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Timestamp: 2018-04-21 20:56:27+00:00

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Novità fiscali del 9 luglio 2008: la prova contraria nel redditometro; terreni e partecipazioni: rideterminazione del costo d'acquisto ancora possibile fino al 20 luglio; accordi con i Comuni per lotta evasione
1) Applicazione del redditometro: Prova contraria
2) Accordi tra Comune e Agenzia Entrate per lotta evasione
3) F23: Sostituito un codice tributo per le sanzioni irrogate dalla Covip
4) Manovra d’estate: Istituiti i codici tributo per il pagamento, da parte dei datori di lavoro privati, con il modello F24 delle imposte sostitutive sugli straordinari
5) Terreni e partecipazioni – Rideterminazione del costo d’acquisto: Pubblicata in G.U. la proroga al 20/07/2008
In caso di determinazione del reddito derivante dall’applicazione del c.d. «redditometro», Il contribuente ha la possibilità di dimostrare, in modo concreto, che il reddito accertato con l’utilizzo di coefficienti presuntivi (di cui ai decreti ministeriali 10/09/1992 e 19/11/1992), non esiste o quantomeno che esiste ma in misura notevolmente inferiore.
In tal senso, si è pronunciata la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16472 del 07/07/2008.
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 16284 del 23/07/2007 ha confermato la legittimità del ricorso all’accertamento sintetico da parte dell’Amministrazione finanziaria, in mancanza di prova in senso contrario fornita dal contribuente.
Secondo il parere ormai consolidato della Suprema Corte la disponibilità dei beni (nel caso di specie, un’auto) è da ritenersi di per sé una presunzione di capacità contributiva qualificabile come legale, che pertanto comporta l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente.
I giudici di merito possono soltanto valutare le eventuali prove contrarie fornite dal contribuente.
Dal canto suo, il legislatore ha rafforzato la strategia antievasione, aggiornando i coefficienti del redditometro per gli anni 2006 e 2007, nei confronti dei soggetti che hanno manifestazioni di capacità contributiva incompatibili con le loro posizioni reddituali.
Ulteriore novità è data dall’estensione dello strumento accertativi a tutto il nucleo, con il debutto del redditometro in “formato famiglia”, secondo quanto contenuto nella circolare n. 49/E del 9.8.2007.
In particolare, l’uso del redditometro è dovuto all’art. 38 del D.P.R. 600/73 che contiene le disposizioni sulla rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche.
Il comma 4 di tale decreto stabilisce che l’Agenzia Entrate può, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente, in relazione al contenuto induttivo di tali elementi e circostanze, quando il reddito complessivo netto accertabile si discosta per almeno 1/4 da quello dichiarato.
In particolare, il redditometro é uno strumento che fornisce una prima stima del reddito sinteticamente attribuibile alla persona fisica, in base alla misurazione di elementi indicativi o circostanze di fatto certe, sulla capacità contributiva del soggetto intestatario o utilizzatore di determinati beni (ad esempio l’acquisto di un bene immobile, di una autovettura, la disponibilità di una residenza secondaria, ecc).
Gli elementi indiziari dell’accertamento basato sul redditometro
I beni e i servizi individuati ai fini del redditometro sono:
– autoveicoli con alimentazione a benzina o gasolio di qualunque cilindrata;
– motocicli con cilindrata superiore a 250 cc;
– roulottes, camper e autocaravan;
– residenze principali e secondarie in proprietà, locazione o comodato;
– collaboratori familiari a tempo pieno o parziale;
– assicurazioni (escluse RC auto, vita e infortuni);
– cavalli da corsa o da equitazione mantenuti in proprio o pensione;
– aerei, elicotteri alianti e autoalianti, ultraleggeri e deltaplani a motore;
– incrementi patrimoniali nel quinquennio.
Possibile strategia difensiva del contribuente
Il contribuente può sempre provare che il maggiore reddito presunto induttivamente dal redditometro è costituito o giustificato da redditi esenti, redditi soggetti a ritenuta a titolo di imposta o da una diminuzione del patrimonio posseduto.
Al riguardo, nella circolare 49/E/2007, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nel corso della fase istruttoria mediante convocazione in ufficio o mediante questionario o nell’ambito di procedimento di accertamento con adesione, occorre acquisire tutte le informazioni e relativa documentazione probatoria non conoscibile attraverso gli strumenti informativi a disposizione ovvero per suffragare quegli conoscibili, che configurano la “prova contraria” (come previsto dall’art. 38 D.P.R. 600/73) che il contribuente soggetto a controllo può fornire prima della notificazione dell’atto di accertamento.
Il contribuente può quindi fornire le prove, dimostrando che:
– possiede redditi esenti, quali Bot, Cct e simili;
– è titolare di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, quali depositi bancari, buoni postali o altro;
– esercita attività di impresa o di lavoro autonomo con proventi non tassabili o esenti, quali redditi conseguiti dai venditori porta a porta, soggetti a ritenuta a titolo d’imposta;
– il reddito conseguito non è quello effettivamente dichiarato, per effetto della tassazione forfetaria prevista dalla legge;
– ha venduto beni immobili;
– ha ricevuto lasciti per successione ereditaria;
– possiede un reddito agricolo, il cui volume di affari è superiore al reddito domenicale e agrario.
Occorre anche valutare che se gli elementi di capacità contributiva non trovano fondamento nei redditi di un determinato soggetto, possano invece trovare piena giustificazione nei redditi degli altri componenti il nucleo familiare (esempio: l’auto di grossa cilindrato del figlio acquistata dal padre; in questo caso il figlio potrebbe non avere sufficiente reddito a dimostrazione della disponibilità del mezzo, che potrebbe invece essere nella piena disponibilità reddituale del genitore).
Anche in ambito imprenditoriale e professionale occorre distinguere l’uso promiscuo dei beni, quali l’autovettura; in tali casi va considerato per metà ai fini del redditometro e per metà ai fini dei parametri o studi di settore.
Manovra d’estate: Piano dei controlli
Nell’ambito dell’attività di accertamento prevista per il triennio 2009/2011 verrà pianificato un piano straordinario di controlli, finalizzati alla determinazione sintetica del reddito, sulla base di elementi e circostanze di fatto certi, desunti dalle informazioni presenti nel sistema informativo e dalle indagini finanziarie.
Il piano antievasione del Governo, contenuto nel D.L. n. 122/2008 in vigore dal 25 giugno 2008, conta sul redditometro e ha preannunciato delle maggiori entrate che potranno arrivare da misure contro le frodi Iva, la lotta alle false residenze all’estero o ai paradisi fiscali ed a quei contribuenti che pur non versando al fisco un solo euro di imposte, possiedono auto di lusso, barche, moto, cavalli o collaboratori familiari.
Attività di controllo che vedrà impegnata sia l’Agenzia delle Entrate sia la Guardia di Finanza, sia i Comuni, che si potranno avvalere del patrimonio informativo dell’anagrafe tributaria.
Coefficienti presuntivi: Applicazione legittima anche ai redditi maturati prima dell’entrata in vigore
E’ per finire, la Corte di Cassazione, con la sentenza, Sez. Trib., n. 16745 del 19/06/2008, ha statuito che, ai fini dell’accertamento delle imposte sui redditi, in tema di rettifica, con metodo sintetico, del reddito complessivo delle persone fisiche, è legittima l’applicazione degli indici e dei coefficienti presuntivi previsti dal D.M. 10/09/1992 e dal D.M. 19/11/1992 anche ai redditi maturati in epoca che precede l’entrata in vigore indici.
Parte dal contrasto agli affitti in nero e alle residenze fittizie all’estero la collaborazione
tra il comune di Torino e l’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione.
E’ stato siglato, il 08/07/2008, a Torino, il primo protocollo d’intesa in Italia sulla compartecipazione dei comuni alla lotta all’evasione fiscale.
Nel mirino anche gli elementi rilevanti ai fini del redditometro, il commercio abusivo e l’evasione nel settore della proprietà edilizia.
Con la firma dell’accordo diventa operativa la normativa introdotta nel 2005 e ulteriormente rafforzata e ampliata con il decreto attualmente all’esame del Parlamento che anticipa la finanziaria 2009.
L’accordo siglato a Torino, dall’assessore al bilancio, e dal direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, disciplina le modalità operative della partecipazione del capoluogo piemontese alla lotta all’evasione.
Una partecipazione che porterà nelle casse del Comune una quota pari al 30% delle somme recuperate a titolo definitivo a seguito di segnalazioni qualificate che abbiano garantito il buon esito dell’accertamento fiscale.
Il primo settore di intervento, oggetto di una specifica convenzione riguarderà gli ambiti di competenza della polizia municipale.
Si punta innanzitutto sul contrasto agli affitti in nero, grazie ad un questionario che la polizia municipale utilizzerà negli ordinari controlli sul territorio, finalizzato ad acquisire le informazioni di interesse dell’Agenzia delle Entrate per l’espletamento delle attività di controllo fiscale.
Inoltre la polizia municipale segnalerà alla Direzione regionale eventuali situazioni sintomatiche di evasione fiscale riguardanti le proprietà edilizie ed il patrimonio immobiliare di particolari categorie di contribuenti.
L’accordo prevede anche interventi specifici per smascherare le residenze fittizie all’estero, il commercio abusivo e il possesso di beni di lusso rilevanti di capacità contributiva superiore a quella dichiarata.
E’ chiaro come tali accordi presto verranno stipulati in tutte le altre città del nostro paese.
(Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Piemonte, comunicato stampa del 08/07/2008)
Con la risoluzione n. 263/E del 25 giugno 2008 è stato istituito, tra l’altro, il codice tributo 900T da utilizzare nel modello F23 per il pagamento delle spese per la riscossione delle sanzioni amministrative, irrogate dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione, previste per le violazioni alla disciplina delle forme pensionistiche complementari.
A parziale rettifica della suddetta risoluzione, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che il codice tributo 900T è stato sostituito dal codice tributo 9C5T.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 08/07/2008, n. 286)
Istituiti i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali di cui all’art. 2 del D.L. 27 maggio 2008, n. 93 (in corso di conversione in Legge).
Come è noto, l’art. 2 del D.L. n. 93/2008, ha previsto, peri titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a 30.000 euro nell’anno 2007, in via sperimentale per il periodo dal 1 luglio 2008 al 31 dicembre 2008, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate a livello aziendale per le prestazioni ed i premi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 del predetto articolo, non superiori a 3.000 euro lordi.
Tale imposta, pari al 10%, va applicata dal sostituto d’imposta esclusivamente per il settore privato e salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro.
Per consentire il versamento di tale imposta sostitutiva, tramite il modello F24, sono, quindi, stati istituiti i seguenti codici tributo:
– “1053” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93″;
– “1604” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sicilia e versata fuori regione – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93″;
– “1904” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sardegna e versata fuori regione – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93″;
– “1905” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Valle d’Aosta e versata fuori regione – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93″;
– “1305” denominato “Imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente versata in Sicilia, Sardegna e Val d’Aosta e maturati fuori dalle predette regioni – articolo 2, decreto legge 27 maggio 2008, n. 93″;
Nel compilare il modello F24, tali codici tributo vanno esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con indicazione, quale “Mese di riferimento” del mese in cui il sostituto d’imposta effettua la trattenuta (00MM) e quale “Anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento (AAAA).
Infine, i codici tributo sono operativamente efficaci a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla seguente data: 08/07/2008 (cioè, la data della risoluzione).
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 08/07/2008, n. 287)
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. che proroga al 20 luglio 2008 il termine (originariamente fissato al 30 giugno 2008) per la rideterminazione del valore delle partecipazioni e dei terreni.
L’art. 1 del D.P.C.M. 30 giugno 2008 prevede, in particolare, che la redazione della perizia giurata di stima nonché il versamento della prima o unica rata delle imposte sostitutive possono essere effettuati entro il 21 luglio 2008 (il 20 cade di domenica), senza alcuna maggiorazione.
Restano comunque fermi i termini previsti per il versamento delle rate successive alla prima.
Come è noto la Legge Finanziaria per il 2008 (L. n. 244/2007) ha riaperto i termini per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, per consentire l’abbattimento delle plusvalenza conseguita a seguito della loro cessione futura a titolo oneroso, mediante il pagamento di una imposta sostitutiva.
Le misure dell’imposta sostitutiva sono le seguenti:
Partecipazioni non qualificate ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. c-bis), del Tuir (sono tali quelle che rappresentano una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria non superiore al 20% o una partecipazione al capitale od al patrimonio non superiore al 25%).
Terreni edificabili e a destinazione agricola
Questi di seguito sono i tratti essenziali della disciplina:
I terreni devono essere posseduti alla data del 1° gennaio 2008 da:
Sono, quindi, esclse le Snc, Sas, società di capitali e cooperative.
I terreni suscettibili della rivalutazione sono:
– Terreni lottizzati o sui quali sono state costruite opere per renderli edificabili
La rivalutazione consente di rivalutare il valore dei terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2008, rimanendo esclusi perciò quelli acquisiti successivamente a tale data o quelli alienati prima.
La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il termine del 21 luglio 2008 (infatti, il 20 è domenica).
Il costo sostenuto per la perizia può essere portato ad incremento del valore da considerare nel calcolo della plusvalenza.
– in unica soluzione entro il 21 luglio 2008;
– in modo rateale con un massimo di tre rate di uguale importo scadenti il 21/07/2008, 30/06/2009 e 30/06/2010.
Per il versamento si utilizza il modello F24 (risoluzione n. 144/E/2008) con il codice tributo 8056 per i terreni; Le ricevute di pagamento devono essere conservate dal contribuente per essere eventualmente esibite o trasmesse su richiesta dell’Amministrazione Finanziaria.
La rivalutazione riguarda tutti i contribuenti che, in regime diverso da quello di impresa o professionale, alla data del 1° gennaio 2008 possiedono titoli, quote o diritti non negoziati nei mercati regolamentati, indipendentemente dalla circostanza che essi siano rappresentativi di una partecipazione qualificata o non qualificata.
Si tratta di quei contribuenti che effettuano operazioni suscettibili di generare redditi “diversi” di natura finanziaria e, quindi:
La rivalutazione è riferita alle partecipazioni possedute alla data del 1° gennaio 2008.
La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il termine del 21 luglio 2008.
Il valore delle partecipazioni alla data dell’1/1/2008 è determinato sulla base della corrispondente frazione di patrimonio netto della società, ente o associazione partecipata, calcolato sulla base di una perizia giurata di stima riferita all’intero patrimonio sociale.
La perizia deve essere redatta dai soggetti iscritti negli albi dei dottori e ragionieri commercialisti, periti commerciali, revisori contabili, nonché da periti regolarmente iscritti alle Camere di Commercio.
Il versamento dell’imposta sostitutiva può avvenire con due modalità:
Per il versamento si utilizzerà il modello F24 con il codice tributo 8055 per le partecipazioni (risoluzione n. 144/E/2008).
Le ricevute di pagamento devono essere conservate dal contribuente per essere eventualmente esibite o trasmesse su richiesta dell’Amministrazione finanziaria.
I soggetti che intendo procedere alla rideterminazione
del valore di acquisto delle partecipazionie dei terreni edificabili e con destinazione agricola devono versare l’imposta sostitutiva con il Mod. F24 entro il 21/07/2008 con possibilità di rateizzazione in 3 rate annuali di pari importo (maggiorate degli interessi del 3%).
Sono rimasti i termini previsti per il versamento delle rate successive alla prima, quindi le scadenze del 30/06/2009 e del 30/06/2010 permangono.
Il provvedimento di proroga:
Termine per la rideterminazione del valore delle partecipazioni e dei terreni
1. La redazione della perizia giurata di stima nonchè il versamento della prima o unica rata delle imposte sostitutive di cui all’art. 2, comma 2, secondo e terzo periodo, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, e successive modificazioni, possono essere effettuati entro il 20 luglio 2008, senza alcuna maggiorazione.
2. Restano comunque fermi i termini previsti per il versamento delle rate successive alla prima.
(D.P.C.M. 30/06/2008, G.U. 07/07/2008, n. 157)
6) Brevi fiscali – da Ipsoa Editore del 08 luglio 2008:
– Fiscalità internazionale: Ratifica ed esecuzione della convenzione Italia-Lettonia contro le doppie imposizioni
È stata ratificata la convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Lettonia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali.
(Legge 18/03/2008, n. 73, G.U. 15/04/2008, n. 89, S.O. n. 93, in Ipsoa del 08/07/2008)
– Scommesse non ippiche a quota fissa – Imposta unica: AAMS comunica il movimento netto luglio 2007 – giugno 2008
Ai fini della corretta determinazione (da parte dei concessionari per la raccolta delle scommesse non ippiche a quota fissa) delle somme dovute a titolo di imposta unica, l’AAMS comunica il movimento netto dei dodici mesi precedenti (1 luglio 2007 – 30 giugno 2008).
(Comunicato AAMS 07/07/2008, n. prot. 2008/26462/Giochi/SCO)
– TOSAP – Presupposto impositivo: destinazione dell’area ad uso pubblico generalizzato
Non può esigersi il pagamento della TOSAP per l’occupazione di un’area destinata al servizio mercatale, in quanto si tratta di area sottratta dall’Amministrazione comunale all’uso pubblico generalizzato e destinata, invece, ad un’attività specifica.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 20/06/2008, n. 16820)
– Ritenute IRPEF – Istanze di rimborso: termine di decadenza
Le richieste di rimborso delle ritenute IRPEF eseguite dal datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, sulle somme corrisposte a vario titolo ai dipendenti devono essere presentate entro il termine di decadenza di 18 mesi (elevato a 48 mesi a decorrere dal 18 maggio 1999) dalla data in cui la ritenuta è stata operata.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 20/06/2008, n. 16927)

References: sentenza 
 Sentenza 
 articolo 2
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