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Timestamp: 2018-06-19 19:41:42+00:00

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Formalità eseguite dopo la dichiarazione di fallimento
I. Le formalità necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi, se compiute dopo la data della dichiarazione di fallimento, sono senza effetto rispetto ai creditori.
Fallimento - Domanda di risoluzione di un contratto avente ad oggetto beni immobili - Opponibilità alla massa - Trascrizione in data anteriore al fallimento.
Affinchè la domanda di risoluzione di un contratto avente ad oggetto beni immobili, promossa dalla parte in bonis prima della dichiarazione di fallimento del contraente inadempiente, sia opponibile alla massa, è necessario, ai sensi della L. Fall., art. 72, comma 5, che essa sia stata ritualmente trascritta; laddove invece quella medesima domanda giudiziale sia proposta dopo la dichiarazione di fallimento, la sua opponibilità resta preclusa dalla L. Fall., art. 45, che rende sempre inopponibili alla massa dei creditori le formalità eseguite successivamente all'apertura del concorso. In questo senso può ben dirsi che la L. Fall., art. 72, comma 5, abbia esplicitamente importato nell'ambito dei rapporti negoziali pendenti il principio di cristallizzazione dell'attivo fallimentare sotteso alla L. Fall., art. 45 legge fall. (cfr. Cass. Sez. 1, Ordinanza n. 22280 del 25/09/2017). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 Aprile 2018, n. 10294. Segue...
Concordato preventivo – Trasferimento immobiliare – Inopponibilità alla massa ex art. 45 l.f. – Esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre – Separazione del bene immobile dall’attivo patrimoniale dell’impresa in concordato – Esclusione – Facoltà del contraente in bonis di far valere l’inadempimento – Sussistenza.
Così come, aperta la procedura di concordato preventivo, un qualsiasi atto di trasferimento immobiliare volontario non potrebbe sortire efficacia nei confronti della massa, stante l’applicazione dell’art. 45 legge fall. alla domanda di concordato, allo stesso modo anche l’azione di esecuzione forzata in forma specifica dell’obbligo di contrarre – per quanto non rientrante nel disposto dell’art. 168 legge fall. e quindi liberamente esperibile dalla controparte in bonis (Cass., Sez. I, 1 marzo 2002, n. 3022; Cass. Sez. I, 23 gennaio 1998, n. 615; giurisprudenza, peraltro, formatasi sotto il vigore del precedente disposto dell’art. 169 legge fall., che non conteneva alcun rinvio recettizio all’art. 45 legge fall.) – non potrebbe sortire la separazione dall’attivo patrimoniale dell’impresa in concordato del bene immobile oggetto del contratto preliminare; ne consegue che, non potendo la controparte in bonis procedere con l’esecuzione di un contratto validamente stipulato stante la cristallizzazione dell’attivo concordatario, non potrebbe al contempo negarsi al contraente in bonis di far valere l’inadempimento della controparte relativamente a un contratto che continua a produrre i suoi effetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017. Segue...
Autorizzazione allo scioglimento di contratto pendente nel concordato preventivo - Domanda giudiziale promossa dal promissario acquirente diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto trascritta dopo la data di deposito della domanda di concordato - Inopponibilità .
La domanda promossa dal promissario acquirente diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto trascritta dopo il deposito della domanda di concordato preventivo non è opponibile alla massa dei creditori del concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Gennaio 2017. Segue...
Autorizzazione allo scioglimento di contratto pendente nel concordato preventivo - Ammissibilità in pendenza di giudizio ex art.2932 c.c. se la domanda giudiziale è trascritta dopo la data di deposito della domanda di concordato.
Può essere autorizzato lo scioglimento di un contratto preliminare di compravendita immobiliare ai sensi dell’art. 169 bis l.f. quando è pendente un giudizio ex art. 2932 c.c. promosso dal promissario acquirente e diretto ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto se la domanda è trascritta dopo il deposito della domanda prenotativa di concordato preventivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo – Opponibilità delle cessioni di credito – Determinatezza o determinabilità del credito ceduto – Necessità.
La cessione dei crediti può essere opponibile alla procedura concordataria solo ove l’atto di data certa contenga la sufficiente indicazione del credito ceduto (anche in relazione al profilo causale, che può ben essere succintamente richiamato, ma non essere del tutto assente) e del debitore ceduto, e l’atto di cessione, contenente a sua volta una precisa ed esaustiva indicazione del credito ceduto (e non un generico riferimento ad un importo) sia notificato al debitore ceduto con atto di data certa anteriore al deposito della domanda di concordato preventivo.
[Nella fattispecie, la banca aveva intralciato la riscossione dei crediti da parte di una società in concordato preventivo assumendo di essere cessionaria degli stessi. Gli atti di data certa prodotti in giudizio dalla banca erano delle distinte in cui erano indicati gli importi complessivi dei crediti, senza alcuna indicazione dei debitori ceduti; mentre quest’ultima indicazione era contenuta in fogli separati, privi di data certa e con un’insufficiente indicazione del credito. Le lettere di notificazione si limitavano a indicare i soli importi dei crediti ceduti senza indicazione relativa alle causali dei crediti o degli elementi identificativi dei documenti probatori dei crediti. Il Tribunale ha pertanto dichiarato inopponibili al concordato le cessioni prodotte dalla banca, stante l’assenza di sufficienti requisiti di determinatezza e di determinabilità dei crediti ceduti.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 23 Dicembre 2016. Segue...
Procedimento di mediazione – Accordo accertativo di usucapione – Trascritto dopo l’iscrizione della sentenza di fallimento – Opponibilità al fallimento – Non sussiste.
In virtù degli artt.2644 c.c., 2650 c.c. e dell’art.45 L.F., coordinato con l’art.16, ult. comma, L.F., gli accordi di mediazione che accertino l’usucapione sono opponibili alla procedura concorsuale soltanto se trascritti nei registri immobiliari prima dell’iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento nel registro delle imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 09 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo - Cessione di crediti futuri e di crediti eventuali - Effetti - Data certa anteriore - Necessità - Distinzione.
Per l'opponibilità della cessione di crediti futuri alla procedura di concordato preventivo è sufficiente la notifica o l'accettazione della cessione stessa con atto avente data certa anteriore alla domanda di concordato; per l'opponibilità della cessione di crediti soltanto eventuali, non identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi, è, invece, necessario che la notificazione o l'accettazione abbiano avuto luogo dopo che il credito sia venuto ad esistenza e prima del deposito della domanda di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 30 Settembre 2015. Segue...
Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti bancari - Scioglimento - Anticipazione con conferimento di mandato irrevocabile all'incasso e patto di compensazione - Cristallizzazione del passivo - Compensazione - Esclusione - Contratti di anticipazione pro solvendo - Opponibilità la procedura - Distinzione - Contratti di garanzia.
Concordato preventivo - Cessioni di credito - Opponibilità - Data certa anteriore al fallimento o al concordato - Necessità.
Dalla lettura degli artt. 169 e 45 L.F., in combinato disposto con l'art. 2914 n. 2 c.c., discende che ai creditori dell'imprenditore cedente possono essere opposte soltanto quelle cessioni di credito che siano state notificate al debitore ceduto o dal medesimo accettate con atto di data certa anteriore alla data di presentazione della domanda di concordato preventivo; il disposto dell'art. 2914 n. 2 c.c. - secondo cui sono inefficaci nei confronti del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione le cessioni di credito che, sebbene anteriori al pignoramento, siano state notificate al debitore o da lui accettate dopo il pignoramento - opera, pertanto, anche nei casi in cui il creditore cedente sia in fallimento o in concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 05 Marzo 2015. Segue...
Anticipazioni su ricevute bancarie in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca dopo l’ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Compensazione con altri crediti della banca verso il correntista - Legittimità - Condizioni e limiti.
Fallimento - Cessione in massa di crediti cartolarizzati - Ammissibilità - Condizioni - Opponibilità al fallimento del debitore ceduto - Annotazione della surrogazione nell’ipoteca - Non necessità.
È ammissibile la cessione in massa di crediti cartolarizzati anche dopo la dichiarazione di fallimento, previa una sommaria descrizione dei crediti ceduti sulla base di caratteristiche omogenee, senza necessità di una specifica elencazione di ciascun credito ceduto nell’avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed al registro delle imprese ex art. 58 T.U. bancario. (Paolo Bontempi) (riproduzione riservata)
La cessione è opponibile al Fallimento del debitore ceduto senza che a ciò osti il disposto dell’art. 45 l. fall. (applicabile solo in caso di fallimento del cedente e non in caso di fallimento del debitore ceduto) e senza che sia necessaria alcuna annotazione ai registri immobiliari della surrogazione del cessionario nell’ipoteca originariamente iscritta a garanzia dei crediti fondiari ceduti. (Paolo Bontempi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 11 Novembre 2014. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo privo del decreto di esecutorietà - Opponibilità al fallimento dell'ipoteca giudiziale - Esclusione.
Il decreto ingiuntivo che non sia munito del decreto di esecutorietà non può considerarsi passato in giudicato e, come tale, non è opponibile al fallimento, con conseguente inopponibilità al medesimo dell'ipoteca giudiziale eventualmente iscritta e delle spese processuali che su quel titolo si fondano. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 17 Settembre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Pagamento di debiti anteriori - Introduzione del principio di “miglior soddisfacimento dei creditori” - Incremento patrimoniale - Pagamenti coerenti con il piano concordatario e produttivi di maggiori utilità economiche - Revoca del concordato - Esclusione.
Cessione di credito garantito da ipoteca - opponibilità al fallimento - necessità di annotazione ex articolo 2843 c.c.
Cessione di credito garantito da ipoteca - opponibilità al fallimento - possibilità di annotazione anche successivamente alla dichiarazione di fallimento - non applicabilità dell'art 45 legge fallimentare .
Salvo il caso di cessione ai sensi dell'articolo 58 del Testo Unico Bancario, in ipotesi di cessione di credito garantito da ipoteca l'annotazione del trasferimento dell'ipoteca a margine dell'iscrizione della stessa ha valore costitutivo e si configura perciò come un elemento integrativo indispensabile della fattispecie del trasferimento medesimo, per cui, ove non effettuata, comporta l'inefficacia del trasferimento stesso nei confronti dei creditori concorrenti. (Francesco Dialti) (Riproduzione riservata)
Il pagamento con surrogazione, analogamente alle altre forme di successione - in senso ampio - del credito, quale la cessione del credito, dà luogo ad una successione nel rapporto obbligatorio per cui, trattandosi di una vicenda concernente esclusivamente la posizione attiva del creditore originario, al quale si sostituisce il cessionario ovvero il solvens, resta immutato nella sua oggettività il rapporto obbligatorio. Non può a tale proposito utilmente invocarsi l'art 45 l.f., a mente del quale sono inopponibili alla massa le "formalità necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi" se compiute dopo la dichiarazione di fallimento. Ne segue che, nel caso di cessione del credito munito di ipoteca, l'annotazione di detta cessione può essere opponibile al fallimento anche se annotata successivamente. Una volta accertato che l'annotazione della cessione del credito ipotecario può intervenire in qualunque momento sia prima, che dopo la dichiarazione di fallimento, ciò che conta è che la detta annotazione intervenga comunque nel corso della procedura di insinuazione al passivo o nella successiva fase di opposizione costituendo essa una condizione dell'azione.(Francesco Dialti) (Riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Febbraio 2013, n. 3402. Segue...
Fallimento - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento.
In caso di fallimento dell'acquirente di un bene immobile, il creditore dell'alienante, che, per ottenere pronuncia di inefficacia relativa della compravendita, abbia trascritto domanda ex art. 2901 cod. civ. anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente, ove l'azione sia accolta, viene a trovarsi, rispetto all'immobile ormai acquisito all'attivo fallimentare, in posizione analoga a quella del titolare di diritto di prelazione su bene compreso nel fallimento e già costituito in garanzia per credito verso debitore diverso dal fallito, rappresentando il diritto tutelato in revocatoria, analogamente al detto diritto di prelazione, una passività dalla quale il patrimonio del fallito deve essere depurato prima della ripartizione dell'attivo fra i creditori concorsuali; pertanto, l'attore vittorioso in revocatoria, che non è creditore diretto del fallito e non partecipa quindi al concorso formale, può tuttavia ottenere, in sede di distribuzione del ricavato della vendita fallimentare dell'immobile, la separazione della somma corrispondente al suo credito verso l'alienante, per esserne soddisfatto in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011. Segue...
Fallimento - Effetti sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria ordinaria - Esercizio da parte del creditore dell'alienante - Trascrizione anteriore al fallimento - Procedibilità dopo la dichiarazione di fallimento dell'acquirente - Condizioni - Fondamento.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere Art. 11 d.lgs. n. 231 del 2002 - Patto di riservato dominio - Opponibilità ai creditori - Condizioni - Conseguenze..
In tema di revocatoria fallimentare, l'art. 11 del d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, emanato in attuazione della direttiva 2000/35/CE, il quale stabilisce che la riserva di proprietà, preventivametne concordata per iscritto tra l'acquirente ed il venditore, è opponibile ai creditori del compratore se è confermata nelle singole fatture delle successive forniture aventi data certa anteriore al pignoramento e regolarmente registrate nelle scritture contabili, non si applica ai contratti conclusi prima dell'8 agosto 2002; pertanto, con riguardo a tali contratti, il terzo che invochi in proprio favore il patto di riservato dominio deve provare che tale patto abbia data certa anteriore ai sensi dell'art. 1524 cod. civ., anche nel caso in cui i beni, oggetto dell'azione revocatoria abbiano cessato di essere nel possesso del fallito anteriormente alla dichiarazione di fallimento, in quanto il carattere recuperatorio dell'attivo proprio di questa azione comporta che gli effetti della dichiarazione di fallimento siano anticipati al momento in cui è stato compiuto l'atto revocato, purchè nei limiti del periodo sospetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2009, n. 13759. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - A termine i a rate - Patto di riservato dominio - Sopravvenuto fallimento dell'acquirente - Efficacia del patto in capo al terzo - Condizioni - Data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento - Necessità - Conseguenze - Limiti - Fattispecie in materia di revocatoria promossa dal curatore..
Quando il curatore fallimentare agisce in revocatoria, ai sensi dell'art. 67 legge fall., impugnando l'atto con cui il fallito ha disposto dei beni in favore del creditore contestualmente spogliandosi del possesso, il terzo che invoca in proprio favore il patto di riservato dominio sui beni oggetto della predetta azione, deve provare che tale patto abbia data certa anteriore al fallimento, ai sensi dell'art. 1524 cod. civ., anche nel caso in cui ne sia venuto meno il possesso, da parte del fallito, anteriormente alla dichiarazione di fallimento; ciò perchè, in virtù del carattere recuperatorio dell'attivo proprio dell'azione revocatoria, gli effetti della dichiarazione di fallimento sono anticipati al momento in cui l'atto revocato è stato compiuto, purchè nei limiti del periodo sospetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Giugno 2009, n. 13568. Segue...
Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Trascrizione della relativa domanda giudiziaria - Rilevanza - Nel caso di successivo fallimento del promissario inadempiente - Conseguenze - Opponibilità alla massa dei creditori della sentenza di accoglimento - Preclusione della scelta del curatore "ex" art. 72 legge fall. - Sussistenza.
Quando la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento, la sentenza che l'accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l'apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, che non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall'art. 72 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 Luglio 2004. Segue...
Concordato fallimentare - Assuntore - Omologazione - Sentenza di omologazione - Effetti - Trasferimento all'assuntore dei beni assoggettati al vincolo di indisponibilità in favore dei creditori - Subordinazione all'esecuzione di determinati obblighi - Ammissibilità - Conseguenze - Reingresso medio tempore del fallito nella titolarità e disponibilità dei beni acquisiti al fallimento - Esclusione - Vincolo di indisponibilità dei beni stessi - Divieto di azioni esecutive individuali - Persistenza.

References: art. 72
 art. 45
 art. 72
 art. 45
 Cass. Sez. 
 art. 45
 Cass. Sez. 
 art.2932
 art. 2932
 sentenza 
 sentenza 
 art. 58
 articolo 2843
 art. 2901
 Art. 11
 sentenza 
 art. 72
 sentenza 
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