Source: http://docplayer.it/4066868-Policy-di-classificazione-della-clientela-banca-di-credito-cooperativo-bergamasca-e-orobica-s-c.html
Timestamp: 2017-11-24 07:44:00+00:00

Document:
Policy di Classificazione della Clientela. Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c. - PDF
Download "Policy di Classificazione della Clientela. Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c."
1 Policy di Classificazione della Clientela Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c. Deliberata dal C.d.A. del 9 settembre 2015 BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 1
2 INDICE I. PREMESSA... 3 II. RIFERIMENTI NORMATIVI... 4 III. CLASSIFICAZIONE STATICA DELLA CLIENTELAErrore. Il segnalibro non è definito. IV. CLASSIFICAIZONE DINAMICA DELLA CLIENTELAErrore. Il segnalibro non è definito. BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 2
3 I. PREMESSA Il presente documento intende affrontare uno degli aspetti più rilevanti, e le relative misure attuative, della Direttiva 2004/39/CE, emanata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio in data 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari (qui di seguito, MiFID dall acronimo inglese Markets in Financial Instruments Directive). Uno degli obiettivi primari di tale normativa è rappresentato dalla tutela della clientela, che si è tradotta in un nuovo schema di classificazione, nonché in nuove disposizioni che, a seconda dei servizi forniti, portino ad una conoscenza mirata delle caratteristiche e delle necessità del cliente. Nello specifico, la normativa prevede determinati criteri in base ai quali i clienti dell impresa di investimento devono essere inseriti in base alla propria natura e alle proprie caratteristiche in una o in un altra categoria. Di conseguenza, l applicazione della disciplina sulle regole di condotta per gli intermediari, come del resto anche altre discipline, dovrà essere modulata in funzione della categoria di clientela nei confronti della quale l impresa di investimento presta il Servizio. La ragione fondamentale della graduazione delle regole in funzione della natura dell investitore è da ravvisarsi nella necessità di individuare un giusto punto di equilibrio tra le esigenze di regolamentazione e di vigilanza del settore dell intermediazione finanziaria, e quelle di efficienza e flessibilità della disciplina. Obiettivo del presente documento è quello di rappresentare la politica di classificazione della clientela adottata dalla Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c. (di seguito Banca) con riferimento alla prestazione dei servizi di investimento, in ottemperanza a quanto disposto dalla normativa nazionale e comunitaria. Il presente documento, pertanto, prevede la cd. classificazione statica, ovvero l enunciazione delle scelte operate dalla Banca per l inquadramento iniziale della clientela e la cd. classificazione dinamica, ovvero l enunciazione dei criteri adottati dalla Banca nella gestione delle possibili richieste di variazione della classificazione inizialmente attribuita sia nell ipotesi in cui pervenga una simile richiesta da parte dei clienti, sia nell ipotesi in cui tale variazione rappresenti una volontà della Banca (ipotesi consentita solamente nel caso BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 3
4 in cui tale variazione comporti un maggior livello di protezione per i clienti). La modifica della classificazione può riguardare un singolo prodotto/strumento finanziario, la prestazione di un singolo servizio di investimento o di una determinata operazione, o ancora potrebbe interessare la classificazione attribuita in via generale alla clientela. II. RIFERIMENTI NORMATIVI La disciplina sulle regole di condotta deve essere modulata in funzione della categoria di clientela nei confronti della quale la Banca presta il servizio di investimento. Infatti, uno degli obiettivi primari della MiFID è volto ad assicurare la tutela della propria clientela in base al nuovo schema di classificazione della stessa che la Banca deciderà di adottare. La normativa stabilisce che le imprese di investimento devono classificare i propri clienti, in base a determinate caratteristiche, in una delle tre seguenti categorie: clienti professionali, controparti qualificate e clienti al dettaglio. Di queste categorie, solo quella dei clienti professionali è oggetto di compiuta ed espressa definizione nella normativa di riferimento. In particolare, per clienti professionali, si intendono coloro che sono in possesso di esperienze, conoscenze e competenze tali da far ritenere che le scelte di investimento da essi compiute siano prese consapevolmente e in seguito all esito di una corretta valutazione dei rischi assunti. Si distinguono tra quelli ( di diritto ) collocati nella categoria in base ad una valutazione astratta del legislatore comunitario (l'elenco include anche soggetti individuati in relazione al loro volume di affari e alla loro dimensione) e i soggetti che possono invece richiedere tale classificazione ( su richiesta ). La classificazione su richiesta necessita di una valutazione di carattere sostanziale delle caratteristiche del cliente e della sua idoneità ad essere classificato tra i clienti professionali : la classificazione può essere operata anche per singoli servizi o strumenti (Allegato 3 del Regolamento Consob 11522/1998). Relativamente ai clienti professionali il legislatore nazionale ha previsto distinti poteri di regolamentazione secondaria tra la Consob (sentita la Banca d Italia) e il Ministero dell Economia e delle Finanze, in relazione alla natura, privata o pubblica, dei soggetti interessati (articolo 6, commi 2-quinquies e sexies del TUF). Compete infatti alla Consob, sentita la Banca d Italia, l individuazione di clienti professionali privati ( di diritto e su BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 4
5 richiesta ); compete al Ministero, sentite le due Autorità, l individuazione dei clienti professionali pubblici ( di diritto e su richiesta ). Le controparti qualificate si distinguono tra soggetti classificati nella categoria dalla MiFID e soggetti che, sulla base di un eventuale esercizio di un'opzione da parte degli Stati membri, soddisfano requisiti predeterminati. L art. 6, comma 2-quater del TUF prevede che l esercizio dell opzione in parola sia demandato, in Italia, alla Consob, sentita la Banca d Italia. Tale categoria rappresenta una categoria integralmente nuova per l'ordinamento italiano. Anche a motivo di tale elemento di novità, la Consob attualmente non ha optato per alcuna estensione della categoria a imprese dotate di requisiti predeterminati. Infine, sia la disciplina comunitaria che la disciplina nazionale (rispettivamente, art. 4, comma 1, punto 12, della MiFID ed art. 26, punto 1, lett. e) individuano, mediante un approccio di tipo residuale, i clienti al dettaglio, identificati come coloro che non sono né clienti professionali, né controparti qualificate. In sede di apertura di un rapporto, dunque, la Banca deve inquadrare il cliente applicando i criteri di classificazione automatica previsti dalla normativa, ma contestualmente, deve informare il cliente circa la possibilità di chiedere di essere inserito in un'altra categoria di clientela, diversa da quella della quale avrebbe altrimenti fatto parte. Infatti, la classificazione della clientela può essere modificata, sia su iniziativa della società sia su richiesta del cliente. In quest ultima ipotesi, inoltre, tale variazione risulterà essere sempre subordinata alla valutazione discrezionale dell impresa di investimento (ove tale variazione sia stata contemplata come possibilità nella politica di classificazione dell intermediario), determinando l'applicazione di regole di condotta diverse. L'impresa di investimento, Infatti, sarà tenuta a osservare l'intera gamma delle regole di condotta previste dalla normativa, a salvaguardia degli interessi del cliente, quando rende un servizio di investimento a un cliente al dettaglio. Quando opera invece nei confronti di un cliente professionale, è esentata dall'osservanza di alcune delle regole di condotta. Infine, nell'ambito di un rapporto con una controparte qualificata, l'impresa di investimento è esentata dall'osservanza di un numero ancora maggiore di disposizioni, nell'ottica di un progressivo alleggerimento dei presidi posti a tutela degli interessi della clientela, in funzione del grado di sofisticatezza sempre maggiore della clientela. BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 5
6 III. CLASSIFICAZIONE STATICA DELLA CLIENTELA La normativa comunitaria di primo e secondo livello, nonché la corrispondente normativa nazionale, individua tre categorie di clienti, assegnando a ciascuna di esse diversi livelli di protezione. L inquadramento della clientela in una delle tre categorie avviene sulla base del possesso di determinati requisiti di natura oggettiva (classificazione statica). Vengono di seguito riportate le caratteristiche delle tre categorie previste dalla direttiva MiFID. 1. Clientela professionale include: - i soggetti che sono tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali: banche; imprese di investimento; altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati; imprese di assicurazione; organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi; fondi pensione e società di gestione di tali fondi; i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); altri investitori istituzionali; agenti di cambio; - le imprese di grandi dimensioni che presentano a livello di singola società, almeno due dei seguenti criteri requisiti dimensionali: totale di bilancio: EUR, fatturato netto: EUR, fondi propri: EUR. - gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie. 2. Controparti qualificate (di diritto) include: - le imprese di investimento, le banche, le imprese di assicurazioni, gli OICR, le SGR, le società di gestione armonizzate, i fondi pensione, gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del T.U. Bancario, le società di cui all articolo 18 del T.U. Bancario, gli istituti di moneta BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 6
7 elettronica, le fondazioni bancarie, i governi nazionali e i loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati di gestire il debito pubblico, le banche centrali e le organizzazioni sovranazionali a carattere pubblico; - le imprese la cui attività principale consista nel negoziare per conto proprio merci e strumenti finanziari derivati su merci; - le imprese la cui attività esclusiva consista nel negoziare per conto proprio nei mercati di strumenti finanziari derivati e, per meri fini di copertura, nei mercati a pronti, purché esse siano garantite da membri che aderiscono all organismo di compensazione di tali mercati, quando la responsabilità del buon fine dei contratti stipulati da dette imprese spetta a membri che aderiscono all organismo di compensazione di tali mercati; - le altre categorie di soggetti privati individuati con regolamento dalla Consob, sentita Banca d Italia, nel rispetto dei criteri di cui alla direttiva n. 2004/39/CE e alle relative misure di esecuzione; - le categorie corrispondenti a quelle dei numeri precedenti di soggetti di Paesi non appartenenti all Unione europea. Peraltro, l attribuzione della qualifica di controparte qualificata rileva esclusivamente nella prestazione di determinati servizi di investimento, ovvero per i servizi di negoziazione per conto proprio, esecuzione di ordini per conto dei clienti e ricezione/trasmissione di ordini, inclusi i servizi accessori direttamente connessi alle relative operazioni. 3. Clientela al dettaglio, include i soggetti diversi dai clienti professionali (art. 4, comma 1, punto 12, della MiFID ed art. 26, punto 1, lett. e). Tali clienti vengono individuati mediante un approccio di tipo residuale, in quanto sono rappresentati da tutti coloro che non sono clienti professionali, né controparti qualificate e ad essi si applica il regime ordinario di tutela. Ciò premesso, al fine di garantire il maggior livello di protezione alla propria clientela, la Banca, in sede di apertura di nuovo rapporto, provvederà a classificare tutti i clienti nella categoria clienti al dettaglio con la sola esclusione dei clienti per i quali la normativa MiFID prevede una classificazione di diritto a titolo di controparti qualificate. BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 7
8 IV. CLASSIFICAZIONE DINAMICA DELLA CLIENTELA Premessa Secondo la direttiva MiFID l assegnazione di partenza ad una delle tre categorie MiFID non preclude la possibilità di classificare un cliente in modo differente rispetto a quanto fatto in sede di classificazione di prima istanza (classificazione dinamica). Tale modifica può avvenire sia su iniziativa della banca, sia su richiesta del cliente. La variazione della classificazione può riferirsi alla prestazione di un singolo servizio di investimento o di una operazione, ad un singolo prodotto/strumento finanziario o può riferirsi al cliente in via generale. L appartenenza ad una categoria piuttosto che ad un altra determina l applicazione di regole di condotta e di livelli di salvaguardia differenti. Il livello di protezione più elevato sarà applicato ai clienti al dettaglio, che rappresentano i soggetti più meritevoli di attenzioni in termini di tutela e di informativa. Vengono di seguito formalizzate le possibili variazioni di categoria consentite dalla normativa (in toto ed in relazione a determinati prodotti o servizi) e le modalità operative di gestione in caso di richiesta di diversa classificazione, sia da parte del cliente che su iniziativa della banca stessa. La Direttiva comunitaria consente sia passaggi di categoria che aumentano il livello di protezione e di tutela dell investitore (downgrading), sia variazioni che riducono il livello di informativa e di tutela (upgrading). In sintesi vengono consentite le seguenti variazioni di classificazione: Classificazione statica Classificazione Dinamica Passaggio di categoria Da clientela al dettaglio A clientela professionale Upgrading Da clientela professionale A controparte qualificata Upgrading Da controparte qualificata A clientela professionale Downgrading Da cliente professionale A cliente al dettaglio Downgrading Da controparte qualificata A cliente al dettaglio Downgrading IV.I Upgrading da clientela al dettaglio a clientela professionale La direttiva MiFID consente, in prima approssimazione, ai clienti classificati nella categoria cliente al dettaglio il passaggio alla categoria dei clienti professionali, BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 8
9 rinunciando ad alcune delle protezioni previste dalla normativa. Tuttavia, tale passaggio è consentito solo attraverso il superamento di condizioni molto stringenti. In linea generale, infatti, la disapplicazione delle regole di condotta previste per la prestazione dei servizi nei confronti dei clienti non professionali è consentita solo dopo che la banca abbia effettuato una valutazione adeguata della competenza, dell esperienza e delle conoscenze del cliente, attraverso il quale possa ragionevolmente ritenere, tenuto conto della natura delle operazioni o dei servizi prestati, che il cliente sia in grado di adottare consapevolmente le proprie decisioni in materia di investimenti e di comprendere i rischi che assume (Allegato 3, Sez. II, Clienti Professionali Privati, Nuovo Regolamento Intermediario Consob n ). Ne deriva che per la banca la procedura per la modifica della categoria di classificazione si articola nei seguenti passaggi: i. richiesta in forma scritta da parte del cliente (sia persona fisica che giuridica), di essere trattato come cliente professionale a titolo generale oppure rispetto ad un particolare servizio, operazione, strumento o prodotto di investimento; ii. inoltro al cliente di una nota informativa contenente l avvertimento che la richiesta di nuova classificazione come cliente professionale comporterebbe la perdita di alcune protezioni; e che la Banca, in ottemperanza alla propria policy di classificazione della clientela, non intende accogliere tale richiesta anche qualora sussistano i requisiti stabiliti dalla direttiva MiFID. Ciò premesso la Banca informa che non intende accogliere richieste di upgrade, ovvero non intende consentire il passaggio da cliente al dettaglio a cliente professionale in quanto comporterebbe per il cliente un minor grado di protezione nell erogazione dei servizi di investimento. IV.II Upgrading da clientela professionale a controparte qualificata La normativa MiFID concede la possibilità agli Stati membri di estendere la categoria delle controparti qualificate anche a soggetti che, secondo quanto riportato nell art. 24 della MiFID, non lo sono di diritto. Tale opzione legislativa, tuttavia, non è esente da vincoli, in quanto 1 : deve verificarsi un espressa richiesta da parte del cliente professionale deve trattarsi di persona giuridica; 1 Art. 50 Direttiva 2006/73/CE BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 9
10 devono osservarsi espresse condizioni imposte dal legislatore nazionale (per l Italia è stata delegata la Consob). Considerato che la Consob per il momento non ha emanato disposizioni attuative, la Banca si impegna, nel pieno rispetto della normativa nazionale, a non consentire il passaggio della Clientela Retail/Professionale a Controparte Qualificata. IV.III Downgrading da controparti qualificate/clientela professionale a clientela al dettaglio. Il motivo per cui nei rapporti tra intermediari autorizzati e controparti qualificate non si applicano una serie di regole di condotta è rappresentato dalla presunzione che il livello di esperienza, competenza e conoscenze dei soggetti coinvolti sia tale da comprendere i rischi inerenti qualsiasi servizio/operazione, nonché dalla considerazione che le controparti siano finanziariamente in grado di sopportare i rischi compatibili con gli specifici obiettivi d investimento prefissati. In tal senso, si lascia libertà alle parti di applicare, di comune accordo, le disposizioni che meglio tutelano gli interessi della parti. Ciononostante, la classificazione come controparte qualificata non pregiudica la facoltà del soggetto di chiedere, in via generale o per ogni singola operazione, di essere trattato come un cliente professionale ovvero, in via espressa, come un cliente al dettaglio. La stessa considerazione vale per i clienti professionali, i quali nell ipotesi in cui ritengano di non essere in grado di valutare o gestire i rischi assunti o nel caso in cui desiderino un livello più adeguato di protezione possono chiedere di essere trattati come clienti al dettaglio. Tale maggior livello di protezione può essere richiesto sia direttamente dal cliente, sia su iniziativa della banca. Sebbene il cliente abbia il diritto di richiedere una diversa classificazione, la banca non è conseguentemente obbligata all accettazione della stessa. La Banca, pur riservandosi la facoltà di rifiutare la richiesta di una diversa classificazione, è orientata ad accettare tutte le istanze che attribuiscono ai clienti un maggior livello di tutela, previo accordo scritto tra le parti. La Banca provvederà poi alla comunicazione della nuova classificazione attribuita al cliente. BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela Pag. 10

References: art. 6
 art. 4
 art. 26
 articolo 18
 art. 26
 art. 24
 Art. 50