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Timestamp: 2020-01-17 23:50:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17447 del 14/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17447 del 14/07/2017
Cassazione civile, sez. III, 14/07/2017, (ud. 20/01/2017, dep.14/07/2017), n. 17447
sul ricorso 14010/2014 proposto da:
NEW STYLE CAR SRL in persona del legale rappresentante pro tempore
MARIO GIUGOVAZ, DOMENICO VALTER GRASSO giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 5167/2013 del TRIBUNALE di MILANO, depositata
La New Style Car s.a.s. di B.A. &amp; C. (successivamente trasformatasi New Style Car s.r.l.) ha convenuto in giudizio la Fondiaria SAI s.p.a. (ora UnipolSai Assicurazioni s.p.a.) per conseguire la condanna al pagamento dei danni derivanti dall’incendio verificatosi nella propria autofficina, giusta “polizza incendio” avente ad oggetto il fabbricato e le merci ivi contenute, compresi i veicoli in deposito per la vendita, il rimessaggio, lavorazioni o riparazioni; deduceva, in particolare, che l’incendio aveva danneggiato, fra l’altro, alcune parti del fabbricato e sette autovetture, tutte di proprietà della Maggiore Autonoleggio s.p.a..
La domanda è stata accolta dal Tribunale di Milano limitatamente ai danni al fabbricato, con esclusione dei danni riportati dalle autovetture, pacificamente di proprietà di un soggetto terzo. La Corte d’appello di Milano, con ordinanza del 10 aprile 2014, ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla New Style Car s.r.l..
Quest’ultima ricorre per la cassazione della sentenza di primo grado allegando due motivi. La UnipolSai Assicurazioni s.p.a. non ha svolto attività difensiva.
1.1 Con il primo motivo si deduce la violazione o la falsa applicazione dell’art. 1891 c.c..
In realtà la questione sottoposta all’attenzione di questa corte concerne l’interpretazione delle “Condizioni di polizza”, che alla voce “Cose di proprietà di terzi: titolarità dei diritti”, prevedono: “le azioni, le ragioni ed i diritti nascenti dalla polizza non possono essere esercitati che dal Contraente e dalla SAI. Spetta in particolare al Contraente compiere gli atti necessari all’accertamento ed alla liquidazione dei danni, che sono vincolanti anche per l’Assicurato, restando esclusa ogni sua facoltà d’impugnativa. L’indennizzo liquidato a termini di polizza può tuttavia essere pagato solo nei confronti o con il consenso dei titolari dell’interesse assicurato”.
Sulla base di tale previsione pattizia, osservando che non vi era prova alcuna che la Maggiore Autonoleggio s.p.a. (proprietaria delle autovetture danneggiate) avesse dato mandato alla New Style Car s.r.l. di riscuotere l’indennizzo assicurativo, il Tribunale ha escluso la legittimazione attiva della società a richiedere il risarcimento di tali danni.
La ricorrente, invece, sostiene che quella clausola attribuisce in via esclusiva al contraente la legittimazione ad agire per l’accertamento e la liquidazione dei danni.
1.2 A prima lettura, la clausola contrattuale in commento potrebbe apparire intrinsecamente contraddittoria, dal momento che, da un lato, attribuisce al contraente la legittimazione a compiere gli atti necessari all’accertamento e alla liquidazione dei danni, vincolanti anche per l’assicurato; dall’altro, prevede la possibilità di pagare l’indennizzo solo con il consenso del titolare dell’interesse assicurato.
Invero, il significato della clausola diviene agevolmente comprensibile nella misura in cui per “atti necessari all’accertamento ed alla liquidazione dei danni” si intendano non l’introduzione di una domanda giudiziale, bensì quell’attività cui sono tenute le parti, una volta verificatosi il sinistro assicurato, per conseguire l’indennizzo in via stragiudiziale (denuncia di sinistro, richiesta di risarcimento, ecc.). Difatti, è solo in questa prospettiva che si comprende come il contraente possa compiere atti finalizzati alla liquidazione del sinistro occorso a cose di terzi, il cui pagamento, tuttavia, sia subordinato al consenso delle titolare dell’interesse assicurato. In sostanza, la clausola è volta ad assicurare che, anche quando l’indennizzo spetti a soggetto diverso dal contraente, sia quest’ultimo a relazionarsi con l’assicuratore, per evidenti ragioni di semplicità nella gestione dell’anagrafe della clientela e delle pratiche di liquidazione connesse alle polizze assicurative stipulate dal contraente medesimo.
1.3 Così ridimensionata la portata della clausola alla sola attività “amministrativa” necessaria per attivare la procedura di liquidazione del sinistro, nel caso in cui l’assicuratore non corrisponda spontaneamente l’indennizzo e sia necessario ricorrere all’autorità giudiziaria, deve trovare applicazione la regola posta dall’art. 1891 c.c., comma 2, che, in tema di assicurazione per conto di chi spetta, prevede che “i diritti derivanti dal contratto spettano all’assicurato, e il contraente, anche se in possesso della polizza, non può farli valere senza espresso consenso del assicurato medesimo”.
Pertanto, il Tribunale ha correttamente escluso la legittimazione ad agire in giudizio della New Style Car s.r.l., in carenza del consenso prestato dalla Maggiore Autonoleggio s.p.a..
2. Con il secondo motivo la New Style Car s.r.l. deduce la violazione ed errata applicazione dell’art. 112 c.p.c., consistita nel mancato accertamento della circostanza, in punto di fatto, dell’avvenuta riparazione, a cura della società ricorrente, di cinque delle sette autovetture intestate alla Maggiore Autonoleggio s.p.a.. Da tale accertamento, se compiuto, sarebbe dovuto risultare che, quantomeno limitatamente alle autovetture già riparate, l’effettivo titolare dell’interesse assicurato fosse la società ricorrente.
La censura è inammissibile per difetto del requisito di autosufficienza, essendo stata del tutto omessa l’indicazione degli atti processuali da cui risulti che la questione fosse stata sottoposta al vaglio di giudici di merito e che nel corso del giudizio fosse stata acquisita la prova dell’effettiva riparazione delle autovetture. La mancanza di tale allegazione impedisce alla Corte di delibare la fondatezza della censura.
3. Poichè la parte intimata non ha svolto attività difensiva, non vi luogo a provvedere sulle spese del giudizio.
Sussistono, invece, i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1,comma 17, sicchè va disposto il versamento, da parte dell’impugnante soccombente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione da lui proposta, senza spazio per valutazioni discrezionali (Sez. 3, Sentenza n. 5955 del 14/03/2014, Rv. 630550).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 1
 Sentenza