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LA LEGGE COMUNITARIA Con la legge 15 dicembre 2011, n. 217 recepiti, nell ordinamento interno, numerosi indirizzi comunitari in materia di IVA - PDF
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1 LA LEGGE COMUNITARIA Con la legge 15 dicembre 2011, n. 217 recepiti, nell ordinamento interno, numerosi indirizzi comunitari in materia di IVA2 1. PREMESSA E stata recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 2012, n. 1, la legge 15 dicembre 2011, n Legge Comunitaria contenente specifiche disposizioni finalizzate al recepimento di una serie di Direttive comunitarie. Nel corso dell esame parlamentare il provvedimento legislativo è stato interessato da numerose modifiche introdotte nell impianto originario del DDL; in particolare, durante l esame nella XIV a Commissione (Politiche dell Unione europea) della Camera dei Deputati, è stato aggiunto un nuovo articolo, ora articolo 8 della legge n. 217/2011, al fine di adeguare la normativa interna, in materia di IVA, ad una serie di modifiche intervenute in quella europea. L articolo 8 reca nel titolo la delega al Governo per l attuazione della direttiva 2010/24/UE sull assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi, imposte ed altre misure, nonché disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto. L articolo 8, comma 1, dispone dunque la delega al Governo per dare attuazione alla direttiva 2010/24/UE sull assistenza reciproca in materia di recupero crediti risultanti da dazi, imposte ed altre misure. I successivi commi riguardano, invece, disposizioni interne in materia di imposta sul valore aggiunto. In sintesi le modifiche che qui interessano consistono in: momento di effettuazione delle operazioni relative alle prestazioni di servizi, cosiddette generiche con soggetti non residenti; regime di non imponibilità delle operazioni del settore aereo-navale; importazione in sospensione di imposta di beni destinati a proseguire verso altri stati membri; criteri per il rimborso infrannuale dell imposta; territorialità delle cessioni caldo e freddo tramite reti di distribuzione; disciplina delle agevolazioni in base ai trattati internazionali. 2. LE MODIFICHE IN MATERIA DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO L articolo 8, comma 2, lettere a), f), g) e h), adeguano la normativa italiana in materia di Iva, di cui al D.P.R. n. 633/1972, con il quadro regolamentare definito dalla Direttiva 2006/112/Ce, così modificato dalle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE. 2.1 Momento di effettuazione delle operazioni relative alle prestazioni di servizi cosiddette generiche (articolo 6 effettuazione delle operazioni) L articolo 8, comma 2, lettera a) modifica l articolo 6 del D.P.R. n. 633/72, sopprimendo l attuale terzo periodo e inserendo il nuovo comma 6 che disciplina il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi rese o ricevute da un soggetto passivo stabilito in Italia avente come controparte un soggetto passivo non stabilito in Italia, al fine di consentire un più puntuale adeguamento di tale disciplina al dettato degli articoli 64 e 66 della Direttiva 2006/112/CE. Le modifiche proposte prevedono che tali prestazioni si considerano effettuate, come regola generale, nel momento in cui sono ultimate, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi. Una regola specifica è prevista, a fini antielusivi, per le prestazioni di servizi effettuate in modo continuativo nell'arco di un periodo superiore ad un anno, stabilendosi in tal caso che esse si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare, fino all'ultimazione delle prestazioni. Nel dettaglio la nuova disposizione introduce una deroga ai commi 3 e 4 del medesimo articolo intervenendo sul momento di effettuazione delle operazioni relative alle prestazioni di servizi con soggetti non residenti. In sintesi, in base a tale modifica normativa le prestazioni di servizi c.d. generiche, le quali sono tassate nel luogo di stabilimento del committente se soggetto passivo di imposta, si considerano effettuate non all atto del pagamento del corrispettivo ma nel momento in cui sono ultimate, e, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi, fermo restando che se il corrispettivo è versato anteriormente all ultimazione della prestazione, il momento impositivo coincide con quello del pagamento, limitatamente all importo pagato.3 Per semplificazione si riporta di seguito l articolo 6, co. 3, 4 e 6, del D.P.R. n. 633/72 modificato con riferimento all effettuazione delle operazioni riferite alle sole prestazioni di servizi: Comma 3 Comma 4 Comma 6 Articolo 6 Effettuazione delle operazioni Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo. Quelle indicate nell'articolo 3, terzo comma, primo periodo, si considerano effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese. Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento. In deroga al terzo e al quarto comma, le prestazioni di servizi di cui all'articolo 7-ter, rese da un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello Stato a un soggetto passivo ivi stabilito, e le prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli articoli 7-quater e 7-quinquies, rese da un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato ad un soggetto passivo che non è ivi stabilito, si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi. Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nel primo periodo è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si intende effettuata, limitatamente all'importo pagato, alla data del pagamento. Le stesse prestazioni, se effettuate in modo continuativo nell'arco di un periodo superiore a un anno e se non comportano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino all'ultimazione delle prestazioni medesime. 2.2 Modifiche di coordinamento (articolo 13 - Base imponibile) L articolo 8, comma 2, lettera f) apporta una modifica di coordinamento all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633, relativo alla definizione della base imponibile IVA, in conseguenza delle modifiche apportate all'articolo Integrazione della fattura (articolo 17 Soggetti passivi) L articolo 8, comma 2, lettera g) integra il secondo comma dell'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, il quale contempla il meccanismo dell'inversione contabile (cosiddetto reverse charge) anche nel caso di prestazioni di servizi, di cui all'articolo 7-ter, rese da un soggetto passivo non residente nel territorio dello Stato nei confronti di un soggetto passivo ivi stabilito. La modifica prevede che, quando il prestatore è stabilito in un altro Stato membro dell Unione, il committente italiano adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni previste per gli acquisti intracomunitari di beni, contenute negli articoli 46 e 47 del decreto-legge 30 agosto n. 331 del Per effetto di tale modifica, il soggetto passivo italiano che riceve una prestazione di servizi da un soggetto passivo comunitario deve integrare la fattura ricevuta dal soggetto comunitario, anziché emettere autofattura. La legge comunitaria introduce, quindi, una deroga alla regola generale sull autofatturazione, prevedendo che in presenza di prestazioni di servizi, cosiddette generiche (art. 7-ter), rese da prestatori stabiliti nell Unione europea a committenti, soggetti passivi stabiliti in Italia, questi ultimi adempiono agli obblighi di fatturazione e di registrazione seguendo le medesime regole previste per gli acquisti intracomunitari di beni, di cui sempre agli articoli 46 e 47 del D.L. n. 331/1993. Secondo tali disposizioni, il committente nazionale procede come segue: la fattura relativa all'acquisto del servizio, emessa dal prestatore comunitario, deve essere numerata e integrata dal committente con l'indicazione del controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell'operazione, espressi in valuta estera, nonché dell'ammontare dell'imposta, calcolata secondo l'aliquota dei beni. Nella particolare ipotesi in cui si tratti di servizi senza pagamento dell'imposta o non imponibile o esente, in luogo dell'ammontare dell'imposta nella fattura deve essere indicato il titolo unitamente alla relativa norma;4 le predette fatture, previa integrazione nei modi anzidetti, entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento, e con riferimento al relativo mese, devono essere annotate distintamente nel registro di cui all'art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, secondo l'ordine della numerazione, con l'indicazione anche del corrispettivo delle operazioni espresso in valuta estera, nonché devono essere annotate distintamente, anche nel registro di cui all'articolo 25 del DPR 633/72. Il richiamo all art. 46 del D.L. n. 331/93, comporta anche l applicazione del comma 5 della disposizione stessa, secondo cui se il committente nazionale: non riceve la fattura da parte del prestatore Ue entro il mese successivo a quello di effettuazione dell operazione, il committente stesso deve procedere ad emettere entro il mese seguente, in unico esemplare, la fattura con l'indicazione anche del numero di identificazione, attribuito agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, al cedente dallo Stato membro di appartenenza; se riceve una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale deve emettere fattura integrativa entro il quindicesimo giorno successivo alla registrazione della fattura originaria. 2.4 Estensione dei rimborsi infrannuali (articolo 38-bis - Esecuzione dei rimborsi) L articolo 8, comma 2, lettera h) modifica il secondo comma dell'articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, che individua i presupposti per poter richiedere il rimborso dell'iva in relazione a periodi infrannuali. La nuova disposizione prevede che possono accedere alla procedura di rimborso infrannuale i contribuenti che effettuino, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato, per un importo superiore al cinquanta per cento dell'ammontare di tutte le operazioni effettuate, prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali, prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione, prestazioni di servizi accessorie ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione, ovvero prestazioni di servizi di cui all'articolo 19, comma 3, lettera a-bis). Al riguardo, si ricorda che le prestazioni di cui al citato articolo 19, comma 3, lettera a-bis) sono effettuate nei confronti di soggetti stabiliti fuori della Comunità o relative a beni destinati ad essere esportati fuori della Comunità stessa e sono relative a: prestazioni di servizi concernenti la concessione e la negoziazione di crediti, la gestione degli stessi da parte dei concedenti e le operazioni di finanziamento; l'assunzione di impegni di natura finanziaria, l'assunzione di fideiussioni e di altre garanzie e la gestione di garanzie di crediti da parte dei concedenti; le dilazioni di pagamento, le operazioni, compresa la negoziazione, relative a depositi di fondi, conti correnti, pagamenti, giroconti, crediti e ad assegni o altri effetti commerciali, ad eccezione del recupero di crediti; la gestione di fondi comuni di investimento e di fondi pensione, le dilazioni di pagamento e le gestioni similari e il servizio bancoposta; le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio; le operazioni relative a valute estere aventi corso legale e a crediti in valute estere, eccettuati i biglietti e le monete da collezione e comprese le operazioni di copertura dei rischi di cambio; le operazioni, relative ad azioni, obbligazioni o altri titoli non rappresentativi di merci e a quote sociali, eccettuate la custodia e l'amministrazione dei titoli; le operazioni, incluse le negoziazioni e le opzioni, eccettuate la custodia e amministrazione, relative a valori mobiliari e a strumenti finanziari diversi dai titoli. La finalità della modifica proposta è, in linea generale, quella di consentire ad alcuni operatori italiani - che alla luce della nuova normativa in materia di territorialità delle prestazioni di servizi hanno perso la qualifica di esportatori abituali e, quindi, la possibilità di effettuare acquisti in regime di non imponibilità - di accedere alla procedura dei rimborsi infrannuali.5 2.5 Adeguamento del regime di non imponibilità di cui all art. 8-bis operazioni assimilate alle cessioni all esportazione L articolo 8, comma 2, lettera e) apporta una serie di modifiche all'articolo 8-bis, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, al fine di adeguare il regime nazionale di non imponibilità IVA per le operazioni concernenti le navi, agli articoli 148, 371 e all'allegato X B.12 della Direttiva 2006/112/CE, per rispondere ai rilievi mossi dalla Commissione Europea con la procedura di infrazione n. 2008/4219. La Commissione europea con la procedura di infrazione 2008/4219 ha deciso, infatti, di deferire l Italia alla Corte di giustizia per l esenzione IVA concessa sulle navi. Secondo la Commissione europea, a norma della direttiva IVA 2006/112/CE, l esenzione IVA può essere concessa, a talune condizioni, al rifornimento e al vettovagliamento delle navi utilizzate in alto mare. L esenzione IVA può essere concessa anche per la cessione, la trasformazione, la riparazione, la manutenzione, il noleggio e la locazione di tali navi. La Commissione europea ha ritenuto che l esenzione prevista dalla legislazione italiana non fosse in linea con quanto consentito dalla direttiva. Da un lato, essa è andata al di là di quanto ammesso, in quanto ha concesso l esenzione IVA alle navi commerciali che non navigano solo in alto mare e alle navi destinate ad enti pubblici. Dall'altro, ha escluso che taluni servizi dovevano essere coperti dall'esenzione, ad esempio il carico e lo scarico di navi che navigano in alto mare. Secondo la Commissione europea le regole sulle esenzioni IVA devono essere applicate in modo corretto e uniforme. Se uno Stato membro estende l applicazione delle esenzioni, come ha fatto l Italia in questo caso, crea una disparità tra gli Stati membri e di conseguenza determina distorsioni della concorrenza nel mercato interno. Inoltre, se gli Stati membri estendono l ambito di applicazione delle esenzioni oltre quanto consentito dalla legislazione dell UE, la percentuale dell'iva destinata al bilancio UE (facente parte delle cosiddette "risorse proprie") non verrà raccolta come dovrebbe. Sulla base di queste motivazioni la Commissione aveva rinviato la questione alla Corte di giustizia ( 1 ). Il parlamento italiano è, pertanto, intervenuto sul dettato dell'articolo 8-bis, primo comma, lettera a), D.P.R. n. 633/72 al fine di limitare il trattamento di non imponibilità alle navi adibite alla navigazione in alto mare, evitando così che tale agevolazione possa essere estesa oltre lo scopo perseguito dall'articolo 148 della Direttiva 2006/112/CE. Inoltre, la modifica estende il trattamento agevolato alle cessioni di navi adibite alla pesca costiera e alle operazioni di salvataggio ed assistenza in mare a prescindere dalla destinazione delle stesse alla navigazione in alto mare. Con riguardo alle navi adibite alla pesca costiera sono escluse dall agevolazione le provviste di bordo. Sul punto sono emersi da subito dubbi interpretativi circa il significato della locuzione provviste di bordo, se in tali termini era ricompreso oltre al vettovagliamento in senso stretto anche il rifornimento di carburanti e lubrificanti. Con risoluzione del 1 febbraio 2012, n. 10/E, l Agenzia delle entrate, comparando la versione dell articolo 148 della Direttiva con quella inglese, nella parte riferita alle provviste di bordo, ha affermato che con detti termini si intende il vettovagliamento e non anche il rifornimento. La motivazione è basata sull assunto che in caso contrario per le navi adibite alla pesca costiera non residuerebbe alcun ambito di possibile applicazione del regime di non imponibilità di cui all articolo 148 della direttiva comunitaria. E ragionevole, prosegue l Agenzia delle entrate ritenere che l esclusione dal regime di non imponibilità debba riguardare solo le cessioni di beni destinati al vettovagliamento delle navi adibite alla pesca costiera, come già previsto dalla precedente formulazione dell art. 8-bis, comma 1, lett. d), del D.P.R 633 del Pertanto, resta non imponibile il rifornimento di carburanti e lubrificanti delle navi adibite alla pesca costiera. La legge comunitaria 2010, inoltre, aggiunge, nel predetto primo comma dell'articolo 8-bis, una nuova lettera a-bis), la quale precisa che l'agevolazione spetta anche alle sole cessioni di navi militari e navi da guerra. Infine, viene integrato l'articolo 8-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 con una nuova lettera, la e-bis), con la quale si estende, in maggior aderenza al dettato comunitario, il regime di non imponibilità anche alle prestazioni di servizi, diverse da quelle elencate nella lettera e) del predetto primo comma, direttamente destinate a sopperire ai bisogni diretti delle navi, degli aeromobili e del loro carico. Le nuove disposizioni recate all articolo 8-bis del D.P.R 633/72 sono in vigore dal 17 gennaio Commissione europea- Comunicato stampa del 24 novembre 2011 Fiscalità: la Commissione deferisce l Italia alla Corte di giustizia per l esenzione IVA per le navi6 2.6 L importazione in sospensione di imposta di beni destinati a proseguire verso altri stati membri Le modifiche, recate dalla lettera i), recepiscono la direttiva 2009/59/CE, che ha modificato la direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto in relazione all'evasione fiscale connessa all'importazione, nel quadro della strategia comunitaria di lotta alle frodi, nello specifico campo della tassazione indiretta, ad integrazione degli sforzi compiuti in tale materia a livello nazionale. In particolare, le modifiche proposte dalla lettera i) all'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 recepiscono le disposizioni comunitarie più stringenti contenute nell'articolo 143 della direttiva 2006/112/CE, in materia di regime di sospensione dal pagamento dell'iva delle importazioni di beni destinati ad essere ceduti o trasferiti ad un soggetto passivo in un altro Stato membro. Con le nuove disposizioni il regime di sospensione dall'iva sarà riconosciuto agli importatori solo se questi daranno prova dell'avvenuto trasferimento dei beni in un altro Stato membro; detta prova, tuttavia, dovrà essere fornita solo a seguito di specifica richiesta dell'amministrazione doganale, la quale potrà essere inoltrata all'importatore anche in un momento successivo rispetto all'introduzione in libera pratica dei beni. Inoltre, è riconosciuta all'importatore la possibilità di effettuare, prima del trasferimento dei beni nell'altro Stato membro e previa autorizzazione dell'autorità doganale, le operazioni di manipolazione di cui all'allegato 72 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione. 2.7 Organismi internazionali (articolo 72 - Operazioni non imponibili) La lettera m) sostituisce l'articolo 72 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, per quanto riguarda il regime di non imponibilità concesso agli organismi internazionali. In dettaglio, la novella proposta prevede che non siano imponibili a fini IVA le seguenti operazioni: a) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle sedi e dei rappresentanti diplomatici e consolari, appartenenti a Stati che in via di reciprocità riconoscono analoghi benefici alle sedi ed ai rappresentanti diplomatici e consolari italiani; b) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei comandi militari degli Stati membri, dei quartieri generali militari internazionali e degli organismi sussidiari, installati in esecuzione del Trattato NATO, nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali nonché all'amministrazione della difesa qualora agisca per conto della NATO; c) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti dell'unione europea, della Comunità europea dell'energia atomica, della Banca centrale europea, della Banca europea per gli investimenti e degli organismi istituiti dall'unione cui si applica il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee; d) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti dell'organizzazione delle Nazioni Unite e delle sue Istituzioni specializzate; e) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti dell'istituto universitario europeo e della Scuola europea di Varese; f) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli organismi internazionali riconosciuti, diversi da quelli di cui al n. 3), nonché dei membri di tali organismi, alle condizioni e nei limiti fissati dalle convenzioni internazionali che istituiscono tali organismi o dagli accordi di sede. 2.8 Cessione gas naturale (articoli 7-bis Territorialità Cessioni di beni, 68 Importazioni non soggette all imposta, 38 Acquisti intracomunitari e 41- Cessioni intracomunitarie non imponibili D.L 331/93) Articolo 8, comma 2, lett. c), d), e l) recepisce nell'ordinamento nazionale la direttiva 2009/162/UE, che modifica varie disposizioni della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, in materia di tassazione del gas naturale. A tal fine, sono introdotte una serie di modifiche agli articoli 7-bis e 68 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, nonché agli articoli 38 e 41 del decreto-legge n. 331 del 1993, per rendere applicabile la particolare disciplina IVA vigente in materia alle importazioni e alle cessioni di gas effettuate mediante qualsiasi sistema del gas naturale situato nel territorio della Comunità od ogni rete connessa ad un siffatto sistema ed alle cessioni di calore o freddo mediante reti di riscaldamento o raffreddamento.7 In primo luogo, la lettera c), modificando il comma 3 dell'articolo 7-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 estende l'ambito di applicazione delle disposizioni relative alle importazioni ed al luogo di tassazione delle cessioni di gas e di energia elettrica anche al gas trasportato mediante i gasdotti che non fanno parte della rete di distribuzione e, in particolare, mediante i gasdotti della rete di trasporto, nonché alle cessioni di calore o di freddo effettuate mediante reti di riscaldamento o raffreddamento. La lettera d) modifica l'articolo 7-septies del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, al fine di prevedere che la disciplina relativa al luogo di tassazione delle prestazioni di servizi nel settore del gas, la quale attualmente concerne soltanto la fornitura di un accesso ai sistemi di distribuzione del gas naturale e dell'energia elettrica, si applichi anche alle prestazioni della stessa natura relative ad una rete di trasporto, o a una rete di gasdotti a monte, nonché alle reti di riscaldamento o di raffreddamento. La lettera l), modificando l'articolo 68 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633, è volta a tenere conto del fatto che, per le sue caratteristiche, il gas importato mediante navi è identico a quello importato mediante gasdotti ed è destinato, una volta rigassificato, ad essere trasportato mediante gasdotti; pertanto la modifica legislativa stabilisce che la peculiare disciplina in materia si applichi anche al gas importato mediante navi con successiva introduzione in un sistema di gas naturale o in una rete di gasdotti a monte. Il comma 3 dell articolo 8 della legge 217/2011 apporta alcune modifiche agli articoli 38 e 41 del decreto - legge n. 331 del In dettaglio, le modifiche all'articolo 38 sono volte a stabilire che, ai fini IVA, non è soggetto ad accisa il gas fornito mediante un sistema del gas naturale situato nel territorio della Comunità o una rete connessa a un siffatto sistema (e non più solo il gas fornito dal sistema di distribuzione), e che non costituisce cessione intracomunitaria l'introduzione nel territorio dello Stato di gas, realizzata mediante un sistema del gas naturale situato nel territorio della Comunità o una rete connessa a un siffatto sistema, oppure di calore o di freddo mediante reti di riscaldamento o di raffreddamento. Le modifiche all'articolo 41 sono, invece, finalizzate a sancire che non costituiscono cessioni intracomunitarie anche le cessioni di gas realizzate mediante un sistema del gas naturale situato nel territorio della Comunità o una rete connessa a un siffatto sistema, nonché le cessioni di calore o di freddo mediante reti di riscaldamento o di raffreddamento. 2.9 Controlli all importazione Il comma 4 dell articolo 8 della legge 217/2011 inserisce un nuovo comma 7-bis nell'articolo 83 del decreto - legge n. 112 del 2008, il quale prevede che, al fine di migliorare l'efficacia dei controlli in materia di IVA all'importazione, il Direttore dell'agenzia delle dogane istituisce, di concerto con il Direttore dell'agenzia delle entrate, un sistema periodico di scambio di informazioni tra l'autorità fiscale e l'autorità doganale. 3. EFFICACIA DELLE NUOVE NORME Il comma 5 del nuovo articolo 8 reca una norma di carattere transitorio, specificando che le disposizioni di cui ai commi 2, lettere da a) a d) e da f) a m), e 3 si applicano alle operazioni effettuate a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge, e quindi, entrano in vigore il 17 marzo 2012. Documenti analoghi
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