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Timestamp: 2017-07-25 12:45:11+00:00

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NOVITÀ DAL REGOLAMENTO EUROPEO PER LA NOTIFICA DELLA VIOLAZIONE DEI DATI PERSONALI | Il Documento Digitale
[toggle Title=”Abstract”]Regolamento (UE) Commissione CE 24/06/2013, n. 611 (G.U.U.E. 26/06/2013) che entrerà in vigore il 25 agosto 2013[/toggle]
[dropcaps style=”fancy”]D[/dropcaps]allo scorso 25 Agosto entrato in vigore per gli Stati membri UE il Regolamento 611/2013 della Commissione sulle misure applicabili alla notifica delle violazioni di dati personali a norma della direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche. Come si pone il Regolamento rispetto a quanto già previsto dalla nostra normativa in materia di personal data breaches? Per rispondere al quesito occorre considerare quanto previsto nel nostro ordinamento in materia. L’art. 32-bis del decreto legislativo n.196 del 30 giugno 2003, introdotto dal decreto legislativo n.69 del 28 maggio 2012 attribuisce al “fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico”, il cosiddetto provider informatico o telefonico, determinati adempimenti conseguenti ad una violazione di dati personali.
Gli obblighi previsti per il provider sono sostanzialmente di due tipologie: da un lato vi è l’obbligo di comunicazione al Garante e – in particolari condizioni – all’interessato. Pena, una sanzione amministrativa da 25 mila a 150 mila euro nel primo caso e da 150 a mille euro per ciascun interessato coinvolto, nel secondo. Qualora il provider non abbia provveduto autonomamente alla comunicazione della violazione ai soggetti coinvolti può essere lo stesso Garante – in virtù del comma 2 articolo 32-bis – ad imporre al provider la divulgazione dell’accaduto. Dall’altro sussiste l’obbligo di conservazione di un inventario aggiornato delle violazioni, la cui mancata adozione è sanzionata con il pagamento di una multa il cui importo oscilla tra i 20 mila e i 120 mila euro.
Nel quinto comma vengono specificate le informazioni che devono essere fornite all’interessato in caso di data breach. In particolare il provider è tenuto a illustrare la natura della violazione, i punti di contatto per ottenere ulteriori informazioni, le misure raccomandate per attenuare le conseguenze negative del caso, mentre al Garante dovranno essere comunicate le conseguenze della violazione e le misure proposte o adottate per porvi rimedio. Nel caso in cui il provider dimostri di aver adottato misure tecniche tali da rendere intelligibili i dati non dovrà essere fornita alcuna comunicazione all’interessato.
Corte di giustizia dell’Unione europea - Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 6 ottobre 2015 - Causa C-362/14. Un cittadino austriaco, che utilizzava Facebook dal 2008, ha presentato una denuncia presso l’autorità irlandese di controllo ritenendo che, alla luce delle rivelazioni fatte nel 2013 dal sig. Edward Snowden in merito alle attività dei servizi di intelligence negli Stati Uniti, il diritto e le prassi statunitensi non offrano una tutela adeguata contro la sorveglianza svolta dalle autorità pubbliche sui dati trasferiti verso tale paese. L’autorità irlandese ha respinto la denuncia, segnatamente con la motivazione che, in una decisione del 26 luglio 2000, la Commissione ha ritenuto che, nel contesto del cosiddetto regime di «approdo sicuro», gli Stati Uniti garantiscano un livello adeguato di protezione dei dati personali trasferiti. La sentenza della Corte di giustizia europea invalida la decisione del 26 luglio 2000 della Commissione e pertanto chiede all’autorità irlandese di riesaminare la denuncia e di decidere se, in forza della direttiva 95/46/CE, occorre sospendere il trasferimento dei dati degli iscritti europei a Facebook verso gli Stati UnitiEditoriale – Raccomandazione dell’OCSE sulla Digital Security di Valentina Frediani (N. IV_MMXV)
L’intervento dell’OCSE ha individuato alcuni principi generali che dovranno aiutare le imprese e le istituzioni coinvolte ad implementare un modello di sicurezza digitale in grado di tutelare in primis i diritti degli interessati, ma anche gli interessi economici rilevanti. Lo sviluppo del mercato digitale rappresenta una parte fondamentale ed essenziale nel funzionamento delle economie globali e del progresso sociale, in grado di generare nuove opportunità di fare impresa.APPLICAZIONE DELLE BCR: DAL WORKING PARTY ART.29 LE INDICAZIONI di Valentina Frediani (N. III_MMXV)
Art. 26 Direttiva 95/46/CE. Per le aziende italiane ed europee che intendano allocare fuori dai confine europei I propri dati, occorre adottare una serie di prescrizioni inerenti la gestione dei dati dislocati, attuando un piano di gestione infragruppo o destinato a grandi fornitori che gestiscono i dati in Paesi Terzi. L’WP 29 ha dettato i principi di attuazione destinati ai Controllers ed ai Processors.Editoriale – Jobs Act e controlli a distanza: tutto chiaro? di Valentina Frediani (N. III_MMXV)
Lo scorso 23 settembre sono stati pubblicati in GU i decreti legislativi in attuazione del Jobs Act, dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri del 4 Settembre. Tra i passaggi divenuti oggetto di maggior confronto c’è sicuramente quello relativo alle misure in materia di controllo a distanza dei lavoratori. L’originario articolo 4 è stato integrato. Spicca nel primo comma la possibilità di impiego di impianti audiovisivi e di altri strumenti con finalità di tutela del patrimonio aziendale.CONSULTAZIONE SU INTERNET DELLE COSE (Internet of Things) di Valentina Frediani (N. II_MMXV)
I contributi, così individuati, dovranno pervenire, entro 180 giorni dalla pubblicazione del presente avviso sulla Gazzetta Ufficiale, all’indirizzo dell’Autorità di Piazza Monte Citorio n. 121, 00186 – Roma, ovvero all’indirizzo di posta elettronica iot@gpdp.it, indicando nell’oggetto il tema di riferimento.Editoriale – Jobs Act: rivoluzione nel controllo dei lavoratori di Valentina Frediani (N. II_MMXV)
Grande rivoluzione sul fronte dell’uso dei dispositivi tecnologici di controllo a distanza? Il tema ruota intorno al controllo del lavoratore come “rivoluzionato” nell’ambito del Jobs Act. L’articolo 23 del decreto attuativo si pone l’obiettivo di modificare l’articolo 4 generato in seno allo Statuto dei Lavoratori nel 1970. Tale testo di legge è ad oggi certamente poco allineato rispetto all’evoluzione tecnologica attuata ed in atto.LE NUOVE REGOLE DEL GARANTE DELLA PRIVACY PER I PAGAMENTI CON SMARTPHONE E TABLET di Valentina Frediani (N. I_MMXV)
Il Garante privacy ha adottato il provvedimento (doc. web n. 3161560) che disciplina il trattamento dei dati personali di chi usufruisce dei cosiddetti servizi di mobile remote payment, utilizzando smartphone, tablet, pc, stabilendo un primo quadro organico di regole in grado di assicurare la protezione dei dati senza penalizzare lo sviluppo del mercato digitale.PRIVACY: NUOVE REGOLE PER IMPRONTE DIGITALI E FIRMA GRAFOMETRICA di Valentina FredianiLE LINEE D’INDIRIZZO NAZIONALE SULLA TELEMEDICINA di Valentina FredianiLE FAQ SULLA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA di Valentina Frediani ( n.I_MMXIV )

References: articolo 32
 Sentenza 
 sentenza 
 ART.29

Art. 26
 articolo 4