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Timestamp: 2020-03-31 20:38:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 5274 del 04/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5274 del 04/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 04/03/2011, (ud. 08/02/2011, dep. 04/03/2011), n.5274
8/2, presso lo studio dell’avv. Villani Ludovico, rappresentato e
difeso dall’avv. Da monte Roberto;
dell’avv. Ranieri Massimo, che lo rappresenta e difende;
regionale della Liguria, sez. 8^, n. 35, depositata il 24.3.2008;
Aurelio Cappabianca, constatata la regolarità delle comunicazioni di
per gli anni dal 2000 al 2004, chiedendone l’annullamento per gravi irregolarità nella tenuta dei dati relativi alle scommesse con impossibilità di determinazione della base imponibile;
che, con il primo motivo di ricorso, il contribuente ha dedotto “Erroneità e illogicità della sentenza impugnata per violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7. Grave difetto di istruttoria, e di motivazione e formulato il seguente quesito:
“Dica la Suprema Corte se al fine di accertare la congruità/coerenza delle somme richieste dalla P.A. la Commissione Tributaria Regionale può esercitare i poteri istruttori che le competono ai sensi e per l’effetto del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7 in ordine all’acquisizione di elementi conoscitivi di particolare complessità, in particolare con il licenziamento di una consulenza tecnica d’ufficio. Dica, pertanto, se la sentenza della commissione sia afflitta da grave difetto istruttorie e motivatorio”;
che, con il secondo motivo di ricorso, il contribuente ha dedotto “Erroneità e contraddittori età della sentenza impugnata per violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7 in relazione al D.Lgs. n. 504 del 1998, al D.P.R. n. 169 del 1998 e al D.M. Finanze 15 febbraio 1999. Grave difetto di istruttoria e di motivazione”e formulato il seguente quesito: “Dica la Suprema Corte se alla luce degli elementi di prova forniti dalla ricorrente davanti al Giudice Tributario, la determinazione delle somme richieste dalla P.A. sia da ascrivere alla disapplicazione del procedimento normativamente previsto ai sensi del D.Lgs. n. 504 del 1998, del D.P.R. n. 169 del 1998 e del D.M. Finanze 15 febbraio 1999”;
che, con il terzo motivo di ricorso, il contribuente ha dedotto “Erroneità della sentenza impugnata per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 112 del cod. proc. civ.” e formulato il seguente quesito: “Dica la Suprema Corte se, alla luce delle considerazioni di diritto che sono state sopra esplicate, la sentenza impugnata sia stata emessa in violazione dell’art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulle domande tutte ed eccezioni di parte ricorrente formulate nei due gradi di giudizio”;
che, ai sensi della disposizione indicata, invero, il quesito inerente ad una censura in diritto dovendo assolvere la funzione di integrare il punto di congiunzione tra la risoluzione del caso specifico e l’enunciazione del principio giuridico generale – non può essere meramente generico e teorico ma deve essere calato nella fattispecie concreta, per mettere la Corte in grado poter comprendere dalla sua sola lettura, l’errore asseritamente compiuto dal giudice a quo e la regola applicabile (v. Cass. s.u. 3519/08); mentre, in ipotesi di deduzione di vizio motivazionale, la disposizione indicata, è violata quando il fatto controverso coinvolto dal motivo, in relazione al quale si assuma omessa, contraddittoria od insufficiente la motivazione, e le ragioni, per cui la motivazione medesima sia reputata inidonea a sorreggere la decisione, s’identifichino solo in esito alla completa lettura del motivo e non in base alla specifica sintesi offertane dal ricorrente, al fine dell’osservanza del requisito sancito dall’art. 366 bis., (v. Cass. 4311/08, 4309/08, 20603/07, 16002/07);
LA CORTE respinge il ricorso; condanna la società contribuente al pagamento delle spese di causa, liquidate in complessive Euro 1.900,00, oltre spese prenotate a debito, in favore delle Amministrazioni controricorrenti, nonchè in complessive Euro 2.000,00, (di cui Euro 1.900,00 per onorario), oltre spese generali ed accessori di legge, in favore del C.O.N.I..

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 7
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 Cass. 
 Cass.