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Timestamp: 2019-02-24 01:40:28+00:00

Document:
Tessili - Pelliccerie, Operai: CCNL, 7 ottobre 1948
Data firma: 7 ottobre 1948
Validità: 01.07.1948 - 01.07.1950
Parti: Aip e Fila, Fuilla
Settori: Tessili, Pelliccerie, Operai
Art. 1. - Assunzione e documenti di lavoro.
Art. 2. - Ammissione e lavora delle donne e dei fanciulli.
Art. 6. - Mutamento di mansione.
Art. 8. - Scuole professionali.
Art. 10. - Inizio e fine del lavoro.
Art. 11. - Orario settimanale (pomeriggio del sabato).
Art. 13. - Recupero delle ore perdute.
Art. 15. - Giorni festivi e trattamento economico.
Art. 16. - Lavora straordinario, notturno e festivo - Maggiorazioni.
Art. 17. - Lavoro a cottimo.
Art. 18. - Corresponsione della retribuzione - Contestazioni e reclami relativi alla retribuzione.
Art. 19. - Donne adibite a lavori maschili.
Art. 24. - Trattamento nei casi di malattia e di infortunio.
Art. 25. - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 27. - Disciplina e obblighi disciplinari.
Art. 28. - Commissioni interne.
Art. 29. - Regolamento interno.
Art. 30. - Permessi di entrata ed uscita.
Art. 32. - Aspettativa per cariche pubbliche e sindacali.
Art. 33. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 34. - Consegna e conservazione delle macchine, degli utensili e del materiale. Art. 35. - Trattenute per risarcimento danni.
Art. 36. - Igiene e sicurezza del lavoro.
Art. 37. - Abiti da lavoro.
Art. 40. - Preavviso di licenziamento o di dimissioni.
Art. 43. - Indennità in caso di morte.
Art. 45. - Trasformazione, trapasso e cessazione dell’azienda.
Art. 46. - Lavori discontinui.
Art. 47. - Lavoro a domicilio.
§ 1. - Definizione del lavorante a domicilio.
§ 2. - Libretto personale di controllo.
§ 3. - Responsabilità del lavorante a domicilio.
§ 4. - Retribuzione.
§ 5. - Maggiorazione della retribuzione.
§ 6. - Lavoro notturno o festivo.
§ 7. - Pagamento della retribuzione.
§ 8. - Fornitura materiale.
§ 9. - Norme generali.
Art. 49. - Reclami e controversie.
Art. 50. - Norme generali.
Accordo per le mense aziendali, 7 ottobre 1948
Contratto collettivo nazionale di lavoro normativo salariale per gli operai, 7 ottobre 1948
In Milano, tra l’Associazione Italiana Pellicceria (Aip) […] e la Federazione Italiana Lavoratori dell'Abbigliamento (Fila) […], è stato stipulato il presente contratto collettivo di lavoro da valere per dipendenti da aziende produttrici di confezioni pelliccerie; a richiesta dell’Associazione Italiana Pellicceria ha partecipato alle trattative, quale parte contraente, la Fuilla […]
Per il lavoro delle donne e dei fanciulli valgono le norme della legge 26 aprile 1934, n. 653 e successive, nonché le disposizioni contenute nel R.D. 7 agosto 1936, n. 1720, relative alle operazioni inerenti alla manipolazione di colori, vernici e solventi pericolosi alla salute, qualora ricorrano gli estremi della applicazione della legge stessa.
Una visita medica preventiva, allo scopo di accertare l’integrità e l’idoneità fisica dell’operaio, potrà essere disposta dalla Direzione dell’azienda che si varrà all’uopo di un medico di sua fiducia.
Apprendista di prima assunzione.
Assunti dai 14 ai 16 anni - durata massima dell’apprendistato anni 5.
Assunti dai 16 ai 18 anni - durata massima dell’apprendistato anni 4 ½.
Apprendiste tagliatrici di prima assunzione.
Assunte dai 14 ai 16 anni - durata massima dell’apprendistato anni 5.
Assunte dai 16 ai 18 anni - durata massima dell’apprendistato anni 4½ .
Assunte dai 18 ai 20 anni - durata massima dell’apprendistato anni 3
Apprendiste montatrici - macchiniste di prima assunzione.
Assunte dai 14 ai 16 anni - durata massima dell’apprendistato anni 3.
Assunte dai 16 ai 18 anni - durata massima dell’apprendistato anni 2½.
Assunte dai 18 ai 20 anni - durata massima dell’apprendistato anni 2.
È considerato «apprendista» il lavoratore che, assunto da una azienda in età compresa fra i 14 ed i 18 anni per gli uomini e fra i 14 ed 20 anni per le donne, compia un lavoro od un complesso di lavori che costituiscano una graduale preparazione per passare, alla fine del periodo di apprendistato, alla categoria degli operai qualificati.
а) La durata massima del periodo di apprendistato è quella fissata, per singolo settore, dall’articolo 5 del presente contratto.
b) La durata massima di cui è detto più sopra sarà ridotta di due terzi per i licenziati di scuole tecniche industriali ad indirizzo didattico specifico rispetto all’attività che l’apprendista è chiamato a svolgere; della metà per chi sia in possesso di licenza di una scuola secondaria di avviamento professionale, sempre ad indirizzo didattico corrispondente all’attività dell’apprendista.
c) Il servizio prestato, antecedentemente all’assunzione, presso altre aziende dello stesso ramo, sarà interamente computato ai fini indicati nel capoverso a) purché esista analogia di mansioni e non siano trascorsi più di 18 mesi tra la fine di un periodo e l’inizio del successivo.
d) All’uopo, nel libretto di lavoro dell’interessato e nei certificati relativi al servizio prestato, saranno indicati a cura del datore di lavoro i periodi di tirocinio e gli scatti di paga conseguiti.
f) L’apprendista, fermo restando quanto prescrivono le leggi in proposito, non potrà essere adibito a lavori faticosi o nocivi, che possano comunque minarne la resistenza fisica, né impiegato in attività diverse da quelle relative alla sua preparazione professionale.
g) Durante il periodo di tirocinio, l’apprendista deve lavorare ed essere retribuito ad economia. Se gli fosse affidato lavoro a cottimo, egli dovrà essere considerato operaio qualificato anche se il periodo di tirocinio non risultasse completato in base ai termini indicati al capoverso a).
L’istituzione di corsi di istruzione professionale od il potenziamento di quelli eventualmente esistenti, allo scopo di preparare maestranze tecnicamente efficienti e di migliorare il loro livello culturale, anche da un punto di vista generale, sono additati alle associazioni territoriali e nazionali di categoria ed anche ai singoli industriali come uno scopo da perseguire con ogni possibile mezzo, per i benefici effetti sociali ed economici che potranno derivarne.
La tabella, indicante l’orario di lavoro predeterminato, dovrà essere esposta in luogo visibile a tutti i lavoratori.
Per gli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o di custodia non connessi o non strettamente attinenti alla produzione, l’orario normale di lavoro è determinato in 60 ore settimanali con un massimo di dieci ore giornaliere, salvo le eccezioni previste dagli accordi interconfederali in materia.
Nessun operaio potrà cessare il lavoro ed abbandonare il proprio posto prima del segnale di cessazione.
La pulizia del posto, delle macchine o degli utensili di lavoro, con le modalità indicate dalla direzione dell’azienda, sarà fatta normalmente prima dell’anzidetto segnale di cessazione. Ove venisse compiuta oltre l’orario normale di cui all’articolo 16 sarà considerata prestazione straordinaria.
Normalmente ed ove non ostino ragioni particolari, l’orario di lavoro del sabato di ogni settimana non dovrà protrarsi oltre le ore 14.
Per completare l’orario settimanale potrà farsi luogo al ricupero in normale regime di retribuzione, prolungando l’orario negli altri giorni della settimana.
Potranno essere recuperate, in normale regime di retribuzione, le ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore, o per temporanee soste dell’attività lavorativa convenute preventivamente, purché il recupero avvenga nei trenta giorni susseguenti all’interruzione e sia contenuto nel limite massimo di un’ora al giorno.
Il riposo settimanale cade in domenica, come è stabilito dalla legge. Ogni eventuale deroga a questo principio, purché sia consentita dalla legge citata, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere, per il lavoro prestato nella domenica, oltre alla paga normale, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo e di concedere al lavoratore un’altra giornata di riposo nel corso della settimana.
Le disposizioni concernenti la maggiorazione per il lavoro compiuti in domenica non si applicano ai lavoratori addetti a mansioni discontinue di semplice attesa e di custodia che prestano, legge con-sentendo, la loro opera in domenica, usufruendo del prescritto riposo in altro giorno della settimana.
1) È lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’articolo 9, ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, ed oltre le dieci ore giornaliere o le sessanta ore settimanali per i lavoratori indicati nel secondo comma dell’articolo stesso.
2) È considerato lavoro festivo quello effettuato nella domenica, nei giorni di riposo compensativo e nelle festività nazionali contemplate nell’art. 15.
Il lavoro straordinario notturno e festivo potrà essere effettuato solo nei casi e nei limiti previsti dalle leggi vigenti in materia. Sono ugualmente richiamate le leggi che vietano il lavoro notturno delle donne e dei fanciulli.
Il lavoratore che dimostri di frequentare scuole serali o festive sarà, a sua richiesta, esonerato dal lavoro straordinario o festivo, ove ne derivi impedimento a frequentare le scuole stesse.
а) Tutti gli operai dovranno essere retribuiti ad economia oppure a cottimo.
Il cottimo potrà essere sia collettivo che individuale, a seconda delle possibilità tecniche ed a seconda degli accordi che potranno intercorrere fra le parti direttamente interessate.
c) Agli operai interessati dovranno essere comunicati per iscritto, o per affissione, all’inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente. […]
g) Nel caso in cui la valutazione del lavoro richiesto all’operaio sia il risultato dalla misurazione dei tempi di lavorazione e sia richiesta una resa di produzione superiore a quella normale ad economia, all’operaio dovrà essere corrisposta una percentuale non inferiore a quella minima di cottimo.
l) Qualunque contestazione non risolvibile nell’ambito aziendale in materia di cottimo riguardante la precisazione di elementi tecnici e l’accertamento di fatti determinanti la tariffa di cottimo è rimessa all’esame di un Organo tecnico composto di un rappresentante per ciascuna delle due organizzazioni sindacali interessate e presieduto da un funzionario dell’ispettorato del Lavoro. Tale organo ha facoltà di eseguire i sopraluoghi e gli accertamenti necessari ai fini dell’esame della controversia.
Contro le decisioni del predetto Organo tecnico è ammesso ricorso entro quindici giorni alle superiori organizzazioni.
Ove siano affidati alle donne lavori che tradizionalmente sono compiuti da maestranze maschili, a parità di condizioni di lavoro e di rendimento qualitativo e quantitativo, sarà corrisposta la paga contrattualmente prevista per l’uomo. Nelle lavorazioni a cottimo la parità di cui sopra si intenderà raggiunta con l’applicazione di una uguale tariffa.
Agli operai che, per ragioni di lavoro, vengono destinati in zone riconosciute malariche compete una speciale indennità da fissarsi da parte delle rispettive organizzazioni sindacali locali.
Il lavoratore che da almeno dodici mesi consecutivi si trovi alle dipendenze di un’impresa, avrà diritto, ogni anno, ad un periodo di ferie, la cui durata è fissata in appresso, durante il quale egli percepirà la retribuzione globale di fatto.
а) 12 giorni lavorativi (pari a 96 ore) per tutti coloro che hanno una anzianità non inferiore ad un anno e non superiore ad otto anni compiuti;
b) 14 giorni lavorativi (pari a 112 ore) per tutti coloro che hanno una anzianità superiore agli otto anni compiuti.
Il lavoratore non può rinunciare, né tacitamente né esplicitamente, al godimento delle ferie, tenuto conto degli scopi sociali ed igienici per i quali esse furono istituite.
Parimenti l’impresa non potrà non concedere le ferie, facendo luogo al pagamento di una indennità sostitutiva, all’infuori dei casi previsti dal comma quarto.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza o puerperio, il posto sarà conservato alle operaie per un periodo complessivo non superiore ai sei mesi, tre dei quali potranno essere utilizzati avanti la data presumibile del parto ed il restante nel periodo di puerperio.
Alle gestanti che si assentano dal lavoro saranno corrisposti, per un periodo di tre mesi avanti il parto e per sei settimane dopo il parto, i due terzi della retribuzione normale, per tale intendendosi la media della retribuzione complessiva raggiunta negli ultimi due periodi di paga immediatamente precedenti all’assenza, compresa l’indennità di contingenza.
Ove intervenissero, relativamente al trattamento per gravidanza e puerperio, norme generali, di legge o contrattuali, quanto è disposto dal presente articolo s’intenderà integralmente assorbito e sostituito dalle norme stesse.
L’operaio lavora, nel senso tecnico e nel senso disciplinare, alle dipendenze dei suoi superiori, che gli saranno convenientemente indicati. Egli ha il dovere di eseguire con prontezza e con diligenza e con assiduità il lavoro che gli viene affidato e di attenersi alle istruzioni che gli vengono impartite. La urbanità e la correttezza dei modi nei confronti dei superiori e dei compagni di lavoro costituiscono uno stretto dovere.
Ugualmente corretto deve essere il trattamento dei superiori verso i subordinati.
Per i compiti delle commissioni interne o dei delegati di fabbrica, è fatto richiamo alla disciplina interconfederale vigente in materia.
Laddove già esista o dove, comunque, si proceda alla emanazione di un regolamento interno, nessuna parte di esso potrà derogare o risultare in contrasto con le norme del presente contratto o con le vigenti norme interconfederali sui compiti delle commissioni interne.
Brevi permessi, da richiedersi normalmente nella prima ora di lavoro, saranno concessi a coloro che ne dimostrino la necessità.
Non è consentito ad alcuno di entrare e trattenersi nello stabili-mento nelle ore non destinate al lavoro, ove non ne sia autorizzato da speciale permesso. La stessa disposizione vale per gli operai sospesi o licenziati nelle more del licenziamento.
Art. 34. - Consegna e conservazione delle macchine, degli utensili e del materiale.
Quanto affidato all’operaio per lo svolgimento del lavoro (macchine, utensili, parti di ricambio, modelli, disegni, ecc.) dovrà essere usato con la cura e gli accorgimenti tecnici necessari ad evitare rotture e deterioramenti. Per garantire la conservazione del predetto materiale l’operalo dovrà disporre di mezzi adatti, in difetto dei quali egli potrà declinare la propria responsabilità, mediante tempestiva dichiarazione alla direzione dell’azienda.
Di rotture, guasti o deterioramenti dovuti a colpa od a negligenza l’operaio potrà essere chiamato a rispondere nei limiti del danno accertato. Parimenti egli risponderà dello smarrimento degli oggetti e del materiale avuto in consegna, sia che lo smarrimento venga constatato durante il rapporto di lavoro oppure nel momento della riconsegna, in caso di dimissioni o licenziamento.
Gli utensili da impiegare nella lavorazione all’interno della fabbrica dovranno essere forniti dal datore di lavoro. Parimenti dovrà essere fornito dal datore di lavoro il materiale da impiegare nella lavorazione stessa (filato, cucirino, aghi, spilli, ecc.).
A maggior ragione egli non potrà asportarli dallo stabilimento, né assoggettarli a modifiche ed a trasformazioni non esplicitamente auto-rizzate.
Tanto l’azienda come l’operaio sono tenuti alla osservanza delle norme di legge e delle disposizioni emanate dagli organi competenti relative alla tutela dell’igiene, alla prevenzione degli infortuni e delle malattie nel campo del lavoro.
A titolo esemplificativo: le macchine devono essere provviste dei necessari dispositivi di protezione; quelle adibite a lavorazione producente polvere, delle bocche di aspirazione; i locali devono essere in normali condizioni di areazione, pulizia, illuminazione e riscaldamento e assicurare conveniente spazio in relazione al numero degli operai.
Quando la condotta del lavoratore, nell’interno della fabbrica, risulti censurabile dal punto di vista disciplinare, saranno, in diversa misura, a seconda della gravità della infrazione, adottati nei suoi confronti provvedimenti che avranno, in un primo tempo, lo scopo di richiamarlo al compimento dei suoi doveri e, successivamente, ove l’ammonizione risultasse inefficace, lo scopo essenziale di ripristinare, con la sanzione punitiva e con l’esempio che da essa deriva, l’ordine disciplinare nella sua sostanza e nella sua forma.
I provvedimenti che si indicano in appresso, costituiscono soltanto una obbiettiva indicazione, nel senso di garantire, nell’adozione della sanzione punitiva, un rapporto quanto più possibile definito tra sanzione e mancanza.
1) L’ammonizione verbale, che potrà avere, a seconda dei casi, carattere di appunto o di rimprovero, interverrà quando nell’osservanza degli orari, nel contegno verso i superiori ed i compagni di lavoro, nella diligenza del lavoratore, siano riscontrate lacune non imputabili a deliberata volontà di mancare al proprio dovere. All’ammonizione scritta, che avrà più specifico carattere ammonitorio, si ricorrerà quando le mancanze, anche se lievi, tenderanno a ripetersi e sia quindi necessario preavvisare in forma meno labile del rimprovero verbale, più gravi sanzioni.
2) Ove l’ammonizione verbale o scritta non abbia sortito l’effetto voluto o la mancanza abbia tale carattere da far ritenere il rimprovero inadeguato, potranno essere inflitte al lavoratore o una multa, fino ad un importo equivalente a due ore di paga compresa la indennità di contingenza, oppure, nei casi di maggior gravità o di recidiva, la sospensione dal lavoro per un massimo di tre giorni.
d) che, nell’interno della fabbrica, eseguisca lavoro per suo conto senza tuttavia recare grave pregiudizio all’azienda per la poca entità del lavoro stesso e del materiale eventualmente impiegato;
L’importo delle multe, ove non sia rivendicato dall’impresa a titolo di risarcimento per danni constatati, dovrà essere devoluto alle istituzioni assistenziali e previdenziali dell’azienda o, in mancanza di queste, all’istituto di Assicurazione Malattia Lavoratori.
3) La particolare gravità o la recidività delle mancanze, potrà, infine, determinare il licenziamento del lavoratore, nei casi meno gravi con la perdita dell’indennità di preavviso ma non dell’indennità di anzianità, e nei casi più gravi di ambedue le citate indennità.
Si conviene che costituiscano legittimo motivo di licenziamento con la perdita della indennità di preavviso ma non dell'indennità di anzianità, le mancanze di cui in appresso:
b) abbandono del proprio posto di lavoro o grave negligenza nell’esecuzione di lavori o di ordini che implichino pregiudizio all’incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti;
e) in generale, la recidività ostinata nelle mancanze che abbiano già dato luogo alle sanzioni previste dal capitolo precedente (multe o sospensioni) o, comunque, abbiano arrecato un danno rilevante all’azienda.
Al licenziamento con perdita dell’indennità di preavviso e di anzianità si farà luogo:
c) quando, lavorando solo o in comunione con altri operai, nell’interno dello stabilimento, per proprio tornaconto, ed introducendo od asportando materiali anche di sua proprietà, abbia, per il carattere continuativo di questa attività e per la estensione della stessa, recato rilevante nocumento all’azienda;
d) in caso di insubordinazione nei confronti dell’impresa o degli elementi da essa delegati, quando non vi siano ragioni largamente attenuanti o l’insubordinazione, per la poca gravità degli atti o per la pronta e sincera resipiscenza dell’insubordinato, non abbia nociuto alla disciplina della fabbrica;
e) in generale, quando la gravità della mancanza o delle mancanze, l’esistenza del dolo o del danno rilevante rendano impossibile, per colpa esclusiva del lavoratore, la prosecuzione del rapporto e risulti moralmente giustificato, per il complesso dei fatti e delle circostanze, la decadenza del diritto alle indennità di preavviso e di anzianità.
È da considerarsi lavorante a domicilio chi, nella propria abita-zione o in locali non appartenenti al datore di lavoro né sottoposti alla sua sorveglianza, esegue lavoro retribuito per conto di uno o più datori di lavoro, ricevendo dagli stessi le materie prime e gli accessori. Inoltre, il lavorante a domicilio, per essere considerato tale, sarà impegnato a non eseguire, per conto proprio o per conto di privati o di committenti non propriamente datori di lavoro, lavori che determinino una condizione di concorrenza nei confronti dei datori di lavoro, come non potrà assumere o comunque valersi di personale salariato o in altra forma retribuito.
Tutti i lavoratori a domicilio dovranno essere muniti, a cura dei rispettivi datori di lavoro, di uno speciale libretto personale di controllo o documento equipollente, a madre e figlia, su cui, a cura del datore di lavoro, dovranno essere annotati i seguenti dati:
Con la sottoscrizione della parte la (Consegna del lavoro di cui all’articolo 2), il lavorante a domicilio assume nei confronti del datore di lavoro, la responsabilità di tutto il materiale che riceve in consegna, nonché quella per la esatta e tempestiva esecuzione e riconsegna del lavoro, In conformità alle istruzioni ricevute.
а) I lavoranti a domicilio dovranno godere del trattamento economico salariale, previsto dal presente contratto e dai successivi, per gli operai interni, ciascuno in ragione della categoria o della qualifica prevista dai contratti stessi;
b) il trattamento di cui sopra si concreterà in una tariffa di cottimo pieno e costituita dai medesimi elementi che compongono la retribuzione degli operai interni […]
e) la compilazione e l’approvazione delle tariffe di cottimo ed il loro aggiornamento, in esecuzione degli accordi di cui sopra, si intendono devolute alle Associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori d’opera, tenendo presenti i particolari caratteri delle varie produzioni.
Per tutto quanto non è espressamente disposto nella presente regolamentazione del lavoro a domicilio, valgono le norme di legge e quelle stabilite dal presente contratto per gli operai interni della categoria, in quanto compatibili con la specialità del rapporto.
Si richiamano in particolare le disposizioni relative alle assicurazioni sociali ed alla assistenza di malattia.
A prescindere dalle funzioni e dagli interventi delle commissioni interne o dei delegati d’impresa, previsti dagli accordi interconfederali, controversie individuali ed i reclami che ne conseguissero, da parte di uno o più lavoratori, saranno risolti nell’ambito aziendale secondo le norme stabilite dalla direzione dell’azienda e le vigenti consuetudini. Non intervenendo un accordo, la controversia sarà sottoposta all’esame delle rispettive associazioni territoriali per l’esperimento del tentativo di amichevole composizione.
Le controversie di carattere collettivo che insorgessero circa l’interpretazione e la pratica applicazione dei contratti di lavoro, saranno deferite alle organizzazioni sindacali, in sede provinciale od in sede nazionale a seconda della natura della controversia, per la loro definizione.
In Milano, tra l'Associazione Italiana Pellicceria e la Federazione Italiana dei Lavoratori dell’Abbigliamento, si è stipulato il seguente accordo:
Art. 1. - Le aziende, ovunque sia possibile utilizzare conveniente-mente le assegnazioni degli enti preposti all’alimentazione, istituiranno ed organizzeranno delle mense per la somministrazione di un piatto caldo nei giorni di effettivo lavoro.
Art. 2. - Ove la costituzione delle mense ed il loro funzionamento trovino ostacolo obiettivo nella situazione di fatto, sarà corrisposta limitatamente ai giorni od alla frazione dei giorni di lavoro effettivo una indennità sostitutiva la cui entità sarà fissata dalle Organizzazioni territoriali di ogni provincia.
Art. 3. - L’indennità di cui sopra è dovuta anche ai lavoratori di quelle aziende che, avendo costituita la mensa, si trovassero nella provvisoria impossibilità di farla funzionare, ed a quei lavoratori che non possono usufruire della mensa per esigenze di lavoro.
Art. 4. - Nessuna indennità è dovuta al lavoratore che rinuncia alla mensa, laddove è regolarmente costituita e funzionante.
Art. 5. - Ove esistano condizioni più vantaggiose a favore dei lavoratori queste dovranno essere mantenute.
Art. 6. - Se la materia di cui al presente accordo venisse disciplinata da un concordato interconfederale o da corrispondenti istituzioni governative, le parti si rimetteranno senz’altro alle determinazioni che in detto concordato o disposizioni saranno comunque fissate, decadendo automaticamente quanto convenuto con il presente accordo.
Art. 7. - Il presente accordo decorrerà dal 1° ottobre 1948 e scadrà il 31 dicembre 1948. Successivamente e qualora una delle parti non abbia dato disdetta almeno due mesi prima della data di scadenza con lettera raccomandata e ricevuta di ritorno, l’accordo si intenderà confermato per un uguale periodo di tempo.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 6

Art. 8

Art. 10

Art. 11

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 24

Art. 25

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 32

Art. 33

Art. 34
 Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 40

Art. 43

Art. 45

Art. 46

Art. 47

§ 1

§ 2

§ 3

§ 4

§ 5

§ 6

§ 7

§ 8

§ 9

Art. 49

Art. 50

Art. 34

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7