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Timestamp: 2015-08-31 23:44:39+00:00

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Vademecum sulle pene pecuniarie: rateizzazione, riscossione, conversione
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A differenza delle spese di giustizia conseguenti ad una sentenza penale di condanna che possono essere rimesse (cd. remissione del debito), la pena pecuniaria può essere rimessa (cioè eliminata) solo nel caso di positivo svolgimento dell'affidamento in prova ai servizi sociali (una misura alternativa alla detenzione), mentre può essere sempre rateizzata se ne ricorrono i presupposti.
In ogni caso: la storia insegna che non ci si deve fidare di sedicenti agenzie o consulenti"tuttofare": si diffidi di chi promette soluzioni particolarmente vantaggiose, risultati positivi certi, o di chi millanta conoscenze (ad es. ottimi rapporti con il mondo delle banche).
Se la pena pecuniaria non viene (nè rateizzata nè) pagata, inizia la procedura di recupero coattivo della pena pecuniaria.
1. L'estinzione della pena pecuniaria
Il dodicesimo comma dell’art. 47 della L. 354/1975 (Ordinamento penitenziario) in tema diaffidamento in prova ai servizi sociali prevede che l’esito positivo del periodo di prova estingua la pena detentiva ed ogni altro effetto penale ed inoltre che il tribunale di sorveglianza, qualora l’interessato si trovi in disagiate condizioni economiche, possa dichiarare estinta anche la pena pecuniaria che non sia stata già riscossa.
La declaratoria di estinzione della pena detentiva conseguente al positivo esito dell’affidamento in prova al servizio sociale può essere dichiarata anche con provvedimento successivo all'udienza in ci viene dichiarata estinta la pena per il positivo svolgimento della misura alternativa.
2. La rateizzazione della pena pecuniaria
La rateizzazione fatta contestualmente alla sentenzaLa rateizzazione della pena pecuniaria può essere concessa direttamente dal giudice in sentenza di condanna (art. 133 ter c.p., che prevede la possibiltà di un massimo di 30 rate): risulta indispensabile che esso venga sollecitato dal difensore in tal senso, che prima della chiusura della istruttoria dibattimentale (cioè prima della fine del processo) dovrà produrre tutta la documentazione attestante redditi e spese dell'imputato (precarie condizioni economiche, oneri familiari, ..). Peraltro, se la decisione circa il pagamento rateale della multa o dell'ammenda rientra nella discrezionalità del giudice (in tal senso, ex multis Cassazione penale, V, Ordinanza n. 4099 del 10/11/1999, Rv. 214562; Sez. 2, Sentenza n. 528 del 10/01/2006, Rv. 233146), ciò non significa, tuttavia, che non sussista l'obbligo della motivazione, invece imposto al giudice dall'art. 111 Cost. e dall'art. 125 c.p.p., comma 3, per tutte le ordinanze.
La rateizzazione successiva alla sentenzaSe la sentenza (o il decreto penale di condanna) non hanno rateizzato la pena pecuniaria, è possibile fare una apposita istanza, allegando tutta quella documentazione comprovante condizioni economiche tali da non poter adempiere al pagamento della pena in un’unica soluzione (verrano presi in condeirazione spipendio, proprietà, introiti anche di familiari conviventi, spese non voluttuarie, ..). L’istanza va presentata al Magistrato di Sorveglianza competente per il luogo di residenza o di domicilio del richiedente (se non è detenuto; cfr. art. 677 c.p.p.. A seguito del deposito della suddetta istanza, il Magistrato di Sorveglianza fissa l’udienza per la deliberazione, con l'ausilio necessartio di un avvocato (se l'istante non ha nominato un difensore di fiducia, verrà assistito per l’udienza da un difensore d’ufficio che come noto andrà comunquie retribuito per l'attività svolta salva l'isntaza di patrocinaio a spese dello stato da redigersi prima all'istanza). Nel periodo intercorrente tra il deposito dell’istanza e l’udienza, l’Ufficio di Sorveglianza dispone agli organi finanziari e di Polizia Giudiziaria (guardia di finanza) i controlli necessari a constatare l’effettivo stato economico del richiedente. All’udienza, il Magistrato di Sorveglianza, fatta (di regola) un breve disamina sulla situazione rilevata dalle forze dell’Ordine e sull’istanza presentata dal richiedente, dà la parola alle parti presenti, ovvero il P.M. ed il difensore del richiedente, ed ascolta quest’ultimo se presente. Sulla base di tutte le considerazioni ed osservazioni sopra riportate il Magistrato, sciolta la riserva dell'udienza in camera di consiglio, valuta se accogliere o meno la richiesta di rateizzazione.
3. Recupero e conversione delle pene pecuniarie
La riscossione delle pene pecuniarie (cioè dei quella parte della condanna che si riferisce ad una somma da pagare, multa o ammenda) avviene secondo i seguenti passaggi:
Se il condannato non paga entro il termine previsto (sostanzialmente entro un mese e 10 giorni dalla notifica dell'invito), la cancelleria iscrive a ruolo la somma dovuta dal condannato provvedendo contestualmente alla consegna della relativa pratica al concessionario per la riscossione dei tributi (Equitalia).
A questo punto il concessionario ha un termine di 4 mesi per notificare la cartella di pagamentoal debitore, contenente l'intimazione al pagamento entro 60 giorni, decorsi i quali il concessionario può procedere alla riscossione coattiva tramite esecuzione forzata da parte degli ufficiali esattoriali.
Avvertenza: Se si è nell'impossibilità di pagare non occorre allarmarsi. Infatti, com'è noto, non esiste più nel nostro ordinamento la conversione della pena pecuniaria in pena detentiva; la somma dovuta sarà però aumentata degli interessi (circa il 9% annuo oltre al tasso legale).
Anche in questa fase non è possibile chiedere un pagamento dilazionato al Concessionario, il quale può solamente procedere, in mancanza di beni tali da soddisfare le ragioni del credito, al pignoramento del quinto dello stipendio o iscrizione di ipoteca (o fermo amministrativo dell'autovettura). Evenienza questa ultima che spesso può rappresentare uno svantaggio maggiore rispetto all'ipotesi di una conversione o rateizzazione da parte del magistrato di sorveglianza.
Siccome tale attività esecutiva non è, ad avviso di chi scrive, certamente necessaria è consigliabile contattare il concessionario agente per esporre la propria situazione ed esortarlo a trasmette gli atti al campione penale, al fine di dare impulso alla fase di conversione.
Come si è detto, è da escludere la possibilità di richiesta di dilazioni in via amministrativa al concessionario che gestisce il recupero delle multe: infatti, il T. U. in materia di riscossione mediante ruolo delle pene pecuniarie rinvia a tutta una serie di norme del D. P. R. 602/1973 (Formazione dei ruoli, consegna dei ruoli al concessionario, modalità di pagamento, ecc.) ad eccezione della norma relativa alla dilazione di pagamento (art. 19 D.P.R.). Al contrario, l'art. 19 è espressamente richiamato in materia di sanzioni amministrative pecuniarie. Il legislatore ha pertanto limitato la facoltà di rateizzare la pena pecuniaria ai soli organi giudiziari, non potendosi neppure applicare (perché abrogata dallo stesso T.U.) la vecchia norma della Tariffa penale (art.237) che attribuiva ad organi dell'amministrazione delle Finanze di dilazionare il pagamento fino a sei anni, previa garanzia della propria solvibilità.
4. Procedura di conversione della pena pecuniaria
Dopo la comunicazione da parte del concessionario che attesta l'infruttuoso esito del recupero della multa o dell'ammenda, il Campione penale trasmette gli atti al pm affinché presenti richiesta di conversione presso il magistrato di sorveglianza competente (art. 182 disp. att.c.p.p.)
Ipotesi di irreperibilità del condannato: ai sensi dell'art. 212 T.U., l'invito di pagamento deve essere notificato secondo la disciplina prevista dagli artt. 137 ss. c.p.c.: notificazione in mani proprie; notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio, ecc..
Fac simile di istanza di rateizzaizone di pena pecuniaria
Spettabile Ufficio del
(indicare il magistrato di sorveglianza competente per territorio)
Il sottoscritto .. nato a .. residente in .. (telefono ...), luogo nel quale elegge domicilio ai fini della presente istanza
in relazione alla sentenza / decreto penale ..
che si allega in copia, la rateizzazione, ai sensi dell'art. 660, 3c, c.p.p., della pena pecuniaria di euro .. in n. .. rate mensili (il massimo previsto dalla legge è 30).
Dichiara di essere in temporanee difficoltà economiche a causa di .. (disoccupazione, ..)
e allega, a sostegno di tale motivazione, i seguenti documenti:
(bollette, contratto di locazione, mutui)
Allega ulteriore documentazione utile al fine dell'accoglimento dell'istanza:
(es. certificato di invalidità, ..)
Per quanto sopra esposto, e con riserva di integrazione, chiede la rateizzazione della somma dovuta in n. __ rate mensili (il massimo previsto dalla legge è 30 rate mensili).
Ringrazia per l'attenzione, i più distinti saluti.
Per ulteriori informazioni si veda anche la pagine relativa alla rateizzazione di pena pecuniariadel Tribunale di Sorveglianza di Venezia

References: sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 677
 sentenza