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Timestamp: 2020-04-07 10:32:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2668 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2668 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 01/12/2016, dep.01/02/2017), n. 2668
sul ricorso 13554-2016 proposto da:
Avvocato GIANNI EMILIO IACOBELLI, elettivamente domiciliato presso il
processuali quale difensore di G.C. contro POSTE ITALIANE
nel procedimento R.g. 15630/2010;
per la correzione della sentenza n. 2323/2016 della CORTE SUPREMA DI
CASSAZIONE, depositata il 05/02/2016;
01/12/2016 dal Consigliere Dott. PAGETTA Antonella.
l’avv. Gianni Emilio Iacobelli, quale procuratore antistatario di G.C., parte controricorrente nel giudizio promosso da Poste Italiane s.p.a. con ricorso per cassazione avverso la sentenza n. 4544/2008 della Corte d’appello di Roma, premesso che con sentenza n. 2323/2016 la Corte di cassazione aveva rigettato il ricorso di Poste e condannato la società ricorrente al pagamento a controparte delle spese del giudizio di legittimità liquidate in 100,00 per esborsi e in Euro 3500,00 per compensi professionali, “oltre accessori come per legge”, ha chiesto la correzione dell’errore della sentenza nella parte in cui era stato omesso di disporre il pagamento del rimborso forfettario delle spese generali del 15%.
Questa Corte ha ripetutamente affermato che la mancata liquidazione in favore dell’avvocato della parte vittoriosa delle somme dovute per spese generali costituisce un errore materiale della sentenza, che può essere corretto con il procedimento di cui agli artt. 287 e ss. cod. proc. civ., in quanto l’omissione riguarda una statuizione di natura accessoria e a contenuto normativamente obbligato, che richiede al giudice una mera operazione tecnico-esecutiva, da svolgersi sulla base di presupposti e parametri oggettivi. (v., tra le altre, Cass. n. 18518 del 2013).
Tale principio risulta applicabile anche alla liquidazione delle spese di lite regolata, come nel caso di specie, sulla base del D.M. n. 55 del 2014, applicabile ratione temporis, atteso che la obbligatorietà del rimborso spese forfettario, nella misura del 15% del compenso totale, è espressamente prevista dall’art. 2, comma 2, D.M. cit..
In base alle considerazioni che precedono ed in adesione alla proposta formulata dal Consigliere relatore il ricorso deve essere accolto. Nulla per le spese (Cass. n. 10203 del 2009).
La Corte accoglie il ricorso e, per l’effetto, dispone la correzione del dispositivo della sentenza n. 2323/2016 mediante integrazione, dopo le parole “compensi professionali” con le parole “oltre spese forfettarie nella misura del 15%”. Nulla per le spese.

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