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Timestamp: 2017-06-25 22:17:52+00:00

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Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne Art. 1 Ai fini di favorire la sensibilizzazione, nonché gli studi e le ricerche per prevenire gli atti di violenza che rientrano nell’ambito della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (detta Convenzione di Istanbul, 2011), la Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, con il Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale, con la CRUI e il Consiglio d’Europa, indice il “Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne” per l’anno 2017.
Art. 2 Al Premio possono concorrere coloro che hanno discusso una tesi di laurea magistrale o di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne presso un’Università italiana, pubblica o privata, nel periodo che va dal 1° agosto 2015 al 31 luglio 2017. Le tesi possono riguardare qualsiasi disciplina, purché abbiano per oggetto la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, con particolare attenzione agli ambiti di applicazione della Convenzione di Istanbul, tra cui la prevenzione (sensibilizzazione, educazione, formazione), il perseguimento giuridico, la protezione, il sostegno, l’assistenza, la cura delle vittime e lo sviluppo di adeguate politiche sociali e culturali.
Art. 3 La domanda di partecipazione al Premio, scaricabile all’indirizzo http://www.camera.it, deve essere inviata entro e non oltre il 31 luglio 2017 alle ore 23:59 via mail all’indirizzo premiotesi2017@camera.it, indicando nell’oggetto “Nome Cognome – PREMIO TESI DI LAUREA CONVENZIONE ISTANBUL – ANNO 2017”. Nella domanda di partecipazione – raccolta in un unico documento – devono essere indicati: – cognome e nome del/la candidato/a; – luogo e data di nascita; – recapito postale, indirizzo mail e numero telefonico presso i quali si desidera ricevere comunicazioni relative al Premio; – il consenso del/la candidato/a all’utilizzo dei dati personali forniti ai soli fini della gestione della procedura concorsuale.
Art. 4 Il Comitato Scientifico che valuterà i lavori di ricerca e assegnerà il Premio sarà multidisciplinare e composto dai seguenti esperti: Giovanna Boda, Marina Calloni, Giovanna Covi, Marilisa D’Amico, Paolo Giulini, Alessandra Kustermann, Elisabetta Mina, Alessandra Pietrobon, Franca Pinto Minerva, Linda Laura Sabbadini, Giuseppe Spadafora, Tiziana Zannini.
Art. 5 La cerimonia di premiazione avrà luogo il giorno 25 novembre 2017, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, presso la Camera dei Deputati.
Art. 6 Il presente bando è pubblicato sul sito Internet della Camera dei Deputati, all’indirizzo http://www.camera.it, e trasmesso al Presidente della CRUI e a tutti i rettorati delle Università italiane, pubbliche e private, affinché ne diano la più ampia diffusione. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo Internet http://www.camera.it.
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6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri. Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze. I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%). Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014) Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi). Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza. È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner. In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale. Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner. Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%. Si segnalano però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi. 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner. Il testo integrale del rapporto Istat è disponibile a questo link

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6