasi, ai sensi dell’art. 40, commi 2 e 3, del D. Leg.vo 11.5.1999, n. 152, recante «Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole». In particolare il comma 2 dell’art. 40 citato prevede, al fine di assicurare il mantenimento della capacità di invaso e la salvaguardia sia della qualità dell’acqua invasata sia del corpo recettore, che le operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento delle dighe siano effettuate sulla base di un progetto di gestione di ciascun impianto, finalizzato a definire sia il quadro previsionale di dette operazioni connesse con le attività di manutenzione da eseguire sull’impianto sia le misure di prevenzione e tutela del corpo recettore.
Per gli sbarramenti non soggetti al D.P.R. 1.11.1959, n. 1363, recante «Progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse)», le regioni dovranno stabilire quali di essi debbano essere sottoposti agli obblighi di cui al decreto in esame e quali norme siano da applicare. Decorso il termine dell’1.12.2005 (un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento), le disposizioni dallo stesso dettate saranno applicabili anche alle fattispecie sopra descritte.
(In vigore dall’1.12.2004)
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di concerto con il Ministro delle attività produttive
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1. Il presente decreto detta i criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi di cui all’art. 40, commi 2 e 3, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche ed integrazion
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1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto si intende per:
a) «svaso»: svuotamento totale o parziale dell’invaso mediante l’apertura degli organi di scarico o di presa;
b) «sfangamento o sghiaiamento»: operazione per rimuovere il materiale sedimentato nel serbatoio;
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Art. 3. - Progetto di gestione
1. Il progetto di gestione, predisposto dal gestore e approvato dalle regioni, previo parere preventivo dell’amministrazione competente a vigilare sulla sicurezza dell’invaso e dello sbarramento, è finalizzato a definire il quadro previsionale delle operazioni di svaso, sfangamento e spurgo connesse con le attività di manutenzione dell’impianto, da eseguirsi anche per stralci, per assicurare il mantenimento ed il graduale ripristino della capacità utile, propria dell’invaso e per garantire prioritariamente in ogni tempo il funzionamento degli organi di scarico e di presa, nonché a definire i provvedimenti da porre in essere durante le suddette operazioni per la prevenzione e la tutela delle risorse idriche invasate e rilasciate a valle dello sbarramento, conformemente alle prescrizioni contenute nei piani di tutela delle acque e nel rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici interessati. Copia del progetto deve essere conservata presso l’ufficio locale del gestore a disposizione dell’autorità preposta al controllo. Restano valide in ogni caso le disposizioni fissate dal decreto del Presidente della Repubblica n. 1363 del 1959 e dalle successive disposizioni d’attuazione.
2. Il progetto di gestione contiene di norma le seguenti informazioni:
a) il volume di materiale solido sedimentato nel serbatoio al momento della redazione del progetto ed il volume medio di materiale solido che sedimenta in un anno nel serbatoio;
b) le caratteristiche qualitative dei sedimenti sia fisiche, ricavate da analisi di classificazione granulometrica, che chimiche, anche in termini di inquinanti presenti, necessarie per ottenere, fra l’altro, informazioni sulla provenienza del materiale solido sedimentato nel serbatoio, sulla erodibilità dei suoli del bacino idrografi
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Art. 4. - Coordinamento delle operazioni
1. Le regioni, nel caso di diversi sbarramenti sullo stesso corso d’acqua o bacino idrografico,
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Art. 5. - Esecuzione delle operazioni e comunicazioni
1. Almeno quattro mesi prima dell’effettuazione delle operazioni di svaso, sfangamento o spurgo il gestore ne dà comunicazione all’amministrazione competente a vigilar
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Art. 6. - Realizzazione di nuovi invasi ed altre disposizioni di applicazione del regolamento
1. I fogli di condizione per l’esercizio e la manutenzione, prescritti con circolare del Minist
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Art. 7. - Manovre di emergenza e prove di funzionamento degli organi di scarico
1. Le previsioni del progetto di gestione non trovano applicazione per le manovre:
a) necessarie a garantire il non superamento dei livelli d’invaso autorizzati in occasione di eventi di piena;
b) di emergenza per la sicurezza e la salvaguardia della pubblica incolumità;
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Art. 8. - Tutela della qualità delle acque invasate
1. Nell’ambito del piano di tutela previsto dal decreto legislativo n. 152 del 1999 per i corpi idrici significativi, le regioni prevedono misure per la tutela delle acque invasate e per il monitoraggio ambientale dei corpi idrici a monte e a valle dello sbarramento. Nel piano di tutela è altresì riportata una descrizione qualita
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Art. 9. – Responsabilità e danno ambientale
1. Il gestore e il concessionario sono responsabili per i danni causati dall’apertura degli org
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Art. 10. - Inosservanza al progetto di gestione
1. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 54, comma 10, del decreto
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Art. 11. - Disposizioni di salvaguardia
1. Sono fatte salve le competenze alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11