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Timestamp: 2020-07-12 14:05:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19613 del 30/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19613 del 30/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 30/09/2016, (ud. 12/07/2016, dep. 30/09/2016), n.19613
sul ricorso 13933-2015 proposto da:
C.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 20,
presso lo studio dell’avvocato SAVERIO COSI, che lo rappresenta e
GENERALI BUSINESS SOLUTIONS SOCIETA’ CONSORTILE PER AZIONI,
studio dell’avvocato VALENTINO FEDELI, che la rappresenta e difende
giusta procura notarile;
avverso la sentenza n. 9334/2014 del TRIBUNALE di ROMA del
07/04/2014, depositata il 26/04/2014;
udito l’Avvocato LORENZA IANNELLI per delega dell’avvocato VALENTINO
FEDI difensore del resistente, che chiede l’inammissibilità del
“1. C.A. impugna per cassazione la sentenza n. 9334/2014 del Tribunale di Roma, lamentando – con l’unico motivo – la violazione degli artt. 300, 301 e 304 c.p.c. per non essere stato interrotto il giudizio di appello a seguito della sospensione del proprio difensore dall’albo degli avvocati.
Deduce, infatti, che – pendente il giudizio di appello – all’avv. T. era stata inflitta la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione forense a tempo indeterminato, con decorrenza dal 18 luglio 2013, e rileva che ciò aveva determinato l’immediata ed automatica interruzione del processo indipendentemente dalla conoscenza da parte del giudice e della controparte – con conseguente nullità radicale della successiva attività processuale e della sentenza che aveva definito il giudizio di appello.
2. Premesso che dalla sentenza impugnata emerge che l’avv. T. era l’unico difensore del C. e che il ricorrente ha riprodotto la comunicazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma da cui risulta l’avvenuta sospensione dall’albo dell’avv. T. e i verbali di udienza successivi al mese di luglio 2013, da cui emerge che all’udienza del 15.10.13 (in cui furono precisate le conclusioni) non intervenne alcun difensore per il C., il ricorso appare fondato.
Nel caso, deve infatti trovare applicazione il principio secondo cui la sospensione dall’albo dell’unico difensore, così come la radiazione o la morte, “determina automaticamente l’interruzione del processo anche se il giudice e le altri parti non ne hanno avuto conoscenza (e senza, quindi, che occorra, perchè si perfezioni la fattispecie interruttiva, la dichiarazione o la notificazione dell’evento), con preclusione di ogni ulteriore attività processuale, che, se compiuta, è causa di nullità degli atti successivi e della sentenza, con la conseguenza che la nullità della sentenza di appello potrà essere dedotta e provata per la prima volta nel giudizio di legittimità a norma dell’art. 372 c.p.c. e che, nel caso di accoglimento del ricorso, la sentenza ai sensi dell’art. 383, dovrà essere cassata con rinvio ad altro giudice di pari grado, nella stessa fase in cui si trovava il processo alla data dell’evento interruttivo” (Cass. n. 3459/2007; conformi, ex multis, Cass. n. 10112/2009, Cass. n. 244/2010 e Cass. n. 22268/2010).
Non può – peraltro – dubitarsi del fatto che la mancata interruzione del giudizio abbia arrecato “concreto pregiudizio” al diritto di difesa dell’odierno ricorrente (come richiesto cha Cass. n. 14520/2015), atteso che tale pregiudizio è insito nella mancata partecipazione all’udienza di precisazione delle conclusioni e nella mancata redazione della comparsa conclusionale e della memoria di replica.
3. Si propone pertanto l’accoglimento del ricorso, con cassazione e rinvio al giudice di appello, anche in ordine alle spese di lite”.
Il ricorso va pertanto accolto, con cassazione della sentenza e rinvio, anche per le spese di lite al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato.
la Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese di lite, al Tribunale di Roma, in persona di altro magistrato.

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 Cass. 
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