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Timestamp: 2020-04-02 10:19:16+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21226 del 20/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21226 del 20/10/2016
Cassazione civile sez. III, 20/10/2016, (ud. 28/04/2016, dep. 20/10/2016), n.21226
sul ricorso 11046/2013 proposto da:
S.M., (OMISSIS), I.A. (OMISSIS), IODICE ROBERTO
DCIRRT81E0413963P, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
CRESCENZIO, 19, presso lo studio dell’avvocato FABIO VETRELLA,
rappresentati e difesi dall’avvocato ANTONIO GRAVINA giusta procura
ASSICURAZIONI GENERALI SPA, quale impresa designata dalla CONSAP per
il Fondo di Garanzia Vittime della strada a mezzo della propria
mandataria e rappresentante GENERALI BUSINESS SOLUTIONS SCPA in
persona di C.G. e CA.FR. quali
procuratori speciali, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
rappresentata e difesa dall’avvocato PIETRO VINCIGUERRA giusta
R.G., L.P.;
avverso la sentenza n. 3447/2012 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
26/04/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO;
udito l’Avvocato ALESSANDRO PIERMARINI per delega;
Con sentenza del 26/10/2012 la Corte d’Appello di Napoli ha respinto – tranne che in punto spese – il gravame interposto dai sigg. I.A. e R. e S.M. in relazione alla pronunzia Trib. S. Maria C.V. 29/11/2005, di improponibilità della domanda proposta nei confronti della società Assicurazioni Generali s.p.a. – quale impresa designata per il F.G.V.S. – di risarcimento dei danni rispettivamente lamentati in conseguenza di sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS), all’esito del quale l’allora minorenne R., mentre percorreva la (OMISSIS) a bordo di ciclomotore veniva investito dall’autovettura tg. (OMISSIS) di proprietà del sig. L.P. e condotta dalla sig.ra R.G., risultata priva di copertura assicurativa.
Dichiarata ammissibile la domanda, in riforma sul punto della decisione di primo grado, argomentando dal ravvisato difetto di prova dell’adempimento L. n. 990 del 1969, ex art. 22, per mancato relativo reperimento nel ritirato e non ridepositato fascicolo di parte, attesa la “rituale produzione della missiva di messa in mora… pervenuta alle Generali il 7-8-1997” come indicato nell’indice sottoscritto dal Cancelliere, la corte di merito ha peraltro ritenuto infondata nel merito la domanda, in ragione del difetto di “prova dell’inesistenza della copertura assicurativa alla data del sinistro relativamente alla autovettura targata (OMISSIS)”.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito gli I. e la S. propongono ora ricorso per cassazione, affidato ad unico complesso motivo.
Con unico complesso motivo i ricorrenti denunziano “violazione e falsa applicazione degli artt. 112, 115, 116, 232 e 345 c.p.c., art. 2697 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “omesso esame di fatto decisivo per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Va anzitutto osservato che il ricorso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che i ricorrenti fanno riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (es., all'”atto di citazione del 20-03-1999″, all'”atto di intervento volontario del 30-11-2001”, alla “polizza assicurativa, a “quanto dichiarato dal proprietario sig. L.P. e dalla sig.ra R.G., alla “raccomandata a.r. n. (OMISSIS)”, alla comparsa di costituzione e risposta nel giudizio di 1 grado della “convenuta Ass.ni Generali s.p.a.”, all’intervento in giudizio del sig. I.R., all’interrogatorio formale”, alla “prova testimoniale”, all’espletata CTU medica, alla sentenza del giudice di prime cure, ai “documenti prodotti in giudizio”, alle “raccomandate del (OMISSIS), spedite in data (OMISSIS) nn. (OMISSIS), alla deposizione del teste escusso sig. A.C.”, alla “copiosa documentazione medica, alla “comparsa dell'(OMISSIS)”, alla “copiosa documentazione medica, alla “comparsa dell'(OMISSIS)”, all’attestazione (OMISSIS) del (OMISSIS)”, all'”ordinanza notificata nei termini, sia al sig. L.P. a mani della medesima sig.ra R. moglie convivente, all’indice del fascicolo”, alle “risultanze istruttorie acquisite, al “fatto dedotto nell’interrogatorio formale, alle “spese mediche documentate) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Senza sottacersi, da un canto, che con riferimento all’ordinanza ammissiva di interrogatorio formale e al certificato (OMISSIS) i ricorrenti in realtà inammissibilmente si dolgono di un vizio revocatorio; e, per altro verso, che giusta principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità il giuramento decisorio non è deferibile in sede di legittimità, neppure allo scopo di ottenere il rinvio della causa in sede di merito, per l’ammissione e l’espletamento di esso (v. Cass., 11/6/1981, n. 3790; Cass., 29/1/1971, n. 225. V. anche Cass., 7/2/1972, n. 285).
Emerge evidente, a tale stregua, come lungi dal denunziare vizi della sentenza gravata rilevanti sotto i ricordati profili, le deduzioni dei ricorrenti, oltre a risultare formulate secondo un modello difforme da quello delineato all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6,
c.p.c., in realtà si risolvono nella mera rispettiva doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da parte del giudice del merito agli elementi valutati di un valore ed un significato difformi dalle loro aspettative (v. Cass., 20/10/2005, n. 20322), e nell’inammissibile pretesa di una lettura dell’asserto probatorio diversa da quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass., 18/4/2006, n. 8932).
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Assicurazioni Generali s.p.a., seguono la soccombenza.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna i ricorrenti al pagamento, in solido, delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.600,00, di cui Euro 2.400,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società Assicurazioni Generali s.p.a.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 22
 art. 2697
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 13