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Matelica: documenti per la storia del monastero delle Clarisse con la Beata Mattia negli anni 1290 e 1291 | Storia e Luoghi della Marca Fermana
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Matelica: documenti per la storia del monastero delle Clarisse con la Beata Mattia negli anni 1290 e 1291
Posted on 27 febbraio 2018 by Carlo Tomassini
Matelica: documenti per la storia del monastero delle Clarisse con la Beata negli anni 1290 e 1291
1290 febbraio 23 = Breve di papa Nicolò-IV
Il papa Nicolò IV avendo ricevuta la querela dell’abbadessa e del convento di S. Maria Maddalena di FANO dell’ordine di S. Benedetto contro l’abate de Rotis e contro l’abbadessa di S. Maria Maddalena di MATETICA dello stesso ordine, dichiarandosi danneggiate, in denaro, terre e possessi, conferisce un mandato apostolico al vescovo di Pesaro che acquisisca, anche con minaccia di coercizioni spirituali, le testimonianze e dia sentenza da eseguire senza appello. Data nel terzo anno di pontificato.
1290 agosto 30 = Udienza.giudiziaria
Don Accursio vescovo di Pesaro, giudice delegato dal papa per la vertenza mossa dall’abbadessa Giovanna del monastero di S. Maria Maddalena di Fano contro l’abate de Rotis e contro il monastero di Matetica, come nell’atto precedente, stabilisce che la risposta all’accusa sia presentata entro otto giorni. Sono presenti don Ugolino rettore di S. Giovanni de’ figli di Ugone e procuratore dell’abbadessa di Fano, e Offreduccio Tomei Bonazunte, procuratore delle monache matelicesi. Sono testimoni Fra’mGrazia da Matelica, don Matteo da Rieti, vicario del vescovo don Accursio, giudice, e il signor Toma Florani da Matelica. Data a tempo del papa Nicolò IV.
1290 settembre 8 domenica = Rinvio di udienza
Di fronte al vescovo pesarese don Accursio, giudice delegato dal papa Nicolò IV per decidere la vertenza tra le religiose di Fano di S. Maria Maddalena contro quelle di Matelica e contro l’abate de Rotis, si presenta Ugolino da Fano come procuratore delle monache di Fano e chiede l’assegnazione dei beni richiesti, mentre è assente il procuratore delle monache matelicesi. Il giudice per ponderatezza rinvia la scadenza al lunedì successivo entro l’ora terza.
1290 settembre 11 = Udienza giudiziaria
Don Accursio vescovo pesarese, giudice delegato dal papa, come nell’atto precedente, dopo le udienze 30 agosto e 8 settembre scorso, accoglie Offreduccio di Tommaso procuratore delle monache di Matetica e gli consegna l’accusa così formulata: “Lunardello Ranieri da Pesaro richiede i beni che Giovanna portò con sé nel monastero di Acquaviva quando vi fu accolta come monaca. Inoltre le consorelle le hanno fatto assumere lo stesso monastero di Acquaviva come abbadessa ed ora richiede due vigne in località Subbiano di Matelica, una a confine con due vie e con i figli di Pietro Bize; l’altra a confine con la via, con Monaldo Bonomi da Pugito (Pusito), con i figli di Tursolo (Tossello) e con Rubeo Bone Benamate. Richiede inoltre un campo a Casanova di Matelica a confine con la via, con Salimbene Petri da Vinano e con Gentile di Gualtiero”. Il giudice stabilisce che la risposta della difesa sia presentata entro il decimo giorno e in caso che sia giorno festivo, entro l’undicesimo. Sono testimoni: don Matteo vicario del vescovo giudice e Buonacquisto di Matelica. Scrive il notaio episcopale Gerardo Federici Teutonici da Matelica, già notaio imperiale.
1290 settembre 21 = Udienza giudiziaria
Don Accursio vescovo pesarese delegato dal papa, come negli atti precedenti, per dirimere la vertenza delle monache fanesi contro quelle matelicesi, fa udienza a termine. Il procuratore delle fanesi a voce chiede che per la contumacia di Offreduccio procuratore matelicese, il giudice gli assegni i beni rivendicati.
In data 26 settembre 1290 questa richiesta del procuratore fanese viene presentata per iscritto. Notaio Gerardo Federici Teutonici da Matelica.
1290 settembre 28 = Sentenza
Il Vescovo don Accursio, giudice delegato dal papa per la vertenza delle monache di Fano rappresentate dal procuratore Leonardello contro le monache di Matelica il cui procuratore Offreduccio di Tommaso dopo la precedente ingiunzione non si è presentato all’udienza, decide a favore del monastero di Fano l’assegnazione dei beni descritti nell’accusa in data 11 settembre 1290 e condanna le monache matelicesi al pagamento delle spese. Esecutore è don Matteo Vettorino da Matetica rettore di S. Donato di Monte Vetularum, diocesi di Pesaro. Data a Pesaro nel chiostro dell’episcopato, testimoni don Matteo del signor Paolo Oddoni da Rieti, vicario del vescovo; Federico Cunte Galiani da Fano; Piacentino cuoco del vescovo e Guglielmo Cuntoli da Sersulta (Seratta).
< In questa pergamena è scritto anche l’atto precedente e un altro del 5 ottobre 1290>
1290 ottobre 2 = Presa di possesso di terreni
Don Matteo rettore di S. Donato di Monte Vetularum per mandato di don Accursio vescovo pesarese e giudice delegato dal papa immette donna Giovanna abbadessa di S. Maria Maddalena di Fano nel possesso di due vigne e di un campo come da sentenza del28 settembre 1290. Sono testimoni il mastro e notaio Francesco di mastro Pietro, il medico mastro Simone di Egidio e Guccio Francisci. Notaio Monaldo Biaculi (?) di Matelica.
1290 ottobre 5 = Dichiarazione di presa di possesso
Don Matteo di Matelica rettore di S. Donato, dichiara avvenuta l’assegnazione dei beni all’abbadessa Giovanna del monastero di Fano secondo la sentenza del 28 settembre 1290. Sono testimoni don Matteo del signor Gentile da Matelica e don Matteo da Rieti vicario del vescovo pesarese nel palazzo episcopale. Notaio Gerardo Federici Teutonici di Matelica.
1290 ottobre 7 = Appello contro sentenza
Gratiolo Aldadonne, procuratore del monastero di S. Maria Maddalena di Matelica presenta al giudice don Accursio l’appello al papa Nicolò IV e ai suoi uditori per la sentenza del 28 settembre 1290 a danno delle monache di Matelica ed a favore dell’abbadessa di Fano a cui sono stati consegnati i beni richiesti. Espone che la stessa donna Giovanna dichiarò a donna Bartolomea ed alle altre suore di Matelica che lei non aveva necessità di lite e che non c’era danno per loro. Inoltre l’assenza per motivi di salute era stata considerata contumacia. Chiede che non si modifichi la situazione esistente. Questo appello viene accolto dal vescovo giudice che era delegato dal papa. Sono testimoni don Matteo Pauli Oddoni da Rieti vicario del vescovo; don Corrado arcidiacono di Pesaro e Bartolomeo da Civitanova nel palazzo episcopale pesarese. Notaio Gerardo Federici. Data a tempo di papa Nicolò IV.
1291 settembre 27 = Ordinanaza del vicario papale
Don Bernardo Ferrario di Valenza e vicario in spiritualibus del papa nella Marca Anconetana ordina alle donne, all’abbadessa e al convento del monastero di S. Maria Maddalena , a seguito dell’esposto presentato dalle monache di Fano di desistere da ogni turbativa contro il possesso delle terre assegnate con sentenza per contumacia del 28 settembre 1290. Per eventuale contestazione si presentino a lui entro tre giorni. Data a Macerata.
< In questa pergamena segue scritto l’atto 29 settembre 1291>
1291 settembre 29 = Notifica di ordinanza del vicario
Mastro Simone Egidi, procuratore del monastero di Fano consegna l’ordinanza di don Bernardo Ferrario, vicario papale, datata 27 settembre 1291, all’abbadessa del monastero di Matetica. Sono testimoni Fra’ Enrico converso del monastero, Albrinculo Acquistoli e Giovannuccio Benvenuti da Sefro. Notaio Monaldo Biziculi.
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