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Timestamp: 2019-06-20 13:58:27+00:00

Document:
La giurisdizione della Corte d'Appello
Estratto: «Con riferimento alla domanda di annullamento del provvedimento, indicato al n. 4 dell'epigrafe, relativo alla determinazione dell'indennità di esproprio, il ricorso e inammissibile per difetto di giurisdizione di questo Tribunale.Ai sensi dell'art. 53, comma 3, D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 è, difatti, riservata alla giurisdizione del giudice ordinario la definizione delle controversie aventi ad oggetto la determinazione dell'indennità di espropriazione, ivi comprese le questioni relative all'individuazione e l'applicazione dei relativi criteri di calcolo (cfr. Consiglio Stato, sez. IV, 06 giugno 2008, n. 2695).»
Sintesi: Qualora l'intervento del giudice sia invocato per l'accertamento dell'indennità dovuta per l'espropriazione per pubblica utilità di un bene, attesa l'inadeguatezza della stima compiuta in via amministrativa, si configura, ai sensi dell’art. 34, comma 3 del D.Lgs.vo n. 80/1998, come modificato dall’art. 7 della l. n. 205/2000, la giurisdizione del giudice ordinario, non assumendo rilevanza la circostanza che, strumentalmente a tale tutela, sia chiesto l'annullamento degli atti, che l'hanno espressa, dato che il predetto giudice è chiamato a liquidare autonomamente l'indennità medesima, u... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e, per effetto dell'opposizione alla stima.
Estratto: «5. Deve ora essere esaminato il terzo motivo, nonché i motivi aggiunti del 4 giugno 2003, con i quali si deduce che gli atti impugnati sarebbero illegittimi anche nel merito, stante la erroneità della quantificazione del valore dell’area, come fatta nella relazione di stima, nonché della descrizione dello stato dei luoghi, essendo stata indicata una superficie di mq 1.020 piuttosto che di mq 1.130.5.1 Il primo profilo della censura, se interpretato nel senso di richiesta di esatta quantificazione della indennità dovuta, è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.Invero, come riconosciuto dalla difesa della ricorrente (la quale, in verità, ha chiarito di avere formulato la doglianza per dimostrare la sussistenza dell’eccesso di potere), qualora l'intervento del giudice sia invocato per l'accertamento dell'indennità dovuta per l'espropriazione per pubblica utilità di un bene, attesa l'inadeguatezza della stima compiuta in via amministrativa, si configura, ai sensi dell’art. 34, comma 3 del D.Lgs.vo n. 80/1998, come modificato dall’art. 7 della l. n. 205/2000, la giurisdizione del giudice ordinario, non assumendo rileva... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ostanza che, strumentalmente a tale tutela, sia chiesto l'annullamento degli atti, che l'hanno espressa, dato che il predetto giudice è chiamato a liquidare autonomamente l'indennità medesima, una volta che, per effetto dell'opposizione alla stima, viene meno la relativa determinazione amministrativa (Cassazione Civile, sezioni unite, 13 febbraio 2007, n. 3041 e 17 settembre 2002, n. 13582).»
Sintesi: Entrambe le azioni di opposizione alla stima e di determinazione giudiziale dell’indennità di espropriazione appartengono alla speciale competenza in unico grado della Corte di Appello.
Estratto: «Siffatta impostazione resiste alle censure dei ricorrenti,i quali trascurano,da un lato,che anche nello stabilire l'effettivo contenuto della domanda il giudice del merito deve osservare il criterio del "petitum sostanziale", ossia dello specifico oggetto e della reale natura della controversia, da identificarsi non soltanto in funzione della concreta statuizione che si chiede, ma anche, e soprattutto, in funzione della "causa petendi", che è costituita dall'intrinseca natura della posizione soggettiva, dedotta in giudizio, e individuabile in relazione alla sostanziale protezione accordata, in astratto, dall'or... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla posizione medesima, senza che a tal fine possa assumere rilievo la prospettazione erronea della parte. E, dall'altro, che il giudice di appello, nell'esercizio del suo potere di interpretazione e qualificazione giuridica della domanda, non è in alcun modo condizionato dalle formule adottate in concreto dalla parte, dovendo egli tener conto, al fine di identificare correttamente l'oggetto sostanziale della emananda pronuncia (desumibile dalla situazione dedotta in causa e dalle eventuali precisazioni formulate nel corso del giudizio), del solo contenuto effettivo della pretesa;e perciò ben può operare una ricostruzione dei fatti diversa da quella prospettata dalle parti, o rendere una qualificazione giuridica autonoma rispetto a quella della sentenza impugnata, e criticata dalle stesse; con il solo limite attinente al divieto di attribuire un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nei fatti di causa. Ora nella materia espropriativa,l'azione per consentire al proprietario il conseguimento dell'indennizzo ex art. 42 Cost., assume natura risarcitoria ex art. 2043 cod. civ., e contenuto corrispondente al controvalore del bene autoritativamente acquisito dall'amministrazione espropriante,soltanto nell'ipotesi qui ne... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ettata dai ricorrenti, in cui il procedimento non si concluda ritualmente con l'adozione del decreto di esproprio, bensì mediante la c.d. occupazione espropriativa in conseguenza dell'irreversibile trasformazione dell'immobile nell'opera pubblica programmata dalla dichiarazione di p.u. (alla quale soltanto si riferiscono, peraltro, sia le decisioni della Corte Edu, sia le disposizioni della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 7 bis, sulla liquidazione dell'indennizzo, perciò inutilmente invocate nel terzo motivo del ricorso). Nel caso concreto, invece, entrambi i giudici di merito hanno accertato ed i ricorrenti specificamente confermato (pag. 20) che il decreto ablativo è intervenuto tempestivamente in data 1 giugno 1982, a conclusione del procedimento espletato in modo conforme alle disposizioni della L. n. 865 del 1971; con la conseguenza che le azioni loro attribuite per conseguire l'indennizzo di cui al menzionato art. 42 Cost., questa volta derivante da atti legittimi della P.A. espropriante, derivavano dall'art. 19 di quest'ultima legge, e si traducevano nell'opposizione alla stima dell'indennità calcolata dalla Commissione provinciale di cui al precedente art. 15; ovvero, in mancanza di essa (ed in presenza del decreto di esproprio) nella richiesta ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...azione giudiziale dell'indennità di espropriazione loro dovuta (Cass. 7400/2003; 5513/2000). E che entrambe dette azioni appartenevano alla speciale competenza in unico grado della Corte di Appello. Atteso questo quadro normativo era del tutto irrilevante la prospettazione della domanda come risarcitoria, traducendosi la stessa sostanzialmente in una pretesa che trova il suo momento genetico, diretto ed immediato nell'avvenuta espropriazione legittima del loro immobile e nel diritto dei proprietari di percepire la giusta indennità (sia essa pari al controvalore del bene o quantificabile con altro criterio stabilito dalla legge); ai quali di conseguenza non era consentito modificarne la natura, né tanto meno richiedere attraverso l'espediente suddetto di un'erronea prospettazione risarcitoria, un indennizzo diverso e/o quantificabile con criteri, diversi da quello loro concesso dal precetto costituzionale, nonché dalla legge ordinaria.»

References: sentenza 
 art. 42
 art. 2043
 art. 5
 art. 42
 art. 15