Source: https://pianetagiovani.wordpress.com/2012/01/24/servizio-civile-il-tribunale-di-milano-accoglie-il-ricorso-di-un-giovane-studente-pachistano/
Timestamp: 2018-01-16 21:35:14+00:00

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Servizio Civile: il tribunale di Milano accoglie il ricorso di un giovane studente pachistano | PianetaGiovani
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Decisione storica del Tribunale di Milano che ha considerato legittima la richiesta di un giovane straniero di partecipare al Servizio Civile. (Katia Tulipano)
Il giudice milanese Carla Bianchini, del Tribunale del lavoro, ha accolto il ricorso presentato lo scorso ottobre da uno studente pachistano ventiseienne, Shahzad Sayed, cui era stata respinta, pur essendo residente in Italia da 15 anni, la domanda di partecipazione al ‘Bando per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile In Italia e all’estero’ – pubblicato il 20 settembre 2011 – perché privo del requisito della cittadinanza italiana, previsto dalla legge 64/2101 (‘Istituzione del servizio civile nazionale’) e dal decreto legislativo 77/2002 (‘Disciplina del servizio civile nazionale’).
Lo studente, che sin dalle medie studia e vive in Italia, ma non gode della cittadinanza italiana, vistosi respinta la domanda di ammissione a svolgere Servizio Civile presso la Caritas Ambrosiana ha presentato il ricorso, con l’aiuto delle associazioni Avvocati e Studi giuridici sull’immigrazione, con il sostegno della Cgil e della Cisl di Milano. Tesi su cui si fonda il ricorso: evidente irragionevolezza e configurazione della stessa quale ulteriore ostacolo all’integrazione dell’esclusione dal servizio civile di giovani stranieri che sono nati in Italia o che vi vivono da molti anni.
Secondo i ricorrenti “è la prima volta che un giovane straniero agisce non tanto per rivendicare una prestazione o un servizio, ma per poter adempiere un diritto/dovere, quello di ‘difendere la patria’ intesa come collettività di persone che vivono stabilmente su un territorio e che sono legate tutte, senza distinzioni di cittadinanza formale, da un unico vincolo di solidarietà”.
L’accoglimento del ricorso del giovane straniero da parte del Tribunale milanese si configura come una pietra miliare per il mondo del Servizio Civile.
“Anche ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, e come tali appartenenti in maniera stabile e regolare alla comunità, può essere esteso il dovere di difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale previsto dalla Costituzione. Escluderli dal servizio civile in quanto privi della cittadinanza italiana, pertanto, è discriminazione”. Queste le motivazioni a sostegno della decisione che segna una svolta storica per il Servizio Civile.
Ed ora cosa accadrà? Quali conseguenze per il Bando per il Servizio Civile 2011?
Il giudice ne ha dichiarato “il carattere discriminatorio” e ha ordinato “alla presidenza del consiglio dei ministri-Ufficio nazionale per il servizio civile di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando (…), consentendo l’accesso anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e di fissare un nuovo termine per le domande”.
Plaude alla sentenza il Presidente di Amesci Enrico Maria Borrelli: “Noi pensiamo che un Servizio Civile che accolga anche le ragazze e i ragazzi stranieri cresciuti nel nostro Paese possa non solo fornire un forte sostegno alla loro integrazione, ma anche offrire alle nuove generazioni un’importante opportunità di partecipazione, solidarietà e scambio interculturale” – e conclude “Questa è la difesa della Patria che il Servizio Civile deve assicurare.”
Servizio Civile. Il Governo fa ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano: “Bisogna scongiurare il blocco degli avvii in servizio”
Il Ministro Riccardi decide di ricorrere contro la sentenza del Tribunale di Milano. (Francesco Enrico Gentile)
Com’era prevedibile il Governo ha deciso di ricorrere contro la Sentenza del Tribunale di Milano emessa lo scorso 9 gennaio in favore del giovane pachistano che chiedeva di poter essere ammesso al Servizio Civile Nazionale.
“ Bisogna scongiurare il blocco dell’avvio in Servizio- ha affermato il portavoce del Ministro Riccardi all’agenzia di stampa “Redattore sociale”.
Lo stesso Ministro Riccardi ha affermato di non essere contrario alla possibilità che i giovani stranieri siano impegnati in progetti di Servizio Civile ma l’eventualità che siano bloccati gli avvii in servizio previsti per il 2012 necessita di un azione urgente come il ricorso.
L’Associazione “Avvocati per Niente”, che ha sostenuto le ragioni del giovane Syed in Tribunale, ha aperto a possibili soluzioni di mediazione ipotizzando la possibilità di aprire un tavolo di confronto che consenta di non allungare i tempi del contenzioso giuridico. La soluzione , secondo quanto dichiarato dall’Associazione all’agenzia “Redattore Sociale” sarebbe quella di differire la rimozione delle discriminazioni al prossimo bando in cambio di opportune garanzie.
Una vicenda inedita quindi per il Servizio Civile, per i tempi e le forme, ma che rafforza la necessità di una riforma organica del Servizio Civile, in grado di porre rimedio a difficoltà e problematiche di struttura che il tempo ha reso potenzialmente lesive per l’intero sistema.
Almeno un mese e mezzo di stop per il servizio civile
La sospensione degli avvii nel servizio civile? «Almeno un mese e mezzo, in attesa di avere la risposta del nostro ricorso al Tribunale», ha specificato a Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell’Unsc.
«Stiamo studiando forme per rendere meno gravoso lo stop – ha poi continuato Molinari -, per esempio, al momento dello sblocco faremo partire tutti gli scaglioni rimasti indietro, non solo un mese alla volta come è successo finora. Sarebbe una soluzione per recuperare parte del tempo perso». Ovvero, specifica Vita.it, se la situazione si dovesse risolvere a marzo 2012, inizierebbero il servizio sia i giovani degli enti in graduatoria a febbraio, sia quelli di marzo stesso. Intanto la notizia del blocco del servizio civile, oltre a mobilitare i giovani e gli enti, è arrivata in questi giorni anche sui giornali e in radio su “Caterpillar”. E l’ex Sottosegretario con delega al servizio civile, Carlo Giovanardi,commenta sul suo sito: «La sentenza del giudice del lavoro di Milano Carla Bianchini, che ha condannato l’esclusione degli immigrati dal bando, affossa il servizio civile»
SERVIZIO CIVILE: NO ALLA GUERRA TRA GIOVANI ITALIANI E GIOVANI STRANIERI, SI AL BUON SENSO. I TEMPI SONO STRETTI MA (SE C’È LA BUONA VOLONTÀ) UNA SOLUZIONE È ANCORA POSSIBILE.
La vera necessità è quella di rivedere la legge sulla cittadinanza. La situazione paradossale che si è creata oggi rispetto al servizio civile è frutto di questo ritardo della politica. Quando un Paese ha una divario troppo grande tra le norme che la regolano e la realtà di cui è fatta rischia ingovernabilità e paradossi. Nelle piccole come nelle grandi cose.
Con il ricorso di un giovane pakistano accolto da parte del Tribunale di Milano e il ricorso di una ragazza albanese in attesa a Brescia, dopo gli enormi tagli già subiti sono statibloccati a qualche giorno dalla partenza circa 18.000 giovani che (a scaglioni) dal 1 febbraio sarebbero dovuti partire. E la prospettiva è di rifare tutto da capo. Modificare il bando, riaprirlo, ripresentare le domande, rispostare le persone per le selezioni, ripubblicare le graduatorie, ricontrollarle e, al termine di tutto questo, fare la formazione e partire. Con uno spreco di tempo, energie e risorse che è incalcolabile. Con la probabilità altissima di ulteriori ricorsi da parte dei giovani che in questo modo si vedono negare il loro diritto. Con la situazione incerta di coloro che, in questo stesso bando, hanno avviato le attività in gennaio.
Chiediamo a tutto il Consiglio dei Ministri e al Presidente Monti di assumere ed esprimere la volontà politica di risolvere la situazione e di assegnare al Ministro Riccardi un mandato esplicito alla gestione della situazione con un potere negoziale reale. Per dimostrare che a tutti, ma in primo luogo ai giovani, che non siamo un Paese allo sbando, che la Politica è una cosa seria e che serve a risolvere i problemi in modo comune, che i diritti sono una conquista che accomuna e non che divide. I ragazzi, i partner in loco, i cosidetti “beneficiari” dei progetti in Italia e in giro per il mondo hanno già aspettato abbastanza e ulteriori proroghe provocherebbero sprechi di soldi già impegnati e non sarebbero comprese.
Chiediamo alle Associazioni che hanno patrocinato il ricorso e ai ragazzi stessi diavere l’orizzonte ampio della lotta per la legge sulla cittadinanza e per un Paese migliore e di evitare il rischio di cadere nella trappola della visione della singola battaglia sul singolo diritto. Una battaglia vinta su questo diritto senza una posizione consensuale e ledendo i diritti di tanti altri costerebbe troppo al Paese nello sforzo per un’integrazione migliore e per un’italia più accogliente e unita.
Che entrambe le parti facciano tutto quello che è in loro potere con competenza, tenacia e creatività per arrivare, entro i primi giorni della settimana prossima ad un dialogo diretto finalizzato a:
programmare i passi necessari per il superamento della discriminazione
permettere la partenza dei ragazzi dal 1 febbraio in avanti come previsto
Pubblicato da PianetaGiovani / Matite Colorate su 24/01/2012 in News Servizio Civile Nazionale, Tutte le news

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