Source: https://senigallia.openmunicipio.it/acts/deliberations/2019-11-26-000000-s-lp-2019-2642-sentenza-della-corte-di-appello-di-ancona-n-1425-del-18092019-pubblicata-il-1-ottobre-2019-pronunciata-nel-giudizio-di-riassunzione-n-16802015-promosso-dalla-societa-area-residenziale-scapezzano-srl-contro-il-comune-di-senigallia-riconoscimento-del-debito-fuori-bilancio/
Timestamp: 2020-07-04 04:53:56+00:00

Document:
Open municipio - Dettaglio Riconoscimento del debito fuori bilancio per sentenza contenzioso con Area residenziale Scapezzano srl
Delibera del Consiglio Comunale N° S-LP/2019/2642 del 26 novembre 2019
OGGETTO:	SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO DI ANCONA N. 1425 DEL 18/09/2019 (PUBBLICATA IL 1° OTTOBRE 2019) PRONUNCIATA NEL GIUDIZIO DI RIASSUNZIONE N. 1680/2015 PROMOSSO DALLA SOCIETA’ AREA RESIDENZIALE SCAPEZZANO SRL CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA. RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO.
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto-*2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio*-4 Brucchini Adriano*-17 Pierfederici Mauro*-5 Canestrari Alan-*18 Profili Vilma*-6 Da Ros Davide*-19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa-*20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro-*22 Santarelli Luca-*10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone*-11 Mangialardi Maurizio*-24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Palma Elisabetta*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 20
Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 6 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO DI ANCONA N. 1425 DEL 18/09/2019 (PUBBLICATA IL 1° OTTOBRE 2019) PRONUNCIATA NEL GIUDIZIO DI RIASSUNZIONE N. 1680/2015 PROMOSSO DALLA SOCIETA’ AREA RESIDENZIALE SCAPEZZANO SRL CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA. RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO e concede la parola all’Assessore alla Pianificazione Urbanistica, Maurizio Memè, per la relazione introduttiva.
Fa poi presente che su questo punto c’è un emendamento che riguarda la correzione di un errore di calcolo.
L’Assessore MEMÈ: solo per ricordare di che cosa si parla perché questa pratica già è stata approfondita in Commissione. Stiamo parlando dei giardini prospicienti la balconata di Scapezzano dove nel lontano 1998 e poi nel 2002 veniva valutata ad un certo importo. La società titolare dell’area invece intraprendeva una azione contro l’Amministrazione comunale perché non soddisfatta del sistema di calcolo. Abbiamo avuto, l’Amministrazione comunale, una sentenza favorevole dopodiché nel periodo successivo è stata modificata la regola, il calcolo per individuare il valore effettivo dell’area era diverso e quindi la Corte di Appello di Ancona con la sentenza definitiva del 18/9/2019 ci condannava al pagamento di 71.342,70 più 22.024,57 più 713 euro. Questo è un debito fuori bilancio a tutti gli effetti per la normativa vigente ma è già compresa la liquidazione all’interno della variazione di bilancio che abbiamo votato al punto 4 del nostro ordine del giorno di oggi. Rimango a disposizione.
Il Consigliere SARDELLA (PD): innanzitutto una considerazione su come funziona la giustizia in Italia. Questa delibera dovrebbe essere data ai posteri che ci ricorderanno che nel 2019 le cause cominciavano nel 2002 e finivano nel 2019, cioè diciassette anni per avere una sentenza definitiva e quindi magari errori commessi, se sono stati commessi errori, non lo so, comunque fatti degli anni ‘90 che ricadono sulle spalle di due generazioni dopo, mi sembra francamente sconcertante, ci credo che nessuno vuole investire da noi se gli facciamo vedere questa roba, e chi viene a investire in Italia se c’è un problema legale sta fermo impantanato per trent’anni davanti alla giustizia civile? Questo mi fa anche pensare che ipotizzare riforme della prescrizione come quella ormai approvata che entrerà in vigore il primo gennaio 2020 in un sistema come il nostro è pazzesco perché significherà avere l’imputato a vita, cioè uno se ha la sfortuna di essere condannato in primo grado quindi sentenza di condanna non definitiva di primo grado senza più la prescrizione rimarrà imputato a vita, il processo non si celebrerà più, tanto non c’è più la prescrizione. La prescrizione in materia penale invece è uno stimolo a fare in fretta perché se non si fa in fretta vivaddio il decorso del tempo deve estinguere il reato, non possiamo aspettare che la morte estingua il reato senza giustizia perché questa sarà la fine, la gente morirà imputata senza avere giustizia. Consentitemi, era troppo, lo dico da giurista, da avvocato, leggere questa delibera. Mi rivolgo alla dottoressa Filonzi o al Segretario comunale, il debito fuori bilancio va chiaramente votato però in questa delibera c’è allegato un parere dei Revisori dei Conti che demanda al Consiglio comunale, cioè il parere dei Revisori dei Conti si chiude dicendo, dà parere favorevole però dice demanda al Consiglio comunale l’accertamento delle cause che hanno originato l’obbligo con le consequenziali ed eventuali responsabilità. Cosa significa questa affermazione, noi come Consiglio comunale votando questa delibera adempiamo a quello che ci chiedono i revisori dei conti, cioè accertiamo le cause che hanno originato l’obbligo? A mio parere le cause le accertiamo, c’è la cronistoria, ci viene detto le sentenze cos’hanno stabilito e quindi le cause che originano questo obbligo di debito fuori bilancio le stiamo in buona sostanza dicendo nella delibera ma le consequenziali ed eventuali responsabilità non ho capito cosa significhi e quindi chiedo se compete a questo Consiglio comunale l’accertamento di eventuali responsabilità in merito a questo debito fuori bilancio oppure se inviando come per legge l’atto alla Procura della Corte dei Conti abbiamo adempiuto come Consiglieri il nostro compito, cioè non sta a noi accertare le responsabilità che hanno cagionato questo debito fuori bilancio.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: nel frattempo se vogliamo raccogliere altri interventi su questo punto in modo che possiamo dare un’unica risposta.
Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): questa delibera deve essere approvata giustamente perché è un debito fuori bilancio, non lo possiamo discutere, quando c’è una sentenza di qualunque Tribunale dobbiamo andare avanti per liquidare il danno però giustamente come ha fatto notare il Consigliere Sardella ci chiedono di controllare se c’è qualche responsabilità, chi può avere originato eventuali responsabilità in questo obbligo di pagare questo importo. Durante la Commissione non mi ricordo il nome del funzionario che è venuto a illustrarci come si era svolto negli anni un procedimento lunghissimo, già l’amministrazione comunale aveva più o meno assolto i suoi obblighi imposti dalla Corte di Appello e aveva messo in deposito la somma che era già stata ritirata dal ricorrente attuale e quindi già ho fatto notare questa eccezione come se ha preso la somma depositata bene o male c’era spazio anche di manovra però a questo punto gli spazi di manovra penso che non ci siano più però sicuramente quello che hanno fatto notare i Revisori dei Conti deriva appunto da questa discrepanza su quello che che è avvenuto. Io non sono un avvocato quindi demando agli avvocati presenti di valutare questo aspetto citato dai revisori dei conti perché è importante, è anche anomalo insomma che un’area che noi abbiamo sistemato, che abbiamo riqualificato venga analizzata oggi a distanza di venticinque anni da quando è avvenuto quello e valutata una cifra che non è più corrispondente dal mio punto di vista a quella che era in passato però questa valutazione non è di un perito è di un consigliere comunale di opposizione ma mi lascia qualche dubbio. Ho già detto che dobbiamo votarla però giustamente sarebbe da controllare cosa non ha funzionato nel meccanismo per evitare che ricapiti in futuro, se c’era da fare qualche intervento che non è stato fatto e capire perché non è stato fatto e chi non l’ha fatto.
Il Segretario MORGANTI: io ritengo di no, dopodiché ciascuno scrive quello che ritiene, però ritengo un dovere del Consiglio comunale quando si tratta di queste questioni, tanto più ove si tratti di sentenze passate in giudicato o meno comunque sentenze esecutive, vanno riconosciuti i debiti. Nel caso specifico è vero che se vogliamo affrontare il tema delle responsabilità lo affrontiamo, ma il tema della responsabilità prevede che si possano ripetere eventuali somme pagate a titolo di risarcimento danno nei confronti di chi, dipendente dell’ente, abbia assunto un comportamento caratterizzato da, per quanto riguarda l’elemento psicologico, dolo o colpa grave. Non dilunghiamoci sul significato della colpa grave, nel caso specifico perché, come diceva giustamente il consigliere Sartini, dovremo verificare, è uno di quei casi che noi abbiamo affrontato in altre occasioni e che ci portiamo dietro, quanto ha detto? 15 anni, dodici anni, sedici anni, diciassette anni; è intervenuta la famosa sentenza della Corte Costituzionale per cui uno va a fare l’esproprio, stabilisce l’indennità di esproprio, addirittura qui c’è stato un primo grado, un secondo grado, Cassazione, rinvio, nel frattempo interviene la Corte Costituzionale, dice guardate non si interpreta così, si applica in un altro modo; sfido chiunque a ravvisare non la colpa grave ma un comportamento negligente o imprudente o caratterizzato da imperizia da parte di un qualsiasi funzionario che si sia occupato della questione, quindi su questo, ho semplicemente dato un’occhiata, ma noi abbiamo avuto altre occasioni nel caso di espropri, abbiamo affrontato mi sembra due volte importi anche decisamente superiori a questo, purtroppo nel corso del tempo sono intervenute ben due sentenze della Corte costituzionale che hanno rimesso in gioco tutte le regole che erano state applicate quando è stato avviato il procedimento di esproprio. Da questo punto di vista mi sento io di tranquillizzare il Consiglio comunale, fermo restando che a mio parere il Consiglio comunale applica l’articolo 194 sulla base di una proposta di delibera che arriva con pareri tecnici, quindi, semmai a monte, qualora vi sia de visu una verifica di un comportamento particolarmente negligente che arrivi fino alla colpa grave, ma comunque sia dopo che si è proceduto al pagamento delle somme fermo restando che c’è anche la trasmissione di queste delibere alla Corte dei Conti, ci sono tutti i controlli che ci debbono essere quindi mi sento di dire che questa delibera può essere assunta ed è doveroso assumere tranquillamente.
Il Consigliere SARDELLA (PD): molto brevemente per ringraziare il Segretario del chiarimento. È la prima volta che vedo una specifica indicazione dei revisori dei conti quindi mi sembrava doveroso ma comunque grazie Segretario.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: chiudiamo qui la discussione generale, abbiamo un emendamento che vi è stato consegnato ed esposto quindi un intervento a favore e uno contro per l’emendamento. Non ci sono  quindi mettiamo in votazione l’emendamento numero 1 alla pratica 6.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica,  l’emendamento n. 1 che viene approvato con 20 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, come proclama il Presidente ai sensi di legge.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: dichiarazioni di voto sulla pratica così come emendata. Non ne vedo quindi mettiamo in votazione la pratica così come emendata.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta iscritta al punto 6 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari, così come emendata in corso di seduta, che viene approvata con 20 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, come proclama il Presidente ai sensi di legge.
1° grado di giudizio. Con atto di citazione notificato 11/11/2002 l’allora società Area Residenziale Scapezzano di Corradini Franco & C. Snc conveniva in giudizio il Comune di Senigallia avanti alla Corte di Appello di Ancona proponendo opposizione alla stima dell’indennità di espropriazione di un’area utilizzata dall’Ente per la realizzazione di un verde attrezzato presso la balconata di Scapezzano (causa n. 1186/2002).
La Corte di Appello di Ancona, con sentenza n. 57 del 22 gennaio 2008 (depositata in Cancelleria in data 02 febbraio 2008), rigettava l’opposizione alla stima ex art. 19 e 20 della legge n. 865/1971 e dichiarava integralmente compensate le spese processuali. In pratica, la suddetta sentenza sanciva inequivocabilmente la natura non edificatoria dell’area in esame e, conseguentemente, veniva confermata la stima effettuata dalla Commissione Provinciale Espropri (CPE) di Ancona in data 16/06/2000.
2° grado di giudizio. Avverso la sentenza della Corte di Appello di Ancona n. 57/08 la società Area Residenziale Scapezzano s.r.l. in data 18-23 marzo 2009 proponeva ricorso avanti alla Corte Suprema di Cassazione (causa inscritta al n. 7332/2009 R.G.) ritenendo che: 1. Ancorché la zona fosse destinata alla realizzazione di attrezzature pubbliche e impianti di interesse generale (AP –F1) questa doveva considerarsi edificabile in quanto la vocazione edificatoria non si esaurisce con la sola destinazione privata residenziale; 2. L’inserimento del vincolo di tutela integrale introdotto dalla Variante Generale al PRG adottata il 16/02/1990 avrebbe avuto come unico scopo quello di limitare la misura dell’indennità dovuta.
La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza dell’11 marzo 2015 n. 18240/15 (depositata in Cancelleria il 17/09/2015) rigettava entrambi i motivi sopra richiamati, ma in ragione della sopravvenuta pronuncia della Corte Costituzionale n. 181 del 07 giugno 2011 (dichiarata illegittimità costituzionale dell’art. 5/bis, comma 4, del decreto-legge 11/07/1992 n. 333, convertito con modificazioni dalla legge 08/08/1992 n. 359) cassava la sentenza n. 57/2008 con rinvio alla Corte di Appello di Ancona, in diversa composizione, in relazione alla indicata necessità di tener conto, nei termini sopra specificati dello ius superveniens (punto 5 pag. 11 della sentenza 18240/15) ossia per la stima dell’indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell’indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1985, n. 2359, art. 39, che è l’unico criterio ancora rinvenibile nell’ordinamento (pag. 9-10 della sentenza 18240/15).
Giudizio di riassunzione. In data 16/12/2015 la società Area Residenziale Scapezzano Srl notificava al Comune di Senigallia atto di citazione in riassunzione ex art. 392 c.p.c. avanti alla Corte di Appello di Ancona (causa n. 1680/2015). Nel corso del suddetto giudizio veniva disposta CTU al fine di accertare il valore del bene espropriato sulla base dei principi affermati dalla Suprema Corte, consulenza che, nei suoi contenuti, veniva ampiamente contestata dal Comune di Senigallia ma invece fatta propria dai giudici della Corte di Appello di Ancona con la sentenza n. 1425/2019.
Con la citata sentenza la Corte di Appello così si pronuncia:
La Corte, sul giudizio di rinvio proposto da Area Residenziale Scapezzano S.r.l., con atto di citazione in riassunzione nei confronti del Comune di Senigallia, a seguito di sentenza della Corte di Cassazione n. 1840/2015 in data 17.09.2015, che ha cassato con rinvio la sentenza della Corte di Appello di Ancona n. 57/2008 resa in data 02.02.2008, determina l’indennità di esproprio e di occupazione d’urgenza spettante all’Area Residenziale Scapezzano S.r.l. nella complessiva somma di euro 71.342,70, comprensiva di interessi e rivalutazione ed al netto di quanto già versato, disponendone il deposito presso la Cassa DDPP. ….omissis. Con la stessa sentenza il Comune di Senigallia viene condannato al pagamento delle spese di lite dei tre gradi di giudizio e spese di CTU.
Con nota 02/10/2019, acquisita al protocollo di questo Ente con il n. 61627 del 07/10/2019, veniva trasmessa dal legale di controparte, Avv. Sergio Cesare Cereda di Milano, oltre la sentenza più volte richiamata n. 1425/2019, anche il conteggio complessivo dovuto dal Comune di Senigallia e precisamente: Ђ. 71.342,70 da depositare presso la Cassa DDPP a favore della società Area Residenziale Scapezzano; Ђ 22.024,57 da versare su conto corrente indicato dal legale per le spese di lite per i tre gradi di giudizio e spese CTU; importi verificati nella sua correttezza dall’Ufficio.
Ai suddetti importi va aggiunta anche la spesa di registrazione della sentenza di Ђ 713,00 quale imposta di registro – atti giudiziari da versare  all’Agenzia delle Entrate su apposito modello F24.
Richiamato l’art. 194, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 267/2000 Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, ai sensi del quale con deliberazione consiliare gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive.
Ritenuto pertanto opportuno riconoscere il debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per un importo di Ђ (71.342,70 + 22.024,57 + 713,00) = Ђ 94.080,27=.
Stabilito che il debito fuori bilancio in argomento è finanziato con appositi stanziamenti di spesa previsti nel Bilancio di previsione armonizzato 2019/2021 alla Missione 8 – Programma 1 Urbanistica ed Assetto del Territorio al Titolo II della spesa per Ђ 71.342,70 e Titolo I della spesa per  Ђ (22.024,57 +  713,00) = Ђ 22.737,57.
2°) - DI PRENDERE ATTO che, in relazione alla sentenza della Corte di Appello di Ancona n. 1452 del 18/09/2019 (pubblicata il 1° ottobre 2019), l’importo da versare alla Cassa DDPP a favore della società Area Residenziale Scapezzano S.r.l. è pari ad Ђ 71.342,70, mentre le spese legali dei tre gradi di giudizio e spese CTU ammontano complessivamente ad Ђ 22.024,57 da versare secondo le indicazioni del legale di controparte avv. Sergio Cesare Cereda.
3°) - DI PRENDERE ATTO che la spesa per la registrazione della sentenza Corte di Appello di Ancona n. 1452/2019 del 18/09/2019 è pari ad Ђ 713,00;
4°) - DI RICONOSCERE il debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per l’importo di 94.080,27;
5°) - DI STABILIRE che il debito fuori bilancio trova copertura finanziaria con apposito stanziamento di spesa del Bilancio di previsione armonizzato 2019-2021 alla Missione 8 – Programma 1 Urbanistica ed Assetto del Territorio al Titolo II della spesa per Ђ 71.342,70 e Titolo I della spesa per  Ђ (22.024,57 +  713,00) = Ђ 22.737,57.
7°) - DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 del D. Lgs. 18/08/2000 n. 267 mediante separata votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato.
La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 20 dicembre 2019 al 4 gennaio 2020 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì,  7 gennaio 2020	Il       Segretario Comunale
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 31 dicembre 2019, essendo stata pubblicata il 20 dicembre 2019
Lì, 2 gennaio 2020	Il       Segretario Comunale
26-11-2019 - L'atto Riconoscimento del debito fuori bilancio per sentenza contenzioso con Area residenziale Scapezzano srl è stato presentato

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 art. 19
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 art. 39
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 art. 392
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