Source: http://postaliesodati2011.blogspot.com/2015/10/
Timestamp: 2018-06-24 06:43:35+00:00

Document:
Postali Esodati: ottobre 2015
Il Fondo Esodati finanzierà l'estensione della no tax area
Pensioni, Senato: Il Fondo Esodati finanzierà l'estensione della no tax area
Lo sottolinea il dossier del servizio bilancio di Palazzo Madama che ricorda come siano 483milioni i risparmi certificati dal Governo nel Fondo Esodati.
I denari che residuano sul fondo esodati saranno utilizzati per finanziare l'opzione donna sino al 31 dicembre 2015, per ridurre il prelievo fiscale sulle pensioni e per concorrere alla copertura dei maggiori oneri conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla legge di stabilità. Lo certifica il Servizio Studi del Senato in un dossier nel quale analizza le novità legislative proposte dal Governo nell'articolo 19 della Legge di stabilità dedicato per l'appunto alla settima salvaguardia.
Com'è noto l’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n.228/2012, ha istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo nel quale confluiscono eventuali economie aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente; ai sensi del comma 235, quarto periodo, della legge n. 228/2012, le economie vengono accertate (mediante conferenza di servizi) a seguito dell’attività di monitoraggio sull’effettivo utilizzo delle risorse relative ai vari interventi di salvaguardia.
La settima salvaguardia proposta dal Governo parte proprio dal riciclo dei risparmi maturati nel predetto Fondo quantificati in una misura pari a 485,8 milioni di euro, rideterminando conseguentemente il limite numerico massimo di soggetti salvaguardati in 146.166 (rispetto ai 170.230 attualmente previsti). In relazione a ciò, sottolineano dal Senato, la misura "incrementa di un importo corrispondente (100 milioni per ciascuno degli anni dal 2018 al 2021 e di 85,8 milioni per l’anno 2022) l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n.228/2012 (attraverso la corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali)".
"Il comma 7 dell'articolo 19 nel prevedere che i nuovi benefici sono riconosciuti nel limite di 26.300 soggetti (cui corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo complessivo in 172.466 soggetti) e nel limite massimo di 213 milioni per il 2016, 387 milioni per il 2017, 336 milioni per il 2018, 258 milioni per il 2019, 171 milioni per il 2020, 107 milioni per il 2021, 41 milioni per il 2022 e 3 milioni per il 2023, provvede al corrispondente incremento degli importi previsti all’articolo 1, comma 235, quarto periodo, della legge n.228/2012 (ossia delle economie aventi carattere pluriennale destinate ad alimentare l’apposito fondo), mentre il comma 9 del medesimo articolo provvede alla copertura degli oneri a valere sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n. 228/2012 (ossia riducendo la dotazione dell’apposito fondo).
"Si segnala - concludono quindi gli esperti del Senato - che le residue risorse dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge n.228/2012 (Fondo esodati), sono utilizzate (oltre che ai sensi del comma 10 dell’articolo 19, cioè per coprire i maggiori oneri conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla presente legge.) per la copertura degli oneri (160 milioni per il 2016 e 49 milioni per il 2017) di cui all’articolo 19, comma 1 (c.d. opzione donna) e per la copertura degli oneri (58 milioni per il 2018) di cui all’articolo 19, comma 4 (riduzione della pressione fiscale per i pensionati), del disegno di legge in esame".
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 23:48:00 Nessun commento:
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 12:51:00 5 commenti:
Domani mattina, 30-10-2015
ore 10:00 a Mi Manda Rai 3
Elsa Di Gati porta
nuovamente in TV
il problema degli Esodati.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 23:04:00 Nessun commento:
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 22:14:00 Nessun commento:
Arriva il film sugli esodati, Daniela Poggi protagonista
28 OTTOBRE 2015 Un tema molto attuale, un caso nato tre anni fa e di cui ancora si sente parlare. Primo ciak a Roma per il film 'Esodo' del regista Ciro Formisano e che racconta la storia di Francesca, Daniela Poggi, cinquattottenne “esodata".
Un'opera no profit, sostenuta attraverso partecipazioni volontarie tramite il web. Si tratta in fondo di una pellicola di denuncia contro misure ritenute ancora insufficienti per salvaguardare persone senza alcun reddito dopo la riforma Fornero. Tra gli interpreti anche Rosaria De Cicco e Kiara Tomaselli. L'inizio delle riprese del film, che ripercorre con la protagonista il poco lontano 2012, coincide con la discussione della legge di stabilità in cui è riemerso il problema degli esodati. Formisano ha racchiuso nella sceneggiatura frammenti di testimonianze di altre persone ridotte alla miseria. Un film umano che mette luce sulla capacità tutta italiana di trovare risorse di sopravvivenza anche in condizioni disastrose. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Arriva-il-film-sugli-esodati-Daniela-Poggi-protagonista.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 22:07:00 Nessun commento:
Lo chiede in una interrogazione parlamentare Roberto Simonetti in favore dei lavoratori che assistevano disabili nel 2011. Confermare con tempi certi l'attivazione dei vasi comunicanti per i circa 5mila lavoratori che nel 2011 hanno fatto ricorso ai congedi e ai permessi per assistere familiari disabili. Lo torna a chiedere Roberto Simonetti (Ln) in una nuova interrogazione a risposta in commissione (5-06772) al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti depositata venerdì scorso.
"Il 1° ottobre 2015 - si legge nel documento - la Commissione lavoro della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la risoluzione n. 7-00765, di cui l'interrogante è primo firmatario, in materia di attivazione dei cosiddetti «vasi comunicanti» per il riconoscimento della fase di salvaguardia pensionistica a lavoratori in congedo o fruitori di permessi per assistere familiari con disabilita. Nella seduta di esame conclusivo la sottosegretaria per il lavoro e le politiche sociali Biondelli, nell'esprimere il parere favorevole del Governo, ricordava che lo stesso Esecutivo aveva già attivato la procedura in questione avviando la conferenza di servizi.
Nonostante la risoluzione abbia registrato un consenso unanime da parte della XI Commissione e il parere favorevole del Governo, all'interrogante non risulta sia corrisposto alcuna attuazione da parte dell'Esecutivo, lasciando ancora nel limbo migliaia di soggetti aventi diritto, tra i quali anche insegnanti che avrebbero potuto accedere al pensionamento già il 1° settembre del 2015, evitando, come già accaduto in passato, una loro uscita ad anno scolastico già avviata". Simonetti conclude chiedendo se e per quali ragioni il Governo non abbia, ancora dato seguito all'impegno assunto con la risoluzione menzionata in premessa ed entro quali tempi intenda completare la procedura dei «cosiddetti vasi comunicanti».
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 21:54:00 1 commento:
Esodati minacciano di salire sul ponte Monumentale
Sono ancora senza reddito e non hanno prospettive
Un gruppetto di esodati ha deciso di farsi sentire: sono nel limbo, dopo che la riforma Fornero ha fatto in modo che restassero senza lavoro e pure senza pensione. Sono andati in Prefettura dove hanno fatto un presidio durato poco più di un'ora, fin quando gli agenti della polizia hanno sentito pronunciare la parola "Ponte Monumentale". Così sono intervenuti per convincerli a cercare una soluzione insieme alle istituzioni e li hanno accompagnati in Regione, dove però il presidente Giovanni Toti era fuori Genova. Li ha ricevuti il segretario generale Gabriella Laiolo, ascolando le loro storie di ordinaria disperazione (chi si è visto pignorare la casa, chi non riesce a pagare l'affitto e ad affrontare le spese quotidiane) e impegnandosi a contattare gli uffici per cercare di capire cosa sarà possibile fare.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 21:45:00 14 commenti:
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 21:35:00 2 commenti:
Esodati, ordine del giorno approvato all’unanimità
Liguria - All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo che “impegna la giunta e l’assessorato competente ad attivarsi presso il governo affinché venga ridefinito con un suo collegato o con un nuovo provvedimento di salvaguardia l’art. 33 della legge di Stabilità estendendo anche ai restanti 23 mila esodati la salvaguardia fino a tutto il 2018”. "Il documento spiega che l’articolo 23 della legge di stabilità 2016 prevede di concedere la cosiddetta 7° salvaguardia a 26.300 esodati escludendo 23 mila lavoratori esodati penalizzati dalla “riforma Fornero”. Secondo i firmatari, l’intervento normativo dovrebbe tutelare invece “tutti i 49 mila esodati certificati”.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 21:23:00 Nessun commento:
Nei prossimi giorni inizierà l’esame concreto della Legge di Stabilità e dobbiamo tentare tutti di sollecitare emendamenti al testo dell’art. 18 che ci consenta di portare a casa la salvaguardia di TUTTI i 49.500 non salvaguardati.
Utilizzate un'ora del vostro tempo per dare e scrivete oggi stesso una e-mail con questo fac-simile a ciascuno (uno ad uno per evitare filtri anti spam) i componenti la Commissione Bilancio del Senato per sollecitarli a proporre emendamenti alla legge di stabilità.
Informateci di eventuali loro risposte.
Ecco gli indirizzi e-mail:
antonio.azzollini@senato.it; giancarlo.sangalli@senato.it; barbara.lezzi@senato.it; mauro.delbarba@senato.it; silvanaandreina.comaroli@senato.it; ornella.bertorotta@senato.it; massimo.bitonci@senato.it; anna.bonfrisco@senato.it; claudio.broglia@senato.it; elisa.bulgarelli@senato.it;
remigio.ceroni@senato.it; federica.chiavaroli@senato.it; segreteriadali@gmail.com; vittorio.fravezzi@senato.it;
paolo.guerrieri@senato.it; silviolai@gmail.com;
linda.lanzillotta@senato.it; senatore.amandelli@gmail.com; giovanna.mangili@senato.it; luigi.marino@senato.it;
antonio.milo@senato.it; giorgio.santini@senato.it;
antoniofabio.scavone@senato.it; ugo.sposetti@senato.it; luciano.uras@senato.it; francesco.verducci@senato.it;
Carissimo/a Senatore/ Senatrice,
nei giorni scorsi i Comitati degli “esodati” hanno inviato l’allegato documento di osservazioni, denuncia e contestazioni dell’art. 18 della Legge di Stabilità che prevede il 7° intervento di salvaguardia degli “esodati” rivelatosi particolarmente incompleto rispetto al testo della proposta di legge licenziata, unitariamente, dalla Commissione Lavoro della Camera e promossa dalla sua collega On. Gnecchi.
Prendiamo atto del positivo fatto che con questo provvedimento viene restituito il diritto alla pensione a 26.300 “esodati” ma riteniamo che si stia perdendo una preziosa occasione per risolvere definitivamente la vertenza dei 49.500 “esodati” non salvaguardati certificati dal Governo al Parlamento.
La conosciamo come parlamentare particolarmente sensibile al dramma che stanno vivendo da quasi 4 anni gli “esodati” ed in particolare quei 24.000 che resteranno fuori anche dal nuovo dispositivo e quelli particolarmente discriminati dal nuovo strumento di salvaguardia.
Le sottoponiamo il nostro documento e le chiediamo cortesemente di rendersi promotrice di adeguati emendamenti che consentano di ripristinare quella giustizia sociale che la manovra del 2011 ha gravemente compromesso nei confronti di tutti gli “esodati”.
Segnaliamo qui la casistica che ci interessa direttamente, ad esempio:
in paricolare... i contributori volontari (per tutti i quali già la legge di riforma prevedeva la deroga poi cancellata parzialmente dai successivi decreti attuativi della norma) il ripristino del loro diritto sancito dalla normativa con attenta verifica dei loro numeri che, in questo parziale provvedimento limitato alla decorrenza della pensione per il 2016, sono stati ridotti da 12.000 a 9.000.
Resto a sua disposizione per ogni opportuno approfondimento sulla nostra richiesta.
Sicuri della sua sensibilità al tema e sicuri che vorrà intraprendere ogni più utile iniziativa a nostro sostegno la ringraziamo anticipatamente e le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Dalla lettura del testo della Legge di Stabilità 2016, depositata oggi in Parlamento, dobbiamo dolorosamente constatare che gran parte degli impegni presi dal Governo con gli Esodati e, soprattutto ancor più formalmente, davanti alle 4 Commissioni Parlamentari riunite nell’audizione del 24 settembre scorso sono stati in gran parte disattesi.
· una quota di 209 milioni di Euro è stata già distratta dal fondo esodati, destinato ai soggetti previsti dalla L. 228/2012, per finanziare l’intervento sulla c.d. “opzione donna” di cui al comma 1, art.19 che avrebbe già dovuto avere copertura, come hanno sottolineato le Commissioni Parlamentari il giorno 24/9;
· una quota pari a 58 milioni è stata distratta dal fondo esodati per coprire parzialmente, in base al comma 4, lettera a) dell'art.19, le misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati previste al comma 5 dello stesso art. 19;
· una quota pari a 124 Mln di Euro è stata distratta dal fondo esodati ai fini del concorso alla copertura dei maggiori oneri di cui al comma 10, art.18, conseguenti al potenziamento delle misure di sostegno al reddito per le situazioni di disagio previste dalla stessa Legge di Stabilità;
· Ancora non è stata messa a disposizione l’intera somma di 3,4 Miliardi, corrispondenti ai risparmi certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento il 31/7/2015, per una salvaguardia definitiva dei rimanenti 49.500 non salvaguardati;
Riteniamo inaccettabile e vergognosamente discriminatorio che si derubino risorse preziose che una Legge dello Stato destina per la restituzione del legittimo diritto alla pensione a cittadini privi da almeno 4 anni sia di stipendio che di pensione, per consentire ad altri cittadini regolarmente occupati, e quindi con un reddito, di anticipare di qualche anno la loro uscita dal posto di lavoro. A tali cittadini deve essere pur riconosciuto il loro diritto, ma finanziandolo unicamente con la fiscalità generale e non con fondi indispensabili al riconoscimento del diritto alla pensione degli “esodati”. Questa è una intollerabile ingiustizia alla quale DEVE essere posto rimedio sollecitamente!!!!
Infatti Vi ricordiamo che proprio il Ministero del Lavoro, quindi il Governo, nell'ottobre del 2014 ha certificato al Parlamento rispondendo in Commissione Lavoro della Camera alla interrogazione parlamentare dell’On. Gnecchi n. 5-03439, che gli “esodati” ancora non coperti da salvaguardia, dopo la pubblicazione del sesto provvedimento, erano riconosciuti in 49.500.
E’ palese e a tutti evidente la contraddizione che si manifesta tra gli impegni assunti dal Governo e i fatti espressi con l'articolo 18 del Disegno di Legge di Stabilità 2016!
E’ vero che l’art. 18 della Legge di Stabilità 2016 prevede una nuova salvaguardia, la settima, ma ne limita il beneficio a 26.300 di essi, praticamente poco più della metà degli aventi diritto individuati dal Governo!
Chiediamo con forza che l’art. 18 della Legge di Stabilità venga modificato allargando la salvaguardia a tutti i 49.500 “esodati” e chiudendo definitivamente la loro vertenza.
Non possono essere abbandonate nell’angoscia queste 23.200 famiglie, colpite ingiustamente dallo Stato, senza un chiaro e formale impegno a sanare la situazionecon misure collegate alla Legge di Stabilità, o con un nuovo ed immediato provvedimento di salvaguardia che ponga la parola fine alla vergogna, tutta italiana, del fenomeno “esodati”.
Nel merito dei contenuti del provvedimento inserito nella Legge di Stabilità evidenziamo alcuni gravi errori ed omissioni, rispetto anche al testo elaborato dalla Commissione Lavoro della Camera, che penalizzano fortemente alcune categorie.
Errori ed omissioni che restringono di molto le salvaguardie ottenibili con il già pur limitato orizzonte dell’art.18 e che riteniamo debbano comunque essere prontamente sanati con precisi e doverosi emendamenti alla bozza del testo odierno:
1. Alla lettera a), comma 2, art. 18, il periodo temporale successivo al termine della mobilità accordato per il perfezionamento dei requisiti anche mediante l’utilizzo di C.V., è riportato a una durata massima di 12 mesi, come già previsto per la VI° salvaguardia dalla L 147/2014, differentemente da quanto richiesto dalla relatrice on. Incerti nell’emendamento da lei presentato ed approvato unitariamente per la VII° salvaguardia in Commissione Lavoro, che prevedeva un periodo di 36 mesi. Riteniamo necessario ripristinare tale periodo a 36 mesi, e riportare la data termine di cessazione al 31/12/2014, per tutti i soggetti di cui alla lettera a).
2. Alla lettera b), comma 2, Art. 18 della bozza, rispetto alle tabelle allegate alla risposta data dal Sottosegretario Bobba alla interrogazione parlamentare n. 5-03439 risultano inseriti in salvaguardia 9.000 Contributori Volontari contro i 12.000 certificati allora dal Ministero del Lavoro in risposta alla interrogazione in oggetto. Vorremmo capire se la differenza è dovuta ad un errore iniziale di calcolo dell’INPS, e quindi questo dato di 9.000 è il risultato di un ricalcolo, oppure una ingiustificata limitazione dei beneficiari della salvaguardia per la categoria dei C.V. Riteniamo inaccettabile la riduzione della platea salvaguardabile di tale categoria in quanto ci si ritroverebbe davanti al serio ed oggettivo rischio che molti aventi diritto, pur possedendone tutti i requisiti, rimarrebbero esclusi dal diritto alla salvaguardia per carenza di posti “messi a bando” con tale provvedimento. Circostanza foriera di legittimi ricorsi e contenzioso davanti al giudice del lavoro e non solo. Si richiedono adeguati e puntuali accertamenti presso l’INPS circa l’adeguatezza dei numeri di tale platea composta essenzialmente da semplici licenziati alla data del 31.12.2011, in gran parte senza alcuna tutela, e costretti al versamento di contributi volontari per raggiungere i minimi contributivi richiesti (20 anni per la pensione di vecchiaia e 35 o 40 per quella di anzianità) dalle norme previdenziali precedenti.
3. Manca tutta la parte diriconoscimento del lavoro domestico legalmente inquadrato (che è fruibile solo a tempo indeterminato), con la quale nel testo unitario della Commissione Lavoro (cifr. Art.2, comma 1-bis) si intendeva includere in salvaguardia soprattutto quelle donne che hanno svolto qualsiasi altra occupazione dopo aver perso il lavoro. Chiediamo che tale mancanza venga sanata nel provvedimento di salvaguardia predisposto nella L.S. per evitare un'ulteriore prevedibile spinta verso il lavoro nero, già molto alto in questo settore.
4. Manca il congelamento dell’applicazione degli incrementi dell’età anagrafica sia per l’innalzamento dell’aspettativa di vita che per l’adeguamento dell’età delle donne: riteniamo infatti che tale norma non debba essere applicata per i salvaguardati poiché essendo essa stata emanata appena 3 mesi prima della riforma Fornero non può non considerarsi un unicum normativo di tale riforma. Essa, allungando progressivamente i tempi di maturazione del diritto pensionistico, comporta così l’ingiusta esclusione dalla salvaguardia per molti soggetti appartenenti a tutte le categorie, ancor più discriminante per le donne. Basti pensare che tale incremento per l’anno 2016 per le donne è di ben 13 mesi!
5. alla lettera d), comma 2, Art. 18 della bozza, contrariamente a quanto previsto nella corrispondente lettera del testo della Commissione Lavoro, vengono esclusi i fruitori della legge 104, ammettendo a salvaguardia solo coloro che assistono i figli gravemente disabili ed escludendo coloro che assistono coniuge, genitori e parenti stretti gravemente disabili. Ricordiamo che la Corte Costituzionale aveva riconosciuto il lavoro di cura per i coniugi, i genitori ed altri parenti stretti parificandolo al lavoro di cura per i figli; non si capisce quindi perché introdurre in L.S. una ulteriore discriminazione che sarà certamente foriera di ricorsi e contenziosi, con certo danno per lo Stato. Non c’è inoltre chiarezza sulla attivazione dei vasi comunicanti fra la IV e VI salvaguardia, più volte promessa, che risolverebbe il problema degli esclusi dalle precedenti salvaguardie per superamento del numero previsto di soggetti.
6. Riteniamo debba essere eliminato il passaggio, nel comma 4, Art. 2, che prevede che il trattamento pensionistico, per i beneficiari di questa salvaguardia, non possa avere decorrenza antecedente l’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Tale misura infatti penalizzerebbe economicamente e in modo quasi persecutorio i soggetti con decorrenza pensionistica già maturata negli anni/mesi precedenti, appartenenti a categorie fino ad ora escluse dai precedenti provvedimenti di deroga e privi di reddito ormai anche già da alcuni anni e coloro che non hanno potuto accedere alle precedenti salvaguardie a causa di errori formali nella compilazione delle istanze..
7. alla lettera e) del comma 2 Art. 18 della citata bozza il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato passa da 1000 a 3000, ma escludendo inspiegabilmente i lavoratori agricoli e quelli con la qualifica di stagionali, come previsto dalla proposta della Commissione Lavoro della Camera, in quanto tipologie lavorative tra le più faticose ed usuranti. Quindi è una penalizzazione con conseguenze pesantissime a favore esclusivamente di un incremento del lavoro nero e di altre forme di sfruttamento come il caporalato, una piaga già incancrenita in questo comparto produttivo.
Alla luce delle sue esposte osservazioni chiediamo che quantomeno si attivino i cosiddetti vasi comunicanti fra le categorie dei soggetti ricompresi in questa VII° salvaguardia al fine di prevenire eventuali problemi di capienza delle singole platee, o che si prevedano precise clausole di salvaguardia che assicurino il riconoscimento del diritto alla pensione con norme pre-Fornero a tutti coloro i cui requisiti verranno riconosciuti validi ai fini dell’accettazione della domanda, indipendentemente dalla capienza prevista per la singola categoria.
Infine, ai fini della trasparenza promessa, chiediamo venga resa pubblica la documentazione e la relazione finale della Conferenza dei Servizi insieme alla relazione di monitoraggio in modo da rendere chiare le ragioni che hanno limitato nel comma 1 dell’art. 18 l’utilizzo di tutte le risorse come da impegno del Governo. Inoltre sarà possibile conoscere, anno per anno, l’ammontare del risparmio calcolato sulle precedenti salvaguardie e messo a disposizione per il nuovo intervento di salvaguardia.
Contestiamo infine la circostanza che le coperture finanziarie normate all’art. 18 e 19 prevedono l’utilizzo di 391 Mln di euro dei risparmi delle risorse accantonate sul Fondo Esodati per categorie di lavoratori che “esodati” non sono, non avendo perso il posto di lavoro, o firmato accordi entro la data del 31.12.2011 che lo prevedevano anche successivamente. Queste categorie di lavoratori in attività e/o di soggetti/pensionati a bassissimo reddito hanno pieno diritto a una forma di tutela, ma riteniamo che le coperture finanziarie per assicurare loro tale diritto debbano essere ricercate ed assicurate con altre fonti di finanziamento.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 11:21:00 Nessun commento:
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 11:03:00 Nessun commento:
Il testo della 7^ salvaguardia visto da un ex dipendente ENI
Un ex dipendente ENI scrive ai parlamentari
Onorevoli buonasera.
Dopo aver ascoltato e letto innumerevoli affermazioni di autorevoli esponenti dell'attuale classe politica ed in particolare di illustri rappresentanti del Governo rispetto alla necessità di dare priorità alla risoluzione definitiva del problema "Esodati", mi accorgo invece che nel giro di 3-4 giorni sono passato dalla speranza di poter rientrare nella 7° Salvaguardia (quale esodato dal 31/5/2011) di cui il 1° Allegato, alla frustrazione nel prendere atto del testo ufficiale che sarebbe stato presentato al Senato da poche ore di cui il 2° Allegato.
Questo perchè nella prima ipotesi circolata in tutti i media si evidenziava che al punto A dell'art. 18 sarebbe stato salvaguardato chi avesse raggiunto i requisiti pensionistici ante Fornero entro 24 mesi dalla fine del periodo di mobilità mentre nel testo che risulta essere stato trasmesso al Senato si parla espressamente soltanto di 12 mesi.
Forse bisognerebbe trovarsi nelle condizioni di noi esodati per comprendere lo stato d'animo di chi vede in quei 12 mesi di differenza la possibilità di tornare a sperare di uscire dal buio fitto dell'invisibilità e della precarietà rispetto alla triste prospettiva di arrendersi e rassegnarsi ad una vita fatta sempre più di privazioni sino all'indigenza.
Volevo dirvi soltanto questo per mettervi una mano sulla coscienza e capire che ultima o no (ammesso che possano anche crearsi le condizioni nei prossimi anni di eventuali ulteriori Salvaguardie) non è giusto giocare con la vita di noi cittadini e di considerarci soltanto dei numeri (in funzione esclusivamente di ragioni elettoralistiche e quindi di gestione del proprio consenso). Soprattutto quando certe condizioni sono la conseguenza non di scelte personali sbagliate ma di manovre politiche inappropriate o comunque non giustamente ponderate in ogni particolare.
Con i più rispettosi saluti ed auguri di buon lavoro.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 10:54:00 Nessun commento:
Pronti emendamenti in Senato per esodati ed opzione donna
Pensioni, Pronti emendamenti in Senato per esodati ed opzione donna
Scritto da Franco Fontana
Parte questa settimana l'iter ufficiale della Legge di Stabilità a Palazzo Madama. Diversi gli emendamenti in arrivo per estendere la platea della settima salvaguardia e l'opzione donna.
Parte ufficialmente da giovedi' la sessione di bilancio, cioe' l'iter della legge di Stabilita' al Senato. La Conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha stabilito che giovedi' mattina alle 9,30 con le comunicazioni in Aula del presidente, Pietro Grasso, si avviera' la sessione di bilancio. Ieri la commissione Bilancio ha inziato l'esame del testo per i pareri, poi ci saranno i pareri delle altre commissioni e le audizioni, infine l'esame vero e proprio, con il termine per gli emendamenti che dovrebbe arrivare entro il 14 novembre; il ddl stabilita' dovrebbe dunque esordire in Aula il 16 Novembre per chiudere con la prima lettura entro la fine del mese di Novembre. Poi il provvedimento passerà all'esame della Camera per la seconda lettura.
Pensioni, rinnovo degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato e contrattazione del pubblico impiego restano i capitoli della legge di stabilità sui quali si concentrerà il maggior numero di emendamenti. Almeno secondo le prime indicazioni provenienti dai partiti tanto di maggioranza che di opposizione. Sul fronte del pubblico impiego la battaglia si giocherà in particolare per incrementare i fondi destinati al rinnovo della parte economica dei contratti fermi ormai da sei anni, per la quale il Governo ha messo sul piatto solo 300 milioni di euro, una "mancia" secondo la parte sindacale che preme per aumenti più corposi. Lascia perplesso anche il blocco dei trattamenti accessori del personale dipendente delle amministrazioni pubbliche, punto sul quale si potrebbe arrivare ad un compromesso più favorevole per i lavoratori.
L'altro capitolo caldo è quello previdenziale con una serie di modifiche che la minoranza dem si accinge a sostenere in Commissione Bilancio al Senato. Si parte dall'estensione dello stop alla penalizzazione sugli assegni liquidati prima del 2015, misura sostenuta nel ddl approvato lo scorso 1° ottobre dalla Commissione Lavoro e poi persa per strada durante la migrazione della misura nell'articolo 18 della legge di stabilità; per finire con una serie di modifiche alla settima salvaguardia sulle quali è altamente probabile una convergenza sia della minoranza dem che delle opposizioni.
Quasi certi diversi emendamenti per consentire la fruizione della salvaguardia anche a chi nel 2011 ha utilizzato congedi per assistere coniugi e genitori (il ddl governativo limita il beneficio ai soli titolari di congedi per figli con disabilità gravi) e per chi matura un diritto a pensione entro due o tre anni dalla fine della mobilità (il ddl governativo ha imposto un limite più basso, a dodici mesi, come sanciva la sesta salvaguardia, con una dubbia differenziazione a seconda se la cessazione del lavoro è avvenuta entro il 2012 o entro il 2014). Emendamenti in arrivo anche per correggere la limitazione che taglia fuori dalla tutela gli agricoli e gli stagionali.
Sel, M5S e Lega Nord poi hanno già annunciato la volontà di sostenere misure più ampie del perimetro indicato dal Governo estendendo la tutela a tutti i 49.500 lavoratori esodati con l'inclusione anche dei quota 96 della scuola, dei lavoratori quindicenni e dei macchinisti ferroviari, misure queste che tuttavia difficilmente saranno accolte dalla Bilancio per l'opposizione dell'esecutivo. Discussione aperta anche sull'opzione donna: la minoranza dem chiederà la disapplicazione della speranza di vita per consentire la fruizione del regime sperimentale anche alle donne nate nell'ultimo trimestre del 1958 o del 1957. Difficile, almeno per ora, che spunti una proroga oltre il 2015 come in molti richiedono.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 10:46:00 3 commenti:
Poletti: "Con legge stabilità copertura vicina al 100 per cento"
Esodati, Poletti: "Con legge stabilità copertura vicina al 100 per cento"
"Abbiamo coperture molto larghe, siamo vicini all'obiettivo del 100% degli esodati". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante il videoforum di Repubblica Tv. "Abbiamo recuperato la settima salvaguardia, che per noi è l'ultima: ci sono 32mila nuovi salvaguardati, arriviamo a 170 mila persone, l'obiettivo stimato inizialmente". Conduce Roberto Mania
Opzione donna, Poletti: ''Cambiare significa mettere risorse, nessuna modifica''
Molte lavoratrici escluse dall'opzione donna perché del terzo trimestre del 1958, chiedono se farete un emendamento nella legge di stabilità per farle rientrare. Per Poletti: ''Qualsiasi termine propone un confine da cui qualcuno è escluso, e del resto se il Parlamento lo cambiasse si dovrebbe intervenire con delle risorse. Quindi per il momento rimane questo testo''. Così Giuliano Poletti al videoforum di Repubblica Tv. Conduce Roberto Mania
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 10:42:00 Nessun commento:
Secondo quanto comunicato oggi dai segretari confederali delle tre organizzazioni sindacali con la legge di Stabilità 2016 l'esecutivo non dà nessuna risposta adeguata alle "rilevanti ingiustizie ed iniquità - hanno spiegato in una nota congiunta Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti - presenti nel sistema previdenziale". Come diversi gruppi di opposizione e anche la minoranza del Pd, i sindacati puntano a far modificare la manovra di bilancio ritenendo sia stato "un grave errore - si legge nella nota dei tre dirigenti confederali di Cgil, Cisl e Uil - non introdurre la flessibilità di accesso alla pensione". Diverse le questioni poste dalle organizzazioni sindacali, non solo sulla flessibilità previdenziale. Considerata "sconcertante la proroga del blocco della perequazione delle pensioni fino al 2018", mentre la no tax area va inserita a partire dal 2016 e non del 2017. Si chiedono misure anche per le ricongiunzioni onerose.
Mentre per la questione della settima salvaguardia degli esodati Cgil, Cisl e Uil ribadiscono è quello inserito in manovra non è un provvedimento definitivo e sulla questione opzione donna ritengono vada ulteriormente estesa oltre il 21 dicembre 2015. Così come il parlamentare della minoranza dem alla guida della commissione Lavoro della Camera, anche i sindacati ritengono sia "grave" la sottrazione dal fondo dei lavori usuranti per coprire una parte dei costi dei provvedimenti sulle pensioni inseriti nella manovra di bilancio. Cgil, Cisl e Uil, illustrando le ragioni della protesta che metteranno in campo in maniera unitaria, spiegano che con la legge di Stabilità 2016 il governo tradisce anche le speranze degli insegnanti e del personale Ata della "Quota 96 scuola che continuano ad essere penalizzati - hanno sottolineato Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti - dal più grossolano errore della legge Fornero"
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 10:29:00 4 commenti:
Oggi è stato pubblicato il testo ufficiale della Legge di Stabilità e depositato al Senato dal quale inizia l’iter di esame ed approvazione nei prossimi giorni
Trovate il testo completo a questo indirizzo essendo un file molto pesante che non vi può essere trasmesso in pdf. : Art.18 Pag. 295
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/316564.pdf
Alla luce dei suoi contenuti i Comitati hanno ritenuto opportuno denunciare alle Istituzioni Governative e parlamentari il mancato mantenimento degli impegni del Governo e numerosi errori ed omissioni contenuti nel testo, con il documento che trovate qui di seguito.
E’ ferma intenzioni dei Comitati ottenere un sollecito incontro con i due Ministri e con i Presidenti delle Commissioni interessate per sollecitare l’allargamento del provvedimento a TUTTI i 49.500 “esodati” non salvaguardati con ulteriori e necessarie iniziative di pressione anche con prossimi presidi.
Iniziative anche volte all’ottenimento della presentazione di opportuni emendamenti che riconoscano le nostre rivendicazioni ed ai quali i Comitati stanno da giorni lavorando.
DOCUMENTO DEI COMITATI
DENUNCIA SUL MANCATO MANTENIMENTO DEGLI IMPEGNI DEL GOVERNO SUGLI ESODATI E SUGLI ERRORI ED OMISSIONI NEL TESTO DELLA 7' SALVAGUARDIA IN LEGGE DI STABILITA' 2016.
Pubblicato da Postali Esodati 2011 a 21:04:00 Nessun commento:

References: art.19
 art. 19
 art.18
 art. 18
 Art. 18
 Art.2
 Art. 18
 Art. 2
 Art. 18
 Art.18