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⭐Guida pratica alla nuova prevenzione incendi
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1 Gioacchino Giomi Guida pratica alla nuova prevenzione incendi Applicazione del D.P.R. 1/8/2011 n. 151 e del D.M. 7/8/2012 Progettare, realizzare, gestire nel rispetto degli standard antincendio II edizione Nel CD-Rom un diagramma interattivo collegato con la nuova modulistica emanata dal Decreto Dirigenziale 31 ottobre 2012, n. 200 e i nuovi provvedimenti normativi che guida l utente all attuazione delle procedure corrette 12 Indice generale INDICE GENERALE PREFAZIONE...11 CAPITOLO 1 INDIVIDUAZIONE DELLA ATTIVITÀ SOGGETTA Generalità Attività soggette Nuove tipologie di attività Attività non più soggette...39 CAPITOLO 2 NULLA OSTA DI FATTIBILITÀ Generalità Aspetti rilevanti di prevenzione incendi Procedure per richiedere il nulla osta di fattibilità Documentazione da allegare alla richiesta di nulla osta di fattibilità...42 CAPITOLO 3 PROGETTAZIONE ANTINCENDIO Generalità...45 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 33 Indice generale 3.2 Procedure per richiedere la valutazione del progetto Documentazione da allegare alla richiesta di valutazione del progetto Progettazione facendo ricorso all approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio (fire safety engineering) Sistema di gestione della sicurezza antincendio (SGSA) Modifiche rilevanti ai fini antincendio Verifica della conformità del progetto Parere del Comando...52 CAPITOLO 4 RICHIESTA DI DEROGA Generalità Procedure per richiedere la deroga Documentazione da allegare alla richiesta di deroga Modalità di valutazione del rischio aggiuntivo Generalità Identificazione dei pericoli di incendio Materiali combustibili e/o infiammabili Sorgenti di innesco Identificazione delle persone presenti esposti a rischi di incendio Individuazione delle misure compensative Vie di esodo Mezzi ed impianti di spegnimento Rivelazione ed allarme antincendio Informazione e formazione Adozione dell approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio (fire safety engineering) Parere della Direzione Regionale GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI4 Indice generale CAPITOLO 5 VERIFICHE IN CORSO D OPERA Generalità Aspetti rilevanti di prevenzione incendi Procedure per richiedere la verifica in corso d opera Documentazione da allegare alla richiesta di verifica in corso d opera...64 CAPITOLO 6 PRESENTAZIONE DELLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ Generalità Modifiche ad attività esistenti Modifiche rilevanti ai fini antincendio Procedura per presentare la SCIA Documentazione da allegare alla SCIA Certificazioni e dichiarazioni da allegare alla asseverazione Certificazioni di prodotti ed elementi costruttivi portanti e/o separanti classificati ai fini della resistenza al fuoco (con esclusione delle porte e degli elementi di chiusura) Dichiarazioni dei materiali classificati ai fini della reazione e della resistenza al fuoco e dei dispositivi di apertura delle porte Dichiarazioni e certificazioni relative agli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio Controlli dei Vigili del Fuoco Controlli per attività in categoria A e B Controlli per attività in categoria C Segnalazione certificata di inizio attività per serbatoi di GPL fino a 5 m 3 a servizio di attività non soggette...80 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 55 Indice generale CAPITOLO 7 OBBLIGHI CONNESSI ALL ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ Generalità Controlli e manutenzioni Controlli sulle vie di uscita Controlli sulle attrezzature e impianti di protezione attiva Lavori di manutenzione comportanti pericolo d incendio Materiali combustibili Rivestimenti Arredi Liquidi e gas infiammabili Impianti elettrici e apparecchiature elettriche Portata solai Informazione Formazione...93 CAPITOLO 8 ATTESTAZIONE DI RINNOVO PERIODICO DI CONFORMITÀ ANTINCENDIO Generalità Documentazione da allegare alla attestazione di rinnovo Attestazione di rinnovo periodico di conformità per serbatoi di GPL fino a 5 m 3 a servizio di attività non soggette CAPITOLO 9 VOLTURA Generalità Modalità di presentazione della voltura GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI6 Indice generale CAPITOLO 10 GESTIONE DELL EMERGENZA Generalità Contenuti del piano di emergenza Organizzazione Responsabile Addetti Squadra di pronto intervento Centro di controllo Norme di comportamento Divieti e prescrizioni Comportamento in caso di evento pericoloso Incendio controllabile Incendio non controllabile Comportamento in caso di segnale di allarme Avvertenze in caso di incendio Piano di sfollamento Addestramento CAPITOLO 11 RESPONSABILITÀ E REGIME SANZIONATORIO Generalità Responsabilità delle varie figure coinvolte nel procedimento di prevenzione incendi Per il procedimento di SCIA: Per l attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio: GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 77 Indice generale APPENDICE Generalità Regio Decreto 19 ottobre 1930 n Codice Penale D.M. 26 giugno 1984 Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi Legge 7 agosto 1990 n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi D.L. 1 ottobre 1995 n. 512 convertito in Legge 28 novembre 1996 n. 609 Decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 512, coordinato con la legge di conversione 28 novembre 1996, n. 609, recante: Disposizioni urgenti concernenti l incremento e il ripianamento di organico dei ruoli del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e misure di razionalizzazione per l impiego del personale nei servizi d istituto D.Lgs. 11 febbraio 1998 n. 32 Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n D.M. 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa D.Lgs. 8 marzo 2006 n. 139 Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI8 Indice generale D.M. 9 maggio 2007 Direttive per l attuazione dell approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 Regolamento concernente l attuazione dell articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 Attuazione dell articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (estratto) D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n D.M. 5 agosto 2011 Procedure e requisiti per l autorizzazione e l iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell interno di cui all articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n Lettera Circolare 6 ottobre 2011 n Nuovo regolamento di prevenzione incendi - D.P.R. 1 agosto 2011, n.151,: Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell articolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n Primi indirizzi applicativi Lettera circolare del 26 ottobre 2011 Prot n Prevenzione incendi e vigilanza in materia di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro Lettera Circolare 5 dicembre 2011 n Nuovo Regolamento di Prevenzione Incendi D.P.R. 151/2011 Modulistica di supporto per l attività dei Comandi Provinciali VV.F GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 99 Indice generale D.M. 2 marzo 2012 Aggiornamento delle tariffe dovute per i servizi a pagamento resi dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco Lettera Circolare 18 aprile 2012 Prot. n D.P.R. 151/2011 artt. 4 e 5 - Chiarimenti applicativi D.M. 7 agosto 2012 Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n Decreto Dirigenziale 31 ottobre 2012 n. 200 Modulistica di presentazione delle istanze, delle segnalazioni e delle dichiarazioni, prevista nel decreto del Ministro dell interno 7 agosto Lettera Circolare 26 novembre 2012 Prot. n Modulistica per la presentazione delle istanze, delle segnalazioni e delle dichiarazioni, prevista nel decreto del Ministro dell Interno 7 agosto Lettera Circolare 26 novembre 2012 Prot. n Attività soggette ai controlli di prevenzione incendi di categoria A di cui al d.p.r.151/2011. Disposizioni per l asseverazione CONTENUTO DEL CD-ROM GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI10 Prefazione PREFAZIONE Nel corso della mia carriera al servizio dello Stato svolta nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, prima come funzionario e successivamente come dirigente, ho sempre seguito con notevole interesse e passione l evoluzione della normativa che disciplina l attività di prevenzione incendi ed ho cercato, per quanto possibile, di rendere l applicazione delle disposizioni sia procedurali che tecniche, comprensibili a coloro che le dovevano rispettare e far rispettare. In linea con tale principio ho ritenuto utile nelle pagine di questo libro tracciare un percorso guidato che conduce il lettore, attraverso i vari procedimenti di prevenzione incendi semplificati dalle recenti disposizioni, verso una corretta gestione dell attività sotto il profilo antincendio. Ritengo che la guida possa tornare utile non soltanto a coloro che si confrontano per la prima volta con la sicurezza antincendio ma anche a chi, già esperto nella materia, potrebbe incorrere in errori concettuali o procedurali legati alla consapevolezza di conoscere in modo approfondito la disciplina pregressa ormai superata. Quindi, acronimi e termini quali SCIA, SUAP, CPI, SGSA, tecnico abilitato, tecnico antincendio anche se in parte conosciuti da coloro che già lavorano nel settore della prevenzione incendi debbono essere considerati, di fatto, innovativi se inquadrati nell ambito della disciplina introdotta dal D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 che, all indomani della sua pubblicazione, è stato presentato dal Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione e dal Ministero dell interno come un importante passo avanti nella direzione della semplificazione. Il provvedimento fa parte del primo pacchetto di interventi realizzato nell ambito dell attuazione delle misure taglia oneri e del piano di semplificazione amministrativa Con l emanazione del nuovo regolamento di prevenzione incendi per la prima volta in Italia viene concretamente affermato il principio di proporzionalità: gli adempimenti amministrativi vengono diversificati in relazione alla dimensione, al settore in cui opera l impresa e all effettiva esigenza di tutela degli interessi pubblici. Per comprendere come si è giunti all attuale configurazione dei controlli nel settore antincendio, che dovrebbe portare ad una notevole riduzione degli oneri burocratici a carico dei cittadini e delle imprese, è necessario risalire al GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 1111 Prefazione D.P.R. 547/55. Con questo provvedimento infatti, emanato per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, furono inizialmente disciplinate anche le modalità di controllo da parte dei Vigili del Fuoco delle aziende ad elevato rischio di incendio: controlli previsti sia in fase di progetto che ante esercizio dell attività. Con l emanazione della legge 966/65 l attività di prevenzione incendi assunse una specifica connotazione, indipendente dalla disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Venne attribuita al Ministro dell interno la competenza per l individuazione delle attività pericolose da assoggettare ai controlli antincendio e l esercizio di tali attività fu subordinato al rilascio del certificato di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco. Ma è con il D.P.R. 577/82 che fu chiarito in modo inequivocabile che la prevenzione degli incendi si applicava non soltanto ai luoghi di lavoro ma a tutti gli ambiti in cui persone, beni ed ambiente potevano essere messi a rischio a causa di un incendio e che il certificato di prevenzione incendi era il documento che attestava che l attività sottoposta a controllo risultava conforme alle disposizioni di prevenzione vigenti in materia ed alle prescrizioni dell autorità competente. Anche la Legge 818/84, se pur in modo non esplicito, attraverso l attribuzione al nulla osta provvisorio degli stessi effetti legali riconosciuti al CPI, ne confermò l obbligo per poter esercire una attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi. Con il regolamento di semplificazione dei procedimenti adottato con il D.P.R. 37/98, fu esplicitamente stabilito che il CPI costituiva, ai soli fini antincendio, il nulla osta all esercizio dell attività. Con lo stesso provvedimento fu inoltre stabilito che in attesa dell effettuazione del sopralluogo per il rilascio del CPI l attività poteva essere esercita presentando una dichiarazione con la quale il titolare attestava di avere rispettato le disposizioni antincendio. Si può affermare che tale dichiarazione costituiva in nuce l attuale segnalazione certificata di inizio attività. Ulteriori elementi che hanno integrato il concetto di certificato di prevenzione incendi sono stati introdotti dal D.P.R. 200/04 che stabilì che il CPI veniva rilasciato a conclusione del procedimento che prevedeva l espressione del parere di conformità sul progetto da parte dei Vigili del Fuoco ed il sopralluogo di verifica dell attività ferme restando comunque le responsabilità di tutti i soggetti che concorrevano a garantire il rispetto della sicurezza antincendio (progettista, direttore dei lavori, installatori, fabbricanti dei materiali e delle attrezzature antincendio, certificatori e gestore dell attività). La sintesi coordinata di tutti gli elementi che hanno caratterizzato nel corso 12 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI12 Prefazione degli anni il certificato di prevenzione incendi, in ragione dei vari provvedimenti finora richiamati, si rintraccia nell articolo 16 del D.Lgs. 139/06. Secondo la formulazione dell art. 16, il CPI è il documento che attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali, attività depositi, impianti ed industrie pericolose. Requisiti individuati in relazione alla detenzione ed all impiego di prodotti infiammabili, combustibili o esplodenti che, in caso di incendio, possono determinare gravi pericoli per l incolumità della vita e dei beni ed in relazione alle esigenze tecniche di sicurezza. Il CPI veniva rilasciato, quindi, a conclusione di un procedimento avviato con la richiesta di valutazione del progetto da parte del titolare dell attività e l espressione del relativo parere di conformità da parte del Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Seguiva l effettuazione di visite tecniche da parte del suddetto Comando, finalizzate a valutare direttamente i fattori di rischio, a verificare la rispondenza delle attività alla normativa di prevenzione incendi e l attuazione delle prescrizioni e degli obblighi a carico dei soggetti responsabili della gestione dell attività. Il procedimento si concludeva con l acquisizione delle certificazioni e delle dichiarazioni attestanti la conformità delle opere alla normativa. Per concludere la disamina del processo evolutivo che ha portato alla attuale configurazione dei procedimenti di prevenzione incendi è necessario rammentare che l articolo 19 della Legge 122/10, applicabile anche ai procedimenti amministrativi relativi alla pubblica incolumità e quindi anche a quelli di prevenzione incendi, stabilisce che ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, è sostituito da una segnalazione del richiedente corredata da dichiarazioni sostitutive di certificazione (SCIA) e da attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati corredati da elaborati tecnici necessari. Per contemperare il dettato della legge 122/10 e del D.Lgs. 139/06 e quindi coniugare l esigenza di semplificazione con quella della tutela della pubblica incolumità, tenendo in debito conto la disciplina sullo sportello unico per le attività produttive (SUAP), è stato emanato il D.P.R.151/11 che ha salvaguardato la specificità dei procedimenti di prevenzione incendi calibrando gli adempimenti in base ad una dettagliata categorizzazione delle attività soggette in funzione della complessità delle stesse sotto il profilo del rischio di incendio. GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 1313 Prefazione In base a tale principio di proporzionalità le attività soggette ai controlli sono state suddivise nelle categorie A, B e C. Per quelle rientranti nella tipologia A, in quanto disciplinate da specifiche regole tecniche, l esercizio dell attività può iniziare dopo aver presentato la SCIA alla quale deve essere allegato il progetto antincendio poiché non è più previsto l espressione del parere di conformità da parte dei Vigili del Fuoco. Per le tipologie B e C, che invece sono sprovviste di specifica regola tecnica oppure risultano complesse anche se dotate di regola tecnica, prima di presentare la SCIA deve essere acquisito il parere di conformità. Solo per le attività più complesse, quelle in categoria C, viene rilasciato il CPI. È opportuno soffermarsi sulla nuova definizione di certificato di prevenzione incendi che scaturisce dalle operate interferenze indotte dall art. 12 del D.P.R. 151/11 sull art. 16 del D.Lgs. 139/06, per comprenderne la portata ed evitare malintesi. Nella nuova versione il CPI perde la connotazione di atto di autorizzazione all esercizio dell attività che viene rilasciato dai Vigili del Fuoco a seguito di un procedimento (approvazione del progetto e sopralluogo di controllo). La natura del documento viene ridimensionata acquisendo quest ultimo, come chiarisce la lettera circolare n del 6/10/2011 del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, unicamente lo status di attestato del rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e della sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Di fatto il certificato di prevenzione incendi viene relegato ad un mero verbale di sopralluogo in quanto, in base all art. 4 del D.P.R. 151/11, l atto di autorizzazione all esercizio ai fini antincendio è ora rappresentato dalla ricevuta di presentazione della SCIA. Il certificato di prevenzione incendi nella transizione dalla Legge 966/65 al D.P.R. 151/11 è passato da certificato con la C maiuscola a certificato con la c minuscola cedendo il passo alla SCIA antincendio, documento mediante il quale il titolare dell attività autocertifica il rispetto della normativa antincendio assumendosi in toto le responsabilità civili, penali e amministrative in una visione diversa e più moderna del ruolo del cittadino consapevole dei propri doveri nei confronti della sicurezza antincendio di cui diventa il principale artefice. In questo compito il titolare viene supportato tecnicamente dal professionista che predispone il progetto e assevera la conformità dell attività ai requisiti di prevenzione e di sicurezza antincendio. Il professionista, quindi, nella nuova strategia delineata dal D.P.R. 151/2011, svolge la funzione di comprimario, assieme al titolare, nell azione di prevenzione incendi tesa a tutelare la vita umana, i beni e l ambiente dai rischi di incendio. In questo modo lo Stato 14 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI14 Prefazione abbandona il proprio ruolo di certificatore per occuparsi unicamente dei controlli a posteriori. Come sopra accennato, dal 7 ottobre data di entrata in vigore del D.P.R. 151/ i procedimenti di prevenzione incendi si sono notevolmente semplificati. Conseguentemente è necessario che tutti coloro che già operavano nel settore della prevenzione incendi (datori di lavoro, gestori e titolari di attività, professionisti, installatori, produttori di materiali antincendio, organi di controllo) riconsiderino le loro conoscenze e abitudini alla luce della nuova disciplina per non incorrere in errori che potrebbero involontariamente complicare ciò che è stato semplificato. Anche coloro che si accingono per la prima volta ad affrontare tale argomento devono ben conoscere e comprendere le (ormai) poche regole che disciplinano il settore per non vanificare gli obiettivi dell opera di semplificazione. Con l intento di favorire la conoscenza delle recenti disposizioni, come già affermato, questa guida pratica alla nuova prevenzione incendi è stata strutturata in modo da condurre l utente, con un percorso ragionato, attraverso le fasi di individuazione dell attività soggetta, di predisposizione dell asseverazione e della SCIA, nonché della gestione dell attività nel rispetto degli standard di sicurezza. Il percorso tracciato dalla guida non segue pedissequamente la cronologia dell articolato del D.P.R. 151/11 e del D.M. 7/8/2012, ma se ne discosta quel tanto che serve per consentire al lettore di affrontare, consapevolmente e responsabilmente, le suddette fasi. nulla osta di fattibilità solo per attività di cat. B e C verifiche in corso dopera voltura deroga attestazione di rinnovo periodico Fig. 1 Volendo schematizzare l intero processo (vedi Fig. 1), si può affermare che tutto ruota attorno alla presentazione della segnalazione certificata di inizio attivi- GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 1515 Prefazione tà che costituisce lo snodo centrale della nuova prevenzione incendi, preceduta da una fase di individuazione dell attività soggetta e di eventuale approvazione del progetto ed una fase successiva di esercizio dell attività con l annessa procedura di attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio. A queste fasi obbligatorie si aggiungono alcune fasi facoltative di nulla osta di fattibilità sul progetto, di deroga e di verifiche in corso d opera. Nello schema a blocchi (vedi Fig. 2 a pag. 17 e 18) vengono maggiormente dettagliate le varie fasi che poi saranno affrontate compiutamente nei vari capitoli. Completa il volume una sintetica, ma esaustiva appendice normativa, alla quale si fa costante riferimento per un maggior approfondimento degli argomenti trattati ed un software nel quale sono inseriti il diagramma interattivo di fig. 2 e la modulistica attualmente in uso per la presentazione delle istanze, delle segnalazioni e delle dichiarazioni previste dall art. 11, comma 1 del D.M. 7/8/ 2012 ed emanate con decreto direttoriale n. 200 del 31 ottobre GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI16 Prefazione Procedura per realizzare una nuova a vità, oppure modi care (ampliare, ristru urare) un a vità esistente (DPR 151/2011 ) Quali sono le a vità non più sogge e? Per l esercizio di tali a vità, ai ni an ncendio, non è prevista l acquisizione del parere di conformità sul pro e non deve essere presentata nessuna segnalazione al Comando dei Vigili del Fuoco; il olare deve unicamente rispe are in piena autonomia la norma va di riferimento se esisteste e, ovviamente, nel caso siano a vità lavora ve, rispe are le disposizioni stabilite dal d.lgs. 9 aprile 2008, n.81 e, per il rischio di incendio, il D.M. 10/3/1998 Richiesta di visite tecniche nel corso della realizzazione dell opera (VERIFICHE IN CORSO D OPERA MOD. PIN6) procedimento facolta vo NO L a vità per la quale devi iniziare la pra ca è una delle a vità sogge e secondo il DPR 151/2011? SI Deve essere predisposto un proge o seguendo le norme di prevenzione incendi, ma non deve essere richiesto il parere di conformità dei Vigili del Fuoco sul proge o Al MOD.PIN2-gpl va allegata una a estazione, a rma di tecnico abilitato o del responsabile tecnico dell impresa che procede all installazione del deposito o dell azienda distributrice del GPL, che sono state rispe ate le prescrizioni vigen in materia di prevenzione incendi. Per tale a estazione si u zza il MOD.PIN2.1-gpl. All a estazione deve essere acclusa la dichiarazione di installazione del serbatoio u zzando il MOD.PIN2.7gpl A vità categoria A La tua a vità rientra tra i depos di GPL in serbatoi ssi di capacità complessiva NO SI non superiore a 5 m 3 e tale serbatoio non è a servizio di una delle a vità sogge e? È obbligatorio presentare la segnalazione cer cata di inizio a vità (SCIA). Si u zza il MOD. PIN2-gpl A vità categoria B Quali sono le a vità sogge e? Deve essere predisposto un proge o seguendo le norme di prevenzione incendi o in mancanza di queste i criteri generali di prevenzione incendi secondo le indicazioni contenute nell allegato I le era A del D.M. 7/8/2012. Per richiedere la valutazione del proge o si u za il MOD.PIN1 È obbligatorio presentare la segnalazione cer cata di inizio a vità (SCIA). Si u zza il MOD. PIN2 Al MOD. PIN2 va allegata l asseverazione rmata da un tecnico abilitato che a esta la conformità dell a vità alle prescrizioni previste dalla norma va di prevenzione degli incendi nonché ai requis di sicurezza an ncendio. Si u zza il MOD. PIN2.1 A vità categoria C Come si u lizza questa procedura? Richiesta di un parere preven vo di fa bilità (NULLA OSTA DI FATTIBILITÀ MOD. PIN5) procedimento facolta vo È possibile richiedere la deroga alle condizioni prescr e dalla norma va. Per richiederla si u zza il MOD. PIN4 Alla asseverazione deve essere allegata la seguente documentazione: cer cazioni di prodo ed elemen costru vi portan e/o separan (MOD. PIN 2.2-Cert. REI) dichiarazioni dei materiali e dei prodo (MOD. PIN 2.3-Dich. PROD) dichiarazioni e cer cazioni rela ve agli impian (MOD. PIN 2.4- Dich. Imp. o MOD. PIN 2.5-Cert. Imp) Fig. 2 - Diagramma interattivo di procedura antincendio contenuto nel CD-Rom allegato GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 1717 Prefazione (segue) EPC srl riproduzione vietata Entro 60 giorni dalla presentazione della SCIA, il Comando Provinciale e e ua i controlli di prevenzione incendi Per le a vità di categoria A e B i controlli possono essere e e ua anche a campione Cosa sono i controlli a campione? Per le a vità di categoria C i controlli vengono e e ua a tappeto Cosa sono i controlli a tappeto? Per tu e le a vità elencate nell allegato I al DPR 151/2011 occorre richiedere il rinnovo periodico di conformità an ncendio Ogni 5 anni per queste a vità sogge e Ogni 10 anni per le a vità sogge e che fanno eccezione La tua a vità rientra tra i depos di GPL in serbatoi ssi di NO capacità complessiva non superiore a 5 m 3 e tale serbatoio non è a servizio di una delle SI a vità sogge e? È obbligatorio presentare l a estazione di rinnovo. Si u zza il MOD. PIN3 È obbligatorio presentare l a estazione di rinnovo periodico di conformità. Si u zza il MOD. PIN3-gpl È obbligatorio presentare l a estazione di rinnovo. Si u zza il MOD. PIN3 Al MOD. PIN3 va allegata l asseverazione rmata da un tecnico abilitato che a esta la conformità dell a vità alle prescrizioni previste dalla norma va di prevenzione degli incendi nonché ai requis di sicurezza an ncendio Si u zza il MOD. PIN3.1 Al MOD.PIN3-gpl va allegata una a estazione, a rma di tecnico abilitato o del responsabile tecnico dell impresa che procede all installazione del deposito o dell azienda distributrice del GPL, che sono state rispe ate le prescrizioni vigen in materia di prevenzione incendi. Per tale a estazione si u zza il MOD.PIN3.1-gpl Modi che all a vità esistente Modi che rilevan ai ni della sicurezza an ncendio e che comportano variazioni delle preesisten condizioni di sicurezza Modi che non rilevan ai ni della sicurezza an ncendio e che non comportano variazioni delle preesisten condizioni di sicurezza; non sostanziali so o il pro lo an ncendio con aggravio delle preesisten condizioni di sicurezza senza aggravio delle preesisten condizioni di sicurezza Richiedere la valutazione del proge o e presentare la SCIA con asseverazione per l'a vità nel suo complesso Presentare la SCIA con asseverazione limitata agli aspe ogge o di modi ca corredata anche dalla dichiarazione di non aggravio di rischio MOD. PIN 2.6 Documentare le modi che all'a o della presentazione della a estazione di rinnovo periodico (5/10 anni) Voltura in caso di subentro all a vità esistente La voltura deve essere presentata al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Si u zza il MOD. PIN7 18 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI18 CAPITOLO 1 INDIVIDUAZIONE DELLA ATTIVITÀ SOGGETTA 1.1 Generalità Le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi sono elencate nell allegato I al D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 (1) che è entrato il vigore il 7 ottobre Tali attività vengono distinte in tre categorie (A, B, C) e disciplinate in modo differenziato in ragione della loro complessità sotto il profilo del rischio di incendio, della sussistenza di specifiche regole tecniche e della esigenza di tutela della pubblica incolumità, in attuazione al principio di proporzionalità introdotto dall articolo 49, comma 4-quater del decreto legge 31 marzo 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n Attività soggette Il nuovo elenco prevede un numero inferiore di attività soggette rispetto all elenco del 1982 (80 a fronte di 97). È stato ritenuto ancora funzionale ed in linea con le odierne necessità tecniche e operative, anche ai fini di una più agevole consultazione, mantenere la suddivisione delle attività nelle macrocategorie industriali, artigianali, commerciali e civili. Pertanto il titolare, ovvero il legale rappresentante, il procuratore, l amministratore, il proprietario, il gestore, che intenda realizzare una nuova attività, oppure modificare, ampliare, ristrutturare una attività esistente deve, per prima cosa, accertarsi se l attività è soggetta ai procedimenti di prevenzione incendi e 1. Vedi pag. 175 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 1919 per far questo deve controllare se è presente nella seconda colonna della tabella riportata nell allegato I del D.P.R. 151/2011, facendo attenzione anche ai limiti inferiori di assoggettabilità. Ad esempio, se vogliamo installare un deposito di GPL (gas di petrolio liquefatto) da 0.2 m 3, esaminando il punto 4 b) dell allegato I del D.P.R. 151/2011, ci accorgiamo che i depositi di GPL sono soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi se la capacità geometrica complessiva del deposito è superiore o uguale a 0,3 m 3. Conseguentemente non dobbiamo intraprendere nessun procedimento di prevenzione incendi in quanto la capacità del deposito che intendiamo installare (0.2 m 3 ) risulta al di sotto della soglia di assoggettabilità. ALLEGATO I al D.P.R. 151/2011 (di cui all articolo 2, comma 2) Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi N. ATTIVITÀ 1 Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano gas infiammabili e/o comburenti con quantità globali in ciclo superiori a 25 Nm 3 /h 2 Impianti di compressione o di decompressione dei gas infiammabili e/o comburenti con potenzialità superiore a 50 Nm 3 /h, con esclusione dei sistemi di riduzione del gas naturale inseriti nelle reti di distribuzione con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa 3 Impianti di riempimento, depositi, rivendite di gas infiammabili in recipienti mobili: a) compressi con capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m 3 : CATEGORIA A B C Cabine di decompressione del gas naturale fino a 2,4 MPa rivendite, depositi fino a 10 m 3 gli altri casi Impianti di riempimento, depositi oltre 10 m 3 20 GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI20 (segue) Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi N. ATTIVITÀ 3 b) disciolti o liquefatti per quantitativi in massa complessivi superiori o uguali a 75 kg: 4 Depositi di gas infiammabili in serbatoi fissi: a) compressi per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,75 m 3 : b) disciolti o liquefatti per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,3 m 3 5 Depositi di gas comburenti compressi e/o liquefatti in serbatoi fissi e/o recipienti mobili per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 3 m 3 : 6 Reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili, compresi quelli di origine petrolifera o chimica, con esclusione delle reti di distribuzione e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa Depositi di GPL fino a 300 kg - Depositi di GPL fino a 5m 3 Fino a 2,4 MPa limitatamente alle opere e agli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8 CATEGORIA A B C rivendite, depositi di GPL oltre 300 kg e fino a kg. depositi di gas infiammabili diversi dal GPL fino a kg Impianti di riempimento, depositi oltre kg Fino a 2 m 3 Oltre i 2 m 3 - Depositi di gas diversi dal GPL fino i 5 m 3 - Depositi di GPL da 5 m 3 fino a 13 m 3 - Depositi di gas diversi dal GPL oltre i 5 m 3 - Depositi di GPL oltre i 13 m 3 Fino a 10 m 3 Oltre i 10 m 3 Oltre 2,4 MPa GUIDA PRATICA ALLA NUOVA PREVENZIONE INCENDI 21 Vedere altro
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